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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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tARTICOLI DEL 15-4-2008       #TOP


Report "Burocrazia"

Giovanni, prima volta al voto dopo 54 anni di manicomio ( da "Citta' di Salerno, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: " "Abbiamo ridato voce a un uomo che la burocrazia aveva dimenticato - ha detto il sindaco uscente e unico ricandidato Adriano Ciancio - Il voto di Giovanni è la testimonianza dell'alto senso civico della popolazione olevanese che è andata alle urne nonostante i tentativi di limitatissima minoranza".

Nucara: <Berlusconi manterrà gli impegni>. Valentino: <Finalmente i comunisti sono rimasti fuori dal Parlamento>. De Sena: <Al servizio della Calabria> ( da "Gazzetta del Sud" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Credo davvero che si tratti di un ottimo disegno di legge che dovremo votare per rendere sempre meno oppressiva la burocrazia, che spesso è uno dei mali di questa terra e mette i bastoni tra le ruote dei giovani che vogliono farsi strada da soli".

Oggi e giovedì tutte le info su Upload ( da "Alto Adige" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: L'ultima "pillola in-formativa", quella di giovedì 17 aprile offerta a tutti gli interessati dall'Istituto Musicale A.Vivaldi, è dedicata alla ineludibile, quanto ostica burocrazia per il musicista. L'incontro che si terrà dalle 18 alle 21, sarà condotto da Cristina Wysocki.

Il Pdl porta a Roma il modello Lombardia ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ed è stanco di tasse alle stelle e di burocrazia. Il modello lombardo è pronto ora ad essere esportato a Roma, medicina ideale per rilanciare e far crescere l'Italia intera". "E' una giornata fantastica - commenta Stefania Concordati, vice coordinatrice vicaria di Forza Italia - il governo nazionale è saldamente nelle mani del Popolo della libertà,

Emma Marcegaglia Le imprese italiane hanno bisogno di ritrovare la fiducia ( da "Stampa, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Indice puntato anche verso la burocrazia "costosa e inefficace" che "rappresenta un sovraccosto di 14 miliardi l'anno per le piccole e medie imprese, equivalenti a un punto del Pil. "C'è una richiesta forte di stabilità e governabilità. Questo è il dato evidente che è uscito dalle urne", dice a caldo il leader della Cisl Raffaele Bonanni.

Marcegaglia: <Serveun segnale immediato> ( da "Secolo XIX, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Marcegaglia: "Serveun segnale immediato" La Borsa premia i titoli Mediaset e Mediolanum. Vola anche Impregilo ' 15/04/2008 le richiestedelle impreseÈ necessario riformare l'Irap e detassare gli straordinari. La burocrazia costa 14 miliardi emma marcegagliapresidente Confindustria 15/04/2008.

Le priorità di Marcegaglia ( da "Italia Oggi" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: come dimostrano i dati dell'Ocse, e la burocrazia, tanto "costosa e inefficace" da rappresentare un costo supplementare di 14 miliardi di euro l'anno per le pmi, pari un punto di pil". Molte cose, per la Marcegaglia, "sono inutili e non fanno che allungare i tempi necessari a prendere una decisioni.

Appuntamenti ( da "Italia Oggi" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: individuazione delle sacche di inefficienza e degli eccessi di burocrazia. Commercialisti/2 "Sviluppo economico territoriale, innovazione e internazionalizzazione. Il contributo dei commercialisti". Questo il titolo del convegno che si terrà ad Assisi venerdì 18 aprile, presso la Domus Pacis Assisi, organizzato dall'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Perugia,

Confindustria chiede segnali per le imprese ( da "Arena, L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: riformasse la burocrazia, che "costa alle piccole e medie imprese", sostiene, "14 miliardi di euro, cioè un punto di prodotto interno lordo", liberalizzasse i servizi e organizzasse un sistema di trattative salariali meno centralizzate. Per i segretari di Cisl, Uil e Ugl, il governo dovrà partire, nei suoi rapporti col sindacato,

Dopo la semina ecco il raccolto ( da "Arena, L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia e per affrontare la crisi economica. Al Pdl serve ora una riflessione interna per capire cosa è venuto meno nell'elettorato e come migliorare il nostro progetto moderato". Torna in Parlamento Francesca Martini, della Lega, assessore regionale alla sanità, potenziale ministro, come ha annunciato Bossi parlando di lei:

Senza falce né martello ( da "Tirreno, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e immigrazione, e per le quali ha fatto più danni il caso Alitalia che la crisi economica, il Pd non ha saputo o non ha potuto trasmettere il suo messaggio. Da Napoli in giù, invece, come tante altre volte nella storia, protesta, sfiducia, delusione - stavolta grazie a bufale e monnezza - hanno assunto il sapore della "

Unabomber, autopsia sulla prima vittima ( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Stavamo aspettando la quantificazione del risarcimento che, a oggi, ancora non si conosce. Doveva essere questione di settimane, ormai la parte burocratica era stata completata. E invece Anna Pignat non ce l'ha fatta a sopravvivere alla burocrazia. Martina Milia.

Impegno difficile ( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Commozione Impegno difficile Nuova Bicamerale C'è tanto da lavorare, prometto di non andare a letto una sera senza aver realizzato qualcosa di positivo Sono commosso per il risultato che si profila e mando un abbraccio affettuoso agli italiani, con tutto il cuore Ripartire dal lavoro della Bicamerale del '94. Prime riforme giustizia, scuola, sanità e burocrazia.

Milano. la festa comincia alle tre in punto, quando radio e tivù danno ... - gigi furini ( da "Nuova Sardegna, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non ne può più della burocrazia romana. La gente vuole un Paese diverso, che funzioni meglio, vuole un Paese più democratico e federalista". Si parla anche di Alitalia e di Malpensa. Bossi non traccia strategie, ma parla di Malpensa. "L'aeroporto - dice - si trova al centro di un'area molto appetita.

Una lezione di greenspan per l'addio di montezemolo ( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Flessibilità del lavoro con sicurezza sociale, certezza del diritto e infrastrutture moderne, meno tasse e più concorrenza, innovazione ecapitale umano adatti alla nuova frontiera della conoscenza, poca burocrazia e molta sicurezza del territorio. In tre parole: cambiare per crescere": viale dell'Astronomia spiega così il tema del convegno.

Il nipote: aveva diritto a quel risarcimento ( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E invece Anna Pignat non ce l'ha fatta a sopravvivere alla burocrazia. Come se non bastasse potrebbe esserci un'ultima beffa. Non avendo più Anna eredi diretti - la figlia Gabriella è venuta a mancare il 10 dicembre 2006 - lo Stato potrebbe archiviare la sua pratica e non concedere alcun risarcimento.

Oggi la regione, c'è attesa per la sfida illy-tondo ( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Illy si recherà infatti domani nella capitale belga per una riunione dell'High Level Group, il gruppo di 15 esperti di cui fa parte, incaricato di coadiuvare la Commissione Europea nella definizione di interventi per lo snellimento della burocrazia comunitaria.

Un test difficile, ma il nord-est ha capito ( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: definizione di interventi per lo snellimento della burocrazia comunitaria. Illy rientrerà da Bruxelles domani sera tardi. I commenti li fanno altri esponenti del Centrosinistra. Per il senatore Pd Carlo Pegorer (confermato) è "un risultato oltremodo importante, anche se non sufficiente per battere il Centrodestra che in Friuli Venezia Giulia si era confermato maggioranza anche nel 2006"

Il nuovo governo si occupi dei salari Marcegaglia: alle imprese servono segnali ( da "Unita, L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Prime richieste anche da Confindustria: "Vogliamo segnali immediati", ha chiesto Emma Marcegaglia, presidente designato di Confindustria. Come l'Irap e la ricerca e l'innovazione, una minore burocrazia "costosa e inefficace" e più concorrenza in alcuni settori dell'economia nazionale: i servizi pubblici locali, l'energia.

Sindacati e imprese: dialogo per rilanciare la crescita ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Irap e della burocrazia". L'elettorato ? sostiene il presidente di Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani ? ha premiato la scelta del Pdl per un Catasto che tassi le case sulla base dei loro redditi". MASSIMO Calearo, l'ex presidente di Federmeccanica eletto nelle liste del centrosinistra, festeggia l'avanzata del Pd a Vicenza dove è il secondo partito.

Dalle urne esce una destra radicale ( da "Unita, L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e sprechi da burocrazia federale. Poi ci sarà An, che vorrà la sua parte, per dare ruolo identificabile a Gianfranco Fini e a se stessa, all'interno di un contenitore padronale e segnato dalla figura totalizzante del Berlusconi vittorioso. Come si concilieranno le pulsioni antieuropeiste e protezioniste, con il vincolo estero e di bilancio gravante sull'

) ARREDO URBANO Vergognoso degrado del centro commerciale vicino alla Ro ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Marco Beneventi Franco Baccarini Ravenna ) BUROCRAZIA Perché pagare 1,80 euro alla Sorit oltre alla cartella del Consorzio? QUEST'ANNO il Consorzio di Bonifica nella cartella di pagamento della Sorit riporta in più la cifra di euro 1,80 quale compenso spettante alla società di riscossione.

Quei 170 abbonati alla frutta ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Emblematico anche Gian Luca Cevenini di Sasso Marconi, che lavora 250 ettari di terreno da cui ottiene foraggi spaciali per l'alimentazione animale. "Siamo tormentati dalla burocrazia spesso ottusa e dalla presenza di tecnici spesso improvvisati, ma non ci viene tolto il piacere di autogestirci".

Visite "intramoenia" il fatturato vola - michele bocci ( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: aumento della burocrazia e quindi dei costi avrebbero speso di più - sostiene Carlo Palermo dell'Anaao - Comunque è importante che si vada avanti con questo processo. Forse bisogna lavorare ancora sulla possibilità di avere studi multipli". L'assessore alla salute Enrico Rossi respinge l'ipotesi dell'aumento delle tariffe: "Sono rimaste identiche -

Ora comincia la rimonta - dall'inviato alessandra carini ( da "Nuova Venezia, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Da domani si comincia: federalismo e burocrazia... federalismo e burocrazia... federalismo e burocrazia... poi vediamo chi alla fine la vincerà". E "l'inizio di uno step by step che metteremo insieme da domani, è un percorso che ho intenzione di cominciare a battere per fare crescere i consensi".

Exlibro - luciano vandelli ( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meglio prendere uno che ha gestito 50 campagne vittoriose, nel contempo realizzando strade, porti e infrastrutture di ogni tipo, e adottando riforme fondamentali, dal codice civile alla burocrazia. Aspiranti carrieristi, ispiratevi dunque a Napoleone: a patto di tenere ben distinti i grandiosi trionfi dalle colossali batoste. SEGUE A PAGINA V.

La lega a valanga nel nord - gigi furini ( da "Tirreno, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non ne può più della burocrazia romana. La gente vuole un Paese diverso, che funzioni meglio, vuole un Paese più democratico e federalista". Si parla anche di Alitalia e di Malpensa. Bossi non traccia strategie, ma parla di Malpensa. "L'aeroporto - dice - si trova al centro di un'area molto appetita.

Il sollievo di Fini: <Avanti col partito unico, nessuna Camera al Pd> ( da "Giorno, Il (Milano)" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia, meno Stato per il Lombardo ? Veneto", come a spianare la strada del futuro rapporto tra Pdl e Lega. I problemi di compattezza potrebbero nascere solo se qualche settore della nuova maggioranza (per ragioni di microgruppo, di bottega) dovesse porsi di traverso rispetto alle aspettative di Bossi.

Bossi: <Adesso siamo noi il nuovo partito di chi lavora> ( da "Libertà" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non ne può più della burocrazia romana. La gente vuole un Paese diverso, che funzioni meglio, vuole un Paese più democratico e federalista". Si parla anche di Alitalia e di Malpensa. Bossi non traccia strategie, ma parla di Malpensa. "L'aeroporto - dice - si trova al centro di un'area molto appetita.

Sempre meno votanti: calo dell'8,89 per cento nel capoluogo ( da "Nazione, La (Lucca)" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ha rischiato di non poter votare per un ritardo della burocrazia. Il Comune di Capannori infatti, come lei stessa ci ha detto, "pur essendo stato avvisato dall'ambasciata di Helsinki della mia scelta di votare a Lucca, che è un mio diritto, non ha comunicato il mio nome al seggio. Il Comune ha trattato me e mia madre con sufficienza, infastiditi da questo 'inghippo' .

Jack Lang: anche il teatro rende l'Europa più unita ( da "Eco di Bergamo, L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ex ministro francese della Cultura al Premio di Salonicco "Economia e burocrazia non bastano. Serve un progetto alto" Jack Lang ? il ministro europeo della Cultura più famoso, per dieci anni nei governi socialisti della Francia di Mitterand ? non ha resistito al richiamo del Premio Europa del Teatro. C'era da premiare il suo amico Patrice Chéreau.

<Voti alla Lega, protesta contro il sistema> ( da "Adige, L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di chiudere enti inutili, di sburocratizzare, di portare la burocrazia e la fiscalità a livello europeo. Non abbiamo armi per combattere nella globalizzazione". La minaccia quindi arriva da fuori? "Già dai paesi dell'Europa dell'est, anche se sono dentro l'Unione Europea, ci arriva una concorrenza spietata.

Boso: <La Margherita perde i suoi petali> ( da "Adige, L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La sinistra ormai da tempo è arrivata al potere e lì è rimasta prigioniera degli uffici, della burocrazia, delle poltrone". Ma allora, siete voi la sinistra? La Lega è di sinistra? "Noi siamo a sinistra della sinistra per i bisogni della gente e a destra della destra per la difesa delle tradizioni". Secondo lei avete pescato voti anche a sinistra?

Il d-day dell'on. Calearo E ora in Parlamento a rompere le scatole ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Calearo: "Ad esempio la riduzione della burocrazia e il federalismo fiscale". Un proposta di dialogo? Intanto l'on. Calearo va a Roma. A fare che? "A rappresentare il Veneto e chi mi ha votato". È vero che in Parlamento, ha detto, vuole rompere le scatole? "Lo confermo: voglio rompere le scatole in maniera propositiva".

Ora comincia la rimonta ( da "Tribuna di Treviso, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Da domani si comincia: federalismo e burocrazia... federalismo e burocrazia... federalismo e burocrazia... poi vediamo chi alla fine la vincerà". E "l'inizio di uno step by step che metteremo insieme da domani, è un percorso che ho intenzione di cominciare a battere per fare crescere i consensi".

La Lega torna prima: 31% ( da "Tribuna di Treviso, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eccesso di burocrazia, il centralismo statale. è la ricetta di quella che è stata definita "questione settentrionale" e che, in queste politiche 2008, sembra essere stata incarnata soprattutto dal Carroccio. Trentuno per cento alla Camera: la Marca trevigiana si conferma roccaforte nazionale della Lega, al pari della provincia di Vicenza,

Pdl ridimensionato: Premiata la protesta ( da "Tribuna di Treviso, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia, migliori servizi per le persone e per le imprese. In particolare il federalismo fiscale dovrà precedere la stessa riforma costituzionale per dare maggiore autonomia e responsabilità a regioni ed enti locali". Anche Alleanza nazionale comunque si trova a dover pagare l'unione con Forza Italia.

Rainieri: <Tutelare agricoltori e prodotti tipici> ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Questo servirà ad abbassare costi di trasporto, burocrazia e personale. Gli agricoltori che hanno votato Lega hanno dato un voto al partito che ha fatto di più per l'agricoltura. Siamo stati decisivi e propositivi". La prima proposta di legge che vorrebbe fare. "L'agricoltura ha grandi problemi di costi energetici e materie prime.

Dal militante spot all'anziana <abbandonata> ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia uccide " a "V2 Day, libera informazione, parlamento pulito" sino ai classici "buffoni", "andate a lavorare". E' stata una giornata dura quella di ieri, per i presidenti e gli scrutatori dei 202 seggi parmigiani: "Ma qualche risata, tra uno spoglio e l'altro, ce la siamo fatta leggendo le scritte sulle schede di quelli che hanno voluto annullare il voto"

DOINA E I FIGLI ( da "Corriere della Sera" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Resta comunque un interrogativo: perché ormai da un anno la burocrazia giudiziaria e carceraria italiana e l'Ambasciata di Romania non hanno ancora trovato il modo di far incontrare Doina con i suoi due bambini? Perché queste sofferenze supplementari, non ragionevoli, oltre la privazione della liberta?

L'apertura di Bonanni: <Serve stabilità> Tensioni nella Cgil ( da "Corriere della Sera" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia più leggera, trattative salariali meno centralizzate. E soprattutto "segnali immediati " per ritrovare fiducia, dalla detassazione degli straordinari alla riforma Irap. A otto giorni dalla presentazione del suo programma e della squadra, Marcegaglia ha usato le colonne del quotidiano francese Les Echos per stilare un primo elenco di urgenze indispensabili.

Il sintetizzatore? Soldi fermi in Regione ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia non le permette di comunicare --> Malata di Sla, la burocrazia non le permette di comunicare È malata di Sla ma il sintetizzatore vocale le permetterebbe di comunicare non arriva perché i soldi per acquistarlo non sono arrivati. I soldi per il sintetizzatore vocale sono fermi in Regione.

Al Nord Senatur formato Oltrepò ( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il vade retro burocrazia, il meno tasse per tutti si sposa con la paura del diverso, l'anti islamismo, la protezione della roba contro l'invasione cinese". Una saldatura che sembra un mondo alla rovescia solo per chi mal frequenta i nord. In cui gli operai di Mirafiori votano la Lega e il modello emulativo di molti salariati della campagna urbanizzata è quello del "

ROMA - La priorità per il nuovo governo è una sola: la crescita. Poi, ovviam ( da "Messaggero, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Meno tasse, meno burocrazia, più mercato". E sul fronte della spesa pubblica? "Va messa sotto controllo la spesa "storica". Come del resto aveva provato a fare Padoa-Schioppa. Rimettendo sotto la lente tutta una serie di spese che vengono dal passato e che non sono state mai "revisionate" a fondo.

ROMA Il voto è alle spalle. Il confronto mediatico anche. Tra qualche settimana il nuo ( da "Messaggero, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E poi la riforma della burocrazia che "costa ogni anno alle piccole e medie imprese 14 miliardi di euro, cioè un punto di pil". E, ovviamente, "bisognerà operare tenendo conto del debito pubblico che costa 30 miliardi di interessi di più che negli altri Paesi europei".

COME sempre, la politica estera e quella militare sono state trattate solo ma ( da "Messaggero, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ciò deriva anche dal fatto che le due burocrazie meno politicizzate - quella diplomatica e quella militare - non risentiranno quasi per nulla del cambiamento di Governo. C'è anzi da sperare che l'accordo fra maggioranza ed opposizione venga esteso dalle "regole" alla presenza internazionale del nostro Paese, rafforzandone il peso.

Di CORRADO GIUSTINIANI ROMA - Sul sagrato c'è il banchetto di Alessio, 32 anni, par ( da "Messaggero, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Così spero che dia un taglio alla burocrazia, la vera piaga del paese. Otto mesi fa ho fatto domanda per aprire uno studio di pratiche auto a Tor San Lorenzo e ancora nessuno mi risponde. Non ci penso proprio a restare qui per tutto il resto della vita". Arturo, 35 anni, maglia nera a maniche lunghe griffata Puma, ha uno scatto d'entusiasmo: "Eddai,

Calearo: <Per noi è un successo Ettore? Prenderemo casa insieme> ( da "Corriere del Veneto" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Voglio ridurre la burocrazia e darmi da fare per il federalismo fiscale" Promette battaglia anche per l'adeguamento dei salari dei lavoratori? "Certo, porterò avanti quanto abbiamo promesso in campagna elettorale" Ha già sentito lo sfidante Riello? "Non ho ancora avuto il tempo di chiamarlo, ma gli telefonerò quanto prima.

Riello: <Burocrazia da abbattere Massimo? Avrà votato a destra> ( da "Corriere del Veneto" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: troppe normative: nelle aziende il 20% del lavoro è dedicato a soddisfare la burocrazia, le cose devono cambiare. Con meno burocrazia le medie imprese possono fare la volata e trasformarsi in grande industria, che in questo momento in Italia manca, mentre le piccole riusciranno a fare un salto di qualità" E sul fronte dei salari?

Bricolo, Bonfrisco e Garavaglia in Senato Senato: il Pdl perde i pezzi, il Pd fa il pieno ( da "Corriere del Veneto" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia, migliori servizi per le persone e per le imprese. In particolare il federalismo fiscale dovrà precedere la stessa riforma costituzionale, per dare maggiore autonomia e responsabilità a regioni ed enti locali ". Il centrosinistra Il Partito Democratico fagocita tutti i seggi disponibili per i gruppi di minoranza.

Senato: il Pdl perde i pezzi, il Pd fa il pieno ( da "Corriere del Veneto" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia, migliori servizi per le persone e per le imprese. In particolare il federalismo fiscale dovrà precedere la stessa riforma costituzionale, per dare maggiore autonomia e responsabilità a regioni ed enti locali ". Il centrosinistra Il Partito Democratico fagocita tutti i seggi disponibili per i gruppi di minoranza.

Boom di nulle: 1 ogni 35 a Chioggia Ca' Farsetti si <ferma> a 3204 ( da "Corriere del Veneto" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: si sono infrante contro la burocrazia del seggio. Concentrate già domenica, sono arrivate diverse segnalazioni all'ufficio elettorale del Comune di Venezia per la difficile situazione: elettori che prendevano la scheda e poi, senza votare, la restituivano pretendendo che venisse a verbale la rinuncia al voto.

Tomat: <Un veneto al governo> ( da "Corriere del Veneto" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tutti i giorni in trincea a far fronte a battaglie quotidiane con costi e burocrazia". Il consenso al Carroccio è arrivato grazie al tema del federalismo, ma non solo. "La Lega ha preso così tanti voti - sostiene Pozza - anche per non aver firmato l'indulto, così da risultare l'unico baluardo in difesa dei diritti del cittadino: quella della sicurezza, come il federalismo fiscale,

L'ondata anti-casta ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: disagio di famiglie che faticano ad arrivare alla fine del mese sia quello del piccolo imprenditore che sogna meno burocrazia e meno tasse. Il grumo di rivendicazioni che si indovina dietro questo voto di delusione e di rabbia esprime la crisi di una politica che non trova risposte efficaci. È un Paese sconosciuto quello in cui la gente si consegna al populismo per scuotere il Palazzo.

Agricoltori: la burocrazia blocca i progetti di sviluppo ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia blocca i progetti di sviluppo" OPICINA Ci vuole una nuova politica agricola che riesca a considerare obiettivamente le esigenze del territorio e ne raccolga le istanze, favorendone la partecipazione. Questa la tesi di fondo emersa all'assemblea annuale dell'Associazione agricoltori, tenutasi nella sala del Credito cooperativo del Carso di Opicina alla presenza del console

Bossi: la lega è il nuovo partito dei lavoratori ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non ne può più della burocrazia romana. La gente vuole un Paese diverso, che funzioni meglio, vuole un Paese più democratico e federalista". Si parla anche di Alitalia e di Malpensa. Bossi non traccia strategie, ma parla di Malpensa. "L'aeroporto - dice - si trova al centro di un'area molto appetita.

Villa Sandroni bloccata dalla burocrazia: intanto riapre il giardino ( da "Giornale di Vimercate" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: LAVORI IN CORSO VILLA SANDRONI BLOCCATA DALLA BUROCRAZIA: INTANTO RIAPRE IL GIARDINO Cornate d'Adda - Villa Sandroni in alto mare. Cantieri per la piazza di Colnago quasi in regola con il crono-programma, ma con pause, difficoltà viabilistiche e disagi per cittadini e commercianti. Cantieri per la piazza di Cornate avanti con il vento in poppa, tra la soddisfazione generale.

Formigoni sprona gli imprenditori brianzoli ( da "Giornale di Monza" del 15-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma di minore burocrazia". Dario Visconti, presidente provinciale di Apa Confartigianato, ha parlato di Formigoni "imprenditore e politico di rara sensibilità", mentre il padrone di casa, Carlo Molteni, ha ringraziato il governatore, "perché con la sua visita ha dimostrato attenzione verso tutte le aziende del settore".

Burocrazia e rinnovabili ( da "Blogosfere" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Apr 0815 Burocrazia e rinnovabili Pubblicato da Mario Delfino alle 10:00 in Burocrazia, Fonti rinnovabili Nel post precedente, ho scritto dell'aggiornamento trimestrale dell'All Renewables Index della Ernst&Young. L'Italia compare ancora al settimo posto, ma il suo punteggio è aumentato, anche se di pochissimo.

Carroccio ago della bilancia ( da "Nuova Ferrara, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non ne può più della burocrazia romana. La gente vuole un Paese diverso, che funzioni meglio, vuole un Paese più democratico e federalista". Si parla anche di Alitalia e di Malpensa. Bossi non traccia strategie, ma parla di Malpensa. "L'aeroporto - dice - si trova al centro di un'area molto appetita.

LE PARTI SOCIALI. Cgil tace. Polverini (Ugl): premiata la governabilità ( da "Arena.it, L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: occorre riformare la burocrazia E i sindacati: "Ora si parta da prezzi e salari"   ROMA Le aziende italiane "hanno bisogno di segnali immediati per ritrovare la fiducia": a dirlo, la presidentessa designata della Confindustria Emma Marcegaglia, che invita anche la Banca centrale europea ad abbassare i tassi di interesse.

Alla Somacis la Cina è più vicina ( da "Corriere Adriatico" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Efficienza nella burocrazia e servizi alle imprese, questi i passaggi più significativi. Argomenti di cui i politici di casa nostra non possono non tener conto per fronteggiare la concorrenza nei mercati internazionali dei prossimi anni. E' questa sostanzialmente la ricetta con cui la Cina sta diventando giorno dopo giorno una potenza mondiale.

<Dopo la semina ecco il raccolto> ( da "Arena.it, L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia e per affrontare la crisi economica. Al Pdl serve ora una riflessione interna per capire cosa è venuto meno nell'elettorato e come migliorare il nostro progetto moderato". Torna in Parlamento Francesca Martini, della Lega, assessore regionale alla sanità, potenziale ministro, come ha annunciato Bossi parlando di lei:

Il Palamediterraneo affondato dalla burocrazia ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: imprenditore per allestire un teatro tenda Il Palamediterraneo affondato dalla burocrazia La battaglia cominciata sei anni fa da un imprenditore per allestire un teatro tenda --> In Municipio gli hanno chiuso la porta in faccia, l'Ente fiera è da mesi che deve dare una risposta mentre l'Autorità portuale glissa sugli spazi disponibili: da sei anni un imprenditore veneto quarantenne,

VOTO: CONFAGRICOLTURA, PRIORITA' A ECONOMIA E IMPRESE ( da "Agi" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E poi una decisiva azione contro la burocrazia e strategie chiare e concrete per le energie rinnovabili e le risorse idriche. "Su tutto - ha concluso il presidente Vecchioni - va garantito un ruolo piu' incisivo e determinante del Governo nelle sedi comunitarie ed internazionali ed un rapporto rinnovato e concreto con le organizzazioni di rappresentanza;

Voto all'estero, pasticcio tendenzioso ( da "Opinione, L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma deve ricordarsi ad ogni elezione di fare una scelta o l'altra e di comunicarla alla burocrazia della Farnesina. Non è un mistero che una buona parte di chi risiede all'estero lo fa solo per alcuni mesi all'anno. Ma alla feroce quanto stupida burocrazia italiana, segnatamente quella del ministero di D'Alema, tutto ciò sembra non interessare.

IN FRIULI LA GIUNTA ILLY CON IL FIATO SOSPESO ( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Commissione Europea per lo snellimento della burocrazia comunitaria. Il suo avversario Tondo invece ha optato per la sede del suo comitato elettorale, a Udine. A politiche e regionali i partiti si sono presentati con schieramenti molto diversi. Illy ha riunito intorno a sè le forze della coalizione di Intesa Democratica, che lo sostenne nell'ultima legislatura: dal Pd a Di Pietro,

APPELLO DELLA CONFINDUSTRIA AI POLITICI. LA RINASCITA DEL PAESE PASSA ATTRAVERSO IL RILANCIO DEL SUD ( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Su questa falsariga l'imprenditrice sottolinea anche la necessità di una riforma della burocrazia troppo costosa e inefficace, un enorme zavorra per il sistema Italia che "costa ogni anno alle piccole e medie imprese oltre 14 miliardi di euro, cioè un punto di Pil" e allontana dal nostro Paese potenziali investitori internazionali.

NOSTRA FIGLIA INVALIDA AL CENTO PER CENTO, NESSUNO CI AIUTA ( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ha concluso il papà - per verificare il suo stato di salute, ma dopo un viaggio a vuoto al tribunale (visto che il giudice era impegnato) mi viene da puntare il dito contro i falsi invalidi, che continuano a percepire soldi raggirando la legge, mentre i veri ammalati gravi devono soffrire anche a causa della burocrazia". ti.es.

MONTEZEMOLO, RIPROPORREMO A NUOVO GOVERNO DECALOGO CONFINDUSTIA ( da "Wall Street Italia" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per cui si chiedeva la riforma della seconda parte della Costituzione, includevano risanamento dei conti pubblici; riduzione delle imposte; lavoro, contratti, salari e produttività; semplificazione della burocrazia; energia e ambiente; infrastrutture; istruzione e università; ricerca e innovazione; Mezzogiorno.

Storie di Borsa, parlano i protagonisti di dieci anni di finanza ( da "Gazzettino, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La linea guida della privatizzazione - dice Capuano - è stata quella di ridurre la burocrazia, di semplificare l'iter per la quotazione con l'obiettivo di aumentare il numero dei titoli nel listino. "300 società sono poche rispetto ad altri Paesi e tenuto conto del peso dell'economia italiana nel mondo. Ma l'Italia ha ancora una debole cultura del rischio.

<Segnali immediati alle imprese per ritrovare fiducia> ( da "Gazzettino, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: A medio termine la Marcegaglia vorrebbe che il prossimo governo investa maggiormente "nel capitale umano", rivedendo il sistema educativo. L'imprenditrice sottolinea anche la necessità di una riforma della burocrazia, una liberalizzazione dei servizi e un sistema di trattative salariali meno centralizzate.

Riccardo e Renzo, la notte che nasconde il futuro ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Commissione Europea nella definizione di interventi per lo snellimento della burocrazia comunitaria. Riccardo Illy solo questa sera sarà a Trieste, quando lo spoglio del voto regionale sarà a buon punto. Renzo Tondo, invece, si trova a Tolmezzo dove si è dedicato a famiglia, amici e attività alberghiera. Solo oggi, nel pomeriggio, raggiungerà il proprio ufficio elettorale di Udine.

Meno burocrazia doganale e più ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Meno burocrazia doganale e più infrastrutture per il porto di Venezia sono le richieste che emergono dalla sezione veneziana dell'International Propellers Club, associazione che riunisce agenti marittimi, spedizionieri e operatori portuali.E, in una disamina fatta più di ombre che di luci, emerge una sola certezza: "Più che alla nomina del nuovo presidente dell'

Montezemolo, riproporremo a nuovo governo decalogo Confindustia ( da "Reuters Italia" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per cui si chiedeva la riforma della seconda parte della Costituzione, includevano risanamento dei conti pubblici; riduzione delle imposte; lavoro, contratti, salari e produttività; semplificazione della burocrazia; energia e ambiente; infrastrutture; istruzione e università; ricerca e innovazione; Mezzogiorno.

L'Italia della burocrazia va in scena con Camilleri ( da "Stampa, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Saison culturelle L'Italia della burocrazia va in scena con Camilleri Una vera e propria commedia degli equivoci, una storia complessa e ricca di malintesi e imbrogli che nasce dallo scambio di due lettere in una domanda per una linea telefonica. E' "la concessione del telefono", lo spettacolo tratto da un romanzo di Andrea Camilleri,

Speciale elezioni, un weekend di ordinaria follia in visita ad un seggio ( da "Blogosfere" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: applicazione della legge e parecchia burocrazia. Durante le recenti Politiche, abbiamo vissuto le trenta ore “tipo” di un seggio elettorale, esemplare di tutti i 919 seggi allestiti a Torino. Partiamo da una riflessione: il cittadino che arriva in un seggio ha l'impressione di trattare con chi sta dalla parte della burocrazia e rende le cose più complesse di quanto esse siano.

Che cosa cambierà per gli automobilisti? Gli impegni del Pdl su Autooggi ( da "Panorama.it" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: incentivando al contempo la loro sostituzione con vetture più sicure e rispettose dell'ambiente. Infine, nell'ambito di un più ampio progetto di decongestione e velocizzazione della burocrazia, è previsto il potenziamento delle procedure di digitalizzazione e smaterializzazione dei documenti cartacei.

Elezioni, una giornata in un seggio elettorale torinese tra stranezze e problemi vari ( da "Blogosfere" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: applicazione della legge e parecchia burocrazia. Durante le recenti Politiche, abbiamo vissuto le trenta ore “tipo” di un seggio elettorale, esemplare di tutti i 919 seggi allestiti a Torino. Partiamo da una riflessione: il cittadino che arriva in un seggio ha l'impressione di trattare con chi sta dalla parte della burocrazia e rende le cose più complesse di quanto esse siano.

Elezioni: Vecchioni (Confagricoltura), mettere economia ed imprese al centro delle priorità politiche ( da "SardegnaIndustriale.it" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E poi una decisiva azione contro la burocrazia e strategie chiare e concrete per le energie rinnovabili e le risorse idriche. "Su tutto ? ha concluso il presidente Vecchioni ? va garantito un ruolo più incisivo e determinante del Governo nelle sedi comunitarie ed internazionali ed un rapporto rinnovato e concreto con le organizzazioni di rappresentanza;

<E ora facciamo lobby per Como: solo così otterremo risultati> ( da "Provincia di Como, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: le imprese meno burocrazia, oltre a una soluzione del problema delle infrastrutture. E in tanti, leghisti ma anche gente che non la Lega non l'ha mai votata, chiedono il federalismo fiscale, la possibilità di tenere qua i soldi per fare tutto ciò che serve. Su questi punti sollecitano un grande contributo da parte dei parlamentari comaschi.

Verso la terza repubblica ( da "Provincia di Como, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, federalismo fiscale sono al contrario priorità. Ben altre bufale (puzzolenti come la monnezza di Napoli) hanno condannato il centrosinistra e soprattutto quella gauche radicale e bertinottiana ormai priva di bussola, incapace di comprendere che in Italia, nel 2008, la falce e il martello sono simboli di un passato remoto.

Esclusa per errore, riammessa dal giudice ( da "Provincia di Como, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, indifferenza, ignavia, indolenza", sfoglia tutto il vocabolario l'avvocato Marcello Iantorno che ha assistito l'elettrice, votante per un soffio. Non sta esagerando, l'avvocato e consigliere comunale d'opposizione? Il Comune di Como, infatti, s'è sempre prodigato, dicono i testimoni, per far votare chiunque e in contemporanea con l'

(M. Cast.) Il fisco non perde mai l'occasione e la pur sempre lodata caccia all'evasore a volte dive ( da "Provincia di Como, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia lo impedisce. Né si può ricevere in pacifica eredità l'impianto del gas, non è previsto dalle norme sulla ?tracciabilità?, come spiegano gli esperti. Il Fisco approfitta di una disgrazia per aprire la canna del gas a sua volta, fatta di certificati, da compilarsi con cura e assoldando un tecnico certificatore,

In valtellina Incidenti, sempre colpa dell'alcol o centrano le strade orribili? Per motivi diversi mi capita di viaggiare lungo l'unica strada statale che da Livigno va Sondrio-Lec ( da "Provincia di Sondrio, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia inefficiente, legislatura farraginosa, moltitudine di centri di potere e di spesa senza controllo, ecc.) e ognuna di queste cause meriterebbe un attento esame. Ma se si vuole intervenire in modo rapido ed efficiente per tentare di ridurre il debito pubblico la via più immediata, anche se apparentemente paradossale,

Aosta, inaugurato il Suel sportello anti-burocrazia ( da "Stampa, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: PER LE IMPRESE Aosta, inaugurato il Suel sportello anti-burocrazia E' stata inaugurata ieri ad Aosta la nuova sede del Suel, Sportello unico degli enti locali, allestito alla sinistra della scala principale di accesso al municipio. In questa fase sperimentale sarà aperto lunedì, martedì e venerdì dalle 9 alle 12.

Druogno non rinuncia all'ipotesi di realizzare un termovalorizzatore ( da "Stampa, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: balzelli e burocrazia. Ci chiediamo se nei lavori in corso con le altre cinque province per il termovalorizzatore comune sono stati valutati i costi del trasporto dei rifiuti dall'Ossola all'Astigiano, visto che il sito individuato sarebbe in quella zona, con costi elevatissimi per gli ossolani e benefici a favore di altri".


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Giovanni, prima volta al voto dopo 54 anni di manicomio (sezione: Burocrazia)

( da "Citta' di Salerno, La" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

OLEVANO SUL TUSCIANO Il sindaco uscente: "Gli abbiamo ridato voce" Giovanni, prima volta al voto dopo 54 anni di manicomio " Olevano sul Tusciano. Ha varcato per la prima volta nella sua vita l'ingresso di un seggio elettorale. Giovanni Alina, classe 1921, 87 anni a maggio, ne ha trascorso 54 nei manicomi. Da due anni è tornato ad Olevano, suo paese di adozione, ospite di una casa famiglia. Ieri, alle 10.30, accompagnato dall'assistente sociale Maria Vece, ha votato nella sezione 5 della frazione Monticelli per le elezioni politiche e comunali. "Eldo", com'è conosciuto in paese, è rimasto molto incuriosito. " L'anno scorso, a febbraio, Giovanni Alina (nato a Castelnuovo Cilento) è rientrato ad Olevano dopo mezzo secolo di internamento in alcune strutture per pazienti con disturbi psichici, a cominciare dal manicomio di "Materdomini", di Nocera Superiore, per passare ai Sir (strutture intermedie di riabilitazione) di San Gregorio Magno, Puglietta e Salerno. La sua vicenda provocò sgomento e commozione. Eldo non era pazzo, aveva solo un leggero handicap. Nei primi anni Cinquanta fu disposto l'internamento perché aveva tirato delle pietre a un concittadino. Ci sono voluti più di 50 anni per farlo tornare nel suo paese. Oggi è ospite della casa famiglia "Nonna Carmela", gestita da un nipote di Ezio Campione, industriale della carta degli anni cinquanta, che prese a cuore la sua vicenda. " "Abbiamo ridato voce a un uomo che la burocrazia aveva dimenticato - ha detto il sindaco uscente e unico ricandidato Adriano Ciancio - Il voto di Giovanni è la testimonianza dell'alto senso civico della popolazione olevanese che è andata alle urne nonostante i tentativi di limitatissima minoranza". La lista "Insieme per continuare - Ciancio sindaco" è l'unica presente alle consultazioni: le elezioni erano a rischio invaliditá se non avesse votato almeno la metá degli aventi diritto. Ciancio però preferisce non sbilanciarsi: "La prima soddisfazione l'abbiamo presa: gli olevanesi sono andati a votare - aggiunge - Questa è una risposta seria a chi auspicava il contrario ed è il segno che qualcosa è davvero cambiato nella politica locale". Ad Olevano ha votato l'80,8% (ovvero 4508 cittadini). Per la riconferma a primo cittadino, la lista di Adriano Ciancio dovrá ottenere 2254 voti; così, anche al consiglio comunale saranno tutti eletti. Massimiliano Lanzotto.

