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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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tARTICOLI DEL 16-5-2008       #TOP



Report "Burocrazia"

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Indice delle sezioni

Burocrazia (51)


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

Semplificazione normativa? Un regalo bellissimo ( da "Italia Oggi" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sovente imposte con maggior gusto vessatorio dalle burocrazie ministeriali. Semplificare significa drasticamente ridurre il carico, ogni giorno più opprimente, di incombenze, obblighi, oneri, e quindi costi, che si abbatte sull'incolpevole cittadino. Il parlamento è un produttore incessante; meno male che a rallentare (poco) il ritmo ci sono il bicameralismo perfetto,

Governo e turismo: ora servono atti concreti ( da "Italia Oggi" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: mancanza di una politica e di una burocrazia amiche, all'altezza cioè della nostra industria delle vacanze. In particolare, gli operatori, in attesa di un piano di politica turistica nazionale condiviso, attirano l'attenzione su problemi concreti e urgenti come la rigidità dei rapporti di lavoro e i costi a essi connessi, i carichi contributivi e fiscali,

Meno garanzie agli imputati sulle notificazioni ( da "Italia Oggi" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: devono prevalere tutte quelle interpretazioni che abbattono la burocrazia e le inutili lungaggini. Ragionando in questo modo la Suprema corte ha dato si risposta negativa al quesito nel senso che la notifica non può essere fatta se è stato eletto domicilio ma allo stesso tempo ha concluso per la "sanabilità" di questa se l'imputato, con comportamenti successivi (quale per esempio un'

Padre e figlio in carcere Spiragli per la liberazione ( da "Nazione, La (Firenze)" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non resta che rispettare la prassi e la burocrazia inglese, ma gli elementi raccolti e il carteggio approntato dai legali farebbero sperare in una soluzione positiva. DELLA VICENDA si è interessato anche il ministro degli Esteri, Franco Frattini, che ha spiegato di essere intervenuto personalmente e di aver già sensibilizzato l'ambasciatore italiano a Londra.

Discarica, pronto il dossier del Corpo forestale ( da "Nazione, La (Siena)" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è noto il Comune non ha i soldi necessari per procedere ma in suo aiuto è già corsa la Fondazione Mps. Al pm spetta ora analizzare l'affresco dipinto dalla Forestale per capire se in questa telenovela sono ravvisabili ritardi o eventuali inadempienze, oppure se la famigerata burocrazia italiana ha colpito ancora una volta.

Il pronto soccorso scoppia. La rabbia dei medici ( da "Nazione, La (Firenze)" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Qui non c'è burocrazia: si arriva, si risolve il problema e si torna a casa". E la massa cresce secondo un comprovato sistema che "meglio funziona, più si riempie". Allora, per snellire le attese, la fase due della rivoluzione prevede il modello "See and treat": abilita l'infermiere a fare diagnosi per piccoli casi non urgenti,

Una fila interminabile di tir e le croci come pietre miliari ( da "Nuova Sardegna, La" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Martiri della burocrazia. Vittime della lentezza di una rivoluzione della viabilità che rimane sulla carta. I campanelli d'allarme rintoccano a morto, la strada perduta, la strada che non può più aspettare ha avuto il suo nuovo tributo di sangue. Vampiro di anime.

Tondo: stimo haider, faremo l'euroregione ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: logistica e infrastutture e semplificare la burocrazia". Ma ieri Renzo Tondo non si è occupato soltanto della giunta e del Consiglio regionale. Ha ritagliato uno spazio anche allo sport. Il presidente del Coni Petrucci - accompagnato dal presidente della Federciclismo, Renato Di Rocco e dai vertici regionale e provinciale del Coni, Emilio Felluga e Stelio Borri - ha premiato Tondo per l'

Il programma di tondo: priorità famiglie precedenza ai residenti per le case ater ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Assicura lotta spietata alla burocrazia inutile: ci sono troppe leggi, troppi sprechi, mentre ci vuole più privato e una Regione più snella, pur nella salvaguardia della "risorsa prima", i dipendenti. Garantisce grande sforzo affinché il Friuli Venezia Giulia, quello che non intende dimenticare né la minoranza italiana di Slovenia e Croazia né la questione dei beni abbandonati,

Conferenza ai cavalieri ( da "Tirreno, Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Stefano contribuì a formare un gruppo nobiliare che trovò nell'alta burocrazia dello stato mediceo notevoli possibilità. Interverranno Romano Paolo Coppini, Danilo Marrara, Danilo Barsanti, Marcella Aglietti, Alessia Zappelli, Eleonora Baldasseroni, Antonio Ruiu, Marcello Berti e Carla G. Romby.

"ma qui di notte arriva la paura" - giuliano foschini ( da "Repubblica, La" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per terminare con la burocrazia. Si occuperanno a brevissimo di facchinaggio, pulizie e riciclaggio. Tra un po' partiranno le donne, maestre di sartorie. Intanto il Comune li ha censiti, sono poco meno di cento, e a chi aveva diritto ha rilasciato le carte di identità: non sono nomandi, ma stanziali.

(segue dalla copertina) dal nostro inviato ( da "Repubblica, La" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La mostruosa burocrazia statale concepita da un governo duramente scottato dalla propria inettitudine prima dell'11 settembre, la Tsa, la Transportation Security Administration, che nei cinque anni di esistenza ha prodotto da zero un esercito di 43 mila sorveglianti dotati di potere assoluto, vigila sulla sicurezza dei voli.

I loro nomi, in odore di terrorismo, sono entrati nella "no fly list", ormai cresciuta a dismisura. e per ragioni spesso discutibili - vittorio zucconi washington ( da "Repubblica, La" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: non gli aveva risparmiato l'inclusione nel librone dei "sospetti" che la nuova e divorante burocrazia americana del terrore sta partorendo, al ritmo di 20 mila "new entries", nuovi nomi aggiunti ogni mese, più di 600 al giorno. SEGUE NELLE PAGINE SUCCESSIVE CON UN'INTERVISTA DI PIETRO DEL RE SEGUE A PAGINA 46.

Svp, strappo di Thaler e Pinzger Ignorata l'indicazione del partito ( da "Corriere Alto Adige" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia), critica il premier per non aver inserito nel suo discorso un cenno alla tutela delle minoranze, ma chiude con un colpo di scena. "Sono consapevole che le decisioni del partito, alquanto discutibili - dice la senatrice - devono essere rispettate e fino adesso ho sempre votato per disciplina di partito.

Dottrine sociali ( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: delle burocrazie d'Oltrecortina.Dalla sanità,all'assistenza agli anziani, al terreno critico dell'education,la dottrina sociale cattolica insiste dunque sulla responsabilità "da persone a persona"; e sulla tutela della libertà del singolo verso Stati o sovra-Stati che troppo spesso,secondo l'autore, impongono il pensiero unico "

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: CULTURA - data: 2008-05-16 num: - pag: 17 categoria: REDAZIO... ( da "Corriere del Veneto" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: trascinato verso il fondo dalle infrastrutture impantanate nella burocrazia, dall'attività legislativa farraginosa, dagli ordini professionali chiusi a riccio davanti ai giovani, dalle rivolte delle corporazioni, dalle ottusità sindacali e da mille altre quotidiane zavorre. Con ironia e disincanto, Stella ne parlerà stasera alle 21, alla Filanda di Santa Lucia di Piave (Treviso).

<Acqua, i Consorzi garantiscono la gestione democratica> ( da "Libertà" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una mal interpretata burocrazia rallenta il realizzarsi delle opere". Lo afferma Massimo Gargano, Presidente dell'Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni, in relazione al ripristino funzionale della Diga del Molato, terminato nel piacentino, per iniziativa del locale Consorzio di bonifica Bacini Tidone Trebbia, dopo 8 anni di lavoro.

CHE FINE HA FATTO IL VIGILE DI QUARTIERE? ( da "Corriere della Sera" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Mi domando qual è il compito del vigile oggi, oltre alle multe e alla burocrazia d'ufficio. Vorrei chiarezza intorno all'ambiguità del vigile di quartiere, molto simile a quel poliziotto annunciato anni fa dal governo Berlusconi: chi l'ha visto? Francesco Bassi Caro Bassi, ci risiamo coi vigili, e c'era da aspettarselo.

Cna lancia l'allarme sulle Pmi valdostane ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: commenta Cesare Grappein, segretario regionale Cna –,siamo schiacciati dalla burocrazia. La famosa impresa in un giorno appare ancora un'utopia. In cambio di maggiore efficienza, si potrebbero anche ridurre i contributi al settore". Favre u pagina 11 l'articolo prosegue in altra pagina.

Cna: microimprese in affanno ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: LA BUROCRAZIA Aumenta il carico degli adempimenti imposti dalle discipline su sicurezza del lavoro, privacy e oneri previdenziali I NUMERI E LE ISTANZE Oggi il comparto garantisce occupazione a circa 9mila addetti e chiede alla Regione un maggiore sostegno.

Le infrastrutture ora o mai più ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Positiva la legge di sistema sulla ricerca, ma sulla vita delle imprese pesa ancora un eccesso di burocrazia" Bilancio di mandato. Luigi Rossi di Montelera, 62 anni, presidente di Confindustria Piemonte dal 2004, lascia a fine mese l'incarico tracciando un quadro dei principali aspetti strategici per lo sviluppo dell'economia subalpina.

La moda salva i conti dell'export dei distretti ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: L'essere in un distretto ha contato, "ma la burocrazia, la mancanza di infrastrutture pesano. Allo stesso modo – spiega –meriterebbero maggiore attenzione e apporto centri come il nostro Cercal, per creare quelle maestranze specializzate e fare quella ricerca per noi indispensabili ".

Imprese, crescita bassa ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma per raggiungerla è necessario alleggerire la burocrazia, un macigno sulle spalle di qualsiasi imprenditore". Il miglioramento delle redditività è anche un traguardo imposto dalle nuove regole internazionali sul credito di Basilea 2. "Meno utili una società sarà in grado di produrre", ricorda Francesca Spada, ricercatrice dell'Osservatorio economico,

DI RIFIUTI ne ha così tanti, che sarebbe "eco-stupidità" limitarsi a chiude ( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: grazie alla nuova tecno-struttura per la produzione di energia elettrica che, burocrazia permettendo, spunterà nella discarica di Chiaravalle nell'estate 2009. Merito del Comune e di Anconambiente, alla quale nel dicembre scorso l'Amministrazione municipale ha affidato le procedure per la realizzazione di un impianto che sfrutta il biogas.

<Vogliamo fiducia e lavoro> ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: non riescono a realizzare i propri sogni per mancanza di soldi, o a causa di una burocrazia infinita". Come lui, Silvia Cassiani, di 22 anni, parla della necessità di creare "Centri di aggregazione giovanile in cui vengano proposte idee intelligenti, così che, i ragazzi, possano passare il loro tempo, non in modo superficiale, ma costruttivo ".

HAPPY HOUR TUTTO DA VIVERE CON DJ RINO ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: FRANCIACORTA IN FIORE A VILLA BETTONI ESPONE GI MORANDINI "Burocrazia - neo - semplice": è la mostra dell'artista Gi Morandini che sarà inaugurata oggi a Villa Bettoni di Cazzago San Martino nell'ambito di Franciacorta in Fiore. La vernice è fissata alle 17. DESENZANO E LONATO DIVERTIMENTO NELLA NOTTE DEL GARDA Alle 21.

Confindustria: l'abruzzo rischia la bancarotta ( da "Centro, Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tasse elevate che scoraggiano l'arrivo di aziende e mettono in difficoltà quelle esistenti, una burocrazia soffocante, leggi che al posto di dare sostegni alle imprese le bloccano. Non è confortante il quadro che Confindustria per mano del suo presidente Calogero Riccardo Marrollo, disegna e invia al presidente della Regione, Ottaviano Del Turco.

ANCHE LA PAZIENZA ha un limite! Ad Ospedalicchio è stato superato più v ( da "Nazione, La (Umbria)" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Utilizzando le conoscenze personali, per aggirare l'inevitabile burocrazia, il caso è stato segnalato alla società cui il Comune ha affidato la manutenzione della pubblica illuminazione. I tecnici hanno effettuato sopralluoghi alla linea interrata e in particolare ai pozzetti, senza però ottenere i risultati sperati.

Zanon a Galan: Ti denuncio ( da "Tribuna di Treviso, La" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la trasparenza nella burocrazia regionale a proposito dei fondi comunitari, inclusi gli uffici di Bruxelles. Qui sono per certo che qualcuno si è sentito disturbato". Gianlorenzo Martini, responsabile di Bruxelles? "Anche il segretario generale Rasi Caldogno, perché i finanziamenti a pioggia che arrivano da Bruxelles e cadono magari sempre sulle stesse pozzanghere,

Centro di Napoli: solo confusione ( da "Denaro, Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: lasciano indifferenti la burocrazia ed i soggetti che insorgono con grande clamore su qualche caso che trova spazio sui giornali. Incredibilmente ciò si verifica più spesso non quando si tratta di un abuso compiuto da uno spregiudicato soggetto privato, bensì nel caso di opere di particolare interesse pubblico.

Regione, basta con gli annunci - maurizio piccinino ( da "Centro, Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tasse elevate che scoraggiano l'arrivo di aziende e mettono in difficoltà quelle esistenti, una burocrazia soffocante, leggi che al posto di dare sostegni alle imprese le bloccano. Non è confortante il quadro che Confindustria per mano del suo presidente Calogero Riccardo Marrollo, disegna e invia al presidente della Regione, Ottaviano Del Turco.

Se la burocrazia del Campidoglio vessa perfino i suoi consiglieri ( da "Giornale.it, Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 116 del 2008-05-16 pagina 6 Se la burocrazia del Campidoglio vessa perfino i suoi consiglieri di Antonino Torre L'Odissea negli uffici per un avviso di fermo auto su una multa annullata da una sentenza "La sua posizione in coda è la numero 25... La preghiamo di attendere in linea.

<è giusto azzerarei campi nomadisul territorio> ( da "Secolo XIX, Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Conoscendo la burocrazia italiana se, anziché tre, gli dessimo diciotto mesi di tempo per identificare gli immigrati, si allungherebbe il brodo dei rimpatri e delle espulsioni. Bisogna evitare anche che, trascorsi i tre mesi, le persone lascino i Cpt con un foglio di via e gli si aprano le porte: tornerebbero a girare per l'Italia.

Chi non versa un euro si giustifica così: <Ma io ero all'estero...> ( da "Giornale.it, Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma non mi trovo bene - si lamenta - Da noi c'è una burocrazia asfissiante che controlla ogni minima cosa, ma la gente, appena può, evade". Già. C'è chi si giustifica, come un 34enne di Roma, con l'ammortamento dei debiti per avviare la sua gelateria: "Solo nel 2007, dopo otto anni di attività, il bilancio è diventato positivo".

Quello <sportello> Ue per risolvere i problemi ai cittadini ( da "Brescia Oggi" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: se lo si confronta ai tempi di molte burocrazie nazionali dove il problema di ordinamenti diversi o della lingua non esiste. I principali settori in cui si verificano problemi per i cittadini sono la sicurezza sociale (32 per cento), il riconoscimento delle qualifiche professionali (24 per cento) e i diritti di residenza, specialmente per i coniugi di cittadini dell'

Carbon, martedì i dati sull'inquinamento ( da "Corriere Adriatico" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Occorre che alle chiacchiere faccia seguito, quanto prima, la concretezza. In questo caso è la politica che deve fare la differenza. Purtroppo, però, la burocrazia - hanno concluso - prevede tempi troppo lunghi e non condivisibili con le nostre esigenze e quelle dei lavoratori". MAURO GIORGI ,.

Feste in spiaggia, spiraglio sugli orari ( da "Corriere Adriatico" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: permetterebbe ai pubblici esercenti di scavalcare il regolamento e i tempi della burocrazia, tornando alla normativa pre-regolamento, soprattutto per quanto riguarda autorizzazioni e licenze. Con la deroga del sindaco, infatti, chi vorrà effettuare un piccolo intrattenimento dovrà presentare una semplice dichiarazione di inizio attività con la relativa certificazione di impatto acustico.

Venezia regala internet ai propri cittadini ( da "Portel" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non ultima, infine, la possibilità che il wireless faciliti i rapporti tra cittadinanza ed amministrazione comunale che in tal modo dà i suoi primi concreti e fattivi passi verso una concezione nuova della burocrazia, cui possiamo entusiasticamente dare il benvenuto nel mondo del 2.0. /R68.

L'agricoltura "affoga" nella burocrazia. Per le imprese un "costo" da 2 miliardi di euro l'anno. La Cia chiede un incontro con il ministro Calderoli ( da "Sestopotere.com" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: annoso problema della burocrazia il cui onere pesa sempre di più sulle imprese. E' quanto richiesto, in una lettera del presidente nazionale Giuseppe Politi, dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori che proprio su questo attuale problema ha promosso una Petizione popolare con la quale sono state raccolte migliaia di firme in tutta Italia.

Quando i sudafricani reclamano un tetto ( da "Monde Diplomatique (IT), Le" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma il potere ha generato un'imponente burocrazia che gode di queste risorse, senza creare posti di lavoro per la popolazione." Ricorda come, nel 1992, in Algeria, la povertà della popolazione andasse di pari passo con l'opulenza dell'alta classe politica, creando i presupposti per la vittoria del Fronte islamico di Salvezza (Fis).

Burocrazia, le cartacce finiranno nel cestino ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: computer negli uffici pubblici Burocrazia, le cartacce finiranno nel cestino Ricercatori a confronto sull'utilizzo del computer negli uffici pubblici --> Niente più carta per i documenti, ma nemmeno per fascicoli o per l'istruzione di pratiche. Con l'informatica e le nuove tecnologie l'intera burocrazia potrebbe scomparire, cedendo il passo a sistemi più rapidi ma altrettanto sicuri.

Pordenone, convenzione tra Cdc, Ordine degli Avvocati e Curia Mercatorum ( da "Sestopotere.com" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: attività professionale con minore intralcio di burocrazia giudiziaria e offre loro la possibilità di entrare in un campo più ampio di possibilità lavorative” L'avv. Zannier ha poi ricordato che “il conciliatore non è un giudice, ma una persona che, intervenendo in una controversia, favorisce la conciliazione”

Gli industriali in Prefettura ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia Gli industriali in Prefettura Nuoro.. Temi dell'incontro: crisi economica, trasporti e burocrazia --> Martedì scorso i vertici di Confindustria hanno incontrato il prefetto Vincenzo D'Antuono. Erano presenti il presidente Salvatore Nieddu ed il vicepresidente Roberto Bornioli , accompagnati dal direttore Luigi Ledda che hanno parlato della grave crisi che attanaglia il

Proposta l'intitolazione di una strada a Peppino Impastato ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sono state superate con la considerazione che il valore del contenuto del documento andava ben oltre la mera burocrazia delle procedure. Solamente il gruppo degli indipendenti che sostengono la maggioranza di centro-sinistra, per bocca del loro portavoce Adriano De Sero, si sono astenuti mentre hanno votato a favore anche i gruppi di opposizione di Gino Alessio e di Vittorio Novo.

Questo nostro tempo ci costringe ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Questo nostro tempo ci costringe a subire un'incredibile intolleranza anche nelle scelte che ci appartengono. Un ostracismo difficile da comprendere per gli imprenditori che tutti i giorni si confrontano con le vicissitudini di una burocrazia asfissiante.(Segue a pagina XXV).

Taborelli: <C'è crisi, possibile la cassa integrazione> ( da "Corriere Di Como, Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: però Regione e governo devono cominciare ad aiutarci con misure contro la burocrazia e con una seria detassazione. Non vogliamo protezionismo, ma solidarietà". Davide Cantoni Nella foto: Il comparto industriale è quello in maggior sofferenza. Lo dicono le statistiche Home Economia, turismo record Bene artigianato e tessile Giù industria e commercio Addio ai "copripresa".

Iniziati i lavori alla palestra "Zorutti" ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: A causa degli agenti atmosferici e del continuo uso le piste si sono notevolmente deteriorate tanto da minacciare una revoca della loro omologazione da parte delle autorità sportive. Anche in questo caso però ci si mette di mezzo la burocrazia e l'intervento potrà essere portato a termine solo fra un anno e mezzo.

Tagli alle imposte e all'immigrazione nei piani del Centrodestra ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: impegno a ridurre i costi della politica e a semplificare la burocrazia regionale, Tondo nel suo discorso ha fatto sapere di voler proseguire il confronto con il Governo nazionale per quanto riguarda le infrastrutture ("Il corridoio V deve collegarsi anche a Udine e Pordenone"), risorse in materia sanitaria, compartecipazione al gettito fiscale, competenze in campo culturale,

Sicurezza: così il governo respingerà i clandestini ( da "Panorama.it" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, anche settori del mondo cattolico.". [1] Niccolò Ghedini, oltre a essere l'avvocato personale di Silvio Berlusconi, è il primo ideatore del pacchetto sicurezza che è servito da base al pool di ministri (Interno, Giustizia, Difesa, Esteri, oltre al premier) per un maxidecreto e alcuni disegni di legge.

A TORINO ( da "Stampa, La" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Bruce è già andato all'ambasciata d'Italia a Houston: erano gentili, ma la burocrazia che deve affrontare gli fa paura. Jasmina sta ancora trafficando per la sua residenza americana. Quindi, dati i nostri piani di vivere in Serbia, America e Italia, abbiamo deciso di scappare per un mese in Croazia, su un'isola sperduta.

CLUB ( da "Stampa, La" del 16-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Metaphysical DI CLUB PERRY MAIL Nel febbraio scorso ha avuto luogo una rapina con bonifico, bell'incontro di burocrazia e di illegalità. Una donna di Grado rapina una banca di Trieste puntando un coltello alla gola del cassiere. Non le interessano le banconote, difficili da trasportare e magari segnate. Quello che vuole è un bonifico di 400.000 euro sul suo conto a Grado.


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Semplificazione normativa? Un regalo bellissimo (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - I commenti Numero 116, pag. 2 del 16/5/2008 Autore: di Marco Bertoncini Visualizza la pagina in PDF       IL PUNTO Semplificazione normativa? Un regalo bellissimo Se veramente il neoministro Roberto Calderoli realizzasse la "semplificazione normativa" cui s'intitola la sua responsabilità di governo, farebbe agl'italiani il miglior regalo, abolizione dell'imposta sui redditi a parte. Semplificare non è delegificare: spostare la potestà legislativa al governo peggiora la situazione, perché si favorisce il moltiplicarsi di norme, sovente imposte con maggior gusto vessatorio dalle burocrazie ministeriali. Semplificare significa drasticamente ridurre il carico, ogni giorno più opprimente, di incombenze, obblighi, oneri, e quindi costi, che si abbatte sull'incolpevole cittadino. Il parlamento è un produttore incessante; meno male che a rallentare (poco) il ritmo ci sono il bicameralismo perfetto, le vacanze estive, le pause per le crisi di governo, le soste per impegni elettorali, le ferie natalizie_ Non si tratta solo, da parte del nuovo ministro, di opporsi all'ineffabile dilagare delle leggi con articoli di tre, quattro, ottocento commi, perché il problema non è riducibile alla corretta stesura dei testi legislativi. Si tratta, invece, di potare le disposizioni, il cui carico ha da decenni gettato in ridere il teorico precetto della conoscenza della legge. Non si dica che il precetto è limitato, perché riferito alla “sola” legge penale. Basti un esempio fresco: il ministro uscente del lavoro, Cesare Damiano, nella conferenza stampa di fine mandato menò vanto per aver ridotto le sanzioni, sancite dal nuovo Testo unico della sicurezza sul lavoro, a 600. Dunque, una specifica raccolta normativa prevede 600 obblighi sanzionati. Di fronte a centinaia di obblighi, chi volete mai possa conoscerli e riesca, quindi, a ottemperarli? Il governo, quindi, per delega o per potestà regolamentare abbonda nell'introdurre nuove norme. Ci sono le regioni, avvezze a proprie leggi finanziarie di centinaia di commi e aduse a testi normativi (per esempio, di edilizia e urbanistica) straboccanti d'incombenze. C'è l'Europa, ciclopica macchina emettitrice di direttive, puntualmente applicate in Italia in maniera aggravata per il cittadino: un paradiso di statalismo burocratico, dirigismo socialistico, protezionismo ottuso, normazione devastante. Ci sono altre fonti di stritolamento del cittadino, come le autorità. La Banca d'Italia ha di recente emanato una circolare che occupa 616 pagine di Gazzetta Ufficiale, per un peso di kg 1,12 e un costo di 39. Non pensa Calderoli che semplificare pure tali settori pubblici rientri fra i suoi onerosi (e si spera meritori) incarichi?.

