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Ciriaco
De Mita: il quale, designato primo ministro, non aveva incluso nel suo governo
nessun ( da "Alto Adige"
del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Dove il peso del fisco sul reddito d'impresa è la metà, dove la burocrazia fornisce le risposte in sei mesi anziché in sei anni, dove la formazione è considerata una leva strategica e non una torta da spartire. Lezioni che ci vengono dalle confinanti Austria e Slovenia, ma anche dalle lontane ed ex derelitte Irlanda ed Estonia.
Craxi:
vincerà Berlusconi e la colpa è tutta di Walter
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: chiedono meno tasse e meno burocrazia per far ripartire l'economia. Craxi non nega il suo appoggio e vede proprio in questi settori il motore di un'auspicabile nuova fase di sviluppo. Chiede perciò a chiunque andrà al governo di difendere le piccole aziende anzichè la grande distribuzione, favorendone la penetrazione nei mercati esteri.
Un
bel parco, non per chi ci vive ( da "Gazzetta di Modena,La"
del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: spese e burocrazie renderanno ancora più dura la vita in montagna. Avremmo voluto poter dire la nostra, chiedere soluzioni migliori, ma tutte le nostre richieste sono rimaste inascoltate". Parlano così, per voce delle minoranze dei Consigli Comunali, più di 200 cittadini che vivono nella zona tra Zocca e Guiglia,
Entrambi
i contendenti, Berlusconi e Veltroni, cui si associa perfino Bossi: il quale
magari avrebbe ( da "Corriere delle Alpi"
del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Dove il peso del fisco sul reddito d'impresa è la metà, dove la burocrazia fornisce le risposte in sei mesi anziché in sei anni, dove la formazione è considerata una leva strategica e non una torta da spartire. Lezioni che ci vengono dalle confinanti Austria e Slovenia, ma anche dalle lontane ed ex derelitte Irlanda ed Estonia.
Le
ricette anticrisi di Matteo Colaninno
( da "Giorno,
Il (Varese)" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: altissima vocazione imprenditoriale che oggi è frenata da una burocrazia troppo pesante e costosa", punta a "liberare la capacità d'impresa" e a "una fiscalità più giusta e più equa". Su invito dell'associazione Libertà e Giustizia, ne parla domani con l'economista Salvatore Bragantini, con soci e simpatizzanti dell'associazione di via Col di Lana.
Sorpresa,
c'è voglia di partecipazione Folla per i primi big: Veltroni, Bossi, La Russa
( da "Giorno,
Il (Legnano)" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Diminuiremo la pressione fiscale sulle aziende e alleggeriremo il peso della burocrazia". Poi una promessa: "Il primo disegno di legge? Stipendio minimo di mille euro ai precari". Prima della stretta di mano a Mario Aspesi, candidato del centro-sinistra alla presidenza della Provincia, non è mancata una stoccata alla Lega Nord in tema di secessione.
Di
PARIDE DIOLI - SONDRIO - BATTUTE FINALI e ultima corsa, ieri a mezzogior
( da "Giorno,
Il (Sondrio)" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: calpestate dalla burocrazia. NELL'ORDINE di presentazione le altre 15 aggregazioni di cittadini. A sostegno del candidato sindaco Alcide Molteni: la Sinistra Arcobaleno (40 candidati consiglieri), Sondrio Democratica (40), Partito democratico (40), Sondrio 2020 (34), Sondrio Accesa (28) e Partito Socialista-PSE (28).
Di
RENATA ORTOLANI LAVOREREMO a fianco della Crui (la Conferenza dei ret
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: occorre ridurre il centralismo e la burocrazia che bloccano la vita degli Atenei, sostituire l'autonomia sfiduciata che hanno nella pratica con una autonomia responsabile, la quale passa prima di tutto per una ripartizione dei fondi rispettosa della produttività e della qualità.
Mille
fascicoli fermi per ogni magistrato Organici ridotti, burocrazia infernale
( da "Nazione,
La (Nazionale)" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia infernale PER DIRE come si dilatano i tempi biblici della giustizia in Italia: la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo a Strasburgo aveva condannato l'Italia per la "durata non ragionevole dei processi". Tanti i ricorsi dei legali alla Corte europea con riferimento al "danno morale" patito dai loro assistiti,
L'Itea
mi ha beffata a favore degli stranieri
( da "Trentino"
del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: complicare una burocrazia che è sempre più strabica a favore degli ultimi arrivati, che stranamente hanno sempre la precedenza. "Davvero sono esasperata, nel 1999 la casa Itea mi è sfuggita con la motivazione che mi ero nel frattempo separata dal marito, adesso perché ho un figlio maggiorenne: quello che manca davvero è il comune senso del pudore nel valutare la realtà delle famiglie,
LA
LETTERA 'Ho imparato a rispettare le leggi in Svizzera'
( da "Resto
del Carlino, Il (Cesena)" del
16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dove i principi appresi erano gettati alle ortiche da una burocrazia esasperante e bigotta. E fuor di dubbio che Mohamed sbagli, anche lui lo ammette. Mi spiacerebbe, però, che fosse solo lui a pagare per un clima generale di disagio, con un numero esagerato di extracomunitari che scorazzano impunemente nelle nostre strade e nei nostri esercizi commerciali vivendo di espedienti,
Errore
nel nome della via Roma non lo ha corretto
( da "Nazione,
La (Livorno)" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Demerito della già tanto bistrattata burocrazia romana, chiedono i due consiglieri massetani o disinteresse dell'ex sindaco? Sarebbe bastato ? dicono i consiglieri apporre una piccola targa con il nome corretto della staffetta partigiana che, pur senza cambiare la toponomastica della città, restituisse alla pubblica cittadinanza il corretto nome della nostra martire"
PERCHÉ
non abolire la tessera elettorale e andare a votare solo con i documenti d'
( da "Resto
del Carlino, Il (Rimini)" del
16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il componente del seggio identifica l'elettore e controlla se il nominativo è iscritto nelle liste. Tutto qui. E troppo facile? Perché allora non eliminare un po di burocrazia che rallenta tante operazioni? Quale nuova scusa troveranno gli 'esperti per non potere adottare una soluzione così semplice. L. B., Bologna - -->.
Galan:
Calearo si candida a tutto ( da "Arena, L'"
del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: di semplificazione della burocrazia, di sicurezza, di serie politiche sull'immigrazione...". Gianmarco Mazzi, manager di importanti artisti e organizzatore di eventi. "La mia candidatura è un riconoscimento alla professionalità, se ce la facessi porterei la mia esperienza in tema della promozione dell'arte, della cultura, dello spettacolo,
CONTRASTARE
l'immigrazione con severità, ridurre la burocrazia e
( da "Resto
del Carlino, Il (Imola)" del
16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ridurre la burocrazia e abolire le province e il Circondario": sono i punti in cima alla lista delle priorità della Lega nord che ieri ha presentato i suoi 22 candidati. Insieme al capolista Giacomino Dal Monte erano presenti anche la candidata alla Camera Carla Rusticelli e il candidato del Pdl Adriano Gini, sostenuto dai leghisti.
IL
SUO LIBRO Volevo solo vendere la pizza , edito da Garzanti ha
( da "Giorno,
Il (Lodi)" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: attività dovendo fare i conti con la burocrazia e le tutele sindacali che tutelano anche chi vuole fare il "furbo". Ora Luigi Furini, 54 anni, giornalista che vive a Pavia ed è stato assunto a lungo nei giornali locali, tutti i giorni raggiunge Milano dove lavora per il Gruppo Espresso, si occupa di un altro tema di scottante attualità, quello dei precari non più giovanissimi.
È
scontro tra Associazione cacciatori trentini e Unione cacciatori del Trentino:
a far discutere, è la guerra di cifre che sta montando attorno agli incrementi
registrati nel numer ( da "Adige, L'"
del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia nell'amministrazione da parte dell'Associazione, sintetizzando il tutto nella definizione della caccia in Trentino come "un privilegio per pochi eletti, e per poca selvaggina". Critiche alle quali a sua volta ha controreplicato ieri, attraverso un comunicato, il presidente Flaim: "La caccia in Trentino è un diritto per tutti coloro ne abbiano i requisiti previsti dalla
Marini:
<Impegno a tutelare le imprese partendo dagli interessi del cittadino>
( da "Libertà"
del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: al peso della burocrazia, alla necessità di vedere le risorse naturali anche nell'ottica delle esigenze dell'agricoltura. E tra le risorse naturali Marini ha fatto - interrotto dagli applausi - uno specifico riferimento a quella idrica: "L'acqua non serve certo solo agli agricoltori, ma serve soprattutto per soddisfare i bisogni dei cittadini,
Verso
il voto. ai governi serve coesione
( da "Nuova
Venezia, La" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Dove il peso del fisco sul reddito d'impresa è la metà, dove la burocrazia fornisce le risposte in sei mesi anziché in sei anni, dove la formazione è considerata una leva strategica e non una torta da spartire. Lezioni che ci vengono dalle confinanti Austria e Slovenia, ma anche dalle lontane ed ex derelitte Irlanda ed Estonia.
L
A PARTITA della campagna elettorale entra nel vivo, il Pd pistoiese prova a cal
( da "Nazione,
La (Pistoia)" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: confronto con esponenti delleconomia e del sindacato sui etmi della burocrazia che paralizza le aziende), ex prefetto di Firenze e Roma (28 marzo) ora candidato con Veltroni e il parlamentare Michele Ventura, che il 7 aprile alle 21 parlerà di economia al teatro Bolognini. Ma i pistoiesi del Pd affilano i denti per la competizione di aprile anche su internet, dando vita ad un nuovo sito,
Cancian
( da "Nuova
Venezia, La" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: 58 anni, artigiano, è tra i creatori del Progetto Nord Est assieme a Giorgio Panto. Consigliere regionale del Pne, è stato sensibile alle istanze del settore artigianale e imprenditoriale, in prima linea anche nella lotta alla burocrazia che opprime le classi più deboli. Corre da solo.
<Il
governo del Pdl abolisca l'Ici e aiuti le famiglie>
( da "Giornale.it,
Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ogni italiano paga seimila euro per far funzionare la burocrazia. Bisogna snellirla, riorganizzare la macchina dello Stato e farla costare meno. Poi i soldi per le famiglie verranno fuori". E i giovani? "Il Popolo della libertà vuole ridurre la pressione fiscale per i precari, mentre è scandaloso che il centrosinistra di Prodi abbia aumentato le tasse per i Co.
Truffa
alla Tav: i rom incassano 300mila euro ma non vanno via
( da "Giornale.it,
Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Insomma sfruttando i canali della burocrazia, quella che consente di tenere le bocce ferme per anni, anche a fronte della più palese illegalità. "Su questi terreni hanno fatto quel che hanno voluto - racconta la gente del posto -; nessuno si azzarda ad avvicinarsi, neppure il postino.
Continua
con questa nuova puntata la rubrica della voce degli industriali
( da "Nazione,
La (Prato)" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: siamo il paese che crede di risolvere i problemi con la burocrazia, gli spauracchi e gli approcci ideologici. I risultati sono quelli che sappiamo. Siamo pronti a scommettere: i 15mila manuali realizzati da imprese e sindacati e fatti girare per le fabbriche di Prato hanno fatto di più per la sicurezza di quanto faranno le sanzioni sproporzionate che si profilano.
S'incatena
per riavere i pescherecci ( da "Centro, Il"
del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: incatena per riavere i pescherecci La protesta del capo della marineria: "Ridotto sul lastrico dalla burocrazia" PESCARA. Si è incatenato davanti alla direzione marittima perché la Guardia costiera non gli restituisce la barca, l'unica fonte di sostentamento per la sua famiglia. Nonostante un provvedimento di dissequestro emesso dalla procura.
Opposti
ma uguali, il guaio - giorgio boatti
( da "Provincia
Pavese, La" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: della ritrovata efficienza della macchinosa burocrazia di Piazza d'Italia, sembra avere ormai solo l'ambizione di durare. Proprio come fiduciosamente, e senza timori scaramantici, viene scritto nel sito ufficiale dell'Amministrazione Provinciale: "Resterà in carica sino al 2011". Auguri di cuore perchè, se si continuerà così, vivendo alla giornata,
Il
ministero geopolitico ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dove la burocrazia fornisce le risposte in sei mesi anziché in sei anni; dove la formazione è considerata una leva strategica e non una torta da spartire. Lezioni che ci vengono dalle confinanti Austria e Slovenia, ma anche dalle lontane ed ex derelitte Irlanda ed Estonia.
Togli
50 posti ( da "Nuova Venezia, La"
del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: giusto e non discriminante che oltretutto allevierebbe tutta la burocrazia e le problematiche Ztl attuale introitando tra l'altro più "soldini" dell'attuale sistema. Ovvio quindi che si debbano realizzare nuovi parcheggi (a pagamento) per camper, bus e auto per usi turistici, realizzandone inoltre altri (gratis) per i pendolari che si recano a Venezia per lavoro e studio e,
In
ritardo le bollette dell'asmt ( da "Provincia Pavese, La"
del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E la protesta dei cittadini è scattata ancora una volta, per i ritardi e i tempi della burocrazia, che spesso provoca disagi ed inconvenienti. Bollette inviate in ritardo, centralino telefonico che potrebbe funzionare meglio, raccolta porta a porta che stenta a partire e, come se non bastasse, progetti che vengono modificati in continuazione.
Il
messaggio alle piccole imprese: l'Iva va abbassata L'incontro al Forum
Confcommercio: la soglia di forfettizzazione da 30mila a 50mila euro
( da "Unita,
L'" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: della burocrazia: "Il cambiamento che proponiamo si può semplificare in una frase: un'azienda in un giorno. Non è un sogno, è un risultato che si può ottenere grazie all'autocertificazione. Non è giusto che lo Stato chieda all'imprenditore di esibire una serie di informazioni che in realtà già possiede.
Il
Pd parte con un gap di 20 punti da colmare in un mese: burocrazia e fisco i
nodi Ma su questo abbiamo dato una scossa
( da "Unita,
L'" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Stai consultando l'edizione del Il Pd parte con un gap di 20 punti da colmare in un mese: burocrazia e fisco i nodi "Ma su questo abbiamo dato una scossa".
La
partita del Veneto e il rebus degli imprenditori-operai
( da "Unita,
L'" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Qui burocrazia e fisco sono temi vitali perché incidono sulla qualità di vita e soprattutto sulla capacità economica". Lo dice chiarissimo il senatore Paolo Giaretta, coordinatore della campagna del Pd al Nord Est: "In ogni famiglia c'è un artigiano o un commerciante.
L'assillo
del ritorno ai confini dell'impero dietro la linea dura di Pechino
( da "Unita,
L'" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dalla presenza e dal ruolo della burocrazia lamaista e dei templi, spesso luoghi di episodi di sollevamento contro il Dalai Lama in carica. Ma possiamo cercare un primo approccio al complicato tema servendoci di un termine "cho yon", che indica un rapporto particolare tra un 'autorità religiosa- in questo caso il buddismo di origine mongola e un'autorità temporale e cioè l'
Il
nord di walter ( da "Piccolo di Trieste, Il"
del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia), autodifesa sociale (immigrazione), tutela dalla concorrenza, a cominciare da quella dei vicini come la Slovenia e l'Austria. Problemi che esistono e pesano nel giudizio. Ma il mondo, nel frattempo, è mutato. E se il Nordest si sente ancora all'opposizione è solo per queste considerazioni?
Camera
di commercio, solo lotte di potere - antonello sechi
( da "Nuova
Sardegna, La" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: anche perché vengono dall'interno della burocrazia associativa. "Troppe sigle, troppe divisioni, troppa distanza dai problemi reali, mai una battaglia comune su interessi unitari", commenta Dore. Il leader provinciale di Confagricoltura denuncia "lacerazioni, diffidenze e strumentalizzazioni politiche che sono avvenute e stanno avvenendo".
Cerca
la madre naturale convocata dal tribunale
( da "Tirreno,
Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: il desiderio di ricongiungersi con la donna che 45 anni fa la lasciò in orfanotrofio si scontra con la burocrazia, ma adesso potrebbe aprirsi qualche spiraglio di speranza. Circa quarant'anni fa una coppia di contadini empolesi Armida Panchetti e Bruno Bellini fecero domanda in vari istituti della provincia per adottare un bambino e nell'agosto del 1961 andarono a prendere Anna.
ELEZIONI.
AI GOVERNI SERVE COESIONE ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Dove il peso del fisco sul reddito d'impresa è la metà, dove la burocrazia fornisce le risposte in sei mesi anziché in sei anni, dove la formazione è considerata una leva strategica e non una torta da spartire. Lezioni che ci vengono dalle confinanti Austria e Slovenia, ma anche dalle lontane ed ex derelitte Irlanda ed Estonia.
Clientes,
burocrati e 3 mila eletti lombardo schiera le sue truppe - emanuele lauria
massimo lorello ( da "Repubblica, La"
del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia e il sottogoverno, attraverso i quali il candidato del centrodestra muove le leve del consenso. Alla Regione, ad esempio, la gran parte dei dirigenti generali fa ancora riferimento a Cuffaro, il più fedele sodale di Lombardo, e l'Mpa controlla direttamente importanti dipartimenti come Territorio (affidato a Pietro Tolomeo)
Risanamento
e sviluppo sono i punti di forza della manovra
( da "Nuova
Sardegna, La" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: stiamo risanando il bilancio con una rigorosa e attenta gestione della spesa fatta di razionalizzazione e riduzione dei costi della burocrazia e dei costi della politica e per la prima volta dopo anni abbiamo riportato il rapporto tra spese obbligatorie e entrate a un livello che già ora ci consente di avere un significativo margine di manovra. Nel 2004 le spese obbligatorie (erano 3.
Scontrino
"parlante" quell'oggetto misterioso
( da "Stampa,
La" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Occorrerebbe una maggiore semplificazione per evitare che la burocrazia vada a perseguitare sempre i più deboli, soprattutto gli anziani". D'accordo, ma solo in parte, il presidente di Federfarma Savona Roberto Ranaldo: "Anche per le farmacie quest'obbligo comporta un aggravio burocratico, ma abbiamo dovuto necessariamente adeguarsi alle disposizioni".
Via
fani, rischio prescrizione per un br - franco zantonelli
( da "Repubblica,
La" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma la richiesta si è persa nei meandri della burocrazia. "Se ne sta occupando un Tribunale del Canton Berna", ha dichiarato il portavoce dell'ufficio federale di giustizia, Folco Galli. In realtà, poco meno di 20 anni fa, l'8 giugno del 1988, Alvaro Lojacono venne arrestato, a Lugano, su ordine della procura elvetica, proprio per la sua partecipazione alla strage di via Fani.
L'assessore
regionale al turismo Velardi incontra gli albergatori pompeiani
( da "Capitoloprimo.it"
del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: impegno a ridurre la burocrazia – ha concluso – nei limiti che mi sarà possibile". Propositivo l'intervento degli albergatori locali "Napoli é capofila dell'emergenza, Pompei sta pagando un prezzo altissimo". E il messaggio del presidente dell'associazione ADAP, Rosita Matrone, che ha tracciato la situazione alberghiera locale: 17 alberghi per quasi mille posti letto.
Vince
la causa dopo 24 anni. Ma lui è morto
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Vittima due volte della burocrazia statale e della lentezza della macchina giudiziaria di casa nostra (la Corte europea ha fissato in 4 anni la durata massima del procedimento in primo grado). Non solo. La Corte dei conti ha obbligato il ministero a calcolare la differenza, ma ad oggi la prescrizione è rimasta evasa.
Veltroni:
al Senato rischio di stallo Ma niente <inciuci>
( da "Corriere
della Sera" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dichiarerà guerra alla burocrazia... E andata. Scende dal palco e sulla piazza vista lago lo aspettano in tanti, fa tappa a Monza e dice che vincerà il Pd " Ça va sans dire ". E alle cinque, a Milano, tra i palazzi scrostati di San Siro sono in diecimila, alzano striscioni col nome delle vie, dai balconi lo ascoltano famiglie e donne col chador.
Il
Centro unico regionale per le prenotazioni sanitarie, Cup, potrebbe ovviare ai
molti disser ( da "Messaggero, Il (Pesaro)"
del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia e dei pareri contrari di organismi, quali la Consulta regionale per la Disabilità, che, in una lettera al presidente Spacca, ha chiesto più tempo per valutarne il possibile impatto nel sistema sanitario regionale". Di segno opposto, il parere di Giannotti che vede nell'attivazione del Cup un valido strumento per superare molti dei mali che attanagliano la Sanità marchigiana
Un
comitato misto avvocati-magistrati per migliorare l'efficienza
( da "Giornale
di Brescia" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: non riconducibili alla responsabilità del legislatore o della burocrazia centrale. In questo ambito potrebbe essere affrontata concretamente la questione dello smaltimento dell'arretrato, e accelerato l'iter dei ricorsi superando le attuali difficoltà create dalla contrazione degli orari fissati per il deposito degli atti e dal calendario delle udienze.
Veltroni
tende la mano: Io e Silvio mai più nemici
( da "Tempo,
Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: e la semplificazione della burocrazia". Frena sulla richiesta della Confcommercio di ridurre la spesa di 5 punti subito. "Mi sembra difficile. Più fattibile è la diminuzione di mezzo punto il primo anno e un punto gli anni successivi". La riduzione della spesa "sarà possibile semplificando, evitando la moltiplicazione di istituti e sedi e riducendo anche il costo della politica"
Capo
della marineria si incatena in piazza
( da "Centro,
Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sono sul lastrico per colpa della burocrazia PESCARA. "Senza barca non posso pescare, quindi non posso vivere". A metà mattinata Giovanni Verzulli, l'uomo-simbolo della marineria pescarese, si stringe le mani e i piedi con pesanti catene arrugginite. Per la sua plateale forma di protesta sceglie l'ingresso della direzione marittima, "perché la Guardia costiera non mi ridà la barca,
Le
molte risorse <segrete> d'Italia
( da "Arena.it,
L'" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: alimentare nuova burocrazia a scapito delle imprese già zavorrate da tasse e adempimenti. Così può capitare di trovare, navigando sul sito del Sole 24 Ore, tra le tesi di tanti illustri analisti, la notizia che la tecnologia del più grande telescopio del mondo realizzato in Arizona (nella foto) porta una firma tutta italiana,
Richieste
di aiuto finite nel nulla della burocrazia
( da "Corriere
Adriatico" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: due donne sono state costrette a chiedere un prestito in banca per pagare bollette e medicine Richieste di aiuto finite nel nulla della burocrazia ASCOLI Il calvario delle due sorelle Clementi, Anna ed Elvira, comincia, abbiamo detto, circa tre anni fa, allorché produssero le prime richieste di aiuto nei confronti dell'Amministrazione comunale e dell'assessorato ai servizi sociali.
Franchi,
un assessore all'avanguardia ( da "Corriere Adriatico"
del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Snellì la burocrazia Franchi, un assessore all'avanguardia ASCOLI - Domenica scorsa abbiamo ricordato il professor Nicola Laloni, che fu presidente dellEnte Provinciale del turismo e tra i primi a rilanciare il settore. Oggi riteniamo doveroso ricordare il suo vice, l'avvocato Giulio Franchi (nella foto con Nicola Laloni),
Precursore
dell'università ( da "Corriere Adriatico"
del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Una mente moderna che aveva modificato in pochi anni il lento muoversi della burocrazia. Il suo slogan era indirizzato a tutti gli enti locali: Arricchite il patrimonio di progetti per lo sviluppo del capoluogo; dovrà poi seguire un forte impegno politico per farli finanziare e portarli alla fase esecutiva.
Veltroni,
quanti bla bla ( da "Corriere Adriatico"
del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Burocrazia, mai più. "Scuole belle e aperte fino a sera". Pure ai nonni. Nuovi stadi (chissà perché; chissà per chi). Salario minimo garantito. E le donne, che sono "l'asso per lo sviluppo" e non il due di briscola come noi pensavamo di essere dopo le scelte del Capo e le graduatorie sulle pari opportunità nei diversi paesi del mondo.
Fisco
e impresa, la ricetta di Veltroni
( da "Avvenire"
del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la ricetta di Veltroni Il leader Pd a Cernobbio e Milano: meno burocrazia per far crescere il Paese DAL NOSTRO INVIATO A CERNOBBIO (COMO) DIEGO MOTTA C i vuole una buona mezz'ora prima che Veltroni riesca a rompere il silenzio attento, ma avaro di entusiasmi, che la platea di Confcommercio accorsa a Cernobbio sta tributando al suo intervento.
Pontrandolfo
rinuncia alla missione artica La burocrazia canadese gli fa perdere il passo
( da "Gazzettino,
Il (Pordenone)" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: DISAVVENTURA Pontrandolfo rinuncia alla missione artica La burocrazia canadese gli fa perdere il passo Niente da fare. Michele Pontrandolfo non raggiungerà il Polo Nord geografico. Almeno per quest'anno. L'alpinista è stato costretto a desistere nella grande avventura artica da nuovi, clamorosi "disguidi" accaduti a ridosso dell'ultima tratta aerea prima dell'avvio della missione.
