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Progetto
pilota della Camera di commercio di Lodi: un artigiano di Santo Stefano apre
una ditta senza fare code ( da "Cittadino, Il"
del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: autentica promotrice sul territorio di una sfida alla burocrazia, fino a oggi, raccolta da sole altre 10 camere di commercio in tutta Italia. A tale proposito, la distribuzione alle imprese delle carte elettroniche e della"business key" per la comunicazione telematica sta procedendo progressivamente oltre le 6mila unità (circa un terzo sul totale delle ditte in provincia) rilasciate all'
1
Il primo impegno è rendere il Piemonte, come l'Italia, un postoin cui sia
conven ( da "Stampa, La"
del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Iente investire dall'estero. Quindi meno burocrazia e politiche per il lavoro efficace. 2Il terreno d'intesa con il Pd sono le regole: dal rinnovo della legge elettorale alla riforma costituzionale.
L'Upa:
ora ci aspettiamo più competitività
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: aggiunge Salvagno - vengano liberati dalla zavorra dei costi della burocrazia, con la diminuzione dei costi energetici, e abbiano la detassazione delle ore di straordinario. Cittadini e imprese vanno liberati dai costi dei mercati protetti e delle rendite di posizione per rilanciare il ruolo dell'apprendistato e della formazione".
Aggregazioni
tra piccole industrie: ecco come restare nel mercato
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: In un'ottica di mercato interno non più sufficiente, Morandini chiede scelte coraggiose nelle politiche industriali: "Una riduzione della burocrazia, minori costi delle politiche energetiche, abbattimento della pressione fiscale". Davide Dalai.
Lo
spadone di Bossi viaggia sulla Goitese Mantova, preparati
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma la burocrazia frena - racconta il commerciante laureato in economia e commercio che lavora alla macchina per cucire -. La gente era disorientata. Qui a Guidizzolo eravano politicamente un po' Maccari-dipendenti". Meneghelli svela la sua privata esperienza professionale in tema di sicurezza: in dieci anni il suo negozio ha subìto sette furti,
Alessandri
sfida Delrio: Mi candido a sindaco
( da "Gazzetta
di Reggio" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: lavoratori sono stanchi della burocrazia, delle deleghe e di rendere conto al sindacato. Ci sono troppe tasse locali che vanno a discapito di chi è più povero". E poi un cavallo di battaglia della Lega, la sicurezza. "L'indulto - spiega - è stato un crimine politico, perché la sinistra è stata capace di rimettere in libertà extracomunitari che sono finiti nelle mani delle mafie,
Pd,
un successo che non mi sorprende ( da "Gazzetta di Reggio"
del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: elementi di tensione e di insoddisfazione che investono settori come la sicurezza e la burocrazia. Settori nei quali il centrosinistra non ha forse saputo dare sufficienti risposte". "I voti alla Lega - prosegue - non fanno che indicarci l'urgenza di risolvere le questioni relative alla velocizzazione dei tempi dei percorsi amministrativi e anche cambiamenti nei meccanismi del welfare.
Il
Nordest contro lo Stato burocrate
( da "Corriere
delle Alpi" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma è certo che se non si sciolgono questioni annose come quella di un federalismo vero ed efficiente, di un sistema scolastico e universitario degno di un paese avanzato, di una burocrazia che blocca lo sviluppo, anche questo risultato sarà spazzato via".
I
laghi e il Brenta sotto bandiera verde
( da "Trentino"
del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Non abbiamo la borsa di Dellai, ma la gente vuole meno burocrazia, tasse più giuste, meno sprechi". Massimo Cazzanelli: "Qui la Sinistra Arcobaleno ha avuto l'8,81 al Senato. Il risultato negativo nazionale per me è dovuto all'aver abbandonato le problematiche dei lavoratori per privilegiare quelle sociali.
Lavoratori
e imprese: Meno tasse ( da "Gazzetta di Modena,La"
del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: riduzione delle imposte e semplificazione della burocrazia sono ineludibili" "Abbiamo preparato per tempo le nostre proposte - dice Luigi Munari presidente Lapam - Per noi è prioritario promuovere l'imprenditorialità e l'attitudine al rischio, ridurre la pressione fiscale e ridurre i costi della politica, semplificare la gestione delle piccole imprese per uno sviluppo sostenibile"
LEGA
DI GOVERNO ( da "Stampa, La"
del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Chi risponde dei fallimenti della burocrazia e dell'amministrazione pubblica? Chi difende i miei interessi di cittadino? Domande crude, lontane dalla correttezza politica e dal bon ton consociativo in cui si sono impantanati i progetti riformatori dell'ultimo quindicennio (compreso l'ultimo governo Berlusconi).
Vincitori
e vinti ( da "Centro, Il"
del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia ha un preciso fine, sfamare una serie di enti inutili e parassitari. Se poi volessimo aggiungere che tra incidenti stradali ed evasione fiscale sosteniamo un costo annuo di seicento miliardi di euro, viene da chiedersi di come faccia l'Italia a restare in Europa e non essere annessa al Nord Africa,
<L'ex
Stalingrado? È meno rossa> ( da "Secolo XIX, Il"
del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: In cantiere circola malcontento" giampiero morstabilinioperaio 16/04/2008 troppi problemi"Odio la burocrazia. Berlusconi semplificherà le cose" salvatore di Iuribarista 16/04/2008 disertare le urne"Ci ho pensato parecchio, ma alla fine ho preferito dare il voto al Pd" roberta petraccodanzatrice 16/04/2008.
Ora
il governo regionale faccia le valigie
( da "Mattino
di Padova, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia di partito ha già fatto fuori Massimo Carraro. Lei quanto durerà? "La burocrazia di partito non esiste più nel Pd che fa nascere i nuovi circoli, dove ci sono moltissimi giovani. In due anni noi rifaremo questi circoli: ci sarà la storia dei due partiti fondatori ma anche tanta gente nuova.
Laiguegliamaglione
<Montaldo sicuronella futura giunta>
( da "Secolo
XIX, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Per prima cosa cercheremo di mettere mano al problema dell'eccessiva burocrazia, quindi modificheremo i regolamenti in modo da snellire il più possibile ogni tipo di procedura. Contemporaneamente vedremo cosa si riuscirà ancora a fare per prepararci al meglio all'imminente stagione turistica, a livello normativo e di manifestazioni.
Ma
niente multe con rigori burocratici
( da "Mattino
di Padova, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che non di rado si ammalano rendendosi indisponibili proprio alla vigilia dell'appuntamento con lo specialista: "E' chiaro che in questi casi viene meno la possibilità di disdire gli appuntamenti in tempo utile per non incorrere nelle sanzioni". La raccomandazione è quella di "applicare le nuove disposizioni mettendo da parte la miopia della burocrazia". (f. pes.).
Querce
e galleno, frazioni di milano ( da "Tirreno, Il"
del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Fucecchio è terra di piccoli imprenditori che hanno bisogno di superare la burocrazia e di poter lavorare senza i legacci centralisti", commenta Marco Cordone della Lega. "Ecco perché la gente vota per noi". Il paradosso è che basta percorrere pochi chilometri - in direzione di Fucecchio - e la situazione torna nella norma toscana.
Guerra
tra coop sul bene confiscato ( da "Repubblica, La"
del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Non ci siamo mai fermati, anche quando hanno bruciato il bosco, tagliato le vigne e rovinato la semina. Ma il nostro peggior nemico è rimasto la burocrazia". Sulla vicenda, la cooperativa Tempio di Monte Jato annuncia anche ricorso al Tar. s.p.
Il
premier dovrà cambiare il passo della politica
( da "Secolo
XIX, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: alta e bassa burocrazia, cartelli d'interessi grandi e piccolissimi. Tutti guardano a sé e invitano ad operare nel giardino del vicino. Pochi sono disposti a rinunce per il bene comune. Berlusconi ha davanti a sé un compito enorme e ne ha ricordato nella conferenza stampa di ieri sera la drammatica evidenza: dalle infrastrutture alla burocrazia,
Nuovo
presidente in confartigianato ( da "Nuova Venezia, La"
del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: aspettiamo che gli imprenditori vengano liberati dai costi della burocrazia, che venga valorizzato il ruolo della micro e piccola impresa e che siano eliminate le discriminazioni tra lavoro autonomo e lavoro dipendente". "Le 148mila imprese artigiane, vale a dire il il30% della realtà imprenditoriale regionale - aggiunge Miotto - si aspettano che le forze politiche intervengano,
Dateci
l'assegno di invalidità ( da "Nuova Sardegna, La"
del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: In una lettera inviata anche a Soru, chiedono che la burocrazia possa sveltire la pratica in modo che l'anziano e ormai inerte lavoratore possa godersi i giorni della restante vita. La lettera inviata a Soru, è semplice ma toccante quando gli autori scrivono che in questo modo "hanno trovato la maniera più semplice per eliminarci.
"e
ora via ai concorsi per i prof" - laura montanari
( da "Repubblica,
La" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E poi è necessario tornare a investire sulla ricerca, sgravarla di tutta la burocrazia che oggi la circonda, rendere snelle le procedure, applicare i meccanismi di valutazione in modo che i soldi siano finalizzati e che si debba rendere conto di come sia stato speso il denaro pubblico ricevuto".
Invito
agli indecisi: cogliete l'occasione
( da "Tirreno,
Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: e non una burocrazia impenetrabile. Il nuovo governo del Pdl sarà amico in modo particolare del nuovo sindaco e ci aiuterà per il futuro e lo sviluppo della città. I valori di riferimento di Patrizia Paoletti sono una garanzia per tutti. Analogamente a quanto preannunciato a livello di Governo, se vinceremo le elezioni,
La
burocrazia dà i numeri e manda in tilt il paziente
( da "Giorno,
Il (Bergamo - Brescia)" del
16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: 8 La burocrazia dà i numeri e manda in tilt il paziente L'uomo ha denunciato la vicenda all'Adiconsum OSPEDALI RIUNITI DISSERVIZI ? BERGAMO ? PRIMA GLI hanno detto che i suoi esami medici non erano pronti a causa dell'assenza del medico competente e lo hanno invitato a ritornare.
Sconfitto
illy, la lega fa volare tondo ( da "Repubblica, La"
del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Venezia Giulia era stato chiamato a occuparsi di come ridurre la burocrazia in Europa. E dove, forse, continuerà la sua carriera. Una sconfitta, quella dell'industriale del caffè, annunciata dall'avanzata di domenica del centrodestra in tutta Italia. Ma una sconfitta imprevista, inattesa, perché "Riccardino", come lo chiamano in modo irridente gli oppositori, sembrava invincibile.
"intercettano
il malcontento e vincono adesso anche il pd deve fare lo stesso" - roberto
bianchin ( da "Repubblica, La"
del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è un vecchio centrosinistra che ha perso nei due anni di governo e un nuovo centrosinistra che adesso deve pensare alla rimonta. Io vado a Roma per ridurre la burocrazia e fare il federalismo fiscale". Una lobby veneta? "Per fare squadra per il Veneto, formando un gruppo di parlamentari che combattano uniti al di là degli schieramenti".
Le
condizioni per rilanciare davvero questo Paese
( da "Arena,
L'" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: inizio della scalata della montagna di inefficienza e lassismo che paralizza l'Italia: burocrazia, infrastrutture, energia, scuola, giustizia. Ce la farà? In conferenza stampa, ieri, Berlusconi aveva un'espressione più serena di quella manifestata negli ultimi incontri della campagna elettorale. In genere accade il contrario. Si mostra fiducia prima e preoccupazione dopo la vittoria.
Berlusconi:
A noi le Camere ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sanità e burocrazia. Il Cavaliere vuole essere subito operativo. Lo attendono cinque anni difficili. Parla già da premier, anche se non ha ancora giurato. Annuncia che manterrà tutte le promesse fatte in campagna elettorale. La squadra di governo è quasi pronta, la lista dei ministri sarà diffusa in settimana.
Non
solo clandestini ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Noi immigrati subiamo la burocrazia ma vogliamo integrarci nel tessuto sociale e abbiamo bisogno di sicurezza come tutti. Smettiamo di parlare solo di criminalità, ma parliamo anche di quelli come me che sono la maggioranza, che lavorano per l'integrazione intesa come insieme di doveri e diritti.
<È
il centrodestra che deve designarmi>
( da "Adige,
L'" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: fatto le proprie valutazioni ed hanno visto nella Lega chi li può liberare da tanti problemi: burocrazia, statalismo, centralismo di Trento e arroganza della politica. Nella sua coalizione ci sono pure un sacco di democristiani. In tutto l'arco costituzionale. È morta la DC, non sono morti i democristiani, come dopo l'8 settembre non morì il fascismo ma solo il partito fascista.
NELLA
CONFERENZA stampa di ieri sera Silvio Berlusconi ha confermato punto su pun
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: inizio della scalata della montagna d'inefficienza e di lassismo che paralizza l'Italia: burocrazia, infrastrutture, energia, scuola, giustizia. Ce la farà? Durante la conferenza stampa di ieri sera, Berlusconi aveva un'espressione più serena di quella manifestata negli ultimi incontri della campagna elettorale. In genere accade il contrario.
Il
telefonino vietato ( da "Giornale di Vicenza, Il"
del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Vietato portare il telefonino in cabina elettorale: ennesima "trovata" della mega stipendiata burocrazia italiana che risolve tutto con le parole. Per essere efficace si sarebbe dovuto prima autorizzare e, poi, fare perquisire i cittadini. Assurdo, ovviamente, a meno che non pensino che se uno lo vuole usare per secondi fini rispetti il divieto!
<Tutto
il materiale sarà riutilizzato> Un tavolo operatorio per il Burkina Faso
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: di tempo: tutto il materiale del Meyer è di proprietà pubblica e, in quanto tale, prima di poter passare di mano deve essere svincolato seguendo una burocrazia piuttosto complicata. Ma appena possibile, spiegano dalla direzione, tutto sarà tolto dal degrado in cui è rimasto nella vecchia sede di via Luca Giordano. M.P.
<I
giovani danno la spinta al Pd>
( da "Resto
del Carlino, Il (Cesena)" del
16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La gente ha votato chi rappresenta più di altri le 'sofferenze' su immigrazione, sicurezza, burocrazia, tasse. Esigenze reali, che vanno interpretate". "Tutti terreni sui quali il Pd può e deve recuperare terreno. A partire dal federalismo fiscale, oggi dimenticato. Il Carroccio non è radicata come partito. Ma sono radicate alcune sue ragioni.
Abolizione
dell'Ici? Meglio riformare lo Stato I n campagna elettorale ho sentito molto
parlare di <semplificazione della burocrazia, dell'annullamento di molte
leggi e dell'Ici su ( da "Adige, L'"
del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Meglio riformare lo Stato I n campagna elettorale ho sentito molto parlare di "semplificazione della burocrazia, dell'annullamento di molte leggi e dell'Ici sulla prima casa" Abolizione dell'Ici? Meglio riformare lo Stato I n campagna elettorale ho sentito molto parlare di "semplificazione della burocrazia, dell'annullamento di molte leggi e dell'Ici sulla prima casa".
Effetto
Berlusconi: in Friuli cade Illy, simbolo del Pd al Nord
( da "Resto
del Carlino, Il (Ravenna)" del
16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dove si era recato per i lavori del comitato Ue per lo snellimento della burocrazia. RENZO TONDO, invece, ha fatto la spola tra la sede del comitato elettorale, a Udine e il ristorante di famiglia a Tolmezzo, 'Al Benvenuto'. Sbaglia chi ha colto in certi dettagli della sfida testa a testa che ha infiammato il Friuli, scaglie di superstizione: Tondo ha votato al seggio di Betania,
<Soffocati
dalla burocrazia> ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Soffocati dalla burocrazia" Gli agricoltori si lamentano delle difficoltà create alla loro attività di FRANCESCO FABBRIANI ? MARZABOTTO ? "LA BUROCRAZIA uccide. Non credevo fosse possibile, ma ho dovuto constatarlo con mano". Lo sfogo è di Cristina Mondadori, che gestisce l'azienda agricola 'Cavara', a Malfolle, a Marzabotto,
Per
gli elettori è solo un logo che copriva roba vecchia
( da "Unita,
L'" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: soltanto la perpetuazione di pezzi di ceto politico e di burocrazie, che naturalmente tendono a riprodursi incuranti degli snodi reali della storia, finisce di avere significato. Dopodiché, naturalmente, ognuno si accontenta delle ambizioni che è capace di coltivare". C'è chi dice che se invece di Bertinotti a candidarsi fosse stato lei avreste dato un maggiore segnale di novità.
Ossessione
'68: quel sogno ci tormenta ancora
( da "Unita,
L'" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: tale iniziativa invitava le burocrazie poststaliniste a farsi da parte pacificamente e senza sanguinosi conflitti. Ultima erede di questa linea è, per alcuni intellettuali di sinistra, la strategia di apertura di Gorbaciov. Ci sono voluti più di vent'anni anni perché il disprezzato e calpestato Alexander Dubcek vedesse riconosciute le sue ragioni come presidente del Parlamento.
Bene
la stabilità, il nostro impegno per lo sviluppo
( da "Sole
24 Ore, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: produttività, meno burocrazia, innvazione. "Cambiare per crescere" sarà lo slogan del Lingotto. Ed è un cambiamento netto quello che Montezemolo ha chiesto alla politica in questi anni, da presidente di Confindustria. Fermo restando l'impegno delle imprese a fare la propria parte e a "rimboccarsi le maniche".
Verona
dopo le urne: è la città più leghista d'Italia
( da "Corriere
del Veneto" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E dovranno portare a casa, in fretta, i primi risultati sui tre temi cardine: federalismo fiscale, sicurezza e burocrazia. Non devono perdere tempo". A PAGINA 3 Petronio Il brindisi Da sinistra Bragantini, Giovanna Negro, Montagnoli e Tosi.
LA
METAMORFOSI ( da "Corriere del Veneto"
del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: iperattivismo della miriade di piccoli e medi industriali tartassati gravava anche il peso di una burocrazia a dir poco sadica. Il leghismo, che si era inventato una propria "razza" per non lasciare dubbi sul radicamento territoriale, faceva a pezzi i residui legami con la Patria ingrata e proponeva il Nord sfruttato e snobbato come una piccola patria alternativa.
Oberrauch:
<Subito segnali alle imprese>
( da "Corriere
Alto Adige" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma anche la riduzione della burocrazia, l'inizio della realizzazione delle progettate grandi opere e un impulso a favore della ricerca e dell'innovazione ". Dal punto di vista locale, Oberrauch dice di aspettarsi che "i nostri parlamentari portino avanti le proposte programmatiche di Confindustria, in modo tale che l'Italia si riallacci al resto d'
Nei
distretti l'onda del Carroccio ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: meno burocrazia e l'avvio di opere infrastrutturali non più rinviabili (dalla Pedemontana alla Brebemi). Di quel Nord che auspica una più decisa presa di posizione del Governo in Europa per contrastare i dumping asiatici e le clamorose asimmetrie di una globalizzazione in cui la moneta della Cina può continuare a cadere a picco artificialmente agganciata al dollaro,
Il
retail trascina la corsa di Zegna
( da "Sole
24 Ore, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Convinto che nel medio periodo il Brasile darà risultati migliori che non l'India, dove "i tempi sono lunghi, c'è molta burocrazie e molte barriere invisibili". Ciò non toglie che Zegna entro l'estate aprirà tre nuovi negozi: a Mumbai, Delhi e Bangalore. In due anni, 2007 e 2008, saranno aperti cento nuovi punti vendita: un investimento doppio rispetto al biennio precedente.
Verona
città più leghista d'Italia Tosi ai suoi: ora comandiamo noi
( da "Corriere
del Veneto" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sicurezza e burocrazia. Non devono perdere tempo". Tosi ormai ha il piglio di quelli che "comandano". Di quelli che non scendono direttamente nell'arena, in questo caso non solo romana, ma anche lombarda. Ma il gioco lo fanno loro. Si schernisce a chi gli dice che ha tirato lui il Carroccio, ma sa che è così.
Agricoltori
<vecchi> La giunta frena sulla centrale
( da "Corriere
del Veneto" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Per noi non è importante l'anagrafe ma la quantità di prodotto conferito nei mercati. Piuttosto che occuparsi di demografia, occorre sviluppare politiche per le imprese: meno burocrazia, più infrastrutture e attenzione al marketing del prodotto". Enrico Bellinelli.
Una
storia finita ( da "Corriere della Sera"
del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: tutta la burocrazia, tutti gli apparati di governo, dalla polizia alla magistratura, gran parte del vecchio cattolicesimo politico divennero o si dissero di sinistra. Ma proprio la massiccia operazione di riciclaggio e di "entrismo" da parte dei vertici della società italiana e dei suoi poteri, nell'area della sinistra ex Pci,
Ormai
ha paura di uscire. Dopo quattro cadute dalla sua carrozzina provocate dal
fondo del marciapie ( da "Messaggero, Il (Ostia)"
del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Luca è vittima della più cieca burocrazia. Residente con i genitori ed i fratelli nelle case popolari Ater di via Valeriano Cobbe ad Acilia, non riesce a vincere la battaglia per ottenere uno scivolo e, soprattutto, per fare in modo che l'azienda per gli alloggi pubblici sistemi il marciapiedi d'accesso alla sua abitazione.
Calearo:
<Ora facciamo squadra con i leghisti>
( da "Corriere
del Veneto" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: in particolare sono convinto che sia necessario ridurre la burocrazia e realizzare al più presto il federalismo fiscale ". A chi gli chiede se la sua idea di federalismo sia la stessa del Carroccio, lui nicchia. "Non importa se è identica oppure no – assicura – ciò che conta è arrivare al dunque e portare a casa un risultato concreto per il Veneto".
Montezemolo:
<C'è piena governabilità> ( da "Corriere della Sera"
del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia, più attenzione alla ricerca e un'energia meno inquinante e meno costosa. Venerdì Confindustria non ha volutamente previsto la partecipazione di politici italiani. Il confronto sarà a livello internazionale con ospiti del calibro dell'ex presidente della Federal Reserve Alan Greenspan, dell'ex premier spagnolo Josè Marìa Aznar e del presidente della Commissione europea
POMEZIA
Archivio urbanistico Present ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)"
del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Uno strumento utile per eliminare burocrazia e tempi "morti" delle amministrazioni e degli enti locali. L'archivio prevede l'informatizzazione di tutte le pratiche nuove e la catalogazione di quelle vecchie che saranno scannerizzate e archiviate nei prossimi mesi. Un elemento fondamentale non solo per gli addetti ai lavori, ma anche per i cittadini.
Berlusconi:
<Subito via l'Ici e bonus a tutti i primi nati>
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sanità e burocrazia. è commosso, ma anche preoc - cupato per la situazione del Paese. Perciò vuole essere subito operativo, c'è tanto lavoro da fare. Lo attendono cinque anni difficili. Parla già da premier, anche se non ha ancora giurato. Fa sapere, di prima mattina a "Radio Anch'io" e a "Uno Mattina", che andrà avanti come da programma,
ELEZIONI
2008 16-04-2008 DallaPRIMA Bruno Vespa >veti, ricatti all'interno della
coalizione che ne h... ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: alta e bassa burocrazia, cartelli d'interessi grandi e piccolissimi. Tutti guardano a sé e invitano ad operare nel giardino del vicino. Pochi sono disposti a rinunce per il bene comune. Berlusconi ha davanti a sé un compito enorme e ne ha ricordato nella conferenza stampa di ieri sera la drammatica evidenza: dalle infrastrutture alla burocrazia,
Debutta
l'azienda unica per il diritto allo studio
( da "Sole
24 Ore, Il (Centro Nord)" del
16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Meno burocrazia, dunque, più servizi per gli studenti e più uniformità sul territorio preannuncia la Regione. I più arrabbiati però sono proprio loro, gli studenti di ogni sigla politica, che vedono ridurre la loro rappresentanza da sei membri ad uno soltanto.
Meno
burocrazia per le cave ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)"
del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: approva il regolamento sul nuovo Sportello per le attività estrattive Meno burocrazia per le cave Le imprese restano insoddisfatte: "Il Piano ha troppi vincoli" Massimiliano Scagliarini BARI Le pratiche relative alle cave dovranno essere evase entro 180 giorni lavorativi. è la novità più importante collegata all'avvio del nuovo sportello unico per le attività estrattive (Surae),
Trote,
il Trentino A.A. chiede la Dop ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)"
del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il comparto penalizzato da burocrazia e concorrenza straniera Trote, il Trentino A.A. chiede la Dop Nel giro di un anno il Trentino otterrà il marchio Dop per trote e salmerini, prodotti molto apprezzati in Lombardia ed Emilia Romagna per le caratteristiche della carne, diverse rispetto ai prodotti degli allevamenti ittici di pianura.
Attività
produttive ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)"
del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: guida per rilanciare i Suap Maria Moretti BARI Meno burocrazia e tempi più rapidi perle imprese pugliesi che si rivolgeranno allo Sportello unico per le attività produttive (Suap). Le linee guida, pubblicate sul Bollettino ufficiale della Regione, affrontano in modo organico tutti gli aspetti normativi, procedurali e organizzativi dell'istituto e di coordinamento degli enti in campo.
Arenile
bloccato dai dissidi ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)"
del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: vista come la strada per accelerare i lunghi tempi della burocrazia, dilatati ulteriormente dalla diatriba sul tipo di progetti da attuare. In ogni caso non possiamo lamentarci: le Marche, con la Liguria, sono la regione più avanzata in fatto di tutela della costa ". Più critico Enzo Monachesi, responsabile regionale Sib-Confcommercio: "La Regione interviene solo sulle emergenze,
Elettrodotto
fermo senza la Via ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)"
del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
proverbiali
insidie che si annidano nella burocrazia italiana. L'iter autorizzativo per
ottenere la Valutazione di impatto ambientale da parte del ministero
dell'Ambiente,avviato dal gestore della rete elettrica nazionale Terna e dalla
Regione Campania nell'ormai lontano dicembre
Calo
finanziamenti per attività agricole
( da "Provincia
di Cremona, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: azione nel sostegno alle attività Produttive Agricole, mantenendo però inalterate la quantità di risorse messe a disposizione. Questa scelta ha inevitabilmente ridotto la somma messa a disposizione sui vari capitoli, rendendo economicamente non conveniente il rapporto fra impegno, burocrazia/contributo e fra rendita produttiva/premio.
Tsunami
sul <laboratorio> Puglia ( da "Giornale.it, Il"
del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Quella che nei piani era dei pugliesi e che invece è stata della politica: più commissioni, più burocrazia, più tutto. L'apparire prima di tutto. Vendola dice che il suo governo non è in crisi, però trema al pensiero dei prossimi giorni. Gli ricordano l'ultimo spot pagato dalla Regione. C'è un uomo che corre sulla spiaggia, sotto il cielo grigio.
La
Sicilia è Lombardo Pd e sinistra a pezzi
( da "Manifesto,
Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che ribadisce "i buoni rapporti con la Lega nord" e promette "riforme sulla burocrazia, leggi sul lavoro e ponte sullo stretto", ha ottenuto un milione e 800mila voti, a fronte degli 865mila della senatrice del Pd, e 500mila in più di quelli che ottenne Cuffaro due anni fa, quando vinse su Rita Borsellino con un margine di 13 punti.
L'onda
lunga sulla regione ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: di una burocrazia meno soffocante, del federalismo fiscale. Ma anche il bisogno di sentirsi sicuri in casa propria (nessuno da queste parti ha perdonato al governo Prodi lo sciagurato provvedimento di indulto) e l'esigenza di politiche in grado di governare efficacemente il fenomeno dell'immigrazione.
Asili,
che calvario ( da "Piccolo di Trieste, Il"
del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Onde evitare che tutto ciò continui a ripercuotersi negativamente sulle famiglie e di riflesso sull'incremento della popolazione in genere, auspico che le autorità competenti trovino quanto prima delle soluzioni mirate a snellire la burocrazia e le lunghe attese a beneficio della praticità e concretezza della vita quotidiana. Tamara Bandi.
Le
categorie: caro tondo, ora servono i fatti
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: un allegerimento dalla burocrazia, politiche di sostegno alle Pmi". Venendo al risultato delle regionali "Renzo Tondo è una persona che ho avuto il piacere di conoscere già come assessore all'artigianato - prosegue - e quindi ci attendiamo che sia alla guida di una giunta che faccia meglio della precedente per dare ulteriore spinta alle imprese.
Gorizia
La burocrazia frena i medici di base lRiguardo la diatriba sulla minor presenza
dei medici d... ( da "Piccolo di Trieste, Il"
del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Gorizia La burocrazia frena i medici di base lRiguardo la diatriba sulla minor presenza dei medici di famiglia nelle zone periferiche di Gorizia, desidero raccontare la mia esperienza. Ero titolare dal 1997 di un ambulatorio in via Garzarolli 130/2, quindi in piena zona Sant'Anna ove svolgevo ovviamente in orari differenziati ed in stanze completamente separate,
Lega
di governo ( da "Stampaweb, La"
del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Chi risponde dei fallimenti della burocrazia e dell'amministrazione pubblica? Chi difende i miei interessi di cittadino? Domande crude, lontane dalla correttezza politica e dal bon ton consociativo in cui si sono impantanati i progetti riformatori dell'ultimo quindicennio (compreso l'ultimo governo Berlusconi).
Le
condizioni per rilanciare davvero questo Paese
( da "Arena.it,
L'" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: inizio della scalata della montagna di inefficienza e lassismo che paralizza l'Italia: burocrazia, infrastrutture, energia, scuola, giustizia. Ce la farà? In conferenza stampa, ieri, Berlusconi aveva un'espressione più serena di quella manifestata negli ultimi incontri della campagna elettorale. In genere accade il contrario. Si mostra fiducia prima e preoccupazione dopo la vittoria.
L'OSPITE
( da "TGCom"
del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia e da una eccessiva dipendenza dall'introito petrolifero, Poor-Mohammadi, che è un fondamentalista, oltre a gestire col pugno di ferro la macchina repressiva nel paese, non è mai stato avaro di critiche - sia pur velate - alle promesse mancate di Ahmadinejad nella lotta alla corruzione di regime e un propugnatore delle privatizzazioni e liberalizzazioni indispensabili per
IL
VINCITORE. Mario Faccioli contiene la gioia: <Mai esagerare. È giusto
rispettare l'impegno civico degli avversari>
( da "Arena.it,
L'" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Punterò alla meritocrazia, guardando alla capacità e all'umanità, al rispetto per le persone. Qualche dirigente un po' pigretto va ringiovanito. In sintesi: porte aperte, meno balzelli, meno burocrazia, più rapporti umani. E decentramento: Dossobuono ha seimila abitanti, merita l'anagrafe e altri servizi.
Dal
militante spot all'anziana <abbandonata>
( da "Gazzetta
di Parma, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia uccide " a "V2 Day, libera informazione, parlamento pulito" sino ai classici "buffoni", "andate a lavorare". E' stata una giornata dura quella di ieri, per i presidenti e gli scrutatori dei 202 seggi parmigiani: "Ma qualche risata, tra uno spoglio e l'altro, ce la siamo fatta leggendo le scritte sulle schede di quelli che hanno voluto annullare il voto"
IMMIGRATI
E DIRITTI Non solo <clandestini>
( da "Brescia
Oggi" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Noi immigrati subiamo la burocrazia ma vogliamo integrarci nel tessuto sociale e abbiamo bisogno di sicurezza come tutti. Smettiamo di parlare solo di criminalità, ma parliamo anche di quelli come me che sono la maggioranza, che lavorano per l'integrazione intesa come insieme di doveri e diritti.
PREMIER
IN PECTORE. Il leader del Pdl annuncia: non cederemo una presidenza in
Parlamento. Ai magistrati: è imprescindibile la separazione delle carriere
( da "Brescia
Oggi" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sanità e burocrazia. Il Cavaliere vuole essere subito operativo. Lo attendono cinque anni difficili. Parla già da premier, anche se non ha ancora giurato. Annuncia che manterrà tutte le promesse fatte in campagna elettorale. La squadra di governo è quasi pronta, la lista dei ministri sarà diffusa in settimana.
<Il
telefonino vietato> ( da "Giornale di Vicenza.it, Il"
del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: nbsp Vietato portare il telefonino in cabina elettorale: ennesima "trovata" della mega stipendiata burocrazia italiana che risolve tutto con le parole. Per essere efficace si sarebbe dovuto prima autorizzare e, poi, fare perquisire i cittadini. Assurdo, ovviamente, a meno che non pensino che se uno lo vuole usare per secondi fini rispetti il divieto!
(ACR)
LAPENNA (FI) SU CRISI INDUSTRIALE IN BASILICATA
( da "Basilicanet.it"
del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
il Governo
regionale si dimostra lento e non in grado di gestire le situazioni di
emergenza, poiché© i ritardi della burocrazia e lâ??immobilismo della Giunta De
Filippo, di fronte a problematiche così
serie ed importanti, si ripercuotono sui lavoratori. Il lavoro â?"
sottolinea Lapenna - rappresenta unâ??emergenza vera e propria nel nostro
territorio e merita unâ?
Patto
tra produttori 1 l'analisi dei sindacati
( da "Riformista,
Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: le montagne di burocrazia, il dumping cinese. E in casa dei due sindacati maggiori, una prima, cauta riflessione sul voto c'è stata, ieri. Ai piani alti della Cgil e della Cisl - entrambi hanno riunito ieri le segreterie - c'è la chiara percezione dell'allarme e della protesta che provengono dal nord, del patto produttori-lavoratori rovesciato beffardamente nel suo opposto.
LETTERE
( da "Mattino,
Il (Circondario Sud2)" del
16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia statale ha fatto arenare ogni idea. E i soldi sprecati per il restauro? Sento nell'orecchio la sprezzante risposta: e chi se ne frega! Contro le vibrazioni della metropolitana Valeria R. - NAPOLI Caro dottor Lubrano, vivo in uno stabile di tre piani di cui è proprietaria la mia famiglia, in una zona di campagna.
SEGUE
DALLA PRIMA PAGINA ( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)"
del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: alta e bassa burocrazia, cartelli d'interessi grandi e piccolissimi. Tutti guardano a sé e invitano ad operare nel giardino del vicino. Pochi sono disposti a rinunce per il bene comune. Berlusconi ha davanti a sé un compito enorme e ne ha ricordato nella conferenza stampa di ieri sera la drammatica evidenza: dalle infrastrutture alla burocrazia,
Grazie
Illy, complimenti Tondo. ( da "Gazzettino, Il (Udine)"
del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia per le Pmi.Sul fronte sindacale, Roberto Muradore, segretario "indicato" della Cisl udinese, rilancia come priorità il tema della concertazione: "Dobbiamo condividere la progettualità che consenta il rilancio del Friuli in termini economici e sociali: è indispensabile, ritengo, il contributo di idee e conoscenza che solo chi conosce il territorio può dare per sviluppare
SEGUE
DALLA PRIMA PAGINA ( da "Gazzettino, Il"
del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: alta e bassa burocrazia, cartelli d'interessi grandi e piccolissimi.Tutti guardano a sé e invitano ad operare nel giardino del vicino. Pochi sono disposti a rinunce per il bene comune.Berlusconi ha davanti a sé un compito enorme e ne ha ricordato nella conferenza stampa di ieri sera la drammatica evidenza: dalle infrastrutture alla burocrazia,
Un
clic del mouse per dimettersi ( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: incremento del livello di burocrazia che il nuovo obbligo avrebbe innescato. È rilevante il costo che peserebbe sulla collettività come conseguenza del nuovo obbligo delle dimissioni volontarie in vigore dallo scorso 5 maggio.L'osservazione è di Sergio Rosato - direttore di Veneto Lavoro - in occasione di un recente convegno organizzato a Treviso dai Consulenti del Lavoro provinciali.
Il
senno di poi ( da "Stampaweb, La"
del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Chi risponde dei fallimenti della burocrazia e dell'amministrazione pubblica? Chi difende i miei interessi di cittadino? Domande crude, lontane dalla correttezza politica e dal bon ton consociativo in cui si sono impantanati i progetti riformatori dell'ultimo quindicennio (compreso l'ultimo governo Berlusconi).
Sbalchiero:
<Ci aspettiamo più attenzione sulle imprese>
( da "Gazzettino,
Il (Vicenza)" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Così come ci aspettiamo che gli imprenditori vengano liberati dai costi della burocrazia, che venga valorizzato il ruolo della piccola impresa, che siano eliminate le discriminazioni tra lavoro autonomo e lavoro dipendente, che il Paese si doti delle necessarie infrastrutture".
A
Bruxelles per migliorare l'Europa, poi il ritorno senza festa
( da "Gazzettino,
Il (Pordenone)" del 16-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sua burocrazia. Il risultato sortito anche in regione dal voto per rinnovare il Parlamento non ispirava pensieri ottimistici: troppo distacco rispetto al blocco del centrodestra, perfino per lui che nel 2003 aveva dimostrato di saper giocare con successo la partita dell'outsideroltrei partiti, incassando una messe di suffragi largamente migliore rispetto al ricavo dei partiti d'
Prosecco,
ora rispunta Trieste ( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è il rischio di finire bloccati dalla burocrazia. In collina necessitiamo di marketing, comunicazione e posizionamento che identifichi in modo chiaro i vini con il territorio. Noi produciamo "Il Valdobbiadene". Identifichiamo la qualità delle nostre bottiglie appellandole in questo modo unico, facendoci riconoscere dal mercato quella superiorità che avvertiamo.
Messina,
cent'anni ( da "Corriere.it"
del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: hanno il freno a mano tirato dei ritardi e delle burocrazie, tanto che secondo un censimento di Legambiente sono ancora 3336 i nuclei baraccati presenti in città. Così, alla fine, per disperazione certe famiglie ormai fanno le terremotate a vita. Ottenuta una nuova casa popolare, lasciano ai figli la baracca nelle favelas, in un'interminabile catena-di-sant'antonio della povertà:
I
Giovani Imprenditori voltano pagina
( da "Padania,
La" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma dobbiamo anche chiedere alle istituzioni più efficienza, soprattutto snellendo la burocrazia e velocizzando i tempi delle pratiche e della giustizia. Ci batteremo anche per sviluppare la ricerca in modo da rendere il Paese più competitivo e per questo sono preziosi i legami con le università, che però devono aprirsi maggiormente alla meritocrazia".
Piercesare
Bordoli ( da "Provincia di Como, La"
del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Sono orgoglioso di questa iniziativa di Bankok ma non vorrei che per colpa della burocrazia che c'è qui da noi, si inaugurasse prima il "clone" del nostro glorioso Patria ristrutturato 16/04/2008.
L'originale
è bloccato a Dervio prigioniero della burocrazia
( da "Provincia
di Como, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: originale è bloccato a Dervio prigioniero della burocrazia (g. alb.) I primi a prendere posizione, nel 1990, sono stati i sindacati, che in Navicomo sentivano odore di demolizione. Poi è subentrata l'Apt. La Famiglia comasca si fa avanti nel 1991, poichè si era resa conto che, salvato il Patria dalla demolizione, il piroscafo sarebbe comunque rimasto a marcire sul lago.
Un
clone a Bangkok Così rinasce il Patria
( da "Provincia
di Como, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il mio augurio è che Ezio Salamone, esempio di forte legame alla sua terra d'origine, riesca ad andare in porto con questa sua lodevolissima iniziativa. Non vorrei invece che con la burocrazia che c'è qui da noi, si inaugurasse prima il "clone" del nostro glorioso Patria ristrutturato". Gigi Albanese 16/04/2008.
