HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
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tARTICOLI DEL 17-4-2008 #TOP
Pdl
e Lega esultano anche nella roccaforte rossa 'Il Pd guadagna a sinistra ma
perde voti al centro' ( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: paladino dei lavoratori in 2 anni nulla ha fatto per riformare burocrazia, infrastrutture, giustizia, sicurezza e spesa pubblica. Ha incentivato la pressione fiscale, colpendo le fasce deboli e i ceti medi; gli stessi lavoratori hanno capito il tradimento e hanno negato consensi. In questo scenario, a Pegognaga, roccaforte rossa, la sinistra radicale che espresse 580 voti nel 2006,
Una
legge che penalizzerà il settore edile
( da "Corriere
delle Alpi" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E poi tutta la burocrazia che questo decreto introduce oltre a dilatare i tempi di esecuzione dei lavori, va a colpire le imprese serie, quelle che si mettono in regola, che si attengono alle leggi, rispetto a quelle più spregiudicate che invece eludono la normativa e che quindi possono essere più competitive nel mercato.
È
Domenico Scopelliti, primario di chirurgia maxillo-facciale all'Ospedale
"Santo Spirito" di Roma
( da "Gazzetta
del Sud" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: vocazione di alleviare il dolore degli altri, fuori dalle carriere, dalla burocrazia". Come è nato questo Suo incarico? Quasi dopo un anno dalla prima missione. Il mio nome è venuto fuori perché lavoravo a stretto contatto con l'Università, con un'intensa attività didattica anche presso la Scuola Medica Ospedaliera.
Nevegal:
basta chiacchiere ( da "Corriere delle Alpi"
del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che Berlusconi non porta in dote il rapporto con le burocrazie sindacali e la socialdemocrazia, motivo per cui la grande borghesia ha puntato fino all'ultimo sul Pd di Veltroni. Ora la borghesia farà di necessità virtù e si adatterà al nuovo governo, sperando che non faccia troppi danni (cioè che gli interessi di Berlusconi non ostacolino quelli delle altre famiglie capitalistiche)
I
due modenesi arrivati in Gabon ( da "Gazzetta di Modena,La"
del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: alla burocrazia - continuano a seguire la tabella di marcia che li riporterà a Modena alla fine dell'anno. Dopo aver attraversato Ghana, Togo, Benin, Nigeria e Camerun si stanno dirigento in Angola e poi Namibia. Dall'Africa Ansaloni ha inviato il suo diario di viaggio, inviato via internet dalle città attraversate.
Pressione
fiscale giù ( da "Gazzetta di Reggio"
del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: impegno a non chiedere ulteriori sacrifici agli italiani: bisogna abbassare la pressione tributaria su imprese e famiglie. Così come ci aspettiamo che gli imprenditori vengano liberati dai costi della burocrazia, che venga valorizzato il ruolo della micro e piccola impresa e che siano eliminate le discriminazioni tra lavoro autonomo e lavoro dipendente".
Ma
ora non si perda altro tempo ( da "Trentino"
del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: immigrazione e la riduzione di una burocrazia eccessiva. Dobbiamo cioè dare risposte al popolo delle partite Iva. Lo ha ammesso lo stesso Veltroni". Quasi un anno fa, ben prima che la crisi politica facesse accelerare tutto, un gruppo di politici (tra cui proprio Margherita Cogo) aveva firmato il manifesto"Un progetto per il Nord".
Angri,
polemica sindaco-comunali Il Cossap appoggia i dipendenti
( da "Citta'
di Salerno, La" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: indomani della dura reprimenda del sindaco Gianpaolo Mazzola nei confronti della burocrazia cittadina. Sotto accusa sono finiti i capi settore. Nel comunicato diffuso il primo cittadino ha evidenziato uno scollamento tra l'azione politica e quella amministrative, addossando a quest'ultima la responsabilitá delle inefficienze cittadine.
Riforme,
assicurazioni all'attacco ( da "Milano Finanza (MF)"
del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Hanno fatto crescere burocrazia e spese amministrative. Per gli effetti sui consumatori bisogna invece aspettare". Lo ha detto ieri Giovanni Perissinotto, amministratore delegato di Generali, alla settima edizione dell'Insurance Day organizzato da MF/Milano Finanza in collaborazione con Accenture.
Crisi
d'impresa, per la Cigs burocrazia troppo pesante
( da "Italia
Oggi" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: per la Cigs burocrazia troppo pesante La burocrazia mette in pericolo le magre risorse delle aziende anche durante le procedure concorsuali. L'attuale prassi di ricorrere automaticamente alla cassa integrazione straordinaria, infatti, da sola rischia di pesare troppo sulle imprese sulla strada del fallimento.
Gli
industriali al pdl: meno burocrazia
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: liberalizzazione degli orari Gli industriali al Pdl: meno burocrazia In evidenza i nodi energia e infrastrutture. "Non buttate via ciò che di buono è stato fatto in questi anni" PORDENONE Semplificazione burocratica, energie, infrastrutture, e soprattutto "non buttare via ciò che di buono è stato fatto in questi anni".
Alle
Poste di San Vito gli spazi insufficienti
( da "Giornale
di Vicenza, Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: regionale non areni la questione nella burocrazia "Alle Poste di San Vito gli spazi insufficienti" di Lorenzo Parolin Fa sentire la propria voce il consiglio di quartiere S. Vito, in merito alla questione ormai annosa relativa alla funzionalità dell'ufficio postale in via Passalacqua, e lo fa tramite il proprio presidente Roberto Racchella che da diversi anni ormai guida il direttivo.
Cosap,
si cambia Dieci anni di licenza ( da "Arena, L'"
del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: per ridurre la burocrazia dei rinnovi annuali, snellendo così le pratiche e permettere ai titolari di avere il tempo di avviare la propria attività. Le novità del regolamento non sono piaciute a tutti: "Dieci anni di licenza sono troppi: c'è il rischio che si creino dei monopoli", hanno sostenuto i consiglieri di opposizione Tiziano Ferrari (
Karenina
sulla scena: ne parla al "Filo" il critico Quadri
( da "Libertà"
del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Una famiglia borghese, quella dell'alto funzionario della burocrazia di Pietroburgo, Alekséj Aleksàndrovic Karénin, e dell'affascinante moglie Anna, che in nome della passione per il conte Alekséj Vrònskij arriverà a calpestare le rigide convenzioni del ceto cui appartiene, finendo emarginata, sola e disperata.
Barison:
giunta entro sette giorni e forse gli assessori diminuiranno
( da "Mattino
di Padova, Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: i ritmi della burocrazia sono quelli che sono", il sindaco non ha intenzione di far passare tempo per avviare la realizzazione della complanare e della tangenziale. "Anche tramite deleghe specifiche - termina - andremo poi ad incentivare l'utilizzo sul territorio di fonti di energia rinnovabile, come ad esempio il fotovoltaico.
TEMPI
lunghi a Bagno a Ripoli per ottenere il permesso comunale rel
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La storia infinita di ordinaria burocrazia comincia nel settembre del 2005 quando presenta domanda per insegna non luminosa in via Roma con la scritta "Centro servizi", domanda duplice perché va presentata anche in Provincia per una seconda autorizzazione (via Roma è provinciale).
Visite
e analisi, impennata di prenotazioni disdettate
( da "Mattino
di Padova, Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Non vorrei che questo fosse un colpo di coda della burocrazia nei confronti di un'utenza disarmata di fronte alla contestazione della presunta mancata disdetta. E' per questo che esigiamo una prova tangibile dell'avvenuta telefonata di rinuncia alla prestazione". Nardo sottolinea come in pochi si prenderanno la briga di richiedere la verifica dei tabulati telefonici,
Cavatori
valtellinesi in fiera a Shanghai ( da "Giorno, Il (Sondrio)"
del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: va snellita la burocrazia, basti pensare che ad oggi alcuni giacimenti sono chiusi in attesa delle autorizzazioni. Ricordo che le nostre aziende sopravvivono solo e perchè i materiali che lavoriamo giungono da cave locali. I nostri fatturati e la mano d'opera impiegata sembrano esigui ma in realtà, essendo i nostri prodotti interamente Made in Italy,
Lavori
in ritardo di due anni: il sindaco accusa la Provincia
( da "Giorno,
Il (Brianza)" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il sindaco ha rincorso la burocrazia per mesi: "A Milano mi hanno rimbalzato da un ufficio all'altro ? ha detto ? E, intanto, in paese potrebbe scapparci il morto. Spero che da qui in avanti le cose vadano diversamente". Il ritardo è "giurassico", la rotonda in zona industriale che serve per drenare il traffico giornaliero in fuga dalla Monza-Trezzo,
Corticelli
lancia la sua lista civica ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: internazionalizzazione, inquinamento, sviluppo dell'economia, sport, cultura, scuola dell'infanzia, degrado, costi della politica e della burocrazia, tasse. Un primo progetto, 'L'insediamento dei cervelli', è stato presentato nel corso di una serata in Cappella Farnese, tutta esaurita. Matteo Naccari.
Di
RENATA ORTOLANI Professor Cantelli Forti, si candida per fare il rettore ?
<Ritengo gi ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "La burocrazia, che con l'attuale rettore è diventata il primo. Non è una novità: alla frammentazione delle strutture accademiche si aggiunge la pletora dell'apparato amministrativo, utile per sostenere o condizionare il potere che di fatto oggi guida l'Ateneo.
Hotel
ambasciatori ( da "Nuova Venezia, La"
del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: il rapporto con il fisco, le lentezze della burocrazia e l'emergenza sicurezza sono dimensioni decisive nella scelta del voto. CA' FOSCARI Matematica e cinema Oggi alle 10.30 "Miglior attrice non protagonista: la matematica" è il tema dell'"Incontro con gli scienziati" promosso da Enel per oggi alle 10.
Geopolitica
della padania - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il consenso alla Lega non è arrivato solo dalla protesta contro la pressione fiscale e la burocrazia; o dall'adesione a un progetto di federalismo vissuto come fine dei trasferimenti di risorse allo stato centrale e alle regioni meridionali. Lo sfondamento oltre il tradizionale zoccolo duro verde è avvenuto sull'offerta di protezione.
Il
sole che non ride più - giovanni valentini
( da "Repubblica,
La" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Si sono intossicati di burocrazia. Hanno costituito un gruppo di potere, dividendosi perfino in correnti e conventicole. Hanno peccato spesso di estremismo e di radicalismo, invece di praticare un "ambientalismo sostenibile" come pure qui avevamo auspicato da tempo, finendo per apparire come il "partito del No" anche quando avevano qualcosa di positivo e di propositivo da dire.
Mistero
sull'albergo delle miniere - francesco carta
( da "Nuova
Sardegna, La" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
le cause sono
da addebitare alla burocrazia e al sistema delle autorizzazioni ma i bene
informati dicono che pare non sia stato raggiunto l'accordo tra la gestione e
la proprietà. La causa di tutto è però ancora misteriosa. La struttura
inaugurata nel
Esplosione
in fabbrica, morti 2 operai - gigi furini
( da "Centro,
Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Invece per la burocrazia italiana, controllare un'acciaieria o un negozio di pasta fresca è la stessa identica cosa. "Non deve più succedere", avevano gridato i politici ai funerali di Torino. Nella giornata di ieri hanno detto che "non deve più ripetersi", che "le leggi vanno applicate" e che "non bisogna abbassare la guardia".
Tante
contravvenzioni nel cestino ( da "Tirreno, Il"
del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Che passa attraverso i consolati e che sovente finisce per arenarsi nel mare magnum della burocrazia. Intanto è in vigore la nuova convenzione fra Comune e Polis sulla riscossione delle multe a chi non attiva il parcometro, che garantisce alla società dei parcheggi a pagamento un aggio di 6,50 euro più Iva su ogni multa staccata dal blocchetto degli ausiliari del traffico.
Le
urne del nostro scontento - nino blando
( da "Repubblica,
La" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia, carenze infrastrutturali, pressione della criminalità. E dunque, in assenza di mercato, è la politica a fare la parte del leone. Nella allocazione delle risorse. Nel dispensare favori. Nel creare una massa critica dipendente dal variare delle sue stagioni, quando non addirittura da una semplice delibera assessoriale.
Caro
manifesto, dobbiamo rimboccarci le maniche
( da "Manifesto,
Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che hanno alimentato burocrazie parassitarie. Riguardo alla forma: ho contato 8 soggetti politici alla sinistra del Pd. Ora, il processo che ha portato alla Sa è stato troppo rapido, e fatto in tempi poco propizi. Ma credo sia importante ripartire con un dialogo tra tutte quelle forze di sinistra che credono in un'alternativa al modello dominante di società.
LA
LEZIONE DELLA LEGA ( da "Corriere del Veneto"
del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia, gli statali pigri, i pensionati precoci, gli studenti fuori corso. Una rappresentazione caricaturale, ma basata su un fondo di verità. Allo stesso modo l'idea dei leghisti come dei nuovi barbari, dei rivoluzionari rozzi e vitali in marcia su Roma è uno stereotipo duro a morire, ma nella realtà superato.
Politica
innovativa: <guardare a Oriente>
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: di una inefficiente burocrazia e la mancanza di adeguate riforme strutturali. Nel periodo post 1997 si ebbe un sensibile miglioramento nei rapporti economici Asean- India. La crisi, evidenziando la vulnerabilità macroeconomica dei paesi Asean, nonché la presenza di un diffuso sistema di corruzione, contribuì a ridimensionare i presunti ritardi indiani.
Ma
è Verona la città più <verde> d'Italia <Siamo a Roma, portiamo a casa
risultati> ( da "Corriere del Veneto"
del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sicurezza e burocrazia. Non devono perdere tempo". Tosi ormai ha il piglio di quelli che "comandano". Di quelli che non scendono direttamente nell'arena, in questo caso non solo romana, ma anche lombarda. Ma il gioco lo fanno loro. Si schernisce a chi gli dice che ha tirato lui il Carroccio, ma sa che è così.
Il
commercio si allinea con l'impresa nelle richieste alla rinnovata politica
appena uscita dal ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma vorrei anche che venga snellita la burocrazia, perché troppa lentezza nelle pratiche, nel rilascio delle certificazioni, delle autorizzazioni rallenta l'attività delle aziende e crea ulteriori costi. Tengo a dire che io sono per la meritocrazia a livello imprenditoriale, per scoprire il gusto di appartenere e partecipare alla vita produttiva".
Per
nuove alleanze c'è tempo fino a domenica prossima
( da "Tempo,
Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Stampa Burocrazia Per nuove alleanze c'è tempo fino a domenica prossima La Direzione del Servizio Elettorale del Comune di Roma comunica che: I candidati alla carica di Sindaco e di Presidente del Municipio ammessi al turno di ballottaggio hanno facoltà di dichiarare il collegamento con ulteriori liste rispetto a quelle con le quali erano collegati al primo turno.
Tondo:
subito meno burocrazia ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: subito meno burocrazia "Basta col leaderismo di Illy, riporterò la politica alla normalità" I SERVIZI SUL VOTO IN REGIONE ALLE PAGINE 4, 5, 6, 7, 8 E 9 TOLMEZZO. Entro fine mese la nuova giunta regionale di centro-destra sarà al lavoro. Perché "va affrontato subito il problema del debito pubblico", la macchina regionale va fatta funzionare al meglio e la burocrazia va semplificata.
I
nostri ( da "Tirreno, Il"
del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Pontedera I NOSTRI La super burocrazia Otto consorzi in provincia Una provincia, otto consorzi di bonifica, di cui tre (Comunità Montana, Val di Cornia, consorzo Valdera) insistono sulla Valdicecina. Gli altri cinque consorzi presenti sul territorio provinciale sono quelli di Bientina, del Padule di Fucecchio, Versilia Massaciuccoli,
Tanti
chiedono più sicurezza: per la vecchietta derubata è un tema centrale, riccardo
l'ha banalizzata ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Impegno subito per fronteggiare l'indebitamento, la prima legge sarà per abbattere la burocrazia" di PAOLO MOSANGHINI TOLMEZZO. Entro fine mese la nuova giunta regionale di Centrodestra sarà al lavoro. Perché "va affrontato subito il problema del debito pubblico", la "macchina" regionale deve funzionare al meglio e la burocrazia va semplificata.
Presto
la procura a portata di mouse ( da "Tirreno, Il"
del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Era il simbolo della burocrazia infinita e dell'arretratezza, niente di più lontano dalla gente e dalle sue esigenze. Acqua passata, e lo sarà sempre di più. A Livorno più che altrove, visto che la Procura della Repubblica livornese è il solo ufficio giudiziario toscano ad essere stato selezionato, insieme ad altri tribunali e Procure distribuiti in tutta Italia,
Regionali,
Friuli e Sicilia al centro-destra. Il trionfo di Lombardo, la sconfitta di Illy
( da "Campanile,
Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dove sta discutendo di come ridurre la burocrazia in Europa. Forse aveva qualche presagio infausto sulla sua rielezione. Presagio che l'ha portato a guardare da lontano la sua sconfitta. Si è, invece, immerso per le vie di Catania il leader dell'Mpa, Raffaele Lombardo, nel giorno della sua elezione a presidente della Regione.
Scoppio
in fabbrica, morti due operai - gigi furini
( da "Tirreno,
Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Invece per la burocrazia italiana, controllare un'acciaieria o un negozio di pasta fresca è la stessa identica cosa. "Non deve più succedere", avevano gridato i politici ai funerali di Torino. Nella giornata di ieri hanno detto che "non deve più ripetersi", che "le leggi vanno applicate" e che "non bisogna abbassare la guardia".
Tosi
dà i compiti ai <suoi> onorevoli
( da "Arena.it,
L'" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: compiere per la città Più risorse a disposizione del territorio e meno burocrazia FLAVIO TOSI SINDACO DI VERONA Enrico Giardini Quelli che contano, per far piovere soldi sulla città, sono i ministri o i sottosegretari, meglio se con portafoglio. Ma se anche non ci sarà qualche veronese, nella compagine governativa Pdl-Lega Nord di Berlusconi, qualche opportunità per Verona,
Critiche
le opposizioni: <In questo modo si creano dei veri e propri monopoli.
Dimezzate i permessi> ( da "Arena.it, L'"
del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: per ridurre la burocrazia dei rinnovi annuali, snellendo così le pratiche e permettere ai titolari di avere il tempo di avviare la propria attività. Le novità del regolamento non sono piaciute a tutti: "Dieci anni di licenza sono troppi: c'è il rischio che si creino dei monopoli", hanno sostenuto i consiglieri di opposizione Tiziano Ferrari (
BOVOLONE.
Per commercianti ambulanti ( da "Arena.it, L'"
del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: per ridurre la burocrazia dei rinnovi annuali, snellendo così le pratiche e permettere ai titolari di avere il tempo di avviare la propria attività. Le novità del regolamento non sono piaciute a tutti: "Dieci anni di licenza sono troppi: c'è il rischio che si creino dei monopoli", hanno sostenuto i consiglieri di opposizione Tiziano Ferrari (
Berlusconi:
<Subito via l'Ici e bonus a tutti i primi nati>
( da "Gazzetta
di Parma, La" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Del resto già nel giorno della vittoria aveva fatto sapere che tra le prime riforme ci sono giustizia, scuola, sanità e burocrazia. è commosso, ma anche preoc cupato per la situazione del Paese. Perciò vuole essere subito operativo, c'è tanto lavoro da fare. continua... Per leggere il testo completo dell'articolo, registrati al nuovo "sfogliatore" online.
Aziende
familiari, eredità troppo vincolate
( da "Denaro,
Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Commenti imprese & burocrazia Aziende familiari, eredità troppo vincolate Marco Pagano* e Fausto Panunzi** Le imprese familiari svolgono un ruolo decisivo nella vita economica di molti paesi. Quasi tutte le imprese non quotate sono controllate dai fondatori o dai loro eredi.
Burocrazia
digitale in tutti i Comuni ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Prov Ogliastra Pagina 6039 Burocrazia digitale in tutti i Comuni --> Provincia Burocrazia digitale ad alta velocità. La Provincia presenta il suo sistema informativo, prova generale per il modello di e-goverment che verrà esteso (gratuitamente) a tutte le amministrazioni comunali.
I
sindaci:più risorsemeno "carta"
( da "Secolo
XIX, Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Una situazione resa ancora più pesante dagli ostacoli della burocrazia e dalla cronica mancanza di fondi degli enti locali. Questo il quadro, che emerge al termine di un veloce sopralluogo all'interno di alcuni edifici religiosi. La prima che visitiamo è la chiesa parrocchiale di San Giacomo di Gavi, edificata nel XIII secolo.
Claudio
Miotto acclamato presidente veneto
( da "Giornale
di Vicenza.it, Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia, infrastrutture e sostegno alle Pmi le richieste al nuovo governo MESTRE "Le 148 mila imprese artigiane venete, il 30% della realtà imprenditoriale regionale, si aspettano che la politica intervenga, con realismo ed efficacia, per rilanciare la competitività, utilizzando il contributo di proposte della nostra organizzazione che ne rappresenta le aspettative di sviluppo"
<Alle
Poste di San Vito gli spazi insufficienti>
( da "Giornale
di Vicenza.it, Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: areni la questione nella burocrazia "Alle Poste di San Vito gli spazi insufficienti" Lorenzo Parolin Fa sentire la propria voce il consiglio di quartiere S. Vito, in merito alla questione ormai annosa relativa alla funzionalità dell'ufficio postale in via Passalacqua, e lo fa tramite il proprio presidente Roberto Racchella che da diversi anni ormai guida il direttivo.
PRANZAVANO
TUTTI INSIEME DA DECENNI ( da "Mattino, Il (Salerno)"
del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Per loro la burocrazia della Legge appare come un inutile prosecuzione del dramma. C'è chi chiama il prete del paese per organizzare i funerali. Ma non c'è ancora una data certa. Si dovranno svolgere le autopsie su quei corpi straziati dalla follia. ant.
LA
CISL: SVILUPPO, NO AI RITARDI EVITIAMO UN ALTRO CASO TORRESE
( da "Mattino,
Il (Caserta)" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia, viene fatto notare, potrebbe rivelarsi l'ostacolo più insidioso e imprevedibile per l'attuazione di uno strumento che pure presenta "tre formidabili peculiarità", ovvero il riferimento territoriale, la disponibilità dei finanziamenti e la proiezione verso ulteriori fasi di sviluppo.
PAOLO
MAINIERO MASSIMO CALEARO, L'IMPRENDITORE-FALCO DEL NORD-EST ELETTO DEPUTATO DEL
PD, SU ( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)"
del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "Per due motivi, la mancanza di sicurezza e la lentezza della burocrazia. Se si superano queste due barriere il Sud si riprenderà". Ma lei con che occhi guarda il Sud? "Amo il Mezzogiorno, ha posti e cose così belli che nessun cinese li può imitare. Anzi, le dico che verrò giù presto, andrò a Capri che amo tanto".
Mille
freni burocratici non solo per le grandi opere GIUSEPPE MAGGI
( da "Libertà"
del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: affermano che occorre un ritorno alla semplicità per evitare di venire uccisi dalla burocrazia sommersi dalla carta bollata. Non credo sia più possibile tornare indietro nel tempo cancellando le disposizioni in materia antisismica, igienica o di contenimento termico. Al massimo si devono alleggerire rapportandole per quanto possibile all'entità dei progetti utilizzando buonsenso.
Oltre
5000 gli italiani in cerca di cure all'estero nel 2005
( da "Redattore
sociale" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: facilitare e dare più informazioni sui diritti del cittadino e limitare la burocrazia attuale sulle autorizzazioni". Le denunce raccolte da Cittadinanzattiva riguardano per la maggior parte dei casi la mancanza di informazioni relative ai diritti del cittadino europeo per le cure all'estero, la lentezza nella concessione delle autorizzazioni, rimborsi rifiutati e gli alti costi sostenuti.
Quel
"modello" da esportare ( da "Opinione, L'"
del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: le cose che un agitatore leghista dice dello Stato e della burocrazia pubblica, sono raffinatezze per palati fini, rispetto a quelle che ci passano per la testa. Ecco, loro le dicono. E le dicono perché non considerano immutabile la realtà, non la vivono come sia una disgrazia naturale, ma considerano possibile la "liberazione".
AMBIENTE:
MATTEOLI, SU NOMINE GOVERNO VUOLE ANDARE AVANTI
( da "Virgilio
Notizie" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ora si vuole procedere anche alle nomine di questo comitato pletorico che restera' in carica per quattro anni e che non servira' ad altro che ad aumentare il numero delle poltrone, con costi aggiuntivi per il bilancio dello stato e un aumento insostenibile della burocrazia. Mi auguro - conclude Matteoli - che questo ultima scorrettezza istituzionale non venga consumata''.
LETTERE
E OPINIONI ( da "Gazzettino, Il (Belluno)"
del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: aumento della burocrazia da parte delle imprese, rallentamento dei pagamenti.Mi aspetto che il nuovo Governo metta immediatamente mano (anche) a questa sciocchezza (eufemismo). Questo è un appello ai nostri rappresentanti, in particolare agli onorevoli di maggioranza di Belluno Paniz e Gidoni a cui faccio le mie più sentite congratulazioni per l'
Il
13 e 14 aprile ha cancellato, ( da "Gazzettino, Il"
del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: essere stati sconfitti sono state le burocrazie di partito, gli apparati, i generali senza soldati; la Lega, senza televisioni, senza giornali, senza l'esercito di yes men infilati nei posti chiave, senza poteri forti, ha riscosso un successo clamoroso, frutto di un grande bagno di umiltà, di tanti incontri pubblici, di volantinaggi, dello stare in mezzo alla gente e tra la gente.
Salvaguardia
del territorio per pochi "intimi"
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Insomma ora a garantire la tutela paesaggistica e naturalistica del Quartier del Piave arriva pure il Progetto Integrato d'Area. Un progetto mirato questa volta, rivolto a chi la terra la lavora e intenzionato a sovvenzionare lo status quo del paesaggio. Ma purtroppo pare già essersi arenato sotto il peso della burocrazia.
Miniere
e cave, aziende in crisi ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia frena lo sviluppo" --> Confindustria: "La burocrazia frena lo sviluppo" Confindustria Sardegna denuncia la crisi del settore cave e miniere. Leggi vecchie e burocrazia eccessiva frenano la crescita delle aziende. Fatturati in calo, esportazioni ferme e occupati in bilico: il settore estrattivo sardo ha bisogno di cure.
GOVERNO:
CINQUE RICHIESTE DA CONFAGRICOLTURA
( da "Agi"
del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: decisiva azione contro la burocrazia e strategie chiare e concrete per le energie rinnovabili e le risorse idriche. "Su tutto - conclude il presidente Vecchioni - va garantito un ruolo piu' incisivo e determinante del Governo nelle sedi comunitarie ed internazionali, anche a difesa dell'agroalimentare Italiano, ed un rapporto rinnovato e concreto con le organizzazioni di rappresentanza;
Chi
non capisce, pontifica ( da "Giornale.it, Il"
del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia, più imposizioni rischiano di metterne fuori legge le imprese marginali, quelle per le quali il rischio professionale è maggiore. Scritto in Varie Commenti ( 26 ) " (14 votes, average: 4.79 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Il grano e gli Aerei puliti Ieri le quotazioni del grano
Più
sinistra per tutti ( da "Espresso, L' (abbonati)"
del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La difesa a oltranza del welfare non sbocca in più Stato, burocrazia e protezionismo? "La crisi negli Usa ha mostrato che senza l'intervento di istituzioni come la Fed il mercato, da solo, produce caos. Il neoliberalismo con la sua ossessione della deregulation e distruzione del welfare ha costretto a ricordarsi della mano dello Stato".
CI
VUOLE PI AUTHORITY ( da "Espresso, L' (abbonati)"
del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Più scienza e meno burocrazia', hanno accusato l'Autorità (in acronimo Efsa) di sottovalutare i rischi degli ogm, di non fare studi indipendenti, di limitarsi a dare pareri a partire dagli studi presentati dalle aziende. La giustificazione dell'organismo comunitario è sempre la stessa: la procedura è questa, non dipende da noi.
Sono
felice del trionfo ( da "Padania, La"
del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: essere stati sconfitti sono state le burocrazie di partito, gli apparati, i generali senza soldati; la Lega, senza televisioni, senza giornali, senza l esercito di yes-men infilati nei posti chiave, senza poteri forti, ha riscosso un successo clamoroso, frutto di un grande bagno di umiltà, di tanti incontri pubblici, di volantinaggi, dello stare in mezzo alla gente e tra la gente.
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
PEGOGNAGA Pdl e Lega
esultano anche nella roccaforte rossa 'Il Pd guadagna a sinistra ma perde voti
al centro' PEGOGNAGA. Dopo le elezioni politiche, il capogruppo d'opposizione
Gabriella Lasagna (Pdl), sottolinea in conferenza stampa: "Gli elettori
hanno punito i raggruppamenti di sinistra che erano la continuità
dell'autoproclamatosi 'buon governo Prodi', anche se hanno tentato come il Pd
di far credere d'essere nuovi soggetti. Un governo presentatosi come paladino dei lavoratori in 2 anni nulla ha fatto per riformare burocrazia, infrastrutture, giustizia,
sicurezza e spesa pubblica. Ha incentivato la pressione fiscale, colpendo le
fasce deboli e i ceti medi; gli stessi lavoratori hanno capito il tradimento e
hanno negato consensi. In questo scenario, a Pegognaga, roccaforte rossa, la
sinistra radicale che espresse 580 voti nel 2006, li ha visti ridotti a
164: buona parte dei rimanenti 416 voti verosimilmente si sono riversati nel Pd
per l'effetto Carra. Il coordinatore del Pd Benfatti registra con trionfalismo
un aumento di più di 200 voti al Senato, ma non sono altro che voti provenienti
dalla sinistra, il che significa che ne ha persi al centro". Per Lasagna i
transfughi del centrosinistra sono gli scontenti della Margherita e diversi Ds
confluiti verso il Pdl che ha registrato, rispetto al 2006, un aumento di 143
voti. "A Pegognaga - dice Luca Caraffini (Lega) - la Lega ha raddoppiato i
consensi al Senato, da
( da "Corriere delle Alpi" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Paola Dall'Anese
"Una legge che penalizzerà il settore edile" La Grua (Fi) lancia
l'allarme sul decreto che istituisce la "responsabilità solidale"
BELLUNO. Gli imprenditori edili della provincia di Belluno bocciano il decreto
che introduce la responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore e
chiedono al futuro governo di rivederlo. A lanciare l'allarme sul caos che
potrebbe creare tale legge è il consigliere comunale Francesco La Grua (Fi). Lo
scopo del decreto varato il 25 febbraio scorso, ma non ancora pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale per la sua entrata in vigore, è quello di contrastare il
lavoro nero, deputando ad appaltatori e subappaltatori il compito del controllo
sulla regolarità dei lavoratori. In sintesi, come denuncia La Grua, in qualità
di presidente della I Commissione consiliare, "il provvedimento addossa
all'impresa appaltatrice il controllo sui lavoratori utilizzati per lo
svolgimento dei subappalti. L'impresa appaltatrice dovrebbe utilizzare del
proprio personale, in base ai cantieri aperti, solo per controllare il numero,
il nome e il cognome, nonché l'orario di lavoro dei soggetti impiegati nel
cantiere, per poi verificare la correttezza formale dei versamenti, delle
ritenute e dei contributi dei dipendenti utilizzati, separati per ditta
subappaltatrice. Anche quest'ultima, peraltro, avrà i suoi problemi, perché
dovrà effettuare versamenti e ritenute distinti per cantiere e per ditta
appaltatrice, salvo richiedere l'asseverazione della correttezza dei versamenti
a opera di un commercialista o di un esperto contabile o di un Caf-imprese. E
questo non fa altro che rallentare il corso delle opere". Ma se il fine è
condiviso, è il metodo ad essere contestato. "Non si può riversare sugli
imprenditori la responsabilità dei controlli sugli operai delle imprese
esecutrici dei lavori, azioni degne della Guardia di finanza", dice Ezio
De Pra, presidente della sezione costruttori di Assindustria Belluno. "E poi tutta la burocrazia che questo decreto introduce oltre a dilatare i tempi di
esecuzione dei lavori, va a colpire le imprese serie, quelle che si mettono in
regola, che si attengono alle leggi, rispetto a quelle più spregiudicate che
invece eludono la normativa e che quindi possono essere più competitive nel
mercato. Infatti, eseguire tutti questi controlli, evadere una serie
infinita di pratiche che devono essere espletate da professionisti,
contribuirebbe ad un aumento dei prezzi da parte di chi si attiene alle regole,
con danno economico". Della stessa opinione anche Italo Tonet, presidente
della Cassa edili dell'Unione artigiani bellunese. "Questo decreto così
com'è è una follia burocratica che appesantisce un settore come quello
dell'edilizia che è già in crisi. In questo modo rischiamo di rimanere
schiacciati. Noi abbiamo il compito di fare il Pil, non di controllare le ditte
subappaltatrici, a questo deve pensare lo Stato. E poi con tutta la
documentazione che sarebbe richiesta dal decreto, chi si mette in regola
rischia di essere svantaggiato".
( da "Gazzetta del Sud" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il reggino che aiuta
i bambini a sorridere Straordinario protagonista sotto le insegne dei volontari
italiani di "Operation Smile" Roberto Messina Nel volontariato
internazionale tante Associazioni si occupano di problemi sanitari. Il loro
interesse è solitamente rivolto ai Paesi "in via di sviluppo"
devastati dalle guerre, dalle carestie, o semplicemente lontani dal cosiddetto
mondo "civile". Qui l'emergenza non ha scelta: deve occuparsi di
preservare la vita in quanto bene essenziale. Combattere le malattie che
decimano le popolazioni. Salvare dalla morte. Negli stessi Paesi emerge però,
parallela, un'attenzione verso le persone affette da malformazioni, ed in
particolare quelle del volto, che colpiscono l'individuo non solo nel suo
aspetto fisico, ma ne invalidano la dignità. Non si tratta di vite messe a
repentaglio, ma di un problema di qualità di queste stesse vite: derise,
costrette all'emarginazione, allontanate dalle comunità, soprattutto in certe
popolazioni tribali che leggono nella malformazione del volto un segno di
maledizione divina... Dal 1982 esiste un'organizzazione umanitaria che riunisce
straordinari medici volontari sotto la sigla di "Operation Smile" che
si occupa proprio di questi bambini. Presente in venticinque Paesi, conta sulla
partecipazione di settemila volontari ed ha effettuato finora oltre centomila
interventi di chirurgia plastica ricostruttiva in venti Paesi del Mondo,
ridando speranza e sorrisi a tanti piccoli e piccolissimi. Un bel traguardo
certo, ma ancora poco in rapporto ad un'emergenza planetaria. Si calcola
infatti che nei Paesi in via di sviluppo, un bambino ogni seicento nasca
affetto da labiopalatoschisi (labbro leporino e fessura nel palato): una
patologia che si risolve con un'operazione breve, ad un costo per
"Operation Smile" poco superiore ai settecentocinquanta euro:
irrisorio, sicuro, per la ricostruzione della dignità di un essere umano.
