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Articoli
Burocrazia (51)
Semplificazione normativa? Un regalo bellissimo
( da "Italia
Oggi" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sovente imposte con maggior gusto vessatorio dalle burocrazie ministeriali. Semplificare significa drasticamente ridurre il carico, ogni giorno più opprimente, di incombenze, obblighi, oneri, e quindi costi, che si abbatte sull'incolpevole cittadino. Il parlamento è un produttore incessante; meno male che a rallentare (poco) il ritmo ci sono il bicameralismo perfetto,
Governo
e turismo: ora servono atti concreti
( da "Italia
Oggi" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: mancanza di una politica e di una burocrazia amiche, all'altezza cioè della nostra industria delle vacanze. In particolare, gli operatori, in attesa di un piano di politica turistica nazionale condiviso, attirano l'attenzione su problemi concreti e urgenti come la rigidità dei rapporti di lavoro e i costi a essi connessi, i carichi contributivi e fiscali,
Meno
garanzie agli imputati sulle notificazioni
( da "Italia
Oggi" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: devono prevalere tutte quelle interpretazioni che abbattono la burocrazia e le inutili lungaggini. Ragionando in questo modo la Suprema corte ha dato si risposta negativa al quesito nel senso che la notifica non può essere fatta se è stato eletto domicilio ma allo stesso tempo ha concluso per la "sanabilità" di questa se l'imputato, con comportamenti successivi (quale per esempio un'
Padre
e figlio in carcere Spiragli per la liberazione
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Non resta che rispettare la prassi e la burocrazia inglese, ma gli elementi raccolti e il carteggio approntato dai legali farebbero sperare in una soluzione positiva. DELLA VICENDA si è interessato anche il ministro degli Esteri, Franco Frattini, che ha spiegato di essere intervenuto personalmente e di aver già sensibilizzato l'ambasciatore italiano a Londra.
Discarica,
pronto il dossier del Corpo forestale
( da "Nazione,
La (Siena)" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è noto il Comune non ha i soldi necessari per procedere ma in suo aiuto è già corsa la Fondazione Mps. Al pm spetta ora analizzare l'affresco dipinto dalla Forestale per capire se in questa telenovela sono ravvisabili ritardi o eventuali inadempienze, oppure se la famigerata burocrazia italiana ha colpito ancora una volta.
Il
pronto soccorso scoppia. La rabbia dei medici
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Qui non c'è burocrazia: si arriva, si risolve il problema e si torna a casa". E la massa cresce secondo un comprovato sistema che "meglio funziona, più si riempie". Allora, per snellire le attese, la fase due della rivoluzione prevede il modello "See and treat": abilita l'infermiere a fare diagnosi per piccoli casi non urgenti,
Una
fila interminabile di tir e le croci come pietre miliari
( da "Nuova
Sardegna, La" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Martiri della burocrazia. Vittime della lentezza di una rivoluzione della viabilità che rimane sulla carta. I campanelli d'allarme rintoccano a morto, la strada perduta, la strada che non può più aspettare ha avuto il suo nuovo tributo di sangue. Vampiro di anime.
Tondo:
stimo haider, faremo l'euroregione
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: logistica e infrastutture e semplificare la burocrazia". Ma ieri Renzo Tondo non si è occupato soltanto della giunta e del Consiglio regionale. Ha ritagliato uno spazio anche allo sport. Il presidente del Coni Petrucci - accompagnato dal presidente della Federciclismo, Renato Di Rocco e dai vertici regionale e provinciale del Coni, Emilio Felluga e Stelio Borri - ha premiato Tondo per l'
Il
programma di tondo: priorità famiglie precedenza ai residenti per le case ater
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Assicura lotta spietata alla burocrazia inutile: ci sono troppe leggi, troppi sprechi, mentre ci vuole più privato e una Regione più snella, pur nella salvaguardia della "risorsa prima", i dipendenti. Garantisce grande sforzo affinché il Friuli Venezia Giulia, quello che non intende dimenticare né la minoranza italiana di Slovenia e Croazia né la questione dei beni abbandonati,
Conferenza
ai cavalieri ( da "Tirreno, Il"
del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Stefano contribuì a formare un gruppo nobiliare che trovò nell'alta burocrazia dello stato mediceo notevoli possibilità. Interverranno Romano Paolo Coppini, Danilo Marrara, Danilo Barsanti, Marcella Aglietti, Alessia Zappelli, Eleonora Baldasseroni, Antonio Ruiu, Marcello Berti e Carla G. Romby.
"ma
qui di notte arriva la paura" - giuliano foschini
( da "Repubblica,
La" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: per terminare con la burocrazia. Si occuperanno a brevissimo di facchinaggio, pulizie e riciclaggio. Tra un po' partiranno le donne, maestre di sartorie. Intanto il Comune li ha censiti, sono poco meno di cento, e a chi aveva diritto ha rilasciato le carte di identità: non sono nomandi, ma stanziali.
(segue
dalla copertina) dal nostro inviato
( da "Repubblica,
La" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La mostruosa burocrazia statale concepita da un governo duramente scottato dalla propria inettitudine prima dell'11 settembre, la Tsa, la Transportation Security Administration, che nei cinque anni di esistenza ha prodotto da zero un esercito di 43 mila sorveglianti dotati di potere assoluto, vigila sulla sicurezza dei voli.
I
loro nomi, in odore di terrorismo, sono entrati nella "no fly list",
ormai cresciuta a dismisura. e per ragioni spesso discutibili - vittorio
zucconi washington ( da "Repubblica, La"
del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: non gli aveva risparmiato l'inclusione nel librone dei "sospetti" che la nuova e divorante burocrazia americana del terrore sta partorendo, al ritmo di 20 mila "new entries", nuovi nomi aggiunti ogni mese, più di 600 al giorno. SEGUE NELLE PAGINE SUCCESSIVE CON UN'INTERVISTA DI PIETRO DEL RE SEGUE A PAGINA 46.
Svp,
strappo di Thaler e Pinzger Ignorata l'indicazione del partito
( da "Corriere
Alto Adige" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: meno burocrazia), critica il premier per non aver inserito nel suo discorso un cenno alla tutela delle minoranze, ma chiude con un colpo di scena. "Sono consapevole che le decisioni del partito, alquanto discutibili - dice la senatrice - devono essere rispettate e fino adesso ho sempre votato per disciplina di partito.
Dottrine
sociali ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: delle burocrazie d'Oltrecortina.Dalla sanità,all'assistenza agli anziani, al terreno critico dell'education,la dottrina sociale cattolica insiste dunque sulla responsabilità "da persone a persona"; e sulla tutela della libertà del singolo verso Stati o sovra-Stati che troppo spesso,secondo l'autore, impongono il pensiero unico "
Corriere
del Veneto - PADOVA - sezione: CULTURA - data: 2008-05-16 num: - pag: 17
categoria: REDAZIO... ( da "Corriere del Veneto"
del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: trascinato verso il fondo dalle infrastrutture impantanate nella burocrazia, dall'attività legislativa farraginosa, dagli ordini professionali chiusi a riccio davanti ai giovani, dalle rivolte delle corporazioni, dalle ottusità sindacali e da mille altre quotidiane zavorre. Con ironia e disincanto, Stella ne parlerà stasera alle 21, alla Filanda di Santa Lucia di Piave (Treviso).
<Acqua,
i Consorzi garantiscono la gestione democratica>
( da "Libertà"
del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: una mal interpretata burocrazia rallenta il realizzarsi delle opere". Lo afferma Massimo Gargano, Presidente dell'Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni, in relazione al ripristino funzionale della Diga del Molato, terminato nel piacentino, per iniziativa del locale Consorzio di bonifica Bacini Tidone Trebbia, dopo 8 anni di lavoro.
CHE
FINE HA FATTO IL VIGILE DI QUARTIERE?
( da "Corriere
della Sera" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Mi domando qual è il compito del vigile oggi, oltre alle multe e alla burocrazia d'ufficio. Vorrei chiarezza intorno all'ambiguità del vigile di quartiere, molto simile a quel poliziotto annunciato anni fa dal governo Berlusconi: chi l'ha visto? Francesco Bassi Caro Bassi, ci risiamo coi vigili, e c'era da aspettarselo.
Cna
lancia l'allarme sulle Pmi valdostane
( da "Sole
24 Ore, Il (Nord Ovest)" del
16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
commenta
Cesare Grappein, segretario regionale Cna –,siamo schiacciati dalla burocrazia.
La famosa impresa in un giorno appare ancora un'utopia. In cambio di maggiore
efficienza, si potrebbero anche ridurre i contributi al settore". Favre u
pagina
Cna:
microimprese in affanno ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)"
del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: LA BUROCRAZIA Aumenta il carico degli adempimenti imposti dalle discipline su sicurezza del lavoro, privacy e oneri previdenziali I NUMERI E LE ISTANZE Oggi il comparto garantisce occupazione a circa 9mila addetti e chiede alla Regione un maggiore sostegno.
Le
infrastrutture ora o mai più ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)"
del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Positiva la legge di sistema sulla ricerca, ma sulla vita delle imprese pesa ancora un eccesso di burocrazia" Bilancio di mandato. Luigi Rossi di Montelera, 62 anni, presidente di Confindustria Piemonte dal 2004, lascia a fine mese l'incarico tracciando un quadro dei principali aspetti strategici per lo sviluppo dell'economia subalpina.
La
moda salva i conti dell'export dei distretti
( da "Sole
24 Ore, Il (Centro Nord)" del
16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: L'essere in un distretto ha contato, "ma la burocrazia, la mancanza di infrastrutture pesano. Allo stesso modo – spiega –meriterebbero maggiore attenzione e apporto centri come il nostro Cercal, per creare quelle maestranze specializzate e fare quella ricerca per noi indispensabili ".
Imprese,
crescita bassa ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma per raggiungerla è necessario alleggerire la burocrazia, un macigno sulle spalle di qualsiasi imprenditore". Il miglioramento delle redditività è anche un traguardo imposto dalle nuove regole internazionali sul credito di Basilea 2. "Meno utili una società sarà in grado di produrre", ricorda Francesca Spada, ricercatrice dell'Osservatorio economico,
DI
RIFIUTI ne ha così tanti, che sarebbe "eco-stupidità" limitarsi a
chiude ( da "Messaggero, Il (Ancona)"
del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: grazie alla nuova tecno-struttura per la produzione di energia elettrica che, burocrazia permettendo, spunterà nella discarica di Chiaravalle nell'estate 2009. Merito del Comune e di Anconambiente, alla quale nel dicembre scorso l'Amministrazione municipale ha affidato le procedure per la realizzazione di un impianto che sfrutta il biogas.
<Vogliamo
fiducia e lavoro> ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: non riescono a realizzare i propri sogni per mancanza di soldi, o a causa di una burocrazia infinita". Come lui, Silvia Cassiani, di 22 anni, parla della necessità di creare "Centri di aggregazione giovanile in cui vengano proposte idee intelligenti, così che, i ragazzi, possano passare il loro tempo, non in modo superficiale, ma costruttivo ".
HAPPY
HOUR TUTTO DA VIVERE CON DJ RINO ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: FRANCIACORTA IN FIORE A VILLA BETTONI ESPONE GI MORANDINI "Burocrazia - neo - semplice": è la mostra dell'artista Gi Morandini che sarà inaugurata oggi a Villa Bettoni di Cazzago San Martino nell'ambito di Franciacorta in Fiore. La vernice è fissata alle 17. DESENZANO E LONATO DIVERTIMENTO NELLA NOTTE DEL GARDA Alle 21.
Confindustria:
l'abruzzo rischia la bancarotta ( da "Centro, Il"
del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: tasse elevate che scoraggiano l'arrivo di aziende e mettono in difficoltà quelle esistenti, una burocrazia soffocante, leggi che al posto di dare sostegni alle imprese le bloccano. Non è confortante il quadro che Confindustria per mano del suo presidente Calogero Riccardo Marrollo, disegna e invia al presidente della Regione, Ottaviano Del Turco.
ANCHE
LA PAZIENZA ha un limite! Ad Ospedalicchio è stato superato più v
( da "Nazione,
La (Umbria)" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Utilizzando le conoscenze personali, per aggirare l'inevitabile burocrazia, il caso è stato segnalato alla società cui il Comune ha affidato la manutenzione della pubblica illuminazione. I tecnici hanno effettuato sopralluoghi alla linea interrata e in particolare ai pozzetti, senza però ottenere i risultati sperati.
Zanon
a Galan: Ti denuncio ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la trasparenza nella burocrazia regionale a proposito dei fondi comunitari, inclusi gli uffici di Bruxelles. Qui sono per certo che qualcuno si è sentito disturbato". Gianlorenzo Martini, responsabile di Bruxelles? "Anche il segretario generale Rasi Caldogno, perché i finanziamenti a pioggia che arrivano da Bruxelles e cadono magari sempre sulle stesse pozzanghere,
Centro
di Napoli: solo confusione ( da "Denaro, Il"
del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: lasciano indifferenti la burocrazia ed i soggetti che insorgono con grande clamore su qualche caso che trova spazio sui giornali. Incredibilmente ciò si verifica più spesso non quando si tratta di un abuso compiuto da uno spregiudicato soggetto privato, bensì nel caso di opere di particolare interesse pubblico.
Regione,
basta con gli annunci - maurizio piccinino
( da "Centro,
Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: tasse elevate che scoraggiano l'arrivo di aziende e mettono in difficoltà quelle esistenti, una burocrazia soffocante, leggi che al posto di dare sostegni alle imprese le bloccano. Non è confortante il quadro che Confindustria per mano del suo presidente Calogero Riccardo Marrollo, disegna e invia al presidente della Regione, Ottaviano Del Turco.
Se
la burocrazia del Campidoglio vessa perfino i suoi consiglieri
( da "Giornale.it,
Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: 116 del 2008-05-16 pagina 6 Se la burocrazia del Campidoglio vessa perfino i suoi consiglieri di Antonino Torre L'Odissea negli uffici per un avviso di fermo auto su una multa annullata da una sentenza "La sua posizione in coda è la numero 25... La preghiamo di attendere in linea.
<è
giusto azzerarei campi nomadisul territorio>
( da "Secolo
XIX, Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Conoscendo la burocrazia italiana se, anziché tre, gli dessimo diciotto mesi di tempo per identificare gli immigrati, si allungherebbe il brodo dei rimpatri e delle espulsioni. Bisogna evitare anche che, trascorsi i tre mesi, le persone lascino i Cpt con un foglio di via e gli si aprano le porte: tornerebbero a girare per l'Italia.
Chi
non versa un euro si giustifica così: <Ma io ero all'estero...>
( da "Giornale.it,
Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma non mi trovo bene - si lamenta - Da noi c'è una burocrazia asfissiante che controlla ogni minima cosa, ma la gente, appena può, evade". Già. C'è chi si giustifica, come un 34enne di Roma, con l'ammortamento dei debiti per avviare la sua gelateria: "Solo nel 2007, dopo otto anni di attività, il bilancio è diventato positivo".
Quello
<sportello> Ue per risolvere i problemi ai cittadini
( da "Brescia
Oggi" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: se lo si confronta ai tempi di molte burocrazie nazionali dove il problema di ordinamenti diversi o della lingua non esiste. I principali settori in cui si verificano problemi per i cittadini sono la sicurezza sociale (32 per cento), il riconoscimento delle qualifiche professionali (24 per cento) e i diritti di residenza, specialmente per i coniugi di cittadini dell'
Carbon,
martedì i dati sull'inquinamento ( da "Corriere Adriatico"
del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Occorre che alle chiacchiere faccia seguito, quanto prima, la concretezza. In questo caso è la politica che deve fare la differenza. Purtroppo, però, la burocrazia - hanno concluso - prevede tempi troppo lunghi e non condivisibili con le nostre esigenze e quelle dei lavoratori". MAURO GIORGI ,.
Feste
in spiaggia, spiraglio sugli orari
( da "Corriere
Adriatico" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: permetterebbe ai pubblici esercenti di scavalcare il regolamento e i tempi della burocrazia, tornando alla normativa pre-regolamento, soprattutto per quanto riguarda autorizzazioni e licenze. Con la deroga del sindaco, infatti, chi vorrà effettuare un piccolo intrattenimento dovrà presentare una semplice dichiarazione di inizio attività con la relativa certificazione di impatto acustico.
Venezia
regala internet ai propri cittadini
( da "Portel"
del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Non ultima, infine, la possibilità che il wireless faciliti i rapporti tra cittadinanza ed amministrazione comunale che in tal modo dà i suoi primi concreti e fattivi passi verso una concezione nuova della burocrazia, cui possiamo entusiasticamente dare il benvenuto nel mondo del 2.0. /R68.
L'agricoltura
"affoga" nella burocrazia. Per le imprese un "costo" da 2
miliardi di euro l'anno. La Cia chiede un incontro con il ministro Calderoli
( da "Sestopotere.com"
del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: annoso problema della burocrazia il cui onere pesa sempre di più sulle imprese. E' quanto richiesto, in una lettera del presidente nazionale Giuseppe Politi, dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori che proprio su questo attuale problema ha promosso una Petizione popolare con la quale sono state raccolte migliaia di firme in tutta Italia.
Quando
i sudafricani reclamano un tetto ( da "Monde Diplomatique (IT), Le"
del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ma il potere
ha generato un'imponente burocrazia che gode di queste risorse, senza creare
posti di lavoro per la popolazione." Ricorda come, nel
Burocrazia,
le cartacce finiranno nel cestino
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: computer negli uffici pubblici Burocrazia, le cartacce finiranno nel cestino Ricercatori a confronto sull'utilizzo del computer negli uffici pubblici --> Niente più carta per i documenti, ma nemmeno per fascicoli o per l'istruzione di pratiche. Con l'informatica e le nuove tecnologie l'intera burocrazia potrebbe scomparire, cedendo il passo a sistemi più rapidi ma altrettanto sicuri.
Pordenone,
convenzione tra Cdc, Ordine degli Avvocati e Curia Mercatorum
( da "Sestopotere.com"
del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: attività professionale con minore intralcio di burocrazia giudiziaria e offre loro la possibilità di entrare in un campo più ampio di possibilità lavorative” L'avv. Zannier ha poi ricordato che “il conciliatore non è un giudice, ma una persona che, intervenendo in una controversia, favorisce la conciliazione”
Gli
industriali in Prefettura ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia Gli industriali in Prefettura Nuoro.. Temi dell'incontro: crisi economica, trasporti e burocrazia --> Martedì scorso i vertici di Confindustria hanno incontrato il prefetto Vincenzo D'Antuono. Erano presenti il presidente Salvatore Nieddu ed il vicepresidente Roberto Bornioli , accompagnati dal direttore Luigi Ledda che hanno parlato della grave crisi che attanaglia il
Proposta
l'intitolazione di una strada a Peppino Impastato
( da "Gazzettino,
Il (Rovigo)" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sono state superate con la considerazione che il valore del contenuto del documento andava ben oltre la mera burocrazia delle procedure. Solamente il gruppo degli indipendenti che sostengono la maggioranza di centro-sinistra, per bocca del loro portavoce Adriano De Sero, si sono astenuti mentre hanno votato a favore anche i gruppi di opposizione di Gino Alessio e di Vittorio Novo.
Questo
nostro tempo ci costringe ( da "Gazzettino, Il (Padova)"
del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Questo nostro tempo ci costringe a subire un'incredibile intolleranza anche nelle scelte che ci appartengono. Un ostracismo difficile da comprendere per gli imprenditori che tutti i giorni si confrontano con le vicissitudini di una burocrazia asfissiante.(Segue a pagina XXV).
Taborelli:
<C'è crisi, possibile la cassa integrazione>
( da "Corriere
Di Como, Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: però Regione e governo devono cominciare ad aiutarci con misure contro la burocrazia e con una seria detassazione. Non vogliamo protezionismo, ma solidarietà". Davide Cantoni Nella foto: Il comparto industriale è quello in maggior sofferenza. Lo dicono le statistiche Home Economia, turismo record Bene artigianato e tessile Giù industria e commercio Addio ai "copripresa".
Iniziati
i lavori alla palestra "Zorutti"
( da "Gazzettino,
Il (Udine)" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: A causa degli agenti atmosferici e del continuo uso le piste si sono notevolmente deteriorate tanto da minacciare una revoca della loro omologazione da parte delle autorità sportive. Anche in questo caso però ci si mette di mezzo la burocrazia e l'intervento potrà essere portato a termine solo fra un anno e mezzo.
