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15-3-2008 #TOP
Veltroni:
"Una stagione nuova per cambiare l'Italia"
( da "Varesenews"
del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Italia è strangolata dalla burocrazia e da una politica impossibile, in cui "si vota solo per tornare a votare, e con una legge elettorale definita "una porcata" da quelli stessi che l'hanno voluta". Il Paese reale è differente, butta lì Veltroni strizzando l'occhio all'Italia "che lavora e chiede di farlo liberamente", con adeguati,
Uno
scenario economico preoccupante illustrato da Carlo Sangalli
( da "Gazzetta
del Sud" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Questo unitamente alle altre tesi come le liberalizzazioni che valgono secondo Confcommercio un punto e mezzo di pil, la riduzione della burocrazia (un quarto di punto pil), l'efficientamento di infrastrutture, trasporti e logistica (3 punti di pil).
Dati
catastali a Gaia: chiesto un rinvio
( da "Nazione,
La (Viareggio)" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: BUROCRAZIA DISAGI PER GLI ANZIANI Dati catastali a Gaia: chiesto un rinvio "GAIA HA chiesto i dati catastali ai cittadini causando disagi soprattutto agli anziani, senza nemmeno consultarci: un comportamento autarchico e socialmente irresponsabile, sarebbe stato più saggio rimandare l'operazione di un paio di mesi".
Di
ILARIA ULIVELLI L'ULTIMA novità in campo sanitario si chiama agen
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: indipendenti dalla volontà del paziente che si trova costretto a lottare fra una malattia cronica e un muro insormontabile di burocrazia. Magari anziani soli che perdono la strada appena escono dall'ospedale. Malati che dopo l'intervento non sanno dove andare a fare i controlli. Pazienti che hanno bisogno di fare riabilitazio e si trovano davanti all'interminabile lista d'attesa.
Le
imprese faticano a pianificare investimenti
( da "Resto
del Carlino, Il (Ferrara)" del
15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: da uno Stato esoso e affetto da una burocrazia pachidermica". Forse, in qualche modo, si avverte che occorre cambiare musica? "Le imprese hanno bisogno di ossigeno ? argomenta Merli ? di un quadro di certezze e di scelte precise, che dimostrino con i fatti la reale volontà di imboccare una nuova fase, più in sintonia con le esigenze del Paese.
Stabile
anche il flusso degli ordini ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)"
del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E si tratta sempre degli stessi, vale a dire la lentezza biblica delle burocrazia e le carenze infrastruttrali del Paese: reti stradali e ferroviarie, ma anche informatiche, che non corrono alla stessa velocità di un mercato che non ha certo tempo da perdere". - -->.
Matteucci
: 'Disagi gravi per gli anziani' Il sindaco scrive al direttore di filiale
( da "Resto
del Carlino, Il (Faenza)" del
15-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: nei rapporti tra cittadini utenti e burocrazia resta l'ufficio postale delle 'inesitate di via Meucci. Tanto che lo stesso sindaco Fabrizio Matteucci ha ritenuto opportuno inviare una lettera al direttore della filiale di Poste Italiane per sottolineare "i disagi" dei ravennati costretti a lunghe attese "per usufruire di un servizio che viene erogato solo nell'
COMUNE:
ZTL La giunta cerca di farsi alleati gli Amici di Grillo
( da "Resto
del Carlino, Il (Pesaro)" del
15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Poi propone a commercianti, rappresentanti, artigiani una jungla di costi annuali e di sconti per categorie difficilmente comprensibile. Un manuale di burocrazia spicciola. Più interessante l'asse Amici di Grillo-giunta comunale. Chissà se reggerà al prossimo "Vaffa..."? Luigi Luminati club.quotidiano.net/luminati - -->.
Sportello
immigrati Una bussola nella burocrazia che parla straniero
( da "Resto
del Carlino, Il (Macerata)" del
15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: SERVIZI Sportello immigrati Una bussola nella burocrazia che parla straniero ? MACERATA ? RIAPRE lo sportello informativo per gli immigrati gestito dall'Arci. Un servizio a disposizione dei tanti extracomunitari che vivono o arrivano in città e che hanno bisogno di aiuto per integrarsi. Dal 18 marzo l'info point sarà aperto due giorni a settimana,
Vademecum
delle agevolazioni per chi ristruttura un immobile
( da "Stampa,
La" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La normativa richiede infatti molta burocrazia e spesso la legge che prevede i vantaggi per chi fa lavori edili, rischia di trasformarsi in una norma soltanto di facciata. Possono usufruire delle agevolazioni tutte le persone soggette all'Irpef e cioè proprietari, usufruttuari, inquilini, comodtari.
'Politici,vi
controlleremo' Verso il voto: Confartigianato lancia un blog
( da "Resto
del Carlino, Il (Rovigo)" del
15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: attacca il vice segretario Antonello Sartori, di semplificare la burocrazia e di applicare finalmente il federalismo fiscale, cosa che non è stata fatta né dal centrodestra né dal centrosinistra. Su questo versante, la lettura dei programmi dei due maggiori schieramenti in competizione sembrerebbe aumentare le perplessità della categoria.
Di
LAURA DALL'OLIO UNA FIGLIA malata di Aids in fase terminale, due genit
( da "Resto
del Carlino, Il (Imola)" del
15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: I genitori si erano rassegnati a portarla a Modena, ma prima che la burocrazia risolvesse la questione, la giovane è morta. A parte questo caso più eclatante, Baruzzi punta il dito soprattutto sulle piccole ma numerose carenze che corrodono la fiducia dei pazienti, come le liste d'attesa sempre più lunghe per le visite mediche.
Allarme
Confcommercio La recessione è vicina
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 15-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la riduzione della burocrazia (un quarto di punto Pil), l'efficientamento di infrastrutture, trasporti e logistica (3 punti). TASSE. E "chiediamo che nell'arco dei primi cento giorni la tassazione secca di straordinari e incentivi sia portata al 10%, il ripristino della piena agibilità del lavoro intermittente, la liberalizzazione dei servizi pubblici locali"
CERNOBBIO
(COMO) - Il rischio recessione è alle porte, lo stop dei consumi è sotto gli
occhi del Paese e lo choc del reddito pro capite quasi fanalino di coda in Ue
hanno colpito d ( da "Adige, L'"
del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Questo unitamente alle altre tesi come le liberalizzazioni che valgono secondo Confcommercio un punto e mezzo di pil, la riduzione della burocrazia (un quarto di punto pil), l'efficientamento di infrastrutture, trasporti e logistica (3 punti di pil). 15/03/2008.
Il
Pdl punta su sicurezza e aiuti alle giovani coppie Burocrazia da snellire e
appello al voto utile ( da "Resto del Carlino, Il (Imola)"
del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il Pdl punta su sicurezza e aiuti alle giovani coppie Burocrazia da snellire e appello al "voto utile" "DARE più sicurezza, più case alle giovani coppie e snellire la burocrazia". Sono i punti principali del programma del Popolo della libertà (più le liste collegate) presentato ieri dal candidato sindaco Adriano Gini.
Angelico
alla prova del fuoco ( da "Stampa, La"
del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: oggi oltre ad essere lucido sulle letture degli schemi deve sapere trattare questa burocrazia apparentemente inutile, eppure cruciale: spesso una vittoria è possibile ipotecarla nello spogliatoio. Possono essere criticati metodi e forma, ma non il concetto: l'approccio psicologico conta quanto un gioco a due o uno scarico sul lato debole.
Danieli,
ricavi in crescita e utile +53,16%
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: una stoccata - non ci vuole molta fantasia a interpretarla così - ai tempi della burocrazia italiana e locale". Comunque, prima di tornare alle cifre, anche se prima è necessario sottolineare che il portafoglio ordini è a un passo da quota 4 miliardi, vediamo qualche altro passaggio significativo della relazione del Cda di ieri.
La
sfida di ortis agli avversari: confronto in piazza
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: proporre di quelle che le burocrazie politiche stanno confezionando, con un cuore lontano dalla città". Sulla mancata risposta ai suoi inviti, Ortis aggiunge che "non voglio credere a chi mi riferisce che esista una difficoltà da parte di qualcuno a confrontarsi con me, ma se questo fosse vero segnerebbe la volontà di coprire una scadente qualità della sua proposta per la città.
Confcommercio
ai politici: si rischia la recessione
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Eppoi ancora riduzione della burocrazia, migliori trasporti e logistica. Nel pomeriggio è toccato ai politici. Poche polemiche. Anzi Fini e Fassino hanno concordato che lo Stato deve intervenire a sostegno dei precari che si trovano in difficoltà. L'unica censura è stata fatta da Maroni nei confronti della proposta di Veltroni di un salario sociale di mille euro:
Medici
di base, sciopero in vista ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: impostazione cocciutamente dirigista e per la burocrazia asfissiante contemplata dalle proposte d'accordo regionali". Sotto accusa "l'aggiunta di nuovi adempimenti regionali alle già numerosissime norme e compiti burocratici legati alla prescrizione". Il riferimento è diretto in particolare ad alcune procedure richieste della Regione in materia di ricette,
Sicurezza
pagata tre volte ( da "Tirreno, Il"
del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Una storia di ordinaria burocrazia dove, a farne le spese, sono le piccole imprese. è quella, resa nota dalla Cna di Pistoia, che ha per protagonisti gli scopifici larcianesi, prima obbligati a modificare alcuni macchinari per ragioni di sicurezza, e poi multati, appunto, per aver modificato gli stessi macchinari.
Il
restauro della vecchia scuola ( da "Nuova Ferrara, La"
del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma burocrazia, eventi che prima facevano sperare nel buon esito e poi contro eventi che li annullavano, avevano mammano trasformato l'entusiasmo in sfiducia. Un risveglio della volontà di concretizzare il progetto c'era stato alcuni mesi fa, quando spinti da una necessità contingente era stato destinato uno spazio della struttura per un ambulatorio medico.
Martedì
la passerella ( da "Mattino di Padova, Il"
del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: abbiamo deciso di aprire la struttura senza attendere di organizzare una cerimonia ufficiale, ma appena la burocrazia ce lo consente - dichiara il sindaco di Limena, Gilberto Vettorazzi - Per il taglio del nastro aspetteremo la bella stagione". Lunedì dovrebbe arrivare all'ufficio tecnico limenese la relazione del collaudo, atto ufficiale che permette di poter aprire la passerella.
Confcommercio
lancia l'allarme: è quasi recessione Per l'Ufficio studi dell'associazione la
crescita italiana sarà dello 0,7%, ma non è escluso che si possa scendere a
meno 0,2 ( da "Unita, L'"
del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la riduzione della burocrazia (un quarto di punto pil), l'efficientamento di infrastrutture, trasporti e logistica (3 punti di pil). "Chiediamo che nell'arco dei primi cento giorni la tassazione secca di straordinari e incentivi sia portata al 10%, il ripristino della piena agibilità del lavoro intermittente, la liberalizzazione dei servizi pubblici locali"
L'antiterrorismo
blocca il wi-fi ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: in questo momento è soprattutto la burocrazia a bloccare il web senza fili, ma intanto si lavora sui possibili progetti: un'ipotesi concreta è per esempio quella di creare "hot spot" gratuiti (aree dov'è possibile collegarsi senza fili a Internet) in alcuni punti della città e inserirsi in un progetto dell'Anci.
Sangalli:
la recessione è vicina ( da "Nuova Ferrara, La"
del 15-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Eppoi ancora riduzione della burocrazia, migliori trasporti e logistica. Nel pomeriggio è toccato ai politici. Poche polemiche. Anzi Fini e Fassino hanno concordato che lo Stato deve intervenire a sostegno dei precari che si trovano in difficoltà. L'unica censura è stata fatta da Maroni nei confronti della proposta di Veltroni di un salario sociale di mille euro:
I
balneatori attaccano i comuni: concessioni non rinnovate
( da "Centro,
Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: e organizzeremo manifestazioni nei principali Comuni costieri perché non si può arrivare ad una situazione così paradossale, con la burocrazia che ancora una volta rischia di far perdere competitività al turismo abruzzese". I balneatori annunciano anche un sit-in davanti a Regione e Comune di Pescara.
Se
ci libera dalla inutile burocrazia, noi ci stiamo
( da "Unita,
L'" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Se ci libera dalla inutile burocrazia, noi ci stiamo" di Federica Fantozziinviata a Vicenza Galleria Crispi è un corridoio di vele bianche. L'Apindustria vicentina - 1500 associati, 50mila per tutta la Confapi - occupa un palazzetto al suo interno. Dietro la porta blindata del secondo piano, l'ufficio del presidente Sergio Dalla Verde.
Alla
maddalena iniziano i lavori di riconversione - andrea nieddu
( da "Nuova
Sardegna, La" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Dopo due anni e mezzo di intoppi dovuti alle lentezze della burocrazia, finalmente la ditta Ser-Lu, che ha vinto la gara per i lavori al porto di Cala Balbiano a ponente di Cala Gavetta, ha posizionato i macchinari per iniziare i lavori che dovranno trasformare l'isola. E questo è forse il primo segnale concreto della riconversione in atto.
Medici
di famiglia in agitazione ( da "Nuova Sardegna, La"
del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: accordo integrativo regionale protestiamo contro l'impostazione cocciutamente dirigista e la burocrazia asfissiante contemplata dalle proposte d'accordo regionali. Non è possibile credere che l'aggiunta di nuovi adempimenti regionali, alle già numerosissime norme e compiti burocratici legati alla prescrizione, possa essere di qualche utilità per il paziente".
Gallura,
partenza lenta - serena lullia ( da "Nuova Sardegna, La"
del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il progetto di restyling plasmato dalla società di Tom Barrack è ancora inceppato negli ingranaggi della burocrazia. Tramontata la possibilità di cucire un abito più moderno prima dell'estate, la maxi operazione di bellezza è stata rinviata alla fine del 2008. La Pasqua non risveglierà completamente nemmeno l'altro borgo delle vacanze, Cannigione.
Antonella
fantò - dall'inviata ( da "Nuova Sardegna, La"
del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Eppoi ancora riduzione della burocrazia, migliori trasporti e logistica. Nel pomeriggio è toccato ai politici. Poche polemiche. Anzi Fini e Fassino hanno concordato che lo Stato deve intervenire a sostegno dei precari che si trovano in difficoltà. L'unica censura è stata fatta da Maroni nei confronti della proposta di Veltroni di un salario sociale di mille euro:
Diktat
delle imprese "alt agli enti inutili" - antonio fraschilla
( da "Repubblica,
La" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma soprattutto snellimento della burocrazia regionale e approvazione del piano energetico. Sono queste le priorità degli industriali, messe nero su bianco in un vero e proprio decalogo che ieri è stato inviato ai candidati alla presidenza della Regione, in primis Raffaele Lombardo e Anna Finocchiaro.
Poetto,
un'altra estate senza il piano - roberto paracchini
( da "Nuova
Sardegna, La" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Poetto nel cuore ma non nella burocrazia. Anche per il 2008 rimandato il riassetto dei servizi di spiaggia (Pul) e si andrà avanti con le deroghe delle precedenti concessioni. Ieri mattina l'argomento è arrivato in commissione consiliare Urbanistica, che ha preso atto che le pratiche non sono ancora pronte.
Confcommercio:<Recessione
vicina> ( da "Secolo XIX, Il"
del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: propone inoltre liberalizzazioni per un contributo aggiuntivo alla crescita fino a 1,5 punti di Pil, semplificazioni della burocrazia che varrebbero un quarto di punto di Pil; il miglioramento in termini di efficienza di infrastrutture, trasporti e logistica che varrebbe 3 punti di Pil, un uso produttivo delle risorse comunitarie previste in 100miliardi di euro per il 2007-2013;
Tra
gli industriali vince berlusconi. forse - carlo bartoli
( da "Tirreno,
Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: meno burocrazia, un varo rapido per le riforme essenziali La politica deve cambiare passo CARLO BARTOLI FIRENZE. Gli industriali toscani hanno preso molto sul serio il nuovo clima politico imperniato su due formazioni politiche (Popolo delle libertà e Partito democratico) e sembrano decisi a concentrare su Walter Veltroni e Silvio Berlusconi le proprie simpatie e i propri consensi.
Fotovoltaico,
via la burocrazia - carlo bartoli
( da "Tirreno,
Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: via la burocrazia Per mettere i pannelli solari basterà avvertire i Comuni La dichiarazione di inizio attività solo per gli impianti più grandi. La Regione spende 500 milioni CARLO BARTOLI FIRENZE. 500 milioni di euro tra investimenti e agevolazioni: tanto spenderà la Regione fino al 2020 per adeguare la Toscana ai parametri di Kyoto.
Sangalli:
la recessione è vicina - dall'inviata
( da "Tirreno,
Il" del 15-03-2008) + 2 altre fonti
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Eppoi ancora riduzione della burocrazia, migliori trasporti e logistica. Nel pomeriggio è toccato ai politici. Poche polemiche. Anzi Fini e Fassino hanno concordato che lo Stato deve intervenire a sostegno dei precari che si trovano in difficoltà. L'unica censura è stata fatta da Maroni nei confronti della proposta di Veltroni di un salario sociale di mille euro:
Veltroni,
appello sui temi bipartisan "patto di consultazione con il pdl" -
giovanna casadio ( da "Repubblica, La"
del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: gelatina e urla e una burocrazia che ha portato alla paralisi". Torna infine, su un tema che è stato anche il filo rosso per la composizione delle liste Pd, cioè sulla "alleanza" tra produttori: "I padroni degli anni Cinquanta non esistono più. Ora esistono milioni di operai che sono diventati artigiani e piccoli imprenditori.
Progetto
sicurezza alla Indesit ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Nel linguaggio della burocrazia si chiamano dispositivi di protezione individuale (Dpi), e i lavoratori sono obbligati a usarli, si rischiano multe salate. In caso contrario, il datore non ha colpe, basta che dimostri di essere in regola e di averli forniti. Ma a che serve il rimpallo di colpe e competenze davanti a un grave incidente?
Quelle
ex tute blu stregate dalla Lega ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: a sinistra non hanno capito quanto un autonomo sia lasciato solo davanti alla burocrazia cannibale e al fisco rapace (nel '97 dovette accendere un mutuo per pagare venti milioni di tasse, ndr) ".Prendiamo l'ultimo giro di vite sugli studi di settore: "Sono stati inseriti degli automatismi capestro uguali per tutti senza riconoscere le specificità delle singole aziende".
Basta
con i finanzieri d'assalto ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia, certo. Ma Fausto Cacciatori schiaccia il tasto dolente del fisco chiedendo chiarezza sul "federalismo fiscale ", argomento su cui Veltroni però non si sofferma. Giorgio Merletti gira ancora il coltello nella piaga-fisco: "Certo, ora il programma del Pd corregge gli errori sugli studi di settore" ma molte incomprensioni ormai sono nate con "
Angela
ha 38 anni, una bambina di sei e uno di quattro. Per 13 anni ha diviso la sua
vita con Giangu ( da "Messaggero, Il"
del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: se poi ci si mette di mezzo la burocrazia diventa drammatico", accusa Angela Attanasi mentre l'avvocato le paventa la possibilità di un rinvio. Ma c'è anche chi ha deciso di prendere con il sorriso giudici, avvocati e burocrazia, anche se prima ha sofferto molto: "Dopo un periodo terribile abbiamo deciso di divorziare - dice Patrizia De Angelis,
Gammarana,
solo chiacchiere ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il presidente del Comitato di quartiere rilancia l'esigenza di sicurezza; i rimpalli e la burocrazia "Gammarana, solo chiacchiere" Marcozzi: nulla è stato fatto per la "bomba" amianto e l'eternit.
Nel
2008 siamo diventati il primo porto del Mediterraneo, nel 2014 lo saremo del
mondo ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)"
del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: approvare il nuovo Prg e dare gli strumenti a chi vuole investire in città, come una burocrazia più snella". Un programma quello illustrato da Moscherini che si sposa appieno con l'accordo raggiunto una decina di giorni fa con la Banca del Mediterraneo, che poterà ad uno studio di fattibilità su una serie di project financing mirati alla crescita di Civitavecchia.
A
tre anni dalla posa della prima pietra, entra nel vivo l'attività del Campus
Bio-medico ( da "Messaggero, Il (Metropolitana)"
del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: tutti i modi di superare quelli che potevano essere i lacci e i lacciuoli della burocrazia. Con la buona volontà abbiamo semplificato i percorsi amministrativi" ha ammesso Marrazzo mentre scopriva la targa del vialone di collegamento al policlinico, intitolata alla memoria di Alvaro del Portillo, lo scomparso Prelato dell'Opus Dei che ebbe l'idea, nel lontano 1988, del progetto.
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Eventi - data: 2008-03-15 num: - pag: 55
categoria: ALTRI... ( da "Corriere della Sera"
del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Perciò anche oggi avverto un senso di fraterno affetto per quella città. Che ha anche conosciuto ingiustizie, soprusi, burocrazia, ignominia, violenza. Ma che è rimasta ugualmente un serbatoio di grandi aspirazioni all'armonia e all'equilibrio. Grande musica Oppenheimer, "Mahler dirige i Filarmonici di Vienna".
A
tre anni dalla posa della prima pietra, entra nel vivo l'attività del Campus
Bio-medico ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)"
del 15-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: tutti i modi di superare quelli che potevano essere i lacci e i lacciuoli della burocrazia. Con la buona volontà abbiamo semplificato i percorsi amministrativi" ha ammesso Marrazzo mentre scopriva la targa del vialone di collegamento al policlinico, intitolata alla memoria di Alvaro del Portillo, lo scomparso Prelato dell'Opus Dei che ebbe l'idea, nel lontano 1988, del progetto.
Angela
ha 38 anni, una bambina di sei e uno di quattro. Per 13 anni ha diviso la sua
vita con Giangu ( da "Messaggero, Il (Metropolitana)"
del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: se poi ci si mette di mezzo la burocrazia diventa drammatico", accusa Angela Attanasi mentre l'avvocato le paventa la possibilità di un rinvio. Ma c'è anche chi ha deciso di prendere con il sorriso giudici, avvocati e burocrazia, anche se prima ha sofferto molto: "Dopo un periodo terribile abbiamo deciso di divorziare - dice Patrizia De Angelis,
IL
VENETO VA MA L'ITALIA?\n ( da "Corriere del Veneto"
del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: troppo presente quando soffoca con le tasse e la burocrazia onnipresente (ad esempio, quanto ci vuole per aprire un'impresa?); è invece assente quando non garantisce la sicurezza, quando non sa controllare i clandestini, la criminalità organizzata (che spadroneggia in un quarto del territorio naziona-le), i lavori in nero e le tante, odiose furbizie italiche.
IL
VENETO VA MA L'ITALIA?\n ( da "Corriere del Veneto"
del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: troppo presente quando soffoca con le tasse e la burocrazia onnipresente (ad esempio, quanto ci vuole per aprire un'impresa?); è invece assente quando non garantisce la sicurezza, quando non sa controllare i clandestini, la criminalità organizzata (che spadroneggia in un quarto del territorio naziona-le), i lavori in nero e le tante, odiose furbizie italiche.
<Bossi
ha garantito: ci sarà un ministro veneto>
( da "Corriere
del Veneto" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: L'impegno di Walter è per una serie di politiche in sintonia con le esigenze e la cultura del fare tipica del Veneto: federalismo, infrastrutture, sicurezza, fisco più equo, burocrazia più leggera. Dei nomi discuteremo al momento debito". Alessandro Zuin.
<Bossi
ha garantito: ci sarà un ministro veneto>
( da "Corriere
del Veneto" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: L'impegno di Walter è per una serie di politiche in sintonia con le esigenze e la cultura del fare tipica del Veneto: federalismo, infrastrutture, sicurezza, fisco più equo, burocrazia più leggera. Dei nomi discuteremo al momento debito". Alessandro Zuin.
A
che serve Confindustria? ( da "Panorama.it"
del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "burocrazia", "costo del lavoro", "sistema giuridico e legislativo molto complesso". Ma è interessante paragonare la pragmatica opinione delle multinazionali con quella degli associati italiani alla Confindustria: anche in questo caso viale dell'Astronomia si è rivolta alla Ipsos, ricavandone giudizi soddisfatti.
Così
non si combatte lo smog ( da "Tempo, Il"
del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: misteri della farraginosa burocrazia comunale e di amministratori disattenti) ed in quanto "in questo periodo stagionale si registra un calo dei livelli d'inquinamento atomosferico, in particolare delle polveri sottili, rispetto ai valori registrati nei mesi scorsi e le condizioni meteoclimatiche di questi ultimi giorni lasciano prevedere comunque il contenimento dei valori"
Confcommercio:
"Più soldi alle famiglie"
( da "Corriere
Adriatico" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la riduzione della burocrazia (un quarto di punto pil), l'efficientamento di infrastrutture, trasporti e logistica (3 punti di pil). "Chiediamo che nell'arco dei primi cento giorni la tassazione secca di straordinari e incentivi sia portata al 10%, il ripristino della piena agibilità del lavoro intermittente, la liberalizzazione dei servizi pubblici locali"
Presentate
solo tre liste, oggi sarà una bolgia
( da "Corriere
Adriatico" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Tutti alle prese con le ultime formalità PORTO SANT'ELPIDIO Anime in pena nel mare della burocrazia e degli incartamenti. Una giornata di corsa, firme, carte da contare, ricontare e vidimare, quella di ieri, per i candidati sindaci e i loro schieramenti. Un venerdì che si chiude con tre sole liste presentate, quando suonano le 20.