"Operation Smile" tuttavia non si vuole fermare alla chirurgia. Ha
uno scopo più ambizioso: creare strutture, formare medici, donare attrezzature,
far sviluppare l'autosufficienza per gestire autonomamente queste patologie.
Presidente del Collegio dei Consiglieri Scientifici di "Operation Smile
Italia" è Domenico Scopelliti, originario di Reggio Calabria, primario di Chirurgia
Maxillo-Facciale dell'Ospedale S. Spirito di Roma, autore di numerose
pubblicazioni, direttore e docente di Corsi post-universitari:"Andare in
questi Paesi - dice - è scoprire un mondo di bambini, ormai adulti, che hanno
vissuto la malformazione non solo come disagio funzionale, impossibilità di
parlare comprensibilmente, di alimentarsi normalmente; ma anche come
"diversità". Bambini i cui sguardi dicono più di cento parole, il cui
sorriso restituito ci ha fatto far pace con la nostra professione. Ecco perché
andiamo in missione, ecco perché vi torniamo, per recuperare un'antica, spesso
ormai perduta, vocazione di alleviare il dolore degli
altri, fuori dalle carriere, dalla burocrazia". Come è nato questo Suo incarico? Quasi dopo un anno dalla
prima missione. Il mio nome è venuto fuori perché lavoravo a stretto contatto
con l'Università, con un'intensa attività didattica anche presso la Scuola
Medica Ospedaliera. Fin dall'inizio ho ritenuto che anche nel mondo del
volontariato la professionalità degli operatori e l'approccio rigorosamente
scientifico dovessero essere il pre-requisito per partecipare. La mia
impostazione è piaciuta ai Soci Fondatori. Quale è la più grande soddisfazione
che deriva da questo lavoro? Il recupero del vero rapporto tra medico e
paziente. In missione non vi è nulla di più umano dell'assumersi la
responsabilità di operare un bambino direttamente affidato dai loro genitori.
Loro hanno in te una fiducia totale e sanno che tu farai per il loro piccolo
tutto il possibile, e la moneta sarà un semplice 'grazie', una stretta di mano
o ancor meglio un sorriso del piccolo restituito alla 'normalità. Perché fare
azione umanitaria? Cosa significa per Lei Operation Smile? Oggi è meglio
pensare: perché non farla? Non abbiamo tutti un po' troppo? Se ci priviamo di
qualcosa, in fondo a noi del "primo mondo" non cambia nulla, ad altri
può cambiare radicalmente, in meglio.. Kenia. Etiopia. India. Vietnam.
Addirittura Afghanistan! Mai avuto paura? Mai corso seri rischi? Certo. La percezione
del pericolo l'abbiamo avvertita veramente in Afghanistan. Non penso tuttavia
che possa esistere un 'volontariato comodo'. Sarebbe come scegliere una fede
religiosa 'su misura'. Della serie: troppo facile! Noi invece andiamo dove c'è
bisogno.".
( da "Corriere delle Alpi" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nevegal: basta
chiacchiere ci si dia da fare SONO un'assidua frequentatrice del Nevegal e dopo
essermi per così dire "inorgoglita" leggendo sui quotidiani le cifre
di migliaia di frequentatori delle piste prese letteralmente d'assalto specie
nel fine settimana, gli elogi esternati dagli sciatori per come le stesse erano
tenute e delle cifre incassate, la doccia fredda, anzichenò gelata. Alla luce
di quanto scritto sulla stampa locale riguardo il Nevegàl, (messo soprattutto
in evidenza dall'ex vicesindaco Gidoni e dal consigliere Sommavilla) e
riguardante i fondi regionali (circa 700mila euro) di cui non si trova traccia
nel bilancio comunale, desidero esprimere la mia opinione personale. Non
capisco come il sindaco Antonio Prade, possa eludere completamente le risposte
a domande così precise, specialmente quando sono poste pubblicamente da personaggi
che in un modo o nell'altro fanno o hanno fatto parte dell'amministrazione
comunale. Lo scontento generale percepito dapprima come un sussurro è diventato
via via generalizzato, talchè anche passeggiando per il "liston" la
faccenda Col Toront è diventata motivo di conversazione anche animata fra
sportivi della neve e "aficionados" degli skipass stagionali. Che
fine faranno quei soldi? Che fine farà il Nevegàl? questo si domanda la gente
del Colle e non! Senza la seggiovia del Col Toront, dove le facciamo sciare
tutte quelle migliaia di persone adulte e di ragazzi nonché bambini, tutti
sulla Coca? Magari quella bassa perché manca l'acqua in quota. Se non avranno
il buon senso di andarsene altrove mi sa tanto che l'ortopedia del San Martino
dovrà essere dotata di qualche medico in più. Basta tentennamenti, al Nevegàl
ci si crede o non ci si crede, e se ci si crede, ci si dia da fare, ma subito,
e fateci sapere qualcosa. Silvana Bristot Ripartire dalle lotte d'opposizione
ai borghesi HA vinto uno dei due poli confindustriali e il nuovo governo
applicherà quindi uno dei due programmi fotocopia. L'unica differenza tra Pd e
Pdl è che Berlusconi non porta in dote il rapporto con le
burocrazie sindacali e la socialdemocrazia, motivo per cui la grande borghesia
ha puntato fino all'ultimo sul Pd di Veltroni. Ora la borghesia farà di
necessità virtù e si adatterà al nuovo governo, sperando che non faccia troppi
danni (cioè che gli interessi di Berlusconi non ostacolino quelli delle altre
famiglie capitalistiche), aspettando che il pendolo, nella logica
dell'alternanza borghese tra due schieramenti simili, si risposti verso
Veltroni che intanto proseguirà nella costruzione del suo partito
confindustriale. Da due anni diciamo che la sinistra governista (Prc, Pdci,
ecc.) ha fallito e sta sparendo, ormai priva di radicamento e militanza. Ora
anche le urne confermano questa prognosi persino sul terreno elettorale: e la
conferma è clamorosa. Prc, Pdci, Verdi e Sd arretrano al di sotto di qualsiasi
minimo storico e non avranno più né deputati né senatori. Nemmeno uno! Se la
rappresentanza parlamentare non è il fulcro per un partito rivoluzionario, lo è
invece per partiti che hanno fatto del governismo la loro ragion d'essere e che
hanno apparati elefantiaci che, da domani mattina, imploderanno. Siamo di
fronte a un fallimento politico e strategico senza precedenti. E' la conferma
completa di tutto quanto diciamo da anni e della ragione di fondo che ha
ispirato la nostra scissione, due anni fa, dal Prc per avviare la costruzione
di un nuovo partito. La socialdemocrazia, cioè il progetto di governare con una
parte del padronato ingabbiando le lotte, è fallita per l'ennesima volta nella
storia. Stavolta con un tonfo gigantesco. A fare le spese dello scontro
politico tra i poli borghesi sono i lavoratori. Colpiti dagli uni e dagli
altri, raggirati dalle burocrazie sindacali e socialdemocratiche che svendono i
loro interessi in cambio di una mezza porzione di lenticchie. La prima esigenza
è allora quella di ripartire dalle lotte di opposizione a entrambi gli
schieramenti borghesi, ai loro governi nazionali e locali. Un'opposizione
fondata sull'indipendenza di classe dei lavoratori, dei disoccupati, di tutti
gli sfruttati. Una lotta che parte, nelle piazze, contro la terza riedizione
del governo Berlusconi-Bossi-Fini, a cui la sinistra governista ha spianato la
strada governando con i padroni e rimuovendo l'opposizione di classe. Il PdAC
partecipava a queste elezioni in primo luogo per sviluppare la propaganda su un
programma rivoluzionario. Il nostro partito ha potuto presentarsi in poche
situazioni politiche e amministrative: solo perché si è rifiutato di accettare
il sostegno di parlamentari che hanno sostenuto la guerra e le finanziarie di
Prodi e siamo stati gli unici a dover raccogliere le firme e a non poter
usufruire degli stessi spazi mediatici. La crisi verticale e definitiva della
socialdemocrazia, pur in una situazione difficile per il movimento operaio,
carica tutti i militanti che vogliono lavorare a un progetto di ricostruzione
di una sinistra di classe di nuovi e inediti compiti. Alternativa Comunista
continuerà a battersi in questa prospettiva, senza settarismi e rivendicando al
contempo la necessità della chiarezza programmatica e della delimitazione dal
riformismo, rifuggendo ogni compromesso e pasticcio. Dobbiamo costruire quel
partito comunista e rivoluzionario, internazionalista, di militanti che ancora
non c'è. Un appello in questo senso lo rivolgiamo in primo luogo alle migliaia
di attivisti di Rifondazione e del resto dell'Arcobaleno che oggi vedono i loro
sacrifici e la loro militanza di anni dispersi per le scelte opportuniste e
suicide dei gruppi dirigenti della sinistra governista. Come Alternativa
Comunista ci impegneremo su questa strada, investendo le centinaia di nuovi
contatti e rapporti, le forze militanti di giovani e operai di cui dispone il
nostro piccolo partito e che abbiamo accresciuto in questa campagna elettorale
e che costituiscono per noi il più importante dei risultati in una situazione
generale molto difficile per i lavoratori e la lotta di classe. Invitiamo i
tanti compagni che hanno seguito la nostra campagna elettorale, ci hanno
scritto in decine di migliaia, hanno seguito le nostre pubblicazioni sul sito
web, simpatizzato per noi, partecipato alla nostra campagna propagandistica in
queste elezioni, a unirsi a noi in questo progetto di lotta. Alternativa
Comunista BELLUNO Questo voto rafforza Galan L'INTESA Dolomitica esprime
soddisfazione per i risultati elettorali ottenuti dai partiti che sono alla
guida della Regione del Veneto. Il positivo esito delle urne rafforza di fatto
il governo del presidente Giancarlo Galan e sottolinea la positività
dell'azione da lui svolta in questi anni di reggenza. Alla luce di tali
risultati va da sé che la richiesta di federalismo fiscale che da tempo il
governatore Galan, i partiti che oggi compongono il Pdl e la Lega hanno
inoltrato al governo nazionale ora troveranno sicuramente interlocutori pronti
ad ascoltarli. Se il federalismo fiscale troverà compimento, avrà davanti a sé
una strada più facile da percorrere anche l'approvazione dello Statuto
regionale che al suo interno contiene il riconoscimento della specificità della
provincia di Belluno ed il trasferimento di risorse. La Lid saluta anche l'ottimo
esito delle votazioni amministrative ottenuto nei 4 comuni della provincia
chiamati a rinnovare i consigli. Esprime soddisfazione per la riconferma del
sindaco di Castellavazzo Franco Roccon, per la nuova compagine di governo
guidata da Floriano De Pra a Farra d'Alpago, per la continuità amministrativa a
Sospirolo con l'elezione a primo cittadino di Renato Moro che succede a Tegner
e a Canale d'Agordo con Rinaldo De Rocco, sindaco dopo la legislatura di Flavio
Colcergnan. In queste liste premiate dagli elettori abbiamo amici comuni che
perseguiranno gli stessi obiettivi dell'Intesa Dolomitica. Agli amministratori
auguriamo buon lavoro e ci mettiamo a disposizione per quanto riterranno
opportuno coinvolgerci. Max Pachner Coordinatore della Lid.
( da "Gazzetta di Modena,La" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il raid degli Ansaloni:
sono in viaggio da 170 giorni Tutta l'Africa in fuoristrada: è l'avventura che
stanno compiedo il modenese Claudio Ansaloni e la sua compagna Laura. Partiti
dal Marocco in novembre, sono in viaggio da circa 170 giorni e fra mille
difficoltà - dovute alle piste sterrate, ai problemi tecnici, alla burocrazia - continuano a seguire la tabella di marcia che li riporterà a
Modena alla fine dell'anno. Dopo aver attraversato Ghana, Togo, Benin, Nigeria
e Camerun si stanno dirigento in Angola e poi Namibia. Dall'Africa Ansaloni ha
inviato il suo diario di viaggio, inviato via internet dalle città
attraversate. Chissà quali improperi avrebbe inventato il mio amico
Daniele, meccanico eccellente di Sorbara, se avesse visto operare sotto la mia
Land Rover questo suo collega di Yaounde in Camerun. I meccanici, come le
strutture sanitarie, qui in Africa Centrale, vedi che ci sono ma preghi non
averne mai bisogno. Ma andiamo per ordine. Ci siamo lasciati che eravamo in
Ghana, dopodichè abbiamo attraversato Togo e Benin per entrare con la Nigeria,
nella seconda parte del nostro viaggio attraverso l'Africa. La zona più
avventurosa. L'ingresso in Nigeria lo abbiamo effettuato nel centro della
nazione, dove le strade sono le più devastate. Per chilometri si trovano buche
e sterrati degni di trial. A quella latitudine siamo rimasti per quasi tutto
l'attraversamento. La parte più corta e facile infatti, quella lungo la costa,
era enormemente rischiosa per la nostra sicurezza. Banditi comuni a Lagos e
sequestratori nel delta del Niger avevano già riempito le cronache a
sufficienza e non ci sentivamo di aumentare il numero dei citati. Qui la gente
è estremamente "sveglia e lesta" in tutti i sensi che vengono in
mente. La nazione è ricca, gli affari prosperano per le grandi imprese. A parte
una terribile strada di accesso, non abbiamo incontrato problemi particolari ed
in 10 giorni siamo usciti dalla vivacissima, ricchissima e poverissima Nigeria.
Là dove l'assurdo diventa possibile. Dove si sa inventare tutto quello che la fantasia
umana può generare per far soldi o spillarne agli altri. L'entrata in Camerun
avviene in uno sterrato che spaventa all'idea di attraversarlo con le piogge.
Buche di fango lunghe fino a
( da "Gazzetta di Reggio" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Pressione
fiscale giù" "Pressione fiscale giù" Confartigianato sollecita
Nel commentare l'esito delle elezioni, i presidenti delle due associazioni
reggiane aderenti a Confartigianato, Gianni Vezzani (Confartigianato
Federimpresa) e Rodolfo Manotti (Confartigianato Imprese) dicono: "Ci
aspettiamo che l'attenzione nei confronti delle micro e piccole imprese
contenuta nel programma elettorale del Pdl trovi ora concreta e rapida
attuazione. Iniziando a ridurre la spesa pubblica e ad eliminare gli sprechi.
In materia fiscale, è necessario andare oltre l'impegno a
non chiedere ulteriori sacrifici agli italiani: bisogna abbassare la pressione
tributaria su imprese e famiglie. Così come ci aspettiamo che gli imprenditori
vengano liberati dai costi della burocrazia, che venga valorizzato il ruolo della micro e piccola impresa e
che siano eliminate le discriminazioni tra lavoro autonomo e lavoro
dipendente".
( da "Trentino" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
LA REPLICA "Ma ora
non si perda altro tempo" Margherita Cogo: "Del Pd del Nord si parla
già da oltre un anno" TRENTO. Nonostante la reiterata freddezza della
Civica, per Margherita Cogo il Partito Democratico ad ottobre è un must. La
vicepresidente della Provincia ne è convinta. Serve il Pd, magari del Nord,
come teorizza Dellai, ma in appoggio ad una lista del presidente, resa più
forte dell'apporto di altre componenti: "E' vero che un Pd ora al 32% non
ci basta per avere la maggioranza alle provinciali di ottobre. Qui la
coalizione può e deve essere più ampia: ci saranno i verdi ed altri ancora, ma
non ci sarà la sinistra che si presenterà da sola anche in quell'occasione. La
lezione dello scorso fine settimana non deve passare invano: se la gente non
troverà sulla scheda il simbolo del Pd, del partito che rappresenta il
centrosinistra in Italia, una buona parte voterà per la sinistra. Come è
accaduto domenica sul Senato. Insomma il varo del Partito democratico è una
questione ineludibile". Osserva ancora la Cogo: "Il presidente Dellai
ha appena rilanciato l'idea di presentarlo in modo confederato, come Pd del
nord. Mi sta bene, un anno fa io avevo firmato il manifesto lanciato dal
sindaco di Torino Chiamparino. Ma poi non se ne fece più nulla. Il nocciolo
della questione per definire un Pd che rappresenti il nord non può però essere
legato all'architettura politica, al contenitore, ma si deve essere chiari sui
programmi che questo partito deve portare avanti: il nord chiede
infrastrutture, regole certe e controlli sull'immigrazione
e la riduzione di una burocrazia eccessiva. Dobbiamo cioè dare risposte al popolo delle partite
Iva. Lo ha ammesso lo stesso Veltroni". Quasi un anno fa, ben prima che la
crisi politica facesse accelerare tutto, un gruppo di politici (tra cui proprio
Margherita Cogo) aveva firmato il manifesto"Un progetto per il Nord".
La maggiore preoccupazione di allora, e di oggi pure, era la distanza che si
era aperta tra il Nord del Paese e il governo Prodi. Il "manifesto"
descriveva, tra le altre cose, uno Stato leggero, amico dei cittadini e delle
imprese e un nuovo patto fiscale. Non combattere l'evasione per ridurre le
tasse, ma ridurre le tasse per costruire un patto con le imprese e i cittadini,
patto che consenta di ridurre l'evasione". La proposta è ancora sul
tappeto. Ma si è già votato nel week-end. Come sia andata lo si è visto.
(g.t.).
( da "Citta' di Salerno, La" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
" ANGRI. Resta
infuocato il clima a Palazzo di Cittá. La tensione si è accresciuta all'indomani della dura reprimenda del sindaco Gianpaolo Mazzola nei
confronti della burocrazia
cittadina. Sotto accusa sono finiti i capi settore. Nel comunicato diffuso il
primo cittadino ha evidenziato uno scollamento tra l'azione politica e quella
amministrative, addossando a quest'ultima la responsabilitá delle inefficienze
cittadine. Ad esprimere solidarietá al ceto impiegatizio comunale è però
il Comitato spontaneo salute pubblica, retto da Antonio D'Ambrosio (foto). Il
Cossap "vuole significare a tutti i dipendenti un vivo
ringraziamento". " Oltre a un "riconoscimento per quanto da vari
anni hanno fatto per il comitato e per la soluzione di centinaia di istanze che
tramite il sottoscritto sono state inoltrate all'Ente ed esaudite in tempo
reale". " E' ancora riportato: "Abbiamo dato voce e corpo a
disfunzioni, inottemperanze, disservizi, reclami, proteste e proposte. A
partire dai piccoli problemi di tantissimi cittadini: perdite di acqua,
illuminazione, buche stradali, panchine rotte, cumuli di immondizia, mancanza
di strisce pedonali, traffico, degrado della villa comunale. Insomma abbiamo
sostituito i rappresentanti eletti dal popolo che non hanno tempo per dedicarsi
a queste incombenze di minore entitá". " Il Cossap non condivide
quanto emerso dalle dichiarazioni del sindaco, secondo cui l'atteggiamento dei
dirigenti e degli impiegati, sarebbe teso a boicottare l'operato dell'attuale
compagine. La politica, cioè, sarebbe frenata a dire di Mazzola dalla burocrazia amministrativa. " D'Ambrosio sembra invece
affermare l'opposto: "Debbo altresì riconoscere con sinceritá ed onestá
che istanze di comuni cittadini anche se rivolte al comitato non avrebbero
trovato soluzione se non fosse stato per l'interessamento dei responsabili di
tutte le Uoc, dell'Urp e di tutti i dipendenti dell'Ente, ricevendomi ed
ascoltandomi anche fuori dagli orari di lavoro". Insomma il Cossap che da
anni è al fianco dei contribuenti sembra contraddire nella sostanza quanto
invece con convinzione ha affermato il primo cittadino. " Infine, il
comitato di via Santa Chiara solidarizza apertamente con l'apparato
amministrativo sostenendo che occorre "testimoniare che è assolutamente da
sfatare la diceria qualunquistica secondo cui i dipendenti comunali sono
fannulloni, incapaci ed inosservanti delle disposizioni e dei dettami che il
ceto politico periodicamente dispone". " Insomma una presa d'atto
chiara a favore dell'apparato burocratico cittadino in aperto contrasto con la
giunta. Pippo Della Corte.
( da "Milano Finanza (MF)" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
MF Riforme,
assicurazioni all'attacco Ieri a palazzo clerici l'insurance day organizzato da
mf/milano finanza con accenture. Perissinotto, ad di Generali: le nuove norme hanno
fatto salire le spese amministrative. Cerchiai (Ania): per le compagnie molti
costi e pochi benefici. Giannini (Isvap): ora va riconquistata la fiducia dei
consumatori "Le riforme? Hanno fatto crescere burocrazia e spese amministrative. Per
gli effetti sui consumatori bisogna invece aspettare". Lo ha detto ieri
Giovanni Perissinotto, amministratore delegato di Generali, alla settima
edizione dell'Insurance Day organizzato da MF/Milano Finanza in collaborazione
con Accenture. Assieme a lui hanno discusso Maria Bianca Farina, ad di
Poste Vita, Frédéric de Courtois, ad di Axa Mps Assicurazioni e Andrea Poggi,
partner di Accenture. Sono intervenuti anche Fabio Cerchiai, presidente
dell'Ania, e Giancarlo Giannini, presidente di Isvap. Oggetto della discussione:
"Le assicurazioni e le riforme del mercato: cosa è stato fatto, cosa resta
da fare".In pochi mesi il quadro regolatorio del settore è stato stravolto
dalla riforma previdenziale, dalla Mifid e dal pacchetto Bersani (che ha
introdotto il plurimandato agenziale, l'annualità delle polizze e l'indennizzo
diretto). Perissinotto, a capo della prima compagnia assicurativa italiana e
terza in Europa, ha osservato: "Da un lato ci sono gli obiettivi del
legislatore, dall'altro l'effettiva realizzazione". Le norme si
proponevano una maggiore trasparenza per i clienti e concorrenza tra gli
operatori. L'ad si chiede "quanto sarà lunga e costosa la fase di
transizioni: le riforme hanno causato un forte aumento del peso amministrativo
sulla ease of doing business e attivato possibili distorsioni a favore dei
prodotti finanziari più semplici". Sotto accusa in particolare il
plurimandato per gli agenti, in passato legati a una singola società: "Non
ha aumentato la concorrenza né ridotto le barriere d'ingresso. Non è chiaro
l'impatto sul consumatore, che potrebbe non trovare positiva l'eliminazione di
un segmento dal business assicurativo". Come affrontare questo periodo di
riassetto? Perissinotto ha esposto le strategie di Generali: "Puntare su
formazione e fidelizzazione degli agenti; aumentare l'offerta di servizi di
consulenza finanziaria; potenziare il canale diretto e esplorarne di
alternativi; avere una strategia multi-brand (Generali, Alleanza, Toro, Ina);
guardare ad aree in crescita come la terza età e l'on-line. L'aumento della
concorrenza e dei costi rende infine necessaria una riorganizzare dei processi
di back office: Generali ha accorpato i servizi amministrativi, informativi e
di liquidazione sinistri". Ma la parola chiave è innovazione: "Chi
non innova è destinato a rimanere indietro", ha concluso
Perissinotto.Durante il convegno hanno potuto confrontarsi Cerchiai e Giannini,
presidenti rispettivamente dell'associazione delle imprese assicurative (Ania)
e dell'organo di controllo (Isvap). Cerchiai ha protestato sia sui contenuti
che sul merito delle riforme: "Si è creato un ingorgo di regolamentazione,
senza l'adeguato spazio per la consultazione: con Bersani ci siamo incontrati
in una sola occasione". Risultato: "La pioggia di interventi ha obbligato
le società a esercizi di acrobazia: e non sempre le imprese si sono dimostrate
atleti scattanti in grado di mantenere l'equilibrio costi/benefici", ha
ammesso Cerchiai, che negli ultimi mesi non si è limitato a esprimere opinioni:
"Abbiamo presentato ricorso al Consiglio di stato, dopo che il Tar ha
respinto le nostre osservazioni. Siamo preoccupati per il futuro della riforma:
la riteniamo demagogica e per questo difficile da cancellare per qualsiasi
governo, anche per il nuovo". Per il presidente di Ania, il peggiore tra i
nuovi provvedimenti è il divieto di monomandato, "un unicum in tutto il
mondo", tale da far pensare a "una normativa da supercattivo".
Cerchiai invita gli osservatori a non giudicare i risultati delle riforme dal
livello dei prezzi ("è troppo presto e comunque non si potrà mai sapere
dove sarebbero arrivati senza il pacchetto Bersani") e infine si rivolge
direttamente alle associazioni dei consumatori: "Dovrebbero impegnare più
tempo alla ricerca delle soluzioni più convenienti per i loro clienti. In molte
aree le differenze di prezzo raggiungono il 50%. Noi siamo favorevoli alla
concorrenza tra operatori".Diversa la prospettiva di Giannini. "Al
momento gli effetti della riforma non sono stati eclatanti. L'eccesso di
regolamentazione è arrivato in un mercato privo di regole: gli intermediari
regolamentati sono oggi 230 mila, prima erano soltanto 40 mila".
L'iscrizione all'albo (non richiesta alle bancassurance), secondo il presidente
Isvap, garantisce requisiti di formazione e professionalità. "è il motivo
per cui la bancassurance, che è un ottimo strumento di distribuzione, dovrebbe
vendere solo prodotti standardizzati e poco costosi", dice Giannini, che
aggiunge: "Le imprese non devono guardare solo ai premi: devono piuttosto
investire di più nei servizi, per esempio quelli di liquidazione". Alle
società dà il merito di aver evitato le trappole di derivati a subprime:
l'esposizione è di 657 milioni al 29 febbraio, in miglioramento dagli 810 di
settembre. "Merito dell'innata prudenza degli assicuratori. E anche, è
giusto ricordarlo, dell'autorità di controllo che già nel 2003 aveva vietato di
collegare le index linked a derivati e titoli da cartolarizzazioni". Per
quanto riguarda gli scenari futuri, "l'Isvap si sforzerà di omogeneizzare
la Mifid alle assicurazioni: al momento si rivolge alle banche. Ma la stella
polare del sistema dovranno essere sempre più i consumatori: occorre
riconquistare la loro fiducia", conclude Giannini.Farina guarda alla
riforma previdenziale: "Ha iniziato a produrre degli effetti, soprattutto
per i lavoratori dipendenti. Ma gli obiettivi sono ancora molto lontani e più
il suo raggiungimento viene ritardato, più il problema passerà alle generazioni
più giovani". Chi finirà di lavorare nel 2030 avrà una pensione pari al
64% dell'ultimo stipendio. "Il cambiamento regolatorio si è concentrato
troppo sul Tfr: la sua destinazione a previdenza integrativa coprirà soltanto
10/12 punti percentuali di quei 64. Non risolverà la questione della pensione
per i lavoratori". Tutti gli operatori devono dunque fare passi avanti:
secondo Farina, "lo Stato deve rivedere le logiche di incentivazione
(ripensando per esempio alla irrevocabilità delle scelte), favorire la
concorrenza (attraverso la portabilità di tutte le forme di contribuzioni previdenziali)
e ridurre la frequenza dei cambiamenti legislativi". E le compagnie?
"L'obiettivo è passare da una cultura di prodotto a una di servizio. Ci
sono spazi di riduzione dei prezzi per i clienti, soprattutto quando i rapporti
instaurati sono di lungo periodo, come nel nostro settore". A livello
generale, invece, "occorre aumentare la consapevolezza del bisogno
previdenziale: la necessità deriva dalla crescita dell'età di vita e dalla
struttura del mercato del lavoro, non favorevole per i giovani". Grazie
alla riforma si sono iscritti alla previdenza complementare 1,4 milioni di
lavoratori (per l'85% dipendenti).Il più ottimista sulle riforme è De Courtois
(Axa Mps): "I benefici nel lungo periodo supereranno le problematiche del
breve. I vantaggi saranno sfruttati dagli operatori che sapranno realizzare
modelli di bancassurance innovativi". Dopo la Mifid, spiega il ceo,
"i clienti avranno un maggiore bisogno di servizi di consulenza". La
bancassurance è il principale canale distributivo in Italia (come in Spagna,
Francia e Portogallo), ma viene da due anni di rallentamento. L'esperienza
internazionale di De Courtois suggerisce due particolarità nel modello
bancassicurativo italiano: "I ritorni sono troppo bassi. Le polizze index
linked, molto vendute in Italia, sono commodity, mentre le gestioni separate
rendono poco perché la loro durata è breve. Inoltre il settore P&C
(Property & Casualty, ndr) negli ultimi cinque anni è cresciuto a un tasso
medio del 19,4%, ma in Italia la percentuale della bancassurance nel P&C
(1,5%) è molto inferiore a quella degli altri paesi europei (il 9% in Francia,
il
( da "Italia Oggi" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Giustizia e Società Numero 092, pag. 47 del
17/4/2008 Autore: di Chiara Cinti Visualizza la pagina in PDF
Denuncia sollevata ieri al convegno dei commercialisti di Milano Crisi
d'impresa, per la Cigs burocrazia troppo pesante La burocrazia mette in pericolo le magre risorse delle aziende anche durante
le procedure concorsuali. L'attuale prassi di ricorrere automaticamente alla
cassa integrazione straordinaria, infatti, da sola rischia di pesare troppo
sulle imprese sulla strada del fallimento. Infatti, per svolgere le
pratiche burocratiche tra Inps e ministero della giustizia si possono spendere
fino a 100 mila euro in consulenze. La questione è stata sollevata ieri da
Carlo Bianco, dottore commercialista di Milano in occasione del convegno
dedicato alla "Crisi d'impresa: tutti gli strumenti per prevenirla",
organizzato dalla scuola di Alta formazione dell'ordine dei dottori
commercialisti e degli esperti contabili del capoluogo lombardo. "Quando
il curatore fallimentare non ravvede subito le prospettive di cessione
d'azienda", ha spiegato Bianco, "dovrebbe ricorrere direttamente alla
procedura di mobilità, ma la prassi invalsa invece prevede il ricorso alla
cassa integrazione guadagni straordinaria". La finalità è garantire,
comunque, una copertura retributiva ai lavoratori anche in vista dell'imminente
cessazione dell'attività. "Tuttavia", ha continuato Bianco, "ci
si trova di fronte a una serie di adempimenti procedurali davvero frustranti.
Per esempio, la Cigs e la mobilità per un'azienda da circa 140 dipendenti
costa, tra consulenti del lavoro e avvocati chiamati a svolgere l'iter, circa
100 mila euro". è la complessità della procedura a imporre l'ausilio di
legali e consulenti perché anche la più inutile delle inadempienze è sanzionata
per condotta antisindacale. "Certo", ha concluso Bianco,
"andrebbe bene se tutto si facesse nella prospettiva di riavviare
l'azienda, ma nei casi di mobilità certa dei lavoratori questo impegno, come
l'esame congiunto con i sindacati della situazione aziendale, risulta inutile.
Perché non snellire la procedura?". Un primo segnale d'apertura arriva dai
diretti interessati: i sindacati. "A noi interessa che si garantisca un
aiuto ai lavoratori", è intervenuto Luca Colonna, segretario nazionale
Uilm il presente alla riunione, "per quanto concerne le modalità, siamo
aperti a qualsiasi soluzione purché si raggiunga l'obiettivo". Inoltre, in
occasione del forum della scuola di alta formazione milanese è stata presentata
anche la nuova "Associazione per lo sviluppo della cultura professionale
per la prevenzione e la gestione delle crisi d'impresa" fondata tre mesi
fa da Claudio Pastori (presidente della commissione gestione crisi d'impresa
dell'ordine di Milano) proprio con l'obiettivo di formare i dottori
commercialisti, appunto, per la crisi d'impresa. Caratterista del tavolo è che
insieme ai professionisti siedono anche banche e sindacati, tra i quali per ora
ha aderito l'Uilm, disponibile a cambiare rotta. "Siamo pronti a
collaborare", ha dichiarato Colonna, "nei casi di crisi
dell'impresa". Le novità sul fronte dei fallimenti non mancano neppure dal
punto di vista fiscale. Infatti, Francesco Miceli, direttore dell'Agenzia delle
entrate, nel corso della riunione di ieri ha annunciato l'imminente arrivo di
una circolare relativa alla possibilità di riduzione dei debiti tributari.
"L'ufficio di Milano", ha puntualizzato, "sarà particolarmente
solerte a garantirne l'attuazione".
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
La lista delle
richieste che il mondo delle categorie economiche sta preparando per la prossima
giunta Tondo è lunga e articolata La priorità delle imprese: autorizzazioni
ambientali E sul commercio: liberalizzazione degli orari
Gli industriali al Pdl: meno burocrazia In evidenza i nodi energia e infrastrutture. "Non buttate
via ciò che di buono è stato fatto in questi anni" PORDENONE
Semplificazione burocratica, energie, infrastrutture, e soprattutto "non
buttare via ciò che di buono è stato fatto in questi anni". La
lista delle richieste che il mondo delle categorie economiche sta preparando è
lunga e articolata. Tutte chiedono un tavolo di concertazione, un tavolo a cui
i convitati saranno molti e i menù dovranno inevitabilmente differenziarsi.
