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DENTISTI
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la burocrazia
che non li lascia lavorare. Senza l'eccessiva burocrazia si avrebbe un
incremento di produttività del 5,8% e degli eccessivi ritardi nei pagamenti
delle transazioni commerciali sia pubbliche che private. I tempi di pagamento
delle commesse di lavoro si sono allungati, divenendo i più lunghi dì Europa,
Veltroni:
Meno Irpef e aiuti ai precari ( da "Piccolo di Trieste, Il"
del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
meno
burocrazia, meno conservatorismi". L'obiettivo del Pd, ribadisce Walter
Veltroni davanti all'assemblea costituente, è cambiare il Paese, è
"liberare la società italiana" dai vincoli, dalle paure, dalle
resistenze al nuovo. Indica perciò "tre stelle fisse" che guidano il
programma del Pd: "Più crescita,
Incognita
ritardi per il Tenda-bis ( da "Stampa, La"
del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Continuo a
non capacitarmi di quanto tempo le diverse burocrazie di governo e parlamento
abbiano impiegato. Quattro mesi sono trascorsi da quando il Trattato è stato
ratificato dalla Francia. Lo stesso Trattato è stato siglato 11 mesi fa a
Parigi. In questi ritardi, che sarebbe riduttivo sminuire come dettagli, si
annidano i sintomi di inefficienza di un sistema,
Provincia-Comune,
basta ping pong ( da "Alto Adige"
del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia.
Il problema non riguarda solo via Dolomiti ma anche via Degli Alpini, distante
qualche centinaio di metri, dove si ripropone la stessa situazione, aggravata
semmai dalla presenza anche di un parcheggio privato". Grasso ricorda che
a tale proposito aveva presentato una richiesta di realizzare almeno una corsia
di immissione su via Degli Alpini approfittando dei lavori
HANNO
PROTESTATO perchè si sentono aretini, italiani e non clandestini, anche se
( da "Nazione,
La (Arezzo)" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La burocrazia
vorrebbere renderli di nuovo tali. Una protesta per la regolarizzazione degli
immigrati che si è svolta ieri pomeriggio davanti al palazzo della prefettura.
Con cartelli e striscioni tanti "stranieri" hanno chiesto
l'annullamento del protocollo con le Poste Italiane che ha affidato all'ente il
compito di rinnovare il permesso di soggiorno,
Di
ALBERTO PIERINI I NCHIODA davanti agli autovelox. Proprio come migliaia di
( da "Nazione,
La (Arezzo)" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
regalato
dalla burocrazia, che almeno in questi casi è una preziosa risorsa. Le
procedure sono lunghe. DALLA SCELTA del punto esatto agli allacci dei sottoservizi
ai contratti da stipulare. Sono piccole case ma con le stesse regole di quelle
grandi. Se vuoi la luce devi fare richiesta, firmare il contratto e aspettare.
Al
nuovo sindaco chiediamo meno Le priorità dei pisani nel sondaggio realizzato da
Forza Italia: Adesso tutte ( da "Nazione, La (Pisa)"
del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
e altrettanti
chiedono di sfoltire la troppa burocrazia con la quale siamo costretti a fare i
conti ogni giorno. Sul versante dello sviluppo un quarto degli intervistati
chiede politiche mirate per rivitalizzare il centro storico che sta perdendo il
suo tradizionale tessuto commerciale e centinaia di residenti all'anno e i cui
appartamenti vengono poi affittati a studenti.
Di
GUGLIELMO VEZZOSI PIÙ SICUREZZA, pugno di ferro contro l'illegali
( da "Nazione,
La (Pisa)" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
e altrettanti
chiedono di sfoltire la troppa burocrazia con la quale siamo costretti a fare i
conti ogni giorno. Sul versante dello sviluppo un quarto degli intervistati
chiede politiche mirate per rivitalizzare il centro storico che sta perdendo il
suo tradizionale tessuto commerciale e centinaia di residenti all'anno e i cui
appartamenti vengono poi affittati a studenti.
Non
siamo i reduci Dc Moderati in campo: Alternativi a Pd e Berlusconi
( da "Resto
del Carlino, Il (Forlì)" del
17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
E liberiamoci
dalla palla al piede rappresentata dalla burocrazia", dice. Le grandi
manovre in attesa delle elezioni politiche di aprile prefigurano una variazione
di scenario anche a livello locale. Giovanni Tavoletti (Udeur) sgombra il campo
da dubbi. "Fino alla fine della legislatura ? spiega ?
MASSA
- IL PRESIDENTE provinciale di Confese
( da "Nazione,
La (Massa - Carrara)" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
alla
burocrazia, al contenimento della spesa pubblica, all'efficienza delle
pubbliche amministrazioni, a un fisco meno opprimente". Quali, invece, i
rimedi che possono mettere in campo le piccole e medie imprese?
"Sicuramente uno strumento per combattere le difficoltà dei piccoli negozi
è l'istituzione dei centri commerciali naturali.
I
permessi non arrivano Chiesti da un anno ma ancora nulla
( da "Resto
del Carlino, Il (Ancona)" del
17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
LA PROTESTA
corre sul filo della burocrazia-lumaca e di quei permessi di soggiorno che
arrivano con ritardi abissali. Non ce l'hanno fatta più gli extracomunitari
residenti in città e nelle realtà vicine a sopportare attese lunghe e
snervanti, così ieri mattina si sono riversati in massa davanti al
Commissariato cittadino per manifestare contro il sistema.
IL
FUTURO Più infrastrutture e meno burocrazia bisogna creare le condizioni per
far restare le ditte sul territorio
( da "Giorno,
Il (Brianza)" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
IL FUTURO
"Più infrastrutture e meno burocrazia bisogna creare le condizioni per far
restare le ditte sul territorio" - -->.
Contratti
regionali per dare vantaggi a dipendenti e aziende Troppo rigidi gli accordi a
livello nazionale ( da "Giorno, Il (Brianza)"
del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Dotando il
territorio di infrastrutture, eliminando il peso di una burocrazia
schiacciasassi e l'incidenza di tasse spesso, francamente, inique. Elementi
che, anche in presenza di costi di manodopera meno vantaggiosi, possano
convincere le imprese che sia meglio investire qui che non altrove. Basta
vedere cosa è successo alla mia azienda.
Paura
udc, lombardo verso il pdl - antonio fraschilla
( da "Repubblica,
La" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Anche dentro
la burocrazia regionale cominciano ad arrivare voci di prime defezioni tra i
fedelissimi di Cuffaro, e di alti dirigenti, fino a ieri legati all'ex
governatore, che adesso si stanno guardando attorno perché "d'altronde in
questi momenti d'incertezza ognuno pensa alla propria carriera".
)COMUNE
I disagi dei lavori SONO uno di quei ci
( da "Nazione,
La (Prato)" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Gli iter di
una burocrazia farraginosa e contorta spesso portano a fare sì che non sia
possibile programmare con una certa razionalità l'inizio di un intervento.
Perciò anche noi cittadini dovremmo qualche volta accettare i disagi come un
"costo" da pagare, senza dare adito a strumentalizzazioni politiche
che hanno poco senso.
Sgarbi:
denuncio l'annonaria - anna cirillo
( da "Repubblica,
La" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Due mostre
bloccate per mancanze formali "La burocrazia non fermi la cultura"
ANNA CIRILLO L'assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi vuole denunciare
l'Annonaria per aver danneggiato l'immagine di Milano, il vice sindaco De
Corato lo invita alla calma e assicura che chiarirà già da domani la questione
"per mettere la parola fine a questi inconvenienti che,
Sì
si può ( da "Unita, L'"
del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Meno tasse,
meno burocrazia, meno conservatorismo, meno ambientalismo del no. Più legalità,
più trasparenza della politica, più sicurezza per tutti. E poi l'amor di patria
e l'omaggio ai soldati-eroi delle missioni umanitarie. E il "ma
anche" veltroniano pronto a dimostrare che "si può fare".
Mark,
l'ad in felpa e sandali - mario calabresi
( da "Repubblica,
La" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Entrò ad
Harvard e lì si scontrò con le burocrazie che frenarono la sua idea di un sito
internet aperto a tutti gli studenti, in cui ci si potessero scambiare
informazioni. Allora fece tutto da solo e nel febbraio del 2004 lanciò Facebook
dalla sua stanza nel dormitorio. Il decollo del sito ha una progressione
incredibile.
Veltroni:
così cambierò l'italia casini va da solo
( da "Provincia
Pavese, La" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
"Meno
veti, meno burocrazia, meno conservatorismi". L'obiettivo del Pd, dice
Walter Veltroni all'assemblea costituente, è cambiare il Paese, è
"liberare la società italiana" dai vincoli, dalle paure, dalle
resistenze. Casini, basta con Berlusconi. Alle pagine 5 e 6.
Sindacati,
chiesta la trattativa su produttività e carriere
( da "Centro,
Il" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Rsu per
garantire la partecipazione nella delegazione trattante di una adeguata
rappresentanza di tutti gli eletti, compresi quelli delle liste autonome".
Ora la delegazione trattante è salita da 14 a 16 componenti, di cui tre
autonomi. La nota osserva che la Rsu è operativa e quindi deve attivarsi per
recuperare il tempo perso per burocrazia e "inutili diatribe
interne". (a.f.).
Veltroni,
12 punti per cambiare ( da "Libertà"
del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
meno
burocrazia, meno conservatorismi". L'obiettivo del Pd, ribadisce Walter
Veltroni davanti all'assemblea costituente, è cambiare il Paese, è
"liberare la società italiana" dai vincoli, dalle paure, dalle
resistenze al nuovo. Indica perciò "dodici punti e tre stelle fisse"
che guidano il programma del Pd: "Più crescita,
Casini:
soli, non ci vendiamo e il pd candida colaninno jr
( da "Tirreno,
Il" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Pier
Ferdinando Casini scioglie la riserva e annuncia che l'Udc correrà da sola alle
prossime elezioni. E Veltroni presenta il progranna del Pd: "Meno veti,
meno burocrazia, meno conservatorismi". Uno dei candidati di punta sarà
Colannino jr, vicepresidente della Piaggio: sarà capolista al Nord. Alle pagine
2, 3 e 5.
Stranieri
contro le Poste ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
I quali
lamentano che a restare in attesa tanti mesi del permesso provoca guai a
cascata: è più difficile avere un lavoro, accendere un mutuo ecc. "La
nostra - ricordano - è una vita già difficile, lo è di più con la spada di
damocle della burocrazia infinita".
Ma
adesso la mamma le deve abbandonare
( da "Nuova
Ferrara, La" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la
burocrazia. "Faccio la parrucchiera - spiega Samantha Casolari - ed
essendo il mio un lavoro a rischio per via degli acidi, ho diritto alla
maternità anticipata". E fin qui tutto fila. "Il problema è sorto
quando siamo venuti a sapere che il conteggio dei mesi di cui si può godere,
scatta al momento del parto effettivo e non di quello presunto"
Giorgi
inquinato, esplode la rabbia ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La cosa più
deprecabile è che della faccenda è stata la totale assenza di informazioni e di
considerazione avuta nei confronti di tutte le persone coinvolte - sostiene
Minafra - Basta con tutta questa burocrazia. Tutti scrivono, ma nessuno fa
nulla. E' arrivato il momento di agire". Anche tenendo a casa da scuola i
ragazzi.
Sulla
131 tre incroci ad alto rischio ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Considerato
lo scarso livello di traffico, il numero degli incidenti e delle vittime su
questo tratto di strada è certamente abnorme per cui si impone un intervento
davvero urgente, che non segua - come accade di solito - i tempi biblici della
burocrazia. ( a. a. ).
Quiriconi
si occupi dei lavoratori ( da "Tirreno, Il"
del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
della troppa
burocrazia, di tariffe spropositate, di servizi scadenti e così via. Ma
nell'intervento dal titolo "Contro la crisi più promozione" ha
davvero passato i limiti. In tale articolo, facendo riferimento ad una riunione
del tavolo provinciale di concertazione, egli si scaglia, pur avendo il pudore
di non fare nomi,
Doppia
identità a causa di una pratica bloccata
( da "Stampa,
La" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
soprattutto
quando si pensa alla burocrazia, solitamente molto rigida. "Per cercare di
uniformare la situazione - continua l'avvocato Mercandino - abbiamo presentato,
attraverso la Prefettura, un'istanza al Ministero degli interni, chiedendo di
poter cambiare il cognome. In questo modo la figlia adottiva della mia cliente,
avrebbe mantenuto soltanto quello riconosciuto dallo Stato polacco.
Tutte
le novità contenute nel Testo unico
( da "Stampa,
La" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
che gravano
le imprese di nuova e costosa burocrazia. Intanto cosa fare dei registri in
uso? Quelli non vidimati devono essere abbandonati, previo sbarramento delle
pagine bianche residue; per i registri in uso vidimati dall'Agenzia delle
Entrate si è in attesa di disposizioni circa l'eventuale possibilità di
utilizzarli fino ad esaurimento.
L'ambasciata
italiana in Svezia non rilascia all'avvocato il certificato di morte del
cliente ( da "Stampa, La"
del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
BUROCRAZIA/1
L'ambasciata italiana in Svezia non rilascia all'avvocato il certificato di
morte del cliente.
"Giudici
attenti, state per processare un morto"
( da "Stampa,
La" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Burocrazia
italiana battuta 2 a 0 dall'efficienza svedese: perchè mentre la normativa per
la privacy impediva all'ambasciata italiana di fornire a un avvocato difensore
il documento con cui poter dimostrare l'avvenuto decesso del suo cliente, nel
giro di 24 ore il consolato svedese a Genova aveva attivato l'ambasciata svedese
a Roma,
Sosterremo
il rilancio dell'azienda - filippo de gaspari
( da "Nuova
Venezia, La" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
per le autorizzazioni". Bertoldo spiega anche che il nuovo stabilimento di
Tabina sarà sì moderno, ma anche più piccolo, perché concentrerà i processi
produttivi in minor spazio. E' questa una diretta conseguenza del processo di
trasformazione concordato da Ronal con i sindacati, che prevede il rilancio
della tecnica del flow forming in cambio della diminuzione degli occupati
La
burocrazia contro lo spostamento ma i tempi non saranno lunghi
( da "Corriere
della Sera" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Lettere -
data: 2008-02-17 num: - pag: 12 categoria: BREVI La burocrazia contro lo
spostamento ma i tempi non saranno lunghi Gentile signor Tirelli, per
rispondere alla sua lettera ci siamo imbattuti in un enorme groviglio
burocratico, con le classiche "procedure" dalle competenze
sovrapposte e le responsabilità polverizzate.
Manager
strapagati e una strana bonifica ( da "Corriere della Sera"
del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
perché le
burocrazie non rinunciano mai ai decimali. Da questo limite sono esentate le
società a controllo pubblico quotate in Borsa, 25 figure apicali e chi dà
prestazioni professionali o artistiche in tv. Ma questa bonifica, che salva la
Rai senza nominarla, non elimina tre incongruenze quasi comiche: 1) una società
non quotata,
Per
legge la consegna dovrebbe avvenire entro, e non oltre, i 30 giorni dalla
richiesta. Ma ottenere ( da "Messaggero, Il"
del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Giuseppe
Scaramuzza, segretario regionale di Cittadinanza Attiva, non ha dubbi: "Va
rivisto totalmente tutto il sistema delle cartelle cliniche". La sua
ricetta è tutta in tre punti: informatizzazione, meno burocrazia e trasmissione
dati via mail nel pieno rispetto della privacy.
Prosciutti,
la Cina frena ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La burocrazia
contro il buon gusto, insomma. Non è la prima volta che accade. Finora - fa
sapere il Consorzio del prosciutto - i produttori, consapevoli del rischio di
vedersi tornare indietro il prodotto, hanno curato nei minimi dettagli qualità
e procedure, esportando in Cina poche decine di cosce alla volta.
Le
nostre parole d'ordine: meno veti, conservatorismie burocrazia. E più crescita,
libertà, uguaglianza ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
"Le
nostre parole d'ordine: meno veti, conservatorismi e burocrazia. E più
crescita, libertà, uguaglianza".
Veltroni
presenta il piano di Confindustria e vuol far credere che è il programma del Pd
( da "Liberazione"
del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
meno
burocrazia, meno conservatorismi" (quelli della sinistra) Veltroni
presenta il piano di Confindustria e vuol far credere che è il programma del Pd
Anubi D'Avossa Lussurgiu Non manca nulla: nemmeno la prestazione nello sport
più diffuso tra i grandi centri d'opinione ossia l'attacco al '68,
all'"egualitarismo" (ovviamente "
Il
programma del Piddì Che è quello di Montez
( da "Liberazione"
del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
meno
burocrazia, meno conservatorismi". Perché per Walter "i problemi di
eguaglianza si possono risolvere facendo leva sulla libertà delle
persone". Libertà che però, a sua volta, in campo sociale, si sosterrebbe
con la massima seguente: "Aiutare i più poveri a uscire sulle proprie
gambe dalla condizione in cui vivono".
Walter
o Silvio? ( da "Liberazione"
del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
meno: Meno
veti, meno burocrazia, meno conservatorismi. 19. Più, più più: L'Italia deve
lasciarsi alle spalle il passato e scegliere il nuovo, smettere di
accontentarsi e volere di più, ricercare la felicità" 20. Comunismo: Il
comunismo è l'impresa più disumana della storia con oltre cento milioni di
morti 21.
Carlo
M ( da "Liberazione"
del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
proprie
istanze deve scontrarsi con le lentezze tribunali e della burocrazia della
provincia amministrata dalle Nazioni Unite. Proprio le occupazioni di terre e
proprietà degli sfollati - ha denunciato di recente l'ong Human Rights Watch -
costituisce uno dei principali ostacoli al ritorno. Le dispute sull'argomento
sfociano solitamente in scontri violenti o, nel migliore dei casi,
Questa
burocrazia ci soffoca ( da "Provincia Pavese, La"
del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Questa
burocrazia ci soffoca" Gli agricoltori pavesi chiedono interventi
immediati PAVIA. "La burocrazia non deve soffocare le imprese agricole che
vogliono essere competitive e, allo stesso tempo, sempre più vicine al
consumatore". Il commissario straordinario dell'Unione agricoltori, Vito
Bianco, è intervenuto al convegno di Confagricoltura Torino sulle nuove
frontiere dell'
Sviluppo?
Il governo chiede consigli ai cittadini. Non sarà troppo tardi?
( da "Panorama.it"
del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
una
burocrazia senza carte, un governo più vicino ai problemi del Paese? Vi sentite
commissari tecnici di Palazzo Chigi con pronostici e soluzioni alla mano? Forse
una piccola speranza di far sentire la vostra voce c'è. Prima di chiudere
definitivamente i battenti il governo Prodi ha ripescato un'iniziativa che già
l'anno scorso aveva avuto un discreto successo.
<Ho
sconfitto il male ora cerco solo lavoro>
( da "Giornale
di Vicenza.it, Il" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
di un
immigrato che ha girato tutti gli uffici della città in cerca di giustizia per
sconfiggere la burocrazia Chiara Roverotto Gli occhi sono lucidi,
le mani s'incrociano, le gambe non stanno ferme. Eppure i pensieri sono
precisi, attenti. Ricchi di particolari e parchi di commiserazione. Oualla Moha,
compie quest'anno quarant'anni e molti li ha trascorsi in Italia.
'Vado
a riprendere il mio Ale' ( da "Provincia di Cremona, La"
del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
E poi, col
week-end di mezzo, i tempi della burocrazia si sono ulteriormente dilatati.
Domani mi dovrebbero dare la conferma: appena ho l'ok, parto". Il rientro?
"Se tutto va bene, giovedì. E venerdì celebriamo i funerali a Cremona, in
San Michele". Perchè proprio la Spagna? "Ale la adorava.
La
politica fa poco per la ( da "Gazzettino, Il (Udine)"
del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
interessa una
scuola ed una sanità al passo con le nazioni più progredite, interessa una
burocrazia efficiente e non opprimente, interessa una giustizia, in cui tutti i
cittadini possano sentirsi uguali di fronte alla legge, e non trovarsi magari
nella situazione che uno passi a miglior vita, prima che il procedimento che lo
riguardava, fosse giunto al termine.
Negli
ospedali la giungladelle lunghe liste di attesa
( da "Sicilia,
La" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
alta
burocrazia di Palazzo delle Aquile che è stata definita ieri nel corso di una
riunione a Villa Niscemi e che verrà presentata ai sindacati, la protesta degli
Lsu, che verranno stabilizzati tutti, entro la fine del 2008, sembra
paradossale. "I lavoratori che verranno stabilizzati, in relazione al nuovo
regime contrattuale ?
Cancellate
dall'albooltre 60 imprese ( da "Sicilia, La"
del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
le tasse e la
burocrazia. Gli artigiani e le piccole e medie imprese aderenti alla Confartigianato
decideranno la data della giornata di mobilitazione alla conclusione delle
assemblee iniziate ieri sera presso la sede provinciale dell'associazione. Il
calendario prevede, inoltre, assemblee a Barrafranca il 20 febbraio nell'aula
consiliare,
Bono:
<Urge rimuovere i burocrati del Cas>
( da "Sicilia,
La" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
al secondo la
burocrazia del Cas, al terzo la direzione dei lavori dell'Anas e all'ultimo la
Regione. "Agli amici dell'opposizione - conclude il deputato - dico che
con l'insistenza a cercare a tutti i costi i colpevoli politici, rischiano di
occultare, o minimizzare, il ruolo dei veri responsabili, e in particolare dei
burocrati dell'
La
polemica ( da "Sicilia, La"
del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Non vogliamo
scontrarci ancora una volta con una burocrazia che nega il consolidamento
dell'identità del territorio: direi che in questo senso anche la prefettura di
Siracusa deve finalmente recitare la propria parte attiva per risolvere questo
problema. Si metta in moto subito perché il suo ruolo è preminente nelle
conferenze dei servizi.
Partito
democraticooggi il coordinatore ( da "Sicilia, La"
del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il
condizionale è d'obbligo perché mai burocrazia fu così intricata e complessa.
Ma il rebus di cui tutti hanno coscienza è un altro. Anche questo intervento
per il dragaggio del porto piccolo, seppure assolutamente necessario, si
risolverà in pratica in un'operazione provvisoria, palliativa, in una specie di
pannicello caldo.
BONINO:
SOTTO ELEZIONI I TEMI ETICI SONO CENTRALI
( da "Mattino,
Il (Salerno)" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Troppa
burocrazia, troppe persone che mediano con la donna in grave difficoltà
psicologica. Solo i ricchi accedono a interventi in strutture private e
all'estero in privacy assoluta". E sul caso della donna napoletana
interrogata dopo l'interruzione di gravidanza a Napoli, parla Elena Coccia,
legale dell'Unione donne italiane di Napoli:
L'IMPONENTE
DIMORA DEGLI ORSINI DI GRAVINA DOMINA MONTEOLIVETO
( da "Mattino,
Il (City)" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
dalla
burocrazia, parlano a voce bassa, "zitelle trentenni vissute in monastero
o in educadato, in una castità naturale di temperamento e di fantasia
(...)": chi ha dormito poco, chi è malata. Il dettagliato mondo di carte,
pennini, rotoli e piccole vite descritto dalla Serao ci guarda oggi di lontano,
come la facciata del palazzo che ingoia gli studenti di Architettura.
STA'
A VEDERE CHE STAVOLTA IL BEL PAESE RIESCE AD AFFACCIARSI SUL FUTURO E A FARE
FINALMENTE UN SALT ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
azzerata ed efficienza moltiplicata per aziende, professionisti,
amministrazioni e semplici cittadini. E soprattutto la possibilità di aprirsi a
quello che negli Usa è già considerata la nuova frontiera del mercato e del
business pubblicitario: le inserzioni via internet, che stanno rapidamente
annullando il gap con carta stampata e tv.
Verifiche
sul 2005-2006 chi è in regola con le tasse ma non può dimostrarlo deve pagare
di nuovo ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
BUROCRAZIA IL
CASO Verifiche sul 2005-2006 Chi è in regola con le tasse ma non può
dimostrarlo deve pagare di nuovo GIUSEPPE CRIMALDI I bollettini di pagamento
hanno già raggiunto i destinatari. Un fiume di cartelle spedite a migliaia di
napoletani dall'Area generale di coordinamento del Bilancio Ragioneria e
Tributi di Palazzo Santa Lucia intimano il pagamento del bollo auto entro
SCUOLA
E BUROCRAZIA SI PUò FARE (DI PIù)
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Scuola e
burocrazia si può fare (di più) Mauro Calise Il dodecalogo con cui Veltroni si
presenta è un bel passo avanti rispetto all'enciclopedia in cui Prodi aveva
distillato il suo programma. Non si tratta soltanto di avere - finalmente -
capito che alla gente bisogna parlar semplice e chiaro.
Il
progetto <Mida> comincia a prendere corpo<Mezzo per rompere
l'isolamento economico> ( da "Sicilia, La"
del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
di formazione
della burocrazia degli enti partner e degli esterni. "Vogliamo realizzare
- a parlare è Francesco Coviello, project manager dell'Anci Basilicata - una
rete informatica specializzata in grado di fornire agli operatori del settore
agroalimentare le notizie e il sostegno necessario a migliorare la loro
attività.
<Cambio
Como E la Regione può attendere> <Metrotranvia, Borgovico bis e quartiere
Ticosa: impariamo a sognare contro il partito del no>
( da "Provincia
di Como, La" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Lo
spartiacque fra intervento serio e intervento scellerato non può essere solo la
burocrazia, ma dev'essere la cultura individuale. Bisogna far crescere la
sensibilità delle persone. Il centro storico di Como fu più tutelato da una
funzionaria scomoda come l'architetto Martinelli che dalle regole". E'
vero che lei è geloso di Sergio Gaddi per il successo delle sue mostre?
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
DENTISTI Addio alle
cure a basso costo La caduta del Governo ha letteralmente tolto la possibilità
di sorridere a moltissimi italiani; si sono, infatti, interrotte, a un passo
dalla conclusione, le trattative del Ministro Turco con l'ANDI, associazione di
dentisti, per la fornitura di cure odontoiatriche low cost alle famiglie con
meno di 8000 euro di reddito. La proposta è sicuramente interessante perché
permetterebbe a tante persone con limitate disponibilità economiche di accedere
agli studi dentistici a tariffe certe e calmierate con indubbio beneficio sia
per la propria salute orale che per il bilancio familiare, contribuendo inoltre
a creare nuovo lavoro non solo per i giovani medici odontoiatri ma anche per
tutto il comparto oggi in grave crisi e minato dalla concorrenza sleale di
abusivi, services, e cure all'estero. Riteniamo tuttavia che il diritto alla
salute, anche odontoiatrica, solennemente sancito dalla Costituzione debba
essere garantito dal Servizio sanitario regionale di Asl e aziende ospedaliere,
soprattutto per i più poveri e per i casi più gravi. Auspichiamo pertanto un
deciso impegno dei nuovi direttori generali per una maggiore efficienza della
rete dei poliambulatori di città e provincia aperti oggi poche ore alla
settimana e senza possibilità di riabilitazioni protesiche nemmeno rimovibili
(dentiere), necessarie a tanti nostri anziani, benché già previste da una
delibera regionale del '98. Basterebbe potenziare e finalizzare a queste
priorità il personale, aumentare i giorni di apertura e promuovere la libera
professione intraospedaliera a pagamento con un (modesto) contributo per le
spese odontotecniche come già avviene nella vicina e altrettanto lombarda
Cremona. La riduzione delle incredibili liste di attesa per le cure più urgenti
e necessarie permetterebbe oltretutto un indispensabile recupero della
credibilità, oggi immeritatamente compromessa, dei pur validi e preparati dentisti
della mutua. Ma la proposta di aprire le porte degli studi dentistici privati
per permettere a tutti di avere visite gratuite e cure essenziali ed
indispensabili come estrazioni e medicazioni antidolore o detartraggi a 50 euro
e protesi mobili a 800 euro ad arcata è sicuramente lodevole e interessante. Se
non è passata a livello nazionale possiamo riprenderla nella nostra provincia.