Case,
agenzie in affanno ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
affanno A
causa del calo delle vendite e delle intermediazioni più complicate I mutui
salgono, la burocrazia e le norme di sicurezza si fanno sempre più intricate,
gli acquisti di case sono in frenata e le agenzie immobiliari incominciano a
perdere colpi. Negli ultimi due anni, infatti, in provincia sono state ben 27
le agenzie che hanno chiuso i battenti, delle quali
<Stiamo
crescendo>. Giuseppe Sbalchiero, presidente
( da "Gazzettino,
Il (Vicenza)" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: artigiani nelle condizioni di non imbattersi in una burocrazia esagerata. Ad esempio, chi vuole aprire una attività in centro deve essere messo nelle condizioni di farlo: dovrebbe essere premiato. Qualcuno che trovi una soluzione per il traffico pesante, che non lasci scaricare sui trasportatori le ire dei vari comitati, dimenticandosi che se si fermano i trasporti dopo due giorni l'
Alitaglia/2
( da "Giornale.it,
Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia, più imposizioni rischiano di metterne fuori legge le imprese marginali, quelle per le quali il rischio professionale è maggiore. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (10 votes, average: 4.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Il grano e gli Aerei puliti Ieri le quotazioni del grano
LAVORO
PIU' SICURO? ( da "Azione, L'"
del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Riduzione burocrazia. Sono semplificati gli obblighi formali, attraverso la riduzione del numero e del peso per le aziende degli adempimenti di tipo burocratico, in quanto non incidenti sulle condizioni di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro. Il mondo imprenditoriale ha accolto criticamente il nuovo decreto,
( da "Alto Adige" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ciriaco De Mita: il
quale, designato primo ministro, non aveva incluso nel suo governo nessun
ministro veneto (compreso Carlo Fracanzani che pure aveva raccolto oltre
100mila preferenze), malgrado lo scudo crociato riscuotesse in regione un consenso
superiore di dieci punti alla media nazionale del partito. Con il ritardo che
in Italia le è consustanzialmente proprio, per servirsi di un avverbio dedicato
da Vincenzo Visco al Nordest, la politica arriva a riparare all'omissione:
quando la nomina di un ministro nordestino è diventata non certo inutile, ma
comunque insufficiente. A garantire il posto a queste terre sono entrambi i
contendenti, Berlusconi e Veltroni, cui si associa perfino Bossi: il quale
magari avrebbe potuto dare da tempo il buon esempio, assegnando nella Lega in
questo quarto di secolo ad almeno un veneto un ruolo che non fosse di facciata.
E tuttavia, il punto è un altro: cosa e quanto gioverebbe al Nordest la
presenza al tavolo del consiglio dei ministri di un Galan, di un Illy, di un
Calearo? Che chances avrebbero di far passare decisioni strategiche per
quest'area del Paese, superando le logiche di parte interne ai rispettivi
schieramenti che hanno condizionato in questi anni i governi di qualsiasi
colore? Da soli (anzi da solo, perché sarebbe soltanto uno), come riuscirebbero
a scardinare le strenue difese di quel potente partito trasversale che da
sempre si oppone alle riforme vere sia in Parlamento che fuori, identificando
nello Stato una vacca perennemente grassa? Quello che serve davvero al Nordest
è in realtà un gioco di squadra che sappia fare blocco sulle priorità
riconosciute del territorio, anche al di là delle appartenenze: come d'altra
parte si è cominciato a vedere in questi anni, grazie alla sintonia tra Galan e
Di Pietro, o tra Illy (un indipendente, va ricordato, sia rispetto all'Ulivo
che al Pd) e Prodi; o come ha dimostrato Durnwalder portando a casa risultati
inversamente proporzionali al peso del suo piccolo partito. Quanto ai
potenziali elettori del Nordest, sono sufficientemente adulti (e delusi) per
non farsi sedurre dalla semplice promessa di un posto al tavolo del governo:
quello che inutilmente aspettano da troppo tempo è una politica di sostegno e
non di zavorra nel quotidiano confronto con il resto del mondo, cominciando dai
vicini di casa. Dove il peso del fisco sul reddito
d'impresa è la metà, dove la burocrazia fornisce le risposte in sei mesi anziché in sei anni, dove la
formazione è considerata una leva strategica e non una torta da spartire.
Lezioni che ci vengono dalle confinanti Austria e Slovenia, ma anche dalle
lontane ed ex derelitte Irlanda ed Estonia. E non sarà un ministro dal
cognome familiare a poter colmare, da solo, un simile differenziale. I primi
scampoli di campagna elettorale non offrono segnali confortanti in questa
direzione. E non solo per il rapido evaporare di quel fair-play a cui pure
tutti avevano garantito di volersi ispirare: è bastata una battuta, infelice ma
pur sempre battuta, con una precaria per occupare per 48 ore il centro del
dibattito; e quanto di cartapesta rimanga questa politica, lo dimostra il fatto
che la signorina in questione, non potendo impalmare Berlusconi junior, si sia
comunque guadagnata come premio di consolazione un posto da candidata al Comune
di Roma. La questione vera rimane che alle promesse elettorali solennemente
assunte non è fin qui corrisposta nessuna indicazione concreta su come e dove
verranno trovati i tanti soldi necessari per finanziarle: il tutto in un Paese
che ogni anno sciala 70 miliardi di euro per i soli interessi sul colossale
debito pubblico contratto da intere generazioni di disinvolti politici; e in un
contesto internazionale di crisi economica devastante, in cui sarà duro già il
solo sfangarsela perfino per le vacche magre di biblica memoria. Ecco perché
quel che conta oggi, a differenza di un quarto di secolo fa, non è l'anagrafe
dei singoli ministri né il loro dosaggio territoriale, ma la capacità, la
coesione e la forza di un intero governo. Che rispecchi la geografia delle
competenze, non delle residenze: è chiedere troppo? Francesco Jori.
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nella campagna
elettorale del rinato Partito Socialista, il primo avversario pare essere il
Pd. Così l'arrivo a Mantova di Bobo Craxi, a meno di quarantotto ore dal
comizio dell'ex sindaco di Roma, configura una sorta di botta e risposta a
distanza. Parlando a pochi minuti prima di un dibattito con Franco Bruno
dell'Upa e Stefano Speziali dell'Api, Craxi si sofferma soprattutto sulla
politica nazionale. "Ci avviamo verso il ritorno al governo del
centrodestra e la responsabilità è tutta del Pd esordisce l'ex sottosegretario
-. Con la sua presunta corsa solitaria Veltroni butta a mare la positiva
esperienza del governo Prodi". Craxi parla di una sinistra riformista
rappresentata solo dal Partito Socialista: "In un momento in cui nessuno
ha il coraggio di parlare di recessione e tutti continuano a promettere meno
tasse e più spesa pubblica, noi proponiamo un modo diverso di fare
politica". Bruno e Speziali, in rappresentanza dell'artigianato e della
piccola impresa, chiedono meno tasse e meno burocrazia per far ripartire l'economia.
Craxi non nega il suo appoggio e vede proprio in questi settori il motore di
un'auspicabile nuova fase di sviluppo. Chiede perciò a chiunque andrà al governo
di difendere le piccole aziende anzichè la grande distribuzione, favorendone la
penetrazione nei mercati esteri. Meno morbido il suo intervento nei
confronti della grande industria: "Non credo che si possano chiedere
riduzioni delle tasse incondizionate anche perché l'industria ha le sue
responsabilità - spiega-. Penso piuttosto a sgravi fiscali mirati, ad esempio
sul lavoro straordinario o sulle assunzioni. E tornando al Pd non credo sia un
gesto di sinistra mettere in testa di lista un industriale: sarebbe meglio
difendere i lavoratori". Artigiani e piccoli imprenditori hanno portato al
dibattito di ieri mattina a Porta Giulia una visione del tutto simile sui
problemi dell'economia: troppa burocrazia, tasse
troppo elevate e un costo insostenibile delle materie prime e dell'energia.
"Servirebbero rigassificatori o centrali termonucleari, ma manca una
politica capace di decidere", spiega Speziali. (g.d.s.).
( da "Gazzetta di Modena,La" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cittadini
protestano: nessuno ci ascolta, arriveranno vincoli e obblighi Partecipazione
dei cittadini alla gestione della "cosa pubblica". Un concetto che,
molte volte, rimane su carta. Quello che raccontiamo è il caso del Parco dei
Sassi di Roccamalatina. Un bene comune, appunto, ma non sempre condiviso: più
di 200 i residenti contrari per i vincoli e le spese imposte. Firme raccolte,
opposizioni presentate eppure tutto sembra procedere "come se niente
fosse". "Quando anche le nostre case saranno comprese nella zona
Parco la nostra vita cambierà in peggio. Vincoli, spese e
burocrazie renderanno ancora più dura la vita in montagna. Avremmo voluto poter
dire la nostra, chiedere soluzioni migliori, ma tutte le nostre richieste sono
rimaste inascoltate". Parlano così, per voce delle minoranze dei Consigli
Comunali, più di 200 cittadini che vivono nella zona tra Zocca e Guiglia,
destinata ad essere compresa nel Parco dei Sassi di Roccamalatina. Non sono
contrari al valore che un'area protetta può avere, questi cittadini;
protestano, invece per gli oneri che la formalizzazione potrebbe comportare a
fronte di pochissimi vantaggi. La storia comincia nel dicembre del 2004 quando
Provincia ed Ente Parco pianificano l'ampliamento dell'area montana destinata a
Parco. Un percorso fatto di progetti di tutela, di attenzioni particolari
all'ambiente ma anche di vincoli per le attività produttive e per i residenti:
un percorso che, certo, non si può dire "condiviso": "La
decisione è stata presa dalle istituzioni senza avvisare nessuno - raccontano -
ma quel che è peggio è che è stata presa senza considerare aspetti fondamentali
della vita quotidiana di chi vive in montagna. Una vita già dura e difficile
che ora diventa anche onerosa". "A fronte di tante limitazioni -
continuano i cittadini - sui materiali da utilizzare per le costruzioni, sulle
tipologie ed i metodi di agricoltura ed allevamento, addirittura sulla possibilità
di avere le strade di accesso alle case coperte con l'asfalto a noi non è
venuto nessun beneficio. Non siamo gente ricca e saremo costretti, se la nostra
zona diventerà "Parco" ad adeguarci a burocrazie pesanti: per
ristrutturare casa? Solo materiali ecologici. Per poter avere un incentivo
all'agricoltura? Solo coltivazioni biologiche. Tutte cose giuste, in teoria...
ma chi le paga?". Dopo aver richiesto più volte incontri con le
istituzioni, dopo aver, con fatica, raccolto e consegnato più di 200 firme
allegate alle opposizioni presentate in Provincia al progetto, dopo aver
formalmente sollevato il problema i cittadini si trovano, a pochi mesi dal via
definitivo, punto e a capo. "Questi cittadini si sono rivolti a noi come
ultima spiaggia - spiega Fabio Galli del Codacons Modena - tutti
anti-ambientalisti? Non crediamo proprio. Qui, come in molti altri casi è
mancata la partecipazione, il coinvolgimento in una decisone che, se portata
avanti seriamente, avrà tanti aspetti che ricadranno direttamente sulla vita di
chi, in quella zona, già ci vive. Noi crediamo che quando ad un progetto, sia
pure meritevole nelle intenzioni, più di duecento cittadini, che in questo caso
equivalgono alla quasi totalità dei residenti, si oppongono, il progetto si
possa già considerare fallito. In questo caso tutte le perplessità, i dubbi, le
proteste di chi verrà praticamente coinvolto non sono stati ascoltati e, ancora
una volta (la cosa non è nuova nel Modenese), ci troviamo davanti ad un diritto
che rimarrà solo scritto e non applicato: quello alla partecipazione attiva.
Per questo come Codacons ricorreremo al Tar, contro l'ampliamento del Parco dei
Sassi di Roccamalatina non certo perchè non pensiamo che tutelare una zona dal
punto di vista ambientale non sia una cosa buona, ma perchè siamo convinti che
i primi da tutelare siano i cittadini. Soprattutto in un momento di crisi
economica come quello attuale". (alessia pedrielli).
( da "Corriere delle Alpi" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Entrambi i
contendenti, Berlusconi e Veltroni, cui si associa perfino Bossi: il quale magari
avrebbe ... entrambi i contendenti, Berlusconi e Veltroni, cui si associa
perfino Bossi: il quale magari avrebbe potuto dare da tempo il buon esempio,
assegnando nella Lega in questo quarto di secolo ad almeno un veneto un ruolo
che non fosse di facciata. E tuttavia, il punto è un altro: cosa e quanto
gioverebbe al Nordest la presenza al tavolo del consiglio dei ministri di un
Galan, di un Illy, di un Calearo? Che chances avrebbero di far passare
decisioni strategiche per quest'area del Paese, superando le logiche di parte
interne ai rispettivi schieramenti che hanno condizionato in questi anni i
governi di qualsiasi colore? Da soli (anzi da solo, perché sarebbe soltanto
uno), come riuscirebbero a scardinare le strenue difese di quel potente partito
trasversale che da sempre si oppone alle riforme vere sia in Parlamento che
fuori, identificando nello Stato una vacca perennemente grassa? Quello che
serve davvero al Nordest è in realtà un gioco di squadra che sappia fare blocco
sulle priorità riconosciute del territorio, anche al di là delle appartenenze:
come d'altra parte si è cominciato a vedere in questi anni, grazie alla
sintonia tra Galan e Di Pietro, o tra Illy (un indipendente, va ricordato, sia
rispetto all'Ulivo che al Pd) e Prodi; o come ha dimostrato Durnwalder portando
a casa risultati inversamente proporzionali al peso del suo piccolo partito.
Quanto ai potenziali elettori del Nordest, sono sufficientemente adulti (e
delusi) per non farsi sedurre dalla semplice promessa di un posto al tavolo del
governo: quello che inutilmente aspettano da troppo tempo è una politica di
sostegno e non di zavorra nel quotidiano confronto con il resto del mondo,
cominciando dai vicini di casa. Dove il peso del fisco sul
reddito d'impresa è la metà, dove la burocrazia fornisce le risposte in sei mesi anziché in sei anni, dove la
formazione è considerata una leva strategica e non una torta da spartire.
Lezioni che ci vengono dalle confinanti Austria e Slovenia, ma anche dalle
lontane ed ex derelitte Irlanda ed Estonia. E non sarà un ministro dal
cognome familiare a poter colmare, da solo, un simile differenziale. I primi
scampoli di campagna elettorale non offrono segnali confortanti in questa
direzione. E non solo per il rapido evaporare di quel fair-play a cui pure
tutti avevano garantito di volersi ispirare: è bastata una battuta, infelice ma
pur sempre battuta, con una precaria per occupare per 48 ore il centro del
dibattito; e quanto di cartapesta rimanga questa politica, lo dimostra il fatto
che la signorina in questione, non potendo impalmare Berlusconi junior, si sia
comunque guadagnata come premio di consolazione un posto da candidata al Comune
di Roma. La questione vera rimane che alle promesse elettorali solennemente
assunte non è fin qui corrisposta nessuna indicazione concreta su come e dove
verranno trovati i tanti soldi necessari per finanziarle: il tutto in un Paese
che ogni anno sciala 70 miliardi di euro per i soli interessi sul colossale
debito pubblico contratto da intere generazioni di disinvolti politici; e in un
contesto internazionale di crisi economica devastante, in cui sarà duro già il
solo sfangarsela perfino per le vacche magre di biblica memoria. Ecco perché
quel che conta oggi, a differenza di un quarto di secolo fa, non è l'anagrafe
dei singoli ministri né il loro dosaggio territoriale, ma la capacità, la
coesione e la forza di un intero governo. Che rispecchi la geografia delle
competenze, non delle residenze: è chiedere troppo? Francesco Jori.
( da "Giorno, Il (Varese)" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
DOMANI
ALL'AUDITORIUM SAN CARLO Le ricette anticrisi di Matteo Colaninno ? MILANO ?
"DOBBIAMO aumentare il potere d'acquisto dei ceti più deboli, agendo nello
stesso tempo sulla produttività". È semplice la ricetta di Matteo
Colaninno, capolista del Pd in Lombardia per la Camera dei deputati. Convinto
che l'Italia abbia "un'altissima vocazione imprenditoriale
che oggi è frenata da una burocrazia troppo pesante e costosa", punta a "liberare la
capacità d'impresa" e a "una fiscalità più giusta e più equa".
Su invito dell'associazione Libertà e Giustizia, ne parla domani con
l'economista Salvatore Bragantini, con soci e simpatizzanti dell'associazione
di via Col di Lana. "Tra preoccupazioni economiche, tesoretti
sopravvalutati e stime di crescita al ribasso - dicono a Libertà e Giustizia -
vogliamo confrontarci con le proposte di un giovane imprenditore che entra in
politica, parole sue, "per riportare l'Italia al passo con
l'Europa"". L'ex presidente dei giovani di Confindustria dialogherà
col pubblico. Appuntamento domani, alle 18.30, all'Auditorium San Carlo di
Milano (corso Matteotti 14). - -->.
( da "Giorno, Il (Legnano)" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
ELEZIONI POLITICHE
Sorpresa, c'è voglia di partecipazione Folla per i primi big: Veltroni, Bossi,
La Russa ? VARESE ? PRIMI BIG, primi bagni di folla. La campagna elettorale,
nel Varesotto, comincia all'insegna della gran voglia di partecipazione. Ieri
pomeriggio lo si è visto a Busto Arsizio col comizio di Ignazio la Russa,
insieme a vari esponenti del Pdl, l'altra sera una folla di militanti ha atteso
Umberto Bossi in un ristorante di Cassano Magnago, il suo paese natale. Ma il
clou è stato senz'altro raggiunto da Walter Veltroni, il candidato premier del
Partito Democratico, che venerdì sera ha ricevuto dai varesini un abbraccio
inatteso. Il teatro Apollonio, dove era programmato il comizio, non è bastato a
contenere il popolo del "si può fare" e così il leader del Pd è salito
sul palco "a cielo aperto" improvvisato davanti ai tremila
simpatizzanti di Piazza Repubblica. Numeri che nemmeno il più ottimista dei
"veltroniani" poteva immaginare da queste parti. "L'entusiasmo
della gente è legato alla novità della nostra scelta politica - ha spiegato il
sindaco uscente di Roma -: quella di correre da soli e di dire finalmente tutto
quello che pensiamo". Fra i tanti passaggi del suo lungo discorso,
Veltroni ha posto l'accento là dove i varesini lo volevano sentire: "Diminuiremo la pressione fiscale sulle aziende e alleggeriremo il
peso della burocrazia".
Poi una promessa: "Il primo disegno di legge? Stipendio minimo di mille
euro ai precari". Prima della stretta di mano a Mario Aspesi, candidato
del centro-sinistra alla presidenza della Provincia, non è mancata una stoccata
alla Lega Nord in tema di secessione. Molti applausi, certo, ma anche
qualche fischio da parte dei Giovani Padani - circa una quarantina - presenti
al comizio e marcati a vista dalle forze dell'ordine. CURIOSO che, mentre
Veltroni arringava i suoi nel cuore di Varese, Umberto Bossi apriva la campagna
elettorale con una cena in pizzeria. A Cassano Magnago, il suo paese natale. A
"L'aragosta" ha mangiato e parlato con alcune decine di militanti e
simpatizzanti. Prima della cena, negli stessi minuti in cui all'Apollonio
parlava il candidato premier del Pd, il segretario federale della Lega Nord ha
preso il microfono e ha scandito il programma per governare col Pdl. Il primo
impegno: "Fare il federalismo, altrimenti è l'ultima volta che lo
cerchiamo con le buone". E poi gli altri cavalli di battaglia: no
all'immigrazione clandestina, sì ai dazi doganali verso i Paesi "della
concorrenza sleale". Un breve comizio, ben poco mediatico rispetto a
quello di Veltroni ("È a Varese? mah, tanto qui non prenderà voti").
Anche perchè Bossi ha scelto una cornice conviviale. Al tavolo con lui anche
Ivan Basso, il ciclista di Cassano molto amico del leader leghista. E Dario
Galli, candidato del Pdl alla presidenza della Provincia. "Lui è l'uomo
giusto, è uno che ci sa fare", lo ha presentato ai giornalisti Bossi. E
Marco Reguzzoni? "Voleva fare una esperienza nuova, lui è uno capace e lo
sarà anche a Roma. Mauro Cerri Alessandro Franzi - -->.
( da "Giorno, Il (Sondrio)" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di PARIDE DIOLI -
SONDRIO - BATTUTE FINALI e ultima corsa, ieri a mezzogiorno, per la
presentazione di liste e candidati sindaci nella segreteria del municipio, dopo
l'autenticazione delle firme dei presentatori presso l'ufficio elettorale della
Piastra. Gli ultimi a varcare la soglia sono stati i Popolari Retici del
candidato sindaco Ivan Munarini, secondo una antica usanza in base alla quale
lo scudo crociato della DC (di cui il presidente dei Retici Eugenio Tarabini è
stato uno dei massimi leader provinciali) occupava sempre l'ultimo posto nella
scheda elettorale e il PCI il primo in alto a sinistra. Neanche a farlo apposta
La Sinistra-L'Arcobaleno si è presentata per prima venerdì mattina. Ma l'ordine
di arrivo - conferma la segreteria comunale - ora non viene più utilizzato per
collocare i simboli sulla scheda: infatti, oggi alle 19.30 all'ufficio
elettorale in Largo Sindelfingen, avverrà il sorteggio dei nomi dei candidati
sindaci di Sondrio. Ognuno prenderà il posto assegnatogli sulla scheda seguito
da tutte le liste di appoggio. Alla corsa finale sono arrivate 16 liste, una
delle quali, però, non è stata ammessa per problemi legati alla autenticazione
delle 250 firme dei sottoscrittori, che non sarebbe stata effettuata per tempo.
Si tratta dell'Associazione Movimento Ecologico Naturalistico (Amen) che
candidava a sindaco Franco Ranelli, proprietario delle piscine e camping al
Castelletto dell'Adda. Non è dato sapere se Ranelli presenterà ricorso, come
pare di capire, visto che il candidato sindaco ieri era molto convinto delle
proprie ragioni, a suo dire, calpestate dalla burocrazia. NELL'ORDINE di presentazione
le altre 15 aggregazioni di cittadini. A sostegno del candidato sindaco Alcide
Molteni: la Sinistra Arcobaleno (40 candidati consiglieri), Sondrio Democratica
(40), Partito democratico (40), Sondrio 2020 (34), Sondrio Accesa (28) e
Partito Socialista-PSE (28). Quindi la lista "Sondrio anch'io"
(27) a sostegno del candidato sindaco Piergiuseppe "Pedro" Forni; la
Destra (40) per il candidato Giuseppe Romualdi. Subito dopo sono state
presentate due liste a sostegno del candidato Aldo Faggi: Per Sondrio (25) e
Popolo della Libertà (40). Sempre ieri mattina sono arrivati in municipio i
rappresentanti di "Sondrio Liberale" (33) per il candidato sindaco
Andrea Massera; la Lega Nord (40) a sostegno di Faggi, quindi l'UDC (29) per il
candidato sindaco Aldo Giorgio Sosio; Sondrio Unita (29) a sostegno di Faggi e,
infine, i Popolari Retici (34) con il candidato sindaco Ivan Munarini.
"NOI PUNTIAMO ad arrivare al ballottaggio - hanno dichiarato questi ultimi
- e siamo qui solo per vincere". "Sono più i candidati che quelli che
votano" scherza qualcuno. Eh sì perchè facendo due conti la schiera di
aspiranti consiglieri del comune di Sondrio arriva a oltre 500. Un vero
esercito. Tanti così come gli aspiranti sindaci ben sette, mentre nella
precedente tornata elettorale erano solo tre: Bianca Bianchini, Angelo Schena e
Giuseppe Romualdi. L'ex sindachessa dopo le dimissioni dello scorso luglio e
relativo scioglimento del consiglio comunale, con arrivo del commissario
prefettizio non si ricandida ed è tornata a lavorare. E' funzionario in
amministrazione provinciale. Angelo Schena, battuto per una manciata di voti al
ballottaggio del giugno 2003, dopo diversi tira e molla, tramontata l'ipotesi
di una sua lista, alla fine è entrato nel Partito Democratico, ma tiene a
precisare "come indipendente". Torna invece in pista con La Destra,
l'avvocato Giuseppe Romualdi che nelle precedenti amministrative del capoluogo
aveva ottenuto un buon risultato personale. - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di RENATA ORTOLANI
"LAVOREREMO a fianco della Crui (la Conferenza dei rettori delle
università italiane ndr.) che rispettiamo e continueremo a sostenere, per
migliorare l'intero sistema universitario italiano. La proposta che faremo al
nuovo governo è questa: più risorse in cambio di gestioni rigorose dei bilanci.
Basta con i finanziamenti a pioggia". A suo agio nelle vesti di padrone di
casa, il rettore Pier Ugo Calzolari ieri ha sintetizzato così, nell'aula
absidale di Santa Lucia, le finalità del lavoro fatto dalla 'squadra' dei
dodici numeri uno degli Atenei statali più "produttivi e virtuosi", i
dodici rettori che hanno firmato il documento inviato nei giorni scorsi a tutti
i candidati premier alle prossime elezioni politiche. E sempre ieri 'Bologna
forum', che ha cooptato altri sette università in possesso dei criteri
necessari per considerarsi la locomotiva dell'autorigenerazione dell'Accademia,
è confluito in Aquis, l'Associazione per la qualità delle università italiane
statali. "Questa ? hanno detto sia Calzolari sia Gianfelice Rocca, il
vicepresidente di Confindustria, partner convinto e determinatissimo del
movimento dei rettori ? è una giornata storica per il Paese e per il nostro
sistema universitario". Scopo di Aquis sarà infatti contribuire ad
aumentare la competitività degli Atenei sullo scenario mondiale, che Calzolari
ha più volte evocato, con un focus sui 'cervelli' italiani emigrati all'estero.
"Come se non bastasse ? ha sottolineato ? il blocco imposto per legge
all'assunzione di giovani ricercatori (e per l'Alma Mater si tratta di 55
unità) andiamo verso un fenomeno preoccupante: gli studenti asiatici formati in
America, dove in passato rimanevano a lavorare, ora tornano nei loro Paesi
d'origine. Quindi sarà presto l'Italia, con i suoi giovani, bravi ma sottopagati
e non valorizzati, il terreno di caccia degli Usa. E invece della fuga dei
cervelli nascerà una vera e propria rotta, lungo la quale i nostri studiosi,
appena formati, se ne andranno". RIPETUTI e stringenti i richiami che
arrivano alle istituzioni dall'Università e dal mondo dell'imprenditoria.