INDUSTRIA. "Come di consueto prepareremo un documento - dice il presidente
regionale di Confindustria, Adalberto Valduga - da sottoporre agli
interlocutori". Un confronto con le categorie Tondo l'ha già avuto in
campagna elettorale. Da Pordenone e Udine, cuore dell'area industriale, le
richieste non mancano. "Oltre a infrastrutture ed energia - ricorda
Giovanni Fantoni - una priorità è quella legata alle autorizzazioni ambientali
(soprattutto per emessioni in atmosfera e scarichi) che competono all'ente
provincia e il cui iter richiede una forte accelerazione perché si è
incagliato. Dagli ultimi dati che abbiamo sappiamo che sono un migliaio le
domande di autorizzazione bloccate in Friuli. Spesso questo significa bloccare
o nella migliore delle ipotesi rallentare investimenti da parte delle
imprese". Da Pordenone, Maurizio Cini, chiede attenzione per il
manifatturiero, settore trainante dell'economia regionale, e particolare
attenzione ai temi dell'innovazione di prodotto, alla certificazione e "a
tutto ciò contribuisce a dare valore a un'azienda". A Gorizia il
presidente Di Bert invita a partire da un consolidamento della legge Bertossi,
sulle piccole medie imprese, e dalla legge sull'innovazione. "Soprattutto
ci aspettiamo un tavolo di confronto - aggiunge -. Con il presidente Tondo ho
sempre avuto un buon rapporto perché ha un'attenzione particolare ai
"piccoli" e noi siamo una provincia piccola". PMI Per Marco
Simeon, presidente della Federazione regionale delle Piccole Medie Industrie, è
positivo l'annuncio del neo presidente Tondo di un tavolo di confronto con le
categorie economiche. In una nota, Simeon ricorda che "l'avvio di
un'interlocuzione più diretta e fattiva con l'amministrazione regionale sulla
base di una progettualità condivisa possa portare il tessuto produttivo del
Friuli Venezia Giulia a esprimere tutte le sue potenzialità anche sotto il
profilo della crescita dimensionale". ARTIGIANATO Gli artigiani vorrebbero
ripartire dal cammino già iniziato che indicava "una riorganizzazione
degli strumenti finanziari - spiega il presidente regionale, Gianfranco Tilatti
- la revisione della legge sugli appalti pubblici, la revisione del regolamento
della legge urbanistica". Tra le esigenze c'è poi lo sviluppo "del
piano energetico regionale che è una partita importantissima. Con
l'introduzione delle tariffe unificate c'è stato un aumento del 10 - 12 per
cento per cui si riduce ancora la competitività delle imprese. Bisogna lavorare
sul risparmio energetico e le fonti rinnovabili". Non possono poi mancare
infrastrutture e semplificazione legislativa. COMMERCIO Gli auguri a Tondo
arrivano dal presidente regionale di Confcommercio Alberto Marchiori e quelli
provinciali Antonio Paoletti, Giovanni Da Pozzo e Pio Traini. "Per noi è
importante che sia data continuità amministrativa alla buona politica fatta nel
campo del turismo- aggiunge Marchiori - valorizzando la filiera agroalimentare
senza escludere il modo industriale". In materia di grande distribuzione,
oltre allo stop a nuove concessioni già annunciato da Tondo "speriamo si
possa rivedere la liberalizzazione degli orari valutando effettivamente quali centri
sono turistici e quali no". Tra le richieste anche semplificazione delle
norme - "con più testi unici" - e infrastrutture efficienti:
"aeroporto, autostrada a tre corsie e migliori collegamenti
ferroviari". AGRICOLTURA Coldiretti si distingue per pragmatismo. Già in
campagna elettorale ha presentato un documento dettagliato sugli interventi che
ritiene necessari per la categoria. Tra questi: "una riorganizzazione
della macchina burocratica con l'istituzione di un organismo pagatore - spiega
il direttore regionale Elsa Bigai -; una concertazione seria che comprenda la
categoria in materia di grandi opere e infrastrutture. Se vogliamo
un'agricoltura di qualità dobbiamo avere anche un territorio di qualità".
E poi un piano regionale delle acque e un'attenta analisi negli inquinanti
della Laguna di Marano "perché non possono essere attribuiti solo
all'agricoltura senza un'analisi seria". Martina Milia.
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
QUARTIERI.Il
responsabile di zona chiede che la direzione regionale non
areni la questione nella burocrazia "Alle Poste di San Vito gli spazi insufficienti" di
Lorenzo Parolin Fa sentire la propria voce il consiglio di quartiere S. Vito,
in merito alla questione ormai annosa relativa alla funzionalità dell'ufficio
postale in via Passalacqua, e lo fa tramite il proprio presidente Roberto
Racchella che da diversi anni ormai guida il direttivo. "La
situazione in cui versa il piccolo ufficio di via Passalacqua che serve il
nostro quartiere - dice - è ormai difficilmente sostenibile: gli spazi angusti
obbligano gli utenti a mettersi in fila, uscendo spesso dall'unico ufficio
nelle ore o nei giorni di punta; la presenza di barriere architettoniche quali
scalini o aiuole, limita fortemente l'utilizzabilità dell'ufficio per disabili
o anziani; la calca (che è purtroppo la regola) annulla quasi l'efficacia delle
norme di sicurezza e incide negativamente sul diritto alla privacy". Che
fare, dunque a S. Vito? "Innanzitutto ringraziamo il sindaco Gianpaolo
Bizzotto - interviene il segretario, Francesco Maccarone - che si sta spendendo
da tempo perchè le nostre richieste possano essere ascoltate dall'ente poste,
poi facciamo appello alle stesse poste perchè ci vengano incontro aiutandoci a
trovare una soluzione. Il nostro è un quartiere di circa seimila abitanti,
meritiamo sicuramente di più sotto il profilo dei servizi e delle
infrastrutture". "Ci siamo anche dati da fare, recentemente, per
trovare alcune sedi alternative - riprende la parola Racchella - nelle vie
Cogo, IV Armata o nella stessa Passalacqua: le avremmo anche trovate, secondo
le indicazioni forniteci dalla direzione regionale di Mestre, il problema è che
i ritmi della burocrazia non coincidono con quelli dei
privati e proprio a causa del dilatarsi dei tempi per rispondere alle offerte
immobiliari, i possibili accordi coi proprietari degli stabili sono finora
sempre venuti a cadere". "Precisiamo - aggiunge il presidente del
comitato di quartiere - che la questione legata all'ufficio postale è
particolarmente sentita dai seimila (destinati a crescere nei prossimi anni)
abitanti del quartiere e che l'inadeguatezza degli spazi limita fortemente
l'offerta di servizi che l'ufficio può offrire. Già qualche anno fa la
situazione era complicata, immaginiamoci oggi che le Poste non si occupano più
solamente dell'invio di lettere e pacchi, ma sono competenti anche per questioni
di ordine bancario o finanziario". "Ciò nulla toglie - concludono
presidente e segretario - alla professionalità degli impiegati, che fanno del
loro meglio: ci auguriamo, anche per loro, che il nostro appello possa essere
ascoltato, così da dare vita a un dialogo proficuo che trovi a breve una
soluzione felice per tutti". A San Vito la gente attende una risposta
seria e concreta a questo delicato ma importante servizio. Nel 2008 non è
accettabile che la gente sia costretta ad accalcarsi davanti ai tre sportelli
nell'unica stanzetta aperta al pubblico. Non è neanche dignotoso. Per la città
di Bassano, per le Poste stesse e per i cittadini che meritano sicuramente di
più.
( da "Arena, L'" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
BOVOLONE. Per
commercianti ambulanti Cosap, si cambia Dieci anni di licenza Cambia ancora il regolamento
Cosap sul canone per l'occupazione di aree e suolo pubblico, appena modificato
nell'ultima seduta del consiglio comunale. Nella nuova versione, scaricabile
anche dal sito www.bovolone.net, viene previsto il rilascio di concessioni
decennali ai gestori di spettacoli viaggianti e ai commercianti ambulanti,
categorie di esercenti presenti soprattutto alla Fiera San Biagio e al
Settembre Bovolonese. Questo, secondo l'amministrazione, per
ridurre la burocrazia dei
rinnovi annuali, snellendo così le pratiche e permettere ai titolari di avere
il tempo di avviare la propria attività. Le novità del regolamento non sono
piaciute a tutti: "Dieci anni di licenza sono troppi: c'è il rischio che
si creino dei monopoli", hanno sostenuto i consiglieri di opposizione
Tiziano Ferrari (Lista Mantovani) e Ferdinando Sortino (Bovolone
Soprattutto) i quali hanno suggerito di dimezzare i permessi. "Anche la
legge regionale prevede concessioni decennali", ha ribattuto il sindaco
Osvaldo Richelli, precisando che la normativa prevede revoche e decadenze dei
posteggi. Il regolamento Cosap compie 10 anni nel 2008 e da quando è stato
adottato è stato rivisto e modificato quasi ogni anno. Nella penultima
modifica, nel 2006, erano state modificate le sanzioni, riducendole e graduandole
in caso di ritardo nel versamento. L'adeguamento del regolamento dipende anche
dal cambiamento della tariffa per lo smaltimento dei rifiuti. RO.MA.
( da "Libertà" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
24 SPETTACOLI
giovedì 17 aprile 2008 Stasera per il ciclo curato dalla Zanoli Karenina sulla
scena: ne parla al "Filo" il critico Quadri piacenza - Al Teatro dei
Filodrammatici prosegue questa sera alle ore 21 (ingresso libero) il ciclo Anna
Karenina. Letteratura - Cinema - Teatro. Incontri e conferenze intorno ad Anna
Karenina a cura di Roberta Zanoli, percorso di avvicinamento alla messa in
scena del romanzo di Tolstoj diretta da Eimuntas Nekrosius, con la quale si
concluderà il 29 e il 30 aprile al Municipale la stagione di prosa, organizzata
da Teatro Gioco Vita. Dopo un primo appuntamento incentrato sulle trasposizioni
cinematografiche e il loro rapporto con le riduzioni drammaturgiche,
l'attenzione si concentrerà questa sera proprio sul teatro, grazie agli
interventi del critico Franco Quadri (fondatore e direttore dell'editrice
Ubulibri, critico de La Repubblica, autore di numerosi saggi e monografie) e di
Claudio Longhi, docente in discipline dello spettacolo all'università di
Venezia e aiuto-regista di Nekrosius in Anna Karenina, chiamati a interrogarsi
sul quesito: Il "caso" Anna Karenina: tragedia o dramma borghese?.
Una collocazione di genere che necessariamente comporta l'accentuarsi di alcuni
aspetti, rispetto ad altri, nella lettura del complesso capolavoro tolstojano.
Le sue pagine risultano immerse nella società del tempo (il libro venne scritto
tra il 1873 e il 1877), tanto che lo stesso Longhi, a proposito della usuale
contrapposizione tra Guerra e pace, con il suo svilupparsi attorno al tema
della nazione, e Anna Karenina, con il suo indagare all'interno delle relazioni
familiari, osserva come "in prospettiva appare evidente il rilievo dedicato
ai rapporti personali in Guerra e pace e al contesto storico-sociale in Anna
Karenina. Una famiglia borghese, quella dell'alto
funzionario della burocrazia di Pietroburgo, Alekséj Aleksàndrovic Karénin, e
dell'affascinante moglie Anna, che in nome della passione per il conte Alekséj
Vrònskij arriverà a calpestare le rigide convenzioni del ceto cui appartiene,
finendo emarginata, sola e disperata. Tra gli esempi di coevi drammi
borghesi, in cui l'ispirazione dalla realtà quotidiana si intreccia con inquietudini
personali e la crisi del focolare domestico, Casa di bambola (1879) di Henrik
Ibsen (che provocò scandalo per la ribellione della protagonista Nora, disposta
ad abbandonare marito e figli per ritrovare sé stessa), Il padre (1887) e La
signorina Giulia (1888) di Strindberg. L'iniziativa, promossa da Gioco Vita,
rientra nel programma InFormazione Teatrale, realizzato con il sostegno della
Fondazione di Piacenza e Vigevano e che si chiuderà (in data da destinarsi) con
l'incontro su: Anna Karenina e le altre. Figure femminili nella letteratura
"fin de siècle". Anna Anselmi © LIBERTA' Il critico di Repubblica
Quadri e la "Karenina" di Nekrosius © 1996 - 2007 Libertà On Line -
Tutti i diritti sono riservati Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA 01447930338.
( da "Mattino di Padova, Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
LE ELEZIONI COMUNALI
Barison: "Giunta entro sette giorni e forse gli assessori
diminuiranno" di Giorgio Ranzato ALBIGNASEGO. "Finiti i
festeggiamenti, mi sono ora rimboccato le maniche e ho messo in fila le
priorità. In cima alla lista ho la formazione della nuova giunta, che conto di
chiudere entro il week end, dopo aver terminato il giro di consultazioni con
gli alleati". Ha già il piede sull'acceleratore Massimiliano Barison, che
attende ora la proclamazione ufficiale a sindaco di Albignasego dopo la
vittoria plebiscitaria di martedì. "Per l'attribuzione degli assessorati -
annuncia - faremo in fretta, e non escludo degli accorpamenti".
"Questo - sottolinea - all'insegna di una maggiore snellezza e
funzionalità. Gli assessorati possono essere al massimo sette, ma potrebbero scendere
di numero. Saremo equilibrati nelle scelte, ma anche stringenti nei tempi. Ho
in programma poi l'incontro con il personale degli uffici comunali e i
caposettore: per partire con il piede giusto occorre fare squadra. Circa
l'organizzazione degli uffici, spingerò sull'informatizzazione e
sull'innovazione, con l'obiettivo di rendere alla cittadinanza servizi più
snelli ed efficienti". Il neo sindaco è convinto che Albignasego debba
recuperare un gap ultra decennale di rappresentatività in ambito provinciale e
regionale, che lo ha spesso condannato a subire scelte fatte da altri.
"Sarà mia precipua cura - spiega - essere presente nei tavoli
sovracomunali, attivando un dialogo costante e propositivo con tutti gli enti
che, a vario titolo, saranno chiamati a decidere su questioni che ci
coinvolgono. Tra l'altro i sindaci di Maserà e Casalserugo sono passati al
centrodestra, e credo che questo potrà facilitare il dialogo sui temi della
viabilità e della gestione dei servizi allargati. Ho visto e sentito gente
giovane e motivata, che condivide la nostra voglia di fare. Credo, insomma, che
per Albignasego si aprirà una stagione nuova, che lo vedrà protagonista e punto
di riferimento nella gestione politica e amministrativa di questa parte della
provincia". Un approccio completamente diverso, dunque, da quello di
Lanfranco Casale, tutto incentrato sugli aspetti minuti della quotidianità
della cittadinanza. Punto focale dell'attività di Barison sarà
"l'immediata programmazione dell'iter per l'attuazione dei piani sulla
grande viabilità, per sgravare il paese dal traffico d'attraversamento".
Consapevole che "i ritmi della burocrazia sono quelli che sono",
il sindaco non ha intenzione di far passare tempo per avviare la realizzazione della
complanare e della tangenziale. "Anche tramite deleghe specifiche -
termina - andremo poi ad incentivare l'utilizzo sul territorio di fonti di
energia rinnovabile, come ad esempio il fotovoltaico. Ammoderneremo gli
impianti di riscaldamento degli edifici comunali e sensibilizzeremo in ogni
modo la cittadinanza su questi temi primari per la qualità e la salubrità della
vita".
( da "Nazione, La (Firenze)" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
BAGNO A RIPOLI /
FIESOLE pag. 21 TEMPI lunghi a Bagno a Ripoli per ottenere il permesso comunale
rel... TEMPI lunghi a Bagno a Ripoli per ottenere il permesso comunale relativo
all'insegna del negozio. Dei ritardi si lamenta Patrizia Capanni, titolare a
Grassina, della più vecchia agenzia di pratiche automobilistiche del territorio
che ha aperto da qualche anno un altro punto nel capoluogo. La storia infinita di ordinaria burocrazia comincia nel settembre del 2005 quando presenta domanda per
insegna non luminosa in via Roma con la scritta "Centro servizi",
domanda duplice perché va presentata anche in Provincia per una seconda
autorizzazione (via Roma è provinciale). La Provincia in un paio di
settimane rilascia l'autorizzazione, il comune respinge l'istanza che viene
ripresentata secondo i canoni municipali il 2 marzo 2006, ma in maggio viene
daccapo respinta 'in quanto costituisce elemento di disturbo sulla facciata
dell'edificio'. Nuova proposta della Capanni e, finalmente, nel luglio del
( da "Mattino di Padova, Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'ANNUNCIO DI
"MULTE" PER PRESTAZIONI MANCATE Visite e analisi, impennata di
prenotazioni disdettate "Come ci danno un codice quando prenotiamo visite
e analisi, ora dovranno darci il codice per un'eventuale disdetta". Affermazione
perentoria quella di Adiconsum, all'indomani della notizia che Azienda
ospedaliera e Usl 16 pretendono di essere rimborsate per le prestazioni
prenotate dagli utenti e mai effettuate. La presa di posizione nasce dalla
possibilità che il paziente che disdice diligentemente la prestazione prenotata
non abbia nulla in mano per dimostrare la propria correttezza di comportamento
a fronte di un'ingiunzione di pagamento. Nel frattempo l'annuncio
dell'iniziativa ha prodotto un primo effetto: ieri sono improvvisamente
aumentate le disdette di visite e analisi agli sportelli di Sant'Antonio e
Monoblocco e al call-center del Cup. Roberto Nardo, di Adiconsum, esprime una
perplessità di fronte all'iniziativa della Regione, recepita dalla dirigenza
sanitaria cittadina: "Non vorrei che questo fosse un
colpo di coda della burocrazia nei confronti di un'utenza disarmata di fronte alla
contestazione della presunta mancata disdetta. E' per questo che esigiamo una prova
tangibile dell'avvenuta telefonata di rinuncia alla prestazione". Nardo
sottolinea come in pochi si prenderanno la briga di richiedere la verifica dei
tabulati telefonici, per dimostrare la propria "innocenza":
secondo l'esponente dei consumatori, in molti piegheranno la testa e pagheranno
la sanzione. Ieri, agli sportelli del Cup del Sant'Antonio e del Monoblocco,
hanno preso corpo le situazioni più disparate. "Come mai io, che sono
esente da ticket, devo sobbarcarmi una spesa per una visita cui non sono
andata, se la colpa non è mia? - chiede Alice Rossi -. Mio figlio, una
settimana fa, doveva portarmi a fare degli esami: all'improvviso ha avuto un
impegno, lasciandomi in braghe di tela", afferma sconsolata la signora in
coda allo sportello. "Ecco, la burocrazia non
deve essere cieca", auspica Filippo Miglioli, 54 anni, in fila pure lui.
"Stamattina ho dovuto saltare la visita perché sono rimasto imprigionato
in una coda chilometrica in Prato della Valle: mi devo aspettare una
multa?". La macchina burocratica lentamente inizia a muoversi. Dall'Usl
( da "Giorno, Il (Sondrio)" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
SONDRIO pag. 4 Cavatori
valtellinesi in fiera a Shanghai "È un paese in cui lo Stato aiuta le
aziende" di MARCO QUARONI ? SONDRIO ? CAVATORI VALTELLINESI in trasferta
in Cina. Una fiera a Shanghai per tre aziende del Consorzio estrattori pietre
ornamentali della provincia di Sondrio, importante vetrina e occasione per
confrontarsi con una realtà diversa ed in fortissima espansione. Le ditte
partecipanti a questa singolare trasferta sono state la Serpentino d'Italia, la
Marmi Pedrotti e la Serpentino e Graniti. "Si tratta di un mercato
interessante in forte crescita - il commento dei protagonisti del viaggio - ci
è quindi apparso importante partecipare con i nostri prodotti. La concorrenza
delle pietre locali è forte, impossibile per noi competere, ma il mercato che
intendiamo avvicinare è di nicchia, quello delle abitazioni di lusso in cui il
Made in Italy rappresenta uno status symbol e in cui è fondamentale presentare
un prodotto di altissima qualità". Questa invece l'esperienza di Pietro
Cabello, che sottolinea anche le differenze fra l'Italia e la Cina. "Da
circa 20 anni viaggio in questo paese, ad ogni mia visita trovo nuove
infrastrutture che non solo aiutano il paese ad essere sempre più competitivo e
con merci di sempre migliore qualità, ma che creano un'economia interna oggi
forte tanto quanto l'export. In questa affascinante realtà lo Stato si pone
come partner per le aziende aiutandole a crescere. In Italia invece è un
problema muoversi e far muovere le nostre merci, mancano le infrastrutture e
quelle che ci sono non funzionano. L'energia elettrica costa più del doppio
visto che mancano le centrali e il nucleare, unica fonte che potrebbe
diversificare e renderci meno dipendente dall'estero e che rappresenta
un'utopia". Di conseguenza "i prodotti giungono sui mercati con un
rapporto qualità-prezzo sempre meno competitivo, il costo delle merci nei
supermercati aumenta e i salari perdono potere di acquisto". "NEL
NOSTRO PICCOLO vanno risolti i problemi di viabilità con la realizzazione di
nuove strade - continua Cabello - va snellita la burocrazia, basti pensare che ad oggi
alcuni giacimenti sono chiusi in attesa delle autorizzazioni. Ricordo che le
nostre aziende sopravvivono solo e perchè i materiali che lavoriamo giungono da
cave locali. I nostri fatturati e la mano d'opera impiegata sembrano esigui ma
in realtà, essendo i nostri prodotti interamente Made in Italy, il marmo
e il granito sono una delle poche commodities di cui il paese dispone e creano
un indotto indispensabile per il benessere del paese e della valle. Oggi le
nostre aziende vivono forte crisi ed è proprio in questo momento che
maggiormente necessitiamo dell'aiuto dello Stato".
( da "Giorno, Il (Brianza)" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
VIMERCATE ARCORE
pag. 14 Lavori in ritardo di due anni: il sindaco accusa la Provincia BURAGO LA
ROTONDA DELLA DISCORDIA ? BURAGO ? "NON FANNO LA ROTONDA perché non sono
di sinistra". Il sindaco Giorgio Stringhini punta l'indice sulla Provincia
di Milano che ha ritardato "senza giustificazioni plausibili" i
lavori per la rotatoria all'incrocio fra via 25 Aprile e la provinciale per
Ornago, un punto caldo della viabilità locale, dove si registrano incidenti di
continuo. Opera connessa alla "bananina", la tangenziale sud di
Vimercate che lambirà il territorio cittadino, l'infrastruttura
"salva-vita" di Burago ha lo stesso (infelice) destino del bypass
sulla Monza-Trezzo, atteso da 23 anni. "Nel settembre scorso la pratica è
passata sotto la Provincia di Monza ma l'incartamento da Milano è arrivato solo
a fine gennaio ? ha aggiunto il primo cittadino ? Quattro mesi per fare
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 3
Corticelli lancia la sua lista civica VERSO IL 2009 DOMANI CON UN APPUNTAMENTO
DAL TITOLO 'LA LISTA DEGLI OBIETTIVI'' DA TEMPO era nell'aria, da settimane
prima che rompesse definitivamente e senza appello con la Tua Bologna: Daniele
Corticelli domani lancerà una nuova lista civica in vista delle prossime
amministrative. Lo farà a Palazzo d'Accursio, in un appuntamento dal titolo
'Bologna Capitale. La lista degli obiettivi'; indosso avrà il vestito di
consigliere comunale ? ora nel gruppo misto ? e di presidente appunto
dell'associazione 'Bologna Capitale'. E' stato il direttivo dei civici, l'altra
sera, a votare all'unanimità il via libera alla nascita della lista, che così
potrà iniziare a lavorare sulla campagna elettorale in previsione della sfida
per cercare di conquistare il Comune. Una mossa che anticipa da un lato il
centrosinistra, sempre in attesa che il sindaco Sergio Cofferati sciolga le
riserve su una sua ricandidatura, e dall'altro il centrodestra, ormai alle
prese con una frattura tra il Popolo della libertà e gli altri civici de la Tua
Bologna, che caldeggiano il ritorno dell'ex primo cittadino Giorgio Guazzaloca.
Non è escluso comunque che dal Pdl arrivino prima segnali di apprezzamento e
poi appoggi concreti per la svolta di Corticelli che seppur leader di 'Bologna
Capitale' per ora non dovrebbe lanciare la sua candidatura a sindaco. In futuro
si vedrà. INSIEME a Corticelli, domani dovrebbero esserci quasi tutti i membri
del consiglio direttivo dell'associazione, come Giorgio Giatti, Annalisa
Lubich, Fabio Battistini, Fabio Martelli, Enrico Marmocchi, Giampaolo Testa,
Lorenzo Casanova, Valentina Mattarozzi, Maurizio Agostini, Gianluca Grazi.
'Bologna Capitale' è nata per combattere "l'inaccettabile declino che si
respirà in città". Sta lavorando su una decina di progetti relativi a
"problemi irrisolti al centro della vita cittadina", come mobilità,
implosione demografica, internazionalizzazione,
inquinamento, sviluppo dell'economia, sport, cultura, scuola dell'infanzia,
degrado, costi della politica e della burocrazia, tasse. Un primo progetto, 'L'insediamento dei cervelli', è
stato presentato nel corso di una serata in Cappella Farnese, tutta esaurita.
Matteo Naccari.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 6
di RENATA ORTOLANI Professor Cantelli Forti, si candida per fare il rettore ?
"Ritengo gi... di RENATA ORTOLANI Professor Cantelli Forti, si candida per
fare il rettore ? "Ritengo giusto,vista la scontentezza che emerge
nell'Ateneo, dove c'è disinteresse anche in aree tradizionalmente motivate,
dare la mia disponibilità. Naturalmente mi presenterò se ci sarà un ampio consenso
sulle linee guida del mio programma". Non teme che averlo già fatto senza
vincere possa toglierle consensi? "No. L'altra volta feci la mia battaglia
con scelte nette, pulite; non essere stato eletto non mi ha traumatizzato. Dopo
ho continuato a lavorare serenamente, e ho vissuto l'esperienza, interessante,
di membro di un comitato scientifico del Consiglio d'Europa". Quali sono
le priorità dell'Alma Mater? "Una è sicuramente garantire il turn over
degli insegnanti, perché solo così si può dare continuità alla formazione degli
allievi. Occorre insomma riportare il docente al centro del sistema
universitario". Che cosa lo ha emarginato? "L'eccessiva
frammentazione dell'organizzazione accademica: ci sono troppi prorettori, che
non sempre operano in sinergia, scavalcano le commissioni e non vengono
acquisiti i necessari pareri. I dirigenti amministrativi a loro volta non si
avvalgono di quelli delle commissioni previste dallo statuto, mentre decisioni
prese dalla giunta o ancora dal 'secondo potere' passano sopra a Senato e
Cda". Ma che cos'è il 'secondo potere' ? "La burocrazia, che con l'attuale rettore è
diventata il primo. Non è una novità: alla frammentazione delle strutture
accademiche si aggiunge la pletora dell'apparato amministrativo, utile per sostenere
o condizionare il potere che di fatto oggi guida l'Ateneo. L'Alma Mater
ha 3.200 fra docenti e ricercatori per quasi 14mila corsi di insegnamento (che
andrebbero ridimensionati) e 2.800 tecnici-amministrativi, e ben 27 sono
dirigenti. Mi sembra che la Fiat ne abbia solo 22... L'Ateneo ha il 47% del
personale nel comparto tecnico-amministrativo (pari al 26% del Fondo
finanziario ordinario) in cui i tecnici pesano per il 10%. Nei gangli vitali
delle aggregazioni scientifiche disciplinari (i Dipartimenti) troviamo 1.300
addetti. Le altre 1.500 unità sono a disposizione dell'ammministrazione
centrale, dove si verificano ritardi e conflitti nello svolgimento di pratiche
importanti: alcune vengono istruite all'ultimo momento, talvolta consegnate
all'inizio di seduta, per cui i membri dei consigli non possono adeguatamente
prepararsi. E alla fine le decisioni risultano forzate per la necessità di
prenderle a fronte dell'emergenza". E' un vero e proprio j'accuse agli
amministrativi... "No, ci sono ruoli dell'amministrazione assolutamente
indispensabili e coperti da persone con grandi capacità e senso di abnegazione,
ma la qualità e il valore scientifico dell'Ateneo devono avere una libertà
decisionale lasciata ai singoli docenti. Io critico la rete che ha ingessato e
intrappolato il mondo accademico appropriandosi di spazi decisionali che
competono ad altri". Il primo impegno del prossimo rettore? "La
riorganizzazione e il ridimensionamento del budget, con una maggior
qualificazione del personale e un reale impulso alla ricerca, essa pure
ingessata dalla rete burocratica: la frenano l'inefficienza dell'apparato
amministrativo, soprattutto a livello centrale, e la mancanza di tecnici. E la
più penalizzata è proprio la ricerca di punta, la più dinamica. Le risorse e le
attrezzature sono disperse in troppi rivoli e non organizzate, invece, in
parchi tecnologici tematici. Per il personale poi, in passato si è investito
sul reclutamento di giovani ricercatori: ora bisogna pensare alla
verticalizzazione della carriera, altrimenti si sfocia nel solito ope
legis". Come immagina il nuovo scenario, allora? "Innazitutto con
parchi tematici, almeno uno per ogni grande area, senza sovrapposizioni ma in
sinergia con i Dipartimenti, così come con le imprese, le istituzioni economiche
e culturali del territorio. Ci sono continui pensionamenti, persone andate via
anticipatamente: se il 75% di questo budget viene restituito, spesso a rate e
in forte ritardo rispetto a quando si è reso disponibile, com'è possibile per i
settori scientifici e le facoltà fare programmazione? Poi ci sono i Poli
romagnoli, sotto organico: quali garanzie di sviluppo credibile si possono
dare, anche agli enti di sostegno? L'Alma Mater ha fatto una scelta di
straordinaria importanza: non dividersi in più Atenei ma articolarsi in Poli.
La sfida si vince se si pensa a un sistema unico, ma non contiguo". Lo
statuto: revisione subito o dopo l'elezione del rettore? "Adesso, anche se
è tardi. Prima si fa, meglio è. Questa è l'occasione per dare all'Ateneo nuove
regole di cui ha assolutamente bisogno, omogeneità, nuovo impulso e senso di
appartenenza". Aprirebbe l'elettorato del Magnifico al personale
tecnico-amministrativo? "Non capisco perché questo problema venga posto
solo ora, in periodo elettorale; in tempi non sospetti io mi sono espresso a
favore del voto ad una rappresentanza del tecnico-amministrativo, come avviene
in quasi tutti gli Atenei". Faccia il ritratto del prossimo rettore.
"Deve essere uno che risponda immediatamente alle necessità quotidiane di
docenti e studenti, affiancato da una giunta coesa sugli obiettivi di interesse
generale e aperta al dialogo. Al suo fianco va organizzato l'impegno degli
organi, in parte ridimensionati nel loro ruolo. E' importante inoltre che il
prossimo rettore sia una personalità capace di rapportarsi con la società
civile, e che abbia già dimostrato di saperlo fare, proprio perchè il rapporto
fra città e Ateneo non risulti solo un insieme di riti, ma sia di reciprocità.
Con il coinvolgimento di quelle risorse che sono mancate ultimamente, causando
un vuoto di bilancio che non permette di gestire adeguatamente un'università
che ha 900 anni". E gli studenti? "Bisogna offrire loro percorsi
chiari, qualificati, e reali servizi. Tranne che in Romagna, l'Alma Mater ha
registrato in questi ultimi anni un drastico calo di immatricolazioni, a mio
parere dipeso dall'aver voluto essere i primi della classe nell'applicare con
rigidità e approssimazione riforme spesso infauste. Ciò ha provocato confusione
all'esterno, negli utenti, e all'Ateneo sono mancati 60 milioni di euro in tre
anni".
( da "Nuova Venezia, La" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Giorno/Notte HOTEL AMBASCIATORI
HOTEL AMBASCIATORI Il Nord e la sinistra Oggi alle
( da "Repubblica, La" del 17-04-2008)
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Commenti GEOPOLITICA
DELLA PADANIA (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Non solo a Venezia e Padova, ma anche
a Vicenza e a Treviso, cuore del leghismo, il Pd è il primo partito. La
difficoltà del Carroccio nei centri urbani, così come la sua tendenza a
dilagare con percentuali bulgare al di fuori, mette in luce anche l'impatto
locale dei flussi globali. Fuori dalle città, luoghi di relazioni economiche e
sociali complesse, di circolazione di saperi connessi al mondo, l'effetto
negativo di tali flussi è percepito con maggiore intensità. Fenomeni diversi ma
riconducibili allo spettro della globalizzazione ingovernata, come
l'insicurezza economica e fisica o l'immigrazione, spaventano interi pezzi di
società. Lo spaesamento indotto dalla presa d'atto che gli effetti globali sono
ormai divenuti glocali è dirompente per questi segmenti sociali. Il Carroccio
ha dato voce a queste paure, alimentandole a sua volta e facendosene
imprenditore politico. Invocando soluzioni non certo all'altezza dei problemi
ma, e questo in politica conta sempre, colmando un vuoto. Ha rotto, infatti,
l'afasia che sull'argomento ha mostrato la sinistra. Guardata da quegli stessi
pezzi di società impaurita, come espressione, se non di uno schieramento
favorevole, certo non critico verso la globalizzazione. Percezione
semplificatoria, facilitata dal fatto che, qui come altrove, la sinistra è
ormai in larga parte schieramento di ceti medi con stili di vita cosmopoliti,
mentre il "popolo" volge il suo sguardo a destra. Alla ricerca di
protezione. Il consenso alla Lega non è arrivato solo dalla
protesta contro la pressione fiscale e la burocrazia; o dall'adesione a un progetto di federalismo vissuto come fine
dei trasferimenti di risorse allo stato centrale e alle regioni meridionali. Lo
sfondamento oltre il tradizionale zoccolo duro verde è avvenuto sull'offerta di
protezione. Quella protezione che la sinistra, impegnata in questi anni
a definire il contenitore più che il contenuto e a colmare i suoi storici
ritardi nei confronti dei settori più produttivi, non ha fornito. Né sul piano
sociale né su quello della sicurezza. Trascurando oltre che l'ormai retorico e
ingombrante discorso "sul popolo" anche "il popolo". Un
simile gap non si recupera in pochi mesi. Anche perché dietro a questo umore
popolare emerge non solo una dura critica politica ma anche un sordo rancore
sociale: verso chi, per risorse o status, è in gradodi accedere a diversi
scenari, locali e globali. Contrariamente a quanti, come gli
"impauriti", devono vivere, per necessità, ancorati a un territorio
trasformato dai flussi globali e da una sorta di nuovo fordismo sociale. Di
fronte a questa fetta di società impaurita, popolata da anziani, casalinghe,
giovani decisi a "fare qualcosa", lavoratori a bassi salari, la Lega
si è posta come attore territoriale della protezione. La cui funzione è
essenzialmente trattenere, disciplinare, dare forma politica, relazionale prima
ancora che istituzionale, a un territorio destinato, nelle intenzioni, a
aprirsi e chiudersi selettivamente agli effetti della globalizzazione. E che ha
la funzione simbolica di ricostituire la "comunità impossibile", di
rifondare un legame sociale identitario che prescinda da quella che un tempo
era la collocazione di classe. Da qui il richiamo leghista all'interclassismo e
al rifiuto di autodefinirsi, a prescindere dal tratto dominante del proprio
elettorato, di destra o sinistra. Non è un caso che abbiano votato per il
Carroccio molti operai. Non solo quelli non sindacalizzati delle piccolissime
imprese che sognano di mettersi in proprio; ma anche iscritti alla Fiom, che
non teorizzano alcuna "soggettività di classe" e guardano il mondo
con gli occhi difensivi della comunità della paura che si ricostituisce oltre
il cancello della fabbrica. In questa visione il "popolo" condivide,
più che immaginari miti padani, l'idea leghista di una nuova
"rivoluzioneconservatrice", che ha nel tremontismo il garante
dell'alleanza, mai del tutto organica, con il populismo berlusconiano. Una
capacità di penetrazione, quella leghista, dovuta a un metodico lavoro sul
territorio. Il Carroccio è ormai l'unico veroerede dei partiti di massa di un
tempo: del Pci, nella struttura di partito e nel rapporto con i ceti popolari;
della Dc, nel coltivare, attraverso il diffuso "municipalismo padano",
i microinteressi locali usati come rinforzo dei vincoli di solidarietà, anche
elettorale. Per contrastare la Lega, il cui bacino elettorale non è del tutto
fidelizzato ed è destinato a soffrire le tensioni legate al ruolo di
"partito di lotta e di governo" intrinseco a una simile formazione,
non basta al Pd candidare noti imprenditori. Un serio approccio riformista
implica anche saper rispondere, in maniera non imitativa, alla domanda di
protezione che viene dai ceti più deboli. Inoltre il Pd deve apparire meno "romanocentrico",
dandosi una forma che, mescolando i tratti del partito leggero con quello
pesante, gli permetta di comprendere davvero quanto accade a Nord. Un
passaggio, concettuale e organizzativo, che necessita di una vera e propria
rivoluzione culturale. In assenza della quale non ci sarà partita per tempo
inenarrabile.