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Governo e turismo: ora servono atti concreti (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Turismo Numero 116, pag. 16 del 16/5/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF       L'Intervento Governo e turismo: ora servono atti concreti Un nuovo governo, un nuovo sottosegretario, un'imminente Conferenza nazionale (la settima): sembra che si possa guardare con una certa speranza al futuro del nostro turismo. Così, in attesa di proposte concrete, non sarebbe male dare un'occhiata al retrovisore; fare insomma un poco di dietrologia, non tanta ma nel rispetto del suggerimento del sistema delle NU che, a evitare i danni dell'improvvisazione, ripete da tempo di programmare lo sviluppo soltanto dopo un'attenta ricerca, quella che non ha nulla da spartire con quei documenti molto spesso ripetitivi che escono da conferenze, tavole rotonde, seminari e pareri di varia collocazione e costo. Nella suggerita ricerca si avrebbe modo (senza spese e in breve tempo) di acquisire utili elementi per redigere una "matrice" delle cose da fare in termini di creatività, cominciando dalla correzione dei difetti che impediscono la competitività. Visti i risultati di quella che è stata in questi anni la "non politica turistica" dei vari governi succedutisi, in particolare nell'ultimo ventennio, occorre esaminare documenti che possono risultare molto utili soprattutto a una compagine politica che ha già avuto responsabilità di governo. Guardare nel retrovisore significa utilizzare i suggerimenti che si possono trarre da documenti come quelli emersi dai lavori della prima Conferenza nazionale sul turismo, da studi quali quelli del Cnel (in particolare i documenti su "l'antiturismo" nazionale fondato su una diffusa cultura della "rendita di posizione"), delle agenzie specializzate dell'Onu, delle rappresentanze imprenditoriali, dei sindacati, del mondo accademico e, particolarmente, della concorrenza internazionale. E magari, per non stare a bordo campo, rileggere gli atti del convegno patrocinato da Forza Italia su "Turismo e ripresa economica" tenuto a Milano il 2 marzo 1996. Nella sua composizione, il governo appena nato ricalca grosso modo quello della XII legislatura. Allora, motivato da un gruppo di lavoro fatto di volontari creato dall'onorevole Sergio Chiesa (allora presidente degli albergatori trentini), eletto plebiscitariamente nelle liste proposte da chi oggi riprende le redini del governo del paese, il turismo cominciò a sperare. Furono avanzate proposte concrete, come quella poi attuata dell'abolizione della tassa sui frigoriferi. La responsabilità politica del settore venne assunta dalla presidenza del consiglio dei ministri, forse nel ricordo della positiva esperienza del commissariato per il turismo allora voluto da Alcide De Gasperi. Ma, in attesa di pensare all'Italia, vennero le missioni all'estero, come quella nella ormai dissolta Iugoslavia per assistere quelle regioni nel rilancio del loro turismo. E vennero anche i dipartimenti "vaganti" e, più tardi con altre maggioranze, il cambiamento di sigla dell'Enit, l'Osservatorio e_ il portale. Nelle elezioni che fecero seguito a quelle del '94, l'alchimia interna del "gruppo" eliminò dalla scena politica e dimenticò Sergio Chiesa (pur con le sue 40 mila preferenze) e il turismo perse lo slancio che aveva avuto sino a quel momento. Restando nei termini propositivi della legislatura apertasi nel 1994, occorre prestare attenzione alle indicazioni che vengono dal mondo delle imprese coinvolte nella dura battaglia che si svolge sul mercato dove le offerte si scontrano sul rapporto qualità-prezzo. Se la si vuole dire tutta, si tratta di una battaglia che ci ha visto perdenti, evidenziando la nostra incapacità a fare sistema. Pertanto, la politica non può restare a bordo campo e assumere tutte le sue responsabilità in materia di infrastrutture, promozione, servizi generali e specifici, quindi anche dei necessari controlli a protezione del consumatore e dell'immagine complessiva dell'offerta Italia. Sul privato ricadranno, così, le difficoltà relative alla produzione e commercializzazione dei terminali del consumo: ricettività e ristorazione. Le cause che hanno concorso e concorrono al declino della competitività del nostro turismo sono certamente molteplici, ma gli operatori le riassumono in poche parole: mancanza di una politica e di una burocrazia amiche, all'altezza cioè della nostra industria delle vacanze. In particolare, gli operatori, in attesa di un piano di politica turistica nazionale condiviso, attirano l'attenzione su problemi concreti e urgenti come la rigidità dei rapporti di lavoro e i costi a essi connessi, i carichi contributivi e fiscali, le politiche vessatorie di varie amministrazioni regionali improntate a un ecologismo molto spesso di comodo e tali da fomentare odio sociale (si pensi a definizioni come "tasse sui ricchi" coniata dalla regione sarda). Gli imprenditori fanno riferimento anche al costante rifiuto al comparto di agevolazioni come quelle a favore di altri settori produttivi, in particolare dell'industria automobilistica. Per facilitare l'ammodernamento competitivo delle aziende urge anche un consapevole interlocutore, uno sportello unico per rendere possibile in tempi brevi il rilascio di tutte le autorizzazioni necessarie alla realizzazione degli interventi. In conclusione, a quanti (politici e burocrati) occupano oggi le stanze dei bottoni, si chiede l'osservanza in particolare dell'art. 97 della Costituzione, quello che recita "_ siano assicurati il buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione". Giuseppe Loy-Puddu.

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Meno garanzie agli imputati sulle notificazioni (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Giustizia e Società Numero 116, pag. 40 del 16/5/2008 Autore: Debora Alberici Visualizza la pagina in PDF     Meno garanzie agli imputati sulle notificazioni Sulle notificazioni meno garanzie agli imputati. Quelle fatte al difensore invece che al domicilio eletto da chi è sotto processo non inficiano tutto il procedimento qualora emerga che l'imputato era comunque a conoscenza degli atti. A questa conclusione sono giunte le Sezioni unite penale che, con la sentenza n. 19602 del 15 maggio 2008, hanno risolto un importante quesito di diritto, almeno dal punto di vista degli addetti ai lavori. E cioè se "la notificazione presso il difensore di fiducia possa essere effettuata anche nel caso in cui l'imputato abbia dichiarato o eletto domicilio per le notificazioni". A fare la parte del leone per la soluzione del problema è un concetto fondamentale che si fa strada già da qualche anno in Italia e all'estero: la ragionevole durata del processo. Insomma in una logica di economia sui tempi della giustizia devono prevalere tutte quelle interpretazioni che abbattono la burocrazia e le inutili lungaggini. Ragionando in questo modo la Suprema corte ha dato si risposta negativa al quesito nel senso che la notifica non può essere fatta se è stato eletto domicilio ma allo stesso tempo ha concluso per la "sanabilità" di questa se l'imputato, con comportamenti successivi (quale per esempio un'impugnazione) ha dimostrato di essere a conoscenza degli atti del processo. La notifica al difensore, quindi, "è subordinata all'assenza di una dichiarazione o elezione di domicilio. Tutte le successive notificazioni, qualora l'imputato abbia nominato un difensore di fiducia e non abbia dichiarato o eletto domicilio, devono essere fatte al difensore". Non solo. "L'eventuale nullità derivante dalla notificazione (al difensore) per casi diversi da quelli previsti non configura una nullità assoluta e insanabile per omessa chiamata in giudizio, bensì una nullità di ordine generale e a regime intermedio per inosservanza delle norme sulla notificazione, che deve ritenersi sanata quando risulti provato che l'errore non abbia impedito all'imputato di conoscere l'esistenza dell'atto e di esercitare il diritto di difesa; essa rimane comunque senza effetto se non è dedotta tempestivamente essendo soggetta alla sanatoria speciale di cui all'art. 184 e alle sanatorie generali di cui all'art. 183 c.p.p.". Insomma, è stato respinto il ricorso di una donna accusata di reati edilizi che lamentava l'irregolarità della notificazione, fatta al difensore invece che a lei, nonostante il domicilio.

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Padre e figlio in carcere Spiragli per la liberazione (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA FIRENZE pag. 11 Padre e figlio in carcere Spiragli per la liberazione Lunedì la richiesta di appello, interviene anche Frattini LA DETENZIONE di Sandro e Marco Accorinti, i due fiorentini di 54 e 17 anni che sono stati arrestati il 26 aprile in Inghilterra con l'accusa di aver tentato di rapire una minore, potrebbe avere i giorni contati. La prossima settimana. molto probabilmente già lunedì mattina, l'avvocato Steven Barker presenterà la rischiesta d'appello per la scarcerazione dei due fiorentini. Il materiale raccolto durante gli ultimi giorni dall'avvocato Antonio Voce, il casellario giudiziale e il certificato dei carichi pendenti che riguardano Sandro e Marco Accorinti, è stato già inviato in Inghilterra. Non resta che rispettare la prassi e la burocrazia inglese, ma gli elementi raccolti e il carteggio approntato dai legali farebbero sperare in una soluzione positiva. DELLA VICENDA si è interessato anche il ministro degli Esteri, Franco Frattini, che ha spiegato di essere intervenuto personalmente e di aver già sensibilizzato l'ambasciatore italiano a Londra. Marco Accorinti, intanto, è riuscito a mettersi di nuovo in contatto con la madre. "Mi ha telefonato mercoledì sera dal carcere di Feltham" spiega Rosalba Conigliaro. "Non era molto allegro, ha cercato di non farmi pesare la sua condizione, ma ho capito che sta soffrendo tanto. Questa volta non ha fatto alcun riferimento ad Alma. Mi ha semplicemente ripetuto che la ragazza gli ha inviato una lettera che gli è stata letta dalle guardie penitenziarie inglesi". Rosalba non ha voluto informarlo del messaggio in cui Iram, la madre di Alma, annunciava la loro partenza per una vacanza di alcune settimane in Spagna. Meglio tacere, meglio non aggiugere altra sofferenza alla sofferenza. Marco e Sandro, infatti, sono ormai arrivati al loro ventesimo giorni di detenzione. Venti giorni di carcere e un solo interrogatorio davanti al giudice, con un interprete che avrebbe addirittura frainteso le parole dei due fiorentini finendo per aggravare ulteriormente la loro posizione. "NON CAPISCO come possano accadere certe cose in un paese civile come l'Inghilterra" spiega Rosalba Conigliaro. "Passano i giorni e continuo a non capire il perchè di una detenezione assurda che si basa soltanto su un equivoco. Noi, però, non smetteremo di lottare e sono sicura che anche Sandro e Marco non molleranno tanto facilmente". c. z.

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Discarica, pronto il dossier del Corpo forestale (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Siena)" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA SIENA pag. 5 Discarica, pronto il dossier del Corpo forestale RAPOLANO di LAURA VALDESI ORA IL PACCHETTO di informazioni è completo. Il Corpo forestale dello Stato sembra aver acquisito gli elementi richiesti dal pubblico ministero Alessandra Chiavegatti dopo la denuncia della discarica di gomme a Collalto, nel comune di Rapolano. Dall'ottobre 1995, quando si sviluppò un rogo doloso, il materiale ricopre un'intera collina, circa 45mila metri quadrati di territorio, ma non è ancora stato effettuato lo smaltimento. Questo l'aspetto che pare interessi particolarmente al magistrato sul cui tavolo il 23 aprile scorso giunse un rapporto della Finanza, sebbene l'area fosse sotto sequestro (ormai da anni) da parte dei carabinieri della stazione locale come dimostrano i cartelli affissi nella zona. Stante la competenza ambientale è toccato alla Forestale, negli ultimi quindici giorni, effettuare un sopralluogo su delega del pm, acquisendo una copiosa documentazione relativa a quella che Jimmy Ghione di "Striscia La Notizia" definì la collina del disonore. Un percorso lunghissimo segna il destino della discarica di penumatici che vede da subito lettere fra Provincia e Regione per l'inserimento nel piano di bonifica delle aree inquinate, interventi ripetuti dell'Arpat, fino al piano di caratterizzazione depositato nel febbraio 2008. La bonifica sarà costosissima. Com'è noto il Comune non ha i soldi necessari per procedere ma in suo aiuto è già corsa la Fondazione Mps. Al pm spetta ora analizzare l'affresco dipinto dalla Forestale per capire se in questa telenovela sono ravvisabili ritardi o eventuali inadempienze, oppure se la famigerata burocrazia italiana ha colpito ancora una volta.

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Il pronto soccorso scoppia. La rabbia dei medici (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO FIRENZE pag. 4 Il pronto soccorso scoppia. La rabbia dei medici I pazienti meno gravi affidati agli infermieri: si litiga, ma a Careggi parte il nuovo sistema di ILARIA ULIVELLI LA PRIMA rivoluzione non è bastata. Il sovraffollamento ai pronto soccorso degli ospedali fiorentini è di nuovo affar quotidiano. Rispetto allo scorso anno, il picco degli accessi è cresciuto del 30 per cento. Nei primi dodici giorni di maggio, solo a Careggi, sono stati conteggiati 170 pazienti in più. Non poco. La delibera regionale di tre mesi fa non ha, dunque, avuto l'effetto sperato sulla lunga distanza. A novanta giorni dall'approvazione, infatti, siamo daccapo. Attese lunghe per i pazienti sia in sala d'aspetto sia nelle stanze di cura, super lavoro per gli operatori. Nonostante il rigido codice di regolamentazione con monitoraggio quaotidiano che imponeva una drastica riduzione dei tempi. Massimo un'ora di attesa per i codici verdi, assegnato ai malati con patologie di urgenza minore. magari, ancora non ci siamo. Non ci si avvicina neppure. Qualcosa nel sistema sanitario non funziona. Il direttore del pronto soccorso di Careggi, Stefano Grifoni, individua il problema nella difficoltà dei cittadini a risolvere altrove i problemi di salute. "La gente si rivolge al pronto soccorso in condizioni di necessità ? dice ? la gente vede il pronto soccorso come unica risposta assistenziale per i bisogni urgenti. Qui non c'è burocrazia: si arriva, si risolve il problema e si torna a casa". E la massa cresce secondo un comprovato sistema che "meglio funziona, più si riempie". Allora, per snellire le attese, la fase due della rivoluzione prevede il modello "See and treat": abilita l'infermiere a fare diagnosi per piccoli casi non urgenti, in genere codici bianchi, e a prescrivere medicine. Ma su quest'ultimo punto la delibera toscana è sibillina e dice solo che l'infermiere conduce "autonomamente tutte le procedure necessarie fino al loro termine". Per questo dell'attuazione, già deliberata, se ne parla da un anno ma a parte furibonde liti non è ancora successo nulla. Il dibattito è acceso all'interno della categoria medica che non ha gradito quello che ha interpretato come un parziale "passaggio di consegne" agli infermieri. A favore della sperimentazione del nuovo sistema, invece, si è espressa la Simeu, la società di medicina di emergenza urgenza. Il presidente regionale, Stefano Grifoni, dopo avere riunito il direttivo, con tutti i primari dei Dea della Toscana, ha inviato l'adesione al progetto in una lettera destinata all'assessore regionale per il diritto alla salute, Enrico Rossi, e al presidente dell'Ordine dei medici, Antonio Panti. Dunque, ora si parte davvero. Anche se prima ci sarà bisogno di preoccuparsi della formazione del personale infermieristico sotto il tutoraggio del pronto soccorso e poi occorrerà definire i protocolli secondo i quali in perfetto accordo si muoveranno medici e infermieri. Intanto, prima dell'estate, i pronto soccorso per riuscire a funzionare, devono cambiare il sistema di accoglienza e di presa in carico del paziente. Funzionale a questo, il rifacimento delle sale d'attesa, con la creazione di una stanza filtro con un impiegato che parli sia all'utente, sia ai familiari. Una persona che controlla in tempo reale sul computer le condizioni del paziente in cura e che può relazionare ai paizenti. Sarebbe un bel passo avanti anche in termini di umanizzazione dell'ambiente. Non solo. Careggi realizzerà una "discharge room", una sala che sarà realizzata tagliando un'ala del grande salone d'attesa del pronto soccorso e che sarà destinata a chi aspetta i risultati degli esami o il referto prima di tornare a casa, in modo da liberare le stanze interne di cura per altri e nuovi arrivi. Ci saranno hostess e infermieri a dare indicazioni, un ufficio per i familiari e un poliziotto all'interno della sala d'attesa. Aspettiamo che l'impresa abbia inizio, sperando che sia la volta buona. Image: 20080516/foto/56.jpg.

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Una fila interminabile di tir e le croci come pietre miliari (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Fatto del giorno Una fila interminabile di Tir e le croci come pietre miliari OLBIA. Martiri della burocrazia. Vittime della lentezza di una rivoluzione della viabilità che rimane sulla carta. I campanelli d'allarme rintoccano a morto, la strada perduta, la strada che non può più aspettare ha avuto il suo nuovo tributo di sangue. Vampiro di anime. La Sassari-Olbia è un tappeto di cadaveri. Si potrebbe organizzare un safari della morte, un'esposizione anatomica di tragedie. Qualcuno ha provato a contare le croci. Dal 2001 al 2005 erano 22, poi ha smesso. Contabilità da depressione da aggiornare in tempo reale. Sul tavolo restano le promesse di nuovi stanziamenti, di ruspe che stanno per cominciare i lavori. Illusione di normalità. Milionate di euro virtuali che non costano niente. Il quotidiano è fatto di code dietro ai tir, di un percorso a eliminazione. Sull'asfalto croci di gesso, sagome di vite interrotte. A meno di cento metri dal triplice schianto mortale tre anni fa si è spenta una coppia di sposini romani, Massimiliano Cavalloni e Valentina Chianese, in luna di miele. La loro Yamaha 500 ha centrato in pieno un auto che usciva da una strada laterale. Sempre nel 2005 poco dopo il distributore dell'Agip, a 200 metri dal primo incidente, a morire in un frontale era stato Antonio Pasella, 72 anni di Posada. Con la sua Alfa aveva preso un Toyota che andava in senso opposto. Su quel tratto, considerato tra i meno pericolosi, è morto anche Antonello Ognana, 26 anni di Sennori, che si era fermato per aiutare un camionista rimasto in panne. Nel luglio del 2007 qualche chilometro più avanti è deceduto Tonino Pudda, 43 anni di Monti, bruciato vivo dentro il suo furgone dopo un incidente, mentre gli automobilisti cercavano invano di tirarlo fuori. Il 22 agosto dello stesso anno è morto anche Antonio Sorrentino, 37 anni, chef di fama internazionale. Trafitto dal guardrail dopo aver sbandato con la sua Mercedes. Per molti una strada maledetta. Si cerca di spezzare la catena delle vittime, è c'è chi come il parroco di Monti, don Luca Saba, ha chiesto un aiuto superiore. Il prete è passato alle benedizioni di massa. Ad agosto dello scorso anno ha fatto riunire oltre 100 auto nel campo sportivo del paese. Per tutte una preghiera e acqua santa. Un rito collettivo per cancellare un maleficio che ha spogliato dei suoi giovani il paese affacciato sulla Sassari-Olbia. (l.roj.).

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Tondo: stimo haider, faremo l'euroregione (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

DOPO L'INVITO DEL GOVERNATORE CARINZIANO Tondo: stimo Haider, faremo l'Euroregione TRIESTE "La stima e la proficua collaborazione con il governatore della Carinzia Haider si consoliderà in questa legislatura". Renzo Tondo ci tiene a rispondere alle sollecitazioni per una politica comune su alcuni temi arrivate dal collega austriaco dopo la convention di Susans al cui invito il presidente del Friuli Venezia Giulia non ha potuto rispondere per il protrasi degli impegni a Roma. "Le considerazioni fatte da Haider sul tema della sicurezza, della sanità e delle infrastrutture, sono condivisibili, anche in vista della costituzione di quell'"Euroregione della concretezza" che vogliamo costruire assieme al presidente del Veneto Giancarlo Galan - spiega Tondo -. Rafforzeremo le sinergie per ottenere questi obbiettivi". Ma da Haider arriva anche un segnale che molte imprese italiane e del Friuli Venezia Giulia potrebbero emigrare al di là delle Alpi. "Haider fa bene a promuovere le opportunità che offre il territorio carinziano - continua il governatore -. Come Regione faremo il possibile per offrire anche noi condizioni migliori per chi fa impresa. Ma molto dipende da Roma e dal progetto costituzionale che deve rendere più incisivo il federalismo. Queste ci consentirà di intervenire in modo più efficace specie sulle aree svantaggiate. Sull'allentamento della pressione fiscale sulle imprese, come Regione possiamo fare poco, ma non credo che qualche punto in meno di aliquota fiscale, pur essendo importante, faccia la differenza per gli imprenditori. Dobbiamo impegnarci su logistica e infrastutture e semplificare la burocrazia". Ma ieri Renzo Tondo non si è occupato soltanto della giunta e del Consiglio regionale. Ha ritagliato uno spazio anche allo sport. Il presidente del Coni Petrucci - accompagnato dal presidente della Federciclismo, Renato Di Rocco e dai vertici regionale e provinciale del Coni, Emilio Felluga e Stelio Borri - ha premiato Tondo per l'attività che svolge alla guida della Federazione italiana Dama e del Coordinamento nazionale delle Discipline associate, Nell'incontro è stato stretto un patto di collaborazione tra Regione e Coni. "Faccio gli auguri a Tondo che ha vinto la sua partita elettorale sapendo rovesciare i pronostici della vigilia - ha detto il presidente del Coni -. Sono convinto che i rapporti tra la Regione e i comitati territoriali del nostro ente miglioreranno rispetto all'ultima legislatura. Da parte nostra invece possiamo assicurare che ci impegneremo a fondo per favorire la disputa di grandi eventi sportivi nel Friuli Venezia Giulia".

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Il programma di tondo: priorità famiglie precedenza ai residenti per le case ater (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL GOVERNATORE: DIALOGO CON L'OPPOSIZIONE Il programma di Tondo: priorità famiglie Precedenza ai residenti per le case Ater "Oggi il 50% di alloggi va a extracomunitari". Stop ai centri commerciali di ROBERTA GIANI TRIESTE "Vanno ricercati i punti di coesione. A cominciare dal rispetto istituzionale per il lavoro svolto negli ultimi cinque anni da giunta e consiglio uscenti". Silvio Berlusconi, chiedendo a Roma la fiducia, apre all'opposizione? Renzo Tondo, replicando a Trieste, non è da meno. Ma rivendica, orgoglioso, il copyright: "Ho sempre detto che non sarò un uomo solo al comando". IL PROGRAMMA Il presidente della Regione presenta il suo programma di governo, 25 cartelle limate sino all'ultimo e lette con un po' di emozione, davanti ai dieci assessori e all'aula pressoché al completo. Punta sui costi della politica, sul federalismo fiscale, sulla sicurezza. Non infierisce sul debito "molto elevato", non cita l'Euroregione, nemmeno la Friulia holding. Ripropone, "settore per settore", le promesse elettorali: le risorse più che raddoppiate per la famiglia, la "tolleranza zero con chi non si integra", le corsie preferenziali per i residenti, l'attenzione alle piccole imprese e non solo alle grandi, il taglio generalizzato dell'Irap... Prima di tutto, però, Tondo promette di restituire centralità al consiglio, "eletto con il presidente e non dopo", e auspica "la massima coesione sociale", pur nel rispetto dei ruoli. Una nuova stagione, all'insegna del dialogo, è alle porte? Chissà: "Offro piena collaborazione. Vediamo la risposta" dirà, a fine seduta, il presidente. I CAPISALDI Nell'attesa, dopo il saluto a Riccardo Illy, Tondo dedica le prime otto cartelle ai capisaldi della sua "era". Vuole "rigore" ed "austerità" nelle istituzioni perché i cittadini chiedono di ridurre i costi della politica: promette di tagliare le consulenze e gli stipendi dei manager, auspicando che i consiglieri facciano altrettanto con sé stessi. Assicura lotta spietata alla burocrazia inutile: ci sono troppe leggi, troppi sprechi, mentre ci vuole più privato e una Regione più snella, pur nella salvaguardia della "risorsa prima", i dipendenti. Garantisce grande sforzo affinché il Friuli Venezia Giulia, quello che non intende dimenticare né la minoranza italiana di Slovenia e Croazia né la questione dei beni abbandonati, diventi "piattaforma di incontro" dello sviluppo italiano ed europeo: e allora rilancia gli Stati generali transfrontalieri, le antenne a supporto delle imprese, la cooperazione con i paesi della nuova Europa. Ancora, definisce "priorità assoluta" un nuovo statuto di autonomia ma si deve ripartire daccapo, ricercando sinergie tra il Consiglio e il Parlamento, inseguendo più risorse, più poteri e un patto con il governo su infrastrutture, pensioni e sanità. Subito dopo, accende i riflettori sul federalismo e sulla riduzione della pressione fiscale, annunciando il taglio dell'1% dell'Irap per tutte le pmi, gli incentivi ai Comuni che riducono Ici e addizionali, l'eliminazione dell'Irpef per i contribuenti minori. Ancora, calca la mano sulla sicurezza, puntando su intese con Roma, poliziotti di quartiere e riforma della polizia locale. Infine, lancia un "patto di responsabilità" per la ripresa e lo sviluppo economico, promettendo il coinvolgimento del mondo produttivo. LE PRIORITÀ Solo adesso, definiti i capisaldi del programma, Tondo entra nel dettaglio. E puntigliosamente, partendo dall'agricoltura e concludendo con la sanità, ripropone temi, impegni, promesse della campagna elettorale. Nell'industria, ad esempio, si rivolge alle pmi, giacché l'attuale gestione degli incentivi è "percepita come premiante solo per le realtà più grandi". Nel commercio, ribadisce il blocco delle licenze per la grande distribuzione e il tetto di venti aperture domenicali. Nella scuola, promette una nuova legge quadro e l'effettiva parità scolastica. Nella cultura, più peso alle Province. Nel welfare, dopo aver evidenziato la crescita delle famiglie povere e garantito ancora una volta priorità a quelle "autoctone", conferma l'abrogazione del reddito di base, l'integrazione delle pensioni minime, il fondo di rotazione per adeguare le case di riposo. Nella sanità, cita tra l'altro una nuova governance, l'atteso Cup regionale, la tutela degli ospedali di rete, l'aumento degli organici. Nelle infrastrutture, infine, la realizzazione della Tav e di un hub aeroportuale con Venezia e Lubiana. LE LEGGI DA RIFARE Ma come dimenticare le leggi che l'era illyana ha approvato e che quella tondiana vuole rifare o modificare? Il pacchetto è nutrito. C'è l'immigrazione dove prevedere il censimento effettivo e i corsi di italiano e regole civiche obbligatori, se si vogliono i contributi. Ci sono gli alloggi popolari dove inserire tra i requisiti d'accesso "almeno 5 anni di residenza", visto che "più del 50% delle disponibilità Ater finisce agli extracomunitari". E poi, importantissima, c'è l'urbanistica dove il rischio attuale è "l'ingovernabilità del territorio". Non è finita, non ancora. C'è il volontariato: "Quasi 6 mila associazioni da valorizzare". C'è la questione femminile: "L'obiettivo è andare oltre la parità". E soprattutto c'è la famiglia, cavallo di battaglia del centrodestra: "Destineremo, entro i primi tre anni, almeno l'1% della spesa corrente". Più di 40 milioni di euro all'anno, traduce l'assessore Roberto Molinaro. LA RESPONSABILITÀ Tondo parla già da più di un'ora quando inizia le conclusioni. Fa un richiamo all'"etica della responsabilità", alla "forza del dialogo", alla "pazienza della politica". E delinea infine il Friuli Venezia Giulia che vorrebbe, con "più figli", "più imprese", "più ricchezza", e capace di costruirsi un futuro: "È l'unico vero grande obiettivo che desidero porre al mio lavoro. Non ho traguardi personali da raggiungere e ho la piena consapevolezza del fatto che la politica mi ha dato molto". È finita. La maggioranza applaude. In piedi. L'opposizione, con l'eccezione di Giorgio Baiutti e Daniele Gerolin che accennano al battimano, tace. Composta. "Ma non posso pretendere troppo..." commenta Tondo. Mercoledì lo aspettano dibattito e voto.

