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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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tARTICOLI DEL    17-4-2008       #TOP


Report "Burocrazia"

Pdl e Lega esultano anche nella roccaforte rossa 'Il Pd guadagna a sinistra ma perde voti al centro' ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: paladino dei lavoratori in 2 anni nulla ha fatto per riformare burocrazia, infrastrutture, giustizia, sicurezza e spesa pubblica. Ha incentivato la pressione fiscale, colpendo le fasce deboli e i ceti medi; gli stessi lavoratori hanno capito il tradimento e hanno negato consensi. In questo scenario, a Pegognaga, roccaforte rossa, la sinistra radicale che espresse 580 voti nel 2006,

Una legge che penalizzerà il settore edile ( da "Corriere delle Alpi" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E poi tutta la burocrazia che questo decreto introduce oltre a dilatare i tempi di esecuzione dei lavori, va a colpire le imprese serie, quelle che si mettono in regola, che si attengono alle leggi, rispetto a quelle più spregiudicate che invece eludono la normativa e che quindi possono essere più competitive nel mercato.

È Domenico Scopelliti, primario di chirurgia maxillo-facciale all'Ospedale "Santo Spirito" di Roma ( da "Gazzetta del Sud" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: vocazione di alleviare il dolore degli altri, fuori dalle carriere, dalla burocrazia". Come è nato questo Suo incarico? Quasi dopo un anno dalla prima missione. Il mio nome è venuto fuori perché lavoravo a stretto contatto con l'Università, con un'intensa attività didattica anche presso la Scuola Medica Ospedaliera.

Nevegal: basta chiacchiere ( da "Corriere delle Alpi" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che Berlusconi non porta in dote il rapporto con le burocrazie sindacali e la socialdemocrazia, motivo per cui la grande borghesia ha puntato fino all'ultimo sul Pd di Veltroni. Ora la borghesia farà di necessità virtù e si adatterà al nuovo governo, sperando che non faccia troppi danni (cioè che gli interessi di Berlusconi non ostacolino quelli delle altre famiglie capitalistiche)

I due modenesi arrivati in Gabon ( da "Gazzetta di Modena,La" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alla burocrazia - continuano a seguire la tabella di marcia che li riporterà a Modena alla fine dell'anno. Dopo aver attraversato Ghana, Togo, Benin, Nigeria e Camerun si stanno dirigento in Angola e poi Namibia. Dall'Africa Ansaloni ha inviato il suo diario di viaggio, inviato via internet dalle città attraversate.

Pressione fiscale giù ( da "Gazzetta di Reggio" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: impegno a non chiedere ulteriori sacrifici agli italiani: bisogna abbassare la pressione tributaria su imprese e famiglie. Così come ci aspettiamo che gli imprenditori vengano liberati dai costi della burocrazia, che venga valorizzato il ruolo della micro e piccola impresa e che siano eliminate le discriminazioni tra lavoro autonomo e lavoro dipendente".

Ma ora non si perda altro tempo ( da "Trentino" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: immigrazione e la riduzione di una burocrazia eccessiva. Dobbiamo cioè dare risposte al popolo delle partite Iva. Lo ha ammesso lo stesso Veltroni". Quasi un anno fa, ben prima che la crisi politica facesse accelerare tutto, un gruppo di politici (tra cui proprio Margherita Cogo) aveva firmato il manifesto"Un progetto per il Nord".

Angri, polemica sindaco-comunali Il Cossap appoggia i dipendenti ( da "Citta' di Salerno, La" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: indomani della dura reprimenda del sindaco Gianpaolo Mazzola nei confronti della burocrazia cittadina. Sotto accusa sono finiti i capi settore. Nel comunicato diffuso il primo cittadino ha evidenziato uno scollamento tra l'azione politica e quella amministrative, addossando a quest'ultima la responsabilitá delle inefficienze cittadine.

Riforme, assicurazioni all'attacco ( da "Milano Finanza (MF)" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Hanno fatto crescere burocrazia e spese amministrative. Per gli effetti sui consumatori bisogna invece aspettare". Lo ha detto ieri Giovanni Perissinotto, amministratore delegato di Generali, alla settima edizione dell'Insurance Day organizzato da MF/Milano Finanza in collaborazione con Accenture.

Crisi d'impresa, per la Cigs burocrazia troppo pesante ( da "Italia Oggi" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per la Cigs burocrazia troppo pesante La burocrazia mette in pericolo le magre risorse delle aziende anche durante le procedure concorsuali. L'attuale prassi di ricorrere automaticamente alla cassa integrazione straordinaria, infatti, da sola rischia di pesare troppo sulle imprese sulla strada del fallimento.

Gli industriali al pdl: meno burocrazia ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: liberalizzazione degli orari Gli industriali al Pdl: meno burocrazia In evidenza i nodi energia e infrastrutture. "Non buttate via ciò che di buono è stato fatto in questi anni" PORDENONE Semplificazione burocratica, energie, infrastrutture, e soprattutto "non buttare via ciò che di buono è stato fatto in questi anni".

Alle Poste di San Vito gli spazi insufficienti ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: regionale non areni la questione nella burocrazia "Alle Poste di San Vito gli spazi insufficienti" di Lorenzo Parolin Fa sentire la propria voce il consiglio di quartiere S. Vito, in merito alla questione ormai annosa relativa alla funzionalità dell'ufficio postale in via Passalacqua, e lo fa tramite il proprio presidente Roberto Racchella che da diversi anni ormai guida il direttivo.

Cosap, si cambia Dieci anni di licenza ( da "Arena, L'" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per ridurre la burocrazia dei rinnovi annuali, snellendo così le pratiche e permettere ai titolari di avere il tempo di avviare la propria attività. Le novità del regolamento non sono piaciute a tutti: "Dieci anni di licenza sono troppi: c'è il rischio che si creino dei monopoli", hanno sostenuto i consiglieri di opposizione Tiziano Ferrari (

Karenina sulla scena: ne parla al "Filo" il critico Quadri ( da "Libertà" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Una famiglia borghese, quella dell'alto funzionario della burocrazia di Pietroburgo, Alekséj Aleksàndrovic Karénin, e dell'affascinante moglie Anna, che in nome della passione per il conte Alekséj Vrònskij arriverà a calpestare le rigide convenzioni del ceto cui appartiene, finendo emarginata, sola e disperata.

Barison: giunta entro sette giorni e forse gli assessori diminuiranno ( da "Mattino di Padova, Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: i ritmi della burocrazia sono quelli che sono", il sindaco non ha intenzione di far passare tempo per avviare la realizzazione della complanare e della tangenziale. "Anche tramite deleghe specifiche - termina - andremo poi ad incentivare l'utilizzo sul territorio di fonti di energia rinnovabile, come ad esempio il fotovoltaico.

TEMPI lunghi a Bagno a Ripoli per ottenere il permesso comunale rel ( da "Nazione, La (Firenze)" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La storia infinita di ordinaria burocrazia comincia nel settembre del 2005 quando presenta domanda per insegna non luminosa in via Roma con la scritta "Centro servizi", domanda duplice perché va presentata anche in Provincia per una seconda autorizzazione (via Roma è provinciale).

Visite e analisi, impennata di prenotazioni disdettate ( da "Mattino di Padova, Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non vorrei che questo fosse un colpo di coda della burocrazia nei confronti di un'utenza disarmata di fronte alla contestazione della presunta mancata disdetta. E' per questo che esigiamo una prova tangibile dell'avvenuta telefonata di rinuncia alla prestazione". Nardo sottolinea come in pochi si prenderanno la briga di richiedere la verifica dei tabulati telefonici,

Cavatori valtellinesi in fiera a Shanghai ( da "Giorno, Il (Sondrio)" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: va snellita la burocrazia, basti pensare che ad oggi alcuni giacimenti sono chiusi in attesa delle autorizzazioni. Ricordo che le nostre aziende sopravvivono solo e perchè i materiali che lavoriamo giungono da cave locali. I nostri fatturati e la mano d'opera impiegata sembrano esigui ma in realtà, essendo i nostri prodotti interamente Made in Italy,

Lavori in ritardo di due anni: il sindaco accusa la Provincia ( da "Giorno, Il (Brianza)" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il sindaco ha rincorso la burocrazia per mesi: "A Milano mi hanno rimbalzato da un ufficio all'altro ? ha detto ? E, intanto, in paese potrebbe scapparci il morto. Spero che da qui in avanti le cose vadano diversamente". Il ritardo è "giurassico", la rotonda in zona industriale che serve per drenare il traffico giornaliero in fuga dalla Monza-Trezzo,

Corticelli lancia la sua lista civica ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: internazionalizzazione, inquinamento, sviluppo dell'economia, sport, cultura, scuola dell'infanzia, degrado, costi della politica e della burocrazia, tasse. Un primo progetto, 'L'insediamento dei cervelli', è stato presentato nel corso di una serata in Cappella Farnese, tutta esaurita. Matteo Naccari.

Di RENATA ORTOLANI Professor Cantelli Forti, si candida per fare il rettore ? <Ritengo gi ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "La burocrazia, che con l'attuale rettore è diventata il primo. Non è una novità: alla frammentazione delle strutture accademiche si aggiunge la pletora dell'apparato amministrativo, utile per sostenere o condizionare il potere che di fatto oggi guida l'Ateneo.

Hotel ambasciatori ( da "Nuova Venezia, La" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il rapporto con il fisco, le lentezze della burocrazia e l'emergenza sicurezza sono dimensioni decisive nella scelta del voto. CA' FOSCARI Matematica e cinema Oggi alle 10.30 "Miglior attrice non protagonista: la matematica" è il tema dell'"Incontro con gli scienziati" promosso da Enel per oggi alle 10.

Geopolitica della padania - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il consenso alla Lega non è arrivato solo dalla protesta contro la pressione fiscale e la burocrazia; o dall'adesione a un progetto di federalismo vissuto come fine dei trasferimenti di risorse allo stato centrale e alle regioni meridionali. Lo sfondamento oltre il tradizionale zoccolo duro verde è avvenuto sull'offerta di protezione.

Il sole che non ride più - giovanni valentini ( da "Repubblica, La" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Si sono intossicati di burocrazia. Hanno costituito un gruppo di potere, dividendosi perfino in correnti e conventicole. Hanno peccato spesso di estremismo e di radicalismo, invece di praticare un "ambientalismo sostenibile" come pure qui avevamo auspicato da tempo, finendo per apparire come il "partito del No" anche quando avevano qualcosa di positivo e di propositivo da dire.

Mistero sull'albergo delle miniere - francesco carta ( da "Nuova Sardegna, La" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: le cause sono da addebitare alla burocrazia e al sistema delle autorizzazioni ma i bene informati dicono che pare non sia stato raggiunto l'accordo tra la gestione e la proprietà. La causa di tutto è però ancora misteriosa. La struttura inaugurata nel 2004 ha operato per due anni proponendo interessanti pacchetti turistici promozionali durante il periodo estivo,

Esplosione in fabbrica, morti 2 operai - gigi furini ( da "Centro, Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Invece per la burocrazia italiana, controllare un'acciaieria o un negozio di pasta fresca è la stessa identica cosa. "Non deve più succedere", avevano gridato i politici ai funerali di Torino. Nella giornata di ieri hanno detto che "non deve più ripetersi", che "le leggi vanno applicate" e che "non bisogna abbassare la guardia".

Tante contravvenzioni nel cestino ( da "Tirreno, Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Che passa attraverso i consolati e che sovente finisce per arenarsi nel mare magnum della burocrazia. Intanto è in vigore la nuova convenzione fra Comune e Polis sulla riscossione delle multe a chi non attiva il parcometro, che garantisce alla società dei parcheggi a pagamento un aggio di 6,50 euro più Iva su ogni multa staccata dal blocchetto degli ausiliari del traffico.

Le urne del nostro scontento - nino blando ( da "Repubblica, La" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, carenze infrastrutturali, pressione della criminalità. E dunque, in assenza di mercato, è la politica a fare la parte del leone. Nella allocazione delle risorse. Nel dispensare favori. Nel creare una massa critica dipendente dal variare delle sue stagioni, quando non addirittura da una semplice delibera assessoriale.

Caro manifesto, dobbiamo rimboccarci le maniche ( da "Manifesto, Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che hanno alimentato burocrazie parassitarie. Riguardo alla forma: ho contato 8 soggetti politici alla sinistra del Pd. Ora, il processo che ha portato alla Sa è stato troppo rapido, e fatto in tempi poco propizi. Ma credo sia importante ripartire con un dialogo tra tutte quelle forze di sinistra che credono in un'alternativa al modello dominante di società.

LA LEZIONE DELLA LEGA ( da "Corriere del Veneto" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia, gli statali pigri, i pensionati precoci, gli studenti fuori corso. Una rappresentazione caricaturale, ma basata su un fondo di verità. Allo stesso modo l'idea dei leghisti come dei nuovi barbari, dei rivoluzionari rozzi e vitali in marcia su Roma è uno stereotipo duro a morire, ma nella realtà superato.

Politica innovativa: <guardare a Oriente> ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di una inefficiente burocrazia e la mancanza di adeguate riforme strutturali. Nel periodo post 1997 si ebbe un sensibile miglioramento nei rapporti economici Asean- India. La crisi, evidenziando la vulnerabilità macroeconomica dei paesi Asean, nonché la presenza di un diffuso sistema di corruzione, contribuì a ridimensionare i presunti ritardi indiani.

Ma è Verona la città più <verde> d'Italia <Siamo a Roma, portiamo a casa risultati> ( da "Corriere del Veneto" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sicurezza e burocrazia. Non devono perdere tempo". Tosi ormai ha il piglio di quelli che "comandano". Di quelli che non scendono direttamente nell'arena, in questo caso non solo romana, ma anche lombarda. Ma il gioco lo fanno loro. Si schernisce a chi gli dice che ha tirato lui il Carroccio, ma sa che è così.

Il commercio si allinea con l'impresa nelle richieste alla rinnovata politica appena uscita dal ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma vorrei anche che venga snellita la burocrazia, perché troppa lentezza nelle pratiche, nel rilascio delle certificazioni, delle autorizzazioni rallenta l'attività delle aziende e crea ulteriori costi. Tengo a dire che io sono per la meritocrazia a livello imprenditoriale, per scoprire il gusto di appartenere e partecipare alla vita produttiva".

Per nuove alleanze c'è tempo fino a domenica prossima ( da "Tempo, Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Stampa Burocrazia Per nuove alleanze c'è tempo fino a domenica prossima La Direzione del Servizio Elettorale del Comune di Roma comunica che: I candidati alla carica di Sindaco e di Presidente del Municipio ammessi al turno di ballottaggio hanno facoltà di dichiarare il collegamento con ulteriori liste rispetto a quelle con le quali erano collegati al primo turno.

Tondo: subito meno burocrazia ( da "Messaggero Veneto, Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: subito meno burocrazia "Basta col leaderismo di Illy, riporterò la politica alla normalità" I SERVIZI SUL VOTO IN REGIONE ALLE PAGINE 4, 5, 6, 7, 8 E 9 TOLMEZZO. Entro fine mese la nuova giunta regionale di centro-destra sarà al lavoro. Perché "va affrontato subito il problema del debito pubblico", la macchina regionale va fatta funzionare al meglio e la burocrazia va semplificata.

I nostri ( da "Tirreno, Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Pontedera I NOSTRI La super burocrazia Otto consorzi in provincia Una provincia, otto consorzi di bonifica, di cui tre (Comunità Montana, Val di Cornia, consorzo Valdera) insistono sulla Valdicecina. Gli altri cinque consorzi presenti sul territorio provinciale sono quelli di Bientina, del Padule di Fucecchio, Versilia Massaciuccoli,

Tanti chiedono più sicurezza: per la vecchietta derubata è un tema centrale, riccardo l'ha banalizzata ( da "Messaggero Veneto, Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Impegno subito per fronteggiare l'indebitamento, la prima legge sarà per abbattere la burocrazia" di PAOLO MOSANGHINI TOLMEZZO. Entro fine mese la nuova giunta regionale di Centrodestra sarà al lavoro. Perché "va affrontato subito il problema del debito pubblico", la "macchina" regionale deve funzionare al meglio e la burocrazia va semplificata.

Presto la procura a portata di mouse ( da "Tirreno, Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Era il simbolo della burocrazia infinita e dell'arretratezza, niente di più lontano dalla gente e dalle sue esigenze. Acqua passata, e lo sarà sempre di più. A Livorno più che altrove, visto che la Procura della Repubblica livornese è il solo ufficio giudiziario toscano ad essere stato selezionato, insieme ad altri tribunali e Procure distribuiti in tutta Italia,

Regionali, Friuli e Sicilia al centro-destra. Il trionfo di Lombardo, la sconfitta di Illy ( da "Campanile, Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dove sta discutendo di come ridurre la burocrazia in Europa. Forse aveva qualche presagio infausto sulla sua rielezione. Presagio che l'ha portato a guardare da lontano la sua sconfitta. Si è, invece, immerso per le vie di Catania il leader dell'Mpa, Raffaele Lombardo, nel giorno della sua elezione a presidente della Regione.

Scoppio in fabbrica, morti due operai - gigi furini ( da "Tirreno, Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Invece per la burocrazia italiana, controllare un'acciaieria o un negozio di pasta fresca è la stessa identica cosa. "Non deve più succedere", avevano gridato i politici ai funerali di Torino. Nella giornata di ieri hanno detto che "non deve più ripetersi", che "le leggi vanno applicate" e che "non bisogna abbassare la guardia".

Tosi dà i compiti ai <suoi> onorevoli ( da "Arena.it, L'" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: compiere per la città Più risorse a disposizione del territorio e meno burocrazia FLAVIO TOSI SINDACO DI VERONA     Enrico Giardini Quelli che contano, per far piovere soldi sulla città, sono i ministri o i sottosegretari, meglio se con portafoglio. Ma se anche non ci sarà qualche veronese, nella compagine governativa Pdl-Lega Nord di Berlusconi, qualche opportunità per Verona,

Critiche le opposizioni: <In questo modo si creano dei veri e propri monopoli. Dimezzate i permessi> ( da "Arena.it, L'" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per ridurre la burocrazia dei rinnovi annuali, snellendo così le pratiche e permettere ai titolari di avere il tempo di avviare la propria attività. Le novità del regolamento non sono piaciute a tutti: "Dieci anni di licenza sono troppi: c'è il rischio che si creino dei monopoli", hanno sostenuto i consiglieri di opposizione Tiziano Ferrari (

BOVOLONE. Per commercianti ambulanti ( da "Arena.it, L'" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per ridurre la burocrazia dei rinnovi annuali, snellendo così le pratiche e permettere ai titolari di avere il tempo di avviare la propria attività. Le novità del regolamento non sono piaciute a tutti: "Dieci anni di licenza sono troppi: c'è il rischio che si creino dei monopoli", hanno sostenuto i consiglieri di opposizione Tiziano Ferrari (

Berlusconi: <Subito via l'Ici e bonus a tutti i primi nati> ( da "Gazzetta di Parma, La" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Del resto già nel giorno della vittoria aveva fatto sapere che tra le prime riforme ci sono giustizia, scuola, sanità e burocrazia. è commosso, ma anche preoc cupato per la situazione del Paese. Perciò vuole essere subito operativo, c'è tanto lavoro da fare. continua... Per leggere il testo completo dell'articolo, registrati al nuovo "sfogliatore" online.

Aziende familiari, eredità troppo vincolate ( da "Denaro, Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Commenti imprese & burocrazia Aziende familiari, eredità troppo vincolate Marco Pagano* e Fausto Panunzi** Le imprese familiari svolgono un ruolo decisivo nella vita economica di molti paesi. Quasi tutte le imprese non quotate sono controllate dai fondatori o dai loro eredi.

Burocrazia digitale in tutti i Comuni ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Prov Ogliastra Pagina 6039 Burocrazia digitale in tutti i Comuni --> Provincia Burocrazia digitale ad alta velocità. La Provincia presenta il suo sistema informativo, prova generale per il modello di e-goverment che verrà esteso (gratuitamente) a tutte le amministrazioni comunali.

I sindaci:più risorsemeno "carta" ( da "Secolo XIX, Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Una situazione resa ancora più pesante dagli ostacoli della burocrazia e dalla cronica mancanza di fondi degli enti locali. Questo il quadro, che emerge al termine di un veloce sopralluogo all'interno di alcuni edifici religiosi. La prima che visitiamo è la chiesa parrocchiale di San Giacomo di Gavi, edificata nel XIII secolo.

Claudio Miotto acclamato presidente veneto ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, infrastrutture e sostegno alle Pmi le richieste al nuovo governo   MESTRE "Le 148 mila imprese artigiane venete, il 30% della realtà imprenditoriale regionale, si aspettano che la politica intervenga, con realismo ed efficacia, per rilanciare la competitività, utilizzando il contributo di proposte della nostra organizzazione che ne rappresenta le aspettative di sviluppo"

<Alle Poste di San Vito gli spazi insufficienti> ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: areni la questione nella burocrazia "Alle Poste di San Vito gli spazi insufficienti"     Lorenzo Parolin Fa sentire la propria voce il consiglio di quartiere S. Vito, in merito alla questione ormai annosa relativa alla funzionalità dell'ufficio postale in via Passalacqua, e lo fa tramite il proprio presidente Roberto Racchella che da diversi anni ormai guida il direttivo.

PRANZAVANO TUTTI INSIEME DA DECENNI ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per loro la burocrazia della Legge appare come un inutile prosecuzione del dramma. C'è chi chiama il prete del paese per organizzare i funerali. Ma non c'è ancora una data certa. Si dovranno svolgere le autopsie su quei corpi straziati dalla follia. ant.

LA CISL: SVILUPPO, NO AI RITARDI EVITIAMO UN ALTRO CASO TORRESE ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia, viene fatto notare, potrebbe rivelarsi l'ostacolo più insidioso e imprevedibile per l'attuazione di uno strumento che pure presenta "tre formidabili peculiarità", ovvero il riferimento territoriale, la disponibilità dei finanziamenti e la proiezione verso ulteriori fasi di sviluppo.

PAOLO MAINIERO MASSIMO CALEARO, L'IMPRENDITORE-FALCO DEL NORD-EST ELETTO DEPUTATO DEL PD, SU ( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Per due motivi, la mancanza di sicurezza e la lentezza della burocrazia. Se si superano queste due barriere il Sud si riprenderà". Ma lei con che occhi guarda il Sud? "Amo il Mezzogiorno, ha posti e cose così belli che nessun cinese li può imitare. Anzi, le dico che verrò giù presto, andrò a Capri che amo tanto".

Mille freni burocratici non solo per le grandi opere GIUSEPPE MAGGI ( da "Libertà" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: affermano che occorre un ritorno alla semplicità per evitare di venire uccisi dalla burocrazia sommersi dalla carta bollata. Non credo sia più possibile tornare indietro nel tempo cancellando le disposizioni in materia antisismica, igienica o di contenimento termico. Al massimo si devono alleggerire rapportandole per quanto possibile all'entità dei progetti utilizzando buonsenso.

Oltre 5000 gli italiani in cerca di cure all'estero nel 2005 ( da "Redattore sociale" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: facilitare e dare più informazioni sui diritti del cittadino e limitare la burocrazia attuale sulle autorizzazioni". Le denunce raccolte da Cittadinanzattiva riguardano per la maggior parte dei casi la mancanza di informazioni relative ai diritti del cittadino europeo per le cure all'estero, la lentezza nella concessione delle autorizzazioni, rimborsi rifiutati e gli alti costi sostenuti.

Quel "modello" da esportare ( da "Opinione, L'" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: le cose che un agitatore leghista dice dello Stato e della burocrazia pubblica, sono raffinatezze per palati fini, rispetto a quelle che ci passano per la testa. Ecco, loro le dicono. E le dicono perché non considerano immutabile la realtà, non la vivono come sia una disgrazia naturale, ma considerano possibile la "liberazione".

AMBIENTE: MATTEOLI, SU NOMINE GOVERNO VUOLE ANDARE AVANTI ( da "Virgilio Notizie" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ora si vuole procedere anche alle nomine di questo comitato pletorico che restera' in carica per quattro anni e che non servira' ad altro che ad aumentare il numero delle poltrone, con costi aggiuntivi per il bilancio dello stato e un aumento insostenibile della burocrazia. Mi auguro - conclude Matteoli - che questo ultima scorrettezza istituzionale non venga consumata''.

LETTERE E OPINIONI ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: aumento della burocrazia da parte delle imprese, rallentamento dei pagamenti.Mi aspetto che il nuovo Governo metta immediatamente mano (anche) a questa sciocchezza (eufemismo). Questo è un appello ai nostri rappresentanti, in particolare agli onorevoli di maggioranza di Belluno Paniz e Gidoni a cui faccio le mie più sentite congratulazioni per l'

Il 13 e 14 aprile ha cancellato, ( da "Gazzettino, Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: essere stati sconfitti sono state le burocrazie di partito, gli apparati, i generali senza soldati; la Lega, senza televisioni, senza giornali, senza l'esercito di yes men infilati nei posti chiave, senza poteri forti, ha riscosso un successo clamoroso, frutto di un grande bagno di umiltà, di tanti incontri pubblici, di volantinaggi, dello stare in mezzo alla gente e tra la gente.

Salvaguardia del territorio per pochi "intimi" ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Insomma ora a garantire la tutela paesaggistica e naturalistica del Quartier del Piave arriva pure il Progetto Integrato d'Area. Un progetto mirato questa volta, rivolto a chi la terra la lavora e intenzionato a sovvenzionare lo status quo del paesaggio. Ma purtroppo pare già essersi arenato sotto il peso della burocrazia.

Miniere e cave, aziende in crisi ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia frena lo sviluppo" --> Confindustria: "La burocrazia frena lo sviluppo" Confindustria Sardegna denuncia la crisi del settore cave e miniere. Leggi vecchie e burocrazia eccessiva frenano la crescita delle aziende. Fatturati in calo, esportazioni ferme e occupati in bilico: il settore estrattivo sardo ha bisogno di cure.

GOVERNO: CINQUE RICHIESTE DA CONFAGRICOLTURA ( da "Agi" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: decisiva azione contro la burocrazia e strategie chiare e concrete per le energie rinnovabili e le risorse idriche. "Su tutto - conclude il presidente Vecchioni - va garantito un ruolo piu' incisivo e determinante del Governo nelle sedi comunitarie ed internazionali, anche a difesa dell'agroalimentare Italiano, ed un rapporto rinnovato e concreto con le organizzazioni di rappresentanza;

Chi non capisce, pontifica ( da "Giornale.it, Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, più imposizioni rischiano di metterne fuori legge le imprese marginali, quelle per le quali il rischio professionale è maggiore. Scritto in Varie Commenti ( 26 ) " (14 votes, average: 4.79 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Il grano e gli Aerei puliti Ieri le quotazioni del grano

Più sinistra per tutti ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La difesa a oltranza del welfare non sbocca in più Stato, burocrazia e protezionismo? "La crisi negli Usa ha mostrato che senza l'intervento di istituzioni come la Fed il mercato, da solo, produce caos. Il neoliberalismo con la sua ossessione della deregulation e distruzione del welfare ha costretto a ricordarsi della mano dello Stato".

CI VUOLE PI AUTHORITY ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Più scienza e meno burocrazia', hanno accusato l'Autorità (in acronimo Efsa) di sottovalutare i rischi degli ogm, di non fare studi indipendenti, di limitarsi a dare pareri a partire dagli studi presentati dalle aziende. La giustificazione dell'organismo comunitario è sempre la stessa: la procedura è questa, non dipende da noi.

Sono felice del trionfo ( da "Padania, La" del 17-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: essere stati sconfitti sono state le burocrazie di partito, gli apparati, i generali senza soldati; la Lega, senza televisioni, senza giornali, senza l esercito di yes-men infilati nei posti chiave, senza poteri forti, ha riscosso un successo clamoroso, frutto di un grande bagno di umiltà, di tanti incontri pubblici, di volantinaggi, dello stare in mezzo alla gente e tra la gente.


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Pdl e Lega esultano anche nella roccaforte rossa 'Il Pd guadagna a sinistra ma perde voti al centro' (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

PEGOGNAGA Pdl e Lega esultano anche nella roccaforte rossa 'Il Pd guadagna a sinistra ma perde voti al centro' PEGOGNAGA. Dopo le elezioni politiche, il capogruppo d'opposizione Gabriella Lasagna (Pdl), sottolinea in conferenza stampa: "Gli elettori hanno punito i raggruppamenti di sinistra che erano la continuità dell'autoproclamatosi 'buon governo Prodi', anche se hanno tentato come il Pd di far credere d'essere nuovi soggetti. Un governo presentatosi come paladino dei lavoratori in 2 anni nulla ha fatto per riformare burocrazia, infrastrutture, giustizia, sicurezza e spesa pubblica. Ha incentivato la pressione fiscale, colpendo le fasce deboli e i ceti medi; gli stessi lavoratori hanno capito il tradimento e hanno negato consensi. In questo scenario, a Pegognaga, roccaforte rossa, la sinistra radicale che espresse 580 voti nel 2006, li ha visti ridotti a 164: buona parte dei rimanenti 416 voti verosimilmente si sono riversati nel Pd per l'effetto Carra. Il coordinatore del Pd Benfatti registra con trionfalismo un aumento di più di 200 voti al Senato, ma non sono altro che voti provenienti dalla sinistra, il che significa che ne ha persi al centro". Per Lasagna i transfughi del centrosinistra sono gli scontenti della Margherita e diversi Ds confluiti verso il Pdl che ha registrato, rispetto al 2006, un aumento di 143 voti. "A Pegognaga - dice Luca Caraffini (Lega) - la Lega ha raddoppiato i consensi al Senato, da 174 a 348, sfiorando il raddoppio anche alla Camera (da 224 a 399). Chi ha votato Lega non l'ha fatto per protesta ma aderendo a un programma di federalismo fiscale. La gente non né può più di tasse senza corrispettivi servizi". Isaia Rossi, coordinatore Pdl, aggiunge: "I giovani tradizionalmente calamitati dalla sinistra, per la 1ª volta a Pegognaga hanno scelto formazioni diverse, facendo mancare voti al Pd, che pure si era presentato come nuovo e più aperto alle istanze giovanili, al punto che nel direttivo ha incluso molti volti nuovi. Mentre il Pd alla Camera registra un calo di consensi, l'esatto contrario avviene per il Pdl, che registra un aumento di 128 voti". (v.n.).

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Una legge che penalizzerà il settore edile (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Paola Dall'Anese "Una legge che penalizzerà il settore edile" La Grua (Fi) lancia l'allarme sul decreto che istituisce la "responsabilità solidale" BELLUNO. Gli imprenditori edili della provincia di Belluno bocciano il decreto che introduce la responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore e chiedono al futuro governo di rivederlo. A lanciare l'allarme sul caos che potrebbe creare tale legge è il consigliere comunale Francesco La Grua (Fi). Lo scopo del decreto varato il 25 febbraio scorso, ma non ancora pubblicato nella Gazzetta Ufficiale per la sua entrata in vigore, è quello di contrastare il lavoro nero, deputando ad appaltatori e subappaltatori il compito del controllo sulla regolarità dei lavoratori. In sintesi, come denuncia La Grua, in qualità di presidente della I Commissione consiliare, "il provvedimento addossa all'impresa appaltatrice il controllo sui lavoratori utilizzati per lo svolgimento dei subappalti. L'impresa appaltatrice dovrebbe utilizzare del proprio personale, in base ai cantieri aperti, solo per controllare il numero, il nome e il cognome, nonché l'orario di lavoro dei soggetti impiegati nel cantiere, per poi verificare la correttezza formale dei versamenti, delle ritenute e dei contributi dei dipendenti utilizzati, separati per ditta subappaltatrice. Anche quest'ultima, peraltro, avrà i suoi problemi, perché dovrà effettuare versamenti e ritenute distinti per cantiere e per ditta appaltatrice, salvo richiedere l'asseverazione della correttezza dei versamenti a opera di un commercialista o di un esperto contabile o di un Caf-imprese. E questo non fa altro che rallentare il corso delle opere". Ma se il fine è condiviso, è il metodo ad essere contestato. "Non si può riversare sugli imprenditori la responsabilità dei controlli sugli operai delle imprese esecutrici dei lavori, azioni degne della Guardia di finanza", dice Ezio De Pra, presidente della sezione costruttori di Assindustria Belluno. "E poi tutta la burocrazia che questo decreto introduce oltre a dilatare i tempi di esecuzione dei lavori, va a colpire le imprese serie, quelle che si mettono in regola, che si attengono alle leggi, rispetto a quelle più spregiudicate che invece eludono la normativa e che quindi possono essere più competitive nel mercato. Infatti, eseguire tutti questi controlli, evadere una serie infinita di pratiche che devono essere espletate da professionisti, contribuirebbe ad un aumento dei prezzi da parte di chi si attiene alle regole, con danno economico". Della stessa opinione anche Italo Tonet, presidente della Cassa edili dell'Unione artigiani bellunese. "Questo decreto così com'è è una follia burocratica che appesantisce un settore come quello dell'edilizia che è già in crisi. In questo modo rischiamo di rimanere schiacciati. Noi abbiamo il compito di fare il Pil, non di controllare le ditte subappaltatrici, a questo deve pensare lo Stato. E poi con tutta la documentazione che sarebbe richiesta dal decreto, chi si mette in regola rischia di essere svantaggiato".

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È Domenico Scopelliti, primario di chirurgia maxillo-facciale all'Ospedale "Santo Spirito" di Roma (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta del Sud" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il reggino che aiuta i bambini a sorridere Straordinario protagonista sotto le insegne dei volontari italiani di "Operation Smile" Roberto Messina Nel volontariato internazionale tante Associazioni si occupano di problemi sanitari. Il loro interesse è solitamente rivolto ai Paesi "in via di sviluppo" devastati dalle guerre, dalle carestie, o semplicemente lontani dal cosiddetto mondo "civile". Qui l'emergenza non ha scelta: deve occuparsi di preservare la vita in quanto bene essenziale. Combattere le malattie che decimano le popolazioni. Salvare dalla morte. Negli stessi Paesi emerge però, parallela, un'attenzione verso le persone affette da malformazioni, ed in particolare quelle del volto, che colpiscono l'individuo non solo nel suo aspetto fisico, ma ne invalidano la dignità. Non si tratta di vite messe a repentaglio, ma di un problema di qualità di queste stesse vite: derise, costrette all'emarginazione, allontanate dalle comunità, soprattutto in certe popolazioni tribali che leggono nella malformazione del volto un segno di maledizione divina... Dal 1982 esiste un'organizzazione umanitaria che riunisce straordinari medici volontari sotto la sigla di "Operation Smile" che si occupa proprio di questi bambini. Presente in venticinque Paesi, conta sulla partecipazione di settemila volontari ed ha effettuato finora oltre centomila interventi di chirurgia plastica ricostruttiva in venti Paesi del Mondo, ridando speranza e sorrisi a tanti piccoli e piccolissimi. Un bel traguardo certo, ma ancora poco in rapporto ad un'emergenza planetaria. Si calcola infatti che nei Paesi in via di sviluppo, un bambino ogni seicento nasca affetto da labiopalatoschisi (labbro leporino e fessura nel palato): una patologia che si risolve con un'operazione breve, ad un costo per "Operation Smile" poco superiore ai settecentocinquanta euro: irrisorio, sicuro, per la ricostruzione della dignità di un essere umano. "Operation Smile" tuttavia non si vuole fermare alla chirurgia. Ha uno scopo più ambizioso: creare strutture, formare medici, donare attrezzature, far sviluppare l'autosufficienza per gestire autonomamente queste patologie. Presidente del Collegio dei Consiglieri Scientifici di "Operation Smile Italia" è Domenico Scopelliti, originario di Reggio Calabria, primario di Chirurgia Maxillo-Facciale dell'Ospedale S. Spirito di Roma, autore di numerose pubblicazioni, direttore e docente di Corsi post-universitari:"Andare in questi Paesi - dice - è scoprire un mondo di bambini, ormai adulti, che hanno vissuto la malformazione non solo come disagio funzionale, impossibilità di parlare comprensibilmente, di alimentarsi normalmente; ma anche come "diversità". Bambini i cui sguardi dicono più di cento parole, il cui sorriso restituito ci ha fatto far pace con la nostra professione. Ecco perché andiamo in missione, ecco perché vi torniamo, per recuperare un'antica, spesso ormai perduta, vocazione di alleviare il dolore degli altri, fuori dalle carriere, dalla burocrazia". Come è nato questo Suo incarico? Quasi dopo un anno dalla prima missione. Il mio nome è venuto fuori perché lavoravo a stretto contatto con l'Università, con un'intensa attività didattica anche presso la Scuola Medica Ospedaliera. Fin dall'inizio ho ritenuto che anche nel mondo del volontariato la professionalità degli operatori e l'approccio rigorosamente scientifico dovessero essere il pre-requisito per partecipare. La mia impostazione è piaciuta ai Soci Fondatori. Quale è la più grande soddisfazione che deriva da questo lavoro? Il recupero del vero rapporto tra medico e paziente. In missione non vi è nulla di più umano dell'assumersi la responsabilità di operare un bambino direttamente affidato dai loro genitori. Loro hanno in te una fiducia totale e sanno che tu farai per il loro piccolo tutto il possibile, e la moneta sarà un semplice 'grazie', una stretta di mano o ancor meglio un sorriso del piccolo restituito alla 'normalità. Perché fare azione umanitaria? Cosa significa per Lei Operation Smile? Oggi è meglio pensare: perché non farla? Non abbiamo tutti un po' troppo? Se ci priviamo di qualcosa, in fondo a noi del "primo mondo" non cambia nulla, ad altri può cambiare radicalmente, in meglio.. Kenia. Etiopia. India. Vietnam. Addirittura Afghanistan! Mai avuto paura? Mai corso seri rischi? Certo. La percezione del pericolo l'abbiamo avvertita veramente in Afghanistan. Non penso tuttavia che possa esistere un 'volontariato comodo'. Sarebbe come scegliere una fede religiosa 'su misura'. Della serie: troppo facile! Noi invece andiamo dove c'è bisogno.".