"Il tempo a disposizione è agli sgoccioli, siamo all'emergenza ? ha detto
senza mezzi termini anche il numero due di Confindustria ?; occorre ridurre il centralismo e la burocrazia che bloccano la vita degli Atenei, sostituire l'autonomia
sfiduciata che hanno nella pratica con una autonomia responsabile, la quale
passa prima di tutto per una ripartizione dei fondi rispettosa della
produttività e della qualità. Il merito, insomma, va messo al centro del
sistema, del finanziamento. Altrimenti la nostra competitività sul piano
scientifico e dell'innovazione sarà del tutto irrilevante". SECONDO
Calzolari, che aveva al suo fianco i rettori della Politecnica delle Marche,
degli Atenei di Ferrara, Modena e Reggio Emilia, Calabria, Milano-Bicocca,
Padova, Roma Tor Vergata, Trento, Verona e dei Politecnici di Torino e Milano,
"occorre un patto individualizzato per ogni sede universitaria. Noi non ci
siamo definiti Atenei di serie A ? ha proseguito riprendendo la polemica nata
dopo l'invio della lettera firmata dai 12 rettori 'ribelli' ? : noi ci siamo
presi carico però di fare da stimolo alla Crui e al processo improrogabile di
rinnovamento del sistema universitario. Io personalmente, in sede locale, ho
dato l'allarme parecchi mesi fa. L'Alma Mater ha effettuato una proiezione
decennale delle spese, e su questa base possiamo dire che se non imprimiamo un
cambiamento di passo, da qui a due anni non ce la faremo. Ma come noi, andranno
per aria, uno a uno, tutti gli altri Atenei italiani. E a causa degli stessi
problemi". AL CENTRO dei problemi che affliggono il sistema universitario
sono stati messi, unanimente, la spesa per il personale, una delle voci più
pesanti (se non la più pesante) e quel continuo "fare e disfare tutto legato
al cambio del titolare del ministero". - -->.
( da "Nazione, La (Nazionale)" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
GIUSTIZIA-LUMACA
Mille fascicoli fermi per ogni magistrato Organici ridotti, burocrazia infernale PER DIRE come si dilatano i tempi biblici della
giustizia in Italia: la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo a Strasburgo aveva
condannato l'Italia per la "durata non ragionevole dei processi".
Tanti i ricorsi dei legali alla Corte europea con riferimento al "danno
morale" patito dai loro assistiti, valutato secondo i parametri di
una tabella. Eppure c'è voluto un braccio di ferro di oltre due anni, e quattro
sentenze delle sezioni unite della Corte di Cassazione, per riconoscere
"la prevalenza e la diretta applicabilità nell'ordinamento giuridico
italiano della giurisprudenza della Corte Europea". Il che costituisce un
ulteriore vincolo per i magistrati italiani, i cui organici sono in genere
risicati. Giustizia penale e giustizia civile sono un tritacarne pur a fronte
dell'impegno forte e continuo dei più. Spiegava appena ieri mattina il
sostituto procuratore Alessandro Crini riguardo ai procedimenti penali che
"tutti i mesi subentrano dai 50 ai 70 nuovi fascicoli per ogni pubblico
ministero. Il saldo negativo tra quelli presi in esame e gli altri è di circa
30 fascicoli". Che rimangono cioè in stand by, a dimostrazione che la
obbligatorietà dell'azione penale è come minimo discutibile. Continua il
sostituto: "Moltiplichiamo i 30 suddetti per 12 mesi. Fa 360, da
moltiplicare ancora per tre, l'ultimo triennio di riferimento. S'arriva così ad
oltre 1000 fascicoli pendenti per pubblico ministero. Consideriamo poi gli
accertamenti che vengono delegati e il passaggio dei fascicoli tra i vari
uffici, non sempre fluido, e si capirà come il tempo si dilati. La verità è che
per smaltirli bisognerebbe archiviare". LENTEZZE dovute ai rinvii. Alla
mancanza di giudici. Ai ruoli lasciati in sospeso, non riassegnati cioè ad un
altro magistrato, quando il titolare del procedimento in questione è, per
esempio, in gravidanza. La giustizia soffre anche di questi gap burocratico-procedurali.
Nelle cause civili in particolare si verificano fatti sconcertanti ai danni dei
cittadini in nome e per conto dei quali ? recita la Costituzione ? vengono
amministrate la giustizia e il suo corretto esercizio. Cause dilatorie, infondate
e rinvii: così le sentenze arrivano anni luce dopo i fatti. Un esempio. In
tribunale, processo per la morte di un uomo che nel 1989 fu travolto a un
passaggio a livello perché la casellante, distratta, non aveva abbassato la
sbarra. Il giudizio (di primo grado) sul risarcimento ai parenti della vittima
è recente. Giudici, avvocati, tutti protagonisti e vittime, quasi come i
malcapitati che chiedono giustizia e gli stessi imputati nel penale. O
'convenuti' nel civile, che hanno il diritto di non stare per anni sulla
graticola. Giudici, avvocati, parti civili imputati. E cancellieri. La sezione
distaccata di Pontassieve ne ha solo una. Molto brava ed efficiente, assicurano
diversi avvocati. Ma deve fare tutto e non può fare tutto. I legali consultano
i fascicoli da soli, lei non riesce neanche a rispondere al telefono. e
sembrano ancora lontani i tempi del processo civile telematico, con l'avvocato
che interagisce col sistema tramite un punto di accesso esterno che fornisce i
servizi di interfacciamento del "dominio giustizia". Firenze non è
inserita nel progetto pilota. g.sp. - -->.
( da "Trentino" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
"L'Itea mi ha
beffata a favore degli stranieri" Operaia, separata con due figli, è
slittata in graduatoria per l'alloggio agevolato Caterina Dominici: "Hanno
diritto anche i cittadini comunitari regolari ma è giusto che prima pensiamo a
sistemare i nostri" GIACOMO ECCHER CLES. Dopo anni di domande e di
delusioni questa pareva la volta buona, ma si è ritrovata al trentunesimo posto
nella graduatoria di assegnazione degli alloggi Itea per cittadini comunitari,
pubblicata in questi giorni dal Comprensorio. E' la storia di Maria Grazia
Gregori. La donna, 43 anni originaria di Cogolo ma residente a Cles, sottolinea
anche come lei si trovi al sedicesimo posto per quanto riguarda la zona 8
(Cles) con i primi posti appannaggio di stranieri, anche se comunitari. Maria
Grazia Gregori, separata con due figli a carico e la paga di stagionale in una
cooperativa frutticola, commenta amaramente quella che considera un'ennesima
beffa che - spiega - condivide con tante altre donne nella sua condizione a tal
punto che stanno meditando una clamorosa protesta davanti al Comprensorio.
"Sono furiosa, sconvolta: un conto è parlare e ragionare di queste cose a
tavolino o sugli scranni di piazza Dante ed un'altra è vedere che cosa succede
nella realtà. Ancora una volta il cosiddetto palazzo dimostra di non sapersi
calare nella realtà che interessa quotidianamente decine, anzi centinaia di
donne e famiglie nel Trentino" afferma la consigliera provinciale Caterina
Dominici dopo aver visto la graduatoria. "C'è già una graduatoria per
extracomunitari monopolizzata da marocchini e maghrebini in genere, adesso
anche quella dei "nostri" è svenduta a stranieri comunitari che per
un'assurda valutazione dei punteggi scavalcano regolarmente le famiglie
trentine in grosse difficoltà e che sono in attesa da anni" rincara
Dominici. La consigliera cita la propria battaglia, finita nel nulla per la
bocciatura di Margherita e Ds, dell'emendamento alla Finanziaria 2008 (e l'anno
prima quando si discuteva della riforma dell'Itea) per modificare da tre a
cinque anni il requisito minimo di residenza per accedere agli alloggi
pubblici. "Ho due figli, uno minorenne ed uno di 20 anni che frequenta
l'ultimo anno delle superiori" spiega Maria Grazia Gregori. Beffa nella
beffa, quando ha chiesto spiegazioni al funzionario del Comprensorio sulla
retrocessione in graduatoria, le è stato risposto che aveva perso punti perché
aveva solo un figlio minorenne: l'altro figlio avendo superato i 18 anni non
contava, anche se studente e quindi senza reddito. E così il sogno della casa è
svanito un'altra volta dopo la delusione della graduatoria precedente quando
aveva fallito l'assegnazione per pochi punti. La protagonista di questa vicenda
è separata dal marito dal 1999 e da allora si è sempre dovuta arrangiare con i
figli che con grossi sacrifici finora è riuscita a far studiare. Ma il futuro è
sempre meno rosa anche perché - afferma - sembra che chi cura le graduatorie
Itea si diverta a complicare una burocrazia che è sempre più strabica a favore degli ultimi arrivati, che
stranamente hanno sempre la precedenza. "Davvero sono esasperata, nel 1999
la casa Itea mi è sfuggita con la motivazione che mi ero nel frattempo separata
dal marito, adesso perché ho un figlio maggiorenne: quello che manca davvero è
il comune senso del pudore nel valutare la realtà delle famiglie, anche
se di questa parola tutti i nostri amministratori si riempiono la bocca senza
rendersi conto di quello che succede nella vita di tutti i giorni"
conclude la signora. Rincara Dominici: "Il governatore Dellai predica ai
Trentini di fare figli ma poi dà le case a tutti gli altri. La casa è un
diritto anche per gli immigrati regolari ma dopo i trentini perché prima
dobbiamo risolvere i nostri problemi".
( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del
16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
A PROPOSITO dell'egiziano
che ha occupato abusivamente l'alloggio popolare, vorrei puntualizzare che il
giorno in cui si giocò 600 euro riuscì a recuperarli interamente poichè i
videogiochi sono sono tarati per restituire il 75% delle giocate. Ieri è venuto
da me e, con umiltà e disperazione, mi ha spiegato i motivi del suo gesto.
Immagino che li conosciate già. Quello che non potete sapere è che io sono nato
e vissuto a Rimini fino a 22 anni, poi sono emigrato in Svizzera vivendo nel
periodo xenofobo degli anni 70; trovai un paese ordinato e pulito, imparai a
rispettare le leggi e a essere rispettato per le mie qualità di uomo e di
lavoratore. (avevo un diploma di scuola commerciale e parlavo 4 lingue). In
quasi 10 anni mi sono specializzato in lavori che 'tiravano': carpentiere,
saldatore e aggiustatore meccanico. Mia moglie e straniera e fra un mese
festeggiamo 36 anni di matrimonio. Tornato in Italia mi sono scontrato contro
un muro di gomma, dove i principi appresi erano gettati alle ortiche da una burocrazia esasperante e bigotta. E' fuor di dubbio che
Mohamed sbagli, anche lui lo ammette. Mi spiacerebbe, però, che fosse solo lui
a pagare per un clima generale di disagio, con un numero esagerato di
extracomunitari che scorazzano impunemente nelle nostre strade e nei nostri
esercizi commerciali vivendo di espedienti, molte volte fuori dalla legge. Non
ci costerebbe meno aiutarli nei loro paesi di origine? Pagliarani Giampaolo -
-->.
( da "Nazione, La (Livorno)" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Errore nel nome
della via "Roma non lo ha corretto" di GIANFRANCO BENI NONOSTANTE
l'intervento del sindaco di Massa Marittima Lidia Bai e la replica dell'allora
sindaco di Roma Walter Veltroni, ora candidato primo ministro del Pd, sono
ancora lì le targhe toponomastiche con la errata scritta "via Norma
Fratelli Parenti" nella zona di Casalotti, a ricordo dell'eroica staffetta
partigiana massetana fucilata dai tedeschi nel 1944 ed insignita della medaglia
d'oro al valor militare. Un riconoscimento davvero sentito dalla cittadinanza e
dalle forze politiche e consiliari locali che, ora manifestano forti
perplessità sulla volontà del neo candidato premier del centro sinistra a dar
corso a questo semplice quanto significativo adempimento. I consiglieri di
opposizione Roberto Ovi e Angelo Maria Cappelloni ricordando l'incarico
conferito da Veltroni al direttore dell'Ufficio Toponomastica del Comune
capitolino per la pronta rettifica non ancora avvenuta. "Demerito della già tanto bistrattata burocrazia romana, chiedono i due consiglieri massetani o disinteresse
dell'ex sindaco? Sarebbe bastato ? dicono i consiglieri apporre una piccola
targa con il nome corretto della staffetta partigiana che, pur senza cambiare
la toponomastica della città, restituisse alla pubblica cittadinanza il
corretto nome della nostra martire". - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del
16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Identità? Il componente
del seggio identifica l'elettore e controlla se il nominativo è iscritto nelle
liste. Tutto qui. E' troppo facile? Perché allora non eliminare un po' di burocrazia che rallenta tante operazioni? Quale nuova scusa
troveranno gli 'esperti' per non potere adottare una soluzione così semplice.
L. B., Bologna - -->.
( da "Arena, L'" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
CENTRODESTRA. Parte
da Padova la corsa dei candidati veneti del Pdl. Il governatore stronca l'Udc
("Ormai è morta") e attacca l'imprenditore candidato del Pd Galan:
"Calearo si candida a tutto" Enrico Santi PADOVA È partita da Padova
la corsa elettorale dei candidati veneti del Popolo della libertà. Nella sala
conferenze dell'hotel Plaza, vicino al quartiere fieristico della città del
Santo, ieri si sono dati appuntamento da tutta la regione esponenti di partito
e persone "sganciate dagli apparati" come i veronesi Ettore Riello e
Gianmarco Mazzi. Tutti candidati nelle fila berlusconiane. Ciascuno,
sottobraccio, ha la cartellina con tanto di spilline e gadget per affrontare al
meglio la battaglia elettorale. "Sento un grande orgoglio nel partecipare
all'esordio di questo nuovo progetto politico, qui non ci sono più candidati di
Forza Italia o di Alleanza nazionale, ma solo del Popolo della libertà",
esordisce Alberto Giorgetti, coordinatore regionale di An e ricandidato al
Parlamento. Sorride anche Pieralfonso Fratta Pasini, presidente del Consiglio
comunale a Palazzo Barbieri, che ora si prepara a scendere nell'arena per
conquistare la quarta legislatura nella circoscrizione di Venezia, Treviso e
Belluno. Solo una grande performance della Lega, alimentata dai secessionismi
nel Bellunese potrebbe bloccarne le aspirazioni. Niccolò Ghedini, avvocato del
Cavaliere e coordinatore veneto di Forza Italia, racconta di un suo recente
viaggio "turistico-giudiziario" a Napoli - "Berlusconi è
richiesto dappertutto", ironizza - e dice di aver visto "ciò che i
timidi telegiornali Rai e Mediaset non raccontano: cumuli alti fino ai primi
piani delle case e bande di cani randagi che vagano fra i rifiuti". Poi fa
arrabbiare il presidente della Regione Giancarlo Galan, seduto al suo fianco.
"Da quando si è candidato, i sondaggi registrano un'impennata per il Pdl.
Meriterebbe di fare il ministro, anzi, non ci fosse Berlusconi potrebbe fare il
premier". Il governatore scuote la testa, poi parte lancia il resta:
"Finalmente è cambiato il volto della politica e i partitini non contano
più niente. I tempi dei ricatti e dei cambi di casacca sono finiti". Tra i
"partitini", Galan include l'Udc di Casini. "Ormai è
morta", sentenzia. E precisa: "Con me in Giunta il rapporto è sempre
stato corretto, ma hanno commesso un errore tragico". In cambio della sua
disponibilità a candidarsi, assicura, "non mi è stato offerto nulla".
Qualche minuto prima, ai giornalisti aveva scodellato un giudizio sarcastico su
Massimo Calearo, ex presidente di Finmeccanica, ora capolista del Pd: "Un
caso emblematico di uno che si presenta a tutto, a tutte le cariche che ci
possano essere...". Continua Galan: "Avevo il dovere morale di
rappresentare la nostra terra, perché qui l'autorevolezza ce la siamo conquistata
sul campo e le opere infrastrutturali le abbiamo sempre ottenute da qualsiasi
governo". Solo un rammarico: "Speravo che nelle liste ci fosse
qualcuno in più proveniente dall'esperienza di governo regionale". Infine
lancia un avvertimento. "Non è una minaccia", premette, "ma a
Roma resterò il tempo per vedere se le cose che interessano al Veneto saranno
fatte e basteranno i primi quattro o cinque Consigli dei ministri, se
prevalessero altre logiche bisognerà trarne le conclusioni".
L'imprenditore Ettore Riello, l'"anti-Calearo" del Pdl, concorda:
"Il Veneto non ha bisogno di ministri, ma di fatti. C'è gran voglia di
riforme fiscali, di semplificazione della burocrazia, di sicurezza, di serie
politiche sull'immigrazione...". Gianmarco Mazzi, manager di importanti artisti
e organizzatore di eventi. "La mia candidatura è un riconoscimento alla
professionalità, se ce la facessi porterei la mia esperienza in tema della
promozione dell'arte, della cultura, dello spettacolo, leve sempre più
importanti dello sviluppo". Un'esperienza che, assicura, metterà a
disposizione anche della città e della Fondazione Arena in crisi: "Darò
una mano per portare valori d'eccellenza".
( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del
16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
"CONTRASTARE
l'immigrazione con severità, ridurre la burocrazia e abolire le province e il
Circondario": sono i punti in cima alla lista delle priorità della Lega
nord che ieri ha presentato i suoi 22 candidati. Insieme al capolista Giacomino
Dal Monte erano presenti anche la candidata alla Camera Carla Rusticelli e il
candidato del Pdl Adriano Gini, sostenuto dai leghisti. "Questa
città va cambiata ? attacca Dal Monte ?. Basta con i carrozzoni inutili e gli
enti come il Circondario". Dal Monte si dice in totale sintonia con il
programma di Gini e del Pdl e attacca l'operato della giunta Marchignoli:
"La convenzione appena siglata per l'autodromo non è stata gestita in
maniera trasparente ? afferma ? non ha senso un accordo triennale che imbriglia
il possibile sviluppo del circuito". Altro punto toccato da Dal Monte sono
i rifiuti di Napoli. "Non bisogna più aiutare chi non sa risolvere i
problemi da solo". Gini propone l'abolizione delle province. E la proposta
di creare la provincia di Imola/Faenza? "Se proprio non riusciamo ad
abolirle come sarebbe giusto ? dice Gini ? allora almeno realizziamo una
provincia per Imola". - -->.
( da "Giorno, Il (Lodi)" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL SUO LIBRO
"Volevo solo vendere la pizza", edito da Garzanti ha sollevato il
coperchio su una serie di difficoltà che gli imprenditori incontrano quando
decidono di aprire un'attività dovendo fare i conti con la burocrazia e le tutele sindacali che
tutelano anche chi vuole fare il "furbo". Ora Luigi Furini, 54 anni,
giornalista che vive a Pavia ed è stato assunto a lungo nei giornali locali,
tutti i giorni raggiunge Milano dove lavora per il Gruppo Espresso, si occupa
di un altro tema di scottante attualità, quello dei precari non più
giovanissimi. Con "Volevo solo lavorare", da pochi giorni in
libreria sempre per Garzanti, infatti, racconta storie di manager e quadri
espulsi dal mondo occupazionale che sono troppo giovani per la pensione e
troppo vecchi per ottenere un altro posto. Difficoltà che Furini ha rischiato
di vivere in prima persona subendo il mobbing e una difficile situazione che si
è risolta solo per un caso fortuito, ma gli ha fornito l'occasione per entrare
in contatto con il popolo dei lavoratori da "rottamare". - -->.
( da "Adige, L'" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
O di capi,
soprattutto per quel che riguarda i caprioli È scontro tra Associazione
cacciatori trentini e Unione cacciatori del Trentino: a far discutere, è la guerra
di cifre che sta montando attorno agli incrementi registrati nel numero di
capi, soprattutto per quel che riguarda i caprioli. Nei giorni scorsi, Sandro
Flaim , presidente dell'Associazione cacciatori (che è pure ente gestore della
caccia in Trentino), aveva reso noto una crescita del numero di ungulati (+12%
i caprioli, +5.8% i cervi) che non ha tuttavia convinto il presidente
dell'Unione Enzo Pizzini , che attraverso un'inserzione aveva contestato i
metodi gestionali dell'Associazione, parlando di eccessivo trionfalismo, di
dati esaminati non considerando i decrementi degli anni precedenti (l'Unione
parla di un calo, dal 2003, del 26% e 13%) e di una eccessi costi e burocrazia nell'amministrazione da parte
dell'Associazione, sintetizzando il tutto nella definizione della caccia in
Trentino come "un privilegio per pochi eletti, e per poca
selvaggina". Critiche alle quali a sua volta ha controreplicato ieri,
attraverso un comunicato, il presidente Flaim: "La caccia in Trentino è un
diritto per tutti coloro ne abbiano i requisiti previsti dalla legge, e
negli ultimi decenni i capi di selvaggina sono passati da
( da "Libertà" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
23 PROVINCIA
domenica 16 marzo 2008 il presidente nazionale Marini: "Impegno a tutelare
le imprese partendo dagli interessi del cittadino" cortemaggiore -
(c.mol.) "Coldiretti ha scelto di tutelare le imprese partendo dagli
interessi del cittadino": questo il filo conduttore dell'intervento tenuto
ieri a Cortemaggiore dal presidente nazionale dell'organizzazione, Sergio
Marini. In questo modo Marini ha voluto chiarire quali sono le priorità e le
richieste di cui si farà interprete presso il nuovo governo.
"L'agricoltura sta riacquistando centralità - ha detto - perché tutti i
temi fondamentali nella società di oggi, dall'ambiente, all'energia, alla
sicurezza alimentare, passano per il nostro lavoro". L'agricoltura, è
stata la sua conclusione, è un sistema in crescita e quindi anche Coldiretti,
che di questo sistema è una grande interprete, si può considerare
un'organizzazione in crescita. "Crescere - ha chiarito Marini - significa
anche portare reddito all'impresa: un reddito che potrà arrivare dal
soddisfacimento dei bisogni della gente, alla quale oggi più che mai serve più
agricoltura". Un'agricoltura che però non è priva di problemi, ai quali
Coldiretti vuole dare una risposta, chiedendo però anche a sua volta risposte
al nuovo governo, qualunque esso sia: dai costi crescenti dei mezzi tecnici -
che rimettono al centro il ruolo dei Consorzi agrari - al
peso della burocrazia, alla
necessità di vedere le risorse naturali anche nell'ottica delle esigenze
dell'agricoltura. E tra le risorse naturali Marini ha fatto - interrotto dagli
applausi - uno specifico riferimento a quella idrica: "L'acqua non serve
certo solo agli agricoltori, ma serve soprattutto per soddisfare i bisogni dei
cittadini, che passano oggi sempre di più per l'agricoltura". Tra i
temi trattati anche la competitività. "Per essere competitiva,
l'agricoltura italiana deve essere distintiva: in questa ottica va letta la
scelta di dire no agli Ogm, ma anche di volere produzioni trasparenti, che
permettano ai consumatori di leggere la propria identità in etichetta". E
le prospettive? Marini non vede in crisi il ruolo del sistema agricolo:
"In un contesto internazionale in cui manca la materia prima, il settore primario
non avrà problemi. Piuttosto potrebbe aprirsi una stagione in cui l'anello
debole è il sistema industriale, schiacciato tra i produttori (che non
cederanno certo sui prezzi, fino a che il mercato darà loro ragione) e la
grande distribuzione che attraverso i proprio marchi potrà arrivare da sola sul
mercato". Riferendosi al sistema cooperativo, ha detto che "deve
decidere da che parte stare: dalla parte dei soci, e quindi dei produttori, o
dalla parte dell'industria. Il che, però, vorrebbe dire diventare un'autorevole
controparte (autorevole, ma sempre controparte) per la sua stessa base
associativa". Quanto ai mercati contadini, ritiene che non siano
sostitutivi dei canali tradizionali ma una strada alternativa attraverso la
quale cercare di stringere la forbice tra produzione e consumo da troppo tempo
generata dall'inefficienza della filiera. © LIBERTA' © 1996 - 2007 Libertà On
Line - Tutti i diritti sono riservati Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA
01447930338.
( da "Nuova Venezia, La" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
SEGUE DALLA PRIMA
VERSO IL VOTO. AI GOVERNI SERVE COESIONE E tuttavia, il punto è un altro: cosa
e quanto gioverebbe al Nordest la presenza al tavolo del Consiglio dei ministri
di un Galan, di un Illy, di un Calearo? Che chances avrebbero di far passare
decisioni strategiche per quest'area del Paese, superando le logiche di parte
interne ai rispettivi schieramenti, che hanno condizionato in questi anni i
governi di qualsiasi colore? Da soli (anzi da solo, perché sarebbe soltanto
uno), come riuscirebbero a scardinare le strenue difese di quel potente partito
trasversale che da sempre si oppone alle riforme vere sia in Parlamento che
fuori, identificando nello Stato una vacca perennemente grassa? Quello che
serve davvero al Nordest è in realtà un gioco di squadra che sappia fare blocco
sulle priorità riconosciute del territorio, anche al di là delle appartenenze:
come d'altra parte si è cominciato a vedere in questi anni, grazie alla
sintonia tra Galan e Di Pietro, o tra Illy (un indipendente, va ricordato, sia
rispetto all'Ulivo che al Pd) e Prodi; o come ha dimostrato DÜrnwalder,
portando a casa risultati inversamente proporzionali al peso del suo piccolo
partito. Quanto ai potenziali elettori del Nordest, sono sufficientemente
adulti (e delusi) per non farsi sedurre dalla semplice promessa di un posto al
tavolo del governo: quello che inutilmente aspettano da troppo tempo è una
politica di sostegno e non di zavorra nel quotidiano confronto con il resto del
mondo, cominciando dai vicini di casa. Dove il peso del
fisco sul reddito d'impresa è la metà, dove la burocrazia fornisce le risposte in sei mesi anziché in sei anni, dove la
formazione è considerata una leva strategica e non una torta da spartire.
