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La
burocrazia ( da "Gazzetta di Parma, La"
del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La burocrazia
Permessi, un incubo Per le donne immigrate, il primo scoglio da superare, una
volta varcato il confine, è la regolamentazione dei documenti che, il più delle
volte, rappresenta un vero e proprio incubo, a causa della burocrazia, resa
ancora più incomprensibile dalla lingua.
Vladimir
Luxuria con e per le donne ( da "Blogosfere"
del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Inoltre oggi
la burocrazia rende i tempi per fare abortire una donna troppo lunghi, nel
frattempo la gravidanza va avanti. Questo che ti dico ha un'attinenza molto
stretta con l'episodio accaduto a Genova. Rendere così difficile e burocratica
un'interruzione di gravidanza, non fa che favorire gli aborti clandestini.
Frana
e strani pedaggi in Autofiori ( da "Stampa, La"
del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
anche se
probabilmente burocrazie tecnologiche hanno imposto di concedere la gratuità
solo sul percorso "principale"".Pioggia di oggetti
dall'autostrada Scrivo per segnalare cosa succede ad abitare vicino ai viadotti
della società Autostrade! In data odierna ad esempio un autotreno ha perso il
suo carico di pannelli isolanti,
Ha
la pensione: 12 centesimi Sui 21 euro lordi pesa il recupero crediti dell'Inps
( da "Nazione,
La (Umbria)" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Non è un
errore compiuto dalla burocrazia, ma il conto esatto delle spettanze mensili
della signora Angela Maretti Anselmi, vedova orvietana di 72 anni, secondo i
calcoli dell'Inps. Il primo pagamento è arrivato con riferimento al mese di
marzo e, da ora in avanti, la somma che la pensionata riceverà dall'Inps
dovrebbe essere più o meno questa,
Non
credo alla rivolta del Nord Calearo: La Lega protesta ma non propone. Io
ministro? Sono pronto ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)"
del 18-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
il petrolio
che continua la sua incredibile corsa e i lacci e lacciuoli di una burocrazia
che tende a immobilizzarti. Ci sono imprese come Finmeccanica e Piaggio, tanto per
fare esempi, più brave dei loro competitori e che continuano a essere molto
dinamiche. Mancano, però, le condizioni che facilitino gli investimenti degli
stranieri".
MATTEUCCI
Il sindaco si impegna ad accelerare le procedure per realizzare distretto della
nautica e terminal container. Poi meno burocrazia
( da "Resto
del Carlino, Il (Ravenna)" del
18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
MATTEUCCI Il
sindaco si impegna ad accelerare le procedure per realizzare distretto della
nautica e terminal container. Poi "meno burocrazia" - -->.
Beretta:
Le infrastrutture? Stop ai veti che bloccano il Paese
( da "Giorno,
Il (Nazionale)" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
fondamentali
insieme a una pressione fiscale meno pesante e a uno snellimento della
burocrazia per dare pari competitività al nostro sistema economico"
rispetto alle altre nazioni europee. Toccando infine il tema delle
privatizzazioni, "alla politica deve spettare solo la definizione delle
regole" dice, il direttore di Confindustria ha chiuso affermando che
"bisogna recuperare, ovunque,
Il
decalogo antisprechi di walter "ma non voglio inseguire grillo" -
goffredo de marchis ( da "Repubblica, La"
del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Abbattere i
costi per me significa anche e soprattutto più efficienza, meno burocrazia. E
più sobrietà, certo, perché ne abbiamo bisogno". Walter Veltroni parlerà
ancora, nel suo giro d'Italia, della mannaia che deve cadere sui bilanci dei
politici, delle istituzioni, degli enti locali: chiedono troppi soldi ai
cittadini.
Proteste
inutili ( da "Nazione, La (Livorno)"
del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
informazione
non è bastato a far prendere i provvedimenti giusti, non è servito a far
accelerare i tempi della solita, assurda, burocrazia "made in Italy".
E la vergognosa situazione del Sud continua a rilanciare un'immagine negativa
del nostro Paese nel mondo, offuscando le bellezze autentiche di questa terra.
E un vero peccato. Giovanni, Perugia - -->.
La
minoranza di san giorgio: la burocrazia ci ostacola
( da "Provincia
Pavese, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Cronaca La
minoranza di San Giorgio: "La burocrazia ci ostacola" SAN GIORGIO.
"Sarebbe andata meglio per tutti i cittadini se in Comune non si fossero
registrati nei nostri confronti dei pregiudizi, che hanno annullato il ruolo
democratico dei consiglieri comunali, quelli di minoranza in particolare".
Il
qualunquismo dilaga, ma forse è meglio così
( da "Nuova
Sardegna, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
tutta italiana che opprime il cittadino continuamente in ogni secondo della
propria esistenza. Fra poco andremo a votare per rinnovare il nostro
parlamento, i due poli principali dicono quasi le stesse cose, a parte qualche
piccola sfumatura dialettica, e sembrano voler pareggiare in modo da doversi
alleare e cercare a loro dire di risolvere insieme i problemi del paese.
San
domenico, lavori lunghi un lustro
( da "Tirreno,
Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
bloccati fra
burocrazia, appalti andati male e ritrovamenti di reperti storici che hanno
richiesto, prima di poter proseguire i lavori, l'intervento degli esperti della
Soprintendenza. Via all'ultimo lotto. Nel piano triennale delle opere pubbliche
del Comune, approvato nei giorni scorsi insieme al bilancio di previsione 2008,
Di
LUCA FRANCESCANGELI IN TUTTA la provincia ci sono 16.885 immobili 'fan
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Qui la colpa
non è del proprietario ma della burocrazia. Il secondo caso è costituito da
tutto quell'insieme di strutture provvisorie come pollai e voliere che, specie
in campagna, sono nella zona di confine tra ciò che va registrato e ciò che non
va registrato. In questo caso ci muoviamo in un ambito un po confuso e bisogna
giudicare caso per caso.
La
scuola ha tradito Burchielli Un professore lasciato solo La difesa dell'avvocato:
Risponderemo al Ministero ( da "Nazione, La (Firenze)"
del 18-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Per la
burocrazia è importante che facciano bene i custodi dei ragazzi. Allora succede
che, siccome i programmi ministeriali sono inadeguati, un professore cerchi
modelli didattici alternativi, pur di stabilire un contatto coi ragazzi. Che
s'inventi una didattica tutta sua.
Nelle
scuole civiche di musica ora si tira un sospiro di sollievo
( da "Nuova
Sardegna, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
efficienza
organizzativa sulla burocrazia che consentirà ad un settore in continua
crescita di esercitare quei grandi benefici culturali che hanno offerto
l'opportunità a oltre 40mila famiglie di usufruire di un servizio di grande
importanza sociale.", sostiene Luigi Puddu, direttore della scuola civica
della provincia.
QUALE,
DESIGNATO PRIMO MINISTRO, NON AVEVA INCLUSO NEL SUO GOVERNO NESSUN MINISTRO
VENETO (COMPRESO ( da "Trentino"
del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Dove il peso
del fisco sul reddito d'impresa è la metà, dove la burocrazia fornisce le
risposte in sei mesi anziché in sei anni, dove la formazione è considerata una
leva strategica e non una torta da spartire. Lezioni che ci vengono dalle
confinanti Austria e Slovenia, ma anche dalle lontane ed ex derelitte Irlanda
ed Estonia.
Budoni,
l'italia dei valori apre la campagna col sindaco nieddu come unico candidato -
tiziana simula ( da "Nuova Sardegna, La"
del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
o perchè ci
sono state imposizioni colonialistiche di persone non sarde o perchè le
burocrazie romane hanno deciso candidature contro la volontà delle basi. Io
credo che molti premieranno Italia dei Valori perchè Di Pietro è stato
rispettoso della nostra autonomia, non ha imposto nessuna candidatura".
Poi, l'affondo al centro destra.
L'italia
dei valori inizia a budoni - tiziana simula
( da "Nuova
Sardegna, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
o perchè ci
sono state imposizioni colonialistiche di persone non sarde o perchè le
burocrazie romane hanno deciso candidature contro la volontà delle basi. Io
credo che molti premieranno Italia dei Valori perchè Di Pietro è stato
rispettoso della nostra autonomia, non ha imposto nessuna candidatura".
Poi, l'affondo al centro destra.
Prima
dell'estate partirà il restauro di san paolo
( da "Nuova
Sardegna, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
per oltre un
anno nella melassa della burocrazia. "La giunta Nizzi aveva acquistato
l'immobile per 300 milioni - dice Tamponi - con la volontà di demolirla per
allargare la piazza, ma il soprintendente Paolo Scarpellini aveva posto il
vincolo sull'edificio dell'Ottocento". Da qui il blocco di un'operazione
che aveva già trovato cervello, in un progetto di restauro condiviso dall'
Veltroni?
Una novità, per anni il Veneto laburista era incompreso dalla sinistra
( da "Unita,
L'" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Tutti contro
le tasse e la burocrazia. Ma come controllare i privati? "Non si tratta di
darwinismo o assenza di regole. È meglio meno moduli da riempire che meno tasse
da pagare". Imprese e commercianti esprimono i loro desideri. Ma esiste
anche un'opinione pubblica che si rapporti alla politica?
Ascom,
un fatturato da 31 milioni - micol lavinia lundari
( da "Repubblica,
La" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
tra
burocrazia e regole. "Il futuro di Ascom? Sarà roseo se sapremo
interpretare in maniera innovativa le trasformazioni del settore", spiega
Tonelli, "i profondi cambiamenti del tessuto del commercio e della piccola
e media impresa bolognese. è innegabile la necessità di adeguarsi, mettendo a
frutto gli investimenti e i processi di rappresentanza,
Romoli:
veltroni? presenta il programma di berlusconi del 2001
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ed è
soprattutto il sindaco di quella Roma della burocrazia. Adesso Veltroni -
attacca ancora Federico Razzini - scopre improvvisamente un nonno sloveno e
arriva in Venezia Giulia a spiegarci dove va il mondo e dove va l'Europa.
Grazie della lezioncina Veltroni: doveva venire lui da Roma a spiegarci cos'è
la multiculturalità, cos'è l'identità e la cultura mitteleuropea,
<Con
la mia laurea aiuterò gli stranieri>
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
continua a
combattere la sua battaglia, quella contro la burocrazia del suo Paese e
dell'Italia. Parla di burocrazia e scoppia a ridere, una risata irrefrenabile,
contagiosa, quella di Dania. "Sono anni che faccio i conti con queste
lentezze, tra scartoffie, norme, regolamenti: a Cuba e ora anche qui in Italia.
Sos
degli artigiani ai poli: meno tasse
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la burocrazia
pesante, la concorrenza sleale frenano le nostre imprese. Chiediamo ai politici
di metterci nelle condizioni di poter produrre e far lavorare". Ecco
allora che i due candidati (nella foto a sinistra) hanno quindici minuti a
testa per mettere d'accordo la platea (nella foto a destra) con i programmi dei
due maggiori partiti del Paese.
Nord,
per illy c'è il rischio secessione
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Indicate le
priorità a Roma: meno tasse e burocrazia Nord, per Illy c'è il rischio
secessione Le reazioni degli imprenditori: no a divisioni, favoriamo il
federalismo I SERVIZI ALLE PAGINE 9 E 10 TRIESTE. Il Nord deve fare i conti con
il rischio di una secessione. E non più di stampo leghista, con bandiere padane
ed elmi da vichingo.
Illy
e la sfida del nord: rischio secessione
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
del
governatore avvia il dibattito tra politici e industriali Ridurre le tasse e la
burocrazia, dare autonomia fiscale alle regioni dall'inviato TOMMASO CERNO
TRIESTE. Il Nord deve fare i conti con il rischio di una secessione. E non più
di stampo leghista, con bandiere padane ed elmi da vichingo. Ma simboleggiata
dalle partite Iva a sette zeri dei grandi imprenditori del Nord-est.
Pompei
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
il numero
chiuso è una delle formule più temute dalla burocrazia che amministra i beni
culturali. Perché abbassa il numero dei visitatori e, di conseguenza, disturba
il manovratore in quanto fa affluire meno denaro cash e obbliga a pensare a una
gestione più intraprendente del monumento. Per recuperare in eventi quello che
si perde in biglietti.
<Ho
la sclerosi ma non mi curano> ( da "Corriere della Sera"
del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ma Giovanna
Bandini dovrà attendere che la burocrazia faccia il suo corso prima di
cominciare la nuova terapia? Verso le 17.30 Montaguti, dopo una rapida indagine
interna, risponde: "Forse c'è stato un equivoco: in settimana la paziente
sarà chiamata dal Centro sclerosi multipla del Policlinico per iniziare la cura
sperimentale alla quale ha assolutamente diritto.
Blair
o Merkel ( da "Riformista, Il"
del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Governanti
dal profilo politicamente basso, inclini alla burocrazia, con piccoli stati
alle spalle. Alla presidenza dell'Europa, per il primo mandato di questo nuovo
incarico, carica ambita, gli europei vogliono un "presidentissimo".
Lo sostiene il sondaggio commissionato ad Harris dal Financial Times e
pubblicato sul sito.
Quattro
nomi alla Camera, tre per Palazzo Madama, per un totale di sei donne e un solo
candidato uom ( da "Messaggero, Il (Latina)"
del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
della
politica e della burocrazia anche attraverso un'ampia riforma istituzionale. E
infine un lungo lavoro sulla ricerca e i centri di eccellenza, pensando alla
proposta di riconversione del cirene. Intanto, nel giorno delle presentazioni
ufficiali, compare anche chi queste liste le aveva criticate non poco,
riservando parole dure al segretario provinciale Loreto Bevilacqua.
Cervellin
al Fisco: <Ho pagato tasse su soldi mai incassati, rimborsatemi>
( da "Corriere
del Veneto" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
inerzia delle
pubbliche amministrazioni e dalla farraginosità della burocrazia non ci pensa
nemmeno. "Andiamo avanti – garantisce – e senza cadere nella
"trappola" che ci hanno teso all'assessorato laziale alla sanità. Ci
propongono di pagarci quanto dovuto, ma non le spese legali e gli interessi fin
qui maturati.
Rispunta
Guarino con la vendita del patrimonio
( da "Sole
24 Ore, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia i
destini dell'Europa) avremo per esempio commissari della zona non-euro che
decideranno sui Paesi dell'euro. "L'Italia non potrà più negoziare,
dobbiamo saperlo". Un'altra scossa.Che farà molto discutere.
gentili.guido@libero.it IL SUPERFONDO Nei programmi di Pd e Pdl piani per
collocare beni e ridurre il debito pubblico di Guido Gentili.
Riconquista
in salita fra le ex tute blu passate alla Lega
( da "Sole
24 Ore, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
è troppa
burocrazia, troppo poca flessibilità, troppo cuneo fiscale ". Già, e
Veltroni? "Dice cose condivisibili, apprezzo i suoi buoni propositi. Ma è difficile
credergli. Siamo stati troppo maltrattati in questi ultimi due anni di governo
Prodi". Non a caso nel Nord-Est ci sono tantissimi Nicolette Scalchi o
Luigi Lagni.
Il
saluto del mondo economico al prefetto Tranfaglia
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
facilitare il
rapporto fra imprese e burocrazia, agevolare le procedure e gli incontri fra le
parti: questi sono i pilastri dell'azione del prefetto, Angelo Tranfaglia,
nell'approccio con il mondo produttivo. "Tutto ciò significa supportare le
autonomie - ci spiega Tranfaglia - per la massima esaltazione delle
potenzialità del mondo economico.
Saltano
le dimissioni on line ( da "Italia Oggi"
del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Nicola
Mondelli Visualizza la pagina in PDF note di Burocrazia Saltano le dimissioni
on line Moduli cartacei per chi ha raggiunto l'età pensionabile Si precisano
gli ambiti di applicazione e i soggetti nei cui confronti trovano applicazione
le nuove disposizioni in materia di dimissioni volontarie contenute nel decreto
interministeriale del 21 gennaio 2008,
Razzini:
veltroni a gorizia è stato un flop "romano"
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
partito ed è
soprattutto il sindaco di quella Roma della burocrazia, degli intrighi, degli
affari poco chiari che, vista da noi goriziani e bisiachi, così come in tutto
il Nord, come il centro del malaffare italiano, di quella politica che non ci
piace e ci rende anzi la vita difficile". "Adesso Veltroni scopre
improvvisamente un nonno sloveno e arriva in Venezia Giulia a spiegarci -
LA
PIeTRA del giorno ( da "Milano Finanza (MF)"
del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ma che non ha
visto mai la luce anche come effetto della lentezza della burocrazia cinese nel
rilasciare tutte le autorizzazioni. Un ritardo che ha comunque consentito al
broker cinese di evitare una perdita di quasi 1 miliardo di dollari visto
quanto è accaduto in questi giorni. MF Numero 055, pag. 1 del 18/3/2008
Autore:.
A
Marcegaglia 10 in immagine, ma la sfida inizia ora
( da "Secolo
XIX, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
tradizionalmente
critici nei confronti delle burocrazie funzionariali e della loro pervicace
attitudine da "serve-padrone" dei datori di lavoro, facendosi
indicare dal direttore generale, Innocenzo Cipolletta, il nuovo segretario del
Movimento. I poteri forti interni non ne dimenticarono l'abile arrendevolezza e
- quindi - hanno visto subito di buon occhio l'ascesa sia dell'
In
ospedale con la gamba a pezzi non paga in tempo il fisco: multato
( da "Giornale
di Merate" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
vittima anche
della burocrazia ha chiesto la restituzione della mora IN OSPEDALE CON LA GAMBA
A PEZZI NON PAGA IN TEMPO IL FISCO: MULTATO Brivio - Oltre al danno la beffa.
Giancarlo Longhi mentre era immobilizzato in un letto d'ospedale a seguito del
grave infortunio, non ha rispettato delle scadenza relative ai versamenti
fiscali dell'azienda di cui era titolare e che ha poi chiuso.
EUROSTAT:
I REDDITI DEGLI AGRICOLTORI ITALIANI IN CADUTA LIBERA. DAL 2000 CROLLO DEL
18,2% ( da "Sestopotere.com"
del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
mostro"
della burocrazia ha promosso una Petizione popolare raccogliendo migliaia di
firme in tutta Italia. Così i redditi agricoli Ue nel 2007 Paese Var. % su 2006
Lituania +39,3 Estonia +22,5 Rep.Ceca +20,9 Svezia +16,5 Finlandia +14,4
Lussemburgo +14,3 Polonia +13,7 Germania +12,6 Spagna +10,3 Lettonia +9,3
Irlanda +9,
Frammentato
e ostacolato dalla burocrazia: il Ssn secondo Cittadinanzattiva
( da "Redattore
sociale" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
2008
Frammentato e ostacolato dalla burocrazia: il Ssn secondo Cittadinanzattiva
Errori medici (18%), accesso alle informazioni (17%) e invalidità (8,2%)
risultano in testa alle segnalazioni dei cittadini. Ma è il federalismo (17,4%)
il tema emergente dell'anno. Rapporto Pit Salute 2007 Roma - Un servizio
sanitario sempre più disomogeneo,
Malattie
rare e invalidità: tanti ostacoli per l'accesso alle cure
( da "Redattore
sociale" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
anche quelli
della burocrazia. Il numero maggiore di segnalazioni riguarda la difficoltà ad
ottenere benefici o semplicemente una diagnosi (29%). Dalla comparsa dei
sintomi alla diagnosi passano a volte anni in cui i malati si sottopongono a
visite di ogni genere e spesso all'umiliazione di non essere creduti.
<Questa
Tv ha rinunciato a formare e informare. Rincoglionisce e basta>
( da "Liberazione"
del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ha liquidato
la burocrazia che bloccava la creatività e poi, tanto per dirne una, ha
rispolverato un modello come la 500 e lo ha rilanciato verso il futuro. Ecco di
LAVORO
PIU' SICURO? ( da "Azione, L'"
del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Riduzione
burocrazia. Sono semplificati gli obblighi formali, attraverso la riduzione del
numero e del peso per le aziende degli adempimenti di tipo burocratico, in
quanto non incidenti sulle condizioni di salute e sicurezza negli ambienti di
lavoro. Il mondo imprenditoriale ha accolto criticamente il nuovo decreto,
Aquis,
l'ateneo è d'eccellenza ( da "Corriere Adriatico"
del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Oltre la
sigla c'è il dire basta ai paletti della burocrazia e ai finanziamenti a
pioggia: non è caso, infatti, ma è l'Associazione per la qualità delle
università statali italiane. Oltre la sigla c'è pure la Politecnica delle
Marche, col suo rettore Marco Pacetti che aziona il timer per la fuga nel
futuro.
SALUTE/
I CITTADINI DENUNCIANO: CONTINUANO GLI ERRORI MEDICI
( da "Virgilio
Notizie" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia,
cure primarie: i tre nodi del SSN visto dai cittadini. Ma anche lunghe liste
d'attesa ed errori medici che continuano e che continuano a preoccupare i
cittadini. Sono questi i punti salienti del XI Rapporto Pit salute di
'Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato, "Ai confini della
sanità I cittadini alle prese con il federalismo"
ABBANDONATO
( da "Mattino,
Il (City)" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La
burocrazia, la moglie, i contatti che pure sarebbero intercorsi tra la donna e
il tutore, gli impediscono di entrare nella casa coniugale di cui è proprietario.
Prima che fosse dimesso dall'ospedale napoletano, nessuno aveva accertato che
tutto fosse in regola per accoglierlo.
Intervista
a Adriano Teso / Liberali, una minoranza da cui partire
( da "Opinione,
L'" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
e non in
nuova burocrazia. Fini ha creato Fare Futuro proprio con questo intento. Nella
fondazione si analizzano le necessità del mercato e le opportunità per dare
slancio al paese con la nuova legislatura. Parliamo del primo punto di ogni
programma di governo: la realizzazione di infrastrutture per la logistica.
Travan:
<L'impresa non è il nemico>
( da "Gazzettino,
Il (Udine)" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
chiedeva i
suoi interventi per accelerare i tempi della burocrazia, ha assicurato:
"Prenderemo a modello l'efficienza che c'è in tante piccole e medie
imprese. Rendere Udine città europea - ha aggiunto - significa dotarla di
servizi tecnologicamente avanzati, come l'estensione della rete digitale a
tutto il territorio comunale, cominciando dalle zone con insediamenti
produttivi,
Bertossi
lancia un siluro su Tondo <Solo slogan, era meglio Snaidero>
( da "Gazzettino,
Il (Udine)" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
portando meno
burocrazia e servizi migliori ai cittadini. Penso, ad esempio, alla crescita
del settore turistico che a mio avviso può dare altri risultati positivi. Per
questo sarebbe utile che Tondo dicesse ai nostri concittadini cosa vuole fare
per migliorare la nostra regione e con quali uomini vorrebbe far meglio della
giunta Illy.
Tangenziale,
pressing su Muraro ( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Zanchetta
aveva parlato di "burocrazia kafkiana che non permette la partenza dei
lavori; un fatto gravissimo che ha frenato lo sviluppo di tutta l'area".
Ieri lo stesso Zanchetta, all'uscita dalla riunione, ha commentato: "Abbiamo
richiesto alla Provincia che ci sostenga in questo procedimento, vista
l'importanza della tangenziale,
Si
comincia con la sponsorizzazione ( da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Spesso questa
cosa va oltre la non - volontà politica (l'azione a volte deleteria di certa
burocrazia) ed è veramente difficile da spiegare. Ma che mito è - ha concluso -
quello della riduzione del debito pubblico? Così si bloccano solo gli investimenti:
chi ha i bilanci a posto deve essere lasciato libero di investire".Michele
Fullin.
Donadi:
"Ridurre stipendi parlamentari non basta più" Massimo Donadi,
capogruppo Idv alla Camera, interviene sulla proposta di Veltroni di ridurre
gli stipendi dei parlamentari: "S
( da "Dire"
del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
mettere mano
a quelle enormi sacche di burocrazia inefficiente che ci sono nel pubblico, con
duplicazioni di funzioni, ove vi sono enti inutili, enti dannosi, o enti
enormemente sovradimensionati, introdurre nel pubblico impiego criteri di
valutazione meritocratica, attraverso strumenti oggettivi di valutazione
dell'operato.
Salute,
i rallentamenti della burocrazia ( da "AudioNews.it"
del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
54 Cronaca Il
servizio di Vittoria Scordamaglia Salute, i rallentamenti della burocrazia
15.24: Burocrazia e liste di attesa interminabili. Sono alcune delle criticità
denunciate dall'XI Rapporto Salute del Tribunale per i diritti del malato -
Cittadinanzattiva presentato stamane a Roma.
La
battaglia del Nord ( da "Famiglia Cristiana"
del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
SETTENTRIONALE
LA BATTAGLIA DEL NORD La sfida decisiva in vista delle elezioni si gioca qui,
dove gli imprenditori chiedono meno burocrazia e più coraggio. E proprio qui il
leader del Pd va all'attacco. Pensioni, ripresa economica, prezzi e salari. Di
tutto, di più. Dai salotti ai comizi, fino ai cenacoli molto "in"
come quello che ogni anno la Confcommercio organizza a Cernobbio.
SALUTE.
Rapporto Cittadinanzattiva: sanità frammentata, aumentano viaggi all'estero
( da "HelpConsumatori"
del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
e che troppo
spesso fa della burocrazia uno strumento per ridurre l'accesso dei
cittadini". "Sebbene gli errori medici (18%), l'accesso alle
informazioni e documentazioni(17%) e l invalidità (8,2%) risultino in testa
alle segnalazioni dei cittadini, una attenta analisi dei dati rivela come sia
il federalismo (17,4%) il tema emergente dell'anno - commenta l'
EUROREGIONE:
GALAN A FRATTINI, ALLARGHIAMOLA PURE ALLA LOMBARDIA
( da "Asca"
del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Euroregione
della pace: ''sono stati quelli sostenuti dalle burocrazie ministeriali, dalla
mancanza di volonta politica dei governi che si sono succeduti alla guida del
nostro Paese, dal dato di fatto reale che la Slovenia per poter aderire
all'Euroregione deve ripensare se stessa dal punto di vista costituzionale e
amministrativo.
Turismo
tutto l'anno: dalle parole ai fatti
( da "Italia
Sera" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
dovuti alla
burocrazia e alla lentezza di concessione delle autorizzazioni per aprire le
attività ricettive. "L'avvento delle nuove tecnologie ? spiega Peparello ?
permette di cambiare radicalmente il concetto di fare turismo, che è di alta
stagione per tutto l'anno e si basa sulle motivazioni che spingono chi viaggia
ad andare in un determinato posto anziché in un altro.
Rigore
e niente cedimenti. La Bce fa benenevi
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
che pure
dispone di una burocrazia di altissimo livello, ed al suo ritardo rispetto alla
Germania perché i dubbi sfiorino la certezza. Ma non è questo ora il vero
problema, bensì quello dell'inflazione e del deficit pubblico. La prima è molto
pericolosa perché, una volta partita, non è per niente agevole riportarla sotto
controllo.
