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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


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Report "Burocrazia"

La burocrazia ( da "Gazzetta di Parma, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia Permessi, un incubo Per le donne immigrate, il primo scoglio da superare, una volta varcato il confine, è la regolamentazione dei documenti che, il più delle volte, rappresenta un vero e proprio incubo, a causa della burocrazia, resa ancora più incomprensibile dalla lingua.

Vladimir Luxuria con e per le donne ( da "Blogosfere" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Inoltre oggi la burocrazia rende i tempi per fare abortire una donna troppo lunghi, nel frattempo la gravidanza va avanti. Questo che ti dico ha un'attinenza molto stretta con l'episodio accaduto a Genova. Rendere così difficile e burocratica un'interruzione di gravidanza, non fa che favorire gli aborti clandestini.

Frana e strani pedaggi in Autofiori ( da "Stampa, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: anche se probabilmente burocrazie tecnologiche hanno imposto di concedere la gratuità solo sul percorso "principale"".Pioggia di oggetti dall'autostrada Scrivo per segnalare cosa succede ad abitare vicino ai viadotti della società Autostrade! In data odierna ad esempio un autotreno ha perso il suo carico di pannelli isolanti,

Ha la pensione: 12 centesimi Sui 21 euro lordi pesa il recupero crediti dell'Inps ( da "Nazione, La (Umbria)" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non è un errore compiuto dalla burocrazia, ma il conto esatto delle spettanze mensili della signora Angela Maretti Anselmi, vedova orvietana di 72 anni, secondo i calcoli dell'Inps. Il primo pagamento è arrivato con riferimento al mese di marzo e, da ora in avanti, la somma che la pensionata riceverà dall'Inps dovrebbe essere più o meno questa,

Non credo alla rivolta del Nord Calearo: La Lega protesta ma non propone. Io ministro? Sono pronto ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 18-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il petrolio che continua la sua incredibile corsa e i lacci e lacciuoli di una burocrazia che tende a immobilizzarti. Ci sono imprese come Finmeccanica e Piaggio, tanto per fare esempi, più brave dei loro competitori e che continuano a essere molto dinamiche. Mancano, però, le condizioni che facilitino gli investimenti degli stranieri".

MATTEUCCI Il sindaco si impegna ad accelerare le procedure per realizzare distretto della nautica e terminal container. Poi meno burocrazia ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: MATTEUCCI Il sindaco si impegna ad accelerare le procedure per realizzare distretto della nautica e terminal container. Poi "meno burocrazia" - -->.

Beretta: Le infrastrutture? Stop ai veti che bloccano il Paese ( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: fondamentali insieme a una pressione fiscale meno pesante e a uno snellimento della burocrazia per dare pari competitività al nostro sistema economico" rispetto alle altre nazioni europee. Toccando infine il tema delle privatizzazioni, "alla politica deve spettare solo la definizione delle regole" dice, il direttore di Confindustria ha chiuso affermando che "bisogna recuperare, ovunque,

Il decalogo antisprechi di walter "ma non voglio inseguire grillo" - goffredo de marchis ( da "Repubblica, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Abbattere i costi per me significa anche e soprattutto più efficienza, meno burocrazia. E più sobrietà, certo, perché ne abbiamo bisogno". Walter Veltroni parlerà ancora, nel suo giro d'Italia, della mannaia che deve cadere sui bilanci dei politici, delle istituzioni, degli enti locali: chiedono troppi soldi ai cittadini.

Proteste inutili ( da "Nazione, La (Livorno)" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: informazione non è bastato a far prendere i provvedimenti giusti, non è servito a far accelerare i tempi della solita, assurda, burocrazia "made in Italy". E la vergognosa situazione del Sud continua a rilanciare un'immagine negativa del nostro Paese nel mondo, offuscando le bellezze autentiche di questa terra. E un vero peccato. Giovanni, Perugia - -->.

La minoranza di san giorgio: la burocrazia ci ostacola ( da "Provincia Pavese, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Cronaca La minoranza di San Giorgio: "La burocrazia ci ostacola" SAN GIORGIO. "Sarebbe andata meglio per tutti i cittadini se in Comune non si fossero registrati nei nostri confronti dei pregiudizi, che hanno annullato il ruolo democratico dei consiglieri comunali, quelli di minoranza in particolare".

Il qualunquismo dilaga, ma forse è meglio così ( da "Nuova Sardegna, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia tutta italiana che opprime il cittadino continuamente in ogni secondo della propria esistenza. Fra poco andremo a votare per rinnovare il nostro parlamento, i due poli principali dicono quasi le stesse cose, a parte qualche piccola sfumatura dialettica, e sembrano voler pareggiare in modo da doversi alleare e cercare a loro dire di risolvere insieme i problemi del paese.

San domenico, lavori lunghi un lustro ( da "Tirreno, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: bloccati fra burocrazia, appalti andati male e ritrovamenti di reperti storici che hanno richiesto, prima di poter proseguire i lavori, l'intervento degli esperti della Soprintendenza. Via all'ultimo lotto. Nel piano triennale delle opere pubbliche del Comune, approvato nei giorni scorsi insieme al bilancio di previsione 2008,

Di LUCA FRANCESCANGELI IN TUTTA la provincia ci sono 16.885 immobili 'fan ( da "Nazione, La (Firenze)" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Qui la colpa non è del proprietario ma della burocrazia. Il secondo caso è costituito da tutto quell'insieme di strutture provvisorie come pollai e voliere che, specie in campagna, sono nella zona di confine tra ciò che va registrato e ciò che non va registrato. In questo caso ci muoviamo in un ambito un po confuso e bisogna giudicare caso per caso.

La scuola ha tradito Burchielli Un professore lasciato solo La difesa dell'avvocato: Risponderemo al Ministero ( da "Nazione, La (Firenze)" del 18-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per la burocrazia è importante che facciano bene i custodi dei ragazzi. Allora succede che, siccome i programmi ministeriali sono inadeguati, un professore cerchi modelli didattici alternativi, pur di stabilire un contatto coi ragazzi. Che s'inventi una didattica tutta sua.

Nelle scuole civiche di musica ora si tira un sospiro di sollievo ( da "Nuova Sardegna, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: efficienza organizzativa sulla burocrazia che consentirà ad un settore in continua crescita di esercitare quei grandi benefici culturali che hanno offerto l'opportunità a oltre 40mila famiglie di usufruire di un servizio di grande importanza sociale.", sostiene Luigi Puddu, direttore della scuola civica della provincia.

QUALE, DESIGNATO PRIMO MINISTRO, NON AVEVA INCLUSO NEL SUO GOVERNO NESSUN MINISTRO VENETO (COMPRESO ( da "Trentino" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Dove il peso del fisco sul reddito d'impresa è la metà, dove la burocrazia fornisce le risposte in sei mesi anziché in sei anni, dove la formazione è considerata una leva strategica e non una torta da spartire. Lezioni che ci vengono dalle confinanti Austria e Slovenia, ma anche dalle lontane ed ex derelitte Irlanda ed Estonia.

Budoni, l'italia dei valori apre la campagna col sindaco nieddu come unico candidato - tiziana simula ( da "Nuova Sardegna, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: o perchè ci sono state imposizioni colonialistiche di persone non sarde o perchè le burocrazie romane hanno deciso candidature contro la volontà delle basi. Io credo che molti premieranno Italia dei Valori perchè Di Pietro è stato rispettoso della nostra autonomia, non ha imposto nessuna candidatura". Poi, l'affondo al centro destra.

L'italia dei valori inizia a budoni - tiziana simula ( da "Nuova Sardegna, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: o perchè ci sono state imposizioni colonialistiche di persone non sarde o perchè le burocrazie romane hanno deciso candidature contro la volontà delle basi. Io credo che molti premieranno Italia dei Valori perchè Di Pietro è stato rispettoso della nostra autonomia, non ha imposto nessuna candidatura". Poi, l'affondo al centro destra.

Prima dell'estate partirà il restauro di san paolo ( da "Nuova Sardegna, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per oltre un anno nella melassa della burocrazia. "La giunta Nizzi aveva acquistato l'immobile per 300 milioni - dice Tamponi - con la volontà di demolirla per allargare la piazza, ma il soprintendente Paolo Scarpellini aveva posto il vincolo sull'edificio dell'Ottocento". Da qui il blocco di un'operazione che aveva già trovato cervello, in un progetto di restauro condiviso dall'

Veltroni? Una novità, per anni il Veneto laburista era incompreso dalla sinistra ( da "Unita, L'" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tutti contro le tasse e la burocrazia. Ma come controllare i privati? "Non si tratta di darwinismo o assenza di regole. È meglio meno moduli da riempire che meno tasse da pagare". Imprese e commercianti esprimono i loro desideri. Ma esiste anche un'opinione pubblica che si rapporti alla politica?

Ascom, un fatturato da 31 milioni - micol lavinia lundari ( da "Repubblica, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tra burocrazia e regole. "Il futuro di Ascom? Sarà roseo se sapremo interpretare in maniera innovativa le trasformazioni del settore", spiega Tonelli, "i profondi cambiamenti del tessuto del commercio e della piccola e media impresa bolognese. è innegabile la necessità di adeguarsi, mettendo a frutto gli investimenti e i processi di rappresentanza,

Romoli: veltroni? presenta il programma di berlusconi del 2001 ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ed è soprattutto il sindaco di quella Roma della burocrazia. Adesso Veltroni - attacca ancora Federico Razzini - scopre improvvisamente un nonno sloveno e arriva in Venezia Giulia a spiegarci dove va il mondo e dove va l'Europa. Grazie della lezioncina Veltroni: doveva venire lui da Roma a spiegarci cos'è la multiculturalità, cos'è l'identità e la cultura mitteleuropea,

<Con la mia laurea aiuterò gli stranieri> ( da "Eco di Bergamo, L'" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: continua a combattere la sua battaglia, quella contro la burocrazia del suo Paese e dell'Italia. Parla di burocrazia e scoppia a ridere, una risata irrefrenabile, contagiosa, quella di Dania. "Sono anni che faccio i conti con queste lentezze, tra scartoffie, norme, regolamenti: a Cuba e ora anche qui in Italia.

Sos degli artigiani ai poli: meno tasse ( da "Tribuna di Treviso, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia pesante, la concorrenza sleale frenano le nostre imprese. Chiediamo ai politici di metterci nelle condizioni di poter produrre e far lavorare". Ecco allora che i due candidati (nella foto a sinistra) hanno quindici minuti a testa per mettere d'accordo la platea (nella foto a destra) con i programmi dei due maggiori partiti del Paese.

Nord, per illy c'è il rischio secessione ( da "Messaggero Veneto, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Indicate le priorità a Roma: meno tasse e burocrazia Nord, per Illy c'è il rischio secessione Le reazioni degli imprenditori: no a divisioni, favoriamo il federalismo I SERVIZI ALLE PAGINE 9 E 10 TRIESTE. Il Nord deve fare i conti con il rischio di una secessione. E non più di stampo leghista, con bandiere padane ed elmi da vichingo.

Illy e la sfida del nord: rischio secessione ( da "Messaggero Veneto, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: del governatore avvia il dibattito tra politici e industriali Ridurre le tasse e la burocrazia, dare autonomia fiscale alle regioni dall'inviato TOMMASO CERNO TRIESTE. Il Nord deve fare i conti con il rischio di una secessione. E non più di stampo leghista, con bandiere padane ed elmi da vichingo. Ma simboleggiata dalle partite Iva a sette zeri dei grandi imprenditori del Nord-est.

Pompei ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il numero chiuso è una delle formule più temute dalla burocrazia che amministra i beni culturali. Perché abbassa il numero dei visitatori e, di conseguenza, disturba il manovratore in quanto fa affluire meno denaro cash e obbliga a pensare a una gestione più intraprendente del monumento. Per recuperare in eventi quello che si perde in biglietti.

<Ho la sclerosi ma non mi curano> ( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma Giovanna Bandini dovrà attendere che la burocrazia faccia il suo corso prima di cominciare la nuova terapia? Verso le 17.30 Montaguti, dopo una rapida indagine interna, risponde: "Forse c'è stato un equivoco: in settimana la paziente sarà chiamata dal Centro sclerosi multipla del Policlinico per iniziare la cura sperimentale alla quale ha assolutamente diritto.

Blair o Merkel ( da "Riformista, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Governanti dal profilo politicamente basso, inclini alla burocrazia, con piccoli stati alle spalle. Alla presidenza dell'Europa, per il primo mandato di questo nuovo incarico, carica ambita, gli europei vogliono un "presidentissimo". Lo sostiene il sondaggio commissionato ad Harris dal Financial Times e pubblicato sul sito.

Quattro nomi alla Camera, tre per Palazzo Madama, per un totale di sei donne e un solo candidato uom ( da "Messaggero, Il (Latina)" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia anche attraverso un'ampia riforma istituzionale. E infine un lungo lavoro sulla ricerca e i centri di eccellenza, pensando alla proposta di riconversione del cirene. Intanto, nel giorno delle presentazioni ufficiali, compare anche chi queste liste le aveva criticate non poco, riservando parole dure al segretario provinciale Loreto Bevilacqua.

Cervellin al Fisco: <Ho pagato tasse su soldi mai incassati, rimborsatemi> ( da "Corriere del Veneto" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: inerzia delle pubbliche amministrazioni e dalla farraginosità della burocrazia non ci pensa nemmeno. "Andiamo avanti – garantisce – e senza cadere nella "trappola" che ci hanno teso all'assessorato laziale alla sanità. Ci propongono di pagarci quanto dovuto, ma non le spese legali e gli interessi fin qui maturati.

Rispunta Guarino con la vendita del patrimonio ( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia i destini dell'Europa) avremo per esempio commissari della zona non-euro che decideranno sui Paesi dell'euro. "L'Italia non potrà più negoziare, dobbiamo saperlo". Un'altra scossa.Che farà molto discutere. gentili.guido@libero.it IL SUPERFONDO Nei programmi di Pd e Pdl piani per collocare beni e ridurre il debito pubblico di Guido Gentili.

Riconquista in salita fra le ex tute blu passate alla Lega ( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è troppa burocrazia, troppo poca flessibilità, troppo cuneo fiscale ". Già, e Veltroni? "Dice cose condivisibili, apprezzo i suoi buoni propositi. Ma è difficile credergli. Siamo stati troppo maltrattati in questi ultimi due anni di governo Prodi". Non a caso nel Nord-Est ci sono tantissimi Nicolette Scalchi o Luigi Lagni.

Il saluto del mondo economico al prefetto Tranfaglia ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: facilitare il rapporto fra imprese e burocrazia, agevolare le procedure e gli incontri fra le parti: questi sono i pilastri dell'azione del prefetto, Angelo Tranfaglia, nell'approccio con il mondo produttivo. "Tutto ciò significa supportare le autonomie - ci spiega Tranfaglia - per la massima esaltazione delle potenzialità del mondo economico.

Saltano le dimissioni on line ( da "Italia Oggi" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Nicola Mondelli Visualizza la pagina in PDF note di Burocrazia Saltano le dimissioni on line Moduli cartacei per chi ha raggiunto l'età pensionabile Si precisano gli ambiti di applicazione e i soggetti nei cui confronti trovano applicazione le nuove disposizioni in materia di dimissioni volontarie contenute nel decreto interministeriale del 21 gennaio 2008,

Razzini: veltroni a gorizia è stato un flop "romano" ( da "Messaggero Veneto, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: partito ed è soprattutto il sindaco di quella Roma della burocrazia, degli intrighi, degli affari poco chiari che, vista da noi goriziani e bisiachi, così come in tutto il Nord, come il centro del malaffare italiano, di quella politica che non ci piace e ci rende anzi la vita difficile". "Adesso Veltroni scopre improvvisamente un nonno sloveno e arriva in Venezia Giulia a spiegarci -

LA PIeTRA del giorno ( da "Milano Finanza (MF)" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma che non ha visto mai la luce anche come effetto della lentezza della burocrazia cinese nel rilasciare tutte le autorizzazioni. Un ritardo che ha comunque consentito al broker cinese di evitare una perdita di quasi 1 miliardo di dollari visto quanto è accaduto in questi giorni. MF Numero 055, pag. 1 del 18/3/2008 Autore:.

A Marcegaglia 10 in immagine, ma la sfida inizia ora ( da "Secolo XIX, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tradizionalmente critici nei confronti delle burocrazie funzionariali e della loro pervicace attitudine da "serve-padrone" dei datori di lavoro, facendosi indicare dal direttore generale, Innocenzo Cipolletta, il nuovo segretario del Movimento. I poteri forti interni non ne dimenticarono l'abile arrendevolezza e - quindi - hanno visto subito di buon occhio l'ascesa sia dell'

In ospedale con la gamba a pezzi non paga in tempo il fisco: multato ( da "Giornale di Merate" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: vittima anche della burocrazia ha chiesto la restituzione della mora IN OSPEDALE CON LA GAMBA A PEZZI NON PAGA IN TEMPO IL FISCO: MULTATO Brivio - Oltre al danno la beffa. Giancarlo Longhi mentre era immobilizzato in un letto d'ospedale a seguito del grave infortunio, non ha rispettato delle scadenza relative ai versamenti fiscali dell'azienda di cui era titolare e che ha poi chiuso.

EUROSTAT: I REDDITI DEGLI AGRICOLTORI ITALIANI IN CADUTA LIBERA. DAL 2000 CROLLO DEL 18,2% ( da "Sestopotere.com" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: mostro" della burocrazia ha promosso una Petizione popolare raccogliendo migliaia di firme in tutta Italia. Così i redditi agricoli Ue nel 2007 Paese Var. % su 2006 Lituania +39,3 Estonia +22,5 Rep.Ceca +20,9 Svezia +16,5 Finlandia +14,4 Lussemburgo +14,3 Polonia +13,7 Germania +12,6 Spagna +10,3 Lettonia +9,3 Irlanda +9,

Frammentato e ostacolato dalla burocrazia: il Ssn secondo Cittadinanzattiva ( da "Redattore sociale" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 2008 Frammentato e ostacolato dalla burocrazia: il Ssn secondo Cittadinanzattiva Errori medici (18%), accesso alle informazioni (17%) e invalidità (8,2%) risultano in testa alle segnalazioni dei cittadini. Ma è il federalismo (17,4%) il tema emergente dell'anno. Rapporto Pit Salute 2007 Roma - Un servizio sanitario sempre più disomogeneo,

Malattie rare e invalidità: tanti ostacoli per l'accesso alle cure ( da "Redattore sociale" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: anche quelli della burocrazia. Il numero maggiore di segnalazioni riguarda la difficoltà ad ottenere benefici o semplicemente una diagnosi (29%). Dalla comparsa dei sintomi alla diagnosi passano a volte anni in cui i malati si sottopongono a visite di ogni genere e spesso all'umiliazione di non essere creduti.

<Questa Tv ha rinunciato a formare e informare. Rincoglionisce e basta> ( da "Liberazione" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ha liquidato la burocrazia che bloccava la creatività e poi, tanto per dirne una, ha rispolverato un modello come la 500 e lo ha rilanciato verso il futuro. Ecco di 500 in Rai ne abbiamo migliaia, basta fare un giro nella nostra videoteca per rendersi conto dei gioielli che abbiamo tra le mani.

LAVORO PIU' SICURO? ( da "Azione, L'" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Riduzione burocrazia. Sono semplificati gli obblighi formali, attraverso la riduzione del numero e del peso per le aziende degli adempimenti di tipo burocratico, in quanto non incidenti sulle condizioni di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro. Il mondo imprenditoriale ha accolto criticamente il nuovo decreto,

Aquis, l'ateneo è d'eccellenza ( da "Corriere Adriatico" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Oltre la sigla c'è il dire basta ai paletti della burocrazia e ai finanziamenti a pioggia: non è caso, infatti, ma è l'Associazione per la qualità delle università statali italiane. Oltre la sigla c'è pure la Politecnica delle Marche, col suo rettore Marco Pacetti che aziona il timer per la fuga nel futuro.

SALUTE/ I CITTADINI DENUNCIANO: CONTINUANO GLI ERRORI MEDICI ( da "Virgilio Notizie" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, cure primarie: i tre nodi del SSN visto dai cittadini. Ma anche lunghe liste d'attesa ed errori medici che continuano e che continuano a preoccupare i cittadini. Sono questi i punti salienti del XI Rapporto Pit salute di 'Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato, "Ai confini della sanità I cittadini alle prese con il federalismo"

ABBANDONATO ( da "Mattino, Il (City)" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia, la moglie, i contatti che pure sarebbero intercorsi tra la donna e il tutore, gli impediscono di entrare nella casa coniugale di cui è proprietario. Prima che fosse dimesso dall'ospedale napoletano, nessuno aveva accertato che tutto fosse in regola per accoglierlo.

Intervista a Adriano Teso / Liberali, una minoranza da cui partire ( da "Opinione, L'" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e non in nuova burocrazia. Fini ha creato Fare Futuro proprio con questo intento. Nella fondazione si analizzano le necessità del mercato e le opportunità per dare slancio al paese con la nuova legislatura. Parliamo del primo punto di ogni programma di governo: la realizzazione di infrastrutture per la logistica.

Travan: <L'impresa non è il nemico> ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: chiedeva i suoi interventi per accelerare i tempi della burocrazia, ha assicurato: "Prenderemo a modello l'efficienza che c'è in tante piccole e medie imprese. Rendere Udine città europea - ha aggiunto - significa dotarla di servizi tecnologicamente avanzati, come l'estensione della rete digitale a tutto il territorio comunale, cominciando dalle zone con insediamenti produttivi,

Bertossi lancia un siluro su Tondo <Solo slogan, era meglio Snaidero> ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: portando meno burocrazia e servizi migliori ai cittadini. Penso, ad esempio, alla crescita del settore turistico che a mio avviso può dare altri risultati positivi. Per questo sarebbe utile che Tondo dicesse ai nostri concittadini cosa vuole fare per migliorare la nostra regione e con quali uomini vorrebbe far meglio della giunta Illy.

Tangenziale, pressing su Muraro ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Zanchetta aveva parlato di "burocrazia kafkiana che non permette la partenza dei lavori; un fatto gravissimo che ha frenato lo sviluppo di tutta l'area". Ieri lo stesso Zanchetta, all'uscita dalla riunione, ha commentato: "Abbiamo richiesto alla Provincia che ci sostenga in questo procedimento, vista l'importanza della tangenziale,

Si comincia con la sponsorizzazione ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Spesso questa cosa va oltre la non - volontà politica (l'azione a volte deleteria di certa burocrazia) ed è veramente difficile da spiegare. Ma che mito è - ha concluso - quello della riduzione del debito pubblico? Così si bloccano solo gli investimenti: chi ha i bilanci a posto deve essere lasciato libero di investire".Michele Fullin.

Donadi: "Ridurre stipendi parlamentari non basta più" Massimo Donadi, capogruppo Idv alla Camera, interviene sulla proposta di Veltroni di ridurre gli stipendi dei parlamentari: "S ( da "Dire" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: mettere mano a quelle enormi sacche di burocrazia inefficiente che ci sono nel pubblico, con duplicazioni di funzioni, ove vi sono enti inutili, enti dannosi, o enti enormemente sovradimensionati, introdurre nel pubblico impiego criteri di valutazione meritocratica, attraverso strumenti oggettivi di valutazione dell'operato.

Salute, i rallentamenti della burocrazia ( da "AudioNews.it" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 54 Cronaca Il servizio di Vittoria Scordamaglia Salute, i rallentamenti della burocrazia 15.24: Burocrazia e liste di attesa interminabili. Sono alcune delle criticità denunciate dall'XI Rapporto Salute del Tribunale per i diritti del malato - Cittadinanzattiva presentato stamane a Roma.

La battaglia del Nord ( da "Famiglia Cristiana" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: SETTENTRIONALE LA BATTAGLIA DEL NORD La sfida decisiva in vista delle elezioni si gioca qui, dove gli imprenditori chiedono meno burocrazia e più coraggio. E proprio qui il leader del Pd va all'attacco. Pensioni, ripresa economica, prezzi e salari. Di tutto, di più. Dai salotti ai comizi, fino ai cenacoli molto "in" come quello che ogni anno la Confcommercio organizza a Cernobbio.

SALUTE. Rapporto Cittadinanzattiva: sanità frammentata, aumentano viaggi all'estero ( da "HelpConsumatori" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e che troppo spesso fa della burocrazia uno strumento per ridurre l'accesso dei cittadini". "Sebbene gli errori medici (18%), l'accesso alle informazioni e documentazioni(17%) e l invalidità (8,2%) risultino in testa alle segnalazioni dei cittadini, una attenta analisi dei dati rivela come sia il federalismo (17,4%) il tema emergente dell'anno - commenta l'

EUROREGIONE: GALAN A FRATTINI, ALLARGHIAMOLA PURE ALLA LOMBARDIA ( da "Asca" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Euroregione della pace: ''sono stati quelli sostenuti dalle burocrazie ministeriali, dalla mancanza di volonta politica dei governi che si sono succeduti alla guida del nostro Paese, dal dato di fatto reale che la Slovenia per poter aderire all'Euroregione deve ripensare se stessa dal punto di vista costituzionale e amministrativo.

Turismo tutto l'anno: dalle parole ai fatti ( da "Italia Sera" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dovuti alla burocrazia e alla lentezza di concessione delle autorizzazioni per aprire le attività ricettive. "L'avvento delle nuove tecnologie ? spiega Peparello ? permette di cambiare radicalmente il concetto di fare turismo, che è di alta stagione per tutto l'anno e si basa sulle motivazioni che spingono chi viaggia ad andare in un determinato posto anziché in un altro.

Rigore e niente cedimenti. La Bce fa benenevi ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 18-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che pure dispone di una burocrazia di altissimo livello, ed al suo ritardo rispetto alla Germania perché i dubbi sfiorino la certezza. Ma non è questo ora il vero problema, bensì quello dell'inflazione e del deficit pubblico. La prima è molto pericolosa perché, una volta partita, non è per niente agevole riportarla sotto controllo.


Articoli

La burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma, La" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

La burocrazia Permessi, un incubo Per le donne immigrate, il primo scoglio da superare, una volta varcato il confine, è la regolamentazione dei documenti che, il più delle volte, rappresenta un vero e proprio incubo, a causa della burocrazia, resa ancora più incomprensibile dalla lingua. "Si... continua... Per leggere il testo completo dell'articolo, registrati al nuovo "sfogliatore" online.

