HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
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tARTICOLI DEL 15-4-2008 #TOP
Giovanni,
prima volta al voto dopo 54 anni di manicomio
( da "Citta'
di Salerno, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: " "Abbiamo ridato voce a un uomo che la burocrazia aveva dimenticato - ha detto il sindaco uscente e unico ricandidato Adriano Ciancio - Il voto di Giovanni è la testimonianza dell'alto senso civico della popolazione olevanese che è andata alle urne nonostante i tentativi di limitatissima minoranza".
Nucara:
<Berlusconi manterrà gli impegni>. Valentino: <Finalmente i comunisti
sono rimasti fuori dal Parlamento>. De Sena: <Al servizio della
Calabria> ( da "Gazzetta del Sud"
del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Credo davvero che si tratti di un ottimo disegno di legge che dovremo votare per rendere sempre meno oppressiva la burocrazia, che spesso è uno dei mali di questa terra e mette i bastoni tra le ruote dei giovani che vogliono farsi strada da soli".
Oggi
e giovedì tutte le info su Upload
( da "Alto
Adige" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: L'ultima "pillola in-formativa", quella di giovedì 17 aprile offerta a tutti gli interessati dall'Istituto Musicale A.Vivaldi, è dedicata alla ineludibile, quanto ostica burocrazia per il musicista. L'incontro che si terrà dalle 18 alle 21, sarà condotto da Cristina Wysocki.
Il
Pdl porta a Roma il modello Lombardia
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ed è stanco di tasse alle stelle e di burocrazia. Il modello lombardo è pronto ora ad essere esportato a Roma, medicina ideale per rilanciare e far crescere l'Italia intera". "E' una giornata fantastica - commenta Stefania Concordati, vice coordinatrice vicaria di Forza Italia - il governo nazionale è saldamente nelle mani del Popolo della libertà,
Emma
Marcegaglia Le imprese italiane hanno bisogno di ritrovare la fiducia
( da "Stampa,
La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Indice puntato anche verso la burocrazia "costosa e inefficace" che "rappresenta un sovraccosto di 14 miliardi l'anno per le piccole e medie imprese, equivalenti a un punto del Pil. "C'è una richiesta forte di stabilità e governabilità. Questo è il dato evidente che è uscito dalle urne", dice a caldo il leader della Cisl Raffaele Bonanni.
Marcegaglia:
<Serveun segnale immediato>
( da "Secolo
XIX, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Marcegaglia: "Serveun segnale immediato" La Borsa premia i titoli Mediaset e Mediolanum. Vola anche Impregilo ' 15/04/2008 le richiestedelle impreseÈ necessario riformare l'Irap e detassare gli straordinari. La burocrazia costa 14 miliardi emma marcegagliapresidente Confindustria 15/04/2008.
Le
priorità di Marcegaglia ( da "Italia Oggi"
del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: come dimostrano i dati dell'Ocse, e la burocrazia, tanto "costosa e inefficace" da rappresentare un costo supplementare di 14 miliardi di euro l'anno per le pmi, pari un punto di pil". Molte cose, per la Marcegaglia, "sono inutili e non fanno che allungare i tempi necessari a prendere una decisioni.
Appuntamenti
( da "Italia
Oggi" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: individuazione delle sacche di inefficienza e degli eccessi di burocrazia. Commercialisti/2 "Sviluppo economico territoriale, innovazione e internazionalizzazione. Il contributo dei commercialisti". Questo il titolo del convegno che si terrà ad Assisi venerdì 18 aprile, presso la Domus Pacis Assisi, organizzato dall'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Perugia,
Confindustria
chiede segnali per le imprese ( da "Arena, L'"
del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: riformasse la burocrazia, che "costa alle piccole e medie imprese", sostiene, "14 miliardi di euro, cioè un punto di prodotto interno lordo", liberalizzasse i servizi e organizzasse un sistema di trattative salariali meno centralizzate. Per i segretari di Cisl, Uil e Ugl, il governo dovrà partire, nei suoi rapporti col sindacato,
Dopo
la semina ecco il raccolto ( da "Arena, L'"
del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: meno burocrazia e per affrontare la crisi economica. Al Pdl serve ora una riflessione interna per capire cosa è venuto meno nell'elettorato e come migliorare il nostro progetto moderato". Torna in Parlamento Francesca Martini, della Lega, assessore regionale alla sanità, potenziale ministro, come ha annunciato Bossi parlando di lei:
Senza
falce né martello ( da "Tirreno, Il"
del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia e immigrazione, e per le quali ha fatto più danni il caso Alitalia che la crisi economica, il Pd non ha saputo o non ha potuto trasmettere il suo messaggio. Da Napoli in giù, invece, come tante altre volte nella storia, protesta, sfiducia, delusione - stavolta grazie a bufale e monnezza - hanno assunto il sapore della "
Unabomber,
autopsia sulla prima vittima ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Stavamo aspettando la quantificazione del risarcimento che, a oggi, ancora non si conosce. Doveva essere questione di settimane, ormai la parte burocratica era stata completata. E invece Anna Pignat non ce l'ha fatta a sopravvivere alla burocrazia. Martina Milia.
Impegno
difficile ( da "Repubblica, La"
del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Commozione Impegno difficile Nuova Bicamerale C'è tanto da lavorare, prometto di non andare a letto una sera senza aver realizzato qualcosa di positivo Sono commosso per il risultato che si profila e mando un abbraccio affettuoso agli italiani, con tutto il cuore Ripartire dal lavoro della Bicamerale del '94. Prime riforme giustizia, scuola, sanità e burocrazia.
Milano.
la festa comincia alle tre in punto, quando radio e tivù danno ... - gigi
furini ( da "Nuova Sardegna, La"
del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Non ne può più della burocrazia romana. La gente vuole un Paese diverso, che funzioni meglio, vuole un Paese più democratico e federalista". Si parla anche di Alitalia e di Malpensa. Bossi non traccia strategie, ma parla di Malpensa. "L'aeroporto - dice - si trova al centro di un'area molto appetita.
Una
lezione di greenspan per l'addio di montezemolo
( da "Repubblica,
La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Flessibilità del lavoro con sicurezza sociale, certezza del diritto e infrastrutture moderne, meno tasse e più concorrenza, innovazione ecapitale umano adatti alla nuova frontiera della conoscenza, poca burocrazia e molta sicurezza del territorio. In tre parole: cambiare per crescere": viale dell'Astronomia spiega così il tema del convegno.
Il
nipote: aveva diritto a quel risarcimento
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E invece Anna Pignat non ce l'ha fatta a sopravvivere alla burocrazia. Come se non bastasse potrebbe esserci un'ultima beffa. Non avendo più Anna eredi diretti - la figlia Gabriella è venuta a mancare il 10 dicembre 2006 - lo Stato potrebbe archiviare la sua pratica e non concedere alcun risarcimento.
Oggi
la regione, c'è attesa per la sfida illy-tondo
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Illy si recherà infatti domani nella capitale belga per una riunione dell'High Level Group, il gruppo di 15 esperti di cui fa parte, incaricato di coadiuvare la Commissione Europea nella definizione di interventi per lo snellimento della burocrazia comunitaria.
Un
test difficile, ma il nord-est ha capito
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: definizione di interventi per lo snellimento della burocrazia comunitaria. Illy rientrerà da Bruxelles domani sera tardi. I commenti li fanno altri esponenti del Centrosinistra. Per il senatore Pd Carlo Pegorer (confermato) è "un risultato oltremodo importante, anche se non sufficiente per battere il Centrodestra che in Friuli Venezia Giulia si era confermato maggioranza anche nel 2006"
Il
nuovo governo si occupi dei salari Marcegaglia: alle imprese servono segnali
( da "Unita,
L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Prime richieste anche da Confindustria: "Vogliamo segnali immediati", ha chiesto Emma Marcegaglia, presidente designato di Confindustria. Come l'Irap e la ricerca e l'innovazione, una minore burocrazia "costosa e inefficace" e più concorrenza in alcuni settori dell'economia nazionale: i servizi pubblici locali, l'energia.
Sindacati
e imprese: dialogo per rilanciare la crescita
( da "Resto
del Carlino, Il (Ravenna)" del
15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Irap e della burocrazia". L'elettorato ? sostiene il presidente di Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani ? ha premiato la scelta del Pdl per un Catasto che tassi le case sulla base dei loro redditi". MASSIMO Calearo, l'ex presidente di Federmeccanica eletto nelle liste del centrosinistra, festeggia l'avanzata del Pd a Vicenza dove è il secondo partito.
Dalle
urne esce una destra radicale ( da "Unita, L'"
del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: e sprechi da burocrazia federale. Poi ci sarà An, che vorrà la sua parte, per dare ruolo identificabile a Gianfranco Fini e a se stessa, all'interno di un contenitore padronale e segnato dalla figura totalizzante del Berlusconi vittorioso. Come si concilieranno le pulsioni antieuropeiste e protezioniste, con il vincolo estero e di bilancio gravante sull'
)
ARREDO URBANO Vergognoso degrado del centro commerciale vicino alla Ro
( da "Resto
del Carlino, Il (Ravenna)" del
15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Marco Beneventi Franco Baccarini Ravenna ) BUROCRAZIA Perché pagare 1,80 euro alla Sorit oltre alla cartella del Consorzio? QUEST'ANNO il Consorzio di Bonifica nella cartella di pagamento della Sorit riporta in più la cifra di euro 1,80 quale compenso spettante alla società di riscossione.
Quei
170 abbonati alla frutta ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Emblematico
anche Gian Luca Cevenini di Sasso Marconi, che lavora
Visite
"intramoenia" il fatturato vola - michele bocci
( da "Repubblica,
La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: aumento della burocrazia e quindi dei costi avrebbero speso di più - sostiene Carlo Palermo dell'Anaao - Comunque è importante che si vada avanti con questo processo. Forse bisogna lavorare ancora sulla possibilità di avere studi multipli". L'assessore alla salute Enrico Rossi respinge l'ipotesi dell'aumento delle tariffe: "Sono rimaste identiche -
Ora
comincia la rimonta - dall'inviato alessandra carini
( da "Nuova
Venezia, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "Da domani si comincia: federalismo e burocrazia... federalismo e burocrazia... federalismo e burocrazia... poi vediamo chi alla fine la vincerà". E "l'inizio di uno step by step che metteremo insieme da domani, è un percorso che ho intenzione di cominciare a battere per fare crescere i consensi".
Exlibro
- luciano vandelli ( da "Repubblica, La"
del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: meglio prendere uno che ha gestito 50 campagne vittoriose, nel contempo realizzando strade, porti e infrastrutture di ogni tipo, e adottando riforme fondamentali, dal codice civile alla burocrazia. Aspiranti carrieristi, ispiratevi dunque a Napoleone: a patto di tenere ben distinti i grandiosi trionfi dalle colossali batoste. SEGUE A PAGINA V.
La
lega a valanga nel nord - gigi furini
( da "Tirreno,
Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Non ne può più della burocrazia romana. La gente vuole un Paese diverso, che funzioni meglio, vuole un Paese più democratico e federalista". Si parla anche di Alitalia e di Malpensa. Bossi non traccia strategie, ma parla di Malpensa. "L'aeroporto - dice - si trova al centro di un'area molto appetita.
Il
sollievo di Fini: <Avanti col partito unico, nessuna Camera al Pd>
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: meno burocrazia, meno Stato per il Lombardo ? Veneto", come a spianare la strada del futuro rapporto tra Pdl e Lega. I problemi di compattezza potrebbero nascere solo se qualche settore della nuova maggioranza (per ragioni di microgruppo, di bottega) dovesse porsi di traverso rispetto alle aspettative di Bossi.
Bossi:
<Adesso siamo noi il nuovo partito di chi lavora>
( da "Libertà"
del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Non ne può più della burocrazia romana. La gente vuole un Paese diverso, che funzioni meglio, vuole un Paese più democratico e federalista". Si parla anche di Alitalia e di Malpensa. Bossi non traccia strategie, ma parla di Malpensa. "L'aeroporto - dice - si trova al centro di un'area molto appetita.
Sempre
meno votanti: calo dell'8,89 per cento nel capoluogo
( da "Nazione,
La (Lucca)" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ha rischiato di non poter votare per un ritardo della burocrazia. Il Comune di Capannori infatti, come lei stessa ci ha detto, "pur essendo stato avvisato dall'ambasciata di Helsinki della mia scelta di votare a Lucca, che è un mio diritto, non ha comunicato il mio nome al seggio. Il Comune ha trattato me e mia madre con sufficienza, infastiditi da questo 'inghippo' .
Jack
Lang: anche il teatro rende l'Europa più unita
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ex ministro francese della Cultura al Premio di Salonicco "Economia e burocrazia non bastano. Serve un progetto alto" Jack Lang ? il ministro europeo della Cultura più famoso, per dieci anni nei governi socialisti della Francia di Mitterand ? non ha resistito al richiamo del Premio Europa del Teatro. C'era da premiare il suo amico Patrice Chéreau.
<Voti
alla Lega, protesta contro il sistema>
( da "Adige,
L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: di chiudere enti inutili, di sburocratizzare, di portare la burocrazia e la fiscalità a livello europeo. Non abbiamo armi per combattere nella globalizzazione". La minaccia quindi arriva da fuori? "Già dai paesi dell'Europa dell'est, anche se sono dentro l'Unione Europea, ci arriva una concorrenza spietata.
Boso:
<La Margherita perde i suoi petali>
( da "Adige,
L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La sinistra ormai da tempo è arrivata al potere e lì è rimasta prigioniera degli uffici, della burocrazia, delle poltrone". Ma allora, siete voi la sinistra? La Lega è di sinistra? "Noi siamo a sinistra della sinistra per i bisogni della gente e a destra della destra per la difesa delle tradizioni". Secondo lei avete pescato voti anche a sinistra?
Il
d-day dell'on. Calearo E ora in Parlamento a rompere le scatole
( da "Giornale
di Vicenza, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Calearo: "Ad esempio la riduzione della burocrazia e il federalismo fiscale". Un proposta di dialogo? Intanto l'on. Calearo va a Roma. A fare che? "A rappresentare il Veneto e chi mi ha votato". È vero che in Parlamento, ha detto, vuole rompere le scatole? "Lo confermo: voglio rompere le scatole in maniera propositiva".
Ora
comincia la rimonta ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "Da domani si comincia: federalismo e burocrazia... federalismo e burocrazia... federalismo e burocrazia... poi vediamo chi alla fine la vincerà". E "l'inizio di uno step by step che metteremo insieme da domani, è un percorso che ho intenzione di cominciare a battere per fare crescere i consensi".
La
Lega torna prima: 31% ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: eccesso di burocrazia, il centralismo statale. è la ricetta di quella che è stata definita "questione settentrionale" e che, in queste politiche 2008, sembra essere stata incarnata soprattutto dal Carroccio. Trentuno per cento alla Camera: la Marca trevigiana si conferma roccaforte nazionale della Lega, al pari della provincia di Vicenza,
Pdl
ridimensionato: Premiata la protesta
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: meno burocrazia, migliori servizi per le persone e per le imprese. In particolare il federalismo fiscale dovrà precedere la stessa riforma costituzionale per dare maggiore autonomia e responsabilità a regioni ed enti locali". Anche Alleanza nazionale comunque si trova a dover pagare l'unione con Forza Italia.
Rainieri:
<Tutelare agricoltori e prodotti tipici>
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Questo servirà ad abbassare costi di trasporto, burocrazia e personale. Gli agricoltori che hanno votato Lega hanno dato un voto al partito che ha fatto di più per l'agricoltura. Siamo stati decisivi e propositivi". La prima proposta di legge che vorrebbe fare. "L'agricoltura ha grandi problemi di costi energetici e materie prime.
Dal
militante spot all'anziana <abbandonata>
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia uccide " a "V2 Day, libera informazione, parlamento pulito" sino ai classici "buffoni", "andate a lavorare". E' stata una giornata dura quella di ieri, per i presidenti e gli scrutatori dei 202 seggi parmigiani: "Ma qualche risata, tra uno spoglio e l'altro, ce la siamo fatta leggendo le scritte sulle schede di quelli che hanno voluto annullare il voto"
DOINA
E I FIGLI ( da "Corriere della Sera"
del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Resta comunque un interrogativo: perché ormai da un anno la burocrazia giudiziaria e carceraria italiana e l'Ambasciata di Romania non hanno ancora trovato il modo di far incontrare Doina con i suoi due bambini? Perché queste sofferenze supplementari, non ragionevoli, oltre la privazione della liberta?
L'apertura
di Bonanni: <Serve stabilità> Tensioni nella Cgil
( da "Corriere
della Sera" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia più leggera, trattative salariali meno centralizzate. E soprattutto "segnali immediati " per ritrovare fiducia, dalla detassazione degli straordinari alla riforma Irap. A otto giorni dalla presentazione del suo programma e della squadra, Marcegaglia ha usato le colonne del quotidiano francese Les Echos per stilare un primo elenco di urgenze indispensabili.
Il
sintetizzatore? Soldi fermi in Regione
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia non le permette di comunicare --> Malata di Sla, la burocrazia non le permette di comunicare È malata di Sla ma il sintetizzatore vocale le permetterebbe di comunicare non arriva perché i soldi per acquistarlo non sono arrivati. I soldi per il sintetizzatore vocale sono fermi in Regione.
Al
Nord Senatur formato Oltrepò ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: il vade retro burocrazia, il meno tasse per tutti si sposa con la paura del diverso, l'anti islamismo, la protezione della roba contro l'invasione cinese". Una saldatura che sembra un mondo alla rovescia solo per chi mal frequenta i nord. In cui gli operai di Mirafiori votano la Lega e il modello emulativo di molti salariati della campagna urbanizzata è quello del "
ROMA
- La priorità per il nuovo governo è una sola: la crescita. Poi, ovviam
( da "Messaggero,
Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Meno tasse, meno burocrazia, più mercato". E sul fronte della spesa pubblica? "Va messa sotto controllo la spesa "storica". Come del resto aveva provato a fare Padoa-Schioppa. Rimettendo sotto la lente tutta una serie di spese che vengono dal passato e che non sono state mai "revisionate" a fondo.
ROMA
Il voto è alle spalle. Il confronto mediatico anche. Tra qualche settimana il
nuo ( da "Messaggero, Il"
del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E poi la riforma della burocrazia che "costa ogni anno alle piccole e medie imprese 14 miliardi di euro, cioè un punto di pil". E, ovviamente, "bisognerà operare tenendo conto del debito pubblico che costa 30 miliardi di interessi di più che negli altri Paesi europei".
COME
sempre, la politica estera e quella militare sono state trattate solo ma
( da "Messaggero,
Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ciò deriva anche dal fatto che le due burocrazie meno politicizzate - quella diplomatica e quella militare - non risentiranno quasi per nulla del cambiamento di Governo. C'è anzi da sperare che l'accordo fra maggioranza ed opposizione venga esteso dalle "regole" alla presenza internazionale del nostro Paese, rafforzandone il peso.
Di
CORRADO GIUSTINIANI ROMA - Sul sagrato c'è il banchetto di Alessio, 32 anni,
par ( da "Messaggero, Il"
del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Così spero che dia un taglio alla burocrazia, la vera piaga del paese. Otto mesi fa ho fatto domanda per aprire uno studio di pratiche auto a Tor San Lorenzo e ancora nessuno mi risponde. Non ci penso proprio a restare qui per tutto il resto della vita". Arturo, 35 anni, maglia nera a maniche lunghe griffata Puma, ha uno scatto d'entusiasmo: "Eddai,
Calearo:
<Per noi è un successo Ettore? Prenderemo casa insieme>
( da "Corriere
del Veneto" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Voglio ridurre la burocrazia e darmi da fare per il federalismo fiscale" Promette battaglia anche per l'adeguamento dei salari dei lavoratori? "Certo, porterò avanti quanto abbiamo promesso in campagna elettorale" Ha già sentito lo sfidante Riello? "Non ho ancora avuto il tempo di chiamarlo, ma gli telefonerò quanto prima.
Riello:
<Burocrazia da abbattere Massimo? Avrà votato a destra>
( da "Corriere
del Veneto" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: troppe normative: nelle aziende il 20% del lavoro è dedicato a soddisfare la burocrazia, le cose devono cambiare. Con meno burocrazia le medie imprese possono fare la volata e trasformarsi in grande industria, che in questo momento in Italia manca, mentre le piccole riusciranno a fare un salto di qualità" E sul fronte dei salari?
Bricolo,
Bonfrisco e Garavaglia in Senato Senato: il Pdl perde i pezzi, il Pd fa il
pieno ( da "Corriere del Veneto"
del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: meno burocrazia, migliori servizi per le persone e per le imprese. In particolare il federalismo fiscale dovrà precedere la stessa riforma costituzionale, per dare maggiore autonomia e responsabilità a regioni ed enti locali ". Il centrosinistra Il Partito Democratico fagocita tutti i seggi disponibili per i gruppi di minoranza.
Senato:
il Pdl perde i pezzi, il Pd fa il pieno
( da "Corriere
del Veneto" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: meno burocrazia, migliori servizi per le persone e per le imprese. In particolare il federalismo fiscale dovrà precedere la stessa riforma costituzionale, per dare maggiore autonomia e responsabilità a regioni ed enti locali ". Il centrosinistra Il Partito Democratico fagocita tutti i seggi disponibili per i gruppi di minoranza.
Boom
di nulle: 1 ogni 35 a Chioggia Ca' Farsetti si <ferma> a 3204
( da "Corriere
del Veneto" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: si sono infrante contro la burocrazia del seggio. Concentrate già domenica, sono arrivate diverse segnalazioni all'ufficio elettorale del Comune di Venezia per la difficile situazione: elettori che prendevano la scheda e poi, senza votare, la restituivano pretendendo che venisse a verbale la rinuncia al voto.
Tomat:
<Un veneto al governo> ( da "Corriere del Veneto"
del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: tutti i giorni in trincea a far fronte a battaglie quotidiane con costi e burocrazia". Il consenso al Carroccio è arrivato grazie al tema del federalismo, ma non solo. "La Lega ha preso così tanti voti - sostiene Pozza - anche per non aver firmato l'indulto, così da risultare l'unico baluardo in difesa dei diritti del cittadino: quella della sicurezza, come il federalismo fiscale,
L'ondata
anti-casta ( da "Piccolo di Trieste, Il"
del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: disagio di famiglie che faticano ad arrivare alla fine del mese sia quello del piccolo imprenditore che sogna meno burocrazia e meno tasse. Il grumo di rivendicazioni che si indovina dietro questo voto di delusione e di rabbia esprime la crisi di una politica che non trova risposte efficaci. È un Paese sconosciuto quello in cui la gente si consegna al populismo per scuotere il Palazzo.
Agricoltori:
la burocrazia blocca i progetti di sviluppo
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia blocca i progetti di sviluppo" OPICINA Ci vuole una nuova politica agricola che riesca a considerare obiettivamente le esigenze del territorio e ne raccolga le istanze, favorendone la partecipazione. Questa la tesi di fondo emersa all'assemblea annuale dell'Associazione agricoltori, tenutasi nella sala del Credito cooperativo del Carso di Opicina alla presenza del console
Bossi:
la lega è il nuovo partito dei lavoratori
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Non ne può più della burocrazia romana. La gente vuole un Paese diverso, che funzioni meglio, vuole un Paese più democratico e federalista". Si parla anche di Alitalia e di Malpensa. Bossi non traccia strategie, ma parla di Malpensa. "L'aeroporto - dice - si trova al centro di un'area molto appetita.
Villa
Sandroni bloccata dalla burocrazia: intanto riapre il giardino
( da "Giornale
di Vimercate" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: LAVORI IN CORSO VILLA SANDRONI BLOCCATA DALLA BUROCRAZIA: INTANTO RIAPRE IL GIARDINO Cornate d'Adda - Villa Sandroni in alto mare. Cantieri per la piazza di Colnago quasi in regola con il crono-programma, ma con pause, difficoltà viabilistiche e disagi per cittadini e commercianti. Cantieri per la piazza di Cornate avanti con il vento in poppa, tra la soddisfazione generale.
Formigoni
sprona gli imprenditori brianzoli
( da "Giornale
di Monza" del 15-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma di minore burocrazia". Dario Visconti, presidente provinciale di Apa Confartigianato, ha parlato di Formigoni "imprenditore e politico di rara sensibilità", mentre il padrone di casa, Carlo Molteni, ha ringraziato il governatore, "perché con la sua visita ha dimostrato attenzione verso tutte le aziende del settore".
Burocrazia
e rinnovabili ( da "Blogosfere"
del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Apr 0815 Burocrazia e rinnovabili Pubblicato da Mario Delfino alle 10:00 in Burocrazia, Fonti rinnovabili Nel post precedente, ho scritto dell'aggiornamento trimestrale dell'All Renewables Index della Ernst&Young. L'Italia compare ancora al settimo posto, ma il suo punteggio è aumentato, anche se di pochissimo.
Carroccio
ago della bilancia ( da "Nuova Ferrara, La"
del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Non ne può più della burocrazia romana. La gente vuole un Paese diverso, che funzioni meglio, vuole un Paese più democratico e federalista". Si parla anche di Alitalia e di Malpensa. Bossi non traccia strategie, ma parla di Malpensa. "L'aeroporto - dice - si trova al centro di un'area molto appetita.
LE
PARTI SOCIALI. Cgil tace. Polverini (Ugl): premiata la governabilità
( da "Arena.it,
L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: occorre riformare la burocrazia E i sindacati: "Ora si parta da prezzi e salari" ROMA Le aziende italiane "hanno bisogno di segnali immediati per ritrovare la fiducia": a dirlo, la presidentessa designata della Confindustria Emma Marcegaglia, che invita anche la Banca centrale europea ad abbassare i tassi di interesse.
Alla
Somacis la Cina è più vicina ( da "Corriere Adriatico"
del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Efficienza nella burocrazia e servizi alle imprese, questi i passaggi più significativi. Argomenti di cui i politici di casa nostra non possono non tener conto per fronteggiare la concorrenza nei mercati internazionali dei prossimi anni. E' questa sostanzialmente la ricetta con cui la Cina sta diventando giorno dopo giorno una potenza mondiale.
<Dopo
la semina ecco il raccolto> ( da "Arena.it, L'"
del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: meno burocrazia e per affrontare la crisi economica. Al Pdl serve ora una riflessione interna per capire cosa è venuto meno nell'elettorato e come migliorare il nostro progetto moderato". Torna in Parlamento Francesca Martini, della Lega, assessore regionale alla sanità, potenziale ministro, come ha annunciato Bossi parlando di lei:
Il
Palamediterraneo affondato dalla burocrazia
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: imprenditore per allestire un teatro tenda Il Palamediterraneo affondato dalla burocrazia La battaglia cominciata sei anni fa da un imprenditore per allestire un teatro tenda --> In Municipio gli hanno chiuso la porta in faccia, l'Ente fiera è da mesi che deve dare una risposta mentre l'Autorità portuale glissa sugli spazi disponibili: da sei anni un imprenditore veneto quarantenne,
VOTO:
CONFAGRICOLTURA, PRIORITA' A ECONOMIA E IMPRESE
( da "Agi"
del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E poi una decisiva azione contro la burocrazia e strategie chiare e concrete per le energie rinnovabili e le risorse idriche. "Su tutto - ha concluso il presidente Vecchioni - va garantito un ruolo piu' incisivo e determinante del Governo nelle sedi comunitarie ed internazionali ed un rapporto rinnovato e concreto con le organizzazioni di rappresentanza;
Voto
all'estero, pasticcio tendenzioso
( da "Opinione,
L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma deve ricordarsi ad ogni elezione di fare una scelta o l'altra e di comunicarla alla burocrazia della Farnesina. Non è un mistero che una buona parte di chi risiede all'estero lo fa solo per alcuni mesi all'anno. Ma alla feroce quanto stupida burocrazia italiana, segnatamente quella del ministero di D'Alema, tutto ciò sembra non interessare.
IN
FRIULI LA GIUNTA ILLY CON IL FIATO SOSPESO
( da "Mattino,
Il (Circondario Sud1)" del
15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Commissione Europea per lo snellimento della burocrazia comunitaria. Il suo avversario Tondo invece ha optato per la sede del suo comitato elettorale, a Udine. A politiche e regionali i partiti si sono presentati con schieramenti molto diversi. Illy ha riunito intorno a sè le forze della coalizione di Intesa Democratica, che lo sostenne nell'ultima legislatura: dal Pd a Di Pietro,
APPELLO
DELLA CONFINDUSTRIA AI POLITICI. LA RINASCITA DEL PAESE PASSA ATTRAVERSO IL
RILANCIO DEL SUD ( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)"
del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Su questa falsariga l'imprenditrice sottolinea anche la necessità di una riforma della burocrazia troppo costosa e inefficace, un enorme zavorra per il sistema Italia che "costa ogni anno alle piccole e medie imprese oltre 14 miliardi di euro, cioè un punto di Pil" e allontana dal nostro Paese potenziali investitori internazionali.
NOSTRA
FIGLIA INVALIDA AL CENTO PER CENTO, NESSUNO CI AIUTA
( da "Mattino,
Il (Circondario Nord)" del
15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ha concluso il papà - per verificare il suo stato di salute, ma dopo un viaggio a vuoto al tribunale (visto che il giudice era impegnato) mi viene da puntare il dito contro i falsi invalidi, che continuano a percepire soldi raggirando la legge, mentre i veri ammalati gravi devono soffrire anche a causa della burocrazia". ti.es.
MONTEZEMOLO,
RIPROPORREMO A NUOVO GOVERNO DECALOGO CONFINDUSTIA
( da "Wall
Street Italia" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: per cui si chiedeva la riforma della seconda parte della Costituzione, includevano risanamento dei conti pubblici; riduzione delle imposte; lavoro, contratti, salari e produttività; semplificazione della burocrazia; energia e ambiente; infrastrutture; istruzione e università; ricerca e innovazione; Mezzogiorno.
Storie
di Borsa, parlano i protagonisti di dieci anni di finanza
( da "Gazzettino,
Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La linea guida della privatizzazione - dice Capuano - è stata quella di ridurre la burocrazia, di semplificare l'iter per la quotazione con l'obiettivo di aumentare il numero dei titoli nel listino. "300 società sono poche rispetto ad altri Paesi e tenuto conto del peso dell'economia italiana nel mondo. Ma l'Italia ha ancora una debole cultura del rischio.
<Segnali
immediati alle imprese per ritrovare fiducia>
( da "Gazzettino,
Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: A medio termine la Marcegaglia vorrebbe che il prossimo governo investa maggiormente "nel capitale umano", rivedendo il sistema educativo. L'imprenditrice sottolinea anche la necessità di una riforma della burocrazia, una liberalizzazione dei servizi e un sistema di trattative salariali meno centralizzate.
Riccardo
e Renzo, la notte che nasconde il futuro
( da "Gazzettino,
Il (Pordenone)" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Commissione Europea nella definizione di interventi per lo snellimento della burocrazia comunitaria. Riccardo Illy solo questa sera sarà a Trieste, quando lo spoglio del voto regionale sarà a buon punto. Renzo Tondo, invece, si trova a Tolmezzo dove si è dedicato a famiglia, amici e attività alberghiera. Solo oggi, nel pomeriggio, raggiungerà il proprio ufficio elettorale di Udine.
Meno
burocrazia doganale e più ( da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Meno burocrazia doganale e più infrastrutture per il porto di Venezia sono le richieste che emergono dalla sezione veneziana dell'International Propellers Club, associazione che riunisce agenti marittimi, spedizionieri e operatori portuali.E, in una disamina fatta più di ombre che di luci, emerge una sola certezza: "Più che alla nomina del nuovo presidente dell'
Montezemolo,
riproporremo a nuovo governo decalogo Confindustia
( da "Reuters
Italia" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: per cui si chiedeva la riforma della seconda parte della Costituzione, includevano risanamento dei conti pubblici; riduzione delle imposte; lavoro, contratti, salari e produttività; semplificazione della burocrazia; energia e ambiente; infrastrutture; istruzione e università; ricerca e innovazione; Mezzogiorno.
L'Italia
della burocrazia va in scena con Camilleri
( da "Stampa,
La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Saison culturelle L'Italia della burocrazia va in scena con Camilleri Una vera e propria commedia degli equivoci, una storia complessa e ricca di malintesi e imbrogli che nasce dallo scambio di due lettere in una domanda per una linea telefonica. E' "la concessione del telefono", lo spettacolo tratto da un romanzo di Andrea Camilleri,
Speciale
elezioni, un weekend di ordinaria follia in visita ad un seggio
( da "Blogosfere"
del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: applicazione della legge e parecchia burocrazia. Durante le recenti Politiche, abbiamo vissuto le trenta ore “tipo” di un seggio elettorale, esemplare di tutti i 919 seggi allestiti a Torino. Partiamo da una riflessione: il cittadino che arriva in un seggio ha l'impressione di trattare con chi sta dalla parte della burocrazia e rende le cose più complesse di quanto esse siano.
Che
cosa cambierà per gli automobilisti? Gli impegni del Pdl su Autooggi
( da "Panorama.it"
del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: incentivando al contempo la loro sostituzione con vetture più sicure e rispettose dell'ambiente. Infine, nell'ambito di un più ampio progetto di decongestione e velocizzazione della burocrazia, è previsto il potenziamento delle procedure di digitalizzazione e smaterializzazione dei documenti cartacei.
Elezioni,
una giornata in un seggio elettorale torinese tra stranezze e problemi vari
( da "Blogosfere"
del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: applicazione della legge e parecchia burocrazia. Durante le recenti Politiche, abbiamo vissuto le trenta ore “tipo” di un seggio elettorale, esemplare di tutti i 919 seggi allestiti a Torino. Partiamo da una riflessione: il cittadino che arriva in un seggio ha l'impressione di trattare con chi sta dalla parte della burocrazia e rende le cose più complesse di quanto esse siano.
Elezioni:
Vecchioni (Confagricoltura), mettere economia ed imprese al centro delle
priorità politiche ( da "SardegnaIndustriale.it"
del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E poi una decisiva azione contro la burocrazia e strategie chiare e concrete per le energie rinnovabili e le risorse idriche. "Su tutto ? ha concluso il presidente Vecchioni ? va garantito un ruolo più incisivo e determinante del Governo nelle sedi comunitarie ed internazionali ed un rapporto rinnovato e concreto con le organizzazioni di rappresentanza;
<E
ora facciamo lobby per Como: solo così otterremo risultati>
( da "Provincia
di Como, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: le imprese meno burocrazia, oltre a una soluzione del problema delle infrastrutture. E in tanti, leghisti ma anche gente che non la Lega non l'ha mai votata, chiedono il federalismo fiscale, la possibilità di tenere qua i soldi per fare tutto ciò che serve. Su questi punti sollecitano un grande contributo da parte dei parlamentari comaschi.
Verso
la terza repubblica ( da "Provincia di Como, La"
del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia, federalismo fiscale sono al contrario priorità. Ben altre bufale (puzzolenti come la monnezza di Napoli) hanno condannato il centrosinistra e soprattutto quella gauche radicale e bertinottiana ormai priva di bussola, incapace di comprendere che in Italia, nel 2008, la falce e il martello sono simboli di un passato remoto.
Esclusa
per errore, riammessa dal giudice
( da "Provincia
di Como, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia, indifferenza, ignavia, indolenza", sfoglia tutto il vocabolario l'avvocato Marcello Iantorno che ha assistito l'elettrice, votante per un soffio. Non sta esagerando, l'avvocato e consigliere comunale d'opposizione? Il Comune di Como, infatti, s'è sempre prodigato, dicono i testimoni, per far votare chiunque e in contemporanea con l'
(M.
Cast.) Il fisco non perde mai l'occasione e la pur sempre lodata caccia
all'evasore a volte dive ( da "Provincia di Como, La"
del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia lo impedisce. Né si può ricevere in pacifica eredità l'impianto del gas, non è previsto dalle norme sulla ?tracciabilità?, come spiegano gli esperti. Il Fisco approfitta di una disgrazia per aprire la canna del gas a sua volta, fatta di certificati, da compilarsi con cura e assoldando un tecnico certificatore,
In
valtellina Incidenti, sempre colpa dell'alcol o centrano le strade orribili?