Voti
a Bossi? Contro la politica che non decide
( da "Stampa,
La" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: per una politica che liberi i cittadini da incombenze inutili e burocrazia. Sono discorsi che comprendiamo e in qualche modo ci trovano d'accordo. E' lo sforzo che facciamo da anni a livello amministrativo. Voto all'Udc? C'è un elettorato moderato che non vuol confondersi col resto del centrodestra". \.
( da "Cittadino, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Basta un click per
avviare un'impresa Sperimentata da Codogno la comunicazione unica via Internet
n Click: è nata una nuova impresa. E la "rivoluzione telematica",
forse, è finalmente cominciata. A circa due mesi dall'inizio della fase di
sperimentazione, la procedura di "comunicazione unica" ispirata dal
decreto "Bersani ter" e promossa dalla Camera di commercio di Lodi
per sveltire le pratiche burocratiche tra le aziende e gli enti di riferimento,
ha celebrato il suo primo brindisi: l'iscrizione di una ditta nuova di zecca al
registro delle imprese camerale. L'evento si è verificato lunedì pomeriggio
negli uffici codognesi della Confartigianato. Protagonista Fabio Caraggi,
22enne artigiano di Santo Stefano Lodigiano, che assistito dal responsabile
provinciale del servizio "Fare impresa" della Confartigianato, Mario
Tinelli, ha potuto festeggiare la nascita della sua "Impresa C.F.",
la ditta individuale che lo vedrà impegnato nella riparazione e manutenzione di
macchine e impianti industriali, nonché nella posa di tubazioni in lamiera e
lattoneria in generale. Il "parto"? Semplice e indolore: grazie alla
firma digitale e alla casella e-mail personalizzata, infatti, una volta
completato l'apposito modulo a Fabio è bastato cliccare su un tasto del
computer per inviare comunicare contemporaneamente il "lieto evento"
alla Camera di commercio, all'Inps, all'Inail e all'Agenzia delle entrate:
"Oggi (ieri per chi legge, ndr) è arrivata tutta la documentazione: ho già
dei clienti in lista d'attesa, diciamo che sono già socio dello Stato, visto
che gli andrà il 50 per cento - scherza Fabio, artigiano all'età di 16 anni -.
La procedura? Non so come fosse prima, ma così è davvero veloce". La prima
"comunicazione unica" andata in porto, ovviamente, ha rallegrato
anche la Camera di commercio lodigiana, autentica
promotrice sul territorio di una sfida alla burocrazia, fino a oggi, raccolta da sole altre 10 camere di commercio in
tutta Italia. A tale proposito, la distribuzione alle imprese delle carte
elettroniche e della"business key" per la comunicazione telematica
sta procedendo progressivamente oltre le 6mila unità (circa un terzo sul totale
delle ditte in provincia) rilasciate all'inizio della sperimentazione:
"La sperimentazione finirà il 19 agosto, poi la procedura diverrà
obbligatoria, ma sta andando tutto bene - spiega Maria Remini, responsabile
dell'area anagrafe-economia della Camera di commercio -. Ci sono già tanti
utenti che vogliono partire, e abbiamo fatto seminari e formazione con studi
notarili, professionali e associazioni di categoria".Contento anche
Vittorio Boselli, segretario di quella Confartigianato cui è spettato l'onore
di fare da "madrina" alla prima comunicazione unica: "Si tratta
di riconoscere e interpretare con efficacia il bisogno di semplificazione e
velocità di chi si affaccia per la prima volta all'esperienza del lavoro
autonomo attraverso l'esaltazione del metodo del coordinamento tra tanti
soggetti privati e pubblici - commenta Boselli -. Ora dobbiamo proseguire lungo
la strada avviata, non solo per aiutare le nuove imprese a nascere ma anche per
sostenerle nei loro sforzi di consolidamento e crescita".Alberto Belloni.
( da "Stampa, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Iente
investire dall'estero. Quindi meno burocrazia e politiche
per il lavoro efficace. 2Il terreno d'intesa con il Pd sono le regole: dal
rinnovo della legge elettorale alla riforma costituzionale.
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
ARTIGIANI L'Upa: ora
ci aspettiamo più competitività "E' emersa una coalizione che può
amministrare il Paese con un governo stabile e garantire certezze e
affidabilità al sistema imprenditoriale". Nel commentare l'esito delle
elezioni, l'Upa confida nell'impegno del nuovo governo "ad operare scelte
rapide e di interesse generale per affrontare la fitta agenda di problemi del
Paese". "14.500 imprese artigiane mantovane con una forza lavoro di
oltre trentamila addetti - commenta il presidente Upa, Davide Salvagno - si
aspettano segnali forti ed efficaci per rilanciare la competitività del
comparto. Chiediamo attenzione nei confronti dell'artigianato e delle piccole
imprese che è contenuta nel programma elettorale del Pdl. Bisogna abbassare la
pressione tributaria su imprese e famiglie e semplificare gli adempimenti
fiscali. "Così come ci aspettiamo che gli artigiani - aggiunge
Salvagno - vengano liberati dalla zavorra dei costi della burocrazia, con la diminuzione dei costi
energetici, e abbiano la detassazione delle ore di straordinario. Cittadini e
imprese vanno liberati dai costi dei mercati protetti e delle rendite di
posizione per rilanciare il ruolo dell'apprendistato e della formazione".
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'INCONTRO La
ricetta di Confindustria "La crescita dimensionale delle piccole imprese è
inevitabile. L'approvvigionamento di materie prime, i tassi di cambio, la
formazione professionale ed i costi di ricerca sono solo alcune delle funzioni
che andrebbero condotte in termini aggregati". Giuseppe Morandini,
presidente Piccola industria di Confindustria, l'ha spiegato ieri agli
imprenditori mantovani intervenuti al seminario 'Aggregazioni tra imprese per
accelerare lo sviluppo'. "Paradossalmente - ha commentato ancora Morandini
- in un Paese in difficoltà i dati dell'export riferiti all'anno passato
mostrano una crescita del 9,6%, sostenuta dalla genialità dei nostri
imprenditori e dai sacrifici, anche da parte dei collaboratori. In alcuni paesi
in cui abbiamo inviato missioni siamo cresciuti più di tutti in Europa".
La piccola industria mantovana cresce con tassi anche più elevati:
"Proponiamo ai nostri imprenditori questi modelli - spiega Carlo Zanetti,
presidente di Confindustria Mantova - anche se la crescita è stata buona nel
2007 temiamo ripercussioni dalla debolezza del dollaro. So che molte volte
aggregarsi significa limitare la naturale personalità dell'impresa e
dell'imprenditore, ma per sopravvivere la condivisione di esperienze è
importante". In un'ottica di mercato interno non più
sufficiente, Morandini chiede scelte coraggiose nelle politiche industriali:
"Una riduzione della burocrazia, minori costi delle politiche energetiche, abbattimento della
pressione fiscale". Davide Dalai.
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lo spadone di Bossi
viaggia sulla Goitese "Mantova, preparati" Camuni ed Etruschi La statale
collega e separa l'area alpestre e bossiana dall'orizzonte emiliano Le Padanie
in antitesi DALLA PRIMA La strada è un segno forte, d'asfalto, tir in carovana,
un assedio di fossi, piccole e grandi aziende, semafori, zone videocontrollate,
multavelox, prospettive diverse per chi discende e per chi risale. La strada
Goitese è tesa come un cavo. L'abbiamo percorsa come si fa con quelle dei vini,
del riso o dei sapori. Non evochiamo quella della seta, perché è infinita,
asiatica e metaforicamente troppo morbida per le carte vetrate che circolano
nel mondo dell'Alberto da Giussano. Spadone e Castiglione. La Goitese è
un'arteria politica. Si sgancia da Mantova e dopo le anse marmirolesi punta
senza incertezze verso un'area geopolitica dove il bossismo "de Brèsa e de
Bèrghem" s'incastra con la serenissima protesta del Veneto, Verona in
testa. Mai come oggi lo stradone a nord avvista le montagne, sente il ruvidame
della parlata diversa; mentre a sud si perde nella prospettiva o nell'odore dei
laghi di Mantova, del Po. L'Emilia è all'orizzonte e di traverso. Ugo Coffani è
un uomo altissimo. Ha fatto bene a infilare all'occhiello l'Alberto da Giussano
gold e nel taschino il fazzoletto verde-Umberto. Ha vinto. Ha raddoppiato i
voti che il partito aveva pigliato alle politiche di due anni fa. Coffani, 57
anni, vice sindaco e assessore ai lavori pubblici, alle attività estrattive e
alla viabilità di Goito, è un uomo felice insieme alla moglie che lo sostiene e
al figlio che si sta laureando in scienze economiche e management del turismo a
Honolulu. Ha il figlio alle Hawaii e lei è qui a Goito, fra la torre
gonzaghesca e i prati stabili? Il vice sindaco sorride, risponde che sono i
fatti della vita, come la vittoria della Lega, "perché la gente ha capito
che le idee che abbiamo portato avanti coerentemente per quindici anni sono
decise e precise. Certo, dalle elezioni ci aspettavamo una buona crescita. Ma
non a questi livelli". Fa l'artigiano e conduce un'azienda di
abbigliamento femminile nella sua Cerlongo, patria dell'intellettuale leghista
Sante Bardini e della controffensiva del "risot menà" (antagonista di
quello alla pilota con grande turbamento delle pignatte della Valpadana
orientale). Coffani ha trascorsi democristiani (mezzi andreottiani) e dice di
collaborare ottimamente con la sindaca pidiellina Anita Marchetti che ha
sostituito l'Udc Pietro Marcazzan, il quale è rimasto col fiato sospeso sul suo
ritorno a Montecitorio. "Com'è il leghista-tipo di Goito? Beh, è una
persona semplice, che lavora e a cui piacciono le cose chiare e giuste. Tutto
il consenso ricevuto adesso ci dà maggiori responsabilità. Ci hanno consegnato
la bicicletta. Adesso dobbiamo pedalare". Goito è piena di bandiere
nazionali, unitarie, tricolori. Il vice sindaco leghista chiarisce: "Il 6
aprile abbiamo festeggiato la ricorrenza della battaglia del ponte. Ma guardi
che io sono italiano, anche se preferisco il verde". Verde, assai pallido,
è anche il colore delle pareti del suo microufficio di sette metri quadrati. Ci
accompagna nell'androne del municipio, si fa fotografare vicino ai tabelloni
elettorali. Un concittadino gli dice "te gh'è rasÓn!", hai ragione,
forse perché aveva previsto l'onda. Anche quella degli immigrati? "Gli
stranieri? Ben vengano, ma devono rispettare tutte le regole. La mia
amministrazione ha fatto propria la mozione di Cittadella di Padova. Gli
extracomunitari per richiedere la residenza devono avere un reddito minimo di
5.065 euro, un'abitazione decente, devono essere a posto con la giustizia e
avere un lavoro". Ci lasciamo alle spalle il campanile aguzzo di Cerlongo,
capitale del "risot menà" e ci avviciniamo a Guidizzolo. Le colline
compaiono a destra. La pioggia è battente e l'erba nuova se la beve.
L'appuntamento è con Stefano Meneghelli, 35 anni, coniugato, padre di un
bambino. Lui non è un amministratore pubblico. Fa il commerciante replicando
l'attività che la famiglia cresce da tre generazioni: maxinegozio di
abbigliamento esteso su mille metri quadrati, proprio sulla Goitese. Otto soci,
fratelli, zii, cugini. Il modello è tipicamente Italy e quindi in crisi per
tasse, concorrenza by China e sicurezza. Lei dunque non è un leghista feroce
secessionista antisud? "In parecchi mi chiedono come mai sono della Lega.
Io e i miei amici non siamo estremisti. Siamo commercianti, operai,
industriali, laureati. Trasversali. Difendiamo valori e territorio".
Meneghelli parla da referente locale del partito, perché a Guidizzolo la
sezione, dopo un periodo di stanca, sta per essere rifondata. Il 26,25 per
cento dei consensi dell'altro giorno è un lievito. Esattamente il 115 per cento
in più dei voti conseguiti due anni fa. Meneghelli ha approntato una strategia
di rilancio con il deputato Gianni Fava e il sindaco Graziano Pelizzaro.
"L'onda è montata perché manca la fiducia. Da queste parti c'è molta
voglia di fare, ma la burocrazia frena - racconta il commerciante laureato in economia e
commercio che lavora alla macchina per cucire -. La gente era disorientata. Qui
a Guidizzolo eravano politicamente un po' Maccari-dipendenti". Meneghelli
svela la sua privata esperienza professionale in tema di sicurezza: in dieci
anni il suo negozio ha subìto sette furti, tre portati a termine e
quegli altri tentati. E parla di spese su spese per proteggere l'attività:
"Ora faccio più fatica io a entrare in casa mia che i ladri".
Meneghelli raccorda la figura dell'onda della Lega con quella dell'uragano che
investì Guidizzolo nel luglio 2007, un dramma nel quale il paese "ritrovò
unità, solidarietà, energie, identità". Il commerciante laureato leghista
dà un'occhiata al sud visto da Guidizzolo e analizza dove il fenomeno bossiano
s'attenua ed estingue: "Sì, è vero l'onda si ferma a Marmirolo, ma a
Mantova prima o poi arriverà. Per me è una sfida". Quando ha avuto per le
mani i risultati definitivi delle politiche Meneghelli racconta che aveva
voglia di urlare dentro la sezione, dentro le urne, nel campo di calcio. La sua
felicità rimbalza sull'asfalto e arriva a Castiglione delle Stiviere, dove ci
aspetta Mario Beschi, 35 anni, agente di commercio, segretario della sezione
della Lega Nord. Sfoglia i giornali, sottolinea con la biro il risultato
raggiunto nella capitale dell'Alto Mantovano: 24,31 per cento contro il 12 per
cento conseguito due anni fa. Questa città è un luogo dove la Lega non poteva
non germinare e crescere, alimentata da mille ragioni. Il confine, gli attuali
quasi 22mila abitanti, il 17 per cento di residenti immigrati, la realtà
multirazziale, l'economia industriale, l'innervazione bresciana. "Certo,
dopo l'espansione economica ci riprendiamo l'appartenenza - spiega Beschi
mentre sorseggia il caffè nel bar gestito dagli amici di Castel Goffredo -. Ma
non è un problema di razze. Guardi che io conosco persone nere nere nere che
sono più leghiste di me. Lo Stato è la spina nel fianco. L'ultimo governo ci ha
messo in crisi". Beschi sfodera lo slogan che ha sostenuto l'exploit
locale della Lega: "Bisogna dedicarci più alle persone che alle
cose". Sicurezza, quindi, è la parola d'ordine. Il segretario della
sezione dice che adesso bisogna farla finita con lo stereotipo del leghista con
un quoziente medio-basso: "La Lega e il suo elettorato sono cresciuti,
sono più tecnici e riflessivi, rappresentano tutta la società". Gli
parliamo dei quaranta chilometri sotto la pioggia e dell'inseguimento del boom
del Carroccio. Da Castiglione, a un'altezza di
( da "Gazzetta di Reggio" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Marco Martignoni
Alessandri sfida Delrio: "Mi candido a sindaco" Il leader reggiano
del Carroccio: "Sarò tra la gente per ascoltare i problemi" REGGIO.
"Mi candiderò a sindaco di Reggio e già dal prossimo mese inizierò ad
aggirarmi per i quartieri della città per ascoltare ciò che le persone pensano
e da cui ho già ricevuto segnali importanti soprattutto per risolvere la
questione sicurezza. Così non si può andare avanti". Angelo Alessandri ha
le idee chiare e all'indomani del successo della Lega Nord è pronto a lanciare
nuove sfide, soprattutto a Reggio. Il primo guanto lo ha sventolato in faccia
all'attuale sindaco Graziano Delrio, il secondo ai sindacati, in particolare la
Cgil. Perché gran parte del successo del Carroccio nella nostra provincia è
dipeso dal voto degli operai che hanno sconfessato la Fiom. Tanto da permettere
alla Lega di superare il 14% a Guastalla. Che i voti siano arrivati dagli
operai e dai lavoratori dipendenti non ha sorpreso il leader reggiano della
Lega. "Il mondo del lavoro è cambiato - dice - il problema è che i
sindacati non se ne sono ancora accorti. Non hanno capito che non serve solo
trattare con i grandi gruppi industriali, ma è la base quella che conta, ossia
quelle realtà economiche con al massimo 10 dipendenti. Perché i lavoratori
hanno capito che se funziona l'azienda per la quale prestano il proprio
servizio, allora è meglio per tutti. I sindacati si lamentano? Non è un
problema mio, perché i lavoratori si sono stancati e noi diamo risposte alle
loro richieste. Esiste ancora un sindacato ideologizzato che al momento attuale
ha perso la sua funzione". Anche a Reggio dunque è sbarcato un modello che
già da qualche anno ha preso piede, ad esempio, nelle fabbriche del Bresciano.
"Non solo - aggiunge Alessandri - perché la tendenza è in tutto il Nord. I
lavoratori sono stanchi della burocrazia, delle deleghe e di rendere conto al sindacato. Ci sono troppe
tasse locali che vanno a discapito di chi è più povero". E poi un cavallo
di battaglia della Lega, la sicurezza. "L'indulto - spiega - è stato un
crimine politico, perché la sinistra è stata capace di rimettere in libertà
extracomunitari che sono finiti nelle mani delle mafie, trasformando le
città come Reggio in insicure. Ora anche gli operai hanno una cultura
completamente nuova che ha premiato la Lega. Noi faremo di tutto perché questo
governo non perda tempo e cominci subito a lavorare per risolvere i problemi
del paese". Gli esponenti reggiani della Lega Nord difendono il proprio
successo. E lo fanno rimandando al mittente le accuse di una vittoria nata
grazie ad un voto "di pancia". "Constato con piacere - afferma
il segretario provinciale della Lega Nord Paolo Sanzio Ponis - che il sindaco
di Guastalla Mario Dallasta conferma ancora una volta di non comprendere la
reale portata delle affermazioni elettorali della Lega Nord. Definire il voto
alla Lega Nord un voto di pancia significa scaricare sugli elettori le
responsabilità dell'insuccesso elettorale nel suo comune, cercando di
cancellare le proprie responsabilità. Invito il sindaco Dallasta a considerare
con attenzione il fatto che quasi ad ogni tornata elettorale la Lega Nord
raddoppia i suoi consensi, è voto di protesta?" La Lega poi risponde anche
al vice sindaco di Scandiano Angela Zini. "La Zini dovrebbe spiegare agli
elettori perché ha lavorato nella campagna referendaria contro la Devolution
che avrebbe riformato profondamente lo stato ed invece grazie al lavoro di
convinti federalisti come lei ha fatto perdere anni al paese. Premiando la Lega
Nord i cittadini hanno dato un chiaro segnale: si sono rotti delle continue
"balle" di questa pseudo classe dirigente".
( da "Gazzetta di Reggio" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Pd, un
successo che non mi sorprende" L'assessore regionale Zanichelli: "Il
boom della Lega deve far riflettere" REGGIO. "E' un dato di assoluta
soddisfazione che, a dirla tutta,non mi coglie di sorpresa". Dati alla
mano, l'assessore regionale all'ambiente Lino Zanichelli commenta i risultati regionali
delle consultazioni elettorali. Non sembra sorprenderlo, la pioggia di voti -
oltre un milione e 200mila - raccolta dal Partito democratico in Emilia
Romagna. "Eravamo consapevoli - ammette - che sarebbe arrivato un buon
risultato. L'interesse e l'entusiasmo che abbiamo colto nelle piazze e durante
i tanti incontri fatti durante la campagna elettorale era grande e lasciava
presagire che dalle urne sarebbe uscito un risultato simile per il Pd. Per me,
reggiano, è poi di assoluta soddisfazione come nella nostra provincia si sia
registrato il dato più alto dell'intera regione". Se è stato buon profeta
per il successo della truppa veltroniana in Emilia Romagna, non altrettanto
Zanichelli lo è stato per la Sinistra Arcobaleno, uscita a pezzi dalla tornata
elettorale. "Confesso che non mi aspettavo un tal ritardo della Sinistra
Arcobaleno. Il trend negativo registrato dalla forza politica che proponeva
come leader Fausto Bertinottinon deve però essere tradotto con uno schematismo
sugli assetti delle amministrativi locali". Seguendo l'onda nazionale,
anche in Emilia Romagna la Lega Nord è schizzata verso l'alto. "Un salto
in avanti della Lega - commenta l'assessore regionale all'ambiente - non è
nuovo nei momenti di trasformazione. Ricordo come nel travagliato passaggio
dalla scena politica degli anni Ottanta a quella degli anni Novanta, la Lega
ebbe il suo primo exploit. Il dato fatto registrare ora dal partito di Bossi
non va sottovalutato perché segnala come esistano elementi
di tensione e di insoddisfazione che investono settori come la sicurezza e la burocrazia. Settori nei quali il
centrosinistra non ha forse saputo dare sufficienti risposte". "I
voti alla Lega - prosegue - non fanno che indicarci l'urgenza di risolvere le
questioni relative alla velocizzazione dei tempi dei percorsi amministrativi e
anche cambiamenti nei meccanismi del welfare. Evidentemente molti
elettori hanno manifestato quest'esigenza scegliendo il partito del
Carroccio". "Alla luce dei risultati usciti dalle urne - conclude
l'assessore Lino Zanichelli - ora il problema che dobbiamo porci è quello di
passare a una stagione di dialogo istituzionale vero e produttivo".
(l.p.).
( da "Corriere delle Alpi" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Ma la destra
ha una classe politica all'altezza della situazione?" ALESSANDRA CARINI
PADOVA. Adesso che il terremoto elettorale si è portato via anche Riccardo Illy,
cioè un presidente di Regione moderato, imprenditore, sensibile al federalismo
e alle ragioni del nordest, c'è da chiedersi quali bisogni e quali analisi
emergano da questo voto, quali sentimenti e risentimenti ci siano dietro.
Giriamo la domanda a Mario Carraro, uno degli imprenditori più lucidi e
anticonformisti nella sinistra, se non altro per le prese di posizione che a
suo tempo lo hanno visto opporsi con decisione al governo di Romano Prodi, fino
a chiederne le dimissioni. "Direi che il risultato di Illy, più che una
sconfitta vera e propria, sia la fine di un miracolo. Il miracolo di un
presidente annoverato a sinistra che era riuscito con le sue mosse e la sua
personalità a governare una Regione, il Veneto, che è sempre stata di
destra". Ma perchè il sistema produttivo del Nordest affida sempre di più
la sua rappresentanza alla Lega Nord? "Credo che la Lega, più di altri, ne
colga un dato di fondo: l'insofferenza di un sistema sociale e industriale
dinamico che lotta per stare al mondo e nel mondo contro uno Stato e un sistema
amministrativo e burocratico che rischia di determinarne la morte. Non è un
dato di oggi. Ricordo che ai tempi del movimento Nordest era la stessa cosa:
Massimo Cacciari discuteva con Gianfranco Miglio, ma io, che gli imprenditori
li conosco, gli dicevo: guarda che c'è questo problema". Ma rispetto ad
allora i tempi e soprattutto le industrie sono cambiate. Dobbiamo pensare che
il Nordest stia tornando indietro? "No, non è tanto questo. Il mutamento
c'è stato ma tutti sanno che quel distacco non è stato colmato, neanche dai
cinque anni di governo Berlusconi, che pure ha avuto numeri e tempo per farlo.
Adesso anche i piccoli, che una volta trovavano magari rifugio in qualche
espediente, come l' evasione fiscale, sanno che non c'è più né tempo né
speranza. Il Veneto non è più quello di vent'anni fa che si può permettere di
sbagliare: se il sistema non si modernizza e non dà risposte toccherà a loro
essere spazzati via". Beh, detta così sembra quasi un risultato che porta un
passo in avanti. Pensa che la destra coglierà questa sfida? "Ah, questo
non lo so. Perchè ovviamente vedo anche molte contraddizioni". Per
esempio? "Il sistema industriale si è globalizzato, ha bisogno per
crescere di immigrati, ma dall'altra parte c'è chi, come Tremonti, propone
chiusure e ritorni indietro a concetti autarchici. Chi torna a invocare
l'intervento statale. Chi fa leva sulla paura dell'immigrazione. Insomma invece
di dare risposte con un occhio in avanti, di come fare le riforme, di come
pensare a dare un quadro di certezze a questo mondo si passa a far leva sulla
paura e sul ritono a vecchi schemi". Che cosa rimprovera alla sinistra?
"Il mio giudizio su Prodi è noto e ne ho avuto conferma dopo che ho visto
il giorno delle elezioni un articolo che parlava della fame nel mondo. Mi è
sembrato proprio fuor di luogo e strumentale. Non sono stato tiepido con
Veltroni e penso che abbia fatto alcuni errori. Ma gli riconosco di non avere
avuto tempo e soprattutto il merito di aver provocato un terremoto che ci ha
fatto arrivare ad una situazione chiara in Parlamento, altro che riforma
elettorale...". Crede che questa sarà utile per risolvere il problema
delle riforme? "E'solo una premessa. Ci sono tanti presupposti che vanno
sciolti, ad esempio quello se davvero questa destra abbia una classe dirigente
abbastanza numerosa e tale da essere all'altezza del compito che le si pone
davanti. Ma è certo che se non si sciolgono questioni
annose come quella di un federalismo vero ed efficiente, di un sistema scolastico
e universitario degno di un paese avanzato, di una burocrazia che blocca lo sviluppo, anche questo risultato sarà spazzato
via".
( da "Trentino" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
La Lega Nord cresce
da Levico e Grigno. La lotta alla puzza ha pagato: record a Novaledo I laghi e
il Brenta sotto bandiera verde Paccher: risultato atteso. Felicetti, sindaco di
Ospedaletto: dimostrino di saper governare ANTONIO DECARLI ALTA VALSUGANA.
Anche la zona dei laghi non sfugge alla semplificazione voluta dai blocchi di
centrodestra e di centrosinistra che insieme ad un forte vento del nord hanno
alimentato risultati inattesi quanto omogenei con il resto del Paese. Se si
tolgono Caldonazzo, Centa S. Nicolò, Novaledo ed a Levico la sola sezione di
Barco, dove il Pd da solo ha superato il Pdl da solo, tutto il resto è quasi
una fotocopia dei risultati generali. Ma se si guardano le due coalizioni Lega
Nord più Pdl rispetto a Italia dei Valori Di Pietro più Pd non c'è storia, ha
prevalso ovunque la coalizione di centrodestra con un forte successo della Lega
Nord ancor più evidente a Novaledo per effetto della protesta contro il
biocompostaggio. A Centa S. Nicolò il Pd, l'Udc e la Svp sono andati sopra la
media a discapito del Pdl rimasto al 15,95%. Molte persone, anche tradizionali
elettori di sinistra, hanno dichiarato il proprio voto alla Lega principalmente
per le proposte sulla sicurezza, la troppa facilità di ingresso degli
extracomunitari e i conseguenti privilegi nel campo di sovvenzioni, sanità e
casa. I quasi 6 punti di differenza in percentuale, che mediamente si
riscontrano in tutta la zona tra Camera e Senato, dimostrano poi che molti
elettori giovani sotto i 25 anni hanno dato il voto al centro destra. Alberto
Girardo, giovane al primo voto, afferma: "Nella proposta di centrodestra
molti di noi vedono oltre al ritorno a regole certe e voglia di dare a tutti maggior
sicurezza, la capacità di far ripartire l'economia con la speranza che si
creino nuovi posti di lavoro. Personalmente sono felice che in una Italia che
va modernizzata siano spariti i partiti del no a tutto. Unica pecca, a destra
come a sinistra, è che i giovani servono come specchietto per le allodole per
prendere voti, ma non ci fanno decidere mai niente". A Levico Gianpiero
Passamani, presidente locale della Margherita e vicesindaco, dichiara:
"Prendo atto del risultato negativo per la nostra coalizione. Non è stato
per colpa dei simboli, qualcuno si è impegnato troppo poco confidando nei
media, qualcuno ha indirizzato il voto altrove. Speriamo per le prossime
regionali di poter trovare collaborazioni magari anche con l'Udc. Il successo
Lega era previsto, non centra il bio-compostaggio". Enzo Libardi per l'Udc
commenta: "Non potevamo fare di più schiacciati tra i due blocchi e con
pochissime risorse finanziarie. La nostra candidata al Senato è stata
trascurata dai media. Nessun screzio con Santini che si è comportato
correttamente. Alle regionali si vince solo se saremo tutti insieme". Aldo
Chirico, delegato di collegio Pdl, è sfinito ma felice: "Devo ringraziare
elettori e collaboratori. Le nostre non saranno solo promesse, risponderemo
alle aspettative della gente. Per le regionali? Non abbiamo
la borsa di Dellai, ma la gente vuole meno burocrazia, tasse più giuste, meno sprechi". Massimo Cazzanelli:
"Qui la Sinistra Arcobaleno ha avuto l'8,81 al Senato. Il risultato
negativo nazionale per me è dovuto all'aver abbandonato le problematiche dei
lavoratori per privilegiare quelle sociali. Servirà a fare un'analisi
interna seria e a riposizionare il partito".
( da "Gazzetta di Modena,La" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
I COMMENTI
Lavoratori e imprese: "Meno tasse" E' la richiesta corale che arriva
dal mondo economico modenese Riusciranno a rimettere in carreggiata l'economia?
Il Signor Tv alla terza volta al governo, con un ampio mandato alla Camera e al
Senato, viene atteso alla prova dei fatti dal mondo economico modenese.
Associazioni di categoria e sindacati sono concordi su un fatto: visto che i
numeri ce li, ha adesso deve mantenere quello che ha promesso sino a oggi.
"Almeno in parte, per favore" aggiungono sottovoce alcuni
imprenditori che in passato erano fan di Berlusconi e che temono la prova della
verità, una nuova esplosione del debito pubblico. E i più tranquilli sono i
sindacati. "Gli elettori hanno premiato la destra - commenta Luigi
Tollari, segretario generale Uil - grazie alla politica del governo Prodi che
che con le sue scelte ha premiato in primo luogo gli imprenditori e ha messo in
seconda file le rivendicazioni di lavoratori e pensionati. Questi ultimi
chiedevano più equità e una maggiore ridistribuzione delle maggiori entrate.
Bene, ora non facciamo sconti a nessun governo e andremo avanti con la
piattaforma sottoscritta con gli altri sindacati". "Anche se magari
preferivamo un interlocutore diverso per noi non cambia nulla - spiega il
segretario Cgil Donato Pivanti - Berlusconi ha vinto e la Lega è forte; a loro
porremo i problemi su fisco, lavoro e salario che avevano già posto a Prodi e
su cui era stato indetto uno sciopero generale per febbraio che poi non si è
tenuto per la caduta del governo. Chiediamo e ci battiamo per avere meno tasse
su stipendi e pensioni e più detrazioni fiscali oltre a una battaglia contro la
precarietà. A breve si rinnova il contratto per i 3,6 milioni di statali,
vedremo come imposteranno la gestione della vicenda". "Valuteremo in
base ai fatti, con pragmatismo e realismo, seconda la nostra tradizionale
autonomia di sindacato - aggiunge pacato Francesco Falcone, numero uno della
Cisl - Ci aspettiamo interventi a favore del potere d'acquisto di salari e
pensioni, per il rilancio dello sviluppo, l'energia, la mobilità, la casa ecc.
Ci auguriamo che il governo Berlusconi affronti la piattaforma di Cgil-Cisl-Uil
a sostegno della quale stiamo raccogliendo migliaia di firme anche a
Modena". Più che soddisfatto il commento del presidente della
Confindustria di Modena, Vittorio Fini:"Le imprese speravano su un
risultato netto che mettesse il Paese nelle condizioni di essere governato.
L'esito del voto ha dato luogo a una maggioranza ampia che ha i numeri per
governare. Sono convinto che, anche col contributo di un'opposizione nuova,
coesa e costruttiva, si possa procedere davvero a varare le riforme
indispensabili per il futuro". "Lanciamo un allarme e un appello dice
Carlo Galassi presidente di Confcommercio - Non è possibile che le piccole
imprese continuino il cammino economico senza un alleggerimento fiscale e
gestionale; il nostro auspicio è per una legislatura costituente, in cui
maggioranza ed opposizione scelgano, pur nella distinzione dei ruoli, di
collaborare per riforme necessarie e largamente condivise". "Queste
elezioni sono un passo in avanti nel processo di semplificazione della
rappresentanza politica - dice la Cna - Servono interventi radicali di cui
l'Italia ha assolutamente bisogno per ripartire. Su tutti, la riduzione
fiscale, una concertazione che dia nei fatti il giusto merito alla piccola
impresa". Sulla questione delle tasse, dell'equilibrio tra quelle locali e
quelle nazionali, parla Dino Piacentini, responsabile dell'Associazione Piccole
Imprese di Modena. "Ci aspettiamo - annota - che il governo dimostri una
reale attenzione nei confronti di chi ha retto, e continua a reggere,
un'economia che negli ultimi anni non è stata sicuramente tra le più floride in
Europa. L'esecutivo dovrà por mano in maniera decisa alle riforme a cominciare
dal federalismo fiscale. Serve una maggiore autonomia a livello locale, sia per
la gestione delle risorse economiche, sia dal punto di vista impositivo che dal
punto di vista della spesa. L'occasione è imperdibile". Sullo stessa
lunghezza d'onda la Confesercenti: "Dobbiamo affrontare le sfide di un
mondo che cambia: energia, innovazione, infrastrutture, riduzione
delle imposte e semplificazione della burocrazia sono ineludibili" "Abbiamo preparato per tempo le
nostre proposte - dice Luigi Munari presidente Lapam - Per noi è prioritario
promuovere l'imprenditorialità e l'attitudine al rischio, ridurre la pressione
fiscale e ridurre i costi della politica, semplificare la gestione delle
piccole imprese per uno sviluppo sostenibile" (s.c.).
( da "Stampa, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Andrea Romano LEGA
DI GOVERNO C'è un partito che nell'ultimo decennio ha governato un quarto del
Paese, ha prodotto una classe dirigente spesso giovane e competente ed è
persino riuscito a sopravvivere alle proprie cattive maniere. Quel partito è la
Lega e potrebbe diventare il motore riformatore del governo Berlusconi, se solo
arriverà a completare il cammino di trasformazione avviato in questi anni.
Dietro lo schermo del cabaret celtico e delle grida di secessione, Umberto
Bossi è riuscito a dare solidità ad un movimento politico ormai lontano dalla
rappresentazione zotica e valligiana a cui troppe volte ci siamo affidati.
Sempre più simile ad una Democrazia cristiana del Nord anche per la dimensione
dei consensi che raccoglie in tre grandi regioni (e giustamente Stefano Folli
rimandava ieri sul Sole-24 Ore all'esempio della Csu bavarese), la Lega si
compone di anime diverse e conflittuali che Bossi ha tenuto insieme con un mix
tra pugno di ferro, mitologia della resurrezione e scuola di buona amministrazione
locale. Ha tenuto la componente chiassosa e razzista insieme con quella
pragmatica e moderata guidata da Roberto Maroni, i reduci della Guardia Padana
accanto alla schiera dei circa duecento sindaci in gran parte quarantenni, la
vecchia guardia insurrezionale insieme con il gruppo parlamentare più giovane
della legislatura appena conclusa. Un partito che nel corso degli anni si è
fatto sempre più articolato, presentandosi in molte realtà con il volto
rassicurante di giovani preparati (come quello del leader piemontese Roberto
Cota) che da domani potranno avere ancora più spazio nell'agone nazionale. La
Lega è dunque approdata allo status di forza responsabile di governo? Dipenderà
da come verranno espresse in Parlamento e metabolizzate dalla nuova stagione
berlusconiana le domande che vengono dal suo elettorato, anch'esse molto
diverse dal passato. Se queste elezioni hanno brutalmente semplificato il
quadro parlamentare, il voto leghista è portatore di una ulteriore carica di
semplificazione politica. Filtrate dalla stagione del governo debole e
dell'antipolitica, le sue richieste si sono fatte più concrete e meno
sovversive. Quali servizi e quali infrastrutture per le tasse che paghiamo? Chi risponde dei fallimenti della burocrazia e dell'amministrazione pubblica? Chi difende i miei interessi di
cittadino? Domande crude, lontane dalla correttezza politica e dal bon ton
consociativo in cui si sono impantanati i progetti riformatori dell'ultimo
quindicennio (compreso l'ultimo governo Berlusconi). Domande alimentate
da una voracità democratica e radicale a cui la leadership della Lega dovrà
rispondere: accantonando definitivamente il teatro secessionista che l'ha resa
celebre e traducendo in concreti atti politici la richiesta di innovazione che
viene dal suo elettorato. Nonostante la semplificazione parlamentare, la nuova
maggioranza di governo contiene al proprio interno idee assai diverse
sull'opportunità e la profondità delle riforme da introdurre nel Paese. Tra lo
statalismo di An e il liberismo spesso solo propagandistico di Forza Italia, la
Lega potrebbe rivelarsi il reagente indispensabile ad una vera stagione di
rinnovamento. In fondo è quello che chiede il suo elettorato, nel quale si sono
trasferiti consensi provenienti da tradizioni politiche anche molto distanti
(come ci racconta il voto operaio che Bossi ha raccolto in misura assai più
rilevante che in passato). Come accade in politica, quei consensi non sono per
sempre e potrebbero facilmente volatilizzarsi se la Lega scegliesse la strada
antica e priva di sbocchi del folklore invece di quella suggerita dai nuovi
"spiriti animali" che le hanno restituito forza e visibilità.
www.lastampa.it/romano.