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Nevegal: basta chiacchiere (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nevegal: basta chiacchiere ci si dia da fare SONO un'assidua frequentatrice del Nevegal e dopo essermi per così dire "inorgoglita" leggendo sui quotidiani le cifre di migliaia di frequentatori delle piste prese letteralmente d'assalto specie nel fine settimana, gli elogi esternati dagli sciatori per come le stesse erano tenute e delle cifre incassate, la doccia fredda, anzichenò gelata. Alla luce di quanto scritto sulla stampa locale riguardo il Nevegàl, (messo soprattutto in evidenza dall'ex vicesindaco Gidoni e dal consigliere Sommavilla) e riguardante i fondi regionali (circa 700mila euro) di cui non si trova traccia nel bilancio comunale, desidero esprimere la mia opinione personale. Non capisco come il sindaco Antonio Prade, possa eludere completamente le risposte a domande così precise, specialmente quando sono poste pubblicamente da personaggi che in un modo o nell'altro fanno o hanno fatto parte dell'amministrazione comunale. Lo scontento generale percepito dapprima come un sussurro è diventato via via generalizzato, talchè anche passeggiando per il "liston" la faccenda Col Toront è diventata motivo di conversazione anche animata fra sportivi della neve e "aficionados" degli skipass stagionali. Che fine faranno quei soldi? Che fine farà il Nevegàl? questo si domanda la gente del Colle e non! Senza la seggiovia del Col Toront, dove le facciamo sciare tutte quelle migliaia di persone adulte e di ragazzi nonché bambini, tutti sulla Coca? Magari quella bassa perché manca l'acqua in quota. Se non avranno il buon senso di andarsene altrove mi sa tanto che l'ortopedia del San Martino dovrà essere dotata di qualche medico in più. Basta tentennamenti, al Nevegàl ci si crede o non ci si crede, e se ci si crede, ci si dia da fare, ma subito, e fateci sapere qualcosa. Silvana Bristot Ripartire dalle lotte d'opposizione ai borghesi HA vinto uno dei due poli confindustriali e il nuovo governo applicherà quindi uno dei due programmi fotocopia. L'unica differenza tra Pd e Pdl è che Berlusconi non porta in dote il rapporto con le burocrazie sindacali e la socialdemocrazia, motivo per cui la grande borghesia ha puntato fino all'ultimo sul Pd di Veltroni. Ora la borghesia farà di necessità virtù e si adatterà al nuovo governo, sperando che non faccia troppi danni (cioè che gli interessi di Berlusconi non ostacolino quelli delle altre famiglie capitalistiche), aspettando che il pendolo, nella logica dell'alternanza borghese tra due schieramenti simili, si risposti verso Veltroni che intanto proseguirà nella costruzione del suo partito confindustriale. Da due anni diciamo che la sinistra governista (Prc, Pdci, ecc.) ha fallito e sta sparendo, ormai priva di radicamento e militanza. Ora anche le urne confermano questa prognosi persino sul terreno elettorale: e la conferma è clamorosa. Prc, Pdci, Verdi e Sd arretrano al di sotto di qualsiasi minimo storico e non avranno più né deputati né senatori. Nemmeno uno! Se la rappresentanza parlamentare non è il fulcro per un partito rivoluzionario, lo è invece per partiti che hanno fatto del governismo la loro ragion d'essere e che hanno apparati elefantiaci che, da domani mattina, imploderanno. Siamo di fronte a un fallimento politico e strategico senza precedenti. E' la conferma completa di tutto quanto diciamo da anni e della ragione di fondo che ha ispirato la nostra scissione, due anni fa, dal Prc per avviare la costruzione di un nuovo partito. La socialdemocrazia, cioè il progetto di governare con una parte del padronato ingabbiando le lotte, è fallita per l'ennesima volta nella storia. Stavolta con un tonfo gigantesco. A fare le spese dello scontro politico tra i poli borghesi sono i lavoratori. Colpiti dagli uni e dagli altri, raggirati dalle burocrazie sindacali e socialdemocratiche che svendono i loro interessi in cambio di una mezza porzione di lenticchie. La prima esigenza è allora quella di ripartire dalle lotte di opposizione a entrambi gli schieramenti borghesi, ai loro governi nazionali e locali. Un'opposizione fondata sull'indipendenza di classe dei lavoratori, dei disoccupati, di tutti gli sfruttati. Una lotta che parte, nelle piazze, contro la terza riedizione del governo Berlusconi-Bossi-Fini, a cui la sinistra governista ha spianato la strada governando con i padroni e rimuovendo l'opposizione di classe. Il PdAC partecipava a queste elezioni in primo luogo per sviluppare la propaganda su un programma rivoluzionario. Il nostro partito ha potuto presentarsi in poche situazioni politiche e amministrative: solo perché si è rifiutato di accettare il sostegno di parlamentari che hanno sostenuto la guerra e le finanziarie di Prodi e siamo stati gli unici a dover raccogliere le firme e a non poter usufruire degli stessi spazi mediatici. La crisi verticale e definitiva della socialdemocrazia, pur in una situazione difficile per il movimento operaio, carica tutti i militanti che vogliono lavorare a un progetto di ricostruzione di una sinistra di classe di nuovi e inediti compiti. Alternativa Comunista continuerà a battersi in questa prospettiva, senza settarismi e rivendicando al contempo la necessità della chiarezza programmatica e della delimitazione dal riformismo, rifuggendo ogni compromesso e pasticcio. Dobbiamo costruire quel partito comunista e rivoluzionario, internazionalista, di militanti che ancora non c'è. Un appello in questo senso lo rivolgiamo in primo luogo alle migliaia di attivisti di Rifondazione e del resto dell'Arcobaleno che oggi vedono i loro sacrifici e la loro militanza di anni dispersi per le scelte opportuniste e suicide dei gruppi dirigenti della sinistra governista. Come Alternativa Comunista ci impegneremo su questa strada, investendo le centinaia di nuovi contatti e rapporti, le forze militanti di giovani e operai di cui dispone il nostro piccolo partito e che abbiamo accresciuto in questa campagna elettorale e che costituiscono per noi il più importante dei risultati in una situazione generale molto difficile per i lavoratori e la lotta di classe. Invitiamo i tanti compagni che hanno seguito la nostra campagna elettorale, ci hanno scritto in decine di migliaia, hanno seguito le nostre pubblicazioni sul sito web, simpatizzato per noi, partecipato alla nostra campagna propagandistica in queste elezioni, a unirsi a noi in questo progetto di lotta. Alternativa Comunista BELLUNO Questo voto rafforza Galan L'INTESA Dolomitica esprime soddisfazione per i risultati elettorali ottenuti dai partiti che sono alla guida della Regione del Veneto. Il positivo esito delle urne rafforza di fatto il governo del presidente Giancarlo Galan e sottolinea la positività dell'azione da lui svolta in questi anni di reggenza. Alla luce di tali risultati va da sé che la richiesta di federalismo fiscale che da tempo il governatore Galan, i partiti che oggi compongono il Pdl e la Lega hanno inoltrato al governo nazionale ora troveranno sicuramente interlocutori pronti ad ascoltarli. Se il federalismo fiscale troverà compimento, avrà davanti a sé una strada più facile da percorrere anche l'approvazione dello Statuto regionale che al suo interno contiene il riconoscimento della specificità della provincia di Belluno ed il trasferimento di risorse. La Lid saluta anche l'ottimo esito delle votazioni amministrative ottenuto nei 4 comuni della provincia chiamati a rinnovare i consigli. Esprime soddisfazione per la riconferma del sindaco di Castellavazzo Franco Roccon, per la nuova compagine di governo guidata da Floriano De Pra a Farra d'Alpago, per la continuità amministrativa a Sospirolo con l'elezione a primo cittadino di Renato Moro che succede a Tegner e a Canale d'Agordo con Rinaldo De Rocco, sindaco dopo la legislatura di Flavio Colcergnan. In queste liste premiate dagli elettori abbiamo amici comuni che perseguiranno gli stessi obiettivi dell'Intesa Dolomitica. Agli amministratori auguriamo buon lavoro e ci mettiamo a disposizione per quanto riterranno opportuno coinvolgerci. Max Pachner Coordinatore della Lid.

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I due modenesi arrivati in Gabon (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il raid degli Ansaloni: sono in viaggio da 170 giorni Tutta l'Africa in fuoristrada: è l'avventura che stanno compiedo il modenese Claudio Ansaloni e la sua compagna Laura. Partiti dal Marocco in novembre, sono in viaggio da circa 170 giorni e fra mille difficoltà - dovute alle piste sterrate, ai problemi tecnici, alla burocrazia - continuano a seguire la tabella di marcia che li riporterà a Modena alla fine dell'anno. Dopo aver attraversato Ghana, Togo, Benin, Nigeria e Camerun si stanno dirigento in Angola e poi Namibia. Dall'Africa Ansaloni ha inviato il suo diario di viaggio, inviato via internet dalle città attraversate. Chissà quali improperi avrebbe inventato il mio amico Daniele, meccanico eccellente di Sorbara, se avesse visto operare sotto la mia Land Rover questo suo collega di Yaounde in Camerun. I meccanici, come le strutture sanitarie, qui in Africa Centrale, vedi che ci sono ma preghi non averne mai bisogno. Ma andiamo per ordine. Ci siamo lasciati che eravamo in Ghana, dopodichè abbiamo attraversato Togo e Benin per entrare con la Nigeria, nella seconda parte del nostro viaggio attraverso l'Africa. La zona più avventurosa. L'ingresso in Nigeria lo abbiamo effettuato nel centro della nazione, dove le strade sono le più devastate. Per chilometri si trovano buche e sterrati degni di trial. A quella latitudine siamo rimasti per quasi tutto l'attraversamento. La parte più corta e facile infatti, quella lungo la costa, era enormemente rischiosa per la nostra sicurezza. Banditi comuni a Lagos e sequestratori nel delta del Niger avevano già riempito le cronache a sufficienza e non ci sentivamo di aumentare il numero dei citati. Qui la gente è estremamente "sveglia e lesta" in tutti i sensi che vengono in mente. La nazione è ricca, gli affari prosperano per le grandi imprese. A parte una terribile strada di accesso, non abbiamo incontrato problemi particolari ed in 10 giorni siamo usciti dalla vivacissima, ricchissima e poverissima Nigeria. Là dove l'assurdo diventa possibile. Dove si sa inventare tutto quello che la fantasia umana può generare per far soldi o spillarne agli altri. L'entrata in Camerun avviene in uno sterrato che spaventa all'idea di attraversarlo con le piogge. Buche di fango lunghe fino a 50 metri con una profondità di due o tre. Sono i crateri creati dai camion che contravvenendo al divieto di transito con tempo brutto, si sono avventurati e piantati in quel tratto di pista. Piscine fangose che per fortuna in questo periodo sono abbastanza ben percorribili con un buon 4x4. In Camerun abbiamo incontrato diverse realtà di sostegno e solidarietà ed abbiamo lasciato il contributo Elfoaccenture. Ospedali dispersi il lontani villaggi, centri per malati di aids, piccole scuole nella foresta per aiutare il popolo pigmeo a trovare un'inserimento sociale che lo recuperi ad una vita dignitosa. Non abbiamo poi saputo resistere alla tentazione di salire il monte Camerun di 4095 metri. Lo abbiamo fatto un poco di corsa, in 2 giorni partendo da quota 950 metri. Una gran faticata, ma ne valeva la pena. Passando in Gabon abbiamo vissuto la vera foresta. Ettari di altissimi alberi che si aprono lasciando spazio a piste che si snodano fra due muraglie di vegetazione. Da qui un salto nell'isola-stato di Sao Tome. Settanta km di diametro, cacao, caffè e spiagge. Qui si parla portoghese. Su quest'isola un avventuroso italiano, Claudio Corallo, produce un cioccolato straordinario apprezzato in tutto il mondo. Ora siamo di nuovo in Gabon, a due giorni dalla frontiera del Congo. Abbiamo davanti il mese più difficile. Il Congo con le sue terribili strade, alcune controllate dai guerriglieri. Il Congo DCR ex Zaire, problematico per la polizia e gli agenti di dogana con una fama non troppo tranquillizzante. L'Angola, grande paese uscito da poco da una guerra trentennale, che crea enormi problemi burocratici e che ancora non ci ha concesso il visto di ingresso. Lo abbiamo chiesto inutilmente in Ghana, in Nigeria, a Sao Tome e in Gabon. Ora tentiamo in Congo e se non ce lo concedono, ci presenteremo in frontiera senza, sperando in un visto di transito di 5 giorni. Troppo pochi per attraversare il paese con quelle strade rovinate ed in parte ancora minate. Vedremo. Appuntamento all'uscita del "tunnel". Fra i colori straordinari dei deserti della Namibia. (claudio ansaloni).

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Pressione fiscale giù (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Reggio" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Pressione fiscale giù" "Pressione fiscale giù" Confartigianato sollecita Nel commentare l'esito delle elezioni, i presidenti delle due associazioni reggiane aderenti a Confartigianato, Gianni Vezzani (Confartigianato Federimpresa) e Rodolfo Manotti (Confartigianato Imprese) dicono: "Ci aspettiamo che l'attenzione nei confronti delle micro e piccole imprese contenuta nel programma elettorale del Pdl trovi ora concreta e rapida attuazione. Iniziando a ridurre la spesa pubblica e ad eliminare gli sprechi. In materia fiscale, è necessario andare oltre l'impegno a non chiedere ulteriori sacrifici agli italiani: bisogna abbassare la pressione tributaria su imprese e famiglie. Così come ci aspettiamo che gli imprenditori vengano liberati dai costi della burocrazia, che venga valorizzato il ruolo della micro e piccola impresa e che siano eliminate le discriminazioni tra lavoro autonomo e lavoro dipendente".

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Ma ora non si perda altro tempo (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA REPLICA "Ma ora non si perda altro tempo" Margherita Cogo: "Del Pd del Nord si parla già da oltre un anno" TRENTO. Nonostante la reiterata freddezza della Civica, per Margherita Cogo il Partito Democratico ad ottobre è un must. La vicepresidente della Provincia ne è convinta. Serve il Pd, magari del Nord, come teorizza Dellai, ma in appoggio ad una lista del presidente, resa più forte dell'apporto di altre componenti: "E' vero che un Pd ora al 32% non ci basta per avere la maggioranza alle provinciali di ottobre. Qui la coalizione può e deve essere più ampia: ci saranno i verdi ed altri ancora, ma non ci sarà la sinistra che si presenterà da sola anche in quell'occasione. La lezione dello scorso fine settimana non deve passare invano: se la gente non troverà sulla scheda il simbolo del Pd, del partito che rappresenta il centrosinistra in Italia, una buona parte voterà per la sinistra. Come è accaduto domenica sul Senato. Insomma il varo del Partito democratico è una questione ineludibile". Osserva ancora la Cogo: "Il presidente Dellai ha appena rilanciato l'idea di presentarlo in modo confederato, come Pd del nord. Mi sta bene, un anno fa io avevo firmato il manifesto lanciato dal sindaco di Torino Chiamparino. Ma poi non se ne fece più nulla. Il nocciolo della questione per definire un Pd che rappresenti il nord non può però essere legato all'architettura politica, al contenitore, ma si deve essere chiari sui programmi che questo partito deve portare avanti: il nord chiede infrastrutture, regole certe e controlli sull'immigrazione e la riduzione di una burocrazia eccessiva. Dobbiamo cioè dare risposte al popolo delle partite Iva. Lo ha ammesso lo stesso Veltroni". Quasi un anno fa, ben prima che la crisi politica facesse accelerare tutto, un gruppo di politici (tra cui proprio Margherita Cogo) aveva firmato il manifesto"Un progetto per il Nord". La maggiore preoccupazione di allora, e di oggi pure, era la distanza che si era aperta tra il Nord del Paese e il governo Prodi. Il "manifesto" descriveva, tra le altre cose, uno Stato leggero, amico dei cittadini e delle imprese e un nuovo patto fiscale. Non combattere l'evasione per ridurre le tasse, ma ridurre le tasse per costruire un patto con le imprese e i cittadini, patto che consenta di ridurre l'evasione". La proposta è ancora sul tappeto. Ma si è già votato nel week-end. Come sia andata lo si è visto. (g.t.).

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Angri, polemica sindaco-comunali Il Cossap appoggia i dipendenti (sezione: Burocrazia)

( da "Citta' di Salerno, La" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

" ANGRI. Resta infuocato il clima a Palazzo di Cittá. La tensione si è accresciuta all'indomani della dura reprimenda del sindaco Gianpaolo Mazzola nei confronti della burocrazia cittadina. Sotto accusa sono finiti i capi settore. Nel comunicato diffuso il primo cittadino ha evidenziato uno scollamento tra l'azione politica e quella amministrative, addossando a quest'ultima la responsabilitá delle inefficienze cittadine. Ad esprimere solidarietá al ceto impiegatizio comunale è però il Comitato spontaneo salute pubblica, retto da Antonio D'Ambrosio (foto). Il Cossap "vuole significare a tutti i dipendenti un vivo ringraziamento". " Oltre a un "riconoscimento per quanto da vari anni hanno fatto per il comitato e per la soluzione di centinaia di istanze che tramite il sottoscritto sono state inoltrate all'Ente ed esaudite in tempo reale". " E' ancora riportato: "Abbiamo dato voce e corpo a disfunzioni, inottemperanze, disservizi, reclami, proteste e proposte. A partire dai piccoli problemi di tantissimi cittadini: perdite di acqua, illuminazione, buche stradali, panchine rotte, cumuli di immondizia, mancanza di strisce pedonali, traffico, degrado della villa comunale. Insomma abbiamo sostituito i rappresentanti eletti dal popolo che non hanno tempo per dedicarsi a queste incombenze di minore entitá". " Il Cossap non condivide quanto emerso dalle dichiarazioni del sindaco, secondo cui l'atteggiamento dei dirigenti e degli impiegati, sarebbe teso a boicottare l'operato dell'attuale compagine. La politica, cioè, sarebbe frenata a dire di Mazzola dalla burocrazia amministrativa. " D'Ambrosio sembra invece affermare l'opposto: "Debbo altresì riconoscere con sinceritá ed onestá che istanze di comuni cittadini anche se rivolte al comitato non avrebbero trovato soluzione se non fosse stato per l'interessamento dei responsabili di tutte le Uoc, dell'Urp e di tutti i dipendenti dell'Ente, ricevendomi ed ascoltandomi anche fuori dagli orari di lavoro". Insomma il Cossap che da anni è al fianco dei contribuenti sembra contraddire nella sostanza quanto invece con convinzione ha affermato il primo cittadino. " Infine, il comitato di via Santa Chiara solidarizza apertamente con l'apparato amministrativo sostenendo che occorre "testimoniare che è assolutamente da sfatare la diceria qualunquistica secondo cui i dipendenti comunali sono fannulloni, incapaci ed inosservanti delle disposizioni e dei dettami che il ceto politico periodicamente dispone". " Insomma una presa d'atto chiara a favore dell'apparato burocratico cittadino in aperto contrasto con la giunta. Pippo Della Corte.

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Riforme, assicurazioni all'attacco (sezione: Burocrazia)

( da "Milano Finanza (MF)" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

MF Riforme, assicurazioni all'attacco Ieri a palazzo clerici l'insurance day organizzato da mf/milano finanza con accenture. Perissinotto, ad di Generali: le nuove norme hanno fatto salire le spese amministrative. Cerchiai (Ania): per le compagnie molti costi e pochi benefici. Giannini (Isvap): ora va riconquistata la fiducia dei consumatori "Le riforme? Hanno fatto crescere burocrazia e spese amministrative. Per gli effetti sui consumatori bisogna invece aspettare". Lo ha detto ieri Giovanni Perissinotto, amministratore delegato di Generali, alla settima edizione dell'Insurance Day organizzato da MF/Milano Finanza in collaborazione con Accenture. Assieme a lui hanno discusso Maria Bianca Farina, ad di Poste Vita, Frédéric de Courtois, ad di Axa Mps Assicurazioni e Andrea Poggi, partner di Accenture. Sono intervenuti anche Fabio Cerchiai, presidente dell'Ania, e Giancarlo Giannini, presidente di Isvap. Oggetto della discussione: "Le assicurazioni e le riforme del mercato: cosa è stato fatto, cosa resta da fare".In pochi mesi il quadro regolatorio del settore è stato stravolto dalla riforma previdenziale, dalla Mifid e dal pacchetto Bersani (che ha introdotto il plurimandato agenziale, l'annualità delle polizze e l'indennizzo diretto). Perissinotto, a capo della prima compagnia assicurativa italiana e terza in Europa, ha osservato: "Da un lato ci sono gli obiettivi del legislatore, dall'altro l'effettiva realizzazione". Le norme si proponevano una maggiore trasparenza per i clienti e concorrenza tra gli operatori. L'ad si chiede "quanto sarà lunga e costosa la fase di transizioni: le riforme hanno causato un forte aumento del peso amministrativo sulla ease of doing business e attivato possibili distorsioni a favore dei prodotti finanziari più semplici". Sotto accusa in particolare il plurimandato per gli agenti, in passato legati a una singola società: "Non ha aumentato la concorrenza né ridotto le barriere d'ingresso. Non è chiaro l'impatto sul consumatore, che potrebbe non trovare positiva l'eliminazione di un segmento dal business assicurativo". Come affrontare questo periodo di riassetto? Perissinotto ha esposto le strategie di Generali: "Puntare su formazione e fidelizzazione degli agenti; aumentare l'offerta di servizi di consulenza finanziaria; potenziare il canale diretto e esplorarne di alternativi; avere una strategia multi-brand (Generali, Alleanza, Toro, Ina); guardare ad aree in crescita come la terza età e l'on-line. L'aumento della concorrenza e dei costi rende infine necessaria una riorganizzare dei processi di back office: Generali ha accorpato i servizi amministrativi, informativi e di liquidazione sinistri". Ma la parola chiave è innovazione: "Chi non innova è destinato a rimanere indietro", ha concluso Perissinotto.Durante il convegno hanno potuto confrontarsi Cerchiai e Giannini, presidenti rispettivamente dell'associazione delle imprese assicurative (Ania) e dell'organo di controllo (Isvap). Cerchiai ha protestato sia sui contenuti che sul merito delle riforme: "Si è creato un ingorgo di regolamentazione, senza l'adeguato spazio per la consultazione: con Bersani ci siamo incontrati in una sola occasione". Risultato: "La pioggia di interventi ha obbligato le società a esercizi di acrobazia: e non sempre le imprese si sono dimostrate atleti scattanti in grado di mantenere l'equilibrio costi/benefici", ha ammesso Cerchiai, che negli ultimi mesi non si è limitato a esprimere opinioni: "Abbiamo presentato ricorso al Consiglio di stato, dopo che il Tar ha respinto le nostre osservazioni. Siamo preoccupati per il futuro della riforma: la riteniamo demagogica e per questo difficile da cancellare per qualsiasi governo, anche per il nuovo". Per il presidente di Ania, il peggiore tra i nuovi provvedimenti è il divieto di monomandato, "un unicum in tutto il mondo", tale da far pensare a "una normativa da supercattivo". Cerchiai invita gli osservatori a non giudicare i risultati delle riforme dal livello dei prezzi ("è troppo presto e comunque non si potrà mai sapere dove sarebbero arrivati senza il pacchetto Bersani") e infine si rivolge direttamente alle associazioni dei consumatori: "Dovrebbero impegnare più tempo alla ricerca delle soluzioni più convenienti per i loro clienti. In molte aree le differenze di prezzo raggiungono il 50%. Noi siamo favorevoli alla concorrenza tra operatori".Diversa la prospettiva di Giannini. "Al momento gli effetti della riforma non sono stati eclatanti. L'eccesso di regolamentazione è arrivato in un mercato privo di regole: gli intermediari regolamentati sono oggi 230 mila, prima erano soltanto 40 mila". L'iscrizione all'albo (non richiesta alle bancassurance), secondo il presidente Isvap, garantisce requisiti di formazione e professionalità. "è il motivo per cui la bancassurance, che è un ottimo strumento di distribuzione, dovrebbe vendere solo prodotti standardizzati e poco costosi", dice Giannini, che aggiunge: "Le imprese non devono guardare solo ai premi: devono piuttosto investire di più nei servizi, per esempio quelli di liquidazione". Alle società dà il merito di aver evitato le trappole di derivati a subprime: l'esposizione è di 657 milioni al 29 febbraio, in miglioramento dagli 810 di settembre. "Merito dell'innata prudenza degli assicuratori. E anche, è giusto ricordarlo, dell'autorità di controllo che già nel 2003 aveva vietato di collegare le index linked a derivati e titoli da cartolarizzazioni". Per quanto riguarda gli scenari futuri, "l'Isvap si sforzerà di omogeneizzare la Mifid alle assicurazioni: al momento si rivolge alle banche. Ma la stella polare del sistema dovranno essere sempre più i consumatori: occorre riconquistare la loro fiducia", conclude Giannini.Farina guarda alla riforma previdenziale: "Ha iniziato a produrre degli effetti, soprattutto per i lavoratori dipendenti. Ma gli obiettivi sono ancora molto lontani e più il suo raggiungimento viene ritardato, più il problema passerà alle generazioni più giovani". Chi finirà di lavorare nel 2030 avrà una pensione pari al 64% dell'ultimo stipendio. "Il cambiamento regolatorio si è concentrato troppo sul Tfr: la sua destinazione a previdenza integrativa coprirà soltanto 10/12 punti percentuali di quei 64. Non risolverà la questione della pensione per i lavoratori". Tutti gli operatori devono dunque fare passi avanti: secondo Farina, "lo Stato deve rivedere le logiche di incentivazione (ripensando per esempio alla irrevocabilità delle scelte), favorire la concorrenza (attraverso la portabilità di tutte le forme di contribuzioni previdenziali) e ridurre la frequenza dei cambiamenti legislativi". E le compagnie? "L'obiettivo è passare da una cultura di prodotto a una di servizio. Ci sono spazi di riduzione dei prezzi per i clienti, soprattutto quando i rapporti instaurati sono di lungo periodo, come nel nostro settore". A livello generale, invece, "occorre aumentare la consapevolezza del bisogno previdenziale: la necessità deriva dalla crescita dell'età di vita e dalla struttura del mercato del lavoro, non favorevole per i giovani". Grazie alla riforma si sono iscritti alla previdenza complementare 1,4 milioni di lavoratori (per l'85% dipendenti).Il più ottimista sulle riforme è De Courtois (Axa Mps): "I benefici nel lungo periodo supereranno le problematiche del breve. I vantaggi saranno sfruttati dagli operatori che sapranno realizzare modelli di bancassurance innovativi". Dopo la Mifid, spiega il ceo, "i clienti avranno un maggiore bisogno di servizi di consulenza". La bancassurance è il principale canale distributivo in Italia (come in Spagna, Francia e Portogallo), ma viene da due anni di rallentamento. L'esperienza internazionale di De Courtois suggerisce due particolarità nel modello bancassicurativo italiano: "I ritorni sono troppo bassi. Le polizze index linked, molto vendute in Italia, sono commodity, mentre le gestioni separate rendono poco perché la loro durata è breve. Inoltre il settore P&C (Property & Casualty, ndr) negli ultimi cinque anni è cresciuto a un tasso medio del 19,4%, ma in Italia la percentuale della bancassurance nel P&C (1,5%) è molto inferiore a quella degli altri paesi europei (il 9% in Francia, il 7 in Gran Bretagna). Le banche hanno resistenze a spingere il P&C, ma questo orientamento cambierà". La bancassurance vivrà dunque un periodo di ripensamento ("occorre riscoprire un business: le assicurazioni sono prodotti di protezione, prima che di investimento"). La convinzione di De Courtois è che "la Mifid non farà altro che accelerare i processi in corso, mentre Solvency 2 aiuterà a sviluppare i meccanismi di risk management".Francesco La Gioia, ad di Zurich, ha osservato che a beneficiare delle riforme sono stati soprattutto "agenti e distributori. Da valutare gli effetti sui clienti e se sia sostenibile nel tempo un sistema come l'attuale che tende a diventare sempre più costoso. Di certo il processo è avviato e non si tornerà indietro". Per Marco Cardinaletti, vicedirettore generale di Cattolica Assicurazioni, "serviranno serie storiche per valutare l'impatto delle nuove norme". Daniele Presutti, partner Accenture, ha presentato una ricerca secondo cui gli analisti finanziari mettono la crescita organica al primo posto delle necessità delle compagnie, seguita dalla riorganizzazione dei processi: "è un dato rilevante perché gli analisti, in genere orientati al breve, danno ora peso a programmi di lungo periodo". Serge Callet, global managing director insurance di accenture, prevede invece che "la governance delle assicurazioni sarà sempre più integrata al risk management".I nuovi regolamenti causeranno problemi, ma saranno anche l'occasione per dare vivacità a un mercato fermo. è l'opinione di Poggi. Il ramo vita in particolare nell'ultimo anno ha patito un calo del 14,6%, mentre il ramo danni è rimasto sostanzialmente stabile."Le assicurazioni sono un business fermo, ma non maturo, perché hanno un potenziale di crescita. Lo dimostra il confronto con gli altri paesi europei: l'Italia è notoriamente sottoassicurata, in particolare la fascia di mercato delle piccole e medie imprese", dice Poggi. Cambieranno però le regole del gioco: "Prendiamo il caso del plurimandato: la strategia di intervenire sulle provvigioni è ormai esaurita, più di tanto non si può fare. La partita si gioca allora sui servizi". Per quanto riguarda invece l'indennizzo diretto, "ha garantito una riduzione dei costi per le imprese del 7/8%. Si vedrà se questo favorirà l'abbassamento dei prezzi: indiscutibilmente però sono migliorati i servizi per i clienti". Anche la riforma previdenziale apre varchi di sviluppo: "Le adesioni non sono state un successo, ma hanno dato una spinta: restano ancora margini di crescita nel settore dei dipendenti autonomi (a oggi non incentivato) e quello pubblico (non regolamentato dalle riforme). Le disposizioni del resto seguono una strada corretta, ma gli adeguamenti necessari sono numerosi". Il partner sottolinea "il ruolo sociale delle assicurazioni" e, da questo punto di vista, rileva due aree assicurative che non hanno avuto diffusione in Italia, quella sanitaria e delle catastrofi naturali. "Nel primo caso le imprese assicurative sono avvantaggiate dalla somiglianza con il comparto previdenziale. La spesa italiana per la sanità arriva al 6/7% del pil: anche quella privata è elevata ma si indirizza in minima parte verso le assicurazioni. Anche l'area catastrofi è ad altro potenziale: sono molte ad esempio le regioni con problemi sismici, ma la percezione del rischio è bassa. Lo Stato può defiscalizzare le spese in queste due aree, incoraggiando i privati a spostarsi verso il sistema mutualistico". (riproduzione riservata) MF  - Insurance Day Numero 077, pag. 18 del 17/4/2008 Autore: Francesco Ninfole.

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Crisi d'impresa, per la Cigs burocrazia troppo pesante (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Giustizia e Società Numero 092, pag. 47 del 17/4/2008 Autore: di Chiara Cinti Visualizza la pagina in PDF       Denuncia sollevata ieri al convegno dei commercialisti di Milano Crisi d'impresa, per la Cigs burocrazia troppo pesante La burocrazia mette in pericolo le magre risorse delle aziende anche durante le procedure concorsuali. L'attuale prassi di ricorrere automaticamente alla cassa integrazione straordinaria, infatti, da sola rischia di pesare troppo sulle imprese sulla strada del fallimento. Infatti, per svolgere le pratiche burocratiche tra Inps e ministero della giustizia si possono spendere fino a 100 mila euro in consulenze. La questione è stata sollevata ieri da Carlo Bianco, dottore commercialista di Milano in occasione del convegno dedicato alla "Crisi d'impresa: tutti gli strumenti per prevenirla", organizzato dalla scuola di Alta formazione dell'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili del capoluogo lombardo. "Quando il curatore fallimentare non ravvede subito le prospettive di cessione d'azienda", ha spiegato Bianco, "dovrebbe ricorrere direttamente alla procedura di mobilità, ma la prassi invalsa invece prevede il ricorso alla cassa integrazione guadagni straordinaria". La finalità è garantire, comunque, una copertura retributiva ai lavoratori anche in vista dell'imminente cessazione dell'attività. "Tuttavia", ha continuato Bianco, "ci si trova di fronte a una serie di adempimenti procedurali davvero frustranti. Per esempio, la Cigs e la mobilità per un'azienda da circa 140 dipendenti costa, tra consulenti del lavoro e avvocati chiamati a svolgere l'iter, circa 100 mila euro". è la complessità della procedura a imporre l'ausilio di legali e consulenti perché anche la più inutile delle inadempienze è sanzionata per condotta antisindacale. "Certo", ha concluso Bianco, "andrebbe bene se tutto si facesse nella prospettiva di riavviare l'azienda, ma nei casi di mobilità certa dei lavoratori questo impegno, come l'esame congiunto con i sindacati della situazione aziendale, risulta inutile. Perché non snellire la procedura?". Un primo segnale d'apertura arriva dai diretti interessati: i sindacati. "A noi interessa che si garantisca un aiuto ai lavoratori", è intervenuto Luca Colonna, segretario nazionale Uilm il presente alla riunione, "per quanto concerne le modalità, siamo aperti a qualsiasi soluzione purché si raggiunga l'obiettivo". Inoltre, in occasione del forum della scuola di alta formazione milanese è stata presentata anche la nuova "Associazione per lo sviluppo della cultura professionale per la prevenzione e la gestione delle crisi d'impresa" fondata tre mesi fa da Claudio Pastori (presidente della commissione gestione crisi d'impresa dell'ordine di Milano) proprio con l'obiettivo di formare i dottori commercialisti, appunto, per la crisi d'impresa. Caratterista del tavolo è che insieme ai professionisti siedono anche banche e sindacati, tra i quali per ora ha aderito l'Uilm, disponibile a cambiare rotta. "Siamo pronti a collaborare", ha dichiarato Colonna, "nei casi di crisi dell'impresa". Le novità sul fronte dei fallimenti non mancano neppure dal punto di vista fiscale. Infatti, Francesco Miceli, direttore dell'Agenzia delle entrate, nel corso della riunione di ieri ha annunciato l'imminente arrivo di una circolare relativa alla possibilità di riduzione dei debiti tributari. "L'ufficio di Milano", ha puntualizzato, "sarà particolarmente solerte a garantirne l'attuazione".