Lezioni che ci vengono dalle confinanti Austria e Slovenia, ma anche dalle
lontane ed ex derelitte Irlanda ed Estonia. E non sarà un ministro dal
cognome familiare a poter colmare, da solo, un simile differenziale. I primi
scampoli di campagna elettorale non offrono segnali confortanti in questa
direzione. E non solo per il rapido evaporare di quel fair-play a cui pure tutti
avevano garantito di volersi ispirare: è bastata una battuta, infelice ma pur
sempre battuta, con una precaria, per occupare per 48 ore il centro del
dibattito; e quanto di cartapesta rimanga questa politica, lo dimostra il fatto
che la signorina in questione, non potendo impalmare Berlusconi junior, si sia
comunque guadagnata come premio di consolazione un posto da candidata al Comune
di Roma. La questione vera rimane che alle promesse elettorali solennemente
assunte non è fin qui corrisposta nessuna indicazione concreta su come e dove
verranno trovati i tanti soldi necessari per finanziarle: il tutto in un Paese
che ogni anno sciala 70 miliardi di euro per i soli interessi sul colossale
debito pubblico contratto da intere generazioni di disinvolti politici; e in un
contesto internazionale di crisi economica devastante, in cui sarà duro già il
solo sfangarsela perfino per le vacche magre di biblica memoria. Ecco perché
quel che conta oggi, a differenza di un quarto di secolo fa, non è l'anagrafe
dei singoli ministri né il loro dosaggio territoriale, ma la capacità, la
coesione e la forza di un intero governo. Che rispecchi la geografia delle
competenze, non delle residenze: è chiedere troppo? Francesco Jori.
( da "Nazione, La (Pistoia)" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Are gli assi. Presto
all'ombra del Duomo sfileranno i big nazionali del partito, come il vice di
Walter Veltroni, Enrico Franceschini (26 marzo, alle 18) ed il ministro per la
Famiglia Rosy Bindi (31 marzo, ore 21 al teatro Bolognini, insieme ad Achille
Passoni). A fare loro da battistrada, aprendo il 25 marzo la serie di incontri
con una giornata tutta dedicata alla sua città, sarà il "nativo"
Vannino Chiti, responsabile uscente del dicastero per le riforme istituzionali
e attuale capolista al Senato per la Toscana. In visita arriveranno anche
Achille Serra (potrebbe partecipare a un confronto con
esponenti delleconomia e del sindacato sui etmi della burocrazia che paralizza le aziende), ex prefetto di Firenze e Roma (28
marzo) ora candidato con Veltroni e il parlamentare Michele Ventura, che il 7
aprile alle 21 parlerà di economia al teatro Bolognini. Ma i pistoiesi del Pd
affilano i denti per la competizione di aprile anche su internet, dando vita ad
un nuovo sito, www.pdpistoia.it: "strutturato come un blog, prevede
la possibilità di commentare ogni articolo o notizia senza obbligo di
registrazione, salvo la richiesta di lasciare la email" spiega il suo
curatore Marco Niccolai. "Siamo online da pochissimo, ma già registriamo
40-50 accessi al giorno. E dobbiamo ancora inserire la parte dei video, dei
sondaggi, e della newsletter per informare gli iscritti sulle novità
riguardanti le attività del pd pistoiese" aggiunge soddisfatto. "LE
ELEZIONI sono il primo vero banco di prova di questo partito neonato ? spiega
la segretaria provinciale Daniela Belliti nella sede del Pd in corso Gramsci ?
tra poco potremo toccare con mano il peso del consenso che siamo capaci di
raccogliere. LOTTA al precariato, sostegno a imprese e famiglie, tutela
dell'ambiente saranno i nostri cavalli di battaglia" dice. Insieme a lei
hanno partecipato all'incontro anche la segretaria comunale Federica Fratoni,
che da ora al 14 aprile dovrà sobbarcarsi il non facile compito di coordinare
le attività elettorali dei ben 24 circoli cittadini, Chiara Innocenti,
responsabile dell'organizzazione della campagna e due dei tre candidati
pistoiesi del partito (Chiti assente giustificato per impegni di natura
istituzionale): Lido Scarpetti (per lui un sicuro 11esimo posto in lista per la
Camera) ed il sindaco di Uzzano Rossella Pappalardo, new entry in 26esima posizione,
sempre nella schiera dei candidati alla Camera. Tomamso Galligani - -->.
( da "Nuova Venezia, La" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Altre CANCIAN Diego
Cancian. 58 anni, artigiano, è tra i creatori del Progetto
Nord Est assieme a Giorgio Panto. Consigliere regionale del Pne, è stato
sensibile alle istanze del settore artigianale e imprenditoriale, in prima
linea anche nella lotta alla burocrazia che opprime le classi più deboli. Corre da solo.
( da "Giornale.it, Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
N. 65 del 2008-03-16
pagina 3 "Il governo del Pdl abolisca l'Ici e aiuti le famiglie" di
Giannino della Frattina La maggioranza si oppone al registro delle coppie di
fatto (...) In testa, dicono i primi dati, con oltre l'81 per cento delle
preferenze c'è la richiesta di abolire l'Ici, poi (76 per cento) la deduzione
delle spese di cura per famiglie con anziani e portatori di handicap. A seguire
il quoziente familiare, il bonus bebè e la parità tra scuola pubblica e
privata. "Tanti, soprattutto quando arrivano le elezioni, parlano di
difesa della famiglia - spiega la coordinatrice regionale di Fi Mariastella
Gelmini -. Noi, invece, l'abbiamo sempre aiutata con interventi concreti,
perché crediamo nei suoi valori. Prodi e il suo governo hanno perso tanto tempo
a parlare di Dico e coppie di fatto e intanto mettevano le mani nelle tasche
degli italiani". Pronto, allora, il piano del centrodestra che prevede
benefici fiscali per le opere di ristrutturazione, la costruzione di nuovi alloggi
per i giovani e le coppie, la riduzione del costo dei mutui rendendo
vantaggioso per banca e cliente rinegoziare gli interessi, un "bonus
locazioni affitti" per giovani coppie e famiglie meno abbienti. Poi bonus
bebè per ogni nuovo figlio naturale, in affido o adottato, la progressiva
riduzione dell'Iva sugli alimenti e i prodotti per l'infanzia, libri di testo
gratuiti per le famiglie meno agiate, libera scelta tra la scuola statale e
quella privata. Solo promesse? "Il presidente Berlusconi - replica la Gelmini
- porterà l'abolizione dell'Ici al primo consiglio dei ministri. La casa non è
un lusso, ma un bene primario. Poi arriveranno anche tutti gli interventi sugli
affitti e gli sgravi fiscali". E le risorse per realizzare tutto questo?
"Si trovano, si trovano. Ogni italiano paga seimila
euro per far funzionare la burocrazia. Bisogna snellirla, riorganizzare la macchina dello Stato e
farla costare meno. Poi i soldi per le famiglie verranno fuori". E i
giovani? "Il Popolo della libertà vuole ridurre la pressione fiscale per i
precari, mentre è scandaloso che il centrosinistra di Prodi abbia aumentato le
tasse per i Co.co.co". Il registro delle coppie di fatto?
"Anche se è stato proposto da alcuni consiglieri di Fi, la stragrande
maggioranza dice no - replica la Gelmini -. E soprattutto non c'è l'ok del
partito". Sono "numeri che parlano chiaro" le fa eco Riccardo De
Corato. "La Margherita voterà contro - spiega il vicesindaco - non avranno
mai i voti per farlo passare". Un'iniziativa "inutile" per il
capogruppo di An. "Nelle città dove è stato adottato - aggiunge Carlo
Fidanza - solo pochissimi hanno fatto richiesta per entrare. È solo una
battaglia ideologica, un chiavistello per il problema delle coppie dello stesso
sesso, per arrivare a soluzioni che non vogliamo, come le adozioni per le
coppie omosessuali". A tagliar corto ci pensa Ignazio La Russa. "Se
un uomo e una donna sono una coppia di fatto, vogliono più diritti e dunque
sono disposti ad avere anche più doveri è semplicissimo: basta andare in Comune
e sposarsi. Il resto è solo strumentalizzazione per cercare di spacciare come
famiglie rapporti leciti, ma che famiglia non sono. Per le coppie omosessuali,
invece, sulla parità nei diritti individuali". © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
N. 65 del 2008-03-16
pagina 2 Truffa alla Tav: i rom incassano 300mila euro ma non vanno via di
Michele Perla Ville illegali nella zona dove passerà l'Alta Velocità: ora i
nomadi per traslocare pretendono case popolari "Finalmente, ci eravamo
rassegnati al fatto che lo Stato avesse gettato la spugna!". Erano
increduli l'altra mattina i cittadini di Lucernate di Rho quando hanno visto,
protette da poliziotti in tuta mimetica, arrivare le ruspe chiamate a demolire
la prima villa abusiva dei rom. Già, perché proprio a Lucernate da anni le
istituzioni avevano dato forfait, e la frazione della città della Fiera era
diventata terra di conquista dei figli del vento. Che avevano comprato terreni
agricoli, costruendovi di notte chalet, case e ville, contando sulla
benevolenza della giunta di sinistra, sempre disponibile a chiudere un occhio.
Soprattutto coi nomadi. Le denunce dei cittadini avevano però costretto la
giunta di Rho a sopralluoghi, contestazioni, verbali e denunce per abuso
edilizio. Alle quali gli zingari insediatisi in fondo a via Magenta, al confine
con Cornaredo, avevano replicato con richieste di condono edilizio e coi vari
ricorsi al Tar. Insomma sfruttando i canali della burocrazia, quella che consente di
tenere le bocce ferme per anni, anche a fronte della più palese illegalità.
"Su questi terreni hanno fatto quel che hanno voluto - racconta la gente
del posto -; nessuno si azzarda ad avvicinarsi, neppure il postino. E
quando ci vanno i carabinieri, ci arrivano in forze. Figurarsi se l'ex sindaco
Pessina si preoccupava di loro. Ha contestato gli abusi e si è affidata agli
avvocati, aspettando i tempi biblici, così sono passati anni e anni". Ma
nel
( da "Nazione, La (Prato)" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lodiamoci, una volta
tanto, noi pratesi. Almeno in tema di sicurezza sui luoghi di lavoro, abbiamo
l'approccio giusto: pragmatico, collaborativo, orientato alla prevenzione.
Quello della sicurezza resta un problema irrisolto, e lo rimarrà finché anche
un solo lavoratore andrà incontro al minimo infortunio. Non ci sono risultati
definitivi, bisogna tenere sempre la guardia alta: il percorso verso la
sicurezza è un processo continuo che richiede sensibilizzazione, informazione e
formazione. E comporta senza dubbio anche sanzioni, proporzionate all'entità
dell'inadempienza come è nei principi elementari del diritto. A Prato le
imprese industriali ed i sindacati lavorano insieme da lungo tempo per far
crescere e sedimentare in tutti - imprenditori, manager, tecnici e operai - la
cultura della sicurezza; in sinergia con i soggetti istituzionali preposti, con
serenità e determinazione. Tanti gli strumenti attivati: dai manuali cartacei
al sito Sicurf@d che conta migliaia di utenze, fino ai corsi che l'anno scorso
hanno visto impegnate- solo all'Unione, ma ci sono anche altre strutture che li
organizzano - quasi 1000 persone. Un'impostazione concreta che ha dato
risultati altrettanto concreti: nel tessile, per esempio, gli infortuni
indennizzati nel 1996 erano 1756, dieci anni dopo erano 633. Una differenza
enorme, ben al di là della contrazione del settore. "Le sanzioni non
servono a salvare le vite umane", ha detto il presidente di Confindustria
Montezemolo commentando il recentissimo decreto sulla sicurezza che sembra
avere il suo fulcro nella repressione indiscriminata e talora incongrua di
inadempienze anche solo formali. Niente di nuovo sotto lo stellone italico, del
resto: siamo il paese che crede di risolvere i problemi con
la burocrazia, gli
spauracchi e gli approcci ideologici. I risultati sono quelli che sappiamo.
Siamo pronti a scommettere: i 15mila manuali realizzati da imprese e sindacati
e fatti girare per le fabbriche di Prato hanno fatto di più per la sicurezza di
quanto faranno le sanzioni sproporzionate che si profilano. E che
oltretutto rischiano di incoraggiare il sommerso. - -->.
( da "Centro, Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Prima Pagina S'incatena per riavere i pescherecci La protesta del capo della
marineria: "Ridotto sul lastrico dalla burocrazia" PESCARA. Si è incatenato davanti alla direzione marittima
perché la Guardia costiera non gli restituisce la barca, l'unica fonte di
sostentamento per la sua famiglia. Nonostante un provvedimento di dissequestro
emesso dalla procura. Giovanni Verzulli, l'uomo-simbolo della marineria
pescarese, ieri mattina ha messo in atto una plateale forma di protesta.
L'armatore non ha più il suo peschereccio. Quello vecchio, dismesso, l'ha
donato al Comune. Quello nuovo, sequestrato e poi dissequestrato dopo i
chiarimenti seguiti a una denuncia, non riesce ancora a riaverlo. Ricevute
alcune rassicurazioni, il pescatore ha interrotto la protesta. (In Pescara).
( da "Provincia Pavese, La" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
DRITTO &
ROVESCIO. Comune e Provincia di Pavia Opposti ma uguali, il guaio GIORGIO
BOATTI (segue dalla prima) Però, se questo è il Mezzabarba, non è migliore la
condizione in cui si sopravvive al palazzo dell'Amministrazione Provinciale.
Dalle parti di Piazza d'Italia, solo poche settimane fa, c'è stato un
tracollone interno nella maggioranza forse ancora più grave di quello che ha
fatto venire il mal di pancia ai signori del Mezzabarba. Ma è stato ricomposto
cercando di fare il minore rumore possibile. Perchè lo stile del presidente
Poma è diverso da quello del sindaco Capitelli. Sopendo e sedando, sedando e
sopendo, quello che pareva dover essere - al tempo della sua successione a
Beretta - l'uomo del fare, dei progetti coraggiosi e lungimiranti, della ritrovata efficienza della macchinosa burocrazia di Piazza d'Italia, sembra
avere ormai solo l'ambizione di durare. Proprio come fiduciosamente, e senza
timori scaramantici, viene scritto nel sito ufficiale dell'Amministrazione
Provinciale: "Resterà in carica sino al 2011". Auguri di cuore
perchè, se si continuerà così, vivendo alla giornata, con una squadra di
giunta dove ognuno conduce il suo gioco, non sarà un bel restare. Del resto vi
sembra possibile che la giunta provinciale, eletta da non poco tempo, veda solo
metà dei suoi assessori preoccuparsi di comunicare ai loro concittadini,
attraverso il sito ufficiale dell'amministrazione comunale, le attività -
piuttosto poche, per la verità - alle quali si dedicano? Mentre l'altra metà
continua a starsene zitta zitta? Sì, perchè c'è un manipolo di assessori - del
Bilancio, della Cultura, dei Lavori Pubblici e della Protezione Civile,
dell'Organizzazione Interna, del Territorio e dei Trasporti - che non ha tempo
neppure per dare un cenno di vita sull'attività, non si dice delle ultime
settimane, ma almeno degli ultimi mesi, attraverso uno strumento quale internet
che ovunque ormai è utilizzato efficacemente. E viene da chiedere perchè allora
si è deciso di realizzarlo, questo sito dell'Amministrazione Provinciale, visto
che un po' di soldi pubblici deve essere costato. Per fortuna che
all'Agricoltura, all'Ambiente, alle Attività Produttive e alla Formazione
Lavoro, nonchè alla Caccia, Pesca, Riserve, alla Solidarietè e Parità si fa
qualche sforzo - per carità, niente di eccezionale, solo il minimo
indispensabile, al ritmo medio di un aggiornamento, dicasi uno, al mese - per
far sapere che si è ancora in attività. Una via di mezzo, ma forse è la più
deprimente di tutte, è quella perseguita dall'Assessorato al Turismo e alle
Attività termali, che se la cava riproducendo quattro cartoline di luoghi
caratteristici della provincia di Pavia. Siamo proprio messi bene se la
comunicazione in rete, e soprattutto la comunicazione turistica, è ridotta alla
stregua dello scaffale di una tabaccheria o di una cartolibreria. Conclusione:
tra Mezzabarba e Palazzo provinciale di Piazza d'Italia c'è poco da stare
allegri. E tuttavia anche in questa situazione i cittadini potrebbero ancora
intravedere qualche varco di speranza se almeno queste significative
istituzioni locali fossero guidate dallo stesso schieramento. Perchè, in questo
caso, ci sarebbe almeno la prospettiva di un'alternativa in base al
ragionamento: questi non sanno lasciare segno del loro operato? Ebbene, ci si
rivolgerà alla concorrenza. Purtroppo, però, Mezzabarba e Palazzo provinciale
sono già guidati da esponenti che dicono di rappresentare l'alternativa gli uni
degli altri. E così il quadro si fa difficile. Perchè già doloroso accettare la
sempre maggiore virtualizzazione della competizione elettorale nazionale, dove
i partiti sono diventati prodotti che cambiano packaging e presentano vecchi e
nuovi protagonisti per i loro spot acchiappavoti. E dove gli eletti possibili
sono già stati stabiliti, prima ancora che si aprano le urne, dai vertici delle
nomenklature politiche. Ma se questo svuotamento di contenuti, questo
annullarsi delle connotazioni competitive sopravviene anche a livello locale,
dove i temi e i problemi hanno maggiore concretezza e forza di coinvolgimento,
è la democrazia stessa a essere ferita. La sola terapia possibile sarebbe la
partecipazione dei cittadini, da far rinascere proprio attraverso le
istituzioni locali. Cosa possibile se queste facessero sentire di esserci
davvero. E di non essersi smarrite nello specchio dei veleni, nella vecchia
ricetta del sopire e sedare.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Attualità IL MINISTERO
GEOPOLITICO (segue dalla prima pagina) di FRANCESCO JORI A garantire il posto a
queste terre sono entrambi i contendenti, Berlusconi e Veltroni, cui si associa
perfino Bossi, il quale magari avrebbe potuto dare da tempo il buon esempio,
assegnando nella Lega in questo quarto di secolo ad almeno un veneto un ruolo
che non fosse di facciata. E tuttavia, il punto è un altro: cosa e quanto
gioverebbe al Nord-Est la presenza al tavolo del consiglio dei ministri di un
Galan, di un Illy, di un Calearo? Che chance avrebbero di far passare decisioni
strategiche per quest'area del paese, superando le logiche di parte interne ai
rispettivi schieramenti che hanno condizionato in questi anni i governi di
qualsiasi colore? Da soli (anzi da solo, perché sarebbe soltanto uno) come
riuscirebbero a scardinare le strenue difese di quel potente partito
trasversale che da sempre si oppone alle riforme vere sia in Parlamento che
fuori, identificando nello Stato una vacca perennemente grassa? Quello che
serve davvero al Nord-Est è in realtà un gioco di squadra che sappia fare
blocco sulle priorità riconosciute del territorio, anche al di là delle
appartenenze: come d'altra parte si è cominciato a vedere in questi anni,
grazie alla sintonia tra Galan e Di Pietro o tra Illy (un indipendente, va
ricordato, rispetto sia all'Ulivo che al Pd) e Prodi; o come ha dimostrato
Durnwalder portando a casa risultati inversamente proporzionali al peso del suo
piccolo partito. Quanto ai potenziali elettori del Nord-Est, sono sufficientemente
adulti (e delusi) per non farsi sedurre dalla semplice promessa di un posto al
tavolo del governo: quello che inutilmente aspettano da troppo tempo è una
politica di sostegno e non di zavorra nel quotidiano confronto con il resto del
mondo, cominciando dai vicini di casa. Dove il peso del fisco sul reddito
d'impresa è la metà; dove la burocrazia fornisce le risposte in sei mesi anziché in sei anni; dove la
formazione è considerata una leva strategica e non una torta da spartire.
Lezioni che ci vengono dalle confinanti Austria e Slovenia, ma anche dalle
lontane ed ex derelitte Irlanda ed Estonia. E non sarà un ministro dal
cognome familiare a poter colmare, da solo, un simile differenziale. I primi
scampoli di campagna elettorale non offrono segnali confortanti in questa
direzione. E non solo per il rapido evaporare di quel fair-play a cui pure
tutti avevano garantito di volersi ispirare: è bastata una battuta, infelice,
ma pur sempre una battuta, con una precaria per occupare per 48 ore il centro
del dibattito e quanto di cartapesta rimanga questa politica lo dimostra il
fatto che la signorina in questione, non potendo impalmare Berlusconi junior,
si sia comunque guadagnata come premio di consolazione un posto di candidata al
Comune di Roma. La questione vera rimane che alle promesse elettorali
solennemente assunte non è fin qui corrisposta alcuna indicazione concreta su
come e dove verranno trovati i tanti soldi necessari per finanziarle: il tutto
in un paese che ogni anno sciala 70 miliardi di euro per i soli interessi sul
colossale debito pubblico contratto da intere generazioni di disinvolti
politici e in un contesto internazionale di crisi economica devastante, in cui
sarà duro già il solo sfangarsela perfino per le vacche magre di biblica
memoria. Ecco perché quel che conta oggi, a differenza di un quarto di secolo
fa, non è né l'anagrafe dei singoli ministri né il loro dosaggio territoriale,
ma la capacità, la coesione e la forza di un intero governo. Che rispecchi la
geografia delle competenze, non delle residenze: è chiedere troppo?.
( da "Nuova Venezia, La" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Altre Togli 50 posti
Togli 50 posti e produci smog In questi giorni il Comitato di Quartiere
Piave-Piraghetto ha raccolto qualche centinaio di firme di protesta contro un
recentissimo intervento, non concordato con lo stesso Comitato, che la
Municipalità ha realizzato in via Ariosto. Si tratta di un antiestetico
camminamento largo oltre due metri, fatto piantando centinaia di pali di ferro
sull'asfalto e di fatto eliminando oltre cinquanta posti auto a pagamento per i
residenti e pendolari in una zona in cui i condomini, datati oltre 50 anni, non
hanno garage individuali e che per "garantirsi" un solo posto auto a
famiglia (in strada, non sorvegliato), vicino a casa, devono abbonarsi con una
spesa annua di ben 80 euro. Quello che ha sollevato e solleva le proteste dei
molti firmatari è che il contesto urbanistico in cui si è eseguita la
sopraccitata inutile e dannosa bruttura avrebbe consentito la realizzazione di
alternative meno invasive e più rispettose del diritto di tutti. Infatti non si
contesta la possibilità di dare ai residenti in via Ariosto, un passaggio
pedonale, che, peraltro, è nel loro diritto avere, ma solo la modalità di come
è stato effettuato: privando numerose famiglie con bambini e anziani di ben 50
posti auto vicino alla loro abitazione, quando, essendo la strada a senso
unico, e abbastanza larga, si sarebbero potute mantenere entrambe le cose. Non
si può infatti trascurare che Via Dante, esclusivamente pedonale e ciclabile, è
a venti metri da via Ariosto e a ogni condominio c'è un attraversamento di
connessione fra le due vie. In più esiste un progetto di realizzazione di un
parcheggio sotterraneo nel limitrofo piazzale Leonardo da Vinci che renderebbe
inagibile per altri 2 anni l'attuale parcheggio in superficie. Mentre poi
l'intera città di Mestre è invasa da decine di cantieri (tram, fognature, etc.)
che tolgono, necessariamente, agibilità e flessibilità al traffico, è
auspicabile che interventi estemporanei e dannosi tipo quello citato, vengano
ripensati e meditati con più attenzione. Si parla tanto di inquinamento, si
fanno giornate a targhe alterne o domeniche ecologiche: ma fare tre giri
dell'isolato per trovare un parcheggio, per andare a casa, non produce
inquinamento in più? Lettera firmata Mestre Ho conosciuto due eccellenti
dottori Desidero esprimere tutta la mia ammirazione ai dottori Bonazza e Mameli
dell'Unità Diagnostica per l'Osteoporosi presso l'Ospedale Civile Ss. Giovanni
e Paolo per la gentilezza, l'accoglienza, l'entusiasmo per il loro lavoro e,
ovviamente, per la professionalità che offrono ai pazienti prima durante e dopo
l'esame. Ho avuto modo di conoscerli la settimana scorsa ed è stata
un'esperienza molto piacevole, il che di solito non succede in ambiente
sanitario e ospedaliero. E' assolutamente importante mettere il paziente a
proprio agio, dato che di solito è in situazione di imbarazzo o incertezza o
sudditanza. Grazie ancora per avermi riconciliato con la sanità veneziana. Anna
Linguerri Venezia Ztl, dà conforto quella serie di firme Leggendo
l'intervento-lettera di 53 residenti di Cavallino-Treporti dal titolo "Ztl
per i turisti un diritto anche per noi" mi preme osservare alcune cose: in
primis che questa lettera sia di fatto la risposta al mio intervento dell'11
febbraio scorso sulla Nuova, dal titolo "La Gente chiede di eliminare la
Ztl", dove gente sta per Gente Comune, nuova lista Civica che si
presenterà alle prossime elezioni amministrative di Primavera 2010, che ha
inserito nelle proprie linee guida (tra l'altro presenti in quasi tutti i bar
del Litorale) la eliminazione della Ztl, motivando ben chiaramente il perché.
Questi cittadini, che ovviamente ben rispetto, non fanno altro che confermare
la nostra tesi: la Ztl non è stata istituita, come si affermava, per diminuire
il transito del bus, ma per fare cassa. Allora dove sta l'inghippo? Si tratta
di una ipocrisia di fondo perché si tassano solo i turisti che transitano con i
bus e non tutti gli altri che fanno uso di camper o auto per scopi turistici?