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Nucara: <Berlusconi manterrà gli impegni>. Valentino: <Finalmente i comunisti sono rimasti fuori dal Parlamento>. De Sena: <Al servizio della Calabria> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta del Sud" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nucara: "Berlusconi manterrà gli impegni". Valentino: "Finalmente i comunisti sono rimasti fuori dal Parlamento". De Sena: "Al servizio della Calabria" Versace: ora dimostriamo di meritare tanta fiducia Piero Gaeta reggio calabria Francesco Nucara, in fondo in fondo, non è sorpreso dalle dimensioni della vittoria del Pdl. Un successo travolgente del centrodestra, lui se lo aspettava. "Ma non perché io abbia poteri divinatori precisa il segretario nazionale del Pri piuttosto perché a me piace ancora fare politica a piedi, in mezzo alla gente e tra la strade, invece che in televisione. E girando per tutta l'Italia era palpabile il malcontento che si respirava, ecco perché mi aspettava una vittoria straordinaria come questa che il centrodestra ha ottenuto. Stasera voglio confermare che si rinsalda sempre di più il solido rapporto tra il Pri e il Pdl e, inoltre, che io vigilerò affinché gli impegni assunti dal Cavaliere nei confronti della nostra terra vengano mantenuti. Non posso nascondere, però, che sono fiducioso perché Berlusconi ha dimostrato più volte di essere un uomo di parola". L'on. Nucara non è stato neppure sorpreso dal largo consenso che la città di Reggio ha dato al Pdl (il 53%) anzi utilizza il dato dell'urna per rilanciare la sua sfida al governo-Loiero: "Mi piace confermare che siamo già in campo per le prossime elezioni regionali e dopo quarant'anni credo che sia venuta l'ora di vedere un reggino al vertice della Regione". Santo Versace il cui cognome è conosciuto in angolo del globo terrestre non vede l'ora di cimentarsi nei prossimi impegni da deputato. "Dobbiamo dare un segnale importante ma soprattutto dobbiamo dare tante risposte al Paese ed essenzialmente alla Calabria afferma . Con questo risultato dell'urna abbiamo ricevuto un carico di responsabilità enorme da parte della gente, che ha riposto in noi tanta fiducia e dobbiamo dimostrare di esserne degni. La Calabria per uscire dal limbo ha bisogno del contributo di tutti, senza distinzione di colori politici, per avviare un percorso virtuoso di sviluppo che possa servire per risollevare le sorti di un territorio che ha in sé tutte le caratteristiche per diventare un autentico paradiso in terra". Nello schieramento di centrosinistra uscito sconfitto dall'urna c'era l'ex prefetto Luigi De Sena. Anche lui siederà a Palazzo Madama e lo farà con la ferma intenzione di servire la Calabria "soprattutto nel settore della sicurezza, dove credo di avere accumulato molta esperienza e di poterla mettere al servizio del Paese. Ovviamente resto fedele al programma del Pd che mi ha candidato e, soprattutto, resto fedele alla città di Reggio". Infatti, quasi a voler dare più forza alle proprie parole aggiunge: "Ho anche preso casa a Reggio. Vivrò quest'esperienza parlamentare diviso tra Roma e Reggio". Restando tra gli scranni di Palazzo Madama troviamo i modi garbati di Giuseppe Valentino, da molti anni abituato a dividersi tra la capitale e le rive dello Stretto. "Si tratta di un successo atteso e previsto. Credo afferma l'ex sottosegretario alla Giustizia del governo Berlusconi che sia stato premiato il nostro impegno di opposizione e sia stato censurato pesantemente il governo Prodi". Prima di guardare ai prossimi che l'attendono in Parlamento, il senatore Valentino esulta "perché spiega si è finalmente conclusa una fase cupa del nostro Paese e, per la prima volta, il comunismo è stato lasciato fuori dal Parlamento italiano". Il voto della sua città lo esalta ma non lo sorprende: "Reggio dice è una città che per tradizione ha sempre guardato con molto affetto al centrodestra, ecco perché credo sia giusto parlare di un successo straordinario e annunciato". Per la prima volta a Montecitorio farà il suo ingresso anche la presidente della fondazione Bellisario, Lella Golfo. "Credo che si possa parlare di un grande successo. Con noi continua Lella Golfo hanno vinto tutti quei calabresi che hanno voglia di cambiare davvero il nostro Paese e la nostra Calabria". Per tutta la campagna elettorale la fresca onorevole del Pdl si è sempre soffermata in particolare sui giovani: "Sono il nostro futuro. E noi dobbiamo lavorare per creare le condizioni affinché i più meritevoli non debbano più abbandonare il nostro territorio. Il mio primo impegno alla Camera sarà quello di riprendere il disegno di legge di Capezzone che voleva realizzare l'apertura di un'impresa in una settimana. Credo davvero che si tratti di un ottimo disegno di legge che dovremo votare per rendere sempre meno oppressiva la burocrazia, che spesso è uno dei mali di questa terra e mette i bastoni tra le ruote dei giovani che vogliono farsi strada da soli".

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Oggi e giovedì tutte le info su Upload (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oggi e giovedì tutte le info su "Upload" IL CONCORSO BOLZANO. Manca poco al 20 aprile, data ultima per partecipare a Upload, concorso musicale under 26 aperto a solisti e/o giovani band (con o senza voce solista) pronti a presentare pezzi propri (inediti) e cover, con una finestra speciale per le rimusicazioni di film. Tra tutti i partecipanti che si iscriveranno al concorso, caricando sul sito www.altoadige.it il file mp3 del brano con cui si vuole concorrere, il comitato artistico selezionerà al massimo 20 finalisti, che il 16 maggio si esibiranno sul grande palco, nel corso della tre giorni di musica che si svolgerà dal 15 al 17 maggio a Bolzano, Bressanone e Merano. Nuovi appuntamenti intanto nell'ambito di "Aspettando Upload", serie di incontri formativi dedicati alla musica che accompagnano il conto alla rovescia al concorso e al festival, all'insegna dell'approfondimento e della formazione di tutti coloro che sono interessati ad entrare in contatto con il mondo e con il sistema musicale: A Bolzano, l'appuntamento sarà oggi dalle ore 18.30 alle 19.30 presso l'Associazione giovanile l'Orizzonte. L'ultima "pillola in-formativa", quella di giovedì 17 aprile offerta a tutti gli interessati dall'Istituto Musicale A.Vivaldi, è dedicata alla ineludibile, quanto ostica burocrazia per il musicista. L'incontro che si terrà dalle 18 alle 21, sarà condotto da Cristina Wysocki.

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Il Pdl porta a Roma il modello Lombardia (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Corrado Binacchi "Il Pdl porta a Roma il modello Lombardia" Lucchini: per la sinistra è una Caporetto completa, sapremo rilanciare il Paese La Concordati: pronti a lanciare la sfida per il Comune di Mantova e per la Provincia Pronti a lanciare la sfida alle forze del centrosinistra in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. A partire dal rinnovo dei vertici di Palazzo di Bagno. Il Popolo della libertà incassa una vittoria che - sono parole del vicepresidente del consiglio regionale Enzo Lucchini - esalta la forza del modello lombardo. "Per la sinistra - attacca uno dei big di Forza Italia - è una vera Caporetto". La vice, Stefania Concordati, sottolinea con orgoglio l'affermazione, a livello provinciale, del Pdl. "Ci sono le condizioni per strappare alla sinistra il Comune di Mantova e la Provincia". "Il modello del buon governo lombardo funziona - spiega il vicepresidente del consiglio regionale, ed ex coordinatore provinciale di Forza Italia Enzo Lucchini - e gli elettori lo hanno capito premiando con convinzione anche a Mantova e provincia la coalizione guidata da Silvio Berlusconi e Roberto Formigoni. In un territorio tradizionalmente più ancorato e legato ai partiti di sinistra come quello mantovano, la sinistra trova questa volta la sua 'Caporetto'. L'alleanza tra la Lega Nord e il Popolo della LIbertà vince nettamente, il Popolo della Libertà è il primo partito. Ha vinto così il partito di chi cerca il riscatto del Paese, di chi ha voglia di stabilità, ed è stanco di tasse alle stelle e di burocrazia. Il modello lombardo è pronto ora ad essere esportato a Roma, medicina ideale per rilanciare e far crescere l'Italia intera". "E' una giornata fantastica - commenta Stefania Concordati, vice coordinatrice vicaria di Forza Italia - il governo nazionale è saldamente nelle mani del Popolo della libertà, grazie alla scommessa pienamente vinta da Silvio Berlusconi e nonostante i fuochi di artificio di Veltroni". La Concordati parla di "un modello lombardo che funziona, con Pdl e Lega insieme vicini al 57% e che ora viene esportato a Roma". E l'esito del voto a livello locale? "Nell'Alto Mantovano il Pdl ha fatto il pieno come era ampiamente previsto nei pronostici della vigilia - continua la vice coordinatrice vicaria di Forza Italia - ma ci sono situazioni che registrano un cambiamento importante anche in diversi Comuni storicamente più vicini al centrosinistra. Ora bisogna proseguire il cammino intrapreso - conclude la vice coordinatrice vicaria di Forza Italia - per cercare di strappare al centrosinistra il governo della Provincia e del Comune capoluogo".

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Emma Marcegaglia Le imprese italiane hanno bisogno di ritrovare la fiducia (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Emma Marcegaglia "Le imprese italiane hanno bisogno di ritrovare la fiducia" [FIRMA]ROBERTO GIOVANNINI ROMA Un po' perché ci fida poco di exit poll e proiezioni, un po' perché ben altre sono le gatte da pelare a livello internazionale, un po' perché - forse - la vittoria elettorale di Berlusconi veniva considerata come scontata. Fatto sta che ieri Piazza Affari sembra aver accolto con relativo distacco le notizie sui risultati elettorali: l'indice Mibtel ha ceduto l'1,06 (-1,13 l'indice S&P/Mib), ma probabilmente più in relazione al risultato di una tendenza internazionale. In netta controtendenza, rispetto a questa sostanziale "apoliticità" della giornata in Borsa, l'andamento dei titoli delle aziende di proprietà di Silvio Berlusconi. Sui titoli Mediaset si è così scatenata la speculazione al ribasso quando i primi dati facevano intravedere una vittoria di misura per il Pdl; successivamente, con l'evolvere della situazione, il maggior distacco fra i due schieramenti ha ridotto le perdite che a fine seduta si sono attestate allo 0,74%, dopo aver oscillato tra un massimo di 6,165 euro (+1,72%) e un minimo di 5,905 (-2,87%). Nell'impero editoriale del leader del Pdl da segnalare il rush finale di Mondadori che strappa il 3,69% a quota 5,51 euro con scambi quasi raddoppiati, miglior titolo del comparto e maglia rosa del paniere guida. Speculazione al rialzo anche per i titoli legati alle grandi opere: hanno chiuso con netti progressi Impregilo (+2,14%, addirittura +5,1% nel dopoBorsa), Italcementi (+3,63%) e Buzzi Unicem (+3,13%). Evidentemente anche in questo caso si è giocato sulla possibilità di una ripresa delle grandi opere infrastrutturali. Modeste anche le variazioni nello spread tra Btp e Bund decennale tedesco, l'indice che di norma viene definito come l'indicatore migliore del "rischio paese" per l'Italia: dopo la diffusione degli exit poll il differenziale si è portato a 50 punti base. E a Berlusconi si rivolgono direttamente sindacati e imprenditori. La presidente eletta di Confindustria Emma Marcegaglia, in realtà, aveva rilasciato un'intervista al quotidiano Les Echos prima di conoscere l'esito del voto, ma la sua - "le imprese italiane hanno bisogno di segnali immediati per ridare fiducia alle imprese" - può essere letta come una richiesta rivolta al futuro premier. "Alcune proposte elettorali come la defiscalizzazione degli straordinari - dice - sono importanti. È anche urgente una riforma dell'Irap". E Marcegaglia auspica anche che il prossimo governo sappia affrontare i grandi problemi di medio termine quali la ricerca, l'innovazione e maggiori investimenti sul capitale umano. "Il sistema dell'istruzione italiano non funziona bene, come mostrano le classifiche dell'Ocse, che vedono l'Italia agli ultimi posti", dice. Indice puntato anche verso la burocrazia "costosa e inefficace" che "rappresenta un sovraccosto di 14 miliardi l'anno per le piccole e medie imprese, equivalenti a un punto del Pil. "C'è una richiesta forte di stabilità e governabilità. Questo è il dato evidente che è uscito dalle urne", dice a caldo il leader della Cisl Raffaele Bonanni. Il numero uno della Cisl sottolinea che "la maggioranza uscita dalle urne dovrà subito dare segnali chiari sul fronte di una nuova politica economica e sociale, delle indispensabili infrastrutture, del sostegno alle famiglie più deboli. Per quanto ci riguarda - aggiunge Bonanni - la Cisl fornirà il proprio contributo autonomo e responsabile, per creare un clima favorevole alla necessaria concertazione tra Governo e parti sociali". "Mi sembra una vittoria inequivocabile - sostiene il numero uno della Uil Luigi Angeletti - È un risultato chiaro che mette il centro destra nelle condizioni di governare". Al nuovo governo la Uil chiederà "la stessa cosa che abbiamo chiesto inutilmente al governo Prodi: ridurre le tasse sul lavoro dipendente e aumentare le pensioni".

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Marcegaglia: <Serveun segnale immediato> (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Marcegaglia: "Serveun segnale immediato" La Borsa premia i titoli Mediaset e Mediolanum. Vola anche Impregilo ' 15/04/2008 le richiestedelle impreseÈ necessario riformare l'Irap e detassare gli straordinari. La burocrazia costa 14 miliardi emma marcegagliapresidente Confindustria 15/04/2008.

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Le priorità di Marcegaglia (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Economia e Politica Numero 090, pag. 10 del 15/4/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF       Le richieste del prossimo presidente di Confindustria al nuovo governo Le priorità di Marcegaglia Le imprese italiane hanno bisogno di segnali Le imprese italiane hanno bisogno "immediatamente di segnali che restituiscano loro la fiducia" come la detassazione delle ore di straordinario, o la riforma dell'Irap, ma anche politiche di medio termine per favorire ricerca e innovazione, e per creare un sistema di istruzione e formazione in grado di investire meglio sul capitale umano. Questa la priorità secondo il prossimo presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, intervistata dal quotidiano francese Les Echos. "Certe proposte elettorali come la detassazione degli straordinari o dei premi", ha spiegato l'imprenditrice rivolgendo un appello al futuro governo, "sono importanti. Sarebbe ugualmente urgente riformare l'Irap". Ma tra i punti deboli del sistema paese che frenano la competitività italiana, il futuro numero uno degli industriali include anche "il sistema di istruzione che non funziona bene", come dimostrano i dati dell'Ocse, e la burocrazia, tanto "costosa e inefficace" da rappresentare un costo supplementare di 14 miliardi di euro l'anno per le pmi, pari un punto di pil". Molte cose, per la Marcegaglia, "sono inutili e non fanno che allungare i tempi necessari a prendere una decisioni. Una burocrazia che disincentiva gli investimenti internazionali e che assieme alla mancanza di concorrenza sui servizi pubblici locali, i costi energetici più elevati d'Europa rappresenta una vero mostro per l'economia del paese". E, ancora, bisogna rendere più concorrenziali i servizi pubblici locali che, insieme all'energia troppo costosa, rappresentano "un enorme Moloch". A preoccupare l'imprenditrice è la crescita: pur ritenendo eccessivamente pessimistiche le previsioni di crescita dell'Fmi per l'Italia, "che sia 0,3 o 0,7%, la crescita italiana è più debole rispetto a quella degli altri paesi europei per una serie di ragioni, a cominciare dal Sud che è arretrato e che dobbiamo rimettere al centro delle nostre preoccupazioni. Ma c'è anche il debito pubblico al 105% del pil che comporta il pagamento di 30 miliardi di euro di interessi in più rispetto agli altri partner europei". Non da ultimo, poi, pesa il sistema di negoziazione dei salari troppo centralizzato. Quanto alla politica monetaria della Bce, la Marcegaglia sottolinea come "finora la Bce ha fatto bene a mantenere la guardia alta contro l'inflazione ma sarebbe forse bene, ora, abbassare i tassi di interesse". Su un altro tema, quello dei salari, la Marcegaglia è invece in linea con le tesi sostenute dalla Bce: serve più flessibilità e la possibilità di differenziazioni su base regionale, chiede, perché in Italia il sistema di contrattazioni salariali è eccessivamente centralizzato.

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Appuntamenti (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Professioni Numero 090, pag. 45 del 15/4/2008 Autore: di Mario Valdo Visualizza la pagina in PDF     Appuntamenti Commercialisti/1 La prevenzione della crisi d'impresa come strumento sociale. Questo il tema del quarto forum della Scuola di alta formazione dell'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Milano, che si terrà il prossimo 16 aprile presso il Tribunale di Milano. Questi i temi che saranno toccati nel corso del convegno: il possibile snellimento delle procedure relative agli ammortizzatori sociali e le modalità di pagamento dei creditori privilegiati, nonché l'individuazione delle sacche di inefficienza e degli eccessi di burocrazia. Commercialisti/2 "Sviluppo economico territoriale, innovazione e internazionalizzazione. Il contributo dei commercialisti". Questo il titolo del convegno che si terrà ad Assisi venerdì 18 aprile, presso la Domus Pacis Assisi, organizzato dall'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Perugia, con il patrocinio del Consiglio nazionale della categoria. I lavori, che si apriranno alle 9.30 e termineranno alle 13.30.

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Confindustria chiede segnali per le imprese (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

LE PARTI SOCIALI. Cgil tace. Polverini (Ugl): premiata la governabilità Confindustria chiede segnali per le imprese ROMA Le aziende italiane "hanno bisogno di segnali immediati per ritrovare la fiducia": a dirlo, la presidentessa designata della Confindustria Emma Marcegaglia, che invita anche la Banca centrale europea ad abbassare i tassi di interesse. "Alcune proposte elettorali, come la defiscalizzazione degli straordinari, sono importanti", dice. Quando parla, le urne sono ancora aperte, e i risultati del voto ancora formalmente sconosciuti. A medio termine, la Marcegaglia vorrebbe che il prossimo governo investisse di più "nel capitale umano, rivedendo il sistema educativo per potenziare ricerca e innovazione", riformasse la burocrazia, che "costa alle piccole e medie imprese", sostiene, "14 miliardi di euro, cioè un punto di prodotto interno lordo", liberalizzasse i servizi e organizzasse un sistema di trattative salariali meno centralizzate. Per i segretari di Cisl, Uil e Ugl, il governo dovrà partire, nei suoi rapporti col sindacato, da salari, pensioni e prezzi. Per il parere della Cgil sono si dovrà attendere le valutazioni della riunione di segreteria che si terrà oggi. "C'è una richiesta forte di stabilità e governabilità", dice il numero uno della Cisl Raffaele Bonanni. Il segretario generale del sindacato di via Po sottolinea inoltre che "la maggioranza uscita dalle urne dovrà subito dare segnali chiari sul fronte di una nuova politica economica e sociale, delle indispensabili infrastrutture, del sostegno alle famiglie più deboli". Per il segretario Uil Angeletti, "una politica per la crescita dell'economia deve partire da un aumento delle retribuzioni in termini reali e della produttività". La prima richiesta della Uil al nuovo governo sarà la "stessa che abbiamo chiesto inutilmente al governo Prodi: ridurre le tasse sul lavoro dipendente e aumentare le pensioni". Per la segretaria dell'Ugl Renata Polverini, "si profila quella condizione di governabilità di cui il Paese ha bisogno. Le emergenze cui far fronte sono tante, a partire dall'adeguamento di salari e pensioni, il carovita, le tasse, la precarietà. Temi su cui non mancherà la disponibilità del sindacato al confronto per trovare soluzioni attese da lavoratori, pensionati e famiglie".

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Dopo la semina ecco il raccolto (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CHI VA A ROMA. Il commento all'esito della consultazione da parte dei candidati che hanno conquistato un posto in Parlamento. Partono per la capitale 14 veronesi "Dopo la semina ecco il raccolto" CINZIA BONFRISCO "Dopo anni di semina, è arrivato il momento di un un buon raccolto". Così il capolista della Lega Nord in Veneto al Senato Federico Bricolo, eletto, deputato uscente, commenta il botto leghista: "I segnali positivi c'erano, ma il nostro è un grande risultato. Anche in Regione Veneto il nostro peso aumenta, ma questo era innanzitutto un voto politico e ora serve responsabilità. Alla Regione penseremo dopo". Aldo Brancher, di Forza Italia, confermato deputato nel Pdl, è sempre stato l'uomo-cerniera del rapporto fra Berlusconi e Bossi. "Nel Veronese e nel Veneto i dati non possono che far piacere nell'insieme e mi congratulo per il successo della Lega. L'auspicio è che, dopo quello che era avvenuto con l'elezione di Tosi, e cioè la perdita per Forza Italia di 10-11 punti, noi dimostriamo l'umiltà di capire che cosa vogliono i nostri elettori". Matteo Bragantini, eletto alla Camera dopo aver sfiorato l'elezione due anni fa, spiega: "Abbiamo avuto un risultato stratosferico e sono contento non solo perché sono stato eletto io parlamentare, ma anche perché avremo una bella squadra di deputati e senatori con cui portare avanti il nostro cambiamento. Ora, però, alla luce del risultato nel Nord, la Lega chiede la presidenza di tre Regioni". Centra il traguardo alla Camera, dopo averlo sfiorato nel 2006, anche Alessandro Montagnoli, della Lega Nord, dal 2004 sindaco di Oppeano, Comune amministrato da 13 anni da un monocolore leghista: "Viene così premiato", commenta, "il risultato della Lega nella Bassa veronese, che potrà così essere rappresentata in Parlamento". IL BOOM. Antonio Borghesi, dell'Italia dei valori, confermato deputato, è entusiasta: "Per noi è un risultato straordinario perché abbiamo raddoppiato i parlamentari e senza premio di maggioranza. Ora, però c'è un grande limite che chi governa dovrà affrontare e cioè la la Lega, vincitrice assoluta. Aspetto di capire cosa succederà quando Berlusconi vorrà fare il ponte di Messina, osteggiato dalla Lega, o dare più denaro alla Sicilia, come ha detto a Lombardo. Noi faremo opposizione costruttiva e seria, anzitutto sulla legalità". Guarda avanti Maria Pia Garavaglia, ex vicesindaco di Roma con Veltroni sindaco, eletta al Senato per il Pd: "È accaduto un fatto istituzionale importante perché la scelta di Veltroni ha semplificato il quadro: oggi in Parlamento abbiamo sei partiti e non più 52. La Lega ha fatto bene in provincia di Verona e in Veneto, ma il primo partito a Verona è il Pd. Servirà un grande lavoro nel segno del dialogo, anzitutto sul federalismo". L'OBIETTIVO. Cinzia Bonfrisco, di Forza Italia, confermata senatrice nel Pdl: "Il risultato è uno stimolo vista la fiducia assegnataci dagli. Lavoreremo per le famiglie e le imprese, per avere meno tasse, meno burocrazia e per affrontare la crisi economica. Al Pdl serve ora una riflessione interna per capire cosa è venuto meno nell'elettorato e come migliorare il nostro progetto moderato". Torna in Parlamento Francesca Martini, della Lega, assessore regionale alla sanità, potenziale ministro, come ha annunciato Bossi parlando di lei: "Straordinaria soddisfazione", spiega la deputata. "In questa campagna elettorale Bossi si è spostato molto sul territorio spiegando il nostro programma di rinnovamento del Paese. Se ho già parlato con lui di incarichi di governo? No, la cosa importante è questa grande vittoria della Lega. Lavoreremo per federalismo fiscale e riforme". Debutta alla Camera Gianni Dal Moro, del Pd: "Anche in Veneto si conferma un bipartitismo che si sta affermando, anche se l'Udc tiene. Bene il Pd a Verona, ora si parte per un recupero. Io spero di portare un contributo alla nostra città e provincia. Il Pd a Verona ha 5 parlamentari ed è il gruppo più consistente, cercheremo di farlo pesare". Giampaolo Fogliardi, deputato uscente dell'Ulivo, rieletto nel Pd: "Siamo i primi in città, anche se speravamo che gli altri facessero meno. È uno sprone per lavorare e proseguire sulla nostra strada. Noi però abbiamo il mezzo definito, cioè il Pd, ora però è il centrodestra che dovrà governare e dare risposte. Non si pone il problema di un inciucio: tocca al Pdl e Lega". Confermato anche Federico Testa, del Pd: "Siamo andati bene e speriamo che questa sia la base da cui partire per affrontare problematiche che allo stato attuale altri sono più in grado di raccogliere e che ci siano le condizioni per le necessarie intese per il bene del Paese e di Verona". GIOIE E DOLORI. Alberto Giorgetti, coordinatore regionale di An e confermato deputato per il Pdl (è in Parlamento dal 1996) esprime "grande soddisfazione per il risultato della coalizione, che in Veneto è tra i più alti d'Italia, ma come Pdl ci aspettavamo qualche consenso in più. È stato forse premiato un voto di protesta nei confronti di un quadro nazionale che in questi anni ha dato poco al Veneto, premiando così la Lega. Questo ci deve servire come Pdl per lavorare al meglio e dare le giuste risposte che il territorio si attende". Federica Mogherini, romana, ma eletta in Veneto alla Camera per il Pd, è moglie del veronese Matteo Rebesani, nello staff di Veltroni sindaco di Roma: "Non nego un po' di delusione", spiega, "ma il risultato per il Pd è positivo. L'italia ha scelto fra un'opzione progressista e una conservatrice, che ha vinto. Io mi impegno ad essere nella circoscrizione Veneto 1, quindi anche nel Veronese, due fine settimana al mese". Ettore Riello, veronese, eletto nel collegio Veneto 2 alla Camera, per il Pdl: "Si conferma", osserva, "una scelta di bipolarismo il che fa pensare che gli italiani vogliono un governo che possa governare. Sarebbe sbagliato che il Pdl perdesse questa grande opportunità".E.G.

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Senza falce né martello (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prima Pagina SENZA FALCE Né MARTELLO La terza volta di Berlusconi mostra i contorni del trionfo. La prima volta di Veltroni quelli della sconfitta ben temperata. Punto e a capo. E dunque onore delle armi a Walter e auguri a Silvio (e a noi)... Ma stavolta non basta dire chi ha vinto e chi ha perso. Perché stavolta, salvo sorprese, il voto cancella la Sinistra dal Parlamento. La polemica sulle responsabilità è già cominciata: colpa di Veltroni che ha scelto di correre da solo? Di Bertinotti che s'è seduto sullo scranno più alto di Montecitorio? Di Mussi che s'è messo in ditta con Pecoraro Scanio? O non sarà che alligna a sinistra un'incoercibile vocazione minoritaria che preferisce la libertà dell'opposizione alla responsabilità del governo? Se ne discuterà, ma intanto la scomparsa della falce e martello ci consegna un'Italia divisa in tre. Al centro, per esempio, dalla Toscana dov'è sbocciato l'Ulivo, all'Emilia al Lazio, l'operazione Pd è riuscita, il risultato è stato buono e parte del voto dell'estrema sinistra si è spostato su Veltroni e, soprattutto, su Di Pietro. E oggi "la Toscana è per il Pd ciò che la Lombardia è per il Pdl", commenta un po' per celia un po' sul serio Andrea Manciulli. Al nord e al sud, invece, il Pd non sfonda. Da Genova a Torino al Veneto è esplosa la Lega, nelle piccole roccaforti della Padania come nelle grandi città ex operaie. Numeri alla mano, è chiaro che a Bossi è andata anche una parte consistente del voto di sinistra, protestatario o no. A queste realtà sociali e politiche nuove, per le quali pesano giustizia, burocrazia e immigrazione, e per le quali ha fatto più danni il caso Alitalia che la crisi economica, il Pd non ha saputo o non ha potuto trasmettere il suo messaggio. Da Napoli in giù, invece, come tante altre volte nella storia, protesta, sfiducia, delusione - stavolta grazie a bufale e monnezza - hanno assunto il sapore della "jacquerie" anti romana. Il singolare abbraccio tra la Lega e il finto autonomismo di Lombardo hanno fatto il resto. Per un partito che voglia imporre il suo riformismo in tutto il Paese questo è il problema. E da qui deve ricominciare a lavorare. (b.m.).

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Unabomber, autopsia sulla prima vittima (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

La donna è deceduta in seguito a un ictus, il terzo in questi 13 anni Era in attesa del risarcimento statale Unabomber, autopsia sulla prima vittima Chiarirà se è morta in seguito alle lesioni causate da un ordigno del bombarolo COLPO DI SCENA A PORDENONE Sospesa dopo i funerali la sepoltura di Anna Pignat, 83 anni, rimasta ferita nel settembre 1995 Un nipote: "Mia zia è morta quando le scoppiò in mano quel tubo. Da allora ha sempre sofferto" PORDENONE. Sepoltura rinviata. Qualche ora prima del funerale - troppo tardi per annullare la cerimonia - il procuratore della Repubblica di Pordenone, Luigi Delpino, ha deciso di eseguire l'autopsia sul corpo di Anna Pignat, la prima vittima di Unabomber. Un colpo di scena e una svolta nella strategia degli inquirenti: se la morte fosse attribuibile alle lesioni causate dall'esplosione del tubo bomba nel settembre di 13 anni fa, il bombarolo dovrebbe rispondere di omicidio. La bara, coperta con un cuscino di orchidee, gigli e rose bianche, è uscita dalla chiesa dopo una cerimonia breve e accorata. Ma gli intervenuti, tra cui la cognata e i nipoti della vedova, nonché conoscenti e persone che si sono occupate di lei negli ultimi anni, sono stati presi da stupore quando don Genesio, prima dell'ultimo saluto, ha comunicato il fuori programma. "La salma di Anna - ha spiegato il parroco di Torre - non sarà sepolta subito ma tornerà in ospedale per l'autopsia". La Procura, poco prima della cerimonia, già fissata da venerdì, ha deciso di predisporre l'autopsia sul corpo della signora tra lo stupore dei parenti e dell'amministratrice di sostegno della signora Pignat. A quel punto era tardi per rinviare la cerimonia, per cui si è deciso semplicemente di rimandare la sepoltura. Dopo il funerale, quindi, la salma è stata riportata all'obitorio, presso l'ospedale civile. L'obiettivo della magistratura è verificare se l'ictus (il terzo negli ultimi anni) che ha colpito a morte Anna Pignat, sia riconducibile alle sofferenze e alle lesioni generate dallo scoppio del tubo confezionato da Unabomber ed esploso tra le mani di Anna Pignat il 30 settembre del 1995. Un tentativo non solo di dare giustizia a tutte le persone che sono state ferite, alcune gravemente, dagli ordigni costruiti da Unabomber, ma anche di individuare un capo di imputazione più pesante per il dinamitardo. Un capo di imputazione che potrebbe essere utile qualora si riesca finalmente a dare un volto all'anonimo. L'uomo per molti mesi al centro delle indagini su Unabomber - Elvo Zornitta - e oggi destinato a essere prosciolto dopo molte tribolazioni, si è visto accusare di lesioni personali aggravate da finalità di terrorismo e detenzione e fabbricazione di ordigni esplosivi per finalità di terrorismo. Il vero Unabomber, potrebbe invece rischiare di essere incriminato anche per omicidio colposo. "Mia zia è morta 13 anni fa, quando le scoppiò in mano quel tubo. Da allora ha avuto sofferenze tremende e mai un po' di giustizia". Giancarlo Gentilini è il nipote di Anna Pignat. C'era anche lui ieri tra i parenti più prossimi della signora, spentasi a 83 anni, in chiesa. "In questi anni mi ero dato da fare per compilare le carte e cercare di farle avere l'accompagnatoria oltre che un risarcimento. Purtroppo le cose non sono andate come dovevano. Dall'espolosione del tubo - racconta il nipote - mia zia non è più stata la stessa". E pensare che le pratiche per ottenere il risarcimento previsto dallo Stato erano state completate. "Un mese e mezzo fa - racconta Paola Costantini, amministratrice di sostegno di Anna (e prima della figlia Gabriella), nonché presidente dell'associazione Giulia - avevo inviato al ministero le ultime carte richieste. Stavamo aspettando la quantificazione del risarcimento che, a oggi, ancora non si conosce. Doveva essere questione di settimane, ormai la parte burocratica era stata completata. E invece Anna Pignat non ce l'ha fatta a sopravvivere alla burocrazia. Martina Milia.

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Impegno difficile (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Commozione Impegno difficile Nuova Bicamerale C'è tanto da lavorare, prometto di non andare a letto una sera senza aver realizzato qualcosa di positivo Sono commosso per il risultato che si profila e mando un abbraccio affettuoso agli italiani, con tutto il cuore Ripartire dal lavoro della Bicamerale del '94. Prime riforme giustizia, scuola, sanità e burocrazia.

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Milano. la festa comincia alle tre in punto, quando radio e tivù danno ... - gigi furini (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Fatto del giorno MILANO. La festa comincia alle tre in punto, quando radio e tivù danno ... GIGI FURINI MILANO. La festa comincia alle tre in punto, quando radio e tivù danno le prime proiezioni. La Lega raddoppia i suoi voti, poco ci manca. Ottiene un risultato straordinario, soprattutto in Lombardia e Veneto. E così si raddoppia anche il numero dei parlamentari. In via Bellerio, quartier generale del partito, Umberto Bossi arriva nel primo pomeriggio ma si concede ai giornalisti solo in serata, quando i dati sono più chiari e la vittoria appare più netta. A notte il senatùr scappa ad Arcore a festeggiare la vittoria con Berlusconi. "Ci hanno votato i lavoratori. Siamo noi il nuovo partito di chi lavora". Sono le prime parole del Senatùr davanti ai microfoni. E nessuno riesce a dargli torto. Un successo così forte può venire solo se il partito è davvero impegnato in mezzo alla gente. E' quanto dicono a Radio Padania, collegata dal primo pomeriggio con tutte le sezioni del Carroccio, con i sindaci e gli amministratori. Bossi non dice molte parole, la sua salute non gli consente più i lunghi e impetuosi comizi di un tempo. Però il leader e fondatore del Carroccio è lucidissimo. Parla di Veltroni. "Era evidente che perdeva, non è bastato il pullman pitturato di verde". Quindi, sollecitato dai cronisti, la domanda che terrà banco in Parlamento nei prossimi cinque anni. Davvero la Lega sarà sempre fedele a Berlusconi? Davvero non alzerà il prezzo e resterà incollata al Popolo delle libertà e ai voleri dei Cavaliere? "Berlusconi è un amico - dice - e noi abbiamo sempre mantenuto la parola, lui non sarà mai ostaggio. Noi non conosciamo questa parola". "Noi - ripete - teniamo fede ai patti. Abbiamo fatto un programma con Berlusconi e a quello ci atterremo". Tutto qui? No. "Il Nord vuole il federalismo, i nostri sindaci, i nostri amministratori, devono sempre andare a Roma a chiedere soldi. Non è giusto, questa storia deve finire. Intanto ci batteremo da subito per avere il federalismo fiscale". Nessuno ha voglia di approfondire. "La gente - riprende Bossi - ha voglia di riforme e di federalismo. Non ne può più della burocrazia romana. La gente vuole un Paese diverso, che funzioni meglio, vuole un Paese più democratico e federalista". Si parla anche di Alitalia e di Malpensa. Bossi non traccia strategie, ma parla di Malpensa. "L'aeroporto - dice - si trova al centro di un'area molto appetita. Se non ci sarà Alitalia arriveranno altri vettori. E comunque, finora, Alitalia è stata in piedi con i soldi che venivano da Milano. Adesso Malpensa torna in gioco, vedremo nei prossimi giorni". Adesso il gran capo ha voglia di fare due conti. Vede, sui monitor, che il Pdl arriva alla Camera al 35,6%. meno di quanto hanno preso nel 2006 Forza Italia e Alleanza Nazionale che erano alleate ma correvano divise. E allora spiega che "la Lega ha fatto la differenza tra Pd e Pdl". Arriva anche un altro dato: il Carroccio a Montecitorio avrà 47 deputati. Per questo vuole festeggiare, imbraccia una spada di legno e battezza a mo' di cavalieri alcuni presenti, primi fra tutti gli organizzatori della campagna elettorale. Invece, quando arriva il dato del Senato, si alzano i calici per un piccolo brindisi: la Lega passa dal 4,4% all'8,2%, quasi il doppio. Più in particolare, la Lega ottiene il 17% nel collegio Lombardia 1 (Milano e provincia), il 19,3% nella fascia sud della Regione (Pavia, Lodi, Cremona, Mantova) e addirittura il 28,3% nel collegio Lombardia 2 (Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia). Un dato che si potrebbe riassumere nel 21,8% ottenuto al Senato in Lombardia (collegio unico). I dati in arrivo dal Veneto fanno scattare un applauso: 26,8%, appena una manciata di voti meno del Pdl.

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Una lezione di greenspan per l'addio di montezemolo (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XI - Torino Venerdì al Lingotto Una lezione di Greenspan per l'addio di Montezemolo Ci sarà anche Alain Greenspan venerdì all'Auditorium Giovanni Angelli per il convegno d'addio di Luca Montezemolo quale presidente di Confindustria. L'ex numero uno della Federal Reserve e oggi presidente del consiglio dei governatori della banca centrale americana, parlerà di "Scenari globali" nell'ambito del simposio "Cambiare per crescere". Ma non sarà l'unica star della giornata: sono attesi a Torino anche José Manuel Barroso, presidente della commissione europea, Josè Maria Aznar, ex premier spagnolo, Claus Frederiksen, ministro del lavoro danese. A rappresentare il mondo imprenditoriale italiano, oltre a Montezemolo, ci saranno tra gli altri Sergio Marchionne, ad di Fiat e Corrado Passera, numero due di Intesa Sanpaolo. Il convegno si aprirà alle 14 con i saluti di Chiamparino e di Alberto Tazzetti, presidente dell'Unione industriale di Torino. Poi toccherà ad Andrea Pininfarina, vicepresidente, introdurre il tema conduttore della giornata. Seguirà la tavola rotonda con Passera, Marchionne e il ministro danese. Quindi Luca Paolazzi, direttore del Centro Studi di Confindustria, interverrà su "Le Pmi diventano grandi: analisi su campione Mediobanca". Poi gli esempi di due piccole imprese diventate famose: Angelatoni industrie e Carpigiani group. Quindi, alle 16,45, sarà la volta di Greenspan. Al numero uno di Bruxelles le conclusioni. "Flessibilità del lavoro con sicurezza sociale, certezza del diritto e infrastrutture moderne, meno tasse e più concorrenza, innovazione ecapitale umano adatti alla nuova frontiera della conoscenza, poca burocrazia e molta sicurezza del territorio. In tre parole: cambiare per crescere": viale dell'Astronomia spiega così il tema del convegno.

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Il nipote: aveva diritto a quel risarcimento (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pordenone Il nipote: "Aveva diritto a quel risarcimento" LA TESTIMONIANZA "Mia zia è morta 13 anni fa, quando le scoppiò in mano quel tubo. Da allora ha avuto sofferenze tremende e mai un po' di giustizia". Giancarlo Gentilini è il nipote di Anna Pignat. C'era anche lui ieri tra i parenti più prossimi della signora, spentasi a 83 anni, in chiesa. "In questi anni mi ero dato da fare per compilare le carte e cercare di farle avere l'accompagnatoria oltre che un risarcimento. Purtroppo le cose non sono andate come dovevano. Dall'espolosione del tubo - racconta il nipote - mia zia non è più stata la stessa". E pensare che le pratiche per ottenere il risarcimento previsto dallo Stato erano state completate. "Un mese e mezzo fa - racconta Paola Costantini, amministratrice di sostegno di Anna (e prima della figlia Gabriella), nonché presidente dell'associazione Giulia - avevo inviato al ministero le ultime carte richieste. Stavamo aspettando la quantificazione del risarcimento che, a oggi, ancora non si conosce. Doveva essere questione di settimane, ormai la parte burocratica era stata completata. E invece Anna Pignat non ce l'ha fatta a sopravvivere alla burocrazia. Come se non bastasse potrebbe esserci un'ultima beffa. Non avendo più Anna eredi diretti - la figlia Gabriella è venuta a mancare il 10 dicembre 2006 - lo Stato potrebbe archiviare la sua pratica e non concedere alcun risarcimento. La questione è ancora in sospeso, la Prefettura sta cercando di vederci chiaro, ma l'incombenza delle elezioni rallenta anche questo tipo di verifiche. Anna Pignat aveva combattuto anni per farsi riconoscere una pensione di invalidità. "Ne avrebbe avuto diritto, viste le condizioni in cui era - conferma Costantini - e in alcuni momenti ne avrebbe avuto anche bisogno". Invece, dopo 13 anni di sofferenze, non le è stata garantita nemmeno questa forma - seppur parziale - di giustizia. (m.m.).