( da "Centro, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina Aperta
Vincitori e vinti Vincitori e vinti buon lavoro a tutti A proposito dei
risultati elettorali ed in particolare di vincitori e vinti, vorrei fare una
banale quanto, a mio parere, importante riflessione osservando che i veri
vincitori saranno o si riveleranno quei partiti, quelle coalizioni e quei
politici, che dimostreranno di gestire bene, sia dai banchi della maggioranza
sia da quelli dell'opposizione, superando sterili contrapposizioni e
arroccamenti ideologici e che, cooperando, saranno capaci di (ri)costruire una
buona politica, nel governo, nelle Camere ed in tutte le amministrazioni
pubbliche, centrali e locali, nell'interesse generale del bene comune, della
gente e del Paese. I vinti e gli sconfitti, inevitabilmente, saranno tutti gli
altri e, con loro, noi stessi. Basterà questo cambio di atteggiamento a
riconciliare la politica con la popolazione? Forse no, ma è un buon modo di
cominciare per affrontare insieme, senza reciproci pregiudizi, sia le questioni
di politica interna che attendono di essere risolte sia quelle che le sfide
internazionali richiedono e sempre più richiederanno. In una società complessa
e globalizzata come quella in cui viviamo, questi e ad altri simili cambiamenti
comportamentali sarebbero di fondamentale esempio ed insegnamento per l'intera
comunità civile. I politici e, più in generale, tutti coloro che nel tessuto
sociale hanno qualche ruolo di gestione e responsabilità, soprattutto ma non
solo con ampia visibilità pubblica, siano e si sentano perciò chiamati a
reinsegnare qualità e valori che sempre più spesso vediamo smarriti e vogliamo
ritrovare. E i buoni esempi possono anche rivelarsi contagiosi. Buon lavoro a
tutti, vincitori e vinti. Virgilio Conti Oricola Economia e altro Italia ultima
in Europa Si legge che l'Italia è minacciata da recessione e che è superata,
uno alla volta, dai paesi dell'Unione europea che prima erano dietro di noi per
prodotto interno lordo ed altri parametri. Credo che una delle cause di questo
immobilismo economico sia l'enorme e pesantissima macchina burocratica, con
tutti i carrozzoni di parassiti che succhiano soldi dalle nostre buste paga. Si
pensi ad una piccola e media azienda, cuore dell'economia italica, che anzichè
impiegare del tempo in modo sano, come ad esempio studiare delle strategie
marketing, curare la propria clientela, deve perdere tempo nel compilare
registri e poi stamparli, si pensi ai vari registri contabili, o all'inutile documento
programmatico sulla sicurezza, che da un paio d'anni ha provocato una
comunicazione impazzita tra le aziende alla ricerca ed alla concessione
dell'autorizzazione nel trattamento dei dati personali. Sì la privacy, sappiamo
oggi come è tutelato questo diritto fondamentale. Poi è arrivato l'elenco dei
clienti e dei fornitori, uno stupidissimo quanto inutile riassunto delle
movimentazioni avute nell'anno precedente, con la precisa indicazione di codice
fiscale e partita iva dei soggetti interessati, e qui di nuovo una
comunicazione bilaterale impazzita e spessissimo ridondante, giorni e giorni
sprecati nell'inviare fax ed e-mail nell'affannosa conquista del codice fiscale
di questo cliente o quel fornitore. Il tutto, nella speranza del governo e
dell'Agenzia delle Entrate, che qualcuno commetta anche un piccolissimo errore
per poter applicare la sanzioncina di 2.500 euro e passa. E per assumere un
apprendista? Ve lo sconsiglio, l'azienda va a perdere tra fax, raccomandate,
corsi di formazione, tutto quello che risparmia sulle agevolazioni
contributive. La burocrazia ha un preciso fine, sfamare una serie di enti inutili e
parassitari. Se poi volessimo aggiungere che tra incidenti stradali ed evasione
fiscale sosteniamo un costo annuo di seicento miliardi di euro, viene da
chiedersi di come faccia l'Italia a restare in Europa e non essere annessa al
Nord Africa, con tutto il rispetto. Però rincuoriamoci, in una
classifica siamo primi, che bello finalmente! Siamo la popolazione quasi più
ignorante d'Europa. Attenti, c'è rimasta solo la Polonia che ha già messo la
freccia per il sorpasso. Antonio Di Giovanni Montesilvano Strade statali tenute
come mulattiere Egregio direttore, che la strada statale 81 versasse in fin di
vita è ormai cosa nota, tutti coloro che che la percorrono nella tratta
Penne-Chieti avranno notato l'impraticabilità del fondo stradale. E' stata
rattoppata quà e là in malo modo, sono state rifatte parecchie centinaia di
metri di manto nei pressi di Cepagatti ma ciò che non capisco è come mai nei
pressi di Pianella sono state lasciate delle buche con avvallamenti ad alto
pericolo per l'incolumità degli automobilisti. Stanno rifacendo le strisce nei
pressi di Penne sopra l'asfalto sgretolato e inesistente, rattoppano qua e laà
con asfalto a freddo che ha solo il compito di rovinare le carrozzerie delle
auto. Si dice che l'Anas non ha soldi. Certo ma per finanziare un'opera
faraonica come la Mare-monti sì che ce li ha! L'automobilista, categoria in
Italia più tartassata al mondo, non paga già troppe tasse, sulla benzina, la
tassa di possesso, balzelli vari, e per questo non ha diritto di fruire di
servizi decenti? Stiamo in Europa, andiamo a vedere come tengono le strade gli
altri Stati, perfino le mulattiere sono meglio delle nostre statali. Luigi Chiavaroli
E.mail.
( da "Secolo XIX, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
"L'ex
Stalingrado? È meno rossa" Viaggio nel Ponente dei delusi: il Pd resta
saldo al comando, ma Pdl e Lega avanzano voto solo chi perde"Voto chi
perde perché la democrazia si fa se tutti vengono rappresentati" stefano
fasanidipendente Selex 16/04/2008 ho scelto il pdl"La sinistra è venuta
qui a promettere. Poi non si è più fatta vedere" g. franco
paganonicommerciante 16/04/2008 il pdl? mi dà fiducia"Chi ha vinto sembra
dare garanzie per governare. Vedremo" alberto anetosacerdote 16/04/2008
delusa dai soliti"Ho votato per disperazione chi non avevo mai votato
prima d'ora" m. angela dagninoorefice 16/04/2008 bisogno di tutele"I
sindacati non tutelano più gli operai. In cantiere circola
malcontento" giampiero morstabilinioperaio 16/04/2008 troppi
problemi"Odio la burocrazia. Berlusconi semplificherà le cose" salvatore di Iuribarista
16/04/2008 disertare le urne"Ci ho pensato parecchio, ma alla fine ho
preferito dare il voto al Pd" roberta petraccodanzatrice 16/04/2008.
( da "Mattino di Padova, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CALEARO (PD)
"Ora il governo regionale faccia le valigie" VENEZIA. "Salve
compagno!", saluta adesso Massimo Calearo. Eh no, attenzione: la parola
compagno è stata abolita. "Tranquilli, ci sono sul fatto". Dobbiamo
dirle complimenti o condoglianze per l'elezione? "Complimenti, ostrega.
Siamo il primo partito a Vicenza! Non succedeva dal dopoguerra, mi
spiego?". Lei dice di aver fatto breccia nel muro, ma i risultati
regionali mostrano un Pd immobile. "Diciamo che il muro cade da sé,
guardando i risultati di Alleanza nazionale e Forza Italia". Ma non quelli
della Lega. "La Lega è riuscita a parlare alla pancia e al cuore della
gente e si porta a casa un risultato. Chapeau. Noi potevamo fare meglio se
avessimo avuto più tempo. Ma un partito come Forza Italia, che è al governo
della Regione, dovrebbe fare le valigie e andare a pescare per sempre". La
Lega si è già fatta avanti... "Di certo noi abbiamo iniziato un percorso,
loro lo stanno finendo. Questo è il dato di fatto. Tenere dopo due anni di
governo, con alleati che non esistono più, è stato un grande risultato. Non
vorrete dirmi di no, spero. Cerchiamo di essere oggettivi. Avevamo bisogno di
più tempo per spiegare il nostro programma: dove siamo riusciti a farlo,
abbiamo portato a casa risultati. Tipo Vicenza. E avevamo la spada di Damocle
di due anni di governo con una sinistra che ha fatto solo danni, per quanto
riguarda il Veneto, a livello di immagine". La burocrazia di partito ha già fatto fuori
Massimo Carraro. Lei quanto durerà? "La burocrazia di partito non esiste più nel Pd che fa nascere i nuovi circoli,
dove ci sono moltissimi giovani. In due anni noi rifaremo questi circoli: ci
sarà la storia dei due partiti fondatori ma anche tanta gente nuova. Un
partito nuovo, democratico e progressista". Dunque lei non demorde?
"Ci mancherebbe". Sta guardando al 2010, le prossime elezioni
regionali? "Questo dovranno dirlo gli altri. Se mi verrà chiesto, ovvio
che non mi tirerò indietro". Per vincere, lei o un altro, dovrete avere i
voti e per averli forse serve qualche ritocco al partito. "Noi dobbiamo
farlo rifiorire. Un partito vicino alla gente, della gente, che parla alla
gente". Il Veneto è tornato diviso in tre blocchi uguali. Il Pd dovrà
allearsi: con chi? "E vengo a dirlo a voi? Peraltro io sono nato ieri nel
Pd, magari sto già dando fastidio a qualcuno. Per parlarci chiaro. Non mi
interessa il colore del gatto: devo prendere il topo, non mi fermo a posizioni
preconcette". (Renzo Mazzaro).
( da "Secolo XIX, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Laiguegliamaglione
"Montaldo sicuronella futura giunta" le anticipazioni dopo il trionfo
"UN RISULTATO schiacciante con un'affluenza altissima: questa volta
Laigueglia ha votato e ha scelto". Franco Maglione commenta così la sua
vittoria nelle elezioni amministrative, mentre si prepara a comporre la lista
degli assessori. "È presto per dire chi sarà in giunta - afferma il
neosindaco -. Non ne abbiamo parlato né prima del voto né adesso, ma è evidente
che per noi Silvano Montaldo è il candidato di riferimento e che quindi ci
sarà. Per il resto siamo un gruppo giovane e l'intento è quello di coinvolgere
tutta la lista, consiglieri eletti e candidati non eletti, nell'amministrazione
della città, ovviamente a diverso titolo e con diversi compiti". Quattro
anni fa finì con sette voti di differenza, oggi con uno scarto molto ampio.
Perché i laiguegliesi hanno scelto lei e la sua lista? "Evidentemente
hanno premiato la buona amministrazione che noi rappresentiamo e hanno apprezzato
la lista e il programma. Dopo gli ultimi anni caratterizzati da divisioni e
scontri credo che Laigueglia avesse bisogno di un risultato elettorale chiaro,
che c'è stato, e di una compagine amministrativa affiatata e coesa, capace di
portare avanti con serietà un programma credibile. Per gli elettori noi abbiamo
rappresentato questo, adesso si tratta di metterci a lavorare per concretizzare
quel programma". Da cosa comincerete? "Ci sono due cose che dobbiamo
affrontare subito, una perché abbiamo detto che sarebbe stata una priorità
assoluta, l'altra per motivi contingenti. Per prima cosa
cercheremo di mettere mano al problema dell'eccessiva burocrazia, quindi modificheremo i regolamenti in modo da snellire il più
possibile ogni tipo di procedura. Contemporaneamente vedremo cosa si riuscirà
ancora a fare per prepararci al meglio all'imminente stagione turistica, a
livello normativo e di manifestazioni. Ovviamente questo potrà essere
fatto compatibilmente con il poco tempo disponibile e con le esigenze di
funzionamento della macchina comunale". .x/16/0804 Il nuovo sindaco
traccia i primi obiettivi: eliminare l'eccessiva burocrazia
e subito un piano turistico per l'estate imminente .x/16/0804.
( da "Mattino di Padova, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
I CONSUMATORI
"Ma niente multe con rigori burocratici" Dalle associazioni dei
consumatori arriva un "sì con riserva" all'offensiva di Azienda
ospedaliera e Usl 16 per far fronte allo stillicidio di prestazioni sanitarie
prenotate ma mai eseguite perché gli utenti non si presentano agli
appuntamenti. Manifestano circospezione e perplessità sia Roberto Nardo
dell'Adiconsum che da Mara Bedin della Federconsumatori. "E' necessario
responsabilizzare l'utenza tramite l'educazione, la conoscenza e la
consapevolezza. La sanzione non mi pare la via più corretta per ottenere
risultati efficaci", sottolinea Nardo. Un provvedimento che, secondo le
associazioni dei consumatori, rischia di essere vissuto dall'utenza come una
multa, alla stregua di un divieto di sosta. "Sarà mio scrupolo verificare
se il provvedimento adottato sia stato preceduto da una corretta campagna
informativa", dice la Bedin. Entrambi gli esponenti ritengono che sia
necessario far fronte al continuo aumento dei tempi d'attesa tramite normative
che rendano gli utenti consapevoli del fatto che non presentarsi a una visita
prenotata significa danneggiare altri pazienti. Nardo però pone di fronte a un
dato di fatto: "Spesso il paziente si sente quasi costretto a prenotare la
stessa visita in più strutture, per tentare di far fronte come può a tempi
d'attesa biblici". La Bedin si augura che non si arrivi a situazioni
assurde: "Spero che vengano valutati i singoli casi, non vorrei che un
utente ricoverato d'urgenza fosse costretto a pagare la sanzione perché quello
stesso giorno non si è potuto presentare all'esame specialistico prenotato al
Cup, magari sei mesi prima". Un altro esempio riguarda i bambini e gli
anziani, che non di rado si ammalano rendendosi
indisponibili proprio alla vigilia dell'appuntamento con lo specialista:
"E' chiaro che in questi casi viene meno la possibilità di disdire gli appuntamenti
in tempo utile per non incorrere nelle sanzioni". La raccomandazione è
quella di "applicare le nuove disposizioni mettendo da parte la miopia
della burocrazia". (f.
pes.).
( da "Tirreno, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Giulio Corsi
Querce e Galleno, frazioni di Milano Pdl e Lega oltre il 50%. E in tutta
Fucecchio L'Arcobaleno prende quanto l'estrema destra FUCECCHIO. Il dato non è
nuovo ma ad ogni tornata elettorale leggerlo fa comunque spalancare gli occhi.
Perché nel cuore della Toscana non più rossa ma sempre più feudo del Pd, vedere
degli interi paesi dove Berlusconi e la sua alleanza raccolgono oltre il 50 per
cento dei voti merita quantomeno una nota: e tanto per cambiare quei paesi sono
due frazioni fucecchiesi, Galleno - posto unico, geograficamente e
amministrativamente, diviso com'è tra tre Comuni e tre Province - e Querce. Ma
anche nel resto del territorio fucecchiese ci sono situazioni piuttosto
particolari: due esempi? Eccoli: il 35% abbondante raccolto da Pdl e Lega
(rispetto al 25% circa del resto del Circondario). E poi il successo dei due
partiti di estrema destra: in totale La Destra della Santanché e Forza Nuova
hanno raccolto quanto L'Arcobaleno: il 3.9%. La terra del palio e delle
contrade è anche divisa, spaccata, diversa politicamente da frazione a
frazione. Dicevamo di Galleno: il Popolo delle Libertà da solo ha superato il
50% dei voti con 397 persone che hanno sbarrato il nome di Berlusconi a cui
vanno aggiunti 58 voti raccolti dalla Lega. Insieme la somma dice 53.5%, roba
da fare invidia a tante città lombarde. Qui il confronto col partito di
Veltroni (ma anche con tutto quel che era l'ex centrosinistra) è praticamente
capovolto: perché il Pd ha preso 218 voti (27.4%), Di Pietro appena 22 (2.7%) e
la Sinistra Arcobaleno ancora meno, 17 (2.1%, percentuale minima in tutta
Fucecchio). A Querce la situazione è praticamente identica: 332 voti (48.1%)
per il Popolo delle Libertà, 21 per la Lega (3%), mentre i veltroniani del Pd
non toccano neanche le 200 ics (193, 27.9%) e Di Pietro si ferma a 22 (3.1%).
"Fucecchio è terra di piccoli imprenditori che hanno
bisogno di superare la burocrazia e di poter lavorare senza i legacci centralisti", commenta
Marco Cordone della Lega. "Ecco perché la gente vota per noi". Il
paradosso è che basta percorrere pochi chilometri - in direzione di Fucecchio -
e la situazione torna nella norma toscana. Anche se Fucecchio in
generale rappresenta un caso particolare in tutto il Circondario, una piccola
enclave in cui c'è una percezione della politica diversa. Perché se nel
capoluogo il Pd sfiora comunque il 50% (49.3%) il Pdl supera il 30%. E
soprattutto La Destra e Forza Nuova raccolgono 325 voti e toccano il 3.6%
insieme. Tamponando la Sinistra Arcobaleno che con 356 preferenze (quante
l'Udc) qui ha il 4%. Il crollo della Sinistra è forse l'unico dato nazionale e
regionale che Fucecchio non ha smentito: "Abbiamo raccolto il peggior
risultato della zona - commenta amaro Cardellicchio (Comunisti) - Alle ultime
politiche avevamo il 10%, alle amministrative il 15%". Ora appena il 3.9%,
esattamente quanti Casini e la somma di Forza Nuova e Destra.
( da "Repubblica, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina X - Palermo
Guerra tra coop sul bene confiscato L'assessorato commissaria la "Monte
Jato" il Consorzio revoca l'assegnazione L'antimafia si divide sulla
gestione dell'agriturismo confiscato ai boss. Il Consorzio sviluppo e legalità
ha revocato l'assegnazione alla storica cooperativa Tempio di Monte Jato, per
passare il testimone alla cooperativa "Lavoro e non solo". "è un
ingiustizia - dice il direttore della Monte Jato, Giuseppe Randazzo - abbiamo
rischiato di persona per riportare la legalità in quella parte di provincia. E
adesso, siamo liquidati senza alcun preavviso. Nove famiglie sono in mezzo alla
strada". Il Consorzio sviluppo e legalità replica: "Ci siamo limitati
a prendere atto della decisione dell'assessorato regionale alla Cooperazione
che ha commissariato la cooperativa per irregolarità amministrative e contabili
- dice Lucio Guarino, direttore generale del consorzio che raggruppa i Comuni
della provincia per la gestione dei beni confiscati - Formalmente, era dunque
venuto meno il soggetto che doveva gestire il bene. Non potevano lasciare che
quel patrimonio venisse disperso". Ma Randazzo insiste: "Abbiamo
debiti per 70 mila euro, è vero. Ma è da mesi che chiediamo aiuto alle
istituzioni, a cui abbiamo scritto. Nessuno ha risposto. Forse perché non siamo
schierati politicamente? Il nostro unico interesse è stato sempre quello di
gestire l'agriturismo e le vigne tenendo alla larga i boss. Non ci siamo mai fermati, anche quando hanno bruciato il bosco,
tagliato le vigne e rovinato la semina. Ma il nostro peggior nemico è rimasto
la burocrazia". Sulla
vicenda, la cooperativa Tempio di Monte Jato annuncia anche ricorso al Tar.
s.p.
( da "Secolo XIX, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Bruno vespa Silvio
Berlusconi ha 72 anni, è uno degli uomini più ricchi d'Europa, ha avuto
successi straordinari nell'edilizia, nella televisione e nel calcio, è stato
l'unico presidente del Consiglio italiano a governare ininterrottamente per
cinque anni. Potrebbe dunque godersi meritatamente il suo benessere, le sue
venti abitazioni distribuite nei posti più belli del mondo, cercarsi una più
adeguata abitazione a Parigi, salire finalmente sulle sue barche che - nella
vana attesa dell'armatore - dondolano pigramente con i suoi amici nei mari
caldi. Se una persona con questo passato e queste disponibilità economiche ha
deciso di candidarsi di nuovo alla guida del Paese e ha vinto le elezioni con
un margine che pochi prevedevano, deve aver dato una svolta alla propria
concezione della politica. Nei cinque anni del suo governo precedente, Silvio
Berlusconi ha firmato molte riforme importanti e alcune leggi - dalla giustizia
alla televisione - che pure inserite in quadri normativi ragionevoli hanno
finito per favorirlo personalmente. Quel governo - il cui bilancio ad avviso di
chi scrive resta nel complesso positivo - ha tuttavia sofferto per liti,
impuntature, veti, ricatti all'interno della coalizione che ne hanno rallentato
la marcia e compromesso l'immagine. Il punto più alto di autolesionismo si ebbe
nell'ultimo anno di mandato con la "discontinuità" chiesta e ottenuta
dal segretario dell'Udc Marco Follini, che impose a Berlusconi l'umiliazione di
una crisi-lampo. Ma anche le liti tra Gianfranco Fini e Giulio Tremonti non
giovarono certo né all'efficienza, né all'immagine del governo. Tutto questo è
ormai alle spalle, ma deve servire di monito sia al presidente del Consiglio,
sia ai leader delle forze che compongono la nuova e più ristretta coalizione.
Berlusconi ha incassato dalle elezioni un sostegno popolare fortissimo e ha
davanti a sé campo libero. Un suo nuovo mandato a Palazzo Chigi che gli farebbe
battere i record di Giulio Andreotti e di Giolitti ha senso soltanto se egli
sarà capace davvero di risollevare l'Italia dalla sua crisi ormai endemica e di
lasciare un segno nella storia italiana moderna. Questo non è solo il Paese
della Casta politica. È purtroppo il Paese delle caste: sindacati, associazioni
imprenditoriali e professionali, alta e bassa burocrazia, cartelli d'interessi grandi
e piccolissimi. Tutti guardano a sé e invitano ad operare nel giardino del
vicino. Pochi sono disposti a rinunce per il bene comune. Berlusconi ha davanti
a sé un compito enorme e ne ha ricordato nella conferenza stampa di ieri sera
la drammatica evidenza: dalle infrastrutture alla burocrazia, dall'energia alla criminalità, siamo molto indietro
rispetto agli altri Paesi europei. Una svolta tangibile in questi campi basterebbe
da sola a qualificare una legislatura. Sorprende la sicurezza con cui ieri sera
Berlusconi si è detto convinto di risolvere in breve tempo il problema
dell'Alitalia e il piglio confermato nell'affrontare il dramma della spazzatura
in Campania. Vedremo anche quali effetti avranno già prima dell'estate la
detassazione degli straordinari e dei premi di produttività e il pur modesto
adeguamento delle pensioni minime al costo della vita. Ma è il cambio
complessivo di passo che ci si aspetta, dopo venti mesi in cui Romano Prodi è
stato costretto a mediare ciò che mediare non si poteva. E in questo senso è
attesa alla prova la Lega, che deve lasciare l'ottica di partito territoriale
per assumersi le responsabilità di grande partito nazionale. Il favore con cui
Berlusconi ha accolto ieri sera la decisione di Walter Veltroni di opporre al
governo in carica un gabinetto ombra dell'opposizione, lascia immaginare un
confronto serrato e probabilmente virtuoso sui singoli temi. La semplificazione
parlamentare può fare il resto. Ma il timone è nelle mani del Cavaliere: può
passare alla storia o galleggiare nel piccolo cabotaggio. A lui la scelta.
Bruno Vespa, giornalista e scrittore, dirige e conduce "Porta a
porta" su Raiuno. 16/04/2008.
( da "Nuova Venezia, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Regione Nuovo
presidente in Confartigianato è il vicentino Claudio Miotto, 53 anni eletto per
acclamazione, mandato fino al 2011 VENEZIA. Il vicentino Claudio Miotto è stato
eletto ieri sera presidente della Confartigianato del Veneto. Luciano Braga, il
nuovo segretario Marco Campion e Daniele Parisotto restano vice presidenti. Non
c'è stato neppure bisogno di votare: il consiglio regionale di Confartigianato
del Veneto, infatti, ha deciso di nominare per acclamazione Claudio Miotto e
Luciano Braga rispettivamente Presidente e Segretario. Vicentino, 53 anni,
sposato, tre figli, Claudio Miotto è titolare dal 1979 di un laboratorio
odontotecnico. Il Consiglio Generale della Confartigianato Regionale ieri sera
lo ha chiamato a concludere il mandato di Vendemiano Sartor. Guiderà quindi la
Federazione sino al 2011. Iscritto all'Associazione Artigiani della provincia
di Vicenza fin dal 1980, all'inizio degli anni Novanta inizia il suo percorso
come dirigente di categoria assumendo nel 1992 la presidenza provinciale del
settore Arti Ausiliarie Sanitarie (carica che manterrà sino al 2008)
diventandone anche presidente regionale in seno alla Confartigianato del Veneto
e vicepresidente nazionale, sempre per la Confartigianato. Dal 2004 entra nella
Giunta Provinciale Esecutiva dell'Associazione Artigiani vicentina, assumendo
le deleghe allo Sviluppo associativo, alla formazione e alle politiche
contrattuali. Dal 2005 al 2007 è anche presidente della Spavi, Società per la
Promozione dell'Artigianato Vicentino nel campo dei servizi assicurativi, e dal
maggio 2007 è amministratore unico di Impresa Famiglia Srl, la società nata
dallo sviluppo della Scuola Genitori Assoartigiani di Vicenza diretta a livello
scientifico dal prof. Paolo Crepet. Tra gli altri incarichi, è stato
consigliere della Camera di Commercio vicentina dal 2002 al 2007, ed è ora
vicepresidente del College Valmarana Morosini Spa collegato al Cuoa (Centro
Universitario di Organizzazione Aziendale) e componente del consiglio
dell'Accademia dell'Artigianato di Este. Luciano Braga, sino a oggi Segretario
della Confartigianato di Rovigo prende il posto di Renato Mason. "Siamo
all'inizio di una nuova legislatura che vede una coalizione che potrà
amministrare il Paese con un governo stabile e garantire certezze e
affidabilità al sistema imprenditoriale. Ci aspettiamo - sottolinea il neo
Presidente Claudio Miotto - che l'attenzione nei confronti delle micro e
piccole imprese contenuta nel programma elettorale del Popolo della Libertà
trovi ora concreta e rapida attuazione. Iniziando dal federalismo fiscale e
dalla riduzione della spesa pubblica e degli sprechi. In materia fiscale, è
necessario andare oltre l'impegno a non chiedere ulteriori sacrifici agli
italiani: bisogna abbassare la pressione tributaria su imprese e famiglie. Così
come ci aspettiamo che gli imprenditori vengano liberati
dai costi della burocrazia,
che venga valorizzato il ruolo della micro e piccola impresa e che siano
eliminate le discriminazioni tra lavoro autonomo e lavoro dipendente".
"Le 148mila imprese artigiane, vale a dire il il30% della realtà
imprenditoriale regionale - aggiunge Miotto - si aspettano che le forze
politiche intervengano, con realismo ed efficacia, per rilanciare la
competitività".
( da "Nuova Sardegna, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Coppia maddalenina
"Dateci l'assegno di invalidità" LA MADDALENA. Nella bagarre
elettorale, Silvana e Domenico raccontano la loro storia per farla conoscere
alle persone che puntualmente promettono e che poi dimenticano. Si tratta di
una coppia che da tempo attende un assegno per l'invalidità di Domenico il
quale, ormai, non riesce più a reggere nessun peso e neppure camminare dopo una
vita intensa e faticosa di lavoro: l'unica risorsa sono 243 euro. La pratica è
stata avviata da circa un anno e ancora nulla di concreto è arrivato ai due
coniugi che non riescono ad andare avanti se non con qualche lavoretto
saltuario da parte della moglie Silvana. Che cosa chiedono, i due? In una lettera inviata anche a Soru, chiedono che la burocrazia possa sveltire la pratica in
modo che l'anziano e ormai inerte lavoratore possa godersi i giorni della
restante vita. La lettera inviata a Soru, è semplice ma toccante quando gli
autori scrivono che in questo modo "hanno trovato la maniera più semplice
per eliminarci. Basterebbe che la pratica ferma da maggio dall'anno
scorso, sia presa in considerazione perché noi, ora, siamo alla disperazione
più assoluta". (a.n.).
( da "Repubblica, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XIII -
Firenze La ricerca Parla Inguscio, Lens "E ora via ai concorsi per i
prof" "Nessuno finora ha parlato di ricerca, attenti le università si
stanno svuotando" LAURA MONTANARI Il Pd è più forte in Toscana, il Paese
però va a Berlusconi. Come vede questo cambiamento professor Massimo Inguscio?
"Io parto da un concetto: la ricerca scientifica non ha un colore
politico, non ha nemmeno un confine geografico è qualcosa al servizio
dell'uomo. Chiunque prenda il mano una città, una provincia, una regione, un
paese, un'università deve sapere questo". Inguscio, 58 anni, studi alla
Normale di Pisa, docente all'università di Firenze, vincitore del premio Fermi
qualche anno fa, ex direttore del Lens di polo universitario Sesto Fiorentino,
uno dei laboratori europei di eccellenza nel campo della Fisica, si toglie
subito un sassolino dalla scarpa: "In questa campagna elettorale non ho
sentito nessuno che mettesse la ricerca ai primi punti del programma e questo
mi preoccupa anche perché il mondo accademico già in passato aveva contestato
la politica del governo Berlusconi. Avevamo riposto molte aspettative nel
governo Prodi ma..." Ma in cosa l'ha deluso? "Gli ultimi due anni
sono stati segnati dall'immobilismo e dall'"ope legis" applicata agli
enti di ricerca che se da un lato ha sanato situazioni di precariato,
dall'altro l'ha fatto senza scegliere, ma aprendo semplicemente le porte del
reclutamento. Ecco per l'università mi auguro proprio che questo non accada, ci
servono concorsi per poter selezionare i migliori, le eccellenze". Mussi
ha provato a introdurre la valutazione della ricerca. "Sì, ma è un lavoro
soltanto avviato, non c'è stato il tempo per vederlo applicato". La
Regione invece cosa può fare? "So che anche la Toscana si è attrezzata con
una legge per finanziare la ricerca scientifica come hanno già fatto per
esempio, Emilia, Campania e Veneto. Questa è una cosa importante perché va
ricordato che in un momento del genere i finanziamenti nazionali sono bloccati.
Noi del Lens per esempio (il Lens è il Laboratorio Europeo di spettroscopia non
lineare) lavoriamo su progetti internazionali. In Toscana molto hanno fatto
anche le fondazioni bancarie, alcuni lavori del Lens sono stati finanziati
dall'Ente Cassa di Risparmio di Firenze". Parliamo della situazione
universitaria. "Da Lettere a Scienze stiamo correndo il rischio di
svuotare le università, a Fisica abbiamo 35 docenti su 60 che nei prossimi
quattro anni andranno in pensione: fare una politica di programmazione per
reclutare i giovani diventa importantissimo, anzi vitale. Ho fatto l'esempio di
Fisica, ma potrei farne altri per le facoltà umanistiche, è una situazione
generale: nelle accademie la ricerca e la didattica devono essere affiancate,
crescono insieme sono un tutt'uno altrimenti basterebbe studiare sui
manuali". Cosa si aspetta dal nuovo governo? "Devono riaprire i
concorsi per i professori e per i ricercatori, ne abbiamo bisogno come il pane.
E poi è necessario tornare a investire sulla ricerca,
sgravarla di tutta la burocrazia che oggi la circonda, rendere snelle le procedure, applicare i
meccanismi di valutazione in modo che i soldi siano finalizzati e che si debba
rendere conto di come sia stato speso il denaro pubblico ricevuto".
( da "Tirreno, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il consigliere
regionale forzista Piero Pizzi confida nel proseguimento della sfida Invito
agli indecisi: "Cogliete l'occasione" PISA. "Il ballottaggio è
un tipo di elezione completamente diverso da quello svolto il 13 e il 14 aprile
- dice Piero Pizzi, esponente forzista -. Sarà un confronto tra due candidati
con i loro programmi che si rivolgono ad un elettorato non direttamente
riconducibile ai partiti di appartenenza". Il consigliere regionale poi si
addentra in una valutazione più complessiva: "Vi è un elettorato di
opinione al di fuori dei partiti che magari non è andato a votare, che ha
l'opportunità di fare scelte mirate al bene della propria città e del proprio
territorio". Lo sguardo è già rivolto al ballottaggio: "Faccio un
appello a chi non è andato a votare e agli indecisi, perché questa è una buona
occasione che si ripresenterà tra cinque anni. Fin dall'inizio ero ottimista
sul ballottaggio, perché le comunali hanno regole diverse dalle politiche e hanno
dinamiche particolari: decine di candidati che sono alla ricerca di un consenso
personale; una massa di persone in grado di spostare un risultato
elettorale". Poi una sottolineatura a favore del proprio candidato:
"Patrizia Paoletti ha un buon programma e una squadra in grado di portarlo
avanti. I pisani dovranno smettere di lamentarsi se non colgono l'occasione di
un cambiamento. Nel programma elettorale trovano spazio la sicurezza, il decoro
della città, le opportunità occupazionali e lo sviluppo economico che può
assicurare a tutti i giovani, e non solo ai beneficiari della casta dominante,
possibilità di lavoro. Vorrei sottolineare alcuni punti fondamentali: il
diritto dei cittadini a non essere condizionati nella loro libertà di vita, di
uscire la sera; a trovare un'amministrazione comunale aperta alle loro istanze
e ai loro bisogni, e non una burocrazia impenetrabile. Il nuovo governo del Pdl sarà amico in modo
particolare del nuovo sindaco e ci aiuterà per il futuro e lo sviluppo della
città. I valori di riferimento di Patrizia Paoletti sono una garanzia per
tutti. Analogamente a quanto preannunciato a livello di Governo, se vinceremo
le elezioni, la fiscalità locale sarà una delle priorità, le tasse
locali sono infatti troppo alte, e i servizi sono particolarmente cari. Il
cittadino pisano versa in media nelle casse comunali 626 euro all'anno, mentre
ad esempio in città come Lecco, Como e Viterbo tale importo non supera i 300
euro. Un'altra priorità sarà l'aiuto alle famiglie con la previsione di un quoziente
familiare per le tasse locali. Bisognerà inoltre mettere le mani anche sulle
aziende partecipate, che sono oltre 60, per ridurre i costi di gestione e
generare liquidità per poter investire sulla famiglia e sui giovani.
Particolare attenzione sarà data al litorale e alle sue potenzialità
turistiche, ora soffocate dal degrado e dall'abusivismo. L'emergenza sicurezza
andrà affrontata con rispetto per le persone, ma con fermezza, perché i Pisani
hanno il diritto di vivere la città di giorno e di notte in sicurezza. Invito
tutti i cittadini a leggere il nostro programma". D.S.
( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del
16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
BERGAMO pag. 8 La burocrazia dà i numeri e manda in tilt il paziente L'uomo ha denunciato la
vicenda all'Adiconsum OSPEDALI RIUNITI DISSERVIZI ? BERGAMO ? PRIMA GLI hanno
detto che i suoi esami medici non erano pronti a causa dell'assenza del medico
competente e lo hanno invitato a ritornare. Poi, quando si era già
rimesso in viaggio verso casa, lo hanno chiamato sul cellulare avvertendolo che
si erano sbagliati e che la cartella clinica era stata ritrovata. Ma le
sorprese per il malcapitato cittadino non erano finite: il referto medico,
infatti, non era il suo ma apparteneva a un'altra persona. È l'assurda odissea
capitata lunedì agli Ospedali Riuniti di Bergamo a un bergamasco residente in
provincia. L'uomo ha denunciato l'intera vicenda all'Adiconsum, l'associazione
dei consumatori della Cisl. "Noi non siamo quelli che sparano sul nostro
servizio sanitario - spiega il segretario dell'ente, Eddy Locati -. Anche
perché qui da noi rimane uno dei migliori, non solo in Italia. Tuttavia è
giusto denunciare quello che non va. Quanto capitato al cittadino che si è
rivolto a noi non deve capitare in un Paese civile. Lunedì si è recato presso
la Radiologia dei Riuniti per ritirare i referti relativi a una risonanza
magnetica fatta al piede sinistro, che poi doveva portare al Matteo Rota per
farli visionare a un medico in vista di un futuro intervento ortopedico. Ciò
sulla base della cartolina rilasciata dal reparto al momento dell'esame. Alle 9
- prosegue Locati - dopo aver girato per circa un quarto d'ora alla ricerca di
un parcheggio, si è presentato allo sportello per il ritiro. Ma, dopo alcune
ricerche, l'addetta, scusandosi, ha detto all'interessato che l'esame non c'era
e poichè il medico competente era assente nella giornata di lunedì, lo ha
invitato a telefonare il giorno dopo, per sapere se il referto era arrivato.
QUALCHE minuto dopo, quando il nostro assistito stava facendo ritorno a casa,
gli hanno telefonato dall'ospedale per avvertirlo che gli esami erano stati
ritrovati. Ma una volta raggiunto il Matteo Rota per prenotare la visita di
controllo - conclude Locati -, con sua grande sorpresa, ha scoperto che non
erano i suoi. Erano di un'altra persona che doveva sottoporsi a dei raggi ai polmoni.
Per fortuna che non erano raggi al piede sinistro di un'altra persona, visto
che l'interessato ha in programma un intervento chirurgico".
( da "Repubblica, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sconfitto Illy, la
Lega fa volare Tondo Il Friuli a sorpresa passa al centrodestra. Il Carroccio raddoppia
i voti Le regionali TRIESTE - Come se la sentisse, Riccardo Illy è rimasto a
osservare da lontano la sua sconfitta. A Bruxelles, dove il governatore del
Friuli Venezia Giulia era stato chiamato a occuparsi di
come ridurre la burocrazia
in Europa. E dove, forse, continuerà la sua carriera. Una sconfitta, quella
dell'industriale del caffè, annunciata dall'avanzata di domenica del
centrodestra in tutta Italia. Ma una sconfitta imprevista, inattesa, perché
"Riccardino", come lo chiamano in modo irridente gli oppositori,
sembrava invincibile. E perché gli ultimi sondaggi lo davano in
vantaggio. L'ultima icona rimasta di un centrosinistra vincente. Capace di
governare con successo. Di essere trasversale. Di accontentare imprenditori e
operai. Di allargarsi oltre le frontiere dell'Est. Di poter disporre di una
maggioranza larga, con la sinistra radicale, come l'Unione di vecchio stampo,
pur senza appartenere ad alcun partito, ma essendo schierato, anche se spesso
in modo critico, con il centrosinistra. Non è bastato. Illy si è fermato al 46
per cento. Il suo rivale, Renzo Tondo, già deputato di Forza Italia, appoggiato
dal centrodestra, compresa l'Udc, è diventato il nuovo governatore con il 53
per cento, sfruttando, anche qui, la forte crescita della Lega, che ha quasi
raddoppiato. "La gente ci ha capito", proclama. Non aveva un compito
facile il governatore del caffè. Domenica il centrodestra, che qui si
presentava unito, aveva superato alle politiche il centrosinistra di ben 17
punti. Illy è riuscito a recuperarne dieci, riducendo il distacco. Ma sarebbe
servito un miracolo. Finisce così un'epoca. Ancora durante la campagna
elettorale, Illy aveva annunciato, come avesse un presentimento, che in caso di
sconfitta avrebbe lasciato l'impegno politico. Il vincitore ora lo invita a
ripensarci: "Sarei contento se rimanesse in consiglio come capo
dell'opposizione". Ha governato per quindici anni, Illy, dieci da sindaco
di Trieste, cinque da presidente della Regione. Un bilancio positivo, per molti
del centrosinistra. Negativo, per tanti del centrodestra. Solo immagine, solo
facciata, gli rimproverano. "Ha venduto solo fumo, e ha allargato a
dismisura il debito regionale, la sua gestione non era affatto manageriale, e
tantomeno cristallina", accusa il senatore del Pdl Ferruccio Saro. Alcuni
dei suoi oppositori, quelli di An, gli avevano anche dedicato un sito internet
intitolato "Il Riccardino-flop", in cui gli rimproveravano spese
scriteriate e favoritismi. La sua sconfitta, comunque, sorprende sostenitori e
oppositori. "Siamo stupiti, è un risultato inspiegabile", dice il
sottosegretario uscente agli Interni Ettore Rosato. "Uno tsunami",
aggiunge un altro dei fedelissimi, Bruno Malattia. "Evidentemente -
aggiunge - non siamo riusciti a far capire la differenza tra il voto politico e
quello regionale". Anche nel centrodestra ammettono che Illy è stato
penalizzato dall'election-day, cioè dalla concomitanza tra il voto politico e
quello amministrativo. "Illy paga il vento di centrodestra che ha soffiato
su queste elezioni nazionali - dice Roberto Antonione, deputato Pdl - e quando
cambia il vento non c'è nulla da fare". "Entusiasta", si
dichiara un suo vecchio oppositore, Roberto Menia, deputato e segretario
regionale di An: "Noi eravamo Davide contro Golia, perché Illy è una
corazzata. Ma l'abbiamo abbattuta". (r.b.).