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Vladimir Luxuria con e per le donne (sezione: Burocrazia)

( da "Blogosfere" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Mar 0818 Vladimir Luxuria con e per le donne Pubblicato da Fausta Maria Rigo alle 01:23 in Interviste Avevo tantissime cose da chiedere all'onorevole Vladimir Luxuria, così tante che al dunque alcune domande devono essermi sfuggite. Per fortuna però ho avuto modo di entrare in contatto con una persona caldissima e molto disponibile che mi ha messo subito a mio agio. Infatti dalla prima domanda in poi siamo passate a darci tranquillamente del tu. E dire che l'ho chiamata mentre stava finendo di pranzare, non ha mostrato il benché minimo disappunto, mi ha solo chiesto gentilmente di farle finire di mangiare la frutta. Non voglio fare commenti perché questa intervista parla da sola, personalmente ne sono a dir poco entusiasta. Questa campagna elettorale che, a detta di tutti, è all'insegna della correttezza politica, a lei ha invece ha causato qualche piccolo dispiacere, mi riferisco alla reazione delle 114 donne siciliane che si sono opposte alla sua candidatura in Sicilia... Per fortuna ho avuto modo di sentire sia la deputata uscente Daniela Dioguardi sia molte delle donne che avevano firmato questo documento. In realtà era un documento in cui si chiedeva di sostenere la candidatura di Daniela Dioguardi, non era un documento contro di me. Invece sono molto contenta dell'accoglienza che sto avendo da parte delle donne siciliane proprio adesso che mi trovo in Sicilia. Quindi la cosa è stata anche un po' montata? In realtà non c'era nessun tipo di dissapore. Quando si fanno le liste ci sono quelli contenti e quelli scontenti. Sono cose che succedono. In ogni caso anche non avendo scelto io di candidarmi in Sicilia, come sai, queste sono cose che decidono le segreterie dei partiti, sono felicissima di candidarmi in Sicilia, la ritengo una grande opportunità. Come pensi di operare nell'immediato, quali sono le prime cose che vorrebbe fare in Sicilia? Be', io credo che intanto applicare il nostro programma, ossia le nostre tematiche nazionali, sia in qualche modo fare gli interessi della Sicilia. Perché quando si dice che la sinistra sta dalla parte dei più deboli si riassume bene il punto. Noi siamo dalla parte delle persone che o non hanno il lavoro oppure lo hanno a scadenza, sappiamo bene come questo problema si ripercuota immediatamente soprattutto su quelle zone che si trovano in maggiore difficoltà. Conosci bene il problema essendo nata nel sud. Io sono nata nel sud quindi so bene cosa significa anche essere costretti a dover lasciare la propria terra e i propri affetti. Secondo uno studio fatto dal Sole 24 ore sud, quindi non da Liberazione, l'incidenza della povertà relativa in Sicilia è passata dal 21,3% del 2002 al 28,9 di adesso. Io la definirei sicuramente una emergenza. Nel nostro Paese l'emergenza non sono i lavavetri, ma questo genere di cose. Invece cosa mi dici delle donne, il lavoro delle donne, al sud come in tutto il Paese. Be' sai, il lavoro precario colpisce soprattutto le donne, il 64% dei contratti di lavoro a tempo determinato sono fatti a lavoratrici donne. Ovviamente quella che paga di più oggi è la donna che lavora, a cui non sono riconosciuti molti dei diritti sindacali per cui si è combattuto per anni. Tu pensa soltanto alla richiesta di permessi per andare a prendere i figli a scuola o per l'allattamento o per la maternità. E le donne In Politica in Italia, com'è la situazione? drammatica? Eh, sì, diciamo drammatica. Sai, noi siamo al sessantatreesimo posto nella classifica mondiale come rappresentanza femminile. Il nostro problema è che in molti ambiti le donne non sono proprio rappresentate. In politica c'è una discrepanza impressionante tra l'elettorato e i candidati. La maggior parte dei votanti sono donne ma poche sono le donne votate. Anche per colpa dell'attuale legge, a dir poco orrenda, per le scelte delle segreterie di partito sono poche le donne elette. Posso dire almeno di fare parte di un partito che nella scorsa legislatura aveva il 40% di donne elette. Anche altri partiti hanno un grande numero di donne elette ma bisogna fare una percentuale, un conto è avere tre donne elette su cento candidati, un altro è averne tre su mille. Cosa pensi della campagna di Ferrara e della sua richiesta di moratoria sulla 194? è come se ci avessero avvelenato il flÛte dello champagne con il quale stavamo festeggiando la moratoria sulla pena di morte. Non ci hanno dato il tempo di mettere l'accento su quanto fosse stato importante il ruolo dell'Italia nella votazione di questa moratoria all'ONU. La votazione contro la pena di morte è stata strumentalizzata. Hanno fatto passare l'idea che un boia che inietta il veleno in Texas, uno che impicca in Iran o che spara a un monaco tibetano in Cina, sono la stessa cosa di una donna che vive il dramma dell'aborto. Io trovo che sia un passo indietro, mi sembra assurdo oggi nel 2008, di nuovo dopo trent'anni, ridiscutere ancora se devono essere gli altri, soprattutto gli uomini, a decidere sul corpo delle donne. è una cosa assurda che passa attraverso vari tentativi di criminalizzazione. Dall'idea di mettere scritte antiaboriste sui muri degli ospedali che praticano l'aborto, a seppellire i feti abortiti, cosa a cui è favorevole il Presidente della regione Lombardia. O ancora il fatto di accorciare il tempo concesso per effettuare un aborto terapeutico, come ha recentemente deliberato la Regione Lombardia. Io credo che invece il problema sia un altro: ci sono troppi obiettori di coscienza tra i ginecologi, oltre il 60%. Tra gli anestesisti oltre il 50% e un terzo del personale paramedico. Inoltre oggi la burocrazia rende i tempi per fare abortire una donna troppo lunghi, nel frattempo la gravidanza va avanti. Questo che ti dico ha un'attinenza molto stretta con l'episodio accaduto a Genova. Rendere così difficile e burocratica un'interruzione di gravidanza, non fa che favorire gli aborti clandestini. Non è così che si favorisce la maternità, in questo modo si favoriscono gli aborti clandestini o peggio. Intendi i bambini nel cassonetto? Esatto. Senti nell'aria un certo maschilismo di ritorno? C'è un problema molto grosso. Si pensa che la donna debba sottostare al potere Divino. Che molto spesso è il potere degli uomini. In politica o al Vaticano. Io invece penso che la prima e l'ultima parola vada alla donna. Una donna stuprata nel Darfur, dove viene usato lo stupro come metodo di lotta, che viene aiutata ad abortire da Amnesty International, io non riesco a considerarla un'assassina. Sai una cosa? Il Vaticano sta ingerendo per evitare che nelle scuole parlino gli esponenti di Amnesty International. Come vedi la candidatura di Grillini a sindaco di Roma? Grillini ha sparigliato le carte, la sua è una candidatura forte soprattutto a livello simbolico. Diciamoci la verità non ha chance di diventare sindaco. Io vorrei precisare che il mio commento riportato dal Corriere della Sera è stato interpretato secondo le intenzioni del giornalista. Io non ho invitato a votare Grillini, ho semplicemente detto che non voterò Rutelli come sindaco. Perché sai, io non riesco a votare una persona che ha invitato all'astensione sulla Legge 40 e che ci ha messo così tanti bastoni tra le ruote. Per concludere, ti va di raccontarmi l'episodio che ti è capitato, quel parroco che non voleva che facessi da testimone di nozze... Mi era stato inizialmente impedito di fare il testimone di nozze per mia cugina dal Vescovo di Foggia, il quale ha dovuto semplicemente ritrattare perché la sua iniziativa era contro la Legge. Come sai, il testimone di nozze rappresenta lo stato civile che testimonia ai fini degli effetti civili che il matrimonio è avvenuto. Quindi il testimone di nozze lo può fare qualsiasi persona, basta che sia maggiorenne e capace di intendere e volere. Non è un fatto di religione, lo potrebbe fare un musulmano, un ateo, chiunque. In ogni caso il Vescovo ha ritrattato, quindi a settembre farò da testimone alle nozze di mia cugina.

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Frana e strani pedaggi in Autofiori (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

La parola ai lettori Frana e "strani" pedaggi in Autofiori Lettere ed e-mail vanno inviate a:LA STAMPA REDAZIONE DI SAVONA p.za Marconi, 3/6 - 17100 Savona Fax: 019 810.971, e.mail: savona@lastampa.it Preghiamo i lettori di essere sintetici. I testi privi di generalità, indirizzo e recapito telefonico non saranno pubblicati.Sono uno dei pendolari che da tempo soffre i disagi della chiusura dell'Aurelia a Capo Noli. Ho accolto, dunque, con enorme piacere la notizia della gratuità dell'Autofiori nel tratto Finale-Spotorno. L'altro giorno sono entrato in autostrada, per mia comodità abitando in zona, dal casello di Feglino. Sorpresa: uscendo a Spotorno mi è stato chiesto di pagare il pedaggio: 0,80 euro. Se fossi entrato a Finale la spesa, completamente rimborsata sarebbe stata di 1,20 euro. In fondo io ho fatto risparmiare chi si accolla il rimborso, cioè la Provincia, qualcosa come 40 centesimi. Non capisco perchè entrando a Feglino si debba pagare. La prossima volta mi regolerò di conseguenza ed entrerò in autostrada a Finale. C'è qualche evidente discrepanza nel provvedimento adottato. Lettera firmata ORCO FEGLINO Risponde Ivo Pastorino: "Detta così, la vicenda del rimborso del pedaggio appare evidentemente contradditoria nei contenuti, anche se probabilmente burocrazie tecnologiche hanno imposto di concedere la gratuità solo sul percorso "principale"".Pioggia di oggetti dall'autostrada Scrivo per segnalare cosa succede ad abitare vicino ai viadotti della società Autostrade! In data odierna ad esempio un autotreno ha perso il suo carico di pannelli isolanti, non solo finendo pericolosamente sulla carreggiata provocando un incidente ma anche giù dal viadotto con almeno 60 metri di caduta libera. Grazie a Dio non ci sono state vittime ed è stato danneggiato "solamente" un ciliegio, ma un pacco di quelle dimensioni, poteva recare sicuramente più danni a persone e\o cose. Dimenticavo di segnalare che sotto quel viadotto passa una provinciale e ci sono parecchie abitazioni con famiglie che portano i bimbi con il passeggino.. Quasi quotidianamente piovono oggetti dall' autostrada, teloni, bottiglie,pacchetti di sigarette ecc. Capisco che non saranno di certo gli addetti alla sicurezza,che rischiano la vita nel loro lavoro,a gettare i rifiuti; mi auguro vengano presto attivate misure tutelative da parte di chi è competente, in quanto aumentano sempre più i costi del servizio autostradale ma quest'ultimo è sempre pessimo. Infine volevo ricordare che all'altezza di Calice Ligure,circa due mesi fa,un autista di autotreno dopo aver perso il controllo del mezzo, si era schiantato contro le inutili protezioni laterali, ed era precipitato dal viadotto schiantandosi fatalmente vicino ad un'altra provinciale. Ovviamente per l'autista non si poteva far piu niente..ma rimane il rammarico che magari si potevano installare misure di sicurezza più resistenti,più alte e di conseguenza più efficaci!(con il senno di poi).comunque neanche DOPO lo si è fatto! A distanza di qualche settimana un altro ragazzo,ha accostato l'automobile alle protezioni si è tolto la vita lanciandosi dallo stesso punto,finendo sulla provinciale e rischiando di ferire o rovinare chiunque passasse di li in quel momento! GABRIELE GROSSO TOVO S, GIACOMO Tartarughe ostaggio moda condannabile Tre tartarughe tenute in acquario a Finale e la sacrosanta multa per il possesso di due di loro protette dalla legge: mi meraviglia ed addolora che non si spenda mai una parola sulla prigionia di questi animali, sul traffico immenso di bestiole selvatiche, catturate nei paesi d'origine e morte in gran quantità prima, durante e dopo il viaggio, solo per finire in gabbia per colpa di una moda. Gli animalisti vorrebbero anche un messaggio di condanna contro certi sfruttamenti incomprensibili ! FAMIGLIA SIVORI SAVONA.

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Ha la pensione: 12 centesimi Sui 21 euro lordi pesa il recupero crediti dell'Inps (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL CASO DOPO UNA VITA DI LAVORO IN CANADA Ha la pensione: 12 centesimi Sui 21 euro lordi pesa il "recupero crediti" dell'Inps di CLAUDIO LATTANZI ? ORVIETO ? UNA PENSIONE sociale da 12 centesimi al mese. Non è un errore compiuto dalla burocrazia, ma il conto esatto delle spettanze mensili della signora Angela Maretti Anselmi, vedova orvietana di 72 anni, secondo i calcoli dell'Inps. Il primo pagamento è arrivato con riferimento al mese di marzo e, da ora in avanti, la somma che la pensionata riceverà dall'Inps dovrebbe essere più o meno questa, in base alle detrazioni previste di volta in volta. La signora Maretti ha lavorato tutta una vita in Canada, insieme al marito che era alle dipendenze di un'azienda che produceva tappeti. ANNI e anni di lavoro che adesso si concretizzano in una pensione che non arriva a un euro. "Mio marito è morto nel 2001. Fino ad allora percepivo una pensione di settecentomila lire. Da allora vivo sola, ma vorrei sapere come è possibile tirare avanti nelle mie condizioni. Anche la pensione di reversibilità di mio marito è del tutto modesta, dal momento che si tratta di appena 205 euro e qualche spicciolo". La somma delle due pensioni arriva dunque a 206 euro, e sempre di una miseria si tratta. "Con questi soldi non si può vivere, eppure io ho fatto regolarmente i versamenti volontari per tutti gli anni necessari per avere la pensione, ma non potevo certo pensare che alla fine avrei ricevuto in cambio questa miseria", racconta Angela. In realtà la pensione lorda che le spetterebbe è di 21 euro, ma l'Inps ha calcolato un recupero crediti" che è quasi equivalente alla somma lorda, tanto che la differenza è, appunto, pari a 12 centesimi. Probabilmente a deprimere in maniera così drastica la già magrissima pensione della donna c'è il fatto che percepisce anche un affitto. "Incasso, infatti, un modesto affitto, ma anche dal punto di vista delle tasse mi trovo a fare i conti con una situazione pesantissima ? aggiunge la signora ? . Ho dovuto pagare grosse somme al fisco e i pochi risparmi che mi erano rimasti li ho dovuti impiegare tutti nella ristrutturazione della casa, che non è ancora terminata. I lavori sono bloccati e i muratori non hanno intenzione di andare avanti, perchè vogliono essere pagati in anticipo. Io però sono rimasta senza un soldo e non so più a chi rivolgermi". - -->.

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Non credo alla rivolta del Nord Calearo: La Lega protesta ma non propone. Io ministro? Sono pronto (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 18-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))

Argomenti: Burocrazia

"Non credo alla rivolta del Nord" Calearo: "La Lega protesta ma non propone. Io ministro? Sono pronto" di FLAVIA BALDI ? MILANO ? MASSIMO CALEARO, imprenditore del Nord-Est, scelto a sorpresa da Walter Veltroni come capolista del Partito democratico in Veneto, da presidente di Federmeccanica era considerato un "falco". Ora, in caso di vittoria del Pd, è candidato-ministro come rappresentante di una delle zone più produttive del Nord. La sinistra, nel profondo Nord, ha sempre perso. Che cosa le fa pensare che il 13 aprile le cose possano cambiare? "Ma vede, il Partito democratico è qualcosa di diverso dalla sinistra classica e composita. Rappresenta una vera novità che guarda al futuro, che è realmente interessata ai problemi del Nord, che non sottovaluta i bisogni e le richieste della sua gente". Illy, governatore del Friuli, riconosce alla Lega il merito di aver saputo incanalare la rabbia del Nord nell'alveo istituzionale. Lei è d'accordo? "Il Partito democratico conosce i problemi irrisolti e cerca di offrire delle risposte legate, però, a un sistema-Paese reale. Si parla di tasse, di federalismo, di rappresentanza. Insomma, intendiamo risolvere i problemi, non dare solo voce alla protesta come ha fatto la Lega". Lei crede nella necessità di introdurre il federalismo fiscale? " Sicuramente si tratta di un'ipotesi interessante che non deve, però, riguardare solo una parte del Paese, ma deve essere d'aiuto anche alle regioni più deboli. Ricordiamoci che nel Nord-est, com'è noto, c'è la cultura del volontariato, con gli extracomunitari c'è un'integrazione molto forte, nelle fabbriche c'è bisogno della loro presenza e del loro lavoro. Insomma, a differenza della Lega, siamo contrari a una forma di federalismo fiscale egoista". Riccardo Illy ritiene che la secessione, intesa come convenienza economica, possa sedurre ancora qualcuno. Lei avverte questo rischio? "Illy è l'esempio virtuoso del sistema Nord-est. E' una persona illuminata, un governatore amato dalla gente. Con tanto personale politico come lui, penso che il pericolo secessione sia superato". Si parla di Massimo Calearo come di un possibile futuro ministro in un eventuale governo Veltroni. Sarebbe disponibile? "La cosa importante da dire , al momento, è che il Nord-Est deve avere a Roma un suo rappresentante, un punto di riferimento. Che poi sia io o Massimo Carraro o qualcun altro non è importante. Certo, nel caso in cui me lo chiedano, io mi renderei disponibile". L'Italia è vissuta oggi come un paese in stallo, circondato da altri che invece corrono. Come rimediare? "Per uscire dallo stallo bisogna creare un sogno per gli italiani, dare un obiettivo a questo Paese, un nuovo patto per la crescita. Le rispondo da imprenditore. Le piccole e medie imprese, che costituiscono l'ossatura e la forza dell'economia del Paese, per restare nel mercato si sono rinnovate e sono, comunque, competitive. Questo, nonostante l'euro troppo forte, il petrolio che continua la sua incredibile corsa e i lacci e lacciuoli di una burocrazia che tende a immobilizzarti. Ci sono imprese come Finmeccanica e Piaggio, tanto per fare esempi, più brave dei loro competitori e che continuano a essere molto dinamiche. Mancano, però, le condizioni che facilitino gli investimenti degli stranieri". Beh, su Alitalia, le condizioni di Air France-Klm non sono molto amichevoli. "E' vero, ma bisogna fare un'analisi della situazione e vedere quello che si è sbagliato in passato. Ci siamo mossi male, purtroppo". - -->.

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MATTEUCCI Il sindaco si impegna ad accelerare le procedure per realizzare distretto della nautica e terminal container. Poi meno burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

MATTEUCCI Il sindaco si impegna ad accelerare le procedure per realizzare distretto della nautica e terminal container. Poi "meno burocrazia" - -->.

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Beretta: Le infrastrutture? Stop ai veti che bloccano il Paese (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

GLI INCONTRI DI PROGETTO CITTA' E MONTE DEI PASCHI Beretta: "Le infrastrutture? Stop ai veti che bloccano il Paese" ? BOLOGNA ? INVESTIMENTI in infrastrutture, taglio deciso alla spesa pubblica, stop agli aumenti della pressione fiscale che mettono in difficoltà lavoratori e imprese, cambio di rotta nel settore energetico, privatizzazioni, spazio alla meritocrazia. Il direttore di Confindustria, Maurizio Beretta, indica così all'Italia, "un Paese che ha smarrito l'obiettivo della crescita economica", la strada da seguire per poter ingranare una nuova marcia. Soprattutto in una fase come quella attuale "delicata ? sottolinea ? e contraddistinta da una certa preoccupazione. Nonostante tutto abbiamo le capacità per uscire dalle difficoltà. La dimostrazione arriva dalle imprese ad alto contenuto tecnologico, in crescita pure dal punto di vista dell'export". Beretta ha partecipato ieri al Starhotels alla tappa bolognese del ciclo d'incontri "Il mondo finanziario. Scenari e prospettive", promosso dal private banking del gruppo Mps e dal movimento 'Progetto città' presieduto da Andrea Ceccherini, presente all'evento. Dopo uno spazio dedicato agli interventi sulle prospettive dei mercati finanziari, con protagonisti Massimo Greco di Jp Morgan e Gianbattista Chiarelli di Pictet introdotti da Alberto Chiericati del gruppo Mps, sotto i riflettori è finito il direttore di viale dell'Astronomia, intervistato da Gabriele Canè, condirettore del Quotidiano Nazionale. "L'ITALIA ? spiega Beretta ? è un Paese che ha sempre rinviato i problemi nonostante abbia debolezze evidenti. Siamo tra le realtà più dipendenti da gas e petrolio, però non si punta sui rigassificatori, si ostacolano i termovalorizzatori ed è stato detto no al nucleare, uno storico errore". E a questo si aggiunge "lo scandalo di chi piange lacrime di coccodrillo lamentandosi per le bollette troppo alte". Denunciando poi come sia un problema "avere un debito pubblico altissimo per il quale si pagano 75 miliardi di interessi ogni anno", il direttore di Confindustria ha inoltre puntato il dito "sull'immobilismo, la politica del rinvio e l'inseguimento dell'interesse particolare a scapito di quello generale". Un esempio? "L'alta velocità dove appunto gli interessi di 5mila persone hanno avuto il sopravvento su quelli di 57 milioni di italiani". LE INFRASTRUTTURE per Beretta ? che ha sfruttato la tappa sotto le Due Torri per mettere l'accento sulla necessità per Bologna del Passante nord, il bypass autostradale ? sono infatti "una delle condizioni fondamentali insieme a una pressione fiscale meno pesante e a uno snellimento della burocrazia per dare pari competitività al nostro sistema economico" rispetto alle altre nazioni europee. Toccando infine il tema delle privatizzazioni, "alla politica deve spettare solo la definizione delle regole" dice, il direttore di Confindustria ha chiuso affermando che "bisogna recuperare, ovunque, la meritocrazia, un altro valore fondamentale soffocato da troppi anni". - -->.

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Il decalogo antisprechi di walter "ma non voglio inseguire grillo" - goffredo de marchis (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'obiettivo del leader Pd è mettere insieme il risparmio e una maggiore qualità dei servizi Il decalogo antisprechi di Walter "Ma non voglio inseguire Grillo" Nel mirino anche le consulenze: andranno messe in rete Alzare il numero dei parlamentari necessari per il finanziamento a un giornale GOFFREDO DE MARCHIS ROMA - "Non voglio inseguire Grillo, non gratto la pancia all'antipolitica. Abbattere i costi per me significa anche e soprattutto più efficienza, meno burocrazia. E più sobrietà, certo, perché ne abbiamo bisogno". Walter Veltroni parlerà ancora, nel suo giro d'Italia, della mannaia che deve cadere sui bilanci dei politici, delle istituzioni, degli enti locali: chiedono troppi soldi ai cittadini. Lo farà sulla base di un vero e proprio "Decalogo del risparmio" che i suoi esperti aggiornano di continuo e continuamente spediscono corretto al fax del pullman. Il segretario del Pd ha chiesto al gruppo di lavoro coordinato da Stefano Ceccanti, Walter Verini e Claudio Novelli non solo proposte, ma anche numeri, dettagli, cioè dove si può risparmiare e quanto. "Dobbiamo dire alla gente: qui possiamo salvare 100 milioni di euro per investirli in un campus universitario, in un'infrastruttura urgente... Occorre fare degli esempi concreti". E dunque non c'è solo il taglio agli stipendi dei parlamentari nel progetto del Partito democratico, ma una road map complessiva sui costi della politica. Per rendere realizzabili le promesse. Il grosso delle spese della politica sono i 425 milioni del rimborso elettorale che i partiti si spartiranno dal 13 aprile 2008 fino al 2013 ai quali vanno aggiunti i 225 milioni che le forze politiche presenti nell urne del 2006 continueranno ad avere fino al 2010. Per fermare questo fiume di denaro l'idea è ribaltare il sistema del finanziamento ai partiti, privilegiando i contributi privati e riducendo i rimborsi statali. Ma nei dieci punti del loft si passa dalle voci maggiori a quelle minori, proprio perché l'obiettivo è insieme il risparmio e una maggiore qualità del "servizio". Per esempio, una delle "riforme" punta a unificare le strutture amministrative di Camera e Senato che oggi hanno due biblioteche, due centri studi, due servizi di bilancio, due archivi di documentazione internazionale. Eppure le Camere fanno lo stesso identico lavoro. Questa dicotomia va eliminata. Va anche cancellata una delle differenze più odiose tra il Palazzo e il paese: il metodo di calcolo delle pensioni, che per i parlamentari si chiamano vitalizi. "Dobbiamo parificarlo a quello previsto per la generalità dei lavoratori". La riduzione del numero di deputati e senatori (470 alla Camera e 100 al Senato), presente nel decalogo, risponde all'esigenza di una riforma costituzionale che elimini il bicameralismo perfetto, ma è anche un'uscita che in questo modo viene ridimensionata. Si possono abolire le province nelle zone dove nascono le aree metropolitane, si devono tagliare i consiglieri comunali e provinciali con un risparmio di 200 milioni. Tra le spese della politica è lievitata negli ultimi anni quella legata alle consulenze, frutto di uno spoil system selvaggio, di un accumulo di cariche, di una gestione poco controllata dei fondi pubblici. La voce "Trasparenza per i contratti della e nella politica" prevede che sul sito unico www.politicatrasparente.it siano pubblicati i nomi dei collaboratori, il loro ruolo, lo stipendio e la durata del contratto. La stampa di partito poi è diventata un altro mezzo surrettizio di finanziamento alla politica. Bastano due parlamentari per far arrivare parecchio denaro a una testata di partito o partitino. Il decalogo vuole fermare questa deriva e propone di alzare il numero di deputati necessario e li vincola all'omogeneità politica (non possono essere uno di destra e uno di sinistra). Questa semplice norma quanto fa risparmiare allo Stato? è su queste cifre che stanno lavorando gli esperti. Partendo da una base approssimativa (e forse per difetto) che fissa i costi della politica intorno ai 900 milioni l'anno. E che si può tagliare della metà, ossia di 450 milioni.

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Proteste inutili (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Livorno)" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

RIFIUTI Proteste inutili IL PROBLEMA dei rifiuti in Campania non accenna a migliorare. Lamentele, denunce via mass media e governi caduti non sono bastati a cambiare le carte in tavola. Il rumore fatto per settimane dai mezzi d'informazione non è bastato a far prendere i provvedimenti giusti, non è servito a far accelerare i tempi della solita, assurda, burocrazia "made in Italy". E la vergognosa situazione del Sud continua a rilanciare un'immagine negativa del nostro Paese nel mondo, offuscando le bellezze autentiche di questa terra. E' un vero peccato. Giovanni, Perugia - -->.

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La minoranza di san giorgio: la burocrazia ci ostacola (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca La minoranza di San Giorgio: "La burocrazia ci ostacola" SAN GIORGIO. "Sarebbe andata meglio per tutti i cittadini se in Comune non si fossero registrati nei nostri confronti dei pregiudizi, che hanno annullato il ruolo democratico dei consiglieri comunali, quelli di minoranza in particolare". Questa l'accusa rivolta alla maggioranza dai consiglieri di opposizione Alessandra Sala e Manuela Consogno. "La correttezza morale che ci ha guidato in questi anni, ci ha portato a confrontarci con tutti gli altri membri del consiglio, senza mai perdere di vista il ruolo di controllo che la legge ci attribuisce. Si sarebbero potuti ottenere buoni risultati, se la burocratizzazione eccessiva voluta dal sindaco e del segretario comunale, non avesse creato ostacoli al nostro lavoro". Sala e Consogno entrano del dettaglio dei loro capi d'accusa: "L'accesso ai documenti è sempre stato problematico se consideriamo che il diritto alla libera visione dei documenti è prerogativa di qualsiasi consigliere. Non solo: è ammessa alla presenza dei soli dipendenti comunali che sanno dove si trovano i documenti da visionare". Ed invece cosa sarebbe accaduto a San Giorgio? "Questo diritto - confermano i membri di opposizione - è stato sostituito da una sorta di permesso-accompagnato. Ci siamo trovate ad essere vincolate alla visione dei documenti previa presenza del segretario, o di qualche assessore a discapito dell'invocata trasparenza amministrativa che è diritto di legge". Non potendo "noi essere sempre a disposizione degli orari decisi dall'amministratore, del sindaco o del segretario di turno, abbiamo tentato anche la via dell'istanza scritta, nella speranza che, senza l'assillo dell'appuntamento, la documentazione e le risposte che chiedevamo ci venissero date". Sala e Consogno confermano: "Ci sono state date invece risposte vaghe che ci costringevano a riformulare le domande. Oppure, ci veniva fornita documentazione carente di allegati. Molto spesso la risposta era l'indisponibilità del sindaco o del segretario dovendo così rinunciare al nostro diritto di controllo". Qualche esempio? Alessandra Sala e Manuela Consogno rammentano: "Dal giugno del 2007 attendiamo risposte in materia di concorsi per assunzioni mai pubblicizzati, sui reali incassi dell'autovelox dal 2004 ad oggi, sui temi ambientali come le analisi delle acque potabili e delle falde, sulle condizioni della rete fognaria urbana, sull'inefficacia di servizi come la pulizia delle strade". "Insomma - concludono le due consigliere - il nostro è un Comune che non stanzia un solo euro per lo sviluppo socio-economico. Ma vive alla giornata grazie ai soli introiti dell'Autovelox ed a totale scapito di chi passa in auto da San Giorgio". (p.c.).

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Il qualunquismo dilaga, ma forse è meglio così (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sassari Il qualunquismo dilaga, ma forse è meglio così Per definizione il qualunquista e colui che rifiuta ogni tipo di regola o istituzione e ne lamenta continuamente il funzionamento. Oggi il qualunquismo dilaga, ormai un po' tutti lo stiamo diventando ogni giorno di piu. Si parte dalla sfiducia per la politica che ci prova in tutti i modi ma non riesce a risolvere un problema. Ecco comici come Beppe Grillo riscuotere consensi senza precedenti, la gente è stufa della politica e lo dimostra dando voce a coloro i quali la denigrano continuamente. Passando ai servizi la situazione è ancora peggiore visto che quelli che funzionano veramente sono molto pochi. Non parliamo dell'inutile burocrazia tutta italiana che opprime il cittadino continuamente in ogni secondo della propria esistenza. Fra poco andremo a votare per rinnovare il nostro parlamento, i due poli principali dicono quasi le stesse cose, a parte qualche piccola sfumatura dialettica, e sembrano voler pareggiare in modo da doversi alleare e cercare a loro dire di risolvere insieme i problemi del paese. Io preferisco rimanere un qualunquista e rifiutare anche questa soluzione, a me i governicchi di unità nazionale non interessano preferisco continuare a riempire questo spazio con le mie ironie e il mio sarcasmo mettendo un po' di buon umore ai lettori di questo giornale. Maurizio Caredda.