Della
famiglia si ricordano solo in campagna elettorale SAMUELE MAROCCHI
( da "Libertà"
del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sia nella burocrazia. Negli ultimi dieci anni la spesa sanitaria è raddoppiata, domando: qualcuno ha visto miglioramenti? Abbiamo visto che ci sono in ognuno di questi settori zone d'ombra che producono voragini di capitali enormi. Mancano posti letto, ma poi vediamo ospedali abbandonati con attrezzature nuove a disposizione dei vandali,
ELEZIONI:
VELTRONI, ROMPERE INVADENZA POLITICA E DITTATURA MINORANZE
( da "Asca"
del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: C'e una invadenza della politica, ci sono segnali di dittatura delle minoranze. Rompere tutto questo e il nostro obiettivo. Veltroni ribadisce anche la necessita di cambiare la mentalita del paese. ''Dobbiamo fare un paese semplice, per il fisco la burocrazie e la politica. did/rf.
Allarme
Confcommercio <La recessione è vicina>
( da "Brescia
Oggi" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la riduzione della burocrazia (un quarto di punto Pil), l'efficientamento di infrastrutture, trasporti e logistica (3 punti). TASSE. E "chiediamo che nell'arco dei primi cento giorni la tassazione secca di straordinari e incentivi sia portata al 10%, il ripristino della piena agibilità del lavoro intermittente, la liberalizzazione dei servizi pubblici locali"
Dal
trasporto merci Sos disperato ( da "Arena.it, L'"
del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: L'autostrasporto merci è schiacciato da infrastrutture obsolete, una burocrazia "bizantina" e da un proliferare di normative a getto continuo che spesso sono conseguenza di fatti di cronaca e non solo non vanno nella direzione di creare legalità e sicurezza, ma contribuiscono a creare abusivismo ed incertezza.
Allarme
Confcommercio <La recessione è vicina>
( da "Arena.it,
L'" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la riduzione della burocrazia (un quarto di punto Pil), l'efficientamento di infrastrutture, trasporti e logistica (3 punti). TASSE. E "chiediamo che nell'arco dei primi cento giorni la tassazione secca di straordinari e incentivi sia portata al 10%, il ripristino della piena agibilità del lavoro intermittente, la liberalizzazione dei servizi pubblici locali"
ELEZIONI:
VELTRONI, ROMPERE INVADENZA POLITICA E DITTATURA MINORANZE
( da "Virgilio
Notizie" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: C'e una invadenza della politica, ci sono segnali di dittatura delle minoranze. Rompere tutto questo e il nostro obiettivo. Veltroni ribadisce anche la necessita di cambiare la mentalita del paese. ''Dobbiamo fare un paese semplice, per il fisco la burocrazie e la politica.
PD:
Ministro Damiano al mercato di Saluzzo incontra la città
( da "Targatocn.it"
del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ridurre la burocrazia e premiare la sicurezza sul lavoro; dare ai contribuenti ogni euro tolto all'evasione fiscale; creare 100 campus di studio entro il 2010; rottamare il petrolio e produrre il 20% di energia dal sole e dal vento; distribuire alle famiglie un assegno da 2.
Da
Fini a Fassino: aiuti ai giovani, alle donne e alle famiglie
( da "Gazzettino,
Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "Le regioni con meno risorse, spesso al Nord - dice - offrono migliori servizi ai propri cittadini". Proprio qui punta il ministro Lanzillotta: "Il primo risparmio verrebbe dall'eliminazione della burocrazia per le Pmi".Il confronto è appena cominciato. Oggi tocca a Veltroni e Berlusconi.A. F.
Il
mercato di Busche funziona e cresce
( da "Gazzettino,
Il (Belluno)" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: perché a volte la burocrazia, ma spesso mentalità impermeabili alle novità, ce la mettono tutta per ostacolare ogni cosa nuova, ma grazie ad alcune persone che ci hanno creduto fin dall'inizio si è potuto giungere alla sua realizzazione. Il mercato di Busche rappresenta un tassello che si aggiunge al mio iniziale progetto di marketing territoriale dove sulla frazione ho ipotizzato l'
Da
Padova per ripartire ( da "Gazzettino, Il (Padova)"
del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Non possiamo però continuare a parlare di Veneto e Padova come due grandi forze per poi ricevere "bastonate": costi di manodopera sempre più elevati, burocrazia soffocante ed il tanto atteso federalismo fiscale che deve ancora decollare! L'appello di tutti i Giovani delle associazioni territoriali è partito da Padova.(Segue a pagina XXIX).
Veltroni:
"Solo 6 punti dal Pdl" ( da "Italia Sera"
del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Veltroni parla di un Italia paralizzato dalla burocrazia che porta "alla paralisi". "Ci troviamo in una specie di gelatina, di melassa - ha aggiunto - dove non si capisce di chi sono le responsabilità. Io sono per le cose semplici e chiare, affinchè ciascuno nel suo ambito decida". Ma l'Italia è anche il Paese in cui c'è "una demonizzazione dell'avversario".
I
video di Veltroni a Varese: lotta al precariato e un'impresa in un giorno
( da "Blogosfere"
del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: cosa ne pensa Veltroni rispetto alla precarietà nel mondo del lavoro e la sua volontà di semplificare la burocrazia italiana. Vogliamo un paese semplice, in cui sia possibile aprire una impresa in un solo giorno. Cita google e you tube, sì, sarebbe bello se anche da noi si potesse immaginare di poter creare delle cose del genere dal nulla, ma qui siamo veramente alla fantasia pura.
Immigrati,
una risorsa o polli da spellare? ( da "Blogosfere"
del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: italica burocrazia e della loro non buona conoscenza della lingua italiana per spillar loro soldi. Insomma, il paese per crescere (e non solo demograficamente) ha sicuramente bisogno dell'immigrazione e continuare ad osteggiarla con atteggiamenti ostili (o peggio ancora all'italica maniera, cioè vedendo in loro solo polli da spellare)
FISCO:
BERLUSCONI, VISCO E' DRACULA CON INVENTIVA STRAORDINARIA
( da "Virgilio
Notizie" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Informatizzazione della burocrazia da cui si possono recuperare 3 miliardi, lotta all'evasione e all'elusione fiscale quantificata in 90 miliardi annui, e vendita del patrimonio pubblico in attivo. Sono le tre strade che ha indicato oggi Silvio Berlusconi parlando a Cernobbio al forum della Confcommercio per aumentare la copertura della spesa pubblica.
FISCO:
BERLUSCONI, VISCO E' DRACULA CON INVENTIVA STRAORDINARIA
( da "Asca"
del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Informatizzazione della burocrazia da cui si possono recuperare 3 miliardi, lotta all'evasione e all'elusione fiscale quantificata in 90 miliardi annui, e vendita del patrimonio pubblico in attivo. Sono le tre strade che ha indicato oggi Silvio Berlusconi parlando a Cernobbio al forum della Confcommercio per aumentare la copertura della spesa pubblica.
LAVORO
PIU' SICURO? ( da "Azione, L'"
del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Riduzione burocrazia. Sono semplificati gli obblighi formali, attraverso la riduzione del numero e del peso per le aziende degli adempimenti di tipo burocratico, in quanto non incidenti sulle condizioni di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro. Il mondo imprenditoriale ha accolto criticamente il nuovo decreto,
( da "Varesenews" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Varese - Il leader
del Partito Democratico, accolto in trionfo nella tana della Lega, espone le
sue idee per il futuro del Paese Veltroni: "Una stagione nuova per
cambiare l'Italia" Al Popolo delle Libertà risponde il Popolo di Walter.
Difficile trovare nome più adeguato per la folla immane, mai vista per un
raduno politico del centrosinistra a Varese, che ha affollato il Teatro
Apollonio in ogni ordine di posti. Restavano all'esterno a centinaia per
ascoltare il verbo del profeta del Partito Democratico. Sul palco, trepidanti,
i vertici locali del PD, sorpresi anch'essi per la massiccia affluenza.
All'arrivo di Veltroni è standing ovation, lo scriviamo in inglese, perchè
Walter "l'americano" più volte ricorderà la sua passione mai spenta
per il grande Paese d'oltreoceano e le sue infinite sfaccettature. Introduce
Veltroni Alice Colombo, scelta a simboleggiare il PD locale, ma aperto al
mondo. Parlerà di donne e giovani, emergenze sempre più acute dell'oggi. Mario
Aspesi, candidato presidente della provincia di Varese, ricorda che "tra
un mese avremo già votato, ponendo comunque vada le basi di un nuovo sviluppo,
qui e in tutta Italia". Immancabile la critica all'ex presidente
Reguzzoni, andato a Roma "non si sa bene se per incapacità di risolvere
problemi come rifiuti, acqua e Malpensa, o per cosa. A Varese si può fare"
conclude. Veltroni è accolto da ovazioni in platea e da cori che da fuori
si fanno sentire fin dentro il teatro. Subito annuncia, in un tifo da
stadio, che uscirà a parlare anche a chi è rimasto all'esterno. Il suo
intervento parte dalla "follia" del suo viaggio in pullman attraverso
le 110 province d'Italia: "Siamo a quota 50" dice. Stanchezza?
"Sto benissimo, folle così mi danno adrenalina e fiducia". Accoglienze
trionfali ovunque racconta, anche nel Nord presunta terra nemica: così a
Bergamo, Sondrio, Lecco - un salto anche a Lugano a salutare i frontalieri e
gli amici ticinesi. Il bello è che le province, almeno laddove esisteranno le
aree metropolitane, come a Milano, andranno abolite, dice Veltroni. "Viene
il momento di prendersi la responsabilità di aprire una stagione nuova, anche a
costo di rinunciare a un 7-8% di voti. Ero sicuro che fosse un investimento, ma
non ne prevedevo la rapidità e la portata" ammette il Walter nazionale. Ed
è ora di cambiare: "Per quindici anni ci siamo combattuti come nemici,
urlando: resta un Paese dilaniato e in crisi, chiuso, conservatore,
bloccato" è l'analisi impietosa. Ce n'è anche per la stagione appena
conclusa con il naufragio annunciato del governo Prodi. "Una coalizione
troppo eterogenea, con Dini e Mastella da una parte, Caruso e Diliberto
dall'altra..." Stessa descrizione che Veltroni applica al PdL di oggi,
citando opportunamente la Mussolini e (senza citarlo) Ciarrapico. In Europa,
ricorda Veltroni, il confronto ha prodotto chiare maggioranze, governi di ampio
respiro, di destra e sinistra, che hanno cambiato i rispettivi Paesi:
dalla Thatcher a Blair, da Aznar a Schroeder e Zapatero. Da noi, solo urla,
liti, dichiarazioni eclatanti, battute - "sulla tragedia dei precari non
si scherza" dice rivolto a Berlusconi, mai nominato, ricordando
l'operaio 39enne di Thyssen Krupp suicidatosi dopo il mancato rinnovo del
contratto. Eppure, in questi ultimi quindici anni, uno più horribilis dell'altro,
"abbiamo conquistato l'obiettivo Europa": ed è il successo,
rivendicato, del centrosinistra e di Prodi, a dispetto di chi tuonava
contro l'euro. E se la Lady di Ferro aveva cambiato la Gran Bretagna, "dei
cinque anni del centrodestra non c'è traccia: anni duri, di scarsa crescita, e
con spesa pubblica in crescita, caso unico fra le destre". Quando
all'ultimo governo Prodi, "ha operato bene ma in un quadro politico che
non andava, con una maggioranza che segava il ramo su cui sedeva: mai più
ministri in piazza contro il loro governo!" "Tutto questo non ce lo
possiamo permettere più" è il monito di Veltroni. È tempo di cambiare, qui
come in America dove Bush lascia in eredità un Paese in crisi e con molti più
nemici di prima. Walter vola alto, tocca i grandi temi della globalizzazione,
che non è più mera espansione imperiale del dio dollaro, ma vede emergere le
masse cinesi, indiane, brasiliane, egiziane. In questa temperie di fuoco l'Italia è strangolata dalla burocrazia e da una politica impossibile, in cui "si vota solo per
tornare a votare, e con una legge elettorale definita "una porcata"
da quelli stessi che l'hanno voluta". Il Paese reale è differente, butta
lì Veltroni strizzando l'occhio all'Italia "che lavora e chiede di farlo
liberamente", con adeguati, edificanti aneddoti tratti dai suoi
pranzi con le famiglie di ogni angolo del Paese. "La gente è sveglia la
mattina presto, si svegli anche la politica": quella politica di cui
Veltroni si dice "innamorato", "qualcosa di alto, di cui è bene
che si occupi più gente possibile, perchè o te ne occupi, o i occupa lei di
te". Una politica "che oggi nomina perfino i primari nelle Asl, che
non deve occupare e approfittare, ma regolare". Una politica di cui
Veltroni parla uscendo all'esterno, in un bagno di folla impressionante: una
politica da guarire, cominciando con il taglio dei parlamentari e la
riduzione a una delle Camere legislative, da liberare dalle lentezze
"dentro cui si nascondono veti, corruzione, furbizie, conservatorisimi e
la dittatura delle minoranze". Una politica "veloce",
partecipata e del fare: potremmo chiamarla wikipolitica, anche se Walter
non lo fa. Non una parola, viceversa, sull'"antipolitica", mai
citato Grillo. Veltroni rifiuta lo scontro frontale e gli insulti: ora e sempre
resilienza, incassare senza reagire, è quasi gandhiano: "per quanto ci
aggredisca la destra, non risponderò". Ma non risparmia frecciate
"localizzate": "C'è chi il lunedì minaccia la secessione il
giorno dopo è a Roma al ristorante". Applausi. Parla invece, Walter
Veltroni, delle cose da fare. Per i giovani e il lavoro: sicurezza materiale e
psicologica, il compenso minimo legale "misura di civiltà esistente in
molti altri paesi" a 1000 o 1100 euro, disincentivi per chi non stabilizza
i precari; e ancora porte aperte a chi imprende, "poter aprire un'impresa
in un giorno, non come oggi che se un giovane apre un'azienda in banca per il
mutuo gli chiedono di ipotecare la casa dei genitori"; infine la riduzione
della pressione fiscale, "già dal 2009, un punto all'anno, sfruttando la
lotta all'evasione e tagliando gli sprechi". "Ma anche" il
federalismo fiscale: e scusate se è poco. Un contesto nuovo, che deve avere al
centro diritti e doveri: rispetto della legge, garanzia della pena,
sicurezza per i cittadini, equità, non uno Stato "prussiano con chi vuol
fare, e che poi va avanti a condoni...." Serve uno spirito nuovo: "Un
gruppo parlamentare, un programma, una leadership: non sentirete mai più
parlare di "vertici di maggioranza" tuona Veltroni. "La destra
da quindici anni non vuole cambiare le cose, ma gestirle come sono. Per noi
invece vincere non è un fine, ma un mezzo per cambiare il Paese. Facciamolo
insieme, sulla cresta di quest'onda che cresce". Sabato 15 Marzo 2008
Stefano D'Adamo.
( da "Gazzetta del Sud" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Attualità - pagina 06
(15/03/2008) Uno scenario economico preoccupante illustrato da Carlo Sangalli
Confcommercio lancia l'allarme: si rischia la recessione Una caduta degli
investimenti potrebbe tradursi nel
( da "Nazione, La (Viareggio)" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
BUROCRAZIA
DISAGI PER GLI ANZIANI Dati catastali a Gaia: chiesto un rinvio "GAIA HA chiesto
i dati catastali ai cittadini causando disagi soprattutto agli anziani, senza
nemmeno consultarci: un comportamento autarchico e socialmente irresponsabile,
sarebbe stato più saggio rimandare l'operazione di un paio di mesi". Hanno un diavolo per capello i
sindacati dei pensionati, inviperiti nei confronti dell'azienda che gestisce il
servizio idrico per i moduli inviati in questi giorni a tutti i cittadini, con
scadenza al 31 marzo. La "fotografia" del caos descritto dai
segretari Giuseppe Galeotti (Spi-Cgil), Angelo Antonelli (Fnp-Cisl) e Giancarlo
Lippi (Uilp-Uil) è quella registrata ieri mattina alla sede del patronato, in
via del Marzocco: alle
( da "Nazione, La (Firenze)" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di ILARIA ULIVELLI
L'ULTIMA novità in campo sanitario si chiama agenzia della continuità
assistenziale extraospedaliera. Più complicato da leggersi che da spiegare.
Praticamente si tratta di una struttura, che sarà gestita da un direttore di
freschissima nomina, Alessandro Bussotti, formata da un pool di medici,
infermieri e amministrativi che sarà collocata all'interno del dipartimento che
riunisce il Dea e Medicina e chirurgia generale e d'urgenza, guidato da Carlo
Nozzoli. Un'équipe che dovrà fare da collante fra l'ospedale e la medicina
territoriale. Ovvero, i pazienti verranno presi in carico e saranno aiutati,
prima e dopo il ricovero, a trovare i riferimenti e le cure anche al di fuori
dell'ospedale, quando sono a casa. La rivoluzione, in via sperimentale, partirà
nei prossimi giorni a Careggi. Poi il servizio dovrà essere esteso anche a
tutti gli altri ospedali dell'Asl10. E non solo. Un progetto ambizioso messo a
punto nell'atto aziendale di Careggi dall'allora rettore della facoltà di
Medicina e chirurgia, Gianfranco Gensini, direttore del dipartimento Cuore e
vasi. L'idea di creare un ponte fra l'ospedale e casa è nata da un bisogno di
cure crescente nella popolazione sempre più anziana e sofferente di patologie
croniche per le quali è importante la sorveglianza per non dovere fronteggiare
il fenomeno acuto. O, in ogni caso, dopo l'episodio, orientarsi nelle cure,
nella riabilitazione, nei controlli. Perché troppo spesso il paziente che viene
dimesso dall'ospedale non sa a chi rivolgersi. E' SUCCESSO anche che complessi
interventi chirurgici salvavita siano stati completamente vanificati per una
gestione poco accorta del post intervento. Questi pazienti, tornati a casa e
ripresa la vita normale, è capitato che abbiano abbandonato la terapia e non
abbiano mai più fatto controlli. Qualcuno è morto. Casi, putroppo, non così
isolati. Le cause sono molte, troppo spesso indipendenti
dalla volontà del paziente che si trova costretto a lottare fra una malattia
cronica e un muro insormontabile di burocrazia. Magari anziani soli che perdono la strada appena escono
dall'ospedale. Malati che dopo l'intervento non sanno dove andare a fare i
controlli. Pazienti che hanno bisogno di fare riabilitazio e si trovano davanti
all'interminabile lista d'attesa. Per questo sta nascendo l'agenzia di
continuità assistenziale extraospedaliera. Ma non solo. Perché per fare da
collante fra ospedale e territorio sorgeranno altre agenzie dedicate:
geriatria, riabilitazione, emofilia, obesità, diabete, nutrizione, tumori,
cardiopatie. Praticamente un'agenzia per ogni malattia cronica. Malattie per le
quali, oltre al ricovero ospedaliero, di fondamentale importanza sono le cure a
domicilio. E POI L'AGENZIA dovrà proporsi come tramite facilitante per
l'intervento del medico di famiglia al fine di scambiare notizie con i colleghi
del reparto che ha in cura un suo assistito, dovrà agevolare la comunicazione
durante il periodo di ricovero e la preparazione della dimissione. L'agenzia
agirà da intermediario fra il reparto di degenza e le strutture domiciliari per
chiarire eventuali problemi durante la degenza e, soprattutto, per evidenziare
e aiutare a risolvere le difficoltà che potrebbero presentarsi al momento della
dimissione, soprattutto nei casi più problematici per cause mediche o sociali.
Non solo. Il pool di medici e infermieri potrà avere anche una funzione di
collegamento con i medici di base nella fase di accesso all'ospedale,
facilitando alcuni ricoveri non urgenti ma programmabili nei vari reparti
dell'ospedale, in modo da non inviare il paziente al pronto soccorso anche
quando non ci sono urgenze. L'agenzia sarà, insomma, il punto di riferimento
dell'azienda Careggi per i medici di famiglia. Per questo saranno anche
studiati strumenti informatici di collegamento tra i reparti e i medici di
base. "Uno dei difetti più fastidiosi della sanità è proprio la mancanza
di collegamento tra il medico di famiglia, la medicina territoriale, le cure
domiciliari e tutto quello che succede quando una persona è ricoverata in
ospedale", ha detto l'assessore regionale per il diritto alla salute,
Enrico Rossi. Difetto che, si spera, sarà presto risolto. - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del
15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'INTERVISTA A
CORRADINO MERLI "Le imprese faticano a pianificare investimenti"
MENTRE la Cna ferrarese si accinge, stamane, a premiare le migliori imprese di
una annata economica dalle alterne vicende, risuonano nei discorsi dei
candidati alle prossime elezioni politiche apprezzamenti, inconsueti per
unanimismo, verso il mondo delle piccole imprese, inteso come risorsa e non
come un "problema" per il Paese. Mai come in questa occasione, anzi,
se ne parla nei programmi. Sembra esserci, per ora, un cambiamento nei toni. Si
vedrà poi, se a questo corrisponderanno politiche realmente diverse dal
passato. Si attiene ad un atteggiamento di massima prudenza Corradino Merli,
direttore di una Associazione imprenditoriale che non ha mancato di criticare,
in più occasioni, l'inadeguatezza di scelte di governo "lontane dalla vita
reale e dai problemi di imprese, impegnate quotidianamente sul fronte di una
concorrenza sempre più difficile, osteggiate, più che aiutate, da uno Stato esoso e affetto da una burocrazia pachidermica". Forse, in qualche modo, si avverte che
occorre cambiare musica? "Le imprese hanno bisogno di ossigeno ? argomenta
Merli ? di un quadro di certezze e di scelte precise, che dimostrino con i
fatti la reale volontà di imboccare una nuova fase, più in sintonia con le
esigenze del Paese. E, quindi, riduzione della pressione fiscale per le
imprese, certo, ma anche modernizzazione della macchina pubblica, servizi
efficienti e meno costosi, opere infrastrutturali all'altezza di un Paese
europeo. Il tema si porrà per chiunque riceva il mandato di governare dopo il
14 aprile prossimo". Sicuramente, le tendenze economiche sono poco
confortanti. "Le imprese faticano a pianificare nuovi investimenti: una
spia negativa, perché testimonia il progressivo calo di fiducia degli operatori
economici, di quel fattore propulsivo che alimenta la voglia di rischiare e
competere. Difatti, dalle domande di fideiussione presentate a Fidimpresa Cna
nei primi due mesi del 2008, si osserva una flessione degli investimenti (il
37% sul totale) di ben 12 punti rispetto allo scorso anno; contemporaneamente,
aumenta il numero delle domande (+20%), ma diminuisce l'importo medio dei
finanziamenti. Ciò significa che i margini finanziari delle piccole imprese
sono sempre più risicati; il sistema produttivo è sottoposto ad una tensione
crescente. Da questo punto di vista, è indispensabile accelerare il passo anche
a livello locale, adottando, inoltre, scelte più adeguate alla complessità dei
problemi odierni. Va bene il monitoraggio sullo stato di attuazione dei
progetti del Comune di Ferrara, ma quello che è più importante è procedere, far
avanzare quelle politiche che servono alle imprese per produrre sviluppo e
occupazione, migliorando la propria capacità competitiva". Dunque,
conclude il direttore Cna "a maggior ragione è importante premiare ? e di
ciò siamo orgogliosi ? chi, pur in un contesto sfavorevole rischia e innova,
vincendo le proprie sfide quotidiane con la concorrenza e i mille ostacoli del
fare impresa". - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del
15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di ANDREA GHISELLINI
DATI E PERCEZIONI non combaciano assolutamente tra loro, nel rapporto sullo
stato di salute dell'economia ferrarese, presentato ieri mattina dai vertici di
Confindustria Ferrara, negli uffici di via Montebello. I dati sono quelli che
confermano, anche per il secondo semestre 2007, un trend congiunturale positivo
per produzione, occupazione e fatturato: una 'ripresina', insomma, che non
vuole cedere il passo di fronte alle mille difficoltà di un mercato sempre più
in fibrillazione. Il sentiment, le percezioni, invece, sono quelle di un futuro
prossimo che si preannuncia assolutamente incerto, dove business e lavoro
sembrano avere molte meno chances che in passato. "E' VERO ? ammette
Roberto Bonora, direttore dell'associazione degli industriali ferraresi ? La soddisfazione
per i buoni risultati portati a casa in tutto il 2007 è come attenuata da una
sorta di retrogusto amaro, da una sensazione di profonda incertezza in seno
alle aziende intervistate da Confindustria. La stessa solidità dei risultati
acquisiti è valutata come se fosse una realtà precaria, destinata a non durare.