( da "Repubblica, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Effetto Calearo
Ritardo storico L'analisi di Calearo, capolista democratico in Veneto:
"Per il federalismo fiscale farei squadra con i leghisti"
"Intercettano il malcontento e vincono adesso anche il Pd deve fare lo
stesso" La mia candidatura ha pesato, checché ne dica Cacciari. A Vicenza
solo noi e la Lega abbiamo eletto deputati Scontiamo un ritardo storico sui
temi della sicurezza e del federalismo. Dobbiamo rimontare ROBERTO BIANCHIN DAL
NOSTRO INVIATO VICENZA - Non si è ancora tolto la sciarpetta portafortuna a
piccoli disegni bianchi e marroncini, e mantiene intatti l'ottimismo e
l'entusiasmo del primo giorno. Come se avesse vinto. Nonostante i ventun punti
che separano il Pd dal Pdl in Veneto:
( da "Arena, L'" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'EDITORIALE Le
condizioni per rilanciare davvero questo Paese Bruno Vespa Nella conferenza
stampa di ieri Silvio Berlusconi ha confermato punto su punto il calendario dei
provvedimenti del suo governo annunciato in campagna elettorale. Ha considerato
a sorpresa il caso dell'Alitalia un "caso normale" di rapida
soluzione e con altrettanta determinazione ha annunciato la soluzione del
problema della spazzatura in Campania che oltre ad aver fatto perdere il
controllo elettorale della regione al Partito democratico ha seriamente
compromesso sui media internazionali l'immagine dell'Italia. Il nuovo governo
del Cavaliere si muoverà subito su due piani: da un lato l'attuazione delle
promesse "simbolo" (abolizione dell'Ici sulla prima casa,
detassazione degli straordinari e dei premi di produzione), dall'altro l'inizio della scalata della montagna di inefficienza e lassismo
che paralizza l'Italia: burocrazia, infrastrutture, energia, scuola, giustizia. Ce la farà? In
conferenza stampa, ieri, Berlusconi aveva un'espressione più serena di quella
manifestata negli ultimi incontri della campagna elettorale. In genere accade
il contrario. Si mostra fiducia prima e preoccupazione dopo la vittoria.
Il margine di sicurezza in Parlamento e l'avvio rapido e indolore delle
trattative con gli alleati per il nuovo governo devono averlo in qualche modo
rassicurato. Così il prossimo presidente del Consiglio ha trasformato le
promesse in annunci come se leggesse l'ordine del giorno dei Consigli dei
ministri dei prossimi cinque anni. Andrà così? L'assenza dell'Udc cancellerà
gli incubi, gli ultimatum di Marco Follini, la "discontinuità" che
costrinse il Cavaliere a una crisi umiliante quanto inutile a pochi mesi ormai
dalla scadenza elettorale del 2006? 6.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
PREMIER IN PECTORE.
Il leader del Pdl annuncia: non cederemo una presidenza in Parlamento. Ai
magistrati: è imprescindibile la separazione delle carriere "Subito
detassaremo gli straordinari Via il bollo auto non appena sarà possibile"
ROMA È disponibile al dialogo con il "governo ombra" di Veltroni, ma
non è disponibile a cedere la presidenza di una Camera all'opposizione. Il
giorno dopo il trionfo elettorale Silvio Berlusconi mette le cose in chiaro.
"Le Camere vanno al Pdl, chi vince deve avere almeno due cariche
apicali". Anticipa i primi provvedimenti del governo e il programma da qui
a fine anno, quando l'alleanza elettorale tra Forza Italia e An "diventerà
un'unica forza politica". Ai pm il leader del Pdl manda subito un messaggio,
che pare una dichiarazione di guerra: "La separazione delle carriere è
imprescindibile". Del resto già lunedì aveva fatto sapere che tra le prime
riforme ci sono giustizia, scuola, sanità e burocrazia. Il Cavaliere vuole essere
subito operativo. Lo attendono cinque anni difficili. Parla già da premier,
anche se non ha ancora giurato. Annuncia che manterrà tutte le promesse fatte
in campagna elettorale. La squadra di governo è quasi pronta, la lista dei
ministri sarà diffusa in settimana. Le priorità sono in calendario.
Innanzitutto l'emergenza rifiuti a Napoli, dove terrà il primo Consiglio dei
ministri, che darà il via libera all'abolizione dell'Ici sulla prima casa, alla
detassazione degli straordinari, al premio di produttività e a bonus di mille
euro per i nuovi nati. Senza per questo aumentare la spesa pubblica. "E
rispetteremo le regole Ue". "Continueremo con un forte contrasto
all'evasione e all'elusione fiscale", dice, "e intendiamo abolire
progressivamente le imposte sulla successione, sulle donazioni e il bollo su
auto, moto e motorini, man mano che la situazione dei conti dello Stato ce lo
consentirà". Ma in cima alla lista c'è la soluzione del problema Alitalia.
E su questo assicura: "Farò tutto il necessario". Tradotto significa
che, tornato al governo la trattativa con Air France farà parte del passato,
ora in campo scenderà la cordata italiana: "Non ci saranno difficoltà per
avere una compagnie italiana. La situazione si risolverà in modo sereno e si
deve intervenire nel minor tempo possibile". E il futuro di Malpensa non
sarà più messo a rischio. Lo scalo varesino continuerà ad essere un hub,
insomma non si tocca. Berlusconi ieri ha incontrato a Palazzo Grazioli
l'alleato Fini e il fido Gianni Letta. Poi all'Auditorium della Tecnica ha
tenuto la sua prima conferenza dopo le elezioni. Ha spiegato di aver ricevuto
le telefonate di molti leader mondiali, da Bush a Sarkozy, che - ha riferito -
"sono convinti che cambieremo l'Italia". Il Cavaliere non teme la
forza della Lega. A chi ha parlato con preoccupazione di un Pdl ostaggio del
Carroccio, Berlusconi ha detto: "In cinque anni la Lega non ha mai
comandato". Quanto al successo elettorale: l'esito del voto ha confermato
che la "tanto vituperata legge elettorale ha funzionato": "Ha prodotto
risultati storici". Ha smentito poi di avere riesumato la Bicamerale del
1994 per varare le riforme istituzionali. Precisa di avere detto "solo che
sarebbe una buona base per un lavoro bipartisan sulle riforme". Su quanto
fatto dal governo Prodi: "Ho sempre pensato che un governo non debba
capovolgere le cose fatte dal governo precedente. Ma non escludo che emergano
situazioni che necessiteranno di un intervento abrogativo". Giorgio
Napolitano si compiace per un'affluenza alle urne che, nonostante il calo
rispetto al 2006, resta "alta"; sottolinea "la netta vittoria
conseguita" dal Pdl, si congratula con la coalizione guidata da Silvio
Berlusconi per il risultato elettorale ottenuto e ringrazia il ministro
dell'Interno Giuliano Amato per la buona organizzazione delle operazioni
elettorali. Il presidente della Repubblica ha fatto conoscere il suo pensiero
con una breve nota ufficiale del Quirinale diffusa ieri mattina, quando i nuovi
equilibri parlamentari erano chiaramente definiti. È evidente il sollievo del
capo dello Stato per il profilarsi di una situazione senza margini di ambiguità
e che scongiura la situazione di due anni fa, che produsse una maggioranza di
stretta misura accompagnata da aspre contestazioni dello scrutinio. Del resto,
sul Colle ricordano ancora il "caso Pizza", nato dall'esclusione
della lista con il simbolo scudo- crociato, e la protesta contro le schede
giudicate "ingannevoli" dal Pdl e da Di Pietro. Ora, Napolitano resta
in attesa di fare la sua parte per la costituzione del nuovo governo, che
potrebbe nascere già la prima settimana di maggio. Le consultazioni, dopo
l'insediamento delle Camere il 29 aprile, stavolta si presentano rapide, visto
che dovrà consultare non più di quattro o cinque gruppi parlamentari. Inoltre,
la "netta vittoria" lascia pochi margini per quanto riguarda la
scelta di affidare l'incarico a Silvio Berlusconi.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
IMMIGRATI E DIRITTI
Non solo "clandestini" Caro direttore, vorrei intervenire nel
dibattito politico in periodo di elezioni per dire che in un comune dove gli
immigrati sono il 15% e non hanno il diritto di voto rischiamo di trovarci di
fronte a una democrazia zoppicante. Ricordo che siamo parlando di immigrati
regolari, che lavorano e pagano le tasse come tutti cittadini. Non è ora di
uscire della demagogia che, quando si tratta di parlare di immigrazione,
finisce sempre per attaccare i "clandestini", ovviamente con
l'intenzione di nascondere ai cittadini la verita? I cittadini italiani sanno
che i lavoratori immigrati devono avere il contratto di soggiorno per poter
lavorare, cioè dimostrare di avere una casa idonea. Prendendo ad esempio il mio
caso, io sono in italia da 17 anni, ho sempre lavorato regolarmente, pagando le
tasse, ho una famiglia composta da moglie e due figli, ma se arrivasse un terzo
figlio perderei il mio posto di lavoro perchè per la casa che ho comprato il
comune dà l'idoneita solo per 4 persone. Senza contare altri esempi di
discriminazione nel mondo del lavoro: a tutti quelli che sono venuti con il
decreto flussi, la prefeturra dà appuntamento tra tre mesi per la richiesta del
primo permesso, il che vuole dire che in questo tempo non potranno lavorare.
C'è un candidato che ha proposto un assegno di 1000 euro per i figli dei
cittadini italiani che nascono e nessuno dice niente per gli esclusi stranieri,
come se il figlio del lavoratore italiano valesse piu del figlio straniero,
francamente siamo molto vicino alle leggi razziali... Non è vero che nei comuni
governati dalla Lega non ci sono stranieri. A Chiari sono aumentati quando e
arrivato il sindaco della Lega. Abbiamo un paese malato che bisogna curare,
bisogna che tutti paghino le tasse per fare pagare meno a tutti e avere dei
servizi per tutti. C'è troppo lavoro nero ed evasione fiscale, bisogna farne
una battaglia di civiltà e poi trovare soluzioni per la sicurezza dei
lavoratori. Noi immigrati subiamo la burocrazia ma vogliamo integrarci nel
tessuto sociale e abbiamo bisogno di sicurezza come tutti. Smettiamo di parlare
solo di criminalità, ma parliamo anche di quelli come me che sono la
maggioranza, che lavorano per l'integrazione intesa come insieme di doveri e
diritti. Niane Ibrahima.
( da "Adige, L'" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
"È il
centrodestra che deve designarmi" Divina, 100 giorni per smantellare il
Palazzo RENZO M. GROSSELLI Giunge in ritardo e si scusa. Così:
"Impossibile oggi per me camminare in città, mi fermano tutti". È la
Lega la vincitrice prima di queste elezioni in Trentino. E la cosa mette in
pole position Sergio Divina per la corsa alle provinciali: lui, come dice il
segretario del suo partito Maurizio Fugatti, è l'unico che ha saputo battere
Dellai anche nella sua città, Trento. E lui assume ormai una postura
presidenziale. Lei è l'unico anti-Dellai possibile? Non lo diciamo noi, lo
leggiamo sulla stampa. Il candidato anti-Dellai uscirà da un tavolo il più
ampio possibile. Auspichiamo anche con la presenza dell'Udc. Le urne hanno dato
un'indicazione chiarissima: tutto il centrodestra unito è maggioranza in
Trentino. Se questa maggioranza vuol proporsi anche come alternativa alla
maggioranza dellaiana, questa è la strada. Nessuna fuga in avanti, né
autoproclamazioni. Se non Divina, mi dice un altro nome possibile? Non mettiamo
il carro davanti ai buoi, nessuno deve sentirsi scavalcato. Doveva essere la
sinistra a dare il senso di discontinuità in Provincia, a togliere "lo
Stato", dopo un sessantennio, dalle mani di un partito cattolico. Prima la
DC, poi la Margherita. Sarà la Lega? Anche questo è stato sentenziato.
Probabilmente i trentini hanno fatto le proprie valutazioni
ed hanno visto nella Lega chi li può liberare da tanti problemi: burocrazia, statalismo, centralismo di
Trento e arroganza della politica. Nella sua coalizione ci sono pure un sacco
di democristiani. In tutto l'arco costituzionale. È morta la DC, non sono morti
i democristiani, come dopo l'8 settembre non morì il fascismo ma solo il
partito fascista. Non possiamo fare la rivoluzione moderna tagliando le
teste: si decapitano i partiti ma le persone si riposizionano. Ora sarà tutto
più difficile: come sperare, se andrete al governo, di dire no alle moschee e
ai lavoratori immigrati senza scatenare le banlieu o irritare i datori di
lavoro che di questa manodopera non possono farne a meno Tutto più facile
invece. Non ci saranno alibi: abbiamo un governo che avrà in mano tutti gli
strumenti per governare. Sulla politica dell'immigrazione c'è concordia in
tutto il centrodestra. La Lega forse è un tantino più avanzata e ha avuto il
coraggio di sporcarsi le mani su un argomento che gli altri hanno preferito
evitare. Si accetteranno tutti coloro che riusciranno ad essere collocati sul
mercato del lavoro e a cui si riuscirà a dare una casa. Gli altri, lo sappiamo,
finiscono come manovalanza della criminalità. Non abbiamo bisogno di criminali
di importazione, anzi, dobbiamo reprimere ancora di più quelli che abbiamo in
casa. Tema sicurezza: in Trentino la situazione non è preoccupante. O no? Ma
lei ha parlato di piazza Dante, che farà? Purtroppo piazza Dante è
giurisdizione del sindaco di Trento. Continueremo a stimolare tutte le
amministrazioni comunali affinché i controlli e la sicurezza siano garantiti.
Anche negli aspetti minori. Pure dormire con gli zingari sotto il portone di
casa non è bello o non potere attraversare una piazza che è sempre stato il
parco giochi della città. La Lega e la Provincia. La macchina conta su uomini
messi lì da altri partiti. Farete come Andreotti che ha pensato di farli suoi e
ne è stato "condotto"? Noi non abbiamo lo spoil system , non potremmo
pregiudicare la stabilità della dirigenza provinciale. Ma sappiamo che in
Provincia ci sono tanti bravi dirigenti. Tanti assunti col criterio della
fedeltà, tanti però con quello della competenza. Questi ultimi non dovranno
preoccuparsi. I fedelissimi potrebbero iniziare a preoccuparsi. Cooperative,
cacciatori, pompieri volontari, associazione dei Comuni, ex Comprensori, gran
parte del volontariato: un rapporto piuttosto stretto con "lo Stato"
e il partito che l'ha condotto da sempre. Le elezioni provinciali non saranno
una passeggiata, anche perché i cordoni della borsa li ha "lo Stato".
Hanno sbagliato ad interpretare quella borsa: hanno pensato che facendo piovere
un po' dappertutto, poi quel terreno coltivato avrebbe dato risposte positive.
Ricordiamoci che l'area che non beneficia del contributo a pioggia è sempre più
ampia di quella che ne beneficia. Le risposte sono arrivate. Ricordiamo i patti
della valle di Cembra, esagerati, non aiuto allo sviluppo ma contribuzione a
pioggia. Dellai ne ha avuto il 42% alla Lega. Quando sperperi, nemmeno chi ha
ricevuto un piccolo beneficio si esime da un giudizio politico sul tuo operato.
Se lei sarà governatore, i suoi primi 100 giorni? Si smantella piazza Dante:
non il palazzo di vetro ma il palazzo dei trentini. Non più liste d'attesa ma
funzionari e segretarie che ascoltino i bisogni e le domande dei cittadini. Si
gira il territorio per ascoltare le istanze delle periferie. Si mette in atto
un riequilibrio tra politica dei servizi trentocentrica e verso la periferia,
facendo sì che anche nelle valli la condizione di vita sia soddisfacente.
Curare i paesi può essere oneroso: ma un Trentino spopolato non è appetibile
nemmeno turisticamente. Divina è il nuovo? Da 20 anni con la Lega e prima coi
liberali. E un giudice che un tempo lo accusò di un atto di corruzione. Fu un
compagno di partito che mi incriminò, un giudice ritenne di dare credito a
queste chiacchiere. Ma le valutazioni vennero smentite subito e la questione fu
accantonata. La novità mia? Sono qui che faccio questo lavoro, da anni, con
degli amici. 16/04/2008.
( da "Giorno, Il (Milano)" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 7
NELLA CONFERENZA stampa di ieri sera Silvio Berlusconi ha confermato punto su
pun... NELLA CONFERENZA stampa di ieri sera Silvio Berlusconi ha confermato
punto su punto il calendario dei provvedimenti del suo governo annunciato in
campagna elettorale. Ha considerato sorprendentemente il caso dell'Alitalia un
'caso normale' di rapida soluzione e con altrettanta determinazione ha
annunciata la soluzione del problema della spazzatura in Campania che oltre ad
aver fatto perdere il controllo elettorale della regione al Partito democratico
ha seriamente compromesso sui media internazionali l'immagine dell'Italia. Il
governo si muoverà subito su due piani: da un lato l'attuazione delle promesse
'simbolo' (abolizione dell'Ici sulla prima casa, detassazione degli
straordinari e dei premi di produzione), dall'altro l'inizio
della scalata della montagna d'inefficienza e di lassismo che paralizza
l'Italia: burocrazia,
infrastrutture, energia, scuola, giustizia. Ce la farà? Durante la conferenza
stampa di ieri sera, Berlusconi aveva un'espressione più serena di quella
manifestata negli ultimi incontri della campagna elettorale. In genere accade
il contrario. Si mostra fiducia prima e preoccupazione dopo la vittoria.
Il margine di sicurezza in Parlamento e l'avvio sorprendentemente rapido e
indolore delle trattative con gli alleati per il nuovo governo devono averlo in
qualche modo rassicurato. Così il prossimo presidente del Consiglio ha trasformato
le promesse in annunci come se leggesse l'ordine del giorno dei consigli dei
ministri dei prossimi cinque anni. Andrà così? L'assenza dell'Udc farà riporre
nella soffitta degli incubi gli ultimatum di Marco Follini, la 'discontinuità'
che costrinse il Cavaliere a una crisi umiliante quanto inutile a pochi mesi
ormai dalla scadenza elettorale del 2006? Non si ripeteranno le memorabili liti
tra Fini e Tremonti che costrinsero alle dimissioni il ministro dell'Economia?
E Bossi che uso farà della 'golden share' sul nuovo governo? Una cosa è certa.
A 72 due anni e senza problemi della quarta settimana del mese, Berlusconi
avrebbe potuto trascorrere la sua fase senile in attività più riposanti di
quelle che lo aspettano a palazzo Chigi. Se ha deciso di sfidare il record di
durata di Giovanni Giolitti è perché vuole lasciare un segno non transitorio.
Egli si trova in una posizione psicologica di forza e i suoi alleati lo sanno:
per lui questa è l'occasione della vita, per gli altri assecondarlo è una semina
indispensabile per il dopo. Se davvero ? come ha annunciato ieri sera
Berlusconi ? entro l'anno An e Forza Italia diventeranno un unico partito, Fini
diventerà per legge naturale quel 'delfino' che finora per sua scelta il
Cavaliere non ha mai avuto. E Bossi, se ha tutto il diritto di portare
finalmente a casa il federalismo, ha la straordinaria opportunità di
trasformare la Lega da mero partito territoriale in grande partito nazionale.
Tutti in questa fase devono manifestare un grande senso di responsabilità. Il
presidente del Consiglio dando corso puntuale alla realizzazione di quanto
promesso prima delle elezioni e confermato ieri sera. I suoi alleati evitando
forzature in nome di una malintesa identità e a scapito dell'efficienza e
dell'unità della coalizione. Nei venti mesi del governo Prodi è stata distrutta
l'Unione, polverizzata da Sinistra l'Arcobaleno ed è fiorita l'antipolitica. La
gente ha fame di decisioni che ne migliorino le condizioni di vita. Questo è
possibile solo se riparte l'economia. E l'economia, fatti salvi i
condizionamenti internazionali, riparte soltanto se l'Italia saprà rinunciare
agli egoismi delle caste diventando maggiorenne in tutti i settori vitali.
Berlusconi ha la possibilità politica di fare quanto ha detto. Vedremo.
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
ELEZIONI "Il
telefonino vietato" Vietato portare il telefonino in cabina
elettorale: ennesima "trovata" della mega stipendiata burocrazia italiana che risolve tutto
con le parole. Per essere efficace si sarebbe dovuto prima autorizzare e, poi,
fare perquisire i cittadini. Assurdo, ovviamente, a meno che non pensino che se
uno lo vuole usare per secondi fini rispetti il divieto! Gianni Lorenzi
Costabissara.
( da "Nazione, La (Firenze)" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA FIRENZE pag.
16 "Tutto il materiale sarà riutilizzato" Un tavolo operatorio per il
Burkina Faso LA DIREZIONE "IL MATERIALE all'interno del vecchio Meyer sarà
quasi tutto riutilizzato". Parola di direzione dell'ospedale pediatrico.
La roba rimasta accatastata nella vecchia sede di via Luca Giordano sarà a poco
a poco rimossa e riadattata, spiegano i responsabili. Tutto è già stato
catalogato. Qualche letto e altri materiali torneranno dai piccoli pazienti del
Meyer, in ambulatori e reparti dell'ala est di Villa Ognissanti che ? seppur
ancora in fase di ristrutturazione ? sarà inaugurata sabato mattina alla
presenza del presidente della Regione Claudio Martini, dell'assessore per il
diritto alla salute Enrico Rossi, del sindaco Leonardo Domenici e del rettore
Augusto Marinelli. Altro materiale andrà invece all'ospedale Santa Maria
Annunziata che, subito dopo il Meyer, ha la precedenza per scegliersi ciò che
più gli serve per i suoi pazienti. I climatizzatori delle stanze dei bambini
del vecchio Meyer sono stati richiesti dai vigili del fuoco per dare refrigerio
ai nonni nelle loro abitazioni nell'ambito del progetto "Estate
anziani". Un tavolo operatorio andrà in Burkina Faso, per attrezzare un
ospedale dove anche un oggetto usato è un dono dal valore inestimabile per
l'assistenza sanitaria di tanti pazienti. Tutto quanto rimarrà ed è ancora
utilizzabile sarà distribuito o ad associazioni di volontariato toscane o attraverso
la cooperazione internazionale. Ci vorrà però ancora un po' di tempo: tutto il materiale del Meyer è di proprietà pubblica e,
in quanto tale, prima di poter passare di mano deve essere svincolato seguendo
una burocrazia piuttosto
complicata. Ma appena possibile, spiegano dalla direzione, tutto sarà tolto dal
degrado in cui è rimasto nella vecchia sede di via Luca Giordano. M.P.
( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del
16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
RIMINI CRONACA pag.
11 "I giovani danno la spinta al Pd" Melucci: "A Rimini il
risultato più netto". Gnassi: "Il Pdl fallisce il sorpasso" Walter
Veltroni accolto dal segretario provinciale del Pd Andrea Gnassi "FORTE
AFFERMAZIONE del Partito democratico. Battuto a livello nazionale ma vincitore
a Rimini. Con vasto consenso di giovani. Successo della Lega. Non sfonda il
Popolo della libertà. Batosta per la Sinistra Arcobaleno". E' l'analisi -
a bocce ferme - del voto alle politiche che propongono il segretario
provinciale del Partito democratico, Andrea Gnassi, e il vicesindaco di Rimini,
nonché esponente di spicco del Pd, Maurizio Melucci. Rispetto al risultato
conseguito solo due anni fa dall'allora Ulivo (Ds e Margherita), il Pd alla
Camera sale al 41% dei voti, sia a Rimini che nell'intera provincia. Un +2,69%
sul 2006 nel capoluogo, che segna il massimo incremento. Con 36.017 voti. Aumento
top regionale con Parma. In provincia +1,82% (79mila voti). Al Senato l'aumento
è addirittura triplo sul 2006: +6,3%. Il più forte nell'intera Emilia Romagna.
"Quasi un elettore su due vota Pd, uno tra i più importanti risultati mai
raggiunti", commentano Gnassi e Melucci. Il top dei consensi, tra i comuni
maggiori, a Santarcangelo, 46,4%. Il minimo a Bellaria, 30,93%. Il Pdl,
osservano Gnassi e Melucci, si attesta al 35,93% a Rimini (-0,07%), al 38,38%
in provincia (+0,53%). "Non c'è stato il più volte annunciato sorpasso
locale ? rileva Gnassi ?. Nè il calo della forbice a livello di provincia.
Obiettivi entrambi falliti dal Pdl, che perde alla Camera 1.693 voti. Ne perde
( da "Adige, L'" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abolizione dell'Ici?
Meglio riformare lo Stato I n campagna elettorale ho
sentito molto parlare di "semplificazione della burocrazia, dell'annullamento di molte leggi e dell'Ici sulla prima
casa" Abolizione dell'Ici? Meglio riformare lo Stato I n campagna
elettorale ho sentito molto parlare di "semplificazione della burocrazia, dell'annullamento di molte
leggi e dell'Ici sulla prima casa". Non vedo né personalità
politiche né persone sufficientemente volonterose intenzionate a riformare in
modo semplice, efficiente e moderno il metodo di formulazione delle leggi. Per
la questione dell'Ici è il caso di rivedere la trasformazione nel tempo della
legge che definisce la denuncia dei redditi. La riforma tributaria, se non
sbaglio definita "Vanoni", istituiva la prassi della denuncia dei
redditi cercando di mettere ordine in particolare alla "babele" dei
tributi comunali. Tra le varie disposizioni veniva determinato un tributo a
favore delle casse comunali commisurato sul reddito dei fabbricati. Non ricordo
come fosse nominato detto tributo, ma ricordo benissimo che la cifra che il
contribuente sottraeva dal proprio reddito e versava alle casse comunali poteva
poi essere detratta dal reddito imponibile per le tasse statali. Ad una certa
data, non ricordo in quale anno, questa detrazione venne abolita, con notevole
aumento del gettito fiscale a favore dello stato e aggravio per i contribuenti.
Dopo un paio d'anni la tassa sui redditi da fabbricato venne sostituita a
favore dei comuni con l'Ici, definita tassa patrimoniale. Il povero
contribuente sottrae sempre dal proprio reddito quanto deve versare al comune,
ma su quella cifra non più a sua disposizione (e non più detraibile) deve anche
pagare allo stato l'Irpef. Con l'eliminazione dell'Ici sulla prima casa sembra
che il cittadino sia sollevato da una imposizione fiscale, ma in realtà la
"fregatura" ricade sulle casse comunali che recupereranno quanto
viene a mancare tassando i cittadini in altro modo. Ettore Lunelli - Trento
Uccellacci, uccellini e il corvo di Pasolini R icordate il film di Pierpaolo
Pasolini "Uccellacci. uccellini?"? Nell'accattivante originalità della
sua trama, Totò ed il figlio Ninetto s'imbattono in uno strano Corvo parlante
ed intellettuale. Il Corvo si unisce a loro e li accompagna nel cammino con
discorsi belli e colti, ma molto astratti. Poi la fame dei due uomini ha il
sopravvento: il Corvo finalmente serve a qualcosa? Trovo delle similitudini fra
la trama di quest'opera più che trentennale e quello che è accaduto in Trentino
nelle ultime elezioni. Anche il Popolo cui appartengo ha cercato una risposta
pratica, non ideologica, alle proprie necessità. Esso ha dimostrato di essere
cosciente dei problemi che affliggono l'attuale società e di saper spostare il
peso del proprio parere pur di trovare una risposta concreta alla situazione
odierna. Barbara C. Dossi 16/04/2008.
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 18 Effetto
Berlusconi: in Friuli cade Illy, simbolo del Pd al Nord ONDA LUNGA DEL
CENTRODESTRA di LORENZO SANI ? TRIESTE ? SE NON È uno tsunami, quello che ha
travolto il Friuli Venezia Giulia, "è qualcosa che gli assomiglia".
Bruno Malattia, capogruppo in Regione della lista civica che ha sostenuto il
presidente uscente Riccardo Illy, ha alzato bandiera bianca alle 18.30, quando
dovevano ancora essere scrutinate 342 sezioni,sulle 1378 dei 219 comuni di un
feudo che pareva inattaccabile. Invece è caduto, travolto dall'onda lunga delle
consultazioni nazionali, sordo agli appelli al voto disgiunto. Un kappao che
forse Illy si è cercato quando ha optato per l'Election day, nonostante il suo
mandato non fosse ancora al capolinea. Esce di scena Illy, candidato del centrosinistra
con vocazione neoliberista, spesso in rotta di collisione col governo Prodi. La
ribalta è per il suo avversario Renzo Tondo, che ha raccolto il massimo nei 45
giorni di campagna elettorale, puntando soprattutto sull'indebitamento della
Regione, "una situazione da repubblica sudamericana", ha ripetuto
mille volte anche nei confronti televisivi. "DAL 2002 AL 2007 il debito è
passato da 706 milioni a 1657 milioni, pari a un indebitamento del 134,7%: il
valore per abitante in Friuli Venezia Giulia è di gran lunga il più alto del
Nordest, ma anche di quello di Sicilia, Campania e Sardegna". E seguendo
la tendenza dell'ultima campagna elettorale, Tondo ha abbandonato pure il
faccia a faccia televisivo con Illy: "Si lamenta perché gli concedono poco
spazio, allora gli offro anche il mio". Cinquantun anni, tre figli, ex
parlamentare di Forza Italia, ha già guidato la Regione durante la VII
legislatura. "Non sarò un uomo solo al comando, ma saprò comandare",
le sue prime parole da governatore. "Vinciamo perchè la gente ci ha
capito, sa ricondurre a ragione, a buon senso anche le cose più
problematiche", ha proseguito dopo aver rivolto parole di stima per
l'avversario, che aveva manifestato l'intenzione di lasciare la politica in
caso di sconfitta. "E' stato bravo e spero che rimanga in Consiglio a capo
dell'opposizione". Ma è difficile che il rivale, battuto di 7 punti (46.2%
contro il 53.8% di Tondo) accolga l'invito. Illy ha avuto la certezza della
débacle poco prima di imbarcarsi per Trieste da Bruxelles, dove
si era recato per i lavori del comitato Ue per lo snellimento della burocrazia. RENZO TONDO, invece, ha
fatto la spola tra la sede del comitato elettorale, a Udine e il ristorante di
famiglia a Tolmezzo, 'Al Benvenuto'. Sbaglia chi ha colto in certi dettagli
della sfida testa a testa che ha infiammato il Friuli, scaglie di
superstizione: Tondo ha votato al seggio di Betania, frazione di
Tolmezzo, domenica mattina alle 11.15 spaccate. "E' pragmatismo allo stato
puro", sostiene chi gli è vicino, perchè quell' orario per un esperto
giocatore di dama (il neo Governatore è presidente della federazione nazionale)
non è certo casuale. Corrispondente infatti alla migliore mossa d'apertura a
disposizione del giocatore con le pedine nere che, come di regola, muove per
secondo: da casella
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
MARZABOTTO pag. 23
"Soffocati dalla burocrazia" Gli agricoltori si lamentano delle difficoltà create alla
loro attività di FRANCESCO FABBRIANI ? MARZABOTTO ? "LA BUROCRAZIA uccide.
Non credevo fosse possibile, ma ho dovuto constatarlo con mano". Lo sfogo
è di Cristina Mondadori, che gestisce l'azienda agricola 'Cavara', a Malfolle,
a Marzabotto, azienda che vuole indirizzare all'agriturismo.
"Abbiamo avuto tante difficoltà iniziali per riprendere un terreno
abbandonato da decenni e quando credevamo di aver raggiunto il risultato è
iniziato un confronto impegnativo con la burocrazia
che ci ha tenuti fermi per molto tempo". La signora Cristina ha
riorganizzato i suoi
( da "Unita, L'" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
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l'edizione del NICHI VENDOLAIl governatore della Puglia: un collasso per noi. Ma
ora prendersela solo con Bertinotti non ci porta da nessuna parte "Per gli
elettori è solo un logo che copriva roba vecchia" di Simone Collini / Roma
"L'Arcobaleno è stato percepito come il logo che copriva cose vecchie. E
anche probabilmente inefficaci rispetto all'agire politico". Nichi Vendola
è impietoso nell'analisi del perché Prc, Pdci, Verdi e Sd sono rimasti fuori
dal Parlamento. Adesso, dice il governatore Puglia, quello su cui si
concentrano le speranze di risalire la china, "dobbiamo accelerare quel
cantiere che è stato solo annunciato sulla scheda elettorale, ma che non è mai
partito". Veltroni giudica un limite che la Sinistra arcobaleno non sia
rappresentata in Parlamento. È anche lei tra quanti lo giudicano
corresponsabile, per via dell'appello al voto utile, di questo risultato?
"A me piace indagare le cause piuttosto che i colpevoli. L'analisi così
può essere più limpida e meno grondante di risentimenti". E la sua analisi
a che conclusioni porta, presidente Vendola? "Il terremoto è stato provocato
dalla delusione per il governo Prodi, che diventa un giudizio folgorante per
noi tenendo a casa una percentuale elevata di elettori, dall'attrazione fatale
verso il voto utile in un Paese che ha evidentemente metabolizzato più di
quanto non immaginassimo tendenze culturali di tipo americano, e dal fatto che
una parte del nostro elettorato operaio e popolare ha trasformato la propria
insoddisfazione in un salto verso il voto leghista. Queste sono le spiegazioni
di quanto avvenuto, la radiografia di un collasso". E questo collasso,
come dice lei, non vi era stato preannunciato in qualche modo? "Diciamo
che l'indebolimento cardiaco ha ragioni di lungo periodo. E chiaramente era
insufficiente, di fronte al cuore debole della sinistra, un mero cartello elettorale".
Era soltanto questo la lista Sinistra arcobaleno, secondo lei?
"L'Arcobaleno è stato percepito come il logo che copriva cose vecchie,
cose probabilmente inefficaci rispetto all'agire politico. Non è stato
metabolizzato come il segno di un processo nuovo, come la prima prova del
cantiere della sinistra che verrà". Come ripartire? "Ci sono due
strade. Una è quella del suicidio, attraverso la ritirata burocratica negli
accampamenti ridotti dell'identità". Una risposta a quanti, come i vertici
del Pdci, sostengono che avete perso perché avete abbandonato i simboli
tradizionali e propone di ripartire dalla falce e martello? "Se c'è
qualcuno che intende consolarsi con questo tipo di elucubrazioni è libero di
farlo. Però mi sembrano riti di esorcismo, piuttosto che analisi della realtà.
Si può anche dire: è stato quel che è stato perché non c'era bisogno di una
nuova sinistra, bisogna sventolare le bandiere della vecchia sinistra,
riorganizzare le tende e gli eserciti. È un'ipotesi, certo. Ma io la considero
un suicidio. E devo anche dire che non mi stimola molto, né culturalmente né
umanamente". L'altra ipotesi, allora? "Per chi ha ancora dentro la
propria testa una lezione di marxismo non dogmatico è l'analisi spietata del
mondo di oggi, la costruzione di un cantiere che non è il museo della gloria
del passato ma che è il luogo plurale e aperto in cui una nuova soggettività
possa interloquire con le domande e i problemi del ventunesimo secolo. Bisogna
ricostruire il proprio campo, i propri strumenti dell'agire politico, cioè il
cantiere dell'Arcobaleno, quello che non è mai partito, che è stato solo
annunciato su una scheda elettorale". Non è mai partito dice? E gli stati
generali, il simbolo unitario, il lavoro comune per le liste? "Allora diciamo
che è partito lentamente, molto lentamente, ma che ora deve ingranare la marcia
del coraggio innovativo. Questa è l'unica prospettiva che io considero utile
per la sinistra, per una sinistra che voglia essere utile al paese. Tutto il
resto mi pare appartenere al folclore". Questo processo richiede un
ricambio delle classi dirigenti? "L'ho detto prima della sconfitta
elettorale. Ho parlato di me, ho detto che abbiamo il compito di lavorare per
passare il testimone a una nuova generazione, e farlo in tempi rapidi. Ci vuole
un nuovo alfabeto della sinistra, una nuova conoscenza della geografia del
lavoro e dei lavori, c'è bisogno della disseminazione di luoghi nuovi che diano
significato alla politica intesa come costruzione di una comunità".
Passare il testimone a una nuova generazione dice, eppure in molti si aspettano
che sia lei a guidare la fase costituente della nuova sinistra. "In questo
momento dobbiamo decidere che cosa fare, e quindi prima di tutto dobbiamo
scegliere una delle due strade indicate prima. Poi, insieme, in un lavoro molto
collegiale, dobbiamo edificare il cantiere. E in esso tutto deve essere messo
in discussione, anche le forme di costruzione delle leadership. Perché può
darsi che un nuovo soggetto della sinistra plurale abbia bisogno di una leadership
eterodossa rispetto a quelle conosciute". In che senso eterodossa?
"Si può pensare a una leadership duale, o a rotazione, cioè a meccanismi
diversi da quello carismatico e anche autoritario del leader e che invece
esaltino la dimensione del lavoro collegiale". A luglio il Prc andrà a
congresso e si profilano almeno due mozioni contrapposte, quella di Giordano
sul soggetto unitario e quella di Ferrero sulla federazione di forze: diamo per
scontato che lei sosterrà la prima mozione? "Di scontato c'è un principio
di realtà, una consapevolezza del passaggio d'epoca che già ci ha travolti e
che ora ci chiede una straordinaria capacità d'invenzione. Perché altrimenti
qualcuno in questa galassia potrà anche sopravvivere, ma senza il significato
che la sinistra deve avere. La sinistra ha significato nel rapporto con mondi
vitali. Fuori da questo, se è soltanto la perpetuazione di
pezzi di ceto politico e di burocrazie, che naturalmente tendono a riprodursi
incuranti degli snodi reali della storia, finisce di avere significato.
Dopodiché, naturalmente, ognuno si accontenta delle ambizioni che è capace di
coltivare". C'è chi dice che se invece di Bertinotti a candidarsi fosse
stato lei avreste dato un maggiore segnale di novità. "La novità è
un processo molto più complesso, e trovo molto ingeneroso caricare Fausto
Bertinotti di una responsabilità che invece grava sulle spalle di tutti. Una
responsabilità che riguarda la difficoltà di leggere una fase, una transizione.
Ci siamo trovati improvvisamente con un Parlamento svuotato di importanti
culture democratiche del Novecento. Una cesura. E noi l'abbiamo attraversata
senza accorgercene. Anzi, è quando ci siamo inciampati rovinosamente che ci
siamo accorti che c'era".