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Gli industriali al pdl: meno burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

La lista delle richieste che il mondo delle categorie economiche sta preparando per la prossima giunta Tondo è lunga e articolata La priorità delle imprese: autorizzazioni ambientali E sul commercio: liberalizzazione degli orari Gli industriali al Pdl: meno burocrazia In evidenza i nodi energia e infrastrutture. "Non buttate via ciò che di buono è stato fatto in questi anni" PORDENONE Semplificazione burocratica, energie, infrastrutture, e soprattutto "non buttare via ciò che di buono è stato fatto in questi anni". La lista delle richieste che il mondo delle categorie economiche sta preparando è lunga e articolata. Tutte chiedono un tavolo di concertazione, un tavolo a cui i convitati saranno molti e i menù dovranno inevitabilmente differenziarsi. INDUSTRIA. "Come di consueto prepareremo un documento - dice il presidente regionale di Confindustria, Adalberto Valduga - da sottoporre agli interlocutori". Un confronto con le categorie Tondo l'ha già avuto in campagna elettorale. Da Pordenone e Udine, cuore dell'area industriale, le richieste non mancano. "Oltre a infrastrutture ed energia - ricorda Giovanni Fantoni - una priorità è quella legata alle autorizzazioni ambientali (soprattutto per emessioni in atmosfera e scarichi) che competono all'ente provincia e il cui iter richiede una forte accelerazione perché si è incagliato. Dagli ultimi dati che abbiamo sappiamo che sono un migliaio le domande di autorizzazione bloccate in Friuli. Spesso questo significa bloccare o nella migliore delle ipotesi rallentare investimenti da parte delle imprese". Da Pordenone, Maurizio Cini, chiede attenzione per il manifatturiero, settore trainante dell'economia regionale, e particolare attenzione ai temi dell'innovazione di prodotto, alla certificazione e "a tutto ciò contribuisce a dare valore a un'azienda". A Gorizia il presidente Di Bert invita a partire da un consolidamento della legge Bertossi, sulle piccole medie imprese, e dalla legge sull'innovazione. "Soprattutto ci aspettiamo un tavolo di confronto - aggiunge -. Con il presidente Tondo ho sempre avuto un buon rapporto perché ha un'attenzione particolare ai "piccoli" e noi siamo una provincia piccola". PMI Per Marco Simeon, presidente della Federazione regionale delle Piccole Medie Industrie, è positivo l'annuncio del neo presidente Tondo di un tavolo di confronto con le categorie economiche. In una nota, Simeon ricorda che "l'avvio di un'interlocuzione più diretta e fattiva con l'amministrazione regionale sulla base di una progettualità condivisa possa portare il tessuto produttivo del Friuli Venezia Giulia a esprimere tutte le sue potenzialità anche sotto il profilo della crescita dimensionale". ARTIGIANATO Gli artigiani vorrebbero ripartire dal cammino già iniziato che indicava "una riorganizzazione degli strumenti finanziari - spiega il presidente regionale, Gianfranco Tilatti - la revisione della legge sugli appalti pubblici, la revisione del regolamento della legge urbanistica". Tra le esigenze c'è poi lo sviluppo "del piano energetico regionale che è una partita importantissima. Con l'introduzione delle tariffe unificate c'è stato un aumento del 10 - 12 per cento per cui si riduce ancora la competitività delle imprese. Bisogna lavorare sul risparmio energetico e le fonti rinnovabili". Non possono poi mancare infrastrutture e semplificazione legislativa. COMMERCIO Gli auguri a Tondo arrivano dal presidente regionale di Confcommercio Alberto Marchiori e quelli provinciali Antonio Paoletti, Giovanni Da Pozzo e Pio Traini. "Per noi è importante che sia data continuità amministrativa alla buona politica fatta nel campo del turismo- aggiunge Marchiori - valorizzando la filiera agroalimentare senza escludere il modo industriale". In materia di grande distribuzione, oltre allo stop a nuove concessioni già annunciato da Tondo "speriamo si possa rivedere la liberalizzazione degli orari valutando effettivamente quali centri sono turistici e quali no". Tra le richieste anche semplificazione delle norme - "con più testi unici" - e infrastrutture efficienti: "aeroporto, autostrada a tre corsie e migliori collegamenti ferroviari". AGRICOLTURA Coldiretti si distingue per pragmatismo. Già in campagna elettorale ha presentato un documento dettagliato sugli interventi che ritiene necessari per la categoria. Tra questi: "una riorganizzazione della macchina burocratica con l'istituzione di un organismo pagatore - spiega il direttore regionale Elsa Bigai -; una concertazione seria che comprenda la categoria in materia di grandi opere e infrastrutture. Se vogliamo un'agricoltura di qualità dobbiamo avere anche un territorio di qualità". E poi un piano regionale delle acque e un'attenta analisi negli inquinanti della Laguna di Marano "perché non possono essere attribuiti solo all'agricoltura senza un'analisi seria". Martina Milia.

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Alle Poste di San Vito gli spazi insufficienti (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

QUARTIERI.Il responsabile di zona chiede che la direzione regionale non areni la questione nella burocrazia "Alle Poste di San Vito gli spazi insufficienti" di Lorenzo Parolin Fa sentire la propria voce il consiglio di quartiere S. Vito, in merito alla questione ormai annosa relativa alla funzionalità dell'ufficio postale in via Passalacqua, e lo fa tramite il proprio presidente Roberto Racchella che da diversi anni ormai guida il direttivo. "La situazione in cui versa il piccolo ufficio di via Passalacqua che serve il nostro quartiere - dice - è ormai difficilmente sostenibile: gli spazi angusti obbligano gli utenti a mettersi in fila, uscendo spesso dall'unico ufficio nelle ore o nei giorni di punta; la presenza di barriere architettoniche quali scalini o aiuole, limita fortemente l'utilizzabilità dell'ufficio per disabili o anziani; la calca (che è purtroppo la regola) annulla quasi l'efficacia delle norme di sicurezza e incide negativamente sul diritto alla privacy". Che fare, dunque a S. Vito? "Innanzitutto ringraziamo il sindaco Gianpaolo Bizzotto - interviene il segretario, Francesco Maccarone - che si sta spendendo da tempo perchè le nostre richieste possano essere ascoltate dall'ente poste, poi facciamo appello alle stesse poste perchè ci vengano incontro aiutandoci a trovare una soluzione. Il nostro è un quartiere di circa seimila abitanti, meritiamo sicuramente di più sotto il profilo dei servizi e delle infrastrutture". "Ci siamo anche dati da fare, recentemente, per trovare alcune sedi alternative - riprende la parola Racchella - nelle vie Cogo, IV Armata o nella stessa Passalacqua: le avremmo anche trovate, secondo le indicazioni forniteci dalla direzione regionale di Mestre, il problema è che i ritmi della burocrazia non coincidono con quelli dei privati e proprio a causa del dilatarsi dei tempi per rispondere alle offerte immobiliari, i possibili accordi coi proprietari degli stabili sono finora sempre venuti a cadere". "Precisiamo - aggiunge il presidente del comitato di quartiere - che la questione legata all'ufficio postale è particolarmente sentita dai seimila (destinati a crescere nei prossimi anni) abitanti del quartiere e che l'inadeguatezza degli spazi limita fortemente l'offerta di servizi che l'ufficio può offrire. Già qualche anno fa la situazione era complicata, immaginiamoci oggi che le Poste non si occupano più solamente dell'invio di lettere e pacchi, ma sono competenti anche per questioni di ordine bancario o finanziario". "Ciò nulla toglie - concludono presidente e segretario - alla professionalità degli impiegati, che fanno del loro meglio: ci auguriamo, anche per loro, che il nostro appello possa essere ascoltato, così da dare vita a un dialogo proficuo che trovi a breve una soluzione felice per tutti". A San Vito la gente attende una risposta seria e concreta a questo delicato ma importante servizio. Nel 2008 non è accettabile che la gente sia costretta ad accalcarsi davanti ai tre sportelli nell'unica stanzetta aperta al pubblico. Non è neanche dignotoso. Per la città di Bassano, per le Poste stesse e per i cittadini che meritano sicuramente di più.

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Cosap, si cambia Dieci anni di licenza (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

BOVOLONE. Per commercianti ambulanti Cosap, si cambia Dieci anni di licenza Cambia ancora il regolamento Cosap sul canone per l'occupazione di aree e suolo pubblico, appena modificato nell'ultima seduta del consiglio comunale. Nella nuova versione, scaricabile anche dal sito www.bovolone.net, viene previsto il rilascio di concessioni decennali ai gestori di spettacoli viaggianti e ai commercianti ambulanti, categorie di esercenti presenti soprattutto alla Fiera San Biagio e al Settembre Bovolonese. Questo, secondo l'amministrazione, per ridurre la burocrazia dei rinnovi annuali, snellendo così le pratiche e permettere ai titolari di avere il tempo di avviare la propria attività. Le novità del regolamento non sono piaciute a tutti: "Dieci anni di licenza sono troppi: c'è il rischio che si creino dei monopoli", hanno sostenuto i consiglieri di opposizione Tiziano Ferrari (Lista Mantovani) e Ferdinando Sortino (Bovolone Soprattutto) i quali hanno suggerito di dimezzare i permessi. "Anche la legge regionale prevede concessioni decennali", ha ribattuto il sindaco Osvaldo Richelli, precisando che la normativa prevede revoche e decadenze dei posteggi. Il regolamento Cosap compie 10 anni nel 2008 e da quando è stato adottato è stato rivisto e modificato quasi ogni anno. Nella penultima modifica, nel 2006, erano state modificate le sanzioni, riducendole e graduandole in caso di ritardo nel versamento. L'adeguamento del regolamento dipende anche dal cambiamento della tariffa per lo smaltimento dei rifiuti. RO.MA.

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Karenina sulla scena: ne parla al "Filo" il critico Quadri (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

24 SPETTACOLI giovedì 17 aprile 2008 Stasera per il ciclo curato dalla Zanoli Karenina sulla scena: ne parla al "Filo" il critico Quadri piacenza - Al Teatro dei Filodrammatici prosegue questa sera alle ore 21 (ingresso libero) il ciclo Anna Karenina. Letteratura - Cinema - Teatro. Incontri e conferenze intorno ad Anna Karenina a cura di Roberta Zanoli, percorso di avvicinamento alla messa in scena del romanzo di Tolstoj diretta da Eimuntas Nekrosius, con la quale si concluderà il 29 e il 30 aprile al Municipale la stagione di prosa, organizzata da Teatro Gioco Vita. Dopo un primo appuntamento incentrato sulle trasposizioni cinematografiche e il loro rapporto con le riduzioni drammaturgiche, l'attenzione si concentrerà questa sera proprio sul teatro, grazie agli interventi del critico Franco Quadri (fondatore e direttore dell'editrice Ubulibri, critico de La Repubblica, autore di numerosi saggi e monografie) e di Claudio Longhi, docente in discipline dello spettacolo all'università di Venezia e aiuto-regista di Nekrosius in Anna Karenina, chiamati a interrogarsi sul quesito: Il "caso" Anna Karenina: tragedia o dramma borghese?. Una collocazione di genere che necessariamente comporta l'accentuarsi di alcuni aspetti, rispetto ad altri, nella lettura del complesso capolavoro tolstojano. Le sue pagine risultano immerse nella società del tempo (il libro venne scritto tra il 1873 e il 1877), tanto che lo stesso Longhi, a proposito della usuale contrapposizione tra Guerra e pace, con il suo svilupparsi attorno al tema della nazione, e Anna Karenina, con il suo indagare all'interno delle relazioni familiari, osserva come "in prospettiva appare evidente il rilievo dedicato ai rapporti personali in Guerra e pace e al contesto storico-sociale in Anna Karenina. Una famiglia borghese, quella dell'alto funzionario della burocrazia di Pietroburgo, Alekséj Aleksàndrovic Karénin, e dell'affascinante moglie Anna, che in nome della passione per il conte Alekséj Vrònskij arriverà a calpestare le rigide convenzioni del ceto cui appartiene, finendo emarginata, sola e disperata. Tra gli esempi di coevi drammi borghesi, in cui l'ispirazione dalla realtà quotidiana si intreccia con inquietudini personali e la crisi del focolare domestico, Casa di bambola (1879) di Henrik Ibsen (che provocò scandalo per la ribellione della protagonista Nora, disposta ad abbandonare marito e figli per ritrovare sé stessa), Il padre (1887) e La signorina Giulia (1888) di Strindberg. L'iniziativa, promossa da Gioco Vita, rientra nel programma InFormazione Teatrale, realizzato con il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano e che si chiuderà (in data da destinarsi) con l'incontro su: Anna Karenina e le altre. Figure femminili nella letteratura "fin de siècle". Anna Anselmi © LIBERTA' Il critico di Repubblica Quadri e la "Karenina" di Nekrosius © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti sono riservati Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA 01447930338.

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Barison: giunta entro sette giorni e forse gli assessori diminuiranno (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

LE ELEZIONI COMUNALI Barison: "Giunta entro sette giorni e forse gli assessori diminuiranno" di Giorgio Ranzato ALBIGNASEGO. "Finiti i festeggiamenti, mi sono ora rimboccato le maniche e ho messo in fila le priorità. In cima alla lista ho la formazione della nuova giunta, che conto di chiudere entro il week end, dopo aver terminato il giro di consultazioni con gli alleati". Ha già il piede sull'acceleratore Massimiliano Barison, che attende ora la proclamazione ufficiale a sindaco di Albignasego dopo la vittoria plebiscitaria di martedì. "Per l'attribuzione degli assessorati - annuncia - faremo in fretta, e non escludo degli accorpamenti". "Questo - sottolinea - all'insegna di una maggiore snellezza e funzionalità. Gli assessorati possono essere al massimo sette, ma potrebbero scendere di numero. Saremo equilibrati nelle scelte, ma anche stringenti nei tempi. Ho in programma poi l'incontro con il personale degli uffici comunali e i caposettore: per partire con il piede giusto occorre fare squadra. Circa l'organizzazione degli uffici, spingerò sull'informatizzazione e sull'innovazione, con l'obiettivo di rendere alla cittadinanza servizi più snelli ed efficienti". Il neo sindaco è convinto che Albignasego debba recuperare un gap ultra decennale di rappresentatività in ambito provinciale e regionale, che lo ha spesso condannato a subire scelte fatte da altri. "Sarà mia precipua cura - spiega - essere presente nei tavoli sovracomunali, attivando un dialogo costante e propositivo con tutti gli enti che, a vario titolo, saranno chiamati a decidere su questioni che ci coinvolgono. Tra l'altro i sindaci di Maserà e Casalserugo sono passati al centrodestra, e credo che questo potrà facilitare il dialogo sui temi della viabilità e della gestione dei servizi allargati. Ho visto e sentito gente giovane e motivata, che condivide la nostra voglia di fare. Credo, insomma, che per Albignasego si aprirà una stagione nuova, che lo vedrà protagonista e punto di riferimento nella gestione politica e amministrativa di questa parte della provincia". Un approccio completamente diverso, dunque, da quello di Lanfranco Casale, tutto incentrato sugli aspetti minuti della quotidianità della cittadinanza. Punto focale dell'attività di Barison sarà "l'immediata programmazione dell'iter per l'attuazione dei piani sulla grande viabilità, per sgravare il paese dal traffico d'attraversamento". Consapevole che "i ritmi della burocrazia sono quelli che sono", il sindaco non ha intenzione di far passare tempo per avviare la realizzazione della complanare e della tangenziale. "Anche tramite deleghe specifiche - termina - andremo poi ad incentivare l'utilizzo sul territorio di fonti di energia rinnovabile, come ad esempio il fotovoltaico. Ammoderneremo gli impianti di riscaldamento degli edifici comunali e sensibilizzeremo in ogni modo la cittadinanza su questi temi primari per la qualità e la salubrità della vita".

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TEMPI lunghi a Bagno a Ripoli per ottenere il permesso comunale rel (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

BAGNO A RIPOLI / FIESOLE pag. 21 TEMPI lunghi a Bagno a Ripoli per ottenere il permesso comunale rel... TEMPI lunghi a Bagno a Ripoli per ottenere il permesso comunale relativo all'insegna del negozio. Dei ritardi si lamenta Patrizia Capanni, titolare a Grassina, della più vecchia agenzia di pratiche automobilistiche del territorio che ha aperto da qualche anno un altro punto nel capoluogo. La storia infinita di ordinaria burocrazia comincia nel settembre del 2005 quando presenta domanda per insegna non luminosa in via Roma con la scritta "Centro servizi", domanda duplice perché va presentata anche in Provincia per una seconda autorizzazione (via Roma è provinciale). La Provincia in un paio di settimane rilascia l'autorizzazione, il comune respinge l'istanza che viene ripresentata secondo i canoni municipali il 2 marzo 2006, ma in maggio viene daccapo respinta 'in quanto costituisce elemento di disturbo sulla facciata dell'edificio'. Nuova proposta della Capanni e, finalmente, nel luglio del 2006, l'agognata autorizzazione, ma per un'insegna totalmente diversa da quella richiesta. Nel frattempo la Capanni sposta l'attività in via Procacci e ripresenta un'altra domanda chiedendo prima quali criteri deve seguire per evitare ripulse Il sistema non funziona e la richiesta viene respinta. Novembre 2007: altro progetto e altro diniego. Siamo a metà aprile 2008, dice Patrizia Capanni, ed anche con l'intervento dell'assessore allo sviluppo economico Calvelli, siamo a zero. C. Con.

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Visite e analisi, impennata di prenotazioni disdettate (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'ANNUNCIO DI "MULTE" PER PRESTAZIONI MANCATE Visite e analisi, impennata di prenotazioni disdettate "Come ci danno un codice quando prenotiamo visite e analisi, ora dovranno darci il codice per un'eventuale disdetta". Affermazione perentoria quella di Adiconsum, all'indomani della notizia che Azienda ospedaliera e Usl 16 pretendono di essere rimborsate per le prestazioni prenotate dagli utenti e mai effettuate. La presa di posizione nasce dalla possibilità che il paziente che disdice diligentemente la prestazione prenotata non abbia nulla in mano per dimostrare la propria correttezza di comportamento a fronte di un'ingiunzione di pagamento. Nel frattempo l'annuncio dell'iniziativa ha prodotto un primo effetto: ieri sono improvvisamente aumentate le disdette di visite e analisi agli sportelli di Sant'Antonio e Monoblocco e al call-center del Cup. Roberto Nardo, di Adiconsum, esprime una perplessità di fronte all'iniziativa della Regione, recepita dalla dirigenza sanitaria cittadina: "Non vorrei che questo fosse un colpo di coda della burocrazia nei confronti di un'utenza disarmata di fronte alla contestazione della presunta mancata disdetta. E' per questo che esigiamo una prova tangibile dell'avvenuta telefonata di rinuncia alla prestazione". Nardo sottolinea come in pochi si prenderanno la briga di richiedere la verifica dei tabulati telefonici, per dimostrare la propria "innocenza": secondo l'esponente dei consumatori, in molti piegheranno la testa e pagheranno la sanzione. Ieri, agli sportelli del Cup del Sant'Antonio e del Monoblocco, hanno preso corpo le situazioni più disparate. "Come mai io, che sono esente da ticket, devo sobbarcarmi una spesa per una visita cui non sono andata, se la colpa non è mia? - chiede Alice Rossi -. Mio figlio, una settimana fa, doveva portarmi a fare degli esami: all'improvviso ha avuto un impegno, lasciandomi in braghe di tela", afferma sconsolata la signora in coda allo sportello. "Ecco, la burocrazia non deve essere cieca", auspica Filippo Miglioli, 54 anni, in fila pure lui. "Stamattina ho dovuto saltare la visita perché sono rimasto imprigionato in una coda chilometrica in Prato della Valle: mi devo aspettare una multa?". La macchina burocratica lentamente inizia a muoversi. Dall'Usl 16 a breve dovrebbe partire il primo centinaio di missive destinate agli utenti che hanno "marcato visita" nel mese di gennaio. Controlli incrociati per assicurarsi che le richieste di pagamento siano giustificate. D'altro canto però il Cup non si ferma. Call-center e sportelli lavorano a ritmo serrato. Trentacinquemila contatti telefonici nel mese di marzo, dei quali 28.500 per prenotazioni e 2.500 per disdette. Il 60 per cento delle prenotazioni per esami e visite in Azienda, il resto per Usl 16 e accreditati. Tramite gli sportelli invece sono quasi quattrocentomila le prestazioni prenotate in un anno, o tramite impegnativa del medico di base oppure per prestazioni di controllo che giungono dall'interno dell'ospedale stesso. (Fabiana Pesci).

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Cavatori valtellinesi in fiera a Shanghai (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Sondrio)" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

SONDRIO pag. 4 Cavatori valtellinesi in fiera a Shanghai "È un paese in cui lo Stato aiuta le aziende" di MARCO QUARONI ? SONDRIO ? CAVATORI VALTELLINESI in trasferta in Cina. Una fiera a Shanghai per tre aziende del Consorzio estrattori pietre ornamentali della provincia di Sondrio, importante vetrina e occasione per confrontarsi con una realtà diversa ed in fortissima espansione. Le ditte partecipanti a questa singolare trasferta sono state la Serpentino d'Italia, la Marmi Pedrotti e la Serpentino e Graniti. "Si tratta di un mercato interessante in forte crescita - il commento dei protagonisti del viaggio - ci è quindi apparso importante partecipare con i nostri prodotti. La concorrenza delle pietre locali è forte, impossibile per noi competere, ma il mercato che intendiamo avvicinare è di nicchia, quello delle abitazioni di lusso in cui il Made in Italy rappresenta uno status symbol e in cui è fondamentale presentare un prodotto di altissima qualità". Questa invece l'esperienza di Pietro Cabello, che sottolinea anche le differenze fra l'Italia e la Cina. "Da circa 20 anni viaggio in questo paese, ad ogni mia visita trovo nuove infrastrutture che non solo aiutano il paese ad essere sempre più competitivo e con merci di sempre migliore qualità, ma che creano un'economia interna oggi forte tanto quanto l'export. In questa affascinante realtà lo Stato si pone come partner per le aziende aiutandole a crescere. In Italia invece è un problema muoversi e far muovere le nostre merci, mancano le infrastrutture e quelle che ci sono non funzionano. L'energia elettrica costa più del doppio visto che mancano le centrali e il nucleare, unica fonte che potrebbe diversificare e renderci meno dipendente dall'estero e che rappresenta un'utopia". Di conseguenza "i prodotti giungono sui mercati con un rapporto qualità-prezzo sempre meno competitivo, il costo delle merci nei supermercati aumenta e i salari perdono potere di acquisto". "NEL NOSTRO PICCOLO vanno risolti i problemi di viabilità con la realizzazione di nuove strade - continua Cabello - va snellita la burocrazia, basti pensare che ad oggi alcuni giacimenti sono chiusi in attesa delle autorizzazioni. Ricordo che le nostre aziende sopravvivono solo e perchè i materiali che lavoriamo giungono da cave locali. I nostri fatturati e la mano d'opera impiegata sembrano esigui ma in realtà, essendo i nostri prodotti interamente Made in Italy, il marmo e il granito sono una delle poche commodities di cui il paese dispone e creano un indotto indispensabile per il benessere del paese e della valle. Oggi le nostre aziende vivono forte crisi ed è proprio in questo momento che maggiormente necessitiamo dell'aiuto dello Stato".

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Lavori in ritardo di due anni: il sindaco accusa la Provincia (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Brianza)" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

VIMERCATE ARCORE pag. 14 Lavori in ritardo di due anni: il sindaco accusa la Provincia BURAGO LA ROTONDA DELLA DISCORDIA ? BURAGO ? "NON FANNO LA ROTONDA perché non sono di sinistra". Il sindaco Giorgio Stringhini punta l'indice sulla Provincia di Milano che ha ritardato "senza giustificazioni plausibili" i lavori per la rotatoria all'incrocio fra via 25 Aprile e la provinciale per Ornago, un punto caldo della viabilità locale, dove si registrano incidenti di continuo. Opera connessa alla "bananina", la tangenziale sud di Vimercate che lambirà il territorio cittadino, l'infrastruttura "salva-vita" di Burago ha lo stesso (infelice) destino del bypass sulla Monza-Trezzo, atteso da 23 anni. "Nel settembre scorso la pratica è passata sotto la Provincia di Monza ma l'incartamento da Milano è arrivato solo a fine gennaio ? ha aggiunto il primo cittadino ? Quattro mesi per fare 20 chilometri, un po' troppo persino in una zona al collasso viabilistico come la nostra. Ho scoperto che a Palazzo Isimbardi si erano dimenticati di pubblicare i dati sugli espropri dei terreni in Gazzetta, e ora siamo stati costretti a ricominciare tutto daccapo". Il sindaco ha rincorso la burocrazia per mesi: "A Milano mi hanno rimbalzato da un ufficio all'altro ? ha detto ? E, intanto, in paese potrebbe scapparci il morto. Spero che da qui in avanti le cose vadano diversamente". Il ritardo è "giurassico", la rotonda in zona industriale che serve per drenare il traffico giornaliero in fuga dalla Monza-Trezzo, impraticabile nelle ore di punta, doveva essere pronta due anni fa. Dopo l'accordo con Monza sarà il Comune ad occuparsi direttamente degli espropri. Bar.Cal.

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Corticelli lancia la sua lista civica (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 3 Corticelli lancia la sua lista civica VERSO IL 2009 DOMANI CON UN APPUNTAMENTO DAL TITOLO 'LA LISTA DEGLI OBIETTIVI'' DA TEMPO era nell'aria, da settimane prima che rompesse definitivamente e senza appello con la Tua Bologna: Daniele Corticelli domani lancerà una nuova lista civica in vista delle prossime amministrative. Lo farà a Palazzo d'Accursio, in un appuntamento dal titolo 'Bologna Capitale. La lista degli obiettivi'; indosso avrà il vestito di consigliere comunale ? ora nel gruppo misto ? e di presidente appunto dell'associazione 'Bologna Capitale'. E' stato il direttivo dei civici, l'altra sera, a votare all'unanimità il via libera alla nascita della lista, che così potrà iniziare a lavorare sulla campagna elettorale in previsione della sfida per cercare di conquistare il Comune. Una mossa che anticipa da un lato il centrosinistra, sempre in attesa che il sindaco Sergio Cofferati sciolga le riserve su una sua ricandidatura, e dall'altro il centrodestra, ormai alle prese con una frattura tra il Popolo della libertà e gli altri civici de la Tua Bologna, che caldeggiano il ritorno dell'ex primo cittadino Giorgio Guazzaloca. Non è escluso comunque che dal Pdl arrivino prima segnali di apprezzamento e poi appoggi concreti per la svolta di Corticelli che seppur leader di 'Bologna Capitale' per ora non dovrebbe lanciare la sua candidatura a sindaco. In futuro si vedrà. INSIEME a Corticelli, domani dovrebbero esserci quasi tutti i membri del consiglio direttivo dell'associazione, come Giorgio Giatti, Annalisa Lubich, Fabio Battistini, Fabio Martelli, Enrico Marmocchi, Giampaolo Testa, Lorenzo Casanova, Valentina Mattarozzi, Maurizio Agostini, Gianluca Grazi. 'Bologna Capitale' è nata per combattere "l'inaccettabile declino che si respirà in città". Sta lavorando su una decina di progetti relativi a "problemi irrisolti al centro della vita cittadina", come mobilità, implosione demografica, internazionalizzazione, inquinamento, sviluppo dell'economia, sport, cultura, scuola dell'infanzia, degrado, costi della politica e della burocrazia, tasse. Un primo progetto, 'L'insediamento dei cervelli', è stato presentato nel corso di una serata in Cappella Farnese, tutta esaurita. Matteo Naccari.

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Di RENATA ORTOLANI Professor Cantelli Forti, si candida per fare il rettore ? <Ritengo gi (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 6 di RENATA ORTOLANI Professor Cantelli Forti, si candida per fare il rettore ? "Ritengo gi... di RENATA ORTOLANI Professor Cantelli Forti, si candida per fare il rettore ? "Ritengo giusto,vista la scontentezza che emerge nell'Ateneo, dove c'è disinteresse anche in aree tradizionalmente motivate, dare la mia disponibilità. Naturalmente mi presenterò se ci sarà un ampio consenso sulle linee guida del mio programma". Non teme che averlo già fatto senza vincere possa toglierle consensi? "No. L'altra volta feci la mia battaglia con scelte nette, pulite; non essere stato eletto non mi ha traumatizzato. Dopo ho continuato a lavorare serenamente, e ho vissuto l'esperienza, interessante, di membro di un comitato scientifico del Consiglio d'Europa". Quali sono le priorità dell'Alma Mater? "Una è sicuramente garantire il turn over degli insegnanti, perché solo così si può dare continuità alla formazione degli allievi. Occorre insomma riportare il docente al centro del sistema universitario". Che cosa lo ha emarginato? "L'eccessiva frammentazione dell'organizzazione accademica: ci sono troppi prorettori, che non sempre operano in sinergia, scavalcano le commissioni e non vengono acquisiti i necessari pareri. I dirigenti amministrativi a loro volta non si avvalgono di quelli delle commissioni previste dallo statuto, mentre decisioni prese dalla giunta o ancora dal 'secondo potere' passano sopra a Senato e Cda". Ma che cos'è il 'secondo potere' ? "La burocrazia, che con l'attuale rettore è diventata il primo. Non è una novità: alla frammentazione delle strutture accademiche si aggiunge la pletora dell'apparato amministrativo, utile per sostenere o condizionare il potere che di fatto oggi guida l'Ateneo. L'Alma Mater ha 3.200 fra docenti e ricercatori per quasi 14mila corsi di insegnamento (che andrebbero ridimensionati) e 2.800 tecnici-amministrativi, e ben 27 sono dirigenti. Mi sembra che la Fiat ne abbia solo 22... L'Ateneo ha il 47% del personale nel comparto tecnico-amministrativo (pari al 26% del Fondo finanziario ordinario) in cui i tecnici pesano per il 10%. Nei gangli vitali delle aggregazioni scientifiche disciplinari (i Dipartimenti) troviamo 1.300 addetti. Le altre 1.500 unità sono a disposizione dell'ammministrazione centrale, dove si verificano ritardi e conflitti nello svolgimento di pratiche importanti: alcune vengono istruite all'ultimo momento, talvolta consegnate all'inizio di seduta, per cui i membri dei consigli non possono adeguatamente prepararsi. E alla fine le decisioni risultano forzate per la necessità di prenderle a fronte dell'emergenza". E' un vero e proprio j'accuse agli amministrativi... "No, ci sono ruoli dell'amministrazione assolutamente indispensabili e coperti da persone con grandi capacità e senso di abnegazione, ma la qualità e il valore scientifico dell'Ateneo devono avere una libertà decisionale lasciata ai singoli docenti. Io critico la rete che ha ingessato e intrappolato il mondo accademico appropriandosi di spazi decisionali che competono ad altri". Il primo impegno del prossimo rettore? "La riorganizzazione e il ridimensionamento del budget, con una maggior qualificazione del personale e un reale impulso alla ricerca, essa pure ingessata dalla rete burocratica: la frenano l'inefficienza dell'apparato amministrativo, soprattutto a livello centrale, e la mancanza di tecnici. E la più penalizzata è proprio la ricerca di punta, la più dinamica. Le risorse e le attrezzature sono disperse in troppi rivoli e non organizzate, invece, in parchi tecnologici tematici. Per il personale poi, in passato si è investito sul reclutamento di giovani ricercatori: ora bisogna pensare alla verticalizzazione della carriera, altrimenti si sfocia nel solito ope legis". Come immagina il nuovo scenario, allora? "Innazitutto con parchi tematici, almeno uno per ogni grande area, senza sovrapposizioni ma in sinergia con i Dipartimenti, così come con le imprese, le istituzioni economiche e culturali del territorio. Ci sono continui pensionamenti, persone andate via anticipatamente: se il 75% di questo budget viene restituito, spesso a rate e in forte ritardo rispetto a quando si è reso disponibile, com'è possibile per i settori scientifici e le facoltà fare programmazione? Poi ci sono i Poli romagnoli, sotto organico: quali garanzie di sviluppo credibile si possono dare, anche agli enti di sostegno? L'Alma Mater ha fatto una scelta di straordinaria importanza: non dividersi in più Atenei ma articolarsi in Poli. La sfida si vince se si pensa a un sistema unico, ma non contiguo". Lo statuto: revisione subito o dopo l'elezione del rettore? "Adesso, anche se è tardi. Prima si fa, meglio è. Questa è l'occasione per dare all'Ateneo nuove regole di cui ha assolutamente bisogno, omogeneità, nuovo impulso e senso di appartenenza". Aprirebbe l'elettorato del Magnifico al personale tecnico-amministrativo? "Non capisco perché questo problema venga posto solo ora, in periodo elettorale; in tempi non sospetti io mi sono espresso a favore del voto ad una rappresentanza del tecnico-amministrativo, come avviene in quasi tutti gli Atenei". Faccia il ritratto del prossimo rettore. "Deve essere uno che risponda immediatamente alle necessità quotidiane di docenti e studenti, affiancato da una giunta coesa sugli obiettivi di interesse generale e aperta al dialogo. Al suo fianco va organizzato l'impegno degli organi, in parte ridimensionati nel loro ruolo. E' importante inoltre che il prossimo rettore sia una personalità capace di rapportarsi con la società civile, e che abbia già dimostrato di saperlo fare, proprio perchè il rapporto fra città e Ateneo non risulti solo un insieme di riti, ma sia di reciprocità. Con il coinvolgimento di quelle risorse che sono mancate ultimamente, causando un vuoto di bilancio che non permette di gestire adeguatamente un'università che ha 900 anni". E gli studenti? "Bisogna offrire loro percorsi chiari, qualificati, e reali servizi. Tranne che in Romagna, l'Alma Mater ha registrato in questi ultimi anni un drastico calo di immatricolazioni, a mio parere dipeso dall'aver voluto essere i primi della classe nell'applicare con rigidità e approssimazione riforme spesso infauste. Ciò ha provocato confusione all'esterno, negli utenti, e all'Ateneo sono mancati 60 milioni di euro in tre anni".

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Hotel ambasciatori (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Giorno/Notte HOTEL AMBASCIATORI HOTEL AMBASCIATORI Il Nord e la sinistra Oggi alle 20.45 A cura del circolo culturale Ernesto Rossi della Cgia di Mestre, oggi alle 20.45 all'hotel Ambasciatori di Mestre (corso del Popolo) viene presentato il libro Nord terra ostile - Perché la sinistra non vince di Marco Alfieri, giornalista del Sole 24 Ore: l'autore dialoga con Paolo Possamai, direttore de la Nuova di Venezia e Mestre. Il libro è un'analisi della "questione settentrionale" e della modernizzazione di territori a capitalismo diffuso dove la qualità delle infrastrutture, la competitività della propria azienda, il rapporto con il fisco, le lentezze della burocrazia e l'emergenza sicurezza sono dimensioni decisive nella scelta del voto. CA' FOSCARI Matematica e cinema Oggi alle 10.30 "Miglior attrice non protagonista: la matematica" è il tema dell'"Incontro con gli scienziati" promosso da Enel per oggi alle 10.30 all'auditorium S. Margherita dell'Università Ca' Foscari. Dialogano con gli studenti Michele Emmer, docente di Matematica all'Università La Sapienza di Roma, e Carlo Montanaro, docente di Teoria e tecnica del linguaggio cinematografico all'Università Ca' Foscari e direttore dell'Accademia di Belle Arti. LIBRERIA MARCO POLO Senegal in bicicletta Oggi alle 19 Oggi alle 19 alla libreria Marco Polo di Venezia a S. Lio viene presentato il libro Buongiorno Senegal, in bicicletta da Dakar a Podor di Cecilia Gentile (Ediciclo), prefazione di Veltroni. SCUOLA CALEGHERI Cantare la guerra Oggi alle 17.30 "Da Stelutis alpinis a Le voci di Nikolajewka: canti di guerra?": ne parlano oggi alle 17.30 alla Scuola dei Calagheri a S. Tomà Paolo Pietrobon e Sergio Piovesan, del Coro Marmolada di Venezia. CANDIANI Omaggio a Palladio Oggi alle 17 Nei cinquecento anni dalla nascita di Andrea Palladio, oggi alle 17 al Candiani di Mestre comincia un ciclo di tre incontri condotti da Marzia Boer, presidente dell'associazione Amici delle Arti di Mestre e della Terraferma, per ripercorrere le tappe della vita dell'artista veneto, dalla nativa Padova a Vicenza, dove si trasferì giovanissimo e dove incontrò il nobile letterato Giangiorgio Trissino, che in seguito diverrà il suo mecenate. LICEO FOSCARINI Invito alla lettura Secondo incontro ieri mattina al liceo-ginnasio Marco Foscarini di Venezia di "Invito alla lettura", promosso da Editoria Universitaria per stimolare tra i giovani un modo diverso di avvicinarsi al testo scritto. Sono state selezionate due classi che hanno partecipato all'incontro con lo scrittore Paolo Mameli. Ogni studente ha ricevuto in omaggio una copia del libro Brividi gotici e, partendo dai racconti, sono stati illustrati i metodi di scrittura. è stato anche presentato il gioco on line "Brividi gotici-La caccia al tesoro": gli studenti delle classi 5ªC e 5ªD saranno i primi a partecipare. è un gioco attraverso domande e risposte tra curiosità letterarie e cinematografiche. LA FENICE Barbiere di Siviglia Da domani al 27 aprile al teatro La Fenice di Venezia è in scena l'opera Il barbiere di Siviglia, melodramma buffo in due atti, musica di Gioachino Rossini su libretto di Cesare Sterbini, con Francesco Meli, Bruno De Simone/Elia Fabbian, Rinat Shaham/Anna Rita Gemmabella, Roberto Frontali/Christian Senn, Giovanni Furlanetto, Giovanna Donadini; Orchestra e Coro del Teatro La Fenice, direttore Antonino Fogliani, regia Bepi Morassi, scene e costumi Lauro Crisman. Calendario: domani alle 19, sabato 19 aprile alle 15.30, domenica 20 alle 15.30, martedì 22 alle 19, mercoledì 23 alle 19, giovedì 24 alle 19, sabato 26 alle 19, domenica 27 alle 15.30. FUCINA Reggae festival Domani alle 22.30 alla Fucina Controvento di Marghera Radio Base Popolare Network & Rasta Snob presentano Liberation Reggae Festival, con Ras Dumisani & Afrikahya Band + One, prima e dopo lo show dj selection by Anti Coi Guanti. Reggae line 339-3183268 www.rastasnob.it.