Il caro petrolio e il mini-dollaro non hanno influenzato se non in misura
limitata i dati dell'ultimo semestre 2007, i loro effetti si faranno sentire
solo tra qualche mese. Ma il loro peso negativo sugli affari oggi in cantiere,
è ben presente nelle valutazioni degli imprenditori che, appunto per questo,
vengono indotti a formulare previsioni di crescita molto più caute per il 2008.
Del resto, per rendersi conto di quale sia il quadro della situazione, basta
dare un'occhiata alle cifre nazionali: il tasso di crescita dell'1.4% rilevato
lo scorso autunno, in queste ultime settimane si è addirittura dimezzato ed è
consistente il rischio che, nei prossimi mesi, tenda sempre di più verso lo zero".
PER IL MOMENTO, quindi, è molto meglio restare ancorati alle cifre così come
appaiono nello studio messo a punto da Confindustria, all'interno
dell'Osservatorio dell'economia promosso dalla Camera di Commercio. Così, gli
analisti di via Montebello ci dicono che nell'ultimo semestre 2007 la
produzione è cresciuta del 4.7% ed il fatturato totale del 9.8%, in misura
quasi equivalente sia per l'export che per il mercato interno. Stabile anche il
flusso degli ordini ricevuti (il 33% delle imprese intervistate ha addirittura
dichiarato un incremento), mentre appare in leggera crescita l'occupazione
(+1.4%). Positivo infine il trend congiunturale per le aziende più piccole
(meno di 50 dipendenti), che compongono la maggior parte del tessuto
imprenditoriale ferrarese. "A CRESCERE sono soprattutto le imprese ad alto
contenuto tecnologico, alcune delle quali, nella nostra provincia, hanno
raggiunto livelli di eccellenza ? conclude Bonora ? Ma anche qui i problemi non
mancano. E si tratta sempre degli stessi, vale a dire la lentezza biblica delle
burocrazia e le carenze infrastruttrali del Paese:
reti stradali e ferroviarie, ma anche informatiche, che non corrono alla stessa
velocità di un mercato che non ha certo tempo da perdere". - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Faenza)" del
15-03-2008)
Pubblicato anche in: (Resto del Carlino, Il (Ravenna))
Argomenti: Burocrazia
UFFICIO anagrafe del
Comune, Aci, Hera ma soprattutto i 'Cup' dell'Azienda sanitaria provinciale
hanno fatto investimenti importanti in tecnologia e in organici per ridurre le attese
agli sportelli. Con risultati in alcuni casi eccellenti come nel caso dei
centri di prenotazione e degli ambulatori per i prelievi dell'Ausl in via Fiume
Montone Abbandonato. Su altri fronti c'è invece ancora molto da fare. Uno dei
principali 'punti neri' nei rapporti tra cittadini utenti e burocrazia
resta l'ufficio postale delle 'inesitate' di via Meucci. Tanto che lo stesso
sindaco Fabrizio Matteucci ha ritenuto opportuno inviare una lettera al
direttore della filiale di Poste Italiane per sottolineare "i disagi"
dei ravennati costretti a lunghe attese "per usufruire di un servizio che
viene erogato solo nell'ufficio di via Meucci per tutta la città". Con il
risultato che la struttura, che ha un'area riservata al pubblico di moedeste
dimensioni, "è spesso affollatissima". Anche l'attivazione del
dispositivo di prenotazione automatica, introdotto dopo numerosissime proteste,
"contribuisce ben poco ad accelerare i tempi". Ne derivano notevoli
disagi per i cittadini e situazioni difficili per gli impiegati "costretti
a fare da 'parafuline' alle lamentele motivate e spesso molto vivaci dei
cittadini". Un altro problema segnalato da Matteucci è la distanza dal
centro degli sportelli che "sopratutto nel periodo invernale, crea non
poche difficoltà agli anziani". "Certamente, la possibilità di
ritirare pacchi e raccomandate anche in altri uffici postali, più vicini
all'abitazione del destinatario ? sottolinea il sindaco ? come avveniva qualche
anno fa, potrebbe dare un contributo importante a decongestionare l'ufficio di
via Meucci". - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del
15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
LA NUOVA alleanza
politica, patrocinata dall'assessore verde-rosso Michele Gambini, vede i
"grillini" affiancarsi alla giunta comunale. Niente
"vaffa", almeno per un paio di settimane, anzi tutti d'amore e
d'accordo su un documento che, sulla carta, recepisce in parte le richieste
degli "Amici di Beppe Grillo", presentate con una petizione con 2100
firme. Una scelta politica su cui mette la firma il sindaco Luca Ceriscioli.
Ovviamente mentre la petizione è drastica, la mozione è orientata. Così se i
"grillini" non vogliono nessun nuovo insediamento abitativo nelle
zone collinari; il sindaco "esprime l'orientamento di salvaguardare il
territorio collinare senza incrementi volumetrici rispetto al Prg vigente (già
ne prevede, ndr) fatte salve le necessità di servizi pubblici". I
"grillini" vogliono l'allargamento della Ztl? Il sindaco lo vuol fare
"nel medio termine". I grillini vogliono 800 mila euro l'anno di
investimenti nelle piste ciclabili? Il sindaco risponde con i 625mila del
( da "Resto del Carlino, Il (Macerata)" del
15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
SERVIZI
Sportello immigrati Una bussola nella burocrazia che parla
straniero ? MACERATA ? RIAPRE lo sportello informativo per gli immigrati
gestito dall'Arci. Un servizio a disposizione dei tanti extracomunitari che
vivono o arrivano in città e che hanno bisogno di aiuto per integrarsi. Dal 18
marzo l'info point sarà aperto due giorni a settimana, il martedì dalle 16 alle 18.30 e
il venerdì dalle 10 alle 12.30 (tel. 0733.236788), nella sede di Macerata
dell'Arci, in via Verdi 10/A. Un operatore sarà a disposizione e potrà essere
consultato su una serie di tematiche che vanno dai permessi e la carta di
soggiorno ai ricongiungimenti familiari, indicazioni nella ricerca della casa,
di un lavoro, sulle prestazioni mediche. "La precedente esperienza ?
spiega Zana Spaho che ha seguito lo sportello in passato ? ci conferma che lo
sportello è molto utile. Si presentano tanti immigrati alla ricerca soprattutto
di un'occupazione. Certo non siamo un'agenzia di lavoro, ma attraverso
un'attiva collaborazione con altre associazioni e un passa parola, possiamo
offrire consigli utili oltre a referenze personali. I nostri utenti sono stati
soprattutto nigeriani, ma anche molte persone provenienti dall'Est
Europa". LO SPORTELLO informativo, finanziato con fondi regionali per la
promozione sociale, fa parte del trittico, insieme a quello di Jesi e Pesaro,
che l'Arci ha creato con un obiettivo preciso: fare della questione degli
immigrati uno dei punti cardine dell'attività dell'associazione che si muove
essenzialmente in campo ricreativo e culturale. L'Arci di Macerata ha già
realizzato diverse iniziative a favore degli extracomunitari, dal doposcuola
per i bambini delle elementari ai corsi di lingua italiana rivolti alle donne,
che hanno ottenuto un discreto seguito. "Cerchiamo di educare alla
diversità ? aggiunge la presidente Federica Curzi ? di accogliere gli immigrati
attivando una vera integrazione attraverso un percorso di servizio. Non ci
poniamo in competizione con gli sportelli già attivi in città, ma collaboriamo
con loro come già avviene con la Caritas". La stessa ubicazione dello
sportello, nelle vicinanze della stazione ferroviaria, è un punto di
riferimento per chi arriva in città con i mezzi di trasporto pubblici, a
cominciare dal treno, ma si presenta anche come un'opportunità per animare
un'area cittadina dove si sente la presenza di immigrati. Roberta Foresi -
-->.
( da "Stampa, La" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
CHE COSA PREVEDE LA NORMATIVA
Vademecum delle agevolazioni per chi ristruttura un immobile Chi ristruttura il
proprio immobile ha diritto a particolari agevolazioni fiscali. La loro
applicazione, però, non è così semplice come sembra. La
normativa richiede infatti molta burocrazia e spesso la legge che prevede i vantaggi per chi fa lavori
edili, rischia di trasformarsi in una norma soltanto di facciata. Possono
usufruire delle agevolazioni tutte le persone soggette all'Irpef e cioè
proprietari, usufruttuari, inquilini, comodtari. L'agevolazione fino
alla fine del 1999 spettava in misura del 41 per cento (anni 1998 e 1999), poi
per l'anno 2000 è stata ridotta al 36 per cento per via del fatto che si è
introdotta anche l'Iva agevolata al 10 per cento anzichè al
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del
15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
INCALZA la campagna
elettorale e le forze produttive del Polesine lanciano messaggi chiari alla
politica: meno tasse, più attenzione alle esigenze delle imprese e alla
questione settentrionale, federalismo vero. La Confartigianato Imprese di
Rovigo ha tracciato i "desiderata" durante la riunione del comitato
di presidenza. Lo slogan dell'incontro? "Se puoi sognarlo, puoi
farlo", una frase presa in prestito da Walt Disney. Magari fosse semplice
come in un cartone animato, ma gli artigiani ci provano, a far arrivare i
titoli giusti ai politici. Niente incontri di rito, niente convegni con la
sfilata dei rappresentanti di lista: Confartigianato Imprese terrà d'occhio i
candidati prima, durante e dopo il voto, con un blog creato per l'occasione.
Uno spazio sul sito dell'associazione aperto a tutti, non solo ai nostri
associati, per fare le pulci ai politici, dar suggerimenti e magari anche
criticarli, se ce n'è motivo, incalza Girolamo Astolfi presidente provinciale
della Confartigianato. Come associazione, vogliamo fare "agenda
politica", in una situazione grave per tutto il nostro Paese. Certo,
sarebbe meglio andare al voto potendo esprimere le preferenze, permettendo al
popolo di scegliere i propri rappresentanti. A chiunque vincerà le elezioni
politiche chiediamo di non aumentare la pressione fiscale, attacca
il vice segretario Antonello Sartori, di semplificare la burocrazia e di applicare finalmente il
federalismo fiscale, cosa che non è stata fatta né dal centrodestra né dal
centrosinistra. Su questo versante, la lettura dei programmi dei due maggiori
schieramenti in competizione sembrerebbe aumentare le perplessità della
categoria. Un rendez-vous a tutto campo, nella riunione di presidenza
Confartigianato si è spaziato dai temi delle infrastrutture al ruolo della
Provincia, dal Parco del Delta alle infrastrutture energetiche. Sul nostro
territorio abbiamo delle eccellenze da valorizzare, che ci pongono
all'attenzione del Paese, sottolinea Sartori. Abbiamo dei Consorzi fidi che ci
invidiano. Abbiamo una carta servizi per le aziende che valorizza, la persona
umana, la famiglia, gli imprenditori. Eppurela politica è sempre stata
disattenta. Ecco perché sarebbe utile rivedere il ruolo della Provincia.
Crediamo, sia venuto il momento di ragionare sulla possibilità di trasformare
l'ente in Agenzia, asserisce il vice segretario Sartori, e integrarla nel
sistema regionale Veneto. Una sorta di assemblea dei sindaci, che dialoghi
direttamente con il Palazzo Balbi. Trattandosi di una proposta di non semplice
attuazione, visti gli interessi in gioco, meglio tornare alla più stretta
attualità. E la realtà è che, nonostante il vuoto della politica, andiamo
avanti. Puntiamo sulle persone e sui programmi. Siamo apartitici, afferma il
presidente Astolfi, non ci schieriamo ma riconosciamo dei programmi validi:
così abbiamo fatto in passato e faremo anche in questa tornata elettorale.
Confartigianato Imprese Rovigo - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del
15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di LAURA DALL'OLIO
UNA FIGLIA malata di Aids in fase terminale, due genitori anziani che la
vogliono assistere da vicino, le strutture pubbliche che invece chiudono le
porte in faccia: tra carenza di strutture e di sensibilità la ragazza muore
prima di essere trasferita a Modena. E' il caso più drammatico affrontato nel
2007 dai volontari di Auser tutela, l'associazione, che difende i diritti dei
cittadini soprattutto a livello sanitario. E' partendo da qui che
l'associazione tira le somme dell'attività svolta nel 2007. DEGLI 83 reclami
ricevuti l'anno scorso, a farla da padrone sono sempre quelli sanitari, che però
sono calati: erano 74 nel 2006 mentre l'anno scorso sono stati 63. La
responsabile del servizio Mina Baruzzi parla con amarezza del caso più doloroso
che ha dovuto affrontare, quello della ragazza morta di Aids, malattia che tra
l'altro le era stata trasmessa dal marito: "Non si può pensare che in ogni
città ci siano strutture specifiche per ogni tipologia di malati, ma perché
nessuno nelle case di riposo l'ha voluta? I controlli chiesti a chi entra in
queste strutture non prevedono quello dell'Aids. Se nessuno avesse detto nulla
lei sarebbe entrata". Il caso è stato classificato tra le discriminazioni:
in fondo trattare un paziente con l'Aids richiede le stesse attenzioni di un
paziente con l'epatite B. Per Baruzzi non accogliere la ragazza perché aveva l'Aids
voleva dire discriminarla. I genitori si erano rassegnati a
portarla a Modena, ma prima che la burocrazia risolvesse la questione, la giovane è morta. A parte questo caso
più eclatante, Baruzzi punta il dito soprattutto sulle piccole ma numerose carenze
che corrodono la fiducia dei pazienti, come le liste d'attesa sempre più lunghe
per le visite mediche. Lo confermano anche i numeri. Anche se calano i
casi trattati dall'Auser cresce il numero di reclami per le liste d'attesa: in
dodici mesi è passato da
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 15-03-2008)
Pubblicato anche in: (Arena, L')
Argomenti: Burocrazia
TERZIARIO. Un
decalogo per suggerire al futuro governo la strada del rilancio economico
Allarme Confcommercio "La recessione è vicina" CERNOBBIO (Como) Il
rischio recessione è alle porte, lo stop dei consumi è sotto gli occhi del
Paese e lo choc del reddito pro capite quasi fanalino di coda in Ue hanno
colpito duro nella platea di Confcommercio riunita a Cernobbio per gli annuali
lavori. "Nel 2008 per ben che vada", ha dichiarato il presidente
Carlo Sangalli, "la crescita, il prodotto interno lordo, sarà largamente
inferiore all'1% e prossima allo 0,7% (così sancisce il centro studi
dell'associazione differentemente dallo 0,9% previsto in precedenza), ma nello
scenario peggiore e non irrealistico di una caduta degli investimenti questo
indicatore potrebbe tradursi addirittura in una crescita accompagnata dal segno
meno: il -0,2%. E a quel punto saremmo in recessione". CATTIVE PERCEZIONI.
Intanto l'inflazione cresce, è stata del 2,9% a febbraio, raggiungerà il 3,1%
ad aprile per poi ridiscendere lentamente al 2,4% a dicembre, sempre secondo il
centro studi Confcommercio. Insomma, un'inflazione reale al 3% ma, allertano i
ricercatori, la percezione della gente è al 25%. Una percezione che blocca
chiaramente i consumi. "Da tempo era chiaro", ha precisato ancora Sangalli,
"che la ripresina dell'economia italiana sviluppatasi tra 2006 e 2007
sull'aggancio dell'export al ciclo internazionale era in forte
rallentamento". Oggi avvertiamo segnali di rallentamento
"scricchiolii" dell'economia Usa. Ma non ci sono scorciatoie. Perché
occorre, secondo Confcommercio, tornare a rilanciare una crescita "più
robusta e di migliore qualità, risanando la finanza pubblica, riducendo - e qui
ha dettato un decalogo di venti tesi per il prossimo governo - la spesa
corrente primaria di 5 punti di Pil e al contempo di 5 punti l'aliquota Irpef
per restituire adeguato respiro ai consumi. POLITICA PER I SERVIZI.
Contemporaneamente è necessario a suo giudizio mettere in campo una politica
per i servizi che garantiscano incrementi significativi di produttività e
occupazione. "Non è un libro dei sogni", ha detto il presidente di
Confcommercio, "perchè le inefficienze e gli sprechi della struttura della
spesa pubblica vengono stimati oggi proprio nell'ordine di 5 punti di pil, 70,75
miliardi l'anno". Tra le venti tesi anche la richiesta alla prossima
legislatura "che deve essere costituente", l'istituzione di un
dipartimento per le pmi presso la presidenza del Consiglio. Questo unitamente
alle altre tesi come le liberalizzazioni che valgono secondo Confcommercio un
punto e mezzo di Pil, la riduzione della burocrazia (un quarto di punto Pil),
l'efficientamento di infrastrutture, trasporti e logistica (3 punti). TASSE. E
"chiediamo che nell'arco dei primi cento giorni la tassazione secca di
straordinari e incentivi sia portata al 10%, il ripristino della piena
agibilità del lavoro intermittente, la liberalizzazione dei servizi pubblici
locali".
( da "Adige, L'" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Uro nella platea di
Confcommercio riunita a Cernobbio CERNOBBIO (COMO) - Il rischio recessione è
alle porte, lo stop dei consumi è sotto gli occhi del Paese e lo choc del
reddito pro capite quasi fanalino di coda in Ue hanno colpito duro nella platea
di Confcommercio riunita a Cernobbio. "Nel 2008 per ben che vada - ha
detto il presidente Carlo Sangalli - la crescita, il Pil, sarà largamente
inferiore all'1% e prossima allo 0,7% (così sancisce il centro studi
dell'associazione diversamente dallo 0,9% previsto in precedenza), ma nello
scenario peggiore e non irrealistico di una caduta degli investimenti questo
indicatore potrebbe addirittura tradursi in una crescita accompagnata dal segno
meno: -0,2%. E saremmo in recessione". Intanto l'inflazione cresce, è
stata del 2,9% a febbraio, raggiungerà il 3,1% ad aprile per poi ridiscendere
lentamente al 2,4% a dicembre, sempre per Confcommercio. Insomma, un'inflazione
reale al 3% ma, allertano i ricercatori, la percezione della gente è al 25%.
Una percezione che blocca chiaramente i consumi. "Da tempo era chiaro - ha
detto Sangalli - che la ripresina dell'economia italiana sviluppatasi tra 2006
e 2007 sull'aggancio dell'export al ciclo internazionale era in forte
rallentamento". Oggi avvertiamo segnali di rallentamento "scricchiolii"
dell'economia Usa. Ma non ci sono scorciatoie, occorre, secondo Confcommercio,
tornare a rilanciare una crescita "più robusta e di migliore qualità,
risanando la finanza pubblica, riducendo - e qui ha dettato un decalogo di
venti tesi per il prossimo governo - la spesa corrente primaria di 5 punti di
pil e al contempo di 5 punti l'aliquota Irpef per restituire respiro ai
consumi. Contemporaneamente è necessario mettere in campo una politica per i
servizi che garantiscano incrementi significativi di produttività e
occupazione. "Non è un libro dei sogni - ha detto Sangalli - perchè le
inefficienze e gli sprechi della struttura della spesa pubblica vengono stimati
proprio nell'ordine di 5 punti di pil, 70,75 miliardi l'anno". Tra le
venti tesi anche la richiesta alla prossima legislatura "che deve essere
costituente", l'istituzione di un dipartimento per le piccole e medie
imprese presso la presidenza del Consiglio. Questo
unitamente alle altre tesi come le liberalizzazioni che valgono secondo
Confcommercio un punto e mezzo di pil, la riduzione della burocrazia (un quarto di punto pil),
l'efficientamento di infrastrutture, trasporti e logistica (3 punti di pil).
15/03/2008.
( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del
15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il
Pdl punta su sicurezza e aiuti alle giovani coppie Burocrazia da snellire e
appello al "voto utile" "DARE più sicurezza, più case alle
giovani coppie e snellire la burocrazia". Sono i
punti principali del programma del Popolo della libertà (più le liste
collegate) presentato ieri dal candidato sindaco Adriano Gini. E anche qui il Pdl punta al voto
utile. "Votare per le liste piccole è inutile", dice chiaro e tondo
Giuseppe Rago. E il parlamentare Fabio Garagnani conferma. Chiaro l'attacco
alla lista di Antonio pezzi e Riccardo Mondini. L'occasione è la conferenza
stampa per presentare lista e programma per le amministrative del centrodestra
unito, insieme ai due 'numi tutelari' bolognesi: Garagnani di Forza Italia e
Enzo Raisi di An che però ha dovuto rinunciare all'ultimo momento. C'ERANO
invece molti dei candidati in lista. Il panorama lo traccia il coordinatore di
Forza Italia Alessandro Fiumi: "Ora siamo uniti, ci sono state delle
difficoltà ma i tempi erano stretti ? dice ?. Abbiamo stilato una lista di
grande qualità, con una forte presenza femminile e di under 40 che sono il
quaranta per cento dei candidati". Fiumi sottolinea la ritrovata unità e
annuncia "un'opposizione forte e coesa". Decisamente più ottimista
Daniela Dall'Arno: "Ora siamo all'opposizione, ma questa volta corriamo
per vincere". Poi la parola va al candidato Gini, che nei manifesti appare
con una bici e lo slogan "Imola, ricomincia a correre". "In
città si respira un'aria asfittica ? attacca ? dopo 60 anni di sinistra è ora
di cambiare perché il sistema è cristallizzato e appesantito". Poi il
candidato sindaco del Pdl passa a elencare i punti del suo programma. In cima
la casa per le giovani coppie. "Proponiamo l'abolizione dell'Ici prima
casa e convenzioni fra banche e Comune per mutui agevolati". Quindi è il
turno della sicurezza che punta soprattutto sulla polizia municipale: "Ci
sono agenti adibiti a mansioni solo burocratiche mentre bisognerebbe rafforzare
le pattuglie. E mettere una persona a controllare sempre cosa riprendono le
telecamere". Infine tocca un tema a lui caro, la burocrazia:
"Bisogna snellirla e informatizzare tutto, qui circola ancora troppa
carta. Ci sono progetti come quello della carta d'identità elettronica andati
completamente in malora e da riprendere". LA PAROLA conclusiva spetta a
Fabio Garagnani: "Non ci facciamo illusioni, qui il Pd è forte ma anche a
Imola è ora di cambiare. C'è benessere, inutile negarlo, ma è dovuto
all'operosità degli imolesi e delle imprese e non a chi amministra. Serve più
libertà per le forze economiche e va rotto l'anello di collegamento fra una
parte del mondo economico e la politica. Rispetto il ruolo delle cooperative ma
il legame è ancora troppo forte". - -->.
( da "Stampa, La" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Basket Stasera alle
( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il cda ha esaminato
i conti della prima metà dell'esercizio: i ricavi sono passati da 1.116,3
milioni a 1.327,4 mentre il risultato netto da
( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Udine La sfida di
Ortis agli avversari: confronto in piazza "A meno di un mese dalle
elezioni, dopo che ho chiesto più volte un confronto pubblico sui programmi per
il governo della città e considerato che i miei competitori non mi hanno ancora
mai risposto, rinnovo l'invito a trovarci in piazza con la gente". La
richiesta è del candidato sindaco Gianni Ortis che da tempo chiede di dare la
possibilità agli elettori di partecipare da protagonisti alla campagna
elettorale per l'elezione del sindaco di Udine. "Propongo, spiega Ortis,
che il luogo dell'incontro sia piazza San Giacomo, cuore della città e che sia
fatto il tre aprile, data simbolo del Friuli di cui Udine deve tornare a
esserne la capitale. Questa iniziativa non è solo questione di forma ma vuole
essere una restituzione di rispetto ai cittadini riprendendo metodi e procedure
che hanno garantito la crescita del nostro Paese e della democrazia. Auspico e
sollecito un confronto finalmente aperto, libero, leale dove emerga che non ci
sono cittadini per il sindaco, ma un sindaco per i cittadini. Io la gente in
questi mesi l'ho sentita e so che ha cose molto più interessanti da dire e da proporre di quelle che le burocrazie politiche stanno
confezionando, con un cuore lontano dalla città". Sulla mancata risposta
ai suoi inviti, Ortis aggiunge che "non voglio credere a chi mi riferisce
che esista una difficoltà da parte di qualcuno a confrontarsi con me, ma se
questo fosse vero segnerebbe la volontà di coprire una scadente qualità della
sua proposta per la città. Considerato che ai miei ricorrenti inviti al
confronto non ho mai ricevuto risposte, credo che, a una mese dalle elezioni,
sia proprio il caso di presentarsi agli udinesi dando loro la possibilità di
valutare la differenza dei programmi e del valore dell'impegno".
( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il convegno di
Cernobbio sugli scenari della nostra economia. L'associazione illustra le
proposte per uscire dalla crisi e rimettere in moto il Paese Confcommercio ai
politici: si rischia la recessione Sangalli: se il nuovo governo non vigilerà
sugli investimenti, il Pil potrà ridursi a un meno 2% CERNOBBIO. Rischio
recessione per l'Italia. L'allarme è lanciato dalla Confcommercio, riunita a
Cernobbio in un convegno sugli scenari per gli anni 2000. Gli scenari sono
pessimi e sono confortati da cifre degli uffici studi, ripresi dalla relazione
del presidente Carlo Sangalli, e nessuno dei politici intervenuti nel
pomeriggio (Piero Fassino, Gianfranco Fini e Roberto Maroni) è riuscito a
smentire previsioni così disastrose. Il punto è questo: l'economia non cresce e
se il nuovo governo non vigilerà sugli investimenti, il più 0,7 per cento prevedibile
per il Pil potrebbe ridursi ad un meno 2 per cento. Cioè recessione. Morte
formale di qualsiasi pretesa di far parte dei paesi industrializzati. In
pratica siamo in bilico e i provvedimenti da prendere sono obbligati.
"Anzi - ha detto Sangalli - le decisioni vanno assunte con urgenza,
occorre una legislatura costituente, che faccia la riforma elettorale e quelle
riforme istituzionali di cui il paese ha bisogno. Si stava meglio quando si
stava peggio. Negli anni Ottanta, quando l'inflazione era a due cifre, la
crescita della ricchezza era del 4 per cento". Ora le previsioni della
Confcommercio indicano un'inflazione media annua del 3 per cento. Si potrebbe
giungere nei prossimi mesi, dice l'ufficio studi, ad uno sfondamento fino al
3,1 per cento per poi rientrare fino al 2,4 per cento a fine anno. Nei primi
cento giorni il governo, ha insistito Sangalli, deve prendere quattro
provvedimenti: tassazione secca al 10 per cento degli straordinari per
avvantaggiare anche i lavoratori e rilanciare i consumi; ripristinare il lavoro
a chiamata (proposta che ha trovato il plauso esplicito di Roberto Maroni) per
una maggiore flessibilità contrattata; liberalizzazione dei servizi pubblici
locali; istituzione di un dipartimento per le Pmi presso la presidenza del Consiglio
perchè sono la grande risorsa del paese. Sangalli avverte che non ci sono
scorciatoie per rilanciare la crescita, "bisogna risanare la finanza
pubblica riducendo, come si dice nelle venti tesi per il prossimo governo, la
spesa corrente primaria di 5 punti di Pil in cinque anni e, nello stesso tempo,
l'aliquota Irpef di altrettanti 5 punti.Contemporaneamente, bisogna mettere in
campo una politica per i servizi che garantiscano incrementi di produttività e
occupazione". "Non è un libro dei sogni - aggiunge Sangalli - perchè
l'inefficienza e gli sprechi della struttura della spesa pubblica vengono
stimati proprio nell'ordine di 5 punti di Pil, pari a 70,75 miliardi
l'anno". Eppoi ancora riduzione della burocrazia, migliori trasporti e
logistica. Nel pomeriggio è toccato ai politici. Poche polemiche. Anzi Fini e
Fassino hanno concordato che lo Stato deve intervenire a sostegno dei precari
che si trovano in difficoltà. L'unica censura è stata fatta da Maroni nei
confronti della proposta di Veltroni di un salario sociale di mille euro:
"Dare questa retribuzione significa aumentare il costo del lavoro, creare
maggiore inflazione e vanificare anche il potere d'acquisto dei mille
euro". Antonella Fantò.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Primo Piano Pagina
104 Nessuna intesa con la Regione Medici di base, sciopero in vista Nessuna intesa
con la Regione --> Riparte la protesta dei medici di famiglia, per la
mancata conclusione dell'accordo integrativo regionale. Con una nota del
segretario regionale Paolo Carossino, la Fimmg (Federazione italiana dei medici
di medicina generale) sarda annuncia lo stato di agitazione della categoria, e
ipotizza uno sciopero a breve termine. La novità non interromper però la
serrata trattativa con l'assessorato regionale della Sanità. Anche ieri la
delegazione del sindacato dei medici ha lavorato per buona parte della giornata
con l'assessore Nerina Dirindin, ma non sembra che siano stati ancora risolti i
problemi che finora hanno impedito la firma dell'intesa. Il braccio di ferro
dura da due anni, e ha già conosciuto toni molto aspri tra le parti in causa.
Nella nota diffusa ieri la Fimmg fa sapere di aver già inviato alla Regione la
comunicazione dello stato di agitazione, come previsto dalla legge, e precisa
che tale decisione "prelude a future azioni di protesta": tanto che,
precisa Carossino, "è preannunciato uno sciopero con chiusura degli studi
medici in tutta la Regione". Il segretario dei medici spiega poi che la
categoria protesta "per l'impostazione cocciutamente
dirigista e per la burocrazia asfissiante contemplata dalle proposte d'accordo regionali".
Sotto accusa "l'aggiunta di nuovi adempimenti regionali alle già
numerosissime norme e compiti burocratici legati alla prescrizione". Il
riferimento è diretto in particolare ad alcune procedure richieste della
Regione in materia di ricette, che dovrebbero tra l'altro favorire il
controllo della spesa sanitaria per i farmaci e i presìdi medici. Ma in
discussione c'è anche l'orario di lavoro minimo che dev'essere garantito da
ciascun professionista. Secondo la Fimmg, si tratterebbe in sostanza di un aggravio
per i suoi associati senza reali utilità per gli assistiti. Invece la
Federazione ritiene che, "per cercare di decongestionare gli ospedali,
dimettere precocemente, trasferire parte dell'assistenza al domicilio del
paziente", sia necessario semmai sostenere la medicina del territorio, e
"si debba investire in risorse umane e strutturali adeguate: dalla
medicina generale alla pediatria, alla continuità assistenziale e
all'emergenza, fino alla specialistica convenzionata ed all'assistenza infermieristica".
Malgrado una mediazione nazionale sulla vertenza, conclude la nota della Fimmg,
la Sardegna "è l'ultima regione, con la Campania, in cui ancora non è
stato siglato l'accordo integrativo". Un male per i medici "ma forse
ancora di più per i cittadini, cui sono così precluse le modalità d'assistenza
più innovative e di qualità".
( da "Tirreno, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Empoli Sicurezza
pagata tre volte Scopifici larcianesi vittime di paradossi burocratici Multa
per aver rispettato l'obbligo di modificare alcuni macchinari LARCIANO. Una storia di ordinaria burocrazia dove, a farne le spese, sono le piccole imprese. è quella, resa
nota dalla Cna di Pistoia, che ha per protagonisti gli scopifici larcianesi,
prima obbligati a modificare alcuni macchinari per ragioni di sicurezza, e poi
multati, appunto, per aver modificato gli stessi macchinari. Un piccolo
episodio forse, ma decisamente significativo. Tutto ruota attorno a un
macchinario utilizzato negli scopifici: la "foratrice-insetolatrice
verticale", più comunemente conosciuta come punzonatrice. "Sono ormai
trascorsi tre anni - scrive la Cna - dalla sottoscrizione di un "protocollo
d'intesa" e dal "tavolo tecnico" tra le varie parti sociali, le
aziende produttrici e quelle costruttrici dei macchinari specifici per una
migliore gestione della sicurezza sui luoghi di lavoro del comparto. Le
macchine punzonatrici verticali hanno rappresentato l'argomento principale di
tutti gli incontri effettuati nella sede Asl, dove sono state definite alcune
ipotesi di intervento per la messa in sicurezza dei macchinari. Il risultato di
quella iniziativa è stato quello che le imprese, dopo avere subìto un verbale
di prescrizione con relativa sanzione, emesso dall'organo di vigilanza appunto
per la non conformità delle punzonatrici, hanno dovuto provvedere agli
interventi per la bonifica degli stessi macchinari effettuati dalla casa madre
dietro "lauta ricompensa"". Insomma, quelle punzonatrici non
erano ritenute sicure, così le imprese sono state multate e poi hanno dovuto
pagare le ditte costruttrici per le modifiche necessarie. E fin qui la storia
ha anche una sua logica. Logica che, però, scompare nel seguito della vicenda:
"La beffa subita dalle aziende - continua la Cna - sta nel fatto che gran
parte dei macchinari sono stati acquistati successivamente all'ottobre 1996, e
quindi sono munite di marchio di conformità "Ce", sul quale le aziende
non possono apportare modifiche in grado di alterarne lo stato originario.
Anche per macchinari acquistati qualche mese fa, per diverse decine di migliaia
di euro si è innescato lo stesso processo, con relativa sanzione. Se gli
interventi di adeguamento di quei macchinari erano necessari per il
raggiungimento dei requisiti essenziali di sicurezza, tali dispositivi
introdotti dovevano già essere presenti al momento della immissione sul
mercato. Invece, come tipico del "bel paese", un paradosso: l'impresa
larcianese ha pagato profumatamente il macchinario marcato "Ce", ha
pagato anche i successivi interventi di bonifica richiesti dall'organo di
vigilanza con la ricompensa finale della sanzione mentre l'azienda costruttrice
dei macchinari (ovvero l'unico responsabile di queste presunte carenze
prevenzionistiche), non ha subito nessuna sanzione bensì ha riscosso le fatture
per la messa in bonifica. Per finire l'azienda costruttrice ha precisato che
disporrà di tali dispositivi solo le attrezzature che venderà nel territorio
Valdinievolino, in quanto negli altri territori nessun organo di vigilanza ha
manifestato contestazioni. Il risultato è che in qualsiasi altra provincia,
anche toscana, le stesse macchine potranno essere vendute come sempre senza
questi tipi di interventi, creando così una disparità di trattamento
territoriale ed economico". "Vorremmo quindi capire se la legge è
uguale veramente per tutti - conclude la nota della Cna - oppure tutto è molto
soggettivo e interpretabile. E questo rappresenta è solo un esempio". A
LAMPORECCHIO Niente acqua LAMPORECCHIO. Acque Spa comunica che, a causa di
alcuni lavori al nuovo pozzo della centrale idrica Dorrio, nel territorio
lamporecchiano, per martedì prossimo sono previsti alcuni disagi. Più nel
dettaglio dalle 8,30 alle 13 si verificherà un'interruzione idrica nella
frazione di porciano, in via Belvedere Alto e nelle località Doccellama e
Papiano. Con la ripresa del servizio saranno possibili fenomeni di
intorbidamento destinati a scomparire. PADULE Visite guidate LARCIANO. Nuovo
appuntamento con le iniziative di primavera del Centro ricerca del Padule. Il
24 marzo sarà possibile festeggiare la Pasquetta con le escursioni nel Bosco di
Chiusi e alla Paduletta di Ramone. Prenotazioni entro il 21 marzo allo 0573 84540.
( da "Nuova Ferrara, La" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Oggi una riunione per
creare un centro sociale e un punto di aggregazione per la comunità Il restauro
della vecchia scuola A Sabbioni fondi da Comune e circoscrizione Nord SABBIONI
DI PESCARA. Da dieci lunghi anni il Comitato Borgo del Passo Vecchio di
Sabbioni attendeva con ansia che la richiesta di aprire un centro aggregativo
presso le ex scuole elementari fosse accolta. Ma burocrazia, eventi che prima facevano
sperare nel buon esito e poi contro eventi che li annullavano, avevano mammano
trasformato l'entusiasmo in sfiducia. Un risveglio della volontà di
concretizzare il progetto c'era stato alcuni mesi fa, quando spinti da una
necessità contingente era stato destinato uno spazio della struttura per un
ambulatorio medico. La struttura infatti manca nel paese, costringendo i
residenti di ogni età, a percorrere diversi chilometri per una visita o una
ricetta. Ora prima che nuovamente gli animi si rassegnino ad un nulla di fatto,
ecco un incontro positivo con l'assessore Mariella Michelini e il presidente
della circoscrizione nord Alberto Guzzinati tenutosi in questi giorni così da
ridare ossigeno alle iniziative. Infatti è stato deciso che ai 25.000 euro già
stanziati dalla circoscrizione per il restauro dei locali, si aggiungeranno
altri 60.000 necessari per completare i lavori che dovrebbero iniziare
addirittura entro il mese di aprile. Giusto il tempo necessario affinché il
comitato si associ ad Ancescao e diventare così un organismo con i titoli
idonei per poter firmare la convenzione con il Comune ed attivarsi poi sul territorio.
Il fatidico incontro con Ancescao si terrà oggi pomeriggio alle ore 15 durante
una assemblea generale da cui uscirà già il direttivo che successivamente
nominerà il presidente della nascente Centro Sociale Borgo del Passo Vecchio.
Un nome a cui il comitato è affezionato in quanto ricorda il passaggio che
anticamente serviva per collegare le zone paludose della zona con
Pontelagoscuro, Francolino, Sabbioni, Pescara e Fossadalbero. La ex scuola
elementare sarà utilizzabile per il piano terra, dove comunque troverà spazio
il tanto sospirato ambulatorio già pronto in muratura ma senza arredi e le
altre sale per finalmente offrire ai residenti momenti ricreativi e culturali.
Margherita Goberti.
( da "Mattino di Padova, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Provincia Martedì la
passerella Limena. Un via libera informale LIMENA/VIGODARZERE. La passerella ciclopedonale
aprirà martedì. Il tempo di far arrivare la certificazione del collaudo al
Comune di Limena, responsabile della realizzazione tecnica dell'opera, e poi si
potrà togliere la rete di protezione e aprire al transito di ciclisti e pedoni
la nuova passerella metallica. "Insieme al sindaco di Vigodarzere abbiamo deciso di aprire la struttura senza attendere di
organizzare una cerimonia ufficiale, ma appena la burocrazia ce lo consente - dichiara il sindaco di Limena, Gilberto
Vettorazzi - Per il taglio del nastro aspetteremo la bella stagione".
Lunedì dovrebbe arrivare all'ufficio tecnico limenese la relazione del
collaudo, atto ufficiale che permette di poter aprire la passerella. La
struttura affianca il Ponte della Libertà sul Brenta e collega gli argini di
Limena e Vigodarzere. Era stata posata a gennaio, con operazioni complesse che
avevano comportato la chiusura per alcuni giorni del ponte stesso.
"Aprendola martedì sarà subito utilizzabile - sottolinea Vettorazzi -
aspettando di completarne gli ingressi: siamo in attesa del parere favorevole
dalla Provincia per allargare e sistemarne l'accesso fino alle chiuse".
Quando il tempo sarà clemente, Vettorazzi e il collega di Vigodarzere, Franco
Frazzarin, ufficializzeranno l'apertura dell'opera con un taglio del nastro.
L'idea di Vettorazzi è quella di organizzare una biciclettata che unisca
simbolicamente i due Comuni, e che porti i cittadini a scoprire la rete di
piste ciclabili realizzata a Limena e magari anche la Certosa di Vigodarzere.
(Cristina Salvato).
( da "Unita, L'" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stai consultando
l'edizione del Confcommercio lancia l'allarme: è quasi recessione Per l'Ufficio
studi dell'associazione la crescita italiana sarà dello 0,7%, ma non è escluso
che si possa scendere a meno 0,2 / Cernobbio CRESCITA Il rischio recessione è
alle porte, lo stop dei consumi è sotto gli occhi del Paese e lo choc dei
redditi in coda alla classifica Ue hanno tenuto banco al convegno di
Confcommercio organizzato per questo fine settimana a Cernobbio. "Nel 2008
per ben che vada - ha detto il presidente Carlo Sangalli - la crescita sarà
largamente inferiore all'1% e prossima allo 0,7%, ma nello scenario peggiore e
non irrealistico di una caduta degli investimenti questo indicatore potrebbe
addirittura tradursi in una crescita accompagnata dal segno meno: meno 0,2%.
Cioè recessione". Intanto l'inflazione cresce, è stata del 2,9% a
febbraio, raggiungerà il 3,1% ad aprile per poi ridiscendere lentamente al 2,4%
a dicembre, sempre secondo il centro studi Confcommercio. Insomma,
un'inflazione reale al 3% ma, allertano i ricercatori, la percezione della
gente è al 25%. Una percezione che blocca i consumi. "Da tempo era chiaro
- ha detto Sangalli - che la ripresina dell'economia italiana sviluppatasi tra
2006 e 2007 sull'aggancio dell'export al ciclo internazionale era in forte
rallentamento". Secondo Confcommercio ora occorre tornare a rilanciare una
crescita "più robusta e di migliore qualità, risanando la finanza pubblica,
riducendo - e qui ha dettato un decalogo di venti tesi per il prossimo governo
- la spesa corrente primaria di 5 punti di pil e al contempo di 5 punti
l'aliquota Irpef per restituire respiro ai consumi. Contemporaneamente è
necessario mettere in campo una politica per i servizi che garantiscano
incrementi significativi di produttività e occupazione. "Non è un libro
dei sogni - ha detto il presidente di Confcommercio - perchè le inefficienze e
gli sprechi della struttura della spesa pubblica vengono stimati oggi proprio
nell'ordine di 5 punti di pil, 70,75 miliardi l'anno". Tra le venti tesi
anche la richiesta alla prossima legislatura "che deve essere
costituente", l'istituzione di un dipartimento per le piccole e medie
imprese presso la presidenza del Consiglio. Questo unitamente alle altre tesi
come le liberalizzazioni che valgono secondo Confcommercio un punto e mezzo di
pil, la riduzione della burocrazia (un quarto di punto pil), l'efficientamento di infrastrutture,
trasporti e logistica (3 punti di pil). "Chiediamo che nell'arco dei primi
cento giorni la tassazione secca di straordinari e incentivi sia portata al
10%, il ripristino della piena agibilità del lavoro intermittente, la
liberalizzazione dei servizi pubblici locali".
( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Gorizia
L'antiterrorismo blocca il wi-fi Il Comune continuerà comunque a perseguire il
progetto Si vogliono creare aree in città nelle quali connettersi senza fili
Gorizia città sempre più al passo con i tempi grazie al wireless. Il progetto
di dotare l'area urbana del capoluogo isontino di una rete Internet senza fili
per consentire a chicchessia possieda un computer con collegamento wireless di
connettersi al web è attualmente allo studio della giunta. Delle prospettive di
sviluppo del wi-fi (wireless fidelity, espressione indicante dispositivi in
grado di collegarsi senza fili a reti locali) nella nostra città si sta
occupando in particolare l'assessore comunale Dario Baresi e l'amministrazione
municipale guidata da Ettore Romoli sembra credere fortemente nelle
potenzialità del wireless, come conferma il vicesindaco Fabio Gentile.
"Abbiamo preso in esame già diversi progetti - sottolinea l'assessore e
vicesindaco - e stiamo lavorando per valutare le possibili soluzioni adatte a
Gorizia". La dotazione dell'area urbana del capoluogo isontino di una rete
wireless aveva costituito uno degli impegni programmatici della coalizione a
sostegno di Ettore Romoli: "Abbiamo tutta l'intenzione di portare a
termine i progetti - conferma Gentile -, ma va detto che, purtroppo, dobbiamo
scontare difficoltà di carattere burocratico legate alla direttiva Pisanu anti-terrorismo
che obbliga di fatto chiunque voglia utilizzare una connessione wireless a
presentare un documento prima di accedere alla rete. A tale proposito, ricordo
che la scorsa estate, in occasione degli europei di basket under
( da "Nuova Ferrara, La" del 15-03-2008)
Pubblicato anche in: (Gazzetta di Mantova, La)
Argomenti: Burocrazia
E' concreto il
rischio che il Pil vada sotto zero. La ricetta: investimenti, flessibilità, liberalizzazioni
Sangalli: la recessione è vicina La Confcommercio chiede misure d'urto per
evitare il crac Chiesto anche il taglio delle tasse sugli straordinari. Appello
per le riforme istituzionali DALL'INVIATA Antonella Fantò CERNOBBIO. Rischio
recessione per l'Italia. L'allarme è lanciato dalla Confcommercio, riunita a
Cernobbio in un convegno sugli scenari per gli anni 2000. Gli scenari sono
pessimi e sono confortati da cifre degli uffici studi, ripresi dalla relazione
del presidente Carlo Sangalli, e nessuno dei politici intervenuti nel
pomeriggio (Piero Fassino, Gianfranco Fini e Roberto Maroni) è riuscito a
smentire previsioni così disastrose. Il punto è questo: l'economia non cresce e
se il nuovo governo non vigilerà sugli investimenti, il più 0,7 per cento
prevedibile per il Pil potrebbe ridursi ad un meno 0,2 per cento. Cioè
recessione. Morte formale di qualsiasi pretesa di far parte dei paesi
industrializzati. In pratica siamo in bilico e i provvedimenti da prendere sono
obbligati. "Anzi" ha detto Sangalli "le decisioni vanno assunte
con urgenza, occorre una legislatura costituente, che faccia la riforma
elettorale e quelle riforme istituzionali di cui il paese ha bisogno. Si stava
meglio quando si stava peggio. Negli anni Ottanta, quando l'inflazione era a
due cifre, la crescita della ricchezza era del 4 per cento". Ora le
previsioni della Confcommercio indicano un'inflazione media annua del 3 per
cento. Si potrebbe giungere nei prossimi mesi, dice l'ufficio studi, ad uno
sfondamento fino al 3,1 per cento per poi rientrare fino al 2,4 per cento a
fine anno. Nei primi cento giorni il governo, ha insistito Sangalli, deve
prendere quattro provvedimenti: tassazione secca al 10 per cento degli
straordinari per avvantaggiare anche i lavoratori e rilanciare i consumi;
ripristinare il lavoro a chiamata (proposta che ha trovato il plauso esplicito
di Roberto Maroni) per una maggiore flessibilità contrattata; liberalizzazione
dei servizi pubblici locali; istituzione di un dipartimento per le PMI presso
la presidenza del Consiglio perchè sono la grande risorsa del paese. Sangalli
avverte che non ci sono scorciatoie per rilanciare la crescita, "bisogna
risanare la finanza pubblica riducendo, come si dice nelle venti tesi per il
prossimo governo, la spesa corrente primaria di 5 punti di Pil in cinque anni
e, nello stesso tempo, l'aliquota Irpef di altrettanti 5 punti.
Contemporaneamente, bisogna mettere in campo una politica per i servizi che
garantiscano incrementi di produttività e occupazione". "Non è un
libro dei sogni" aggiunge Sangalli "perchè l'inefficienza e gli
sprechi della struttura della spesa pubblica vengono stimati proprio
nell'ordine di 5 punti di Pil, pari a 70,75 miliardi l'anno". Eppoi ancora riduzione della burocrazia, migliori trasporti e logistica. Nel pomeriggio è toccato ai
politici. Poche polemiche. Anzi Fini e Fassino hanno concordato che lo Stato
deve intervenire a sostegno dei precari che si trovano in difficoltà. L'unica
censura è stata fatta da Maroni nei confronti della proposta di Veltroni di un
salario sociale di mille euro: "Dare questa retribuzione significa
aumentare il costo del lavoro, creare maggiore inflazione e vanificare anche il
potere d'acquisto dei mille euro".
( da "Centro, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Regione I balneatori
attaccano i Comuni: concessioni non rinnovate La Torre (Fiba-Confesercenti): la
stagione è alle porte, disattesi gli impegni PESCARA. "Le concessioni
balneari d'Abruzzo non sono ancora state rinnovate, i Comuni stanno ritardando
in maniera indebita il rinnovo automatico. A poche settimane dall'avvio
anticipato della stagione balneare il settore è precipitato nel più completo
caos". La denuncia arriva da Antonio Latorre, presidente di
Fiba-Confesercenti, la più rappresentativa associazione di categoria delle
imprese balneari. "La Regione ha emesso una delibera che fissa i criteri
per il rinnovo automatico delle concessioni" sottolinea La Torre,
"nella quale si chiedeva agli imprenditori di riempire un semplice
formulario allegando il certificato della Cciaa e di vigenza e antimafia. Un
atto non dovuto, ma che gli imprenditori hanno ugualmente prodotto. Ora"
denuncia il presidente di Fiba-Confesercenti, "i Comuni stanno esigendo
documenti che non vengono richiesti dalla legge e che hanno anche un costo
elevato. Ma il vero danno è la gravissima dilazione dei tempi, con il risultato
che a poche settimane da un probabile avvio anticipato della stagione, nessuna
impresa è in possesso del nuovo titolo concessorio. Una situazione ai limiti
della legalità, e sulla quale già pende un ricorso al Tar nel quale affermiamo
che il Comune di Pescara ha violato le disposizioni legislative in merito. La
Regione Abruzzo ha il dovere di far applicare la delibera che essa stessa ha
emesso. è per questo" annuncia La Torre dopo un'affollata assemblea di
imprenditori dell'area di Pescara e Montesilvano "che da questo momento il
settore è in stato di mobilitazione, e organizzeremo
manifestazioni nei principali Comuni costieri perché non si può arrivare ad una
situazione così paradossale, con la burocrazia che ancora una volta rischia di far perdere competitività al
turismo abruzzese". I balneatori annunciano anche un sit-in davanti a
Regione e Comune di Pescara.