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Oggi la regione, c'è attesa per la sfida illy-tondo (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Dalle 14 lo spoglio per l'elezione del governatore. No comment dei due candidati. Il presidente sarà a Bruxelles, il deputato col suo staff a Udine Antonione e Saro: con questi dati è possibile il sorpasso Stamane l'exit poll E il centro-sinistra punta su voto disgiunto Oggi la Regione, c'è attesa per la sfida Illy-Tondo La Cdl ora spera nel voto politico, Intesa democratica confida nell'effetto Illy come fu nel 2003 UDINE. Cresce l'attesa per l'esito della sfida fra Riccardo Illy e Renzo Tondo per la guida della Regione dopo la vittoria netta del centro-destra alle politiche nel collegio del Friuli Venezia Giulia. Lo stacco di 13 punti fra l'alleanza Pdl-Lega e quella Pdl-Idv, sommata all'Udc da una parte e al crollo della Sinistra arcobaleno dall'altra riaprono, almeno sulla carta, la sfida fra il governatore uscente e il deputato carnico. Illy ha puntato tutto sulla scelta della persona. Tondo ha tentato la politicizzazione. E la domanda che ieri circolava negli ambienti politici di centro-destra e centro-sinistra era una soltanto: basterà l'effetto Illy per invertire un trend politico che vede uno stacco potenziali di oltre 15 punti fra le due coalizioni? Oppure prevarrà il dato nazionale e gli elettori di Berlusconi ribalteranno i pronostici della vigilia? Lo spoglio per le regionali comincerà questo pomeriggio alle 14 e, sebbene oggi tutti abbiano sottolineato la differenza fra il voto politico e quello regionale, la risposta che si attende dalle urne è sulla capacità dell'industriale del caffè di trascinare alla vittoria il Centrosinistra in una regione che, 24 ore prima, si è confermata, ancora una volta, di Centrodestra. A politiche e regionali i partiti si sono presentati con schieramenti profondamente diversi. Intorno a sè, Riccardo Illy ha riunito le forze della coalizione di Intesa Democratica, che lo hanno sostenuto nella legislatura che sta per concludersi: dal Pd (che al suo esordio, in regione, ha sfondato la soglia del 33%, sia al Senato, sia alla Camera), a Di Pietro (in crescita di uno-due punti rispetto alle politiche 2006), alla civica dei Cittadini per il Presidente (assente alle politiche), fino alla Sinistra Arcobaleno, che è invece rimasta fuori dal Pd a livello nazionale e che in Friuli Venezia Giulia perde uno-due punti e, quasi sicuramente, il rappresentante al Senato. Situazione analoga anche nell'altro schieramento, con l'Udc fuori dal Pdl a livello nazionale ma schierato in regione a sostegno di Renzo Tondo. Sia alla Camera, sia al Senato, in Friuli Venezia Giulia il partito di Casini appare in discesa di uno-due punti, ma il suo arretramento si accompagna al balzo in avanti della Lega (in crescita di 3-4 punti, sia alla Camera, sia al Senato) e - secondo dati ancora parziali - alla sostanziale tenuta del Pdl, rispetto ai voti raccolti da Forza Italia e An nel 2006. E se per stamane si annunciano i primi exit poll per le regionali, fino a ieri notte nessuno azzardava pronostici. Anche se a centro-destra l'esito delle politiche è stato un'iniezione di fiducia per i big: "Un risultato eccellente che ci permette di essere moderatamente ottimisti per il voto regionale. Renzo Tondo potrebbe essere nuovo presidente della regione", dice il parlamentare del Pdl Roberto Antonione, neoeletto alla Camera. "Dodici punti percentuale in più senza contare l'Udc e con il crollo dall'altra parte della Sinistra arcobaleno - ha aggiunto Antonione - è veramente un risultato che nessuno poteva prevedere. Per questo siamo ottimisti per domani, anche se moderatamente". Ottimista anche il sindaco di Gorizia, Ettore Romoli: "Se la politica del voto disgiunto e del voto personale gli è riuscita, avremo un risultato clamoroso e diverso - dice - ma se non gli è riuscita, invece questa politica, allora avremo un risultato semplice: la vittoria del centro-destra anche alle regionali e la presidenza di Renzo Tondo". Con il senatore Ferruccio Saro, rieletto a palazzo Madama, che affida l'esito alla politicizzazione del voto: "Il voto disgiunto sarà poco e fisiologicamente insignificante - dice -. Se come nelle altre regioni il voto al solo presidente scenderà attorno al 5 per cento, Tondo ce la può fare perché significherebbe che è passata la politicizzazione delle elezioni regionali - dice Saro -. La scorsa volta, nel 2003, invece, fu ben il 30% a votare il solo candidato presidente. Si trattava di un'anomalia. Nessun commento da parte del presidente Illy, che oggi sarà a Bruxelles proprio durante lo spoglio delle schede delle Regionali, che inizierà domani alle 14. Illy si recherà infatti domani nella capitale belga per una riunione dell'High Level Group, il gruppo di 15 esperti di cui fa parte, incaricato di coadiuvare la Commissione Europea nella definizione di interventi per lo snellimento della burocrazia comunitaria.

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Un test difficile, ma il nord-est ha capito (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pegorer: un voto importante, ma non è bastato a superare il Pdl che già nel 2003 era maggioranza "Un test difficile, ma il Nord-Est ha capito" Il segretario del Pd Zvech difende il risultato. Pertoldi: "Progetto di lungo periodo". Illy tace Il deputato Strizzolo: "Si apre una fase non rosea per l'Italia" di PAOLO MOSANGHINI UDINE. Non usano toni trionfalistici, sottolineano che il risultato è importante e che questo, tutto sommato, è soltanto il primo test del Partito democratico. A Centrosinistra non è facile digerire la sconfitta subita alle Politiche. È un risultato che brucia e si teme per quanto potrà uscire oggi dalle urne delle elezioni regionali e amministrative. Riccardo Illy non parla. Per lui oggi sarà una giornata di lavoro. Il presidente uscente della Regione Friuli Venezia Giulia e candidato del Centrosinistra sarà a Bruxelles per una riunione dell'High Level Group, il gruppo di 15 esperti di cui fa parte, incaricato di coadiuvare la Commissione Europea nella definizione di interventi per lo snellimento della burocrazia comunitaria. Illy rientrerà da Bruxelles domani sera tardi. I commenti li fanno altri esponenti del Centrosinistra. Per il senatore Pd Carlo Pegorer (confermato) è "un risultato oltremodo importante, anche se non sufficiente per battere il Centrodestra che in Friuli Venezia Giulia si era confermato maggioranza anche nel 2006". Pegorer non si sbilancia sull'effetto delle Politiche sulle Regionali. "Le valutazioni si fanno sempre dopo l'apertura delle urne - ha commentato - ma sono fiducioso. La coalizione di Centrosinistra ha lavorato bene. Sono convinto che l'elettorato ci premierà". Il sottosegretario Ettore Rosato (eletto alla Camera) è fiducioso sul risultato delle Regionali in Friuli Venezia Giulia. Si dice "convinto che il responso sarà diverso rispetto ai dati nazionali. L'Illy che conosco io non si preoccupa. Illy ha fatto il suo lavoro con cinque anni di buongoverno e io sono convinto che l'elettorato lo premierà". Sono "ottimista - ha detto - sul risultato della Regione Friuli Venezia Giulia anche perchè Illy ha sempre dimostrato di saper andare oltre i partiti e di governare bene nell'interesse dei cittadini di Centrodestra e Centrosinistra". E sulle Politiche Rosato ha commentato: "Ci sarà semplicemente una semplificazione del quadro politico. Il Pd del resto ha fatto una scelta molto precisa insieme agli alleati di Italia dei valori, cioè di fare un unico gruppo parlamentare e credo che questo sia un dato che comunque aiuterà la politica del nostro Paese". "C'è un preoccupante rafforzamento della Lega - ha aggiunto - che rappresenta il quid in più che consente a Berlusconi di avere questo forte vantaggio". Poi ha aggiunto che c'è una "polarizzazione del voto. Il Pd ha fatto grande risultato anche se non è stato sufficiente per vincere le elezioni". "C'è stato un impegno forte di Veltroni e del partito. La gente - secondo Rosato - ha capito il messaggio, poi il distacco elettorale era troppo ampio per essere colmato in una campagna elettorale così breve". "Abbiamo pagato - ha aggiunto - i difetti di comunicazione del Governo Prodi e soprattutto la frammentarietà della coalizione con cui, per due anni, abbiamo condiviso la guida del Paese". Il progetto del "Pd ha un respiro più ampio e non poteva pretendere risultati così immediati", ha detto invece l'onorevole Flavio Pertoldi (Pd), che diventa senatore. "Veltroni e il Pd - secondo Pertoldi - aprono un nuovo mercato della politica, fatto di semplificazione e di chiarezza, dando stabilità e governabilità a questo Paese". Secondo Pertoldi, in Friuli Venezia Giulia "il risultato è stato come da attese". Pertoldi si è anche detto "fiducioso per le Regionali. L'elettorato è maturo e - ha concluso - non credo si faccia trascinare dall'impetuoso vento nazionale ma sa discernere il buon governo Illy". Il deputato Ivano Strizzolo (confermato alla Camera) ritiene che "gli elettori hanno sempre ragione". "E se la maggioranza dei cittadini del nostro Paese ha deciso di assegnare il governo a Bossi e Berlusconi rispettiamo la volontà anche se non prevedo un futuro roseo per questo governo viste le diversità nella coalizione di Centrodestra. Il Partito democratico ha comunque fatto un buon risultato ed è grazie alla scelta del Pd che in parlamento non ci saranno oltre 30 gruppi parlamentari", ha concluso. "Il risultato dimostra che le premesse per un forte radicamento del Pd ci sono tutte", ha commentato il segretario regionale del Partito Democratico in Friuli Venezia Giulia, Bruno Zvech. "L'impostazione di aver immaginato il Pd come punto di riferimento per il futuro è giusta. Per quanto riguarda le politiche - ha concluso - non si immaginava comunque di sovvertire il dato nazionale, anche se nell'ambito del Nordest vedo il Pd più pimpante". "Il risultato elettorale conferma la scelta del bipartitismo", ha affermato il vicepresidente uscente del Friuli Venezia Giulia, Gianfranco Moretton (Pd). "Bisogna - secondo Moretton - riconoscere al Pd il merito di aver favorito questa tendenza degli elettori anche se il risultato non è quello che ci aspettavamo. È emerso un forte risultato della Lega nelle Regioni del Nord più produttivo al quale si deve dare una lettura precisa e - ha aggiunto - sicuramente come Pd abbiamo pagato la politica poco riformista a cui la Sinistra radicale ci ha costretto". "Del resto - ha concluso - quanto abbiamo fatto e prodotto in Regione Friuli Venezia Giulia applicando il riformismo e il decentramento fiscale dovrebbe ribaltare il risultato delle politiche".

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Il nuovo governo si occupi dei salari Marcegaglia: alle imprese servono segnali (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del LA RICHIESTA DEI SINDACATI "Il nuovo governo si occupi dei salari" Marcegaglia: alle imprese servono segnali Salari, pensioni e prezzi. Da questi temi, il governo Berlusconi dovrà partire nel suo rapporto col sindacato. A sottolinearlo sono i leader di Cisl, Uil ed Ugl mentre per la Cgil si dovrà attendere le valutazioni della riunione di segreteria che si terrà oggi. "C'è una richiesta forte di stabilità e governabilità - afferma il numero uno della Cisl Raffaele Bonanni - Questo è il dato evidente che è uscito dalle urne. I cittadini italiani reclamano risposte immediate ai gravi problemi economici e sociali, a cominciare dai salari e dalle pensioni falcidiate dall'aumento dei prezzi, delle tariffe e delle tasse. Crediamo che ora bisognerà cominciare da qui". Il segretario generale del sindacato di via Po sottolinea inoltre che "la maggioranza uscita dalle urne dovrà subito dare segnali chiari sul fronte di una nuova politica economica e sociale, delle indispensabili infrastrutture, del sostegno alle famiglie più deboli. Per quanto ci riguarda la Cisl fornirà il proprio contributo autonomo e responsabile, per creare un clima favorevole alla necessaria concertazione tra governo e parti sociali, e alla collaborazione tra maggioranza ed opposizione sulle riforme economiche, sociali ed istituzionali essenziali per uscire dalla fase di stagnazione economica e garantire una crescita equa e solidale di tutto il Paese". Sulla stessa lunghezza d'onda anche il leader della Uil Luigi Angeletti. "Una politica per la crescita dell'economia - dice - deve partire da un aumento delle retribuzioni in termini reali e della produttività. Dobbiamo uscire da questa trappola, in cui siamo da molti anni, di bassi salari e bassa produttività". La prima richiesta della Uil al nuovo governo dunque sarà la "stessa che abbiamo chiesto inutilmente al governo Prodi: ridurre le tasse sul lavoro dipendente e aumentare le pensioni", perché - spiega Angeletti - "uno degli aspetti più seri delle difficoltà economiche è che la nostra economia cresce meno di quella degli altri e dipende anche dal fatto che i consumi interni sono crollati, soprattutto quelli delle famiglie che vivono di lavoro dipendente". Dalle urne, del resto, sembra arrivare "un risultato chiaro, una vittoria inequivocabile" che "non mette in discussione la governabilità". E proprio sulla governabilità affida la sua analisi del voto Renata Polverini, segretario generale dell'Ugl. "Si profila - afferma infatti - quella condizione di governabilità di cui il Paese ha bisogno. Le emergenze del Paese cui far fronte sono tante a partire dall'adeguamento di salari". Prime richieste anche da Confindustria: "Vogliamo segnali immediati", ha chiesto Emma Marcegaglia, presidente designato di Confindustria. Come l'Irap e la ricerca e l'innovazione, una minore burocrazia "costosa e inefficace" e più concorrenza in alcuni settori dell'economia nazionale: i servizi pubblici locali, l'energia.

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Sindacati e imprese: dialogo per rilanciare la crescita (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 17 Sindacati e imprese: dialogo per rilanciare la crescita Cisl, Uil e Ugl disponibili. Marcegaglia: "Segnali subito" ? MILANO ? STABILITÀ e governabilità. Le reazioni di imprenditori e sindacati al risultato elettorale hanno un punto fondamentale in comune: adesso si passi rapidamente dalle promesse ai fatti perchè la congiuntura non è favorevole e la lista degli interventi per rimettere in pista l'Azienda Italia sembra non finire mai. I temi sui quali i sindacati vogliono impostare il confronto con il Berlusconi III sono quanto mai concreti: salari, pensioni e prezzi. " I CITTADINI reclamano risposte immediate ai problemi economici e sociali, a cominciare dai salari e dalle pensioni falcidiati dall'aumento dei prezzi, delle tariffe e delle tasse ? afferma il leader della Cisl, Raffaele Bonanni ? la nuova maggioranza dovrà dare subito segnali chiari sul fronte di una nuova politica economica e sociale, delle infrastrutture, del sostegno alle famiglie più deboli. La Cisl fornirà -?aggiunge, mostrandosi pronto a concedere un'apertura di credito unilaterale al prossimo Governo ? il proprio contributo autonomo e responsabile, per creare un clima favorevole alla concertazione tra Governo e parti sociali, e alla collaborazione tra maggioranza ed opposizione sulle riforme essenziali per uscire dalla fase di stagnazione e garantire la crescita". Sulla stessa lunghezza d'onda il leader della Uil, Luigi Angeletti. "Una politica per la crescita dell'economia ? dice ? deve partire da un aumento delle retribuzioni e della produttività. Dobbiamo uscire da questa trappola di bassi salari e bassa produttività". Le emergenze del Paese sono tante ? interviene il segretario generale dell'Ugl, Renata polverini ?: l'adeguamento di salari e pensioni, carovita, tasse, precarietà". La Cgil resta in silenzio in attesa della riunione di vertici prevista per oggi. Solo il segretario nazionale della Fiom Giorgio Cremaschi fa un commento politico: "una Caporetto per la sinistra italiana". Per lui i responsabili sono Veltroni, Bertinotti e i dirigenti, che devono dimettersi. Anche dal fronte imprenditoriale giungono richieste. "Servono segnali immediati ? ha affermato la presidente di Confindustrua, Emma Marcegaglia ?: defiscalizzazione degli straordinari, riforma dell'Irap e della burocrazia". L'elettorato ? sostiene il presidente di Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani ? ha premiato la scelta del Pdl per un Catasto che tassi le case sulla base dei loro redditi". MASSIMO Calearo, l'ex presidente di Federmeccanica eletto nelle liste del centrosinistra, festeggia l'avanzata del Pd a Vicenza dove è il secondo partito. "Siamo all'inizio di una strada che sarà in salita ma il fiato ce l'abbiamo", ha dichiarato, facendo capire che l'obiettivo potrebbe essere la presidenza della Regione Veneto. a. c.

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Dalle urne esce una destra radicale (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del Dalle urne esce una destra radicale Bruno Gravagnuolo Segue dalla Prima Dunque la sfida bipolare premia la destra che s'è sbarazzata di Casini, e non appare intaccata più di tanto dalla spina Santanché-Storace, che pure consegue un 2,4. Al Senato la vittoria della destra è larga, con circa 162 seggi contro 138. Seggi in più, che sono al di sopra dei 158 seggi canonici di maggioranza assoluta. Casini forse entra al Senato, ma non la Sinistra Arcobaleno che non entra nemmeno alla Camera, e cede il 7,5 sul piano nazionale, in prevalenza al Pd e forse alle astensioni. Polverizzati tutti gli altri. È un quadro inquietante quello che pare profilarsi in queste ore, e che consegna il Paese con ampio margine a Berlusconi e ai suoi alleati. È come se il popolo di centrodestra si sia definitivamente compattato a destra, ritrovando identità, bandiere e radicamento sugli interessi proprietari. E aggregato sul leader, che incarna tutto questo. Mentre il popolo di centrosinistra, pur cavalcando la scelta della moderazione e della mitezza, si sia sfrangiato. Facendo il pieno solo al suo interno: dalla sinistra radicale verso il Pd. E non sfondando né al centro, né nei settori della destra che si immaginava "delusa". Settori che confermano tutta loro fiducia populista e antistato alle ricette miracolistiche di chi afferma che è la sinistra, in quanto mentalità e storia, garanzie e diritti, ad essere la zavorra del paese. Naturalmente questa destra vittoriosa non sarà priva di problemi al suo interno. A comiciare dalla forza di ricatto della Lega, che premerà per un federalismo separatista e corporativo, col ripristino di alcuni punti qualificanti. Quelli della riforma istituzionale votati a maggioranza nella penultima legislatura, e bocciati dal referendum confermativo. Prime tra tutte le "competenze esclusive" in materia di polizia, scuola e santità. Mal compensate dalla clausola vaga dell'interesse nazionale e suscettibili di creare continui conflitti di competenze, e sprechi da burocrazia federale. Poi ci sarà An, che vorrà la sua parte, per dare ruolo identificabile a Gianfranco Fini e a se stessa, all'interno di un contenitore padronale e segnato dalla figura totalizzante del Berlusconi vittorioso. Come si concilieranno le pulsioni antieuropeiste e protezioniste, con il vincolo estero e di bilancio gravante sull'economia italiana? E al solito, come andranno d'accordo il liberismo conclamato di Berlusconi, viziato da dominio patrimonialistico e aziendale, con la difesa delle "sacche" dei ceti corporativi a cui An non ha mai rinunciato? Prevarrà ancora una volta la tentazione di scaricare tutto sulla "casta" dei sindacati, magari puntando sulla loro divisione su temi come il contratto nazionale e la precarietà? E però il nodo vero e proprio, quello riassuntivo dello scontro, sarà la forma dello Stato. All'interno di una stretta costituente che questa destra vincente vorrà rilanciare. Confortata dai numeri e dalle nuove posizioni di forza. Già se ne erano viste le avvisaglie alla fine di questa campagna elettorale. Con l'attacco al Quirinale, Ciampi e Napolitano. Ruoli e persone, ieri come oggi, "che stanno di là", e che ostacolano il dispiegamento dell'innovazione costituzionale che questa destra da sempre persegue. Innovazione imperniata su una riforma radicale dell'esecutivo. In chiave di "premierato forte" ed eletto direttamente, che può sciogliere le Camere appellandosi al popolo. Oppure in chiave presidenziale o semipresidenziale, e sempre a tutela di un'"unità federale" appaltata alla Lega: antisolidale e separatista. Naturalmente, nel caso di una messa in forma di questo tipo di prospettiva, verrebbe meno la funzione di garanzia dell'attuale presidente della Repubblica, eletto da una precedente maggioranza e spiazzato da una riforma che modifica a fondo il quadro costituzionale. La prima conseguenza, nelle intenzioni della destra, dovrebbe essere l'uscita di scena dell' inquilino del Colle, molto prima della fine del settenato. Ecco perché il vero banco di prova della nuova opposizione dovrà essere quello di farsi portavoce dell'interesse nazionale e costituzionale condiviso. Riaprendo i canali di comunicazione col paese, e tra paese e istituzioni. E negoziando un bipolarismo civile. Ma nel quadro di una democrazia parlamentare che non sacrifichi tutto sull'altare di un bipartitismo pattizio volto a bruciare ogni forza intermedia, e ogni alleanza possibile in futuro. Proprio per poter fronteggiare una destra ritornante e ormai senza più nemmeno l'argine del centro moderato.

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) ARREDO URBANO Vergognoso degrado del centro commerciale vicino alla Ro (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

AGENDA pag. 28 ) ARREDO URBANO Vergognoso degrado del centro commerciale vicino alla Ro... ) ARREDO URBANO Vergognoso degrado del centro commerciale vicino alla Rocca VORREMMO segnalare l'eccessivo degrado in cui si trova il centro commerciale vicino alla Rocca Brancaleone. Al momento tutte le attività sono in funzione a parte un negozio,che si presenta con la vetrina rotta. L'area del parcheggio è invasa da rifiuti di ogni genere e presenta anche qualche lampione rotto. Inoltre la parte coperta del parcheggio è diventata da qualche tempo un deposito privato. Siamo quindi nella zona tra il centro, la casa di cura San Francesco e il parco di Teodorico, senza dubbio un bel biglietto da visita per turisti e cittadini! Marco Beneventi Franco Baccarini Ravenna ) BUROCRAZIA Perché pagare 1,80 euro alla Sorit oltre alla cartella del Consorzio? QUEST'ANNO il Consorzio di Bonifica nella cartella di pagamento della Sorit riporta in più la cifra di euro 1,80 quale compenso spettante alla società di riscossione. Perché? Non era mai successo negli anni precedenti. Ho cercato diverse volte di mettermi in contatto con l'ufficio tributi del Consorzio, ma il telefono risulta sempre occupato. Molti cittadini si chiedono se questa riscossione da parte del Consorzio è per loro comodità; allora spetta al Consorzio pagare la Sorit, invece di tartassare i cittadini. Pure questa è un'altra bella truffa legalizzata, ugale a quella secondo la quale chi ha un appartamento in città deve pagare il Consorzio, che sappiamo fu costituito da alcuni gradi proprietari terrieri solo per lo scolo delle terre agricole e non per i fabbricati in città che in questo caso ci pensa il Comune con tutte le tasse che paghiamo. Questa tassa del Consorzio sui fabbricati è ora di abolirla per sempre e lasciarla solo per i terreni agricoli, come lo era una volta. Rosario Musumeci Ravenna ) TURISMO Oltre a presentare nuovi locali meglio organizzare la 'prevenzione' IL CIELO non fa pensare, ancora, all'estate. Ma gli operatori turistici, giustamente, hanno iniziato a prepararsi: rimettono a nuovo stabilimenti balneari e locali; organizzano le prime feste. Come quella di sabato a Punta Marina Terme. Tutto tranquillo, sorrisi, speranze per la stagione, nuovi alberghi in arrivo. Mi viene da fare però una domanda: quanti 'sceriffi', o buttafuori si stanno addestrando per i mesi clou? Sì, perché se adesso in città, io abito al mare, si fanno pattuglie di poliziotti per la zone vicino alla stazione, cosa si pensa di fare per i risultati degli happy hour, delle sbronze e delle feste? Mica dimenticarsi che l'anno scorso persone hanno perso la vita per automobilisti ubriachi e che avevano fatto uso di droga! Quindi, bene le feste, ma sulla 'scoperta' della spiaggia anche di notte, siamo sicuri che sia ancora una bella idea? In tutta onestà preferirei che i miei figli andassero a passare le serate in centro città, piuttosto che vicino a dove abitano! Spero che, oltre a fare iniziative per rilanciare le discoteche, ci si occupi anche di sicurezza. Lettera firmata Punta Marina Terme.

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Quei 170 abbonati alla frutta (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

PROVINCIA pag. 24 Quei 170 abbonati alla frutta Un'azienda di Savigno manda ceste di prodotti su prenotazione di FRANCESCO FABBRIANI SARÀ LA VOGLIA di rivincita dell'Appennino, sarà lo spazio lasciato libero dagli agricoltori negli anni Sessanta e rioccupato in molti casi in silenzio dalle generazioni successive, sarà la inesauribile fantasia dell'uomo nel ritrovare valenza economica dal proprio lavoro, sta di fatto che gli operatori dell'Appennino sono ancora una realtà e quelli giovani un drappello da seguire per le interessanti proposte e per la freschezza delle offerte che propongono ad un fortunato mercato di nicchia. Emblematico è l'esempio da Carlo Farneti che con la moglie opera nell'azienda agricola Ca' Battistini di Savigno. Farneti, con alcuni altri operatori dell'area, ha escogitato un singolare metodo di 'fornitura in abbonamento di prodotti agricoli' a favore di residenti in città. CON 10 EURO la settimana, assicura ad ogni abbonato una 'cassetta' di prodotti agricoli di stagione. Il tipo di prodotti è deciso dal venditore in base a ciò che in quella settimana viene a maturazione fra frutta, verdura ed altro. Il metodo è stato trovato conveniente da oltre 170 famiglie bolognesi che ogni settimana ricevono un ricco paniere di prodotti coltivati biologicamente. Il gruppo di operatori può quindi contare ogni settimana su circa 1700 euro, per circa 10 mesi l'anno. Con i tempi che corrono non è cosa da poco. "Potremmo avere più abbonati ? precisa subito Carlo ? non abbiamo ancora i prodotti sufficienti per soddisfare una richiesta maggiore dell'attuale. Ci stiamo attrezzando, ma il tutto deve rimanere nel limite della possibilità di produzione biologica dei nostri terreni". FARNETI aggiunge con soddisfazione: "Il lavoro qua è faticoso, ma anche gratificante". Il giovane agricoltore si sente pienamente realizzato anche perché accanto a lui, oltre la moglie, ha i tre figli, Dario di 4 anni, Anita di 9 e Alice di 16. Della soddisfazione data dal lavoro agricolo ci convince anche la visita all'azienda di Francesco Gheradi, a Montasico di Marzabotto. Ivano gestisce con il padre una stalla di circa 100 capi. La famiglia Gherardi ha impostato il lavoro in modo da essere autosufficiente. Ha persino munito l'azienda di un grosso mulino per macinare le granaglie con cui nutrire gli animali. Ma ciò che colpisce è l'affermazione del figlio Ivano, che collabora nell'azienda, il quale alla domanda di che cosa gli fa preferire l'agricoltura risponde: "La quantità di lavoro non è sufficientemente remunerata, ma c'è la certezza di una vita sana all'aperto e di avere sempre vicino la famiglia". I Gheradi puntano ora ad aprire un distributore di latte a Pian di Venola. Potrebbe dare un piccolo introito in più. Emblematico anche Gian Luca Cevenini di Sasso Marconi, che lavora 250 ettari di terreno da cui ottiene foraggi spaciali per l'alimentazione animale. "Siamo tormentati dalla burocrazia spesso ottusa e dalla presenza di tecnici spesso improvvisati, ma non ci viene tolto il piacere di autogestirci".

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Visite "intramoenia" il fatturato vola - michele bocci (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XI - Firenze Visite "intramoenia" il fatturato vola Lo specialista riceve in ospedale e ora dichiara il 30% in più MICHELE BOCCI E' boom per l'intramoenia in Toscana. Da quando i professionisti hanno chiuso gli studi privati convenzionati per fare la libera professione solo all'interno delle asl il fatturato è aumentato di circa il 30 per cento. Oggi sono le aziende sanitarie ed ospedaliere a prendere gli appuntamenti ed a gestire dal punto di vista amministrativo il sistema, e il lavoro cresce in modo sensibile. A trainare il sistema sono le tre aziende ospedaliere di Pisa, Siena e Careggi oltre alla asl fiorentina. In queste realtà dall'autunno scorso, quando è entrata in vigore la delibera regionale che prevede la fine dell'intramoenia "allargata", cioè svolta all'esterno delle strutture sanitarie pubbliche in base ad accordi presi con i singoli professionisti, ogni mese si registra una crescita compresa tra il 25 e il 30 per cento. Il dato riguarda le visite specialistiche, attività di gran lunga superiore, sia dal punto di vista dei numeri che per valore economico, rispetto agli interventi chirurgici e ai ricoveri. I soldi spesi dai toscani per farsi visitare da medici scelti da loro stessi erano circa 100 milioni l'anno che, se si va avanti con questa tendenza saliranno a 130. Sulla fine dell'intramoenia allargata l'estate scorsa i sindacati avevano attaccato la Regione. L'Anaao si era opposta all'avvio anticipato della riforma rispetto al resto d'Italia, aveva protestato per non essere stata coinvolta, assieme alle altre sigle, nella preparazione del cambiamento dicendo addirittura ai professionisti che se volevano potevano non chiudere i loro studi privati. Il clima adesso è più disteso, ci sono stati incontri in Regione e sono stati firmati protocolli. Ma perché l'intramoenia sta aumentando? Qualcuno ipotizza una riduzione del nero, ora impossibile perché le prenotazioni e i pagamenti passano dalle aziende; altri un aumento della richiesta di visite in libera professione o la crescita delle tariffe. "Lo avevamo detto che i cittadini a causa dell'aumento della burocrazia e quindi dei costi avrebbero speso di più - sostiene Carlo Palermo dell'Anaao - Comunque è importante che si vada avanti con questo processo. Forse bisogna lavorare ancora sulla possibilità di avere studi multipli". L'assessore alla salute Enrico Rossi respinge l'ipotesi dell'aumento delle tariffe: "Sono rimaste identiche - spiega - Secondo le stime entreranno 30 milioni in più nelle casse delle aziende, e quindi dei professionisti, soldi su cui si pagheranno regolarmente tutte le tasse". Rossi non parla esplicitamente di aumento dovuto alla riduzione dell'attività al nero. Ci sono però certi casi che fanno pensare a questa eventualità. Come quello di un professionista della Asl di Firenze che quando aveva il suo studio dichiarava mille euro al mese di intramoenia e adesso che lavora nelle aziende viaggia sui 14 mila. "L'operazione su questo settore va letta insieme a quella che ha azzerato l'attività aggiuntiva, i superstraordinari - dice Rossi - Nel regime di pubblico puro lavoriamo per far assumere e ridurre il lavoro straordinario, nella libera professione appoggiamo i medici, fornendo attività amministrativa e contabile".

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Ora comincia la rimonta - dall'inviato alessandra carini (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'ex leader di Federmeccanica non si scoraggia di fronte all'exploit del Carroccio. "Il mio dovere l'ho fatto" "Ora comincia la rimonta" Calearo: siamo riusciti ad aprire una breccia nel muro "Qualcuno dovrà riflettere sul fatto che il partito di Bossi è primo in regione. Galan? Fossi al suo posto andrei a Roma, ma credo che alla fine non lo farà" DALL'INVIATO ALESSANDRA CARINI VICENZA. "Il muro non è caduto, ma abbiamo aperto una breccia dove far scorrere dell'acqua che potrà abbatterlo fra qualche anno". Massimo Calearo ha al collo la sua sciarpa portafortuna, quella che ha indossato per tutta la campagna elettorale e che portava al momento della chiusura del contratto dei metalmeccanici. E qualche chance il suo amuleto deve avergliela data. Nel quartier generale del candidato che è stato una delle novità clamorose di questa campagna elettorale nordestina e nazionale, che fino a pochi giorni fa aveva tradotto in un eloquente "podémo fàrghea" il motto veltroniano del "we can", non c'è solo aria di sconfitta. Perché i dati che escono dagli schermi accesi in sala registrano alcune sorprese. A Vicenza il Partito Democratico ha risultati strabilianti per una città da sempre di destra. Chi l'aveva mai visto un Partito Democratico al 33% e al primo posto in città? "Io il mio dovere l'ho fatto" dice Calearo, per nulla intimorito dalle facce buie che si susseguono sugli otto schermi televisivi piazzati nella sala di un hotel di Vicenza trasformato per l'occasione nel suo quartier generale. Nei talk show a raffica che, visti tutti insieme così sembrano anche un po' ridicoli, compaiono infatti i cartelli delle previsioni con i dati della sconfitta, o, meglio la fine del sogno del "we can", veltroniano. Passa di lì a commentare Gigi Coppiello, sindacalista-intellettuale, che citando le valutazioni di un vecchio collega e funzionario del Pci che da qualche giorno aveva indovinato i pronostici e il vento freddo del Nord sentenzia: "è la paura che porta questi risultati. Il Paese è fermo, non sa dove andare e si rifugia nella Lega, a difendere quel che si ha". Sono considerazioni che on sfiorano per adesso Calearo, sostenuto dalla sua attivissima compagna, Maria Pia, corsa anche lei a vedere i risultati. L'exploit della Lega Nord non sembra scoraggiarlo. E per non smentire il suo refrain, e cioè che un imprenditore deve essere sempre ottimista, dice convinto: "Da adesso in poi si lavora e comincia la rimonta". Una rimonta che parte dai guai, si fa per dire, altrui, magari quelli del suo primo rivale, Giancarlo Galan, assediato da una Lega che è poco meno di una valanga a Vicenza, dove si vota anche per il Comune, e in Regione, dove si devono decidere le sorti della sua eventuale successione. "La Lega è il primo partito del Veneto, qualcuno dovrà pure riflettere sui suoi errori" dice Calearo ironico riferendosi a quella che ritiene la seconda sconfitta di queste elezioni, e cioè la perdita di peso di Forza Italia e i guai che si porterà dietro nel governo della Regioni del Nord, in primo luogo di Galan che sa che o il Veneto o la Lombardia o entrambe dovranno fare i conti con il successo della Lega. "Se fossi al suo posto andrei a Roma, ma non lo farà" preconizza Calearo. Ma in cuor suo spera che Galan resti a presidiare la Regione per dare il tempo e una chance di preparare tra due anni una successione che rimetta in gioco in qualche modo il Pd. Nel caso in cui se ne dovesse andare adesso e dovesse arrivare la Lega, come ci si aspetta dato il risultato delle urne, se ne riparlerà chissà quando. Lui del resto, che dice di non aver votato mai leghista, ma che tra i leghisti ha avuto sempre molti amici, ha già pronti gli slogan da portare a Roma. "Da domani si comincia: federalismo e burocrazia... federalismo e burocrazia... federalismo e burocrazia... poi vediamo chi alla fine la vincerà". E "l'inizio di uno step by step che metteremo insieme da domani, è un percorso che ho intenzione di cominciare a battere per fare crescere i consensi". Arriva la telefonata di Ettore Riello, che Calearo chiama amichevolmente con il diminutivo Rino: "Ci hanno messo contro, ma noi siamo amici". "Dai... - incita Calearo - faremo gli interessi del Veneto a Roma" gli dice. Ma dall'altra parte, con l'ironia che è solita, Ettore-Rino risponde che deve fare prima i conti se alla fine ce la farà. Con le performance della Lega in Veneto chissà se ci arriva. Calearo almeno il posto ce l'ha e ben saldo. "Per me le cose restano come prima: avevo detto che andavo a Roma a rappresentare questo territorio e così farò, con gli altri veneti, con chi vuole trovare dei punti comuni nel programma: il Partito Democratico è giovane deve avere tempo per far capire la sua novità". Arriva un uomo con impermeabile e, sotto, la tuta da ginnastica anche lui a cercare di capire che cosa è successo nelle urne. è il suo "personal trainer". "Giuro che tra poco torno in palestra" gli dice. Le valigie le ha già pronte, un "rifugio" anche: a Roma per adesso andrà dai preti, da suo zio gesuita che ha promesso di trovargli una sistemazione. Non è certo il massimo per chi si era già iscritto alla guida di un ministero. Ma per cominciare a sperimentare le "gioie" della politica può essere abbastanza.

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Exlibro - luciano vandelli (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XV - Bologna EXLIBRO La Waterloo del grande manager LUCIANO VANDELLI Vari giornali hanno riportato, in questi giorni, l'episodio del grande manager che esortava suoi giovani allievi a fare come Napoleone a Waterloo. Senza che nessuno dei presenti, del resto, sollevasse alcuna obiezione. Episodio che provoca la massima riprovazione: non tanto, credo, perché lascia intravedere voragini di ignoranza storica, quanto per il fatto, molto specifico, che proprio Napoleone rappresenta un punto di riferimento essenziale precisamente per lo studio delle tecniche di management. Per averne una riprova, è sufficiente dare un'occhiata all'ampia produzione di libri destinati, appunto, a manager: dove il modello Bonaparte imperversa. Prendete, ad esempio, Napoleone e il management (Etas), in cui un guru di queste discipline, Jerry Manas, analizza, uno per uno, metodi e punti di forza dell'Imperatore: spiegando, con significativi esempi, le relazioni tra capacità diplomatiche e marketing, doti di comando e team building, ampiezza di analisi e planning. Insomma, se dovete prendere un modello, meglio prendere uno che ha gestito 50 campagne vittoriose, nel contempo realizzando strade, porti e infrastrutture di ogni tipo, e adottando riforme fondamentali, dal codice civile alla burocrazia. Aspiranti carrieristi, ispiratevi dunque a Napoleone: a patto di tenere ben distinti i grandiosi trionfi dalle colossali batoste. SEGUE A PAGINA V.

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La lega a valanga nel nord - gigi furini (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Carroccio detta le condizioni e chiede di salvare Malpensa. "Siamo il nuovo partito dei lavoratori" La Lega a valanga nel Nord Raddoppia i parlamentari. Ora Bossi è decisivo Il trionfo del senatùr "Vogliamo subito il federalismo" GIGI FURINI MILANO. La festa comincia alle tre in punto, quando radio e tivù danno le prime proiezioni. La Lega raddoppia i suoi voti, poco ci manca. Ottiene un risultato straordinario, soprattutto in Lombardia e Veneto. E così si raddoppia anche il numero dei parlamentari. In via Bellerio, quartier generale del partito, Umberto Bossi arriva nel primo pomeriggio ma si concede ai giornalisti solo in serata, quando i dati sono più chiari e la vittoria appare più netta. A notte il senatùr scappa ad Arcore a festeggiare la vittoria con Berlusconi. "Ci hanno votato i lavoratori. Siamo noi il nuovo partito di chi lavora". Sono le prime parole del Senatùr davanti ai microfoni. E nessuno riesce a dargli torto. Un successo così forte può venire solo se il partito è davvero impegnato in mezzo alla gente. E' quanto dicono a Radio Padania, collegata dal primo pomeriggio con tutte le sezioni del Carroccio, con i sindaci e gli amministratori. Bossi non dice molte parole, la sua salute non gli consente più i lunghi e impetuosi comizi di un tempo. Però il leader e fondatore del Carroccio è lucidissimo. Parla di Veltroni. "Era evidente che perdeva, non è bastato il pullman pitturato di verde". Quindi, sollecitato dai cronisti, la domanda che terrà banco in Parlamento nei prossimi cinque anni. Davvero la Lega sarà sempre fedele a Berlusconi? Davvero non alzerà il prezzo e resterà incollata al Popolo delle libertà e ai voleri dei Cavaliere? "Berlusconi è un amico - dice - e noi abbiamo sempre mantenuto la parola, lui non sarà mai ostaggio. Noi non conosciamo questa parola". "Noi - ripete - teniamo fede ai patti. Abbiamo fatto un programma con Berlusconi e a quello ci atterremo". Tutto qui? No. "Il Nord vuole il federalismo, i nostri sindaci, i nostri amministratori, devono sempre andare a Roma a chiedere soldi. Non è giusto, questa storia deve finire. Intanto ci batteremo da subito per avere il federalismo fiscale". Nessuno ha voglia di approfondire. "La gente - riprende Bossi - ha voglia di riforme e di federalismo. Non ne può più della burocrazia romana. La gente vuole un Paese diverso, che funzioni meglio, vuole un Paese più democratico e federalista". Si parla anche di Alitalia e di Malpensa. Bossi non traccia strategie, ma parla di Malpensa. "L'aeroporto - dice - si trova al centro di un'area molto appetita. Se non ci sarà Alitalia arriveranno altri vettori. E comunque, finora, Alitalia è stata in piedi con i soldi che venivano da Milano. Adesso Malpensa torna in gioco, vedremo nei prossimi giorni". Adesso il gran capo ha voglia di fare due conti. Vede, sui monitor, che il Pdl arriva alla Camera al 35,6%. meno di quanto hanno preso nel 2006 Forza Italia e Alleanza Nazionale che erano alleate ma correvano divise. E allora spiega che "la Lega ha fatto la differenza tra Pd e Pdl". Arriva anche un altro dato: il Carroccio a Montecitorio avrà 47 deputati. Per questo vuole festeggiare, imbraccia una spada di legno e battezza a mo' di cavalieri alcuni presenti, primi fra tutti gli organizzatori della campagna elettorale. Invece, quando arriva il dato del Senato, si alzano i calici per un piccolo brindisi: la Lega passa dal 4,4% all'8,2%, quasi il doppio. Più in particolare, la Lega ottiene il 17% nel collegio Lombardia 1 (Milano e provincia), il 19,3% nella fascia sud della Regione (Pavia, Lodi, Cremona, Mantova) e addirittura il 28,3% nel collegio Lombardia 2 (Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia). Un dato che si potrebbe riassumere nel 21,8% ottenuto al Senato in Lombardia (collegio unico). I dati in arrivo dal Veneto fanno scattare un applauso: 26,8%, appena una manciata di voti meno del Pdl.

