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Walter
chiaro ( da "Manifesto, Il"
del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Nel discorso
programmatico all'assemblea costituente del Pd, il candidato leader lancia la
sfida alla destra. Meno tasse, più innovazione, meno burocrazia, più aiuti ai
precari. E il partito omnibus si scalda per il divorzio tra Berlusconi e
Casini: "Se po' fa'"PAGINE 4 E 5.
Mario
Giuliano, 66 anni, imprenditore nel settore dei serramenti, è da due anni e
mezzo al timo ( da "Stampa, La"
del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
inefficiente, difficoltà di accesso al credito. Una legislazione pensata per la
grande industria e che, calata dall'alto, rischia di schiacciarci". La vostra
ricetta, qual è? "Nessuna ricetta: l'artigiano è una persona che mentre
costruisce qualcosa per sé e per gli altri, esprime la propria personalità.
Ancora
a Trieste il corpo della polacca uccisa Sui vestiti possibili tracce di Dna
degli assassini ( da "Piccolo di Trieste, Il"
del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ma la
burocrazia deve ancora compiere il suo percorso. E a rendere ancor più
drammatica la vicenda dei due genitori, rimbalza fino a Trieste la notizia che
ormai i coniugi Stanosz vengono guardati adddirittura con sospetto da alcuni
concittadini, che imputano loro di aver intascato soldi altrui.
Tre
figli e 700 euro al mese, da novembre dorme in auto: Il Comune mi nega una casa
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Da mesi Greta
lotta invano con la burocrazia italiana per l'assegnazione di un alloggio comunale
a un affitto adeguato alle sue possibilità economiche. La sua non è la classica
storia contrassegnata da un trascorso di disagio e povertà, anzi. Figlia di un
noto regista teatrale e scrittore albanese, una laurea in Lettere e un'infanzia
vissuta nel lusso,
LA
STRATEGIA DEL CAVALIERE ( da "Piccolo di Trieste, Il"
del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Certo
Berlusconi senza Fini potrebbe tagliare la burocrazia statale, ma è lecito
dubitare abbia il coraggio, lui che ama la popolarità, di mettersi contro
milioni di dipendenti pubblici. Non resta che la spesa sociale. Anche qui,
prescindendo dall'ingiustizia e dal fatto che l'invecchiamento della
popolazione tende a far crescere spesa sociale e sanitaria,
Materna,
sezioni bloccate dalla burocrazia
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Pordenone
Materna, sezioni bloccate dalla burocrazia Roveredo in Piano, 55 famiglie col
fiato sospeso. La Cisl: ritardi esclusivamente tecnici ROVEREDO. E giallo,
sulla nuova scuola dell'infanzia statale a Roveredo in Piano. L'autorizzazione
di due sezioni 2008-2009? Forse, si, no, non so.
I
tagli alle tasse non bastano se non si risanano i conti
( da "Nuova
Sardegna, La" del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Certo
Berlusconi senza Fini potrebbe tagliare la burocrazia statale, ma è lecito
dubitare abbia il coraggio, lui che ama la popolarità, di mettersi contro
milioni di dipendenti pubblici. Non resta che la spesa sociale. Anche qui
prescindendo dall'ingiustizia e dal fatto che l'invecchiamento della
popolazione tende a far crescere spesa sociale e sanitaria,
Meno
burocrazia con un testo unico europeo
( da "Libertà"
del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
gt Economia
Meno burocrazia con un testo unico europeo Cosmetici: un nuovo regolamento per
rafforzare la sicurezza Cambiano le regole sulla produzione dei cosmetici: 3500
pagine di norme nazionali diventano un unico testo europeo che punta ad
accrescere la sicurezza dei prodotti per i consumatori e a ridurre gli oneri
burocratici per i produttori.
Spazzatura
e dolce vita l'italia vista dall'america - jacopo barigazzi barbie nadeau
( da "Repubblica,
La" del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
i partiti
politici hanno alimentato e gonfiato oltre ogni dire la burocrazia con posti di
lavoro distribuiti in base al clientelismo. "C'è molta corruzione"
dichiara Sapelli. Infine, negli anni Ottanta c'è stato il problema della lira
italiana: il governo ha spinto e promosso le esportazioni e ammansito il settore
privato non incoraggiando la ricerca, lo sviluppo e l'innovazione,
Geotubi
per difendere il litorale dianese, ma la burocrazia frena
( da "Secolo
XIX, Il" del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
I
fondi per conciliare orari di lavoro e famiglia restano inutilizzati
( da "Sole
24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
molta
burocrazia I fondi per conciliare orari di lavoro e famiglia restano
inutilizzati Dei quaranta milioni messia disposizione lo scorso anno dal Fondo
per le politiche della famiglia ne sono stati assegnati finora solo tre. I
progetti realizzati dalle aziende per conciliare tempi di vita e di lavoro dei
dipendenti stentano a decollare:
Figli
e lavoro, pochi progetti ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
pochi
progetti Burocrazia e tempi lunghi frenano la diffusione di orari flessibili PAGINA
A CURA DI Francesca Barbieri La dote è stata raddoppiata, ma il ritornello è
sempre lo stesso: conciliare il tempo in azienda è operazione ancora poco
diffusa. Part-time, telelavoro, banca delle ore, corsi di formazione dopo la
nascita di un figlio,
Porti
da sette anni senza riforma ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
94 Porti da
sette anni senza riforma In banchina la burocrazia blocca l'ammodernamento e
frena l'innovazione Raoul de Forcade GENOVA Due governi, uno durato cinque anni
e l'altro quasi due, incapaci di approvare una riforma della legge sui porti
84/ 94. Infrastrutture viarie e ferroviarie che mancano e rompono la catena
logistica del trasporto merci da e per i terminal.
A
sbagliare sono sempre gli altri ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
O pensiamo
alla burocrazia e alla giustizia. Sappiamo perfettamente quanti decenni possa
durare anche la più sciocca causa, leggiamo quotidianamente di verdetti assurdi
e inspiegabili, che fanno vacillare anche il più radicato buon senso, e ciò ci
rende spaesati, sicuramente perdenti, e soprattutto.
Seminario
a Confindustria ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)"
del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
di
burocrazia... lumaca, o la prova provata che il terminal non serviva a nulla
all'epoca della costruzione, ed è ancor più inutile oggi? "Mi avvalgo
della facoltà di non rispondere ? sorride Ruzziconi ?. Scherzi a parte, ho la
sensazione che in Comune ci sia molta carne al fuoco, in tema di mobilità: in ogni
caso non compete a me decidere o selezionare gli obiettivi strategici"
Ma
il giovane Colaninno non serve a Malpensa
( da "Giornale.it,
Il" del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Chiede
qualcosa di molto concreto: più autonomia, meno stato, meno burocrazia,
infrastrutture, liberalizzazioni, aiuti alla piccola e media impresa nella
competizione globale, più sicurezza. Intendiamoci, in passato anche governi
"amici del Nord" non sempre hanno onorato questa amicizia, troppo
ansiosi di dimostrare una loro visione "nazionale".
MENO
STIPENDIO PER TUTTI (GLI ONOREVOLI)
( da "Panorama"
del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
con la sua
burocrazia, con le sue rendite di posizione, i suoi potentati. Un uomo solo
contro tutti rischia dunque di andare a sbattere e di farsi male. Cosa che al
Cavaliere accadde nel 1994, quando la formidabile coalizione di poteri forti e
il tintinnio di manette non gli fecero neppure toccare palla, rispedendolo ad
Arcore nell'
L'autentica
novità del momento/ Veltroni ha capito che la sfida si combatte anche per via
semantica... pag.1 ( da "Affari Italiani (Online)"
del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
una volontà
di liberazione delle energie e di riduzione della burocrazia (di quello che gli
statunitensi chiamerebbero il Big Government) che ricorda il primo programma
elettorale clintoniano. Come pure un'idea alla Bobbio di liberaldemocrazia
quale collante ideale del nuovo partito, nel quale ci auguriamo, come avrebbe
probabilmente voluto il grande pensatore torinese,
Gorizia
CORMÒNS. Migliorare l'efficienza del servizio, garantire il raggiungimento
degli obiettivi d... ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
snellire la
burocrazia, far risparmiare tempo alle aziende e, nell'interesse di produttori
e consumatori, contenere anche i costi. Per tutti questi validi motivi i
presidenti dei Consorzi tutela vini Doc della provincia di Gorizia e Trieste
(Collio, Isonzo e Carso) hanno siglato un accordo per condividere l'esperienza
sui controlli di filiera maturata in questi anni.
ANTITRUST:
BERNABE' RISPONDE A CALL CENTER, MIGLIORARE SERVIZI
( da "Prima
Comunicazione" del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
impressione
che la burocrazia aziendale attenui lo stato d'animo negativo che serpeggia tra
gli utenti, dando al management un'idea troppo ottimistica" della
soddisfazione della clientela. "Non potevo farmi sfuggire l'occasione di
avere qui un a.d. innocente, visto che non ha nulla a che fare con la
precedente gestione e dargli modo,
Mediobanca:
Pagliaro, nelle medie imprese vince il fattore umano
( da "Smau.it"
del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ha sottolineato
Andrea Mondello, presidente di Unioncamere, individuando nella capacità di fare
rete e di stare in filiera integrandosi all'interno di reti piu ampie, il punto
di forza e lamentando d'altro canto l'eccessiva pressione fiscale, il peso
della burocrazia e la cronica carenza di infrastrutture.
Leggi
Finanziarie all'esame di politica e Confartigianato
( da "Gazzettino,
Il (Pordenone)" del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma ci
attendiamo però azioni incisive sulla burocrazia: quella regionale non è
infatti più gradita di quella statale. E se pure siamo giunti alla fine di
questa legislatura, proponiamo alle forze politiche che scenderanno in campo
per chiedere il voto ai cittadini del Friuli Venezia Giulia, di indicare questi
temi come prioritari per la futura azione di governo".
Uniti
per il turismo ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia.Soddisfatti
per il rinnovo tanto il vicesindaco e assessore al turismo Massimino Zaninello,
che il presidente della Pro Loco Claudio Pavanati, che hanno messo l'accento
sulla flessibilità e snellezza dei rapporti raggiunti con la nuova convenzione
e la possibilità che viene così assicurata di portare avanti con reciproca
soddisfazione le iniziative a carattere turistico
Pensare
alla villa veneta come ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ed alleggerire
una burocrazia che impedisce qualsiasi tipo di recupero in un mondo unicamente
nostro, composto da 4.500 costruzioni nelle tre Venezie, di cui ben 250 nel
Polesine. "Make dreams real": rendere i sogni reali, un messaggio
finale di ottimismo per il futuro, indirizzato anche al Rotary alla ricerca di
qualche possibile intervento.
(e.g.)
Si sono svolte sul duplice ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la burocrazia
e si è infine augurato una modifica delle legge sui nitrati. Sul piano locale,
il presidente mandamentale, Adriato Tugnolo, ha riferito degli incontri in
municipio con i tecnici Enel per la riconversione della centrale di Polesine
Camerini, in cui l'agricoltura ha chiesto visibilità nella futura convenzione
per fissare alcuni paletti riguardo la salute,
Caritas
a confronto sui problemi della solidarietà
( da "Gazzettino,
Il" del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
nel consiglio
di coordinamento per la troppa burocrazia.Nel pomeriggio il convegno si è
spostato nella Casa Diocesana di Spiritualità "Casa Maria Assunta", a
Cavallino, per approfondire con riflessioni in gruppi di studio, alcuni aspetti
messi in luce nella mattina per affinare il metodo di lavoro Caritas e le
abilità dell'operatore-animatore parrocchiale.
<Porte
aperte> per artigiani in crisi di identità
( da "Gazzettino,
Il (Venezia)" del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
una
burocrazia che si complica e che rende l'ordinaria amministrazione
dell'attività sempre più difficile da gestire. E tutto viene risolto spesso
senza sapere che ogni artigiano vive gli stessi problemi."Trascorse le
giornate in negozio aggiunge il segretario della Confartigianato c'è la
tendenza a voler risolvere tutto in famiglia,
LE
VERITà DEGLI ERETICI ( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)"
del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
subdola, alle ottusità come alle raffinate astuzie del potere, al coro untuoso
della intellighenzia schierata al fianco del più forte, mai dei più deboli: il
suono di quelle parole di rivolta, per esserci con Camus, giunge flebile nel
frastuono contemporaneo, ma l'orecchio va teso per non disperdere nel soffio
della impalpabile postmodernità un patrimonio di vite e di
PIGNETO
Un paletto anti-investimenti ( da "Messaggero, Il"
del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Lettera
firmata BUROCRAZIA Atac, card over 70 altro che agevolazioni Spettabile Atac,
sul vostro sito internet compare uno splendido annuncio che pubblicizza l'invio
gratuito a domicilio della card over 70 per il 2008, ma peccato che ad oggi tutto
ciò sia avvenuto solo per pochi fortunati.