( da "Unita, L'" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stai consultando
l'edizione del SERGIO DALLA VERDEIl presidente dell'Apindustria vicentina:
"A prescindere da chi vincerà, c'è una rivoluzione in atto e dobbiamo
crederci" "Se ci libera dalla inutile burocrazia, noi ci stiamo" di
Federica Fantozziinviata a Vicenza Galleria Crispi è un corridoio di vele
bianche. L'Apindustria vicentina - 1500 associati, 50mila per tutta la Confapi
- occupa un palazzetto al suo interno. Dietro la porta blindata del secondo
piano, l'ufficio del presidente Sergio Dalla Verde. Che al termine del
forum degli imprenditori con Veltroni gli ha sussurrato: "Lei ha descritto
un Paese che io sogno". Dalla Verde lavora nel settore edile, ha l'aria
seria e il tono pacato. Dice: "A prescindere da chi vincerà, c'è una
rivoluzione in atto e dobbiamo crederci. Di questo ha bisogno l'Italia".
Cosa l'ha colpita del discorso di Veltroni? "Si esprime molto bene. È un
eccellente comunicatore come, in modo diverso, Berlusconi. Sono 15 anni che il
linguaggio della politica è troppo gridato. Veltroni ha descritto un Paese che
è il sogno di tutti gli imprenditori. Lui dice light". Un paese leggero.
"Noi lo chiediamo da sempre. Norme semplici per muoversi, lavorare,
produrre senza che il tempo sia occupato da problemi burocratici e
amministrativi. Oggi abbiamo collaboratori che si occupano solo di quello.
Bisogna tornare a dar valore all'iniziativa". Cosa pensa della proposta di
compenso minimo per i precari? "La precarietà non fa parte del mondo delle
piccole e medie imprese (Pmi). Riguarda la grande industria e i servizi. Noi
abbiamo 30mila dipendenti: se troviamo un ragazzo di valore lo assumiamo".
Il compenso minimo, però, è a prescindere dal valore... "È difficile da
noi che un dipendente prenda meno di mille euro. È lo stipendio della mia
segretaria 20enne al primo impiego. Poi c'è grande richiesta di manodopera. Tre
mesi fa ho assunto un architetto, gli ho dato il primo aumento senza che lo
chiedesse". Bombassei ha minacciato la rottura degli accordi nazionali. È
d'accordo con Confindustria? "Per noi la contrattazione deve avvenire a
livello regionale. Sono diversi sia le realtà occupazionali che i costi della
vita". Perché Veltroni è percepito come una novità? "Per lo sforzo di
presentare una rottura netta con i movimenti a sinistra del Pd, legati a
ideologie che hanno segnato il passo, perdenti nel mondo e che hanno fatto
grandissimi danni nel governo Prodi". Qualche esempio di questi danni?
"L'amarezza per noi è stata vedere Prodi, uomo di area moderata, ostaggio
della sinistra massimalista nell'attuare decreti deleteri per le aziende. Penso
alla normativa sul subappalto che rende la ditta appaltatrice responsabile di
tutti i mancati versamenti (Iva, Irpef, Inps) del subappaltatore. Sono pagamenti
impossibili da verificare. Non siamo la Guardia di Finanza". Lo Stato non
funziona come dovrebbe? "È uno Stato che si arrende, si dichiara incapace
di far rispettare le regole e delega i cittadini. È di una gravità inaudita.
Veltroni si è reso conto che c'è una fiscalità distorta". Gli credete? Il
sogno diventerà realtà? "Ecco, noi temiamo che questo sogno duri 30
giorni. Abbiamo in mente il lessico non solo di Visco ma di tutto il governo,
da Diliberto a Pecoraro: di una volgarità incredibile. Un clima che vedeva
l'impresa responsabile di tutti i mali italiani, dedita a spendere in auto o in
barche. Nel Nord Est l'uno per mille ha la barca, o non basterebbe l'Adriatico
a contenerle. Questa aggressione violenta ha lasciato ferite aperte". Si
augura una vittoria non troppo netta cui seguano riforme condivise? "Un
pareggio sarebbe un disastro. Con la situazione economica internazionale, o
esce un governo in grado di muoversi in modo energico per rilanciare il Paese o
c'è il rischio di una stagnazione". Se il Pd perdesse le elezioni, addio
Paese leggero? "Io mi auguro che gli italiani stiano assistendo a una
rivoluzione. Ci sono segnali molto chiari: Veltroni ha lasciato fuori Visco e
Pannella, e ha detto a Bertinotti che usa un linguaggio da dopoguerra. Berlusconi
e Fini hanno escluso Casini per evitare condizionamenti. Nessuno dei due poli
ha trovato spazio per Mastella. Due anni fa non sarebbe successo. Bisogna
crederci: avremo due partiti forti. Uno solo vincerà ma entrambi potranno fare
riforme anziché ostruzionismo". Cosa chiedono i suoi associati alla
politica? "Rispondo con un dato: il 99,8% delle industrie italiane sono
Pmi. Non possono essere rase al suolo dal fisco. Penso a un'azienda molto
evoluta, evasione fiscale zero, che nel
( da "Nuova Sardegna, La" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Al porto di Cala
Balbiano un nuovo molo per maxi yacht Alla Maddalena iniziano i lavori di
riconversione ANDREA NIEDDU LA MADDALENA. Dopo due anni e
mezzo di intoppi dovuti alle lentezze della burocrazia, finalmente la ditta Ser-Lu, che ha vinto la gara per i lavori
al porto di Cala Balbiano a ponente di Cala Gavetta, ha posizionato i
macchinari per iniziare i lavori che dovranno trasformare l'isola. E questo è
forse il primo segnale concreto della riconversione in atto. Dalla carta
si passa alla realtà. Un passaggio importante sottolineato anche dalla
politica. "Nel molo nuovo che verrà costruito - ha detto l'assessore Enzo
Viviani - sorgerà un banchinamento di circa
( da "Nuova Sardegna, La" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
SANITA' Medici di
famiglia in agitazione CAGLIARI. I medici di famiglia dichiarano lo stato di
agitazione. "A oltre due anni dall'inizio delle trattative per la stipula
dell'accordo integrativo regionale protestiamo contro
l'impostazione cocciutamente dirigista e la burocrazia asfissiante contemplata dalle proposte d'accordo regionali. Non
è possibile credere che l'aggiunta di nuovi adempimenti regionali, alle già
numerosissime norme e compiti burocratici legati alla prescrizione, possa
essere di qualche utilità per il paziente". Così dicono in un
documento. Inoltre sottolineano che "per cercare di decongestionare gli
ospedali, dimettere precocemente, trasferire parte dell'assistenza al domicilio
del paziente, debba essere supportata la medicina del territorio, e si debba
investire in risorse adeguate".
( da "Nuova Sardegna, La" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Gli hotel di lusso
apriranno al pubblico solo nel prossimo mese Gallura, partenza lenta Olbia, all'aeroporto
4mila passeggeri al giorno Alla Maddalena strutture ricettive tutte aperte
SERENA LULLIA PORTO CERVO. La Pasqua non accende le stelle degli hotel di
lusso. Gli alberghi dorati della catena Starwood resteranno sigillati nel week
end di festa. Le sontuose camere del Cervo, Cala di Volpe, Pitrizza e Romazzino
apriranno al pubblico solo il prossimo mese. Negli hotel dell'impero di Barrack
sono ancora in corso alcuni piccoli interventi di bellezza. Iniezioni anti età
per levigare le rughe da cinquantenni. Saranno illuminate invece alcune insegne
della Piazzetta. Nel resto della Gallura costiera gli hotel e i negozi saranno
aperti a intermittenza. A Santa Teresa dieci alberghi fra tre e quattro stelle
sono già pronti ad accogliere i vacanzieri per il week end. I ristoranti hanno
già lustrato le cucine per offrire agli ospiti i gustosi menu della tradizione.
Strutture ricettive spalancate anche alla Maddalena, come nel resto dell'anno.
I negozi del centro storico resteranno aperti anche la mattina della domenica
di festa, ma le previsioni non fanno sperare in incassi d'oro per commercianti
e ristoratori dell'isola parco. Eppure i dati che arrivano dall'aeroporto Costa
Smeralda sono positivi. Si calcola che nella settimana di Pasqua atterreranno
nello scalo di Olbia circa 4 mila passeggeri al giorno. "Bisogna
considerare che quest'anno la Pasqua cade in un periodo di bassa stagione -
spiega Lele Ciaravola, responsabile marketing della Geasar, la società che
gestisce l'aeroporto-. Rispetto alle cifre degli anni passati un lieve calo
sarà naturale. Basti pensare che per molte grosse compagnie aeree la stagione
summer, quella estiva, comincia alla fine di marzo. Il week end della prossima
settimana viene tagliato fuori. Di conseguenza molti voli non sono stati ancora
attivati. Il traffico low cost manterrà comunque un buon trend". Ma le
cifre del Costa Smeralda non hanno incantato gli alberghi di Porto Cervo. Gli
hotel di lusso del paradiso delle vacanze saranno chiusi. Una novità rispetto
al passato. Da alcuni anni infatti i vacanzieri di Pasqua potevano godersi un
soggiorno da nababbi nell'Hotel Cervo. Quest'anno però il week end di festa è
arrivato troppo presto. L'elegante albergo della galassia Starwood è ancora
sotto le mani dei chirurghi. Gli operai modellano pareti e pettinano i
giardini. L'inaugurazione della stagione è 2008 è rinviata al prossimo mese.
Interventi tampone per gli hotel affaticati da cinquanta anni sotto i
riflettori. Il progetto di restyling plasmato dalla società
di Tom Barrack è ancora inceppato negli ingranaggi della burocrazia. Tramontata la possibilità di
cucire un abito più moderno prima dell'estate, la maxi operazione di bellezza è
stata rinviata alla fine del 2008. La Pasqua non risveglierà completamente
nemmeno l'altro borgo delle vacanze, Cannigione. La frazione a due passi
da Arzachena resterà in semi letargo. Il coraggioso esempio dell'hotel del
Porto, aperto tutto l'anno, non sembra fare molti proseliti. Per il week end
della prossima settimana non saranno molte le insegne accese. Poco appetitosa
l'invasione dei turisti low cost che invaderanno la Gallura. Anche Porto
Rotondo non si farà ammaliare dai vacanzieri mordi e fuggi. L'albergo simbolo
della vacanza di lusso, lo Sporting, resterà blindato. Lo conferma arriva dalla
voce della segreteria telefonica dell'hotel che avverte i clienti della
chiusura fino al 23 aprile. Anche una buona parte di ristoranti e negozi
resterà addormentata nel borgo creata da Luigi Donà dalle Rose. Copione
differente a Santa Teresa. Dieci alberghi hanno già lucidato le stanze per
Pasqua. I turisti potranno scegliere tra la meno aristocratica pensione fino al
più lussuoso quattro stelle. A loro disposizione una variegata scelta di negozi
e di ristoranti.
( da "Nuova Sardegna, La" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Attualità Antonella
Fantò DALL'INVIATA Antonella Fantò CERNOBBIO. Rischio recessione per l'Italia.
L'allarme è lanciato dalla Confcommercio, riunita a Cernobbio in un convegno
sugli scenari per gli anni 2000. Gli scenari sono pessimi e sono confortati da
cifre degli uffici studi, ripresi dalla relazione del presidente Carlo
Sangalli, e nessuno dei politici intervenuti nel pomeriggio (Piero Fassino,
Gianfranco Fini e Roberto Maroni) è riuscito a smentire previsioni così
disastrose. Il punto è questo: l'economia non cresce e se il nuovo governo non
vigilerà sugli investimenti, il più 0,7 per cento prevedibile per il Pil
potrebbe ridursi ad un meno 0,2 per cento. Cioè recessione. Morte formale di
qualsiasi pretesa di far parte dei paesi industrializzati. In pratica siamo in
bilico e i provvedimenti da prendere sono obbligati. "Anzi" ha detto
Sangalli "le decisioni vanno assunte con urgenza, occorre una legislatura
costituente, che faccia la riforma elettorale e quelle riforme istituzionali di
cui il paese ha bisogno. Si stava meglio quando si stava peggio. Negli anni
Ottanta, quando l'inflazione era a due cifre, la crescita della ricchezza era
del 4 per cento". Ora le previsioni della Confcommercio indicano
un'inflazione media annua del 3 per cento. Si potrebbe giungere nei prossimi
mesi, dice l'ufficio studi, ad uno sfondamento fino al 3,1 per cento per poi
rientrare fino al 2,4 per cento a fine anno. Nei primi cento giorni il governo,
ha insistito Sangalli, deve prendere quattro provvedimenti: tassazione secca al
10 per cento degli straordinari per avvantaggiare anche i lavoratori e
rilanciare i consumi; ripristinare il lavoro a chiamata (proposta che ha
trovato il plauso esplicito di Roberto Maroni) per una maggiore flessibilità
contrattata; liberalizzazione dei servizi pubblici locali; istituzione di un
dipartimento per le PMI presso la presidenza del Consiglio perchè sono la
grande risorsa del paese. Sangalli avverte che non ci sono scorciatoie per
rilanciare la crescita, "bisogna risanare la finanza pubblica riducendo,
come si dice nelle venti tesi per il prossimo governo, la spesa corrente
primaria di 5 punti di Pil in cinque anni e, nello stesso tempo, l'aliquota
Irpef di altrettanti 5 punti. Contemporaneamente, bisogna mettere in campo una
politica per i servizi che garantiscano incrementi di produttività e
occupazione". "Non è un libro dei sogni" aggiunge Sangalli
"perchè l'inefficienza e gli sprechi della struttura della spesa pubblica
vengono stimati proprio nell'ordine di 5 punti di Pil, pari a 70,75 miliardi
l'anno". Eppoi ancora riduzione della burocrazia, migliori trasporti e
logistica. Nel pomeriggio è toccato ai politici. Poche polemiche. Anzi Fini e
Fassino hanno concordato che lo Stato deve intervenire a sostegno dei precari
che si trovano in difficoltà. L'unica censura è stata fatta da Maroni nei confronti
della proposta di Veltroni di un salario sociale di mille euro:
"Dare questa retribuzione significa aumentare il costo del lavoro, creare
maggiore inflazione e vanificare anche il potere d'acquisto dei mille
euro".
( da "Repubblica, La" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina III - Palermo
L'INIZIATIVA Diktat delle imprese "Alt agli enti inutili" ANTONIO
FRASCHILLA Chiusura degli enti inutili, a cominciare dal Consorzio autostrade
siciliane e dall'ente portuale di Messina, per concludere con le Asi e gli Ato
rifiuti. Stop alle nomine politiche dei manager della sanità. Via libera alla
realizzazione dei termovalorizzatori e dei rigassificatori e al contempo blocco
di qualsiasi sanatoria edilizia. Ma soprattutto snellimento
della burocrazia regionale
e approvazione del piano energetico. Sono queste le priorità degli industriali,
messe nero su bianco in un vero e proprio decalogo che ieri è stato inviato ai
candidati alla presidenza della Regione, in primis Raffaele Lombardo e Anna
Finocchiaro. SEGUE A PAGINA V.
( da "Nuova Sardegna, La" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cagliari Poetto,
un'altra estate senza il piano Il Comune rinvia la discussione, i servizi
saranno quelli di sempre Non risolte le questioni legate alla stagionalità e
agli spazi tra una struttura e l'altra ROBERTO PARACCHINI CAGLIARI. Poetto nel cuore ma non nella burocrazia. Anche per il 2008 rimandato il riassetto dei servizi di
spiaggia (Pul) e si andrà avanti con le deroghe delle precedenti concessioni.
Ieri mattina l'argomento è arrivato in commissione consiliare Urbanistica, che
ha preso atto che le pratiche non sono ancora pronte. Del problema l'organismo
assembleare se ne era interessato nel novembre dello scorso anno. "Il
piano unitario del lungomare (Pul) - spiega Massimiliano Tavolacci, presidente
della commissione - deve rispettare una serie di norme date dalla Regione sulle
modalità di svolgimento delle attività sulla spiaggia. Noi avevamo chiesto alla
Giunta di aprire un tavolo col governo dell'isola per precisare e modificare
alcune questioni, tra cui la stagionalità". Le indicazioni regionali
"prevedono solo l'apertura estiva per le attività sulla spiaggia -
continua Tavolacci - ma al Poetto vi sono chioschi che lavorano 365 giorni
all'anno. Da qui l'esigenza di rivedere queste norme". In questo caso,
però, il Comune non si è mosso. Ieri mattina la commissione ha anche verificato
che vi sono diverse pratiche urbanistiche ferme: oltre al Pul c'è anche il
piano particolareggiato sul centro storico "in quanto la Regione non ha
pubblicato sul Buras la perimetrazione per gli antichi rioni". E poi c'è
l'adeguamento del piamo urbanistico (il Puc) al piano paesaggistico regionale
(Ppr), le pratiche su Stangioni e Baracca Manna. "Una serie di ritardi -
precisa Andrea Scano, Pd, componente della commissione - sono da addebitarsi
all'amministrazione per le divergenze interne alla Giunta e i problemi irrisolti
negli uffici. Altrimenti non si spiega perchè il Puc non sia stato ancora
adeguato al Ppr: un fatto che blocca tantissime iniziative". Il Pul è di
particolare interesse in quanto, in città, l'inizio della balneazione è spesso
anticipato dalla bella stagione. E questo piano riguarda proprio il modo di
gestire i servizi per la balneazione (dagli ombrelloni alla ristorazione e ai
servizi igienici). Il piano di utilizzo del litorale è un progetto la cui
origine risale all'ultima consiliatura guidata da Mariano Delogu. Sin da allora
venne elaborata una rimodulazione della spiaggia con l'utilizzo di tipologie
che richiamano l'architettura degli antichi casotti. Poi c'erano stati una
serie di ritardi, dovuti alla Regione, sino al paradosso che non era possibile
dare nuove concessioni in quanto occorreva il permesso del Comune, ma questo
non poteva avviare le pratiche in quanto mancava il piano approvato dalla
Regione. Ora l'attuale governo dell'isola ha sistemato la questione, ma per
Cagliari vi sono alcune cose ancora da chiarire. "Le indicazioni della
Regione - spiega Tavolacci - sono di carattere generale, mentre al Poetto
abbiamo una serie di situazioni storiche che vanno tenute presente". Le
indicazioni della Giunta Soru, ad esempio, impongono che tra uno stabilimento e
l'altro debba esserci un certo spazio, mentre al Poetto questo non è possibile
per l'esistenza delle strutture in muratura, che esistono da diversi
decenni". Aspetti su cui "la Regione si è dimostrata disponibile a
rivedere il discorso". Ma la Giunta comunale non si è ancora mossa. Un
altro problema riguarda la continuità paesaggistica dei manufatti (chioschi e
gazebo) che dovranno tener conto anche di quello che è stato fatto a Quartu.
Infine discutere del Pul, sottolinea Scano, significa "non solo
regolamentare le concessioni per stabilimenti e chioschetti, ma occuparsi anche
del futuro delle spiagge (Poetto e non solo) e del problema dell'erosione
continua delle stesse". Per questi motivi Scano chiede che si intervenga
anche "con iniziative volte a salvaguardare la spiaggia".
( da "Secolo XIX, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Confcommercio:"Recessione
vicina" l'appuntamento di cernobbio Il monito di Sangalli: "Ridurre
spesa e tasse per recuperare terreno" dal nostro inviato Renzo Parodi
Cernobbio. Crescita economica strozzata, nel 2008, con un misero incremento del
Pil collocabile, in sede di previsione, fra lo 0,7% e, nello scenario peggiore,
lo 0,2% (nella "fresca" trimestrale di cassa la previsione di
crescita era stata indicata nello 0,6% annuo). L'allarme arriva dal presidente
di Confcommercio, Carlo Sangalli, in apertura del forum: "I protagonisti del
mercato e gli scenari degli anni 2000", a villa d'Este di Cernobbio,
organizzato per la nona volta da Ambrosetti. Si materializza dunque per
l'Italia un rischio che Sangalli non ha avuto paura di chiamare col suo nome:
recessione, lo spettro che angustia i mercati. È principalmente l'Europa a
soffrire della congiuntura economica negativa, come ha osservato nel rapporto
per la crescita dell'economia francese Jacques Attali, alla testa della
apposita Commissione su designazione del presidente della Repubblica, Sarkozy.
La crescita europea è inferiore alla metà della media mondiale, e più lenta
della media Ocse. E in Italia la crescita procede ancora è più lenta rispetto
alla già compassata media europea. Secondo le stime di Confcommercio quest'anno
i consumi (ovvero la spesa delle famiglie residenti) sono destinati a crescere
appena dello 0,6% , nel 2009 dell'1'1%. Non andrà meglio sul fronte
dell'inflazione in Italia, stimata per l'anno in corso al 3% medio (con punte
del 3,1%, previste in aprile e una discesa al 2,4% a dicembre). Il tasso
d'inflazione dei 15 Pesi dell'area Euro a febbraio era stato pari al 3,3% (dati
Eurostat), mentre il tasso dell'Ue a 27 si era assestato al 3,4%. La nazione
più virtuosa è l'Olanda (2,0), la più scossa dall'aumento dei prezzi la
Lettonia (16,5%). I fattori che hanno provocato la fiammata inflativa sono
noti. Aumento vertiginoso del prezzo del petrolio e di conseguenza di beni di
largo consumo. Strutturalmente tuttavia il trend al rialzo, su scala mondiale
va riportato all'evidente squilibrio tra domanda e offerta di beni e servizi, a
propria volta causato dagli effetti distorti della globalizzazione planetaria,
che ha proiettato sul mercato del consumo all'incirca un miliardo di esseri
umani, prevalentemente concentrati in Asia. Siamo insomma di fronte a
un'emergenza reale, palpabile, tanto più rischiosa per l'Italia, Paese
strutturalmente debole e bisognoso di riforme radicali. Scorciatoie non ne
esistono, occorre agire con determinazione e con assoluta urgenza, ha osservato
Sangalli. "Senza una crescita più robusta e di migliore qualità, non c'è
sviluppo né equità e lo stesso risanamento della finanza pubblica ? a partire
dalla riduzione del debito pubblico ? resta un percorso impervio".
Sangalli ha chiesto alle parti politiche impegnate in una campagna elettorale
"finora non guerreggiata? una legislatura costituente? sottratta alla
legislatura del breve termine, e in cui, invece, vengano fatte tanto la riforma
della legge elettorale e il complesso delle riforme istituzionali utili per
assicurare al Paese condizioni di effettiva e efficace governabilità, quanto le
riforme economiche e sociali necessarie per liberare la crescita dell'economia
italiana". La condizioni per ripartire esistono, ma bisogna intervenire
con urgenza e fare effettivamente quello che ci si è impegnati a fare. A pena
del declino, irreversibile. Al nuovo governo, il presidente di Confcommercio ha
chiesto di assumere quattro provvedimenti urgenti nei 100 successivi al suo
insediamento. 1) La tassazione al 10% di straordinari, premi, incentivi e
incrementi salariali da contrattazione di secondo livello, in modo da dare
reddito ai lavoratori e sostenere tanto i consumi che la produttività. 2) Il
ripristino della piena agibilità del lavoro intermittente, per una flessibilità
governata e contrattata a sostegno della maggiore occupazione. 3) La
liberalizzazione dei servizi pubblici locali, per introdurre maggiore
concorrenza, a beneficio dei cittadini-utenti, secondo le linee del disegno di
legge Lanzillotta. 4) E infine l'istituzione, presso la Presidenza del
Consiglio, di un dipartimento della piccola e Mmedia industria, col compito di
coordinare le politiche specifiche e valorizzarne il ruolo di risorsa per il
Paese. Sangalli è tornato anche sulle "venti tesi per una legislatura
costituente" elaborate dall'ufficio Studi di Confcommercio e illustrate in
dettaglio dal suo direttore, Mariano Bella. In particolare secondo
l'associazione di categoria dei commercianti occorre ridurre, nell'arco della
legislatura (dunque nel quinquennio 2008-2013), la spesa corrente primaria di 5
punti di Pil, riducendo contestualmente di 5 punti l'aliquota media dell'Irpef.