Chi fosse interessato può contattare la nostra associazione di volontariato al
"Tel.Nientemale" 3337207817. Centro Studi di Medicina e Odontoiatria
Sociale AUTOSTRADA Duecento aziende saranno saccheggiate Ho seguito il
dibattito sull'autostrada Mantova-Cremona, tuttora in corso, e mi sono ancor
più convinto che questa autostrada, che devasta il nostro territorio da Bozzolo
a S. Biagio, e saccheggia 200 aziende agricole non la vuole nessuno. Non ho
letto richieste di autotrasportatori, non ho registrato petizioni di gruppi
commerciali, o di realtà economiche che rivendicassero una nuova autostrada;
tutto il dibattito è incentrato sui problemi della viabilità locale della
cintura periferica della città, che ancora soffre per il mancato completamento
dell'asse sud. Sono problemi che si trascinano da tempo, e da tempo dilazionati
per mancanza di pianificazioni concordate tra i comuni dell'interland, e per
l'assenza di un progetto complessivo e lungimirante di chi ha pianificato lo
sviluppo urbanistico. Le proteste dei cittadini di Cerese, della Spolverina e
della Romana sono più che condivisibili ma dovrebbero chieder conto a chi li ha
amministrati in questi anni a chi li ha illusi di abitare nella verde periferia
di Mantova scoprendosi poi prigionieri di una gabbia urbana a respirare smog. A
chi non ha saputo pianificare una viabilità esterna che li preservasse dal
traffico e che ora non sa fare di meglio che scaricare i propri problemi sul
comune vicino! Perciò è inammissibile il progetto di deviare tutto il traffico
sull'abitato di S. Biagio già congestionato da Romana e Autobrennero, e
sottoposto periodicamente a paralisi dalle massicce affluenze alla Città della
moda. Anche i cittadini di S. Biagio hanno diritto a respirare e ad avere un
habitat vivibile! La proposta del Comune di Bagnolo prevede un percorso
intermedio che da una più razionale soluzione al problema; auspico venga
accolta senza riserve e con la consapevolezza responsabile che tutti devono
dare un contributo fattivo senza trincerarsi dietro posizioni pregiudiziali ma
operando scelte ispirate a concretezza. Peccato sia mancata in questo dibattito
una riflessione sul sistema mantovano: avremmo potuto convenire che forse alla
economia della nostra provincia anziché nuove autostrade di asfalto servono
rondò organizzativi, ponti promozionali e autostrade commerciali per
raggiungere nuovi mercati portando di ritorno nuovo sviluppo e occupazione. Ma
forse a chi adora gli dei etruschi e preferisce alla nostra agricoltura le
canne palustri questi pensieri non interessano. Carlo Lasagna BERLUSCONI Quando
la Cdl era un ectoplasma L'ultimo guaio del governo Berlusconi è stata la legge
elettorale approvata nelle ultime ore di legislatura. Legge che il suo stesso
estensore Calderol ha definito una "porcata" e che, fino all'altro
ieri, tutto il Parlamento dichiarava di voler cestinare. Era diffusa la
consapevolezza che, tornare al voto con l'attuale legge elettorale, sarebbe
stata una vergogna davanti all'Europa e una sciagura per l'Italia. La rapidità
con cui gli esponenti del centrodestra hanno cambiato opinione è vergognosa e
immorale. Non solo perché il "porcellum" ha dimostrato di essere la
prima causa dell'instabilità del governo, ma anche perché toglie ai cittadini
il diritto di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento. Questi sono i
motivi principali per i quali i cittadini vogliono una riforma elettorale:
esplicitamente, lo hanno chiesto gli oltre 800mila italiani che hanno firmato
per il referendum. Ma, per il centrodestra, il bene del Paese è secondario
rispetto all'interesse di partito. I leader di An e Udc per mesi hanno
attaccato Berlusconi, accusandolo tra l'altro di dilettantismo politico, e da
par suo Berlusconi ha persino definito la Cdl un ectoplasma. Ora i tre hanno
ripreso a parlar d'amore, anestetizzati dalla speranza di tornare al governo.
Il premio per l'incoerenza va ad An, che prima ha approvato il "porcellum",
poi ha raccolto le firme per il referendum e infine ha fatto di tutto per
sabotarlo. Stigmatizziamo questo atteggiamento incoerente e contraddittorio del
centrodestra, che ancora una volta si è dimostrato privo di ogni senso di
responsabilità. Non è certo il desiderio di risolvere i problemi nazionali a
mettere fretta alla ricomposta congrega "Berlusconi & C". Se
fosse così, il centrodestra avrebbe accettato la sfida acconsentendo ad un
governo di condurre, in pochi mesi, al varo della riforma elettorale. Ma il
centrodestra soffre di ansia da prestazione e perciò, ancora una volta, ha
agito puntando al proprio tornaconto e trascurando l'interesse generale del
Paese. Siamo certi che gli italiani se ne ricorderanno al momento opportuno.
Partito Democratico ECONOMIA Il nostro futuro ricco di incognite Gli artigiani
hanno il fiato corto non solo per il clima di incertezza sulle aspettative di
ripresa economica dal momento che il dato sull'inflazione rischia di associarsi
a una fase di bassa crescita economica ma anche per altri fattori come il caro
energia, l'aumento delle materie prime, l'aumento della pressione fiscale, la burocrazia
che non li lascia lavorare. Senza l'eccessiva burocrazia si avrebbe un incremento di produttività del 5,8% e degli eccessivi
ritardi nei pagamenti delle transazioni commerciali sia pubbliche che private.
I tempi di pagamento delle commesse di lavoro si sono allungati, divenendo i
più lunghi dì Europa, con una media che va da cento giorni ad
addirittura, un anno. Anche se non mancano casi eclatanti come il giovane
falegname di un paese dell'Alto mantovano che da sei anni aspetta di portare a
casa i soldi da una commessa di lavoro. Un vero e proprio calvario fatto di
carte bollate, di costi aggiuntivi, e di udienze in tribunale. Ma casi come
quello del giovane falegname si registrano quotidianamente all'ufficio legale
dell'Upa. E' evidente che tale situazione porti gravi conseguenze nella
gestione amministrativa delle piccole imprese in termini di danni economici,
produttivi ed occupazionali. Tra l'altro la situazione di stallo in determinati
settori dell'artigianato di servizio e di produzione porta il piccolo
imprenditore ad essere maggiormente accondiscende con la propria clientela,
accettando dilazioni nei pagamenti che determinano in ultima analisi a
ridefinire o meglio riorganizzare la struttura aziendale. Tutto ciò ha come
paradossale conseguenza che l'impresa titolare di crediti da incassare sia
costretta a contrarre finanziamenti con le banche per riuscire a rimanere a galla.
Franco Bruno Capo ufficio stampa Upa.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Si è svolta a Roma
la costituente del Partito democratico. Presentati i 12 punti del programma:
"Più crescita, più libertà, più uguaglianza" Veltroni: "Meno
Irpef e aiuti ai precari" "Basta con le mediazioni, possiamo
finalmente dire agli italiani quello che per noi è giusto fare" ROMA
"Meno veti, meno burocrazia, meno conservatorismi". L'obiettivo del Pd, ribadisce
Walter Veltroni davanti all'assemblea costituente, è cambiare il Paese, è
"liberare la società italiana" dai vincoli, dalle paure, dalle
resistenze al nuovo. Indica perciò "tre stelle fisse" che guidano il
programma del Pd: "Più crescita, più libertà, più
uguaglianza". Con una postilla decisiva: "Chi voterà per noi avrà la
certezza che il riformismo, libero da condizionamenti e da veti, diventerà governo
del Paese". Una garanzia resa possibile grazie alla scelta
"unilaterale" del Pd di rompere il vecchio schema delle coalizioni
eterogenee e andare da solo. Come dimostrano, sottolinea, le dichiarazioni di
questi giorni della Sinistra arcobaleno. Ad esempio sull'Afghanistan.
"Basta con le mediazioni. Siamo finalmente liberi di dire agli italiani
quello che pensiamo sia giusto fare". Una scelta, ripete Veltroni, che ha
già provocato un "piccolo terremoto politico", soprattutto nel centrodestra,
mentre stava ancora "con la bottiglia di champagne in mano". Ai 2800
eletti delle primarie che lo hanno salutato, stile convention americana,
sventolando centinaia di cartelli con "Si può fare", chiede dunque di
"avere fiducia". Perché "tra i nostri avversari si sta sgretolando
la certezza, inossidabile fino a qualche tempo fa, di una vittoria a mani
basse". E torna a sfidare Berlusconi: "Siccome tutti si dicono
d'accordo, si approvi subito, in queste settimane, la riforma dei regolamenti
parlamentari, perché dopo il voto non si possano formare gruppi parlamentari
che non corrispondono alle liste presentate alle elezioni". Elenca 12
"punti di innovazione". Dodici grandi aree da riformare per liberare
le energie del nostro Paese, per tornare a farlo correre. Ma a tutto Veltroni
premette, senza giri di parole, l'obiettivo principale: "Aumentare la
ricchezza nazionale". Perché, spiega, senza crescita non ci può essere
politica redistributiva, "senza crescita, non c'è giustizia sociale".
Perché oggi l'Italia non solo cresce troppo poco, meno degli altri Paesi, ma ha
anche "un problema di uguaglianza". E sono stati i governi di
centrosinistra, sottolinea, a "creare le condizioni che rendono oggi
possibile" questa svolta. Rende infatti onore a Romano Prodi il cui
governo ha ricevuto in eredità dal governo di centrodestra conti dissestati e
soprattutto una spesa pubblica in aumento. Il peggior male oscuro di ogni
bilancio, quello capace di mettere il piombo nelle ali del Paese. Nei 5 anni
del governo Berlusconi, sottolinea infatti Veltroni pur senza mai nominare il
leader del Pdl, "la spesa pubblica è aumentata del 2,6 per cento". Al
contrario, il governo Prodi stava riuscendo a mettere sotto controllo la spesa
che, negli ultimi due anni, è tornata a calare. Ma solo aumentando la crescita,
avverte, sarà possibile "ridurre la spesa pubblica senza ridurre la spesa
sociale". Anche per questo al centro del programma del Pd resta
l'intervento su tasse e salari. "Fare quello che non è mai stato fatto e
che oggi è possibile fare: ridurre davvero le tasse ai contribuenti leali, che
sono tanti, dipendenti e autonomi, e che pagano davvero troppo". Sostenere
il potere d'acquisto delle famiglie. Veltroni prende dunque un impegno forte:
"Ridurre, a partire dal 2009, tutte le aliquote Irpef di un punto all'anno
per tre anni". Un obiettivo verso il quale, promette, "ogni euro in
più recuperato con la lotta all'evasione" che sarà restituito agli
italiani. Arriva il salario minimo di 1000 euro per i giovani precari. Unità,
cambiamento, innovazione sono insomma le parole d'ordine con le quali Veltroni
parte da oggi per il viaggio che lo porterà in ognuna delle 110 province
italiane.
( da "Stampa, La" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Raffaele Costa il
caso Disegno di legge "aggrappato" al governo uscente
"Inefficienza del sistema burocratico e legislativo" Incognita
ritardi per il Tenda-bis GIULIO GAVINO TENDA Il presidente della Provincia di
Cuneo Raffaele Costa è sconcertato: "Continuo a non
capacitarmi di quanto tempo le diverse burocrazie di governo e parlamento
abbiano impiegato. Quattro mesi sono trascorsi da quando il Trattato è stato
ratificato dalla Francia. Lo stesso Trattato è stato siglato 11 mesi fa a
Parigi. In questi ritardi, che sarebbe riduttivo sminuire come dettagli, si
annidano i sintomi di inefficienza di un sistema, quello
burocratico-legislativo, che ormai ha segnato il passo". \La gara
d'appalto dovrebbe scattare tra poco più di due mesi ma la caduta prematura del
governo Prodi rischia di bloccare il sogno del raddoppio del traforo del Colle
di Tenda, opera destinata a migliorare i collegamenti tra Liguria, Costa
Azzurra e Piemonte, cuneese in particolare. E sarebbe una proprio una beffa
visto il traguardo ormai a portata di mano (oltre che una figuraccia con
i"cugini" transalpini). Il condizionale è d'obbligo perchè il nuovo
valico, al centro di un trattato internazionale firmato undici mesi fa a Parigi
e ratificato nel novembre scorso a Nizza, è aggrappato ad uno degli ultimi atti
parlamentari della Legislatura di centrosinistra. La buona/cattiva notizia è
legata alla calendarizzazione del disegno di legge di ratifica del Trattato
internazionale per il Tenda-bis in Commissione Esteri al Senato per mercoledì
prossimo. A rivelare l'evidente ritardo amministrativo e legislativo
dell'importante pratica internazionale è stato lo stesso presidente della
Commissione, il senatore Lamberto Dini, nel verbale dell'ultima seduta. In
particolare, il decreto Tenda-bis potrebbe rientrare in poche eccezioni, più
precisamente cinque, che potrebbero ancora essere sottoposti alla valutazione
dell'assemblea. A non lasciare dubbi è il verbale della III commissione
permanente del Senato: "Il presidente Dini rende noto che, posto che dopo lo
scioglimento delle Camere possono essere esaminati solo decreti-legge e atti
del Governo, tenuto conto dei precedenti secondo i quali in passato sono stati
esaminati anche atti correlati ad urgenti adempimenti internazionali". A
rigor di logica il Tenda-bis le sue caratteristiche di internazionalità le ha
tutte visti gli accordi tra Italia-Francia che non senza fatica hanno portato
alla definizione del progetto definitivo dell'opera pubblica. Allo stesso
Lamberto Dini si era rivolto alcune settimane fa il presidente della Provincia
di Cuneo Raffaele Costa, che ancora ieri ha indirizzato una specifica richiesta
di sollecito al presidente del Senato Franco Marini. Oggetto del contendere
sempre la trattazione del disegno di legge in Italia, visto che la Francia è
sostanzialmente pronta per l'appalto dell'opera, avendo approvato la legge
quattro mesi fa (il finanziamento prevede le spese a carico dell'Italia per i
2/3). Nel frattempo, si è tenuta l'altro giorno a Roma una riunione della
Conferenza Intergovernativa delle "Alpi del Sud" che, per quanto
riguarda il Tenda, ha provveduto a deliberare aspetti tecnici riguardanti la
gestione "binazionale" della sicurezza del tunnel. Insomma, tutto è
pronto per il via all'iter definitivo che dovrebbe portare al "colpo di
piccone" entro la fine dell'anno ma di fatto manca la ratifica finale. Il
cronoprogramma dei lavori al traforo era stato ridefinito alla luce
dell'approvazione del progetto da parte del Consiglio dei Ministri (ma senza
decreto legge non se ne farebbe più nulla almeno fino all'insediamento del
nuovo governo). Il bando di gara doveva essere pubblicato in aprile, mentre
all'appalto si sarebbe dovuti arrivare entro la fine dell'anno. Sempre
condizionali, sempre incertezze, troppe per un'opera importante come il
Tenda-bis, destinato a cambiare e non poco i collegamenti tra Italia e Francia.
( da "Alto Adige" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL SEMAFORO
STOPPATO: REAZIONI "Provincia-Comune, basta ping pong" LAIVES. Non si
placano le polemiche in merito alla mancata installazione dell'impianto
semaforico all'altezza dell'incrocio tra via Dolomiti e la statale 12 a Pineta.
In una nota, il coordinatore comunale di Forza Italia, Francesco Paolo Cocca,
parla di "Irresponsabilità politica che regna sovrana. L'assessore Mussner
scarica le colpe sul Comune e il sindaco colpevolizza l'Ufficio Strade di Ora.
Queste partite di ping pong i politici possono giocarle dove vogliono, ma non
sulla statale 12 dove in ballo c'è la vita dei cittadini". Di
"scaricabarile" parla anche il consigliere di Rifondazione comunista,
Rosario Grasso. "La sensazione è quella di essere presi in giro - scrive
in una nota - mentre con un po' di buona volontà e di impegno si potrebbe
realizzare l'impianto semaforico in brevissimo tempo. Le difficoltà ed i
pericolo legati a quel punto della viabilità di Pineta sono note a tutti, ma
finora la pratica relativa al semaforo si è arenata nei meandri della burocrazia. Il problema non riguarda
solo via Dolomiti ma anche via Degli Alpini, distante qualche centinaio di
metri, dove si ripropone la stessa situazione, aggravata semmai dalla presenza
anche di un parcheggio privato". Grasso ricorda che a tale proposito aveva
presentato una richiesta di realizzare almeno una corsia di immissione su via
Degli Alpini approfittando dei lavori in corso per costruire la variante
in quel punto. "Finora, nessuna risposta - afferma Grasso ancora il
consigliere- e mentre i lavori per costruire lo svincolo della variante
procedono, i rischi a quell'incrocio rimangono. Se si ritiene superfluo
intervenire bisogna avere il coraggio di dichiararlo, assumendosene le
responsabilità; al contrario, vanno indicate le soluzioni e relativi tempi di
realizzazione". Fin qui, per quanto riguarda l'impianto semaforico
all'incrocio fra statale 12 e via Dolomiti, tutto è rimasto alla posa in opera
dei sostegni necessari. Come e quando si andrà avanti con il resto non è dato
sapere e nel frattempo monta la polemica anche a livello politico comunale.
(b.c.).
( da "Nazione, La (Arezzo)" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
La
burocrazia vorrebbere
renderli di nuovo tali. Una protesta per la regolarizzazione degli immigrati
che si è svolta ieri pomeriggio davanti al palazzo della prefettura. Con
cartelli e striscioni tanti "stranieri" hanno chiesto l'annullamento
del protocollo con le Poste Italiane che ha affidato all'ente il compito di
rinnovare il permesso di soggiorno, prima affidato alla Questura. "Siamo in ostaggio di
questo sistema ? hanno detto ? e da più di un anno attendiamo il rinnovo del
permesso di soggiorno". E hanno chiesto di trasferire le pratiche ai
Comuni per semplificare e sveltire le procedure. Per non sentirsi più
stranieri. - -->.
( da "Nazione, La (Arezzo)" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di ALBERTO PIERINI I
NCHIODA davanti agli autovelox. Proprio come migliaia di piloti, presi alla
sprovvista dalla sagoma minacciosa del vigile elettronico e costretti a
recuperare consumando l'olio dei freni. Il Comune inchioda o quantomeno frena.
Le nuove postazioni in teoria avrebbero dovuto essere accese entro febbraio. In
realtà slitteranno alla fine di marzo. Un altro mese abbondante di libertà, regalato dalla burocrazia, che almeno in questi casi è una preziosa risorsa. Le procedure
sono lunghe. DALLA SCELTA del punto esatto agli allacci dei sottoservizi ai
contratti da stipulare. Sono piccole case ma con le stesse regole di quelle
grandi. Se vuoi la luce devi fare richiesta, firmare il contratto e aspettare.
E in questo caso la città aspetta volentieri. Per ingannare l'attesa intanto
sfoglia la mappa definitiva delle "centraline". Rispetto al quadro
iniziale ne sarà spostata una sola. Quella che inizialmente era prevista al
Matto. Una staffetta che era nelle cose. Fin dai primi mesi la circoscrizione aveva
fatto notare, infatti, che quell'occhio elettronico si sarebbe aperto su un
punto non ad altissimo rischio. Intanto perché a quell'altezza, il chilometro
140 e 550 metri, la strada è in lieve salita. E poi perché nello stesso
territorio i veri angoli della morte sono altri. E uno di quelli, come se lo
sentisse, si è fatto notare con prepotenza. Con amarezza. Policiano. Un uomo
muore di sera, colpito da un furgone, quasi di fronte al bar. Per lui,
purtroppo, è troppo tardi. Ma l'autovelox andrà proprio lì. Manca solo l'ultima
conferma, o se preferite l'ultimo sì: quello della circoscrizione di Rigutino,
che delibererà in materia nei prossimi giorni. Poi tutto sarà compiuto. E ANCHE
le altre postazioni in lista d'attesa saranno installate. Con Policiano saranno
sei gli autovelox ad unirsi alla mappa. Che con i sette già operativi dalla
scorsa estate fanno tredici. Non tutti, come noto, scatteranno foto in
contemporanea. Perché le apparecchiature a disposizione sono solo sette. E a
quel punto il sistema indosserà la pelle che il Comune aveva scelto per lui.
Una sorta di roulette russa. Le fotocamere vengono spostate. Tu passi davanti
alla cabina ma non sai se è "armata" o no. E puoi decidere, se
frenare comunque o se rischiare, appeso alla legge dei grandi numeri o a quelle
del lotto. Di certo ci sono solo le postazioni. Una a San Giuliano: la prima
sul raccordo autostradale, ma dove il limite non è 80 ma 60 chilometri orari,
almeno per ora. E ha già dato da bacare, vista la necessità di far passare i
collegamenti elettrici da una parte all'altra della carreggiata. SULLA
regionale 69: a Pratantico, nel punto reso pericoloso da un dosso che limita la
visibilità stradale, subito dopo il ponte venedo da Arezzo. In squadra con
quella di San Leo dovrebbe spezzare la velocità in quel tratto. Una terza quasi
parallela: sulla strada provinciale di Pescaiola. Si era ipotizzato un suo
trasferimento nel centro abitato, prima dell'intersezione con Talzano. Ma
invece resterà fuori. Altra cabina sulla Setteponti, a Ripa di Quarata, più o
meno di fronte al distributore Agip, in direzione di Arezzo. E infine sulla 73,
cento metri prima di Ripa di Olmo, riservata a chi esce dalla città e schizza
verso la Valdichiana. Anzi schizzava. Perché il gioco ora si fa duro. E di
fronte alla fotocamera tutto potrebbe essere perduto: privacy compresa. -
-->.
( da "Nazione, La (Pisa)" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Al nuovo
sindaco chiediamo meno Le priorità dei pisani nel sondaggio realizzato da Forza
Italia: "Adesso tutte di GUGLIELMO VEZZOSI PIÙ SICUREZZA, pugno di ferro
contro l'illegalità e per ariginare una diffusa microcriminalità che anche a
Pisa sta mettendo solide e pericolose radici. E poi lotta senza quartiere al
degrado e alla sporcizia, due autentiche emergenze alle nostre latitudini. E
ancora, una efficace politica di sostegno alle giovani coppie e agli anziani,
interventi per favorire la nascita di nuove imprese; lotta al commercio abusivo
e rilancio del litorale. Richieste, proposte, idee. Sono le priorità che
emergono dal sondaggio realizzato da Forza Italia tra i pisani. Cittadini che
spontaneamente hanno aderito e risposto al questionario azzurro diffuso ai
gazebo in centro o sul sito Internet del partito (www.forzaitaliapisa.it).
"ABBIAMO proposto cinque grandi temi ? illegalità, degrado, servizi
pubblici, sviluppo e sociale ? e chiesto ai residenti di indicare cosa mettere
al primo posto nelle richieste al futuro sindaco di Pisa" spiega il
coordinatore comunale azzurro, Francesco Felloni. "Abbiamo raccolto 1.105
risposte da parte di altrettanti pisani che hanno partecipato al sondaggio. Un
modo concreto per scrivere il programma insieme ai cittadini, le cui
indicazioni saranno adesso trasferite nel nostro documento elettorale da
condividere con le altre forze del Popolo delle Libertà. Si tratta del resto di
un percorso che abbiamo iniziato fin da settembre, prima con la mostra
fotografica di denuncia sul degrado di Pisa, poi con una serie di incontri con
le categorie economiche e con le varie realtà costruttive. Adesso concludiamo
questo percorso di ascolto con le dirette richieste dei cittadini".
VEDIAMO da vicino alcune risposte: "Sul versante della sicurezza ?
continua Felloni ? sette intervistati su dieci chiedono di affrontare prima di
tutto il problema della microcriminalità e dell'immigrazione clandestina, quindi
la lotta al commercio abusivo anche attraverso un potenziamento di uomini e
mezzi della polizia municipale". Altra emergenza, il degrado: il 41% delle
risposte indica come provvedimento più urgente il miglioramento dell'arredo
urbano, della pulizia di muri, strade, giardini. Seguono il potenziamento
dell'illuminazione e una migliore cura dell'aspetto delle periferie. NUOVO
capitolo, nuove note dolenti. L'indice è puntato contro i servizi pubblici (dai
trasporti al funzionamento della macchina comunale) che vengono giudicati
troppo costosi (20% delle risposte) rispetto alla qualità di quanto erogato ai
cittadini (17% degli intervistati). Due risposte su dieci denunciano e temono
anche un "utilizzo di ciò che è pubblico ad esclusivo fine politico" e altrettanti chiedono di sfoltire la troppa burocrazia con la quale siamo costretti
a fare i conti ogni giorno. Sul versante dello sviluppo un quarto degli
intervistati chiede politiche mirate per rivitalizzare il centro storico che
sta perdendo il suo tradizionale tessuto commerciale e centinaia di residenti
all'anno e i cui appartamenti vengono poi affittati a studenti. Non a
caso la più importante associazione del commercio, l'Ascom, ha chiesto nei
giorni scorsi che la "questione centro storico" venga affrontata con
la creazione di un assessorato ad hoc. Ancora, il 25% delle risposte indica,
tra le priorità in materia economica, l'accelerazione alle grandi opere per
realizzare le infrastrutture indispensabili allo sviluppo della città insieme a
una politica di sgravi per le nuove imprese (19%) e a una nuova politica per il
turismo (18%). INFINE il capitolo sociale: un terzo degli intervistati desidera
che il futuro sindaco si faccia promotore di iniziative concrete ? sull'esempio
di quanto fatto in diverse città del nord Italia ? a favore delle giovani
coppie anche attraverso una politica di sgravi fiscali o incentivi per
l'acqusito della prima casa. Una identica percentuale di intervistati chiede un
potenziamento dei servizi per gli anziani e, a seguire, il finanziamento di
piani per abbattere le barriere architettoniche e creare una città più "a
misura di disabili", nonché la valorizzazione e un più incisivo
coinvolgimento delle associazioni del terzo settore e del volontariato e un
nuovo impulso alle politiche di edilizia popolare. - -->.