Tagli
alle imposte e all'immigrazione nei piani del Centrodestra
( da "Gazzettino,
Il (Udine)" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: impegno a ridurre i costi della politica e a semplificare la burocrazia regionale, Tondo nel suo discorso ha fatto sapere di voler proseguire il confronto con il Governo nazionale per quanto riguarda le infrastrutture ("Il corridoio V deve collegarsi anche a Udine e Pordenone"), risorse in materia sanitaria, compartecipazione al gettito fiscale, competenze in campo culturale,
Sicurezza:
così il governo respingerà i clandestini
( da "Panorama.it"
del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia, anche settori del mondo cattolico.". [1] Niccolò Ghedini, oltre a essere l'avvocato personale di Silvio Berlusconi, è il primo ideatore del pacchetto sicurezza che è servito da base al pool di ministri (Interno, Giustizia, Difesa, Esteri, oltre al premier) per un maxidecreto e alcuni disegni di legge.
A
TORINO ( da "Stampa, La"
del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Bruce è già andato all'ambasciata d'Italia a Houston: erano gentili, ma la burocrazia che deve affrontare gli fa paura. Jasmina sta ancora trafficando per la sua residenza americana. Quindi, dati i nostri piani di vivere in Serbia, America e Italia, abbiamo deciso di scappare per un mese in Croazia, su un'isola sperduta.
CLUB
( da "Stampa,
La" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Metaphysical DI CLUB PERRY MAIL Nel febbraio scorso ha avuto luogo una rapina con bonifico, bell'incontro di burocrazia e di illegalità. Una donna di Grado rapina una banca di Trieste puntando un coltello alla gola del cassiere. Non le interessano le banconote, difficili da trasportare e magari segnate. Quello che vuole è un bonifico di 400.000 euro sul suo conto a Grado.
( da "Italia Oggi" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi
ItaliaOggi - I commenti Numero 116, pag. 2 del 16/5/2008 Autore:
di Marco Bertoncini Visualizza la pagina in PDF IL PUNTO
Semplificazione normativa? Un regalo bellissimo Se veramente il neoministro
Roberto Calderoli realizzasse la "semplificazione normativa" cui
s'intitola la sua responsabilità di governo, farebbe agl'italiani il miglior
regalo, abolizione dell'imposta sui redditi a parte. Semplificare non è
delegificare: spostare la potestà legislativa al governo peggiora la
situazione, perché si favorisce il moltiplicarsi di norme, sovente
imposte con maggior gusto vessatorio dalle burocrazie ministeriali.
Semplificare significa drasticamente ridurre il carico, ogni giorno più
opprimente, di incombenze, obblighi, oneri, e quindi costi, che si abbatte
sull'incolpevole cittadino. Il parlamento è un produttore incessante; meno male
che a rallentare (poco) il ritmo ci sono il bicameralismo perfetto, le
vacanze estive, le pause per le crisi di governo, le soste per impegni
elettorali, le ferie natalizie_ Non si tratta solo, da parte del nuovo
ministro, di opporsi all'ineffabile dilagare delle leggi con articoli di tre,
quattro, ottocento commi, perché il problema non è riducibile alla corretta
stesura dei testi legislativi. Si tratta, invece, di potare le disposizioni, il
cui carico ha da decenni gettato in ridere il teorico precetto della conoscenza
della legge. Non si dica che il precetto è limitato, perché riferito alla
“sola” legge penale. Basti un esempio fresco: il ministro uscente del lavoro,
Cesare Damiano, nella conferenza stampa di fine mandato menò vanto per aver
ridotto le sanzioni, sancite dal nuovo Testo unico della sicurezza sul lavoro,
a 600. Dunque, una specifica raccolta normativa prevede 600 obblighi
sanzionati. Di fronte a centinaia di obblighi, chi volete mai possa conoscerli
e riesca, quindi, a ottemperarli? Il governo, quindi, per delega o per potestà
regolamentare abbonda nell'introdurre nuove norme. Ci sono le regioni, avvezze
a proprie leggi finanziarie di centinaia di commi e aduse a testi normativi
(per esempio, di edilizia e urbanistica) straboccanti d'incombenze. C'è
l'Europa, ciclopica macchina emettitrice di direttive, puntualmente applicate
in Italia in maniera aggravata per il cittadino: un paradiso di statalismo
burocratico, dirigismo socialistico, protezionismo ottuso, normazione devastante.
Ci sono altre fonti di stritolamento del cittadino, come le autorità. La Banca
d'Italia ha di recente emanato una circolare che occupa 616 pagine di Gazzetta
Ufficiale, per un peso di kg 1,12 e un costo di 39. Non pensa Calderoli che
semplificare pure tali settori pubblici rientri fra i suoi onerosi (e si spera
meritori) incarichi?.
( da "Italia Oggi" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Turismo Numero 116, pag. 16 del 16/5/2008
Autore: Visualizza la pagina in PDF L'Intervento Governo e
turismo: ora servono atti concreti Un nuovo governo, un nuovo sottosegretario,
un'imminente Conferenza nazionale (la settima): sembra che si possa guardare
con una certa speranza al futuro del nostro turismo. Così, in attesa di
proposte concrete, non sarebbe male dare un'occhiata al retrovisore; fare
insomma un poco di dietrologia, non tanta ma nel rispetto del suggerimento del
sistema delle NU che, a evitare i danni dell'improvvisazione, ripete da tempo
di programmare lo sviluppo soltanto dopo un'attenta ricerca, quella che non ha
nulla da spartire con quei documenti molto spesso ripetitivi che escono da
conferenze, tavole rotonde, seminari e pareri di varia collocazione e costo.
Nella suggerita ricerca si avrebbe modo (senza spese e in breve tempo) di
acquisire utili elementi per redigere una "matrice" delle cose da
fare in termini di creatività, cominciando dalla correzione dei difetti che
impediscono la competitività. Visti i risultati di quella che è stata in questi
anni la "non politica turistica" dei vari governi succedutisi, in
particolare nell'ultimo ventennio, occorre esaminare documenti che possono
risultare molto utili soprattutto a una compagine politica che ha già avuto
responsabilità di governo. Guardare nel retrovisore significa utilizzare i
suggerimenti che si possono trarre da documenti come quelli emersi dai lavori
della prima Conferenza nazionale sul turismo, da studi quali quelli del Cnel
(in particolare i documenti su "l'antiturismo" nazionale fondato su
una diffusa cultura della "rendita di posizione"), delle agenzie
specializzate dell'Onu, delle rappresentanze imprenditoriali, dei sindacati,
del mondo accademico e, particolarmente, della concorrenza internazionale. E
magari, per non stare a bordo campo, rileggere gli atti del convegno
patrocinato da Forza Italia su "Turismo e ripresa economica" tenuto a
Milano il 2 marzo 1996. Nella sua composizione, il governo appena nato ricalca
grosso modo quello della XII legislatura. Allora, motivato da un gruppo di
lavoro fatto di volontari creato dall'onorevole Sergio Chiesa (allora
presidente degli albergatori trentini), eletto plebiscitariamente nelle liste
proposte da chi oggi riprende le redini del governo del paese, il turismo
cominciò a sperare. Furono avanzate proposte concrete, come quella poi attuata
dell'abolizione della tassa sui frigoriferi. La responsabilità politica del settore
venne assunta dalla presidenza del consiglio dei ministri, forse nel ricordo
della positiva esperienza del commissariato per il turismo allora voluto da
Alcide De Gasperi. Ma, in attesa di pensare all'Italia, vennero le missioni
all'estero, come quella nella ormai dissolta Iugoslavia per assistere quelle
regioni nel rilancio del loro turismo. E vennero anche i dipartimenti
"vaganti" e, più tardi con altre maggioranze, il cambiamento di sigla
dell'Enit, l'Osservatorio e_ il portale. Nelle elezioni che fecero seguito a
quelle del '
( da "Italia Oggi" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Giustizia e Società Numero 116, pag. 40 del 16/5/2008
Autore: Debora Alberici Visualizza la pagina in PDF Meno garanzie
agli imputati sulle notificazioni Sulle notificazioni meno garanzie agli
imputati. Quelle fatte al difensore invece che al domicilio eletto da chi è
sotto processo non inficiano tutto il procedimento qualora emerga che
l'imputato era comunque a conoscenza degli atti. A questa conclusione sono
giunte le Sezioni unite penale che, con la sentenza n. 19602 del 15 maggio
2008, hanno risolto un importante quesito di diritto, almeno dal punto di vista
degli addetti ai lavori. E cioè se "la notificazione presso il difensore
di fiducia possa essere effettuata anche nel caso in cui l'imputato abbia
dichiarato o eletto domicilio per le notificazioni". A fare la parte del
leone per la soluzione del problema è un concetto fondamentale che si fa strada
già da qualche anno in Italia e all'estero: la ragionevole durata del processo.
Insomma in una logica di economia sui tempi della giustizia devono prevalere tutte quelle interpretazioni che abbattono la burocrazia e le inutili lungaggini.
Ragionando in questo modo la Suprema corte ha dato si risposta negativa al
quesito nel senso che la notifica non può essere fatta se è stato eletto
domicilio ma allo stesso tempo ha concluso per la "sanabilità" di
questa se l'imputato, con comportamenti successivi (quale per esempio un'impugnazione)
ha dimostrato di essere a conoscenza degli atti del processo. La notifica al
difensore, quindi, "è subordinata all'assenza di una dichiarazione o
elezione di domicilio. Tutte le successive notificazioni, qualora l'imputato
abbia nominato un difensore di fiducia e non abbia dichiarato o eletto
domicilio, devono essere fatte al difensore". Non solo. "L'eventuale
nullità derivante dalla notificazione (al difensore) per casi diversi da quelli
previsti non configura una nullità assoluta e insanabile per omessa chiamata in
giudizio, bensì una nullità di ordine generale e a regime intermedio per
inosservanza delle norme sulla notificazione, che deve ritenersi sanata quando
risulti provato che l'errore non abbia impedito all'imputato di conoscere
l'esistenza dell'atto e di esercitare il diritto di difesa; essa rimane
comunque senza effetto se non è dedotta tempestivamente essendo soggetta alla
sanatoria speciale di cui all'art. 184 e alle sanatorie generali di cui
all'art. 183 c.p.p.". Insomma, è stato respinto il ricorso di una donna
accusata di reati edilizi che lamentava l'irregolarità della notificazione,
fatta al difensore invece che a lei, nonostante il domicilio.
( da "Nazione, La (Firenze)" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA FIRENZE pag.
11 Padre e figlio in carcere Spiragli per la liberazione Lunedì la richiesta di
appello, interviene anche Frattini LA DETENZIONE di Sandro e Marco Accorinti, i
due fiorentini di 54 e 17 anni che sono stati arrestati il 26 aprile in
Inghilterra con l'accusa di aver tentato di rapire una minore, potrebbe avere i
giorni contati. La prossima settimana. molto probabilmente già lunedì mattina,
l'avvocato Steven Barker presenterà la rischiesta d'appello per la
scarcerazione dei due fiorentini. Il materiale raccolto durante gli ultimi
giorni dall'avvocato Antonio Voce, il casellario giudiziale e il certificato
dei carichi pendenti che riguardano Sandro e Marco Accorinti, è stato già
inviato in Inghilterra. Non resta che rispettare la prassi
e la burocrazia inglese, ma
gli elementi raccolti e il carteggio approntato dai legali farebbero sperare in
una soluzione positiva. DELLA VICENDA si è interessato anche il ministro degli
Esteri, Franco Frattini, che ha spiegato di essere intervenuto personalmente e
di aver già sensibilizzato l'ambasciatore italiano a Londra. Marco
Accorinti, intanto, è riuscito a mettersi di nuovo in contatto con la madre.
"Mi ha telefonato mercoledì sera dal carcere di Feltham" spiega
Rosalba Conigliaro. "Non era molto allegro, ha cercato di non farmi pesare
la sua condizione, ma ho capito che sta soffrendo tanto. Questa volta non ha
fatto alcun riferimento ad Alma. Mi ha semplicemente ripetuto che la ragazza
gli ha inviato una lettera che gli è stata letta dalle guardie penitenziarie
inglesi". Rosalba non ha voluto informarlo del messaggio in cui Iram, la
madre di Alma, annunciava la loro partenza per una vacanza di alcune settimane
in Spagna. Meglio tacere, meglio non aggiugere altra sofferenza alla
sofferenza. Marco e Sandro, infatti, sono ormai arrivati al loro ventesimo giorni
di detenzione. Venti giorni di carcere e un solo interrogatorio davanti al
giudice, con un interprete che avrebbe addirittura frainteso le parole dei due
fiorentini finendo per aggravare ulteriormente la loro posizione. "NON
CAPISCO come possano accadere certe cose in un paese civile come
l'Inghilterra" spiega Rosalba Conigliaro. "Passano i giorni e
continuo a non capire il perchè di una detenezione assurda che si basa soltanto
su un equivoco. Noi, però, non smetteremo di lottare e sono sicura che anche
Sandro e Marco non molleranno tanto facilmente". c. z.
( da "Nazione, La (Siena)" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA SIENA pag. 5
Discarica, pronto il dossier del Corpo forestale RAPOLANO di LAURA VALDESI ORA
IL PACCHETTO di informazioni è completo. Il Corpo forestale dello Stato sembra
aver acquisito gli elementi richiesti dal pubblico ministero Alessandra
Chiavegatti dopo la denuncia della discarica di gomme a Collalto, nel comune di
Rapolano. Dall'ottobre 1995, quando si sviluppò un rogo doloso, il materiale
ricopre un'intera collina, circa 45mila metri quadrati di territorio, ma non è
ancora stato effettuato lo smaltimento. Questo l'aspetto che pare interessi
particolarmente al magistrato sul cui tavolo il 23 aprile scorso giunse un
rapporto della Finanza, sebbene l'area fosse sotto sequestro (ormai da anni) da
parte dei carabinieri della stazione locale come dimostrano i cartelli affissi
nella zona. Stante la competenza ambientale è toccato alla Forestale, negli
ultimi quindici giorni, effettuare un sopralluogo su delega del pm, acquisendo
una copiosa documentazione relativa a quella che Jimmy Ghione di "Striscia
La Notizia" definì la collina del disonore. Un percorso lunghissimo segna
il destino della discarica di penumatici che vede da subito lettere fra
Provincia e Regione per l'inserimento nel piano di bonifica delle aree
inquinate, interventi ripetuti dell'Arpat, fino al piano di caratterizzazione
depositato nel febbraio 2008. La bonifica sarà costosissima. Com'è noto il Comune non ha i soldi necessari per procedere ma in suo
aiuto è già corsa la Fondazione Mps. Al pm spetta ora analizzare l'affresco
dipinto dalla Forestale per capire se in questa telenovela sono ravvisabili
ritardi o eventuali inadempienze, oppure se la famigerata burocrazia italiana ha colpito ancora
una volta.
( da "Nazione, La (Firenze)" del 16-05-2008)
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PRIMO PIANO FIRENZE
pag. 4 Il pronto soccorso scoppia. La rabbia dei medici I pazienti meno gravi
affidati agli infermieri: si litiga, ma a Careggi parte il nuovo sistema di
ILARIA ULIVELLI LA PRIMA rivoluzione non è bastata. Il sovraffollamento ai
pronto soccorso degli ospedali fiorentini è di nuovo affar quotidiano. Rispetto
allo scorso anno, il picco degli accessi è cresciuto del 30 per cento. Nei
primi dodici giorni di maggio, solo a Careggi, sono stati conteggiati 170
pazienti in più. Non poco. La delibera regionale di tre mesi fa non ha, dunque,
avuto l'effetto sperato sulla lunga distanza. A novanta giorni dall'approvazione,
infatti, siamo daccapo. Attese lunghe per i pazienti sia in sala d'aspetto sia
nelle stanze di cura, super lavoro per gli operatori. Nonostante il rigido
codice di regolamentazione con monitoraggio quaotidiano che imponeva una
drastica riduzione dei tempi. Massimo un'ora di attesa per i codici verdi,
assegnato ai malati con patologie di urgenza minore. magari, ancora non ci
siamo. Non ci si avvicina neppure. Qualcosa nel sistema sanitario non funziona.
Il direttore del pronto soccorso di Careggi, Stefano Grifoni, individua il
problema nella difficoltà dei cittadini a risolvere altrove i problemi di
salute. "La gente si rivolge al pronto soccorso in condizioni di necessità
? dice ? la gente vede il pronto soccorso come unica risposta assistenziale per
i bisogni urgenti. Qui non c'è burocrazia: si arriva, si risolve il problema e si torna a casa". E la
massa cresce secondo un comprovato sistema che "meglio funziona, più si
riempie". Allora, per snellire le attese, la fase due della rivoluzione
prevede il modello "See and treat": abilita l'infermiere a fare
diagnosi per piccoli casi non urgenti, in genere codici bianchi, e a
prescrivere medicine. Ma su quest'ultimo punto la delibera toscana è sibillina
e dice solo che l'infermiere conduce "autonomamente tutte le procedure
necessarie fino al loro termine". Per questo dell'attuazione, già
deliberata, se ne parla da un anno ma a parte furibonde liti non è ancora
successo nulla. Il dibattito è acceso all'interno della categoria medica che
non ha gradito quello che ha interpretato come un parziale "passaggio di
consegne" agli infermieri. A favore della sperimentazione del nuovo
sistema, invece, si è espressa la Simeu, la società di medicina di emergenza
urgenza. Il presidente regionale, Stefano Grifoni, dopo avere riunito il
direttivo, con tutti i primari dei Dea della Toscana, ha inviato l'adesione al
progetto in una lettera destinata all'assessore regionale per il diritto alla
salute, Enrico Rossi, e al presidente dell'Ordine dei medici, Antonio Panti. Dunque,
ora si parte davvero. Anche se prima ci sarà bisogno di preoccuparsi della
formazione del personale infermieristico sotto il tutoraggio del pronto
soccorso e poi occorrerà definire i protocolli secondo i quali in perfetto
accordo si muoveranno medici e infermieri. Intanto, prima dell'estate, i pronto
soccorso per riuscire a funzionare, devono cambiare il sistema di accoglienza e
di presa in carico del paziente. Funzionale a questo, il rifacimento delle sale
d'attesa, con la creazione di una stanza filtro con un impiegato che parli sia
all'utente, sia ai familiari. Una persona che controlla in tempo reale sul
computer le condizioni del paziente in cura e che può relazionare ai paizenti.
Sarebbe un bel passo avanti anche in termini di umanizzazione dell'ambiente.
Non solo. Careggi realizzerà una "discharge room", una sala che sarà
realizzata tagliando un'ala del grande salone d'attesa del pronto soccorso e
che sarà destinata a chi aspetta i risultati degli esami o il referto prima di
tornare a casa, in modo da liberare le stanze interne di cura per altri e nuovi
arrivi. Ci saranno hostess e infermieri a dare indicazioni, un ufficio per i
familiari e un poliziotto all'interno della sala d'attesa. Aspettiamo che
l'impresa abbia inizio, sperando che sia la volta buona. Image:
20080516/foto/56.jpg.
( da "Nuova Sardegna, La" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Fatto del giorno Una
fila interminabile di Tir e le croci come pietre miliari OLBIA. Martiri della burocrazia. Vittime della lentezza di una rivoluzione della viabilità che
rimane sulla carta. I campanelli d'allarme rintoccano a morto, la strada
perduta, la strada che non può più aspettare ha avuto il suo nuovo tributo di
sangue. Vampiro di anime. La Sassari-Olbia è un tappeto di cadaveri. Si
potrebbe organizzare un safari della morte, un'esposizione anatomica di
tragedie. Qualcuno ha provato a contare le croci. Dal 2001 al 2005 erano 22,
poi ha smesso. Contabilità da depressione da aggiornare in tempo reale. Sul
tavolo restano le promesse di nuovi stanziamenti, di ruspe che stanno per
cominciare i lavori. Illusione di normalità. Milionate di euro virtuali che non
costano niente. Il quotidiano è fatto di code dietro ai tir, di un percorso a
eliminazione. Sull'asfalto croci di gesso, sagome di vite interrotte. A meno di
cento metri dal triplice schianto mortale tre anni fa si è spenta una coppia di
sposini romani, Massimiliano Cavalloni e Valentina Chianese, in luna di miele.