( da "Gazzetta di Parma, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
La
burocrazia Permessi, un
incubo Per le donne immigrate, il primo scoglio da superare, una volta varcato
il confine, è la regolamentazione dei documenti che, il più delle volte,
rappresenta un vero e proprio incubo, a causa della burocrazia, resa ancora
più incomprensibile dalla lingua. "Si... continua... Per leggere il testo completo
dell'articolo, registrati al nuovo "sfogliatore" online.
( da "Blogosfere" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Mar 0818 Vladimir
Luxuria con e per le donne Pubblicato da Fausta Maria Rigo alle 01:23 in
Interviste Avevo tantissime cose da chiedere all'onorevole Vladimir Luxuria,
così tante che al dunque alcune domande devono essermi sfuggite. Per fortuna
però ho avuto modo di entrare in contatto con una persona caldissima e molto
disponibile che mi ha messo subito a mio agio. Infatti dalla prima domanda in poi
siamo passate a darci tranquillamente del tu. E dire che l'ho chiamata mentre
stava finendo di pranzare, non ha mostrato il benché minimo disappunto, mi ha
solo chiesto gentilmente di farle finire di mangiare la frutta. Non voglio fare
commenti perché questa intervista parla da sola, personalmente ne sono a dir
poco entusiasta. Questa campagna elettorale che, a detta di tutti, è
all'insegna della correttezza politica, a lei ha invece ha causato qualche
piccolo dispiacere, mi riferisco alla reazione delle 114 donne siciliane che si
sono opposte alla sua candidatura in Sicilia... Per fortuna ho avuto modo di
sentire sia la deputata uscente Daniela Dioguardi sia molte delle donne che
avevano firmato questo documento. In realtà era un documento in cui si chiedeva
di sostenere la candidatura di Daniela Dioguardi, non era un documento contro
di me. Invece sono molto contenta dell'accoglienza che sto avendo da parte
delle donne siciliane proprio adesso che mi trovo in Sicilia. Quindi la cosa è
stata anche un po' montata? In realtà non c'era nessun tipo di dissapore.
Quando si fanno le liste ci sono quelli contenti e quelli scontenti. Sono cose
che succedono. In ogni caso anche non avendo scelto io di candidarmi in
Sicilia, come sai, queste sono cose che decidono le segreterie dei partiti,
sono felicissima di candidarmi in Sicilia, la ritengo una grande opportunità.
Come pensi di operare nell'immediato, quali sono le prime cose che vorrebbe
fare in Sicilia? Be', io credo che intanto applicare il nostro programma, ossia
le nostre tematiche nazionali, sia in qualche modo fare gli interessi della
Sicilia. Perché quando si dice che la sinistra sta dalla parte dei più deboli
si riassume bene il punto. Noi siamo dalla parte delle persone che o non hanno
il lavoro oppure lo hanno a scadenza, sappiamo bene come questo problema si
ripercuota immediatamente soprattutto su quelle zone che si trovano in maggiore
difficoltà. Conosci bene il problema essendo nata nel sud. Io sono nata nel sud
quindi so bene cosa significa anche essere costretti a dover lasciare la
propria terra e i propri affetti. Secondo uno studio fatto dal Sole 24 ore sud,
quindi non da Liberazione, l'incidenza della povertà relativa in Sicilia è
passata dal 21,3% del 2002 al 28,9 di adesso. Io la definirei sicuramente una
emergenza. Nel nostro Paese l'emergenza non sono i lavavetri, ma questo genere
di cose. Invece cosa mi dici delle donne, il lavoro delle donne, al sud come in
tutto il Paese. Be' sai, il lavoro precario colpisce soprattutto le donne, il
64% dei contratti di lavoro a tempo determinato sono fatti a lavoratrici donne.
Ovviamente quella che paga di più oggi è la donna che lavora, a cui non sono
riconosciuti molti dei diritti sindacali per cui si è combattuto per anni. Tu
pensa soltanto alla richiesta di permessi per andare a prendere i figli a
scuola o per l'allattamento o per la maternità. E le donne In Politica in
Italia, com'è la situazione? drammatica? Eh, sì, diciamo drammatica. Sai, noi
siamo al sessantatreesimo posto nella classifica mondiale come rappresentanza
femminile. Il nostro problema è che in molti ambiti le donne non sono proprio
rappresentate. In politica c'è una discrepanza impressionante tra l'elettorato
e i candidati. La maggior parte dei votanti sono donne ma poche sono le donne votate.
Anche per colpa dell'attuale legge, a dir poco orrenda, per le scelte delle
segreterie di partito sono poche le donne elette. Posso dire almeno di fare
parte di un partito che nella scorsa legislatura aveva il 40% di donne elette.
Anche altri partiti hanno un grande numero di donne elette ma bisogna fare una
percentuale, un conto è avere tre donne elette su cento candidati, un altro è
averne tre su mille. Cosa pensi della campagna di Ferrara e della sua richiesta
di moratoria sulla 194? è come se ci avessero avvelenato il flÛte dello
champagne con il quale stavamo festeggiando la moratoria sulla pena di morte.
Non ci hanno dato il tempo di mettere l'accento su quanto fosse stato
importante il ruolo dell'Italia nella votazione di questa moratoria all'ONU. La
votazione contro la pena di morte è stata strumentalizzata. Hanno fatto passare
l'idea che un boia che inietta il veleno in Texas, uno che impicca in Iran o
che spara a un monaco tibetano in Cina, sono la stessa cosa di una donna che
vive il dramma dell'aborto. Io trovo che sia un passo indietro, mi sembra
assurdo oggi nel 2008, di nuovo dopo trent'anni, ridiscutere ancora se devono
essere gli altri, soprattutto gli uomini, a decidere sul corpo delle donne. è
una cosa assurda che passa attraverso vari tentativi di criminalizzazione.
Dall'idea di mettere scritte antiaboriste sui muri degli ospedali che praticano
l'aborto, a seppellire i feti abortiti, cosa a cui è favorevole il Presidente
della regione Lombardia. O ancora il fatto di accorciare il tempo concesso per
effettuare un aborto terapeutico, come ha recentemente deliberato la Regione
Lombardia. Io credo che invece il problema sia un altro: ci sono troppi
obiettori di coscienza tra i ginecologi, oltre il 60%. Tra gli anestesisti
oltre il 50% e un terzo del personale paramedico. Inoltre
oggi la burocrazia rende i
tempi per fare abortire una donna troppo lunghi, nel frattempo la gravidanza va
avanti. Questo che ti dico ha un'attinenza molto stretta con l'episodio
accaduto a Genova. Rendere così difficile e burocratica un'interruzione di
gravidanza, non fa che favorire gli aborti clandestini. Non è così che
si favorisce la maternità, in questo modo si favoriscono gli aborti clandestini
o peggio. Intendi i bambini nel cassonetto? Esatto. Senti nell'aria un certo
maschilismo di ritorno? C'è un problema molto grosso. Si pensa che la donna
debba sottostare al potere Divino. Che molto spesso è il potere degli uomini.
In politica o al Vaticano. Io invece penso che la prima e l'ultima parola vada
alla donna. Una donna stuprata nel Darfur, dove viene usato lo stupro come
metodo di lotta, che viene aiutata ad abortire da Amnesty International, io non
riesco a considerarla un'assassina. Sai una cosa? Il Vaticano sta ingerendo per
evitare che nelle scuole parlino gli esponenti di Amnesty International. Come
vedi la candidatura di Grillini a sindaco di Roma? Grillini ha sparigliato le
carte, la sua è una candidatura forte soprattutto a livello simbolico.
Diciamoci la verità non ha chance di diventare sindaco. Io vorrei precisare che
il mio commento riportato dal Corriere della Sera è stato interpretato secondo
le intenzioni del giornalista. Io non ho invitato a votare Grillini, ho
semplicemente detto che non voterò Rutelli come sindaco. Perché sai, io non
riesco a votare una persona che ha invitato all'astensione sulla Legge 40 e che
ci ha messo così tanti bastoni tra le ruote. Per concludere, ti va di
raccontarmi l'episodio che ti è capitato, quel parroco che non voleva che
facessi da testimone di nozze... Mi era stato inizialmente impedito di fare il
testimone di nozze per mia cugina dal Vescovo di Foggia, il quale ha dovuto
semplicemente ritrattare perché la sua iniziativa era contro la Legge. Come
sai, il testimone di nozze rappresenta lo stato civile che testimonia ai fini
degli effetti civili che il matrimonio è avvenuto. Quindi il testimone di nozze
lo può fare qualsiasi persona, basta che sia maggiorenne e capace di intendere
e volere. Non è un fatto di religione, lo potrebbe fare un musulmano, un ateo,
chiunque. In ogni caso il Vescovo ha ritrattato, quindi a settembre farò da
testimone alle nozze di mia cugina.
( da "Stampa, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
La parola ai lettori
Frana e "strani" pedaggi in Autofiori Lettere ed e-mail vanno inviate
a:LA STAMPA REDAZIONE DI SAVONA p.za Marconi, 3/6 - 17100 Savona Fax: 019
810.971, e.mail: savona@lastampa.it Preghiamo i lettori di essere sintetici. I
testi privi di generalità, indirizzo e recapito telefonico non saranno
pubblicati.Sono uno dei pendolari che da tempo soffre i disagi della chiusura
dell'Aurelia a Capo Noli. Ho accolto, dunque, con enorme piacere la notizia della
gratuità dell'Autofiori nel tratto Finale-Spotorno. L'altro giorno sono entrato
in autostrada, per mia comodità abitando in zona, dal casello di Feglino.
Sorpresa: uscendo a Spotorno mi è stato chiesto di pagare il pedaggio: 0,80
euro. Se fossi entrato a Finale la spesa, completamente rimborsata sarebbe
stata di 1,20 euro. In fondo io ho fatto risparmiare chi si accolla il
rimborso, cioè la Provincia, qualcosa come 40 centesimi. Non capisco perchè
entrando a Feglino si debba pagare. La prossima volta mi regolerò di
conseguenza ed entrerò in autostrada a Finale. C'è qualche evidente discrepanza
nel provvedimento adottato. Lettera firmata ORCO FEGLINO Risponde Ivo
Pastorino: "Detta così, la vicenda del rimborso del pedaggio appare
evidentemente contradditoria nei contenuti, anche se
probabilmente burocrazie tecnologiche hanno imposto di concedere la gratuità
solo sul percorso "principale"".Pioggia di oggetti
dall'autostrada Scrivo per segnalare cosa succede ad abitare vicino ai viadotti
della società Autostrade! In data odierna ad esempio un autotreno ha perso il
suo carico di pannelli isolanti, non solo finendo pericolosamente sulla
carreggiata provocando un incidente ma anche giù dal viadotto con almeno
( da "Nazione, La (Umbria)" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL CASO DOPO UNA
VITA DI LAVORO IN CANADA Ha la pensione: 12 centesimi Sui 21 euro lordi pesa il
"recupero crediti" dell'Inps di CLAUDIO LATTANZI ? ORVIETO ? UNA
PENSIONE sociale da 12 centesimi al mese. Non è un errore
compiuto dalla burocrazia,
ma il conto esatto delle spettanze mensili della signora Angela Maretti
Anselmi, vedova orvietana di 72 anni, secondo i calcoli dell'Inps. Il primo
pagamento è arrivato con riferimento al mese di marzo e, da ora in avanti, la
somma che la pensionata riceverà dall'Inps dovrebbe essere più o meno questa,
in base alle detrazioni previste di volta in volta. La signora Maretti ha
lavorato tutta una vita in Canada, insieme al marito che era alle dipendenze di
un'azienda che produceva tappeti. ANNI e anni di lavoro che adesso si
concretizzano in una pensione che non arriva a un euro. "Mio marito è
morto nel 2001. Fino ad allora percepivo una pensione di settecentomila lire.
Da allora vivo sola, ma vorrei sapere come è possibile tirare avanti nelle mie
condizioni. Anche la pensione di reversibilità di mio marito è del tutto
modesta, dal momento che si tratta di appena 205 euro e qualche
spicciolo". La somma delle due pensioni arriva dunque a 206 euro, e sempre
di una miseria si tratta. "Con questi soldi non si può vivere, eppure io
ho fatto regolarmente i versamenti volontari per tutti gli anni necessari per
avere la pensione, ma non potevo certo pensare che alla fine avrei ricevuto in
cambio questa miseria", racconta Angela. In realtà la pensione lorda che le
spetterebbe è di 21 euro, ma l'Inps ha calcolato un recupero crediti" che
è quasi equivalente alla somma lorda, tanto che la differenza è, appunto, pari
a 12 centesimi. Probabilmente a deprimere in maniera così drastica la già
magrissima pensione della donna c'è il fatto che percepisce anche un affitto.
"Incasso, infatti, un modesto affitto, ma anche dal punto di vista delle
tasse mi trovo a fare i conti con una situazione pesantissima ? aggiunge la
signora ? . Ho dovuto pagare grosse somme al fisco e i pochi risparmi che mi
erano rimasti li ho dovuti impiegare tutti nella ristrutturazione della casa,
che non è ancora terminata. I lavori sono bloccati e i muratori non hanno
intenzione di andare avanti, perchè vogliono essere pagati in anticipo. Io però
sono rimasta senza un soldo e non so più a chi rivolgermi". - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
18-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))
Argomenti: Burocrazia
"Non credo alla
rivolta del Nord" Calearo: "La Lega protesta ma non propone. Io
ministro? Sono pronto" di FLAVIA BALDI ? MILANO ? MASSIMO CALEARO,
imprenditore del Nord-Est, scelto a sorpresa da Walter Veltroni come capolista
del Partito democratico in Veneto, da presidente di Federmeccanica era
considerato un "falco". Ora, in caso di vittoria del Pd, è
candidato-ministro come rappresentante di una delle zone più produttive del
Nord. La sinistra, nel profondo Nord, ha sempre perso. Che cosa le fa pensare
che il 13 aprile le cose possano cambiare? "Ma vede, il Partito
democratico è qualcosa di diverso dalla sinistra classica e composita. Rappresenta
una vera novità che guarda al futuro, che è realmente interessata ai problemi
del Nord, che non sottovaluta i bisogni e le richieste della sua gente".
Illy, governatore del Friuli, riconosce alla Lega il merito di aver saputo
incanalare la rabbia del Nord nell'alveo istituzionale. Lei è d'accordo?
"Il Partito democratico conosce i problemi irrisolti e cerca di offrire
delle risposte legate, però, a un sistema-Paese reale. Si parla di tasse, di
federalismo, di rappresentanza. Insomma, intendiamo risolvere i problemi, non
dare solo voce alla protesta come ha fatto la Lega". Lei crede nella
necessità di introdurre il federalismo fiscale? " Sicuramente si tratta di
un'ipotesi interessante che non deve, però, riguardare solo una parte del Paese,
ma deve essere d'aiuto anche alle regioni più deboli. Ricordiamoci che nel
Nord-est, com'è noto, c'è la cultura del volontariato, con gli extracomunitari
c'è un'integrazione molto forte, nelle fabbriche c'è bisogno della loro
presenza e del loro lavoro. Insomma, a differenza della Lega, siamo contrari a
una forma di federalismo fiscale egoista". Riccardo Illy ritiene che la
secessione, intesa come convenienza economica, possa sedurre ancora qualcuno.
Lei avverte questo rischio? "Illy è l'esempio virtuoso del sistema
Nord-est. E' una persona illuminata, un governatore amato dalla gente. Con
tanto personale politico come lui, penso che il pericolo secessione sia
superato". Si parla di Massimo Calearo come di un possibile futuro
ministro in un eventuale governo Veltroni. Sarebbe disponibile? "La cosa
importante da dire , al momento, è che il Nord-Est deve avere a Roma un suo
rappresentante, un punto di riferimento. Che poi sia io o Massimo Carraro o
qualcun altro non è importante. Certo, nel caso in cui me lo chiedano, io mi
renderei disponibile". L'Italia è vissuta oggi come un paese in stallo,
circondato da altri che invece corrono. Come rimediare? "Per uscire dallo
stallo bisogna creare un sogno per gli italiani, dare un obiettivo a questo
Paese, un nuovo patto per la crescita. Le rispondo da imprenditore. Le piccole
e medie imprese, che costituiscono l'ossatura e la forza dell'economia del
Paese, per restare nel mercato si sono rinnovate e sono, comunque, competitive.
Questo, nonostante l'euro troppo forte, il petrolio che
continua la sua incredibile corsa e i lacci e lacciuoli di una burocrazia che tende a immobilizzarti.
Ci sono imprese come Finmeccanica e Piaggio, tanto per fare esempi, più brave
dei loro competitori e che continuano a essere molto dinamiche. Mancano, però,
le condizioni che facilitino gli investimenti degli stranieri".
Beh, su Alitalia, le condizioni di Air France-Klm non sono molto amichevoli.
"E' vero, ma bisogna fare un'analisi della situazione e vedere quello che
si è sbagliato in passato. Ci siamo mossi male, purtroppo". - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
MATTEUCCI Il sindaco
si impegna ad accelerare le procedure per realizzare distretto della nautica e
terminal container. Poi "meno burocrazia" -
-->.
( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
GLI INCONTRI DI
PROGETTO CITTA' E MONTE DEI PASCHI Beretta: "Le infrastrutture? Stop ai
veti che bloccano il Paese" ? BOLOGNA ? INVESTIMENTI in infrastrutture,
taglio deciso alla spesa pubblica, stop agli aumenti della pressione fiscale
che mettono in difficoltà lavoratori e imprese, cambio di rotta nel settore
energetico, privatizzazioni, spazio alla meritocrazia. Il direttore di
Confindustria, Maurizio Beretta, indica così all'Italia, "un Paese che ha
smarrito l'obiettivo della crescita economica", la strada da seguire per
poter ingranare una nuova marcia. Soprattutto in una fase come quella attuale
"delicata ? sottolinea ? e contraddistinta da una certa preoccupazione.
Nonostante tutto abbiamo le capacità per uscire dalle difficoltà. La
dimostrazione arriva dalle imprese ad alto contenuto tecnologico, in crescita
pure dal punto di vista dell'export". Beretta ha partecipato ieri al
Starhotels alla tappa bolognese del ciclo d'incontri "Il mondo
finanziario. Scenari e prospettive", promosso dal private banking del
gruppo Mps e dal movimento 'Progetto città' presieduto da Andrea Ceccherini,
presente all'evento. Dopo uno spazio dedicato agli interventi sulle prospettive
dei mercati finanziari, con protagonisti Massimo Greco di Jp Morgan e
Gianbattista Chiarelli di Pictet introdotti da Alberto Chiericati del gruppo
Mps, sotto i riflettori è finito il direttore di viale dell'Astronomia,
intervistato da Gabriele Canè, condirettore del Quotidiano Nazionale.
"L'ITALIA ? spiega Beretta ? è un Paese che ha sempre rinviato i problemi
nonostante abbia debolezze evidenti. Siamo tra le realtà più dipendenti da gas
e petrolio, però non si punta sui rigassificatori, si ostacolano i
termovalorizzatori ed è stato detto no al nucleare, uno storico errore". E
a questo si aggiunge "lo scandalo di chi piange lacrime di coccodrillo
lamentandosi per le bollette troppo alte". Denunciando poi come sia un
problema "avere un debito pubblico altissimo per il quale si pagano 75
miliardi di interessi ogni anno", il direttore di Confindustria ha inoltre
puntato il dito "sull'immobilismo, la politica del rinvio e l'inseguimento
dell'interesse particolare a scapito di quello generale". Un esempio?
"L'alta velocità dove appunto gli interessi di 5mila persone hanno avuto
il sopravvento su quelli di 57 milioni di italiani". LE INFRASTRUTTURE per
Beretta ? che ha sfruttato la tappa sotto le Due Torri per mettere l'accento
sulla necessità per Bologna del Passante nord, il bypass autostradale ? sono
infatti "una delle condizioni fondamentali insieme a
una pressione fiscale meno pesante e a uno snellimento della burocrazia per dare pari competitività al
nostro sistema economico" rispetto alle altre nazioni europee. Toccando
infine il tema delle privatizzazioni, "alla politica deve spettare solo la
definizione delle regole" dice, il direttore di Confindustria ha chiuso
affermando che "bisogna recuperare, ovunque, la meritocrazia, un
altro valore fondamentale soffocato da troppi anni". - -->.
( da "Repubblica, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'obiettivo del
leader Pd è mettere insieme il risparmio e una maggiore qualità dei servizi Il
decalogo antisprechi di Walter "Ma non voglio inseguire Grillo" Nel
mirino anche le consulenze: andranno messe in rete Alzare il numero dei
parlamentari necessari per il finanziamento a un giornale GOFFREDO DE MARCHIS
ROMA - "Non voglio inseguire Grillo, non gratto la pancia
all'antipolitica. Abbattere i costi per me significa anche
e soprattutto più efficienza, meno burocrazia. E più sobrietà, certo, perché ne abbiamo bisogno". Walter
Veltroni parlerà ancora, nel suo giro d'Italia, della mannaia che deve cadere
sui bilanci dei politici, delle istituzioni, degli enti locali: chiedono troppi
soldi ai cittadini. Lo farà sulla base di un vero e proprio
"Decalogo del risparmio" che i suoi esperti aggiornano di continuo e
continuamente spediscono corretto al fax del pullman. Il segretario del Pd ha
chiesto al gruppo di lavoro coordinato da Stefano Ceccanti, Walter Verini e
Claudio Novelli non solo proposte, ma anche numeri, dettagli, cioè dove si può
risparmiare e quanto. "Dobbiamo dire alla gente: qui possiamo salvare 100
milioni di euro per investirli in un campus universitario, in un'infrastruttura
urgente... Occorre fare degli esempi concreti". E dunque non c'è solo il
taglio agli stipendi dei parlamentari nel progetto del Partito democratico, ma
una road map complessiva sui costi della politica. Per rendere realizzabili le
promesse. Il grosso delle spese della politica sono i 425 milioni del rimborso
elettorale che i partiti si spartiranno dal 13 aprile 2008 fino al 2013 ai
quali vanno aggiunti i 225 milioni che le forze politiche presenti nell urne
del 2006 continueranno ad avere fino al 2010. Per fermare questo fiume di
denaro l'idea è ribaltare il sistema del finanziamento ai partiti,
privilegiando i contributi privati e riducendo i rimborsi statali. Ma nei dieci
punti del loft si passa dalle voci maggiori a quelle minori, proprio perché l'obiettivo
è insieme il risparmio e una maggiore qualità del "servizio". Per
esempio, una delle "riforme" punta a unificare le strutture
amministrative di Camera e Senato che oggi hanno due biblioteche, due centri
studi, due servizi di bilancio, due archivi di documentazione internazionale.
Eppure le Camere fanno lo stesso identico lavoro. Questa dicotomia va
eliminata. Va anche cancellata una delle differenze più odiose tra il Palazzo e
il paese: il metodo di calcolo delle pensioni, che per i parlamentari si
chiamano vitalizi. "Dobbiamo parificarlo a quello previsto per la
generalità dei lavoratori". La riduzione del numero di deputati e senatori
(470 alla Camera e 100 al Senato), presente nel decalogo, risponde all'esigenza
di una riforma costituzionale che elimini il bicameralismo perfetto, ma è anche
un'uscita che in questo modo viene ridimensionata. Si possono abolire le
province nelle zone dove nascono le aree metropolitane, si devono tagliare i
consiglieri comunali e provinciali con un risparmio di 200 milioni. Tra le
spese della politica è lievitata negli ultimi anni quella legata alle
consulenze, frutto di uno spoil system selvaggio, di un accumulo di cariche, di
una gestione poco controllata dei fondi pubblici. La voce "Trasparenza per
i contratti della e nella politica" prevede che sul sito unico
www.politicatrasparente.it siano pubblicati i nomi dei collaboratori, il loro
ruolo, lo stipendio e la durata del contratto. La stampa di partito poi è
diventata un altro mezzo surrettizio di finanziamento alla politica. Bastano
due parlamentari per far arrivare parecchio denaro a una testata di partito o
partitino. Il decalogo vuole fermare questa deriva e propone di alzare il
numero di deputati necessario e li vincola all'omogeneità politica (non possono
essere uno di destra e uno di sinistra). Questa semplice norma quanto fa
risparmiare allo Stato? è su queste cifre che stanno lavorando gli esperti.
Partendo da una base approssimativa (e forse per difetto) che fissa i costi
della politica intorno ai 900 milioni l'anno. E che si può tagliare della metà,
ossia di 450 milioni.
( da "Nazione, La (Livorno)" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
RIFIUTI Proteste
inutili IL PROBLEMA dei rifiuti in Campania non accenna a migliorare.
Lamentele, denunce via mass media e governi caduti non sono bastati a cambiare
le carte in tavola. Il rumore fatto per settimane dai mezzi d'informazione non
è bastato a far prendere i provvedimenti giusti, non è servito a far accelerare
i tempi della solita, assurda, burocrazia "made
in Italy". E la vergognosa situazione del Sud continua a rilanciare
un'immagine negativa del nostro Paese nel mondo, offuscando le bellezze
autentiche di questa terra. E' un vero peccato. Giovanni, Perugia - -->.
( da "Provincia Pavese, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca
La minoranza di San Giorgio: "La burocrazia ci
ostacola" SAN GIORGIO. "Sarebbe andata meglio per tutti i cittadini
se in Comune non si fossero registrati nei nostri confronti dei pregiudizi, che
hanno annullato il ruolo democratico dei consiglieri comunali, quelli di
minoranza in particolare". Questa l'accusa rivolta alla maggioranza dai consiglieri
di opposizione Alessandra Sala e Manuela Consogno. "La correttezza morale
che ci ha guidato in questi anni, ci ha portato a confrontarci con tutti gli
altri membri del consiglio, senza mai perdere di vista il ruolo di controllo
che la legge ci attribuisce. Si sarebbero potuti ottenere buoni risultati, se
la burocratizzazione eccessiva voluta dal sindaco e del segretario comunale,
non avesse creato ostacoli al nostro lavoro". Sala e Consogno entrano del
dettaglio dei loro capi d'accusa: "L'accesso ai documenti è sempre stato
problematico se consideriamo che il diritto alla libera visione dei documenti è
prerogativa di qualsiasi consigliere. Non solo: è ammessa alla presenza dei
soli dipendenti comunali che sanno dove si trovano i documenti da
visionare". Ed invece cosa sarebbe accaduto a San Giorgio? "Questo
diritto - confermano i membri di opposizione - è stato sostituito da una sorta
di permesso-accompagnato. Ci siamo trovate ad essere vincolate alla visione dei
documenti previa presenza del segretario, o di qualche assessore a discapito
dell'invocata trasparenza amministrativa che è diritto di legge". Non
potendo "noi essere sempre a disposizione degli orari decisi
dall'amministratore, del sindaco o del segretario di turno, abbiamo tentato
anche la via dell'istanza scritta, nella speranza che, senza l'assillo
dell'appuntamento, la documentazione e le risposte che chiedevamo ci venissero
date". Sala e Consogno confermano: "Ci sono state date invece
risposte vaghe che ci costringevano a riformulare le domande. Oppure, ci veniva
fornita documentazione carente di allegati. Molto spesso la risposta era
l'indisponibilità del sindaco o del segretario dovendo così rinunciare al
nostro diritto di controllo". Qualche esempio? Alessandra Sala e Manuela
Consogno rammentano: "Dal giugno del 2007 attendiamo risposte in materia
di concorsi per assunzioni mai pubblicizzati, sui reali incassi dell'autovelox
dal 2004 ad oggi, sui temi ambientali come le analisi delle acque potabili e
delle falde, sulle condizioni della rete fognaria urbana, sull'inefficacia di
servizi come la pulizia delle strade". "Insomma - concludono le due
consigliere - il nostro è un Comune che non stanzia un solo euro per lo
sviluppo socio-economico. Ma vive alla giornata grazie ai soli introiti
dell'Autovelox ed a totale scapito di chi passa in auto da San Giorgio".