( da "Nazione, La (Pisa)" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di GUGLIELMO VEZZOSI
PIÙ SICUREZZA, pugno di ferro contro l'illegalità e per ariginare una diffusa
microcriminalità che anche a Pisa sta mettendo solide e pericolose radici. E
poi lotta senza quartiere al degrado e alla sporcizia, due autentiche emergenze
alle nostre latitudini. E ancora, una efficace politica di sostegno alle
giovani coppie e agli anziani, interventi per favorire la nascita di nuove
imprese; lotta al commercio abusivo e rilancio del litorale. Richieste,
proposte, idee. Sono le priorità che emergono dal sondaggio realizzato da Forza
Italia tra i pisani. Cittadini che spontaneamente hanno aderito e risposto al
questionario azzurro diffuso ai gazebo in centro o sul sito Internet del
partito (www.forzaitaliapisa.it). "ABBIAMO proposto cinque grandi temi ?
illegalità, degrado, servizi pubblici, sviluppo e sociale ? e chiesto ai
residenti di indicare cosa mettere al primo posto nelle richieste al futuro
sindaco di Pisa" spiega il coordinatore comunale azzurro, Francesco
Felloni. "Abbiamo raccolto 1.105 risposte da parte di altrettanti pisani
che hanno partecipato al sondaggio. Un modo concreto per scrivere il programma
insieme ai cittadini, le cui indicazioni saranno adesso trasferite nel nostro
documento elettorale da condividere con le altre forze del Popolo delle
Libertà. Si tratta del resto di un percorso che abbiamo iniziato fin da
settembre, prima con la mostra fotografica di denuncia sul degrado di Pisa, poi
con una serie di incontri con le categorie economiche e con le varie realtà
costruttive. Adesso concludiamo questo percorso di ascolto con le dirette
richieste dei cittadini". VEDIAMO da vicino alcune risposte: "Sul
versante della sicurezza ? continua Felloni ? sette intervistati su dieci
chiedono di affrontare prima di tutto il problema della microcriminalità e
dell'immigrazione clandestina, quindi la lotta al commercio abusivo anche
attraverso un potenziamento di uomini e mezzi della polizia municipale".
Altra emergenza, il degrado: il 41% delle risposte indica come provvedimento più
urgente il miglioramento dell'arredo urbano, della pulizia di muri, strade,
giardini. Seguono il potenziamento dell'illuminazione e una migliore cura
dell'aspetto delle periferie. NUOVO capitolo, nuove note dolenti. L'indice è
puntato contro i servizi pubblici (dai trasporti al funzionamento della
macchina comunale) che vengono giudicati troppo costosi (20% delle risposte)
rispetto alla qualità di quanto erogato ai cittadini (17% degli intervistati).
Due risposte su dieci denunciano e temono anche un "utilizzo di ciò che è
pubblico ad esclusivo fine politico" e altrettanti
chiedono di sfoltire la troppa burocrazia con la quale siamo costretti a fare i conti ogni giorno. Sul
versante dello sviluppo un quarto degli intervistati chiede politiche mirate
per rivitalizzare il centro storico che sta perdendo il suo tradizionale
tessuto commerciale e centinaia di residenti all'anno e i cui appartamenti
vengono poi affittati a studenti. Non a caso la più importante
associazione del commercio, l'Ascom, ha chiesto nei giorni scorsi che la
"questione centro storico" venga affrontata con la creazione di un
assessorato ad hoc. Ancora, il 25% delle risposte indica, tra le priorità in
materia economica, l'accelerazione alle grandi opere per realizzare le
infrastrutture indispensabili allo sviluppo della città insieme a una politica
di sgravi per le nuove imprese (19%) e a una nuova politica per il turismo
(18%). INFINE il capitolo sociale: un terzo degli intervistati desidera che il
futuro sindaco si faccia promotore di iniziative concrete ? sull'esempio di
quanto fatto in diverse città del nord Italia ? a favore delle giovani coppie
anche attraverso una politica di sgravi fiscali o incentivi per l'acqusito
della prima casa. Una identica percentuale di intervistati chiede un potenziamento
dei servizi per gli anziani e, a seguire, il finanziamento di piani per
abbattere le barriere architettoniche e creare una città più "a misura di
disabili", nonché la valorizzazione e un più incisivo coinvolgimento delle
associazioni del terzo settore e del volontariato e un nuovo impulso alle
politiche di edilizia popolare. - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del
17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
LA ROSA BIANCA
"Non siamo i reduci Dc" Moderati in campo: "Alternativi a Pd e
Berlusconi" "ESISTE un'alternativa al Partito Democratico e al
Partito della Libertà". Questa la 'dichiarazione di indipendenza' di
Daniele Quadrelli, tra i promotori a Forlì del partito 'La Rosa Bianca',
guidato da Tabacci e Pezzotta. Non ci stanno dunque i moderati a recitare la
parte del vaso di coccio tra due di ferro. Il ruolo di guida spetterà a Romano
Baccarini. "Abbiamo l'idea di un paese che deve prima di tutto puntare
alla creazione di un ceto medio. E liberiamoci dalla palla
al piede rappresentata dalla burocrazia", dice. Le grandi manovre in attesa delle elezioni
politiche di aprile prefigurano una variazione di scenario anche a livello
locale. Giovanni Tavoletti (Udeur) sgombra il campo da dubbi. "Fino alla
fine della legislatura ? spiega ? resteremo fedeli alla maggioranza e al
sindaco Masini, ai quali ci lega un patto di lealtà. Poi non è detto che le
cose debbano restare le stesse". La partita insomma è aperta a tutti,
anche ai moderati. "C'è la possibilità che nasca una forza di centro in
vista delle amministrative del 2009. E in quel caso avremo il nostro
candidato", aggiunge Tavoletti. A Forlì il neopartito guarda con interesse
a intese con Pri e Udc. "Quali saranno le nostre mosse dal punto di vista
politico? ? chiede Tavoletti ?. Senza dubbio azioni a favore di famiglie e
giovani. Troppo spesso questi ultimi sono vittime del precariato. Dobbiamo
metterli in condizione di poter pensare a un futuro sereno. Va poi ricostruita
l'alleanza tre le forze economiche del paese: industriali, artigiani,
commercianti, coltivatori diretti". La 'costola' forlivese della Rosa
Bianca, in attesa di definire i suoi organi, chiama a raccolta giovani e donne.
"Non siamo i combattenti reduci della Democrazia Cristiana ? conclude tra
gli applausi l'assessore del Comune di Meldola Pieraugusto Rossi (uscito
dall'Udeur) ? Siamo noi l'unica novità di queste elezioni". - -->.
( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del
17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
? MASSA ? IL
PRESIDENTE provinciale di Confesercenti, Giuseppe Pieroni, difende il ruolo
delle piccole e medie imprese, offre la sua analisi sul'attuale crisi e
fornisce la rua ricetta per il rilancio dell'economia apuana. Presidente, quale
bilancio si può fare dell'anno appena trascorso? "Per le piccole e medie
imprese è stato un anno difficile. Forse uno dei più difficili degli ultimi
anni". Quali, secondo lei, le cause? "Le cause principali sono
sicuramente da attribuirsi alla crisi dei consumi per il diminuito potere d'acquisto
delle famiglie e all'incertezza per il futuro". Ma, da più parti, proprio
le piccole e medie imprese sono accusate di essere le principali responsabili
del caro-vita. "Niente di più demagogico e strumentale. Se i prezzi
aumentano, non è certo per responsabilità dei piccoli negozi, se è vero com'è
vero che i consumatori, per i loro acquisti, si rivolgono per il 70% alla
Grande Distribuzione Organizzata. Casomai, stante la crisi, sono state le
piccole e medie imprese ad accollarsi parte degli aumenti per non perdere
clientela". Nella realtà provinciale, qual'è la situazione dei negozi di
vicinato? "I negozi tradizionali stanno scontando una crisi economica che
viene da lontano e proprio per questo più acuta rispetto a quanto si verifica
da altre parti. L'ultima indagine economica della Camera di Commercio fotografa
una situazione pesante, aggravata da uno stato di profonda incertezza degli
operatori, parte dei quali pensa seriamente di chiudere l'attività".
Quali, secondo Lei, i rimedi per invertire tale tendenza? "Innanzitutto
vorrei far rilevare l'importanza che assumono i negozi di vicinato per la
vivibilità delle città e il ruolo sociale che svolgono: le città senza
commercio muoiono! Per venire alla domanda, credo sia necessario mettere al
centro dell'agenda politica il commercio tradizionale, a partire dalle
questioni legate ai parcheggi, all'arredo urbano, alla viabilità, alla burocrazia, al contenimento della spesa pubblica, all'efficienza delle
pubbliche amministrazioni, a un fisco meno opprimente". Quali, invece, i
rimedi che possono mettere in campo le piccole e medie imprese?
"Sicuramente uno strumento per combattere le difficoltà dei piccoli negozi
è l'istituzione dei centri commerciali naturali. Voluti fortemente dalla
Regione Toscana per salvaguardare il commercio tradizionale e la vivibilità dei
Centri Storici e delle città, nella nostra Provincia, ad oggi, ne sono stati
costituiti otto, di cui quattro operativi: Massa, Carrara, Pontremoli, Aulla,
direttamente seguiti dal Cat Confesercenti. Anche se la strada da percorrere è
ancora lunga, i risultati, grazie alla dinamicità e all'entusiasmo dei gruppi
dirigenti, soprattutto i giovani, sono sotto gli occhi di tutti: la gente ha
riscoperto ed è tornata a frequentare quei luoghi e negozi che hanno fatto la storia
di ogni comunità". E per l'anno appena iniziato, quali previsioni può
fare? "Tutti gli indicatori economici prevedono un 2008 sulla falsa riga
di quello appena trascorso, con la pesante incognita del caro petrolio che
potrebbe peggiorare la situazione. A parte questa variabile, se vogliamo che i
consumi ripartano, ritengo siano necessari provvedimenti in grado di accrescere
il potere d'acquisto delle famiglie". Da noi il turismo è ritenuto uno dei
volani dell'economia. Cosa ci possiamo aspettare dalla prossima stagione
balneare? "Il nostro turismo è rivolto principalmente ad un'utenza
medio-bassa e soprattutto italiana. Permanendo l'attuale stato di cose, sarà
difficile anche ripetere i risultati non certo esaltanti della passata
stagione". Molti sostengono che la crisi del nostro turismo sia da
attribuire ai prezzi troppo alti. Cos'ha da dire a riguardo? "Se
paragonati a quelli praticati in altri paesi emergenti, sicuramente è vero. Ma
è un paragone improponibile per una serie di questioni legate soprattutto ai
costi gestionali che le nostra aziende devono sopportare. Occorre aumentare la
domanda attraverso un'offerta in grado di esaltare le qualità ambientali,
culturali, artistiche ed enogastronomiche di cui è ricco il nostro territorio,
sconfiggere, una volta per tutte, l'erosione della spiaggia e migliorare la
qualità del mare". Per finire, cosa consiglierebbe ai colleghi di fronte
allo scenario rappresentato? "Che piangere su se stessi non porta da
nessuna parte. E' necessario accrescere la professionalità, monitorare
costantemente il mercato, attuare percorsi di innovazione e appropriate
politiche di marketing: in una parola sola acquisire una nuova cultura
d'impresa". - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del
17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
I permessi non
arrivano "Chiesti da un anno ma ancora nulla" di ALESSANDRO DI MARCO
? FABRIANO ? LA PROTESTA corre sul filo della burocrazia-lumaca e di quei permessi di
soggiorno che arrivano con ritardi abissali. Non ce l'hanno fatta più gli
extracomunitari residenti in città e nelle realtà vicine a sopportare attese
lunghe e snervanti, così ieri mattina si sono riversati in massa davanti al
Commissariato cittadino per manifestare contro il sistema. Stranieri
provenienti dal Nord Africa, Albania, India ed altri paesi ancora che, in
maniera civile ma sentita, hanno espresso il loro disappunto chiedendo ed
ottenendo un colloquio con le forze di polizia. "IL PROBLEMA esiste, ne
siamo consapevoli e lo abbiamo già da tempo segnalato alle autorità
competenti", fanno sapere dal Commissariato cittadino in risposta a lamentele
decise e tutt'altro che prive di fondamento. Qualcuno ha chiesto il rinnovo del
permesso a febbraio 2007, qualche altro ancor prima e tutti ancora attendono di
ricevere l'atto, nonostante nessuno abbia fatto sapere di irregolarità. In
Commissariato non possono far altro che rilevare che i permessi non sono stati
ancora consegnati dalla Questura di Ancona e fino a quando non saranno pronti
nulla possono, oltre, appunto, ad evidenziare il disagio dei richiedenti.
"LA BEFFA ? dicono gli immigrati ? è che quando arriverà il permesso,
quasi sempre valido per un anno, sarà già scaduto e dovremo dubito fare domanda
per riceverne uno nuovo". In realtà con il vecchio permesso e la ricevuta
dell'avvenuto pagamento (280 euro) alle Poste per la richiesta di rinnovo, gli
stranieri sono in regola ma vivono in una condizione tutt'altro che facile.
"In alcuni casi ? spiegano ? non possiamo accedere a mutui per comprare
casa, auto o quant'altro, perchè in molti ci negano questi servizi proprio per
il permesso scaduto. Ed alcuni si sono visti perfino negare la possibilità di
una nuova occupazione per lo stesso motivo, visto che a certi imprenditori la
garanzia della ricevuta delle Poste non basta per capire che non siamo
clandestini". MOHAMED Abdellau, tunisino artigiano da 17 anni in Italia e
artigiano, è il portavoce di una protesta "che ? annuncia ? non si
esaurisce qui. Abbiamo già ottenuto proprio dal Commissariato, che ringraziamo
per la disponibilità ad ascoltare le nostre ragioni, il permesso di manifestare
sabato prossimo con un corteo di protesta.. Partiremo dalla sede del Comune per
arrivare a piedi proprio fino al Commissariato. Credo e spero che saremo tanti,
perchè vogliamo far sentire la nostra voce. Il permesso è un diritto, non è
possibile soffrire così per vederlo esaudito". Foto: la protesta degli
stranieri davanti al commissariato e, nel cerchio, Mohamed Abdellau - -->.
( da "Giorno, Il (Brianza)" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL FUTURO "Più
infrastrutture e meno burocrazia bisogna creare le
condizioni per far restare le ditte sul territorio" - -->.
( da "Giorno, Il (Brianza)" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Contratti
regionali per dare vantaggi a dipendenti e aziende" Troppo rigidi gli
accordi a livello nazionale 1 "L'attuale sistema di contrattazione non
risponde più alle necessità delle imprese e dei lavoratori. Va ripensato. Al di
là delle polemiche ritengo che occorra tenere ben presenti le necessità a
livello territoriale. Il contratto nazionale deve fissare alcuni punti
(normativi e salariali) sotto i quali non si deve scendere. Bisognerebbe poi
instaurare e dare piàù spazio a una sorta di "federalismo
contrattuale". Cosa intendo dire? È sotto gli occhi di tutti il fatto che
ogni territorio (la Lombardia non è uguale all'Emilia che non è uguale alla
Puglia che a sua volta si differenzia dalla Calabria) ha delle peculiarità a
livello produttivo, ma non solo. Cambiano anche il costo della vita e le
necessità. È evidente che 1.000 euro possono avere un valore differente in zone
dove i beni di consumo costano diversamente. Secondo il mio punto di vista
bisognerebbe dunque passare anche attraverso un livello di contrattazione
regionale. Ciò permetterebbe, come vado sostenendo da tempo, che in busta paga
finiscano più soldi per i lavoratori a fine mese". 2 "Dai dati sulle
morti e gli incidenti sul lavoro si intuisce immediatamente che è un problema
che flagella soprattutto il settore edile. Occorre però che in ogni comparto
produttivo e in ogni azienda ci si adoperi il più possibile per evitare
incidenti. Ciò si fa soprattutto attraverso un impegno degli imprenditori, e
quelli della nostra zona sono estremamente attenti, a fornire tutti gli
strumenti (caschetti, occhiali, macchinari sempre migliori e più sicuri)
necessari a prevenire gli infortuni. Occorre però anche un senso di
responsabilità dei lavoratori che, da parte loro, devono rispettare procedure e
si devono equipaggiare in modo adeguato. Bisogna dunque una
responsabilizzazione generale senza mai dimenticare, purtroppo, che anche in
casi in cui tutte le normative vengono rispettate, la fatalità è sempre dietro
l'angolo. Occorre fare comunque tutto il possibile per "scoraggiare",
diciamo così, la fatalità". 3 "Già 5 anni fa, come presidente di
Confindustria Brianza, nei miei interventi pubblici lanciavo un allarme:
"bisogna fare attenzione altrimenti qui diventeremo tutti
commercianti". Cosa intendevo, e cosa intendo dire con ciò? Voglio far
capire che, se a causa della concorrenza di altri mercati dove produrre costa
meno, i nostri imprenditori sono costretti ad andare a comperare i pezzi su
altri mercati e si limitano ad assemblarli per poi rivenderli, qui si diventa
tutti dei rivenditori e basta. Come si può scongiurare tutto ciò? Occorre
rendere più competitive le nostre aziende. E come si fa? Dotando
il territorio di infrastrutture, eliminando il peso di una burocrazia schiacciasassi e l'incidenza
di tasse spesso, francamente, inique. Elementi che, anche in presenza di costi
di manodopera meno vantaggiosi, possano convincere le imprese che sia meglio
investire qui che non altrove. Basta vedere cosa è successo alla mia azienda.
Avrei potuto scegliere di vendere ai cinesi che non avrebbero fatto altro che
portarsi via la produzione, e invece ho deciso di cerede l'attività a un
colosso svedese che ha assicurato il mantenimento della fabbrica a Renate e
soprattutto può portare a uno sviluppo dell'attività con nuovi prodotti qui in
Brianza". 4 "La Provincia può essere un attore fondamentale per
aiutare il mondo produttivo. Bisogna però guardarsi bene dal renderla un
carrozzone. A guidarla ci vuole un brianzolo. E con ciò non intendo solo un
brianzolo da un punto di vista anagrafico, ma soprattutto dal punto di vista
del "saper fare". E questa non è un'autocandidatura. Non ci penso
nemmeno. Se la nuova Provincia sarà un terreno di conquista per i politici
oppure un campo su cui si misureranno i campanilismi dei vari Comuni, ognuno
dei quali vuole contare più di altri, allora saranno più gli svantaggi che i
vantaggi". - -->.
( da "Repubblica, La" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina VI - Palermo
L'EX GOVERNATORE Paura Udc, Lombardo verso il Pdl "Berlusconi ha capito il
programma, ma decido domani" Il leader federalista preoccupato dalle
defezioni nello scudocrociato Ieri l'incontro con Cuffaro senza la firma sotto
il patto per presentarsi da alleati Oggi un vertice con l'ex premier: sul
tavolo anche Palazzo d'Orleans ANTONIO FRASCHILLA L'ultima mossa spetta a lui,
al leader del Movimento per l'Autonomia Raffaele Lombardo. Nel giorno della
rottura ufficiale tra l'Udc di Pierferdinando Casini e il Popolo delle libertà
di Silvio Berlusconi, il leader federalista prende ancora 48 ore di tempo e
convoca per domani alle 12 l'ufficio politico nazionale del partito. Soltanto
allora Lombardo scioglierà il nodo delle alleanze. Se correre in Sicilia
insieme all'Udc, che si è già detto pronto a candidarlo alla guida di Palazzo
d'Orleans, o accettare l'offerta fatta da Berlusconi che ha messo sul piatto un
ruolo importante nel futuro governo, 15 seggi alla Camera e il ritiro dalla
corsa alla presidenza regionale di Gianfranco Miccichè. Secondo i boatos delle
ultime ore Lombardo starebbe per virare a destra: "Raffaele è molto
preoccupato per lo sfaldamento dell'Udc siciliana, e allo stesso tempo la
rottura nazionale di Casini ha reso impossibile ogni mediazione - dicono dal
quartiere generale catanese dell'Mpa - Comunque al momento Lombardo rimane il
nostro candidato alla Regione, se il Pdl vuole sostenerlo libero di
farlo". Quella di entrare con un ruolo di primo piano nel governo
Berlusconi potrebbe essere una delle proposte più convincenti insieme
all'impegno del leader del Pdl a rimettere nell'agenda politica la
realizzazione del ponte sullo Stretto. "Berlusconi ha capito il nostro
programma", ha scritto Lombardo sul blog dell'Mpa. Di certo ieri tutto
sembrava pronto per la firma dell'intesa con l'Udc e il segretario regionale
dello scudocrociato siciliano, Saverio Romano, già venerdì sera si era fatto
avanti ufficialmente parlando "di un simbolo comune da presentare in
Sicilia". Ma Lombardo ha solo incontrato Salvatore Cuffaro e all'ex
governatore avrebbe espresso "i dubbi sulla tenuta dell'Udc siciliana in
caso di corsa a due". Poi il leader catanese è andato a Trapani "per
continuare la sua campagna elettorale". "Lunedì decideremo le
alleanze in vista delle prossime elezioni nazionali e regionali, di certo
andremo avanti con questa mia candidatura alla presidenza - ha detto Lombardo -
Il centrosinistra naturalmente auspicherebbe uno scontro tra me e Micciché,
visto che nel 2001 e nel 2006 non ce l'ha fatta nonostante candidature
ragguardevoli. Ma non so come andrà a finire". Oggi il presidente della
provincia di Catania volerà a Roma per incontrare a Palazzo Grazioli lo stesso
Berlusconi. L'ordine degli appuntamenti, l'incontro con Berlusconi e la
convocazione domani dell'ufficio politico del partito, mette sotto pressione
tutti i colonnelli dell'Udc, che si dicono "certi che Lombardo non tradirà",
ma che allo stesso tempo ricevono centinaia di telefonate da amministratori
locali del partito incerti sul da farsi. Anche alla luce della fuga dall'Udc di
segretari provinciali, come quelli di Catania (Filippo Drago) e Enna (Giovanni
Palermo), già migrati nel Pdl. "Non ho alcun dubbio, Lombardo non tradirà
l'Udc, il nostro è un patto di ferro in difesa della Sicilia - dice il deputato
regionale Antonello Antinoro, risultato il più eletto nel 2006 con oltre 30
mila voti - Lombardo sarà nostro alleato, fedele come sempre". "Ho
ricevuto diverse telefonate da parte della base del partito che chiede di
sapere cosa ne sarà dell'Udc - aggiunge il deputato Riccardo Savona - A tutti
dico di stare tranquilli. Lombardo non ci tradirà. In ogni caso siamo pronti a
correre da soli contro tutto e tutti". Ma in molti temono che la potente
macchina elettorale di Cuffaro vada in tilt in una corsa che vedrebbe quasi
certamente perdente l'Udc. Molti consiglieri comunali, specie dell'agrigentino,
stanno lasciando il partito. Anche dentro la burocrazia regionale cominciano ad
arrivare voci di prime defezioni tra i fedelissimi di Cuffaro, e di alti
dirigenti, fino a ieri legati all'ex governatore, che adesso si stanno
guardando attorno perché "d'altronde in questi momenti d'incertezza ognuno
pensa alla propria carriera".
( da "Nazione, La (Prato)" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ttadini che, pur
avendola votata, non va troppo fiero di come ha governato e governa la nostra
amministrazione comunale. L'indecisione, il voler accontentare tutti nelle
decisioni da prendere non sono certo caratteristiche virtuose per chi dovrebbe
dare risposte certe ai bisogni della città. Quindi non è necessario inventarsi
responsabilità di inefficienza là dove non ce ne sono. Mi riferisco
all'accumularsi, al sovrapporsi di lavori sulle strade cittadine, che non sono
certo da attribuire a particolari negligenze della giunta. Gli
iter di una burocrazia
farraginosa e contorta spesso portano a fare sì che non sia possibile
programmare con una certa razionalità l'inizio di un intervento. Perciò anche
noi cittadini dovremmo qualche volta accettare i disagi come un
"costo" da pagare, senza dare adito a strumentalizzazioni politiche
che hanno poco senso. Giuseppe Paolini )TRASPORTI Linee bus, quante
carenze CARI amici della redazione, sono il solito rompiscatole che ce l'ha con
coloro che hanno saputo programmare, a suo tempo, il percorso
"cerebrale" della linea urbana 78 Castellina-Mezzana e viceversa. La
volta scorsa spiegai che il 78 non tocca nessun ambulatorio Asl, tipo quello di
piazza Lippi e (peggio ancora) di via Giubilei. Se ben ricordate, invitai il
direttore della Cap ed il direttore generale della Asl a venire con me dalla
Castellina a quei due luoghi una mattina d'inverno, col gelo dopo aver preso il
78 fino alla stazione e la Lam rossa fino a piazza Ciardi per la prima
destinazione e fino a metà di via Bologna per la seconda. Non so, ovviamente,
se i due grossi personaggi pubblici hanno raccolto il mio invito perché non ho
avuto alcuna segnalazione al riguardo. Ora li invito a partire dalla Castellina
o da Mezzana per andare ai nuovi ambulatori Giovannini di via Cavour, che non
sono serviti da alcun mezzo pubblico. L'unica soluzione del problema per i due
signori (come per il pubblico) è prendere il solito 78 (da Mezzana o dalla
Castellina non ha importanza), cambiare alla stazione centrale e qui prendere
la Lam blu fino al vecchio ospedale ed entrare nello stesso. Poi, attraversarlo
tutto fino all'uscita e fare una bella scarpinata ? al freddo ? fino a via
Cavour e di lì entrare trionfalmente nei nuovi ed eleganti ambulatori, colà
centralizzati in maniera un po' sovietica perché chi ha la disgrazia di
usufruire dei mezzi pubblici non conta un bel nulla. Giacomo Bezzi )SANITÀ
Grazie all'ospedale SCRIVO per esprimere la mia gratitudine all'équipe
dell'Utic, Ospedale di Prato. "Sono veramente gentili qua, tutti:
infermieri, tecnici, medici, chi pulisce... Se ho bisogno di qualcosa arrivano
subito e sono carini e attenti, spiegano tutto. Ma non sono così soltanto con
me, sono così con tutti, è veramente impressionante". Sono sentimenti
espressi più volte da mio marito, Alfred, prima di morire per un improvviso
arresto cardiaco. L'équipe dell'Utic lo aveva salvato dalle crisi
cardiorespiratorie con grande cura e prontezza diagnostica. Dopo due settimane
di ricovero andava bene e si parlava di spostarlo nel reparto di cardiologia;
non vedemmo l'ora, io e lui, di poter stare insieme e anche chiacchierare nel
nostro solito modo "new-yorkese" (entrambi d'origine Usa) per periodi
più lunghi di quelli giustamente permessi nell'Utic. Ma è a questo punto che
Alfred è deceduto per arresto cardiaco. Il dolore era, e tutt'ora è, pungente e
profondo, ma mi rendo conto che senza quell'équipe con la loro cura, attenzione
e professionalità Alfred ed io non avremmo avuto nemmeno gli ultimi 14 giorni
della sua vita insieme. Mando la mia più profonda gratitudine per quei
preziosissimi giorni all'equipe dell'Utic, ospedale di Prato, un reparto che
funziona bene e umanamente; ringrazio anche l'amministrazione dell'Azienda Usl
4 che lo appoggia. Jean van Haaften Di Marino - -->.