( da "Repubblica, La" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Commenti IL SOLE CHE
NON RIDE PIù GIOVANNI VALENTINI è durata vent'anni ? dal 1987, quando si
presentarono per la prima volta a una competizione nazionale ed entrarono in
Parlamento, fino allo "tsunami" delle ultime elezioni ? la parabola
politica dei Verdi italiani. Chi milita sul fronte ambientalista da prima di
allora, ricorda bene i dubbi e le incertezze sull'opportunità di quella scelta.
L'ecologia, si diceva, non è né di destra né di sinistra; è una cultura
naturalmente trasversale; un movimento che non può e non deve diventare un
partito. Oggi che il Sole non ride più, quel dibattito risuona nella memoria
come un'infausta profezia. Vittime dello sbarramento elettorale, ma anche delle
proprie colpe e dei propri errori, per evitare l'estinzione i Verdi s'erano
rifugiati sotto le insegne dell'Arcobaleno cercando di sopravvivere con il
sostegno dei "rossi", i rivali di un tempo, storicamente difensori
degli operai, dell'occupazione, della fabbrica e quindi anche
dell'inquinamento. E a nulla erano valse le preoccupazioni di tanti che,
dall'interno o dall'esterno, avevano segnalato il pericolo di uno snaturamento
o di una subalternità, politica e culturale. "Non ci interessa ? avvertiva
già Alexander Langer nel luglio '
( da "Nuova Sardegna, La" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Fluminimaggiore. La
struttura costruita nella località montana di Antas chiusa da due anni Mistero
sull'albergo delle miniere Finanziato con la legge per le alternative alla
dismissione dei cantieri FRANCESCO CARTA FLUMINIMAGGIORE. Hotel Antas, il
mistero è calato sulla struttura alberghiera di Sant'Angelo, sul versante
montano di Iglesias. Da due anni il lucchetto che serra la catena posta al cancello
d'entrata non è stato più aperto. Anche la sbarra è ricoperta dalla ruggine. La
lunga stagione estiva ormai alle porte, anche quest'anno dovrà fare a meno di
questa struttura in grado di ospitare oltre trecento persone. Il complesso
turistico di Sant'Angelo (nato grazie alla legge numero 221 del 1991 sulla
riconversione delle aree minerarie dismesse) ha forse chiuso definitivamente i
battenti, dopo soli due anni di attività. Il modernissimo albergo, quattro
stelle, dotato di beauty farm, sala congressi, piscina, impianti sportivi e
ristorante, interamente immerso nel verde, nascosto da un bosco di querce,
lecci e pini nella tenuta di Sant'Angelo a dieci chilometri da Fluminimaggiore
e altrettanti da Iglesias è stato inspiegabilmente chiuso. Per i non addetti ai
lavori, le cause sono da addebitare alla burocrazia e al sistema delle
autorizzazioni ma i bene informati dicono che pare non sia stato raggiunto
l'accordo tra la gestione e la proprietà. La causa di tutto è però ancora
misteriosa. La struttura inaugurata nel
( da "Centro, Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Attualità Esplosione
in fabbrica, morti 2 operai Alcuni testimoni: "Volavano pezzi di metallo
grandi come pugni" L'incidente in una fabbrica di materiale plastico a
Cornate Feriti i due figli del titolare GIGI FURINI MILANO. "Volavano
pezzi di metallo grossi come pugni", hanno raccontato gli operai della
Masterplast, fabbrica di materie plastiche a Cornate d'Adda, in provincia di
Milano. I pezzi di metallo hanno ucciso due operai, Raimondo Casati, 47 anni e
Moussa Compaore, 27, del Burkina Faso. E' successo ieri pomeriggio nella zona
industriale di questo paese a nord est del capoluogo lombardo, capannoni dopo
capannoni, dove il lavoro non manca e dove è forte la presenza di
extracomunitari perchè è sempre più difficile trovare sul posto manodopera
locale disposta a fare certi mestieri. Tutto è accaduto in un attimo. I due
operai, aiutati dai due figli del titolare che si trovavano poco distante e,
proprio per questo, sono rimasti feriti, erano intenti a pulire un macchinario
per la lavorazione della plastica, un macchinario che da giorni dava problemi.
Però il prodotto usato per pulire quel maledetto macchinario ha provocato dei
vapori che, a contatto con la plastica, sono esplosi. La Masterplast è una
piccola realtà. Dà lavoro a 12 persone. Al momento dell'incidente erano dieci gli
operai presenti in fabbrica. Sono arrivati i soccorsi, le ambulanze, i vigili
del fuoco e i carabinieri. Portati i due figli del titolare in ospedale (anche
il padre si è sentito male), per terra sono rimasti i corpi senza vita dei due
operai che sono stati colpiti al volto e alla testa da quei "pezzi di
metallo grossi come pugni". Il macchinario che "dava problemi"
serviva per l'estrusione della plastica, cioè trasformava i fogli di plastica
in palline. Adesso saranno le indagini dell'Asl di Monza, della procura, dei
carabinieri, a dire di chi è la colpa, se colpa c'è. Oppure si è trattato solo
di fatalità. Bisognerà accertare se i due operai erano opportunamente protetti
dal casco e dalla visiera. Bisognerà capire perchè si sono formati quei vapori
e perchè sono esplosi. Ci vorrà del tempo, lasciano capire gli investigatori.
Intanto l'Italia aggiorna il suo triste primato di 4 morti al giorno. Morti sul
lavoro, si intende, che fanno 1376 morti all'anno (questa la media dal 2000 al
2006), proprio come cent'anni fa. Le statistiche sono lì, fredde e impietose.
Nel 42,5% dei casi si muore cadendo dall'alto; nel 20,8% dei casi perchè si è
travolti da una gru, da un carrello, da una ruspa. Nel 14,9% dei casi perchè
colpiti da materiale da lavoro. E' il caso di ieri a Cornate d'Adda. Eppure in
Italia la legislazione a tutela della sicurezza sul posto di lavoro c'è ed è
anche severa. Ma viene disattesa e i controlli lasciano il tempo che trovano.
Alla Thyssen di Torino, tre mesi prima dello scoppio che ha provocato sette
vittime, c'era andato un ispettore dell'Asl. Aveva rilevato che tutto era a
posto, tutto in ordine. Ma quando l'hanno interrogato ha dovuto ammettere. Lui
un impianto siderurgico non l'aveva mai visto fino a quel momento. Era addetto
ad altro, ad altri controlli. Invece per la burocrazia italiana, controllare
un'acciaieria o un negozio di pasta fresca è la stessa identica cosa. "Non
deve più succedere", avevano gridato i politici ai funerali di Torino.
Nella giornata di ieri hanno detto che "non deve più ripetersi", che
"le leggi vanno applicate" e che "non bisogna abbassare la
guardia".
( da "Tirreno, Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lucca Tante
contravvenzioni nel cestino Il 60% non le paga, ma rischia il fermo
amministrativo LUCCA. Ai lucchesi pagare le multe piace poco. Come a tutti
coloro che commettono un'infrazione e vengono beccati dalle forze dell'ordine. Secondo
i dati in possesso dei vigili urbani, la percentuale di coloro che una volta
presa la contravvenzione fa orecchie da mercante è pari al 60 per cento. In
linea con quanto avviene nel resto d'Italia, peraltro. C'è chi butta via il
bollettino postale. Con il tempo la multa va a ruolo e se il pagamento non
viene regolarizzato le sanzioni aumentano dismisura. C'è la prospettiva del
pignoramento dei beni e anche del fermo amministrativo, che impedisce la
vendita, la permuta e il prestito dell'auto che era stata multata.
Contrariamente a quanto si pensa, inoltre, la maggioranza dei cittadini
stranieri paga senza battere ciglio. Il problema è coglierli sul fatto. Perché
se così non avviene, scatta il lungo e spesso infruttuoso iter della notifica a
domicilio. Che passa attraverso i consolati e che sovente
finisce per arenarsi nel mare magnum della burocrazia. Intanto è in vigore la nuova convenzione fra Comune e Polis
sulla riscossione delle multe a chi non attiva il parcometro, che garantisce
alla società dei parcheggi a pagamento un aggio di 6,50 euro più Iva su ogni
multa staccata dal blocchetto degli ausiliari del traffico. E non su
quelle effettivamente riscosse. La delibera inizialmente prevedeva di
riconoscere a Polis soldi solo nel caso di multe pagate, ma successivamente è
stata modificata.
( da "Repubblica, La" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina X - Palermo
LE URNE DEL NOSTRO SCONTENTO NINO BLANDO n terremoto gigantesco nel nostro
sistema politico ma alla fine sembra che non sia successo nulla. Si potrebbe
usare proprio questa immagine paradossale e ossimorica, per descrivere
sinteticamente i risultati elettorali di mezzo aprile, il più crudele dei mesi
- come diceva il poeta. Immagine tanto più valida, a parer nostro, se guardiamo
alla vittoria del centrodestra pure in Sicilia, dopo il periodo turbolento
rappresentato dal governatore Cuffaro, dai più meglio conosciuto come vasavasa.
Il cambiamento politico, quasi per una sorta di legge di natura, pare che non
sia una opzione contemplata nell'immaginario ideologico di noi siciliani. Quasi
sempre fedeli al moderatismo delle classi dirigenti democristiane per un
quarantennio, noi abbiamo metabolizzato, fino a farne una componente stabile
del nostro Dna, l'antico adagio "meglio il cattivo conosciuto che il buono
da conoscere". E se poi, nel deserto post-Tangentopoli, abbiamo abbracciato
il nuovo apparente, questo ci è piaciuto così tanto da realizzare, nel 2001,
persino il mitico sessantuno a zero. Eppure una lettura a pelle del voto di
domenica, una torsione antropologica del nostro scontento, sarebbe quanto di
più sbagliato non solo per una ragione di etichetta democratica o disposizione
comunque fair agli effetti della conta delle teste, bensì proprio per una
questione di comprensione profonda della società siciliana. E ciò non per una
sorta di hegelismo deteriore, per cui sempre quello che è reale è razionale.
Diceva Raymond Aron che in politica "la scelta non è mai tra bene e male,
ma tra preferibile e deprecabile". Ecco, utilizzando questo criterio un
pochino più freddo, potremmo forse riuscire a capire meglio il perché della
scelta maggioritaria degli elettori isolani del nuovo governatore Lombardo e
dunque della continuità, rispetto alla rottura rappresentata invece da Anna
Finocchiaro. A bocce ferme, infatti, potremmo persino arrivare a concludere che
forse i siciliani, nell'esercizio del loro diritto di voto, a ben vedere siano
meno sprovveduti di quanto appaiono a una lettura superficiale della loro
condotta. Mettendo essi in atto, anzi, un puro calcolo razionale rispetto ai
dati della realtà. Da tempo la società siciliana, economicamente, è ferma.
Pochi gli investimenti davvero produttivi, nonostante gli ingenti danari
europei recati dai fondi strutturali. Rare le imprese disposte a rischiare, non
fosse altro che per il numero impressionante di diseconomie esterne - burocrazia, carenze infrastrutturali,
pressione della criminalità. E dunque, in assenza di mercato, è la politica a
fare la parte del leone. Nella allocazione delle risorse. Nel dispensare
favori. Nel creare una massa critica dipendente dal variare delle sue stagioni,
quando non addirittura da una semplice delibera assessoriale. Cose che,
del resto, sappiamo già. Ma proprio un tale contesto socio-economico
claustrofobico, reso ancora più chiuso dalla mancanza di alternative credibili,
fino a quando non imploderà (federalismo fiscale, ora che la Lega di Bossi,
rafforzata dallo strepitoso consenso, avrà più voce in capitolo nella
maggioranza di governo?), è destinato ad autoperpetuarsi. Spingendo giocoforza,
anche elettoralmente, al mantenimento dello status quo. Vale qui, come meglio
non si potrebbe dire, la formula di Pareto secondo cui siamo esattamente in
presenza di una "persistenza degli aggregati". Perciò i siciliani
magari non voteranno con il cuore, ma occorre riconoscere che scemi non sono.
Non importa, secondo questa visione razionalmente ordinata solo al presente, i
costi differiti che comporta in termini di efficienza e sviluppo autentici. Del
resto, lo stesso Cuffaro nel dare le consegne al suo successore, ha affermato:
"A Lombardo dico di continuare il mio lavoro. Iniziando con il far partire
i bandi dei fondi europei 2007-2013". Non importa per dove.
( da "Manifesto, Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Inaccettabile Cari
direttori, da segretario del Prc tendo a tutelare sempre tutti i suoi iscritti
e i suoi dirigenti. Il nostro dibattito interno può e deve essere seguito con
la massima trasparenza e è giusto criticare anche aspramente le diverse
posizioni in campo. Non lo è, invece, dileggiare le persone, come ha fatto ieri
il manifesto a pagina 3 con l'articolo "I Berti-boys sull'orlo del
baratro", tirando in ballo persino le relazioni private e personali. E'
francamente inaccettabile, oltre che gravemente inquinante del nostro stesso
dibattito congressuale, questo modo di seguire le nostre vicende interne.
Esiste una civiltà, nel dibattito, che è storia comune e va sempre e comunque
salvaguardata. Né ci si può comportare come dice Bertold Brecht in un suo
famoso passo, dove scrive che "Noi che abbiamo combattuto per il mondo
della gentilezza, noi non si poté essere gentili". Franco Giordano
segretario nazionale del Prc Grazie Un grazie sentitissimo per quanti hanno
"consentito" soprattutto con la loro "ispirazione e pratica
astensionista", l'arrivo, della dittatura parafascista che, da tempo
immemorabile, strisciava dentro la nostra Repubblica e che, però, ha visto la
luce con una elezione democratica. Grazie particolarmente: ai democratici
sinceri, lucidamente decisi a farsi annullare le schede; agli eroici
"quasi-rivoluzionari" che hanno introdotto, coraggiosamente, nelle
urne, le schede bianche; a tutti coloro che, ispirandosi alle idee forti della
sinistra forte ma saggia, sono ricorsi alle più "immaginifiche"
maniere per dare una mano al loro nobile Cavaliere che si è svenato per
gli..."investimenti", in Italia e nel mondo, in : "titoli",
bond, "azioni", "obbligazioni", "compartecipazioni",
"scalate", insomma con investimenti sempre e unicamente...elettorali;
ai veri osservanti fanatici dello spirito costituzionale, che sulle schede, in
omaggio al dio Grillo, hanno immortalato il fatidico "vaffa". Gli
astensionisti (democratici - excomunistispinti et similia!) che: - non potevano
(e non dovevano!) tenere conto della raffinata corruzione in atto, silenziosa
(mica tanto!), blanda (falso!), discreta (se così vi pare!) tuttavia guidata da
strapoteri economici e da quelli, più discreti della corruzione profonda della
comunicazione...; - non potevano tenere conto dell'esistenza degli pseudo
separatisti-razzisti Boss-Calderoli-Castelli-Maroni; - pensavano, serenamente,
che le disavventure napoletane e le intramontabili mafie non avevano l'urgenza
di essere affrontate da un Parlamento democraticamente eletto, forte di una
sinistra progressista, salda, proiettata anche oltre i nostri confini. Dopo
questa serena, tranquilla disamina della pacata sconfitta di tutte le sinistre,
il manifesto, che aveva serenamente avvertito dei rischi che si correvano
presentandosi al voto frantumati e trascurando le aspettative degli operai, dei
pensionati, dei precari, degli studenti, dei "poveri ormai ufficialmente
registrati", della Sanità, delle donne, dei senza-tetto, dovrà continuare,
a dibattere sulle cause che hanno provocato questa disfatta; dovrà raccogliere
le critiche e i suggerimenti di un numero di lettori sempre maggiore,
specialmente di quelli assetati di valutazioni esperte, obiettive,
"veramente di sinistra"; si dovrà trasformare in una Agorà in cui i
cittadini che si considerano appartenenti alla sinistra più avanzata, potranno
dibattere, in libertà, sui progetti per un futuro di giustizia e di progresso.
Eugenio Cicerchia Lettera aperta Berlusconi ha vinto e trovo doveroso rivolgere
al vincitore un evviva, un augurio e, se mi è consentito, una sommessa
preghiera. Vede, signor Presidente, in un paese variegato come il nostro, c'è
chi è ricco di comprensione nei confronti degli evasori, chi impazzisce per i
barzellettieri, chi adora i venditori di speranze, chi va in visibilio davanti
alle prodezze di un seduttore, chi esalta gli sbeffeggiatori di magistrati, chi
venera i ricchi senza chiedersi come lo siano diventati, chi apprezza oltre
ogni dire i gesti "popolareschi", chi è convinto che il mondo sia più
dei furbi che dei galantuomini. Tutte propensioni, legittime, s'intende signor
Presidente, perché tutto ciò che viene dalla maggioranza è sacrosanto, ma
durante il Suo mandato, che Le auguro lungo e ricco di soddisfazioni, abbia la
compiacenza, La prego, di rivolgere un occhio benevolo verso quella minoranza
che ha propensioni esattamente opposte. La ringrazio. Suo. Gino Spadon Un
incontro per riflettere Un'indispensabile riflessione sullo spostamento a
destra delle scelte elettorali non può essere limitata agli aspetti
politico-partitici. Se sono in declino i valori della solidarietà e
responsabilità collettiva, dei diritti sociali di tutti/e, dell'intercultura,
della laicità e della pace, occorre interrogarsi sulle modalità con cui tali
valori, in cui crediamo e su cui scommettiamo, sono stati vissuti e comunicati.
La crescita culturale delle coscienze e della società è stata disattesa non
solo dal mondo politico, il cui scollamento dalla vita reale è macroscopica, ma
dagli stessi movimenti. La frammentazione non è solo politica ma anche sociale.
Ognuno coltiva il proprio orticello. Le comunità di base rifletteranno su
questi problemi nell'Incontro nazionale aperto che si terrà a Castel san Pietro
(Bologna) nei giorni 25-27 aprile sul tema intrigante proprio per la situazione
che si è creata con le elezioni: "società sobria equa solidale - culture e
pratiche dal basso". Comunità cristiane di base italiane Kasaro e Kayr In
Somalia c'è un detto che a volte quello che sembra un Kasaro (una sciagura) può
trasformarsi in Kayr (un Bene). Ecco queste elezioni politiche sono un Kasaro
su tutta la linea, per il duopolio, per la sinistra che non ha nemmeno un
parlamentare, per gli inciuci che verranno. Abbiamo perso tutti delle sinistre
varie. Anche chi non ha votato. Il Kayr, il bene cioè, sta in una cosa, secondo
me, quella di avere la grande opportunità di ricominciare, di ricostruire, di
credere davvero in qualcosa. Il Kayr sta in noi e nella volontà di non mollare
a nessun costo. L'urna ha parlato chiaro. La sinistra, la nostra sinistra, non
riesce più a parlare alla pancia della gente comune. Il paese che nel
dopoguerra aveva il partito comunista più forte d'Europa ora è terreno di una
destra cannibale e oscena. Perché questo? Facciamoci delle domande, vi prego.
Non cerchiamo il capro espiatorio di turno o le facili scorciatoie, sarebbe
come morire di morte violenta per la seconda volta. Facciamo un mea culpa
collettivo, un mantra liberatorio, però poi rimbocchiamoci subito le maniche,
dovremmo lavorare parecchio, lottare duro, mostrare i denti. E lo dovremmo fare
insieme, uniti, tutti. Io ci credo e voi? Igiaba Responsabilità Cari amici del
manifesto, ho votato sinistra arcobaleno alla Camera (e Partito democratico al
Senato per cercare inutilmente di arginare Pdl e Lega). E' andata malissimo.
Inutile e miope dare la colpa a Veltroni. Un'enorme responsabilità la portano
le leadership della Sinistra Arcobaleno. Bertinotti ha coerentemente deciso di
dimettersi ma lo stesso devono fare Giordano, Pecoraro Scanio e anche il signor
Diliberto (altro che lasciare la Sinistra Arcobaleno!). Un altro bel pezzo di
responsabilità la portano gli astensionisti e i settari che, per protesta o
chissà che cosa, non hanno saputo guardare più in là del loro naso. La speranza
di costruire dal basso una sinistra aperta e plurale (comunista, socialista,
solidarista, altermondialista, ecologista, europeista, "femminista")
resta in ogni caso l'unica prospettiva possibile per chi non si riconosce nel
Pd. Roberto Cerchio, Torino Il braccio di riserva Per la prima volta,
nell'Italia repubblicana, ci siamo trasformati in un corpo elettorale senza più
un braccio, anche se si tratta solo del sinistro, quello che per antonomasia
viene considerato di "riserva". Però un corpo così, con una protuberanza
centrale e due tentacoli praticamente equivalenti e destinati a alternarsi, non
può che risultare squilibrato e profondamente malato. Ecco, resta questa sorta
di braccio con due mani, non è più al servizio del corpo ma che di esso si
serve e si nutre. È stato un po' come vivere un lutto dopo un'agonia, che
quando arriva ci trova sempre e comunque impreparati. Ma era utile, mi chiedo,
allungare ancora i tempi e il travaglio di quest'agonia? A questo punto, credo
sia stata meglio una sconfitta senza se e senza ma, che ci sta precipitando in
un fondo di smarrimento da cui però è possibile almeno immaginare una qualunque
ipotesi di risalita credibile, pulita, coerente. Meglio, forse, che restare
appesi a quei sottili e infidi compromessi che rischiavano sempre più di
trasformarci in ciò che aborriamo e combattiamo. La speranza è che di quel che
s'è perso si possa rigenerare la parte più sana e che il manifesto possa
svolgere un ruolo importante in questo delicato processo. Marco Cinque Sumud
Cari compagni e care compagne, la parola araba sumud (fermezza, rimanere saldi)
per i palestinesi e le palestinesi è più di una parola, è diventato il simbolo
di una volontà di esistenza, di presenza, di identità, che da 60 anni si oppone
al tentativo di cancellare l'idea di Palestina (non necessariamente il suo
popolo) dalla storia. Oggi molti di noi si sentono cancellati, perché hanno
perso rappresentanza in un Parlamento che dipinge questo paese come un covo di
opportunisti, sfruttatori, razzisti, guerrafondai e (nella migliore delle
ipotesi) di amministratori dell'esistente. Ma noi esistiamo ancora, e insieme a
noi ci sono alcuni milioni di persone che ogni giorno "praticano"
un'idea di paese diversa da chi tra poche settimane sarà in parlamento. Sono
uomini e donne di ogni età che non si sono mai seduti a guardare, che non sono
mai tornati a casa, che non amministrano ma "agiscono" ogni giorno
per avere un orizzonte diverso dall'esistente. Uomini e donne che hanno
pensato, pensano e continueranno a pensare che un paese migliore si costruisce
attraverso la pratica, non solo con un voto. Questa pratica, questo modo
diverso di stare nel mondo, può non essere rappresentato nel nostro Parlamento
(e chissà se mai lo è stato), ma non è ancora scomparso dalla storia di questo
paese; a noi la responsabilità, lo sforzo, di fare in modo che non succeda. Per
cui da domani accanto alla necessaria analisi di cause e responsabilità,
accanto ai programmi e alle strategie future, riprendiamo, riaffermiamo la
nostra pratica. Facciamolo con più forza, riportando in strada chi si è
ritirato nel privato, coinvolgendo chi ci passa accanto con poca convinzione,
rinnovando anche il nostro agire. E' la migliore e più efficace forma di sumud.
Ettore Acocella Associazione per la Pace La legge 30 riconfermata E' giunto il
momento di ascoltare le ragioni più profonde del popolo della sinistra. Il
progetto politico della Sinistra Arcobaleno è fallito. La costruzione di un
nuovo soggetto politico non è la somma algebrica delle forze politiche che lo
compongono. L'unità della sinistra non si costruisce cancellando le diverse
identità politiche e culturali considerate come disvalori. È giunto il momento
di riprendere il cammino interrotto per la costruzione di una vera sinistra
comunista e anticapitalista, della costruzione di un nuovo partito comunista di
massa. Negli ultimi due anni del governo Prodi, ho vissuto sulla mia pelle il
significato della precarietà e gli effetti devastanti della legge 30 che
interviene nei processi di esternalizzazione. Sono stato esternalizzato e per
questa ragione ho chiesto il sostegno del mio partito. Ho chiesto a alcuni
parlamentari del Prc e al compagno Bertinotti di promuovere iniziative
parlamentari per arrestare questa nuova forma di precarizzazione del lavoro. Alle
promesse iniziali, non sono seguite le iniziative parlamentari che avrebbero
dovuto essere attuate, la legge 30 è stata riconfermata in blocco. L'incapacità
di ascoltare e interpretare il disagio sociale da parte di un ceto politico
autoreferenziale rappresenta una delle cause principali della disfatta della
sinistra antagonista. Cordiali saluti Giuliano Della Foglia Una foto trucccata
Ho già ricevuto molte lettere e telefonate disperate. Il loro dato comune è che
"non c'è più niente da fare", "l'Italia è stata guastata in modo
irrimediabile", "gli italiani hanno scelto il peggio, dunque è quello
che si meritano, peggio per loro, e anche per noi". Qualcosa di simile al
saragattiano (ma chi era costui?) "destino cinico e baro". E' un
errore. La foto dell'Italia che emerge da queste elezioni è una foto truccata.
Truccata dalla legge truffa con cui la coppia Veltroni-Berlusconi ci ha
costretto a votare. Non c'è dubbio che i guasti del berlusconismo sono
penetrati in profondità in tutti i settori della società italiana, e di questo
si dovrà molto discutere per cercarne le cause. Ma a sinistra, tutti abbiamo
votato per costrizione, di fronte a una scheda che non permetteva di scegliere,
di fronte al ricatto del voto "utile". Veltroni ne ha fregati molti
con questo trucco. Colpa loro? Anche, ma colpa derivata. Chi ha in mano il
bastone dei media amici può fare questo e altro, e Veltroni li aveva e li ha
amici (inutile parlare di Berlusconi). Non esiste più una sinistra? Un campo
democratico della solidarietà, della giustizia sociale? Un campo pacifista, un
campo operaio? Un campo giovanile e precario? Un campo veramente ambientalista,
un campo che guarda a un'altra società, che non sia ostile all'Uomo e alla
natura? Niente affatto! Esso esiste e è grande. Ma è stato privato della sua
rappresentanza. Anche per colpa dei suoi dirigenti inetti, questo è certo,
perché solo degli inetti potevano concepire una campagna elettorale come quella
fatta dalla Sinistra Arcobaleno. Che ha ingannato i suoi elettori potenziali facendo
loro credere che un centro sinistra sarebbe ancora stato possibile. E questi
hanno votato Veltroni (ritenendo che fosse ancora di sinistra), oppure hanno
dato voto disgiunto. Gli altri non sono andati a votare, per delusione, per
sconcerto e per rabbia. Ma quei milioni di elettori di sinistra non sono
spariti. Esistono. Non si vedono solo perché il gioco di prestigio funziona.
Dobbiamo romperlo, prima di tutto noi. Dunque, cari compagni e cari amici, non
facciamoci ingannare due volte. La frittata è venuta rotonda soprattutto perché
la padella che ci hanno messo di fronte, senza possibilità di scelta, era
rotonda. Ma la società italiana è piena di spigoli, che non tarderanno a farsi
sentire. Naturalmente se non piangeremo di fronte a una fotografia ritoccata.
Giulietto Chiesa giornalista e europarlamentare Come quelli del quarto stato
Guardo Quarto Stato di Pellizza alla bella mostra al Quirinale e mi sento
turbato dal di dentro da quelle facce, dalla forza che esprimono e da tutta la
storia che quel quadro simboleggia. Mi accorgo che l'atteggiamento dei giovani
che mi sono a fianco è diverso. Perplessità, risolini diciamo assenza assoluta
di pathos. Sono giovani "normali", i più, non vestono
"alternativo". Il grande cerchio è chiuso. La sinistra in Parlamento
per la prima volta nella storia repubblicana non c'è più. E' forse rimasta come
me legata a un pathos demodé e non ha saputo trasmettere difficili alternative.
Anzi non ha saputo proprio trasmettere. L'unica cosa da fare è quella di
approfittare della cacciata da palazzo per ritornare in mezzo alla gente a fare
testimonianza, a parlare di diritti, di esclusioni, di solidarietà, di
ambiente, di pace, a marciare come quelli del quadro. In fondo anche loro
partivano da zero. Come noi oggi. Francesco Maria Mantero Nuovi modi di
partecipazione Cari compagni del manifesto, sono uno di quelli che hanno votato
Sa e che, insieme a amici, aveva aperto una delle "case" della
Sinistra Arcobaleno, adesso in balia di strategie partitiche insondabili. Sa è
sparita dal Parlamento perché è sparita dalla società. Il modo migliore per
ripensarsi, e per pensare a come tornare in Parlamento, è quello di tornare
nella società. Ci farà bene: tra la gente, nelle piazze, per le strade. Fuori
dai talk-show. Credo anche che sia necessario azzerare le dirigenze, che hanno alimentato burocrazie parassitarie. Riguardo alla
forma: ho contato 8 soggetti politici alla sinistra del Pd. Ora, il processo
che ha portato alla Sa è stato troppo rapido, e fatto in tempi poco propizi. Ma
credo sia importante ripartire con un dialogo tra tutte quelle forze di
sinistra che credono in un'alternativa al modello dominante di società.
Non m'interessa il simbolo, parlo di contenuti, nuovi modelli culturali, nuovi
metodi di analisi sociale (perché, a quanto pare, la società italiana non la
conosciamo mica bene...). E nuovi metodi di partecipazione dal basso. Solo così
si potrà ritornare in Parlamento, dopo che saremo tornati nella società,
accolti con un "Toh, chi si rivede!" Francesco Falco Minoranza La
sinistra radicale non è implosa. La sinistra - tutta, ma proprio tutta! - ha
lavorato da 30 anni al suo suicidio. Viviamo in un paese dove esiste una sola
cultura, un solo modello dominante. Successo, bellezza, soldi, finto buonismo,
carriera, omologazione. La sinistra paga e ha pagato i suoi profondi e enormi
sensi di colpa per aver contribuito all'esistenza del '68 prima e del '77 poi.
Anni dolorosi, in cui si sono fatti moltissimi errori ma dove c'era energia,
voglia di cambiare, speranza per un mondo migliore e per un modello di
esistenza diverso. Tutto cancellato per una speranza catartica. Espiamo gli
errori annullando gli ideali, cercando di copiare gli altri con la presunzione
di essere un po' migliori. Ridicoli e perdenti. Ho votato Sinistra Arcobaleno.
Senza grande entusiasmo, senza grandi speranze. I risultati sono stati un vero
shock ma poi ho pensato che sono felice di essere sparita dal Parlamento. Sono
felice di essere diversa, incompresa, esclusa. Minoranza in via d'estinzione.
Daniela Cipolla Il prezzo dell'alleanza Tralasciando l'ineffabile duo Prodi e
Veltroni che incolpano dei loro disastri la sinistra (!?), Bertinotti ha pagato
i suoi errori. Dopo la caduta del primo governo Prodi nel '96 non aveva più
senso cercare l'alleanza col centro ma avrebbe dovuto costruire un'alternativa
a entrambi gli altri schieramenti. Votare poi leggi guerrafondaie e contro gli
interessi dei lavoratori gli ha fatto perdere ogni credibilità. Arrivare a dire
che è sbagliato contestare Ferrara è addirittura ridicolo. Andrea Muccini Due
errori Il secondo errore è stato non fare una seria analisi delle 2 esperienze
di governo: da una posizione di governo del paese non è in questa fase storica
possibile produrre alcuna modificazione del paradigma economico. Già questo
sarebbe bastato a comprendere che anche solo radicalizzando le proprie
posizioni il blocco della Sinistra Arcobaleno sarebbe sopravvissuta al
naufragio abbattutosi salvando un manipolo di parlamentari. Primo errore: non
aver compreso che il cammino intrapreso da Bertinotti sulla strada di una
ridefinizione del rapporto movimenti-politica-partiti si era in realtà da tempo
dotato di strumenti che sono poi risultati mortali. La dismissione delle
sezioni e della struttura democratica della base interna al partito, la
rincorsa del "parito leggero", le operazioni di marketing politico.