La loro Yamaha
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
DOPO L'INVITO DEL
GOVERNATORE CARINZIANO Tondo: stimo Haider, faremo l'Euroregione TRIESTE
"La stima e la proficua collaborazione con il governatore della Carinzia
Haider si consoliderà in questa legislatura". Renzo Tondo ci tiene a
rispondere alle sollecitazioni per una politica comune su alcuni temi arrivate
dal collega austriaco dopo la convention di Susans al cui invito il presidente
del Friuli Venezia Giulia non ha potuto rispondere per il protrasi degli
impegni a Roma. "Le considerazioni fatte da Haider sul tema della
sicurezza, della sanità e delle infrastrutture, sono condivisibili, anche in
vista della costituzione di quell'"Euroregione della concretezza" che
vogliamo costruire assieme al presidente del Veneto Giancarlo Galan - spiega
Tondo -. Rafforzeremo le sinergie per ottenere questi obbiettivi". Ma da
Haider arriva anche un segnale che molte imprese italiane e del Friuli Venezia
Giulia potrebbero emigrare al di là delle Alpi. "Haider fa bene a
promuovere le opportunità che offre il territorio carinziano - continua il
governatore -. Come Regione faremo il possibile per offrire anche noi
condizioni migliori per chi fa impresa. Ma molto dipende da Roma e dal progetto
costituzionale che deve rendere più incisivo il federalismo. Queste ci
consentirà di intervenire in modo più efficace specie sulle aree svantaggiate.
Sull'allentamento della pressione fiscale sulle imprese, come Regione possiamo
fare poco, ma non credo che qualche punto in meno di aliquota fiscale, pur
essendo importante, faccia la differenza per gli imprenditori. Dobbiamo
impegnarci su logistica e infrastutture e semplificare la burocrazia". Ma ieri Renzo Tondo
non si è occupato soltanto della giunta e del Consiglio regionale. Ha
ritagliato uno spazio anche allo sport. Il presidente del Coni Petrucci -
accompagnato dal presidente della Federciclismo, Renato Di Rocco e dai vertici
regionale e provinciale del Coni, Emilio Felluga e Stelio Borri - ha premiato
Tondo per l'attività che svolge alla guida della Federazione italiana
Dama e del Coordinamento nazionale delle Discipline associate, Nell'incontro è
stato stretto un patto di collaborazione tra Regione e Coni. "Faccio gli
auguri a Tondo che ha vinto la sua partita elettorale sapendo rovesciare i
pronostici della vigilia - ha detto il presidente del Coni -. Sono convinto che
i rapporti tra la Regione e i comitati territoriali del nostro ente
miglioreranno rispetto all'ultima legislatura. Da parte nostra invece possiamo
assicurare che ci impegneremo a fondo per favorire la disputa di grandi eventi
sportivi nel Friuli Venezia Giulia".
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL GOVERNATORE:
DIALOGO CON L'OPPOSIZIONE Il programma di Tondo: priorità famiglie Precedenza
ai residenti per le case Ater "Oggi il 50% di alloggi va a extracomunitari".
Stop ai centri commerciali di ROBERTA GIANI TRIESTE "Vanno ricercati i
punti di coesione. A cominciare dal rispetto istituzionale per il lavoro svolto
negli ultimi cinque anni da giunta e consiglio uscenti". Silvio Berlusconi,
chiedendo a Roma la fiducia, apre all'opposizione? Renzo Tondo, replicando a
Trieste, non è da meno. Ma rivendica, orgoglioso, il copyright: "Ho sempre
detto che non sarò un uomo solo al comando". IL PROGRAMMA Il presidente
della Regione presenta il suo programma di governo, 25 cartelle limate sino
all'ultimo e lette con un po' di emozione, davanti ai dieci assessori e
all'aula pressoché al completo. Punta sui costi della politica, sul federalismo
fiscale, sulla sicurezza. Non infierisce sul debito "molto elevato",
non cita l'Euroregione, nemmeno la Friulia holding. Ripropone, "settore
per settore", le promesse elettorali: le risorse più che raddoppiate per
la famiglia, la "tolleranza zero con chi non si integra", le corsie
preferenziali per i residenti, l'attenzione alle piccole imprese e non solo
alle grandi, il taglio generalizzato dell'Irap... Prima di tutto, però, Tondo
promette di restituire centralità al consiglio, "eletto con il presidente
e non dopo", e auspica "la massima coesione sociale", pur nel
rispetto dei ruoli. Una nuova stagione, all'insegna del dialogo, è alle porte?
Chissà: "Offro piena collaborazione. Vediamo la risposta" dirà, a
fine seduta, il presidente. I CAPISALDI Nell'attesa, dopo il saluto a Riccardo
Illy, Tondo dedica le prime otto cartelle ai capisaldi della sua
"era". Vuole "rigore" ed "austerità" nelle
istituzioni perché i cittadini chiedono di ridurre i costi della politica:
promette di tagliare le consulenze e gli stipendi dei manager, auspicando che i
consiglieri facciano altrettanto con sé stessi. Assicura
lotta spietata alla burocrazia inutile: ci sono troppe leggi, troppi sprechi, mentre ci vuole
più privato e una Regione più snella, pur nella salvaguardia della
"risorsa prima", i dipendenti. Garantisce grande sforzo affinché il
Friuli Venezia Giulia, quello che non intende dimenticare né la minoranza
italiana di Slovenia e Croazia né la questione dei beni abbandonati,
diventi "piattaforma di incontro" dello sviluppo italiano ed europeo:
e allora rilancia gli Stati generali transfrontalieri, le antenne a supporto
delle imprese, la cooperazione con i paesi della nuova Europa. Ancora,
definisce "priorità assoluta" un nuovo statuto di autonomia ma si
deve ripartire daccapo, ricercando sinergie tra il Consiglio e il Parlamento, inseguendo
più risorse, più poteri e un patto con il governo su infrastrutture, pensioni e
sanità. Subito dopo, accende i riflettori sul federalismo e sulla riduzione
della pressione fiscale, annunciando il taglio dell'1% dell'Irap per tutte le
pmi, gli incentivi ai Comuni che riducono Ici e addizionali, l'eliminazione
dell'Irpef per i contribuenti minori. Ancora, calca la mano sulla sicurezza,
puntando su intese con Roma, poliziotti di quartiere e riforma della polizia
locale. Infine, lancia un "patto di responsabilità" per la ripresa e
lo sviluppo economico, promettendo il coinvolgimento del mondo produttivo. LE
PRIORITÀ Solo adesso, definiti i capisaldi del programma, Tondo entra nel
dettaglio. E puntigliosamente, partendo dall'agricoltura e concludendo con la sanità,
ripropone temi, impegni, promesse della campagna elettorale. Nell'industria, ad
esempio, si rivolge alle pmi, giacché l'attuale gestione degli incentivi è
"percepita come premiante solo per le realtà più grandi". Nel
commercio, ribadisce il blocco delle licenze per la grande distribuzione e il
tetto di venti aperture domenicali. Nella scuola, promette una nuova legge
quadro e l'effettiva parità scolastica. Nella cultura, più peso alle Province.
Nel welfare, dopo aver evidenziato la crescita delle famiglie povere e
garantito ancora una volta priorità a quelle "autoctone", conferma
l'abrogazione del reddito di base, l'integrazione delle pensioni minime, il
fondo di rotazione per adeguare le case di riposo. Nella sanità, cita tra
l'altro una nuova governance, l'atteso Cup regionale, la tutela degli ospedali
di rete, l'aumento degli organici. Nelle infrastrutture, infine, la
realizzazione della Tav e di un hub aeroportuale con Venezia e Lubiana. LE
LEGGI DA RIFARE Ma come dimenticare le leggi che l'era illyana ha approvato e
che quella tondiana vuole rifare o modificare? Il pacchetto è nutrito. C'è
l'immigrazione dove prevedere il censimento effettivo e i corsi di italiano e
regole civiche obbligatori, se si vogliono i contributi. Ci sono gli alloggi
popolari dove inserire tra i requisiti d'accesso "almeno 5 anni di
residenza", visto che "più del 50% delle disponibilità Ater finisce
agli extracomunitari". E poi, importantissima, c'è l'urbanistica dove il
rischio attuale è "l'ingovernabilità del territorio". Non è finita,
non ancora. C'è il volontariato: "Quasi 6 mila associazioni da
valorizzare". C'è la questione femminile: "L'obiettivo è andare oltre
la parità". E soprattutto c'è la famiglia, cavallo di battaglia del
centrodestra: "Destineremo, entro i primi tre anni, almeno l'1% della
spesa corrente". Più di 40 milioni di euro all'anno, traduce l'assessore
Roberto Molinaro. LA RESPONSABILITÀ Tondo parla già da più di un'ora quando
inizia le conclusioni. Fa un richiamo all'"etica della responsabilità",
alla "forza del dialogo", alla "pazienza della politica". E
delinea infine il Friuli Venezia Giulia che vorrebbe, con "più
figli", "più imprese", "più ricchezza", e capace di
costruirsi un futuro: "È l'unico vero grande obiettivo che desidero porre
al mio lavoro. Non ho traguardi personali da raggiungere e ho la piena
consapevolezza del fatto che la politica mi ha dato molto". È finita. La
maggioranza applaude. In piedi. L'opposizione, con l'eccezione di Giorgio
Baiutti e Daniele Gerolin che accennano al battimano, tace. Composta. "Ma
non posso pretendere troppo..." commenta Tondo. Mercoledì lo aspettano
dibattito e voto.
( da "Tirreno, Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pisa Conferenza ai
Cavalieri PISA. Stamani si svolgerà nel Palazzo del Consiglio dei Dodici, in
piazza dei Cavalieri, l'annuale convegno di studi organizzato dai Cavalieri di
S. Stefano in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della politica. Il
convegno che avrà come tema: "Colle Val d'Elsa e l'Ordine di S. Stefano:
istituzione, economia e società", prosegue il filone di studi che
l'istituzione persegue da anni, sui ceti dirigenti della Toscana granducale
attraverso lo studio dell' Ordine di S. Stefano. In particolare il convegno in
oggetto studierà i ceti dirigenti di Colle Val d'Elsa nei secoli XVI-XIX e il
ruolo svolto da questa piccola ma importante "città nobile" nella
Toscana granducale. A Colle l'Ordine di S. Stefano
contribuì a formare un gruppo nobiliare che trovò nell'alta burocrazia dello stato mediceo notevoli
possibilità. Interverranno Romano Paolo Coppini, Danilo Marrara, Danilo
Barsanti, Marcella Aglietti, Alessia Zappelli, Eleonora Baldasseroni, Antonio
Ruiu, Marcello Berti e Carla G. Romby.
( da "Repubblica, La" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina IV - Bari
Dopo l'assalto di Napoli, preoccupazione tra le famiglie alloggiate nella
baraccopoli in periferia "Ma qui di notte arriva la paura" Al campo
di Japigia tensione e voglia di fuggire dall'Italia "Qui ci sono solo
persone perbene Chiedete in giro nessuno si lamenta" GIULIANO FOSCHINI
(segue dalla prima di cronaca) Al campo nomadi di Bari ieri mattina avevano
preparato i documenti, e forse qualcuno le valigie. Aspettavano anche loro i
poliziotti perché così radio Rom raccontava stesse accadendo in mezza Italia. E
invece non sono arrivati. Forse verranno, "verranno?" chiedeva ieri
pomeriggio una ragazzina che non avrà nemmeno 18 anni ma porta la faccia
consumata. Non si sa. Certo è che da qualche giorno a questa parte qui nella
periferia della periferia, appena fuori Japigia, la gente comincia ad avere
paura: ma non gli italiani degli zingari, ma i rom degli italiani, meglio anzi
dell'Italia, in un cortocircuito generale dato dal passaggio improvviso tra la
tolleranza e la tolleranza zero. Racconta uno dei ragazzi del campo - che è
regolare, i rom sono qui da tre anni e mai c'è stato alcun problema - che lui
la notte si sveglia a guardare. Le ronde contro le ronde. "Il clima non è
bello - dice - Anzi è proprio brutto. Andate a chiedere alla gente del
quartiere, noi siamo persone per bene, non facciamo male a nessuno. Però io la
notte comincio ad avere paura". Di cosa? "Che a qualcuno gli venga in
mente di fare lo stupido, avete visto quello che è successo a Napoli. Potrebbe
anche accadere a Bari, e qui ci sono i miei figli, i miei nipoti. La notte
quando sento le macchine, io vado a guadare". Dal quartiere, a partire dal
presidente di circoscrizione, Pasquale Leccese, dicono che è vero, "sono
bravi ragazzi". Eppure quando - una volta insediata la giunta Emiliano -
si cominciò a parlare del campo rom di Japigia in tanti sollevarono
perplessità, crebbe la paura. Che oggi si può però dire, lo dicono loro stessi,
era assolutamente infondata. Integrazione doveva essere e integrazione è stata.
"Abbiamo cercato di fare tutto quello che dovevamo - spiega Daniel
Tomescu, il capo della tribù metropolitana - Rispettare le regole e mi pare che
fino a oggi le abbiamo rispettate. Io avevo fatto una scommessa con la Questura
tre anni fa: gli dissi che nessuno di noi avrebbe avuto problemi con la
giustizia. Qualcuno ha fatto una piccola cavolata, ma oggi posso dire che
quella scommessa l'ho vinta io". Daniel ha fondato una cooperativa fatta
tutta di rom: ieri era dal notaio, per terminare con la burocrazia. Si occuperanno a brevissimo
di facchinaggio, pulizie e riciclaggio. Tra un po' partiranno le donne, maestre
di sartorie. Intanto il Comune li ha censiti, sono poco meno di cento, e a chi
aveva diritto ha rilasciato le carte di identità: non sono nomandi, ma
stanziali. Cittadini baresi, residenti al numero uno di strada Santa
Teresa. Perché la paura, allora? "Perché Bari è la nostra città - dice
Daniel - Ma oggi tutta la comunità è sotto l'occhio del ciclone, tutti contro i
rom. Dicono che siamo tutti delinquenti e allora qualcuno ci può credere
veramente. Ma sono certo che a Bari questo non accadrà. Perché i nostri vicini
di casa sono persone per bene e poi ci conoscono, conoscono i nostri bambini e
le nostre mogli. Abbiamo tutti lanciato una sfida, quando ci hanno accolto in
questa città. E tutti insieme dobbiamo vincerla sino alla fine". C'è un
problema, però. Anche a Bari: i furti, i borseggi e poi proprio ieri sono
riapparsi gli zingari con i bambini agli angoli delle strade. "Non vengono
dal nostro campo - risponde Tomescu - ma da quelli della provincia. Spesso non
sono nemmeno rumeni. Noi siamo la prova che può esistere l'integrazione tra la
nostra cultura e quella italiana, c'è un punto di incontro e di confronto.
Chiaramente partendo da un presupposto: il rispetto della legge". Daniel
dice però che spesso sono anche gli altri a non rispettare le promesse. Il
Comune, per esempio: è un anno che aspettano l'acqua giù al campo. "Ho
chiamato l'assessore Martino. Abbiamo paura che abbiano cambiato idea".
"Assolutamente - risponde l'assessore all'Integrazione - Quel villaggio è
una delle cose più belle che abbiamo realizzato. Il problema dell'acqua lo
risolveremo a breve, così come promesso provvederemo alla sistemazione del
villaggio". Una staccionata e un rubinetto per dare una forma
all'integrazione. E poi anche un passo di danza, quattro punte: ieri mattina
quando hanno aperto gli occhi, i bambini del campo nomadi sono andati come
sempre a scuola. Con il tutù: ieri era giornata di festa. Al Palamartino, le
scuole di Poggiofranco ballavano tutti insieme, "era la festa
dell'integrazione" dice Martino, sul palco senza distinzioni bambini rom e
bambini baresi. Perché pari sono.
( da "Repubblica, La" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
In 43mila sono
addetti a vigilare sulla sicurezza dei voli con un potere discrezionale
praticamente assoluto Tanti anche i personaggi noti inseriti nella lista: tra
loro perfino Mandela. E per un periodo pure Ted Kennedy Sono quasi un milione:
cittadini stranieri tenuti alla larga dagli Stati Uniti e perfino cittadini
americani a cui viene impedito di volare. Tutti sospettati di terrorismo, e finiti
sulla "No fly list" che i servizi di sicurezza forniscono alle linee
aeree dopo l'attacco alle Torri gemelle (SEGUE DALLA COPERTINA) DAL NOSTRO
INVIATO vittorio zucconi Poiché non tutti sono riveriti e famosi come
"Coach" Thompson, che da allora viaggia con una lettera liberatoria e
plastificata dell'Fbi, ben pochi sono certi di essere al di sopra di ogni
sospetto, nell'America che ha scoperto la nuova industria del terrore da 50
miliardi di dollari all'anno, quanti ne divora la Agenzia per la Sicurezza
Nazionale. Secondo il principio poliziesco universale, del "tutti siamo
colpevoli fino a quando non si dimostra la nostra innocenza", e
l'ideologia bushista del "mondo che ci odia non per quello che facciamo,
ma per quello che siamo", ogni attraversamento di frontiera, ogni imbarco
in un aeroporto, si sta trasformando in una lotteria del sospetto, nella quale
chiunque può pescare il numero sbagliato. Se è lecita una nota personale, mia
moglie viene puntualmente perquisita a ogni imbarco, suppongo perché fu
sorpresa a nascondere in borsetta un tronchesino da unghie che aveva
dimenticato di mettere nel bagaglio. Per i circa 15 mila che, secondo il New
York Times, sono riusciti a farsi togliere dal registro dei poco di buono, 875
mila ne sono stati aggiunti, americani come stranieri. La
mostruosa burocrazia
statale concepita da un governo duramente scottato dalla propria inettitudine
prima dell'11 settembre, la Tsa, la Transportation Security Administration, che
nei cinque anni di esistenza ha prodotto da zero un esercito di 43 mila
sorveglianti dotati di potere assoluto, vigila sulla sicurezza dei voli.
Mette in scena una coreografia del controllo che puntualmente ferma innocenti
pensionati con il pacemaker e blocca alla frontiera turisti il cui volto non
piace all'ispettore, la cui discrezione è assoluta. Ma che intraprendenti
reporter riescono a ingannare per piccoli scoop, tra i quali il trasporto a
bordo di un bazooka, sia pure di vecchia fabbricazione, avvenuto in Florida.
Non ci sono indizi o spiegazioni razionali che valgano l'inserimento nella
"No Fly List", la lista degli angeli caduti e dei "potenziali
sospetti" che non potranno volare, istituita per decreto da Bush nel 2003.
Poiché la chiave sta in quel "potenziale", esattamente come l'Iraq fu
invaso e occupato nel timore del "potenziale" bellico di Saddam
Hussein, tutti siamo potenzialmente terroristi. C'è finito dentro Nelson
Mandela, il primo presidente di colore e democraticamente eletto in Sud Africa,
per il quale il Congresso dovrà passare una legge che lo tolga dall'elenco. Una
mossa resa più comprensibile dal fatto che il senatore Ted Kennedy, uno dei
volti più noti della vita pubblica nazionale, finì anche lui impigliato e
bloccato nella paranoia della Transportation Security Agency. Il ministro degli
Esteri della Giordania, la nazione araba più vicina agli Stati Uniti, è stato
arrestato, sequestrato e interrogato bruscamente all'aeroporto internazionale
di Washington Dulles per la sua omonimia con un "potenziale"
terrorista. Soltanto l'intervento diretto della Casa Bianca, dove l'offesissimo
ministro era atteso in visita, gli ha evitato la sorte dell'avvocato italiano
Domenico Salerno, trattenuto a fine aprile per due settimane in guardina e poi
rispedito per direttissima a Roma soltanto perché aveva viaggiato "troppo
spesso" negli Stati Uniti, dove vive la fidanzata americana. Una frequenza
che aveva insospettito l'occhiuto ispettore. Nascono, per farci un po' di
soldi, organizzazioni commerciali che cercano di lucrare sulla paranoia e
offrono, in cambio di 150 dollari l'anno, lo "screening" preventivo
per fornire al viaggiatore un tesserino rilasciato a chi permette che venga
esaminata e rivoltata la propria vita privata. Con esso potrà passare da una
corsia preferenziale all'imbarco, evitare lo spogliarello e sperare di riuscire
a prendere l'aereo. Nuove costosissime macchine detector che lanciano sbuffi
d'aria compressa al passaggio per annusare ogni traccia di esplosivo, hanno
prodotto talmente tanti "falsi positivi", allarmi ingiustificati, da
essere considerate poco affidabili. Ma la stessa agenzia che sorveglia noi non
sa sorvegliare sé stessa. Pochi mesi or sono è stato rubato un personal
computer con le schede personali, inclusi i dettagli più privati, di 10 mila
delle sue 43 mila guardie, esponendole a ovvi rischi di ricatto. La mancanza di
attentati sul territorio americano dopo l'11 settembre pare giustificare tutto.