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Conferenza ai cavalieri (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pisa Conferenza ai Cavalieri PISA. Stamani si svolgerà nel Palazzo del Consiglio dei Dodici, in piazza dei Cavalieri, l'annuale convegno di studi organizzato dai Cavalieri di S. Stefano in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della politica. Il convegno che avrà come tema: "Colle Val d'Elsa e l'Ordine di S. Stefano: istituzione, economia e società", prosegue il filone di studi che l'istituzione persegue da anni, sui ceti dirigenti della Toscana granducale attraverso lo studio dell' Ordine di S. Stefano. In particolare il convegno in oggetto studierà i ceti dirigenti di Colle Val d'Elsa nei secoli XVI-XIX e il ruolo svolto da questa piccola ma importante "città nobile" nella Toscana granducale. A Colle l'Ordine di S. Stefano contribuì a formare un gruppo nobiliare che trovò nell'alta burocrazia dello stato mediceo notevoli possibilità. Interverranno Romano Paolo Coppini, Danilo Marrara, Danilo Barsanti, Marcella Aglietti, Alessia Zappelli, Eleonora Baldasseroni, Antonio Ruiu, Marcello Berti e Carla G. Romby.

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"ma qui di notte arriva la paura" - giuliano foschini (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IV - Bari Dopo l'assalto di Napoli, preoccupazione tra le famiglie alloggiate nella baraccopoli in periferia "Ma qui di notte arriva la paura" Al campo di Japigia tensione e voglia di fuggire dall'Italia "Qui ci sono solo persone perbene Chiedete in giro nessuno si lamenta" GIULIANO FOSCHINI (segue dalla prima di cronaca) Al campo nomadi di Bari ieri mattina avevano preparato i documenti, e forse qualcuno le valigie. Aspettavano anche loro i poliziotti perché così radio Rom raccontava stesse accadendo in mezza Italia. E invece non sono arrivati. Forse verranno, "verranno?" chiedeva ieri pomeriggio una ragazzina che non avrà nemmeno 18 anni ma porta la faccia consumata. Non si sa. Certo è che da qualche giorno a questa parte qui nella periferia della periferia, appena fuori Japigia, la gente comincia ad avere paura: ma non gli italiani degli zingari, ma i rom degli italiani, meglio anzi dell'Italia, in un cortocircuito generale dato dal passaggio improvviso tra la tolleranza e la tolleranza zero. Racconta uno dei ragazzi del campo - che è regolare, i rom sono qui da tre anni e mai c'è stato alcun problema - che lui la notte si sveglia a guardare. Le ronde contro le ronde. "Il clima non è bello - dice - Anzi è proprio brutto. Andate a chiedere alla gente del quartiere, noi siamo persone per bene, non facciamo male a nessuno. Però io la notte comincio ad avere paura". Di cosa? "Che a qualcuno gli venga in mente di fare lo stupido, avete visto quello che è successo a Napoli. Potrebbe anche accadere a Bari, e qui ci sono i miei figli, i miei nipoti. La notte quando sento le macchine, io vado a guadare". Dal quartiere, a partire dal presidente di circoscrizione, Pasquale Leccese, dicono che è vero, "sono bravi ragazzi". Eppure quando - una volta insediata la giunta Emiliano - si cominciò a parlare del campo rom di Japigia in tanti sollevarono perplessità, crebbe la paura. Che oggi si può però dire, lo dicono loro stessi, era assolutamente infondata. Integrazione doveva essere e integrazione è stata. "Abbiamo cercato di fare tutto quello che dovevamo - spiega Daniel Tomescu, il capo della tribù metropolitana - Rispettare le regole e mi pare che fino a oggi le abbiamo rispettate. Io avevo fatto una scommessa con la Questura tre anni fa: gli dissi che nessuno di noi avrebbe avuto problemi con la giustizia. Qualcuno ha fatto una piccola cavolata, ma oggi posso dire che quella scommessa l'ho vinta io". Daniel ha fondato una cooperativa fatta tutta di rom: ieri era dal notaio, per terminare con la burocrazia. Si occuperanno a brevissimo di facchinaggio, pulizie e riciclaggio. Tra un po' partiranno le donne, maestre di sartorie. Intanto il Comune li ha censiti, sono poco meno di cento, e a chi aveva diritto ha rilasciato le carte di identità: non sono nomandi, ma stanziali. Cittadini baresi, residenti al numero uno di strada Santa Teresa. Perché la paura, allora? "Perché Bari è la nostra città - dice Daniel - Ma oggi tutta la comunità è sotto l'occhio del ciclone, tutti contro i rom. Dicono che siamo tutti delinquenti e allora qualcuno ci può credere veramente. Ma sono certo che a Bari questo non accadrà. Perché i nostri vicini di casa sono persone per bene e poi ci conoscono, conoscono i nostri bambini e le nostre mogli. Abbiamo tutti lanciato una sfida, quando ci hanno accolto in questa città. E tutti insieme dobbiamo vincerla sino alla fine". C'è un problema, però. Anche a Bari: i furti, i borseggi e poi proprio ieri sono riapparsi gli zingari con i bambini agli angoli delle strade. "Non vengono dal nostro campo - risponde Tomescu - ma da quelli della provincia. Spesso non sono nemmeno rumeni. Noi siamo la prova che può esistere l'integrazione tra la nostra cultura e quella italiana, c'è un punto di incontro e di confronto. Chiaramente partendo da un presupposto: il rispetto della legge". Daniel dice però che spesso sono anche gli altri a non rispettare le promesse. Il Comune, per esempio: è un anno che aspettano l'acqua giù al campo. "Ho chiamato l'assessore Martino. Abbiamo paura che abbiano cambiato idea". "Assolutamente - risponde l'assessore all'Integrazione - Quel villaggio è una delle cose più belle che abbiamo realizzato. Il problema dell'acqua lo risolveremo a breve, così come promesso provvederemo alla sistemazione del villaggio". Una staccionata e un rubinetto per dare una forma all'integrazione. E poi anche un passo di danza, quattro punte: ieri mattina quando hanno aperto gli occhi, i bambini del campo nomadi sono andati come sempre a scuola. Con il tutù: ieri era giornata di festa. Al Palamartino, le scuole di Poggiofranco ballavano tutti insieme, "era la festa dell'integrazione" dice Martino, sul palco senza distinzioni bambini rom e bambini baresi. Perché pari sono.

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(segue dalla copertina) dal nostro inviato (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

In 43mila sono addetti a vigilare sulla sicurezza dei voli con un potere discrezionale praticamente assoluto Tanti anche i personaggi noti inseriti nella lista: tra loro perfino Mandela. E per un periodo pure Ted Kennedy Sono quasi un milione: cittadini stranieri tenuti alla larga dagli Stati Uniti e perfino cittadini americani a cui viene impedito di volare. Tutti sospettati di terrorismo, e finiti sulla "No fly list" che i servizi di sicurezza forniscono alle linee aeree dopo l'attacco alle Torri gemelle (SEGUE DALLA COPERTINA) DAL NOSTRO INVIATO vittorio zucconi Poiché non tutti sono riveriti e famosi come "Coach" Thompson, che da allora viaggia con una lettera liberatoria e plastificata dell'Fbi, ben pochi sono certi di essere al di sopra di ogni sospetto, nell'America che ha scoperto la nuova industria del terrore da 50 miliardi di dollari all'anno, quanti ne divora la Agenzia per la Sicurezza Nazionale. Secondo il principio poliziesco universale, del "tutti siamo colpevoli fino a quando non si dimostra la nostra innocenza", e l'ideologia bushista del "mondo che ci odia non per quello che facciamo, ma per quello che siamo", ogni attraversamento di frontiera, ogni imbarco in un aeroporto, si sta trasformando in una lotteria del sospetto, nella quale chiunque può pescare il numero sbagliato. Se è lecita una nota personale, mia moglie viene puntualmente perquisita a ogni imbarco, suppongo perché fu sorpresa a nascondere in borsetta un tronchesino da unghie che aveva dimenticato di mettere nel bagaglio. Per i circa 15 mila che, secondo il New York Times, sono riusciti a farsi togliere dal registro dei poco di buono, 875 mila ne sono stati aggiunti, americani come stranieri. La mostruosa burocrazia statale concepita da un governo duramente scottato dalla propria inettitudine prima dell'11 settembre, la Tsa, la Transportation Security Administration, che nei cinque anni di esistenza ha prodotto da zero un esercito di 43 mila sorveglianti dotati di potere assoluto, vigila sulla sicurezza dei voli. Mette in scena una coreografia del controllo che puntualmente ferma innocenti pensionati con il pacemaker e blocca alla frontiera turisti il cui volto non piace all'ispettore, la cui discrezione è assoluta. Ma che intraprendenti reporter riescono a ingannare per piccoli scoop, tra i quali il trasporto a bordo di un bazooka, sia pure di vecchia fabbricazione, avvenuto in Florida. Non ci sono indizi o spiegazioni razionali che valgano l'inserimento nella "No Fly List", la lista degli angeli caduti e dei "potenziali sospetti" che non potranno volare, istituita per decreto da Bush nel 2003. Poiché la chiave sta in quel "potenziale", esattamente come l'Iraq fu invaso e occupato nel timore del "potenziale" bellico di Saddam Hussein, tutti siamo potenzialmente terroristi. C'è finito dentro Nelson Mandela, il primo presidente di colore e democraticamente eletto in Sud Africa, per il quale il Congresso dovrà passare una legge che lo tolga dall'elenco. Una mossa resa più comprensibile dal fatto che il senatore Ted Kennedy, uno dei volti più noti della vita pubblica nazionale, finì anche lui impigliato e bloccato nella paranoia della Transportation Security Agency. Il ministro degli Esteri della Giordania, la nazione araba più vicina agli Stati Uniti, è stato arrestato, sequestrato e interrogato bruscamente all'aeroporto internazionale di Washington Dulles per la sua omonimia con un "potenziale" terrorista. Soltanto l'intervento diretto della Casa Bianca, dove l'offesissimo ministro era atteso in visita, gli ha evitato la sorte dell'avvocato italiano Domenico Salerno, trattenuto a fine aprile per due settimane in guardina e poi rispedito per direttissima a Roma soltanto perché aveva viaggiato "troppo spesso" negli Stati Uniti, dove vive la fidanzata americana. Una frequenza che aveva insospettito l'occhiuto ispettore. Nascono, per farci un po' di soldi, organizzazioni commerciali che cercano di lucrare sulla paranoia e offrono, in cambio di 150 dollari l'anno, lo "screening" preventivo per fornire al viaggiatore un tesserino rilasciato a chi permette che venga esaminata e rivoltata la propria vita privata. Con esso potrà passare da una corsia preferenziale all'imbarco, evitare lo spogliarello e sperare di riuscire a prendere l'aereo. Nuove costosissime macchine detector che lanciano sbuffi d'aria compressa al passaggio per annusare ogni traccia di esplosivo, hanno prodotto talmente tanti "falsi positivi", allarmi ingiustificati, da essere considerate poco affidabili. Ma la stessa agenzia che sorveglia noi non sa sorvegliare sé stessa. Pochi mesi or sono è stato rubato un personal computer con le schede personali, inclusi i dettagli più privati, di 10 mila delle sue 43 mila guardie, esponendole a ovvi rischi di ricatto. La mancanza di attentati sul territorio americano dopo l'11 settembre pare giustificare tutto. Rassicura i passeggeri, che si sottopongono alla irrazionalità paranoide dei controlli e allo spassoso "balletto del viaggiatore con le scarpe in mano" con buona grazia e sopportazione, anche quando raggiungono l'insensatezza della proibizione di indossare occhiali da sole dentro un aeroporto, come a Los Angeles. "The security show", come lo chiamano con paziente ironia i viaggiatori, crea l'impressione di contribuire a una guerra epocale contro il terrore facendo sacrifici minimi, come quello annunciato mercoledì scorso da Bush che ha informato solennemente, e con eroica abnegazione, di "aver smesso di giocare a golf per rispetto verso le famiglie dei caduti in Iraq". Ma la domanda che persino il direttore dell'agenzia per la sicurezza nazionale, Chertoff, si sta ponendo, è quale sia il limite ultimo alla metastasi del sospetto. Un milione? Due milioni? Tutti? Coloro che sembrino omonimi (ad esempio nella complicata e spesso arbitraria traslitterazione dei nomi arabi in caratteri latini) di talebani o hezbollah? La signora col tronchesino? La mamma con il biberon troppo pieno? E quei treni che sfrecciano a 250 chilometri all'ora fra New York e Washington con centinaia di passeggeri a bordo e valige casualmente caricate, quei traghetti carichi di pendolari nella baia di New York sorvegliati da un poliziotto annoiato, non sono un obbiettivo ghiotto per "coloro che ci odiano"? Sicurezza, sicurezza, invocano i prigionieri della paura ed è inutile ricordare che proprio "sicurezza" è la parola che ricorre implacabilmente in tutte le peggiori e più celebri organizzazioni poliziesche passate alla storia degli orrori umani, Securitate rumena, "Comitato per la Sicurezza dello Stato", in arte Kgb, "Sicherheits Dienst", servizio di sicurezza nazista, e Stasi, acronimo di Staatsicherheit nella Germania comunista. Tutte costruite sul principio del sospetto preventivo.

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I loro nomi, in odore di terrorismo, sono entrati nella "no fly list", ormai cresciuta a dismisura. e per ragioni spesso discutibili - vittorio zucconi washington (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

R2 I loro nomi, in odore di terrorismo, sono entrati nella "No fly list", ormai cresciuta a dismisura. E per ragioni spesso discutibili VITTORIO ZUCCONI WASHINGTON dal nostro inviato Siamo tutti sospetti, oggi in America, anche chi non sospetta di esserlo. A due metri e otto centimetri di altezza, la carnagione nerissima, il sorriso che lo aveva reso un dio dello sport dopo avere vinto il campionato di basket per la Georgetown University di Washington, John Thompson si credeva al di sopra di ogni sospetto, almeno nella sua città. Non aveva fatto i conti con la paranoia del terrore che ha partorito mostruosità burocratiche quali l'America non aveva più visto dagli anni della paranoia rossa. Dopo quattro arresti negli aeroporti della capitale, Thompson marciò come una furia negli uffici dello Fbi e scoprì che quel suo comunissimo nome era identico a quello di una sospetta talpa di al Quaeda. Il fatto che l'altro Thompson, quello "vero", fosse alto appena un metro e 65, fosse pallido come la panna e avesse 40 anni meno di lui, non gli aveva risparmiato l'inclusione nel librone dei "sospetti" che la nuova e divorante burocrazia americana del terrore sta partorendo, al ritmo di 20 mila "new entries", nuovi nomi aggiunti ogni mese, più di 600 al giorno. SEGUE NELLE PAGINE SUCCESSIVE CON UN'INTERVISTA DI PIETRO DEL RE SEGUE A PAGINA 46.

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Svp, strappo di Thaler e Pinzger Ignorata l'indicazione del partito (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-05-16 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Svp, strappo di Thaler e Pinzger Ignorata l'indicazione del partito La senatrice non vota: questione di coscienza, tradirei gli elettori BOLZANO - La senatrice Helga Thaler Ausserhofer ha deciso di ignorare la decisione del partito che le avrebbe imposto di votare contro il governo Berlusconi, e ha scelto di non partecipare al voto a Palazzo Madama. Ma la parlamentare Svp, finita più volte all'attenzione dei media nazionali per la determinazione con cui aveva incalzato il governo Prodi, ha dimostrato che di certo non le manca il coraggio, decidendo di lavare i "panni sporchi" in pubblico. Parlando anche in nome e per conto del collega Manfred Pinzger - impegnato all'estero - ha infatti "sbandierato" i gravi problemi interni che stanno spaccando l'Svp, raccontando l'esito della votazione della Parteileitung e annunciando il proprio non voto per una questione di coscienza. Sono le 9.40 quando la senatrice, senza mostrare il solito volto sorridente, prende la parola a Palazzo Madama. La senatrice spiega quanto le è piaciuto nel discorso di Berlusconi, sfodera i suoi cavalli di battaglia (meno tasse, meno burocrazia), critica il premier per non aver inserito nel suo discorso un cenno alla tutela delle minoranze, ma chiude con un colpo di scena. "Sono consapevole che le decisioni del partito, alquanto discutibili - dice la senatrice - devono essere rispettate e fino adesso ho sempre votato per disciplina di partito. Questa volta, però, per una questione di coscienza e di lealtà verso il mio elettorato non posso seguire l'indirizzo del direttivo e, dunque, non parteciperò al voto". Scattano gli applausi dei senatori Fosson, Di Giovan Paolo, Divina e Biondelli, e pochi decimi di secondo dopo le ultime parole, Helga Thaler è già fuori inquadratura. Si consuma così uno degli atti di ribellione più clamorosi mai commessi nel partito di raccolta. è tardo pomeriggio quando la senatrice pusterese accende il cellulare. Senatrice Thaler, come si sente? "Come sto? Sinceramente, mi sono tolta un peso. So che se mi fossi attenuta a quanto ha deciso il partito, avrei tradito il mandato dei miei elettori. Per una questione di coscienza proprio non ce l'ho fatta". Se lo avesse fatto Peterlini qualcuno avrebbe già proposto il deferimento ai probiviri. O no? "Io mi aspetto reazioni nel partito, questo è certo. So che la questione del mio voto sarà discussa. Ma già domani (oggi, ndr) avremo la prima occasione di discuterne nel mio Bezirk. Io sono tranquilla perché sento di aver seguito la linea del partito ". Arbeitnehmer, Junge Generation, Donne, Anziani, Forum Heimat hanno difeso l'Obmann. "Ah bene! Io dico solo che il partito ora dovrebbe prendere una decisione chiara". Anche lei è rimasta sorpresa dall'Obmann? "Assolutamente sì, anche perché quella decisione è stata presa in un direttivo in cui c'erano poche persone e senza che il punto fosse all'ordine del giorno. Ci eravamo riuniti diverse volte, anche con l'Obmann, e per noi era chiaro che la scelta dell'astensione fosse decisa". Quello che ha sorpreso molti è stato il suo "mettere in piazza" i guai dell'Svp. Non poteva non partecipare al voto senza fare dichiarazioni? "Io non mi nascondo mai. Agisco alla luce del sole e la scelta è stata ponderata. Ho "dovuto" spiegare pubblicamente". A Palazzo Madama che reazione c'è stata? "Molti si sono complimentati con me sia da destra che da sinistra". Si sarebbe mai immaginata di essere protagonista di uno strappo del genere? "Se c'è stato uno strappo, quello è stato fatto durante la riunione della Parteileitung". Pichler Rolle, dopo il voto ha ribadito che il partito rimane fuori dai blocchi "Ma mi faccia una cortesia, non scherziamo. Cos'è, continuiamo come venti mesi fa a dire una cosa e farne un'altra? In certi casi è meglio non dire niente". Fabio Gobbato Decisa La senatrice Helga Thaler Ausserhofer.

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Dottrine sociali (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-05-16 - pag: 14 autore: Dottrine sociali . Nell'ultimo libro di monsignor Luigi Negri una riflessione aggiornata sul magistero della Chiesa La sussidiarietà? Ha radici cristiane di Antonio Quaglio "è la sussidiarietà a favorire una prassi autenticamente democratica", afferma monsignor Luigi Negri in uno dei numerosi passaggi-chiave del suo ultimo libro: Per un umanesimo del terzo millennio. In una lunga riflessione sul magistero sociale della Chiesa oggi,il vescovo di San Marino –filosofo alla Cattolica e presidente della Fondazione internazionale Giovanni Paolo II– sottolinea che lo Stato stesso "nasce dall'esercizio della sussidiarietà".Le istituzioni pubbliche sono certamente modi strutturati attraverso i quali "la società difende i diritti delle persone", ma non detengono affatto il monopolio del "bene comune". E il principio di sussidiarietà –che impronta oggi sia la Costituzione italiana sia la Carta della Ue –viene d'altronde ricondotto da Negri alle radici cristiane della civiltà europea. è la società civile la fonte ultima dell'iniziativa economica che dà lavoroe reddito, soprattutto nell'auto-imprenditorialità.La stessa "solidarietà" – altro cardine del magistero sociale cattolico –ha come presupposto un sistema produttivo che funzioni e in cui tutte le persone possano misurare i propri talenti e i propri meriti. è ancora nelle cellule sociali (dalla famiglia ai corpi intermedi) che il lungo contributo dottrinale di Papa Wojtyla –cui il libro di Negri è fondamentalmente dedicato –ha sempre cercato le vere risorse per ricostruire i welfare statalisti: che, visti in dal XXI secolo ormai in retrospettiva,non sembrano esser stati tanto più equi, efficienti, "democratici" delle burocrazie d'Oltrecortina.Dalla sanità,all'assistenza agli anziani, al terreno critico dell'education,la dottrina sociale cattolica insiste dunque sulla responsabilità "da persone a persona"; e sulla tutela della libertà del singolo verso Stati o sovra-Stati che troppo spesso,secondo l'autore, impongono il pensiero unico "tecnoscientifico"e non intermediano più valori autenticamente"umanistici". In un libro "chiaro e diretto" (lo scrive Marcello Pera nella prefazione), Negri non ha timore di riconoscere che la proposta cristiana è oggi "una visione alternativa" del mondo contemporaneo, consapevole di dover testimoniare la propria identità culturale da posizioni tutt'altro che maggioritarie.E respinge l'accusa che il magistero sociale della Chiesa –espressione esclusiva di una missione religiosa mai interrotta –sia un malinteso codice ideologico o uno strumento politico.

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Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: CULTURA - data: 2008-05-16 num: - pag: 17 categoria: REDAZIO... (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: CULTURA - data: 2008-05-16 num: - pag: 17 categoria: REDAZIONALE L'incontro A Santa Lucia Stella e l'Italia alla deriva Dopo La casta, c'è La deriva. Perché se "l'Italia rischia il naufragio", per citare il sottotitolo dell'ultima inchiesta di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo edita da Rizzoli, la responsabilità è anche di quella "classe politica prigioniera delle proprie contraddizioni e dei propri privilegi" che non riesce più a governare l'Italia. Un Paese straordinario, per storia ed eccellenze, ma che è trascinato verso il fondo dalle infrastrutture impantanate nella burocrazia, dall'attività legislativa farraginosa, dagli ordini professionali chiusi a riccio davanti ai giovani, dalle rivolte delle corporazioni, dalle ottusità sindacali e da mille altre quotidiane zavorre. Con ironia e disincanto, Stella ne parlerà stasera alle 21, alla Filanda di Santa Lucia di Piave (Treviso). L'incontro con il giornalista del Corriere della Sera è promosso dalla locale Università delle Tre Età, in collaborazione con il Centro Biblioteche di Villorba, a conclusione della dodicesima "Mostra del libro". Ingresso libero. Angela Pederiva Gian Antonio Stella Giornalista del "Corriere", coautore del libro "La deriva".

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<Acqua, i Consorzi garantiscono la gestione democratica> (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Acqua, i Consorzi garantiscono la gestione democratica" Piacenza"I Consorzi di bonifica, contrariamente a chi propugna la privatizzazione della risorsa, sono espressione di modernità perché mantengono nelle mani della comunità e con metodo democratico, la gestione di un bene di tutti, quale è l'acqua. Talvolta, però, nonostante il convergere di volontà politiche, una mal interpretata burocrazia rallenta il realizzarsi delle opere". Lo afferma Massimo Gargano, Presidente dell'Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni, in relazione al ripristino funzionale della Diga del Molato, terminato nel piacentino, per iniziativa del locale Consorzio di bonifica Bacini Tidone Trebbia, dopo 8 anni di lavoro. 16/05/2008.