Per motivi diversi mi capita di viaggiare lungo l'unica strada statale che da
Livigno va Sondrio-Lec ( da "Provincia di Sondrio, La"
del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia inefficiente, legislatura farraginosa, moltitudine di centri di potere e di spesa senza controllo, ecc.) e ognuna di queste cause meriterebbe un attento esame. Ma se si vuole intervenire in modo rapido ed efficiente per tentare di ridurre il debito pubblico la via più immediata, anche se apparentemente paradossale,
Aosta,
inaugurato il Suel sportello anti-burocrazia
( da "Stampa,
La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: PER LE IMPRESE Aosta, inaugurato il Suel sportello anti-burocrazia E' stata inaugurata ieri ad Aosta la nuova sede del Suel, Sportello unico degli enti locali, allestito alla sinistra della scala principale di accesso al municipio. In questa fase sperimentale sarà aperto lunedì, martedì e venerdì dalle 9 alle 12.
Druogno
non rinuncia all'ipotesi di realizzare un termovalorizzatore
( da "Stampa,
La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: balzelli e burocrazia. Ci chiediamo se nei lavori in corso con le altre cinque province per il termovalorizzatore comune sono stati valutati i costi del trasporto dei rifiuti dall'Ossola all'Astigiano, visto che il sito individuato sarebbe in quella zona, con costi elevatissimi per gli ossolani e benefici a favore di altri".
( da "Citta' di Salerno, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
OLEVANO SUL TUSCIANO
Il sindaco uscente: "Gli abbiamo ridato voce" Giovanni, prima volta
al voto dopo 54 anni di manicomio " Olevano sul Tusciano. Ha varcato per
la prima volta nella sua vita l'ingresso di un seggio elettorale. Giovanni
Alina, classe 1921, 87 anni a maggio, ne ha trascorso 54 nei manicomi. Da due
anni è tornato ad Olevano, suo paese di adozione, ospite di una casa famiglia.
Ieri, alle 10.30, accompagnato dall'assistente sociale Maria Vece, ha votato
nella sezione 5 della frazione Monticelli per le elezioni politiche e comunali.
"Eldo", com'è conosciuto in paese, è rimasto molto incuriosito.
" L'anno scorso, a febbraio, Giovanni Alina (nato a Castelnuovo Cilento) è
rientrato ad Olevano dopo mezzo secolo di internamento in alcune strutture per
pazienti con disturbi psichici, a cominciare dal manicomio di
"Materdomini", di Nocera Superiore, per passare ai Sir (strutture
intermedie di riabilitazione) di San Gregorio Magno, Puglietta e Salerno. La
sua vicenda provocò sgomento e commozione. Eldo non era pazzo, aveva solo un
leggero handicap. Nei primi anni Cinquanta fu disposto l'internamento perché
aveva tirato delle pietre a un concittadino. Ci sono voluti più di 50 anni per
farlo tornare nel suo paese. Oggi è ospite della casa famiglia "Nonna
Carmela", gestita da un nipote di Ezio Campione, industriale della carta
degli anni cinquanta, che prese a cuore la sua vicenda. "
"Abbiamo ridato voce a un uomo che la burocrazia aveva dimenticato - ha detto il sindaco uscente e unico
ricandidato Adriano Ciancio - Il voto di Giovanni è la testimonianza dell'alto
senso civico della popolazione olevanese che è andata alle urne nonostante i
tentativi di limitatissima minoranza". La lista "Insieme per
continuare - Ciancio sindaco" è l'unica presente alle consultazioni: le
elezioni erano a rischio invaliditá se non avesse votato almeno la metá degli
aventi diritto. Ciancio però preferisce non sbilanciarsi: "La prima
soddisfazione l'abbiamo presa: gli olevanesi sono andati a votare - aggiunge -
Questa è una risposta seria a chi auspicava il contrario ed è il segno che
qualcosa è davvero cambiato nella politica locale". Ad Olevano ha votato
l'80,8% (ovvero 4508 cittadini). Per la riconferma a primo cittadino, la lista
di Adriano Ciancio dovrá ottenere 2254 voti; così, anche al consiglio comunale
saranno tutti eletti. Massimiliano Lanzotto.
( da "Gazzetta del Sud" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nucara:
"Berlusconi manterrà gli impegni". Valentino: "Finalmente i
comunisti sono rimasti fuori dal Parlamento". De Sena: "Al servizio
della Calabria" Versace: ora dimostriamo di meritare tanta fiducia Piero
Gaeta reggio calabria Francesco Nucara, in fondo in fondo, non è sorpreso dalle
dimensioni della vittoria del Pdl. Un successo travolgente del centrodestra,
lui se lo aspettava. "Ma non perché io abbia poteri divinatori precisa il
segretario nazionale del Pri piuttosto perché a me piace ancora fare politica a
piedi, in mezzo alla gente e tra la strade, invece che in televisione. E
girando per tutta l'Italia era palpabile il malcontento che si respirava, ecco
perché mi aspettava una vittoria straordinaria come questa che il centrodestra
ha ottenuto. Stasera voglio confermare che si rinsalda sempre di più il solido
rapporto tra il Pri e il Pdl e, inoltre, che io vigilerò affinché gli impegni
assunti dal Cavaliere nei confronti della nostra terra vengano mantenuti. Non
posso nascondere, però, che sono fiducioso perché Berlusconi ha dimostrato più
volte di essere un uomo di parola". L'on. Nucara non è stato neppure
sorpreso dal largo consenso che la città di Reggio ha dato al Pdl (il 53%) anzi
utilizza il dato dell'urna per rilanciare la sua sfida al governo-Loiero:
"Mi piace confermare che siamo già in campo per le prossime elezioni
regionali e dopo quarant'anni credo che sia venuta l'ora di vedere un reggino
al vertice della Regione". Santo Versace il cui cognome è conosciuto in
angolo del globo terrestre non vede l'ora di cimentarsi nei prossimi impegni da
deputato. "Dobbiamo dare un segnale importante ma soprattutto dobbiamo
dare tante risposte al Paese ed essenzialmente alla Calabria afferma . Con
questo risultato dell'urna abbiamo ricevuto un carico di responsabilità enorme
da parte della gente, che ha riposto in noi tanta fiducia e dobbiamo dimostrare
di esserne degni. La Calabria per uscire dal limbo ha bisogno del contributo di
tutti, senza distinzione di colori politici, per avviare un percorso virtuoso
di sviluppo che possa servire per risollevare le sorti di un territorio che ha
in sé tutte le caratteristiche per diventare un autentico paradiso in
terra". Nello schieramento di centrosinistra uscito sconfitto dall'urna
c'era l'ex prefetto Luigi De Sena. Anche lui siederà a Palazzo Madama e lo farà
con la ferma intenzione di servire la Calabria "soprattutto nel settore
della sicurezza, dove credo di avere accumulato molta esperienza e di poterla
mettere al servizio del Paese. Ovviamente resto fedele al programma del Pd che
mi ha candidato e, soprattutto, resto fedele alla città di Reggio".
Infatti, quasi a voler dare più forza alle proprie parole aggiunge: "Ho
anche preso casa a Reggio. Vivrò quest'esperienza parlamentare diviso tra Roma
e Reggio". Restando tra gli scranni di Palazzo Madama troviamo i modi
garbati di Giuseppe Valentino, da molti anni abituato a dividersi tra la
capitale e le rive dello Stretto. "Si tratta di un successo atteso e
previsto. Credo afferma l'ex sottosegretario alla Giustizia del governo
Berlusconi che sia stato premiato il nostro impegno di opposizione e sia stato
censurato pesantemente il governo Prodi". Prima di guardare ai prossimi
che l'attendono in Parlamento, il senatore Valentino esulta "perché spiega
si è finalmente conclusa una fase cupa del nostro Paese e, per la prima volta,
il comunismo è stato lasciato fuori dal Parlamento italiano". Il voto
della sua città lo esalta ma non lo sorprende: "Reggio dice è una città
che per tradizione ha sempre guardato con molto affetto al centrodestra, ecco
perché credo sia giusto parlare di un successo straordinario e
annunciato". Per la prima volta a Montecitorio farà il suo ingresso anche
la presidente della fondazione Bellisario, Lella Golfo. "Credo che si
possa parlare di un grande successo. Con noi continua Lella Golfo hanno vinto
tutti quei calabresi che hanno voglia di cambiare davvero il nostro Paese e la
nostra Calabria". Per tutta la campagna elettorale la fresca onorevole del
Pdl si è sempre soffermata in particolare sui giovani: "Sono il nostro
futuro. E noi dobbiamo lavorare per creare le condizioni affinché i più
meritevoli non debbano più abbandonare il nostro territorio. Il mio primo
impegno alla Camera sarà quello di riprendere il disegno di legge di Capezzone che
voleva realizzare l'apertura di un'impresa in una settimana. Credo davvero che si tratti di un ottimo disegno di legge che
dovremo votare per rendere sempre meno oppressiva la burocrazia, che spesso è uno dei mali di questa terra e mette i bastoni tra
le ruote dei giovani che vogliono farsi strada da soli".
( da "Alto Adige" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Oggi e giovedì tutte
le info su "Upload" IL CONCORSO BOLZANO. Manca poco al 20 aprile,
data ultima per partecipare a Upload, concorso musicale under 26 aperto a
solisti e/o giovani band (con o senza voce solista) pronti a presentare pezzi
propri (inediti) e cover, con una finestra speciale per le rimusicazioni di
film. Tra tutti i partecipanti che si iscriveranno al concorso, caricando sul
sito www.altoadige.it il file mp3 del brano con cui si vuole concorrere, il
comitato artistico selezionerà al massimo 20 finalisti, che il 16 maggio si
esibiranno sul grande palco, nel corso della tre giorni di musica che si
svolgerà dal 15 al 17 maggio a Bolzano, Bressanone e Merano. Nuovi appuntamenti
intanto nell'ambito di "Aspettando Upload", serie di incontri
formativi dedicati alla musica che accompagnano il conto alla rovescia al
concorso e al festival, all'insegna dell'approfondimento e della formazione di
tutti coloro che sono interessati ad entrare in contatto con il mondo e con il
sistema musicale: A Bolzano, l'appuntamento sarà oggi dalle ore 18.30 alle
19.30 presso l'Associazione giovanile l'Orizzonte. L'ultima
"pillola in-formativa", quella di giovedì 17 aprile offerta a tutti
gli interessati dall'Istituto Musicale A.Vivaldi, è dedicata alla ineludibile,
quanto ostica burocrazia
per il musicista. L'incontro che si terrà dalle 18 alle 21, sarà condotto da
Cristina Wysocki.
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Corrado Binacchi
"Il Pdl porta a Roma il modello Lombardia" Lucchini: per la sinistra
è una Caporetto completa, sapremo rilanciare il Paese La Concordati: pronti a
lanciare la sfida per il Comune di Mantova e per la Provincia Pronti a lanciare
la sfida alle forze del centrosinistra in vista dei prossimi appuntamenti
elettorali. A partire dal rinnovo dei vertici di Palazzo di Bagno. Il Popolo
della libertà incassa una vittoria che - sono parole del vicepresidente del
consiglio regionale Enzo Lucchini - esalta la forza del modello lombardo.
"Per la sinistra - attacca uno dei big di Forza Italia - è una vera
Caporetto". La vice, Stefania Concordati, sottolinea con orgoglio
l'affermazione, a livello provinciale, del Pdl. "Ci sono le condizioni per
strappare alla sinistra il Comune di Mantova e la Provincia". "Il
modello del buon governo lombardo funziona - spiega il vicepresidente del
consiglio regionale, ed ex coordinatore provinciale di Forza Italia Enzo
Lucchini - e gli elettori lo hanno capito premiando con convinzione anche a
Mantova e provincia la coalizione guidata da Silvio Berlusconi e Roberto
Formigoni. In un territorio tradizionalmente più ancorato e legato ai partiti
di sinistra come quello mantovano, la sinistra trova questa volta la sua
'Caporetto'. L'alleanza tra la Lega Nord e il Popolo della LIbertà vince
nettamente, il Popolo della Libertà è il primo partito. Ha vinto così il
partito di chi cerca il riscatto del Paese, di chi ha voglia di stabilità, ed è stanco di tasse alle stelle e di burocrazia. Il modello lombardo è pronto ora ad essere esportato a Roma,
medicina ideale per rilanciare e far crescere l'Italia intera". "E'
una giornata fantastica - commenta Stefania Concordati, vice coordinatrice
vicaria di Forza Italia - il governo nazionale è saldamente nelle mani del
Popolo della libertà, grazie alla scommessa pienamente vinta da Silvio
Berlusconi e nonostante i fuochi di artificio di Veltroni". La Concordati
parla di "un modello lombardo che funziona, con Pdl e Lega insieme vicini
al 57% e che ora viene esportato a Roma". E l'esito del voto a livello
locale? "Nell'Alto Mantovano il Pdl ha fatto il pieno come era ampiamente
previsto nei pronostici della vigilia - continua la vice coordinatrice vicaria
di Forza Italia - ma ci sono situazioni che registrano un cambiamento
importante anche in diversi Comuni storicamente più vicini al centrosinistra.
Ora bisogna proseguire il cammino intrapreso - conclude la vice coordinatrice
vicaria di Forza Italia - per cercare di strappare al centrosinistra il governo
della Provincia e del Comune capoluogo".
( da "Stampa, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Emma Marcegaglia
"Le imprese italiane hanno bisogno di ritrovare la fiducia"
[FIRMA]ROBERTO GIOVANNINI ROMA Un po' perché ci fida poco di exit poll e proiezioni,
un po' perché ben altre sono le gatte da pelare a livello internazionale, un
po' perché - forse - la vittoria elettorale di Berlusconi veniva considerata
come scontata. Fatto sta che ieri Piazza Affari sembra aver accolto con
relativo distacco le notizie sui risultati elettorali: l'indice Mibtel ha
ceduto l'1,06 (
( da "Secolo XIX, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Marcegaglia:
"Serveun segnale immediato" La Borsa premia i titoli Mediaset e
Mediolanum. Vola anche Impregilo ' 15/04/2008 le richiestedelle impreseÈ necessario
riformare l'Irap e detassare gli straordinari. La burocrazia costa 14
miliardi emma marcegagliapresidente Confindustria 15/04/2008.
( da "Italia Oggi" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Economia e Politica Numero 090, pag. 10 del
15/4/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF Le richieste
del prossimo presidente di Confindustria al nuovo governo Le priorità di
Marcegaglia Le imprese italiane hanno bisogno di segnali Le imprese italiane
hanno bisogno "immediatamente di segnali che restituiscano loro la
fiducia" come la detassazione delle ore di straordinario, o la riforma
dell'Irap, ma anche politiche di medio termine per favorire ricerca e
innovazione, e per creare un sistema di istruzione e formazione in grado di
investire meglio sul capitale umano. Questa la priorità secondo il prossimo
presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, intervistata dal quotidiano
francese Les Echos. "Certe proposte elettorali come la detassazione degli
straordinari o dei premi", ha spiegato l'imprenditrice rivolgendo un
appello al futuro governo, "sono importanti. Sarebbe ugualmente urgente
riformare l'Irap". Ma tra i punti deboli del sistema paese che frenano la
competitività italiana, il futuro numero uno degli industriali include anche
"il sistema di istruzione che non funziona bene", come dimostrano i dati dell'Ocse, e la burocrazia, tanto "costosa e inefficace" da rappresentare un
costo supplementare di 14 miliardi di euro l'anno per le pmi, pari un punto di
pil". Molte cose, per la Marcegaglia, "sono inutili e non fanno che
allungare i tempi necessari a prendere una decisioni. Una burocrazia che disincentiva gli investimenti internazionali
e che assieme alla mancanza di concorrenza sui servizi pubblici locali, i costi
energetici più elevati d'Europa rappresenta una vero mostro per l'economia del
paese". E, ancora, bisogna rendere più concorrenziali i servizi pubblici
locali che, insieme all'energia troppo costosa, rappresentano "un enorme
Moloch". A preoccupare l'imprenditrice è la crescita: pur ritenendo
eccessivamente pessimistiche le previsioni di crescita dell'Fmi per l'Italia,
"che sia 0,3 o 0,7%, la crescita italiana è più debole rispetto a quella
degli altri paesi europei per una serie di ragioni, a cominciare dal Sud che è
arretrato e che dobbiamo rimettere al centro delle nostre preoccupazioni. Ma
c'è anche il debito pubblico al 105% del pil che comporta il pagamento di 30
miliardi di euro di interessi in più rispetto agli altri partner europei".
Non da ultimo, poi, pesa il sistema di negoziazione dei salari troppo
centralizzato. Quanto alla politica monetaria della Bce, la Marcegaglia
sottolinea come "finora la Bce ha fatto bene a mantenere la guardia alta
contro l'inflazione ma sarebbe forse bene, ora, abbassare i tassi di
interesse". Su un altro tema, quello dei salari, la Marcegaglia è invece
in linea con le tesi sostenute dalla Bce: serve più flessibilità e la
possibilità di differenziazioni su base regionale, chiede, perché in Italia il
sistema di contrattazioni salariali è eccessivamente centralizzato.
( da "Italia Oggi" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Professioni Numero 090, pag. 45 del 15/4/2008
Autore: di Mario Valdo Visualizza la pagina in PDF Appuntamenti
Commercialisti/1 La prevenzione della crisi d'impresa come strumento sociale.
Questo il tema del quarto forum della Scuola di alta formazione dell'ordine dei
dottori commercialisti e degli esperti contabili di Milano, che si terrà il
prossimo 16 aprile presso il Tribunale di Milano. Questi i temi che saranno
toccati nel corso del convegno: il possibile snellimento delle procedure
relative agli ammortizzatori sociali e le modalità di pagamento dei creditori
privilegiati, nonché l'individuazione delle sacche di
inefficienza e degli eccessi di burocrazia. Commercialisti/2 "Sviluppo economico territoriale,
innovazione e internazionalizzazione. Il contributo dei commercialisti".
Questo il titolo del convegno che si terrà ad Assisi venerdì 18 aprile, presso
la Domus Pacis Assisi, organizzato dall'ordine dei dottori commercialisti e
degli esperti contabili di Perugia, con il patrocinio del Consiglio
nazionale della categoria. I lavori, che si apriranno alle 9.30 e termineranno
alle 13.30.
( da "Arena, L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
LE PARTI SOCIALI.
Cgil tace. Polverini (Ugl): premiata la governabilità Confindustria chiede
segnali per le imprese ROMA Le aziende italiane "hanno bisogno di segnali
immediati per ritrovare la fiducia": a dirlo, la presidentessa designata
della Confindustria Emma Marcegaglia, che invita anche la Banca centrale
europea ad abbassare i tassi di interesse. "Alcune proposte elettorali,
come la defiscalizzazione degli straordinari, sono importanti", dice.
Quando parla, le urne sono ancora aperte, e i risultati del voto ancora
formalmente sconosciuti. A medio termine, la Marcegaglia vorrebbe che il
prossimo governo investisse di più "nel capitale umano, rivedendo il
sistema educativo per potenziare ricerca e innovazione", riformasse la burocrazia, che "costa alle piccole e medie imprese", sostiene,
"14 miliardi di euro, cioè un punto di prodotto interno lordo",
liberalizzasse i servizi e organizzasse un sistema di trattative salariali meno
centralizzate. Per i segretari di Cisl, Uil e Ugl, il governo dovrà partire,
nei suoi rapporti col sindacato, da salari, pensioni e prezzi. Per il
parere della Cgil sono si dovrà attendere le valutazioni della riunione di
segreteria che si terrà oggi. "C'è una richiesta forte di stabilità e
governabilità", dice il numero uno della Cisl Raffaele Bonanni. Il
segretario generale del sindacato di via Po sottolinea inoltre che "la maggioranza
uscita dalle urne dovrà subito dare segnali chiari sul fronte di una nuova
politica economica e sociale, delle indispensabili infrastrutture, del sostegno
alle famiglie più deboli". Per il segretario Uil Angeletti, "una
politica per la crescita dell'economia deve partire da un aumento delle
retribuzioni in termini reali e della produttività". La prima richiesta
della Uil al nuovo governo sarà la "stessa che abbiamo chiesto inutilmente
al governo Prodi: ridurre le tasse sul lavoro dipendente e aumentare le
pensioni". Per la segretaria dell'Ugl Renata Polverini, "si profila
quella condizione di governabilità di cui il Paese ha bisogno. Le emergenze cui
far fronte sono tante, a partire dall'adeguamento di salari e pensioni, il
carovita, le tasse, la precarietà. Temi su cui non mancherà la disponibilità
del sindacato al confronto per trovare soluzioni attese da lavoratori,
pensionati e famiglie".
( da "Arena, L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CHI VA A ROMA. Il
commento all'esito della consultazione da parte dei candidati che hanno
conquistato un posto in Parlamento. Partono per la capitale 14 veronesi
"Dopo la semina ecco il raccolto" CINZIA BONFRISCO "Dopo anni di
semina, è arrivato il momento di un un buon raccolto". Così il capolista
della Lega Nord in Veneto al Senato Federico Bricolo, eletto, deputato uscente,
commenta il botto leghista: "I segnali positivi c'erano, ma il nostro è un
grande risultato. Anche in Regione Veneto il nostro peso aumenta, ma questo era
innanzitutto un voto politico e ora serve responsabilità. Alla Regione
penseremo dopo". Aldo Brancher, di Forza Italia, confermato deputato nel
Pdl, è sempre stato l'uomo-cerniera del rapporto fra Berlusconi e Bossi.
"Nel Veronese e nel Veneto i dati non possono che far piacere nell'insieme
e mi congratulo per il successo della Lega. L'auspicio è che, dopo quello che
era avvenuto con l'elezione di Tosi, e cioè la perdita per Forza Italia di
10-11 punti, noi dimostriamo l'umiltà di capire che cosa vogliono i nostri
elettori". Matteo Bragantini, eletto alla Camera dopo aver sfiorato
l'elezione due anni fa, spiega: "Abbiamo avuto un risultato stratosferico
e sono contento non solo perché sono stato eletto io parlamentare, ma anche
perché avremo una bella squadra di deputati e senatori con cui portare avanti
il nostro cambiamento. Ora, però, alla luce del risultato nel Nord, la Lega
chiede la presidenza di tre Regioni". Centra il traguardo alla Camera,
dopo averlo sfiorato nel 2006, anche Alessandro Montagnoli, della Lega Nord,
dal 2004 sindaco di Oppeano, Comune amministrato da 13 anni da un monocolore
leghista: "Viene così premiato", commenta, "il risultato della
Lega nella Bassa veronese, che potrà così essere rappresentata in
Parlamento". IL BOOM. Antonio Borghesi, dell'Italia dei valori, confermato
deputato, è entusiasta: "Per noi è un risultato straordinario perché
abbiamo raddoppiato i parlamentari e senza premio di maggioranza. Ora, però c'è
un grande limite che chi governa dovrà affrontare e cioè la la Lega, vincitrice
assoluta. Aspetto di capire cosa succederà quando Berlusconi vorrà fare il
ponte di Messina, osteggiato dalla Lega, o dare più denaro alla Sicilia, come
ha detto a Lombardo. Noi faremo opposizione costruttiva e seria, anzitutto
sulla legalità". Guarda avanti Maria Pia Garavaglia, ex vicesindaco di
Roma con Veltroni sindaco, eletta al Senato per il Pd: "È accaduto un
fatto istituzionale importante perché la scelta di Veltroni ha semplificato il
quadro: oggi in Parlamento abbiamo sei partiti e non più 52. La Lega ha fatto
bene in provincia di Verona e in Veneto, ma il primo partito a Verona è il Pd.
Servirà un grande lavoro nel segno del dialogo, anzitutto sul
federalismo". L'OBIETTIVO. Cinzia Bonfrisco, di Forza Italia, confermata
senatrice nel Pdl: "Il risultato è uno stimolo vista la fiducia
assegnataci dagli. Lavoreremo per le famiglie e le imprese, per avere meno tasse,
meno burocrazia e per affrontare la crisi economica. Al Pdl serve ora una
riflessione interna per capire cosa è venuto meno nell'elettorato e come
migliorare il nostro progetto moderato". Torna in Parlamento Francesca
Martini, della Lega, assessore regionale alla sanità, potenziale ministro, come
ha annunciato Bossi parlando di lei: "Straordinaria
soddisfazione", spiega la deputata. "In questa campagna elettorale
Bossi si è spostato molto sul territorio spiegando il nostro programma di
rinnovamento del Paese. Se ho già parlato con lui di incarichi di governo? No,
la cosa importante è questa grande vittoria della Lega. Lavoreremo per
federalismo fiscale e riforme". Debutta alla Camera Gianni Dal Moro, del
Pd: "Anche in Veneto si conferma un bipartitismo che si sta affermando,
anche se l'Udc tiene. Bene il Pd a Verona, ora si parte per un recupero. Io
spero di portare un contributo alla nostra città e provincia. Il Pd a Verona ha
5 parlamentari ed è il gruppo più consistente, cercheremo di farlo
pesare". Giampaolo Fogliardi, deputato uscente dell'Ulivo, rieletto nel
Pd: "Siamo i primi in città, anche se speravamo che gli altri facessero
meno. È uno sprone per lavorare e proseguire sulla nostra strada. Noi però
abbiamo il mezzo definito, cioè il Pd, ora però è il centrodestra che dovrà
governare e dare risposte. Non si pone il problema di un inciucio: tocca al Pdl
e Lega". Confermato anche Federico Testa, del Pd: "Siamo andati bene
e speriamo che questa sia la base da cui partire per affrontare problematiche
che allo stato attuale altri sono più in grado di raccogliere e che ci siano le
condizioni per le necessarie intese per il bene del Paese e di Verona".
GIOIE E DOLORI. Alberto Giorgetti, coordinatore regionale di An e confermato
deputato per il Pdl (è in Parlamento dal 1996) esprime "grande
soddisfazione per il risultato della coalizione, che in Veneto è tra i più alti
d'Italia, ma come Pdl ci aspettavamo qualche consenso in più. È stato forse
premiato un voto di protesta nei confronti di un quadro nazionale che in questi
anni ha dato poco al Veneto, premiando così la Lega. Questo ci deve servire
come Pdl per lavorare al meglio e dare le giuste risposte che il territorio si
attende". Federica Mogherini, romana, ma eletta in Veneto alla Camera per
il Pd, è moglie del veronese Matteo Rebesani, nello staff di Veltroni sindaco
di Roma: "Non nego un po' di delusione", spiega, "ma il
risultato per il Pd è positivo. L'italia ha scelto fra un'opzione progressista
e una conservatrice, che ha vinto. Io mi impegno ad essere nella circoscrizione
Veneto 1, quindi anche nel Veronese, due fine settimana al mese". Ettore
Riello, veronese, eletto nel collegio Veneto 2 alla Camera, per il Pdl:
"Si conferma", osserva, "una scelta di bipolarismo il che fa
pensare che gli italiani vogliono un governo che possa governare. Sarebbe
sbagliato che il Pdl perdesse questa grande opportunità".E.G.
( da "Tirreno, Il" del 15-04-2008)
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Prima Pagina SENZA
FALCE Né MARTELLO La terza volta di Berlusconi mostra i contorni del trionfo.
La prima volta di Veltroni quelli della sconfitta ben temperata. Punto e a
capo. E dunque onore delle armi a Walter e auguri a Silvio (e a noi)... Ma
stavolta non basta dire chi ha vinto e chi ha perso. Perché stavolta, salvo
sorprese, il voto cancella la Sinistra dal Parlamento. La polemica sulle
responsabilità è già cominciata: colpa di Veltroni che ha scelto di correre da
solo? Di Bertinotti che s'è seduto sullo scranno più alto di Montecitorio? Di
Mussi che s'è messo in ditta con Pecoraro Scanio? O non sarà che alligna a
sinistra un'incoercibile vocazione minoritaria che preferisce la libertà
dell'opposizione alla responsabilità del governo? Se ne discuterà, ma intanto
la scomparsa della falce e martello ci consegna un'Italia divisa in tre. Al
centro, per esempio, dalla Toscana dov'è sbocciato l'Ulivo, all'Emilia al
Lazio, l'operazione Pd è riuscita, il risultato è stato buono e parte del voto
dell'estrema sinistra si è spostato su Veltroni e, soprattutto, su Di Pietro. E
oggi "la Toscana è per il Pd ciò che la Lombardia è per il Pdl",
commenta un po' per celia un po' sul serio Andrea Manciulli. Al nord e al sud,
invece, il Pd non sfonda. Da Genova a Torino al Veneto è esplosa la Lega, nelle
piccole roccaforti della Padania come nelle grandi città ex operaie. Numeri
alla mano, è chiaro che a Bossi è andata anche una parte consistente del voto
di sinistra, protestatario o no. A queste realtà sociali e politiche nuove, per
le quali pesano giustizia, burocrazia e immigrazione, e per le quali ha fatto più danni il caso
Alitalia che la crisi economica, il Pd non ha saputo o non ha potuto
trasmettere il suo messaggio. Da Napoli in giù, invece, come tante altre volte
nella storia, protesta, sfiducia, delusione - stavolta grazie a bufale e
monnezza - hanno assunto il sapore della "jacquerie" anti
romana. Il singolare abbraccio tra la Lega e il finto autonomismo di Lombardo
hanno fatto il resto. Per un partito che voglia imporre il suo riformismo in
tutto il Paese questo è il problema. E da qui deve ricominciare a lavorare.
(b.m.).
( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-04-2008)
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La donna è deceduta
in seguito a un ictus, il terzo in questi 13 anni Era in attesa del
risarcimento statale Unabomber, autopsia sulla prima vittima Chiarirà se è
morta in seguito alle lesioni causate da un ordigno del bombarolo COLPO DI
SCENA A PORDENONE Sospesa dopo i funerali la sepoltura di Anna Pignat, 83 anni,
rimasta ferita nel settembre 1995 Un nipote: "Mia zia è morta quando le
scoppiò in mano quel tubo. Da allora ha sempre sofferto" PORDENONE.
Sepoltura rinviata. Qualche ora prima del funerale - troppo tardi per annullare
la cerimonia - il procuratore della Repubblica di Pordenone, Luigi Delpino, ha
deciso di eseguire l'autopsia sul corpo di Anna Pignat, la prima vittima di
Unabomber. Un colpo di scena e una svolta nella strategia degli inquirenti: se
la morte fosse attribuibile alle lesioni causate dall'esplosione del tubo bomba
nel settembre di 13 anni fa, il bombarolo dovrebbe rispondere di omicidio. La
bara, coperta con un cuscino di orchidee, gigli e rose bianche, è uscita dalla
chiesa dopo una cerimonia breve e accorata. Ma gli intervenuti, tra cui la
cognata e i nipoti della vedova, nonché conoscenti e persone che si sono
occupate di lei negli ultimi anni, sono stati presi da stupore quando don
Genesio, prima dell'ultimo saluto, ha comunicato il fuori programma. "La
salma di Anna - ha spiegato il parroco di Torre - non sarà sepolta subito ma
tornerà in ospedale per l'autopsia". La Procura, poco prima della
cerimonia, già fissata da venerdì, ha deciso di predisporre l'autopsia sul
corpo della signora tra lo stupore dei parenti e dell'amministratrice di
sostegno della signora Pignat. A quel punto era tardi per rinviare la
cerimonia, per cui si è deciso semplicemente di rimandare la sepoltura. Dopo il
funerale, quindi, la salma è stata riportata all'obitorio, presso l'ospedale
civile. L'obiettivo della magistratura è verificare se l'ictus (il terzo negli
ultimi anni) che ha colpito a morte Anna Pignat, sia riconducibile alle
sofferenze e alle lesioni generate dallo scoppio del tubo confezionato da
Unabomber ed esploso tra le mani di Anna Pignat il 30 settembre del 1995. Un
tentativo non solo di dare giustizia a tutte le persone che sono state ferite,
alcune gravemente, dagli ordigni costruiti da Unabomber, ma anche di
individuare un capo di imputazione più pesante per il dinamitardo. Un capo di
imputazione che potrebbe essere utile qualora si riesca finalmente a dare un
volto all'anonimo. L'uomo per molti mesi al centro delle indagini su Unabomber
- Elvo Zornitta - e oggi destinato a essere prosciolto dopo molte tribolazioni,
si è visto accusare di lesioni personali aggravate da finalità di terrorismo e
detenzione e fabbricazione di ordigni esplosivi per finalità di terrorismo. Il
vero Unabomber, potrebbe invece rischiare di essere incriminato anche per
omicidio colposo. "Mia zia è morta 13 anni fa, quando le scoppiò in mano
quel tubo. Da allora ha avuto sofferenze tremende e mai un po' di giustizia".
Giancarlo Gentilini è il nipote di Anna Pignat. C'era anche lui ieri tra i
parenti più prossimi della signora, spentasi a 83 anni, in chiesa. "In
questi anni mi ero dato da fare per compilare le carte e cercare di farle avere
l'accompagnatoria oltre che un risarcimento. Purtroppo le cose non sono andate
come dovevano. Dall'espolosione del tubo - racconta il nipote - mia zia non è
più stata la stessa". E pensare che le pratiche per ottenere il
risarcimento previsto dallo Stato erano state completate. "Un mese e mezzo
fa - racconta Paola Costantini, amministratrice di sostegno di Anna (e prima
della figlia Gabriella), nonché presidente dell'associazione Giulia - avevo
inviato al ministero le ultime carte richieste. Stavamo
aspettando la quantificazione del risarcimento che, a oggi, ancora non si
conosce. Doveva essere questione di settimane, ormai la parte burocratica era
stata completata. E invece Anna Pignat non ce l'ha fatta a sopravvivere alla burocrazia. Martina Milia.
( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)
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Commozione
Impegno difficile Nuova Bicamerale C'è tanto da lavorare, prometto di non
andare a letto una sera senza aver realizzato qualcosa di positivo Sono
commosso per il risultato che si profila e mando un abbraccio affettuoso agli
italiani, con tutto il cuore Ripartire dal lavoro della Bicamerale del '94.
Prime riforme giustizia, scuola, sanità e burocrazia.
( da "Nuova Sardegna, La" del 15-04-2008)
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Fatto del giorno MILANO.
La festa comincia alle tre in punto, quando radio e tivù danno ... GIGI FURINI
MILANO. La festa comincia alle tre in punto, quando radio e tivù danno le prime
proiezioni. La Lega raddoppia i suoi voti, poco ci manca. Ottiene un risultato
straordinario, soprattutto in Lombardia e Veneto. E così si raddoppia anche il
numero dei parlamentari. In via Bellerio, quartier generale del partito,
Umberto Bossi arriva nel primo pomeriggio ma si concede ai giornalisti solo in
serata, quando i dati sono più chiari e la vittoria appare più netta. A notte
il senatùr scappa ad Arcore a festeggiare la vittoria con Berlusconi. "Ci
hanno votato i lavoratori. Siamo noi il nuovo partito di chi lavora". Sono
le prime parole del Senatùr davanti ai microfoni. E nessuno riesce a dargli
torto. Un successo così forte può venire solo se il partito è davvero impegnato
in mezzo alla gente. E' quanto dicono a Radio Padania, collegata dal primo
pomeriggio con tutte le sezioni del Carroccio, con i sindaci e gli
amministratori. Bossi non dice molte parole, la sua salute non gli consente più
i lunghi e impetuosi comizi di un tempo. Però il leader e fondatore del
Carroccio è lucidissimo. Parla di Veltroni. "Era evidente che perdeva, non
è bastato il pullman pitturato di verde". Quindi, sollecitato dai
cronisti, la domanda che terrà banco in Parlamento nei prossimi cinque anni.
Davvero la Lega sarà sempre fedele a Berlusconi? Davvero non alzerà il prezzo e
resterà incollata al Popolo delle libertà e ai voleri dei Cavaliere?
"Berlusconi è un amico - dice - e noi abbiamo sempre mantenuto la parola,
lui non sarà mai ostaggio. Noi non conosciamo questa parola". "Noi -
ripete - teniamo fede ai patti. Abbiamo fatto un programma con Berlusconi e a
quello ci atterremo". Tutto qui? No. "Il Nord vuole il federalismo, i
nostri sindaci, i nostri amministratori, devono sempre andare a Roma a chiedere
soldi. Non è giusto, questa storia deve finire. Intanto ci batteremo da subito
per avere il federalismo fiscale". Nessuno ha voglia di approfondire. "La
gente - riprende Bossi - ha voglia di riforme e di federalismo. Non ne può più della burocrazia romana. La gente vuole un Paese diverso, che funzioni meglio,
vuole un Paese più democratico e federalista". Si parla anche di Alitalia
e di Malpensa. Bossi non traccia strategie, ma parla di Malpensa.
"L'aeroporto - dice - si trova al centro di un'area molto appetita.