( da "Repubblica, La" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina VIII - Milano
Sgarbi: denuncio l'Annonaria "La magistratura indaghi sui danni
all'immagine di Milano" Due mostre bloccate per
mancanze formali "La burocrazia non fermi la cultura" ANNA CIRILLO L'assessore alla Cultura
Vittorio Sgarbi vuole denunciare l'Annonaria per aver danneggiato l'immagine di
Milano, il vice sindaco De Corato lo invita alla calma e assicura che chiarirà
già da domani la questione "per mettere la parola fine a questi
inconvenienti che, forse, la prima volta abbiamo sottovalutato". La
prima volta è stata il 23 gennaio, all'inaugurazione di Von Gloeden a Palazzo
della Ragione, bloccata dai vigili perché mancava un documento; la seconda
l'altro giorno, alla mostra del fotografo americano Richard Avedon allo Spazio
Forma, chiusa per mancata esibizione del documento di agibilità provvisoria e
poi temporaneamente riaperta. "La polizia annonaria ha voluto affermare il
proprio potere burocratico sulla cultura - ha detto ieri Sgarbi - e allora la
denuncerò alla magistratura per il danno d'immagine che ha inflitto a
Milano". In entrambi i casi le rassegne sono state chiuse solo mezza
giornata, grazie a permessi temporanei dell'assessorato al Commercio, in attesa
che gli allestitori si sistemassero con le carte. "Ma è successo anche con
l'inaugurazione di Savini, Taveggia e alla festa di Natale in via Spiga,
episodi che mi hanno sconcertata - dice Tiziana Maiolo, assessore comunale al
Commercio e alle Attività Produttive - . Sono fiori all'occhiello della città e
alla riapertura arriva l'Annonaria. Va bene che i vigili fanno il loro dovere,
ma non è bello vederli piombare quando c'è l'inaugurazione. In questo caso il
problema è stato che lo Spazio Forma ha chiesto un paio di anni fa
l'autorizzazione permanente, non l'hanno mai avuta e hanno pensato ad una sorta
di silenzio-assenso. Comunque la questione sarà risolta domani, con la
presentazione, spero, della documentazione necessaria. E in ogni caso
studieremo il modo per far fare i controlli uno o due giorni prima
dell'apertura delle mostre, non il giorno stesso". Il vice sindaco De
Corato, da cui dipende l'Annonaria, vuole chiarezza. "Capisco che Sgarbi
si arrabbi, faremo una indagine per vedere che cosa non ha funzionato nella
comunicazione tra allestitori, commissione agibilità del settore commercio per
le autorizzazioni, e l'Annonaria. Dico a Sgarbi di stare sereno, non è un
boicottaggio contro di lui, andremo a fondo per mettere la parola fine a questi
incidenti. Ha ragione, ma è facile buttare la croce addosso ai vigili, e le
denunce non risolvono i problemi, anzi, aprono solchi tra assessorati e
assessorati. I vigili fanno il loro dovere, e rappresentano la stessa
istituzione che rappresenta lui".
( da "Unita, L'" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stai consultando
l'edizione del Sì si può Scenografia: la campagna toscana e sguardi celesti di
giovani donne. Protagonisti: il paziente Prodi, l'audace Finocchiaro (alla
conquista della fatal Sicilia), l'abile D'Alema. Soggetto: come trasformare una
sicura sconfitta in una possibile vittoria. Se "Yes, we can" (Si può
fare) di Walter Veltroni fosse un film avrebbe già incassato il favore della
critica. Per il pubblico occorre aspettare il 13 aprile ma l'inizio è
incoraggiante. La metafora filmica si addice al politico più cinefilo per l'intensità
dell'immagine e la cura dei dettagli. Tutto il resto è vita, dura realtà
quotidiana. Un paese da rimettere in moto. Una politica a cui restituire
credibilità. Un programma di fatti, impegni, scadenze. Veltroni sa come non
farsi incastrare nel copione delle solite promesse. Espone tutto il meglio che
gli italiani si aspettano. Lo esprime con un linguaggio a forte contenuto
simbolico. Per esempio. Candidare il giovane imprenditore e l'operaio
sopravvissuto della Thyssen come segno del ritrovato patto tra impresa e
lavoro. Deplorare l'egualitarismo sessantottino per rimarcare la rivincita del
merito e del sacrificio. Promuovere l'innovazione di massa attraverso lo
sviluppo tecnologico della comunicazione. Nei dodici punti, naturalmente, c'è
molto di più. Un progetto economico che ha come stella polare la crescita,
perché senza lo sviluppo non c'è giustizia sociale. Meno
tasse, meno burocrazia,
meno conservatorismo, meno ambientalismo del no. Più legalità, più trasparenza
della politica, più sicurezza per tutti. E poi l'amor di patria e l'omaggio ai
soldati-eroi delle missioni umanitarie. E il "ma anche" veltroniano
pronto a dimostrare che "si può fare". E poi, il sollievo
dell'andare da soli senza i condizionamenti della sinistra radicale. Che fa il
paio con il punto tredici: Berlusconi non si nomina ma il disastro della destra
sì.
( da "Repubblica, La" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca Mark, l'ad
in felpa e sandali MARIO CALABRESI (segue dalla copertina) oggi sembra chiaro
che la sua fortuna è stata quella di intuire per primo che l'idea di costruire
un sito internet dove i ragazzi delle università potessero fare amicizia,
discutere, scambiarsi foto, consigli, e raccontarsi le loro vite, i loro sogni
e l'ultimo pettegolezzo era giusta e vincente. Ci erano arrivati in molti,
perlomeno in cinque, a mettere a fuoco il progetto nel campus di Harvard nei
primi mesi del 2004. Ma uno solo ha avuto il coraggio di giocarsi tutto su
quell'idea e di abbandonare l'università, seguendo un precedente famoso che
porta il nome di Bill Gates, il fondatore di Microsoft. Era l'estate del 2004
e, dopo aver terminato il secondo anno di corso in psicologia, si trasferì sul
Pacifico con un piccolo gruppo d'amici. Lì sono rimasti. Lì sono diventati
ricchi e famosi. Lì continuano a vivere come se fossero ancora a scuola. Figlio
di un dentista e di una psichiatra, Mark è nato e cresciuto a Dobbs Ferry, un
paesino a nord di New York. In prima media aveva già scritto il suo primo
programma per il computer e al liceo, insieme al suo compagno di banco Adam
D'Angelo - che oggi è ancora accanto a lui - aveva inventato come ricerca
scolastica un lettore mp3 (un i-pod) capace di capire i comportamenti di
ascolto di chi lo usava. La Microsoft gli offrì 950mila dollari per averlo, lui
rispose di no, che preferiva andare all'università. Entrò
ad Harvard e lì si scontrò con le burocrazie che frenarono la sua idea di un
sito internet aperto a tutti gli studenti, in cui ci si potessero scambiare
informazioni. Allora fece tutto da solo e nel febbraio del 2004 lanciò Facebook
dalla sua stanza nel dormitorio. Il decollo del sito ha una progressione incredibile.
Parte con Harvard, si allarga agli studenti di Yale, Columbia e Stanford, poi a
quelli di tutte le università che fanno parte della Ivy League - le più antiche
e prestigiose d'America - e in tre mesi raggiunge anche le scuole superiori
dell'area di Boston. In soli due anni ha sette milioni di membri e raggiunge
duemilacento università e ventiduemila licei. è la primavera del 2006. In
autunno si rompe il tabù: non più solo studenti. Si apre ai luoghi di lavoro, a
gruppi di amici che si raggruppano per aree geografiche o intorno a particolari
temi o hobby. In un attimo gli utenti sono dieci milioni. Ancora dodici mesi -
a questo punto siamo arrivati alla fine di agosto dell'anno scorso - e ad
usarlo sono trentasette milioni di persone. Oggi, sei mesi dopo, la cifra è
quasi raddoppiata. Ognuno ha la sua pagina con le foto ma, a differenza di
MySpace in cui tutti possono vedere tutti, dentro Facebook ci sono decine di
migliaia di comunità chiuse ed esclusive. Per entrare in casa di un altro
bisogna bussare e essere accettati, solo gli amici hanno la chiave. Ma può
diventare un incubo. Bill Gates - che pochi mesi fa ha comprato l'1,6 per cento
della compagnia per duecentoquaranta milioni di dollari - questa settimana ha
chiuso la sua pagina. Fuori dalla porta, ogni giorno, c'erano ottomila persone
che lo aspettavano. A ventitré anni Mark sta già provando i dolori di un
successo troppo impetuoso. Lo chiamano l'amministratore delegato bambino, si
chiedono se sia in grado di gestire un business di queste dimensioni; lui è di
poche parole, spiega che sta imparando, che sta crescendo. Fa anche molti
sbagli ma ogni volta ammette e promette di correggere. Gli ultimi sono
clamorosi e hanno fatto rumore: il primo è l'eccesso di pubblicità che ha
provocato ribellioni, il secondo è il monitoraggio degli acquisti che fa ogni
utente in rete. La presentò come un'idea simpatica: i tuoi amici sapranno che
hai comprato una sciarpa o un nuovo computer. Ma lo scandalo scoppiò prima di
Natale quando a una moglie venne comunicato in tempo reale che il marito le
aveva appena comprato un anello con un brillante. Si trattò solo di una
sorpresa rovinata ma molti si ribellarono all'idea che la loro privacy venisse
completamente violata. Ora il meccanismo è stato rimesso in discussione e può
essere disattivato e l'avventura di Mark continua a ritmi incredibili. La sua
favola è certamente figlia del coraggio e di un'intraprendenza non comune, ma
anche di un Paese in cui ci sono persone che scommettono sugli esordienti.
Nella Silicon Valley, Mark ha trovato banchieri e finanziatori che hanno
investito milioni di dollari sull'idea di un ragazzo dell'università che si
presentava senza calze e con la felpa con il cappuccio. Perché puoi avere il
fiuto per il gol e un talento incredibile, ma se non ti lasciano entrare in
campo, se nessuno ti mette in squadra, allora non segnerai mai.
( da "Provincia Pavese, La" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pd, il caso tasse in
primo piano Veltroni: così cambierò l'Italia Casini va da solo Il leader
dell'Udc volta le spalle a Berlusconi. Forza Italia: sbaglia Bossi preoccupato.
Fini: An addio ROMA. "Meno veti, meno burocrazia, meno conservatorismi".
L'obiettivo del Pd, dice Walter Veltroni all'assemblea costituente, è cambiare
il Paese, è "liberare la società italiana" dai vincoli, dalle paure,
dalle resistenze. Casini, basta con Berlusconi. Alle pagine 5 e 6.
( da "Centro, Il" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Asl, le prime
iniziative dell'ufficio di presidenza della Rsu Sindacati, chiesta la
trattativa su produttività e carriere TERAMO. Appena eletto l'ufficio di
presidenza, non senza polemiche, la Rsu (rappresentanza sindacale unitaria)
della Asl si mette al lavoro e chiede al direttore generale di aprire un tavolo
di trattative. L'argomento più importante è il saldo della produttività. In
sostanza i dipendenti devono percepire, si spera entro breve, dai 250 ai 300
euro. Richiesta una trattativa anche per l'applicazione delle progressioni
orizzontali: la Rsu chiede di fare i passaggi fra una fascia e l'altra senza la
prova dei quiz, in modo da rendere la procedura più veloce. Anche in questo
caso le progressioni portano piccoli benefici ai dipendenti, in media una
cinquantina di euro a passaggio. In una nota l'ufficio di presidenza della Rsu
risponde alle polemiche sollevate dai sindacati autonomi che hanno abbandonato
la seduta di insediamento in cui sono stati eletti i vertici (presidente è
Maria Pizzorulli, i due vice sono Nunzio Algenj e Antonio Caprini) contestando
la scelta di parte di questi e le modalità di elezione. "Cgil, Cisl e Uil
hanno ritenuto necessario assumere direttamente la gestione della Rsu, pur
riservando spazi, in proporzione ai voti ottenuti, agli eletti nelle liste
autonome. Per questo già nell'ordine del giorno della convocazione c'era la
modifica del regolamento della Rsu per garantire la
partecipazione nella delegazione trattante di una adeguata rappresentanza di
tutti gli eletti, compresi quelli delle liste autonome". Ora la delegazione
trattante è salita da 14 a 16 componenti, di cui tre autonomi. La nota osserva
che la Rsu è operativa e quindi deve attivarsi per recuperare il tempo perso
per burocrazia e
"inutili diatribe interne". (a.f.).
( da "Libertà" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Quotidiano partner
di Gruppo Espresso LIBERTA' di domenica 17 febbraio 2008 > Prima Pagina
Veltroni, 12 punti per cambiare Casini va da solo: non siamo in vendita. Fini
scioglierà An ROMA - "Meno veti, meno burocrazia, meno conservatorismi".
L'obiettivo del Pd, ribadisce Walter Veltroni davanti all'assemblea
costituente, è cambiare il Paese, è "liberare la società italiana"
dai vincoli, dalle paure, dalle resistenze al nuovo. Indica perciò "dodici
punti e tre stelle fisse" che guidano il programma del Pd: "Più
crescita, più libertà, più uguaglianza". Con una postilla decisiva:
"Chi voterà per noi avrà la certezza che il riformismo, libero da
condizionamenti e da veti, diventerà governo del Paese". Una garanzia resa
possibile grazie alla scelta "unilaterale" del Pd di rompere il
vecchio schema delle coalizioni eterogenee e andare da solo. Come dimostrano,
sottolinea, le dichiarazioni di questi giorni della sinistra arcobaleno. Ieri
intanto Pier Ferdinando Casini ha annunciato la rottura con Berlusconi e la
decisione di correre da solo. "L'Udc non è in vendita", ha detto. Fini
invece ha annunciato che in autunno An si scioglierà. BERLINGUER e PALOMBI alle
pagine 6 e 7 [.
( da "Tirreno, Il" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Prima Pagina Casini:
soli, non ci vendiamo E il Pd candida Colaninno jr ROMA. "Dopo 14 anni di
collaborazione dico all'amico Berlusconi una cosa chiara e semplice: non tutti
in Italia sono in vendita". Pier Ferdinando Casini
scioglie la riserva e annuncia che l'Udc correrà da sola alle prossime
elezioni. E Veltroni presenta il progranna del Pd: "Meno veti, meno burocrazia, meno conservatorismi".
Uno dei candidati di punta sarà Colannino jr, vicepresidente della Piaggio:
sarà capolista al Nord. Alle pagine 2, 3 e 5.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
LA PROTESTA. In
piazza della Vittoria una sessantina con striscioni e cartelli. Ieri anche
l'incontro in Prefettura Stranieri contro le Poste di Eugenio Barboglio Una
continuazione del 27 ottobre, giorno della grande manifestazione nezionale che
gli immigrati tennero a Brescia. Presentarono una serie di rivendicazioni,
legate ai disagi che dicono di sopportare a causa della legge Bossi-Fini: il
vincolo tra posto di lavoro e permesso di soggiorno è il primo punto
contestato. LA CONTINUAZIONE si è celebrata ieri con presidi davanti alle sedi
delle Poste. A Brescia in piazza Vittoria. Una fila di stranieri allineati
sullo scalone (non molti, una sessantina), davanti al palazzaccio dell'ente
postale italiano. Il luogo non è casuale: le Poste c'entrano con la protesta.
Ad esse sono state affidate le procedure per il rilascio o il rinnovo dei
permessi di soggiorno, una scelta che "ha allungato a dismisura i tempi e
aumentato i costi", sottolineano esponenti del Coordinamento immigrati.
Per sostenere le loro ragioni da lì ieri mattina si sono spostati in Broletto.
In un incontro agli esponenti della prefettura e della quastura hanno spiegato
che "era meglio quando andava peggio". Ossia, quando le pratiche per
i permessi non erano gestite dalle Poste per avere un permesso si attendevano
al massimo quaranta giorni. Adesso con le Poste di mezzo i tempi sono molto più
lunghi. Un immigrato mostra la sua richiesta datata agosto dell'anno scorso:
"Sono ancora in attesa", dice. Mediamente ora spettano "otto
mesi", ma c'è "chi supera l'anno". Ecco perchè protestano.
"Chiediamo l'annullamento della convenzione con le Poste". INSOMMA,
gli stranieri sono cascati male con l'ente, non proprio noto per essere
campione di velocità, neppure quando si tratta di una semplice raccomandata. Ma
non è finita: "Chiediamo anche di regolarizzare tutti i migranti che hanno
fatto richiesta con il decreto flussi, di fatto tutta gente che è già in Italia
e lavora", spiega Umberto Gobbi del Magazzino 47, assai impegnato con le
rivendicazioni degli stranieri. I quali lamentano che a
restare in attesa tanti mesi del permesso provoca guai a cascata: è più
difficile avere un lavoro, accendere un mutuo ecc. "La nostra - ricordano
- è una vita già difficile, lo è di più con la spada di damocle della burocrazia infinita".
( da "Nuova Ferrara, La" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ma adesso la mamma
le deve "abbandonare" SABBIONCELLO. A preoccupare una coppia già
provata dagli eventi della vita, si è messa, come spesso accade, la burocrazia.
"Faccio la parrucchiera - spiega Samantha Casolari - ed essendo il mio un
lavoro a rischio per via degli acidi, ho diritto alla maternità
anticipata". E fin qui tutto fila. "Il problema è sorto quando siamo
venuti a sapere che il conteggio dei mesi di cui si può godere, scatta al
momento del parto effettivo e non di quello presunto". Così, avendo
Samatha anticipato di ben quattro mesi, in linea teorica tra tre mesi dovrebbe
tornare al lavoro, altrimenti niente stipendio. "Ci siamo rivolti al
sindaco di Copparo, Maria Teresa Bertuzzi, ed al segretario del Comune che ci
hanno dato la massima dispobilità e si sono fatti in quattro. Ma purtroppo non
basta. Quando le bimbe torneranno a casa, io non posso lasciarle perchè avranno
bisogno di noi". In questi mesi al Sant'Orsola, "siamo stati seguiti
da diverse figure professionali e quindi sappiamo come comportarci con le
piccole. Non solo, come tutte le mamme ho bisogno di passare almeno i primi
mesi con Nicole e Denise". Massimiliano ha chiesto le ore che gli spettano
per l'allattamento "ma non basta, mia moglie deve poter godere di un
momento di pace e serenità". "Questo è forse uno dei pochissimi casi
in cui la legge non può essere uguale per tutti, chiediamo quindi di essere
ascoltati". (an.bo.).
( da "Tribuna di Treviso, La" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
I rappresentanti di
classe scendono in campo dopo l'ennesimo rimpallo di responsabilità tra
Provincia e Comune sulla competenza all'intervento Giorgi inquinato, esplode la
rabbia I genitori: "Bonifica subito o non mandiamo più a lezione i
ragazzi" Nell'istituto di Fiera l'Arpav ha rilevato la presenza di
idrocarburi fuori i limiti di legge Terreno inquinato all'Ipsia Giorgi, sede di
Fiera: i rappresentanti dei genitori minacciano di tenere a casa i ragazzi se
non si bonificherà l'area. E' la soluzione estrema dopo l'ennesimo rimbalzo di
responsabilità fra Provincia e Comune sulla competenza dell'intervento.
"Dopo un anno non sappiamo ancora chi deve fare cosa, che rischi stiamo
correndo e quanto dovremmo aspettare", denunciano i genitori. A spiegare
la protesta è Stefano Minafra, rappresentante nel consiglio di classe della
prima B della sezione di Fiera delle professionali di via da Milano: far
disertare le aule ai ragazzi, sottolinea, potrebbe essere il gesto estremo dopo
una richiesta di intervento che si protrae da mesi. "Abbiamo già perso
l'occasione di sfruttare i periodi di vacanza estivi o invernali per i lavori
di bonifica - osserva Minafra - L'unica cosa che abbiamo capito è che
l'istituto è di proprietà della Provincia ed è gestito dal Comune, ma l'uno
dice all'altro che non tocca a lui fare la bonifica". La bonifica delle
Giorgi è una questione che va di pari passo con l'inquinamento di altre scuole
- Ciardi e Volta - del quartiere Fiera, vicine al complesso De' Longhi andato a
fuoco il 18 aprile scorso. Il 18 maggio l'Arpav, incaricato di fare i rilievi
dopo il rogo, certifica che nel giardino delle professionali di via da Milano
ci sono 263 microgrammi/kg di Ipa (idrocarburi policiclici aromatici) contro i
100 di soglia d'allarme. Nella relazione dell'1 giugno, dopo altre analisi, il
dato cala a 241 microgrammi. Il 9 agosto la Provincia dà l'incarico alla
G&T di Lovadina (la stessa contattata dal Comune per la Ciardi e la Volta)
di fare 12 rilievi pre-bonifica. Tutto questo all'insaputa del dirigente
scolastico delle professionali e dei genitori degli studenti, che apprendono la
notizia dalla stampa. Il 29 ottobre il dirigente scolastico invia formale
richiesta di informazioni a Provincia e Comune. A distanza di un mese la
risposta della Provincia, che conferma la presenza delle sostanze inquinanti
oltre i limiti di legge. Comunicando inoltre che il 27 settembre è stata
avviata la procedura preliminare alla bonifica con comunicazione a Comune,
Arpav, e Regione Veneto. Secondo il resoconto fornito dal consiglio d'istituto,
nella stessa risposta della provincia si legge che il "Comune dovrà
convocare quanto prima la conferenza dei servizi per definire le modalità
operative di intervento. L'amministrazione si sta adoperando affinchè le
eventuali operazioni di rimozione possano avvenire durante la pausa
natalizia". Alla risposta della provincia seguono due raccomandate inviate
dal consiglio d'istituto del Giorgi: la prima al Comune, a cui si chiedono
spiegazioni sulla mancata informazione, sui tempi certi della bonifica e sul
perché non sia stato impedito l'accesso all'area. La seconda al dipartimento di
prevenzione dell'Usl 9, per chiarimenti sui possibili rischi di contaminazione.
La riposta del settore ambiente del Comune? Un ulteriore rimbalzo alla
Provincia. Via Battisti, secondo Ca' Sugana, avrebbe richiesto alla G&T
un'ulteriore indagine i cui risultati non sono ancora prevenuti; dovrà essere
la Provincia, comunque, a predisporre interventi di bonifica del terreno
contaminato. "La cosa più deprecabile è che della
faccenda è stata la totale assenza di informazioni e di considerazione avuta
nei confronti di tutte le persone coinvolte - sostiene Minafra - Basta con
tutta questa burocrazia.
Tutti scrivono, ma nessuno fa nulla. E' arrivato il momento di agire".
Anche tenendo a casa da scuola i ragazzi.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Provincia di Nuoro
Pagina 5049 Una brutta avventura per il deputato di An Bruno Murgia al bivio
per Siniscola Sulla 131 tre incroci ad alto rischio Una brutta avventura per il
deputato di An Bruno Murgia al bivio per Siniscola Si moltiplicano i casi di auto
che viaggiano contromano --> Si moltiplicano i casi di auto che viaggiano
contromano La segnaletica è quasi sempre insufficiente e contraddittoria ed è
continua fonte di situazioni di pericolo e di confusione. Nonostante gli
incidenti mortali e gli stretti controlli da parte della polizia e dei
carabinieri, in almeno tre incroci della statale 131-bis, la Nuoro-Olbia, è
frequente vedere le auto uscire in contromano a causa soprattutto di una
segnaletica insufficiente e contraddittoria. Si tratta del bivio per Orune, di
quello per Siniscola e di quello per Posada-Torpé. LA TESTIMONIANZA Qualche
giorno ha è scampato ad un sicuro incidente solo grazie alla prontezza di
riflessi il Deputato di An Bruno Murgia, che diretto intorno a mezzogiorno
all'aeroporto di Olbia alla guida della sua auto, al bivio per Siniscola si è
visto venire incontro una vecchia Golf con alla guida un anziano pastore.
"Sembrava non si rendesse conto di dove si trovava o cosa stesse facendo -
ha raccontato l'onorevole Murgia - ma fortunatamente andava molto piano quindi
sia io che l'autista di un furgone che mi seguiva abbiamo avuto il tempo di
frenare. Ho avvisato la polizia stradale e sono sceso dall'auto per avvertire
gli altri automobilisti ma posso dire di aver avuto davvero paura". Un
giorno dopo un caso analogo è accaduto al bivio per Posada-Torpé e stavolta era
quasi mezzanotte. Anche stavolta la velocità ridotta e la prontezza di riflessi
degli automobilisti ha evitato che succedesse il peggio. LA SEGNALETICA
Imputata numero uno della situazione di costante pericolo che si concretizza
nei tre incroci in questione è la segnaletica, come minimo insufficiente e mal
collocata, quando addirittura non del tutto assente perché divelta dagli
incidenti o dai soliti teppisti. I cartelli posti al centro delle aiuole
spartitraffico, sono spesso troppo bassi, per cui un automobilista che sia
preceduto da un autobus o da un camion, spesso li vede in ritardo ed è
costretto a una brusca frenata se non addirittura ad andare dritto. Inoltre si
tratta di cartelli del vecchio tipo, con le scritte molto piccole, difficili da
vedere se non da breve distanza. In alcuni casi (vedi il bivio di Posada-Torpé)
il cartello di divieto di transito è posto al centro di una biforcazione, per
cui non si riesce a capire se sia rivolto agli automobilisti che vanno a destra
o a quelli che vanno a sinistra. Si tratta di situazioni di incertezza che, nel
migliore dei casi, costringono le auto a procedere a bassa velocità in modo che
il conducente riesca a raccapezzarsi in tanta confusione. Ma nei casi di scarsa
visibilità (come nebbia o abbagliamento) possono trasformarsi in situazioni di
grave pericolo. I RIMEDI Ciò che sconcerta maggiormente gli automobilisti che
si trovano ad affrontare quotidianamente queste situazioni di pericolo è il
fatto che l'Anas potrebbe porvi rimedio in tempi brevi e con una spesa
relativamente ridotta. I tre bivi in questione (ma si potrebbe intervenire
anche sugli altri) potrebbero essere preceduti da una segnaletica visibile a
distanza, luminosa se necessario. I cartelli indicatori dovrebbero essere di
dimensioni decisamente maggiori e contenenti indicazioni univoche e facilmente
leggibili. La stessa segnaletica dovrebbe essere ripetuta sull'asfalto con
grandi scritte in vernice fosforescente, così da essere individuabile anche in
condizioni di scarsa visibilità. Considerato lo scarso
livello di traffico, il numero degli incidenti e delle vittime su questo tratto
di strada è certamente abnorme per cui si impone un intervento davvero urgente,
che non segua - come accade di solito - i tempi biblici della burocrazia. ( a. a. ).