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CHE FINE HA FATTO IL VIGILE DI QUARTIERE? (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-05-16 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Il caso di Giangiacomo Schiavi CHE FINE HA FATTO IL VIGILE DI QUARTIERE? Caro Schiavi abito a Porta Romana e mi sono affacciato davanti al camper del Corriere che stazionava in altra zona per porre una questione molto sentita tra i milanesi: l'inadeguatezza del ruolo del vigile. Si sarà certamente accorto che non c'è strada o piazza di Milano che non segnali la scarsa presenza degli uomini in divisa e la loro idiosincrasia nei confronti del cittadino che protesta per qualche piccolo sopruso o chiede il loro intervento. Mi domando qual è il compito del vigile oggi, oltre alle multe e alla burocrazia d'ufficio. Vorrei chiarezza intorno all'ambiguità del vigile di quartiere, molto simile a quel poliziotto annunciato anni fa dal governo Berlusconi: chi l'ha visto? Francesco Bassi Caro Bassi, ci risiamo coi vigili, e c'era da aspettarselo. Davanti al camper ogni volta si recita una litania triste sul ghisa di quartiere: mai visto, mai visto, mai visto. In realtà qualche volta c'è, ma la sua missione in appoggio ai cittadini si è svuotata di forza e di valore: perché è solo, perché i problemi e le emergenze si sono decuplicati, perché l'amministrazione ha altre emergenze che considera più importanti delle lamentele dei cittadini e perché c'è sempre una linea politica che condiziona i comportamenti dei vigili sul territorio: più o meno severi con gli automobilisti, più o meno duri con gli ambulanti abusivi, più o meno tolleranti con le quotidiane inciviltà, e si va dal telefonino al volante, alle moto sui marciapiedi, alla doppia fila, ai cani che sporcano. Queste assenze o questi occhi chiusi sugli episodi che poi ci avvelenano la vita, stanno creando una contrapposizione che nuoce all'idea di comunità che abbiamo tutti e di legalità (che purtroppo non sempre abbiamo). Qualche mese fa, ad una lettera simile, rispondemmo che sarebbe stato auspicabile uno scatto d'orgoglio dei vigili per riconquistare la fiducia dei cittadini. Bisogna anche riconquistare un po' dell'autorevolezza perduta. Il Comando ci mandò l'elenco dei compiti richiesti, che erano tanti, è tutto finì in niente. Per non fare chiacchiere inutili, prometto al lettore Bassi un rapporto dettagliato sui vigili alla fine del viaggio con il camper. Intanto mi guardo intorno, e li cerco anch'io. gschiavi@rcs.it.

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Cna lancia l'allarme sulle Pmi valdostane (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Ovest sezione: PRIMA data: 2008-05-14 - pag: 1 autore: Artigianato. Pesa il rischio mortalità Cna lancia l'allarme sulle Pmi valdostane Il saldo tra le imprese artigiane che hanno cessato nel 2007 la propria attività e quelle che hanno aperto nello stesso anno è positivo, tuttavia aumentano le attività che non riescono a sopravvivere più di due anni. A lanciare l'allarme è la Cna della Valle d'Aosta. Secondo cui il dato di crescita è anche inficiato dalla nascita delle cosiddette imprese satelliti, soprattutto nel settore delle costruzioni. Id ati della Camera di commercio di Aosta parlano di 418 imprese registrate contro 326 cessazioni su uno stock complessivo di circa 4.200 aziende, masecondo Cna la situazione non è rosea: sul banco degli imputati per l'associazione artigiana c'è soprattutto il maggior carico di adempimenti imposti dalle discipline su sicurezza, lavoro, privacy e oneri previdenziali. Il comparto, che oggi garantisce un lavoro a circa novemila addetti, chiede maggior sostegno alla Regione: "Servono procedure più snelle – commenta Cesare Grappein, segretario regionale Cna –,siamo schiacciati dalla burocrazia. La famosa impresa in un giorno appare ancora un'utopia. In cambio di maggiore efficienza, si potrebbero anche ridurre i contributi al settore". Favre u pagina 11 l'articolo prosegue in altra pagina.

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Cna: microimprese in affanno (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Ovest sezione: ECONOMIA e IMPRESE Vda data: 2008-05-14 - pag: 11 autore: Artigianato. Il 2007 si è chiuso con un saldo positivo, ma secondo le associazioni il settore non è in salute Cna: microimprese in affanno Sono sempre di più le aziende che non sopravvivono più di un anno PAGINA A CURA DI Fabrizio Favre AOSTA Segnali di allarme tra gli artigiani valdostani per la tenuta e la solidità del settore. "Il saldo tra iscrizioni e cessazioni – osserva il segretario regionale della Cna, Cesare Grappein – è positivo, a dimostrazione del fatto che è ancora alta la voglia di fare impresa. Ma se si va oltre e si guarda al di là del puro dato quantitativo constatiamo che sono in costante aumento le aziende che aprono e chiudono nel giro di un biennio, talvolta perfino un anno. Un elemento che denota una evidente fragilità del settore". Il messaggio, diretto in modo particolare alle istituzioni, è chiaro: occorre ridare centralità a un settore che, da solo, nella piccola regione autonoma dà lavoro a circa 9mila addetti. "La Pmi artigiana – precisa il segretario regionale – va sostenuta e non lasciata sola ad attraversare il guado della probabile stagnazione dell'economia. Gli attuali numeri positivi non sono un reale sintomo di salute del settore". Se si analizzano i numeri, la situazione valdostana – con 418 registrate contro 326 cessazioni nel 2007 su uno stock complessivo di circa 4.200 aziende – appare confortante, ma Cna Valle d'Aosta dal suo osservatorio associativo ribadisce che il dato va attentamente contestualizzato; in collaborazione con la sede centrale romana, sta sottoponendo i dati in merito alle cessazioni delle imprese artigiane a un severo controllo, puntando a tracciare la durata media della aziende costituite negli ultimi anni. "Molte aziende artigiane – aggiunge Grappein – chiudono a neppure un anno dalla loro costituzione schiacciate da un carico burocratico sempre più insostenibile, soprattutto per le microimprese valdostane che difficilmente superano i tre dipendenti ". Per Grappein il dato di crescita è anche inficiato dalla nascita delle cosiddette imprese satelliti, soprattutto nel settore delle costruzioni (il più dinamico, come si vede nella tabella). "Sono aziende – osserva Grappein – costituite da dipendenti che si mettono in proprio, ma che poi continuano a lavorare con la stessa come unico fornitore ". Quali le cause di tanta fragilità? "Le imprese valdostane – risponde Grappein – chiudono i battenti perché non hanno gli strumenti per stare sul mercato. Ad esempio si trovano in difficoltà nel preparare la partecipazione ad un appalto". Tra obblighi derivanti dalla legge 626, norme rispetto della privacy, regolamento versamento contributivi, nuova disciplina in materia di impianti ( decreto 37/2008), la vita dell'imprenditore artigiano si è terribilmente complicata e per Cna occorre correre ai ripari prima che la valanga degli adempimenti abbia il sopravvento sulla voglia di diventare imprenditori. "Paradossalmente –prosegue Grappein – non sono tante le aziende che chiudono perché non hanno lavoro, ma ce ne sono parecchie che non riescono a portare avanti il proprio progetto di azienda". Quali ricette adottare? "Come associazione – risponde Grappein – siamo convinti che si debba passare da un'idea di amministrazione che autorizza a una di impresa responsabile. Servono procedure più snelle e severità nei controlli. Tanto già ora le nostre aziende sono sottoposte a controlli doppi rispetto alle altre regioni: sono convinto che si potrebbero perfino ridurre i contributi spettanti al settore se soltanto si riuscisse ad alleggerire la pressione fiscale e burocratica. La famosa impresa in un giorno appare ancora un'utopia". In questa direzione Grappein intravede un ruolo importante per le associazioni di categoria. "Gli artigiani – commenta – sono sempre meno interessati alla tutela politico-sindacale. Chiedono un'associazione che sappia affiancarli e aiutarli ad affrontare l'infittirsi delle normative". "Per esempio – ricorda il segretario dell'associazione – nel recente nuovo testo unico in materia di sicurezza le sanzioni sono state raddoppiate, e in un simile contesto dobbiamo porci l'obettivo di aiutare le imprese a mettersi in regola ". "Vanno aperti dei tavoli di lavoro con l'Amministrazione regionale dove si riesca a far comprendere che le micro-imprese tipiche del nostro territorio hanno spesso bisogno di un sostegno per adeguarsi in maniera efficiente alle nuove normative, statali o regionali che siano ", conclude Grappein, ricordando che "le piccole dimensioni regionali impongono una maggior collaborazione tra istituzioni e associazioni di categoria affinché i problemi sul tappeto possano essere risolti ricorrendo il meno possibile al sistema sanzionatorio ". LA BUROCRAZIA Aumenta il carico degli adempimenti imposti dalle discipline su sicurezza del lavoro, privacy e oneri previdenziali I NUMERI E LE ISTANZE Oggi il comparto garantisce occupazione a circa 9mila addetti e chiede alla Regione un maggiore sostegno.

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Le infrastrutture ora o mai più (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Ovest sezione: ECONOMIA e IMPRESE Piemonte data: 2008-05-14 - pag: 5 autore: INTERVISTA Luigi Rossi di Montelera Presidente Confindustria Piemonte "Le infrastrutture ora o mai più" Economia rinata dopo la crisi - Adesso serve maggiore concretezza politica di Francesco Antonioli L uigi Rossi di Montelera compie oggi 62 anni.A fine mese lascerà l'incarico di presidente di Confindustria Piemonte. Laurea in legge, padre di tre figli, è dal 1995 presidente della Bacardi-Martini B.V. e di General Beverage Europe B.V. In Parlamento nelle fila della Dc dal 1976 al 1992, ha ricoperto vari incarichi tra cui quello di sottosegretario al Turismo e allo Spettacolo. Tra il 2003 e il 2006 ha guidato a livello nazionale Federalimentare. Presidente, quando ha iniziato il suo mandato, nel 2004, c'era chi dava per spacciato il Piemonte. Fiat a picco e orfana dell'Avvocato, congiuntura pessima, produzione industriale in ginocchio. Invece il rilancio è avvenuto. Su quali elementi? Il Piemonte era in forte difficoltà, ma ha saputo reagire. L'indotto auto, per esempio, è riuscito a trovare nuovi sbocchi.L'industria ha perso terreno, ma è cresciuto il terziario. Tenacia, know-how nei comparti tradizionali, impulso a nuovi settori come l'Ict, l'aerospaziale, l'agroalimentare, il wireless: ecco gli ingredienti del riscatto e gli asset per il futuro. Ha contato di più la ripresa del Lingotto o l'effetto-traino delle Olimpiadi invernali 2006? Il nuovo corso della gestione Montezemolo Marchionne è stato fondamentale. Fiat e manifatturierorestano lo zoccolo duro. Le Olimpiadi ci hanno aiutato a cambiare mentalità: siamo più consapevoli delle nostre potenzialità. Ma gran parte delle innovazioni ascritte a quell'evento venivano da lontano: sono solo state catalizzate. Il salto di qualità non è avvenuto. Un'occasione sprecata? Ci sono diverse criticità. Un esempio? L'incapacità di creare una nuova imprenditorialità basata su reti di cooperazione tra Pmi. Le Olimpiadi hanno coinvolto solo marginalmente le imprese locali. Servirebbe un quadro strategico più drastico: congressuale, fieristico, turistico. Bene il metrò, i parcheggi. Ma l'aeroporto di Caselle? Vale la pena investire molto denaro pubblico per ottenere un volo bisettimanale su New York? Perché non essere più realisti e concreti? Le infrastrutture rimangono la nota dolente. La Torino-Lione è una partita è persa? Il ritardo è drammatico. La mancanza di obiettivi chiari in questi ultimi anni ha pesato moltissimo. Il Governo Berlusconi ha i numeri per intervenire e tutta la responsabilità che ne consegue. Ora è davvero questione di vita o di morte per il sistema economico. Anche la logistica è strategica. Sì, ma è il collante. L'incrocio tra i corridoi 5 e 24 può fare del Piemonte, e del Nord-Ovest, uno snodo chiave in Europa. Dobbiamo essere attrezzati per gli interscambi con piattaforme adeguate, ma anche pronti a trasformare le merci che transitano sul territorio. Un po' come accade a Rotterdam. La Giunta Bresso ha unificato le iniziative per l'internazionalizzazione. Che giudizio ne dà? Una scelta iniziale giusta. Rimane il problema gestionale: queste operazioni non possono avere i tempi lunghi e le liturgie della politica. Mancano prospettive innovative di marketing territoriale. Siamo molto preoccupati sull'operatività. Adesso si deve accelerare senza indugi. Anche il Piano triennale per le attività produttive soffre. Perché? Serve una progettualità ampia. Talvolta c'è l'impressione che tutto si areni nelle secche di un intellettualismo fine a se stesso. Concretezza, non chimereo annunci a effetto. Ne patisce pure il Patto per lo sviluppo del Piemonte, di cui si discute in IMAGOECONOMICA questi giorni. E senza i privati attorno al tavolo... Invece, ne converrà, la legge regionale di sistema per la ricerca è stato un bel passo in avanti. Senz'altro. Qui si è lavorato bene. Le aziende piemontesi sono tra quelle che investono maggiormente in Italia su questo aspetto. Ed è quanto mai opportuno il legame imprese- università per la ricerca applicata. Il Politecnico di Torino sta operando al meglio. E si consolida la vocazione all'alta formazione nella nostra area. Semplificazione amministrativa: è cambiato qualcosa? Confindustria Piemonte e Regione Piemonte hanno una collaborazione di lunga data con frutti interessanti: dimezzato il numero delle leggi regionali vigenti, ampiamente sfoltito il numero dei regolamenti, avviata una drastica pulizia dei tanti "osservatori" stratificati negli anni. Già, ma sono riforme "a costo zero"... Bastano? Va lodata la professionalità dei pubblici funzionari che analizzano ed eliminano testi inutili e sorpassati. La razionalizzazione delle fonti normative, anche statali e della Ue, ha un indubbio vantaggio sulla vita delle aziende. Anche se sono solo pre-requisiti. Che cosa intende dire? La pressione burocratica sulle impreseè ancora forte, soprattutto nella fase di avvio. Per questo, alla Regione, chiederemo la razionalizzazione della normativa urbanistica e ambientale, perché riguarda le scelte di insediamento delle aziende. Auspichiamo la trasformazione delle procedure finali per l'avvio dell'impresa – essenzialmente: dichiarazione di agilità dell'immobile e di avvio attività – in auto-dichiarazioni certificate da un professionista di fiducia. La tragedia della Thyssen ha sferzato tutti sulla sicurezza nel lavoro. Ritiene che si debba fare di più? Tra gli industriali la sensibilità è diffusa e presente: ci sentiamo impegnati in prima linea. Molto dipende dalla coscienza dei singoli e dall'efficacia dei controlli. E dalla lotta al lavoro nero e illegale, dove sono più alti i rischi. Come vede l'evoluzione dei rapporti con i sindacati? I lavoratori sono più consapevoli e sensibili alle istanze dello sviluppo. Ma i sindacati sembrano essere in ritardo: perché burocratizzati e politicizzati. C'è una flessibilità intelligente che va incentivata. La contrattazione collettiva nazionale è sacrosanta per garantire tutti. Ma non si può trattare ogni cosa a Roma. Non credo nelle soluzioni territoriali: frammenterebbero il Paese. Ma ad adattamenti su singole filiere o aziende sì. Il sistema confindustriale e il territorio: siete riusciti a "fare sistema"? Sì. C'è sinergia. E non solo tra noi. Esiste un tavolo di coordinamento regionale con altre associazioni. Adesso ci si riunisce una volta al mese. Su alcune questioni, come la Tav, abbiamo sottoscritto documenti anche con tredici firme. Non mi pare poco. Un osservatore subalpino acuto come Luca Ricolfi sostiene che la meritocrazia – su cui i giovani piemontesi hanno molte attese - non sfonderà mai. Perché, dice, porta più voti il vittimismo.E perché l'assenza di meritocrazia è anche un fenomenale alibi psicologico per giustificare gli insuccessi personali. Lei che ne pensa? Ci debbono essere dei diritti salvaguardati indipendentemente dal merito. Ma esistono fasce in cui la meritocrazia va applicata: chi si prende responsabilità deve essere premiato. O comunque valutato. Bisogna imparare a comportarsi così con i top manager: non possono cadere sempre in piedi, anche quando hanno lavorato male. Sennò che classe dirigente coltiviamo? f.antonioli@ilsole24ore.com "La gestione unificata dell'internazionalizzazione ha urgente bisogno di accelerare l'operatività" "Positiva la legge di sistema sulla ricerca, ma sulla vita delle imprese pesa ancora un eccesso di burocrazia" Bilancio di mandato. Luigi Rossi di Montelera, 62 anni, presidente di Confindustria Piemonte dal 2004, lascia a fine mese l'incarico tracciando un quadro dei principali aspetti strategici per lo sviluppo dell'economia subalpina.

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La moda salva i conti dell'export dei distretti (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: ECO-IMP. Emilia-R. data: 2008-05-14 - pag: 7 autore: Manifatturiero. Intesa Sanpaolo: crescita 2007 (+6,5%) sotto la media La moda salva i conti dell'export dei distretti Mezzi agricoli e ceramica scontano il calo dei mercati Andrea Biondi BOLOGNA Rispetto alla media nazionale è andata meglio. Ma nel 2007 l'export dei distretti dell'EmiliaRomagna non è riuscito a stare al passo con il dato regionale, seppure nel quadro di una crescita sostenuta soprattutto dal comparto moda: calzature di San Mauro Pascoli e maglieria-abbigliamento di Carpi. A evidenziarlo è il "Monitor" sui distretti dell'Emilia-Romagna – elaborato dal Servizio studi Intesa Sanpaolo per Carisbo – che indica in 8,66 miliardi l'export dei 14 cluster individuati in regione (21,5 miliardi il giro d'affari stimato, senza l'indotto). Si tratta del 18% dell'export dell'Emilia-Romagna (erano il 19,7% nel 2006), salito nel 2007 del 6,5%: di più del +4,5% dei distretti italiani, ma ben di meno rispetto al +11% regionale. "La tendenza è comune a tutti i distretti italiani.Per l'Emilia-Romagna – precisa Giovanni Foresti dell'ufficio Studi e ricerche di Intesa Sanpaolo – il dato si spiega in primis con il buon andamento di alcune produzioni manifatturiere non riconducibili a un distretto, come le macchine per impiego generale o l'automotive". Dall'altra parte, "hanno pesato i risultati non brillanti delle macchine agricole di Reggio EmiliaModena e delle piastrelle di Sassuolo, condizionati dall'euro forte sul dollaro e, nello specifico per Sassuolo, dalla crisi del mercato immobiliare americano". Per il primo distretto –705,3 milioni, l'8,1%dell'export dei poli regionali– laperformancedel4Útrimestre (+6,3%) non è riuscita a evitare il -1,6% finale sul quale, si legge nello studio,"ha pesato l'arretramento in Usa (-12,5%) e Regno Unito (-14,3%)". Di positivo c'è che "le imprese si sono affacciate su mercati come Sud Africa (+29%), Polonia (+37,3%) e Russia (+14,2%)". Il distretto di Sassuolo dal canto suo – 2,8 miliardi di export, il 32,8% del totale dei cluster regionali – ha avuto difficoltà negli Usa (-16,6%), ma anche "in Germania (-11,8%) a causa della debolezza della nuova edilizia residenziale". Il 2007 ha chiuso con un +0,3 per cento. Il record negativo spetta alle macchine utensili di Piacenza (-9,1% a 110,6 milioni) che, comunque, pesano solo per l'1,3% sull'export totale dei distretti. "Il dato è stato bilanciato dall'aumento del mercato interno che, seppur in ritardo rispetto ad altri Paesi, ha beneficiato di una ripresa degli investimenti " afferma Paolo Egalini, a capo della sezione Meccanica di Confindustria Piacenza e ad della Mandelli, azienda del gruppo Riello. "In definitiva – aggiunge – il nostro distretto genera un business sui 300 milioni, salito a due cifre nell'ultimo anno". Dall'altra parte, c'è innanzitutto il + 36,3% del food machinery di Parma (si veda "Il Sole-24 Ore CentroNord" del 7 maggio). Ma è il sistema moda ad aver trainato. Iniziando dal +19,8% della maglieria- abbigliamento di Carpi (770,3 milioni l'export del 2007). "Buone soprattutto le performance in Russia (+ 5,8% a 44,9 milioni) " si legge nel Rapporto, a fronte di "perdite in Germania (-11,3%) e Giappone (-7,1%)". "Tutto merito di aziende leader – afferma Alberto Allegretti, assessore comunale alle Politiche economiche –che stanno portando avanti una politica di marchio: da Liu Jo, a Blumarine, a Gaudì". In controtendenza rispetto al settore nel suo complesso, uno dei distretti andato meglio è anche quello delle calzature di San Mauro Pascoli (Forlì-Cesena): 234,9 milioni di export (+23,9%). "Merito dell'alta qualità e di nuovi sbocchi commerciali come la Russia, dove personalmente opero da oltre 20 anni" spiega Gimmi Baldinini, ad dell'omonima azienda del gruppo Burani che quest'anno toccherà i 100 milioni di ricavi. "Cresciamo del 30% ogni anno – spiega – soprattutto perché puntiamo oltreconfine". Di alta qualità come chiave del successo parla anche Giuseppe Zanotti, presidente di Vicini Spa, 70 milioni di ricavi nel 2007, con 1.800 paia di scarpe prodotte giornalmente in tre stabilimenti che impiegano 400 addetti. L'essere in un distretto ha contato, "ma la burocrazia, la mancanza di infrastrutture pesano. Allo stesso modo – spiega –meriterebbero maggiore attenzione e apporto centri come il nostro Cercal, per creare quelle maestranze specializzate e fare quella ricerca per noi indispensabili ". a.biondi@ilsole24ore.com.

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Imprese, crescita bassa (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Economia Pagina 213 L'indagine. L'Osservatorio economico mette in luce le difficoltà delle società nell'isola Imprese, crescita bassa L'indagine.. L'Osservatorio economico mette in luce le difficoltà delle società nell'isola "Ricavi fermi per le piccole aziende" --> "Ricavi fermi per le piccole aziende" Crescita zero per le piccole imprese sarde: è quanto emerge da un'indagine dell'Osservatorio economico. Ricavi fermi e redditività ai minimi: è deludente l'identikit delle piccole imprese sarde, tracciato dall'Osservatorio economico nella sua consueta indagine "Le imprese guida in Sardegna. Graduatoria delle imprese nel 2006". Lo studio - presentato ieri nella Facoltà di Economia a Cagliari - fotografa un tessuto imprenditoriale ancora affetto da "nanismo". E la conferma arriva dai bilanci delle società. La crescita dei fatturati delle Pmi isolane è pari a zero, mentre la redditività (data dalla capacità degli investimenti aziendali di creare utili) raggiunge il 2,4%, un livello giudicato "insoddisfacente" dagli stessi ricercatori dell'Osservatorio economico. In calo - seppure positiva - anche la produzione di cash flow (liquidità): passata da un +7,1% nel 2005 a un +6,8% nel 2006. "La crescita è un obiettivo prioritario delle aziende sarde", commenta Alberto Scanu, presidente della Confindustria del Sud Sardegna. "Ma per raggiungerla è necessario alleggerire la burocrazia, un macigno sulle spalle di qualsiasi imprenditore". Il miglioramento delle redditività è anche un traguardo imposto dalle nuove regole internazionali sul credito di Basilea 2. "Meno utili una società sarà in grado di produrre", ricorda Francesca Spada, ricercatrice dell'Osservatorio economico, "più alto sarà il costo del denaro erogato dalle banche". I NUMERI Presentano un altro stato di forma le aziende più grandi, solitamente strutturate in società di capitali (srl e spa) e in grado di tirare su la media dei risultati dell'intero campione (110 mila imprese): la crescita dei ricavi è del 5,8%, mentre il valore aggiunto (ossia il valore della produzione al netto dei costi per materie prime e servizi) ha toccato l'8,6%. I SETTORI Dallo studio, illustrato dal presidente dell'Osservatorio economico, Walter Racugno, emerge che il maggior incremento dei ricavi, pari al 7%, si trova nel settore che raggruppa energia, gas e acqua, seguito dal manifatturiero (+6,5%), dai servizi (+6,1%), dalle costruzioni (+6%) e dal commercio (+4,7%). Tra i settori tradizionali, sono le imprese del legno e del sughero a risultare più dinamiche, con un aumento dei ricavi pari all'8,2%. Anche l'andamento del valore aggiunto evidenzia un trend in crescita con particolare dinamicità nel comparto delle costruzioni (+17.6%), seguito dal settore dei servizi (+7,7%), dal commercio (+7,4%) e dal manifatturiero (+6,7%). LA FLESSIONE In controtendenza, invece, le imprese dell'energia, del gas e dell'acqua: la ricchezza apportata da queste società al sistema economico subisce una flessione dell'1,5%. E se l'andamento favorevole dei ricavi interessa l'industria, le costruzioni, il commercio e i servizi, non si può dire lo stesso per le imprese del Coke, petrolio e derivati che, dopo l'impulso degli anni precedenti, evidenziano un rallentamento del 3,4% nei fatturati e dell'11,5% del valore aggiunto. LA CLASSIFICA La pubblicazione - che distingue tra imprese "guida" ed "eccellenti", caratterizzate l'una dalla capacità di competere sul mercato e l'altra dalla sopravvivenza anche di fronte a congiunture negative - sottolinea come, in particolare per le imprese vicine all'eccellenza, i risultati del 2006 siano in linea con quelli del 2005. Nell'86,6% dei casi, infatti, il "livello di bontà" è rimasto sostanzialmente identico e, anche quelle aziende che hanno fatto registrare risultati "sufficienti" migrano verso le classi migliori (24% verso un livello buono e il 20% verso l'eccellenza). Anche la classifica per fatturato non ha subito particolari scossoni. Le prime dieci posizioni sono occupate da imprese petrolifere e dell'energia (Saras, Aarcola Petrolifera, Sarlux), da due aziende del commercio all'ingrosso (Isa di Villacidro e Ivi Petrolifera), da tre società metallurgiche (Alcoa, Portovesme ed Eurallumina), da un'impresa appartenente alle tlc (Tiscali) e da una dei trasporti (Meridiana). Per quanto riguarda infine le aziende eccellenti (cioè quelle con i migliori tassi di crescita economico-finanziaria), nelle prime tre posizioni si collocano due società del commercio al dettaglio (Eco.Dis e Supermercati Marcello) e una dei servizi (Demi). LANFRANCO OLIVIERI.