Se non ci sarà Alitalia arriveranno altri vettori. E comunque, finora, Alitalia
è stata in piedi con i soldi che venivano da Milano. Adesso Malpensa torna in
gioco, vedremo nei prossimi giorni". Adesso il gran capo ha voglia di fare
due conti. Vede, sui monitor, che il Pdl arriva alla Camera al 35,6%. meno di
quanto hanno preso nel 2006 Forza Italia e Alleanza Nazionale che erano alleate
ma correvano divise. E allora spiega che "la Lega ha fatto la differenza
tra Pd e Pdl". Arriva anche un altro dato: il Carroccio a Montecitorio
avrà 47 deputati. Per questo vuole festeggiare, imbraccia una spada di legno e
battezza a mo' di cavalieri alcuni presenti, primi fra tutti gli organizzatori
della campagna elettorale. Invece, quando arriva il dato del Senato, si alzano
i calici per un piccolo brindisi: la Lega passa dal 4,4% all'8,2%, quasi il
doppio. Più in particolare, la Lega ottiene il 17% nel collegio Lombardia 1
(Milano e provincia), il 19,3% nella fascia sud della Regione (Pavia, Lodi,
Cremona, Mantova) e addirittura il 28,3% nel collegio Lombardia 2 (Varese,
Como, Lecco, Bergamo, Brescia). Un dato che si potrebbe riassumere nel 21,8%
ottenuto al Senato in Lombardia (collegio unico). I dati in arrivo dal Veneto
fanno scattare un applauso: 26,8%, appena una manciata di voti meno del Pdl.
( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)
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Pagina XI - Torino
Venerdì al Lingotto Una lezione di Greenspan per l'addio di Montezemolo Ci sarà
anche Alain Greenspan venerdì all'Auditorium Giovanni Angelli per il convegno
d'addio di Luca Montezemolo quale presidente di Confindustria. L'ex numero uno
della Federal Reserve e oggi presidente del consiglio dei governatori della
banca centrale americana, parlerà di "Scenari globali" nell'ambito
del simposio "Cambiare per crescere". Ma non sarà l'unica star della
giornata: sono attesi a Torino anche José Manuel Barroso, presidente della
commissione europea, Josè Maria Aznar, ex premier spagnolo, Claus Frederiksen,
ministro del lavoro danese. A rappresentare il mondo imprenditoriale italiano,
oltre a Montezemolo, ci saranno tra gli altri Sergio Marchionne, ad di Fiat e
Corrado Passera, numero due di Intesa Sanpaolo. Il convegno si aprirà alle 14
con i saluti di Chiamparino e di Alberto Tazzetti, presidente dell'Unione
industriale di Torino. Poi toccherà ad Andrea Pininfarina, vicepresidente,
introdurre il tema conduttore della giornata. Seguirà la tavola rotonda con
Passera, Marchionne e il ministro danese. Quindi Luca Paolazzi, direttore del
Centro Studi di Confindustria, interverrà su "Le Pmi diventano grandi:
analisi su campione Mediobanca". Poi gli esempi di due piccole imprese
diventate famose: Angelatoni industrie e Carpigiani group. Quindi, alle 16,45,
sarà la volta di Greenspan. Al numero uno di Bruxelles le conclusioni. "Flessibilità del lavoro con sicurezza sociale, certezza del
diritto e infrastrutture moderne, meno tasse e più concorrenza, innovazione
ecapitale umano adatti alla nuova frontiera della conoscenza, poca burocrazia e molta sicurezza del
territorio. In tre parole: cambiare per crescere": viale dell'Astronomia
spiega così il tema del convegno.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-04-2008)
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Pordenone Il nipote:
"Aveva diritto a quel risarcimento" LA TESTIMONIANZA "Mia zia è
morta 13 anni fa, quando le scoppiò in mano quel tubo. Da allora ha avuto
sofferenze tremende e mai un po' di giustizia". Giancarlo Gentilini è il
nipote di Anna Pignat. C'era anche lui ieri tra i parenti più prossimi della
signora, spentasi a 83 anni, in chiesa. "In questi anni mi ero dato da
fare per compilare le carte e cercare di farle avere l'accompagnatoria oltre
che un risarcimento. Purtroppo le cose non sono andate come dovevano.
Dall'espolosione del tubo - racconta il nipote - mia zia non è più stata la
stessa". E pensare che le pratiche per ottenere il risarcimento previsto
dallo Stato erano state completate. "Un mese e mezzo fa - racconta Paola
Costantini, amministratrice di sostegno di Anna (e prima della figlia
Gabriella), nonché presidente dell'associazione Giulia - avevo inviato al
ministero le ultime carte richieste. Stavamo aspettando la quantificazione del
risarcimento che, a oggi, ancora non si conosce. Doveva essere questione di
settimane, ormai la parte burocratica era stata completata. E invece Anna Pignat non ce l'ha fatta a sopravvivere alla burocrazia. Come se non bastasse
potrebbe esserci un'ultima beffa. Non avendo più Anna eredi diretti - la figlia
Gabriella è venuta a mancare il 10 dicembre 2006 - lo Stato potrebbe archiviare
la sua pratica e non concedere alcun risarcimento. La questione è ancora
in sospeso, la Prefettura sta cercando di vederci chiaro, ma l'incombenza delle
elezioni rallenta anche questo tipo di verifiche. Anna Pignat aveva combattuto
anni per farsi riconoscere una pensione di invalidità. "Ne avrebbe avuto
diritto, viste le condizioni in cui era - conferma Costantini - e in alcuni
momenti ne avrebbe avuto anche bisogno". Invece, dopo 13 anni di
sofferenze, non le è stata garantita nemmeno questa forma - seppur parziale -
di giustizia. (m.m.).
( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-04-2008)
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Dalle 14 lo spoglio
per l'elezione del governatore. No comment dei due candidati. Il presidente
sarà a Bruxelles, il deputato col suo staff a Udine Antonione e Saro: con
questi dati è possibile il sorpasso Stamane l'exit poll E il centro-sinistra
punta su voto disgiunto Oggi la Regione, c'è attesa per la sfida Illy-Tondo La
Cdl ora spera nel voto politico, Intesa democratica confida nell'effetto Illy
come fu nel 2003 UDINE. Cresce l'attesa per l'esito della sfida fra Riccardo
Illy e Renzo Tondo per la guida della Regione dopo la vittoria netta del
centro-destra alle politiche nel collegio del Friuli Venezia Giulia. Lo stacco
di 13 punti fra l'alleanza Pdl-Lega e quella Pdl-Idv, sommata all'Udc da una
parte e al crollo della Sinistra arcobaleno dall'altra riaprono, almeno sulla
carta, la sfida fra il governatore uscente e il deputato carnico. Illy ha
puntato tutto sulla scelta della persona. Tondo ha tentato la politicizzazione.
E la domanda che ieri circolava negli ambienti politici di centro-destra e
centro-sinistra era una soltanto: basterà l'effetto Illy per invertire un trend
politico che vede uno stacco potenziali di oltre 15 punti fra le due coalizioni?
Oppure prevarrà il dato nazionale e gli elettori di Berlusconi ribalteranno i
pronostici della vigilia? Lo spoglio per le regionali comincerà questo
pomeriggio alle 14 e, sebbene oggi tutti abbiano sottolineato la differenza fra
il voto politico e quello regionale, la risposta che si attende dalle urne è
sulla capacità dell'industriale del caffè di trascinare alla vittoria il
Centrosinistra in una regione che, 24 ore prima, si è confermata, ancora una
volta, di Centrodestra. A politiche e regionali i partiti si sono presentati
con schieramenti profondamente diversi. Intorno a sè, Riccardo Illy ha riunito
le forze della coalizione di Intesa Democratica, che lo hanno sostenuto nella
legislatura che sta per concludersi: dal Pd (che al suo esordio, in regione, ha
sfondato la soglia del 33%, sia al Senato, sia alla Camera), a Di Pietro (in
crescita di uno-due punti rispetto alle politiche 2006), alla civica dei
Cittadini per il Presidente (assente alle politiche), fino alla Sinistra
Arcobaleno, che è invece rimasta fuori dal Pd a livello nazionale e che in
Friuli Venezia Giulia perde uno-due punti e, quasi sicuramente, il
rappresentante al Senato. Situazione analoga anche nell'altro schieramento, con
l'Udc fuori dal Pdl a livello nazionale ma schierato in regione a sostegno di
Renzo Tondo. Sia alla Camera, sia al Senato, in Friuli Venezia Giulia il
partito di Casini appare in discesa di uno-due punti, ma il suo arretramento si
accompagna al balzo in avanti della Lega (in crescita di 3-4 punti, sia alla Camera,
sia al Senato) e - secondo dati ancora parziali - alla sostanziale tenuta del
Pdl, rispetto ai voti raccolti da Forza Italia e An nel 2006. E se per stamane
si annunciano i primi exit poll per le regionali, fino a ieri notte nessuno
azzardava pronostici. Anche se a centro-destra l'esito delle politiche è stato
un'iniezione di fiducia per i big: "Un risultato eccellente che ci
permette di essere moderatamente ottimisti per il voto regionale. Renzo Tondo
potrebbe essere nuovo presidente della regione", dice il parlamentare del
Pdl Roberto Antonione, neoeletto alla Camera. "Dodici punti percentuale in
più senza contare l'Udc e con il crollo dall'altra parte della Sinistra
arcobaleno - ha aggiunto Antonione - è veramente un risultato che nessuno poteva
prevedere. Per questo siamo ottimisti per domani, anche se moderatamente".
Ottimista anche il sindaco di Gorizia, Ettore Romoli: "Se la politica del
voto disgiunto e del voto personale gli è riuscita, avremo un risultato
clamoroso e diverso - dice - ma se non gli è riuscita, invece questa politica,
allora avremo un risultato semplice: la vittoria del centro-destra anche alle
regionali e la presidenza di Renzo Tondo". Con il senatore Ferruccio Saro,
rieletto a palazzo Madama, che affida l'esito alla politicizzazione del voto:
"Il voto disgiunto sarà poco e fisiologicamente insignificante - dice -.
Se come nelle altre regioni il voto al solo presidente scenderà attorno al 5
per cento, Tondo ce la può fare perché significherebbe che è passata la
politicizzazione delle elezioni regionali - dice Saro -. La scorsa volta, nel
2003, invece, fu ben il 30% a votare il solo candidato presidente. Si trattava
di un'anomalia. Nessun commento da parte del presidente Illy, che oggi sarà a
Bruxelles proprio durante lo spoglio delle schede delle Regionali, che inizierà
domani alle 14. Illy si recherà infatti domani nella
capitale belga per una riunione dell'High Level Group, il gruppo di 15 esperti
di cui fa parte, incaricato di coadiuvare la Commissione Europea nella
definizione di interventi per lo snellimento della burocrazia comunitaria.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-04-2008)
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Pegorer: un voto
importante, ma non è bastato a superare il Pdl che già nel 2003 era maggioranza
"Un test difficile, ma il Nord-Est ha capito" Il segretario del Pd
Zvech difende il risultato. Pertoldi: "Progetto di lungo periodo".
Illy tace Il deputato Strizzolo: "Si apre una fase non rosea per
l'Italia" di PAOLO MOSANGHINI UDINE. Non usano toni trionfalistici,
sottolineano che il risultato è importante e che questo, tutto sommato, è
soltanto il primo test del Partito democratico. A Centrosinistra non è facile
digerire la sconfitta subita alle Politiche. È un risultato che brucia e si
teme per quanto potrà uscire oggi dalle urne delle elezioni regionali e
amministrative. Riccardo Illy non parla. Per lui oggi sarà una giornata di
lavoro. Il presidente uscente della Regione Friuli Venezia Giulia e candidato
del Centrosinistra sarà a Bruxelles per una riunione dell'High Level Group, il
gruppo di 15 esperti di cui fa parte, incaricato di coadiuvare la Commissione
Europea nella definizione di interventi per lo snellimento
della burocrazia
comunitaria. Illy rientrerà da Bruxelles domani sera tardi. I commenti li fanno
altri esponenti del Centrosinistra. Per il senatore Pd Carlo Pegorer
(confermato) è "un risultato oltremodo importante, anche se non sufficiente
per battere il Centrodestra che in Friuli Venezia Giulia si era confermato
maggioranza anche nel 2006". Pegorer non si sbilancia sull'effetto
delle Politiche sulle Regionali. "Le valutazioni si fanno sempre dopo
l'apertura delle urne - ha commentato - ma sono fiducioso. La coalizione di
Centrosinistra ha lavorato bene. Sono convinto che l'elettorato ci
premierà". Il sottosegretario Ettore Rosato (eletto alla Camera) è
fiducioso sul risultato delle Regionali in Friuli Venezia Giulia. Si dice "convinto
che il responso sarà diverso rispetto ai dati nazionali. L'Illy che conosco io
non si preoccupa. Illy ha fatto il suo lavoro con cinque anni di buongoverno e
io sono convinto che l'elettorato lo premierà". Sono "ottimista - ha
detto - sul risultato della Regione Friuli Venezia Giulia anche perchè Illy ha
sempre dimostrato di saper andare oltre i partiti e di governare bene
nell'interesse dei cittadini di Centrodestra e Centrosinistra". E sulle
Politiche Rosato ha commentato: "Ci sarà semplicemente una semplificazione
del quadro politico. Il Pd del resto ha fatto una scelta molto precisa insieme
agli alleati di Italia dei valori, cioè di fare un unico gruppo parlamentare e
credo che questo sia un dato che comunque aiuterà la politica del nostro
Paese". "C'è un preoccupante rafforzamento della Lega - ha aggiunto -
che rappresenta il quid in più che consente a Berlusconi di avere questo forte
vantaggio". Poi ha aggiunto che c'è una "polarizzazione del voto. Il
Pd ha fatto grande risultato anche se non è stato sufficiente per vincere le
elezioni". "C'è stato un impegno forte di Veltroni e del partito. La
gente - secondo Rosato - ha capito il messaggio, poi il distacco elettorale era
troppo ampio per essere colmato in una campagna elettorale così breve".
"Abbiamo pagato - ha aggiunto - i difetti di comunicazione del Governo
Prodi e soprattutto la frammentarietà della coalizione con cui, per due anni,
abbiamo condiviso la guida del Paese". Il progetto del "Pd ha un
respiro più ampio e non poteva pretendere risultati così immediati", ha
detto invece l'onorevole Flavio Pertoldi (Pd), che diventa senatore.
"Veltroni e il Pd - secondo Pertoldi - aprono un nuovo mercato della
politica, fatto di semplificazione e di chiarezza, dando stabilità e
governabilità a questo Paese". Secondo Pertoldi, in Friuli Venezia Giulia
"il risultato è stato come da attese". Pertoldi si è anche detto
"fiducioso per le Regionali. L'elettorato è maturo e - ha concluso - non
credo si faccia trascinare dall'impetuoso vento nazionale ma sa discernere il
buon governo Illy". Il deputato Ivano Strizzolo (confermato alla Camera)
ritiene che "gli elettori hanno sempre ragione". "E se la
maggioranza dei cittadini del nostro Paese ha deciso di assegnare il governo a
Bossi e Berlusconi rispettiamo la volontà anche se non prevedo un futuro roseo
per questo governo viste le diversità nella coalizione di Centrodestra. Il
Partito democratico ha comunque fatto un buon risultato ed è grazie alla scelta
del Pd che in parlamento non ci saranno oltre 30 gruppi parlamentari", ha
concluso. "Il risultato dimostra che le premesse per un forte radicamento
del Pd ci sono tutte", ha commentato il segretario regionale del Partito
Democratico in Friuli Venezia Giulia, Bruno Zvech. "L'impostazione di aver
immaginato il Pd come punto di riferimento per il futuro è giusta. Per quanto
riguarda le politiche - ha concluso - non si immaginava comunque di sovvertire
il dato nazionale, anche se nell'ambito del Nordest vedo il Pd più
pimpante". "Il risultato elettorale conferma la scelta del
bipartitismo", ha affermato il vicepresidente uscente del Friuli Venezia
Giulia, Gianfranco Moretton (Pd). "Bisogna - secondo Moretton -
riconoscere al Pd il merito di aver favorito questa tendenza degli elettori
anche se il risultato non è quello che ci aspettavamo. È emerso un forte
risultato della Lega nelle Regioni del Nord più produttivo al quale si deve
dare una lettura precisa e - ha aggiunto - sicuramente come Pd abbiamo pagato
la politica poco riformista a cui la Sinistra radicale ci ha costretto".
"Del resto - ha concluso - quanto abbiamo fatto e prodotto in Regione
Friuli Venezia Giulia applicando il riformismo e il decentramento fiscale
dovrebbe ribaltare il risultato delle politiche".
( da "Unita, L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
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l'edizione del LA RICHIESTA DEI SINDACATI "Il nuovo governo si occupi dei
salari" Marcegaglia: alle imprese servono segnali Salari, pensioni e
prezzi. Da questi temi, il governo Berlusconi dovrà partire nel suo rapporto
col sindacato. A sottolinearlo sono i leader di Cisl, Uil ed Ugl mentre per la
Cgil si dovrà attendere le valutazioni della riunione di segreteria che si
terrà oggi. "C'è una richiesta forte di stabilità e governabilità -
afferma il numero uno della Cisl Raffaele Bonanni - Questo è il dato evidente
che è uscito dalle urne. I cittadini italiani reclamano risposte immediate ai
gravi problemi economici e sociali, a cominciare dai salari e dalle pensioni
falcidiate dall'aumento dei prezzi, delle tariffe e delle tasse. Crediamo che
ora bisognerà cominciare da qui". Il segretario generale del sindacato di
via Po sottolinea inoltre che "la maggioranza uscita dalle urne dovrà
subito dare segnali chiari sul fronte di una nuova politica economica e
sociale, delle indispensabili infrastrutture, del sostegno alle famiglie più
deboli. Per quanto ci riguarda la Cisl fornirà il proprio contributo autonomo e
responsabile, per creare un clima favorevole alla necessaria concertazione tra
governo e parti sociali, e alla collaborazione tra maggioranza ed opposizione
sulle riforme economiche, sociali ed istituzionali essenziali per uscire dalla
fase di stagnazione economica e garantire una crescita equa e solidale di tutto
il Paese". Sulla stessa lunghezza d'onda anche il leader della Uil Luigi
Angeletti. "Una politica per la crescita dell'economia - dice - deve partire
da un aumento delle retribuzioni in termini reali e della produttività.
Dobbiamo uscire da questa trappola, in cui siamo da molti anni, di bassi salari
e bassa produttività". La prima richiesta della Uil al nuovo governo
dunque sarà la "stessa che abbiamo chiesto inutilmente al governo Prodi:
ridurre le tasse sul lavoro dipendente e aumentare le pensioni", perché -
spiega Angeletti - "uno degli aspetti più seri delle difficoltà economiche
è che la nostra economia cresce meno di quella degli altri e dipende anche dal
fatto che i consumi interni sono crollati, soprattutto quelli delle famiglie
che vivono di lavoro dipendente". Dalle urne, del resto, sembra arrivare
"un risultato chiaro, una vittoria inequivocabile" che "non
mette in discussione la governabilità". E proprio sulla governabilità
affida la sua analisi del voto Renata Polverini, segretario generale dell'Ugl.
"Si profila - afferma infatti - quella condizione di governabilità di cui
il Paese ha bisogno. Le emergenze del Paese cui far fronte sono tante a partire
dall'adeguamento di salari". Prime richieste anche da
Confindustria: "Vogliamo segnali immediati", ha chiesto Emma
Marcegaglia, presidente designato di Confindustria. Come l'Irap e la ricerca e
l'innovazione, una minore burocrazia "costosa e inefficace" e più concorrenza in alcuni
settori dell'economia nazionale: i servizi pubblici locali, l'energia.
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 17
Sindacati e imprese: dialogo per rilanciare la crescita Cisl, Uil e Ugl
disponibili. Marcegaglia: "Segnali subito" ? MILANO ? STABILITÀ e
governabilità. Le reazioni di imprenditori e sindacati al risultato elettorale
hanno un punto fondamentale in comune: adesso si passi rapidamente dalle
promesse ai fatti perchè la congiuntura non è favorevole e la lista degli
interventi per rimettere in pista l'Azienda Italia sembra non finire mai. I
temi sui quali i sindacati vogliono impostare il confronto con il Berlusconi
III sono quanto mai concreti: salari, pensioni e prezzi. " I CITTADINI
reclamano risposte immediate ai problemi economici e sociali, a cominciare dai
salari e dalle pensioni falcidiati dall'aumento dei prezzi, delle tariffe e
delle tasse ? afferma il leader della Cisl, Raffaele Bonanni ? la nuova
maggioranza dovrà dare subito segnali chiari sul fronte di una nuova politica
economica e sociale, delle infrastrutture, del sostegno alle famiglie più
deboli. La Cisl fornirà -?aggiunge, mostrandosi pronto a concedere un'apertura
di credito unilaterale al prossimo Governo ? il proprio contributo autonomo e
responsabile, per creare un clima favorevole alla concertazione tra Governo e
parti sociali, e alla collaborazione tra maggioranza ed opposizione sulle
riforme essenziali per uscire dalla fase di stagnazione e garantire la
crescita". Sulla stessa lunghezza d'onda il leader della Uil, Luigi
Angeletti. "Una politica per la crescita dell'economia ? dice ? deve
partire da un aumento delle retribuzioni e della produttività. Dobbiamo uscire
da questa trappola di bassi salari e bassa produttività". Le emergenze del
Paese sono tante ? interviene il segretario generale dell'Ugl, Renata polverini
?: l'adeguamento di salari e pensioni, carovita, tasse, precarietà". La
Cgil resta in silenzio in attesa della riunione di vertici prevista per oggi.
Solo il segretario nazionale della Fiom Giorgio Cremaschi fa un commento
politico: "una Caporetto per la sinistra italiana". Per lui i
responsabili sono Veltroni, Bertinotti e i dirigenti, che devono dimettersi.
Anche dal fronte imprenditoriale giungono richieste. "Servono segnali
immediati ? ha affermato la presidente di Confindustrua, Emma Marcegaglia ?:
defiscalizzazione degli straordinari, riforma dell'Irap e
della burocrazia".
L'elettorato ? sostiene il presidente di Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani
? ha premiato la scelta del Pdl per un Catasto che tassi le case sulla base dei
loro redditi". MASSIMO Calearo, l'ex presidente di Federmeccanica eletto
nelle liste del centrosinistra, festeggia l'avanzata del Pd a Vicenza dove è il
secondo partito. "Siamo all'inizio di una strada che sarà in salita
ma il fiato ce l'abbiamo", ha dichiarato, facendo capire che l'obiettivo
potrebbe essere la presidenza della Regione Veneto. a. c.
( da "Unita, L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
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l'edizione del Dalle urne esce una destra radicale Bruno Gravagnuolo Segue
dalla Prima Dunque la sfida bipolare premia la destra che s'è sbarazzata di
Casini, e non appare intaccata più di tanto dalla spina Santanché-Storace, che
pure consegue un 2,4. Al Senato la vittoria della destra è larga, con circa 162
seggi contro 138. Seggi in più, che sono al di sopra dei 158 seggi canonici di
maggioranza assoluta. Casini forse entra al Senato, ma non la Sinistra
Arcobaleno che non entra nemmeno alla Camera, e cede il 7,5 sul piano
nazionale, in prevalenza al Pd e forse alle astensioni. Polverizzati tutti gli
altri. È un quadro inquietante quello che pare profilarsi in queste ore, e che
consegna il Paese con ampio margine a Berlusconi e ai suoi alleati. È come se
il popolo di centrodestra si sia definitivamente compattato a destra,
ritrovando identità, bandiere e radicamento sugli interessi proprietari. E
aggregato sul leader, che incarna tutto questo. Mentre il popolo di centrosinistra,
pur cavalcando la scelta della moderazione e della mitezza, si sia sfrangiato.
Facendo il pieno solo al suo interno: dalla sinistra radicale verso il Pd. E
non sfondando né al centro, né nei settori della destra che si immaginava
"delusa". Settori che confermano tutta loro fiducia populista e
antistato alle ricette miracolistiche di chi afferma che è la sinistra, in
quanto mentalità e storia, garanzie e diritti, ad essere la zavorra del paese.
Naturalmente questa destra vittoriosa non sarà priva di problemi al suo
interno. A comiciare dalla forza di ricatto della Lega, che premerà per un
federalismo separatista e corporativo, col ripristino di alcuni punti
qualificanti. Quelli della riforma istituzionale votati a maggioranza nella
penultima legislatura, e bocciati dal referendum confermativo. Prime tra tutte
le "competenze esclusive" in materia di polizia, scuola e santità.
Mal compensate dalla clausola vaga dell'interesse nazionale e suscettibili di
creare continui conflitti di competenze, e sprechi da burocrazia federale. Poi ci sarà An, che
vorrà la sua parte, per dare ruolo identificabile a Gianfranco Fini e a se
stessa, all'interno di un contenitore padronale e segnato dalla figura
totalizzante del Berlusconi vittorioso. Come si concilieranno le pulsioni
antieuropeiste e protezioniste, con il vincolo estero e di bilancio gravante
sull'economia italiana? E al solito, come andranno d'accordo il
liberismo conclamato di Berlusconi, viziato da dominio patrimonialistico e
aziendale, con la difesa delle "sacche" dei ceti corporativi a cui An
non ha mai rinunciato? Prevarrà ancora una volta la tentazione di scaricare
tutto sulla "casta" dei sindacati, magari puntando sulla loro
divisione su temi come il contratto nazionale e la precarietà? E però il nodo vero
e proprio, quello riassuntivo dello scontro, sarà la forma dello Stato.
All'interno di una stretta costituente che questa destra vincente vorrà
rilanciare. Confortata dai numeri e dalle nuove posizioni di forza. Già se ne
erano viste le avvisaglie alla fine di questa campagna elettorale. Con
l'attacco al Quirinale, Ciampi e Napolitano. Ruoli e persone, ieri come oggi,
"che stanno di là", e che ostacolano il dispiegamento
dell'innovazione costituzionale che questa destra da sempre persegue. Innovazione
imperniata su una riforma radicale dell'esecutivo. In chiave di
"premierato forte" ed eletto direttamente, che può sciogliere le
Camere appellandosi al popolo. Oppure in chiave presidenziale o
semipresidenziale, e sempre a tutela di un'"unità federale" appaltata
alla Lega: antisolidale e separatista. Naturalmente, nel caso di una messa in
forma di questo tipo di prospettiva, verrebbe meno la funzione di garanzia
dell'attuale presidente della Repubblica, eletto da una precedente maggioranza
e spiazzato da una riforma che modifica a fondo il quadro costituzionale. La
prima conseguenza, nelle intenzioni della destra, dovrebbe essere l'uscita di
scena dell' inquilino del Colle, molto prima della fine del settenato. Ecco
perché il vero banco di prova della nuova opposizione dovrà essere quello di
farsi portavoce dell'interesse nazionale e costituzionale condiviso. Riaprendo
i canali di comunicazione col paese, e tra paese e istituzioni. E negoziando un
bipolarismo civile. Ma nel quadro di una democrazia parlamentare che non
sacrifichi tutto sull'altare di un bipartitismo pattizio volto a bruciare ogni
forza intermedia, e ogni alleanza possibile in futuro. Proprio per poter
fronteggiare una destra ritornante e ormai senza più nemmeno l'argine del
centro moderato.
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
AGENDA pag. 28 )
ARREDO URBANO Vergognoso degrado del centro commerciale vicino alla Ro... )
ARREDO URBANO Vergognoso degrado del centro commerciale vicino alla Rocca
VORREMMO segnalare l'eccessivo degrado in cui si trova il centro commerciale
vicino alla Rocca Brancaleone. Al momento tutte le attività sono in funzione a
parte un negozio,che si presenta con la vetrina rotta. L'area del parcheggio è
invasa da rifiuti di ogni genere e presenta anche qualche lampione rotto.
Inoltre la parte coperta del parcheggio è diventata da qualche tempo un
deposito privato. Siamo quindi nella zona tra il centro, la casa di cura San
Francesco e il parco di Teodorico, senza dubbio un bel biglietto da visita per
turisti e cittadini! Marco Beneventi Franco Baccarini
Ravenna ) BUROCRAZIA Perché pagare 1,80 euro alla Sorit oltre alla cartella del
Consorzio? QUEST'ANNO il Consorzio di Bonifica nella cartella di pagamento
della Sorit riporta in più la cifra di euro 1,80 quale compenso spettante alla
società di riscossione. Perché? Non era mai successo negli anni
precedenti. Ho cercato diverse volte di mettermi in contatto con l'ufficio
tributi del Consorzio, ma il telefono risulta sempre occupato. Molti cittadini
si chiedono se questa riscossione da parte del Consorzio è per loro comodità;
allora spetta al Consorzio pagare la Sorit, invece di tartassare i cittadini.
Pure questa è un'altra bella truffa legalizzata, ugale a quella secondo la
quale chi ha un appartamento in città deve pagare il Consorzio, che sappiamo fu
costituito da alcuni gradi proprietari terrieri solo per lo scolo delle terre
agricole e non per i fabbricati in città che in questo caso ci pensa il Comune
con tutte le tasse che paghiamo. Questa tassa del Consorzio sui fabbricati è
ora di abolirla per sempre e lasciarla solo per i terreni agricoli, come lo era
una volta. Rosario Musumeci Ravenna ) TURISMO Oltre a presentare nuovi locali
meglio organizzare la 'prevenzione' IL CIELO non fa pensare, ancora,
all'estate. Ma gli operatori turistici, giustamente, hanno iniziato a
prepararsi: rimettono a nuovo stabilimenti balneari e locali; organizzano le
prime feste. Come quella di sabato a Punta Marina Terme. Tutto tranquillo,
sorrisi, speranze per la stagione, nuovi alberghi in arrivo. Mi viene da fare
però una domanda: quanti 'sceriffi', o buttafuori si stanno addestrando per i
mesi clou? Sì, perché se adesso in città, io abito al mare, si fanno pattuglie
di poliziotti per la zone vicino alla stazione, cosa si pensa di fare per i
risultati degli happy hour, delle sbronze e delle feste? Mica dimenticarsi che
l'anno scorso persone hanno perso la vita per automobilisti ubriachi e che
avevano fatto uso di droga! Quindi, bene le feste, ma sulla 'scoperta' della
spiaggia anche di notte, siamo sicuri che sia ancora una bella idea? In tutta
onestà preferirei che i miei figli andassero a passare le serate in centro
città, piuttosto che vicino a dove abitano! Spero che, oltre a fare iniziative
per rilanciare le discoteche, ci si occupi anche di sicurezza. Lettera firmata
Punta Marina Terme.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
PROVINCIA pag. 24
Quei 170 abbonati alla frutta Un'azienda di Savigno manda ceste di prodotti su
prenotazione di FRANCESCO FABBRIANI SARÀ LA VOGLIA di rivincita dell'Appennino,
sarà lo spazio lasciato libero dagli agricoltori negli anni Sessanta e
rioccupato in molti casi in silenzio dalle generazioni successive, sarà la
inesauribile fantasia dell'uomo nel ritrovare valenza economica dal proprio
lavoro, sta di fatto che gli operatori dell'Appennino sono ancora una realtà e
quelli giovani un drappello da seguire per le interessanti proposte e per la
freschezza delle offerte che propongono ad un fortunato mercato di nicchia.
Emblematico è l'esempio da Carlo Farneti che con la moglie opera nell'azienda
agricola Ca' Battistini di Savigno. Farneti, con alcuni altri operatori
dell'area, ha escogitato un singolare metodo di 'fornitura in abbonamento di
prodotti agricoli' a favore di residenti in città. CON 10 EURO la settimana,
assicura ad ogni abbonato una 'cassetta' di prodotti agricoli di stagione. Il
tipo di prodotti è deciso dal venditore in base a ciò che in quella settimana
viene a maturazione fra frutta, verdura ed altro. Il metodo è stato trovato
conveniente da oltre 170 famiglie bolognesi che ogni settimana ricevono un
ricco paniere di prodotti coltivati biologicamente. Il gruppo di operatori può
quindi contare ogni settimana su circa 1700 euro, per circa 10 mesi l'anno. Con
i tempi che corrono non è cosa da poco. "Potremmo avere più abbonati ?
precisa subito Carlo ? non abbiamo ancora i prodotti sufficienti per soddisfare
una richiesta maggiore dell'attuale. Ci stiamo attrezzando, ma il tutto deve
rimanere nel limite della possibilità di produzione biologica dei nostri
terreni". FARNETI aggiunge con soddisfazione: "Il lavoro qua è
faticoso, ma anche gratificante". Il giovane agricoltore si sente
pienamente realizzato anche perché accanto a lui, oltre la moglie, ha i tre
figli, Dario di 4 anni, Anita di 9 e Alice di 16. Della soddisfazione data dal
lavoro agricolo ci convince anche la visita all'azienda di Francesco Gheradi, a
Montasico di Marzabotto. Ivano gestisce con il padre una stalla di circa 100
capi. La famiglia Gherardi ha impostato il lavoro in modo da essere
autosufficiente. Ha persino munito l'azienda di un grosso mulino per macinare
le granaglie con cui nutrire gli animali. Ma ciò che colpisce è l'affermazione
del figlio Ivano, che collabora nell'azienda, il quale alla domanda di che cosa
gli fa preferire l'agricoltura risponde: "La quantità di lavoro non è
sufficientemente remunerata, ma c'è la certezza di una vita sana all'aperto e
di avere sempre vicino la famiglia". I Gheradi puntano ora ad aprire un
distributore di latte a Pian di Venola. Potrebbe dare un piccolo introito in
più. Emblematico anche Gian Luca Cevenini di Sasso Marconi,
che lavora
( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XI - Firenze
Visite "intramoenia" il fatturato vola Lo specialista riceve in ospedale
e ora dichiara il 30% in più MICHELE BOCCI E' boom per l'intramoenia in
Toscana. Da quando i professionisti hanno chiuso gli studi privati
convenzionati per fare la libera professione solo all'interno delle asl il
fatturato è aumentato di circa il 30 per cento. Oggi sono le aziende sanitarie
ed ospedaliere a prendere gli appuntamenti ed a gestire dal punto di vista
amministrativo il sistema, e il lavoro cresce in modo sensibile. A trainare il
sistema sono le tre aziende ospedaliere di Pisa, Siena e Careggi oltre alla asl
fiorentina. In queste realtà dall'autunno scorso, quando è entrata in vigore la
delibera regionale che prevede la fine dell'intramoenia "allargata",
cioè svolta all'esterno delle strutture sanitarie pubbliche in base ad accordi
presi con i singoli professionisti, ogni mese si registra una crescita compresa
tra il 25 e il 30 per cento. Il dato riguarda le visite specialistiche,
attività di gran lunga superiore, sia dal punto di vista dei numeri che per
valore economico, rispetto agli interventi chirurgici e ai ricoveri. I soldi
spesi dai toscani per farsi visitare da medici scelti da loro stessi erano
circa 100 milioni l'anno che, se si va avanti con questa tendenza saliranno a
130. Sulla fine dell'intramoenia allargata l'estate scorsa i sindacati avevano
attaccato la Regione. L'Anaao si era opposta all'avvio anticipato della riforma
rispetto al resto d'Italia, aveva protestato per non essere stata coinvolta,
assieme alle altre sigle, nella preparazione del cambiamento dicendo addirittura
ai professionisti che se volevano potevano non chiudere i loro studi privati.
Il clima adesso è più disteso, ci sono stati incontri in Regione e sono stati
firmati protocolli. Ma perché l'intramoenia sta aumentando? Qualcuno ipotizza
una riduzione del nero, ora impossibile perché le prenotazioni e i pagamenti
passano dalle aziende; altri un aumento della richiesta di visite in libera
professione o la crescita delle tariffe. "Lo avevamo detto che i cittadini
a causa dell'aumento della burocrazia e quindi dei costi avrebbero speso di più - sostiene Carlo
Palermo dell'Anaao - Comunque è importante che si vada avanti con questo
processo. Forse bisogna lavorare ancora sulla possibilità di avere studi
multipli". L'assessore alla salute Enrico Rossi respinge l'ipotesi
dell'aumento delle tariffe: "Sono rimaste identiche - spiega -
Secondo le stime entreranno 30 milioni in più nelle casse delle aziende, e
quindi dei professionisti, soldi su cui si pagheranno regolarmente tutte le
tasse". Rossi non parla esplicitamente di aumento dovuto alla riduzione
dell'attività al nero. Ci sono però certi casi che fanno pensare a questa
eventualità. Come quello di un professionista della Asl di Firenze che quando
aveva il suo studio dichiarava mille euro al mese di intramoenia e adesso che
lavora nelle aziende viaggia sui 14 mila. "L'operazione su questo settore
va letta insieme a quella che ha azzerato l'attività aggiuntiva, i
superstraordinari - dice Rossi - Nel regime di pubblico puro lavoriamo per far
assumere e ridurre il lavoro straordinario, nella libera professione appoggiamo
i medici, fornendo attività amministrativa e contabile".