( da "Tirreno, Il" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
SVILUPPO Quiriconi
si occupi dei lavoratori Ultimamente mi capita di leggere interventi in cui il
segretario della Cgil di Pistoia dispensa critiche a destra e a manca, come se
fosse l'esclusivo depositario della verità. Bacchettate ai sindaci, colpevoli,
secondo lui, della troppa burocrazia, di tariffe spropositate, di servizi scadenti e così via. Ma
nell'intervento dal titolo "Contro la crisi più promozione" ha
davvero passato i limiti. In tale articolo, facendo riferimento ad una riunione
del tavolo provinciale di concertazione, egli si scaglia, pur avendo il pudore
di non fare nomi, contro un mio intervento etichettandomi come quel
"sindaco improvvisatosi analista finanziario planetario che decreta la
morte dell'industria a vantaggio dei villaggi turistici in collina". Io
sarò anche un sindaco di campagna, non all'altezza di Quiriconi, ma sono anche
un sindaco che è riuscito ad avere risultati importanti sul fronte dello
sviluppo e della qualità dei servizi, erogati tra l'altro in presenza di
tariffe tra le più basse in assoluto della provincia. La conferma è venuta
dall'ultima tornata elettorale in cui il sottoscritto ha ottenuto un risultato
importante, il migliore della provincia. Se poi ho avuto l'ardire di dissentire
dal segretario circa le soluzioni da dare alla programmazione e ai problemi
della provincia, non può reagire fino al punto da mettermi in bocca quello che
non ho detto. Nell'ultima riunione del tavolo di concertazione non ho teso a
mettere in secondo piano l'industria rispetto al turismo, ho solo suggerito di
prendere in considerazione il turismo perché credo sia uno dei pochi settori
che possa avere un' attrattiva nei confronti dell'estero. Vorrei infatti
conoscere da Quiriconi - se lo sa - le ragioni per cui oggi un imprenditore
estero dovrebbe investire nella nostra provincia. Forse per i costi del
terreni, che sono tutt'altro che bassi? Oppure per le infrastrutture di
servizio, che sono - a partire da quelle della mobilità - tutt'altro che
efficienti? Oppure ancora per la manodopera a basso costo o, infine, per le
procedure di rilascio delle autorizzazioni, che sono tutt'altro che celeri?
Riorientare l'appeal verso il turismo, non significa tralasciare altri settori
dell'economia, ad esempio il vivaismo, che ha dimostrato di essere un settore
che funziona. In merito alla "morte dell'industria", ho detto di
essere d'accordo a sostenere con forza tutte le aziende che già ci sono anche
perché non sarà facile riuscire nell'intento. Questa esperienza la stiamo vivendo
a Serravalle. Qui esistono un piano strutturale ed un regolamento urbanistico,
che prevedono la concessione immediata di 60.000 mq. ad uso industriale ed
artigianale. Posso assicurare che nell'ultimo anno nessuno si è presentato per
richiedere le aree. Faccio parte di questa amministrazione, a vari livelli, da
oltre quindici anni e una cosa del genere non mi era mai capitata. Vorrei dare
un consiglio al segretario della Cgil, persona che stimo: pensi soprattutto ai
problemi degli operai e dei lavoratori in genere, che sono seri, e lasci fare
le scelte della programmazione a chi ne è titolare, a meno che non voglia
scendere in politica per farsi eleggere. I numeri, a mio avviso, li avrebbe
tutti. Renzo Mochi sindaco di Serravalle.
( da "Stampa, La" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
ADOZIONE. RAGAZZINA
POLACCA Doppia identità a causa di una pratica bloccata Adottata da una
famiglia italiana, una ragazzina polacca si trova ora con una doppia identità a
causa di un cognome di troppo. Tutto comincia nel 1999, quando una coppia
biellese vuole adottare una bimba abbandonata. Viene così avviata una doppia
pratica, in Polonia e in Italia. "A un certo punto - spiega l'avvocato
Elisabetta Mercandino, che segue il caso - i due procedimenti avrebbero dovuto
unificarsi. E già qui abbiamo avuto i primi problemi, in quanto la pratica si è
arenata per la prima volta al Ministero dell'Interno. Solo nel maggio del 2003,
dopo infiniti solleciti, l'adozione viene riconosciuta da entrambi gli Stati.
Ma ecco un altro problema. In Polonia la bambina, a seguito del procedimento,
perde il cognome originario, tenendo solo quello degli adottanti. In Italia,
invece, si trova iscritta all'anagrafe con i cognomi". In pratica una
doppia identità: per la Polonia è, usando nomi di fantasia, Maria Bianchi, e
per l'Italia è Maria Bianchi Rossi. Un bel pasticcio, soprattutto
quando si pensa alla burocrazia, solitamente molto rigida. "Per cercare di uniformare la
situazione - continua l'avvocato Mercandino - abbiamo presentato, attraverso la
Prefettura, un'istanza al Ministero degli interni, chiedendo di poter cambiare
il cognome. In questo modo la figlia adottiva della mia cliente, avrebbe
mantenuto soltanto quello riconosciuto dallo Stato polacco. Il ricorso
lo abbiamo depositato nel luglio del 2004 e a tutt'oggi non abbiamo ancora
avuto risposta: la pratica, con ogni probabilità, è finita per arenarsi
nuovamente. Intanto la ragazzina vive una situazione di grande disagio, dovuto
proprio al fatto di avere questa doppia identità".
( da "Stampa, La" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
AMBIENTE Tutte le
novità contenute nel Testo unico Con atto criticato da Confartigianato, il
governo ha cambiato il "Testo Unico dell'ambiente", apportando
significative modifiche. Fra queste la reintroduzione dell'obbligo di
vidimazione dei registri di carico e scarico rifiuti, obbligo che era stato
eliminato dallo stesso Testo Unico. La vidimazione, secondo il nuovo decreto,
deve essere effettuata solo dalle Camere di Commercio territorialmente
competenti. I diritti di segreteria per la vidimazione dei registri sono di 30
euro per registro. Confartigianato ha inviato al Ministro dell'Ambiente una
lettera fortemente critica sul testo delle modifiche, che
gravano le imprese di nuova e costosa burocrazia. Intanto cosa fare dei registri in uso? Quelli non vidimati
devono essere abbandonati, previo sbarramento delle pagine bianche residue; per
i registri in uso vidimati dall'Agenzia delle Entrate si è in attesa di
disposizioni circa l'eventuale possibilità di utilizzarli fino ad esaurimento.
Viene nuovamente introdotto l'obbligo di presentazione della denuncia MUD
(Denuncia annuale dei rifiuti prodotti) per i produttori iniziali di rifiuti
speciali non pericolosi che abbiano più di 10 dipendenti. Rimane confermato
l'obbligo, indipendentemente dal numero di dipendenti, di presentazione della
denuncia MUD per i produttori di rifiuti speciali pericolosi. In alternativa
alla gestione manuale del registro e alla compilazione dei dati per la denuncia
annuale dei rifiuti (MUD), c'è il nuovo Servizio Gestione Ambientale di
Confartigianato Novara VCO che prevede la gestione delle problematiche
ambientali. La dichiarazione ambientale annuale (MUD) viene generata annualmente
dall'Ufficio sulla base dei dati in registro. Per informazioni e i chiarimenti
chiamare il servizio Sicurezza Ambiente di Confartigianato allo 0321.661111.
( da "Stampa, La" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
BUROCRAZIA/1
L'ambasciata italiana in Svezia non rilascia all'avvocato il certificato di
morte del cliente.
( da "Stampa, La" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
La storia Udienza il
5 marzo ma l'imputato è deceduto a Stoccolma in aprile MARCO RAFFA
"Giudici attenti, state per processare un morto" VADO LIGURE Lo
stemma con le tre corone, l'intestazione ufficiale "Sveriges Honorara
Konsulat", cioè il Consolato onorario di Svezia. Oppure, se ancora non
bastasse, il fax di un'autorità che di solito non sbaglia gli obiettivi da
perseguire: l'agenzia (svedese) statale delle tasse. Tutti i documenti
concordano su un punto: il signor N.R.Z., doppia cittadinanza italiana/svedese,
nato (da padre italiano) a Stoccolma il 21 marzo del 1960, è deceduto sempre a
Stoccolma il 23 aprile del 2006. Fin qui nulla di particolarmente strano. Il
problema è che il signor N.R. Z., il prossimo 5 marzo, sarà processato a
Savona, davanti al giudice monocratico Marco Rossi, per una (modesta)
violazione della normativa sulle armi: nel 2005 venne infatti trovata, nella
tabaccheria che all'epoca gestiva a Vado, una pistola ad aria compressa per la
pesca subacquea con l'asta in canna e una fiocina in punta. Processato, anche
se deceduto, a meno che non intervengano fatti nuovi. Perchè per la
magistratura italiana i documenti ufficiali svedesi prodotti dalla difesa non
sono validi. Servirebbe infatti un certificato dell'ambasciata italiana in
Svezia, ma per rilasciarlo occorreva che il magistrato autorizzasse l'avvocato
del defunto a richiederlo. "Il signor N.R. Z. era un mio cliente e mi
aveva parlato di questa denuncia che risale all'ottobre 2005. - racconta
l'avvocato savonese Elena Bernardi - A dicembre era tornato a Stoccolma. Dove,
nell'aprile successivo, era deceduto in seguito a un incidente: la notizia era
rimbalzata in Italia con una telefonata, oltretutto in svedese, che avevo
ricevuto qui in studio. Analoga comunicazione era arrivata alla moglie separata
del mio cliente. A questo punto io, visto che l'ambasciata italiana mi aveva
risposto picche, avevo chiesto al pubblico ministero di disporre accertamenti
presso le autorità svedesi e la cancelleria consolare italiana a Stoccolma. Per
tutta risposta il 23 novembre scorso dalla Procura mi è stato notificato il
decreto di citazione a giudizio per l'udienza del 5 marzo 2008". Quando,
se non interverranno fatti nuovi, il tribunale di Savona si troverà a
processare un morto. Burocrazia italiana battuta 2 a 0
dall'efficienza svedese: perchè mentre la normativa per la privacy impediva
all'ambasciata italiana di fornire a un avvocato difensore il documento con cui
poter dimostrare l'avvenuto decesso del suo cliente, nel giro di 24 ore il
consolato svedese a Genova aveva attivato l'ambasciata svedese a Roma, e
questa l'agenzia delle tasse svedese a Stoccolma. Che prontamente forniva via
fax copia dell'"estratto del registro della popolazione", in altre
parole un certificato di famiglia e residenza. Certo, mancano timbri in
originale e marche da bollo (è un fax, appunto) ma l'avvocato Bernardi si
augura che basti almeno per attivare la procedura di "estinzione del reato
per morte del reo". In caso contrario il 5 marzo, a Savona, potrebbe andare
in scena un processo davvero memorabile.
( da "Nuova Venezia, La" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Speedline. Costruita
nell'area ex Zacchello, costerà 55 milioni di euro "Sosterremo il rilancio
dell'azienda" Comune pronto a rilasciare in tempi brevi le autorizzazioni
per la fabbrica FILIPPO DE GASPARI SANTA MARIA DI SALA. "Il Comune farà il
possibile per accelerare il rilancio della Speedline". Lo ha detto il
sindaco Paolo Bertoldo, che giovedì incontrerà in azienda la proprietà per
discutere del nuovo investimento di 55 milioni di euro che Ronal destinerà alla
realizzazione del nuovo stabilimento di Tabina. "Abbiamo già visto in via
informale una bozza del progetto" spiega Bertoldo. E aggiunge: "Mi
sembra di poter dire che ci siano tutti i presupposti per rispettare i tempi
dettati dall'azienda". Ronal infatti si sarebbe impegnata a presentare il
progetto del nuovo impianto, un centro produttivo all'avanguardia e altamente
automatizzato, entro aprile per poi aprire il nuovo stabilimento non più tardi
della fine del 2009. Tempi strettissimi dunque, ma per Bertoldo si può fare.
"L'azienda intende demolire per gradi l'attuale stabilimento - spiega il
sindaco - sostituendolo con un nuovo impianto che dunque sorgerà sullo stesso
terreno. Non è perciò necessaria alcuna variante urbanistica e questo già
significa snellire i tempi della burocrazia per le autorizzazioni". Bertoldo spiega anche che il nuovo
stabilimento di Tabina sarà sì moderno, ma anche più piccolo, perché
concentrerà i processi produttivi in minor spazio. E' questa una diretta
conseguenza del processo di trasformazione concordato da Ronal con i sindacati,
che prevede il rilancio della tecnica del flow forming in cambio della
diminuzione degli occupati di circa cento unità. Uno stabilimento più
piccolo e moderno dunque, nonostante l'acquisto recente del terreno ex
Zacchello, un'area di 15 mila metri quadrati limitrofa al fabbricato di Tabina.
E' soddisfatto dell'accordo raggiunto Paolo Bertoldo, che ricorda anche come
l'intesa tra sindacati e azienda preveda per il rilancio lo stanziamento di 55
milioni di euro subito e di ulteriori 15 milioni in un secondo momento.
"L'importante - spiega il sindaco - era avere la conferma della permanenza
della Speedline a Santa Maria di Sala: credo che un investimento del genere
garantisca pienamente su questo aspetto. Per ottenere un traguardo simile
eravamo disposti anche a valutare la possibilità di una variante urbanistica se
necessario. Il fatto che non serva è un'ulteriore buona notizia a garanzia dei
tempi".
( da "Corriere della Sera" del 17-02-2008)
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Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Lettere - data: 2008-02-17 num: - pag: 12
categoria: BREVI La burocrazia contro lo spostamento ma i tempi non saranno lunghi Gentile
signor Tirelli, per rispondere alla sua lettera ci siamo imbattuti in un enorme
groviglio burocratico, con le classiche "procedure" dalle competenze
sovrapposte e le responsabilità polverizzate. E per ottenere una
risposta abbiamo dovuto aspettare quasi 3 settimane. Per sistemare (o spostare,
anche di poco) una fermata occorre una sequela infinita di nulla osta, visti,
autorizzazioni, pareri e sopralluoghi. Dell'Atac ma anche del Dipartimento VII
e dei municipi competenti. Una procedura assurda, così complicata - che qualche
amministratore, prima o poi, dovrà rivedere - che genera errori macroscopici
come quello descritto. L'ufficio stampa Atac, infatti, conferma che a
Mostacciano si è verificato "un disguido di comunicazione tra gli uffici
preposti di cui ci scusiamo. L'abbiamo segnalato ai tecnici competenti che si
sono già attivati per rilasciare i nulla osta necessari. Poi Atac potrà
risistemare la palina del capolinea nella giusta posizione in pochi giorni.
Preghiamo comunque il lettore di segnalarci eventuali altre lungaggini".
Un'ultima (buona) notizia: "Dagli accertamenti - aggiunge l'ufficio stampa
- Atac e Municipio hanno già fatto richiesta di sistemare al capolinea una
nuova pensilina con seduta". Carlotta De Leo Pagina a cura di Ester Palma.
( da "Corriere della Sera" del 17-02-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-02-17 num: - pag: 36 categoria:
REDAZIONALE A conti fatti di Massimo Mucchetti Manager strapagati e una strana
bonifica I grandi manager guadagnano troppo e lo Stato dà il cattivo esempio, dice
la sinistra. Enrico Mattei ha costruito l'Eni, eppure viveva in tre stanze
senza nemmeno ritirare lo stipendio perché gli bastavano i pochi dividendi
dell'impresa chimica del fratello. Erano altri tempi, ma anche 10 anni fa, con
l'Eni già in Borsa, non era come oggi. Ha dunque senso chiedersi se il lavoro
si sia fatto più difficile o se abbia preso forma un'altra Casta capace di
appropriarsi di una quota maggiore della ricchezza generata dall'impresa. Ma
che cosa ha poi fatto la sinistra al governo? Non ha avuto la forza di tassare
come reddito da lavoro le stock option, seguendo l'esempio di capitalismi più
liberali del nostro. L'ha però trovata per imporre lo stipendio del primo
presidente della Corte di Cassazione quale tetto alle paghe di amministratori e
dirigenti di enti e società pubbliche: 289.984,00 euro annui lordi, perché le burocrazie non rinunciano mai ai decimali. Da questo
limite sono esentate le società a controllo pubblico quotate in Borsa, 25
figure apicali e chi dà prestazioni professionali o artistiche in tv. Ma questa
bonifica, che salva la Rai senza nominarla, non elimina tre incongruenze quasi
comiche: 1) una società non quotata, Fs per esempio, non potrà assumere
un manager bravo a 500 mila euro ma ne potrebbe prendere 10 incapaci a 288 mila
euro; 2) allo scopo di evitare il cumulo dei gettoni, l'amministratore di una
società pubblica e parapubblica non potrà essere dirigente e così i consigli
delle società controllate rischiano di essere formati non più dai manager che
riversano i gettoni alla casa madre e garantiscono coesione gestionale, ma da
esterni che si terranno in tasca i gettoni e, magari, saranno amici dei
partiti; 3) il dirigente pubblico dovrà partecipare all'attuazione della
normativa: se non denunciasse l'eventuale distorsione fatta da altri sopra di
lui commetterebbe danno erariale e dovrebbe rimborsare la somma moltiplicata
per 10, un accanimento che si accompagna all'estensione del principio del danno
erariale alle società a partecipazione statale, appena deciso dalla Corte dei
conti. Forse, per la sinistra, sarebbe più pratico pretendere la piena
pubblicità delle remunerazioni globali pagate dallo Stato azionista a manager
che, non di rado, sarebbero privi di alternative di pari rilievo nel settore
privato o all'estero. Dati, criteri e confronti, dunque. Le liquidazioni già
pattuite, per esempio, si leggono sul Form 20F, l'informativa delle società
quotate a New York, non sul bilancio. Nel caso di Paolo Scaroni (Eni) sono 8,5
milioni. In quello di Fulvio Conti (Enel) 4,2. E portano la remunerazione di
entrambi, comprensiva delle opzioni, attorno ai 7 milioni l'anno. Pierre
Gadonneix, presidente e direttore generale di Edf, si accontenta di 800 mila.
Era da prendere? Al nuovo capo di Fs, in fondo, si dà un terzo del predecessore
e i treni non vanno peggio. Legare paga ed Ebitda? Certo, ma perché non
depurare il margine dal variare del prezzo del petrolio o dalle partite
regolatorie? L'informazione non basterà, ma aiuterebbe. \\ La sinistra non ha
avuto la forza di tassare come reddito da lavoro le "stock option"
(con la consulenza tecnica di Miraquota) mmucchetti@corriere.it.
( da "Messaggero, Il" del 17-02-2008)
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Di FRANCESCA FILIPPI
Per legge la consegna dovrebbe avvenire entro, e non oltre, i 30 giorni dalla
richiesta. Ma ottenere la cartella clinica, nella Capitale, non è impresa
facile: le attese sono lunghissime. Maglia nera, tra i grandi nosocomi romani,
due importanti policlinici universitari: il Gemelli e Tor Vergata dove si
aspettano dai 50 giorni agli oltre due mesi, quando va bene. Troppi per chi deve
recuperare una documentazione che in molti casi è fondamentale per proseguire
cure, avviare pratiche di rimborso assicurativo o presso il Servizio sanitario
nazionale. E quando le cartelle vengono rilasciate spesso sono pure
incomprensibili, perché scritte velocemente e a mano, ad eccezione del referto
medico e della lettera di dimissioni elaborati al computer. Altro che
documentazione elettronica, il cui uso è ormai pratica quotidiana in diversi
paesi europei. Di conseguenza altissimo è il numero delle denunce che
Cittadinanza Attiva riceve ogni anno: su 4.000 riguardanti la malasanità in
generale l'8% riguarda la difficoltà ad accedere alla documentazione clinica.
Gli altri ospedali romani consegnano mediamente le cartelle cliniche entro i
40-45 giorni. E' il caso di San Camillo, San Giovanni, Policlinico Umberto I,
San Filippo Neri, Pertini e Policlinico Casilino. Giuseppe
Scaramuzza, segretario regionale di Cittadinanza Attiva, non ha dubbi: "Va
rivisto totalmente tutto il sistema delle cartelle cliniche". La sua
ricetta è tutta in tre punti: informatizzazione, meno burocrazia e trasmissione dati via mail nel pieno rispetto della privacy.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
17-02-2008)
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CRONACA 17-02-2008
EXPORT IL GRANDE MERCATO ASIATICO E' APERTO DALL'ESTATE DEL 2007, MA SOLO
FORMALMENTE Prosciutti, la Cina frena Respinti con un pretesto centinaia di
pezzi di crudo di Parma e San Daniele La Coldiretti: "Necessario rivedere
i rapporti commerciali tra i due Paesi" II Per andarci, il prosciutto di
Parma, in Cina, ci va. Fin qui, tutto come previsto, tutto come contemplato nel
quadro delle buone relazioni economiche con il gigante d'Asia. Peccato che la
strada sia irta di ostacoli, nonostante il grande impegno dei produttori con
l'appoggio convinto del governo: all'"andata" organizzata con tutti i
crismi dagli esportatori corrisponde, in più casi, un ritorno "improvvisato
" (ma ormai prevedibile per quanto puntuale) dal personale doganale di
Pechino. Appena il tempo di diffondere un po' di profumo di una delle bontà
italiche che si alzano barriere. E le pregiate cosce vengono rispedite al
mittente. L'apertura di un mercato da un miliardo e 300 milioni di abitanti,
pur sancita da Pechino, non è così scontata. Sarà pure vicina la Cina: ma per
il prosciutto di Parma (come del resto per il San Daniele) la Grande muraglia
rappresenta sempre un passaggio difficile . E pensare che dal luglio scorso al
"salume incoronato " sarebbe stato dato un via libera formale
all'importazione. Via libera e poi "foglio di via". Così è successo
anche a una recente spedizione, della quale parla la Coldiretti, sottolineando
che "centinaia di prosciutti destinati ad arricchire le tavole dei
ristoratori in Cina sono state bloccate con pretestuose motivazioni
amministrative". La burocrazia contro il buon gusto, insomma. Non è la prima volta che accade.
Finora - fa sapere il Consorzio del prosciutto - i produttori, consapevoli del
rischio di vedersi tornare indietro il prodotto, hanno curato nei minimi
dettagli qualità e procedure, esportando in Cina poche decine di cosce alla
volta. Nei giorni scorsi, invece, si sarebbe trattato di una spedizione più
corposa. "Duecento prosciutti crudi di Parma e trecento di San Daniele -
dice la Coldiretti -, che una volta giunti sul suolo cinese sono stati fermati
dal personale doganale di Pechino con la motivazione della mancanza di un
codice di regolamentazione scritto". In altri casi, furono avanzate
questioni sanitarie, nonostante i pezzi da esportare fossero garantiti da tutti
i certificati del caso. E' la "guerriglia" del prosciutto (di guerra
vera e propria non si può parlare, essendo stato dato il nulla osta
all'esportazione), portata avanti a colpi di imboscate e agguati. Una forma di
protezionismo. O anche un modo per far pressione, per ottenere agevolazioni
commerciali su altri fronti. In ogni caso, non è una difesa di un prodotto
nazionale. La Cina non è come il Giappone: qui non c'è una tradizione
alimentare della carne cruda. Il prosciutto, insomma, sarebbe una scoperta
recente per i nuovi ricchi cinesi (che saranno anche pochi in percentuale, ma
su un miliardo e 300 milioni di abitanti rappresentano comunque un bel numero).
Un "lusso" per i palati più fini che - come si è detto - rischia di
fermarsi alla dogana. Solo un'eccezione, finora. Riguarda le tre cosce portate
alla fiera di Shangai lo scorso anno dal Consorzio. Non le si poté fermare, per
questioni di ospitalità, visto che quasi viaggiavano nelle "valigie
diplomatiche" degli ambasciatori del gusto. Sembrava che quello sbarco -
con i relativi accordi con le autorità commerciali di Pechino - corrispondesse
alla svolta positiva. Il sospirato lieto fine, dopo una lunga trattativa, che
dal 2003 aveva portato a cercare di superare gli ostacoli burocratici
all'arrivo in Cina di uno dei prodotti più rappresentativi del Made in Italy.
Ma la "svolta" di Shangai non ha evitato amare sorprese. "Lo
stop dei prosciutti italiani alle frontiere - sottolinea la Coldiretti - appare
ingiustificato, raffredda gli entusiasmi ed evidenzia la necessità di rivedere
i rapporti commerciali tra i due Paesi". Anche perché, da una parte, verso
l'Unione Europea e l'Italia, il gigante asiatico esporta una quantità crescente
di frutta e ortaggi. Mentre gli sbarramenti innalzati alle sue frontiere
frenano non solo i prosciutti crudi. Le difficoltà di esportazione nel Paese
asiatico non si fermano qui: riguardano anche altri prodotti italiani, in
particolare mele e kiwi, per il mancato superamento degli ostacoli di carattere
burocratico, sanitario e amministrativo. Secondo le stime degli addetti ai
lavori, il mercato cinese potrebbe assorbire - se fosse davvero libero fin da
subito - prosciutti italiani per un valore che si aggira sui venti-trenta
milioni di euro. Sarebbe solo l'inizio, perché - pur essendo per loro una
novità alimentare - il prosciutto sembra destinato a incontrare i gusti dei
cinesi. Con una conseguente crescita vertiginosa del fatturato. Mentre finora,
a crescere, sono i costi dei "viaggi", dei ritorni che seguono le
andate. Stop alla dogana Il mercato cinese è ancora "vietato" per il
prosciutto.
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Le
nostre parole d'ordine: meno veti, conservatorismi e burocrazia. E più
crescita, libertà, uguaglianza".
( da "Liberazione" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Presentati i 12
punti per una "nuova Italia": Tav e inceneritori contro
l'"ambientalismo dei no", tagliare la spesa pubblica, ridurre davvero
le tasse... "Più crescita, più libertà, più uguaglianza" (non quella
sessantottina, però), "meno veti, meno burocrazia, meno conservatorismi"
(quelli della sinistra) Veltroni presenta il piano di Confindustria e vuol far
credere che è il programma del Pd Anubi D'Avossa Lussurgiu Non manca nulla:
nemmeno la prestazione nello sport più diffuso tra i grandi centri d'opinione
ossia l'attacco al '68, all'"egualitarismo" (ovviamente "falso")
di quel movimento e delle sue conquiste. E non può mancare il "ma
anche": come pronunciare quale primo nome reso noto fra i candidati quello
dell'operaio sopravvisuto nel rogo della ThyssenKrupp di Torino, ma anche
annunciare che al Nord ci sarà come capolista il presidente dei giovani
confindustriali. Ieri, alla riconvocata assemblea costituente del Partito
democratico, Walter Veltroni ha calato i suoi assi sulla campagna elettorale:
dodici punti che "riassumono" il programma per "una nuova
Italia", con il condimento di saporose spezie di "senso"
cosparse lungo un fluviale intervento, concluso naturalmente tra le note
dell'Inno di Mameli. Lasciando le spezie - compreso l'antisessantottismo - per
dopo, la vera eloquenza è nella sostanza, cioè precisamente nel programma
"essenziale" presentato. Il primo dei dodici punti enumerati è, non a
caso, la realizzazione delle infrastrutture. Ricorda qualcun altro, nelle
elezioni del 2001... E in effetti le infrastrutture sarebbero - a parte
l'immancabile impegno algoriano a "rottamare il petrolio" - la Tav e
i termovalorizzatori: per "l'ambientalismo del fare" e contro quello
"Nimby", cioè Not in my back yard (non nel mio cortile), che sarebbe
quello delle comunità locali campane insorte contro la riapertura delle
discariche cui proprio ieri il supercommissario De Gennaro ha dato ragione. Si
prosegue con il Mezzogiorno, in perfetta continuità col primo punto dal momento
che l'obiettivo qualificante è portare - ma non è ancora dato sapere come -
"la rete delle infrastrutture" ad "un livello quantitativo e
qualitativo confrontabile con l'Europa sviluppata". Per il resto, frustate
a quanto si usano "male" i fondi europei, il cui regime bisogna
"rivedere": nulla più. Con il terzo punto il cerchio sembra già
chiudersi. E' quello sulla spesa pubblica: che va tagliata, punto e basta. Il
Pd, annuncia Veltroni, se governerà la taglierà per ben due punti e mezzo del
Pil, in soli tre anni. E la quarta promessa, così, è un'altra reminescenza:
"ridurre davvero le tasse". segue a pagina 2 17/02/2008.