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Il sollievo di Fini: <Avanti col partito unico, nessuna Camera al Pd> (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 6 Il sollievo di Fini: "Avanti col partito unico, nessuna Camera al Pd" SUPERATI I VOTI DI AN E FI ? ROMA ? UNA SCOMMESSA vinta. Da Silvio Berlusconi e da Gianfranco Fini. Non tanto e non solo per il risultato elettorale che riporta a Palazzo Chigi il leader del centrodestra, quanto per i tempi e i modi che lui stesso ha imposto, prima alla crisi del governo Prodi, poi alla campagna elettorale contro un avversario che sembrava in grado di rimontare ogni giorno di più. Invece no: ha vinto anche e soprattutto la scelta di Berlusconi di puntare tutto sul nuovo partito, un nuovo simbolo, un nuovo nome. Un azzardo assoluto per l'Italia. Berlusconi ha sparigliato e gli italiani lo hanno premiato. Anche al di là delle previsioni più ottimistiche. E Gianfranco Fini, a tarda notte, prova a tirare le somme: "Non c'è stata nessuna emorragia di voti da An o Fi. Il risultato del Pdl va oltre la somma aritmetica dei voti di Fi ed An alle ultime politiche". E, dunque, "sono molto soddisfatto dal risultato del Pdl: la scelta di fare un passo indietro per privilegiare un progetto politico è stata compresa dagli elettori". COLPISCE, infatti, il dato del Senato dove il Pdl, da solo, ha superato il 38-39 per cento e alla Camera s'aggira sul 38,5 per cento. Alle politiche di due anni fa, la somma delle percentuali di FI e di An era, al Senato, del 36,4 (24 FI e 12,4 An). Un balzo di quasi quattro punti percentuali, la conferma di un elettorato che evidentemente è coeso e determinato. Pronto, in pratica, a rinunciare alle proprie precedenti identità e a seguire la nuova strada avventurosamente progettata da Berlusconi. Ma c'è dell'altro: nel calcolo di voti in entrata o in uscita per il Pdl, va inserito un altro dato: quel 2,4 per cento circa che La Destra di Storace e Santanchè ha raccolto sottraendolo alla coalizione nella quale erano inseriti due anni fa. UN ELEMENTO per confermare che la diaspora a destra non ha danneggiato il Pdl, anzi. Alle conferme nelle regioni del Nord, dove la Lega si è spesso collocata come terzo partito, e il Pdl s'è quasi sempre imposto come primo partito, dal Friuli al Veneto, dalla Lombardia al Piemonte, vanno aggiunti i successi nelle regioni strappate al centrosinistra, dalla Puglia, alla Campania, alla Calabria, al Lazio. Un segnale che conferma come l'elettorato del centro destra ormai s'è spalmato in modo uniforme, incurante delle latitudini e degli interessi spesso diversi del loro elettorato. Un segnale forse di un voto "contro" (Prodi, Veltroni, il centrosinistra), ma sicuramente anche un vento che ha attraversato la penisola, da Nord a Sud. SI VEDRÀ con le prime decisioni del nuovo governo Berlusconi (non solo il federalismo fiscale) se il collante terrà sul fronte leghista. Un uomo chiave, come il berlusconiano Maurizio Sacconi, ha già chiesto "meno tasse, meno burocrazia, meno Stato per il Lombardo ? Veneto", come a spianare la strada del futuro rapporto tra Pdl e Lega. I problemi di compattezza potrebbero nascere solo se qualche settore della nuova maggioranza (per ragioni di microgruppo, di bottega) dovesse porsi di traverso rispetto alle aspettative di Bossi. PER FINI, però, sarebbe una vana speranza della sinistra quella di un conflitto con la Lega. "Governeremo cinque anni ? assicura ? Lo abbiamo già fatto. Quanto alla possibilità di dare la presidenza di una Camera all'opposizione, avevamo detto che con una maggioranza ampia alla Camera e al Senato non avremmo percorso questa strada". Questo non toglie che sulle riforme ci possa essere un significativo dialogo con il Pd. "Dipende da Veltroni e dall'opposizione", chiude Fini. Ugo Bonasi.

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Bossi: <Adesso siamo noi il nuovo partito di chi lavora> (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 15-04-2008)

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3 IN ITALIA martedì 15 aprile 2008 La Lega festeggia il successo elettorale e il Senatur promette: ci batteremo da subito per il federalismo fiscale Bossi: "Adesso siamo noi il nuovo partito di chi lavora" MILANO - La festa comincia alle tre in punto, quando radio e tivù danno le prime proiezioni. La Lega raddoppia i suoi voti, poco ci manca. Ottiene un risultato straordinario, soprattutto in Lombardia e Veneto. E così si raddoppia anche il numero dei parlamentari. In via Bellerio, quartier generale del partito, Umberto Bossi arriva nel primo pomeriggio ma si concede ai giornalisti solo in serata, quando i dati sono più chiari e la vittoria appare più netta. Quando ormai è notte il senatùr scappa ad Arcore a festeggiare la vittoria con Berlusconi. "Ci hanno votato i lavoratori. Siamo noi il nuovo partito di chi lavora". Sono le prime parole del Senatùr davanti ai microfoni. E nessuno riesce a dargli torto. Un successo così forte può venire solo se il partito è davvero impegnato in mezzo alla gente. E' quanto dicono a Radio Padania, collegata dal primo pomeriggio con tutte le sezioni del Carroccio, con i sindaci e gli amministratori. Bossi non dice molte parole, la sua salute non gli consente più i lunghi e impetuosi comizi di un tempo. Però il leader e fondatore del Carroccio è lucidissimo. Parla di Veltroni. "Era evidente che perdeva, non è bastato il pullman pitturato di verde". Quindi, sollecitato dai cronisti, la domanda che terrà banco in Parlamento nei prossimi cinque anni. Davvero la Lega sarà sempre fedele a Berlusconi? Davvero non alzerà il prezzo e resterà incollata al Popolo delle libertà e ai voleri dei Cavaliere? "Berlusconi è un amico - dice - e noi abbiamo sempre mantenuto la parola, lui non sarà mai ostaggio. Noi non conosciamo questa parola". "Noi - ripete - teniamo fede ai patti. Abbiamo fatto un programma con Berlusconi e a quello ci atterremo". Tutto qui? No. "Il Nord vuole il federalismo, i nostri sindaci, i nostri amministratori, devono sempre andare a Roma a chiedere soldi. Non è giusto, questa storia deve finire. Intanto ci batteremo da subito per avere il federalismo fiscale". Nessuno ha voglia di approfondire. "La gente - riprende Bossi - ha voglia di riforme e di federalismo. Non ne può più della burocrazia romana. La gente vuole un Paese diverso, che funzioni meglio, vuole un Paese più democratico e federalista". Si parla anche di Alitalia e di Malpensa. Bossi non traccia strategie, ma parla di Malpensa. "L'aeroporto - dice - si trova al centro di un'area molto appetita. Se non ci sarà Alitalia arriveranno altri vettori. E comunque, finora, Alitalia è stata in piedi con i soldi che venivano da Milano. Adesso Malpensa torna in gioco, vedremo nei prossimi giorni". Adesso il gran capo ha voglia di fare due conti. Vede, sui monitor, che il Partito delle libertà, arriva alla Camera al 35,6% meno di quanto hanno preso, nel 2006, Forza Italia e Alleanza Nazionale che allora erano alleate ma correvano divise. E allora spiega che "la Lega ha fatto la differenza tra Pd e Pdl". Arriva anche un altro dato: il Carroccio a Montecitorio avrà 47 deputati. Per questo vuole festeggiare, imbraccia una spada di legno e battezza a mo' di cavalieri alcuni presenti, primi fra tutti gli organizzatori della campagna elettorale. Invece, quando arriva il dato del Senato, si alzano i calici per un piccolo brindisi: la Lega passa dal 4,4% all'8,2%, quasi il doppio. Più in particolare, la Lega ottiene il 17% nel collegio Lombardia 1 (Milano e provincia), il 19,3% nella fascia sud della Regione (Pavia, Lodi, Cremona, Mantova) e addirittura il 28,3% nel collegio Lombardia 2 (Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia). Un dato che si potrebbe riassumere nel 21,8% ottenuto al Senato in Lombardia (collegio unico). I dati in arrivo dal Veneto fanno scattare un applauso: 26,8% (una manciata di voti in meno del Pdl). Fuori piove a dirotto mentre i computer sfornano altre cifre: 8,2% in Trentino, 13% in Friuli, 8% in Emilia Romagna, 7,9% in Liguria, 8,7% in Piemonte. Gigi Furini © LIBERTA' © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti sono riservati Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA 01447930338.

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Sempre meno votanti: calo dell'8,89 per cento nel capoluogo (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Lucca)" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ELEZIONI pag. 5 Sempre meno votanti: calo dell'8,89 per cento nel capoluogo ALLE URNE PERCENTUALE DEL 79,6 A LIVELLO PROVINCIALE E DEL 77,88 A LIVELLO DI COMUNE E' UNA SVOLTA. Dopo 11 anni dalla conquista di Palazzo Ducale da parte di Andrea Tagliasacchi, il centrosinistra cede il primato provinciale al centrodestra. Questo il dato complessivo sommando i risultati dei due schieramenti nei 35 comuni della Lucchesia. La distanza percentuale è sensibile: 43,35 per cento per il Pdl; 39,67 per cento per il Pd. Per raggiungere la soglia del 50 per cento ci sono, sul fronte Pdl, il 5,40 per cento dei consensi dell'Udc, e il 3,54 per cento della Destra-Fiamma tricolore: si arriva così a quota 52,29 per cento, che non lascia spazio anche a una maxicoalizione che riunisca tutte le altre liste. Naturalmente si tratta soltanto di una proiezione, solo di un'ipotesi partendo dal dato emerso nelle elezioni di domenica e di ieri sulla realtà locale. Concretamente non sarà questa proiezione a modificare la maggioranza che governa a Palazzo Ducale. Il vero effetto concreto è dato dalle dinamiche che potrebbero sorgere all'interno di una coalizione che comprende anche Comunisti italiani e Rifondazione comunista, ovvero partiti che oggi sono scomparsi dal Parlamento nazionale, mentre non sono presenti in giunta rappresentanti della Lista Di Pietro, che si è ben affermata a livello nazionale ma anche sul piano locale con un notevole 3,34 per cento. D'altra parte è cambiato il riferimento nazionale di cui ha sicuramente beneficiato in questi primi due anni la giunta Baccelli. Con il ritorno di Berlusconi a Palazzo Chigi appare facile prevedere un rinnovato asse fra il Governo nazionale e i Comuni della Lucchesia che sono governati dal centrodestra, scavalcando se necessario la Provincia e la Regione. Intanto vogliamo segnalare una curiosità. Nel seggio dell'asilo di Camigliano una giovane lucchese, residente però ad Helsinki per motivi di lavoro, ha rischiato di non poter votare per un ritardo della burocrazia. Il Comune di Capannori infatti, come lei stessa ci ha detto, "pur essendo stato avvisato dall'ambasciata di Helsinki della mia scelta di votare a Lucca, che è un mio diritto, non ha comunicato il mio nome al seggio. Il Comune ha trattato me e mia madre con sufficienza, infastiditi da questo 'inghippo' . Sono andata al seggio ieri mattina alle 10 e alle 15 ancora non avevo votato. Ho detto che non me ne sarei andata senza fare il mio dovere. Solo dopo le 15 il Comune ha trovato una soluzione e mi hanno fatto votare. Roba da pazzi". Paolo Mandoli.

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Jack Lang: anche il teatro rende l'Europa più unita (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'ex ministro francese della Cultura al Premio di Salonicco "Economia e burocrazia non bastano. Serve un progetto alto" Jack Lang ? il ministro europeo della Cultura più famoso, per dieci anni nei governi socialisti della Francia di Mitterand ? non ha resistito al richiamo del Premio Europa del Teatro. C'era da premiare il suo amico Patrice Chéreau. Ma forse c'era anche il fascino di una rimpatriata, visto che Lang ha contribuito ai primi anni del Premio, presiedendone anche la giuria. Gli abbiamo rivolto alcune domande. Che ruolo può giocare il Premio Europa, nella costruzione di una cultura europea? "Un ruolo importante, il ruolo che il teatro ha sempre avuto in una società civile. Credo che Patrice Chéreau incarni alla perfezione l'ideale di un artista e intellettuale europeo, curioso e entusiasta, pronto a mettersi in gioco e a raccogliere ogni sfida: lo dimostrano la sua carriera e la sua collaborazione con istituzioni teatrali di molti paesi diversi, dalla Francia all'Italia, dalla Germania alla Gran Bretagna. Comunque, i premi sono sempre e soltanto la punta dell'iceberg". Cosa intende? "Iniziative come queste hanno bisogno di un contesto. L'Europa in questo momento è ferma. L'economia non basta, la burocrazia neppure: non si può pensare di far ripartire l'integrazione dall'alto, in modo dirigista. Serve un progetto alto, in grado di coinvolgere tutti. E per concepirlo e realizzarlo serve una nuova classe dirigente". Con quali equilibri, tra l'Ovest fondatore e l'Est di recente ammissione nell'Unione Europea? "La risposta viene dal luogo dove ci troviamo, la Grecia, il punto d'incontro tra Oriente e Occidente. Abbiamo bisogno gli uni degli altri. È molto importante. Del resto, direi che il Premio Europa indichi, nel suo campo, la stessa direzione: i premiati vengono da tutti gli angoli d'Europa e sono artisti che dialogano e progrediscono scambiandosi esperienze e punti di vista. Il processo europeo, nel concreto, è questo". E alla dodicesima edizione del Premio Europa per il Teatro, che domenica a Salonicco ha ufficialmente distribuito i suoi riconoscimenti, c'è stato spazio per tutti: il teatro di regia, la danza contemporanea, la ricerca di nuovi linguaggi, l'Est Europa rampante e quello ancora oppresso. Ma questo è un Premio diverso dagli altri, non foss'altro perché sostenuto formalmente dalla Commissione e dal Parlamento Europeo (e seguito da 200 giornalisti di tutto il mondo): così c'è un filo che unisce i diversi vincitori, pur nelle loro differenze e c'è un significato che va oltre lo stretto ambito teatrale. Lo si avverte anche solo scorrendo i nomi dei premiati al Teatro Vassiliko, la seconda sala del Teatro Nazionale della Grecia del Nord, che per il secondo anno consecutivo ha ospitato la manifestazione: tra gli intervenuti, il ministro greco della Cultura Michalis Liapis e gli ex-ministri francesi Jack Lang e Catherine Tasca. La massima categoria del Premio va a un regista-attore inquieto e idiosincratico come il francese Patrice Chéreau. Talento precoce e tenace, Chéreau è esponente della generazione che, dopo maestri come Giorgio Strehler e Peter Brook, ha allargato l'ambito del teatro di regia europeo tra prosa e lirica, fino al cinema. Poi c'è la categoria Nuove Realtà. Sfilano gli irriverenti e geniali Rimini Protokoll. Viene premiata la coreografa tedesca Sasha Waltz. Prende il premio il polacco Krzysztof Warlikowski, la cui ricca formazione internazionale si rivolge ora a un pubblico nazionale da svecchiare e magari scandalizzare. E c'è ? menzione speciale della giuria presieduta dal critico italiano Franco Quadri ? il Belarus Free Theatre, voce dell'opposizione democratica in Bielorussia: il loro teatro è la necessità di parlare là dove tutti sono costretti a tacere, rischiando in in prima persona per affermare i diritti umani. Il più vecchio (Warlikowski) ha 46 anni, i più giovani i Rimini Prokoll e i Belarus (i leader non superano i 38 anni). Il risultato non è un qualsiasi giro d'Europa. È invece la composizione delle tante identità che compongono il vasto mosaico di una cultura aperta e plurale. Chéreau rappresenta (per origini, formazione e carriera) il cuore franco-italo-tedesco che ha elaborato l'idea stessa di un teatro (e un'identità) europea. I Rimini Protokoll introducono la ricerca di linguaggi nuovi, che rifonda l'estetica teatrale. La Waltz esplora una nuova concezione del corpo poetico, radicandola nella tradizione musicale. Warlikowski è la Polonia modernista, che morde il freno per correre testa a testa con l'occidente. Il risultato è un quadro composito, diverso nelle inflessioni linguistiche e nelle urgenze etico-estetiche, ma che condivide una piattaforma comune. Il Premio Europa è questo: la definizione anno per anno di uno spazio comune, la ricognizione di un carattere di fondo, la presa di coscienza di un destino condiviso, tollerante ed interdipendente. In questo contesto, assume un fortissimo valore simbolico l'assegnazione di un premio speciale ai Belarus Free Theatre: per loro si sono mobilitati i drammaturghi Harold Pinter (Premio Nobel), Tom Stoppard (Premio Oscar) e Vaclav Havel, eroe del dissenso antisovietico e primo presidente della Repubblica Ceca. Il premio al Free Theatre fissa l'estremo confine di quello spazio comune a cui si accennava. È la linea invalicabile che neppure la tollerante e talvolta lassista Europa può oltrepassare: democrazia e libertà sono inconciliabili con tirannidi vere o mascherate. L'Europa politica può essere costretta alla prudenza, quella della cultura parla forte e chiaro. E sceglie da che parte stare. Pier Giorgio Nosari.

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<Voti alla Lega, protesta contro il sistema> (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'intervista Dario Denicolò, presidente degli artigiani: "Il Pdl parla di più la nostra lingua" "Voti alla Lega, protesta contro il sistema" "L'exploit della Lega? La protesta contro un sistema che non va più". Dario Denicolò, presidente dell'Associazione Artigiani del Trentino, 12 mila aziende associate, commenta i risultati elettorali nel tardo pomeriggio di ieri, quando i dati sono ancora parziali ma le tendenze appaiono già evidenti. La sua chiave di lettura non è legata solo alle vicende italiane: "Aziende, piccole imprese, famiglie sono tutte in difficoltà, una difficoltà globale, che sta toccando tutti i territori. Bisognava dare una svolta, tanti partiti non hanno colto questa necessità". Hanno vinto coloro che a questa difficoltà hanno provato a offrire una risposta. Presidente Denicolò, i risultati mostrano il Popolo della Libertà in testa e, in particolare, una forte crescita dei consensi alla Lega Nord. "L'exploit della Lega, per quanto mi riguarda, era da mettere in conto. Mi sembra di poter dire che ha avuto il voto dei giovani, ma anche degli anziani. Un voto di protesta contro un sistema che non va più. Di fronte alla difficoltà globale, che sta toccando tutti i territori, bisogna fare alcune scelte". Ad esempio? "Snellire l'apparato burocratico-istituzionale. Non possiamo più sopportare il peso della politica e dei costi della politica". Su questo c'erano differenze tra i due schieramenti principali? "Il Popolo della Libertà parla un po' più la nostra lingua rispetto al Partito Democratico. Per le aziende sono cose molto importanti la defiscalizzazione della tredicesima, degli straordinari, il pagamento dell'Iva alla riscossione della fattura. Sono misure necessarie per resistere alle difficoltà. Su questo c'è stata poca attenzione in campagna elettorale, ma il Pdl, o almeno il suo leader, si è detto a favore". Cosa ha giocato invece contro il Pd? "Sicuramente i due anni di governo con Padoa Schioppa e Visco. Ci hanno dato colpi micidiali e ci hanno demonizzato. In tutte e due le ultime Finanziarie hanno colpito il settore più importante dell'economia italiana, quello delle piccole imprese, che sono il 99% del totale. Visco lo abbiamo incontrato più volte, ma non c'era verso di fargli comprendere i nostri problemi". Il nuovo governo di centrodestra sarà più disponibile? "A dire la verità, io auspicherei la grande coalizione, perché il Paese ha bisogno di scelte pesanti, di chiudere enti inutili, di sburocratizzare, di portare la burocrazia e la fiscalità a livello europeo. Non abbiamo armi per combattere nella globalizzazione". La minaccia quindi arriva da fuori? "Già dai paesi dell'Europa dell'est, anche se sono dentro l'Unione Europea, ci arriva una concorrenza spietata. Col governo uscente c'era completa incomprensione su questi problemi. Se ora lo capiscono, dovranno prendere decisioni importanti e sostenerci". Comunque vadano i duelli elettorali, anche in Trentino Pdl e soprattutto Lega hanno accresciuto i loro voti. C'è insoddisfazione anche qui da noi verso il governo provinciale? "Mi sembra che in Trentino ci sia una situazione più equilibrata. La Lega chiede il federalismo fiscale, ma qui lo abbiamo già, anzi le altre regioni ce lo invidiano. Il problema, semmai, è difendere l'autonomia, che nel complesso abbiamo utilizzato bene, anche se a volte va a supporto solo di certi settori e non di tutti. C'è una spinta al rinnovamento del quadro politico, ma anche la richiesta di garantire l'autonomia speciale". 15/04/2008.

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Boso: <La Margherita perde i suoi petali> (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Boso: "La Margherita perde i suoi petali" " Con na sbèrla cosìta la Margherita l'ha trato tuti i petali in tèra ". Ne ha per tutti Obelix, Enzo Erminio Boso, separatista, indipendentista. O forse no, comunque tra i fondatori della Lega trentina. Lui è un popolano e arriva al Commissariato con due mele che sbocconcella. E da popolano pensa ai voti popolari. "Oggi il popolo sovrano - attacca - ha dato lo sfratto al centrosinistra in Trentino". Sorride, parla alto. Non lo ferma nessuno. "Oggi è stato dimostrato che solo la Lega sa interpretare i bisogni del popolo più umile". E la sinistra, Boso? "La sinistra ormai da tempo è arrivata al potere e lì è rimasta prigioniera degli uffici, della burocrazia, delle poltrone". Ma allora, siete voi la sinistra? La Lega è di sinistra? "Noi siamo a sinistra della sinistra per i bisogni della gente e a destra della destra per la difesa delle tradizioni". Secondo lei avete pescato voti anche a sinistra? "Ma scherza? La Sinistra arcobaleno non entra nemmeno in parlamento! Quando il popolo di sinistra non va a votare per la sinistra, allora vota Lega Nord". Come festeggerà questa vittoria Boso? " Come magnar polenta e formài frito ". E il suo ruolo quale sarà? Non fuori dai giochi! "Io sono il vecchio saggio e consiglierò i miei vertici, Divina, Fugatti e Savoi. Facendo il moderato". Fuori dai giochi? "Boso, sai, ha tante opportunità: quella di essere il primo in lista per le provinciali, o candidare alle europee. O ancora essere primo in lista in qualche Comune. Io sarò dove la Lega Nord mi vorrà. Dicono: "Boso vai" ed io vado come un soldato di Pontida". Tra qualche mese ci saranno le elezioni provinciali Boso e il centrodestra non ha ancora un leader . O ce l'ha, visto il risultato di oggi della Lega? "La Lega vuole, pretende, che il leader della coalizione sia suo. Chi? Uno della Lega". Alessandro Savoi sta combattendo per un posto alla Camera, potrebbe avverarsi il sogno del terzo seggio per la Lega. "Stiamo arrivando a 50.000 voti e mancano ancora delle sezioni da scrutinare alla Camera. Savoi potrebbe proprio essere il secondo deputato della Lega". Tirando un brutto scherzo a Malossini. "Che però potrebbe essere ripescato nel calderone del maggioritario nazionale". Non parla piano Boso, urla col suo vocione. Ma con un successo di queste proporzioni la Lega Nord deve conquistare un portamento, diciamo così, governativo. Ecco allora che al Commissariato arrivano due giovanissimi leghisti, puliti, elegantini. Qualcuno li presenta ai giornalisti: "Il partito è fatto anche di giovani, se non soprattutto di giovani. E ormai siamo una delle poche formazioni politiche che a livello nazionale può portare i giovani nelle piazze". Già, il Sessantotto sta a sessantottomila anni luce di distanza da oggi. 15/04/2008.

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Il d-day dell'on. Calearo E ora in Parlamento a rompere le scatole (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL CANDIDATO. L'EX PRESIDENTE DEGLI INDUSTRIALI DURANTE LA NO-STOP DEL PD A VICENZA Il d-day dell'on. Calearo "E ora in Parlamento a rompere le scatole" di Alessandro Mognon Immancabile sciarpetta di seta marroncina portafortuna, arriva allegro sfoggiando un super sorriso. Neanche fosse Berlusconi: "Tranquilli, siamo il primo partito di Vicenza...". Il Pd non ce l'ha fatta ma Massimo Calearo sì. In tutti i sensi: eletto deputato, candidato in un Veneto e da una Vicenza che vede uno dei migliori risultati del Partito democratico dal medioevo a oggi. E che, dice qualcuno, potrebbe essere anche merito suo. "Sarà una lunga notte - sospira Calearo, appena entrato nel salone dell'hotel Tiepolo dove il Pd ieri ha organizzato la no-stop elettorale con sette mega-televisori -. Vediamo come va a finire nel Veneto, ma secondo me il Pd non è stato capito fino in fondo. A parte a Vicenza". Da dietro vola la domanda: "È stata la sua presenza a trascinare il risultato del centrosinistra?"; "Se l'ho trascinato io? Speriamo di sì". Si spengono le telecamere, Calearo si gira verso la persona più vicina: "Ma è vero che siamo primi a Vicenza?". È arrivato alle 19, l'ex presidente degli industriali candidato da Veltroni. Quando già nella sala si erano alternati tutti gli umori possiibli. I primi ad arrivare erano stati Marino Quaresim e Rosanna Filippin. Che passavano dallo scoramento per i dati nazionali quando erano davanti alle sette tv, all'entusiamo per quelli regionali e cittadini quando si sedevano di fronte ai computer. Entra Federico Formisano e conferma: "Siamo il primo partito della città, adesso voglio vedere con le Comunali". Gongola Antonio Dalla Pozza, segretario cittadino: "Oggi sì che sono contento di essere il segretario di Vicenza. È proprio vero: mai pensare che la classica casalinga sia stupida, anche loro hanno visto cosa è successo con Aim, le spese folli, le strade a pezzi". Piano piano entrano sindaci (Luigi Dalla Via, Schio) ed ex sindaci (Giuseppe Berlato Sella, Schio), Franca Porto (segretaria Cisl), Vicenzo Riboni. Calearo parla con tutti, guarda i fogli che gli portano : "Io non sono un esperto di cifre, chiedete alla Franca (Porto: ndr), lei sì che se ne intende". È il momento di parlare un po' di queste elezioni: "Eh sì, pare abbia vinto il Pdl, colpisce il successo della Lega. Si sentiva nell'aria, forse molti che votavano per la prima volta l'hanno premiata. Adesso voglio vedere in Regione cosa succede. Perché la Regione se la merita, la Lega. Comunque noi abbiamo due anni per prepararci. Galan? Fossi lui me ne andrei a Roma, ma tanto non lo farà". Poi il Veneto: "Se è vero che siamo primi a Vicenza e secondi in regione, allora tanto male non abbiamo fatto". Vede qualche similitudine tra Pd e Lega, Calearo: "Ad esempio la riduzione della burocrazia e il federalismo fiscale". Un proposta di dialogo? Intanto l'on. Calearo va a Roma. A fare che? "A rappresentare il Veneto e chi mi ha votato". È vero che in Parlamento, ha detto, vuole rompere le scatole? "Lo confermo: voglio rompere le scatole in maniera propositiva". Pentito della sua scelta politica? "No". Fuori c'è il buffet, qualcuno mangia mentre sugli schermi passano i dati. Fino al discorso di Veltroni in diretta tv. Tutti in silenzio ad ascoltare: "Ho appena telefonato al leader del Pdl per fargli i complimenti...". Alla fine l'applauso. E adesso? "Ci serve tempo per far entrare nel Pd gente nuova - dice Calearo -, per far passare il messaggio. Comunque qui nel Veneto finalmente si è aperta una breccia nel muro".

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Ora comincia la rimonta (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'ex leader di Federmeccanica non si scoraggia di fronte all'exploit del Carroccio. "Il mio dovere l'ho fatto" "Ora comincia la rimonta" Calearo: siamo riusciti ad aprire una breccia nel muro "Qualcuno dovrà riflettere sul fatto che il partito di Bossi è primo in regione. Galan? Fossi al suo posto andrei a Roma, ma credo che alla fine non lo farà" DALL'INVIATO ALESSANDRA CARINI VICENZA. "Il muro non è caduto, ma abbiamo aperto una breccia dove far scorrere dell'acqua che potrà abbatterlo fra qualche anno". Massimo Calearo ha al collo la sua sciarpa portafortuna, quella che ha indossato per tutta la campagna elettorale e che portava al momento della chiusura del contratto dei metalmeccanici. E qualche chance il suo amuleto deve avergliela data. Nel quartier generale del candidato che è stato una delle novità clamorose di questa campagna elettorale nordestina e nazionale, che fino a pochi giorni fa aveva tradotto in un eloquente "podémo fàrghea" il motto veltroniano del "we can", non c'è solo aria di sconfitta. Perché i dati che escono dagli schermi accesi in sala registrano alcune sorprese. A Vicenza il Partito Democratico ha risultati strabilianti per una città da sempre di destra. Chi l'aveva mai visto un Partito Democratico al 33% e al primo posto in città? "Io il mio dovere l'ho fatto" dice Calearo, per nulla intimorito dalle facce buie che si susseguono sugli otto schermi televisivi piazzati nella sala di un hotel di Vicenza trasformato per l'occasione nel suo quartier generale. Nei talk show a raffica che, visti tutti insieme così sembrano anche un po' ridicoli, compaiono infatti i cartelli delle previsioni con i dati della sconfitta, o, meglio la fine del sogno del "we can", veltroniano. Passa di lì a commentare Gigi Coppiello, sindacalista-intellettuale, che citando le valutazioni di un vecchio collega e funzionario del Pci che da qualche giorno aveva indovinato i pronostici e il vento freddo del Nord sentenzia: "è la paura che porta questi risultati. Il Paese è fermo, non sa dove andare e si rifugia nella Lega, a difendere quel che si ha". Sono considerazioni che on sfiorano per adesso Calearo, sostenuto dalla sua attivissima compagna, Maria Pia, corsa anche lei a vedere i risultati. L'exploit della Lega Nord non sembra scoraggiarlo. E per non smentire il suo refrain, e cioè che un imprenditore deve essere sempre ottimista, dice convinto: "Da adesso in poi si lavora e comincia la rimonta". Una rimonta che parte dai guai, si fa per dire, altrui, magari quelli del suo primo rivale, Giancarlo Galan, assediato da una Lega che è poco meno di una valanga a Vicenza, dove si vota anche per il Comune, e in Regione, dove si devono decidere le sorti della sua eventuale successione. "La Lega è il primo partito del Veneto, qualcuno dovrà pure riflettere sui suoi errori" dice Calearo ironico riferendosi a quella che ritiene la seconda sconfitta di queste elezioni, e cioè la perdita di peso di Forza Italia e i guai che si porterà dietro nel governo della Regioni del Nord, in primo luogo di Galan che sa che o il Veneto o la Lombardia o entrambe dovranno fare i conti con il successo della Lega. "Se fossi al suo posto andrei a Roma, ma non lo farà" preconizza Calearo. Ma in cuor suo spera che Galan resti a presidiare la Regione per dare il tempo e una chance di preparare tra due anni una successione che rimetta in gioco in qualche modo il Pd. Nel caso in cui se ne dovesse andare adesso e dovesse arrivare la Lega, come ci si aspetta dato il risultato delle urne, se ne riparlerà chissà quando. Lui del resto, che dice di non aver votato mai leghista, ma che tra i leghisti ha avuto sempre molti amici, ha già pronti gli slogan da portare a Roma. "Da domani si comincia: federalismo e burocrazia... federalismo e burocrazia... federalismo e burocrazia... poi vediamo chi alla fine la vincerà". E "l'inizio di uno step by step che metteremo insieme da domani, è un percorso che ho intenzione di cominciare a battere per fare crescere i consensi". Arriva la telefonata di Ettore Riello, che Calearo chiama amichevolmente con il diminutivo Rino: "Ci hanno messo contro, ma noi siamo amici". "Dai... - incita Calearo - faremo gli interessi del Veneto a Roma" gli dice. Ma dall'altra parte, con l'ironia che è solita, Ettore-Rino risponde che deve fare prima i conti se alla fine ce la farà. Con le performance della Lega in Veneto chissà se ci arriva. Calearo almeno il posto ce l'ha e ben saldo. "Per me le cose restano come prima: avevo detto che andavo a Roma a rappresentare questo territorio e così farò, con gli altri veneti, con chi vuole trovare dei punti comuni nel programma: il Partito Democratico è giovane deve avere tempo per far capire la sua novità". Arriva un uomo con impermeabile e, sotto, la tuta da ginnastica anche lui a cercare di capire che cosa è successo nelle urne. è il suo "personal trainer". "Giuro che tra poco torno in palestra" gli dice. Le valigie le ha già pronte, un "rifugio" anche: a Roma per adesso andrà dai preti, da suo zio gesuita che ha promesso di trovargli una sistemazione. Non è certo il massimo per chi si era già iscritto alla guida di un ministero. Ma per cominciare a sperimentare le "gioie" della politica può essere abbastanza.

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La Lega torna prima: 31% (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Scarto di 30 punti percentuali fra le due coalizioni: un'enormità. Ma il Pd al debutto si difende bene La Lega torna prima: 31% La provincia di Treviso si riscopre Vandea verde SEGUE DALLA PRIMA con punte superiori al 10% sul totale della popolazione residente. Se la risposta è questa, allora è chiaro che dietro questa marea ci sono tante cose: c'è il no all'indulto, certo. C'è la richiesta di pene certe e di nuove carceri, di norme più restrittive verso gli immigrati. Ma c'è anche la protesta contro le tasse, i costi della politica, l'eccesso di burocrazia, il centralismo statale. è la ricetta di quella che è stata definita "questione settentrionale" e che, in queste politiche 2008, sembra essere stata incarnata soprattutto dal Carroccio. Trentuno per cento alla Camera: la Marca trevigiana si conferma roccaforte nazionale della Lega, al pari della provincia di Vicenza, meglio che nelle vallate lombarde. Il ciclone padano torna a soffiare con la forza di dieci anni fa, di quel 1996 in cui la Lega aveva incassato il 42 per cento al proporzionale della Camera in provincia di Treviso, correndo da sola, dopo il ribaltone anti-berlusconiano. è curioso che il partito di Bossi torni a primeggiare proprio oggi che ha saldato un'alleanza di ferro con il Cavaliere di Arcore. Vola la Lega anche grazie ai giovani. Man mano che affluiscono i dati, si percepisce che le sue performance sono state sempre migliori, di uno o due punti, nel voto della Camera. E vola anche perché stavolta, rispetto al 2006, non c'era il Progetto Nordest che due anni fa aveva introitato 31 mila voti alla Camera. Un 5 per cento abbondante che è tornato a casa. Una vittoria, quella della Lega, che in queste prime ore sembra offuscata da un unico dato, quello del capoluogo. A Treviso il Carroccio finisce al terzo posto (dietro Pd e Pdl), con un modesto 19%, anche se è vero che due anni fa era andata persino peggio: appena 9,3%. C'è però una differenza: stavolta, con l'election day, si votava nello stesso giorno per politiche e amministrative. Possibile che tanti elettori, in cabina, abbiano "disgiunto" il voto, scegliendo Lega Nord solo alle comunali? Lo vedremo oggi, azzardare previsioni in questo campo è sempre un rischio. Certo è che il precedente non è per nulla incoraggiante e che, con queste percentuali, Gobbo sarebbe costretto al ballottaggio. E sarebbe una sorpresa clamorosa. Comunque Treviso non costituisce un'eccezione. Si inserisce nello schema di una provincia che esce da queste elezioni spaccata in due, lungo la direttrice Nord-Sud: la pedemontana verde-leghista, la pianura rosa-pd. Da Mogliano (storica enclave di sinistra, che territorialmente gravita su Venezia) a Casale, da Monastier a Preganziol, da Casier a Carbonera stavolta prevale il partito di Veltroni, con percentuali che arrivano a superare il 30%. Si segnala poi l'affermazione di lista a Vittorio Veneto, comune che l'anno prossimo andrà alle urne per eleggere il sindaco e il consiglio comunale: 31,5%. A Castelfranco, Camera, è quasi pareggio con il Carroccio ed è addirittura vittoria al Senato. Le coalizioni. Trainato dalla Lega, tutto il centrodestra trevigiano compie un deciso balzo in avanti fino al 58%, con un incremento di 6 punti e mezzo rispetto alle precedenti politiche. Fra i due schieramenti principali adesso ci sono trenta punti di differenza: un'enormità. La conferma che, da queste parti, non c'è proprio partita. Eppure anche il Pd, al debutto, sale a un 24,3% al Senato che, in una provincia difficile come Treviso, è un dato di tutto rilievo. Guadagna 4 punti rispetto alla somma dei voti di Margherita e Ds. Voti strappati, nella Marca come in tutt'Italia, alla sinistra radicale che, anche qua, crolla sotto il 2 per cento, fino quasi a dissolversi. Si salva solo l'Italia dei valori (4.8%, quasi 2 punti in più del 2006). Perdono tutti gli altri, compresa l'Udc che cala di un punto e mezzo. Enrico Pucci.

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Pdl ridimensionato: Premiata la protesta (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Fi e An perdono consensi rispetto a due anni fa Pdl ridimensionato: "Premiata la protesta" Fabio Gava: mancato il collegamento con il territorio GIORGIO BARBIERI TREVISO. Nella Marca il Popolo della libertà esce ridimensionato dall'exploit della Lega, che è passata dal 14,03% del 2006 al 30,3%. La fusione tra Forza Italia e Alleanza nazionale invece lascia sul campo oltre il 7% rispetto a due anni fa, dal 35,3% (Fi 24,7% e An 10,5%) al 27,8% di ieri. "Prima di tutto va preso atto con grande soddisfazione della vittoria del centrodestra a livello nazionale - dice l'assessore regionale forzista Fabio Gava - qualche rammarico per il risultato del Pdl in Veneto e in provincia di Treviso indubbiamente c'è". E Gava fa riferimento al voto utile: "Per la prima volta in assoluto sulla Lega è potuto confluire sia il voto utile, dato alla coalizione di Berlusconi, che quello di protesta. Mi auguro perciò che il prossimo governo sappia tenere conto rapidamente di questo disagio e che il Pdl sappia rafforzare i suoi riferimenti locali pur essendo un partito nazionale e non territoriale". Infine Gava si togli un sassolino dalla scarpa e critica il mancato dialogo tra i vertici e la base del partito: "Per troppo tempo è mancato il collegamento tra il territorio e il livello nazionale, mentre in Veneto la gente sente la necessità di una rappresentanza forte nel Paese". Canta vittoria invece vittoria il capogruppo di Forza Italia in Regione, Remo Sernagiotto. "Non bisogna dire che il Pdl ha perso voti rispetto a due anni fa - spiega - perché noi e la Lega facciamo parte della stessa coalizione che anzi di voti ne ha guadagnati". Per l'ex sottosegretario al Welfare Maurizio Sacconi "il risultato trevigiano è inequivocabile: stravince la coalizione di Silvio Berlusconi e riemerge, quasi come nel 1996, un grande voto in favore della Lega. Il futuro Governo Berlusconi non potrà non rappresentare il grande malessere del lombardo-veneto il quale invoca meno stato, meno tasse, meno burocrazia, migliori servizi per le persone e per le imprese. In particolare il federalismo fiscale dovrà precedere la stessa riforma costituzionale per dare maggiore autonomia e responsabilità a regioni ed enti locali". Anche Alleanza nazionale comunque si trova a dover pagare l'unione con Forza Italia. Due anni fa nella Marca superò il 10 per cento, oggi probabilmente buona parte di quel consenso ha contribuito al successo della Lega nella Marca e nel Veneto. "Per il Popolo della libertà si tratta di un'importante affermazione - spiega il segretario provinciale di An Andrea De Checchi - insieme alla Lega conquistiamo molti voti in più rispetto a due anni fa. Certo la Lega ha fatto un bel balzo in avanti, ma noi non possiamo certo lamentarci. Per quanto riguarda An in molti speravano in un successo di Storace. Ma mi sembra che abbia ottenuto un risultato ridicolo". Dopo aver perso, per i noti fatti, Gustavo Selva, in questa tornata l'Alleanza nazionale dovrebbe riuscire a portare a Roma Maurizio Castro. L'ex responsabile delle relazionali sindacali all'Electrolux anche nelle scorse elezioni si era presentato nelle liste del partito di Fini. Ma per alchimie tecniche era rimasto fuori dal Parlamento. Ora resta da vedere come lo straordinario successo del Carroccio modificherà le alleanze, non solo a livello provinciale e cittadino.