(p.c.).
( da "Nuova Sardegna, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sassari Il
qualunquismo dilaga, ma forse è meglio così Per definizione il qualunquista e
colui che rifiuta ogni tipo di regola o istituzione e ne lamenta continuamente
il funzionamento. Oggi il qualunquismo dilaga, ormai un po' tutti lo stiamo
diventando ogni giorno di piu. Si parte dalla sfiducia per la politica che ci
prova in tutti i modi ma non riesce a risolvere un problema. Ecco comici come
Beppe Grillo riscuotere consensi senza precedenti, la gente è stufa della
politica e lo dimostra dando voce a coloro i quali la denigrano continuamente.
Passando ai servizi la situazione è ancora peggiore visto che quelli che
funzionano veramente sono molto pochi. Non parliamo dell'inutile burocrazia tutta italiana che opprime il
cittadino continuamente in ogni secondo della propria esistenza. Fra poco
andremo a votare per rinnovare il nostro parlamento, i due poli principali
dicono quasi le stesse cose, a parte qualche piccola sfumatura dialettica, e
sembrano voler pareggiare in modo da doversi alleare e cercare a loro dire di
risolvere insieme i problemi del paese. Io preferisco rimanere un
qualunquista e rifiutare anche questa soluzione, a me i governicchi di unità
nazionale non interessano preferisco continuare a riempire questo spazio con le
mie ironie e il mio sarcasmo mettendo un po' di buon umore ai lettori di questo
giornale. Maurizio Caredda.
( da "Tirreno, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Empoli San Domenico,
lavori lunghi un lustro L'assessore: in estate spazi pronti per ospitare uffici
comunali SAN MINIATO. Le reti verdi usate per transennare il cantiere sono
sempre altissime e ben tese; quelle arancioni plastificate delimitano sempre i
lavori in corso in fondo alla scala, scendendo verso il chiostro. E nel
cortile, il grande quadrato interno al loggiato, i tubi innocenti utilizzati
per montare impalcature sono sistemati uno sopra l'altro, in modo ordinato. Lo
stesso le condotte di plastica rossoarancio nelle quali si fanno correre di
solito i fili della luce. E lungo il corridoio che porta alla biblioteca,
decine di buchi chiusi con mattoni e cemento danno alla parete gialla un
effetto bombardamento. Lavori da oltre un lustro. Cantiere aperto e ancora da
finire, quello per le opere di ristrutturazione dei loggiati e dell'ex convento
di San Domenico, nel bel mezzo del centro storico sanminiatese: un complesso
antico nel quale troveranno sede - queste le intenzioni - uffici comunali e
altri spazi per la biblioteca, che vi è già inglobata. I lavori di
ristrutturazione sono iniziati nel febbraio del 2003. Transenne, tubi
innocenti, assi e arnesi da lavoro sono lì ormai da un lustro, bloccati fra burocrazia, appalti andati male e ritrovamenti di reperti storici che hanno
richiesto, prima di poter proseguire i lavori, l'intervento degli esperti della
Soprintendenza. Via all'ultimo lotto. Nel piano triennale delle opere pubbliche
del Comune, approvato nei giorni scorsi insieme al bilancio di previsione 2008,
il consiglio comunale ha dato il via libera al finanziamento dell'ultimo lotto
di lavori per ristrutturare San Domenico: circa 350mila euro per ampliare la
biblioteca nei locali ex Asl, al primo livello dell'ex convento (l'inizio
presunto, per questa opera, è rinviato al 2009). A cui si aggiunge una spesa di
ben oltre il milione già sostenuta per avviare il recupero delle altre parti
dell'edificio. Traslocano gli uffici comunali. Sulla prospettiva dei lavori
infiniti sono rassicuranti le dichiarazioni dell'assessore ai lavori pubblici
Daniela Magozzi: "La prossima estate (2008, ndr) i lavori saranno arrivati
al punto di poter usufruire dei locali all'ultimo piano e della Casaccia, l'ex
ufficio turismo, a cui si accede dall'ingresso a destra della biblioteca. In
quegli spazi saranno trasferiti gli uffici comunali che ora si trovano in
piazza del Seminario e al Miravalle. Sono gli uffici di tre settori: turismo,
sociale e cultura". Il rebus dei palazzi storici. Secondo i piani di
Magozzi, quindi, il trasloco degli uffici dei tre rami del Comune avverrà in
estate. E in merito alla causa dei rallentamenti che si sono verificati nei
lavori nel corso degli anni, Magozzi non ha dubbi a dichiarare che "quando
si interviene sui palazzi storici, spesso succede di imbattersi nei più
disparati ritrovamenti. Che sia un reperto, un dipinto o altro: bisogna
immediatamente chiamare la Soprintendenza, che invia i suoi addetti a fare un
sopralluogo. Poi ci sono tempi di studio e verifica di quello che è stato
ritrovato, il tempo passa e il cantiere si allunga". Tempi lunghi per la
biblioteca. Ma se da una parte si aprono spiragli su un parziale completamento
dei lavori di ristrutturazione di San Domenico, dall'altra è allo stato attuale
impossibile prevedere con certezza i tempi di ultimazione delle opere di
adeguamento dei locali destinati ad essere l'ampliamento della biblioteca
(ovvero i locali ex Asl, sotto l'attuale biblioteca, ai quali si accederà
entrando dal lato destro con la strada alle spalle, tutti compreso i portatori
di handicap che avranno un accesso dedicato). "Gli interventi sono stati
finanziati adesso, ci auguriamo che possano finire entro il 2009", auspica
l'assessore ai lavori pubblici. Barbara Antoni.
( da "Nazione, La (Firenze)" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di LUCA
FRANCESCANGELI IN TUTTA la provincia ci sono 16.885 immobili 'fantasma', di cui
( da "Nazione, La (Firenze)" del 18-03-2008)
Pubblicato anche in: (Nazione, La (Empoli))
Argomenti: Burocrazia
"La scuola ha
tradito Burchielli Un professore lasciato solo" La difesa dell'avvocato:
"Risponderemo al Ministero" "SUL PIANO
amministrativo-disciplinare l'infrazione è incontestabile. A scuola non si può
fumare. Ma noi faremo in modo che non vengano travalicati i limiti di un
episodio messo sullo stesso piano di altre vicende oggettivamente ben più
gravi. Ci batteremo affinché la sanzione sia proporzionata alla realtà dei
fatti. Perché difendiamo il posto di lavoro e la dignità di un uomo che in 38
anni di lavoro non ha mai, dico mai subìto alcun tipo di procedimento".
Parla per la prima volta, a La Nazione, l'avvocato Paolo De Angelis, 50 anni,
il legale che ha assunto la difesa del professor Alberto Burchielli, il 52enne
insegnante di educazione fisica dell'Istituto 'Marco Polo' filmato dai suoi
studenti col telefonino mentre fumava in classe, il 5 marzo scorso e poi
'sbattuto' su YouTube da uno dei ragazzi. L'avvocato affronta l'argomento in
maniera analitica cercando di inserirlo, dice, "nel giusto contesto".
Passata l'eco della sospensione temporanea del professore dall'insegnamento;
dell'immediata indagine ministeriale, dell'apertura da parte della procura
della Corte dei Conti d'un fascicolo per "danno all'immagine"
all'Istituzione-scuola; della pioggia di commenti critici su ruolo e funzioni
dell'"educatore"; ora si deve cercare di ragionare a 360 gradi. Senza
preconcetti. Prima un riferimento alle inchieste aperte: "Noi risponderemo
agli inviati del Ministero e cercheremo di far revocare il provvedimento,
provvisorio, di sospensione. Quanto all'indagine della Corte dei Conti, vedremo
se realmente si può configurare un danno d'immagine, e di quale entità".
Rilievi penali? La polizia ha cercato indizi sulla "canna" di cui uno
studente parla a commento del video,della durata di una cinquantina di secondi.
Niente. Così come non ci sono estremi di reato per procedere contro lo
studente, appena maggiorenne. E allora? "Allora non vorrei, però bisogna
pur parlare della scuola. Di questa scuola. Dei sistemi educativi, di questo
insegnante e quant'altro. Non per distogliere l'attenzione dall'episodio, ma
perché sono tanti i motivi che concorrono a spiegare questo fatto". Cerca
attenuanti? " Io dico che il professore è stato vittima di una gogna mediatica,
eccessiva rispetto all'entità dell'episodio. Si è ecceduto sulla gravità del
fatto, che rischia di avere conseguenze devastanti". Quindi? "E'
accaduto a Burchielli ciò che è accaduto e accade spesso a molti insegnanti a
fine carriera. Stiamo parlando di un uomo non ligio alle circolari ministeriali
e che pure è amatissimo dai ragazzi. Ad altri docenti capita esattamente
l'inverso. Che cos'è meglio? Burchielli mi ha detto di sentirsi 'tradito dalla
scuola'. Si dice: la scuola non è un'azienda e che non va gestita come tale.
Però (non intendo il Marco Polo, ma il sistema-scuola) si comporta proprio
così: sospende subito l'insegnante. L'azienda-scuola non si occupa degli
insegnanti. I docenti non sono seguiti nelle motivazioni professionali, ma abbandonati
a loro stessi. Per la burocrazia è importante che facciano bene i custodi dei ragazzi. Allora
succede che, siccome i programmi ministeriali sono inadeguati, un professore
cerchi modelli didattici alternativi, pur di stabilire un contatto coi ragazzi.
Che s'inventi una didattica tutta sua. E magari in questi tentativi ci
può scappare qualcosa di poco ortodosso. Ma quando uno è lasciato solo, può
capitare. E' anche su questo piano che ci batteremo". giovanni spano -
-->.
( da "Nuova Sardegna, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
MARRUBIU Nelle
Scuole civiche di musica ora si tira un sospiro di sollievo MARRUBIU. Grande
consenso nell'ambiente musicale non solo dell'Oristanese per la felice
conclusione dell'iter di approvazione della legge Finanziaria regionale, che
prevede nuove disposizioni a tutela del settore della diffusione della cultura
musicale. I responsabili del Coordinamento provinciale delle scuole civiche di
musica, oltre ad esprimere soddisfazione per il risultato raggiunto, vogliono
dire la loro su una vicenda che ha messo a rischio il futuro dell'ente.
"Si tratta di una vittoria dell'efficienza
organizzativa sulla burocrazia che consentirà ad un settore in continua crescita di esercitare
quei grandi benefici culturali che hanno offerto l'opportunità a oltre 40mila
famiglie di usufruire di un servizio di grande importanza sociale.",
sostiene Luigi Puddu, direttore della scuola civica della provincia. La
vicenda era iniziata nel 2006 con il trasferimento di molte competenze
dell'assessorato regionale della Pubblica istruzione alle Province, ed è
culminato alla fine dello scorso anno con il blocco delle attività didattiche
in moltissime realtà dell'Oristanese e in tutta l'isola a causa del rimpallo di
responsabilità fra Regione e Province: "In tutto questo è stato fondamentale
il supporto delle amministrazioni comunali sedi di scuole civiche: grazie ai
documenti e alle richieste elaborate dal sindaco e dall'assessore alla Cultura
di Marrubiu, capofila della protesta, anche i Comuni di Oristano, Cabras,
Laconi, Bosa e Soddì, hanno sensibilizzato in modo determinante la Regione per
la risoluzione della vertenza.", dicono i responsabili del Coordinamento.
Infatti, subito dopo sono stati presentati diversi emendamenti finalizzati alla
regolamentazione del rapporto tra Regione e Province in materia di scuole di
musica: l'iniziativa legislativa è stata votata pressoché unanimemente dal
Consiglio regionale dando certezze ad un settore che conta più di cinquemila
utenti e 400 lavoratori. (c.d.).
( da "Trentino" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Quale, designato
primo ministro, non aveva incluso nel suo governo nessun ministro veneto
(compreso Carlo Fracanzani, che pure aveva raccolto oltre 100 mila preferenze),
malgrado lo scudo crociato riscuotesse in regione un consenso superiore di
dieci punti alla media nazionale del partito. Con il ritardo che in Italia le è
consustanzialmente proprio, per servirsi di un avverbio dedicato da Vincenzo
Visco al Nordest, la politica arriva a riparare all'omissione: quando la nomina
di un ministro nordestino è diventata non certo inutile, ma comunque insufficiente.
A garantire il posto a queste terre sono entrambi i contendenti, Berlusconi e
Veltroni, cui si associa perfino Bossi: il quale magari avrebbe potuto dare da
tempo il buon esempio, assegnando nella Lega in questo quarto di secolo ad
almeno un veneto un ruolo che non fosse di facciata. E tuttavia, il punto è un
altro: cosa e quanto gioverebbe al Nordest la presenza al tavolo del Consiglio
dei ministri di un Galan, di un Illy, di un Calearo? Che chances avrebbero di
far passare decisioni strategiche per quest'area del Paese, superando le
logiche di parte interne ai rispettivi schieramenti, che hanno condizionato in
questi anni i governi di qualsiasi colore? Da soli (anzi da solo, perché
sarebbe soltanto uno), come riuscirebbero a scardinare le strenue difese di
quel potente partito trasversale che da sempre si oppone alle riforme vere sia
in Parlamento che fuori, identificando nello Stato una vacca perennemente
grassa? Quello che serve davvero al Nordest è in realtà un gioco di squadra che
sappia fare blocco sulle priorità riconosciute del territorio, anche al di là
delle appartenenze: come d'altra parte si è cominciato a vedere in questi anni,
grazie alla sintonia tra Galan e Di Pietro, o tra Illy (un indipendente, va
ricordato, sia rispetto all'Ulivo che al Pd) e Prodi; o come ha dimostrato
Durnwalder, portando a casa risultati inversamente proporzionali al peso del
suo piccolo partito. *** Quanto ai potenziali elettori del Nordest, sono
sufficientemente adulti (e delusi) per non farsi sedurre dalla semplice
promessa di un posto al tavolo del governo: quello che inutilmente aspettano da
troppo tempo è una politica di sostegno e non di zavorra nel quotidiano
confronto con il resto del mondo, cominciando dai vicini di casa. Dove il peso del fisco sul reddito d'impresa è la metà, dove la burocrazia fornisce le risposte in sei
mesi anziché in sei anni, dove la formazione è considerata una leva strategica
e non una torta da spartire. Lezioni che ci vengono dalle confinanti Austria e
Slovenia, ma anche dalle lontane ed ex derelitte Irlanda ed Estonia. E
non sarà un ministro dal cognome familiare a poter colmare, da solo, un simile
differenziale. I primi scampoli di campagna elettorale non offrono segnali
confortanti in questa direzione. E non solo per il rapido evaporare di quel
fair-play a cui pure tutti avevano garantito di volersi ispirare: è bastata una
battuta, infelice ma pur sempre battuta, con una precaria, per occupare per 48
ore il centro del dibattito; e quanto di cartapesta rimanga questa politica, lo
dimostra il fatto che la signorina in questione, non potendo impalmare
Berlusconi junior, si sia comunque guadagnata come premio di consolazione un
posto da candidata al Comune di Roma. La questione vera rimane che alle
promesse elettorali solennemente assunte non è fin qui corrisposta nessuna
indicazione concreta su come e dove verranno trovati i tanti soldi necessari
per finanziarle: il tutto in un Paese che ogni anno sciala 70 miliardi di euro
per i soli interessi sul colossale debito pubblico contratto da intere
generazioni di disinvolti politici; e in un contesto internazionale di crisi
economica devastante, in cui sarà duro già il solo sfangarsela perfino per le
vacche magre di biblica memoria. Ecco perché quel che conta oggi, a differenza
di un quarto di secolo fa, non è l'anagrafe dei singoli ministri né il loro
dosaggio territoriale, ma la capacità, la coesione e la forza di un intero
governo. Che rispecchi la geografia delle competenze, non delle residenze: è
chiedere troppo? Francesco Jori.
( da "Nuova Sardegna, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
VERSO LE ELEZIONI
Budoni, l'Italia dei valori apre la campagna col sindaco Nieddu come unico
candidato TIZIANA SIMULA BUDONI. "Italia dei valori rappresenta il valore
aggiunto che farà vincere la coalizione democratica con Veltroni
presidente". Così Federico Palomba segretario regionale del partito e
deputato uscente, nuovamente candidato alle politiche, ha aperto ieri sera a
Budoni la campagna elettorale in Gallura e presentato l'unico candidato
gallurese in corsa per la Camera, Gianni Nieddu, sindaco del paese. "è un
momento storico per il nostro comune che mai finora ha avuto un candidato alla
Camera dei deputati", ha detto Gianni Nieddu, alla guida del paese da
dieci anni e prossimo alla fine della legislatura. Una sala gremita ha
assistito alla convention ospitata all'hotel Baia del porto, aperta da Manlio
Cossu, responsabile del movimento locale. "L'Italia dei valori è in forte
crescita - ha detto Palomba -. Mentre altri chiudono le sedi, noi le apriamo:
in Sardegna ce ne sono 19, sabato scorso abbiamo inaugurato l'ultima a
Carloforte con 150 iscritti. C'è grande entusiasmo nel nostro partito". Un
partito che, ha spiegato il deputato uscente, porterà alla coalizione consensi
che non le sarebbero altrimenti arrivati, "quelli dei verdi, ad esempio, -
ha sottolineato - delle persone provenienti da formazioni politiche che non
esistono più dopo il terremoto politico avvenuto, le liste civiche e
amministratori di varie forze politiche. Ma nella coalizione porteremo anche i
voti di coloro che contestano il metodo di formazione delle liste: o perchè ci sono state imposizioni colonialistiche di persone non
sarde o perchè le burocrazie romane hanno deciso candidature contro la volontà
delle basi. Io credo che molti premieranno Italia dei Valori perchè Di Pietro è
stato rispettoso della nostra autonomia, non ha imposto nessuna
candidatura". Poi, l'affondo al centro destra. "Non possiamo
riconsegnare l'Italia al buio della politica, dobbiamo combattere per non
lasciarla nelle mani rapaci degli avversari". Con tono emozionato, Gianni
Nieddu ha raccontato perchè ha deciso di correre nella squadra con Di Pietro,
modificando la sua decisione, lui che aveva già deciso di appendere le
scarpette al chiodo al termine della legislatura. "Non pensavo che l'umile
sindaco di un paese potesse ricevere tanta considerazione da parte di Di
Pietro. Vogliamo persone eticamente e moralmente pulite mi è stato detto. E
questo mi ha convinto perchè possono dire di avere sempre avuto le mani
pulite". Così anzichè abbandonare il campo, si è rimesso nuovamente le
scarpette ai piedi, pronto a correre per far vincere la squadra, non quella del
budoni che ama tanto ma quella che sconfiggerà "la coalizione autoritaria
di Berlusconi, Fini e Bossi".
( da "Nuova Sardegna, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Verso le elezioni.
La presentazione dei candidati galluresi "L'Italia dei valori inizia a
Budoni" Il sindaco Gianni Nieddu in campo per un seggio alla Camera
TIZIANA SIMULA BUDONI. "Italia dei valori rappresenta il valore aggiunto
che farà vincere la coalizione democratica con Veltroni presidente". Così
Federico Palomba segretario regionale del partito e deputato uscente,
nuovamente candidato alle politiche, ha aperto ieri sera a Budoni la campagna
elettorale in Gallura e presentato l'unico candidato gallurese in corsa per la
Camera, Gianni Nieddu, sindaco del paese. "è un momento storico per il
nostro comune che mai finora ha avuto un candidato alla Camera dei
deputati", ha detto Gianni Nieddu, alla guida del paese da dieci anni e
prossimo alla fine della legislatura. Una sala gremita ha assistito alla
convention ospitata all'hotel Baia del porto, aperta da Manlio Cossu,
responsabile del movimento locale. "L'Italia dei valori è in forte
crescita - ha detto Palomba -. Mentre altri chiudono le sedi, noi le apriamo:
in Sardegna ce ne sono 19, sabato scorso abbiamo inaugurato l'ultima a
Carloforte con 150 iscritti. C'è grande entusiasmo nel nostro partito". Un
partito che, ha spiegato il deputato uscente, porterà alla coalizione consensi
che non le sarebbero altrimenti arrivati, "quelli dei verdi, ad esempio, -
ha sottolineato - delle persone provenienti da formazioni politiche che non
esistono più dopo il terremoto politico avvenuto, le liste civiche e
amministratori di varie forze politiche. Ma nella coalizione porteremo anche i
voti di coloro che contestano il metodo di formazione delle liste: o perchè ci sono state imposizioni colonialistiche di persone non
sarde o perchè le burocrazie romane hanno deciso candidature contro la volontà
delle basi. Io credo che molti premieranno Italia dei Valori perchè Di Pietro è
stato rispettoso della nostra autonomia, non ha imposto nessuna
candidatura". Poi, l'affondo al centro destra. "Non possiamo
riconsegnare l'Italia al buio della politica, dobbiamo combattere per non
lasciarla nelle mani rapaci degli avversari". Con tono emozionato, Gianni
Nieddu ha raccontato perchè ha deciso di correre nella squadra con Di Pietro,
modificando la sua decisione, lui che aveva già deciso di appendere le
scarpette al chiodo al termine della legislatura. "Non pensavo che l'umile
sindaco di un paese potesse ricevere tanta considerazione da parte di Di
Pietro. Vogliamo persone eticamente e moralmente pulite mi è stato detto. E
questo mi ha convinto perchè possono dire di avere sempre avuto le mani
pulite". Così anzichè abbandonare il campo, si è rimesso nuovamente le
scarpette ai piedi, pronto a correre per far vincere la squadra, non quella del
Budoni che ama tanto ma quella che sconfiggerà "la coalizione autoritaria
di Berlusconi, Fini e Bossi".
( da "Nuova Sardegna, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Dopo il crollo.
Arriva il direttore dell'ufficio beni ecclesiastici don Francesco Tamponi Prima
dell'estate partirà il restauro di San Paolo Sarà recuperato anche il palazzo
signorile accanto che diventerà la nuova sede del vescovo OLBIA. A suo modo il
miracolo si è già compiuto. Il crollo della cornice della cupola salverà la
casa un po' scalcinata del Signore. Prima dell'estate partirà il restauro della
cattedrale di San Paolo e il recupero del palazzo accanto, futura sede del
vescovo. Testardo e coraggioso don Nino Fresi ha vinto la sua battaglia. Ha
celebrato la messa sotto una pioggia di calcinacci, con i vigili del fuoco a
fare da angeli custodi sulla cupola della sua chiesa e i fedeli che pregavano
un po' per raccomandare la loro anima a Dio, un po' per salvare la testa del
loro sacerdote dai pezzi di stucco che si staccavano dal soffitto. Con un atto
di fede il sacerdote ha finito di dire messa e ha atteso l'arrivo del direttore
dell'ufficio diocesano dei beni culturali della chiesa, don Francesco Tamponi.
Un po' storico dell'arte, un po' Indiana Jones, don Tamponi ha annunciato che
all'inizio dell'estate cominceranno i lavori per sistemare la cupola di San
Paolo. Ma nell'intervento è incluso anche il recupero del palazzo
dell'Ottocento attaccato alla chiesa. I fondi sono già stati stanziati.
"Metteremo subito in sicurezza l'altare - spiega Tamponi-. Verrà creato un
ponteggio che eviterà la caduta dei calcinacci. In questo modo si eviterà di
chiudere la chiesa più importante della città nella settimana Santa. Ma abbiamo
un progetto più ampio. è previsto il recupero anche del palazzo Achenza. Un
edificio dell'Ottocento attaccato alla chiesa che diventerà sede
vescovile". La Curia prepara una nuova residenza per il monsignore, ma il
progetto è rimasto impastato per oltre un anno nella
melassa della burocrazia.
"La giunta Nizzi aveva acquistato l'immobile per 300 milioni - dice
Tamponi - con la volontà di demolirla per allargare la piazza, ma il
soprintendente Paolo Scarpellini aveva posto il vincolo sull'edificio
dell'Ottocento". Da qui il blocco di un'operazione che aveva già trovato
cervello, in un progetto di restauro condiviso dall'amministrazione, e
gambe nei fondi trovati da tre fonti, il Comune, l'8 per mille e il 10 per
cento della Bucalossi destinata al recupero dei luoghi di culto. "Tutto è
pronto da mesi - continua Tamponi -, ma attendiamo che il Palazzo ponga rimedio
all'errore". A spiegare nei dettagli l'intricata trama di carte è il
sindaco Gianni Giovannelli. "Nel primo piano particolareggiato del centro
storico era previsto l'abbattimento dell'edificio - afferma il primo cittadino
-. Con il divieto della soprintendenza l'area deve ritornare a essere
edificabile. Ma serve il via libera da parte della Regione, che dovrebbe
arrivare in tempi strettissimi, meno di un mese". La Curia ha pronto un
progetto per riportare a nuovo splendore la chiesa. "Siamo riusciti a
mettere insieme 500 mila euro - continua don Tamponi -, serviranno sia per
mettere in sesto la chiesa, sia per ristrutturare la nuova sede del vescovo.
Nell'intervento verranno smontate con cura le piastrelle policrome di ceramica,
verrà rifatta tutta l'impermeabilizzazione, saranno cambiate anche le finestre
del lucernaio. Ci vorranno al massimo un paio di settimane. Ma gli interventi
di bonifica non si limiteranno solo alla cupola. Apriremo anche una breccia nel
campanile. Ora è del tutto murato. vogliamo che la chiesa respiri, che si crei
un riciclo dell'aria. Abbiamo testato queste tecniche anche in altri edifici
con lo stesso grado di umidità". I grandi progetti restano sospesi in
attesa del via libera dell'amministrazione, per ora ci si accontenta di un
ponteggio che eviterà la chiusura della chiesa sotto Pasqua per il pericolo di
caduta di calcinacci. Il primo passo è già stato fatto dai vigili che hanno
escluso qualsiasi pericolo di tipo strutturale e hanno buttato giù una buona
parte della cornice di stucco applicata al soffitto con il silicone. Ora i
fedeli potranno entrare in chiesa senza temere che arrivino dall'alto altri
segnali sinistri.