Si è sacrificato tutto in nome di scelte discutibili senza capire che si stava
recidendo il rapporto con il territorio e con le sue reti e interconnessioni
sociali, si è recisa la stessa funzione educativa (intesa come interscambio,
sia chiaro) che un partito comunista dovrebbe avere con la propria base e i
propri elettori. Si è scelta l'omologazione agli altri continuando a negare
l'evidenza e ribadendo un'alternatività che andava sbiadendo. Ripartire dai
territori, ma rivendicando con forza la nostra identità comunista. Nel disastro
è nato un fiore, ma bisogna sgombrare le macerie di una dirigenza incapace di
vedere il proprio disastro. Bertinotti ha avuto il buon gusto (non scontato in
questi tempi) di farsi da parte, ma i bertinottiani, saranno capaci di leggere
i propri errori? Siamo alla resa dei conti. Da qui dipende la nostra
sopravvivenza. Pietro Senigaglia Camminare contro vento Uno non dice:
contrasteremo questo governo di razzisti, postfascisti e capitalisti
imbroglioni con un'opposizione dura e intransigente. Dice invece: vogliamo
dialogare con loro per le riforme. L'altro non dice: uniamoci per contrastare
la deriva a destra del paese, voi in Parlamento, noi nelle piazze nelle
fabbriche e nei movimenti. Dice solo: tutta colpa tua se noi non abbiamo più il
nostro manipolo di parlamentari. I due personaggi che non dicono quel che
vogliamo e dicono invece quel che non vogliamo, e che non serve alla causa
della sinistra, dei giovani e dei lavoratori, rappresentano bene la nostra
disfatta. Quando e se apriranno gli occhi ci sarà una nuova possibilità,
altrimenti ne troveremo prima o poi degli altri che dicano e facciano la cosa
giusta. Intanto coraggio compagni, stringere i denti e camminare contro vento.
Vittorio Marletto, Bologna.
( da "Corriere del Veneto" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- TREVISO - sezione: PRIMAPAGINA - data: 2008-04-17 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE I PERCHé DEL SUCCESSO VENETO LA LEZIONE DELLA LEGA di ALDO CAZZULLO
L a Lega al 30 per cento a Verona e al 20 nel resto del Veneto ci dà una serie di
insegnamenti. Non soltanto il voto operaio, ma anche il voto cattolico ha
girato le spalle al Pd: è evidente un flusso verso destra, dalla sinistra
radicale al partito di Veltroni, dal partito di Veltroni verso l'Udc, e dal Pdl
verso la Lega. La sinistra, compresa quella cattolica, sembra aver smarrito il
contatto con la sua base di un tempo, e in particolare non ha capito quel che
la Lega ha chiaro da sempre: che il prezzo dell'immigrazione lo stanno pagando
le classi popolari, sia in termini di sicurezza, sia di concorrenza sul mercato
del lavoro; la vecchia frase per cui gli immigrati fanno i lavori che gli
italiani non vogliono più fare non è soltanto antipatica, comincia a non essere
più vera. Il Partito democratico è identificato al Nord con l'establishment, la burocrazia,
gli statali pigri, i pensionati precoci, gli studenti fuori corso. Una
rappresentazione caricaturale, ma basata su un fondo di verità. Allo stesso
modo l'idea dei leghisti come dei nuovi barbari, dei rivoluzionari rozzi e
vitali in marcia su Roma è uno stereotipo duro a morire, ma nella realtà
superato. La Lega è stata e torna a essere partito di governo, si spera
senza le inadeguatezze che hanno prodotto disastri, tipo l'assalto
all'ambasciata italiana in Libia con scontri e vittime dopo lo show di
Calderoli in maglietta antislamica. In qualche modo, pure Bossi si è
istituzionalizzato. Eppure l'attrazione che Bossi esercita sugli elettori più
diffidenti verso le istituzioni è ancora fortissima. Il personaggio simbolo di
questa doppia immagine è il sindaco di Verona Flavio Tosi. Il linguaggio, la
rappresentazione, lo stile è quello del "barbaro", del
rivoluzionario: a cominciare dal gesto - inaccettabile - seguito alla sua netta
vittoria elettorale, togliere il ritratto del presidente della Repubblica dal
palazzo comunale. Ma se il "barbaro " porta al suo partito un terzo
di una città elegante e aperta come Verona - capitale turistica, da sempre
porta d'Italia per l'Europa centrale, crocevia di genti e di traffici -, significa
da una parte che sa fare il suo mestiere nelle istituzioni, e dall'altra che
continua quel lavoro di ascolto, di mediazione, di contatto con il territorio
che la sinistra incantata dal circuito politico e mediatico romano trascura da
anni; e che il partito di Berlusconi fatica a fare, come dimostra il suo
cedimento in Veneto. Affidarsi a Calearo capolista o al carisma televisivo del
capo sono scorciatoie che talora non portano da nessuna parte. Piegarsi sul
solco da coltivare è la lezione della Lega.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - CASERTA - sezione: DOSSIER - data: 2008-04-17 num: - pag: 12
categoria: REDAZIONALE Economia "Look East Policy", un orientamento
geostrategico Politica innovativa: "guardare a Oriente" Tra i fattori
del successo l'autostima degli indiani di AMEDEO MAIELLO * All'indomani del
collasso dell'Urss e della crisi finanziaria del 1991 la pur opaca leadership
indiana fu costretta ad adottare profonde politiche innovative. Il nuovo corso
fu imperniato su un programma di liberalizzazione ed un riorientamento
geostrategico: la Look East Policy. Due scelte che imposero all'India la sfida
di come rimanere fedele sia ad una ideologia di sviluppo egalitario, sia alla
realizzazione delle ambizioni di potenza regionale. Da questa prospettiva
divenne prioritario per l'India allacciare più stretti rapporti con l'Asean,
ponte per essa di quel polo economico che già allora produceva il 25% del Pil
mondiale. Nel considerare l'insieme dei fattori che hanno contribuito a tale
pianificazione, bisogna tenere anche conto del sentimento di autostima che ha
animato l'establishment indiano, fattore indubbiamente nebuloso, ma che
tuttavia ha contribuito a determinare la proiezione del ruolo del paese sulla
scena mondiale. Infatti, già l'India nehruviana si era ritagliata un ruolo
guida nel confronto nord-sud di quegli anni. Ma Bandung, simbolica coronazione
degli sforzi, era cancellata dall'epilogo traumatico della guerra indo-cinese
del 1962. Indira Ghandi, determinata a ripristinare lo status del-l'India, non
esitò a firmare il trattato indo-sovietico al fine di assicurare al paese un
più significativo ruolo regionale e transregionale. Il dinamismo geostrategico
destò allarme in un'Asen altamente sensibile alle problematiche della
sicurezza. Il rapporto con i sovietici, la politica interventista, e il
potenziamento della blu water navy, portarono l'Asean a negare all'India lo
status di dialogue partner. L'evoluzione del quadro geostrategico dei primi
anni novanta agevolò il superamento delle divergenze tra l'Asean e l'India. La
prima, allarmata da un possibile disimpegno americano e dal crescente peso
cinese, maturò la convinzione che l'India fosse rilevante al proprio sforzo di
creare un clima di sicurezza basato sulla collaborazione delle potenze
regionali. L'India, da parte sua, ritenne l'approccio Asean funzionale all'obiettivo
di mantenere il sud-est asiatico libero da influenze straniere. Da qui la
crescente interazione paritaria tra India e Asean. Ma per l'India, che
abbandonava il dirigismo economico, la Look East Policy significò misurarsi con
le sfide del mercato globale. Da questa prospettiva l'India rappresentò per
l'Asean l'opportunità di diversificare un sistema geoeconomico troppo ancorato
alla Cina, anche se, nella prima fase, diversi fattori ostacolarono il processo
di integrazione. Nonostante gli aspetti positivi quali una forza lavoro
qualificata, giovane e a basso costo, nonché un trasparente sistema giuridico,
molti stigmatizzarono la presenza di una diffusa corruzione, di una inefficiente burocrazia e la mancanza di adeguate riforme strutturali. Nel periodo post
1997 si ebbe un sensibile miglioramento nei rapporti economici Asean- India. La
crisi, evidenziando la vulnerabilità macroeconomica dei paesi Asean, nonché la
presenza di un diffuso sistema di corruzione, contribuì a ridimensionare i
presunti ritardi indiani. D'altra parte l'avvento del Bjp, il cui
elettorato vede nel mercato un argine all'ascesa in politica delle caste-classi
subalterne, portò al varo delle cosiddette "riforme di seconda
generazione". La susseguente crescita (Shining India) contribuì anche in
campo economico a rendere manifesta la mai sopita autostima. Ma la sconfitta
del Bjp nel 2004 evidenziò che rimaneva attuale la domanda che Nehru poneva fin
dal lontano 1929: "bisogna decidere a beneficio di chi l'industria deve
operare e la terra produrre cibo". * Professore di Storia dell'India
medievale Università L'Orientale di Napoli La sede della Microsoft a Bangalore.
( da "Corriere del Veneto" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- PADOVA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-17 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE
Geografia del Carroccio Tosi sferza i deputati eletti alle ultime politiche Ma
è Verona la città più "verde" d'Italia "Siamo a Roma, portiamo a
casa risultati" VERONA - Il cingolato del Carroccio. La torre della
scacchiera padana. Mica più solo la città di Giulietta e Romeo o dell'Arena,
Verona. Perchè da due giorni è questa la capitale della Padania. Prima città
italica nella performance di voti alla Lega. Non c'è Milano. E non c'è Treviso.
Anche se piove a Verona splende il Sole delle Alpi. Carro armato leghista,
Verona. Con Tosi sulla torretta, per carità. Ma con un drappello di colonnelli
che caleranno a Roma con tutta l'irruenza del loro risultato elettorale. E'
scaligera, l'armata leghista: nel capluogo ha raccolto il 26% contro il 20 di Belluno,
il 18,8 di Treviso, il 18,5 di Vicenza, il 15,6 fddi Padova, il 13, 3 di
Venezia. Dati che salgono al 33 per cento (seconda in Italia solo a Sondrio) se
allarghiamo il bacino elettorale alla provincia. Lunedì è stato giorno di
"lavoro", con tutti i militanti fino a tarda ora nei seggi per
allontanare lo spauracchio dei brogli, martedì il ritrovo è stato in piazza
Erbe, il cui bar alla "Ragione" è diventato ormai il punto di
ritrovamento per i festeggiamenti padani. Festeggiamenti alquanto orgogliosi. E
consapevoli del risultato. Perchè se il 15 settembre del '
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Le urne. Antonio
Giorgetti, Confcommercio: "Chiedo a tutti che mettano da parte gli
interessi personali e si agisca di concerto per risollevare le sorti
dell'Italia, ma anche dell'Umbria. Il filone più interessante della nostra
regione è quello del turismo, e invito tutti ad impegnarsi affinché venga
convenientemente valorizzato. Ma siccome il turista ha anche bisogno delle
infrastrutture, chiedo ai politici una programmazione per il rilancio il
settore". Il mondo imprenditoriale chiede più impresa e meno finanza, ossia
concretezza. Maria Carmela Colaiacovo, presidente del sindacato Turismo e
confindustria Perugia e presidente nazionale Confindustria Alberghi:
"Valorizzare il turismo significa valorizzare il territorio ed i servizi
che offre. Il primo obiettivo rimane comunque quello delle infrastrutture che
sono un problema antichissimo nella nostra regione, con i cantieri bloccati da
anni. Spero che con il nuovo governo si riescano a riaprire questi
progetti.". Angelo Colussi: "Occorre valorizzare e favorire lo sviluppo
industriale delle aziende, piuttosto che fare finanza. Per fare questo bisogna
potenziare le risorse del territorio, per ricreare la voglia di fare
impresa". Giampiero Bianconi, Granplast e presidente della sezione di
Foligno Confindustria: "Il problema della carenza delle infrastrutture
crea a noi aziende una eccedenza del 4 per cento in più sul prodotto. Chi, come
la mia azienda, ha scelto di operare sul territorio deve affrontare queste
difficoltà. Stiamo lavorando per potenziare l'aeroporto di Sant'Egidio, anche
perché l'imprenditore che si muove non può più andare in macchina. Ma vorrei anche che venga snellita la burocrazia, perché troppa lentezza nelle pratiche, nel rilascio delle
certificazioni, delle autorizzazioni rallenta l'attività delle aziende e crea
ulteriori costi. Tengo a dire che io sono per la meritocrazia a livello
imprenditoriale, per scoprire il gusto di appartenere e partecipare alla vita
produttiva". Antonio Alunni, presidente comitato regionale Piccola
impresa Confindustria Terni: "A parte il problema delle infrastrutture che
rimane fondamentale, altri problemi riguardano la scuola, l'univesità, le
semplificazioni burocratiche. Ma soprattutto chiedo ai parlamentari eletti che
siano molto presenti nel nostro territorio, che lavorino per la nostra regione,
devono essere portatori delle nostre istanze a Roma. Questo qualificherà la
loro azione politica".
( da "Tempo, Il" del 17-04-2008)
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Burocrazia Per nuove alleanze c'è tempo fino a domenica prossima La Direzione
del Servizio Elettorale del Comune di Roma comunica che: I candidati alla carica
di Sindaco e di Presidente del Municipio ammessi al turno di ballottaggio hanno
facoltà di dichiarare il collegamento con ulteriori liste rispetto a quelle con
le quali erano collegati al primo turno. Le dichiarazioni di ulteriori collegamenti devono
essere depositate, entro sette giorni dalla prima votazione (e cioè entro
domenica 20 aprile p.v.) alla Segreteria del Comune presso la Direzione dei
Servizi Elettorali, in Piazza G. Marconi, 26/c. A tali fini, si precisa che
l'Ufficio Elettorale sarà aperto, ininterrottamente, dalle ore 8.30 alle ore
17.30 dal lunedì al sabato e nella giornata di domenica dalle ore 8.30 alle ore
18.30.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Intervista col nuovo
presidente: "Esecutivo entro fine mese. Priorità: la lotta
all'indebitamento" "In giunta non solo assessori esterni. Non avrò
nemmeno maxi-dirigenti: un bel risparmio" Tondo: subito
meno burocrazia "Basta
col leaderismo di Illy, riporterò la politica alla normalità" I SERVIZI
SUL VOTO IN REGIONE ALLE PAGINE 4, 5, 6, 7, 8 E 9 TOLMEZZO. Entro fine mese la
nuova giunta regionale di centro-destra sarà al lavoro. Perché "va
affrontato subito il problema del debito pubblico", la macchina regionale
va fatta funzionare al meglio e la burocrazia va semplificata. Renzo Tondo, neoeletto presidente della
Regione Friuli Venezia Giulia, è nel suo albergo di Tolmezzo. Riceve le congratulazioni
di decine di amici e di conoscenti, pensa al futuro da governatore. Ma prima si
concederà una breve vacanza con la famiglia, fino a sabato. Tondo, in
un'intervista al nostro giornale, spiega così la sua vittoria: "Ho sempre
pensato che Riccardo Illy rappresentasse il potere subìto e temuto, non amato.
E questo non era bello. Lo si respirava anche tra i rappresentanti delle
categorie imprenditoriali. La certezza di vincere l'ho avuta ovviamente martedì
nel primo pomeriggio, quando arrivavano dati positivi anche da Trieste, a casa
del mio avversario".
( da "Tirreno, Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pontedera
I NOSTRI La super burocrazia Otto consorzi in provincia Una
provincia, otto consorzi di bonifica, di cui tre (Comunità Montana, Val di
Cornia, consorzo Valdera) insistono sulla Valdicecina. Gli altri cinque
consorzi presenti sul territorio provinciale sono quelli di Bientina, del Padule
di Fucecchio, Versilia Massaciuccoli, Fiumi e Fossi, Colline Livornesi. Ognuno ha un cda in cui
siedono consiglieri per il 49% nominati dai Comuni associati, per il 51% eletti
dai contribuenti. I consiglieri di nomina percepiscono un gettone per ogni seduta
del cda (circa quattro ogni anno); nel caso del consorzio Valdera il gettone è
di 80 euro lordi.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Non chiederò
dimissioni, ciascuno valuterà cosa fare" Mano tesa all'opposizione
"C'è voglia di scelte non imposte e non di un potere esercitato per fare
ciò che si vuole" "Tanti chiedono più sicurezza: per la vecchietta
derubata è un tema centrale, Riccardo l'ha banalizzata" "Impegno subito per fronteggiare l'indebitamento, la prima legge
sarà per abbattere la burocrazia" di PAOLO MOSANGHINI TOLMEZZO. Entro fine mese la nuova
giunta regionale di Centrodestra sarà al lavoro. Perché "va affrontato
subito il problema del debito pubblico", la "macchina" regionale
deve funzionare al meglio e la burocrazia va semplificata. Renzo Tondo, neoeletto presidente della
Regione Friuli Venezia Giulia, è nel suo albergo di Tolmezzo. Riceve le
congratulazioni di decine di amici e di conoscenti, pensa al futuro da
governatore. Ma prima si concederà una breve vacanza con la famiglia, fino a
sabato. Presidente, da dove comincia? "Da un impegno forte. Il lavoro non
sarà di poco conto vista e considerata la situazione nella quale si trova la
Regione. Ci troviamo un debito incolmabile, una "macchina" regionale
in una condizione difficile. Chiederò da subito agli assessori di lavorare
sodo". Piú felice o piú preoccupato? "Sono molto motivato. Quando ho
deciso, anche contro i santi in paradiso, di dare la mia disponibilità ero
consapevole che non sarebbe stato facile smuovere le acque. Adesso con la
stessa determinazione governerò con ottimismo, con la consapevolezza della
situazione. Sono sempre stato abituato nella vita ad affrontare le cose con
serietà". Tra centinaia di sms, telefonate e testimonianze d'affetto qual
è quella che l'ha colpita di più? "Ho ricevuto decine e decine di
telefonate e di sms. Martedì sera nel palazzo della Regione a Trieste molti
dipendenti mi hanno abbracciato in lacrime. Stamattina è venuto a trovarmi
Paolo Cucchiaro assessore qui a Tolmezzo e abbracciandomi anche lui non
riusciva a trattenere il pianto. Perchè questo è il riscatto della gente. Dopo
una situazione che si era creata cinque anni fa e che non era stata capita.
Ecco, lui è un esempio, ma ci sono moltissimi altri". E la sua famiglia?
"I miei figli ovviamente sono contentissimi. Matteo, il più piccolo,
martedì è stato tutto il giorno con me, prima al computer a vedere i dati, poi
a Udine. Simone ci ha raggiunto con gli amici. Giulia invece era di turno in
albergo". E sua moglie Anna? "Mi è stata sempre vicina. È la persona
più serena di questo mondo. È lontana dalla politica, anche se mi ha conosciuto
da politico. È felice per me. Ma sa che l'aspettano tempi difficili perchè mi
vedrà poco, e d'ora in avanti spesso sarà da sola a gestire l'azienda".
Lei è stato deputato, presidente della giunta, assessore regionale. Sarà
abituata alle sue assenze. "Sì, ma ho sempre trovato un momento della
giornata per una breve riunione con i miei collaboratori. L'autista è sempre
passato a prendermi in albergo, mai a casa". Quando ha capito che poteva
farcela durante la campagna elettorale? "Ho sempre pensato che Illy
rappresentasse il potere subíto e temuto, non amato. E questo non era bello. Lo
si respirava anche tra i rappresentanti delle categorie imprenditoriali. La
certezza di vincere l'ho avuta ovviamente martedì nel primo pomeriggio, quando
arrivavano dati positivi anche da Trieste, a casa del mio competitore" Il
giorno dopo aver sconfitto Illy cosa si prova? "È un misto di
preoccupazione e di soddisfazione. Soddisfazione per aver vinto e la consapevolezza
che tutto è assolutamente diverso da cinque anni fa. Poi c'è preoccupazione
perchè sarei un irresponsabile se non fossi consapevole di ciò che mi aspetta.
Finito il momento della "sbornia" ogni due ore avrò davanti un
problema. Adesso vivo ancora sull'onda dell'euforia". Per sconfiggere
l'"illysmo" ha contato più l'onda lunga dell'election day e il traino
di Berlusconi oppure la volontà degli elettori di avere un contatto con una
politica più umana? "A farmi vincere è stato anche un mio slogan elettorale
"il presidente dei cittadini". Questo è un ritorno alla normalità
della politica. Io non ho mai rinnegato di essere nato e cresciuto in un
partito. In questi anni ho percepito che la gente voleva tornare alla politica
"buona", più vicina, che non sta nella torre d'avorio. La gente ha
intuito che invece si erano rotti alcuni fili con la democrazia. In giunta non
sarò un uomo solo al comando, non ci saranno lobby o assessori senza voce in
capitolo. Il consiglio regionale era diventato un "votificio" su cose
già decise altrove. Ora le cose cambieranno". Per esempio? "C'è
voglia di una politica mediata e non imposta, non di un potere esercitato per
fare ciò che si vuole. Questo "leaderismo" assoluto, questo voler
gestire tutto dall'alto sono comportamenti che non sono passati inosservati tra
la gente. Ed è un bene. Non solo negli ultimi due anni, ma anche nei tre
precedenti quando non avevo alcun incarico, ho capito che la politica non è
tutto nella vita, ma adesso mi sento dire dalla gente che ho restituito loro il
giusto peso... poi mi chiedono: ora fate qualcosa di buono". Si parla
tanto del caso del Nord e del Nordest, poi nell'urna gli elettori lanciano un
segnale sulla questione settentrionale votando la Lega. "È stato un
segnale forte. Un invito a occuparsi dei temi che sono la vera anima della
gente, come la sicurezza. Illy lo ha banalizzato. Per la vecchietta derubata è
invece un tema fondamentale. E poi le tasse, la burocrazia.
Gli artigiani per esempio si lamentano delle tasse ma anche perchè ci sono
troppe carte da fare". Lei rispetto a Illy è... "Di un altro
carattere... due concezioni di politica e di vita diametralmente opposte".
Quali "teste" non le serviranno più a palazzo? "Non avrò il
direttore generale nè quello della comunicazione. Già così ci sarà un bel
risparmio". Illy, secondo lei, in campagna elettorale cos'ha sbagliato?
"Ha pagato cinque anni di isolamento. Un eccesso di sicurezza ostentato
giorno dopo giorno. E poi io non avrei fatto la collezione degli "ex"
della Cdl, la gente non l'ha capita. Ha provocato solo un senso di
frustrazione". La primissima delibera che vorrebbe portare in giunta?
"La sburocratizzazione. Chiederò all'assessore competente di fare riunioni
con i rappresentanti delle categorie per chiedere loro cosa toglierebbero.
Quindi subito una legge omnibus per inserire il possibile e togliere tutti i
vincoli che rallentano". E tra le priorità in generale? "Dovremo
capire subito come intervenire sul debito fermando i percorsi di spesa e
verificando dove si può incidere per evitare il peggio. Poi subito un
appuntamento con il premier Berlusconi, dal quale andrò assieme al presidente
del Veneto Galan, per predisporre un'agenda sulle necessità e i tempi per la
loro realizzazione. Come il commissario per la terza corsia dell'autostrada
A4". Frattini era in campagna elettorale in Friuli Venezia Giulia al suo
fianco. Ora sarà ministro. "Sarà un aiuto e un riferimento per la regione.
Mi ha telefonato, mi ha detto che è felice di essere stato eletto qui, di aver
percepito la passione della gente di questa terra". In consiglio ci
saranno solo tre donne, in giunta ne dovrà avere 3. Chi? "Aspetto prima di
parlare. Posso dire che non vorrò in giunta tutti esterni, ma un
equilibrio". Ha già annunciato che all'assessorato alla Salute vuole il
professor Vladimiro Kosic, presidente della Consulta regionale dei disabili.
"Lo stimo, sarà un ottimo assessore". Altri nomi? "Cercheremo le
competenze prima tra gli eletti". Le categorie imprenditorali, come gli
industriali,hanno "flirtato" in questi anni con Illy. "Le
categorie sono rappresentanze istituzionali e come tali dialogano con i poteri.
Però mi sarebbe piaciuto un maggior coraggio. Personalmente in futuro
preferirei un rapporto più leale, di chiarezza e non di subalternità. Io sono
per la democrazia conflittuale non consociativa e quindi preferisco anche un
rapporto forte piuttosto che un appiattimento. In me troveranno tutti un
interlocutore attento e che farà politica con il confronto, il dialogo, gli
incontri, come una volta, non con le imposizioni". Tra ciò che è stato
impostato da Illy, quanto è da buttare e quanto da recuperare? "Ho
apprezzato la sua forza sul tema del Friuli Venezia Giulia in Europa. Non c'è
dubbio poi che anche alcune riforme andavano fatte, ma torno al metodo. Come la
riforma sugli enti locali. Non c'è stato confronto e si ottiene l'effetto
contrario". Innovazione? "Bisogna stare vicino alle imprese, ma penso
più a un sistema dove si va a cercare chi fa innovazione e non si attende il
bando di concorso. Molte aziende anche piccole hanno bisogno di essere aiutate,
c'è pure chi fa innovazione senza rendersene conto". Legge sul Friulano?
"La legge tornerà perchè è stata bocciata. Alcuni aspetti positivi li
riprenderemo, ma non il friulano veicolare. Realizzeremo a Udine la sede di
un'agenzia europea per le lingue minoritarie. Il friulano deve essere un valore
aggiunto, non dato con le imposizioni, obbligando gli enti locali a fare
documenti in friulano, è costoso e comporta inutili fatiche". Reddito di
cittadinanza? "Va tolto proprio come concetto e sostituito con un assegno
sociale per i veri poveri ed erogato attraverso i comuni". Società
partecipate. Si aspetta le dimissioni dei presidenti? "Io non chiederò le
dimissioni a nessuno. Saranno i presidenti a valutare. È certo che se alcuni
sono nominati con rapporto fiduciario saranno coerenti con la loro linea. Nei
primi sei mesi voglio fare uno screening senza ideologismi e anche in questo
caso con le categorie per capire cosa è necessario tenere e cosa va invece
ammodernato o cambiato. Poi decideremo. Ma siccome la fretta è cattiva
consigliera, lo faremo con ponderazione. Ma tutto in un'ottica di
semplificazione". Riduzione delle aziende sanitarie? "Non sono
d'accordo sull'accorpamento, non è questo il problema della sanità". Lei
ha detto che aumenterà le pensioni minime... "È anche una priorità del
governo. Spero lo facciano, noi nella prima fase integreremo recuperando le
risorse del reddito di base". In queste settimane alcuni ex del
centrodestra hanno annunciato di votare per Illy. Adesso lei cosa replica?
"Come si è visto, questi endorsement non servono alla causa e danneggiano
chi li fa". C'è qualcuno che dopo un giorno sta già cercando di salire sul
carro del vincitore? "Ho tenuto i cellulari spenti da ieri sera. Ma anche
se qualcuno tenterà di cambiare giacca non vedo problemi. Non ho nessuna
vendetta da consumare o dispetti. Guardiamo al futuro con serenità". Cosa
si sente di dire a Illy? "Ribadisco quanto ho detto in questi giorni
auspicando che non lasci il consiglio regionale, ma rimanga a fare il leader
dell'opposizione. Questi anni di esperienza che ha maturato non vanno buttati
via. Io ho subìto cocenti disfatte. Cinque anni fa nessuno avrebbe scommesso
che sarei diventato presidente della Regione". E all'opposizione che
messaggio? "Spero di dare un segnale nuovo, di disponibilità, di confronto
costante, senza confusioni di ruoli. Le commissioni non saranno semplici
celebrazioni di cose già decise. Nei cinque anni appena finiti anche
l'opposizione è stata debole. E se la minoranza è debole la maggioranza ha più
possibilità di sbagliare". Farà le giunte itineranti? "No. Le faremo
sul territorio quando avranno un significato politico". Quando sarà pronta
la sua squadra? "Entro un paio di settimane". Avrà poco tempo per
coltivare le sue passioni: il gioco della dama e l'amore per l'India. "Non
potrò giocare a dama come prima, è vero". Votare alle 11.15, una mossa nel
gioco della dama, le ha portato bene. "È una lettura che mi ha suggerito
Giorgio Carbonara, il mio assistente parlamentare". E l'India? "I
miei rapporti con l'India subiranno uno stop, ma continuerò a seguire tutto al
meglio. L'impegno in Regione sarà forte e tutto il resto viene dopo".
L'intervista è finita. Nel pomeriggio cosa farà? "Devo dare una mano qui
al ristorante, ho tanta gente da salutare che mi aspetta di là. E poi, lo
scriva per favore così nessuno mi cerca, vado via con mia moglie fino a
sabato".
( da "Tirreno, Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nasce un progetto
pilota. Sarà l'unico ufficio giudiziario toscano che concorre al Fondo sociale europeo
Presto la Procura a portata di mouse Attività più moderna e meno montagne di
carta grazie all'informatica LIVORNO. C'era una volta l'ufficio giudiziario
stile Totò munito di mezze maniche nere per proteggere dall'inchiostro i
polsini della giacca. Era il simbolo della burocrazia infinita e dell'arretratezza,
niente di più lontano dalla gente e dalle sue esigenze. Acqua passata, e lo
sarà sempre di più. A Livorno più che altrove, visto che la Procura della
Repubblica livornese è il solo ufficio giudiziario toscano ad essere stato
selezionato, insieme ad altri tribunali e Procure distribuiti in tutta Italia,
fra quelli che intendono concorrere alla distribuzione dei finanziamenti
relativi al Fondo sociale europeo. Questo non significa che i 200mila euro
chiesti da via Falcone e Borsellino, naturalmente attraverso la Regione Toscana
competente per l'accesso a questo tipo di fondi comunitari, siano già arrivati.
La Procura va avanti sulla sua strada ormai imboccata alcuni mesi fa e
prossimamente bandirà una gara per assegnare a una società di consulenza la
gestione del progetto che intende portare avanti. Chi se la aggiudicherà, dovrà
approntare il progetto vero e proprio secondo le indicazioni impartite dalla
Procura della Repubblica. Al compimento di questo progetto, i livornesi avranno
una Procura davvero all'avanguardia tanto verso l'esterno quanto nel suo lavoro
istituzionale di tutti i giorni, dotata di un sito internet, pronta a
rilasciare tramite il proprio web certificazioni che attualmente necessitano di
una visita (non di rado con un po' di fila) a palazzo di Giustizia. Non solo:
l'ufficio guidato dal procuratore capo Francesco De Leo ha in mente anche di
compiere ulteriori passi avanti sul fronte del risparmio di oggetti e di
risorse. Come? Utilizzando in maniera sistematica la comunicazione telematica
nei rapporti interni e in quelli con il tribunale. Ciò significherebbe dare un
contributo importante ai processi di dematerializzazione: usare meno carta
(attualmente vero e proprio incubo per gli uffici giudiziari di tutta Italia) è
un passo avanti per risparmiare denaro e per favorire l'ambiente. Comportamenti
virtuosi, insomma, secondo alcuni piccoli e secondo altri neanche così piccoli,
riassunti anche in un bilancio sociale, redatto il quale la Procura della
Repubblica potrebbe anche fregiarsi di una certificazione di qualità. lu.dem.
( da "Campanile, Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lea Vendramel
Regionali, Friuli e Sicilia al centro-destra. Il trionfo di Lombardo, la
sconfitta di Illy Nell'isola il leader dell'Mpa schiaccia la Finocchiaro con il
65,3 per cento, sinistra ai minimi storici. E Tondo espugna l'ultima regione
del centro-sinistra nel nord est con il 53,8 per cento dei voti Una conferma e
una sorpresa. Si può riassumere così la tornata regionale per il centro-destra.
Perché se la vittoria in Sicilia era pressoché scontata, la conquista del
Friuli Venezia Giulia non era prevista, seppur fortemente auspicata. Il
presidente uscente, Riccardo Illy, non è riuscito a difendere uno degli ultimi
baluardi del centro-sinistra nel nord-est. E Renzo Tondo, forse anche grazie al
traino delle elezioni politiche, è riuscito a sbaragliare l'uomo del caffè dato
favorito fino all'ultimo. La sfida si è conclusa 53,8 per cento a 46,2. E il
Pdl, con il 33 per cento dei consensi, si è conquistato la maggioranza delle preferenze.
Tondo, oltre al sostegno del Pdl, ha potuto contare sul 12,9 per cento dei voti
leghisti, sul 6,1 per cento incassato dall'Udc e sull'1,6 per cento del Partito
dei pensionati. Non sono bastati, invece, a Illy il 29,9 per cento ottenuto dal
Pd, il 5,7 della Sinistra arcobaleno, il 4,5 dell'Idv, il 5,1 della lista
Cittadini per il presidente e l'1,2 della Slovenska Skupnost. Solo Gorizia e
Trieste avrebbero preferito una sua riconferma alla guida della regione. Nelle
due circoscrizioni, infatti, Illy ha incassato rispettivamente il 52,9 e il
50,5 delle preferenze. Udine, Tolmezzo e Pordenone, però, hanno scelto di
voltare pagina, dando a Tondo rispettivamente il 55,3, il 52,3 e il 58,6 per
cento dei voti. Quando lo scrutinio conferma le proiezioni e il risultato è
ormai certo, Tondo stempera la tensione accumulata, esprimendo la sua
soddisfazione e confessando di aver creduto fin dall'inizio che avrebbe potuto
farcela. Illy, invece, si trincera dietro un assoluto silenzio. Segue lo
spoglio a distanza, da Bruxelles, dove sta discutendo di
come ridurre la burocrazia
in Europa. Forse aveva qualche presagio infausto sulla sua rielezione. Presagio
che l'ha portato a guardare da lontano la sua sconfitta. Si è, invece, immerso
per le vie di Catania il leader dell'Mpa, Raffaele Lombardo, nel giorno della
sua elezione a presidente della Regione. Se l'esito della sfida isolana
era praticamente già scritto, visto che la Sicilia è da sempre roccaforte del
centro-destra, non ci si aspettava un'affermazione così schiacciante che ha
fatto toccare al centro-sinistra i minimi storici. Lombardo con il 65,3 per
cento dei consensi ha più che doppiato la sua avversaria Anna Finocchiaro, che
si è fermata al 30,4 per cento. E il Pdl con il
( da "Tirreno, Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Attualità Scoppio in
fabbrica, morti due operai Stavano pulendo un macchinario per la lavorazione
della plastica Le vittime sono un italiano e un africano, feriti anche i due
figli del titolare GIGI FURINI MILANO. "Volavano pezzi di metallo grossi
come pugni", hanno raccontato gli operai della Masterplast, fabbrica di
materie plastiche a Cornate d'Adda, in provincia di Milano. I pezzi di metallo
hanno ucciso due operai, Raimondo Casati, 47 anni e Moussa Compaore, 27, del
Burkina Faso. E' successo ieri pomeriggio nella zona industriale di questo
paese a nord est del capoluogo lombardo, capannoni dopo capannoni, dove il
lavoro non manca e dove è forte la presenza di extracomunitari perchè è sempre
più difficile trovare sul posto manodopera locale disposta a fare certi
mestieri. Tutto è accaduto in un attimo. I due operai, aiutati dai due figli
del titolare che si trovavano poco distante e, proprio per questo, sono rimasti
feriti, erano intenti a pulire un macchinario per la lavorazione della
plastica, un macchinario che da giorni dava problemi. Però il prodotto usato
per pulire quel maledetto macchinario ha provocato dei vapori che, a contatto
con la plastica, sono esplosi. La Masterplast è una piccola realtà. Dà lavoro a
12 persone. Al momento dell'incidente erano dieci gli operai presenti in
fabbrica. Sono arrivati i soccorsi, le ambulanze, i vigili del fuoco e i
carabinieri. Portati i due figli del titolare in ospedale (anche il padre si è
sentito male), per terra sono rimasti i corpi senza vita dei due operai che
sono stati colpiti al volto e alla testa da quei "pezzi di metallo grossi
come pugni". Il macchinario che "dava problemi" serviva per
l'estrusione della plastica, cioè trasformava i fogli di plastica in palline.