( da "Nuova Venezia, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'ex leader di
Federmeccanica non si scoraggia di fronte all'exploit del Carroccio. "Il
mio dovere l'ho fatto" "Ora comincia la rimonta" Calearo: siamo
riusciti ad aprire una breccia nel muro "Qualcuno dovrà riflettere sul
fatto che il partito di Bossi è primo in regione. Galan? Fossi al suo posto
andrei a Roma, ma credo che alla fine non lo farà" DALL'INVIATO ALESSANDRA
CARINI VICENZA. "Il muro non è caduto, ma abbiamo aperto una breccia dove
far scorrere dell'acqua che potrà abbatterlo fra qualche anno". Massimo
Calearo ha al collo la sua sciarpa portafortuna, quella che ha indossato per
tutta la campagna elettorale e che portava al momento della chiusura del
contratto dei metalmeccanici. E qualche chance il suo amuleto deve avergliela
data. Nel quartier generale del candidato che è stato una delle novità
clamorose di questa campagna elettorale nordestina e nazionale, che fino a
pochi giorni fa aveva tradotto in un eloquente "podémo fàrghea" il
motto veltroniano del "we can", non c'è solo aria di sconfitta.
Perché i dati che escono dagli schermi accesi in sala registrano alcune
sorprese. A Vicenza il Partito Democratico ha risultati strabilianti per una
città da sempre di destra. Chi l'aveva mai visto un Partito Democratico al 33%
e al primo posto in città? "Io il mio dovere l'ho fatto" dice
Calearo, per nulla intimorito dalle facce buie che si susseguono sugli otto
schermi televisivi piazzati nella sala di un hotel di Vicenza trasformato per
l'occasione nel suo quartier generale. Nei talk show a raffica che, visti tutti
insieme così sembrano anche un po' ridicoli, compaiono infatti i cartelli delle
previsioni con i dati della sconfitta, o, meglio la fine del sogno del "we
can", veltroniano. Passa di lì a commentare Gigi Coppiello,
sindacalista-intellettuale, che citando le valutazioni di un vecchio collega e
funzionario del Pci che da qualche giorno aveva indovinato i pronostici e il
vento freddo del Nord sentenzia: "è la paura che porta questi risultati.
Il Paese è fermo, non sa dove andare e si rifugia nella Lega, a difendere quel
che si ha". Sono considerazioni che on sfiorano per adesso Calearo,
sostenuto dalla sua attivissima compagna, Maria Pia, corsa anche lei a vedere i
risultati. L'exploit della Lega Nord non sembra scoraggiarlo. E per non
smentire il suo refrain, e cioè che un imprenditore deve essere sempre
ottimista, dice convinto: "Da adesso in poi si lavora e comincia la
rimonta". Una rimonta che parte dai guai, si fa per dire, altrui, magari
quelli del suo primo rivale, Giancarlo Galan, assediato da una Lega che è poco
meno di una valanga a Vicenza, dove si vota anche per il Comune, e in Regione,
dove si devono decidere le sorti della sua eventuale successione. "La Lega
è il primo partito del Veneto, qualcuno dovrà pure riflettere sui suoi
errori" dice Calearo ironico riferendosi a quella che ritiene la seconda
sconfitta di queste elezioni, e cioè la perdita di peso di Forza Italia e i
guai che si porterà dietro nel governo della Regioni del Nord, in primo luogo
di Galan che sa che o il Veneto o la Lombardia o entrambe dovranno fare i conti
con il successo della Lega. "Se fossi al suo posto andrei a Roma, ma non
lo farà" preconizza Calearo. Ma in cuor suo spera che Galan resti a presidiare
la Regione per dare il tempo e una chance di preparare tra due anni una
successione che rimetta in gioco in qualche modo il Pd. Nel caso in cui se ne
dovesse andare adesso e dovesse arrivare la Lega, come ci si aspetta dato il
risultato delle urne, se ne riparlerà chissà quando. Lui del resto, che dice di
non aver votato mai leghista, ma che tra i leghisti ha avuto sempre molti
amici, ha già pronti gli slogan da portare a Roma. "Da
domani si comincia: federalismo e burocrazia... federalismo e burocrazia... federalismo e burocrazia... poi vediamo chi alla fine la vincerà". E "l'inizio
di uno step by step che metteremo insieme da domani, è un percorso che ho
intenzione di cominciare a battere per fare crescere i consensi".
Arriva la telefonata di Ettore Riello, che Calearo chiama amichevolmente con il
diminutivo Rino: "Ci hanno messo contro, ma noi siamo amici".
"Dai... - incita Calearo - faremo gli interessi del Veneto a Roma"
gli dice. Ma dall'altra parte, con l'ironia che è solita, Ettore-Rino risponde
che deve fare prima i conti se alla fine ce la farà. Con le performance della
Lega in Veneto chissà se ci arriva. Calearo almeno il posto ce l'ha e ben
saldo. "Per me le cose restano come prima: avevo detto che andavo a Roma a
rappresentare questo territorio e così farò, con gli altri veneti, con chi
vuole trovare dei punti comuni nel programma: il Partito Democratico è giovane
deve avere tempo per far capire la sua novità". Arriva un uomo con
impermeabile e, sotto, la tuta da ginnastica anche lui a cercare di capire che
cosa è successo nelle urne. è il suo "personal trainer". "Giuro
che tra poco torno in palestra" gli dice. Le valigie le ha già pronte, un
"rifugio" anche: a Roma per adesso andrà dai preti, da suo zio gesuita
che ha promesso di trovargli una sistemazione. Non è certo il massimo per chi
si era già iscritto alla guida di un ministero. Ma per cominciare a
sperimentare le "gioie" della politica può essere abbastanza.
( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XV - Bologna
EXLIBRO La Waterloo del grande manager LUCIANO VANDELLI Vari giornali hanno riportato,
in questi giorni, l'episodio del grande manager che esortava suoi giovani
allievi a fare come Napoleone a Waterloo. Senza che nessuno dei presenti, del
resto, sollevasse alcuna obiezione. Episodio che provoca la massima
riprovazione: non tanto, credo, perché lascia intravedere voragini di ignoranza
storica, quanto per il fatto, molto specifico, che proprio Napoleone
rappresenta un punto di riferimento essenziale precisamente per lo studio delle
tecniche di management. Per averne una riprova, è sufficiente dare un'occhiata
all'ampia produzione di libri destinati, appunto, a manager: dove il modello
Bonaparte imperversa. Prendete, ad esempio, Napoleone e il management (Etas),
in cui un guru di queste discipline, Jerry Manas, analizza, uno per uno, metodi
e punti di forza dell'Imperatore: spiegando, con significativi esempi, le
relazioni tra capacità diplomatiche e marketing, doti di comando e team
building, ampiezza di analisi e planning. Insomma, se dovete prendere un
modello, meglio prendere uno che ha gestito 50 campagne
vittoriose, nel contempo realizzando strade, porti e infrastrutture di ogni
tipo, e adottando riforme fondamentali, dal codice civile alla burocrazia. Aspiranti carrieristi,
ispiratevi dunque a Napoleone: a patto di tenere ben distinti i grandiosi
trionfi dalle colossali batoste. SEGUE A PAGINA V.
( da "Tirreno, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Carroccio detta
le condizioni e chiede di salvare Malpensa. "Siamo il nuovo partito dei
lavoratori" La Lega a valanga nel Nord Raddoppia i parlamentari. Ora Bossi
è decisivo Il trionfo del senatùr "Vogliamo subito il federalismo" GIGI
FURINI MILANO. La festa comincia alle tre in punto, quando radio e tivù danno
le prime proiezioni. La Lega raddoppia i suoi voti, poco ci manca. Ottiene un
risultato straordinario, soprattutto in Lombardia e Veneto. E così si raddoppia
anche il numero dei parlamentari. In via Bellerio, quartier generale del
partito, Umberto Bossi arriva nel primo pomeriggio ma si concede ai giornalisti
solo in serata, quando i dati sono più chiari e la vittoria appare più netta. A
notte il senatùr scappa ad Arcore a festeggiare la vittoria con Berlusconi.
"Ci hanno votato i lavoratori. Siamo noi il nuovo partito di chi
lavora". Sono le prime parole del Senatùr davanti ai microfoni. E nessuno
riesce a dargli torto. Un successo così forte può venire solo se il partito è davvero
impegnato in mezzo alla gente. E' quanto dicono a Radio Padania, collegata dal
primo pomeriggio con tutte le sezioni del Carroccio, con i sindaci e gli
amministratori. Bossi non dice molte parole, la sua salute non gli consente più
i lunghi e impetuosi comizi di un tempo. Però il leader e fondatore del
Carroccio è lucidissimo. Parla di Veltroni. "Era evidente che perdeva, non
è bastato il pullman pitturato di verde". Quindi, sollecitato dai
cronisti, la domanda che terrà banco in Parlamento nei prossimi cinque anni.
Davvero la Lega sarà sempre fedele a Berlusconi? Davvero non alzerà il prezzo e
resterà incollata al Popolo delle libertà e ai voleri dei Cavaliere?
"Berlusconi è un amico - dice - e noi abbiamo sempre mantenuto la parola,
lui non sarà mai ostaggio. Noi non conosciamo questa parola". "Noi -
ripete - teniamo fede ai patti. Abbiamo fatto un programma con Berlusconi e a
quello ci atterremo". Tutto qui? No. "Il Nord vuole il federalismo, i
nostri sindaci, i nostri amministratori, devono sempre andare a Roma a chiedere
soldi. Non è giusto, questa storia deve finire. Intanto ci batteremo da subito
per avere il federalismo fiscale". Nessuno ha voglia di approfondire.
"La gente - riprende Bossi - ha voglia di riforme e di federalismo. Non ne può più della burocrazia romana. La gente vuole un Paese diverso, che funzioni meglio,
vuole un Paese più democratico e federalista". Si parla anche di Alitalia
e di Malpensa. Bossi non traccia strategie, ma parla di Malpensa.
"L'aeroporto - dice - si trova al centro di un'area molto appetita.
Se non ci sarà Alitalia arriveranno altri vettori. E comunque, finora, Alitalia
è stata in piedi con i soldi che venivano da Milano. Adesso Malpensa torna in
gioco, vedremo nei prossimi giorni". Adesso il gran capo ha voglia di fare
due conti. Vede, sui monitor, che il Pdl arriva alla Camera al 35,6%. meno di
quanto hanno preso nel 2006 Forza Italia e Alleanza Nazionale che erano alleate
ma correvano divise. E allora spiega che "la Lega ha fatto la differenza
tra Pd e Pdl". Arriva anche un altro dato: il Carroccio a Montecitorio
avrà 47 deputati. Per questo vuole festeggiare, imbraccia una spada di legno e
battezza a mo' di cavalieri alcuni presenti, primi fra tutti gli organizzatori
della campagna elettorale. Invece, quando arriva il dato del Senato, si alzano
i calici per un piccolo brindisi: la Lega passa dal 4,4% all'8,2%, quasi il
doppio. Più in particolare, la Lega ottiene il 17% nel collegio Lombardia 1
(Milano e provincia), il 19,3% nella fascia sud della Regione (Pavia, Lodi, Cremona,
Mantova) e addirittura il 28,3% nel collegio Lombardia 2 (Varese, Como, Lecco,
Bergamo, Brescia). Un dato che si potrebbe riassumere nel 21,8% ottenuto al
Senato in Lombardia (collegio unico). I dati in arrivo dal Veneto fanno
scattare un applauso: 26,8%, appena una manciata di voti meno del Pdl.
( da "Giorno, Il (Milano)" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 6
Il sollievo di Fini: "Avanti col partito unico, nessuna Camera al Pd"
SUPERATI I VOTI DI AN E FI ? ROMA ? UNA SCOMMESSA vinta. Da Silvio Berlusconi e
da Gianfranco Fini. Non tanto e non solo per il risultato elettorale che
riporta a Palazzo Chigi il leader del centrodestra, quanto per i tempi e i modi
che lui stesso ha imposto, prima alla crisi del governo Prodi, poi alla
campagna elettorale contro un avversario che sembrava in grado di rimontare
ogni giorno di più. Invece no: ha vinto anche e soprattutto la scelta di
Berlusconi di puntare tutto sul nuovo partito, un nuovo simbolo, un nuovo nome.
Un azzardo assoluto per l'Italia. Berlusconi ha sparigliato e gli italiani lo
hanno premiato. Anche al di là delle previsioni più ottimistiche. E Gianfranco
Fini, a tarda notte, prova a tirare le somme: "Non c'è stata nessuna
emorragia di voti da An o Fi. Il risultato del Pdl va oltre la somma aritmetica
dei voti di Fi ed An alle ultime politiche". E, dunque, "sono molto
soddisfatto dal risultato del Pdl: la scelta di fare un passo indietro per
privilegiare un progetto politico è stata compresa dagli elettori".
COLPISCE, infatti, il dato del Senato dove il Pdl, da solo, ha superato il
38-39 per cento e alla Camera s'aggira sul 38,5 per cento. Alle politiche di
due anni fa, la somma delle percentuali di FI e di An era, al Senato, del 36,4
(24 FI e 12,4 An). Un balzo di quasi quattro punti percentuali, la conferma di
un elettorato che evidentemente è coeso e determinato. Pronto, in pratica, a
rinunciare alle proprie precedenti identità e a seguire la nuova strada
avventurosamente progettata da Berlusconi. Ma c'è dell'altro: nel calcolo di
voti in entrata o in uscita per il Pdl, va inserito un altro dato: quel 2,4 per
cento circa che La Destra di Storace e Santanchè ha raccolto sottraendolo alla
coalizione nella quale erano inseriti due anni fa. UN ELEMENTO per confermare
che la diaspora a destra non ha danneggiato il Pdl, anzi. Alle conferme nelle
regioni del Nord, dove la Lega si è spesso collocata come terzo partito, e il
Pdl s'è quasi sempre imposto come primo partito, dal Friuli al Veneto, dalla
Lombardia al Piemonte, vanno aggiunti i successi nelle regioni strappate al
centrosinistra, dalla Puglia, alla Campania, alla Calabria, al Lazio. Un
segnale che conferma come l'elettorato del centro destra ormai s'è spalmato in
modo uniforme, incurante delle latitudini e degli interessi spesso diversi del
loro elettorato. Un segnale forse di un voto "contro" (Prodi,
Veltroni, il centrosinistra), ma sicuramente anche un vento che ha attraversato
la penisola, da Nord a Sud. SI VEDRÀ con le prime decisioni del nuovo governo
Berlusconi (non solo il federalismo fiscale) se il collante terrà sul fronte
leghista. Un uomo chiave, come il berlusconiano Maurizio Sacconi, ha già
chiesto "meno tasse, meno burocrazia, meno Stato per il Lombardo ? Veneto", come a spianare la
strada del futuro rapporto tra Pdl e Lega. I problemi di compattezza potrebbero
nascere solo se qualche settore della nuova maggioranza (per ragioni di
microgruppo, di bottega) dovesse porsi di traverso rispetto alle aspettative di
Bossi. PER FINI, però, sarebbe una vana speranza della sinistra quella
di un conflitto con la Lega. "Governeremo cinque anni ? assicura ? Lo
abbiamo già fatto. Quanto alla possibilità di dare la presidenza di una Camera
all'opposizione, avevamo detto che con una maggioranza ampia alla Camera e al
Senato non avremmo percorso questa strada". Questo non toglie che sulle
riforme ci possa essere un significativo dialogo con il Pd. "Dipende da
Veltroni e dall'opposizione", chiude Fini. Ugo Bonasi.
( da "Libertà" del 15-04-2008)
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( da "Nazione, La (Lucca)" del 15-04-2008)
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ELEZIONI pag. 5
Sempre meno votanti: calo dell'8,89 per cento nel capoluogo ALLE URNE
PERCENTUALE DEL
( da "Eco di Bergamo, L'" del 15-04-2008)
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L'ex ministro francese della Cultura al Premio di Salonicco
"Economia e burocrazia
non bastano. Serve un progetto alto" Jack Lang ? il ministro europeo della
Cultura più famoso, per dieci anni nei governi socialisti della Francia di
Mitterand ? non ha resistito al richiamo del Premio Europa del Teatro. C'era da
premiare il suo amico Patrice Chéreau. Ma forse c'era anche il fascino
di una rimpatriata, visto che Lang ha contribuito ai primi anni del Premio,
presiedendone anche la giuria. Gli abbiamo rivolto alcune domande. Che ruolo
può giocare il Premio Europa, nella costruzione di una cultura europea?
"Un ruolo importante, il ruolo che il teatro ha sempre avuto in una
società civile. Credo che Patrice Chéreau incarni alla perfezione l'ideale di
un artista e intellettuale europeo, curioso e entusiasta, pronto a mettersi in
gioco e a raccogliere ogni sfida: lo dimostrano la sua carriera e la sua
collaborazione con istituzioni teatrali di molti paesi diversi, dalla Francia
all'Italia, dalla Germania alla Gran Bretagna. Comunque, i premi sono sempre e
soltanto la punta dell'iceberg". Cosa intende? "Iniziative come
queste hanno bisogno di un contesto. L'Europa in questo momento è ferma.
L'economia non basta, la burocrazia neppure: non si
può pensare di far ripartire l'integrazione dall'alto, in modo dirigista. Serve
un progetto alto, in grado di coinvolgere tutti. E per concepirlo e realizzarlo
serve una nuova classe dirigente". Con quali equilibri, tra l'Ovest
fondatore e l'Est di recente ammissione nell'Unione Europea? "La risposta
viene dal luogo dove ci troviamo, la Grecia, il punto d'incontro tra Oriente e
Occidente. Abbiamo bisogno gli uni degli altri. È molto importante. Del resto,
direi che il Premio Europa indichi, nel suo campo, la stessa direzione: i
premiati vengono da tutti gli angoli d'Europa e sono artisti che dialogano e
progrediscono scambiandosi esperienze e punti di vista. Il processo europeo, nel
concreto, è questo". E alla dodicesima edizione del Premio Europa per il
Teatro, che domenica a Salonicco ha ufficialmente distribuito i suoi
riconoscimenti, c'è stato spazio per tutti: il teatro di regia, la danza
contemporanea, la ricerca di nuovi linguaggi, l'Est Europa rampante e quello
ancora oppresso. Ma questo è un Premio diverso dagli altri, non foss'altro
perché sostenuto formalmente dalla Commissione e dal Parlamento Europeo (e
seguito da 200 giornalisti di tutto il mondo): così c'è un filo che unisce i
diversi vincitori, pur nelle loro differenze e c'è un significato che va oltre
lo stretto ambito teatrale. Lo si avverte anche solo scorrendo i nomi dei
premiati al Teatro Vassiliko, la seconda sala del Teatro Nazionale della Grecia
del Nord, che per il secondo anno consecutivo ha ospitato la manifestazione:
tra gli intervenuti, il ministro greco della Cultura Michalis Liapis e gli
ex-ministri francesi Jack Lang e Catherine Tasca. La massima categoria del
Premio va a un regista-attore inquieto e idiosincratico come il francese
Patrice Chéreau. Talento precoce e tenace, Chéreau è esponente della
generazione che, dopo maestri come Giorgio Strehler e Peter Brook, ha allargato
l'ambito del teatro di regia europeo tra prosa e lirica, fino al cinema. Poi c'è
la categoria Nuove Realtà. Sfilano gli irriverenti e geniali Rimini Protokoll.
Viene premiata la coreografa tedesca Sasha Waltz. Prende il premio il polacco
Krzysztof Warlikowski, la cui ricca formazione internazionale si rivolge ora a
un pubblico nazionale da svecchiare e magari scandalizzare. E c'è ? menzione
speciale della giuria presieduta dal critico italiano Franco Quadri ? il
Belarus Free Theatre, voce dell'opposizione democratica in Bielorussia: il loro
teatro è la necessità di parlare là dove tutti sono costretti a tacere,
rischiando in in prima persona per affermare i diritti umani. Il più vecchio
(Warlikowski) ha 46 anni, i più giovani i Rimini Prokoll e i Belarus (i leader
non superano i 38 anni). Il risultato non è un qualsiasi giro d'Europa. È
invece la composizione delle tante identità che compongono il vasto mosaico di
una cultura aperta e plurale. Chéreau rappresenta (per origini, formazione e
carriera) il cuore franco-italo-tedesco che ha elaborato l'idea stessa di un
teatro (e un'identità) europea. I Rimini Protokoll introducono la ricerca di
linguaggi nuovi, che rifonda l'estetica teatrale. La Waltz esplora una nuova
concezione del corpo poetico, radicandola nella tradizione musicale.
Warlikowski è la Polonia modernista, che morde il freno per correre testa a
testa con l'occidente. Il risultato è un quadro composito, diverso nelle
inflessioni linguistiche e nelle urgenze etico-estetiche, ma che condivide una
piattaforma comune. Il Premio Europa è questo: la definizione anno per anno di
uno spazio comune, la ricognizione di un carattere di fondo, la presa di
coscienza di un destino condiviso, tollerante ed interdipendente. In questo
contesto, assume un fortissimo valore simbolico l'assegnazione di un premio
speciale ai Belarus Free Theatre: per loro si sono mobilitati i drammaturghi
Harold Pinter (Premio Nobel), Tom Stoppard (Premio Oscar) e Vaclav Havel, eroe
del dissenso antisovietico e primo presidente della Repubblica Ceca. Il premio
al Free Theatre fissa l'estremo confine di quello spazio comune a cui si
accennava. È la linea invalicabile che neppure la tollerante e talvolta
lassista Europa può oltrepassare: democrazia e libertà sono inconciliabili con
tirannidi vere o mascherate. L'Europa politica può essere costretta alla
prudenza, quella della cultura parla forte e chiaro. E sceglie da che parte
stare. Pier Giorgio Nosari.
( da "Adige, L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'intervista Dario
Denicolò, presidente degli artigiani: "Il Pdl parla di più la nostra
lingua" "Voti alla Lega, protesta contro il sistema"
"L'exploit della Lega? La protesta contro un sistema che non va più".
Dario Denicolò, presidente dell'Associazione Artigiani del Trentino, 12 mila
aziende associate, commenta i risultati elettorali nel tardo pomeriggio di
ieri, quando i dati sono ancora parziali ma le tendenze appaiono già evidenti.
La sua chiave di lettura non è legata solo alle vicende italiane:
"Aziende, piccole imprese, famiglie sono tutte in difficoltà, una
difficoltà globale, che sta toccando tutti i territori. Bisognava dare una
svolta, tanti partiti non hanno colto questa necessità". Hanno vinto coloro
che a questa difficoltà hanno provato a offrire una risposta. Presidente
Denicolò, i risultati mostrano il Popolo della Libertà in testa e, in
particolare, una forte crescita dei consensi alla Lega Nord. "L'exploit
della Lega, per quanto mi riguarda, era da mettere in conto. Mi sembra di poter
dire che ha avuto il voto dei giovani, ma anche degli anziani. Un voto di
protesta contro un sistema che non va più. Di fronte alla difficoltà globale,
che sta toccando tutti i territori, bisogna fare alcune scelte". Ad
esempio? "Snellire l'apparato burocratico-istituzionale. Non possiamo più
sopportare il peso della politica e dei costi della politica". Su questo
c'erano differenze tra i due schieramenti principali? "Il Popolo della
Libertà parla un po' più la nostra lingua rispetto al Partito Democratico. Per
le aziende sono cose molto importanti la defiscalizzazione della tredicesima,
degli straordinari, il pagamento dell'Iva alla riscossione della fattura. Sono
misure necessarie per resistere alle difficoltà. Su questo c'è stata poca
attenzione in campagna elettorale, ma il Pdl, o almeno il suo leader, si è
detto a favore". Cosa ha giocato invece contro il Pd? "Sicuramente i
due anni di governo con Padoa Schioppa e Visco. Ci hanno dato colpi micidiali e
ci hanno demonizzato. In tutte e due le ultime Finanziarie hanno colpito il
settore più importante dell'economia italiana, quello delle piccole imprese,
che sono il 99% del totale. Visco lo abbiamo incontrato più volte, ma non c'era
verso di fargli comprendere i nostri problemi". Il nuovo governo di
centrodestra sarà più disponibile? "A dire la verità, io auspicherei la
grande coalizione, perché il Paese ha bisogno di scelte pesanti, di chiudere enti inutili, di sburocratizzare, di portare la burocrazia e la fiscalità a livello
europeo. Non abbiamo armi per combattere nella globalizzazione". La
minaccia quindi arriva da fuori? "Già dai paesi dell'Europa dell'est,
anche se sono dentro l'Unione Europea, ci arriva una concorrenza spietata.
Col governo uscente c'era completa incomprensione su questi problemi. Se ora lo
capiscono, dovranno prendere decisioni importanti e sostenerci". Comunque
vadano i duelli elettorali, anche in Trentino Pdl e soprattutto Lega hanno
accresciuto i loro voti. C'è insoddisfazione anche qui da noi verso il governo
provinciale? "Mi sembra che in Trentino ci sia una situazione più
equilibrata. La Lega chiede il federalismo fiscale, ma qui lo abbiamo già, anzi
le altre regioni ce lo invidiano. Il problema, semmai, è difendere l'autonomia,
che nel complesso abbiamo utilizzato bene, anche se a volte va a supporto solo
di certi settori e non di tutti. C'è una spinta al rinnovamento del quadro
politico, ma anche la richiesta di garantire l'autonomia speciale".
15/04/2008.
( da "Adige, L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Boso: "La
Margherita perde i suoi petali" " Con na sbèrla cosìta la Margherita
l'ha trato tuti i petali in tèra ". Ne ha per tutti Obelix, Enzo Erminio
Boso, separatista, indipendentista. O forse no, comunque tra i fondatori della
Lega trentina. Lui è un popolano e arriva al Commissariato con due mele che
sbocconcella. E da popolano pensa ai voti popolari. "Oggi il popolo
sovrano - attacca - ha dato lo sfratto al centrosinistra in Trentino".
Sorride, parla alto. Non lo ferma nessuno. "Oggi è stato dimostrato che
solo la Lega sa interpretare i bisogni del popolo più umile". E la sinistra,
Boso? "La sinistra ormai da tempo è arrivata al potere
e lì è rimasta prigioniera degli uffici, della burocrazia, delle poltrone". Ma allora, siete voi la sinistra? La Lega
è di sinistra? "Noi siamo a sinistra della sinistra per i bisogni della
gente e a destra della destra per la difesa delle tradizioni". Secondo lei
avete pescato voti anche a sinistra? "Ma scherza? La Sinistra
arcobaleno non entra nemmeno in parlamento! Quando il popolo di sinistra non va
a votare per la sinistra, allora vota Lega Nord". Come festeggerà questa
vittoria Boso? " Come magnar polenta e formài frito ". E il suo ruolo
quale sarà? Non fuori dai giochi! "Io sono il vecchio saggio e consiglierò
i miei vertici, Divina, Fugatti e Savoi. Facendo il moderato". Fuori dai
giochi? "Boso, sai, ha tante opportunità: quella di essere il primo in
lista per le provinciali, o candidare alle europee. O ancora essere primo in
lista in qualche Comune. Io sarò dove la Lega Nord mi vorrà. Dicono: "Boso
vai" ed io vado come un soldato di Pontida". Tra qualche mese ci
saranno le elezioni provinciali Boso e il centrodestra non ha ancora un leader
. O ce l'ha, visto il risultato di oggi della Lega? "La Lega vuole,
pretende, che il leader della coalizione sia suo. Chi? Uno della Lega".
Alessandro Savoi sta combattendo per un posto alla Camera, potrebbe avverarsi
il sogno del terzo seggio per la Lega. "Stiamo arrivando a 50.000 voti e
mancano ancora delle sezioni da scrutinare alla Camera. Savoi potrebbe proprio
essere il secondo deputato della Lega". Tirando un brutto scherzo a
Malossini. "Che però potrebbe essere ripescato nel calderone del
maggioritario nazionale". Non parla piano Boso, urla col suo vocione. Ma
con un successo di queste proporzioni la Lega Nord deve conquistare un
portamento, diciamo così, governativo. Ecco allora che al Commissariato
arrivano due giovanissimi leghisti, puliti, elegantini. Qualcuno li presenta ai
giornalisti: "Il partito è fatto anche di giovani, se non soprattutto di
giovani. E ormai siamo una delle poche formazioni politiche che a livello
nazionale può portare i giovani nelle piazze". Già, il Sessantotto sta a
sessantottomila anni luce di distanza da oggi. 15/04/2008.
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL CANDIDATO. L'EX
PRESIDENTE DEGLI INDUSTRIALI DURANTE LA NO-STOP DEL PD A VICENZA Il d-day
dell'on. Calearo "E ora in Parlamento a rompere le scatole" di
Alessandro Mognon Immancabile sciarpetta di seta marroncina portafortuna,
arriva allegro sfoggiando un super sorriso. Neanche fosse Berlusconi:
"Tranquilli, siamo il primo partito di Vicenza...". Il Pd non ce l'ha
fatta ma Massimo Calearo sì. In tutti i sensi: eletto deputato, candidato in un
Veneto e da una Vicenza che vede uno dei migliori risultati del Partito
democratico dal medioevo a oggi. E che, dice qualcuno, potrebbe essere anche
merito suo. "Sarà una lunga notte - sospira Calearo, appena entrato nel
salone dell'hotel Tiepolo dove il Pd ieri ha organizzato la no-stop elettorale
con sette mega-televisori -. Vediamo come va a finire nel Veneto, ma secondo me
il Pd non è stato capito fino in fondo. A parte a Vicenza". Da dietro vola
la domanda: "È stata la sua presenza a trascinare il risultato del
centrosinistra?"; "Se l'ho trascinato io? Speriamo di sì". Si
spengono le telecamere, Calearo si gira verso la persona più vicina: "Ma è
vero che siamo primi a Vicenza?". È arrivato alle
( da "Tribuna di Treviso, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'ex leader di
Federmeccanica non si scoraggia di fronte all'exploit del Carroccio. "Il
mio dovere l'ho fatto" "Ora comincia la rimonta" Calearo: siamo
riusciti ad aprire una breccia nel muro "Qualcuno dovrà riflettere sul
fatto che il partito di Bossi è primo in regione. Galan? Fossi al suo posto
andrei a Roma, ma credo che alla fine non lo farà" DALL'INVIATO ALESSANDRA
CARINI VICENZA. "Il muro non è caduto, ma abbiamo aperto una breccia dove
far scorrere dell'acqua che potrà abbatterlo fra qualche anno". Massimo
Calearo ha al collo la sua sciarpa portafortuna, quella che ha indossato per
tutta la campagna elettorale e che portava al momento della chiusura del
contratto dei metalmeccanici. E qualche chance il suo amuleto deve avergliela
data. Nel quartier generale del candidato che è stato una delle novità
clamorose di questa campagna elettorale nordestina e nazionale, che fino a
pochi giorni fa aveva tradotto in un eloquente "podémo fàrghea" il
motto veltroniano del "we can", non c'è solo aria di sconfitta.
Perché i dati che escono dagli schermi accesi in sala registrano alcune
sorprese. A Vicenza il Partito Democratico ha risultati strabilianti per una
città da sempre di destra. Chi l'aveva mai visto un Partito Democratico al 33%
e al primo posto in città? "Io il mio dovere l'ho fatto" dice
Calearo, per nulla intimorito dalle facce buie che si susseguono sugli otto
schermi televisivi piazzati nella sala di un hotel di Vicenza trasformato per
l'occasione nel suo quartier generale. Nei talk show a raffica che, visti tutti
insieme così sembrano anche un po' ridicoli, compaiono infatti i cartelli delle
previsioni con i dati della sconfitta, o, meglio la fine del sogno del "we
can", veltroniano. Passa di lì a commentare Gigi Coppiello, sindacalista-intellettuale,
che citando le valutazioni di un vecchio collega e funzionario del Pci che da
qualche giorno aveva indovinato i pronostici e il vento freddo del Nord
sentenzia: "è la paura che porta questi risultati. Il Paese è fermo, non
sa dove andare e si rifugia nella Lega, a difendere quel che si ha". Sono
considerazioni che on sfiorano per adesso Calearo, sostenuto dalla sua
attivissima compagna, Maria Pia, corsa anche lei a vedere i risultati.
L'exploit della Lega Nord non sembra scoraggiarlo. E per non smentire il suo
refrain, e cioè che un imprenditore deve essere sempre ottimista, dice
convinto: "Da adesso in poi si lavora e comincia la rimonta". Una
rimonta che parte dai guai, si fa per dire, altrui, magari quelli del suo primo
rivale, Giancarlo Galan, assediato da una Lega che è poco meno di una valanga a
Vicenza, dove si vota anche per il Comune, e in Regione, dove si devono
decidere le sorti della sua eventuale successione. "La Lega è il primo
partito del Veneto, qualcuno dovrà pure riflettere sui suoi errori" dice
Calearo ironico riferendosi a quella che ritiene la seconda sconfitta di queste
elezioni, e cioè la perdita di peso di Forza Italia e i guai che si porterà
dietro nel governo della Regioni del Nord, in primo luogo di Galan che sa che o
il Veneto o la Lombardia o entrambe dovranno fare i conti con il successo della
Lega. "Se fossi al suo posto andrei a Roma, ma non lo farà"
preconizza Calearo. Ma in cuor suo spera che Galan resti a presidiare la
Regione per dare il tempo e una chance di preparare tra due anni una
successione che rimetta in gioco in qualche modo il Pd. Nel caso in cui se ne
dovesse andare adesso e dovesse arrivare la Lega, come ci si aspetta dato il
risultato delle urne, se ne riparlerà chissà quando. Lui del resto, che dice di
non aver votato mai leghista, ma che tra i leghisti ha avuto sempre molti
amici, ha già pronti gli slogan da portare a Roma. "Da
domani si comincia: federalismo e burocrazia... federalismo e burocrazia... federalismo e burocrazia... poi vediamo chi alla fine la vincerà". E "l'inizio
di uno step by step che metteremo insieme da domani, è un percorso che ho
intenzione di cominciare a battere per fare crescere i consensi".
Arriva la telefonata di Ettore Riello, che Calearo chiama amichevolmente con il
diminutivo Rino: "Ci hanno messo contro, ma noi siamo amici".
"Dai... - incita Calearo - faremo gli interessi del Veneto a Roma"
gli dice. Ma dall'altra parte, con l'ironia che è solita, Ettore-Rino risponde
che deve fare prima i conti se alla fine ce la farà. Con le performance della
Lega in Veneto chissà se ci arriva. Calearo almeno il posto ce l'ha e ben
saldo. "Per me le cose restano come prima: avevo detto che andavo a Roma a
rappresentare questo territorio e così farò, con gli altri veneti, con chi vuole
trovare dei punti comuni nel programma: il Partito Democratico è giovane deve
avere tempo per far capire la sua novità". Arriva un uomo con impermeabile
e, sotto, la tuta da ginnastica anche lui a cercare di capire che cosa è
successo nelle urne. è il suo "personal trainer". "Giuro che tra
poco torno in palestra" gli dice. Le valigie le ha già pronte, un
"rifugio" anche: a Roma per adesso andrà dai preti, da suo zio
gesuita che ha promesso di trovargli una sistemazione. Non è certo il massimo
per chi si era già iscritto alla guida di un ministero. Ma per cominciare a
sperimentare le "gioie" della politica può essere abbastanza.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Scarto di 30 punti
percentuali fra le due coalizioni: un'enormità. Ma il Pd al debutto si difende
bene La Lega torna prima: 31% La provincia di Treviso si riscopre Vandea verde SEGUE
DALLA PRIMA con punte superiori al 10% sul totale della popolazione residente.
Se la risposta è questa, allora è chiaro che dietro questa marea ci sono tante
cose: c'è il no all'indulto, certo. C'è la richiesta di pene certe e di nuove
carceri, di norme più restrittive verso gli immigrati. Ma c'è anche la protesta
contro le tasse, i costi della politica, l'eccesso di burocrazia, il centralismo statale. è la
ricetta di quella che è stata definita "questione settentrionale" e
che, in queste politiche 2008, sembra essere stata incarnata soprattutto dal
Carroccio. Trentuno per cento alla Camera: la Marca trevigiana si conferma
roccaforte nazionale della Lega, al pari della provincia di Vicenza,
meglio che nelle vallate lombarde. Il ciclone padano torna a soffiare con la
forza di dieci anni fa, di quel
( da "Tribuna di Treviso, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Fi e An perdono
consensi rispetto a due anni fa Pdl ridimensionato: "Premiata la
protesta" Fabio Gava: mancato il collegamento con il territorio GIORGIO
BARBIERI TREVISO. Nella Marca il Popolo della libertà esce ridimensionato
dall'exploit della Lega, che è passata dal 14,03% del 2006 al 30,3%. La fusione
tra Forza Italia e Alleanza nazionale invece lascia sul campo oltre il 7%
rispetto a due anni fa, dal 35,3% (Fi 24,7% e An 10,5%) al 27,8% di ieri.