( da "Unita, L'" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stai consultando
l'edizione del DANIELE MARINIIl sociologo analizza il "disincanto"
del Nordest. E sull'ambiente: "Un tempo la fabbrica portava benessere e se
inquinava pazienza, ora non è più così" "Veltroni? Una novità, per
anni il Veneto laburista era incompreso dalla sinistra" di Federica
Fantozzi inviata a Verona "Il Veneto di oggi si pone il problema dell'accettabilità
sociale dello sviluppo". Vale a dire che fa i conti con i danni
collaterali delle fabbriche. Con un rischio: veder crescere tra vigneti,
piccole comunità e campi coltivati un "partito dei veti". Lo spiega
Daniele Marini, direttore della Fondazione Nord Est (l'istituto di ricerche
socio-economiche promosso da Confindustria e Camere di Commercio) e docente di
Sociologia dei processi economici e del lavoro all'università di Padova.
Professore, come legge il passaggio a Nord Est di Veltroni? "È presto per
valutare le ricadute. A sensazione, vedo un elemento di novità della persona e
dei temi. Sicurezza, fisco, valorizzazione del territorio, un ministro veneto,
sono temi sensibili. Però si scontra con un certo disincanto". Cioè i
veneti non gli credono? "Eh, sono anni che quest'area non viene presa in
considerazione e non ha esponenti di governo. Treu risale a tempi remoti".
Perché il Veneto si sente isolato e incompreso? "La questione non inizia
né termina con Veltroni né con Prodi. Il centrosinistra per lunghi anni non ha
saputo entrare nelle corde di una società e di un'economia diverse dal Centro e
dal Mezzogiorno". Che tipo di società? "Laburista. Nel senso che ha
nell'idea del lavoro il suo perno centrale, il valore fondante. Con alle spalle
il far da sé, l'autonomia, l'individuo. Qui gli attori sociali - sindacati,
volontariato - sono fondamentali e si muovono prima delle istituzioni. E i
cittadini si prendono cura del territorio". È il concetto di comunità. A
volte tacciata di egoismo. "Accuse ingiuste. È strabismo culturale. Nella
scala dei valori il primo è essere lavoratori, gli imprenditori vengono dopo.
Qui la contrapposizione tra classe operaia e borghesia salta". Come è
stato accolta la proposta di un compenso minimo ai precari di almeno mille
euro? "Non bene, credo". Tutti contro le tasse e
la burocrazia. Ma come
controllare i privati? "Non si tratta di darwinismo o assenza di regole. È
meglio meno moduli da riempire che meno tasse da pagare". Imprese e
commercianti esprimono i loro desideri. Ma esiste anche un'opinione pubblica
che si rapporti alla politica? "Certo, gli elettori sono più
compositi. La sicurezza è, a pelle, tra le esigenze più avvertite. Poi le
strade meno intasate". I no Dal Molin, no alla tramvia. Esiste una
questione ambientale in Veneto? "Non è il paradiso. C'è un problema di
sviluppo che ha portato anche qui la sindrome di Nimby (not in my backyard: non
nel mio cortile) come in Val di Susa". Un tempo non ci si preoccupava dei
danni collaterali delle fabbriche. Adesso? "Il livello di attenzione ad
ambiente e salute è molto elevato. Esiste il tema dell'accettabilità sociale
dello sviluppo. Fino a pochi decenni fa l'industria era portatrice di benessere
e se inquinava, pazienza. Ora non più". Esiste il rischio che sorga qui un
"partito dei no"? Che il Nord Est metta quei veti ambientali finora
rimproverati al Mezzogiorno e considerati causa della paralisi del governo
Prodi? "C'è questo aspetto di rischio. Ed è trasversale alle forze
politiche. Molti anni fa il Verde Boato, assessore all'Ambiente in Veneto,
disse no alla Tav. Adesso quel progetto è bloccato a Vicenza da una giunta di
centrodestra indecisa se farla passare in superficie o interrata". Come si
risolve la situazione? "A mio parere il problema è l'eccessivo
frazionamento dei poteri. Opere di impatto nazionale e persino internazionale
devono avere una gestione diversa". Non c'è un aspetto culturale nel
rapporto tra sviluppo e ambiente? "Sì. Dovrebbero essere assunte delle
politiche flessibili. In un quadro di solidarietà nazionale, temi come
l'industria e il lavoro andrebbero declinati diversamente a livello
locale".
( da "Repubblica, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina IX - Bologna
Ascom, un fatturato da 31 milioni Con 353 dipendenti e 20 sedi, l'associazione
conta 16mila imprese del commercio MICOL LAVINIA LUNDARI Un palazzo che nel
1985 valeva 5 milioni di euro (prima dei numerosi restauri portati a termine), con
le tele dei Carracci nell'omonimo salone, è la vetrina più prestigiosa di
Ascom-Confcommercio. Palazzo Segni Masetti, in Strada Maggiore, è il cuore di
una galassia all'interno della quale gravitano 16mila imprese (la stragrande
maggioranza delle quali aderiscono direttamente, le altre sono organizzazioni
autonome affiliate), il 26% delle imprese associate di tutta l'Emilia Romagna e
una serie di realtà collegate. In effetti, di gruppo si deve parlare, come
tiene a precisare il direttore Giancarlo Tonelli. Attorno al nucleo centrale
"ruotano Cedascom, società di servizi, Iscom, che è il nostro centro di
formazione, il Caf, centro di assistenza fiscale, l'ente mutuo Emec e l'Enasco,
che si rivolge al patronato". Oltre a CoFidi, al 66% di Ascom e al 34% di
Confesercenti. In tutto 353 dipendenti (fra cui 5 dirigenti e 16 quadri), sette
su dieci sono donne, che lavorano nelle 20 sedi fra Bologna e provincia,
quattro sono di proprietà. E' grande come una media fabbrica emiliana,
l'azienda Ascom. Dietro il sindacato dei negozianti legato a Confcommercio che
sta per riconquistare dopo dieci anni la Camera di Commercio (Giorgio
Guazzaloca fu spedito a casa da Gian Carlo Sangalli che giovedì passerà il
testimone a Bruno Filetti) c'è una macchina complessa, la seconda per fatturato
e numero di addetti tra le grandi categorie della città. Un'azienda che, da
quando Guazzaloca divenne sindaco nel '99, è stata guidata da Filetti e per la
cui successione è in corso da mesi una battaglia senza esclusione di colpi. La
ragione di tanto accanimento è facile da capire: da palazzo Segni Masetti sono
passati non solo due presidenti della Mercanzia e l'unico sindaco non di
centrosinistra. Otto dei trentadue scranni del consiglio d'amministrazione
della Camera di commercio sono di Ascom, la seconda realtà bolognese più
rappresentata dopo la Cna; con la Confederazione degli artigiani e Unindustria
l'associazione dei commercianti è stata tra i soci fondatori della Fiera,
detiene il 4.45% delle azioni di viale Aldo Moro e il 2.27% di Bologna
congressi, oltre a partecipazioni minori che derivano dalla Camera di
commercio, come un posto dentro il cda dell'Aeroporto. Il gruppo Ascom nel 2006
(ma la cifra è confermata per il 2007) ha prodotto un fatturato che ha toccato
quota 31 milioni di euro, con 700mila euro destinati agli investimenti.
"In questi anni Ascom ha aggiunto al profilo della rappresentanza nel
settore commercio, turismo e servizi anche il comparto della piccola e della
media impresa, incrementando molto il numero delle aziende associate.
Cinquecento delle quali sono gestite da imprenditori stranieri: un numero
significativo, e verso le quali Ascom mette in campo gli stessi strumenti
forniti alle aziende italiane, e qualcuno in più, per accompagnarle nel
percorso d'ingresso nella realtà del nostro Paese", tra
burocrazia e regole.
"Il futuro di Ascom? Sarà roseo se sapremo interpretare in maniera
innovativa le trasformazioni del settore", spiega Tonelli, "i
profondi cambiamenti del tessuto del commercio e della piccola e media impresa
bolognese. è innegabile la necessità di adeguarsi, mettendo a frutto gli
investimenti e i processi di rappresentanza, mettendosi al servizio
delle aziende. Sfidando un contesto non sempre facile, con i consumi fermi da
anni in tutta Italia e costi sempre più pesanti per gli imprenditori".
Tonelli siede a titolo personale nel cda di Neos banca, l'istituto per il
credito al consumo di San Paolo?Intesa. Filetti, che sta per traslocare nella
vicina piazza della Mercanzia, aggiungerà un incarico di grande prestigio e
responsabilità ad altri già assunti, quattordici poltrone in tutto, come Banca
di Bologna, Bologna Turismo, Bologna Congressi, Fiera, Aeroporto. Dopo le
polemiche di queste settimane sugli insufficienti controlli al Marconi per i
troppi impegni dei suoi amministratori, probabilmente giovedì Filetti annuncerà
di rinunciare a molti di questi incarichi.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
ELEZIONI Gentile:
"Arriverà La Russa" Romoli: "Veltroni? Presenta il programma di
Berlusconi del 2001" di Francesco Fain "Perché non sono andato da
Veltroni a salutarlo come sindaco di Gorizia? Il motivo è semplice. Il
programma elettorale di Berlusconi presentato nel 2001 lo conosco a memoria.
Non mi serviva riascoltarlo". Usa l'arma (tagliente) dell'ironia il
sindaco Ettore Romoli rispondendo a chi, provocatoriamente, gli chiede i motivi
della sua assenza alla convention di domenica. "Mi sembra davvero che le
cose dette da Veltroni non siano una novità", taglia corto il primo
cittadino. Il vicesindaco Fabio Gentile torna a ribadire che, dal suo punto di
vista, la visita di Veltroni a Gorizia "non è stata affatto un evento.
Confermo che stiamo lavorando per far arrivare a Gorizia Gianfranco Fini:
dovrebbe andare a Trieste e faremo in modo di riuscire ad averlo qui almeno per
qualche ora". Non solo. Sono stati avviati contatti (e sono piuttosto
avanzati) anche Ignazio La Russa perché venga anche lui a Gorizia a sostenere
le candidature locali del Popolo delle libertà. "Diciamo che ci stiamo
impegnando al massimo su questo fronte. E poi, smettiamola di dire che Tondo ha
dichiarato che ripristinerà la zona franca perché ciò non è vero. Semplicemente
- aggiunge Gentile - è stato male interpretato. Semmai, ha sottolineato che
Illy avrebbe potuto salvare le agevolazioni ma ha fatto di tutto per
sopprimerle". Anche la Lega Nord non va per il sottile. Secondo il
responsabile degli enti locali (e candidato) Federico Razzini la visita di
Veltroni "a Gorizia e Trieste è stata un flop: poca gente (a meno che non
si consideri un teatro mezzo pieno un successo per un leader di coalizione
nazionale) quasi tutti addetti ai lavori, candidati e militanti del Partito
democratico, nessun bagno di folla, entusiasmo uguale a zero". Aggiunge
l'esponente del Carroccio: "Non bisogna stupirsi, Veltroni è la nuova
facciata del centrosinistra ma rappresenta comunque la vecchia politica,
continuazione di Pci, Pidiesse, Ds: è un uomo di partito formato nelle scuole
di partito, ed è soprattutto il sindaco di quella Roma
della burocrazia. Adesso
Veltroni - attacca ancora Federico Razzini - scopre improvvisamente un nonno
sloveno e arriva in Venezia Giulia a spiegarci dove va il mondo e dove va
l'Europa. Grazie della lezioncina Veltroni: doveva venire lui da Roma a
spiegarci cos'è la multiculturalità, cos'è l'identità e la cultura
mitteleuropea, cos'è il federalismo. La nostra gente lo sa già, anzi, lo
ha da sempre nel dna".
( da "Eco di Bergamo, L'" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Con la mia
laurea aiuterò gli stranieri" Dania, cubana, già avvocato penalista
nell'isola di Fidel: vive a Pedrengo e fa l'operaia "Per il riconoscimento
del titolo servono soldi: il mio sogno è fare il legale dei migranti" A
Cuba, la sua amata isola dove è nata, era un avvocato penalista di grandi
promesse, qui fa l'operaia in una fabbrica che produce fibre ottiche. "E
prima di arrivare ad avere questo impiego, ho fatto di tutto: ho spazzato pavimenti,
ho fatto la lavapiatti, sono stata anche cassiera in un ipermercato per due
anni e mezzo ? racconta Dania Elena Montes Enrique, 37 anni di vulcanica
simpatia tutta habanera, lei che con orgoglio dice di essere nata nell'Habana
Vieja, "la parte storica de L'Avana, che per noi è come Roma per voi"
? . Qui da voi ho imparato una cosa, che se si cerca un posto di lavoro e si è
immigrati extracomunitari non si deve mai dire che si è laureati: chi ti fa il
colloquio diventa subito diffidente. Pensa: "Questa qui è una che la sa
lunga, magari mi crea delle grane" e con scuse diverse il posto non te lo
dà. Figuriamoci se avessero saputo che ero avvocato penalista: a quest'ora
sarei per strada a chiedere l'elemosina. Così, dopo i primi errori, ho imparato
a dire che a Cuba ero una semplice impiegata. E ho trovato un posto da
operaia". Eppure il sogno di Dania, che ha già vinto la sua scommessa
riuscendo a lasciare Cuba ? "Non l'ho fatto perché non amo la mia patria,
ma solo per difficoltà economiche" ?, è proprio quello di fare l'avvocato
qui, in Italia. E soprattutto di fare l'avvocato per difendere le persone come
lei, gli immigrati: ma per il momento Dania, che oggi vive a Pedrengo, continua a combattere la sua battaglia, quella contro la burocrazia del suo Paese e dell'Italia.
Parla di burocrazia e
scoppia a ridere, una risata irrefrenabile, contagiosa, quella di Dania.
"Sono anni che faccio i conti con queste lentezze, tra scartoffie, norme,
regolamenti: a Cuba e ora anche qui in Italia. La mia vita è una lotta
continua contro carte e uffici: non posso fare altro che riderci su".
Dania racconta di essere stata una figlia amata e desiderata, spronata a
studiare dalla madre: a 23 anni si laurea, ed è una laurea "d'oro".
"È un riconoscimento che a Cuba si dà agli studenti eccellenti",
aggiunge con orgoglio la madre Ines, che ha raggiunto la figlia a Bergamo nel
2000. "Ho cominciato subito a lavorare, come penalista, nonostante avessi
fatto una tesi in diritto successorio. E le cose andavano bene. Salvo il fatto
che a Cuba la situazione economica è davvero pesante, le ristrettezze non sono
facili da intuire, per chi a Cuba ci arriva solo da turista. E io soffrivo per
questo: volevo sapere, conoscere, studiare, e soprattutto vedere riscontri
economici di tutta la mia fatica negli studi ? continua Dania ?. Non posso dire
che mi mancasse la libertà a Cuba. Né che si vivesse male: abbiamo imparato
però a vivere di niente. E onestamente quando poi sono arrivata qui mi sono
accorta che molte cose del vostro modo consumistico di vivere non mi
appartengono: non mi nascondo dietro un dito, ho nostalgia di Cuba, ma non ci
torno perché la situazione economica è davvero pesante. E io sono stanca di
miseria". L'occasione per una svolta arriva per Dania a metà degli anni
Novanta con un "ambasciatore" bergamasco, Ivar Foglieni, noto
ristoratore. "Sono arrivato a Cuba perché volevo aprire lì un ristorante.
Il posto è magnifico, pensavo di poter espandere la mia attività ? ricorda
Foglieni ?. E così conosco Dania: mi è stata indicata come un buon avvocato per
districarmi nelle incredibili maglie della burocrazia
cubana in cui incappano tutti gli investitori stranieri". Il sogno di Ivar
si ferma, davanti a tanta burocrazia, ma Cuba gli
offre l'amicizia con Dania e la sua famiglia: "Mi dicevo: questa ragazza è
un talento per la legge. Non può restare chiusa qui, deve uscire. E le ho
offerto l'opportunità di venire in Italia". Ma Dania in Italia ha
ritrovato la burocrazia: è uscita da Cuba da turista,
qui ha fatto un po' di tutto, poi è stata regolarizzata come lavapiatti.
"Ma l'obiettivo era quello di far valere la mia laurea e lavorare come
avvocato: sono andata a Milano all'Università Statale a chiedere se mi riconoscevano
i titoli. Mi hanno detto: "Sì, certo, deve dare solo qualche esame in più,
ma poi è tutto a posto. Serve solo il suo certificato di laurea da Cuba".
E tutto si è fermato: perché a Cuba ti fanno laureare senza spendere un peso,
ma se poi ti serve un certificato devi pagarlo come se fosse un lingotto d'oro.
E io in Italia ho scoperto che la vita costa: faccio fatica a far quadrare il
bilancio, ho dato fondo a tutti i miei risparmi per far arrivare qui mia madre,
ogni documento richiesto costa cifre esorbitanti, e devo badare all'affitto,
alle spese quotidiane, insomma, a tutto. E i soldi per il mio certificato di
laurea non ci sono: ma almeno non sono sola". Nel 2000, infatti, Dania è
riuscita a riunirsi con la madre: dopo altre lotte con la burocrazia
Ines Elena Enrique Garcia è arrivata; grazie al ricongiungimento familiare ora
vive a Varenna, in provincia di Lecco, ha anche un lavoro come inserviente in
un ristorante. E il 2000, anno d'arrivo della madre, è stato per Dania anche
l'ultima occasione di rivedere Cuba: "Sono andata a L'Avana per le
pratiche di ricongiungimento. Poi più nulla, ma solo per questioni di soldi, se
li avessi ci tornerei, ogni tanto: mi mancano l'aria, la luce, i colori, i
sapori, il calore della mia gente". Intanto, a distanza, Dania vive i
cambiamenti che stanno scuotendo la sua patria: da poco Fidel Castro ha
lasciato il suo ruolo, consegnando il potere al fratello Raul. "La
rinuncia di Fidel dimostra che il Comandante en jefe vuole morire in piedi. È
consapevole della realtà del cambiamento che si avvicina, piuttosto che darla
vinta agli americani, suoi acerrimi nemici, ha preferito lasciare: apprezzo
questo suo gesto, diversamente avrebbe smentito tutto quello per cui ci ha
fatto lottare in questi anni. Ma il mondo sappia comunque che se il cambiamento
avverrà, e avverrà, non sarà con una guerra fratricida, a Cuba: noi siamo una
società civile, molto istruita e non eseguiamo ordini da nessuno, neppure dagli
americani. Io sono orgogliosa di essere cubana, non sarei una lottatrice come
sono, se fossi nata altrove". E allora Dania, come metterà a frutto, in
Italia, tutta questa grinta habanera? "Facendo l'avvocato, l'ho detto: e
ora, da immigrata, mi è ancora più chiaro cosa saprei fare bene: quando avrò
vinto la mia battaglia contro la burocrazia e ottenuto
finalmente il riconoscimento della mia laurea, sarò l'avvocato degli immigrati.
Ce n'è bisogno". Carmen Tancredi.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Vivace incontro con
i candidati di Pd e Pdl. La senatrice uscente: riduzione possibile in tre anni.
L'assessore azzurro: con noi sgravi alle aziende Sos degli artigiani ai poli:
meno tasse Il conto di "Casa" a Rubinato e Gava: basta stato
dirigista, aiutate l'impresa "Chiunque vinca venga a confrontarsi ogni sei
mesi con il territorio Siete lontani" Quindici domande per due candidati.
Le speranze degli artigiani, nero su bianco, che hanno accolto la senatrice del
Pd Simonetta Rubinato e l'assessore del Pdl Fabio Gava, entrambi candidati al
Parlamento invitati ieri sera davanti alla categoria per rispondere ai molti
interrogativi che scuotono il mondo dei piccoli imprenditori trevigiani. Una
sorta di contro programma "stilato seguendo le domande reali che gli
artigiani vengono a farci tutti i giorni nei nostri uffici" spiega il
responsabile di Casartigiani Treviso Salvatore D'Aliberti, che chiede
un'inversione del ciclo sul fronte delle imprese. Riduzioni delle tasse, non
solo Irpef; costo del lavoro, semplificazioni e federalismo fiscale; per non
parlare degli studi di settore e delle province. Un incontro scandito dalle
molte domande del pubblico presente, necessarie "perché è nostro impegno
salvaguardare le nostre imprese e le nostre famiglie" spiegano i
portavoce: "l'imposizione fiscale, le normative restrittive, la burocrazia
pesante, la concorrenza sleale frenano le nostre imprese. Chiediamo ai politici
di metterci nelle condizioni di poter produrre e far lavorare". Ecco
allora che i due candidati (nella foto a sinistra) hanno quindici minuti a
testa per mettere d'accordo la platea (nella foto a destra) con i programmi dei
due maggiori partiti del Paese. "La lista della spesa è lunga e
merita molta attenzione ma non sono qua per farvi semplici proclami - esordisce
Rubinato - Credo nessuno voglia un territorio ricco ed egoista, ma operoso e
coeso. Proprio per questo alla parte produttiva del paese dobbiamo dare delle
risposte". Nonostante una certa difficoltà nel rispondere a tante domande
e così dettagliate, le risposte ai quesiti vengono accolte con soddisfazione.
"Il Pd ha promesso una riduzione dell'Irpef pari ad un punto per tre anni
- continua Rubinato - ma serve una classe politica trasversale per operare una
riforma più profonda del Paese. Per questo dobbiamo dare un obiettivo ai
cittadini: continuare con la riduzione del debito pubblico perché siamo ancora
in emergenza; migliorare lo strumento degli studi di settore senza pensare
all'eliminazione, perché in Italia servono controlli. Il cambiamento va operato
però nel rapporto che ha lo Stato con le categorie imprenditoriali, alle quali
bisogna chiedere più spesso l'opinione. E per le coperture agli investimenti
economici basta attingere dalla spesa pubblica che deve essere resa efficiente
tramite la ricalibratura risorse". Cavalca l'onda dello scontento anche
Gava, che non ci sta però a mandare tutto a gambe all'aria: "Dobbiamo
tenere presente i punti di riferimento tra quello si dice e quello che si
promette. Sono convinto che una spesa pubblica più leggera e una equa
distribuzione delle risorse siano una ricetta giusta per dare una mano ai
settori produttivi del Paese, ma bisogna fare dei distinguo perché il
federalismo va bene ma non per tutti, come si può vedere dall'esperienza di
alcune Regioni a statuto speciale. Il tema fiscale rimane importante ma quello
che vedo io è un federalismo reale e non solidale. E' stato però questo Governo
a dare soldi a Regioni come la Campania". Le orecchie si tendono quando
Gava presenta i punti dedicati alle tasse del programma siglato da Berlusconi:
"Io non ho partecipato direttamente ma credo sia ottimo: è stata prevista
la detassazione degli straordinari e della tredicesima con il versamento Iva
solo all'incasso. Tutto coperto con risorse che non toccheranno le vostre
tasche. E oltre a questi verranno altri impegni non scritti da me ma che sono
sotto gli occhi di tutti e che verranno rispettati". Un capitolo a parte
rimane la sicurezza, altro fronte caldo degli ultimi giorni e che checolpisce
frotalmente i settori produttivi: "Per la sicurezza sembra sia stato
privilegiato l'aspetto sentimentale più che sostanziale - conclude Gava - ma
sono sicuro che ci saranno modifiche in future perché troppo a tutt'oggi è
troppo penalizzante e non sembra risolvere il problema".
( da "Messaggero Veneto, Il" del 18-03-2008)
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Il nuovo libro del
governatore apre il dibattito. Indicate le priorità a Roma:
meno tasse e burocrazia
Nord, per Illy c'è il rischio secessione Le reazioni degli imprenditori: no a
divisioni, favoriamo il federalismo I SERVIZI ALLE PAGINE 9 E 10 TRIESTE. Il
Nord deve fare i conti con il rischio di una secessione. E non più di stampo
leghista, con bandiere padane ed elmi da vichingo. Ma simboleggiata
dalle partite Iva a sette zeri dei grandi imprenditori del Nord-Est. L'allarme
arriva dal governatore del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Illy, leader di
centro-sinistra, che nel nuovo libro "Così perdiamo il Nord",
pubblicato da Mondadori, propone una ricetta nazionale. E gli imprenditori,
cosa ne dicono?Per Emma Marcegaglia, presidente nazionale di Confindustria, è
un problema che si risolve "solo facendo e decidendo". Illy, con il
suo libro, solleva il coperchio di una pentola in ebollizione. Lo confermano
industriali come Massimo Calearo, Adalberto Valduga, Mario Carraro e Andrea
Riello. Intanto, lo sfidante Renzo Tondo, concorda un patto con Frattini per
dare più peso al Fvg nell'Unione europea.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 18-03-2008)
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Regione Illy e la
sfida del Nord: rischio secessione E avverte Veltroni : "Scorciatoia
andare soli, con Rc si può governare: io ho preferito la coalizione" LA
PRESENTAZIONE A TRIESTE VERSO LE ELEZIONI Il nuovo libro del
governatore avvia il dibattito tra politici e industriali Ridurre le tasse e la
burocrazia, dare autonomia
fiscale alle regioni dall'inviato TOMMASO CERNO TRIESTE. Il Nord deve fare i
conti con il rischio di una secessione. E non più di stampo leghista, con
bandiere padane ed elmi da vichingo. Ma simboleggiata dalle partite Iva a sette
zeri dei grandi imprenditori del Nord-est. L'allarme arriva dal governatore
del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Illy, leader di centro-sinistra, che nel
nuovo libro "Così perdiamo il Nord", pubblicato da Mondadori, propone
una ricetta nazionale. Ma Illy replica anche a Walter Veltroni. "E' un
valore aggiunto per il Pd, ma il gap con il Pdl è ancora rilevante. Andare da
soli è una scorciatoia ma è anche un rischio, io ho preferito perdere un po'
più di tempo e trovare un accordo sul programma anche con Rc. Nel nostro
progetto l'alta velocità c'è, così come le politiche energetiche". Una
ricetta economica, dunque, quella che Illy ha discusso ieri all'anteprima del
libro, assieme al direttore del quotidiano Il Piccolo, Sergio Baraldi, che si
compone di cinque punti: riduzione delle tasse, riforma previdenziali,
infrastrutture, liberalizzazione dei servizi di pubblica utilità e un rapporto
diverso fra Stato e cittadini. Ma anche una ricetta politica, dove il modello
Friuli Venezia Giulia dimostra che è possibile - secondo Illy - parlare al Nord
e governare anche con la sinistra. "Nel nostro programma - dice - la Tav
c'è, così come sulle politiche energetiche e sui rigassificatori abbiamo
trovato un accordo". Nessuna scorciatoia come la corsa solitaria, scelta
dal Pd, "che sta facendo bene - dice Illy - e che ha inserito nel programma
alcune risposte care al Nord sui temi centrali della questione settentrionale,
ma che rischia di essere inutile. Il Pdl di Berlusconi ha ancora una vantaggio
rilenvante". La copertina del libro di Illy, presentato ieri alla sede
elettorale di via Diaz, parla da sola. Lo stivale ha perso il Nord ed è
raffigurato come un'isola alla deriva dove due meridioni speculari compongono
una nuova, galleggiante Italia con le sue isole sdoppiate a mo' di satelliti
lunari. "Il rischio - dice Illy - è quello di una secessione del Nord
razionale, lucida, scevra dal folklore leghista del passato, basata e animata
dalla "convenienza economica" del distacco dal resto del Paese,
"adesso che il mercato unico europeo marcia a pieno regime" e fra il
Nord e i Paesi europei contermini non esistono neanche più confini. Anzi,
"la tentazione secessionista non ha mai avuto terreno fertile come oggi. E
ormai è chiaro che può bastare la scintilla di un fiammifero ad appiccare
l'incendio". È un Nord che vive e compete in Europa e nel Mondo, che sente
e soffre più di ogni altra parte d'Italia, gli "svantaggi
competitivi" di un "sistema Paese" che "frena" imprese
e cittadini. Questa sensazione è facile da vivere al settentrione, ma
difficile, forse difficilissimo da percepire stando a Roma. Ma è anche un Nord
che, rispetto all'esperienza della Spagna, può favorire un ritorno all'unità
nazionale che in questi anni sembra essersi trasformata in una lotta fra Stato
e Regioni. "E' il federalismo fiscale la chiave - dice Illy -. Quando le
Regione potranno usufruire di una quota delle imposte, saranno stimolate a
favorire politiche di sviluppo e cresceranno". Illy non è, dunque,
"pessimista" e vuole che la sua non sia considerata una provocazione.