Adesso saranno le indagini dell'Asl di Monza, della procura, dei carabinieri, a
dire di chi è la colpa, se colpa c'è. Oppure si è trattato solo di fatalità.
Bisognerà accertare se i due operai erano opportunamente protetti dal casco e
dalla visiera. Bisognerà capire perchè si sono formati quei vapori e perchè
sono esplosi. Ci vorrà del tempo, lasciano capire gli investigatori. Intanto
l'Italia aggiorna il suo triste primato di 4 morti al giorno. Morti sul lavoro,
si intende, che fanno 1376 morti all'anno (questa la media dal 2000 al 2006),
proprio come cent'anni fa. Le statistiche sono lì, fredde e impietose. Nel
42,5% dei casi si muore cadendo dall'alto; nel 20,8% dei casi perchè si è
travolti da una gru, da un carrello, da una ruspa. Nel 14,9% dei casi perchè
colpiti da materiale da lavoro. E' il caso di ieri a Cornate d'Adda. Eppure in
Italia la legislazione a tutela della sicurezza sul posto di lavoro c'è ed è
anche severa. Ma viene disattesa e i controlli lasciano il tempo che trovano.
Alla Thyssen di Torino, tre mesi prima dello scoppio che ha provocato sette
vittime, c'era andato un ispettore dell'Asl. Aveva rilevato che tutto era a
posto, tutto in ordine. Ma quando l'hanno interrogato ha dovuto ammettere. Lui
un impianto siderurgico non l'aveva mai visto fino a quel momento. Era addetto
ad altro, ad altri controlli. Invece per la burocrazia italiana, controllare
un'acciaieria o un negozio di pasta fresca è la stessa identica cosa. "Non
deve più succedere", avevano gridato i politici ai funerali di Torino.
Nella giornata di ieri hanno detto che "non deve più ripetersi", che
"le leggi vanno applicate" e che "non bisogna abbassare la
guardia".
( da "Arena.it, L'" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL DOPO VOTO. Con 5
leghisti a Roma, è la prima volta dai tempi della Dc che un sindaco può contare
su una "pattuglia" così nutrita di parlamentari del suo partito Tosi
dà i compiti ai "suoi" onorevoli Fondazione Arena, ultimo tratto
della Transpolesana e variante della Statale 12 sono le missioni da compiere per la città Più risorse a disposizione del territorio e
meno burocrazia FLAVIO TOSI
SINDACO DI VERONA Enrico Giardini Quelli che contano, per far
piovere soldi sulla città, sono i ministri o i sottosegretari, meglio se con
portafoglio. Ma se anche non ci sarà qualche veronese, nella compagine
governativa Pdl-Lega Nord di Berlusconi, qualche opportunità per Verona,
sulla scia delle elezioni politiche, potrebbe esserci. Cinque degli otto fra
deputati e senatori veronesi del centrodestra appena eletti sono infatti della
Lega Nord, il partito del sindaco Flavio Tosi, che in città ha un elettore su
quattro e in provincia quasi uno su tre. Si tratta di Federico Bricolo
(senatore) e poi dei deputati Matteo Bragantini, Francesca Martini, Alessandro
Montagnoli e Giovanna Negro, questi ultimi due fra l'altro sindaci,
rispettivamente di Oppeano e di Arcole. A questi si aggiungono i deputati Aldo
Brancher e Alberto Giorgetti e la senatrice Cinzia Bonfrisco, del Pdl, sempre
nella coalizione di centrodestra. Gli altri sei sono di centrosinistra, 5 del
Pd e uno dell'Idv. Bisogna andare indietro di 21 anni, alle elezioni politiche
del 1987, ai tempi del sindaco Dc Gabriele Sboarina, per avere un numero
maggiore di deputati dello stesso partito del sindaco: allora gli eletti nella
Dc furono sette, quattro deputati e tre senatori. COGLIERE L'OCCASIONE. Ma come
l'amministrazione conta di far fruttare l'opportunità? Il sindaco pone due
richieste prioritarie, il federalismo fiscale, "fondamentale per mettere a
disposizione del territorio una quantità maggiore di risorse economiche",
spiega, e la sicurezza. "Serve un giro di vite sugli immigrati clandestini,
perché ormai ci sono situazioni intollerabili, sul nostro territorio",
precisa, chiedendo anche "più rirorse per le forze dell'ordine".
"MENO OSTACOLI". Il sindaco chiede però ai suoi parlamentari, quelli
della Lega in particolare, di portare a casa risultati sul fronte della
sburocratizzazione, per avere meno ostacoli alle opere pubbliche avviate e ai
progetti in cantiere. "Alla Corte dei Conti a Roma è depositato il
contratto di vendita della caserma Passalacqua al Comune, ma è tutto fermo da mesi
e basterebbe mezza giornata per mettere la parola fine e permettere, così, che
il Comune possa utilizzarla, a cominciare dall'area che sarà destinata a
parcheggio. Aggiungo poi gli edifici dell'Arsenale, che in parte vorremmo
mettere nel patrimonio della Fondazione Arena che poi, fra l'altro avrà lì una
parte della propria sede". Tosi ribadisce poi di "volere modifiche
alle Sovrintendenze ai monumenti, che dovrebbero essere su scala regionale,
perché non è possibile che progetti di parcheggi e come in piazza Arditi,
lungadige Capuleti e piazza Poste siano continuamente bloccati". STRADE.
Dopo aver detto no alla tramvia su rotaia, l'amministrazione Tosi cerca ora di
poter impiegare i 124 milioni già stanziati dal ministero delle infrastrutture:
"Vogliamo una tramvia a sensori, non a binari, che è sempre a guida
vincolata e quindi finanziabile. Faremo in modo che si realizzi", dice
ancora il sindaco. "Poi chiediamo uno stanziamento straordinario per la
Fondazione Arena e una più corretta ripartizione del Fondo unico dello
spettacolo, rapportato ai costi che dobbiamo sostenere per gestire l'Arena e un
numero elevato di dipendenti. Poi vorremmo sbloccare i 53 milioni
dell'autostrada Serenissima per il traforo, ma soprattutto chiediamo all'Anas
soldi per completare la strada 434 fino a Basso Acquar e costruire la variante
alla Statale 12".
( da "Arena.it, L'" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
BOVOLONE. Per
commercianti ambulanti Cosap, si cambia Dieci anni di licenza Critiche le
opposizioni: "In questo modo si creano dei veri e propri monopoli.
Dimezzate i permessi" Cambia ancora il regolamento Cosap sul canone
per l'occupazione di aree e suolo pubblico, appena modificato nell'ultima
seduta del consiglio comunale. Nella nuova versione, scaricabile anche dal sito
www.bovolone.net, viene previsto il rilascio di concessioni decennali ai
gestori di spettacoli viaggianti e ai commercianti ambulanti, categorie di
esercenti presenti soprattutto alla Fiera San Biagio e al Settembre Bovolonese.
Questo, secondo l'amministrazione, per ridurre la burocrazia dei rinnovi annuali, snellendo
così le pratiche e permettere ai titolari di avere il tempo di avviare la
propria attività. Le novità del regolamento non sono piaciute a tutti:
"Dieci anni di licenza sono troppi: c'è il rischio che si creino dei
monopoli", hanno sostenuto i consiglieri di opposizione Tiziano Ferrari (Lista
Mantovani) e Ferdinando Sortino (Bovolone Soprattutto) i quali hanno suggerito
di dimezzare i permessi. "Anche la legge regionale prevede concessioni
decennali", ha ribattuto il sindaco Osvaldo Richelli, precisando che la
normativa prevede revoche e decadenze dei posteggi. Il regolamento Cosap compie
10 anni nel 2008 e da quando è stato adottato è stato rivisto e modificato
quasi ogni anno. Nella penultima modifica, nel 2006, erano state modificate le
sanzioni, riducendole e graduandole in caso di ritardo nel versamento.
L'adeguamento del regolamento dipende anche dal cambiamento della tariffa per
lo smaltimento dei rifiuti. RO.MA. .
( da "Arena.it, L'" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cosap, si cambia
Dieci anni di licenza Critiche le opposizioni: "In questo modo si creano
dei veri e propri monopoli. Dimezzate i permessi" Cambia ancora il
regolamento Cosap sul canone per l'occupazione di aree e suolo pubblico, appena
modificato nell'ultima seduta del consiglio comunale. Nella nuova versione,
scaricabile anche dal sito www.bovolone.net, viene previsto il rilascio di
concessioni decennali ai gestori di spettacoli viaggianti e ai commercianti
ambulanti, categorie di esercenti presenti soprattutto alla Fiera San Biagio e
al Settembre Bovolonese. Questo, secondo l'amministrazione, per ridurre la burocrazia dei rinnovi annuali, snellendo così le pratiche e permettere ai
titolari di avere il tempo di avviare la propria attività. Le novità del
regolamento non sono piaciute a tutti: "Dieci anni di licenza sono troppi:
c'è il rischio che si creino dei monopoli", hanno sostenuto i consiglieri
di opposizione Tiziano Ferrari (Lista Mantovani) e Ferdinando Sortino
(Bovolone Soprattutto) i quali hanno suggerito di dimezzare i permessi.
"Anche la legge regionale prevede concessioni decennali", ha
ribattuto il sindaco Osvaldo Richelli, precisando che la normativa prevede
revoche e decadenze dei posteggi. Il regolamento Cosap compie 10 anni nel 2008
e da quando è stato adottato è stato rivisto e modificato quasi ogni anno.
Nella penultima modifica, nel 2006, erano state modificate le sanzioni, riducendole
e graduandole in caso di ritardo nel versamento. L'adeguamento del regolamento
dipende anche dal cambiamento della tariffa per lo smaltimento dei rifiuti.
RO.MA. .
( da "Gazzetta di Parma, La" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Berlusconi:
"Subito via l'Ici e bonus a tutti i primi nati" IL PRIMO CONSIGLIO
DEI MINISTRI SARA' A NAPOLI. IL CAVALIERE HA GIA' CHIARE LE PRIORITA' Elezioni
2008 PDL IL PRIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI SARA' A NAPOLI. IL CAVALIERE HA GIA'
CHIARE LE PRIORITA' Berlusconi: "Subito via l'Ici e bonus a tutti i primi
nati" "Detassazione degli straordinari". "Carriere separate
per i giudici" "Entro fine anno Forza Italia e An diventeranno un
unico partito" ROMA Andrea Longo II è disponibile al dialogo con il
"governo ombra" di Veltroni sulle riforme. "Ci sentiamo e
discutiamo ". Ma non è disponibile a cedere una Camera all'opposizione. Il
giorno dopo il trionfo elettorale Silvio Berlusconi mette subito le cose in
chiaro. "Le Camere vanno al Pdl, chi vince deve avere almeno due cariche
apicali". Anticipa i primi provvedimenti del governo, il programma da qui
a fine anno, quando l'alleanza elettorale tra Forza Italia e An "diventerà
un'unica forza politica". Ai pm il leader del Popolo della libertà manda
subito un messaggio. Che appare più una dichiarazione di guerra. "La
separazione delle carriere è imprescindibile". Del
resto già nel giorno della vittoria aveva fatto sapere che tra le prime riforme
ci sono giustizia, scuola, sanità e burocrazia. è commosso, ma anche preoc cupato per la situazione del Paese.
Perciò vuole essere subito operativo, c'è tanto lavoro da fare. continua... Per
leggere il testo completo dell'articolo, registrati al nuovo
"sfogliatore" online.
( da "Denaro, Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Commenti
imprese & burocrazia Aziende familiari, eredità troppo
vincolate Marco Pagano* e Fausto Panunzi** Le imprese familiari svolgono un
ruolo decisivo nella vita economica di molti paesi. Quasi tutte le imprese non
quotate sono controllate dai fondatori o dai loro eredi. Perfino tra quelle quotate, a
livello mondiale il 30 per cento delle grandi imprese e il 45 per cento di
quelle di medie dimensioni è controllato da una famiglia. Lo sviluppo delle
imprese familiari è legato alla storia dinastica della famiglia controllante ed
è influenzato dal modo in cui il controllo passa da una generazione all'altra.
Non tutti gli eredi hanno il talento necessario. Ma spesso non è possibile
lasciare l'intera impresa familiare all'erede più "capace". La legge,
infatti, assicura in molti paesi una quota di "legittima" a tutti gli
eredi, e in molti casi l'azienda di famiglia è una parte così cospicua
dell'asse ereditario che non è possibile soddisfare i diritti dei legittimari
senza dare loro una quota dell'impresa. Al momento della successione, questa
quota dovrà essere liquidata, così riducendo il capitale proprio dell'impresa;
e anche se gli eredi legittimari lasciassero la loro quota investita
nell'impresa, la società dovrà pagare loro una parte corrispondente dei
profitti futuri, che non potrà essere destinata a remunerare altri
finanziatori. In ogni caso, quindi, l'impresa vedrà ridursi la propria capacità
di accedere a finanziamenti esterni (per esempio, al credito bancario). Per
questo motivo, le norme in tema di successioni ereditarie possono limitare
l'investimento delle imprese familiari. Il problema dovrebbe essere tanto più
grave quanto più difficile è l'accesso delle imprese al finanziamento esterno,
per compensare con risorse finanziarie esterne il drenaggio di risorse a favore
degli eredi non controllanti. A sua volta, l'accesso a finanziamenti esterni è
tanto più difficile quanto meno la legge tutela i diritti dei creditori e degli
azionisti di minoranza. In conclusione, non solo norme più restrittive in tema
di successioni possono ridurre la capacità delle imprese familiari di investire
e di crescere, ma la riduzione dovrebbe essere tanto maggiore quanto peggiore è
la tutela legale dei finanziatori delle imprese. In un recente lavoro scritto
con Andrew Ellul abbiamo sottoposto queste previsioni a verifica empirica. Il
primo passo è stata la costruzione di un indice per misurare il grado di
flessibilità delle norme in materia di successioni nei vari paesi. La nostra
misura è data dalla quota massima dell'asse ereditario che con un testamento si
può trasmettere a un singolo erede, tenendo conto della presenza del coniuge e
del numero di figli. La tabella in basso mostra il nostro indicatore per alcuni
paesi nel caso di presenza del coniuge e di due figli. Come si può notare, le
norme in materia di successione variano molto a livello internazionale. Mentre
nei paesi di common law, quali Gran Bretagna e Stati Uniti, non vi sono
restrizioni sulla ripartizione dell'eredità, nei paesi di civil law, quali
quelli dell'Europa continentale, i vincoli sono presenti, seppur in diversa
misura tra i vari Stati. Per esempio, in Italia, un individuo con coniuge e due
figli può lasciare al massimo una quota del 50 per cento del suo patrimonio a
un solo figlio. Tra i paesi mostrati nella tabella, solo la Spagna ha una
normativa altrettanto restrittiva. Usando un campione di 12.918 imprese in 31
paesi nel periodo 1990-2006, abbiamo documentato che la rigidità della legge
sull'eredità riduce l'investimento e la crescita delle imprese familiari,
mentre non ha alcun effetto su quelle non familiari, come è logico attendersi.
Inoltre, conformemente alle previsioni della teoria, i nostri risultati
empirici mostrano che tale effetto è maggiore nei paesi in cui la protezione
degli investitori è più debole. Tali conclusioni sono particolarmente
importanti per l'Italia, che ha una normativa restrittiva in tema di
successioni e al contempo ha un modesto grado di protezione legale degli
investitori e una fortissima presenza di imprese familiari. Le nostre stime
indicano perciò che riformare la normativa italiana in modo da lasciare
maggiore flessibilità al testatore potrebbe rimuovere un ostacolo importante
agli investimenti delle imprese familiari, e in tal modo avere effetti positivi
sulla crescita economica. (Testo tratto da www.lavoce.info) *docente di
Politica economica Università di Salerno **docente di Politica economica-
Università Bocconi del 17-04-2008 num.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Prov Ogliastra
Pagina 6039 Burocrazia digitale in tutti i Comuni --> Provincia Burocrazia
digitale ad alta velocità. La Provincia presenta il suo sistema informativo,
prova generale per il modello di e-goverment che verrà esteso (gratuitamente) a
tutte le amministrazioni comunali. Lunedì 21 aprile, alle 10, all'Hotel
Arbatasar verranno illustrate alle amministrazioni le logiche di sviluppo del
sistema nella Provincia. Al momento il sistema è in fase di realizzazione
avanzata all'interno dell'amministrazione provinciale e porterà in beve
all'informatizzazione di tutte le aree organizzative della Provincia. Il
progetto utilizza tutte le più moderne tecnologie informatiche e opera in
completa aderenza alle linee guida del codice per la P.A. digitale. La
Provincia prevede che per ognuno dei 23 comuni del territorio siano
disponibili, in riuso, tutti i moduli software previsti. La tecnologia al
servizio dei cittadini, nella speranza che diminuiscano le file agli sportelli.
( da "Secolo XIX, Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Caso sicurezza
Vallemme. L'umidità, il tempo che passa, il terremoto del 2003: se tutto ciò
non bastasse, anche i topi. Sono queste le principali cause che determinano il
peggioramento delle condizioni in cui versano molti degli edifici sacri della
Vallemme. Chiese ed oratori, che rappresentano un patrimonio non solo religioso
ma anche storico, sempre più spesso devono fare i conti con la necessità di
restauri, ristrutturazioni e disinfestazioni. Una situazione
resa ancora più pesante dagli ostacoli della burocrazia e dalla cronica mancanza di fondi degli enti locali. Questo il
quadro, che emerge al termine di un veloce sopralluogo all'interno di alcuni
edifici religiosi. La prima che visitiamo è la chiesa parrocchiale di San
Giacomo di Gavi, edificata nel XIII secolo. Alcune settimane fa, il
parroco, don Gianni Pertica ha trovato ospiti sgraditi nella sacrestia: i topi,
infatti, hanno cominciato a danneggiare il rivestimento in legno ottocentesco.
A preoccupare maggiormente il parroco di Gavi è, tuttavia, lo stato dei muri
esterni della chiesa, che necessitano di lavori urgenti, previsti nei prossimi
mesi. Per trovare i fondi necessari agli interventi, circa 30 mila euro, la
parrocchia ha dovuto ricorrere a diversi enti: una fondazione bancaria, il
Comune e la Cei. "Riusciamo a far fronte alla manutenzione ordinaria -
racconta don Gianni -. Per quella straordinaria, che è pure necessaria, la
situazione si fa invece particolarmente difficile". Ci sono ancora diversi
edifici religiosi che aspettano i fondi regionali per riparare i danni del
terremoto dell'aprile 2003. Nell'elenco figurano, ad esempio, il restauro
dell'affresco seicentesco del Carlone, che si trova all'interno dell'Oratorio
dei Bianchi; la chiesa di Monterotondo, resa agibile grazie al contributo dei
parrocchiani ed all'accensione di un mutuo, ma non ancora del tutto ultimata.
Non è ancora partita la conferenza dei servizi, che la Regione dovrebbe avviare
per valutare i diversi progetti di recupero presentati. Per il restauro di
piccole opere o degli organi all'interno delle chiese si sono finora
interessati anche altri soggetti come Rotary e Lions, le cui sedi locali in
questi anni hanno promosso una serie di iniziative per la raccolta di fondi.
Ancora più complessa è la situazione del convento dei frati Cappuccini di
Voltaggio, al cui interno si trova una delle più importanti quadrerie della
regione. La pinacoteca difficilmente quest'anno verrà aperta al pubblico, in
attesa che si trovi una soluzione al restauro del complesso, in cui ormai da
anni i frati non abitano più. Angela Agostino .x/17/0804 Gli edifici religiosi
della zona sono in condizioni disastrose: si attendonoi fondi regionali
stanziati per il terremoto del 2003 .x/17/0804 Alessandria. Una pattuglia di
Volanti in più, integrazione della polizia municipale nei servizi di controllo
coordinato del territorio, avvio delle procedure per la proposta di istituire
un commissariato sezionale a Spinetta Marengo. È quanto emerso ieri dalla riunione
del Comitato per l'ordine e la sicurezza, che ha affrontato la situazione del
Comune capoluogo, dopo i recenti episodi verificatisi alla Fraschetta (una
donna aggredita e rapinata in strada lunedì scorso, i furti in tabaccheria).
All'incontro, presieduto dal prefetto Francesco Paolo Castaldo, hanno
partecipato i vertici delle forze dell'ordine, il sindaco Piercarlo Fabbio e il
presidente della Provincia, Paolo Filippi, con i comandanti dei rispettivi
corpi di polizia locale. L'approfondita analisi ha escluso, al momento,
situazioni di particolare degrado ma, tenendo presente che a breve a Spinetta
entreranno in attività un albergo, un centro benessere, una multisala e, in
prospettiva, due centri commerciali, si è valutato come operare per rispondere
concretamente alle esigenze di sicurezza manifestata da gran parte della
popolazione. Il sindaco ha deciso, da subito, di rinforzare con un agente in
più il distretto di polizia municipale di Spinetta mentre alle quattro
pattuglie di polizia e carabinieri che controllano il territorio se ne
aggiungerà una quinta. Sempre in materia di sicurezza, domani Fabbio sarà a
Parma per discutere, insieme ai colleghi di Verona, Cremona, Pavia, Belluno,
Treviso, Novara e La Spezia, la bozza della "proposta dei sindaci delle
città capoluogo al Governo". Nel documento si chiede, in particolare ai
ministeri dell'Interno e della Giustizia, un pacchetto di iniziative tese a
potenziare le funzioni dei sindaci in modo da rendere più incisiva l'azione
degli enti locali e rispondere alle richieste dei cittadini. "Lavoriamo
quotidianamente sul tema della sicurezza - commenta Fabbio - intervenendo su
versanti diversi: il rafforzamento della polizia municipale, la redazione del
Piano della sicurezza locale, lo stimolo al legislatore per una maggiore
dotazione di poteri al sindaco, il potenziamento dell'illuminazione e
l'installazione di telecamere. Una gamma significativa di interventi, che andrà
incrementata con servizi di raccolta informazioni e prevenzione, oltre che
sviluppare una forte integrazione con il volontariato orientato alla
sicurezza". Infine, Fabbio ha inviato ai parlamentari eletti nelle nostre
circoscrizioni una nota in cui si ricordano i problemi legati al territorio
alessandrino, in particolare sviluppo e sicurezza, invitandoli a un incontro.
Silvana Fossati .x/17/0804.
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CONFARTIGIANATO. Un
vicentino a Mestre Claudio Miotto acclamato presidente veneto Federalismo
fiscale, meno burocrazia,
infrastrutture e sostegno alle Pmi le richieste al nuovo governo MESTRE
"Le 148 mila imprese artigiane venete, il 30% della realtà imprenditoriale
regionale, si aspettano che la politica intervenga, con realismo ed efficacia,
per rilanciare la competitività, utilizzando il contributo di proposte della
nostra organizzazione che ne rappresenta le aspettative di sviluppo".
Con queste parole Claudio Miotto ha iniziato il suo mandato di presidente della
Confartigianato del Veneto dopo, eletto per acclamazione dal Consiglio generale
a succedere a Vendemiano Sartor. Affiancato dai vicepresidenti Marco Campion e
Daniele Parisotto, guiderà la Federazione sino al 2011. Vicentino, 53 anni,
sposato, tre figli, Claudio Miotto è titolare dal 1979 di un laboratorio
odontotecnico. Iscritto all'Assoartigiani dal 1980, all'inizio degli anni
Novanta inizia il suo percorso come dirigente di categoria per arrivare a ruoli
sempre più importanti nella realtà associativa, in Camera di commercio e al
Cuoa. "Siamo all'inizio di una nuova legislatura - ha proseguito Miotto
nel suo intervento dopo l'elezione - che vede una coalizione che potrà
amministrare il Paese con un governo stabile e garantire certezze e
affidabilità al sistema imprenditoriale. Ci aspettiamo che l'attenzione nei
confronti delle micro e piccole imprese contenuta nel programma elettorale del
Pdl trovi concreta e rapida attuazione. Iniziando da un vero, positivo
federalismo fiscale e dalla riduzione della spesa pubblica e dall'eliminazione
degli sprechi. In materia fiscale, è necessario andare oltre l'impegno a non
chiedere ulteriori sacrifici: bisogna abbassare la pressione tributaria su imprese
e famiglie. Così come ci aspettiamo che gli imprenditori vengano liberati dai
costi della burocrazia, che venga valorizzato il ruolo
della piccola impresa e che siano eliminate le discriminazioni tra lavoro
autonomo e dipendente. Senza dimenticare l'assoluta necessità di dotare il
territorio di infrastrutture moderne adeguate alle esigenze del tessuto
economico". .
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
QUARTIERI.Il
responsabile di zona chiede che la direzione regionale non areni
la questione nella burocrazia "Alle Poste di San Vito gli spazi insufficienti"
Lorenzo Parolin Fa sentire la propria voce il consiglio di
quartiere S. Vito, in merito alla questione ormai annosa relativa alla
funzionalità dell'ufficio postale in via Passalacqua, e lo fa tramite il
proprio presidente Roberto Racchella che da diversi anni ormai guida il
direttivo. "La situazione in cui versa il piccolo ufficio di via
Passalacqua che serve il nostro quartiere - dice - è ormai difficilmente
sostenibile: gli spazi angusti obbligano gli utenti a mettersi in fila, uscendo
spesso dall'unico ufficio nelle ore o nei giorni di punta; la presenza di
barriere architettoniche quali scalini o aiuole, limita fortemente
l'utilizzabilità dell'ufficio per disabili o anziani; la calca (che è purtroppo
la regola) annulla quasi l'efficacia delle norme di sicurezza e incide
negativamente sul diritto alla privacy". Che fare, dunque a S. Vito?
"Innanzitutto ringraziamo il sindaco Gianpaolo Bizzotto - interviene il
segretario, Francesco Maccarone - che si sta spendendo da tempo perchè le
nostre richieste possano essere ascoltate dall'ente poste, poi facciamo appello
alle stesse poste perchè ci vengano incontro aiutandoci a trovare una
soluzione. Il nostro è un quartiere di circa seimila abitanti, meritiamo
sicuramente di più sotto il profilo dei servizi e delle infrastrutture".
"Ci siamo anche dati da fare, recentemente, per trovare alcune sedi
alternative - riprende la parola Racchella - nelle vie Cogo, IV Armata o nella
stessa Passalacqua: le avremmo anche trovate, secondo le indicazioni forniteci
dalla direzione regionale di Mestre, il problema è che i ritmi della burocrazia non coincidono con quelli dei privati e proprio a
causa del dilatarsi dei tempi per rispondere alle offerte immobiliari, i
possibili accordi coi proprietari degli stabili sono finora sempre venuti a cadere".
"Precisiamo - aggiunge il presidente del comitato di quartiere - che la
questione legata all'ufficio postale è particolarmente sentita dai seimila
(destinati a crescere nei prossimi anni) abitanti del quartiere e che
l'inadeguatezza degli spazi limita fortemente l'offerta di servizi che
l'ufficio può offrire. Già qualche anno fa la situazione era complicata,
immaginiamoci oggi che le Poste non si occupano più solamente dell'invio di
lettere e pacchi, ma sono competenti anche per questioni di ordine bancario o
finanziario". "Ciò nulla toglie - concludono presidente e segretario
- alla professionalità degli impiegati, che fanno del loro meglio: ci
auguriamo, anche per loro, che il nostro appello possa essere ascoltato, così
da dare vita a un dialogo proficuo che trovi a breve una soluzione felice per
tutti". A San Vito la gente attende una risposta seria e concreta a questo
delicato ma importante servizio. Nel 2008 non è accettabile che la gente sia
costretta ad accalcarsi davanti ai tre sportelli nell'unica stanzetta aperta al
pubblico. Non è neanche dignotoso. Per la città di Bassano, per le Poste stesse
e per i cittadini che meritano sicuramente di più.
( da "Mattino, Il (Salerno)" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Pranzavano
tutti insieme da decenni" DALL'INVIATO Buccino. "Una tragedia
inspiegabile. Un dramma che sconvolge le famiglie e le nostre comunità".
Gerardo Malpede, sindaco di San Gregorio Magno conosce bene la famiglia
Iuzzolino. Sono originari del suo paese anche se da oltre quarant'anni sono in
questo lembo di terra che non è poi tanto lontano dal suo comune. "Li
conoscevo bene, buona gente, lavoratori, una vita di sacrifici" prosegue
il sindaco mentre la notte scende su questa campagna e, man mano che passano le
ore, c'è sempre è più gente. È come se la tragedia avesse già segnato Buccino,
il paese dove risiedeva la famiglia Iuzzolino e San Gregorio Magno dove erano
nati. Ci sono tanti familiari, tanti parenti. Donne anziane, protette da
cappotti e sciarponi, piangono e si disperano sul piazzale circondato dalle
abitazioni di questo unico nucleo familiare. "Ma qui vivevano tutti
insieme - ricorda un famliare - Gregorio ogni giorno e da decenni pranzava a
casa della sorella. Viveva da solo, qui se uno non si sposa viene accudito
sempre dai familiari. Gregorio viveva nella sua casa da solo, ma solo per
dormire perché tutto il resto della giornata la trascorreva con la sorella ed
il cognato...". Alle case del dramma si arriva attraverso una strada
sterrata che ora è intasata dalle auto dei carabinieri e dei familiari. Una
strada stretta di campagna. Ma non per questo i parenti e gli amici si fermano.
Parcheggiano anche a centinaia di metri da queste case del dramma pur di
abbracciare le famiglie colpite dal lutto. "Povero Angioletto, è una
mazzata. E come fai a consolarlo?". Angelo è uno dei figli dei coniugi
ammazzati. Tutti lo abbracciano. Donne ed uomini in lacrime assistono
all'arrivo dei Ris, i carabinieri della Scientifica che finora hanno visto solo
in tv. Ma per loro è come se fosse tempo perso, quello dei rilievi. Perchè per
loro questo dramma è inutile da investigare. E come se fosse già tutto da
confinare nel dramma di una follia esplosa all'improvviso, senza movente e
senza ragione. Ma la Legge ha le sue regole. I carabinieri del maggiore Risi si
muovono con pietà e discrezione, mentre continuano ad arrivare familiari per le
condoglianze. Gli occhi sono rivolti a quel capannone-abitazione dove ci sono i
cadaveri di Antonia Iuzzolino e Giuseppe Ianniello. I fari dei carabinieri
fendono l'oscurità, i flash dei Ris offrono lampi che purtroppo non riescono ad
illuminare questo dramma della follia. "Perché? Perché?" dice come in
una litania del dolore il figlio Pietro, quello che ha scoperto i cadaveri dopo
aver sentito quei colpi di fucile. Michele Paglia, un familiare, continua a
descrivere la tranquillità di questa famiglia che aveva ricompreso in questi
( da "Mattino, Il (Caserta)" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
La Cisl:
"Sviluppo, no ai ritardi evitiamo un altro caso torrese" Si apre un
nuovo ciclo per il sistema produttivo casertano dopo la firma dell'accordo di
programma sulla reindustrializzazione. Ma perché il provvedimento vada a buon
fine c'è bisogno che gli enti territoriali svolgano un ruolo di mediazione e di
incontro tra la domanda rappresentata da nuovi investimenti e l'offerta di aree
dismesse, già adibite ad uso industriale. È questa la sollecitazione avanzata ieri
dalla Cisl nel corso del consiglio generale svoltosi all'Hotel Serenella di San
Nicola per dare un più forte impulso al piano di interventi già definito con
l'accordo siglato all'inizio del mese e per favorire ulteriori manifestazioni
di interesse e quindi di occupazione. Diversamente, ha ricordato il segretario
regionale del sindacato Pietro Cerrito, si potrebbero registrare tempi lunghi,
cosi come è avvenuto per analoga intesa sull'area torrese siglata negli anni
Novanta e portata a compimento soltanto in queste ultime settimane. La burocrazia,
viene fatto notare, potrebbe rivelarsi l'ostacolo più insidioso e imprevedibile
per l'attuazione di uno strumento che pure presenta "tre formidabili
peculiarità", ovvero il riferimento territoriale, la disponibilità dei
finanziamenti e la proiezione verso ulteriori fasi di sviluppo. "Il
che è da sottolineare - dice il segretario provinciale Carmine Crisci-
soprattutto in una provincia dove si assiste a continui attacchi allo stato
sociale, nei settori nevralgici della sanità, del pubblico impiego e
dell'istruzione". Così, invece, il segretario nazionale Giorgio Santini:
"Chiederemo al nuovo governo di riaprire la trattativa sulle condizioni
salariali di tanti lavoratori e pensionati per ottenere risposte concrete entro
giugno". Enzo Mulieri.
( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del
17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
PAOLO MAINIERO
Massimo Calearo, l'imprenditore-falco del Nord-Est eletto deputato del Pd, sul
boom della Lega ha una sua idea. "Vince perchè ascolta, è attenta ai
bisogni della gente". Il suo è un ragionamento complesso che tocca anche
la Campania. "L'emergenza rifiuti non ha aiutato, se Bassolino si fosse
dimesso sarebbe stato meglio". Il boom del Carroccio visto da Vicenza che
sapore ha? "La Lega è riuscita a dimostrarsi vicina alla gente, a
interpretare la pancia e il cuore degli elettori: lo abbiamo fatto anche noi,
ma cercando di passare attraverso la loro testa. Quando la Lega vince in
Veneto, in Lombardia, in Piemonte, e va bene. Ma quando sfonda in Emilia
Romagna e prende un deputato addirittura nelle Marche allora è allarme rosso,
significa che una certa politica non percepisce più i problemi della
gente". Neanche il Pd? "Il Pd è troppo giovane, è nato appena quattro
mesi fa, ha la necessità di farsi capire dalla gente. La novità non è stata
percepita del tutto. Le racconto la mia esperienza. In campagna elettorale ho
visitato sessanta comuni veneti e da un'analisi che ho fatto dopo il voto
risulta che dove sono stato il Pd è cresciuto dappertutto, anche dove è
cresciuta la Lega". Ma non la preoccupa che anche gli operai scelgano la
Lega? "C'è una chiara sconfitta della sinistra antagonista perchè
l'operaio a fine mese guarda la busta paga e non pensa alle ideologie. La Lega
ha saputo intercettare questo malessere perchè è una forza radicata sul
territorio e sa ascoltare la gente. È quello che il Pd deve e può fare, a
differenza di Forza Italia e An che rappresentano solo sè stessi e di una
sinistra estremista che non c'è più". La campagna elettorale ha avuto tra
i suoi temi dominanti l'emergenza rifiuti in Campania. Le immagini di Napoli
sommersa dalla spazzatura hanno influito sul risultato positivo della Lega e su
quello non brillantissimo del Pd al Nord? "Il fenomeno Lega, come ho
spiegato, è molto più complesso ma mi pare evidente che la vicenda campana non
sia stata d'aiuto a un partito come il Pd che si presentava per la prima volta
alle elezioni. L'emergenza rifiuti è stata un autogol di qualcuno che governa
Napoli e che avrebbe dovuto avere il coraggio di andarsene a casa".
Immagino che si riferisca a Bassolino? "Certo. Se si fosse dimesso
qualcosa si poteva recuperare, in Campania ma anche al Nord". Al di là
dell'emergenza rifiuti, il voto alla Lega è stato anche un voto contro il
Mezzogiorno? "Non c'è, non esiste un voto contro il Sud. Esiste invece un
problema che riguarda il Mezzogiorno che va al di là di destra e
sinistra". Il problema come si risolve? "Il Sud deve innanzitutto
recuperare il proprio civismo, rimettere al centro il cittadino, non
privilegiare le reti clientelari. Ma primi segnali importanti ci sono: quando
De Mita perde significa che qualcosa sta cambiando". Lei si augura che la
Lega riesca ad avere un ministro veneto con il quale poter collaborare e
portare a casa il federalismo fiscale. Ma il federalismo fiscale non rischia di
penalizzare il Mezzogiorno? "Assolutamente no. Anzi, significa più equità,
vuol dire fare in modo che finiscano gli sperperi. Il Sud non ha bisogno ogni
giorno del pesce ma di una canna da pesca. E le potenzialità per riuscirci ci
sono, al Sud c'è una nuova imprenditoria coraggiosa e valida che è un esempio
per tutti. Penso al siciliano Ivan Lo Bello, ma anche ai campani Gianni
Lettieri e Silvio Sarno". Perchè gli imprenditori del Nord fanno fatica a
investire al Sud? "Per due motivi, la mancanza di
sicurezza e la lentezza della burocrazia. Se si superano queste due barriere il Sud si riprenderà".
Ma lei con che occhi guarda il Sud? "Amo il Mezzogiorno, ha posti e cose
così belli che nessun cinese li può imitare. Anzi, le dico che verrò giù
presto, andrò a Capri che amo tanto".
( da "Libertà" del 17-04-2008)
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35 NECROLOGIE giovedì
17 aprile 2008 Dopo l'allarme Ptcp Mille freni burocratici non solo per le
grandi opere GIUSEPPE MAGGI Ho letto con attenzione su Libertà le parole del
presidente di Confindustria Piacenza Sergio Giglio al riguardo del PTCP. Egli è
giustamente preoccupato per i vincoli che tale Piano imporrà agli interventi
produttivi. Io lo sono per tutti i limiti che questo e gli altri numerosi ?
troppi ? piani oggi vigenti impongono agli interventi del signor Luigi, ovvero
del cittadino semplice. In effetti ? e ne faccio un discorso complessivo e non
specifico nei riguardi del PTCP ? l'intreccio di leggi nazionali e regionali,
di piani comunali e intercomunali, di regolamenti locali e sovracomunali ha
raggiunto un livello tale da rendere arduo il soddisfacimento anche di
necessità che possono sembrare banali ma che per le famiglie sono invece spesso
vitali. Il dottor Giglio ha citato qualche sigla (SIC, PAI e via di questo
passo) e ciascuna rappresenta un ostacolo per chi intende avviare un'opera. E
quando credi di aver trovato la soluzione rispettosa di un regolamento ecco
quello successivo che ti scombussola tutto. L'attenzione è quasi sempre rivolta
alle grandi opere, grandi per importanza e per dimensione, e mai si discute di
quei piccoli lavori di ambito famigliare che comunque rappresentano
miglioramento e sviluppo locale. Fa notizia ? giustamente ? la nascita di uno
stabilimento dove saranno occupate centinaia di lavoratori. Nessuno, però, si
interessa, per esempio, del secondo bagno che il signor Luigi deve costruire al
piano terra della sua casa, perché il vecchio padre non può più fare le scale e
raggiungere il servizio igienico al livello superiore. Magari la casa si trova
vicino ad una strada provinciale ed allora serve chiedere il nulla-osta alla
Provincia. Se è poco lontana da un torrente occorre il visto della
Soprintendenza ai beni culturali e paesaggistici. Qualora ricada in fascia di
vincolo idrogeologico è indispensabile rivolgersi alla Comunità montana. Se poi
il titolare non è coltivatore diretto e l'abitazione è in una zona di tutela
forse il secondo bagno non si potrà neppure fare. Una volta raccolti mille
pareri il progetto dovrà conformarsi alle norme antisismiche (forse
coinvolgendo anche le parti di casa non direttamente interessate al nuovo bagno,
con indubbio aggravio di costi): per questo serviranno relazione geologica e
progetto esecutivo magari a firma di un ingegnere; qualora per il rispetto
della norma servissero opere in cemento armato ci sarà l'obbligo della relativa
denuncia, delle prove sui materiali e del collaudo finale. Non ci si potrà
dimenticare delle norme sull'isolamento termico che obbligano ad una relazione
di un termotecnico ed all'utilizzo di particolari materiali e tecnologie. Poi
ci sono gli aspetti igienici: se manca una fognatura a cui allacciarsi
occorrerà studiare una particolare (e costosa) forma di scarico che andrà
sottoposta al parere degli organi sanitari. E se invece la fognatura esiste ma
è al di là della strada è necessario chiedere al Comune ? oltre al permesso per
la costruzione del bagno una volta raccolti tutti i visti ed autorizzazioni ?
il nulla-osta all'attraversamento della via con il deposito di una cauzione a
garanzia del ripristino del luogo a fine-lavori. Se ? valutato il tutto ? il
signor Luigi considererà di aggirare ogni ostacolo ed eliminare le cospicue
spese burocratiche e costruire abusivamente il secondo bagno di cui ha stretta
necessità come dargli torto? Ho utilizzato questo esempio, comunque non lontano
dalla realtà quotidiana, per dare un'idea di quanto sia oggi complicato avviare
e realizzare un'opera edilizia ancorché esigua. Con ciò non intendo
assolutamente affermare che siano astratti tutti i passaggi citati ne tantomeno
invitare la gente all'abusivismo. Ogni aspetto richiamato, da quello sanitario
a quello paesaggistico, è meritevole di attenzione. Solo che la sovrapposizione
inclemente di tutti questi passaggi burocratici (e di tantissimi altri che non
ho elencato per non annoiare il lettore) è spesso in contrasto con la modestia
dell'opera e con l'esigenza che ne è alla base. Da anni tutti affermano che occorre un ritorno alla semplicità per evitare di
venire uccisi dalla burocrazia sommersi dalla carta bollata. Non credo sia più possibile
tornare indietro nel tempo cancellando le disposizioni in materia antisismica,
igienica o di contenimento termico. Al massimo si devono alleggerire
rapportandole per quanto possibile all'entità dei progetti utilizzando
buonsenso. Qualcosa invece si può fare in tema di piani regolatori,
riducendone drasticamente il numero e la sovrapposizione. In nome della tutela
di ogni minimo aspetto del territorio si sono create decine di piani spesso in
contrasto fra loro. Ed alla fine l'unico risultato ottenuto è quello di
tutelare il territorio vietandone qualsiasi utilizzo. Così gli abitanti della
collina e della montagna scappano nelle città e centinaia di lavoratori con
l'idea di diventare piccoli imprenditori si rassegnano a rimanere operai a vita
in fabbrica, almeno finché questa non dovrà chiudere perché una nuova norma le
richiederà impossibili adeguamenti. Chi può invertire la tendenza a questo
eccesso di pianificazione lo faccia presto: altrimenti il padre del signor
Luigi morirà prima di vedere finito il suo bagno al piano terra. © LIBERTA' ©
1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti sono riservati Editoriale
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( da "Redattore sociale" del 17-04-2008)
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SALUTE
14.3717/04/2008 Oltre 5000 gli italiani in cerca di cure all'estero nel 2005
Giornata Europea: Italia al decimo posto per l'attenzione ai diritti del
malato. Sono i dati presentati da Active citizenship Network-Cittadinanzattiva
ROMA - Cresce il numero di italiani che cercano assistenza sanitaria all'estero
ma con esso crescono anche le difficoltà che incontrano, dalla mancanza di
informazioni, al mancato riconoscimento delle spese sostenute. È la denuncia
presentata oggi a Roma da Active citizenship Network (Acn)-Cittadinanzattiva in
occasione della Giornata Europea dei diritti del malato che si celebrerà
domani, 18 aprile, in diverse città del vecchio continente. L"evento
coinvolgerà 25 paesi dell'Unione Europea e più di 100 città, 50 delle quali
solo in Italia. "La Giornata Europea dei diritti del malato ha un duplice
obiettivo - ha dichiarato Teresa Petrangolini, segretario generale di
Cittadinanzattiva ? da un lato fare sì che i diritti dei cittadini europei
siano uguali indipendentemente dallo Stato di provenienza e dall'altro
eliminare gli ostacoli di chi è costretto a muoversi fuori dal proprio Paese
per avere cure adeguate". Solo in Italia, oltre 5 mila persone nel 2005,
secondo i dati del Ministero della Salute, avrebbero cercato cure e assistenza
al di fuori dei confini nazionali. Uno su quattro, però, ha incontrato
difficoltà ed ostacoli. Le regioni di provenienza sono principalmente la
Campania (37%), il Piemonte (10%), la Sicilia (9%), la Puglia (7%), il Veneto
(6%) e il Lazio (4%). I Paesi che invece accolgono gli italiani costretti a
muoversi per curarsi sono risultati in un caso su due la Francia col 50% dei
pazienti, seguita da Belgio e Svizzera al 14%, e la Germania col 6%. Tra i
motivi principali che inducono a recarsi all'estero al primo posto la necessità
di un intervento chirurgico con oltre il 30% delle segnalazioni, la necessità
di trapianti di organi quali rene o fegato per il 17%, riabilitazione e cura
per malattie rare intorno al 10% ciascuna. I dati dei flussi di pazienti in
Europa vede uno sbilanciamento tra chi dall'estero sceglie di farsi curare in
Italia e chi dal nostro paese cerca altrove. Per un europeo che nel 2006 si è
curato in Italia ce ne sono 150 che hanno fatto il percorso inverso, fenomeno
che si è triplicato negli ultimi anni. Nel 2000, infatti, la proporzione era di
( da "Opinione, L'" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Oggi è Gio, 17 Apr 2008
Edizione 75 del 17-04-2008 Lega Nord Padania: La sua forza è voler cambiare la
realtà Anche al Sud dovrebbero ispirarsi a Bossi Quel "modello" da
esportare di Davide Giacalone Da guardone della politica (più raffinatamente
definibile osservatore o commentatore) posso mettere qualche trofeo nel
personale ed ininfluente scaffale delle previsioni. Riguardo alla Lega no, non
mi riconosco meriti. Diciamo pure che non l'ho capita, se non quando ho
cominciato a battere le vie e le piazze del nord non metropolitano, ospite di
circoli culturali dove incontro amministratori giovani, a modo, preparati, che
poi mi dicono: io sono leghista. Non ero agevolato, nel capire, intanto perché
sono meridionale e, come se non basti, figlio del meridionalismo democratico. Poi
perché cerco d'essere onesto, di ascoltare e farmi delle opinioni sulla base di
quel che sento, e non di pregiudizi. E quel che sentivo, da molti leghisti, non
era commendevole. Le urne appena riposte mi dicono che le cose stanno in modo
assai diverso. La politica italiana si scanna per potere esibirsi in
televisione, considerata la lanterna magica capace di moltiplicare i voti.
Nelle ultime settimane la Santanché e Bertinotti erano su tutti i canali, e
sono rimasti fuori dal Parlamento. La Lega c'è poco, in televisione, e quando
c'è non fa figure esaltanti. Di Bossi si può dire molto, ma non che
l"immagine" lo premi particolarmente. Hanno preso voti a man bassa.
Le polemiche sui giornali ed i giornalisti amici non si contano, come se le
gazzette formassero coscienze ed aggregassero voti. I leghisti non hanno
giornalisti amici, ed ogni calderolata o borghesata finiscono sulle prime
pagine per giorni, ad indicarne l'indicibile zoticume. Il trionfo elettorale
segnala l'inutilità di quelle campagne, e forse anche dei fogli su cui erano
scritte. Guardate i gruppi parlamentari, ed ancor più guardate la classe
dirigente impegnata nelle amministrazioni locali: i leghisti hanno la media dei
più giovani e dei più preparati. La Lega ha fatto politica sul serio, a contatto
con la realtà, parlando alle persone e non alla "gente", mettendo le
mani su poteri limitati e concreti, anziché disputarne di enormi ed
immaginifici. Dire che sono di protesta i voti che raccoglie credo singifichi
non avere capito un accidente, perché quelli sono voti politici, nati da
identità, coltivati per venti anni. Ma veniamo alle idee ed ai valori. Vogliono
distruggere lo Stato unitario, quelli della Lega? In effetti ne hanno dette non
poche di cretinate secessioniste. Ma quando si è trattato di mettere mano alle
riforme costituzionali lo scassamento è arrivato dalla riforma del titolo
quinto, voluto e votato dalla sinistra, mentre la Lega portò il suo consenso ad
una successiva modifica costituzionale che andava in direzione opposta,
ripristinando il concetto d'interesse nazionale e considerandolo prevalente in
settori decisivi, come i trasporti, l'energia o l'istruzione. Se si separano le
sparate da comizio dai comportamenti effettivi e si valutano questi ultimi, i
nemici dell'unità d'Italia non sono i leghisti, ma i loro tanto severi critici.
Sono razzisti, quelli della Lega? Più di un gesto lascerebbe intenderlo, ma se
poi si va a leggere la norma che regola l'immigrazione, e che porta il nome di
un leader della destra e del capo leghista, non se ne scorge traccia, e lungi
dal volere buttare fuori gli immigrati che ci sono si cerca di regolare
l'afflusso di quelli che arriveranno. Su questo tema la Lega si muove tenendo
presenti due binari. Da una parte ci sono i bisogni produttivi della grande parte
del tessuto economico, composto da una miriade di piccole aziende che senza
l'immigrazione chiudono. Dall'altra c'è che gli immigrati, indispensabili,
vanno poi a risiedere in quartieri periferici e poveri, dove gli italiani
residenti, anch'essi periferici e poveri, ne traggono una perdita di valore
economico ed una perdita di considerazione sociale. Ecco perché fette di voto
"proletario" finiscono alla Lega. E non è che facendo tacere i
leghisti si risolva alcunché, anzi, semmai si dovrebbe ascoltarli con meno
pregiudizi. Certo, quando sento che un loro parlamentare disinfetta i sedili
dei treni dove s'erano seduti i negri, oscillo fra il disgusto e l'ironia,
propendendo per la seconda. Ma poi m'accorgo che i sedili dei treni dovrebbero
essere disinfettati anche in prima classe, se solo sali su un vagone che
viaggia fuori dalle due o tre arterie principali. Se prendi un treno locale,
affollato di pendolari, ti accorgi che la disinfestazione dovrebbe essere
totale, perché sovraffollamento ed inesistenza d'impianti per l'aerazione sono
un miscuglio infernale. E se devi andare al cesso t'accorgi che la
disinfestazione sarebbe inutile, perché l'unico rimedio è appiccare il fuoco.
Ed allora ti torna alla mente quel parlamentare e diventi indulgente, perché disinfetteresti
il sedile dove anche lui s'è seduto. Il linguaggio della Lega è fastidioso, ma
anche ingannevole. Rifiutandone le cacofonie se ne cancellano le verità,
finendo con il raffigurarsi una realtà irreale. E, ad essere onesti, quando ci
capita di avere percorso la trafila per contestare una multa ingiusta, che del
tutto illegittimamente ci viene inserita in una cartella esattoriale, le cose che un agitatore leghista dice dello Stato e della burocrazia pubblica, sono raffinatezze
per palati fini, rispetto a quelle che ci passano per la testa. Ecco, loro le
dicono. E le dicono perché non considerano immutabile la realtà, non la vivono
come sia una disgrazia naturale, ma considerano possibile la
"liberazione". Vanno presi sul serio. Tranquillizzo quei quattro
cafoni che mi sono rimasti amici e parenti: non ho votato per la Lega e non la
voterò. Ma ho come il sospetto che anche dalle nostre parti, in terronia, non
sarebbe poi così male sopire la radice antica e vitale della ragionevolezza e
proporsi, del tutto follemente, di cambiare la realtà. E non sarebbe poi così
male avere politici eletti non per i milioni spesi in pubblicità stampata e
trasmessa, ma per le ore passate nei bar. C'è molto pragmatismo, nelle follie
della Lega. C'è troppa arrendevolezza e inutilità, nella pretesa ragionevolezza
della quasi totalità della classe dirigente meridionale.
( da "Virgilio Notizie" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Postato fa da ASCA
ARTICOLI A TEMA Altri (ASCA) - Roma, 17 apr - ''Sulle nomine il governo, pur
uscito sconfitto dalle urne, non si arrende. Ora sta cercando di mettere suoi
uomini in posti chiave per l'ambiente: sta infatti valutando di nominare i 24
membri di un maxicomitato che dovra' gestire l' applicazione della direttiva su
Kyoto e il controllo dei permessi di emissione di CO2''. Lo denuncia il
capogruppo di An al Senato, Altero Matteoli, ex ministro dell' ambiente. ''Gia'
il decreto che istituiva questo organo - osserva Matteoli - e' stato approvato
da un governo sfiduciato, ora si vuole procedere anche alle
nomine di questo comitato pletorico che restera' in carica per quattro anni e
che non servira' ad altro che ad aumentare il numero delle poltrone, con costi
aggiuntivi per il bilancio dello stato e un aumento insostenibile della burocrazia. Mi auguro - conclude
Matteoli - che questo ultima scorrettezza istituzionale non venga consumata''.
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Chi si occupadi anime
dicano all'intolleranzaSarebbe bene che don Floriano Pellegrini, assiduo
frequentatore di questa rubrica, si occupasse di anime, cosa per far la quale
riceve il suo stipendio, e non intervenisse in argomenti che non competono al
suo ruolo. In alternativa, se proprio vuol dire la propria sulle elezioni o
esprimere il proprio disprezzo nei confronti degli stranieri, sarebbe opportuno
che si firmasse con soli nome e cognome, senza quel "Don" che in un
contesto del genere serve solo a dare una parvenza d'autorevolezza divinamente
infusa a tutto ciò che scrive. Capisco che il calo di presenze a messa riduca
sempre più il tempo necessario alla conta dei soldi delle offerte, ma questo
tempo guadagnato andrebbe speso meglio, per esempio riflettendo su quanto le
sue parole siano indice dell'intolleranza, ben poco cristiana, di cui troppi
preti sono purtroppo portatori. Oppure potrebbe rileggersi la parabola del buon
Samaritano.Lucio CodemoAlano di PiaveLa legge consenteforme di protestanel voto
ai seggiVolevo precisare che la forma di protesta esercitata da alcuni
elettori, tra cui il sottoscritto, consistente nel rifiuto di entrare in cabina
e nella riconsegna della scheda ai fini del suo anullamento, non è
"propria" in quanto di nostra invenzione, e nemmeno di dubbia
legittimità, come lascia intendere l'articolo. Si tratta bensì di un
procedimento legale normato ai sensi dell'articolo 62 delle normative sui seggi
e attivato da una circolare della Procura giunta ai
medesimi.diego_battiston@libero.itAnch'io ho sceltodi
parteciparecontestandoScrivo per segnalare una vostra imprecisione presente
nell'articolo, pubblicato martedì sull'edizione di Belluno, riguardante la
scelta di alcuni cittadini di rifiutare le schede elettorali dopo essersi
presentati al seggio. Volevo segnalarVi che questa procedura, da Voi definita
curiosa, è un'azione perfettamente legale, atta a manifestare la propria
disapprovazione, il proprio rifiuto ai partiti presenti in tale scheda, pur
restando ferma la volontà dei cittadini, che hanno esercitato questo diritto,
di voler partecipare attivamente alla tornata elettorale. A riguardo l'organo
competente aveva provveduto a emanare una circolare in cui erano riportati due
articoli in cui veniva spiegata la procedura da seguire in caso di rifiuto di
scheda elettorale da parte del cittadino, ovvero l'annullamento della scheda,
che veniva riposta in un'apposita busta, e la verbalizzazione del rifiuto della
scheda da parte dell'elettore, alla quale poteva seguire una breve
dichiarazione dell'elettore stesso. Tutt'altro che curiosa quindi quest'azione,
unica forma di protesta, sotto tutti i punti di vista, alternativa al non
voto.Simone DeolaNave di MelMeno burocraziaGidoni e
Panizsi attivino subitoOra che il centrodestra ha vinto decisamente, mi aspetto
una serie di interventi tesi a neutralizzare alcuni provvedimenti che avevano
un obiettivo: non far lavorare l'Italia. Per esempio, il decreto 25 febbraio
2008 dei ministeri economia e lavoro (non ancora pubblicato in Gazzetta
ufficiale) prevede degli adempimenti che prevedono solo attività burocratiche
per tutte le imprese edili.In sintesi, il provvedimento addossa all'impresa
appaltatrice il controllo sui lavoratori utilizzati per lo svolgimento dei
subappalti. Per stare davvero tranquilla (cioè per non incorrere in
responsabilità) l'impresa appaltatrice dovrebbe utilizzare del proprio
personale, in base ai cantieri aperti, solo per controllare il numero, il nome
e il cognome, nonché l'orario di lavoro dei soggetti impiegati nel cantiere,
per poi verificare la correttezza formale dei versamenti, delle ritenute e dei
contributi dei dipendenti utilizzati, separati per ditta subappaltatrice. Anche
quest'ultima, peraltro, avrà i suoi problemi, perché dovrà effettuare
versamenti e ritenute distinti per cantiere e per ditta appaltatrice, salvo
richiedere l'asseverazione della correttezza dei versamenti a opera di un
commercialista o di un esperto contabile o di un Caf-imprese (per una probabile
svista, il consulente del lavoro non potrebbe effettuare questa asseverazione).Ma
anche l'appaltatore potrà ritrovarsi a sospirare il pagamento del committente
(anche privato), se a sua volta non mostrerà a quest'ultimo la documentazione
acquisita. Per chi farà sbagli (nei rapporti committente-appaltatore) ci sarà
anche una multa compresa tra i 5 mila e i 200 mila euro.Risultati certi: aumento della burocrazia da parte delle imprese, rallentamento dei pagamenti.Mi aspetto
che il nuovo Governo metta immediatamente mano (anche) a questa sciocchezza
(eufemismo). Questo è un appello ai nostri rappresentanti, in particolare agli
onorevoli di maggioranza di Belluno Paniz e Gidoni a cui faccio le mie più
sentite congratulazioni per l'elezione.Francesco La Gruapresidente
Commissioneconsiliare PrimaComune di Belluno.
( da "Gazzettino, Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il 13 e 14 aprile ha
cancellato, d'un tratto, i vecchi schemi della politica italiana: il Parlamento
non sarà più la sede rissosa di rissosi partiti e partitini, mentre anche la
sinistra e la destra conservatrice dovranno iniziare a fare i conti con la
questione lombardo-veneta allargata a tutto il nord, dalla Valle d'Aosta al
Friuli Venezia Giulia: federalismo subito e subito forte azione di tutela del
potere d'acquisto di stipendi e salari.È presto per dire se, con il nuovo
scenario, le nuove formazioni politiche, e tutti gli attori sociali, metteranno
da parte anche vecchi vizi, primo fra tutti l'incapacità di guardare dentro di
sé e capire dentro di sé dove si sia sbagliato nel proporsi agli elettori,
oppure l'essere subalterni alle logiche interne per cui bisogna premiare nani e
ballerine, servi sciocchi e yes men. È facile oggi dire che Veltroni ha
sbagliato nello spacciarsi per il Barack Obama alla vaccinara, rispolverando
motti del progressismo democratico statunitensi Usa vecchi di quarant'anni:
diceva una canzone di Bob Dylan che non è importante tanto sapere da dove viene
il vento, ma che bisogna essere meteorologi, cioè saper prevedere da dove verrà
il vento. Ciò valeva per Veltroni, ciò vale oggi per la coalizione vincente
alle elezioni.La fiducia data dagli elettori al centro destra contiene un
messaggio chiaro: o si governa, si fanno le riforme, o la prossima volta
saranno guai. Per tutti, s'intende. Ciò imporrà alle forze di governo la
necessità di scelte dolorose, come l'azzeramento delle forme di
assistenzialismo parassitario, ma anche il coraggio di basarsi su personale capace,
da inserire, in ruoli chiave, al centro come nelle periferie: essere capaci non
significa avere in tasca la tessera giusta. Prevedere da dove verrà il vento
domani e agire di conseguenza.A leggere bene il voto in Veneto si comprende
come ad essere stati sconfitti sono state le burocrazie di
partito, gli apparati, i generali senza soldati; la Lega, senza televisioni,
senza giornali, senza l'esercito di yes men infilati nei posti chiave, senza
poteri forti, ha riscosso un successo clamoroso, frutto di un grande bagno di
umiltà, di tanti incontri pubblici, di volantinaggi, dello stare in mezzo alla
gente e tra la gente.Io devo dire grazie a tanti militanti, al loro
lavoro, al loro impegno: ritornando alla metafora meteorologica, magari ci
siamo affidati alla saggezza contadina, ai proverbi e abbiamo dato tuttavia uno
sguardo a barometro, termometro e igrometro, senza presunzione.Tante volte nei
giorni scorsi, leggendo i grandi giornali o ascoltando le reti televisive
nazionali si aveva l'impressione di sentire o leggere la descrizione di un
paese che non esiste, quasi che nessuno capisse veramente il vento che spirava.
Mi è così tornata alla mente quella battuta di don Lorenzo Milani, a proposito
di un insegnante di pedagogia all'università che contestava il metodo di
insegnamento del religioso fiorentino, per cui il priore di Barbiana spiegava
che quell'insegnante non aveva bisogno di conoscere i ragazzi e i loro
problemi, perché i giovani, quel professore, li conosceva a memoria, avendoli
studiati nei libri. Nei libri, ma non nella realtà. Il successo della Lega sta
nell'aver incontrato tanta gente e aver dato voce alle loro ansie, alle loro
speranze. Senza la pretesa di parlar forbito, o senza la pretesa d'aver sempre
e comunque ragione: anche questo è un segnale forte che esce dalle urne e che
nessuno, ad iniziare dai leghisti, deve dimenticare: il vento, del resto, si
sa, è mutevole e quando giunge dai quadranti meridionali, di norma, porta
maltempo. Oggi spira da nord, nordest, quasi una bora, che spazza le nuvole e
porta bel tempo.Roberto CiambettiConsigliere regionaleLiga Veneta-Lega Nord.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
SERNAGLIA DELLA
BATTAGLIA Salvaguardia del territorio per pochi "intimi" Proprietari
terrieri e agricoltori disertano l'incontro sul progetto integrato d'area che coinvolge
4 amministrazioni Sernaglia della Battaglia(Ma.C) Se l'obiettivo era quello di
capire l'interesse dei proprietari terrieri l'obiettivo è stato decisamente
fallito. Nell'era della tutela ambientale e paesaggistica del territorio la
prima riunione che di tutela tratta nei fatti con gli addetti ai lavori di
consensi ne riceve ben pochi. Perché l'altra sera a Sernaglia della Battaglia
ad ascoltare la presentazione del "Progetto Integrato d'Area", di
proprietari terrieri e di agricoltori ce n'erano davvero pochi. L'obiettivo era
quello di capire l'interesse per questo Progetto, inserito dalla Regione nel
Programma di Sviluppo Rurale 2007 - 2013 e diretto a promuovere, con incentivi
regionali, interventi di tipo agroambientale da parte delle aziende agricole,
soprattutto per il miglioramento dell'ambiente dei Palù e per la tutela delle
falde acquifere.O meglio diretto ad aiutare quei proprietari di aree ricadenti
in questi siti a mantenere i loro campi in uno stato adeguato al luogo. Un
Progetto che coinvolge le amministrazioni comunali di Sernaglia della
Battaglia, Moriago della Battaglia, Farra di Soligo e Vidor. L'ambito di
intervento comprende proprio l'area dei Palù del Quartier del Piave, ricadente
in questi quattro comuni, e le Grave del Piave. Entrambi siti di interesse
comunitario.La pianificazione regionale, provinciale e sovracomunale, con
particolare riguardo al Piano Ambientale dei Palù del Quartier del Piave,
approvato dalla Regione nel 2000, evidenzia la centralità della componente
agroforestale nella tutela e nella valorizzazione di quest'area che presenta
notevoli valenze naturalistiche e paesaggistiche, configurandosi come la più
estesa zona a campi chiusi del Veneto. Obiettivi prioritari, che saranno
puntualmente definiti nel PIA, sono la tutela del suolo, inteso come risorsa
irriproducibile, la tutela dei siti Natura 2000, la tutela del paesaggio
storico e agroforestale, la riduzione del rischio idrogeologico, la
conservazione ed il miglioramento della biodiversità. Insomma
ora a garantire la tutela paesaggistica e naturalistica del Quartier del Piave
arriva pure il Progetto Integrato d'Area. Un progetto mirato questa volta,
rivolto a chi la terra la lavora e intenzionato a sovvenzionare lo status quo
del paesaggio. Ma purtroppo pare già essersi arenato sotto il peso della burocrazia.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Economia Pagina 211
Gli industriali sardi: "Il Piano regionale delle attività estrattive va
migliorato. Troppi vincoli ambientali" Miniere e cave, aziende in crisi
Gli industriali sardi: "Il Piano regionale delle attività estrattive va
migliorato. Troppi vincoli ambientali" Confindustria: "La burocrazia frena lo sviluppo" --> Confindustria:
"La burocrazia frena lo sviluppo"
Confindustria Sardegna denuncia la crisi del settore cave e miniere. Leggi
vecchie e burocrazia eccessiva frenano la crescita
delle aziende. Fatturati in calo, esportazioni ferme e occupati in bilico: il
settore estrattivo sardo ha bisogno di cure. Negli ultimi sette anni la
produzione dei materiali lapidei è crollata del 30%, passando da 1,11 milioni
di tonnellate prodotte nel 2001 alle 800 mila di oggi (fonte, Assessorato
regionale Industria). Dietro la crisi non c'è soltanto la crescita delle
aziende cinesi, forti soprattutto nel granito: c'è anche una legislazione
regionale "vecchia" e "una burocrazia
che allunga i tempi per sviluppare il business delle imprese". A tastare
il polso del mercato (marmo, granito, fluorite, bauxite e sabbie per
l'edilizia) è Roberto Bornioli, presidente della Commissione cave e miniere di
Confindustria Sardegna. "Le attività estrattive sono strategiche per
l'economia isolana. Il settore incide per il 10% sull'export regionale,
nonostante la flessione delle vendite negli ultimi anni". Ora si attende
l'intervento della Regione. Ma il ritardo è evidente. "La legge di
riordino del settore", commenta Roberto Bornioli, "giace da due anni
in Commissione industria per una sua approvazione definitiva, mentre il Piano
regionale delle attività estrattive (Prae) non è ancora operativo".
BUROCRAZIA Le riflessioni di Roberto Bornioli si soffermano sul Prae, lo
strumento di pianificazione di cui si è dotato la giunta Soru. "Il piano è
un documento importante", precisa l'imprenditore. "Tuttavia, va
migliorato in alcune sue parti". Il rischio, aggiunge Bornioli, è uno
sbilanciamento verso la "tutela ambientale", a danno dello
"sviluppo" delle aziende. "Oggi mancano le certezze sui tempi
per avere un'autorizzazione ad ampliare l'attività di una cava", tuona
Bornioli. "Per avere una valutazione di impatto ambientale, le leggi
parlano di 150 giorni. Le imprese, però, sono costrette ad attendere anche due
anni". Il risultato? "Gli investimenti e le assunzioni si
fermano". PIANIFICAZIONE I dubbi poi non mancano sul tipo di
pianificazione scelto dalla Regione. "Nel Piano regionale", prosegue
Bornioli, "la Giunta ha deciso di stabilire le quantità da produrre per il
fabbisogno interno, senza però distinguere fra prodotti destinati al mercato
regionale, quali le sabbie per l'edilizia, e quelli venduti all'estero".