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DI RIFIUTI ne ha così tanti, che sarebbe "eco-stupidità" limitarsi a chiude (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di GIAMPAOLO MILZI DI RIFIUTI ne ha così tanti, che sarebbe "eco-stupidità" limitarsi a chiuderla. E allora? Quel sito si trasformerà in risorsa, grazie alla nuova tecno-struttura per la produzione di energia elettrica che, burocrazia permettendo, spunterà nella discarica di Chiaravalle nell'estate 2009. Merito del Comune e di Anconambiente, alla quale nel dicembre scorso l'Amministrazione municipale ha affidato le procedure per la realizzazione di un impianto che sfrutta il biogas. Cioé quella miscela di vari tipi di gas (per il 50-80% metano) che scaturisce naturalmente dalla fermentazione batterica in anaerobiosi (assenza di ossigeno) dei residui organici in decomposizione provenienti anche e soprattutto dai materiali che normalmente rappresentano il 30-40% dei rifiuti urbani delle discariche. I lavori per la nuova opera costeranno circa 2 milioni di euro, ai quali andranno aggiunti dai 3 ai 3,5 miloni per un'ipotesi di gestione ventennale. Secondo le stime, l'impianto produrrà 6700 kilowatt l'ora, e quei vent'anni di operatività garantiranno ricavi per 15 milioni e utili per 10. A guadagnarci saranno tutti, il Comune di Chiaravalle e Anconambiente, che incamereranno rispettivamente il 55% e il 45% dei profitti, la collettività e l'ambiente, perché il biogas ora disperso non andrà più in fumo reduce dall'attuale processo di bruciatura nella torcia della discarica ma verrà trattato in caldaie e trasformato in energia da combustione che sarà vendita all'Enel. "Un'idea che abbiamo affinato dall'agosto 2005, quando abbiamo preso in gestione la discarica di Chiaravalle e, poi, successivamente, vi abbiamo realizzato lavori di ridimensionamento e messa in sicurezza - spiega il presidente di Anconambiente, Lino Secchi - Quando è stato chiaro che la discarica era in via d'esaurimento (la Provincia ne ha deciso la chiusura intorno alla fine di quest'anno, ndr.) ci siamo accordati con il Comune".

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<Vogliamo fiducia e lavoro> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Gazzetta di Parma 16-05-2008 Inchiesta: I ragazzi e il governo . ............................................................................................................................... ............................................................................................................................... ............................................................................................................................... ................................................................. . ............................................................................................................................... ............................................................................................................................... ............................................................................................................................... ................................................................. . ............................................................................................................................... ............................................................................................................................... ............................................................................................................................... ................................................................. I giovani parlano chiaro: un impiego sicuro e un'università meglio organizzata DI ALESSIA FERRI "Vogliamo fiducia e lavoro" I giovani non ci stanno, e questa volta chiedono di più. Di più dei soliti slogan pre elettorali sapientemente riposti nel cassetto dopo aver vinto le elezioni, di più delle belle promesse mai mantenute, almeno così la pensano le ultime generazioni. A pochi giorni dalla formazione del nuovo Governo, siamo andati in giro per le strade della città a sentire, dalle loro voci, cosa si aspettano da questo nuovo ciclo governativo. Un' indagine però apolitica, nonostante le apparenze, perché ai ragazzi interpellati non abbiamo chiesto di schierarsi a favore o contro chi ci governerà nei prossimi anni, ma solo di esprimere i propri desideri a chi potrebbe, e dovrebbe, provare a realizzarli, a prescindere dal colore politico che indossa. "Cosa potrebbero fare i politici per noi giovani? Sicuramente di più di quello che fanno adesso, anche perché di meno sarebbe impossibile - commenta Luca Bottazzi, che ha 21 anni e frequenta l' Università qui a Parma -. Continuando di questo passo, non si riuscirà mai ad aiutare i giovani a trovare un posto di lavoro adeguato perché, spesso, dopo gli studi, vengono abbandonati a loro stessi. Inoltre, potrebbero favorire il ricambio generazionale, sia all' interno dello stesso sistema politico, che in altri settori perché esistono molti ragazzi capaci, che non riescono ad emergere, per mancanza di posti in cui far conoscere le proprie potenzialità". La domanda del sondaggio era generica ma, tutti i ragazzi interpellati, hanno dato risposte riguardanti il mondo dell' Università e del lavoro segno che, a dispetto di chi li vuole tutti "bamboccioni" nullafacenti, i giovani, al futuro, pensano eccome. "Le Università italiane sono indietro cent' anni, come strutture, programmi di studi, supporti per gli studenti e collegamenti al mondo del lavoro - commenta Dario Serventi, universitario di 25 anni -. Credo, quindi, che il primo passo da compiere sia quello di pensare ad un miglioramento, serio, del sistema universitario". Della stessa idea, anche Giuseppe Calo, coetaneo di Dario, che ammette: "C'è davvero molto da fare, a partire dall' abolizione del sistema universitario del 3+2 che, da quando è in vigore, ha fatto solo danni. Poi proporrei di dare più fondi alla ricerca e di rendere i Master, obbligatori per certe professioni, economicamente accessibili a tutti, altrimenti si rischia di creare mestieri d' elitè". Chiede meno test d'ammissione alle facoltà universitarie, anche Martina Rienti che a 18 anni, all'Università, sta pensando di entrarci adesso. La sua mente, tuttavia, è già proiettata al mondo del lavoro. "Per migliorare le cose sarebbe necessario, anche, mandare la gente in pensione prima, per creare un ricambio generazionale che crei un mercato del lavoro più dinamico, che ne favorisca l' ingresso ai giovani". Pensa al lavoro anche Luca Facchini, di 26 anni, "Dovrebbe essere a tempo indeterminato per tutti, in modo da consentire ai ragazzi di crearsi un futuro ". Se si parla di tasse, poi, Luca non ha dubbi. "Andrebbero diminuite, se no come si fa a crearsi una famiglia e a mettere al mondo dei bambini? ". Le risposte al quesito, si assomigliano molto tra loro perché, ammettono quasi tutti gli intervistati "Senza un lavoro che faccia dormire sonni tranquilli, non c'è tempo e voglia di pensare ad altro". E così, Emiliano Zapata vorrebbe "Più progetti e finanziamenti pensati per valorizzare le idee dei giovani che, spesso, non riescono a realizzare i propri sogni per mancanza di soldi, o a causa di una burocrazia infinita". Come lui, Silvia Cassiani, di 22 anni, parla della necessità di creare "Centri di aggregazione giovanile in cui vengano proposte idee intelligenti, così che, i ragazzi, possano passare il loro tempo, non in modo superficiale, ma costruttivo ". Nonostante i sogni e le aspirazioni, personali e collettive, quello che emerge da questa piccola indagine, è la sfiducia nei confronti delle istituzioni e l' idea che si può chiedere, ma difficilmente, qualcuno esaudirà. "Non ho fiducia nei politici ma, se proprio devo sperare in qualcosa, spero che mettano in campo delle risorse per migliorare il livello del sistema scolastico che, in Italia, non è il massimo. Spero, anche, che tutelino maggiormente i ragazzi più deboli, in modo da evitare, il più possibile, l' insorgere di fenomeni di emarginazione e violenza, come accade con il bullismo". L'amica, Federica Freddi, meglio di tutti, esprime, attraverso una sola parola, il concetto che riesce a contenerne tutti: fiducia. "Dovrebbero solo darci quella, invece, se ci sono da tagliare dei fondi, il primo settore a farne le spese, è l'istruzione. Questo dimostra che, nelle nuove generazioni, si crede poco ". Fiducia, solo quella chiedono i giovani d' oggi. Fiducia nel considerarli ragazzi attenti e preparati a scuola, non solo ignoranti cellularedipendenti. Fiducia nel vedere in loro i cittadini di domani, in gradi di migliorare il mondo di oggi. Fiducia nel credere che un giorno, anche loro, potranno farcela, come hanno fatto i loro padri e i loro nonni. hh "BISOGNA MIGLIORARE ANCHE IL SISTEMA SCOLASTICO CHE IN ITALIA NON E' IL MASSIMO".

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HAPPY HOUR TUTTO DA VIVERE CON DJ RINO (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Spettacoli pag. 57 HAPPY HOUR TUTTO DA VIVERE CON DJ RINO Appuntamento per l'aperitivo, a partire dalle 18, al Cafè American Burn Out di viale Sant'Eufemia 28 in città, con la musica di dj Rino. FRANCIACORTA IN FIORE A VILLA BETTONI ESPONE GI MORANDINI "Burocrazia - neo - semplice": è la mostra dell'artista Gi Morandini che sarà inaugurata oggi a Villa Bettoni di Cazzago San Martino nell'ambito di Franciacorta in Fiore. La vernice è fissata alle 17. DESENZANO E LONATO DIVERTIMENTO NELLA NOTTE DEL GARDA Alle 21.30 All'Irish pub di via Castello 36 concerto unplugged con "The Dooney Rockers". Alle 22 al Malemi beach and club via alla stagione estiva: dj Robert-eno e Marco Fratty, voce Tania Monies. Partono anche le serate del Fura: al mixer Space e Fabio Santini, al microfono Jacopo Coppiardi . CINEFORUM APPUNTAMENTO PER LA TERZA ETÀ AL CINEMA EDEN Alle 15 i sindacati dei pensionati in collaborazione con il Comune di Brescia e l'associazione "Detour" propongono un nuovo appuntamento per "Un film fa...primavera". All'Eden (ore 15) e al Colonna (15.15) verrà proiettata la pellicola "Giorni e nuvole". L'ingresso è gratuito. BURN OUT HAPPY HOUR TUTTO DA VIVERE CON DJ RINO.

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Confindustria: l'abruzzo rischia la bancarotta (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lettera alla Regione: "Basta parole, servono i fatti" Confindustria: l'Abruzzo rischia la bancarotta L'AQUILA. Infrastrutture da modernizzare, tasse elevate che scoraggiano l'arrivo di aziende e mettono in difficoltà quelle esistenti, una burocrazia soffocante, leggi che al posto di dare sostegni alle imprese le bloccano. Non è confortante il quadro che Confindustria per mano del suo presidente Calogero Riccardo Marrollo, disegna e invia al presidente della Regione, Ottaviano Del Turco. Una missiva che ha il tono imperioso di un ultimatum e segna una nuova inversione dei rapporti tra gli industriali e l'esecutivo regionale. Collaborazione finora fatta di alti e bassi di lune di miele e improvvisi e polemici litigi. "Non è più tempo di parlare ma di fare, altrimenti si rischia la bancarotta": scrive risentito Calogero Marrollo. (A pagina 15).

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ANCHE LA PAZIENZA ha un limite! Ad Ospedalicchio è stato superato più v (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

ASSISI / TODI / BASTIA pag. 10 ANCHE LA PAZIENZA ha un limite! Ad Ospedalicchio è stato superato più v... ANCHE LA PAZIENZA ha un limite! Ad Ospedalicchio è stato superato più volte e un'importante via della frazione è al buio ormai da quindici giorni. Si tratta di via Don Fulvio Scialba, lungo la 147 Assisana, nel tratto che va dalla sede della scuola elementare fino all'incrocio con via dell'Aeroporto. Nei primi giorni del guasto, dopo il 1° maggio, si pensava ad una situazione provvisoria, poi alcuni residenti hanno allertato i Vigili Urbani, ma senza esito. Utilizzando le conoscenze personali, per aggirare l'inevitabile burocrazia, il caso è stato segnalato alla società cui il Comune ha affidato la manutenzione della pubblica illuminazione. I tecnici hanno effettuato sopralluoghi alla linea interrata e in particolare ai pozzetti, senza però ottenere i risultati sperati. Dopo due settimane di sostanziale inazione e crescenti disagi si fa strada l'esasperazione. Sono stati i privati a prendere l'iniziativa e per forare il buio della notte lasciano i lampioni di casa accesi dal tramonto all'alba, come l'albergo ristorante che si affaccia nella piazza centrale che accende un faro per guidare ospiti e turisti. Il buio mette a rischio anche la sicurezza nell'area che è ridosso del centro storico di Ospedalicchio. "L'ipotesi più probabile ? rileva Giancarlo Rinaldi, tra i più attivi per trovare una soluzione ? è che il 'black out' sia dovuto ad un guasto delle rete perché ormai vecchia e inaffidabile. Anche due anni fa l'impianto andò in tilt più giorni e l'amministrazione comunale si difese sostenendo che era responsabilità dell'Enel. L'ente elettrico verificò invece che i guasti non erano di propria competenza". Se questa è la causa del guasto l'amministrazione comunale, ormai senza ulteriori indugi, dovrà intervenire per ripristinare l'illuminazione pubblica e riportare un po' di serenità. M.S.

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Zanon a Galan: Ti denuncio (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Zanon a Galan: "Ti denuncio" Parla un'altra vittima del libro-intervista del presidente PADOVA. Libro-intervista di Giancarlo Galan: Raffaele Zanon, An, annuncia "querela per diffamazione con azione di risarcimento per i danni che mi ha procurato". "Io non accetto colpi bassi e soprattutto la slealtà", dice il consigliere regionale padovano, citato nel libro come "il prototipo dei pessimi", "uno che a una totale inconsistenza unisce la tendenza a mascalzonate imperdonabili". Zanon, dica la verità: lei sapeva già di non essere molto amato da Galan. "Sì, se vogliamo fin dai tempi di Buenos Aires, quando ero assessore ai flussi migratori e nacque un caso con gli enmigrati in Argentina". E allora si meraviglia? "Se l'origine di tutti i mali è non aver dato sostegno a quel tal Luigi Pallaro che poi ha fatto da stampella al governo Prodi, sicuramente avevamo opinioni diverse. Mi sembra legittimo". Galan non l'ha più voluta in giunta. "Nei 10 anni di assessore io ho sempre lavorato lealmente. Quanto a lui, mi ricordo che l'unica volta che l'ho visto preoccupato ad una seduta di giunta, era perché non trovava le esche per andare a pesca. Dovevamo sbrigarci per quello. Tanto per dire". Lei fu escluso dalla giunta da un veto di Galan o da scelte diverse dei partiti? "Galan ha messo veti su molte persone e io mi faccio vanto di essere in buona compagnia: da Brancher a Brunetta a Sacconi, che oggi si trovano al governo. Non ho avuto altrettanta fortuna ma vedo che gli sponsorizzati da lui non vanno lontano". Meglio non essere sponsorizzati da Galan, lei dice? "Non solo quelli sponsorizzati da Galan non vanno lontano, ma cadono anche in disgrazia. Io ho avuto numerosissimi attestati di solidarietà per quello che lui ha scritto. Mi sono anche chiesto il perché di tanta acrimonia. Sicuramente c'entrano le posizioni che ho espresso in Consiglio: qualche disturbo al manovratore devono averlo dato". Quali posizioni? "Penso almeno in quattro punti che sono agli atti dell'aula: 1) i controlli che ho cheisto sulle Usl; 2) la trasparenza nella burocrazia regionale a proposito dei fondi comunitari, inclusi gli uffici di Bruxelles. Qui sono per certo che qualcuno si è sentito disturbato". Gianlorenzo Martini, responsabile di Bruxelles? "Anche il segretario generale Rasi Caldogno, perché i finanziamenti a pioggia che arrivano da Bruxelles e cadono magari sempre sulle stesse pozzanghere, non passano per nessun tipo di controllo del Consiglio. Poi devo aver toccato qualche suo amico: con Enrico Marchi non sono stato leggero. Nell'ultimo bilancio ho ottenuto con voto unanime del Consiglio una commissione di verifica sulla gestione della Save, in riferimento anche ad Alpieagles". Questa commissione è stata istituita? "No, è stata insabbiata". E la quarta cosa? "I progetti di finanza, su cui ci sono interessi mastodontici. E sappiamo che c'era un emendamento in finanziaria che chiedeva controlli. Se il mascalzone si riferisce ad atti così proditori ai danni dei veneti, continuerò ad esserlo. E respingo l'azione intimidatoria che intravvedo nel libro: il dopo Galan è già cominciato e anche Berlusconi l'ha capito. Lo si vede dalle scelte che ha fatto. Galan risponde che vuol fare il partito del Nord? C'è già e si chiama Lega. Anche Svp c'è già. Non si rende conto che sono cambiate un sacco di cose e lui non è più al centro". (Renzo Mazzaro).

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Centro di Napoli: solo confusione (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Enti Locali & Cittadini piani, progetti & abusi Centro di Napoli: solo confusione Guido D'Angelo Recentemente si è ripreso a parlare ed a dibattere sul degrado del centro storico di Napoli, da anni inserito nell'elenco del Patrimonio dell'Umanità, definito dall'Unesco. Pertanto, si è paventato e si paventa il pericolo che questo celeberrimo centro storico possa essere cancellato dall'elenco per la sua rovinosa situazione di abbandono e di incuria crescenti. Francamente, la maggiore preoccupazione non consiste nel pericolo della paventata cancellazione. Preoccupa, invece, la perdurante situazione di sdoppiamento della personalità che caratterizza in genere il governo del territorio e, in particolare, la gestione del centro storico di Napoli. Basti pensare alla legislazione urbanistica regionale ed al vigente piano regolatore della città. Secondo la legge regionale n. 16 del 2004 sulla facciata degli edifici ricadenti nel centro storico è vietata l'installazione di condizionatori d'aria, tubazioni e antenne, nonchè l'inserimento di nuovi elementi che compromettono il decoro architettonico degli stessi. Ma, intanto, anche sulle facciate degli edifici prospettanti sulle strade pubbliche del centro storico di Napoli continuano a sbocciare nella generale indifferenza condizionatori, tubazioni ed antenne paraboliche. D'altra parte, il vigente piano regolatore di Napoli dopo aver assurdamente esteso il perimetro del centro storico a vaste zone edificate nel dopoguerra e che dimostrano solo lo squallore dell'edilizia postbellica - vieta (in gran parte del detto centro) anche di realizzare tramezzi o di frazionare appartamenti di grandi dimensioni, se non in corrispondenza della maglia strutturale. Contemporaneamente, però, anche nella parte antica del medesimo centro storico si possono costruire abusivamente ed impunemente sopraelevazioni, verande, balconcini anche a piano terra e poggiati sulla strada pubblica. Si tratta di tanti piccoli episodi isolati, che non fanno notizia e che, quindi, lasciano indifferenti la burocrazia ed i soggetti che insorgono con grande clamore su qualche caso che trova spazio sui giornali. Incredibilmente ciò si verifica più spesso non quando si tratta di un abuso compiuto da uno spregiudicato soggetto privato, bensì nel caso di opere di particolare interesse pubblico. Trattasi di un fenomeno antico, come è stato ricordato con riferimento alla costruzione della tangenziale di Napoli negli anni settanta. In generale si tende ad opporsi ai cambiamenti, anche se si tratta di opere fondamentali per la vita cittadina. L'ultimo esempio è costituito dall'inizio dei lavori in piazza Santa Maria degli Angeli, per la costruzione di una stazione della linea 6 della metropolitana (l'ex tramvia rapida). L'indignazione di qualche Associazione e di qualche Ufficio pubblico è stata enorme, ma non risulta che, ad esempio, il recente sbancamento di una collina a Posillipo abbia suscitato analoghe reazioni.Parimenti mentre si chiede il blocco dei lavori per la detta stazione della metropolitana e si ostacola (anche da parte degli uffici competenti) la costruzione dei parcheggi nel centro urbano si accetta poi che la città sia soffocata dal traffico delle auto e dall'inquinamento. Insomma, sdoppiamento della personalità e schizofrenia determinano e caratterizzano l'assenza del governo del territorio. Non s'invoca un dittatore, ma nemmeno sono accettabili la frammentazione e la polverizzazione delle competenze e delle interferenze. Nei Paesi civili l'Amministrazione competente prima di aprire i cantieri provvede a rendere pubblico il relativo progetto esecutivo, ad individuare l'esistenza di tutte le risorse finanziarie necessarie, nonchè i tempi e le modalità di esecuzione del progetto. Poi altri Uffici, enti ed associazioni potranno formulare opposizioni ed osservazioni d'ogni tipo, che dovranno essere valutate con attenzione. Alla fine, però, dopo che l'Autorità responsabile avrà deciso, tale decisione deve essere eseguita senza ritardi e senza che qualche signor no possa continuare a far valere poteri che non gli competono.Non c'è bisogno di sottolineare che prima dell'apertura degli innumerevoli eterni cantieri esistenti a Napoli si è seguito e si segue un comportamento diametralmente diverso. Ma di ciò non si lamentano tanti autorevoli uffici ed associazioni. del 16-05-2008 num.

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Regione, basta con gli annunci - maurizio piccinino (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Regione "Regione, basta con gli annunci" Marrollo chiede una svolta "La giunta parli coi fatti" MAURIZIO PICCININO L'AQUILA. Infrastrutture da modernizzare, tasse elevate che scoraggiano l'arrivo di aziende e mettono in difficoltà quelle esistenti, una burocrazia soffocante, leggi che al posto di dare sostegni alle imprese le bloccano. Non è confortante il quadro che Confindustria per mano del suo presidente Calogero Riccardo Marrollo, disegna e invia al presidente della Regione, Ottaviano Del Turco. Una missiva che ha il tono imperioso di un ultimatum e segna una nuova inversione dei rapporti tra gli industriali e l'esecutivo regionale. Collaborazione finora fatta di alti e bassi di lune di miele e improvvisi e polemici litigi. "Non è più tempo di parlare ma di fare, altrimenti si rischia la bancarotta": scrive risentito Calogero Marrollo a conclusione della sua missiva al vetriolo. Una elencazione di guasti verso i quali la Regione, almeno a suo giudizio, non mette mano. Marrollo poi riflette su nuovi prossimi guai. "La possibilità di un nuovo aumento della tassazione a carico di imprese e cittadini innesca una situazione di una gravità estrema", osserva preoccupato, "a cui la Regione e la politica devono dare risposte immediate e convincenti". Le tasse di cui parla il leader di Confindustria sono l'aumento dell'Irap sulle imprese. Una ennesimo salato ritocco che Marollo imputa alla "mala gestione della spesa sanitaria". Così mentre oltre l'80% del bilancio regionale va a finire nelle fauci del sistema sanitario regionale le imprese tirano la cinghia e vedono strade tutte in salita. Le nuove tasse, o comunque un mancato cambiamento di rotta "comprometterebbe", scrive ancora Marrollo, "la competitività del sistema imprenditoriale e i livelli occupazionali abruzzesi oltre ogni limite sopportabile". Ma non c'è solo il capitolo sanità, rivela la Confindustria, e ricorda altri temi spinosi. Con la proposta di introdurre una tassa sull'emungimento delle acque minerali, il presidente di Confindustria si chiede, mostrandosi scoraggiato sul futuro del sistema produttivo abruzzese, cosa voglia ottenere la Regione, forse "che le imprese del settore vadano a investire altrove?". In base all'attuale piano regionale per la tutela della qualità dell'aria, ricorda Marrollo, in alcuni Comuni delle aree industriali della Val Pescara, "dove l'inquinamento è determinato da traffico locale e infrastrutture inadeguate, non è più possibile effettuare nuovi investimenti. Importantissime realtà industriali, benché dotate di soluzioni tecniche all'avanguardia dal punto di vista ambientale, si vedono negare le autorizzazioni dagli uffici regionali". Nell'elenco delle lamentazioni Marrollo cita una legge indicata "esempio di autolesionismo regionale" e cita la legge n.2/2008 su: "Interventi urgenti per la Costa teatina". "Con l'intento molto discutibile di bloccare il Centro Oli di Ortona", dice, "praticamente si blocca la possibilità di effettuare qualsiasi nuovo investimento, ancorché già autorizzato, in tutto l'Abruzzo". Le riforme strutturali, segnala inoltre Confindustria, da tempo richieste dal mondo imprenditoriale e civile, quali quella del sistema sanitario, dei consorzi e dei distretti industriali, la gestione dei rifiuti, "non sono neanche avviate o prese in esame". Infine il presidente si lancia in una osservazione che suona come una classica rampogna alle orecchie dei politici. "La politica", insiste polemico Marrollo, "e le sue espressioni istituzionali non possono più fare finta di niente, rinviando le necessarie assunzioni di responsabilità".