"Prima di tutto va preso atto con grande soddisfazione della vittoria del
centrodestra a livello nazionale - dice l'assessore regionale forzista Fabio
Gava - qualche rammarico per il risultato del Pdl in Veneto e in provincia di
Treviso indubbiamente c'è". E Gava fa riferimento al voto utile: "Per
la prima volta in assoluto sulla Lega è potuto confluire sia il voto utile,
dato alla coalizione di Berlusconi, che quello di protesta. Mi auguro perciò
che il prossimo governo sappia tenere conto rapidamente di questo disagio e che
il Pdl sappia rafforzare i suoi riferimenti locali pur essendo un partito
nazionale e non territoriale". Infine Gava si togli un sassolino dalla
scarpa e critica il mancato dialogo tra i vertici e la base del partito:
"Per troppo tempo è mancato il collegamento tra il territorio e il livello
nazionale, mentre in Veneto la gente sente la necessità di una rappresentanza
forte nel Paese". Canta vittoria invece vittoria il capogruppo di Forza
Italia in Regione, Remo Sernagiotto. "Non bisogna dire che il Pdl ha perso
voti rispetto a due anni fa - spiega - perché noi e la Lega facciamo parte
della stessa coalizione che anzi di voti ne ha guadagnati". Per l'ex
sottosegretario al Welfare Maurizio Sacconi "il risultato trevigiano è
inequivocabile: stravince la coalizione di Silvio Berlusconi e riemerge, quasi
come nel 1996, un grande voto in favore della Lega. Il futuro Governo
Berlusconi non potrà non rappresentare il grande malessere del lombardo-veneto
il quale invoca meno stato, meno tasse, meno burocrazia, migliori servizi per le
persone e per le imprese. In particolare il federalismo fiscale dovrà precedere
la stessa riforma costituzionale per dare maggiore autonomia e responsabilità a
regioni ed enti locali". Anche Alleanza nazionale comunque si trova a
dover pagare l'unione con Forza Italia. Due anni fa nella Marca superò
il 10 per cento, oggi probabilmente buona parte di quel consenso ha contribuito
al successo della Lega nella Marca e nel Veneto. "Per il Popolo della
libertà si tratta di un'importante affermazione - spiega il segretario
provinciale di An Andrea De Checchi - insieme alla Lega conquistiamo molti voti
in più rispetto a due anni fa. Certo la Lega ha fatto un bel balzo in avanti, ma
noi non possiamo certo lamentarci. Per quanto riguarda An in molti speravano in
un successo di Storace. Ma mi sembra che abbia ottenuto un risultato
ridicolo". Dopo aver perso, per i noti fatti, Gustavo Selva, in questa
tornata l'Alleanza nazionale dovrebbe riuscire a portare a Roma Maurizio
Castro. L'ex responsabile delle relazionali sindacali all'Electrolux anche
nelle scorse elezioni si era presentato nelle liste del partito di Fini. Ma per
alchimie tecniche era rimasto fuori dal Parlamento. Ora resta da vedere come lo
straordinario successo del Carroccio modificherà le alleanze, non solo a
livello provinciale e cittadino.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
ELEZIONI 2008
15-04-2008 Intervista Il neo deputato: "Stop ai terreni a riposo
forzato" Rainieri: "Tutelare agricoltori e prodotti tipici" N on
ha dubbi Fabio Rainieri, 41 anni, da San Secondo, neo deputato parmigiano del
Carroccio. "Devolution, sicurezza, immigrazione e famiglia sono i temi sui
quali siamo stati premiati ", dice commentando i risultati della Lega. Ma
lui, aggiunge subito dopo, si occuperà soprattutto di agricoltura. Qualcuno ha
criticato il suo passato di Cobas del latte. "Sì, ma io non vado a Roma
per difendere qualcuno, ma per difendere gli interessi di tutti gli agricoltori
e ridare dignità a questo mestiere. Una battaglia importante ad esempio è quella
della tutela dei prodotti tipici, un'altra è quella per l'Agenzia nazionale per
la sicurezza alimentare che i parlamentari parmigiani del Pd hanno 'regalato' a
Foggia. Noi vogliamo che resti a Parma, sede dell'Efsa. Una cosa logica visto
che questo organismo dovrà avere contatti continui con l'Efsa. Questo servirà ad abbassare costi di trasporto, burocrazia e personale. Gli agricoltori
che hanno votato Lega hanno dato un voto al partito che ha fatto di più per l'agricoltura.
Siamo stati decisivi e propositivi". La prima proposta di legge che
vorrebbe fare. "L'agricoltura ha grandi problemi di costi energetici e
materie prime. Bisogna togliere le limitazioni alla produzione ed
eliminare il 'set a side', ossia l'obbligo di tenere a riposo il 10% di ogni
terreno coltivabile. Oggi non ci sono più scorte di grano e frumento e il
prezzo di pane e pasta sta lievitando oltre misura. Non ha più senso lasciare
terreni incolti". E oltre all'agricoltura? "Caldeggiamo la nuova
questura per Parma, che così sarà più fruibile dai cittadini, finanziamenti per
le forze dell'ordine e l'equiparazione della polizia municipale e nazionale.
Occorre poi trovare una soluzione per il tribunale di Fidenza,
sottodimensionato come sede e soprattutto come organico. La giustizia deve
funzionare bene e celermente, confermando le pene e non rischiando le
prescrizioni. Infine, vorrei una caserma dei vigili del fuoco nella Bassa. Tra
Parma e Fidenza non c'è alcun presidio antincendio e al Cepim avvengono spesso
incidenti ". m. t. Le priorità "Nuovo tribunale a Fidenza e vigili
del fuoco nella Bassa".
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
15-04-2008)
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ELEZIONI 2008
15-04-2008 Elezioni 2008 OPERAZIONI DI VOTO SUPERLAVORO PER SCRUTATORI E
PRESIDENTI Dal militante spot all'anziana "abbandonata" Curiosità e
disavventure nei seggi: 300 "sbadati" richiedono la tessera
elettorale Giacomo Talignani II Nella tornata elettorale in salsa parmigiana
c'è perfino chi sulla scheda elettorale ha scritto "Cetto La
Qualunque", citando il politico corrotto interpretato dal comico Antonio Albanese.
Slogan e sberleffi E poi si leggono slogan che vanno da "La burocrazia
uccide " a "V2 Day, libera informazione, parlamento pulito" sino
ai classici "buffoni", "andate a lavorare". E' stata una
giornata dura quella di ieri, per i presidenti e gli scrutatori dei 202 seggi
parmigiani: "Ma qualche risata, tra uno spoglio e l'altro, ce la siamo
fatta leggendo le scritte sulle schede di quelli che hanno voluto annullare il
voto" - dicono per esempio dalle sezioni di via Paciaudi. Per il
resto è stato un lungo spoglio di schede gialle e rosa, di sacchetti da
riempire, moduli da compilare e nervosismo da stemperare. Ma non sono mancati,
anche durante le ultime ore disponibili per il voto (dalle 7 alle 15), equivoci
e incomprensioni. Stemmi berlusconiani Polemiche ieri mattina nel seggio di via
Paciaudi, scuola Adorni: pare che un rappresentate di lista si aggirasse per il
seggio con una spilla elettorale del Pdl e una carpetta con il volto di
Berlusconi e diverse immagini relative al Pdl. Un elettore ha fatto notare il
fatto sia ad un presidente di seggio che agli uomini della polizia ferroviaria
presenti per presidiare la sezione. Gli agenti hanno chiesto all'uomo di
"girare" la spilla e coprire i simboli elettorali, poi tutto è
rientrato nella normalità. Voto in extremis Nel seggio 112 della scuola
Albertelli in via Newton una elettrice si è presentata, scheda elettorale e
carta di identità alla mano, alle 14.59 e 52 secondi. In extremis è riuscita ad
entrare in cabina e votare. Nello stesso seggio, spiega il presidente, Francesco
Gaiani, "molte persone, soprattutto anziani, si sono presentate però anche
alle prime ore del mattino. Per il resto è filato tutto liscio senza
intoppi". Sondaggi per la Rai Sempre nella scuola Albertelli, plesso che
ospita diverse sezioni elettorali, l'istituto Piepoli per la Rai ha realizzato
i sondaggi prendendo come seggi campione il 120 e il 126. "Per la prima
volta - spiegano Francesca e Giada, le ragazze che hanno svolto i sondaggi -
alle elezioni abbiamo avuto la possibilità di utilizzare i computer palmari per
inviare i dati in tempo reale all'istituto Piepoli". 300 smemorati Anche
ieri mattina, al Duc, circa 300 persone si sono presentate agli sportelli per
richiedere la tessera elettorale precedentemente persa. Centinaia anche le telefonate
al numero verde del Comune che, come conferma l'assessore delegato per
l'elezioni, Costantino Monteverdi, "ha avuto un notevole numero di utenti.
Diciamo in generale che la macchina elettorale ha funzionato bene: soltanto
qualche piccolo problema in alcuni seggi relativo all'inversione di numeri fra
i conteggi votanti uomini e votanti donne, oppure problemi riferibili a qualche
scheda non facile da decifrare". In vari seggi poi, da via Argonne a via
Montebello sino a via Newton, si segnalano alcune incomprensione fra presidenti
di sezione ed elettori relativi al divieto di portare il telefonino in cabina.
Anziana "abbandonata" E' capitato anche, nella agitata giornata
elettorale di ieri, che una signora 85enne sia stata "abbandonata" al
Duc. La signora, decisa a votare, si era fatta accompagnare da un militante di
sinistra per ritirare la scheda elettorale al Duc: poi l'uomo avrebbe dovuto
accompagnarla al seggio. La donna, però, si è resa conto di non avere la carta
d'identità e dunque si è fermata al Duc per farne una nuova. Ma per poterla
fare serviva la denuncia di smarrimento della vecchia. In tutta questa trafila
il militante-accompagnatore se n'è andato dagli uffici del Duc. Senza un soldo
in tasca e non sapendo come tornare a casa la signora è stata poi
riaccompagnata nella sua abitazione da una responsabile del Comune. Operazioni
di spoglio Lavoro frenetico nelle sezioni della città per concludere lo
scrutinio.
( da "Corriere della Sera" del 15-04-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-04-15 num: - pag: 55
categoria: BREVI DOINA E I FIGLI Visite vietate in carcere Caro Romano, da
oltre un anno non vede i suoi due bambini di 4 e 7 anni; dopo la condanna a 16
anni per la terribile disgrazia nella metropolitana in cui è morta la sua
povera giovane coetanea Vanessa, Doina, la ragazza rumena in carcere a Roma,
attende il processo d'appello con speranza, perché anche i giudici hanno
elementi per sapere che si è trattato del drammatico incidente di un istante,
con ogni probabilità un gesto istintivo di autodifesa a causa di un malinteso,
ma che purtroppo ha avuto l'imprevedibile tragica conseguenza che ci ha tanto
impressionato e commosso. Resta comunque un interrogativo:
perché ormai da un anno la burocrazia giudiziaria e carceraria italiana e l'Ambasciata di Romania non hanno
ancora trovato il modo di far incontrare Doina con i suoi due bambini? Perché
queste sofferenze supplementari, non ragionevoli, oltre la privazione della
liberta? Oltretutto ci si chiede perché la condanna è sempre dover stare
in carcere, quando esistono invece comunità "chiuse" come carceri e
"protette", dove la giovane rumena possa lavorare e vivere insieme ai
suoi bambini? Si sa che è venuta in Italia e ha fatto una vita tanto brutta e
rischiosa proprio pensando a loro, dopo essere stata abbandonata dal marito.
Una maggiore attenzione a queste sofferenze dovrebbe essere di conforto anche
ai familiari della vittima che certamente vogliono giustizia, ma non vendette e
feroci pene supplementari. E non sono permesse dalla legge in Italia,
giustamente assai sensibile ai diritti e al benessere di mamme e bambini.
Marzia Canitto Prosperi info@canitto.org Se la situazione è ancora quella da
lei descritta posso soltanto darle ragione e sperare che si trovi una soluzione
perché alla madre venga permesso di vedere i suoi figli.
( da "Corriere della Sera" del 15-04-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-15 num: - pag: 23 categoria:
REDAZIONALE L'apertura di Bonanni: "Serve stabilità" Tensioni nella
Cgil Marcegaglia: ora segnali che diano fiducia Confindustria indica al governo
due priorità: riforma dell'Irap e detassazione del lavoro straordinario Cgil
attonita. Nessuno ai piani alti di Corso Italia si aspettava un vittoria così
ampia del centrodestra. Lo stesso segretario generale, Guglielmo Epifani,
sperava almeno in un pareggio al Senato. L'unica consolazione per il sindacato
rosso è di essersi smarcato in tempo dalla Sinistra arcobaleno. Ma adesso il
timore di Epifani, che parlerà oggi dopo la segreteria, è che ci sia una
radicalizzazione della sinistra Cgil, come già preannuncia Giorgio Cremaschi:
"Si apre una stagione di forte conflitto perché Berlusconi metterà in
discussione l'esistenza stessa del sindacato". Epifani è consapevole che
non può fare come nel 2001-2006, quando la Cgil non volle firmare alcun accordo
col Cavaliere. Anche questa sarebbe rottura con Cisl e Uil, e la Cgil finirebbe
in un vicolo cieco dominato dalla protesta massimalista. Non a caso, a
differenza di Epifani, ieri i segretari della Cisl e della Uil hanno commentato
il voto rilanciando la concertazione. E come se non bastasse il leader della
Cisl Raffaele Bonanni ha aggiunto: "C'è una forte richiesta di stabilità e
governabilità". A complicare la situazione di Epifani c'è anche il fatto
che la Confindustria si prepara a una linea più dura. Il presidente uscente, Luca
di Montezemolo, l'ha recentemente annunciata: "Gli accordi si fanno con
chi ci sta". Ed Emma Marcegaglia, che gli subentrerà a maggio, si muoverà
su questa linea. Ieri, intanto, il presidente entrante ha già indirizzato i
primi messaggi a Berlusconi. Formazione, ricerca, innovazione. Ma anche energia
meno cara, burocrazia più leggera,
trattative salariali meno centralizzate. E soprattutto "segnali immediati
" per ritrovare fiducia, dalla detassazione degli straordinari alla
riforma Irap. A otto giorni dalla presentazione del suo programma e della
squadra, Marcegaglia ha usato le colonne del quotidiano francese Les Echos per
stilare un primo elenco di urgenze indispensabili. Che partono da una
constatazione preoccupante: la crescita dell'economia italiana è "più debole
della media europea", sia per le condizioni del Mezzogiorno ("Lo
dobbiamo rimettere al centro"), sia per il debito pubblico ("Ci costa
30 miliardi di interessi in più rispetto agli altri Paesi Ue"). Gabriele
Dossena Enrico Marro.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Prov Sulcis Pagina
2050 Carbonia. Vincenza Tiddia attende da otto mesi che le venga consegnato
l'apparecchio Il sintetizzatore? Soldi fermi in Regione Carbonia.. Vincenza
Tiddia attende da otto mesi che le venga consegnato l'apparecchio Malata di
Sla, la burocrazia non le permette di comunicare
--> Malata di Sla, la burocrazia non le permette di
comunicare È malata di Sla ma il sintetizzatore vocale le permetterebbe di
comunicare non arriva perché i soldi per acquistarlo non sono arrivati. I soldi
per il sintetizzatore vocale sono fermi in Regione. E anche la pratica per l'adeguamento
del sussidio economico procede tutt'altro che spedita. Ritardi e rinvii che si
accumulano da otto mesi e che non fanno altro che prolungare il calvario di
Vincenza Tiddia, 60 anni, la donna di Carbonia affetta da Sclerosi laterale
amiotrofica, in attesa dall'estate scorsa di un sofisticato strumento che le
consentirebbe di comunicare senza dover ricorrere a metodi empirici e
imprecisi. L'APPELLO Vincenza continua a restare una paziente di serie B.
L'appello lanciato otto mesi fa dal fratello Franco è stato raccolto a metà: la
prova tecnica sul macchinario è stata completata ma lo strumento è fermo nella
sede dei fornitori. Farà definitivamente il viaggio di sola andata per Carbonia
quando verrà comprato. I soldi, neppure 15 mila euro, devono uscire dalle casse
della Regione "ma il problema non è stato minimamente risolto". A
sottolinearlo è nuovamente il consigliere regionale socialista Maria Grazia
Caligaris, componente della Commissione Diritti Civili, ritornando su un
argomento che aveva già sollevato con un'interrogazione alla Giunta Soru lo
scorso luglio. Aveva fatto suo l'appello che Franco, il fratello di Vincenza,
da quattro costretta su un letto dalla Sla, aveva lanciato e che adesso
reitera: "Il sintetizzatore è stato testato su mia sorella, ma è tutto
inutile se non ce lo consegnano". Per la Caligaris appare perciò
"inspiegabile - aggiunge - che dopo aver individuato lo strumento più
idoneo alle sue condizioni siano necessari ancora altri mesi". L'INTOPPO
Dove si è inceppato il meccanismo burocratico? Le strade sembrano portare a
Cagliari, anche quelle relative alla concessione del sussidio nell'ambito del
programma Ritornare a Casa. "Sino a quando non arrivano input dalla
Regione - precisa il direttore sanitario della Asl 7 Pietro Chessa -
continueremo a garantire alla paziente il terzo livello di Assistenza
domiciliare integrata". Quanto all'integrazione economica è l'assessore
comunale alle Politiche Sociali, Maria Marongiu, a rammentare che
"aspettiamo da Cagliari le risposte sulle pratiche già inviate". Così
a Vincenza Tiddia, una donna che non ha sempre manifestato la volontà di
comunicare, e al fratello Franco non è rimasta che l'ennesima denuncia pubblica
che accomuna gli altri cinque pazienti del Sulcis Iglesiente affetti dalla Sla:
tutti privi di sintetizzatore vocale, come se fossero pazienti di serie B.
ANDREA SCANO.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-04-2008)
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Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-04-15 - pag: 4 autore: DALLA PRIMA Al Nord
Senatur formato Oltrepò Il Carroccio fa il pieno in Piemonte, dal 6,5% del 2006
al 11,5; nelle roccaforti lombarde (dall'11 al 21%) e venete (dall'11 al 26%) e
in Friuli Venezia Giulia (dal 7 al 13), mettendo in forse la riconferma del
monarca Riccardo Illy. Non solo: il Carroccio sfonda anche nella bassa lombarda
e in Emilia Romagna, dove sale al 7%, abbozzando l'embrione di una possibile lombardovenetizzazione
del centro Italia. La mitica pedemontana lombarda e il Veneto manifatturiero,
vicentino e trevigiano, sono il centro d'irradiazione di un filotto che riporta
la Lega quasi ai fasti del 1996, quando corse libera e bella contro Roma Polo-Roma
Ulivo. Non più solo valli e prealpi, dunque. La Lega torna a sfondare nei
grandi centri urbani, quasi in un replay del 1993, più che raddoppiando a
Milano (dal 5,1 del
( da "Messaggero, Il" del 15-04-2008)
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Di UMBERTO MANCINI
ROMA - "La priorità per il nuovo governo è una sola: la crescita. Poi,
ovviamente, rimettere sotto controllo la spesa pubblica e liberalizzazione i
servizi pubblici locali". Giacomo Vaciago, economista e docente alla
Cattolica, stila l'agenda per il nuovo esecutivo. Professore, siamo in una fase
congiunturale difficile: crescita zero o poco più: cosa dovrà fare subito
Berlusconi? "La politica, quella vera, è fatta di scelte. E sono 15 anni
che i problemi del Paese non vengono affrontati, proprio perchè non si è mai
scelto. Ora la prima cosa da fare e riavviare la crescita economica. Attraverso
riforme strutturali come la semplificazione amministrativa e la riduzione delle
tasse". Una spinta forte per le aziende... "Le imposte - e non solo
quelle che paga il mondo delle imprese - vanno ridotte sopratutto a chi le paga
e paga troppo. E poi chi governerà dovrà puntare non solo sulle imprese che
esprimono un livello di eccellenza, ma sopratutto su chi è ai minimi ed è in
ritardo". Cioè? "Le aziende di qualità del Nord sono frenate dal
livello generale non di eccellenza. Per capirci: dal caos rifiuti di Napoli,
dall'emergenza Alitalia, dal livello scadente dei servizi, dalle imprese del
Sud che arrancano. La politica ha il compito di sciogliere questi nodi. Non di
chiedere alla Germania di risolvere il problema dei rifiuti di Napoli. Ma di
dare sprint a tutto il settore". Ci sono le potenzialità per fare crescere
il Paese? "Credo di sì. A patto ci si muova in questa ottica. Innovando e
riformando sul serio. Meno tasse, meno burocrazia, più mercato". E sul
fronte della spesa pubblica? "Va messa sotto controllo la spesa
"storica". Come del resto aveva provato a fare Padoa-Schioppa.
Rimettendo sotto la lente tutta una serie di spese che vengono dal passato e
che non sono state mai "revisionate" a fondo. E questo si può
fare solo attraverso una buona amministrazione, il taglio delle spese inutili,
razionaliazzazioni e una organizzazione migliore. Anche qui si tratta di fare
delle scelte, magari impopolari, ma nette".
( da "Messaggero, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di LUCIANO
COSTANTINI ROMA Il voto è alle spalle. Il confronto mediatico anche. Tra
qualche settimana il nuovo governo sarà chiamato a riprendere il confronto con
le parti sociali. Temi infuocati, come nel caso di Alitalia, e comunque
strutturali per cambiare l'assetto sociale del Paese. Per esempio, il fisco e
la riforma dei contratti. Che, in sostanza, vuol dire stipendi, salari,
pensioni, welfare. "Servono segnali immediati per dare fiducia alle
imprese". Così in una intervista al quotidiano francese "Les
Echos" il futuro presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia.
"Alcune proposte elettorali, come la defiscalizzazione degli straordinari,
sono importanti". Il nuovo esecutivo, secondo la Marcegaglia, dovrà
investire sul materiale umano rivedendo il sistema educativo per potenziare
ricerca e innovazione. E poi la riforma della burocrazia che "costa ogni anno
alle piccole e medie imprese 14 miliardi di euro, cioè un punto di pil".
E, ovviamente, "bisognerà operare tenendo conto del debito pubblico che
costa 30 miliardi di interessi di più che negli altri Paesi europei".
Priorità ben precise, peraltro, in linea con quelle sempre ribadite da Luca
Cordero di Montezemolo. Emma Marcegaglia è fiduciosa sull'apporto del made in
Italy che continuerà ad essere la punta di diamante del Paese "a patto
però che l'euro non continui a battere record contro il dollaro". La
Marcegaglia il 23 aprile presenterà al parlamentino di viale dell'Astronomia la
propria squadra; il 23 maggio sarà incoronato primo presidente donna
dell'associazione degli industriali; avvierà quasi subito il confronto e con il
nuovo governo e con i sindacati. Impegno difficile anche se su alcuni punti
troverà qualche sponda nel sindacato. Per esempio, nella richiesta di
detrazioni fiscali, nella detassazione degli straordinari e negli aumenti
salariali di secondo livello, legati all'aumento della produttività. Il tutto
dovrà, ovviamente, essere inquadrato nella riforma del modello contrattuale.
Montezemolo nei giorni scorsi ha lanciato una sorta di ultimatum alle
organizzazioni sindacali: "O si fa in tempi rapidi, o ci accorderemo con
chi ci sta". Nel sindacato, si sa, le posizioni non sono esattamente
unitarie. Ma la priorità delle priorità, almeno in chiave temporale, per Cgil,
Cisl, Uil, Ugl è la questione Alitalia che con l'arrivo di Silvio Berlusconi a
palazzo Chigi potrebbe sviluppare scenari diversi, a partire da un ripensamento
della vendita della compagnia ai francesi. Comunque questa è un partita che si
giocherà nelle prossime settimane. Le organizzazioni dei lavoratori, così come
Confindustria, chiedono "forte stabilità e governabilità". Raffaele
Bonanni, leader della Cisl, manda il suo messaggio in una nota redatta quando
ancora il risultato del voto non era definitivo anche se assai verosimile:
"I cittadini italiani reclamano risposte immediate ai gravi problemi
economici e sociali, a cominciare dai salari e dalle pensioni falcidiati
dall'aumento dei prezzi, delle tariffe e delle tasse. Crediamo che bisognerà
cominciare da qui". Secondo il numero no di via Po la nuova maggioranza
uscita dalle urne dovrà "subito dare segnali chiari sul fronte di una
nuova politica economica e sociale, delle indispensabili infrastrutture, del
sostegno alle famiglie più deboli". Bonanni sottolinea che "fornirà
il proprio contributo autonomo e responsabile per creare un clima favorevole
alla necessaria concertazione e alla collaborazione tra maggioranza e
opposizione sulle riforme economiche, sociali e istituzionali per uscire dalla
fase di stagnazione economica e garantire una crescita equa e solidale di tutto
il Paese". "Si profila - sottolinea Renata Polverini dell'Ugl -
quella condizione di governabilità di cui il Paese ha bisogno e noi siamo
pronti a confrontarci su tutte le emergenze". Per Luigi Angeletti "la
vittoria del Pdl è inequivocabile, gli elettori hanno consegnato un risultato
che non mette in discussione la governabilità". "Una politica per la
crescita economica - argomenta il segretario generale della Uil - deve partire
da un aumento delle retribuzioni in termini reali e della produttività".
( da "Messaggero, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di CARLO JEAN COME
sempre, la politica estera e quella militare sono state trattate solo
marginalmente nella campagna elettorale. Vari sono i motivi di tale
disattenzione, da noi superiore rispetto ad altri paesi. Intanto, esistono sia
la percezione del nostro ridotto peso internazionale sia un diffuso pessimismo
sul futuro del Paese. Poi, influisce l'esistenza di un forte consenso sulle
grandi scelte della politica estera italiana e sul fatto che queste non
potranno essere modificate se non nei toni della retorica partitica. Infine,
prevale la persuasione che la politica estera - e soprattutto quella militare -
non possano essere di parte e che diplomazia e Forze Armate debbano essere
salvaguardate dalle polemiche politiche. Gli unici che avevano proposto
mutamenti sostanziali - cioè i partiti della sinistra radicale - hanno subìto
un tracollo elettorale, forse anche per il loro antimilitarismo ed
anti-americanismo "no-global". Quale che sia la composizione del
Governo, nulla cambierà. Non si parlerà più di discontinuità nella politica
estera e negli impegni militari. Dovrebbero essere possibili decisioni più
nette e scomparire i paralizzanti compromessi del passato. Diminuiranno anche
le polemiche, che hanno animato nella precedente legislatura i dibattiti
parlamentari, specie sul finanziamento delle missioni all'estero. C'è da
augurarsi che cessino anche le gazzarre di piazza. L'equilibrio fra l'Europa e
gli USA non si modificherà, anche se Barack Obama dovesse essere eletto presidente.
Si attenueranno - rispetto al passato - le accuse di euroscetticismo, anche
perché il mito salvifico dell'Europa si è attenuato ovunque. Continueranno
certamente gli ottimi rapporti con la Russia. In realtà - a parte la retorica -
le politiche estera e militare italiane hanno conosciuto una sostanziale
continuità. Ciò deriva anche dal fatto che le due
burocrazie meno politicizzate - quella diplomatica e quella militare - non
risentiranno quasi per nulla del cambiamento di Governo. C'è anzi da sperare
che l'accordo fra maggioranza ed opposizione venga esteso dalle
"regole" alla presenza internazionale del nostro Paese, rafforzandone
il peso.
( da "Messaggero, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di CORRADO
GIUSTINIANI ROMA - Sul sagrato c'è il banchetto di Alessio, 32 anni, part-time da
sette a 570 euro netti al mese per quattro ore al giorno, che candidamente
confessa di non aver mai votato alle politiche in tutta la sua vita. E,
intanto, invita chi passa a firmare per i Cobas. Sagrato, perché questo
edificio lungo e snello di fronte a Cinecittà due, tutto vetri e giunture di
ferro color amaranto, sede di Atesia-Almaviva, è la Cattedrale dedicata a Sua
Santità il Call Center, simbolo per i 300 mila giovani e meno giovani adepti di
tutta Italia. Non ve n'è uno più grande nel paese: 3 mila lavoratori si
alternano su più turni, nelle salette interne. Cattedrale del Call Center e
Basilica del Part Time, perché la metà di loro fa orario ridotto. Prima erano
lavoratori autonomi "a progetto", ma dalla fine del 2006 Almaviva ha
iniziato a stabilizzarli come dipendenti, con contratto da 4 o 6 ore. C'è chi
fa l'inbound, e cioè risponde a quanti digitano ad esempio un numero verde, e
chi fa l'outbound, telefonando lui all'utente, per proporre abbonamenti o
acquisti da meraviglia. Si aspira l'ultima sigaretta prima di scattare per
l'inizio-turno, evitando così lettere di richiamo. Il tramonto rimbalza sui
vetri della facciata, quando il successo di Berlusconi, Fini e Bossi si
materializza. "Bene - esclama Alessandro, 23 anni, part time al "119"
- Così spero che dia un taglio alla burocrazia, la vera piaga del paese.
Otto mesi fa ho fatto domanda per aprire uno studio di pratiche auto a Tor San
Lorenzo e ancora nessuno mi risponde. Non ci penso proprio a restare qui per
tutto il resto della vita". Arturo, 35 anni, maglia nera a maniche lunghe
griffata Puma, ha uno scatto d'entusiasmo: "Eddai, che ce l'abbiamo
fatta! Perché ho votato Silvio? Per una sola ragione: mi piace fisicamente.
Ridete, ma è così. L'ultima volta non ero andato, prima ancora ho votato a
sinistra". Alessandra: "Il primo punto dell'agenda, cacciare tutti i
clandestini. Il secondo rialzare un po' gli stipendi". Ma non si pensi che
l'armata dei call center sia compatta a favore del centrodestra. Riccardo e la
bella Caterina, fidanzatini di 21 anni, entrambi al secondo anno di Economia,
parlottano in macchina prima di iniziare il turno. "Un bel guaio -
commenta lui - Il primo problema italiano é il debito pubblico, l'intero Pil di
un anno non basterebbe ad azzerarlo. Con Prodi era calato e adesso con il
Cavaliere tornerà a svettare, come già in passato". E Caterina:
"Speriamo almeno che diano un taglio alla delinquenza e contrastino il
carovita". I due lavorano "a progetto": fanno interviste per
l'Unioncamere a due euro e mezzo l'una per l'annuale indagine Excelsior sulle
assunzioni previste dai datori di lavoro: "Ci va bene così. La mattina
all'Università il pomeriggio qui, quando vogliamo. E torniamo a casa con una
trentina d'euro in tasca". Hanno votato per Veltroni, e sono deluse, anche
Gloria e Rossella, part time per il "119". "Prodi aveva iniziato
a risanare, adesso torneremo indietro. Il primo punto da risolvere? Meno tasse
su salario e straordinari: fare più di 260 ore al mese a noi non
conviene". Lorenzo, 35 anni, che lavora in outbound per proporre l'offerta
"1000 e una Tim" non vuole spifferare il suo voto di protesta.
"Dico solo che alle comunali ho scelto la lista di Beppe Grillo e che, se
non viene stabilizzato tutto il precariato, i consumi e l'economia non ripartiranno".
Racconta la sua storia di giovane in controtendenza. Uscito di casa a 19 anni
in cerca di autonomia, è tornato dai genitori adesso, perchè i 500 euro
dell'affitto sono diventati insopportabili. Ma non sono solo giovani i
dipendenti di Atesia. Giampiero Risa ha 58 anni e con i 570 euro del suo
part-time dà un po' di ossigeno alle entrate familiari, che fanno affidamento
sulla pensione della moglie. "E' dal 2002 che lavoro qui, e un buon 20 per
cento di noi ha più di 45 anni - racconta - Ero deciso a non votare, poi ho
visto in rete quel "Porta a Porta" in cui Berlusconi calunniava Di
Pietro sulla laurea e sono andato a votare per l'Italia dei Valori. Adesso con
Berlusconi i ricchi diventeranno più ricchi e perderemo prestigio
internazionale". Lontano da qui Domenico, 31 anni, una laurea in
Sociologia, parla del film di Virzì "Tutta una vita davanti" che gli
ha riportato in flash-back il suo passato. "C'era anche da noi il capo che
ogni mattina ci faceva il discorsetto motivazionale, e ogni sera alla lavagna
ci metteva in classifica. Un incubo". Adesso Domenico respira, fa il
supervisore di quindici ragazzi a 1200 euro al mese, nel call center di
un'azienda che si occupa di fonti rinnovabili. "La politica? Sempre le
stesse facce, che si ricordano dei giovani solo prima delle elezioni. Comunque
ho votato. Ma non è servito".
( da "Corriere del Veneto" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-15 num: - pag: 4 categoria:
REDAZIONALE L'industriale del Pd L'ex capo di Federmeccanica: ancora 15 giorni
e avremmo vinto Calearo: "Per noi è un successo Ettore? Prenderemo casa
insieme" VICENZA - L'ex presidente di Federmerccanica nazionale e degli
industriali di Vicenza, Massimo Calearo, nonostante la sconfitta canta
vittoria. Capolista del Partito democratico in Veneto, ostenta buonumore. Andrà
a Roma a rappresentare il nuovo centrosinistra veneto targato Veltroni. E'
soddisfatto? "Certo, a Vicenza il Pd si è classificato primo partito, in
Veneto siamo la seconda forza politica e forse addirittura primi al
Senato", fa notare. Potevate vincere? "Bastavano quindici giorni di
campagna elettorale in più e ce l'avremmo fatta - afferma Calearo - . I dati
sono confortanti: dopo soli sei mesi dalla nascita del Partito democratico,
abbiamo demo-lito, mattone dopo mattone, il muro di diffidenza che c'era
attorno al Pd. Per il Nord Est inizia una nuova fase " Si aspettava un
tale successo della Lega? "Sono contento di questa vittoria della Lega
perchè è un partito che sa parlare alla gente. E poi meglio un successo per la
Lega che per Forza Italia. Ormai Fi è una coalizione lontana dal popolo,
arroccata nelle sedi di potere. Il Carroccio in Veneto ha saputo intercettare
il voto di malcontento e di protesta, cannibalizzando anche il suo principale
alleato, il Pdl". Che futuro prevede per il Pdl in Regione? "Il successo
elettorale della Lega potrebbe portare a un braccio di ferro con gli alleati e
problemi di governabilità in Regione" I suoi progetti per il dopo-
elezioni? "Adesso andrò a Roma, a fare opposizione e a rappresentare il
Partito democratico. Siamo all'inizio di una strada in salita, ma il fiato ce
l'abbiamo". Il primo impegno in agenda? "Voglio
ridurre la burocrazia e
darmi da fare per il federalismo fiscale" Promette battaglia anche per
l'adeguamento dei salari dei lavoratori? "Certo, porterò avanti quanto
abbiamo promesso in campagna elettorale" Ha già sentito lo sfidante
Riello? "Non ho ancora avuto il tempo di chiamarlo, ma gli telefonerò
quanto prima. Ettore è un amico, non l'ho mai considerato un avversario,
anche se hanno cercato spesso di contrapporci rappresentandoci come nemici o
sfidanti, solo perchè siamo due industriali che hanno scelto di militare in
forze politiche diverse. Invece l'amicizia tra noi è rimasta intatta ".
Che messaggio manda a Riello? "Caro Ettore, spero che saremo entrambi a Roma
per lavorare uniti. E magari lì prendiamo anche un appartamento insieme. La
nostra idea è quella di formare a Montecitorio un gruppo veneto di parlamentari
che combattono fianco a fianco, uniti, al di là degli schieramenti differenti.
Faremo squadra per il Veneto. E' una promessa". Fra.Vis. Chi è Massimo
Calearo, ex presidente nazionale di Federmeccanica e Confindustria Vicenza \\
Massimo Calearo: A Roma voglio fare squadra per il Veneto.