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Geopolitica della padania - (segue dalla prima pagina) (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Commenti GEOPOLITICA DELLA PADANIA (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Non solo a Venezia e Padova, ma anche a Vicenza e a Treviso, cuore del leghismo, il Pd è il primo partito. La difficoltà del Carroccio nei centri urbani, così come la sua tendenza a dilagare con percentuali bulgare al di fuori, mette in luce anche l'impatto locale dei flussi globali. Fuori dalle città, luoghi di relazioni economiche e sociali complesse, di circolazione di saperi connessi al mondo, l'effetto negativo di tali flussi è percepito con maggiore intensità. Fenomeni diversi ma riconducibili allo spettro della globalizzazione ingovernata, come l'insicurezza economica e fisica o l'immigrazione, spaventano interi pezzi di società. Lo spaesamento indotto dalla presa d'atto che gli effetti globali sono ormai divenuti glocali è dirompente per questi segmenti sociali. Il Carroccio ha dato voce a queste paure, alimentandole a sua volta e facendosene imprenditore politico. Invocando soluzioni non certo all'altezza dei problemi ma, e questo in politica conta sempre, colmando un vuoto. Ha rotto, infatti, l'afasia che sull'argomento ha mostrato la sinistra. Guardata da quegli stessi pezzi di società impaurita, come espressione, se non di uno schieramento favorevole, certo non critico verso la globalizzazione. Percezione semplificatoria, facilitata dal fatto che, qui come altrove, la sinistra è ormai in larga parte schieramento di ceti medi con stili di vita cosmopoliti, mentre il "popolo" volge il suo sguardo a destra. Alla ricerca di protezione. Il consenso alla Lega non è arrivato solo dalla protesta contro la pressione fiscale e la burocrazia; o dall'adesione a un progetto di federalismo vissuto come fine dei trasferimenti di risorse allo stato centrale e alle regioni meridionali. Lo sfondamento oltre il tradizionale zoccolo duro verde è avvenuto sull'offerta di protezione. Quella protezione che la sinistra, impegnata in questi anni a definire il contenitore più che il contenuto e a colmare i suoi storici ritardi nei confronti dei settori più produttivi, non ha fornito. Né sul piano sociale né su quello della sicurezza. Trascurando oltre che l'ormai retorico e ingombrante discorso "sul popolo" anche "il popolo". Un simile gap non si recupera in pochi mesi. Anche perché dietro a questo umore popolare emerge non solo una dura critica politica ma anche un sordo rancore sociale: verso chi, per risorse o status, è in gradodi accedere a diversi scenari, locali e globali. Contrariamente a quanti, come gli "impauriti", devono vivere, per necessità, ancorati a un territorio trasformato dai flussi globali e da una sorta di nuovo fordismo sociale. Di fronte a questa fetta di società impaurita, popolata da anziani, casalinghe, giovani decisi a "fare qualcosa", lavoratori a bassi salari, la Lega si è posta come attore territoriale della protezione. La cui funzione è essenzialmente trattenere, disciplinare, dare forma politica, relazionale prima ancora che istituzionale, a un territorio destinato, nelle intenzioni, a aprirsi e chiudersi selettivamente agli effetti della globalizzazione. E che ha la funzione simbolica di ricostituire la "comunità impossibile", di rifondare un legame sociale identitario che prescinda da quella che un tempo era la collocazione di classe. Da qui il richiamo leghista all'interclassismo e al rifiuto di autodefinirsi, a prescindere dal tratto dominante del proprio elettorato, di destra o sinistra. Non è un caso che abbiano votato per il Carroccio molti operai. Non solo quelli non sindacalizzati delle piccolissime imprese che sognano di mettersi in proprio; ma anche iscritti alla Fiom, che non teorizzano alcuna "soggettività di classe" e guardano il mondo con gli occhi difensivi della comunità della paura che si ricostituisce oltre il cancello della fabbrica. In questa visione il "popolo" condivide, più che immaginari miti padani, l'idea leghista di una nuova "rivoluzioneconservatrice", che ha nel tremontismo il garante dell'alleanza, mai del tutto organica, con il populismo berlusconiano. Una capacità di penetrazione, quella leghista, dovuta a un metodico lavoro sul territorio. Il Carroccio è ormai l'unico veroerede dei partiti di massa di un tempo: del Pci, nella struttura di partito e nel rapporto con i ceti popolari; della Dc, nel coltivare, attraverso il diffuso "municipalismo padano", i microinteressi locali usati come rinforzo dei vincoli di solidarietà, anche elettorale. Per contrastare la Lega, il cui bacino elettorale non è del tutto fidelizzato ed è destinato a soffrire le tensioni legate al ruolo di "partito di lotta e di governo" intrinseco a una simile formazione, non basta al Pd candidare noti imprenditori. Un serio approccio riformista implica anche saper rispondere, in maniera non imitativa, alla domanda di protezione che viene dai ceti più deboli. Inoltre il Pd deve apparire meno "romanocentrico", dandosi una forma che, mescolando i tratti del partito leggero con quello pesante, gli permetta di comprendere davvero quanto accade a Nord. Un passaggio, concettuale e organizzativo, che necessita di una vera e propria rivoluzione culturale. In assenza della quale non ci sarà partita per tempo inenarrabile.

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Il sole che non ride più - giovanni valentini (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Commenti IL SOLE CHE NON RIDE PIù GIOVANNI VALENTINI è durata vent'anni ? dal 1987, quando si presentarono per la prima volta a una competizione nazionale ed entrarono in Parlamento, fino allo "tsunami" delle ultime elezioni ? la parabola politica dei Verdi italiani. Chi milita sul fronte ambientalista da prima di allora, ricorda bene i dubbi e le incertezze sull'opportunità di quella scelta. L'ecologia, si diceva, non è né di destra né di sinistra; è una cultura naturalmente trasversale; un movimento che non può e non deve diventare un partito. Oggi che il Sole non ride più, quel dibattito risuona nella memoria come un'infausta profezia. Vittime dello sbarramento elettorale, ma anche delle proprie colpe e dei propri errori, per evitare l'estinzione i Verdi s'erano rifugiati sotto le insegne dell'Arcobaleno cercando di sopravvivere con il sostegno dei "rossi", i rivali di un tempo, storicamente difensori degli operai, dell'occupazione, della fabbrica e quindi anche dell'inquinamento. E a nulla erano valse le preoccupazioni di tanti che, dall'interno o dall'esterno, avevano segnalato il pericolo di uno snaturamento o di una subalternità, politica e culturale. "Non ci interessa ? avvertiva già Alexander Langer nel luglio '84 in un'intervista al settimanale L'espresso ? ritagliare un piccolo spazio elettorale a sinistra. La prospettiva è quella di formare un terzo polo, contrapposto alla destra, ma non automaticamente alleato alla sinistra". I Verdi erano diventati un partito e sono rimasti sempre un partitino. Piuttosto che portare aria fresca nelle stanze della politica, ne hanno assorbito purtroppo i vizi e i veleni. Si sono intossicati di burocrazia. Hanno costituito un gruppo di potere, dividendosi perfino in correnti e conventicole. Hanno peccato spesso di estremismo e di radicalismo, invece di praticare un "ambientalismo sostenibile" come pure qui avevamo auspicato da tempo, finendo per apparire come il "partito del No" anche quando avevano qualcosa di positivo e di propositivo da dire. E a molti, è sembrato che fosse ormai un partito-ministero o addirittura un altro partito-azienda in scala ridotta. Neppure la svolta impressa in extremis da Alfonso Pecoraro Scanio per trasformarlo in un più largo "partito del clima", di fronte all'allarme globale per il riscaldamento del pianeta, è bastata a riaccendere il Sole che ride. A torto o a ragione, i Verdi sono stati incolpati di opporsi a qualsiasi infrastruttura, alla Tav, alla variante di Valico, alla tangenziale di Mestre, ai rigassificatori e ai termovalorizzatori, diventando il capro espiatorio dell'emergenza rifiuti in Campania dove le responsabilità del governatore Antonio Bassolino (e dell'Impregilo) sono certamente di gran lunga più gravi. Non hanno voluto integrarsi nel Partito democratico e ora cercano tardivamente di riaprire un confronto con la sinistra riformista. E pensare che Walter Veltroni, nell'esordio al Lingotto di Torino, aveva attribuito al suo neo-ambientalismo la funzione di una "politica generale, informatrice di ogni scelta". Un'apertura di credito o comunque di dialogo che forse avrebbe dovuto essere accolta e coltivata tempestivamente con maggiore disponibilità. Sarebbe ingeneroso, tuttavia, liquidare l'esperienza dei Verdi italiani come una prova di immaturità o peggio di irresponsabilità. Molti dei loro dirigenti, a cominciare da Pecoraro Scanio, hanno imparato a studiare meglio i problemi e a cercare soluzioni praticabili; sono cresciuti sul piano culturale e politico; si sono fatti apprezzare anche dal mondo economico e imprenditoriale. Ed è principalmente merito loro se sotto l'ultimo governo la tutela del territorio, lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, la lotta all'inquinamento e al mutamento climatico, hanno fatto passi avanti nel Malpaese. Non si sarebbe diffusa tanto in questi vent'anni una coscienza ambientalista in Italia, senza l'apporto dei Verdi, senza il loro radicalismo originario. Non sarà più facile né tantomeno più efficace la difesa dell'ambiente con la loro uscita dal Parlamento. Nelle amministrazioni locali, nelle città e nelle regioni, potranno continuare a svolgere un ruolo tanto più incisivo se metteranno a frutto la severa lezione di questo responso elettorale, rifuggendo dalle tentazioni o dai rigurgiti del massimalismo. A parte l'impegno programmatico del Partito democratico, tutto ancora da verificare, resta sul campo il presidio delle associazioni ambientaliste. Una galassia di sigle, tra cui si distinguono in particolare il Wwf, Legambiente, il Fai, Italia Nostra e MareVivo, che rappresentano un bacino di risorse e di competenze preziose, a cui attingere per salvaguardare il territorio, il paesaggio, la natura. Gli iscritti a tutte queste associazioni erano già più numerosi degli elettori verdi. Da questa base si può e si deve ripartire adesso per costruire un "patto per l'ambiente", un'alleanza trasversale, in grado di confrontarsi anche con la nuova maggioranza e con il nuovo governo nazionale.

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Mistero sull'albergo delle miniere - francesco carta (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Fluminimaggiore. La struttura costruita nella località montana di Antas chiusa da due anni Mistero sull'albergo delle miniere Finanziato con la legge per le alternative alla dismissione dei cantieri FRANCESCO CARTA FLUMINIMAGGIORE. Hotel Antas, il mistero è calato sulla struttura alberghiera di Sant'Angelo, sul versante montano di Iglesias. Da due anni il lucchetto che serra la catena posta al cancello d'entrata non è stato più aperto. Anche la sbarra è ricoperta dalla ruggine. La lunga stagione estiva ormai alle porte, anche quest'anno dovrà fare a meno di questa struttura in grado di ospitare oltre trecento persone. Il complesso turistico di Sant'Angelo (nato grazie alla legge numero 221 del 1991 sulla riconversione delle aree minerarie dismesse) ha forse chiuso definitivamente i battenti, dopo soli due anni di attività. Il modernissimo albergo, quattro stelle, dotato di beauty farm, sala congressi, piscina, impianti sportivi e ristorante, interamente immerso nel verde, nascosto da un bosco di querce, lecci e pini nella tenuta di Sant'Angelo a dieci chilometri da Fluminimaggiore e altrettanti da Iglesias è stato inspiegabilmente chiuso. Per i non addetti ai lavori, le cause sono da addebitare alla burocrazia e al sistema delle autorizzazioni ma i bene informati dicono che pare non sia stato raggiunto l'accordo tra la gestione e la proprietà. La causa di tutto è però ancora misteriosa. La struttura inaugurata nel 2004 ha operato per due anni proponendo interessanti pacchetti turistici promozionali durante il periodo estivo, con prolungamenti anche fuori stagione che attirarono numerosi turisti da tutta l'isola. La struttura può contare su circa quattrocento posti letto e un ampio salone ristorante con 250 coperti, la tranquillità della zona, posta in posizione baricentrica rispetto a numerose attrazioni naturalistiche e storico archeologiche ne farebbero il posto ideale da cui partire per visitare questo angolo di Sardegna. Il buio perdura dal 2005 e le rassicurazioni più volte manifestate dai vari amministratori succedutisi nel periodo non hanno spostato di un millimetro le nuvole che si erano addensate sulla struttura. Ora circola voce, però non confermata, che l'albergo riaprirà a fine maggio. Non sarebbe male: quell'impianto è il contraltare della chiusura delle miniere nel Fluminese. Nel territorio lo scambio con la chiusura dei cantieri estrattivi, fu fatto esclusivamente per far nascere quell'albergo. Null'altro ci fu in "riscatto". Il territorio ha fame di posti di lavoro, in tanti aspettano la ripresa dell'attività che ha dato lavoro a una ventina di operatori del settore. Ma il mistero sulla riapertura è ancora tutto da svelare. Le mediazioni della politica e le agevolazioni sono svanite, lasciando il posto ai veti e ai meandri della burocrazia, il disinteresse è calato impietosamente. Tanto che in pochi ne parlano ancora quasi con scaramanzia. Quello che era uno dei vessilli del possibile sviluppo locale è fuoriuscito dall'agenda fluminese delle cose da fare e valorizzare. Per una struttura alberghiera due anni di inattività sono tantissimi e ripartire affrontando un nuovo start up avrà sicuramente costi altissimi e confronti insormontabili con una concorrenza spietata.

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Esplosione in fabbrica, morti 2 operai - gigi furini (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Attualità Esplosione in fabbrica, morti 2 operai Alcuni testimoni: "Volavano pezzi di metallo grandi come pugni" L'incidente in una fabbrica di materiale plastico a Cornate Feriti i due figli del titolare GIGI FURINI MILANO. "Volavano pezzi di metallo grossi come pugni", hanno raccontato gli operai della Masterplast, fabbrica di materie plastiche a Cornate d'Adda, in provincia di Milano. I pezzi di metallo hanno ucciso due operai, Raimondo Casati, 47 anni e Moussa Compaore, 27, del Burkina Faso. E' successo ieri pomeriggio nella zona industriale di questo paese a nord est del capoluogo lombardo, capannoni dopo capannoni, dove il lavoro non manca e dove è forte la presenza di extracomunitari perchè è sempre più difficile trovare sul posto manodopera locale disposta a fare certi mestieri. Tutto è accaduto in un attimo. I due operai, aiutati dai due figli del titolare che si trovavano poco distante e, proprio per questo, sono rimasti feriti, erano intenti a pulire un macchinario per la lavorazione della plastica, un macchinario che da giorni dava problemi. Però il prodotto usato per pulire quel maledetto macchinario ha provocato dei vapori che, a contatto con la plastica, sono esplosi. La Masterplast è una piccola realtà. Dà lavoro a 12 persone. Al momento dell'incidente erano dieci gli operai presenti in fabbrica. Sono arrivati i soccorsi, le ambulanze, i vigili del fuoco e i carabinieri. Portati i due figli del titolare in ospedale (anche il padre si è sentito male), per terra sono rimasti i corpi senza vita dei due operai che sono stati colpiti al volto e alla testa da quei "pezzi di metallo grossi come pugni". Il macchinario che "dava problemi" serviva per l'estrusione della plastica, cioè trasformava i fogli di plastica in palline. Adesso saranno le indagini dell'Asl di Monza, della procura, dei carabinieri, a dire di chi è la colpa, se colpa c'è. Oppure si è trattato solo di fatalità. Bisognerà accertare se i due operai erano opportunamente protetti dal casco e dalla visiera. Bisognerà capire perchè si sono formati quei vapori e perchè sono esplosi. Ci vorrà del tempo, lasciano capire gli investigatori. Intanto l'Italia aggiorna il suo triste primato di 4 morti al giorno. Morti sul lavoro, si intende, che fanno 1376 morti all'anno (questa la media dal 2000 al 2006), proprio come cent'anni fa. Le statistiche sono lì, fredde e impietose. Nel 42,5% dei casi si muore cadendo dall'alto; nel 20,8% dei casi perchè si è travolti da una gru, da un carrello, da una ruspa. Nel 14,9% dei casi perchè colpiti da materiale da lavoro. E' il caso di ieri a Cornate d'Adda. Eppure in Italia la legislazione a tutela della sicurezza sul posto di lavoro c'è ed è anche severa. Ma viene disattesa e i controlli lasciano il tempo che trovano. Alla Thyssen di Torino, tre mesi prima dello scoppio che ha provocato sette vittime, c'era andato un ispettore dell'Asl. Aveva rilevato che tutto era a posto, tutto in ordine. Ma quando l'hanno interrogato ha dovuto ammettere. Lui un impianto siderurgico non l'aveva mai visto fino a quel momento. Era addetto ad altro, ad altri controlli. Invece per la burocrazia italiana, controllare un'acciaieria o un negozio di pasta fresca è la stessa identica cosa. "Non deve più succedere", avevano gridato i politici ai funerali di Torino. Nella giornata di ieri hanno detto che "non deve più ripetersi", che "le leggi vanno applicate" e che "non bisogna abbassare la guardia".

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Tante contravvenzioni nel cestino (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lucca Tante contravvenzioni nel cestino Il 60% non le paga, ma rischia il fermo amministrativo LUCCA. Ai lucchesi pagare le multe piace poco. Come a tutti coloro che commettono un'infrazione e vengono beccati dalle forze dell'ordine. Secondo i dati in possesso dei vigili urbani, la percentuale di coloro che una volta presa la contravvenzione fa orecchie da mercante è pari al 60 per cento. In linea con quanto avviene nel resto d'Italia, peraltro. C'è chi butta via il bollettino postale. Con il tempo la multa va a ruolo e se il pagamento non viene regolarizzato le sanzioni aumentano dismisura. C'è la prospettiva del pignoramento dei beni e anche del fermo amministrativo, che impedisce la vendita, la permuta e il prestito dell'auto che era stata multata. Contrariamente a quanto si pensa, inoltre, la maggioranza dei cittadini stranieri paga senza battere ciglio. Il problema è coglierli sul fatto. Perché se così non avviene, scatta il lungo e spesso infruttuoso iter della notifica a domicilio. Che passa attraverso i consolati e che sovente finisce per arenarsi nel mare magnum della burocrazia. Intanto è in vigore la nuova convenzione fra Comune e Polis sulla riscossione delle multe a chi non attiva il parcometro, che garantisce alla società dei parcheggi a pagamento un aggio di 6,50 euro più Iva su ogni multa staccata dal blocchetto degli ausiliari del traffico. E non su quelle effettivamente riscosse. La delibera inizialmente prevedeva di riconoscere a Polis soldi solo nel caso di multe pagate, ma successivamente è stata modificata.

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Le urne del nostro scontento - nino blando (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina X - Palermo LE URNE DEL NOSTRO SCONTENTO NINO BLANDO n terremoto gigantesco nel nostro sistema politico ma alla fine sembra che non sia successo nulla. Si potrebbe usare proprio questa immagine paradossale e ossimorica, per descrivere sinteticamente i risultati elettorali di mezzo aprile, il più crudele dei mesi - come diceva il poeta. Immagine tanto più valida, a parer nostro, se guardiamo alla vittoria del centrodestra pure in Sicilia, dopo il periodo turbolento rappresentato dal governatore Cuffaro, dai più meglio conosciuto come vasavasa. Il cambiamento politico, quasi per una sorta di legge di natura, pare che non sia una opzione contemplata nell'immaginario ideologico di noi siciliani. Quasi sempre fedeli al moderatismo delle classi dirigenti democristiane per un quarantennio, noi abbiamo metabolizzato, fino a farne una componente stabile del nostro Dna, l'antico adagio "meglio il cattivo conosciuto che il buono da conoscere". E se poi, nel deserto post-Tangentopoli, abbiamo abbracciato il nuovo apparente, questo ci è piaciuto così tanto da realizzare, nel 2001, persino il mitico sessantuno a zero. Eppure una lettura a pelle del voto di domenica, una torsione antropologica del nostro scontento, sarebbe quanto di più sbagliato non solo per una ragione di etichetta democratica o disposizione comunque fair agli effetti della conta delle teste, bensì proprio per una questione di comprensione profonda della società siciliana. E ciò non per una sorta di hegelismo deteriore, per cui sempre quello che è reale è razionale. Diceva Raymond Aron che in politica "la scelta non è mai tra bene e male, ma tra preferibile e deprecabile". Ecco, utilizzando questo criterio un pochino più freddo, potremmo forse riuscire a capire meglio il perché della scelta maggioritaria degli elettori isolani del nuovo governatore Lombardo e dunque della continuità, rispetto alla rottura rappresentata invece da Anna Finocchiaro. A bocce ferme, infatti, potremmo persino arrivare a concludere che forse i siciliani, nell'esercizio del loro diritto di voto, a ben vedere siano meno sprovveduti di quanto appaiono a una lettura superficiale della loro condotta. Mettendo essi in atto, anzi, un puro calcolo razionale rispetto ai dati della realtà. Da tempo la società siciliana, economicamente, è ferma. Pochi gli investimenti davvero produttivi, nonostante gli ingenti danari europei recati dai fondi strutturali. Rare le imprese disposte a rischiare, non fosse altro che per il numero impressionante di diseconomie esterne - burocrazia, carenze infrastrutturali, pressione della criminalità. E dunque, in assenza di mercato, è la politica a fare la parte del leone. Nella allocazione delle risorse. Nel dispensare favori. Nel creare una massa critica dipendente dal variare delle sue stagioni, quando non addirittura da una semplice delibera assessoriale. Cose che, del resto, sappiamo già. Ma proprio un tale contesto socio-economico claustrofobico, reso ancora più chiuso dalla mancanza di alternative credibili, fino a quando non imploderà (federalismo fiscale, ora che la Lega di Bossi, rafforzata dallo strepitoso consenso, avrà più voce in capitolo nella maggioranza di governo?), è destinato ad autoperpetuarsi. Spingendo giocoforza, anche elettoralmente, al mantenimento dello status quo. Vale qui, come meglio non si potrebbe dire, la formula di Pareto secondo cui siamo esattamente in presenza di una "persistenza degli aggregati". Perciò i siciliani magari non voteranno con il cuore, ma occorre riconoscere che scemi non sono. Non importa, secondo questa visione razionalmente ordinata solo al presente, i costi differiti che comporta in termini di efficienza e sviluppo autentici. Del resto, lo stesso Cuffaro nel dare le consegne al suo successore, ha affermato: "A Lombardo dico di continuare il mio lavoro. Iniziando con il far partire i bandi dei fondi europei 2007-2013". Non importa per dove.

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Caro manifesto, dobbiamo rimboccarci le maniche (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Inaccettabile Cari direttori, da segretario del Prc tendo a tutelare sempre tutti i suoi iscritti e i suoi dirigenti. Il nostro dibattito interno può e deve essere seguito con la massima trasparenza e è giusto criticare anche aspramente le diverse posizioni in campo. Non lo è, invece, dileggiare le persone, come ha fatto ieri il manifesto a pagina 3 con l'articolo "I Berti-boys sull'orlo del baratro", tirando in ballo persino le relazioni private e personali. E' francamente inaccettabile, oltre che gravemente inquinante del nostro stesso dibattito congressuale, questo modo di seguire le nostre vicende interne. Esiste una civiltà, nel dibattito, che è storia comune e va sempre e comunque salvaguardata. Né ci si può comportare come dice Bertold Brecht in un suo famoso passo, dove scrive che "Noi che abbiamo combattuto per il mondo della gentilezza, noi non si poté essere gentili". Franco Giordano segretario nazionale del Prc Grazie Un grazie sentitissimo per quanti hanno "consentito" soprattutto con la loro "ispirazione e pratica astensionista", l'arrivo, della dittatura parafascista che, da tempo immemorabile, strisciava dentro la nostra Repubblica e che, però, ha visto la luce con una elezione democratica. Grazie particolarmente: ai democratici sinceri, lucidamente decisi a farsi annullare le schede; agli eroici "quasi-rivoluzionari" che hanno introdotto, coraggiosamente, nelle urne, le schede bianche; a tutti coloro che, ispirandosi alle idee forti della sinistra forte ma saggia, sono ricorsi alle più "immaginifiche" maniere per dare una mano al loro nobile Cavaliere che si è svenato per gli..."investimenti", in Italia e nel mondo, in : "titoli", bond, "azioni", "obbligazioni", "compartecipazioni", "scalate", insomma con investimenti sempre e unicamente...elettorali; ai veri osservanti fanatici dello spirito costituzionale, che sulle schede, in omaggio al dio Grillo, hanno immortalato il fatidico "vaffa". Gli astensionisti (democratici - excomunistispinti et similia!) che: - non potevano (e non dovevano!) tenere conto della raffinata corruzione in atto, silenziosa (mica tanto!), blanda (falso!), discreta (se così vi pare!) tuttavia guidata da strapoteri economici e da quelli, più discreti della corruzione profonda della comunicazione...; - non potevano tenere conto dell'esistenza degli pseudo separatisti-razzisti Boss-Calderoli-Castelli-Maroni; - pensavano, serenamente, che le disavventure napoletane e le intramontabili mafie non avevano l'urgenza di essere affrontate da un Parlamento democraticamente eletto, forte di una sinistra progressista, salda, proiettata anche oltre i nostri confini. Dopo questa serena, tranquilla disamina della pacata sconfitta di tutte le sinistre, il manifesto, che aveva serenamente avvertito dei rischi che si correvano presentandosi al voto frantumati e trascurando le aspettative degli operai, dei pensionati, dei precari, degli studenti, dei "poveri ormai ufficialmente registrati", della Sanità, delle donne, dei senza-tetto, dovrà continuare, a dibattere sulle cause che hanno provocato questa disfatta; dovrà raccogliere le critiche e i suggerimenti di un numero di lettori sempre maggiore, specialmente di quelli assetati di valutazioni esperte, obiettive, "veramente di sinistra"; si dovrà trasformare in una Agorà in cui i cittadini che si considerano appartenenti alla sinistra più avanzata, potranno dibattere, in libertà, sui progetti per un futuro di giustizia e di progresso. Eugenio Cicerchia Lettera aperta Berlusconi ha vinto e trovo doveroso rivolgere al vincitore un evviva, un augurio e, se mi è consentito, una sommessa preghiera. Vede, signor Presidente, in un paese variegato come il nostro, c'è chi è ricco di comprensione nei confronti degli evasori, chi impazzisce per i barzellettieri, chi adora i venditori di speranze, chi va in visibilio davanti alle prodezze di un seduttore, chi esalta gli sbeffeggiatori di magistrati, chi venera i ricchi senza chiedersi come lo siano diventati, chi apprezza oltre ogni dire i gesti "popolareschi", chi è convinto che il mondo sia più dei furbi che dei galantuomini. Tutte propensioni, legittime, s'intende signor Presidente, perché tutto ciò che viene dalla maggioranza è sacrosanto, ma durante il Suo mandato, che Le auguro lungo e ricco di soddisfazioni, abbia la compiacenza, La prego, di rivolgere un occhio benevolo verso quella minoranza che ha propensioni esattamente opposte. La ringrazio. Suo. Gino Spadon Un incontro per riflettere Un'indispensabile riflessione sullo spostamento a destra delle scelte elettorali non può essere limitata agli aspetti politico-partitici. Se sono in declino i valori della solidarietà e responsabilità collettiva, dei diritti sociali di tutti/e, dell'intercultura, della laicità e della pace, occorre interrogarsi sulle modalità con cui tali valori, in cui crediamo e su cui scommettiamo, sono stati vissuti e comunicati. La crescita culturale delle coscienze e della società è stata disattesa non solo dal mondo politico, il cui scollamento dalla vita reale è macroscopica, ma dagli stessi movimenti. La frammentazione non è solo politica ma anche sociale. Ognuno coltiva il proprio orticello. Le comunità di base rifletteranno su questi problemi nell'Incontro nazionale aperto che si terrà a Castel san Pietro (Bologna) nei giorni 25-27 aprile sul tema intrigante proprio per la situazione che si è creata con le elezioni: "società sobria equa solidale - culture e pratiche dal basso". Comunità cristiane di base italiane Kasaro e Kayr In Somalia c'è un detto che a volte quello che sembra un Kasaro (una sciagura) può trasformarsi in Kayr (un Bene). Ecco queste elezioni politiche sono un Kasaro su tutta la linea, per il duopolio, per la sinistra che non ha nemmeno un parlamentare, per gli inciuci che verranno. Abbiamo perso tutti delle sinistre varie. Anche chi non ha votato. Il Kayr, il bene cioè, sta in una cosa, secondo me, quella di avere la grande opportunità di ricominciare, di ricostruire, di credere davvero in qualcosa. Il Kayr sta in noi e nella volontà di non mollare a nessun costo. L'urna ha parlato chiaro. La sinistra, la nostra sinistra, non riesce più a parlare alla pancia della gente comune. Il paese che nel dopoguerra aveva il partito comunista più forte d'Europa ora è terreno di una destra cannibale e oscena. Perché questo? Facciamoci delle domande, vi prego. Non cerchiamo il capro espiatorio di turno o le facili scorciatoie, sarebbe come morire di morte violenta per la seconda volta. Facciamo un mea culpa collettivo, un mantra liberatorio, però poi rimbocchiamoci subito le maniche, dovremmo lavorare parecchio, lottare duro, mostrare i denti. E lo dovremmo fare insieme, uniti, tutti. Io ci credo e voi? Igiaba Responsabilità Cari amici del manifesto, ho votato sinistra arcobaleno alla Camera (e Partito democratico al Senato per cercare inutilmente di arginare Pdl e Lega). E' andata malissimo. Inutile e miope dare la colpa a Veltroni. Un'enorme responsabilità la portano le leadership della Sinistra Arcobaleno. Bertinotti ha coerentemente deciso di dimettersi ma lo stesso devono fare Giordano, Pecoraro Scanio e anche il signor Diliberto (altro che lasciare la Sinistra Arcobaleno!). Un altro bel pezzo di responsabilità la portano gli astensionisti e i settari che, per protesta o chissà che cosa, non hanno saputo guardare più in là del loro naso. La speranza di costruire dal basso una sinistra aperta e plurale (comunista, socialista, solidarista, altermondialista, ecologista, europeista, "femminista") resta in ogni caso l'unica prospettiva possibile per chi non si riconosce nel Pd. Roberto Cerchio, Torino Il braccio di riserva Per la prima volta, nell'Italia repubblicana, ci siamo trasformati in un corpo elettorale senza più un braccio, anche se si tratta solo del sinistro, quello che per antonomasia viene considerato di "riserva". Però un corpo così, con una protuberanza centrale e due tentacoli praticamente equivalenti e destinati a alternarsi, non può che risultare squilibrato e profondamente malato. Ecco, resta questa sorta di braccio con due mani, non è più al servizio del corpo ma che di esso si serve e si nutre. È stato un po' come vivere un lutto dopo un'agonia, che quando arriva ci trova sempre e comunque impreparati. Ma era utile, mi chiedo, allungare ancora i tempi e il travaglio di quest'agonia? A questo punto, credo sia stata meglio una sconfitta senza se e senza ma, che ci sta precipitando in un fondo di smarrimento da cui però è possibile almeno immaginare una qualunque ipotesi di risalita credibile, pulita, coerente. Meglio, forse, che restare appesi a quei sottili e infidi compromessi che rischiavano sempre più di trasformarci in ciò che aborriamo e combattiamo. La speranza è che di quel che s'è perso si possa rigenerare la parte più sana e che il manifesto possa svolgere un ruolo importante in questo delicato processo. Marco Cinque Sumud Cari compagni e care compagne, la parola araba sumud (fermezza, rimanere saldi) per i palestinesi e le palestinesi è più di una parola, è diventato il simbolo di una volontà di esistenza, di presenza, di identità, che da 60 anni si oppone al tentativo di cancellare l'idea di Palestina (non necessariamente il suo popolo) dalla storia. Oggi molti di noi si sentono cancellati, perché hanno perso rappresentanza in un Parlamento che dipinge questo paese come un covo di opportunisti, sfruttatori, razzisti, guerrafondai e (nella migliore delle ipotesi) di amministratori dell'esistente. Ma noi esistiamo ancora, e insieme a noi ci sono alcuni milioni di persone che ogni giorno "praticano" un'idea di paese diversa da chi tra poche settimane sarà in parlamento. Sono uomini e donne di ogni età che non si sono mai seduti a guardare, che non sono mai tornati a casa, che non amministrano ma "agiscono" ogni giorno per avere un orizzonte diverso dall'esistente. Uomini e donne che hanno pensato, pensano e continueranno a pensare che un paese migliore si costruisce attraverso la pratica, non solo con un voto. Questa pratica, questo modo diverso di stare nel mondo, può non essere rappresentato nel nostro Parlamento (e chissà se mai lo è stato), ma non è ancora scomparso dalla storia di questo paese; a noi la responsabilità, lo sforzo, di fare in modo che non succeda. Per cui da domani accanto alla necessaria analisi di cause e responsabilità, accanto ai programmi e alle strategie future, riprendiamo, riaffermiamo la nostra pratica. Facciamolo con più forza, riportando in strada chi si è ritirato nel privato, coinvolgendo chi ci passa accanto con poca convinzione, rinnovando anche il nostro agire. E' la migliore e più efficace forma di sumud. Ettore Acocella Associazione per la Pace La legge 30 riconfermata E' giunto il momento di ascoltare le ragioni più profonde del popolo della sinistra. Il progetto politico della Sinistra Arcobaleno è fallito. La costruzione di un nuovo soggetto politico non è la somma algebrica delle forze politiche che lo compongono. L'unità della sinistra non si costruisce cancellando le diverse identità politiche e culturali considerate come disvalori. È giunto il momento di riprendere il cammino interrotto per la costruzione di una vera sinistra comunista e anticapitalista, della costruzione di un nuovo partito comunista di massa. Negli ultimi due anni del governo Prodi, ho vissuto sulla mia pelle il significato della precarietà e gli effetti devastanti della legge 30 che interviene nei processi di esternalizzazione. Sono stato esternalizzato e per questa ragione ho chiesto il sostegno del mio partito. Ho chiesto a alcuni parlamentari del Prc e al compagno Bertinotti di promuovere iniziative parlamentari per arrestare questa nuova forma di precarizzazione del lavoro. Alle promesse iniziali, non sono seguite le iniziative parlamentari che avrebbero dovuto essere attuate, la legge 30 è stata riconfermata in blocco. L'incapacità di ascoltare e interpretare il disagio sociale da parte di un ceto politico autoreferenziale rappresenta una delle cause principali della disfatta della sinistra antagonista. Cordiali saluti Giuliano Della Foglia Una foto trucccata Ho già ricevuto molte lettere e telefonate disperate. Il loro dato comune è che "non c'è più niente da fare", "l'Italia è stata guastata in modo irrimediabile", "gli italiani hanno scelto il peggio, dunque è quello che si meritano, peggio per loro, e anche per noi". Qualcosa di simile al saragattiano (ma chi era costui?) "destino cinico e baro". E' un errore. La foto dell'Italia che emerge da queste elezioni è una foto truccata. Truccata dalla legge truffa con cui la coppia Veltroni-Berlusconi ci ha costretto a votare. Non c'è dubbio che i guasti del berlusconismo sono penetrati in profondità in tutti i settori della società italiana, e di questo si dovrà molto discutere per cercarne le cause. Ma a sinistra, tutti abbiamo votato per costrizione, di fronte a una scheda che non permetteva di scegliere, di fronte al ricatto del voto "utile". Veltroni ne ha fregati molti con questo trucco. Colpa loro? Anche, ma colpa derivata. Chi ha in mano il bastone dei media amici può fare questo e altro, e Veltroni li aveva e li ha amici (inutile parlare di Berlusconi). Non esiste più una sinistra? Un campo democratico della solidarietà, della giustizia sociale? Un campo pacifista, un campo operaio? Un campo giovanile e precario? Un campo veramente ambientalista, un campo che guarda a un'altra società, che non sia ostile all'Uomo e alla natura? Niente affatto! Esso esiste e è grande. Ma è stato privato della sua rappresentanza. Anche per colpa dei suoi dirigenti inetti, questo è certo, perché solo degli inetti potevano concepire una campagna elettorale come quella fatta dalla Sinistra Arcobaleno. Che ha ingannato i suoi elettori potenziali facendo loro credere che un centro sinistra sarebbe ancora stato possibile. E questi hanno votato Veltroni (ritenendo che fosse ancora di sinistra), oppure hanno dato voto disgiunto. Gli altri non sono andati a votare, per delusione, per sconcerto e per rabbia. Ma quei milioni di elettori di sinistra non sono spariti. Esistono. Non si vedono solo perché il gioco di prestigio funziona. Dobbiamo romperlo, prima di tutto noi. Dunque, cari compagni e cari amici, non facciamoci ingannare due volte. La frittata è venuta rotonda soprattutto perché la padella che ci hanno messo di fronte, senza possibilità di scelta, era rotonda. Ma la società italiana è piena di spigoli, che non tarderanno a farsi sentire. Naturalmente se non piangeremo di fronte a una fotografia ritoccata. Giulietto Chiesa giornalista e europarlamentare Come quelli del quarto stato Guardo Quarto Stato di Pellizza alla bella mostra al Quirinale e mi sento turbato dal di dentro da quelle facce, dalla forza che esprimono e da tutta la storia che quel quadro simboleggia. Mi accorgo che l'atteggiamento dei giovani che mi sono a fianco è diverso. Perplessità, risolini diciamo assenza assoluta di pathos. Sono giovani "normali", i più, non vestono "alternativo". Il grande cerchio è chiuso. La sinistra in Parlamento per la prima volta nella storia repubblicana non c'è più. E' forse rimasta come me legata a un pathos demodé e non ha saputo trasmettere difficili alternative. Anzi non ha saputo proprio trasmettere. L'unica cosa da fare è quella di approfittare della cacciata da palazzo per ritornare in mezzo alla gente a fare testimonianza, a parlare di diritti, di esclusioni, di solidarietà, di ambiente, di pace, a marciare come quelli del quadro. In fondo anche loro partivano da zero. Come noi oggi. Francesco Maria Mantero Nuovi modi di partecipazione Cari compagni del manifesto, sono uno di quelli che hanno votato Sa e che, insieme a amici, aveva aperto una delle "case" della Sinistra Arcobaleno, adesso in balia di strategie partitiche insondabili. Sa è sparita dal Parlamento perché è sparita dalla società. Il modo migliore per ripensarsi, e per pensare a come tornare in Parlamento, è quello di tornare nella società. Ci farà bene: tra la gente, nelle piazze, per le strade. Fuori dai talk-show. Credo anche che sia necessario azzerare le dirigenze, che hanno alimentato burocrazie parassitarie. Riguardo alla forma: ho contato 8 soggetti politici alla sinistra del Pd. Ora, il processo che ha portato alla Sa è stato troppo rapido, e fatto in tempi poco propizi. Ma credo sia importante ripartire con un dialogo tra tutte quelle forze di sinistra che credono in un'alternativa al modello dominante di società. Non m'interessa il simbolo, parlo di contenuti, nuovi modelli culturali, nuovi metodi di analisi sociale (perché, a quanto pare, la società italiana non la conosciamo mica bene...). E nuovi metodi di partecipazione dal basso. Solo così si potrà ritornare in Parlamento, dopo che saremo tornati nella società, accolti con un "Toh, chi si rivede!" Francesco Falco Minoranza La sinistra radicale non è implosa. La sinistra - tutta, ma proprio tutta! - ha lavorato da 30 anni al suo suicidio. Viviamo in un paese dove esiste una sola cultura, un solo modello dominante. Successo, bellezza, soldi, finto buonismo, carriera, omologazione. La sinistra paga e ha pagato i suoi profondi e enormi sensi di colpa per aver contribuito all'esistenza del '68 prima e del '77 poi. Anni dolorosi, in cui si sono fatti moltissimi errori ma dove c'era energia, voglia di cambiare, speranza per un mondo migliore e per un modello di esistenza diverso. Tutto cancellato per una speranza catartica. Espiamo gli errori annullando gli ideali, cercando di copiare gli altri con la presunzione di essere un po' migliori. Ridicoli e perdenti. Ho votato Sinistra Arcobaleno. Senza grande entusiasmo, senza grandi speranze. I risultati sono stati un vero shock ma poi ho pensato che sono felice di essere sparita dal Parlamento. Sono felice di essere diversa, incompresa, esclusa. Minoranza in via d'estinzione. Daniela Cipolla Il prezzo dell'alleanza Tralasciando l'ineffabile duo Prodi e Veltroni che incolpano dei loro disastri la sinistra (!?), Bertinotti ha pagato i suoi errori. Dopo la caduta del primo governo Prodi nel '96 non aveva più senso cercare l'alleanza col centro ma avrebbe dovuto costruire un'alternativa a entrambi gli altri schieramenti. Votare poi leggi guerrafondaie e contro gli interessi dei lavoratori gli ha fatto perdere ogni credibilità. Arrivare a dire che è sbagliato contestare Ferrara è addirittura ridicolo. Andrea Muccini Due errori Il secondo errore è stato non fare una seria analisi delle 2 esperienze di governo: da una posizione di governo del paese non è in questa fase storica possibile produrre alcuna modificazione del paradigma economico. Già questo sarebbe bastato a comprendere che anche solo radicalizzando le proprie posizioni il blocco della Sinistra Arcobaleno sarebbe sopravvissuta al naufragio abbattutosi salvando un manipolo di parlamentari. Primo errore: non aver compreso che il cammino intrapreso da Bertinotti sulla strada di una ridefinizione del rapporto movimenti-politica-partiti si era in realtà da tempo dotato di strumenti che sono poi risultati mortali. La dismissione delle sezioni e della struttura democratica della base interna al partito, la rincorsa del "parito leggero", le operazioni di marketing politico. Si è sacrificato tutto in nome di scelte discutibili senza capire che si stava recidendo il rapporto con il territorio e con le sue reti e interconnessioni sociali, si è recisa la stessa funzione educativa (intesa come interscambio, sia chiaro) che un partito comunista dovrebbe avere con la propria base e i propri elettori. Si è scelta l'omologazione agli altri continuando a negare l'evidenza e ribadendo un'alternatività che andava sbiadendo. Ripartire dai territori, ma rivendicando con forza la nostra identità comunista. Nel disastro è nato un fiore, ma bisogna sgombrare le macerie di una dirigenza incapace di vedere il proprio disastro. Bertinotti ha avuto il buon gusto (non scontato in questi tempi) di farsi da parte, ma i bertinottiani, saranno capaci di leggere i propri errori? Siamo alla resa dei conti. Da qui dipende la nostra sopravvivenza. Pietro Senigaglia Camminare contro vento Uno non dice: contrasteremo questo governo di razzisti, postfascisti e capitalisti imbroglioni con un'opposizione dura e intransigente. Dice invece: vogliamo dialogare con loro per le riforme. L'altro non dice: uniamoci per contrastare la deriva a destra del paese, voi in Parlamento, noi nelle piazze nelle fabbriche e nei movimenti. Dice solo: tutta colpa tua se noi non abbiamo più il nostro manipolo di parlamentari. I due personaggi che non dicono quel che vogliamo e dicono invece quel che non vogliamo, e che non serve alla causa della sinistra, dei giovani e dei lavoratori, rappresentano bene la nostra disfatta. Quando e se apriranno gli occhi ci sarà una nuova possibilità, altrimenti ne troveremo prima o poi degli altri che dicano e facciano la cosa giusta. Intanto coraggio compagni, stringere i denti e camminare contro vento. Vittorio Marletto, Bologna.