Rassicura i passeggeri, che si sottopongono alla irrazionalità paranoide dei
controlli e allo spassoso "balletto del viaggiatore con le scarpe in
mano" con buona grazia e sopportazione, anche quando raggiungono
l'insensatezza della proibizione di indossare occhiali da sole dentro un
aeroporto, come a Los Angeles. "The security show", come lo chiamano
con paziente ironia i viaggiatori, crea l'impressione di contribuire a una
guerra epocale contro il terrore facendo sacrifici minimi, come quello
annunciato mercoledì scorso da Bush che ha informato solennemente, e con eroica
abnegazione, di "aver smesso di giocare a golf per rispetto verso le
famiglie dei caduti in Iraq". Ma la domanda che persino il direttore
dell'agenzia per la sicurezza nazionale, Chertoff, si sta ponendo, è quale sia
il limite ultimo alla metastasi del sospetto. Un milione? Due milioni? Tutti?
Coloro che sembrino omonimi (ad esempio nella complicata e spesso arbitraria
traslitterazione dei nomi arabi in caratteri latini) di talebani o hezbollah?
La signora col tronchesino? La mamma con il biberon troppo pieno? E quei treni
che sfrecciano a
( da "Repubblica, La" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
R2 I loro nomi, in
odore di terrorismo, sono entrati nella "No fly list", ormai
cresciuta a dismisura. E per ragioni spesso discutibili VITTORIO ZUCCONI
WASHINGTON dal nostro inviato Siamo tutti sospetti, oggi in America, anche chi
non sospetta di esserlo. A due metri e otto centimetri di altezza, la
carnagione nerissima, il sorriso che lo aveva reso un dio dello sport dopo
avere vinto il campionato di basket per la Georgetown University di Washington,
John Thompson si credeva al di sopra di ogni sospetto, almeno nella sua città.
Non aveva fatto i conti con la paranoia del terrore che ha partorito
mostruosità burocratiche quali l'America non aveva più visto dagli anni della
paranoia rossa. Dopo quattro arresti negli aeroporti della capitale, Thompson
marciò come una furia negli uffici dello Fbi e scoprì che quel suo comunissimo
nome era identico a quello di una sospetta talpa di al Quaeda. Il fatto che
l'altro Thompson, quello "vero", fosse alto appena un metro e 65,
fosse pallido come la panna e avesse 40 anni meno di lui, non
gli aveva risparmiato l'inclusione nel librone dei "sospetti" che la
nuova e divorante burocrazia americana del terrore sta partorendo, al ritmo di 20 mila
"new entries", nuovi nomi aggiunti ogni mese, più di 600 al giorno.
SEGUE NELLE PAGINE SUCCESSIVE CON UN'INTERVISTA DI PIETRO DEL RE SEGUE A PAGINA
46.
( da "Corriere Alto Adige" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-05-16 num: - pag: 3
categoria: REDAZIONALE Svp, strappo di Thaler e Pinzger Ignorata l'indicazione
del partito La senatrice non vota: questione di coscienza, tradirei gli
elettori BOLZANO - La senatrice Helga Thaler Ausserhofer ha deciso di ignorare
la decisione del partito che le avrebbe imposto di votare contro il governo Berlusconi,
e ha scelto di non partecipare al voto a Palazzo Madama. Ma la parlamentare
Svp, finita più volte all'attenzione dei media nazionali per la determinazione
con cui aveva incalzato il governo Prodi, ha dimostrato che di certo non le
manca il coraggio, decidendo di lavare i "panni sporchi" in pubblico.
Parlando anche in nome e per conto del collega Manfred Pinzger - impegnato
all'estero - ha infatti "sbandierato" i gravi problemi interni che
stanno spaccando l'Svp, raccontando l'esito della votazione della Parteileitung
e annunciando il proprio non voto per una questione di coscienza. Sono le 9.40
quando la senatrice, senza mostrare il solito volto sorridente, prende la
parola a Palazzo Madama. La senatrice spiega quanto le è piaciuto nel discorso
di Berlusconi, sfodera i suoi cavalli di battaglia (meno tasse, meno burocrazia), critica il premier per non aver inserito nel suo discorso un
cenno alla tutela delle minoranze, ma chiude con un colpo di scena. "Sono
consapevole che le decisioni del partito, alquanto discutibili - dice la
senatrice - devono essere rispettate e fino adesso ho sempre votato per
disciplina di partito. Questa volta, però, per una questione di
coscienza e di lealtà verso il mio elettorato non posso seguire l'indirizzo del
direttivo e, dunque, non parteciperò al voto". Scattano gli applausi dei
senatori Fosson, Di Giovan Paolo, Divina e Biondelli, e pochi decimi di secondo
dopo le ultime parole, Helga Thaler è già fuori inquadratura. Si consuma così
uno degli atti di ribellione più clamorosi mai commessi nel partito di
raccolta. è tardo pomeriggio quando la senatrice pusterese accende il
cellulare. Senatrice Thaler, come si sente? "Come sto? Sinceramente, mi
sono tolta un peso. So che se mi fossi attenuta a quanto ha deciso il partito,
avrei tradito il mandato dei miei elettori. Per una questione di coscienza
proprio non ce l'ho fatta". Se lo avesse fatto Peterlini qualcuno avrebbe
già proposto il deferimento ai probiviri. O no? "Io mi aspetto reazioni
nel partito, questo è certo. So che la questione del mio voto sarà discussa. Ma
già domani (oggi, ndr) avremo la prima occasione di discuterne nel mio Bezirk.
Io sono tranquilla perché sento di aver seguito la linea del partito ".
Arbeitnehmer, Junge Generation, Donne, Anziani, Forum Heimat hanno difeso
l'Obmann. "Ah bene! Io dico solo che il partito ora dovrebbe prendere una
decisione chiara". Anche lei è rimasta sorpresa dall'Obmann?
"Assolutamente sì, anche perché quella decisione è stata presa in un
direttivo in cui c'erano poche persone e senza che il punto fosse all'ordine
del giorno. Ci eravamo riuniti diverse volte, anche con l'Obmann, e per noi era
chiaro che la scelta dell'astensione fosse decisa". Quello che ha sorpreso
molti è stato il suo "mettere in piazza" i guai dell'Svp. Non poteva
non partecipare al voto senza fare dichiarazioni? "Io non mi nascondo mai.
Agisco alla luce del sole e la scelta è stata ponderata. Ho "dovuto"
spiegare pubblicamente". A Palazzo Madama che reazione c'è stata?
"Molti si sono complimentati con me sia da destra che da sinistra".
Si sarebbe mai immaginata di essere protagonista di uno strappo del genere?
"Se c'è stato uno strappo, quello è stato fatto durante la riunione della
Parteileitung". Pichler Rolle, dopo il voto ha ribadito che il partito
rimane fuori dai blocchi "Ma mi faccia una cortesia, non scherziamo.
Cos'è, continuiamo come venti mesi fa a dire una cosa e farne un'altra? In
certi casi è meglio non dire niente". Fabio Gobbato Decisa La senatrice
Helga Thaler Ausserhofer.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-05-16 - pag: 14 autore: Dottrine sociali
. Nell'ultimo libro di monsignor Luigi Negri una riflessione aggiornata sul
magistero della Chiesa La sussidiarietà? Ha radici cristiane di Antonio Quaglio
"è la sussidiarietà a favorire una prassi autenticamente
democratica", afferma monsignor Luigi Negri in uno dei numerosi
passaggi-chiave del suo ultimo libro: Per un umanesimo del terzo millennio. In
una lunga riflessione sul magistero sociale della Chiesa oggi,il vescovo di San
Marino –filosofo alla Cattolica e presidente della Fondazione internazionale
Giovanni Paolo II– sottolinea che lo Stato stesso "nasce dall'esercizio
della sussidiarietà".Le istituzioni pubbliche sono certamente modi
strutturati attraverso i quali "la società difende i diritti delle
persone", ma non detengono affatto il monopolio del "bene
comune". E il principio di sussidiarietà –che impronta oggi sia la
Costituzione italiana sia la Carta della Ue –viene d'altronde ricondotto da
Negri alle radici cristiane della civiltà europea. è la società civile la fonte
ultima dell'iniziativa economica che dà lavoroe reddito, soprattutto
nell'auto-imprenditorialità.La stessa "solidarietà" – altro cardine
del magistero sociale cattolico –ha come presupposto un sistema produttivo che
funzioni e in cui tutte le persone possano misurare i propri talenti e i propri
meriti. è ancora nelle cellule sociali (dalla famiglia ai corpi intermedi) che
il lungo contributo dottrinale di Papa Wojtyla –cui il libro di Negri è
fondamentalmente dedicato –ha sempre cercato le vere risorse per ricostruire i welfare
statalisti: che, visti in dal XXI secolo ormai in retrospettiva,non sembrano
esser stati tanto più equi, efficienti, "democratici" delle burocrazie d'Oltrecortina.Dalla sanità,all'assistenza agli
anziani, al terreno critico dell'education,la dottrina sociale cattolica
insiste dunque sulla responsabilità "da persone a persona"; e sulla
tutela della libertà del singolo verso Stati o sovra-Stati che troppo
spesso,secondo l'autore, impongono il pensiero unico "tecnoscientifico"e
non intermediano più valori autenticamente"umanistici". In un libro
"chiaro e diretto" (lo scrive Marcello Pera nella prefazione), Negri
non ha timore di riconoscere che la proposta cristiana è oggi "una visione
alternativa" del mondo contemporaneo, consapevole di dover testimoniare la
propria identità culturale da posizioni tutt'altro che maggioritarie.E respinge
l'accusa che il magistero sociale della Chiesa –espressione esclusiva di una
missione religiosa mai interrotta –sia un malinteso codice ideologico o uno
strumento politico.
( da "Corriere del Veneto" del 16-05-2008)
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Corriere del Veneto
- PADOVA - sezione: CULTURA - data: 2008-05-16 num: - pag: 17 categoria:
REDAZIONALE L'incontro A Santa Lucia Stella e l'Italia alla deriva Dopo La
casta, c'è La deriva. Perché se "l'Italia rischia il naufragio", per
citare il sottotitolo dell'ultima inchiesta di Gian Antonio Stella e Sergio
Rizzo edita da Rizzoli, la responsabilità è anche di quella "classe
politica prigioniera delle proprie contraddizioni e dei propri privilegi"
che non riesce più a governare l'Italia. Un Paese straordinario, per storia ed
eccellenze, ma che è trascinato verso il fondo dalle
infrastrutture impantanate nella burocrazia, dall'attività legislativa farraginosa, dagli ordini
professionali chiusi a riccio davanti ai giovani, dalle rivolte delle corporazioni,
dalle ottusità sindacali e da mille altre quotidiane zavorre. Con ironia e
disincanto, Stella ne parlerà stasera alle 21, alla Filanda di Santa Lucia di
Piave (Treviso). L'incontro con il giornalista del Corriere della Sera è
promosso dalla locale Università delle Tre Età, in collaborazione con il Centro
Biblioteche di Villorba, a conclusione della dodicesima "Mostra del
libro". Ingresso libero. Angela Pederiva Gian Antonio Stella Giornalista
del "Corriere", coautore del libro "La deriva".
( da "Libertà" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Acqua, i
Consorzi garantiscono la gestione democratica" Piacenza"I Consorzi di
bonifica, contrariamente a chi propugna la privatizzazione della risorsa, sono
espressione di modernità perché mantengono nelle mani della comunità e con
metodo democratico, la gestione di un bene di tutti, quale è l'acqua. Talvolta,
però, nonostante il convergere di volontà politiche, una
mal interpretata burocrazia
rallenta il realizzarsi delle opere". Lo afferma Massimo Gargano,
Presidente dell'Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni, in relazione al
ripristino funzionale della Diga del Molato, terminato nel piacentino, per
iniziativa del locale Consorzio di bonifica Bacini Tidone Trebbia, dopo 8 anni
di lavoro. 16/05/2008.
( da "Corriere della Sera" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-05-16 num: - pag: 9
categoria: REDAZIONALE Il caso di Giangiacomo Schiavi CHE FINE HA FATTO IL
VIGILE DI QUARTIERE? Caro Schiavi abito a Porta Romana e mi sono affacciato
davanti al camper del Corriere che stazionava in altra zona per porre una
questione molto sentita tra i milanesi: l'inadeguatezza del ruolo del vigile.
Si sarà certamente accorto che non c'è strada o piazza di Milano che non
segnali la scarsa presenza degli uomini in divisa e la loro idiosincrasia nei
confronti del cittadino che protesta per qualche piccolo sopruso o chiede il
loro intervento. Mi domando qual è il compito del vigile
oggi, oltre alle multe e alla burocrazia d'ufficio. Vorrei chiarezza intorno all'ambiguità del vigile di
quartiere, molto simile a quel poliziotto annunciato anni fa dal governo
Berlusconi: chi l'ha visto? Francesco Bassi Caro Bassi, ci risiamo coi vigili,
e c'era da aspettarselo. Davanti al camper ogni volta si recita una
litania triste sul ghisa di quartiere: mai visto, mai visto, mai visto. In
realtà qualche volta c'è, ma la sua missione in appoggio ai cittadini si è
svuotata di forza e di valore: perché è solo, perché i problemi e le emergenze
si sono decuplicati, perché l'amministrazione ha altre emergenze che considera
più importanti delle lamentele dei cittadini e perché c'è sempre una linea
politica che condiziona i comportamenti dei vigili sul territorio: più o meno
severi con gli automobilisti, più o meno duri con gli ambulanti abusivi, più o
meno tolleranti con le quotidiane inciviltà, e si va dal telefonino al volante,
alle moto sui marciapiedi, alla doppia fila, ai cani che sporcano. Queste
assenze o questi occhi chiusi sugli episodi che poi ci avvelenano la vita,
stanno creando una contrapposizione che nuoce all'idea di comunità che abbiamo
tutti e di legalità (che purtroppo non sempre abbiamo). Qualche mese fa, ad una
lettera simile, rispondemmo che sarebbe stato auspicabile uno scatto d'orgoglio
dei vigili per riconquistare la fiducia dei cittadini. Bisogna anche
riconquistare un po' dell'autorevolezza perduta. Il Comando ci mandò l'elenco
dei compiti richiesti, che erano tanti, è tutto finì in niente. Per non fare
chiacchiere inutili, prometto al lettore Bassi un rapporto dettagliato sui
vigili alla fine del viaggio con il camper. Intanto mi guardo intorno, e li
cerco anch'io. gschiavi@rcs.it.
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del
16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Ovest sezione: PRIMA
data: 2008-05-14 - pag: 1 autore: Artigianato. Pesa il rischio mortalità Cna
lancia l'allarme sulle Pmi valdostane Il saldo tra le imprese artigiane che
hanno cessato nel 2007 la propria attività e quelle che hanno aperto nello
stesso anno è positivo, tuttavia aumentano le attività che non riescono a
sopravvivere più di due anni. A lanciare l'allarme è la Cna della Valle
d'Aosta. Secondo cui il dato di crescita è anche inficiato dalla nascita delle
cosiddette imprese satelliti, soprattutto nel settore delle costruzioni. Id ati
della Camera di commercio di Aosta parlano di 418 imprese registrate contro 326
cessazioni su uno stock complessivo di circa 4.200 aziende, masecondo Cna la
situazione non è rosea: sul banco degli imputati per l'associazione artigiana
c'è soprattutto il maggior carico di adempimenti imposti dalle discipline su
sicurezza, lavoro, privacy e oneri previdenziali. Il comparto, che oggi
garantisce un lavoro a circa novemila addetti, chiede maggior sostegno alla
Regione: "Servono procedure più snelle – commenta
Cesare Grappein, segretario regionale Cna –,siamo schiacciati dalla burocrazia. La famosa impresa in un
giorno appare ancora un'utopia. In cambio di maggiore efficienza, si potrebbero
anche ridurre i contributi al settore". Favre u pagina
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del
16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Ovest sezione:
ECONOMIA e IMPRESE Vda data: 2008-05-14 - pag: 11 autore: Artigianato. Il 2007
si è chiuso con un saldo positivo, ma secondo le associazioni il settore non è
in salute Cna: microimprese in affanno Sono sempre di più le aziende che non sopravvivono
più di un anno PAGINA A CURA DI Fabrizio Favre AOSTA Segnali di allarme tra gli
artigiani valdostani per la tenuta e la solidità del settore. "Il saldo
tra iscrizioni e cessazioni – osserva il segretario regionale della Cna, Cesare
Grappein – è positivo, a dimostrazione del fatto che è ancora alta la voglia di
fare impresa. Ma se si va oltre e si guarda al di là del puro dato quantitativo
constatiamo che sono in costante aumento le aziende che aprono e chiudono nel
giro di un biennio, talvolta perfino un anno. Un elemento che denota una
evidente fragilità del settore". Il messaggio, diretto in modo particolare
alle istituzioni, è chiaro: occorre ridare centralità a un settore che, da
solo, nella piccola regione autonoma dà lavoro a circa 9mila addetti. "La
Pmi artigiana – precisa il segretario regionale – va sostenuta e non lasciata
sola ad attraversare il guado della probabile stagnazione dell'economia. Gli
attuali numeri positivi non sono un reale sintomo di salute del settore".
Se si analizzano i numeri, la situazione valdostana – con 418 registrate contro
326 cessazioni nel 2007 su uno stock complessivo di circa 4.200 aziende –
appare confortante, ma Cna Valle d'Aosta dal suo osservatorio associativo
ribadisce che il dato va attentamente contestualizzato; in collaborazione con
la sede centrale romana, sta sottoponendo i dati in merito alle cessazioni
delle imprese artigiane a un severo controllo, puntando a tracciare la durata
media della aziende costituite negli ultimi anni. "Molte aziende artigiane
– aggiunge Grappein – chiudono a neppure un anno dalla loro costituzione
schiacciate da un carico burocratico sempre più insostenibile, soprattutto per
le microimprese valdostane che difficilmente superano i tre dipendenti ".
Per Grappein il dato di crescita è anche inficiato dalla nascita delle
cosiddette imprese satelliti, soprattutto nel settore delle costruzioni (il più
dinamico, come si vede nella tabella). "Sono aziende – osserva Grappein –
costituite da dipendenti che si mettono in proprio, ma che poi continuano a
lavorare con la stessa come unico fornitore ". Quali le cause di tanta
fragilità? "Le imprese valdostane – risponde Grappein – chiudono i
battenti perché non hanno gli strumenti per stare sul mercato. Ad esempio si
trovano in difficoltà nel preparare la partecipazione ad un appalto". Tra
obblighi derivanti dalla legge 626, norme rispetto della privacy, regolamento
versamento contributivi, nuova disciplina in materia di impianti ( decreto
37/2008), la vita dell'imprenditore artigiano si è terribilmente complicata e
per Cna occorre correre ai ripari prima che la valanga degli adempimenti abbia
il sopravvento sulla voglia di diventare imprenditori. "Paradossalmente
–prosegue Grappein – non sono tante le aziende che chiudono perché non hanno
lavoro, ma ce ne sono parecchie che non riescono a portare avanti il proprio
progetto di azienda". Quali ricette adottare? "Come associazione –
risponde Grappein – siamo convinti che si debba passare da un'idea di
amministrazione che autorizza a una di impresa responsabile. Servono procedure
più snelle e severità nei controlli. Tanto già ora le nostre aziende sono
sottoposte a controlli doppi rispetto alle altre regioni: sono convinto che si
potrebbero perfino ridurre i contributi spettanti al settore se soltanto si
riuscisse ad alleggerire la pressione fiscale e burocratica. La famosa impresa
in un giorno appare ancora un'utopia". In questa direzione Grappein
intravede un ruolo importante per le associazioni di categoria. "Gli
artigiani – commenta – sono sempre meno interessati alla tutela
politico-sindacale. Chiedono un'associazione che sappia affiancarli e aiutarli
ad affrontare l'infittirsi delle normative". "Per esempio – ricorda
il segretario dell'associazione – nel recente nuovo testo unico in materia di
sicurezza le sanzioni sono state raddoppiate, e in un simile contesto dobbiamo
porci l'obettivo di aiutare le imprese a mettersi in regola ". "Vanno
aperti dei tavoli di lavoro con l'Amministrazione regionale dove si riesca a
far comprendere che le micro-imprese tipiche del nostro territorio hanno spesso
bisogno di un sostegno per adeguarsi in maniera efficiente alle nuove
normative, statali o regionali che siano ", conclude Grappein, ricordando
che "le piccole dimensioni regionali impongono una maggior collaborazione
tra istituzioni e associazioni di categoria affinché i problemi sul tappeto
possano essere risolti ricorrendo il meno possibile al sistema sanzionatorio
". LA BUROCRAZIA Aumenta il carico degli adempimenti
imposti dalle discipline su sicurezza del lavoro, privacy e oneri previdenziali
I NUMERI E LE ISTANZE Oggi il comparto garantisce occupazione a circa 9mila
addetti e chiede alla Regione un maggiore sostegno.