( da "Unita, L'" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
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l'edizione del Ossessione '68: quel sogno ci tormenta ancora di Oskar Negt G li
anniversari rappresentano occasioni propizie al fine di por mano a una
tematizzazione pubblica di problematiche che non vanno né eluse né affrontate
nell'ottica di un consenso generale. Questo nuovo anniversario chiama in causa
quarant'anni di rapporti con eventi che vengono puntualmente rievocati ogni
decennio, benché la loro influenza sulla nostra società, pur nettamente
tangibile, sia difficile da determinare esattamente. È dunque una scadenza che
presenta un carattere del tutto diverso dalle celebrazioni che ci siamo appena
lasciati alle spalle: Kant, Einstein, Mozart, Adorno ecc. Improvvisamente si
forma la percezione che si abbia a che fare con l'elaborazione di una
rivoluzione ai suoi tempi legittima, e tuttavia fallita e bruscamente
interrotta. Le attribuzioni di colpa assumono in effetti dimensioni tali che
qualcuno che dovesse trovarsi tra le mani, poniamo nel 2068, la documentazione
prodotta nel corso di questo quarantennio, resterebbe sconvolto dalla
percezione delle profonde trasformazioni cui la data-simbolo del Sessantotto
rimanda. Il che è per molti versi anche vero. La nostra società è diventata
un'altra. A guardare le reazioni di odio e disprezzo, si potrebbe assolutamente
parlare, in termini socialpsicologici, di una paranoia collettiva: di un'ossessione
persecutoria alla quale si tende normalmente a rispondere con un ostracismo
aggressivo nei confronti di tutto ciò che appare estraneo, ma in cui è però
contenuto molto della propria incompiutezza. Per questo motivo il Sessantotto
si presta in modo eccellente alla conferma di pregiudizi e alla rimozione dei
propri problemi, il cui arsenale è stato assemblato e periodicamente riproposto
nel corso di quarant'anni anni da una sfera pubblica perversa. Non riesco,
tuttavia, a liberarmi dal sospetto che un numero crescente di critici, nel
frattempo arrivati al punto di mettere in scena la generazione nazista del '33
come costituita da precursori dei sessantottini, non siano affatto interessati
a capire cosa i protagonisti del movimento abbiano davvero fatto, voluto,
discusso e provocatoriamente portato sulla scena pubblica. In luogo di un
"pathos del rischiaramento" che si rivolge al contesto storico, allo
stato della società, agli aspetti internazionali, al conflitto generazionale,
abbiamo pertanto la tendenza ad utilizzare il Sessantotto come una sorta di
schermo che serve ad ognuno per scaricare nello spazio politico le proprie
speranze deluse e i propri irrisolti problemi esistenziali. Ciò è perfettamente
funzionale a una politica dell'ordine reazionaria che ha oggi un particolare
bisogno di legittimazione. Chi vuole ordine deve prima alimentare la paura del
caos. Il Sessantotto è una grossa spina nel fianco di una società alla
spasmodica ricerca di una "nuova trasparenza" e di un "ordine
affidabile". Qualcosa viene ancora percepito come provocazione, come sfida
ai poteri stabiliti: i quali avvertono come questo movimento contenga anche
qualcosa di vero, plausibile e giusto. Ernst Bloch parlerebbe dell'irrisolto,
dell'eccedenza utopica che non può essere espunta tramite il semplice
riferimento ai fatti. Se non ci fosse questa eccedenza, il sogno ad occhi
aperti di una società migliore, ma anche di una vita buona in una comunità
giusta, il movimento sarebbe da lunga pezza caduto nella dimenticanza. Problemi
centrali della nostra società, come la crisi della società del lavoro, la
miseria del sistema scolastico e la polarizzazione di ricchi e poveri,
appartengono a regioni di una realtà nascosta. Per questo il Sessantotto si
presta in modo eccellente a un dibattito compensativo che si balocca con i
simboli della "caduta dei valori" e dei "deficit
dell'educazione". Appare pertanto sensato, in questa sede, richiamare
ancora una volta alcuni aspetti determinanti di questo movimento. Tali aspetti
non hanno soltanto a che fare con un problema generazionale (che pure
innegabilmente sussiste), quanto piuttosto con una comunità che ha il suo
nucleo essenziale nella democrazia di base. L'anno 1968 dischiude per alcuni
attimi la storia. Si tratta indubbiamente di un anno politicamente scandaloso,
che inaugura novità e speranze. Ma di quella stessa memoria collettiva fanno
parte anche le sconfitte e le aspettative deluse. E più gli eventi originali si
allontanano nel tempo, più la memoria viene selezionata e adattata alla realtà
attuale. Di qui la legittima domanda: che cosa resta? Che cosa occorre fare e
che cosa bisogna in ogni caso evitare? Quali impulsi di questo anno
"scandaloso" rimangono vitali, quali idee e approcci sono ancora
incompiuti? Il movimento per la pace degli anni ottanta, il movimento
antinucleare, il movimento ecologico e altri ancora - la maggior parte di
queste ampie iniziative dal basso ha tratto origine dai sessantottini e dalla
loro coraggiosa ribellione. Siamo soggetti che imparano. E solo in un processo
di apprendimento collettivo, ossia di faticosa approssimazione, gli eventi del
passato riacquistano vitalità e fruibilità. Sono problemi internazionali che
sono stati posti all'ordine del giorno proprio dal Sessantotto. Nel maggio 1968
un milione di operai, studenti, docenti, ingegneri, uomini e donne praticamente
di tutti gli strati sociali, si raduna a Parigi contro l'ordine esistente e per
il cambiamento della società. In Cecoslovacchia, come vediamo oggi
retrospettivamente, si sviluppa sotto Dubcek, già fuori tempo massimo, una
delle ultime possibili iniziative di riforma del socialismo. Alimentata dalla
primigenia forza delle utopie socialiste, e tramite un socialismo dal volto
umano, tale iniziativa invitava le burocrazie
poststaliniste a farsi da parte pacificamente e senza sanguinosi conflitti.
Ultima erede di questa linea è, per alcuni intellettuali di sinistra, la
strategia di apertura di Gorbaciov. Ci sono voluti più di vent'anni anni perché
il disprezzato e calpestato Alexander Dubcek vedesse riconosciute le sue
ragioni come presidente del Parlamento. Ma in quel momento Dubcek non
rappresentava più il socialismo. La guerra in Vietnam si avvicina al suo
culmine. L'offensiva del Tet è il preambolo della catastrofe per la politica
interventista americana. So che ai difensori dell'ordine di tutte le tendenze
politiche non piacerà affatto quanto sto per affermare. Penso siano soprattutto
due gli ambiti in cui il Sessantotto ha dato origine a nuovi impulsi umani e
produttivi: mi riferisco al campo dell'educazione e della formazione e,
soprattutto, alla decisiva rivalorizzazione della partecipazione e della
democrazia. In entrambi i casi abbiamo a che fare con problemi essenzialmente
politici. È merito del movimento del Sessantotto aver reso pubblicamente visibili
le pecche di una democrazia parlamentare e i due elementi fondamentali che
appartengono a una democratizzazione di base. Da un lato abbiamo la
politicizzazione degli interessi e dei bisogni degli esseri umani, finalmente
inclusi nel processo di formazione del giudizio politico nell'ambito di una
sfera pubblica critica. Dall'altro lato, quando parliamo di democrazia di base,
la democratizzazione della società investe gli ambiti della vita concreta che
determinano le esperienze quotidiane degli esseri umani: nelle fabbriche, negli
uffici, nelle scuole, nelle università. L'idea che non possa darsi una società
democratica senza democratici era di certo utopica. Ma resta tuttavia una sfida
alla realtà dello stato di cose presente. QUELL'ANNO è diventato una sorta di
schermo che serve ad ognuno per scaricare nello spazio politico le proprie
speranze deluse e i propri problemi irrisolti. L'analisi del filosofo tedesco,
uno degli ospiti del Festival di Filosofia di Roma.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-04-2008)
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Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-04-16 - pag: 3 autore: Montezemolo.
"Una maggioranza chiara" "Bene la stabilità, il nostro impegno
per lo sviluppo" Nicoletta Picchio ROMA C'è una maggioranza "chiara e
netta", il prossimo Governo ha i numeri per poter fare le riforme. è il
primo segnale positivo che Luca di Montezemolo vede nei risultati del voto alle
politiche. Un voto che fa emergere tre elementi "molto
significativi": e cioè una maggioranza chiara, che permette una piena
governabilità, semplificazione dei gruppi parlamentari, sconfitta della cultura
anti-impresa. I presidente di Confindustria affida ad un comunicato il suo
commento sul voto alle politiche e ne parla brevemente a Salone del mobile di
Milano. Avrà modo di approfondire l'argomento venerdì pomeriggio, al convegno
del Centro studi che si terrà al Lingotto a Torino, dove Confindustria, ha
detto Montezemolo, rilancerà il decalogo presentato alla politica ai primi di
marzo, con la ricette per far ripartire l'Italia, "a cominciare dal
federalismo fiscale, che riteniamo uno dei temi più importanti insieme alla
riforma dello Stato e alla riforma istituzionale ". Fisco, produttività, meno burocrazia, innvazione. "Cambiare per crescere" sarà lo slogan
del Lingotto. Ed è un cambiamento netto quello che Montezemolo ha chiesto alla politica
in questi anni, da presidente di Confindustria. Fermo restando l'impegno delle
imprese a fare la propria parte e a "rimboccarsi le maniche".
Un messaggio che Montezemolo ha sostenuto sin dall'inizio della sua presidenza
e che ha rilanciato ieri, mettendo nero su bianco che le aziende
"assicurano tutto il loro impegno perchè l'Italiariprenda con forza il
cammino dello sviluppo". Il voto, comunque, apre uno scenario diverso
rispetto al passato. Il primo aspetto importante, secondo Montezemolo, è che il
Parlamento avrà una maggioranza "chiara e netta", che permette una
"piena governabilità". C'è un "positivo dato di stabilità"
che secondo Montezemolo può consentire in questa legislatura l'approvazione di
riforme "necessarie e ineludibili". Il secondo elemento positivo è
che si è arrivati, finalmente, ad una "forte semplificazione dei gruppi
parlamentari ", una situazione che "ci avvicina agli altri Paesi
europei ". Ma c'è un altro punto su cui il presidente degli industriali
insiste: la "netta sconfitta " delle forze politiche che "sono
portatrici di una cultura anti-impresa, anti-mercato e anti-sviluppo". Il
riferimento è alla sinistra radicale che il numero uno di Confindustria ha
indicato più volte come responsabile delle mancate scelte riformiste del Paese,
pensando non solo alla politica, ma anche al sindacato. I dati sull'andamento
del Pil, poco superiore a zero, in un contesto dove invece l'export
cresce,danno la misura delle difficoltà del sistema Paese. "I problemi
sono gravi e urgenti, a cominciare dalla mancata crescita, e vanno affrontati
con decisione", ha scritto Montezemolo sul comunicato, facendo un appello
collettivo alla classe dirigente italiana, imprenditori compresi. "Ognuno
deve contribuire facendo con grande determinazione e senso civico la propria
parte perchè si raggiungano in tempi brevi risultati importanti per il Paese e
per il bene comune". Il mondo imprenditoriale, garantisce, non si tirerà
indietro. SINISTRA FUORI "Risultato importante la sconfitta delle forze
che finora sono state portatrici di cultura anti-impresa, anti-mercato".
( da "Corriere del Veneto" del 16-04-2008)
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Corriere del Veneto
- VERONA - sezione: PRIMAPAGINA - data: 2008-04-16 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Quattordici i parlamentari eletti: il Carroccio ne porta a casa
cinque. Pdl, Ettore Riello resta fuori. Centrosinistra, ce la fa Borghesi
Verona dopo le urne: è la città più leghista d'Italia Ha il record dei voti.
Tosi chiama i suoi colonnelli in partenza per Roma: ecco la lista della spesa
VERONA - Il cingolato del Carroccio. La torre della scacchiera padana. Mica più
solo la città di Giulietta e Romeo o dell'Arena, Verona. Prima città italica
nella performance di voti alla Lega. Con un drappello di colonnelli che
caleranno a Roma con tutta l'irruenza del loro risultato elettorale. E'
scaligera, l'armata leghista. Ed è, soprattutto, giovane. Tutti quarantenni, i
virgulti padani che vireranno sulla capitale a portare l'elenco della spesa che
Verona e il Veneto hanno tutta l'intenzione di fare a Roma. "Adesso
dovranno spingere per il territorio" è il dictat che gli ha consegnato il
sindaco Tosi, generale della campagna di aprile. "A Roma dovranno fare
squadra. Hanno l'esperienza per lavorare. E dovranno
portare a casa, in fretta, i primi risultati sui tre temi cardine: federalismo
fiscale, sicurezza e burocrazia. Non devono perdere tempo". A PAGINA 3 Petronio Il brindisi
Da sinistra Bragantini, Giovanna Negro, Montagnoli e Tosi.
( da "Corriere del Veneto" del 16-04-2008)
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Corriere del Veneto
- VICENZA - sezione: PRIMAPAGINA - data: 2008-04-16 num: - pag: 1 categoria:
BREVI LA METAMORFOSI di FAUSTO PEZZATO I l radicalismo vetero- comunista, e il
suo confratello ecologista, alla fine si sono inabissati nella loro stessa
stupidità, come un Titanic dei poveri. Nel Veneto e in Lombardia, questo
tragico naufragio ha spalancato le porte a una Terza Repubblica in cui, più di
Silvio Berlusconi, trionfa Umberto Bossi. Cerchiamo di capire perché la Lega ha
triplicato i suoi voti, bloccando l'avanzata del Partito democratico di Walter
Veltroni e strappando qualche penna, come a Padova, Vicenza e Treviso, anche al
Pdl. Sono state due le scosse sismiche decisive di un terremoto che già
brontolava nel sottosuolo: le tasse e l'immigrazione. La Lega Nord era stata
partorita una ventina d'anni fa dalla crisi della "partitocrazia del
malaffare". Si era poi riciclata come movimento giustizialista (che
applaudiva pubblicamente i magistrati di Mani Pulite) e, mitizzandosi nella
patria celtica, aveva lanciato i suoi strali contro il fisco di "Roma
ladrona", reo di convogliare i nostri raccolti tributari verso il
Meridione sfaticato, furbo e mafioso. In tempi più recenti, il governo di
Romano Prodi, fiero del suo euro e ligio agli impegni europei, non si era
accorto che quassù l'ira dei contribuenti (dai pensionati ai lavoratori
dipendenti, dalle partite Iva alla galassia imprenditoriale) montava a vista
d'occhio e scavava giorno dopo giorno il solco del risentimento,
dell'antipolitica e del secessionismo. Troppo indaffarata nelle risse e nei
ricatti, alla pletorica coalizione del Professore con i voti contati sfuggiva
la realtà di un Veneto fuori dai gangheri e sul piede di partenza. Come se non
bastasse, sull'iperattivismo della miriade di piccoli e
medi industriali tartassati gravava anche il peso di una burocrazia a dir poco sadica. Il
leghismo, che si era inventato una propria "razza" per non lasciare
dubbi sul radicamento territoriale, faceva a pezzi i residui legami con la
Patria ingrata e proponeva il Nord sfruttato e snobbato come una piccola patria
alternativa. Musica per tante orecchie. Questo accadeva ormai da un
decennio e più, in un angolo d'Italia al quale l'immigrazione extracomunitaria
e quella dall'Est europeo avevano cambiato i connotati. Come se non bastasse il
senso dell'estraneità fiscale, le città e i paesi del Veneto dovevano guardarsi
in uno specchio in cui, accanto al proprio volto stralunato, sfilava una
umanità negletta, tumultuosa, avida, affamata, disperata: un "mondo alieno
" per una tradizione come la nostra, fatta di campanili, sfumature
dialettali, costumi, abitudini e pregiudizi secolari. E se da un lato
l'imprenditoria scopriva sottocasa abbondante manodopera low cost, la gente
comune, quelli che campano con la bottega, lo stipendio, la pensione, e spesso
non arrivano alla quarta settimana, constatava che avevamo importato una
povertà concorrenziale, una miseria disposta a tutto. CONTINUA A PAGINA 22.
( da "Corriere Alto Adige" del 16-04-2008)
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Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-16 num: - pag: 9
categoria: REDAZIONALE Il mondo economico Carlini (Useb): ora maggiore
stabilità. Gobetti (Cisl): saranno anni duri. Sola (Cgil): incognita Svp
Oberrauch: "Subito segnali alle imprese" Imprenditori, appello a
Roma. I sindacati: speriamo in un centrodestra diverso Amort (Wirtschatsring):
"Il federalismo è una buona via a medio-lungo termine, ma ora occorre
abbassare le tasse" BOLZANO - Dopo la svolta elettorale, le forze
economiche altoatesine guardano a Roma. L'auspicio maggiore degli imprenditori
è quello della stabilità, unito alle riforme. Per i sindacati, la speranza
principale è vedere salvaguardati i principi del welfare. "Risultato
inequivocabile, ci aspettiamo un immediato segnale da Roma - spiega il
presidente di Assoimprenditori Christof Oberrauch - spero che il nuovo governo
attraverso immediati provvedimenti rafforzi la fiducia delle imprese. Adesso ci
si aspetta soprattutto la detassazione degli straordinari, la riforma delle
penalizzazioni fiscali dei posti di lavoro, l'Irap, ma
anche la riduzione della burocrazia, l'inizio della realizzazione delle progettate grandi opere e un
impulso a favore della ricerca e dell'innovazione ". Dal punto di vista
locale, Oberrauch dice di aspettarsi che "i nostri parlamentari portino
avanti le proposte programmatiche di Confindustria, in modo tale che l'Italia
si riallacci al resto d'Europa". All'interno di Assoimprenditori a
Bolzano si è fiduciosi che con questo risultato elettorale la fatale
"campagna per la cacciata delle imprese della coalizione di sinistra del
governo Prodi venga rapidamente abbandonata in favore di una moderna ed
europeistica politica economica e sociale ". Interviene anche il
presidente Useb, Marco Carlini: "Ora c'è un barlume di maggiore stabilità
e di governabilità del sistema Paese - spiega - questo destra o sinistra che
sia, ovvero indipendentemente dalle idee politiche di ognuno. Mi sembra anche
positivo il fatto che le due cooalizioni siano disponibili a parlarsi, speriamo
che non si tratti solo di un fairplay fine a se stesso. Se collaboreranno sarà
meglio per tutti, le riforme saranno più facili. Il federalismo fiscale? Ben
venga, se vuol dire tutela del proprio territorio ma anche delle fasce più
deboli del Paese". Cauto anche il presidente del Wirtschaftsring, Walter
Amort: "Il voto è stato chiaro - spiega - spero che la svolta sia positiva
per le imprese e che ci sia anche un riconoscimento dell'autonomia. Con questo
nuovo governo credo sarà più garanntita la stabilità e la possibilità di
programmazione delle imprese. Ma molto va fatto. Il federalismo può essere una
via per migliorare la gestione delle risorse ma di certo bisognerà abbassare le
tasse, non inventarsi più leggi strane che puniscono le imprese". I
sindacati sono più "coinvolti " dalla debacle del Pd: "Saranno
cinque anni difficili per tutti - spiega Carlo Gobetti, segretario Cisl - ci
sono in campo forze conservatrici contro cui bisognerà lottare per tutelare
fino a che sarà possibile i lavoratori. Continueremo il nostro lavoro su
salari, pensioni e fisco. Sono scomparsi i nostri diretti referenti politici a
Roma? Vedremo come coinvolgere i restanti parlamentari, compresi quelli
altoatesini. Vedremo quello che potranno fare". Deciso il segretario
aggiunto della Uil, Toni Serafini: "I dati sono chiari - dice - ora il
sindacato farà il suo dovere con il centrodestra che ha vinto, per difendere
salari, pensioni e quant'altro. Speriamo di avere questa volta un Berlusconi
più affidabile, rispetto a quello che ci aveva fatto firmare un "patto per
l'Italia" che poi ha disatteso ". Eppure per esempio i temi del
carovita erano appannaggio soprattutto della sinistra che ha perso:
"Faccio un esempio, la Lega - dice Serafini - meno immigrazione
clandestina, più sicurezza e salari erano le sue parole d'ordine. Tre punti
efficacissimi che hanno fatto presa sulla gente". Infine, Lorenzo Sola,
segretario Cgil: "Noi ci riconosciamo nel centrosinistra e quindi il
risultato non ci conforta, ma la nostra autonomia rimane e per noi il governo
sarà un interlocutore - spiega Sola - speriamo che almeno il centrodestra si
comporti diversamente dal passato, quando ci convocava solo per dirci cosa
aveva deciso. A livello locale, lo scenario è diverso con il risultato positivo
del Pd, che potrebbe portare a un cambiamento, Bisogna solo vedere cosa
succederà all'interno della Svp, se si preoccuperà di quello che ha perso a
destra o a sinistra, e da che parte eventualmente sposterà il suo baricentro
" Pierluigi Perobelli Sferzante Il presidente di Assoimprenditori,
Cristoph Oberrauch.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-04-16 - pag: 9 autore: ANALISI Nei distretti
l'onda del Carroccio di Marco Fortis F orse a molti potrebbe dir poco che in
Comuni come Chiampo, Mansuè, Altivole, Leffe, Castelli Calepio, Valduggia,
Cerea, Dolcé, Rosà, Prata di Pordenone e molti altri apparentemente minori, la
coalizione che ha come premier Berlusconi si sia aggiudicata percentuali
"bulgare" nelle votazioni per la Camera largamente vicine o superiori
al 70%e che alla base di questo risultato vi siano percentuali della Lega Nord
comprese tra il 35-45%. Ma questi Comuni, ancorché poco noti al grande pubblico
e, temiamo, anche a molti rappresentanti della sinistra, non sono Comuni
"normali". Sono infatti pilastri di distretti industriali assai
importanti, dai quali origina gran parte del surplus commerciale manifatturiero
italiano. Comuni di quel Nord che chiede insistentemente il federalismo
fiscale, meno burocrazia e l'avvio di opere infrastrutturali non più rinviabili (dalla
Pedemontana alla Brebemi). Di quel Nord che auspica una più decisa presa di
posizione del Governo in Europa per contrastare i dumping asiatici e le
clamorose asimmetrie di una globalizzazione in cui la moneta della Cina può
continuare a cadere a picco artificialmente agganciata al dollaro,
generando distorsioni competitive inaccettabili e pesanti erosioni dei profitti
per le Pmi. La"paura e la speranza"evocate da Giulio Tremonti nel suo
recente libro e la Lega di Roberto Maroni e Roberto Castelli (due politici che
hanno già avuto esperienza di Governo e che parlano con chiarezza e non in
politichese), si sono così saldate in un clamoroso successo al Nord. Un
successo che è stato forte un po' dappertutto ma specialmente nei sistemi
territoriali del made in Italy dove il manifatturiero è più radicato e dove
stanno emergendo le medie imprese dinamiche analizzate da Mediobanca. Aree che
venivano date in declino e che hanno invece conquistato i mercati dell'Est
Europa e del Medio Oriente contribuendo a far crescere l'export complessivo nel
2007 di 26 miliardi di euro (cioè più delle esportazioni aggregate degli altri
9 Paesi " meridionali" della Ue tutti insieme, Franciae Spagna in
testa). Oggi, con la Lega Nord che si è imposta come primo partito nei Comuni
di molti distretti, sarebbe davvero poco sensato continuare a considerarla come
una realtà eccentrica del nostro Paese. Perché, al di là di qualunque
valutazione politica, bisogna sempre capire i messaggi che vengono dai dati. In
una prospettiva "alla Bavarese",nell'ambito della coalizione di
Governo la Lega potrebbe rappresentare quel Nord Italia produttivo che va dal
Piemonte Orientale alla Lombardia sino al Triveneto e si spinge ormai persino
nel cuore dell'Emilia "rossa" più proiettata sui mercati
internazionali, cioè quella della meccanica e delle piastrelle. Un'area
geografica che ha un Pil pro capite persino più alto di quello della Baviera
stessa e che vuole continuare a crescere. * Vicepresidente Fondazione Edison.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-04-2008)
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Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE MERCATI data: 2008-04-16 - pag: 27 autore: Moda.
Nel 2007 utile netto a 70 milioni su 843 di ricavi per il gruppo biellese Il
retail trascina la corsa di Zegna Cristina Jucker MILANO Il 2007 è andato bene
per il gruppo Ermenegildo Zegna: un utile netto di 69,7 milioni di euro, in
aumento del 10% rispetto al 2006; un fatturato di 843 milioni, salito dell'8,3%
a cambi correnti (del 12,8% a cambi costanti) e una posizione finanziaria netta
positiva per 90 milioni circa. Ma il 2008 per ora è inferiore alle aspettative.
"L'effetto cambi ci lascia inquieti " ammette Gildo Zegna,
amministratore delegato del gruppo, che tuttavia resta ottimista. "Il
primo trimestre non è andato male, globalmente la crescita è buona – aggiunge –
ma fare previsioni è difficile, il mercato è troppo fluido. Gli Stati Uniti
sono in forte rallentamento, il Giappone è piatto, l'Europa è a macchia di
leopardo: Germania e Paesi vicini vanno bene, in Gran Bretagna pesa
l'indebolimento della sterlina. Va molto bene l'Europa dell'Est (dove l'anno
scorso siamo cresciuti del 36%), che è un po' la Cina europea". E anche se
nel 2007 la crescita delle vendite negli Usa (primo mercato del gruppo biellese
di abbigliamento e accessori di lusso soprattutto per uomo) è stata del 12% (in
dollari) si punta a rafforzare la presenza soprattutto nei Paesi emergenti,
"che per noi ora rappresentano quasi il 25% dei ricavi" spiega Gildo
Zegna. E non a caso la Cina, dove Zegna è presente da 16 anni, oggi è diventata
il secondo mercato del gruppo, con un incremento del 38% nel 2007. Ma non è
solo Cina. Appena tornato da un viaggio in Brasile (dove ha inaugurato un
negozio a San Paolo) l'amministratore delegato è convinto che"l'America latina,
che oggi rappresenta il 3-4% del nostro fatturato, ci darà una buona mano,
anche se i dazi brasiliani credo che siano i più alti del mondo". Il
gruppo, che a San Paolo ha creato una società che governerà tutto il
Sudamerica, ha già quattro negozi in Brasile e un network di 30 punti vendita
in America latina, gestiti direttamente: un numero destinato ad aumentare
rapidamente, assicura Zegna. Convinto che nel medio periodo
il Brasile darà risultati migliori che non l'India, dove "i tempi sono
lunghi, c'è molta burocrazie e molte barriere invisibili". Ciò non toglie
che Zegna entro l'estate aprirà tre nuovi negozi: a Mumbai, Delhi e Bangalore.
In due anni, 2007 e 2008, saranno aperti cento nuovi punti vendita: un
investimento doppio rispetto al biennio precedente. Ma questo è un
elemento di forza: "La nostra crescita è trainata dal retail, che sta
funzionando meglio del wholesale e ci sta premiando, anche come margini "
spiega Zegna. Che non nasconde la soddisfazione per il successo dei due Global
store di Milano e New York (il prossimo sarà a Tokio nel 2009). "In pochi
mesi si sono già rivelati una maniera intelligente per enfatizzare tutti i
nostri brand entro un unico spazio.Così oggi stiamo riflettendo sull'idea di
aprire qualche negozio in meno e qualche Global store in più, magari nei Paesi
emergenti. Ogni giorno ricevo i risultati delle vendite nei Global store:
questo ci permette anche di fare delle scoperte sui prodotti, su quello che
attira di più. E di mettere a punto giorno per giorno le strategie. è come
passare da un'auto a quattro cilindri a una a dodici".
cristina.jucker@ilsole24ore.com LE PROSPETTIVE In due anni 100 negozi La Cina
conquista il secondo posto dopo gli Usa mentre il 2008 per ora è inferiore alle
aspettative.
( da "Corriere del Veneto" del 16-04-2008)
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Corriere del Veneto -
VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-16 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Verona città più leghista d'Italia Tosi ai suoi: ora comandiamo noi
Il sindaco ai "colonnelli" in partenza per Roma: ecco la lista della
spesa Ieri brindisi con gli eletti in piazza Erbe. "Dovranno portare a
casa i risultati in fretta" VERONA - Il cingolato del Carroccio. La torre
della scacchiera padana. Mica più solo la città di Giulietta e Romeo o
dell'Arena, Verona. Perchè da due giorni è questa la capitale della Padania.
Prima città italica nella performance di voti alla Lega. Non c'è Milano. E non
c'è Treviso. Anche se piove a Verona splende il Sole delle Alpi. Carro armato
leghista, Verona. Con Tosi sulla torretta, per carità. Ma con un drappello di
colonnelli che caleranno a Roma con tutta l'irruenza del loro risultato
elettorale. E' scaligera, l'armata leghista. Ed è, soprattutto, giovane. Tutti
quarantenni, i virgulti padani che vireranno sulla capitale a portare l'elenco
della spesa che Verona e il Veneto hanno tutta l'intenzione di fare a Roma. E
con quell'orgoglio "padano " ma in primis da risultato elettorale,
che ieri camuffava le borse agli occhi di una notte insonne e gonfiava i petti
con regolamentare fazzoletto verde. "Adesso dovranno spingere per il territorio"
è il dictat che gli ha consegnato il sindaco Tosi, generale della campagna di
aprile. Con tanto di buffet. Già, perchè dopo il brindisi elettorale dell'altra
sera nell'ufficio di palazzo Barbieri, ieri è stata la volta dell'aperitivo.
Tempi da matrimonio, per i festeggiamenti di quella Lega che a Verona si sapeva
avrebbe fatto bene, ma così tanto non se lo aspettavano neanche loro. E quindi
se lunedì è stato giorno di "lavoro", con tutti i militanti fino a
tarda ora nei seggi per allontanare lo spauracchio dei brogli, ieri il ritrovo
è stato in piazza Erbe, il cui bar alla "Ragione" è diventato ormai
il punto di ritrovamento per i festeggiamenti padani. Festeggiamenti alquanto
orgogliosi. E consapevoli del risultato. Perchè se il 15 settembre del '
( da "Corriere del Veneto" del 16-04-2008)
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Corriere del Veneto -
VENEZIA - sezione: VENEZIAMESTRE - data: 2008-04-16 num: - pag: 17 categoria:
REDAZIONALE Chioggia Agricoltori "vecchi" La giunta frena sulla
centrale CHIOGGIA - Il 61,7% degli agricoltori chioggiotti ha un'età compresa
tra sessanta e oltre settant'anni. Solo lo 0,1% ha meno di trent'anni. Numeri
molto distanti dal 3% dei pescatori tra i sessanta e oltre i sessantaquattro
anni. O dal 17,5% dei pescatori sotto i trent'anni (secondo dati forniti da
Federcoopesca). Chi si è preso la briga di dividere per fasce di età gli
imprenditori agricoli iscritti alla Camera di Commercio di Venezia è Romeo
Conselvan, assessore leghista al Mercato Orticolo. Il nodo della questione è
proprio che cosa fare della centrale orticola di Chioggia. Conselvan e il
vicesindaco Sandro Todaro si chiedono se abbia ancora senso "finanziare a
pioggia un settore che di certo non sembra attrarre i giovani" e che offre
poche assicurazioni per investimenti ingenti. Ma tendono la mano alle
associazioni di categoria per "interpretare assieme questi dati e
indirizzare gli sforzi dell'amministrazione comunale". "Questi dati
preoccupanti non interrompono i lavori per la messa in sicurezza della
centrale- assicura il vicesindaco - che verrà sistemata con una spesa di 3,7
milioni. Certo occorre riflettere se si tratti dell'unica vera soluzione per
l'orticoltura chioggiotta". Che farsene di una centrale orticola messa a
nuovo, se fra 15 anni il numero degli imprenditori rischia di azzerarsi, sembra
voler mettere in guardia Todaro. "Meglio investire nella filiera
completa", sostiene Conselvan. Su 900 partite Iva individuali, il 28,6%
dei titolari è nato prima del 1939. "Si tratta di cifre che trovano
conferma anche nell'intera provincia- spiega Gianluca Lelli, direttore
provinciale di Coldiretti -, dove il 27% degli imprenditori ha più di
settant'anni e solo il 2% ha meno di trent'anni". Lelli invita però a
guardare oltre i numeri: "Il rilancio della centrale di Brondolo è solo
una delle necessarie politiche di sostegno al settore. E' un fatto che sta nella
media che gli ortolani siano, tra gli imprenditori, quelli in età più avanzata.
Per noi non è importante l'anagrafe ma la quantità di
prodotto conferito nei mercati. Piuttosto che occuparsi di demografia, occorre
sviluppare politiche per le imprese: meno burocrazia, più infrastrutture e attenzione al marketing del
prodotto". Enrico Bellinelli.
( da "Corriere della Sera" del 16-04-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-04-16 num: - pag: 52 autore: di
ERNESTO GALLI DELLA LOGGIA categoria: REDAZIONALE IL PARLAMENTO SENZA SINISTRA
Una storia finita SEGUE DALLA PRIMA Ebbe anzi un effetto paradossalmente
pressoché opposto. Indusse gli ex comunisti a considerarsi quasi come i
curatori testamentari di questo insieme di lasciti, facendosi catturare dalla
tentazione di poterne addirittura diventare agevolmente gli eredi. Ciò che
infatti cominciò fin da subito a verificarsi. Con la conseguenza però che
abbagliati da questa facile conquista gli scampati al naufragio comunista non
sentirono più l'urgente necessità, che invece avrebbero dovuto sentire, di
buttare a mare alla svelta il proprio patrimonio ideologico, di ravvedersi
senza esitazioni delle loro mille cantonate, di prendere coraggiosamente un
nome e un abito nuovi. O, se lo fecero, presero a farlo con tempi politicamente
biblici, dell'ordine degli anni. Nel frattempo, come dicevo, orfano della protezione
un tempo elargitagli dalla Dc e dal Psi, il potere tradizionale italiano
cresciuto e prosperato sotto la Prima Repubblica si apriva volenterosamente a
quelli che esso riteneva ormai i nuovi padroni della situazione. In breve tutto
l'establisment economico- finanziario del Paese, tutta la cultura, tutta la burocrazia, tutti gli apparati di governo, dalla polizia alla magistratura,
gran parte del vecchio cattolicesimo politico divennero o si dissero di
sinistra. Ma proprio la massiccia operazione di riciclaggio e di
"entrismo" da parte dei vertici della società italiana e dei suoi
poteri, nell'area della sinistra ex Pci, insieme all'esasperante
lentezza con cui procedeva la revisione ideologica di questa, hanno valso a
porre il partito della sinistra ex comunista, nell'ultimo dodicennio, in una
posizione sostanzialmente conservatrice. L'hanno reso di fatto il tutore
massimo dell'esistente, incapace di comprendere i grandi fatti nuovi che si
andavano producendo nel Paese, di rompere incrostazioni e tabù, restio a
politiche animate da coraggio e da fantasia, timoroso infine di rompere le
vecchie solidarietà frontiste. In vario modo questa parte, invece, se la sono
aggiudicata fin dal 1994 le varie destre che allora videro la luce e/o che
allora presero a ricomporsi. Le quali, a cominciare da Berlusconi, hanno invece
avuto facile gioco, esse sì, ad apparire fino ad oggi (e quale che fosse la
realtà) tese al cambiamento, lontane dal potere costituito, prive di troppi
pregiudizi ideologici, in sintonia con la pancia e con le esigenze più vere del
Paese. Il merito indiscutibile di Walter Veltroni è stato quello di capire che
sulla strada iniziata nel lontano 1993-94 la sinistra non poteva più procedere.
Prendere le distanze dal governo Prodi ha voluto dire precisamente prendere
visibilmente le distanze dalla tradizione. Da quella tradizione italiana che se
da un lato era servita a far vivere il nome del socialismo e del comunismo,
dall' altro però aveva reso sempre impossibile - ai partiti che ne portavano i
nomi - qualunque autonomo ruolo politico innovativo alla guida del Paese.
Veltroni ha capito che bisognava cancellare questa storia, la quale era stata
anche tanta parte della storia della prima Prima Repubblica; che era finalmente
giunto il momento di porre fine alla Prima Repubblica. Per farlo ha oggi dovuto
pagare un prezzo assai alto, certo. Ma i conti veri, come sempre, si potranno
fare solo alla fine.
( da "Messaggero, Il (Ostia)" del 16-04-2008)
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Chiudi di GIULIO
MANCINI Ormai ha paura di uscire. Dopo quattro cadute dalla sua carrozzina provocate
dal fondo del marciapiedi sconnesso e pieno di crepe e dall'assenza di uno
scivolo, Luca è costretto a restare tra le quattro mura della sua casa. E' la
storia di un ragazzo di 34 anni doppiamente svantaggiato. Tetraparesico dalla
nascita per un errore di terapia, Luca è vittima della più
cieca burocrazia. Residente
con i genitori ed i fratelli nelle case popolari Ater di via Valeriano Cobbe ad
Acilia, non riesce a vincere la battaglia per ottenere uno scivolo e,
soprattutto, per fare in modo che l'azienda per gli alloggi pubblici sistemi il
marciapiedi d'accesso alla sua abitazione. Domenica Luca è caduto ancora
una volta. Per la quarta volta negli ultimi due anni, la carrozzina elettrica
sulla quale si muove si è ribaltata. Uno dei tanti, insidiosi avvallamenti nel
manto stradale lo ha tradito e benchè fosse presente il padre, è caduto sul
pavimento urtando violentemente la testa a terra. "Ho ancora il bernoccolo
- cerca di ironizzare, per non far preoccupare i genitori - Il medico che mi ha
visitato al centro di cure primarie di Casalbernocchi ha parlato di trauma
cranico, raccomandandomi di stare sotto osservazione per uno-due giorni".
Anche la visita medica nasconde un altro assurdo burocratico. Pur necessitando
di un esame radiologico che potesse escludere ogni sospetto di danni profondi,
Luca non ha potuto eseguirle all'interno del presidio di Casalbernocchi: il
servizio radiologico funziona solo nei giorni feriali, restando disattivo nella
notte e nei festivi. "Per fortuna - specifica mamma Maria Giovanna - Il
giorno dopo abbiamo fatto le radiografie e non sono risultate nè fratture nè
ematomi". Intanto Luca ha deciso di non uscire da casa sino a che le sue
esigenze non saranno rispettate. La mamma di Luca sta conducendo insieme ad un
paio di anziani inquilini della stessa palazzina, una dura battaglia. "Da
quindici anni, ovvero da quando abitiamo qui - racconta - abbiamo chiesto la
realizzazione di uno scivolo per la carrozzina. Tra l'altro, fummo costretti ad
accettare l'appartamento al primo piano perchè non si sapeva quando sarebbe
stato possibile disporre di una casa senza barriere architettoniche. In tutto
questo tempo abbiamo chiesto di poter attuare quell'intervento minimo per
facilitare la vita e evitare rischi. Ci hanno risposto che i lavori erano stati
appaltati ma in realtà qui non si è mai visto nessuno". Il risultato sono
state le ripetute a cadute di Luca dalla carrozzina. "Saremmo disposti
anche a mettere mano alle tasche e pagarci da noi la sistemazione del
marciapiedi e dello scivolo - aggiunge una signora che abita sul medesimo
pianerottolo, anche lei vittima dell'asfalto sconnesso - ma ci è stato vietato.
Per ogni tipo di modifica c'è bisogno dell'autorizzazione dell'Ater".
Mentre la famiglia di Luca con altri inquilini stanno preparando una denuncia
da presentare al tribunale, dall'azienda pubblica per l'edilizia residenziale
arriva l'impegno di esaminare la vicenda. Entro breve potrebbe arrivare la
tanto agognata risposta che nella scala A di via Cobbe si attende da quindici anni.