Paolo
Ferrero: lo spezzatino l'errore più grande
( da "Vita
non profit magazine" del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
I
condizionamenti non dichiarati delle burocrazie hanno un peso notevole che io
ho incominciato ad apprezzare solo col passare dei mesi. Vita: è stato così per
il 5 per mille? Ferrero: Direi di sì. Clamorosa anche la vicenda della
riduzione dello stipendio dei ministri. Io proposi che il provvedimento fosse
esteso anche ai ministri non parlamentari,
Veltroni
ha capito che la sfida si combatte anche per via semantica... pag.1
( da "Affari
Italiani (Online)" del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
una volontà
di liberazione delle energie e di riduzione della burocrazia (di quello che gli
statunitensi chiamerebbero il Big Government) che ricorda il primo programma
elettorale clintoniano. Come pure un'idea alla Bobbio di liberaldemocrazia
quale collante ideale del nuovo partito, nel quale ci auguriamo, come avrebbe
probabilmente voluto il grande pensatore torinese,
AGRICOLTURA/
ALTO ADIGE, VIA LIBERA A NUOVA LEGGE SU AGRITURISMO
( da "Virgilio
Notizie" del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
05 Obiettivo
è ridurre la burocrazia, ai comuni le autorizzazioni Roma, 18 feb. (Apcom) - La
giunta provinciale di Bolzano ha approvato questa mattina il disegno di legge
elaborato dall'assessore all'Agricoltura, Hans Berger, sul settore
dell'agriturismo. La nuova legge si prefigge in primo luogo di ridurre la
burocrazia.
( da "Manifesto, Il" del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Walter chiaro
Veltroni ci crede. Nel discorso programmatico all'assemblea
costituente del Pd, il candidato leader lancia la sfida alla destra. Meno
tasse, più innovazione, meno burocrazia, più aiuti ai precari. E il partito omnibus si scalda per il
divorzio tra Berlusconi e Casini: "Se po' fa'"PAGINE 4 E 5.
( da "Stampa, La" del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ne di
Confartigianato Piemonte. L'associazione di categoria conta, a livello
regionale, 46mila imprese iscritte (6500 nel capoluogo subalpino). Allora,
presidente, come giudica questa fotografia del pianeta artigianato a Torino?
"Direi che riflette la realtà: cresciamo troppo poco. L'incremento in
valore assoluto delle imprese è probabilmente legato al fatto che molti
dipendenti si mettono in proprio. Pochi, però, vanno avanti". Quali i
maggiori ostacoli nel vostro lavoro? "I soliti, sono anni che ne parliamo:
fisco soffocante, burocrazia
inefficiente, difficoltà di accesso al credito. Una legislazione pensata per la
grande industria e che, calata dall'alto, rischia di schiacciarci". La
vostra ricetta, qual è? "Nessuna ricetta: l'artigiano è una persona che mentre
costruisce qualcosa per sé e per gli altri, esprime la propria personalità.
Dobbiamo migliorare il nostro capitale umano e puntare sull'idea della
necessità di una formazione continua". \.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Anna Stanosz fu
trovata cadavere in Carso lo scorso giugno. Il consolato: manca il nulla osta
della Procura Ancora a Trieste il corpo della polacca uccisa Sui vestiti
possibili tracce di Dna degli assassini Il suo corpo senza vita, ormai
irriconoscibile, era stato rinvenuto nella boscaglia tra Opicina e Fernetti il
21 giugno dello scorso anno. Oggi, a distanza di otto mesi, i resti della
26enne polacca Anna Stanosz, vittima di un caso d'omicidio destinato
probabilmente a rimanere insoluto, sono ancora chiusi in una cella frigorifera
dell'obitorio di via Costalunga. Il rientro in patria della salma, e la
sepoltura nel cimitero di un piccolo villaggio sui Carpazi chiamato Chyrowa,
continua a essere rinviato a tempo indeterminato. Il motivo, stando alle
informazioni fornite alcuni giorni fa dal viceconsole polacco a Milano, Andrzej
Szydlo, è l'assenza del nulla osta per il trasferimento del corpo della ragazza
nel suo Paese d'origine da parte della procura della Repubblica di Trieste.
L'indagine, in altre parole, non sarebbe ancora chiusa: nonostante gli esami autoptici
abbiano detto che i resti del cadavere non potranno fornire indizi a causa
dell'avanzato stato di decomposizione, la salma deve restare ancora a
disposizione perché in ballo c'è il rebus di un assassinio consumato a cavallo
di un confine che l'estate scorsa esisteva ancora. Un assassinio riconducibile,
eventualmente, alle attività internazionali di un'organizzazione criminale che
spinge all'avvventura giovani stranieri delle regioni povere dell'Est, con la
prospettiva di un lavoro serio in Italia, salvo poi spedire sul marciapiede le
ragazze e nei campi i ragazzi. Il mancato nulla osta si lega peraltro ad alcune
voci non confermate dal consolato che circolano in ambienti vicini alla
famiglia Stanosz, secondo cui sui resti di Anna (verosimilmente sui vestiti che
portava addosso) sarebbero state isolate tracce di Dna di tre persone. Forse i
suoi carnefici. Per i genitori dunque, Krystyna e Wladyslaw Stanosz, la penosa
attesa di poter almeno seppellire la figlia a casa non è finita. Un complesso
iter investigativo, di fatto, ha preso il posto degli ostacoli economici, già
risolti in larga misura proprio grazie alle donazioni dei triestini. In molti,
qui in città, erano infatti rimasti colpiti dalla storia dei coniugi Stanosz,
lei casalinga e lui invalido, che con le loro entrate mensili, circa 250 euro,
non avrebbero mai potuto far rientrare in Polonia il feretro, il cui
trasferimento costa circa 4mila euro. La macchina della solidarietà, attivata
anche atttraverso il Piccolo, aveva consentito alla famiglia di risolvere
quest'ostacolo e di rivolgersi a un'agenzia funeraria di Varsavia specializzata
in casi internazionali. Ma la burocrazia deve ancora compiere il suo percorso. E a rendere ancor più
drammatica la vicenda dei due genitori, rimbalza fino a Trieste la notizia che
ormai i coniugi Stanosz vengono guardati adddirittura con sospetto da alcuni
concittadini, che imputano loro di aver intascato soldi altrui. Soldi
offerti per il recupero di una salma che non torna. pi.ra.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Greta, albanese ma
cittadina italiana da 18 anni, è affetta da tumore "Mi sono rivolta invano
a sindaco e prefetto. In Municipio mi dicono di tornare al mio Paese" Tre
figli e 700 euro al mese, da novembre dorme in auto: "Il Comune mi nega
una casa" Malata, con tre figli e la madre anziana a carico, costretta a
dormire in auto dallo scorso novembre perché lo stipendio (700 euro al mese)
non le basta per affittare un appartamento dignitoso in grado di ospitare lei e
la sua famiglia. È la storia di Greta Shllaku, 49 anni, albanese di origine ma
residente a Trieste e cittadina italiana da ben 18 anni. Da
mesi Greta lotta invano con la burocrazia italiana per l'assegnazione di un alloggio comunale a un affitto
adeguato alle sue possibilità economiche. La sua non è la classica storia
contrassegnata da un trascorso di disagio e povertà, anzi. Figlia di un noto
regista teatrale e scrittore albanese, una laurea in Lettere e un'infanzia
vissuta nel lusso, fino a cinque anni fa Greta gestiva una pizzeria a
Muggia assieme al marito triestino (da cui ora si sta separando). A mandare a
rotoli un'esistenza senza particolari problemi economici è stata una malattia
che ancora oggi non le dà tregua: "Cinque anni fa mi è stato diagnosticato
un tumore, mi avevano dato due settimane di vita - racconta -: ho subito
quattro operazioni, mi è stato asportato un seno, mi sono sottoposta alla
chemioterapia per oltre un anno e sono ancora in cura. Nelle mie condizioni non
potevo continuare a lavorare e così siamo stati costretti a chiudere la
pizzeria". Da lì inizia un periodo di crisi economica e familiare che
culmina con la separazione. A novembre però la casa coniugale viene assegnata
all'ex marito e Greta si trova sulla strada: "Sono costretta a dormire in
un'auto, nonostante le mie condizioni di salute, mentre i miei figli e mia
madre sono obbligati a farsi ospitare da amici e conoscenti - racconta -. Con i
700 euro che guadagno lavorando quattro ore al giorno in una pizzeria non posso
affittare una casa a prezzi di mercato e al contempo mantenere quattro persone,
tra cui un minorenne". A spingere Greta a rinunciare, con grande
sofferenza, alla sua riservatezza, raccontando pubblicamente la sua vicenda, è
il muro che si è trovata davanti ogni volta che si è rivolta alle istituzioni:
"Ho chiesto udienza al sindaco, che non si è degnato di concedermi neppure
una risposta pro forma escludendo ogni tentativo di colloquio. Mi sono rivolta
anche al prefetto, pregandolo di dedicarmi pochi minuti del suo tempo, ma
nulla". L'esperienza peggiore però l'ha vissuta rivolgendosi al Comune per
ottenere un alloggio: "Gli addetti mi hanno dato un unico suggerimento:
ritornarmene in Albania. Ogni volta che mi presento agli uffici mi ritrovo a
dover ripetere e ripercorrere con dolore i miei trascorsi di salute per
spiegare la mia difficoltà attuale, sentendomi ogni volta violata nella privacy
di malata. Mi sento umiliata da questi atteggiamenti di razzismo e disprezzo.
Mi chiedo come sia possibile che nell'Italia del 2008 si lasci una madre in
queste condizioni - afferma -. Le uniche persone che mi hanno dimostrato
attenzione e conforto sono l'assistente sociale Cristina Ceppi e i consiglieri
comunali Alfredo Racovelli e Roberto Decarli, che ringrazio". Le uniche
cose che le istituzioni sono state in grado di offrirle sono un posto in una
casa di riposo - "ma solo per me, dimenticando mia madre e mio figlio di
16 anni" - e un reddito di cittadinanza di 93 euro al mese, "con il
quale non posso certo affittare un alloggio". Greta sottolinea che la sua
non è una richiesta di favori o di alloggi gratuiti: "Non chiedo alcun
regalo, né intendo pesare sulle spalle dei cittadini: voglio vivere da sola e
pagare l'affitto. Non chiedo altro che qualcuno mi ascolti e mi dia un aiuto
concreto. Se nessuno è disposto a farlo, allora, per quanto ami questa città,
rivoglio indietro la mia cittadinanza: evidentemente quella italiana non mi
serve un granché". Elisa Lenarduzzi.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
DALLA PRIMA PAGINA
Ed è, di conseguenza, molto probabile che formino la sostanza del suo
programma. Vale, quindi, la pena di chiedersi se politiche economiche del
genere siano in grado di avviare a soluzione i problemi reali del Paese, che si
sostanziano in un passo più lento di quello dei grandi stati europei anche nei
periodi di ripresa. La prima questione al riguardo concerne l'ipotesi, cara a
molta destra non solo italiana, che una riduzione del carico fiscale incentivi
gli imprenditori a maggiori investimenti ed iniziative. L'on. Sacconi, un
qualificato berlusconiano, arriva a dire "oggi, oltre una certa soglia,
alle aziende non conviene più guadagnare". Se guardiamo i dati di
Mediobanca usciti nei giorni scorsi, constatiamo che nel 2006 le imprese che
nell'ultimo decennio sono state sempre in utile o pareggio hanno pagato al
fisco lievemente meno del 30% dei loro utili e hanno versato in dividendi quasi
il doppio di quanto hanno dato allo Stato. Non è riducendo di qualche punto
percentuale il carico fiscale che si modificano gli incentivi, dato che o gli
operatori economici sono razionali e allora già ora possono constatare che la
maggior parte di quanto guadagnano va a loro beneficio, o non lo sono e in tal
caso rispondono non a modifiche marginali, ma solo a quelle tanto sostanziose
da essere impraticabili. Quelle censite da Mediobanca, potrebbe obiettare un
berlusconiano, sono imprese grandi e medie: la situazione è diversa per quelle
minori. Ma chiunque abbia un minimo di esperienza sa che è li che si
concentrano ampi fenomeni di vera e propria evasione fiscale per evitare i
quali senza un'attenta opera di repressione occorrerebbe ridurre a zero o quasi
le aliquote. Il vero problema delle medio-piccole imprese italiane non sono le
tasse, ma per molte di loro la ridotta dimensione e l'essersi attardate su
produzioni tradizionali non qualificate sulle quali grava la concorrenza dei
Paesi a basso costo di mano d'opera. I problemi di quel terzo delle imprese
industriali italiane che perde o è in pareggio non si risolvono con tasse
minori, perché già non le pagano. Restano le tasse personali e qui l'iniziativa
l'hanno già presa Epifani suggerendo una riduzione di quelle sul lavoro
dipendente e Rutelli con l'Ici sulla prima casa, per cui a Berlusconi, se vuole
differenziarsi, non resta che puntare a una minor progressività. Prescindendo
dall'ingiustizia di una formula del genere (negli Usa miliardari come Buffett
criticano quanto ha fatto Bush in tale direzione), da noi il problema è quello
della copertura. Con un debito pubblico che supera il reddito nazionale,
l'unica strada percorribile è quella della riduzione delle spese. Ma quali? Non
quelle per lavori pubblici se non vuol rinnegare il suo patto con gli italiani.