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del
16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Ovest sezione:
ECONOMIA e IMPRESE Piemonte data: 2008-05-14 - pag: 5 autore: INTERVISTA Luigi
Rossi di Montelera Presidente Confindustria Piemonte "Le infrastrutture
ora o mai più" Economia rinata dopo la crisi - Adesso serve maggiore
concretezza politica di Francesco Antonioli L uigi Rossi di Montelera compie
oggi 62 anni.A fine mese lascerà l'incarico di presidente di Confindustria Piemonte.
Laurea in legge, padre di tre figli, è dal 1995 presidente della
Bacardi-Martini B.V. e di General Beverage Europe B.V. In Parlamento nelle fila
della Dc dal 1976 al
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Centro-Nord sezione:
ECO-IMP. Emilia-R. data: 2008-05-14 - pag: 7 autore: Manifatturiero. Intesa
Sanpaolo: crescita 2007 (+6,5%) sotto la media La moda salva i conti
dell'export dei distretti Mezzi agricoli e ceramica scontano il calo dei
mercati Andrea Biondi BOLOGNA Rispetto alla media nazionale è andata meglio. Ma
nel
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Economia Pagina
( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di GIAMPAOLO MILZI
DI RIFIUTI ne ha così tanti, che sarebbe "eco-stupidità" limitarsi a
chiuderla. E allora? Quel sito si trasformerà in risorsa, grazie
alla nuova tecno-struttura per la produzione di energia elettrica che, burocrazia permettendo, spunterà nella
discarica di Chiaravalle nell'estate 2009. Merito del Comune e di
Anconambiente, alla quale nel dicembre scorso l'Amministrazione municipale ha
affidato le procedure per la realizzazione di un impianto che sfrutta il
biogas. Cioé quella miscela di vari tipi di gas (per il 50-80% metano)
che scaturisce naturalmente dalla fermentazione batterica in anaerobiosi
(assenza di ossigeno) dei residui organici in decomposizione provenienti anche
e soprattutto dai materiali che normalmente rappresentano il 30-40% dei rifiuti
urbani delle discariche. I lavori per la nuova opera costeranno circa 2 milioni
di euro, ai quali andranno aggiunti dai 3 ai 3,5 miloni per un'ipotesi di
gestione ventennale. Secondo le stime, l'impianto produrrà 6700 kilowatt l'ora,
e quei vent'anni di operatività garantiranno ricavi per 15 milioni e utili per
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Gazzetta di Parma
16-05-2008 Inchiesta: I ragazzi e il governo .
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................................................................. I giovani
parlano chiaro: un impiego sicuro e un'università meglio organizzata DI ALESSIA
FERRI "Vogliamo fiducia e lavoro" I giovani non ci stanno, e questa
volta chiedono di più. Di più dei soliti slogan pre elettorali sapientemente
riposti nel cassetto dopo aver vinto le elezioni, di più delle belle promesse
mai mantenute, almeno così la pensano le ultime generazioni. A pochi giorni
dalla formazione del nuovo Governo, siamo andati in giro per le strade della
città a sentire, dalle loro voci, cosa si aspettano da questo nuovo ciclo
governativo. Un' indagine però apolitica, nonostante le apparenze, perché ai
ragazzi interpellati non abbiamo chiesto di schierarsi a favore o contro chi ci
governerà nei prossimi anni, ma solo di esprimere i propri desideri a chi
potrebbe, e dovrebbe, provare a realizzarli, a prescindere dal colore politico
che indossa. "Cosa potrebbero fare i politici per noi giovani? Sicuramente
di più di quello che fanno adesso, anche perché di meno sarebbe impossibile -
commenta Luca Bottazzi, che ha 21 anni e frequenta l' Università qui a Parma -.
Continuando di questo passo, non si riuscirà mai ad aiutare i giovani a trovare
un posto di lavoro adeguato perché, spesso, dopo gli studi, vengono abbandonati
a loro stessi. Inoltre, potrebbero favorire il ricambio generazionale, sia all'
interno dello stesso sistema politico, che in altri settori perché esistono
molti ragazzi capaci, che non riescono ad emergere, per mancanza di posti in
cui far conoscere le proprie potenzialità". La domanda del sondaggio era
generica ma, tutti i ragazzi interpellati, hanno dato risposte riguardanti il
mondo dell' Università e del lavoro segno che, a dispetto di chi li vuole tutti
"bamboccioni" nullafacenti, i giovani, al futuro, pensano eccome.
"Le Università italiane sono indietro cent' anni, come strutture,
programmi di studi, supporti per gli studenti e collegamenti al mondo del
lavoro - commenta Dario Serventi, universitario di 25 anni -. Credo, quindi,
che il primo passo da compiere sia quello di pensare ad un miglioramento,
serio, del sistema universitario". Della stessa idea, anche Giuseppe Calo,
coetaneo di Dario, che ammette: "C'è davvero molto da fare, a partire
dall' abolizione del sistema universitario del 3+2 che, da quando è in vigore,
ha fatto solo danni. Poi proporrei di dare più fondi alla ricerca e di rendere
i Master, obbligatori per certe professioni, economicamente accessibili a
tutti, altrimenti si rischia di creare mestieri d' elitè". Chiede meno
test d'ammissione alle facoltà universitarie, anche Martina Rienti che a 18
anni, all'Università, sta pensando di entrarci adesso. La sua mente, tuttavia,
è già proiettata al mondo del lavoro. "Per migliorare le cose sarebbe
necessario, anche, mandare la gente in pensione prima, per creare un ricambio
generazionale che crei un mercato del lavoro più dinamico, che ne favorisca l'
ingresso ai giovani". Pensa al lavoro anche Luca Facchini, di 26 anni,
"Dovrebbe essere a tempo indeterminato per tutti, in modo da consentire ai
ragazzi di crearsi un futuro ". Se si parla di tasse, poi, Luca non ha
dubbi. "Andrebbero diminuite, se no come si fa a crearsi una famiglia e a
mettere al mondo dei bambini? ". Le risposte al quesito, si assomigliano
molto tra loro perché, ammettono quasi tutti gli intervistati "Senza un
lavoro che faccia dormire sonni tranquilli, non c'è tempo e voglia di pensare
ad altro". E così, Emiliano Zapata vorrebbe "Più progetti e
finanziamenti pensati per valorizzare le idee dei giovani che, spesso, non riescono a realizzare i propri sogni per mancanza di soldi, o
a causa di una burocrazia
infinita". Come lui, Silvia Cassiani, di 22 anni, parla della necessità di
creare "Centri di aggregazione giovanile in cui vengano proposte idee
intelligenti, così che, i ragazzi, possano passare il loro tempo, non in modo
superficiale, ma costruttivo ". Nonostante i sogni e le
aspirazioni, personali e collettive, quello che emerge da questa piccola
indagine, è la sfiducia nei confronti delle istituzioni e l' idea che si può
chiedere, ma difficilmente, qualcuno esaudirà. "Non ho fiducia nei
politici ma, se proprio devo sperare in qualcosa, spero che mettano in campo
delle risorse per migliorare il livello del sistema scolastico che, in Italia,
non è il massimo. Spero, anche, che tutelino maggiormente i ragazzi più deboli,
in modo da evitare, il più possibile, l' insorgere di fenomeni di emarginazione
e violenza, come accade con il bullismo". L'amica, Federica Freddi, meglio
di tutti, esprime, attraverso una sola parola, il concetto che riesce a contenerne
tutti: fiducia. "Dovrebbero solo darci quella, invece, se ci sono da
tagliare dei fondi, il primo settore a farne le spese, è l'istruzione. Questo
dimostra che, nelle nuove generazioni, si crede poco ". Fiducia, solo
quella chiedono i giovani d' oggi. Fiducia nel considerarli ragazzi attenti e
preparati a scuola, non solo ignoranti cellularedipendenti. Fiducia nel vedere
in loro i cittadini di domani, in gradi di migliorare il mondo di oggi. Fiducia
nel credere che un giorno, anche loro, potranno farcela, come hanno fatto i
loro padri e i loro nonni. hh "BISOGNA MIGLIORARE ANCHE IL SISTEMA
SCOLASTICO CHE IN ITALIA NON E' IL MASSIMO".
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Spettacoli pag. 57
HAPPY HOUR TUTTO DA VIVERE CON DJ RINO Appuntamento per l'aperitivo, a partire
dalle 18, al Cafè American Burn Out di viale Sant'Eufemia
( da "Centro, Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lettera alla
Regione: "Basta parole, servono i fatti" Confindustria: l'Abruzzo
rischia la bancarotta L'AQUILA. Infrastrutture da modernizzare, tasse elevate che scoraggiano l'arrivo di aziende e mettono in
difficoltà quelle esistenti, una burocrazia soffocante, leggi che al posto di dare sostegni alle imprese le
bloccano. Non è confortante il quadro che Confindustria per mano del suo
presidente Calogero Riccardo Marrollo, disegna e invia al presidente della
Regione, Ottaviano Del Turco. Una missiva che ha il tono imperioso di un
ultimatum e segna una nuova inversione dei rapporti tra gli industriali e
l'esecutivo regionale. Collaborazione finora fatta di alti e bassi di lune di
miele e improvvisi e polemici litigi. "Non è più tempo di parlare ma di
fare, altrimenti si rischia la bancarotta": scrive risentito Calogero
Marrollo. (A pagina 15).
( da "Nazione, La (Umbria)" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
ASSISI / TODI /
BASTIA pag. 10 ANCHE LA PAZIENZA ha un limite! Ad Ospedalicchio è stato
superato più v... ANCHE LA PAZIENZA ha un limite! Ad Ospedalicchio è stato
superato più volte e un'importante via della frazione è al buio ormai da
quindici giorni. Si tratta di via Don Fulvio Scialba, lungo la 147 Assisana,
nel tratto che va dalla sede della scuola elementare fino all'incrocio con via
dell'Aeroporto. Nei primi giorni del guasto, dopo il 1° maggio, si pensava ad
una situazione provvisoria, poi alcuni residenti hanno allertato i Vigili
Urbani, ma senza esito. Utilizzando le conoscenze
personali, per aggirare l'inevitabile burocrazia, il caso è stato segnalato alla società cui il Comune ha affidato
la manutenzione della pubblica illuminazione. I tecnici hanno effettuato
sopralluoghi alla linea interrata e in particolare ai pozzetti, senza però
ottenere i risultati sperati. Dopo due settimane di sostanziale inazione
e crescenti disagi si fa strada l'esasperazione. Sono stati i privati a
prendere l'iniziativa e per forare il buio della notte lasciano i lampioni di
casa accesi dal tramonto all'alba, come l'albergo ristorante che si affaccia
nella piazza centrale che accende un faro per guidare ospiti e turisti. Il buio
mette a rischio anche la sicurezza nell'area che è ridosso del centro storico
di Ospedalicchio. "L'ipotesi più probabile ? rileva Giancarlo Rinaldi, tra
i più attivi per trovare una soluzione ? è che il 'black out' sia dovuto ad un
guasto delle rete perché ormai vecchia e inaffidabile. Anche due anni fa
l'impianto andò in tilt più giorni e l'amministrazione comunale si difese
sostenendo che era responsabilità dell'Enel. L'ente elettrico verificò invece
che i guasti non erano di propria competenza". Se questa è la causa del
guasto l'amministrazione comunale, ormai senza ulteriori indugi, dovrà
intervenire per ripristinare l'illuminazione pubblica e riportare un po' di
serenità. M.S.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Zanon a Galan:
"Ti denuncio" Parla un'altra vittima del libro-intervista del
presidente PADOVA. Libro-intervista di Giancarlo Galan: Raffaele Zanon, An,
annuncia "querela per diffamazione con azione di risarcimento per i danni
che mi ha procurato". "Io non accetto colpi bassi e soprattutto la
slealtà", dice il consigliere regionale padovano, citato nel libro come
"il prototipo dei pessimi", "uno che a una totale inconsistenza
unisce la tendenza a mascalzonate imperdonabili". Zanon, dica la verità:
lei sapeva già di non essere molto amato da Galan. "Sì, se vogliamo fin
dai tempi di Buenos Aires, quando ero assessore ai flussi migratori e nacque un
caso con gli enmigrati in Argentina". E allora si meraviglia? "Se
l'origine di tutti i mali è non aver dato sostegno a quel tal Luigi Pallaro che
poi ha fatto da stampella al governo Prodi, sicuramente avevamo opinioni diverse.
Mi sembra legittimo". Galan non l'ha più voluta in giunta. "Nei 10
anni di assessore io ho sempre lavorato lealmente. Quanto a lui, mi ricordo che
l'unica volta che l'ho visto preoccupato ad una seduta di giunta, era perché
non trovava le esche per andare a pesca. Dovevamo sbrigarci per quello. Tanto
per dire". Lei fu escluso dalla giunta da un veto di Galan o da scelte
diverse dei partiti? "Galan ha messo veti su molte persone e io mi faccio
vanto di essere in buona compagnia: da Brancher a Brunetta a Sacconi, che oggi
si trovano al governo. Non ho avuto altrettanta fortuna ma vedo che gli
sponsorizzati da lui non vanno lontano". Meglio non essere sponsorizzati
da Galan, lei dice? "Non solo quelli sponsorizzati da Galan non vanno
lontano, ma cadono anche in disgrazia. Io ho avuto numerosissimi attestati di
solidarietà per quello che lui ha scritto. Mi sono anche chiesto il perché di
tanta acrimonia. Sicuramente c'entrano le posizioni che ho espresso in
Consiglio: qualche disturbo al manovratore devono averlo dato". Quali
posizioni? "Penso almeno in quattro punti che sono agli atti dell'aula: 1)
i controlli che ho cheisto sulle Usl; 2) la trasparenza
nella burocrazia regionale
a proposito dei fondi comunitari, inclusi gli uffici di Bruxelles. Qui sono per
certo che qualcuno si è sentito disturbato". Gianlorenzo Martini,
responsabile di Bruxelles? "Anche il segretario generale Rasi Caldogno,
perché i finanziamenti a pioggia che arrivano da Bruxelles e cadono magari
sempre sulle stesse pozzanghere, non passano per nessun tipo di
controllo del Consiglio. Poi devo aver toccato qualche suo amico: con Enrico
Marchi non sono stato leggero. Nell'ultimo bilancio ho ottenuto con voto
unanime del Consiglio una commissione di verifica sulla gestione della Save, in
riferimento anche ad Alpieagles". Questa commissione è stata istituita?
"No, è stata insabbiata". E la quarta cosa? "I progetti di
finanza, su cui ci sono interessi mastodontici. E sappiamo che c'era un
emendamento in finanziaria che chiedeva controlli. Se il mascalzone si
riferisce ad atti così proditori ai danni dei veneti, continuerò ad esserlo. E
respingo l'azione intimidatoria che intravvedo nel libro: il dopo Galan è già
cominciato e anche Berlusconi l'ha capito. Lo si vede dalle scelte che ha
fatto. Galan risponde che vuol fare il partito del Nord? C'è già e si chiama
Lega. Anche Svp c'è già. Non si rende conto che sono cambiate un sacco di cose
e lui non è più al centro". (Renzo Mazzaro).
( da "Denaro, Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Enti Locali &
Cittadini piani, progetti & abusi Centro di Napoli: solo confusione Guido
D'Angelo Recentemente si è ripreso a parlare ed a dibattere sul degrado del
centro storico di Napoli, da anni inserito nell'elenco del Patrimonio
dell'Umanità, definito dall'Unesco. Pertanto, si è paventato e si paventa il
pericolo che questo celeberrimo centro storico possa essere cancellato
dall'elenco per la sua rovinosa situazione di abbandono e di incuria crescenti.
Francamente, la maggiore preoccupazione non consiste nel pericolo della
paventata cancellazione. Preoccupa, invece, la perdurante situazione di
sdoppiamento della personalità che caratterizza in genere il governo del
territorio e, in particolare, la gestione del centro storico di Napoli. Basti
pensare alla legislazione urbanistica regionale ed al vigente piano regolatore
della città. Secondo la legge regionale n. 16 del 2004 sulla facciata degli edifici
ricadenti nel centro storico è vietata l'installazione di condizionatori
d'aria, tubazioni e antenne, nonchè l'inserimento di nuovi elementi che
compromettono il decoro architettonico degli stessi. Ma, intanto, anche sulle
facciate degli edifici prospettanti sulle strade pubbliche del centro storico
di Napoli continuano a sbocciare nella generale indifferenza condizionatori,
tubazioni ed antenne paraboliche. D'altra parte, il vigente piano regolatore di
Napoli dopo aver assurdamente esteso il perimetro del centro storico a vaste
zone edificate nel dopoguerra e che dimostrano solo lo squallore dell'edilizia
postbellica - vieta (in gran parte del detto centro) anche di realizzare
tramezzi o di frazionare appartamenti di grandi dimensioni, se non in corrispondenza
della maglia strutturale. Contemporaneamente, però, anche nella parte antica
del medesimo centro storico si possono costruire abusivamente ed impunemente
sopraelevazioni, verande, balconcini anche a piano terra e poggiati sulla
strada pubblica. Si tratta di tanti piccoli episodi isolati, che non fanno
notizia e che, quindi, lasciano indifferenti la burocrazia ed i soggetti che insorgono
con grande clamore su qualche caso che trova spazio sui giornali. Incredibilmente
ciò si verifica più spesso non quando si tratta di un abuso compiuto da uno
spregiudicato soggetto privato, bensì nel caso di opere di particolare
interesse pubblico. Trattasi di un fenomeno antico, come è stato
ricordato con riferimento alla costruzione della tangenziale di Napoli negli
anni settanta. In generale si tende ad opporsi ai cambiamenti, anche se si
tratta di opere fondamentali per la vita cittadina. L'ultimo esempio è
costituito dall'inizio dei lavori in piazza Santa Maria degli Angeli, per la
costruzione di una stazione della linea 6 della metropolitana (l'ex tramvia
rapida). L'indignazione di qualche Associazione e di qualche Ufficio pubblico è
stata enorme, ma non risulta che, ad esempio, il recente sbancamento di una
collina a Posillipo abbia suscitato analoghe reazioni.Parimenti mentre si
chiede il blocco dei lavori per la detta stazione della metropolitana e si
ostacola (anche da parte degli uffici competenti) la costruzione dei parcheggi
nel centro urbano si accetta poi che la città sia soffocata dal traffico delle
auto e dall'inquinamento. Insomma, sdoppiamento della personalità e
schizofrenia determinano e caratterizzano l'assenza del governo del territorio.
Non s'invoca un dittatore, ma nemmeno sono accettabili la frammentazione e la
polverizzazione delle competenze e delle interferenze. Nei Paesi civili
l'Amministrazione competente prima di aprire i cantieri provvede a rendere
pubblico il relativo progetto esecutivo, ad individuare l'esistenza di tutte le
risorse finanziarie necessarie, nonchè i tempi e le modalità di esecuzione del
progetto. Poi altri Uffici, enti ed associazioni potranno formulare opposizioni
ed osservazioni d'ogni tipo, che dovranno essere valutate con attenzione. Alla
fine, però, dopo che l'Autorità responsabile avrà deciso, tale decisione deve
essere eseguita senza ritardi e senza che qualche signor no possa continuare a
far valere poteri che non gli competono.Non c'è bisogno di sottolineare che
prima dell'apertura degli innumerevoli eterni cantieri esistenti a Napoli si è
seguito e si segue un comportamento diametralmente diverso. Ma di ciò non si
lamentano tanti autorevoli uffici ed associazioni. del 16-05-2008 num.