( da "Corriere del Veneto" del 16-04-2008)
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Corriere del Veneto -
VICENZA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-16 num: - pag: 7 categoria:
REDAZIONALE Calearo: "Ora facciamo squadra con i leghisti" Il
neodeputato del Pd: lavoriamo assieme per il Veneto. La Dal Lago: il nostro
alleato è il Pdl VICENZA - Massimo Calearo Ciman vuole "fare squadra"
con gli altri parlamentari veneti. L'ha ripetuto durante tutta la campagna
elettorale e l'ha ribadito anche ieri, nonostante il governo del Paese sia
finito nelle mani di Silvio Berlusconi e la Lega Nord abbia steso sull'intera regione
uno spesso strato di tinta verde-padano. "Ho molta stima di Manuela Dal
Lago, Alberto Filippi e Paolo Franco – assicura l'ex presidente della
Confindustria berica – e con la Lega Nord condivido alcuni obiettivi, in particolare sono convinto che sia necessario ridurre la burocrazia e realizzare al più presto il
federalismo fiscale ". A chi gli chiede se la sua idea di federalismo sia
la stessa del Carroccio, lui nicchia. "Non importa se è identica oppure no
– assicura – ciò che conta è arrivare al dunque e portare a casa un risultato
concreto per il Veneto". E a sentirlo parlare dei leghisti si ha
l'impressione che voglia iniziare da subito la costruzione della squadra
composta da parlamentari che dovrebbero collaborare per costruire il futuro del
Nord Est, a prescindere dalla casacca. Concede perfino qualche lusinga:
"Al contrario di Forza Italia, la Lega è riuscita a parlare alla pancia e
al cuore della gente". Ma poi rivendica con orgoglio il fatto che
"anche il Pd stava raggiungendo questo obiettivo: a Vicenza siamo il primo
partito, secondi a livello regionale, è la prima volta che accade dal
dopoguerra ". La vittoria della Lega, per Calearo, dà ora diritto al
Carroccio "di chiedere importanti posti di governo sia a livello nazionale
che regionale". Dal fronte opposto, la mano tesa da Calearo non sembra
scaldare più di tanto i cuori padani. "La squadra per portare avanti i
nostri obiettivi c'è già – esordisce Manuela Dal Lago – ed è quella del Popolo
delle Libertà, che di certo offre molte più garanzie di Veltroni. I modi e i
tempi per ridurre la burocrazia, ma soprattutto il
federalismo fiscale, verranno studiati direttamente da Umberto Bossi e da
Silvio Berlusconi. Ma posso garantire che saranno una priorità per tutti i
leghisti eletti in parlamento". Parlando dell'imprenditore vicentino, l'ex
presidente della Provincia si limita a ricordare che "quando era al
vertice dell'Associazione industriali, tutti lo credevamo di una squadra e
invece ne ha scelto un'altra…". Ma la neo-deputata del Carroccio non
chiude del tutto la porta a Massimo Calearo Ciman. "Se deciderà di votare
a favore del federalismo fiscale ci farà piacere – assicura – ma soprattutto
farà il suo dovere nei confronti dei veneti che l'hanno scelto perché offra
delle soluzioni concrete ai loro problemi". Il giorno dopo il successo del
centrodestra, l'ex numero uno di Federmeccanica si concede anche un'analisi del
tracollo dei partiti di ispirazione comunista, che si sono sempre dichiarati
contrari all'ampliamento della presenza militare americana a Vicenza. "Il
fronte che si oppone al Dal Molin è scomparso – taglia corto Calearo – e la
dimostrazione sta proprio nel risultato ottenuto dalla Sinistra Arcobaleno
". Andrea Priante.
( da "Corriere della Sera" del 16-04-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-16 num: - pag: 21 categoria:
REDAZIONALE Montezemolo: "C'è piena governabilità" "Netta
sconfitta delle forze anti-impresa". Almunia: Tremonti continui il
risanamento Il leader Confindustria: le aziende "assicurano tutto
l'impegno perché si riprenda il cammino dello sviluppo" ROMA - "Il
risultato del voto garantisce una maggioranza netta e una piena governabilità
per fare le riforme necessarie ". Il presidente di Confindustria Luca di
Montezemolo commenta l'esito elettorale che vede il ritorno a Palazzo Chigi di
Silvio Berlusconi. E una cosa positiva, da questo rivoluzionario rimescolamento
di carte, il leader uscente la vede subito: la semplificazione del panorama
politico che consente l'approvazione delle riforme strutturali di cui il Paese
ha bisogno. Quindi niente scuse, il governo ora può realizzare quei
provvedimenti che da anni gli imprenditori chiedono. Montezemolo segnala altre
due circostanze positive: la riduzione dei gruppi parlamentari che ci avvicina
agli altri Paesi europei ma, soprattutto, "la netta sconfitta delle forze
politiche portatrici di una cultura anti-impresa, anti- mercato e
anti-sviluppo". Da Roma a Bruxelles. Anche il commissario europeo agli
Affari economici Joaquin Almunia ritiene che "il risultato elettorale
faciliterà l'azione di governo per proseguire il consolidamento delle finanze
pubbliche". A patto però che il probabile prossimo ministro dell'Economia
Giulio Tremonti continui nel solco del risanamento dei conti pubblici impostato
da Tommaso Padoa-Schioppa. Almunia ha infatti voluto spendere anche due parole
a favore del governo sconfitto ricordando che "nel 2007 sono stati
raggiunti risultati molto buoni". Ed è grazie a questo "ottimo"
lavoro di consolidamento che "senza dubbio all'Ecofin del 7 maggio
proporrò l'abrogazione della procedura per deficit eccessivo riguardante
l'Italia" ed avviata proprio quando al governo c'era Berlusconi. Il
Cavaliere non si è lasciato sfuggire l'importanza di aderire all'invito del
commissario. Durante la sua prima conferenza stampa, nella veste di vincitore,
ha confermato la linea europeista del suo futuro governo e la volontà di
"rispettare le regole comunitarie ". La prudenza con la quale questa
volta sembra muoversi il leader del Popolo della libertà sul terreno
dell'economia è del resto condivisa da Almunia. "Stiamo vivendo in un
periodo fatto di incertezze - ha detto - con minor crescita ma anche con un più
alto servizio del debito a causa dell'aumento dei tassi e questo richiede
prudenza ma sarà l'occasione per una migliore allocazione delle spese e per
evitare che il deficit italiano torni a sforare il tetto del 3% del Pil".
La governabilità e la stabilità che emergono alla prima lettura dei dati
elettorali sono le qualità maggiormente apprezzate anche da altre forze
imprenditoriali come la Confcommercio e Farmindustria. Carlo Sangalli,
presidente dei commercianti, invoca riforme per rilanciare crescita e
produttività". Per Sergio Dompè, numero uno degli imprenditori
farmaceutici, il "nuovo scenario aiuterà il Paese e il nostro settore ad
affrontare i nodi strutturali". Luca di Montezemolo ha anche avvertito che
gli imprenditori non staranno con le mani in mano ma pungoleranno, da subito,
la nuova formazione di governo. L'occasione sarà il tradizionale convegno del
Centro studi della Confcommercio che si svolgerà venerdì a Torino. "Lì
riporteremo in primo piano - ha anticipato Montezemolo - il nostro decalogo che
sottoponemmo all'attenzione delle forze politiche in campagna elettorale".
"Fa piacere vedere che molti temi - ha osservato - sono già all'ordine del
giorno come il federalismo fiscale che insieme alla riforma dello Stato è tra i
primi punti del decalogo ". Gli altri riguardano la riduzione delle
imposte, maggior flessibilità sul lavoro per aumentare la produttività,
semplificazione della burocrazia,
più attenzione alla ricerca e un'energia meno inquinante e meno costosa.
Venerdì Confindustria non ha volutamente previsto la partecipazione di politici
italiani. Il confronto sarà a livello internazionale con ospiti del calibro
dell'ex presidente della Federal Reserve Alan Greenspan, dell'ex premier
spagnolo Josè Marìa Aznar e del presidente della Commissione europea
Josè Manuel Barroso. \\ Il commissario Ue, Almunia: "L'Italia deve
continuare con il consolidamento delle proprie finanze pubbliche" Il
numero uno di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo \\ Priorità alle reti
pubbliche di cittadinanza, vale a dire la scuola e la sanità Roberto Bagnoli.
( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del
16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ato il progetto per
l'archivio urbanistico informatico del comune di Pomezia che consentirà di
snellire le procedure per la visione di progetti e licenze edilizie. Uno strumento utile per eliminare burocrazia e tempi "morti" delle amministrazioni e degli enti
locali. L'archivio prevede l'informatizzazione di tutte le pratiche nuove e la
catalogazione di quelle vecchie che saranno scannerizzate e archiviate nei
prossimi mesi. Un elemento fondamentale non solo per gli addetti ai lavori, ma
anche per i cittadini.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
ELEZIONI 2008
16-04-2008 Elezioni 2008 PDL IL PRIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI SARA' A NAPOLI. IL
CAVALIERE HA GIA' CHIARE LE PRIORITA' Berlusconi: "Subito via l'Ici e
bonus a tutti i primi nati" "Detassazione degli straordinari".
"Carriere separate per i giudici" "Entro fine anno Forza Italia
e An diventeranno un unico partito" ROMA Andrea Longo II è disponibile al
dialogo con il "governo ombra" di Veltroni sulle riforme. "Ci
sentiamo e discutiamo ". Ma non è disponibile a cedere una Camera
all'opposizione. Il giorno dopo il trionfo elettorale Silvio Berlusconi mette
subito le cose in chiaro. "Le Camere vanno al Pdl, chi vince deve avere
almeno due cariche apicali". Anticipa i primi provvedimenti del governo,
il programma da qui a fine anno, quando l'alleanza elettorale tra Forza Italia
e An "diventerà un'unica forza politica". Ai pm il leader del Popolo
della libertà manda subito un messaggio. Che appare più una dichiarazione di guerra.
"La separazione delle carriere è imprescindibile". Del resto già nel
giorno della vittoria aveva fatto sapere che tra le prime riforme ci sono
giustizia, scuola, sanità e burocrazia. è commosso, ma anche preoc - cupato per la situazione del
Paese. Perciò vuole essere subito operativo, c'è tanto lavoro da fare. Lo
attendono cinque anni difficili. Parla già da premier, anche se non ha ancora
giurato. Fa sapere, di prima mattina a "Radio Anch'io" e a "Uno
Mattina", che andrà avanti come da programma, mantenendo tutte le
promesse fatte in campagna elettorale. La squadra di governo è quasi pronta, la
lista dei ministri sarà diffusa in settimana. Le priorità sono ormai in
calendario. Innanzitutto l'emergenza rifiuti a Napoli, dove terrà il primo
consiglio dei ministri, che darà il via libera all'abolizione dell'Ici sulla
prima casa, alla detassazione degli straordinari, al premio di produttività e a
bonus di mille euro per i nuovi nati. Senza per questo aumentare la spesa
pubblica. "Rispetteremo come sempre le regole della Ue". Sempre nel
primo Cdm via libera alla detassazione degli straordinari e del premio di
produttività. Il leader del Pdl spiega di aver puntato sulla detassazione degli
straordinari e non sulla decontribuzione a causa della mancanza di risorse: "I
conti non sembrano ha detto in campagna elettorale al momento permettere la
decontribuzione". Sulle pensioni assicura che alzerà subito le minime
"adeguandole afferma al costo della vita". A proposito di prezzi a
carovita il premier "in pectore": "Vedremo dice sempre
Berlusconi quali saranno le possibilità di intervento" rispetto
all'aumento dei prezzi. "Abbiamo già in mente qualcosa, anzi un progetto
preciso che metteremo in atto subito per contenere i prezzi, a partire dalle
catene alimentari, con la collaborazione della rete dei consorzi di
commercio". Appena arrivato a Roma Berlusconi ha incontrato a Palazzo
Grazioli l'alleato Gianfranco Fini e il fido Gianni Letta. Poi all'Auditorium
della Tecnica ha tenuto una conferenza stampa, la prima della sua terza esperienza
al governo, dove è arrivato con un pò di ritardo. Colpa della valanga di
telefonate ricevute da molti leader mondiali, da Bush a Sarkozy, che - ha detto
con grande orgoglio - "sono convinti che cambieremo l'Italia".
L'euforia è ancora nell'aria. Il Cavaliere non teme la forza della Lega. A chi
ha parlato con preoccupazione di golden share del Carroccio, di un Pdl ostaggio
di una forza razzista che invoca i fucili - tanto più dopo lo straordinario
exploit del partito di Bossi al Nord - Berlusconi ha mandato a dire che
"in cinque anni la Lega non ha mai comandato ". Il
"Senatur" e i suoi sono stati sempre "molto ragionevoli al
tavolo delle decisioni". Berlusconi ribadisce la sua amicizia per il
leader leghista: "E' davvero un'amicizia fraterna". Quanto al
successo elettorale, che ha confermato le cifre del vantaggio da lui fornite in
campagna elettorale, ha detto che gli sembrava di essere Cassandra, "non
mi credevano". E l'esito del voto ha confermato anche che la "tanto
vituperata legge elettorale ha funzionato". Sul futuro del Pdl Berlusconi
è ottimista: "Abbiamo già messo a punto insieme agli alleati le tappe
accelerate grazie alle quali entro la fine dell'anno una alleanza elettorale
fondata da principi comuni diventerà un'unica forza politica". Sulla Lega
aggiunge: "Non credo che la Lega potrà entrare nel Pdl. Loro hanno una
loro specifica territorialità. Non ho mai tentato di convincere Bossi ad unirsi
a noi". Smentisce poi di avere riesumato la Bicamerale del '94 per varare
le riforme istituzionali. Precisa di avere detto "solo che sarebbe una
buona base per un lavoro bipartisan sulle riforme, ma non credo ci sia la
possibilità di una nuova commissione". Auspica infine che "anche
l'opposizione tenga fede al suo programma e aggiunga i suoi voti ai nostri
provvedimenti".
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
ELEZIONI 2008
16-04-2008 DallaPRIMA Bruno Vespa >veti, ricatti all'interno della
coalizione che ne hanno rallentato la marcia e compromesso l'immagine. Il punto
più alto di autolesionismo si ebbe nell'ultimo anno di mandato con la
"discontinuità" chiesa e ottenuta dal segretario dell'Udc Marco
Follini che impose a Berlusconi l'u m i l i azione di una crisilampo. Ma anche
le liti tra Fini e Tremonti non giovarono certo né all'efficienza, né
all'immagine del governo. Tutto questo è ormai alle spalle, ma deve servire di
monito sia al presidente del Consiglio, sia ai leader delle forze che
compongono la nuova e più ristretta coalizione. Berlusconi ha incassato dalle elezioni
un sostegno popolare fortissimo e ha davanti a sé campo libero. Un suo nuovo
mandato a palazzo Chigi che gli farebbe battere i record di Andreotti e di
Giolitti ha senso soltanto se egli sarà capace davvero di risollevare l'Italia
dalla sua crisi ormai endemica e di lasciare un segno nella storia italiana
moderna. Questo non è solo il paese della Casta politica. E' purtroppo il paese
delle caste: sindacati, associazioni imprenditoriali e professionali, alta e bassa burocrazia, cartelli d'interessi grandi e piccolissimi. Tutti guardano a sé
e invitano ad operare nel giardino del vicino. Pochi sono disposti a rinunce
per il bene comune. Berlusconi ha davanti a sé un compito enorme e ne ha
ricordato nella conferenza stampa di ieri sera la drammatica evidenza: dalle
infrastrutture alla burocrazia, dall'energia alla criminalità, siamo molto indietro
rispetto agli altri paesi europei. Una svolta tangibile in questi campi
basterebbe da sola a qualificare una legislatura. Sorprende la sicurezza con
cui ieri sera Berlusconi si è detto convinto di risolvere in breve tempo il
problema dell'Alitalia e il piglio confermato nell'affrontare il dramma della
spazzatura in Campania. Vedremo anche quali effetti avranno già prima
dell'estate la detassazione degli straordinari e dei premi di produttività e il
pur modesto adeguamento delle pensioni minime al costo della vita. Ma è il
cambio complessivo di passo che ci si aspetta, dopo venti mesi in cui Romano
Prodi è stato costretto a mediare ciò che mediare non si poteva. E in questo
senso è attesa alla prova la Lega, che deve lasciare l'ottica di partito
territoriale per assumersi le responsabilità di grande partito nazionale. Il
favore con cui Berlusconi ha accolto ieri sera la decisione di Walter Veltroni
di opporre al governo in carica un gabinetto ombra dell'opposizione lascia
immaginare un confronto serrato e probabilmente virtuoso sui singoli temi. La
semplificazione parlamentare può fare il resto. Ma il timone è nelle mani del
Cavaliere: può passare alla storia o galleggiare nel piccolo cabotaggio. A lui
la scelta.
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Centro-Nord sezione:
ISTITUZIONI data: 2008-04-16 - pag: 18 autore: TOSCANA. Risparmi per 600mila
euro - Critici gli universitari Debutta l'azienda unica per il diritto allo
studio Laura D'Ettole FIRENZE Prove generali dell'opera di dimagrimento della
macchina amministrativa promessa dalla Regione Toscana: si comincia dalle
aziende per il diritto allo studio. Nel 2009 ne nascerà una sola invece delle
tre attuali, per un risparmio complessivo di 600 mila euro, che potrebbero
salire a 2 milioni nell'arco di due-tre anni.La proposta di legge della Giunta
dovrebbe essere approvata entro maggio. Il percorso però si preannuncia
accidentato. Il progetto prevede un solo consiglio di amministrazione, un unico
direttore e tre revisori al posto di nove. Meno burocrazia, dunque, più servizi per gli
studenti e più uniformità sul territorio preannuncia la Regione. I più
arrabbiati però sono proprio loro, gli studenti di ogni sigla politica, che
vedono ridurre la loro rappresentanza da sei membri ad uno soltanto.
Ancora, risparmi di gestione e più risorse per il diritto allo studio promette
la Regione. Ma nella stessa maggioranza si levano voci dubbiose. Unica nota
positiva, il sì dei sindacati che hanno firmato un'intesa collaterale per la
salvaguardia dei diritti degli occupati. Nel dettaglio il nuovo organo di
gestione della futura Ardsu avrà solo 5 membri, consentendo un recupero di
400mila euro portando i costi da
( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sud sezione:
ISTITUZIONI data: 2008-04-16 - pag: 13 autore: PUGLIA. La Giunta regionale approva il regolamento sul nuovo Sportello per le attività
estrattive Meno burocrazia
per le cave Le imprese restano insoddisfatte: "Il Piano ha troppi
vincoli" Massimiliano Scagliarini BARI Le pratiche relative alle cave
dovranno essere evase entro 180 giorni lavorativi. è la novità più importante
collegata all'avvio del nuovo sportello unico per le attività estrattive
(Surae), di cui la Giunta regionale della Puglia ha appena emanato il
Regolamento. Il testo è da considerarsi definitivo, perché il passaggio in
Consiglio regionale per l'approvazione si presenta senza sorprese. Sia per
ragioni politiche sia per l'urgenza di disciplinare una materia lasciata per
lunghi anni nell'incertezza. La nuova struttura dovrà occuparsi, oltre che
delle autorizzazioni previste dalla legge regionale 37/85 (apertura cave,
ampliamento, riattivazione, proroga, rinnovo, trasferimento, sospensione e
cessazione) anche delle relazioni con il pubblico e delle attività promozionali
relative a un settore, che è il secondo in Italia per importanza ed è notevolmente
cresciuto negli ultimi anni: dai 100 bacini estrattivi previsti nel 2000 (per
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del
16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Est sezione: NORD
EST data: 2008-04-16 - pag: 2 autore: Itticoltura. Il
comparto penalizzato da burocrazia e concorrenza straniera Trote, il Trentino A.A. chiede la Dop
Nel giro di un anno il Trentino otterrà il marchio Dop per trote e salmerini,
prodotti molto apprezzati in Lombardia ed Emilia Romagna per le caratteristiche
della carne, diverse rispetto ai prodotti degli allevamenti ittici di pianura.
In base all'ultimo rapporto sull'agricoltura trentina risulta che sono attive
49 imprese con 60 allevamenti, per un giro d'affari di 20,7 milioni di euro. La
maggior parte degli allevamenti è concentrata nelle valli Giudicarie, a ridosso
del confine con la provincia di Brescia, e i prodotti sono commercializzati per
il 65% dall'Astro, l'associazione dei troticoltori trentini. "Il
contributo dell'Astro - spiega Fabrizio Dagostin, responsabile del servizio
aziende agricole trentine della Provincia di Trento - è importante per l'intero
settore, in quanto si occupa direttamente anche di una cooperativa di
trasformazione. Vengono realizzati filetti, patè o altri prodotti molto
richiesti nel Nord-Italia per l'alta qualità della carne". Pur non
trattandosi di un settore trainante dell'agricoltura trentina, è tra quelli:
"che danno più lustro alla nostra provincia – dice Dagostin - . Per quanto
attiene il marchio Dop, l'audizione pubblica si è tenuta il 19 marzo a San
Michele all'Adige e ora il dossier sarà inviato alla Comunità europea. Entro un
anno spero che otterremo il via libera". In provincia di Bolzano invece,
come spiega l'assessore all'agricoltura Hans Berger, il settore ittico:
"ha una rilevanza residuale ". Tutt'altra storia per il Veneto. Con
una produzione ittica annua di quasi 12mila tonnellate, per un valore di oltre
45 milioni, l'acquacoltura veneta si pone ai vertici del comparto a livello
nazionale. Nei 94 impianti in attività vengono allevate le principali specie di
acqua dolce e marina. Numeri importanti soprattutto per la produzione di trota:
oltre 10mila tonnellate di prodotto nel 2006, per un valore di 34 milioni.
"Nell'ultimo anno c'è stata una battuta d'arresto - spiega Antonio
Trincanato, direttore Api, Associazione piscicoltori italiani con sede a Verona
-. Gli operatori si trovano a fare i conti con l'incremento dei costi di
produzione, per il rincaro di gasolio e materie prime, e l'aumento del prezzo
delle farine di pesce. Ma anche la burocrazia sta
costando molto al comparto, mentre i nostri concorrenti, Ue ed extra- Ue, non
hanno questi oneri, a tutto svantaggio della sicurezza alimentare". In
Friuli-Venezia Giulia invece è buona la tenuta della troticoltura, ma cresce
anche l'allevamento di specie marine. L'itticoltura, da sempre conosciuta dal
mercato per la qualità della propria produzione, sconta un calo di redditività
causato sia dall'aumento dei costi di produzione sia dalla concorrenza di
prodotto importato. Il rincaro energetico ha inciso anche in questo segmento
primario, come il costo delle farine di pesce, a causa dell'impennata della
domanda da parte dei Paesi emergenti. Realtà produttive che diventano
concorrenti diretti sui banconi delle pescherie. Il numero di impianti dediti
all'allevamento delle trote è di 65, per una capacità produttiva di 11.600
tonnellate, pari a un valore di 38,3 milioni (dati anno 2006). Dodici, invece,
gli impianti dedicati ad altre varietà, specie marine, per un totale di 1.200
tonnellate di prodotto e un valore commerciale di oltre sei milioni. La
mitilicoltura infine ha una capacità produttiva di circa 3.600 tonnellate
all'anno, per un valore superiore ai quattro milioni, grazie a 14 impianti
attivi (dati anno 2005). M.Bon. Cr.Fo. Ro.Ca. PRODUZIONE AL TOP In Veneto gli
allevamenti hanno reso 12mila tonnellate per un valore di oltre 45 milioni.
( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sud sezione:
ISTITUZIONI data: 2008-04-16 - pag: 13 autore: Attività produttive. Chiarite le
regole ora dovrebbero aprire le strutture al servizio delle aziende Linee guida per rilanciare i Suap Maria Moretti BARI Meno burocrazia e tempi più rapidi perle
imprese pugliesi che si rivolgeranno allo Sportello unico per le attività
produttive (Suap). Le linee guida, pubblicate sul Bollettino ufficiale della
Regione, affrontano in modo organico tutti gli aspetti normativi, procedurali e
organizzativi dell'istituto e di coordinamento degli enti in campo. In
particolare, è prevista la figura di un funzionario responsabile cui è affidata
la gestione della struttura e dei rapporti con gli uffici interni e gli enti
coinvolti. Per incentivare la semplificazione delle pratiche, è prevista
l'organizzazione di una conferenza dei servizi: una tantum, gli enti si incontreranno
in un'unica sede per esporre pareri e perplessità, senza doverli volta per
volta trascrivere e comunicare su carta. Per velocizzare, inoltre, più spazio
all'autocertificazione. L'obiettivo è la reale diffusione dei Suap. "Il
nostro compito principale – dice Angela Barbanente, assessore regionale
all'Urbanistica – è sensibilizzare i Comuni e far sì che queste strutture non
restino sulla carta. Alle Province spetta il coordinamento". Sono più di
dieci anni, infatti, che la norma sui Suap è stata istituita in Puglia, ma si è
fatto poco. Anzi, spesso, lo Sportello è stato utilizzato impropriamente per
pratiche eccezionali, come le varianti ai piani urbanistici. Tra i Comuni che
si sono attivati, Casarano, Bitonto, Ruvo, San Severo, Corato, San Vito Dei
Normanni. Ci sono anche Comuni della Murgia e dell'arco ionico che si sono
associati e hanno realizzato un unico sportello. "Occorre un grande sforzo
della Regione – dice Barbanente –, soprattutto nei capoluoghi, per diffondere
questa pratica. Anche il passaggio al formato elettronico, per garantire
trasparenza, non sarà facile, ma sono fiduciosa".
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Centro-Nord sezione:
ECO-IMP. Marche data: 2008-04-16 - pag: 15 autore: Turismo. Gli scontri
privati-Regione sugli strumenti di tutela rallentano gli interventi sui
( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sud sezione:
ECONOMIA E IMPRESE - CAMPANIA data: 2008-04-16 - pag: 5 autore: Energia. La
rete tra Benevento e Foggia in stand-by a causa dei ritardi della commissione
per la Valutazione di impatto ambientale Elettrodotto fermo senza la Via Terna
vorrebbe aprire entro gennaio 2009 i cantieri per l'opera da 90 milioni
Francesco Prisco è da tempo indicata come l'opera che, a partire dalla sua
entrata in funzione nel 2011, ridurrà sensibilmente lo storico deficit
energetico della Campania, allacciando la regione alla confinante Puglia,
secondo la direttrice ovest est. Sulla tempistica di realizzazione della rete
elettrica Foggia-Benevento, tuttavia, cominciano a sorgere nubi all'orizzonte e
non a causa delle proteste di ambientalisti e comitati di residenti, quanto
piuttosto per le proverbiali insidie che si annidano nella burocrazia italiana. L'iter
autorizzativo per ottenere la Valutazione di impatto ambientale da parte del
ministero dell'Ambiente,avviato dal gestore della rete elettrica nazionale Terna
e dalla Regione Campania nell'ormai lontano dicembre
( da "Provincia di Cremona, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione di
Mercoledì 16 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl Calo finanziamenti per attività
agricole La Regione Lombardia nel nuovo Piano di Sviluppo Rurale ha inteso
ampliare il proprio raggio d'azione nel sostegno alle
attività Produttive Agricole, mantenendo però inalterate la quantità di risorse
messe a disposizione. Questa scelta ha inevitabilmente ridotto la somma messa a
disposizione sui vari capitoli, rendendo economicamente non conveniente il
rapporto fra impegno, burocrazia/contributo e fra rendita produttiva/premio.
( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
N. 91 del 2008-04-16
pagina 13 Tsunami sul "laboratorio" Puglia di Giuseppe De Bellis
Disfatta nella regione amministrata da Nichi Vendola (Arcobaleno), con
percentuali sotto la media nazionale. "Abbiamo comunicato male" Nichi
Vendola nasconde lo slogan. Com'era? "C'è una Puglia migliore". La
sua. Verde e rossa, adesso Arcobaleno. Guarda i dati, il governatore: 2,9% al Senato,
2,3% alla Camera. Meno della media nazionale, cioè male, anzi peggio, perché
questa era la Regione di frontiera, la prima che la sinistra radicale s'era
presa nel 2005 nelle primarie contro i Ds poi nelle regionali contro il
centrodestra. Nichi sorrideva felice e adesso non sorride più: il laboratorio
Puglia dopo due anni e mezzo sembra essere già una fabbrica che mette in cassa
integrazione idee, speranze e progetti. Sconfitta, schiaffeggiata, umiliata:
l'alleanza tra verdi, Rifondazione, Comunisti italiani, Sinistra democratica
sparisce anche nella Regione dove aveva più possibilità. Scompare nonostante
una campagna elettorale giocata in casa, con il centro del potere regionale
tenuto tra le mani, con la possibilità di approvare leggi, norme e
provvedimenti che strizzassero l'occhio alla gente. Non se l'aspettava così,
Vendola. Tutti quelli che l'avevano scelto hanno cambiato: Pd, addirittura Pdl,
persino Udc. Non credeva che la sconfitta potesse essere un fallimento. Ce la
fa a trovare un aggettivo: "Catastrofica". Parla e arranca, alla
ricerca di una spiegazione: "Questo risultato propone a tutti noi i
problemi legati all'efficacia della nostra azione. Su questo terreno della
verifica del lavoro, di come si lavora, di quello che facciamo, di come lo
comunichiamo". Se la prende con quello che era stato il punto di forza: la
capacità di comunicare il cantiere Puglia, di farlo diventare un caso
nazionale. Il caso c'è, ma è opposto e inverso. La Regione moderata che aveva
svoltato nel nome del cambiamento, ha scoperto che era una finzione. "La
politica è un'altra cosa", diceva Pinuccio Tatarella. Era una frase buona
per ogni occasione e perfetta per il giorno dopo il voto in Puglia. La
frontiera del futuro ha rinculato, ha bocciato alla prima occasione utile la scelta
del 2005. Vendola abbozza risposte di circostanza. Chiede rispetto, perché è
quello che darebbe lui agli avversari. Non vuole sentirsi chiedere le
dimissioni, perché dice che lui non lo farebbe mai. Però sa. Sa che domenica a
lunedì è stato anche un referendum su di lui: s'è dissolto il voto del 2005
trascinato da un'onda di entusiasmo e novità, pronto a cavalcare la riforma
sanitaria efficace ma dolorosa fatta da Raffaele Fitto qualche anno prima. La
Puglia punisce il governo regionale che la Corte dei conti ha più volte
criticato per lo sperpero di denaro pubblico. L'ha visto la gente: gli inutili
viaggi all'estero, gli 800mila euro spesi per tre giorni alla Borsa
internazionale del Turismo, la nomina di un capo di Gabinetto esterno da
100mila euro all'anno extrabilancio, la scelta di sei assessori esterni. La
Puglia migliore, sì. Quella che nei piani era dei pugliesi
e che invece è stata della politica: più commissioni, più burocrazia, più tutto. L'apparire prima
di tutto. Vendola dice che il suo governo non è in crisi, però trema al
pensiero dei prossimi giorni. Gli ricordano l'ultimo spot pagato dalla Regione.
C'è un uomo che corre sulla spiaggia, sotto il cielo grigio. Cerca di
riprendere un ombrellone che salta per colpa del vento. Si ferma, alza la
testa, l'ombrellone è troppo lontano. C'è Ostuni sullo sfondo: "Non
rincorrere l'estate, la Puglia è bella tutto l'anno". Anche quando piove e
di solito spunta un arcobaleno. Non ora. Non più. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI
SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Manifesto, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Dal voto Semaforo rosso
per il tandem Finocchiaro-Borsellino, che viene schiacciato dalla destra. La
discriminante antimafia non fa proseliti: nullo l'effetto condanna di Cuffaro,
non convince nemmeno il no di Veltroni ai voti dei boss La Sicilia è Lombardo
Pd e sinistra a pezzi Anna Finocchiaro rimprovera i suoi alleati, Beppe Lumia
accusa il Pd di aver sbagliato le candidature, il suo leader Francantonio
Genovese si dimette. E Rita Borsellino non viene eletta Alfredo Pecoraro
Palermo Anna Finocchiaro ammette la "netta sconfitta" e rimprovera ai
suoi "di non averci messo tutti la stessa passione", il neo senatore
Beppe Lumia accusa il proprio partito "di avere fatto scelte sbagliate
nella composizione delle liste" definendole "deboli e non qualificate"
e parla di "risultato che rischia di appannare l'immagine dell'isola sul
fronte della lotta alla mafia". Francantonio Genovese, leader del Pd
siciliano, getta sul tavolo le dimissioni dopo essere stato eletto alla Camera,
mentre Rita Borsellino così come tutti gli altri candidati della
Sinistra-l'arcobaleno, rimane fuori dall'assemblea regionale e mette in
soffitta, almeno al momento, la sua breve anche se intensa esperienza politica.
E' una Sicilia sempre più in mano al centrodestra quella che viene fuori dalle
regionali, con il centrosinistra che ancora una volta deve fare i conti con una
sonora batosta. Se il Pd sperava nell'effetto Totò Cuffaro ha sbagliato di
grosso. Le dimissioni dell'ex governatore, dopo la condanna per favoreggiamento
ai mafiosi, non hanno allontanato l'elettorato di centrodestra. Anzi, l'ex Cdl,
che si è presentata unita alle regionali, ha aumentato i consensi rispetto al
2006 e in presenza di un'affluenza alle urne cresciuta del 7%. Raffaele
Lombardo ha vinto con uno scarto di ben 35 punti sulla rivale Anna Finocchiaro:
65,35% contro 30,38%. Il leader del movimento per l'autonomia, che ribadisce "i buoni rapporti con la Lega nord" e
promette "riforme sulla burocrazia, leggi sul lavoro e ponte sullo stretto", ha ottenuto un
milione e 800mila voti, a fronte degli 865mila della senatrice del Pd, e
500mila in più di quelli che ottenne Cuffaro due anni fa, quando vinse su Rita
Borsellino con un margine di 13 punti. Al centrodestra va il 68,04%,
sette punti in più delle scorse regionali, al centrosinistra il 28,6%, otto
punti in meno del 2006. Il nuovo partito di Veltroni, che a Palermo aveva
promesso una dura lotta alla mafia, non ha convinto affatto i siciliani. Per il
Pd è stato un vero e proprio flop, appena il 18,79%, a fronte del 26% che Ds e
Margherita ebbero due anni fa. Fa peggio la sinistra. Prc, Verdi, Sd e Pdci non
sono riusciti a superare il 5%, la soglia di sbarramento prevista dalla legge
elettorale per l'ingresso nell'assemblea regionale. La lista dell'arcobaleno
s'è fermata al 4,88%, giusto la metà dei voti ricevuti alle ultime regionali
dalla due liste rappresentative dei partiti della sinistra. Tra le
"vittime" illustri c'è Rita Borsellino, fuori dall'Ars sebbene a
Palermo abbia raccolto oltre 10mila preferenze. Una parte della sua campagna
elettorale la candidata l'ha condotta in tandem con Anna Finocchiaro, lanciando
all'opinione pubblica l'immagine di una Sicilia fatta di donne e chiamando a
raccolta le madri siciliane per "una svolta" che non c'è stata. I
siciliani hanno preferito la continuità Cuffaro-Lombardo, alla novità
rappresentata dal duo Borsellino-Finocchiaro, con quest'ultima che ha
incentrato la sua campagna elettorale molto sull'immagine, le promesse ad
effetto e gli attacchi a Lombardo. Probabilmente la senatrice ha pagato le sue
posizioni contro gli aumenti a pioggia per i 18mila dipendenti della Regione e
contro il sistema della sanità pubblica, definita lavatrice dei soldi della
mafia. Perché in Sicilia in quasi tutte le famiglie c'è sempre un parente col
posto alla Regione, un medico o un infermiere. Ma ha pagato anche il disimpegno
del suo stesso partito, con i candidati che hanno fatto corsa a sé, tant'é che
la senatrice vanta 100mila voti in più dell'intero centrosinistra. Fuori anche
dal Senato (era candidata in Emilia Romagna con la Sinistra-l'Arcobaleno), Rita
Borsellino potrebbe però rientrare se Anna Finocchiaro dovesse lasciare il
posto di deputato regionale optando per quello della Camera, dove è stata
eletta con il Pd in Emilia Romagna. All'Ars il primo partito è il Pdl (35 seggi
su 90) col 33,47%, che nel giro di due anni aumenta il bacino di voti di
quattro punti. Seguono il Pd (19 seggi) con il 18,79%, il Mpa (15 seggi) con il
13,8% e l'Udc (11) con il 12,5%. Sono quattro dunque le forze politiche
presenti nel parlamento regionale (62 seggi al centrodestra, 20 al Pd, otto da
attribuire alle liste del candidato presidente sconfitto), solo tre le donne
elette: Concetta Raia (Pd), Marianna Caronia (Mpa) e Giulia Adamo (Pdl). Il più
votato, ancora una volta, è stato il medico Antonello Antinoro dell'Udc, con
oltre 28mila voti.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 16-04-2008)
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EDITORIALE L'ONDA
LUNGA SULLA REGIONE di ANDREA FILIPPI Tanto di cappello a Renzo Tondo, nuovo
presidente della Regione Friuli Venezia Giulia: a dispetto dei molti scettici,
ha fortemente voluto la candidatura, non tanto per spirito di rivincita, quanto
perché credeva di poter vincere. E ha avuto ragione. Ma ci sembra giusto
rendere subito l'onore delle armi allo sconfitto, Riccardo Illy. Il perché è
presto detto: ha perso, ma si è battuto praticamente da solo, riuscendo a
colmare in parte l'enorme gap fatto segnare alle Politiche in Friuli Venezia
Giulia dal centro-destra sul centro-sinistra. L'effetto Illy, quindi, c'è
stato, ma non sufficiente a compiere quell'impresa che improvvisamente lunedì
era sembrata titanica. E il successo di Tondo alla fine è stato netto e inequivocabile:
gli elettori del Friuli Venezia Giulia hanno dichiarato chiusa l'era Illy,
scegliendo di mantenere allineato (ma questa volta a destra) il governo della
regione a quello del paese. È probabilmente questa la chiave per la lettura del
ribaltone nelle Regionali. Troppo forte il vento di centro-destra che spira
sull'Italia delle Politiche 2008; tanto forte da diventare un vero ciclone che
ha spazzato dalle regioni del Nord le amministrazioni di centro-sinistra, con
il boom della Lega - non inaspettato, ma di proporzioni superiori al previsto -
a fare la differenza. E l'effetto trascinamento delle Politiche (quasi
novantamila votanti in più rispetto alle Regionali del 2003) non ha lasciato
scampo a Riccardo Illy, che ha cercato, riuscendoci solo in parte, di
scrollarsi di dosso la zavorra del fallimento del governo Prodi. Ora nel
centro-sinistra sconfitto si aprirà il dibattito sulla scelta del governatore
uscente di accorpare Politiche e Amministrative nell'election day, scelta
giudicata da molti azzardata. Illy ha perso, quindi - verrebbe logico dire - ha
sbagliato. Ovviamente manca la controprova, ma siamo convinti che votando tra
un mese per Illy non sarebbe cambiato niente. Anzi. Gli elettori di
centro-destra, galvanizzati dal successo nazionale, avrebbero comunque intuito
la possibilità di una vittoria in regione e sarebbero andati numerosi alle
urne. Spinti anche da una coda di campagna elettorale che avrebbe visto
impegnarsi sul territorio Berlusconi, in veste questa volta non di candidato, ma
di trionfante presidente del consiglio, e tanti neo-ministri carichi di
promesse e prebende. Paradossalmente, Riccardo Illy esce di scena non tanto per
propri demeriti, quanto per l'avvio di un processo che lo stesso presidente
aveva più volte denunciato con interviste e con il suo ultimo libro: quel
secessionismo silenzioso e strisciante che sta staccando il Nord del paese dal
resto d'Italia. A nulla sono serviti il tour in pullman di Veltroni o la
candidatura di Calearo: anni di mancate risposte del centro-sinistra alle
richieste e ai problemi del Nord non si risolvono mettendo un paio di toppe. O
confidando nel miracolo dell'Illy di turno. L'avanzata impetuosa della Lega al
Nord non può più essere liquidata come voto di protesta, né può essere sminuita
catalogandola tra i diversi fenomeni dell'antipolitica. Oggi il Carroccio dà
rappresentanza a un sentire diffuso che attraversa trasversalmente i settori
della politica e della società, dal piccolo imprenditore all'operaio,
dall'elettore di sinistra deluso al nostalgico di destra. E questo sentire
altro non è che la richiesta di uno Stato amico, di una burocrazia meno soffocante, del
federalismo fiscale. Ma anche il bisogno di sentirsi sicuri in casa propria
(nessuno da queste parti ha perdonato al governo Prodi lo sciagurato
provvedimento di indulto) e l'esigenza di politiche in grado di governare
efficacemente il fenomeno dell'immigrazione. Prime risposte a queste
istanze erano già venute in questi cinque anni dalla giunta Illy (basti pensare
alla devolution fiscale), ma evidentemente non sono state ritenute sufficienti
dagli elettori. Il messaggio uscito dalle urne, infatti, è chiaro: il peso dato
a Bossi nell'alleanza che guiderà il paese è ritenuto garanzia di
un'accelerazione del processo di trasformazione dell'Italia in senso federale.