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Se la burocrazia del Campidoglio vessa perfino i suoi consiglieri (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 116 del 2008-05-16 pagina 6 Se la burocrazia del Campidoglio vessa perfino i suoi consiglieri di Antonino Torre L'Odissea negli uffici per un avviso di fermo auto su una multa annullata da una sentenza "La sua posizione in coda è la numero 25... La preghiamo di attendere in linea... Il personale addetto risponderà appena possibile. Grazie". Questo messaggio ripetuto ogni tre secondi, con il progressivo lento aggiornamento del numero di posizione di coda, è il modo con cui la Equitalia Gerit S.p.A. comunica con chi si collega al numero verde 800422687 per cercare informazioni o per chiedere chiarimenti. La ripetizione ossessiva del messaggio registrato può durare un tempo interminabile. Di solito giungono alla posizione uno, ossia alla risposta dell'operatore, solo le persone dotate di particolare pazienza. Alla fine, dopo l'interminabile e sfiancante attesa, alle tue rimostranze per aver avuto il "preavviso" di sequestro della macchina a causa di una multa che è stata annullata con sentenza del giudice di pace, l'operatore del call center risponde: "È vero che, forse, abbiamo ricevuto anche il fax con la copia della sentenza che lei ci ha inviato, ma la Gerit nulla può, perché ha avuto mandato dal Comune di Roma di procedere nei suoi confronti ed è il Comune che deve annullare la richiesta di pagamento. Lei dovrebbe recarsi all'Ufficio contravvenzioni del Comune a via Ostiense 131/L e fare lì le sue rimostranze". A nulla serve far notare che, siccome il Comune di Roma si era costituito in giudizio tramite la propria avvocatura, dovrebbe sapere della sentenza a te favorevole. No: devi andare in via Ostiense. Ma tu non demordi, forte anche della figura istituzionale che ti hanno assegnato i cittadini: quella di consigliere comunale. E anche come tale, dopo svariati tentativi al numero 060606, vieni messo in contatto con la segreteria del dirigente comunale che sovrintende alla particolare materia: niente meno che il "responsabile della UO (unità operativa) Contravvenzioni", qualcosa di etereo e di irraggiungibile, perlomeno a detta della segretaria che ti risponde. Dopo che ti sei rifiutato di dire all'impiegata il motivo per cui vuoi parlare con il suo capo, la stessa ti racconta che "sua eccellenza" (si fa per dire...) è in riunione e ti richiamerà appena possibile. Tu le lasci i tuoi recapiti telefonici. Per il Comune la pratica è chiusa. Aspetterai invano quella telefonata che non ti arriverà mai. E sei un consigliere comunale! Pensa ai poveri cittadini vessati e maltrattati da questa burocrazia che considera i contribuenti che la mantengono, come "servi della gleba" non degni della minima attenzione. A questo punto non mi resta che aspettare che la macchina mi venga sequestrata. Poi chiederò un cospicuo risarcimento al Comune, ossia, pensandoci bene, ai contribuenti e a me stesso come consigliere. Nessuno, infatti penserà di addebitarlo ai veri responsabili, ossia a quei funzionari che, con il loro operato, sono all'origine di tanti danni. In Italia, purtroppo, nessuno è mai responsabile. Tutt'al più lo sono le Istituzioni, mai le persone fisiche. Anche di ciò dovrà occuparsi la nuova amministrazione. Anche questo è da considerare un attentato all'ordine pubblico. Io nel mio piccolo, da consigliere comunale, ho memorizzato il problema e cercherò di sollevarlo e risolverlo nelle sedi competenti. (*) Consigliere comunale della Lista civica per Alemanno © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<è giusto azzerarei campi nomadisul territorio> (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

"è giusto azzerarei campi nomadisul territorio" l'opposizione Roma. "Il decreto sicurezza? Stando alle dichiarazioni del ministro Maroni mi sembra di capire che conterrà diverse norme già previste dal decreto Amato. Mi auguro che ci sia pure l'applicabilità della normativa Ue sull'accompagnamento alla frontiera dei cittadini comunitari che non sono in grado di dimostrare un reddito". Filippo Penati, presidente della Provincia di Milano, è uno dei pochi volti del Partito Democratico che vince nel Nord a maggioranza leghista. Il Secolo XIX lo ha intervistato per conoscere la sua ricetta sicurezza e per sapere come valuta le misure al vaglio del governo. Cosa pensa dell'istituzione del Commissario straordinario per i campi nomadi? "L'obiettivo deve essere arrivare a zero campi rom. Il prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi, commissario straordinario ai campi rom, e sottolineo campi rom, altrimenti sembra di avercela con i nomadi mentre il problema sono gli insediamenti abusivi, ha dichiarato che la prioritàè ridistribuire i nomadi su tutto il territorio della provincia milanese. Se questo deve essere il compito del commissario, allora non ci siamo. Anziché i 200 campi e i 23mila nomadi ci ritroveremo, a Milano e dintorni, con 300 campi ed ancora più nomadi. Il ruolo del commissario deve anche essere un'operazione di polizia e se la missione che gli ha dato il governo è solo ridistribuire, non ci siamo. Le priorità sono due: fare un elenco di chi ha precedenti penali ed espellerli, poi applicare la direttiva Ue sul reddito e capire quanti rom ne abbiano uno per mantenersi. Chi non ce l'ha, via. Così il numero dei rom in Italia si ridurrà di molto e si potrà lavorare ad accordi bilaterali con il governo romeno". Perché punta molto sulla soglia minima di reddito per consentire la permanenza in Italia degli immigrati? "Questa norma darebbe un contributo importante a regolare i flussi dell'immigrazione comunitaria. Intendiamoci, non devono mica dimostrare di essere Paperon de' Paperoni... Bisognerà applicarlo anche a quelli che si trovano in Italia stabilmente e magari non ce l'hanno. Se non ce l'hanno, il dubbio è legittimo: come si mantengono? Sarebbe anche un modo per scovare il lavoro nero". É favorevole all'allungamento sino a 18 mesi della permanenza nei Cpt dei clandestini? "Conoscendo la burocrazia italiana se, anziché tre, gli dessimo diciotto mesi di tempo per identificare gli immigrati, si allungherebbe il brodo dei rimpatri e delle espulsioni. Bisogna evitare anche che, trascorsi i tre mesi, le persone lascino i Cpt con un foglio di via e gli si aprano le porte: tornerebbero a girare per l'Italia. I tempi dovrebbero essere allungati solo per quelli su cui ci sono obiettive difficoltà di identificazione". Cosa pensa dell'introduzione del reato di immigrazione clandestina? "Capisco che questa proposta abbia presa nell'opinione pubblica ma si tratta di una misura controversa. C'è il rischio, infatti, che abbia l'effetto, opposto, di spingere l'immigrazione in aree molto colluse con la malavita. Una buona legge è quella che coglie l'obiettivo: cacciare i delinquenti, tenere chi lavora onestamente". M. L. 16/05/2008 FILIPPO PENATI PARTITO DEMOCRATICO 16/05/2008 "Il commissario non può limitarsi a redistribuirei rom.Il reato di immigrazione clandestina? Non credo possa servire" 16/05/2008.

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Chi non versa un euro si giustifica così: <Ma io ero all'estero...> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 116 del 2008-05-16 pagina 13 Chi non versa un euro si giustifica così: "Ma io ero all'estero..." di Redazione Quasi tutti invocano la privacy sulle proprie finanze, qualcuno si appella alla crisi economica e un altro tenta la carta dello scambio di persona L'Italia a reddito zero la incontri un po' dappertutto. L'inchiesta di Panorama si muove tra il sud e il nord del Paese. I nullatenenti parlano contro voglia, sono diffidenti, spesso scontrosi. Come giustificare certe dichiarazioni dei redditi? Certo, non tutti sono evasori. Certo, ci sono detrazioni, agevolazioni fiscali, problemi di salute, la crisi economica che non passa mai e gli ostacoli che deve superare chi mette in piedi un'attività tutta nuova. A volte però quello zero stride. Altre no, almeno a sentire i diretti interessati, come hanno fatto i giornalisti di Panorama. Il "Citu", ad esempio, è allevatore sul lago d'Orta. Ha 45 anni, niente moglie, e nel 2005 ha dichiarato nulla al fisco. Lui dice che vive con l'orto, le galline, il padre che fa il formaggio. Con le mucche "di fame non si muore". Storie di contadini. Modesti, semplici. Senza divertimenti perché con gli animali nella stalla andare in vacanza è impossibile, resta il Circolo Arci al fine settimana. C'è chi è sicuro del fatto suo ma minaccia querele, come l'avvocato titolare di due studi legali tra Puglia e Basilicata: "Queste sono informazioni riservatissime. Vi denuncio tutti" ha risposto ai cronisti del settimanale. Un consulente umbro di Gubbio punta sul cosmopolitismo: "Nel 2005 ho lavorato nel Regno Unito come consulente e le tasse le ho pagate là. Poi sono tornato, ma non mi trovo bene - si lamenta - Da noi c'è una burocrazia asfissiante che controlla ogni minima cosa, ma la gente, appena può, evade". Già. C'è chi si giustifica, come un 34enne di Roma, con l'ammortamento dei debiti per avviare la sua gelateria: "Solo nel 2007, dopo otto anni di attività, il bilancio è diventato positivo". L.S., 72 anni, bracciante con un po' di terra in Basilicata, nel 2005 non ha guadagnato niente. Spiegazione: "Si vede che non lavorai". C'è chi riattacca, chi si vergogna, chi fa lo spavaldo e chi non si scompone. Come il 38enne che, in provincia di Trento, ha avviato uno studio legale: "Ho iniziato nel 2004 e sono partito da solo. Mia moglie mi ha mantenuto". Poi si lamenta: "Ma lo sa quanti sono gli avvocati che non hanno una famiglia alle spalle e non arrivano a fine mese?". La crisi economica è una delle giustificazioni più gettonate, mentre i creativi si appellano allo scambio di persona: il nulladichiarante? Non sono io, è un mio omonimo. C'è chi dichiara bancarotta, come il titolare di due studi legali della provincia di Potenza, ma ha comunque diversi dipendenti. Lui si limita a minacciare querele. L'appello alla privacy ("Sono fatti miei") è la reazione più comune. Chi parla delle sue finanze lo fa perché non teme il fisco. Perché a volte quello zero racconta la sconfitta di una vita. Francesco Corbosiero, 44enne di Foggia, non ci crede più: "Il mio lo chiami pure reddito sottozero". E vuole nome e cognome, altro che privacy: "Magari servisse a far capire il nostro dramma". Con tre amici ha ottenuto i finanziamenti per l'imprenditoria giovanile e ha avviato un allevamento di conigli con 16 dipendenti. Ma i prezzi di cereali e mangimi si impennano; un chilo di carne gli costa 1,80 euro, quando va bene lui ne intasca 1,5. Anche se il consumatore compra a 8 euro al chilo. C'è crisi anche a Montalcino, fra i produttori del Brunello: quasi 50 redditi zero. Katia e Gigi Fabro, al podere San Polino dal '98, spiegano che "per i piccoli produttori, soprattutto all'inizio, è molto dura. Facciamo 10mila bottiglie l'anno di Brunello e ognuna ci costa 20 euro. Dobbiamo ammortizzare i costi di avviamento, i mutui, gli interessi, il trattore, le fiere, tutto". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Quello <sportello> Ue per risolvere i problemi ai cittadini (sezione: Burocrazia)

( da "Brescia Oggi" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Funziona l'iniziativa "Solvit" Quello "sportello" Ue per risolvere i problemi ai cittadini Lo scorso anno la rete ha risolto l'83 per cento dei casi sottoposti: 679 su 819 In media vengono fornite soluzioni entro due mesi dal momento in cui la questione è stata segnalata   Un piccolo imprenditore italiano che voleva aprire uno stabilimento in Germania era stato bloccato dalle autorità tedesche per problemi burocratici. Ricorrendo allo strumento di risoluzione dei problemi quotidiani legati all'applicazione del mercato interno dell'Unione europea, chiamato "Solvit", in poche settimane il problema è stato risolto e l'impresa italiana ha potuto iniziare a operare. È questo un caso tra le diverse centinaia che nel 2007 sono stati risolti da uno strumento che ancora non è molto conosciuto, nonostante si rivolga, oltre che alle imprese, a studenti, pensionati, futuri sposi, ricercatori, turisti, professionisti, lavoratori ma anche, ad esempio, camionisti che hanno preso multe nel territorio di altri Paesi. Lo scorso anno la rete Solvit (http://ec.europa.eu/solvit) ha risolto l'83 per cento dei casi sottoposti: 679 su 819, problemi vissuti da cittadini e imprese sui loro diritti legati al funzionamento del mercato interno dell'Unione europea. Nel suo quinto anno di esistenza lo strumento europeo ha registrato una crescita del volume di casi del 75 per cento rispetto al 2006. Ma Solvit non è ancora abbastanza conosciuto dai cittadini, e in alcuni Paesi il suo funzionamento non è ancora completo. Il commissario europeo per il Mercato interno e i servizi, Charlie McCreevy, ne è convinto: "Solvit", afferma, "ha dimostrato la sua importanza non solo in quanto strumento valido per la risoluzione dei problemi, ma anche come modello di cooperazione amministrativa tra Stati membri". Insomma, a suo avviso, questo strumento a disposizione dei cittadini "dimostra che è possibile, anche in una organizzazione multiculturale complessa come l'Unione europea, passare da procedure formali e lunghe ad un approccio informale, pragmatico e rapido". Per questo motivo, "un numero sempre maggiore di cittadini europei si rivolge a Solvit quando incontra ostacoli nel mercato interno: con il suo servizio rapido ed efficace, Solvit offre loro un aiuto personale ed amichevole." Nel 2007 sono stati soprattutto i singoli cittadini ad aver utilizzato Solvit, mentre i reclami presentati da imprese sono rimasti allo stesso livello del 2006. Meno del 20 per cento dei casi provengono dal settore produttivo. L'obiettivo è quello di fornire soluzioni entro il termine di dieci settimane dalla presentazione del caso, ma la media di tempo necessario sui casi finora trattati è inferiore ai due mesi: un periodo decisamente corto, se lo si confronta ai tempi di molte burocrazie nazionali dove il problema di ordinamenti diversi o della lingua non esiste. I principali settori in cui si verificano problemi per i cittadini sono la sicurezza sociale (32 per cento), il riconoscimento delle qualifiche professionali (24 per cento) e i diritti di residenza, specialmente per i coniugi di cittadini dell'Unione europea provenienti da Paesi terzi. Per le imprese si tratta di problemi legati alla tassazione (30 per cento), l'accesso al mercato per i prodotti (20 per cento) e la prestazione di servizi e lo stabilimento (20 per cento). Rilascio di permessi di soggiorno, riconoscimento delle qualifiche professionali, diritti legati al lavoro e alla sicurezza sociale, accesso al mercato per i prodotti, prestazione di servizi, rimborsi IVA o controlli alle frontiere per le imprese sono i campi di intervento classici per Solvit che, è utile dirlo, è uno strumento gratuito.

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Carbon, martedì i dati sull'inquinamento (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

I risultati dell'Arpam saranno confrontati con quelli dell'azienda, poi il rapporto finirà in Consiglio Carbon, martedì i dati sull'inquinamento ASCOLI - I dati sull'inquinamento dell'area Carbon e la bonifica del terreno sono stati, ieri pomeriggio, al centro di un vertice in Comune tra Regione, Provincia, Arengo, rappresentanti della fondazione Carisap, della multinazionale e delle organizzazioni sindacali. Dall'incontro è emerso che martedì prossimo 20 maggio i tecnici dell'Arpam e dell'azienda confronteranno i dati relativi all'inquinamento dei 27 ettari di terreno. Subito dopo, probabilmente nella prima settimana di giugno, il Comune convocherà la conferenza dei servizi per valutare i risultati della ricerca. Entro un mese da quella data la giunta Celani porterà in consiglio comunale il piano di zonizzazione della superfice. All'incontro di ieri erano presenti l'assessore regionale Ugo Ascoli, il vice presidente della Provincia Emidio Mandozzi, il sindaco Piero Celani, Corona e Pierantozzi della Sgl Carbon, Pacetti, Collina e Di Girolamo di Cgil, Cisl e Uil, e Farina della Fondazione Carisap. "Entro la fine dell'anno - ha detto l'assessore provinciale Mandozzi - bisognerà stilare un piano ben preciso per arrivare ad un accordo di programma che permetta, nel più breve tempo possibile, la ricollocazione di oltre 200 operai e la riqualificazione di un'area di 270.000 metri quadrati". Queste le prossime tappe: una volta resi noti i dati dell'Arpam, è in programma, entro un mese, una conferenza dei servizi con tutte le istituzioni e i vertici dell'azienda dopodiché i dirigenti della Sgl Carbon presenteranno una proposta di bonifica della superfice quantificando i costi. Chiaramente, prima di sottoscrivere un accordo di programma, i vertici dell'azienda vogliono conoscere con esattezza la destinazione d'uso dell'area. Sul fronte occupazionale, le organizzazioni sindacali presenti all'incontro hanno espresso grande preoccupazione. Il 31 dicembre dello scorso anno la Sgl Carbon chiuse l'ultima procedura di mobilità. Da quel giorno tanti lavoratori sono a spasso e attendono, con impazienza, di essere ancora ricollocati. Nel 2005 si inserì, nel territorio, il Consorzio Sviluppo Futuro di Latina che si impegnò a riassumere i lavoratori in uscita della Sgl Carbon. Anche se ottanta operai sono stati già ricollocati, da parte dei sindacati c'è perplessità sulla tenuta del consorzio stesso vista la congiuntura economica territoriale e la situazione che si è venuta a creare con la cooperativa Aquilone. Il Consorzio Sviluppo Futuro di Latina, infatti, che lo scorso anno ha rilevato la cooperativa Aquilone, il 28 marzo ha avviato la procedura di messa in mobilità di circa cinquanta dipendenti. "La riconversione della Sgl Carbon - hanno spiegato alcuni rappresentati sindacali - rappresenta una grande opportunità per il territorio. Un progetto valido potrebbe rilanciare l'economia e l'occupazione di un'intera città e Provincia. Occorre che alle chiacchiere faccia seguito, quanto prima, la concretezza. In questo caso è la politica che deve fare la differenza. Purtroppo, però, la burocrazia - hanno concluso - prevede tempi troppo lunghi e non condivisibili con le nostre esigenze e quelle dei lavoratori". MAURO GIORGI ,.

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Feste in spiaggia, spiraglio sugli orari (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Un atteggiamento più elasticoIn discussione il prolungamento di mezz'ora per la musica livee la chiusura posticipata alle 4 Del Vecchio: "Valuteremo con attenzione, per noi è fondamentale incentivare il turismo" Feste in spiaggia, spiraglio sugli orari Lotta ai rumori, le richieste della Confcommercio al vaglio della giunta PORTO SAN GIORGIO - I concessionari di spiaggia e tutti gli altri pubblici esercenti in città incrocino le dita. C'è apertura da parte dell'amministrazione comunale e dei tecnici del Comune a rimettere mano al regolamento comunale per la disciplina sulle attività rumorose. Ieri mattina il presidente provinciale della federazione italiana dei pubblici esercizi, Lucio Brunelli, e la dirigente provinciale della Confcommercio, Teresa Scriboni, si sono incontrati con l'assessore all'ambiente Carlo Del Vecchio e con il responsabile dell'ufficio ambiente Francesca Claretti, ai quali hanno presentato le loro richieste per modificare il regolamento vigente, tutto per cercare di lavorare di più, e meglio. Al centro delle ipotesi avanzate dalla Confcommercio spiccano il prolungamento di mezz'ora per la musica dal vivo, l'estensione dell'orario di chiusura dei pubblici esercizi, siano essi bar o chalet, dalle tre dopo mezzanotte alle quattro, la nomina dei membri della commissione di vigilanza comunale, già istituita dalla precedente amministrazione e che sia sufficiente la semplice comunicazione al Comune per fare piccoli intrattenimenti. Anche l'assessore al commercio e turismo, Attilio Panichi ha dato il suo beneplacito. Ora le richieste passeranno prima al vaglio della giunta, quindi all'approvazione del consiglio comunale. I tempi non sono brevi. L'iter amministrativo d'altronde non può essere ignorato. Ma la stagione estiva è alle porte e allora i rappresentanti dell'associazione di categoria provvederanno a chiedere una deroga al primo cittadino Andrea Agostini. Una richiesta che permetterebbe ai pubblici esercenti di scavalcare il regolamento e i tempi della burocrazia, tornando alla normativa pre-regolamento, soprattutto per quanto riguarda autorizzazioni e licenze. Con la deroga del sindaco, infatti, chi vorrà effettuare un piccolo intrattenimento dovrà presentare una semplice dichiarazione di inizio attività con la relativa certificazione di impatto acustico. Addirittura chi ha nel proprio locale capienza e afflusso non superiore alle 100 persone dovrà presentare in Comune solo la comunicazione per l'intrattenimento. Fino ad oggi, infatti, il nulla osta dell'ufficio ambiente, una vera e propria autorizzazione, veniva rilasciato previo parere dell'Arpam. "La possibilità di fare piccoli intrattenimenti solo con una comunicazione è possibile fanno sapere dalla Confcommercio perché l'autorizzazione è prevista già nella disciplina delle attività di somministrazione di alimenti e bevande". "E' fondamentale per noi incentivare il commercio ed il turismo il parere dell'assessore Carlo Del Vecchio come andare incontro alle categorie ed alle loro associazioni. Faremo tutto nel rispetto delle leggi".

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Venezia regala internet ai propri cittadini (sezione: Burocrazia)

( da "Portel" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Inserito da: Redazione, Mer, 14/05/2008 - 23:33 Dovranno attendere il 2009 i veneziani, ma tra appena un anno potranno usufruire gratuitamente delle rete civica che porterà il wireless a tutti. Si candida come primo capoluogo anti digital divide la Venezia di fine decennio, il tutto grazie a quei 75 chilometri di fibra ottica integrata che il comune sta finendo di istallare nella città storica. L'investimento stanziato dall'amministrazione cittadina raggiunge i 6,5 milioni di euro ma consentirà a tutti i cittadini di accedere gratuita alla rete, anche grazie alla collaborazione di Telecom Italia e Cisco System, partner tecnologici dell'intero progetto. A presentare il progetto il vicesindaco Michele Vianello che ha anche ipotizzato la possibilità di offrire la banda larga a prezzi contenuti anche ai 21 milioni di turisti che ogni anno invadono la città e la sua laguna. Non ultima, infine, la possibilità che il wireless faciliti i rapporti tra cittadinanza ed amministrazione comunale che in tal modo dà i suoi primi concreti e fattivi passi verso una concezione nuova della burocrazia, cui possiamo entusiasticamente dare il benvenuto nel mondo del 2.0. /R68.

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L'agricoltura "affoga" nella burocrazia. Per le imprese un "costo" da 2 miliardi di euro l'anno. La Cia chiede un incontro con il ministro Calderoli (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

(15/5/2008 16:21) | (Sesto Potere) - Roma - 15 maggio 2008 - Un incontro con il ministro della Semplificazione normativa Roberto Calderoli per affrontare l'annoso problema della burocrazia il cui onere pesa sempre di più sulle imprese. E' quanto richiesto, in una lettera del presidente nazionale Giuseppe Politi, dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori che proprio su questo attuale problema ha promosso una Petizione popolare con la quale sono state raccolte migliaia di firme in tutta Italia. E' importante -afferma la Cia- che nel nuovo governo vi sia un ministro che si occupi di semplificazione e con il quale potersi confrontare su una tematica, quella della burocrazia, che penalizza il nostro sistema imprenditoriale. Ed è per questa ragione che si è sollecitato un incontro con il ministro Calderoli al quale -sostiene la Cia- vogliamo presentare sia la Petizione popolare che le nostre proposte in materia. E' significativo -rileva la Cia- che il prossimo Consiglio dei ministri affronti, tra l'altro, il problema della burocrazia con interventi, come annunciato dallo stesso premier Silvio Berlusconi, tesi a semplificare gli adempimenti delle imprese. D'altronde, ogni anno solo nel settore agricolo -ricorda la Cia- il “costo burocratico” per le imprese supera i 2 miliardi di euro. E questo si traduce in un forte ostacolo alla crescita economica, con incidenza negativa sull'occupazione e la competitività. Bisogna, quindi, intervenire al più presto con misure mirate. Oggi la “macchina burocratica” italiana -conclude la Cia- è la più cara tra quelle europee, seconda alla Francia, dove, tuttavia, l'apparato pubblico, sia in termini di efficienza che di performance, è nettamente migliore del nostro.