( da "Centro, Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Regione
"Regione, basta con gli annunci" Marrollo chiede una svolta "La
giunta parli coi fatti" MAURIZIO PICCININO L'AQUILA. Infrastrutture da
modernizzare, tasse elevate che scoraggiano l'arrivo di
aziende e mettono in difficoltà quelle esistenti, una burocrazia soffocante, leggi che al posto di dare sostegni alle imprese le
bloccano. Non è confortante il quadro che Confindustria per mano del suo
presidente Calogero Riccardo Marrollo, disegna e invia al presidente della
Regione, Ottaviano Del Turco. Una missiva che ha il tono imperioso di un
ultimatum e segna una nuova inversione dei rapporti tra gli industriali e
l'esecutivo regionale. Collaborazione finora fatta di alti e bassi di lune di
miele e improvvisi e polemici litigi. "Non è più tempo di parlare ma di
fare, altrimenti si rischia la bancarotta": scrive risentito Calogero
Marrollo a conclusione della sua missiva al vetriolo. Una elencazione di guasti
verso i quali la Regione, almeno a suo giudizio, non mette mano. Marrollo poi
riflette su nuovi prossimi guai. "La possibilità di un nuovo aumento della
tassazione a carico di imprese e cittadini innesca una situazione di una
gravità estrema", osserva preoccupato, "a cui la Regione e la
politica devono dare risposte immediate e convincenti". Le tasse di cui
parla il leader di Confindustria sono l'aumento dell'Irap sulle imprese. Una
ennesimo salato ritocco che Marollo imputa alla "mala gestione della spesa
sanitaria". Così mentre oltre l'80% del bilancio regionale va a finire
nelle fauci del sistema sanitario regionale le imprese tirano la cinghia e
vedono strade tutte in salita. Le nuove tasse, o comunque un mancato
cambiamento di rotta "comprometterebbe", scrive ancora Marrollo,
"la competitività del sistema imprenditoriale e i livelli occupazionali
abruzzesi oltre ogni limite sopportabile". Ma non c'è solo il capitolo
sanità, rivela la Confindustria, e ricorda altri temi spinosi. Con la proposta
di introdurre una tassa sull'emungimento delle acque minerali, il presidente di
Confindustria si chiede, mostrandosi scoraggiato sul futuro del sistema
produttivo abruzzese, cosa voglia ottenere la Regione, forse "che le
imprese del settore vadano a investire altrove?". In base all'attuale
piano regionale per la tutela della qualità dell'aria, ricorda Marrollo, in
alcuni Comuni delle aree industriali della Val Pescara, "dove
l'inquinamento è determinato da traffico locale e infrastrutture inadeguate, non
è più possibile effettuare nuovi investimenti. Importantissime realtà
industriali, benché dotate di soluzioni tecniche all'avanguardia dal punto di
vista ambientale, si vedono negare le autorizzazioni dagli uffici
regionali". Nell'elenco delle lamentazioni Marrollo cita una legge
indicata "esempio di autolesionismo regionale" e cita la legge
n.2/2008 su: "Interventi urgenti per la Costa teatina". "Con
l'intento molto discutibile di bloccare il Centro Oli di Ortona", dice,
"praticamente si blocca la possibilità di effettuare qualsiasi nuovo
investimento, ancorché già autorizzato, in tutto l'Abruzzo". Le riforme
strutturali, segnala inoltre Confindustria, da tempo richieste dal mondo
imprenditoriale e civile, quali quella del sistema sanitario, dei consorzi e
dei distretti industriali, la gestione dei rifiuti, "non sono neanche
avviate o prese in esame". Infine il presidente si lancia in una
osservazione che suona come una classica rampogna alle orecchie dei politici.
"La politica", insiste polemico Marrollo, "e le sue espressioni
istituzionali non possono più fare finta di niente, rinviando le necessarie
assunzioni di responsabilità".
( da "Giornale.it, Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
N. 116 del 2008-05-16 pagina 6 Se la burocrazia del Campidoglio vessa perfino i suoi consiglieri di Antonino
Torre L'Odissea negli uffici per un avviso di fermo auto su una multa annullata
da una sentenza "La sua posizione in coda è la numero 25... La preghiamo
di attendere in linea... Il personale addetto risponderà appena
possibile. Grazie". Questo messaggio ripetuto ogni tre secondi, con il
progressivo lento aggiornamento del numero di posizione di coda, è il modo con
cui la Equitalia Gerit S.p.A. comunica con chi si collega al numero verde
800422687 per cercare informazioni o per chiedere chiarimenti. La ripetizione
ossessiva del messaggio registrato può durare un tempo interminabile. Di solito
giungono alla posizione uno, ossia alla risposta dell'operatore, solo le
persone dotate di particolare pazienza. Alla fine, dopo l'interminabile e
sfiancante attesa, alle tue rimostranze per aver avuto il "preavviso"
di sequestro della macchina a causa di una multa che è stata annullata con
sentenza del giudice di pace, l'operatore del call center risponde: "È
vero che, forse, abbiamo ricevuto anche il fax con la copia della sentenza che
lei ci ha inviato, ma la Gerit nulla può, perché ha avuto mandato dal Comune di
Roma di procedere nei suoi confronti ed è il Comune che deve annullare la
richiesta di pagamento. Lei dovrebbe recarsi all'Ufficio contravvenzioni del
Comune a via Ostiense 131/L e fare lì le sue rimostranze". A nulla serve
far notare che, siccome il Comune di Roma si era costituito in giudizio tramite
la propria avvocatura, dovrebbe sapere della sentenza a te favorevole. No: devi
andare in via Ostiense. Ma tu non demordi, forte anche della figura istituzionale
che ti hanno assegnato i cittadini: quella di consigliere comunale. E anche
come tale, dopo svariati tentativi al numero 060606, vieni messo in contatto
con la segreteria del dirigente comunale che sovrintende alla particolare
materia: niente meno che il "responsabile della UO (unità operativa)
Contravvenzioni", qualcosa di etereo e di irraggiungibile, perlomeno a
detta della segretaria che ti risponde. Dopo che ti sei rifiutato di dire
all'impiegata il motivo per cui vuoi parlare con il suo capo, la stessa ti
racconta che "sua eccellenza" (si fa per dire...) è in riunione e ti
richiamerà appena possibile. Tu le lasci i tuoi recapiti telefonici. Per il
Comune la pratica è chiusa. Aspetterai invano quella telefonata che non ti
arriverà mai. E sei un consigliere comunale! Pensa ai poveri cittadini vessati
e maltrattati da questa burocrazia che considera i
contribuenti che la mantengono, come "servi della gleba" non degni
della minima attenzione. A questo punto non mi resta che aspettare che la
macchina mi venga sequestrata. Poi chiederò un cospicuo risarcimento al Comune,
ossia, pensandoci bene, ai contribuenti e a me stesso come consigliere.
Nessuno, infatti penserà di addebitarlo ai veri responsabili, ossia a quei
funzionari che, con il loro operato, sono all'origine di tanti danni. In
Italia, purtroppo, nessuno è mai responsabile. Tutt'al più lo sono le
Istituzioni, mai le persone fisiche. Anche di ciò dovrà occuparsi la nuova amministrazione.
Anche questo è da considerare un attentato all'ordine pubblico. Io nel mio
piccolo, da consigliere comunale, ho memorizzato il problema e cercherò di
sollevarlo e risolverlo nelle sedi competenti. (*) Consigliere comunale della
Lista civica per Alemanno © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano.
( da "Secolo XIX, Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
"è giusto
azzerarei campi nomadisul territorio" l'opposizione Roma. "Il decreto
sicurezza? Stando alle dichiarazioni del ministro Maroni mi sembra di capire
che conterrà diverse norme già previste dal decreto Amato. Mi auguro che ci sia
pure l'applicabilità della normativa Ue sull'accompagnamento alla frontiera dei
cittadini comunitari che non sono in grado di dimostrare un reddito".
Filippo Penati, presidente della Provincia di Milano, è uno dei pochi volti del
Partito Democratico che vince nel Nord a maggioranza leghista. Il Secolo XIX lo
ha intervistato per conoscere la sua ricetta sicurezza e per sapere come valuta
le misure al vaglio del governo. Cosa pensa dell'istituzione del Commissario
straordinario per i campi nomadi? "L'obiettivo deve essere arrivare a zero
campi rom. Il prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi, commissario
straordinario ai campi rom, e sottolineo campi rom, altrimenti sembra di
avercela con i nomadi mentre il problema sono gli insediamenti abusivi, ha dichiarato
che la prioritàè ridistribuire i nomadi su tutto il territorio della provincia
milanese. Se questo deve essere il compito del commissario, allora non ci
siamo. Anziché i 200 campi e i 23mila nomadi ci ritroveremo, a Milano e
dintorni, con 300 campi ed ancora più nomadi. Il ruolo del commissario deve
anche essere un'operazione di polizia e se la missione che gli ha dato il
governo è solo ridistribuire, non ci siamo. Le priorità sono due: fare un
elenco di chi ha precedenti penali ed espellerli, poi applicare la direttiva Ue
sul reddito e capire quanti rom ne abbiano uno per mantenersi. Chi non ce l'ha,
via. Così il numero dei rom in Italia si ridurrà di molto e si potrà lavorare
ad accordi bilaterali con il governo romeno". Perché punta molto sulla
soglia minima di reddito per consentire la permanenza in Italia degli
immigrati? "Questa norma darebbe un contributo importante a regolare i
flussi dell'immigrazione comunitaria. Intendiamoci, non devono mica dimostrare
di essere Paperon de' Paperoni... Bisognerà applicarlo anche a quelli che si
trovano in Italia stabilmente e magari non ce l'hanno. Se non ce l'hanno, il
dubbio è legittimo: come si mantengono? Sarebbe anche un modo per scovare il
lavoro nero". É favorevole all'allungamento sino a 18 mesi della permanenza
nei Cpt dei clandestini? "Conoscendo la burocrazia italiana se, anziché tre, gli
dessimo diciotto mesi di tempo per identificare gli immigrati, si allungherebbe
il brodo dei rimpatri e delle espulsioni. Bisogna evitare anche che, trascorsi
i tre mesi, le persone lascino i Cpt con un foglio di via e gli si aprano le
porte: tornerebbero a girare per l'Italia. I tempi dovrebbero essere
allungati solo per quelli su cui ci sono obiettive difficoltà di
identificazione". Cosa pensa dell'introduzione del reato di immigrazione
clandestina? "Capisco che questa proposta abbia presa nell'opinione
pubblica ma si tratta di una misura controversa. C'è il rischio, infatti, che
abbia l'effetto, opposto, di spingere l'immigrazione in aree molto colluse con
la malavita. Una buona legge è quella che coglie l'obiettivo: cacciare i
delinquenti, tenere chi lavora onestamente". M. L. 16/05/2008 FILIPPO
PENATI PARTITO DEMOCRATICO 16/05/2008 "Il commissario non può limitarsi a
redistribuirei rom.Il reato di immigrazione clandestina? Non credo possa
servire" 16/05/2008.
( da "Giornale.it, Il" del 16-05-2008)
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N. 116 del
2008-05-16 pagina 13 Chi non versa un euro si giustifica così: "Ma io ero
all'estero..." di Redazione Quasi tutti invocano la privacy sulle proprie
finanze, qualcuno si appella alla crisi economica e un altro tenta la carta
dello scambio di persona L'Italia a reddito zero la incontri un po'
dappertutto. L'inchiesta di Panorama si muove tra il sud e il nord del Paese. I
nullatenenti parlano contro voglia, sono diffidenti, spesso scontrosi. Come
giustificare certe dichiarazioni dei redditi? Certo, non tutti sono evasori.
Certo, ci sono detrazioni, agevolazioni fiscali, problemi di salute, la crisi
economica che non passa mai e gli ostacoli che deve superare chi mette in piedi
un'attività tutta nuova. A volte però quello zero stride. Altre no, almeno a
sentire i diretti interessati, come hanno fatto i giornalisti di Panorama. Il
"Citu", ad esempio, è allevatore sul lago d'Orta. Ha 45 anni, niente
moglie, e nel
( da "Brescia Oggi" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Funziona
l'iniziativa "Solvit" Quello "sportello" Ue per risolvere i
problemi ai cittadini Lo scorso anno la rete ha risolto l'83 per cento dei casi
sottoposti: 679 su
( da "Corriere Adriatico" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
I risultati
dell'Arpam saranno confrontati con quelli dell'azienda, poi il rapporto finirà
in Consiglio Carbon, martedì i dati sull'inquinamento ASCOLI - I dati sull'inquinamento
dell'area Carbon e la bonifica del terreno sono stati, ieri pomeriggio, al
centro di un vertice in Comune tra Regione, Provincia, Arengo, rappresentanti
della fondazione Carisap, della multinazionale e delle organizzazioni
sindacali. Dall'incontro è emerso che martedì prossimo 20 maggio i tecnici
dell'Arpam e dell'azienda confronteranno i dati relativi all'inquinamento dei
( da "Corriere Adriatico" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Un atteggiamento più
elasticoIn discussione il prolungamento di mezz'ora per la musica livee la
chiusura posticipata alle 4 Del Vecchio: "Valuteremo con attenzione, per
noi è fondamentale incentivare il turismo" Feste in spiaggia, spiraglio
sugli orari Lotta ai rumori, le richieste della Confcommercio al vaglio della
giunta PORTO SAN GIORGIO - I concessionari di spiaggia e tutti gli altri
pubblici esercenti in città incrocino le dita. C'è apertura da parte
dell'amministrazione comunale e dei tecnici del Comune a rimettere mano al
regolamento comunale per la disciplina sulle attività rumorose. Ieri mattina il
presidente provinciale della federazione italiana dei pubblici esercizi, Lucio
Brunelli, e la dirigente provinciale della Confcommercio, Teresa Scriboni, si
sono incontrati con l'assessore all'ambiente Carlo Del Vecchio e con il
responsabile dell'ufficio ambiente Francesca Claretti, ai quali hanno
presentato le loro richieste per modificare il regolamento vigente, tutto per
cercare di lavorare di più, e meglio. Al centro delle ipotesi avanzate dalla
Confcommercio spiccano il prolungamento di mezz'ora per la musica dal vivo,
l'estensione dell'orario di chiusura dei pubblici esercizi, siano essi bar o
chalet, dalle tre dopo mezzanotte alle quattro, la nomina dei membri della commissione
di vigilanza comunale, già istituita dalla precedente amministrazione e che sia
sufficiente la semplice comunicazione al Comune per fare piccoli
intrattenimenti. Anche l'assessore al commercio e turismo, Attilio Panichi ha
dato il suo beneplacito. Ora le richieste passeranno prima al vaglio della
giunta, quindi all'approvazione del consiglio comunale. I tempi non sono brevi.
L'iter amministrativo d'altronde non può essere ignorato. Ma la stagione estiva
è alle porte e allora i rappresentanti dell'associazione di categoria
provvederanno a chiedere una deroga al primo cittadino Andrea Agostini. Una
richiesta che permetterebbe ai pubblici esercenti di
scavalcare il regolamento e i tempi della burocrazia, tornando alla normativa pre-regolamento, soprattutto per quanto
riguarda autorizzazioni e licenze. Con la deroga del sindaco, infatti, chi
vorrà effettuare un piccolo intrattenimento dovrà presentare una semplice
dichiarazione di inizio attività con la relativa certificazione di impatto
acustico. Addirittura chi ha nel proprio locale capienza e afflusso non
superiore alle 100 persone dovrà presentare in Comune solo la comunicazione per
l'intrattenimento. Fino ad oggi, infatti, il nulla osta dell'ufficio ambiente,
una vera e propria autorizzazione, veniva rilasciato previo parere dell'Arpam.
"La possibilità di fare piccoli intrattenimenti solo con una comunicazione
è possibile fanno sapere dalla Confcommercio perché l'autorizzazione è prevista
già nella disciplina delle attività di somministrazione di alimenti e
bevande". "E' fondamentale per noi incentivare il commercio ed il
turismo il parere dell'assessore Carlo Del Vecchio come andare incontro alle
categorie ed alle loro associazioni. Faremo tutto nel rispetto delle
leggi".
( da "Portel" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Inserito da:
Redazione, Mer, 14/05/2008 - 23:33 Dovranno attendere il 2009 i veneziani, ma
tra appena un anno potranno usufruire gratuitamente delle rete civica che
porterà il wireless a tutti. Si candida come primo capoluogo anti digital
divide la Venezia di fine decennio, il tutto grazie a quei
( da "Sestopotere.com" del 16-05-2008)
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(15/5/2008 16:21) |
(Sesto Potere) - Roma - 15 maggio 2008 - Un incontro con il ministro della
Semplificazione normativa Roberto Calderoli per affrontare l'annoso problema della burocrazia il cui onere pesa sempre di più sulle imprese. E' quanto
richiesto, in una lettera del presidente nazionale Giuseppe Politi, dalla
Cia-Confederazione italiana agricoltori che proprio su questo attuale problema
ha promosso una Petizione popolare con la quale sono state raccolte migliaia di
firme in tutta Italia. E' importante -afferma la Cia- che nel nuovo
governo vi sia un ministro che si occupi di semplificazione e con il quale
potersi confrontare su una tematica, quella della burocrazia,
che penalizza il nostro sistema imprenditoriale. Ed è per questa ragione che si
è sollecitato un incontro con il ministro Calderoli al quale -sostiene la Cia-
vogliamo presentare sia la Petizione popolare che le nostre proposte in
materia. E' significativo -rileva la Cia- che il prossimo Consiglio dei
ministri affronti, tra l'altro, il problema della burocrazia
con interventi, come annunciato dallo stesso premier Silvio Berlusconi, tesi a
semplificare gli adempimenti delle imprese. D'altronde, ogni anno solo nel
settore agricolo -ricorda la Cia- il “costo burocratico” per le imprese supera
i 2 miliardi di euro. E questo si traduce in un forte ostacolo alla crescita
economica, con incidenza negativa sull'occupazione e la competitività. Bisogna,
quindi, intervenire al più presto con misure mirate. Oggi la “macchina
burocratica” italiana -conclude la Cia- è la più cara tra quelle europee,
seconda alla Francia, dove, tuttavia, l'apparato pubblico, sia in termini di
efficienza che di performance, è nettamente migliore del nostro.
( da "Monde Diplomatique (IT), Le" del
16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
QUATTORDICI ANNI DI
DEMOCRAZIA E UNA LUNGA ATTESA Quando i sudafricani reclamano un tetto Mentre si
prepara ad accogliere la Coppa del mondo di calcio del 2010, il Sudafrica è nel
pieno di un boom edilizio: stadi, hotel, infrastrutture turistiche, treni ad
alta velocità. Tuttavia, mentre aumentano il numero dei nuovi ricchi e la
corruzione, milioni di persone escluse dal centro città, ancora senza case
decenti, acqua corrente, elettricità, cominciano a perdere la pazienza. Il
problema delle disuguaglianze dovrebbe essere al centro della campagna
presidenziale del 2009. dal nostro inviato speciale PHILIPPE RIVIèRE
"Ognuno ha diritto di abitare nel luogo che desidera, di risiedere in
abitazioni decenti e crescere la propria famiglia nel benessere e nella sicurezza."
Articolo 9 della Carta della libertà, adottata a Kliptown dal Congresso del
popolo il 26 giugno 1955. Una casa per 1.000 Rand-79 euro! Siamo a due
chilometri dalla spiaggia di False Bay, tra Table Mountain e il Capo di Buona
Speranza. Ma quest'annuncio immobiliare esprime l'amaro umorismo di
Khayelitsha, il grande sobborgo situato a est di Città del Capo. Si tratta di
"QQ", zona informale posta su una fascia di terreno paludoso sotto i
cavi dell'alta tensione di Eskom, la compagnia elettrica sudafricana. Per
quanto sia proibito, la zona è coperta di shacks, strutture di assi e lamiera
ondulata che, in Sudafrica, costituiscono l'habitat di centinaia di migliaia di
cittadini poveri. A vent'anni dal loro insediamento in questa colonia
informale, sorta nel 1987, le seicentocinquanta famiglie di QQ non hanno
impianti sanitari a loro disposizione e devono spartirsi otto rubinetti di
acqua potabile. I cavi elettrici passano dappertutto, nascosti sotto il bitume,
collegando in maniera anarchica la bidonville ai contatori del quartiere legale
situato nelle vicinanze. Gli incendi sono frequenti e spesso causa di morte.
Tutto quello che può essere condiviso si noleggia, persino la chiave dei bagni.
Dietro una pila di cartoni, in un angolo, è stato accuratamente mimetizzato un
allaccio al cavo principale di alimentazione: Mzonke Poni, che da più di sei
anni vive a QQ con sua madre, si augura che, alla prossima irruzione della
polizia, il suo impianto elettrico sfugga alle tronchesi. "Anche noi
abbiamo la nostra Waterfront!", esclama Poni. Questa zona di QQ prende il
nome dal quartiere chic di Città del Capo. La ragione? Quattro mesi all'anno,
le piogge invernali inondano tutte le baracche situate al livello del terreno.