E avere un governo regionale allineato può rappresentare un'ulteriore sicurezza
in questo senso. Ma non c'è solo la spinta del Carroccio nel successo di Renzo
Tondo, che è frutto anche delle doti umane del neo-presidente. Se Illy è
riuscito a convincere le élite della regione snocciolando progetti e cifre,
Tondo ha saputo far breccia nel "cuore" del Friuli, comunicando
efficacemente il suo messaggio fatto di richiami al buon senso e alla sana
amministrazione. Oggi Tondo eredita dalla giunta di centro-sinistra tutta una
serie di questioni spinose ancora aperte. Tra le principali, l'applicazione o
meno della legge di tutela del friulano, il nuovo statuto regionale giacente in
Parlamento, le infrastrutture da accelerare, il problema
dell'approvvigionamento energetico, il futuro dell'euroregione. Che si
aggiungono a grandi temi come il sostegno alle imprese e alle famiglie, il
funzionamento della macchina amministrativa e i costi della politica, tutti
problemi su cui è ovvio attendersi una discontinuità rispetto all'azione della
giunta uscente. In una cosa, però, ci piacerebbe che la presidenza Tondo
assomigliasse a quella Illy: nel rapporto tra il governatore e i partiti. Tondo
oggi, a differenza della sua prima volta in Regione, è stato eletto
direttamente dalla gente e può a buon diritto dirsi il presidente di tutti. È
pertanto agli elettori che deve rispondere, non ai partiti. Questo Riccardo
Illy non lo ha mai dimenticato. Un'ultima annotazione, un pro memoria per noi
giornalisti, per i politologi e per tutti gli addetti ai lavori: stampiamocelo
bene in testa, gli unici sondaggi che funzionano sono quelli di Berlusconi.
Lui, il Cavaliere, ce l'ha detto un mese fa come sarebbe andata a finire, tanto
a Roma quanto a Trieste. Non l'abbiamo preso sul serio? Peggio per noi. Da oggi
dovremo cominciare a farlo.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Trieste Asili, che
calvario lChe calvario iscriversi alla scuola materna! Gentilissimo sindaco,
chi scrive è la mamma di tre bambini (il più piccolo ha 14 mesi) che, come
molte altre, si ritrova ad affrontare le vicessitudini di un impatto negativo con
i servizi resi dalla pubblica istruzione già dalla scuola materna! La mia è una
famiglia monoreddito, derivante dallo stipendio di un lavoro dipendente, che si
ritrova a dover affrontare molti disagi causati dall'impossibilità di
avvalersi, per il proprio figlio di tre anni, di una delle due scuole materne
comunali presenti nella propria zona abitativa. A questo punto ritengo doveroso
precisare che nella scuola materna prescelta è stata chiusa una sezione
dedicata ai bambini di età prescolare per accoglierne una dedicata al nido,
mentre a cinquecento metri dalla suddetta scuola è stata costruita ex novo una
struttura comprendente ulteriori sezioni dedicate all'asilo nido. Così,
nonostante la presenza nel mio quartiere di due scuole materne comunali, sono
stata costretta a cercare altrove una scuola materna statale con dei posti
ancora liberi e non troppo distante da casa, a causa del sovraffollamento di
tutte le scuole comunali site nelle zone limitrofe! Dopo molteplici telefonate
agli uffici competenti, ho appreso la presenza di una scuola statale sita a
circa sei chilometri dalla mia abitazione dove non ho dovuto attendere due mesi
per sapere che mio figlio non era stato accettato, ed un altro mese per
ripresentare la domanda in attesa di un'ulteriore graduatoria, ma è stata
sufficiente l'iscrizione per avere la sicurezza di un futuro scolastico per il
mio bambino. Infatti, le scuole comunali sono soggette a delle graduatorie
stilate in base a dei punteggi che agevolano lo spostamento di persone da una parte
all'altra della città, discriminando quelle residenti nel quartiere, in quanto
tra i vari requisiti richiesti attribuiscono maggior punteggio ai frequentatori
di un asilo nido (in contrasto con il parere dei pediatri i quali sostengono
l'importanza della presenza della madre nei primi tre anni di vita al fine di
un sano sviluppo psico-fisico del bambino), e penalizzano i bambini nati nella
seconda decade dell'anno in quanto il posto nella graduatoria, a parità di
punteggio, dipende anche dalla data di nascita! Tutte le premesse di cui sopra
si sono rese necessarie per evidenziare il problema che, in questo modo,
vengono accettati molti bambini non residenti nel quartiere a discapito di
quelli ai quali il posto dovrebbe spettare di diritto. A tale proposito,
secondo il mio umile parere, tutti i bambini in età prescolare dovrebbero avere
il diritto di frequentare la scuola dell'infanzia sita più vicina a casa,
istituendo la graduatoria solo nel caso in cui vengano presentate delle domande
d'iscrizione da parte di non residenti. In questo modo, oltre a facilitare le
famiglie sotto l'aspetto pratico-organizzativo delle attività quotidiane, si
avrebbero i seguenti esiti positivi per tutta la collettività: a)
incrementazione della lotta contro l'inquinamento: in quanto la scuola
risulterebbe raggiungibile a piedi e non costringerebbe all'utilizzo
dell'automobile, che non tutti si possono permettere. In questo modo si
eviterebbe anche un ulteriore aggravio del già critico bilancio familiare che
vede aumentare la spesa annua di circa 300,00 euro; b) l'impossibilità di
socializzazione presso il proprio quartiere: è facile dedurre come questo
problema contrasta con ogni buon proposito da parte delle istituzioni che, al
contrario, sostengono con varie iniziative la socializzazione nel proprio
rione! Infatti, le famiglie saranno costrette a raggiungere, sempre in
automobile, la zona di abitazione dei nuovi amichetti, la quale, a sua volta,
condizionerà anche la scelta della scuola elementare, spesso proseguio di
quella materna; c) conseguente inserimento del fratellino nella stessa scuola
materna per motivi pratici facilmente deducibili; d) l'impossibilità di potersi
aiutare con le altre mamme del vicinato facilitando anche coloro che per motivi
di lavoro devono iscrivere il proprio figlio nella zona di residenza dei nonni
o trovare altre soluzioni. Queste sono alcune delle conseguenze derivanti dai
pessimi servizi assistenziali rivolti alle famiglie ed alle donne che lavorano,
molte delle quali, come nel mio caso, sono state costrette a licenziarsi per
seguire i propri figli. Onde evitare che tutto ciò continui
a ripercuotersi negativamente sulle famiglie e di riflesso sull'incremento
della popolazione in genere, auspico che le autorità competenti trovino quanto
prima delle soluzioni mirate a snellire la burocrazia e le lunghe attese a beneficio della praticità e concretezza
della vita quotidiana. Tamara Bandi.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pascolo chiede
un'ulteriore spinta sulla strada dell'innovazione Le categorie: "Caro
Tondo, ora servono i fatti" Marchiori auspica una scelta oculata degli
assessori. Gli auguri di Cini e le istanze di Bertoia di ELENA DEL GIUDICE Al
di là del "colore" della coalizione che governerà la Regione per i
prossimi cinque anni, quel che conta sono le imprese, le loro necessità, i loro
problemi, le soluzioni, le politiche mirate a sostenere quel variegato mondo di
micro, piccole, medie e grandi aziende senza le quali non c'è sviluppo nè
occupazione. E' alla luce di queste valutazioni che vanno letti i commenti dei
massimi rappresentanti delle categorie economiche del Friuli occidentale al
risultato dell'urna. Questo non significa rinnegare quel che è stato, anzi.
Corali le dichiarazioni di apprezzamento rivolte a Riccardo Illy, ed
altrettanto l'augurio di "buon lavoro" indirizzato a Renzo Tondo. "Questo
è il parere dei cittadini - commenta Alberto Marchiori, presidente dell'Ascom
provinciale, l'affermazione di Tondo - e quindi è sacro. Credo che Illy -
prosegue - abbia risentito dello tsunami avvenuto a livello nazionale della
scelta, peraltro intelligente, di aver unificato le elezioni regionali con le
politiche. Con il presidente Illy e l'assessore Bertossi abbiamo avuto un buon
rapporto, anche se a volte ci siamo anche scontrati, ora con un governatore del
centro-destra che dovrebbe essere più vicino alle esigenze delle imprese,
speriamo di aver un rapporto altrettanto positivo. Formuliamo i migliori auguri
a Renzo Tondo e attendiamo la composizione della squadra, con l'auspicio che
l'assessore di riferimento non sia lo stesso del passato (il riferimento va a Sergio
Dressi, ndr)". Rintracciato nella sua azienda, impegnato nelle attività
quotidiane e ben lontano da ogni fonte di informazione, Cesare Bertoia,
presidente della Coldiretti, non si scompone alle notizie sull'esito
elettorale. "Ciò che ci interessa - spiega - è che vengano portate avanti
le istanze che abbiamo presentato ai candidati. Il nostro settore sta vivendo
un momento molto difficile che ha davvero bisogno di avere risposte dal governo
regionale come da quello nazionale. Attendiamo i fatti da qualsiasi
schieramento governerà la Regione e il Paese". "Formuliamo i nostri
migliori auguri al governo nazionale dal quale ci attendiamo più attenzione di
quanta ne abbiamo ottenuta dal precedente - è l'esordio di Silvano Pascolo,
presidente di Confartigianato -. Ci attendiamo una riduzione dell'imposizione
fiscale, un allegerimento dalla burocrazia, politiche di sostegno alle Pmi". Venendo al risultato
delle regionali "Renzo Tondo è una persona che ho avuto il piacere di
conoscere già come assessore all'artigianato - prosegue - e quindi ci
attendiamo che sia alla guida di una giunta che faccia meglio della precedente
per dare ulteriore spinta alle imprese. La legge sull'innovazione è
stata varata dalla giunta da lui guidata, speriamo abbia ulteriore spinta insieme
alle iniziative a sostegno dell'internazionalizzazione. Detto questo - conclude
Pascolo - giudichiamo i governi non dal loro colore ma dai fatti. Quindi buon
lavoro a Tondo con l'auspicio componga un'ottima squadra". Il risultato
delle regionali "è figlio di quello nazionale" è la prima
considerazione di Maurizio Cini, presidente di Unindustria. Aggravato dalla
scelta di aver concentrato l'appuntamento con l'urna in un'unica tornata,
"ma il successo delle scelte, o l'errore - considera - li si misura sempre
a posteriori". Infine "auguri al nuovo presidente" che già
conosce, per essere stato ospite dell'Unione degli industriali e delle
categorie economiche della provincia di Pordenone "le nostre richieste e
le esigenze delle imprese".
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Gorizia
La burocrazia frena i medici di base lRiguardo la diatriba sulla
minor presenza dei medici di famiglia nelle zone periferiche di Gorizia,
desidero raccontare la mia esperienza. Ero titolare dal 1997 di un ambulatorio
in via Garzarolli 130/2, quindi in piena zona Sant'Anna ove svolgevo ovviamente
in orari differenziati ed in stanze completamente separate, la doppia attività di medico di
medicina generale e di odontoiatra, offrendo, credo un servizio pubblico di
buona qualità. Ma in Italia si sa, siamo bravissimi a complicare le cose
semplici e l'odontoiatria è diventata dal primo gennaio 2006, attività medica
che necessita di autorizzazione sanitaria. Ecco quindi che è scattato un
perverso meccanismo per il quale ho dovuto separare fisicamente le due attività.
Ecco quindi che mi sono interessato per un altro ambulatorio di medicina
generale il più vicino possibile al vecchio e l'ambulatorio di via Faidutti
dove c'è il centro anziani, poteva anche andar bene, pur essendo abbastanza
vecchio e quasi sotto terra (per raggiungerlo bisogna scendere delle scale o
una rampa abbastanza ripida). Insomma tutt'altra cosa rispetto al mio
appartamento nuovo ed elegante o ad un mini-appartamento sempre a Sant'Anna,
nuovo, da consegnare per il quale mi erano stati chiesti 350 euro di affitto
mensile, più le spese. Ho fatto la domanda al Comune (gentilissimi e
disponibilissimi la dottoressa Olivo e l'assessore Gentile), ma dopo molte
settimane di attesa, durante le quali è stato fatto un bando di concorso
ufficiale per presentare le domande per ottenere l'ambulatorio di via Faidutti
(spedito all'Ordine dei medici e visibile a tutti), veniva specificata la cifra
(che doveva essere simbolica), di 320 euro mensili + 700 euro l'anno di spese
di gestione. Va da se che la cifra non era conveniente e che quindi ho
preferito acquistare un altro appartamento già ad uso studio di medicina
generale, nella zona di via Vittorio Veneto al "confine" con
Sant'Anna. Quindi io posso testimoniare con assoluta certezza che l'ambulatorio
del centro anziani di via Faidutti non è stato proposto gratuitamente e che
quando si offre un servizio valido alla popolazione com'era il mio vecchio
"doppio" ambulatorio c'è sempre la pesantissima burocrazia
italiana che si mette di mezzo (perchè non lasciar lavorare chi già aveva
comprato e strutturato così un ambulatorio da 10 anni ed eventualmente
impedirne la formazione di nuovi? Una legge perchè deve essere retroattiva se
nel 1997, quando avevo aperto, era tutto a norma?). Costringendomi a spostare
la medicina di base, si è creato un disagio tremendo per i numerosi utenti
(soprattutto anziani), che avevano nel mio ambulatorio un punto di riferimento
importante. Vorrei aggiungere ancora una cosa: chi dice che i medici non
vogliono pagare ulteriori affitti? Siamo tutti a disposizione per venire
incontro alle esigenze dei cittadini e tutti disponibili a pagare un affitto
(od un mutuo, come sto facendo io), per poter lavorare (e non le dico quanto
sto pagando di mutuo per il mio ambulatorio, né a quanto ammonta il mio
stipendio, non mi crederebbe). Vorremmo solo qualche agevolazione per lo meno
nel trovare gli ambienti. Abito in via Brigata Campobasso in zona Madonnina
dove non esiste un ambulatorio di medicina generale che sia uno: credete che io
non abbia cercato anche in questo rione un ambiente idoneo? L'ho cercato
eccome, ma niente da fare. E nonostante io abbia comprato già l'ambulatorio,
sono sempre dell'idea di rendermi disponibile anche per il mio rione. Come si
vede le sfaccettature sono tante: noi medici, come tutta la sanità siamo sempre
al centro di critiche (a volte sicuramente meritate), ma spesso le critiche
vengono da chi non prova per un attimo a mettersi dalla nostra parte, a capire
come lavoriamo e cosa dobbiamo gestire ogni giorno, minimo, per 12 ore al
giorno. dott. Gianfranco Ziccarelli Gorizia.
( da "Stampaweb, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
C'è un partito che
nell'ultimo decennio ha governato un quarto del Paese, ha prodotto una classe
dirigente spesso giovane e competente ed è persino riuscito a sopravvivere alle
proprie cattive maniere. Quel partito è la Lega e potrebbe diventare il motore
riformatore del governo Berlusconi, se solo arriverà a completare il cammino di
trasformazione avviato in questi anni. Dietro lo schermo del cabaret celtico e
delle grida di secessione, Umberto Bossi è riuscito a dare solidità ad un
movimento politico ormai lontano dalla rappresentazione zotica e valligiana a
cui troppe volte ci siamo affidati. Sempre più simile ad una Democrazia
cristiana del Nord anche per la dimensione dei consensi che raccoglie in tre
grandi regioni (e giustamente Stefano Folli rimandava ieri sul Sole-24 Ore
all'esempio della Csu bavarese), la Lega si compone di anime diverse e
conflittuali che Bossi ha tenuto insieme con un mix tra pugno di ferro,
mitologia della resurrezione e scuola di buona amministrazione locale. Ha
tenuto la componente chiassosa e razzista insieme con quella pragmatica e
moderata guidata da Roberto Maroni, i reduci della Guardia Padana accanto alla
schiera dei circa duecento sindaci in gran parte quarantenni, la vecchia
guardia insurrezionale insieme con il gruppo parlamentare più giovane della
legislatura appena conclusa. Un partito che nel corso degli anni si è fatto
sempre più articolato, presentandosi in molte realtà con il volto rassicurante
di giovani preparati (come quello del leader piemontese Roberto Cota) che da domani
potranno avere ancora più spazio nell'agone nazionale. La Lega è dunque
approdata allo status di forza responsabile di governo? Dipenderà da come
verranno espresse in Parlamento e metabolizzate dalla nuova stagione
berlusconiana le domande che vengono dal suo elettorato, anch'esse molto
diverse dal passato. Se queste elezioni hanno brutalmente semplificato il
quadro parlamentare, il voto leghista è portatore di una ulteriore carica di
semplificazione politica. Filtrate dalla stagione del governo debole e
dell'antipolitica, le sue richieste si sono fatte più concrete e meno
sovversive. Quali servizi e quali infrastrutture per le tasse che paghiamo? Chi risponde dei fallimenti della burocrazia e dell'amministrazione pubblica? Chi difende i miei interessi di
cittadino? Domande crude, lontane dalla correttezza politica e dal bon ton
consociativo in cui si sono impantanati i progetti riformatori dell'ultimo
quindicennio (compreso l'ultimo governo Berlusconi). Domande alimentate
da una voracità democratica e radicale a cui la leadership della Lega dovrà
rispondere: accantonando definitivamente il teatro secessionista che l'ha resa
celebre e traducendo in concreti atti politici la richiesta di innovazione che
viene dal suo elettorato. Nonostante la semplificazione parlamentare, la nuova
maggioranza di governo contiene al proprio interno idee assai diverse
sull'opportunità e la profondità delle riforme da introdurre nel Paese. Tra lo
statalismo di An e il liberismo spesso solo propagandistico di Forza Italia, la
Lega potrebbe rivelarsi il reagente indispensabile ad una vera stagione di
rinnovamento. In fondo è quello che chiede il suo elettorato, nel quale si sono
trasferiti consensi provenienti da tradizioni politiche anche molto distanti
(come ci racconta il voto operaio che Bossi ha raccolto in misura assai più
rilevante che in passato). Come accade in politica, quei consensi non sono per
sempre e potrebbero facilmente volatilizzarsi se la Lega scegliesse la strada
antica e priva di sbocchi del folklore invece di quella suggerita dai nuovi
"spiriti animali" che le hanno restituito forza e visibilità. SCRIVI
Il senno di poi ANDREA ROMANO.
( da "Arena.it, L'" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'EDITORIALE Le
condizioni per rilanciare davvero questo Paese Bruno Vespa Nella
conferenza stampa di ieri Silvio Berlusconi ha confermato punto su punto il
calendario dei provvedimenti del suo governo annunciato in campagna elettorale.
Ha considerato a sorpresa il caso dell'Alitalia un "caso normale" di
rapida soluzione e con altrettanta determinazione ha annunciato la soluzione
del problema della spazzatura in Campania che oltre ad aver fatto perdere il
controllo elettorale della regione al Partito democratico ha seriamente
compromesso sui media internazionali l'immagine dell'Italia. Il nuovo governo
del Cavaliere si muoverà subito su due piani: da un lato l'attuazione delle promesse
"simbolo" (abolizione dell'Ici sulla prima casa, detassazione degli
straordinari e dei premi di produzione), dall'altro l'inizio
della scalata della montagna di inefficienza e lassismo che paralizza l'Italia:
burocrazia, infrastrutture,
energia, scuola, giustizia. Ce la farà? In conferenza stampa, ieri, Berlusconi
aveva un'espressione più serena di quella manifestata negli ultimi incontri
della campagna elettorale. In genere accade il contrario. Si mostra fiducia
prima e preoccupazione dopo la vittoria. Il margine di sicurezza in
Parlamento e l'avvio rapido e indolore delle trattative con gli alleati per il
nuovo governo devono averlo in qualche modo rassicurato. Così il prossimo
presidente del Consiglio ha trasformato le promesse in annunci come se leggesse
l'ordine del giorno dei Consigli dei ministri dei prossimi cinque anni. Andrà
così? L'assenza dell'Udc cancellerà gli incubi, gli ultimatum di Marco Follini,
la "discontinuità" che costrinse il Cavaliere a una crisi umiliante
quanto inutile a pochi mesi ormai dalla scadenza elettorale del 2006? 6 .
( da "TGCom" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Iran dei pasdaran rinserra
le fila Ahmadinejad caccia ministri riformisti Dal Foglio di mercoledì 16
aprile "L'Iran cancellerà Israele dalla scena mondiale se attaccherà la
Repubblica islamica". Con queste parole il vicecomandante dell'esercito
iraniano, generale Mohammed Reza Ashtiani, ha commentato la prima esercitazione
di difesa civile organizzata martedì da Israele per fare fronte a un eventuale
lancio di missili dall'Iran. Le dichiarazioni del generale Ashtiani
rispecchiano fedelmente la posizione più volte espressa da Mahmoud Ahmadinejad
di "cancellare Israele dalla faccia della terra", ma hanno oggi una
pregnanza ancora più preoccupante. Le esercitazioni civili, infatti, seguono di
pochi giorni le straordinarie manovre militari ordinate dal ministro della Difesa
israeliano, Ehud Barak, in tutta la regione settentrionale di Israele, con
evidente riferimento a una possibile nuova deflagrazione del conflitto con
Hezbollah libanese (e con la Siria). Questo mentre da giorni vari giornali
libanesi pubblicano articoli dal titolo: "Il problema non è se scoppierà
una nuova guerra con Israele, ma solo quando". Il clima di escalation
verbale ricorda da vicino i periodi che hanno preceduto le guerre del 1956, del
1967 e del 1973, ed è reso più preoccupante, non paradossalmente, dalle
divisioni e dalle crepe sempre più evidenti che scuotono sia il regime di
Teheran sia quello di Damasco. A pochi giorni da quel terremoto politico che è
stato il "golpe di palazzo" di Damasco, con cui Bashar el Assad ha
destituito e arrestato suo cognato, il generale Asef Shawkat, capo dei servizi
segreti, piccole scosse di terremoto continuano a scuotere il governo di
Teheran. A poche settimane dalle elezioni politiche in cui ha trionfato il
fronte fondamentalista, il presidente Ahmadinejad ha bruscamente licenziato il
ministro dell'Economià e il potentissimo ministro dell'Interno, Mustafà
Poor-Mohammadi. Esce dunque di scena un propugnatore di quelle riforme
efficientiste che a parole Ahmadinejad ha sempre dichiarato di voler perseguire
e che mai ha però messo in atto. Convinto che l'Iran sia azzoppato dalla burocrazia e da una eccessiva dipendenza
dall'introito petrolifero, Poor-Mohammadi, che è un fondamentalista, oltre a
gestire col pugno di ferro la macchina repressiva nel paese, non è mai stato
avaro di critiche - sia pur velate - alle promesse mancate di Ahmadinejad nella
lotta alla corruzione di regime e un propugnatore delle privatizzazioni e
liberalizzazioni indispensabili per avviare un processo di sviluppo
produttivo del paese. Ma la logica del gruppo di potere di cui Ahmadinejad è
sostenitore è ormai indirizzata in tutt'altra direzione. Attingendo solo e
unicamente al continuo flusso espansivo delle vendite di petrolio a 100 dollari
il barile, Ahmadinejad si limita a distribuirne una parte in forma di reddito
diretto alla sua base sociale e utilizza l'altra parte per finanziare un sempre
più potente apparato militare-industriale (una sorta di modello sovietico in
scala ridotta e in versione jihadista). La recente rivelazione dei servizi
segreti israeliani circa l'approntamento nei laboratori iraniani, nell'arco dei
prossimi due-tre anni, di missili a lunga gittata (2-
( da "Arena.it, L'" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL VINCITORE. Mario
Faccioli contiene la gioia: "Mai esagerare. È giusto rispettare l'impegno
civico degli avversari" "Ora lavoriamo insieme per la città, casa di
tutti" Annuncia che non si dimetterà da consigliere provinciale; vuole
ridurre l'Irpef e far sì che il cittadino sia sempre accolto in municipio col
sorriso Morello Pecchioli Ci si aspetta il volto trionfante di
chi ha appena stravinto. Mario Faccioli, nuovo sindaco di Villafranca, ha,
invece, la faccia di tutti i giorni. Un tantino più seria, forse. Come mai non
è fortemente compiaciuto dei 13.527 voti presi? Perchè non gioisce sapendo che
quasi 65 elettori villafranchesi su cento gli hanno dato la loro fiducia?
"Perchè ritengo che non si debba mai esagerare", taglia corto.
"Non apprezzo l'esultanza da stadio. Ed è giusto riconoscere l'impegno
degli altri candidati che hanno dimostrato un alto senso civico. E poi occorre
senso di responsabilità: ce ne vuole tanta per questo Comune, primo della
provincia". Il cellulare del neosindaco diventa incandescente. Alle 18,25,
un paio d'ore dopo che si era profilata la schiacciante vittoria, lo chiama la
moglie Maria Grazia: lo ha visto al Tg3 fare dichiarazioni da primo cittadino,
perchè a lei non ha detto niente? "Perchè siamo solo a metà dello
scrutinio", risponde lui nonostante il costante vantaggio su Zanolli di quasi
il 45 per cento, voto dopo voto, urna dopo urna, seggio dopo seggio. Gli
telefona don Gabriele Cordioli, lo zio prete direttore del Don Calabria di
Verona. "Ciao don. Sei contento? Grazie. Vai a pregare? Fallo anche per
me". Telefona Elio Mosele, presidente della Provincia, che si complimenta:
"La ringrazio presidente, scusi se in queste settimane ci siamo visti
poco. Domani sarò in consiglio provinciale". Ma come? Un consigliere che
dà del "lei" al presidente? Ma non si usa il "tu" tra
politici? "È professore. È stato rettore dell'università. Ci vuole
rispetto". Faccioli, nemmeno un po' di festa? Un poco sì, ma misurata.
Oggi deve festeggiare chi ha lavorato duramente. Io ho solo fatto il mio
dovere. Chi ringrazia per il successo? I ragazzi e le ragazze dello staff che
mi ha seguito. I partiti di centrodestra: tutti hanno contribuito. Riuscire a
fare tutto in 20 giorni non era facile. Farei un torto a qualcuno facendo
qualche nome. Poi ringrazio la mia famiglia al completo: mia moglie Maria
Grazia, le mie figlie, Camilla, 8 anni, Rachele,
( da "Gazzetta di Parma, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Dal militante spot
all'anziana "abbandonata" SUPERLAVORO PER SCRUTATORI E PRESIDENTI
Elezioni 2008 OPERAZIONI DI VOTO SUPERLAVORO PER SCRUTATORI E PRESIDENTI Dal
militante spot all'anziana "abbandonata" Curiosità e disavventure nei
seggi: 300 "sbadati" richiedono la tessera elettorale Giacomo
Talignani II Nella tornata elettorale in salsa parmigiana c'è perfino chi sulla
scheda elettorale ha scritto "Cetto La Qualunque", citando il politico
corrotto interpretato dal comico Antonio Albanese. Slogan e sberleffi E poi si
leggono slogan che vanno da "La burocrazia uccide " a "V2 Day,
libera informazione, parlamento pulito" sino ai classici
"buffoni", "andate a lavorare". E' stata una giornata dura
quella di ieri, per i presidenti e gli scrutatori dei 202 seggi parmigiani:
"Ma qualche risata, tra uno spoglio e l'altro, ce la siamo fatta leggendo
le scritte sulle schede di quelli che hanno voluto annullare il voto"
- dicono per esempio dalle sezioni di via Paciaudi. Per il resto è stato un
lungo spoglio di schede gialle e rosa, di sacchetti da riempire, moduli da
compilare e nervosismo da stemperare. Ma non sono mancati, anche durante le
ultime ore disponibili per il voto (dalle 7 alle 15), equivoci e
incomprensioni. continua... Per leggere il testo completo dell'articolo,
registrati al nuovo "sfogliatore" online.
( da "Brescia Oggi" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
IMMIGRATI E DIRITTI
Non solo "clandestini" Caro direttore, vorrei intervenire nel
dibattito politico in periodo di elezioni per dire che in un comune dove gli
immigrati sono il 15% e non hanno il diritto di voto rischiamo di trovarci di
fronte a una democrazia zoppicante. Ricordo che siamo parlando di immigrati
regolari, che lavorano e pagano le tasse come tutti cittadini. Non è ora di
uscire della demagogia che, quando si tratta di parlare di immigrazione,
finisce sempre per attaccare i "clandestini", ovviamente con
l'intenzione di nascondere ai cittadini la verita? I cittadini italiani sanno
che i lavoratori immigrati devono avere il contratto di soggiorno per poter
lavorare, cioè dimostrare di avere una casa idonea. Prendendo ad esempio il mio
caso, io sono in italia da 17 anni, ho sempre lavorato regolarmente, pagando le
tasse, ho una famiglia composta da moglie e due figli, ma se arrivasse un terzo
figlio perderei il mio posto di lavoro perchè per la casa che ho comprato il
comune dà l'idoneita solo per 4 persone. Senza contare altri esempi di
discriminazione nel mondo del lavoro: a tutti quelli che sono venuti con il
decreto flussi, la prefeturra dà appuntamento tra tre mesi per la richiesta del
primo permesso, il che vuole dire che in questo tempo non potranno lavorare.
C'è un candidato che ha proposto un assegno di 1000 euro per i figli dei
cittadini italiani che nascono e nessuno dice niente per gli esclusi stranieri,
come se il figlio del lavoratore italiano valesse piu del figlio straniero,
francamente siamo molto vicino alle leggi razziali... Non è vero che nei comuni
governati dalla Lega non ci sono stranieri. A Chiari sono aumentati quando e
arrivato il sindaco della Lega. Abbiamo un paese malato che bisogna curare,
bisogna che tutti paghino le tasse per fare pagare meno a tutti e avere dei
servizi per tutti. C'è troppo lavoro nero ed evasione fiscale, bisogna farne
una battaglia di civiltà e poi trovare soluzioni per la sicurezza dei lavoratori.
Noi immigrati subiamo la burocrazia ma vogliamo integrarci nel tessuto sociale e abbiamo bisogno di
sicurezza come tutti. Smettiamo di parlare solo di criminalità, ma parliamo
anche di quelli come me che sono la maggioranza, che lavorano per l'integrazione
intesa come insieme di doveri e diritti. Niane Ibrahima.
( da "Brescia Oggi" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Subito
detassaremo gli straordinari Via il bollo auto non appena sarà possibile"
PREMIER IN PECTORE. Il leader del Pdl annuncia: non cederemo una presidenza in
Parlamento. Ai magistrati: è imprescindibile la separazione delle carriere
Berlusconi: "A noi le Camere" E Silvio non teme la Lega: "Il
Carroccio non comanda" Le priorità: Alitalia, rifiuti a Napoli, Ici sulla
prima casa Anche Napolitano si felicita col Cavaliere ROMA È disponibile
al dialogo con il "governo ombra" di Veltroni, ma non è disponibile a
cedere la presidenza di una Camera all'opposizione. Il giorno dopo il trionfo
elettorale Silvio Berlusconi mette le cose in chiaro. "Le Camere vanno al
Pdl, chi vince deve avere almeno due cariche apicali". Anticipa i primi
provvedimenti del governo e il programma da qui a fine anno, quando l'alleanza
elettorale tra Forza Italia e An "diventerà un'unica forza politica".
Ai pm il leader del Pdl manda subito un messaggio, che pare una dichiarazione
di guerra: "La separazione delle carriere è imprescindibile". Del
resto già lunedì aveva fatto sapere che tra le prime riforme ci sono giustizia,
scuola, sanità e burocrazia. Il Cavaliere vuole essere subito operativo. Lo attendono cinque
anni difficili. Parla già da premier, anche se non ha ancora giurato. Annuncia
che manterrà tutte le promesse fatte in campagna elettorale. La squadra di
governo è quasi pronta, la lista dei ministri sarà diffusa in settimana.
Le priorità sono in calendario. Innanzitutto l'emergenza rifiuti a Napoli, dove
terrà il primo Consiglio dei ministri, che darà il via libera all'abolizione
dell'Ici sulla prima casa, alla detassazione degli straordinari, al premio di
produttività e a bonus di mille euro per i nuovi nati. Senza per questo
aumentare la spesa pubblica. "E rispetteremo le regole Ue".
"Continueremo con un forte contrasto all'evasione e all'elusione
fiscale", dice, "e intendiamo abolire progressivamente le imposte
sulla successione, sulle donazioni e il bollo su auto, moto e motorini, man
mano che la situazione dei conti dello Stato ce lo consentirà". Ma in cima
alla lista c'è la soluzione del problema Alitalia. E su questo assicura: "Farò
tutto il necessario". Tradotto significa che, tornato al governo la
trattativa con Air France farà parte del passato, ora in campo scenderà la
cordata italiana: "Non ci saranno difficoltà per avere una compagnie
italiana. La situazione si risolverà in modo sereno e si deve intervenire nel
minor tempo possibile". E il futuro di Malpensa non sarà più messo a
rischio. Lo scalo varesino continuerà ad essere un hub, insomma non si tocca.
Berlusconi ieri ha incontrato a Palazzo Grazioli l'alleato Fini e il fido Gianni
Letta. Poi all'Auditorium della Tecnica ha tenuto la sua prima conferenza dopo
le elezioni. Ha spiegato di aver ricevuto le telefonate di molti leader
mondiali, da Bush a Sarkozy, che - ha riferito - "sono convinti che
cambieremo l'Italia". Il Cavaliere non teme la forza della Lega. A chi ha
parlato con preoccupazione di un Pdl ostaggio del Carroccio, Berlusconi ha
detto: "In cinque anni la Lega non ha mai comandato". Quanto al
successo elettorale: l'esito del voto ha confermato che la "tanto
vituperata legge elettorale ha funzionato": "Ha prodotto risultati
storici". Ha smentito poi di avere riesumato la Bicamerale del 1994 per
varare le riforme istituzionali. Precisa di avere detto "solo che sarebbe
una buona base per un lavoro bipartisan sulle riforme". Su quanto fatto
dal governo Prodi: "Ho sempre pensato che un governo non debba capovolgere
le cose fatte dal governo precedente. Ma non escludo che emergano situazioni
che necessiteranno di un intervento abrogativo".
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
ELEZIONI "Il
telefonino vietato"   Vietato portare il
telefonino in cabina elettorale: ennesima "trovata" della mega
stipendiata burocrazia
italiana che risolve tutto con le parole. Per essere efficace si sarebbe dovuto
prima autorizzare e, poi, fare perquisire i cittadini. Assurdo, ovviamente, a
meno che non pensino che se uno lo vuole usare per secondi fini rispetti il
divieto! Gianni Lorenzi Costabissara .
( da "Basilicanet.it" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
LAPENNA (FI) SU
CRISI INDUSTRIALE IN BASILICATA 16/04/2008 13.09.49 [Basilicata] (ACR) - â??I
Piani industriali di rilancio nelle crisi aziendali che riguardano, purtroppo,
gran parte degli stabilimenti produttivi presenti sul nostro territorio,
rischiano di essere anacronistici per il mercato, paventandosi sempre più¹
spesso per i lavoratori lâ??ipotesi della mobilità â?. È?
quanto dichiarato dal consigliere regionale di Forza Italia, Sergio Lapenna,
che ha espresso â??un giudizio molto critico in merito alle irrisolte crisi del
settore industriale
lucanoâ?. â??Anche nella soluzione delle gravi crisi industriali â?"
afferma Lapenna - il Governo regionale si dimostra lento e non in grado di
gestire le situazioni di emergenza, poiché© i ritardi della burocrazia e
lâ??immobilismo della Giunta De Filippo, di fronte a problematiche così¬ serie
ed importanti, si ripercuotono sui lavoratori. Il lavoro â?" sottolinea
Lapenna - rappresenta unâ??emergenza vera e propria nel nostro territorio e merita
unâ??attenzione costante da parte della classe dirigente. Inoltre - aggiunge il
consigliere - i risultati delle ultime votazioni hanno evidenziato un segnale
chiaro di cambiamento per una politica riformista e riformatrice, non ancorata
al mero assistenzialismo che ha prodotto i danni economico sociali a cui oggi
stiamo assistendoâ?. Lapenna, oltre ad esprimere la solidarietà a tutti lavoratori lucani,
ritiene che â??vi debba essere una nuova politica, sia a livello nazionale che
locale, che affronti in maniera seria il problema della crisi del Mezzogiorno,
invece il centro sinistra lucano continua ad alimentare un sistema di gestione
non produttivo, che implica scelte politiche sbagliate e non tempestive,
attraverso la consueta concessione di agevolazioni, il ricorso sbagliato alla
formazione professionale e continua che spesso rappresentano solo un ulteriore
spreco di risorse pubbliche per tamponare il momento di crisi senza mai
addivenire ad una soluzione seria, concreta, e, soprattutto, definitiva per i
problemi dei lavoratoriâ?. â??È? opportuno â?" conclude Lapenna â?" adottare una
politica seria di rilancio e di sviluppo costante ed efficace nel tempo e
rapida nelle soluzioni, visto che si continuano a registrare continui ritardi
anche in presenza di situazioni così¬ drammatiche. Per voltare pagina occorre
investire non solo nellâ??impresa, ma anche nei servizi che ruotano intorno ad
essa e nelle infrastrutture, la cui mancanza è¨ spesso allâ??origine dei tanti
problemi della nostra Regione. Tutto questo al fine di garantire una
stabilità , una reale crescita ed un incremento occupazionale per superare
il grave stato di crisi dellâ??industria localeâ?. (dt ).
( da "Riformista, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Patto tra produttori
( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del
16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lettere Equitalia:
35mila solleciti bonari Renato Scognamiglio- Amministratore Delegato Equitalia
Caro Lubrano, torno di nuovo ad utilizzare la sua rubrica per tentare di
rendere sempre più proficuo il dialogo con i cittadini come ci permette di
fare, per la seconda volta, il signor Umberto Capoccia. In merito alle cartelle
in questione le informazioni in nostro possesso sono più contraddittorie
(risulta pervenuto un solo sgravio) e per questo abbiamo invitato il signor
Umberto nei nostri uffici per un chiarimento definitivo. Per quanto riguarda,
invece, l'altra questione posta e cioè la necessità di assumere informazioni
preliminari prima dell'invio delle cartelle, non possiamo che ribadire che l'Agente
della Riscossione non può - secondo la legge costitutiva - entrare nel merito
della pretesa creditoria che sarebbe, poi, nel caso di Napoli (oltre un milione
e mezzo di avvisi l'anno) praticamente un impegno impossibile da assolvere.