Una svista che potrebbe creare non pochi problemi. "Come è possibile",
si chiede il leader di Confindustria, "stabilire in anticipo quanto si
debba produrre di marmo o di granito, prescindendo dalle richieste del
mercato?". NUMERI Insomma, Confindustria chiede risposte rapide alle
esigenze di un comparto che è "fondamentale per il futuro
dell'isola". La conferma è nei numeri. Secondo uno studio di Progemisa, la
produzione di materiali lapidei rappresenta il 10% del totale italiano, mentre
su 7,4 milioni di tonnellate di minerali prodotti nella Penisola (minerali
industriali, metallici, salgemma, talco fluorite, feldspati) quelli sardi sono
2,4 milioni. In Sardegna, nel complesso, sottolinea l'indagine, si estrae
materiale per circa 22 milioni di tonnellate annue. Il fatturato netto del
comparto è pari a 241 milioni di euro. L'occupazione, invece, supera i 5600
addetti. E raggiunge le 10.000 unità tra indiretti e indotto. LANFRANCO
OLIVIERI.
( da "Agi" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Food GOVERNO: CINQUE
RICHIESTE DA CONFAGRICOLTURA (AGI) - Roma, 17 apr - La complessa congiuntura,
nazionale ed internazionale, impone, a parere della Confagricoltura, che le
decisioni che riguardano il settore agricolo occupino, e da subito, un posto di
rilievo nell'agenda del Governo. Per accrescere la dimensione economica delle
imprese, contenere i costi e favorire l'approccio al mercato. Serve, a parere
dell'Organizzazione agricola, una definitiva stabilizzazione del sistema
fiscale, un deciso rilancio della ricerca e dell'innovazione; ma anche
politiche del lavoro tese alla semplificazione ed alla sostenibilita' degli
oneri previdenziali per contrastare il lavoro irregolare. E poi una decisiva azione contro la burocrazia e strategie chiare e concrete per le energie rinnovabili e le
risorse idriche. "Su tutto - conclude il presidente Vecchioni - va
garantito un ruolo piu' incisivo e determinante del Governo nelle sedi
comunitarie ed internazionali, anche a difesa dell'agroalimentare Italiano, ed
un rapporto rinnovato e concreto con le organizzazioni di rappresentanza;
fuori dai riti della concertazione ma dentro un processo di crescita comune per
le imprese e per il Paese".(AGI).
( da "Giornale.it, Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Mattina sono stato
inviato a Omnibus della Sette. Ascoltavo tanti dotti commenti sul successo
della lega e sui suoi motivi e sui flussi elettorali e bla bla bla. Ma insomma
con che coraggio. Abbiamo sbagliato tutto, ma pretendiamo di commentare i
risultati diversi delle nostre previsioni. Ma come fanno i tanti che ci hanno
detto che il parlamento sarebbe stato massacrato e polverizzato da questa legge
elettorale, oggi a parlare di bipolarismo. Come fanno i tanti che davano la
lega, come piccolo movimento di razzisti, a spiegare il suo successo. Cosa ha
aperto loro gli occhi? Dovremmo tacere, stare zitti, fare la cronaca, ascoltare
e smetterla di pontificare su fenomeni di cui non capiamo un cavolo. Ho la
triste sensazione che i giornalisti stiano diventando sempre più simili ai
politici: non riescono a vedere ciò che avviene fuori dai loro palazzi. Il
corsera per due giorni consecutivi ci ha detto che sarebbe stato meglio il
pareggio e oggi si compiace di una maggioranza chiara. L'universo mondo si
interroga da dove siano arrivati i voti alla lega. Se un partito prende nelle
città del nord un voto ogni cinque elettori, i voti li ha presi da tutti. Ma
andiamo al bar Scritto in Varie Non commentato " (No Ratings Yet) Loading
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questo post a un amico 04Apr 08 Piccolo sfogo sul meraviglioso Ferrara Cari
comensali in questa campagna elettorale moscia, piena, come sempre, di
promesse, le quotazioni di Ferrara salgono. Almeno, ovviamente, per me. Gli
lanciano le pietre e lui risponde. Va nelle piazze con idee pazze. é un simbolo
di passione e di politica. E divide, ma fa pensare. é adorabile. Scritto in
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un amico 16Mar 08 Alitaglia/2 Cari commensali, l'amico Gamaximo scrive:
"Egr. Sig. Porro, come certamente avrà inteso sono uno tra i sostenitori
del fatto che Alitalia debba essere venduta ad una società privata che abbia le
competenze per rimettere a posto una situazione che noi, in vent'anni, non
siamo stati capaci di sistemare. Mi sembra tra l'altro che Air France-KLM possa
essere proprio la soluzione giusta ma .. le ultime notizie trapelate questa
mattina, dopo la lunga riunione dei vertici Alitalia, mi fa pensare che forse
sarebbe il caso di rivedere la cosa. In pratica, sembrerebbe, che AF-KLM
vogliano acquistare il pacchetto Alitalia ad esclusione di AZ service cioè
comprando a poco più di niente una società che in effetti vale poco ma
lasciandoci una società ( 10.000 persone) che vive sui servizi dati agli
aeromobili e a tutto quanto ci gira intorno ma ..togliendoci gli aeromobili.
Cosa vuol dire? Che affare è? In pratica mi sembra che ci venga offerto un bel
panino imbottito da quale viene sfilato in prosciutto! Cosa ne dice? Forse
bisognerà dire ad AF-KLM che gli affari bisogna farli in due !!". Sapete
che vi dico: qualche sospetto mi inizia a venire anche a me. Sono da 20 ore in
viaggio: sono andato a Los angeles, ovviamente via Monaco. E sono ancora qui, a
Monaco, che aspetto la mia coincidenza per Malpensa. Sono disponibile, ma anche
rattristato, di non avere un volo diretto da Milano a Lax, ma il costo di
questo sacrificio deve valere la pena. Certo, poi penso al servizio e al costo
di Alitalia peri contribuenti, e mi viene un po' di pessimismo. L'idea che
Airfrance si compri Alitalia, ci sposti a Parigi, e non si prenda tutto il
"pacco" mi fa però imbufalire Scritto in Varie Commenti ( 53 ) "
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 06Mar 08 Morti
di ipocrisia Se domani mattina, speriamo di no, dovessi fare un incidente
mortale con il motorino mentre vado a fare un'intervista, sarei considerato,
per le statistiche, un morto sul lavoro. I commensali mi perdoneranno la
macabra suggestione, ma serve per evitare di parlare di morti senza mai
mettersi, anche ipoteticamente, in discussione. Ebbene circa il 70 per cento
dei circa 1200 morti sul lavoro, sono deceduti per incidenti stradali. Qualcuno
pensa dunque che il mio datore (l'odiato Berlusconi, in questo caso jr) sia
responsabile anche di questo? Mi metto in discussione in prima persona e
paradossalmente perchè mi sembra che su questa faccenda si stia facendo un
baccano ipocrita che nulla ha a che vedere con le morti drammatiche sul modello
Thyssen. Oggi mi sono dilungato sul giornale esattamente su questo tema. Il
consiglio dei ministri pensa che basti una legge e una sanzione dura per
ridurre gli incidenti sul lavoro. Si tratta di un alibi insopportabile,
soprattutto vista la gravità del tema che affronta. Anzi più norme, più burocrazia, più imposizioni rischiano di
metterne fuori legge le imprese marginali, quelle per le quali il rischio
professionale è maggiore. Scritto in Varie Commenti ( 26 ) " (14 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Il grano e gli
Aerei puliti Ieri le quotazioni del grano sono balzate del 25 per cento,
toccando il record di 12 dollari per bushel (così si chiama l'unità di misura
delle materie prime alimentari) al Chicago board of trade. Si tratta di un
record storico. La causa scatenante deriva dall'annuncio del Kazakistan di
mettere un dazio all'export di grano. Così come quelli appena applicati dalla
Russia, i grandi granai del mondo sono preoccupati dall'aumento dei prezzi del
grano nei loro paesi e dunque adottano politiche protezionistiche. A ciò si
aggiunga che le raccolte mondiali non sono andate particolarmente bene. Ma il
fattore scatenante è l'utilizzo dei prodotti della terra per fare
biocarburanti. Grazie ai sussidi negli stati uniti il 4 per cento del Mais è
stato prodotto per fini energetici. Come era facilmente prevedibile il prezzo
dei prodotti base alimentari sta andando alle stelle. Proprio ieri uno dei
quattro motori del Boeing 747 della Virgin sulla rotta Londra Amsterdam è stato
alimentato con una miscela (il 20 per cento) di Biofuel. Perfetto i nostri
areoplani (che secondo le stime contribuiscono a meno del per cento
dell'effetto serra) saranno in futuro puliti. Se il prezzo da pagare è avere il
raddoppio del valore delle materie prime alimentari (è quanto è avvenuto da
gennaio) pazienza. O no? Scritto in Varie Commenti ( 21 ) " (6 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Biocarburanti
ed effetto serra: quante balle Non vi fidate del sottoscritto. Anzi non
citatemi proprio. Ma quando state in un bel salotto progressista e si parla di
effetto serra e di carburanti alternativi citate l'ultimo studio della rivista
Science: non certo una pattuglia di inquinatori con il Suv. Anzi fate di più
appuntatetevi questo indirizzo internet (un po' lungo per la verità) con la
sintesi della ricerca: http://www.sciencemag.org/cgi/content/abstract/1151861
Sostengono, contro tutte le mode del momento, che i biocarburanti
contribuiscono a peggiorare il cosiddetto effetto serra, quasi raddoppiandolo.
E che lo sfruttamento intensivo delle terre per la coltivazione estesa di
biocarburanti danneggia l'ambiente più di quanto faccio l'uso del petrolio.
Scritto in Varie Commenti ( 42 ) " (17 votes, average: 4.35 out of 5)
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Invia questo post a un amico 10Feb 08 "243 e il 68 24 nasce da un'idea
geniale di Joel Surnow: scandire 24 ore di panico, seguendole passo passo in
una fiction televisiva in tempo reale. E' il ticchettio di una bomba che
inesorabilmente sta per scoppiare e che i nostri eroi cercano di disinnescare.
Ogni stagione di "243 (nata nel 2001) dura dunque 24 episodi da un'ora (è
il trucco e l'originalità della serie televisiva). L'eroe Jack Bauer e i suoi
compagni si trovano sempre davanti ad un dilemma: privilegiare la sicurezza o
rispettare la libertà. La gravità della situazione, li porta sempre e comunque
a privilegiare la prima. Insomma dietro alla fiction si pone una questione
fondamentale dell'america di oggi: a che punto si possono violare le libertà
individuali? Le scene di tortura sono numerosissime e per la prima volta sono
sempre perpetrate dai buoni a danno dei cattivi: rovesciando il copione tipico
del cinema americano. Surnow se ne frega. Figlio di un venditore di tappeti in
bolletta e per di più democratico, studente alla liberal Berkeley, Joel è
diventato un'icona dell'America conservatrice post 9/11. Ed una figura rara del
business holliwoodiano, per la maggior parte liberal. "243, seguitissimo,
sta istillando tra i giovani americani un'idea dell'uso della forza e della
lotta contro i nemici (oggi i fanatici islamici) diametralmente opposta a
quella liberal della generazione del 68 (la lotta ai comunisti). Non è detto
che sia un bene. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (7 votes, average: 4
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Commenti Invia questo post a un amico 05Feb 08 Economia di Guerra Ieri Bush ha
presentato la sua finanziaria. Ecco qualche ingrediente. La spesa pubblica
americana toccherà per la prima volta i 3000 miliardi di dollari (la piccola
Italia spende un quarto e cioè 750 miliardi di euro). Anche gli Usa avranno a
che fare con un deficit di Bilancio, come dalle nostre parti, sarà intorno al 3
per cento del Pil. 1600 miliardi di spesa pubblica (più della metà del totale)
vanno in assistenza sanitaria e pensioni. Mentre la Difesa avrà un bilancio di
515 miliardi di dollari. Si tratta del 4 per cento del Pil. Durante la guerra
in Corea era al 9 per cento, durante il Vietnam era al 13 e durante la seconda
guerra mondiale al 35,38 per cento. Afganistan e Iraq alla fine del 2009
saranno complessivamente costate (a partire dal 2001) quasi mille miliardi di
dollari. Qualche considerazione iniziale. 1. Nonostante la sforzo bellico, gli
Usa spendono "solo" quattro volte quando si faccia da noi. 2. Il
deficit americano, che fa gridare allo scandalo, sarà più o meno pari al
nostro, ma sconta il solito impegno bellico. 3. Bush "guerrafondaio",
spende, in termini relativi, meno, molto meno, dei suoi colleghi che lo hanno
proceduto. 4. Da quando sono iniziate le due guerre, sono stati approvati tagli
fiscali per 1,3 miliardi (che scadranno nel 2011) Scritto in pol economica
Commenti ( 17 ) " (15 votes, average: 4.13 out of 5) Loading ... Il Blog
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un amico 27Jan 08 Boudon e la giustizia sociale Ho recentemente letto uno
studio sociologico fatto da Frohlich e Oppenheimer e riportato da Raymond
Boudon. Sono stati scelti due gruppi di cittadini (usa e polacchi) ed è stato
loro chiesto di optare per un principio di giustizia sociale al buio (con
relativa distribuzione del reddito) 1. seleziona una distribuzione che
massimizzi il livello medio del reddito 2. seleziona una distribuzione che
massimizzi il livello più basso del reddito (principio della giustizia di
Rawls) 3. seleziona una distribuzione che massimizzi il reddito medio e
definisca un reddito minimo (dunque questo principio non implica che il valore
minimo di reddito sia il più alto possibile come per Rawls, ma che ci sia
comunque una soglia minima) 4. seleziona una distribuzione che massimizzi il
reddito medio e che stabilisca che le differenze tra i redditi non superino una
certa soglia. Nell'esperimento inoltre ai soggetti veniva detto che una volta
scelto uno dei quattro principi, loro stessi sarebbero stati posizionati
all'interno della distribuzione derivante dal principio scelto, in una delle
diverse classe di reddito, ma in modo casuale. In buona sostanza la scelta di
ciascuno nel panel avrebbe avuto un impatto sul proprio reddito. Per i
componenti del panel la scelta però non sarebbe stata influenzata da interessi
personali, poichè il loro livello di retribuzione sarebbe stato determinato in
maniera casuale. Ebbene il risultato,largamente vincitore (quasi 80 per cento
sia per americani, sia per polacchi) è stato il principio numero 3. E la secca
bocciatura dei principi di giustizia sociale rawlsiani secondo i quali sono da
preferire distribuzioni di reddito che massimizzino il reddito minimo, anche a
scapito del reddito medio. La lezione che Boudon trae è che gli individui
privilegiano, al buio, una situazione di crescita per tutti, ma con
un'assicurazione (il reddito minimo per chi corre di meno). E dunque che la distribuzione
del reddito prediletta è di tipo meritocratico e non egualitaristico. Scritto
in citazioni Commenti ( 16 ) " (14 votes, average: 3.21 out of 5) Loading
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questo post a un amico 22Jan 08 Mastellate Siamo un po' fuori tema, ma tant'è.
Il governo è in crisi poichè il suo ministro di giustizia e il partitino che
guida si sono sfilati della maggioranza. E' una crisi più grave delle tante
altre vissute dal governo Prodi, essenzialmente per due motivi. 1. La chiesa si
è messa di traverso, agitando così l'anima cattocomunista che è forte nella
maggioranza. Più della questione Dico, lo schiaffo al Papa, benchè non
direttamente nato a Palazzo Chigi, brucia oltre tevere. E si ha l'impressione
che in questo caso non si sia porta la guancia. 2. la magistratura, con
un'indagine che sembra una farsa, ha colpito al cuore. Il governo rischia di
cadere non dunque per la sua incapacità politica, non per la sua inadeguatezza
economica, non per le sue vessazioni fiscali, non per la sua timidezza
internazionale, non per la sua incapacità a gestire la munnezza. No, cade
perchè due grandi poteri si sono messi di traverso. La gioia di una possibile
caduta di Prodi è mitigata dalla risibilità dei motivi per i quali è cagionata.
Scritto in Varie Commenti ( 21 ) " (16 votes, average: 3.06 out of 5)
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Lavoro da qualche anno al Giornale e scrivo di economia e finanza. Tutti gli
articoli di Nicola Porro su ilGiornale.it contatti Categorie burocrazia
(1) citazioni (2) finanza (9) pol economica (18) Varie (32) Ultime discussioni
tatiana: rimango delusa quando vedo che la maggior parte delle persone che
lasciano dei commenti negativi su Ferrara... Mauro: Mi chiedo quale
contestatore di Ferrara abbia veramente colto il significato dei suoi discorsi,
nonchè i... annarita: Sopprimere una vita non è assassinio? Cos'è un nuovo
comandamento scritto da Pannella e le... Mario: Io non voglio parlare di
Giuliano Ferrara, ma vorrei parlare di un altro problema, g r a v i s s i m o,
che si... Mario: Egr.Sig.(o Dott.)Porro Questa storia delle morti sul lavoro sa
di ipocrisia. E' tragico scoprire che... I più inviati I "cagasotto"
- 4 Emails Ancora sui Precari Veneti - 1 Emails AliTaglia - 1 Emails Morti di
ipocrisia - 1 Emails Piccolo sfogo sul meraviglioso Ferrara - 1 Emails Blog
amici Alex Tabarrok crilla Finanza e Macro freakkkettoni IBL La città dei
liberi rass.stamp 11min In prova Ecodiario April
( da "Espresso, L' (abbonati)" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
MONDO GERMANIA /
L'ASCESA DELLA LINKE più sinistra per tutti di stefano vastano E anche più piscine
e biblioteche. è lo slogan del leader della formazione radicale tedesca. In
forte crescita di consenso. A Est come a Ovest colloquio con o. lafontaine
Hanno sfondato nei parlamenti regionali a Brema, Amburgo e Bassa Sassonia. In
Germania est i sondaggi danno Die Linke (col 30 per cento) al primo posto. Sono
tante le simpatie riscosse da La sinistra, il nuovo partito di Gregor Gisy ed
Oskar Lafontaine, da far traballare a Berlino la Gro e Koalition. "La
sedicente Grossa coalizione", corregge Lafontaine, "visto che la
Merkel è sempre più pallida, la Spd in crisi". E tutto ciò grazie al
ritorno in scena del 65enne Lafontaine, ex presidente della Spd ed ex ministro
del governo SchrÖder, che in questa intervista spiega, dal suo punto di vista,
"il tradimento della sinistra riformista e il futuro della vera
sinistra". Lafontaine, come sogna la società del futuro? "Se vogliamo
usare uno slogan dico: più piscine e biblioteche pubbliche per tutti".
Quindi per lei il welfare è qualcosa di sacro? "Di più, è la base della
società democratica. Quando, per citare Pierre Bourdieu, tremo per pagare
l'affitto o la bolletta, non so se vivo in una società democratica". La difesa a oltranza del welfare non sbocca in più Stato, burocrazia e protezionismo? "La
crisi negli Usa ha mostrato che senza l'intervento di istituzioni come la Fed
il mercato, da solo, produce caos. Il neoliberalismo con la sua ossessione
della deregulation e distruzione del welfare ha costretto a ricordarsi della
mano dello Stato". La politica è più abile della mano invisibile
che secondo Adam Smith regola i mercati? "Ai profeti del dogma neoliberale
ricordo che Smith era per il controllo statale delle banche e per salari che
consentissero ai lavoratori di farsi una famiglia". Se fosse cancelliere,
di quanto taglierebbe la retribuzione ai manager? "Si potrebbe adottare la
regola non scritta in Giappone, per cui al manager non spetta più di 20 volte
il salario: in media, sui 600 mila euro annui". Voi di Linke vi sentite la
vera e pura sinistra? "Persino il papa ha criticato l'economia
neoliberale! E se la critica arriva pure dal Vaticano, quanto più mordente
dev'essere oggi una sinistra degna di questo nome?". C'è bisogno in
Germania e in Europa di una nuova sinistra radicale? "Non c'è dubbio, la
società tedesca sta virando a sinistra. Le nostre richieste di base, il salario
minimo garantito o stop alle guerre globali, sono condivise da due terzi dei
tedeschi". Da dove nasce tanta voglia di sinistra? "Dalla politica di
governo degli ultimi anni che, in Europa, ha favorito solo uno spicchio della
popolazione: in Germania s'è creato un 'miracolo economico' al contrario".
Che vuol dire? "Vuol dire che ora la nostra economia cresce, ma al
contrario del boom degli anni '50 e '60, i salari e le pensioni scendono. Mai
nella storia della Repubblica Federale c'è stata una società più ingiusta di
ora". La sinistra ha successo solo se non è riformista? "Se per
riforme si intende, come SchrÖder, smontare in modo autoritario il welfare,
allora sì: la sinistra ha successo se è il contrario del riformismo. Come
vediamo dal fatto che oggi la Spd s'è ridotta sì e no al 24 per cento di
consensi". La crisi della Spd è per lei, ex presidente, una vendetta
personale? "Il conflitto personale fra me e SchrÖder non spiega la
situazione della sinistra: quella riformista è in crisi non a causa mia, ma
perché ha imboccato un corso contro gli interessi dei suoi stessi
iscritti". In Germania est Die Linke è il primo partito... "Nei
cinque nuovi LÄnder eravamo già forti tramite il Pds, la fondazione del nuovo
partito Die Linke non ha che incrementato la nostra forza all'Est". Nei
suoi elettori c'è un pizzico di nostalgia per l'ex Ddr? "Non è la
nostalgia per l'ex Ddr che conta, quanto il fatto che all'Est la giustizia
sociale è più sentita che all'Ovest. La Germania Ovest dal dopoguerra è una
società fondata sulla libertà individuale, all'Est erano i valori sociali a
contare". E com'è che pure all'Ovest, a Brema o Amburgo, fate presa?
"Non solo i perdenti dell'attuale governo Merkel ci votano, anche coloro
che all'Ovest si riconoscono in valori di sinistra e sono frustrati dal corso
della Spd dopo SchrÖder. Noi siamo di sinistra e pacifisti, per questo ci
votano persino Verdi delusi o conservatori d'ispirazione cristiana". n.
( da "Espresso, L' (abbonati)" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Attualità ORGANISMI
DI CONTROLLO / IL FLOP DELL'EFSA CI VUOLE PI AUTHORITY di Francesca Schianchi A
più di cinque anni dalla sua nascita, piovono le critiche sull'ente alimentare
europeo di Parma: troppe spese, nessuna ricerca indipendente, grande attenzione
alle aziende Poca trasparenza. Troppa vicinanza alle grandi aziende. Lo hanno
gridato nell'ottobre scorso, sotto la sede dell'Autorità europea per la
sicurezza alimentare, centinaia di persone arrivate a Parma da tutta Italia.
Aderenti alle oltre 30 associazioni riunite sotto il nome di Italia-Europa
liberi da ogm, armati di bandiere della Coldiretti e di Legambiente, cartelli
con scritto 'Più scienza e meno burocrazia', hanno accusato l'Autorità (in acronimo Efsa) di sottovalutare
i rischi degli ogm, di non fare studi indipendenti, di limitarsi a dare pareri
a partire dagli studi presentati dalle aziende. La giustificazione
dell'organismo comunitario è sempre la stessa: la procedura è questa, non
dipende da noi. è il 13 dicembre 2003 e gongola l'allora sindaco di
Parma Elvio Ubaldi: "Dopo due secoli, siamo di nuovo una capitale".
L'Efsa, nata nel gennaio 2002, è assegnata alla città emiliana. Si parla di
oltre un miliardo di euro di investimenti: quasi 450 milioni per
infrastrutture, 400 per opere di riqualificazione urbana, 20 per l'aeroporto.
Sembra la rinascita della città dopo lo choc-Parmalat: finanziamenti in arrivo,
un affaccio sull'Europa, l'orgoglio di avere in casa un'Authority di primo
piano. Passati quattro anni e mezzo, l'entusiasmo sembra svanito. Il tanto
atteso volo Parma-Bruxelles viene pomposamente inaugurato e dopo nemmeno tre
mesi sospeso ("I passeggeri non c'erano", è la laconica spiegazione
della compagnia aerea); le riunioni del gotha, consiglio di amministrazione e
gruppi scientifici, si svolgono sempre più spesso altrove e, soprattutto, i
dubbi sull'effettivo ruolo del l'Efsa come sentinella della sicurezza
alimentare. I guardiani della nostra salute: così è stata presentata l'Autorità
alla creazione. "Una fonte indipendente di consulenza e di
comunicazione", si descrive l'Efsa, per "migliorare la sicurezza
alimentare nella Ue, garantire un livello elevato di tutela dei consumatori e
riconquistarne e mantenerne la fiducia". Una fonte che richiede
manodopera: a Parma, tra la sede di rappresentanza nello storico Palazzo Ducale
e quella operativa vicino alla stazione (ma dovrebbe cominciare, con un certo
ritardo, la costruzione della nuova casa: 11 piani, 18 mila metri di verde, 40
milioni di costo previsto), lavorano 325 dipendenti, tutti assunti con
contratto di cinque anni, nei due dipartimenti scientifici e in quelli comunicazione
e legale. Poi ci sono circa 700 esperti esterni, che si riuniscono in gruppi
scientifici una volta al mese, o consulenti su questioni specifiche: per loro
gettone di presenza variabile, viaggio e alloggio. Fatto sta che nel budget del
2008 (la bellezza di 65,9 milioni stanziati dall'Unione europea) la voce che
pesa di più è quella per il personale: 34,1 milioni, oltre 19 solo di 'stipendi
di base'. Più 8,7 destinati a mantenere le sfarzose sedi e 23,1 impiegati in
spese operative. Una valanga di soldi, assegnata perché l'Efsa possa produrre
consulenza specialistica e pareri scientifici: fino alla fine del
( da "Padania, La" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Distinguere i
lavoratori dai fannulloni LUCA PAGLIA Sono felice del trionfo della Lega. Da
sempre sono suo fedele sostenitore. Come dipendente statale mi auguro che i
politici leghisti al governo non cadano nel tranello di indicare tutti i
dipendenti statali come lazzaroni comunisti. È uno stereotipo che non vogliamo
più sentire. Tra i dipendenti statali ci sono lavoratori leghisti che si danno
da fare e che fanno valere le loro idee nei confronti di colleghi
scansafatiche. Per favore non generalizzate, ma distinguete enti del nord
efficienti dagli enti del sud inefficienti. Distinguete lavoratori da
fannulloni. Ricordatevi di noi minoranza leghista nel mondo degli enti
pubblici. Se il governo decidesse di imporre il blocco delle assunzioni nel
settore pubblico, lo faccia nel sud italia, dove i dipendenti sono più del
triplo dei padani impiegati nel settore. Oggi il vento spira da Nordest ROBERTO
CIAMBETTI Consigliere Regionale Liga Veneta-Lega Nord Il 13 e 14 aprile ha
cancellato, d un tratto, i vecchi schemi della politica italiana: il Parlamento
non sarà più la sede di rissosi partiti e partitini, mentre anche la sinistra e
la destra conservatrice dovranno iniziare a fare i conti con la questione
lombardo-veneta allargata a tutto il nord, dalla Valle d Aosta al Friuli
Venezia Giulia: federalismo subito e subito forte azione di tutela del potere d
acquisto di stipendi e salari. E presto per dire se, con il nuovo scenario, le
nuove formazioni politiche, e tutti gli attori sociali, metteranno da parte
anche vecchi vizi, primo fra tutti l incapacità di guardare dentro di sé e
capire dove si sia sbagliato nel proporsi agli elettori, oppure l essere
subalterni alle logiche interne per cui bisogna premiare nani e ballerine,
servi sciocchi e yes-men. E facile oggi dire che Veltroni ha sbagliato nello
spacciarsi per il Barak Obama alla vaccinara, rispolverando motti del
progressismo democratico statunitensi Usa vecchi di quarant anni: diceva una
canzone di Bob Dylan che non è importante tanto sapere da dove viene il vento,
ma che bisogna essere meteorologi, cioè saper prevedere da dove verrà il vento.
Ciò valeva per Veltroni, ciò vale oggi per la coalizione vincente alle
elezioni. La fiducia data dagli elettori al centrodestra contiene un messaggio
chiaro: o si governa, si fanno le riforme, o la prossima volta saranno guai.
Per tutti, s intende. Ciò imporrà alle forze di governo la necessità di scelte
dolorose, come l azzeramento delle forme di assistenzialismo parassitario, ma
anche il coraggio di basarsi su personale capace, da inserire, in ruoli chiave,
al centro come nelle periferie: essere capaci non significa avere in tasca la
tessera giusta. Prevedere da dove verrà il vento domani e agire di conseguenza.
A leggere bene il voto in Veneto si comprende come ad essere
stati sconfitti sono state le burocrazie di partito, gli apparati, i generali
senza soldati; la Lega, senza televisioni, senza giornali, senza l esercito di
yes-men infilati nei posti chiave, senza poteri forti, ha riscosso un successo
clamoroso, frutto di un grande bagno di umiltà, di tanti incontri pubblici, di
volantinaggi, dello stare in mezzo alla gente e tra la gente. Io devo
dire grazie a tanti militanti, al loro lavoro, al loro impegno: ritornando alla
metafora meteorologica, magari ci siamo affidati alla saggezza contadina, ai
proverbi e abbiamo dato tuttavia uno sguardo a barometro, termometro e
igrometro, senza presunzione. Tante volte nei giorni scorsi, leggendo i grandi
giornali o ascoltando le reti televisive nazionali si aveva l impressione di
sentire o leggere la descrizione di un Paese che non esiste, quasi che nessuno
capisse veramente il vento che spirava. Mi è così tornata alla mente quella
battuta di don Lorenzo Milani, a proposito di un insegnante di pedagogia all
università che contestava il metodo di insegnamento del religioso fiorentino,
per cui il priore di Barbiana spiegava che quell insegnante non aveva bisogno
di conoscere i ragazzi e i loro problemi, perché i giovani, quel professore, li
conosceva a memoria, avendoli studiati nei libri. Nei libri, ma non nella
realtà. Il successo della Lega sta nell aver incontrato tanta gente e aver dato
voce alle loro ansie, alle loro speranze. Senza la pretesa di parlar forbito, o
senza la pretesa d aver sempre e comunque ragione: anche questo è un segnale
forte che esce dalle urne e che nessuno, ad iniziare dai leghisti, deve
dimenticare: il vento, del resto, si sa, è mutevole e quando giunge dai
quadranti meridionali, di norma, porta maltempo. Oggi spira da nord, nordest,
quasi una bora, che spazza le nuvole e porta bel tempo. Caro Berlusconi
ascoltami... GINO SPADON Caro Berlusconi, ha vinto e trovo doveroso rivolgere
al vincitore un evviva, un augurio e, se mi è consentito, una sommessa
preghiera. Vede, signor Presidente, in un Paese variegato come il nostro, c è
chi è ricco di comprensione nei confronti degli evasori, c è chi impazzisce per
i barzellettieri, c è chi adora i venditori di speranze, c è chi va in
visibilio davanti alle prodezze di un seduttore, c è chi esalta gli
sbeffeggiatori di magistrati, c è chi venera i ricchi senza chiedersi come lo
siano diventati, c è chi apprezza oltre ogni dire i gesti popolareschi , c è
chi è convinto che il mondo sia più dei furbi che dei galantuomini. Tutte
propensioni legittime, s intende signor Presidente, perché tutto ciò che viene
dalla maggioranza è sacrosanto, ma durante il suo mandato, che le auguro lungo
e ricco di soddisfazioni, abbia la compiacenza, la prego, di rivolgere un
occhio benevolo verso quella minoranza che ha propensioni esattamente opposte.
La ringrazio. E adesso mettiamoci al lavoro CLAUDIO NEGRI Albairate (MI) Un
grazie infinito ad Umberto Bossi condottiero indomito, ai parlamentari, agli
amministratori, agli attivisti, alla Lega Nord tutta. Questa mattina recandomi
come di consueto ad acquistare il nostro quotidiano l'edicolante mi ha accolto
con un innocente sfottò :"eccoli qua i vincitori!". A quel bonario
sberleffo alcuni astanti si sono girati verso di me che, raccolto il quotidiano
dalla rastrelliera, lo aprivo in bella mostra; confesso che in quel momento mi
sono sentito semplicemente orgoglioso. Orgoglioso di aderire ad un movimento
politico le cui idee e la cui coerenza vengono finalmente capite e giustamente
premiate. Ora su le maniche e, come cita un vecchio detto contadino delle mie
parti, .. "sota a munch che per spasà l'è tardi!" Auguri a tutti.
Mantenere le promesse è vitale ANGELO MANDARA Torino Spett. la Padania, chi
l'avrebbe detto... Prodi meglio di Veltroni (stando ai risultati). A meno che
non si voglia vedere il Partito Democratico in chiave prospettica nel tempo, in
quanto, un domani il neo Pd potrebbe assorbire tutti gli elettori dispersi
della Sinistra, che ora hanno rinunciato al voto. Certo il disboscamento della
Sinistra operato da Veltroni ha prodotto un record assoluto, quello di far
sparire la Sinistra dallo scenario parlamentare. Fatta da un ex-Pci... è tutto
dire! Ma a ben guardare, consideriamo un momento l'attuale e tanto vituperato
sistema elettorale, forse, senza volerlo ha messo tutto in ordine... lasciando
sulla scena soltanto due partiti, con un terzo (Casini)... non del tutto
incomodo. Questo sistema elettorale, dovrà, comunque, essere corretto nelle
future liste, che dovranno prevedere la libera votazione dei candidati. Che
dire... tanto tuonò che piovvè e Berlusconi ha ripreso il suo scettro. Ma ora,
lo vorrò vedere il Cavaliere dalle tante promesse, che se si realizzassero...
ci farà tutti ricchi! Ora non ci saranno più alibi (Casini, Senato ecc.). Un
grazie a tutta la Lega LOREDANA SETTI Come già vi ho scritto sabato 12/4/08
abbiamo ricevuto il segno divino. I celti son tornati . Un grazie di cuore a
tutti quelli che lavorano per la Lega Nord partendo da Bossi fino giù ai
militanti dei gazebo. Federalismo subito. Un abbraccio a tutti. [Data pubblicazione:
17/04/2008].