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San domenico, lavori lunghi un lustro (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Empoli San Domenico, lavori lunghi un lustro L'assessore: in estate spazi pronti per ospitare uffici comunali SAN MINIATO. Le reti verdi usate per transennare il cantiere sono sempre altissime e ben tese; quelle arancioni plastificate delimitano sempre i lavori in corso in fondo alla scala, scendendo verso il chiostro. E nel cortile, il grande quadrato interno al loggiato, i tubi innocenti utilizzati per montare impalcature sono sistemati uno sopra l'altro, in modo ordinato. Lo stesso le condotte di plastica rossoarancio nelle quali si fanno correre di solito i fili della luce. E lungo il corridoio che porta alla biblioteca, decine di buchi chiusi con mattoni e cemento danno alla parete gialla un effetto bombardamento. Lavori da oltre un lustro. Cantiere aperto e ancora da finire, quello per le opere di ristrutturazione dei loggiati e dell'ex convento di San Domenico, nel bel mezzo del centro storico sanminiatese: un complesso antico nel quale troveranno sede - queste le intenzioni - uffici comunali e altri spazi per la biblioteca, che vi è già inglobata. I lavori di ristrutturazione sono iniziati nel febbraio del 2003. Transenne, tubi innocenti, assi e arnesi da lavoro sono lì ormai da un lustro, bloccati fra burocrazia, appalti andati male e ritrovamenti di reperti storici che hanno richiesto, prima di poter proseguire i lavori, l'intervento degli esperti della Soprintendenza. Via all'ultimo lotto. Nel piano triennale delle opere pubbliche del Comune, approvato nei giorni scorsi insieme al bilancio di previsione 2008, il consiglio comunale ha dato il via libera al finanziamento dell'ultimo lotto di lavori per ristrutturare San Domenico: circa 350mila euro per ampliare la biblioteca nei locali ex Asl, al primo livello dell'ex convento (l'inizio presunto, per questa opera, è rinviato al 2009). A cui si aggiunge una spesa di ben oltre il milione già sostenuta per avviare il recupero delle altre parti dell'edificio. Traslocano gli uffici comunali. Sulla prospettiva dei lavori infiniti sono rassicuranti le dichiarazioni dell'assessore ai lavori pubblici Daniela Magozzi: "La prossima estate (2008, ndr) i lavori saranno arrivati al punto di poter usufruire dei locali all'ultimo piano e della Casaccia, l'ex ufficio turismo, a cui si accede dall'ingresso a destra della biblioteca. In quegli spazi saranno trasferiti gli uffici comunali che ora si trovano in piazza del Seminario e al Miravalle. Sono gli uffici di tre settori: turismo, sociale e cultura". Il rebus dei palazzi storici. Secondo i piani di Magozzi, quindi, il trasloco degli uffici dei tre rami del Comune avverrà in estate. E in merito alla causa dei rallentamenti che si sono verificati nei lavori nel corso degli anni, Magozzi non ha dubbi a dichiarare che "quando si interviene sui palazzi storici, spesso succede di imbattersi nei più disparati ritrovamenti. Che sia un reperto, un dipinto o altro: bisogna immediatamente chiamare la Soprintendenza, che invia i suoi addetti a fare un sopralluogo. Poi ci sono tempi di studio e verifica di quello che è stato ritrovato, il tempo passa e il cantiere si allunga". Tempi lunghi per la biblioteca. Ma se da una parte si aprono spiragli su un parziale completamento dei lavori di ristrutturazione di San Domenico, dall'altra è allo stato attuale impossibile prevedere con certezza i tempi di ultimazione delle opere di adeguamento dei locali destinati ad essere l'ampliamento della biblioteca (ovvero i locali ex Asl, sotto l'attuale biblioteca, ai quali si accederà entrando dal lato destro con la strada alle spalle, tutti compreso i portatori di handicap che avranno un accesso dedicato). "Gli interventi sono stati finanziati adesso, ci auguriamo che possano finire entro il 2009", auspica l'assessore ai lavori pubblici. Barbara Antoni.

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Di LUCA FRANCESCANGELI IN TUTTA la provincia ci sono 16.885 immobili 'fan (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di LUCA FRANCESCANGELI IN TUTTA la provincia ci sono 16.885 immobili 'fantasma', di cui 399 a Firenze. Mentre altri 3.337 (194 a Firenze) hanno perso i requisiti di ruralità e dovranno quindi pagare più imposte. E' questo quello che emerge dai dati dell'Agenzia del Territorio, dopo i rilievi aerei (efffettuati nel 2007 in Toscana come nel resto d'Italia) per l'aggiornamento dei catasti e per un più preciso calcolo del- l'Ici. Il risultato è un esercito di immobili irregolari, non registrati, che dovranno essere messi in regola oppure distrutti. "Sono numeri notevoli ? spiegano all'Agenzia del Territorio ? ma si tratta ancora di dati provvisori, basati solo sui riscontri fotografici e che devono essere ancora scremati. Ora, infatti, dovremo esaminare ogni singolo caso per capire quante sono le vere irregolarità". E se siete tra coloro che sono in difetto (la registrazione al catasto è un atto dovuto per la maggior parte dei fabbricati), ricordatevi che il termine ultimo è quello di fine luglio, e non più fine marzo come previsto a dicembre 2007. MENTRE PER CHI farà orecchie da mercante, scatterà la registrazione d'ufficio, normalmente più salata dell'onorario di un geometra o di un ingegnere abilitati. Si va dai 105 euro per la compilazione dei documenti, agli oltre 1300 per l'accatastamento di un terreno con un edificato coperto fino a 200 mq. "Il tariffario dell'Agenzia è più caro perché deve funzionare da deterrente ? spiega Massimo Toti, presidente del Collegio dei Geometri di Firenze ?. La strada migliore è quella di affidarsi ad un tecnico qualificato e concordare con lui il prezzo e tutti i dettagli del lavoro attraverso un disciplinare d'incarico, cioè un contratto. In questo modo sono tutelati sia i clienti che i professionisti e si evitano spiacevoli sorprese". Ma quali sono i casi più comuni in questa massa di fabbricati sommersi? "Finora ho gestito tre tipi di pratiche ? continua Toti ? Il primo è costituito da terreni su cui è stata chiesta la variazione catastale, che però non è mai stata fatta. Qui la colpa non è del proprietario ma della burocrazia. Il secondo caso è costituito da tutto quell'insieme di strutture provvisorie come pollai e voliere che, specie in campagna, sono nella zona di confine tra ciò che va registrato e ciò che non va registrato. In questo caso ci muoviamo in un ambito un po' confuso e bisogna giudicare caso per caso. L'ultimo tipo è quello di fabbricati veri e propri, in mattoni o muratura, insomma niente di precario. In questi casi si deve subito procedere all'accatastamento. Mentre se si tratta di abusi edilizi il mio consiglio è sempre lo stesso: demolite tutto, così eviterete anche eventuali ricadute penali". Tutte le informazioni su come fare gli aggiornamenti catastali e su come 'difendersi' nel caso pensiate non siano dovuti, sono disponibili all'Agenzia provinciale del Territorio (via dell'Agnolo 80), sul sito www.agenziaterritorio.it e al Comune in cui ricade l'immobile. - -->.

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La scuola ha tradito Burchielli Un professore lasciato solo La difesa dell'avvocato: Risponderemo al Ministero (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 18-03-2008)
Pubblicato anche in: (Nazione, La (Empoli))

Argomenti: Burocrazia

"La scuola ha tradito Burchielli Un professore lasciato solo" La difesa dell'avvocato: "Risponderemo al Ministero" "SUL PIANO amministrativo-disciplinare l'infrazione è incontestabile. A scuola non si può fumare. Ma noi faremo in modo che non vengano travalicati i limiti di un episodio messo sullo stesso piano di altre vicende oggettivamente ben più gravi. Ci batteremo affinché la sanzione sia proporzionata alla realtà dei fatti. Perché difendiamo il posto di lavoro e la dignità di un uomo che in 38 anni di lavoro non ha mai, dico mai subìto alcun tipo di procedimento". Parla per la prima volta, a La Nazione, l'avvocato Paolo De Angelis, 50 anni, il legale che ha assunto la difesa del professor Alberto Burchielli, il 52enne insegnante di educazione fisica dell'Istituto 'Marco Polo' filmato dai suoi studenti col telefonino mentre fumava in classe, il 5 marzo scorso e poi 'sbattuto' su YouTube da uno dei ragazzi. L'avvocato affronta l'argomento in maniera analitica cercando di inserirlo, dice, "nel giusto contesto". Passata l'eco della sospensione temporanea del professore dall'insegnamento; dell'immediata indagine ministeriale, dell'apertura da parte della procura della Corte dei Conti d'un fascicolo per "danno all'immagine" all'Istituzione-scuola; della pioggia di commenti critici su ruolo e funzioni dell'"educatore"; ora si deve cercare di ragionare a 360 gradi. Senza preconcetti. Prima un riferimento alle inchieste aperte: "Noi risponderemo agli inviati del Ministero e cercheremo di far revocare il provvedimento, provvisorio, di sospensione. Quanto all'indagine della Corte dei Conti, vedremo se realmente si può configurare un danno d'immagine, e di quale entità". Rilievi penali? La polizia ha cercato indizi sulla "canna" di cui uno studente parla a commento del video,della durata di una cinquantina di secondi. Niente. Così come non ci sono estremi di reato per procedere contro lo studente, appena maggiorenne. E allora? "Allora non vorrei, però bisogna pur parlare della scuola. Di questa scuola. Dei sistemi educativi, di questo insegnante e quant'altro. Non per distogliere l'attenzione dall'episodio, ma perché sono tanti i motivi che concorrono a spiegare questo fatto". Cerca attenuanti? " Io dico che il professore è stato vittima di una gogna mediatica, eccessiva rispetto all'entità dell'episodio. Si è ecceduto sulla gravità del fatto, che rischia di avere conseguenze devastanti". Quindi? "E' accaduto a Burchielli ciò che è accaduto e accade spesso a molti insegnanti a fine carriera. Stiamo parlando di un uomo non ligio alle circolari ministeriali e che pure è amatissimo dai ragazzi. Ad altri docenti capita esattamente l'inverso. Che cos'è meglio? Burchielli mi ha detto di sentirsi 'tradito dalla scuola'. Si dice: la scuola non è un'azienda e che non va gestita come tale. Però (non intendo il Marco Polo, ma il sistema-scuola) si comporta proprio così: sospende subito l'insegnante. L'azienda-scuola non si occupa degli insegnanti. I docenti non sono seguiti nelle motivazioni professionali, ma abbandonati a loro stessi. Per la burocrazia è importante che facciano bene i custodi dei ragazzi. Allora succede che, siccome i programmi ministeriali sono inadeguati, un professore cerchi modelli didattici alternativi, pur di stabilire un contatto coi ragazzi. Che s'inventi una didattica tutta sua. E magari in questi tentativi ci può scappare qualcosa di poco ortodosso. Ma quando uno è lasciato solo, può capitare. E' anche su questo piano che ci batteremo". giovanni spano - -->.

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Nelle scuole civiche di musica ora si tira un sospiro di sollievo (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

MARRUBIU Nelle Scuole civiche di musica ora si tira un sospiro di sollievo MARRUBIU. Grande consenso nell'ambiente musicale non solo dell'Oristanese per la felice conclusione dell'iter di approvazione della legge Finanziaria regionale, che prevede nuove disposizioni a tutela del settore della diffusione della cultura musicale. I responsabili del Coordinamento provinciale delle scuole civiche di musica, oltre ad esprimere soddisfazione per il risultato raggiunto, vogliono dire la loro su una vicenda che ha messo a rischio il futuro dell'ente. "Si tratta di una vittoria dell'efficienza organizzativa sulla burocrazia che consentirà ad un settore in continua crescita di esercitare quei grandi benefici culturali che hanno offerto l'opportunità a oltre 40mila famiglie di usufruire di un servizio di grande importanza sociale.", sostiene Luigi Puddu, direttore della scuola civica della provincia. La vicenda era iniziata nel 2006 con il trasferimento di molte competenze dell'assessorato regionale della Pubblica istruzione alle Province, ed è culminato alla fine dello scorso anno con il blocco delle attività didattiche in moltissime realtà dell'Oristanese e in tutta l'isola a causa del rimpallo di responsabilità fra Regione e Province: "In tutto questo è stato fondamentale il supporto delle amministrazioni comunali sedi di scuole civiche: grazie ai documenti e alle richieste elaborate dal sindaco e dall'assessore alla Cultura di Marrubiu, capofila della protesta, anche i Comuni di Oristano, Cabras, Laconi, Bosa e Soddì, hanno sensibilizzato in modo determinante la Regione per la risoluzione della vertenza.", dicono i responsabili del Coordinamento. Infatti, subito dopo sono stati presentati diversi emendamenti finalizzati alla regolamentazione del rapporto tra Regione e Province in materia di scuole di musica: l'iniziativa legislativa è stata votata pressoché unanimemente dal Consiglio regionale dando certezze ad un settore che conta più di cinquemila utenti e 400 lavoratori. (c.d.).

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QUALE, DESIGNATO PRIMO MINISTRO, NON AVEVA INCLUSO NEL SUO GOVERNO NESSUN MINISTRO VENETO (COMPRESO (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Quale, designato primo ministro, non aveva incluso nel suo governo nessun ministro veneto (compreso Carlo Fracanzani, che pure aveva raccolto oltre 100 mila preferenze), malgrado lo scudo crociato riscuotesse in regione un consenso superiore di dieci punti alla media nazionale del partito. Con il ritardo che in Italia le è consustanzialmente proprio, per servirsi di un avverbio dedicato da Vincenzo Visco al Nordest, la politica arriva a riparare all'omissione: quando la nomina di un ministro nordestino è diventata non certo inutile, ma comunque insufficiente. A garantire il posto a queste terre sono entrambi i contendenti, Berlusconi e Veltroni, cui si associa perfino Bossi: il quale magari avrebbe potuto dare da tempo il buon esempio, assegnando nella Lega in questo quarto di secolo ad almeno un veneto un ruolo che non fosse di facciata. E tuttavia, il punto è un altro: cosa e quanto gioverebbe al Nordest la presenza al tavolo del Consiglio dei ministri di un Galan, di un Illy, di un Calearo? Che chances avrebbero di far passare decisioni strategiche per quest'area del Paese, superando le logiche di parte interne ai rispettivi schieramenti, che hanno condizionato in questi anni i governi di qualsiasi colore? Da soli (anzi da solo, perché sarebbe soltanto uno), come riuscirebbero a scardinare le strenue difese di quel potente partito trasversale che da sempre si oppone alle riforme vere sia in Parlamento che fuori, identificando nello Stato una vacca perennemente grassa? Quello che serve davvero al Nordest è in realtà un gioco di squadra che sappia fare blocco sulle priorità riconosciute del territorio, anche al di là delle appartenenze: come d'altra parte si è cominciato a vedere in questi anni, grazie alla sintonia tra Galan e Di Pietro, o tra Illy (un indipendente, va ricordato, sia rispetto all'Ulivo che al Pd) e Prodi; o come ha dimostrato Durnwalder, portando a casa risultati inversamente proporzionali al peso del suo piccolo partito. *** Quanto ai potenziali elettori del Nordest, sono sufficientemente adulti (e delusi) per non farsi sedurre dalla semplice promessa di un posto al tavolo del governo: quello che inutilmente aspettano da troppo tempo è una politica di sostegno e non di zavorra nel quotidiano confronto con il resto del mondo, cominciando dai vicini di casa. Dove il peso del fisco sul reddito d'impresa è la metà, dove la burocrazia fornisce le risposte in sei mesi anziché in sei anni, dove la formazione è considerata una leva strategica e non una torta da spartire. Lezioni che ci vengono dalle confinanti Austria e Slovenia, ma anche dalle lontane ed ex derelitte Irlanda ed Estonia. E non sarà un ministro dal cognome familiare a poter colmare, da solo, un simile differenziale. I primi scampoli di campagna elettorale non offrono segnali confortanti in questa direzione. E non solo per il rapido evaporare di quel fair-play a cui pure tutti avevano garantito di volersi ispirare: è bastata una battuta, infelice ma pur sempre battuta, con una precaria, per occupare per 48 ore il centro del dibattito; e quanto di cartapesta rimanga questa politica, lo dimostra il fatto che la signorina in questione, non potendo impalmare Berlusconi junior, si sia comunque guadagnata come premio di consolazione un posto da candidata al Comune di Roma. La questione vera rimane che alle promesse elettorali solennemente assunte non è fin qui corrisposta nessuna indicazione concreta su come e dove verranno trovati i tanti soldi necessari per finanziarle: il tutto in un Paese che ogni anno sciala 70 miliardi di euro per i soli interessi sul colossale debito pubblico contratto da intere generazioni di disinvolti politici; e in un contesto internazionale di crisi economica devastante, in cui sarà duro già il solo sfangarsela perfino per le vacche magre di biblica memoria. Ecco perché quel che conta oggi, a differenza di un quarto di secolo fa, non è l'anagrafe dei singoli ministri né il loro dosaggio territoriale, ma la capacità, la coesione e la forza di un intero governo. Che rispecchi la geografia delle competenze, non delle residenze: è chiedere troppo? Francesco Jori.

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Budoni, l'italia dei valori apre la campagna col sindaco nieddu come unico candidato - tiziana simula (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

VERSO LE ELEZIONI Budoni, l'Italia dei valori apre la campagna col sindaco Nieddu come unico candidato TIZIANA SIMULA BUDONI. "Italia dei valori rappresenta il valore aggiunto che farà vincere la coalizione democratica con Veltroni presidente". Così Federico Palomba segretario regionale del partito e deputato uscente, nuovamente candidato alle politiche, ha aperto ieri sera a Budoni la campagna elettorale in Gallura e presentato l'unico candidato gallurese in corsa per la Camera, Gianni Nieddu, sindaco del paese. "è un momento storico per il nostro comune che mai finora ha avuto un candidato alla Camera dei deputati", ha detto Gianni Nieddu, alla guida del paese da dieci anni e prossimo alla fine della legislatura. Una sala gremita ha assistito alla convention ospitata all'hotel Baia del porto, aperta da Manlio Cossu, responsabile del movimento locale. "L'Italia dei valori è in forte crescita - ha detto Palomba -. Mentre altri chiudono le sedi, noi le apriamo: in Sardegna ce ne sono 19, sabato scorso abbiamo inaugurato l'ultima a Carloforte con 150 iscritti. C'è grande entusiasmo nel nostro partito". Un partito che, ha spiegato il deputato uscente, porterà alla coalizione consensi che non le sarebbero altrimenti arrivati, "quelli dei verdi, ad esempio, - ha sottolineato - delle persone provenienti da formazioni politiche che non esistono più dopo il terremoto politico avvenuto, le liste civiche e amministratori di varie forze politiche. Ma nella coalizione porteremo anche i voti di coloro che contestano il metodo di formazione delle liste: o perchè ci sono state imposizioni colonialistiche di persone non sarde o perchè le burocrazie romane hanno deciso candidature contro la volontà delle basi. Io credo che molti premieranno Italia dei Valori perchè Di Pietro è stato rispettoso della nostra autonomia, non ha imposto nessuna candidatura". Poi, l'affondo al centro destra. "Non possiamo riconsegnare l'Italia al buio della politica, dobbiamo combattere per non lasciarla nelle mani rapaci degli avversari". Con tono emozionato, Gianni Nieddu ha raccontato perchè ha deciso di correre nella squadra con Di Pietro, modificando la sua decisione, lui che aveva già deciso di appendere le scarpette al chiodo al termine della legislatura. "Non pensavo che l'umile sindaco di un paese potesse ricevere tanta considerazione da parte di Di Pietro. Vogliamo persone eticamente e moralmente pulite mi è stato detto. E questo mi ha convinto perchè possono dire di avere sempre avuto le mani pulite". Così anzichè abbandonare il campo, si è rimesso nuovamente le scarpette ai piedi, pronto a correre per far vincere la squadra, non quella del budoni che ama tanto ma quella che sconfiggerà "la coalizione autoritaria di Berlusconi, Fini e Bossi".

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L'italia dei valori inizia a budoni - tiziana simula (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Verso le elezioni. La presentazione dei candidati galluresi "L'Italia dei valori inizia a Budoni" Il sindaco Gianni Nieddu in campo per un seggio alla Camera TIZIANA SIMULA BUDONI. "Italia dei valori rappresenta il valore aggiunto che farà vincere la coalizione democratica con Veltroni presidente". Così Federico Palomba segretario regionale del partito e deputato uscente, nuovamente candidato alle politiche, ha aperto ieri sera a Budoni la campagna elettorale in Gallura e presentato l'unico candidato gallurese in corsa per la Camera, Gianni Nieddu, sindaco del paese. "è un momento storico per il nostro comune che mai finora ha avuto un candidato alla Camera dei deputati", ha detto Gianni Nieddu, alla guida del paese da dieci anni e prossimo alla fine della legislatura. Una sala gremita ha assistito alla convention ospitata all'hotel Baia del porto, aperta da Manlio Cossu, responsabile del movimento locale. "L'Italia dei valori è in forte crescita - ha detto Palomba -. Mentre altri chiudono le sedi, noi le apriamo: in Sardegna ce ne sono 19, sabato scorso abbiamo inaugurato l'ultima a Carloforte con 150 iscritti. C'è grande entusiasmo nel nostro partito". Un partito che, ha spiegato il deputato uscente, porterà alla coalizione consensi che non le sarebbero altrimenti arrivati, "quelli dei verdi, ad esempio, - ha sottolineato - delle persone provenienti da formazioni politiche che non esistono più dopo il terremoto politico avvenuto, le liste civiche e amministratori di varie forze politiche. Ma nella coalizione porteremo anche i voti di coloro che contestano il metodo di formazione delle liste: o perchè ci sono state imposizioni colonialistiche di persone non sarde o perchè le burocrazie romane hanno deciso candidature contro la volontà delle basi. Io credo che molti premieranno Italia dei Valori perchè Di Pietro è stato rispettoso della nostra autonomia, non ha imposto nessuna candidatura". Poi, l'affondo al centro destra. "Non possiamo riconsegnare l'Italia al buio della politica, dobbiamo combattere per non lasciarla nelle mani rapaci degli avversari". Con tono emozionato, Gianni Nieddu ha raccontato perchè ha deciso di correre nella squadra con Di Pietro, modificando la sua decisione, lui che aveva già deciso di appendere le scarpette al chiodo al termine della legislatura. "Non pensavo che l'umile sindaco di un paese potesse ricevere tanta considerazione da parte di Di Pietro. Vogliamo persone eticamente e moralmente pulite mi è stato detto. E questo mi ha convinto perchè possono dire di avere sempre avuto le mani pulite". Così anzichè abbandonare il campo, si è rimesso nuovamente le scarpette ai piedi, pronto a correre per far vincere la squadra, non quella del Budoni che ama tanto ma quella che sconfiggerà "la coalizione autoritaria di Berlusconi, Fini e Bossi".

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Prima dell'estate partirà il restauro di san paolo (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Dopo il crollo. Arriva il direttore dell'ufficio beni ecclesiastici don Francesco Tamponi Prima dell'estate partirà il restauro di San Paolo Sarà recuperato anche il palazzo signorile accanto che diventerà la nuova sede del vescovo OLBIA. A suo modo il miracolo si è già compiuto. Il crollo della cornice della cupola salverà la casa un po' scalcinata del Signore. Prima dell'estate partirà il restauro della cattedrale di San Paolo e il recupero del palazzo accanto, futura sede del vescovo. Testardo e coraggioso don Nino Fresi ha vinto la sua battaglia. Ha celebrato la messa sotto una pioggia di calcinacci, con i vigili del fuoco a fare da angeli custodi sulla cupola della sua chiesa e i fedeli che pregavano un po' per raccomandare la loro anima a Dio, un po' per salvare la testa del loro sacerdote dai pezzi di stucco che si staccavano dal soffitto. Con un atto di fede il sacerdote ha finito di dire messa e ha atteso l'arrivo del direttore dell'ufficio diocesano dei beni culturali della chiesa, don Francesco Tamponi. Un po' storico dell'arte, un po' Indiana Jones, don Tamponi ha annunciato che all'inizio dell'estate cominceranno i lavori per sistemare la cupola di San Paolo. Ma nell'intervento è incluso anche il recupero del palazzo dell'Ottocento attaccato alla chiesa. I fondi sono già stati stanziati. "Metteremo subito in sicurezza l'altare - spiega Tamponi-. Verrà creato un ponteggio che eviterà la caduta dei calcinacci. In questo modo si eviterà di chiudere la chiesa più importante della città nella settimana Santa. Ma abbiamo un progetto più ampio. è previsto il recupero anche del palazzo Achenza. Un edificio dell'Ottocento attaccato alla chiesa che diventerà sede vescovile". La Curia prepara una nuova residenza per il monsignore, ma il progetto è rimasto impastato per oltre un anno nella melassa della burocrazia. "La giunta Nizzi aveva acquistato l'immobile per 300 milioni - dice Tamponi - con la volontà di demolirla per allargare la piazza, ma il soprintendente Paolo Scarpellini aveva posto il vincolo sull'edificio dell'Ottocento". Da qui il blocco di un'operazione che aveva già trovato cervello, in un progetto di restauro condiviso dall'amministrazione, e gambe nei fondi trovati da tre fonti, il Comune, l'8 per mille e il 10 per cento della Bucalossi destinata al recupero dei luoghi di culto. "Tutto è pronto da mesi - continua Tamponi -, ma attendiamo che il Palazzo ponga rimedio all'errore". A spiegare nei dettagli l'intricata trama di carte è il sindaco Gianni Giovannelli. "Nel primo piano particolareggiato del centro storico era previsto l'abbattimento dell'edificio - afferma il primo cittadino -. Con il divieto della soprintendenza l'area deve ritornare a essere edificabile. Ma serve il via libera da parte della Regione, che dovrebbe arrivare in tempi strettissimi, meno di un mese". La Curia ha pronto un progetto per riportare a nuovo splendore la chiesa. "Siamo riusciti a mettere insieme 500 mila euro - continua don Tamponi -, serviranno sia per mettere in sesto la chiesa, sia per ristrutturare la nuova sede del vescovo. Nell'intervento verranno smontate con cura le piastrelle policrome di ceramica, verrà rifatta tutta l'impermeabilizzazione, saranno cambiate anche le finestre del lucernaio. Ci vorranno al massimo un paio di settimane. Ma gli interventi di bonifica non si limiteranno solo alla cupola. Apriremo anche una breccia nel campanile. Ora è del tutto murato. vogliamo che la chiesa respiri, che si crei un riciclo dell'aria. Abbiamo testato queste tecniche anche in altri edifici con lo stesso grado di umidità". I grandi progetti restano sospesi in attesa del via libera dell'amministrazione, per ora ci si accontenta di un ponteggio che eviterà la chiusura della chiesa sotto Pasqua per il pericolo di caduta di calcinacci. Il primo passo è già stato fatto dai vigili che hanno escluso qualsiasi pericolo di tipo strutturale e hanno buttato giù una buona parte della cornice di stucco applicata al soffitto con il silicone. Ora i fedeli potranno entrare in chiesa senza temere che arrivino dall'alto altri segnali sinistri.