( da "Liberazione" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Presentati da
Veltroni i 12 punti riassuntivi del piano di governo. Chiudere con le idee di
sinistra Tav e inceneritori contro l'"ambientalismo dei no", poi
"meno tasse per tutti", soldi alle aziende... Anubi D'Avossa
Lussurgiu Resta inteso, nell'annuncio veltroniano, che la promessa riduzione
del prelievo fiscale si applicherà, of course , "ai contribuenti leali".
I quali, dopo i lavoratori dipendenti cui - "specialmente a reddito
medi-basso" - nel 2008 si applicherà "un aumento della detrazione
Irpef" e dal 2009 una riduzione generalizzata, sono però tutti i
lavoratori, anche gli autonomi, e insomma un po' tutti: visto che ci si propone
di ridurre tutte le aliquote di un punto annuo per tre anni dal 2009. E alle
imprese viene promesso poi che gli studi di settore saranno "semplificati
drasticamente", che si abrogherà la reiterazione degli accertamenti e
soprattutto che si ridurrà il carico fiscale sul "salario di
produttività", cioè la quota legata alla contrattazione aziendale. Con il
quinto dei dodici punti "riassuntivi" esposti ieri da Veltroni sembra
di poter prendere respiro: perché riguarda le donne e qui si prende la
"difesa" della 194 come "buona legge" e si promette l'unica
importazione della legislazione civile di Zapatero, la "legge
sull'uguaglianza di genere". Con alcune varianti, tipiche: come il credito
d'imposta rimborsabile alle lavoratrici, ma graduato per numero di figli
("cominciando dal Sud"), o l'incentivazione delle assunzioni di
donne, naturalmente in forma di sgravi fiscali alle imprese. Nel sesto punto si
enuclea poi la questione abitativa: qui la proposta è di intervenire
prioritariamente sul peso insostenibile degli affitti, ma sempre con incentivi
fiscali alla proprietà. Il "grande piano" però è quello di social
housing : pur scavalcando totalmente la realtà dei milioni di appartamenti
sfitti, la promessa del Pd è di costruirne altri 700mila, che saranno quelli
offerti a fitto ribassato, entro i 500 euro. Ancora politica di sgravi fiscali
al settimo punto: stavolta riguardano l'obiettivo di "invertire il trend
demografico". In materia la promessa veltroniana è l'istituzione della
"dote fiscale", 2mila e 500 euro per il primo figlio e aumenti per i
successivi. Quindi il raddoppio in 5 anni dei posti negli asili nido. Il tutto,
misteriosamente trattandosi di demografia, accompagnato dall'impegno alla
"lotta dura contro la pedofilia"... L'ottavo punto, comunque, affronta
la formazione: e la promessa stavolta è di altri cantieri, 100 nuovi campus
universitari "e scolastici" entro il 2010. Si aggiunge, in verità,
l'impegno ad "investire" sugli insegnanti: ma anche, ça va sans dire
, ad introdurre "maggior rigore" nella valutazione dei
"rendimenti" scolastici. Finalmente, al nono punto, si parla di
precarietà: e subito l'equivoco veltroniano del "salario minimo" si
chiarisce, il progetto è di fissare un "compenso minimo legale di mille
euro al mese" per chi lavora in regime atipico. Per il resto, di nuovo
sgravi alle imprese come leva per incrementare la "stabilizzazione".
Quanto alla sicurezza sul lavoro, la sola proposta è la creazione di un'agenzia
unica. Molto di più, invece, sulla sicurezza intesa nel senso dell'ordine
pubblico: l'annuncio di Veltroni è di altri, ulteriori fondi per le polizie,
nuovi investimenti sulle "tecnologie" (del controllo...) come wi-fi e
wimax "per la sorveglianza". E quindi, immancabile, la "certezza
della pena" - non meglio precisata, ché fa più effetto - . Con il che ci
si lega subito al nono dei punti, quello sulla "legalità": che
enumera "nuove norme per la trasparenza nelle nomine" pubbliche, la
grilliana "non candidabilità" per i "condannati" (in via
definitiva o indipendentemente dal grado di giudizio?) per "reati
gravissimi", l'ovvia "riduzione dei tempi del processo". E il
"divieto a pubblicare le intercettazioni": qui precisando,
"tutte". La maratona si conclude al punto dodici, ossia "banda
larga e televisione di qualità": ancora reti wi-fi e banda larga, appunto,
"in tutto il Paese"; e, accanto all'orizzonte del "superamento
del duopolio" e all'intenzione d'un "fondo" per le
"produzioni televisive di qualità", il calibro massimo, ossia il
trasferimento delle azioni societarie Rai sotto una "fondazione" che
nomini un "amministratore unico responsabile". Eppure, Veltroni ieri
ha parlato anche di "uguaglianza". A ben vedere, però, l'ha fatto
così, scandendo: "Più crescita, più libertà, più uguaglianza". Da
guadagnare in questo modo: "Meno veti, meno burocrazia, meno conservatorismi".
Perché per Walter "i problemi di eguaglianza si possono risolvere facendo
leva sulla libertà delle persone". Libertà che però, a sua volta, in campo
sociale, si sosterrebbe con la massima seguente: "Aiutare i più poveri a
uscire sulle proprie gambe dalla condizione in cui vivono". Per il
resto il destino dell'uguaglianza, nonché della libertà, si lega alla
"liberazione" della "concorrenza" dai "troppi
vincoli". Nella stessa direzione, d'una terra bruciata d'ogni ancoraggio
ai "territori" politici della sinistra, vanno anche i condimenti del
discorso veltroniano di ieri. Spezie varie anche se non proprio originali, come
l'apertura del discorso consacrata al caporale caduto nei pressi di Kabul, per
puntare subito dopo il dito contro la "sinistra radicale", rea del
"grave errore" di essersi battuta per un "ritiro
unilaterale" dall'Afghanistan. Oppure ancora, dopo la "difesa"
della 194, l'avvertenza che il "tema che va tenuto fuori dalla campagna
elettorale": proprio come dice Berlusconi e d'altra parte anche
quell'eminente senatrice del Pd, Paola Binetti, entrambi sostenitori della
proposta di "moratoria sugli aborti" presso l'Onu. Oppure, appunto e
infine, la sferzata su "chi nel 68 proponeva il 6 politico", perché
"produceva un falso egualitarismo che perpetuava le divisioni sociali e di
classe". In sintesi: l'intero repertorio del "moderatismo". Con
qualche tocco esplicito di conservatorismo. Che non guasta. Come insegna
Montez. 17/02/2008.
( da "Liberazione" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Walter o Sillvio? 1.
Abbigliamento: Cravatta a pallini bianchi con sfondo blu. Chi la indossava
nello studio di Vespa? 2. Tav: Si farà, va completata e utilizzata appieno. 3.
No-Nimby: Basta con l'ambientalismo del no che cavalca ogni movimento di protesta
del tipo Nimby cioè non nel mio giardino. 4. Pluralismo : Non possiamo ancora
correre ancora il rischio di veder bloccata l'azione del governo da veti e
controveti. 5. Diritti: L'Aborto è un tema troppo delicato per finire
nell'agone politico. 6. Stipendi: Bisogna intervenire sugli stipendi dei
lavoratori dipendenti per detassare gli straordinari, le tredicesime, le
quattordicesime e togliere di mezzo le tasse inutili. 7. Immigrazione: Non si
possono aprire i boccaporti. Roma era la città più sicura del mondo prima
dell'ingresso della Romania nell'Ue. 8. Slogan: Yes we can. 9. Tasse: Ridurremo
la pressione fiscale. 10. Afghanistan: I nostri soldati sono lì a difendere la
pace. Noi dobbiamo continuare ad essere impegnati in missioni di pace. 11.
Afghanistan bis: Bisogna riconsegnare l'Afghanistan alla democrazia. 12.
Imprenditori affezionati: Gli imprenditori sono lavoratori: dei lavoratori che
sono affezionati alle loro aziende. 13. Ici: Aboliremo l'Ici sulla prima casa.
14. Basta col '68: Chi allora proponeva il "6 politico" produceva un
falso egualitarismo che perpetuava le divisioni sociali e di classe esistenti.
15. Sicurezza: Maggiore controllo del territorio grazie alle nuove tecnologie,
a cominciare dalle reti senza fili a larga banda, e la videosorveglianza da far
diventare un terminale della rete 16. Sarkozismi: Nel mio governo mi piacerebbe
avere Blair. 17. Sarkozismi bis: Nel mio governo vorrei avere Gianni Letta e
Letizia Moratti. 18. Meno, meno, meno: Meno veti, meno burocrazia, meno conservatorismi. 19.
Più, più più: L'Italia deve lasciarsi alle spalle il passato e scegliere il
nuovo, smettere di accontentarsi e volere di più, ricercare la felicità"
20. Comunismo: Il comunismo è l'impresa più disumana della storia con oltre
cento milioni di morti 21. Comunismo bis: Non sono mai stato comunista
22. Montezemolo: Guardo con molto interesse al suo programma. ---- Soluzione 1.
Indossavano entrambi la stessa cravatta; 2. Walter; 3. Entrambi; 4. Entrambi;
5. Entrambi; 6. Silvio; 7. Walter; 8. Walter e Obama; 9. Entrambi; 10. Walter;
11. Silvio; 12. Walter; 13. Silvio; 14. Walter e Nicolas; 15. Walter; 16.
Silvio; 17. Walter; 18. Walter; 19. Walter. 20. Silvio; 21. Walter; 22. Montez.
parlava del programma di Walter ma anche di Silvio Ester V. 17/02/2008.
( da "Liberazione" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Carlo M. Miele A
soli 32 anni Dragana Gospic è già passata per due guerre e per due volte ha
vissuto lo status di rifugiata. E come la grande maggioranza degli altri 120
mila serbi che vivono ancora oggi in Kosovo, teme di ripiombare da un momento
all'altro nell'incubo e si oppone con tutte le forze all'indipendenza oramai
prossima. Oggi a Pristina inizieranno i festeggiamenti per la separazione da
Belgrado, ma le minoranze della provincia balcanica (Rom, Ashkali ed Egizi,
oltre che serbi) guardano con diffidenza al futuro. Le parole del primo
ministro kosovaro albanese Hagim Thaci ("il Kosovo sarà la terra di
tutti") e gli appelli per evitare la fuga dal nuovo Stato suonano come
vuota propaganda alle orecchie di chi negli ultimi nove anni ha vissuto tra
privazioni, abusi e discriminazioni. Dalla fine dell'intervento Nato nel 1999 a
oggi, le violenze della maggioranza albanese (il 90 per cento su circa due
milioni di abitanti) contro le minoranze hanno rappresentato la regola. Se non
si parla più di episodi sanguinosi come quelli del marzo del 2004, quando in
cinque giorni vennero prese di mira le chiese e i monasteri cristiani e le
abitazioni serbe e furono uccise almeno venti persone, è solo perché albanesi e
serbi vivono in aree geograficamente separate e le occasioni di contatto sono
sempre più rare. Ciò nonostante, come denunciano gli osservatori
internazionali, gli attacchi alle cose e alle persone e il vandalismo contro i
luoghi di culto ortodossi continuano nelle aree miste, come a Mitrovica,
emblema della separazione creata dalla comunità internazionale. Due serbi su
tre vivono in enclave isolate in un territorio dominato da albanesi, mentre la
parte restante si trova nel nord ovest a maggioranza serba. Proprio questi
ultimi, paradossalmente, vivono in una situazione di particolare disagio, tra
povertà e disoccupazione. Chi ha bisogno di cure mediche deve ricorrere ai
pochi autobus che collegano le aree serbe a Mitrovica e Prizren, dove è
possibile trovare medici serbi. Oltre all'isolamento, un problema rilevante per
i serbi del Kosovo è legato al rispetto dei diritti di proprietà. Se la maggior
parte degli albanesi è tornata a casa dopo la fine del conflitto del '99, lo
stesso non può dirsi per i membri delle minoranze. Dei 250mila serbi sfollati
molti hanno trovato rifugio in Serbia, nella Repubblica di Macedonia, in
Montenegro e in altri dei nuovi stati in cui si è frammentata l'ex Iugoslavia.
Secondo l'Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) solo una minima parte
ha fatto ritorno volontariamente ai luoghi di provenienza. Stando a dati del
febbraio 2008, non più di 17.938 persone. A sconsigliare il ritorno sono
diversi buoni motivi, dalla mancanza di sicurezza ai limiti alla libertà di
movimento, all'impossibilità di trovare un lavoro e alle difficoltà di accesso
all'istruzione e agli altri servizi. Sempre secondo l'Unhcr, chi torna rischia
di subire nuove persecuzioni. Oppure, come è accaduto alla famiglia Gospic, può
trovare le proprie abitazioni occupate da albanesi e per veder accolte le proprie istanze deve scontrarsi con le lentezze tribunali e della
burocrazia della provincia
amministrata dalle Nazioni Unite. Proprio le occupazioni di terre e proprietà
degli sfollati - ha denunciato di recente l'ong Human Rights Watch -
costituisce uno dei principali ostacoli al ritorno. Le dispute sull'argomento
sfociano solitamente in scontri violenti o, nel migliore dei casi, in
procedimenti giudiziari resi infiniti dalle croniche inefficienze del sistema
penale kosovaro. Altrettanto dispendiose, in termini economici e di tempo, sono
le procedure di ricorso alle organizzazioni internazionali che supervisionano
l'amministrazione della provincia. Su tutte le preoccupazioni, resta prevalente
quella legata alla sicurezza, che né le parole concilianti dell'esecutivo
kosovaro, né la presenza di truppe internazionali possono fugare. La condizione
delle minoranze e i rischi che potranno correre sono state rimosse dalla
Comunità internazionale, fin troppo ansiosa di mettere fine all'incerto status
della provincia. Ma proprio nei confronti della comunità internazionale il
sentimento prevalente tra i serbi del Kosovo è la sfiducia, motivata dalla
mancanza di risposte di fronte ai continui rischi per le cose e le persone. Un
disastro che trova il suo completamento nel fallimento del sistema giudiziario
locale, che - come ha sottolineato Amnesty International - ha mancato di
assicurare alla giustizia i responsabili di crimini di guerra, crimini contro
l'umanità e crimini inter-etnici compiuti durante e dopo il conflitto del '99,
e ha promosso l'impunità. 17/02/2008.
( da "Provincia Pavese, La" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca "Questa burocrazia ci soffoca" Gli agricoltori pavesi chiedono interventi
immediati PAVIA. "La burocrazia non deve soffocare le imprese agricole che vogliono essere
competitive e, allo stesso tempo, sempre più vicine al consumatore". Il
commissario straordinario dell'Unione agricoltori, Vito Bianco, è intervenuto
al convegno di Confagricoltura Torino sulle nuove frontiere dell'agricoltura:
qui Bianco, in vista delle elezioni politiche, ha sollecitato le forze
politiche e il nuovo governo a impegnarsi per la competitività e l'innovazione.
"L'applicazione di strategie di innovazione, sia a livello di impresa
agricola sia dell'intera filiera, è fondamentale in relazione alle sfide della
competitività che ci pongono l'apertura dei mercati e le profonde
trasformazioni della società e del quadro normativo, a cominciare dalla
Politica agricola comune, la Pac - ha affermato Bianco, che a Roma è direttore
generale di Confagricoltura -. A Fieragricola, il salone dell'agricoltura
conclusosi alcuni giorni fa a Verona, abbiamo presentato il "Rapporto
sull'agricoltura" di Nomisma, che puntava proprio sulla competitività
dell'agricoltura italiana di fronte ai nuovi scenari evolutivi. E Taormina, a
marzo, il secondo Forum di Confagricoltura sarà ancora una volta incentrato sul
"futuro fertile" dell'agricoltura e sul ruolo propulsivo di quella
"minoranza trainante" di imprese leader che sostengono e rilanciano
il made in Italy". In particolare, l'Unione agricoltori pone l'accento sul
Programma di sviluppo rurale 2007-2013, "nato con norme già vecchie"
perché la sua entrata in vigore è stata ritardata per diversi mesi. "Siamo
preoccupati anche per l'Ocm vino: il settore è stato riformato di recente, ma
non è ancora stato pubblicato il regolamento attuativo - aggiunge Vito Bianco
-. Con questi tempi lunghi si rischia di veder vanificate due campagne
vinicole: quella 2008 e anche quella 2009". Confagricoltura si vuole
presentare con "sindacato di progetto" che analizza gli scenari e
definisce le linee strategiche: "Lo sforzo delle aziende leader va
sostenuto e incoraggiato. Richiede più flessibilità e meno burocrazia,
che appare sempre più lontana dall'economia reale". In particolare, per
l'Unione agricoltori si deve superare il limite dimensionale delle aziende
agroalimentari, facilitando l'adozione di strategie di innovazione e l'utilizzo
delle più moderne tecnologie. Umberto De Agostino.
( da "Panorama.it" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Italia -
http://blog.panorama.it/italia - Sviluppo? Il governo chiede consigli ai
cittadini. Non sarà troppo tardi? Posted By maria.spigonardo On 17/2/2008 @
12:02 In Headlines | No Comments Immaginate un fisco più giusto, una burocrazia senza carte, un governo più vicino ai problemi del Paese? Vi
sentite commissari tecnici di Palazzo Chigi con pronostici e soluzioni alla
mano? Forse una piccola speranza di far sentire la vostra voce c'è. Prima di
chiudere definitivamente i battenti il governo Prodi ha ripescato un'iniziativa
che già l'anno scorso aveva avuto un discreto successo. [1] Titolo: le
tue idee per semplificare. Consultazione pubblica online. In sostanza
attraverso un breve [2] questionario l'esecutivo, spinto dalla necessità di
ridurre i costi (ai posteri di Prodi l'ardua sentenza), chiede "idee e
proposte per semplificare nate dall'esperienza quotidiana e dai problemi
vissuti dai cittadini e dalle imprese". La missione è quella di individuare
i temi prioritari sui quali il governo deve intervenire. Anche se non è dato
sapere a quale esecutivo Palazzo Chigi si riferisca. La consultazione sarà
online fino al 10 marzo. Poco più di un mese prima delle elezioni politiche. Il
primo passo è specificare la propria attività: dipendente pubblico, privato,
libero professionista, pensionato o altro. Poi indicare chi si rappresenta
(impresa, associazione, amministrazione pubblica.) e infine dare, ma è
facoltativo, i propri dati anagrafici. Poi, nella pagina successiva, si deve
indicare quali sono i settori su cui è più urgente che il governo intervenga
per semplificare. Massimo tre risposte. Casomai ci deve essere l'imbarazzo
della scelta. E ancora uno spazio di qualche riga in cui esporre la propria
idea e l'eventuale soluzione. [3] L'anno scorso la sperimentazione era andata
più o meno allo stesso modo. L'unica differenza rispetto al 2007 è il tipo di
questionario oggi incentrato sulla stesura del piano d'azione e nel caso
precedente alle modalità con cui attuarlo. La prima nota dolente rilevata da
cittadini e imprese, riferisce lo stesso esecutivo nel [4] primo bilancio,
"è la domanda di pubblicizzazione più efficace della consultazione".
In altre parole, se in pochi lo sanno, è difficile poter participare alla cosa
pubblica. E ancora. Chi ha risposto al primo questionario chiedeva al Piano
d'azione "di perseguire l'obiettivo del superamento degli squilibri
territoriali, di tener conto degli effetti legati nel tempo all'adozione di
leggi costituzionali, di modifica degli statuti regionali e degli enti
locali". Poi una rivisitazione delle leggi sulla proprietà privata, più
informatizzazione al momento del voto, nuove norme di diritto processuale
amministrativo e infine una "riduzione di oneri relativi alla
realizzazione di infrastrutture energetiche". Alla fine un bilancio
tutt'altro che generale (come è scritto nell'introduzione), con richieste molto
specifiche, che forse rappresentano la voce più di particolari categorie che
dei cittadini comuni. Oggi, però, c'è una la possibilità di riscatto con il
nuovo questionario. Anche se un dubbio si fa strada tra un quesito e l'altro.
Ma queste domande, quando il governo cambierà e i ministeri verranno quasi
dimezzati, che fine faranno? Chissà che non finiscano in fondo a qualche
polveroso cassetto. Informatizzazione permettendo.
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
LA STORIA. Un
marocchino, da tre anni senza un'occupazione, dopo un'operazione al cuore
"Ho sconfitto il male ora cerco solo lavoro" Il disperato racconto di un immigrato che ha girato tutti gli uffici della città in
cerca di giustizia per sconfiggere la burocrazia Chiara Roverotto Gli occhi sono lucidi, le mani
s'incrociano, le gambe non stanno ferme. Eppure i pensieri sono precisi,
attenti. Ricchi di particolari e parchi di commiserazione. Oualla Moha, compie
quest'anno quarant'anni e molti li ha trascorsi in Italia. È arrivato
con i suoi sogni e le sue speranze che nel 2002 si sono concretizzate in un
lavoro, in una casa e, soprattutto, in un po' di soldi da spedire ai parenti
rimasti in Marocco. Ma i sogni s'infrangono, e il suo ha visto la fine su un
letto del S.Bortolo, quando dopo un malore è arrivata la diagnosi. Dura,
pesante. Un macigno per chi ha ancora tutta la vita davanti. Il prolasso di una
valvola cardiaca, e il passaggio obbligato su un tavolo operatorio per poter
continuare a vivere. E così è stato. "L'operazione è andata bene, la
convalescenza pure anche se tutti i soldi che avevo da parte li ho spesi per
curarmi. Mi hanno salvato la vita, ma contemporaneamente mi hanno gettato nella
disperazione...". Sì, perché dopo quell'operazione Oualla Moha è stato
licenziato dal suo datore di lavoro, i medici infatti gli avevano impedito di
continuare a fare il muratore. Se voleva lavorare doveva scegliere un impiego
meno faticoso. "Ma sono stato licenziato da un giorno all'altro, così
senza alcun motivo, perché non ero più utile all'azienda...". Accade a
molti, e nemmeno Oualla si è dato per vinto rivolgendosi ai sindacati per aver
quel minimo di giustizia che nel suo caso voleva dire anche dignità. "Il
giudice del lavoro mi ha già dato ragione due volte, mi auguro che almeno
questo calvario sia finito...". Nel frattempo ne inizia un altro: il
giovane marocchino non riesce a trovare impiego, si rivolge all'ufficio del
lavoro, si iscrive alle liste di disoccupazione, rimane in Italia con un visto
per motivi di salute. "Mi ospitano alcuni amici, ma anche loro sono
stanchi. Vorrei vedere chi resisterebbe di fronte ad una situazione del genere.
Tutti fanno promesse. Mi dicono che è necessario avere fiducia, poi ti accorgi
che non si muove nulla... Non hai lavoro e vivi con quello che ti passa qualche
amico: si invertono i ruoli, è la mia famiglia a mandarmi qualcosa. Tornare in
Marocco? Ci ho pensato, certo. Ma non avrei alcuna possibilità di inserirmi, di
trovare un'occupazione, meglio stare qui e insistere per avere un lavoro e
quella dignità che mi è stata negata da una malattia che non sapevo di
avere". Intanto Oualla bussa alle porte dell'assessorato agli Interventi
sociali, avvia le pratiche per ottenere la pensione d'invalidità, ma molto
presto impara ad imbattersi in una parola che nel nostro Paese è molto
conosciuta: burocrazia. "Avete tempi lunghissimi
per ottenere qualunque cosa, credo di avere portato carte e documenti in venti
posti diversi. Tutti mi danno ragione, ma intanto qualche volta vado a dormire
all'albergo cittadino perché non voglio disturbare chi mi offre ancora un
letto. Sono disperato. Ho chiesto anche un incontro con il sindaco. Gli inviato
un lettera lo scorso 11 luglio, ma non ho avuto alcun genere di risposta.
Volevo solo dirgli che non sono un delinquente, che spero di trovare un lavoro
che mi consenta di vivere economicamente e fisicamente visto che il mio cuore
non mi permette di fare grossi sforzi. Volevo dirgli che non mi mancano nè volontà
nè determinazione. Vorrei solamente riuscire a lavorare, io sono venuto in
Italia 2002, solo per quello". Ma anche i sogni hanno un prezzo e quello
di Oualla è particolarmente caro. Sotto tutti punti di vista.
( da "Provincia di Cremona, La" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione di Domenica
17 febbraio 2008 Benvenuto P.Review srl 'Vado a riprendere il mio Ale' Parla il
padre del 21enne morto misteriosamente in Spagna di Matteo Berselli PIEVE
D'OLMI ? "Vado in Spagna a riprendermi mio figlio. E a capire di cosa è
morto". Paolo Bianchi è straziato. Deve organizzare il volo più difficile
della sua vita e non sa, una volta atterrato, quali risposte troverà ad
attenderlo. Ha una sola certezza: la salma di suo figlio Alessandro, 21 anni
compiuti il 25 gennaio, si trova in un obitorio di Granada, a disposizione
dell'autorità giudiziaria. Il decesso risale a mercoledì, ma alla famiglia la
notizia è stata comunicata solo giovedì, giorno di San Valentino. Sconosciute,
al momento, le cause. "Il consolato e le autorità spagnole hanno parlato
di tragica e improvvisa fatalità. Niente di più, non hanno aggiunto altro. Sembra
si sia trattato di un incidente, e a quanto ho capito la dinamica me la
spiegheranno all'arrivo". Quando pensa di partire? "Martedì mattina.
Prima non è possibile. A Granada ci sono diversi obitori e altrettanti
tribunali, trovare quello in cui sono custoditi gli effetti personali di
Alessandro ha richiesto parecchie telefonate. E poi, col
week-end di mezzo, i tempi della burocrazia si sono ulteriormente dilatati. Domani mi dovrebbero dare la
conferma: appena ho l'ok, parto". Il rientro? "Se tutto va bene,
giovedì. E venerdì celebriamo i funerali a Cremona, in San Michele".
Perchè proprio la Spagna? "Ale la adorava. L'aveva visitata più
volte e aveva imparato in fretta anche la lingua. A settembre ci ha annunciato
l'intenzione di volersi trasferire e non c'è stato modo di trattenerlo".
Come si manteneva a Granada? "Facendo di tutto: dal cameriere al muratore.
Mio figlio non ha mai avuto paura di affrontare il mondo. Era uno spirito
libero, e se decideva di partire, partiva. Anche con dieci euro in tasca, partiva".