Certo Berlusconi senza Fini potrebbe tagliare la burocrazia statale, ma è lecito dubitare
abbia il coraggio, lui che ama la popolarità, di mettersi contro milioni di
dipendenti pubblici. Non resta che la spesa sociale. Anche qui, prescindendo
dall'ingiustizia e dal fatto che l'invecchiamento della popolazione tende a far
crescere spesa sociale e sanitaria, si colpirebbero milioni di persone e
si influirebbe negativamente sui consumi indebolendo ulteriormente il sistema
economico. I costi della politica potrebbero essere abbassati riducendo il
numero dei parlamentari in misura più massiccia di quanto sta proponendo il
centrosinistra, ma Berlusconi ha già promesso ai suoi di ricandidarli tutti e
non può fare tagli troppo drastici. Tutto questo non significa che non ci siano
molte inefficienze e molti sprechi, ma per ridurli occorre un'opera di cesello
che non fa parte dello stile del nostro e che dura anni. Di conseguenza o
Berlusconi mette in programma cose che non potrà realizzare nella speranza che
molti gonzi ci credano, o - se tenterà di realizzarle - porterà il bilancio a
uno sfacelo maggiore di quello avviato dal suo ultimo governo. Speriamo solo
che molti italiani se ne rendano conto, perché in caso contrario, se il deficit
riprendesse a crescere, è molto difficile pensare questa volta che l'Europa
chiuda benevolmente un occhio. Franco A. Grassini.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pordenone Materna, sezioni
bloccate dalla burocrazia Roveredo in Piano, 55
famiglie col fiato sospeso. La Cisl: ritardi esclusivamente tecnici ROVEREDO.
E' giallo, sulla nuova scuola dell'infanzia statale a Roveredo in Piano.
L'autorizzazione di due sezioni 2008-2009? Forse, si, no, non so. Dall'ufficio
scolastico regionale di Trieste, dicono: "Avremo notizie più sicure sugli
organici la prossima settimana". L'incertezza cresce, e 55 famiglie che
hanno iscritto i bambini stanno sulla proverbiale graticola. La petizione per
fare pressing sull'amministrazione scolastica ha raccolto una cinquantina di
firme di mamme e papà che chiedono asilo dal prossimo settembre. "I locali
messi a disposizione dal Comune non sono un problema - riassumono la vicenda i
sindacalisti cigiellini Carla Franza e Gianfranco Dall'Agnese -. Il consenso
territoriale è fuori dubbio, ma purtroppo l'iter burocratico si rivela più
difficile del previsto". Ritardi tecnici, pare. "Non ci sono i tempi
per attribuire un codice burocratico alla nuova scuola dell'infanzia che
dovrebbe nascere - aggiungono i cislini -. L'iter formale non è stato
completato e le cose non sono lineari". Un inghippo burocratico ha frenato
l'istituzione della materna statale, cioè il solito pasticcio all'italiana.
Scenari possibili? Le due sezioni di materna potrebbero saltare in organico di
diritto. "Faremo di tutto perché questo non accada - ha rassicurato sulla
vicenda che tiene nell'ansia 55 famiglie con il bambino da sistemare a scuola
-. L'ultima possibilità che potrebbe risolvere la situazione critica sarebbe
quella di autorizzare le due nuove sezioni in organico di fatto". L'anno
scolastico 2008-2009 doveva in dote anche due istituti comprensivi a Roveredo e
Porcia, rispettando la linea geografica dei territori comunali.
"L'operazione delle scuole trasformate in verticale - confermano i
cigiellini - semplifica la gestione e può assicurare continuità didattica
dall'infanzia alle secondarie di primo grado". Il condizionale è d'obbligo
anche in questo caso: i codici delle scuole che non arrivano minacciano il futuro
prossimo dell'istruzione territoriale. (c.b.).
( da "Nuova Sardegna, La" del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Franco A.
Grassini I tagli alle tasse non bastano se non si risanano i conti
Nell'annunciare il sostanziale mutamento politico Berlusconi ha parlato di
tutto, ma è stato particolarmente avaro sui temi economici. Solo qualche vago
accenno a riduzione delle tasse (e della loro progressività) e sostegno della
piccola impresa. Premesso che il personaggio è capace di mutamenti
imprevedibili, non sembra dubbio che tesi di tale tipo avrebbero un notevole
fascino per i suoi potenziali elettori ed è, di conseguenza, molto probabile
che formino la sostanza del suo programma. Vale, quindi, la pena di chiedersi
se politiche economiche del genere sarebbero in grado di avviare a soluzione i
problemi reali del Paese, che si sostanziano in un passo più lento di quello
dei grandi Stati europei anche nei periodi di ripresa. La prima questione al
riguardo concerne l'ipotesi, cara a molta destra non solo italiana, che una
riduzione del carico fiscale incentivi gli imprenditori a maggiori investimenti
ed iniziative. L'on. Sacconi,un qualificato berlusconiano, arriva a dire
"oggi, oltre una certa soglia, alle aziende non conviene più
guadagnare". Se guardiamo i dati di Mediobanca usciti nei giorni scorsi,
constatiamo che nel 2006 le imprese che nell'ultimo decennio sono state sempre
in utile o pareggio hanno pagato al fisco lievemente meno del 30% dei loro
utili ed hanno versato in dividendi quasi il doppio di quanto hanno dato allo
Stato. Non è riducendo di qualche punto percentuale il carico fiscale che si
modificano gli incentivi, dato che o gli operatori economici sono razionali e
allora già ora possono constatare che la maggior parte di quanto guadagnano va
a loro beneficio, o non lo sono ed in tal caso rispondono non a modifiche
marginali, ma solo a quelle tanto sostanziose da essere impraticabili. Quelle
censite da Mediobanca, potrebbe obiettare un berlusconiano, sono imprese grandi
e medie: la situazione è diversa per quelle minori. Ma chiunque abbia un minimo
di esperienza sa che è lì che si concentrano ampi fenomeni di vera e propria
evasione fiscale per evitare i quali senza un'attenta opera di repressione
occorrerebbe ridurre a zero o quasi le aliquote. Il vero problema delle
medio-piccole imprese italiane non sono le tasse,ma per molte di loro la
ridotta dimensione e l'essersi attardate su produzioni tradizionali non
qualificate sulle quali grava la concorrenza dei Paesi a basso costo di mano
d'opera. I problemi di quel terzo delle imprese industriali italiane che perde
o è in pareggio non si risolvono con tasse minori, perché già non le pagano.
Restano le tasse personali e qui l'iniziativa la hanno già presa Epifani
suggerendo una riduzione di quelle sul lavoro dipendente e Rutelli con l'ICI
sulla prima casa, per cui a Berlusconi, se vuole differenziarsi, non resta che
puntare ad una minor progressività. Prescindendo dall'ingiustizia di una
formula del genere, il problema è quello della copertura. Con un debito
pubblico che supera il reddito nazionale, l'unica strada percorribile è quella
della riduzione delle spese. Ma quali? Non quelle per lavori pubblici se non
vuol rinnegare il suo patto con gli italiani. Certo
Berlusconi senza Fini potrebbe tagliare la burocrazia statale, ma è lecito dubitare abbia il coraggio, lui che ama la
popolarità, di mettersi contro milioni di dipendenti pubblici. Non resta che la
spesa sociale. Anche qui prescindendo dall'ingiustizia e dal fatto che
l'invecchiamento della popolazione tende a far crescere spesa sociale e
sanitaria, si colpirebbero milioni di persone e si influirebbe negativamente
sui consumi indebolendo ulteriormente il sistema economico. I costi della
politica potrebbero essere abbassati riducendo il numero dei parlamentari in
misura più massiccia di quanto sta proponendo il centro-sinistra, ma Berlusconi
ha già promesso ai suoi di ricandidarli tutti e non può fare tagli troppo
drastici. Tutto questo non significa che non ci siano molte inefficienze e
molti sprechi, ma per ridurli occorre un'opera di cesello che non fa parte
dello stile del nostro e che dura anni. Di conseguenza o Berlusconi mette in
programma cose che non potrà realizzare nella speranza che molti gonzi ci
credano, o - se tenterà di realizzarle - porterà il bilancio ad uno sfacelo
maggiore di quello avviato dal suo ultimo governo. Speriamo solo che molti italiani
se ne rendano conto, perché in caso contrario, se il deficit riprendesse a
crescere, è molto difficile pensare questa volta l'Europa che si è rimessa in
piedi chiuda benevolmente un occhio.
( da "Libertà" del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Quotidiano partner
di Gruppo Espresso LIBERTA' di lunedì 18 febbraio 2008 > Economia Meno burocrazia con un testo unico europeo Cosmetici: un nuovo regolamento per
rafforzare la sicurezza Cambiano le regole sulla produzione dei cosmetici: 3500
pagine di norme nazionali diventano un unico testo europeo che punta ad
accrescere la sicurezza dei prodotti per i consumatori e a ridurre gli oneri
burocratici per i produttori. Sono definiti requisiti minimi più chiari
per la valutazione della sicurezza dei prodotti immessi sul mercato UE. Le
regole per la segnalazione di effetti indesiderati alle autorità di vigilanza,
per il ritiro del prodotto e per il coordinamento tra le autorità degli Stati
vengono approfondite, mentre sono semplificati i requisiti di notifica, che
ridurranno i costi amministrativi per le imprese cosmetiche del 50%. Le leggi e
i regolamenti nazionali, pari appunto a oltre 3500 pagine di testi giuridici,
vengono eliminati e sostituiti da un'unica normativa europea. In realtà, esiste
già una norma europea risalente al 1976, ma una serie continua di emendamenti
introdotti dai differenti paesi hanno prodotto un mosaico privo di terminologia
coerente. Oggi, ad esempio, vengono definite le nuove disposizioni sul divieto
dei test sugli animali, che verranno gradualmente introdotte di qui al
( da "Repubblica, La" del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca
Sull'edizione internazionale di Newsweek ritratto a tinte forti del Bel Paese
la crisi politica e Napoli, l'economia che non cresce, il blocco delle opere
Spazzatura e dolce vita l'Italia vista dall'America JACOPO BARIGAZZI BARBIE
NADEAU Christopher Dickey In questi giorni il film che fa più discutere in
Italia, ed è "hot" da ogni punto di vista, è "Caos calmo":
narra la storia di un vedovo che non riesce a rimettere in sesto la propria
vita e se ne resta seduto su una panchina a osservare la vita che gli scorre
davanti. Certo, una delle ragioni per le quali il film fa il pieno ai
botteghini è la controversia nata in merito a una scena di sesso, ma il film
tocca sicuramente qualche nervo scoperto. La verità è che, al pari del vedovo,
buona parte d'Italia se ne resta seduta a vederle passare davanti il mondo
intero. Fino all'inizio degli anni '80, il pil italiano era pressoché uguale a
quello della Gran Bretagna, e l'Italia pareva essere una forza trainante di
un'Europa unita di recente. Ma quei giorni sono ormai lontani. Luca Cordero di
Montezemolo, presidente della Fiat e della Ferrari, paragona il governo
italiano a "una vettura così pesante, così costosa, così difficile da
manovrare, così obsoleta, che per quanto bravo possa essere il pilota non riesce
a vincere". A questo punto il governo non è che funzioni male: non
funziona proprio. Da quando il governo di centro-sinistra del Primo ministro
Romano Prodi è caduto a gennaio per non aver ottenuto la fiducia, si è in
regime provvisorio fino alle prossime elezioni fissate ad aprile. Dagli ultimi
sondaggi risulta che l'Italia tornerà a essere governata dal magnate-showman di
centro-destra Silvio Berlusconi (...) Indipendentemente da come gli italiani ci
appaiono, ci sono segni di marciume, sia in senso figurato che letterale. Le
strade di Napoli sono sommerse e invase da montagne di spazzatura in
putrefazione da mesi, senza che sia in vista una soluzione. Se Napoli puzza,
Venezia non è da meno: grandiosi piani sono stati proposti per salvare la
città, sommersa dalle acque nove mesi l'anno, ma il progetto di lavori
decennali e del costo di svariati miliardi di euro proposto da Berlusconi è
stato rimesso nel cassetto da Prodi. Firenze è presa d'assalto dai turisti, ma
invece di migliorare le infrastrutture il consiglio municipale sta pensando di
trasferire il David di Michelangelo fuori città per "decongestionare"
il centro. E poi c'è l'Alitalia, la flotta della compagnia di bandiera che
affoga in debiti immani, emblematici dell'economia italiana che non funziona.