Mettere a punto una politica per i servizi - che rappresentano il 40% del Pil
italiano e dell'occupazione ? per ottenere significativi aumenti di
produttività e occupazione. Il taglio della spesa corrente nel quinquennio
equivarrebbe a circa 70-75 miliardi d euro ogni anno, mentre ridurre di due
punti l'aliquota media dell'Irpef costerebbe all'incirca un punto di Pil. I
benefici a regime si tradurrebbero ? stima Confcommercio ? in un incremento del
prodotto e dei consumi valutabile nell'ordine di un punto di Pil. La riduzione
dell'aliquota Irpef andrebbe nell'auspicata direzione del "pagare tutti
per pagare meno", o meglio, ha corretto Sangalli, del "pagare meno
per pagare tutti", "incoraggiando l'azione di contrasto e di recupero
dell'evasione e dell'elusione fiscale, fenomeni perversi stimabili in 5 punti
di Pil sottratti alle casse dello Stato". Tra le 20 tesi l'associazione propone inoltre liberalizzazioni per un contributo aggiuntivo
alla crescita fino a 1,5 punti di Pil, semplificazioni della burocrazia che varrebbero un quarto di
punto di Pil; il miglioramento in termini di efficienza di infrastrutture,
trasporti e logistica che varrebbe 3 punti di Pil, un uso produttivo delle
risorse comunitarie previste in 100miliardi di euro per il 2007-2013;
maggiore valore a turismo e capitalismo culturale che già oggi contribuiscono
alla formazione del Pil nell'ordine del 16%. Bella aveva illustrato in apertura
gli effetti calcolati a medio termine dell'applicazione integrale degli
interventi strutturali suggeriti da Confcommercio. Il Pil ad esempio, dovrebbe
assestarsi allo 0,7% nell'anno in corso, all'1,6 nel 2009, al 2,1 nel 2010 e al
2,4 nel 2013. La pressione fiscale dovrebbe scendere dall'attuale livello
(43,0) al 42,4 nel 2009, al 41,9 nel 2010 e al 40,1 nel 2013. La spesa totale
in rapporto al Pil, calerebbe dal 48,8 del 2008 al 47,7 nel 2009, al 46,6 nel
2010 al 43,6 nel 2013. Gli interessi sul debito pubblico (in percentuale al
Pil) dall'attuale 4,3 scenderebbero al 4,2 nel 2009, al 3,9 nel 2010 fino al
3,2 del 2013. Il debito pubblico in rapporto al Pil dall'attuale 102,4
scenderebbe al 99,8 nel 2009, al 96,0 nel 2010 e all'84,5 nel
( da "Tirreno, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Toscana Tra gli
industriali vince Berlusconi. Forse Sondaggio informale: Pdl avanti, Pd ok,
tanti indecisi. Agli altri neanche le briciole Meno fisco, meno
burocrazia, un varo rapido
per le riforme essenziali La politica deve cambiare passo CARLO BARTOLI
FIRENZE. Gli industriali toscani hanno preso molto sul serio il nuovo clima
politico imperniato su due formazioni politiche (Popolo delle libertà e Partito
democratico) e sembrano decisi a concentrare su Walter Veltroni e Silvio
Berlusconi le proprie simpatie e i propri consensi. La panoramica
effettuata dal "Tirreno" non ha alcuna pretesa scientifica, non è un
vero sondaggio, ma cerca di fotografare il clima, gli umori dell'impresa
toscana alle prese con una congiuntura tutt'altro che favorevole, da affrontare
con una crisi di governo aperta e una competizione su cui pesano le
incongruenze della legge elettorale. Il campione di imprenditori interpellato
ha fornito un risultato chiaro, con una certa prevalenza del Popolo delle
libertà (41,7%) sul Partito democratico (35,2%). Voto utile, programmi simili.
Ma più che il distacco tra le due formazioni, significativi sono altri due
elementi. Nessuno degli interlocutori (anche se tre di essi hanno preferito non
esprimere la propria preferenza) ha indicato altre formazioni al di fuori di Pd
e Pdl, sintomo di una decisa vocazione maggioritaria. In qualche caso, infatti,
gli intervistati, hanno dichiarato una maggiore affinità politica con altri
partiti, ma hanno detto che voteranno comunque per Pd o Pdl: un chiaro segno di
quanto il leit-motiv sul "voto utile" abbia fatto breccia nelle
aziende. In secondo luogo, vi è una percentuale non indifferente di incerti,
quasi un quarto degli intervistati, che potrebbe risultare decisiva. Un altro
elemento rilevante è la tendenza degli imprenditori toscani ad assimilare i due
partiti: molti degli intervistati hanno rilevato che le differenze di programma
sono minime e questo lascia presupporre un'elevata mobilità negli orientamenti
di voto tra le due formazioni, che infatti si coglie. Tutti alle urne.
Nonostante le incertezze politiche e le difficoltà della congiuntura, gli
imprenditori toscani non guardano con distacco e ostilità alla politica: quasi
tutti andranno a votare e la metà di essi ha dichiarato che andrà alle urne
"in maniera convinta", mentre gli altri lo faranno "con
rassegnazione" o non nascondendo la propria irritazione nei confronti del
sistema politico. La conferma della sostanziale uniformità degli umori del
mondo delle imprese arriva dall'agenda delle richieste da sottoporre al futuro
governo. Anzitutto la riduzione degli oneri fiscali, in qualche caso
accompagnata dalla richiesta di detassare gli straordinari (Alessandro Caro,
Cesare De Pascalis, Andrea Gemignani, Pierfrancesco Pacini, Giancarlo Mazzi,
Giuseppe Pozzi, Alessandro Francioni e Mario Maselli). Un forte snellimento
burocratico è l'altra esigenza molto sentita (Giorgio Bianchini, Giuseppe
Oriana, Cesare Cecchi, Luigi Borri) da chi invoca "più velocità nel
prendere le decisioni". Cosa chiedono. In generale, viene chiesto un
cambio di passo della politica che non decide (Darya Majidi). Ma anche il tema
delle riforme istituzionali è molto sentito (Andrea Guidi e Giovanni Laviosa)
perché c'è bisogno di una maggiore governabilità e quindi di una riforma della
legge elettorale. Oltre a questi tre filoni, Giuseppe Diomelli chiede di
investire di più sul know-how, Giancarlo Mazzi di limitare i costi dell'energia
e Lorenzo Guazzini di riformare il sistema scolastico e soprattutto quello
universitario. Tra le priorità regionali predominano le infrastrutture. Si va
dal completamento dell'autostrada Tirreno-Brennero (Alessandro Caro),
all'invocazione di un aeroporto toscano che funzioni davvero (Mario Maselli),
alla risistemazione della Fi-Pi-Li (Alessandro Francioni), alla realizzazione
del Corridoio tirrenico (Piefrancesco Pacini, Andrea Gemignani, Giuseppe
Oriana). Urgenze toscane. Tra le altre urgenze, la bonifica delle aree
industriali dismesse (Giorgio Bianchini), un polo fieristico all'altezza delle
esigenze (Alessandro Ciardi), una maggiore integrazione dei servizi a livello
di area metropolitana (Franco Bini), la necessità di incentivare l'innovazione
(Darya Majidi). (ha collaborato Alessandro Monti).
( da "Tirreno, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Toscana
Fotovoltaico, via la burocrazia Per mettere i pannelli solari basterà avvertire i Comuni La
dichiarazione di inizio attività solo per gli impianti più grandi. La Regione
spende 500 milioni CARLO BARTOLI FIRENZE. 500 milioni di euro tra investimenti
e agevolazioni: tanto spenderà la Regione fino al 2020 per adeguare la Toscana
ai parametri di Kyoto. Il piano energetico (Pier) punta a ridurre del
20% i consumi e le emissioni di gas serra e aumentare della stessa quota
l'energia rinnovabile. Sul fronte delle emissioni, la Regione punta a
convincere l'Enel, sfruttando anche la costruzione del metanodotto algerino
Galsi, a riconvertire le due centrali elettriche di Livorno e Piombino, mentre
sul fronte dell'energia rinnovabile si cerca di facilitare al massimo
l'installazione di pannelli solari termici e fotovoltaici e la realizzazione di
impianti eolici. Il piano, infatti, introduce una notevole semplificazione
amministrativa uniformando le norme di settore. L'obiettivo è quello di
sburocratizzare prevedendo una semplice comunicazione al Comune per
l'installazione di impianti eolici, fotovoltaici e per il solare termico. In
particolare, questo corridoio privilegiato sarà riservato agli impianti fino a
3Kw, ai pannelli solari fino a venti metri quadri e alle pale fino a 5 Kw. Per
gli impianti di media e piccola taglia, ma di potenza superiore, sarà
necessaria invece la dichiarazione di inizio di attività. "In questo modo
- spiega l'assessore regionale Bramerini - cerchiamo di fornire delle regole
certe. Dopo l'approvazione del Pier verrà aggiornato anche il piano
territoriale e quindi dovranno essere cambiati anche i regolamenti urbanistici
e edilizi. C'è un problema di norme, che cerchiamo di superare, ma anche un
problema di mentalità: i valutatori tecnici e i decisori politici devono porsi
in sintonia con l'Ue. Possiamo cambiare tutte le norme regionali che vogliamo,
ma se poi qualcuno ritiene che l'installazione di un pala eolica comporti un
impatto ambientale allora è difficile realizzare gli obiettivi di Kyoto".
Una scelta condivisa da Erasmo D'Angelis, presidente della commissione
territorio: "E' gravissimo il ritardo del nostro paese. In Italia sono
installati meno di 1500 megawatt eolici, contro i 16mila della Germania e gli
8mila della Spagna. Abbiamo meno di un quarto dei pannelli solari dell'Austria.
Il piano risponde alla domanda di semplificazione delle norme e dei
regolamenti, mettendo fine a vincoli paradossali che fino ad oggi hanno
impedito lo sviluppo dell'energia rinovabile". Il Pier punta infatti a far
decollare il fotovoltaico che dovrà passare da
( da "Tirreno, Il" del 15-03-2008)
Pubblicato anche in: (Provincia Pavese, La) (Centro, Il)
Argomenti: Burocrazia
E' concreto il
rischio che il Pil vada sotto zero. La ricetta: investimenti, flessibilità,
liberalizzazioni Sangalli: la recessione è vicina La Confcommercio chiede
misure d'urto per evitare il crac Chiesto anche il taglio delle tasse sugli
straordinari. Appello per le riforme istituzionali DALL'INVIATA Antonella Fantò
CERNOBBIO. Rischio recessione per l'Italia. L'allarme è lanciato dalla
Confcommercio, riunita a Cernobbio in un convegno sugli scenari per gli anni
2000. Gli scenari sono pessimi e sono confortati da cifre degli uffici studi,
ripresi dalla relazione del presidente Carlo Sangalli, e nessuno dei politici
intervenuti nel pomeriggio (Piero Fassino, Gianfranco Fini e Roberto Maroni) è
riuscito a smentire previsioni così disastrose. Il punto è questo: l'economia
non cresce e se il nuovo governo non vigilerà sugli investimenti, il più 0,7
per cento prevedibile per il Pil potrebbe ridursi ad un meno 0,2 per cento.
Cioè recessione. Morte formale di qualsiasi pretesa di far parte dei paesi
industrializzati. In pratica siamo in bilico e i provvedimenti da prendere sono
obbligati. "Anzi" ha detto Sangalli "le decisioni vanno assunte
con urgenza, occorre una legislatura costituente, che faccia la riforma
elettorale e quelle riforme istituzionali di cui il paese ha bisogno. Si stava
meglio quando si stava peggio. Negli anni Ottanta, quando l'inflazione era a
due cifre, la crescita della ricchezza era del 4 per cento". Ora le
previsioni della Confcommercio indicano un'inflazione media annua del 3 per
cento. Si potrebbe giungere nei prossimi mesi, dice l'ufficio studi, ad uno
sfondamento fino al 3,1 per cento per poi rientrare fino al 2,4 per cento a
fine anno. Nei primi cento giorni il governo, ha insistito Sangalli, deve
prendere quattro provvedimenti: tassazione secca al 10 per cento degli
straordinari per avvantaggiare anche i lavoratori e rilanciare i consumi;
ripristinare il lavoro a chiamata (proposta che ha trovato il plauso esplicito
di Roberto Maroni) per una maggiore flessibilità contrattata; liberalizzazione
dei servizi pubblici locali; istituzione di un dipartimento per le PMI presso
la presidenza del Consiglio perchè sono la grande risorsa del paese. Sangalli
avverte che non ci sono scorciatoie per rilanciare la crescita, "bisogna
risanare la finanza pubblica riducendo, come si dice nelle venti tesi per il
prossimo governo, la spesa corrente primaria di 5 punti di Pil in cinque anni
e, nello stesso tempo, l'aliquota Irpef di altrettanti 5 punti.
Contemporaneamente, bisogna mettere in campo una politica per i servizi che
garantiscano incrementi di produttività e occupazione". "Non è un
libro dei sogni" aggiunge Sangalli "perchè l'inefficienza e gli
sprechi della struttura della spesa pubblica vengono stimati proprio
nell'ordine di 5 punti di Pil, pari a 70,75 miliardi l'anno". Eppoi ancora riduzione della burocrazia, migliori trasporti e logistica. Nel pomeriggio è toccato ai
politici. Poche polemiche. Anzi Fini e Fassino hanno concordato che lo Stato
deve intervenire a sostegno dei precari che si trovano in difficoltà. L'unica
censura è stata fatta da Maroni nei confronti della proposta di Veltroni di un
salario sociale di mille euro: "Dare questa retribuzione significa
aumentare il costo del lavoro, creare maggiore inflazione e vanificare anche il
potere d'acquisto dei mille euro".
( da "Repubblica, La" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Veltroni, appello
sui temi bipartisan "Patto di consultazione con il Pdl" Sms, bandiere
e un video con Al Pacino: il kit del militante Il 30 marzo riaprono i 12 mila
seggi delle primarie in 8 mila comuni GIOVANNA CASADIO ROMA - Due nuove parole
d'ordine. Un "patto di consultazione" dopo il voto del 13 aprile tra
chi vince e chi è all'opposizione "sugli argomenti di interesse generale
del paese". E ancora, "nulla è scontato" in questa tornata
elettorale perché il Pd è ora solo "a 6 punti" di distacco dal partito
di Berlusconi. Walter Veltroni rilancia nelle tappe lombarde del suo tour, le
proposte e i progetti del Partito democratico. Quindi, nessuna ipotesi di
inciucio bensì un appello all'unità: l'Italia "deve voltare pagina e non
può essere dilaniata da odio e contrapposizione". Per parte sua, Veltroni
nel segno di "una rinnovata unità del paese" è pronto, se i
Democratici vincessero, a dare all'opposizione la presidenza di una Camera e
delle commissioni di controllo. "Questa unità - spiega dal palco di
Morbegno in Valtellina, dove lo accompagna una precaria trentenne - servirà
alla politica per governare meglio e all'economia del paese per ripartire.
L'Italia deve recuperare competitività e responsabilità sociale e il nostro
messaggio è di serenità, sicurezza e speranza". In questo è ancora più
marcata la differenza con la destra il cui obiettivo - attacca il leader Pd -
non è tanto cambiare il paese ma "di vincere le elezioni e di dividersi un
po' il potere. Per noi è tutt'altro, è cercare di cambiare l'Italia".
Insomma, vincere le elezioni per qualcuno - s'intende, per Berlusconi e Fini -
è un fine, mentre "per noi è un mezzo". Il tasto su cui Veltroni
batte è appunto "la sfida d'innovazione" rappresentata dal Pd contro
"la prosecuzione di un quindicennio". E questa continuità rivela
"una certa stanchezza: le persone sono le stesse, hanno detto che ci
saranno due vice premier, uno della Lega e uno di An. Come prima". Nel
menù della novità dei Democratici ci sono soluzioni concrete per problemi
concreti, dalla lotta alla precarietà (primo ddl nel consiglio dei ministri con
Veltroni premier) alle semplificazioni. "Con noi, un'impresa si fa in un
giorno, davvero", assicura agli imprenditori di Lecco. Il paese
"fermo e complicato" deve "diventare semplice, in Italia ci sono
melassa, gelatina e urla e una burocrazia che ha portato alla paralisi". Torna infine, su un tema che
è stato anche il filo rosso per la composizione delle liste Pd, cioè sulla
"alleanza" tra produttori: "I padroni degli anni Cinquanta non
esistono più. Ora esistono milioni di operai che sono diventati artigiani e
piccoli imprenditori. E gli operai non guardano all'imprenditore come al
padrone, non è il momento del conflitto...". Intanto, anche il Pd ha il
suo kit: a riceverlo non sarà il candidato ma gli elettori, per l'esattezza i
tre milioni e mezzo che il 14 ottobre si sono presentati alle primarie.
Conterrà un vademecum con le 12 azioni concrete per convincere almeno tre
indecisi a votare democratico. Sarà consegnato il 30 marzo quando saranno
riaperti i 12 mila seggi allestiti in 8 mila comuni per le primarie. Se non
tutto il popolo delle primarie, almeno un milione e mezzo - calcola Ermete
Realacci- potranno essere mobilitati. Operazione capillare con centomila
volontari, sms personalizzati, schede da distribuire alle amiche invitate per
un the o per strada, bandierine da montare sulla bicicletta, video clip su You
Tube con Al Pacino di "Ogni maledetta domenica".
( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-03-15 - pag: 24 autore: Industria.
Definito un percorso formativo basato sull'autoeducazione Progetto sicurezza
alla Indesit Rita Fatiguso MILANO Caschi, guanti, stivali: che impiccio, che
fastidio, che noia doverli usare in fabbrica, al lavoro. Quando fa caldo e si
suda, con i margini di manovra che si fanno più stretti, quando non c'è tempo
di indossarli. Nel linguaggio della burocrazia si chiamano dispositivi di
protezione individuale (Dpi), e i lavoratori sono obbligati a usarli, si
rischiano multe salate. In caso contrario, il datore non ha colpe, basta che
dimostri di essere in regola e di averli forniti. Ma a che serve il rimpallo di
colpe e competenze davanti a un grave incidente? é tutta questione di
educazione alla sicurezza. Se le parole della sicurezza vengono impresse sulle
tute di lavoro, se finiscono in un poster appeso alle pareti della fabbrica,
allora è più semplice capire quanto sia giusto e utile proteggersi dagli
incidenti. Indesit Company, multinazionale dell'elettrodomestico con il cuore a
Fabriano, nelle Marche, ha scelto un percorso condiviso fondato
sull'autoeducazione permanente alla sicurezza in azienda. Due anni fa hanno
incaricato la società di consulenza "Lavoro e comunicazione" di
avviare un progetto che, precisa Michele Assael, il titolare, "vuol creare
una lingua comune sulla sicurezza". "Il progetto "Io lavoro in
sicurezza", nasce da un processo partecipativo e continuativo che viene
dalla base, dalla percezione del rischio da parte degli addetti ai lavori e che
mette in moto l'essere propositivi degli operai con la collaborazione di
diversi interlocutori, dai sindacati, alla direzione generale Inail delle
Marche, alla Regione, ad Assindustria Ancona, alle Asl" dice Angelo
Stango, direttore delle relazioni industriali. Incalza Antonino Gambuzza,
direttore industriale Italia e Turchia: "Avevamo in Regione standard non
eccellenti per gli infortuni, oggi abbiamo risalito la corrente. C'èstato un
referendum sulle frasi che meglio potevano rappresentare un rischio percepito,
mansione per mansione, reparto per reparto. I lavoratori hanno partecipato alla
realizzazione della campagna compilando un questionario sull'analisi dei rischi
degli stabilimenti per mansione e individuando addirittura lo slogan della
campagna: "Io lavoro in sicurezza"". "Risultato: una tuta e
un poster utili a sensibilizzare chi lavora sulla sicurezza e sui rischi specifici
di quella mansione. Strumenti – aggiunge Stango –che innalzano il livello di
attenzione sul tema, visibile e fisicamente presente con la scritta sulle tute.
Da parte dell'impresa e dellavoratore è un reciproco richiamo alla
responsabilità". Fondamentale l'avallo dell'Inail, che ha inserito questa
collaborazione sperimentale in un protocollo generale stipulato con la Regione.
Sandro Passamonti, direttore regionale Inail Marche, sostiene che
""Io lavoro in sicurezza", avviato nel
( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-03-15 - pag: 20 autore: Nella terra del
Carroccio. Gli autonomi che il Partito democratico prova a riconquistare Quelle
ex tute blu stregate dalla Lega Marco Alfieri MILANO Giovanni Favaro, 62 anni
ben portati, figlio di immigrati veneti nel Varesotto, ha sempre votato
orgogliosamente Pci. Era un comunista di ferro, attivo in sezione. "Almeno
fino alla segreteria Occhetto ". Favaro nel '62 entra come operaio alla
Sordelli di Venegono, paesone alle porte di Varese, 900 addetti che producono
occhiali. Diciott'anni in fabbrica e poi la svolta nel 1980. "Volevo dare
una prospettiva migliore ai miei trefigli –spiega –.Così mi sono messo in
proprio, come tanti altri in quegli anni in Pedemontana ". Tre anni dopo,
a Tradate, dove vive, fonda la Eic, una piccola azienda che fa quadri
elettrici. La classica microimpresa di territorio da 6-7 dipendenti. Il
passaggio al lavoro autonomo è insomma il vero spartiacque. Perché Favaro
incarna il prototipo di moltissimi operai che, intorno a metà anni Ottanta, con
l'esplosione del capannone e il ridimensionamento della grande impresa
fordista, diventano prima politicamente borderline e poi, con la nascita della
Lega lombarda, dei bossiani incalliti. Favaro tiene duro fino alla Bolognina,
poi salta il fosso e da quel giorno ha sempre votato il Carroccio. "Ma già
gli ultimi anni nel partito venivo visto come un eretico. Sembravo un fissato
del lavoro autonomo in mezzo a compagni che vedevano in ogni partita iva un
potenziale evasore ", ammette infervorandosi. Il punto è semplice:
"Per almeno un ventennio, a sinistra non hanno capito
quanto un autonomo sia lasciato solo davanti alla burocrazia cannibale e al fisco rapace (nel '97 dovette accendere un mutuo
per pagare venti milioni di tasse, ndr) ".Prendiamo l'ultimo giro di vite
sugli studi di settore: "Sono stati inseriti degli automatismi capestro
uguali per tutti senza riconoscere le specificità delle singole aziende".
Se saltiamo da Varese, dove ieri sera Walter Veltroni ha tenuto un comizio del
suo tour, a Bergamo, dove è stato l'altro ieri, il quadro non cambia. Luigi
Giovanninetti, 55enne di Mozzanica, nasce come operaio nella ditta Giuseppe
Vedani, una piccola impresa artigiana di 4-5 addetti che fa quadri elettrici.
Giovanninetti votava socialista. Un socialista sanguigno. Nel '78 decide di
mettersi in proprio "perché mi sentivo in grado di auto- affermarmi nel rischio".
Oggi ha due aziende, una di impianti elettrici sempre a Mozzanica, e una
vetreria a Dalmine: 15 addetti in tutto. La conversione avviene nell'88,
"quando incontro per caso a Caravaggio uno sconosciuto Umberto
Bossi". Giovanninetti ne rimane folgorato. "L'idea che le tasse
dovessero restare qui; che il lavoro autonomo non dovesse venir vessato dallo
stato, era esattamente quel che avevo maturato in un decennio di
capannone". Oggi è un militante leghista con tessera dell'associazione
artigiani (Cna) in tasca. E la sinistra? "Ha sempre penalizzato il
capitalismo molecolare. I piccoli sono quelli che fanno il nero, che evadono...
Peccato che siamo la spina dorsale del paese", spiega. Insomma Favaro a
Varese, Giovanninetti a Bergamo. Sono la metafora di quel capitalismo diffuso
addensato in Pedemontana che, con il ritiro della delega politica ai vecchi
partiti, produce il voto in massa a Lega e Fi ricaricato in chiave anti-fiscale
e anti-statalista. Sei province (Varese, Lecco, Sondrio, Brescia, Bergamo e
Como) che da sole producono un saldo attivo import/ export di oltre 10
miliardi, in cui si annidano 67,9 imprese per mille abitanti e in cui il 58%
degli imprenditori ha cominciato facendo l'operaio. Il che significa che la
coscienza di classe non è quella della tuta blu ma del quasi imprenditore. Ma
soprattutto, qui la sinistra sconta una mancanza di radicamento pauroso: sul
voto degli autonomi,nel 2006 Cdl batte Unione 67% a 32%. Rendendo il viaggio
veltroniano una difficile, ma necessaria, traversata del deserto.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-03-15 - pag: 20 autore: "Basta con
i finanzieri d'assalto" Troppa folla: a Varese Veltroni improvvisa un
comizio fuori programma in piazza Lina Palmerini VARESE. Dal nostro inviato
L'exploit è a Varese. Ultima tappa di una giornata in terra leghista. Arriva alle
nove di sera che il teatro Apollonio è già stracolmo: sono circa 1.500 persone
dentro ma fuori c'è altrettanta gente. E così, dopo un quarto d'ora, il comizio
di Wal-ter Veltroni si sposta. Tutti fuori, lui e tutte le persone che sono
dentro al teatro si trasferiscono all'esterno, in piazza, dove il leader del
Partito democratico riprende a parlare da un palco improvvisato. Un fuori
programma che nessuno si aspettava perché nemmeno gli organizzatori pensavano
arrivasse tanta gente. Eppure da queste parti domina un altro colore. Non il
verde-Pd ma il verde-Carroccio. Dunque, un'accoglienza che stupisce lo stesso
Veltroni, anche se sa che da queste parti si viene a seminare più che a
ribaltare un consenso politico favorevole al centro-destra. C'era anche un
gruppo di contestatori leghisti (una ventina) ad aspettarlo ma la gente venuta
ad ascoltare Veltroni li allontana. Varese come Bergamo: anche lì – giovedì
sera – il candidato premier del Pd ha richiamato circa 4mila persone. Certo,
per parlare in questa terra – così arida di frutti per il centro-sinistra –
Veltroni si sceglie gli interlocutori giusti, come ha fatto ieri pomeriggio a
Lecco. Insieme a lui, al cinema Nuovo, salgono sul palco Fausto Cacciatori,
presidente della Cna regionale, e Giorgio Merletti, presidente della
Confartigianato lombarda, invitati per parlare di impresa e per ricucire un
dialogo spezzato tra mondo produttivo e centro-sinistra. Per loro Veltroni ha
un messaggio. "Non ho dubbi: tra i finanzieri d'assalto e un imprenditore,
piccolo o medio, scelgo il secondo". Fa entrare, così, nella sua campagna
elettorale un tema molto frequentato ai tempi di Unipol, della scalata Rcs, dei
"furbetti del quartierino". Quel dibattito che è stato rubricato con
il nome di capitalismo di carta, opposto a quello industriale, di chi produce
posti di lavoro. E Veltroni entra in questo territorio toccando anche il tasto
delicato dei rapporti tra economia e politica. Solo un cenno ma intanto lo fa.