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Veltroni? Una novità, per anni il Veneto laburista era incompreso dalla sinistra (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del DANIELE MARINIIl sociologo analizza il "disincanto" del Nordest. E sull'ambiente: "Un tempo la fabbrica portava benessere e se inquinava pazienza, ora non è più così" "Veltroni? Una novità, per anni il Veneto laburista era incompreso dalla sinistra" di Federica Fantozzi inviata a Verona "Il Veneto di oggi si pone il problema dell'accettabilità sociale dello sviluppo". Vale a dire che fa i conti con i danni collaterali delle fabbriche. Con un rischio: veder crescere tra vigneti, piccole comunità e campi coltivati un "partito dei veti". Lo spiega Daniele Marini, direttore della Fondazione Nord Est (l'istituto di ricerche socio-economiche promosso da Confindustria e Camere di Commercio) e docente di Sociologia dei processi economici e del lavoro all'università di Padova. Professore, come legge il passaggio a Nord Est di Veltroni? "È presto per valutare le ricadute. A sensazione, vedo un elemento di novità della persona e dei temi. Sicurezza, fisco, valorizzazione del territorio, un ministro veneto, sono temi sensibili. Però si scontra con un certo disincanto". Cioè i veneti non gli credono? "Eh, sono anni che quest'area non viene presa in considerazione e non ha esponenti di governo. Treu risale a tempi remoti". Perché il Veneto si sente isolato e incompreso? "La questione non inizia né termina con Veltroni né con Prodi. Il centrosinistra per lunghi anni non ha saputo entrare nelle corde di una società e di un'economia diverse dal Centro e dal Mezzogiorno". Che tipo di società? "Laburista. Nel senso che ha nell'idea del lavoro il suo perno centrale, il valore fondante. Con alle spalle il far da sé, l'autonomia, l'individuo. Qui gli attori sociali - sindacati, volontariato - sono fondamentali e si muovono prima delle istituzioni. E i cittadini si prendono cura del territorio". È il concetto di comunità. A volte tacciata di egoismo. "Accuse ingiuste. È strabismo culturale. Nella scala dei valori il primo è essere lavoratori, gli imprenditori vengono dopo. Qui la contrapposizione tra classe operaia e borghesia salta". Come è stato accolta la proposta di un compenso minimo ai precari di almeno mille euro? "Non bene, credo". Tutti contro le tasse e la burocrazia. Ma come controllare i privati? "Non si tratta di darwinismo o assenza di regole. È meglio meno moduli da riempire che meno tasse da pagare". Imprese e commercianti esprimono i loro desideri. Ma esiste anche un'opinione pubblica che si rapporti alla politica? "Certo, gli elettori sono più compositi. La sicurezza è, a pelle, tra le esigenze più avvertite. Poi le strade meno intasate". I no Dal Molin, no alla tramvia. Esiste una questione ambientale in Veneto? "Non è il paradiso. C'è un problema di sviluppo che ha portato anche qui la sindrome di Nimby (not in my backyard: non nel mio cortile) come in Val di Susa". Un tempo non ci si preoccupava dei danni collaterali delle fabbriche. Adesso? "Il livello di attenzione ad ambiente e salute è molto elevato. Esiste il tema dell'accettabilità sociale dello sviluppo. Fino a pochi decenni fa l'industria era portatrice di benessere e se inquinava, pazienza. Ora non più". Esiste il rischio che sorga qui un "partito dei no"? Che il Nord Est metta quei veti ambientali finora rimproverati al Mezzogiorno e considerati causa della paralisi del governo Prodi? "C'è questo aspetto di rischio. Ed è trasversale alle forze politiche. Molti anni fa il Verde Boato, assessore all'Ambiente in Veneto, disse no alla Tav. Adesso quel progetto è bloccato a Vicenza da una giunta di centrodestra indecisa se farla passare in superficie o interrata". Come si risolve la situazione? "A mio parere il problema è l'eccessivo frazionamento dei poteri. Opere di impatto nazionale e persino internazionale devono avere una gestione diversa". Non c'è un aspetto culturale nel rapporto tra sviluppo e ambiente? "Sì. Dovrebbero essere assunte delle politiche flessibili. In un quadro di solidarietà nazionale, temi come l'industria e il lavoro andrebbero declinati diversamente a livello locale".

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Ascom, un fatturato da 31 milioni - micol lavinia lundari (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IX - Bologna Ascom, un fatturato da 31 milioni Con 353 dipendenti e 20 sedi, l'associazione conta 16mila imprese del commercio MICOL LAVINIA LUNDARI Un palazzo che nel 1985 valeva 5 milioni di euro (prima dei numerosi restauri portati a termine), con le tele dei Carracci nell'omonimo salone, è la vetrina più prestigiosa di Ascom-Confcommercio. Palazzo Segni Masetti, in Strada Maggiore, è il cuore di una galassia all'interno della quale gravitano 16mila imprese (la stragrande maggioranza delle quali aderiscono direttamente, le altre sono organizzazioni autonome affiliate), il 26% delle imprese associate di tutta l'Emilia Romagna e una serie di realtà collegate. In effetti, di gruppo si deve parlare, come tiene a precisare il direttore Giancarlo Tonelli. Attorno al nucleo centrale "ruotano Cedascom, società di servizi, Iscom, che è il nostro centro di formazione, il Caf, centro di assistenza fiscale, l'ente mutuo Emec e l'Enasco, che si rivolge al patronato". Oltre a CoFidi, al 66% di Ascom e al 34% di Confesercenti. In tutto 353 dipendenti (fra cui 5 dirigenti e 16 quadri), sette su dieci sono donne, che lavorano nelle 20 sedi fra Bologna e provincia, quattro sono di proprietà. E' grande come una media fabbrica emiliana, l'azienda Ascom. Dietro il sindacato dei negozianti legato a Confcommercio che sta per riconquistare dopo dieci anni la Camera di Commercio (Giorgio Guazzaloca fu spedito a casa da Gian Carlo Sangalli che giovedì passerà il testimone a Bruno Filetti) c'è una macchina complessa, la seconda per fatturato e numero di addetti tra le grandi categorie della città. Un'azienda che, da quando Guazzaloca divenne sindaco nel '99, è stata guidata da Filetti e per la cui successione è in corso da mesi una battaglia senza esclusione di colpi. La ragione di tanto accanimento è facile da capire: da palazzo Segni Masetti sono passati non solo due presidenti della Mercanzia e l'unico sindaco non di centrosinistra. Otto dei trentadue scranni del consiglio d'amministrazione della Camera di commercio sono di Ascom, la seconda realtà bolognese più rappresentata dopo la Cna; con la Confederazione degli artigiani e Unindustria l'associazione dei commercianti è stata tra i soci fondatori della Fiera, detiene il 4.45% delle azioni di viale Aldo Moro e il 2.27% di Bologna congressi, oltre a partecipazioni minori che derivano dalla Camera di commercio, come un posto dentro il cda dell'Aeroporto. Il gruppo Ascom nel 2006 (ma la cifra è confermata per il 2007) ha prodotto un fatturato che ha toccato quota 31 milioni di euro, con 700mila euro destinati agli investimenti. "In questi anni Ascom ha aggiunto al profilo della rappresentanza nel settore commercio, turismo e servizi anche il comparto della piccola e della media impresa, incrementando molto il numero delle aziende associate. Cinquecento delle quali sono gestite da imprenditori stranieri: un numero significativo, e verso le quali Ascom mette in campo gli stessi strumenti forniti alle aziende italiane, e qualcuno in più, per accompagnarle nel percorso d'ingresso nella realtà del nostro Paese", tra burocrazia e regole. "Il futuro di Ascom? Sarà roseo se sapremo interpretare in maniera innovativa le trasformazioni del settore", spiega Tonelli, "i profondi cambiamenti del tessuto del commercio e della piccola e media impresa bolognese. è innegabile la necessità di adeguarsi, mettendo a frutto gli investimenti e i processi di rappresentanza, mettendosi al servizio delle aziende. Sfidando un contesto non sempre facile, con i consumi fermi da anni in tutta Italia e costi sempre più pesanti per gli imprenditori". Tonelli siede a titolo personale nel cda di Neos banca, l'istituto per il credito al consumo di San Paolo?Intesa. Filetti, che sta per traslocare nella vicina piazza della Mercanzia, aggiungerà un incarico di grande prestigio e responsabilità ad altri già assunti, quattordici poltrone in tutto, come Banca di Bologna, Bologna Turismo, Bologna Congressi, Fiera, Aeroporto. Dopo le polemiche di queste settimane sugli insufficienti controlli al Marconi per i troppi impegni dei suoi amministratori, probabilmente giovedì Filetti annuncerà di rinunciare a molti di questi incarichi.

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Romoli: veltroni? presenta il programma di berlusconi del 2001 (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

ELEZIONI Gentile: "Arriverà La Russa" Romoli: "Veltroni? Presenta il programma di Berlusconi del 2001" di Francesco Fain "Perché non sono andato da Veltroni a salutarlo come sindaco di Gorizia? Il motivo è semplice. Il programma elettorale di Berlusconi presentato nel 2001 lo conosco a memoria. Non mi serviva riascoltarlo". Usa l'arma (tagliente) dell'ironia il sindaco Ettore Romoli rispondendo a chi, provocatoriamente, gli chiede i motivi della sua assenza alla convention di domenica. "Mi sembra davvero che le cose dette da Veltroni non siano una novità", taglia corto il primo cittadino. Il vicesindaco Fabio Gentile torna a ribadire che, dal suo punto di vista, la visita di Veltroni a Gorizia "non è stata affatto un evento. Confermo che stiamo lavorando per far arrivare a Gorizia Gianfranco Fini: dovrebbe andare a Trieste e faremo in modo di riuscire ad averlo qui almeno per qualche ora". Non solo. Sono stati avviati contatti (e sono piuttosto avanzati) anche Ignazio La Russa perché venga anche lui a Gorizia a sostenere le candidature locali del Popolo delle libertà. "Diciamo che ci stiamo impegnando al massimo su questo fronte. E poi, smettiamola di dire che Tondo ha dichiarato che ripristinerà la zona franca perché ciò non è vero. Semplicemente - aggiunge Gentile - è stato male interpretato. Semmai, ha sottolineato che Illy avrebbe potuto salvare le agevolazioni ma ha fatto di tutto per sopprimerle". Anche la Lega Nord non va per il sottile. Secondo il responsabile degli enti locali (e candidato) Federico Razzini la visita di Veltroni "a Gorizia e Trieste è stata un flop: poca gente (a meno che non si consideri un teatro mezzo pieno un successo per un leader di coalizione nazionale) quasi tutti addetti ai lavori, candidati e militanti del Partito democratico, nessun bagno di folla, entusiasmo uguale a zero". Aggiunge l'esponente del Carroccio: "Non bisogna stupirsi, Veltroni è la nuova facciata del centrosinistra ma rappresenta comunque la vecchia politica, continuazione di Pci, Pidiesse, Ds: è un uomo di partito formato nelle scuole di partito, ed è soprattutto il sindaco di quella Roma della burocrazia. Adesso Veltroni - attacca ancora Federico Razzini - scopre improvvisamente un nonno sloveno e arriva in Venezia Giulia a spiegarci dove va il mondo e dove va l'Europa. Grazie della lezioncina Veltroni: doveva venire lui da Roma a spiegarci cos'è la multiculturalità, cos'è l'identità e la cultura mitteleuropea, cos'è il federalismo. La nostra gente lo sa già, anzi, lo ha da sempre nel dna".

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<Con la mia laurea aiuterò gli stranieri> (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Con la mia laurea aiuterò gli stranieri" Dania, cubana, già avvocato penalista nell'isola di Fidel: vive a Pedrengo e fa l'operaia "Per il riconoscimento del titolo servono soldi: il mio sogno è fare il legale dei migranti" A Cuba, la sua amata isola dove è nata, era un avvocato penalista di grandi promesse, qui fa l'operaia in una fabbrica che produce fibre ottiche. "E prima di arrivare ad avere questo impiego, ho fatto di tutto: ho spazzato pavimenti, ho fatto la lavapiatti, sono stata anche cassiera in un ipermercato per due anni e mezzo ? racconta Dania Elena Montes Enrique, 37 anni di vulcanica simpatia tutta habanera, lei che con orgoglio dice di essere nata nell'Habana Vieja, "la parte storica de L'Avana, che per noi è come Roma per voi" ? . Qui da voi ho imparato una cosa, che se si cerca un posto di lavoro e si è immigrati extracomunitari non si deve mai dire che si è laureati: chi ti fa il colloquio diventa subito diffidente. Pensa: "Questa qui è una che la sa lunga, magari mi crea delle grane" e con scuse diverse il posto non te lo dà. Figuriamoci se avessero saputo che ero avvocato penalista: a quest'ora sarei per strada a chiedere l'elemosina. Così, dopo i primi errori, ho imparato a dire che a Cuba ero una semplice impiegata. E ho trovato un posto da operaia". Eppure il sogno di Dania, che ha già vinto la sua scommessa riuscendo a lasciare Cuba ? "Non l'ho fatto perché non amo la mia patria, ma solo per difficoltà economiche" ?, è proprio quello di fare l'avvocato qui, in Italia. E soprattutto di fare l'avvocato per difendere le persone come lei, gli immigrati: ma per il momento Dania, che oggi vive a Pedrengo, continua a combattere la sua battaglia, quella contro la burocrazia del suo Paese e dell'Italia. Parla di burocrazia e scoppia a ridere, una risata irrefrenabile, contagiosa, quella di Dania. "Sono anni che faccio i conti con queste lentezze, tra scartoffie, norme, regolamenti: a Cuba e ora anche qui in Italia. La mia vita è una lotta continua contro carte e uffici: non posso fare altro che riderci su". Dania racconta di essere stata una figlia amata e desiderata, spronata a studiare dalla madre: a 23 anni si laurea, ed è una laurea "d'oro". "È un riconoscimento che a Cuba si dà agli studenti eccellenti", aggiunge con orgoglio la madre Ines, che ha raggiunto la figlia a Bergamo nel 2000. "Ho cominciato subito a lavorare, come penalista, nonostante avessi fatto una tesi in diritto successorio. E le cose andavano bene. Salvo il fatto che a Cuba la situazione economica è davvero pesante, le ristrettezze non sono facili da intuire, per chi a Cuba ci arriva solo da turista. E io soffrivo per questo: volevo sapere, conoscere, studiare, e soprattutto vedere riscontri economici di tutta la mia fatica negli studi ? continua Dania ?. Non posso dire che mi mancasse la libertà a Cuba. Né che si vivesse male: abbiamo imparato però a vivere di niente. E onestamente quando poi sono arrivata qui mi sono accorta che molte cose del vostro modo consumistico di vivere non mi appartengono: non mi nascondo dietro un dito, ho nostalgia di Cuba, ma non ci torno perché la situazione economica è davvero pesante. E io sono stanca di miseria". L'occasione per una svolta arriva per Dania a metà degli anni Novanta con un "ambasciatore" bergamasco, Ivar Foglieni, noto ristoratore. "Sono arrivato a Cuba perché volevo aprire lì un ristorante. Il posto è magnifico, pensavo di poter espandere la mia attività ? ricorda Foglieni ?. E così conosco Dania: mi è stata indicata come un buon avvocato per districarmi nelle incredibili maglie della burocrazia cubana in cui incappano tutti gli investitori stranieri". Il sogno di Ivar si ferma, davanti a tanta burocrazia, ma Cuba gli offre l'amicizia con Dania e la sua famiglia: "Mi dicevo: questa ragazza è un talento per la legge. Non può restare chiusa qui, deve uscire. E le ho offerto l'opportunità di venire in Italia". Ma Dania in Italia ha ritrovato la burocrazia: è uscita da Cuba da turista, qui ha fatto un po' di tutto, poi è stata regolarizzata come lavapiatti. "Ma l'obiettivo era quello di far valere la mia laurea e lavorare come avvocato: sono andata a Milano all'Università Statale a chiedere se mi riconoscevano i titoli. Mi hanno detto: "Sì, certo, deve dare solo qualche esame in più, ma poi è tutto a posto. Serve solo il suo certificato di laurea da Cuba". E tutto si è fermato: perché a Cuba ti fanno laureare senza spendere un peso, ma se poi ti serve un certificato devi pagarlo come se fosse un lingotto d'oro. E io in Italia ho scoperto che la vita costa: faccio fatica a far quadrare il bilancio, ho dato fondo a tutti i miei risparmi per far arrivare qui mia madre, ogni documento richiesto costa cifre esorbitanti, e devo badare all'affitto, alle spese quotidiane, insomma, a tutto. E i soldi per il mio certificato di laurea non ci sono: ma almeno non sono sola". Nel 2000, infatti, Dania è riuscita a riunirsi con la madre: dopo altre lotte con la burocrazia Ines Elena Enrique Garcia è arrivata; grazie al ricongiungimento familiare ora vive a Varenna, in provincia di Lecco, ha anche un lavoro come inserviente in un ristorante. E il 2000, anno d'arrivo della madre, è stato per Dania anche l'ultima occasione di rivedere Cuba: "Sono andata a L'Avana per le pratiche di ricongiungimento. Poi più nulla, ma solo per questioni di soldi, se li avessi ci tornerei, ogni tanto: mi mancano l'aria, la luce, i colori, i sapori, il calore della mia gente". Intanto, a distanza, Dania vive i cambiamenti che stanno scuotendo la sua patria: da poco Fidel Castro ha lasciato il suo ruolo, consegnando il potere al fratello Raul. "La rinuncia di Fidel dimostra che il Comandante en jefe vuole morire in piedi. È consapevole della realtà del cambiamento che si avvicina, piuttosto che darla vinta agli americani, suoi acerrimi nemici, ha preferito lasciare: apprezzo questo suo gesto, diversamente avrebbe smentito tutto quello per cui ci ha fatto lottare in questi anni. Ma il mondo sappia comunque che se il cambiamento avverrà, e avverrà, non sarà con una guerra fratricida, a Cuba: noi siamo una società civile, molto istruita e non eseguiamo ordini da nessuno, neppure dagli americani. Io sono orgogliosa di essere cubana, non sarei una lottatrice come sono, se fossi nata altrove". E allora Dania, come metterà a frutto, in Italia, tutta questa grinta habanera? "Facendo l'avvocato, l'ho detto: e ora, da immigrata, mi è ancora più chiaro cosa saprei fare bene: quando avrò vinto la mia battaglia contro la burocrazia e ottenuto finalmente il riconoscimento della mia laurea, sarò l'avvocato degli immigrati. Ce n'è bisogno". Carmen Tancredi.

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Sos degli artigiani ai poli: meno tasse (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Vivace incontro con i candidati di Pd e Pdl. La senatrice uscente: riduzione possibile in tre anni. L'assessore azzurro: con noi sgravi alle aziende Sos degli artigiani ai poli: meno tasse Il conto di "Casa" a Rubinato e Gava: basta stato dirigista, aiutate l'impresa "Chiunque vinca venga a confrontarsi ogni sei mesi con il territorio Siete lontani" Quindici domande per due candidati. Le speranze degli artigiani, nero su bianco, che hanno accolto la senatrice del Pd Simonetta Rubinato e l'assessore del Pdl Fabio Gava, entrambi candidati al Parlamento invitati ieri sera davanti alla categoria per rispondere ai molti interrogativi che scuotono il mondo dei piccoli imprenditori trevigiani. Una sorta di contro programma "stilato seguendo le domande reali che gli artigiani vengono a farci tutti i giorni nei nostri uffici" spiega il responsabile di Casartigiani Treviso Salvatore D'Aliberti, che chiede un'inversione del ciclo sul fronte delle imprese. Riduzioni delle tasse, non solo Irpef; costo del lavoro, semplificazioni e federalismo fiscale; per non parlare degli studi di settore e delle province. Un incontro scandito dalle molte domande del pubblico presente, necessarie "perché è nostro impegno salvaguardare le nostre imprese e le nostre famiglie" spiegano i portavoce: "l'imposizione fiscale, le normative restrittive, la burocrazia pesante, la concorrenza sleale frenano le nostre imprese. Chiediamo ai politici di metterci nelle condizioni di poter produrre e far lavorare". Ecco allora che i due candidati (nella foto a sinistra) hanno quindici minuti a testa per mettere d'accordo la platea (nella foto a destra) con i programmi dei due maggiori partiti del Paese. "La lista della spesa è lunga e merita molta attenzione ma non sono qua per farvi semplici proclami - esordisce Rubinato - Credo nessuno voglia un territorio ricco ed egoista, ma operoso e coeso. Proprio per questo alla parte produttiva del paese dobbiamo dare delle risposte". Nonostante una certa difficoltà nel rispondere a tante domande e così dettagliate, le risposte ai quesiti vengono accolte con soddisfazione. "Il Pd ha promesso una riduzione dell'Irpef pari ad un punto per tre anni - continua Rubinato - ma serve una classe politica trasversale per operare una riforma più profonda del Paese. Per questo dobbiamo dare un obiettivo ai cittadini: continuare con la riduzione del debito pubblico perché siamo ancora in emergenza; migliorare lo strumento degli studi di settore senza pensare all'eliminazione, perché in Italia servono controlli. Il cambiamento va operato però nel rapporto che ha lo Stato con le categorie imprenditoriali, alle quali bisogna chiedere più spesso l'opinione. E per le coperture agli investimenti economici basta attingere dalla spesa pubblica che deve essere resa efficiente tramite la ricalibratura risorse". Cavalca l'onda dello scontento anche Gava, che non ci sta però a mandare tutto a gambe all'aria: "Dobbiamo tenere presente i punti di riferimento tra quello si dice e quello che si promette. Sono convinto che una spesa pubblica più leggera e una equa distribuzione delle risorse siano una ricetta giusta per dare una mano ai settori produttivi del Paese, ma bisogna fare dei distinguo perché il federalismo va bene ma non per tutti, come si può vedere dall'esperienza di alcune Regioni a statuto speciale. Il tema fiscale rimane importante ma quello che vedo io è un federalismo reale e non solidale. E' stato però questo Governo a dare soldi a Regioni come la Campania". Le orecchie si tendono quando Gava presenta i punti dedicati alle tasse del programma siglato da Berlusconi: "Io non ho partecipato direttamente ma credo sia ottimo: è stata prevista la detassazione degli straordinari e della tredicesima con il versamento Iva solo all'incasso. Tutto coperto con risorse che non toccheranno le vostre tasche. E oltre a questi verranno altri impegni non scritti da me ma che sono sotto gli occhi di tutti e che verranno rispettati". Un capitolo a parte rimane la sicurezza, altro fronte caldo degli ultimi giorni e che checolpisce frotalmente i settori produttivi: "Per la sicurezza sembra sia stato privilegiato l'aspetto sentimentale più che sostanziale - conclude Gava - ma sono sicuro che ci saranno modifiche in future perché troppo a tutt'oggi è troppo penalizzante e non sembra risolvere il problema".

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Nord, per illy c'è il rischio secessione (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il nuovo libro del governatore apre il dibattito. Indicate le priorità a Roma: meno tasse e burocrazia Nord, per Illy c'è il rischio secessione Le reazioni degli imprenditori: no a divisioni, favoriamo il federalismo I SERVIZI ALLE PAGINE 9 E 10 TRIESTE. Il Nord deve fare i conti con il rischio di una secessione. E non più di stampo leghista, con bandiere padane ed elmi da vichingo. Ma simboleggiata dalle partite Iva a sette zeri dei grandi imprenditori del Nord-Est. L'allarme arriva dal governatore del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Illy, leader di centro-sinistra, che nel nuovo libro "Così perdiamo il Nord", pubblicato da Mondadori, propone una ricetta nazionale. E gli imprenditori, cosa ne dicono?Per Emma Marcegaglia, presidente nazionale di Confindustria, è un problema che si risolve "solo facendo e decidendo". Illy, con il suo libro, solleva il coperchio di una pentola in ebollizione. Lo confermano industriali come Massimo Calearo, Adalberto Valduga, Mario Carraro e Andrea Riello. Intanto, lo sfidante Renzo Tondo, concorda un patto con Frattini per dare più peso al Fvg nell'Unione europea.

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Illy e la sfida del nord: rischio secessione (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Regione Illy e la sfida del Nord: rischio secessione E avverte Veltroni : "Scorciatoia andare soli, con Rc si può governare: io ho preferito la coalizione" LA PRESENTAZIONE A TRIESTE VERSO LE ELEZIONI Il nuovo libro del governatore avvia il dibattito tra politici e industriali Ridurre le tasse e la burocrazia, dare autonomia fiscale alle regioni dall'inviato TOMMASO CERNO TRIESTE. Il Nord deve fare i conti con il rischio di una secessione. E non più di stampo leghista, con bandiere padane ed elmi da vichingo. Ma simboleggiata dalle partite Iva a sette zeri dei grandi imprenditori del Nord-est. L'allarme arriva dal governatore del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Illy, leader di centro-sinistra, che nel nuovo libro "Così perdiamo il Nord", pubblicato da Mondadori, propone una ricetta nazionale. Ma Illy replica anche a Walter Veltroni. "E' un valore aggiunto per il Pd, ma il gap con il Pdl è ancora rilevante. Andare da soli è una scorciatoia ma è anche un rischio, io ho preferito perdere un po' più di tempo e trovare un accordo sul programma anche con Rc. Nel nostro progetto l'alta velocità c'è, così come le politiche energetiche". Una ricetta economica, dunque, quella che Illy ha discusso ieri all'anteprima del libro, assieme al direttore del quotidiano Il Piccolo, Sergio Baraldi, che si compone di cinque punti: riduzione delle tasse, riforma previdenziali, infrastrutture, liberalizzazione dei servizi di pubblica utilità e un rapporto diverso fra Stato e cittadini. Ma anche una ricetta politica, dove il modello Friuli Venezia Giulia dimostra che è possibile - secondo Illy - parlare al Nord e governare anche con la sinistra. "Nel nostro programma - dice - la Tav c'è, così come sulle politiche energetiche e sui rigassificatori abbiamo trovato un accordo". Nessuna scorciatoia come la corsa solitaria, scelta dal Pd, "che sta facendo bene - dice Illy - e che ha inserito nel programma alcune risposte care al Nord sui temi centrali della questione settentrionale, ma che rischia di essere inutile. Il Pdl di Berlusconi ha ancora una vantaggio rilenvante". La copertina del libro di Illy, presentato ieri alla sede elettorale di via Diaz, parla da sola. Lo stivale ha perso il Nord ed è raffigurato come un'isola alla deriva dove due meridioni speculari compongono una nuova, galleggiante Italia con le sue isole sdoppiate a mo' di satelliti lunari. "Il rischio - dice Illy - è quello di una secessione del Nord razionale, lucida, scevra dal folklore leghista del passato, basata e animata dalla "convenienza economica" del distacco dal resto del Paese, "adesso che il mercato unico europeo marcia a pieno regime" e fra il Nord e i Paesi europei contermini non esistono neanche più confini. Anzi, "la tentazione secessionista non ha mai avuto terreno fertile come oggi. E ormai è chiaro che può bastare la scintilla di un fiammifero ad appiccare l'incendio". È un Nord che vive e compete in Europa e nel Mondo, che sente e soffre più di ogni altra parte d'Italia, gli "svantaggi competitivi" di un "sistema Paese" che "frena" imprese e cittadini. Questa sensazione è facile da vivere al settentrione, ma difficile, forse difficilissimo da percepire stando a Roma. Ma è anche un Nord che, rispetto all'esperienza della Spagna, può favorire un ritorno all'unità nazionale che in questi anni sembra essersi trasformata in una lotta fra Stato e Regioni. "E' il federalismo fiscale la chiave - dice Illy -. Quando le Regione potranno usufruire di una quota delle imposte, saranno stimolate a favorire politiche di sviluppo e cresceranno". Illy non è, dunque, "pessimista" e vuole che la sua non sia considerata una provocazione. "Soluzioni sono alla portata della politica, esistono e - per l'imprenditore del caffè prestato alla politica - non sono neanche così complicate e impopolari". La ricetta è semplice e, oltre a "un federalismo vero, attuato fino in fondo", ha cinque ingredienti: abbassare la tassazione d'impresa ("vero scandalo del sistema tributario") e gli oneri previdenziali (che determinano un"'insostenibile leggerezza della busta paga"); facilitare la realizzazione delle infrastrutture; liberalizzare i monopoli e semplificare i rapporti fra Stato e cittadini contraddistinti al momento da una "sfiducia reciproca" e da una relazione simile a quella fra "Regno e sudditi".

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Pompei (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: 1CULTURA - data: 2008-03-18 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Mentre Piscopo, dell'azienda turismo, boccia la proposta di Velardi, l'economista Lo Cicero rilancia: cambiamo gestione Pompei "Gli Scavi? Devono produrre soldi Con o senza numero chiuso" di CARLO FRANCO Al solo nominarlo fa venire l'orticaria: da sempre, infatti, il numero chiuso è una delle formule più temute dalla burocrazia che amministra i beni culturali. Perché abbassa il numero dei visitatori e, di conseguenza, disturba il manovratore in quanto fa affluire meno denaro cash e obbliga a pensare a una gestione più intraprendente del monumento. Per recuperare in eventi quello che si perde in biglietti. Che è appunto il "cuore " della proposta formulata dall'assessore Claudio Velardi nell'intervista concessa al "Corriere del Mezzogiorno": numero chiuso per attirare investimenti e scuotere gli amministratori che si ostinano a tenere il mercartio, cioè la competizione, fuori dal Bene culturale; ma anche più qualità e meno quantità devastante; più eventi e più iniziative capaci di produrre reddito. In sostanza muoviamoci di più e allineamoci ai grandi monumenti del mondo - il Moma, il Prado, il Louvre - che non si fanno scrupolo di lanciarsi in iniziative che, appunto, procurano l'orticaria. La sortita in campo nemico, com'era prevedibile, ha spaccato l'opinione pubblica: da una parte i conservatori ai quali sta bene che Pompei vivacchi tra una crisi e un'altra facendo affidamento sull'incasso del ticket (20 milioni di euro l'anno che l'amministratore dell'Azienda di Soggiorno sogna di raddoppiare) dall'altra i critici che non si rassegnano a una gestione senza smalto e pretendono il massimo da una delle testimonianze più alte della cultura antica. Seguiamo la cronaca. Vincenzo Piscopo, amministratore dell'Azienda di Soggiorno e Turismo locale, commentando il Velardi- pensiero, ha detto fuori dai denti che il numero chiuso sarebbe una iattura e che, anzi, è vero il contrario: bisogna studiare ogni espediente per far venire quanta più gente sul sito. Salvo poi entrare in conflitto con se stesso perché subito dopo ha riconosciuto che "se passasse questa linea bisognerebbe aumentare la vigilanza all'interno degli scavi" che, evidentemente, fanno fatica a sopportare un assalto indiscriminato di visitatori. E come se non bastassero i rilievi tecnici, il responsabile dell'Azienda ha messo in mora l'assessore sul terreno istituzionale ricordandogli, nel caso lo avesse dimenticato, che la competenza a decidere sul numero chiuso è del Ministero, non della Regione. Come dire, non uscire fuori dal seminato. La risposta di Velardi è tranchant: "è un errore imperdonabile ritenere che il numero chiuso riduce i visitatori e, quindi, l'incasso. Chiamiamolo numero programmato e il senso della proposta suona così: il numero dei visitatori viene spalmato lungo tutto l'anno, il prezzo del biglietto si adegua e, naturalmente, si offrono servizi migliori, e si innesca, grazie anche agli sponsor, una strategia di marketing che rende più attraente il sito". E, quindi, richiama più pubblico. Su questa stessa linea si attesta Massimo Lo Cicero, economista di frontiera, che è prodigo di consensi per la qualità delle proposte: "è musica per le mie orecchie ascoltare che sono stati presi contatti con Google e con i gestori di grandi Fondi di investimento disposti a "entrare" a Pompei e a organizzare iniziative culturali e spettacolari compatibili con la nobiltà del sito: è proprio di questo che Pompei ha bisogno e spero solo che Velardi riesca a fare almeno in parte le cose che ho appreso dal giornale. La questione è semplice: il bene culturale non può essere tenuto in naftalina, deve essere utilizzato al meglio e i "custodi", dall'assessore ai vigilanti, devono solo preoccuparsi di scongiurare il degrado. "Non molto tempo fa", racconta Lo Cicero, "sono stato ospite di un albergo a cinque stelle, che occupa un'ala di un bellissimo castello nel quale ci sono anche, e nessuno mostra scandalo, un museo delle carrozze e un altro di icone antichissime. L'albergo è gestito dal pubblico ed ospita anche i corsi della Resvow School of Economics che è la Bocconi della Polonia". Il messaggio è chiaro: e se non lo fosse, aggiunge Lo Cicero, "dico anche che i beni culturali devono attirare interesse e produrre soldi: privilegiare un supermercato al posto del progetto della Pompei virtuale con tanto di albergo e di centri culturali dà la misura dell'inerzia dominante". Oggi, comunque, ne sapremo di più perché l'assessore incontra in Regione il sovrintendente Guzzo che è un archeologo famoso ma aperto al nuovo: ci attendiamo novità sostanziali.