( da "Corriere del Veneto" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-15 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE
L'industriale del Pdl Il presidente di Riello group: in bilico il posto a Roma
Riello: "Burocrazia da abbattere Massimo? Avrà votato a destra"
VERONA - Era già pronto a partire per Roma l'industriale Ettore Riello,
presidente di Riello group, candidato per il Pdl a Montecitorio nel collegio
Veneto 2 (Venezia, Treviso, Belluno). Ma a sorpresa fino a questa mattina
resterà nell'incertezza. La sua posizione è ufficialmente "in
bilico". Numero
( da "Corriere del Veneto" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-15 num: - pag: 4 categoria:
REDAZIONALE Bricolo, Bonfrisco e Garavaglia in Senato Senato: il Pdl perde i
pezzi, il Pd fa il pieno A casa Zanettin, Mainardi, Campa. In bilico Longo,
avvocato di Berlusconi Tre veronesi guidano i veneti a Palazzo Madama. Il
leghista: "Alla Regione? Ci penseremo" VENEZIA - Gli sconfitti per
una volta sono i primi. Succede nell'assegnazione dei seggi al Senato, dove il
meccanismo di ripartizione su base regionale premia il Partito Democratico
veneto, che beneficia del fatto che Udc e Sinistra Arcobaleno non raggiungono
il quorum dell'8 per cento e, di conseguenza, si porta a casa ben nove eletti a
palazzo Madama. Più del Pdl e della Lega, che invece si spartiscono il bottino
riservato alla coalizione vincitrice. La ripartizione Secondo le prime
simulazioni, sulla base del risultato maturato nelle urne, i 24 senatori
spettanti al Veneto dovrebbero essere ripartiti in questo modo: otto al Pdl,
sette al Carroccio e nove al Pd. Questa distribuzione, se confermata,
cambierebbe nettamente rispetto alle previsioni i rapporti di forza all'interno
della coalizione di maggioranza. Pdl & Lega Si assottiglia la pattuglia di
senatori berlusconiani. Oltre a Giancarlo Galan, il capolista - cui ora si
ripresenta il dilemma del 2006: optare per la carica romana o rimanere
presidente della Regione? - , saranno eletti sicuramente Luigi Ramponi (quota
An), Maria Elisabetta Casellati (Forza Italia), Maurizio Sacconi (Fi), Maurizio
Saia (An), Paolo Scarpa Bonazza Buora (Fi), Cinzia Bonfrisco (Fi) e Maurizio
Castro (An). Il primo dei non eletti, in questa ripartizione, sarebbe il
penalista padovano Piero Longo, che potrebbe subentrare in un secondo momento
beneficiando delle dimissioni di Galan, nel momento in cui quest'ultimo dovesse
optare per rimanere presidente della Regione. Esclusi molto eccellenti, in casa
Pdl, sarebbero così l'imprenditore polesano Mauro Mainardi e i due deputati
uscenti Pierantonio Zanettin, vicentino, e Cesare Campa, veneziano. Raddoppia,
invece, la presenza leghista in Senato. Al seguito del capolista, il giovane
veronese Federico Bricolo (ha soltanto 41 anni), tornano trionfalmente a
palazzo Madama Piergiorgio Stiffoni e Paolo Franco e vi entrano per la prima
volta Alberto Filippi (trasloco dalla Camera) insieme con due sindaci in
carica, Gianvittore Vaccari di Feltre, Giampaolo Vallardi di Chiarano
(Treviso), e uno che ha lasciato da poco la fascia tricolore, Luciano Cagnin di
Piombino Dese (Padova). Nelle previsioni, la Lega era accreditata di quattro
eletti. La straordinaria avanzata del Carroccio ha spalancato le porte del
Senato anche ad alcuni outsider che mai avrebbero sperato di staccare il
biglietto per Roma. Commenta Federico Bricolo, il capopattuglia: "Dopo
anni di semina oggi è arrivato il momento di un un buon raccolto. La gente ha
capito che al Nord c'è la Lega, un partito che si batte senza guardare in
faccia a nessuno. Sicuramente - lancia l'avvertimento Bricolo anche in Regione
Veneto il peso della Lega Nord aumenta, ma questo era innanzitutto un voto
politico. Alla Regione penseremo dopo". Per Maurizio Sacconi (Pdl), il segnale
che viene dalle urne dev'essere colto dal prossimo esecutivo: "Il
risultato veneto è inequivoco: stravince la coalizione di Silvio Berlusconi e
riemerge, quasi come nel 1996, un grande voto in favore della Lega. Il futuro
governo Berlusconi non potrà non rappresentare il grande malessere del
lombardo-veneto, che invoca meno Stato, meno tasse, meno burocrazia, migliori servizi per le
persone e per le imprese. In particolare il federalismo fiscale dovrà precedere
la stessa riforma costituzionale, per dare maggiore autonomia e responsabilità
a regioni ed enti locali ". Il centrosinistra Il Partito Democratico
fagocita tutti i seggi disponibili per i gruppi di minoranza. Secondo i
primi calcoli, l'alleato Italia dei Valori (Di Pietro) non sarebbe riuscito a
conquistare il seggio - che, nel caso, sarebbe toccato al leader dei
consumatori Elio Lannutti - , perciò il Pd avrebbe fatto il pieno, portando a
Roma nove senatori. Sono, in ordine di lista: Enrico Morando (leader in quota
nazionale di provenienza diessina), la romana- veronese Mariapia Garavaglia, il
segretario regionale Paolo Giaretta, l'ex magistrato veneziano Felice Casson,
il sindacalista della Cgil Paolo Nerozzi, l'ex sindaco di Belluno e deputato
Maurizio Fistarol, gli ex sottosegretari Franca Donaggio e Marco Stradiotto.
Completa la pattuglia Gino Sandro Spinello, già sindaco di Adria (Rovigo).
Eliminati Tutti gli altri sono rimasti fuori: dall'Udc alla Sinistra
Arcobaleno, nessuno ha raggiunto la soglia minima del'8 per cento che serviva a
conquistare un senatore. Amaro il commento di Nicola Atalmi, dirigente della
sinistra: "Il Pd ha rosicchiato a sinistra e ha fallito nell'acquisire i
moderati e gli indecisi. Veltroni ha raggiunto un unico risultato, ha
cancellato la sinistra: missione compiuta". A.Z.
( da "Corriere del Veneto" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto -
PADOVA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-15 num: - pag: 4 categoria:
REDAZIONALE Senato: il Pdl perde i pezzi, il Pd fa il pieno A casa Zanettin,
Mainardi, Campa. In bilico Longo, avvocato di Berlusconi VENEZIA - Gli
sconfitti per una volta sono i primi. Succede nell'assegnazione dei seggi al
Senato, dove il meccanismo di ripartizione su base regionale premia il Partito
Democratico veneto, che beneficia del fatto che Udc e Sinistra Arcobaleno non
raggiungono il quorum dell'8 per cento e, di conseguenza, si porta a casa ben
nove eletti a palazzo Madama. Più del Pdl e della Lega, che invece si
spartiscono il bottino riservato alla coalizione vincitrice. La ripartizione
Secondo le prime simulazioni, sulla base del risultato maturato nelle urne, i
24 senatori spettanti al Veneto dovrebbero essere ripartiti in questo modo:
otto al Pdl, sette al Carroccio e nove al Pd. Questa distribuzione, se
confermata, cambierebbe nettamente rispetto alle previsioni i rapporti di forza
all'interno della coalizione di maggioranza. Pdl & Lega Si assottiglia la
pattuglia di senatori berlusconiani. Oltre a Giancarlo Galan, il capolista -
cui ora si ripresenta il dilemma del 2006: optare per la carica romana o
rimanere presidente della Regione? - , saranno eletti sicuramente Luigi Ramponi
(quota An), Maria Elisabetta Casellati (Forza Italia), Maurizio Sacconi (Fi),
Maurizio Saia (An), Paolo Scarpa Bonazza Buora (Fi), Cinzia Bonfrisco (Fi) e
Maurizio Castro (An). Il primo dei non eletti, in questa ripartizione, sarebbe
il penalista padovano Piero Longo, che potrebbe subentrare in un secondo
momento beneficiando delle dimissioni di Galan, nel momento in cui quest'ultimo
dovesse optare per rimanere presidente della Regione. Esclusi molto eccellenti,
in casa Pdl, sarebbero così l'imprenditore polesano Mauro Mainardi e i due
deputati uscenti Pierantonio Zanettin, vicentino, e Cesare Campa, veneziano.
Raddoppia, invece, la presenza leghista in Senato. Al seguito del capolista, il
giovane veronese Federico Bricolo (ha soltanto 41 anni), tornano trionfalmente
a palazzo Madama Piergiorgio Stiffoni e Paolo Franco e vi entrano per la prima
volta Alberto Filippi (trasloco dalla Camera) insieme con due sindaci in
carica, Gianvittore Vaccari di Feltre, Giampaolo Vallardi di Chiarano
(Treviso), e uno che ha lasciato da poco la fascia tricolore, Luciano Cagnin di
Piombino Dese (Padova). Nelle previsioni, la Lega era accreditata di quattro
eletti. La straordinaria avanzata del Carroccio ha spalancato le porte del
Senato anche ad alcuni outsider che mai avrebbero sperato di staccare il
biglietto per Roma. Commenta Federico Bricolo, il capopattuglia: "Dopo
anni di semina oggi è arrivato il momento di un un buon raccolto. La gente ha
capito che al Nord c'è la Lega, un partito che si batte senza guardare in
faccia a nessuno. Sicuramente - lancia l'avvertimento Bricolo anche in Regione
Veneto il peso della Lega Nord aumenta, ma questo era innanzitutto un voto
politico. Alla Regione penseremo dopo". Per Maurizio Sacconi (Pdl), il
segnale che viene dalle urne dev'essere colto dal prossimo esecutivo: "Il
risultato veneto è inequivoco: stravince la coalizione di Silvio Berlusconi e
riemerge, quasi come nel 1996, un grande voto in favore della Lega. Il futuro
governo Berlusconi non potrà non rappresentare il grande malessere del
lombardo-veneto, che invoca meno Stato, meno tasse, meno burocrazia, migliori servizi per le
persone e per le imprese. In particolare il federalismo fiscale dovrà precedere
la stessa riforma costituzionale, per dare maggiore autonomia e responsabilità
a regioni ed enti locali ". Il centrosinistra Il Partito Democratico
fagocita tutti i seggi disponibili per i gruppi di minoranza. Secondo i
primi calcoli, l'alleato Italia dei Valori (Di Pietro) non sarebbe riuscito a
conquistare il seggio - che, nel caso, sarebbe toccato al leader dei
consumatori Elio Lannutti - , perciò il Pd avrebbe fatto il pieno, portando a
Roma nove senatori. Sono, in ordine di lista: Enrico Morando (leader in quota
nazionale di provenienza diessina), la romana- veronese Mariapia Garavaglia, il
segretario regionale Paolo Giaretta, l'ex magistrato veneziano Felice Casson,
il sindacalista della Cgil Paolo Nerozzi, l'ex sindaco di Belluno e deputato
Maurizio Fistarol, gli ex sottosegretari Franca Donaggio e Marco Stradiotto.
Completa la pattuglia Gino Sandro Spinello, già sindaco di Adria (Rovigo).
Eliminati Tutti gli altri sono rimasti fuori: dall'Udc alla Sinistra
Arcobaleno, nessuno ha raggiunto la soglia minima del'8 per cento che serviva a
conquistare un senatore. Amaro il commento di Nicola Atalmi, dirigente della
sinistra: "Il Pd ha rosicchiato a sinistra e ha fallito nell'acquisire i
moderati e gli indecisi. Veltroni ha raggiunto un unico risultato, ha
cancellato la sinistra: missione compiuta". A.Z.
( da "Corriere del Veneto" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- VENEZIA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-15 num: - pag: 12 categoria:
REDAZIONALE Il caso Boom di nulle: 1 ogni
( da "Corriere del Veneto" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto -
VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-15 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE Gli imprenditori Tomat: "Un veneto al governo" TREVISO -
Federalismo fiscale e tutela dell'identità del territorio: ora avanti tutta per
"affermare con forza questi valori nell'ambito della politica del futuro
governo". Andrea Tomat, presidente di Unindustria Treviso, commenta così
l'eccezionale performance della Lega. Sono stati i due cavalli di battaglia del
Carroccio in questa campagna elettorale e sono stati premiati. Da un lato la
necessità di un sistema fiscale "regionalizzato", dall'altro la
difesa del territorio in termini di sicurezza e identità.
"L'apparentamento della Lega con lo schieramento vincente - afferma il
leader degli industriali trevigiani- dovrebbe consentire di affermare con forza
questi valori nell'ambito della politica del futuro governo".
"Accanto ad una chiara volontà di cambiamento - aggiunge Tomat - emerge
una polarizzazione sui due grandi schieramenti, che leggiamo come segnale di apprezzamento
da parte degli elettori per le scelte fatte in questi mesi per una
semplificazione del quadro politico". Unindustria promette di monitorare
l'operato del prossimo governo, che "si troverà alle prese con le grandi
questioni della competitività del Paese e della sua modernizzazione e anche con
le ripercussioni sull'economia italiana ed europea della crisi finanziaria che
ha avuto origine negli Stati Uniti". "Saremo rigorosi - chiosa Tomat
- nell'esigere che siano mantenuti gli impegni assunti in campagna elettorale
ed esigere che il Veneto e il Nord Est abbiano nel panorama nazionale una
rappresentanza adeguata". Un ministro veneto, insomma, come già promesso a
più riprese, non potrà mancare. "E' importante che si dia continuità ad
alcune azioni già avviate quali, ad esempio, la promozione del made in Italy
nel mondo, che ha portato a dei risultati significativi di miglioramento delle
nostre esportazioni. Siamo pronti al confronto con i parlamentari espressi dal
territorio, ai quali auguriamo buon lavoro". Mario Pozza, presidente
trevigiano di Confartigianato, legge la valanga di consensi alla Lega come
"un segnale chiaro sul federalismo, anche per Berlusconi". "Con
questi numeri- afferma Pozza - il Pdl non può tirarsi indietro dagli impegni che
ha preso e dai voti che ha ricevuto da chi è tutti i giorni
in trincea a far fronte a battaglie quotidiane con costi e burocrazia". Il consenso al
Carroccio è arrivato grazie al tema del federalismo, ma non solo. "La Lega
ha preso così tanti voti - sostiene Pozza - anche per non aver firmato
l'indulto, così da risultare l'unico baluardo in difesa dei diritti del
cittadino: quella della sicurezza, come il federalismo fiscale,
dev'essere imboccata come una strada senza ritorno". Federica Baretti
Industriali Le categorie economiche leggono la performance della Lega come una
volontà di cambiamento.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Prima Pagina
L'ONDATA ANTI-CASTA di Sergio Baraldi Il pendolo della politica si sposta
nuovamente a destra. Berlusconi ha vinto il duello con Veltroni, il quale può
guardare con conforto all'esordio del suo Pd, diventato il secondo partito
italiano. Ma il dato rilevante è che a spostare quel pendolo è stata la mano
dell'antipolitica. A lungo inascoltata, sottovalutata, negata, essa continua a
scorrere nelle vene del Paese. La cifra delle elezioni va ricercata qui, nella
vittoria della protesta, che esprime una crisi profonda della società e del
Nord. Il centrosinistra non l'ha saputa leggere o lo ha fatto in ritardo. Il Pd
le ha opposto il messaggio della speranza, della fiducia nel cambiare le cose,
del si può fare. Anche per questo il Pd ha trovato considerazione per il suo
coraggio. Ma è stato il centrodestra che ha legittimato la paura. Se ne è fatto
interlocutore. Che questa sia la tendenza fondamentale del voto, lo confermano
due risultati inattesi: la crescita della Lega e il buon risultato di Di Pietro,
che si è rivelato il veicolo con il quale il Pd ha offerto all'antipolitica un
canale d'espressione. I partiti che la protesta non l'hanno decifrata, come la
sinistra radicale, o non entrano in Parlamento o, come l'Udc, salvano una
rappresentanza ridotta a testimonianza. Ancora una volta, Berlusconi dimostra
di sapere interpretare le pulsioni del Paese, di sapergli dare visibilità,
rappresentanza. Il Pdl è nato per inseguire la mossa di Veltroni di correre da
solo, ma consegue un successo che lo proietta primo partito. Lo diventa perché
ha saputo svuotare il bacino di consensi a destra. Si è fermato solo di fronte
al marchio della Lega e c'è una ragione: perché questo partito è più radicato
nel territorio e offre maggiori garanzie di estraneità al sistema politico. Si
potrà ragionare sull'ipoteca che la Lega ha posto sul prossimo governo
Berlusconi, sui possibili conflitti tra l'anima berlusconiana, quella di An,
quella bossiana. E su questioni delicate come l'Europa, il protezionismo, il
federalismo. Non sarà semplice per Berlusconi negoziare gli strappi di un
partito rilanciato che pone condizioni. Storicamente, quando l'antipolitica
arriva al governo prima o poi scatta la delusione. Ma sarebbe illusorio
immaginare i possibili conflitti senza capire il malessere diffuso nella
società, l'ondata anti-casta sfociata nella protesta silenziosa, che raccoglie
sia il disagio di famiglie che faticano ad arrivare alla
fine del mese sia quello del piccolo imprenditore che sogna meno burocrazia e meno tasse. Il grumo di
rivendicazioni che si indovina dietro questo voto di delusione e di rabbia
esprime la crisi di una politica che non trova risposte efficaci. È un Paese
sconosciuto quello in cui la gente si consegna al populismo per scuotere il
Palazzo. È il debito che Veltroni ha pagato al governo Prodi e alla
cultura di una sinistra ancorata a un'idea di Italia nella quale l'Italia non
si riconosce. La sfida di cambiare la politica da solo ha pagato. Ha però
aperto uno spazio nel quale Veltroni ha potuto giocare solo sull'immagine, sui
gesti simbolici, perché aveva due-tre mesi di tempo. Ma è chiaro che questa è
la via da seguire: attorno a una idea di futuro, attorno a un progetto per la
nazione, ora dovrà costruire una organizzazione, una cultura, un linguaggio per
dirlo. Veltroni è riuscito nell'operazione di prosciugare la sinistra radicale
con la logica del voto utile. Ma devono far riflettere i due limiti che ha
incontrato: la penetrazione al centro e al Nord non è riuscita, perché è quella
che richiede più lavoro e più credibilità. Inoltre, occorre valutare
l'astensionismo: una parte dell'elettorato progressista è stanca, forse attende
scelte più concrete e decise per tornare a credere.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'assemblea
dell'associazione: "Dai 5 agli 8 anni per una nuova stalla"
Agricoltori: "La burocrazia blocca
i progetti di sviluppo" OPICINA Ci vuole una nuova politica agricola che
riesca a considerare obiettivamente le esigenze del territorio e ne raccolga le
istanze, favorendone la partecipazione. Questa la tesi di fondo emersa
all'assemblea annuale dell'Associazione agricoltori, tenutasi nella sala del
Credito cooperativo del Carso di Opicina alla presenza del console
sloveno Joze Susmelj, del vice presidente della Provincia Walter Godina,
dell'assessore regionale Roberto Cosolini, del presidente della Camera di
commercio Antonio Paoletti. Nella seduta si è provveduto al rinnovo del
consiglio direttivo; alla prossima riunione dell'ente verrà eletto il nuovo
presidente, il suo vice, il segretario e l'esecutivo. Accanto all'illustrazione
delle diverse attività sviluppate, i vertici dell'Associazione agricoltori
hanno rinnovato alle istituzioni l'appello a gettare le basi per una politica
agricola moderna e capace di guardare alle reali esigenze di un territorio e
delle comunità che vi risiedono, in ragione di un allargamento della basse
produttiva delle aziende che vi operano. Sono poche infatti le aziende agricole
triestine che riescono a produrre reddito sufficiente a perpetuarsi e produrre.
In seconda battuta, è stato sottolineato come la burocrazia,
nell'accezione più estesa del termine, condizioni pesantemente gli operatori
agricoli non solo triestini ma di tutto il Paese. "Il cittadino ovviamente
non può essere al corrente di quanto le carte ci avviliscano - ha spiegato il
segretario dell'Associazione Edi Bukavec - ma è un dato di fatto che oggi ci
vogliono almeno tre anni per impostare un nuovo vigneto. E se c'è qualcuno
intenzionato ad aprire una stalla, di anni ce ne vogliono dai cinque agli otto.
Va da se che simile tempistiche richiedano programmazioni che non sono
assolutamente alla portata della maggior parte degli imprenditori agricoli, che
si vedono perciò costretti a ripiegare e a desistere dai loro propositi".
Per i relatori è poi importante fare sistema per poter dare vita a quei programmi
comunitari di sviluppo, come inteso dal nuovo Piano di sviluppo rurale, che
prevedano lo sviluppo di programmi necessari allo sviluppo qualitativo del
territorio. Riguardo alla sua gestione, il segretario ha ricordato come la
popolazione locale senta la mancanza di un ente quale la soppressa Comunità
montana del Carso capace di coordinare operatori e imprese per lo sviluppo
zonale. "Abbiamo chiesto il ripristino di quell'ente - spiega Bukavec -
anche se ci rendiamo conto di quanti e quali siano le difficoltà che si
frappongono alla sua riattivazione. In alternativa siamo favorevoli alla
creazione di un Parco del Carso internazionale che comprenda da una parte la
tutela "attiva" dell'Altipiano attraverso l'esercizio delle attività
tradizionali; dall'altra la possibilità da parte delle popolazioni locali di
partecipare alla gestione del nuovo istituto. Solo in questo modo sarà
possibile fare decollare un parco veramente sentito e condiviso da chi vi
risiede". m.l.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il capo dei lumbard
festeggia nella sede milanese di via Bellerio il raddoppio di consensi che
porterà a Montecitorio una pattuglia di 47 deputati Bossi: "La Lega è il
nuovo partito dei lavoratori" Il Senatur detta le condizioni della
vittoria: "Il Nord vuole subito il federalismo fiscale" MILANO La
festa comincia alle tre in punto, quando radio e tivù danno le prime
proiezioni. La Lega raddoppia i suoi voti, poco ci manca. Ottiene un risultato
straordinario, soprattutto in Lombardia e Veneto. E così si raddoppia anche il
numero dei parlamentari. In via Bellerio, quartier generale del partito,
Umberto Bossi arriva nel primo pomeriggio ma si concede ai giornalisti solo in
serata, quando i dati sono più chiari e la vittoria appare più netta. Quando
ormai è notte il senatùr scappa ad Arcore a festeggiare la vittoria con
Berlusconi. "Ci hanno votato i lavoratori. Siamo noi il nuovo partito di
chi lavora". Sono le prime parole del Senatùr davanti ai microfoni. E
nessuno riesce a dargli torto. Un successo così forte può venire solo se il
partito è davvero impegnato in mezzo alla gente. È quanto dicono a Radio
Padania, collegata dal primo pomeriggio con tutte le sezioni del Carroccio, con
i sindaci e gli amministratori. Bossi non dice molte parole, la sua salute non
gli consente più i lunghi e impetuosi comizi di un tempo. Però il leader e
fondatore del Carroccio è lucidissimo. Parla di Veltroni. "Era evidente
che perdeva, non è bastato il pullman pitturato di verde". Quindi,
sollecitato dai cronisti, la domanda che terrà banco in Parlamento nei prossimi
cinque anni. Davvero la Lega sarà sempre fedele a Berlusconi? Davvero non
alzerà il prezzo e resterà incollata al Popolo delle libertà e ai voleri dei
Cavaliere? "Berlusconi è un amico - dice - e noi abbiamo sempre mantenuto
la parola, lui non sarà mai ostaggio. Noi non conosciamo questa parola".
"Noi - ripete - teniamo fede ai patti. Abbiamo fatto un programma con
Berlusconi e a quello ci atterremo". Tutto qui? No. "Il Nord vuole il
federalismo, i nostri sindaci, i nostri amministratori, devono sempre andare a
Roma a chiedere soldi. Non è giusto, questa storia deve finire. Intanto ci
batteremo da subito per avere il federalismo fiscale". Nessuno ha voglia
di approfondire. "La gente - riprende Bossi - ha voglia di riforme e di
federalismo. Non ne può più della burocrazia romana. La gente vuole un Paese diverso, che funzioni meglio,
vuole un Paese più democratico e federalista". Si parla anche di Alitalia
e di Malpensa. Bossi non traccia strategie, ma parla di Malpensa.
"L'aeroporto - dice - si trova al centro di un'area molto appetita.
Se non ci sarà Alitalia arriveranno altri vettori. E comunque, finora, Alitalia
è stata in piedi con i soldi che venivano da Milano. Adesso Malpensa torna in
gioco, vedremo nei prossimi giorni". Adesso il gran capo ha voglia di fare
due conti. Vede, sui monitor, che il Partito delle libertà, arriva alla Camera
al 35,6% meno di quanto hanno preso, nel 2006, Forza Italia e Alleanza
Nazionale che allora erano alleate ma correvano divise. E allora spiega che
"la Lega ha fatto la differenza tra Pd e Pdl". Arriva anche un altro
dato: il Carroccio a Montecitorio avrà 47 deputati. Per questo vuole
festeggiare, imbraccia una spada di legno e battezza a mo' di cavalieri alcuni
presenti, primi fra tutti gli organizzatori della campagna elettorale. Invece,
quando arriva il dato del Senato, si alzano i calici per un piccolo brindisi:
la Lega passa dal 4,4% all'8,2%, quasi il doppio. Più in particolare, la Lega
ottiene il 17% nel collegio Lombardia 1 (Milano e provincia), il 19,3% nella
fascia sud della Regione (Pavia, Lodi, Cremona, Mantova) e addirittura il 28,3%
nel collegio Lombardia 2 (Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia). Un dato che
si potrebbe riassumere nel 21,8% ottenuto al Senato in Lombardia (collegio
unico). I dati in arrivo dal Veneto fanno scattare un applauso: 26,8% (una manciata
di voti in meno del Pdl). Fuori piove a dirotto mentre i computer sfornano
altre cifre: 8,2% in Trentino, 13% in Friuli, 8% in Emilia Romagna, 6,6% in
Liguria, 8,7% in Piemonte. Gigi Furini.
( da "Giornale di Vimercate" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CORNATE - LAVORI IN CORSO VILLA SANDRONI BLOCCATA DALLA BUROCRAZIA: INTANTO
RIAPRE IL GIARDINO Cornate d'Adda - Villa Sandroni in alto mare. Cantieri per
la piazza di Colnago quasi in regola con il crono-programma, ma con pause,
difficoltà viabilistiche e disagi per cittadini e commercianti. Cantieri per la
piazza di Cornate avanti con il vento in poppa, tra la soddisfazione generale.
È questa la fotografia dei tre principali fronti che riguardano i Lavori
pubblici del paese. Le dolenti note riguardano la ristrutturazione di Villa
Sandroni, dove dopo gli eccessivi ritardi, l'Amministrazione aveva deciso a
dicembre di rescindere il contratto con la ditta appaltatrice. Attualmente
occorre valutare se l'impresa farà ricorso. In ogni caso l'Ufficio tecnico è
pronto a riappaltare i lavori lotto per lotto, quindi in maniera diretta, cosa che
dovrebbe garantire una maggiore affidabilità dell'impresa. Ma intanto una buona
notizia c'è: riapre il parco pubblico della villa che era stato chiuso per la
manutenzione ordinaria e straordinaria (dopo diversi raid vandalici). Per
tutelare il patrimonio pubblico d'ora in poi la Polizia locale pattuglierà il
parco tutti i giorni. Procedono invece i lavori per la piazza di Colnago, dove
però sono state registrate pause, variazioni rispetto al cronoprogramma
presentato ai cittadini e difformità persino nelle comunicazioni date di volta
in volta ai cittadini. "Ci avevano convinti sul fatto che agendo in
maniera diversa avrebbero terminato prima - ha spiegato il sindaco, Giuseppe
Ripamonti - Ma i fatti non gli stanno dando ragione". Per fine luglio
dovrebbe comunque essere terminato tutto e a settembre è prevista
l'inaugurazione. Rapidità e precisione invece caratterizzano i cantieri in
piazza Quindici Martiri, che potrebbe essere conclusa molto prima di quella di
Colnago. Si parla addirittura di giugno. "Occorre dire una cosa - ha
aggiunto il primo cittadino - A Cornate lavorano operai cinesi. Non si fermano
mai, anche quando piove". Articolo pubblicato il 15/04/08.
( da "Giornale di Monza" del 15-04-2008)
Pubblicato anche in: (Giornale di Vimercate)
Argomenti: Burocrazia
GIUSSANO Il
governatore della Regione Lombardia giovedì scorso ha visitato il mobilificio
"Molteni & C." FORMIGONI SPRONA GLI IMPRENDITORI BRIANZOLI
"Dobbiamo continuare a lavorare insieme per contribuire alla crescita di
questo territorio straordinario" richiedi la foto Sopra il pubblico alla
"Molteni
( da "Blogosfere" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Apr
0815 Burocrazia e rinnovabili Pubblicato da Mario Delfino alle 10:00 in
Burocrazia, Fonti rinnovabili Nel post precedente, ho scritto
dell'aggiornamento trimestrale dell'All Renewables Index della Ernst&Young.
L'Italia compare ancora al settimo posto, ma il suo punteggio è aumentato,
anche se di pochissimo. Una notizia positiva, allora? Così dovrebbe essere. Per completezza
di informazione, riporto il commento in proposito da parte di Daniele Agostini,
Senior Manager della Ernst&Young Italia. Al nostro paese viene riconosciuto
lo sforzo relativo alla revisione dei programmi d'incentivazione piuttosto che
la vivacità del mercato rispetto agli investimenti nella produzione da
rinnovabili. Ed ancora. Purtroppo continuiamo ad essere penalizzati dalla
lentezza con cui alcune delle nostre norme diventano operative. Ma davvero?!
Vogliamo parlare dei decreti attuativi in materia di Certificazione Energetica?
Ed infine. Se da una parte osserviamo un alto livello di attenzione su
investimenti di breve e medio periodo negli impianti di produzione lo stesso
non si può dire per gli investimenti strategici di lungo termine nella
supply-chain. E' la parte alta della filiera su cui si gioca la partita globale
delle rinnovabili ed in questo senso essa sta diventando sempre più rapidamente
un'opportunità persa per il nostro paese, che nel futuro dovrà continuare a
ricorrere all'estero per ottenere le tecnologie dell'energia pulita. Una
notizia positiva, allora? Così non è. Morale della favola: anche nel settore
delle rinnovabili, rischiamo di essere soltanto le braccia e non il cervello.
Ciao. A presto. Si ringrazia: - agienergia.it.
( da "Nuova Ferrara, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Incassato un
risultato oltre le aspettative, il Carroccio detta le condizioni e chiede di
salvare Malpensa Carroccio ago della bilancia Bossi: "Subito il
federalismo fiscale, lo vuole il Nord" Il trionfo del senatùr "Siamo
noi il partito nuovo dei lavoratori" GIGI FURINI MILANO. La festa comincia
alle tre in punto, quando radio e tivù danno le prime proiezioni. La Lega
raddoppia i suoi voti, poco ci manca. Ottiene un risultato straordinario,
soprattutto in Lombardia e Veneto. E così si raddoppia anche il numero dei
parlamentari. In via Bellerio, quartier generale del partito, Umberto Bossi
arriva nel primo pomeriggio ma si concede ai giornalisti solo in serata, quando
i dati sono più chiari e la vittoria appare più netta. A notte il senatùr
scappa ad Arcore a festeggiare la vittoria con Berlusconi. "Ci hanno
votato i lavoratori. Siamo noi il nuovo partito di chi lavora". Sono le
prime parole del Senatùr davanti ai microfoni. E nessuno riesce a dargli torto.
Un successo così forte può venire solo se il partito è davvero impegnato in
mezzo alla gente. E' quanto dicono a Radio Padania, collegata dal primo
pomeriggio con tutte le sezioni del Carroccio, con i sindaci e gli
amministratori. Bossi non dice molte parole, la sua salute non gli consente più
i lunghi e impetuosi comizi di un tempo. Però il leader e fondatore del
Carroccio è lucidissimo. Parla di Veltroni. "Era evidente che perdeva, non
è bastato il pullman pitturato di verde". Quindi, sollecitato dai cronisti,
la domanda che terrà banco in Parlamento nei prossimi cinque anni. Davvero la
Lega sarà sempre fedele a Berlusconi? Davvero non alzerà il prezzo e resterà
incollata al Popolo delle libertà e ai voleri dei Cavaliere? "Berlusconi è
un amico - dice - e noi abbiamo sempre mantenuto la parola, lui non sarà mai
ostaggio. Noi non conosciamo questa parola". "Noi - ripete - teniamo
fede ai patti. Abbiamo fatto un programma con Berlusconi e a quello ci
atterremo". Tutto qui? No. "Il Nord vuole il federalismo, i nostri
sindaci, i nostri amministratori, devono sempre andare a Roma a chiedere soldi.
Non è giusto, questa storia deve finire. Intanto ci batteremo da subito per
avere il federalismo fiscale". Nessuno ha voglia di approfondire. "La
gente - riprende Bossi - ha voglia di riforme e di federalismo. Non ne può più della burocrazia romana. La gente vuole un Paese diverso, che funzioni meglio,
vuole un Paese più democratico e federalista". Si parla anche di Alitalia
e di Malpensa. Bossi non traccia strategie, ma parla di Malpensa.
"L'aeroporto - dice - si trova al centro di un'area molto appetita.
Se non ci sarà Alitalia arriveranno altri vettori. E comunque, finora, Alitalia
è stata in piedi con i soldi che venivano da Milano. Adesso Malpensa torna in
gioco, vedremo nei prossimi giorni". Adesso il gran capo ha voglia di fare
due conti. Vede, sui monitor, che il Pdl arriva alla Camera al 35,6%. meno di
quanto hanno preso nel 2006 Forza Italia e Alleanza Nazionale che erano alleate
ma correvano divise. E allora spiega che "la Lega ha fatto la differenza
tra Pd e Pdl". Arriva anche un altro dato: il Carroccio a Montecitorio
avrà 47 deputati. Per questo vuole festeggiare, imbraccia una spada di legno e
battezza a mo' di cavalieri alcuni presenti, primi fra tutti gli organizzatori della
campagna elettorale. Invece, quando arriva il dato del Senato, si alzano i
calici per un piccolo brindisi: la Lega passa dal 4,4% all'8,2%, quasi il
doppio. Più in particolare, la Lega ottiene il 17% nel collegio Lombardia 1
(Milano e provincia), il 19,3% nella fascia sud della Regione (Pavia, Lodi,
Cremona, Mantova) e addirittura il 28,3% nel collegio Lombardia 2 (Varese,
Como, Lecco, Bergamo, Brescia). Un dato che si potrebbe riassumere nel 21,8%
ottenuto al Senato in Lombardia (collegio unico). I dati in arrivo dal Veneto
fanno scattare un applauso: 26,8%, appena una manciata di voti meno del Pdl.
( da "Arena.it, L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Confindustria chiede
segnali per le imprese Marcegaglia: occorre riformare la burocrazia E i sindacati: "Ora si
parta da prezzi e salari" ROMA Le aziende italiane "hanno
bisogno di segnali immediati per ritrovare la fiducia": a dirlo, la
presidentessa designata della Confindustria Emma Marcegaglia, che invita anche
la Banca centrale europea ad abbassare i tassi di interesse. "Alcune
proposte elettorali, come la defiscalizzazione degli straordinari, sono
importanti", dice. Quando parla, le urne sono ancora aperte, e i risultati
del voto ancora formalmente sconosciuti. A medio termine, la Marcegaglia
vorrebbe che il prossimo governo investisse di più "nel capitale umano,
rivedendo il sistema educativo per potenziare ricerca e innovazione",
riformasse la burocrazia, che "costa alle piccole
e medie imprese", sostiene, "14 miliardi di euro, cioè un punto di
prodotto interno lordo", liberalizzasse i servizi e organizzasse un
sistema di trattative salariali meno centralizzate. Per i segretari di Cisl,
Uil e Ugl, il governo dovrà partire, nei suoi rapporti col sindacato, da
salari, pensioni e prezzi. Per il parere della Cgil sono si dovrà attendere le
valutazioni della riunione di segreteria che si terrà oggi. "C'è una
richiesta forte di stabilità e governabilità", dice il numero uno della
Cisl Raffaele Bonanni. Il segretario generale del sindacato di via Po
sottolinea inoltre che "la maggioranza uscita dalle urne dovrà subito dare
segnali chiari sul fronte di una nuova politica economica e sociale, delle
indispensabili infrastrutture, del sostegno alle famiglie più deboli". Per
il segretario Uil Angeletti, "una politica per la crescita dell'economia
deve partire da un aumento delle retribuzioni in termini reali e della
produttività". La prima richiesta della Uil al nuovo governo sarà la
"stessa che abbiamo chiesto inutilmente al governo Prodi: ridurre le tasse
sul lavoro dipendente e aumentare le pensioni". Per la segretaria dell'Ugl
Renata Polverini, "si profila quella condizione di governabilità di cui il
Paese ha bisogno. Le emergenze cui far fronte sono tante, a partire
dall'adeguamento di salari e pensioni, il carovita, le tasse, la precarietà.