Come l'ha sentito in questi ultimi giorni? "La mia impressione è che si
stesse sistemando. Aveva trovato una ragazza e sembrava sereno. Mi diceva:
'Papà, la mattina apro gli occhi, guardo oltre la città e vedo la Sierra
Nevada: è stupenda'". E lei invece come si sente? "Come se m'avesse
investito un treno in corsa. In parte non mi sembra ancora vero, ma al di là
delle mie emozioni vorrei sottolineare una cosa: la nostra famiglia non ha
assunto alcun legale. Andiamo in Spagna, ci facciamo spiegare cos'è successo a
nostro figlio e lo riportiamo a casa. Stop. Ale era un ragazzo come tanti: ha
preso la sua strada e noi l'abbiamo lasciato libero. In queste ore ho ricevuto
testimonianze d'affetto straordinarie, ma da qui al giorno del funerale io e la
mia famiglia vorremmo essere lasciati in pace. Chiediamo rispetto per il nostro
dolore". In casa il telefono non sta mai zitto, e la voglia di rispondere
proprio non c'è. Ogni squillo equivale a una tortura. E il dolore,
incalcolabile, per la perdita di un ragazzo di 21 anni è pure amplificato
dall'angoscia e dai dubbi. C'è quel 'come?' che proprio non dà pace, e non la
darà fino al rientro dalla Spagna. La terra che Ale adorava. E che aveva scelto
per iniziare una nuova vita.
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
La politicafa
pocoper la tecnologiaAl visitatore della Fiera di Udine, se ha fretta, pare di
visitare la solita manifestazione con congegni che attirano solo la curiosità:
pressappoco come succede nei supermercati. Per chi invece ha l'occhio clinico e
il cervello versato alla tecnologia, gli espositori sono molto più
interessanti. Fa specie che una capocchia di spillo sulla carta geografica
italiana, quale appare Udine, si permetta il lusso di dare la possibilità a
piccole aziende di esporre e, illustrare in dettaglio idee, tecnologia pratica
veramente innovativa e d'avanguardia. Merito indubbiamente delle associazioni
di categoria. La politica, oggi, è innovativa e al passo con i tempi? È in
grado la politica di stare al passo con la tecnologia? Purtroppo no. Le tante
piccole aziende che, con sacrifici e inventiva, producono innovazione
tecnologica tale da costituire un valore aggiunto, appetibile sul mercato e
confacente anche alle maestranze aziendali, sono supportate dalla
politica?Purtroppo, poco o niente. Chi fa politica e si candida alla guida del
Paese e delle autonomie locali, deve essere in grado di capire, assecondare e,
promuovere le miriadi di piccole aziende, con provvedimenti che le mettano in
grado di potersi immettere sul mercato, di favorirne lo sviluppo e, in
prospettiva, di dar loro l'opportunità di crescere senza alcun limite. Le
piccolissime aziende hanno il diritto di poter aspirare a diventare grandi:
spetta alla politica rimuovere gli ostacoli. Nel frattempo, sempre la politica,
non deve dimenticarsi che, il patrimonio delle maestranze/lavoratori dipendenti
è un valore aggiunto dell'azienda e, che con la crescita dell'azienda, deve
necessariamente crescere anche il livello sociale del lavoro.Vittorio ScialpiLa
Destra FriulanaCodroipoA Tarvisiopoca attenzioneper i turistiE poi ci
lamentiamo che a Tarvisio c'è poca gente, poco movimento, pochi turisti. E ci
credo, non è un luogo comune dire che a Tarvisio non siamo capaci a fare
turismo: è la pura verità! A partire dai ristoratori(o improvvisatisi tali),
che a sevirti sembra ti facciano un piacere! Chiaramente non voglio fare di
tutta l'erba un fascio e sono convinta che chi ha la coscienza pulita non si
sentirà chiamato in causa. Fatto sta che molto spesso i tavolini dei bar sono
sguarniti di qualsiasi ornamento o abbellimento, non hanno nemmeno le tovaglie,
sono anzi sporchi e ricoperti di briciole. Mi è capitato spesso di vedere gente
seduta al tavolo aspettare più di un quarto d'ora prima di ordinare con il bar
praticamente deserto. Non sarebbe poi una cattiva idea se accanto all'apertivo
venisse offerto qualche stuzzichino, qualche patatina, così magari il cliente
sarebbe invogliato ad ordinare qualche cos'altro da bere. Il colmo poi si
raggiunge allorchè dei clienti chiedono, al banco, al barista se è possibile
bere i caffè che hanno ordinato, fuori, sui tavolini posti davanti al bar e si
sentono rispondere: 'no, a meno che i caffè non ve li portiate fuori per conto
vostro perchè io se esco mi ammalo'. Quel cliente in quel bar sentendosi rispondere
così non ci tornerà mai più (sempre che al barista questo possa interessare
qualcosa). Il cliente potrebbe anche pretendere che il barista venga a prendere
l'ordinazione al tavolo esterno e se questo gli costa troppa fatica e non è in
grado di offrire un servizio adeguato, che provveda a togliere i tavoli posti
davanti al bar. Occorre essere molto più ospitali e sottostare al quel detto
'il cliente ha sempre ragione'. A pensarla così quasi sempre ci si
azzecca!Roberta ZanettiTarvisioBarzellettee problemi veridella genteOrmai la
politica è diventata come "il saal ta jota", un elemento
indispensabile nella nostra vita quotidiana e, fino al prossimo 13 aprile, ci
procurerà una tremenda indigestione, che poi dovremo curare fino alla consultazione
elettorale successiva.Ho seguito per un certo tratto l'ultima puntata di
"Ballarò", così come quella di "Annozero" e ne sono rimasto
stomacato dalle barzellette che i rappresentanti della politica pensano di
propinarci, così ad un certo punto ho preferito cambiare canale ed assistere al
programma "La sai l'ultima", lì almeno la barzellette le sanno
contare e divertono.L'Italia è reduce da 18-20 mesi di non governo, ed i
protagonisti di detta nullità, pretendono di incantare l'elettore, come si
usano gli specchi per le allodole.L'inizio di "Annozero" è stato
preceduto da una sicumela di un tale, che aveva come obiettivo di porre in
risalto, solo ed esclusivamente, le manchevolezze del "cavaliere".Ma
quella è veramente "par condicio" ? Io la trovo una cosa inaccettabile
per una TV per la quale tanti milioni di italiani, io compreso, pagano il
canone. Ho parlato di "barzellette", in quanto non saprei dare altra
definizione, poichè quando si parla solo di leggi elettorali, di
apparentamenti, di candidature, anzichè parlare di cose serie, di efficienza,
di responsabilizzazione, di meritocrazia, di onestà, di infrastrutture, di
sanità, di visibilità del nostro Paese in campo internazionale, visibilità
messa a dura prova dalla "munnezza" napoletana e da tanti altri eventi
deplorevoli. Al cittadino elettore interessano queste cose, interessa il potere
d'acquisto di pensioni, salari e stipendi, interessa una
scuola ed una sanità al passo con le nazioni più progredite, interessa una burocrazia efficiente e non opprimente,
interessa una giustizia, in cui tutti i cittadini possano sentirsi uguali di
fronte alla legge, e non trovarsi magari nella situazione che uno passi a
miglior vita, prima che il procedimento che lo riguardava, fosse giunto al
termine. Il cittadino che paga regolarmente le tasse, pretende
giustamente servizi efficienti e non, come succede in particolare ai
napoletani, pagare i servizi che non vengono effettuati.Di queste cose si deve
parlare nelle trasmissioni televisive, create per incantare i telespettatori,
le barzellette ce le raccontiamo fra noi, per farci una salutare risata e per
dimenticare le amarezze della politica.Tita De
StalisRavasclettoSperarenell'utopiadella trasparenzaSuccede spesso, mentre
attraversiamo la città in autobus o quando viaggiamo in pullman di captare, in
velocità crescente, la visione del maggior numero possibile di persone e
oggetti, immagini che sfilano veloci sulle strade o sui muri. Nonostante che
teniamo gli occhi spalancati c'è sempre qualcosa che sfugge all'attenzione,
persino la trasparenza delle vetrate dei negozi; trasparenza, magica parola in
disuso o usata a sproposito al giorno d'oggi; un carattere trasparente, un
mercato trasparente, un'arte trasparente, un'architettura che possa fregiarsi
di tale vocabolo, una città trasparente, una politica trasparente, uomini,
donne, fatti quotidiani trasparenti.Dopo queste semplici considerazioni mi sono
chiesto e lo chiedo ai cittadini tutti ma in modo parolare ai nostro
governanti: "è un'utopia o un miraggio irraggiungibile, per l'uomo d'oggi
sperare ancora che si concretizzi quella magica parola, la
trasparenza?".Aldo RaccaroUdine.
( da "Sicilia, La" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
SANITA' Negli
ospedali la giungla delle lunghe liste di attesa Michele Russotto A sentire il
sindaco Diego Cammarata e a leggere la proposta elaborata dall'alta burocrazia di Palazzo delle Aquile che è stata definita ieri nel corso di
una riunione a Villa Niscemi e che verrà presentata ai sindacati, la protesta
degli Lsu, che verranno stabilizzati tutti, entro la fine del 2008, sembra
paradossale. "I lavoratori che verranno stabilizzati, in relazione al
nuovo regime contrattuale ? si legge infatti in una nota del Comune ?,
lavoreranno qualche ora in meno e guadagneranno di più. Ed inoltre avranno una
serie di vantaggi previdenziali, assistenziali e di altra natura che
attualmente non hanno". Ma allora perché continuano a protestare? Il
sindaco, al riguardo, non ha dubbi. "E' chiaro ? dice ? che tutte le
questioni portate avanti in questi giorni sono solo strumentali. Ho tollerato
fino ad oggi lo stato di agitazione ma non sarò più disposto a farlo. I
lavoratori socialmente utili del Comune devono tornare a lavorare perché non
c'è alcuna ragione plausibile per protestare". E Cammarata non si ferma
qui. "Altrimenti ? aggiunge ? sarò costretto a non aprire il tavolo delle
trattative con i sindacati. Del resto, ogni rinvio nell'avvio di questo
processo significa un ritardo anche nell'ottenimento dei benefici". Due
esempi per capire cosa cambia in busta paga, al netto per un Lsu coniugato con
un figlio a carico di categoria A1 e per un altro di categoria D3. Nel primo
caso egli oggi percepisce 721,49 euro, con la stabilizzazione guadagnerà 755,97
euro al mese più la tredicesima, la quota Fes (Fondo efficienza servizi) di
408,60 euro, benefici questi ultimi che attualmente non percepisce. Nel secondo
caso dagli attuali 814,80 euro al mese, con la stabilizzazione passerà a
1.034,83 euro, più sempre tredicesima (1.006,03 euro) e 817,20 euro di quota
Fes. Col nuovo piano di stabilizzazione i lavoratori appartenenti alla
categoria A1 e B1 passeranno dalle 104 ore mensili attuali a 100 ore con la
stabilizzazione, mentre quelli della categoria C1 e D3 da 104 a 92 ore mensili.
Dall'inizio del 2002 ad ora sono stati stabilizzati 3.404 Lsu. Da stabilizzare
altri 3.123 precari. "Ho sempre difeso gli Lsu ? conclude il sindaco ? che
sono integrati nell'ambito dell'amministrazione e una forza produttiva
importante. Tornino a lavorare, non diano ai cittadini un'immagine sbagliata di
sé, perché la protesta che stanno portando avanti è inverosimile, immotivata e
nata da incomprensioni. Tornino a dare l'immagine che ho finora difeso".
( da "Sicilia, La" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
È un momento
"nero" per l'artigianato dell'Ennese Cancellate dall'albo oltre 60
imprese Sono pronti a scendere in piazza con una grande manifestazione
provinciale per protestare contro l'abusivismo, le tasse e
la burocrazia. Gli
artigiani e le piccole e medie imprese aderenti alla Confartigianato
decideranno la data della giornata di mobilitazione alla conclusione delle
assemblee iniziate ieri sera presso la sede provinciale dell'associazione. Il
calendario prevede, inoltre, assemblee a Barrafranca il 20 febbraio nell'aula
consiliare, a Valguarnera venerdì 22 nel salone della chiesa Madre, a
Nicosia lunedì 25 nell'aula consiliare, martedì 26 di nuovo nella sede
provinciale e a Troina giovedì 28 nella parrocchia Maria Santissima del
Carmelo. Con queste iniziative Confartigianato intende portare il d.lgs. n.4
del 2008, ennesima novità per le imprese, che a sua volta modifica il 152/2006,
al centro dell'interlocuzione con le forze politiche nazionali, regionali e
provinciali, le difficoltà delle imprese. "Una mobilitazione doverosa -
dice il segretario provinciale, Salvatore Puglisi - che non può e non deve
riguardare il singolo aspetto del d.lgs (pur importante per gli artigiani e le
imprese), ma che coinvolge quel trinomio pericoloso (abusivismo, tasse e burocrazia) che uccidono le piccole imprese sane, che chi
governa e amministra non può non tenere in conto. Intanto, dal 13 febbraio, con
questo decreto la vidimazione dei libri di carico e scarico dei rifiuti dovrà
essere fatta dalla Camera di Commercio territorialmente competente. Sono tenute
alla vidimazione dei libri di carico e scarico le imprese che producono rifiuti
pericolosi e le imprese che producono rifiuti non pericolosi. La vidimazione di
tali registri è attribuita, in via esclusiva, alla Camera di commercio, e non
più all'Agenzia delle Entrate. Tale ultima novità, accompagnata da un costo,
che ammonta a 30 euro, per diritti di segreteria, mette in risalto una
problematica enorme per le nostre imprese: un balzello di leggi, leggine, tasse
e adempimenti burocratici continui, incompatibili con la struttura delle
imprese artigiane e piccole imprese, soprattutto nella nostra provincia".
"Le nostre imprese - prosegue Puglisi - sono per la maggior parte
individuali, il cui titolare partecipa direttamente al processo produttivo ed
ogni mattina si alza e lavora per portare avanti l'impresa personalmente.
L'artigiano, o il piccolo imprenditore, non ce la fa più a sopravvivere in un
panorama di balzelli inutili ed inique che finiscono sempre col penalizzare le
imprese sane e regolari. Si pensa di introdurre adempimenti e costi per il
trasporto dei rifiuti, ma non si aumentano i siti per il riciclo e lo
smaltimento dei rifiuti. Basti pensare che nella nostra provincia si ignora il
problema dell'amianto e del suo smaltimento, un fatto molto grave che coinvolge
le imprese del settore edilizia e impiantistica". Pietro Lisacchi.
( da "Sicilia, La" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Bono: "Urge
rimuovere i burocrati del Cas" "Appare ingiustificato che l'organo di
vigilanza, che male ha esercitato il suo compito, possa dare bacchettate al
vigilato". Si esprime così il deputato nazionale Nicola Bono (An) sulla
vicenda dell'autostrada Siracusa-Gela e più precisamente sulla moratoria
dell'Anas al Consorzio per le autostrade siciliane. L'ultimo pezzo di storia
che riguarda la penosa questione dell'autostrada risale ad alcuni giorni fa,
quando l'assemblea dei soci del Cas ha bocciato il bilancio per la mancanza del
parere dei revisori dei conti, ovvero per la mancata nomina da parte della
Regione del suo rappresentate nel collegio dei revisori. Ciò ha determinato la
presa di posizione dell'Anas che ha minacciato il ritiro delle concessioni al
consorzio se questo non aprirà la Sr-Rosolini entro 30 giorni. Da qui la
posizione di Bono che ritiene l'iniziativa dell'Anas "ingiustificata alla
luce delle responsabilità dell'ente in ordine ai ritardi finora
registrati". Bono traccia quindi la sua classifica dei responsabili. Al
primo posto pone la precedente gestione commissariale; al secondo
la burocrazia del Cas, al
terzo la direzione dei lavori dell'Anas e all'ultimo la Regione. "Agli
amici dell'opposizione - conclude il deputato - dico che con l'insistenza a
cercare a tutti i costi i colpevoli politici, rischiano di occultare, o minimizzare,
il ruolo dei veri responsabili, e in particolare dei burocrati dell'ente
e della direzione dei lavori. La loro rimozione immediata, ribadisco, è la più
urgente azione da intraprendere". giorgio italia.
( da "Sicilia, La" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
La polemica Catania.
Anche se l'autostrada sarà percorribile al completamento dei lavori, magari con
artifici tecnici quali eventuali bretelle, i sindacati rimangono in allarme per
le bonifiche più importanti: quelle del territorio di Priolo, che coincidono
con la fine del percorso. "Meglio non rischiare" è la sostanza
dell'atteggiamento delle tre maggiori sigle sindacali, piuttosto che fare una
figuraccia come quella della Siracusa-Gela. Ma a questo, e non di minore
importanza, va aggiunta la preoccupazione per la salute pubblica e per il
contemporaneo innalzamento della qualità della vita. Il territorio ha già dato
tanto, sottolineano tutti. E lo scontro col prossimo governo nazionale,
qualunque esso sia, è ormai certo. "Non vorremmo ripetere l'esperienza
della Siracusa-Gela ? afferma Gino Carnevale, segretario della Uil ?. Siamo
ancora perplessi: le bonifiche in stand-by rischiano di precipitarci nella
stessa situazione, malgrado le rassicurazioni sul rispetto dei tempi di
completamento dell'opera. Resta il fatto che occorre un forte impulso all'economia
dell'area ionica. I commerci sono penalizzati da infrastrutture a dir poco
medievali: qualunque sarà il prossimo governo, deve sapere che le tre province
non lesineranno sforzi e proteste, se dovessero essere necessarie, per
sbloccare la bonifica più importante. Basta ai convegni di parole vuote, privi
del fattore concretezza". "Apprendiamo con preoccupazione ? afferma
il segretario della Cisl, Enzo Scatà ? che nessuna notizia sulla discarica di
Villasmundo è giunta dal ministero dell'Ambiente. Attendiamo da un anno
l'intervento del governo per il finanziamento necessario all'eliminazione del
sito inquinato. Le altre discariche "leggere" sono state eliminate,
ma quella più importante richiede l'intervento del ministero dell'Ambiente. Il
"timing" dell'opera è giusto, ma è improcrastinabile pure
l'intervento dei sindaci dei Comuni interessati: non vorremmo che l'inerzia si
proiettasse anche sulla Catania-Siracusa". "Le bonifiche sui siti
etnei ? rileva il segretario provinciale della Uil, Stefano Munafò ? sono state
realizzate. Partiamo intanto da questo dato di fatto: la difficoltà che si
continua a far patire al nostro territorio. Sì, quindi, ai tavoli tecnici
ministeriali per superarle, queste asperità che ci portiamo dietro da decenni:
ma l'auspicio è che comunque si finisca entro il 2009, perché il timore è che
di problemi ne sorgano comunque". Munafò sostiene che l'area, non
identificabile con un punto preciso, va seguita con attenzione quotidiana:
"Le perizie lo attestano ? asserisce ?. Non vogliamo
scontrarci ancora una volta con una burocrazia che nega il consolidamento dell'identità del territorio: direi
che in questo senso anche la prefettura di Siracusa deve finalmente recitare la
propria parte attiva per risolvere questo problema. Si metta in moto subito
perché il suo ruolo è preminente nelle conferenze dei servizi. Le
popolazioni che vivono su quest'area si sentiranno meno sole, senza trascurare
che più in fretta si risolve la questione, prima si evita una ulteriore riforma
legislativa sulle infrastrutture: il tempo è una variabile non
sottovalutabile". R. Rub.
( da "Sicilia, La" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Partito democratico
oggi il coordinatore Pozzallo. Sarà l'Ufficio del Genio civile di Ragusa ad
affidare, a trattativa privata, l'appalto dei lavori per il dragaggio del porto
turistico. Questo la notizia di cui al decreto del 14.02.2008, a firma del dirigente
generale dell'assessorato regionale ai Lavori pubblici, dott. Fulvio Bellomo,
comunicata dal sindaco Giuseppe Sulsenti e dall'assessore al Porto Vincenzo
Ruta nel corso di una partecipata conferenza stampa cui hanno preso parte anche
il presidente della Lega Navale sezione di Pozzallo, Pippo Gravagna, l'avv.
Carmelo Scarso e gli assessori Giuseppe Amore, Attilio Sigona, Roberto Iozzia,
Angelo Avveduto. Da qui a breve, dunque, l'appalto dei lavori per un importo di
42.420,00 euro che dovrebbero essere eseguiti prima dell'estate. Il condizionale è d'obbligo perché mai burocrazia fu così intricata e complessa. Ma il rebus di cui tutti hanno
coscienza è un altro. Anche questo intervento per il dragaggio del porto
piccolo, seppure assolutamente necessario, si risolverà in pratica in
un'operazione provvisoria, palliativa, in una specie di pannicello caldo.
Fino a quando non saranno eseguiti i lavori di messa in sicurezza del porto
commerciale, il porto piccolo tornerà ad insabbiarsi, con buona pace di
tecnici, addetti ai lavori, operatori del settore, amministratori e politici.
Ed allora il cane continuerà a mordersi la coda, nel senso che il Comune tornerà
a bussare alle porte della Regione per ottenere un nuovo decreto di
finanziamento e la Regione, tra mille intoppi burocratici, troverà poi modo di
spendere altro pubblico denaro per dare continuità ad una irreversibile
situazione di precarietà. "Conviene quasi - ha detto il sindaco con
malcelata ironia - formalizzare da subito un'altra richiesta di finanziamento
per il prossimo intervento di dragaggio, considerato i tempi della burocrazia e la certezza che da qui a qualche anno il
problema dell'insabbiamento tornerà a presentarsi un tutta la sua drammaticità.
E' chiaro che il problema della messa in sicurezza dello scalo marittimo va
affrontato in modo ben diverso". "All'indomani del nostro
insediamento - ha aggiunto l'assessore Ruta - ci siamo attivati per risolvere i
problemi della manutenzione ordinaria, dell'illuminazione, della raccolta dei
rifiuti e della pulizia dell'intera area portuale ed i risultati ottenuti
parlano il linguaggio della concretezza. Ma una soluzione definitiva delle
varie problematiche legate al porto passa attraverso il coinvolgimento degli
Enti territoriali, Provincia in testa". A questo punto nessuno si
meravigli se i problemi di ieri sono quelli di oggi. Il dato certo è che la
politica, negli ultimi dieci anni, ha colpevolmente sprecato occasioni forse
irripetibili. Michele Giardina.
( da "Mattino, Il (Salerno)" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL CONGRESSO DELLA
COSCIONI La polemica di un'insegnante: "Al Severi il preside vieta il
confronto sulla libera ricerca" GIANNI COLUCCI "Precludere la
ricerca, precludere la possibilità di una morte dignitosa, la disattenzione sul
testamento biologico e sulle linee guida sulla 194, la pillola del giorno dopo:
sono questioni centrali anche di una campagna elettorale. Anzi sono le più
sentite. Ma si tende a respingerle considerandole sconvenienti". In campo
Emma Bonino, ministro del commercio internazionale e leader del partito
radicale. Non c'è stata l'apertura sperata per una coalizione con il Pd, si
attendono risposte per domani da Veltroni, intanto lei lancia un appello alle
personalità (democratiche, laiche e liberal socialiste)a dichiarare di essere
pronte ad accettare la candidatura nelle fila della lista Bonino. Il primo ad
aderire è stato Franco Battiato. "Qui si si discute del corpo dei malati,
della libertà di ricerca scientifica. Quelli del Pd riflettano che questa
cocciutaggine rigorosa radicale farebbe molto bene anche al costruendo Partito.
Le sfide le abbiamo accettate, non siamo del velleitari, perseguiamo il dialogo
e non siamo degli accattoni", aggiunge il ministro. Poi l'affondo sui temi
caldi come l'aborto. "Mi pare assurdo che da venti anni sosteniamo le
ragioni di chi è costretto ad abortire e che oggi qualcuno cavalchi una
battaglia di retroguardia. La legge c'è già, altro che moratoria
sull'aborto". Mostra i dati sulle interruzioni di gravidanza in un quarto
di secolo: sono diminuite del 44 per cento da quando c'è la legge, oltre 200
mila nell'82; 130 mila oggi. Anche se nel confronto all'assise salernitana
dell'associazione Coscioni (si conclude oggi con l'intervento di Marco Pannella
a palazzo di città), il ginecologo Silvio Viale ha spiegato che ci sono
migliaia di aborti clandestini e moltissimi viaggi all'estero a causa dei
ginecologi obiettori che rendono difficile accedere alle interruzioni di
gravidanza a scopo terapeutico nelle strutture pubbliche ("Troppa burocrazia, troppe persone che mediano con la donna in grave difficoltà
psicologica. Solo i ricchi accedono a interventi in strutture private e
all'estero in privacy assoluta". E sul caso della donna napoletana
interrogata dopo l'interruzione di gravidanza a Napoli, parla Elena Coccia,
legale dell'Unione donne italiane di Napoli: "Silvana, la donna di
39 anni, nubile che è stata protagonista della vicenda non ha ancora sporto
denuncia. Il portantino che ha telefonato, era seccato dalle sue urla.
L'irruzione delle forze dell'ordine inutile: potevano consultare la cartella
clinica, invece hanno raccolto questo materiale biologico: è grottesco".
"Mi fa impressione immaginare che una città come Napoli, sotto tanti
rifiuti, la magistratura abbia come priorità assoluta mandare i poliziotti in
un ospedale dove legalmente è stato compiuto un aborto terapeutico", commenta
la Bonino. Si alternano sul palco di un congresso che trasuda emozioni, uomini
di fama (da Stefano Rodotà a Manconi, a Carlo Flamigni) per discutere di
libertà di ricerca scientifica, di staminali, di diritto alla morte. Emoziona
la moglie di Giovanni Nuvoli che assieme a Welby chiese a lungo di essere
staccato dalla macchina che lo teneva in vita. Un infermiere dell'ospedale di
San Leonardo ha raccontato che per anni ha assistito malati in coma o con
sindrome laterale amiotrofica: "Ho sbagliato a considerare quelle persone
imprigionate in un corpo paralizzato come insensibili ad ogni relazione. Oggi
anch'io sono ammalato di Sla e capisco quanto sia arretrato il sistema
sanitario nazionale". Poi la denuncia di una docente del liceo scientifico
Severi che ha organizzato "Scolarmente", discussioni sui temi della
libertà di ricerca e cura: "Le insegnanti di religione hanno fatto
resistenza, il preside mi ha impedito di proseguire il progetto, ma io con i
ragazzi della mia classe l'ho fatto lo stesso", dice Mariangela Perrelli
dalla sua carrozzina. Nella foto grande Emma Bonino al congresso
dell'associazione Coscioni.
( da "Mattino, Il (City)" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'imponente dimora
degli Orsini di Gravina domina Monteoliveto Antonella Cilento Mi succede sempre
passando davanti Palazzo Gravina di alzare lo sguardo e sorprendermi un po'. È
come se il palazzo non dovesse stare lì, su via Monteoliveto. Sarà per via
della mole, per la forma o forse per lo stile. È un palazzo così pienamente
rinascimentale, razionale, con il suo piano in bugnato toscano, da stonare in
mezzo al barocco, d'epoca e attuale, che lo circonda, alla sovrabbondanza e al
traffico. Se a questo si aggiunge che Palazzo Gravina, prima di essere
destinato nel 1936 ad ospitare la facoltà di Architettura, ha ospitato le Poste
di Stato e che proprio davanti alla sua mole, di poco discosto e con la
facciata che gli dà le spalle, c'è l'attuale Posta Centrale, edificata su
disegno di Gino Franzi e Giuseppe Vaccaro, elegantissimo edificio d'epoca
fascista (è raro poterlo dire di quell'architettura), d'ispirazione
razionalista anch'essa, l'effetto di essere capitati in un'altra città aumenta.