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Rainieri: <Tutelare agricoltori e prodotti tipici> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ELEZIONI 2008 15-04-2008 Intervista Il neo deputato: "Stop ai terreni a riposo forzato" Rainieri: "Tutelare agricoltori e prodotti tipici" N on ha dubbi Fabio Rainieri, 41 anni, da San Secondo, neo deputato parmigiano del Carroccio. "Devolution, sicurezza, immigrazione e famiglia sono i temi sui quali siamo stati premiati ", dice commentando i risultati della Lega. Ma lui, aggiunge subito dopo, si occuperà soprattutto di agricoltura. Qualcuno ha criticato il suo passato di Cobas del latte. "Sì, ma io non vado a Roma per difendere qualcuno, ma per difendere gli interessi di tutti gli agricoltori e ridare dignità a questo mestiere. Una battaglia importante ad esempio è quella della tutela dei prodotti tipici, un'altra è quella per l'Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare che i parlamentari parmigiani del Pd hanno 'regalato' a Foggia. Noi vogliamo che resti a Parma, sede dell'Efsa. Una cosa logica visto che questo organismo dovrà avere contatti continui con l'Efsa. Questo servirà ad abbassare costi di trasporto, burocrazia e personale. Gli agricoltori che hanno votato Lega hanno dato un voto al partito che ha fatto di più per l'agricoltura. Siamo stati decisivi e propositivi". La prima proposta di legge che vorrebbe fare. "L'agricoltura ha grandi problemi di costi energetici e materie prime. Bisogna togliere le limitazioni alla produzione ed eliminare il 'set a side', ossia l'obbligo di tenere a riposo il 10% di ogni terreno coltivabile. Oggi non ci sono più scorte di grano e frumento e il prezzo di pane e pasta sta lievitando oltre misura. Non ha più senso lasciare terreni incolti". E oltre all'agricoltura? "Caldeggiamo la nuova questura per Parma, che così sarà più fruibile dai cittadini, finanziamenti per le forze dell'ordine e l'equiparazione della polizia municipale e nazionale. Occorre poi trovare una soluzione per il tribunale di Fidenza, sottodimensionato come sede e soprattutto come organico. La giustizia deve funzionare bene e celermente, confermando le pene e non rischiando le prescrizioni. Infine, vorrei una caserma dei vigili del fuoco nella Bassa. Tra Parma e Fidenza non c'è alcun presidio antincendio e al Cepim avvengono spesso incidenti ". m. t. Le priorità "Nuovo tribunale a Fidenza e vigili del fuoco nella Bassa".

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Dal militante spot all'anziana <abbandonata> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ELEZIONI 2008 15-04-2008 Elezioni 2008 OPERAZIONI DI VOTO SUPERLAVORO PER SCRUTATORI E PRESIDENTI Dal militante spot all'anziana "abbandonata" Curiosità e disavventure nei seggi: 300 "sbadati" richiedono la tessera elettorale Giacomo Talignani II Nella tornata elettorale in salsa parmigiana c'è perfino chi sulla scheda elettorale ha scritto "Cetto La Qualunque", citando il politico corrotto interpretato dal comico Antonio Albanese. Slogan e sberleffi E poi si leggono slogan che vanno da "La burocrazia uccide " a "V2 Day, libera informazione, parlamento pulito" sino ai classici "buffoni", "andate a lavorare". E' stata una giornata dura quella di ieri, per i presidenti e gli scrutatori dei 202 seggi parmigiani: "Ma qualche risata, tra uno spoglio e l'altro, ce la siamo fatta leggendo le scritte sulle schede di quelli che hanno voluto annullare il voto" - dicono per esempio dalle sezioni di via Paciaudi. Per il resto è stato un lungo spoglio di schede gialle e rosa, di sacchetti da riempire, moduli da compilare e nervosismo da stemperare. Ma non sono mancati, anche durante le ultime ore disponibili per il voto (dalle 7 alle 15), equivoci e incomprensioni. Stemmi berlusconiani Polemiche ieri mattina nel seggio di via Paciaudi, scuola Adorni: pare che un rappresentate di lista si aggirasse per il seggio con una spilla elettorale del Pdl e una carpetta con il volto di Berlusconi e diverse immagini relative al Pdl. Un elettore ha fatto notare il fatto sia ad un presidente di seggio che agli uomini della polizia ferroviaria presenti per presidiare la sezione. Gli agenti hanno chiesto all'uomo di "girare" la spilla e coprire i simboli elettorali, poi tutto è rientrato nella normalità. Voto in extremis Nel seggio 112 della scuola Albertelli in via Newton una elettrice si è presentata, scheda elettorale e carta di identità alla mano, alle 14.59 e 52 secondi. In extremis è riuscita ad entrare in cabina e votare. Nello stesso seggio, spiega il presidente, Francesco Gaiani, "molte persone, soprattutto anziani, si sono presentate però anche alle prime ore del mattino. Per il resto è filato tutto liscio senza intoppi". Sondaggi per la Rai Sempre nella scuola Albertelli, plesso che ospita diverse sezioni elettorali, l'istituto Piepoli per la Rai ha realizzato i sondaggi prendendo come seggi campione il 120 e il 126. "Per la prima volta - spiegano Francesca e Giada, le ragazze che hanno svolto i sondaggi - alle elezioni abbiamo avuto la possibilità di utilizzare i computer palmari per inviare i dati in tempo reale all'istituto Piepoli". 300 smemorati Anche ieri mattina, al Duc, circa 300 persone si sono presentate agli sportelli per richiedere la tessera elettorale precedentemente persa. Centinaia anche le telefonate al numero verde del Comune che, come conferma l'assessore delegato per l'elezioni, Costantino Monteverdi, "ha avuto un notevole numero di utenti. Diciamo in generale che la macchina elettorale ha funzionato bene: soltanto qualche piccolo problema in alcuni seggi relativo all'inversione di numeri fra i conteggi votanti uomini e votanti donne, oppure problemi riferibili a qualche scheda non facile da decifrare". In vari seggi poi, da via Argonne a via Montebello sino a via Newton, si segnalano alcune incomprensione fra presidenti di sezione ed elettori relativi al divieto di portare il telefonino in cabina. Anziana "abbandonata" E' capitato anche, nella agitata giornata elettorale di ieri, che una signora 85enne sia stata "abbandonata" al Duc. La signora, decisa a votare, si era fatta accompagnare da un militante di sinistra per ritirare la scheda elettorale al Duc: poi l'uomo avrebbe dovuto accompagnarla al seggio. La donna, però, si è resa conto di non avere la carta d'identità e dunque si è fermata al Duc per farne una nuova. Ma per poterla fare serviva la denuncia di smarrimento della vecchia. In tutta questa trafila il militante-accompagnatore se n'è andato dagli uffici del Duc. Senza un soldo in tasca e non sapendo come tornare a casa la signora è stata poi riaccompagnata nella sua abitazione da una responsabile del Comune. Operazioni di spoglio Lavoro frenetico nelle sezioni della città per concludere lo scrutinio.

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DOINA E I FIGLI (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-04-15 num: - pag: 55 categoria: BREVI DOINA E I FIGLI Visite vietate in carcere Caro Romano, da oltre un anno non vede i suoi due bambini di 4 e 7 anni; dopo la condanna a 16 anni per la terribile disgrazia nella metropolitana in cui è morta la sua povera giovane coetanea Vanessa, Doina, la ragazza rumena in carcere a Roma, attende il processo d'appello con speranza, perché anche i giudici hanno elementi per sapere che si è trattato del drammatico incidente di un istante, con ogni probabilità un gesto istintivo di autodifesa a causa di un malinteso, ma che purtroppo ha avuto l'imprevedibile tragica conseguenza che ci ha tanto impressionato e commosso. Resta comunque un interrogativo: perché ormai da un anno la burocrazia giudiziaria e carceraria italiana e l'Ambasciata di Romania non hanno ancora trovato il modo di far incontrare Doina con i suoi due bambini? Perché queste sofferenze supplementari, non ragionevoli, oltre la privazione della liberta? Oltretutto ci si chiede perché la condanna è sempre dover stare in carcere, quando esistono invece comunità "chiuse" come carceri e "protette", dove la giovane rumena possa lavorare e vivere insieme ai suoi bambini? Si sa che è venuta in Italia e ha fatto una vita tanto brutta e rischiosa proprio pensando a loro, dopo essere stata abbandonata dal marito. Una maggiore attenzione a queste sofferenze dovrebbe essere di conforto anche ai familiari della vittima che certamente vogliono giustizia, ma non vendette e feroci pene supplementari. E non sono permesse dalla legge in Italia, giustamente assai sensibile ai diritti e al benessere di mamme e bambini. Marzia Canitto Prosperi info@canitto.org Se la situazione è ancora quella da lei descritta posso soltanto darle ragione e sperare che si trovi una soluzione perché alla madre venga permesso di vedere i suoi figli.

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L'apertura di Bonanni: <Serve stabilità> Tensioni nella Cgil (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 15-04-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-15 num: - pag: 23 categoria: REDAZIONALE L'apertura di Bonanni: "Serve stabilità" Tensioni nella Cgil Marcegaglia: ora segnali che diano fiducia Confindustria indica al governo due priorità: riforma dell'Irap e detassazione del lavoro straordinario Cgil attonita. Nessuno ai piani alti di Corso Italia si aspettava un vittoria così ampia del centrodestra. Lo stesso segretario generale, Guglielmo Epifani, sperava almeno in un pareggio al Senato. L'unica consolazione per il sindacato rosso è di essersi smarcato in tempo dalla Sinistra arcobaleno. Ma adesso il timore di Epifani, che parlerà oggi dopo la segreteria, è che ci sia una radicalizzazione della sinistra Cgil, come già preannuncia Giorgio Cremaschi: "Si apre una stagione di forte conflitto perché Berlusconi metterà in discussione l'esistenza stessa del sindacato". Epifani è consapevole che non può fare come nel 2001-2006, quando la Cgil non volle firmare alcun accordo col Cavaliere. Anche questa sarebbe rottura con Cisl e Uil, e la Cgil finirebbe in un vicolo cieco dominato dalla protesta massimalista. Non a caso, a differenza di Epifani, ieri i segretari della Cisl e della Uil hanno commentato il voto rilanciando la concertazione. E come se non bastasse il leader della Cisl Raffaele Bonanni ha aggiunto: "C'è una forte richiesta di stabilità e governabilità". A complicare la situazione di Epifani c'è anche il fatto che la Confindustria si prepara a una linea più dura. Il presidente uscente, Luca di Montezemolo, l'ha recentemente annunciata: "Gli accordi si fanno con chi ci sta". Ed Emma Marcegaglia, che gli subentrerà a maggio, si muoverà su questa linea. Ieri, intanto, il presidente entrante ha già indirizzato i primi messaggi a Berlusconi. Formazione, ricerca, innovazione. Ma anche energia meno cara, burocrazia più leggera, trattative salariali meno centralizzate. E soprattutto "segnali immediati " per ritrovare fiducia, dalla detassazione degli straordinari alla riforma Irap. A otto giorni dalla presentazione del suo programma e della squadra, Marcegaglia ha usato le colonne del quotidiano francese Les Echos per stilare un primo elenco di urgenze indispensabili. Che partono da una constatazione preoccupante: la crescita dell'economia italiana è "più debole della media europea", sia per le condizioni del Mezzogiorno ("Lo dobbiamo rimettere al centro"), sia per il debito pubblico ("Ci costa 30 miliardi di interessi in più rispetto agli altri Paesi Ue"). Gabriele Dossena Enrico Marro.

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Il sintetizzatore? Soldi fermi in Regione (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prov Sulcis Pagina 2050 Carbonia. Vincenza Tiddia attende da otto mesi che le venga consegnato l'apparecchio Il sintetizzatore? Soldi fermi in Regione Carbonia.. Vincenza Tiddia attende da otto mesi che le venga consegnato l'apparecchio Malata di Sla, la burocrazia non le permette di comunicare --> Malata di Sla, la burocrazia non le permette di comunicare È malata di Sla ma il sintetizzatore vocale le permetterebbe di comunicare non arriva perché i soldi per acquistarlo non sono arrivati. I soldi per il sintetizzatore vocale sono fermi in Regione. E anche la pratica per l'adeguamento del sussidio economico procede tutt'altro che spedita. Ritardi e rinvii che si accumulano da otto mesi e che non fanno altro che prolungare il calvario di Vincenza Tiddia, 60 anni, la donna di Carbonia affetta da Sclerosi laterale amiotrofica, in attesa dall'estate scorsa di un sofisticato strumento che le consentirebbe di comunicare senza dover ricorrere a metodi empirici e imprecisi. L'APPELLO Vincenza continua a restare una paziente di serie B. L'appello lanciato otto mesi fa dal fratello Franco è stato raccolto a metà: la prova tecnica sul macchinario è stata completata ma lo strumento è fermo nella sede dei fornitori. Farà definitivamente il viaggio di sola andata per Carbonia quando verrà comprato. I soldi, neppure 15 mila euro, devono uscire dalle casse della Regione "ma il problema non è stato minimamente risolto". A sottolinearlo è nuovamente il consigliere regionale socialista Maria Grazia Caligaris, componente della Commissione Diritti Civili, ritornando su un argomento che aveva già sollevato con un'interrogazione alla Giunta Soru lo scorso luglio. Aveva fatto suo l'appello che Franco, il fratello di Vincenza, da quattro costretta su un letto dalla Sla, aveva lanciato e che adesso reitera: "Il sintetizzatore è stato testato su mia sorella, ma è tutto inutile se non ce lo consegnano". Per la Caligaris appare perciò "inspiegabile - aggiunge - che dopo aver individuato lo strumento più idoneo alle sue condizioni siano necessari ancora altri mesi". L'INTOPPO Dove si è inceppato il meccanismo burocratico? Le strade sembrano portare a Cagliari, anche quelle relative alla concessione del sussidio nell'ambito del programma Ritornare a Casa. "Sino a quando non arrivano input dalla Regione - precisa il direttore sanitario della Asl 7 Pietro Chessa - continueremo a garantire alla paziente il terzo livello di Assistenza domiciliare integrata". Quanto all'integrazione economica è l'assessore comunale alle Politiche Sociali, Maria Marongiu, a rammentare che "aspettiamo da Cagliari le risposte sulle pratiche già inviate". Così a Vincenza Tiddia, una donna che non ha sempre manifestato la volontà di comunicare, e al fratello Franco non è rimasta che l'ennesima denuncia pubblica che accomuna gli altri cinque pazienti del Sulcis Iglesiente affetti dalla Sla: tutti privi di sintetizzatore vocale, come se fossero pazienti di serie B. ANDREA SCANO.

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Al Nord Senatur formato Oltrepò (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-04-15 - pag: 4 autore: DALLA PRIMA Al Nord Senatur formato Oltrepò Il Carroccio fa il pieno in Piemonte, dal 6,5% del 2006 al 11,5; nelle roccaforti lombarde (dall'11 al 21%) e venete (dall'11 al 26%) e in Friuli Venezia Giulia (dal 7 al 13), mettendo in forse la riconferma del monarca Riccardo Illy. Non solo: il Carroccio sfonda anche nella bassa lombarda e in Emilia Romagna, dove sale al 7%, abbozzando l'embrione di una possibile lombardovenetizzazione del centro Italia. La mitica pedemontana lombarda e il Veneto manifatturiero, vicentino e trevigiano, sono il centro d'irradiazione di un filotto che riporta la Lega quasi ai fasti del 1996, quando corse libera e bella contro Roma Polo-Roma Ulivo. Non più solo valli e prealpi, dunque. La Lega torna a sfondare nei grandi centri urbani, quasi in un replay del 1993, più che raddoppiando a Milano (dal 5,1 del 2006 a oltre il 12%). Una frustata di antipolitica, ma non solo. Come dice Aldo Bonomi, "siamo al compimento di un ciclo ventennale". Il risultato è la metafora di un male del nord che in quindici anni si è trasformato trovando puntualmente nella Lega il proprio sismografo. "Dalla prima Lega imprenditore politico dei valligiani spaesati, dei capitalisti molecolari preoccupati di non farcela in un mondo diventato improvvisamente grande e degli orfani del fordismo, territorializzati nel varesotto, nella bergamasca, in Valtellina e nel vicentino, passando per la Lega del grande accordo con l'individualismo proprietario berlusconiano, la saldatura del blocco dei produttori che li riporta insieme a palazzo Chigi nel 2001". "Un'era geologica fa", ha ripetuto Tremonti in campagna elettorale. "Prima che la globalizzazione ci chiedesse il conto e cambiasse il mondo ". E qui siamo al terzo ciclo leghista. Quello no global di oggi, armato del tremontismo intellettuale, la paura e la speranza per una modernizzazione incompiuta in cui "il rancore verso Roma ladrona, il vade retro burocrazia, il meno tasse per tutti si sposa con la paura del diverso, l'anti islamismo, la protezione della roba contro l'invasione cinese". Una saldatura che sembra un mondo alla rovescia solo per chi mal frequenta i nord. In cui gli operai di Mirafiori votano la Lega e il modello emulativo di molti salariati della campagna urbanizzata è quello del "mettersi in proprio", in cui molti elettori di An al nord ieri hanno votato Lega. E persino la Milano berlusconiana ha sdoganato il Carroccio e non si è fatta problemi a votarlo, utilizzandolo come "forza di pressione, grimaldello che prova a condizionare dall'interno un sistema politico che non si sopporta più", spiega Giuseppe Berta. E ancora. Una congiuntura in cui il nodo Malpensa (basta vedere la crescita del Carroccio a Varese), l'immigrazione mal governata, la religione della famigliaimpresa, il fisco rapace e la monnezza napoletana diventano dimensioni decisive nella scelta di voto. Insomma un voto anti-casta ma capace di andare oltre lo zoccolo duro padano, oltre le vecchie mappe della zona bianca, "dalla protesta alla proposta ", promette Bossi, e che mette sul tavolo dei primo Cdm l'urgenza del federalismo fiscale, il futuro di Malpensa e il rapporto con il formigonismo in Lombardia, una postazione che il Carroccio rivendica subito per sé. E il Pd? "La rimonta di Veltroni al nord non c'è stata", taglia corto Berta. "E nemmeno ci poteva essere, mancando la capacità autentica di innervarsi dentro al sistema sociale e di interessi popolare padano, creando radicamento dal basso. Né si poteva pensare di riuscirci con la scorciatoia della campagna acquisti ad un mese dal voto, candidando i vari Calearo, Colaninno, Ichino e Veronesi". Insomma un liberismo dieci anni dopo, come dice Bonomi. "In cui Veltroni riconosce finalmente la centralità di queste composizioni sociali ma lo fa in ritardo, quando i buoi sono scappati ". E quando un intero blocco sociale si è consolidato a destra e ha già fatto il salto dal primo male del nord anti statalista alla modernizzazione incompiuta dello sviluppo locale. Marco Alfieri.

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ROMA - La priorità per il nuovo governo è una sola: la crescita. Poi, ovviam (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di UMBERTO MANCINI ROMA - "La priorità per il nuovo governo è una sola: la crescita. Poi, ovviamente, rimettere sotto controllo la spesa pubblica e liberalizzazione i servizi pubblici locali". Giacomo Vaciago, economista e docente alla Cattolica, stila l'agenda per il nuovo esecutivo. Professore, siamo in una fase congiunturale difficile: crescita zero o poco più: cosa dovrà fare subito Berlusconi? "La politica, quella vera, è fatta di scelte. E sono 15 anni che i problemi del Paese non vengono affrontati, proprio perchè non si è mai scelto. Ora la prima cosa da fare e riavviare la crescita economica. Attraverso riforme strutturali come la semplificazione amministrativa e la riduzione delle tasse". Una spinta forte per le aziende... "Le imposte - e non solo quelle che paga il mondo delle imprese - vanno ridotte sopratutto a chi le paga e paga troppo. E poi chi governerà dovrà puntare non solo sulle imprese che esprimono un livello di eccellenza, ma sopratutto su chi è ai minimi ed è in ritardo". Cioè? "Le aziende di qualità del Nord sono frenate dal livello generale non di eccellenza. Per capirci: dal caos rifiuti di Napoli, dall'emergenza Alitalia, dal livello scadente dei servizi, dalle imprese del Sud che arrancano. La politica ha il compito di sciogliere questi nodi. Non di chiedere alla Germania di risolvere il problema dei rifiuti di Napoli. Ma di dare sprint a tutto il settore". Ci sono le potenzialità per fare crescere il Paese? "Credo di sì. A patto ci si muova in questa ottica. Innovando e riformando sul serio. Meno tasse, meno burocrazia, più mercato". E sul fronte della spesa pubblica? "Va messa sotto controllo la spesa "storica". Come del resto aveva provato a fare Padoa-Schioppa. Rimettendo sotto la lente tutta una serie di spese che vengono dal passato e che non sono state mai "revisionate" a fondo. E questo si può fare solo attraverso una buona amministrazione, il taglio delle spese inutili, razionaliazzazioni e una organizzazione migliore. Anche qui si tratta di fare delle scelte, magari impopolari, ma nette".

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ROMA Il voto è alle spalle. Il confronto mediatico anche. Tra qualche settimana il nuo (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 15-04-2008)

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Di LUCIANO COSTANTINI ROMA Il voto è alle spalle. Il confronto mediatico anche. Tra qualche settimana il nuovo governo sarà chiamato a riprendere il confronto con le parti sociali. Temi infuocati, come nel caso di Alitalia, e comunque strutturali per cambiare l'assetto sociale del Paese. Per esempio, il fisco e la riforma dei contratti. Che, in sostanza, vuol dire stipendi, salari, pensioni, welfare. "Servono segnali immediati per dare fiducia alle imprese". Così in una intervista al quotidiano francese "Les Echos" il futuro presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. "Alcune proposte elettorali, come la defiscalizzazione degli straordinari, sono importanti". Il nuovo esecutivo, secondo la Marcegaglia, dovrà investire sul materiale umano rivedendo il sistema educativo per potenziare ricerca e innovazione. E poi la riforma della burocrazia che "costa ogni anno alle piccole e medie imprese 14 miliardi di euro, cioè un punto di pil". E, ovviamente, "bisognerà operare tenendo conto del debito pubblico che costa 30 miliardi di interessi di più che negli altri Paesi europei". Priorità ben precise, peraltro, in linea con quelle sempre ribadite da Luca Cordero di Montezemolo. Emma Marcegaglia è fiduciosa sull'apporto del made in Italy che continuerà ad essere la punta di diamante del Paese "a patto però che l'euro non continui a battere record contro il dollaro". La Marcegaglia il 23 aprile presenterà al parlamentino di viale dell'Astronomia la propria squadra; il 23 maggio sarà incoronato primo presidente donna dell'associazione degli industriali; avvierà quasi subito il confronto e con il nuovo governo e con i sindacati. Impegno difficile anche se su alcuni punti troverà qualche sponda nel sindacato. Per esempio, nella richiesta di detrazioni fiscali, nella detassazione degli straordinari e negli aumenti salariali di secondo livello, legati all'aumento della produttività. Il tutto dovrà, ovviamente, essere inquadrato nella riforma del modello contrattuale. Montezemolo nei giorni scorsi ha lanciato una sorta di ultimatum alle organizzazioni sindacali: "O si fa in tempi rapidi, o ci accorderemo con chi ci sta". Nel sindacato, si sa, le posizioni non sono esattamente unitarie. Ma la priorità delle priorità, almeno in chiave temporale, per Cgil, Cisl, Uil, Ugl è la questione Alitalia che con l'arrivo di Silvio Berlusconi a palazzo Chigi potrebbe sviluppare scenari diversi, a partire da un ripensamento della vendita della compagnia ai francesi. Comunque questa è un partita che si giocherà nelle prossime settimane. Le organizzazioni dei lavoratori, così come Confindustria, chiedono "forte stabilità e governabilità". Raffaele Bonanni, leader della Cisl, manda il suo messaggio in una nota redatta quando ancora il risultato del voto non era definitivo anche se assai verosimile: "I cittadini italiani reclamano risposte immediate ai gravi problemi economici e sociali, a cominciare dai salari e dalle pensioni falcidiati dall'aumento dei prezzi, delle tariffe e delle tasse. Crediamo che bisognerà cominciare da qui". Secondo il numero no di via Po la nuova maggioranza uscita dalle urne dovrà "subito dare segnali chiari sul fronte di una nuova politica economica e sociale, delle indispensabili infrastrutture, del sostegno alle famiglie più deboli". Bonanni sottolinea che "fornirà il proprio contributo autonomo e responsabile per creare un clima favorevole alla necessaria concertazione e alla collaborazione tra maggioranza e opposizione sulle riforme economiche, sociali e istituzionali per uscire dalla fase di stagnazione economica e garantire una crescita equa e solidale di tutto il Paese". "Si profila - sottolinea Renata Polverini dell'Ugl - quella condizione di governabilità di cui il Paese ha bisogno e noi siamo pronti a confrontarci su tutte le emergenze". Per Luigi Angeletti "la vittoria del Pdl è inequivocabile, gli elettori hanno consegnato un risultato che non mette in discussione la governabilità". "Una politica per la crescita economica - argomenta il segretario generale della Uil - deve partire da un aumento delle retribuzioni in termini reali e della produttività".

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COME sempre, la politica estera e quella militare sono state trattate solo ma (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 15-04-2008)

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Di CARLO JEAN COME sempre, la politica estera e quella militare sono state trattate solo marginalmente nella campagna elettorale. Vari sono i motivi di tale disattenzione, da noi superiore rispetto ad altri paesi. Intanto, esistono sia la percezione del nostro ridotto peso internazionale sia un diffuso pessimismo sul futuro del Paese. Poi, influisce l'esistenza di un forte consenso sulle grandi scelte della politica estera italiana e sul fatto che queste non potranno essere modificate se non nei toni della retorica partitica. Infine, prevale la persuasione che la politica estera - e soprattutto quella militare - non possano essere di parte e che diplomazia e Forze Armate debbano essere salvaguardate dalle polemiche politiche. Gli unici che avevano proposto mutamenti sostanziali - cioè i partiti della sinistra radicale - hanno subìto un tracollo elettorale, forse anche per il loro antimilitarismo ed anti-americanismo "no-global". Quale che sia la composizione del Governo, nulla cambierà. Non si parlerà più di discontinuità nella politica estera e negli impegni militari. Dovrebbero essere possibili decisioni più nette e scomparire i paralizzanti compromessi del passato. Diminuiranno anche le polemiche, che hanno animato nella precedente legislatura i dibattiti parlamentari, specie sul finanziamento delle missioni all'estero. C'è da augurarsi che cessino anche le gazzarre di piazza. L'equilibrio fra l'Europa e gli USA non si modificherà, anche se Barack Obama dovesse essere eletto presidente. Si attenueranno - rispetto al passato - le accuse di euroscetticismo, anche perché il mito salvifico dell'Europa si è attenuato ovunque. Continueranno certamente gli ottimi rapporti con la Russia. In realtà - a parte la retorica - le politiche estera e militare italiane hanno conosciuto una sostanziale continuità. Ciò deriva anche dal fatto che le due burocrazie meno politicizzate - quella diplomatica e quella militare - non risentiranno quasi per nulla del cambiamento di Governo. C'è anzi da sperare che l'accordo fra maggioranza ed opposizione venga esteso dalle "regole" alla presenza internazionale del nostro Paese, rafforzandone il peso.

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Di CORRADO GIUSTINIANI ROMA - Sul sagrato c'è il banchetto di Alessio, 32 anni, par (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di CORRADO GIUSTINIANI ROMA - Sul sagrato c'è il banchetto di Alessio, 32 anni, part-time da sette a 570 euro netti al mese per quattro ore al giorno, che candidamente confessa di non aver mai votato alle politiche in tutta la sua vita. E, intanto, invita chi passa a firmare per i Cobas. Sagrato, perché questo edificio lungo e snello di fronte a Cinecittà due, tutto vetri e giunture di ferro color amaranto, sede di Atesia-Almaviva, è la Cattedrale dedicata a Sua Santità il Call Center, simbolo per i 300 mila giovani e meno giovani adepti di tutta Italia. Non ve n'è uno più grande nel paese: 3 mila lavoratori si alternano su più turni, nelle salette interne. Cattedrale del Call Center e Basilica del Part Time, perché la metà di loro fa orario ridotto. Prima erano lavoratori autonomi "a progetto", ma dalla fine del 2006 Almaviva ha iniziato a stabilizzarli come dipendenti, con contratto da 4 o 6 ore. C'è chi fa l'inbound, e cioè risponde a quanti digitano ad esempio un numero verde, e chi fa l'outbound, telefonando lui all'utente, per proporre abbonamenti o acquisti da meraviglia. Si aspira l'ultima sigaretta prima di scattare per l'inizio-turno, evitando così lettere di richiamo. Il tramonto rimbalza sui vetri della facciata, quando il successo di Berlusconi, Fini e Bossi si materializza. "Bene - esclama Alessandro, 23 anni, part time al "119" - Così spero che dia un taglio alla burocrazia, la vera piaga del paese. Otto mesi fa ho fatto domanda per aprire uno studio di pratiche auto a Tor San Lorenzo e ancora nessuno mi risponde. Non ci penso proprio a restare qui per tutto il resto della vita". Arturo, 35 anni, maglia nera a maniche lunghe griffata Puma, ha uno scatto d'entusiasmo: "Eddai, che ce l'abbiamo fatta! Perché ho votato Silvio? Per una sola ragione: mi piace fisicamente. Ridete, ma è così. L'ultima volta non ero andato, prima ancora ho votato a sinistra". Alessandra: "Il primo punto dell'agenda, cacciare tutti i clandestini. Il secondo rialzare un po' gli stipendi". Ma non si pensi che l'armata dei call center sia compatta a favore del centrodestra. Riccardo e la bella Caterina, fidanzatini di 21 anni, entrambi al secondo anno di Economia, parlottano in macchina prima di iniziare il turno. "Un bel guaio - commenta lui - Il primo problema italiano é il debito pubblico, l'intero Pil di un anno non basterebbe ad azzerarlo. Con Prodi era calato e adesso con il Cavaliere tornerà a svettare, come già in passato". E Caterina: "Speriamo almeno che diano un taglio alla delinquenza e contrastino il carovita". I due lavorano "a progetto": fanno interviste per l'Unioncamere a due euro e mezzo l'una per l'annuale indagine Excelsior sulle assunzioni previste dai datori di lavoro: "Ci va bene così. La mattina all'Università il pomeriggio qui, quando vogliamo. E torniamo a casa con una trentina d'euro in tasca". Hanno votato per Veltroni, e sono deluse, anche Gloria e Rossella, part time per il "119". "Prodi aveva iniziato a risanare, adesso torneremo indietro. Il primo punto da risolvere? Meno tasse su salario e straordinari: fare più di 260 ore al mese a noi non conviene". Lorenzo, 35 anni, che lavora in outbound per proporre l'offerta "1000 e una Tim" non vuole spifferare il suo voto di protesta. "Dico solo che alle comunali ho scelto la lista di Beppe Grillo e che, se non viene stabilizzato tutto il precariato, i consumi e l'economia non ripartiranno". Racconta la sua storia di giovane in controtendenza. Uscito di casa a 19 anni in cerca di autonomia, è tornato dai genitori adesso, perchè i 500 euro dell'affitto sono diventati insopportabili. Ma non sono solo giovani i dipendenti di Atesia. Giampiero Risa ha 58 anni e con i 570 euro del suo part-time dà un po' di ossigeno alle entrate familiari, che fanno affidamento sulla pensione della moglie. "E' dal 2002 che lavoro qui, e un buon 20 per cento di noi ha più di 45 anni - racconta - Ero deciso a non votare, poi ho visto in rete quel "Porta a Porta" in cui Berlusconi calunniava Di Pietro sulla laurea e sono andato a votare per l'Italia dei Valori. Adesso con Berlusconi i ricchi diventeranno più ricchi e perderemo prestigio internazionale". Lontano da qui Domenico, 31 anni, una laurea in Sociologia, parla del film di Virzì "Tutta una vita davanti" che gli ha riportato in flash-back il suo passato. "C'era anche da noi il capo che ogni mattina ci faceva il discorsetto motivazionale, e ogni sera alla lavagna ci metteva in classifica. Un incubo". Adesso Domenico respira, fa il supervisore di quindici ragazzi a 1200 euro al mese, nel call center di un'azienda che si occupa di fonti rinnovabili. "La politica? Sempre le stesse facce, che si ricordano dei giovani solo prima delle elezioni. Comunque ho votato. Ma non è servito".

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Calearo: <Per noi è un successo Ettore? Prenderemo casa insieme> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-15 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE L'industriale del Pd L'ex capo di Federmeccanica: ancora 15 giorni e avremmo vinto Calearo: "Per noi è un successo Ettore? Prenderemo casa insieme" VICENZA - L'ex presidente di Federmerccanica nazionale e degli industriali di Vicenza, Massimo Calearo, nonostante la sconfitta canta vittoria. Capolista del Partito democratico in Veneto, ostenta buonumore. Andrà a Roma a rappresentare il nuovo centrosinistra veneto targato Veltroni. E' soddisfatto? "Certo, a Vicenza il Pd si è classificato primo partito, in Veneto siamo la seconda forza politica e forse addirittura primi al Senato", fa notare. Potevate vincere? "Bastavano quindici giorni di campagna elettorale in più e ce l'avremmo fatta - afferma Calearo - . I dati sono confortanti: dopo soli sei mesi dalla nascita del Partito democratico, abbiamo demo-lito, mattone dopo mattone, il muro di diffidenza che c'era attorno al Pd. Per il Nord Est inizia una nuova fase " Si aspettava un tale successo della Lega? "Sono contento di questa vittoria della Lega perchè è un partito che sa parlare alla gente. E poi meglio un successo per la Lega che per Forza Italia. Ormai Fi è una coalizione lontana dal popolo, arroccata nelle sedi di potere. Il Carroccio in Veneto ha saputo intercettare il voto di malcontento e di protesta, cannibalizzando anche il suo principale alleato, il Pdl". Che futuro prevede per il Pdl in Regione? "Il successo elettorale della Lega potrebbe portare a un braccio di ferro con gli alleati e problemi di governabilità in Regione" I suoi progetti per il dopo- elezioni? "Adesso andrò a Roma, a fare opposizione e a rappresentare il Partito democratico. Siamo all'inizio di una strada in salita, ma il fiato ce l'abbiamo". Il primo impegno in agenda? "Voglio ridurre la burocrazia e darmi da fare per il federalismo fiscale" Promette battaglia anche per l'adeguamento dei salari dei lavoratori? "Certo, porterò avanti quanto abbiamo promesso in campagna elettorale" Ha già sentito lo sfidante Riello? "Non ho ancora avuto il tempo di chiamarlo, ma gli telefonerò quanto prima. Ettore è un amico, non l'ho mai considerato un avversario, anche se hanno cercato spesso di contrapporci rappresentandoci come nemici o sfidanti, solo perchè siamo due industriali che hanno scelto di militare in forze politiche diverse. Invece l'amicizia tra noi è rimasta intatta ". Che messaggio manda a Riello? "Caro Ettore, spero che saremo entrambi a Roma per lavorare uniti. E magari lì prendiamo anche un appartamento insieme. La nostra idea è quella di formare a Montecitorio un gruppo veneto di parlamentari che combattono fianco a fianco, uniti, al di là degli schieramenti differenti. Faremo squadra per il Veneto. E' una promessa". Fra.Vis. Chi è Massimo Calearo, ex presidente nazionale di Federmeccanica e Confindustria Vicenza \\ Massimo Calearo: A Roma voglio fare squadra per il Veneto.

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Riello: <Burocrazia da abbattere Massimo? Avrà votato a destra> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 15-04-2008)

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Corriere del Veneto - VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-15 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE L'industriale del Pdl Il presidente di Riello group: in bilico il posto a Roma Riello: "Burocrazia da abbattere Massimo? Avrà votato a destra" VERONA - Era già pronto a partire per Roma l'industriale Ettore Riello, presidente di Riello group, candidato per il Pdl a Montecitorio nel collegio Veneto 2 (Venezia, Treviso, Belluno). Ma a sorpresa fino a questa mattina resterà nell'incertezza. La sua posizione è ufficialmente "in bilico". Numero 9 in lista, Riello ha visto passare come certi di arrivare in Parlamento i primi otto. E attende si chiarisca il suo destino. Una notte di trepidazione e attesa. Ma andrà a Roma o no? "Al momento non lo so, non esiste ancora certezza. Bisogna aspettare il calcolo degli ultimi meccanismi. Certo però ci spero" Soddisfatto del risultato del Pdl? "E' un ottimo risultato, dà un segnale importante - esulta Riello - gli elettori vogliono un governo forte, che possa governare. I partiti minori sono quasi scomparsi, la gente attraverso il voto ha fatto capire che ai talk show e alle passerelle preferisce la facoltà di premiare o mandare a casa i politici". Da imprenditore, come valuta il risultato eclatante della Lega in Veneto? "Le Lega è riuscita a toccare temi vicini alla gente, come la sicurezza e il federalismo fiscale" Se riuscirà ad andare a Montecitorio, cosa farà? "Continuerò a fare l'imprenditore, ma dedicherò molto tempo alla politica. Basta separazioni: l'industria può diventare un fattore critico di successo del Paese" Se riuscisse ad essere eletto, il suo primo impegno da parlamentare quale potrebbe essere? "Semplificare. Ci sono tante, troppe normative: nelle aziende il 20% del lavoro è dedicato a soddisfare la burocrazia, le cose devono cambiare. Con meno burocrazia le medie imprese possono fare la volata e trasformarsi in grande industria, che in questo momento in Italia manca, mentre le piccole riusciranno a fare un salto di qualità" E sul fronte dei salari? "Ci affideremo alla contrattazione per trascinare lo stipendio dei lavoratori oltre la soglia minima" Ha mandato un sms all' "avversario" Calearo? "Non l'ho ancora sentito, ma tra poco lo chiamo sicuramente. Non siamo mai stati avversari, anzi... poi suo figlio è il fidanzatino della figlia della mia compagna, quindi..." Quindi pensa che il figlio di Calearo abbia votato Pdl? "Questo non lo so... ma secondo me nel segreto dell'urna ha votato centrodestra anche Massimo Calearo. Dopo tutto le sue radici sono quelle, viene dal mondo degli industriali, è autore di due contratti nazionali collettivi. Spero comunque che ci troveremo tutti e due a Montecitorio " Se dovesse mandare un messaggio a Calearo, cosa gli direbbe? "Caro Massimo siamo uomini dell'industria, perciò alla Camera dobbiamo votare insieme, bene. Niente rivalità ". Francesca Visentin Chi è Ettore Riello, industriale veronese di Legnago, presidente di Riello group \\ Ettore Riello: Industria, fattore critico di successo del Paese.