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<Ho la sclerosi ma non mi curano> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-03-18 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Policlinico La denuncia di una funzionaria della Sovrintendenza. Il direttore: in settimana tutto risolto "Ho la sclerosi ma non mi curano" Una malata: farmaci sperimentali non disponibili. La replica: un equivoco Una mail del Centro sclerosi multipla: "La terapia con Tysabri ha ricadute problematiche di ordine economico" "Soffro di sclerosi multipla: da 45 giorni aspetto di cominciare una terapia con un farmaco sperimentale, molto costoso, e dal Policlinico Umberto I i medici mi dicono che non ci sono i soldi per questa cura, ma intanto la sclerosi non aspetta ". Il disperato appello lo lancia Giovanna Bandini, 49 anni, funzionario statale che lavora alla Sovrintendenza archeologica di Roma. La donna, affetta da una forma particolare della malattia (sclerosi multipla recidivante remittente) che porta fino alla disabilità totale, rivendica "il diritto alla salute" per lei "e per altri 20 malati come me che sperano nei progressi della ricerca scieitifica". Perchè al momento non ci sono medicine o terapie in grado di ottenere risultati efficaci e duraturi contro la sclerosi. Ubaldo Montaguti, direttore generale dell'ospedale universitario, alle 15.30 smentisce: "Non abbiamo mai imposto ai medici e alla farmacia dell'ospedale di tagliare il numero dei malati con la sclerosi ai quali somministrare terapie sperimentali. L'importante è che queste medicine siano prescritte rispetando le regole di appropriatezza imposte dall'Agenzia italiana del farmaco (Aifa)". Dal Centro sclerosi multipla, però, nei giorni scorsi è partita una mail diretta alla direzione sanitaria dell'ospedale e alla farmacia interna nella quale si precisa tra l'altro che "l'immissione in terapia con Tysabri (il farmaco sperimentale ndr) di un numero crescente di pazienti ha ricadute problematiche innanzitutto di ordine economico, poiché la nostra Azienda non ha risorse sufficienti nel budget previsionale. Va quindi trovata una soluzione concordata con la Regione. A tal fine dobbiamo stendere una relazione dettagliata". Ma Giovanna Bandini dovrà attendere che la burocrazia faccia il suo corso prima di cominciare la nuova terapia? Verso le 17.30 Montaguti, dopo una rapida indagine interna, risponde: "Forse c'è stato un equivoco: in settimana la paziente sarà chiamata dal Centro sclerosi multipla del Policlinico per iniziare la cura sperimentale alla quale ha assolutamente diritto. Purtroppo non c'è molto accordo a livello clinico su questa medicina...". Buone notizie anche dalla farmacia dell'ospedale: "Abbiamo disponibili 30 fiale di Tysabri spiega la responsabile, Enrica Arduini - Purtroppo dalla Regione ci fanno sempre le pulci e se non c'è appropriatezza nella prescrizione, non ci rimborsano il costo del farmaco, ma fino ad oggi facendo anche tanti salti mortali, abbiamo sempre garantito le cure ai malati". Francesco Di Frischia.

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Blair o Merkel (sezione: Burocrazia)

( da "Riformista, Il" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Un peso massimo per la Ue L'Europa unita è un acquario di burocrati che studiano la vita di vecchi mammiferi come sostiene Alessandra Mussolini? Può darsi. Di certo gli europei non vogliono più i "pesci piccoli". Governanti dal profilo politicamente basso, inclini alla burocrazia, con piccoli stati alle spalle. Alla presidenza dell'Europa, per il primo mandato di questo nuovo incarico, carica ambita, gli europei vogliono un "presidentissimo". Lo sostiene il sondaggio commissionato ad Harris dal Financial Times e pubblicato sul sito. Nelle ultime settimane erano circolate voci su soliti euro-noti, come Jean-Claude Juncker, primo ministro del Lussemburgo, o Anders Fogh Rasmussen, premier della Danimarca. Lillipuziani. Secondo il sondaggio Harris, più di tre quarti della popolazione, in Francia, Italia e Spagna, vogliono un figura di alto profilo. Vogliono un Gulliver anche il 50% degli inglesi, e d'altronde in corsa c'è proprio Blair, mentre la più scettica è la Germania, dove il 47%, contro il 45%, preferisce un politico low profile. Se il trend è chiaro, il brand lo è meno. Oltre a Blair, l'altro nome che riesce ad avere un alto livello di sostegno, è Angela Merkel, che, per esempio, in Francia raccolgono, rispettivamente, il 12 e il 18%. Un altro nome che sembra farsi largo è Felipe González, forte del 30% degli spagnoli a suo favore. Tornando ai Lillipuziani, Juncker ottiene il 7% dei consensi in Germania, ma da ognuno degli altri stati non supera l'1%. Gradimento basso anche per Rasmussen, che nell'Europa occidentale non supera il 2%. 18/03/2008.

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Quattro nomi alla Camera, tre per Palazzo Madama, per un totale di sei donne e un solo candidato uom (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Latina)" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

O.Il Pd porterà con certezza in Parlamento una sola candidatura, che è poi una riconferma per Sesa Amici, in quarta posizione, deputata uscente e già tre volte parlamentare. Ma il partito pesca anche altrove e in lista propone Eleonora Della Penna, 25enne, settima alla Camera seguita da Enzo Eramo e Nicoletta Zuliani. Per il Senato ci sono invece Francesca Marinaro, Anna Lepone e Massimo Di Fazio, ma in posizioni molto lontane dall'obiettivo. Arrivano da altre zone della provincia, Cisterna, Minturno, Sezze. Sesa Amici, sulle orme di Veltroni, pensa già di articolare il suo programma elettorale in pochi, fondamentali, punti. Il primo, irrinunciabile, il raccordo con le politiche regionali in tema di grandi opere, di viabilità e infrastrutture. Poi, lo "snellimento" della politica e della burocrazia anche attraverso un'ampia riforma istituzionale. E infine un lungo lavoro sulla ricerca e i centri di eccellenza, pensando alla proposta di riconversione del cirene. Intanto, nel giorno delle presentazioni ufficiali, compare anche chi queste liste le aveva criticate non poco, riservando parole dure al segretario provinciale Loreto Bevilacqua. "Sono qui per conoscere alcuni candidati - commenta Alessandro Aielli - Nessuna sorpresa". Ma poi alla frecciata non rinuncia: "Di politica oggi ho sentito però parlare ben poco". La pace, comunque, sembra fatta. Nessun confronto, nessuna parola fuori posto. E Bevilacqua laconico commenta: "Per me la polemica è archiviata". La.Pe.

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Cervellin al Fisco: <Ho pagato tasse su soldi mai incassati, rimborsatemi> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-03-18 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Indomito L'imprenditore che vanta crediti con le Usl laziali non molla Cervellin al Fisco: "Ho pagato tasse su soldi mai incassati, rimborsatemi" PADOVA - Davide Cervellin è un uomo abituato a combattere. Durante l'infanzia contro la cecità. Poi per avere una vita normale e costruirsi una famiglia ed un'azienda. Ora non molla e rilancia nella sua battaglia a tutto campo contro le aziende ospedaliere laziali che gli devono oltre 200mila euro. Debiti che in parte risalgono alla metà degli anni '90 e di cui il tenace imprenditore padovano vuole rientrare. Ieri il patron della TifloSystem si è presentato all'agenzia delle entrate di Padova ed ha incontrato il direttore Franca Voltolina per chiedere il rimborso di 30mila euro di tasse pagate tra il 2000 ed il 2007 sulla base di fatture mai onorate dalle aziende sanitarie laziali. "Credo che inviterò il governatore del Lazio Pietro Marrazzo a confrontarsi con me - ha detto Cervellin - alla trasmissione "Mi manda rai 3" dove lui era conduttore dalla parte dei cittadini e si ergeva a paladino contro le truffe grandi e piccole. Purtroppo credo che non ci verrà perchè finora mi ha risposto solo tramite comunicati stampa ed agenzie giornalistiche. Vorrà dire che poi ci rincontreremo alla Corte di giustizia europea dove nei prossimi giorni apriremo una vertenza contro la regione Lazio, che ci deve 222mila euro, parte di questi sono crediti che cerchiamo inutilmente di riscattare da oltre 15 anni. Una situazione che rischia di mandare all'aria la mia azienda". Ma Cervellin di farsi mettere in crisi dall'inerzia delle pubbliche amministrazioni e dalla farraginosità della burocrazia non ci pensa nemmeno. "Andiamo avanti – garantisce – e senza cadere nella "trappola" che ci hanno teso all'assessorato laziale alla sanità. Ci propongono di pagarci quanto dovuto, ma non le spese legali e gli interessi fin qui maturati. A questa proposta che puzza di diversivo, noi abbiamo detto di no. E continuiamo ad auto ridurci le quote Iva e Irpef. Quando arriveranno le cartelle esattoriali farò pignorare i crediti che vanto nei confronti della Regione Lazio. La legge me lo consente, e probabilmente loro riusciranno a farseli dare i soldi che io aspetto da 15 anni". Alberto Gottardo All'Ufficio Entrate Davide Cervellin, 50 anni.

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Rispunta Guarino con la vendita del patrimonio (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-03-18 - pag: 14 autore: PIT STOP ... Rispunta Guarino con la vendita del patrimonio I talia, Europa (Trattato di Lisbona), debito pubblico: non può che essere visto con favore l'intensificarsi del confronto critico sui modi di "stare" in Europa e sulle scelte che maturerà il prossimo Governo ( chiunque vinca) dopo le elezioni di aprile. Domenica, a Cernobbio, è stato un banchiere, l'a.d. di Intesa Sanpaolo Corrado Passera, a scuotere l'albero delle convinzioni più correnti duellando col ministro Pierluigi Bersani. Il debito pubblico, ha detto, è un grande problema, ma in questo momento di crescita bassissima sarebbe "autolesionista porre come primo obiettivo il rientro, addirittura anticipato, del debito". Ora, ha spiegato Passera, il problema è fare una "politica anticiclica". Che significa in concreto cantieri, sostegno alle aziende innovative e soldi in tasca alla gente. Ieri, altra scossa. Sul Giornale, l'economista Geminello Alvi è tornato anche lui sul problema del debito. Ipotizzando (con il correttivo del coinvolgimento degli enti locali, grandi detentori di immobili, e una forte iniezione di sussidiarietà e riduzione della spesa pubblica) il riesame dell'idea avanzata dal professor Giuseppe Guarino. Il quale un paio di anni fa propose la creazione di un superfondo cui conferire una quota di 430 miliardi di patrimonio pubblico per valorizzarlo e portarlo a riduzione del debito. La proposta-Guarino? Il professore, grande esperto di diritto amministrativo e due volte ministro con Fanfani (alle Finanze) e Amato (all'Industria),continua a navigare controcorrente. Sul Manifesto ha chiamato in causa Berlusconi e Veltroni, i due candidati premier nei cui programmi, non a caso,figurano piani per collocare sul mercato quote di patrimonio pubblico con l'obiettivo di ridurre il debito sotto quota 100% del Pil. >La parte del debito pubblico superiore al 60% (quota che secondo le regole di Maastricht non dovrebbe essere superata), ha scritto Guarino, comporta per l'Italia un esborso per interessi di circa 30 miliardi di euro l'anno; metà della somma va all'estero e senza questa spesa vi sarebbero ogni anno circa 30 miliardi da destinare all'economia. Inversamente, fino a quando il peso degli interessi sulla quota del debito che supera il 60% non verrà azzerata, "mancheranno risorse per qualsiasi cosa, si litigherà per aver qualcosa di più, ma resteranno tutti con un pugno di mosche ". Guarino guarda con preoccupazione alla ratifica del Trattato di Lisbona. Non è euro-entusiasta. Spera che ci si fermi un momento a ragionare, che il Parlamento approfondisca la questione e che il Paese sia messo in condizione di leggere cosa comporta il Trattato. Sul suo tavolo spicca la cifra di 900 miliardi di euro che l'Italia ha corrisposto in 15 anni a titolo di interessi per la quota del debito pubblico eccedente il 60 per cento. Possiamo arrenderci, ragiona il professore,all'idea di versare altre centinaia di miliardi di euro nei prossimi 15 anni? Cosa accadrà se la crescita, come sta avvenendo, si abbasserà ancora e se si arriverà al punto in cui non vi sono ulteriori beni pubblici da alienare? Attenzione, dice Guarino. Con la ratifica del Trattato di Lisbona (di difficilissima lettura, e che in definitiva affida all'euro-burocrazia i destini dell'Europa) avremo per esempio commissari della zona non-euro che decideranno sui Paesi dell'euro. "L'Italia non potrà più negoziare, dobbiamo saperlo". Un'altra scossa.Che farà molto discutere. gentili.guido@libero.it IL SUPERFONDO Nei programmi di Pd e Pdl piani per collocare beni e ridurre il debito pubblico di Guido Gentili.

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Riconquista in salita fra le ex tute blu passate alla Lega (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICE E SOCIETA data: 2008-03-18 - pag: 16 autore: Missione a Nord-Est Riconquista in salita fra le ex tute blu passate alla Lega Marco Alfieri MILANO "La sinistra pensa sempre a una tipologia professionale che è quella del lavoratore dipendente. Di noi imprenditori, di quel che rischiamo tutti i giorni sul mercato, se ne infischia". Luigi Lagni ha 73 anni e lavora da quasi sessanta.Ha cominciato facendo l'operaio, subito dopo la guerra, alla Ilma di Schio, Alto vicentino: lavorazione di macchine antiacido. Per 13 anni fa il dipendente. Poi diventa responsabile di officina. Lo rimane fino al 1980, quando decide di mettersi in proprio. Insieme alla moglie avvia un capannone che produce apparecchi a pressione. La svolta nell'88: "La mia vecchia ditta, la Ilma, fallisce. Decido di rilevarla". Oggi si chiama Cla, impiega 16 addetti e fa apparecchi in acciaio inossidabile per l'alimentare e il farmaceutico. Il tragitto di Lagni, che prima votava Dc e poi si è spostato su Forza Italia e Lega, è quello di tantissimi ex operai nordestini che negli anni 80 si sono messi in proprio. "Un trapasso obbligato. La sinistra dei veti continua a non capirci. Troppi comitati ambientalisti contro gli inceneritori, contro le infrastrutture. Troppe tasse". Certo, Lagni ammette che"Veltroni parla bene. Ma fidarsi è un'altra cosa". Anche in questa Schio operaia che un bel giorno, all'inizio dei 90, si è ritrovata in casa un bel pacco di voti leghisti, nonostante alle amministrative continui a votare a sinistra. Insomma dopo il tour nordista, nel Lombardoveneto qualche crepa in effetti si è aperta. Walter Veltroni ha riempito piazze e teatri, rimotivando vasti settori del Pd locale. "Finalmente ha riconosciuto che la passione del fare del piccolo capitalismo di territorio non è l'esibizione di un darwinismo sociale egoistico, bensì la ricerca legittima di un successo anche economico e di promozione sociale che, snobisticamente, la sinistra per troppo tempo non ha voluto rappresentare", commentano dall'associazione artigiani di Varese. Tuttavia il muro resta in piedi. Il monopolio della destra al Nord non è facilmente scalfibile. Il forzaleghismo è un blocco pre-politico fatto di parole codificate, senso comune, interessi produttivi, valori sociali e culture politiche sedimentate. Ha aperto un passaggio importante. Ma la semina veltroniana è sul medio termine, specie in territori dove il lavorare e il produrre è un tutt'uno. Basta ascoltare la storia di Nicoletta Scalchi da Montecchio (Vicenza) per accorgersene. Dopo la terza media Nicoletta va a lavorare in una piccolissima ditta di tessile-abbigliamento confezioni. Dopo 6 anni si mette in società con la sua principale. Ma le cose non vanno,così la liquida ecirca un anno dopo prosegue da sola rilevando l'aziendina. Siamo nel 1993. Oggi Nicoletta ha 35 anni, la ditta si chiama Nicol Confezioni, ha dieci dipendenti, "anzi collaboratori - precisa - perché lavoriamo fianco a fianco e non ci sono barriere", ha il capannone a Creazzo, campagna urbanizzata vicina a Vicenza, e lavora come contoterzista per le principaligriffe italiane nell'abbigliamento di alta gamma. Il passaggio da simpatie di sinistra al voto a destra, anche per lei è stato quasi automatico. Il motivo? "Noi piccoli artigiani siamo il settore principale dell'economia italiana. Invece la sinistra continua a privilegiare le grandi aziende, vedi Alitalia o le cig regalate alla Fiat. Personalmente faccio vita associativa, dunque ho ben presente l'intero comparto produttivo: c'è troppa burocrazia, troppo poca flessibilità, troppo cuneo fiscale ". Già, e Veltroni? "Dice cose condivisibili, apprezzo i suoi buoni propositi. Ma è difficile credergli. Siamo stati troppo maltrattati in questi ultimi due anni di governo Prodi". Non a caso nel Nord-Est ci sono tantissimi Nicolette Scalchi o Luigi Lagni. L'imprenditore dei distretti ha spesso un'origine operaia. Veltroni sembra averlo capito. Ma non basta qualche crepa nel muro di diffidenza,o un tour efficace, per cambiare la storia. Seconda puntata La precedente è stata pubblicata sabato 15 marzo L'EX OPERAIO DI SCHIO "La sinistra si è sempre infischiata di noi piccoli imprenditori: ora il leader del Pd parla bene, ma fidarsi è un'altra cosa" GLI ARTIGIANI VARESINI "Finalmente si riconosce che la nostra voglia di fare non è darwinismo sociale ma legittima ricerca di successo anche economico".

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Il saluto del mondo economico al prefetto Tranfaglia (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA 18-03-2008 INCONTRO ALLA CAMERA DI COMMERCIO IN VISTA DEL TRASFERIMENTO A BOLOGNA Il saluto del mondo economico al prefetto Tranfaglia Il rappresentante del Governo: "Qui ho trovato delle vere eccellenze" II Ascoltare le esigenze di tutti, facilitare il rapporto fra imprese e burocrazia, agevolare le procedure e gli incontri fra le parti: questi sono i pilastri dell'azione del prefetto, Angelo Tranfaglia, nell'approccio con il mondo produttivo. "Tutto ciò significa supportare le autonomie - ci spiega Tranfaglia - per la massima esaltazione delle potenzialità del mondo economico. Il dialogo fra le parti sociali è importante". Il prefetto lo ha spiegato ieri in Camera di commercio a margine dell'incontro ristretto con i rappresentanti delle categorie. Accompagnato dai vertici camerali - il presidente Andrea Zanlari, il vice, Sergio Giuffredi e il segretario, Alberto Egaddi - Tranfaglia ha salutato il mondo economico in vista del suo trasferimento a Bologna. Fra gli altri, in sala c'erano il presidente dell'Upi, Daniele Pezzoni e il direttore Cesare Azzali, i presidenti di Unione agricoltori Lorenzo Bonazzi e di Coldiretti Davide Guareschi, Corrado Testa (presidente di Confesercenti) ed Enzo Malanca (direttore di Ascom) ed altri imprenditori e consiglieri della Cciaa. "Speriamo che il prefetto rimanga legato alla nostra città", ha detto Zanlari, sottolineando la forza economica del Parmense: un export che cresce del 13,8% e un Pil fra i più alti d'Italia. "In questi due anni e due mesi sono stato davvero bene a Parma, ho vissuto intensamente il rapporto con la città - dice Tranfaglia -. E' un'esperienza umana e professionale importante, in una provincia di grande civiltà e cultura, a volte forse un pò autoreferenziale ma anche in questo c'è un lato positivo. Parma si pone obiettivi ambiziosi e ha il carattere per raggiungerli. Incontrando i rappresentanti delle categorie, poi i sindaci, voglio dare la mano idealmente a ogni parmigiano. Qui ho trovato delle eccellenze nel mondo economico. A Bologna la mia porta resta aperta". La cordialità verso Tranfaglia è tutt'altro che di circostanza e le categorie lo ringraziano per l'attenzione verso le esigenze del territorio. "Abbiamo avuto un prefetto dinamico e molto equilibrato - dice Pezzoni -. E' interessato ai nostri problemi: lo informavamo e lui partecipava. Lo consideriamo un amico e siamo certi che a Bologna lavorerà bene ". Incontro In alto, da sinistra: Pezzoni, Zanlari e Tranfaglia. Sotto, rappresentanti del mondo economico.

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Saltano le dimissioni on line (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Azienda Scuola Numero 066, pag. 23 del 18/3/2008 Autore: Nicola Mondelli Visualizza la pagina in PDF       note di Burocrazia Saltano le dimissioni on line Moduli cartacei per chi ha raggiunto l'età pensionabile Si precisano gli ambiti di applicazione e i soggetti nei cui confronti trovano applicazione le nuove disposizioni in materia di dimissioni volontarie contenute nel decreto interministeriale del 21 gennaio 2008, attuativo della legge 17 ottobre 2007, n. 188. Con una nota del 10 marzo 2008, ad integrazione e rettifica di quanto comunicato il 29 febbraio 2008 (con la quale si informava il mondo della scuola che a partire dal 5 marzo 2008 le dimissioni volontarie dovevano essere presentate esclusivamente on-line), il direttore generale per le risorse umane del ministero dell'istruzione ha comunicato che il ministero del lavoro e della previdenza sociale ha chiarito, per le vie brevi, che il modulo dimissioni volontarie (MDV) non deve essere utilizzato dai lavoratori che vengano collocati in quiescenza, avendo già raggiunto l'età pensionabile. Per effetto del chiarimento ministeriale, si legge nella predetta nota, i docenti e il personale amministrativo, tecnico ed ausiliario della scuola, ivi compresi i dirigenti scolastici, che intendono presentare la domanda di dimissioni volontarie finalizzata all' accesso al trattamento pensionistico di anzianità o di vecchiaia, non dovranno pertanto utilizzare il modulo on-line previsto dal decreto interministeriale 21 gennaio 2008, ma continueranno a presentarla all'amministrazione scolastica nei tempi e con le modalità stabiliti dall'annuale apposito decreto del ministro della pubblica istruzione. Dovrà, invece, utilizzarlo, seguendo la prassi descritta sul sito del ministero del lavoro e della previdenza sociale, nella sezione “Dimissioni volontarie” il personale della scuola in servizio con contratto a tempo indeterminato che presenta la domanda di dimissioni volontarie senza avere maturato il diritto alla pensione. Macchinosa la prassi descritta sul sito del ministero del lavoro e della previdenza sociale. Essa prevede che il dipendente si rechi presso un soggetto intermediario (xomune, centro per l'impiego, direzione provinciale del lavoro) il quale si collegherà al sistema informativo MDV e inserirà i dati relativi alla domanda di dimissioni. Il sistema rilascerà il documento delle dimissioni volontarie con un codice univoco ed una data certa di rilascio. Tale documento avrà validità 15 giorni. Il documento emesso dal sistema, opportunamente vidimato, sarà consegnato dal soggetto intermediario al lavoratore che lo consegnerà alla competente amministrazione scolastica.La nuova disciplina si applica anche al personale con contratto a tempo determinato.

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Razzini: veltroni a gorizia è stato un flop "romano" (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA POLEMICA Razzini: Veltroni a Gorizia è stato un flop "romano" "La visita di Veltroni a Gorizia e Trieste è stata un flop: poca gente, a meno che non si consideri un teatro mezzo pieno un successo per un leader di coalizione nazionale, quasi tutti addetti ai lavori, candidati e militanti del Pd, nessun bagno di folla, entusiasmo uguale a zero": è quanto sostiene, in una nota fatta pervenire alla stampa, il candidato al consiglio regionale della Lega Nord, Federico Razzini. "Non bisogna stupirsi, Veltroni è la nuova facciata del centro-sinistra, ma rappresenta comunque la vecchia politica, continuazione di Pci, Pidiesse, Ds: è - continua Razzini - un uomo di partito formato nelle scuole di partito ed è soprattutto il sindaco di quella Roma della burocrazia, degli intrighi, degli affari poco chiari che, vista da noi goriziani e bisiachi, così come in tutto il Nord, come il centro del malaffare italiano, di quella politica che non ci piace e ci rende anzi la vita difficile". "Adesso Veltroni scopre improvvisamente un nonno sloveno e arriva in Venezia Giulia a spiegarci - afferma ancora l'esponente del Carroccio - dove va il mondo e dove va l'Europa. Grazie della lezioncina, Veltroni. Doveva venire lui da Roma a spiegarci cos'è la multiculturalità, cosa sono l'identità e la cultura mitteleuropea, cos'è il federalismo. La nostra gente lo sa già, anzi, lo ha da sempre nel Dna. La realtà è che Veltroni, come Illy, è un personaggio lontano anni luce dal sentire e dalle esigenze della nostra gente. Non abbiamo sentito una parola da Veltroni sulla questione settentrionale e sui problemi per le nostre imprese causati dal tipo di Europa voluta da Prodi e dal suo Pd. Niente nemmeno sul Tibet: perché se ne stanno zitti e lasciano che solo la Lega Nord e pochi altri chiedano una severa presa di posizione contro il regime comunista cinese che massacra la voglia di libertà e identità dei tibetani?". "Non si rimedia a un Dna romanocentrico e attento in realtà solo agli interessi delle grandi lobby, dei burocrati statali, delle cooperative, dei grandi gruppi bancari e affaristici, tanto protetti dal "suo" governo Prodi con una "capatina" a Gorizia e un paio di sorrisini. La nostra gente non è stupida e - conclude il candidato della Lega al consiglio regionale - non abboccherà".

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LA PIeTRA del giorno (sezione: Burocrazia)

( da "Milano Finanza (MF)" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

MF LA PIeTRA del giorno "Solo gli stupidi sollevano pietre che poi ricadono sulla loro testa". Parole di Mao. Che i funzionari di Citic Securities, la maggiore società di brokeraggio cinese di proprietà statale, hanno fatto proprie, facendo sapere che l'accordo di ingresso nel capitale di Bear Stearns è diventato "incerto" dopo il passaggio della banca a Jp Morgan. Una partnership che era stata salutata nello scorso ottobre dall'amministratore delegato di Bear Stearns come "il più eccitante sviluppo che abbia mai visto in questi anni". Ma che non ha visto mai la luce anche come effetto della lentezza della burocrazia cinese nel rilasciare tutte le autorizzazioni. Un ritardo che ha comunque consentito al broker cinese di evitare una perdita di quasi 1 miliardo di dollari visto quanto è accaduto in questi giorni. MF Numero 055, pag. 1 del 18/3/2008 Autore:.