Quasi come se un quadro di Carrà fosse caduto nella tela di Micco Spadaro. E in
effetti già il Celano, commentando la fabbrica del palazzo attribuita a tale
Gabriele d'Angelo, denunzia che la Napoli del 1547-49 era tutta "fatta
alla gotica", insomma non una buona architettura, caotica e fuori moda: il
D'Angelo, insieme al Mormanno, architetto ben più celebre e principale autore
del Rinascimento napoletano, ebbe incarico proprio in quegli anni di edificare
il palazzo dalla famiglia Orsini, che aveva acquistato nel 1513 il terreno
dalle monache di Santa Chiara per centoventitrè ducati e un altro appezzamento
vicino nel 1547. La fabbrica terminò prima che morisse il suo committente,
Ferdinando Orsini, come si leggeva un tempo nella lunga fascia marcapiano della
facciata: "Ferdinando Orsini, di famiglia romana, duca di Gravina e conte
di Muro, eresse dalle fondamenta quest'imponente dimora per sé, per i suoi e
per tutti i suoi amici". La famiglia Orsini ancora ci guarda con occhi
ciechi, mentre siamo fermi in strada: Pier Gian Paolo Orsini dei conti di
Monapello, Pier Francesco Orsini capitano della Chiesa, Giovan Antonio Orsini
principe di Taranto, Raimondo Orsini principe di Salerno. Tutti scolpiti dal
nipote di Lorenzo Ghiberti, Vittorio. Con l'inizio del Vicereame il palazzo
rischiò di diventare proprietà spagnola, ma Carlo V si accontentò di una bella
cifra, scavalcando il viceré Filiberto di Chalons, principe di Oranges: negli
anni a seguire fu ultimato il tetto e gli eredi si passarono di mano in mano la
proprietà del palazzo fino a Pier Francesco Orsini, divenuto poi papa Benedetto
XIII. Nel 1742 un altro Orsini eletto cardinale commissionò nuovi abbellimenti
incaricando Mario Gioffredo e una compagine di marmorari di realizzare il
portale e pittori di gran nome per gli affreschi: Giuseppe Bonito, Fedele
Fischetti e Francesco de Mura. Ma a questi ultimi splendori seguì la perdita
definitiva del palazzo: durante la rivoluzione del 1799 il generale francese
Thiebault lo elesse a suo domicilio e nel 1837 i molti creditori degli Orsini
lo espropriarono del tutto. Lo comprò il conte dei Camaldoli, Giulio Cesare
Ricciardi, per 38.000 ducati (così racconta il nostro indispensabile Aurelio De
Rose) che mise mano a una ristrutturazione assai criticata dai giornali e dalle
istituzioni: sorgeva, infatti, un nuovo piano, venivano eliminati ovuli e
mezzobusti degli Orsini, al posto delle finestre si inserivano balconi,
scompariva la fascia che tagliava la facciata e le insegne degli antichi
proprietari. A questo disastro seguiva anche un incendio, nel 1848, che quasi
cancellava il palazzo. Qui la storia si fa interessante, perché a causare il
danno fu il figlio dello stesso proprietario, deputato radicale di fede
liberale, che il 15 di maggio si trincerò nel palazzo con circa trecento
rivoluzionari, fra calabresi e napoletani, opponendo resistenza ai battaglioni
di Ferdinando II. Le fonti narrano la scena così: Napoli è piena di barricate,
da San Nicola alla Carità a San Ferdinando, da Santa Brigida a Chiaia, a San
Carlo all'Arena, all'Infrascata, a Castel Capuano, sino all'Ospedale della
Pace. Gli scontri si animano all'alba, mentre le truppe reali consumano il
rancio: in piazza Mercatello viene ucciso un militare svizzero e due soldati
cadono davanti Palazzo Reale. Dalla barricata posta in via Toledo si inizia a
sparare. Ferdinando II, che in gennaio aveva concesso una discussa
Costituzione, non reagisce anche se i generali napoletani e svizzeri cercano di
convincerlo ad attaccare. Ed è a questo punto che anche la barricata di Palazzo
Gravina insorge contro le truppe, ma la reazione è ormai ordinata: il
battaglione sfonda il portone con un colpo di cannone, appicca il fuoco ovunque
con bombe incendiarie, stana i patrioti che in larga parte vengono uccisi. Chi
riesce a fuggire si cala nei vicoli retrostanti dalle finestre posteriori del
palazzo. E così, con la repressione e i morti, si concludeva la storia privata
dell'edificio: l'anno seguente, venne destinato ad uso pubblico e si iniziò una
ristrutturazione interna mirata a questo scopo, che ebbe almeno il merito di
restaurare in parte qualcosa dell'antico disegno. Sede della Conservatoria
delle Imposte Ipotecarie, dopo l'Unità d'Italia divenne, come si diceva
all'inizio, ufficio delle Poste e dei Telegrafi: Matilde Serao vi ambientò nel
1895 uno dei suoi lunghi racconti meglio riusciti, "Telegrafi dello
Stato", raccontando la sua esperienza lavorativa prima di diventare
giornalista. La scena, che riporta Carlo Raso, descrive il palazzo e le
impiegate nel giorno in cui una di loro viene uccisa da un fulmine:
"(...)le stanze terrene sbarrate ermeticamente sulla via si aprivano al
pubblico (...) e servivano da uffici postali: intorno ai finestroni larghi e
alti, sugli spigoli dei suoi muri oscuri era una fioritura di funghi bianchi,
gli isolatori telegrafici di porcellana, da cui partivano tutti quei fili
sottilissimi (...) trama leggera che si stende sul mondo. Sul balcone di mezzo,
dietro il largo scudo di metallo, dove si legge Telegrafi dello Stato, un uomo
fumava, appoggiato all'inferriata, guardando il cielo mattinale". Le
ragazze, impiegate "avvinghiate" dalla burocrazia, parlano a voce bassa,
"zitelle trentenni vissute in monastero o in educadato, in una castità
naturale di temperamento e di fantasia (...)": chi ha dormito poco, chi è
malata. Il dettagliato mondo di carte, pennini, rotoli e piccole vite descritto
dalla Serao ci guarda oggi di lontano, come la facciata del palazzo che ingoia
gli studenti di Architettura. Pure, basta attraversare la strada,
entrare nella Posta Centrale e ritrovarlo identico, mutati solo i costumi, come
se un giorno appena fosse trascorso.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sta' a vedere che
stavolta il Bel Paese riesce ad affacciarsi sul futuro e a fare finalmente un
salto di qualità. È infatti in corso l'asta per l'assegnazione delle frequenze
Wi-Max destinate a portare internet senza cavo e su banda larga (e quindi veloce)
in quella vasta parte d'Italia attualmente non coperta dal servizio: il
territorio di quasi metà degli ottomila comuni italiani. Ad asta conclusa i
vincitori si divideranno le zone tuttora oscurate e anche noi potremo
finalmente correre su autostrade informatiche. Per la buona salute
dell'economia è un'occasione d'oro: comunicazione più veloce vuol dire tempi
ridotti all'essenziale, burocrazia
azzerata ed efficienza moltiplicata per aziende, professionisti,
amministrazioni e semplici cittadini. E soprattutto la possibilità di aprirsi a
quello che negli Usa è già considerata la nuova frontiera del mercato e del
business pubblicitario: le inserzioni via internet, che stanno rapidamente
annullando il gap con carta stampata e tv. In ballo ci sono 35
frequenze, 14 delle quali legate a sette aree tra regionali (Sicilia e
Sardegna) e macroregionali (Lombardia, Trento e Bolzano; Piemonte, Liguria e
Toscana; Veneto, Emilia e Marche; Umbria, Lazio, Abruzzo e Molise; Campania,
Puglia, Basilicata e Calabria) e altre ventuno richieste da comuni e province.
Trentacinque frequenze per le quali stanno combattendo i ventidue pretendenti
rimasti in gara. Al nastro di partenza per aggiudicarsi le nuove concessioni si
sono presentati tutti i big delle telecomunicazioni: la Telecom di Franco
Bernabè, naturalmente, ma anche il gruppo italo-egiziano Wind, gli
italo-svizzeri della Fastweb di Silvio Scaglia e pure una società del gruppo
Mediaset. La presenza del colosso di Cologno Monzese aveva fatto immaginare un
interesse della famiglia Berlusconi non solo per il nuovo affare, ma anche per
le molteplici possibilità di sinergia tra internet e la televisione. Forse un
desiderio, ma di difficile realizzazione: il bando di gara, infatti, esclude
chiaramente che attraverso queste frequenze si possa far correre il segnale
della tv digitale terrestre. Vedremo. E accanto ai big, si sono fatti avanti
anche un bel po' di outsider. Come il fondo d'investimento Gilo Ventures che fa
capo al finanziere israelo-americano David Gilo; l'emergente gruppo Toto
costruzioni, proprietario anche di AirOne; la rampante Aft, milanese, che vede
tra i suoi soci la Sopaf dei Magnoni e Marco De Benedetti, ex amministratore
delegato di Tim; l'ambizioso Raimondo Lagostena, patron di Odeon Tv e già
impegnato nel business del digitale terrestre con la sua Profit. Di rilancio in
rilancio - altri ne seguiranno nei prossimi giorni - la torta delle frequenze
ha già superato il valore di 73 milioni di euro, e alcuni dei contendenti
iniziali hanno abbandonato la corsa: anche due big come Toto e Wind. Saremo
pure il paese che non riesce a costruire né ponti né autostrade né
termovalorizzatori, ma almeno un'infrastruttura che guarda al futuro presto ce
l'avremo. Pur se alquanto immateriale.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
BUROCRAZIA
IL CASO Verifiche sul 2005-2006 Chi è in regola con le tasse ma non può
dimostrarlo deve pagare di nuovo GIUSEPPE CRIMALDI I bollettini di pagamento
hanno già raggiunto i destinatari. Un fiume di cartelle spedite a migliaia di
napoletani dall'Area generale di coordinamento del Bilancio Ragioneria e
Tributi di Palazzo Santa Lucia intimano il pagamento del bollo auto entro 30 giorni dal ricevimento della
comunicazione. Tutto regolare? Neanche per sogno. Anzi, dietro la valanga di
notifiche di preavviso si intravede un gran pasticcio: è infatti stato
accertato che - per gli anni di imposta relativi agli anni 2005 e 2006 - alla
Regione sono pervenuti moltissimi bollettini postali illeggibili. Proprio così:
illeggibili. La circostanza emerge a margine delle comunicazioni inviate dalla
stessa Regione Campania, su un foglio che porta la firma del dirigente dello
stesso settore Finanze e Tributi, Ciro Russo. "Per gli anni di imposta
2005 e 2006 - scrive il dirigente - alcune migliaia di bollettini postali
pervenuti alla Regione non sono leggibili". E dunque? "Qualora il
contribuente avesse pagato alle Poste - prosegue il dirigente regionale - e il
pagamento non risultasse in archivio, motivo per il quale ha ricevuto il
presente preavviso, la invitiamo a volerci fornire la prova del pagamento, al
fine di aggiornare la sua posizione superando il disguido registrato".
L'effetto delle comunicazioni c'è già ed appare devastante. Sono già migliaia i
napoletani che - fotocopia alla mano per provare gli estremi degli avvenuti
versamenti - si stanno rivolgendo all'Aci o alle agenzie di servizio
specializzate per verificare l'avvenuto pagamento e, dunque, la riscossione dei
tributi regionali per la tassa di possesso automobilistica. Contro il preavviso
notificato negli ultimi giorni, infatti, non è possibile presentare alcun
ricorso giurisdizionale. "Per l'eventuale ricorso alle commissione tributarie
- informa sempre il settore Finanze e tributi della Regione Campania - è
necessario attendere l'eventuale notifica del successivo avviso di
accertamento". Trascorsi i trenta giorni dalla data di ricezione del
preavviso, in caso di mancata regolarizzazione del pagamento, la Regione
"provvederà senza ulteriori avvisi alle successive azioni per il recupero
della tassa dovuta, con addebito delle spese di notifica". Il caos,
intanto, regna sovrano, e a farne le spese saranno tutti coloro che non hanno
avuto l'accortenza di conservare le ricevute di pagamento. Ma c'è addirittura
chi - in questo marasma di notifiche, cartelle e bollettini - denuncia di aver
ricevuto non uno ma più preavvisi contemporaneamente: e che, in alcuni casi, la
notifica si riferiva addirittura a autovetture mai possedute.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Scuola
e burocrazia si può fare (di più) Mauro Calise Il dodecalogo con
cui Veltroni si presenta è un bel passo avanti rispetto all'enciclopedia in cui
Prodi aveva distillato il suo programma. Non si tratta soltanto di avere -
finalmente - capito che alla gente bisogna parlar semplice e chiaro. La sinteticità del programma è
anche il segno di un altro cambiamento: Veltroni riassume tutto in pochi punti,
perché sa che decide lui. La meticolosità bizantina delle trecento pagine
dell'Unione faceva pateticamente trasparire che, intorno al tavolo della
coalizione, si era discusso pure delle virgole. Veltroni, invece, può andare
per le spicce e concentrarsi sui nodi essenziali perché sa che, riuscisse a
conquistare Palazzo Chigi, dei dettagli si occuperà lui. SEGUE A PAGINA 16.
( da "Sicilia, La" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Favara Il progetto
"Mida" comincia a prendere corpo "Mezzo per rompere l'isolamento
economico" Favara. "Mida" è il nome di un progetto finanziato
dalla Ce che ha come capofila l'Anci Basilicata e tra i suoi partner il Comune
di Favara. E dal grosso centro agrigentino si inizia la nuova sfida della
valorizzazione delle microfiliere alimentari. Il nostro territorio vive il
disagio delle distanze e dell'isolamento. Non riusciamo a impreziosire i nostri
prodotti e non riusciamo, per certi versi, ad immaginare il nostro potenziale
produttivo nel settore agricolo. Fino ad ora, davanti agli ostacoli si è
preferita la strada dell'abbandono e del trasferimento in altre località
rinunciando alle professionalità acquisite. Uno degli obiettivi di Mida è il
progetto, presentato ieri nel castello Chiaramontano, di
formazione della burocrazia
degli enti partner e degli esterni. "Vogliamo realizzare - a parlare è
Francesco Coviello, project manager dell'Anci Basilicata - una rete informatica
specializzata in grado di fornire agli operatori del settore agroalimentare le
notizie e il sostegno necessario a migliorare la loro attività. Vogliamo
fornire conoscenze sulle più idonee politiche commerciali tese a sostenere la
valorizzazione e lo sviluppo di prodotti agro-alimentare minori riferibili
all'area geografica del Mediterraneo". "E' sicuramente - a parlare è
il sindaco, Mimmo Russello - uno strumento valido per rompere l'isolamento e
che permette agli operatori del comparto di accedere a valide informazioni.
Informazioni che migliorano la produttività". Tra i soggetti presenti
nell'incontro di ieri, c'era l'architetto Giacomo Sorce, responsabile
dell'ufficio Europa di Favara. Ufficio che è stato il vero protagonista della
capacità del Comune di agganciarsi a diversi finanziamenti europei.
"Stiamo cercando - dice Sorce - di realizzare le condizioni migliori per
stimolare la crescita economica del nostro territorio. La formazione a distanza
attraverso internet è una fase importante di un grande progetto che si chiama
Mida". Franco Pullara.
( da "Provincia di Como, La" del 17-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Cambio Como E
la Regione può attendere" "Metrotranvia, Borgovico bis e quartiere
Ticosa: impariamo a sognare contro il partito del no" "In politica
c'è un solo partito che non sopporto, il partito del no". Stefano Bruni è
normalmente scapigliato (colpa del casco della Vespa) e normalmente manageriale
(merito del passato in Acsm) mentre percorre il piano nobile di palazzo
Cernezzi, con l'austero parquet che scricchiola e il cicalino delle mail che gli
fa tintinnare il portatile. Sindaco dinamico e mosso da una fretta cosmica; un
assolo di jazz in mezzo a concerti per arpa birmana. Con il rischio delle
accelerazioni, delle scorciatoie procedurali, dei frontali con avversari e
alleati. "Ma chi vuole bene a una città e la guida, non può perdere tempo.
Il mio metronomo interno mi impone ritmi che la politica non conosce" Le
sue segretarie osservano lo strano ospite materializzatosi all'ora
dell'aperitivo con lo sguardo che si dedica ai marziani dal naso a trombetta e
dalle orecchie a punta. E hanno ragione, perché non si può certo dire che
nell'ultimo anno il palazzo e il giornale siano andati d'accordo. Sane e
talvolta feroci polemiche. Ma a viso aperto, come si addice tra gentiluomini. E
come quasi mai succede in questa nostra stupenda e malinconica città, dove i
veleni scorrono sotterranei e le urla d'invidia vengono insonorizzate con
l'ovatta. Signor sindaco, l'idea di trasferire la stazione di Como Lago in
piazza del Popolo è stata accolta da ululati. Ci dica che è tutto un incubo.
"La faccenda è stata caricata di significati eccessivi. Stiamo
semplicemente lavorando con le Ferrovie Nord per il raddoppio; quel progetto
potrebbe dare risorse finanziarie e riqualificare ancora di più la zona lago.
C'è sempre il solito problema: il partito del no, che a Como è perennemente in
maggioranza assoluta e non relativa". Una simile trovata interromperebbe
la magica linea architettonica fra la cupola dello Juvara (duomo) e il
razionalismo della Casa del fascio. Come un'unghia su un vetro. "Non è
vero, anzi la riaprirebbe. La stazione dovrebbe arrivare all'incirca dove c'è
l'Arena. Tutto il resto sarebbe aperto, stupendo. E al posto della vecchia
stazione una torre anche di venti piani, trasparente, con un ristorante all'ultimo
piano e la vista più bella del mondo. Perché non sognare? In questa fase
sarebbe positivo ricevere consigli, non stroncature. Il dialogo deve essere
reale, propositivo. E invece, ogni volta, il partito del no soffoca
tutto". E chi sarebbero i militanti di questo partito? "Guardi, chi
non ci sta è sempre comasco. Dicono che non coinvolgo i professionisti comaschi
nelle iniziative pubbliche. Fantasie. Non c'è stato un progetto, un'opera, una
strategìa che non mi abbia visto protagonista nel tentativo, spesso vano, di
coinvolgere le forze produttive della città. Evidentemente c'è chi non sogna
mai". Dopo un anno di melina stanno partendo i cantieri. Da dove
cominciamo, paratìe o variante di Borgovico? "La variante sarà la
soluzione di molti problemi. E parte perché finalmente si è capito che la
questione non riguarda solo il Comune, ma anche e soprattutto la Provincia;
questa alleanza rende il progetto realistico. E' la soluzione ideale per il
traffico che arriva da Nord. Invece quelle che voi chiamate paratìe, in realtà
sono palettone invisibili che non interferiranno mai con il panorama davanti a
piazza Cavour. Io chiamo l'operazione in modo diverso: è la riqualificazione
del Lungolago. E' qualcosa di moderno, necessario, che resterà per
sempre". Ma il lago è sempre basso, i guru dell'ambientalismo dicono che
si va verso la desertificazione. Che senso hanno oggi le paratìe? "Il
nostro lago è considerato una vasca di contenimento. Proprio perché piove meno
e il fabbisogno di acqua nel sud della Lombardia è reale, si tende a mantenere
alto il livello del Lario. Così, al primo acquazzone, l'acqua uscirebbe in
piazza. Le paratìe lo impediranno. Mi creda, è un'opera primaria". Le
macerie in Ticosa sono sempre lì. Che fa, le porta via l'assessore D'Alessandro
mettendosi in tasca un sassolino alla volta? "Come avete scritto anche
voi, qualcosa si sta muovendo: già domani potrebbe cominciare l'operazione
smaltimento. E poi finalmente parleremo della Ticosa del futuro, che io
immagino come nuovo quartiere, decisivo per lo sviluppo della città nei
prossimi 50 anni. Residenze, uffici, 1600 parcheggi: vorrei riproporre il
concetto di centro storico". Bisognerà fare i conti con un incremento di
traffico non previsto. "L'impatto sul traffico della tangenziale non sarà
preoccupante; l'intervento per una strada sotterranea ci costerà tre milioni in
più, ma ho deciso di farlo perché non voglio soluzioni urbanistiche di basso
profilo. Quella dev'essere una cosa bella per la città". Ticosa, parola
maledetta. Ricorderemo a lungo questo anno di stop e di polemiche. "Non
sono d'accordo. I comaschi ricorderanno che da 25 anni in città c'era una
ferita. E che noi l'abbiamo guarita". Stiamo ridisegnando Como. E della
zona stadio cosa ne facciamo? "Qui il dirigismo sarebbe sbagliato. E' più
utile un dialogo reale, propositivo, non si può prescindere da un concorso
internazionale di idee. Servono l'esperienza e gli occhi di chi ha il mondo
come suo patrimonio professionale. Architetti, esperti, studiosi: ci dicano e
noi valuteremo. Ma domenica sono stato alla partita: stupendo. Come diceva
Gianni Brera, quello stadio è una favola anche così com'è". Nelle ultime
settimane ci stiamo occupando dei pass per il centro. La situazione è caotica,
anzi meschina. "Non avevamo pianificato nulla; la faccenda c'è scoppiata
in mano una mattina. Ed è stato un bene, perché le regole vanno ristabilite.
Anche se voglio sottolineare un distinguo: se c'è un portatore di handicap che
ha diritto al pass, preferisco che ne approfittino in tre piuttosto che toglierlo
a lui per sbaglio. E' fondamentale il rispetto delle regole a favore dei più
deboli. E' anche normale che chi aveva benefici, adesso si agiti". E' vero
che sei anni fa non voleva fare il sindaco? "Sì, l'incarico in Acsm mi
appassionava molto. Era il periodo della trasformazione da azienda pubblica in
Spa vera; ci ho dedicato tutto me stesso e sono orgoglioso di quel lavoro.
Anche oggi sono più manager di indole che politico in senso stretto. Ma vedo un
futuro personale nella poltica, anche per riempire un vuoto. Che Como non
sappia esprimere un assessore regionale è un problema non da poco. Non è
possibile che questa città non abbia rappresentanza nella stanza dei bottoni. E
Roma è ancora più lontana". Ma lì c'è il senatore Butti che ci rappresenta.
"Adesso siamo nello stesso partito, curioso ma vero". Tutto questo
bel preambolo per confermare che andrà in Regione il più presto posibile?
"No, per smentirlo. Lasciare la città in autunno, dopo un anno e mezzo di
mandato, sarebbe inopportuno. Escludo di candidarmi alla Regione nel 2008. E la
cosa sarebbe complicata anche se la tornata slittasse al 2009. Resto qui, ci
sono tante cose da fare". Signor sindaco, c'è chi dice che lei è
antipatico. "Qualche volta, lo ammetto, ho atteggiamenti che possono
irritare. Per essere simpatico a tutti basterebbe non fare niente, ed è proprio
questo che voglio evitare. Sento dentro di me il senso del tempo che passa,
devo rendere conto alla gente. Chi scalda la sedia e costa non mi piace. Non
sopporto di vedere tre sedute di consiglio comunale arrampicate sul nulla, con
uno sgangherato piano sulla sicurezza poi ritirato. Il tempo e l'operatività: a
quel punto torna fuori il manager". Due grane da ufficio giudiziario: il
concorso dei vigili e la Trevitex con il nodo Esselunga. Da dove cominciamo?
"Sul concorso dei vigili ho poco da dire: chi avrà responsabilità pagherà.
La vicenda ex Trevitex di Camerlata invece è paradossale: oggi c'è una
struttura edificata e nessuno propone di aggiungere neppure un metro cubo.
Stiamo discutendo sull'interno: vogliamo due salotti, una sala giochi, un
cinema, due supermercati? Concedere l'unitarietà di due strutture separate
avrebbe un'utilità pubblica. Vedo uno scontro fra interessi economici e
basta". Il sindaco mangia, fa sport e legge. Preferibilmente cosa?
"Sono goloso di pizza e da sempre adoro il tennis. Sul comodino ho un
libro a cui sono molto affezionato: "Caro don Giussani", con le
lettere scritte dalla gente comune. Le risposte sono per tutti: anche per me,
anche per noi". Quando si concede una passeggiata in città, che percorso
fa? "Villa Olmo, spettacolare. Gli ospiti li porto tutti lì, senza
fiatare. Quel panorama parla da solo". Il giornale sta portando avanti la
battaglia sul lago ferito. Cemento, scempi; ma se lo meritano tutto questo
potere, i sindaci? "Con l'elezione diretta, non c'è alternativa. Quella
battaglia è di valore, ma non condivido la divisione del mondo fra
ultraconservativi e liberalizzatori. Lo spartiacque fra
intervento serio e intervento scellerato non può essere solo la burocrazia, ma dev'essere la cultura
individuale. Bisogna far crescere la sensibilità delle persone. Il centro
storico di Como fu più tutelato da una funzionaria scomoda come l'architetto
Martinelli che dalle regole". E' vero che lei è geloso di Sergio Gaddi per
il successo delle sue mostre? "Se a Como sono arrivate le mostre è
perché io ci ho creduto sin dall'inizio. E sono ovviamente felice del successo
che hanno. Le mostre devono essere di grande qualità e anche sostenibili; le
ultime lo sono state". Arrivano le elezioni e siamo tutti moderati.
"E' un momento politico interessante. Se Veltroni e Berlusconi resistono
agli estremismi si può mettere in soffitta la stagione delle risse e aprire
quella dei progetti. Anche perché il paese è più avanti dei politici che lo
rappresentano". L'unica opposizione etica tonante e la sta facendo
Giuliano Ferrara. "E' ovvio che io sto dalla sua parte; una moratoria
sull'aborto è un segno di civiltà. Ma questo non deve essere tema di scontro
per i partiti, bensì di approfondimento per le coscienze. Condivido il richiamo
del presidente della Cei, cardinale Bagnasco, alla responsabilità trasversale
dei politici cattolici dentro la politica. Ma sono contrario all'iniziativa di
Ferrara in sè, perché crea confusione e indebolisce la parte politica orientata
alla sua idea". Lei è aperto a tutte le chiese e confessioni, tranne che
ai musulmani. Perché questa diffidenza pregiudiziale? "Chiariamo: quando
vedo un musulmano sono sereno. Ma la situazione mondiale impone la prudenza.
Senti dire: "Abbiamo ucciso noi il soldato italiano" e ti
irrigidisci. Il percorso verso l'integrazione è lento. In fondo questa è la
battaglia del Papa contro il relativismo". Guardiamo dalla finestra,
torniamo a Como. E' vero che sta diventando la periferia di Milano? "Se
così fosse sarei preoccupato. Credo invece che dovrà diventare il quartiere del
bello di Milano; a questo deve tendere. Un luogo meraviglioso, popolato da
gente capace di sognare, di conservare l'antico e di pensare moderno. Noi
lavoriamo perché da qui a 30 anni sia così. Il raddoppio delle Nord ci
avvicinerà ancora di più alla metropoli". Sindaco Bruni dica la verità: lo
realizzerà per andare in Regione più in fretta. "Se fosse solo per questo
prenderei le Ferrovie dello Stato. Mezz'ora e sono al Pirellone".