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Bricolo, Bonfrisco e Garavaglia in Senato Senato: il Pdl perde i pezzi, il Pd fa il pieno (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-15 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE Bricolo, Bonfrisco e Garavaglia in Senato Senato: il Pdl perde i pezzi, il Pd fa il pieno A casa Zanettin, Mainardi, Campa. In bilico Longo, avvocato di Berlusconi Tre veronesi guidano i veneti a Palazzo Madama. Il leghista: "Alla Regione? Ci penseremo" VENEZIA - Gli sconfitti per una volta sono i primi. Succede nell'assegnazione dei seggi al Senato, dove il meccanismo di ripartizione su base regionale premia il Partito Democratico veneto, che beneficia del fatto che Udc e Sinistra Arcobaleno non raggiungono il quorum dell'8 per cento e, di conseguenza, si porta a casa ben nove eletti a palazzo Madama. Più del Pdl e della Lega, che invece si spartiscono il bottino riservato alla coalizione vincitrice. La ripartizione Secondo le prime simulazioni, sulla base del risultato maturato nelle urne, i 24 senatori spettanti al Veneto dovrebbero essere ripartiti in questo modo: otto al Pdl, sette al Carroccio e nove al Pd. Questa distribuzione, se confermata, cambierebbe nettamente rispetto alle previsioni i rapporti di forza all'interno della coalizione di maggioranza. Pdl & Lega Si assottiglia la pattuglia di senatori berlusconiani. Oltre a Giancarlo Galan, il capolista - cui ora si ripresenta il dilemma del 2006: optare per la carica romana o rimanere presidente della Regione? - , saranno eletti sicuramente Luigi Ramponi (quota An), Maria Elisabetta Casellati (Forza Italia), Maurizio Sacconi (Fi), Maurizio Saia (An), Paolo Scarpa Bonazza Buora (Fi), Cinzia Bonfrisco (Fi) e Maurizio Castro (An). Il primo dei non eletti, in questa ripartizione, sarebbe il penalista padovano Piero Longo, che potrebbe subentrare in un secondo momento beneficiando delle dimissioni di Galan, nel momento in cui quest'ultimo dovesse optare per rimanere presidente della Regione. Esclusi molto eccellenti, in casa Pdl, sarebbero così l'imprenditore polesano Mauro Mainardi e i due deputati uscenti Pierantonio Zanettin, vicentino, e Cesare Campa, veneziano. Raddoppia, invece, la presenza leghista in Senato. Al seguito del capolista, il giovane veronese Federico Bricolo (ha soltanto 41 anni), tornano trionfalmente a palazzo Madama Piergiorgio Stiffoni e Paolo Franco e vi entrano per la prima volta Alberto Filippi (trasloco dalla Camera) insieme con due sindaci in carica, Gianvittore Vaccari di Feltre, Giampaolo Vallardi di Chiarano (Treviso), e uno che ha lasciato da poco la fascia tricolore, Luciano Cagnin di Piombino Dese (Padova). Nelle previsioni, la Lega era accreditata di quattro eletti. La straordinaria avanzata del Carroccio ha spalancato le porte del Senato anche ad alcuni outsider che mai avrebbero sperato di staccare il biglietto per Roma. Commenta Federico Bricolo, il capopattuglia: "Dopo anni di semina oggi è arrivato il momento di un un buon raccolto. La gente ha capito che al Nord c'è la Lega, un partito che si batte senza guardare in faccia a nessuno. Sicuramente - lancia l'avvertimento Bricolo anche in Regione Veneto il peso della Lega Nord aumenta, ma questo era innanzitutto un voto politico. Alla Regione penseremo dopo". Per Maurizio Sacconi (Pdl), il segnale che viene dalle urne dev'essere colto dal prossimo esecutivo: "Il risultato veneto è inequivoco: stravince la coalizione di Silvio Berlusconi e riemerge, quasi come nel 1996, un grande voto in favore della Lega. Il futuro governo Berlusconi non potrà non rappresentare il grande malessere del lombardo-veneto, che invoca meno Stato, meno tasse, meno burocrazia, migliori servizi per le persone e per le imprese. In particolare il federalismo fiscale dovrà precedere la stessa riforma costituzionale, per dare maggiore autonomia e responsabilità a regioni ed enti locali ". Il centrosinistra Il Partito Democratico fagocita tutti i seggi disponibili per i gruppi di minoranza. Secondo i primi calcoli, l'alleato Italia dei Valori (Di Pietro) non sarebbe riuscito a conquistare il seggio - che, nel caso, sarebbe toccato al leader dei consumatori Elio Lannutti - , perciò il Pd avrebbe fatto il pieno, portando a Roma nove senatori. Sono, in ordine di lista: Enrico Morando (leader in quota nazionale di provenienza diessina), la romana- veronese Mariapia Garavaglia, il segretario regionale Paolo Giaretta, l'ex magistrato veneziano Felice Casson, il sindacalista della Cgil Paolo Nerozzi, l'ex sindaco di Belluno e deputato Maurizio Fistarol, gli ex sottosegretari Franca Donaggio e Marco Stradiotto. Completa la pattuglia Gino Sandro Spinello, già sindaco di Adria (Rovigo). Eliminati Tutti gli altri sono rimasti fuori: dall'Udc alla Sinistra Arcobaleno, nessuno ha raggiunto la soglia minima del'8 per cento che serviva a conquistare un senatore. Amaro il commento di Nicola Atalmi, dirigente della sinistra: "Il Pd ha rosicchiato a sinistra e ha fallito nell'acquisire i moderati e gli indecisi. Veltroni ha raggiunto un unico risultato, ha cancellato la sinistra: missione compiuta". A.Z.

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Senato: il Pdl perde i pezzi, il Pd fa il pieno (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-15 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE Senato: il Pdl perde i pezzi, il Pd fa il pieno A casa Zanettin, Mainardi, Campa. In bilico Longo, avvocato di Berlusconi VENEZIA - Gli sconfitti per una volta sono i primi. Succede nell'assegnazione dei seggi al Senato, dove il meccanismo di ripartizione su base regionale premia il Partito Democratico veneto, che beneficia del fatto che Udc e Sinistra Arcobaleno non raggiungono il quorum dell'8 per cento e, di conseguenza, si porta a casa ben nove eletti a palazzo Madama. Più del Pdl e della Lega, che invece si spartiscono il bottino riservato alla coalizione vincitrice. La ripartizione Secondo le prime simulazioni, sulla base del risultato maturato nelle urne, i 24 senatori spettanti al Veneto dovrebbero essere ripartiti in questo modo: otto al Pdl, sette al Carroccio e nove al Pd. Questa distribuzione, se confermata, cambierebbe nettamente rispetto alle previsioni i rapporti di forza all'interno della coalizione di maggioranza. Pdl & Lega Si assottiglia la pattuglia di senatori berlusconiani. Oltre a Giancarlo Galan, il capolista - cui ora si ripresenta il dilemma del 2006: optare per la carica romana o rimanere presidente della Regione? - , saranno eletti sicuramente Luigi Ramponi (quota An), Maria Elisabetta Casellati (Forza Italia), Maurizio Sacconi (Fi), Maurizio Saia (An), Paolo Scarpa Bonazza Buora (Fi), Cinzia Bonfrisco (Fi) e Maurizio Castro (An). Il primo dei non eletti, in questa ripartizione, sarebbe il penalista padovano Piero Longo, che potrebbe subentrare in un secondo momento beneficiando delle dimissioni di Galan, nel momento in cui quest'ultimo dovesse optare per rimanere presidente della Regione. Esclusi molto eccellenti, in casa Pdl, sarebbero così l'imprenditore polesano Mauro Mainardi e i due deputati uscenti Pierantonio Zanettin, vicentino, e Cesare Campa, veneziano. Raddoppia, invece, la presenza leghista in Senato. Al seguito del capolista, il giovane veronese Federico Bricolo (ha soltanto 41 anni), tornano trionfalmente a palazzo Madama Piergiorgio Stiffoni e Paolo Franco e vi entrano per la prima volta Alberto Filippi (trasloco dalla Camera) insieme con due sindaci in carica, Gianvittore Vaccari di Feltre, Giampaolo Vallardi di Chiarano (Treviso), e uno che ha lasciato da poco la fascia tricolore, Luciano Cagnin di Piombino Dese (Padova). Nelle previsioni, la Lega era accreditata di quattro eletti. La straordinaria avanzata del Carroccio ha spalancato le porte del Senato anche ad alcuni outsider che mai avrebbero sperato di staccare il biglietto per Roma. Commenta Federico Bricolo, il capopattuglia: "Dopo anni di semina oggi è arrivato il momento di un un buon raccolto. La gente ha capito che al Nord c'è la Lega, un partito che si batte senza guardare in faccia a nessuno. Sicuramente - lancia l'avvertimento Bricolo anche in Regione Veneto il peso della Lega Nord aumenta, ma questo era innanzitutto un voto politico. Alla Regione penseremo dopo". Per Maurizio Sacconi (Pdl), il segnale che viene dalle urne dev'essere colto dal prossimo esecutivo: "Il risultato veneto è inequivoco: stravince la coalizione di Silvio Berlusconi e riemerge, quasi come nel 1996, un grande voto in favore della Lega. Il futuro governo Berlusconi non potrà non rappresentare il grande malessere del lombardo-veneto, che invoca meno Stato, meno tasse, meno burocrazia, migliori servizi per le persone e per le imprese. In particolare il federalismo fiscale dovrà precedere la stessa riforma costituzionale, per dare maggiore autonomia e responsabilità a regioni ed enti locali ". Il centrosinistra Il Partito Democratico fagocita tutti i seggi disponibili per i gruppi di minoranza. Secondo i primi calcoli, l'alleato Italia dei Valori (Di Pietro) non sarebbe riuscito a conquistare il seggio - che, nel caso, sarebbe toccato al leader dei consumatori Elio Lannutti - , perciò il Pd avrebbe fatto il pieno, portando a Roma nove senatori. Sono, in ordine di lista: Enrico Morando (leader in quota nazionale di provenienza diessina), la romana- veronese Mariapia Garavaglia, il segretario regionale Paolo Giaretta, l'ex magistrato veneziano Felice Casson, il sindacalista della Cgil Paolo Nerozzi, l'ex sindaco di Belluno e deputato Maurizio Fistarol, gli ex sottosegretari Franca Donaggio e Marco Stradiotto. Completa la pattuglia Gino Sandro Spinello, già sindaco di Adria (Rovigo). Eliminati Tutti gli altri sono rimasti fuori: dall'Udc alla Sinistra Arcobaleno, nessuno ha raggiunto la soglia minima del'8 per cento che serviva a conquistare un senatore. Amaro il commento di Nicola Atalmi, dirigente della sinistra: "Il Pd ha rosicchiato a sinistra e ha fallito nell'acquisire i moderati e gli indecisi. Veltroni ha raggiunto un unico risultato, ha cancellato la sinistra: missione compiuta". A.Z.

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Boom di nulle: 1 ogni 35 a Chioggia Ca' Farsetti si <ferma> a 3204 (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-15 num: - pag: 12 categoria: REDAZIONALE Il caso Boom di nulle: 1 ogni 35 a Chioggia Ca' Farsetti si "ferma" a 3204 VENEZIA - Era nato come un tam tam sul web e con il passaparola. In provincia qualcuno ci aveva pure organizzato alcune cene-confronto politico fra amici essenzialmente di sinistra o di centro sinistra per decidersi al grande passo. Vale a dire: non votare. O meglio, votare di non votare. Che è diverso, dicevano i promotori, dalla classica fetta di salame nella scheda o di ingiurie trasversali ai sindaci. E ancora più diverso dall'astensionismo annoiato. Le nobili intenzioni dei "votanti-nonvotanti ", però, si sono infrante contro la burocrazia del seggio. Concentrate già domenica, sono arrivate diverse segnalazioni all'ufficio elettorale del Comune di Venezia per la difficile situazione: elettori che prendevano la scheda e poi, senza votare, la restituivano pretendendo che venisse a verbale la rinuncia al voto. Un rompicapo per gli scrutatori che non hanno ritrovato questa possibilità nel loro vademecum. Così lunedì mattina, Ca' Farsetti ha inviato in tutti i seggi una circolare sugli elettori "non votanti". A quel punto la frase di rito: "Voglio che sia messo a verbale che non voto perché non mi sento rappresentato" ha sortito il suo effetto. Nel frattempo, però, le altre schede erano finite nel mucchio delle nulle. Così si scopre che a Venezia su 3201 schede nulle, 884 erano bianche e 26 contestate, a Chioggia c'è stato un vero e proprio record con 1091 schede nulle su 38706 elettori, a seguire Mira con 526 nulle e 171 bianche, 439 a San Donà di Piave, 334 a Spinea e 239 a Martellago. Le schede Sono state molti gli elettori che una volta al seggio hanno dichiarato di non votare.

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Tomat: <Un veneto al governo> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-15 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Gli imprenditori Tomat: "Un veneto al governo" TREVISO - Federalismo fiscale e tutela dell'identità del territorio: ora avanti tutta per "affermare con forza questi valori nell'ambito della politica del futuro governo". Andrea Tomat, presidente di Unindustria Treviso, commenta così l'eccezionale performance della Lega. Sono stati i due cavalli di battaglia del Carroccio in questa campagna elettorale e sono stati premiati. Da un lato la necessità di un sistema fiscale "regionalizzato", dall'altro la difesa del territorio in termini di sicurezza e identità. "L'apparentamento della Lega con lo schieramento vincente - afferma il leader degli industriali trevigiani- dovrebbe consentire di affermare con forza questi valori nell'ambito della politica del futuro governo". "Accanto ad una chiara volontà di cambiamento - aggiunge Tomat - emerge una polarizzazione sui due grandi schieramenti, che leggiamo come segnale di apprezzamento da parte degli elettori per le scelte fatte in questi mesi per una semplificazione del quadro politico". Unindustria promette di monitorare l'operato del prossimo governo, che "si troverà alle prese con le grandi questioni della competitività del Paese e della sua modernizzazione e anche con le ripercussioni sull'economia italiana ed europea della crisi finanziaria che ha avuto origine negli Stati Uniti". "Saremo rigorosi - chiosa Tomat - nell'esigere che siano mantenuti gli impegni assunti in campagna elettorale ed esigere che il Veneto e il Nord Est abbiano nel panorama nazionale una rappresentanza adeguata". Un ministro veneto, insomma, come già promesso a più riprese, non potrà mancare. "E' importante che si dia continuità ad alcune azioni già avviate quali, ad esempio, la promozione del made in Italy nel mondo, che ha portato a dei risultati significativi di miglioramento delle nostre esportazioni. Siamo pronti al confronto con i parlamentari espressi dal territorio, ai quali auguriamo buon lavoro". Mario Pozza, presidente trevigiano di Confartigianato, legge la valanga di consensi alla Lega come "un segnale chiaro sul federalismo, anche per Berlusconi". "Con questi numeri- afferma Pozza - il Pdl non può tirarsi indietro dagli impegni che ha preso e dai voti che ha ricevuto da chi è tutti i giorni in trincea a far fronte a battaglie quotidiane con costi e burocrazia". Il consenso al Carroccio è arrivato grazie al tema del federalismo, ma non solo. "La Lega ha preso così tanti voti - sostiene Pozza - anche per non aver firmato l'indulto, così da risultare l'unico baluardo in difesa dei diritti del cittadino: quella della sicurezza, come il federalismo fiscale, dev'essere imboccata come una strada senza ritorno". Federica Baretti Industriali Le categorie economiche leggono la performance della Lega come una volontà di cambiamento.

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L'ondata anti-casta (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prima Pagina L'ONDATA ANTI-CASTA di Sergio Baraldi Il pendolo della politica si sposta nuovamente a destra. Berlusconi ha vinto il duello con Veltroni, il quale può guardare con conforto all'esordio del suo Pd, diventato il secondo partito italiano. Ma il dato rilevante è che a spostare quel pendolo è stata la mano dell'antipolitica. A lungo inascoltata, sottovalutata, negata, essa continua a scorrere nelle vene del Paese. La cifra delle elezioni va ricercata qui, nella vittoria della protesta, che esprime una crisi profonda della società e del Nord. Il centrosinistra non l'ha saputa leggere o lo ha fatto in ritardo. Il Pd le ha opposto il messaggio della speranza, della fiducia nel cambiare le cose, del si può fare. Anche per questo il Pd ha trovato considerazione per il suo coraggio. Ma è stato il centrodestra che ha legittimato la paura. Se ne è fatto interlocutore. Che questa sia la tendenza fondamentale del voto, lo confermano due risultati inattesi: la crescita della Lega e il buon risultato di Di Pietro, che si è rivelato il veicolo con il quale il Pd ha offerto all'antipolitica un canale d'espressione. I partiti che la protesta non l'hanno decifrata, come la sinistra radicale, o non entrano in Parlamento o, come l'Udc, salvano una rappresentanza ridotta a testimonianza. Ancora una volta, Berlusconi dimostra di sapere interpretare le pulsioni del Paese, di sapergli dare visibilità, rappresentanza. Il Pdl è nato per inseguire la mossa di Veltroni di correre da solo, ma consegue un successo che lo proietta primo partito. Lo diventa perché ha saputo svuotare il bacino di consensi a destra. Si è fermato solo di fronte al marchio della Lega e c'è una ragione: perché questo partito è più radicato nel territorio e offre maggiori garanzie di estraneità al sistema politico. Si potrà ragionare sull'ipoteca che la Lega ha posto sul prossimo governo Berlusconi, sui possibili conflitti tra l'anima berlusconiana, quella di An, quella bossiana. E su questioni delicate come l'Europa, il protezionismo, il federalismo. Non sarà semplice per Berlusconi negoziare gli strappi di un partito rilanciato che pone condizioni. Storicamente, quando l'antipolitica arriva al governo prima o poi scatta la delusione. Ma sarebbe illusorio immaginare i possibili conflitti senza capire il malessere diffuso nella società, l'ondata anti-casta sfociata nella protesta silenziosa, che raccoglie sia il disagio di famiglie che faticano ad arrivare alla fine del mese sia quello del piccolo imprenditore che sogna meno burocrazia e meno tasse. Il grumo di rivendicazioni che si indovina dietro questo voto di delusione e di rabbia esprime la crisi di una politica che non trova risposte efficaci. È un Paese sconosciuto quello in cui la gente si consegna al populismo per scuotere il Palazzo. È il debito che Veltroni ha pagato al governo Prodi e alla cultura di una sinistra ancorata a un'idea di Italia nella quale l'Italia non si riconosce. La sfida di cambiare la politica da solo ha pagato. Ha però aperto uno spazio nel quale Veltroni ha potuto giocare solo sull'immagine, sui gesti simbolici, perché aveva due-tre mesi di tempo. Ma è chiaro che questa è la via da seguire: attorno a una idea di futuro, attorno a un progetto per la nazione, ora dovrà costruire una organizzazione, una cultura, un linguaggio per dirlo. Veltroni è riuscito nell'operazione di prosciugare la sinistra radicale con la logica del voto utile. Ma devono far riflettere i due limiti che ha incontrato: la penetrazione al centro e al Nord non è riuscita, perché è quella che richiede più lavoro e più credibilità. Inoltre, occorre valutare l'astensionismo: una parte dell'elettorato progressista è stanca, forse attende scelte più concrete e decise per tornare a credere.

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Agricoltori: la burocrazia blocca i progetti di sviluppo (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'assemblea dell'associazione: "Dai 5 agli 8 anni per una nuova stalla" Agricoltori: "La burocrazia blocca i progetti di sviluppo" OPICINA Ci vuole una nuova politica agricola che riesca a considerare obiettivamente le esigenze del territorio e ne raccolga le istanze, favorendone la partecipazione. Questa la tesi di fondo emersa all'assemblea annuale dell'Associazione agricoltori, tenutasi nella sala del Credito cooperativo del Carso di Opicina alla presenza del console sloveno Joze Susmelj, del vice presidente della Provincia Walter Godina, dell'assessore regionale Roberto Cosolini, del presidente della Camera di commercio Antonio Paoletti. Nella seduta si è provveduto al rinnovo del consiglio direttivo; alla prossima riunione dell'ente verrà eletto il nuovo presidente, il suo vice, il segretario e l'esecutivo. Accanto all'illustrazione delle diverse attività sviluppate, i vertici dell'Associazione agricoltori hanno rinnovato alle istituzioni l'appello a gettare le basi per una politica agricola moderna e capace di guardare alle reali esigenze di un territorio e delle comunità che vi risiedono, in ragione di un allargamento della basse produttiva delle aziende che vi operano. Sono poche infatti le aziende agricole triestine che riescono a produrre reddito sufficiente a perpetuarsi e produrre. In seconda battuta, è stato sottolineato come la burocrazia, nell'accezione più estesa del termine, condizioni pesantemente gli operatori agricoli non solo triestini ma di tutto il Paese. "Il cittadino ovviamente non può essere al corrente di quanto le carte ci avviliscano - ha spiegato il segretario dell'Associazione Edi Bukavec - ma è un dato di fatto che oggi ci vogliono almeno tre anni per impostare un nuovo vigneto. E se c'è qualcuno intenzionato ad aprire una stalla, di anni ce ne vogliono dai cinque agli otto. Va da se che simile tempistiche richiedano programmazioni che non sono assolutamente alla portata della maggior parte degli imprenditori agricoli, che si vedono perciò costretti a ripiegare e a desistere dai loro propositi". Per i relatori è poi importante fare sistema per poter dare vita a quei programmi comunitari di sviluppo, come inteso dal nuovo Piano di sviluppo rurale, che prevedano lo sviluppo di programmi necessari allo sviluppo qualitativo del territorio. Riguardo alla sua gestione, il segretario ha ricordato come la popolazione locale senta la mancanza di un ente quale la soppressa Comunità montana del Carso capace di coordinare operatori e imprese per lo sviluppo zonale. "Abbiamo chiesto il ripristino di quell'ente - spiega Bukavec - anche se ci rendiamo conto di quanti e quali siano le difficoltà che si frappongono alla sua riattivazione. In alternativa siamo favorevoli alla creazione di un Parco del Carso internazionale che comprenda da una parte la tutela "attiva" dell'Altipiano attraverso l'esercizio delle attività tradizionali; dall'altra la possibilità da parte delle popolazioni locali di partecipare alla gestione del nuovo istituto. Solo in questo modo sarà possibile fare decollare un parco veramente sentito e condiviso da chi vi risiede". m.l.

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Bossi: la lega è il nuovo partito dei lavoratori (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il capo dei lumbard festeggia nella sede milanese di via Bellerio il raddoppio di consensi che porterà a Montecitorio una pattuglia di 47 deputati Bossi: "La Lega è il nuovo partito dei lavoratori" Il Senatur detta le condizioni della vittoria: "Il Nord vuole subito il federalismo fiscale" MILANO La festa comincia alle tre in punto, quando radio e tivù danno le prime proiezioni. La Lega raddoppia i suoi voti, poco ci manca. Ottiene un risultato straordinario, soprattutto in Lombardia e Veneto. E così si raddoppia anche il numero dei parlamentari. In via Bellerio, quartier generale del partito, Umberto Bossi arriva nel primo pomeriggio ma si concede ai giornalisti solo in serata, quando i dati sono più chiari e la vittoria appare più netta. Quando ormai è notte il senatùr scappa ad Arcore a festeggiare la vittoria con Berlusconi. "Ci hanno votato i lavoratori. Siamo noi il nuovo partito di chi lavora". Sono le prime parole del Senatùr davanti ai microfoni. E nessuno riesce a dargli torto. Un successo così forte può venire solo se il partito è davvero impegnato in mezzo alla gente. È quanto dicono a Radio Padania, collegata dal primo pomeriggio con tutte le sezioni del Carroccio, con i sindaci e gli amministratori. Bossi non dice molte parole, la sua salute non gli consente più i lunghi e impetuosi comizi di un tempo. Però il leader e fondatore del Carroccio è lucidissimo. Parla di Veltroni. "Era evidente che perdeva, non è bastato il pullman pitturato di verde". Quindi, sollecitato dai cronisti, la domanda che terrà banco in Parlamento nei prossimi cinque anni. Davvero la Lega sarà sempre fedele a Berlusconi? Davvero non alzerà il prezzo e resterà incollata al Popolo delle libertà e ai voleri dei Cavaliere? "Berlusconi è un amico - dice - e noi abbiamo sempre mantenuto la parola, lui non sarà mai ostaggio. Noi non conosciamo questa parola". "Noi - ripete - teniamo fede ai patti. Abbiamo fatto un programma con Berlusconi e a quello ci atterremo". Tutto qui? No. "Il Nord vuole il federalismo, i nostri sindaci, i nostri amministratori, devono sempre andare a Roma a chiedere soldi. Non è giusto, questa storia deve finire. Intanto ci batteremo da subito per avere il federalismo fiscale". Nessuno ha voglia di approfondire. "La gente - riprende Bossi - ha voglia di riforme e di federalismo. Non ne può più della burocrazia romana. La gente vuole un Paese diverso, che funzioni meglio, vuole un Paese più democratico e federalista". Si parla anche di Alitalia e di Malpensa. Bossi non traccia strategie, ma parla di Malpensa. "L'aeroporto - dice - si trova al centro di un'area molto appetita. Se non ci sarà Alitalia arriveranno altri vettori. E comunque, finora, Alitalia è stata in piedi con i soldi che venivano da Milano. Adesso Malpensa torna in gioco, vedremo nei prossimi giorni". Adesso il gran capo ha voglia di fare due conti. Vede, sui monitor, che il Partito delle libertà, arriva alla Camera al 35,6% meno di quanto hanno preso, nel 2006, Forza Italia e Alleanza Nazionale che allora erano alleate ma correvano divise. E allora spiega che "la Lega ha fatto la differenza tra Pd e Pdl". Arriva anche un altro dato: il Carroccio a Montecitorio avrà 47 deputati. Per questo vuole festeggiare, imbraccia una spada di legno e battezza a mo' di cavalieri alcuni presenti, primi fra tutti gli organizzatori della campagna elettorale. Invece, quando arriva il dato del Senato, si alzano i calici per un piccolo brindisi: la Lega passa dal 4,4% all'8,2%, quasi il doppio. Più in particolare, la Lega ottiene il 17% nel collegio Lombardia 1 (Milano e provincia), il 19,3% nella fascia sud della Regione (Pavia, Lodi, Cremona, Mantova) e addirittura il 28,3% nel collegio Lombardia 2 (Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia). Un dato che si potrebbe riassumere nel 21,8% ottenuto al Senato in Lombardia (collegio unico). I dati in arrivo dal Veneto fanno scattare un applauso: 26,8% (una manciata di voti in meno del Pdl). Fuori piove a dirotto mentre i computer sfornano altre cifre: 8,2% in Trentino, 13% in Friuli, 8% in Emilia Romagna, 6,6% in Liguria, 8,7% in Piemonte. Gigi Furini.

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Villa Sandroni bloccata dalla burocrazia: intanto riapre il giardino (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vimercate" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CORNATE - LAVORI IN CORSO VILLA SANDRONI BLOCCATA DALLA BUROCRAZIA: INTANTO RIAPRE IL GIARDINO Cornate d'Adda - Villa Sandroni in alto mare. Cantieri per la piazza di Colnago quasi in regola con il crono-programma, ma con pause, difficoltà viabilistiche e disagi per cittadini e commercianti. Cantieri per la piazza di Cornate avanti con il vento in poppa, tra la soddisfazione generale. È questa la fotografia dei tre principali fronti che riguardano i Lavori pubblici del paese. Le dolenti note riguardano la ristrutturazione di Villa Sandroni, dove dopo gli eccessivi ritardi, l'Amministrazione aveva deciso a dicembre di rescindere il contratto con la ditta appaltatrice. Attualmente occorre valutare se l'impresa farà ricorso. In ogni caso l'Ufficio tecnico è pronto a riappaltare i lavori lotto per lotto, quindi in maniera diretta, cosa che dovrebbe garantire una maggiore affidabilità dell'impresa. Ma intanto una buona notizia c'è: riapre il parco pubblico della villa che era stato chiuso per la manutenzione ordinaria e straordinaria (dopo diversi raid vandalici). Per tutelare il patrimonio pubblico d'ora in poi la Polizia locale pattuglierà il parco tutti i giorni. Procedono invece i lavori per la piazza di Colnago, dove però sono state registrate pause, variazioni rispetto al cronoprogramma presentato ai cittadini e difformità persino nelle comunicazioni date di volta in volta ai cittadini. "Ci avevano convinti sul fatto che agendo in maniera diversa avrebbero terminato prima - ha spiegato il sindaco, Giuseppe Ripamonti - Ma i fatti non gli stanno dando ragione". Per fine luglio dovrebbe comunque essere terminato tutto e a settembre è prevista l'inaugurazione. Rapidità e precisione invece caratterizzano i cantieri in piazza Quindici Martiri, che potrebbe essere conclusa molto prima di quella di Colnago. Si parla addirittura di giugno. "Occorre dire una cosa - ha aggiunto il primo cittadino - A Cornate lavorano operai cinesi. Non si fermano mai, anche quando piove". Articolo pubblicato il 15/04/08.

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Formigoni sprona gli imprenditori brianzoli (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Monza" del 15-04-2008)
Pubblicato anche in: (Giornale di Vimercate)

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GIUSSANO Il governatore della Regione Lombardia giovedì scorso ha visitato il mobilificio "Molteni & C." FORMIGONI SPRONA GLI IMPRENDITORI BRIANZOLI "Dobbiamo continuare a lavorare insieme per contribuire alla crescita di questo territorio straordinario" richiedi la foto Sopra il pubblico alla "Molteni 6 C." di Giussano, a fianco l'intervento di Roberto Formigoni richiedi la foto Giussano - Ha parlato di Brianza, di modello lombardo, di "Expo", ma anche di Alitalia e Malpensa. Ha spronato gli imprenditori brianzoli a continuare sulla strada di eccellenza tracciata, un percorso sul quale troveranno sempre l'appoggio della Regione Lombardia. Il governatore Roberto Formigoni, ospite giovedì scorso della "Molteni & C.", fabbrica di mobili di via Rossini, ha ovviamente parlato anche di politica, dato che si era a pochi giorni dal voto, Anche depurato dalle esortazioni a votare per il Popolo della libertà (superflue considerata la data di uscita del nostro Giornale) il suo intervento merita di essere ricordato. "La Brianza - ha sottolineato - rappresenta un insieme di persone di straordinaria importanza, di straordinaria rilevanza. Dobbiamo continuare a lavorare insieme per far crescere questo territorio. Ritengo che quanto fatto in Regione in questi anni possa e debba essere esportato in Italia, perché può fare senz'altro bene al nostro Paese. Anche nelle regioni del Sud si sono accese delle speranze, anche lì sperano di veder esportato il nostro modello". Sull'assegnazione dell'"Expo 2015" a Milano il governatore lombardo si è concesso anche una battuta. "Nonostante l'immagine che in quei giorni c'era dell'Italia a livello internazionale, con la spazzatura per le vie di Napoli e la mozzarella alla diossina, abbiamo vinto la concorrenza di Smirne. Ma perché chi ci ha sostenuto e votato ben sapeva in quale parte dell'Italia ci troviamo". Sempre sull'"Expo" ha rimarcato (rispondendo indirettamente alle critiche mosse da Adriano Celentano), che "non stiamo pensando a colate di cemento ma a una crescita armoniosa. Una crescita che potrà aiutare questo territorio e l'intero Paese". Su Malpensa ha detto che "nei prossimi due anni, due anni e mezzo sarà Quaresima, ma l'Expo contribuirà a far sì che questi tempi si accorcino e l'aeroporto torni presto all'importanza che aveva fino a pochi mesi fa". Ha quindi tranquillizzato gli imprenditori che avevano chiesto meno pastoie burocratiche e migliori infrastrutture. "Sono temi che ho ben presenti - ha rimarcato - e per i quali mi batterò. Sia se resterò ancora alla guida della Regione sia se assumerò diverso incarico". Conclusa la breve visita all'azienda, ad introdurre l'intervento di Formigoni era stato Renzo Ascari, presidente della Fiera di Monza. Dopo di lui ha preso la parola l'assessore regionale Massimo Ponzoni, il quale ha rimarcato che "abbiamo bisogno di più Lombardia per far bene all'Italia". Il sindaco Franco Riva, si è augurato che l'Expo possa contribuire a far decollare le infrastrutture, "perché la zona nord della Brianza ne ha veramente bisogno". Un tema toccato anche da Carlo Valli, presidente di Assindustria e Camera di commercio MB, che ha rilanciato la candidatura della Villa Reale come punto di riferimento brianzolo per l'Expo. Rosario Messina, presidente di Flou e Cosmit, ha rimarcato come "gli imprenditori non hanno bisogno di finanziamenti e contributi, ma di minore burocrazia". Dario Visconti, presidente provinciale di Apa Confartigianato, ha parlato di Formigoni "imprenditore e politico di rara sensibilità", mentre il padrone di casa, Carlo Molteni, ha ringraziato il governatore, "perché con la sua visita ha dimostrato attenzione verso tutte le aziende del settore". Articolo pubblicato il 15/04/08 Maurizio Colombo.

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Burocrazia e rinnovabili (sezione: Burocrazia)

( da "Blogosfere" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Apr 0815 Burocrazia e rinnovabili Pubblicato da Mario Delfino alle 10:00 in Burocrazia, Fonti rinnovabili Nel post precedente, ho scritto dell'aggiornamento trimestrale dell'All Renewables Index della Ernst&Young. L'Italia compare ancora al settimo posto, ma il suo punteggio è aumentato, anche se di pochissimo. Una notizia positiva, allora? Così dovrebbe essere. Per completezza di informazione, riporto il commento in proposito da parte di Daniele Agostini, Senior Manager della Ernst&Young Italia. Al nostro paese viene riconosciuto lo sforzo relativo alla revisione dei programmi d'incentivazione piuttosto che la vivacità del mercato rispetto agli investimenti nella produzione da rinnovabili. Ed ancora. Purtroppo continuiamo ad essere penalizzati dalla lentezza con cui alcune delle nostre norme diventano operative. Ma davvero?! Vogliamo parlare dei decreti attuativi in materia di Certificazione Energetica? Ed infine. Se da una parte osserviamo un alto livello di attenzione su investimenti di breve e medio periodo negli impianti di produzione lo stesso non si può dire per gli investimenti strategici di lungo termine nella supply-chain. E' la parte alta della filiera su cui si gioca la partita globale delle rinnovabili ed in questo senso essa sta diventando sempre più rapidamente un'opportunità persa per il nostro paese, che nel futuro dovrà continuare a ricorrere all'estero per ottenere le tecnologie dell'energia pulita. Una notizia positiva, allora? Così non è. Morale della favola: anche nel settore delle rinnovabili, rischiamo di essere soltanto le braccia e non il cervello. Ciao. A presto. Si ringrazia: - agienergia.it.

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Carroccio ago della bilancia (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Ferrara, La" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Incassato un risultato oltre le aspettative, il Carroccio detta le condizioni e chiede di salvare Malpensa Carroccio ago della bilancia Bossi: "Subito il federalismo fiscale, lo vuole il Nord" Il trionfo del senatùr "Siamo noi il partito nuovo dei lavoratori" GIGI FURINI MILANO. La festa comincia alle tre in punto, quando radio e tivù danno le prime proiezioni. La Lega raddoppia i suoi voti, poco ci manca. Ottiene un risultato straordinario, soprattutto in Lombardia e Veneto. E così si raddoppia anche il numero dei parlamentari. In via Bellerio, quartier generale del partito, Umberto Bossi arriva nel primo pomeriggio ma si concede ai giornalisti solo in serata, quando i dati sono più chiari e la vittoria appare più netta. A notte il senatùr scappa ad Arcore a festeggiare la vittoria con Berlusconi. "Ci hanno votato i lavoratori. Siamo noi il nuovo partito di chi lavora". Sono le prime parole del Senatùr davanti ai microfoni. E nessuno riesce a dargli torto. Un successo così forte può venire solo se il partito è davvero impegnato in mezzo alla gente. E' quanto dicono a Radio Padania, collegata dal primo pomeriggio con tutte le sezioni del Carroccio, con i sindaci e gli amministratori. Bossi non dice molte parole, la sua salute non gli consente più i lunghi e impetuosi comizi di un tempo. Però il leader e fondatore del Carroccio è lucidissimo. Parla di Veltroni. "Era evidente che perdeva, non è bastato il pullman pitturato di verde". Quindi, sollecitato dai cronisti, la domanda che terrà banco in Parlamento nei prossimi cinque anni. Davvero la Lega sarà sempre fedele a Berlusconi? Davvero non alzerà il prezzo e resterà incollata al Popolo delle libertà e ai voleri dei Cavaliere? "Berlusconi è un amico - dice - e noi abbiamo sempre mantenuto la parola, lui non sarà mai ostaggio. Noi non conosciamo questa parola". "Noi - ripete - teniamo fede ai patti. Abbiamo fatto un programma con Berlusconi e a quello ci atterremo". Tutto qui? No. "Il Nord vuole il federalismo, i nostri sindaci, i nostri amministratori, devono sempre andare a Roma a chiedere soldi. Non è giusto, questa storia deve finire. Intanto ci batteremo da subito per avere il federalismo fiscale". Nessuno ha voglia di approfondire. "La gente - riprende Bossi - ha voglia di riforme e di federalismo. Non ne può più della burocrazia romana. La gente vuole un Paese diverso, che funzioni meglio, vuole un Paese più democratico e federalista". Si parla anche di Alitalia e di Malpensa. Bossi non traccia strategie, ma parla di Malpensa. "L'aeroporto - dice - si trova al centro di un'area molto appetita. Se non ci sarà Alitalia arriveranno altri vettori. E comunque, finora, Alitalia è stata in piedi con i soldi che venivano da Milano. Adesso Malpensa torna in gioco, vedremo nei prossimi giorni". Adesso il gran capo ha voglia di fare due conti. Vede, sui monitor, che il Pdl arriva alla Camera al 35,6%. meno di quanto hanno preso nel 2006 Forza Italia e Alleanza Nazionale che erano alleate ma correvano divise. E allora spiega che "la Lega ha fatto la differenza tra Pd e Pdl". Arriva anche un altro dato: il Carroccio a Montecitorio avrà 47 deputati. Per questo vuole festeggiare, imbraccia una spada di legno e battezza a mo' di cavalieri alcuni presenti, primi fra tutti gli organizzatori della campagna elettorale. Invece, quando arriva il dato del Senato, si alzano i calici per un piccolo brindisi: la Lega passa dal 4,4% all'8,2%, quasi il doppio. Più in particolare, la Lega ottiene il 17% nel collegio Lombardia 1 (Milano e provincia), il 19,3% nella fascia sud della Regione (Pavia, Lodi, Cremona, Mantova) e addirittura il 28,3% nel collegio Lombardia 2 (Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia). Un dato che si potrebbe riassumere nel 21,8% ottenuto al Senato in Lombardia (collegio unico). I dati in arrivo dal Veneto fanno scattare un applauso: 26,8%, appena una manciata di voti meno del Pdl.

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LE PARTI SOCIALI. Cgil tace. Polverini (Ugl): premiata la governabilità (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Confindustria chiede segnali per le imprese Marcegaglia: occorre riformare la burocrazia E i sindacati: "Ora si parta da prezzi e salari"   ROMA Le aziende italiane "hanno bisogno di segnali immediati per ritrovare la fiducia": a dirlo, la presidentessa designata della Confindustria Emma Marcegaglia, che invita anche la Banca centrale europea ad abbassare i tassi di interesse. "Alcune proposte elettorali, come la defiscalizzazione degli straordinari, sono importanti", dice. Quando parla, le urne sono ancora aperte, e i risultati del voto ancora formalmente sconosciuti. A medio termine, la Marcegaglia vorrebbe che il prossimo governo investisse di più "nel capitale umano, rivedendo il sistema educativo per potenziare ricerca e innovazione", riformasse la burocrazia, che "costa alle piccole e medie imprese", sostiene, "14 miliardi di euro, cioè un punto di prodotto interno lordo", liberalizzasse i servizi e organizzasse un sistema di trattative salariali meno centralizzate. Per i segretari di Cisl, Uil e Ugl, il governo dovrà partire, nei suoi rapporti col sindacato, da salari, pensioni e prezzi. Per il parere della Cgil sono si dovrà attendere le valutazioni della riunione di segreteria che si terrà oggi. "C'è una richiesta forte di stabilità e governabilità", dice il numero uno della Cisl Raffaele Bonanni. Il segretario generale del sindacato di via Po sottolinea inoltre che "la maggioranza uscita dalle urne dovrà subito dare segnali chiari sul fronte di una nuova politica economica e sociale, delle indispensabili infrastrutture, del sostegno alle famiglie più deboli". Per il segretario Uil Angeletti, "una politica per la crescita dell'economia deve partire da un aumento delle retribuzioni in termini reali e della produttività". La prima richiesta della Uil al nuovo governo sarà la "stessa che abbiamo chiesto inutilmente al governo Prodi: ridurre le tasse sul lavoro dipendente e aumentare le pensioni". Per la segretaria dell'Ugl Renata Polverini, "si profila quella condizione di governabilità di cui il Paese ha bisogno. Le emergenze cui far fronte sono tante, a partire dall'adeguamento di salari e pensioni, il carovita, le tasse, la precarietà. Temi su cui non mancherà la disponibilità del sindacato al confronto per trovare soluzioni attese da lavoratori, pensionati e famiglie".  .