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A Marcegaglia 10 in immagine, ma la sfida inizia ora (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pierfranco Pellizzetti Emma Marcegaglia, successore designato di Luca Cordero di Montezemolo, appartiene a quella specie particolare di leader confindustriali che potremmo definire "i ragazzi di via dell'Astronomia", dal viale romano dove è ubicato il palazzone di vetro fumé sede della confederazione. Cioè, gente che ha percorso il proprio cursus honorum nel cubo nero dell'Eur, da veri e propri professionisti dell'associazionismo. Il prototipo di questa specie fu Luigi Abete, cui hanno fatto seguito Giorgio Fossa e Antonio d'Amato, giunti ai vertici dell'organizzazione dopo una lunga militanza che li ha visti presiedere vuoi il Gruppo Giovani nazionale, vuoi la Piccola industria. In pratica tutti gli ultimi presidenti di Confindustria, fatta eccezione per Montezemolo, che si è formato alla corte dell'avvocato Agnelli, e ne ha ereditato alcune reti glamour. Quali sono le caratteristiche di questi "ragazzi di via dell'Astronomia"? Sostanzialmente una certa praticaccia nella raccolta del consenso elettorale interno e l'attitudine alla comunicazione nelle sedi e negli eventi di categoria (assemblee e convegni). Soprattutto la capacità di anestetizzare spinte centrifughe di base. Ricavandoci personali vantaggi in termini di carriera. Fossa lo fece con i piccoli industriali, virando la loro cronica riottosità nei confronti dei grandi gruppi in sottomissione all'uomo-forte di allora: il presidente della Fiat, Cesare Romiti. Marcegaglia seppe ripetere l'operazione con i Giovani industriali, tradizionalmente critici nei confronti delle burocrazie funzionariali e della loro pervicace attitudine da "serve-padrone" dei datori di lavoro, facendosi indicare dal direttore generale, Innocenzo Cipolletta, il nuovo segretario del Movimento. I poteri forti interni non ne dimenticarono l'abile arrendevolezza e - quindi - hanno visto subito di buon occhio l'ascesa sia dell'uno come dell'altra. Questo per quanto riguarda il percorso. Ora si tratta di capire come la neopresidente gestirà la carica nel prossimo futuro. Allo stato attuale Confindustria si trova in un'impasse dalle molte cause, riconducibili a tre debolezze: di partecipazione, di influenza e di proposta. Nel primo caso si rileva una grave "perdita di calore" nello spirito d'appartenenza (non c'è più la contrapposizione della controparte sindacale e la vertenzialità di fabbrica a fornire collante esterno), che vede precipitare le presenze dei soci ai vari momenti della vita associativa nonché la disponibilità a svolgervi un ruolo attivo; da cui la contestuale, crescente, denuncia di verticismo e chiusura, l'insofferenza verso un'organizzazione che costa al sistema delle imprese aderenti la bellezza di un mezzo miliardo di euro l'anno. Mentre in alcune zone cresce sempre di più l'aggressività dei concorrenti, come la Compagnia delle opere. Uno stato d'animo che Silvio Berlusconi cavalcò nel 2006, intervenendo inaspettato alle assise di Vicenza e destabilizzando il vertice montezemoliano. La perdita di influenza è l'altra faccia dell'indebolimento del vincolo associativo. Confindustria resta un attore rilevante nel mercato della rappresentanza, ma non è certo l'unico e neppure il più forte. Anche perché - e qui si arriva al terzo punto - da tempo la capacità elaborativa della rappresentanza industriale non dà grandi prove di sé. Ci tentò Montezemolo a inizio mandato, affrontando il tema del riorientamento del tessuto produttivo all'innovazione competitiva. Poi la piantò lì, resosi conto che la sua era una classica "fuga in avanti", preferendo dedicarsi alle missioni all'estero per promuovere il Made in Italy. Sicché per Marcegaglia si prospetta un'agenda ben poco agevole: rifondare il patto associativo rinnovandone il significato (e saldando la spaccatura tra industria manifatturiera e servizi); ritrovare un ruolo di rilevanza per essere punto di riferimento delle altre associazioni datoriali (e stipulando un armistizio con le categorie del commercio); entrare da protagonista nel dibattito sullo sviluppo (quindi rilanciando un Centro studi molto appannato e svegliando dal torpore le associazioni periferiche). Per fare tutto ciò si richiede qualcosa in più dell'abilità nel programmare la propria ascesa e un'immagine spendibile sui media. Pierfranco Pellizzetti (pellizzetti@ fastwebnet.it) è opinionista di Micromega. 18/03/2008.

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In ospedale con la gamba a pezzi non paga in tempo il fisco: multato (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Merate" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

BRIVIO Longhi vittima anche della burocrazia ha chiesto la restituzione della mora IN OSPEDALE CON LA GAMBA A PEZZI NON PAGA IN TEMPO IL FISCO: MULTATO Brivio - Oltre al danno la beffa. Giancarlo Longhi mentre era immobilizzato in un letto d'ospedale a seguito del grave infortunio, non ha rispettato delle scadenza relative ai versamenti fiscali dell'azienda di cui era titolare e che ha poi chiuso. Nel settembre 2006 e ad agosto ha ricevuto le cartelle esattoriali per irregolarità pagamenti. "Si trattava di un giorno di ritardo per il pagamento dell'Iva e di 15 giorni di ritardo per Irpef e Irap - ha spiegato Longhi - Ritardi dovuti all'infortunio sul lavoro che avevo avuto. Ho passato mesi in ospedale per questo. E poi ho pagato tutto quello che dovevo pagare. Nonostante abbia spiegato e certificato per quale motivo ho ritardato i pagamenti non c'è stato nulla da fare. Non è per le 200 euro di mora, ma è una questione di principio". Longhi era titolare di un'azienda di stampaggio di materie plastiche ad Almenno. Attività che aveva poi chiuso per impiegarsi presso la "Brivaplast" di Osnago che opera sempre nel settore dello stampaggio di materie plastiche. Pochi mesi dopo è accaduto il terribile infortunio sul lavoro. Longhi ha chiesto all'Agenzia delle Entrate la restituzione degli interessi di mora e di oneri accessori già pagati. "Il codice di procedura civile parla chiaro nel caso di gravi impedimenti - ha proseguito - Oltretutto non ho ricevuto nessuna comunicazione di irregolarità da parte dell'Agenzia delle entrate. Ho chiuso l'azienda comunicandolo in tutte le sedi opportune eppure continuavano a mandarmi lettere ad Almenno. Purtroppo la burocrazia è così. E' come un muro di gomma. Ci si va addosso ma si viene rimbalzati e non c'è niente da fare. La cosa che mi fa più rabbia è che non ho certo ritardato i pagamenti per un capriccio o per fare il furbo. Ero in un ospedale mentre cercavano di salvarmi la gamba che era rimasta schiacciata sotto una pressa. Ripeto, non ne faccio una questione di soldi. Non mi cambia certo la vita non pagare 200 euro di mora ma è una questione di principio. Non è possibile che l'Agenzia delle Entrate sia così cieca e sorda di fronte alle motivazione per le quali un cittadino è stato impossibilitato a pagare per tempo". Articolo pubblicato il 18/03/08.

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EUROSTAT: I REDDITI DEGLI AGRICOLTORI ITALIANI IN CADUTA LIBERA. DAL 2000 CROLLO DEL 18,2% (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

(11:16) (18/3/2008 08:23) | EUROSTAT: I REDDITI DEGLI AGRICOLTORI ITALIANI IN CADUTA LIBERA. DAL 2000 CROLLO DEL 18,2% (Sesto Potere) - Roma - 18 marzo 2008 - In caduta libera i redditi degli agricoltori italiani. Negli ultimi otto anni i nostri produttori hanno registrato, in ambito Ue, la flessione più accentuata: meno 18,2 per cento. Lo scorso anno il calo è stato del 2 per cento, che fa seguito al meno 10,4 per cento del 2005 e al meno 3,4 per cento del 2006. Una continua diminuzione alla quale si è contrapposta una crescita, sempre nel 2007, dei costi produttivi (più 6,1 per cento) e degli adempimenti burocratici che praticamente paralizzano l'attività imprenditoriale. E' quanto segnala la Cia-Confederazione italiana agricoltori sulla base delle ultime rilevazioni di Eurostat. Dal 2000 -rileva la Cia- è stato un crollo verticale per i redditi italiani, che invece nell'Ue hanno messo a segno, complessivamente un aumento del 16 per cento. I nostri imprenditori hanno visto così scendere i loro redditi con una media superiore al 2 per cento annuo. Ma dal 2004 la situazione è precipitata in maniera drammatica, determinando il calo più marcato tra i paesi europei. Ben diverso -sottolinea la Cia- l'andamento reddituale agricolo in Germania, dove negli ultimi otto anni si registra un incremento di circa il 33 per cento. Cifra raggiunta anche nel Regno Unito. Meno accentuata la crescita in Francia (più 5,6 per cento) e in Spagna (più 5,3 per cento). Per quanto riguarda il 2007, i redditi degli agricoltori europei, rispetto all'anno precedente, sono aumentati mediamente del 5,4 per cento, con variazioni -afferma la Cia- che vanno dal più 39,3 per cento della Lituania al meno 16,7 per cento della Romania. Un andamento -rimarca la Cia- influenzato dalla forte variazione registrata dai prezzi dei prodotti. Nel 2007, sempre rispetto all'anno precedente, i prezzi reali agli agricoltori per le produzioni continentali, come cereali e oleaginosi, sono aumentati, rispettivamente, del 46,2 per cento e del 21,9 per cento. Questi incrementi hanno contribuito a spingere in avanti i redditi, ad esempio, dei produttori tedeschi (più 12,5 per cento) e dei francesi ( più 7,5 per cento). Al contrario, sono state registrate riduzioni di prezzi per alcune produzioni tipiche mediterranee. Il prezzo reale al produttore per l'olio d'oliva, ad esempio, è diminuito del 19,4 per cento e quello delle verdure fresche dello 0,7 per cento. Anche le patate hanno subito una flessione del 3,2 per cento. Per la barbabietola da zucchero la diminuzione è stata del 12,8 per cento. Hanno, invece, tenuto i prezzi reali ai produttori di vino e frutta, con un incremento, rispettivo, del 4,5 per cento e del 4,2 per cento. A rendere più difficile lo scenario per gli agricoltori italiani sono stati -sostiene la Cia- i riflessi negativi dei costi, soprattutto quelli determinati dalla crescita del prezzo dei mangimi, che solo nello scorso mese di gennaio sono aumenti del 23, 6 per cento, dei concimi (più 26,1 per cento) e dal "caro-petrolio" che nelle imprese ha avuto un effetto devastante. Non solo. Si sono aggiunti anche gli oneri previdenziali e quelli di carattere burocratico. Oneri pesanti che si traducono in forte ostacolo alla crescita economica delle imprese, con incidenza negativa notevole sull'occupazione e la competitività. Non a caso, la Cia proprio per combattere il "mostro" della burocrazia ha promosso una Petizione popolare raccogliendo migliaia di firme in tutta Italia. Così i redditi agricoli Ue nel 2007 Paese Var. % su 2006 Lituania +39,3 Estonia +22,5 Rep.Ceca +20,9 Svezia +16,5 Finlandia +14,4 Lussemburgo +14,3 Polonia +13,7 Germania +12,6 Spagna +10,3 Lettonia +9,3 Irlanda +9,2 Slovacchia +9,2 Austria +8,8 Slovenia +8,5 Francia +7,5 Regno Unito +6,0 Olanda +4,1 Danimarca +4,9 Belgio +1,7 Grecia -0,3 Cipro -0,5 Ungheria -1,0 Malta -1,7 Italia -2,0 Portogallo -5,0 Bulgaria -8,5 Romania -16,7 Elaborazione Cia-Confederazione italiana agricol.

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Frammentato e ostacolato dalla burocrazia: il Ssn secondo Cittadinanzattiva (sezione: Burocrazia)

( da "Redattore sociale" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

SALUTE 10.2518/03/2008 Frammentato e ostacolato dalla burocrazia: il Ssn secondo Cittadinanzattiva Errori medici (18%), accesso alle informazioni (17%) e invalidità (8,2%) risultano in testa alle segnalazioni dei cittadini. Ma è il federalismo (17,4%) il tema emergente dell'anno. Rapporto Pit Salute 2007 Roma - Un servizio sanitario sempre più disomogeneo, con una offerta differenziata da Regione in Regione, e che troppo spesso fa della burocrazia uno strumento per ridurre l'accesso dei cittadini. Questa, in estrema sintesi, la "fotografia" del servizio sanitario nazionale fornita dall'undicesimo rapporto Pit Salute 2007 "Ai confini della sanità. I cittadini alle prese con il federalismo", realizzato da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato, presentato oggi a Roma. Sebbene gli errori medici (18%), l'accesso alle informazioni e documentazioni (17%) e l'invalidità (8,2%) risultino in testa alle segnalazioni dei cittadini, una attenta analisi dei dati rivela come sia il federalismo (17,4%) il tema emergente dell'anno. La mobilità sanitaria (8%), sia nazionale (75% della mobilità) che internazionale (25%) e i diversi aspetti legati all'accesso ai farmaci (3,9%), così come la permanenza delle liste di attesa (5,5%) evidenziano come i cittadini si ritrovino sempre più schiacciati da scelte amministrative, più o meno consapevoli, che limitano i loro diritti, anche in contrapposizione a scelte di indirizzo nazionali, come quelle contenute nei Livelli essenziali di assistenza. "I programmi degli schieramenti tacciono sul principale pilastro del nostro welfare - ha dichiarato Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva - . Tutto questo è particolarmente grave, proprio alla luce dei dati presentati oggi, che sottolineano l'estrema frantumazione del sistema sanitario. Chiediamo di rimettere al centro dell'interesse del nuovo Governo la questione della sanità in Italia. In particolare: un riequilibrio tra Ministero della Salute e Regioni e l'istituzione di un osservatorio sul federalismo per assicurare l'uniformità del trattamento; potenziare i controlli sull'effettiva erogazione dei Lea; l'adozione della Carta Europea dei diritti del malato da parte del Parlamento, dei consigli regionali e degli ordini professionali; la partecipazione di cittadini alla valutazione delle strutture, dei dirigenti e dei professionisti, e alla formazione dei programmi regionali e aziendali; la riduzione dei tempi di attesa attraverso l'applicazione uniforme della normativa nazionale che prevede tempi massimi per prestazioni, blocco delle prenotazione e l'attesa di non più di 72 ore per le urgenze differibili". Oltre ai temi direttamente riconducibili ad aspetti legati al federalismo, quest'anno il Rapporto evidenzia con forza anche il peso della burocrazia, in molte occasioni un "muro" difficilmente superabile. Come, ad esempio, la solitudine in cui troppo spesso si ritrovano i cittadini affetti da malattie rare (1,8%) che segnalano la difficoltà a ottenere benefici o una diagnosi (29%), o l'accesso a una cura (16%): fattori che spingono questi pazienti a rivolgersi a cure all'estero (15%). Discorso a parte per il tema dell'invalidità (8,2%), area che registra dal 2004 un aumento costante delle segnalazioni. In questa area, infatti, sembrano concentrarsi più difficoltà: quella burocratica, con il mancato riconoscimento della condizione invalidante e quindi dell'indennità economica (17%) e la difficoltà di accesso alle informazioni durante l'iter per il riconoscimento dell'invalidità (15%). Altro aspetto al centro della Relazione Pit di quest'anno è la "chimera" delle cure primarie (19%). Infatti, se da anni si auspica che questo insieme rappresenti il secondo pilastro del Ssn dopo l'assistenza ospedaliera, la situazione è ben altra. Da ultimo, non per importanza, i tempi di attesa (5,5%) e gli errori nella pratica medica. (Vedi lanci successivi).

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Malattie rare e invalidità: tanti ostacoli per l'accesso alle cure (sezione: Burocrazia)

( da "Redattore sociale" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

SALUTE 10.3418/03/2008 Malattie rare e invalidità: tanti ostacoli per l'accesso alle cure Rapporto Cittadinanzattiva. Per le malattie rare è difficile ottenere una diagnosi (29%). Tra le altre denunce: mancato riconoscimento della condizione invalidante e carenza di strutture per la riabilitazione Roma - Accesso a informazioni e documentazione registrano il 17% delle segnalazioni, in aumento dell'1,2% rispetto all'anno precedente nel rapporto Pit Salute 2007 di Cittadinanzattiva. Si tratta di un tema trasversale che troviamo al secondo posto, dopo la malpractice, nella classifica delle segnalazioni più frequenti, con netta preponderanza di lamentele legate a difficoltà di accesso più alle informazioni che alla documentazione. Il dato relativo all'accesso alle informazioni (13% delle segnalazioni totali) si conferma sugli stessi valori registrati dal 2005, e contempla principalmente richieste generiche su come accedere ai servizi sanitari e su come orientarsi nelle scelte (rispettivamente 26% e 22%). Malattie rare Registrano l'1,8% del totale delle segnalazioni, +0,2% sul 2006. Nonostante sia aumentata l'informazione e la conoscenza di queste malattie, i cittadini affetti da patologie degenerative e invalidanti sono costretti ad affrontare oltre gli ostacoli della malattia stessa, anche quelli della burocrazia. Il numero maggiore di segnalazioni riguarda la difficoltà ad ottenere benefici o semplicemente una diagnosi (29%). Dalla comparsa dei sintomi alla diagnosi passano a volte anni in cui i malati si sottopongono a visite di ogni genere e spesso all'umiliazione di non essere creduti. I costi delle cure sono spesso elevati. Invalidità Costituisce l'8,2% del totale delle segnalazioni, +1,6% rispetto all'anno passato. In aumento dal 2004, nelle segnalazioni in tema di invalidità civile ? al di là di una consistente domanda di informazioni di carattere generale (pari al 36% delle segnalazioni sulla invalidità) - emerge con forza un atteggiamento di denuncia che con diverse sfaccettature raccoglie il 40% delle segnalazioni. In particolare, viene denunciato il mancato riconoscimento della condizione invalidante e quindi della indennità economica (17% delle segnalazioni); si denuncia una difficoltà di accesso alle informazioni durante l'iter che dovrebbe portare al riconoscimento dell'invalidità (15%); si denuncia altresì la violazione dei propri diritti con contestuale necessità di intraprendere azioni legali (8%). Limitatamente ai soli casi di mancato riconoscimento della invalidità, la principale segnalazione riguarda il mancato riconoscimento dell'indennità di accompagnamento (30%). Riabilitazione Registra il 4,4% delle segnalazioni, +0,6% su 2006. La riabilitazione sempre più si sta imponendo quale problema emergente nella sanità italiana: lo testimoniano le relative segnalazioni, in costante e sostenuta ascesa dal 2004. Un terzo delle segnalazioni si riferiscono alla riabilitazione ambulatoriale (27%) e a quella domiciliare (6%), la maggior parte (67%) riguarda invece il ricovero in strutture riabilitative. Al riguardo, rispetto all'anno passato, a fronte di un netto calo di segnalazioni in tema di liste di attesa (-16% rispetto al '06), carenza di strutture e scarsa qualità del servizio (-10% ciascuno), si registra un forte incremento di problemi legati all'accettazione e alle dimissioni di pazienti complessi (23% delle segnalazioni in tema di riabilitazione presso strutture riabilitative, +12% rispetto al '06) e costi elevati (15% delle segnalazioni in tema di riabilitazione presso strutture riabilitative, +7%). Odontoiatria Registra il 3,2% del totale delle segnalazioni, -0,4% rispetto all'anno passato. "I dati del Rapporto evidenziano come sia urgente aggiornare ed integrare i Livelli Essenziali di Assistenza", commenta Francesca Moccia, coordinatrice di Cittadinanzattiva ?Tribunale del malato - affrontando innanzitutto il tema dell'odontoiatria, parto indolore, malattie rare, assistenza domiciliare, assistenza residenziale e protesica". (Vedi lanci successivi).

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<Questa Tv ha rinunciato a formare e informare. Rincoglionisce e basta> (sezione: Burocrazia)

( da "Liberazione" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Questa Tv ha rinunciato a formare e informare. Rincoglionisce e basta" Davide Varì Giovanni Minoli, direttore di Rai Educational e voce storica del giornalismo televisivo italiano ti accoglie nella sua casa romana proprio come te lo immagini: jeans, camicia bianca e cravatta. Sembra di essere catapultati direttamente dentro Mixer: il suo programma Tv, la sua creatura. Quel Mixer che negli anni '80 ha rivoluzionato il modo di fare giornalismo in Italia: inquadrature veloci, ritmi forsennati e notizie sparate; quasi urlate. Il tutto rigorosamente senza giacca. Impossibile non pensare alla memorabile parodia di Corrado Guzzanti: "Signore dacci sempre sangue in tv, sangue in tv...", cantava l'indemoniato Guzzanti-Minoli. "Voglio bene a Corrado - dice lui ridendo - in quella sua imitazione ha colto la musicalità rappeggiante del mio modo di fare giornalismo". Minoli è un fiume in piena. E' appassionato del proprio lavoro, innamorato della Tv, della buona Tv, e "preoccupato" della deriva che stiamo vivendo: "Fino a qualche anno fa - dice amareggiato - le intelligenze migliori spendevano i propri talenti e la propria creatività per inventare nuovi programmi. Oggi importiamo Format da mezzo mondo e non riusciamo quasi mai a proporre nulla di nuovo e formativo". Già, Tv e formazione. Vecchia storia quella della missione pedagogica del tubo catodico. Una storia cui Minoli non ha nessuna voglia di rinunciare -  del resto i suoi programmi sono lì a dimostrarlo - perchè "la televisione non può servire solo per banalizzare tutto quanto. Non dimentichiamo che insieme alla famiglia e alla scuola, la Tv rappresenta il cardine sul quale si forma la weltanschauung di un Paese intero". Poi la politica, naturalmente. Anzi, la comunicazione della politica. Da Berlusconi, "l'apripista, il "rivoluzionario" che ha creato un nuovo modo di comunicare ma che oggi si ritrova a inseguire"; fino a Veltroni che si è spinto ancora più in là: "Il leader del piddì sa parlare al cuore e al cervello delle persone". Infine l'azienda, quella mamma Rai in cui lui è nato e cresciuto. Qui Minoli si tiene alla larga dalle polemiche personali, dai veleni che si vivono in Rai - in trent'anni di giornalismo nella Tv di Stato deve averne viste davvero tante - ma non rinuncia a una frecciata all'ex direttore generale di viale Mazzini, Pierluigi Celli, "uno dei tanti manager per caso che, per sua stessa ammissione, ha liquidato i professionisti migliori della Rai". Minoli compreso. Direttore, la prima domanda è d'obbligo: siamo alla vigilia delle elezioni politiche, che idea s'è fatto di questa campagna elettorale dal punto di vista mediatico? Vedo un Veltroni lanciatissimo, e un Berlusconi che insegue. L'allievo ha superato il maestro? Non c'è dubbio che Silvio Berlusconi sia stato il primo a rivoluzionare la comunicazione politica. Ma oggi lo vedo impaurito dal rischio di ripetere gli errori commessi nel corso della sua ultima esperienza da premier. A cosa si riferisce? Mi riferisco al fatto che in piena recessione mondiale, lui era ancora lì a vendere sogni. Un errore pagato a caro prezzo. In effetti, in questo scorcio di campagna elettorale ci troviamo di fronte a un Cavaliere meno imbonitore e più realistico.. Certo, la vera novità è una sorta di tremontismo: un realismo che non promette lacrime e sangue ma neanche la luna. E Veltroni? Lui è un mostro della comunicazione. Intanto, dopo la scelta di correre da solo è libero di dire tutto ciò che pensa, senza paura di urtare la sensibilità degli alleati. E in secondo luogo è bravissimo a muoversi sui vari registri comunicativi. Va in televisione, ma non rinuncia al viaggio nelle piazze italiane. Colpisce davvero molto vedere i collegamenti con questo pezzo di Paese reale, di Paese in carne e ossa. E in tutto questo Berlusconi ha molto da perdere. Insomma Veltroni è l'inseguitore diventato lepre. Ma un altro che mi sta molto impressionando per forza comunicativa è Pierferdinando Casini. Il leader dell'Udc ha scelto un registro forte e aggressivo che rischia di rubare consensi proprio in casa di Berlusconi.   Chi vincerà? Questo non lo so. Ma non escludo sorprese. Poi c'è la cosiddetta antipolitica che, a quanto pare, ha scelto il web e non la Tv per comunicare. Se è di Grillo che stiamo parlando, c'è da dire che in ogni caso lui è "nato" e si è fatto conoscere attraverso la Tv. Il web è arrivato solo dopo. Detto questo, e al di là del fenomeno Grillo, è evidente che siamo di fronte ad una esplosione della tecnologia cui però, paradossalmente, segue un forte impoverimento dell'offerta.   In effetti la Tv italiana è invasa da format piuttosto ripetitivi e noiosetti? Certo, la Tv si è ritrovata invasa da format esteri la cui creatività e capacità innovativa è davvero tutta da verificare. Prendiamo un programma a caso: per esempio la prova del cuoco, il maggior successo della Endemol. Ora, quel programma è realizzato da tecnici Rai, condotto da personale Rai e guidato da un regista della Rai. A questo punto, dico io, visto che facciamo tutto in casa si vede che abbiamo comprato l'idea. Un'idea pazzesca. E quale sarebbe quest' idea pazzesca?   Quale? La sfida tra due cuochi. Ecco, la carica innovativa di quel programma sarebbe la sfida tra due cuochi. Bene, tv talk ha trovato ben sette programmi del passato con al centro la sfida tra due cuochi. Dunque, il nuovo è vecchissimo. La verità è che l'azienda ha da tempo rinunciato alla propria creatività. Un volta esisteva "Format", una sorta di Endemol interna alla Rai che aveva il compito vitale di produrre idee? E come si è arrivati fin qui? Il fatto è che si è smesso di assumere intelligenze. Fino a qualche decennio fa per un giovane colto, creativo e intelligente la Rai rappresentava il massimo. Era il punto d'arrivo. Oggi il punto d'arrivo di molti giovani è il Grande Fratello. E' evidente che di fronte ad un servizio pubblico che abdica al ruolo di traino del meglio del made in Italy nello spettacolo, nell'arte e nell'intrattenimento, le conseguenze sono queste. Rivuole la Tv del maestro Alberto Manzi, quello di "Non è mai troppo tardi"? Nessuno dice questo. Però c'è una grande richiesta - più di quello che si immagina - di quella che una volta si sarebbe chiamata la qualità. Per rendersene conto è sufficiente dare un'occhiata ai successi dei festival che girano per le città italiane: il festival della letteratura, della matematica, della filosofia, dell'economia? Insomma, qualcuno, mi sembra evidente, sottovaluta i cittadini italiani e offre loro format standardizzati e importati da mezzo mondo. Per questo, per fare qualità ha tirato fuori programmi come "La storia siamo noi"? Il fatto che noi facciamo 360 puntate l'anno raccogliendo uno share alto - alto relativamente alla fascia di orario in cui noi andiamo in onda - vorrà pur dire qualcosa. Vuol forse dire che dall'altra parte delle telecamere c'è qualcuno che vuole programmi di approfondimento e non il solito quiz farcito di veline. Anche perché chi pensa che la tv non offra modelli di vita e paradigmi, fa un grande errore di sottovalutazione e si sbaglia di grosso. Quella della Tv è una potenzialità formativa unica al mondo, questo non dobbiamo mai dimenticarlo. Dice Dan Rather uno dei più grandi giornalisti americani: "La televisione ha un potere distruttivo, più grande della bomba atomica, se non lo capiamo alleveremo una generazione di zombie ingovernabili". E come si esce da questa crisi? Pensiamo a quello che Marchionne ha fatto in Fiat. Ha liquidato la burocrazia che bloccava la creatività e poi, tanto per dirne una, ha rispolverato un modello come la 500 e lo ha rilanciato verso il futuro. Ecco di 500 in Rai ne abbiamo migliaia, basta fare un giro nella nostra videoteca per rendersi conto dei gioielli che abbiamo tra le mani. Al di là di quiz e reality, il programma che oggi tira di più sembra essere il processo televisivo: Cogne, Gravina di Puglia, Garlasco? La cronaca nera in Tv è sempre esistita. Quel che non è mai esistito, almeno fino a oggi, è il processo televisivo prima di quello giudiziario. Questo è un altro caso in cui la potenza del mezzo viene sottovalutata. Il periodo di Tangentopoli c'entra qualcosa? Quel momento storico ha rappresentato un violentissimo spartiacque. Un corto circuito tra politica, magistratura e media che spesso ha prodotto veri e propri drammi umani. Ricordo una frase di Barbara Palombelli che di quei giorni ricorda la foga di alcuni Pm nel passare le carte giudiziarie alla stampa e, per altro verso, il silenzio mediatico cui erano relegati gli avvocati difensori. La Tv può anche essere molto ingiusta? 18/03/2008.