Naturalmente, quando ci si è trovati di fronte a casi evidenti come è successo
qualche mese fa quando il Comune è incorso in un errore trasformando, ad
esempio, multe da un milione di lire in un milione di euro, siamo intervenuti
chiedendo l'annullamento di tutte le contravvenzioni alterate dal disguido
telematico. Il signor Capoccia ci offre, comunque, l'occasione di ricordare che
proprio nell'ultimo mese sono partiti dagli uffici di via Bracco oltre 35 mila
solleciti bonari con i quali l'Agente della Riscossione esorta all'adempimento
spontaneo prima di ricorrere ad azioni più invasive. In sostanza, dopo i 60
giorni dalla notifica, se non è avvenuto il pagamento, Equitalia Polis invece
di passare immediatamente alle misure coattive, come la legge consente, chiede
al cittadino - attraverso la compilazione di un modulo inviatogli con una busta
preaffrancata e con l'indirizzo prestampato - la comunicazione di eventuali
pagamenti già effettuati o di provvedimenti di sgravio (come sostiene nel suo
caso il signor Capoccia), sospensione e maggior rateizzo di cui l'Agente della
Riscossione può non avere ancora avuto notizia. Insomma, il nostro impegno è di
migliorare il servizio al cittadino orientandolo sempre più a criteri di
tempestività e trasparenza. Registro con soddisfazione la soluzione del caso e
considero dunque chiusa la polemica. Ancora pochi gli asili nido Jolanda
Merceffi - NAPOLI Ogni anno, proprio in questo periodo tante giovani mamme (e
io tra costoro) sono angosciate dal problema dell'asilo nido: iscrizioni, graduatorie,
non c'è mai posto eccetera. In questi giorni che stiamo vivendo siamo
frastornati dai discorsi e dalle promesse e a parole più di un leader si
impegna ad attuare una vera politica per la famiglia. Ma non sarebbe ora che
chi vince parta proprio da qui, dagli asili nido? Si discute tanto della poca
fertilità degli italiani, si piange sul fatto che nascono pochi bambini e poi
quando si tratta di aiutare le coppie che lavorano a lasciare i pargoli in
custodia a strutture competenti, si fa poco e niente, specialmente al Sud. Ho
una sorella che vive in Toscana e lì la Regione da una mano alle mamme che non
hanno trovato un posto al nido per il loro bimbo. È vero. La Regione Toscana ha
stanziato un milione e quattrocentomila euro per ridurre le liste d'attesa e
per venire incontro alle madri che lavorano. In pratica l'istituzione pubblica
offre a ogni famiglia che si vede respinta la domanda d'ospitalità all'asilo
nido (per saturazione dei posti disponibili) un buono di 1500 euro. La cifra è
un contributo alla spesa che una madre affronta affidando il bambino a una
struttura privata. Condivido il suo discorso su quella che dovrebbe essere una
vera politica per la famiglia. Ma qualcosa però, bisogna dirlo per obiettività,
si è fatto. I posti disponibili nelle cosiddette "sezioni primavera",
per i piccoli da
( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del
16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Se una persona con questo
passato e queste disponibilità economiche ha deciso di candidarsi di nuovo alla
guida del Paese e ha vinto le elezioni con un margine che pochi prevedevano,
deve aver dato una svolta alla propria concezione della politica. Nei cinque
anni del suo governo precedente, Silvio Berlusconi ha firmato molte riforme
importanti e alcune leggi - dalla giustizia alla televisione - che pure
inserite in quadri normativi ragionevoli hanno finito per favorirlo
personalmente. Quel governo - il cui bilancio ad avviso di chi scrive resta nel
complesso positivo - ha tuttavia sofferto per liti, impuntature, veti, ricatti
all'interno della coalizione che ne hanno rallentato la marcia e compromesso
l'immagine. Il punto più alto di autolesionismo si ebbe nell'ultimo anno di
mandato con la "discontinuità" chiesta e ottenuta dal segretario
dell'Udc Marco Follini che impose a Berlusconi l'umiliazione di una
crisi-lampo. Ma anche le liti tra Fini e Tremonti non giovarono certo né
all'efficienza né all'immagine del governo. Tutto questo è ormai alle spalle,
ma deve servire di monito sia al presidente del Consiglio, sia ai leader delle
forze che compongono la nuova e più ristretta coalizione. Berlusconi ha
incassato dalle elezioni un sostegno popolare fortissimo e ha davanti a sé campo
libero. Un suo nuovo mandato a palazzo Chigi che gli farebbe battere i record
di Andreotti e di Giolitti ha senso soltanto se egli sarà capace davvero di
risollevare l'Italia dalla sua crisi ormai endemica e di lasciare un segno
nella storia italiana moderna. Questo non è solo il paese della Casta politica.
È purtroppo il paese delle caste: sindacati, associazioni imprenditoriali e
professionali, alta e bassa burocrazia, cartelli d'interessi grandi e piccolissimi. Tutti guardano a sé
e invitano ad operare nel giardino del vicino. Pochi sono disposti a rinunce
per il bene comune. Berlusconi ha davanti a sé un compito enorme e ne ha
ricordato nella conferenza stampa di ieri sera la drammatica evidenza: dalle
infrastrutture alla burocrazia, dall'energia alla criminalità, siamo molto indietro
rispetto agli altri paesi europei. Una svolta tangibile in questi campi
basterebbe da sola a qualificare una legislatura. Sorprende la sicurezza con
cui ieri sera Berlusconi si è detto convinto di risolvere in breve tempo il
problema dell'Alitalia e il piglio confermato nell'affrontare il dramma della
spazzatura in Campania. Vedremo anche quali effetti avranno già prima
dell'estate la detassazione degli straordinari e dei premi di produttività e il
pur modesto adeguamento delle pensioni minime al costo della vita. Ma è il
cambio complessivo di passo che ci si aspetta, dopo venti mesi in cui Romano
Prodi è stato costretto a mediare ciò che mediare non si poteva. E in questo
senso è attesa alla prova la Lega, che deve lasciare l'ottica di partito
territoriale per assumersi le responsabilità di grande partito nazionale. Il
favore con cui Berlusconi ha accolto ieri sera la decisione di Walter Veltroni
di opporre al governo in carica un gabinetto ombra dell'opposizione lascia
immaginare un confronto serrato e probabilmente virtuoso sui singoli temi. La
semplificazione parlamentare può fare il resto. Ma il timone è nelle mani del
Cavaliere: può passare alla storia o galleggiare nel piccolo cabotaggio. A lui
la scelta. Bruno Vespa.
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Grazie Illy,
complimenti Tondo. Ma il mondo dell'economia provinciale - categorie e
sindacati - già guarda avanti e traccia un percorso di priorità da affrontare.
Sostegno all'imprenditoria (specie se montana - confidando anche nella
"sensibilità" del tema da parte di un "montanaro" come
Tondo), sburocratizzazione; ma anche conferma del metodo concertativo, lotta al
precariato, tutela dei redditi, rafforzamento delle politiche per il welfare,
per l'occupazione e la sicurezza del lavoro: sono queste le tematiche sulle
quali si confronterà con Tondo."Come assessore all'Artigianato - commenta
Carlo Faleschini, presidente di Confartigianato Udine - Tondo ha operato bene:
con il governo di Centrodestra in Regione è stato varato il Testo unico per
l'artigianato, uno dei primi in Italia. Ma anche con Illy - aggiunge -
l'artigianato ha avuto un ottimo approccio". Che cosa attendersi ora?
"Beh, le persone che "contano" in montagna ci sono - sostiene
Faleschini -. Quello che manca è l'entusiasmo dell'imprenditoria, la voglia dei
rischiare. Speriamo che attorno a Tondo, presidente e imprenditore montanaro e
tra l'altro presidente del Cosint di Tolmezzo che ha ultimamente dato segnali
di grande vitalità, possa nascere un nuovo entusiamo: insomma, che sia di
esempio e di trascinamento...".Un aspetto - la provenienza imprenditoriale
di Tondo - che viene sottolineata anche da Giovanni Da Pozzo, presidente della
Camera di commercio. Che sposta però l'attenzione sull'importanza della squadra
che Tondo metterà in campo "per governare i processi di riforma della
regione". Al nuovo presidente regionale, Da Pozzo chiede "un sostegno
all'economia non solo in termini quantitativi, ma anche psicologici" e si
attende che metta in agenda temi importanti, anzi prioritari, quali
infrastrutture, riammodernamento della macchina pubblica e la diminuzione della
burocrazia per le Pmi.Sul fronte
sindacale, Roberto Muradore, segretario "indicato" della Cisl
udinese, rilancia come priorità il tema della concertazione: "Dobbiamo
condividere la progettualità che consenta il rilancio del Friuli in termini
economici e sociali: è indispensabile, ritengo, il contributo di idee e
conoscenza che solo chi conosce il territorio può dare per sviluppare
appieno le potenzialità di una determinata area". La Cgil, da parte sua,
chiede - attraverso Ezio Medeot, della segreteria regionale - alla nuova giunta
di "dare continuità ai risultati che sono stati ottenuti dalla precedente
amministrazione (sul piano della concertazione e di leggi quali buon lavoro e
legge per i non autosufficienti (legge da implementare). E propone
l'istituzione di un osservatorio regionale dei prezzi e la concertazione su
fisco locale e tariffe, senza dimenticare welfare e sicurezza del lavoro.
( da "Gazzettino, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
EntrareNei cinque
anni del suo governo precedente, Silvio Berlusconi ha firmato molte riforme
importanti e alcune leggi - dalla giustizia alla televisione - che pure inserite
in quadri normativi ragionevoli hanno finito per favorirlo personalmente.Quel
governo - il cui bilancio ad avviso di chi scrive resta nel complesso positivo
- ha tuttavia sofferto per liti, impuntature, veti, ricatti all'interno della
coalizione che ne hanno rallentato la marcia e compromesso l'immagine.Il punto
più alto di autolesionismo si ebbe nell'ultimo anno di mandato con la
'discontinuità' chiesa e ottenuta dal segretario dell'Udc Marco Follini che
impose a Berlusconi l'umiliazione di una crisi-lampo. Ma anche le liti tra Fini
e Tremonti non giovarono certo né all'efficienza, né all'immagine del governo.
Tutto questo è ormai alle spalle, ma deve servire di monito sia al presidente
del Consiglio, sia ai leader delle forze che compongono la nuova e più
ristretta coalizione. Berlusconi ha incassato dalle elezioni un sostegno
popolare fortissimo e ha davanti a sé campo libero.Un suo nuovo mandato a
palazzo Chigi che gli farebbe battere i record di Andreotti e di Giolitti ha
senso soltanto se egli sarà capace davvero di risollevare l'Italia dalla sua
crisi ormai endemica e di lasciare un segno nella storia italiana moderna.
Questo non è solo il paese della Casta politica.È purtroppo il paese delle
caste: sindacati, associazioni imprenditoriali e professionali, alta e bassa burocrazia, cartelli d'interessi grandi e piccolissimi.Tutti guardano a sé
e invitano ad operare nel giardino del vicino. Pochi sono disposti a rinunce
per il bene comune.Berlusconi ha davanti a sé un compito enorme e ne ha
ricordato nella conferenza stampa di ieri sera la drammatica evidenza: dalle
infrastrutture alla burocrazia, dall'energia alla criminalità, siamo molto indietro
rispetto agli altri paesi europei. Una svolta tangibile in questi campi basterebbe
da sola a qualificare una legislatura.Sorprende la sicurezza con cui ieri sera
Berlusconi si è detto convinto di risolvere in breve tempo il problema
dell'Alitalia e il piglio confermato nell'affrontare il dramma della spazzatura
in Campania.Vedremo anche quali effetti avranno già prima dell'estate la
detassazione degli straordinari e dei premi di produttività e il pur modesto
adeguamento delle pensioni minime al costo della vita. Ma è il cambio
complessivo di passo che ci si aspetta, dopo venti mesi in cui Romano Prodi è
stato costretto a mediare ciò che mediare non si poteva. E in questo senso è
attesa alla prova la Lega, che deve lasciare l'ottica di partito territoriale
per assumersi le responsabilità di grande partito nazionale.Il favore con cui
Berlusconi ha accolto ieri sera la decisione di Walter Veltroni di opporre al
governo in carica un gabinetto ombra dell'opposizione lascia immaginare un
confronto serrato e probabilmente virtuoso sui singoli temi. La semplificazione
parlamentare può fare il resto. Ma il timone è nelle mani del Cavaliere: può
passare alla storia o galleggiare nel piccolo cabotaggio. A lui la scelta.Bruno
Vespa.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
La comunicazione
obbligatoria al ministero può essere inviata mediante internet Mezzo passo
indietro da parte del Ministero del Lavoro riguardo il nuovo obbligo delle dimissioni
volontarie entrato in vigore lo scorso 5 marzo. E così si può dire che a Roma
hanno dato ascolto alla protesta partita dai consulenti del lavoro di Treviso.
La protesta perchè si risolveva in un aggravio burocratico l'incombenza con la
quale si voleva porre argine al fenomeno (non molto diffuso nella Marca) delle
dimissioni fatte firmare in bianco dai datori di lavoro al dipendente al
momento dell'assunzione.Cos'è successo? Il dicastero, con una recente
circolare, ha infatti ammesso la possibilità da parte del lavoratore di
accedere al sito ministeriale, senza necessità di recarsi presso uno dei
soggetti abilitati, procedendo alla compilazione ed alla trasmissione del
modulo al ministero. Ciò ha fatto venir meno quanto affermato nella precedente
circolare del 4 marzo 2008 che prevedeva che il lavoratore per la compilazione
del modulo si doveva recare obbligatoriamente presso uno dei soggetti abilitati
per la convalida.Rimangono tuttavia negativi i giudizi degli addetti ai lavori
(in particolare, i professionisti che assistono le imprese) nei confronti della
nuova normativa sulle dimissioni volontarie.Una conseguenza negativa sarebbe
rappresentata dall'onere sociale derivante dall'applicazione del nuovo
adempimento. Si tratta dei costi dovuti per l'incremento
del livello di burocrazia
che il nuovo obbligo avrebbe innescato. È rilevante il costo che peserebbe
sulla collettività come conseguenza del nuovo obbligo delle dimissioni
volontarie in vigore dallo scorso 5 maggio.L'osservazione è di Sergio Rosato -
direttore di Veneto Lavoro - in occasione di un recente convegno organizzato a
Treviso dai Consulenti del Lavoro provinciali. Ha affermato che il nuovo
adempimento "è un accumulo di costi impropri insignificanti".Altro
aspetto che viene criticato riguarda la platea dei soggetti abilitati dalla
legge a convalidare le dimissioni: tra questi rientrano i Comuni. Per gli
addetti ai lavori appare una forzatura ricomprendere le amministrazioni
comunali tra i soggetti abilitati ad accogliere il lavoratore dimissionario,
eventualmente ad assisterlo nella compilazione del modulo e quindi ad inviare
per via telematica il modulo per formalizzare le dimissioni. Alcuni dei dati
richiesti dalla legge hanno carattere tecnico e la relativa compilazione
presuppone la conoscenza di alcuni aspetti della normativa del lavoro e dei
contratti collettivi.Il dubbio che ci si pone è se i Comuni sono dotati al loro
interno di competenze di questo tipo e, in caso negativo, se sono disposti a
dotarsene, visto che la legge li obbliga ad erogare tale servizio; tutto ciò
potrebbe significare maggiori costi in capo ai comuni, alcuni dei quali già in
condizioni finanziarie difficili.Il comune di Villorba è tra quei comuni che
hanno dato la propria disponibilità a garantire il servizio in favore dei
residenti: ci si potrà rivolgere all'ufficio del personale dal lunedì al
venerdì in orario 12.30 - 13.30. Ma ci sono già state segnalazioni di comuni
presso i quali non sarebbe così agevole usufruire di tale servizio, dovendo
giocoforza rivolgersi ad altri "intermediari" abilitati, vale a dire
direzione provinciale del lavoro e centri per l'impiego.A riguardo c'è tuttavia
da sottolineare il mezzo passo indietro da parte del ministero del lavoro, il
quale permette ora di effettuare la trasmissione del modulo al ministero anche
allo stesso lavoratore dimissionario. Attraverso la recente circolare il
ministero offre inoltre altre importanti precisazioni. Per esempio la data di
decorrenza delle dimissioni da indicare nel modulo non si deve più intendere il
primo giorno di non lavoro, bensì il primo giorno di preavviso; a tal riguardo
occorre precisare che il preavviso decorre comunque da quando il modulo viene
portato a conoscenza del datore di lavoro. Con la nuova circolare, inoltre, il
ministero rivede la platea dei soggetti obbligati ed esclusi dall'utilizzo del
modulo telematico.B.S.
( da "Stampaweb, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
C'è un partito che
nell'ultimo decennio ha governato un quarto del Paese, ha prodotto una classe
dirigente spesso giovane e competente ed è persino riuscito a sopravvivere alle
proprie cattive maniere. Quel partito è la Lega e potrebbe diventare il motore riformatore
del governo Berlusconi, se solo arriverà a completare il cammino di
trasformazione avviato in questi anni. Dietro lo schermo del cabaret celtico e
delle grida di secessione, Umberto Bossi è riuscito a dare solidità ad un
movimento politico ormai lontano dalla rappresentazione zotica e valligiana a
cui troppe volte ci siamo affidati. Sempre più simile ad una Democrazia
cristiana del Nord anche per la dimensione dei consensi che raccoglie in tre
grandi regioni (e giustamente Stefano Folli rimandava ieri sul Sole-24 Ore
all'esempio della Csu bavarese), la Lega si compone di anime diverse e
conflittuali che Bossi ha tenuto insieme con un mix tra pugno di ferro,
mitologia della resurrezione e scuola di buona amministrazione locale. Ha
tenuto la componente chiassosa e razzista insieme con quella pragmatica e
moderata guidata da Roberto Maroni, i reduci della Guardia Padana accanto alla
schiera dei circa duecento sindaci in gran parte quarantenni, la vecchia
guardia insurrezionale insieme con il gruppo parlamentare più giovane della
legislatura appena conclusa. Un partito che nel corso degli anni si è fatto
sempre più articolato, presentandosi in molte realtà con il volto rassicurante
di giovani preparati (come quello del leader piemontese Roberto Cota) che da
domani potranno avere ancora più spazio nell'agone nazionale. La Lega è dunque
approdata allo status di forza responsabile di governo? Dipenderà da come
verranno espresse in Parlamento e metabolizzate dalla nuova stagione
berlusconiana le domande che vengono dal suo elettorato, anch'esse molto
diverse dal passato. Se queste elezioni hanno brutalmente semplificato il
quadro parlamentare, il voto leghista è portatore di una ulteriore carica di
semplificazione politica. Filtrate dalla stagione del governo debole e
dell'antipolitica, le sue richieste si sono fatte più concrete e meno
sovversive. Quali servizi e quali infrastrutture per le tasse che paghiamo? Chi risponde dei fallimenti della burocrazia e dell'amministrazione pubblica? Chi difende i miei interessi di
cittadino? Domande crude, lontane dalla correttezza politica e dal bon ton
consociativo in cui si sono impantanati i progetti riformatori dell'ultimo
quindicennio (compreso l'ultimo governo Berlusconi). Domande alimentate
da una voracità democratica e radicale a cui la leadership della Lega dovrà
rispondere: accantonando definitivamente il teatro secessionista che l'ha resa
celebre e traducendo in concreti atti politici la richiesta di innovazione che
viene dal suo elettorato. Nonostante la semplificazione parlamentare, la nuova
maggioranza di governo contiene al proprio interno idee assai diverse
sull'opportunità e la profondità delle riforme da introdurre nel Paese. Tra lo
statalismo di An e il liberismo spesso solo propagandistico di Forza Italia, la
Lega potrebbe rivelarsi il reagente indispensabile ad una vera stagione di
rinnovamento. In fondo è quello che chiede il suo elettorato, nel quale si sono
trasferiti consensi provenienti da tradizioni politiche anche molto distanti
(come ci racconta il voto operaio che Bossi ha raccolto in misura assai più
rilevante che in passato). Come accade in politica, quei consensi non sono per
sempre e potrebbero facilmente volatilizzarsi se la Lega scegliesse la strada
antica e priva di sbocchi del folklore invece di quella suggerita dai nuovi
"spiriti animali" che le hanno restituito forza e visibilità.
commenti (4) scrivi.
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sbalchiero: "Ci
aspettiamo più attenzione sulle imprese" "Dalle elezioni è emersa una
coalizione che può amministrare il Paese con un governo stabile e garantire
certezze al sistema imprenditoriale".Nel commentare l'esito delle
elezioni, il presidente dell'associazione Artigiani Confartigianato di Vicenza,
Giuseppe Sbalchiero, confida "nell'impegno del nuovo Governo a operare
scelte rapide e di interesse generale per affrontare la fitta agenda di
problemi del Paese, che esige una complessiva modernizzazione"."Oltre
quattro milioni di micro e piccole imprese, vale a dire il 98,2 per cento della
realtà imprenditoriale italiana - aggiunge Giuseppe Sbalchiero - si aspettano
che la politica intervenga, con realismo ed efficacia, per rilanciare la
competitività, utilizzando il contributo di proposte delle organizzazioni che
ne rappresentano le aspettative di sviluppo"."Ci aspettiamo -
sottolinea ancora il presidente Assoartigiani - che l'attenzione nei confronti
delle micro e piccole imprese contenuta nel programma elettorale del PdL trovi
ora concreta e rapida attuazione. Iniziando a ridurre la spesa pubblica e a
eliminare gli sprechi. In materia fiscale, è necessario andare oltre l'impegno
a non chiedere ulteriori sacrifici agli italiani: bisogna abbassare la
pressione tributaria su imprese e famiglie e dar corso a un vero, positivo
federalismo. Così come ci aspettiamo che gli imprenditori
vengano liberati dai costi della burocrazia, che venga valorizzato il ruolo della piccola impresa, che siano
eliminate le discriminazioni tra lavoro autonomo e lavoro dipendente, che il
Paese si doti delle necessarie infrastrutture".
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
16-04-2008)
Pubblicato anche in: (Gazzettino, Il (Udine))
Argomenti: Burocrazia
L'ATTESA DEL
PERDENTE A Bruxelles per migliorare l'Europa, poi il ritorno senza festa Mentre
in tutte le sezioni del Friuli Venezia Giulia prendeva progressivamente corpo
il distacco di Renzo Tondo dopo il pareggio sostanziale dei primi scrutini,
Riccardo Illy stava attaccando a Bruxelles il peggior nemico dell'Unione
europea: la sua burocrazia. Il risultato sortito anche in regione dal voto per rinnovare il
Parlamento non ispirava pensieri ottimistici: troppo distacco rispetto al
blocco del centrodestra, perfino per lui che nel 2003 aveva dimostrato di saper
giocare con successo la partita dell'outsideroltrei partiti, incassando una
messe di suffragi largamente migliore rispetto al ricavo dei partiti d'Intesa
democratica. Nel giro dei più stretti collaboratori, laRealpolitik consigliava
quanto meno prudenza fin dalla tarda serata di lunedì. Uno stato d'animo che si
è dilatato nel pomeriggio dello spoglio anche fra i volontari e i fedelissimi
nell'ufficio elettorale illyano in via Diaz in piazza Unità. Tartine, un buon
bicchiere di vino e tantissima tensione silenziosa che Rossana, laFirst Lady,
stemperava con battute rivolte ora all'uno, ora all'altro degli amici,
dimostrando straordinariounderstatement. L'assessore Gianni Pecol Cominotto, il
portavoce Angelo Baiguera, il direttore generale della Regione, Viero, il
responsabile dell'immagine Fabio De Visentini... Tutti a consumare il pavimento
con migliaia di passi nervosi. Ma erano lì a fremere anche i giovani volontari
illyani, la vera forza della macchina elettorale, come Moreno e Sergio: il primo
ha curato la logistica della sede, il secondo il sito Web. Stavano in una
stanzetta a digitare il loro Apple, i numeri che lentamente srotolavano le
avanguardie dell'esito finale, mentre la bionda Samantha, addetto stampa
elettorale, navigava per l'appartamento recando generi di conforto. Ma lui, il
presidente, varcata la frontiera che non c'è più con la Slovenia, era volato da
Lubiana a Bruxelles per prendere parte all'High Level Group of Stakeholders, il
"pool" ristretto di 15 qualificati portatori d'interessi voluto dal
presidente della Commissione Manuel Barroso per snellire il burosauro europeo.
Illy, unico italiano, era stato scelto da Barroso per la doppia funzione
d'imprenditore e amministratore pubblico, ma anche quale apprezzato presidente
dell'Are, l'Assemblea delle regioni d'Europa. Non ne avrebbe voluto sapere di
dati elettorali parziali, Riccardo Illy. E ieri pomeriggio, mentre in Friuli
Venezia Giulia si consumava l'epilogo della sua esperienza in Regione, era
affiancato dal segretario generale dell'Are, Klaus Klipp nel presentare il
rapporto su 16 azioni rapide per contrastare le lungaggini imposte da direttive
e regolamenti comunitari. Si tratta di un documento destinato alla Commissione,
che prefigura fra l'altro procedure più semplici e più veloci in fatto di
scritture contabili delle aziende, traduzioni di documenti d'imprese da un
Paese Ue all'altro in caso di trasferimento o apertura di nuove sedi, ma anche
su agricoltura, pesca e legislazione farmaceutica. Quella di ieri era la terza
riunione dell'organismo europeo: Illy ha proposto, fra l'altro, che le stesse
procedure di applicazione di queste 16 azioni rapide possano seguire un iter
veloce, per ottimizzarne gli effetti. Alle 18 la riunione di Bruxelles si è
conclusa e Illy ha ripreso l'aereo per Lubiana. In serata il silenzioso rientro
direttamente nella casa di Opicina, su quella Trieste che nel giro di poche ore
è sembrata mutare il volto, come tutta la regione della quale è capitale.
Quanto diversa quella sera di primavera 2003 che lo aveva acclamato presidente
della Regione in piazza Unità. Anche allora, fino a sera inoltrata, si era
sottratto al telefonino e agli incontri. Era rimasto in barca, appartato nel
mare. Ieri quella festa non ha concesso il bis, sebbene Illy abbia rimontato
ilgapdel risultato delle Politiche. Harischiatodi vincere nonostante tutto,
commentavano gli amici al suo arrivo nelfortino. Ora il lungo prestito
dell'imprenditore del caffè alla politica è giunto all'epilogo? Illy lo aveva
annunciato, ma questa storia è ancora da scrivere.Maurizio Bait.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Rilanciata l'origine
giuliana del vitigno, si rinnova la proposta: "Chiamiamolo
Valdobbiadene" ValdobbiadeneAlcune settimane fa, le sue dichiarazioni
ebbero il merito di dare uno scossonne all'intero settore, intorpidito dalle
troppe chiacchiere e dai pochi fatti. Carlo Caramel, presidente della Canevel
Spumanti di Valdobbiadene, torna allo scoperto, testimone della crescente
tensione che sta mobilitando quanti hanno a che fare con il Prosecco, e punta
l'indice contro il Consorzio, colpevole, a suo avviso, di non essersi fatto sentire.
E porta in dote al cronista alcune novità. Quali?In un recente "Corriere
Vinicolo", in un articolo firmato da Gianni Zonin dal titolo
"Prosecco: un vino e un nome da difendere", si sostiene che l'antico
vino Pucino corrisponde all'attuale prosecco e che "c'è un solo sistema
per tutelare a livello mondiale questo vino spumante: riportarlo alle sue
origini e precisamente a Prosecco, vicino a Trieste dove è nato e prodotto fin
dai tempi della Roma antica". "Finalmente siamo in grado di capire da
dove veniamo, anche se però, oggi, volessi piantare un paio di ettari a uve di
Prosecco, mi si risponde che non si trova più una barbatella per tale vigna:
sarebbero state acquistate in blocco per essere coltivate in una grande distesa
di
( da "Corriere.it" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL REPORTAGE
Messina, cent'anni nelle baracche Esattamente un secolo fa, il sisma devastava
la città dello stretto. Le capanne dei terremotati - 3.336 - sono ancora lì:
popolate da gente che lavora, paga spazzatura e affitto, e deve ammazzare i
topi a cucchiaiate. Senza più la speranza che questa vita
"provvisoria" finisca Il ponte di Messina, di questo pezzo di Messina
che sconcia gli occhi e offende la ragione, è una passerella in legno di tre
metri e poco più: ingegneria della povertà per superare uno stretto di liquami,
un rigagnolo fognario a cielo aperto di scarichi e urina, che divide due
blocchi di baracche. Campata unica d'assi marce, è stato tirato su da chi ha il
coraggio e la necessità di campare qui dentro, in case che case non sono:
eternit a far da tegola e, dentro, pareti morsicate dalle crepe e soffitti
tinteggiati a muffa. Favelas del quartiere Giostra. Neanche la peggiore nella
città che delle baracche ha fatto il monumento alla sua trasandatezza, i suoi
cent'anni di baracchitudine: da quando, all'alba del 28 dicembre 1908, un terremoto
devastante magnitudine 7,2 della scala Richter si portò via ogni cosa e quasi
ogni casa: un bel po' della Messina (e della Reggio Calabra) di allora e pure
la vita di 80mila persone. Perché queste fatiscenze di Giostra e quelle di
Camaro o di Fondo Fucile non compongono un villaggio tirato su l'altro giorno
da qualche famiglia di rom. Non sono le nuove emergenze dell'emigrazione, ma
spettrali residenze italiane: la terza generazione delle baracche, le nipotine
delle prime capanne offerte e montate da svedesi e americani, svizzeri e
prussiani, all'indomani del terremoto, quando Messina diventò tutta di legno
compreso teatro, municipio e duomo prima che il Fascismo costruisse baracche in
muratura (le madri di quelle di Giostra), e la Repubblica, dopo i bombardamenti
dell'ultima Guerra, inventasse queste "casette ultrapopolari a uso
provvisorio", con vista sugli scarichi e affaccio su strade-cunicoli che
sono tavolozza di ogni puzza, abitate da messinesi che lavorano (quando di
lavoro ce n'è); che votano (spesso in cambio di promesse mai mantenute); che
pagano la spazzatura (che li circonda), la corrente elettrica (ragnatele di
fili volanti, stramate dai corti circuiti) e pure l'acqua del rubinetto (ma è
gratis quella che piove dentro gli alloggi). Generazioni di baracche e
generazioni di messinesi che lì dentro ci hanno vissuto e ancora ci vivono, in
più di tremila, nell'anno domini
( da "Padania, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Federica Guidi
favorita per il rinnovo della presidenza nazionale I Giovani Imprenditori
voltano pagina Mirko Molteni Il Paese ha voltato pagina da un paio di giorni e
anche nell associazione Giovani Imprenditori di Confindustria tira aria nuova.
Ieri a Milano ben 15 rappresentanti regionali dell associazione si sono dati
convegno per investire ufficialmente il candidato favorito alla carica di
presidente nazionale. Si tratta della 38enne bolognese Federica Guidi,
direttore della Ducati Energia. Sarà lei, con tutta probabilità, a essere
eletta il prossimo 24 aprile alla testa dei Giovani Imprenditori, subentrando
all uscente Matteo Colaninno. La Guidi conterebbe sul sostegno di circa il 70 %
degli iscritti all associazione, ben testimoniato dall esplicito appoggio
assicurato dai rappresentanti di tre quarti delle regioni del Paese, fra cui
tutte quelle della Padania, oltre a diverse del Meridione. Fra i suoi
sostenitori spiccava in particolare il responsabile per la Lombardia, Marco
Campanari, secondo cui "il progetto innovativo di Federica è valido ed è
rivolto a tutti, saremo una vera squadra". La Guidi ha così illustrato le
linee principali del suo programma: "Assodato che l esito delle elezioni
politiche assicura finalmente la governabilità del Paese, dobbiamo essere
sempre più vicini ai giovani imprenditori per aiutare le loro aziende a nascere
e svilupparsi. Ma dobbiamo anche chiedere alle istituzioni
più efficienza, soprattutto snellendo la burocrazia e velocizzando i tempi delle pratiche e della giustizia. Ci
batteremo anche per sviluppare la ricerca in modo da rendere il Paese più
competitivo e per questo sono preziosi i legami con le università, che però
devono aprirsi maggiormente alla meritocrazia". Particolare
attenzione la candidata a leader dei Giovani Imprenditori la rivolge alle tasse
e al federalismo fiscale: "Va indubbiamente rivista la fiscalità. E
riguardo al federalismo fiscale, non c è dubbio che vada attuato. Ci vuole
tempo, ma un buon decentramento fiscale assicurerà maggiori risorse sui
territori, abeneficio dei cittadini e delle aziende. Non va però dimenticato un
fondo di perequazione per evitare che le diverse parti del Paese crescano a
ritmi troppo diversi". Alla positiva analisi si è associato il presidente
dei Giovani imprenditori di Milano, Giorgio D Amore, che ha puntualizzato:
"Il federalismo fiscale, ovviamente, deve essere quello vero, cioè quello
che porta a una diminuzione delle tasse e non a un loro aumento. In altre
parole, le imposte regionali non devono sommarsi a quelle statali, ma
sostituirle". I Giovani Imprenditori sono più che mai lanciati. [Data
pubblicazione: 16/04/2008].
( da "Provincia di Como, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sono
orgoglioso di questa iniziativa di Bankok ma non vorrei che per colpa della burocrazia che c'è qui da
noi, si inaugurasse prima il "clone" del nostro glorioso Patria
ristrutturato 16/04/2008.
( da "Provincia di Como, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'attesa Acquistato dalla
Provincia per 1 euro, ora ne servono quattro milioni per il restauro
complessivo L'originale è bloccato a Dervio prigioniero
della burocrazia (g. alb.)
I primi a prendere posizione, nel 1990, sono stati i sindacati, che in Navicomo
sentivano odore di demolizione. Poi è subentrata l'Apt. La Famiglia comasca si
fa avanti nel 1991, poichè si era resa conto che, salvato il Patria dalla
demolizione, il piroscafo sarebbe comunque rimasto a marcire sul lago. E
decise di "adottarlo" a distanza. Dopo qualche anno l'associazione
presieduta da Piercesare Bordoli promuove una raccolta firme per salvare il
piroscafo. Risultato 20 mila adesioni. Intanto il tempo passa, ma dalle
istituzioni nessun segnale. Nel 1999 viene fondato il Comitato per la
preservazione e l'utilizzo dei piroscafi a vapore del lago di Como, al quale
hanno aderito numerose personalità, in prevalenza sindaci dei comuni lacustri.
Nei mesi successivi l'assessorato regionale ai Trasporti manifesta la
disponibilità a occuparsi delle sorti del Patria, ma senza seguito alcuno. Nel
2002 la Famiglia comasca incontra Leonardo Carioni, papabile candidato alla
presidenza della Provincia, che prende a cuore la vicenda e una volta eletto
mantiene l'impegno. Nel
( da "Provincia di Como, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'iniziativa di un
costruttore torinese trapiantato in Thailandia "Un facoltoso cliente mi ha
chiesto di riprodurre il piroscafo" Per il Patria potrebbe essere in
arrivo una copia con gli occhi a mandorla. Dall'altra parte del mondo infatti -
più precisamente a Bangkok, capitale della repubblica Thailandese - c'è chi è
interessato al nostro storico piroscafo ancora in attesa di restauro. Non per
acquistarlo e portarselo via, bensì per realizzarne una sorta di clone, in
formato leggermente ridotto ma dotato di apparato motore a vapore e con le pale
laterali come il nostro, da utilizzare come attrazione turistica sulle acque di
quel golfo. La notizia arriva dalla Famiglia comasca, l'associazione che da 18
anni sta cercando di riportare al suo antico splendore un pezzo di storia del
nostro lago che ha rischiato la rottamazione. Alla fine del mese scorso, nella
sede di via Bonanomi è arrivata una telefonata che ha fatto fare un salto sulla
sedia alla segretaria Rita: dall'altro capo del telefono c'era un certo signor
Ezio Salamone - tour operator torinese ma residente e operativo a Bangkok - che
chiedeva informazioni proprio sul Patria. La Famiglia comasca gli era stata
segnalata dopo una lunga serie di contatti avuti con le nostre istituzioni.
Successivamente c'è stato un fitto scambio di messaggi di posta elettronica e
poi una lunga telefonata con il presidente Piercesare Bordoli. Qual era il
motivo di tanto interesse? Presto detto. Salamone è - per "hobby" -
anche un costruttore di imbarcazioni e vorrebbe realizzare, su commissione di
una facoltosa cliente thailandese, una copia quasi a grandezza naturale del
Patria. E perché proprio il Patria? perché il signor Ezio - come ha spiegato
nei colloqui preliminari - da piccolo aveva più volte fatto visita a Como con i
genitori, e si era innamorato di questo piroscafo sul quale aveva solcato più
volte le acque del Lario. A questo punto si è messa in movimento la macchina
dei rapporti oltreoceano, una sorta di ponte Como-Bangkok: Bordoli ha iniziato
a raccogliere tutto il materiale in suo possesso, tra cui fotografie,
soprattutto degli interni (visto che il Patria con gli occhi a mandorla sarà
una imbarcazione di lusso), e una copia dei vecchi piani originali di
costruzione del "Piroscafo a ruote per il lago di Como Patria"
regalatigli da un amico del quale non rivela il nome. Il prossimo passo sarà
una visita del tour operator-armatore nella nostra città, che così conoscerà di
persona chi sta contribuendo a coronare la prima parte del suo sogno. "E'
motivo di grande orgoglio - spiega il presidente della Famiglia comasca - per
me, per l'associazione e spero per tutta la città, essere coinvolti in una
operazione di questo genere, che ci entusiasma ancora di più visto che arriva
dall'altra parte del mondo. Il mio augurio è che Ezio
Salamone, esempio di forte legame alla sua terra d'origine, riesca ad andare in
porto con questa sua lodevolissima iniziativa. Non vorrei invece che con la burocrazia che c'è qui da noi, si
inaugurasse prima il "clone" del nostro glorioso Patria
ristrutturato". Gigi Albanese 16/04/2008.
( da "Stampa, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Fossano "Voti a
Bossi? Contro la politica che non decide" Fossano da 16 anni è governata dal
centrosinistra. Nonostante ciò alle Politiche resta resta roccaforte del
centrodestra. "Il voto amministrativo non si può paragonare con quello
delle Politiche - dice il sindaco Francesco Balocco -: 4 anni fa quando sono
stato eletto con il 52% dei voti, contemporaneamente in Provincia Costa
otteneva lo stesso risultato. Gli elementi importanti di queste elezioni sono
il voto alla Lega e quello all'Udc. Quello alla Lega è un voto contro una
politica che non decide, per una politica che liberi i
cittadini da incombenze inutili e burocrazia. Sono discorsi che comprendiamo e in qualche modo ci trovano
d'accordo. E' lo sforzo che facciamo da anni a livello amministrativo. Voto
all'Udc? C'è un elettorato moderato che non vuol confondersi col resto del
centrodestra". \.