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Quando i sudafricani reclamano un tetto (sezione: Burocrazia)

( da "Monde Diplomatique (IT), Le" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

QUATTORDICI ANNI DI DEMOCRAZIA E UNA LUNGA ATTESA Quando i sudafricani reclamano un tetto Mentre si prepara ad accogliere la Coppa del mondo di calcio del 2010, il Sudafrica è nel pieno di un boom edilizio: stadi, hotel, infrastrutture turistiche, treni ad alta velocità. Tuttavia, mentre aumentano il numero dei nuovi ricchi e la corruzione, milioni di persone escluse dal centro città, ancora senza case decenti, acqua corrente, elettricità, cominciano a perdere la pazienza. Il problema delle disuguaglianze dovrebbe essere al centro della campagna presidenziale del 2009. dal nostro inviato speciale PHILIPPE RIVIèRE "Ognuno ha diritto di abitare nel luogo che desidera, di risiedere in abitazioni decenti e crescere la propria famiglia nel benessere e nella sicurezza." Articolo 9 della Carta della libertà, adottata a Kliptown dal Congresso del popolo il 26 giugno 1955. Una casa per 1.000 Rand-79 euro! Siamo a due chilometri dalla spiaggia di False Bay, tra Table Mountain e il Capo di Buona Speranza. Ma quest'annuncio immobiliare esprime l'amaro umorismo di Khayelitsha, il grande sobborgo situato a est di Città del Capo. Si tratta di "QQ", zona informale posta su una fascia di terreno paludoso sotto i cavi dell'alta tensione di Eskom, la compagnia elettrica sudafricana. Per quanto sia proibito, la zona è coperta di shacks, strutture di assi e lamiera ondulata che, in Sudafrica, costituiscono l'habitat di centinaia di migliaia di cittadini poveri. A vent'anni dal loro insediamento in questa colonia informale, sorta nel 1987, le seicentocinquanta famiglie di QQ non hanno impianti sanitari a loro disposizione e devono spartirsi otto rubinetti di acqua potabile. I cavi elettrici passano dappertutto, nascosti sotto il bitume, collegando in maniera anarchica la bidonville ai contatori del quartiere legale situato nelle vicinanze. Gli incendi sono frequenti e spesso causa di morte. Tutto quello che può essere condiviso si noleggia, persino la chiave dei bagni. Dietro una pila di cartoni, in un angolo, è stato accuratamente mimetizzato un allaccio al cavo principale di alimentazione: Mzonke Poni, che da più di sei anni vive a QQ con sua madre, si augura che, alla prossima irruzione della polizia, il suo impianto elettrico sfugga alle tronchesi. "Anche noi abbiamo la nostra Waterfront!", esclama Poni. Questa zona di QQ prende il nome dal quartiere chic di Città del Capo. La ragione? Quattro mesi all'anno, le piogge invernali inondano tutte le baracche situate al livello del terreno. C'è chi ha rialzato il pavimento di qualche centimetro, per avere qualche giorno di tempo per trasferire sedie, televisore ed effetti personali da un vicino o a casa della famiglia. Nella provincia del Capo occidentale (Western Cape) - in cui si trova QQ - , cinquecentomila persone sono in attesa di una casa. Ondata dopo ondata, i giovani lavoratori sono stipati nelle bidonville, per lo più provenienti dalle province rurali del Capo orientale (Eastern Cape). Non è possibile stabilirvisi senza il benestare del comitato dei residenti, che nell'assegnazione dell'alloggio dà la priorità alle coppie con figli piccoli. Nonostante l'enorme precarietà delle sistemazioni - o a causa di esse - in questi quartieri fiorisce un'intensa vita sociale (1). è stato uno choc quindi quando le autorità hanno deciso di "ripulire" una zona dopo l'altra, senza prima consultare gli abitanti. Dopo un incendio a Joe Slovo - altro quartiere informale di Città del Capo a ridosso della pista di decollo dell'aeroporto - , le vittime sono state rialloggiate in edifici nuovi, più a est, nel quartiere di Delft. Ma questo trasferimento forzato, ha coinvolto, in seguito, anche chi non era stato danneggiato delle fiamme. "Abbiamo scritto a tutte le autorità, dall'amministrazione cittadina alla presidenza - racconta Mzwanele Zulu, che dirige il comitato di quartiere. Ma nessuno ci ha fornito spiegazioni. Ci rifiutiamo di essere spostati a forza; qui siamo vicini sia ai trasporti, sia al lavoro". Per farsi ascoltare, gli abitanti hanno deciso di occupare la N2, superstrada che attraversa la pianura. La risposta, questa volta, è stata immediata: "La polizia ci ha sparato addosso [con cartucce di gomma]. Poi ci ha arrestati per incitamento alla violenza". Le associazioni hanno presentato ricorso alla giustizia, che deciderà se Joe Slovo dovrà essere evacuato (2). Ma la scuola, posta in un desolato edificio di lamiera ondulata, è già stata chiusa. Alla fine di questa mattinata, a Delft, la tensione è palpabile. Una donna sale a bordo della nostra macchina per raggiungere la zona centrale del quartiere e ci chiede: "Vi sembra normale che diano i nuovi edifici ai giovani, mentre noi da anni siamo in lista d'attesa?". Per le strade che fiancheggiano le nuove costruzioni procede una Mercedes con un megafono, incita i residenti a non obbedire agli agenti di sicurezza che controllano il quartiere e che oggi effettuano un censimento selvaggio, di cui i residenti ignorano la finalità. La giustizia ha imposto il ripristino dello status quo nel conflitto che oppone il costruttore, Thubelisa Homes, ai residenti. Questi ultimi hanno occupato abusivamente le case prima ancora che fossero terminate. Perché? La ministra dell'edilizia abitativa Lindiwe Sisulu (3), il 16 dicembre 2007, era venuta a consegnare le chiavi agli sfrattati di Joe Slovo... dimenticando che il 30 % dei nuovi alloggi era stato promesso ai residenti di Delft. Nel centro cittadino di Delft, due donne si contendono la stessa casa. "Cose così capitano sempre più spesso", afferma Pam Bukes, la segretaria del comitato contro gli sfratti. Assegna l'alloggio a una delle due: "Non possiamo volerne a questa ragazza, che tenta la fortuna... ma sono sicura che non figuri sulle nostre liste". Cominciano a emergere le tensioni intercomunitarie. Delft è abitata prevalentemente da meticci (definizione del regime di apartheid), che votano per l'Alleanza democratica (Da, Democratic alliance). Hanno il sospetto che il Congresso nazionale africano (Anc, African national congress) inciti i giovani neri provenienti da altre zone a insediarsi con la forza. "Il luogo risuona per le liti e i tafferugli; è normale che ci si arrabbi", fa notare Martin Legassick, storico e militante di lunga data, molto coinvolto nel comitato dei residenti. "Bisogna anche considerare il fatto che i neri non hanno mai potuto iscriversi alle liste d'attesa". Miseria e giustizia non vanno d'accordo. Seduto in un angolo, un vecchio - ottantatre anni - testimonia la complessità del problema: ha in affitto uno shack in un cortiletto, il cui canone si mangia quasi tutta la sua pensione. "è sulla lista d'attesa da più di vent'anni - dice Franck Martin, consigliere (Da) di Helen Zille, sindaco di Città del Capo. Tutti mi interrogano sul rischio della violenza. L'unico modo per calmare gli animi è avere delle regole uguali per tutti. Tuttavia, a volte è difficile, avendo di fronte un potere che, alla vigilia di Natale, mentre noi siamo impegnati in una manifestazione davanti al tribunale, sceglie il momento per mandare gli agenti a svuotare le case! La gente vuole un tetto, l'acqua, gli impianti sanitari e un lavoro vicino. Ignorando i bisogni elementari della popolazione, il governo gioca con il fuoco. Lo stato destina solo l'1,5% del bilancio all'edilizia abitativa, cifra che va confrontata con una media del 5-7% in paesi come il nostro". In Sudafrica le disuguaglianze sono abissali. Sono ulteriormente aumentate da quando il paese ha imboccato la strada del neoliberismo (apertura delle frontiere, liberalizzazione dell'economia). Due economie corrono parallele senza incontrarsi. Il sessanta per cento della popolazione - prevalentemente nera e poco istruita - guadagna meno di 3.500 rands (276 euro) al mese, il 2,2% percepisce un'entrata annua superiore ai 30.000 rands e vive all'occidentale. Eredità dell'apartheid, la proprietà è ripartita in maniera diseguale - nel 1994, il 75% della popolazione si divideva il 13% delle terre - , contribuendo all'esodo rurale che si rovescia nelle bidonville. Metà della popolazione vive in stato di povertà. "L'attuale sistema di assistenza sociale può poco rispetto alla povertà diffusa e alle disuguaglianze", come emerge da un rapporto delle Nazioni unite (4). La maggioranza, economicamente fragile, subisce le sferzate del vertiginoso aumento dei prezzi delle case. "Dal 2000 al 2004-2005 (...), il prezzo delle case è aumentato del 92%, mentre il reddito dei lavoratori è aumentato in media dell'8,3%". I 2,7 milioni di alloggi costruiti con l'aiuto delle sovvenzioni statali non sono riusciti a contenere quella che si va delineando come una vera e propria crisi. Secondo il ministero per l'edilizia abitativa la domanda è in continua crescita, al ritmo di più di duecentomila unità l'anno: all'esodo rurale si somma un cambiamento sociologico legato alla liberalizzazione politica che riduce le dimensioni medie del nucleo familiare. Il Sudafrica conta circa 12,5 milioni nuclei familiari, di cui 5 milioni in territorio urbano. L'11% vive negli shacks e il 12% nelle capanne tradizionali. Più della metà (il 56%) per la casa dipende interamente dal governo (5). Inevitabilmente, ai più poveri il centro città è precluso. La sottrazione della proprietà avviene spesso con la truffa (la promessa di ottenere una "vera" casa), a volte sotto la minaccia della violenza; a Johannesburg, il relatore speciale delle Nazioni unite punta il dito contro la polizia, come contro la compagnia privata Wozani Security, in grado di impiegare cinquecento uomini, tutti vestiti di rosso (da cui il soprannome "formiche rosse"), nello sgombero di un intero immobile nell'arco di poche ore (6). "Il Sudafrica presenta molte similitudini con l'Algeria post-coloniale", rileva Moeletsi Mbeki, dell'Istituto per gli affari internazionali del Sudafrica. Fratello del presidente Thabo Mbeki, questo rispettato intellettuale è anche direttore della filiale sudafricana di Endemol (7), produttore olandese di reality. "La nostra economia poggia sull'estrazione delle ricchezze minerali. Tra i militanti di base e i leader della lotta [contro l'apartheid] la frattura sociologica è forte. Questi ultimi ne escono bene, dal momento che hanno preso il controllo dello stato. Loro e i loro figli costituiscono la classe media emergente. Hanno avuto la fortuna di ricevere un'educazione; dovrebbero costituire la base di un settore privato dinamico, in un paese in cui l'educazione a buon mercato nel sistema di apartheid è alla base di un enorme problema di carenza di risorse umane. Ma il potere ha generato un'imponente burocrazia che gode di queste risorse, senza creare posti di lavoro per la popolazione." Ricorda come, nel 1992, in Algeria, la povertà della popolazione andasse di pari passo con l'opulenza dell'alta classe politica, creando i presupposti per la vittoria del Fronte islamico di Salvezza (Fis). Il potere si era rifiutato di riconoscere il risultato elettorale e il paese era precipitato nella guerra civile... Lo stesso, per fortuna, non è accaduto a Pretoria! Ma in un paese in cui 4,2 milioni di persone devono arrangiarsi con meno di 7 rands al giorno (0,55 euro), aumenta il risentimento nei confronti dei nuovi ricchi. L'immagine dell'Anc si è talmente deteriorata - impensabile solo cinque anni fa - che, nelle bidonville, neanche più Nelson Mandela è al riparo dal sarcasmo: "è un sant'uomo... che ha privatizzato l'acqua!". La politiche neoliberiste adottate sotto la sua presidenza e perpetuate dal suo successore non hanno avuto gli effetti sperati in materia di investimenti esteri; ma il conflitto sociale si è presentato puntuale all'appuntamento. Quanto ai programmi di Black economic empowerment (Bee), destinati alla promozione dei neri nell'economia (detenzione di capitale, partecipazione ai ruoli direttivi, ecc.), più che incentivare l'integrazione nel tessuto economico della popolazione un tempo discriminata, hanno favorito la corruzione. Il nuovo vicepresidente dell'Anc, Kgalema Motlanthe, già nel 2005 sosteneva che "finora le banche hanno approfittato della politica del Bee. (...) Il movimento democratico deve opporsi a qualsiasi manovra volta all'arricchimento di pochi, e sostenere invece gli imprenditori intenzionati a creare imprese valide, con finanze sane e con la vocazione di contribuire all'integrazione della "seconda economia" nella "prima"" (8). "Nel suo insieme, il Bee deriva dal "crony capitalism" - prosegue Moeletsi Mbeki. Questi sedicenti "dirigenti di impresa" sono per lo più uomini del capitale bianco, che fanno da interfaccia con lo stato; non sono imprenditori. Il nostro paese affronta una deindustrializzazione molto rapida sotto l'effetto congiunto della mancanza di capacità imprenditoriali e della concorrenza asiatica. Interi settori sono disastrati : l'80% delle scarpe comprate in Sudafrica, negli anni '80 erano prodotte all'interno del paese; oggi l'80% viene importato, prevalentemente dalla Cina. (...) Grazie alle risorse minerarie, il governo può permettersi di mantenere uno stato sociale, per limitato che sia, ma non sa come produrre sviluppo economico. Il pericolo è costituito dal fatto che la crisi colpisce quando le quotazioni mondiali sono in ribasso." Per quanto i politici dell'Anc vengano contestati, il suo potere rimane egemonico, forte del 65% dei voti a ogni elezione. Al suo interno si è formata la coalizione "di sinistra", costituita da oppositori di Thabo Mbeki appartenenti al Partito comunista (Sacp) e alla centrale sindacale Cosatu, che ha portato Jacob Zuma alla presidenza del partito durante la conferenza di Polokwane, di fine dicembre 2007. La tappa successiva, se uscirà indenne dal processo per corruzione che lo attende, dovrebbe portarlo a diventare, nel 2009, il terzo presidente della Repubblica sudafricana. Sono pochi gli osservatori che credono sia possibile un vero cambiamento di politica. "L'Anc non ha fatto niente per noi - dice categorico un militante. Il gruppo di Jacob Zuma partecipa al governo da tredici anni, neanche loro cambieranno niente." Ai margini di un potere che ha deluso, alcuni movimenti sociali di straordinaria vitalità cominciano a strutturarsi in reti nazionali - Forum anti-privatizzazione (Apf), Abahlali Base Mjondolo (9), ecc. - e non esitano a prendere la parola e a scendere nelle strade. A metà novembre 2005, la polizia ha sparato su una manifestazione di duemila residenti della bidonville di Foreman Road, che marciava verso il municipio di Durban, provocando due feriti e l'arresto di quarantacinque manifestanti. La stessa settimana, a Pretoria, cinquecento persone avevano saccheggiato la residenza di un membro del consiglio municipale. Da allora, gli scontri non si sono più interrotti. Le manifestazioni per la fornitura dei servizi di base sono state sempre più numerose, passando, secondo le cifre ufficiali del ministero dell'interno, da una media annua di seimila nel 2004-2005 a circa diecimila nel periodo successivo. Il 19 febbraio 2008, la polizia ha sparato su un assembramento pacifico nel quartiere di Delft. Il 10 marzo, cinquecento residenti di Klaarwater, a Durban, hanno eretto barricate, invocando le dimissioni di un consigliere dell'Anc che non aveva tenuto fede alle promesse elettorali sui servizi... Al suo ritorno dalla missione in Sudafrica, il relatore speciale delle Nazioni unite sull'edilizia abitativa, Miloon Kothari, lamentava che "le consultazioni tra [le autorità], le organizzazioni della società civile e gli individui e le comunità coinvolte, [apparivano] tanto insufficienti quanto superficiali" (10). Verranno spesi più di 70 miliardi di rands (ossia 5 miliardi di euro) per la costruzione e il risanamento delle infrastrutture in previsione della Coppa del mondo di calcio del 2010. Dieci stadi, una linea ferroviaria ad alta velocità. Ma, avvisa Kothari, "la riconversione di Johannesburg in città di livello mondiale contribuisce già all'aumento dei prezzi degli alloggi e la grande richiesta dei materiali da costruzione ha causato a una prevedibile penuria di cemento". Per il portavoce del forum anti-privatizzazione Richard "Bricks" Mokolo, incontrato nella sua casa di Orange Farm, quartiere povero a una quarantina di chilometri a sud di Johannesburg, e anche lui ex-calciatore, "la Coppa del mondo sarà un occasione per far sentire la nostra voce!". note: (1) Leggere per esempio, Steven Otter, Khayelitsha, uMlungu in a township, Penguin Books SA, Johannesburg, ottobre 2007. L'autore racconta la vita quotidiana nella bidonville, in cui ha abitato durante gli studi di giornalismo, unico bianco di un quartiere nero. (2) Il 10 marzo 2008, l'Alta Corte di Città del Capo ha ordinato il loro sgombero verso degli alloggi "provvisori" a Delft. Cfr. http:// westerncapeantieviction.wordpress.com/ (3) Il suo ufficio non ha risposto alle nostre richieste di avere un colloquio. (4) Programma delle Nazioni unite per lo sviluppo (Undp), South Africa Human Development Report, New York, 2003. (5) Martin Legassick, "Mandela Park Anti-Eviction Campaign and the housing crisis: old demands, new challenges", 215 pagine, 2006 (non pubblicato). (6) Cfr. Jean-Christophe Servant, "Johannesburg, un urbanisme sous pression", documentario realizzato per Geo, http://reportage-video.geomagazine.fr/afrique-du-sud-immobilier-johannesburg/ (7) Endemol è passata di recente sotto il controllo di Mediaset (ndt). (8) "Comment comprendre la politique du Black Economic Empowerment", ANC Today, tradotto da Renapas http://renapas.rezo. net/article.php3?id_article=94. Leggere Johann Rossouw, ""Assunzioni riparatorie" per i sudafricani", Le Monde diplomatique-il manifesto, maggio 2007. (9) Su questo movimento che raccoglie gli abitanti degli shacks, vedere il documentario "Dear Mandela", www.youtube.com/user/ sleepinggiantfilms. (10) "Mission en Afrique du Sud", Nazioni unite, Consiglio per i diritti dell'uomo, New York, 29 febbraio 2008. (Traduzione di A.C.).

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Burocrazia, le cartacce finiranno nel cestino (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cagliari e Provincia Pagina 1019 Ricercatori a confronto sull'utilizzo del computer negli uffici pubblici Burocrazia, le cartacce finiranno nel cestino Ricercatori a confronto sull'utilizzo del computer negli uffici pubblici --> Niente più carta per i documenti, ma nemmeno per fascicoli o per l'istruzione di pratiche. Con l'informatica e le nuove tecnologie l'intera burocrazia potrebbe scomparire, cedendo il passo a sistemi più rapidi ma altrettanto sicuri. Insomma la carta finirà nel cestino per lasciare posto ai computer. Alcuni docenti universitari cagliaritani trent'anni fa avevano iniziato le prime ricerche sulla "Teleamministrazione", collocando l'ateneo cittadino all'avanguardia per quanto riguarda lo studio e l'applicazione delle nuove tecnologie sul lavoro svolto negli uffici con i computer. Per celebrare il trentennale della ricerca, l'Università di Cagliari ha organizzato per questo pomeriggio un convegno internazionale che ha ottenuto l'alto patrocino della presidenza della Repubblica. "In questi anni - spiega Giovanni Duni, docente di diritto amministrativo nella facoltà di Scienze politiche e uno dei massimi esperti della cosiddetta amministrazione digitale - si sono sviluppate idee che permettono di realizzare un'amministrazione pubblica telematica con piena validità giuridica della propria azione e degli atti emanati in forma elettronica, senza carte. Già alla fine degli anni Settanta noi parlavamo di eliminazione dei documenti e dei procedimenti cartacei. Restiamo all'avanguardia sulla ricerca, ma ci sono regioni come l'Emilia Romagna che sono molto più avanti nell'applicazione". Basta entrare in un qualsiasi ufficio del Comune, ma anche osservare i tribunali e le cancellerie dei ministeri, per comprendere quanto ancora la carta ingombri la vita amministrativa, nonostante l'informatica si sia ampliante radicata. "Servirebbe - conclude Duni - che l'Europa emani una direttiva comunitaria che disciplini i principi sul procedimento telematico". Al convegno cagliaritano, ospitato nell'aula magna della facoltà di Scienze politiche, parteciperanno anche i docenti Luis Ortega Alvarez (Università Castilla La Mancha), Floretta Rolleri (Cnipa), Vincenzo Cerulli Irelli (La Sapienza) e i docenti sardi Andrea Pubusa e Paola Piras Alle 16,30 l'introduzione è affidata a Giovanni Duni, poi l'intervento dell'assessore regionale agli Affari generali Massimo Dadea che illustrerà lo stato di modernizzazione dell'amministrazione pubblica isolana. FRANCESCO PINNA.

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Pordenone, convenzione tra Cdc, Ordine degli Avvocati e Curia Mercatorum (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

(14/5/2008 16:24) | (Sesto Potere) - Pordenone - 14 maggio 2008 - Da quando la riforma del 1993 ha attribuito alle Camere di Commercio competenze in materia di sviluppo e promozione dei sistemi di risoluzione delle controversie alternativi a quelli ordinari, il sistema camerale e la Camera di Commercio di Pordenone hanno lavorato con programmi annuali per far conoscere ed utilizzare alle imprese questi strumenti che, tenuto conto dei tempi della giustizia ordinaria, possono rivelarsi realmente un risparmio di tempo e di costi per il mondo imprenditoriale. Al fine di “fare sistema”, già dal 1996 la Camera di Pordenone ha aderito al progetto ideato dalla Camera di Commercio di Treviso diventando socio di Curia Mercatorum, associazione di diritto privato e centro di mediazione ed arbitrato. In quest'ottica, nel corso del 2007 si è giunti alla firma di un protocollo di intesa con l'Ordine degli avvocati di Pordenone, nella convinzione che fosse importante coinvolgere i professionisti legali che, soprattutto nella fase patologica di un rapporto commerciale, diventano i principali consulenti delle imprese. La convenzione non solo è stata la prima del genere a livello nazionale, ma ha portato ad una fruttuosa collaborazione con l'ordine anche in campi diversi. “In tale contesto – ha illustrato il presidente Giovanni Pavan - alla fine del 2007 è stato organizzato un corso specifico diretto ad avvocati con almeno 15 anni di anzianità di iscrizione all'albo, che ha portato alla formazione di 10 legali esperti di conciliazione societaria che nei prossimi giorni verranno iscritti quali conciliatori nell'apposito elenco esistente presso il Ministero di giustizia tramite Curia Mercatorum, che nel frattempo ha ottenuto l'iscrizione al registro”. Il programma di attività per la promozione della conciliazione prosegue nel 2008 avendo sempre come partner privilegiato l'Ordine degli avvocati di Pordenone. Comuni sono gli obiettivi di risparmio in termini di costi e tempi e relativo aumento dell'efficienza. “Il protocollo d'intesa stipulato tra la Camera di Commercio di Pordenone, Curia Mercatorum e l'Ordine – è intervenuto Giancarlo Zannier, presidente dell'Ordine degli Avvocati di Pordenone - permette ai professionisti di svolgere l'attività professionale con minore intralcio di burocrazia giudiziaria e offre loro la possibilità di entrare in un campo più ampio di possibilità lavorative” L'avv. Zannier ha poi ricordato che “il conciliatore non è un giudice, ma una persona che, intervenendo in una controversia, favorisce la conciliazione”. A ottobre 2008 partirà il secondo corso base per avvocati con meno di 15 anni di esperienza professionale, con l'obiettivo di prepararli ad entrare in questo nuovo modo di esercitare la professione. “La convenzione stipulata a Pordenone – ricorda Zannier - ha già avuto notevole diffusione: l'Unione Triveneta dei Consigli dell'Ordine degli Avvocati l'ha infatti adottata e fatta propria. E il 20 giugno pv patrocinia un convegno, promosso dai tre firmatari, sulla risoluzione delle controversie e il ruolo dell'avvocatura. Curia Mercatorum organismo autorizzato dal Ministero della giustizia alla gestione del tentativo di conciliazione, si muove in un'ottica di rete: nato a Treviso nel 1995, riunisce un gruppo di Camere di Commercio italiane, tra le quali una delle prime aderenti la Cciaa di Pordenone. I protagonisti delle procedure gestite da Curia sono imprese, consumatori e consulenti d'impresa. “Mi preme specificare – dice Marco D'Eredità, Direttore di Curia Mercatorum, che l'organismo non si posiziona in concorrenza agli avvocati, ma svolge un servizio di complementarietà alla giustizia ordinaria. L'esperienza di Curia Mercatorum evidenzia che meno del 50% dei soggetti interessati a tentare la via della conciliazione accettano di presentarsi al tavolo, ma tra coloro che accettano è pressoché totale la percentuale di raggiungimento dell'accordo. Ci stiamo perciò impegnando a diffondere la cultura di questi nuovi sistemi alternativi di risoluzione delle controversie, cercando di esportare il “modello Pordenone” anche in altre province, accrescendo così la rete”.

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Gli industriali in Prefettura (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Provincia di Nuoro Pagina 5022 Nuoro. Temi dell'incontro: crisi economica, trasporti e burocrazia Gli industriali in Prefettura Nuoro.. Temi dell'incontro: crisi economica, trasporti e burocrazia --> Martedì scorso i vertici di Confindustria hanno incontrato il prefetto Vincenzo D'Antuono. Erano presenti il presidente Salvatore Nieddu ed il vicepresidente Roberto Bornioli , accompagnati dal direttore Luigi Ledda che hanno parlato della grave crisi che attanaglia il territorio. Oltre ai problemi legati alla grande industria, l'attenzione dei vertici confindustriali si è concentrata sul sostegno alle piccole e medie imprese del territorio. C'è stato l'impegno del prefetto ad attivarsi per accelerare i procedimenti autorizzatori ed amministrativi in generale, ad esempio per nuove attività, ampliamenti, concessioni, autorizzazioni ambientali, uffici del lavoro, genio civile e altri. Sul tema della sicurezza sul lavoro si è convenuto, sempre su richiesta del prefetto, sulla necessità di sostenere un'azione congiunta (con il coinvolgimento dei sindacati) di sensibilizzazione ed informazione, soprattutto per le piccole imprese, che spesso non riescono ad attivare le complesse norme sulla sicurezza e devono essere sostenute. Sul versante trasporti, il prefetto ha garantito il suo impegno con il Governo per assicurare la continuità del servizio merci per la Sardegna centrale, basato sulla linea ferroviaria che imbarca sulla motonave Garibaldi per la tratta Golfo Aranci-Civitavecchia. D'Antuono ha condiviso la necessità di non sospendere il servizio, infrastruttura strategica per le imprese.

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Proposta l'intitolazione di una strada a Peppino Impastato (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

VILLADOSE Proposta l'intitolazione di una strada a Peppino Impastato Villadose presto avrà una via dedicata a Peppino Impastato per la soddisfazione del consigliere Buratto che ha proposto la mozione. In occasione del trentesimo anniversario dall'assassinio di Peppino Impastato, avvenuto l'8 maggio del '78, il consigliere di minoranza rappresentante della sinistra radicale, Renato Buratto, ha proposto all'attenzione del consiglio un ordine del giorno invitando la giunta a intitolandogli una via del paese.L'assassinio di Peppino Impastato è avvenuto ad opera della mafia nella persona di Gaetano Badalamenti, contro il quale Peppino, militante comunista, protagonista del film "I cento passi", praticamente da solo, con la sua Radio Aut, ha combattuto con continue denuncie sfidando il boss a viso aperto, ha voluto ribadire il valore dell'esempio come insegnamento per i giovani d'oggi protagonisti negativi della cronaca nera.La partecipazione di migliaia di giovani da tutta l'Italia democratica alla manifestazione che si è tenuta a Cinisi, ha dimostrato come il tentativo di omologare i giovani d'oggi come soggetti privi di valori e preda dei modelli consumistici propagandati dalla televisione, sia falso e fuorviante. Esiste una "meglio gioventù" e le forze politiche attuali hanno il dovere di valorizzarla.La votazione è stata preceduta da alcune schermaglie procedurali per le modalità di presentazione dell'ordine del giorno che, però, sono state superate con la considerazione che il valore del contenuto del documento andava ben oltre la mera burocrazia delle procedure. Solamente il gruppo degli indipendenti che sostengono la maggioranza di centro-sinistra, per bocca del loro portavoce Adriano De Sero, si sono astenuti mentre hanno votato a favore anche i gruppi di opposizione di Gino Alessio e di Vittorio Novo.Mirian Pozzato.