"Soluzioni sono alla portata della politica, esistono e - per
l'imprenditore del caffè prestato alla politica - non sono neanche così
complicate e impopolari". La ricetta è semplice e, oltre a "un
federalismo vero, attuato fino in fondo", ha cinque ingredienti: abbassare
la tassazione d'impresa ("vero scandalo del sistema tributario") e
gli oneri previdenziali (che determinano un"'insostenibile leggerezza
della busta paga"); facilitare la realizzazione delle infrastrutture;
liberalizzare i monopoli e semplificare i rapporti fra Stato e cittadini
contraddistinti al momento da una "sfiducia reciproca" e da una
relazione simile a quella fra "Regno e sudditi".
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 18-03-2008)
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Corriere del
Mezzogiorno - CASERTA - sezione: 1CULTURA - data: 2008-03-18 num: - pag: 11
categoria: REDAZIONALE Mentre Piscopo, dell'azienda turismo, boccia la proposta
di Velardi, l'economista Lo Cicero rilancia: cambiamo gestione Pompei "Gli
Scavi? Devono produrre soldi Con o senza numero chiuso" di CARLO FRANCO Al
solo nominarlo fa venire l'orticaria: da sempre, infatti, il
numero chiuso è una delle formule più temute dalla burocrazia che amministra i beni culturali. Perché abbassa il numero dei
visitatori e, di conseguenza, disturba il manovratore in quanto fa affluire
meno denaro cash e obbliga a pensare a una gestione più intraprendente del
monumento. Per recuperare in eventi quello che si perde in biglietti.
Che è appunto il "cuore " della proposta formulata dall'assessore
Claudio Velardi nell'intervista concessa al "Corriere del
Mezzogiorno": numero chiuso per attirare investimenti e scuotere gli
amministratori che si ostinano a tenere il mercartio, cioè la competizione,
fuori dal Bene culturale; ma anche più qualità e meno quantità devastante; più
eventi e più iniziative capaci di produrre reddito. In sostanza muoviamoci di
più e allineamoci ai grandi monumenti del mondo - il Moma, il Prado, il Louvre
- che non si fanno scrupolo di lanciarsi in iniziative che, appunto, procurano
l'orticaria. La sortita in campo nemico, com'era prevedibile, ha spaccato
l'opinione pubblica: da una parte i conservatori ai quali sta bene che Pompei
vivacchi tra una crisi e un'altra facendo affidamento sull'incasso del ticket
(20 milioni di euro l'anno che l'amministratore dell'Azienda di Soggiorno sogna
di raddoppiare) dall'altra i critici che non si rassegnano a una gestione senza
smalto e pretendono il massimo da una delle testimonianze più alte della cultura
antica. Seguiamo la cronaca. Vincenzo Piscopo, amministratore dell'Azienda di
Soggiorno e Turismo locale, commentando il Velardi- pensiero, ha detto fuori
dai denti che il numero chiuso sarebbe una iattura e che, anzi, è vero il
contrario: bisogna studiare ogni espediente per far venire quanta più gente sul
sito. Salvo poi entrare in conflitto con se stesso perché subito dopo ha
riconosciuto che "se passasse questa linea bisognerebbe aumentare la
vigilanza all'interno degli scavi" che, evidentemente, fanno fatica a
sopportare un assalto indiscriminato di visitatori. E come se non bastassero i
rilievi tecnici, il responsabile dell'Azienda ha messo in mora l'assessore sul
terreno istituzionale ricordandogli, nel caso lo avesse dimenticato, che la competenza
a decidere sul numero chiuso è del Ministero, non della Regione. Come dire, non
uscire fuori dal seminato. La risposta di Velardi è tranchant: "è un
errore imperdonabile ritenere che il numero chiuso riduce i visitatori e,
quindi, l'incasso. Chiamiamolo numero programmato e il senso della proposta
suona così: il numero dei visitatori viene spalmato lungo tutto l'anno, il
prezzo del biglietto si adegua e, naturalmente, si offrono servizi migliori, e
si innesca, grazie anche agli sponsor, una strategia di marketing che rende più
attraente il sito". E, quindi, richiama più pubblico. Su questa stessa
linea si attesta Massimo Lo Cicero, economista di frontiera, che è prodigo di
consensi per la qualità delle proposte: "è musica per le mie orecchie
ascoltare che sono stati presi contatti con Google e con i gestori di grandi
Fondi di investimento disposti a "entrare" a Pompei e a organizzare
iniziative culturali e spettacolari compatibili con la nobiltà del sito: è
proprio di questo che Pompei ha bisogno e spero solo che Velardi riesca a fare
almeno in parte le cose che ho appreso dal giornale. La questione è semplice:
il bene culturale non può essere tenuto in naftalina, deve essere utilizzato al
meglio e i "custodi", dall'assessore ai vigilanti, devono solo preoccuparsi
di scongiurare il degrado. "Non molto tempo fa", racconta Lo Cicero,
"sono stato ospite di un albergo a cinque stelle, che occupa un'ala di un
bellissimo castello nel quale ci sono anche, e nessuno mostra scandalo, un
museo delle carrozze e un altro di icone antichissime. L'albergo è gestito dal
pubblico ed ospita anche i corsi della Resvow School of Economics che è la
Bocconi della Polonia". Il messaggio è chiaro: e se non lo fosse, aggiunge
Lo Cicero, "dico anche che i beni culturali devono attirare interesse e
produrre soldi: privilegiare un supermercato al posto del progetto della Pompei
virtuale con tanto di albergo e di centri culturali dà la misura dell'inerzia
dominante". Oggi, comunque, ne sapremo di più perché l'assessore incontra
in Regione il sovrintendente Guzzo che è un archeologo famoso ma aperto al
nuovo: ci attendiamo novità sostanziali.
( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)
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Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-03-18 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE Policlinico La denuncia di una funzionaria della Sovrintendenza. Il
direttore: in settimana tutto risolto "Ho la sclerosi ma non mi
curano" Una malata: farmaci sperimentali non disponibili. La replica: un
equivoco Una mail del Centro sclerosi multipla: "La terapia con Tysabri ha
ricadute problematiche di ordine economico" "Soffro di sclerosi
multipla: da 45 giorni aspetto di cominciare una terapia con un farmaco
sperimentale, molto costoso, e dal Policlinico Umberto I i medici mi dicono che
non ci sono i soldi per questa cura, ma intanto la sclerosi non aspetta ".
Il disperato appello lo lancia Giovanna Bandini, 49 anni, funzionario statale
che lavora alla Sovrintendenza archeologica di Roma. La donna, affetta da una
forma particolare della malattia (sclerosi multipla recidivante remittente) che
porta fino alla disabilità totale, rivendica "il diritto alla salute"
per lei "e per altri 20 malati come me che sperano nei progressi della
ricerca scieitifica". Perchè al momento non ci sono medicine o terapie in
grado di ottenere risultati efficaci e duraturi contro la sclerosi. Ubaldo
Montaguti, direttore generale dell'ospedale universitario, alle 15.30
smentisce: "Non abbiamo mai imposto ai medici e alla farmacia
dell'ospedale di tagliare il numero dei malati con la sclerosi ai quali
somministrare terapie sperimentali. L'importante è che queste medicine siano
prescritte rispetando le regole di appropriatezza imposte dall'Agenzia italiana
del farmaco (Aifa)". Dal Centro sclerosi multipla, però, nei giorni scorsi
è partita una mail diretta alla direzione sanitaria dell'ospedale e alla
farmacia interna nella quale si precisa tra l'altro che "l'immissione in
terapia con Tysabri (il farmaco sperimentale ndr) di un numero crescente di
pazienti ha ricadute problematiche innanzitutto di ordine economico, poiché la
nostra Azienda non ha risorse sufficienti nel budget previsionale. Va quindi
trovata una soluzione concordata con la Regione. A tal fine dobbiamo stendere
una relazione dettagliata". Ma Giovanna Bandini dovrà
attendere che la burocrazia
faccia il suo corso prima di cominciare la nuova terapia? Verso le 17.30
Montaguti, dopo una rapida indagine interna, risponde: "Forse c'è stato un
equivoco: in settimana la paziente sarà chiamata dal Centro sclerosi multipla
del Policlinico per iniziare la cura sperimentale alla quale ha assolutamente
diritto. Purtroppo non c'è molto accordo a livello clinico su questa
medicina...". Buone notizie anche dalla farmacia dell'ospedale:
"Abbiamo disponibili 30 fiale di Tysabri spiega la responsabile, Enrica
Arduini - Purtroppo dalla Regione ci fanno sempre le pulci e se non c'è
appropriatezza nella prescrizione, non ci rimborsano il costo del farmaco, ma
fino ad oggi facendo anche tanti salti mortali, abbiamo sempre garantito le
cure ai malati". Francesco Di Frischia.
( da "Riformista, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Un peso massimo per
la Ue L'Europa unita è un acquario di burocrati che studiano la vita di vecchi
mammiferi come sostiene Alessandra Mussolini? Può darsi. Di certo gli europei
non vogliono più i "pesci piccoli". Governanti
dal profilo politicamente basso, inclini alla burocrazia, con piccoli stati alle spalle. Alla presidenza dell'Europa, per
il primo mandato di questo nuovo incarico, carica ambita, gli europei vogliono
un "presidentissimo". Lo sostiene il sondaggio commissionato ad
Harris dal Financial Times e pubblicato sul sito. Nelle ultime settimane
erano circolate voci su soliti euro-noti, come Jean-Claude Juncker, primo
ministro del Lussemburgo, o Anders Fogh Rasmussen, premier della Danimarca.
Lillipuziani. Secondo il sondaggio Harris, più di tre quarti della popolazione,
in Francia, Italia e Spagna, vogliono un figura di alto profilo. Vogliono un
Gulliver anche il 50% degli inglesi, e d'altronde in corsa c'è proprio Blair,
mentre la più scettica è la Germania, dove il 47%, contro il 45%, preferisce un
politico low profile. Se il trend è chiaro, il brand lo è meno. Oltre a Blair,
l'altro nome che riesce ad avere un alto livello di sostegno, è Angela Merkel,
che, per esempio, in Francia raccolgono, rispettivamente, il 12 e il 18%. Un
altro nome che sembra farsi largo è Felipe González, forte del 30% degli
spagnoli a suo favore. Tornando ai Lillipuziani, Juncker ottiene il 7% dei
consensi in Germania, ma da ognuno degli altri stati non supera l'1%.
Gradimento basso anche per Rasmussen, che nell'Europa occidentale non supera il
2%. 18/03/2008.
( da "Messaggero, Il (Latina)" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
O.Il Pd porterà con
certezza in Parlamento una sola candidatura, che è poi una riconferma per Sesa
Amici, in quarta posizione, deputata uscente e già tre volte parlamentare. Ma
il partito pesca anche altrove e in lista propone Eleonora Della Penna, 25enne,
settima alla Camera seguita da Enzo Eramo e Nicoletta Zuliani. Per il Senato ci
sono invece Francesca Marinaro, Anna Lepone e Massimo Di Fazio, ma in posizioni
molto lontane dall'obiettivo. Arrivano da altre zone della provincia, Cisterna,
Minturno, Sezze. Sesa Amici, sulle orme di Veltroni, pensa già di articolare il
suo programma elettorale in pochi, fondamentali, punti. Il primo,
irrinunciabile, il raccordo con le politiche regionali in tema di grandi opere,
di viabilità e infrastrutture. Poi, lo "snellimento" della politica e della burocrazia anche attraverso un'ampia riforma istituzionale. E infine un
lungo lavoro sulla ricerca e i centri di eccellenza, pensando alla proposta di
riconversione del cirene. Intanto, nel giorno delle presentazioni ufficiali,
compare anche chi queste liste le aveva criticate non poco, riservando parole
dure al segretario provinciale Loreto Bevilacqua. "Sono qui per
conoscere alcuni candidati - commenta Alessandro Aielli - Nessuna
sorpresa". Ma poi alla frecciata non rinuncia: "Di politica oggi ho
sentito però parlare ben poco". La pace, comunque, sembra fatta. Nessun
confronto, nessuna parola fuori posto. E Bevilacqua laconico commenta:
"Per me la polemica è archiviata". La.Pe.
( da "Corriere del Veneto" del 18-03-2008)
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Corriere del Veneto
- VENEZIA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-03-18 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Indomito L'imprenditore che vanta crediti con le Usl laziali non
molla Cervellin al Fisco: "Ho pagato tasse su soldi mai incassati,
rimborsatemi" PADOVA - Davide Cervellin è un uomo abituato a combattere.
Durante l'infanzia contro la cecità. Poi per avere una vita normale e
costruirsi una famiglia ed un'azienda. Ora non molla e rilancia nella sua
battaglia a tutto campo contro le aziende ospedaliere laziali che gli devono
oltre 200mila euro. Debiti che in parte risalgono alla metà degli anni '90 e di
cui il tenace imprenditore padovano vuole rientrare. Ieri il patron della
TifloSystem si è presentato all'agenzia delle entrate di Padova ed ha incontrato
il direttore Franca Voltolina per chiedere il rimborso di 30mila euro di tasse
pagate tra il 2000 ed il 2007 sulla base di fatture mai onorate dalle aziende
sanitarie laziali. "Credo che inviterò il governatore del Lazio Pietro
Marrazzo a confrontarsi con me - ha detto Cervellin - alla trasmissione
"Mi manda rai 3" dove lui era conduttore dalla parte dei cittadini e
si ergeva a paladino contro le truffe grandi e piccole. Purtroppo credo che non
ci verrà perchè finora mi ha risposto solo tramite comunicati stampa ed agenzie
giornalistiche. Vorrà dire che poi ci rincontreremo alla Corte di giustizia
europea dove nei prossimi giorni apriremo una vertenza contro la regione Lazio,
che ci deve 222mila euro, parte di questi sono crediti che cerchiamo
inutilmente di riscattare da oltre 15 anni. Una situazione che rischia di
mandare all'aria la mia azienda". Ma Cervellin di farsi mettere in crisi
dall'inerzia delle pubbliche amministrazioni e dalla
farraginosità della burocrazia non ci pensa nemmeno. "Andiamo avanti – garantisce – e
senza cadere nella "trappola" che ci hanno teso all'assessorato
laziale alla sanità. Ci propongono di pagarci quanto dovuto, ma non le spese
legali e gli interessi fin qui maturati. A questa proposta che puzza di
diversivo, noi abbiamo detto di no. E continuiamo ad auto ridurci le quote Iva
e Irpef. Quando arriveranno le cartelle esattoriali farò pignorare i crediti
che vanto nei confronti della Regione Lazio. La legge me lo consente, e
probabilmente loro riusciranno a farseli dare i soldi che io aspetto da 15
anni". Alberto Gottardo All'Ufficio Entrate Davide Cervellin, 50 anni.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-03-2008)
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Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-03-18 - pag: 14 autore: PIT STOP ...
Rispunta Guarino con la vendita del patrimonio I talia, Europa (Trattato di
Lisbona), debito pubblico: non può che essere visto con favore l'intensificarsi
del confronto critico sui modi di "stare" in Europa e sulle scelte
che maturerà il prossimo Governo ( chiunque vinca) dopo le elezioni di aprile.
Domenica, a Cernobbio, è stato un banchiere, l'a.d. di Intesa Sanpaolo Corrado
Passera, a scuotere l'albero delle convinzioni più correnti duellando col
ministro Pierluigi Bersani. Il debito pubblico, ha detto, è un grande problema,
ma in questo momento di crescita bassissima sarebbe "autolesionista porre
come primo obiettivo il rientro, addirittura anticipato, del debito". Ora,
ha spiegato Passera, il problema è fare una "politica anticiclica".
Che significa in concreto cantieri, sostegno alle aziende innovative e soldi in
tasca alla gente. Ieri, altra scossa. Sul Giornale, l'economista Geminello Alvi
è tornato anche lui sul problema del debito. Ipotizzando (con il correttivo del
coinvolgimento degli enti locali, grandi detentori di immobili, e una forte
iniezione di sussidiarietà e riduzione della spesa pubblica) il riesame dell'idea
avanzata dal professor Giuseppe Guarino. Il quale un paio di anni fa propose la
creazione di un superfondo cui conferire una quota di 430 miliardi di
patrimonio pubblico per valorizzarlo e portarlo a riduzione del debito. La
proposta-Guarino? Il professore, grande esperto di diritto amministrativo e due
volte ministro con Fanfani (alle Finanze) e Amato (all'Industria),continua a
navigare controcorrente. Sul Manifesto ha chiamato in causa Berlusconi e
Veltroni, i due candidati premier nei cui programmi, non a caso,figurano piani
per collocare sul mercato quote di patrimonio pubblico con l'obiettivo di
ridurre il debito sotto quota 100% del Pil. >La parte del debito pubblico
superiore al 60% (quota che secondo le regole di Maastricht non dovrebbe essere
superata), ha scritto Guarino, comporta per l'Italia un esborso per interessi
di circa 30 miliardi di euro l'anno; metà della somma va all'estero e senza
questa spesa vi sarebbero ogni anno circa 30 miliardi da destinare
all'economia. Inversamente, fino a quando il peso degli interessi sulla quota
del debito che supera il 60% non verrà azzerata, "mancheranno risorse per
qualsiasi cosa, si litigherà per aver qualcosa di più, ma resteranno tutti con
un pugno di mosche ". Guarino guarda con preoccupazione alla ratifica del
Trattato di Lisbona. Non è euro-entusiasta. Spera che ci si fermi un momento a
ragionare, che il Parlamento approfondisca la questione e che il Paese sia
messo in condizione di leggere cosa comporta il Trattato. Sul suo tavolo spicca
la cifra di 900 miliardi di euro che l'Italia ha corrisposto in 15 anni a
titolo di interessi per la quota del debito pubblico eccedente il 60 per cento.
Possiamo arrenderci, ragiona il professore,all'idea di versare altre centinaia
di miliardi di euro nei prossimi 15 anni? Cosa accadrà se la crescita, come sta
avvenendo, si abbasserà ancora e se si arriverà al punto in cui non vi sono
ulteriori beni pubblici da alienare? Attenzione, dice Guarino. Con la ratifica
del Trattato di Lisbona (di difficilissima lettura, e che in definitiva affida
all'euro-burocrazia i destini
dell'Europa) avremo per esempio commissari della zona non-euro che decideranno
sui Paesi dell'euro. "L'Italia non potrà più negoziare, dobbiamo
saperlo". Un'altra scossa.Che farà molto discutere. gentili.guido@libero.it
IL SUPERFONDO Nei programmi di Pd e Pdl piani per collocare beni e ridurre il
debito pubblico di Guido Gentili.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICE E SOCIETA data: 2008-03-18 - pag: 16 autore: Missione a
Nord-Est Riconquista in salita fra le ex tute blu passate alla Lega Marco
Alfieri MILANO "La sinistra pensa sempre a una tipologia professionale che
è quella del lavoratore dipendente. Di noi imprenditori, di quel che rischiamo
tutti i giorni sul mercato, se ne infischia". Luigi Lagni ha 73 anni e
lavora da quasi sessanta.Ha cominciato facendo l'operaio, subito dopo la
guerra, alla Ilma di Schio, Alto vicentino: lavorazione di macchine antiacido.
Per 13 anni fa il dipendente. Poi diventa responsabile di officina. Lo rimane
fino al 1980, quando decide di mettersi in proprio. Insieme alla moglie avvia
un capannone che produce apparecchi a pressione. La svolta nell'88: "La
mia vecchia ditta, la Ilma, fallisce. Decido di rilevarla". Oggi si chiama
Cla, impiega 16 addetti e fa apparecchi in acciaio inossidabile per l'alimentare
e il farmaceutico. Il tragitto di Lagni, che prima votava Dc e poi si è
spostato su Forza Italia e Lega, è quello di tantissimi ex operai nordestini
che negli anni 80 si sono messi in proprio. "Un trapasso obbligato. La
sinistra dei veti continua a non capirci. Troppi comitati ambientalisti contro
gli inceneritori, contro le infrastrutture. Troppe tasse". Certo, Lagni
ammette che"Veltroni parla bene. Ma fidarsi è un'altra cosa". Anche
in questa Schio operaia che un bel giorno, all'inizio dei 90, si è ritrovata in
casa un bel pacco di voti leghisti, nonostante alle amministrative continui a
votare a sinistra. Insomma dopo il tour nordista, nel Lombardoveneto qualche
crepa in effetti si è aperta. Walter Veltroni ha riempito piazze e teatri,
rimotivando vasti settori del Pd locale. "Finalmente ha riconosciuto che
la passione del fare del piccolo capitalismo di territorio non è l'esibizione
di un darwinismo sociale egoistico, bensì la ricerca legittima di un successo
anche economico e di promozione sociale che, snobisticamente, la sinistra per
troppo tempo non ha voluto rappresentare", commentano dall'associazione
artigiani di Varese. Tuttavia il muro resta in piedi. Il monopolio della destra
al Nord non è facilmente scalfibile. Il forzaleghismo è un blocco pre-politico
fatto di parole codificate, senso comune, interessi produttivi, valori sociali
e culture politiche sedimentate. Ha aperto un passaggio importante. Ma la
semina veltroniana è sul medio termine, specie in territori dove il lavorare e
il produrre è un tutt'uno. Basta ascoltare la storia di Nicoletta Scalchi da
Montecchio (Vicenza) per accorgersene. Dopo la terza media Nicoletta va a
lavorare in una piccolissima ditta di tessile-abbigliamento confezioni. Dopo 6
anni si mette in società con la sua principale. Ma le cose non vanno,così la
liquida ecirca un anno dopo prosegue da sola rilevando l'aziendina. Siamo nel
1993. Oggi Nicoletta ha 35 anni, la ditta si chiama Nicol Confezioni, ha dieci
dipendenti, "anzi collaboratori - precisa - perché lavoriamo fianco a
fianco e non ci sono barriere", ha il capannone a Creazzo, campagna
urbanizzata vicina a Vicenza, e lavora come contoterzista per le
principaligriffe italiane nell'abbigliamento di alta gamma. Il passaggio da
simpatie di sinistra al voto a destra, anche per lei è stato quasi automatico.
Il motivo? "Noi piccoli artigiani siamo il settore principale
dell'economia italiana. Invece la sinistra continua a privilegiare le grandi
aziende, vedi Alitalia o le cig regalate alla Fiat. Personalmente faccio vita
associativa, dunque ho ben presente l'intero comparto produttivo: c'è troppa burocrazia, troppo poca flessibilità, troppo cuneo fiscale ". Già, e
Veltroni? "Dice cose condivisibili, apprezzo i suoi buoni propositi. Ma è
difficile credergli. Siamo stati troppo maltrattati in questi ultimi due anni
di governo Prodi". Non a caso nel Nord-Est ci sono tantissimi Nicolette
Scalchi o Luigi Lagni. L'imprenditore dei distretti ha spesso un'origine
operaia. Veltroni sembra averlo capito. Ma non basta qualche crepa nel muro di
diffidenza,o un tour efficace, per cambiare la storia. Seconda puntata La
precedente è stata pubblicata sabato 15 marzo L'EX OPERAIO DI SCHIO "La
sinistra si è sempre infischiata di noi piccoli imprenditori: ora il leader del
Pd parla bene, ma fidarsi è un'altra cosa" GLI ARTIGIANI VARESINI
"Finalmente si riconosce che la nostra voglia di fare non è darwinismo
sociale ma legittima ricerca di successo anche economico".
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
18-03-2008)
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CRONACA 18-03-2008
INCONTRO ALLA CAMERA DI COMMERCIO IN VISTA DEL TRASFERIMENTO A BOLOGNA Il
saluto del mondo economico al prefetto Tranfaglia Il rappresentante del
Governo: "Qui ho trovato delle vere eccellenze" II Ascoltare le
esigenze di tutti, facilitare il rapporto fra imprese e burocrazia, agevolare le procedure e gli
incontri fra le parti: questi sono i pilastri dell'azione del prefetto, Angelo
Tranfaglia, nell'approccio con il mondo produttivo. "Tutto ciò significa
supportare le autonomie - ci spiega Tranfaglia - per la massima esaltazione
delle potenzialità del mondo economico. Il dialogo fra le parti sociali
è importante". Il prefetto lo ha spiegato ieri in Camera di commercio a
margine dell'incontro ristretto con i rappresentanti delle categorie. Accompagnato
dai vertici camerali - il presidente Andrea Zanlari, il vice, Sergio Giuffredi
e il segretario, Alberto Egaddi - Tranfaglia ha salutato il mondo economico in
vista del suo trasferimento a Bologna. Fra gli altri, in sala c'erano il
presidente dell'Upi, Daniele Pezzoni e il direttore Cesare Azzali, i presidenti
di Unione agricoltori Lorenzo Bonazzi e di Coldiretti Davide Guareschi, Corrado
Testa (presidente di Confesercenti) ed Enzo Malanca (direttore di Ascom) ed
altri imprenditori e consiglieri della Cciaa. "Speriamo che il prefetto
rimanga legato alla nostra città", ha detto Zanlari, sottolineando la
forza economica del Parmense: un export che cresce del 13,8% e un Pil fra i più
alti d'Italia. "In questi due anni e due mesi sono stato davvero bene a
Parma, ho vissuto intensamente il rapporto con la città - dice Tranfaglia -. E'
un'esperienza umana e professionale importante, in una provincia di grande
civiltà e cultura, a volte forse un pò autoreferenziale ma anche in questo c'è
un lato positivo. Parma si pone obiettivi ambiziosi e ha il carattere per
raggiungerli. Incontrando i rappresentanti delle categorie, poi i sindaci,
voglio dare la mano idealmente a ogni parmigiano. Qui ho trovato delle
eccellenze nel mondo economico. A Bologna la mia porta resta aperta". La
cordialità verso Tranfaglia è tutt'altro che di circostanza e le categorie lo
ringraziano per l'attenzione verso le esigenze del territorio. "Abbiamo
avuto un prefetto dinamico e molto equilibrato - dice Pezzoni -. E' interessato
ai nostri problemi: lo informavamo e lui partecipava. Lo consideriamo un amico
e siamo certi che a Bologna lavorerà bene ". Incontro In alto, da
sinistra: Pezzoni, Zanlari e Tranfaglia. Sotto, rappresentanti del mondo
economico.