C'è chi ha rialzato il pavimento di qualche centimetro, per avere qualche
giorno di tempo per trasferire sedie, televisore ed effetti personali da un
vicino o a casa della famiglia. Nella provincia del Capo occidentale (Western
Cape) - in cui si trova QQ - , cinquecentomila persone sono in attesa di una
casa. Ondata dopo ondata, i giovani lavoratori sono stipati nelle bidonville,
per lo più provenienti dalle province rurali del Capo orientale (Eastern Cape).
Non è possibile stabilirvisi senza il benestare del comitato dei residenti, che
nell'assegnazione dell'alloggio dà la priorità alle coppie con figli piccoli.
Nonostante l'enorme precarietà delle sistemazioni - o a causa di esse - in
questi quartieri fiorisce un'intensa vita sociale (1). è stato uno choc quindi
quando le autorità hanno deciso di "ripulire" una zona dopo l'altra,
senza prima consultare gli abitanti. Dopo un incendio a Joe Slovo - altro
quartiere informale di Città del Capo a ridosso della pista di decollo
dell'aeroporto - , le vittime sono state rialloggiate in edifici nuovi, più a
est, nel quartiere di Delft. Ma questo trasferimento forzato, ha coinvolto, in
seguito, anche chi non era stato danneggiato delle fiamme. "Abbiamo
scritto a tutte le autorità, dall'amministrazione cittadina alla presidenza -
racconta Mzwanele Zulu, che dirige il comitato di quartiere. Ma nessuno ci ha
fornito spiegazioni. Ci rifiutiamo di essere spostati a forza; qui siamo vicini
sia ai trasporti, sia al lavoro". Per farsi ascoltare, gli abitanti hanno
deciso di occupare la N2, superstrada che attraversa la pianura. La risposta,
questa volta, è stata immediata: "La polizia ci ha sparato addosso [con
cartucce di gomma]. Poi ci ha arrestati per incitamento alla violenza". Le
associazioni hanno presentato ricorso alla giustizia, che deciderà se Joe Slovo
dovrà essere evacuato (2). Ma la scuola, posta in un desolato edificio di
lamiera ondulata, è già stata chiusa. Alla fine di questa mattinata, a Delft,
la tensione è palpabile. Una donna sale a bordo della nostra macchina per
raggiungere la zona centrale del quartiere e ci chiede: "Vi sembra normale
che diano i nuovi edifici ai giovani, mentre noi da anni siamo in lista
d'attesa?". Per le strade che fiancheggiano le nuove costruzioni procede
una Mercedes con un megafono, incita i residenti a non obbedire agli agenti di
sicurezza che controllano il quartiere e che oggi effettuano un censimento
selvaggio, di cui i residenti ignorano la finalità. La giustizia ha imposto il
ripristino dello status quo nel conflitto che oppone il costruttore, Thubelisa
Homes, ai residenti. Questi ultimi hanno occupato abusivamente le case prima
ancora che fossero terminate. Perché? La ministra dell'edilizia abitativa
Lindiwe Sisulu (3), il 16 dicembre 2007, era venuta a consegnare le chiavi agli
sfrattati di Joe Slovo... dimenticando che il 30 % dei nuovi alloggi era stato
promesso ai residenti di Delft. Nel centro cittadino di Delft, due donne si
contendono la stessa casa. "Cose così capitano sempre più spesso",
afferma Pam Bukes, la segretaria del comitato contro gli sfratti. Assegna l'alloggio
a una delle due: "Non possiamo volerne a questa ragazza, che tenta la
fortuna... ma sono sicura che non figuri sulle nostre liste". Cominciano a
emergere le tensioni intercomunitarie. Delft è abitata prevalentemente da
meticci (definizione del regime di apartheid), che votano per l'Alleanza
democratica (Da, Democratic alliance). Hanno il sospetto che il Congresso
nazionale africano (Anc, African national congress) inciti i giovani neri
provenienti da altre zone a insediarsi con la forza. "Il luogo risuona per
le liti e i tafferugli; è normale che ci si arrabbi", fa notare Martin
Legassick, storico e militante di lunga data, molto coinvolto nel comitato dei
residenti. "Bisogna anche considerare il fatto che i neri non hanno mai
potuto iscriversi alle liste d'attesa". Miseria e giustizia non vanno
d'accordo. Seduto in un angolo, un vecchio - ottantatre anni - testimonia la
complessità del problema: ha in affitto uno shack in un cortiletto, il cui
canone si mangia quasi tutta la sua pensione. "è sulla lista d'attesa da
più di vent'anni - dice Franck Martin, consigliere (Da) di Helen Zille, sindaco
di Città del Capo. Tutti mi interrogano sul rischio della violenza. L'unico
modo per calmare gli animi è avere delle regole uguali per tutti. Tuttavia, a
volte è difficile, avendo di fronte un potere che, alla vigilia di Natale,
mentre noi siamo impegnati in una manifestazione davanti al tribunale, sceglie
il momento per mandare gli agenti a svuotare le case! La gente vuole un tetto,
l'acqua, gli impianti sanitari e un lavoro vicino. Ignorando i bisogni
elementari della popolazione, il governo gioca con il fuoco. Lo stato destina
solo l'1,5% del bilancio all'edilizia abitativa, cifra che va confrontata con
una media del 5-7% in paesi come il nostro". In Sudafrica le
disuguaglianze sono abissali. Sono ulteriormente aumentate da quando il paese
ha imboccato la strada del neoliberismo (apertura delle frontiere,
liberalizzazione dell'economia). Due economie corrono parallele senza
incontrarsi. Il sessanta per cento della popolazione - prevalentemente nera e
poco istruita - guadagna meno di 3.500 rands (276 euro) al mese, il 2,2%
percepisce un'entrata annua superiore ai 30.000 rands e vive all'occidentale.
Eredità dell'apartheid, la proprietà è ripartita in maniera diseguale - nel
1994, il 75% della popolazione si divideva il 13% delle terre - , contribuendo
all'esodo rurale che si rovescia nelle bidonville. Metà della popolazione vive
in stato di povertà. "L'attuale sistema di assistenza sociale può poco
rispetto alla povertà diffusa e alle disuguaglianze", come emerge da un
rapporto delle Nazioni unite (4). La maggioranza, economicamente fragile,
subisce le sferzate del vertiginoso aumento dei prezzi delle case. "Dal
2000 al 2004-2005 (...), il prezzo delle case è aumentato del 92%, mentre il
reddito dei lavoratori è aumentato in media dell'8,3%". I 2,7 milioni di
alloggi costruiti con l'aiuto delle sovvenzioni statali non sono riusciti a
contenere quella che si va delineando come una vera e propria crisi. Secondo il
ministero per l'edilizia abitativa la domanda è in continua crescita, al ritmo
di più di duecentomila unità l'anno: all'esodo rurale si somma un cambiamento
sociologico legato alla liberalizzazione politica che riduce le dimensioni
medie del nucleo familiare. Il Sudafrica conta circa 12,5 milioni nuclei
familiari, di cui 5 milioni in territorio urbano. L'11% vive negli shacks e il
12% nelle capanne tradizionali. Più della metà (il 56%) per la casa dipende
interamente dal governo (5). Inevitabilmente, ai più poveri il centro città è
precluso. La sottrazione della proprietà avviene spesso con la truffa (la
promessa di ottenere una "vera" casa), a volte sotto la minaccia
della violenza; a Johannesburg, il relatore speciale delle Nazioni unite punta
il dito contro la polizia, come contro la compagnia privata Wozani Security, in
grado di impiegare cinquecento uomini, tutti vestiti di rosso (da cui il
soprannome "formiche rosse"), nello sgombero di un intero immobile
nell'arco di poche ore (6). "Il Sudafrica presenta molte similitudini con
l'Algeria post-coloniale", rileva Moeletsi Mbeki, dell'Istituto per gli
affari internazionali del Sudafrica. Fratello del presidente Thabo Mbeki,
questo rispettato intellettuale è anche direttore della filiale sudafricana di
Endemol (7), produttore olandese di reality. "La nostra economia poggia
sull'estrazione delle ricchezze minerali. Tra i militanti di base e i leader
della lotta [contro l'apartheid] la frattura sociologica è forte. Questi ultimi
ne escono bene, dal momento che hanno preso il controllo dello stato. Loro e i
loro figli costituiscono la classe media emergente. Hanno avuto la fortuna di
ricevere un'educazione; dovrebbero costituire la base di un settore privato
dinamico, in un paese in cui l'educazione a buon mercato nel sistema di
apartheid è alla base di un enorme problema di carenza di risorse umane. Ma il potere ha generato un'imponente burocrazia che gode di queste risorse, senza creare posti di lavoro per la
popolazione." Ricorda come, nel
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cagliari e Provincia
Pagina 1019 Ricercatori a confronto sull'utilizzo del computer negli uffici
pubblici Burocrazia, le cartacce finiranno nel cestino Ricercatori a confronto
sull'utilizzo del computer negli uffici pubblici --> Niente più carta per i
documenti, ma nemmeno per fascicoli o per l'istruzione di pratiche. Con
l'informatica e le nuove tecnologie l'intera burocrazia
potrebbe scomparire, cedendo il passo a sistemi più rapidi ma altrettanto
sicuri. Insomma la carta finirà nel cestino per lasciare posto ai computer.
Alcuni docenti universitari cagliaritani trent'anni fa avevano iniziato le
prime ricerche sulla "Teleamministrazione", collocando l'ateneo
cittadino all'avanguardia per quanto riguarda lo studio e l'applicazione delle
nuove tecnologie sul lavoro svolto negli uffici con i computer. Per celebrare
il trentennale della ricerca, l'Università di Cagliari ha organizzato per
questo pomeriggio un convegno internazionale che ha ottenuto l'alto patrocino
della presidenza della Repubblica. "In questi anni - spiega Giovanni Duni,
docente di diritto amministrativo nella facoltà di Scienze politiche e uno dei
massimi esperti della cosiddetta amministrazione digitale - si sono sviluppate
idee che permettono di realizzare un'amministrazione pubblica telematica con
piena validità giuridica della propria azione e degli atti emanati in forma
elettronica, senza carte. Già alla fine degli anni Settanta noi parlavamo di
eliminazione dei documenti e dei procedimenti cartacei. Restiamo
all'avanguardia sulla ricerca, ma ci sono regioni come l'Emilia Romagna che
sono molto più avanti nell'applicazione". Basta entrare in un qualsiasi
ufficio del Comune, ma anche osservare i tribunali e le cancellerie dei
ministeri, per comprendere quanto ancora la carta ingombri la vita
amministrativa, nonostante l'informatica si sia ampliante radicata.
"Servirebbe - conclude Duni - che l'Europa emani una direttiva comunitaria
che disciplini i principi sul procedimento telematico". Al convegno
cagliaritano, ospitato nell'aula magna della facoltà di Scienze politiche,
parteciperanno anche i docenti Luis Ortega Alvarez (Università Castilla La
Mancha), Floretta Rolleri (Cnipa), Vincenzo Cerulli Irelli (La Sapienza) e i
docenti sardi Andrea Pubusa e Paola Piras Alle
( da "Sestopotere.com" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
(14/5/2008 16:24) |
(Sesto Potere) - Pordenone - 14 maggio 2008 - Da quando la riforma del
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Provincia di Nuoro Pagina
5022 Nuoro. Temi dell'incontro: crisi economica, trasporti e burocrazia
Gli industriali in Prefettura Nuoro.. Temi dell'incontro: crisi economica,
trasporti e burocrazia --> Martedì scorso i vertici
di Confindustria hanno incontrato il prefetto Vincenzo D'Antuono. Erano
presenti il presidente Salvatore Nieddu ed il vicepresidente Roberto Bornioli ,
accompagnati dal direttore Luigi Ledda che hanno parlato della grave crisi che
attanaglia il territorio. Oltre ai problemi legati alla grande industria, l'attenzione
dei vertici confindustriali si è concentrata sul sostegno alle piccole e medie
imprese del territorio. C'è stato l'impegno del prefetto ad attivarsi per
accelerare i procedimenti autorizzatori ed amministrativi in generale, ad
esempio per nuove attività, ampliamenti, concessioni, autorizzazioni
ambientali, uffici del lavoro, genio civile e altri. Sul tema della sicurezza
sul lavoro si è convenuto, sempre su richiesta del prefetto, sulla necessità di
sostenere un'azione congiunta (con il coinvolgimento dei sindacati) di
sensibilizzazione ed informazione, soprattutto per le piccole imprese, che
spesso non riescono ad attivare le complesse norme sulla sicurezza e devono
essere sostenute. Sul versante trasporti, il prefetto ha garantito il suo impegno
con il Governo per assicurare la continuità del servizio merci per la Sardegna
centrale, basato sulla linea ferroviaria che imbarca sulla motonave Garibaldi
per la tratta Golfo Aranci-Civitavecchia. D'Antuono ha condiviso la necessità
di non sospendere il servizio, infrastruttura strategica per le imprese.
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
VILLADOSE Proposta
l'intitolazione di una strada a Peppino Impastato Villadose presto avrà una via
dedicata a Peppino Impastato per la soddisfazione del consigliere Buratto che ha
proposto la mozione. In occasione del trentesimo anniversario dall'assassinio
di Peppino Impastato, avvenuto l'8 maggio del '78, il consigliere di minoranza
rappresentante della sinistra radicale, Renato Buratto, ha proposto
all'attenzione del consiglio un ordine del giorno invitando la giunta a
intitolandogli una via del paese.L'assassinio di Peppino Impastato è avvenuto
ad opera della mafia nella persona di Gaetano Badalamenti, contro il quale
Peppino, militante comunista, protagonista del film "I cento passi",
praticamente da solo, con la sua Radio Aut, ha combattuto con continue denuncie
sfidando il boss a viso aperto, ha voluto ribadire il valore dell'esempio come
insegnamento per i giovani d'oggi protagonisti negativi della cronaca nera.La
partecipazione di migliaia di giovani da tutta l'Italia democratica alla
manifestazione che si è tenuta a Cinisi, ha dimostrato come il tentativo di
omologare i giovani d'oggi come soggetti privi di valori e preda dei modelli
consumistici propagandati dalla televisione, sia falso e fuorviante. Esiste una
"meglio gioventù" e le forze politiche attuali hanno il dovere di
valorizzarla.La votazione è stata preceduta da alcune schermaglie procedurali
per le modalità di presentazione dell'ordine del giorno che, però, sono state superate con la considerazione che il valore del
contenuto del documento andava ben oltre la mera burocrazia delle procedure. Solamente il gruppo degli indipendenti che
sostengono la maggioranza di centro-sinistra, per bocca del loro portavoce
Adriano De Sero, si sono astenuti mentre hanno votato a favore anche i gruppi
di opposizione di Gino Alessio e di Vittorio Novo.Mirian Pozzato.
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Questo
nostro tempo ci costringe a subire un'incredibile intolleranza anche nelle
scelte che ci appartengono. Un ostracismo difficile da comprendere per gli
imprenditori che tutti i giorni si confrontano con le vicissitudini di una burocrazia
asfissiante.(Segue a pagina XXV).
( da "Corriere Di Como, Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Taborelli: "C'è
crisi, possibile la cassa integrazione" Imprenditori fortemente
preoccupati Il presidente degli industriali: "Costretti a ridurre i
margini di guadagno" "Ci avviciniamo alla cassa integrazione".
Se il 2007 non ha brillato per risultati economici, il 2008 si annuncia
"assolutamente difficile". Non cerca di indorare la pillola, Ambrogio
Taborelli, presidente dell'Unione Industriali di Como. I dati diffusi ieri dal
presidente della Camera di commercio, Paolo De Santis, evidenziano per il
settore industriale comasco una classifica negativa: penultimi in Lombardia.
"Purtroppo siamo forti in un comparto, il tessile, che ha sofferto più di
ogni altro nel recente passato - spiega Taborelli - La concorrenza orientale e
di altri nuovi attori comparsi sulla scena mondiale non ci ha aiutati. Già solo
resistere è stato molto". "L'avevo detto in tempi non sospetti, il
2008 sarà un anno duro - dice Taborelli - Alla fine del 2007 molti non si erano
accorti che i sintomi della crisi già si manifestavano, il calo degli ordini
era evidente così come i primi ritardi nei pagamenti". Un mix letale per
l'economia industriale di Como, "che si somma al problema del dollaro. Chi
lavora con gli Usa deve presidiare comunque il mercato e si vede costretto a
contrarre i margini di guadagno". La crisi è in pieno atto, insomma.
"Se le cose non cambieranno - spiega Taborelli - presto potrebbe
profilarsi la cassa integrazione per i lavoratori di alcune aziende". L'annuncio
shock arriva quando si scopre che nel 2007 le ore di Cig ordinaria sono
diminuite del 7,5%, quelle di Cig straordinaria del 13%. "Bisogna
incrementare l'offerta come fanno tutti - insiste il numero uno degli
industriali - il Lario è vincente sul prodotto e sul servizio. La fiera
Proposte (che si è appena chiusa a Villa Erba) è andata bene, i compratori
stranieri ci sono, sono attratti dall'eccellenza italiana e comasca". Ma
proprio sull'eccellenza va chiarito un passaggio. "Tutti sono capaci di
fare buona manifattura - sottolinea Taborelli - Como deve puntare su prodotti
innovativi e inediti. È la nostra abilità, questa è l'eccellenza". E se
l'industria non esulta, anche il commercio non sta affatto bene. "Siamo in
una situazione difficile che dura da un anno - spiega Guido Capizzi dell'Upcts
lariana - il ridotto potere d'acquisto penalizza il mercato e crea
stagnazione". Le cause sono chiare. "L'aumento dei costi energetici,
dei mutui e dei costi bancari limita le spese delle famiglie. È necessario che
il governo attivi un serio intervento per rilanciare i consumi". Secondo i
dati camerali, a fare da zavorra al settore commercio è tutto il comparto del
non alimentare. "Ma anche il settore del cibo non va benissimo - dice
Capizzi - il dato di incremento è pari a quello dell'inflazione".
Tradotto: un aumento della spesa e non dei consumi. Il capitolo
"commercio", nel bilancio presentato ieri, si chiude con un segno di
forte ottimismo per il 2008. "Ci andrei cauto - dice Capizzi - anche se è
vero che a Como città nell'ultimo anno sono stati aperti nuovi esercizi. C'è
voglia di impresa, lo dimostrano i nostri corsi di formazione, ma servono
misure a sostegno. La fiducia del consumatore è bassa". Sorride invece il
settore artigiano, che continua a veleggiare sull'onda della crescita. "Il
settore si espande - dice Giorgio Colombo, segretario di Confartigianato - però
bisogna stare attenti. Prendiamo l'edilizia, è vero che continua a espandersi,
lo fa da dieci anni, però è altrettanto vero che i costruttori prevedono
imminenti cali". Prudenza, insomma. "Dicono che siamo l'ossatura
dell'imprenditoria italiana - conclude - però Regione e
governo devono cominciare ad aiutarci con misure contro la burocrazia e con una seria detassazione.
Non vogliamo protezionismo, ma solidarietà". Davide Cantoni Nella foto: Il
comparto industriale è quello in maggior sofferenza. Lo dicono le statistiche
Home Economia, turismo record Bene artigianato e tessile Giù industria e
commercio Addio ai "copripresa". E "servetti" nei
mobili "Non salire mai sulle scale se si è in casa da soli"
Coldiretti: "I rom devastano i nostri campi" Migliaia di badanti a
rischio Pistola alla tempia dopo la lite In carcere un 58enne di Fino Prime
parziali ammissioni dalla banda dei 12 truffatori Residenti e commercianti:
"Via auto e treni, più spazio ai pedoni".
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
PALMANOVA Nessun
disagio per gli studenti. Servirà anche come punto d'appoggio per diversi
eventi Iniziati i lavori alla palestra "Zorutti" Palmanova(m.m.)Sono
partiti ieri i lavori alla palestra "Zorutti", attigua alle scuole
medie, che consentiranno una definitiva sistemazione della struttura. Si tratta
di rifare gli impianti di riscaldamento ed elettrico e di effettuare la normale
manutenzione del parquet. L'ultimazione è prevista per fine ottobre per cui il
disagio arrecato agli studenti sarà molto limitato in quanto, visto il periodo,
potranno svolgere la loro attività ginnica anche all'esterno dell'edificio.