Temi su cui non mancherà la disponibilità del sindacato al confronto per
trovare soluzioni attese da lavoratori, pensionati e famiglie". .
( da "Corriere Adriatico" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'hi tech made in
Marche da produrrenello stabilimentocinese inauguratonel maggio scorso Una
delegazione della provincia di Dongguan in visita all'azienda di Castelfidardo
Alla Somacis la Cina è più vicina CASTELFIDARDO - Una delegazione cinese ha
fatto visita ieri pomeriggio alla Somacis. L'azienda fidardense, leader nella
produzione di circuiti stampati, ha ricevuto per la prima volta, nella sede di
via Jesina, alti funzionari della provincia di Dongguan, dove a maggio dello
scorso anno la società presieduta da Attilio Scalmati ha inaugurato un nuovo
stabilimento. La Somacis pcb vanta oltre trentacinque anni di esperienza e con
l'apertura dello stabilimento cinese ha completato un processo di
internazionalizzazione visto che è presente anche in Brasile oltre ad avere
anche un insediamento produttivo a Manfredonia, mentre Castelfidardo è il
centro direzionale e di ricerca del gruppo. Durante la cerimonia di
presentazione i dirigenti della Somacis hanno illustrato i vari settori in cui
opera l'azienda: telecomunicazioni, aerospaziale e medicale, per citarne
alcuni. Il presidente Attilio Scalmati, dopo aver dato il benvenuto alla
delegazione, ha chiesto di poter ottenere alcune autorizzazioni per la
produzione di alcuni componenti in oro ad alto contenuto tecnologico.
L'obiettivo è quello di produrre circuiti flessibili e soddisfare al meglio le
esigenze dei suoi clienti più prestigiosi come Nasa, Motorola e Air Bus grazie
alla fornitura di applicazioni hi-tech per i rispettivi settori di produzione.
Un'occasione di grande carattere strategico, durante l'incontro gli stessi
funzionari cinesi hanno più volte sottolineato "l'importanza di avere
contatti per svolgere con rapidità tutte le pratiche burocratiche specie quelle
doganali". Il capo delegazione Jang Ling ha ricordato che "nel
Dongguan le possibilità di sviluppare il proprio mercato sono grandi e spero
che Somacis ne tragga vantaggio". "Siamo molto contenti di aver visto
l'ottimo operato della Somacis - ha precisato Jang Ling -. Il governo darà
tutto il supporto possibile per portare avanti il progetto della Somacis".
"La scelta di operare nel Dongguan è molto saggia - ha detto Cai Junwen,
direttore amministrativo del porto della provincia cinese -. L'amministrazione
fornisce i migliori servizi alle aziende presenti nel nostro territorio". Efficienza nella burocrazia e servizi alle imprese, questi i passaggi più significativi.
Argomenti di cui i politici di casa nostra non possono non tener conto per
fronteggiare la concorrenza nei mercati internazionali dei prossimi anni. E'
questa sostanzialmente la ricetta con cui la Cina sta diventando giorno dopo
giorno una potenza mondiale. Alla visita istituzionale era presente
anche il sindaco Mirco Soprani che si è soffermato sulla vocazione industriale
del territorio, nata nel 1860 con la fisarmonica e sviluppatasi negli anni con
un tessuto produttivo plurisettoriale "di cui Somacis è una delle punte di
diamante". ALESSANDRO PAOLINELLI,.
( da "Arena.it, L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CHI VA A ROMA. Il
commento all'esito della consultazione da parte dei candidati che hanno
conquistato un posto in Parlamento. Partono per la capitale 14 veronesi
"Dopo la semina ecco il raccolto" Bricolo (Lega): "Una grande
responsabilità". Garavaglia (Pd): "Veltroni ha semplificato la politica"
Dopo la vittoria siamo pronti a lavorare per le famiglie e per le imprese
CINZIA BONFRISCO POPOLO DELLA LIBERTÀ Con Bossi non ho ancora parlato di ruoli
di governo. Ora conta il trionfo FRANCESCA MARTINI LEGA NORD Risultato oltre
ogni attesa Proseguiremo le battaglie sulla legalità ANTONIO BORGHESI ITALIA
DEI VALORI "Dopo anni di semina, è arrivato il momento di un un
buon raccolto". Così il capolista della Lega Nord in Veneto al Senato
Federico Bricolo, eletto, deputato uscente, commenta il botto leghista: "I
segnali positivi c'erano, ma il nostro è un grande risultato. Anche in Regione
Veneto il nostro peso aumenta, ma questo era innanzitutto un voto politico e
ora serve responsabilità. Alla Regione penseremo dopo". Aldo Brancher, di
Forza Italia, confermato deputato nel Pdl, è sempre stato l'uomo-cerniera del
rapporto fra Berlusconi e Bossi. "Nel Veronese e nel Veneto i dati non
possono che far piacere nell'insieme e mi congratulo per il successo della
Lega. L'auspicio è che, dopo quello che era avvenuto con l'elezione di Tosi, e
cioè la perdita per Forza Italia di 10-11 punti, noi dimostriamo l'umiltà di
capire che cosa vogliono i nostri elettori". Matteo Bragantini, eletto
alla Camera dopo aver sfiorato l'elezione due anni fa, spiega: "Abbiamo
avuto un risultato stratosferico e sono contento non solo perché sono stato
eletto io parlamentare, ma anche perché avremo una bella squadra di deputati e
senatori con cui portare avanti il nostro cambiamento. Ora, però, alla luce del
risultato nel Nord, la Lega chiede la presidenza di tre Regioni". Centra
il traguardo alla Camera, dopo averlo sfiorato nel 2006, anche Alessandro
Montagnoli, della Lega Nord, dal 2004 sindaco di Oppeano, Comune amministrato
da 13 anni da un monocolore leghista: "Viene così premiato", commenta,
"il risultato della Lega nella Bassa veronese, che potrà così essere
rappresentata in Parlamento". IL BOOM. Antonio Borghesi, dell'Italia dei
valori, confermato deputato, è entusiasta: "Per noi è un risultato
straordinario perché abbiamo raddoppiato i parlamentari e senza premio di
maggioranza. Ora, però c'è un grande limite che chi governa dovrà affrontare e
cioè la la Lega, vincitrice assoluta. Aspetto di capire cosa succederà quando
Berlusconi vorrà fare il ponte di Messina, osteggiato dalla Lega, o dare più
denaro alla Sicilia, come ha detto a Lombardo. Noi faremo opposizione
costruttiva e seria, anzitutto sulla legalità". Guarda avanti Maria Pia
Garavaglia, ex vicesindaco di Roma con Veltroni sindaco, eletta al Senato per
il Pd: "È accaduto un fatto istituzionale importante perché la scelta di
Veltroni ha semplificato il quadro: oggi in Parlamento abbiamo sei partiti e
non più 52. La Lega ha fatto bene in provincia di Verona e in Veneto, ma il
primo partito a Verona è il Pd. Servirà un grande lavoro nel segno del dialogo,
anzitutto sul federalismo". L'OBIETTIVO. Cinzia Bonfrisco, di Forza
Italia, confermata senatrice nel Pdl: "Il risultato è uno stimolo vista la
fiducia assegnataci dagli. Lavoreremo per le famiglie e le imprese, per avere
meno tasse, meno burocrazia e per affrontare la crisi economica. Al Pdl serve ora una
riflessione interna per capire cosa è venuto meno nell'elettorato e come
migliorare il nostro progetto moderato". Torna in Parlamento Francesca
Martini, della Lega, assessore regionale alla sanità, potenziale ministro, come
ha annunciato Bossi parlando di lei: "Straordinaria
soddisfazione", spiega la deputata. "In questa campagna elettorale
Bossi si è spostato molto sul territorio spiegando il nostro programma di
rinnovamento del Paese. Se ho già parlato con lui di incarichi di governo? No,
la cosa importante è questa grande vittoria della Lega. Lavoreremo per
federalismo fiscale e riforme". Debutta alla Camera Gianni Dal Moro, del
Pd: "Anche in Veneto si conferma un bipartitismo che si sta affermando,
anche se l'Udc tiene. Bene il Pd a Verona, ora si parte per un recupero. Io
spero di portare un contributo alla nostra città e provincia. Il Pd a Verona ha
5 parlamentari ed è il gruppo più consistente, cercheremo di farlo
pesare". Giampaolo Fogliardi, deputato uscente dell'Ulivo, rieletto nel
Pd: "Siamo i primi in città, anche se speravamo che gli altri facessero
meno. È uno sprone per lavorare e proseguire sulla nostra strada. Noi però
abbiamo il mezzo definito, cioè il Pd, ora però è il centrodestra che dovrà
governare e dare risposte. Non si pone il problema di un inciucio: tocca al Pdl
e Lega". Confermato anche Federico Testa, del Pd: "Siamo andati bene
e speriamo che questa sia la base da cui partire per affrontare problematiche
che allo stato attuale altri sono più in grado di raccogliere e che ci siano le
condizioni per le necessarie intese per il bene del Paese e di Verona".
GIOIE E DOLORI. Alberto Giorgetti, coordinatore regionale di An e confermato
deputato per il Pdl (è in Parlamento dal 1996) esprime "grande
soddisfazione per il risultato della coalizione, che in Veneto è tra i più alti
d'Italia, ma come Pdl ci aspettavamo qualche consenso in più. È stato forse
premiato un voto di protesta nei confronti di un quadro nazionale che in questi
anni ha dato poco al Veneto, premiando così la Lega. Questo ci deve servire
come Pdl per lavorare al meglio e dare le giuste risposte che il territorio si
attende". Federica Mogherini, romana, ma eletta in Veneto alla Camera per
il Pd, è moglie del veronese Matteo Rebesani, nello staff di Veltroni sindaco
di Roma: "Non nego un po' di delusione", spiega, "ma il
risultato per il Pd è positivo. L'italia ha scelto fra un'opzione progressista
e una conservatrice, che ha vinto. Io mi impegno ad essere nella circoscrizione
Veneto 1, quindi anche nel Veronese, due fine settimana al mese". Ettore
Riello, veronese, eletto nel collegio Veneto 2 alla Camera, per il Pdl:
"Si conferma", osserva, "una scelta di bipolarismo il che fa
pensare che gli italiani vogliono un governo che possa governare. Sarebbe
sbagliato che il Pdl perdesse questa grande opportunità".E.G. .
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cagliari e Provincia
Pagina 1037 La battaglia cominciata sei anni fa da un imprenditore per
allestire un teatro tenda Il Palamediterraneo affondato dalla burocrazia La battaglia cominciata sei anni fa da un
imprenditore per allestire un teatro tenda --> In Municipio gli hanno chiuso
la porta in faccia, l'Ente fiera è da mesi che deve dare una risposta mentre
l'Autorità portuale glissa sugli spazi disponibili: da sei anni un imprenditore
veneto quarantenne, Andrea Caldart, cerca un'area in città per realizzare un
nuovo teatro tenda. Circa tremila metri quadrati di superficie coperta con una
tensostruttura in cui ospitare non solo concerti e spettacoli, ma anche un
centro di produzione televisiva, esposizioni e manifestazioni sportive: il
tutto con diecimila posti in piedi e cinquemila a sedere. "Fino a oggi ho
trovato soltanto ostacoli - protesta Caldart, che a Cagliari ha un'azienda che
si occupa di software -. Sono in Sardegna da parecchi anni e vedo tutte le
potenzialità che ha quest'Isola e soprattutto il suo capoluogo: l'unico
problema, a quanto pare, è la sua classe dirigente. È dal 2002 che porto avanti
il progetto del Palamediterraneo: ho bussato a tutte le porte, ma il fatto di
essere di fuori forse è una discriminante. Eppure ho anche soci sardi coinvolti
in questa idea che darebbero lavoro a un centinaio di persone con l'indotto
offrendo un servizio che attualmente manca in città: tutto questo senza
chiedere finanziamenti pubblici". L'unica richiesta è un'area abbastanza
grande e facilmente raggiungibile. "In un primo momento avevamo proposto
il parcheggio vicino allo stadio di Sant'Elia - spiega Caldart - ma in
Municipio non abbiamo riscontrato alcun interessamento. Allora abbiamo pensato
alla Fiera: tra i padiglioni D ed E c'è lo spazio necessario, ma attendiamo da
settembre che l'Ente che l'amministra ci dia una risposta". Ultima chance
un'area all'ingresso del Porto canale, subito dopo la curva di Giorgione.
"Sarebbe l'ideale - prosegue l'imprenditore veneto - ma anche qui siamo
fermi con le trattative con l'Autorità portuale perché questa zona, nonostante
sia completamente inutilizzata, è comunque destinata alle operazioni del Porto
canale". Impossibile trovare un'area privata in grado di poter ospitare il
teatro tenda anche perché servirebbe comunque il via libera da parte del Comune
alle autorizzazioni per pubblici spettacoli. La tensostruttura, costata tre
milioni e mezzo, viene ora data in affitto in altre regioni. "Se entro quest'anno
non riusciremo a concretizzare, saremo costretti a proporre il nostro progetto
in altre città della Penisola". GIOVANNI MANCA DI NISSA.
( da "Agi" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Food VOTO:
CONFAGRICOLTURA, PRIORITA' A ECONOMIA E IMPRESE (AGI) - Roma, 15 apr. -
"Il risultato delle urne non lascia spazio a dubbi. Ora i partiti che
hanno vinto la competizione elettorale governino il Paese mettendo economia ed
imprese al centro delle priorita' politiche". E' questo il primo commento
del presidente di Confagricoltura Federico Vecchioni sui risultati del voto del
13 e 14 aprile. "Gia' in occasione del nostro Forum di Taormina, il mese
scorso - ha proseguito Vecchioni - avevamo formulato alle forze politiche le
nostre richieste. A partire dalla necessita' di avviare una fase costituente
per riformare l'ordinamento della Repubblica, razionalizzare la mappa dei
livelli istituzionali e ridefinire ruoli e competenze degli enti locali".
La complessa congiuntura, nazionale ed internazionale, impone che le decisioni
che riguardano il settore occupino, e da subito, un posto di rilievo
nell'agenda del Governo. Per accrescere la dimensione economica delle imprese,
contenere i costi e favorire l'approccio al mercato. Serve, a parere di
Confagricoltura, una definitiva stabilizzazione del sistema fiscale, un deciso
rilancio della ricerca e dell'innovazione; ma anche politiche del lavoro tese
alla semplificazione ed alla sostenibilita' degli oneri previdenziali per
contrastare il lavoro irregolare. E poi una decisiva azione
contro la burocrazia e
strategie chiare e concrete per le energie rinnovabili e le risorse idriche.
"Su tutto - ha concluso il presidente Vecchioni - va garantito un ruolo
piu' incisivo e determinante del Governo nelle sedi comunitarie ed
internazionali ed un rapporto rinnovato e concreto con le organizzazioni di
rappresentanza; fuori dai riti della concertazione ma dentro un processo
di crescita comune per le imprese e per il Paese". (AGI).
( da "Opinione, L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Oggi è Mar, 15 Apr
2008 Edizione 73 del 15-04-2008 Molti residenti fuori Italia erano sicuri di
poter votare in patria, ma... Voto all'estero, pasticcio tendenzioso di Dimitri
Buffa Le assurde modalità burocratiche con cui è organizzato il voto degli
italiani all'estero sono destinate anche quest'anno a provocare polemiche a non
finire. Polemiche che al secondo ripetersi rischiano di assumere la specie
della farsa. E a chi si chiedesse il motivo dell'ulteriore diminuzione dei
votanti rispetto alle elezioni politiche del 2006 (si è passati dal 42,07%
degli aventi diritto a poco più del 41%) la risposta da fornire è semplice
quanto sconfortante: la Farnesina e la sua burocrazia
si sono semplicemente "dimenticate" di comunicare per tempo a tutti
quei residenti all'estero che avevano optato per il voto in Italia subito dopo
l'approvazione della legge Tremaglia che questa opzione andava ribadita anche
quest'anno. Precisamente entro lo scorso 11 marzo. Pena l'invio del plico contenente
tutto il necessario per votare nel paese di residenza. E infatti ieri e
domenica alcune decine di migliaia di cittadini italiani si sono recati, del
tutto ignari o dimentichi della cosa a votare al seggio in Italia ma non hanno
potuto esprimere la propria prefrenza né per la Camera né per il Senato.
Stranamente li hanno fatti invece votare per le elezioni amministrative. Il
dovere di ripetere l'opzione per ogni tornata elettorale è contenuto
nell'articolo 4 della legge Tremaglia, cioè la 459 del
( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del
15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
LA SFIDA A NORD EST
Gli abitanti di Udine hanno votato anche per il Comune e la Provincia ANNA
MARIA ASPRONE La vittoria in Friuli Venezia Giulia del Pdl, alla Camera e al
Senato - con un distacco di 10-13 punti sul partito di Veltroni - getta
un'ombra lunga anche sugli altri risultati (lo spoglio inizierà oggi alle 14),
dell'"election day" in Friuli, la prima regione a stabilire che le
politiche coincidessero con regionali e amministrative. Cresce l'attesa per
l'esito della sfida fra il ricandidato Riccardo Illy, sostenuto dal Pd e Renzo
Tondo, indicato dal Popolo della Libertà per la guida della Regione. Sebbene
nelle battaglia elettorale sia stata sottolineata la differenza fra voto
politico e regionale, la risposta attesa dalle urne è sulla capacità
dell'industriale del caffè di trascinare alla vittoria il Centrosinistra in una
regione che, a livello nazionale, si è espressa per il Centrodestra. Illy, attenderà
l'esito del voto regionale a Bruxelles dove si trova per una riunione dell'High
Level Group, il gruppo di esperti incaricato di coadiuvare la Commissione Europea per lo snellimento della burocrazia comunitaria. Il suo
avversario Tondo invece ha optato per la sede del suo comitato elettorale, a
Udine. A politiche e regionali i partiti si sono presentati con schieramenti
molto diversi. Illy ha riunito intorno a sè le forze della coalizione di Intesa
Democratica, che lo sostenne nell'ultima legislatura: dal Pd a Di Pietro,
alla civica dei Cittadini per il Presidente, fino alla Sinistra Arcobaleno.
Situazione analoga anche nell'altro schieramento, con l'Udc fuori dal Pdl a
livello nazionale ma schierato in regione a sostegno di Tondo. Resta aperta la
vera questione dell'election day del Friuli: l'eventuale "effetto
trascinamento" delle politiche sulle regionali: lo spera il Centrodestra,
che auspica una vittoria anche alle Provinciali e Comunali di Udine; lo nega il
Centrosinistra, fiducioso nei buoni risultati dei 5 anni di amministrazione di
Illy, chiamato a confermare il suo "valore aggiunto" alla coalizione,
come fece contro la leghista Alessandra Guerra. Intanto, un "effetto
trascinamento" delle politiche sulle regionali c'è stato ed è quello
registrato nell'affluenza alle urne. In regione, la percentuale di votanti per
la Camera è stata dell'80,88%, mentre al Senato è stata dell'80,83%. Entrambe
in flessione rispetto al 2006 (84,6% e 84,4%), ma superiori all'affluenza per
le Regionali e che, benchè ferma al 72,30%, supera di 8 punti quella registrata
nel 2003 (64,24%). L'aumento nei votanti si è registrato anche nelle
Provinciali di Udine con un'affluenza dell'82,35% rispetto al 75,22 del 2006.
Per i cittadini di Udine questa è stata una consultazione a 360 gradi. Si sono
espressi per tutti i livelli amministrativi. Ben cinque croci su altrettante
schede: oltre alla gialla e rosa di Senato e Camera, hanno avuto l'azzurra per
le Regionali, la verde per la Provincia e l'arancione per il rinnovo del Comune.
Ma è stato un turno elettorale "naturale", solo anticipato dalle
dimissioni del presidente del Friuli Illy, per permettere l'unificazione delle
consultazioni. Per quanto riguarda le altre Amministrative (anche per questa
tornata lo spoglio inizia oggi) nei 434 comuni, che rinnovano gli enti locali
il dato definitivo sull'affluenza alle urne è stato del 78,11%, in aumento
rispetto al 72,75% delle precedenti amministrative. Difficile un pronostico di
"trascinamento" tra politiche e comunali per alcuni capoluoghi di
provincia della Lombardia, come Brescia dove il distacco, alla Camera e al
Senato, tra le forze del centrodestra e quelle del centrosinistra è di oltre 10
punti. Difficile, a causa della presenza di 11 candidati sindaco, alcuni dei
quali non facilmente o non del tutto riconducibili a una specifica area
politica. Quanto alle alleanze, si registrano differenze tra la composizione
nazionale e quella bresciana: Adriano Paroli, infatti, candidato del
centrodestra, è sostenuto anche dall'Udc, mentre Emilio del Bono, espressione
del centrosinistra ha nella coalizione che lo sostiene anche la Sinistra
Arcobaleno.
( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del
15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Appello della
Confindustria ai politici. "La rinascita del Paese passa attraverso il
rilancio del Sud" MYRTA MERLINO Roma. Le aziende italiane "hanno
bisogno di segnali immediati per ritrovare la fiducia". Ad urne ancora
aperte Emma Marcegaglia, presidente designato di Confindustria, lancia un
messaggio forte e chiaro alla politica dalle colonne del quotidiano francese
"Les Echos". Un'intervista, rilasciata in un momento caldissimo della
vita nazionale, nella quale la "pasionaria" di viale dell'Astronomia
riprende le recenti dichiarazioni del presidente uscente Luca Cordero di
Montezemolo che nel corso dell'ultima missione imprenditoriale in Egitto aveva
dichiarato: "Dobbiamo ricostruire la fiducia nel Paese e per questo
abbiamo bisogno di tutte le forze politiche responsabili, maggioranza e
opposizione, nessuna esclusa". Ed ancora aveva aggiunto: "Senza questo,
qualunque sia l'esito del voto, i problemi reali rimarranno sempre gli
stessi". Un richiamo alla concretezza della proposta politica, dunque,
quello lanciato dal prossimo leader degli industriali che utilizza la tribuna
di oltralpe anche per inviare un messaggio alla Banca Centrale Europea per la
quale, a suo giudizio, è scoccata l'ora di abbassare i tassi di interesse.
"Alcune proposte elettorali, come ad esempio la defiscalizzazione degli
straordinari, sono utili ed importanti" ha specificato la Marcegaglia al
giornale francese, sottolineando anche l'urgenza di riformare l'Irap. A medio
termine, la presidente in pectore (entrerà in carica a maggio), si augura che
il prossimo governo investa maggiormente "nel capitale umano",
rivedendo il sistema educativo per potenziare ricerca e innovazione. D'altra
parte innovazione e capitale umano adatti alla nuova frontiera della
conoscenza, saranno tra i temi centrali che animeranno la tradizionale giornata
di riflessione organizzata dal centro studi di Confindustria che si svolgerà a
Torino venerdì prossimo ad urne appena chiuse. "Cambiare per
crescere" queste le tre parole scelte per rappresentare la massima urgenza
all'indomani del voto. Negli ultimi vent'anni, infatti, è la considerazione
degli economisti di viale dell'Astronomia, "L'Italia è scivolata indietro
nelle classifiche internazionali di reddito, competitività, istruzione,
benessere. Dal
( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del
15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Nostra figlia
invalida al cento per cento, nessuno ci aiuta" Castellammare. Ha compiuto
la maggiore età da poco più di un anno ma non ha festeggiato assieme a parenti
e amici. Niente discoteca o viaggio o patente magari con auto in regalo. La
vita di Veronica S., che vive in un letto, cieca al 100% e con una tetraparesi
spastica dall'età di tre anni per complicazioni dopo un brutto morbillo, è
un'altra cosa. È la storia di una ragazza disabile, accudita dal papà
pensionato e da una mamma insegnante, con due affettuosi fratelli, senza aiuti
economici da parte delle istituzioni pubbliche. La denuncia è della stessa famiglia
della giovane, che vive al centro della città delle acque, e che da un anno
(cioè da quando è diventata maggiorenne) non percepisce più alcun tipo di
pensione. "Mia figlia - ha spiegato il papà mostrando carte e documenti
che attestano l'invalidità fisica totale - dipende da noi in tutto e per tutto.
E finora siamo riusciti, grazie a Dio, a portarla avanti con dedizione e amore
senza l'aiuto di nessuno, perché non ci piace chiedere l'elemosina. Quello che
adesso ci fa alzare la voce - ha detto ancora il papà - è l'esasperazione di
fronte all'assenza di considerazione per nostra figlia, che sa solo sorridere
ai nostri gesti quotidiani. Non solo perché arbitrariamente una dottoressa
dell'Asl le ha addirittura ridotto anche la riabilitazione da cinque a tre
giorni appena a settimana - ha continuato amareggiato l'uomo - ma anche da
parte di chi negli stessi uffici sanitari ci ha detto che dobbiamo rivolgerci
al giudice tutelare, con una trafila burocratica piuttosto lunga, per riavere
l'assegno di accompagnamento ed invalidità per la nostra bambina". Cosa
che la famiglia S. ha già fatto affidandosi anche a un avvocato, che ha
consigliato di aspettare il parere del giudice. "Mia figlia deve essere
visitata di nuovo - ha concluso il papà - per verificare il
suo stato di salute, ma dopo un viaggio a vuoto al tribunale (visto che il
giudice era impegnato) mi viene da puntare il dito contro i falsi invalidi, che
continuano a percepire soldi raggirando la legge, mentre i veri ammalati gravi
devono soffrire anche a causa della burocrazia". ti.es.
( da "Wall Street Italia" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Montezemolo,
riproporremo a nuovo governo decalogo Confindustia -->MILANO (Reuters) -
Dopo la lettera di stamane in cui saluta il risultato elettorale che
"permette piena governabilità" e chiede riforme, il presidente
uscente Luca Cordero di Montezemolo ha ribadito anche a Milano che
Confindustria non aspetterà per presentare le sue richieste. "Venerdi a
Torino al convegno del centro studi Confindustria riporteremo in primo piano il
nostro Decalogo, che sottoponemmo all'attenzione delle forze politiche in campagna
elettorale" ha detto a margine della presentazione della mostra dedicata
al design di Cassina (marchio del gruppo Poltrona Frau). "Fa piacere
vedere che molti temi sono già all'ordine del giorno, a cominciare dal
federalismo fiscale" ha proseguito "che consideriamo uno dei temi piu
importanti e che insieme alla riforma dello stato e istituzionale è tra i primi
punti del decalogo". Le imprese sono "in prima fila e collaboreranno
per spingere ancora piu verso lo sviluppo e la crescita" ha concluso. I dieci
punti con le proposte Confindustria per l'Italia furono presentati a Milano lo
scorso 3 marzo. Oltre alla governabilità, per cui si
chiedeva la riforma della seconda parte della Costituzione, includevano
risanamento dei conti pubblici; riduzione delle imposte; lavoro, contratti,
salari e produttività; semplificazione della burocrazia; energia e ambiente; infrastrutture; istruzione e università;
ricerca e innovazione; Mezzogiorno.
( da "Gazzettino, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
UNA PRIVATIZZAZIONE
RIUSCITA Storie di Borsa, parlano i protagonisti di dieci anni di finanza Tra
le privatizzazioni riuscite, non molte per la verità, quella di Piazza Affari,
la Borsa di Milano, merita una menzione particolare. Ai privatizzatori, le
banche, è andata di lusso. Nel '98 la neo costituita Borsa Spa è stata venduta
dal Tesoro per circa 25 milioni di euro. Dieci anni dopo si è alleata con la
Borsa di Londra sulla base di una valutazione pari a 1,6 miliardi.Ma, cosa
piuttosto singolare in Italia, è andata bene anche agli utenti: società
quotate, operatori e gli stessi risparmiatori. Perché, da mero luogo di
incrocio di domanda e offerta (scarsa) come era ancora negli anni '90, è
diventata una piazza internazionale, un gruppo integrato. In dieci anni le
negoziazioni a pronti in titoli azionari sono cresciute di quasi nove volte,
quelle su strumenti derivati sono raddoppiate, la capitalizzazione delle
società quotate è passata da
( da "Gazzettino, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Segnali
immediati alle imprese per ritrovare fiducia" Le aziende italiane
"hanno bisogno di segnali immediati per ritrovare la fiducia": lo ha dichiarato
Emma Marcegaglia, presidente designato di Confindustria che in un'intervista al
quotidiano "Les Echos" invita anche la Bce ad abbassare i tassi di
interesse. A medio termine la Marcegaglia vorrebbe che il
prossimo governo investa maggiormente "nel capitale umano", rivedendo
il sistema educativo. L'imprenditrice sottolinea anche la necessità di una
riforma della burocrazia,
una liberalizzazione dei servizi e un sistema di trattative salariali meno
centralizzate.
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'ALTRA SFIDA
Riccardo e Renzo, la notte che nasconde il futuro Un weekend sulla neve e poi
Bruxelles, dove oggi alle 14 è atteso per una riunione dell'High Level Group,
il gruppo di 15 esperti di cui fa parte, incaricato di coadiuvare la Commissione Europea nella definizione di interventi per lo
snellimento della burocrazia comunitaria. Riccardo Illy solo questa sera sarà a Trieste,
quando lo spoglio del voto regionale sarà a buon punto. Renzo Tondo, invece, si
trova a Tolmezzo dove si è dedicato a famiglia, amici e attività alberghiera.
Solo oggi, nel pomeriggio, raggiungerà il proprio ufficio elettorale di Udine.
Già ieri, però, il candidato del Centrodestra alla presidenza della Regione ha
seguito con attenzione lo spoglio del voto per il Parlamento. Con particolare
attenzione al dato del Friuli Venezia Giulia doveha provato a proiettare su
scala regionale il risultato per Camera e Senato. Se la politica fosse
matematica, l'ex deputato forzista potrebbe già aprire le bottiglie e brindare
alla propria vittoria, visto che i partiti che lo appoggiano (Pdl, Lega nord,
Udc e Partito dei pensionati) ieri hanno rastrellato il 53\% dei consensi per
la Camera contro il quasi 39\% delle forze che sostengono Illy (Pd, Italia dei
Valori, Sinistra arcobaleno). A rendere ottimista Tondo è anche il dato
sull'affluenza. Per le regionali ha votato il 72,3\% contro il 64,2\% del 2003
e il suo auspicio è che l'elettorato in più sia andato alle urne con
l'obiettivo di votare per lui.Circa quindici punti di differenza alle politiche
è il dato, certo, da cui si partirà oggi alle 14 nei seggi del Friuli Venezia
Giulia, dove per effetto dell'election day inizierà la maratona per gli
scrutinatori che dovranno contare prima le schede del voto regionale, poi di
quello provinciale udinese e, solo alla fine, amministrativo. Ieri, tra i
commenti degli esponenti del Centrodestra (la leghista Federica Seganti,
l'onorevole di An Roberto Menia...) si rilevava come difficilmente Illy
potrebbe invertire una tendenza simile. "Del resto - rilevava Seganti - il
valore aggiunto di un buon candidato rispetto alla propria coalizione si
attesta sul 5\% dei consensi"."Il risultato conferma che il Friuli
Venezia Giulia è una regione di Centrodestra - sottolinea il senatore del Pdl
Giovanni Collino - ora auspichiamo che ci possa essere un collegamento con il
voto delle regionali, anche se non si possono fare previsioni perché entrano in
gioco dinamiche diverse. Però c'è la possibilità che si riesca a creare una
filiera positiva tra voto politico e amministrativo locale, regionale,
provinciale e comunale"."Dodici punti percentuale in più senza
contare l'Udc e con il crollo dall'altra parte della Sinistra arcobaleno -
rileva anche il senatore Roberto Antonione - è veramente un risultato che
nessuno poteva prevedere. Per questo siamo ottimisti, anche se
moderatamente". Il verdetto che uscirà dalle urne questa sera, quindi è
una sfida, per Illy e Intesa democratica, che se vinta farebbe registrare una
controtendenza per il Centrosinistra del Nord Italia, nella quale confidano i
suoi alleati, forti anche del programma realizzato nei cinque anni di governo e
del sostegno della lista civica "Cittadini per il presidente".
"Se anche questa volta Illy vince - osserva Bruno Malattia, presidente di
"Una regione in comune" - ancor più che nel 2003 lo si dovrà alla sua
persona, che ha saputo tenere unita una coalizione scevra da estremismi, e alla
nostra lista civica". Sereno il sottosegretario all'Interno, Ettore
Rosato: "L'Illy che conosco io - spiega - non si preoccupa. Oltre i 5 anni
di buon governo ha fatto anche il suo lavoro in questa campagna elettorale,
facendola con rispetto degli avversari, dell'elettorato, portando avanti
progetti e idee. Sono convinto che sarà premiata questa sua serietà di
approccio e di governo". "Non è che c'è stato uno spostamento
dell'elettorato dal centrosinistra al centrodestra - prosegue il
sottosegretario - rispetto alle ultime elezioni. All'interno del centrodestra
c'è stato un rafforzamento, questo ci dicono i dati che abbiamo ora, della Lega
nord rispetto agli altri partiti di quella coalizione. Questa è una regione che
esprime un voto politico che è consolidato negli anni, poi esprime voti
amministrativi e regionali che sono diversi. Sono convinto che avremo un
responso diverso rispetto alle regionali".Lo.Ma.
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Meno
burocrazia doganale e più
infrastrutture per il porto di Venezia sono le richieste che emergono dalla sezione
veneziana dell'International Propellers Club, associazione che riunisce agenti
marittimi, spedizionieri e operatori portuali.E, in una disamina fatta più di
ombre che di luci, emerge una sola certezza: "Più che alla nomina del
nuovo presidente dell'Autorità portuale - secondo Massimo Bernardo, presidente del
Propellers - bisogna pensare alle strategie di sviluppo in accordo con
imprenditori ed enti locali. Il porto di Venezia nel suo andamento è stato
fortemente condizionato non solo dall'andamento economico del Paese e dai
mercati internazionali di riferimento, ma anche dalla sua gestione
amministrativa, operativa, urbanistica e infrastrutturale".Mentre Aldo
Pomarici, vicepresidente di Confetta (Confederazione nazionale trasporti)
avverte: "Malgrado la sua favorevole posizione geografica, Venezia
potrebbe rischiare di restare indietro nella competizione internazionale, non
avendo saputo discostarsi in tempo dalla generale negatività della portualità
italiana e soprattutto non reagendo con tempestività nella progettazione
infrastrutturale".E le richieste in termini infrastrutturali spaziano
dalla definizione di un master plan per lo sviluppo della logistica a Marghera
alla realizzazione del districtpark strutturato su un'area di almeno 50-
( da "Reuters Italia" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
MILANO (Reuters) -
Dopo la lettera di stamane in cui saluta il risultato elettorale che
"permette piena governabilità" e chiede riforme, il presidente
uscente Luca Cordero di Montezemolo ha ribadito anche a Milano che
Confindustria non aspetterà per presentare le sue richieste. "Venerdi a
Torino al convegno del centro studi Confindustria riporteremo in primo piano il
nostro Decalogo, che sottoponemmo all'attenzione delle forze politiche in
campagna elettorale" ha detto a margine della presentazione della mostra
dedicata al design di Cassina (marchio del gruppo Poltrona Frau). "Fa
piacere vedere che molti temi sono già all'ordine del giorno, a cominciare dal
federalismo fiscale" ha proseguito "che consideriamo uno dei temi piu
importanti e che insieme alla riforma dello stato e istituzionale è tra i primi
punti del decalogo". Le imprese sono "in prima fila e collaboreranno
per spingere ancora piu verso lo sviluppo e la crescita" ha concluso. I
dieci punti con le proposte Confindustria per l'Italia furono presentati a
Milano lo scorso 3 marzo. Oltre alla governabilità, per cui
si chiedeva la riforma della seconda parte della Costituzione, includevano
risanamento dei conti pubblici; riduzione delle imposte; lavoro, contratti,
salari e produttività; semplificazione della burocrazia; energia e ambiente; infrastrutture; istruzione e università;
ricerca e innovazione; Mezzogiorno.