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Questo nostro tempo ci costringe (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Questo nostro tempo ci costringe a subire un'incredibile intolleranza anche nelle scelte che ci appartengono. Un ostracismo difficile da comprendere per gli imprenditori che tutti i giorni si confrontano con le vicissitudini di una burocrazia asfissiante.(Segue a pagina XXV).

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Taborelli: <C'è crisi, possibile la cassa integrazione> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Di Como, Il" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Taborelli: "C'è crisi, possibile la cassa integrazione" Imprenditori fortemente preoccupati Il presidente degli industriali: "Costretti a ridurre i margini di guadagno" "Ci avviciniamo alla cassa integrazione". Se il 2007 non ha brillato per risultati economici, il 2008 si annuncia "assolutamente difficile". Non cerca di indorare la pillola, Ambrogio Taborelli, presidente dell'Unione Industriali di Como. I dati diffusi ieri dal presidente della Camera di commercio, Paolo De Santis, evidenziano per il settore industriale comasco una classifica negativa: penultimi in Lombardia. "Purtroppo siamo forti in un comparto, il tessile, che ha sofferto più di ogni altro nel recente passato - spiega Taborelli - La concorrenza orientale e di altri nuovi attori comparsi sulla scena mondiale non ci ha aiutati. Già solo resistere è stato molto". "L'avevo detto in tempi non sospetti, il 2008 sarà un anno duro - dice Taborelli - Alla fine del 2007 molti non si erano accorti che i sintomi della crisi già si manifestavano, il calo degli ordini era evidente così come i primi ritardi nei pagamenti". Un mix letale per l'economia industriale di Como, "che si somma al problema del dollaro. Chi lavora con gli Usa deve presidiare comunque il mercato e si vede costretto a contrarre i margini di guadagno". La crisi è in pieno atto, insomma. "Se le cose non cambieranno - spiega Taborelli - presto potrebbe profilarsi la cassa integrazione per i lavoratori di alcune aziende". L'annuncio shock arriva quando si scopre che nel 2007 le ore di Cig ordinaria sono diminuite del 7,5%, quelle di Cig straordinaria del 13%. "Bisogna incrementare l'offerta come fanno tutti - insiste il numero uno degli industriali - il Lario è vincente sul prodotto e sul servizio. La fiera Proposte (che si è appena chiusa a Villa Erba) è andata bene, i compratori stranieri ci sono, sono attratti dall'eccellenza italiana e comasca". Ma proprio sull'eccellenza va chiarito un passaggio. "Tutti sono capaci di fare buona manifattura - sottolinea Taborelli - Como deve puntare su prodotti innovativi e inediti. È la nostra abilità, questa è l'eccellenza". E se l'industria non esulta, anche il commercio non sta affatto bene. "Siamo in una situazione difficile che dura da un anno - spiega Guido Capizzi dell'Upcts lariana - il ridotto potere d'acquisto penalizza il mercato e crea stagnazione". Le cause sono chiare. "L'aumento dei costi energetici, dei mutui e dei costi bancari limita le spese delle famiglie. È necessario che il governo attivi un serio intervento per rilanciare i consumi". Secondo i dati camerali, a fare da zavorra al settore commercio è tutto il comparto del non alimentare. "Ma anche il settore del cibo non va benissimo - dice Capizzi - il dato di incremento è pari a quello dell'inflazione". Tradotto: un aumento della spesa e non dei consumi. Il capitolo "commercio", nel bilancio presentato ieri, si chiude con un segno di forte ottimismo per il 2008. "Ci andrei cauto - dice Capizzi - anche se è vero che a Como città nell'ultimo anno sono stati aperti nuovi esercizi. C'è voglia di impresa, lo dimostrano i nostri corsi di formazione, ma servono misure a sostegno. La fiducia del consumatore è bassa". Sorride invece il settore artigiano, che continua a veleggiare sull'onda della crescita. "Il settore si espande - dice Giorgio Colombo, segretario di Confartigianato - però bisogna stare attenti. Prendiamo l'edilizia, è vero che continua a espandersi, lo fa da dieci anni, però è altrettanto vero che i costruttori prevedono imminenti cali". Prudenza, insomma. "Dicono che siamo l'ossatura dell'imprenditoria italiana - conclude - però Regione e governo devono cominciare ad aiutarci con misure contro la burocrazia e con una seria detassazione. Non vogliamo protezionismo, ma solidarietà". Davide Cantoni Nella foto: Il comparto industriale è quello in maggior sofferenza. Lo dicono le statistiche Home Economia, turismo record Bene artigianato e tessile Giù industria e commercio Addio ai "copripresa". E "servetti" nei mobili "Non salire mai sulle scale se si è in casa da soli" Coldiretti: "I rom devastano i nostri campi" Migliaia di badanti a rischio Pistola alla tempia dopo la lite In carcere un 58enne di Fino Prime parziali ammissioni dalla banda dei 12 truffatori Residenti e commercianti: "Via auto e treni, più spazio ai pedoni".

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Iniziati i lavori alla palestra "Zorutti" (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

PALMANOVA Nessun disagio per gli studenti. Servirà anche come punto d'appoggio per diversi eventi Iniziati i lavori alla palestra "Zorutti" Palmanova(m.m.)Sono partiti ieri i lavori alla palestra "Zorutti", attigua alle scuole medie, che consentiranno una definitiva sistemazione della struttura. Si tratta di rifare gli impianti di riscaldamento ed elettrico e di effettuare la normale manutenzione del parquet. L'ultimazione è prevista per fine ottobre per cui il disagio arrecato agli studenti sarà molto limitato in quanto, visto il periodo, potranno svolgere la loro attività ginnica anche all'esterno dell'edificio. L'intervento conclude un lungo iter procedurale che l'assessore Antonio Di Piazza ha seguito passo passo cercando di sollecitare prima gli assessorati regionali per ottenere i necessari finanziamenti (l'opera costerà 350 mila euro) e poi gli uffici comunali spesso bloccati dagli ostacoli burocratici. Al termine la città stellata potrà avere, fra l'altro, a disposizione un sito nel quale accogliere decentemente i numerosi partecipanti alle varie marce-ciclolonghe che attualmente devono cambiarsi per strada (e non è uno spettacolo decoroso) e non possono usufruire, dopo l'arrivo della loro fatica, di un posto dove beneficiare di una rigenerante doccia. Da Trieste, come ultimo atto dell'assessore Antonaz, è arrivata un'altra buona notizia: sono pervenuti all'amministrazione comunale 120 mila euro in conto interessi per 20 anni destinati alla manutenzione della pista di atletica presso il polisportivo "Dino Bruseschi". Anche in questo caso è stato l'assessore Di Piazza a bussare con insistenza alla porta degli uffici regionali e ad ottenere alla fine un risultato positivo. Il questa sua impresa è stato assistito da Paolo Baracetti, il fac totum della società di atletica "Libertas Friul", che ben conosce lo stato degli impianti locali. A causa degli agenti atmosferici e del continuo uso le piste si sono notevolmente deteriorate tanto da minacciare una revoca della loro omologazione da parte delle autorità sportive. Anche in questo caso però ci si mette di mezzo la burocrazia e l'intervento potrà essere portato a termine solo fra un anno e mezzo.

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Tagli alle imposte e all'immigrazione nei piani del Centrodestra (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ieri in Consiglio regionale il leader della nuova maggioranza ha illustrato il programma di governo per i prossimi cinque anni. Mercoledì 21 giugno nuova seduta per il voto di fiducia Tagli alle imposte e all'immigrazione nei piani del Centrodestra Il neogovernatore si impegna a ridurre Irap e Irpef e punta a rafforzare i poteri delle Province. Sugli stranieri: "Tolleranza zero a chi non si integra" Trieste(loma) Ha vinto le elezioni, contro lo scetticismo anche di una parte della propria coalizione e contro Riccardo Illy. Renzo Tondo sente la responsabilità del proprio mandato amministrativo e ieri in Consiglio regionale, illustrando il proprio programma di governo, ha teso la mano a maggioranza e opposizione per un lavoro di squadra per costruire il futuro del Friuli Venezia Giulia.Così, nel suo intervento, l'ex deputato carnico ha esordito proponendo le linee guida della propria giunta, affermando di essere "Consapevole di aver assunto un impegno di grande responsabilità, altresì convinto che ci troveremo ben presto a dover fare delle scelte - ha detto nel suo intervento in Consiglio - E le scelte non sono mai prive di significato e di conseguenze. Le faremo con la serenità e la determinazione che si renderanno necessarie, senza sottrarci neanche per un attimo al doveroso e dovuto confronto con l'Aula, con le Commissioni, con la parte della Società che sta fuori di qui".Pur rendendo onore a Illy e al Centrosinistra sconfitti, è chiaro che con il Centrodestra di nuovo alla guida della Regione molte cose cambieranno. E le politiche di Intesa democratica a essere modificate, corrette, smantellate.Partendo dall'impegno a ridurre i costi della politica e a semplificare la burocrazia regionale, Tondo nel suo discorso ha fatto sapere di voler proseguire il confronto con il Governo nazionale per quanto riguarda le infrastrutture ("Il corridoio V deve collegarsi anche a Udine e Pordenone"), risorse in materia sanitaria, compartecipazione al gettito fiscale, competenze in campo culturale, scolastico, rapporti europei. Ma ha pure annunciato di voler ripristinare leantenne della Regione - leggasi uffici di rappresentanza all'estero - nelle principali aree di interesse economico per il sistema friulgiuliano, che la giunta Illy aveva invece smantellato ritenendole costose e improduttive.Nemmeno una parola sull'Euroregione, semmai via libera a "rapporti bilaterali", mentre c'è l'impegno a rivedere il Piano territoriale regionale per la gioia di chi ha criticato la politica urbanistica dell'ex assessore Lodovico Sonego e ad annullare il reddito di cittadinanza. Per le imprese, ecco la promessa di pacchetti integrati di agevolazioni e per tutti, quella di ridurre le imposte. "Il federalismo è un modello istituzionale prioritario, ma non è tale se non riguarda anche le risorse finanziarie - ha enunciato il neo governatore - Il primo obiettivo da perseguire è di concorrere alla riduzione della pressione fiscale con la riduzione dell'Irap a partire dalle piccole imprese di un punto percentuale, nella prospettiva di ottenere dallo Stato l'eliminazione del tributo. Bisognerà poi incentivare gli enti locali a ridurre la pressione delle proprie imposte, in particolare quella relativa alla prima casa e eliminare l'Irpef per i contribuenti minori".In materia di immigrazione, considerata eccessiva, "è necessaria la tolleranza zero per gli immigrati che non vogliono integrarsi nel nostro paese - ha proclamato chiedendo un potenziamento del Cpt di Gradisca d'Isonzo - l'allargamento dell'Ue alla Romania e Bulgaria ha facilitato l'entrata in Italia di masse enormi di cittadini. Ci sarà la massima attenzione invece per gli immigrati che intendono lavorare da noi e apprendere la nostra lingua". La legge Antonaz sarà riscritta e nell'assegnazione degli alloggi Ater sarà privilegiato chi risiede in regione da almeno 5 anni.Ed ecco ancora aperture ai privati nel campo della sanità e dell'istruzione, al mondo del volontariato, alla famiglia e alle Provincie. Agli enti intermedi ("finché ci sono è meglio usarli" commenta Tondo a margine) vuole trasferire competenze in materia di cultura, agricoltura, turismo, urbanistica...L'Aula ascolta, in silenzio. E alla fine, i consiglieri di maggioranza si alzano in piedi per applaudire il lorocampione. Seduto, come gli esponenti dell'opposizione, resta l'azzurro Roberto Asquini. Il voto di fiducia è previsto nella seduta consiliare di mercoledì 21 maggio.

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Sicurezza: così il governo respingerà i clandestini (sezione: Burocrazia)

( da "Panorama.it" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Italia - http://blog.panorama.it/italia - Sicurezza: così il governo respingerà i clandestini Posted By Renzo Rosati On 16/5/2008 @ 18:18 In Apertura#1, NotiziaHome | No Comments "Finché non vedo il testo scritto e approvato non ci credo. C'è una tendenza a frenare, non da parte nostra e del ministro Roberto Maroni, ma delle solite lobby: magistratura, burocrazia, anche settori del mondo cattolico.". [1] Niccolò Ghedini, oltre a essere l'avvocato personale di Silvio Berlusconi, è il primo ideatore del pacchetto sicurezza che è servito da base al pool di ministri (Interno, Giustizia, Difesa, Esteri, oltre al premier) per un maxidecreto e alcuni disegni di legge. Il tutto da approvare a Napoli mercoledì 21 maggio, nel primo consiglio con pieni poteri del nuovo governo. Così come promesso solennemente da Silvio Berlusconi, che proprio sulla sicurezza, oltre che sull'economia e le tasse, ha vinto le elezioni. Ghedini a quel piano lavora per conto del Cavaliere da un anno: da quando l'allora capo dell'opposizione, con i famosi sondaggi alla mano, capì che l'emergenza clandestini e la criminalità stavano mandando a picco Romano Prodi, prigioniero dell'estrema sinistra e del politically correct. Ora che siamo alla stretta, Ghedini oscilla, però tra prudenza e scetticismo: "Eppure non c'è tempo da perdere. Gli immigrati irregolari sono raddoppiati nel 2007, grazie al lassismo di Prodi. Le stime ufficiali parlano di 700 mila, ma secondo me siamo oltre". Per questo il fiore all'occhiello del pacchetto dovrebbe essere l'istituzione del reato di immigrazione clandestina, oggi non previsto nel Codice penale, da punire con una pena da 6 mesi a 4 anni, processo per direttissima ed espulsione. Si tratta però del punto più controverso e difficile, tanto più per decreto. Perché? "Tra i clandestini ci sono centinaia di migliaia di immigrati per bene che non hanno potuto mettersi in regola per le pastoie della burocrazia. Badanti, domestici, lavoratori" afferma [2] Marzio Barbagli, docente di sociologia a Bologna, da anni studioso dell'immigrazione e autore, nel dicembre 2007, del più completo rapporto sugli stranieri in Italia, realizzato per il Viminale. "Che facciamo con questi, li sbattiamo tutti in galera?". Le carceri sembrano un altro ostacolo insormontabile: nonostante l'indulto i detenuti sono tornati a quota 52 mila, la massima parte stranieri, su una capienza di 43 mila. Occorrerebbero non meno di 20 altri istituti di pena. Non solo. L'istituzione di un nuovo reato prevede una modifica al Codice penale e a quello di procedura penale (che fissa pene e modalità del processo), difficilmente attuabili attraverso un decreto. A parte le osservazioni di Barbagli, gli ostacoli sono due. La magistratura, ai suoi vari livelli, è contraria: dall'Anm, l'Associazione magistrati, al Csm fino alla Corte costituzionale. "Abbiamo in corso trattative" confida un dirigente del ministero della Giustizia. "Ciò che i giudici temono realmente è di essere costretti a occuparsi a tappeto di criminalità comune, lasciando perdere inchieste più gratificanti. Di più: c'è chi vede nell'istituzione del nuovo reato, con caratteristiche di emergenza e corsia preferenziale, il primo passo per l'indicazione da parte del governo ai magistrati delle priorità criminali, se non di una sezione giudicante apposita". Un muro contro il quale ha già sbattuto Giuliano Amato, ministro dell'Interno di Prodi. Che ammette: "Certo, le carceri scoppiano. Ma più per i detenuti in attesa di giudizio che per quelli che scontano la pena". Non solo, l'ostruzionismo dei magistrati e della giustizia amministrativa mette a rischio altre due misure chiave del pacchetto: un reddito minimo (5 mila euro) e un'abitazione che non sia un camper o una baracca per gli stranieri, anche comunitari, che soggiornino in Italia; e l'espulsione per via amministrativa, con la firma del prefetto, per i clandestini, per i sospetti di pericolosità sociale, per i delinquenti provati. Punti sui quali concorda anche uno studioso come Barbagli: "Su 100 mila provvedimenti di espulsione" dice "se ne attuano a fatica 25 mila, magari solo perché una gran parte di stranieri si rifiuta di farsi identificare". Ma la Corte costituzionale ha riconosciuto agli immigrati espulsi con motivi giustificati il diritto a opporsi di fronte al giudice, e addirittura a rientrare in Italia per farsi assistere da un avvocato e presentare ricorso. E questo nonostante un parere diverso del Consiglio di Stato. Quanto al reddito minimo, il Tar della Lombardia ha appena bocciato un'ordinanza simile del sindaco leghista di Cittadella. A opporsi era stata la Cgil; il Tar ha giudicato "abnorme lo strumento dell'ordinanza" e "sospetto di intenti discriminatori". Risultato: il decreto rischia di ridursi ad alcune misure tampone, come la creazione di altri dieci nuovi centri di permanenza temporanea (oggi sono 11), portandoli a uno per regione e prolungando il soggiorno da 60 giorni a 18 mesi. Misure che già esistono in Svezia e Germania, che dovrebbero consentire di completare i procedimenti di espulsione senza che un clandestino appena sbarcato, o un delinquente colto in flagranza di reato, venga rimesso in libertà condizionale da un giudice eccessivamente garantista. Certo, i cpt la sinistra li voleva chiudere. Ma oggi a offrire una sponda al governo non sono solo sindaci di centrodestra come Gianni Alemanno e Letizia Moratti (che ha ottenuto ciò che pareva impossibile sotto Prodi, la nomina del prefetto come commissario straordinario per i rom); a reclamare il giro di vite sono amministratori del Pd come il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, e quello di Torino, Sergio Chiamparino. Indipendentemente dal colore, i sindaci sanno che alle prossime amministrative saranno giudicati su sicurezza, criminalità e degrado; per non fare la fine di Francesco Rutelli a Roma sono ora disposti a trasformarsi in sceriffi, a condizione che lo Stato paghi i costi, individuati in 750 milioni l'anno. Ma che cosa significa fare gli sceriffi? Individuare baracche e camper abusivi, promuovere azioni di polizia e magistratura, far sgombrare i campi o trasferirli lontano dalle abitazioni, e anche cominciare a combattere vandalismi e rimuovere graffiti finora considerati da taluni simboli di creatività. Inoltre dovranno illuminare le strade a rischio e tenere d'occhio il giro degli affitti in nero ai clandestini, un filone lucroso per molti italiani. Nel decreto troveranno quasi sicuramente posto il giro di vite sui ricongiungimenti familiari per gli immigrati, che la legge Bossi-Fini limitava ai parenti di primo grado e che il governo Prodi aveva esteso fino a cugini, cognati e congiunti. Si inizierà a sperimentare la banca dati del dna per evitare ricongiungimenti fasulli: una misura attuata due anni fa in Francia da Nicolas Sarkozy, allora ministro dell'Interno, e che fu tra le cause della rivolta dei sans-papiers nelle periferie di Parigi e Lione. Infine c'è il capitolo spinosissimo degli ingressi dai paesi, Romania e Bulgaria in testa, appena entrati nell'Unione Europea. Nessuno dei due aderisce ancora al trattato di Schengen sulla libera circolazione delle persone, ma qualche malintenzionato può entrare attraverso la Francia o l'Austria. L'Italia vuol chiedere una ridefinizione del trattato stesso, concepito quando l'Ue era costituita dal nucleo storico di 12 paesi senza problemi di criminalità clandestina. Un'operazione delicata (la Romania sta da tempo protestando contro l'Italia) che Berlusconi affiderà alle capacità di mediazione del ministro degli Esteri, Franco Frattini. Ma che soprattutto il premier vuole gestire anche personalmente, grazie al rapporto diretto con Sarkozy e con il primo ministro spagnolo José Rodriguez Zapatero. La Francia assumerà a giugno la guida dell'Ue, e Sarkò è alle prese con gli stessi problemi di sicurezza. Anche per questo l'Italia ha scambiato con la Francia le deleghe del proprio commissario cedendo a Jacques Barrot la Giustizia. Quanto a Zapatero ([3] il cui vicepremier Maria Teresa Fernandez de la Vega venerdì ha criticato duramente la nuova politica italiana sull'immigrazione: "Il governo spagnolo rifiuta la violenza, il razzismo e la xenofobia, e pertanto non puo' approvare quanto sta succedendo in Italia"), il suo governo, a lungo icona della sinistra, riesce a espellere il 90 per cento dei clandestini, oltre controllare le coste attraverso satelliti e forze armate. Grazie anche ai fondi, in gran parte europei, che garantisce al Marocco. Sarà alla fine proprio quest'ultima la strada da seguire con Romania e Bulgaria? "Penso di sì, ne ho parlato con Berlusconi" dice Ghedini. Il premier, in qualche modo, conferma: "È importante capovolgere l'immagine che diamo all'esterno. Basta con il Paese colabrodo, l'ideale per potenziali delinquenti. Dobbiamo tornare a essere, e anche ad apparire, uno Stato nel quale chi viola la legge viene punito". Speriamo. n n n n n Questione sicurezza: quale, secondo voi, dovrebbe essere la priorità gel pacchetto del governo? Smantellamento dei campi rom abusivi Aumentare il numero dei centri di permanenza temporanea (Cpt) Aumentare il periodo di permanenza dei clandestini nei Cpt Espulsione immediata dei clandestini Più controlli alle frontiere Contrasto alla criminalità organizzata Pene più severe e certe Mostra i risultati.

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A TORINO (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Globalisti DI A TORINO JASMINA TE?ANOVIC BRUCE STERLING Che bello essere di nuovo a Torino, città del nostro destino! Questa volta l'opportunità ci è stata offerta dalla Fiera del Libro: ci hanno invitati per un dibattito di Bruce sul futuro della città e la presentazione di un libro di Ivo Andric e dell'ultimo di Jasmina. Adesso che abbiamo deciso di vivere a Torino dobbiamo decidere cosa fare con tutti i nostri libri in Texas e in Serbia. Bruce vuole regalare i suoi all'università, Jasmina ai centri degli studi delle donne. È un sollievo andare a una fiera del libro e vedere che ci sono tanti altri libri. Era un tormento per tutti e due vedere libri ammassati in un posto, ma per ragioni diverse. Per Bruce, come se qualcuno gli buttasse migliaia di cioccolatini in bocca, e per Jasmina per l'ansia che tutto è ormai già scritto, ma non letto. Sappiamo che i libri ci saranno sempre attorno a noi: ci cascheranno addosso come foglie in autunno. Incredibilmente, siamo riusciti ad uscire dalla Fiera solo con tre libri in mano, ma ci aspettano tanti altri, quindi bisogna trovare subito una casa dove metterli. Questo comporta tutti i soliti problemi dell'immigrazione. Bruce è già andato all'ambasciata d'Italia a Houston: erano gentili, ma la burocrazia che deve affrontare gli fa paura. Jasmina sta ancora trafficando per la sua residenza americana. Quindi, dati i nostri piani di vivere in Serbia, America e Italia, abbiamo deciso di scappare per un mese in Croazia, su un'isola sperduta. Per evitare lo sconvolgimento che subiamo con i libri, abbiamo deciso di scriverne ancora un paio noi stessi. Bruce ha capito che "American science fiction" e fantascienza italiana non sono la stessa cosa. Ora vuole scrivere due libri: american science fiction e italian science fiction. Jasmina sta per finire il suo libro "My life Without Me", il genere non si addice alle vite di donne globaliste. Nonostante il fatto che appena arrivati a Torino, la vita ha cominciato a sorriderci, divertirci - il vino, gli amici, i libri, il cinema, il cibo, i musei, il design, la cultura cyber, il sole, le scarpe... - abbiamo deciso di essere duri e disciplinati e scrivere. La vita é bella in Italia. Speriamo che l'ufficio d'immigrazione italiano non ci metta in prigione, dove potremmo scrivere senza distrazioni. Noi globalisti siamo l'altra faccia degli zingari.

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CLUB (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 16-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Metaphysical DI CLUB PERRY MAIL Nel febbraio scorso ha avuto luogo una rapina con bonifico, bell'incontro di burocrazia e di illegalità. Una donna di Grado rapina una banca di Trieste puntando un coltello alla gola del cassiere. Non le interessano le banconote, difficili da trasportare e magari segnate. Quello che vuole è un bonifico di 400.000 euro sul suo conto a Grado. Per sveltire l'operazione, la rapinatrice sì è premurata di assaltare una filiale della stessa banca su cui ha il conto; si sa, è tutto più facile. Il direttore, però, riesce a ingannarla. Gli consegna un bonifico, ma falso. Dunque, a rapinatrice legalista si contrappone un direttore falsario, però a fin di bene, nell'interesse della banca, almeno, perché a quanto pare se il bonifico fosse stato vero forse i 400.000 euro se li sarebbe comunque tenuti la rapinatrice burocratica. Dostoevskij diceva che i francesi sono incantati dai pezzi di carta, con l'ironia supplementare che in effetti i francesi furono rovinati dai titoli emessi per sostenere la Russia nella prima guerra mondiale. Ma non si capisce perché soltanto i francesi. Dopotutto, la rapina avveniva a Grado, Friuli Venezia Giulia, e avrebbe potuto avvenire anche a Cuneo, Napoli, Catania. In definitiva, se siamo così tranquilli del fatto che tutti i nostri soldi (pezzi di carta, dopotutto) sono al sicuro in una banca dove non ce li fanno vedere, ma ci dicono soltanto, con altri pezzi di carta, che ci sono, non è chiaro perché l'affezione per la carta sia un mal francese, o la deviazione di una signora che aveva urgente bisogno di un prestito a fondo perduto.

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