L'intervento conclude un lungo iter procedurale che l'assessore Antonio Di
Piazza ha seguito passo passo cercando di sollecitare prima gli assessorati
regionali per ottenere i necessari finanziamenti (l'opera costerà 350 mila
euro) e poi gli uffici comunali spesso bloccati dagli ostacoli burocratici. Al
termine la città stellata potrà avere, fra l'altro, a disposizione un sito nel
quale accogliere decentemente i numerosi partecipanti alle varie
marce-ciclolonghe che attualmente devono cambiarsi per strada (e non è uno
spettacolo decoroso) e non possono usufruire, dopo l'arrivo della loro fatica,
di un posto dove beneficiare di una rigenerante doccia. Da Trieste, come ultimo
atto dell'assessore Antonaz, è arrivata un'altra buona notizia: sono pervenuti
all'amministrazione comunale 120 mila euro in conto interessi per 20 anni
destinati alla manutenzione della pista di atletica presso il polisportivo
"Dino Bruseschi". Anche in questo caso è stato l'assessore Di Piazza
a bussare con insistenza alla porta degli uffici regionali e ad ottenere alla
fine un risultato positivo. Il questa sua impresa è stato assistito da Paolo
Baracetti, il fac totum della società di atletica "Libertas Friul",
che ben conosce lo stato degli impianti locali. A causa
degli agenti atmosferici e del continuo uso le piste si sono notevolmente
deteriorate tanto da minacciare una revoca della loro omologazione da parte
delle autorità sportive. Anche in questo caso però ci si mette di mezzo la burocrazia e l'intervento potrà essere
portato a termine solo fra un anno e mezzo.
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ieri in Consiglio
regionale il leader della nuova maggioranza ha illustrato il programma di
governo per i prossimi cinque anni. Mercoledì 21 giugno nuova seduta per il
voto di fiducia Tagli alle imposte e all'immigrazione nei piani del
Centrodestra Il neogovernatore si impegna a ridurre Irap e Irpef e punta a
rafforzare i poteri delle Province. Sugli stranieri: "Tolleranza zero a
chi non si integra" Trieste(loma) Ha vinto le elezioni, contro lo
scetticismo anche di una parte della propria coalizione e contro Riccardo Illy.
Renzo Tondo sente la responsabilità del proprio mandato amministrativo e ieri
in Consiglio regionale, illustrando il proprio programma di governo, ha teso la
mano a maggioranza e opposizione per un lavoro di squadra per costruire il
futuro del Friuli Venezia Giulia.Così, nel suo intervento, l'ex deputato
carnico ha esordito proponendo le linee guida della propria giunta, affermando
di essere "Consapevole di aver assunto un impegno di grande
responsabilità, altresì convinto che ci troveremo ben presto a dover fare delle
scelte - ha detto nel suo intervento in Consiglio - E le scelte non sono mai
prive di significato e di conseguenze. Le faremo con la serenità e la
determinazione che si renderanno necessarie, senza sottrarci neanche per un
attimo al doveroso e dovuto confronto con l'Aula, con le Commissioni, con la
parte della Società che sta fuori di qui".Pur rendendo onore a Illy e al
Centrosinistra sconfitti, è chiaro che con il Centrodestra di nuovo alla guida
della Regione molte cose cambieranno. E le politiche di Intesa democratica a
essere modificate, corrette, smantellate.Partendo dall'impegno
a ridurre i costi della politica e a semplificare la burocrazia regionale, Tondo nel suo discorso ha fatto sapere di voler
proseguire il confronto con il Governo nazionale per quanto riguarda le
infrastrutture ("Il corridoio V deve collegarsi anche a Udine e
Pordenone"), risorse in materia sanitaria, compartecipazione al gettito
fiscale, competenze in campo culturale, scolastico, rapporti europei. Ma
ha pure annunciato di voler ripristinare leantenne della Regione - leggasi
uffici di rappresentanza all'estero - nelle principali aree di interesse
economico per il sistema friulgiuliano, che la giunta Illy aveva invece
smantellato ritenendole costose e improduttive.Nemmeno una parola
sull'Euroregione, semmai via libera a "rapporti bilaterali", mentre
c'è l'impegno a rivedere il Piano territoriale regionale per la gioia di chi ha
criticato la politica urbanistica dell'ex assessore Lodovico Sonego e ad
annullare il reddito di cittadinanza. Per le imprese, ecco la promessa di
pacchetti integrati di agevolazioni e per tutti, quella di ridurre le imposte.
"Il federalismo è un modello istituzionale prioritario, ma non è tale se
non riguarda anche le risorse finanziarie - ha enunciato il neo governatore -
Il primo obiettivo da perseguire è di concorrere alla riduzione della pressione
fiscale con la riduzione dell'Irap a partire dalle piccole imprese di un punto
percentuale, nella prospettiva di ottenere dallo Stato l'eliminazione del
tributo. Bisognerà poi incentivare gli enti locali a ridurre la pressione delle
proprie imposte, in particolare quella relativa alla prima casa e eliminare
l'Irpef per i contribuenti minori".In materia di immigrazione, considerata
eccessiva, "è necessaria la tolleranza zero per gli immigrati che non
vogliono integrarsi nel nostro paese - ha proclamato chiedendo un potenziamento
del Cpt di Gradisca d'Isonzo - l'allargamento dell'Ue alla Romania e Bulgaria
ha facilitato l'entrata in Italia di masse enormi di cittadini. Ci sarà la
massima attenzione invece per gli immigrati che intendono lavorare da noi e
apprendere la nostra lingua". La legge Antonaz sarà riscritta e
nell'assegnazione degli alloggi Ater sarà privilegiato chi risiede in regione
da almeno 5 anni.Ed ecco ancora aperture ai privati nel campo della sanità e
dell'istruzione, al mondo del volontariato, alla famiglia e alle Provincie.
Agli enti intermedi ("finché ci sono è meglio usarli" commenta Tondo
a margine) vuole trasferire competenze in materia di cultura, agricoltura,
turismo, urbanistica...L'Aula ascolta, in silenzio. E alla fine, i consiglieri
di maggioranza si alzano in piedi per applaudire il lorocampione. Seduto, come
gli esponenti dell'opposizione, resta l'azzurro Roberto Asquini. Il voto di
fiducia è previsto nella seduta consiliare di mercoledì 21 maggio.
( da "Panorama.it" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
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- Sicurezza: così il governo respingerà i clandestini Posted By Renzo Rosati On
16/5/2008 @ 18:18 In Apertura#1, NotiziaHome | No Comments "Finché non
vedo il testo scritto e approvato non ci credo. C'è una tendenza a frenare, non
da parte nostra e del ministro Roberto Maroni, ma delle solite lobby:
magistratura, burocrazia, anche
settori del mondo cattolico.". [1] Niccolò Ghedini, oltre a essere
l'avvocato personale di Silvio Berlusconi, è il primo ideatore del pacchetto
sicurezza che è servito da base al pool di ministri (Interno, Giustizia,
Difesa, Esteri, oltre al premier) per un maxidecreto e alcuni disegni di legge.
Il tutto da approvare a Napoli mercoledì 21 maggio, nel primo consiglio con
pieni poteri del nuovo governo. Così come promesso solennemente da Silvio
Berlusconi, che proprio sulla sicurezza, oltre che sull'economia e le tasse, ha
vinto le elezioni. Ghedini a quel piano lavora per conto del Cavaliere da un
anno: da quando l'allora capo dell'opposizione, con i famosi sondaggi alla
mano, capì che l'emergenza clandestini e la criminalità stavano mandando a
picco Romano Prodi, prigioniero dell'estrema sinistra e del politically
correct. Ora che siamo alla stretta, Ghedini oscilla, però tra prudenza e
scetticismo: "Eppure non c'è tempo da perdere. Gli immigrati irregolari
sono raddoppiati nel 2007, grazie al lassismo di Prodi. Le stime ufficiali
parlano di 700 mila, ma secondo me siamo oltre". Per questo il fiore
all'occhiello del pacchetto dovrebbe essere l'istituzione del reato di
immigrazione clandestina, oggi non previsto nel Codice penale, da punire con
una pena da 6 mesi a 4 anni, processo per direttissima ed espulsione. Si tratta
però del punto più controverso e difficile, tanto più per decreto. Perché?
"Tra i clandestini ci sono centinaia di migliaia di immigrati per bene che
non hanno potuto mettersi in regola per le pastoie della burocrazia.
Badanti, domestici, lavoratori" afferma [2] Marzio Barbagli, docente di
sociologia a Bologna, da anni studioso dell'immigrazione e autore, nel dicembre
2007, del più completo rapporto sugli stranieri in Italia, realizzato per il
Viminale. "Che facciamo con questi, li sbattiamo tutti in galera?".
Le carceri sembrano un altro ostacolo insormontabile: nonostante l'indulto i
detenuti sono tornati a quota 52 mila, la massima parte stranieri, su una
capienza di 43 mila. Occorrerebbero non meno di 20 altri istituti di pena. Non
solo. L'istituzione di un nuovo reato prevede una modifica al Codice penale e a
quello di procedura penale (che fissa pene e modalità del processo),
difficilmente attuabili attraverso un decreto. A parte le osservazioni di
Barbagli, gli ostacoli sono due. La magistratura, ai suoi vari livelli, è
contraria: dall'Anm, l'Associazione magistrati, al Csm fino alla Corte
costituzionale. "Abbiamo in corso trattative" confida un dirigente
del ministero della Giustizia. "Ciò che i giudici temono realmente è di
essere costretti a occuparsi a tappeto di criminalità comune, lasciando perdere
inchieste più gratificanti. Di più: c'è chi vede nell'istituzione del nuovo
reato, con caratteristiche di emergenza e corsia preferenziale, il primo passo
per l'indicazione da parte del governo ai magistrati delle priorità criminali,
se non di una sezione giudicante apposita". Un muro contro il quale ha già
sbattuto Giuliano Amato, ministro dell'Interno di Prodi. Che ammette:
"Certo, le carceri scoppiano. Ma più per i detenuti in attesa di giudizio
che per quelli che scontano la pena". Non solo, l'ostruzionismo dei
magistrati e della giustizia amministrativa mette a rischio altre due misure
chiave del pacchetto: un reddito minimo (5 mila euro) e un'abitazione che non
sia un camper o una baracca per gli stranieri, anche comunitari, che
soggiornino in Italia; e l'espulsione per via amministrativa, con la firma del
prefetto, per i clandestini, per i sospetti di pericolosità sociale, per i
delinquenti provati. Punti sui quali concorda anche uno studioso come Barbagli:
"Su 100 mila provvedimenti di espulsione" dice "se ne attuano a
fatica 25 mila, magari solo perché una gran parte di stranieri si rifiuta di
farsi identificare". Ma la Corte costituzionale ha riconosciuto agli
immigrati espulsi con motivi giustificati il diritto a opporsi di fronte al
giudice, e addirittura a rientrare in Italia per farsi assistere da un avvocato
e presentare ricorso. E questo nonostante un parere diverso del Consiglio di
Stato. Quanto al reddito minimo, il Tar della Lombardia ha appena bocciato
un'ordinanza simile del sindaco leghista di Cittadella. A opporsi era stata la
Cgil; il Tar ha giudicato "abnorme lo strumento dell'ordinanza" e
"sospetto di intenti discriminatori". Risultato: il decreto rischia
di ridursi ad alcune misure tampone, come la creazione di altri dieci nuovi
centri di permanenza temporanea (oggi sono 11), portandoli a uno per regione e
prolungando il soggiorno da 60 giorni a 18 mesi. Misure che già esistono in
Svezia e Germania, che dovrebbero consentire di completare i procedimenti di
espulsione senza che un clandestino appena sbarcato, o un delinquente colto in
flagranza di reato, venga rimesso in libertà condizionale da un giudice
eccessivamente garantista. Certo, i cpt la sinistra li voleva chiudere. Ma oggi
a offrire una sponda al governo non sono solo sindaci di centrodestra come
Gianni Alemanno e Letizia Moratti (che ha ottenuto ciò che pareva impossibile
sotto Prodi, la nomina del prefetto come commissario straordinario per i rom);
a reclamare il giro di vite sono amministratori del Pd come il presidente della
Provincia di Milano, Filippo Penati, il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, e
quello di Torino, Sergio Chiamparino. Indipendentemente dal colore, i sindaci
sanno che alle prossime amministrative saranno giudicati su sicurezza,
criminalità e degrado; per non fare la fine di Francesco Rutelli a Roma sono
ora disposti a trasformarsi in sceriffi, a condizione che lo Stato paghi i
costi, individuati in 750 milioni l'anno. Ma che cosa significa fare gli
sceriffi? Individuare baracche e camper abusivi, promuovere azioni di polizia e
magistratura, far sgombrare i campi o trasferirli lontano dalle abitazioni, e
anche cominciare a combattere vandalismi e rimuovere graffiti finora
considerati da taluni simboli di creatività. Inoltre dovranno illuminare le
strade a rischio e tenere d'occhio il giro degli affitti in nero ai
clandestini, un filone lucroso per molti italiani. Nel decreto troveranno quasi
sicuramente posto il giro di vite sui ricongiungimenti familiari per gli
immigrati, che la legge Bossi-Fini limitava ai parenti di primo grado e che il
governo Prodi aveva esteso fino a cugini, cognati e congiunti. Si inizierà a
sperimentare la banca dati del dna per evitare ricongiungimenti fasulli: una
misura attuata due anni fa in Francia da Nicolas Sarkozy, allora ministro
dell'Interno, e che fu tra le cause della rivolta dei sans-papiers nelle
periferie di Parigi e Lione. Infine c'è il capitolo spinosissimo degli ingressi
dai paesi, Romania e Bulgaria in testa, appena entrati nell'Unione Europea.
Nessuno dei due aderisce ancora al trattato di Schengen sulla libera
circolazione delle persone, ma qualche malintenzionato può entrare attraverso
la Francia o l'Austria. L'Italia vuol chiedere una ridefinizione del trattato
stesso, concepito quando l'Ue era costituita dal nucleo storico di 12 paesi
senza problemi di criminalità clandestina. Un'operazione delicata (la Romania
sta da tempo protestando contro l'Italia) che Berlusconi affiderà alle capacità
di mediazione del ministro degli Esteri, Franco Frattini. Ma che soprattutto il
premier vuole gestire anche personalmente, grazie al rapporto diretto con
Sarkozy e con il primo ministro spagnolo José Rodriguez Zapatero. La Francia
assumerà a giugno la guida dell'Ue, e Sarkò è alle prese con gli stessi
problemi di sicurezza. Anche per questo l'Italia ha scambiato con la Francia le
deleghe del proprio commissario cedendo a Jacques Barrot la Giustizia. Quanto a
Zapatero ([3] il cui vicepremier Maria Teresa Fernandez de la Vega venerdì ha
criticato duramente la nuova politica italiana sull'immigrazione: "Il
governo spagnolo rifiuta la violenza, il razzismo e la xenofobia, e pertanto
non puo' approvare quanto sta succedendo in Italia"), il suo governo, a
lungo icona della sinistra, riesce a espellere il 90 per cento dei clandestini,
oltre controllare le coste attraverso satelliti e forze armate. Grazie anche ai
fondi, in gran parte europei, che garantisce al Marocco. Sarà alla fine proprio
quest'ultima la strada da seguire con Romania e Bulgaria? "Penso di sì, ne
ho parlato con Berlusconi" dice Ghedini. Il premier, in qualche modo,
conferma: "È importante capovolgere l'immagine che diamo all'esterno.
Basta con il Paese colabrodo, l'ideale per potenziali delinquenti. Dobbiamo
tornare a essere, e anche ad apparire, uno Stato nel quale chi viola la legge
viene punito". Speriamo. n n n n n Questione sicurezza: quale, secondo
voi, dovrebbe essere la priorità gel pacchetto del governo? Smantellamento dei
campi rom abusivi Aumentare il numero dei centri di permanenza temporanea (Cpt)
Aumentare il periodo di permanenza dei clandestini nei Cpt Espulsione immediata
dei clandestini Più controlli alle frontiere Contrasto alla criminalità
organizzata Pene più severe e certe Mostra i risultati.
( da "Stampa, La" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Globalisti DI A
TORINO JASMINA TE?ANOVIC BRUCE STERLING Che bello essere di nuovo a Torino,
città del nostro destino! Questa volta l'opportunità ci è stata offerta dalla
Fiera del Libro: ci hanno invitati per un dibattito di Bruce sul futuro della
città e la presentazione di un libro di Ivo Andric e dell'ultimo di Jasmina.
Adesso che abbiamo deciso di vivere a Torino dobbiamo decidere cosa fare con
tutti i nostri libri in Texas e in Serbia. Bruce vuole regalare i suoi
all'università, Jasmina ai centri degli studi delle donne. È un sollievo andare
a una fiera del libro e vedere che ci sono tanti altri libri. Era un tormento
per tutti e due vedere libri ammassati in un posto, ma per ragioni diverse. Per
Bruce, come se qualcuno gli buttasse migliaia di cioccolatini in bocca, e per
Jasmina per l'ansia che tutto è ormai già scritto, ma non letto. Sappiamo che i
libri ci saranno sempre attorno a noi: ci cascheranno addosso come foglie in
autunno. Incredibilmente, siamo riusciti ad uscire dalla Fiera solo con tre
libri in mano, ma ci aspettano tanti altri, quindi bisogna trovare subito una
casa dove metterli. Questo comporta tutti i soliti problemi dell'immigrazione. Bruce è già andato all'ambasciata d'Italia a Houston: erano
gentili, ma la burocrazia
che deve affrontare gli fa paura. Jasmina sta ancora trafficando per la sua
residenza americana. Quindi, dati i nostri piani di vivere in Serbia, America e
Italia, abbiamo deciso di scappare per un mese in Croazia, su un'isola
sperduta. Per evitare lo sconvolgimento che subiamo con i libri, abbiamo
deciso di scriverne ancora un paio noi stessi. Bruce ha capito che
"American science fiction" e fantascienza italiana non sono la stessa
cosa. Ora vuole scrivere due libri: american science fiction e italian science
fiction. Jasmina sta per finire il suo libro "My life Without Me", il
genere non si addice alle vite di donne globaliste. Nonostante il fatto che
appena arrivati a Torino, la vita ha cominciato a sorriderci, divertirci - il
vino, gli amici, i libri, il cinema, il cibo, i musei, il design, la cultura
cyber, il sole, le scarpe... - abbiamo deciso di essere duri e disciplinati e
scrivere. La vita é bella in Italia. Speriamo che l'ufficio d'immigrazione
italiano non ci metta in prigione, dove potremmo scrivere senza distrazioni.
Noi globalisti siamo l'altra faccia degli zingari.
( da "Stampa, La" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Metaphysical
DI CLUB PERRY MAIL Nel febbraio scorso ha avuto luogo una rapina con bonifico,
bell'incontro di burocrazia e di illegalità. Una donna di Grado
rapina una banca di Trieste puntando un coltello alla gola del cassiere. Non le
interessano le banconote, difficili da trasportare e magari segnate. Quello che
vuole è un bonifico di 400.000 euro sul suo conto a Grado. Per sveltire l'operazione, la rapinatrice
sì è premurata di assaltare una filiale della stessa banca su cui ha il conto;
si sa, è tutto più facile. Il direttore, però, riesce a ingannarla. Gli
consegna un bonifico, ma falso. Dunque, a rapinatrice legalista si contrappone
un direttore falsario, però a fin di bene, nell'interesse della banca, almeno,
perché a quanto pare se il bonifico fosse stato vero forse i 400.000 euro se li
sarebbe comunque tenuti la rapinatrice burocratica. Dostoevskij diceva che i
francesi sono incantati dai pezzi di carta, con l'ironia supplementare che in
effetti i francesi furono rovinati dai titoli emessi per sostenere la Russia
nella prima guerra mondiale. Ma non si capisce perché soltanto i francesi.
Dopotutto, la rapina avveniva a Grado, Friuli Venezia Giulia, e avrebbe potuto
avvenire anche a Cuneo, Napoli, Catania. In definitiva, se siamo così
tranquilli del fatto che tutti i nostri soldi (pezzi di carta, dopotutto) sono
al sicuro in una banca dove non ce li fanno vedere, ma ci dicono soltanto, con
altri pezzi di carta, che ci sono, non è chiaro perché l'affezione per la carta
sia un mal francese, o la deviazione di una signora che aveva urgente bisogno
di un prestito a fondo perduto.