Nel 2004 e nel
( da "Secolo XIX, Il" del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Varato il progetto,
non le autorizzazioni I grossi "salsicciotti" di due metri di
diametro messi davanti alle spiagge dovrebbero contenere l'erosione. Ma manca
l'ok 18/02/2008 Diano Marina. Promossa dall'amministrazione comunale
l'installazione di geotubi, grossi "salsicciotti " di quasi due metri
di diametro che, una volta riempiti di sabbia, dovranno arginare in maniera
capillare il fenomeno dell'erosione delle spiagge, negli ultimi anni una delle
piaghe più preoccupanti del litorale dianese. Soddisfatto l'assessore al
demanio per il progetto che si spera, nel giro di pochi mesi, possa ottenere
tute le autorizzazioni necessarie per procedere con i lavori veri e propri.
"Di concerto con le varie associazioni coinvolte che operano sul nostro
litorale - ha spiegato l'assessore Muratorio - abbiamo deciso per
l'installazione dei geotubi nella parte di ponente, quindi dal porto verso
Sant'Anna. Si tratta di grossi tubi riempiti di sabbia che una volta
posizionati ad una distanza opportuna dalla riva infrangono l'onda in modo da
evitare che colpisca direttamente o gli scogli o, appunto, la battigia causando
quindi una notevole dispersione di manto sabbioso. Secondo i calcoli dovrebbero
frenare l'erosione delle spiagge e di conseguenza limitare il ripascimento".
L'intervento capillare sulla parte di ponente potrebbe però slittare al
prossimo autunno, poiché, al momento, come evidenziato dall'assessore, si è
ancora alla parte burocratica nonostante vi sia già un progetto ben definito.
Va ancora peggio per la parte a levante. Il Comune sta ancora aspettando il
nulla osta definitivo, anche sotto l'aspetto economico, dalla Regione per
convocare la conferenza dei servizi in via referente . "Tuttavia -
conclude la Muratorio - ci auguriamo che entrambi i progetti vengano promossi
al massimo entro la fine di questa estate in modo da aprire i cantieri almeno
in autunno. Per l'ormai imminente stagione balneare speriamo non si verifichino
mareggiate importanti da compromettere o comunque minacciare la regolare attività
dei nostri stabilimenti balneari. Abbiamo già fatto degli interventi importanti
per la difesa del litorale, ma sarei ipocrita a definirli risolutivi o
permanenti". Alessandra Boero 18/02/2008.
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: PRIMA data: 2008-02-18 - pag: 1 autore: Imprese. Pochi
progetti, molta burocrazia I fondi per conciliare orari di lavoro e famiglia restano
inutilizzati Dei quaranta milioni messia disposizione lo scorso anno dal Fondo
per le politiche della famiglia ne sono stati assegnati finora solo tre. I
progetti realizzati dalle aziende per conciliare tempi di vita e di lavoro dei
dipendenti stentano a decollare: in sette anni sono state approvate meno
di 400 domande, per un totale di oltre 5mila addetti. Burocrazia e tempi lunghi
frenano la diffusione di part-time, telelavoro e altre forme di orario
flessibile. Servizio u pagina
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-02-18 - pag: 11 autore: Figli e
lavoro, pochi progetti Burocrazia e tempi lunghi frenano la
diffusione di orari flessibili PAGINA A CURA DI Francesca Barbieri La dote è
stata raddoppiata, ma il ritornello è sempre lo stesso: conciliare il tempo in
azienda è operazione ancora poco diffusa. Part-time, telelavoro, banca delle
ore, corsi di formazione dopo la nascita di un figlio, voucher per
l'assistenza di familiari anziani non autosufficienti. Tutte azioni positive
per favorire la flessibilità dei lavoratori, che in base alla legge sui congedi
pa-rentali, la 53 del 2000,hanno a disposizione uno stanziamento ad hoc. Un
budget annuo di 20 milioni di euro, che nel 2007 è stato portato a 40 milioni,
da dividere tra i progetti family friendly presentati dalle aziende.Ma finora
le somme distribuite sono state appena 22 milioni nel periodo 2001-2006 –
quando la gestione dei fondi era in carico al ministero del Lavoro –e di soli 3
milioni per il 2007 (dato parziale perché l'esame delle domande non è ancora
stato completato), nonostante l'aumento delle risorse disponibili deciso dal
dipartimento per le Politiche della famiglia. In sette anni sono stati
presentati circa mille progetti e solo 367 hanno ottenuto il via libera
ministeriale, con oltre 5mila lavoratori coinvolti, in larga parte donne (80%).
L'ultimo avviso di chiamata,quello con scadenza 11 febbraio, è stato pubblicato
sulla "Gazzetta Ufficiale "solo due giorni prima."Ricordare la
deadline non è obbligatorio precisa Francesca Pelaia, dirigente del
dipartimento per le Politiche della famiglia - la legge è chiara: le aziende
possono presentare i progetti tre volte l'anno, il 10 febbraio, il 10 giugno e
il 10 ottobre". Nell'avviso è stata poi ufficializzata la prima tranche di
risorse per il 2008: 4,3 milioni di euro. "Quest'anno-spiega Pelaia-il
budget tornerà sui 20 milioni per adeguarlo alle richieste effettive delle
aziende". Aziende che (almeno finora) sono state restie a presentare
progetti per scarsa conoscenza,difficoltà di progettazione, tempi lunghi e
pagamenti poco puntuali. Tutto ciò, a detta delle Consigliere di parità
regionali, che cercano di far conoscere la legge sul territorio. "Nel
Mezzogiorno resistono gli stereotipi e le donne lavoratrici sono poche-
evidenzia Luisa Marilotti, Consigliera della Sardegna- :l'esigenza di adottare
politiche di conciliazione in azienda è meno sentita ".La Consigliera organizza
incontri sul territorio con dirigenti,lavoratori e sindacati - soprattutto per
insegnare come deve essere articolato un progetto family friendly. "Metà
delle richieste non sono accolte- sottolinea Pelaia-spesso perché risultano
poco chiare nella formulazione ". In Piemonte sono stati usati fondi della
legge sull'imprenditoria femminile per aprire sportelli in tutte le province.
"Si tratta di 39 punti - spiega la Consigliera Alida Vitale- che saranno
attivati a breve per offrire assistenza alle piccole ditte femminili". Una
volta appresa l'arte di progettare, per l'azienda c'è un altro ostacolo: i
tempi d'istruttoria. "Il passaggio da un ministero all'altroammette Pelaia
- ha comportato una serie di adempimenti burocratici che hanno ritardato
l'esame delle pratiche". Su 232 richieste presentate nel 2007 sono state
"licenziate" solo le 90 di febbraio. E che cosa dire dei tempi per
ricevere i fondi, una volta ottenuto il via libera? La regola è chiara:un
quarto delle somme accordate è corrisposto all'inizio, il resto a progetto
ultimato. Ma non sempre va tutto liscio. "Molte aziende finanziate
dall'ultima tornata del ministero del Lavoro- sottolineano dal pool della
Consigliera di parità della Provincia di Mantova - non hanno ancora visto
l'anticipo per indisponibilità finanziaria: sono tempi inaccettabili". Per
chi arriva alla fine di questo percorso a ostacoli, comunque, i vantaggi ci
sono. "Le imprese che hanno sperimentato forme di flessibilità - conferma
Luisa Basso, Consigliera di parità del Veneto- le hanno poi introdotte a titolo
definitivo, anche dopo l'esaurirsi dei finanziamenti. è migliorato il clima
aziendale, con una maggiore produttività". Vantaggi soprattutto per le
ditte che registrano un alto tasso di turnover. "Il personale diventa più
fedele all'azienda- conclude Tindara Addabbo, docente di Economia
all'Università di Modena e Reggio Emilia –, c'è meno assenteismo e si riduce lo
stress di chi ha problemi di conciliare lavoro e famiglia". La conferma
arriva da un'indagine di Ernst&Young per conto del ministero del Lavoro:
turnover e assenteismo si sono ridotti nella metà delle imprese con orari
flessibili. francesca.barbieri@ilsole24ore.com.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-02-17 - pag: 13 autore: Dopo lo scandalo
di Genova. Nonostante le intenzioni gli ultimi due Governi non sono riusciti a
cambiare la legge 84/94 Porti da sette anni senza riforma
In banchina la burocrazia
blocca l'ammodernamento e frena l'innovazione Raoul de Forcade GENOVA Due
governi, uno durato cinque anni e l'altro quasi due, incapaci di approvare una
riforma della legge sui porti 84/ 94. Infrastrutture viarie e ferroviarie che
mancano e rompono la catena logistica del trasporto merci da e per i terminal.
Processi di approvazione dei piani regolatori portuali caratterizzati da iter
complicatissimi che bloccano le opere sulle banchine. Comitati portuali
deputati a governare gli scali che hanno al loro interno le stesse persone
(terminalisti e operatori) di cui dovrebbero essere i controllori. Tutto questo
a dispetto di un certo numero di norme, varate nelle ultime due Finanziarie,
che consento alle Regioni di usare parte dell'extragettito portuale per realizzare
infrastrutture di servizio ai moli, regalano l'autonomia finanziaria ai porti e
stabiliscono regole per i dragaggi ma sono frenate dalla macchina burocratica.
Dopo anni in cui i porti italiani sono stati ignorati, la politica ha scoperto
le potenzialità economiche dello shipping. Ma, al contrario di quanto è
successo in altri Paesi europei, primi fra tutti la Spagna, sembra incapace di
dare una vera spinta propulsiva alla crescita degli scali, dimostrando, una
spiccata inettitudine a decidere. La vicenda giudiziaria che ha, al centro, la
spartizione del terminal Multipurpose di Genova e ha portato all'arresto del
presidente del porto, è la logica conseguenza di questo. Laddove il governo
nazionale latita e non riesce a trovare soluzioni per vuoti legislativi (in
questo caso la mancanza all'interno della 84/94 di indicazioni precise sulle
regole da seguire nell'affidamento delle concessioni) il processo decisionale è
rinviato alla sfera locale. E allora si apre la strada a patti spartitori, in
cui l'Autorità portuale si trova a giocare un ruolo di mediazione e di
composizione dei vari interessi, anziché assolvere al suo compito, che è quello
di far crescere il porto. Capita così che il maggior porto container italiano
di destinazione finale, appunto quello di Genova, arrivi a movimentare, nel
2007, 1,8 milioni di teu (unità di misura pari a un container da
( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: CULTURA E CIVILTA data: 2008-02-17 - pag: 45 autore: Il Signor Rossi A
sbagliare sono sempre gli altri In Italia esistono più leggi che in qualsiasi
altra nazione europea, e tutti noi sappiamo quanto astruse, complicate, e di
difficile interpretazione la maggior parte di esse siano. Spesso affermano
tutto e il contrario di tutto. O pensiamo alla burocrazia e alla giustizia. Sappiamo
perfettamente quanti decenni possa durare anche la più sciocca causa, leggiamo
quotidianamente di verdetti assurdi e inspiegabili, che fanno vacillare anche
il più radicato buon senso, e ciò ci rende spaesati, sicuramente perdenti, e
soprattutto... terrorizzati di finire sotto qualsiasi accusa. Questo può
spiegare perché, se stiamo percorrendo una strada in auto e vediamo
all'orizzonte una qualsiasi sagoma che faccia pensare alla polizia stradale,
rallentiamo immediatamente. I nostri documenti sono in regola, la velocità
sotto ai limiti consentiti, ma rallentiamo ugualmente, perché sappiamo con
certezza che a un attento controllo risulteremo sicuramente in colpa per
qualche infrazione che neppure sospettavamo. La stessa paura coglie il datore
di lavoro per una visita della Finanza: lui sa perfettamente che un'indagine
accurata, eseguita con i mille regolamenti alla mano, porterà alla luce
elementi per qualche multa salata. Ecco perché ci immedesimiamo con il sig.