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LA LEZIONE DELLA LEGA (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: PRIMAPAGINA - data: 2008-04-17 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE I PERCHé DEL SUCCESSO VENETO LA LEZIONE DELLA LEGA di ALDO CAZZULLO L a Lega al 30 per cento a Verona e al 20 nel resto del Veneto ci dà una serie di insegnamenti. Non soltanto il voto operaio, ma anche il voto cattolico ha girato le spalle al Pd: è evidente un flusso verso destra, dalla sinistra radicale al partito di Veltroni, dal partito di Veltroni verso l'Udc, e dal Pdl verso la Lega. La sinistra, compresa quella cattolica, sembra aver smarrito il contatto con la sua base di un tempo, e in particolare non ha capito quel che la Lega ha chiaro da sempre: che il prezzo dell'immigrazione lo stanno pagando le classi popolari, sia in termini di sicurezza, sia di concorrenza sul mercato del lavoro; la vecchia frase per cui gli immigrati fanno i lavori che gli italiani non vogliono più fare non è soltanto antipatica, comincia a non essere più vera. Il Partito democratico è identificato al Nord con l'establishment, la burocrazia, gli statali pigri, i pensionati precoci, gli studenti fuori corso. Una rappresentazione caricaturale, ma basata su un fondo di verità. Allo stesso modo l'idea dei leghisti come dei nuovi barbari, dei rivoluzionari rozzi e vitali in marcia su Roma è uno stereotipo duro a morire, ma nella realtà superato. La Lega è stata e torna a essere partito di governo, si spera senza le inadeguatezze che hanno prodotto disastri, tipo l'assalto all'ambasciata italiana in Libia con scontri e vittime dopo lo show di Calderoli in maglietta antislamica. In qualche modo, pure Bossi si è istituzionalizzato. Eppure l'attrazione che Bossi esercita sugli elettori più diffidenti verso le istituzioni è ancora fortissima. Il personaggio simbolo di questa doppia immagine è il sindaco di Verona Flavio Tosi. Il linguaggio, la rappresentazione, lo stile è quello del "barbaro", del rivoluzionario: a cominciare dal gesto - inaccettabile - seguito alla sua netta vittoria elettorale, togliere il ritratto del presidente della Repubblica dal palazzo comunale. Ma se il "barbaro " porta al suo partito un terzo di una città elegante e aperta come Verona - capitale turistica, da sempre porta d'Italia per l'Europa centrale, crocevia di genti e di traffici -, significa da una parte che sa fare il suo mestiere nelle istituzioni, e dall'altra che continua quel lavoro di ascolto, di mediazione, di contatto con il territorio che la sinistra incantata dal circuito politico e mediatico romano trascura da anni; e che il partito di Berlusconi fatica a fare, come dimostra il suo cedimento in Veneto. Affidarsi a Calearo capolista o al carisma televisivo del capo sono scorciatoie che talora non portano da nessuna parte. Piegarsi sul solco da coltivare è la lezione della Lega.

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Politica innovativa: <guardare a Oriente> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: DOSSIER - data: 2008-04-17 num: - pag: 12 categoria: REDAZIONALE Economia "Look East Policy", un orientamento geostrategico Politica innovativa: "guardare a Oriente" Tra i fattori del successo l'autostima degli indiani di AMEDEO MAIELLO * All'indomani del collasso dell'Urss e della crisi finanziaria del 1991 la pur opaca leadership indiana fu costretta ad adottare profonde politiche innovative. Il nuovo corso fu imperniato su un programma di liberalizzazione ed un riorientamento geostrategico: la Look East Policy. Due scelte che imposero all'India la sfida di come rimanere fedele sia ad una ideologia di sviluppo egalitario, sia alla realizzazione delle ambizioni di potenza regionale. Da questa prospettiva divenne prioritario per l'India allacciare più stretti rapporti con l'Asean, ponte per essa di quel polo economico che già allora produceva il 25% del Pil mondiale. Nel considerare l'insieme dei fattori che hanno contribuito a tale pianificazione, bisogna tenere anche conto del sentimento di autostima che ha animato l'establishment indiano, fattore indubbiamente nebuloso, ma che tuttavia ha contribuito a determinare la proiezione del ruolo del paese sulla scena mondiale. Infatti, già l'India nehruviana si era ritagliata un ruolo guida nel confronto nord-sud di quegli anni. Ma Bandung, simbolica coronazione degli sforzi, era cancellata dall'epilogo traumatico della guerra indo-cinese del 1962. Indira Ghandi, determinata a ripristinare lo status del-l'India, non esitò a firmare il trattato indo-sovietico al fine di assicurare al paese un più significativo ruolo regionale e transregionale. Il dinamismo geostrategico destò allarme in un'Asen altamente sensibile alle problematiche della sicurezza. Il rapporto con i sovietici, la politica interventista, e il potenziamento della blu water navy, portarono l'Asean a negare all'India lo status di dialogue partner. L'evoluzione del quadro geostrategico dei primi anni novanta agevolò il superamento delle divergenze tra l'Asean e l'India. La prima, allarmata da un possibile disimpegno americano e dal crescente peso cinese, maturò la convinzione che l'India fosse rilevante al proprio sforzo di creare un clima di sicurezza basato sulla collaborazione delle potenze regionali. L'India, da parte sua, ritenne l'approccio Asean funzionale all'obiettivo di mantenere il sud-est asiatico libero da influenze straniere. Da qui la crescente interazione paritaria tra India e Asean. Ma per l'India, che abbandonava il dirigismo economico, la Look East Policy significò misurarsi con le sfide del mercato globale. Da questa prospettiva l'India rappresentò per l'Asean l'opportunità di diversificare un sistema geoeconomico troppo ancorato alla Cina, anche se, nella prima fase, diversi fattori ostacolarono il processo di integrazione. Nonostante gli aspetti positivi quali una forza lavoro qualificata, giovane e a basso costo, nonché un trasparente sistema giuridico, molti stigmatizzarono la presenza di una diffusa corruzione, di una inefficiente burocrazia e la mancanza di adeguate riforme strutturali. Nel periodo post 1997 si ebbe un sensibile miglioramento nei rapporti economici Asean- India. La crisi, evidenziando la vulnerabilità macroeconomica dei paesi Asean, nonché la presenza di un diffuso sistema di corruzione, contribuì a ridimensionare i presunti ritardi indiani. D'altra parte l'avvento del Bjp, il cui elettorato vede nel mercato un argine all'ascesa in politica delle caste-classi subalterne, portò al varo delle cosiddette "riforme di seconda generazione". La susseguente crescita (Shining India) contribuì anche in campo economico a rendere manifesta la mai sopita autostima. Ma la sconfitta del Bjp nel 2004 evidenziò che rimaneva attuale la domanda che Nehru poneva fin dal lontano 1929: "bisogna decidere a beneficio di chi l'industria deve operare e la terra produrre cibo". * Professore di Storia dell'India medievale Università L'Orientale di Napoli La sede della Microsoft a Bangalore.

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Ma è Verona la città più <verde> d'Italia <Siamo a Roma, portiamo a casa risultati> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-17 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Geografia del Carroccio Tosi sferza i deputati eletti alle ultime politiche Ma è Verona la città più "verde" d'Italia "Siamo a Roma, portiamo a casa risultati" VERONA - Il cingolato del Carroccio. La torre della scacchiera padana. Mica più solo la città di Giulietta e Romeo o dell'Arena, Verona. Perchè da due giorni è questa la capitale della Padania. Prima città italica nella performance di voti alla Lega. Non c'è Milano. E non c'è Treviso. Anche se piove a Verona splende il Sole delle Alpi. Carro armato leghista, Verona. Con Tosi sulla torretta, per carità. Ma con un drappello di colonnelli che caleranno a Roma con tutta l'irruenza del loro risultato elettorale. E' scaligera, l'armata leghista: nel capluogo ha raccolto il 26% contro il 20 di Belluno, il 18,8 di Treviso, il 18,5 di Vicenza, il 15,6 fddi Padova, il 13, 3 di Venezia. Dati che salgono al 33 per cento (seconda in Italia solo a Sondrio) se allarghiamo il bacino elettorale alla provincia. Lunedì è stato giorno di "lavoro", con tutti i militanti fino a tarda ora nei seggi per allontanare lo spauracchio dei brogli, martedì il ritrovo è stato in piazza Erbe, il cui bar alla "Ragione" è diventato ormai il punto di ritrovamento per i festeggiamenti padani. Festeggiamenti alquanto orgogliosi. E consapevoli del risultato. Perchè se il 15 settembre del '96 a Venezia è stato il giorno dell'indipendenza leghista, il 14 aprile 2008 è stato quello dell'orgoglio padano scaligero. C'erano i camerieri in rigoroso grembiule verde con ricamato "Io ce l'ho duro", ai festeggiamenti leghisti. Perchè l'orgoglio padano, si sa, va di pari passo con il "celodurismo" bossiano. "A Roma dovranno fare squadra. Hanno l'esperienza per lavorare. E dovranno portare a casa, in fretta, i primi risultati sui tre temi cardine: federalismo fiscale, sicurezza e burocrazia. Non devono perdere tempo". Tosi ormai ha il piglio di quelli che "comandano". Di quelli che non scendono direttamente nell'arena, in questo caso non solo romana, ma anche lombarda. Ma il gioco lo fanno loro. Si schernisce a chi gli dice che ha tirato lui il Carroccio, ma sa che è così. "Con la segreteria nazionale della Liga Veneta tutto bene. E' un risultato uniforme, quindi merito di tutti". Ma come l'abbia presa il segretario Gobbo che su Treviso già sentiva spirare i venti scaligeri con Tosi nelle vesti di Eolo, non è dato sapere. "Con Gian Paolo ci siamo sentiti - ha detto il segretario provinciale nonchè onorevole Matteo Bragantini - con lui va tutto bene, non ci sono divisioni ". Da vedere quando la lista della spesa, oltre che a Roma arriverà anche a Treviso. E da lì a Milano. Dove Tosi si è già incassato una nomination in pectore come successore di Bossi da Maroni. O, in tempi più brevi, a Venezia. Dove al sindaco non dispiacerebbe un ufficio di presidenza con vista su Canal Grande. Tant'è. Petto gonfio di orgoglio e schede piene di voti, la Lega. Con quell'elemento che potrebbe sembrare secondario, ma non lo è per niente. La giovane età dei "fabulous five", i fantastici cinque. Cinque giovani quarantenni che il risultato a casa lo vogliono portare. Montagnoli, ad esempio, ieri tra un calice di champagne e uno di prosecco - preferito dal sindaco - parlava già di Transpolesana. E a Roma ci andranno solo tra tredici giorni. Angiola Petronio.

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Il commercio si allinea con l'impresa nelle richieste alla rinnovata politica appena uscita dal (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Le urne. Antonio Giorgetti, Confcommercio: "Chiedo a tutti che mettano da parte gli interessi personali e si agisca di concerto per risollevare le sorti dell'Italia, ma anche dell'Umbria. Il filone più interessante della nostra regione è quello del turismo, e invito tutti ad impegnarsi affinché venga convenientemente valorizzato. Ma siccome il turista ha anche bisogno delle infrastrutture, chiedo ai politici una programmazione per il rilancio il settore". Il mondo imprenditoriale chiede più impresa e meno finanza, ossia concretezza. Maria Carmela Colaiacovo, presidente del sindacato Turismo e confindustria Perugia e presidente nazionale Confindustria Alberghi: "Valorizzare il turismo significa valorizzare il territorio ed i servizi che offre. Il primo obiettivo rimane comunque quello delle infrastrutture che sono un problema antichissimo nella nostra regione, con i cantieri bloccati da anni. Spero che con il nuovo governo si riescano a riaprire questi progetti.". Angelo Colussi: "Occorre valorizzare e favorire lo sviluppo industriale delle aziende, piuttosto che fare finanza. Per fare questo bisogna potenziare le risorse del territorio, per ricreare la voglia di fare impresa". Giampiero Bianconi, Granplast e presidente della sezione di Foligno Confindustria: "Il problema della carenza delle infrastrutture crea a noi aziende una eccedenza del 4 per cento in più sul prodotto. Chi, come la mia azienda, ha scelto di operare sul territorio deve affrontare queste difficoltà. Stiamo lavorando per potenziare l'aeroporto di Sant'Egidio, anche perché l'imprenditore che si muove non può più andare in macchina. Ma vorrei anche che venga snellita la burocrazia, perché troppa lentezza nelle pratiche, nel rilascio delle certificazioni, delle autorizzazioni rallenta l'attività delle aziende e crea ulteriori costi. Tengo a dire che io sono per la meritocrazia a livello imprenditoriale, per scoprire il gusto di appartenere e partecipare alla vita produttiva". Antonio Alunni, presidente comitato regionale Piccola impresa Confindustria Terni: "A parte il problema delle infrastrutture che rimane fondamentale, altri problemi riguardano la scuola, l'univesità, le semplificazioni burocratiche. Ma soprattutto chiedo ai parlamentari eletti che siano molto presenti nel nostro territorio, che lavorino per la nostra regione, devono essere portatori delle nostre istanze a Roma. Questo qualificherà la loro azione politica".

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Per nuove alleanze c'è tempo fino a domenica prossima (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 17-04-2008)

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Stampa Burocrazia Per nuove alleanze c'è tempo fino a domenica prossima La Direzione del Servizio Elettorale del Comune di Roma comunica che: I candidati alla carica di Sindaco e di Presidente del Municipio ammessi al turno di ballottaggio hanno facoltà di dichiarare il collegamento con ulteriori liste rispetto a quelle con le quali erano collegati al primo turno. Le dichiarazioni di ulteriori collegamenti devono essere depositate, entro sette giorni dalla prima votazione (e cioè entro domenica 20 aprile p.v.) alla Segreteria del Comune presso la Direzione dei Servizi Elettorali, in Piazza G. Marconi, 26/c. A tali fini, si precisa che l'Ufficio Elettorale sarà aperto, ininterrottamente, dalle ore 8.30 alle ore 17.30 dal lunedì al sabato e nella giornata di domenica dalle ore 8.30 alle ore 18.30.

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Tondo: subito meno burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Intervista col nuovo presidente: "Esecutivo entro fine mese. Priorità: la lotta all'indebitamento" "In giunta non solo assessori esterni. Non avrò nemmeno maxi-dirigenti: un bel risparmio" Tondo: subito meno burocrazia "Basta col leaderismo di Illy, riporterò la politica alla normalità" I SERVIZI SUL VOTO IN REGIONE ALLE PAGINE 4, 5, 6, 7, 8 E 9 TOLMEZZO. Entro fine mese la nuova giunta regionale di centro-destra sarà al lavoro. Perché "va affrontato subito il problema del debito pubblico", la macchina regionale va fatta funzionare al meglio e la burocrazia va semplificata. Renzo Tondo, neoeletto presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, è nel suo albergo di Tolmezzo. Riceve le congratulazioni di decine di amici e di conoscenti, pensa al futuro da governatore. Ma prima si concederà una breve vacanza con la famiglia, fino a sabato. Tondo, in un'intervista al nostro giornale, spiega così la sua vittoria: "Ho sempre pensato che Riccardo Illy rappresentasse il potere subìto e temuto, non amato. E questo non era bello. Lo si respirava anche tra i rappresentanti delle categorie imprenditoriali. La certezza di vincere l'ho avuta ovviamente martedì nel primo pomeriggio, quando arrivavano dati positivi anche da Trieste, a casa del mio avversario".

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I nostri (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pontedera I NOSTRI La super burocrazia Otto consorzi in provincia Una provincia, otto consorzi di bonifica, di cui tre (Comunità Montana, Val di Cornia, consorzo Valdera) insistono sulla Valdicecina. Gli altri cinque consorzi presenti sul territorio provinciale sono quelli di Bientina, del Padule di Fucecchio, Versilia Massaciuccoli, Fiumi e Fossi, Colline Livornesi. Ognuno ha un cda in cui siedono consiglieri per il 49% nominati dai Comuni associati, per il 51% eletti dai contribuenti. I consiglieri di nomina percepiscono un gettone per ogni seduta del cda (circa quattro ogni anno); nel caso del consorzio Valdera il gettone è di 80 euro lordi.

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Tanti chiedono più sicurezza: per la vecchietta derubata è un tema centrale, riccardo l'ha banalizzata (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 17-04-2008)

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"Non chiederò dimissioni, ciascuno valuterà cosa fare" Mano tesa all'opposizione "C'è voglia di scelte non imposte e non di un potere esercitato per fare ciò che si vuole" "Tanti chiedono più sicurezza: per la vecchietta derubata è un tema centrale, Riccardo l'ha banalizzata" "Impegno subito per fronteggiare l'indebitamento, la prima legge sarà per abbattere la burocrazia" di PAOLO MOSANGHINI TOLMEZZO. Entro fine mese la nuova giunta regionale di Centrodestra sarà al lavoro. Perché "va affrontato subito il problema del debito pubblico", la "macchina" regionale deve funzionare al meglio e la burocrazia va semplificata. Renzo Tondo, neoeletto presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, è nel suo albergo di Tolmezzo. Riceve le congratulazioni di decine di amici e di conoscenti, pensa al futuro da governatore. Ma prima si concederà una breve vacanza con la famiglia, fino a sabato. Presidente, da dove comincia? "Da un impegno forte. Il lavoro non sarà di poco conto vista e considerata la situazione nella quale si trova la Regione. Ci troviamo un debito incolmabile, una "macchina" regionale in una condizione difficile. Chiederò da subito agli assessori di lavorare sodo". Piú felice o piú preoccupato? "Sono molto motivato. Quando ho deciso, anche contro i santi in paradiso, di dare la mia disponibilità ero consapevole che non sarebbe stato facile smuovere le acque. Adesso con la stessa determinazione governerò con ottimismo, con la consapevolezza della situazione. Sono sempre stato abituato nella vita ad affrontare le cose con serietà". Tra centinaia di sms, telefonate e testimonianze d'affetto qual è quella che l'ha colpita di più? "Ho ricevuto decine e decine di telefonate e di sms. Martedì sera nel palazzo della Regione a Trieste molti dipendenti mi hanno abbracciato in lacrime. Stamattina è venuto a trovarmi Paolo Cucchiaro assessore qui a Tolmezzo e abbracciandomi anche lui non riusciva a trattenere il pianto. Perchè questo è il riscatto della gente. Dopo una situazione che si era creata cinque anni fa e che non era stata capita. Ecco, lui è un esempio, ma ci sono moltissimi altri". E la sua famiglia? "I miei figli ovviamente sono contentissimi. Matteo, il più piccolo, martedì è stato tutto il giorno con me, prima al computer a vedere i dati, poi a Udine. Simone ci ha raggiunto con gli amici. Giulia invece era di turno in albergo". E sua moglie Anna? "Mi è stata sempre vicina. È la persona più serena di questo mondo. È lontana dalla politica, anche se mi ha conosciuto da politico. È felice per me. Ma sa che l'aspettano tempi difficili perchè mi vedrà poco, e d'ora in avanti spesso sarà da sola a gestire l'azienda". Lei è stato deputato, presidente della giunta, assessore regionale. Sarà abituata alle sue assenze. "Sì, ma ho sempre trovato un momento della giornata per una breve riunione con i miei collaboratori. L'autista è sempre passato a prendermi in albergo, mai a casa". Quando ha capito che poteva farcela durante la campagna elettorale? "Ho sempre pensato che Illy rappresentasse il potere subíto e temuto, non amato. E questo non era bello. Lo si respirava anche tra i rappresentanti delle categorie imprenditoriali. La certezza di vincere l'ho avuta ovviamente martedì nel primo pomeriggio, quando arrivavano dati positivi anche da Trieste, a casa del mio competitore" Il giorno dopo aver sconfitto Illy cosa si prova? "È un misto di preoccupazione e di soddisfazione. Soddisfazione per aver vinto e la consapevolezza che tutto è assolutamente diverso da cinque anni fa. Poi c'è preoccupazione perchè sarei un irresponsabile se non fossi consapevole di ciò che mi aspetta. Finito il momento della "sbornia" ogni due ore avrò davanti un problema. Adesso vivo ancora sull'onda dell'euforia". Per sconfiggere l'"illysmo" ha contato più l'onda lunga dell'election day e il traino di Berlusconi oppure la volontà degli elettori di avere un contatto con una politica più umana? "A farmi vincere è stato anche un mio slogan elettorale "il presidente dei cittadini". Questo è un ritorno alla normalità della politica. Io non ho mai rinnegato di essere nato e cresciuto in un partito. In questi anni ho percepito che la gente voleva tornare alla politica "buona", più vicina, che non sta nella torre d'avorio. La gente ha intuito che invece si erano rotti alcuni fili con la democrazia. In giunta non sarò un uomo solo al comando, non ci saranno lobby o assessori senza voce in capitolo. Il consiglio regionale era diventato un "votificio" su cose già decise altrove. Ora le cose cambieranno". Per esempio? "C'è voglia di una politica mediata e non imposta, non di un potere esercitato per fare ciò che si vuole. Questo "leaderismo" assoluto, questo voler gestire tutto dall'alto sono comportamenti che non sono passati inosservati tra la gente. Ed è un bene. Non solo negli ultimi due anni, ma anche nei tre precedenti quando non avevo alcun incarico, ho capito che la politica non è tutto nella vita, ma adesso mi sento dire dalla gente che ho restituito loro il giusto peso... poi mi chiedono: ora fate qualcosa di buono". Si parla tanto del caso del Nord e del Nordest, poi nell'urna gli elettori lanciano un segnale sulla questione settentrionale votando la Lega. "È stato un segnale forte. Un invito a occuparsi dei temi che sono la vera anima della gente, come la sicurezza. Illy lo ha banalizzato. Per la vecchietta derubata è invece un tema fondamentale. E poi le tasse, la burocrazia. Gli artigiani per esempio si lamentano delle tasse ma anche perchè ci sono troppe carte da fare". Lei rispetto a Illy è... "Di un altro carattere... due concezioni di politica e di vita diametralmente opposte". Quali "teste" non le serviranno più a palazzo? "Non avrò il direttore generale nè quello della comunicazione. Già così ci sarà un bel risparmio". Illy, secondo lei, in campagna elettorale cos'ha sbagliato? "Ha pagato cinque anni di isolamento. Un eccesso di sicurezza ostentato giorno dopo giorno. E poi io non avrei fatto la collezione degli "ex" della Cdl, la gente non l'ha capita. Ha provocato solo un senso di frustrazione". La primissima delibera che vorrebbe portare in giunta? "La sburocratizzazione. Chiederò all'assessore competente di fare riunioni con i rappresentanti delle categorie per chiedere loro cosa toglierebbero. Quindi subito una legge omnibus per inserire il possibile e togliere tutti i vincoli che rallentano". E tra le priorità in generale? "Dovremo capire subito come intervenire sul debito fermando i percorsi di spesa e verificando dove si può incidere per evitare il peggio. Poi subito un appuntamento con il premier Berlusconi, dal quale andrò assieme al presidente del Veneto Galan, per predisporre un'agenda sulle necessità e i tempi per la loro realizzazione. Come il commissario per la terza corsia dell'autostrada A4". Frattini era in campagna elettorale in Friuli Venezia Giulia al suo fianco. Ora sarà ministro. "Sarà un aiuto e un riferimento per la regione. Mi ha telefonato, mi ha detto che è felice di essere stato eletto qui, di aver percepito la passione della gente di questa terra". In consiglio ci saranno solo tre donne, in giunta ne dovrà avere 3. Chi? "Aspetto prima di parlare. Posso dire che non vorrò in giunta tutti esterni, ma un equilibrio". Ha già annunciato che all'assessorato alla Salute vuole il professor Vladimiro Kosic, presidente della Consulta regionale dei disabili. "Lo stimo, sarà un ottimo assessore". Altri nomi? "Cercheremo le competenze prima tra gli eletti". Le categorie imprenditorali, come gli industriali,hanno "flirtato" in questi anni con Illy. "Le categorie sono rappresentanze istituzionali e come tali dialogano con i poteri. Però mi sarebbe piaciuto un maggior coraggio. Personalmente in futuro preferirei un rapporto più leale, di chiarezza e non di subalternità. Io sono per la democrazia conflittuale non consociativa e quindi preferisco anche un rapporto forte piuttosto che un appiattimento. In me troveranno tutti un interlocutore attento e che farà politica con il confronto, il dialogo, gli incontri, come una volta, non con le imposizioni". Tra ciò che è stato impostato da Illy, quanto è da buttare e quanto da recuperare? "Ho apprezzato la sua forza sul tema del Friuli Venezia Giulia in Europa. Non c'è dubbio poi che anche alcune riforme andavano fatte, ma torno al metodo. Come la riforma sugli enti locali. Non c'è stato confronto e si ottiene l'effetto contrario". Innovazione? "Bisogna stare vicino alle imprese, ma penso più a un sistema dove si va a cercare chi fa innovazione e non si attende il bando di concorso. Molte aziende anche piccole hanno bisogno di essere aiutate, c'è pure chi fa innovazione senza rendersene conto". Legge sul Friulano? "La legge tornerà perchè è stata bocciata. Alcuni aspetti positivi li riprenderemo, ma non il friulano veicolare. Realizzeremo a Udine la sede di un'agenzia europea per le lingue minoritarie. Il friulano deve essere un valore aggiunto, non dato con le imposizioni, obbligando gli enti locali a fare documenti in friulano, è costoso e comporta inutili fatiche". Reddito di cittadinanza? "Va tolto proprio come concetto e sostituito con un assegno sociale per i veri poveri ed erogato attraverso i comuni". Società partecipate. Si aspetta le dimissioni dei presidenti? "Io non chiederò le dimissioni a nessuno. Saranno i presidenti a valutare. È certo che se alcuni sono nominati con rapporto fiduciario saranno coerenti con la loro linea. Nei primi sei mesi voglio fare uno screening senza ideologismi e anche in questo caso con le categorie per capire cosa è necessario tenere e cosa va invece ammodernato o cambiato. Poi decideremo. Ma siccome la fretta è cattiva consigliera, lo faremo con ponderazione. Ma tutto in un'ottica di semplificazione". Riduzione delle aziende sanitarie? "Non sono d'accordo sull'accorpamento, non è questo il problema della sanità". Lei ha detto che aumenterà le pensioni minime... "È anche una priorità del governo. Spero lo facciano, noi nella prima fase integreremo recuperando le risorse del reddito di base". In queste settimane alcuni ex del centrodestra hanno annunciato di votare per Illy. Adesso lei cosa replica? "Come si è visto, questi endorsement non servono alla causa e danneggiano chi li fa". C'è qualcuno che dopo un giorno sta già cercando di salire sul carro del vincitore? "Ho tenuto i cellulari spenti da ieri sera. Ma anche se qualcuno tenterà di cambiare giacca non vedo problemi. Non ho nessuna vendetta da consumare o dispetti. Guardiamo al futuro con serenità". Cosa si sente di dire a Illy? "Ribadisco quanto ho detto in questi giorni auspicando che non lasci il consiglio regionale, ma rimanga a fare il leader dell'opposizione. Questi anni di esperienza che ha maturato non vanno buttati via. Io ho subìto cocenti disfatte. Cinque anni fa nessuno avrebbe scommesso che sarei diventato presidente della Regione". E all'opposizione che messaggio? "Spero di dare un segnale nuovo, di disponibilità, di confronto costante, senza confusioni di ruoli. Le commissioni non saranno semplici celebrazioni di cose già decise. Nei cinque anni appena finiti anche l'opposizione è stata debole. E se la minoranza è debole la maggioranza ha più possibilità di sbagliare". Farà le giunte itineranti? "No. Le faremo sul territorio quando avranno un significato politico". Quando sarà pronta la sua squadra? "Entro un paio di settimane". Avrà poco tempo per coltivare le sue passioni: il gioco della dama e l'amore per l'India. "Non potrò giocare a dama come prima, è vero". Votare alle 11.15, una mossa nel gioco della dama, le ha portato bene. "È una lettura che mi ha suggerito Giorgio Carbonara, il mio assistente parlamentare". E l'India? "I miei rapporti con l'India subiranno uno stop, ma continuerò a seguire tutto al meglio. L'impegno in Regione sarà forte e tutto il resto viene dopo". L'intervista è finita. Nel pomeriggio cosa farà? "Devo dare una mano qui al ristorante, ho tanta gente da salutare che mi aspetta di là. E poi, lo scriva per favore così nessuno mi cerca, vado via con mia moglie fino a sabato".

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Presto la procura a portata di mouse (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nasce un progetto pilota. Sarà l'unico ufficio giudiziario toscano che concorre al Fondo sociale europeo Presto la Procura a portata di mouse Attività più moderna e meno montagne di carta grazie all'informatica LIVORNO. C'era una volta l'ufficio giudiziario stile Totò munito di mezze maniche nere per proteggere dall'inchiostro i polsini della giacca. Era il simbolo della burocrazia infinita e dell'arretratezza, niente di più lontano dalla gente e dalle sue esigenze. Acqua passata, e lo sarà sempre di più. A Livorno più che altrove, visto che la Procura della Repubblica livornese è il solo ufficio giudiziario toscano ad essere stato selezionato, insieme ad altri tribunali e Procure distribuiti in tutta Italia, fra quelli che intendono concorrere alla distribuzione dei finanziamenti relativi al Fondo sociale europeo. Questo non significa che i 200mila euro chiesti da via Falcone e Borsellino, naturalmente attraverso la Regione Toscana competente per l'accesso a questo tipo di fondi comunitari, siano già arrivati. La Procura va avanti sulla sua strada ormai imboccata alcuni mesi fa e prossimamente bandirà una gara per assegnare a una società di consulenza la gestione del progetto che intende portare avanti. Chi se la aggiudicherà, dovrà approntare il progetto vero e proprio secondo le indicazioni impartite dalla Procura della Repubblica. Al compimento di questo progetto, i livornesi avranno una Procura davvero all'avanguardia tanto verso l'esterno quanto nel suo lavoro istituzionale di tutti i giorni, dotata di un sito internet, pronta a rilasciare tramite il proprio web certificazioni che attualmente necessitano di una visita (non di rado con un po' di fila) a palazzo di Giustizia. Non solo: l'ufficio guidato dal procuratore capo Francesco De Leo ha in mente anche di compiere ulteriori passi avanti sul fronte del risparmio di oggetti e di risorse. Come? Utilizzando in maniera sistematica la comunicazione telematica nei rapporti interni e in quelli con il tribunale. Ciò significherebbe dare un contributo importante ai processi di dematerializzazione: usare meno carta (attualmente vero e proprio incubo per gli uffici giudiziari di tutta Italia) è un passo avanti per risparmiare denaro e per favorire l'ambiente. Comportamenti virtuosi, insomma, secondo alcuni piccoli e secondo altri neanche così piccoli, riassunti anche in un bilancio sociale, redatto il quale la Procura della Repubblica potrebbe anche fregiarsi di una certificazione di qualità. lu.dem.