Cosa hanno di diverso quelli che salgono sui bus? Perché sono così speciali?
Piccolo esempio: 500 bus turistici trasportano, media di 50 persone per bus,
25.000 turisti; gli stessi 25.000, divisi per due di media, corrispondono a più
o meno a 12.500 camper (o auto); cosa inquina di più e cosa li fa così diversi
da gli altri? La scelta quindi di Gente Comune è molto semplice, senza
ipocrisie, tassare tutti i turisti (si calcola che siano quasi due milioni
all'anno) che si recano a Punta Sabbioni introducendo un piccolo aggravio sul
ticket turistico di 0,50 centesimi di euro. Un modo semplice, giusto e non discriminante che oltretutto allevierebbe tutta la burocrazia e le problematiche Ztl
attuale introitando tra l'altro più "soldini" dell'attuale sistema.
Ovvio quindi che si debbano realizzare nuovi parcheggi (a pagamento) per camper,
bus e auto per usi turistici, realizzandone inoltre altri (gratis) per i
pendolari che si recano a Venezia per lavoro e studio e, finalmente,
pensare a un nuovo terminal che sia all'altezza del nuovo millennio affidandone
la progettazione a un architetto di chiara fama (come Renzo Piano per esempio).
E da questa proposta, semplice e lineare, che si deve avviare un vero
dibattito, che possa portare ad un reale beneficio per il nostro territorio.
Giorgio Ballarin presidente Movimento Gente Comune Cavallino Fate come credete
ma eliminate i piccioni Mai come ora ci sono stati tanti piccioni a Venezia
Lido. Credo sia arrivato il momento che si smetta di fare tanti bei discorsi e
si passi alle vie di fatto per eliminarli in toto o almeno diminuire di molto
il loro numero. Si continua a leggere di Piazza San Marco e dei monumenti
rovinati dai colombi, ma alla salute e alla sicurezza dei poveri lidensi
nessuno pensa. Ho letto recentemente che il dottor Lafisca e altri medici
esperti scientificamente molto preparati, affermano che i piccioni sono
portatori di malattie e quindi è giunto il momento di correre ai ripari.
Secondo me l'importante è farlo presto non importa in quale modo, se con
continue catture o con metodi contraccettivi o, meglio in tutti e due i modi,
basta farlo. Lettera firmata Lido di Venezia Commercianti avidi vi siete
strozzati da soli Stupiscono i ragionamenti sballati del presidente di
Confindustria Sangalli, il quale, educato per professione al culto della
crescita economica indefinita al solo fine del guadagno di impresa, è talmente
miope che a forza di ricercare l'uovo oggi e lasciar perdere la gallina domani
non si è reso conto che siamo alla saturazione del mercato. Con lui tutti i
piccoli e medi commercianti lo seguono a ruota credendo in una infinita
espansione del medesimo. Chi non ha lavorato in fabbrica non ha mai conosciuto
veramente il valore del denaro, perciò con il cambio lira-euro non si sono
fatti il minimo scrupolo di aumentare i prezzi a discrezione personale,
credendo erroneamente di contare su un pozzo di risorse infinito. Hanno
strozzato da soli l'oca dalle uova d'oro, partendo dalla loro profonda
sottocultura. Piangono di nuovo il morto per fregare il vivo anche se ormai
dovrebbero avere preso coscienza che la sagra è finita. Speranza vana.
Rassegnatevi commercianti, la ripresa non ci sarà almeno per i prossimi dieci
anni, chiunque vada al governo. Vi toccherà cambiare il Suv ogni quattro anni
invece che ogni due, non potrete mantenere la casa in montagna e l'altra al
mare insieme, dovrete scegliere. Noi poveri sfruttati invece dovremo scegliere
se sia meglio pagare prima la bolletta del gas o quella dell'Enel. L'acqua
invece la prenderemo dal naviglio del Brenta. Se non ce la fate proprio, fatevi
assumere in fabbrica, visto quello che dichiarate di reddito. Mi sembra stupido
vivere con un negozio che frutta sì e no 600 euro al mese, quando in una
fabbrica qualsiasi potreste arrivare tranquillamente a 900-1.000 euro al mese,
con ferie e malattia pagati. Io e tanti altri con me lo abbiamo fatto per
trentacinque anni e non siamo ancora morti di fatica. O forse è proprio questo
che vi spaventa? Nicola Vazzola Oriago.
( da "Provincia Pavese, La" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca In ritardo
le bollette dell'Asmt Proteste a Tortona. L'azienda: dieci giorni in più per
pagare TORTONA. Arriveranno soltanto a pochi giorni dalla scadenza le bollette dell'Asmt
Tortona, riguardanti il pagamento del secondo semestre della tassa rifiuti, per
cui è facile immaginare i problemi in cui incorreranno parecchie famiglie
tortonesi. E la protesta dei cittadini è scattata ancora
una volta, per i ritardi e i tempi della burocrazia, che spesso provoca disagi ed inconvenienti. Bollette inviate in
ritardo, centralino telefonico che potrebbe funzionare meglio, raccolta porta a
porta che stenta a partire e, come se non bastasse, progetti che vengono
modificati in continuazione. L'Asmt finisce nuovamente nel mirino degli
utenti che si lamentano per un servizio che potrebbe essere migliorato, ma
resta sotto tiro. L'ultima disfunzione riguarda le bollette del servizio di
igiene urbana: la stessa Asmt Servizi Industriali comunica che, a causa di
problemi tecnici non meglio specificati con la tipografia addetta a stampare le
bollette, queste ultime, che riguardano il pagamento del secondo semestre della
tassa dei rifiuti, "sono state spedite in ritardo rispetto ai tempi previsti
per cui, solo verso la fine del mese arriveranno nelle case dei
tortonesi", che si vedranno recapitare una bolletta la cui scadenza
scadarà dopo pochi giorni. Non è escluso che visto che siamo in prossimità
delle feste pasquali, periodo notoriamente in cui si accumula la posta, ci sia
il rischio che molti tortonesi possano ricevere una bolletta con il termine di
pagamento già scaduto. Per questo motivo, l'Asmt, come già avvenuto in passato,
concederà una decina di giorni supplementari rispetto alla data di scadenza. Un
disguido non nuovo: già in passato, infatti si erano verificate situazioni
analoghe. Un altro problema emerso in questi giorni riguarda il funzionamento
del centralino dell'Asmt. Infatti si invita l'utente a scegliere quale della
due società dell' Asmt (Servizi industriali non industriali) scegliere, senza
specificare i compiti svolti da ogni singola azienda, per cui visto che la
maggior parte degli utenti non conosce la situazione delle due società, spesso
la telefonata viene smistata ad impiegati che non si occupano di quanto viene
chiesto. Insomma si perde molto tempo al telefono, e tutto a spese dell'utente.
Altro problema sorto in questi giorni è la raccolta porta a porta: i cassonetti
nella parte nord della città sono stati collocati da quasi tre settimane, ma
nessun addetto ha provveduto ad informare la gente su come si deve operare e
quando la nuova raccolta entrerà in funzione. Ultimo problema il cambiamento di
strategia: l'Asmt aveva previsto "isole ecologiche sotterranee" in
piazza Gavino Lugano, ma poi l'idea è stata accantonata. BREVI TORTONA -
CONSEGNATO AGLI STUDENTI Un volumetto sulla Costituzione In occasione del 60º
anniversario della Costituzione Italiana, la Fondazione Cassa di Risparmio di
Tortona dona ad ogni alunno delle scuole elementari delle classi IV e V delle
scuole che fanno parte del distretto di Tortona un volumetto da titolo "Io
cittadino oggi". Il volumetto verrà consegnato ai dirigenti scolastici il
18 marzo al palazzetto, sede della Fondazione: si tratta di un'iniziativa di
particolare significato culturale e sociale. TORTONA - GRAZIE AL VIRTUAL FLYING
Le Frecce tricolori all'Oasi Oggi le frecce tricolori arrivano a Tortona presso
la Città commerciale Oasi. Gli appassionati del volo acrobatico avranno la
possibilità di vivere un'emozionante esperienza di volo, grazie ad un software
che riproduce fedelmente il comportamento in volo del velivolo in forza alla
Pattuglia Acrobatica Nazionale. Grazie alla collaborazione tra, il Virtual
Flying Group di Udine che metterà a disposizione un simulatore dell'Aermacchi
Mb339 PAN da loro stessi progettato e sviluppato. A completamento del singolare
evento il C.S.I. Model Group di Pozzolo Formigaro esporrà i propri modellini
statici di aerei.
( da "Unita, L'" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stai consultando
l'edizione del Il messaggio alle piccole imprese: l'Iva va abbassata L'incontro
al Forum Confcommercio: la soglia di forfettizzazione da 30mila a 50mila euro
di Marco Ventimiglia inviato a Cernobbio IL BELLO E L'UTILE. La campagna di Walter
Veltroni passa anche da Villa d'Este sul lago di Como con il suo scenario di
incomparabile bellezza. Ed è qui rispondendo all'invito di Confcommercio per il
suo Forum annuale, che il leader del Pd affronta una delle tappe più
significative del suo tour elettorale. Di fronte ci sono i rappresentanti di
una categoria vasta, quella dei commercianti con la loro miriade di piccole e
medie imprese, ma spesso "invisibile" alla politica. L'approccio del
leader dei democratici è diretto, senza retorica. I fatti, l'utile, stanno
nelle proposte concrete con cui Veltroni affronta la platea. "La
situazione del paese è difficile - dice -, una delle più difficili dal
dopoguerra perché agli elementi di crisi globale si sommano le specifiche
negatività dell'Italia. Ed il ruolo delle piccole e medie imprese è
fondamentale poiché sono il vero asse portante dell'economia che ha consentito
al paese di assorbire a suo tempo la crisi della grande industria. Ebbene, per
il rilancio c'è bisogno di provvedimenti mirati, come l'estensione da
( da "Unita, L'" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stai
consultando l'edizione del Il Pd parte con un gap di 20 punti da colmare in un
mese: burocrazia e fisco i nodi "Ma su questo abbiamo dato una
scossa".
( da "Unita, L'" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stai consultando
l'edizione del La "partita" del Veneto e il rebus degli imprenditori-operai
di Federica Fantozzi inviata a Verona Se son crepe si allargheranno. Il vento
del cambiamento sgretolerà il muro, ma ai suoi tempi. Aspettative? Punti
percentuali? "Noooo - Giandomenico Allegri, coordinatore del Pd veronese
quasi balza all'indietro - Qui si lavora nel medio periodo". Anche per i
politici lavoro è la parola chiave, l'etica fondante, l'unica speranza di far
breccia. Nel Veneto pragmatico e post-ideologico, operoso e produttivo, dove
distinti signori si presentano come partite Iva ma più che schei vogliono
"essere rispettati", va così. Il centrosinistra rincorre il voto
pattinando sull'abisso di quasi venti punti da colmare in un mese. Eppure,
l'aria pare alleggerita: "Nell'ultimo anno per noi l'atmosfera era pesante
- racconta Allegri - La politica fiscale e la sinistra radicale avevano reso
difficile parlare con la gente. Non si riusciva nemmeno a fare proposte.
Veltroni è uscito dai luoghi comuni che separano destra e sinistra come
compartimenti stagni". Qualcosa si è mosso? Tra filari di vitigni e alberi
già fioriti, la primavera tenace è "il recupero del tessuto
territoriale". Ripartire (almeno) dalle amministrative. Riprendersi quei
comuni persi, come Cerea e San Giovanni Lupatoto, dove non si era nemmeno più
interlocutori. È la luce che illumina Luciano Zanolli, candidato sindaco a
Villafranca, tra i più grossi centri del Veronese: "Io sono stato scelto
dalla comunità. Non come il centrodestra che decide al tavolo regionale e si è
spaccato". Già: la polemica tra il governatore-doge Galan e l'ex
sottosegretario Brancher ha commissariato Forza Italia e indebolito la giunta
veronese del leghista Flavio Tosi. Il Veneto "bianco" è terra ostile
per la sinistra. Nel
( da "Unita, L'" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stai consultando
l'edizione del IL LUNGO CONFLITTO Il dialogo con i tibetani non è mai
decollato. Giudizi sprezzanti sul Dalai Lama L'assillo del ritorno ai confini dell'impero
dietro la linea dura di Pechino Ma veramente, come sostengono i cinesi, il
Tibet - il suo territorio - la sua gente da sempre appartengono alla Cina? Una
risposta è difficile, nonostante su quel Paese sia stato scritto moltissimo, a
cominciare dal famoso "Il collasso dello stato lamaista", di Melvyn
C.Goldstein, profondo conoscitore del vecchio e dell'odierno Tibet. La storia
di quel Paese è complicata dalla comparsa dei mongoli, dall'intreccio di guerre
di frontiera, dei rapporti con l'India la Cina, dalla
presenza e dal ruolo della burocrazia lamaista e dei templi, spesso luoghi di episodi di sollevamento
contro il Dalai Lama in carica. Ma possiamo cercare un primo approccio al
complicato tema servendoci di un termine "cho yon", che indica un rapporto
particolare tra un 'autorità religiosa- in questo caso il buddismo di origine
mongola e un'autorità temporale e cioè l'impero cinese. Il capo mongolo
è Khubilay, più tardi fondatore della dinastia degli Yuan, che reggerà l'impero
sino al 1368. Nel 1254 egli proporrà al capo buddista P'hagpa questo scambio:
un potere di protezione temporale da parte del futuro imperatore e da parte
dell'uomo di religione un potere spirituale che si estende anche alla Cina dei
mongoli. Sarà ancora un capo mongolo, Altan Khan, a creare la figura del dalai
lama, "grande oceano di saggezza", titolo che viene dato nel
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
EDITORIALE IL NORD
DI WALTER di Sergio Baraldi Oggi a Trieste, il Nord del Nord, Veltroni conclude
simbolicamente il suo lungo pellegrinaggio attraverso la questione
settentrionale. Un viaggio che ha tentato di colmare la distanza tra il Nord e
il centrosinistra. Veltroni ha compiuto molte mosse che hanno suscitato
effetto: ha puntato sulle candidature come quella di Calearo, poi sui simboli
(dai call center alle partite Iva), infine ha lanciato alcune proposte,
riduzione delle tasse, priorità alle infrastrutture fino al ministro per il
Nordest, l'ultima ripresa sia da Berlusconi sia da Bossi. Veltroni giunge a
Trieste dopo che molta strada è stata percorsa. Eppure, nonostante questo non
sembra sufficiente. Per tre ragioni dicono: Veltroni, ex sindaco di Roma,
faticherebbe a trovare il linguaggio per capire e farsi capire dal Nord. Poi
deve fare i conti con una realtà sociale dominata dal lavoro autonomo,
strutturalmente orientato a destra. Infine, pesa sulle spalle del Pd il ricordo
del governo legato al nome non proprio popolare di Visco. Veltroni tenta una
difficile riconquista, anche se è evidente il cambiamento per entrare in
sintonia con il Nord produttivo. Queste riflessioni leggono il rapporto
Nord-centrosinistra secondo una prospettiva unilaterale, quella degli errori
commessi dal centrosinistra. È probabile che Nord e Nordest tornino a investire
politicamente sul centrodestra, come in passato. Ma la questione settentrionale
di oggi è la medesima di un decennio fa? La risposta può farci capire se la scommessa
di Veltroni abbia o no dei margini. L'ideologia egemone nella questione
settentrionale resta quella elaborata quindici anni fa dalla Lega:
antistatalismo (infrastrutture, burocrazia), autodifesa sociale (immigrazione), tutela dalla concorrenza, a
cominciare da quella dei vicini come la Slovenia e l'Austria. Problemi che
esistono e pesano nel giudizio. Ma il mondo, nel frattempo, è mutato. E se il
Nordest si sente ancora all'opposizione è solo per queste considerazioni?
Forse dovremmo interpretare la questione settentrionale da un'altra visuale.
Cioè partendo dalla crescente consapevolezza che Nord e Nordest hanno oggi di
essere una società in trasformazione, investita da mutamenti che non riesce a
controllare, che eccedono la sua capacità di poterle governare. Per cui non
basta dare voce al dissenso del Nord per recuperarlo. L'operazione non è
riuscita neppure a Berlusconi al governo, che il Nord lo capisce per istinto.
Il centrosinistra sconta dei ritardi, ma qui il problema non è solo
accompagnare il dinamismo del Nord con una azione di governo efficace. Si
tratta anche di aiutarlo a posizionarsi in una prospettiva generale di futuro.
E questo richiede una logica nazionale, perché lo sviluppo del Nord è il motore
dell'Italia. Ma occorre anche una logica europea, globale, vale a dire dei
teatri nei quali si tenta di gestire processi che contengono minacce come
opportunità. Il rischio del Nord può diventare un reagente positivo per tutti.
Il Paese non perde, se il Nord vince. Se questa analisi ha fondamento, allora
la natura del dissenso del Nordest non si ferma al problema della crescita,
dell'efficacia, ma contiene altri elementi. Innanzi tutto, è un problema
politico, vale a dire di rapporto tra la politica e la società, la quale si
ritiene vittima di una redistribuzione iniqua attraverso tasse o burocrazia a vantaggio del ceto politico: è l'antipolitica.
Ma esiste pure un divario tra lo status economico, fondato sulla ricchezza
prodotta, e il potere, lo status politico, che si è ottenuto. Compare un problema
culturale. In passato l'industria del Nord aveva concepito se stessa come un
progetto orientato a trasformare l'economia e con essa la società. Questa
spinta propulsiva sembra eclissarsi in una ostilità che fa scattare
l'autodifesa sociale rispetto alla pretesa universalistica della politica, A
questa pretesa ha contrapposto il calcolo individuale dei costi-benefici della
rappresentanza, chiudendosi nell'orizzonte privato della propria quotidianità.
Che cosa significa, allora, l'interrogazione del Nordest? Voce ai bisogni che
nascono dalle crisi degli strumenti tradizionali. Risposta agli interessi che
devono fare da sé e si frantumano. Ansia per il potere del mercato che si
allarga. Domanda di senso, che nasce dalla esperienza del giorno per giorno. La
protesta non si appaga della sua manifestazione. Sappiamo quello che
occorrerebbe fare perché il Nordest riprenda slancio. Ma occorrerebbe dotarsi
di una nuova visione che ricollochi il Nord dove è sempre stato: al centro
della crescita civile del Paese. La sfida, quindi, è sostituire al modello
interpretativo "leghista" fin qui dominante un modello nuovo. Per
riuscirvi, al Pd forse occorre una politica che non invada ogni spazio,
universalistica in modo differente. Servono idee e passione che sappiano legare
il Nord e l'Italia in un unico destino.
( da "Nuova Sardegna, La" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca "Camera
di commercio, solo lotte di potere" Confagricoltura scuote le associazioni
di categoria: verremo travolti come la politica Dore ai colleghi "Sempre
più lontani dagli interessi reali" ANTONELLO SECHI NUORO. C'è un'altra
"casta", oltre a quella dei politici: quella dei dirigenti di
categoria delle imprese e del sindacato. Costa tanto e, spesso, più che curare
gli interessi di chi produce, è presa da lotte di potere e magari per le
indennità e i gettoni di presenza. Come alla Camera di commercio. Chi lo dice?
Non è Beppe Grillo, è Francesco Dore. La Confagricoltura nuorese scuote le
associazioni di categoria invitandole a riflettere. Confagricoltura è una delle
maggiori associazioni di categoria del mondo agricolo e Francesco Dore ne è il
presidente provinciale. La riflessione, dice, la impone prima a se stesso. E la
chiede, con una lettera che ha reso pubblica, anche ai presidenti delle
associazioni di categoria (industria, artigianato, commercio, agropastorizia)
che nel Nuorese rappresentano migliaia di imprese e di lavoratori. Mentre la
politica e il paese vanno verso una fase di rinnovamento, spera Dore, le
confederazioni di imprese e sindacato devono chiedersi in che modo esercitano
la rappresentanza. "Anche e soprattutto - scrive - per evitare che la
stessa disaffezione e disistima che ha colpito la politica contagi pure le
organizzazioni degli interessi". Detta fuori dagli schemi
dell'ufficialità: come sono saltati per aria i partiti tradizionali, rischiano
di essere travolte le organizzazioni di categoria, spesso impegnate in guerre
di potere che con le imprese hanno poco a che fare. Non sono affermazioni
qualunque, anche perché vengono dall'interno della burocrazia associativa. "Troppe
sigle, troppe divisioni, troppa distanza dai problemi reali, mai una battaglia
comune su interessi unitari", commenta Dore. Il leader provinciale di
Confagricoltura denuncia "lacerazioni, diffidenze e strumentalizzazioni
politiche che sono avvenute e stanno avvenendo". La Camera di
commercio, del cui direttivo lo stesso Dore fa parte, è un esempio della
"distanza" che separa i dirigenti dalle imprese. Per il controllo
dell'ente ("che costa in indennità oltre il 10% del suo bilancio di tre
milioni di euro") si è combattuta una guerra che ha visto le associazioni
dividersi e schierarsi dall'una o dall'altra parte. E non a causa dei
programmi. "Quanto avviene alla Camera di Commercio - scrive Dore - è
illuminante del clima tanto sterile quanto insopportabile per chi vede in
questo ente, al contrario, non uno strumento di potere ma un utile riferimento
per cercare di uscire dalla marginalizzazione della nostra provincia".
Dore chiede una svolta a se stesso e ai colleghi, parla di "sindacato di
progetto" e ricorda il "manifesto della governabilità" sottoscritto
da undici associazioni di impresa a livello nazionale. "La legittimazione
del nostro ruolo - conclude Dore - deriva dai risultati concreti e misurabili,
i cui contenuti coincidano con le opportunità per le imprese e per la nostra
comunità. Prima che la richiesta ci giunga dalla "base" in chiave
delegittimante, è bene farsi carico di un'ipotesi di riforma delle modalità
della nostra rappresentanza". Insomma, la "casta" nuorese (ma
non solo) delle associazioni di categoria deve cambiare. Farà discutere, Dore.
( da "Tirreno, Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Empoli Cerca la madre
naturale convocata dal tribunale EMPOLI. Proseguono le ricerche della madre
naturale da parte di Anna Bellini: il desiderio di
ricongiungersi con la donna che 45 anni fa la lasciò in orfanotrofio si scontra
con la burocrazia, ma
adesso potrebbe aprirsi qualche spiraglio di speranza. Circa quarant'anni fa
una coppia di contadini empolesi Armida Panchetti e Bruno Bellini fecero
domanda in vari istituti della provincia per adottare un bambino e nell'agosto
del 1961 andarono a prendere Anna. La bambina era stata abbandonata
all'Istituto degli Innocenti all'età di due anni. Adesso, dopo la morte dei
suoi genitori adottivi, ad Anna è scattato il desiderio di conoscere le sue
origini. La madre naturale, però, dopo il parto non lasciò niente per essere
rintracciata. Dei suoi primi mesi di vita, Anna ha solo qualche documento.
L'Istituto degli Innocenti purtroppo non può rilasciare alcuna indicazione
sulla donna che partorì il 12 gennaio 1960 perché la legge le consente di non
essere nominata e nega alla persona adottata il diritto all'accesso a qualsiasi
documento. E infatti alcuni anni fa Anna si è rivolta all'Istituto ricevendo,
appunto, una risposta negativa. Anna non ha però perso le speranze e continua a
cercare la madre naturale seguendo le indicazioni di un avvocato e pensando di
rivolgersi a mezzi di comunicazione come giornali e televisioni. "Ho
scritto una lettera al presidente della corte d'appello - spiega Anna Bellini -
ma purtroppo mi è stato riferito che per ricevere una risposta dovrei farmi
rappresentare da un avvocato. La stessa lettera è stata scritta anche al
tribunale dei minori, ma mi hanno detto che per la risposta avrei dovuto
attendere diversi mesi". "Con mia grande sorpresa - continua Anna -
la risposta dal tribunale dei minori è già arrivata: sono stata convocata nel
mese di maggio e dovrò comparire davanti ad un rappresentante dell'istituto.
Probabilmente si deciderà se ho diritto ad accedere ai documenti in
archivio". "Ho poi pensato di muovermi anche in altro modo - prosegue
Anna - ho mandato anche una mail a "Chi l'ha visto" di Rai 3. Spero
davvero di riuscire ad ottenere qualcosa: più passa il tempo e più cresce il
bisogno di conoscere le mie origini".
( da "Tribuna di Treviso, La" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
SEGUE DALLA PRIMA
ELEZIONI. AI GOVERNI SERVE COESIONE Il quale, designato primo ministro, non
aveva incluso nel suo governo nessun ministro veneto (compreso Carlo
Fracanzani, che pure aveva raccolto oltre 100 mila preferenze), malgrado lo
scudo crociato riscuotesse in regione un consenso superiore di dieci punti alla
media nazionale del partito. Con il ritardo che in Italia le è consustanzialmente
proprio, per servirsi di un avverbio dedicato da Vincenzo Visco al Nordest, la
politica arriva a riparare all'omissione: quando la nomina di un ministro
nordestino è diventata non certo inutile, ma comunque insufficiente. A
garantire il posto a queste terre sono entrambi i contendenti, Berlusconi e
Veltroni, cui si associa perfino Bossi: il quale magari avrebbe potuto dare da
tempo il buon esempio, assegnando nella Lega in questo quarto di secolo ad
almeno un veneto un ruolo che non fosse di facciata. E tuttavia, il punto è un
altro: cosa e quanto gioverebbe al Nordest la presenza al tavolo del Consiglio
dei ministri di un Galan, di un Illy, di un Calearo? Che chances avrebbero di
far passare decisioni strategiche per quest'area del Paese, superando le logiche
di parte interne ai rispettivi schieramenti, che hanno condizionato in questi
anni i governi di qualsiasi colore? Da soli (anzi da solo, perché sarebbe
soltanto uno), come riuscirebbero a scardinare le strenue difese di quel
potente partito trasversale che da sempre si oppone alle riforme vere sia in
Parlamento che fuori, identificando nello Stato una vacca perennemente grassa?