( da "Italia Oggi" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Azienda Scuola Numero 066, pag. 23 del 18/3/2008
Autore: Nicola Mondelli Visualizza la pagina in PDF note
di Burocrazia Saltano le dimissioni on line Moduli cartacei per chi ha
raggiunto l'età pensionabile Si precisano gli ambiti di applicazione e i
soggetti nei cui confronti trovano applicazione le nuove disposizioni in materia
di dimissioni volontarie contenute nel decreto interministeriale del 21 gennaio
2008, attuativo della legge 17 ottobre 2007, n. 188. Con una nota del 10 marzo
2008, ad integrazione e rettifica di quanto comunicato il 29 febbraio 2008 (con
la quale si informava il mondo della scuola che a partire dal 5 marzo 2008 le
dimissioni volontarie dovevano essere presentate esclusivamente on-line), il
direttore generale per le risorse umane del ministero dell'istruzione ha
comunicato che il ministero del lavoro e della previdenza sociale ha chiarito,
per le vie brevi, che il modulo dimissioni volontarie (MDV) non deve essere
utilizzato dai lavoratori che vengano collocati in quiescenza, avendo già
raggiunto l'età pensionabile. Per effetto del chiarimento ministeriale, si
legge nella predetta nota, i docenti e il personale amministrativo, tecnico ed
ausiliario della scuola, ivi compresi i dirigenti scolastici, che intendono
presentare la domanda di dimissioni volontarie finalizzata all' accesso al
trattamento pensionistico di anzianità o di vecchiaia, non dovranno pertanto
utilizzare il modulo on-line previsto dal decreto interministeriale 21 gennaio
2008, ma continueranno a presentarla all'amministrazione scolastica nei tempi e
con le modalità stabiliti dall'annuale apposito decreto del ministro della
pubblica istruzione. Dovrà, invece, utilizzarlo, seguendo la prassi descritta
sul sito del ministero del lavoro e della previdenza sociale, nella sezione
“Dimissioni volontarie” il personale della scuola in servizio con contratto a
tempo indeterminato che presenta la domanda di dimissioni volontarie senza
avere maturato il diritto alla pensione. Macchinosa la prassi descritta sul
sito del ministero del lavoro e della previdenza sociale. Essa prevede che il
dipendente si rechi presso un soggetto intermediario (xomune, centro per
l'impiego, direzione provinciale del lavoro) il quale si collegherà al sistema
informativo MDV e inserirà i dati relativi alla domanda di dimissioni. Il
sistema rilascerà il documento delle dimissioni volontarie con un codice
univoco ed una data certa di rilascio. Tale documento avrà validità 15 giorni.
Il documento emesso dal sistema, opportunamente vidimato, sarà consegnato dal
soggetto intermediario al lavoratore che lo consegnerà alla competente
amministrazione scolastica.La nuova disciplina si applica anche al personale
con contratto a tempo determinato.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
LA POLEMICA Razzini:
Veltroni a Gorizia è stato un flop "romano" "La visita di
Veltroni a Gorizia e Trieste è stata un flop: poca gente, a meno che non si
consideri un teatro mezzo pieno un successo per un leader di coalizione
nazionale, quasi tutti addetti ai lavori, candidati e militanti del Pd, nessun
bagno di folla, entusiasmo uguale a zero": è quanto sostiene, in una nota
fatta pervenire alla stampa, il candidato al consiglio regionale della Lega
Nord, Federico Razzini. "Non bisogna stupirsi, Veltroni è la nuova
facciata del centro-sinistra, ma rappresenta comunque la vecchia politica,
continuazione di Pci, Pidiesse, Ds: è - continua Razzini - un uomo di partito
formato nelle scuole di partito ed è soprattutto il sindaco
di quella Roma della burocrazia, degli intrighi, degli affari poco chiari che, vista da noi
goriziani e bisiachi, così come in tutto il Nord, come il centro del malaffare
italiano, di quella politica che non ci piace e ci rende anzi la vita
difficile". "Adesso Veltroni scopre improvvisamente un nonno sloveno
e arriva in Venezia Giulia a spiegarci - afferma ancora l'esponente del
Carroccio - dove va il mondo e dove va l'Europa. Grazie della lezioncina,
Veltroni. Doveva venire lui da Roma a spiegarci cos'è la multiculturalità, cosa
sono l'identità e la cultura mitteleuropea, cos'è il federalismo. La nostra
gente lo sa già, anzi, lo ha da sempre nel Dna. La realtà è che Veltroni, come
Illy, è un personaggio lontano anni luce dal sentire e dalle esigenze della
nostra gente. Non abbiamo sentito una parola da Veltroni sulla questione
settentrionale e sui problemi per le nostre imprese causati dal tipo di Europa
voluta da Prodi e dal suo Pd. Niente nemmeno sul Tibet: perché se ne stanno
zitti e lasciano che solo la Lega Nord e pochi altri chiedano una severa presa
di posizione contro il regime comunista cinese che massacra la voglia di
libertà e identità dei tibetani?". "Non si rimedia a un Dna
romanocentrico e attento in realtà solo agli interessi delle grandi lobby, dei
burocrati statali, delle cooperative, dei grandi gruppi bancari e affaristici,
tanto protetti dal "suo" governo Prodi con una "capatina" a
Gorizia e un paio di sorrisini. La nostra gente non è stupida e - conclude il
candidato della Lega al consiglio regionale - non abboccherà".
( da "Milano Finanza (MF)" del 18-03-2008)
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MF LA PIeTRA del
giorno "Solo gli stupidi sollevano pietre che poi ricadono sulla loro
testa". Parole di Mao. Che i funzionari di Citic Securities, la maggiore
società di brokeraggio cinese di proprietà statale, hanno fatto proprie,
facendo sapere che l'accordo di ingresso nel capitale di Bear Stearns è
diventato "incerto" dopo il passaggio della banca a Jp Morgan. Una
partnership che era stata salutata nello scorso ottobre dall'amministratore
delegato di Bear Stearns come "il più eccitante sviluppo che abbia mai
visto in questi anni". Ma che non ha visto mai la luce
anche come effetto della lentezza della burocrazia cinese nel rilasciare tutte le autorizzazioni. Un ritardo che ha
comunque consentito al broker cinese di evitare una perdita di quasi 1 miliardo
di dollari visto quanto è accaduto in questi giorni. MF Numero 055, pag. 1 del
18/3/2008 Autore:.
( da "Secolo XIX, Il" del 18-03-2008)
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Pierfranco
Pellizzetti Emma Marcegaglia, successore designato di Luca Cordero di
Montezemolo, appartiene a quella specie particolare di leader confindustriali
che potremmo definire "i ragazzi di via dell'Astronomia", dal viale
romano dove è ubicato il palazzone di vetro fumé sede della confederazione.
Cioè, gente che ha percorso il proprio cursus honorum nel cubo nero dell'Eur,
da veri e propri professionisti dell'associazionismo. Il prototipo di questa
specie fu Luigi Abete, cui hanno fatto seguito Giorgio Fossa e Antonio d'Amato,
giunti ai vertici dell'organizzazione dopo una lunga militanza che li ha visti
presiedere vuoi il Gruppo Giovani nazionale, vuoi la Piccola industria. In
pratica tutti gli ultimi presidenti di Confindustria, fatta eccezione per
Montezemolo, che si è formato alla corte dell'avvocato Agnelli, e ne ha
ereditato alcune reti glamour. Quali sono le caratteristiche di questi
"ragazzi di via dell'Astronomia"? Sostanzialmente una certa
praticaccia nella raccolta del consenso elettorale interno e l'attitudine alla
comunicazione nelle sedi e negli eventi di categoria (assemblee e convegni).
Soprattutto la capacità di anestetizzare spinte centrifughe di base.
Ricavandoci personali vantaggi in termini di carriera. Fossa lo fece con i
piccoli industriali, virando la loro cronica riottosità nei confronti dei
grandi gruppi in sottomissione all'uomo-forte di allora: il presidente della
Fiat, Cesare Romiti. Marcegaglia seppe ripetere l'operazione con i Giovani
industriali, tradizionalmente critici nei confronti delle
burocrazie funzionariali e della loro pervicace attitudine da
"serve-padrone" dei datori di lavoro, facendosi indicare dal
direttore generale, Innocenzo Cipolletta, il nuovo segretario del Movimento. I
poteri forti interni non ne dimenticarono l'abile arrendevolezza e - quindi -
hanno visto subito di buon occhio l'ascesa sia dell'uno come dell'altra.
Questo per quanto riguarda il percorso. Ora si tratta di capire come la
neopresidente gestirà la carica nel prossimo futuro. Allo stato attuale
Confindustria si trova in un'impasse dalle molte cause, riconducibili a tre
debolezze: di partecipazione, di influenza e di proposta. Nel primo caso si
rileva una grave "perdita di calore" nello spirito d'appartenenza
(non c'è più la contrapposizione della controparte sindacale e la vertenzialità
di fabbrica a fornire collante esterno), che vede precipitare le presenze dei
soci ai vari momenti della vita associativa nonché la disponibilità a svolgervi
un ruolo attivo; da cui la contestuale, crescente, denuncia di verticismo e
chiusura, l'insofferenza verso un'organizzazione che costa al sistema delle
imprese aderenti la bellezza di un mezzo miliardo di euro l'anno. Mentre in
alcune zone cresce sempre di più l'aggressività dei concorrenti, come la
Compagnia delle opere. Uno stato d'animo che Silvio Berlusconi cavalcò nel
2006, intervenendo inaspettato alle assise di Vicenza e destabilizzando il
vertice montezemoliano. La perdita di influenza è l'altra faccia
dell'indebolimento del vincolo associativo. Confindustria resta un attore
rilevante nel mercato della rappresentanza, ma non è certo l'unico e neppure il
più forte. Anche perché - e qui si arriva al terzo punto - da tempo la capacità
elaborativa della rappresentanza industriale non dà grandi prove di sé. Ci
tentò Montezemolo a inizio mandato, affrontando il tema del riorientamento del
tessuto produttivo all'innovazione competitiva. Poi la piantò lì, resosi conto
che la sua era una classica "fuga in avanti", preferendo dedicarsi
alle missioni all'estero per promuovere il Made in Italy. Sicché per
Marcegaglia si prospetta un'agenda ben poco agevole: rifondare il patto
associativo rinnovandone il significato (e saldando la spaccatura tra industria
manifatturiera e servizi); ritrovare un ruolo di rilevanza per essere punto di
riferimento delle altre associazioni datoriali (e stipulando un armistizio con
le categorie del commercio); entrare da protagonista nel dibattito sullo
sviluppo (quindi rilanciando un Centro studi molto appannato e svegliando dal
torpore le associazioni periferiche). Per fare tutto ciò si richiede qualcosa
in più dell'abilità nel programmare la propria ascesa e un'immagine spendibile
sui media. Pierfranco Pellizzetti (pellizzetti@ fastwebnet.it) è opinionista di
Micromega. 18/03/2008.
( da "Giornale di Merate" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
BRIVIO Longhi vittima anche della burocrazia ha chiesto la restituzione della mora IN OSPEDALE CON LA GAMBA A
PEZZI NON PAGA IN TEMPO IL FISCO: MULTATO Brivio - Oltre al danno la beffa.
Giancarlo Longhi mentre era immobilizzato in un letto d'ospedale a seguito del
grave infortunio, non ha rispettato delle scadenza relative ai versamenti
fiscali dell'azienda di cui era titolare e che ha poi chiuso. Nel
settembre 2006 e ad agosto ha ricevuto le cartelle esattoriali per irregolarità
pagamenti. "Si trattava di un giorno di ritardo per il pagamento dell'Iva
e di 15 giorni di ritardo per Irpef e Irap - ha spiegato Longhi - Ritardi
dovuti all'infortunio sul lavoro che avevo avuto. Ho passato mesi in ospedale
per questo. E poi ho pagato tutto quello che dovevo pagare. Nonostante abbia
spiegato e certificato per quale motivo ho ritardato i pagamenti non c'è stato
nulla da fare. Non è per le 200 euro di mora, ma è una questione di
principio". Longhi era titolare di un'azienda di stampaggio di materie
plastiche ad Almenno. Attività che aveva poi chiuso per impiegarsi presso la
"Brivaplast" di Osnago che opera sempre nel settore dello stampaggio
di materie plastiche. Pochi mesi dopo è accaduto il terribile infortunio sul
lavoro. Longhi ha chiesto all'Agenzia delle Entrate la restituzione degli
interessi di mora e di oneri accessori già pagati. "Il codice di procedura
civile parla chiaro nel caso di gravi impedimenti - ha proseguito - Oltretutto
non ho ricevuto nessuna comunicazione di irregolarità da parte dell'Agenzia
delle entrate. Ho chiuso l'azienda comunicandolo in tutte le sedi opportune
eppure continuavano a mandarmi lettere ad Almenno. Purtroppo la burocrazia è così. E' come un muro di gomma. Ci si va
addosso ma si viene rimbalzati e non c'è niente da fare. La cosa che mi fa più
rabbia è che non ho certo ritardato i pagamenti per un capriccio o per fare il
furbo. Ero in un ospedale mentre cercavano di salvarmi la gamba che era rimasta
schiacciata sotto una pressa. Ripeto, non ne faccio una questione di soldi. Non
mi cambia certo la vita non pagare 200 euro di mora ma è una questione di
principio. Non è possibile che l'Agenzia delle Entrate sia così cieca e sorda
di fronte alle motivazione per le quali un cittadino è stato impossibilitato a
pagare per tempo". Articolo pubblicato il 18/03/08.
( da "Sestopotere.com" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
(11:16) (18/3/2008
08:23) | EUROSTAT: I REDDITI DEGLI AGRICOLTORI ITALIANI IN CADUTA LIBERA. DAL
2000 CROLLO DEL 18,2% (Sesto Potere) - Roma - 18 marzo 2008 - In caduta libera
i redditi degli agricoltori italiani. Negli ultimi otto anni i nostri
produttori hanno registrato, in ambito Ue, la flessione più accentuata: meno
18,2 per cento. Lo scorso anno il calo è stato del 2 per cento, che fa seguito
al meno 10,4 per cento del 2005 e al meno 3,4 per cento del 2006. Una continua
diminuzione alla quale si è contrapposta una crescita, sempre nel 2007, dei
costi produttivi (più 6,1 per cento) e degli adempimenti burocratici che
praticamente paralizzano l'attività imprenditoriale. E' quanto segnala la
Cia-Confederazione italiana agricoltori sulla base delle ultime rilevazioni di
Eurostat. Dal 2000 -rileva la Cia- è stato un crollo verticale per i redditi
italiani, che invece nell'Ue hanno messo a segno, complessivamente un aumento
del 16 per cento. I nostri imprenditori hanno visto così scendere i loro
redditi con una media superiore al 2 per cento annuo. Ma dal 2004 la situazione
è precipitata in maniera drammatica, determinando il calo più marcato tra i
paesi europei. Ben diverso -sottolinea la Cia- l'andamento reddituale agricolo
in Germania, dove negli ultimi otto anni si registra un incremento di circa il
33 per cento. Cifra raggiunta anche nel Regno Unito. Meno accentuata la
crescita in Francia (più 5,6 per cento) e in Spagna (più 5,3 per cento). Per
quanto riguarda il 2007, i redditi degli agricoltori europei, rispetto all'anno
precedente, sono aumentati mediamente del 5,4 per cento, con variazioni
-afferma la Cia- che vanno dal più 39,3 per cento della Lituania al meno 16,7
per cento della Romania. Un andamento -rimarca la Cia- influenzato dalla forte
variazione registrata dai prezzi dei prodotti. Nel 2007, sempre rispetto
all'anno precedente, i prezzi reali agli agricoltori per le produzioni
continentali, come cereali e oleaginosi, sono aumentati, rispettivamente, del
46,2 per cento e del 21,9 per cento. Questi incrementi hanno contribuito a
spingere in avanti i redditi, ad esempio, dei produttori tedeschi (più 12,5 per
cento) e dei francesi ( più 7,5 per cento). Al contrario, sono state registrate
riduzioni di prezzi per alcune produzioni tipiche mediterranee. Il prezzo reale
al produttore per l'olio d'oliva, ad esempio, è diminuito del 19,4 per cento e
quello delle verdure fresche dello 0,7 per cento. Anche le patate hanno subito
una flessione del 3,2 per cento. Per la barbabietola da zucchero la diminuzione
è stata del 12,8 per cento. Hanno, invece, tenuto i prezzi reali ai produttori
di vino e frutta, con un incremento, rispettivo, del 4,5 per cento e del 4,2
per cento. A rendere più difficile lo scenario per gli agricoltori italiani
sono stati -sostiene la Cia- i riflessi negativi dei costi, soprattutto quelli
determinati dalla crescita del prezzo dei mangimi, che solo nello scorso mese
di gennaio sono aumenti del 23, 6 per cento, dei concimi (più 26,1 per cento) e
dal "caro-petrolio" che nelle imprese ha avuto un effetto devastante.
Non solo. Si sono aggiunti anche gli oneri previdenziali e quelli di carattere
burocratico. Oneri pesanti che si traducono in forte ostacolo alla crescita
economica delle imprese, con incidenza negativa notevole sull'occupazione e la
competitività. Non a caso, la Cia proprio per combattere il "mostro" della burocrazia ha promosso una Petizione popolare raccogliendo migliaia di
firme in tutta Italia. Così i redditi agricoli Ue nel 2007 Paese Var. % su 2006
Lituania +39,3 Estonia +22,5 Rep.Ceca +20,9 Svezia +16,5 Finlandia +14,4
Lussemburgo +14,3 Polonia +13,7 Germania +12,6 Spagna +10,3 Lettonia +9,3
Irlanda +9,2 Slovacchia +9,2 Austria +8,8 Slovenia +8,5 Francia +7,5
Regno Unito +6,0 Olanda +4,1 Danimarca +4,9 Belgio +1,7 Grecia -0,3 Cipro -0,5
Ungheria -1,0 Malta -1,7 Italia -2,0 Portogallo -5,0 Bulgaria -8,5 Romania
-16,7 Elaborazione Cia-Confederazione italiana agricol.
( da "Redattore sociale" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
SALUTE 10.2518/03/2008 Frammentato e ostacolato dalla burocrazia: il Ssn secondo Cittadinanzattiva Errori medici (18%), accesso
alle informazioni (17%) e invalidità (8,2%) risultano in testa alle
segnalazioni dei cittadini. Ma è il federalismo (17,4%) il tema emergente
dell'anno. Rapporto Pit Salute 2007 Roma - Un servizio sanitario sempre più
disomogeneo, con una offerta differenziata da Regione in Regione, e che
troppo spesso fa della burocrazia uno strumento per
ridurre l'accesso dei cittadini. Questa, in estrema sintesi, la
"fotografia" del servizio sanitario nazionale fornita dall'undicesimo
rapporto Pit Salute 2007 "Ai confini della sanità. I cittadini alle prese
con il federalismo", realizzato da Cittadinanzattiva-Tribunale per i
diritti del malato, presentato oggi a Roma. Sebbene gli errori medici (18%),
l'accesso alle informazioni e documentazioni (17%) e l'invalidità (8,2%)
risultino in testa alle segnalazioni dei cittadini, una attenta analisi dei
dati rivela come sia il federalismo (17,4%) il tema emergente dell'anno. La
mobilità sanitaria (8%), sia nazionale (75% della mobilità) che internazionale
(25%) e i diversi aspetti legati all'accesso ai farmaci (3,9%), così come la
permanenza delle liste di attesa (5,5%) evidenziano come i cittadini si
ritrovino sempre più schiacciati da scelte amministrative, più o meno
consapevoli, che limitano i loro diritti, anche in contrapposizione a scelte di
indirizzo nazionali, come quelle contenute nei Livelli essenziali di
assistenza. "I programmi degli schieramenti tacciono sul principale
pilastro del nostro welfare - ha dichiarato Teresa Petrangolini, segretario
generale di Cittadinanzattiva - . Tutto questo è particolarmente grave, proprio
alla luce dei dati presentati oggi, che sottolineano l'estrema frantumazione
del sistema sanitario. Chiediamo di rimettere al centro dell'interesse del
nuovo Governo la questione della sanità in Italia. In particolare: un riequilibrio
tra Ministero della Salute e Regioni e l'istituzione di un osservatorio sul
federalismo per assicurare l'uniformità del trattamento; potenziare i controlli
sull'effettiva erogazione dei Lea; l'adozione della Carta Europea dei diritti
del malato da parte del Parlamento, dei consigli regionali e degli ordini
professionali; la partecipazione di cittadini alla valutazione delle strutture,
dei dirigenti e dei professionisti, e alla formazione dei programmi regionali e
aziendali; la riduzione dei tempi di attesa attraverso l'applicazione uniforme
della normativa nazionale che prevede tempi massimi per prestazioni, blocco
delle prenotazione e l'attesa di non più di 72 ore per le urgenze
differibili". Oltre ai temi direttamente riconducibili ad aspetti legati
al federalismo, quest'anno il Rapporto evidenzia con forza anche il peso della burocrazia, in molte occasioni un "muro"
difficilmente superabile. Come, ad esempio, la solitudine in cui troppo spesso
si ritrovano i cittadini affetti da malattie rare (1,8%) che segnalano la
difficoltà a ottenere benefici o una diagnosi (29%), o l'accesso a una cura
(16%): fattori che spingono questi pazienti a rivolgersi a cure all'estero
(15%). Discorso a parte per il tema dell'invalidità (8,2%), area che registra
dal 2004 un aumento costante delle segnalazioni. In questa area, infatti,
sembrano concentrarsi più difficoltà: quella burocratica, con il mancato
riconoscimento della condizione invalidante e quindi dell'indennità economica
(17%) e la difficoltà di accesso alle informazioni durante l'iter per il
riconoscimento dell'invalidità (15%). Altro aspetto al centro della Relazione
Pit di quest'anno è la "chimera" delle cure primarie (19%). Infatti,
se da anni si auspica che questo insieme rappresenti il secondo pilastro del
Ssn dopo l'assistenza ospedaliera, la situazione è ben altra. Da ultimo, non
per importanza, i tempi di attesa (5,5%) e gli errori nella pratica medica.
(Vedi lanci successivi).
( da "Redattore sociale" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
SALUTE
10.3418/03/2008 Malattie rare e invalidità: tanti ostacoli per l'accesso alle
cure Rapporto Cittadinanzattiva. Per le malattie rare è difficile ottenere una
diagnosi (29%). Tra le altre denunce: mancato riconoscimento della condizione
invalidante e carenza di strutture per la riabilitazione Roma - Accesso a
informazioni e documentazione registrano il 17% delle segnalazioni, in aumento
dell'1,2% rispetto all'anno precedente nel rapporto Pit Salute 2007 di
Cittadinanzattiva. Si tratta di un tema trasversale che troviamo al secondo
posto, dopo la malpractice, nella classifica delle segnalazioni più frequenti,
con netta preponderanza di lamentele legate a difficoltà di accesso più alle
informazioni che alla documentazione. Il dato relativo all'accesso alle
informazioni (13% delle segnalazioni totali) si conferma sugli stessi valori
registrati dal 2005, e contempla principalmente richieste generiche su come
accedere ai servizi sanitari e su come orientarsi nelle scelte (rispettivamente
26% e 22%). Malattie rare Registrano l'1,8% del totale delle segnalazioni,
+0,2% sul 2006. Nonostante sia aumentata l'informazione e la conoscenza di
queste malattie, i cittadini affetti da patologie degenerative e invalidanti
sono costretti ad affrontare oltre gli ostacoli della malattia stessa, anche quelli della burocrazia. Il numero maggiore di segnalazioni riguarda la difficoltà ad
ottenere benefici o semplicemente una diagnosi (29%). Dalla comparsa dei
sintomi alla diagnosi passano a volte anni in cui i malati si sottopongono a
visite di ogni genere e spesso all'umiliazione di non essere creduti. I
costi delle cure sono spesso elevati. Invalidità Costituisce l'8,2% del totale
delle segnalazioni, +1,6% rispetto all'anno passato. In aumento dal 2004, nelle
segnalazioni in tema di invalidità civile ? al di là di una consistente domanda
di informazioni di carattere generale (pari al 36% delle segnalazioni sulla
invalidità) - emerge con forza un atteggiamento di denuncia che con diverse
sfaccettature raccoglie il 40% delle segnalazioni. In particolare, viene
denunciato il mancato riconoscimento della condizione invalidante e quindi
della indennità economica (17% delle segnalazioni); si denuncia una difficoltà
di accesso alle informazioni durante l'iter che dovrebbe portare al
riconoscimento dell'invalidità (15%); si denuncia altresì la violazione dei
propri diritti con contestuale necessità di intraprendere azioni legali (8%).
Limitatamente ai soli casi di mancato riconoscimento della invalidità, la
principale segnalazione riguarda il mancato riconoscimento dell'indennità di accompagnamento
(30%). Riabilitazione Registra il 4,4% delle segnalazioni, +0,6% su 2006. La
riabilitazione sempre più si sta imponendo quale problema emergente nella
sanità italiana: lo testimoniano le relative segnalazioni, in costante e
sostenuta ascesa dal 2004. Un terzo delle segnalazioni si riferiscono alla
riabilitazione ambulatoriale (27%) e a quella domiciliare (6%), la maggior
parte (67%) riguarda invece il ricovero in strutture riabilitative. Al
riguardo, rispetto all'anno passato, a fronte di un netto calo di segnalazioni
in tema di liste di attesa (-16% rispetto al '06), carenza di strutture e
scarsa qualità del servizio (-10% ciascuno), si registra un forte incremento di
problemi legati all'accettazione e alle dimissioni di pazienti complessi (23%
delle segnalazioni in tema di riabilitazione presso strutture riabilitative,
+12% rispetto al '06) e costi elevati (15% delle segnalazioni in tema di
riabilitazione presso strutture riabilitative, +7%). Odontoiatria Registra il
3,2% del totale delle segnalazioni, -0,4% rispetto all'anno passato. "I
dati del Rapporto evidenziano come sia urgente aggiornare ed integrare i
Livelli Essenziali di Assistenza", commenta Francesca Moccia,
coordinatrice di Cittadinanzattiva ?Tribunale del malato - affrontando innanzitutto
il tema dell'odontoiatria, parto indolore, malattie rare, assistenza
domiciliare, assistenza residenziale e protesica". (Vedi lanci
successivi).