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Regionali, Friuli e Sicilia al centro-destra. Il trionfo di Lombardo, la sconfitta di Illy (sezione: Burocrazia)

( da "Campanile, Il" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lea Vendramel Regionali, Friuli e Sicilia al centro-destra. Il trionfo di Lombardo, la sconfitta di Illy Nell'isola il leader dell'Mpa schiaccia la Finocchiaro con il 65,3 per cento, sinistra ai minimi storici. E Tondo espugna l'ultima regione del centro-sinistra nel nord est con il 53,8 per cento dei voti Una conferma e una sorpresa. Si può riassumere così la tornata regionale per il centro-destra. Perché se la vittoria in Sicilia era pressoché scontata, la conquista del Friuli Venezia Giulia non era prevista, seppur fortemente auspicata. Il presidente uscente, Riccardo Illy, non è riuscito a difendere uno degli ultimi baluardi del centro-sinistra nel nord-est. E Renzo Tondo, forse anche grazie al traino delle elezioni politiche, è riuscito a sbaragliare l'uomo del caffè dato favorito fino all'ultimo. La sfida si è conclusa 53,8 per cento a 46,2. E il Pdl, con il 33 per cento dei consensi, si è conquistato la maggioranza delle preferenze. Tondo, oltre al sostegno del Pdl, ha potuto contare sul 12,9 per cento dei voti leghisti, sul 6,1 per cento incassato dall'Udc e sull'1,6 per cento del Partito dei pensionati. Non sono bastati, invece, a Illy il 29,9 per cento ottenuto dal Pd, il 5,7 della Sinistra arcobaleno, il 4,5 dell'Idv, il 5,1 della lista Cittadini per il presidente e l'1,2 della Slovenska Skupnost. Solo Gorizia e Trieste avrebbero preferito una sua riconferma alla guida della regione. Nelle due circoscrizioni, infatti, Illy ha incassato rispettivamente il 52,9 e il 50,5 delle preferenze. Udine, Tolmezzo e Pordenone, però, hanno scelto di voltare pagina, dando a Tondo rispettivamente il 55,3, il 52,3 e il 58,6 per cento dei voti. Quando lo scrutinio conferma le proiezioni e il risultato è ormai certo, Tondo stempera la tensione accumulata, esprimendo la sua soddisfazione e confessando di aver creduto fin dall'inizio che avrebbe potuto farcela. Illy, invece, si trincera dietro un assoluto silenzio. Segue lo spoglio a distanza, da Bruxelles, dove sta discutendo di come ridurre la burocrazia in Europa. Forse aveva qualche presagio infausto sulla sua rielezione. Presagio che l'ha portato a guardare da lontano la sua sconfitta. Si è, invece, immerso per le vie di Catania il leader dell'Mpa, Raffaele Lombardo, nel giorno della sua elezione a presidente della Regione. Se l'esito della sfida isolana era praticamente già scritto, visto che la Sicilia è da sempre roccaforte del centro-destra, non ci si aspettava un'affermazione così schiacciante che ha fatto toccare al centro-sinistra i minimi storici. Lombardo con il 65,3 per cento dei consensi ha più che doppiato la sua avversaria Anna Finocchiaro, che si è fermata al 30,4 per cento. E il Pdl con il 33,5 ha quasi doppiato il 18,8 per cento del Pd. Al successo di Lombardo hanno contribuito anche il 13,8 per cento incassato dall'Mpa, il 12,5 dell'Udc, il 4,5 della lista Lombardo presidente e il 3,8 dei Democratici autonomisti. Insufficienti, invece, per la candidata del centro-sinistra il 18,8 per cento del Pd, il 4,9 della Sinistra arcobaleno, il 3,1 della lista Finocchiaro presidente e l'1,8 di Idv. Da notare che la Sa, dopo essere stata tagliata fuori da Camera e Senato non avendo superato i relativi sbarramenti, non varcherà nemmeno le porte dell'Ars, essendoci uno sbarramento al 5 per cento. (17-04-2008).

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Scoppio in fabbrica, morti due operai - gigi furini (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Attualità Scoppio in fabbrica, morti due operai Stavano pulendo un macchinario per la lavorazione della plastica Le vittime sono un italiano e un africano, feriti anche i due figli del titolare GIGI FURINI MILANO. "Volavano pezzi di metallo grossi come pugni", hanno raccontato gli operai della Masterplast, fabbrica di materie plastiche a Cornate d'Adda, in provincia di Milano. I pezzi di metallo hanno ucciso due operai, Raimondo Casati, 47 anni e Moussa Compaore, 27, del Burkina Faso. E' successo ieri pomeriggio nella zona industriale di questo paese a nord est del capoluogo lombardo, capannoni dopo capannoni, dove il lavoro non manca e dove è forte la presenza di extracomunitari perchè è sempre più difficile trovare sul posto manodopera locale disposta a fare certi mestieri. Tutto è accaduto in un attimo. I due operai, aiutati dai due figli del titolare che si trovavano poco distante e, proprio per questo, sono rimasti feriti, erano intenti a pulire un macchinario per la lavorazione della plastica, un macchinario che da giorni dava problemi. Però il prodotto usato per pulire quel maledetto macchinario ha provocato dei vapori che, a contatto con la plastica, sono esplosi. La Masterplast è una piccola realtà. Dà lavoro a 12 persone. Al momento dell'incidente erano dieci gli operai presenti in fabbrica. Sono arrivati i soccorsi, le ambulanze, i vigili del fuoco e i carabinieri. Portati i due figli del titolare in ospedale (anche il padre si è sentito male), per terra sono rimasti i corpi senza vita dei due operai che sono stati colpiti al volto e alla testa da quei "pezzi di metallo grossi come pugni". Il macchinario che "dava problemi" serviva per l'estrusione della plastica, cioè trasformava i fogli di plastica in palline. Adesso saranno le indagini dell'Asl di Monza, della procura, dei carabinieri, a dire di chi è la colpa, se colpa c'è. Oppure si è trattato solo di fatalità. Bisognerà accertare se i due operai erano opportunamente protetti dal casco e dalla visiera. Bisognerà capire perchè si sono formati quei vapori e perchè sono esplosi. Ci vorrà del tempo, lasciano capire gli investigatori. Intanto l'Italia aggiorna il suo triste primato di 4 morti al giorno. Morti sul lavoro, si intende, che fanno 1376 morti all'anno (questa la media dal 2000 al 2006), proprio come cent'anni fa. Le statistiche sono lì, fredde e impietose. Nel 42,5% dei casi si muore cadendo dall'alto; nel 20,8% dei casi perchè si è travolti da una gru, da un carrello, da una ruspa. Nel 14,9% dei casi perchè colpiti da materiale da lavoro. E' il caso di ieri a Cornate d'Adda. Eppure in Italia la legislazione a tutela della sicurezza sul posto di lavoro c'è ed è anche severa. Ma viene disattesa e i controlli lasciano il tempo che trovano. Alla Thyssen di Torino, tre mesi prima dello scoppio che ha provocato sette vittime, c'era andato un ispettore dell'Asl. Aveva rilevato che tutto era a posto, tutto in ordine. Ma quando l'hanno interrogato ha dovuto ammettere. Lui un impianto siderurgico non l'aveva mai visto fino a quel momento. Era addetto ad altro, ad altri controlli. Invece per la burocrazia italiana, controllare un'acciaieria o un negozio di pasta fresca è la stessa identica cosa. "Non deve più succedere", avevano gridato i politici ai funerali di Torino. Nella giornata di ieri hanno detto che "non deve più ripetersi", che "le leggi vanno applicate" e che "non bisogna abbassare la guardia".

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Tosi dà i compiti ai <suoi> onorevoli (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL DOPO VOTO. Con 5 leghisti a Roma, è la prima volta dai tempi della Dc che un sindaco può contare su una "pattuglia" così nutrita di parlamentari del suo partito Tosi dà i compiti ai "suoi" onorevoli Fondazione Arena, ultimo tratto della Transpolesana e variante della Statale 12 sono le missioni da compiere per la città Più risorse a disposizione del territorio e meno burocrazia FLAVIO TOSI SINDACO DI VERONA     Enrico Giardini Quelli che contano, per far piovere soldi sulla città, sono i ministri o i sottosegretari, meglio se con portafoglio. Ma se anche non ci sarà qualche veronese, nella compagine governativa Pdl-Lega Nord di Berlusconi, qualche opportunità per Verona, sulla scia delle elezioni politiche, potrebbe esserci. Cinque degli otto fra deputati e senatori veronesi del centrodestra appena eletti sono infatti della Lega Nord, il partito del sindaco Flavio Tosi, che in città ha un elettore su quattro e in provincia quasi uno su tre. Si tratta di Federico Bricolo (senatore) e poi dei deputati Matteo Bragantini, Francesca Martini, Alessandro Montagnoli e Giovanna Negro, questi ultimi due fra l'altro sindaci, rispettivamente di Oppeano e di Arcole. A questi si aggiungono i deputati Aldo Brancher e Alberto Giorgetti e la senatrice Cinzia Bonfrisco, del Pdl, sempre nella coalizione di centrodestra. Gli altri sei sono di centrosinistra, 5 del Pd e uno dell'Idv. Bisogna andare indietro di 21 anni, alle elezioni politiche del 1987, ai tempi del sindaco Dc Gabriele Sboarina, per avere un numero maggiore di deputati dello stesso partito del sindaco: allora gli eletti nella Dc furono sette, quattro deputati e tre senatori. COGLIERE L'OCCASIONE. Ma come l'amministrazione conta di far fruttare l'opportunità? Il sindaco pone due richieste prioritarie, il federalismo fiscale, "fondamentale per mettere a disposizione del territorio una quantità maggiore di risorse economiche", spiega, e la sicurezza. "Serve un giro di vite sugli immigrati clandestini, perché ormai ci sono situazioni intollerabili, sul nostro territorio", precisa, chiedendo anche "più rirorse per le forze dell'ordine". "MENO OSTACOLI". Il sindaco chiede però ai suoi parlamentari, quelli della Lega in particolare, di portare a casa risultati sul fronte della sburocratizzazione, per avere meno ostacoli alle opere pubbliche avviate e ai progetti in cantiere. "Alla Corte dei Conti a Roma è depositato il contratto di vendita della caserma Passalacqua al Comune, ma è tutto fermo da mesi e basterebbe mezza giornata per mettere la parola fine e permettere, così, che il Comune possa utilizzarla, a cominciare dall'area che sarà destinata a parcheggio. Aggiungo poi gli edifici dell'Arsenale, che in parte vorremmo mettere nel patrimonio della Fondazione Arena che poi, fra l'altro avrà lì una parte della propria sede". Tosi ribadisce poi di "volere modifiche alle Sovrintendenze ai monumenti, che dovrebbero essere su scala regionale, perché non è possibile che progetti di parcheggi e come in piazza Arditi, lungadige Capuleti e piazza Poste siano continuamente bloccati". STRADE. Dopo aver detto no alla tramvia su rotaia, l'amministrazione Tosi cerca ora di poter impiegare i 124 milioni già stanziati dal ministero delle infrastrutture: "Vogliamo una tramvia a sensori, non a binari, che è sempre a guida vincolata e quindi finanziabile. Faremo in modo che si realizzi", dice ancora il sindaco. "Poi chiediamo uno stanziamento straordinario per la Fondazione Arena e una più corretta ripartizione del Fondo unico dello spettacolo, rapportato ai costi che dobbiamo sostenere per gestire l'Arena e un numero elevato di dipendenti. Poi vorremmo sbloccare i 53 milioni dell'autostrada Serenissima per il traforo, ma soprattutto chiediamo all'Anas soldi per completare la strada 434 fino a Basso Acquar e costruire la variante alla Statale 12".

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Critiche le opposizioni: <In questo modo si creano dei veri e propri monopoli. Dimezzate i permessi> (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

BOVOLONE. Per commercianti ambulanti Cosap, si cambia Dieci anni di licenza Critiche le opposizioni: "In questo modo si creano dei veri e propri monopoli. Dimezzate i permessi"   Cambia ancora il regolamento Cosap sul canone per l'occupazione di aree e suolo pubblico, appena modificato nell'ultima seduta del consiglio comunale. Nella nuova versione, scaricabile anche dal sito www.bovolone.net, viene previsto il rilascio di concessioni decennali ai gestori di spettacoli viaggianti e ai commercianti ambulanti, categorie di esercenti presenti soprattutto alla Fiera San Biagio e al Settembre Bovolonese. Questo, secondo l'amministrazione, per ridurre la burocrazia dei rinnovi annuali, snellendo così le pratiche e permettere ai titolari di avere il tempo di avviare la propria attività. Le novità del regolamento non sono piaciute a tutti: "Dieci anni di licenza sono troppi: c'è il rischio che si creino dei monopoli", hanno sostenuto i consiglieri di opposizione Tiziano Ferrari (Lista Mantovani) e Ferdinando Sortino (Bovolone Soprattutto) i quali hanno suggerito di dimezzare i permessi. "Anche la legge regionale prevede concessioni decennali", ha ribattuto il sindaco Osvaldo Richelli, precisando che la normativa prevede revoche e decadenze dei posteggi. Il regolamento Cosap compie 10 anni nel 2008 e da quando è stato adottato è stato rivisto e modificato quasi ogni anno. Nella penultima modifica, nel 2006, erano state modificate le sanzioni, riducendole e graduandole in caso di ritardo nel versamento. L'adeguamento del regolamento dipende anche dal cambiamento della tariffa per lo smaltimento dei rifiuti. RO.MA.  .

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BOVOLONE. Per commercianti ambulanti (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cosap, si cambia Dieci anni di licenza Critiche le opposizioni: "In questo modo si creano dei veri e propri monopoli. Dimezzate i permessi"   Cambia ancora il regolamento Cosap sul canone per l'occupazione di aree e suolo pubblico, appena modificato nell'ultima seduta del consiglio comunale. Nella nuova versione, scaricabile anche dal sito www.bovolone.net, viene previsto il rilascio di concessioni decennali ai gestori di spettacoli viaggianti e ai commercianti ambulanti, categorie di esercenti presenti soprattutto alla Fiera San Biagio e al Settembre Bovolonese. Questo, secondo l'amministrazione, per ridurre la burocrazia dei rinnovi annuali, snellendo così le pratiche e permettere ai titolari di avere il tempo di avviare la propria attività. Le novità del regolamento non sono piaciute a tutti: "Dieci anni di licenza sono troppi: c'è il rischio che si creino dei monopoli", hanno sostenuto i consiglieri di opposizione Tiziano Ferrari (Lista Mantovani) e Ferdinando Sortino (Bovolone Soprattutto) i quali hanno suggerito di dimezzare i permessi. "Anche la legge regionale prevede concessioni decennali", ha ribattuto il sindaco Osvaldo Richelli, precisando che la normativa prevede revoche e decadenze dei posteggi. Il regolamento Cosap compie 10 anni nel 2008 e da quando è stato adottato è stato rivisto e modificato quasi ogni anno. Nella penultima modifica, nel 2006, erano state modificate le sanzioni, riducendole e graduandole in caso di ritardo nel versamento. L'adeguamento del regolamento dipende anche dal cambiamento della tariffa per lo smaltimento dei rifiuti. RO.MA.  .

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Berlusconi: <Subito via l'Ici e bonus a tutti i primi nati> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma, La" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Berlusconi: "Subito via l'Ici e bonus a tutti i primi nati" IL PRIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI SARA' A NAPOLI. IL CAVALIERE HA GIA' CHIARE LE PRIORITA' Elezioni 2008 PDL IL PRIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI SARA' A NAPOLI. IL CAVALIERE HA GIA' CHIARE LE PRIORITA' Berlusconi: "Subito via l'Ici e bonus a tutti i primi nati" "Detassazione degli straordinari". "Carriere separate per i giudici" "Entro fine anno Forza Italia e An diventeranno un unico partito" ROMA Andrea Longo II è disponibile al dialogo con il "governo ombra" di Veltroni sulle riforme. "Ci sentiamo e discutiamo ". Ma non è disponibile a cedere una Camera all'opposizione. Il giorno dopo il trionfo elettorale Silvio Berlusconi mette subito le cose in chiaro. "Le Camere vanno al Pdl, chi vince deve avere almeno due cariche apicali". Anticipa i primi provvedimenti del governo, il programma da qui a fine anno, quando l'alleanza elettorale tra Forza Italia e An "diventerà un'unica forza politica". Ai pm il leader del Popolo della libertà manda subito un messaggio. Che appare più una dichiarazione di guerra. "La separazione delle carriere è imprescindibile". Del resto già nel giorno della vittoria aveva fatto sapere che tra le prime riforme ci sono giustizia, scuola, sanità e burocrazia. è commosso, ma anche preoc cupato per la situazione del Paese. Perciò vuole essere subito operativo, c'è tanto lavoro da fare. continua... Per leggere il testo completo dell'articolo, registrati al nuovo "sfogliatore" online.

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Aziende familiari, eredità troppo vincolate (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Commenti imprese & burocrazia Aziende familiari, eredità troppo vincolate Marco Pagano* e Fausto Panunzi** Le imprese familiari svolgono un ruolo decisivo nella vita economica di molti paesi. Quasi tutte le imprese non quotate sono controllate dai fondatori o dai loro eredi. Perfino tra quelle quotate, a livello mondiale il 30 per cento delle grandi imprese e il 45 per cento di quelle di medie dimensioni è controllato da una famiglia. Lo sviluppo delle imprese familiari è legato alla storia dinastica della famiglia controllante ed è influenzato dal modo in cui il controllo passa da una generazione all'altra. Non tutti gli eredi hanno il talento necessario. Ma spesso non è possibile lasciare l'intera impresa familiare all'erede più "capace". La legge, infatti, assicura in molti paesi una quota di "legittima" a tutti gli eredi, e in molti casi l'azienda di famiglia è una parte così cospicua dell'asse ereditario che non è possibile soddisfare i diritti dei legittimari senza dare loro una quota dell'impresa. Al momento della successione, questa quota dovrà essere liquidata, così riducendo il capitale proprio dell'impresa; e anche se gli eredi legittimari lasciassero la loro quota investita nell'impresa, la società dovrà pagare loro una parte corrispondente dei profitti futuri, che non potrà essere destinata a remunerare altri finanziatori. In ogni caso, quindi, l'impresa vedrà ridursi la propria capacità di accedere a finanziamenti esterni (per esempio, al credito bancario). Per questo motivo, le norme in tema di successioni ereditarie possono limitare l'investimento delle imprese familiari. Il problema dovrebbe essere tanto più grave quanto più difficile è l'accesso delle imprese al finanziamento esterno, per compensare con risorse finanziarie esterne il drenaggio di risorse a favore degli eredi non controllanti. A sua volta, l'accesso a finanziamenti esterni è tanto più difficile quanto meno la legge tutela i diritti dei creditori e degli azionisti di minoranza. In conclusione, non solo norme più restrittive in tema di successioni possono ridurre la capacità delle imprese familiari di investire e di crescere, ma la riduzione dovrebbe essere tanto maggiore quanto peggiore è la tutela legale dei finanziatori delle imprese. In un recente lavoro scritto con Andrew Ellul abbiamo sottoposto queste previsioni a verifica empirica. Il primo passo è stata la costruzione di un indice per misurare il grado di flessibilità delle norme in materia di successioni nei vari paesi. La nostra misura è data dalla quota massima dell'asse ereditario che con un testamento si può trasmettere a un singolo erede, tenendo conto della presenza del coniuge e del numero di figli. La tabella in basso mostra il nostro indicatore per alcuni paesi nel caso di presenza del coniuge e di due figli. Come si può notare, le norme in materia di successione variano molto a livello internazionale. Mentre nei paesi di common law, quali Gran Bretagna e Stati Uniti, non vi sono restrizioni sulla ripartizione dell'eredità, nei paesi di civil law, quali quelli dell'Europa continentale, i vincoli sono presenti, seppur in diversa misura tra i vari Stati. Per esempio, in Italia, un individuo con coniuge e due figli può lasciare al massimo una quota del 50 per cento del suo patrimonio a un solo figlio. Tra i paesi mostrati nella tabella, solo la Spagna ha una normativa altrettanto restrittiva. Usando un campione di 12.918 imprese in 31 paesi nel periodo 1990-2006, abbiamo documentato che la rigidità della legge sull'eredità riduce l'investimento e la crescita delle imprese familiari, mentre non ha alcun effetto su quelle non familiari, come è logico attendersi. Inoltre, conformemente alle previsioni della teoria, i nostri risultati empirici mostrano che tale effetto è maggiore nei paesi in cui la protezione degli investitori è più debole. Tali conclusioni sono particolarmente importanti per l'Italia, che ha una normativa restrittiva in tema di successioni e al contempo ha un modesto grado di protezione legale degli investitori e una fortissima presenza di imprese familiari. Le nostre stime indicano perciò che riformare la normativa italiana in modo da lasciare maggiore flessibilità al testatore potrebbe rimuovere un ostacolo importante agli investimenti delle imprese familiari, e in tal modo avere effetti positivi sulla crescita economica. (Testo tratto da www.lavoce.info) *docente di Politica economica Università di Salerno **docente di Politica economica- Università Bocconi del 17-04-2008 num.

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Burocrazia digitale in tutti i Comuni (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prov Ogliastra Pagina 6039 Burocrazia digitale in tutti i Comuni --> Provincia Burocrazia digitale ad alta velocità. La Provincia presenta il suo sistema informativo, prova generale per il modello di e-goverment che verrà esteso (gratuitamente) a tutte le amministrazioni comunali. Lunedì 21 aprile, alle 10, all'Hotel Arbatasar verranno illustrate alle amministrazioni le logiche di sviluppo del sistema nella Provincia. Al momento il sistema è in fase di realizzazione avanzata all'interno dell'amministrazione provinciale e porterà in beve all'informatizzazione di tutte le aree organizzative della Provincia. Il progetto utilizza tutte le più moderne tecnologie informatiche e opera in completa aderenza alle linee guida del codice per la P.A. digitale. La Provincia prevede che per ognuno dei 23 comuni del territorio siano disponibili, in riuso, tutti i moduli software previsti. La tecnologia al servizio dei cittadini, nella speranza che diminuiscano le file agli sportelli.

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I sindaci:più risorsemeno "carta" (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Caso sicurezza Vallemme. L'umidità, il tempo che passa, il terremoto del 2003: se tutto ciò non bastasse, anche i topi. Sono queste le principali cause che determinano il peggioramento delle condizioni in cui versano molti degli edifici sacri della Vallemme. Chiese ed oratori, che rappresentano un patrimonio non solo religioso ma anche storico, sempre più spesso devono fare i conti con la necessità di restauri, ristrutturazioni e disinfestazioni. Una situazione resa ancora più pesante dagli ostacoli della burocrazia e dalla cronica mancanza di fondi degli enti locali. Questo il quadro, che emerge al termine di un veloce sopralluogo all'interno di alcuni edifici religiosi. La prima che visitiamo è la chiesa parrocchiale di San Giacomo di Gavi, edificata nel XIII secolo. Alcune settimane fa, il parroco, don Gianni Pertica ha trovato ospiti sgraditi nella sacrestia: i topi, infatti, hanno cominciato a danneggiare il rivestimento in legno ottocentesco. A preoccupare maggiormente il parroco di Gavi è, tuttavia, lo stato dei muri esterni della chiesa, che necessitano di lavori urgenti, previsti nei prossimi mesi. Per trovare i fondi necessari agli interventi, circa 30 mila euro, la parrocchia ha dovuto ricorrere a diversi enti: una fondazione bancaria, il Comune e la Cei. "Riusciamo a far fronte alla manutenzione ordinaria - racconta don Gianni -. Per quella straordinaria, che è pure necessaria, la situazione si fa invece particolarmente difficile". Ci sono ancora diversi edifici religiosi che aspettano i fondi regionali per riparare i danni del terremoto dell'aprile 2003. Nell'elenco figurano, ad esempio, il restauro dell'affresco seicentesco del Carlone, che si trova all'interno dell'Oratorio dei Bianchi; la chiesa di Monterotondo, resa agibile grazie al contributo dei parrocchiani ed all'accensione di un mutuo, ma non ancora del tutto ultimata. Non è ancora partita la conferenza dei servizi, che la Regione dovrebbe avviare per valutare i diversi progetti di recupero presentati. Per il restauro di piccole opere o degli organi all'interno delle chiese si sono finora interessati anche altri soggetti come Rotary e Lions, le cui sedi locali in questi anni hanno promosso una serie di iniziative per la raccolta di fondi. Ancora più complessa è la situazione del convento dei frati Cappuccini di Voltaggio, al cui interno si trova una delle più importanti quadrerie della regione. La pinacoteca difficilmente quest'anno verrà aperta al pubblico, in attesa che si trovi una soluzione al restauro del complesso, in cui ormai da anni i frati non abitano più. Angela Agostino .x/17/0804 Gli edifici religiosi della zona sono in condizioni disastrose: si attendonoi fondi regionali stanziati per il terremoto del 2003 .x/17/0804 Alessandria. Una pattuglia di Volanti in più, integrazione della polizia municipale nei servizi di controllo coordinato del territorio, avvio delle procedure per la proposta di istituire un commissariato sezionale a Spinetta Marengo. È quanto emerso ieri dalla riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza, che ha affrontato la situazione del Comune capoluogo, dopo i recenti episodi verificatisi alla Fraschetta (una donna aggredita e rapinata in strada lunedì scorso, i furti in tabaccheria). All'incontro, presieduto dal prefetto Francesco Paolo Castaldo, hanno partecipato i vertici delle forze dell'ordine, il sindaco Piercarlo Fabbio e il presidente della Provincia, Paolo Filippi, con i comandanti dei rispettivi corpi di polizia locale. L'approfondita analisi ha escluso, al momento, situazioni di particolare degrado ma, tenendo presente che a breve a Spinetta entreranno in attività un albergo, un centro benessere, una multisala e, in prospettiva, due centri commerciali, si è valutato come operare per rispondere concretamente alle esigenze di sicurezza manifestata da gran parte della popolazione. Il sindaco ha deciso, da subito, di rinforzare con un agente in più il distretto di polizia municipale di Spinetta mentre alle quattro pattuglie di polizia e carabinieri che controllano il territorio se ne aggiungerà una quinta. Sempre in materia di sicurezza, domani Fabbio sarà a Parma per discutere, insieme ai colleghi di Verona, Cremona, Pavia, Belluno, Treviso, Novara e La Spezia, la bozza della "proposta dei sindaci delle città capoluogo al Governo". Nel documento si chiede, in particolare ai ministeri dell'Interno e della Giustizia, un pacchetto di iniziative tese a potenziare le funzioni dei sindaci in modo da rendere più incisiva l'azione degli enti locali e rispondere alle richieste dei cittadini. "Lavoriamo quotidianamente sul tema della sicurezza - commenta Fabbio - intervenendo su versanti diversi: il rafforzamento della polizia municipale, la redazione del Piano della sicurezza locale, lo stimolo al legislatore per una maggiore dotazione di poteri al sindaco, il potenziamento dell'illuminazione e l'installazione di telecamere. Una gamma significativa di interventi, che andrà incrementata con servizi di raccolta informazioni e prevenzione, oltre che sviluppare una forte integrazione con il volontariato orientato alla sicurezza". Infine, Fabbio ha inviato ai parlamentari eletti nelle nostre circoscrizioni una nota in cui si ricordano i problemi legati al territorio alessandrino, in particolare sviluppo e sicurezza, invitandoli a un incontro. Silvana Fossati .x/17/0804.

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Claudio Miotto acclamato presidente veneto (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CONFARTIGIANATO. Un vicentino a Mestre Claudio Miotto acclamato presidente veneto Federalismo fiscale, meno burocrazia, infrastrutture e sostegno alle Pmi le richieste al nuovo governo   MESTRE "Le 148 mila imprese artigiane venete, il 30% della realtà imprenditoriale regionale, si aspettano che la politica intervenga, con realismo ed efficacia, per rilanciare la competitività, utilizzando il contributo di proposte della nostra organizzazione che ne rappresenta le aspettative di sviluppo". Con queste parole Claudio Miotto ha iniziato il suo mandato di presidente della Confartigianato del Veneto dopo, eletto per acclamazione dal Consiglio generale a succedere a Vendemiano Sartor. Affiancato dai vicepresidenti Marco Campion e Daniele Parisotto, guiderà la Federazione sino al 2011. Vicentino, 53 anni, sposato, tre figli, Claudio Miotto è titolare dal 1979 di un laboratorio odontotecnico. Iscritto all'Assoartigiani dal 1980, all'inizio degli anni Novanta inizia il suo percorso come dirigente di categoria per arrivare a ruoli sempre più importanti nella realtà associativa, in Camera di commercio e al Cuoa. "Siamo all'inizio di una nuova legislatura - ha proseguito Miotto nel suo intervento dopo l'elezione - che vede una coalizione che potrà amministrare il Paese con un governo stabile e garantire certezze e affidabilità al sistema imprenditoriale. Ci aspettiamo che l'attenzione nei confronti delle micro e piccole imprese contenuta nel programma elettorale del Pdl trovi concreta e rapida attuazione. Iniziando da un vero, positivo federalismo fiscale e dalla riduzione della spesa pubblica e dall'eliminazione degli sprechi. In materia fiscale, è necessario andare oltre l'impegno a non chiedere ulteriori sacrifici: bisogna abbassare la pressione tributaria su imprese e famiglie. Così come ci aspettiamo che gli imprenditori vengano liberati dai costi della burocrazia, che venga valorizzato il ruolo della piccola impresa e che siano eliminate le discriminazioni tra lavoro autonomo e dipendente. Senza dimenticare l'assoluta necessità di dotare il territorio di infrastrutture moderne adeguate alle esigenze del tessuto economico".  .

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<Alle Poste di San Vito gli spazi insufficienti> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

QUARTIERI.Il responsabile di zona chiede che la direzione regionale non areni la questione nella burocrazia "Alle Poste di San Vito gli spazi insufficienti"     Lorenzo Parolin Fa sentire la propria voce il consiglio di quartiere S. Vito, in merito alla questione ormai annosa relativa alla funzionalità dell'ufficio postale in via Passalacqua, e lo fa tramite il proprio presidente Roberto Racchella che da diversi anni ormai guida il direttivo. "La situazione in cui versa il piccolo ufficio di via Passalacqua che serve il nostro quartiere - dice - è ormai difficilmente sostenibile: gli spazi angusti obbligano gli utenti a mettersi in fila, uscendo spesso dall'unico ufficio nelle ore o nei giorni di punta; la presenza di barriere architettoniche quali scalini o aiuole, limita fortemente l'utilizzabilità dell'ufficio per disabili o anziani; la calca (che è purtroppo la regola) annulla quasi l'efficacia delle norme di sicurezza e incide negativamente sul diritto alla privacy". Che fare, dunque a S. Vito? "Innanzitutto ringraziamo il sindaco Gianpaolo Bizzotto - interviene il segretario, Francesco Maccarone - che si sta spendendo da tempo perchè le nostre richieste possano essere ascoltate dall'ente poste, poi facciamo appello alle stesse poste perchè ci vengano incontro aiutandoci a trovare una soluzione. Il nostro è un quartiere di circa seimila abitanti, meritiamo sicuramente di più sotto il profilo dei servizi e delle infrastrutture". "Ci siamo anche dati da fare, recentemente, per trovare alcune sedi alternative - riprende la parola Racchella - nelle vie Cogo, IV Armata o nella stessa Passalacqua: le avremmo anche trovate, secondo le indicazioni forniteci dalla direzione regionale di Mestre, il problema è che i ritmi della burocrazia non coincidono con quelli dei privati e proprio a causa del dilatarsi dei tempi per rispondere alle offerte immobiliari, i possibili accordi coi proprietari degli stabili sono finora sempre venuti a cadere". "Precisiamo - aggiunge il presidente del comitato di quartiere - che la questione legata all'ufficio postale è particolarmente sentita dai seimila (destinati a crescere nei prossimi anni) abitanti del quartiere e che l'inadeguatezza degli spazi limita fortemente l'offerta di servizi che l'ufficio può offrire. Già qualche anno fa la situazione era complicata, immaginiamoci oggi che le Poste non si occupano più solamente dell'invio di lettere e pacchi, ma sono competenti anche per questioni di ordine bancario o finanziario". "Ciò nulla toglie - concludono presidente e segretario - alla professionalità degli impiegati, che fanno del loro meglio: ci auguriamo, anche per loro, che il nostro appello possa essere ascoltato, così da dare vita a un dialogo proficuo che trovi a breve una soluzione felice per tutti". A San Vito la gente attende una risposta seria e concreta a questo delicato ma importante servizio. Nel 2008 non è accettabile che la gente sia costretta ad accalcarsi davanti ai tre sportelli nell'unica stanzetta aperta al pubblico. Non è neanche dignotoso. Per la città di Bassano, per le Poste stesse e per i cittadini che meritano sicuramente di più.

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PRANZAVANO TUTTI INSIEME DA DECENNI (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Pranzavano tutti insieme da decenni" DALL'INVIATO Buccino. "Una tragedia inspiegabile. Un dramma che sconvolge le famiglie e le nostre comunità". Gerardo Malpede, sindaco di San Gregorio Magno conosce bene la famiglia Iuzzolino. Sono originari del suo paese anche se da oltre quarant'anni sono in questo lembo di terra che non è poi tanto lontano dal suo comune. "Li conoscevo bene, buona gente, lavoratori, una vita di sacrifici" prosegue il sindaco mentre la notte scende su questa campagna e, man mano che passano le ore, c'è sempre è più gente. È come se la tragedia avesse già segnato Buccino, il paese dove risiedeva la famiglia Iuzzolino e San Gregorio Magno dove erano nati. Ci sono tanti familiari, tanti parenti. Donne anziane, protette da cappotti e sciarponi, piangono e si disperano sul piazzale circondato dalle abitazioni di questo unico nucleo familiare. "Ma qui vivevano tutti insieme - ricorda un famliare - Gregorio ogni giorno e da decenni pranzava a casa della sorella. Viveva da solo, qui se uno non si sposa viene accudito sempre dai familiari. Gregorio viveva nella sua casa da solo, ma solo per dormire perché tutto il resto della giornata la trascorreva con la sorella ed il cognato...". Alle case del dramma si arriva attraverso una strada sterrata che ora è intasata dalle auto dei carabinieri e dei familiari. Una strada stretta di campagna. Ma non per questo i parenti e gli amici si fermano. Parcheggiano anche a centinaia di metri da queste case del dramma pur di abbracciare le famiglie colpite dal lutto. "Povero Angioletto, è una mazzata. E come fai a consolarlo?". Angelo è uno dei figli dei coniugi ammazzati. Tutti lo abbracciano. Donne ed uomini in lacrime assistono all'arrivo dei Ris, i carabinieri della Scientifica che finora hanno visto solo in tv. Ma per loro è come se fosse tempo perso, quello dei rilievi. Perchè per loro questo dramma è inutile da investigare. E come se fosse già tutto da confinare nel dramma di una follia esplosa all'improvviso, senza movente e senza ragione. Ma la Legge ha le sue regole. I carabinieri del maggiore Risi si muovono con pietà e discrezione, mentre continuano ad arrivare familiari per le condoglianze. Gli occhi sono rivolti a quel capannone-abitazione dove ci sono i cadaveri di Antonia Iuzzolino e Giuseppe Ianniello. I fari dei carabinieri fendono l'oscurità, i flash dei Ris offrono lampi che purtroppo non riescono ad illuminare questo dramma della follia. "Perché? Perché?" dice come in una litania del dolore il figlio Pietro, quello che ha scoperto i cadaveri dopo aver sentito quei colpi di fucile. Michele Paglia, un familiare, continua a descrivere la tranquillità di questa famiglia che aveva ricompreso in questi 15 ettari di terreno la ragione della propria vita. Ed anche quella abitazione-capannone, dove si è consumato il dramma, è un pò l'emblema di una vita che sembra non aver mai conosciuto sosta nel lavoro. I figli di Antonia e Giuseppe Ianniello sono quattro: due gestiscono una azienda di movimento terra sulle sponde del Tanagro, Pietro è titolare di un vivaio con il capannone proprio di fronte casa dei genitori. È un lutto collettivo, a Buccino e San Gregorio Magno. I familiari e gli amici continuano a chiedere ai carabinieri quando potranno dare l'ultimo saluto. Per loro la burocrazia della Legge appare come un inutile prosecuzione del dramma. C'è chi chiama il prete del paese per organizzare i funerali. Ma non c'è ancora una data certa. Si dovranno svolgere le autopsie su quei corpi straziati dalla follia. ant. ma.