( da "Stampa, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Saison
culturelle L'Italia della burocrazia va in scena
con Camilleri Una vera e propria commedia degli equivoci, una storia complessa
e ricca di malintesi e imbrogli che nasce dallo scambio di due lettere in una
domanda per una linea telefonica. E' "la concessione del telefono",
lo spettacolo tratto da un romanzo di Andrea Camilleri, in scena domani e giovedì alle 21
al teatro Giacosa di Aosta nell'ambito della Saison culturelle. Lo stesso
Camilleri ha firmato la sceneggiatura, scritta a quattro mani con il regista
Giuseppe Dipasquale. "Non è un'opera casuale - spiega lo scrittore
siciliano -. Il terribile potere della burocrazia e la
sua fitta rete di labirinti e imprecisioni sono una realtà tutta
italiana". L'ingresso costa 15 euro (ridotto 11). Sono ancora pochi i
biglietti a disposizione; per informazioni, telefonare allo 0165/32778. \.
( da "Blogosfere" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Apr 0815 Speciale
elezioni, un weekend di ordinaria follia in visita ad un seggio Pubblicato da
Marilena De Giorgio alle 15:22 in Accade in città, Cronaca, Il fatto Vi abbiamo
proposto l'opinione degli elettori, dei politici, i risultati e le riflessioni
del giorno dopo. Questo post vuole andare dritto dritto dove il voto ha preso
forma nell'ultimo fine settimana, si è fatto numero per le statistiche degli
esperti e prova della disfatta o della vittoria per la formazione politica di
riferimento. Un luogo ufficiale, austero, nel quale non sono ammessi errori,
opinioni politiche ma solo esercizio e applicazione della
legge e parecchia burocrazia. Durante le recenti Politiche, abbiamo vissuto le trenta ore
“tipo” di un seggio elettorale, esemplare di tutti i 919 seggi allestiti a
Torino. Partiamo da una riflessione: il cittadino che arriva in un seggio ha
l'impressione di trattare con chi sta dalla parte della burocrazia e rende le cose più complesse
di quanto esse siano. E' un po' come quando ci si trova in fila alla
posta e si accusano gli impiegati del sistema che non funziona per le troppe
attese o la poca semplificazione amministrativa. In realtà chi svolge il lavoro
ai seggi (presidente o scrutatore che sia) è un normale cittadino “prestato” al
ruolo. Un ruolo che in questa particolare tornata elettorale è stato vissuto
con maggiore preoccupazione, tanto che in molti hanno dato forfait e le
sostituzioni sono avvenute anche a poche ore dall'apertura del seggio. Le
procedure sono complesse, spesso sembrano non essere espressione di
razionalità: che senso ha dover compilare otto verbali, cinque registri
(compresa la novità per la registrazione dei cellulari), in cui viene più volte
richiesto lo stesso dato? Che senso ha dover prestare attenzione spasmodica
alle matite da utilizzare per il voto per evitare che qualcuno finisca in
gattabuia? Che senso ha che sei o più persone debbano iterare la propria firma
su ogni pagina di ogni verbale? La mole di pratiche da evadere e la quantità di
casi possibili sollecita dubbi anche nel presidente di seggio più esperto (il
cui ruolo, per legge, ha le maggiori responsabilità di funzioni). E' naturale
che nasca un confronto su ogni particolare. Essendo un ruolo svolto da persone
che fanno tutt'altro nella vita, spesso le soluzioni sono escogitate usando il
buon senso (che spesso è difforme da ciò che le leggi prescrivono) oppure
cercando aiuto presso il call center del Comune, aiuto che non sempre si rivela
utile. Può capitare di tutto ad un seggio: dal cittadino che si rifiuta di
votare con la matita copiativa in dotazione sostenendo di aver sempre votato
con la penna (assolutamente illegale), a quello che richiede le schede ma si
rifiuta di votarle; dalla signora anziana in carrozzina che non può raggiungere
il seggio causa ascensore troppo piccolo, al malato di sclerosi multipla che
bisogna raggiungere presso la casa di cura in cui si trova; da chi sbaglia a
votare e chiede la seconda chance, al vedersi recapitare un pacco di schede
stampate in modo illeggibile. La novità di questa tornata è stato l'utilizzo
dei cellulari; i cittadini sono sembrati abbastanza informati e la maggioranza
ha lasciato il telefono a casa o lo ha consegnato di buon grado al presidente
prima di entrate in cabina. Il voto è stato chiaramente polarizzato e non ha
risentito di confusione sui simboli (cosa che i partiti avevano manifestato
come maggiore preoccupazione). Infine, se analizziamo ciò che capita in fase di
scrutinio, interessanti ed insospettabili (viste dai non addetti) sono le
dinamiche che si verificano a seggi chiusi: ciò che veramente conta è che i
numeri quadrino e ci sia perfetta corrispondenza tra votanti, schede votate e
avanzate. Tutto il resto, ovvero i risultati, che parrebbero la parte più
importante, per chi lavora in un seggio non sono che una formalità secondaria.
Durante lo scrutinio si scatena una specie di gara tra le varie sezioni: la
vera vittoria, in questa situazione, non è quella politica ma va a chi per
primo spegne le luci e taglia il traguardo dopo l'estenuante maratona.
( da "Panorama.it" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Auto e moto -
http://blog.panorama.it/autoemoto - Che cosa cambierà per gli automobilisti?
Gli impegni del Pdl su Autooggi Posted By simone_tortini On 15/4/2008 @ 17:30
In Apertura#1 | No Comments Che cosa ha in mente il centrodestra per gli
italiani al volante? Adesso che hanno vinto dovranno mantenere gli impegni. Sul
numero in edicola di Auto oggi c'è un ampio servizio su come il Pdl intende
risolvere i problemi strutturali del traffico e dell'inquinamento. Fini,
rispondendo all'appello lanciato a tutte le forze politiche dall'ACI, ha
anticipato che l'impegno della sua coalizione si concentrerà, oltre che sulla
realizzazione delle infrastrutture necessarie al Paese, su quattro punti
chiave. Il futuro Presidente della Camera, ribadita la necessità di maggiori
controlli, ha posto l'accento sul problema della prevenzione dei comportamenti
indisciplinati. Si è dichiarato favorevole alla semplificazione del Codice
della Strada ed all'introduzione di ulteriori sistemi di "formazione",
come i corsi di guida sicura, dedicati in particolare ai nuovi automobilisti.
Il rispetto dell'ambiente passerà attraverso l'attuazione di politiche per
eliminare i vecchi veicoli inquinanti, incentivando al
contempo la loro sostituzione con vetture più sicure e rispettose
dell'ambiente. Infine, nell'ambito di un più ampio progetto di decongestione e
velocizzazione della burocrazia, è previsto il potenziamento delle procedure di digitalizzazione
e smaterializzazione dei documenti cartacei.
( da "Blogosfere" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Apr 0815 Elezioni,
una giornata in un seggio elettorale torinese tra stranezze e problemi vari
Pubblicato da Matteo, Blogosfere staff alle 17:00 in Elettori, Votazioni! Vi
abbiamo proposto l'opinione degli elettori, dei politici, i risultati e le
riflessioni del giorno dopo. Questo post vuole andare dritto dritto dove il
voto ha preso forma nell'ultimo fine settimana, si è fatto numero per le
statistiche degli esperti e prova della disfatta o della vittoria per la
formazione politica di riferimento. Un luogo ufficiale, austero, nel quale non
sono ammessi errori, opinioni politiche ma solo esercizio e applicazione della legge e parecchia burocrazia. Durante le recenti Politiche, abbiamo vissuto le trenta ore
“tipo” di un seggio elettorale, esemplare di tutti i 919 seggi allestiti a
Torino. Partiamo da una riflessione: il cittadino che arriva in un seggio ha
l'impressione di trattare con chi sta dalla parte della burocrazia e rende le cose più complesse
di quanto esse siano. E' un po' come quando ci si trova in fila alla
posta e si accusano gli impiegati del sistema che non funziona per le troppe
attese o la poca semplificazione amministrativa. In realtà chi svolge il lavoro
ai seggi (presidente o scrutatore che sia) è un normale cittadino “prestato” al
ruolo. Un ruolo che in questa particolare tornata elettorale è stato vissuto
con maggiore preoccupazione, tanto che in molti hanno dato forfait e le
sostituzioni sono avvenute anche a poche ore dall'apertura del seggio. Le
procedure sono complesse, spesso sembrano non essere espressione di
razionalità: che senso ha dover compilare otto verbali, cinque registri
(compresa la novità per la registrazione dei cellulari), in cui viene più volte
richiesto lo stesso dato? Che senso ha dover prestare attenzione spasmodica
alle matite da utilizzare per il voto per evitare che qualcuno finisca in
gattabuia? Che senso ha che sei o più persone debbano iterare la propria firma
su ogni pagina di ogni verbale? La mole di pratiche da evadere e la quantità di
casi possibili sollecita dubbi anche nel presidente di seggio più esperto (il
cui ruolo, per legge, ha le maggiori responsabilità di funzioni). E' naturale
che nasca un confronto su ogni particolare. Essendo un ruolo svolto da persone
che fanno tutt'altro nella vita, spesso le soluzioni sono escogitate usando il
buon senso (che spesso è difforme da ciò che le leggi prescrivono) oppure
cercando aiuto presso il call center del Comune, aiuto che non sempre si rivela
utile. Continua a leggere il post su Torino 2.0.
( da "SardegnaIndustriale.it" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
SardegnaIndustriale.it
- News 15/4/2008 ? Elezioni: Vecchioni (Confagricoltura), mettere economia ed
imprese al centro delle priorità politiche "Il risultato delle urne non
lascia spazio a dubbi. Ora i partiti che hanno vinto la competizione elettorale
governino il Paese mettendo economia ed imprese al centro delle priorità
politiche". È questo il primo commento del presidente di Confagricoltura
Federico Vecchioni sui risultati del voto del 13 e 14 aprile. "Già in
occasione del nostro Forum di Taormina, il mese scorso ? ha proseguito
Vecchioni ? avevamo formulato alle forze politiche le nostre richieste. A
partire dalla necessità di avviare una fase costituente per riformare
l'ordinamento della Repubblica, razionalizzare la mappa dei livelli
istituzionali e ridefinire ruoli e competenze degli enti locali". La
complessa congiuntura, nazionale ed internazionale, impone che le decisioni che
riguardano il settore occupino, e da subito, un posto di rilievo nell'agenda
del Governo. Per accrescere la dimensione economica delle imprese, contenere i
costi e favorire l'approccio al mercato. Serve, a parere di Confagricoltura,
una definitiva stabilizzazione del sistema fiscale, un deciso rilancio della
ricerca e dell'innovazione; ma anche politiche del lavoro tese alla
semplificazione ed alla sostenibilità degli oneri previdenziali per contrastare
il lavoro irregolare. E poi una decisiva azione contro la burocrazia e strategie chiare e concrete
per le energie rinnovabili e le risorse idriche. "Su tutto ? ha concluso
il presidente Vecchioni ? va garantito un ruolo più incisivo e determinante del
Governo nelle sedi comunitarie ed internazionali ed un rapporto rinnovato e
concreto con le organizzazioni di rappresentanza; fuori dai riti della
concertazione ma dentro un processo di crescita comune per le imprese e per il
Paese".
( da "Provincia di Como, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'intervista Nicola
Molteni neo deputato della Lega Nord "E ora facciamo lobby per Como: solo
così otterremo risultati" como (p. be.) "Non dico nulla fino al
risultato finale...". Ha fatto a lungo lo scaramantico Nicola Molteni,
numero sette nella lista della Lega Nord per la Camera. Come non capirlo, visto
che due anni fa era stato bruciato al fotofinish dal lecchese Lorenzo Bodega,
contro il quale aveva anche presentato invano un ricorso alla Giunta per le
elezioni. Ma stavolta aveva il posto in tasca... Vincendo Berlusconi, sarebbero
bastate le percentuali di due anni fa, che abbiamo ampiamente superato... Nel
Comasco avete fatto dieci passi, o meglio punti percentuali, in avanti rispetto
al 2006. Come se lo spiega? È un dato clamoroso, che noi sentivamo e
percepivamo durante la campagna elettorale, in giro per i mercati e i gazebo.
La gente vuole il cambiamento, attraverso riforme serie e importanti quali il
federalismo fiscale, e premia il partito che con maggior coerenza politica
porta avanti queste idee. A proposito di coerenza: non può avervi favoriti
anche il fatto di non aver cambiato nome e simbolo, a differenza di altri
partiti? Il fattore principale del successo della Lega credo siano la coerenza
e la credibilità del suo linguaggio politico. Ma anche l'aver mantenuto il
simbolo, chiaro ed evidente, con la scritta Bossi, ha avuto il suo peso.
Proprio Bossi, che nell'ultimo mese di campagna elettorale ha fatto tre comizi
al giorno, è stato il valore aggiunto il più rispetto a due anni fa, quando non
poté partecipare in maniera così attiva. La Lega è la Lega di Bossi. Ma non è
sbagliato legare il nome di un partito a quello del suo leader, peraltro non
più giovane e in salute? Lei che ha 32 anni non sente l'esigenza di un
rinnovamento generazionale? Quello tra Bossi e la Lega è un legame
indissolubile. Io, come tante altre persone che hanno fatto la campagna
elettorale, gli sono stato accanto quando è venuto a Como e l'ho trovato in
splendida forma. Rimarrà leader della Lega ancora per tanti tanti anni. Quali
priorità porterà a Roma? I cittadini chiedono sicurezza, le
imprese meno burocrazia,
oltre a una soluzione del problema delle infrastrutture. E in tanti, leghisti
ma anche gente che non la Lega non l'ha mai votata, chiedono il federalismo
fiscale, la possibilità di tenere qua i soldi per fare tutto ciò che serve. Su
questi punti sollecitano un grande contributo da parte dei parlamentari
comaschi. Io penso che tutti quelli che verranno eletti dovranno fare
lobby, nell'interesse del territorio. Insomma, dialogherete anche con Chiara
Braga del Pd. Assolutamente sì. Non solo si deve parlare, ma anche lavorare
insieme per il territorio. L'Expo del 2015 è una grande opportunità per il
Lario e dobbiamo fare un notevole lavoro di squadra per non mancarla. In campagna
elettorale lei si è soffermato anche sul problema della prostituzione che
assilla il Canturino. Pensa a una proposta di legge per riaprire le case
chiuse? Sono stato allertato su questo tema da molti amministratori. La
prostituzione è un problema oggettivo, non solo sociale, ma anche di sicurezza
e fiscale. Io dico: va sistemato, legalizzato. Le soluzioni? Andranno
individuate esaminando i progetti di legge già presentati anche dalla Lega.
Terremo quelle più praticabili. 15/04/2008.
( da "Provincia di Como, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Al Nord il
partito degli operai siamo noi". Con il pragmatismo valligiano di cui è
maestro e con la solita raucedine blended da toscano riserva, Umberto Bossi ha
impiegato un nanosecondo a scattare una foto perfettamente a fuoco e a dare la
più originale chiave di lettura politica del voto. Ha vinto il Pdl, e in quel
Mugello del centrodestra che sono le nostre terre il finale era prevedibile. Ma
soprattutto ha vinto la Lega, che più di ogni altro partito ha saputo
intercettare e tradurre il grido di Munch dei cittadini della Lombardia, dagli
operai agli artigiani, dai piccoli imprenditori ai professionisti, devastati
dal prodismo (malattia senile dell'immobilismo), sfiniti dalla questione
settentrionale e da chi continuava a ripetere che era una bufala.
Infrastrutture, burocrazia,
federalismo fiscale sono al contrario priorità. Ben altre bufale (puzzolenti
come la monnezza di Napoli) hanno condannato il centrosinistra e soprattutto
quella gauche radicale e bertinottiana ormai priva di bussola, incapace di
comprendere che in Italia, nel 2008, la falce e il martello sono simboli di un
passato remoto. Spacciare i pregiudizi per analisi economiche è poco
saggio; chi lo ha fatto scompare dallo scenario politico, bocciato dagli
elettori. Al contrario sopravvive bene e sembra (...) segue a pagina 2
15/04/2008.
( da "Provincia di Como, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'odissea di una
elettrice Esclusa per errore, riammessa dal giudice COMO Il diritto di votare è
stato stabilito dal giudice, con un provvedimento urgente. Anzi, urgentissimo e
Maria Grazia Giannone, dirigente del Partito Democratico, segretaria del Sunia,
il sindacato inquilini della Cgil, è potuta entrare in cabina alle 14,45 di
ieri, dopo 48 ore trafelate. "Siamo stati costretti a ricorrere al giudice
di fronte a una muraglia di indisponibilità, burocrazia, indifferenza, ignavia, indolenza", sfoglia tutto il
vocabolario l'avvocato Marcello Iantorno che ha assistito l'elettrice, votante
per un soffio. Non sta esagerando, l'avvocato e consigliere comunale
d'opposizione? Il Comune di Como, infatti, s'è sempre prodigato, dicono i
testimoni, per far votare chiunque e in contemporanea con l'ordine del
tribunale, ieri è arrivato il provvedimento del vicesegretario comunale.
"Stavolta, non è esagerato parlare di ostruzionismo", rincara la dose
l'avvocato, sventolando il provvedimento nel quale il giudice Massimo Croci,
afferma che "il diritto di voto non può essere limitato, è un diritto
soggettivo assoluto ed incoercibile" e pertanto ordina (tutto in
maiuscolo) al sindaco, all'ufficiale di Stato Civile, alla Commissione
elettorale e al presidente del seggio numero 55 di via Nicolodi di far votare
Maria Grazia Giannone. Al di là del caso specifico, insomma, il giudice
stabilisce la sacralità e l'inviolabilità di un diritto costituzionale:
l'esercizio del voto. Maria Grazia Giannone era finita nell'elenco degli
irreperibili. Aveva cambiato casa, nel gennaio di un anno fa, utenze
regolarmente allacciate, contratto registrato, tessera elettorale aggiornata,
ma con la dicitura ?elettrice priva di indirizzo aggiornato? e perciò l'anno
scorso, per le amministrative, aveva votato nel seggio di via Perti. L'11
aprile, ha chiesto l'aggiornamento della sezione in cui votare. Ha scoperto di
essere ?irreperibile? e perciò cancellata dalle liste elettorali. Questo dopo
che a luglio gli accertatori del Comune non l'avevano trovata a casa (era al
lavoro al Sunia) e una raccomandata non era mai stata ritirata. Mai trovato
neppure l'avviso di consegna della raccomandata, ha obiettato l'avvocato, nel
ricorso. Ad ogni modo, da sabato fino a domenica sera, s'è adoperato con tutti
gli uffici comunali e la prefettura per far iscrivere la sua assistita nelle
liste elettorali e, prima ancora, tra gli abituali residenti e rintracciabili.
Le carte e i testimoni dicevano che Maria Grazia Giannone esiste, è presente e
residente. Ma essendo stata depennata non poteva essere reinserita subito.
"Invece, reinseritela subito", ha ordinato il giudice. Maria Castelli
15/04/2008.
( da "Provincia di Como, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
(M. Cast.) Il fisco
non perde mai l'occasione e la pur sempre lodata caccia all'evasore a volte
diventa accanimento con chi si trova già in difficoltà per conto suo. L'Agenzia
delle entrate, infatti, ha disposto che in caso di voltura dell'intestazione
della bolletta, il subentrante presenti un certificato catastale e un
certificato di conformità dell'impianto. La procedura potrebbe essere
giustificata nel caso di cessione a terzi della proprietà dell'immobile e
infatti, la normativa per la sicurezza degli impianti la introduce disposizioni
severe dal 27 marzo scorso. Ma nel caso del cambio tra familiari, non è
concesso alcuno sconto burocratico. Inutile che una vedova obietti:"L'impianto
è lo stesso di prima", prima di perdere il congiunto con il quale
conviveva sotto lo stesso tetto e l'atto di successione dimostri il passaggio
di proprietà, proprietà evidentemente accastatate, imposte pagate, compresa
l'imposta di successione. Non si può neanche morire in pace: è questo il punto,
la burocrazia lo impedisce. Né si può ricevere in pacifica eredità l'impianto
del gas, non è previsto dalle norme sulla ?tracciabilità?, come spiegano gli
esperti. Il Fisco approfitta di una disgrazia per aprire la canna del gas a sua
volta, fatta di certificati, da compilarsi con cura e assoldando un tecnico
certificatore, uno che verifichi se la caldaia e annessi sono a posto,
lo dichiari e aggiunga documenti a valanghe di carte. In questo modo, rintraccerebbe
gli eventuali evasori. A parte le spese tecniche, quantificabili, sono da
valutare le ?tasse occulte?, relative alle ore di lavoro perdute per le
pratiche., ammesso che i comuni sopravvissuti sappiano che cos'è un certificato
catastale e come si possa procurarlo. L'alternativa: lasciare la bolletta
intestata a chi non c'è più, ma è un assurdo in termini e non si sa a quali
guai possono andare incontro i sopravvissuti nel caso vengano scoperti.
Chiudere l'impianto? La pratica va comunque effettuata da capo, perchè nessuno
può rimanere senza gas. Non basta un certificato di morte e uno stato di
famiglia al momento del decesso? Non bastano e poi è inutile insistere: è così
e basta. Non c'entra niente Enerxenia, non c'entra niente nessuno. Se l'intestatario
non moriva, era meglio. 15/04/2008.
( da "Provincia di Sondrio, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
In valtellina
Incidenti, sempre colpa dell'alcol o centrano le strade orribili? Per motivi
diversi mi capita di viaggiare lungo l'unica strada statale che da Livigno va
Sondrio-Lecco in valtellina Incidenti, sempre colpa dell'alcol o centrano le
strade orribili? Per motivi diversi mi capita di viaggiare lungo l'unica strada
statale che da Livigno va Sondrio-Lecco. Leggendo i vari giornali, quotidiani
e/o settimanali della Valtellina, spesso si legge di incidenti anche mortali
che accadono sulle nostre strade. Si legge anche del ritiro di diverse patenti
nei fine settimana per via del troppo alcol consumato, ritiri di patenti
annunciati con una certa enfasi. Mi chiedo, e chiedo, se proprio tutte le volte
che accadono gli incidenti, o si ritirano le patenti, è sempre colpa dell'alcol
e/o di chi guida pericolosamente. Oppure se è anche colpa del fondo stradale,
che è veramente dissestato, e pertanto molto ma molto pericoloso. Ed è
disastrato in più punti lungo la Valle. Vorrei sapere quante patenti sono state
ritirate a chi segnava un tasso alcolico di poco superiore allo 0.50, cioè
perché aveva bevuto, magari a pranzo dopo una mezza giornata di lavoro, giusto
un paio di bicchieri di vino o di birra. Credo che, se oltre a controllare il
tasso alcolico, doveroso specie nei fine settimana e fra i più giovani, si
verificasse anche con altrettanta meticolosità se vengono rispettate le
normative, e venissero effettuati con regolarità e sollecitudine i lavori di
manutenzione del fondo stradale, ciò sarebbe apprezzato da tutti, visto che
probabilmente è anche a causa dei dissesti stradali se accadono gli incidenti,
magari meno gravi, ma non per questo meno importanti. Io ritengo pericolosa
anche una sola buca in messo o a fianco della strada, specie se questa la
incontriamo in prossimità di una curva o semi curva, buche che sono pericolose
sì per le macchine ma più ancora per le bici o le moto, che a loro volta
potrebbero causare incidenti. Invece di investire tanti soldi per le finali o
le gare di Coppa del Mondo come s'è fatto e che quasi nessuno è andato a
vedere, sarebbe molto meglio spenderne qualcuno in più per la manutenzione
delle strade. Che, probabilmente, anche i nostri turisti - e noi valligiani, lo
preferirebbero. Ma, chi è venuto a vedere le gare, forse ha preferito salire in
Alta Valle con altri mezzi, magari l'elicottero: e così non ha notato né le
code chilometriche e neppure le buche o le condizioni pietose della statale.
Savio Peri elezioni Le scuole occupate dai seggi e mille disagi per allievi e
genitori Questo è uno sfogo gratuito, ma mi chiedo che necessità ci sia ad
utilizzare le scuole per le elezioni (che per altro si svolgono annualmente da
20 anni a questa parte). Non è possibile usare strutture che non necessitano di
una ?bonifica? per due giorni di seggio? Mi spiego, l'aula della classe di mio
figlio è stata completamente svuotata in quanto sede di seggio elettorale. Con
utilizzo delle ore di lezione delle insegnanti che hanno dovuto eliminare ogni
cartellone appeso alle pareti, e tutto il materiale scolastico. Ne deriva che
lo zaino di Luca (3° elementare) oggi pesava ben kg, 9,00, ed era gia il 2°
round di trasporto a casa di libri e quaderni, da riportare a scuola al rientro
da questa breve vacanza. Vacanza che peraltro mette in crisi i genitori che
lavorano, che non possono lasciare a casa da soli due giorni i propri figli, e
che si debbono organizzare di conseguenza. E tutto ciò per cosa? Ci illudiamo
che queste elezioni cambino la situazione di depressione in cui è caduta la
nostra economia? Che il petrolio diminuisca, che i mutui smettano di strozzare
le famiglie, che i beni di prima necessità possano diminuire di prezzo, che
l'immigrazione clandestina trovi un freno, che le pensioni e gli stipendi
possano coprire la spesa di tutto il mese, che se entro in ospedale voglio
essere sicuro di venirne fuori vivo e curato, che la giustizia possa finalmente
ritrovare la strada giusta per essere applicata? Credo che ormai siano pochi
gli illusi che tutto ciò possa accadere. Ma intanto i nostri figli saranno a
casa lunedì e martedì, e qualcuno anche venerdì pomeriggio. Le elezioni non
cambieranno nulla, e noi avremo pagato anche una baby sitter per i nostri
bambini. Giovanna Soave lo stato con le mani bucate Vogliamo ridurre il debito?
Proviamo ad abbassare le tasse Trovo l'articolo di Carlo Lottieri pubblicato su
La Provincia del 10 aprile (Strano Stato, fra supertasse e mani bucate)
particolarmente interessante e istruttivo. La tesi sostenuta dall'autore è che
tanto più aumenta il livello delle tasse, tanto maggiore è il debito pubblico.
Il fenomeno sembra invero paradossale perché ogni logica dovrebbe indurre a
ritenere che maggiori entrate riducano (o, quanto meno, lascino inalterato) il
debito pubblico. Se infatti anche le maggiori imposte sono interamente
destinate a nuove spese, il debito pubblico dovrebbe rimanere invariato. In Italia,
però, questo non succede perché non solo le maggiori entrate sono interamente
destinate alle spese ma le stesse maggiori spese, alla fine, finiscono per
essere superiori alle maggiori entrate. La situazione è paradossale ma risponde
alla realtà. La motivazione però è sotto i nostri occhi, se siamo in grado di
tenerli aperti. Da quando in Parlamento ha inizio l'esame della legge
finanziaria (settembre) fino alla fine dell'anno, le varie corporazioni si
scatenano per aumentare nel modo più dissennato le spese a carico dello Stato.
Ogni partito, ogni gruppo, ogni deputato, ogni categoria, ogni ente preme sul
governo per aumentare i vecchi benefici o per crearne di nuovi. Ricordate
l'ultima legge finanziaria, dichiarata leggera dal Ministro dell'Economia al
momento della sua presentazione e appesantita, strada facendo, dalle mille
richieste di spesa alle quali il governo non è stato in grado di dire di no,
sicchè la legge, nella sua veste definitiva, ha finito per assumere dimensioni
ben maggiori rispetto a quelle iniziali? Con i conseguenti oneri a carico del
contribuente. Se, allora, maggiori tasse producono inevitabilmente maggiore
debito, la soluzione per ridurre il debito sembra tracciata: minori tasse. E
credo che sia proprio questa la soluzione per tentare di mettere in ordine i
conti del nostro paese. Dobbiamo arrenderci all'evidenza: il nostro Stato
spende molto male le proprie risorse e finisce per rendere sempre più poveri i
propri cittadini con prelievi iniqui e abnormi. Le cause sono molteplici (burocrazia inefficiente, legislatura
farraginosa, moltitudine di centri di potere e di spesa senza controllo, ecc.)
e ognuna di queste cause meriterebbe un attento esame. Ma se si vuole
intervenire in modo rapido ed efficiente per tentare di ridurre il debito
pubblico la via più immediata, anche se apparentemente paradossale, è
quella di ridurre le entrate, cioè le imposte. Dall'altra parte, come
pensereste di aiutare una persona spendacciona e piena di debiti? Certamente
non aumentando le sue entrate. Questa soluzione richiede però politici
responsabili e dotati di un forte senso dello Stato. Renzo Gorini Politica e
morale La pillola del giorno dopo tra problemi etici e medici Caro direttore,
la lettrice Vanda Bono ha sollevato su questa pagina la questione della
contraccezione d'emergenza, o ?pillola del giorno dopo?, dicendo diverse cose
giuste e alcune che inducono a qualche commento. I medici che, rifiutando la
prescrizione, esercitano il ?potere maschile, desideroso di dire il suo no alla
libertà della donna?, non sono solo maschi. Ed è logico che sia così. Infatti,
come la stessa lettrice fa notare in un altro punto della lettera, dietro alla
condanna della pillola del giorno dopo ci sono motivazioni religiose dettate
dalla Chiesa Cattolica, e a seguire la Chiesa le donne sono forse in
maggioranza. Il fatto che le femministe, le radicali e le donne di sinistra
siano particolarmente visibili e si facciano sentire in modo abbastanza
plateale non deve indurre a ritenere che tutte le donne la pensino come loro, e
tanto meno che le divisioni ideologiche sull'etica della riproduzione corrano
esattamente lungo la divisione fra maschi e femmine. La lettrice però ha
perfettamente ragione a puntare il dito contro il rifiuto delle prescrizioni
giustificato con l'obiezione di coscienza, e per una ragione a cui nemmeno lei
ha pensato. È vero che la contraccezione ormonale d'emergenza non è in grado di
provocare il distacco di una blastocisti dopo l'annidamento, e quindi, se per
aborto si intende questo distacco, la contraccezione ormonale d'emergenza non
costituisce aborto. La fecondazione, cioè l'unione di spermatozoo e ovulo,
avviene però normalmente entro 24-36 ore dal rapporto, per cui quando si dice
che la contraccezione ormonale d'emergenza è efficace se attuata entro 72 ore
si implica che è comunque in grado di far espellere un ovulo già fecondato, e
quindi un nuovo essere. Che questo nuovo essere venga ?buttato fuori? prima o
dopo che si è annidato può far differenza solo per chi ragiona sulle parole
invece che sui concetti. Quindi la contraccezione ormonale d'emergenza è
abortiva. O, meglio, può esserlo. Ma quando? Quando è attuata fra le 36 e le 72
ore dal rapporto. Ed è qui che casca l'asino. Potrei capire un obiettore che,
interrogata la donna, viene a sapere che il rapporto è avvenuto due giorni
prima e quindi, per rispettare la propria coscienza, nega la prescrizione. Ma
non riesco assolutamente a capire un obiettore che nega la prescrizione per
principio anche quando il rapporto è avvenuto da poche ore e che quindi,
causando col suo comportamento un ritardo nell'assunzione del farmaco da parte
della donna, trasforma davvero questa volta quella che sarebbe stata una
semplice prevenzione della fecondazione in un aborto. Il problema però, come
spesso accade, nasce a monte. Un anti-ipertensivo richiede una diagnosi medica
di ipertensione perchè possa essere sensatamente prescritto. Lo stesso vale per
un anti-diabetico, che richiede una diagnosi medica di diabete, e analogamente
per la maggior parte dei farmaci in uso in medicina. Il discorso tiene molto
meno per i contraccettivi ormonali in genere, la cui unica giustificazione per
l'obbligo di prescrizione potrebbe forse essere che in questo modo si obbliga
la donna ad un colloquio col medico, che ?dovrebbe? avvertirla delle corrette
modalità d'uso, dei possibili rischi, e dell'opportunità di determinati
controlli in dati casi. In realtà poi sull'utilità di quei controlli e sul
rapporto epidemiologico fra rischi e benefici dell'obbligo di prescrizione dei
contraccettivi ormonali in genere si discute abbastanza in ambito
specialistico, e il peso dell'evidenza non è tutto a favore dell'obbligo. Ma
questo è un altro discorso. Quello che preme qui notare è che la contraccezione
ormonale d'emergenza in particolare presenta rischi che non solo sono scarsi,
ma soprattutto sono del tutto impossibili da valutare in modo scientifico caso
per caso. In sostanza, e più chiaramente, la necessità di una prescrizione
medica è assolutamente cervellotica e immotivata. Le nostre amiche femministe o
anticlericali amano chiamare in causa a questo punto l'interferenza di un
supposto strapotere della Chiesa Cattolica. Io, più banalmente, chiamo in causa
la stupidità umana, che nella sanità laica alligna come e anche più che in
altri settori. Se fossimo meno stupidi, la pianteremmo di fare certe cose, fra
le quali appunto l'obbligare le donne a farsi fare una ricetta medica per
comprare la pillola del giorno dopo. Ma, per noi maschilisti, la colpa è sempre
e comunque delle donne: chi infatti ha partorito gli stupidi? Antonio Attanasio
15/04/2008.
( da "Stampa, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
MUNICIPIO.PER LE IMPRESE Aosta, inaugurato il Suel sportello anti-burocrazia E' stata inaugurata ieri ad
Aosta la nuova sede del Suel, Sportello unico degli enti locali, allestito alla
sinistra della scala principale di accesso al municipio. In questa fase
sperimentale sarà aperto lunedì, martedì e venerdì dalle 9 alle 12. Lo
sportello sarà l'unico interlocutore per tutti gli atti amministrativi in
carico alle imprese, consentendo di evitare estenuanti lungaggini per lo
svolgimento delle pratiche. Per ora, il Suel si occuperà di attività
produttive, interventi edilizi, radiotelecomunicazioni. Del primo settore fanno
parte panificazione, acconciatori, estetiste, vendite di giornali, di merce in
liquidazione, tv o altri sistemi di comunicazione, commercio elettronico,
vendite per corrispondenza e a domicilio, commercio con apparecchi automatici.
Interventi edilizi: realizzazione di opere nei fabbricati utilizzati dalle
imprese per le attività. Nel terzo settore rientrano le pratiche per impianti
di radiotelecomunicazione. Informazioni: 0165/300406 e 0165/300569. \.
( da "Stampa, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
RIFIUTI.POLEMICA
Druogno non rinuncia all'ipotesi di realizzare un termovalorizzatore
"L'iniziativa assunta dal nostro Comune deve essere giudicata opportuna e
degna di qualche considerazione e attenzione, non solo di bocciature, critiche
sterili e improduttive". Giuseppe Coffano e Giuseppe Girondino,
rispettivamente capogruppo di maggioranza e di minoranza in consiglio comunale
a Druogno, difendono così la decisione di avviare una discussione sulla
necessità di realizzare un termovalorizzatore nel Vco "per risolvere un
problema serio, che richiede soluzioni che non si possono più rimandare".
Qualche tempo fa, infatti, il consiglio comunale di Druogno aveva votato all'unanimità
un ordine del giorno sull'esigenza di un impianto per bruciare i rifiuti nel
Vco e come provocazione aveva ipotizzato di accoglierlo nel proprio territorio,
in caso nessuno si facesse avanti. Iniziativa che aveva subito sollevato
polemiche e critiche. Ora Druogno invierà il documento a Comuni, Comunità
montane e Provincia: "Impianti di questo tipo - spiegano Coffano e
Girondino - esistono da anni in centri cittadini e turistici di assoluta
eccellenza internazionale, totalmente esenti da effetti dannosi per salute e
ambiente. Le moderne tecnologie sono in grado di realizzare impianti di varie
dimensioni e potenza, con costi competitivi rispetto ai mega impianti citati
dall'assessore provinciale all'Ambiente". I due capigruppo, infatti,
criticano proprio Gianni Desanti per aver etichettato la proposta come
"un'emerita sciocchezza". "Dobbiamo rammentargli - replicano -
che l'Ossola, terra di confine spesso e volentieri considerata dalla Regione
come un feudo di periferia, vanta antiche ragioni e vocazioni autonomiste e
federaliste. E' più che legittimo, quindi, auspicare la dotazione di strutture
e servizi locali idonei a rendere meno onerosi disagi, balzelli
e burocrazia. Ci chiediamo
se nei lavori in corso con le altre cinque province per il termovalorizzatore
comune sono stati valutati i costi del trasporto dei rifiuti dall'Ossola
all'Astigiano, visto che il sito individuato sarebbe in quella zona, con costi
elevatissimi per gli ossolani e benefici a favore di altri". I due
consiglieri, poi, si dicono perplessi delle critiche arrivate dalla Comunità
montana Valle Vigezzo: "Si lamentano perché non sono stati informati di
questa nostra volontà - dicono -. Ricordiamo che Druogno ha una propria
autonomia propositiva e decisionale".