Rossi. Lui è una vittima e tali ci sentiamo anche noi, perseguitati da qualcosa
di incomprensibile e quindi di ingiusto. E come logica conseguenza ciò fa
nascere un secondo curioso atteggiamento mentale: tendere ad attribuire agli
altri anche le nostre piccole e grandi colpe. Critichiamo chi lascia l'auto in
sosta vietata, ma noi per primi lo facciamo, ce la prendiamo con chi evade le
tasse, ma se appena se ne presenta l'occasione lo imitiamo, giudichiamo
vergognosi certi programmi in tv, ma non ne perdiamo neppure uno, e via
dicendo. In definitiva credo che questo sia il fatto che più di ogni altro
accomuna gli italiani, e rende parallelamente più difficile un nostro
miglioramento sociale: il non voler mutare i nostri comportamenti, anche se
sbagliati, perché... la colpa è sempre degli altri. Bruno Bozzetto.
( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del
18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di STEFANO LOLLI
"IL TERMINAL dei bus di via del Lavoro avrebbe potuto essere aperto già a
gennaio". Beppe Ruzziconi, presidente dell'Agenzia per la Mobilità,
conferma che la vicenda della nuova autostazione è tornata a languire:
"Non voglio riaprire la polemica con il Comune, capisco le difficoltà ma
di fatto, ormai da sei mesi, le pratiche stanno facendo una nuova 'odissea'
negli uffici pubblici, tra la Mobilità e il Patrimonio". Il risultato è
sotto gli occhi di tutti: il terminal, ultimato (e inaugurato) nel 2004, è
ancora chiuso e inutilizzato. La gestione dovrebbe passare appunto all'Ami:
"Abbiamo trasmesso al Comune una bozza di comodato, ma è effettivamente
passato un bel po' di tempo". Battuta inevitabile: sul contratto di
comodato qualcuno se la sta prendendo... comoda. Forse troppo. "Secondo le
ultime informazioni, la vicenda dovrebbe comunque sbloccarsi in una ventina di
giorni ? prosegue l'ex sindacalista ?; io posso garantire che, se ce lo
affidano, proveremo ad aprire il terminal dei bus per giugno, come
correttamente ha indicato il 'Carlino'". Il nodo però è in quel 'se ce lo
affidano' che Ruzziconi ha inserito cautelativamente nella propria promessa:
"Che altro devo dire? Spero sinceramente anch'io la vicenda si sblocchi,
perchè l'analisi del giornale è stata magari un po' aspra ma in fondo
corretta". Costato oltre un milione di euro, destinato a diventare lo
'snodo' principale per le linee del trasporto urbano ed extraurbano che
gravitano sull'area tra via Modena e il Doro, il terminal è stato poi
letteralmente dimenticato. Nel giugno del 2007 la scoperta choc degli
extracomunitari che vi si erano installati, e dei danni alla struttura:
"Per fortuna oggi, pur ancora inutilizzato, il terminal è pulito e
sostanzialmente a posto ? riprende il presidente dell'Agenzia per la Mobilità
?; di notte c'è sorveglianza, non si sono più registrati danni ed accessi
abusivi. Sì, sono state vergate quelle scritte sui muri ma si tratta in fondo
di poca cosa". Una curiosità, visto che sui muri nascosti alla vista della
palazzina è apparso un graffito con la scritta 'Phantoms', i Fantasmi. In ogni
caso, stando alle promesse ed alle garanzie degli amministratori,
l'autostazione avrebbe potuto (e forse dovuto) essere aperta all'inizio del
2008: solo un problema di burocrazia... lumaca, o la prova provata che il terminal non serviva a
nulla all'epoca della costruzione, ed è ancor più inutile oggi? "Mi
avvalgo della facoltà di non rispondere ? sorride Ruzziconi ?. Scherzi a parte,
ho la sensazione che in Comune ci sia molta carne al fuoco, in tema di
mobilità: in ogni caso non compete a me decidere o selezionare gli obiettivi
strategici". Il punto ora è quello di una risposta decorosa ad un
problema anche di spreco di denaro pubblico: quando sarà concretizzato
l'affidamento, l'Agenzia per la Mobilità dovrà comunque provvedere ad ulteriori
lavori. "Bisognerà rifare la pavimentazione del terminal, perchè si sono
registrate infiltrazioni di acqua ? conclude Ruzziconi ?, poi vorremmo anche
realizzare un nuovo bagno pubblico esterno, più adeguato di quello
attuale". In effetti a fianco del terminal ce n'è uno, per la cui apertura
serve una moneta: diciamo che nessuno, in questi anni, ha osato aprirlo. Entro
fine mese, comunque, l'Ami aprirà un nuovo servizio per gli utenti del
trasporto pubblico: si tratta del 'Punto Bus' ristrutturato all'interno della
stazione ferroviaria. - -->.
( da "Giornale.it, Il" del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Carlo Maria
Lomartire - lunedì 18 febbraio 2008, 07:00 (...) fare propaganda. Ebbene,
sembra impossibile ma Veltroni mostra di poter fare di peggio. Nei suoi 12
punti programmatici, infatti, la questione settentrionale non viene neppure
citata. Per dimostrare la sua attenzione al Nord l'ex sindaco di Roma, fedele
al vezzo di cavarsela con qualche bel nome, promette di mettere capolista del
Pd in qualche circoscrizione settentrionale il presidente dei
"giovani" di Confindustria, quel Matteo Colaninno figlio del
mantovano Roberto, patron della Piaggio e già esponete della "rude razza
padana" tanto apprezzata D'Alema quando scalò Telecom Italia. Come se
bastasse! Anzi, è una scelta, questa di Veltroni, che dimostra profonda
ignoranza della vera natura dei problemi del Nord. Quest'area non chiede,
infatti di essere rappresentata da qualche enfant doré che fa il birichino di
sinistra in Confindustria. Chiede qualcosa di molto
concreto: più autonomia, meno stato, meno burocrazia, infrastrutture, liberalizzazioni, aiuti alla piccola e media
impresa nella competizione globale, più sicurezza. Intendiamoci, in passato
anche governi "amici del Nord" non sempre hanno onorato questa
amicizia, troppo ansiosi di dimostrare una loro visione "nazionale".
Questo conferma che essere nati "sopra il Po" non assicura affatto
sensibilità per la "questione settentrionale", che si acquisisce solo
capendo che il destino dell'Italia si decide al Nord.
( da "Panorama" del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'EDITORIALE MENO
STIPENDIO PER TUTTI (GLI ONOREVOLI) MAURIZIO BELPIETRO A leggere i commenti
sull'avvio della campagna elettorale c'è da rimanere basiti. Illustri
editorialisti manifestano tutto il loro sconcerto. Ma come? Il Cavaliere non fa
scorrere il sangue? Non attacca a testa bassa i comunisti? Non minaccia
sfracelli per la democrazia se vincono i sinistri? E poi che fa: : non promette
neppure un miracolino? Neanche una cosetta piccola piccola come meno tasse per
tutti? Lo stupore per l'esordio pacato ha gettato nel più cupo sconforto
opinionisti che per mesi avevano predicato il rispetto degli avversari e
l'accantonamento dei toni forti. Dopo aver potuto criticare negli ultimi 15
anni Silvio Berlusconi per il suo modo impolitico e diretto di parlare, adesso
i giornalisti si lamentano come bambini cui sia stato sottratto il giocattolo.
Certo, nessuno si aspettava una mutazione del genere. Molti erano convinti che
il Cav. avrebbe sfoderato accenti trionfalistici, rafforzato dal disastro del
centrosinistra, suicidatosi in soli 20 mesi di governo, e confortato dai
sondaggi che gli pronosticano la vittoria. Ma Berlusconi in due anni di
opposizione ha avuto modo di riflettere su ciò che non ha funzionato nel suo
quinquennio a Palazzo Chigi e sa che nessuno - nemmeno lui - possiede la
bacchetta magica per cambiare l'Italia. Il Paese è quel che è, con la sua burocrazia, con le sue rendite di posizione, i suoi potentati. Un uomo solo
contro tutti rischia dunque di andare a sbattere e di farsi male. Cosa che al Cavaliere
accadde nel 1994, quando la formidabile coalizione di poteri forti e il
tintinnio di manette non gli fecero neppure toccare palla, rispedendolo ad
Arcore nell'arco di pochi mesi. Berlusconi ci riprovò nel 2001, ma anche
in quel caso incontrò mille resistenze. Il leader del centrodestra ha imparato
la lezione e, a meno che non vi sia trascinato con la forza, non ha intenzione
di andare al muro contro muro. Questo vuol dire che il leader del Popolo della
libertà rinuncia alla battaglia per cambiare l'Italia? Non credo. Penso
semplicemente che abbia capito che le guerre si vincono aprendo un fronte per
volta. Insomma, Berlusconi smette i panni del rivoluzionario per indossare
quelli del riformista. Riuscirà nel suo intento? L'impresa non è facile, e non
solo perché ognuno di noi gioca meglio in un ruolo e mal si adatta ad altri, ma
anche perché al Cavaliere mancano le risorse, o, per dirla chiara, i soldi. Le
riforme vere sono accompagnate di solito da incentivi, da mezzi che mantengono
il consenso. Ma di denaro per contentare un certo numero di italiani ne è
rimasto poco. Scottato dall'esperienza del 2001, quando giunse a Palazzo Chigi
scoprendo che le casse erano vuote, Berlusconi non si fida delle assicurazioni
sui conti in ordine che gli lascia in eredità Prodi. E le anticipazioni del
Sole 24 Ore su un buco di 7 miliardi di euro, accompagnate dalle frasi del
ministro Tomaso Padoa-Schioppa, che esclude l'esistenza di qualsiasi
"tesoretto", lo hanno reso ancor più guardingo. Il Cav. dunque non
promette miracoli. Invece, se io fossi in lui, un miracolino agli italiani lo
annuncerei. Si tratta di un'opera che in fondo non gli costerebbe nulla, ma gli
renderebbe immensamente: nel programma metta un bel disegno di legge che
preveda la riduzione, oltre che del numero dei parlamentari, anche del loro
stipendio e dei loro benefit. Chiunque voglia essere candidato dovrà
sottoscrivere il ddl e rilasciare una garanzia che, in caso di cambio
d'opinione o di casacca, verserà l'intero importo dello stipendio al gruppo
nelle cui file è stato eletto. Vedrete: oltre a un piccolo risparmio sul
bilancio parlamentare, sarà assicurata la stabilità dell'esecutivo. E sono
certo che questo sarebbe il miracolo che il Paese apprezzerebbe di più. non
promette neppure un miracolino? Neanche una cosetta piccola piccola come meno
tasse per tutti? Lo stupore per l'esordio pacato ha gettato nel più cupo
sconforto opinionisti che per mesi avevano predicato il rispetto degli
avversari e l'accantonamento dei toni forti. Dopo aver potuto criticare negli
ultimi 15 anni Silvio Berlusconi per il suo modo impolitico e diretto di
parlare, adesso i giornalisti si lamentano come bambini cui sia stato sottratto
il giocattolo. Nessuno si aspettava una mutazione del genere. Molti erano
convinti che il Cav. avrebbe sfoderato accenti trionfalistici, rafforzato dal
disastro del centrosinistra, suicidatosi in soli 20 mesi di governo, e
confortato dai sondaggi che gli pronosticano la vittoria. Ma Berlusconi in 2
anni di opposizione ha avuto modo di riflettere su ciò che non ha funzionato
nel suo quinquennio a Palazzo Chigi e sa che nessuno, nemmeno lui, possiede la
bacchetta magica per cambiare l'Italia. Il Paese è quel che è, con la sua burocrazia, con le sue rendite di posizione, i suoi
potentati. Un uomo solo contro tutti rischia dunque di andare a sbattere e di
farsi male. Cosa che al Cavaliere accadde nel 1994, quando la formidabile
coalizione di poteri forti e il tintinnio di manette non gli fecero neppure
toccare palla, rispedendolo ad Arcore in pochi mesi. Berlusconi ci riprovò nel
2001, ma anche in quel caso incontrò mille resistenze. Il leader del
centrodestra ha imparato la lezione e, a meno che non vi sia trascinato con la
forza, non ha intenzione di andare al muro contro muro. Questo vuol dire che il
leader del Popolo della libertà rinuncia alla battaglia per cambiare l'Italia?
Non credo. Penso semplicemente che abbia capito che le guerre si vincono
aprendo un fronte per volta. Insomma, Berlusconi smette i panni del
rivoluzionario per indossare quelli del riformista. Riuscirà nel suo intento?