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LA CISL: SVILUPPO, NO AI RITARDI EVITIAMO UN ALTRO CASO TORRESE (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

La Cisl: "Sviluppo, no ai ritardi evitiamo un altro caso torrese" Si apre un nuovo ciclo per il sistema produttivo casertano dopo la firma dell'accordo di programma sulla reindustrializzazione. Ma perché il provvedimento vada a buon fine c'è bisogno che gli enti territoriali svolgano un ruolo di mediazione e di incontro tra la domanda rappresentata da nuovi investimenti e l'offerta di aree dismesse, già adibite ad uso industriale. È questa la sollecitazione avanzata ieri dalla Cisl nel corso del consiglio generale svoltosi all'Hotel Serenella di San Nicola per dare un più forte impulso al piano di interventi già definito con l'accordo siglato all'inizio del mese e per favorire ulteriori manifestazioni di interesse e quindi di occupazione. Diversamente, ha ricordato il segretario regionale del sindacato Pietro Cerrito, si potrebbero registrare tempi lunghi, cosi come è avvenuto per analoga intesa sull'area torrese siglata negli anni Novanta e portata a compimento soltanto in queste ultime settimane. La burocrazia, viene fatto notare, potrebbe rivelarsi l'ostacolo più insidioso e imprevedibile per l'attuazione di uno strumento che pure presenta "tre formidabili peculiarità", ovvero il riferimento territoriale, la disponibilità dei finanziamenti e la proiezione verso ulteriori fasi di sviluppo. "Il che è da sottolineare - dice il segretario provinciale Carmine Crisci- soprattutto in una provincia dove si assiste a continui attacchi allo stato sociale, nei settori nevralgici della sanità, del pubblico impiego e dell'istruzione". Così, invece, il segretario nazionale Giorgio Santini: "Chiederemo al nuovo governo di riaprire la trattativa sulle condizioni salariali di tanti lavoratori e pensionati per ottenere risposte concrete entro giugno". Enzo Mulieri.

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PAOLO MAINIERO MASSIMO CALEARO, L'IMPRENDITORE-FALCO DEL NORD-EST ELETTO DEPUTATO DEL PD, SU (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

PAOLO MAINIERO Massimo Calearo, l'imprenditore-falco del Nord-Est eletto deputato del Pd, sul boom della Lega ha una sua idea. "Vince perchè ascolta, è attenta ai bisogni della gente". Il suo è un ragionamento complesso che tocca anche la Campania. "L'emergenza rifiuti non ha aiutato, se Bassolino si fosse dimesso sarebbe stato meglio". Il boom del Carroccio visto da Vicenza che sapore ha? "La Lega è riuscita a dimostrarsi vicina alla gente, a interpretare la pancia e il cuore degli elettori: lo abbiamo fatto anche noi, ma cercando di passare attraverso la loro testa. Quando la Lega vince in Veneto, in Lombardia, in Piemonte, e va bene. Ma quando sfonda in Emilia Romagna e prende un deputato addirittura nelle Marche allora è allarme rosso, significa che una certa politica non percepisce più i problemi della gente". Neanche il Pd? "Il Pd è troppo giovane, è nato appena quattro mesi fa, ha la necessità di farsi capire dalla gente. La novità non è stata percepita del tutto. Le racconto la mia esperienza. In campagna elettorale ho visitato sessanta comuni veneti e da un'analisi che ho fatto dopo il voto risulta che dove sono stato il Pd è cresciuto dappertutto, anche dove è cresciuta la Lega". Ma non la preoccupa che anche gli operai scelgano la Lega? "C'è una chiara sconfitta della sinistra antagonista perchè l'operaio a fine mese guarda la busta paga e non pensa alle ideologie. La Lega ha saputo intercettare questo malessere perchè è una forza radicata sul territorio e sa ascoltare la gente. È quello che il Pd deve e può fare, a differenza di Forza Italia e An che rappresentano solo sè stessi e di una sinistra estremista che non c'è più". La campagna elettorale ha avuto tra i suoi temi dominanti l'emergenza rifiuti in Campania. Le immagini di Napoli sommersa dalla spazzatura hanno influito sul risultato positivo della Lega e su quello non brillantissimo del Pd al Nord? "Il fenomeno Lega, come ho spiegato, è molto più complesso ma mi pare evidente che la vicenda campana non sia stata d'aiuto a un partito come il Pd che si presentava per la prima volta alle elezioni. L'emergenza rifiuti è stata un autogol di qualcuno che governa Napoli e che avrebbe dovuto avere il coraggio di andarsene a casa". Immagino che si riferisca a Bassolino? "Certo. Se si fosse dimesso qualcosa si poteva recuperare, in Campania ma anche al Nord". Al di là dell'emergenza rifiuti, il voto alla Lega è stato anche un voto contro il Mezzogiorno? "Non c'è, non esiste un voto contro il Sud. Esiste invece un problema che riguarda il Mezzogiorno che va al di là di destra e sinistra". Il problema come si risolve? "Il Sud deve innanzitutto recuperare il proprio civismo, rimettere al centro il cittadino, non privilegiare le reti clientelari. Ma primi segnali importanti ci sono: quando De Mita perde significa che qualcosa sta cambiando". Lei si augura che la Lega riesca ad avere un ministro veneto con il quale poter collaborare e portare a casa il federalismo fiscale. Ma il federalismo fiscale non rischia di penalizzare il Mezzogiorno? "Assolutamente no. Anzi, significa più equità, vuol dire fare in modo che finiscano gli sperperi. Il Sud non ha bisogno ogni giorno del pesce ma di una canna da pesca. E le potenzialità per riuscirci ci sono, al Sud c'è una nuova imprenditoria coraggiosa e valida che è un esempio per tutti. Penso al siciliano Ivan Lo Bello, ma anche ai campani Gianni Lettieri e Silvio Sarno". Perchè gli imprenditori del Nord fanno fatica a investire al Sud? "Per due motivi, la mancanza di sicurezza e la lentezza della burocrazia. Se si superano queste due barriere il Sud si riprenderà". Ma lei con che occhi guarda il Sud? "Amo il Mezzogiorno, ha posti e cose così belli che nessun cinese li può imitare. Anzi, le dico che verrò giù presto, andrò a Capri che amo tanto".

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Mille freni burocratici non solo per le grandi opere GIUSEPPE MAGGI (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

35 NECROLOGIE giovedì 17 aprile 2008 Dopo l'allarme Ptcp Mille freni burocratici non solo per le grandi opere GIUSEPPE MAGGI Ho letto con attenzione su Libertà le parole del presidente di Confindustria Piacenza Sergio Giglio al riguardo del PTCP. Egli è giustamente preoccupato per i vincoli che tale Piano imporrà agli interventi produttivi. Io lo sono per tutti i limiti che questo e gli altri numerosi ? troppi ? piani oggi vigenti impongono agli interventi del signor Luigi, ovvero del cittadino semplice. In effetti ? e ne faccio un discorso complessivo e non specifico nei riguardi del PTCP ? l'intreccio di leggi nazionali e regionali, di piani comunali e intercomunali, di regolamenti locali e sovracomunali ha raggiunto un livello tale da rendere arduo il soddisfacimento anche di necessità che possono sembrare banali ma che per le famiglie sono invece spesso vitali. Il dottor Giglio ha citato qualche sigla (SIC, PAI e via di questo passo) e ciascuna rappresenta un ostacolo per chi intende avviare un'opera. E quando credi di aver trovato la soluzione rispettosa di un regolamento ecco quello successivo che ti scombussola tutto. L'attenzione è quasi sempre rivolta alle grandi opere, grandi per importanza e per dimensione, e mai si discute di quei piccoli lavori di ambito famigliare che comunque rappresentano miglioramento e sviluppo locale. Fa notizia ? giustamente ? la nascita di uno stabilimento dove saranno occupate centinaia di lavoratori. Nessuno, però, si interessa, per esempio, del secondo bagno che il signor Luigi deve costruire al piano terra della sua casa, perché il vecchio padre non può più fare le scale e raggiungere il servizio igienico al livello superiore. Magari la casa si trova vicino ad una strada provinciale ed allora serve chiedere il nulla-osta alla Provincia. Se è poco lontana da un torrente occorre il visto della Soprintendenza ai beni culturali e paesaggistici. Qualora ricada in fascia di vincolo idrogeologico è indispensabile rivolgersi alla Comunità montana. Se poi il titolare non è coltivatore diretto e l'abitazione è in una zona di tutela forse il secondo bagno non si potrà neppure fare. Una volta raccolti mille pareri il progetto dovrà conformarsi alle norme antisismiche (forse coinvolgendo anche le parti di casa non direttamente interessate al nuovo bagno, con indubbio aggravio di costi): per questo serviranno relazione geologica e progetto esecutivo magari a firma di un ingegnere; qualora per il rispetto della norma servissero opere in cemento armato ci sarà l'obbligo della relativa denuncia, delle prove sui materiali e del collaudo finale. Non ci si potrà dimenticare delle norme sull'isolamento termico che obbligano ad una relazione di un termotecnico ed all'utilizzo di particolari materiali e tecnologie. Poi ci sono gli aspetti igienici: se manca una fognatura a cui allacciarsi occorrerà studiare una particolare (e costosa) forma di scarico che andrà sottoposta al parere degli organi sanitari. E se invece la fognatura esiste ma è al di là della strada è necessario chiedere al Comune ? oltre al permesso per la costruzione del bagno una volta raccolti tutti i visti ed autorizzazioni ? il nulla-osta all'attraversamento della via con il deposito di una cauzione a garanzia del ripristino del luogo a fine-lavori. Se ? valutato il tutto ? il signor Luigi considererà di aggirare ogni ostacolo ed eliminare le cospicue spese burocratiche e costruire abusivamente il secondo bagno di cui ha stretta necessità come dargli torto? Ho utilizzato questo esempio, comunque non lontano dalla realtà quotidiana, per dare un'idea di quanto sia oggi complicato avviare e realizzare un'opera edilizia ancorché esigua. Con ciò non intendo assolutamente affermare che siano astratti tutti i passaggi citati ne tantomeno invitare la gente all'abusivismo. Ogni aspetto richiamato, da quello sanitario a quello paesaggistico, è meritevole di attenzione. Solo che la sovrapposizione inclemente di tutti questi passaggi burocratici (e di tantissimi altri che non ho elencato per non annoiare il lettore) è spesso in contrasto con la modestia dell'opera e con l'esigenza che ne è alla base. Da anni tutti affermano che occorre un ritorno alla semplicità per evitare di venire uccisi dalla burocrazia sommersi dalla carta bollata. Non credo sia più possibile tornare indietro nel tempo cancellando le disposizioni in materia antisismica, igienica o di contenimento termico. Al massimo si devono alleggerire rapportandole per quanto possibile all'entità dei progetti utilizzando buonsenso. Qualcosa invece si può fare in tema di piani regolatori, riducendone drasticamente il numero e la sovrapposizione. In nome della tutela di ogni minimo aspetto del territorio si sono create decine di piani spesso in contrasto fra loro. Ed alla fine l'unico risultato ottenuto è quello di tutelare il territorio vietandone qualsiasi utilizzo. Così gli abitanti della collina e della montagna scappano nelle città e centinaia di lavoratori con l'idea di diventare piccoli imprenditori si rassegnano a rimanere operai a vita in fabbrica, almeno finché questa non dovrà chiudere perché una nuova norma le richiederà impossibili adeguamenti. Chi può invertire la tendenza a questo eccesso di pianificazione lo faccia presto: altrimenti il padre del signor Luigi morirà prima di vedere finito il suo bagno al piano terra. © LIBERTA' © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti sono riservati Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA 01447930338.

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Oltre 5000 gli italiani in cerca di cure all'estero nel 2005 (sezione: Burocrazia)

( da "Redattore sociale" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

SALUTE 14.3717/04/2008 Oltre 5000 gli italiani in cerca di cure all'estero nel 2005 Giornata Europea: Italia al decimo posto per l'attenzione ai diritti del malato. Sono i dati presentati da Active citizenship Network-Cittadinanzattiva ROMA - Cresce il numero di italiani che cercano assistenza sanitaria all'estero ma con esso crescono anche le difficoltà che incontrano, dalla mancanza di informazioni, al mancato riconoscimento delle spese sostenute. È la denuncia presentata oggi a Roma da Active citizenship Network (Acn)-Cittadinanzattiva in occasione della Giornata Europea dei diritti del malato che si celebrerà domani, 18 aprile, in diverse città del vecchio continente. L"evento coinvolgerà 25 paesi dell'Unione Europea e più di 100 città, 50 delle quali solo in Italia. "La Giornata Europea dei diritti del malato ha un duplice obiettivo - ha dichiarato Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva ? da un lato fare sì che i diritti dei cittadini europei siano uguali indipendentemente dallo Stato di provenienza e dall'altro eliminare gli ostacoli di chi è costretto a muoversi fuori dal proprio Paese per avere cure adeguate". Solo in Italia, oltre 5 mila persone nel 2005, secondo i dati del Ministero della Salute, avrebbero cercato cure e assistenza al di fuori dei confini nazionali. Uno su quattro, però, ha incontrato difficoltà ed ostacoli. Le regioni di provenienza sono principalmente la Campania (37%), il Piemonte (10%), la Sicilia (9%), la Puglia (7%), il Veneto (6%) e il Lazio (4%). I Paesi che invece accolgono gli italiani costretti a muoversi per curarsi sono risultati in un caso su due la Francia col 50% dei pazienti, seguita da Belgio e Svizzera al 14%, e la Germania col 6%. Tra i motivi principali che inducono a recarsi all'estero al primo posto la necessità di un intervento chirurgico con oltre il 30% delle segnalazioni, la necessità di trapianti di organi quali rene o fegato per il 17%, riabilitazione e cura per malattie rare intorno al 10% ciascuna. I dati dei flussi di pazienti in Europa vede uno sbilanciamento tra chi dall'estero sceglie di farsi curare in Italia e chi dal nostro paese cerca altrove. Per un europeo che nel 2006 si è curato in Italia ce ne sono 150 che hanno fatto il percorso inverso, fenomeno che si è triplicato negli ultimi anni. Nel 2000, infatti, la proporzione era di 1 a 54. "Abbiamo svolto un'indagine su 14 paesi ? spiega Charlotte Roffiaen, direttore di Active Citizenship Network - e dalla ricerca sono emersi dati interessanti. L'Italia è al decimo posto per quanto riguarda il rispetto dei diritti del paziente stando ai 14 punti individuati da Cittadinanzattiva. Di questi diritti sembra avere una maggiore importanza il diritto al tempo dovuto alle liste d'attesa che richiedono spesso tempi troppo lunghi, ma anche il diritto all'innovazione e il diritto all'accesso. Il motivo per cui sosteniamo la bozza per la Direttiva europea riguardo le cure transfrontaliere è per facilitare e dare più informazioni sui diritti del cittadino e limitare la burocrazia attuale sulle autorizzazioni". Le denunce raccolte da Cittadinanzattiva riguardano per la maggior parte dei casi la mancanza di informazioni relative ai diritti del cittadino europeo per le cure all'estero, la lentezza nella concessione delle autorizzazioni, rimborsi rifiutati e gli alti costi sostenuti. L'emigrazione sanitaria, infatti, costa cara al bilancio dello Stato: ogni anno le cure all'estero costano dai 30 ai 50 milioni di euro l'anno, per un totale, tra il 2000 e il 2006 di oltre 250 milioni di euro. Ma se da una parte gli alti costi delle cure all'estero e i mancati rimborsi scoraggiano i cittadini a varcare i confini, (si va dai 60 mila euro ai 4 mila per un intervento alla schiena), al di là delle Alpi si trovano anche realtà più "economiche". Secondo i dati dell'Health Economics del gennaio 2008, la terapia post-ictus in Ungheria costa 628 euro contro gli oltre 4 mila in Italia, o anche la terapia post-infarto che sempre in Ungheria costa quasi 400 euro, in Italia vede la spesa necessaria crescere fino a superare i 7mila euro. "Il sistema sanitario europeo - conclude Teresa Petrangolini - è un po' lo specchio del federalismo sanitario italiano: a seconda di dove risiedi potresti avere diritto a delle cure e prestazioni o meno, ma noi vogliamo vincere la battaglia con un rafforzamento delle organizzazioni che si occupano dei diritti dei malati da cui fino ad oggi abbiamo avuto una risposta forte. I cittadini attivi sono molti e hanno voglia di impegnarsi". (Giovanni Augello) (Vedi lancio successivo).

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Quel "modello" da esportare (sezione: Burocrazia)

( da "Opinione, L'" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oggi è Gio, 17 Apr 2008 Edizione 75 del 17-04-2008 Lega Nord Padania: La sua forza è voler cambiare la realtà Anche al Sud dovrebbero ispirarsi a Bossi Quel "modello" da esportare di Davide Giacalone Da guardone della politica (più raffinatamente definibile osservatore o commentatore) posso mettere qualche trofeo nel personale ed ininfluente scaffale delle previsioni. Riguardo alla Lega no, non mi riconosco meriti. Diciamo pure che non l'ho capita, se non quando ho cominciato a battere le vie e le piazze del nord non metropolitano, ospite di circoli culturali dove incontro amministratori giovani, a modo, preparati, che poi mi dicono: io sono leghista. Non ero agevolato, nel capire, intanto perché sono meridionale e, come se non basti, figlio del meridionalismo democratico. Poi perché cerco d'essere onesto, di ascoltare e farmi delle opinioni sulla base di quel che sento, e non di pregiudizi. E quel che sentivo, da molti leghisti, non era commendevole. Le urne appena riposte mi dicono che le cose stanno in modo assai diverso. La politica italiana si scanna per potere esibirsi in televisione, considerata la lanterna magica capace di moltiplicare i voti. Nelle ultime settimane la Santanché e Bertinotti erano su tutti i canali, e sono rimasti fuori dal Parlamento. La Lega c'è poco, in televisione, e quando c'è non fa figure esaltanti. Di Bossi si può dire molto, ma non che l"immagine" lo premi particolarmente. Hanno preso voti a man bassa. Le polemiche sui giornali ed i giornalisti amici non si contano, come se le gazzette formassero coscienze ed aggregassero voti. I leghisti non hanno giornalisti amici, ed ogni calderolata o borghesata finiscono sulle prime pagine per giorni, ad indicarne l'indicibile zoticume. Il trionfo elettorale segnala l'inutilità di quelle campagne, e forse anche dei fogli su cui erano scritte. Guardate i gruppi parlamentari, ed ancor più guardate la classe dirigente impegnata nelle amministrazioni locali: i leghisti hanno la media dei più giovani e dei più preparati. La Lega ha fatto politica sul serio, a contatto con la realtà, parlando alle persone e non alla "gente", mettendo le mani su poteri limitati e concreti, anziché disputarne di enormi ed immaginifici. Dire che sono di protesta i voti che raccoglie credo singifichi non avere capito un accidente, perché quelli sono voti politici, nati da identità, coltivati per venti anni. Ma veniamo alle idee ed ai valori. Vogliono distruggere lo Stato unitario, quelli della Lega? In effetti ne hanno dette non poche di cretinate secessioniste. Ma quando si è trattato di mettere mano alle riforme costituzionali lo scassamento è arrivato dalla riforma del titolo quinto, voluto e votato dalla sinistra, mentre la Lega portò il suo consenso ad una successiva modifica costituzionale che andava in direzione opposta, ripristinando il concetto d'interesse nazionale e considerandolo prevalente in settori decisivi, come i trasporti, l'energia o l'istruzione. Se si separano le sparate da comizio dai comportamenti effettivi e si valutano questi ultimi, i nemici dell'unità d'Italia non sono i leghisti, ma i loro tanto severi critici. Sono razzisti, quelli della Lega? Più di un gesto lascerebbe intenderlo, ma se poi si va a leggere la norma che regola l'immigrazione, e che porta il nome di un leader della destra e del capo leghista, non se ne scorge traccia, e lungi dal volere buttare fuori gli immigrati che ci sono si cerca di regolare l'afflusso di quelli che arriveranno. Su questo tema la Lega si muove tenendo presenti due binari. Da una parte ci sono i bisogni produttivi della grande parte del tessuto economico, composto da una miriade di piccole aziende che senza l'immigrazione chiudono. Dall'altra c'è che gli immigrati, indispensabili, vanno poi a risiedere in quartieri periferici e poveri, dove gli italiani residenti, anch'essi periferici e poveri, ne traggono una perdita di valore economico ed una perdita di considerazione sociale. Ecco perché fette di voto "proletario" finiscono alla Lega. E non è che facendo tacere i leghisti si risolva alcunché, anzi, semmai si dovrebbe ascoltarli con meno pregiudizi. Certo, quando sento che un loro parlamentare disinfetta i sedili dei treni dove s'erano seduti i negri, oscillo fra il disgusto e l'ironia, propendendo per la seconda. Ma poi m'accorgo che i sedili dei treni dovrebbero essere disinfettati anche in prima classe, se solo sali su un vagone che viaggia fuori dalle due o tre arterie principali. Se prendi un treno locale, affollato di pendolari, ti accorgi che la disinfestazione dovrebbe essere totale, perché sovraffollamento ed inesistenza d'impianti per l'aerazione sono un miscuglio infernale. E se devi andare al cesso t'accorgi che la disinfestazione sarebbe inutile, perché l'unico rimedio è appiccare il fuoco. Ed allora ti torna alla mente quel parlamentare e diventi indulgente, perché disinfetteresti il sedile dove anche lui s'è seduto. Il linguaggio della Lega è fastidioso, ma anche ingannevole. Rifiutandone le cacofonie se ne cancellano le verità, finendo con il raffigurarsi una realtà irreale. E, ad essere onesti, quando ci capita di avere percorso la trafila per contestare una multa ingiusta, che del tutto illegittimamente ci viene inserita in una cartella esattoriale, le cose che un agitatore leghista dice dello Stato e della burocrazia pubblica, sono raffinatezze per palati fini, rispetto a quelle che ci passano per la testa. Ecco, loro le dicono. E le dicono perché non considerano immutabile la realtà, non la vivono come sia una disgrazia naturale, ma considerano possibile la "liberazione". Vanno presi sul serio. Tranquillizzo quei quattro cafoni che mi sono rimasti amici e parenti: non ho votato per la Lega e non la voterò. Ma ho come il sospetto che anche dalle nostre parti, in terronia, non sarebbe poi così male sopire la radice antica e vitale della ragionevolezza e proporsi, del tutto follemente, di cambiare la realtà. E non sarebbe poi così male avere politici eletti non per i milioni spesi in pubblicità stampata e trasmessa, ma per le ore passate nei bar. C'è molto pragmatismo, nelle follie della Lega. C'è troppa arrendevolezza e inutilità, nella pretesa ragionevolezza della quasi totalità della classe dirigente meridionale.

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AMBIENTE: MATTEOLI, SU NOMINE GOVERNO VUOLE ANDARE AVANTI (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Postato fa da ASCA ARTICOLI A TEMA Altri (ASCA) - Roma, 17 apr - ''Sulle nomine il governo, pur uscito sconfitto dalle urne, non si arrende. Ora sta cercando di mettere suoi uomini in posti chiave per l'ambiente: sta infatti valutando di nominare i 24 membri di un maxicomitato che dovra' gestire l' applicazione della direttiva su Kyoto e il controllo dei permessi di emissione di CO2''. Lo denuncia il capogruppo di An al Senato, Altero Matteoli, ex ministro dell' ambiente. ''Gia' il decreto che istituiva questo organo - osserva Matteoli - e' stato approvato da un governo sfiduciato, ora si vuole procedere anche alle nomine di questo comitato pletorico che restera' in carica per quattro anni e che non servira' ad altro che ad aumentare il numero delle poltrone, con costi aggiuntivi per il bilancio dello stato e un aumento insostenibile della burocrazia. Mi auguro - conclude Matteoli - che questo ultima scorrettezza istituzionale non venga consumata''.

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LETTERE E OPINIONI (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Chi si occupadi anime dicano all'intolleranzaSarebbe bene che don Floriano Pellegrini, assiduo frequentatore di questa rubrica, si occupasse di anime, cosa per far la quale riceve il suo stipendio, e non intervenisse in argomenti che non competono al suo ruolo. In alternativa, se proprio vuol dire la propria sulle elezioni o esprimere il proprio disprezzo nei confronti degli stranieri, sarebbe opportuno che si firmasse con soli nome e cognome, senza quel "Don" che in un contesto del genere serve solo a dare una parvenza d'autorevolezza divinamente infusa a tutto ciò che scrive. Capisco che il calo di presenze a messa riduca sempre più il tempo necessario alla conta dei soldi delle offerte, ma questo tempo guadagnato andrebbe speso meglio, per esempio riflettendo su quanto le sue parole siano indice dell'intolleranza, ben poco cristiana, di cui troppi preti sono purtroppo portatori. Oppure potrebbe rileggersi la parabola del buon Samaritano.Lucio CodemoAlano di PiaveLa legge consenteforme di protestanel voto ai seggiVolevo precisare che la forma di protesta esercitata da alcuni elettori, tra cui il sottoscritto, consistente nel rifiuto di entrare in cabina e nella riconsegna della scheda ai fini del suo anullamento, non è "propria" in quanto di nostra invenzione, e nemmeno di dubbia legittimità, come lascia intendere l'articolo. Si tratta bensì di un procedimento legale normato ai sensi dell'articolo 62 delle normative sui seggi e attivato da una circolare della Procura giunta ai medesimi.diego_battiston@libero.itAnch'io ho sceltodi parteciparecontestandoScrivo per segnalare una vostra imprecisione presente nell'articolo, pubblicato martedì sull'edizione di Belluno, riguardante la scelta di alcuni cittadini di rifiutare le schede elettorali dopo essersi presentati al seggio. Volevo segnalarVi che questa procedura, da Voi definita curiosa, è un'azione perfettamente legale, atta a manifestare la propria disapprovazione, il proprio rifiuto ai partiti presenti in tale scheda, pur restando ferma la volontà dei cittadini, che hanno esercitato questo diritto, di voler partecipare attivamente alla tornata elettorale. A riguardo l'organo competente aveva provveduto a emanare una circolare in cui erano riportati due articoli in cui veniva spiegata la procedura da seguire in caso di rifiuto di scheda elettorale da parte del cittadino, ovvero l'annullamento della scheda, che veniva riposta in un'apposita busta, e la verbalizzazione del rifiuto della scheda da parte dell'elettore, alla quale poteva seguire una breve dichiarazione dell'elettore stesso. Tutt'altro che curiosa quindi quest'azione, unica forma di protesta, sotto tutti i punti di vista, alternativa al non voto.Simone DeolaNave di MelMeno burocraziaGidoni e Panizsi attivino subitoOra che il centrodestra ha vinto decisamente, mi aspetto una serie di interventi tesi a neutralizzare alcuni provvedimenti che avevano un obiettivo: non far lavorare l'Italia. Per esempio, il decreto 25 febbraio 2008 dei ministeri economia e lavoro (non ancora pubblicato in Gazzetta ufficiale) prevede degli adempimenti che prevedono solo attività burocratiche per tutte le imprese edili.In sintesi, il provvedimento addossa all'impresa appaltatrice il controllo sui lavoratori utilizzati per lo svolgimento dei subappalti. Per stare davvero tranquilla (cioè per non incorrere in responsabilità) l'impresa appaltatrice dovrebbe utilizzare del proprio personale, in base ai cantieri aperti, solo per controllare il numero, il nome e il cognome, nonché l'orario di lavoro dei soggetti impiegati nel cantiere, per poi verificare la correttezza formale dei versamenti, delle ritenute e dei contributi dei dipendenti utilizzati, separati per ditta subappaltatrice. Anche quest'ultima, peraltro, avrà i suoi problemi, perché dovrà effettuare versamenti e ritenute distinti per cantiere e per ditta appaltatrice, salvo richiedere l'asseverazione della correttezza dei versamenti a opera di un commercialista o di un esperto contabile o di un Caf-imprese (per una probabile svista, il consulente del lavoro non potrebbe effettuare questa asseverazione).Ma anche l'appaltatore potrà ritrovarsi a sospirare il pagamento del committente (anche privato), se a sua volta non mostrerà a quest'ultimo la documentazione acquisita. Per chi farà sbagli (nei rapporti committente-appaltatore) ci sarà anche una multa compresa tra i 5 mila e i 200 mila euro.Risultati certi: aumento della burocrazia da parte delle imprese, rallentamento dei pagamenti.Mi aspetto che il nuovo Governo metta immediatamente mano (anche) a questa sciocchezza (eufemismo). Questo è un appello ai nostri rappresentanti, in particolare agli onorevoli di maggioranza di Belluno Paniz e Gidoni a cui faccio le mie più sentite congratulazioni per l'elezione.Francesco La Gruapresidente Commissioneconsiliare PrimaComune di Belluno.

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Il 13 e 14 aprile ha cancellato, (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il 13 e 14 aprile ha cancellato, d'un tratto, i vecchi schemi della politica italiana: il Parlamento non sarà più la sede rissosa di rissosi partiti e partitini, mentre anche la sinistra e la destra conservatrice dovranno iniziare a fare i conti con la questione lombardo-veneta allargata a tutto il nord, dalla Valle d'Aosta al Friuli Venezia Giulia: federalismo subito e subito forte azione di tutela del potere d'acquisto di stipendi e salari.È presto per dire se, con il nuovo scenario, le nuove formazioni politiche, e tutti gli attori sociali, metteranno da parte anche vecchi vizi, primo fra tutti l'incapacità di guardare dentro di sé e capire dentro di sé dove si sia sbagliato nel proporsi agli elettori, oppure l'essere subalterni alle logiche interne per cui bisogna premiare nani e ballerine, servi sciocchi e yes men. È facile oggi dire che Veltroni ha sbagliato nello spacciarsi per il Barack Obama alla vaccinara, rispolverando motti del progressismo democratico statunitensi Usa vecchi di quarant'anni: diceva una canzone di Bob Dylan che non è importante tanto sapere da dove viene il vento, ma che bisogna essere meteorologi, cioè saper prevedere da dove verrà il vento. Ciò valeva per Veltroni, ciò vale oggi per la coalizione vincente alle elezioni.La fiducia data dagli elettori al centro destra contiene un messaggio chiaro: o si governa, si fanno le riforme, o la prossima volta saranno guai. Per tutti, s'intende. Ciò imporrà alle forze di governo la necessità di scelte dolorose, come l'azzeramento delle forme di assistenzialismo parassitario, ma anche il coraggio di basarsi su personale capace, da inserire, in ruoli chiave, al centro come nelle periferie: essere capaci non significa avere in tasca la tessera giusta. Prevedere da dove verrà il vento domani e agire di conseguenza.A leggere bene il voto in Veneto si comprende come ad essere stati sconfitti sono state le burocrazie di partito, gli apparati, i generali senza soldati; la Lega, senza televisioni, senza giornali, senza l'esercito di yes men infilati nei posti chiave, senza poteri forti, ha riscosso un successo clamoroso, frutto di un grande bagno di umiltà, di tanti incontri pubblici, di volantinaggi, dello stare in mezzo alla gente e tra la gente.Io devo dire grazie a tanti militanti, al loro lavoro, al loro impegno: ritornando alla metafora meteorologica, magari ci siamo affidati alla saggezza contadina, ai proverbi e abbiamo dato tuttavia uno sguardo a barometro, termometro e igrometro, senza presunzione.Tante volte nei giorni scorsi, leggendo i grandi giornali o ascoltando le reti televisive nazionali si aveva l'impressione di sentire o leggere la descrizione di un paese che non esiste, quasi che nessuno capisse veramente il vento che spirava. Mi è così tornata alla mente quella battuta di don Lorenzo Milani, a proposito di un insegnante di pedagogia all'università che contestava il metodo di insegnamento del religioso fiorentino, per cui il priore di Barbiana spiegava che quell'insegnante non aveva bisogno di conoscere i ragazzi e i loro problemi, perché i giovani, quel professore, li conosceva a memoria, avendoli studiati nei libri. Nei libri, ma non nella realtà. Il successo della Lega sta nell'aver incontrato tanta gente e aver dato voce alle loro ansie, alle loro speranze. Senza la pretesa di parlar forbito, o senza la pretesa d'aver sempre e comunque ragione: anche questo è un segnale forte che esce dalle urne e che nessuno, ad iniziare dai leghisti, deve dimenticare: il vento, del resto, si sa, è mutevole e quando giunge dai quadranti meridionali, di norma, porta maltempo. Oggi spira da nord, nordest, quasi una bora, che spazza le nuvole e porta bel tempo.Roberto CiambettiConsigliere regionaleLiga Veneta-Lega Nord.

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Salvaguardia del territorio per pochi "intimi" (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

SERNAGLIA DELLA BATTAGLIA Salvaguardia del territorio per pochi "intimi" Proprietari terrieri e agricoltori disertano l'incontro sul progetto integrato d'area che coinvolge 4 amministrazioni Sernaglia della Battaglia(Ma.C) Se l'obiettivo era quello di capire l'interesse dei proprietari terrieri l'obiettivo è stato decisamente fallito. Nell'era della tutela ambientale e paesaggistica del territorio la prima riunione che di tutela tratta nei fatti con gli addetti ai lavori di consensi ne riceve ben pochi. Perché l'altra sera a Sernaglia della Battaglia ad ascoltare la presentazione del "Progetto Integrato d'Area", di proprietari terrieri e di agricoltori ce n'erano davvero pochi. L'obiettivo era quello di capire l'interesse per questo Progetto, inserito dalla Regione nel Programma di Sviluppo Rurale 2007 - 2013 e diretto a promuovere, con incentivi regionali, interventi di tipo agroambientale da parte delle aziende agricole, soprattutto per il miglioramento dell'ambiente dei Palù e per la tutela delle falde acquifere.O meglio diretto ad aiutare quei proprietari di aree ricadenti in questi siti a mantenere i loro campi in uno stato adeguato al luogo. Un Progetto che coinvolge le amministrazioni comunali di Sernaglia della Battaglia, Moriago della Battaglia, Farra di Soligo e Vidor. L'ambito di intervento comprende proprio l'area dei Palù del Quartier del Piave, ricadente in questi quattro comuni, e le Grave del Piave. Entrambi siti di interesse comunitario.La pianificazione regionale, provinciale e sovracomunale, con particolare riguardo al Piano Ambientale dei Palù del Quartier del Piave, approvato dalla Regione nel 2000, evidenzia la centralità della componente agroforestale nella tutela e nella valorizzazione di quest'area che presenta notevoli valenze naturalistiche e paesaggistiche, configurandosi come la più estesa zona a campi chiusi del Veneto. Obiettivi prioritari, che saranno puntualmente definiti nel PIA, sono la tutela del suolo, inteso come risorsa irriproducibile, la tutela dei siti Natura 2000, la tutela del paesaggio storico e agroforestale, la riduzione del rischio idrogeologico, la conservazione ed il miglioramento della biodiversità. Insomma ora a garantire la tutela paesaggistica e naturalistica del Quartier del Piave arriva pure il Progetto Integrato d'Area. Un progetto mirato questa volta, rivolto a chi la terra la lavora e intenzionato a sovvenzionare lo status quo del paesaggio. Ma purtroppo pare già essersi arenato sotto il peso della burocrazia.

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Miniere e cave, aziende in crisi (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Economia Pagina 211 Gli industriali sardi: "Il Piano regionale delle attività estrattive va migliorato. Troppi vincoli ambientali" Miniere e cave, aziende in crisi Gli industriali sardi: "Il Piano regionale delle attività estrattive va migliorato. Troppi vincoli ambientali" Confindustria: "La burocrazia frena lo sviluppo" --> Confindustria: "La burocrazia frena lo sviluppo" Confindustria Sardegna denuncia la crisi del settore cave e miniere. Leggi vecchie e burocrazia eccessiva frenano la crescita delle aziende. Fatturati in calo, esportazioni ferme e occupati in bilico: il settore estrattivo sardo ha bisogno di cure. Negli ultimi sette anni la produzione dei materiali lapidei è crollata del 30%, passando da 1,11 milioni di tonnellate prodotte nel 2001 alle 800 mila di oggi (fonte, Assessorato regionale Industria). Dietro la crisi non c'è soltanto la crescita delle aziende cinesi, forti soprattutto nel granito: c'è anche una legislazione regionale "vecchia" e "una burocrazia che allunga i tempi per sviluppare il business delle imprese". A tastare il polso del mercato (marmo, granito, fluorite, bauxite e sabbie per l'edilizia) è Roberto Bornioli, presidente della Commissione cave e miniere di Confindustria Sardegna. "Le attività estrattive sono strategiche per l'economia isolana. Il settore incide per il 10% sull'export regionale, nonostante la flessione delle vendite negli ultimi anni". Ora si attende l'intervento della Regione. Ma il ritardo è evidente. "La legge di riordino del settore", commenta Roberto Bornioli, "giace da due anni in Commissione industria per una sua approvazione definitiva, mentre il Piano regionale delle attività estrattive (Prae) non è ancora operativo". BUROCRAZIA Le riflessioni di Roberto Bornioli si soffermano sul Prae, lo strumento di pianificazione di cui si è dotato la giunta Soru. "Il piano è un documento importante", precisa l'imprenditore. "Tuttavia, va migliorato in alcune sue parti". Il rischio, aggiunge Bornioli, è uno sbilanciamento verso la "tutela ambientale", a danno dello "sviluppo" delle aziende. "Oggi mancano le certezze sui tempi per avere un'autorizzazione ad ampliare l'attività di una cava", tuona Bornioli. "Per avere una valutazione di impatto ambientale, le leggi parlano di 150 giorni. Le imprese, però, sono costrette ad attendere anche due anni". Il risultato? "Gli investimenti e le assunzioni si fermano". PIANIFICAZIONE I dubbi poi non mancano sul tipo di pianificazione scelto dalla Regione. "Nel Piano regionale", prosegue Bornioli, "la Giunta ha deciso di stabilire le quantità da produrre per il fabbisogno interno, senza però distinguere fra prodotti destinati al mercato regionale, quali le sabbie per l'edilizia, e quelli venduti all'estero". Una svista che potrebbe creare non pochi problemi. "Come è possibile", si chiede il leader di Confindustria, "stabilire in anticipo quanto si debba produrre di marmo o di granito, prescindendo dalle richieste del mercato?". NUMERI Insomma, Confindustria chiede risposte rapide alle esigenze di un comparto che è "fondamentale per il futuro dell'isola". La conferma è nei numeri. Secondo uno studio di Progemisa, la produzione di materiali lapidei rappresenta il 10% del totale italiano, mentre su 7,4 milioni di tonnellate di minerali prodotti nella Penisola (minerali industriali, metallici, salgemma, talco fluorite, feldspati) quelli sardi sono 2,4 milioni. In Sardegna, nel complesso, sottolinea l'indagine, si estrae materiale per circa 22 milioni di tonnellate annue. Il fatturato netto del comparto è pari a 241 milioni di euro. L'occupazione, invece, supera i 5600 addetti. E raggiunge le 10.000 unità tra indiretti e indotto. LANFRANCO OLIVIERI.