Quello che serve davvero al Nordest è in realtà un gioco di squadra che sappia
fare blocco sulle priorità riconosciute del territorio, anche al di là delle
appartenenze: come d'altra parte si è cominciato a vedere in questi anni,
grazie alla sintonia tra Galan e Di Pietro, o tra Illy (un indipendente, va
ricordato, sia rispetto all'Ulivo che al Pd) e Prodi; o come ha dimostrato
DÜrnwalder, portando a casa risultati inversamente proporzionali al peso del
suo piccolo partito. Quanto ai potenziali elettori del Nordest, sono
sufficientemente adulti (e delusi) per non farsi sedurre dalla semplice
promessa di un posto al tavolo del governo: quello che inutilmente aspettano da
troppo tempo è una politica di sostegno e non di zavorra nel quotidiano
confronto con il resto del mondo, cominciando dai vicini di casa. Dove il peso del fisco sul reddito d'impresa è la metà, dove la burocrazia fornisce le risposte in sei
mesi anziché in sei anni, dove la formazione è considerata una leva strategica
e non una torta da spartire. Lezioni che ci vengono dalle confinanti Austria e
Slovenia, ma anche dalle lontane ed ex derelitte Irlanda ed Estonia. E
non sarà un ministro dal cognome familiare a poter colmare, da solo, un simile
differenziale. I primi scampoli di campagna elettorale non offrono segnali
confortanti in questa direzione. E non solo per il rapido evaporare di quel
fair-play a cui pure tutti avevano garantito di volersi ispirare: è bastata una
battuta, infelice ma pur sempre battuta, con una precaria, per occupare per 48
ore il centro del dibattito; e quanto di cartapesta rimanga questa politica, lo
dimostra il fatto che la signorina in questione, non potendo impalmare
Berlusconi junior, si sia comunque guadagnata come premio di consolazione un
posto da candidata al Comune di Roma. La questione vera rimane che alle
promesse elettorali solennemente assunte non è fin qui corrisposta nessuna indicazione
concreta su come e dove verranno trovati i tanti soldi necessari per
finanziarle: il tutto in un Paese che ogni anno sciala 70 miliardi di euro per
i soli interessi sul colossale debito pubblico contratto da intere generazioni
di disinvolti politici; e in un contesto internazionale di crisi economica
devastante, in cui sarà duro già il solo sfangarsela perfino per le vacche
magre di biblica memoria. Ecco perché quel che conta oggi, a differenza di un
quarto di secolo fa, non è l'anagrafe dei singoli ministri né il loro dosaggio
territoriale, ma la capacità, la coesione e la forza di un intero governo. Che
rispecchi la geografia delle competenze, non delle residenze: è chiedere
troppo? Francesco Jori.
( da "Repubblica, La" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina IV - Palermo I
PUNTI Clientes, burocrati e 3 mila eletti Lombardo schiera le sue truppe
Sottogoverno e istituzioni: il potere del leader Mpa Tutti in lista gli uomini
che siedono nei posti chiave Gli assessori e i dirigenti generali legati al
candidato Catania cuore del sistema, Leanza e Pistorio i più fedeli Cinquecento
assunti senza concorso in una società controllata dalla Provincia etnea Tra i
portatori di voti che pesano di più Crocetta e Genovese EMANUELE LAURIA MASSIMO
LORELLO "Per favore, non chiamatemi più ras", è sbottato qualche
giorno fa Raffaele Lombardo. Ma di certo quella che il leader degli autonomisti
si appresta a mettere in pista nella corsa per Palazzo d'Orleans è una
formidabile macchina da voti. Una macchina spinta da 3.056 eletti, ovvero
dall'impressionante numero di parlamentari nazionali e regionali, consiglieri
provinciali e comunali che il centrodestra può vantare nell'Isola. Se le
elezioni fossero un fatto aritmetico, non ci sarebbe gara. Teoricamente, a
ciascuno degli eletti basterebbe assicurare 425 preferenze a Lombardo per
sollevarlo fino a quota un milione e 300 mila, quella sufficiente - secondo gli
sherpa - per assicurarsi la poltrona di presidente. E questa stima non tiene
conto del vantaggio che deriva dal fatto che la Cdl, disaggregata e poi
ricomposta attorno al nome di Lombardo, ha gestito ininterrottamente la Regione
dal
( da "Nuova Sardegna, La" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Eliseo Secci *
Risanamento e sviluppo sono i punti di forza della manovra Il 27 febbraio il
Consiglio Regionale ha approvato la manovra finanziaria per il 2008. I tempi
lunghi della decisione finale che contrastano così palesemente con le
dichiarate necessità dell'economia e della società sarda, segnalano una
patologia del sistema, che molti hanno evidenziato, ma alla quale è bene porre
rimedio. Ne va infatti della qualità della democrazia e del ruolo e della
dignità della rappresentanza politica e per questo credo urgente trovare tempi
e modi per approfondire l'argomento, nelle sedi istituzionali ma anche in
quelle proprie della politica. Nel merito della manovra voglio soffermarmi su
due aspetti. Il primo ha riguardo alla prospettiva dei risultati contabili e
finanziari, il secondo alle scelte e agli interventi contenuti nella finanziaria.
Sul primo aspetto richiamo le parole pronunciate dal Presidente Soru che,
intervenendo in aula al termine dei lavori, ha detto fra l'altro
"concludiamo con il bilancio in pareggio, non ci sono nuovi debiti e
paghiamo i debiti del passato". In una sintesi scarna, ma efficace e
comprensibile a tutti, c'è la fotografia dei numeri finali e riassuntivi della
manovra economica del 2008. Un risultato che forse si può apprezzare meglio e
più compiutamente se, e non è esercizio vano, rammentiamo l'eredità, ricevuta
dal centrodestra, di una regione ridotta alla paralisi con un indebitamento
pari al volume delle entrate proprie e un bilancio bloccato, con le entrate
assorbite per intero dalle spese obbligatorie. Nel 2004 sapevamo di non aver un
compito facile, sapevamo di dover impostare una politica finanziaria rigorosa e
innovativa sia sul piano quantitativo sia su quello qualitativo. Nel nostro
programma elettorale abbiamo indicato con chiarezza gli impegni che assumevamo
di fronte ai sardi. Il primo era quello del risanamento finanziario. Il secondo
impegno prevedeva un rigoroso programma di rientro dal debito e la decisione di
non incrementare più di un solo euro il livello di indebitamento. Il terzo
impegno era quello di ricostruire il rapporto tra programmazione, politica
delle entrate e politica della spesa. Coerentemente con quello che la
coalizione di Sardegna Insieme aveva detto ai Sardi: non abbiamo fatto nuovi
debiti, stiamo pagando i debiti del centro-destra, stiamo
risanando il bilancio con una rigorosa e attenta gestione della spesa fatta di
razionalizzazione e riduzione dei costi della burocrazia e dei costi della politica e per la prima volta dopo anni
abbiamo riportato il rapporto tra spese obbligatorie e entrate a un livello che
già ora ci consente di avere un significativo margine di manovra. Nel 2004 le
spese obbligatorie (erano 3.339 milioni di euro) gravavano per il 98,29%
sulle entrate regionali proprie(3.397 milioni di euro) nel 2008 il rapporto è
sceso al 70,46%, liberando risorse per gli investimenti pari al 30% della
entrate regionali proprie. Significa che abbiamo ripreso il controllo sul
bilancio e che la politica può dunque nuovamente agire su disponibilità per
orientare scelte e interventi. Ma sono convinto che anche la nostra più tignosa
determinazione non ci avrebbe portato a questi risultati (ottenuti
salvaguardando gli investimenti per lo sviluppo e gli interventi sul sociale)
senza agire sul versante delle entrate regionali. Non sarà mai sottolineato a
sufficienza il valore di questa battaglia che probabilmente non apprezziamo
sino in fondo nella sua portata davvero storica. Ma la vertenza con lo Stato
sul regime delle entrate della Regione, per noi veramente la madre di tutte le
vertenze, ci ha consentito di riscrivere l'art 8 dello statuto e acquisire
maggiori entrate, nel 2008 per ben 458 milioni, che, a regime nel 2010, porterà
alla nostra regione maggiori entrate per un miliardo e 800 milioni di euro, al
netto delle spese per la sanità e trasporto locale. Risorse nuove e fresche
sono affluite nelle casse regionali e le abbiamo destinate agli investimenti
produttivi, alla riduzione dell'Irap per sostenere l'impresa che scommette sul
futuro e investe in innovazione e ricerca, alla istruzione, all'università,
alla ricerca scientifica, alla tutela dell'ambiente, alle infrastrutture.
Abbiamo guardato alle realtà produttive, a favorire le condizioni per creare
lavoro, abbiamo guardato al futuro dei nostri figli, ma non ci siamo
dimenticati del presente fatto di parti consistenti della nostra società che
subiscono più di altri i contraccolpi della crisi economica, di lavoro precario
e di assenza di lavoro, di sacche di povertà pesante, di famiglie in
difficoltà. * Assessore regionale al Bilancio.
( da "Stampa, La" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il caso La tessera
sanitaria è ormai obbligatoria per detrarre la spesa LUCIANO MORALDO Scontrino
"parlante" quell'oggetto misterioso SAVONA Icittadini non lo hanno
del tutto "digerito" e, a quasi tre mesi dal suo debutto, lo
"scontrino parlante" necessario per acquistare i farmaci e poterli
detrarre dalla dichiarazione dei redditti resta ancora un oggetto misterioso.
All'inizio dell'anno, infatti, è entrata in vigore la norma che ha reso
obbligatorio avere la fattura o lo scontrino "parlante" dal quale
risultino il nome del farmaco acquistato e il codice fiscale dell'acquirente.
Fino allo scorso anno, invece, per potersi avvalere dei benefici fiscali,
bastava utilizzare l'attestazione rilasciata dal farmacista insieme allo
scontrino contenente le informazioni sui prodotti acquistati e autocertificare
l'acquisto dei medicinali senza ricetta medica. Per farsi rilasciare questo
nuovo tipo di scontrino, prima di effettuare il pagamento, i clienti devono
adesso presentare al farmacista la tessera sanitaria che permette la lettura
automatizzata del codice fiscale e di emettere rapidamente lo scontrino completo
di tutti i dati necessari. Per i cittadini questo obbligo si traduce molto
spesso in un ulteriore disagio: i più si dimenticano infatti di avere la
tessera sanitaria, soprattutto quando si devono acquistare medicinali per altri
famigliari. Su questo aspetto, è critico il responsabile savonese
dell'Assoutenti Gian Luigi Taboga: "Ormai è un'ossessione. Sembra di
vivere nel ''Grande fratello'' di Orwell. Va bene l'esigenza di controllare e
reprimere gli abusi, ma siamo convinti che questo obbligo sia assolutamente
necessario?", si chiede Taboga per il quale "Occorrerebbe
una maggiore semplificazione per evitare che la burocrazia vada a perseguitare sempre i più deboli, soprattutto gli
anziani". D'accordo, ma solo in parte, il presidente di Federfarma Savona Roberto
Ranaldo: "Anche per le farmacie quest'obbligo comporta un aggravio
burocratico, ma abbiamo dovuto necessariamente adeguarsi alle
disposizioni". "Effettivamente ci sono ancora problemi -
spiega Ranaldo - molti cittadini non hanno nemmeno ricevuto la tessera
''elettronica'', altri l'hanno addirittura smarrita". Se i giovani - più
abituati alla ''plastica'' nel portafoglio - hanno metabolizzato abbastanza
bene la novità della tessera elettronica, gli anziani hanno ancora qualche
difficoltà a entrare in sintonia con il meccanismo. Ma i farmacisti sono
comunque a disposizione dei clienti per aiutare i più "smemorati":
"Intanto il farmacista può sempre inserire manualmente nel computer il
codice fiscale del cliente - spiega ancora Ranaldo - anche se è meglio evitare
il ricorso a questa procedura che può portare a errori di battitura dovuti alla
fretta e alla confusione al momento del pagamento". E comunque, niente
paura: anche se privi di tessera, non si corre il rischio di restare senza
medicine.
( da "Repubblica, La" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca Via Fani,
rischio prescrizione per un br Lojacono vive in Svizzera. Il codice: "Stop
al reato dopo 30 anni" FRANCO ZANTONELLI BERNA - Vive in Svizzera, vicino
a Berna, è stato condannato all'ergastolo per il sequestro Moro, ma da oggi
rischia di restare libero per sempre: proprio nel giorno dell'anniversario
dell'agguato di via Fani, il 16 marzo del 1978, quando l'onorevole Moro fu
rapito e la sua scorta, cinque agenti, massacrata. Vari gli appuntamenti in
programma oggi per ricordare quel giorno. A Roma, in via Fani, saranno deposte
delle corone di fiori, mentre a Bari, città natale dello statista, ci sarà una
cerimonia con Casini e De Mita. Alvaro Lojacono, 54 anni, uno dei due
componenti del commando br che le autorità italiane non sono mai riuscite a
catturare, ora si chiama Alvaro Baragiola, dopo aver acquisito il cognome e la
nazionalità della madre, cittadina svizzera. Il 16 marzo 1978, secondo la
sentenza del processo Moro quater, Lojacono-Baragiola si trovava, con Alessio
Casimirri, lui pure ancora latitante, su una Fiat 128, parcheggiata davanti a
quella di Mario Moretti, il comandante della colonna romana delle Br. Entrambi
devono scontare l'ergastolo ma, per il br svizzero la pena, almeno nel suo
paese d'adozione, parrebbe a rischio di prescrizione. Il codice penale svizzero
prevede, infatti, la prescrizione dopo 30 anni. Il che vorrebbe dire proprio a
ridosso dell'anniversario della strage di via Fani. "Non è così nella
maniera più assoluta", dice, però, un esperto, l'avvocato Carlo Lombardini
di Ginevra, secondo cui "la condanna è stata pronunciata quando ancora,
per il diritto svizzero, non era scattata la prescrizione". Questa la sua
interpretazione. Ma c'è chi sostiene il contrario. Sul caso Lojacono tentò di
smuovere le acque, nel
( da "Capitoloprimo.it" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Prima tappa Pompei
della road map dell'assessore regionale Velardi, che nella mattinata di ieri ha
incontrato, a Pompei, gli imprenditori del settore alberghiero. Con lui, nella
sala convegni di Palazzo de Fusco, l'assessore provinciale al turismo Giovanna
Martano, il primo cittadino di Pompei Claudio D'Alessio e l'assessore Giovanni
Fusco (parimenti con delega al turismo). Il progetto é di aiutare Pompei,
attrattore di presenze turistiche per tutta la regione Campania, a superare la
congiuntura negativa per il problema dei rifiuti. "Non ricorriamo al
disfattismo – é l'invito del neo assessore regionale – sarebbe un modo per
farci male da soli". Velardi é arrivato a Pompei con l'intenzione di
definire con le istituzioni locali e gli operatori di settore, un piano
operativo. "Poche cose di grande qualità - ha assicurato – insieme alla
valorizzazione delle energie locali (soprattutto i giovani)". E' l'invito
rivolto ai colleghi imprenditori: "La nostra professione é fatta di
rischio, investimento e guadagno – ha detto – le istituzioni, dal canto loro,
possono solo produrre il meno danno possibile. Da parte mia, mi impegno a
ridurre la burocrazia – ha concluso – nei limiti che
mi sarà possibile". Propositivo l'intervento degli albergatori locali
"Napoli é capofila dell'emergenza, Pompei sta pagando un prezzo
altissimo". E' il messaggio del presidente dell'associazione ADAP, Rosita
Matrone, che ha tracciato la situazione alberghiera locale: 17 alberghi per
quasi mille posti letto. Ci sono segnali di miglioramento che potrebbero essere
stroncati sul nascere a causa della crisi ambientale. "E' difficile fare
qualità con piccole strutture, ma noi ci stiamo provando, portando a casa buoni
risultati". Ha spiegato Matrone, proponendo il caso esemplare dell'Hotel
"Diana", premiato come il primo "tre stelle" a livello
nazionale, per la qualità ricettiva. Non chiedono la luna gli albergatori di
Pompei ma aiuti temporanei per risalire la china: ingresso gratis agli Scavi ai
turisti che soggiornano in loco, riduzione dei contributi, per non essere
costretti a licenziare ma, soprattutto, un tavolo programmatico per non operare
alla cieca. Velardi ha convenuto che si tratta di richieste oggettivamente
valide, ma si è riservato: "Devo sentire il parere di Mariano D'Antonio
(cui compete aprire i cordoni della borsa) e della commissione Europea".
D'Alessio dal canto suo ha promesso collaborazione per quanto riguarda le pratiche
comunali. "Approfittate dell'emergenza per sciogliere alcuni nodi
strutturali – è stato il messaggio lanciato dall'assessore regionale Giovanna
Martano, pungendo un nervo sensibile – bisogna risolvere il problema delle
bancarelle nell'interesse generale di Pompei".
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Mezzogiorno
- BARI - sezione: BARI - data: 2008-03-16 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE
Il caso La sentenza per un contenzioso sulla pensione di invalidità di un
poliziotto arriva tardi Vince la causa dopo 24 anni. Ma lui è morto BARI -
Circolava ancora la lira, il ministro dell'Interno era Oscar Luigi Scalfaro e
alla guida del governo c'era il socialista Bettino Craxi. Era il 1983 e Paolo
Cea, agente della polizia stradale di Bari e originario di Grumo Appula, citava
in giudizio il ministero dell'Interno, colpevole di riconoscergli una pensione
d'invalidità troppo bassa. Ventiquattro anni dopo, settembre 2007, nell'epoca
dell'euro, il Tribunale gli ha dato ragione: in primo grado il giudice ha
condannato lo Stato ad integrare la pensione. Una vittoria beffa, visto che la
giustizia lumaca non gli permetterà di godersi gli arretrati: nel 1993 - a
dieci dall'inizio del procedimento - la guardia di pubblica sicurezza è morta
all'età di 80 anni. Vittima due volte della burocrazia statale e della lentezza
della macchina giudiziaria di casa nostra (la Corte europea ha fissato in 4
anni la durata massima del procedimento in primo grado). Non solo. La Corte dei
conti ha obbligato il ministero a calcolare la differenza, ma ad oggi la
prescrizione è rimasta evasa. Se in appello non ci saranno ripensamenti,
la "riliquidazione" (così è chiamata tecnicamente dall'avvocato
Marianna Pepe, il legale che ha portato avanti il procedimento) la riceverà
l'unico erede, il figlio Vito. "Peccato che non ci sia più lui a
festeggiare", dice. E aggiunge: "Per 40 anni ha servito lo Stato,
rischiando la vita in prima linea durante la seconda guerra mondiale". Lo
stesso Stato che poi gli ha voltato le spalle. "Nel momento del
bisogno". Nel 1967, mentre era in servizio, il poliziotto resta vittima di
un incidente. "Era in perlustrazione, si trovava in piazza Roma, a
Bari", ricorda il figlio. "Quel giorno - continua - ci fu una rapina
in banca, mio padre intervenne per sventarla. Durante la colluttazione con i
ladri, cadde da una scalinata riportando gravi ferite". L'uomo - all'epoca
quasi 50enne - si ruppe le costole e si procurò delle lesioni permanenti.
"Gli fu immediatamente riconosciuta l'invalidità ", spiega Vito Cea.
Ma tanto non bastò a garantirgli l'indennizzo al 100 per cento. "L'incidente
- racconta il figlio - gli portò grandi sofferenze fisiche". Per ottenere
giustizia, nel 1983 decide di trascinare nell'aula del tribunale il ministero
dell'Interno. Per dieci anni vive nella speranza che lo Stato riconosca
l'errore però, di rinvio in rinvio, la sentenza di primo grado si perde nei
labirinti della burocrazia. "Ad un certo punto -
ammette Vito - la sua era diventata una battaglia di principio". Anche per
questo motivo, dopo la morte del papà, l'unico erede non molla la presa. Non si
rassegna, cambia più volte avvocato fino a quando nel 2007 - 24 anni e sei mesi
dopo - il giudice gli dà ragione. L'avvocato Pepe, adesso, ha chiesto la
seconda condanna per lo Stato, presentando il ricorso davanti alla Corte di
appello di Bari per "l'irragionevole durata del processo". "Ho
presentato una domanda di risarcimento di 42mila euro, circa duemila euro per
ogni anno di ritardo ", spiega Pepe. La legge 89 del 2001, denominata
legge Pinto, ha infatti introdotto nell'ordinamento giuridico lo strumento che
consente "un'equa riparazione per chi ha subito un danno patrimoniale o
non patrimoniale per effetto della violazione della convenzione per la
salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali". In
sostanza, i cittadini coinvolti in un processo della durata superiore ai 4 anni
in primo grado possono chiedere la condanna dello Stato al rimborso del danno.
Vincenzo Damiani In aula L'avvocata Marianna Pepe, che assiste il figlio del
poliziotto nella causa contro lo Stato.
( da "Corriere della Sera" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-16 num: - pag: 8 categoria:
REDAZIONALE Veltroni: al Senato rischio di stallo Ma niente "inciuci"
"Ridurre le aliquote un punto all'anno" Il leader del Pd: sì a un
fisco amico che faccia "pagare meno per pagare tutti". E sul voto:
vinceremo Ça va sans dire DA UNO DEI NOSTRI INVIATI CERNOBBIO - Il canovaccio è
quello collaudato in oltre 50 tappe del tour a sei ruote, fine del quindicennio
"dell' odio" e inizio di una nuova, più "civile" stagione.
Ma giù dal pullman, davanti ai big di Confcommercio per la sfida in differita
con Berlusconi, Walter Veltroni declina nei dettagli i suoi "lineamenti di
un'idea riformista " che guarda a Blair e Zapatero come a Margaret
Thatcher. Meno tasse su salari e stipendi, tagli alla spesa e un governo che
governi, senza più le mediazioni che hanno paralizzato Prodi. E sarà pur vero
che i programmi di Pd e Pdl hanno molti punti di contatto, ma il leader
democratico non lascia margine a "inciuci" e larghe intese. "Io
sono contrario all'idea di fare confusione, chi vince comanda, chi perde sta
all'opposizione ". Però se dovesse farcela alzerà il telefono e dialogherà
con Berlusconi "nella chiarezza dei rapporti". Arriva nello splendore
di Villa d'Este, si chiude col presidente e quando appare in favor di
telecamera è tutto un "caro Carlo, caro Walter ", anche se il
Sangalli che guida i commercianti non è quello che Veltroni ha voluto in lista
ma l'altro, vanamente corteggiato dal Cavaliere. "Tranquilli, abbiamo
salvaguardato la sua autonomia - esordisce Veltroni guardando Carlo Sangalli -
è solo una omonimia col segretario di Cna...". Accoglienza composta e due
applausi due, quando invoca una "concertazione per lo sviluppo " che
includa artigiani e imprese piccole e medie e quando dice "basta con la
dittatura delle minoranze". La crisi di Prodi può ripetersi ancora, la
recessione avanza e Veltroni lancia l'allarme, "al Senato si rischia uno
stallo paragonabile a quello del 2006-2008 o persino peggiore ". E
stavolta la colpa sarà di chi ha voluto, dirà più tardi con Benigni, una legge
elettorale "che fa vergogna ai lombrichi ignudi" e poi "si è
rifiutato " di dare il via a un governo per le riforme. L'applauso non
scatta e Veltroni, per non apparire come colui che "gufa " contro il
favorito, propone l'antidoto: "Se evoco il rischio di instabilità politica
è perché con questo sistema di voto è possibile e allora dobbiamo creare
soluzioni anticicliche alla crisi". Un fisco amico che faccia "pagare
meno pagare tutti", favorisca la ripresa dei consumi tagliando l'Irpef di
un punto all' anno, rilanci la produttività e accenda il motore della crescita.
"Detassare gli straordinari non basta, dobbiamo aiutare la contrattazione
di secondo livello ". Vuole piacere, ma non passare da piacione e allora
prova a sedurli nel merito delle questioni, loda come "musica per le mie
orecchie" il documento di Confcommercio L'Italia ha bisogno di crescere,
afferma che "non si può scaricare sui commercianti il peso dell'inflazione
" e che si deve dimezzare l'Iva sul turismo. Annuncia un "patto per
lo sviluppo probabilmente doloroso" e non si cura di deluderli sul taglio
di cinque punti alla spesa pubblica: "Sfida giusta però difficile da
praticare a breve, possiamo tagliare mezzo punto il primo anno e uno gli anni
successivi". E poiché si descrive "ottimista e carico di
speranza" sciorina una promessa via l'altra e giura che se vince non si
comporterà da "marinaio", dimezzerà i parlamentari, darà meno soldi
dei cittadini ai giornali di partito, dichiarerà guerra alla burocrazia...
E' andata. Scende dal palco e sulla piazza vista lago lo aspettano in tanti, fa
tappa a Monza e dice che vincerà il Pd " Ça va sans dire ". E alle
cinque, a Milano, tra i palazzi scrostati di San Siro sono in diecimila, alzano
striscioni col nome delle vie, dai balconi lo ascoltano famiglie e donne col
chador. "Pensavano che fossimo defunti e sono stati presi da incontinenza
elettorale e invece - li abbraccia tutti con lo sguardo - eccoci qui. Oggi il
distacco è di sei punti...". Monica Guerzoni Leader del Pd Walter Veltroni,
52 anni.
( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Il Centro
unico regionale per le prenotazioni sanitarie, Cup, potrebbe ovviare ai molti
disservizi che da tempo affliggono il sistema sanitario regionale. Per tale
motivo, occorre rendere più celere l'iter che ne dovrebbe garantire l'avvio e
la piena operatività". E' questo il parere del consigliere regionale di
Fi-PdL, Roberto Giannotti, che ha presentato un'interrogazione al presidente
della Regione. "Il via libera al progetto relativo alla nascita del Cup è
stato sancito da una delibera di Giunta, dello scorso ottobre, ma, al momento,
l'attivazione del servizio è ferma al palo della burocrazia e dei pareri contrari di organismi, quali la Consulta regionale
per la Disabilità, che, in una lettera al presidente Spacca, ha chiesto più tempo
per valutarne il possibile impatto nel sistema sanitario regionale". Di
segno opposto, il parere di Giannotti che vede nell'attivazione del Cup un
valido strumento per superare molti dei mali che attanagliano la Sanità
marchigiana ed una possibile via d'uscita alle liste di attesa, che
producono mobilità passiva e generano costi enormi per il Sistema sanitario
regionale. "Se la logica sottesa all'elaborazione del progetto di
realizzazione del Cup è davvero quella di innovare e rendere più efficiente il
servizio su scala regionale - rileva Giannotti - occorre dar corso quanto prima
alla fase pilota, che interessa l'Azienda sanitaria San Salvatore di Pesaro,
individuata quale soggetto incaricato di esperire la gara d'appalto del
servizio di prenotazione unico regionale".
( da "Giornale di Brescia" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 16/03/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:LA CITTA' ANNO GIUDIZIARIO / 2 Un
osservatorio permanente in grado di monitorare i mali dell'apparato e agire con
rapidità promuovendo interventi Un comitato misto avvocati-magistrati per
migliorare l'efficienza Organici e organizzazione del lavoro per migliorare
l'efficienza della macchina del Tar sono stati i temi al centro del dibattito
seguito alla relazione del presidente Sergio Conti, prima che questi, secondo
il rituale, dichiarasse ufficialmente aperto l'anno giudiziario amministrativo
2008. Interventi né formali né di circostanza quelli che si sono succeduti
dall'emiciclo. Anzi. Tutti molto appassionati, ricchi di spunti per una
riflessione comune e di proposte innovative quale, ad esempio, quella
dell'avvocato Ughetta Bini che, intervenuta per conto del Consiglio dell'Ordine
forense di Brescia, ha lanciato l'idea di istituire una "Commissione di
concertazione" formata da giudici, avvocati e operatori della giustizia.
Una sorta di osservatorio permanente in grado di monitorare i mali
dell'apparato e agire con rapidità promuovendo interventi
"concertati" che consentano di affrontare e risolvere il localmente
risolvibile, in altre parole alcuni dei più urgenti problemi pratici, non riconducibili alla responsabilità del legislatore o della burocrazia centrale. In questo ambito
potrebbe essere affrontata concretamente la questione dello smaltimento
dell'arretrato, e accelerato l'iter dei ricorsi superando le attuali difficoltà
create dalla contrazione degli orari fissati per il deposito degli atti e dal
calendario delle udienze. Di "concertazione" ha parlato anche
l'avvocato dello Stato Riccardo Montagnoli. "Una scelta oggi
indispensabile - ha detto - perché non si possono risolvere i problemi imponendo
solo il proprio punto di vista". E in replica alle censure espresse dal
presidente Conti riguardo ad alcune sacche di negligenza dell'Avvocatura,
Montagnoli ha preso atto della "critica serena e misurata", ma allo
stesso tempo ha invitato il Tar a meglio organizzare il proprio lavoro per
incrementare la produttività, pur riconoscendo che essa è oggi fortemente
condizionata e compressa dagli organici insufficienti. Come ha sottolineato il
giudice Mauro Puricelli, dell'Ufficio di presidenza del Consiglio di Stato,
l'organo di autogoverno della magistratura amministrativa. "Il caso del
Tar di Brescia è molto ben presente a Roma - ha assicurato Puricelli -. Ed io
personalmente l'ho particolarmente a cuore. È vero, l'impegno di questo
tribunale si è fatto via via più gravoso sia sotto il profilo della qualità del
contenzioso che per le nuove competenze della giurisdizione. In questi mesi si
sta svolgendo il concorso per la nomina di nuovi magistrati. Spero che una
volta concluso si possa disporre delle risorse necessarie a risolvere i
problemi di organico dei Tar ed in particolare del Tar di Brescia, che - ha
aggiunto - per le sue peculiarità e il suo impegno dovrebbe poter contare su
almeno dieci magistrati e forse anche di una seconda Sezione. Gli avvocati Franco
Bertacchi e Giancarlo Tanzarella di Bergamo e Claudio Arria di Mantova hanno
completato gli interventi insistendo sull'esigenza di un maggior coinvolgimento
della classe politica dalla quale - ha in particolare affermato Bertacchi -
dipende la soluzione dei grandi mali della giustizia italiana.
( da "Tempo, Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stampa Veltroni
tende la mano: "Io e Silvio mai più nemici" dall'inviato CERNOBBIO
Veltroni tende la mano e usa toni concilianti. è un discorso misurato, senza
sbavature polemiche contro Berlusconi e il Pdl, quello che il leader del Pd ha
fatto a Cernobbio al Forum della Confcommercio. Anche se a chi lo incalza
sull'ipotesi di larghe intese, risponde con il retorico "chi vince governa
e si assume le responsabilità", di fatto parlando ai commercianti,
Veltroni ha voluto più marcare le zone di un possibile dialogo con il Pdl che
smontarne il programma. Nel lungo intervento non c'è stato alcun accenno
polemico contro Berlusconi che viene evocato solo una volta ma addirittura in
modo positivo. Ed è quando, ribadendo che occorre dare un segno di
discontinuità col passato, Veltroni sottolinea che "troppi anni sono
andati persi a parlare di ciò che è pro e contro Berlusconi" come pure per
troppo tempo "si è parlato solo di tv e pubblicità e intanto il Paese
perdeva undici punti di pil". L'emergenza economica impone che venga
superata "l'antinomia amico-nemico, arrivando a una convergenza sulle
regole del gioco perché la ripresa ha bisogno di un clima civile".
Veltroni quindi non solo sembra voler rassicurare il Cavaliere sul vecchio nodo
della questione televisiva, ma getta anche un ponte per un dialogo sulle
emergenze del Paese. "Non è possibile che il leader della maggioranza e
quello dell'opposizione non si parlino nemmeno per telefono". E un clima
più civile "potrebbe tradursi anche con la presidenza di una delle due
Camere affidata all'opposizione". Veltroni indica come terreno di dialogo
quello delle riforme costituzionali "che non possono più essere solo
appannaggio della maggioranza". E sottolinea come sia stato "un
errore quello fatto prima dal centrosinistra e poi dal centrodestra, di
cambiare la Costituzione". Insomma "le regole del gioco si cambiano
insieme" dice a chiare note Veltroni. Anche perché l'opinione del
segretario è che anche nella prossima legislatura "in Senato è possibile si
vada in stallo". Rilancia il progetto di "avviare una grande stagione
riformista, ora possibile perché sulle decisioni non dovremo più discutere con
Bertinotti, Pecoraro Scanio e Mastella ma saranno prese da un unico soggetto
politico". Il leader del Pd ribadisce il no "alla frammentazione
politica e alla dittatura delle minoranze" e lancia la sfida di
"trasformare la concertazione in un patto per lo sviluppo coinvolgendo la
maggior parte delle imprese". Veltroni ha anche rilanciato alcuni punti
del programma del Pd. A cominciare dal fisco. "Non basta la detassazione
degli straordinari, occorre ridurre le aliquote e intervenire sui salari".
Lancia la proposta di alzare la soglia della forfetizzazione portandola da
( da "Centro, Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Enrico Nardecchia
Capo della marineria si incatena in piazza Due pescherecci bloccati. Verzulli: sono sul lastrico per colpa della burocrazia PESCARA. "Senza barca non posso pescare, quindi non posso
vivere". A metà mattinata Giovanni Verzulli, l'uomo-simbolo della
marineria pescarese, si stringe le mani e i piedi con pesanti catene
arrugginite. Per la sua plateale forma di protesta sceglie l'ingresso della
direzione marittima, "perché la Guardia costiera non mi ridà la barca,
la mia vita". Verzulli, armatore, non ha più il suo peschereccio. Quello
vecchio, dismesso, l'ha donato al Comune. Quello nuovo, sequestrato e poi
dissequestrato dopo una denuncia, non riesce ancora a riaverlo. Dietro alla
clamorosa protesta messa in atto da parte di uno dei più agguerriti esponenti
della categoria dei pescatori c'è una vicenda del tutto singolare. LA BARCA DONATA.
Verzulli, da una vita in mezzo al mare, decide di donare al Comune la
"Anna Roberta", il peschereccio dismesso che resta ormeggiato al
porto canale, in attesa di una sistemazione definitiva. A pochi metri di
distanza c'è anche la nuova imbarcazione, acquistata ormai da alcuni mesi
grazie a un mutuo da 400mila euro ma, di fatto, mai utilizzata perché finita
sotto sequestro. Un provvedimento scattato in seguito a una denuncia presentata
contro Verzulli, accusato di avere tolto alcuni pezzi dalla vecchia
imbarcazione e di averli impiegati per quella nuova. "Ma io ero stato
autorizzato verbalmente a farlo", prova a difendersi il diretto
interessato. Tuttavia, dopo la denuncia penale, sono arrivati anche i sigilli.
All'imbarcazione vecchia e a quella nuova. A questo punto comincia una
battaglia di carte bollate al termine della quale Verzulli, forniti i
chiarimenti richiesti, riesce a ottenere il dissequestro. Tuttavia la Guardia
costiera non esegue ancora il provvedimento in quanto questo adempimento diventa
subordinato al ripristino delle condizioni iniziali della vecchia imbarcazione.
"Una vicenda kafkiana", commenta l'avvocato difensore Vittorio
Supino. "La vecchia imbarcazione è stata donata al Comune e non è più
nella disponibilità del mio assistito. La nuova imbarcazione, invece, è
intestata a una società in nome collettivo. Tutte e due sono di fatto bloccate
in porto, nonostante le licenze siano tutte in regola e vi sia un provvedimento
di dissequestro ancora da eseguire. Quattro famiglie non possono lavorare.
Impossibile anche trasportare la vecchia barca in un altro porto per poter
effettuare lavori di riparazione: quella nuova, infatti, non può essere
spostata". LE CATENE. Verzulli, più volte alla testa di vere e proprie
schiere di pescatori in occasione delle memorabili proteste collettive per
alluvioni, mucillagine e altri eventi calamitosi per la categoria, stavolta è
solo con i suoi familiari a portare avanti quella che ritiene essere "una
battaglia giusta". Accanto a lui la moglie, che accusa anche un malore e
viene soccorsa dal 118, e i figli. Quattro famiglie che vivono dei proventi
della pesca. Il caso sollevato da Verzulli finisce sul tavolo del comandante
della direzione marittima Antonio Basile. LA SOLUZIONE. L'eco della protesta di
Verzulli arriva fino al Comune, destinatario della donazione. Il sindaco
Luciano D'Alfonso e l'architetto Tommaso Vespasiano vengono informati del gesto
clamoroso dell'armatore pescarese. Alla fine, dopo un confronto tra le parti,
si decide di rinviare tutto all'inizio della prossima settimana. Domani alle 9,
assistito dall'avvocato Vittorio Supino, Verzulli presenterà un'istanza al
sostituto procuratore della Repubblica Barbara Del Bono per cercare di
sbloccare il dissequestro della nuova imbarcazione, in modo tale da poter
riprendere l'attività lavorativa. Verzulli, dopo le rassicurazioni ricevute,
alla fine si fa convincere a slegarsi e a tornare a casa.
( da "Arena.it, L'" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
La sfida della crisi
Le molte risorse "segrete" d'Italia Si stima che la crisi
legata ai mutui subprime abbia lasciato dietro di sé perdite fra i 500 e i 600 miliardi
di dollari. E si teme un contagio che coinvolga, come in una reazione a catena,
dal credito al consumo, alle carte di credito, per arrivare al crollo dei fondi
hedge e del private equity. Purtroppo i primi segnali di questo rischio
iniziano a manifestarsi. Quella ricchezza finanziaria che si pensava fondata su
una base solida si è rivelata del tutto virtuale. Un brusco risveglio che ha
avuto pesanti ricadute sul costo del denaro, sull'andamento delle borse e che
ha alimentato la fuga massiccia dal risparmio gestito. Di fronte a quanto è
successo due sono state le reazioni. Da una parte gli ultraliberisti secondo i
quali si tratterebbe di una fase fisiologica del mercato destinata a
riconsegnarci una situazione migliore. Per costoro è irrilevante che un periodo
di crisi non sia mai stato così lungo come quello attuale e neppure importa
sapere chi ne siano le vittime. Dall'altra parte troviamo i catastrofisti, le
Cassandre, coloro che non propongono soluzioni ma solo previsioni negative in
attesa di poter dire: "L'avevamo detto". Nessuna di queste due
posizioni rende giustizia alla verità delle cose. Bisogna decidere da che parte
stare: se inseguire l'utopia di chi crede dogmaticamente all'avanzata
inesorabile del mercato piuttosto che al suo declino sognando un mondo che non
c'è, o se fare i conti con la realtà in cui viviamo. Vorrà pur dire qualcosa se
l'Italia, a differenza di altri Paesi, è stata investita in misura minore dalla
tempesta finanziaria. In altri termini si tratta di scegliere se rimanere
prigionieri di un'utopia oppure sottomettersi all'esperienza. In questo secondo
caso significa riscoprire le ragioni che hanno reso possibile quello che è
stato definito il miracolo italiano. Un Paese povero di materie prime, senza
forza militare o potentati finanziari, che ha saputo creare nel tempo un
modello di società e di economia il cui valore si misura nel grado raggiunto di
qualità della vita e di benessere diffuso. Di tutto ciò purtroppo spesso non
siamo consapevoli. E allora si finisce col restare imbrigliati da schemi
mentali e da stereotipi che nulla hanno a che vedere con la nostra storia,
disprezzando di fatto quel patrimonio di esperienza e di intelligenza che ci è
stato consegnato. Ci si assoggetta a un pensiero unico illudendosi di essere moderni.
Si sostiene, per esempio, che le banche popolari sono un'anomalia da superare
perché non rispetterebbero i dogmi della contendibilità e del mercato. Oppure
si straparla di declino e non ci si accorge di quante aziende fanno utili e
vincono ogni giorno sul campo la sfida della competitività. Il mondo
dell'università, che dovrebbe essere il più aperto a cogliere i segnali della
realtà e a tradurli in paradigmi culturali, in molti casi si riduce a fare
analisi sterili che finiscono quasi sempre con l'indurre il bisogno di
consulenze inutili o con l'alimentare nuova burocrazia a scapito delle imprese già
zavorrate da tasse e adempimenti. Così può capitare di trovare, navigando sul
sito del Sole 24 Ore, tra le tesi di tanti illustri analisti, la notizia che la
tecnologia del più grande telescopio del mondo realizzato in Arizona (nella
foto) porta una firma tutta italiana, quella del gruppo industriale
bresciano Camozzi. Insomma i fatti, una volta tanto, riemergono dalla coltre
delle analisi, alle quali potrebbero offrire spunti di originalità e
innovazione. Sono storie ed esperienze che dovrebbero riprendere il
sopravvento. Per questo serve una svolta culturale che comincia restituendo il
primato a chi fa, a chi si adopera per costruire ricchezza reale e quindi
condizioni di vita migliori. È la sfida che è chiamato a raccogliere anche chi
alle imminenti elezioni si candida a governare il Paese. .
( da "Corriere Adriatico" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Le due donne sono state costrette a chiedere un prestito in banca
per pagare bollette e medicine Richieste di aiuto finite nel nulla della burocrazia ASCOLI Il calvario delle due
sorelle Clementi, Anna ed Elvira, comincia, abbiamo detto, circa tre anni fa,
allorché produssero le prime richieste di aiuto nei confronti
dell'Amministrazione comunale e dell'assessorato ai servizi sociali. Il
dramma della signora Anna comincia purtroppo, però, molto tempo prima, con la
scomparsa prematura di suo marito, rimasto malato per 25 anni di una malattia
che lo ha, infine, condotto tra le braccia della morte. Per assistere la
sorella malata, ci ha raccontato la signora Elvira, è stata dapprima costretta
"a vendere la casa di Roma (dove, prima di ammalarsi, abitava la signora
Anna con suo marito), per poi acquistare un appartamento a piazza
Immacolata". "Per stare accanto a mia sorella ha confessato la signora
Elvira ho dovuto lasciare a casa da solo mio marito, che come me, è ormai una
persona anziana che ha bisogno di cure e di assistenza". Ma non finisce
qui, perché, per andare avanti, la signora Clementi è stata, inoltre, costretta
a richiedere un prestito alla banca, che l'ha così obbligata ad aggiungere alle
normali spese correnti per le bollette, per la badante (regolarmente
stipendiata con in più, vitto e alloggio), per le medicine (abbiamo già detto,
qualcosa come 160 euro a settimana), anche le spese da sostenere per gli
interessi e per la restituzione della rata del prestito. Una situazione
drammatica che merita, quindi, la dovuta attenzione da parte di tutte le
istituzioni competenti. PA.CLE. ,.
( da "Corriere Adriatico" del 16-03-2008)
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So occupò anche
dello sviluppio industriale della città che era in una fase di ricostruzione e rilanciò
il Colle San Marco con un centro tennistico Affrontò tutti i temi del
potenziamento turistico del territorio Piceno. Snellì la burocrazia Franchi, un assessore
all'avanguardia ASCOLI - Domenica scorsa abbiamo ricordato il professor Nicola
Laloni, che fu presidente dellEnte Provinciale del turismo e tra i primi a
rilanciare il settore. Oggi riteniamo doveroso ricordare il suo vice,
l'avvocato Giulio Franchi (nella foto con Nicola Laloni), che non fu da
meno, e non solo nel campo del turismo. Per la città rappresentò, anche come
vice sindaco, una ventata nuova come amministratore e soprattutto con le sue
visioni moderne per avviare Ascoli ad una vera crescita, dopo che s'era
completata la fase della Ricostruzione. Guarda caso portata avanti, allora, dal
sindaco Serafino Orlini e, con Franchi, la nuova fase vedeva sindaco il figlio
Tonino Orlini. Giulio Franchi nasce ad Ascoli il 7 dicembre 1925. Il padre,
Augusto, anche lui avvocato fu preside della Provincia (allora i vertici degli
enti locali non erano elettivi e non c'erano i consigli). Ultimate le scuole
elementari e le medie, Giulio venne inviato al Collegio Nazionale di Roma dove
raggiunse la maturità liceale. Successivamente si iscrisse alla facoltà di
Giurisprudenza presso l'Università di Camerino e, una volta laureato, in breve
tempo conquistò l'abilitazione per esercitare la professione di avvocato.
Giovanissimo venne conquistato dall'idea mazziniana e si iscrisse al Pri. In
lista per le lezioni amministrative, venne eletto consigliere comunale ed entrò
nell'esecutivo come vice sindaco con delega al turismo e sport. Era il periodo
della Cassa per il Mezzogiorno e l'avvocato Franchi si mostrò tra i più attivi
nella ricerca degli imprenditori disposti a creare intraprese nella periferia -
che poi divenne zona industriale - favorendone l'insediamento. Inoltre anche
professionalmente si indirizzò in quel campo con alto livello di
specializzazione. Come vice presidente dell'Ept, fu tra i fondatori della
riedizione del Torneo della Quintana. La madre, signora Emilia, rimasta vedova
giovanissima, si dedicò totalmente all'organizzazione del sestiere di
Sant'Emidio. Giulio, poi, vestì per qualche anno anche i panni del
"Maestro Provveditore di Campo". Sempre in campo turistico firmò, con
il presidente dell'Azienda turistica Silviano Meletti, il piano di
valorizzazione del Colle San Marco, con gli impianti sportivi con il centro
tennistico. Oggi, vedere quel complesso, che gli è stato intitolato alla
memoria, fa male al cuore, ridotto com'è a pezzi nel più grande abbandono.
Speriamo che con l'avvento della Provincia possa risorgere al meglio della sua
funzionalità e riprendere quell'attenzione che investiva tennisti, non solo
locali. Nell'Ept creò per la prima volta un Ufficio stampa e diede vita alla
pubblicazione di una rivista mensile titolata Piceno. Rinverdì con nuove stampe
la dotazione pubblicitaria e promozionale provinciale. Favorì la nascita dei
primi camping lungo la Verde Riviera; lanciò, per i paesi collinari e della
montagna, il premio per le migliori finestre fiorite. Con il presidente Laloni,
diede vita ad una politica di incentivi per la costruzione di nuove realtà
ricettive e soprattutto per restauri e miglioramenti - specie dei servizi - in
tutti gli esercizi alberghieri della provincia, con particolare attenzione alle
pensioni della riviera. Alcune di esse risultavano, in quegli anni, piuttosto
aldisotto di una media accettabile per un buon turismo. A tal fine dette vita a
periodici controlli, per i rilievi del caso, ma anche per suggerire come
ottenere contributi per gli adeguamenti. CARLO PACI,.
( da "Corriere Adriatico" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
ASCOLI - Per la
città, l'avvocato Giulio Franchi va poi ricordato come il vero precursore di
una Università ascolana che fosse la più consona (pensava alle Belle Arti,
all'Architettura) tanto da deliberare lo stanziamento dei primi venti milioni
di lire! Purtroppo un insulto cardiaco lo colse, di notte, a Milano e in poche
ore - malgrado cure, purtroppo tardive - ebbe la meglio sulla sua forte fibra.
Era l'11 aprile del 1972: aveva solo 47 anni e Ascoli Piceno perdeva uno dei
più illuminati ed attivi amministratori. Una mente moderna
che aveva modificato in pochi anni il lento muoversi della burocrazia. Il suo slogan era
indirizzato a tutti gli enti locali: Arricchite il patrimonio di progetti per
lo sviluppo del capoluogo; dovrà poi seguire un forte impegno politico per
farli finanziare e portarli alla fase esecutiva.
( da "Corriere Adriatico" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL PROGRAMMA del Pd veltroniano
si sintetizza facilmente nello slogan-tormentone: "Sì, ma anche ". E
già. Perché i temi ci sono tutti, ovviamente, ma la voglia di affrontarli e
prenderli di petto, non proprio. Fosse mai che qualcuno si risenta. Insomma, il
prezzo che Veltroni paga alla non identità che ha pervicacemente voluto dare al
"suo" partito e all'aver rinnegato e ucciso il padre del progetto Pd
è proprio questo: un involucro privo di appeal e un brutto simbolo zeppo di
marchiani errori grafici. Tanti bla bla su alleanze internazionali, diritti e
donne. Di rito. Poi, tanta vaghezza. Quasi che il dire e non dire, esagerando
il numero di parole usate possa servire ad anestetizzare l'elettore e farlo
sognare quanto basta per mettere quella famosa crocetta. I pensionati spariscono.
Ora ci sono le "politiche per l'invecchiamento attivo". Non s'è
capito bene se si riferiscono alle nuove divise per i nonnetti all'uscita dalle
scuole, oppure agli operai delle fonderie che attivamente coleranno acciaio
fino a 70 anni. La certezza e severità delle pene sono fuori discussione. Dove
le pene si sconteranno, un po' meno: i posti sono 43 mila, i detenuti 60 mila.
In compenso, i giudici si dovranno dare una mossa. Come? Monitorando i
tribunali per scovare le "migliori pratiche" da proporre a tutti. Ma
se i "giudici fannulloni" poi la mossa non se la danno, fa niente.
C'è anche la questione dell'ascensore che non funziona. Lo va lamentando a
destra e a manca il nostro Walter. E non perché abbia dovuto fare le scale a
piedi. L'ascensore è quello sociale "mosso dalla educazione". Che
vuol dire? Boh. All'atto pratico, infatti, le cose si fanno di un fumoso che
più fumoso non si potrebbe. E le perle di saggezza si sprecano. Lo sviluppo
deve essere "inclusivo" (ma va?). La concorrenza, il merito e
l'innovazione devono essere "iniettati" nella società (bacchetta
magica?). Le generazioni devono "venire a patti grazie agli investimenti
in conoscenza innovazione tecnologica, ricerca" (cioè?). Le energie vitali
del Paese "devono essere liberate grazie a più legalità" (acqua
calda?). Lo Stato deve essere forte, ma rimanere nel suo "core
business" (le partecipate finalmente si vendono?). Bisogna aprirsi agli
investimenti stranieri (siamo già aperti. Sono loro che da noi non ci vogliono
venire). I comportamenti di tutti devono cambiare (e per chi non cambia, niente
paghetta?). E ancora. Le Università devono essere libere di assumere i docenti
che vogliono (via i concorsi e il valore legale della laurea dai concorsi
garantito?). Le province restano lì, salvo che si costituiscano le città
metropolitane. Il concetto di "bene demaniale" deve essere però
ridefinito. Così si può vendere qualcosa. Un omaggio a Tremonti che voleva
vendere le spiagge? Per fortuna, molti sono i propositi ripresi tra quelli che
il padre ucciso non ha fatto a tempo a realizzare. Credito d'imposta per le
spese di cura per le donne che lavorano; minore pressione fiscale sulla quota
di salario da contrattazione aziendale; riduzione delle aliquote Irpef; dote
fiscale per i figli; asili nido; non ingerenza nella nomina dei primari nella
Sanità; testamento biologico; incentivi per la concentrazione tra imprese e le
forme evolute di corporate governance; no ai finanziamenti a pioggia; etc. E
poi, "ambientalismo del fare". Magari - io spero - cominciando coi
rifiuti che stanno inquinando la Campania e i pomodori mangiati dagli italiani.