L'impresa non è facile, e non solo perché ognuno di noi gioca meglio in un
ruolo e mal si adatta ad altri, ma anche perché al Cavaliere mancano le risorse,
o, per dirla chiara, i soldi. Le riforme vere sono accompagnate di solito da
incentivi, da mezzi che mantengono il consenso. Ma di denaro per contentare un
certo numero di italiani ne è rimasto poco. Scottato dall'esperienza del 2001,
quando giunse a Palazzo Chigi scoprendo che le casse erano vuote, Berlusconi
non si fida delle assicurazioni sui conti in ordine che gli lascia in eredità
Romano Prodi. E le anticipazioni del Sole 24 ore su un buco di 7 miliardi di
euro, accompagnate dalle frasi del ministro Tommaso Padoa-Schioppa, che esclude
l'esistenza di qualsiasi "tesoretto", lo hanno reso ancor più
guardingo. Il Cav. dunque non promette miracoli. Invece, se io fossi in lui, un
miracolino agli italiani lo annuncerei. Si tratta di un'opera che in fondo non
gli costerebbe nulla, ma gli renderebbe immensamente: nel programma metta un
bel disegno di legge che preveda la riduzione, oltre che del numero dei
parlamentari, anche del loro stipendio e dei loro benefit. Chiunque voglia
essere candidato dovrà sottoscrivere il ddl e rilasciare una garanzia che, in
caso di cambio d'opinione o di casacca, verserà l'intero importo dello
stipendio al gruppo nelle cui file è stato eletto. Vedrete: oltre a un piccolo
risparmio sul bilancio parlamentare, sarà assicurata la stabilità
dell'esecutivo. E sono certo che questo sarebbe il miracolo che il Paese
apprezzerebbe di più. maurizio.belpietro@mondadori.it .
( da "Affari Italiani (Online)" del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'autentica novità
del momento/ Veltroni ha capito che la sfida si combatte anche per via semantica...
Lunedí 18.02.2008 10:37 --> Se il Pd veltroniano ha un codice genetico, lo
possiamo ricondurre a quel patchwork postmoderno, depurato dalle ideologie,
intriso di soluzioni pragmatiche e di volontà di sfondare al centro e nei
settori mediani della società che il mondo anglosassone ha sperimentato decenni
or sono in occasione delle avventure vittoriose di Bill Clinton e Tony Blair. E
che riflette, in primis, le mutazioni e le trasformazioni dei corpi sociali
avvenute sotto l'effetto dei processi di globalizzazione. Così, leggendo le
affermazioni di Martina troviamo una miscela di postfordismo e glocalismo -
molto alla Massimo Cacciari e alla Aldo Bonomi (due degli intellettuali di
riferimento del Partito democratico) - che permette di descrivere al meglio le
modificazioni profonde del Nordovest e del Nordest e, al contempo, una volontà di liberazione delle energie e di riduzione della burocrazia (di quello che gli
statunitensi chiamerebbero il Big Government) che ricorda il primo programma
elettorale clintoniano. Come pure un'idea alla Bobbio di liberaldemocrazia
quale collante ideale del nuovo partito, nel quale ci auguriamo, come avrebbe
probabilmente voluto il grande pensatore torinese, ci sia una
condivisione autentica del valore (prepolitico e civile) della laicità -
tematica che un'area culturale del Pd (la "corrente laica")
formalizzerà chiaramente sabato prossimo a Roma con il primo seminario su
"Laicità e civismo". Un pantheon di richiami, suggestioni e idee che
trova agevolmente posto nel largo - e postmodernissimo - bagaglio
cultural-politico con cui il Pd veltroniano va "leggero" (un termine
a metà strada tra Calvino e Kundera, anch'esso formidabilmente postmodern) a
combattere la sua competizione elettorale in nome della vocazione maggioritaria.
Quella di interpretare l'Italia disgregata, priva di cornice e tutta da
ricostruire del Terzo millennio, orfana delle ideologie e (drammaticamente) del
senso civico - nella quale, figure come Maurizio Martina saranno chiamate a
svolgere un ruolo decisivo.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Gorizia CORMÒNS.
Migliorare l'efficienza del servizio, garantire il raggiungimento degli
obiettivi dei piani di controllo, snellire la burocrazia, far risparmiare tempo alle
aziende e, nell'interesse di produttori e consumatori, contenere anche i costi.
Per tutti questi validi motivi i presidenti dei Consorzi tutela vini Doc della
provincia di Gorizia e Trieste (Collio, Isonzo e Carso) hanno siglato un
accordo per condividere l'esperienza sui controlli di filiera maturata in
questi anni. E tutto ciò "in attesa che l'Ocm vino in discussione a
Bruxelles definisca le linee guida della futura vitivinicoltura europea",
dice Paolo Caccese, responsabile del Collio.
( da "Prima Comunicazione" del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Data: 18/02/2008
Fonte: Agi Categoria: Comunicazione ANTITRUST: BERNABE' RISPONDE A CALL CENTER,
MIGLIORARE SERVIZI ANTITRUST: BERNABE' RISPONDE A CALL CENTER, MIGLIORARE
SERVIZI (AGI) - Roma, 18 feb. - "Migliorare il rapporto tra l'azienda e i
consumatori e stabilire un rapporto corretto e costruttivo con
l'Autorita'". Cosi' Franco Bernabe', numero uno di Telecom, spiega lo
spirito con cui ha accettato l'invito a venire questa mattina al 'call center'
dell'Antitrust per rispondere direttamente ai dubbi e alle lamentele degli
utenti dell'azienda telefonica. Del resto, come ha spiegato il presidente
dell'Authority Antonio Catricala', Telecom e' la societa' su cui si appuntano
la maggior parte delle "denunce" dei consumatori, un primato
'fisiologico' visto l'enorme bacino di clienti: "Siamo un'azienda a
vastissima diffusione - ha affermato Bernabe' - con milioni e milioni di
clienti. E' normale che accada". L'amministratore delegato ha detto di
aver aderito "molto volentieri" all'iniziativa di ascolto dei consumatori.
"Lo facciamo gia' all'interno del gruppo - ha aggiunto - e' un approccio
che abbiamo sperimentato soprattutto nelle nostre societa' estere, dove anche i
manager rispondono al 'call center', e ora lo faremo sempre di piu'. Intendiamo
rendere piu' trasparente e fluida la relazione con la nostra clientela".
La maggior parte delle lamentele raccolte durante il 'turno' ai telefoni
dell'Antitrust, ha sottolineato Bernabe', riguardavano "problemi per
servizi non richiesti e limitazioni alla portabilita' del numero".
Malgrado i disguidi, ha precisato, "molti utenti hanno comunque deciso di
confermarci la fiducia e questo ci fa grande piacere". Soddisfatto anche
il presidente dell'Antitrust, Antonio Catricala', che intende proseguire con il
filo diretto tra manager e clienti. "Spero di avere presto qui anche i
vertici di Vodafone e poi estenderemo l'operazione anche al settore bancario e
assicurativo che, insieme con quello telefonico, sono i comparti su cui
riceviamo la maggior parte delle proteste". L'idea di iniziare con
Telecom, ha detto, gli e' venuta per due motivi: innanzitutto perche' e' tra le
aziende piu' denunciate e, in secondo luogo, perche', ha affermato, "ho
avuto l'impressione che la burocrazia aziendale attenui lo stato d'animo negativo che serpeggia tra
gli utenti, dando al management un'idea troppo ottimistica" della
soddisfazione della clientela. "Non potevo farmi sfuggire l'occasione di
avere qui un a.d. innocente, visto che non ha nulla a che fare con la
precedente gestione e dargli modo, se occorre, di fare qualche
correzione di rotta". (AGI) Mar.
( da "Smau.it" del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
LineaedpPMI/News/News
Radiocor Mediobanca: Pagliaro, nelle medie imprese vince il fattore umano Link
Le medie imprese vincono ancora sulle grandi (Il Sole 24 Ore Radiocor) -
Milano, 15 feb - "Se le medie imprese vanno meglio dei gruppi maggiori,
questo significa che gli imprenditori gestiscono meglio dei manager. In
Italia". Renato Pagliaro, presidente del consiglio di gestione di
Mediobanca, nel trarre le conclusioni sul rapporto sulle medie imprese
industriali presentato, si è soffermato sulla particolarità tutta italiana che
vede le medie imprese ottenere risultati migliori delle grandi, "con
collaboratori di migliore qualità e meno pagati". Merito dell'imprenditore
con super-poteri che riesce da avere i migliori collaboratori? In realtà - ha notato
Pagliaro - anche nelle medie imprese ci sono fior di manager e se da un lato
andrebbe aperto il tema della selezione dei manager nelle grandi società,
"incluse le quotate", quello che balza all'evidenza è che
"il fattore umano ha un'importanza chiave in azienda". Ai giorni
d'oggi, "nella gestione dell'impresa la differenza la fanno le persone,
mentre il capitale ha meno importanza rispetto a 15-20 anni fa", ha
sottolineato il presidente del consiglio di gestione di Mediobanca. Questo non
vuol dire che tutto brilli: "tra il 2000 e il 2008 la redditività in
termini di Ebitda delle medie imprese è calato di un punto percentuale,
dal 10% a meno del 9%" e questo "è un trend da invertire o
arrestare", per quanto forse legato all'aumento dei costi dell'energia.
Fulvio Coltorti, dell'Ufficio Studi di Mediobanca cui si deve il rapporto, ha
messo in evidenza "la migliore resistenza in tempi di stress" delle
medie imprese rispetto alle grandi. Tra l'altro, come emerge dai dati 2007, la
crescita (+11%) delle esportazioni e' stata messa a segno riposizionandosi
verso Europa dell'Est e Asia e anche se nel 2008 bisognerà fare i conti con
l'impatto degli Usa, le medie imprese si sono ormai gia' orientate su mercati
diversi dal Nord America. Non c'è poi nessun blocco verso la Borsa, dove le
medie imprese restano rare, ha sottolineato Coltorti. E' piuttosto la loro
capacità di autofinanziamento a fare sì che non abbiano bisogno di rivolgersi
alla Borsa. La crescita dimensionale, tra l'altro, non è di per sé un
plus, visto che per le medie imprese è piu' importante l'aspetto
qualitativo (sono spesso leader di nicchia) che quantitativo.
"Dall'indagine 2007 giunge conferma della leadership, nel made in Italy,
delle medie imprese industriali, vera spina dorsale del sistema produttivo nazionale",
ha sottolineato Andrea Mondello, presidente di Unioncamere, individuando nella
capacità di fare rete e di stare in filiera integrandosi all'interno di reti
piu' ampie, il punto di forza e lamentando d'altro canto l'eccessiva pressione
fiscale, il peso della burocrazia e la cronica carenza
di infrastrutture.
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
ECONOMIA Leggi
Finanziarie all'esame di politica e Confartigianato Confartigianato Imprese
Pordenone, con il sostegno della Camera di commercio e della Banca Popolare
FriulAdria, ha organizzato per oggi un convegno aperto a tutti gli imprenditori
artigiani del Friuli occidentale, che si prefigge di analizzare due delle leggi
fondamentali dello Stato e della Regione: le Finanziarie. "La Finanziaria
2008 della Regione - spiega il presidente Silvano Pascolo - conferma l'attenzione
alle imprese e il sostegno all'innovazione, ma ci
attendiamo però azioni incisive sulla burocrazia: quella regionale non è infatti più gradita di quella statale. E
se pure siamo giunti alla fine di questa legislatura, proponiamo alle forze
politiche che scenderanno in campo per chiedere il voto ai cittadini del Friuli
Venezia Giulia, di indicare questi temi come prioritari per la futura azione di
governo". La Finanziaria dello Stato ha introdotto un regime
semplificato per i contribuenti persone fisiche che esercitano attività
d'impresa, arti e professioni e che nell'anno solare precedente hanno
conseguito ricavi o compensi non superiori a 30mila euro. Sulla carta si
preannunciano dunque rilevanti cambiamenti per le imprese marginali, ma Confartigianato
ricorda che il passato "insegna che spesso, di fronte a innovazioni
assolutamente positive, la loro entrata a regime è stata contrastata da una burocrazia asfissiante che ha completamente stravolto la
filosofia di fondo". L'appuntamento è per le 18.30 all'Auditorium della
Regione di via Roma a Pordenone. Sono previsti gli interventi Silvano Pascolo,
Manlio Contento, Enrico Bertossi.