"Lo Stato sembra avere un fastidio per chi vuole intraprendere, creare
un'azienda. è anche per questoche abbiamo avuto una stagione di finanzieri
d'assalto, seduti nelle loro scrivanie che un po' spostavano quantità ingenti
dirisorse e un po'si ammanicavano con la politica. Bisogna invece che lo Stato
sposti l'attenzione e le risorse su chi produce e rischia di tasca propria
". Non è una novità per chi ha seguito le tappe nel NordEst di Veltroni,
ma qui di fronte alla platea di Lecco e ai due esponenti del mondo artigianale
lombardo, ripete la sua ricetta: un "fisco come strumento di
crescita" e uno Stato che smetta di "essere prussiano da un
lato,quando chiede 80 praticheper aprire un'officina meccanica, ma che poi
diventa lassista con i condoni fiscali". La burocrazia, certo. Ma Fausto Cacciatori
schiaccia il tasto dolente del fisco chiedendo chiarezza sul "federalismo
fiscale ", argomento su cui Veltroni però non si sofferma. Giorgio
Merletti gira ancora il coltello nella piaga-fisco: "Certo, ora il
programma del Pd corregge gli errori sugli studi di settore" ma molte
incomprensioni ormai sono nate con "un Nord che reclama
considerazione dalla politica". E di nuovo Veltroni ripete quello che ha
già detto in tutte le sue tappe a Nord-Est: la stagione "col vecchio
centro-sinistra è finita " e sono finiti i tempi "delle riunioni di
maggioranza, delle infinite mediazioni che solo a pensarci viene il mal di
fegato ". Il fatto è che è passato ancora troppo poco tempo per riuscire a
convincere. MEGLIO IMPRENDITORI "Preferisco chi rischia di tasca propria
piuttosto che i raider seduti in poltrona e ammanicati con la politica"
Tour elettorale. Il leader del Pd Walter Veltroni AGF.
( da "Messaggero, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ido. Poi le prime
liti, le fughe da casa e la decisione di separarsi: "E' stata dura
scegliere questa strada - spiega - ma la cosa più dura è affrontare tutto
questo: il tribunale, gli avvocati, i bambini che ti fanno domande". Sono
quasi sei mesi che aspetta la prima udienza, e già ha avuto due rinvii:
"Tutto questo è snervante. Non fa bene a noi e tanto meno ai figli. E' la
terza volta che vengo qui in tribunale e non ce la faccio più. E sono solo
all'inizio". La storia di Angela è quella di tante moglie e madri e di
tanti mariti e papà. "Un divorzio è già pesante, se
poi ci si mette di mezzo la burocrazia diventa drammatico", accusa Angela Attanasi mentre
l'avvocato le paventa la possibilità di un rinvio. Ma c'è anche chi ha deciso
di prendere con il sorriso giudici, avvocati e burocrazia, anche se prima ha sofferto molto: "Dopo un periodo
terribile abbiamo deciso di divorziare - dice Patrizia De Angelis, 41
anni - Per la separazione abbiamo fatto in fretta, ma ora sono passati due anni
da quando abbiamo fatto domanda di divorzio: così non si dà nemmeno la
possibilità alle persone di rifarsi una vita e un nuovo legame". "Per
fortuna che noi l'abbiamo presa sportivamente - scherza il marito Gianluca
Rosati - Ci siamo rassegnati alla burocrazia". G.
Man.
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il
presidente del Comitato di quartiere rilancia l'esigenza di sicurezza; i
rimpalli e la burocrazia "Gammarana, solo
chiacchiere" Marcozzi: nulla è stato fatto per la "bomba"
amianto e l'eternit.
( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del
15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di CRISTINA
GAZZELLINI "Nel 2008 siamo diventati il primo porto del Mediterraneo, nel
2014 lo saremo del mondo". E' il sindaco Gianni Moscherini a dare
l'importante annuncio. E lo ha fatto ieri direttamente da Miami dove si trova
insieme ai vertici dell'Autorità portuale, per partecipare ai lavori del Sea
Trade. Lavori che vedono Civitavecchia ed il suo scalo al centro
dell'attenzione delle grandi compagnie. "Proprio quelle compagnie -
afferma il primo cittadino al telefono - che pianificano il loro futuro ogni
quattro anni. E che sono intenzionate a puntare sul nostro scalo sia come
crescita degli accosti che del turn around. Siamo già d'accordo con l'Authority
per attuare un programma in grado di dare risposte ai grandi gruoppi che hanno
manifestato interesse, come la Roma Cruise Terminal. Entro il 2014 lo scalo
dovrà però avere una capacità di accosti contestuali di sei navi, una da
( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del
15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Chiudi di FRANCA
GIANSOLDATI A tre anni dalla posa della prima pietra, entra nel vivo l'attività
del Campus Bio-medico di Trigoria, il modernissimo policlinico universitario
voluto dall'Opus Dei per coniugare la ricerca medica alla cura del paziente
"secondo una concezione di vita aperta alla trascendenza". Diciotto
sale operatorie quando sarà a regime (per ora ne sono in funzione 9), 400 posti
letto disponibili in camere singole o doppie, e persino una pista d'atterraggio
per gli elicotteri. Le cose sono stata fatte per bene. Ogni dettaglio è stato
curato meticolosamente, dagli arredi ai macchinari. Le risorse sono state
utilizzate con un uso davvero "oculato", come ha commentato il
presidente della Regione, Marrazzo, tra gli ospiti presenti all'inaugurazione.
Il taglio del nastro, momento clou della cerimonia, è stato affidato a Jacopo e
Nicolò, due vispi gemellini di 5 anni, figli di uno dei dipendenti del Campus,
nati la notte di Natale. Di buon "auspicio". Il cardinale Tarcisio
Bertone, ospite d'onore assieme al vice presidente del Consiglio, Rutelli, ieri
mattina, si è fermato a scherzare con loro. Aria di festa. Poco più in là
monsignor Echevarria, Prelato dell'Opus Dei e diversi politici, da
Pierferdinando Casini, alla Binetti, da Alessandra Borghese, candidata nelle
liste dell'Udc, a Gasparri ed Alemanno. Non mancavano Joaquin Navarro Valls e
Gianni Letta, rispettivamente presidente e membro dell'advisory board del
Campus bio medico. L'intero progetto è costato 180 milioni di euro; un terzo
del denaro è frutto della generosità di tanti privati, un terzo è stato
reperito dalle aziende che prenderanno parte alla ricerca universitaria ed il
terzo restante, da fondi pubblici. Secondo le previsioni, quando sarà a regime,
il campus (convenzionato con il Sistema Sanitario Nazionale) darà lavoro a
circa 3 mila persone, vi studieranno un migliaio tra studenti e dottorandi,
conterà 139 medici e 185 infermieri. "La struttura è l'esempio di una sanità
efficiente che sa valorizzare competenze e professionalità. Inoltre velocizzerà
le cure e renderà più efficace il percorso assistenziale" ha fatto sapere
il ministro Turco in un messaggio inviato per l'occasione. Cinque attualmente i
corsi di laurea, medicina e chirurgia, ingegneria biomedica, infermieristica,
dietistica e scienze dell'alimentazione, nutrizione umana ma in futuro
dovrebbero aumentare. Gianni Letta, l'ex vice presidente del Consiglio, che
prese parte alla posa della prima pietra ha detto: "E' bello vedere
finalmente il completamento dei lavori di questo gigantesco complesso. Sono
certo che qui varrà la legge dell'amore per il paziente". La cerimonia era
prevista l'anno scorso, in autunno, ma intoppi burocratici hanno rallentato
l'iter. "Ho in mente gli ultimi giorni di agosto e di settembre, quando ci
siamo rimboccati le maniche, per tentare in tutti i modi di
superare quelli che potevano essere i lacci e i lacciuoli della burocrazia. Con la buona volontà abbiamo
semplificato i percorsi amministrativi" ha ammesso Marrazzo mentre
scopriva la targa del vialone di collegamento al policlinico, intitolata alla
memoria di Alvaro del Portillo, lo scomparso Prelato dell'Opus Dei che ebbe
l'idea, nel lontano 1988, del progetto. Sembrava quasi impossibile,
eppure 5 anni dopo veniva istituita la prima laurea in medicina e chirurgia e
l'anno successivo il policlinico che nel frattempo trovava posto a via Longoni.
Man mano che le donazioni arrivavano, l'Opus Dei piano piano, attivava altri
corsi di laurea ma solo nel 2001, grazie agli otto ettari di terreno a Trigoria
che Alberto Sordi regalò alla Prelatura, prese corpo il Campus. Nel 2005
iniziarono i lavori di costruzione fino al completamento e all'inaugurazione
definitiva che ha visto, finalmente, il trasloco del policlinico di via
Longoni. Un lavoro non da poco, tenacemente perseguito da pubblico e privato.
In conclusione, riflettendo sulle sfide bioetica, il cardinale Bertone ha
lanciato un nuovo appello a difendere sempre "i valori non negoziabili
della vita umana". Quando la ricerca medica non si pone limiti di sorta,
"quando viene a svanire ogni riferimento etico e religioso, si provocano
cataclismi e catastrofi naturali che nessuno vorrebbe".
( da "Corriere della Sera" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Eventi - data: 2008-03-15 num: - pag: 55 categoria: ALTRI
OGGETTI stesso destinato a dimora e pinacoteca. Perché oltre che militare e
stratega, era anche amante dell'arte e appassionato collezionista. Anche
all'epoca di quell'assedio, Vienna si era ridotta alla fame, anche allora si
era risollevata. Un ramo della mia famiglia si stabilì nei sobborghi della
città all'inizio del Settecento. Venivano dalla Slovacchia. Quel nugolo di
piccoli artigiani, andato avanti con caparbia ostinazione per due secoli, finì
di esistere al termine della Prima Guerra mondiale, quando l'Austria stessa
crollò di colpo. Quel crollo fu peggiore di quello successivo, della Seconda
guerra. Il grande Impero collassò, si ridusse a un piccolo Paese. E i miei parenti?
Tutti quei parenti morirono di fame e di febbre spagnola. Mio padre, ragazzo,
fu mandato in loro aiuto da Budapest, con un carico di cibo e medicine. Viaggiò
sul tetto di un treno. Al suo arrivo nessuno della famiglia era più in vita.
Anche Gustav Klimt morì allora; come del resto Otto Wagner, architetto, autore
degli edifici più eloquenti della Vienna moderna. Tutti e due furono vittime
degli stenti e del contagio. In quegli anni anche altri architetti come Joseph
Hoffmann, Kolomann Moser, Olbrich (tutti sopravvissuti) avevano coltivato il
sogno di estendere l'arte a tutti gli abitanti dell'Impero. Avevano disegnato e
fatto riprodurre in grandi "tirature" mobili, stoviglie, orologi,
caffettiere, bricchi, stoffe per diffondere la bellezza in tutti gli strati
della popolazione. Abbellire la vita quotidiana: questo era il loro scopo. Da
quella volta questo desiderio è rimasto in qualche modo vivo, a Vienna. Perciò anche oggi avverto un senso di fraterno affetto per quella
città. Che ha anche conosciuto ingiustizie, soprusi, burocrazia, ignominia, violenza. Ma che è rimasta ugualmente un serbatoio
di grandi aspirazioni all'armonia e all'equilibrio. Grande musica Oppenheimer,
"Mahler dirige i Filarmonici di Vienna".
( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del
15-03-2008)
Pubblicato anche in: (Messaggero, Il)
Argomenti: Burocrazia
Di FRANCA
GIANSOLDATI A tre anni dalla posa della prima pietra, entra nel vivo l'attività
del Campus Bio-medico di Trigoria, il modernissimo policlinico universitario
voluto dall'Opus Dei per coniugare la ricerca medica alla cura del paziente
"secondo una concezione di vita aperta alla trascendenza". Diciotto
sale operatorie quando sarà a regime (per ora ne sono in funzione 9), 400 posti
letto disponibili in camere singole o doppie, e persino una pista d'atterraggio
per gli elicotteri. Le cose sono stata fatte per bene. Ogni dettaglio è stato
curato meticolosamente, dagli arredi ai macchinari. Le risorse sono state
utilizzate con un uso davvero "oculato", come ha commentato il
presidente della Regione, Marrazzo, tra gli ospiti presenti all'inaugurazione.
Il taglio del nastro, momento clou della cerimonia, è stato affidato a Jacopo e
Nicolò, due vispi gemellini di 5 anni, figli di uno dei dipendenti del Campus,
nati la notte di Natale. Di buon "auspicio". Il cardinale Tarcisio
Bertone, ospite d'onore assieme al vice presidente del Consiglio, Rutelli, ieri
mattina, si è fermato a scherzare con loro. Aria di festa. Poco più in là
monsignor Echevarria, Prelato dell'Opus Dei e diversi politici, da
Pierferdinando Casini, alla Binetti, da Alessandra Borghese, candidata nelle
liste dell'Udc, a Gasparri ed Alemanno. Non mancavano Joaquin Navarro Valls e
Gianni Letta, rispettivamente presidente e membro dell'advisory board del
Campus bio medico. L'intero progetto è costato 180 milioni di euro; un terzo
del denaro è frutto della generosità di tanti privati, un terzo è stato
reperito dalle aziende che prenderanno parte alla ricerca universitaria ed il
terzo restante, da fondi pubblici. Secondo le previsioni, quando sarà a regime,
il campus (convenzionato con il Sistema Sanitario Nazionale) darà lavoro a
circa 3 mila persone, vi studieranno un migliaio tra studenti e dottorandi,
conterà 139 medici e 185 infermieri. "La struttura è l'esempio di una
sanità efficiente che sa valorizzare competenze e professionalità. Inoltre velocizzerà
le cure e renderà più efficace il percorso assistenziale" ha fatto sapere
il ministro Turco in un messaggio inviato per l'occasione. Cinque attualmente i
corsi di laurea, medicina e chirurgia, ingegneria biomedica, infermieristica,
dietistica e scienze dell'alimentazione, nutrizione umana ma in futuro
dovrebbero aumentare. Gianni Letta, l'ex vice presidente del Consiglio, che
prese parte alla posa della prima pietra ha detto: "E' bello vedere
finalmente il completamento dei lavori di questo gigantesco complesso. Sono
certo che qui varrà la legge dell'amore per il paziente". La cerimonia era
prevista l'anno scorso, in autunno, ma intoppi burocratici hanno rallentato
l'iter. "Ho in mente gli ultimi giorni di agosto e di settembre, quando ci
siamo rimboccati le maniche, per tentare in tutti i modi di
superare quelli che potevano essere i lacci e i lacciuoli della burocrazia. Con la buona volontà abbiamo
semplificato i percorsi amministrativi" ha ammesso Marrazzo mentre
scopriva la targa del vialone di collegamento al policlinico, intitolata alla
memoria di Alvaro del Portillo, lo scomparso Prelato dell'Opus Dei che ebbe
l'idea, nel lontano 1988, del progetto. Sembrava quasi impossibile,
eppure 5 anni dopo veniva istituita la prima laurea in medicina e chirurgia e
l'anno successivo il policlinico che nel frattempo trovava posto a via Longoni.
Man mano che le donazioni arrivavano, l'Opus Dei piano piano, attivava altri
corsi di laurea ma solo nel 2001, grazie agli otto ettari di terreno a Trigoria
che Alberto Sordi regalò alla Prelatura, prese corpo il Campus. Nel 2005
iniziarono i lavori di costruzione fino al completamento e all'inaugurazione
definitiva che ha visto, finalmente, il trasloco del policlinico di via
Longoni. Un lavoro non da poco, tenacemente perseguito da pubblico e privato.
In conclusione, riflettendo sulle sfide bioetica, il cardinale Bertone ha
lanciato un nuovo appello a difendere sempre "i valori non negoziabili
della vita umana". Quando la ricerca medica non si pone limiti di sorta,
"quando viene a svanire ogni riferimento etico e religioso, si provocano
cataclismi e catastrofi naturali che nessuno vorrebbe".
( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del
15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Chiudi Angela ha 38
anni, una bambina di sei e uno di quattro. Per 13 anni ha diviso la sua vita con
Gianguido. Poi le prime liti, le fughe da casa e la decisione di separarsi:
"E' stata dura scegliere questa strada - spiega - ma la cosa più dura è
affrontare tutto questo: il tribunale, gli avvocati, i bambini che ti fanno
domande". Sono quasi sei mesi che aspetta la prima udienza, e già ha avuto
due rinvii: "Tutto questo è snervante. Non fa bene a noi e tanto meno ai
figli. E' la terza volta che vengo qui in tribunale e non ce la faccio più. E
sono solo all'inizio". La storia di Angela è quella di tante moglie e
madri e di tanti mariti e papà. "Un divorzio è già pesante, se poi ci si mette di mezzo la burocrazia diventa drammatico", accusa Angela Attanasi mentre
l'avvocato le paventa la possibilità di un rinvio. Ma c'è anche chi ha deciso
di prendere con il sorriso giudici, avvocati e burocrazia, anche se prima ha sofferto molto: "Dopo un periodo
terribile abbiamo deciso di divorziare - dice Patrizia De Angelis, 41
anni - Per la separazione abbiamo fatto in fretta, ma ora sono passati due anni
da quando abbiamo fatto domanda di divorzio: così non si dà nemmeno la
possibilità alle persone di rifarsi una vita e un nuovo legame". "Per
fortuna che noi l'abbiamo presa sportivamente - scherza il marito Gianluca
Rosati - Ci siamo rassegnati alla burocrazia". G.
Man.
( da "Corriere del Veneto" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- TREVISO - sezione: PRIMAPAGINA - data: 2008-03-15 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE RAPPORTO SUL CAMBIAMENTO SOCIALE IL VENETO VA MA L'ITALIA? di
VITTORIO FILIPPI B ene il Veneto, in un paese che però va male: di conseguenza
va male anche il Veneto. E' questo il risultato, paradossale ma non troppo, che
suggerisce la lettura dell'ultimo Rapporto sul cambiamento sociale curato da
Luca Ricolfi ( Ostaggi dello Stato, Guerini e Associati, 2008). Certo, se il
lettore si ferma al solo Veneto e lo compara con le altre regioni italiane, il
quadro è (ancora) positivo. La ricchezza, cioè il Pil, crescerà nel 2008
dell'1,6 per cento, un dato superiore alla media nazionale tanto è vero che è
solo il Friuli a superarci. Anche la produttività del lavoro premia il
Triveneto, l'unica area d'Italia in cui cresce, e lo stesso vale per il tasso
di occupazione. Sul piano demografico e sociale la musica è simile: funziona la
ripresa della natalità in Veneto, certamente è dovuta alla maggior prolificità
delle immigrate, ma anche al fatto che quando le donne venete lavorano (e i
servizi all'infanzia aiutano le famiglie), cresce anche la fecondità. Bene
anche l'integrazione sociale degli stranieri: checché se ne dica, il Veneto -
si vedano i dati di pochi giorni fa del Cnel - è, dopo il Trentino, la regione
in cui vi è il massimo grado di inclusività degli immigrati. Infine la scuola:
secondo l'Ocse gli studenti veneti non se la cavano poi tanto male: sono terzi
in Italia per le scienze e la matematica, secondi per la lettura (nonostante la
persistenza del dialetto, si potrebbe aggiungere). Tuttavia il Veneto non è una
entità metafisica astratta, un'isola tanto felice quanto isolata, ma è parte di
un sistema paese. Anzi di un paese - come dice il Rapporto - che non fa proprio
sistema e che a quasi un secolo e mezzo dall'Unità d'Italia conosce fratture e
disarticolazioni crescenti tra aree territoriali, tra gruppi professionali, tra
classi sociali, tra i mille egoismi che rendono vuoti gli appelli all'interesse
collettivo e al bene comune. Lo Stato, che dovrebbe fare sintesi e mediazione,
è al tempo stesso troppo presente e troppo assente. E' troppo
presente quando soffoca con le tasse e la burocrazia onnipresente (ad esempio, quanto ci vuole per aprire
un'impresa?); è invece assente quando non garantisce la sicurezza, quando non
sa controllare i clandestini, la criminalità organizzata (che spadroneggia in
un quarto del territorio naziona-le), i lavori in nero e le tante, odiose
furbizie italiche. Siamo - come Veneto - dentro un paese che è in
declino dalla metà degli anni Novanta, che si sta allontanando dall'Europa che
conta e dove la politica appare un rito tanto rumoroso quanto inconcludente.
Essere tra i primi della classe (ammesso che sia così) è una virtù che servirà
a poco, anzi non ci salverà affatto da un paese sempre più litigioso e
sconnesso. Il mitico Nord Est rischia così di ridursi appunto a mito, a
nostalgia, a ricordo accorato di un tempo felice che già oggi sembra
irripetibile e unico.
( da "Corriere del Veneto" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- VENEZIA - sezione: PRIMAPAGINA - data: 2008-03-15 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE RAPPORTO SUL CAMBIAMENTO SOCIALE IL VENETO VA MA L'ITALIA? di
VITTORIO FILIPPI B ene il Veneto, in un paese che però va male: di conseguenza
va male anche il Veneto. E' questo il risultato, paradossale ma non troppo, che
suggerisce la lettura dell'ultimo Rapporto sul cambiamento sociale curato da
Luca Ricolfi ( Ostaggi dello Stato, Guerini e Associati, 2008). Certo, se il
lettore si ferma al solo Veneto e lo compara con le altre regioni italiane, il
quadro è (ancora) positivo. La ricchezza, cioè il Pil, crescerà nel 2008
dell'1,6 per cento, un dato superiore alla media nazionale tanto è vero che è
solo il Friuli a superarci. Anche la produttività del lavoro premia il
Triveneto, l'unica area d'Italia in cui cresce, e lo stesso vale per il tasso
di occupazione. Sul piano demografico e sociale la musica è simile: funziona la
ripresa della natalità in Veneto, certamente è dovuta alla maggior prolificità
delle immigrate, ma anche al fatto che quando le donne venete lavorano (e i
servizi all'infanzia aiutano le famiglie), cresce anche la fecondità. Bene
anche l'integrazione sociale degli stranieri: checché se ne dica, il Veneto -
si vedano i dati di pochi giorni fa del Cnel - è, dopo il Trentino, la regione
in cui vi è il massimo grado di inclusività degli immigrati. Infine la scuola:
secondo l'Ocse gli studenti veneti non se la cavano poi tanto male: sono terzi
in Italia per le scienze e la matematica, secondi per la lettura (nonostante la
persistenza del dialetto, si potrebbe aggiungere). Tuttavia il Veneto non è una
entità metafisica astratta, un'isola tanto felice quanto isolata, ma è parte di
un sistema paese. Anzi di un paese - come dice il Rapporto - che non fa proprio
sistema e che a quasi un secolo e mezzo dall'Unità d'Italia conosce fratture e
disarticolazioni crescenti tra aree territoriali, tra gruppi professionali, tra
classi sociali, tra i mille egoismi che rendono vuoti gli appelli all'interesse
collettivo e al bene comune. Lo Stato, che dovrebbe fare sintesi e mediazione,
è al tempo stesso troppo presente e troppo assente. E' troppo
presente quando soffoca con le tasse e la burocrazia onnipresente (ad esempio, quanto ci vuole per aprire
un'impresa?); è invece assente quando non garantisce la sicurezza, quando non
sa controllare i clandestini, la criminalità organizzata (che spadroneggia in
un quarto del territorio naziona-le), i lavori in nero e le tante, odiose
furbizie italiche. Siamo - come Veneto - dentro un paese che è in
declino dalla metà degli anni Novanta, che si sta allontanando dall'Europa che
conta e dove la politica appare un rito tanto rumoroso quanto inconcludente.