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Alla Somacis la Cina è più vicina (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'hi tech made in Marche da produrrenello stabilimentocinese inauguratonel maggio scorso Una delegazione della provincia di Dongguan in visita all'azienda di Castelfidardo Alla Somacis la Cina è più vicina CASTELFIDARDO - Una delegazione cinese ha fatto visita ieri pomeriggio alla Somacis. L'azienda fidardense, leader nella produzione di circuiti stampati, ha ricevuto per la prima volta, nella sede di via Jesina, alti funzionari della provincia di Dongguan, dove a maggio dello scorso anno la società presieduta da Attilio Scalmati ha inaugurato un nuovo stabilimento. La Somacis pcb vanta oltre trentacinque anni di esperienza e con l'apertura dello stabilimento cinese ha completato un processo di internazionalizzazione visto che è presente anche in Brasile oltre ad avere anche un insediamento produttivo a Manfredonia, mentre Castelfidardo è il centro direzionale e di ricerca del gruppo. Durante la cerimonia di presentazione i dirigenti della Somacis hanno illustrato i vari settori in cui opera l'azienda: telecomunicazioni, aerospaziale e medicale, per citarne alcuni. Il presidente Attilio Scalmati, dopo aver dato il benvenuto alla delegazione, ha chiesto di poter ottenere alcune autorizzazioni per la produzione di alcuni componenti in oro ad alto contenuto tecnologico. L'obiettivo è quello di produrre circuiti flessibili e soddisfare al meglio le esigenze dei suoi clienti più prestigiosi come Nasa, Motorola e Air Bus grazie alla fornitura di applicazioni hi-tech per i rispettivi settori di produzione. Un'occasione di grande carattere strategico, durante l'incontro gli stessi funzionari cinesi hanno più volte sottolineato "l'importanza di avere contatti per svolgere con rapidità tutte le pratiche burocratiche specie quelle doganali". Il capo delegazione Jang Ling ha ricordato che "nel Dongguan le possibilità di sviluppare il proprio mercato sono grandi e spero che Somacis ne tragga vantaggio". "Siamo molto contenti di aver visto l'ottimo operato della Somacis - ha precisato Jang Ling -. Il governo darà tutto il supporto possibile per portare avanti il progetto della Somacis". "La scelta di operare nel Dongguan è molto saggia - ha detto Cai Junwen, direttore amministrativo del porto della provincia cinese -. L'amministrazione fornisce i migliori servizi alle aziende presenti nel nostro territorio". Efficienza nella burocrazia e servizi alle imprese, questi i passaggi più significativi. Argomenti di cui i politici di casa nostra non possono non tener conto per fronteggiare la concorrenza nei mercati internazionali dei prossimi anni. E' questa sostanzialmente la ricetta con cui la Cina sta diventando giorno dopo giorno una potenza mondiale. Alla visita istituzionale era presente anche il sindaco Mirco Soprani che si è soffermato sulla vocazione industriale del territorio, nata nel 1860 con la fisarmonica e sviluppatasi negli anni con un tessuto produttivo plurisettoriale "di cui Somacis è una delle punte di diamante". ALESSANDRO PAOLINELLI,.

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<Dopo la semina ecco il raccolto> (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CHI VA A ROMA. Il commento all'esito della consultazione da parte dei candidati che hanno conquistato un posto in Parlamento. Partono per la capitale 14 veronesi "Dopo la semina ecco il raccolto" Bricolo (Lega): "Una grande responsabilità". Garavaglia (Pd): "Veltroni ha semplificato la politica" Dopo la vittoria siamo pronti a lavorare per le famiglie e per le imprese CINZIA BONFRISCO POPOLO DELLA LIBERTÀ Con Bossi non ho ancora parlato di ruoli di governo. Ora conta il trionfo FRANCESCA MARTINI LEGA NORD Risultato oltre ogni attesa Proseguiremo le battaglie sulla legalità ANTONIO BORGHESI ITALIA DEI VALORI   "Dopo anni di semina, è arrivato il momento di un un buon raccolto". Così il capolista della Lega Nord in Veneto al Senato Federico Bricolo, eletto, deputato uscente, commenta il botto leghista: "I segnali positivi c'erano, ma il nostro è un grande risultato. Anche in Regione Veneto il nostro peso aumenta, ma questo era innanzitutto un voto politico e ora serve responsabilità. Alla Regione penseremo dopo". Aldo Brancher, di Forza Italia, confermato deputato nel Pdl, è sempre stato l'uomo-cerniera del rapporto fra Berlusconi e Bossi. "Nel Veronese e nel Veneto i dati non possono che far piacere nell'insieme e mi congratulo per il successo della Lega. L'auspicio è che, dopo quello che era avvenuto con l'elezione di Tosi, e cioè la perdita per Forza Italia di 10-11 punti, noi dimostriamo l'umiltà di capire che cosa vogliono i nostri elettori". Matteo Bragantini, eletto alla Camera dopo aver sfiorato l'elezione due anni fa, spiega: "Abbiamo avuto un risultato stratosferico e sono contento non solo perché sono stato eletto io parlamentare, ma anche perché avremo una bella squadra di deputati e senatori con cui portare avanti il nostro cambiamento. Ora, però, alla luce del risultato nel Nord, la Lega chiede la presidenza di tre Regioni". Centra il traguardo alla Camera, dopo averlo sfiorato nel 2006, anche Alessandro Montagnoli, della Lega Nord, dal 2004 sindaco di Oppeano, Comune amministrato da 13 anni da un monocolore leghista: "Viene così premiato", commenta, "il risultato della Lega nella Bassa veronese, che potrà così essere rappresentata in Parlamento". IL BOOM. Antonio Borghesi, dell'Italia dei valori, confermato deputato, è entusiasta: "Per noi è un risultato straordinario perché abbiamo raddoppiato i parlamentari e senza premio di maggioranza. Ora, però c'è un grande limite che chi governa dovrà affrontare e cioè la la Lega, vincitrice assoluta. Aspetto di capire cosa succederà quando Berlusconi vorrà fare il ponte di Messina, osteggiato dalla Lega, o dare più denaro alla Sicilia, come ha detto a Lombardo. Noi faremo opposizione costruttiva e seria, anzitutto sulla legalità". Guarda avanti Maria Pia Garavaglia, ex vicesindaco di Roma con Veltroni sindaco, eletta al Senato per il Pd: "È accaduto un fatto istituzionale importante perché la scelta di Veltroni ha semplificato il quadro: oggi in Parlamento abbiamo sei partiti e non più 52. La Lega ha fatto bene in provincia di Verona e in Veneto, ma il primo partito a Verona è il Pd. Servirà un grande lavoro nel segno del dialogo, anzitutto sul federalismo". L'OBIETTIVO. Cinzia Bonfrisco, di Forza Italia, confermata senatrice nel Pdl: "Il risultato è uno stimolo vista la fiducia assegnataci dagli. Lavoreremo per le famiglie e le imprese, per avere meno tasse, meno burocrazia e per affrontare la crisi economica. Al Pdl serve ora una riflessione interna per capire cosa è venuto meno nell'elettorato e come migliorare il nostro progetto moderato". Torna in Parlamento Francesca Martini, della Lega, assessore regionale alla sanità, potenziale ministro, come ha annunciato Bossi parlando di lei: "Straordinaria soddisfazione", spiega la deputata. "In questa campagna elettorale Bossi si è spostato molto sul territorio spiegando il nostro programma di rinnovamento del Paese. Se ho già parlato con lui di incarichi di governo? No, la cosa importante è questa grande vittoria della Lega. Lavoreremo per federalismo fiscale e riforme". Debutta alla Camera Gianni Dal Moro, del Pd: "Anche in Veneto si conferma un bipartitismo che si sta affermando, anche se l'Udc tiene. Bene il Pd a Verona, ora si parte per un recupero. Io spero di portare un contributo alla nostra città e provincia. Il Pd a Verona ha 5 parlamentari ed è il gruppo più consistente, cercheremo di farlo pesare". Giampaolo Fogliardi, deputato uscente dell'Ulivo, rieletto nel Pd: "Siamo i primi in città, anche se speravamo che gli altri facessero meno. È uno sprone per lavorare e proseguire sulla nostra strada. Noi però abbiamo il mezzo definito, cioè il Pd, ora però è il centrodestra che dovrà governare e dare risposte. Non si pone il problema di un inciucio: tocca al Pdl e Lega". Confermato anche Federico Testa, del Pd: "Siamo andati bene e speriamo che questa sia la base da cui partire per affrontare problematiche che allo stato attuale altri sono più in grado di raccogliere e che ci siano le condizioni per le necessarie intese per il bene del Paese e di Verona". GIOIE E DOLORI. Alberto Giorgetti, coordinatore regionale di An e confermato deputato per il Pdl (è in Parlamento dal 1996) esprime "grande soddisfazione per il risultato della coalizione, che in Veneto è tra i più alti d'Italia, ma come Pdl ci aspettavamo qualche consenso in più. È stato forse premiato un voto di protesta nei confronti di un quadro nazionale che in questi anni ha dato poco al Veneto, premiando così la Lega. Questo ci deve servire come Pdl per lavorare al meglio e dare le giuste risposte che il territorio si attende". Federica Mogherini, romana, ma eletta in Veneto alla Camera per il Pd, è moglie del veronese Matteo Rebesani, nello staff di Veltroni sindaco di Roma: "Non nego un po' di delusione", spiega, "ma il risultato per il Pd è positivo. L'italia ha scelto fra un'opzione progressista e una conservatrice, che ha vinto. Io mi impegno ad essere nella circoscrizione Veneto 1, quindi anche nel Veronese, due fine settimana al mese". Ettore Riello, veronese, eletto nel collegio Veneto 2 alla Camera, per il Pdl: "Si conferma", osserva, "una scelta di bipolarismo il che fa pensare che gli italiani vogliono un governo che possa governare. Sarebbe sbagliato che il Pdl perdesse questa grande opportunità".E.G.  .

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Il Palamediterraneo affondato dalla burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cagliari e Provincia Pagina 1037 La battaglia cominciata sei anni fa da un imprenditore per allestire un teatro tenda Il Palamediterraneo affondato dalla burocrazia La battaglia cominciata sei anni fa da un imprenditore per allestire un teatro tenda --> In Municipio gli hanno chiuso la porta in faccia, l'Ente fiera è da mesi che deve dare una risposta mentre l'Autorità portuale glissa sugli spazi disponibili: da sei anni un imprenditore veneto quarantenne, Andrea Caldart, cerca un'area in città per realizzare un nuovo teatro tenda. Circa tremila metri quadrati di superficie coperta con una tensostruttura in cui ospitare non solo concerti e spettacoli, ma anche un centro di produzione televisiva, esposizioni e manifestazioni sportive: il tutto con diecimila posti in piedi e cinquemila a sedere. "Fino a oggi ho trovato soltanto ostacoli - protesta Caldart, che a Cagliari ha un'azienda che si occupa di software -. Sono in Sardegna da parecchi anni e vedo tutte le potenzialità che ha quest'Isola e soprattutto il suo capoluogo: l'unico problema, a quanto pare, è la sua classe dirigente. È dal 2002 che porto avanti il progetto del Palamediterraneo: ho bussato a tutte le porte, ma il fatto di essere di fuori forse è una discriminante. Eppure ho anche soci sardi coinvolti in questa idea che darebbero lavoro a un centinaio di persone con l'indotto offrendo un servizio che attualmente manca in città: tutto questo senza chiedere finanziamenti pubblici". L'unica richiesta è un'area abbastanza grande e facilmente raggiungibile. "In un primo momento avevamo proposto il parcheggio vicino allo stadio di Sant'Elia - spiega Caldart - ma in Municipio non abbiamo riscontrato alcun interessamento. Allora abbiamo pensato alla Fiera: tra i padiglioni D ed E c'è lo spazio necessario, ma attendiamo da settembre che l'Ente che l'amministra ci dia una risposta". Ultima chance un'area all'ingresso del Porto canale, subito dopo la curva di Giorgione. "Sarebbe l'ideale - prosegue l'imprenditore veneto - ma anche qui siamo fermi con le trattative con l'Autorità portuale perché questa zona, nonostante sia completamente inutilizzata, è comunque destinata alle operazioni del Porto canale". Impossibile trovare un'area privata in grado di poter ospitare il teatro tenda anche perché servirebbe comunque il via libera da parte del Comune alle autorizzazioni per pubblici spettacoli. La tensostruttura, costata tre milioni e mezzo, viene ora data in affitto in altre regioni. "Se entro quest'anno non riusciremo a concretizzare, saremo costretti a proporre il nostro progetto in altre città della Penisola". GIOVANNI MANCA DI NISSA.

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VOTO: CONFAGRICOLTURA, PRIORITA' A ECONOMIA E IMPRESE (sezione: Burocrazia)

( da "Agi" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Food VOTO: CONFAGRICOLTURA, PRIORITA' A ECONOMIA E IMPRESE (AGI) - Roma, 15 apr. - "Il risultato delle urne non lascia spazio a dubbi. Ora i partiti che hanno vinto la competizione elettorale governino il Paese mettendo economia ed imprese al centro delle priorita' politiche". E' questo il primo commento del presidente di Confagricoltura Federico Vecchioni sui risultati del voto del 13 e 14 aprile. "Gia' in occasione del nostro Forum di Taormina, il mese scorso - ha proseguito Vecchioni - avevamo formulato alle forze politiche le nostre richieste. A partire dalla necessita' di avviare una fase costituente per riformare l'ordinamento della Repubblica, razionalizzare la mappa dei livelli istituzionali e ridefinire ruoli e competenze degli enti locali". La complessa congiuntura, nazionale ed internazionale, impone che le decisioni che riguardano il settore occupino, e da subito, un posto di rilievo nell'agenda del Governo. Per accrescere la dimensione economica delle imprese, contenere i costi e favorire l'approccio al mercato. Serve, a parere di Confagricoltura, una definitiva stabilizzazione del sistema fiscale, un deciso rilancio della ricerca e dell'innovazione; ma anche politiche del lavoro tese alla semplificazione ed alla sostenibilita' degli oneri previdenziali per contrastare il lavoro irregolare. E poi una decisiva azione contro la burocrazia e strategie chiare e concrete per le energie rinnovabili e le risorse idriche. "Su tutto - ha concluso il presidente Vecchioni - va garantito un ruolo piu' incisivo e determinante del Governo nelle sedi comunitarie ed internazionali ed un rapporto rinnovato e concreto con le organizzazioni di rappresentanza; fuori dai riti della concertazione ma dentro un processo di crescita comune per le imprese e per il Paese". (AGI).

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Voto all'estero, pasticcio tendenzioso (sezione: Burocrazia)

( da "Opinione, L'" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oggi è Mar, 15 Apr 2008 Edizione 73 del 15-04-2008 Molti residenti fuori Italia erano sicuri di poter votare in patria, ma... Voto all'estero, pasticcio tendenzioso di Dimitri Buffa Le assurde modalità burocratiche con cui è organizzato il voto degli italiani all'estero sono destinate anche quest'anno a provocare polemiche a non finire. Polemiche che al secondo ripetersi rischiano di assumere la specie della farsa. E a chi si chiedesse il motivo dell'ulteriore diminuzione dei votanti rispetto alle elezioni politiche del 2006 (si è passati dal 42,07% degli aventi diritto a poco più del 41%) la risposta da fornire è semplice quanto sconfortante: la Farnesina e la sua burocrazia si sono semplicemente "dimenticate" di comunicare per tempo a tutti quei residenti all'estero che avevano optato per il voto in Italia subito dopo l'approvazione della legge Tremaglia che questa opzione andava ribadita anche quest'anno. Precisamente entro lo scorso 11 marzo. Pena l'invio del plico contenente tutto il necessario per votare nel paese di residenza. E infatti ieri e domenica alcune decine di migliaia di cittadini italiani si sono recati, del tutto ignari o dimentichi della cosa a votare al seggio in Italia ma non hanno potuto esprimere la propria prefrenza né per la Camera né per il Senato. Stranamente li hanno fatti invece votare per le elezioni amministrative. Il dovere di ripetere l'opzione per ogni tornata elettorale è contenuto nell'articolo 4 della legge Tremaglia, cioè la 459 del 2001. L'articolo dice che "in occasione di ogni consultazione elettorale l'elettore può esercitare l'opzione per il voto in Italia di cui all'articolo 1, comma 3, dandone comunicazione scritta alla rappresentanza diplomatica o consolare operante nella circoscrizione consolare di residenza entro il 31 dicembre dell'anno precedente a quello previsto per la scadenza naturale della legislatura". Questo al comma 1. Mentre il 2 prevede che "in caso di scioglimento anticipato delle Camere o di indizione di referendum popolare, l'elettore può esercitare l'opzione per il voto in Italia entro il decimo giorno successivo alla indizione delle votazioni". C'è un piccolo particolare: nessuno ha pensato di avvertire gli interessati attraverso i mezzi di comunicazione. Come se tutti conoscessero la legge Tremaglia a memoria in Italia. Inoltre l'opzione era stata richiesta sinora un'unica volta, poco dopo l'approvazione della legge stessa ed era stata esercitata solo per le elezioni del 2006. Come si può avere pensato che la gente comune potesse ricordare che in caso di scioglimento anticipato delle camere avrebbe chiamato il consolato o la Farnesina per ribadire ovvero revocare l'opzione suddetta? In definitiva si può stimare che un buon uno, due per cento dei cittadini italiani residenti all'estero anche questa volta non ha potuto votare. E tutto per non avere voluto fare una legge molto più razionale, come quella americana, che prevede l'utilizzo dei consolati per il voto del cittadino americano anche quando si trova in vacanza in un qualsiasi paese del mondo. Il cittadino americano che si recasse in ferie in Cina, ad esempio, può infatti votare nel consolato di Shangai, di Pechino o di qualunque altra città cinese in cui detto consolato fosse presente. Quello italiano può votare solo nella propria circoscrizione in cui è allestito il seggio all'estero oppure può optare per il voto in patria nella propria ex sezione di voto. Ma deve ricordarsi ad ogni elezione di fare una scelta o l'altra e di comunicarla alla burocrazia della Farnesina. Non è un mistero che una buona parte di chi risiede all'estero lo fa solo per alcuni mesi all'anno. Ma alla feroce quanto stupida burocrazia italiana, segnatamente quella del ministero di D'Alema, tutto ciò sembra non interessare. Evidentemente che votino questi italiani che hanno osato andarsene da questo Paradiso a qualcuno di sinistra non sta proprio bene. E se è vero che nel 2006 la maggioranza dei residenti all'estero aveva scelto Prodi, perché il centro destra aveva presentato ben quattro liste diverse, stavolta era plausibile, con una lista unica per tutto il Popolo delle libertà, che lo stesso fenomeno non si sarebbe ripetuto.

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IN FRIULI LA GIUNTA ILLY CON IL FIATO SOSPESO (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA SFIDA A NORD EST Gli abitanti di Udine hanno votato anche per il Comune e la Provincia ANNA MARIA ASPRONE La vittoria in Friuli Venezia Giulia del Pdl, alla Camera e al Senato - con un distacco di 10-13 punti sul partito di Veltroni - getta un'ombra lunga anche sugli altri risultati (lo spoglio inizierà oggi alle 14), dell'"election day" in Friuli, la prima regione a stabilire che le politiche coincidessero con regionali e amministrative. Cresce l'attesa per l'esito della sfida fra il ricandidato Riccardo Illy, sostenuto dal Pd e Renzo Tondo, indicato dal Popolo della Libertà per la guida della Regione. Sebbene nelle battaglia elettorale sia stata sottolineata la differenza fra voto politico e regionale, la risposta attesa dalle urne è sulla capacità dell'industriale del caffè di trascinare alla vittoria il Centrosinistra in una regione che, a livello nazionale, si è espressa per il Centrodestra. Illy, attenderà l'esito del voto regionale a Bruxelles dove si trova per una riunione dell'High Level Group, il gruppo di esperti incaricato di coadiuvare la Commissione Europea per lo snellimento della burocrazia comunitaria. Il suo avversario Tondo invece ha optato per la sede del suo comitato elettorale, a Udine. A politiche e regionali i partiti si sono presentati con schieramenti molto diversi. Illy ha riunito intorno a sè le forze della coalizione di Intesa Democratica, che lo sostenne nell'ultima legislatura: dal Pd a Di Pietro, alla civica dei Cittadini per il Presidente, fino alla Sinistra Arcobaleno. Situazione analoga anche nell'altro schieramento, con l'Udc fuori dal Pdl a livello nazionale ma schierato in regione a sostegno di Tondo. Resta aperta la vera questione dell'election day del Friuli: l'eventuale "effetto trascinamento" delle politiche sulle regionali: lo spera il Centrodestra, che auspica una vittoria anche alle Provinciali e Comunali di Udine; lo nega il Centrosinistra, fiducioso nei buoni risultati dei 5 anni di amministrazione di Illy, chiamato a confermare il suo "valore aggiunto" alla coalizione, come fece contro la leghista Alessandra Guerra. Intanto, un "effetto trascinamento" delle politiche sulle regionali c'è stato ed è quello registrato nell'affluenza alle urne. In regione, la percentuale di votanti per la Camera è stata dell'80,88%, mentre al Senato è stata dell'80,83%. Entrambe in flessione rispetto al 2006 (84,6% e 84,4%), ma superiori all'affluenza per le Regionali e che, benchè ferma al 72,30%, supera di 8 punti quella registrata nel 2003 (64,24%). L'aumento nei votanti si è registrato anche nelle Provinciali di Udine con un'affluenza dell'82,35% rispetto al 75,22 del 2006. Per i cittadini di Udine questa è stata una consultazione a 360 gradi. Si sono espressi per tutti i livelli amministrativi. Ben cinque croci su altrettante schede: oltre alla gialla e rosa di Senato e Camera, hanno avuto l'azzurra per le Regionali, la verde per la Provincia e l'arancione per il rinnovo del Comune. Ma è stato un turno elettorale "naturale", solo anticipato dalle dimissioni del presidente del Friuli Illy, per permettere l'unificazione delle consultazioni. Per quanto riguarda le altre Amministrative (anche per questa tornata lo spoglio inizia oggi) nei 434 comuni, che rinnovano gli enti locali il dato definitivo sull'affluenza alle urne è stato del 78,11%, in aumento rispetto al 72,75% delle precedenti amministrative. Difficile un pronostico di "trascinamento" tra politiche e comunali per alcuni capoluoghi di provincia della Lombardia, come Brescia dove il distacco, alla Camera e al Senato, tra le forze del centrodestra e quelle del centrosinistra è di oltre 10 punti. Difficile, a causa della presenza di 11 candidati sindaco, alcuni dei quali non facilmente o non del tutto riconducibili a una specifica area politica. Quanto alle alleanze, si registrano differenze tra la composizione nazionale e quella bresciana: Adriano Paroli, infatti, candidato del centrodestra, è sostenuto anche dall'Udc, mentre Emilio del Bono, espressione del centrosinistra ha nella coalizione che lo sostiene anche la Sinistra Arcobaleno.

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APPELLO DELLA CONFINDUSTRIA AI POLITICI. LA RINASCITA DEL PAESE PASSA ATTRAVERSO IL RILANCIO DEL SUD (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Appello della Confindustria ai politici. "La rinascita del Paese passa attraverso il rilancio del Sud" MYRTA MERLINO Roma. Le aziende italiane "hanno bisogno di segnali immediati per ritrovare la fiducia". Ad urne ancora aperte Emma Marcegaglia, presidente designato di Confindustria, lancia un messaggio forte e chiaro alla politica dalle colonne del quotidiano francese "Les Echos". Un'intervista, rilasciata in un momento caldissimo della vita nazionale, nella quale la "pasionaria" di viale dell'Astronomia riprende le recenti dichiarazioni del presidente uscente Luca Cordero di Montezemolo che nel corso dell'ultima missione imprenditoriale in Egitto aveva dichiarato: "Dobbiamo ricostruire la fiducia nel Paese e per questo abbiamo bisogno di tutte le forze politiche responsabili, maggioranza e opposizione, nessuna esclusa". Ed ancora aveva aggiunto: "Senza questo, qualunque sia l'esito del voto, i problemi reali rimarranno sempre gli stessi". Un richiamo alla concretezza della proposta politica, dunque, quello lanciato dal prossimo leader degli industriali che utilizza la tribuna di oltralpe anche per inviare un messaggio alla Banca Centrale Europea per la quale, a suo giudizio, è scoccata l'ora di abbassare i tassi di interesse. "Alcune proposte elettorali, come ad esempio la defiscalizzazione degli straordinari, sono utili ed importanti" ha specificato la Marcegaglia al giornale francese, sottolineando anche l'urgenza di riformare l'Irap. A medio termine, la presidente in pectore (entrerà in carica a maggio), si augura che il prossimo governo investa maggiormente "nel capitale umano", rivedendo il sistema educativo per potenziare ricerca e innovazione. D'altra parte innovazione e capitale umano adatti alla nuova frontiera della conoscenza, saranno tra i temi centrali che animeranno la tradizionale giornata di riflessione organizzata dal centro studi di Confindustria che si svolgerà a Torino venerdì prossimo ad urne appena chiuse. "Cambiare per crescere" queste le tre parole scelte per rappresentare la massima urgenza all'indomani del voto. Negli ultimi vent'anni, infatti, è la considerazione degli economisti di viale dell'Astronomia, "L'Italia è scivolata indietro nelle classifiche internazionali di reddito, competitività, istruzione, benessere. Dal 1988 a oggi il Pil per abitante italiano ha perso oltre il 10% contro la media di Eurolandia. Nel 2006 la Spagna ci ha superato e ora siamo incalzati dalla Grecia, mentre Francia e Germania sono sempre più lontane". Una perdita che per Confindustria "è il simbolo di un arretramento che si osserva in molti ambiti della vita civile e sociale - dice la Marcegaglia - Per non cadere ancora più in basso e risalire la china occorre un nuovo impegno di tutti. Servono riforme profonde e partecipate che mettano al centro la priorità della crescita attraverso il valore del merito e la cultura d'impresa. Solo così può essere generata quella ricchezza che si incanala in maggiori retribuzioni, consumi, solidarietà". Su questa falsariga l'imprenditrice sottolinea anche la necessità di una riforma della burocrazia troppo costosa e inefficace, un enorme zavorra per il sistema Italia che "costa ogni anno alle piccole e medie imprese oltre 14 miliardi di euro, cioè un punto di Pil" e allontana dal nostro Paese potenziali investitori internazionali. Altra urgenza assoluta, la liberalizzazione dei servizi e di un sistema di trattative salariali meno centralizzate. Naturalmente, un altro motivo di preoccupazione, della signora di Confindustria è la crescita dell'economia italiana, "più debole della media europea" sia per le condizioni del Mezzogiorno, "che bisogna rimettere al centro delle preoccupazioni del Paese", che per il debito pubblico che, sottolinea Emma Marcegaglia, "costa 30 miliardi di interessi in più rispetto agli altri paesi europei". A frenare la crescita, precisa vi è anche "l'enorme settore dell'economia fuori mercato". Anche qui la Marcegaglia riprende le parole del vice presidente di viale dell'Astronomia che proprio alla vigilia del voto aveva detto: "È in atto un rallentamento dell'economia mondiale e negli Usa è iniziata una recessione che avrà conseguenze sull'Europa. Quello che non è giusto, e che noi non vogliamo che sia, è che l'Italia cresca meno dei suoi partner europei. Per questo chiediamo quelle riforme strutturali che dovevano essere avviate da tempo e che invece non sono state realizzate". La futura presidente di Confindustria, infine, si dice fiduciosa per il made in Italy, che ha registrato l'anno scorso buoni risultati all'export e definisce "la forza del Paese", a patto però che l'euro non continui a battere record contro il dollaro. E sul tema del giorno non la manda a dire: "Finora la Banca centrale Europea ha fatto bene a mantenere un'alta vigilanza sull'inflazione, ma sarebbe giunta l'ora di abbassare i tassi di interesse".

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NOSTRA FIGLIA INVALIDA AL CENTO PER CENTO, NESSUNO CI AIUTA (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Nostra figlia invalida al cento per cento, nessuno ci aiuta" Castellammare. Ha compiuto la maggiore età da poco più di un anno ma non ha festeggiato assieme a parenti e amici. Niente discoteca o viaggio o patente magari con auto in regalo. La vita di Veronica S., che vive in un letto, cieca al 100% e con una tetraparesi spastica dall'età di tre anni per complicazioni dopo un brutto morbillo, è un'altra cosa. È la storia di una ragazza disabile, accudita dal papà pensionato e da una mamma insegnante, con due affettuosi fratelli, senza aiuti economici da parte delle istituzioni pubbliche. La denuncia è della stessa famiglia della giovane, che vive al centro della città delle acque, e che da un anno (cioè da quando è diventata maggiorenne) non percepisce più alcun tipo di pensione. "Mia figlia - ha spiegato il papà mostrando carte e documenti che attestano l'invalidità fisica totale - dipende da noi in tutto e per tutto. E finora siamo riusciti, grazie a Dio, a portarla avanti con dedizione e amore senza l'aiuto di nessuno, perché non ci piace chiedere l'elemosina. Quello che adesso ci fa alzare la voce - ha detto ancora il papà - è l'esasperazione di fronte all'assenza di considerazione per nostra figlia, che sa solo sorridere ai nostri gesti quotidiani. Non solo perché arbitrariamente una dottoressa dell'Asl le ha addirittura ridotto anche la riabilitazione da cinque a tre giorni appena a settimana - ha continuato amareggiato l'uomo - ma anche da parte di chi negli stessi uffici sanitari ci ha detto che dobbiamo rivolgerci al giudice tutelare, con una trafila burocratica piuttosto lunga, per riavere l'assegno di accompagnamento ed invalidità per la nostra bambina". Cosa che la famiglia S. ha già fatto affidandosi anche a un avvocato, che ha consigliato di aspettare il parere del giudice. "Mia figlia deve essere visitata di nuovo - ha concluso il papà - per verificare il suo stato di salute, ma dopo un viaggio a vuoto al tribunale (visto che il giudice era impegnato) mi viene da puntare il dito contro i falsi invalidi, che continuano a percepire soldi raggirando la legge, mentre i veri ammalati gravi devono soffrire anche a causa della burocrazia". ti.es.

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MONTEZEMOLO, RIPROPORREMO A NUOVO GOVERNO DECALOGO CONFINDUSTIA (sezione: Burocrazia)

( da "Wall Street Italia" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Montezemolo, riproporremo a nuovo governo decalogo Confindustia -->MILANO (Reuters) - Dopo la lettera di stamane in cui saluta il risultato elettorale che "permette piena governabilità" e chiede riforme, il presidente uscente Luca Cordero di Montezemolo ha ribadito anche a Milano che Confindustria non aspetterà per presentare le sue richieste. "Venerdi a Torino al convegno del centro studi Confindustria riporteremo in primo piano il nostro Decalogo, che sottoponemmo all'attenzione delle forze politiche in campagna elettorale" ha detto a margine della presentazione della mostra dedicata al design di Cassina (marchio del gruppo Poltrona Frau). "Fa piacere vedere che molti temi sono già all'ordine del giorno, a cominciare dal federalismo fiscale" ha proseguito "che consideriamo uno dei temi piu importanti e che insieme alla riforma dello stato e istituzionale è tra i primi punti del decalogo". Le imprese sono "in prima fila e collaboreranno per spingere ancora piu verso lo sviluppo e la crescita" ha concluso. I dieci punti con le proposte Confindustria per l'Italia furono presentati a Milano lo scorso 3 marzo. Oltre alla governabilità, per cui si chiedeva la riforma della seconda parte della Costituzione, includevano risanamento dei conti pubblici; riduzione delle imposte; lavoro, contratti, salari e produttività; semplificazione della burocrazia; energia e ambiente; infrastrutture; istruzione e università; ricerca e innovazione; Mezzogiorno.

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Storie di Borsa, parlano i protagonisti di dieci anni di finanza (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

UNA PRIVATIZZAZIONE RIUSCITA Storie di Borsa, parlano i protagonisti di dieci anni di finanza Tra le privatizzazioni riuscite, non molte per la verità, quella di Piazza Affari, la Borsa di Milano, merita una menzione particolare. Ai privatizzatori, le banche, è andata di lusso. Nel '98 la neo costituita Borsa Spa è stata venduta dal Tesoro per circa 25 milioni di euro. Dieci anni dopo si è alleata con la Borsa di Londra sulla base di una valutazione pari a 1,6 miliardi.Ma, cosa piuttosto singolare in Italia, è andata bene anche agli utenti: società quotate, operatori e gli stessi risparmiatori. Perché, da mero luogo di incrocio di domanda e offerta (scarsa) come era ancora negli anni '90, è diventata una piazza internazionale, un gruppo integrato. In dieci anni le negoziazioni a pronti in titoli azionari sono cresciute di quasi nove volte, quelle su strumenti derivati sono raddoppiate, la capitalizzazione delle società quotate è passata da 314 a 733 miliardi.Le nozze con Londra l'hanno poi proiettata in una dimensione globale che la vecchia Piazza Affari a regia pubblica non aveva mai neppure osato immaginare.A dieci anni dalla privatizzazione e a due secoli esatti dal decreto napoleonico che la istituì in un paio di piccoli locali del Monte di Pietà di Milano, è dunque arrivato il momento di fare il punto della situazione. Se ne incaricaFabio Tamburini, direttore del "Sole 24 ore Radiocor" e del quotidiano "24 minuti" in un pamphlet che si intitola, appunto,"Storie di Borsa quotidiana" edizione Il Sole 24 ore.Non è un saggio. Anzi rifugge esplicitamente da schemi dottorali. Le "Storie di Borsa" le racconta, attraverso interviste, chi le ha vissute. Chi ha operato in questi ultimi dieci anni. A partire da Massimo Capuano, amministratore delegato di Borsa italiana che apre il libro con una conversazione con il direttore del Sole 24 ore Ferruccio De Bortoli. La linea guida della privatizzazione - dice Capuano - è stata quella di ridurre la burocrazia, di semplificare l'iter per la quotazione con l'obiettivo di aumentare il numero dei titoli nel listino. "300 società sono poche rispetto ad altri Paesi e tenuto conto del peso dell'economia italiana nel mondo. Ma l'Italia ha ancora una debole cultura del rischio. L'investimento azionario è stato sacrificato per lunghi anni al finanziamento del debito pubblico".Lo scenario però è cambiato. Sono state proprio le privatizzazioni a scardinare le vecchie logiche. I Bot people sono diventati azionisti. Dall'Enel, all'Eni, alla Telecom, alle banche. Un passaggio non sempre felice, specie di questi tempi. Ma che è servito a dare all'Italia una struttura finanziaria adulta, come spiega Roberto Colaninno protagonista della grande scalata ai telefoni, un fatto epocale al di là delle dimensioni (115 mila miliardi delle vecchie lire). E a convincere Del Vecchio, che aveva quotato Luxottica solo a New York, a riconsiderare Milano.Negli ultimi dieci anni la Borsa è diventata, come è giusto che sia, il baricentro delle vicende finanziarie del Paese. Nel bene e nel male.Tamburini segue il filo degli accadimenti. Parla con Montezemolo e Marchionne del salvataggio della Fiat, della soluzione del prestito convertendo con le grandi banche, intervenute ad ossigenare il gruppo quando era ad un passo dal crac. Ma anche della controversa operazione Ifil Exor, che ha consentito agli Agnelli di restare il socio di riferimento. Con Mario Moretti Polegato (Geox), con Renato Soru (Tiscali), con Diego Della Valle (Tod's) il soggetto è lo sbarco in Piazza Affari della media impresa che decide di fare il salto verso la dimensione maggiore, perché questo è l'unico modo per rapportarsi al mercato globale. Con Paolo Scaroni, l'ad dell'Eni, si parla ovviamente di petrolio, ma anche del problema del controllo di public company che operano in settori strategici. Con Marco Tronchetti Provera (ad di Pirelli) del difficile rapporto tra finanza e industria e della tentazione di fare soldi con i soldi. Con Corrado Passera (ad di Intesa S.Paolo), Alessandro Profumo (ad di Unicredit) e con il governatore di Bankitalia Mario Draghi sotto i riflettori c'è l'intreccio tra banca, risparmio gestito e industria. Una coabitazione ad alto rischio, se le regole del gioco non sono chiare e se è carente chi le deve far rispettare.Giancarlo Pagan.

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<Segnali immediati alle imprese per ritrovare fiducia> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Segnali immediati alle imprese per ritrovare fiducia" Le aziende italiane "hanno bisogno di segnali immediati per ritrovare la fiducia": lo ha dichiarato Emma Marcegaglia, presidente designato di Confindustria che in un'intervista al quotidiano "Les Echos" invita anche la Bce ad abbassare i tassi di interesse. A medio termine la Marcegaglia vorrebbe che il prossimo governo investa maggiormente "nel capitale umano", rivedendo il sistema educativo. L'imprenditrice sottolinea anche la necessità di una riforma della burocrazia, una liberalizzazione dei servizi e un sistema di trattative salariali meno centralizzate.

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Riccardo e Renzo, la notte che nasconde il futuro (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'ALTRA SFIDA Riccardo e Renzo, la notte che nasconde il futuro Un weekend sulla neve e poi Bruxelles, dove oggi alle 14 è atteso per una riunione dell'High Level Group, il gruppo di 15 esperti di cui fa parte, incaricato di coadiuvare la Commissione Europea nella definizione di interventi per lo snellimento della burocrazia comunitaria. Riccardo Illy solo questa sera sarà a Trieste, quando lo spoglio del voto regionale sarà a buon punto. Renzo Tondo, invece, si trova a Tolmezzo dove si è dedicato a famiglia, amici e attività alberghiera. Solo oggi, nel pomeriggio, raggiungerà il proprio ufficio elettorale di Udine. Già ieri, però, il candidato del Centrodestra alla presidenza della Regione ha seguito con attenzione lo spoglio del voto per il Parlamento. Con particolare attenzione al dato del Friuli Venezia Giulia doveha provato a proiettare su scala regionale il risultato per Camera e Senato. Se la politica fosse matematica, l'ex deputato forzista potrebbe già aprire le bottiglie e brindare alla propria vittoria, visto che i partiti che lo appoggiano (Pdl, Lega nord, Udc e Partito dei pensionati) ieri hanno rastrellato il 53\% dei consensi per la Camera contro il quasi 39\% delle forze che sostengono Illy (Pd, Italia dei Valori, Sinistra arcobaleno). A rendere ottimista Tondo è anche il dato sull'affluenza. Per le regionali ha votato il 72,3\% contro il 64,2\% del 2003 e il suo auspicio è che l'elettorato in più sia andato alle urne con l'obiettivo di votare per lui.Circa quindici punti di differenza alle politiche è il dato, certo, da cui si partirà oggi alle 14 nei seggi del Friuli Venezia Giulia, dove per effetto dell'election day inizierà la maratona per gli scrutinatori che dovranno contare prima le schede del voto regionale, poi di quello provinciale udinese e, solo alla fine, amministrativo. Ieri, tra i commenti degli esponenti del Centrodestra (la leghista Federica Seganti, l'onorevole di An Roberto Menia...) si rilevava come difficilmente Illy potrebbe invertire una tendenza simile. "Del resto - rilevava Seganti - il valore aggiunto di un buon candidato rispetto alla propria coalizione si attesta sul 5\% dei consensi"."Il risultato conferma che il Friuli Venezia Giulia è una regione di Centrodestra - sottolinea il senatore del Pdl Giovanni Collino - ora auspichiamo che ci possa essere un collegamento con il voto delle regionali, anche se non si possono fare previsioni perché entrano in gioco dinamiche diverse. Però c'è la possibilità che si riesca a creare una filiera positiva tra voto politico e amministrativo locale, regionale, provinciale e comunale"."Dodici punti percentuale in più senza contare l'Udc e con il crollo dall'altra parte della Sinistra arcobaleno - rileva anche il senatore Roberto Antonione - è veramente un risultato che nessuno poteva prevedere. Per questo siamo ottimisti, anche se moderatamente". Il verdetto che uscirà dalle urne questa sera, quindi è una sfida, per Illy e Intesa democratica, che se vinta farebbe registrare una controtendenza per il Centrosinistra del Nord Italia, nella quale confidano i suoi alleati, forti anche del programma realizzato nei cinque anni di governo e del sostegno della lista civica "Cittadini per il presidente". "Se anche questa volta Illy vince - osserva Bruno Malattia, presidente di "Una regione in comune" - ancor più che nel 2003 lo si dovrà alla sua persona, che ha saputo tenere unita una coalizione scevra da estremismi, e alla nostra lista civica". Sereno il sottosegretario all'Interno, Ettore Rosato: "L'Illy che conosco io - spiega - non si preoccupa. Oltre i 5 anni di buon governo ha fatto anche il suo lavoro in questa campagna elettorale, facendola con rispetto degli avversari, dell'elettorato, portando avanti progetti e idee. Sono convinto che sarà premiata questa sua serietà di approccio e di governo". "Non è che c'è stato uno spostamento dell'elettorato dal centrosinistra al centrodestra - prosegue il sottosegretario - rispetto alle ultime elezioni. All'interno del centrodestra c'è stato un rafforzamento, questo ci dicono i dati che abbiamo ora, della Lega nord rispetto agli altri partiti di quella coalizione. Questa è una regione che esprime un voto politico che è consolidato negli anni, poi esprime voti amministrativi e regionali che sono diversi. Sono convinto che avremo un responso diverso rispetto alle regionali".Lo.Ma.