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GOVERNO: CINQUE RICHIESTE DA CONFAGRICOLTURA (sezione: Burocrazia)

( da "Agi" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Food GOVERNO: CINQUE RICHIESTE DA CONFAGRICOLTURA (AGI) - Roma, 17 apr - La complessa congiuntura, nazionale ed internazionale, impone, a parere della Confagricoltura, che le decisioni che riguardano il settore agricolo occupino, e da subito, un posto di rilievo nell'agenda del Governo. Per accrescere la dimensione economica delle imprese, contenere i costi e favorire l'approccio al mercato. Serve, a parere dell'Organizzazione agricola, una definitiva stabilizzazione del sistema fiscale, un deciso rilancio della ricerca e dell'innovazione; ma anche politiche del lavoro tese alla semplificazione ed alla sostenibilita' degli oneri previdenziali per contrastare il lavoro irregolare. E poi una decisiva azione contro la burocrazia e strategie chiare e concrete per le energie rinnovabili e le risorse idriche. "Su tutto - conclude il presidente Vecchioni - va garantito un ruolo piu' incisivo e determinante del Governo nelle sedi comunitarie ed internazionali, anche a difesa dell'agroalimentare Italiano, ed un rapporto rinnovato e concreto con le organizzazioni di rappresentanza; fuori dai riti della concertazione ma dentro un processo di crescita comune per le imprese e per il Paese".(AGI).

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Chi non capisce, pontifica (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Mattina sono stato inviato a Omnibus della Sette. Ascoltavo tanti dotti commenti sul successo della lega e sui suoi motivi e sui flussi elettorali e bla bla bla. Ma insomma con che coraggio. Abbiamo sbagliato tutto, ma pretendiamo di commentare i risultati diversi delle nostre previsioni. Ma come fanno i tanti che ci hanno detto che il parlamento sarebbe stato massacrato e polverizzato da questa legge elettorale, oggi a parlare di bipolarismo. Come fanno i tanti che davano la lega, come piccolo movimento di razzisti, a spiegare il suo successo. Cosa ha aperto loro gli occhi? Dovremmo tacere, stare zitti, fare la cronaca, ascoltare e smetterla di pontificare su fenomeni di cui non capiamo un cavolo. Ho la triste sensazione che i giornalisti stiano diventando sempre più simili ai politici: non riescono a vedere ciò che avviene fuori dai loro palazzi. Il corsera per due giorni consecutivi ci ha detto che sarebbe stato meglio il pareggio e oggi si compiace di una maggioranza chiara. L'universo mondo si interroga da dove siano arrivati i voti alla lega. Se un partito prende nelle città del nord un voto ogni cinque elettori, i voti li ha presi da tutti. Ma andiamo al bar Scritto in Varie Non commentato " (No Ratings Yet) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Apr 08 Piccolo sfogo sul meraviglioso Ferrara Cari comensali in questa campagna elettorale moscia, piena, come sempre, di promesse, le quotazioni di Ferrara salgono. Almeno, ovviamente, per me. Gli lanciano le pietre e lui risponde. Va nelle piazze con idee pazze. é un simbolo di passione e di politica. E divide, ma fa pensare. é adorabile. Scritto in Varie Commenti ( 61 ) " (4 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16Mar 08 Alitaglia/2 Cari commensali, l'amico Gamaximo scrive: "Egr. Sig. Porro, come certamente avrà inteso sono uno tra i sostenitori del fatto che Alitalia debba essere venduta ad una società privata che abbia le competenze per rimettere a posto una situazione che noi, in vent'anni, non siamo stati capaci di sistemare. Mi sembra tra l'altro che Air France-KLM possa essere proprio la soluzione giusta ma .. le ultime notizie trapelate questa mattina, dopo la lunga riunione dei vertici Alitalia, mi fa pensare che forse sarebbe il caso di rivedere la cosa. In pratica, sembrerebbe, che AF-KLM vogliano acquistare il pacchetto Alitalia ad esclusione di AZ service cioè comprando a poco più di niente una società che in effetti vale poco ma lasciandoci una società ( 10.000 persone) che vive sui servizi dati agli aeromobili e a tutto quanto ci gira intorno ma ..togliendoci gli aeromobili. Cosa vuol dire? Che affare è? In pratica mi sembra che ci venga offerto un bel panino imbottito da quale viene sfilato in prosciutto! Cosa ne dice? Forse bisognerà dire ad AF-KLM che gli affari bisogna farli in due !!". Sapete che vi dico: qualche sospetto mi inizia a venire anche a me. Sono da 20 ore in viaggio: sono andato a Los angeles, ovviamente via Monaco. E sono ancora qui, a Monaco, che aspetto la mia coincidenza per Malpensa. Sono disponibile, ma anche rattristato, di non avere un volo diretto da Milano a Lax, ma il costo di questo sacrificio deve valere la pena. Certo, poi penso al servizio e al costo di Alitalia peri contribuenti, e mi viene un po' di pessimismo. L'idea che Airfrance si compri Alitalia, ci sposti a Parigi, e non si prenda tutto il "pacco" mi fa però imbufalire Scritto in Varie Commenti ( 53 ) " (5 votes, average: 4.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 06Mar 08 Morti di ipocrisia Se domani mattina, speriamo di no, dovessi fare un incidente mortale con il motorino mentre vado a fare un'intervista, sarei considerato, per le statistiche, un morto sul lavoro. I commensali mi perdoneranno la macabra suggestione, ma serve per evitare di parlare di morti senza mai mettersi, anche ipoteticamente, in discussione. Ebbene circa il 70 per cento dei circa 1200 morti sul lavoro, sono deceduti per incidenti stradali. Qualcuno pensa dunque che il mio datore (l'odiato Berlusconi, in questo caso jr) sia responsabile anche di questo? Mi metto in discussione in prima persona e paradossalmente perchè mi sembra che su questa faccenda si stia facendo un baccano ipocrita che nulla ha a che vedere con le morti drammatiche sul modello Thyssen. Oggi mi sono dilungato sul giornale esattamente su questo tema. Il consiglio dei ministri pensa che basti una legge e una sanzione dura per ridurre gli incidenti sul lavoro. Si tratta di un alibi insopportabile, soprattutto vista la gravità del tema che affronta. Anzi più norme, più burocrazia, più imposizioni rischiano di metterne fuori legge le imprese marginali, quelle per le quali il rischio professionale è maggiore. Scritto in Varie Commenti ( 26 ) " (14 votes, average: 4.79 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Il grano e gli Aerei puliti Ieri le quotazioni del grano sono balzate del 25 per cento, toccando il record di 12 dollari per bushel (così si chiama l'unità di misura delle materie prime alimentari) al Chicago board of trade. Si tratta di un record storico. La causa scatenante deriva dall'annuncio del Kazakistan di mettere un dazio all'export di grano. Così come quelli appena applicati dalla Russia, i grandi granai del mondo sono preoccupati dall'aumento dei prezzi del grano nei loro paesi e dunque adottano politiche protezionistiche. A ciò si aggiunga che le raccolte mondiali non sono andate particolarmente bene. Ma il fattore scatenante è l'utilizzo dei prodotti della terra per fare biocarburanti. Grazie ai sussidi negli stati uniti il 4 per cento del Mais è stato prodotto per fini energetici. Come era facilmente prevedibile il prezzo dei prodotti base alimentari sta andando alle stelle. Proprio ieri uno dei quattro motori del Boeing 747 della Virgin sulla rotta Londra Amsterdam è stato alimentato con una miscela (il 20 per cento) di Biofuel. Perfetto i nostri areoplani (che secondo le stime contribuiscono a meno del per cento dell'effetto serra) saranno in futuro puliti. Se il prezzo da pagare è avere il raddoppio del valore delle materie prime alimentari (è quanto è avvenuto da gennaio) pazienza. O no? Scritto in Varie Commenti ( 21 ) " (6 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Biocarburanti ed effetto serra: quante balle Non vi fidate del sottoscritto. Anzi non citatemi proprio. Ma quando state in un bel salotto progressista e si parla di effetto serra e di carburanti alternativi citate l'ultimo studio della rivista Science: non certo una pattuglia di inquinatori con il Suv. Anzi fate di più appuntatetevi questo indirizzo internet (un po' lungo per la verità) con la sintesi della ricerca: http://www.sciencemag.org/cgi/content/abstract/1151861 Sostengono, contro tutte le mode del momento, che i biocarburanti contribuiscono a peggiorare il cosiddetto effetto serra, quasi raddoppiandolo. E che lo sfruttamento intensivo delle terre per la coltivazione estesa di biocarburanti danneggia l'ambiente più di quanto faccio l'uso del petrolio. Scritto in Varie Commenti ( 42 ) " (17 votes, average: 4.35 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Feb 08 "243 e il 68 24 nasce da un'idea geniale di Joel Surnow: scandire 24 ore di panico, seguendole passo passo in una fiction televisiva in tempo reale. E' il ticchettio di una bomba che inesorabilmente sta per scoppiare e che i nostri eroi cercano di disinnescare. Ogni stagione di "243 (nata nel 2001) dura dunque 24 episodi da un'ora (è il trucco e l'originalità della serie televisiva). L'eroe Jack Bauer e i suoi compagni si trovano sempre davanti ad un dilemma: privilegiare la sicurezza o rispettare la libertà. La gravità della situazione, li porta sempre e comunque a privilegiare la prima. Insomma dietro alla fiction si pone una questione fondamentale dell'america di oggi: a che punto si possono violare le libertà individuali? Le scene di tortura sono numerosissime e per la prima volta sono sempre perpetrate dai buoni a danno dei cattivi: rovesciando il copione tipico del cinema americano. Surnow se ne frega. Figlio di un venditore di tappeti in bolletta e per di più democratico, studente alla liberal Berkeley, Joel è diventato un'icona dell'America conservatrice post 9/11. Ed una figura rara del business holliwoodiano, per la maggior parte liberal. "243, seguitissimo, sta istillando tra i giovani americani un'idea dell'uso della forza e della lotta contro i nemici (oggi i fanatici islamici) diametralmente opposta a quella liberal della generazione del 68 (la lotta ai comunisti). Non è detto che sia un bene. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (7 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05Feb 08 Economia di Guerra Ieri Bush ha presentato la sua finanziaria. Ecco qualche ingrediente. La spesa pubblica americana toccherà per la prima volta i 3000 miliardi di dollari (la piccola Italia spende un quarto e cioè 750 miliardi di euro). Anche gli Usa avranno a che fare con un deficit di Bilancio, come dalle nostre parti, sarà intorno al 3 per cento del Pil. 1600 miliardi di spesa pubblica (più della metà del totale) vanno in assistenza sanitaria e pensioni. Mentre la Difesa avrà un bilancio di 515 miliardi di dollari. Si tratta del 4 per cento del Pil. Durante la guerra in Corea era al 9 per cento, durante il Vietnam era al 13 e durante la seconda guerra mondiale al 35,38 per cento. Afganistan e Iraq alla fine del 2009 saranno complessivamente costate (a partire dal 2001) quasi mille miliardi di dollari. Qualche considerazione iniziale. 1. Nonostante la sforzo bellico, gli Usa spendono "solo" quattro volte quando si faccia da noi. 2. Il deficit americano, che fa gridare allo scandalo, sarà più o meno pari al nostro, ma sconta il solito impegno bellico. 3. Bush "guerrafondaio", spende, in termini relativi, meno, molto meno, dei suoi colleghi che lo hanno proceduto. 4. Da quando sono iniziate le due guerre, sono stati approvati tagli fiscali per 1,3 miliardi (che scadranno nel 2011) Scritto in pol economica Commenti ( 17 ) " (15 votes, average: 4.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 27Jan 08 Boudon e la giustizia sociale Ho recentemente letto uno studio sociologico fatto da Frohlich e Oppenheimer e riportato da Raymond Boudon. Sono stati scelti due gruppi di cittadini (usa e polacchi) ed è stato loro chiesto di optare per un principio di giustizia sociale al buio (con relativa distribuzione del reddito) 1. seleziona una distribuzione che massimizzi il livello medio del reddito 2. seleziona una distribuzione che massimizzi il livello più basso del reddito (principio della giustizia di Rawls) 3. seleziona una distribuzione che massimizzi il reddito medio e definisca un reddito minimo (dunque questo principio non implica che il valore minimo di reddito sia il più alto possibile come per Rawls, ma che ci sia comunque una soglia minima) 4. seleziona una distribuzione che massimizzi il reddito medio e che stabilisca che le differenze tra i redditi non superino una certa soglia. Nell'esperimento inoltre ai soggetti veniva detto che una volta scelto uno dei quattro principi, loro stessi sarebbero stati posizionati all'interno della distribuzione derivante dal principio scelto, in una delle diverse classe di reddito, ma in modo casuale. In buona sostanza la scelta di ciascuno nel panel avrebbe avuto un impatto sul proprio reddito. Per i componenti del panel la scelta però non sarebbe stata influenzata da interessi personali, poichè il loro livello di retribuzione sarebbe stato determinato in maniera casuale. Ebbene il risultato,largamente vincitore (quasi 80 per cento sia per americani, sia per polacchi) è stato il principio numero 3. E la secca bocciatura dei principi di giustizia sociale rawlsiani secondo i quali sono da preferire distribuzioni di reddito che massimizzino il reddito minimo, anche a scapito del reddito medio. La lezione che Boudon trae è che gli individui privilegiano, al buio, una situazione di crescita per tutti, ma con un'assicurazione (il reddito minimo per chi corre di meno). E dunque che la distribuzione del reddito prediletta è di tipo meritocratico e non egualitaristico. Scritto in citazioni Commenti ( 16 ) " (14 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 22Jan 08 Mastellate Siamo un po' fuori tema, ma tant'è. Il governo è in crisi poichè il suo ministro di giustizia e il partitino che guida si sono sfilati della maggioranza. E' una crisi più grave delle tante altre vissute dal governo Prodi, essenzialmente per due motivi. 1. La chiesa si è messa di traverso, agitando così l'anima cattocomunista che è forte nella maggioranza. Più della questione Dico, lo schiaffo al Papa, benchè non direttamente nato a Palazzo Chigi, brucia oltre tevere. E si ha l'impressione che in questo caso non si sia porta la guancia. 2. la magistratura, con un'indagine che sembra una farsa, ha colpito al cuore. Il governo rischia di cadere non dunque per la sua incapacità politica, non per la sua inadeguatezza economica, non per le sue vessazioni fiscali, non per la sua timidezza internazionale, non per la sua incapacità a gestire la munnezza. No, cade perchè due grandi poteri si sono messi di traverso. La gioia di una possibile caduta di Prodi è mitigata dalla risibilità dei motivi per i quali è cagionata. Scritto in Varie Commenti ( 21 ) " (16 votes, average: 3.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Nato a Roma, vivo a Milano. Lavoro da qualche anno al Giornale e scrivo di economia e finanza. 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Più sinistra per tutti (sezione: Burocrazia)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

MONDO GERMANIA / L'ASCESA DELLA LINKE più sinistra per tutti di stefano vastano E anche più piscine e biblioteche. è lo slogan del leader della formazione radicale tedesca. In forte crescita di consenso. A Est come a Ovest colloquio con o. lafontaine Hanno sfondato nei parlamenti regionali a Brema, Amburgo e Bassa Sassonia. In Germania est i sondaggi danno Die Linke (col 30 per cento) al primo posto. Sono tante le simpatie riscosse da La sinistra, il nuovo partito di Gregor Gisy ed Oskar Lafontaine, da far traballare a Berlino la Gro e Koalition. "La sedicente Grossa coalizione", corregge Lafontaine, "visto che la Merkel è sempre più pallida, la Spd in crisi". E tutto ciò grazie al ritorno in scena del 65enne Lafontaine, ex presidente della Spd ed ex ministro del governo SchrÖder, che in questa intervista spiega, dal suo punto di vista, "il tradimento della sinistra riformista e il futuro della vera sinistra". Lafontaine, come sogna la società del futuro? "Se vogliamo usare uno slogan dico: più piscine e biblioteche pubbliche per tutti". Quindi per lei il welfare è qualcosa di sacro? "Di più, è la base della società democratica. Quando, per citare Pierre Bourdieu, tremo per pagare l'affitto o la bolletta, non so se vivo in una società democratica". La difesa a oltranza del welfare non sbocca in più Stato, burocrazia e protezionismo? "La crisi negli Usa ha mostrato che senza l'intervento di istituzioni come la Fed il mercato, da solo, produce caos. Il neoliberalismo con la sua ossessione della deregulation e distruzione del welfare ha costretto a ricordarsi della mano dello Stato". La politica è più abile della mano invisibile che secondo Adam Smith regola i mercati? "Ai profeti del dogma neoliberale ricordo che Smith era per il controllo statale delle banche e per salari che consentissero ai lavoratori di farsi una famiglia". Se fosse cancelliere, di quanto taglierebbe la retribuzione ai manager? "Si potrebbe adottare la regola non scritta in Giappone, per cui al manager non spetta più di 20 volte il salario: in media, sui 600 mila euro annui". Voi di Linke vi sentite la vera e pura sinistra? "Persino il papa ha criticato l'economia neoliberale! E se la critica arriva pure dal Vaticano, quanto più mordente dev'essere oggi una sinistra degna di questo nome?". C'è bisogno in Germania e in Europa di una nuova sinistra radicale? "Non c'è dubbio, la società tedesca sta virando a sinistra. Le nostre richieste di base, il salario minimo garantito o stop alle guerre globali, sono condivise da due terzi dei tedeschi". Da dove nasce tanta voglia di sinistra? "Dalla politica di governo degli ultimi anni che, in Europa, ha favorito solo uno spicchio della popolazione: in Germania s'è creato un 'miracolo economico' al contrario". Che vuol dire? "Vuol dire che ora la nostra economia cresce, ma al contrario del boom degli anni '50 e '60, i salari e le pensioni scendono. Mai nella storia della Repubblica Federale c'è stata una società più ingiusta di ora". La sinistra ha successo solo se non è riformista? "Se per riforme si intende, come SchrÖder, smontare in modo autoritario il welfare, allora sì: la sinistra ha successo se è il contrario del riformismo. Come vediamo dal fatto che oggi la Spd s'è ridotta sì e no al 24 per cento di consensi". La crisi della Spd è per lei, ex presidente, una vendetta personale? "Il conflitto personale fra me e SchrÖder non spiega la situazione della sinistra: quella riformista è in crisi non a causa mia, ma perché ha imboccato un corso contro gli interessi dei suoi stessi iscritti". In Germania est Die Linke è il primo partito... "Nei cinque nuovi LÄnder eravamo già forti tramite il Pds, la fondazione del nuovo partito Die Linke non ha che incrementato la nostra forza all'Est". Nei suoi elettori c'è un pizzico di nostalgia per l'ex Ddr? "Non è la nostalgia per l'ex Ddr che conta, quanto il fatto che all'Est la giustizia sociale è più sentita che all'Ovest. La Germania Ovest dal dopoguerra è una società fondata sulla libertà individuale, all'Est erano i valori sociali a contare". E com'è che pure all'Ovest, a Brema o Amburgo, fate presa? "Non solo i perdenti dell'attuale governo Merkel ci votano, anche coloro che all'Ovest si riconoscono in valori di sinistra e sono frustrati dal corso della Spd dopo SchrÖder. Noi siamo di sinistra e pacifisti, per questo ci votano persino Verdi delusi o conservatori d'ispirazione cristiana". n.

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CI VUOLE PI AUTHORITY (sezione: Burocrazia)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Attualità ORGANISMI DI CONTROLLO / IL FLOP DELL'EFSA CI VUOLE PI AUTHORITY di Francesca Schianchi A più di cinque anni dalla sua nascita, piovono le critiche sull'ente alimentare europeo di Parma: troppe spese, nessuna ricerca indipendente, grande attenzione alle aziende Poca trasparenza. Troppa vicinanza alle grandi aziende. Lo hanno gridato nell'ottobre scorso, sotto la sede dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare, centinaia di persone arrivate a Parma da tutta Italia. Aderenti alle oltre 30 associazioni riunite sotto il nome di Italia-Europa liberi da ogm, armati di bandiere della Coldiretti e di Legambiente, cartelli con scritto 'Più scienza e meno burocrazia', hanno accusato l'Autorità (in acronimo Efsa) di sottovalutare i rischi degli ogm, di non fare studi indipendenti, di limitarsi a dare pareri a partire dagli studi presentati dalle aziende. La giustificazione dell'organismo comunitario è sempre la stessa: la procedura è questa, non dipende da noi. è il 13 dicembre 2003 e gongola l'allora sindaco di Parma Elvio Ubaldi: "Dopo due secoli, siamo di nuovo una capitale". L'Efsa, nata nel gennaio 2002, è assegnata alla città emiliana. Si parla di oltre un miliardo di euro di investimenti: quasi 450 milioni per infrastrutture, 400 per opere di riqualificazione urbana, 20 per l'aeroporto. Sembra la rinascita della città dopo lo choc-Parmalat: finanziamenti in arrivo, un affaccio sull'Europa, l'orgoglio di avere in casa un'Authority di primo piano. Passati quattro anni e mezzo, l'entusiasmo sembra svanito. Il tanto atteso volo Parma-Bruxelles viene pomposamente inaugurato e dopo nemmeno tre mesi sospeso ("I passeggeri non c'erano", è la laconica spiegazione della compagnia aerea); le riunioni del gotha, consiglio di amministrazione e gruppi scientifici, si svolgono sempre più spesso altrove e, soprattutto, i dubbi sull'effettivo ruolo del l'Efsa come sentinella della sicurezza alimentare. I guardiani della nostra salute: così è stata presentata l'Autorità alla creazione. "Una fonte indipendente di consulenza e di comunicazione", si descrive l'Efsa, per "migliorare la sicurezza alimentare nella Ue, garantire un livello elevato di tutela dei consumatori e riconquistarne e mantenerne la fiducia". Una fonte che richiede manodopera: a Parma, tra la sede di rappresentanza nello storico Palazzo Ducale e quella operativa vicino alla stazione (ma dovrebbe cominciare, con un certo ritardo, la costruzione della nuova casa: 11 piani, 18 mila metri di verde, 40 milioni di costo previsto), lavorano 325 dipendenti, tutti assunti con contratto di cinque anni, nei due dipartimenti scientifici e in quelli comunicazione e legale. Poi ci sono circa 700 esperti esterni, che si riuniscono in gruppi scientifici una volta al mese, o consulenti su questioni specifiche: per loro gettone di presenza variabile, viaggio e alloggio. Fatto sta che nel budget del 2008 (la bellezza di 65,9 milioni stanziati dall'Unione europea) la voce che pesa di più è quella per il personale: 34,1 milioni, oltre 19 solo di 'stipendi di base'. Più 8,7 destinati a mantenere le sfarzose sedi e 23,1 impiegati in spese operative. Una valanga di soldi, assegnata perché l'Efsa possa produrre consulenza specialistica e pareri scientifici: fino alla fine del 2007 ha pubblicato 600 opinioni ed elaborato 1.600 richieste di autorizzazione. Su questioni generali, come il morbo della mucca pazza o l'influenza aviaria o, per oltre il 50 per cento delle risorse, su richieste di autorizzazione specifiche, avanzate dalle aziende per poter introdurre una determinata sostanza nell'Unione. Quando i risultati dell'Autorità arrivano alla Commissione europea, la politica valuta se tenerne in considerazione le conclusioni: l'Efsa non scrive leggi, non prende decisioni. E non esegue esami in proprio: non ha laboratori, tutto il lavoro è fatto sui dati già esistenti, nel caso di sostanze da autorizzare, sulle analisi fornite dalle aziende stesse. Molte riunioni e nessun microscopio per verificare in prima persona: resta da capire se, a sei anni dalla sua istituzione, tra mozzarelle a rischio diossina e vino adulterato, sia stata realmente "riconquistata e mantenuta" la fiducia dei cittadini. "Dovevano essere i guardiani della sicurezza alimentare: la sensazione è che non lo siano per niente": è lapidario Francesco Ferrante, senatore del Partito democratico ed ex direttore generale di Legambiente. "Sono molto critico sull'Efsa: non ricordo una loro ricerca, un intervento, un vagito che non sia per dare ragione alle multinazionali a proposito di ogm o carni clonate. Avere qui l'Efsa doveva significare un rafforzamento dell'eccellenza alimentare: invece, ahimè, tra mozzarelle e vini vediamo come siamo messi... è un'occasione persa, colpevolmente sottovalutata dalla politica", insiste Ferrante. Una posizione dura, la sua, e non isolata. L'Autorità è al centro di polemiche soprattutto per il suo lavoro sugli ogm, gli organismi geneticamente modificati. "Contestiamo il fatto che l'Efsa formuli i pareri sui dati forniti dalle aziende e non promuova studi indipendenti", sintetizza Matteo Lener, biologo molecolare alla Fondazione dei diritti genetici, che fa parte della coalizione Liberi da ogm (autrice di un dossier al vetriolo: 'Ogm: tutta la verità sull'Efsa'). "Noi facciamo le loro stesse verifiche", aggiunge, "ma senza poter disporre della documentazione completa, perché in parte è vincolata al segreto industriale". Per la sua propensione a mantenere dati riservati l'Autorità viene dunque accusata di scarsa trasparenza. E non solo: "Perché non fa pagare alle industrie che richiedono le sue prestazioni il lavoro dei suoi esperti, anziché usare soldi pubblici?", si chiede Lener. Il nutrizionista Giorgio Calabrese è l'unico italiano a sedere nel cda dell'organismo. "Non è vero, siamo tutti indipendenti: nessuno di noi è consulente di qualche azienda e svolgiamo il lavoro con onestà intellettuale", risponde alle critiche: "Non è colpa nostra se studiamo i dati forniti dalle aziende: non è nella nostra mission commissionare analisi esterne. Certo che dovremmo avere laboratori sparsi in Europa, ma l'Unione è ancora giovane...". E aggiunge Calabrese: "Il problema è che dovremmo poterci rendere indipendenti dalla Commissione europea e avere potere di veto, come la Food and drug administration americana". Tra Efsa e detrattori un dialogo c'è stato: il giorno della manifestazione, la direttrice Catherine Geslain-Lanéelle volle incontrarli. E oggi replica punto per punto: "Usiamo i risultati che ci forniscono le aziende, ma anche le conoscenze dei nostri esperti, la letteratura scientifica e dati non pubblicati raccolti in via confidenziale. Verifichiamo che le industrie abbiano seguito la metodologia internazionale, e in oltre il 50 per cento dei casi chiediamo loro materiale supplementare", assicura. La prassi è la stessa che per i medicinali: anche lì sono le case farmaceutiche a fornire le analisi agli organismi preposti. "Perché le elaborano loro? Perché è l'industria che va ad approfittare di un mercato a dover sopportare i costi: un esame tossicologico può costare due, tre milioni di euro. Si può discutere se sia giusto o no, ma è così. In un paio di occasioni abbiamo chiesto studi complementari, ma è raro perché non abbiamo un budget per la ricerca". Per regolamento, comunque, l'Efsa non può chiedere alle industrie di pagare anche il lavoro da lei fatto: il rischio di scarsa indipendenza sarebbe troppo alto. Resta il nodo cruciale: se i consumatori si sentano protetti dall'Autorità. Forse ci si sarebbe aspettati una parola sugli scandali recenti. "Sulle mozzarelle non dobbiamo aggiungere niente: abbiamo già detto che le diossine sono tossiche, a partire dal nostro parere è stato fissato un massimo di presenza possibile. Dal punto di vista scientifico è tutto chiaro: ora è un problema degli Stati applicare la legislazione", spiega la direttrice:. "Quanto al vino adulterato, è una questione di frode, mentre sulla Bse, il morbo della mucca pazza, continuiamo a lavorare". Già, perché per formulare un parere ci vogliono mesi. O anche più: come nel caso delle carni clonate. A Parma hanno iniziato a studiare il dossier l'anno scorso e hanno già pubblicato un controverso progetto di parere. Il verdetto finale arriverà a luglio: e le polemiche sono già cominciate. n.

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Sono felice del trionfo (sezione: Burocrazia)

( da "Padania, La" del 17-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Distinguere i lavoratori dai fannulloni LUCA PAGLIA Sono felice del trionfo della Lega. Da sempre sono suo fedele sostenitore. Come dipendente statale mi auguro che i politici leghisti al governo non cadano nel tranello di indicare tutti i dipendenti statali come lazzaroni comunisti. È uno stereotipo che non vogliamo più sentire. Tra i dipendenti statali ci sono lavoratori leghisti che si danno da fare e che fanno valere le loro idee nei confronti di colleghi scansafatiche. Per favore non generalizzate, ma distinguete enti del nord efficienti dagli enti del sud inefficienti. Distinguete lavoratori da fannulloni. Ricordatevi di noi minoranza leghista nel mondo degli enti pubblici. Se il governo decidesse di imporre il blocco delle assunzioni nel settore pubblico, lo faccia nel sud italia, dove i dipendenti sono più del triplo dei padani impiegati nel settore. Oggi il vento spira da Nordest ROBERTO CIAMBETTI Consigliere Regionale Liga Veneta-Lega Nord Il 13 e 14 aprile ha cancellato, d un tratto, i vecchi schemi della politica italiana: il Parlamento non sarà più la sede di rissosi partiti e partitini, mentre anche la sinistra e la destra conservatrice dovranno iniziare a fare i conti con la questione lombardo-veneta allargata a tutto il nord, dalla Valle d Aosta al Friuli Venezia Giulia: federalismo subito e subito forte azione di tutela del potere d acquisto di stipendi e salari. E presto per dire se, con il nuovo scenario, le nuove formazioni politiche, e tutti gli attori sociali, metteranno da parte anche vecchi vizi, primo fra tutti l incapacità di guardare dentro di sé e capire dove si sia sbagliato nel proporsi agli elettori, oppure l essere subalterni alle logiche interne per cui bisogna premiare nani e ballerine, servi sciocchi e yes-men. E facile oggi dire che Veltroni ha sbagliato nello spacciarsi per il Barak Obama alla vaccinara, rispolverando motti del progressismo democratico statunitensi Usa vecchi di quarant anni: diceva una canzone di Bob Dylan che non è importante tanto sapere da dove viene il vento, ma che bisogna essere meteorologi, cioè saper prevedere da dove verrà il vento. Ciò valeva per Veltroni, ciò vale oggi per la coalizione vincente alle elezioni. La fiducia data dagli elettori al centrodestra contiene un messaggio chiaro: o si governa, si fanno le riforme, o la prossima volta saranno guai. Per tutti, s intende. Ciò imporrà alle forze di governo la necessità di scelte dolorose, come l azzeramento delle forme di assistenzialismo parassitario, ma anche il coraggio di basarsi su personale capace, da inserire, in ruoli chiave, al centro come nelle periferie: essere capaci non significa avere in tasca la tessera giusta. Prevedere da dove verrà il vento domani e agire di conseguenza. A leggere bene il voto in Veneto si comprende come ad essere stati sconfitti sono state le burocrazie di partito, gli apparati, i generali senza soldati; la Lega, senza televisioni, senza giornali, senza l esercito di yes-men infilati nei posti chiave, senza poteri forti, ha riscosso un successo clamoroso, frutto di un grande bagno di umiltà, di tanti incontri pubblici, di volantinaggi, dello stare in mezzo alla gente e tra la gente. Io devo dire grazie a tanti militanti, al loro lavoro, al loro impegno: ritornando alla metafora meteorologica, magari ci siamo affidati alla saggezza contadina, ai proverbi e abbiamo dato tuttavia uno sguardo a barometro, termometro e igrometro, senza presunzione. Tante volte nei giorni scorsi, leggendo i grandi giornali o ascoltando le reti televisive nazionali si aveva l impressione di sentire o leggere la descrizione di un Paese che non esiste, quasi che nessuno capisse veramente il vento che spirava. Mi è così tornata alla mente quella battuta di don Lorenzo Milani, a proposito di un insegnante di pedagogia all università che contestava il metodo di insegnamento del religioso fiorentino, per cui il priore di Barbiana spiegava che quell insegnante non aveva bisogno di conoscere i ragazzi e i loro problemi, perché i giovani, quel professore, li conosceva a memoria, avendoli studiati nei libri. Nei libri, ma non nella realtà. Il successo della Lega sta nell aver incontrato tanta gente e aver dato voce alle loro ansie, alle loro speranze. Senza la pretesa di parlar forbito, o senza la pretesa d aver sempre e comunque ragione: anche questo è un segnale forte che esce dalle urne e che nessuno, ad iniziare dai leghisti, deve dimenticare: il vento, del resto, si sa, è mutevole e quando giunge dai quadranti meridionali, di norma, porta maltempo. Oggi spira da nord, nordest, quasi una bora, che spazza le nuvole e porta bel tempo. Caro Berlusconi ascoltami... GINO SPADON Caro Berlusconi, ha vinto e trovo doveroso rivolgere al vincitore un evviva, un augurio e, se mi è consentito, una sommessa preghiera. Vede, signor Presidente, in un Paese variegato come il nostro, c è chi è ricco di comprensione nei confronti degli evasori, c è chi impazzisce per i barzellettieri, c è chi adora i venditori di speranze, c è chi va in visibilio davanti alle prodezze di un seduttore, c è chi esalta gli sbeffeggiatori di magistrati, c è chi venera i ricchi senza chiedersi come lo siano diventati, c è chi apprezza oltre ogni dire i gesti popolareschi , c è chi è convinto che il mondo sia più dei furbi che dei galantuomini. Tutte propensioni legittime, s intende signor Presidente, perché tutto ciò che viene dalla maggioranza è sacrosanto, ma durante il suo mandato, che le auguro lungo e ricco di soddisfazioni, abbia la compiacenza, la prego, di rivolgere un occhio benevolo verso quella minoranza che ha propensioni esattamente opposte. La ringrazio. E adesso mettiamoci al lavoro CLAUDIO NEGRI Albairate (MI) Un grazie infinito ad Umberto Bossi condottiero indomito, ai parlamentari, agli amministratori, agli attivisti, alla Lega Nord tutta. Questa mattina recandomi come di consueto ad acquistare il nostro quotidiano l'edicolante mi ha accolto con un innocente sfottò :"eccoli qua i vincitori!". A quel bonario sberleffo alcuni astanti si sono girati verso di me che, raccolto il quotidiano dalla rastrelliera, lo aprivo in bella mostra; confesso che in quel momento mi sono sentito semplicemente orgoglioso. Orgoglioso di aderire ad un movimento politico le cui idee e la cui coerenza vengono finalmente capite e giustamente premiate. Ora su le maniche e, come cita un vecchio detto contadino delle mie parti, .. "sota a munch che per spasà l'è tardi!" Auguri a tutti. Mantenere le promesse è vitale ANGELO MANDARA Torino Spett. la Padania, chi l'avrebbe detto... Prodi meglio di Veltroni (stando ai risultati). A meno che non si voglia vedere il Partito Democratico in chiave prospettica nel tempo, in quanto, un domani il neo Pd potrebbe assorbire tutti gli elettori dispersi della Sinistra, che ora hanno rinunciato al voto. Certo il disboscamento della Sinistra operato da Veltroni ha prodotto un record assoluto, quello di far sparire la Sinistra dallo scenario parlamentare. Fatta da un ex-Pci... è tutto dire! Ma a ben guardare, consideriamo un momento l'attuale e tanto vituperato sistema elettorale, forse, senza volerlo ha messo tutto in ordine... lasciando sulla scena soltanto due partiti, con un terzo (Casini)... non del tutto incomodo. Questo sistema elettorale, dovrà, comunque, essere corretto nelle future liste, che dovranno prevedere la libera votazione dei candidati. Che dire... tanto tuonò che piovvè e Berlusconi ha ripreso il suo scettro. Ma ora, lo vorrò vedere il Cavaliere dalle tante promesse, che se si realizzassero... ci farà tutti ricchi! Ora non ci saranno più alibi (Casini, Senato ecc.). Un grazie a tutta la Lega LOREDANA SETTI Come già vi ho scritto sabato 12/4/08 abbiamo ricevuto il segno divino. I celti son tornati . Un grazie di cuore a tutti quelli che lavorano per la Lega Nord partendo da Bossi fino giù ai militanti dei gazebo. Federalismo subito. Un abbraccio a tutti. [Data pubblicazione: 17/04/2008].

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