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
PORTO TOLLE
Rinnovata la convenzione tra il Comune e la Pro Loco Uniti per il turismo
(e.g.) Per favorire la valorizzazione turistica e culturale del comune, ma
anche per favorire la realizzazione di attività che coinvolgano le frazioni, i
comuni limitrofi e i gruppi sportivi, l'amministrazione comunale ha rinnovato
la convenzione che fin dal 1996 la lega alla Pro Loco. Una decisione che in più
occasioni l'associazione aveva pubblicamente sollecitato sia per dare
continuità al lavoro di questi anni, ma anche quale occasione per introdurre
alcune modifiche utili a precisare e rendere più chiaro i reciproci
rapporti.Con la nuova convenzione in vigore per il biennio 2008-2009, oggetto
di uno scambio di proposte che è durato tre mesi, la Pro Loco si è assunta
l'impegno a gestire l'ufficio turistico (Iat), a realizzare la Fiera del Delta
a settembre (ma con contributi straordinari l'amministrazione comunale ha la
possibilità di inserirvi iniziative particolari), la Festa di Primavera tra
aprile e maggio, e a valorizzare le festività natalizie anche coinvolgendo i
comitati frazionali nelle iniziative. Tra le novità introdotte, la prima
riguarda il contributo versato dall'amministrazione comunale, adeguato l'ultima
volta nel 2000, che sale da 35mila a 40mila euro annui erogati in due tranche
(l'80\% entro aprile e il rimanente 20\% entro il gennaio successivo previa
rendicontazione documentale dell'attività svolta) che però, per le norme sul
contenimento della spesa pubblica, potrebbe eventualmente essere ridotto. A
questi impegni di minima sarà poi possibile aggiungere altre iniziative e
incarichi su richiesta dell'amministrazione comunale, ma a differenza del
passato, dovrà esserci il versamento subito dell'80\% della spesa prevista a
titolo di acconto e del restante 20\% a consuntivo, mentre la Pro Loco resterà
libera di intraprendere anche proprie iniziative. Altri impegni
dell'amministrazione comunale sono quelli di concedere gratuitamente le aree
pubbliche su cui si svolgeranno le iniziative previste in convenzione o quelle
patrocinate dalla Pro Loco, ma anche di erogare al più presto il contributo
provinciale per la gestione dell'ufficio Iat snellendo così la burocrazia.Soddisfatti per il rinnovo
tanto il vicesindaco e assessore al turismo Massimino Zaninello, che il
presidente della Pro Loco Claudio Pavanati, che hanno messo l'accento sulla
flessibilità e snellezza dei rapporti raggiunti con la nuova convenzione e la
possibilità che viene così assicurata di portare avanti con reciproca
soddisfazione le iniziative a carattere turistico o ludico.
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pensare alla villa
veneta come monumento, ma anche come luogo di cultura, come incrocio di saperi
e di valori: allo scopo di raffigurare la situazione attuale di alcuni dei
tesori della nostra regione e provincia, il Rotary Club di Rovigo ha dedicato
una serata a "Le ville venete: ovvero Personaggi in cerca d'autore".
L'arch. Carlo Canato, direttore dell'Istituto regionale Ville Venete, ha
ricordato nella sua relazione, come dall'idea iniziale di lussuose residenze estive
di villeggiatura, per cui i veneziani le avevano costruite, le ville furono
successivamente trasformate in piccoli centri di un'economia prettamente
agricola, che venne bruscamente interrotta, alla fine del 700, dalla nascita
della civiltà industriale. Con il conseguente abbandono della campagna da parte
dei contadini anche le splendide ville dei signori furono abbandonate, dando
inizio ad un lento e devastante declino: quel degrado, incominciato più di due
secoli fa, ha raggiunto oggi un punto di non ritorno per alcuni di questi
piccoli capolavori. Testimonianza efficace di quanto detto dal relatore, sono
state alcune immagini di ruderi in completo disfacimento, quale una fotografia
di Villa Grimani di Concadirame, alla quale sono state associate la Villa
Pepoli di Trecenta e la Villa Nani-Mocenigo di Canda: ville che, al contrario
di quelle sul Terraglio trevigiano, non hanno subito alcun assedio
urbanistico,ma che sono soggette ad un fortissimo degrado e per cui nulla si
sta facendo."Un destino di decadimento, a cui non si è ancora contrapposto
un livello di tutela sufficiente per la loro preservazione, causa una
permanente disattenzione delle istituzioni", ha sottolineato Canato. E ha
aggiunto: "E' necessario indagare sulle varie opportunità e possibili
destinazioni per questi luoghi, che siano diverse dal semplice far cultura,
visto che i loro problemi non si risolvono con nuovi vincoli o con un eccesso
di discrezionalità". Indiviuati i fronti su cui lavorare quali una
catalogazione precisa ed aggiornata, la valorizzazione dei luoghi. l'analisi
del paesaggio, la valutazione delle destinazioni, la revisione del sistema dei
vincoli, una pianificazione strategica ed integrata, a cui si sono aggiunti
alcuni suggerimenti come benefici edili a chi restaura o interventi a rendere
più confortevoli gli spazi abbandonati, ed evitare il frazionamento di
proprietà. La tutela è di competenza dello Stato che più che le carte dovrebbe
far "girare le idee" ed alleggerire una burocrazia che impedisce qualsiasi tipo
di recupero in un mondo unicamente nostro, composto da 4.500 costruzioni nelle
tre Venezie, di cui ben 250 nel Polesine. "Make dreams real": rendere
i sogni reali, un messaggio finale di ottimismo per il futuro, indirizzato
anche al Rotary alla ricerca di qualche possibile intervento.Durante la
serata è stato anche consegnato il premio "Pietro Campice", una borsa
di studio assegnata al cardiologo Gianni Pastore, distintosi per la sua
pubblicazione concernente il campo elettrocardiologico, in specifico sui disagi
provocati dall'uso del pacemaker. Istituito nel 1985, il premio in memoria di
un socio scomparso, è giunto alla tredicesima edizione e a consegnarlo è stato
il dott. Pietro Roncon, attuale primario cardiologo alla Ulss 18, vincitore
della prima edizione.Laura Degan.
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
(e.g.) Si sono
svolte sul duplice binario dei problemi nazionali e locali le annuali assemblee
di sezione della Coldiretti.Il quadro generale sul momento dell'agricoltura è
stato affrontato sulla scorta della registrazione video dell'intervento del
presidente nazionale, Sergio Marini, al forum di Cernobbio alla presenza dei
ministri dell'agricoltura, Paolo Di Castro, e dell'ambiente, Alfonso Pecoraro
Scanio.Apostrofando la politica in maniera dura, Marini ha chiesto una più
decisa difesa dell'agricoltura italiana e dell'azienda diretto-coltivatrice,
penalizzate in sede europea con la Pac, gli Ogm che la Coldiretti non vuole,
l'eccessivo ricorso alle importazioni e i prezzi che favoriscono la grande
distribuzione. La ricetta, secondo Marini, starebbe perciò nella valorizzazione
del settore con interventi mirati da parte dello Stato, ma anche delle
regioni.Anche il direttore Toffoli ha rincarato la dose, lamentando tra le
negatività della nuova politica europea il disaccoppiamento nel settore
bieticolo, quindi la mancata concertazione nelle scelte nazionali, la burocrazia
e si è infine augurato una modifica delle legge sui nitrati. Sul piano locale,
il presidente mandamentale, Adriato Tugnolo, ha riferito degli incontri in
municipio con i tecnici Enel per la riconversione della centrale di Polesine
Camerini, in cui l'agricoltura ha chiesto visibilità nella futura convenzione
per fissare alcuni paletti riguardo la salute, l'osservatorio ambientale
e le ricadute socio-economiche.Quindi sono stati affrontati i temi della
risalita del cuneo salino, della viabilità, dello sfruttamento del calore della
centrale Enel, di catasto, Ici, nutrie, ruralità dei fabbricati, formazione,
mentre due no sono stati posti al Parco nazionale e alle estrazioni di metano
in Alto Adriatico.Nell'occasione è avvenuto anche il passaggio tra il
segretario mandamentale Fortunato Sandri, trasferito ad Adria, e il nuovo
dirigente Giorgio Rocchi.
( da "Gazzettino, Il" del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Convegno Caritas
"alternativo" ieri a Cavallino sul tema "Va e anche tu fà lo
stesso": invece delle consuete relazioni, il direttore della Caritas
veneziana e delegato patriarcale all'Azione caritativa, mons. Dino Pistolato,
il vicedirettore Don Luca Biancafior e Franco Bonaldi hanno proposto una
meditazione pregata della parabola del "Buon Samaritano" e un teatro
forum condotto dall'Associazione "Ilventointasca".Al Centro Sociale
Polivalente di Ca' Savio i 120 volontari presenti hanno, dapprima mimato,
guidati da alcuni attori dell'Associazione, la parabola del "Buon
Samaritano", sostituendosi ai personaggi del Vangelo ed interpretando le
scene a modo loro, con alcune libere modifiche. E così hanno costretto, ad
esempio, quanti erano passati oltre indifferenti, a soccorrere l'uomo ferito
dai briganti.Quindi, sviluppando il tema del convegno, hanno assistito alla
rappresentazione teatrale dell'Associazione "Ilventointasca" che ha
proposto alcune scene di vita quotidiana dei volontari Caritas: richieste di
aiuto economico allo sportello, distribuzione coperte, "baruffe" nel consiglio di coordinamento per la troppa burocrazia.Nel pomeriggio il convegno si
è spostato nella Casa Diocesana di Spiritualità "Casa Maria Assunta",
a Cavallino, per approfondire con riflessioni in gruppi di studio, alcuni
aspetti messi in luce nella mattina per affinare il metodo di lavoro Caritas e
le abilità dell'operatore-animatore parrocchiale. La giornata si è
conclusa con la celebrazione eucaristica presieduta da mons.
Pistolato."Abbiamo voluto offrire agli animatori e agli operatori della
carità - ha spiegato mons. Pistolato - un momento di confronto con i
responsabili dell'azione caritativa, da cui trarre indicazioni, consigli e
nuove energie per proseguire nel cammino di testimonianza del Vangelo della
carità nelle parrocchie e nella società civile"."L'operatore delle
realtà caritative - ha detto Bonaldi - deve affinare la capacità di
osservazione delle realtà quotidiane, la capacità di utilizzare gli strumenti a
disposizione per un aiuto immediato e predisporre dei mezzi concreti per aiuti
futuri (coordinamenti associativi, reti, parrocchie-Caritas). In terzo luogo
deve avere la capacità di coinvolgimento nell'azione caritativa delle comunità
cristiana e civile. Da soli non si fa nulla"."È soprattutto emerso -
ha affermato don Biancafior - la necessità, da parte degli operatori, di una
formazione più adeguata, rivolta anche ai bisogni del territorio e alla
tipicità dei servizi, come il Centro di ascolto di Marghera, il Segretariato
dei Servizi Sociali a Mestre, il problema casa a Venezia".Daniela Ghio.
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il segretario Gianni
De Checchi spiega lo scopo dell'iniziativa: "Spingere i soci a ritrovarsi
fuori dal lavoro per provare a condividere i problemi comuni" "Porte
aperte" per artigiani in crisi di identità L'associazione ha invitato ieri
tutti gli iscritti nella sede di San Lio per discutere del futuro della
categoria: "Una bella forza, se fossimo uniti" Gli artigiani non
riescono più a sentirsi parte di una categoria. Il lavoro è visto come una
questione personale che va risolta tra le mura del proprio negozio, senza
aprirsi ai colleghi che fanno lo stesso mestiere. A fare il punto della
situazione dell'artigiano a Venezia è Gianni De Checchi, segretario della
Confartigianato: "Da una decina d'anni ormai ci siamo accorti di un
preoccupante impoverimento di relazioni sociali tra membri della stessa
categoria. Non si riesce più a fare gruppo e a sentirsi parte di un
sistema".E per correre ai ripari sono state messe in cantiere una serie di
attività per provare a ristabilire i legami tra i soci della Confartigianato.
L'ultima, ieri mattina, l'operazione "Porte aperte", rivolta a tutti
gli artigiani veneziani e che ha visto nella sede di San Lio un incontro tra
gli iscritti per condividere un momento di festa. Ma non solo."Lo scopo è
quello di invitare i soci a ritrovarsi fuori dal lavoro prosegue De Checchi per
provare a condividere assieme i problemi comuni a tutti. Problemi che spesso
angosciano proprio perché difficili da risolvere quando si è da soli". Chi
è artigiano, infatti, non ha vita facile, a Venezia, come in ogni altra città.
Una generale crisi dei consumi che non si risolve, tasse da pagare, una burocrazia che si complica e che rende l'ordinaria amministrazione
dell'attività sempre più difficile da gestire. E tutto viene risolto spesso
senza sapere che ogni artigiano vive gli stessi problemi."Trascorse le
giornate in negozio aggiunge il segretario della Confartigianato c'è la
tendenza a voler risolvere tutto in famiglia, senza discutere dei
problemi quotidiani con i colleghi" E De Checchi prova a spiegare il
perché di tanto individualismo: "Una volta, chi apriva un'attività lo
faceva con la convinzione di lavorare per sé e la propria famiglia. Oggi si
lavora per pagare le tasse e questo ha portato l'artigiano a perdere l'amore
per il proprio lavoro. La gente è angosciata dalla difficile situazione
economica e si perde anche la voglia di stare assieme ai colleghi". Un
quadro poco rassicurante quello descritto dal Segretario generale che prova a
cercare possibili soluzioni."Ad oggi abbiamo circa duemila associati in
Confartigianato spiega . Una bella forza, se fossimo tutti uniti. Da qui l'idea
di concentrare gli sforzi nel recuperare il senso di appartenenza alla
categoria ".E De Checchi non è nuovo ad organizzare attività di
intrattenimento per i soci: "A breve partirà il progetto Mestiere
genitore, un momento di dialogo pensato per aiutare i genitori a conciliare
attività lavorativa con quella familiare. Un modo per stare assieme senza
parlare solo della propria attività lavorativa, ma anche di quella
relazionale". E l'ultimo commento di De Checchi riassume la difficoltà di
essere artigiano: "Chi oggi apre un'attività deve essere votato al
martirio. Le difficoltà che dovrà affrontare sono enormi. Noi vorremmo aiutare
gli artigiani a ritrovare lo spirito della solidarietà per vivere in modo
diverso il quotidiano".Gioia Tiozzo.
( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del
18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Le verità degli
eretici Da Camus a Garboli l'omaggio a intellettuali senza scuola L'eredità nella
lezione di coerenza Francesco de Core È eretico chi ha idee personali,
sosteneva Joseph de Maistre. Ed è appunto qui che ci si può, ci si deve fermare
all'incrocio della nostra storia malferma e fragile: alla lezione dei (tanti)
maestri eretici, quelli che hanno vissuto come hanno pensato tra i fuochi del
Novecento, nel solco di un'etica personale integra e antica. Strada impervia,
battuta assai di rado in un paese dove la memoria è corta quanto esteso è il
fastidio verso figure poco addomesticate in vita e, soprattutto, poco
rimasticabili ad uso e consumo di parte. Riconoscibili sempre ma non sempre
riconosciuti, i maestri sono coloro che, come diceva il mistico indiano
Ramakrishna, riescono a trasmettere solo ciò che hanno vissuto direttamente.
L'esperienza, dunque. E il senso del limite, il confine varcato il quale la
verità diventa moneta falsa, e la giustizia ingiusta. E se proprio il secolo
breve - soffocato dalle macerie di cattedrali ideologiche miseramente franate -
ha conosciuto in più alto grado la tempesta della menzogna, ora è il concetto
di maestro a non avere più diritto di cittadinanza. Immiserito, ridotto,
svilito eppure indispensabile nelle società liquide, mutevoli, raggrinzite
dall'incertezza e dalla paura. A ricordarcelo, in due libri utili, belli perché
ricchi e densi, Filippo La Porta e Corrado Stajano. Titoli simili, Maestri
irregolari (Bollati Boringhieri) per il primo e Maestri e infedeli (Garzanti)
per il secondo, percorsi differenti, ma infine bilancio che diventa adesione a un
concetto che è anche grido, recriminazione, strappo: abbiamo bisogno di guide
morali, di maestri che sono stati "eminenti nei loro saperi e sono stati
infedeli rispetto al tempo storico in cui hanno vissuto, anomali,
disubbedienti, non conformisti, ribelli, eretici" (Stajano). Intellettuali
"inappartenenti, extraterritoriali, senza chiesa e senza scuola", che
hanno vissuto "ostinati e imprevedibili" come spiriti liberi (La
Porta). La sfida alla burocrazia
subdola, alle ottusità come alle raffinate astuzie del potere, al coro untuoso
della intellighenzia schierata al fianco del più forte, mai dei più deboli: il
suono di quelle parole di rivolta, per esserci con Camus, giunge flebile nel
frastuono contemporaneo, ma l'orecchio va teso per non disperdere nel soffio
della impalpabile postmodernità un patrimonio di vite e di esempi
indomabile. Le asperità di un cammino volutamente mai lineare danno a La Porta
l'occasione di un rendiconto che è anzitutto personale. Maestri irregolari (di
cui si parlerà domani pomeriggio al Circolo dei lettori di Torino con l'autore,
Alfonso Berardinelli, Gianfranco Bettin, Marcello Cini, Giorgio Ficara e
Giancarlo Gaeta) è galleria di personaggi che, oltre ogni ideale parentela,
hanno sagomato il profilo unico dell'intellettuale umile eppure mai piegato.
Quanto la lezione dei Chiaromonte, degli Orwell, dei Silone, dei Pasolini, dei
meno noti (ai più) Lasch e Illich, delle Weil e delle Arendt, sia oggi
totalmente viva e traducibile, commestibile per le nuove, volubili categorie
del pensiero, è difficile misurarlo. Ma se un maestro ci insegna a vivere il
nostro tempo "guardando ciò che va sempre visto", aiutandoci "a
distinguere tra cose reali e cose irreali", allora il loro essere indocili
e ostinati ha ancora un senso, qualcosa di ragionevole e illuminante da
sottoporci. Fratelli maggiori più che padri, dice La Porta, anticomunisti e
comunque antitotalitari da sinistra, "irriducibilmente individui". Un
po' come i tanti interlocutori di Stajano, in quella straordinaria sequenza da
pinacoteca che in quasi quattrocento pagine riavvolge il nastro ideale della
nostra storia tormentata. Giornalista di febbrile passione civile come corda
tesa in trent'anni di mestiere e testimonianza, l'autore di Patrie smarrite,
Africo e Un eroe borghese ci consegna i ritratti di maestri che sono i suoi e
pure i nostri, pur spesso relegati in un altrove senza memoria. Da Gadda (che
apre il libro, 1970) a Magris (che lo chiude, 1999), passando per decine di
italiani aritmici, tenacemente solitari, calati con lucida partecipazione negli
strati delle loro epoche: Parri e Revelli, Mattioli e Bachelet, Pertini e
Ravera, Volponi e Terracini, La Malfa e Galante Garrone, Ortese e Levi (Primo),
Zanzotto e Rosi, Garboli e Tobino, Bassani e Sciascia, Bobbio e Soldati. Più
che interviste, conversazioni, colloqui, disegni con tratto rapido e profondo.
Stajano sa, vuole essere di parte. Lo fa con lealtà e insieme rigore
illuminista, tanto da domandarsi con nostalgico candore: "Chi sarebbero
oggi gli uomini e le donne delle istituzioni e del mondo culturale in grado di
eguagliare nel livello intellettuale e politico quelli che li hanno preceduti
in un passato non solo remoto?". L'Italia che abbiamo attraversato - le
stagioni dure del dopoguerra, felici del boom, buie delle stragi, del
terrorismo e di Mani pulite - ha in quei volti e in quelle vicende la sintesi
più nobile. E nell'umanissimo moto ondoso di Giorgio La Pira vale allora la
pena di riconoscere i tratti di un paese commovente, rispettoso e degno,
purtroppo scomparso: "I suoi pochi soldi - la segretaria gli divide lo
stipendio di professore d'università con piccolissimi assegni che lui invia ai
poveri in tutte le parti del mondo - li usa per vivere e per i suoi
telegrammi". "La Vie Inquiete" di Paul Delvaux; sotto, da sinistra
Norberto Bobbio, Hanna Arendt, Primo Levi e Anna Maria Ortese; a destra, Andrè
Breton.
( da "Messaggero, Il" del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Al Sindaco di Roma e
all'Ufficio tecnico del VI municipio; voglio continuare a segnalare il pericolo
di essere investiti dai motocicli che sfrecciano sul marciapiede davanti al
cancello di casa, in via Macerata 52. Un paletto uguale a quelli posti nel
centro storico di Roma potrebbe almeno far rallentare i centauri che usano la
rampa dell'attiguo passo carrabile come trampolino per salire a tutta velocità
sul marciapiede, e noi che usciamo anche con i bambini o con il passeggino
rischiamo di essere travolti. E' troppo costoso proteggere con un paletto la
salute dei pedoni del quartiere Pigneto? Lettera firmata
BUROCRAZIA Atac, card over 70 altro che agevolazioni Spettabile Atac, sul
vostro sito internet compare uno splendido annuncio che pubblicizza l'invio
gratuito a domicilio della card over 70 per il 2008, ma peccato che ad oggi
tutto ciò sia avvenuto solo per pochi fortunati. Alla mia richiesta di
informazioni in merito fatta al vostro numero verde 06 57003 il 12-02-
( da "Vita non profit magazine" del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Stefano Arduini
(s.arduini@vita.it) 17/02/2008 --> "Per contare davvero al Welfare
occorre un ministero unico". Accordo in vista con l'Agenzia delle Entrate
per liquidare le quote del 5 per mille 2006 e 2007. Nel maggio 2006 è stato il
vero uomo nuovo del governo Prodi. Torinese di Pomaretto, classe 1960, ex
operaio della Fiat, ex cassa integrato, ex obiettore di coscienza, ex
presidente di una cooperativa agricolo-forestale, la Agrovalli di Pinerolo, ed
ex segretario nazionale della Federazione giovanile evangelica italiana, Paolo
Ferrero il giorno 18 impugnò a sorpresa le redini del neonato e neospacchettato
ministero della Solidarietà sociale. Oggi, un anno e mezzo dopo, alla vigilia
delle dimissioni, fa il bilancio di un'esperienza che gli ha insegnato molto.
Vita: Ministro, si dia una pagella. Paolo Ferrero: I voti li danno gli altri.
Se devo mettere sulla bilancia gli elementi positivi e quelli negativi, dico
che dal punto di vista della spesa sociale sotto il mio mandato abbiamo triplicato
il budget. Il Fondo per le politiche sociali è passato da
( da "Affari Italiani (Online)" del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Veltroni ha capito
che la sfida si combatte anche per via semantica... Lunedí 18.02.2008 10:37
--> Se il Pd veltroniano ha un codice genetico, lo possiamo ricondurre a
quel patchwork postmoderno, depurato dalle ideologie, intriso di soluzioni
pragmatiche e di volontà di sfondare al centro e nei settori mediani della
società che il mondo anglosassone ha sperimentato decenni or sono in occasione
delle avventure vittoriose di Bill Clinton e Tony Blair. E che riflette, in
primis, le mutazioni e le trasformazioni dei corpi sociali avvenute sotto
l'effetto dei processi di globalizzazione. Così, leggendo le affermazioni di
Martina troviamo una miscela di postfordismo e glocalismo - molto alla Massimo
Cacciari e alla Aldo Bonomi (due degli intellettuali di riferimento del Partito
democratico) - che permette di descrivere al meglio le modificazioni profonde
del Nordovest e del Nordest e, al contempo, una volontà di
liberazione delle energie e di riduzione della burocrazia (di quello che gli statunitensi chiamerebbero il Big Government)
che ricorda il primo programma elettorale clintoniano. Come pure un'idea alla
Bobbio di liberaldemocrazia quale collante ideale del nuovo partito, nel quale
ci auguriamo, come avrebbe probabilmente voluto il grande pensatore torinese,
ci sia una condivisione autentica del valore (prepolitico e civile) della
laicità - tematica che un'area culturale del Pd (la "corrente laica")
formalizzerà chiaramente sabato prossimo a Roma con il primo seminario su
"Laicità e civismo". Un pantheon di richiami, suggestioni e idee che
trova agevolmente posto nel largo - e postmodernissimo - bagaglio
cultural-politico con cui il Pd veltroniano va "leggero" (un termine
a metà strada tra Calvino e Kundera, anch'esso formidabilmente postmodern) a
combattere la sua competizione elettorale in nome della vocazione
maggioritaria. Quella di interpretare l'Italia disgregata, priva di cornice e
tutta da ricostruire del Terzo millennio, orfana delle ideologie e (drammaticamente)
del senso civico - nella quale, figure come Maurizio Martina saranno chiamate a
svolgere un ruolo decisivo.
( da "Virgilio Notizie" del 18-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
18-02-2008 21:05 Obiettivo è ridurre la burocrazia, ai comuni le autorizzazioni Roma, 18 feb. (Apcom) - La giunta
provinciale di Bolzano ha approvato questa mattina il disegno di legge
elaborato dall'assessore all'Agricoltura, Hans Berger, sul settore
dell'agriturismo. La nuova legge si prefigge in primo luogo di ridurre la burocrazia. Tutte le
autorizzazioni saranno date direttamente dal Comune e la commissione per
esaminare i requisiti viene sciolta. All'interno dell'agriturismo, spiega una
nota, il 30% dei prodotti dovrà essere di produzione propria, il 50% potrà
essere acquistato da altre aziende agricole e cooperative della zona mentre il
restante 20% potrà essere acquistato sul mercato. Gli agriturismi altoatesini
potranno effettuare il servizio di 'party service' ma solamente utilizzando
prodotti tipici locali. La Giunta ha respinto la richiesta di aprire campeggi
presso gli agriturismi o attività ricettive negli alpeggi. Gli orari d'apertura
non dovranno superare l'orario previsto per gli alberghi, dalle sei di mattino
sino al massimo alla una di notte.