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LAVORO PIU' SICURO? (sezione: Burocrazia)

( da "Azione, L'" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'AZIONE - Articoli - Lavoro più sicuro? LAVORO PIU' SICURO? Nel pieno dell'emergenza sulla sicurezza sul lavoro, il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto legge, che il Governo ha ritenuto di dover approvare, anche se in fase di scioglimento delle Camere, proprio in considerazione dei tragici eventi legati a infortuni occorsi di recente, della rilevanza sociale della materia (più volte sottolineata anche dal Presidente della Repubblica) e dell'ampia convergenza di consensi registrata fra le forze politiche. Il nuovo decreto ridisegna la materia, coordinando una serie di provvedimenti e disposizioni applicate nel corso di quasi 60 anni, in coerenza con le direttive comunitarie e internazionali, e nel rispetto delle competenze in materia conferite alle regioni dalla Costituzione. Numerose le novità introdotte dal decreto. Copertura per tutti. Le disposizioni in materia di sicurezza vengono estese a chiunque si inserisce in un ambiente di lavoro, senza differenze formali (dipendenti o meno), comprendendo anche i lavoratori autonomi. Rappresentanti della sicurezza. Sono rafforzate le prerogative dei rappresentanti dei lavoratori territoriali (dove non ci sono quelli dei lavoratori in azienda) e viene istituita la figura del rappresentante di sito produttivo, per realtà particolarmente grandi e pericolose (porti, cantieri grandi opere...). Coordinamento vigilanza. Si ottimizzano le attività di vigilanza, eliminando sovrapposizioni e migliorando l'efficienza. Viene creato un sistema informativo per condividere le notizie su infortuni, ispezioni e attività in materia di sicurezza. Finanziamento promozione. Verranno finanziate azioni promozionali pubbliche e private (particolarmente nelle piccole e medie imprese) introducendo anche nei programmi scolastici e universitari la materia della sicurezza sul lavoro. Nuove sanzioni. Arresto da 6 a 18 mesi per il datore di lavoro che non valuta i rischi in azi ende ad elevata pericolosità; la sanzione diminuisce per i casi di meno grave inadempienza. Ai datori di lavoro che si mettano in regola, o comincino a farlo, si garantisce una diminuzione della pena, per esempio non applicando la sanzione penale, ma solo pecuniaria (da 8 mila a 24 mila euro). Questa possibilità è esclusa se il datore di lavoro è recidivo o si siano determinati, in conseguenza della mancata valutazione del rischio, infortuni sul lavoro. Restano inalterate le norme del codice penale per l'omicidio e le lesioni colpose causate dal mancato rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro. Riduzione burocrazia. Sono semplificati gli obblighi formali, attraverso la riduzione del numero e del peso per le aziende degli adempimenti di tipo burocratico, in quanto non incidenti sulle condizioni di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro. Il mondo imprenditoriale ha accolto criticamente il nuovo decreto, sostenendo che si tratti di un intervento che "punta tutto e solo su un inasprimento delle sanzioni, senza niente di attivo, di nuovo come supporto alla formazione e prevenzione, unica strada per ridurre davvero i rischi", e che non semplifica gli adempimenti, come le piccole e medie imprese chiedono per una migliore attuazione delle normative di sicurezza.

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Aquis, l'ateneo è d'eccellenza (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

La Politecnica nell'Associazione per la qualità delle università statali Aquis, l'ateneo è d'eccellenza ANCONA - D'eccellenza e di rottura. E allora Aquis. Pubblici ed efficienti. E' sempre Aquis. Oltre la sigla c'è il dire basta ai paletti della burocrazia e ai finanziamenti a pioggia: non è caso, infatti, ma è l'Associazione per la qualità delle università statali italiane. Oltre la sigla c'è pure la Politecnica delle Marche, col suo rettore Marco Pacetti che aziona il timer per la fuga nel futuro. "Non c'è più tempo - avverte - siamo all'emergenza e se vogliamo non perdere il passo della ricerca internazionale, dove i nostri studiosi hanno spesso posizioni rilevanti, dobbiamo sollecitare e mettere in atto un profondo cambiamento". Ancora Aquis che è nata appena qualche giorno fa a Bologna per volere di dodici università italiane che rispondono a particolari requisiti di qualità: l'uso dei fondi, le dimensioni, la reputazione internazionale. Una discesa in campo preceduta e annunciata da un altro scatto in avanti: i rettori, che si sono riuniti in un convegno a Bologna, con Aquis non hanno fatto altro che rilanciare la proposta avanzata nei giorni scorsi ai candidati premier di ripartire da quel "Patto per l'Università". Quel "patto" promosso dal Governo, poi arenatosi in Parlamento, che ha fra i suoi obiettivi principali quello di assegnare le risorse in maniera mirata e istituire meccanismi che premino gli "atenei virtuosi" quelli cioè che usano bene i soldi ricevuti dallo Stato e possono dimostrarlo con dei risultati. C'è sempre Pacetti che insiste sulla formula delle pubbliche virtù. "Lo stato dei nostri bilanci e il livello della nostra produzione scientifica - ci tiene a far notare - testimoniano che non è necessario andare nelle realtà private per trovare atenei che funzionano". E nel procedere cancella l'effetto del male che è sempre e solo al Sud: "Ci sono delle eccellenti università anche nel meridione: in Calabria, a Lecce e Salerno, per esempio. Sull'altro fronte ci sono Genova, Trieste e Pisa: ottengono più finanziamenti del dovuto". E spazza il campo dalle strumentalizzazioni: "Spesso si attacca il sistema per poter deviare le risorse dovute. E nessuno dice che ci sono tante strutture pubbliche eccellenti". Si mette nel gruppo e ne conta almeno una ventina. Nessuna polemica con la Crui (la conferenza dei rettori), ma la voglia di rivendicare il ruolo di atenei leader e assumersi la responsabilità di trainare il sistema universitario italiano. "L'obiettivo - va nel dettaglio Giulio Ballio, rettore del Politecnico di Milano - è quello di far rimanere competitive le nostre università con quelle straniere, ma anche avere un effetto trainante su tutto il sistema". E per chiedere un atteggiamento di fiducia nei confronti dell'autonomia delle Università. La nascita dell'Aquis è stata l'occasione per ribadire ai candidati alle elezioni la richiesta di impegni per l'Università. Ma anche di fare un bilancio sui venti mesi di Governo Prodi, chiusi con luci e ombre. "La nascita del ministero - aggiunge Pacetti - è stata positiva, ma questi due anni se ne sono andati per la riorganizzazione. Adesso, se il ministero sarà cancellato, si dovrà riaffrontare un altro cambiamento. Il mondo dell'Università ha bisogno di serenità". La crociata è iniziata. Ed ecco i numeri dell'operazione qualità. Le Università che hanno promosso Aquis sono dodici: la Politecnica delle Marche, Bologna, Calabria, Ferrara, Milano-Bicocca, Politecnico di Milano, Modena e Reggio Emilia, Padova, Roma Tor Vergata, Politecnico di Torino, Trento e Verona. Altri sette sono gli atenei che hanno i requisiti necessari per far parte del gruppo e che sono state invitate a partecipare all'associazione: si tratta di Chieti, Lecce, Milano, Perugia, Roma Tre, Torino e Salerno. GIORGIO FABRI ,.

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SALUTE/ I CITTADINI DENUNCIANO: CONTINUANO GLI ERRORI MEDICI (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

18-03-2008 10:31 Presentato il rapporto Pit salute, ecco i nodi del SSn Roma, 18 mar. (Apcom) - Federalismo, burocrazia, cure primarie: i tre nodi del SSN visto dai cittadini. Ma anche lunghe liste d'attesa ed errori medici che continuano e che continuano a preoccupare i cittadini. Sono questi i punti salienti del XI Rapporto Pit salute di 'Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato', "Ai confini della sanità I cittadini alle prese con il federalismo", presentato oggi a Roma. Il quadro è quello di un servizio sanitario sempre più disomogeneo, con una offerta differenziata da Regione in Regione, e che troppo spesso fa della burocrazia uno strumento per ridurre l'accesso dei cittadini. Questa, in estrema sintesi, la "fotografia" del servizio sanitario nazionale. Sebbene gli errori medici (18%), l'accesso alle informazioni e documentazioni (17%) e l' invalidità (8,2%) risultino in testa alle segnalazioni dei cittadini, un' attenta analisi dei dati rivela come sia il federalismo (17,4%) il tema emergente dell'anno, sottolineano le associazioni. La mobilità sanitaria (8%), sia nazionale (75% della mobilità) che internazionale (25%) e i diversi aspetti legati all'accesso ai farmaci (3,9%), così come la permanenza delle liste di attesa (5,5%) evidenziano come i cittadini si ritrovino sempre più schiacciati da scelte amministrative, più o meno consapevoli, che limitano i propri diritti, anche in contrapposizione a scelte di indirizzo nazionali, come quelle contenute nei Livelli essenziali di assistenza. "I programmi degli schieramenti tacciono sul principale pilastro del nostro welfare", ha dichiarato Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva. "Tutto questo è particolarmente grave, proprio alla luce dei dati presentati oggi, che sottolineano l'estrema frantumazione del sistema sanitario. Chiediamo di rimettere al centro dell'interesse del nuovo governo la questione della sanità in Italia". In particolare si chiede un riequilibrio tra ministero della Salute e Regioni e l'istituzione di un osservatorio sul federalismo per assicurare l'uniformità del trattamento; il potenziamento dei controlli sull'effettiva erogazione dei Lea; l'adozione della Carta Europea dei diritti del malato da parte del Parlamento, dei consigli regionali e degli ordini professionali; la partecipazione di cittadini alla valutazione delle strutture, dei dirigenti e dei professionisti, e alla formazione dei programmi regionali e aziendali; la riduzione dei tempi di attesa attraverso l'applicazione uniforme della normativa nazionale che prevede tempi massimi per prestazioni, blocco delle prenotazione e l'attesa di non più di 72 ore per le urgenze differibili. Oltre ai temi direttamente riconducibili ad aspetti legati al federalismo, quest'anno il Rapporto evidenzia con forza anche il peso della burocrazia, in molte occasioni un "muro" difficilmente superabile. Come, ad esempio, la solitudine in cui troppo spesso si ritrovano i cittadini affetti da malattie rare (1,8%) che segnalano la difficoltà ad ottenere benefici o una diagnosi (29%), o l'accesso ad una cura (16%): fattori che spingono questi pazienti a rivolgersi a cure all'estero (15%). (segue).

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ABBANDONATO (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (City)" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Abbandonato... L'ingresso dell'abitazione di sua esclusiva proprietà è sbarrato, la moglie ha le chiavi ma non è rintracciabile, nessuno ha accertato che tutto fosse predisposto come si deve per il suo ritorno. Nel 2003, a 35 anni di età, l'uomo viene colpito dalla sindrome di Guillain-Barré, malattia del sistema nervoso periferico che gli indebolisce rapidamente i muscoli. Mauro Avolio resta paralizzato e finisce in ospedale per una crisi respiratoria, poi in coma e quindi in Rianimazione. Il primo ricovero per "riportarlo" in vita, al Cardinal Ferrari di Parma; poi al Centro risveglio di Volterra dove l'uomo recupera parte delle proprie funzioni cerebrali, ma resta totalmente invalido. Tornato a Napoli, per quattro anni viene ospitato nella clinica Russo di Miano. Intanto, la moglie chiede la separazione che non ottiene; scatta anche il tentativo per l'interdizione, che fallisce. Cominciano così i conflitti tra la donna e i familiari del malato; al centro della vicenda il loro bambino nato nel 2002. La questione finisce in tribunale e viene affidata a un tutore amministrativo. La settimana scorsa, il trasferimento dell'uomo dalla clinica Russo al Cto di Napoli per un intervento alle anche. Ieri, le dimissioni perché "il paziente è stabilizzato"; e ieri, il giorno più atteso, un nuovo, mortificante, gratuito inferno sotto gli occhi attoniti dei passanti. La burocrazia, la moglie, i contatti che pure sarebbero intercorsi tra la donna e il tutore, gli impediscono di entrare nella casa coniugale di cui è proprietario. Prima che fosse dimesso dall'ospedale napoletano, nessuno aveva accertato che tutto fosse in regola per accoglierlo. L'ambulanza arriva a Portici alle 10.30. In via Diaz ci sono anche i fratelli Avolio e la polizia, ma la porta di casa non può essere forzata. Il codice penale stabilisce che si tratterebbe di "esercizio arbitrario delle proprie ragioni". Mauro intanto, continua a pronunciare la parola "Casa". Le medicine di cui ha bisogno vengono acquistate nella vicina farmacia e gli vengono somministrate nel disagevole abitacolo del mezzo di soccorso. Proprio come avviene perché mangi qualcosa. È notte ormai, quando salta fuori l'escamotage: il tutore sequestra l'immobile e lo assegna a Mauro Avolio e alla moglie. Oltre un'ora dopo arrivano i vigili del fuoco, raggiungono il balcone e aprono la porta. Ma Mauro resta ancora in ambulanza: nella casa gelida è rimasto soltanto il letto matrimoniale, mancano anche luce e acqua. Accoglienza da brivido, calavario infinito. Rosa Palomba.

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Intervista a Adriano Teso / Liberali, una minoranza da cui partire (sezione: Burocrazia)

( da "Opinione, L'" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oggi è Mar, 18 Mar 2008 Edizione 54 del 18-03-2008 Intervista a Adriano Teso / Liberali, una minoranza da cui partire di Paolo Della Sala Alcuni sondaggi sostengono che la scelta degli elettori sarebbe chiara: dovendo scegliere, il 40% preferisce un orientamento laico-liberale. Il problema è quello della rappresentanza. Si guardi a sinistra: a parte i comunisti purosangue, la sinistra italiana è ben diversa ? quanto a coesione ideologica - dal socialismo di Zapatero, dalla socialdemocrazia tedesca, dal laburismo inglese. Il PD è l'erede unico della Teologia della liberazione di Frei Betto. Il Paese è schiacciato dalla lotta tra due modelli di Chiesa, cosa che altrove è già stata risolta, col crollo del "cristianesimo socialista", fallito dalla Polonia allo stesso Brasile. I liberali tradizionalmente votano centrodestra, ma la realizzazione del Popolo della Libertà ha spiazzato tutti. Il PLI va da solo. Gli tzunami della stampa oligarchica su Ciarrapico o Tremonti disorientano l'elettorato. Qualcuno dice che non voterà per il PDL e la deriva comincia a crescere. Ci si ricorda delle mancate candidature di Dario Rivolta, Biondi, Capezzone, Iannuzzi. La questione non è secondaria: si può vincere o perdere anche per poche migliaia di voti. Il dibattito si accende anche nei blog di Tocqueville.it. L'Opinione rileva la tendenza con alcuni articoli. L'industriale Adriano Teso, con un intervento su Libero, ha invece richiamato i liberali, accusati di lavorare "senza alcun raccordo" e di "parlarsi addosso". La deriva del non voto sarebbe insomma un errore. Abbiamo chiesto ad Adriano Teso alcune precisazioni in merito. La nave liberale è priva di un forte partito. Ma la colpa non è di Berlusconi o altri, quanto degli stessi timonieri, che hanno perso di vista il pragmatismo del fare? La politica si fa andando d'accordo, non litigando. Quando si spaccano delle porte, ricucire diventa difficile. C'è una continua voglia di fondare partiti, ancora ieri un gruppo di giornalisti d'area mi parlava di questa volontà. Però ciò che registriamo è una continua "allegria di naufragi", per dirla con Ungaretti. ]b]Mettiamo a fuoco un tema centrale: troppo idealismo e poco pragmatismo, nella nostra cultura. La politica è risoluzione dei problemi complessi, non ideologia. Berlusconi è partito dall'opposto di ciò di cui parlano i puristi, creando un grande contenitore. Nel nostro tavolo di discussione avevamo intuito che la frammentazione è deleteria. Bisogna lavorare per mettere insieme le forze, senza troppi distinguo, e poi allargare la sfera di influenza. Berlusconi ha creato un contenitore ? definito liberale - e a questo punto ha tolto spazio ai piccoli. Tuttavia almeno come definizione il PDL rappresenta proprio quel 40% potenzialmente liberale. Sappiamo bene che i liberali sono una minoranza, però c'è una potenzialità dalla quale partire. Meglio una politica di piccoli passi che restare fermi, ma duri e puri? Ci vogliono idee condivise, bisogna farsi apprezzare e presentare delegati, quando si tratterà di approvare il nuovo Statuto del PDL. Se qualcuno vuole il partito liberale puro, deve prima guardare a quale sarà il sistema elettorale. A oggi la costruzione di un partito è un lavoro da grandi costi e tempi lunghi. Intanto non vedo perché i liberali non possano collaborare per l'affermazione del PDL. Quali sono i suoi rapporti con alcune strutture del PDL, come la fondazione Fare Futuro? Ho sempre ritenuto fondamentale il collegamento tra il mondo dell'imprenditoria, del lavoro, con i partiti e la politica, in modo da avere collegamenti diretti che possano tradursi in leggi efficienti, e non in nuova burocrazia. Fini ha creato Fare Futuro proprio con questo intento. Nella fondazione si analizzano le necessità del mercato e le opportunità per dare slancio al paese con la nuova legislatura. Parliamo del primo punto di ogni programma di governo: la realizzazione di infrastrutture per la logistica. Da anni insisto su questo argomento. La logistica viene prima dell'industria. L'industria si localizza solo là dove c'è logistica. La globalizzazione vuole che le imprese abbiano dimensioni importanti e portino le merci in aree sempre più vaste con tempi migliori. Le quantità supportano i costi della ricerca. Solo aziende che servono il mondo sono competitive. Servono ferrovie che arrivino all'interno delle fabbriche. Le autostrade del mare. Meno TIR. Porti e aeroporti che trasportino merci in tempo reale. Serve un sistema organico e non burocratico. Oggi arrivano più merci dai porti nord europei che da Genova. Certo ogni opera deve avere un conto finanziario reale e ben gestito? Il Popolo della Libertà si differenzia dal Partito Democratico proprio su questo tema. Invece già questa è una ragione importante per votare PDL.

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Travan: <L'impresa non è il nemico> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il candidato del centrosinistra per la Provincia ha partecipato a un incontro all'Api assieme a Honsell Travan: "L'impresa non è il nemico" (A.L.) - Entrambi un po' a casa loro, l'uno perché egli stesso imprenditore, l'altro perché innovazione e ricerca sono i suoi cavalli di battaglia. E' stato questo lo spirito con cui ieri sera i candidati del Centrosinistra alla Provincia di Udine, Diego Travan, e al Comune, Furio Honsell, hanno incontrato il Consiglio generale dell'Api di Udine per illustrare i propri programmi, alla presenza del presidente Massimo Paniccia, dei vice-presidenti Fabrizio Mansutti e Ferrante Pitta, del direttore Paolo Perini e del presidente regionale Marco Simeoni.Travan ha da subito assicurato il suo impegno per sbloccare "il colpevole immobilismo in cui versa la Provincia in particolare in materia ambientale, ma anche per mettere fine alla latitanza dell'ente su infrastrutture, cultura, investimenti. Ho cominciato ad analizzare il bilancio - ha confessato - e ci sono dei numeri da far spavento, mutui accesi, fondi stanziati e opere non ancora realizzate". All'insegna dell'attivismo anche l'intervento di Honsell che, a chi gli chiedeva i suoi interventi per accelerare i tempi della burocrazia, ha assicurato: "Prenderemo a modello l'efficienza che c'è in tante piccole e medie imprese. Rendere Udine città europea - ha aggiunto - significa dotarla di servizi tecnologicamente avanzati, come l'estensione della rete digitale a tutto il territorio comunale, cominciando dalle zone con insediamenti produttivi, come la Ziu e la Zau".Il candidato alla presidenza della Provincia ha molto insistito sulla necessità di costruire un "clima culturale favorevole alle piccole e medie imprese, che non vanno viste come un nemico, ma come una grande risorsa che permette crescita e sviluppo". Perciò, ha ribadito, "sul fronte ambientale non è possibile che un'azienda debba aspettare mesi, a volte anni, per ottenere un'autorizzazione. Su questo punto mi batterò sin dall'inizio a testa alta e senza timori reverenziali - ha aggiunto -, inserendo professionisti seri e stimati, per dare efficienza, trasparenza e autorevolezza all'ente".Honsell ha poi posto l'accento sulla necessità che le imprese siano "inserite in una rete di internazionalizzazione e di ricerca europea, sapendo utilizzare anche le risorse comunitarie".I due candidati, inoltre, hanno evidenziato più volte la necessità che le due istituzioni dialoghi e lavorino insieme, impegnandosi in tal senso. "Non mi sono sentito escluso dal 'Patto per il Friuli' che Honsell e Illy hanno siglato nei giorni scorsi - ha detto Travan -. Anzi, credo che le nostre candidature siano sinergiche. Lavoreremo insieme già nelle prossime settimane". Un rapporto rapido ed efficace, ha aggiunto Honsell, "sarà decisivo per superare la logica dell'emergenza nell'affrontare i problemi".

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Bertossi lancia un siluro su Tondo <Solo slogan, era meglio Snaidero> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Bertossi lancia un siluro su Tondo "Solo slogan, era meglio Snaidero" "Con l'imprenditore almeno avremmo parlato di economia. Illy è un'eccellenza per il Friuli" Udine"Non mi sono voluto candidare alle elezioni regionali perché dopo 5 anni come assessore tecnico ho trovato corretto non utilizzare questo mio ruolo per portare voti a un singolo partito. Ho preferito impegnarmi, attraverso il sostegno al presidente Riccardo Illy, per l'intera coalizione".Enrico Bertossi, assessore regionale alle Attività economiche, chiarisce prima del voto il motivo per cui non si presente rà come candidato. Ma l'uomo scelto nel 2003 per saldare il patto in giunta tra un governatore triestino e la comunità economica friulana, non si chiama fuori dalla campagna elettorale. Consapevole che l'election day in Friuli Venezia Giulia assume un significato particolare, specie nella provincia di Udine dove con l'uscita di scena di Sergio Cecotti e la sfiducia a Marzio Strassoldo si assiste a un ricambio della classe politica e amministrativa degli ultimi 10 anni, Bertossi è pronto a spiegare i motivi per cui intende collaborare con Illy. Senza rinunciare a lanciare qualche affondo contro lo sfidante Renzo Tondo."Ci sono tre motivi per sostenere Illy - spiega Bertossi - ha governato molto bene, guidando una squadra che ha realizzato un programma che altri avrebbero portato a compimento in 15/20 anni; è una persona eccellente, di grandissima qualità di cui il Friuli Venezia Giulia deve andare orgoglioso; oltre ai risultati ottenuti in regione, ha dato alla nostra comunità e territorio una visibilità internazionali che mai aveva avuto. Sono ragioni per sostenerlo in maniera convinta e determinata, senza dimenticare quanto ha fatto per l'area friulana".- Rispetto a Romano Prodi con l'Unione, in Regione Illy non ha mai dovuto affrontare crisi politiche nella sua maggioranza. Come mai?"È partito da un programma chiaro e puntuale, senza compromessi, e ha seguito la linea iniziale. Nessuna forza politica ha potuto disconoscere quanto sottoscritto. Inoltre Intesa democratica ha potuto contare su consiglieri regionali e dirigenti politici validi, dotati di grande correttezza, senso di responsabilità e concretezza".- Lei nei giorni scorsi ha criticato duramente il programma di Tondo. Perchè?"Sono stato chiamato in causa e ho replicato alle critiche. Tondo sta affrontando una campagna elettorale per slogan, demagogica, priva di contenuti e obiettività. Se al suo posto avesse accettato Edi Snaidero la candidatura del Centrodestra, allora si sarebbe potuto parlare seriamente di economia e sviluppo economico, analizzando i risultati ottenuti dal 2003, che sono stati molti positivi. Questo risultato non dovrebbe dispiacere a nessun cittadino del Friuli venezia Giulia. Tondo, invece, sta esasperando i toni per cercare di avere visibilità e facile popolarità, ma la gente non ne può più di queste cose".- L'amministrazione uscente si è distinta per cercare di unire il Fvg, superando le distinzioni territoriali. Esiste ancora il dualismo Udine-Trieste?"Il fatto che molti assessori non avessero il problema di raccogliere preferenze in un proprio collegio elettorale ci ha permesso di avere una visione generale dei problemi, senza troppe clientele. Tutti dobbiamo essere consapevoli che uniti si cresce. Le polemiche sulla "guerra" Udine-Trieste sono di basso profilo e portano a pochissimi risultati concreti sul piano elettorale".- Se Illy dovesse vincere, quali sono a suo avviso le priorità da seguire?"Innanzitutto attuare fino in fondo le riforme approvate in questa legislatura. Inoltre semplificare il sistema di leggi e regolamento, portando meno burocrazia e servizi migliori ai cittadini. Penso, ad esempio, alla crescita del settore turistico che a mio avviso può dare altri risultati positivi. Per questo sarebbe utile che Tondo dicesse ai nostri concittadini cosa vuole fare per migliorare la nostra regione e con quali uomini vorrebbe far meglio della giunta Illy. Sarebbe meglio ricordare quali assessori c'erano prima di noi".- Oltre che per le politiche e regionali, si vota anche per la Provincia e il Comune di Udine, con candidati nuovi in entrambi gli schieramenti..."È un momento importante per il Friuli, si decide il destino del capoluogo e della Provincia. Servono scelte oculate e meditate. L'ente provinciale, ad esempio, è importante per gli imprenditori e i cittadini. Da anni i primi si confrontano con le problematiche ambientali legate a due giunte Strassoldo in cui c'è stato il vuoto assoluto. Ma anche la comunità in generale si rende conto che sulla gestione dei rifiuti non siamo poi lontani dalla Campania. Penso anche al sistema della viabilità e dell'edilizia scolastica. Tre anni fa abbiamo stanziato i finanziamenti per il liceo Bachmann di Tarvisio ed ancora la Provincia non ha prodotto nemmeno il progetto esecutivo dei lavori. In questo quadro, Diego Travan è una novità, essendo un candidato di altissimo livello e un capace imprenditore di prima generazione. Potrebbe essere un grande presidente dell'ente".- A Udine si confrontano il rettore Furio Honsell e il commercialista Enzo Cainero. Lei li conosce molto bene entrambi..."È vero. Sono persone con esperienze diverse e si stanno affrontando con grande determinazione. In queste prime settimane di campagna hanno dato sensazione estremamente diverse agli elettori. Honsell guarda molto avanti con una proposta sicuramente nuova per Udine. Cainero dà l'impressione di guardare un po' troppo indietro, con un programma che forse non è proprio quello che gli udinesi si aspettano per i prossimi anni".Lorenzo Marchiori.

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Tangenziale, pressing su Muraro (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Roberto Zanchetta incontra la Giunta provinciale: "È 'un'arteria strategica non solo per Ponte di Piave" Tangenziale, pressing su Muraro Il presidente: "Necessario partire il più presto possibile con i lavori della rotonda in centro" Ponte di PiaveLa Tangenziale al centro dei lavori della giunta provinciale riunitasi ieri a Ponte di Piave. L'arteria dovrebbe superare il comune di Ponte senza attraversare il centro storico, oggi oberato dal traffico soprattutto pesante. Il problema è piuttosto sentito e infatti qualche giorno fa il sindaco Roberto Zanchetta aveva rilevato come il procedimento burocratico si fosse arenato. Zanchetta aveva parlato di "burocrazia kafkiana che non permette la partenza dei lavori; un fatto gravissimo che ha frenato lo sviluppo di tutta l'area". Ieri lo stesso Zanchetta, all'uscita dalla riunione, ha commentato: "Abbiamo richiesto alla Provincia che ci sostenga in questo procedimento, vista l'importanza della tangenziale, un'opera che evidentemente non riguarda solo il nostro comune ma un territorio ben più ampio. Ieri, ad esempio a sostenermi in questa battaglia c'era il sindaco di Motta, Graziano Panighel; la realizzazione di un'arteria di questo tipo è infatti fondamentale da qui fino al mottense e oltre. C'era anche l'assessore provinciale Paolo Speranzon, il quale è candidato a sindaco proprio a Motta. Il sostegno e la solidarietà ci giungono da molte parti; proprio per questo vogliamo andare fino in fondo". Il problema, come era stato segnalato dallo stesso Zanchetta riguarda l'improvvisa scomparsa dai disegni del Genio di un argine, recentemente spostato nell'ambito dei lavori di realizzazione del sottopasso ferroviario. Da qui la polemica innescata dal primo cittadino, che ieri dunque alla Provincia ha chiesto risposte. "Riteniamo l'arteria di massima importanza ha detto il presidente della provincia Leonardo Muraro e faremo di tutto affinché la situazione si sblocchi. Ritengo basilare partire quanto prima, almeno con la rotatoria prevista in centro, dove ora c'è l'incrocio con il semaforo, che determinerebbe un passaggio di traffico se non altro più fluido. Una rotatoria strategica che produrrebbe già dei risultati. E poi lavorare in tempi stretti per il reperimento della liquidità necessaria all'opera". Cosa ha fatto la Provincia in questi giorni? "Abbiamo richiesto un incontro con i tecnici per capire la situazione e per cercare di programmare i prossimi passi. Ritengo fondamentale che l'opera possa iniziare quanto prima. C'è da dire che a questo punto la pressione deve però essere effettuata anche in Regione, nell'ambito di Veneto Strade". Come si pone la Provincia in questo contesto? "Da parte nostra c'è massima disponibilità ed eserciteremo pressioni, per quanto possibile. Ora sarà da capire come intenderà procedere Veneto Strade, noi chiederemo che quest'opera venga inserita nel piano dei lavori a livello regionale; l'arteria infatti è fondamentale per il traffico di questa zona".Gianandrea Rorato.