Treni decenti per i pendolari (chi li compra? Le Ferrovie?). Burocrazia, mai più. "Scuole belle e aperte fino a
sera". Pure ai nonni. Nuovi stadi (chissà perché; chissà per chi). Salario
minimo garantito. E le donne, che sono "l'asso per lo sviluppo" e non
il due di briscola come noi pensavamo di essere dopo le scelte del Capo e le
graduatorie sulle pari opportunità nei diversi paesi del mondo. Insomma,
un "sì, ma anche" lungo una ventina d'anni. Un "sì, ma
anche" che fa pensare a quelle signore prive di stile che si riempiono di
monili, pensando di far bella figura al party. Un "Sì, ma anche", che
ha un solo decisivo vantaggio. Il programma antagonista è pericoloso per
l'economia. Oltre che incivile. MARIANGELA PARADISI*,*DOCENTE DI ECONOMIAALLA
POLITECNICA DELLE MARCHE,.
( da "Avvenire" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA 16-03-2008
Fisco e impresa, la ricetta di Veltroni Il leader Pd a
Cernobbio e Milano: meno burocrazia per far crescere il Paese DAL NOSTRO INVIATO A CERNOBBIO (COMO) DIEGO
MOTTA C i vuole una buona mezz'ora prima che Veltroni riesca a rompere il
silenzio attento, ma avaro di entusiasmi, che la platea di Confcommercio
accorsa a Cernobbio sta tributando al suo intervento. Il paradosso sta
proprio qui: il leader carismatico che riempie le piazze in modo inaspettato
nel Nord Italia (è successo ancora ieri mattina nella cittadina in provincia di
Como, era già accaduto a Varese e Bergamo) non è ancora riuscito a completare
l'opera di avvicinamento con i piccoli imprenditori da sempre vicini al
centrodestra. Però ci prova e i segnali di attenzione non mancano. D'altra
parte, l'incontro di ieri lo dimostra, l'impresa è improba: il primo applauso
convinto al segretario del Pd scatta quando Veltroni fa cenno alla nuova
concertazione. "Dovrà diventare un vero e proprio patto per lo sviluppo e
per questo non si potrà fare senza la stragrande maggioranza delle piccole e
medie imprese. Basta con le riunioni con centinaia di persone nella sala verde
di Palazzo Chigi". È a questo punto che il messaggio del segretario del
Partito democratico per "un'Italia semplice" fa breccia tra i
delegati dell'associazione guidata da Carlo Sangalli. "Non ci saranno più
vertici di maggioranza perché non dovremo più discutere con Bertinotti o
Pecoraro Scanio, mentre nel centrodestra i negoziati continueranno: ora non c'è
Casini ed è arrivata la Mussolini". È il mo- mento migliore per Veltroni,
che per convincere i produttori del Nord (e non solo) non risparmia citazioni e
proposte. Debutta con la Thatcher e Aznar (accompagnati ovviamente dai
"riformisti" Blair e Zapatero) per sottolineare come Inghilterra e
Spagna abbiano saputo cogliere quelle sfide di sviluppo e modernizzazione
bipartisan che l'Italia ha fallito, soprattutto dopo la conquista dell'euro. Chiude
con il "bis" sui favolosi anni Sessanta, quelli del boom produttivo
ed economico. Dimostra di conoscere bene le posizioni di Confcommercio.
"Avete usato parole sagge e responsabili ", dice riferendosi al
manifesto sulla crescita presentato ventiquattr'ore prima da Sangalli. A quel
punto Veltroni ricorda l'occasione sprecata del governo Marini, col mancato
intervento che già allora si sarebbe potuto fare su salari e stipendi. Ora,
chiarisce subito, "c'è il rischio di uno stallo al Senato" e di uno
scenario "analogo o peggiore" rispetto al biennio che ci siamo
lasciati alle spalle. Poi comincia la non facile opera di seduzione, che fa
leva su due punti-chiave: la semplificazione burocratica e politica e l'azione
fiscale. Il fisco "è lo strumento per la crescita del Paese"
attraverso la riduzione delle aliquote e la proposta di elevare la cosiddetta
forfetizzazione da
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
LA DISAVVENTURA Pontrandolfo rinuncia alla missione artica La burocrazia canadese gli fa perdere il
passo Niente da fare. Michele Pontrandolfo non raggiungerà il Polo Nord
geografico. Almeno per quest'anno. L'alpinista è stato costretto a desistere
nella grande avventura artica da nuovi, clamorosi "disguidi" accaduti
a ridosso dell'ultima tratta aerea prima dell'avvio della missione.Dopo
il "giallo" del pacco contenente la tuta su misura "perso"
nel tragitto postale fra Italia e Canada e rinvenuto dopo giorni di
apprensione, a mettere la parola fine alla spedizione 2008 è stata una catena
iellata di contrattempi legati ai voli. Presto Michele farà rientro in Italia.
La storia. Pontrandolfo, seppure ritardando la partenza di circa una settimana
sulla tabella di marcia, si imbarca a Venezia la terza settimana di febbraio
alla volta di Resolute Bay.Un altro aereo lo deve condurre alla stazione
meteorologica di Ward Hunt Island, nell'estremo nord del Canada. Da lì è
previsto che abbia inizio la traversata di
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ascom e Fimaa:
"Chi si è improvvisato immobiliarista non ce la farà a reggere" Case,
agenzie in affanno A causa del calo delle vendite e delle
intermediazioni più complicate I mutui salgono, la burocrazia e le norme di sicurezza si fanno sempre più intricate, gli
acquisti di case sono in frenata e le agenzie immobiliari incominciano a
perdere colpi. Negli ultimi due anni, infatti, in provincia sono state ben 27
le agenzie che hanno chiuso i battenti, delle quali
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Stiamo
crescendo". Giuseppe Sbalchiero, presidente ... "Stiamo
crescendo". Giuseppe Sbalchiero, presidente dell'Associazione Artigiani
della provincia di Vicenza è soddisfatto delle previsioni per il 2008 e dei
consuntivi degli anni precedenti. L'immagine che tratteggia è di una
associazione uscita integra da un anno terribile, sia per la congiuntura
economica che per le vicende della Camera di Commercio. Nel 2007, su quel
terreno, le categorie economiche vicentine erano infatti arrivate ai ferri
corti. La polvere adesso si sta diradando e molte associazioni hanno sentito
gli effetti della battaglia negli equilibri interni di ogni singolo palazzo. Ma
da questo punto di vista la sede di via Fermi non sembra aver ricevuto scosse
telluriche. A breve si saranno i rinnovi delle cariche e le condizioni per una
riconferma di Sbalchiero alla guida dell'associazione ci sono
tutte.Un'associazione che fa la differenza, quindi."Stiamo facendo la
settimana dell'Artigianato (si conclude oggi ndr) e a un convegno abbiamo
chiamato Galimberti il quale ha descritto l'artigianato come "L'unica
attività odierna che esprime umanesimo, in quanto pensa, crea, inventa,
protegge". La differenza è questa, la voglia di creare cultura: della
famiglia, del lavoro e dei doveri, non solo dei diritti. E le varie
manifestazioni di questa settimana hanno confermato larghi consensi, compresa
l'installazione artistica nella rotatoria di via Fermi. Siamo una delle
pochissime associazioni in crescita, nonostante i numeri elevati che già
abbiamo. Questo significa che quello che è stato fatto in questi anni ci è
stato riconosciuto".La sua ricetta?"Siamo una associazione che si è
guadagnata la stima, che ha lavorato per l'aggregazione e la creazione di molti
consorzi e che ha dimostrato di saper fare anche cultura. Negli ultimi 10 anni
sono state fatte due indagini associative che hanno rivelato che
Confartigianato è ai primi posti per serietà, conoscenza e struttura. Il gruppo
dirigente ha ancora la capacità di attirare le aziende. Non siamo in default
come chi è convinto che stiamo sparendo".Quindi ritiene che una distinzione,
in confronto alle altre associazioni del territorio, si debba fare."In
recenti occasioni l'Associazione Artigiani ha dimostrato una compattezza e
coerenza che oggi sta pagando. Questo è il nostro principale punto di forza. Ed
i fatti ci hanno dato ragione, rivelando soprattutto chi non è stato coerente
nei comportamenti".Un riferimento alle vicende che hanno portato al
Commissariamento dell'ente camerale?"In quel caso, dall'inizio alla
conclusione dell'iter procedurale chi aveva dichiarato la conferma dell'attuale
presidente ha poi modificato il comportamento".Ma è possibile che quella
vicenda sia stato lo specchio di altri malesseri all'interno del mondo
associativo?"Si soffre quando si vedono delle situazioni di difficoltà e
nervosismo in casa d'altri. Anche perché questo si riflette nei rapporti con
tutti. Sono convinto che prima si ritorna a quel clima di serenità che c'era
cinque anni fa, meglio è per tutti".E chi potrebbe riportare questa
serenità, a cominciare dalla Camera di Commercio?"La Camera di Commercio è
la casa dell'economia non quella dei colpi di mano di maggioranze presunte. È
il luogo dove l'economia si incontra e stabilisce le iniziative comuni per il
rilancio delle imprese, che devono essere sempre più competitive in un mercato
globalizzato estremamente difficile. A tal punto che noi, alla conclusione
della settimana dell'artigianato, abbiamo invitato a Vicenza il presidente
della Camera di Commercio italiana in Cina".Parliamo di un'altra questione
ancora in sospeso, e cioè Aeroporti Vicentini (Sbalchiero è il presidente in
carica della società). I soci sono disposti a ricapitalizzare?"Su questo
non posso ancora dire niente. Resto in attesa dell'assemblea di lunedì (domani,
17, ndr). Intanto si parte da lì".Per quanto riguarda invece gli
interventi sulla città, visto che le elezioni sono alle porte, come artigiani
cosa chiedete al prossimo sindaco?"Abbiamo bisogno di una guida stabile
che metta le imprese artigiani nelle condizioni di non
imbattersi in una burocrazia esagerata. Ad esempio, chi vuole aprire una attività in centro
deve essere messo nelle condizioni di farlo: dovrebbe essere premiato. Qualcuno
che trovi una soluzione per il traffico pesante, che non lasci scaricare sui
trasportatori le ire dei vari comitati, dimenticandosi che se si fermano i
trasporti dopo due giorni l'Italia è in ginocchio. E poi c'è il grande
problema del peso fiscale. Anche se la fiscalità non è solo un problema delle
amministrazioni locali, ma soprattutto una questione che va risolta a livello
di politica nazionale".A proposito di politica, tra i vari candidati a
Roma vede qualcuno che può farsi portatore di queste istanze?"Su questo
posso essere sicuro solo di una cosa. Noi artigiani non crediamo ai falsi
proclami e soprattutto ai nuovi profeti. Il trasformismo non ci convince,
soprattutto se è dettato dalla poca chiarezza nei comportamenti".Pietro
Rossi.
( da "Giornale.it, Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cari commensali,
l'amico Gamaximo scrive: "Egr. Sig. Porro, come certamente avrà inteso
sono uno tra i sostenitori del fatto che Alitalia debba essere venduta ad una società
privata che abbia le competenze per rimettere a posto una situazione che noi,
in vent'anni, non siamo stati capaci di sistemare. Mi sembra tra l'altro che
Air France-KLM possa essere proprio la soluzione giusta ma .. le ultime notizie
trapelate questa mattina, dopo la lunga riunione dei vertici Alitalia, mi fa
pensare che forse sarebbe il caso di rivedere la cosa. In pratica, sembrerebbe,
che AF-KLM vogliano acquistare il pacchetto Alitalia ad esclusione di AZ
service cioè comprando a poco più di niente una società che in effetti vale
poco ma lasciandoci una società ( 10.000 persone) che vive sui servizi dati
agli aeromobili e a tutto quanto ci gira intorno ma ..togliendoci gli
aeromobili. Cosa vuol dire? Che affare è? In pratica mi sembra che ci venga
offerto un bel panino imbottito da quale viene sfilato in prosciutto! Cosa ne
dice? Forse bisognerà dire ad AF-KLM che gli affari bisogna farli in due
!!". Sapete che vi dico: qualche sospetto mi inizia a venire anche a me.
Sono da 20 ore in viaggio: sono andato a Los angeles, ovviamente via Monaco. E
sono ancora qui, a Monaco, che aspetto la mia coincidenza per Malpensa. Sono
disponibile, ma anche rattristato, di non avere un volo diretto da Milano a
Lax, ma il costo di questo sacrificio deve valere la pena. Certo, poi penso al
servizio e al costo di Alitalia peri contribuenti, e mi viene un po' di
pessimismo. L'idea che Airfrance si compri Alitalia, ci sposti a Parigi, e non
si prenda tutto il "pacco" mi fa però imbufalire Scritto in Varie Non
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 06Mar 08 Morti
di ipocrisia Se domani mattina, speriamo di no, dovessi fare un incidente
mortale con il motorino mentre vado a fare un'intervista, sarei considerato,
per le statistiche, un morto sul lavoro. I commensali mi perdoneranno la
macabra suggestione, ma serve per evitare di parlare di morti senza mai
mettersi, anche ipoteticamente, in discussione. Ebbene circa il 70 per cento
dei circa 1200 morti sul lavoro, sono deceduti per incidenti stradali. Qualcuno
pensa dunque che il mio datore (l'odiato Berlusconi, in questo caso jr) sia
responsabile anche di questo? Mi metto in discussione in prima persona e
paradossalmente perchè mi sembra che su questa faccenda si stia facendo un
baccano ipocrita che nulla ha a che vedere con le morti drammatiche sul modello
Thyssen. Oggi mi sono dilungato sul giornale esattamente su questo tema. Il
consiglio dei ministri pensa che basti una legge e una sanzione dura per
ridurre gli incidenti sul lavoro. Si tratta di un alibi insopportabile,
soprattutto vista la gravità del tema che affronta. Anzi più norme, più burocrazia, più imposizioni rischiano di
metterne fuori legge le imprese marginali, quelle per le quali il rischio
professionale è maggiore. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (10 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Il grano e gli
Aerei puliti Ieri le quotazioni del grano sono balzate del 25 per cento,
toccando il record di 12 dollari per bushel (così si chiama l'unità di misura
delle materie prime alimentari) al Chicago board of trade. Si tratta di un
record storico. La causa scatenante deriva dall'annuncio del Kazakistan di
mettere un dazio all'export di grano. Così come quelli appena applicati dalla
Russia, i grandi granai del mondo sono preoccupati dall'aumento dei prezzi del
grano nei loro paesi e dunque adottano politiche protezionistiche. A ciò si
aggiunga che le raccolte mondiali non sono andate particolarmente bene. Ma il
fattore scatenante è l'utilizzo dei prodotti della terra per fare
biocarburanti. Grazie ai sussidi negli stati uniti il 4 per cento del Mais è
stato prodotto per fini energetici. Come era facilmente prevedibile il prezzo
dei prodotti base alimentari sta andando alle stelle. Proprio ieri uno dei
quattro motori del Boeing 747 della Virgin sulla rotta Londra Amsterdam è stato
alimentato con una miscela (il 20 per cento) di Biofuel. Perfetto i nostri
areoplani (che secondo le stime contribuiscono a meno del per cento
dell'effetto serra) saranno in futuro puliti. Se il prezzo da pagare è avere il
raddoppio del valore delle materie prime alimentari (è quanto è avvenuto da
gennaio) pazienza. O no? Scritto in Varie Commenti ( 21 ) " (4 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Biocarburanti
ed effetto serra: quante balle Non vi fidate del sottoscritto. Anzi non
citatemi proprio. Ma quando state in un bel salotto progressista e si parla di
effetto serra e di carburanti alternativi citate l'ultimo studio della rivista
Science: non certo una pattuglia di inquinatori con il Suv. Anzi fate di più
appuntatetevi questo indirizzo internet (un po' lungo per la verità) con la
sintesi della ricerca: http://www.sciencemag.org/cgi/content/abstract/1151861
Sostengono, contro tutte le mode del momento, che i biocarburanti contribuiscono
a peggiorare il cosiddetto effetto serra, quasi raddoppiandolo. E che lo
sfruttamento intensivo delle terre per la coltivazione estesa di biocarburanti
danneggia l'ambiente più di quanto faccio l'uso del petrolio. Scritto in Varie
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un amico 10Feb 08 "243 e il 68 24 nasce da un'idea geniale di Joel Surnow:
scandire 24 ore di panico, seguendole passo passo in una fiction televisiva in
tempo reale. E' il ticchettio di una bomba che inesorabilmente sta per
scoppiare e che i nostri eroi cercano di disinnescare. Ogni stagione di
"243 (nata nel 2001) dura dunque 24 episodi da un'ora (è il trucco e
l'originalità della serie televisiva). L'eroe Jack Bauer e i suoi compagni si
trovano sempre davanti ad un dilemma: privilegiare la sicurezza o rispettare la
libertà. La gravità della situazione, li porta sempre e comunque a privilegiare
la prima. Insomma dietro alla fiction si pone una questione fondamentale
dell'america di oggi: a che punto si possono violare le libertà individuali? Le
scene di tortura sono numerosissime e per la prima volta sono sempre perpetrate
dai buoni a danno dei cattivi: rovesciando il copione tipico del cinema
americano. Surnow se ne frega. Figlio di un venditore di tappeti in bolletta e
per di più democratico, studente alla liberal Berkeley, Joel è diventato
un'icona dell'America conservatrice post 9/11. Ed una figura rara del business
holliwoodiano, per la maggior parte liberal. "243, seguitissimo, sta
istillando tra i giovani americani un'idea dell'uso della forza e della lotta
contro i nemici (oggi i fanatici islamici) diametralmente opposta a quella
liberal della generazione del 68 (la lotta ai comunisti). Non è detto che sia
un bene. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (6 votes, average: 4 out of 5)
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Invia questo post a un amico 05Feb 08 Economia di Guerra Ieri Bush ha
presentato la sua finanziaria. Ecco qualche ingrediente. La spesa pubblica
americana toccherà per la prima volta i 3000 miliardi di dollari (la piccola
Italia spende un quarto e cioè 750 miliardi di euro). Anche gli Usa avranno a
che fare con un deficit di Bilancio, come dalle nostre parti, sarà intorno al 3
per cento del Pil. 1600 miliardi di spesa pubblica (più della metà del totale)
vanno in assistenza sanitaria e pensioni. Mentre la Difesa avrà un bilancio di
515 miliardi di dollari. Si tratta del 4 per cento del Pil. Durante la guerra
in Corea era al 9 per cento, durante il Vietnam era al 13 e durante la seconda
guerra mondiale al 35,38 per cento. Afganistan e Iraq alla fine del 2009
saranno complessivamente costate (a partire dal 2001) quasi mille miliardi di
dollari. Qualche considerazione iniziale. 1. Nonostante la sforzo bellico, gli
Usa spendono "solo" quattro volte quando si faccia da noi. 2. Il
deficit americano, che fa gridare allo scandalo, sarà più o meno pari al
nostro, ma sconta il solito impegno bellico. 3. Bush "guerrafondaio",
spende, in termini relativi, meno, molto meno, dei suoi colleghi che lo hanno
proceduto. 4. Da quando sono iniziate le due guerre, sono stati approvati tagli
fiscali per 1,3 miliardi (che scadranno nel 2011) Scritto in pol economica
Commenti ( 17 ) " (14 votes, average: 4.07 out of 5) Loading ... Il Blog
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un amico 27Jan 08 Boudon e la giustizia sociale Ho recentemente letto uno
studio sociologico fatto da Frohlich e Oppenheimer e riportato da Raymond
Boudon. Sono stati scelti due gruppi di cittadini (usa e polacchi) ed è stato
loro chiesto di optare per un principio di giustizia sociale al buio (con
relativa distribuzione del reddito) 1. seleziona una distribuzione che
massimizzi il livello medio del reddito 2. seleziona una distribuzione che
massimizzi il livello più basso del reddito (principio della giustizia di
Rawls) 3. seleziona una distribuzione che massimizzi il reddito medio e definisca
un reddito minimo (dunque questo principio non implica che il valore minimo di
reddito sia il più alto possibile come per Rawls, ma che ci sia comunque una
soglia minima) 4. seleziona una distribuzione che massimizzi il reddito medio e
che stabilisca che le differenze tra i redditi non superino una certa soglia.
Nell'esperimento inoltre ai soggetti veniva detto che una volta scelto uno dei
quattro principi, loro stessi sarebbero stati posizionati all'interno della
distribuzione derivante dal principio scelto, in una delle diverse classe di
reddito, ma in modo casuale. In buona sostanza la scelta di ciascuno nel panel
avrebbe avuto un impatto sul proprio reddito. Per i componenti del panel la
scelta però non sarebbe stata influenzata da interessi personali, poichè il
loro livello di retribuzione sarebbe stato determinato in maniera casuale.
Ebbene il risultato,largamente vincitore (quasi 80 per cento sia per americani,
sia per polacchi) è stato il principio numero 3. E la secca bocciatura dei
principi di giustizia sociale rawlsiani secondo i quali sono da preferire
distribuzioni di reddito che massimizzino il reddito minimo, anche a scapito
del reddito medio. La lezione che Boudon trae è che gli individui privilegiano,
al buio, una situazione di crescita per tutti, ma con un'assicurazione (il
reddito minimo per chi corre di meno). E dunque che la distribuzione del
reddito prediletta è di tipo meritocratico e non egualitaristico. Scritto in
citazioni Commenti ( 16 ) " (14 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ...
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post a un amico 22Jan 08 Mastellate Siamo un po' fuori tema, ma tant'è. Il
governo è in crisi poichè il suo ministro di giustizia e il partitino che guida
si sono sfilati della maggioranza. E' una crisi più grave delle tante altre
vissute dal governo Prodi, essenzialmente per due motivi. 1. La chiesa si è
messa di traverso, agitando così l'anima cattocomunista che è forte nella
maggioranza. Più della questione Dico, lo schiaffo al Papa, benchè non
direttamente nato a Palazzo Chigi, brucia oltre tevere. E si ha l'impressione
che in questo caso non si sia porta la guancia. 2. la magistratura, con
un'indagine che sembra una farsa, ha colpito al cuore. Il governo rischia di cadere
non dunque per la sua incapacità politica, non per la sua inadeguatezza
economica, non per le sue vessazioni fiscali, non per la sua timidezza
internazionale, non per la sua incapacità a gestire la munnezza. No, cade
perchè due grandi poteri si sono messi di traverso. La gioia di una possibile
caduta di Prodi è mitigata dalla risibilità dei motivi per i quali è cagionata.
Scritto in Varie Commenti ( 21 ) " (15 votes, average: 2.93 out of 5)
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Invia questo post a un amico 15Jan 08 Renditiamoci conto In altra discussione e
con gli interventi graditi dell'Avvocato Matteucci abbiamo cucinato il tema
della tassazione delle rendite finanziarie. Val la pena, però riservare uno
spazio ad hoc. Butto in pentola qualche ingrediente. 1. La tassazione delle
rendite finanziarie in Italia è tra le più basse del mondo: bloccata al 12,5
per cento sia per i rendimenti delle obbligazioni (compresi i titoli di stato)
sia per i capital gain sulle azioni. 2. Ci si dimentica però sempre di dire che
la tassazione del risparmio è la più odiosa delle tasse: in quanto è una doppia
tassazione. Insomma i quattrini che vengono investiti in Borsa o nei Bot non
cadono dal cielo; sono frutto dei redditi da lavoro o di impresa, che a loro
volta sono stati già tassati. Quando si pone l'accento sul punto 1, si
dimentica di dire che i quattrini risparmiati e investiti sono al netto di una
tassazione che in Italia è la tra le più alte del mondo. 3.Nel 2007 (e con ragione)
si è chiesto agli italiani di farsi una pensione complementare e integrativa di
quella pubblica. Ebbene i fondi pensione che investono largamente in titoli di
stato italiani, con l'aumento della tassazione delle rendite finanziarie,
rischiano di rendere ancor meno di quanto hanno fatto negli ultimi anni. A
tutto discapito dell'assegno previdenziale che ci aspetterà.
( da "Azione, L'" del 16-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'AZIONE - Articoli
- Lavoro più sicuro? LAVORO PIU' SICURO? Nel pieno dell'emergenza sulla
sicurezza sul lavoro, il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto
legge, che il Governo ha ritenuto di dover approvare, anche se in fase di
scioglimento delle Camere, proprio in considerazione dei tragici eventi legati
a infortuni occorsi di recente, della rilevanza sociale della materia (più
volte sottolineata anche dal Presidente della Repubblica) e dell'ampia
convergenza di consensi registrata fra le forze politiche. Il nuovo decreto
ridisegna la materia, coordinando una serie di provvedimenti e disposizioni
applicate nel corso di quasi 60 anni, in coerenza con le direttive comunitarie
e internazionali, e nel rispetto delle competenze in materia conferite alle
regioni dalla Costituzione. Numerose le novità introdotte dal decreto.
Copertura per tutti. Le disposizioni in materia di sicurezza vengono estese a
chiunque si inserisce in un ambiente di lavoro, senza differenze formali
(dipendenti o meno), comprendendo anche i lavoratori autonomi. Rappresentanti
della sicurezza. Sono rafforzate le prerogative dei rappresentanti dei
lavoratori territoriali (dove non ci sono quelli dei lavoratori in azienda) e
viene istituita la figura del rappresentante di sito produttivo, per realtà
particolarmente grandi e pericolose (porti, cantieri grandi opere...).
Coordinamento vigilanza. Si ottimizzano le attività di vigilanza, eliminando
sovrapposizioni e migliorando l'efficienza. Viene creato un sistema informativo
per condividere le notizie su infortuni, ispezioni e attività in materia di
sicurezza. Finanziamento promozione. Verranno finanziate azioni promozionali
pubbliche e private (particolarmente nelle piccole e medie imprese)
introducendo anche nei programmi scolastici e universitari la materia della
sicurezza sul lavoro. Nuove sanzioni. Arresto da