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Meno burocrazia doganale e più (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Meno burocrazia doganale e più infrastrutture per il porto di Venezia sono le richieste che emergono dalla sezione veneziana dell'International Propellers Club, associazione che riunisce agenti marittimi, spedizionieri e operatori portuali.E, in una disamina fatta più di ombre che di luci, emerge una sola certezza: "Più che alla nomina del nuovo presidente dell'Autorità portuale - secondo Massimo Bernardo, presidente del Propellers - bisogna pensare alle strategie di sviluppo in accordo con imprenditori ed enti locali. Il porto di Venezia nel suo andamento è stato fortemente condizionato non solo dall'andamento economico del Paese e dai mercati internazionali di riferimento, ma anche dalla sua gestione amministrativa, operativa, urbanistica e infrastrutturale".Mentre Aldo Pomarici, vicepresidente di Confetta (Confederazione nazionale trasporti) avverte: "Malgrado la sua favorevole posizione geografica, Venezia potrebbe rischiare di restare indietro nella competizione internazionale, non avendo saputo discostarsi in tempo dalla generale negatività della portualità italiana e soprattutto non reagendo con tempestività nella progettazione infrastrutturale".E le richieste in termini infrastrutturali spaziano dalla definizione di un master plan per lo sviluppo della logistica a Marghera alla realizzazione del districtpark strutturato su un'area di almeno 50-100 ettari a ridosso del porto per attirare nuovi traffici e investimenti privati; dalla realizzazione del terminal per navi ro/ro a Fusina nell'area ex Alumix alla viabilità dell'isola portuale nonché alla realizzazione della Romea Commerciale. Mentre Andrea Casentino, presidente dell'associazione tra Imprese di spedizione, lamenta "tempi eccessivi per il rilascio delle merci nei confronti degli altri porti europei". E ad allungare i tempi ci pensano le pratiche burocratiche. "Lo sdoganamento di alcune merci può comportare oggi la presentazione di oltre settanta documenti diversi - secondo il presidente degli spedizionieri doganali Giorgio Rotigni - rilasciati da una ventina di enti diversi".Pierluigi Tamburrini.

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Montezemolo, riproporremo a nuovo governo decalogo Confindustia (sezione: Burocrazia)

( da "Reuters Italia" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

MILANO (Reuters) - Dopo la lettera di stamane in cui saluta il risultato elettorale che "permette piena governabilità" e chiede riforme, il presidente uscente Luca Cordero di Montezemolo ha ribadito anche a Milano che Confindustria non aspetterà per presentare le sue richieste. "Venerdi a Torino al convegno del centro studi Confindustria riporteremo in primo piano il nostro Decalogo, che sottoponemmo all'attenzione delle forze politiche in campagna elettorale" ha detto a margine della presentazione della mostra dedicata al design di Cassina (marchio del gruppo Poltrona Frau). "Fa piacere vedere che molti temi sono già all'ordine del giorno, a cominciare dal federalismo fiscale" ha proseguito "che consideriamo uno dei temi piu importanti e che insieme alla riforma dello stato e istituzionale è tra i primi punti del decalogo". Le imprese sono "in prima fila e collaboreranno per spingere ancora piu verso lo sviluppo e la crescita" ha concluso. I dieci punti con le proposte Confindustria per l'Italia furono presentati a Milano lo scorso 3 marzo. Oltre alla governabilità, per cui si chiedeva la riforma della seconda parte della Costituzione, includevano risanamento dei conti pubblici; riduzione delle imposte; lavoro, contratti, salari e produttività; semplificazione della burocrazia; energia e ambiente; infrastrutture; istruzione e università; ricerca e innovazione; Mezzogiorno.

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L'Italia della burocrazia va in scena con Camilleri (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Saison culturelle L'Italia della burocrazia va in scena con Camilleri Una vera e propria commedia degli equivoci, una storia complessa e ricca di malintesi e imbrogli che nasce dallo scambio di due lettere in una domanda per una linea telefonica. E' "la concessione del telefono", lo spettacolo tratto da un romanzo di Andrea Camilleri, in scena domani e giovedì alle 21 al teatro Giacosa di Aosta nell'ambito della Saison culturelle. Lo stesso Camilleri ha firmato la sceneggiatura, scritta a quattro mani con il regista Giuseppe Dipasquale. "Non è un'opera casuale - spiega lo scrittore siciliano -. Il terribile potere della burocrazia e la sua fitta rete di labirinti e imprecisioni sono una realtà tutta italiana". L'ingresso costa 15 euro (ridotto 11). Sono ancora pochi i biglietti a disposizione; per informazioni, telefonare allo 0165/32778. \.

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Speciale elezioni, un weekend di ordinaria follia in visita ad un seggio (sezione: Burocrazia)

( da "Blogosfere" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Apr 0815 Speciale elezioni, un weekend di ordinaria follia in visita ad un seggio Pubblicato da Marilena De Giorgio alle 15:22 in Accade in città, Cronaca, Il fatto Vi abbiamo proposto l'opinione degli elettori, dei politici, i risultati e le riflessioni del giorno dopo. Questo post vuole andare dritto dritto dove il voto ha preso forma nell'ultimo fine settimana, si è fatto numero per le statistiche degli esperti e prova della disfatta o della vittoria per la formazione politica di riferimento. Un luogo ufficiale, austero, nel quale non sono ammessi errori, opinioni politiche ma solo esercizio e applicazione della legge e parecchia burocrazia. Durante le recenti Politiche, abbiamo vissuto le trenta ore “tipo” di un seggio elettorale, esemplare di tutti i 919 seggi allestiti a Torino. Partiamo da una riflessione: il cittadino che arriva in un seggio ha l'impressione di trattare con chi sta dalla parte della burocrazia e rende le cose più complesse di quanto esse siano. E' un po' come quando ci si trova in fila alla posta e si accusano gli impiegati del sistema che non funziona per le troppe attese o la poca semplificazione amministrativa. In realtà chi svolge il lavoro ai seggi (presidente o scrutatore che sia) è un normale cittadino “prestato” al ruolo. Un ruolo che in questa particolare tornata elettorale è stato vissuto con maggiore preoccupazione, tanto che in molti hanno dato forfait e le sostituzioni sono avvenute anche a poche ore dall'apertura del seggio. Le procedure sono complesse, spesso sembrano non essere espressione di razionalità: che senso ha dover compilare otto verbali, cinque registri (compresa la novità per la registrazione dei cellulari), in cui viene più volte richiesto lo stesso dato? Che senso ha dover prestare attenzione spasmodica alle matite da utilizzare per il voto per evitare che qualcuno finisca in gattabuia? Che senso ha che sei o più persone debbano iterare la propria firma su ogni pagina di ogni verbale? La mole di pratiche da evadere e la quantità di casi possibili sollecita dubbi anche nel presidente di seggio più esperto (il cui ruolo, per legge, ha le maggiori responsabilità di funzioni). E' naturale che nasca un confronto su ogni particolare. Essendo un ruolo svolto da persone che fanno tutt'altro nella vita, spesso le soluzioni sono escogitate usando il buon senso (che spesso è difforme da ciò che le leggi prescrivono) oppure cercando aiuto presso il call center del Comune, aiuto che non sempre si rivela utile. Può capitare di tutto ad un seggio: dal cittadino che si rifiuta di votare con la matita copiativa in dotazione sostenendo di aver sempre votato con la penna (assolutamente illegale), a quello che richiede le schede ma si rifiuta di votarle; dalla signora anziana in carrozzina che non può raggiungere il seggio causa ascensore troppo piccolo, al malato di sclerosi multipla che bisogna raggiungere presso la casa di cura in cui si trova; da chi sbaglia a votare e chiede la seconda chance, al vedersi recapitare un pacco di schede stampate in modo illeggibile. La novità di questa tornata è stato l'utilizzo dei cellulari; i cittadini sono sembrati abbastanza informati e la maggioranza ha lasciato il telefono a casa o lo ha consegnato di buon grado al presidente prima di entrate in cabina. Il voto è stato chiaramente polarizzato e non ha risentito di confusione sui simboli (cosa che i partiti avevano manifestato come maggiore preoccupazione). Infine, se analizziamo ciò che capita in fase di scrutinio, interessanti ed insospettabili (viste dai non addetti) sono le dinamiche che si verificano a seggi chiusi: ciò che veramente conta è che i numeri quadrino e ci sia perfetta corrispondenza tra votanti, schede votate e avanzate. Tutto il resto, ovvero i risultati, che parrebbero la parte più importante, per chi lavora in un seggio non sono che una formalità secondaria. Durante lo scrutinio si scatena una specie di gara tra le varie sezioni: la vera vittoria, in questa situazione, non è quella politica ma va a chi per primo spegne le luci e taglia il traguardo dopo l'estenuante maratona.

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Che cosa cambierà per gli automobilisti? Gli impegni del Pdl su Autooggi (sezione: Burocrazia)

( da "Panorama.it" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Auto e moto - http://blog.panorama.it/autoemoto - Che cosa cambierà per gli automobilisti? Gli impegni del Pdl su Autooggi Posted By simone_tortini On 15/4/2008 @ 17:30 In Apertura#1 | No Comments Che cosa ha in mente il centrodestra per gli italiani al volante? Adesso che hanno vinto dovranno mantenere gli impegni. Sul numero in edicola di Auto oggi c'è un ampio servizio su come il Pdl intende risolvere i problemi strutturali del traffico e dell'inquinamento. Fini, rispondendo all'appello lanciato a tutte le forze politiche dall'ACI, ha anticipato che l'impegno della sua coalizione si concentrerà, oltre che sulla realizzazione delle infrastrutture necessarie al Paese, su quattro punti chiave. Il futuro Presidente della Camera, ribadita la necessità di maggiori controlli, ha posto l'accento sul problema della prevenzione dei comportamenti indisciplinati. Si è dichiarato favorevole alla semplificazione del Codice della Strada ed all'introduzione di ulteriori sistemi di "formazione", come i corsi di guida sicura, dedicati in particolare ai nuovi automobilisti. Il rispetto dell'ambiente passerà attraverso l'attuazione di politiche per eliminare i vecchi veicoli inquinanti, incentivando al contempo la loro sostituzione con vetture più sicure e rispettose dell'ambiente. Infine, nell'ambito di un più ampio progetto di decongestione e velocizzazione della burocrazia, è previsto il potenziamento delle procedure di digitalizzazione e smaterializzazione dei documenti cartacei.

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Elezioni, una giornata in un seggio elettorale torinese tra stranezze e problemi vari (sezione: Burocrazia)

( da "Blogosfere" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Apr 0815 Elezioni, una giornata in un seggio elettorale torinese tra stranezze e problemi vari Pubblicato da Matteo, Blogosfere staff alle 17:00 in Elettori, Votazioni! Vi abbiamo proposto l'opinione degli elettori, dei politici, i risultati e le riflessioni del giorno dopo. Questo post vuole andare dritto dritto dove il voto ha preso forma nell'ultimo fine settimana, si è fatto numero per le statistiche degli esperti e prova della disfatta o della vittoria per la formazione politica di riferimento. Un luogo ufficiale, austero, nel quale non sono ammessi errori, opinioni politiche ma solo esercizio e applicazione della legge e parecchia burocrazia. Durante le recenti Politiche, abbiamo vissuto le trenta ore “tipo” di un seggio elettorale, esemplare di tutti i 919 seggi allestiti a Torino. Partiamo da una riflessione: il cittadino che arriva in un seggio ha l'impressione di trattare con chi sta dalla parte della burocrazia e rende le cose più complesse di quanto esse siano. E' un po' come quando ci si trova in fila alla posta e si accusano gli impiegati del sistema che non funziona per le troppe attese o la poca semplificazione amministrativa. In realtà chi svolge il lavoro ai seggi (presidente o scrutatore che sia) è un normale cittadino “prestato” al ruolo. Un ruolo che in questa particolare tornata elettorale è stato vissuto con maggiore preoccupazione, tanto che in molti hanno dato forfait e le sostituzioni sono avvenute anche a poche ore dall'apertura del seggio. Le procedure sono complesse, spesso sembrano non essere espressione di razionalità: che senso ha dover compilare otto verbali, cinque registri (compresa la novità per la registrazione dei cellulari), in cui viene più volte richiesto lo stesso dato? Che senso ha dover prestare attenzione spasmodica alle matite da utilizzare per il voto per evitare che qualcuno finisca in gattabuia? Che senso ha che sei o più persone debbano iterare la propria firma su ogni pagina di ogni verbale? La mole di pratiche da evadere e la quantità di casi possibili sollecita dubbi anche nel presidente di seggio più esperto (il cui ruolo, per legge, ha le maggiori responsabilità di funzioni). E' naturale che nasca un confronto su ogni particolare. Essendo un ruolo svolto da persone che fanno tutt'altro nella vita, spesso le soluzioni sono escogitate usando il buon senso (che spesso è difforme da ciò che le leggi prescrivono) oppure cercando aiuto presso il call center del Comune, aiuto che non sempre si rivela utile. Continua a leggere il post su Torino 2.0.

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Elezioni: Vecchioni (Confagricoltura), mettere economia ed imprese al centro delle priorità politiche (sezione: Burocrazia)

( da "SardegnaIndustriale.it" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

SardegnaIndustriale.it - News 15/4/2008 ? Elezioni: Vecchioni (Confagricoltura), mettere economia ed imprese al centro delle priorità politiche "Il risultato delle urne non lascia spazio a dubbi. Ora i partiti che hanno vinto la competizione elettorale governino il Paese mettendo economia ed imprese al centro delle priorità politiche". È questo il primo commento del presidente di Confagricoltura Federico Vecchioni sui risultati del voto del 13 e 14 aprile. "Già in occasione del nostro Forum di Taormina, il mese scorso ? ha proseguito Vecchioni ? avevamo formulato alle forze politiche le nostre richieste. A partire dalla necessità di avviare una fase costituente per riformare l'ordinamento della Repubblica, razionalizzare la mappa dei livelli istituzionali e ridefinire ruoli e competenze degli enti locali". La complessa congiuntura, nazionale ed internazionale, impone che le decisioni che riguardano il settore occupino, e da subito, un posto di rilievo nell'agenda del Governo. Per accrescere la dimensione economica delle imprese, contenere i costi e favorire l'approccio al mercato. Serve, a parere di Confagricoltura, una definitiva stabilizzazione del sistema fiscale, un deciso rilancio della ricerca e dell'innovazione; ma anche politiche del lavoro tese alla semplificazione ed alla sostenibilità degli oneri previdenziali per contrastare il lavoro irregolare. E poi una decisiva azione contro la burocrazia e strategie chiare e concrete per le energie rinnovabili e le risorse idriche. "Su tutto ? ha concluso il presidente Vecchioni ? va garantito un ruolo più incisivo e determinante del Governo nelle sedi comunitarie ed internazionali ed un rapporto rinnovato e concreto con le organizzazioni di rappresentanza; fuori dai riti della concertazione ma dentro un processo di crescita comune per le imprese e per il Paese".

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<E ora facciamo lobby per Como: solo così otterremo risultati> (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Como, La" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'intervista Nicola Molteni neo deputato della Lega Nord "E ora facciamo lobby per Como: solo così otterremo risultati" como (p. be.) "Non dico nulla fino al risultato finale...". Ha fatto a lungo lo scaramantico Nicola Molteni, numero sette nella lista della Lega Nord per la Camera. Come non capirlo, visto che due anni fa era stato bruciato al fotofinish dal lecchese Lorenzo Bodega, contro il quale aveva anche presentato invano un ricorso alla Giunta per le elezioni. Ma stavolta aveva il posto in tasca... Vincendo Berlusconi, sarebbero bastate le percentuali di due anni fa, che abbiamo ampiamente superato... Nel Comasco avete fatto dieci passi, o meglio punti percentuali, in avanti rispetto al 2006. Come se lo spiega? È un dato clamoroso, che noi sentivamo e percepivamo durante la campagna elettorale, in giro per i mercati e i gazebo. La gente vuole il cambiamento, attraverso riforme serie e importanti quali il federalismo fiscale, e premia il partito che con maggior coerenza politica porta avanti queste idee. A proposito di coerenza: non può avervi favoriti anche il fatto di non aver cambiato nome e simbolo, a differenza di altri partiti? Il fattore principale del successo della Lega credo siano la coerenza e la credibilità del suo linguaggio politico. Ma anche l'aver mantenuto il simbolo, chiaro ed evidente, con la scritta Bossi, ha avuto il suo peso. Proprio Bossi, che nell'ultimo mese di campagna elettorale ha fatto tre comizi al giorno, è stato il valore aggiunto il più rispetto a due anni fa, quando non poté partecipare in maniera così attiva. La Lega è la Lega di Bossi. Ma non è sbagliato legare il nome di un partito a quello del suo leader, peraltro non più giovane e in salute? Lei che ha 32 anni non sente l'esigenza di un rinnovamento generazionale? Quello tra Bossi e la Lega è un legame indissolubile. Io, come tante altre persone che hanno fatto la campagna elettorale, gli sono stato accanto quando è venuto a Como e l'ho trovato in splendida forma. Rimarrà leader della Lega ancora per tanti tanti anni. Quali priorità porterà a Roma? I cittadini chiedono sicurezza, le imprese meno burocrazia, oltre a una soluzione del problema delle infrastrutture. E in tanti, leghisti ma anche gente che non la Lega non l'ha mai votata, chiedono il federalismo fiscale, la possibilità di tenere qua i soldi per fare tutto ciò che serve. Su questi punti sollecitano un grande contributo da parte dei parlamentari comaschi. Io penso che tutti quelli che verranno eletti dovranno fare lobby, nell'interesse del territorio. Insomma, dialogherete anche con Chiara Braga del Pd. Assolutamente sì. Non solo si deve parlare, ma anche lavorare insieme per il territorio. L'Expo del 2015 è una grande opportunità per il Lario e dobbiamo fare un notevole lavoro di squadra per non mancarla. In campagna elettorale lei si è soffermato anche sul problema della prostituzione che assilla il Canturino. Pensa a una proposta di legge per riaprire le case chiuse? Sono stato allertato su questo tema da molti amministratori. La prostituzione è un problema oggettivo, non solo sociale, ma anche di sicurezza e fiscale. Io dico: va sistemato, legalizzato. Le soluzioni? Andranno individuate esaminando i progetti di legge già presentati anche dalla Lega. Terremo quelle più praticabili. 15/04/2008.

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Verso la terza repubblica (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Como, La" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Al Nord il partito degli operai siamo noi". Con il pragmatismo valligiano di cui è maestro e con la solita raucedine blended da toscano riserva, Umberto Bossi ha impiegato un nanosecondo a scattare una foto perfettamente a fuoco e a dare la più originale chiave di lettura politica del voto. Ha vinto il Pdl, e in quel Mugello del centrodestra che sono le nostre terre il finale era prevedibile. Ma soprattutto ha vinto la Lega, che più di ogni altro partito ha saputo intercettare e tradurre il grido di Munch dei cittadini della Lombardia, dagli operai agli artigiani, dai piccoli imprenditori ai professionisti, devastati dal prodismo (malattia senile dell'immobilismo), sfiniti dalla questione settentrionale e da chi continuava a ripetere che era una bufala. Infrastrutture, burocrazia, federalismo fiscale sono al contrario priorità. Ben altre bufale (puzzolenti come la monnezza di Napoli) hanno condannato il centrosinistra e soprattutto quella gauche radicale e bertinottiana ormai priva di bussola, incapace di comprendere che in Italia, nel 2008, la falce e il martello sono simboli di un passato remoto. Spacciare i pregiudizi per analisi economiche è poco saggio; chi lo ha fatto scompare dallo scenario politico, bocciato dagli elettori. Al contrario sopravvive bene e sembra (...) segue a pagina 2 15/04/2008.

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Esclusa per errore, riammessa dal giudice (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Como, La" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'odissea di una elettrice Esclusa per errore, riammessa dal giudice COMO Il diritto di votare è stato stabilito dal giudice, con un provvedimento urgente. Anzi, urgentissimo e Maria Grazia Giannone, dirigente del Partito Democratico, segretaria del Sunia, il sindacato inquilini della Cgil, è potuta entrare in cabina alle 14,45 di ieri, dopo 48 ore trafelate. "Siamo stati costretti a ricorrere al giudice di fronte a una muraglia di indisponibilità, burocrazia, indifferenza, ignavia, indolenza", sfoglia tutto il vocabolario l'avvocato Marcello Iantorno che ha assistito l'elettrice, votante per un soffio. Non sta esagerando, l'avvocato e consigliere comunale d'opposizione? Il Comune di Como, infatti, s'è sempre prodigato, dicono i testimoni, per far votare chiunque e in contemporanea con l'ordine del tribunale, ieri è arrivato il provvedimento del vicesegretario comunale. "Stavolta, non è esagerato parlare di ostruzionismo", rincara la dose l'avvocato, sventolando il provvedimento nel quale il giudice Massimo Croci, afferma che "il diritto di voto non può essere limitato, è un diritto soggettivo assoluto ed incoercibile" e pertanto ordina (tutto in maiuscolo) al sindaco, all'ufficiale di Stato Civile, alla Commissione elettorale e al presidente del seggio numero 55 di via Nicolodi di far votare Maria Grazia Giannone. Al di là del caso specifico, insomma, il giudice stabilisce la sacralità e l'inviolabilità di un diritto costituzionale: l'esercizio del voto. Maria Grazia Giannone era finita nell'elenco degli irreperibili. Aveva cambiato casa, nel gennaio di un anno fa, utenze regolarmente allacciate, contratto registrato, tessera elettorale aggiornata, ma con la dicitura ?elettrice priva di indirizzo aggiornato? e perciò l'anno scorso, per le amministrative, aveva votato nel seggio di via Perti. L'11 aprile, ha chiesto l'aggiornamento della sezione in cui votare. Ha scoperto di essere ?irreperibile? e perciò cancellata dalle liste elettorali. Questo dopo che a luglio gli accertatori del Comune non l'avevano trovata a casa (era al lavoro al Sunia) e una raccomandata non era mai stata ritirata. Mai trovato neppure l'avviso di consegna della raccomandata, ha obiettato l'avvocato, nel ricorso. Ad ogni modo, da sabato fino a domenica sera, s'è adoperato con tutti gli uffici comunali e la prefettura per far iscrivere la sua assistita nelle liste elettorali e, prima ancora, tra gli abituali residenti e rintracciabili. Le carte e i testimoni dicevano che Maria Grazia Giannone esiste, è presente e residente. Ma essendo stata depennata non poteva essere reinserita subito. "Invece, reinseritela subito", ha ordinato il giudice. Maria Castelli 15/04/2008.

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(M. Cast.) Il fisco non perde mai l'occasione e la pur sempre lodata caccia all'evasore a volte dive (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Como, La" del 15-04-2008)

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(M. Cast.) Il fisco non perde mai l'occasione e la pur sempre lodata caccia all'evasore a volte diventa accanimento con chi si trova già in difficoltà per conto suo. L'Agenzia delle entrate, infatti, ha disposto che in caso di voltura dell'intestazione della bolletta, il subentrante presenti un certificato catastale e un certificato di conformità dell'impianto. La procedura potrebbe essere giustificata nel caso di cessione a terzi della proprietà dell'immobile e infatti, la normativa per la sicurezza degli impianti la introduce disposizioni severe dal 27 marzo scorso. Ma nel caso del cambio tra familiari, non è concesso alcuno sconto burocratico. Inutile che una vedova obietti:"L'impianto è lo stesso di prima", prima di perdere il congiunto con il quale conviveva sotto lo stesso tetto e l'atto di successione dimostri il passaggio di proprietà, proprietà evidentemente accastatate, imposte pagate, compresa l'imposta di successione. Non si può neanche morire in pace: è questo il punto, la burocrazia lo impedisce. Né si può ricevere in pacifica eredità l'impianto del gas, non è previsto dalle norme sulla ?tracciabilità?, come spiegano gli esperti. Il Fisco approfitta di una disgrazia per aprire la canna del gas a sua volta, fatta di certificati, da compilarsi con cura e assoldando un tecnico certificatore, uno che verifichi se la caldaia e annessi sono a posto, lo dichiari e aggiunga documenti a valanghe di carte. In questo modo, rintraccerebbe gli eventuali evasori. A parte le spese tecniche, quantificabili, sono da valutare le ?tasse occulte?, relative alle ore di lavoro perdute per le pratiche., ammesso che i comuni sopravvissuti sappiano che cos'è un certificato catastale e come si possa procurarlo. L'alternativa: lasciare la bolletta intestata a chi non c'è più, ma è un assurdo in termini e non si sa a quali guai possono andare incontro i sopravvissuti nel caso vengano scoperti. Chiudere l'impianto? La pratica va comunque effettuata da capo, perchè nessuno può rimanere senza gas. Non basta un certificato di morte e uno stato di famiglia al momento del decesso? Non bastano e poi è inutile insistere: è così e basta. Non c'entra niente Enerxenia, non c'entra niente nessuno. Se l'intestatario non moriva, era meglio. 15/04/2008.

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In valtellina Incidenti, sempre colpa dell'alcol o centrano le strade orribili? Per motivi diversi mi capita di viaggiare lungo l'unica strada statale che da Livigno va Sondrio-Lec (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Sondrio, La" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

In valtellina Incidenti, sempre colpa dell'alcol o centrano le strade orribili? Per motivi diversi mi capita di viaggiare lungo l'unica strada statale che da Livigno va Sondrio-Lecco in valtellina Incidenti, sempre colpa dell'alcol o centrano le strade orribili? Per motivi diversi mi capita di viaggiare lungo l'unica strada statale che da Livigno va Sondrio-Lecco. Leggendo i vari giornali, quotidiani e/o settimanali della Valtellina, spesso si legge di incidenti anche mortali che accadono sulle nostre strade. Si legge anche del ritiro di diverse patenti nei fine settimana per via del troppo alcol consumato, ritiri di patenti annunciati con una certa enfasi. Mi chiedo, e chiedo, se proprio tutte le volte che accadono gli incidenti, o si ritirano le patenti, è sempre colpa dell'alcol e/o di chi guida pericolosamente. Oppure se è anche colpa del fondo stradale, che è veramente dissestato, e pertanto molto ma molto pericoloso. Ed è disastrato in più punti lungo la Valle. Vorrei sapere quante patenti sono state ritirate a chi segnava un tasso alcolico di poco superiore allo 0.50, cioè perché aveva bevuto, magari a pranzo dopo una mezza giornata di lavoro, giusto un paio di bicchieri di vino o di birra. Credo che, se oltre a controllare il tasso alcolico, doveroso specie nei fine settimana e fra i più giovani, si verificasse anche con altrettanta meticolosità se vengono rispettate le normative, e venissero effettuati con regolarità e sollecitudine i lavori di manutenzione del fondo stradale, ciò sarebbe apprezzato da tutti, visto che probabilmente è anche a causa dei dissesti stradali se accadono gli incidenti, magari meno gravi, ma non per questo meno importanti. Io ritengo pericolosa anche una sola buca in messo o a fianco della strada, specie se questa la incontriamo in prossimità di una curva o semi curva, buche che sono pericolose sì per le macchine ma più ancora per le bici o le moto, che a loro volta potrebbero causare incidenti. Invece di investire tanti soldi per le finali o le gare di Coppa del Mondo come s'è fatto e che quasi nessuno è andato a vedere, sarebbe molto meglio spenderne qualcuno in più per la manutenzione delle strade. Che, probabilmente, anche i nostri turisti - e noi valligiani, lo preferirebbero. Ma, chi è venuto a vedere le gare, forse ha preferito salire in Alta Valle con altri mezzi, magari l'elicottero: e così non ha notato né le code chilometriche e neppure le buche o le condizioni pietose della statale. Savio Peri elezioni Le scuole occupate dai seggi e mille disagi per allievi e genitori Questo è uno sfogo gratuito, ma mi chiedo che necessità ci sia ad utilizzare le scuole per le elezioni (che per altro si svolgono annualmente da 20 anni a questa parte). Non è possibile usare strutture che non necessitano di una ?bonifica? per due giorni di seggio? Mi spiego, l'aula della classe di mio figlio è stata completamente svuotata in quanto sede di seggio elettorale. Con utilizzo delle ore di lezione delle insegnanti che hanno dovuto eliminare ogni cartellone appeso alle pareti, e tutto il materiale scolastico. Ne deriva che lo zaino di Luca (3° elementare) oggi pesava ben kg, 9,00, ed era gia il 2° round di trasporto a casa di libri e quaderni, da riportare a scuola al rientro da questa breve vacanza. Vacanza che peraltro mette in crisi i genitori che lavorano, che non possono lasciare a casa da soli due giorni i propri figli, e che si debbono organizzare di conseguenza. E tutto ciò per cosa? Ci illudiamo che queste elezioni cambino la situazione di depressione in cui è caduta la nostra economia? Che il petrolio diminuisca, che i mutui smettano di strozzare le famiglie, che i beni di prima necessità possano diminuire di prezzo, che l'immigrazione clandestina trovi un freno, che le pensioni e gli stipendi possano coprire la spesa di tutto il mese, che se entro in ospedale voglio essere sicuro di venirne fuori vivo e curato, che la giustizia possa finalmente ritrovare la strada giusta per essere applicata? Credo che ormai siano pochi gli illusi che tutto ciò possa accadere. Ma intanto i nostri figli saranno a casa lunedì e martedì, e qualcuno anche venerdì pomeriggio. Le elezioni non cambieranno nulla, e noi avremo pagato anche una baby sitter per i nostri bambini. Giovanna Soave lo stato con le mani bucate Vogliamo ridurre il debito? Proviamo ad abbassare le tasse Trovo l'articolo di Carlo Lottieri pubblicato su La Provincia del 10 aprile (Strano Stato, fra supertasse e mani bucate) particolarmente interessante e istruttivo. La tesi sostenuta dall'autore è che tanto più aumenta il livello delle tasse, tanto maggiore è il debito pubblico. Il fenomeno sembra invero paradossale perché ogni logica dovrebbe indurre a ritenere che maggiori entrate riducano (o, quanto meno, lascino inalterato) il debito pubblico. Se infatti anche le maggiori imposte sono interamente destinate a nuove spese, il debito pubblico dovrebbe rimanere invariato. In Italia, però, questo non succede perché non solo le maggiori entrate sono interamente destinate alle spese ma le stesse maggiori spese, alla fine, finiscono per essere superiori alle maggiori entrate. La situazione è paradossale ma risponde alla realtà. La motivazione però è sotto i nostri occhi, se siamo in grado di tenerli aperti. Da quando in Parlamento ha inizio l'esame della legge finanziaria (settembre) fino alla fine dell'anno, le varie corporazioni si scatenano per aumentare nel modo più dissennato le spese a carico dello Stato. Ogni partito, ogni gruppo, ogni deputato, ogni categoria, ogni ente preme sul governo per aumentare i vecchi benefici o per crearne di nuovi. Ricordate l'ultima legge finanziaria, dichiarata leggera dal Ministro dell'Economia al momento della sua presentazione e appesantita, strada facendo, dalle mille richieste di spesa alle quali il governo non è stato in grado di dire di no, sicchè la legge, nella sua veste definitiva, ha finito per assumere dimensioni ben maggiori rispetto a quelle iniziali? Con i conseguenti oneri a carico del contribuente. Se, allora, maggiori tasse producono inevitabilmente maggiore debito, la soluzione per ridurre il debito sembra tracciata: minori tasse. E credo che sia proprio questa la soluzione per tentare di mettere in ordine i conti del nostro paese. Dobbiamo arrenderci all'evidenza: il nostro Stato spende molto male le proprie risorse e finisce per rendere sempre più poveri i propri cittadini con prelievi iniqui e abnormi. Le cause sono molteplici (burocrazia inefficiente, legislatura farraginosa, moltitudine di centri di potere e di spesa senza controllo, ecc.) e ognuna di queste cause meriterebbe un attento esame. Ma se si vuole intervenire in modo rapido ed efficiente per tentare di ridurre il debito pubblico la via più immediata, anche se apparentemente paradossale, è quella di ridurre le entrate, cioè le imposte. Dall'altra parte, come pensereste di aiutare una persona spendacciona e piena di debiti? Certamente non aumentando le sue entrate. Questa soluzione richiede però politici responsabili e dotati di un forte senso dello Stato. Renzo Gorini Politica e morale La pillola del giorno dopo tra problemi etici e medici Caro direttore, la lettrice Vanda Bono ha sollevato su questa pagina la questione della contraccezione d'emergenza, o ?pillola del giorno dopo?, dicendo diverse cose giuste e alcune che inducono a qualche commento. I medici che, rifiutando la prescrizione, esercitano il ?potere maschile, desideroso di dire il suo no alla libertà della donna?, non sono solo maschi. Ed è logico che sia così. Infatti, come la stessa lettrice fa notare in un altro punto della lettera, dietro alla condanna della pillola del giorno dopo ci sono motivazioni religiose dettate dalla Chiesa Cattolica, e a seguire la Chiesa le donne sono forse in maggioranza. Il fatto che le femministe, le radicali e le donne di sinistra siano particolarmente visibili e si facciano sentire in modo abbastanza plateale non deve indurre a ritenere che tutte le donne la pensino come loro, e tanto meno che le divisioni ideologiche sull'etica della riproduzione corrano esattamente lungo la divisione fra maschi e femmine. La lettrice però ha perfettamente ragione a puntare il dito contro il rifiuto delle prescrizioni giustificato con l'obiezione di coscienza, e per una ragione a cui nemmeno lei ha pensato. È vero che la contraccezione ormonale d'emergenza non è in grado di provocare il distacco di una blastocisti dopo l'annidamento, e quindi, se per aborto si intende questo distacco, la contraccezione ormonale d'emergenza non costituisce aborto. La fecondazione, cioè l'unione di spermatozoo e ovulo, avviene però normalmente entro 24-36 ore dal rapporto, per cui quando si dice che la contraccezione ormonale d'emergenza è efficace se attuata entro 72 ore si implica che è comunque in grado di far espellere un ovulo già fecondato, e quindi un nuovo essere. Che questo nuovo essere venga ?buttato fuori? prima o dopo che si è annidato può far differenza solo per chi ragiona sulle parole invece che sui concetti. Quindi la contraccezione ormonale d'emergenza è abortiva. O, meglio, può esserlo. Ma quando? Quando è attuata fra le 36 e le 72 ore dal rapporto. Ed è qui che casca l'asino. Potrei capire un obiettore che, interrogata la donna, viene a sapere che il rapporto è avvenuto due giorni prima e quindi, per rispettare la propria coscienza, nega la prescrizione. Ma non riesco assolutamente a capire un obiettore che nega la prescrizione per principio anche quando il rapporto è avvenuto da poche ore e che quindi, causando col suo comportamento un ritardo nell'assunzione del farmaco da parte della donna, trasforma davvero questa volta quella che sarebbe stata una semplice prevenzione della fecondazione in un aborto. Il problema però, come spesso accade, nasce a monte. Un anti-ipertensivo richiede una diagnosi medica di ipertensione perchè possa essere sensatamente prescritto. Lo stesso vale per un anti-diabetico, che richiede una diagnosi medica di diabete, e analogamente per la maggior parte dei farmaci in uso in medicina. Il discorso tiene molto meno per i contraccettivi ormonali in genere, la cui unica giustificazione per l'obbligo di prescrizione potrebbe forse essere che in questo modo si obbliga la donna ad un colloquio col medico, che ?dovrebbe? avvertirla delle corrette modalità d'uso, dei possibili rischi, e dell'opportunità di determinati controlli in dati casi. In realtà poi sull'utilità di quei controlli e sul rapporto epidemiologico fra rischi e benefici dell'obbligo di prescrizione dei contraccettivi ormonali in genere si discute abbastanza in ambito specialistico, e il peso dell'evidenza non è tutto a favore dell'obbligo. Ma questo è un altro discorso. Quello che preme qui notare è che la contraccezione ormonale d'emergenza in particolare presenta rischi che non solo sono scarsi, ma soprattutto sono del tutto impossibili da valutare in modo scientifico caso per caso. In sostanza, e più chiaramente, la necessità di una prescrizione medica è assolutamente cervellotica e immotivata. Le nostre amiche femministe o anticlericali amano chiamare in causa a questo punto l'interferenza di un supposto strapotere della Chiesa Cattolica. Io, più banalmente, chiamo in causa la stupidità umana, che nella sanità laica alligna come e anche più che in altri settori. Se fossimo meno stupidi, la pianteremmo di fare certe cose, fra le quali appunto l'obbligare le donne a farsi fare una ricetta medica per comprare la pillola del giorno dopo. Ma, per noi maschilisti, la colpa è sempre e comunque delle donne: chi infatti ha partorito gli stupidi? Antonio Attanasio 15/04/2008.

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Aosta, inaugurato il Suel sportello anti-burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

MUNICIPIO.PER LE IMPRESE Aosta, inaugurato il Suel sportello anti-burocrazia E' stata inaugurata ieri ad Aosta la nuova sede del Suel, Sportello unico degli enti locali, allestito alla sinistra della scala principale di accesso al municipio. In questa fase sperimentale sarà aperto lunedì, martedì e venerdì dalle 9 alle 12. Lo sportello sarà l'unico interlocutore per tutti gli atti amministrativi in carico alle imprese, consentendo di evitare estenuanti lungaggini per lo svolgimento delle pratiche. Per ora, il Suel si occuperà di attività produttive, interventi edilizi, radiotelecomunicazioni. Del primo settore fanno parte panificazione, acconciatori, estetiste, vendite di giornali, di merce in liquidazione, tv o altri sistemi di comunicazione, commercio elettronico, vendite per corrispondenza e a domicilio, commercio con apparecchi automatici. Interventi edilizi: realizzazione di opere nei fabbricati utilizzati dalle imprese per le attività. Nel terzo settore rientrano le pratiche per impianti di radiotelecomunicazione. Informazioni: 0165/300406 e 0165/300569. \.

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Druogno non rinuncia all'ipotesi di realizzare un termovalorizzatore (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 15-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

RIFIUTI.POLEMICA Druogno non rinuncia all'ipotesi di realizzare un termovalorizzatore "L'iniziativa assunta dal nostro Comune deve essere giudicata opportuna e degna di qualche considerazione e attenzione, non solo di bocciature, critiche sterili e improduttive". Giuseppe Coffano e Giuseppe Girondino, rispettivamente capogruppo di maggioranza e di minoranza in consiglio comunale a Druogno, difendono così la decisione di avviare una discussione sulla necessità di realizzare un termovalorizzatore nel Vco "per risolvere un problema serio, che richiede soluzioni che non si possono più rimandare". Qualche tempo fa, infatti, il consiglio comunale di Druogno aveva votato all'unanimità un ordine del giorno sull'esigenza di un impianto per bruciare i rifiuti nel Vco e come provocazione aveva ipotizzato di accoglierlo nel proprio territorio, in caso nessuno si facesse avanti. Iniziativa che aveva subito sollevato polemiche e critiche. Ora Druogno invierà il documento a Comuni, Comunità montane e Provincia: "Impianti di questo tipo - spiegano Coffano e Girondino - esistono da anni in centri cittadini e turistici di assoluta eccellenza internazionale, totalmente esenti da effetti dannosi per salute e ambiente. Le moderne tecnologie sono in grado di realizzare impianti di varie dimensioni e potenza, con costi competitivi rispetto ai mega impianti citati dall'assessore provinciale all'Ambiente". I due capigruppo, infatti, criticano proprio Gianni Desanti per aver etichettato la proposta come "un'emerita sciocchezza". "Dobbiamo rammentargli - replicano - che l'Ossola, terra di confine spesso e volentieri considerata dalla Regione come un feudo di periferia, vanta antiche ragioni e vocazioni autonomiste e federaliste. E' più che legittimo, quindi, auspicare la dotazione di strutture e servizi locali idonei a rendere meno onerosi disagi, balzelli e burocrazia. Ci chiediamo se nei lavori in corso con le altre cinque province per il termovalorizzatore comune sono stati valutati i costi del trasporto dei rifiuti dall'Ossola all'Astigiano, visto che il sito individuato sarebbe in quella zona, con costi elevatissimi per gli ossolani e benefici a favore di altri". I due consiglieri, poi, si dicono perplessi delle critiche arrivate dalla Comunità montana Valle Vigezzo: "Si lamentano perché non sono stati informati di questa nostra volontà - dicono -. Ricordiamo che Druogno ha una propria autonomia propositiva e decisionale".

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