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Si comincia con la sponsorizzazione (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Si comincia con la sponsorizzazione per tre anni di Carnevale, Redentore, Regata Storica e Capodanno. Sul piatto c'è un milione di euro spalmato nel triennio 2008-2010,ma è solo l'inizio perché il gruppo Intesa Sanpaolo ha in mente un rapporto molto particolare con la città. Il più importante gruppo bancario italiano, con la Banca infrastrutture innovazione e sviluppo (Biis) e la Carive, è infatti il quarto soggetto ad entrare nel club Amici di Venezia dopo Msc Crociere, Fassa Bortolo e Manpower, e il rapporto non si concluderà con una semplice - per quanto importante - sponsorizzazione. Il ruolo della Biis è infatti fondamentale per gli enti locali, soprattutto oggi che i trasferimenti dallo Stato sono ridotti al lumicino e nei bilanci comunali c'è ben poco da spendere. Il campo d'azione specifico di questa banca riguarda sia le operazioni finanziarie come l'emissione di obbligazioni comunali, sia la finanza di progetto.L'ingresso del gruppo Intesa è stato presentato ieri dal sindaco Massimo Cacciari, dall'amministratore delegato di Biis, Mario Ciaccia, dal direttore generale della Cassa di Risparmio di Venezia, Biagio Rapone."Devo dire - ha esordito Cacciari - che la sponsorizzazione degli eventi è l'aspetto che mi interessa meno. Questa banca è importante per noi per operazioni importanti già svolte, come la ristrutturazione del bond "Rialto" da 129 milioni di euro, ma soprattutto per le operazioni che saranno portate avanti in futuro. Ormai le amministrazioni locali, nell'impossibilità di trovare nuove risorse, per i vincoli nell'usare quelle che hanno e per le procedure che hanno tempi incompatibili col mondo globalizzato, possono contare solo sul rapporto con il privato. Altrimenti, possiamo al meglio sopravvivere, gestire fare manutenzione. Soldi per i grandi progetti non ne esistono più, possiamo procedere solo in questo modo. Il resto sono solo chiacchiere".Per il sindaco, l'unico modo per uscire da questa impasse è la finanza di progetto e l'affidamento ai privati dei lavori più importanti. Sta accadendo oggi per l'ospedale di Mestre e per il Passante, succederà per il nuovo palazzo del Cinema del Lido, ma anche per il grande progetto dell'Arsenale, per il nuovo Casinò e lo stadio di Tessera, per quello che sarà realizzato al posto del vecchio ospedale di Mestre."Questo permetterà di liberarci - ha concluso il sindaco - dal pilastro feticistico della stabilità tagliata con l'accetta che blocca lo sviluppo anche dei Comuni più virtuosi, quelli con le finanze a posto. Se si blocca chi è in testa e traina gli altri non ci sarà alcun sviluppo. L'assurdo è che la situazione è andata peggiorando a prescindere dal governo in carica. Spesso questa cosa va oltre la non - volontà politica (l'azione a volte deleteria di certa burocrazia) ed è veramente difficile da spiegare. Ma che mito è - ha concluso - quello della riduzione del debito pubblico? Così si bloccano solo gli investimenti: chi ha i bilanci a posto deve essere lasciato libero di investire".Michele Fullin.

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Donadi: "Ridurre stipendi parlamentari non basta più" Massimo Donadi, capogruppo Idv alla Camera, interviene sulla proposta di Veltroni di ridurre gli stipendi dei parlamentari: "S (sezione: Burocrazia)

( da "Dire" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Donadi: "Ridurre stipendi parlamentari non basta più" Massimo Donadi ROMA - "La riduzione degli stipendi dei parlamentari e' sicuramente un segnale importante, ma ormai anche i segnali non bastano piu'" dice Massimo Donadi, capogruppo Idv alla Camera. Ora "bisogna pensare a un intervento strutturale di riduzione dei costi, come Italia dei Valori va dichiarando da due anni, ma venendo sempre lasciata sola su questo, tanto dal centrodestra quanto dal centrosinistra". Per questo, prosegue Donadi, "bisognerebbe allora parlare di dimezzamento del numero dei parlamentari, riprendere il tema dell'abolizione delle province, ridurre in modo significativo il finanziamento pubblico ai partiti e soprattutto abrogare il finanziamento all'editoria di partito, impedire agli enti locali, attraverso l'infinita serie delle partecipate di realizzare quella che ogni giorno di piu' sembra una vera 'stipendiopoli'". Ancora "mettere mano a quelle enormi sacche di burocrazia inefficiente che ci sono nel pubblico, con duplicazioni di funzioni, ove vi sono enti inutili, enti dannosi, o enti enormemente sovradimensionati, introdurre nel pubblico impiego criteri di valutazione meritocratica, attraverso strumenti oggettivi di valutazione dell'operato. Se davvero si vuole cambiare l'Italia- conclude Donadi- e' da qui che si deve partire". 18 marzo 2008.

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Salute, i rallentamenti della burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "AudioNews.it" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

15.54 Cronaca Il servizio di Vittoria Scordamaglia Salute, i rallentamenti della burocrazia 15.24: Burocrazia e liste di attesa interminabili. Sono alcune delle criticità denunciate dall'XI Rapporto Salute del Tribunale per i diritti del malato - Cittadinanzattiva presentato stamane a Roma.

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La battaglia del Nord (sezione: Burocrazia)

( da "Famiglia Cristiana" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Guglielmo Nardocci foto Giuliani POLITICA VELTRONI, BERLUSCONI E LA QUESTIONE SETTENTRIONALE LA BATTAGLIA DEL NORD La sfida decisiva in vista delle elezioni si gioca qui, dove gli imprenditori chiedono meno burocrazia e più coraggio. E proprio qui il leader del Pd va all'attacco. Pensioni, ripresa economica, prezzi e salari. Di tutto, di più. Dai salotti ai comizi, fino ai cenacoli molto "in" come quello che ogni anno la Confcommercio organizza a Cernobbio. Berlusconi e Veltroni giocano nel Nord la battaglia decisiva, con il sindaco di Roma all'attacco nelle zone dove il suo avversario si sente più forte e più tranquillo. Quando, alla fine di questa settimana, il pullman del sindaco di Roma volgerà la prua verso le regioni meridionali, gli indicatori dei vari istituti di sondaggio ci diranno se avrà strappato qualcosa all'avversario, abbastanza da venirne lanciato verso l'ultimo scorcio di campagna elettorale, oppure se le distanze dal Cavaliere di Arcore resteranno immutate in questa Italia che dibatte da anni la questione del Nord, avendo derubricato a semplice problema inesistente il Meridione. "E per forza si parla della questione del Nord, quella del Sud è bella e risolta perché l'intero Meridione è nelle mani delle varie mafie, come ha ben documentato Saviano nel suo libro Gomorra, lì lo Stato non c'è più. Ma attenzione, le mafie hanno capito molto meglio dei nostri governanti che in Europa e nel mondo non si va con il tricolore, ma come italiani. L'internazionalizzazione del sistema criminale è da manuale". È sempre provocatorio Piero Bassetti - uno dei pochi intellettuali politici italiani ad aver scavato a fondo la questione dell'unità nazionale: "Che non c'è più e sarebbe meglio ce ne rendessimo conto. La spazzatura di Napoli è colpa dello Stato; 150 anni fa Napoli era capitale, faceva le prime ferrovie, grande scuola giuridica, città internazionale. Guardate ora cos'è. Hanno dovuto mandare l'esercito e l'ex capo della polizia. Gli inglesi, sempre avanti a tutti, vanno in Europa e nel mondo in modo articolato: inglesi, scozzesi, gallesi, irlandesi". In questa foto e nella precedente due momenti dell'apertura della campagna elettorale del leader del Popolo della libertà Silvio Berlusconi a Milano. Una straordinaria creatività Veneti, lombardi, emiliani, piemontesi. Mariano Magnabosco, vicentino, ex presidente nazionale del Consiglio dei periti industriali, un sospetto che Bassetti abbia ragione ce l'ha, avendo passato più di trent'anni della sua vita a fare il consulente delle imprese che nel Veneto ormai sono migliaia e quasi tutte proiettate su tutti i mercati del mondo: "Quello che c'è qui lo abbiamo creato dal dopoguerra in poi, tirando fuori doti di creatività che neanche noi sapevamo di avere. La maggior parte dei nostri imprenditori è assai diffidente verso la capacità dello Stato di dare risposte. Sarà forse per la grande tradizione cattolica di queste parti che ci ha insegnato che lo Stato organizza le tasse, non le condizioni di lavoro e di impresa. Io non credo che qui il messaggio di Veltroni riuscirà a sedurre più di tanto. C'è molta diffidenza. Un imprenditore che si avvale della mia consulenza stava costruendo il secondo capannone, ma pur avendo avuto le autorizzazioni è fermo da due anni perché non si è fidato del Governo di Centrosinistra". Giuseppe Trabucchi, invece, prototipo di un Nord poliedrico essendo al tempo stesso sindaco di Illasi, un centro agricolo del Veronese, avvocato a Padova, professore universitario a Verona e produttore di un Amarone leggendario in Valpolicella, vede in Berlusconi "un politico che alla fine frena perché fa solo l'illusionista. L'abbiamo già provato per cinque anni. La destra non ha il coraggio delle sfide e qui è forte perché trova una sinistra poco incline ad ascoltare la piccola e media impresa. Ma vince pure perché non sfida la pigrizia dei veneti. Il veneto non analizza il problema, guarda i suoi interessi e quando alza la testa dalle cose che fa, perché qualcuno gli dice che c'è criminalità, reagisce così: "Se non siamo sicuri allora votiamo la destra". Io, invece, faccio la rivoluzione; da sindaco vado a spiegare che un fabbricato costruito in sicurezza conviene al proprietario. Ma loro niente. Spingo a investire sulla qualità, perché sennò i cinesi ci vincono". In questa foto e nella precedente la tappa di Vicenza nel viaggio del pullman del candidato premier del Partito democratico Walter Veltroni. Decisioni più veloci "Io faccio il sindaco perché la rivoluzione si fa dentro le istituzioni dettando regole che sprovincializzano, fanno capire che la convenienza è altrove da quello che pensavano". Folletto geniale e creativo, Trabucchi ha vinto nel suo Comune con il Centrosinistra, e non gli pare poco. Almeno finché dura. Arialdo Mecucci, imprenditore. Arialdo Mecucci, 58 anni, la moglie Orazia sindaco di Solferino della Battaglia, il percorso dal Belpaese verso i mercati globali l'ha fatto in due tappe. Prima è emigrato in Lombardia dal Lazio con un diploma di geometra in mano, poi è andato a far la gavetta nelle strade infuocate dell'Arabia Saudita. Ha imparato la lezione e ora è proprietario di tre fabbriche. "Sto qui, in Europa e nel mondo. E se mi dicono italiano, sì sono italiano. Produco segnaletica per strade mica spaghetti e mandolini! Dalla politica mi aspetto decisioni più celeri, meno burocrazia, meno "melina". Questa legge elettorale di certo non aiuta, perché se davvero c'è il rischio di un altro pareggio, sarebbe davvero triste. Ma noi ci siamo, sono i Governi che passano". Giuseppe Trabucchi, sindaco di Illasi. Piero Magliozzi, quarant'anni, la moglie Stefania direttore finanziario di una grande società di trasporti, è un altro di quelli che è transitato con facilità dal lavoro dipendente a socio di impresa: "Al Nord succede, non c'è uno stress mentale particolare. Io guardo alla politica con attenzione, non eccessiva, ma sono interessato, anche se per la verità non ho ancora deciso da che parte stare. Mi è piaciuto, comunque, il gesto di Veltroni di rischiare da solo senza il condizionamento della sinistra estrema. In un mondo così asfittico, un gesto così qualche significato ce l'ha. Insomma, c'è qualcuno che è disposto a rischiare senza paracadute ed è possibile che dietro uno stimolo così si muova la generazione che fino a ora è rimasta fuori dalle leve di comando".

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SALUTE. Rapporto Cittadinanzattiva: sanità frammentata, aumentano viaggi all'estero (sezione: Burocrazia)

( da "HelpConsumatori" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

News SALUTE. Rapporto Cittadinanzattiva: sanità frammentata, aumentano viaggi all'estero 18/03/2008 - 17:03 Il servizio sanitario è frammentato e l'offerta diversa da Regione a Regione. Le segnalazioni dei cittadini parlano di presunti errori medici (18%), difficoltà di accesso a informazioni e documentazione (17%) ma anche di federalismo (17,4%) e di mobilità sanitaria (8% delle segnalazioni) che vede aumentare del 5% la percentuale di coloro che per curarsi si recano all'estero: i "i viaggi della speranza". Sono alcuni dei dati resi noti oggi dall' XI Rapporto Pit Salute 2007 "Ai confini della sanità. I cittadini alle prese con il federalismo", realizzato da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato, che fotografa lo stato del servizio sanitario nazionale: "Un servizio sanitario - commenta Cittadinanzattiva - sempre più disomogeneo, con una offerta differenziata da Regione in Regione, e che troppo spesso fa della burocrazia uno strumento per ridurre l'accesso dei cittadini". "Sebbene gli errori medici (18%), l'accesso alle informazioni e documentazioni(17%) e l' invalidità (8,2%) risultino in testa alle segnalazioni dei cittadini, una attenta analisi dei dati rivela come sia il federalismo (17,4%) il tema emergente dell'anno - commenta l'associazione - La mobilità sanitaria (8%), sia nazionale (75% della mobilità) che internazionale (25%) e i diversi aspetti legati all'accesso ai farmaci (3,9%), così come la permanenza delle liste di attesa (5,5%) evidenziano come i cittadini si ritrovino sempre più schiacciati da scelte amministrative, più o meno consapevoli, che limitano i propri diritti, anche in contrapposizione a scelte di indirizzo nazionali, come quelle contenute nei Livelli essenziali di assistenza". La mobilità sanitaria rappresenta l'8% delle segnalazioni. Nella metà dei casi si tratta di spostamenti all'interno dei confini nazionali ma nel 25% comprende spostamenti internazionali. "La novità del 2007 - rileva lo studio - è rappresentata dal fatto che per la prima volta le segnalazioni inerenti i viaggi all'estero superano quelle degli spostamenti all'interno della propria regione di residenza. I dati relativi a quest'ultimo fenomeno sono in decisa diminuzione, di ben 12 punti percentuali, rispetto al '06; di contro, la mobilità internazionale segnala un +5%". La mobilità internazionale riguarda soprattutto i più giovani (una segnalazione su due riguarda persone con non più di 35 anni): "Sono quattro i principali motivi che inducono a recarsi all'estero: necessità di sottoporsi ad intervento chirurgico (32% delle segnalazioni di quest'area), necessità di sottoporsi a trapianti (17%) piuttosto che a riabilitazione (11%) e cure per malattie rare (10%). Solo al quinto posto, con meno del 10% di segnalazioni, troviamo la necessità di sottoporsi a specifiche terapie, che nel 2006 primeggiava in questa triste graduatoria". Il 51% delle segnalazioni relative alla mobilità sanitaria riguarda spostamenti interregionali dovuti alla necessità di sottoporsi a un intervento chirurgico o di riabilitazione: le direttrici degli spostamenti sono nord-nord, centro-nord e isole-nord. "In sintesi, si va principalmente al nord, nessuno sceglie di andarsi a curare nelle isole e nessuno dal nord pensa di farlo al sud". Il 24% delle segnalazioni sulla mobilità riguarda invece spostamenti intraregionali: si tratta un fenomeno di mobilità "forzata" all'interno della propria Regione e legata a motivi quali la carenza di strutture sul territorio (44%), le lunghe liste di attesa (22%) e la mancanza di posti letto per ricoveri nei presidi sul territorio (18%) piuttosto che di apparecchiature diagnostiche avanzate (15%). Pesa la burocraziache spesso rappresenta un muro difficilmente valicabile. Le segnalazioni relative all'invalidità (8,2%) continuano a registrare un aumento costante dal 2004. Le cure primarie - rileva il Pit - rappresentano una "chimera": "Infatti, se da anni si auspica che questo insieme rappresenti il secondo pilastro del SSN dopo l'assistenza ospedaliera, la situazione è ben altra - denuncia Cittadinanzattiva - Le segnalazioni su ricoveri e dimissioni (5%), medicina di base (4,5%), riabilitazione (4,4%), assistenza residenziale (2%), assistenza domiciliare (1,7%) e assistenza protesica (1,3%) dimostrano come il percorso "fuori dall'ospedale" risulti ancora pieno di ostacoli". I tempi di attesa rappresentano il 5,5% delle segnalazioni. Fra i dati più allarmanti Cittadinanzattiva segnala "la mammografia (540 giorni), ecocolordoppler (420), colonscopia con anestesia (300) e risonanza magnetica (270). La visita specialistica con maggiore attesa è quella oculistica (630 giorni), seguita da quella senologica (365) e quella ortopedica (300). Ancora, per gli interventi chirurgici, segnaliamo quello per la protesi al ginocchio (480), cataratta (240) e coronografia (90)". Di fronte a queste difficoltà e alla presenza delle liste bloccate, da norma vietate, i cittadini sono dirottati verso l'intramoenia: "Questa pratica - rileva l'associazione - fa percepire l'intramoenia piuttosto che come una libera scelta, un ricatto morale, e anche costoso". "I programmi degli schieramenti tacciono sul principale pilastro del nostro welfare - ha dichiarato Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva - Chiediamo di rimettere al centro dell'interesse del nuovo Governo la questione della sanità in Italia. In particolare: un riequilibrio tra Ministero della Salute e Regioni e l'istituzione di un osservatorio sul federalismo per assicurare l'uniformità del trattamento; potenziare i controlli sull'effettiva erogazione dei Lea; l'adozione della Carta Europea dei diritti del malato da parte del Parlamento, dei consigli regionali e degli ordini professionali; la partecipazione di cittadini alla valutazione delle strutture, dei dirigenti e dei professionisti, e alla formazione dei programmi regionali e aziendali; la riduzione dei tempi di attesa attraverso l'applicazione uniforme della normativa nazionale che prevede tempi massimi per prestazioni, blocco delle prenotazione e l'attesa di non più di 72 ore per le urgenze differibili". LINK: Ai confini della sanità. I cittadini alle prese con il federalismo 2008 - redattore: BS.

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EUROREGIONE: GALAN A FRATTINI, ALLARGHIAMOLA PURE ALLA LOMBARDIA (sezione: Burocrazia)

( da "Asca" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

(ASCA) - Venezia, 18 mar - Nessun problema ad allargare l'Euroregione del Nordest alla Lombardia. Lo afferma Giancarlo Galan, presidente della Regione Veneto, in risposta alla specifica richiesta di Franco Frattini, gia' vicepresidente Ue. Dopo aver ricordato che ''il progetto, l'idea di costituire un'Euroregione non appartiene solo al Friuli Venezia Giulia come sembra credere l'amico Franco Frattini'', Galan sottolinea che ''il Veneto e' subito stato della partita, anche perche' il Veneto guarda e opera verso l'Est europeo e verso il Centro Europa da oltre trent'anni''. Galan evidenzia quindi ''gli ostacoli'' sulla strada dell'Euroregione, che definisce ''Euroregione della pace'': ''sono stati quelli sostenuti dalle burocrazie ministeriali, dalla mancanza di volonta' politica dei governi che si sono succeduti alla guida del nostro Paese, dal dato di fatto reale che la Slovenia per poter aderire all'Euroregione deve ripensare se stessa dal punto di vista costituzionale e amministrativo''. Inoltre, spiega, ''quelle parti della Croazia che desiderano associarsi all'Euroregione fino ad ora non l'hanno potuto fare perche' la Croazia non e' ancora entrata nell'Unione Europea''. ''Cio' nonostante il Veneto, il Veneto di centrodestra, il Veneto presieduto da Galan da tredici anni, il Veneto dell'economia che traina tutto il Nordest ritiene l'Euroregione uno dei suoi obiettivi primari - insiste il governatore veneto di fronte alle riserve di Frattini sull'euroregione -. Cosi' come ritengo fondamentale la possibilita' che il Veneto possa svolgere le proprie, autonome relazioni internazionali''. Galan conclude affermando che ''se di questa nostra Euroregione, che ha radici profondissime nella storia dei popoli e dei Paesi che si affacciano sull'Adriatico, desiderasse far parte anche la Lombardia nulla osta, almeno per quanto mi riguarda, a far si' che la Lombardia partecipi alla nascita di un'istituzione europea molto sentita a Nordest''. fdm/mcc/rob (Asca).

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Turismo tutto l'anno: dalle parole ai fatti (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Sera" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca Roma Una proposta della Confesercenti di Viterbo Turismo tutto l'anno: dalle parole ai fatti Il responsabile regionale Turismo di Confesercenti, Vincenzo Peparello, nell'ambito di "Globe 08", la principale manifestazione italiana di promozione del turismo B2B svoltasi a Roma dal 13 al 15 marzo, ha presentato il progetto "Turismo tutto l'anno, dalle parole ai fatti". Si tratta di un progetto di ampio respiro che parte dal presupposto che oggi esistono limiti allo sviluppo del turismo nazionale ed internazionale, dovuti alla burocrazia e alla lentezza di concessione delle autorizzazioni per aprire le attività ricettive. "L'avvento delle nuove tecnologie ? spiega Peparello ? permette di cambiare radicalmente il concetto di fare turismo, che è di alta stagione per tutto l'anno e si basa sulle motivazioni che spingono chi viaggia ad andare in un determinato posto anziché in un altro. I tradizionali concetti di turismo per destinazione e prodotto, quindi, stanno cedendo il posto ai turismi per motivazione. In questo senso si parla di industria dell'ospitalità, di una programmazione mirata fatta mediante la collaborazione tra imprese di settore e enti locali per garantire un turismo di qualità e aperto alle esigenze specifiche della clientela". Tutto questo è racchiuso nel progetto "Turismo tutto l'anno, dalla parole ai fatti". "Il progetto mira a destagionalizzare definitivamente l'offerta turistica e dell'accoglienza nella provincia di Viterbo ? continua il responsabile regionale Turismo di Confesercenti ? proponendo idee e una programmazione turistica che individua le motivazioni alla base delle scelte dei vari target di turisti. Nella Tuscia, negli ultimi anni, si è assistito a soggiorni brevi, soprattutto del fine settimana, ma molto più basati su specifiche motivazioni. Al nostro progetto hanno aderito 153 strutture ricettive di 3 stelle, con le quali è stato stabilito uno sconto nell'ordine del 15% sui prezzi di listino, che sono già molto competitivi, nelle zone di maggior pregio artistico del nostro territorio e dei paesi lungo il litorale". A "Globe 08" è stato inoltre fatto il punto sull'attuazione della legge quadro sul turismo. "Insieme all'assessore regionale Claudio Mancini e alla presidente dell'Agenzia regionale del Turismo, Federica Alatri ? dice Peparello ? è stato discusso a Globe sullo stato di avanzamento dell'attuazione della legge quadro del settore turistico. Posso dare un giudizio positivo sulle nuove classificazioni alberghiere e ricettive, ma quello che urge è fare presto, si è perso già fin troppo tempo per programmare il settore. La Tuscia, in particolare, ha bisogno di recuperare le quote di mercato perse in questi anni. In generale, attendiamo la partenza dei Sistemi turistici locali, in applicazione dell'articolo 5 della legge 135/2001, che saranno il vero strumento complessivo per il rilancio del turismo di qualità in aree a vocazione naturalistica e turistica come il Viterbese". Edizione n. 864 del 18/03/2008.

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Rigore e niente cedimenti. La Bce fa benenevi (sezione: Burocrazia)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 18-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

FRANCO A. GRASSINI Il 15 marzo Europa ha pubblicato un fondo di Alberto Forchielli in cui si critica la politica della Banca centrale europea. Pur riconoscendo che tale impostazione rispetta il mandato, Forchielli ritiene che "pensando solo a contenere inflazione e deficit, l'Europa è condannata a non diventare quella locomotiva del mondo che potrebbe essere. E anzi rischia di finire per essere comprata, un pezzo di azienda dopo l'altro, dai fondi sovrani di Qatar o Singapore". Non è una posizione isolata. Forchielli non illustra quale linee specifiche dovrebbero essere seguite, ma dal contesto sembra evidente che pensi a interventi che migliorino la domanda riducendo le imposte e a investimenti pubblici che migliorino le infrastrutture. Forse tra questi ultimi sono anche da ricomprendere spese per la ricerca che favoriscano l'innovazione. Al riguardo si possono nutrire molti dubbi sulle capacità degli stati di ridare fiato ad economie quasi stagnanti, soprattutto con interventi diretti. È sufficiente guardare all'esperienza della Francia, che pure dispone di una burocrazia di altissimo livello, ed al suo ritardo rispetto alla Germania perché i dubbi sfiorino la certezza. Ma non è questo ora il vero problema, bensì quello dell'inflazione e del deficit pubblico. La prima è molto pericolosa perché, una volta partita, non è per niente agevole riportarla sotto controllo. Quanto meno il farlo comporta sacrifici di notevole entità e di non breve durata. L'abolizione della scala mobile che, qui in Italia, era uno dei fattori principali di alimentazione, ha chiaramente lasciato in situazione peggiore chi ne aveva beneficiato in precedenza. Né è facile contenere l'entità dell'inflazione una volta che la stessa si sia avviata perché sua caratteristica è quella di autoalimentarsi. Tizio aumenta i prezzi del 5 per cento perché Caio li ha fatti salire del 3 e così via, senza tornare al caso tedesco in cui la moneta perdeva valore ogni giorno (e aiutò l'ascesa al potere dei nazisti), l'esperienza a noi più vicina dei paesi latino-americani in materia è illuminante. Partita, proprio per eccessivi deficit di bilancio, con livelli relativamente moderati ha spesso raggiunto ritmi vertiginosi. Anche quando non si avviluppa su stessa con una corsa infernale, l'inflazione resta la più iniqua delle imposte. In ogni paese ci sono larghi strati della popolazione i cui redditi, nonostante varie forme di scala mobile, non possono essere adeguati immediatamente agli aumenti dei prezzi. E quanto maggiore è il ritmo dell'inflazione tanto maggiore è il danno anche per coloro che sono in grado di adeguare i propri redditi con tempi non immediati. Normalmente, poi, sono i più poveri a essere le maggiori vittime del fenomeno. Certo sappiamo tutti, e l'esperienza giapponese è lì a dimostrarcelo, che anche la deflazione non è favorevole all'equilibrio ed allo sviluppo dell'economia. Quindi, la politica della Bce che cerca di contenere l'inflazione intorno ad un 2-3 per cento annuo è da condividere, senza che questo implichi approvazione di tutti i modi con cui la stessa si sforza di raggiungere i suoi obiettivi. Per esempio, visti i consistenti ribassi della Fed, forse una minor rigidità sui tassi di interesse potrebbe essere opportuna per aiutare una discesa meno precipitosa del dollaro. Quanto ai deficit del bilancio pubblico, basti ricordare ? come ha fatto nei giorni scorsi il ministro Padoa-Schioppa ? che ogni italiano paga idealmente ogni anno circa 1700 euro per gli interessi sul debito che si è venuto accumulando per spese pubbliche che, anche quando non erano correnti, non hanno certamente dotato il paese di un capitale sociale (in termini di infrastrutture e qualità dell'istruzione) soddisfacente. Vogliamo caricare sulle generazioni future, che tanto oggi non votano, un'altra massa di debiti? Il problema vero europeo non è la carenza di spesa pubblica, ma quello della sua qualità. Si tratta di una questione resa più grave dall'invecchiamento della popolazione e, quindi, dalle crescenti esigenze pensionistiche e sanitarie. È questo il tema cui tutti dovremmo dedicare la massima attenzione, senza lasciarci attrarre da soluzioni facili che non guardano in misura sufficiente al futuro.

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