( da "Liberazione" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Questa Tv ha
rinunciato a formare e informare. Rincoglionisce e basta" Davide Varì
Giovanni Minoli, direttore di Rai Educational e voce storica del giornalismo
televisivo italiano ti accoglie nella sua casa romana proprio come te lo
immagini: jeans, camicia bianca e cravatta. Sembra di essere catapultati
direttamente dentro Mixer: il suo programma Tv, la sua creatura. Quel Mixer che
negli anni '
( da "Azione, L'" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'AZIONE - Articoli
- Lavoro più sicuro? LAVORO PIU' SICURO? Nel pieno dell'emergenza sulla
sicurezza sul lavoro, il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto
legge, che il Governo ha ritenuto di dover approvare, anche se in fase di
scioglimento delle Camere, proprio in considerazione dei tragici eventi legati
a infortuni occorsi di recente, della rilevanza sociale della materia (più
volte sottolineata anche dal Presidente della Repubblica) e dell'ampia
convergenza di consensi registrata fra le forze politiche. Il nuovo decreto
ridisegna la materia, coordinando una serie di provvedimenti e disposizioni
applicate nel corso di quasi 60 anni, in coerenza con le direttive comunitarie
e internazionali, e nel rispetto delle competenze in materia conferite alle
regioni dalla Costituzione. Numerose le novità introdotte dal decreto.
Copertura per tutti. Le disposizioni in materia di sicurezza vengono estese a
chiunque si inserisce in un ambiente di lavoro, senza differenze formali
(dipendenti o meno), comprendendo anche i lavoratori autonomi. Rappresentanti
della sicurezza. Sono rafforzate le prerogative dei rappresentanti dei
lavoratori territoriali (dove non ci sono quelli dei lavoratori in azienda) e
viene istituita la figura del rappresentante di sito produttivo, per realtà particolarmente
grandi e pericolose (porti, cantieri grandi opere...). Coordinamento vigilanza.
Si ottimizzano le attività di vigilanza, eliminando sovrapposizioni e
migliorando l'efficienza. Viene creato un sistema informativo per condividere
le notizie su infortuni, ispezioni e attività in materia di sicurezza.
Finanziamento promozione. Verranno finanziate azioni promozionali pubbliche e
private (particolarmente nelle piccole e medie imprese) introducendo anche nei
programmi scolastici e universitari la materia della sicurezza sul lavoro.
Nuove sanzioni. Arresto da
( da "Corriere Adriatico" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
La Politecnica
nell'Associazione per la qualità delle università statali Aquis, l'ateneo è d'eccellenza
ANCONA - D'eccellenza e di rottura. E allora Aquis. Pubblici ed efficienti. E'
sempre Aquis. Oltre la sigla c'è il dire basta ai paletti
della burocrazia e ai
finanziamenti a pioggia: non è caso, infatti, ma è l'Associazione per la
qualità delle università statali italiane. Oltre la sigla c'è pure la
Politecnica delle Marche, col suo rettore Marco Pacetti che aziona il timer per
la fuga nel futuro. "Non c'è più tempo - avverte - siamo
all'emergenza e se vogliamo non perdere il passo della ricerca internazionale,
dove i nostri studiosi hanno spesso posizioni rilevanti, dobbiamo sollecitare e
mettere in atto un profondo cambiamento". Ancora Aquis che è nata appena
qualche giorno fa a Bologna per volere di dodici università italiane che rispondono
a particolari requisiti di qualità: l'uso dei fondi, le dimensioni, la
reputazione internazionale. Una discesa in campo preceduta e annunciata da un
altro scatto in avanti: i rettori, che si sono riuniti in un convegno a
Bologna, con Aquis non hanno fatto altro che rilanciare la proposta avanzata
nei giorni scorsi ai candidati premier di ripartire da quel "Patto per
l'Università". Quel "patto" promosso dal Governo, poi arenatosi
in Parlamento, che ha fra i suoi obiettivi principali quello di assegnare le risorse
in maniera mirata e istituire meccanismi che premino gli "atenei
virtuosi" quelli cioè che usano bene i soldi ricevuti dallo Stato e
possono dimostrarlo con dei risultati. C'è sempre Pacetti che insiste sulla
formula delle pubbliche virtù. "Lo stato dei nostri bilanci e il livello
della nostra produzione scientifica - ci tiene a far notare - testimoniano che
non è necessario andare nelle realtà private per trovare atenei che
funzionano". E nel procedere cancella l'effetto del male che è sempre e
solo al Sud: "Ci sono delle eccellenti università anche nel meridione: in
Calabria, a Lecce e Salerno, per esempio. Sull'altro fronte ci sono Genova,
Trieste e Pisa: ottengono più finanziamenti del dovuto". E spazza il campo
dalle strumentalizzazioni: "Spesso si attacca il sistema per poter deviare
le risorse dovute. E nessuno dice che ci sono tante strutture pubbliche
eccellenti". Si mette nel gruppo e ne conta almeno una ventina. Nessuna
polemica con la Crui (la conferenza dei rettori), ma la voglia di rivendicare
il ruolo di atenei leader e assumersi la responsabilità di trainare il sistema
universitario italiano. "L'obiettivo - va nel dettaglio Giulio Ballio,
rettore del Politecnico di Milano - è quello di far rimanere competitive le
nostre università con quelle straniere, ma anche avere un effetto trainante su
tutto il sistema". E per chiedere un atteggiamento di fiducia nei
confronti dell'autonomia delle Università. La nascita dell'Aquis è stata
l'occasione per ribadire ai candidati alle elezioni la richiesta di impegni per
l'Università. Ma anche di fare un bilancio sui venti mesi di Governo Prodi,
chiusi con luci e ombre. "La nascita del ministero - aggiunge Pacetti - è
stata positiva, ma questi due anni se ne sono andati per la riorganizzazione.
Adesso, se il ministero sarà cancellato, si dovrà riaffrontare un altro
cambiamento. Il mondo dell'Università ha bisogno di serenità". La crociata
è iniziata. Ed ecco i numeri dell'operazione qualità. Le Università che hanno
promosso Aquis sono dodici: la Politecnica delle Marche, Bologna, Calabria,
Ferrara, Milano-Bicocca, Politecnico di Milano, Modena e Reggio Emilia, Padova,
Roma Tor Vergata, Politecnico di Torino, Trento e Verona. Altri sette sono gli
atenei che hanno i requisiti necessari per far parte del gruppo e che sono
state invitate a partecipare all'associazione: si tratta di Chieti, Lecce,
Milano, Perugia, Roma Tre, Torino e Salerno. GIORGIO FABRI ,.
( da "Virgilio Notizie" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
18-03-2008 10:31
Presentato il rapporto Pit salute, ecco i nodi del SSn Roma, 18 mar. (Apcom) -
Federalismo, burocrazia, cure primarie: i tre nodi del
SSN visto dai cittadini. Ma anche lunghe liste d'attesa ed errori medici che
continuano e che continuano a preoccupare i cittadini. Sono questi i punti
salienti del XI Rapporto Pit salute di 'Cittadinanzattiva-Tribunale per i
diritti del malato', "Ai confini della sanità I cittadini alle prese con
il federalismo", presentato oggi a Roma. Il quadro è quello di un servizio
sanitario sempre più disomogeneo, con una offerta differenziata da Regione in
Regione, e che troppo spesso fa della burocrazia uno
strumento per ridurre l'accesso dei cittadini. Questa, in estrema sintesi, la
"fotografia" del servizio sanitario nazionale. Sebbene gli errori
medici (18%), l'accesso alle informazioni e documentazioni (17%) e l'
invalidità (8,2%) risultino in testa alle segnalazioni dei cittadini, un'
attenta analisi dei dati rivela come sia il federalismo (17,4%) il tema
emergente dell'anno, sottolineano le associazioni. La mobilità sanitaria (8%),
sia nazionale (75% della mobilità) che internazionale (25%) e i diversi aspetti
legati all'accesso ai farmaci (3,9%), così come la permanenza delle liste di
attesa (5,5%) evidenziano come i cittadini si ritrovino sempre più schiacciati
da scelte amministrative, più o meno consapevoli, che limitano i propri
diritti, anche in contrapposizione a scelte di indirizzo nazionali, come quelle
contenute nei Livelli essenziali di assistenza. "I programmi degli
schieramenti tacciono sul principale pilastro del nostro welfare", ha
dichiarato Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva.
"Tutto questo è particolarmente grave, proprio alla luce dei dati
presentati oggi, che sottolineano l'estrema frantumazione del sistema
sanitario. Chiediamo di rimettere al centro dell'interesse del nuovo governo la
questione della sanità in Italia". In particolare si chiede un
riequilibrio tra ministero della Salute e Regioni e l'istituzione di un
osservatorio sul federalismo per assicurare l'uniformità del trattamento; il
potenziamento dei controlli sull'effettiva erogazione dei Lea; l'adozione della
Carta Europea dei diritti del malato da parte del Parlamento, dei consigli
regionali e degli ordini professionali; la partecipazione di cittadini alla
valutazione delle strutture, dei dirigenti e dei professionisti, e alla
formazione dei programmi regionali e aziendali; la riduzione dei tempi di
attesa attraverso l'applicazione uniforme della normativa nazionale che prevede
tempi massimi per prestazioni, blocco delle prenotazione e l'attesa di non più
di 72 ore per le urgenze differibili. Oltre ai temi direttamente riconducibili
ad aspetti legati al federalismo, quest'anno il Rapporto evidenzia con forza
anche il peso della burocrazia, in molte occasioni un
"muro" difficilmente superabile. Come, ad esempio, la solitudine in
cui troppo spesso si ritrovano i cittadini affetti da malattie rare (1,8%) che
segnalano la difficoltà ad ottenere benefici o una diagnosi (29%), o l'accesso
ad una cura (16%): fattori che spingono questi pazienti a rivolgersi a cure
all'estero (15%). (segue).
( da "Mattino, Il (City)" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abbandonato...
L'ingresso dell'abitazione di sua esclusiva proprietà è sbarrato, la moglie ha
le chiavi ma non è rintracciabile, nessuno ha accertato che tutto fosse
predisposto come si deve per il suo ritorno. Nel
( da "Opinione, L'" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Oggi è Mar, 18 Mar
2008 Edizione 54 del 18-03-2008 Intervista a Adriano Teso / Liberali, una
minoranza da cui partire di Paolo Della Sala Alcuni sondaggi sostengono che la
scelta degli elettori sarebbe chiara: dovendo scegliere, il 40% preferisce un
orientamento laico-liberale. Il problema è quello della rappresentanza. Si
guardi a sinistra: a parte i comunisti purosangue, la sinistra italiana è ben
diversa ? quanto a coesione ideologica - dal socialismo di Zapatero, dalla
socialdemocrazia tedesca, dal laburismo inglese. Il PD è l'erede unico della
Teologia della liberazione di Frei Betto. Il Paese è schiacciato dalla lotta
tra due modelli di Chiesa, cosa che altrove è già stata risolta, col crollo del
"cristianesimo socialista", fallito dalla Polonia allo stesso
Brasile. I liberali tradizionalmente votano centrodestra, ma la realizzazione
del Popolo della Libertà ha spiazzato tutti. Il PLI va da solo. Gli tzunami
della stampa oligarchica su Ciarrapico o Tremonti disorientano l'elettorato.
Qualcuno dice che non voterà per il PDL e la deriva comincia a crescere. Ci si
ricorda delle mancate candidature di Dario Rivolta, Biondi, Capezzone,
Iannuzzi. La questione non è secondaria: si può vincere o perdere anche per
poche migliaia di voti. Il dibattito si accende anche nei blog di
Tocqueville.it. L'Opinione rileva la tendenza con alcuni articoli.
L'industriale Adriano Teso, con un intervento su Libero, ha invece richiamato i
liberali, accusati di lavorare "senza alcun raccordo" e di
"parlarsi addosso". La deriva del non voto sarebbe insomma un errore.
Abbiamo chiesto ad Adriano Teso alcune precisazioni in merito. La nave liberale
è priva di un forte partito. Ma la colpa non è di Berlusconi o altri, quanto
degli stessi timonieri, che hanno perso di vista il pragmatismo del fare? La
politica si fa andando d'accordo, non litigando. Quando si spaccano delle
porte, ricucire diventa difficile. C'è una continua voglia di fondare partiti,
ancora ieri un gruppo di giornalisti d'area mi parlava di questa volontà. Però
ciò che registriamo è una continua "allegria di naufragi", per dirla
con Ungaretti. ]b]Mettiamo a fuoco un tema centrale: troppo idealismo e poco
pragmatismo, nella nostra cultura. La politica è risoluzione dei problemi
complessi, non ideologia. Berlusconi è partito dall'opposto di ciò di cui
parlano i puristi, creando un grande contenitore. Nel nostro tavolo di
discussione avevamo intuito che la frammentazione è deleteria. Bisogna lavorare
per mettere insieme le forze, senza troppi distinguo, e poi allargare la sfera
di influenza. Berlusconi ha creato un contenitore ? definito liberale - e a questo
punto ha tolto spazio ai piccoli. Tuttavia almeno come definizione il PDL
rappresenta proprio quel 40% potenzialmente liberale. Sappiamo bene che i
liberali sono una minoranza, però c'è una potenzialità dalla quale partire.
Meglio una politica di piccoli passi che restare fermi, ma duri e puri? Ci
vogliono idee condivise, bisogna farsi apprezzare e presentare delegati, quando
si tratterà di approvare il nuovo Statuto del PDL. Se qualcuno vuole il partito
liberale puro, deve prima guardare a quale sarà il sistema elettorale. A oggi
la costruzione di un partito è un lavoro da grandi costi e tempi lunghi.
Intanto non vedo perché i liberali non possano collaborare per l'affermazione
del PDL. Quali sono i suoi rapporti con alcune strutture del PDL, come la
fondazione Fare Futuro? Ho sempre ritenuto fondamentale il collegamento tra il
mondo dell'imprenditoria, del lavoro, con i partiti e la politica, in modo da
avere collegamenti diretti che possano tradursi in leggi efficienti, e non in nuova burocrazia. Fini ha creato Fare Futuro proprio con questo intento. Nella
fondazione si analizzano le necessità del mercato e le opportunità per dare
slancio al paese con la nuova legislatura. Parliamo del primo punto di ogni
programma di governo: la realizzazione di infrastrutture per la logistica.
Da anni insisto su questo argomento. La logistica viene prima dell'industria.
L'industria si localizza solo là dove c'è logistica. La globalizzazione vuole
che le imprese abbiano dimensioni importanti e portino le merci in aree sempre
più vaste con tempi migliori. Le quantità supportano i costi della ricerca.
Solo aziende che servono il mondo sono competitive. Servono ferrovie che
arrivino all'interno delle fabbriche. Le autostrade del mare. Meno TIR. Porti e
aeroporti che trasportino merci in tempo reale. Serve un sistema organico e non
burocratico. Oggi arrivano più merci dai porti nord europei che da Genova.
Certo ogni opera deve avere un conto finanziario reale e ben gestito? Il Popolo
della Libertà si differenzia dal Partito Democratico proprio su questo tema.
Invece già questa è una ragione importante per votare PDL.
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il candidato del
centrosinistra per la Provincia ha partecipato a un incontro all'Api assieme a
Honsell Travan: "L'impresa non è il nemico" (A.L.) - Entrambi un po'
a casa loro, l'uno perché egli stesso imprenditore, l'altro perché innovazione
e ricerca sono i suoi cavalli di battaglia. E' stato questo lo spirito con cui
ieri sera i candidati del Centrosinistra alla Provincia di Udine, Diego Travan,
e al Comune, Furio Honsell, hanno incontrato il Consiglio generale dell'Api di
Udine per illustrare i propri programmi, alla presenza del presidente Massimo
Paniccia, dei vice-presidenti Fabrizio Mansutti e Ferrante Pitta, del direttore
Paolo Perini e del presidente regionale Marco Simeoni.Travan ha da subito
assicurato il suo impegno per sbloccare "il colpevole immobilismo in cui
versa la Provincia in particolare in materia ambientale, ma anche per mettere
fine alla latitanza dell'ente su infrastrutture, cultura, investimenti. Ho
cominciato ad analizzare il bilancio - ha confessato - e ci sono dei numeri da
far spavento, mutui accesi, fondi stanziati e opere non ancora
realizzate". All'insegna dell'attivismo anche l'intervento di Honsell che,
a chi gli chiedeva i suoi interventi per accelerare i tempi
della burocrazia, ha
assicurato: "Prenderemo a modello l'efficienza che c'è in tante piccole e
medie imprese. Rendere Udine città europea - ha aggiunto - significa dotarla di
servizi tecnologicamente avanzati, come l'estensione della rete digitale a tutto
il territorio comunale, cominciando dalle zone con insediamenti produttivi,
come la Ziu e la Zau".Il candidato alla presidenza della Provincia ha
molto insistito sulla necessità di costruire un "clima culturale
favorevole alle piccole e medie imprese, che non vanno viste come un nemico, ma
come una grande risorsa che permette crescita e sviluppo". Perciò, ha
ribadito, "sul fronte ambientale non è possibile che un'azienda debba
aspettare mesi, a volte anni, per ottenere un'autorizzazione. Su questo punto mi
batterò sin dall'inizio a testa alta e senza timori reverenziali - ha aggiunto
-, inserendo professionisti seri e stimati, per dare efficienza, trasparenza e
autorevolezza all'ente".Honsell ha poi posto l'accento sulla necessità che
le imprese siano "inserite in una rete di internazionalizzazione e di
ricerca europea, sapendo utilizzare anche le risorse comunitarie".I due
candidati, inoltre, hanno evidenziato più volte la necessità che le due
istituzioni dialoghi e lavorino insieme, impegnandosi in tal senso. "Non
mi sono sentito escluso dal 'Patto per il Friuli' che Honsell e Illy hanno
siglato nei giorni scorsi - ha detto Travan -. Anzi, credo che le nostre
candidature siano sinergiche. Lavoreremo insieme già nelle prossime
settimane". Un rapporto rapido ed efficace, ha aggiunto Honsell,
"sarà decisivo per superare la logica dell'emergenza nell'affrontare i
problemi".
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Bertossi lancia un
siluro su Tondo "Solo slogan, era meglio Snaidero" "Con
l'imprenditore almeno avremmo parlato di economia. Illy è un'eccellenza per il
Friuli" Udine"Non mi sono voluto candidare alle elezioni regionali
perché dopo 5 anni come assessore tecnico ho trovato corretto non utilizzare
questo mio ruolo per portare voti a un singolo partito. Ho preferito
impegnarmi, attraverso il sostegno al presidente Riccardo Illy, per l'intera
coalizione".Enrico Bertossi, assessore regionale alle Attività economiche,
chiarisce prima del voto il motivo per cui non si presente rà come candidato.
Ma l'uomo scelto nel 2003 per saldare il patto in giunta tra un governatore triestino
e la comunità economica friulana, non si chiama fuori dalla campagna
elettorale. Consapevole che l'election day in Friuli Venezia Giulia assume un
significato particolare, specie nella provincia di Udine dove con l'uscita di
scena di Sergio Cecotti e la sfiducia a Marzio Strassoldo si assiste a un
ricambio della classe politica e amministrativa degli ultimi 10 anni, Bertossi
è pronto a spiegare i motivi per cui intende collaborare con Illy. Senza
rinunciare a lanciare qualche affondo contro lo sfidante Renzo Tondo."Ci
sono tre motivi per sostenere Illy - spiega Bertossi - ha governato molto bene,
guidando una squadra che ha realizzato un programma che altri avrebbero portato
a compimento in 15/20 anni; è una persona eccellente, di grandissima qualità di
cui il Friuli Venezia Giulia deve andare orgoglioso; oltre ai risultati
ottenuti in regione, ha dato alla nostra comunità e territorio una visibilità
internazionali che mai aveva avuto. Sono ragioni per sostenerlo in maniera
convinta e determinata, senza dimenticare quanto ha fatto per l'area
friulana".- Rispetto a Romano Prodi con l'Unione, in Regione Illy non ha
mai dovuto affrontare crisi politiche nella sua maggioranza. Come mai?"È
partito da un programma chiaro e puntuale, senza compromessi, e ha seguito la
linea iniziale. Nessuna forza politica ha potuto disconoscere quanto
sottoscritto. Inoltre Intesa democratica ha potuto contare su consiglieri
regionali e dirigenti politici validi, dotati di grande correttezza, senso di
responsabilità e concretezza".- Lei nei giorni scorsi ha criticato
duramente il programma di Tondo. Perchè?"Sono stato chiamato in causa e ho
replicato alle critiche. Tondo sta affrontando una campagna elettorale per
slogan, demagogica, priva di contenuti e obiettività. Se al suo posto avesse
accettato Edi Snaidero la candidatura del Centrodestra, allora si sarebbe
potuto parlare seriamente di economia e sviluppo economico, analizzando i
risultati ottenuti dal 2003, che sono stati molti positivi. Questo risultato
non dovrebbe dispiacere a nessun cittadino del Friuli venezia Giulia. Tondo,
invece, sta esasperando i toni per cercare di avere visibilità e facile
popolarità, ma la gente non ne può più di queste cose".- L'amministrazione
uscente si è distinta per cercare di unire il Fvg, superando le distinzioni
territoriali. Esiste ancora il dualismo Udine-Trieste?"Il fatto che molti
assessori non avessero il problema di raccogliere preferenze in un proprio
collegio elettorale ci ha permesso di avere una visione generale dei problemi, senza
troppe clientele. Tutti dobbiamo essere consapevoli che uniti si cresce. Le
polemiche sulla "guerra" Udine-Trieste sono di basso profilo e
portano a pochissimi risultati concreti sul piano elettorale".- Se Illy
dovesse vincere, quali sono a suo avviso le priorità da
seguire?"Innanzitutto attuare fino in fondo le riforme approvate in questa
legislatura. Inoltre semplificare il sistema di leggi e regolamento, portando meno burocrazia e servizi migliori ai cittadini. Penso, ad esempio, alla
crescita del settore turistico che a mio avviso può dare altri risultati
positivi. Per questo sarebbe utile che Tondo dicesse ai nostri concittadini
cosa vuole fare per migliorare la nostra regione e con quali uomini vorrebbe
far meglio della giunta Illy. Sarebbe meglio ricordare quali assessori
c'erano prima di noi".- Oltre che per le politiche e regionali, si vota
anche per la Provincia e il Comune di Udine, con candidati nuovi in entrambi
gli schieramenti..."È un momento importante per il Friuli, si decide il
destino del capoluogo e della Provincia. Servono scelte oculate e meditate.
L'ente provinciale, ad esempio, è importante per gli imprenditori e i
cittadini. Da anni i primi si confrontano con le problematiche ambientali
legate a due giunte Strassoldo in cui c'è stato il vuoto assoluto. Ma anche la
comunità in generale si rende conto che sulla gestione dei rifiuti non siamo
poi lontani dalla Campania. Penso anche al sistema della viabilità e
dell'edilizia scolastica. Tre anni fa abbiamo stanziato i finanziamenti per il
liceo Bachmann di Tarvisio ed ancora la Provincia non ha prodotto nemmeno il
progetto esecutivo dei lavori. In questo quadro, Diego Travan è una novità,
essendo un candidato di altissimo livello e un capace imprenditore di prima
generazione. Potrebbe essere un grande presidente dell'ente".- A Udine si
confrontano il rettore Furio Honsell e il commercialista Enzo Cainero. Lei li
conosce molto bene entrambi..."È vero. Sono persone con esperienze diverse
e si stanno affrontando con grande determinazione. In queste prime settimane di
campagna hanno dato sensazione estremamente diverse agli elettori. Honsell
guarda molto avanti con una proposta sicuramente nuova per Udine. Cainero dà
l'impressione di guardare un po' troppo indietro, con un programma che forse
non è proprio quello che gli udinesi si aspettano per i prossimi
anni".Lorenzo Marchiori.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Roberto Zanchetta
incontra la Giunta provinciale: "È 'un'arteria strategica non solo per
Ponte di Piave" Tangenziale, pressing su Muraro Il presidente:
"Necessario partire il più presto possibile con i lavori della rotonda in
centro" Ponte di PiaveLa Tangenziale al centro dei lavori della giunta
provinciale riunitasi ieri a Ponte di Piave. L'arteria dovrebbe superare il
comune di Ponte senza attraversare il centro storico, oggi oberato dal traffico
soprattutto pesante. Il problema è piuttosto sentito e infatti qualche giorno
fa il sindaco Roberto Zanchetta aveva rilevato come il procedimento burocratico
si fosse arenato. Zanchetta aveva parlato di "burocrazia kafkiana che non permette la
partenza dei lavori; un fatto gravissimo che ha frenato lo sviluppo di tutta
l'area". Ieri lo stesso Zanchetta, all'uscita dalla riunione, ha
commentato: "Abbiamo richiesto alla Provincia che ci sostenga in questo
procedimento, vista l'importanza della tangenziale, un'opera che
evidentemente non riguarda solo il nostro comune ma un territorio ben più
ampio. Ieri, ad esempio a sostenermi in questa battaglia c'era il sindaco di
Motta, Graziano Panighel; la realizzazione di un'arteria di questo tipo è
infatti fondamentale da qui fino al mottense e oltre. C'era anche l'assessore
provinciale Paolo Speranzon, il quale è candidato a sindaco proprio a Motta. Il
sostegno e la solidarietà ci giungono da molte parti; proprio per questo
vogliamo andare fino in fondo". Il problema, come era stato segnalato
dallo stesso Zanchetta riguarda l'improvvisa scomparsa dai disegni del Genio di
un argine, recentemente spostato nell'ambito dei lavori di realizzazione del
sottopasso ferroviario. Da qui la polemica innescata dal primo cittadino, che
ieri dunque alla Provincia ha chiesto risposte. "Riteniamo l'arteria di
massima importanza ha detto il presidente della provincia Leonardo Muraro e
faremo di tutto affinché la situazione si sblocchi. Ritengo basilare partire
quanto prima, almeno con la rotatoria prevista in centro, dove ora c'è
l'incrocio con il semaforo, che determinerebbe un passaggio di traffico se non
altro più fluido. Una rotatoria strategica che produrrebbe già dei risultati. E
poi lavorare in tempi stretti per il reperimento della liquidità necessaria
all'opera". Cosa ha fatto la Provincia in questi giorni? "Abbiamo
richiesto un incontro con i tecnici per capire la situazione e per cercare di
programmare i prossimi passi. Ritengo fondamentale che l'opera possa iniziare
quanto prima. C'è da dire che a questo punto la pressione deve però essere
effettuata anche in Regione, nell'ambito di Veneto Strade". Come si pone
la Provincia in questo contesto? "Da parte nostra c'è massima
disponibilità ed eserciteremo pressioni, per quanto possibile. Ora sarà da capire
come intenderà procedere Veneto Strade, noi chiederemo che quest'opera venga
inserita nel piano dei lavori a livello regionale; l'arteria infatti è
fondamentale per il traffico di questa zona".Gianandrea Rorato.
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Si comincia con la
sponsorizzazione per tre anni di Carnevale, Redentore, Regata Storica e Capodanno.
Sul piatto c'è un milione di euro spalmato nel triennio 2008-2010,ma è solo
l'inizio perché il gruppo Intesa Sanpaolo ha in mente un rapporto molto
particolare con la città. Il più importante gruppo bancario italiano, con la
Banca infrastrutture innovazione e sviluppo (Biis) e la Carive, è infatti il
quarto soggetto ad entrare nel club Amici di Venezia dopo Msc Crociere, Fassa
Bortolo e Manpower, e il rapporto non si concluderà con una semplice - per
quanto importante - sponsorizzazione. Il ruolo della Biis è infatti
fondamentale per gli enti locali, soprattutto oggi che i trasferimenti dallo
Stato sono ridotti al lumicino e nei bilanci comunali c'è ben poco da spendere.
Il campo d'azione specifico di questa banca riguarda sia le operazioni finanziarie
come l'emissione di obbligazioni comunali, sia la finanza di
progetto.L'ingresso del gruppo Intesa è stato presentato ieri dal sindaco
Massimo Cacciari, dall'amministratore delegato di Biis, Mario Ciaccia, dal
direttore generale della Cassa di Risparmio di Venezia, Biagio
Rapone."Devo dire - ha esordito Cacciari - che la sponsorizzazione degli
eventi è l'aspetto che mi interessa meno. Questa banca è importante per noi per
operazioni importanti già svolte, come la ristrutturazione del bond "Rialto"
da 129 milioni di euro, ma soprattutto per le operazioni che saranno portate
avanti in futuro. Ormai le amministrazioni locali, nell'impossibilità di
trovare nuove risorse, per i vincoli nell'usare quelle che hanno e per le
procedure che hanno tempi incompatibili col mondo globalizzato, possono contare
solo sul rapporto con il privato. Altrimenti, possiamo al meglio sopravvivere,
gestire fare manutenzione. Soldi per i grandi progetti non ne esistono più,
possiamo procedere solo in questo modo. Il resto sono solo
chiacchiere".Per il sindaco, l'unico modo per uscire da questa impasse è
la finanza di progetto e l'affidamento ai privati dei lavori più importanti.
Sta accadendo oggi per l'ospedale di Mestre e per il Passante, succederà per il
nuovo palazzo del Cinema del Lido, ma anche per il grande progetto
dell'Arsenale, per il nuovo Casinò e lo stadio di Tessera, per quello che sarà
realizzato al posto del vecchio ospedale di Mestre."Questo permetterà di
liberarci - ha concluso il sindaco - dal pilastro feticistico della stabilità
tagliata con l'accetta che blocca lo sviluppo anche dei Comuni più virtuosi,
quelli con le finanze a posto. Se si blocca chi è in testa e traina gli altri
non ci sarà alcun sviluppo. L'assurdo è che la situazione è andata peggiorando
a prescindere dal governo in carica. Spesso questa cosa va
oltre la non - volontà politica (l'azione a volte deleteria di certa burocrazia) ed è veramente difficile da
spiegare. Ma che mito è - ha concluso - quello della riduzione del debito
pubblico? Così si bloccano solo gli investimenti: chi ha i bilanci a posto deve
essere lasciato libero di investire".Michele Fullin.
( da "Dire" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Donadi:
"Ridurre stipendi parlamentari non basta più" Massimo Donadi ROMA -
"La riduzione degli stipendi dei parlamentari e' sicuramente un segnale
importante, ma ormai anche i segnali non bastano piu'" dice Massimo
Donadi, capogruppo Idv alla Camera. Ora "bisogna pensare a un intervento
strutturale di riduzione dei costi, come Italia dei Valori va dichiarando da
due anni, ma venendo sempre lasciata sola su questo, tanto dal centrodestra
quanto dal centrosinistra". Per questo, prosegue Donadi,
"bisognerebbe allora parlare di dimezzamento del numero dei parlamentari,
riprendere il tema dell'abolizione delle province, ridurre in modo
significativo il finanziamento pubblico ai partiti e soprattutto abrogare il
finanziamento all'editoria di partito, impedire agli enti locali, attraverso l'infinita
serie delle partecipate di realizzare quella che ogni giorno di piu' sembra una
vera 'stipendiopoli'". Ancora "mettere mano a
quelle enormi sacche di burocrazia inefficiente che ci sono nel pubblico, con duplicazioni di
funzioni, ove vi sono enti inutili, enti dannosi, o enti enormemente
sovradimensionati, introdurre nel pubblico impiego criteri di valutazione
meritocratica, attraverso strumenti oggettivi di valutazione dell'operato.
Se davvero si vuole cambiare l'Italia- conclude Donadi- e' da qui che si deve
partire". 18 marzo 2008.
( da "AudioNews.it" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
15.54 Cronaca Il servizio di Vittoria Scordamaglia Salute, i
rallentamenti della burocrazia 15.24: Burocrazia e liste di attesa interminabili. Sono alcune
delle criticità denunciate dall'XI Rapporto Salute del Tribunale per i diritti
del malato - Cittadinanzattiva presentato stamane a Roma.
( da "Famiglia Cristiana" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Guglielmo
Nardocci foto Giuliani POLITICA VELTRONI, BERLUSCONI E LA QUESTIONE SETTENTRIONALE LA BATTAGLIA DEL NORD La sfida decisiva in vista
delle elezioni si gioca qui, dove gli imprenditori chiedono meno burocrazia e più coraggio. E proprio qui
il leader del Pd va all'attacco. Pensioni, ripresa economica, prezzi e salari.
Di tutto, di più. Dai salotti ai comizi, fino ai cenacoli molto "in"
come quello che ogni anno la Confcommercio organizza a Cernobbio.
Berlusconi e Veltroni giocano nel Nord la battaglia decisiva, con il sindaco di
Roma all'attacco nelle zone dove il suo avversario si sente più forte e più
tranquillo. Quando, alla fine di questa settimana, il pullman del sindaco di
Roma volgerà la prua verso le regioni meridionali, gli indicatori dei vari
istituti di sondaggio ci diranno se avrà strappato qualcosa all'avversario,
abbastanza da venirne lanciato verso l'ultimo scorcio di campagna elettorale,
oppure se le distanze dal Cavaliere di Arcore resteranno immutate in questa
Italia che dibatte da anni la questione del Nord, avendo derubricato a semplice
problema inesistente il Meridione. "E per forza si parla della questione
del Nord, quella del Sud è bella e risolta perché l'intero Meridione è nelle
mani delle varie mafie, come ha ben documentato Saviano nel suo libro Gomorra,
lì lo Stato non c'è più. Ma attenzione, le mafie hanno capito molto meglio dei
nostri governanti che in Europa e nel mondo non si va con il tricolore, ma come
italiani. L'internazionalizzazione del sistema criminale è da manuale". È
sempre provocatorio Piero Bassetti - uno dei pochi intellettuali politici
italiani ad aver scavato a fondo la questione dell'unità nazionale: "Che
non c'è più e sarebbe meglio ce ne rendessimo conto. La spazzatura di Napoli è
colpa dello Stato; 150 anni fa Napoli era capitale, faceva le prime ferrovie,
grande scuola giuridica, città internazionale. Guardate ora cos'è. Hanno dovuto
mandare l'esercito e l'ex capo della polizia. Gli inglesi, sempre avanti a
tutti, vanno in Europa e nel mondo in modo articolato: inglesi, scozzesi,
gallesi, irlandesi". In questa foto e nella precedente due momenti
dell'apertura della campagna elettorale del leader del Popolo della libertà
Silvio Berlusconi a Milano. Una straordinaria creatività Veneti, lombardi, emiliani,
piemontesi. Mariano Magnabosco, vicentino, ex presidente nazionale del
Consiglio dei periti industriali, un sospetto che Bassetti abbia ragione ce
l'ha, avendo passato più di trent'anni della sua vita a fare il consulente
delle imprese che nel Veneto ormai sono migliaia e quasi tutte proiettate su
tutti i mercati del mondo: "Quello che c'è qui lo abbiamo creato dal
dopoguerra in poi, tirando fuori doti di creatività che neanche noi sapevamo di
avere. La maggior parte dei nostri imprenditori è assai diffidente verso la
capacità dello Stato di dare risposte. Sarà forse per la grande tradizione
cattolica di queste parti che ci ha insegnato che lo Stato organizza le tasse,
non le condizioni di lavoro e di impresa. Io non credo che qui il messaggio di
Veltroni riuscirà a sedurre più di tanto. C'è molta diffidenza. Un imprenditore
che si avvale della mia consulenza stava costruendo il secondo capannone, ma
pur avendo avuto le autorizzazioni è fermo da due anni perché non si è fidato
del Governo di Centrosinistra". Giuseppe Trabucchi, invece, prototipo di
un Nord poliedrico essendo al tempo stesso sindaco di Illasi, un centro
agricolo del Veronese, avvocato a Padova, professore universitario a Verona e
produttore di un Amarone leggendario in Valpolicella, vede in Berlusconi
"un politico che alla fine frena perché fa solo l'illusionista. L'abbiamo
già provato per cinque anni. La destra non ha il coraggio delle sfide e qui è
forte perché trova una sinistra poco incline ad ascoltare la piccola e media
impresa. Ma vince pure perché non sfida la pigrizia dei veneti. Il veneto non
analizza il problema, guarda i suoi interessi e quando alza la testa dalle cose
che fa, perché qualcuno gli dice che c'è criminalità, reagisce così: "Se
non siamo sicuri allora votiamo la destra". Io, invece, faccio la
rivoluzione; da sindaco vado a spiegare che un fabbricato costruito in
sicurezza conviene al proprietario. Ma loro niente. Spingo a investire sulla
qualità, perché sennò i cinesi ci vincono". In questa foto e nella
precedente la tappa di Vicenza nel viaggio del pullman del candidato premier
del Partito democratico Walter Veltroni. Decisioni più veloci "Io faccio
il sindaco perché la rivoluzione si fa dentro le istituzioni dettando regole
che sprovincializzano, fanno capire che la convenienza è altrove da quello che
pensavano". Folletto geniale e creativo, Trabucchi ha vinto nel suo Comune
con il Centrosinistra, e non gli pare poco. Almeno finché dura. Arialdo
Mecucci, imprenditore. Arialdo Mecucci, 58 anni, la moglie Orazia sindaco di
Solferino della Battaglia, il percorso dal Belpaese verso i mercati globali
l'ha fatto in due tappe. Prima è emigrato in Lombardia dal Lazio con un diploma
di geometra in mano, poi è andato a far la gavetta nelle strade infuocate
dell'Arabia Saudita. Ha imparato la lezione e ora è proprietario di tre
fabbriche. "Sto qui, in Europa e nel mondo. E se mi dicono italiano, sì
sono italiano. Produco segnaletica per strade mica spaghetti e mandolini! Dalla
politica mi aspetto decisioni più celeri, meno burocrazia,
meno "melina". Questa legge elettorale di certo non aiuta, perché se
davvero c'è il rischio di un altro pareggio, sarebbe davvero triste. Ma noi ci
siamo, sono i Governi che passano". Giuseppe Trabucchi, sindaco di Illasi.
Piero Magliozzi, quarant'anni, la moglie Stefania direttore finanziario di una
grande società di trasporti, è un altro di quelli che è transitato con facilità
dal lavoro dipendente a socio di impresa: "Al Nord succede, non c'è uno
stress mentale particolare. Io guardo alla politica con attenzione, non
eccessiva, ma sono interessato, anche se per la verità non ho ancora deciso da
che parte stare. Mi è piaciuto, comunque, il gesto di Veltroni di rischiare da
solo senza il condizionamento della sinistra estrema. In un mondo così
asfittico, un gesto così qualche significato ce l'ha. Insomma, c'è qualcuno che
è disposto a rischiare senza paracadute ed è possibile che dietro uno stimolo
così si muova la generazione che fino a ora è rimasta fuori dalle leve di
comando".
( da "HelpConsumatori" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
News SALUTE.
Rapporto Cittadinanzattiva: sanità frammentata, aumentano viaggi all'estero
18/03/2008 - 17:03 Il servizio sanitario è frammentato e l'offerta diversa da
Regione a Regione. Le segnalazioni dei cittadini parlano di presunti errori
medici (18%), difficoltà di accesso a informazioni e documentazione (17%) ma
anche di federalismo (17,4%) e di mobilità sanitaria (8% delle segnalazioni)
che vede aumentare del 5% la percentuale di coloro che per curarsi si recano
all'estero: i "i viaggi della speranza". Sono alcuni dei dati resi
noti oggi dall' XI Rapporto Pit Salute 2007 "Ai confini della sanità. I
cittadini alle prese con il federalismo", realizzato da
Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato, che fotografa lo stato
del servizio sanitario nazionale: "Un servizio sanitario - commenta
Cittadinanzattiva - sempre più disomogeneo, con una offerta differenziata da
Regione in Regione, e che troppo spesso fa della burocrazia
uno strumento per ridurre l'accesso dei cittadini". "Sebbene gli
errori medici (18%), l'accesso alle informazioni e documentazioni(17%) e l'
invalidità (8,2%) risultino in testa alle segnalazioni dei cittadini, una
attenta analisi dei dati rivela come sia il federalismo (17,4%) il tema
emergente dell'anno - commenta l'associazione - La mobilità sanitaria (8%), sia
nazionale (75% della mobilità) che internazionale (25%) e i diversi aspetti
legati all'accesso ai farmaci (3,9%), così come la permanenza delle liste di
attesa (5,5%) evidenziano come i cittadini si ritrovino sempre più schiacciati
da scelte amministrative, più o meno consapevoli, che limitano i propri
diritti, anche in contrapposizione a scelte di indirizzo nazionali, come quelle
contenute nei Livelli essenziali di assistenza". La mobilità sanitaria
rappresenta l'8% delle segnalazioni. Nella metà dei casi si tratta di
spostamenti all'interno dei confini nazionali ma nel 25% comprende spostamenti
internazionali. "La novità del 2007 - rileva lo studio - è rappresentata
dal fatto che per la prima volta le segnalazioni inerenti i viaggi all'estero
superano quelle degli spostamenti all'interno della propria regione di
residenza. I dati relativi a quest'ultimo fenomeno sono in decisa diminuzione,
di ben 12 punti percentuali, rispetto al '06; di contro, la mobilità
internazionale segnala un +5%". La mobilità internazionale riguarda
soprattutto i più giovani (una segnalazione su due riguarda persone con non più
di 35 anni): "Sono quattro i principali motivi che inducono a recarsi
all'estero: necessità di sottoporsi ad intervento chirurgico (32% delle
segnalazioni di quest'area), necessità di sottoporsi a trapianti (17%)
piuttosto che a riabilitazione (11%) e cure per malattie rare (10%). Solo al
quinto posto, con meno del 10% di segnalazioni, troviamo la necessità di
sottoporsi a specifiche terapie, che nel 2006 primeggiava in questa triste
graduatoria". Il 51% delle segnalazioni relative alla mobilità sanitaria
riguarda spostamenti interregionali dovuti alla necessità di sottoporsi a un
intervento chirurgico o di riabilitazione: le direttrici degli spostamenti sono
nord-nord, centro-nord e isole-nord. "In sintesi, si va principalmente al
nord, nessuno sceglie di andarsi a curare nelle isole e nessuno dal nord pensa
di farlo al sud". Il 24% delle segnalazioni sulla mobilità riguarda invece
spostamenti intraregionali: si tratta un fenomeno di mobilità
"forzata" all'interno della propria Regione e legata a motivi quali
la carenza di strutture sul territorio (44%), le lunghe liste di attesa (22%) e
la mancanza di posti letto per ricoveri nei presidi sul territorio (18%) piuttosto
che di apparecchiature diagnostiche avanzate (15%). Pesa la burocraziache
spesso rappresenta un muro difficilmente valicabile. Le segnalazioni relative
all'invalidità (8,2%) continuano a registrare un aumento costante dal 2004. Le
cure primarie - rileva il Pit - rappresentano una "chimera":
"Infatti, se da anni si auspica che questo insieme rappresenti il secondo
pilastro del SSN dopo l'assistenza ospedaliera, la situazione è ben altra -
denuncia Cittadinanzattiva - Le segnalazioni su ricoveri e dimissioni (5%),
medicina di base (4,5%), riabilitazione (4,4%), assistenza residenziale (2%),
assistenza domiciliare (1,7%) e assistenza protesica (1,3%) dimostrano come il
percorso "fuori dall'ospedale" risulti ancora pieno di
ostacoli". I tempi di attesa rappresentano il 5,5% delle segnalazioni. Fra
i dati più allarmanti Cittadinanzattiva segnala "la mammografia (540
giorni), ecocolordoppler (420), colonscopia con anestesia (300) e risonanza
magnetica (270). La visita specialistica con maggiore attesa è quella
oculistica (630 giorni), seguita da quella senologica (365) e quella ortopedica
(300). Ancora, per gli interventi chirurgici, segnaliamo quello per la protesi
al ginocchio (480), cataratta (240) e coronografia (90)". Di fronte a
queste difficoltà e alla presenza delle liste bloccate, da norma vietate, i
cittadini sono dirottati verso l'intramoenia: "Questa pratica - rileva
l'associazione - fa percepire l'intramoenia piuttosto che come una libera
scelta, un ricatto morale, e anche costoso". "I programmi degli
schieramenti tacciono sul principale pilastro del nostro welfare - ha
dichiarato Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva -
Chiediamo di rimettere al centro dell'interesse del nuovo Governo la questione
della sanità in Italia. In particolare: un riequilibrio tra Ministero della
Salute e Regioni e l'istituzione di un osservatorio sul federalismo per
assicurare l'uniformità del trattamento; potenziare i controlli sull'effettiva
erogazione dei Lea; l'adozione della Carta Europea dei diritti del malato da
parte del Parlamento, dei consigli regionali e degli ordini professionali; la
partecipazione di cittadini alla valutazione delle strutture, dei dirigenti e
dei professionisti, e alla formazione dei programmi regionali e aziendali; la riduzione
dei tempi di attesa attraverso l'applicazione uniforme della normativa
nazionale che prevede tempi massimi per prestazioni, blocco delle prenotazione
e l'attesa di non più di 72 ore per le urgenze differibili". LINK: Ai
confini della sanità. I cittadini alle prese con il federalismo 2008 -
redattore: BS.
( da "Asca" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
(ASCA) - Venezia, 18
mar - Nessun problema ad allargare l'Euroregione del Nordest alla Lombardia. Lo
afferma Giancarlo Galan, presidente della Regione Veneto, in risposta alla
specifica richiesta di Franco Frattini, gia' vicepresidente Ue. Dopo aver
ricordato che ''il progetto, l'idea di costituire un'Euroregione non appartiene
solo al Friuli Venezia Giulia come sembra credere l'amico Franco Frattini'',
Galan sottolinea che ''il Veneto e' subito stato della partita, anche perche'
il Veneto guarda e opera verso l'Est europeo e verso il Centro Europa da oltre
trent'anni''. Galan evidenzia quindi ''gli ostacoli'' sulla strada
dell'Euroregione, che definisce ''Euroregione della pace'': ''sono stati quelli
sostenuti dalle burocrazie ministeriali, dalla mancanza di volonta' politica
dei governi che si sono succeduti alla guida del nostro Paese, dal dato di
fatto reale che la Slovenia per poter aderire all'Euroregione deve ripensare se
stessa dal punto di vista costituzionale e amministrativo''. Inoltre, spiega,
''quelle parti della Croazia che desiderano associarsi all'Euroregione fino ad
ora non l'hanno potuto fare perche' la Croazia non e' ancora entrata
nell'Unione Europea''. ''Cio' nonostante il Veneto, il Veneto di centrodestra,
il Veneto presieduto da Galan da tredici anni, il Veneto dell'economia che
traina tutto il Nordest ritiene l'Euroregione uno dei suoi obiettivi primari -
insiste il governatore veneto di fronte alle riserve di Frattini
sull'euroregione -. Cosi' come ritengo fondamentale la possibilita' che il
Veneto possa svolgere le proprie, autonome relazioni internazionali''. Galan
conclude affermando che ''se di questa nostra Euroregione, che ha radici
profondissime nella storia dei popoli e dei Paesi che si affacciano
sull'Adriatico, desiderasse far parte anche la Lombardia nulla osta, almeno per
quanto mi riguarda, a far si' che la Lombardia partecipi alla nascita di
un'istituzione europea molto sentita a Nordest''. fdm/mcc/rob (Asca).
( da "Italia Sera" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca Roma Una
proposta della Confesercenti di Viterbo Turismo tutto l'anno: dalle parole ai
fatti Il responsabile regionale Turismo di Confesercenti, Vincenzo Peparello,
nell'ambito di "Globe 08", la principale manifestazione italiana di
promozione del turismo B2B svoltasi a Roma dal 13 al 15 marzo, ha presentato il
progetto "Turismo tutto l'anno, dalle parole ai fatti". Si tratta di
un progetto di ampio respiro che parte dal presupposto che oggi esistono limiti
allo sviluppo del turismo nazionale ed internazionale, dovuti
alla burocrazia e alla
lentezza di concessione delle autorizzazioni per aprire le attività ricettive.
"L'avvento delle nuove tecnologie ? spiega Peparello ? permette di
cambiare radicalmente il concetto di fare turismo, che è di alta stagione per
tutto l'anno e si basa sulle motivazioni che spingono chi viaggia ad andare in
un determinato posto anziché in un altro. I tradizionali concetti di
turismo per destinazione e prodotto, quindi, stanno cedendo il posto ai turismi
per motivazione. In questo senso si parla di industria dell'ospitalità, di una
programmazione mirata fatta mediante la collaborazione tra imprese di settore e
enti locali per garantire un turismo di qualità e aperto alle esigenze
specifiche della clientela". Tutto questo è racchiuso nel progetto
"Turismo tutto l'anno, dalla parole ai fatti". "Il progetto mira
a destagionalizzare definitivamente l'offerta turistica e dell'accoglienza
nella provincia di Viterbo ? continua il responsabile regionale Turismo di
Confesercenti ? proponendo idee e una programmazione turistica che individua le
motivazioni alla base delle scelte dei vari target di turisti. Nella Tuscia,
negli ultimi anni, si è assistito a soggiorni brevi, soprattutto del fine
settimana, ma molto più basati su specifiche motivazioni. Al nostro progetto
hanno aderito 153 strutture ricettive di 3 stelle, con le quali è stato
stabilito uno sconto nell'ordine del 15% sui prezzi di listino, che sono già
molto competitivi, nelle zone di maggior pregio artistico del nostro territorio
e dei paesi lungo il litorale". A "Globe 08" è stato inoltre
fatto il punto sull'attuazione della legge quadro sul turismo. "Insieme
all'assessore regionale Claudio Mancini e alla presidente dell'Agenzia
regionale del Turismo, Federica Alatri ? dice Peparello ? è stato discusso a
Globe sullo stato di avanzamento dell'attuazione della legge quadro del settore
turistico. Posso dare un giudizio positivo sulle nuove classificazioni
alberghiere e ricettive, ma quello che urge è fare presto, si è perso già fin
troppo tempo per programmare il settore. La Tuscia, in particolare, ha bisogno
di recuperare le quote di mercato perse in questi anni. In generale, attendiamo
la partenza dei Sistemi turistici locali, in applicazione dell'articolo 5 della
legge 135/2001, che saranno il vero strumento complessivo per il rilancio del
turismo di qualità in aree a vocazione naturalistica e turistica come il
Viterbese". Edizione n. 864 del 18/03/2008.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
FRANCO A. GRASSINI
Il 15 marzo Europa ha pubblicato un fondo di Alberto Forchielli in cui si
critica la politica della Banca centrale europea. Pur riconoscendo che tale
impostazione rispetta il mandato, Forchielli ritiene che "pensando solo a
contenere inflazione e deficit, l'Europa è condannata a non diventare quella
locomotiva del mondo che potrebbe essere. E anzi rischia di finire per essere
comprata, un pezzo di azienda dopo l'altro, dai fondi sovrani di Qatar o
Singapore". Non è una posizione isolata. Forchielli non illustra quale
linee specifiche dovrebbero essere seguite, ma dal contesto sembra evidente che
pensi a interventi che migliorino la domanda riducendo le imposte e a
investimenti pubblici che migliorino le infrastrutture. Forse tra questi ultimi
sono anche da ricomprendere spese per la ricerca che favoriscano l'innovazione.
Al riguardo si possono nutrire molti dubbi sulle capacità degli stati di ridare
fiato ad economie quasi stagnanti, soprattutto con interventi diretti. È
sufficiente guardare all'esperienza della Francia, che pure
dispone di una burocrazia
di altissimo livello, ed al suo ritardo rispetto alla Germania perché i dubbi
sfiorino la certezza. Ma non è questo ora il vero problema, bensì quello
dell'inflazione e del deficit pubblico. La prima è molto pericolosa perché, una
volta partita, non è per niente agevole riportarla sotto controllo.
Quanto meno il farlo comporta sacrifici di notevole entità e di non breve
durata. L'abolizione della scala mobile che, qui in Italia, era uno dei fattori
principali di alimentazione, ha chiaramente lasciato in situazione peggiore chi
ne aveva beneficiato in precedenza. Né è facile contenere l'entità
dell'inflazione una volta che la stessa si sia avviata perché sua
caratteristica è quella di autoalimentarsi. Tizio aumenta i prezzi del 5 per
cento perché Caio li ha fatti salire del 3 e così via, senza tornare al caso
tedesco in cui la moneta perdeva valore ogni giorno (e aiutò l'ascesa al potere
dei nazisti), l'esperienza a noi più vicina dei paesi latino-americani in
materia è illuminante. Partita, proprio per eccessivi deficit di bilancio, con
livelli relativamente moderati ha spesso raggiunto ritmi vertiginosi. Anche
quando non si avviluppa su stessa con una corsa infernale, l'inflazione resta
la più iniqua delle imposte. In ogni paese ci sono larghi strati della
popolazione i cui redditi, nonostante varie forme di scala mobile, non possono
essere adeguati immediatamente agli aumenti dei prezzi. E quanto maggiore è il
ritmo dell'inflazione tanto maggiore è il danno anche per coloro che sono in
grado di adeguare i propri redditi con tempi non immediati. Normalmente, poi,
sono i più poveri a essere le maggiori vittime del fenomeno. Certo sappiamo
tutti, e l'esperienza giapponese è lì a dimostrarcelo, che anche la deflazione
non è favorevole all'equilibrio ed allo sviluppo dell'economia. Quindi, la
politica della Bce che cerca di contenere l'inflazione intorno ad un 2-3 per
cento annuo è da condividere, senza che questo implichi approvazione di tutti i
modi con cui la stessa si sforza di raggiungere i suoi obiettivi. Per esempio,
visti i consistenti ribassi della Fed, forse una minor rigidità sui tassi di
interesse potrebbe essere opportuna per aiutare una discesa meno precipitosa
del dollaro. Quanto ai deficit del bilancio pubblico, basti ricordare ? come ha
fatto nei giorni scorsi il ministro Padoa-Schioppa ? che ogni italiano paga
idealmente ogni anno circa 1700 euro per gli interessi sul debito che si è
venuto accumulando per spese pubbliche che, anche quando non erano correnti,
non hanno certamente dotato il paese di un capitale sociale (in termini di
infrastrutture e qualità dell'istruzione) soddisfacente. Vogliamo caricare
sulle generazioni future, che tanto oggi non votano, un'altra massa di debiti?
Il problema vero europeo non è la carenza di spesa pubblica, ma quello della
sua qualità. Si tratta di una questione resa più grave dall'invecchiamento
della popolazione e, quindi, dalle crescenti esigenze pensionistiche e
sanitarie. È questo il tema cui tutti dovremmo dedicare la massima attenzione,
senza lasciarci attrarre da soluzioni facili che non guardano in misura
sufficiente al futuro.