Essere tra i primi della classe (ammesso che sia così) è una virtù che servirà
a poco, anzi non ci salverà affatto da un paese sempre più litigioso e
sconnesso. Il mitico Nord Est rischia così di ridursi appunto a mito, a
nostalgia, a ricordo accorato di un tempo felice che già oggi sembra
irripetibile e unico.
( da "Corriere del Veneto" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- PADOVA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-03-15 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE "Bossi ha garantito: ci sarà un ministro veneto" Gobbo replica
a Maroni: non è lui il segretario della Lega. D'accordo anche Berlusconi PADOVA
- Ce lo danno, non ce lo danno (parte seconda)? Certo che ce lo danno, il
ministro veneto. Garantisce Umberto Bossi, sia pure per interposta persona,
alla vigilia del suo ritorno nel Veneto per la campagna elettorale: il leader
del Carroccio sarà domani sera a Vicenza, curiosamente nello stesso luogo che è
stato teatro martedì del bagno di folla per Walter Veltroni (auditorium
Canneti, ore 19). Dunque, un ministro per il povero Veneto bistrattato. I
colonnelli leghisti non avevano mai parlato così tanto, in rapida successione.
Mercoledì Roberto Calderoli: "è nella speranza di tutti che ci sia un
ministro veneto, ma se questo avverrà (caro Veltroni, ndr) sarà per merito della
Lega e di Umberto Bossi". Giovedì Roberto Maroni, di diverso avviso:
"Il Nord Est (sempre caro Veltroni, ndr) non chiede ministri ma riforme.
Vuole federalismo, sicurezza, infrastrutture. Che poi queste cose le porti
avanti un ministro lombardo, veneto o piemontese, importa poco, purché le
faccia". Venerdì Gian Paolo Gobbo, segretario nazionale della Lega veneta,
lapidario: "Bossi mi ha garantito (caro Maroni questa volta, ndr) che nel
prossimo governo ci saranno ministri veneti. E Maroni non è il segretario della
Lega". Un crescendo davvero insolito per le abitudini leghiste. Perciò la
domanda è: il Carroccio ci crede veramente - un ministro leghista del Veneto è
una specie che finora non si è mai vista nella politica italiana - oppure sta
alzando il prezzo per portare a casa qualcos'altro? L'ipotesi di minima, nel
secondo caso, è che scattino le classiche poltrone di consolazione (qualche
sottosegretario in più, magari un viceministro). L'obiettivo grosso, invece,
potrebbe essere la presidenza della Regione: una partita a scacchi con gli
alleati del Pdl che è già in corso sul versante lombardo. Comunque sia, il
panorama è completo: chiunque riesca a vincere le elezioni, ha già garantito -
a parole - una bella poltrona ministeriale al Veneto o, male che vada, al Nord
Est. Lo ha fatto solennemente Veltroni, si è aggiunto a distanza Berlusconi
("Il Pdl non ha nessuna intenzione - ha dichiarato il leader del
centrodestra all'agenzia Dire - di escludere una zona così importante dalla
rappresentanza di governo "), ha ribadito ora Bossi. Non serviva altro per
scatenare un gigantesco gioco del toto-candidato, con siparietti anche comici.
Paolo Giaretta, segretario regionale del Pd, ha dichiarato che vedrebbe
benissimo Flavio Zanonato, sindaco di Padova, come ministro dei Lavori
pubblici. Il governatore Giancarlo Galan lo ha schernito: "Che Veltroni
prometta, in stile sudamericano, di nominare ministri veneti, lo posso capire.
Ma questa di Giaretta e Zanonato è una barzelletta: e Renato Chisso
(l'assessore regionale alla Mobilità, ndr) cosa dovremmo nominarlo allora,
forse ministro dei Lavori Pubblici e dei Trasporti dell'Unione Europea?".
Andrea Martella, coordinatore del Partito democratico per il Nord Italia, cerca
di riportare la discussione a un punto fermo: "Non facciamo gare al
ribasso sui possibili candidati, quello che ha preso Veltroni è un impegno di
assoluto rilievo verso il Nord Est del Paese. E non si tratta soltanto -
precisa Martella - di promettere un ruolo o una poltrona. L'impegno
di Walter è per una serie di politiche in sintonia con le esigenze e la cultura
del fare tipica del Veneto: federalismo, infrastrutture, sicurezza, fisco più
equo, burocrazia più
leggera. Dei nomi discuteremo al momento debito". Alessandro Zuin.
( da "Corriere del Veneto" del 15-03-2008)
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Corriere del Veneto -
VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-03-15 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE "Bossi ha garantito: ci sarà un ministro veneto" Gobbo
replica a Maroni: non è lui il segretario della Lega. D'accordo anche
Berlusconi PADOVA - Ce lo danno, non ce lo danno (parte seconda)? Certo che ce
lo danno, il ministro veneto. Garantisce Umberto Bossi, sia pure per interposta
persona, alla vigilia del suo ritorno nel Veneto per la campagna elettorale: il
leader del Carroccio sarà domani sera a Vicenza, curiosamente nello stesso
luogo che è stato teatro martedì del bagno di folla per Walter Veltroni
(auditorium Canneti, ore 19). Dunque, un ministro per il povero Veneto
bistrattato. I colonnelli leghisti non avevano mai parlato così tanto, in
rapida successione. Mercoledì Roberto Calderoli: "è nella speranza di
tutti che ci sia un ministro veneto, ma se questo avverrà (caro Veltroni, ndr)
sarà per merito della Lega e di Umberto Bossi". Giovedì Roberto Maroni, di
diverso avviso: "Il Nord Est (sempre caro Veltroni, ndr) non chiede
ministri ma riforme. Vuole federalismo, sicurezza, infrastrutture. Che poi
queste cose le porti avanti un ministro lombardo, veneto o piemontese, importa
poco, purché le faccia". Venerdì Gian Paolo Gobbo, segretario nazionale
della Lega veneta, lapidario: "Bossi mi ha garantito (caro Maroni questa
volta, ndr) che nel prossimo governo ci saranno ministri veneti. E Maroni non è
il segretario della Lega". Un crescendo davvero insolito per le abitudini
leghiste. Perciò la domanda è: il Carroccio ci crede veramente - un ministro
leghista del Veneto è una specie che finora non si è mai vista nella politica
italiana - oppure sta alzando il prezzo per portare a casa qualcos'altro?
L'ipotesi di minima, nel secondo caso, è che scattino le classiche poltrone di
consolazione (qualche sottosegretario in più, magari un viceministro).
L'obiettivo grosso, invece, potrebbe essere la presidenza della Regione: una
partita a scacchi con gli alleati del Pdl che è già in corso sul versante
lombardo. Comunque sia, il panorama è completo: chiunque riesca a vincere le
elezioni, ha già garantito - a parole - una bella poltrona ministeriale al
Veneto o, male che vada, al Nord Est. Lo ha fatto solennemente Veltroni, si è
aggiunto a distanza Berlusconi ("Il Pdl non ha nessuna intenzione - ha
dichiarato il leader del centrodestra all'agenzia Dire - di escludere una zona
così importante dalla rappresentanza di governo "), ha ribadito ora Bossi.
Non serviva altro per scatenare un gigantesco gioco del toto-candidato, con
siparietti anche comici. Paolo Giaretta, segretario regionale del Pd, ha
dichiarato che vedrebbe benissimo Flavio Zanonato, sindaco di Padova, come
ministro dei Lavori pubblici. Il governatore Giancarlo Galan lo ha schernito:
"Che Veltroni prometta, in stile sudamericano, di nominare ministri
veneti, lo posso capire. Ma questa di Giaretta e Zanonato è una barzelletta: e
Renato Chisso (l'assessore regionale alla Mobilità, ndr) cosa dovremmo
nominarlo allora, forse ministro dei Lavori Pubblici e dei Trasporti dell'Unione
Europea?". Andrea Martella, coordinatore del Partito democratico per il
Nord Italia, cerca di riportare la discussione a un punto fermo: "Non
facciamo gare al ribasso sui possibili candidati, quello che ha preso Veltroni
è un impegno di assoluto rilievo verso il Nord Est del Paese. E non si tratta
soltanto - precisa Martella - di promettere un ruolo o una poltrona. L'impegno di Walter è per una serie di politiche in sintonia con
le esigenze e la cultura del fare tipica del Veneto: federalismo, infrastrutture,
sicurezza, fisco più equo, burocrazia più leggera. Dei nomi discuteremo al momento debito".
Alessandro Zuin.
( da "Panorama.it" del 15-03-2008)
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Economia -
http://blog.panorama.it/economia - A che serve Confindustria? Posted By Renzo
Rosati On 15/3/2008 @ 9:02 In Apertura#1 | No Comments Tra i primi dossier che
Emma Marcegaglia studierà con attenzione, nel nuovo ufficio di presidente della
Confindustria al settimo piano del palazzo di viale dell'Astronomia, c'è un
sondaggio interno fresco di stampa (gennaio 2008) commissionato alla Ipsos
public affairs. Obiettivo: conoscere l'opinione che le maggiori multinazionali
presenti in Italia hanno dell'organizzazione. Ebbene, vi si leggono giudizi
come questi: "Non dà sufficienti risposte ai nostri problemi";
"C'è provincialismo e chiusura rispetto alle esigenze di una
multinazionale"; "Se vogliamo incoraggiare gli investimenti esteri in
Italia dobbiamo sfruttare in modo diverso l'operato della Confindustria".
Umori non proprio teneri da parte di manager forse poco noti al grande pubblico
ma che rappresentano il top dell'industria mondiale: Dario Rinero, presidente e
amministratore delegato della Coca-Cola Italia; Giuseppe Recchi, presidente
della General Electric; Stanis Boubéee de Gramont, presidente e amministratore
delegato della Danone; Sami Kahale, amministratore delegato della Procter &
Gamble, e molti altri. Sulle 60 aziende sentite dalla Ipsos, 57 sono associate
alla Confindustria ma solo il 25 per cento definisce "costante" la
partecipazione alla vita associativa. Il resto, "scarsa", "non
costante" o "nulla". E c'è chi, avendo stabilimenti in varie
regioni, lamenta: "La situazione è grottesca, paghiamo per 17 associazioni
territoriali senza ricevere niente in cambio: spenderemmo anche di più, ma per
un servizio adeguato". Insomma, chi è abituato a competere ai quattro
angoli del mondo vede la Confindustria come un sindacatone non molto diverso
dalle sue controparti dei dipendenti come la Cgil, la Cisl e la Uil e, sotto
sotto, afflitto dagli stessi vizi che addebitano al sistema Italia:
nell'ordine, "burocrazia", "costo del lavoro", "sistema giuridico e
legislativo molto complesso". Ma è interessante paragonare la pragmatica
opinione delle multinazionali con quella degli associati italiani alla
Confindustria: anche in questo caso viale dell'Astronomia si è rivolta alla
Ipsos, ricavandone giudizi soddisfatti. Gli associati hanno nella
Confindustria più fiducia che in qualsiasi altra istituzione, più di
(nell'ordine) Chiesa, Commissione europea e Banca d'Italia; anche se le
attribuiscono meno potere rispetto ai partiti (verso i quali, come per i
sindacati, la fiducia è minima), alle banche, a Bankitalia, alla stampa e alla
magistratura. Rispetto "a 5-6 anni fa" considerano l'organizzazione
"più aperta", "meno conflittuale", "più
credibile" "più forte" e "più ascoltata". Il punto
critico resta però lo stesso: solo il 45 per cento la ritiene "più vicina
ai suoi bisogni", e c'è un 33 che la vede "più lontana". La
domanda chiave è: "Per lei è un bene se la Confindustria si occupa non
solo dei problemi strettamente industriali, ma dei maggiori problemi della
realtà italiana?". Risponde "Sì, è un bene per l'Italia" il 76
per cento degli associati. Lo stesso quesito posto a un campione
rappresentativo della popolazione ottiene il 69 per cento, una quota nettamente
inferiore. Conclusioni? Agli industriali, più che agli italiani, la Confindustria
piace sindacalizzata e molto dedita alla concertazione a tutto campo con
governo e confederazioni. Sembrano lontani gli anni di Achille Maramotti, il
fondatore della Max Mara, che fino alla sua scomparsa tenne l'azienda fuori
dalla Confindustria "per non avere a che fare con i rituali
sindacali". Oggi, con il successore Luigi Maramotti, la Max Mara è
regolarmente iscritta all'Assindustria di Reggio Emilia, una delle 103
associazioni territoriali che assieme alle 18 Confindustrie regionali, 100
associazioni di categoria, 18 federazioni di settore e 14 soci aggregati
(totale: 253 sigle) costituiscono il gigantesco network confindustriale. Una
rete capillare perfino più dei sindacati, che paga circa 470 milioni di euro di
contributi l'anno; dei quali (in base al bilancio interno
( da "Tempo, Il" del 15-03-2008)
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Stampa Il risvolto
così non si combatte lo smog I provvedimenti per il contenimento
dell'inquinamento nel capoluogo sono diventati un'autentica barzelletta perché manca
poco che le deroghe superino i divieti. L'ultima ordinanza, poi, è un
condensato di rinvii: martedì 18 potranno circolare anche i mezzi più
inquinanti e così il successivo giovedì. Siamo nella "settimana di
Pasqua" (ma non potevano pensarci prima, come per il mercato del giovedì
mattina?, misteri della farraginosa burocrazia comunale e di amministratori
disattenti) ed in quanto "in questo periodo stagionale si registra un calo
dei livelli d'inquinamento atomosferico, in particolare delle polveri sottili,
rispetto ai valori registrati nei mesi scorsi e le condizioni meteoclimatiche
di questi ultimi giorni lasciano prevedere comunque il contenimento dei
valori". Sarà vero considerato che, come ha attestato l'ultima
indagine di Legambiente, Frosinone "città di piccola dimensione, rischia
di superare una città come Torino e di conquistare il primo posto assoluto tra
i 72 capoluoghi per inquinamento da Pm10"? L'ordinanza comunale del 12
marzo ha rinviato pure la "domenica ecologica" del 30 marzo al 6
aprile (9.30-13.30/15.00-19.00) stabilendo anche una misura di... ferro: il
blocco totale del traffico, cioé non possono circolare neanche le Euro 4 (come
invece stabilito precedentemente), perché quel giorno sono previste in città
alcune manifestazioni sportive. Per concludere, lo smog nel capoluogo non si
combatte con questi pannicelli caldi. Quest'anno, poi, bisogna aggiungere che
sono stati veramente ridicoli. OREDROB:#SERLUC@%@.
( da "Corriere Adriatico" del 15-03-2008)
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In 20 punti le
proposte al prossimo governo. Nel mirino di Sangalli la spesa pubblica CERNOBBIO
- Il rischio recessione è alle porte, lo stop dei consumi è sotto gli occhi del
Paese e lo choc del reddito pro capite quasi fanalino di coda in Ue hanno
colpito duro nella platea di Confcommercio riunita a Cernobbio per gli annuali
lavori. "Nel 2008 per ben che vada - ha detto il presidente Carlo Sangalli
- la crescita, il Pil, sarà largamente inferiore all'1% e prossima allo 0,7%
(così sancisce il centro studi dell'associazione diversamente dallo 0,9%
previsto in precedenza), ma nello scenario peggiore e non irrealistico di una
caduta degli investimenti questo indicatore potrebbe addirittura tradursi in
una crescita accompagnata dal segno meno: -0,2%. E saremmo in recessione".
Intanto l'inflazione cresce, è stata del 2,9% a febbraio, raggiungerà il 3,1%
ad aprile per poi ridiscendere lentamente al 2,4% a dicembre, sempre secondo il
centro studi Confcommercio. Insomma, un'inflazione reale al 3% ma, allertano i
ricercatori, la percezione della gente è al 25%. Una percezione che blocca
chiaramente i consumi. "Da tempo era chiaro - ha detto Sangalli - che la
ripresina dell'economia italiana sviluppatasi tra 2006 e 2007 sull'aggancio
dell'export al ciclo internazionale era in forte rallentamento". Oggi
avvertiamo segnali di rallentamento, "scricchiolii" dell'economia
Usa. Ma non ci sono scorciatoie, occorre, secondo Confcommercio, tornare a
rilanciare una crescita "più robusta e di migliore qualità, risanando la
finanza pubblica, riducendo - e qui ha dettato un decalogo di venti tesi per il
prossimo governo - la spesa corrente primaria di 5 punti di pil e al contempo
di 5 punti l'aliquota Irpef per restituire respiro ai consumi.
Contemporaneamente è necessario a suo giudizio mettere in campo una politica
per i servizi che garantiscano incrementi significativi di produttività e
occupazione. "Non è un libro dei sogni - ha detto il presidente di
Confcommercio - perchè le inefficienze e gli sprechi della struttura della
spesa pubblica vengono stimati oggi proprio nell'ordine di 5 punti di pil,
70,75 miliardi l'anno". Tra le venti tesi anche la richiesta alla prossima
legislatura "che deve essere costituente", l'istituzione di un
dipartimento per le piccole e medie imprese presso la presidenza del Consiglio.
Questo unitamente alle altre tesi come le liberalizzazioni che valgono secondo
Confcommercio un punto e mezzo di pil, la riduzione della burocrazia (un quarto di punto pil),
l'efficientamento di infrastrutture, trasporti e logistica (3 punti di pil).
"Chiediamo che nell'arco dei primi cento giorni la tassazione secca di
straordinari e incentivi sia portata al 10%, il ripristino della piena
agibilità del lavoro intermittente, la liberalizzazione dei servizi pubblici
locali". Le importazioni di beni e servizi, in primo luogo a causa
del dollaro debole, dovrebbero nell'anno in corso subire un incremento del
2,1%, mentre gli investimenti fissi lordi, "a patto che la politica - ha
spiegato un esperto dell'associazione - faccia il suo dovere nel tenere sotto
controllo la spesa pubblica", dovrebbero flettere dall'1,2% del 2007 allo
0,9% del 2008. Questo per poi ripartire fino all'1,4% nel
( da "Corriere Adriatico" del 15-03-2008)
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La prima ad arrivareè
quella del Pd. Poia ruota Impegno per P.S.Elpidio e il Partito Socialista. La
responsabile dell'ufficio elettorale ultragettonata per le informazioniFino
alle 20 di ierisera grande via vai Presentate solo tre liste, oggi sarà una
bolgia Nei corridoi si fuma in barba al divieto. Tutti alle
prese con le ultime formalità PORTO SANT'ELPIDIO Anime in pena nel mare della burocrazia e degli incartamenti. Una
giornata di corsa, firme, carte da contare, ricontare e vidimare, quella di
ieri, per i candidati sindaci e i loro schieramenti. Un venerdì che si chiude
con tre sole liste presentate, quando suonano le 20. Partito
democratico, quello del sindaco Mario Andrenacci, che arriva per primo. A ruota
la lista civica Impegno per Porto Sant'Elpidio di Giuseppe Concetti. Terza ed
ultima di giornata, intorno alle 19, quella del Partito socialista del
presidente del consiglio comunale Vitaliano Romitelli. Per le altre
( da "Libertà" del 15-03-2008)
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37 NECROLOGIE sabato
15 marzo 2008 Verso le elezioni Della famiglia si ricordano solo in campagna
elettorale SAMUELE MAROCCHI Finalmente il Paese ha capito che le ammucchiate
solo per vincere le elezioni non servono, ma servono solo alle tasche dei
politici. È gia difficile governare con una sola filosofia di vita, perché poi
arrivano le correnti, figuriamoci se si può con tre o cinque o più partiti
nella stessa coalizione. È ora di convincerci che il partito di maggioranza
relativa abbia il 55% dei seggi. Solo così sapremo a chi dar la colpa se le
cose non funzionano, altrimenti si rimpallano le responsabilità, nella
confusione più generale. Ho sentito alcuni giornalisti lamentarsi perché i
partiti mettono troppa attenzione nella scelta dei candidati e poco ai
programmi, penso che sia giusta invece l'attenzione anche per la scelta dei
candidati, perché se si è scelta la strada della chiarezza contro il non senso
delle coalizioni, a che servirebbe se poi si tira dentro gli uomini degli altri
partiti? Allora siamo ancora punto e a capo. Ed è questo purtroppo quello che
sta succedendo. Deve governare una sola filosofia di vita, solo così il
cittadino potrà capire chi serve, o ha servito meglio il Paese. Nell'immediato
lo potrà intuire anche dai programmi; attraverso gli uomini e le loro azioni ci
aiutano a capire chi dà più libertà; chi sono i veri laici, o solo laicisti
dogmatici che si camuffano da laici, ma poi si tradiscono cercando di
stabilirci chi ha diritto di parlare e chi no! Questi li conosciamo già bene da
almeno trent'anni, non da due giorni, essi combattono la famiglia e la vita,
solo perché la odiano senza una ragione, altrimenti la famiglia non sarebbe
ridotta così alla fame, se non ci fosse questo odio viscerale. Senza odio non
si farebbe pagare alla famiglia numerosa tutti i servizi il doppio per unità di
quello che lo paga il singolo: acqua, gas ed energia elettrica. Essa viene
castigata con la scusa di essere sprecona, anche se pro-capite consuma la metà.
La cosa che più colpisce in questa faccenda è che quasi nessun politico, nessun
sindacato, nessun giudice denuncia alla corte Costituzionale queste gravissime
iniquità, anzi. E quando parlo di servizi parlo di cose essenziali "di
prima necessità" come il pane, però il fornaio non si sogna di farglielo
pagare il doppio, perché con la famiglia numerosa fa già ottimi affari; se mai
gli farà lo sconto. Da che mondo è mondo la famiglia numerosa gode di un occhio
di riguardo, o addirittura di assegni familiari congrui di De Gasperi, non castigandola
con i prezzi raddoppiati. I laicisti Bertinotti e Pannella li avete mai
sentiti, almeno una volta, gridare contro queste iniquità? Qualcuno dirà: ma
come possono, le hanno volute loro. Il fine del parlamentare e dello Stato non
è di perseguitare la famiglia, ma di soccorrere i più bisognosi. Addirittura
qui si tratta di restituirle il maltolto. Si chiede equità, signori candidati,
non la luna. Perché queste sono iniquità talmente palesi che è impossibile non
vederle. La famiglia è da trent'anni nel mirino dei radicali di sinistra,
addirittura hanno provocato una sentenza "costituzionale", la n.173
del 1976 che privilegia il singolo a scapito della famiglia numerosa come unità
patrimoniale cumulativa dei coniugi. Equità direbbe di suddividere il reddito
familiare tra tutti i componenti, poi, tassare ognuno secondo il reddito
individuale. La cosa che più colpisce è, che tutto questo nessuno lo denuncia,
è tutto normale! Scusate, quando si ricorda lo fa Casini, però anche lui ha la
memoria un po' corta. Però bisogna dire, che prima delle elezioni in tutti i
programmi, degli ultimi vent'anni, c'è la voce "aiuti alla famiglia",
ma è talmente generico che alla fine, se va bene, rimediano una elemosina di
cento euro a fronte di una svalutazione di almeno tre volte. Prodi aveva
promesso 2/3 del tesoretto, ma poi il tesoretto è sparito! Poi le sparate nei
programmi sono patetiche; nessuno dice dove trovano i soldi per realizzarle:
anche se si possono trovare dimezzando la spesa della politica, stando sui parametri
europei. Rendendo più difficile la vita agli evasori e ai paradisi fiscali.
Logica direbbe: prima si trovano i soldi, e poi dove si mettono. Penso che si
potrebbe setacciare bene tutte le spese e tagliare tutte quelle che non hanno
dato risultati, sia nella politica, sia nella sanità, sia nella scuola, sia
nella giustizia, sia nella burocrazia. Negli ultimi dieci anni la spesa sanitaria è raddoppiata,
domando: qualcuno ha visto miglioramenti? Abbiamo visto che ci sono in ognuno
di questi settori zone d'ombra che producono voragini di capitali enormi.
Mancano posti letto, ma poi vediamo ospedali abbandonati con attrezzature nuove
a disposizione dei vandali, i tempi per le prestazioni si allungano.
Mancano carceri, la scuola è in crisi. © LIBERTA' © 1996 - 2007 Libertà On Line
- Tutti i diritti sono riservati Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA
01447930338.
( da "Asca" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
(ASCA) - Cernobbio,
15 mar - ''Da molti anni l'Italia non conosce una stagione riformista, il paese
ha perso l'ambizione del disegno riformista dopo l'ingresso nell'euro''. Walter
Veltroni, al convegno di Confcommercio di Cernobbio, ripete che la scelta del
Pd di andare da solo alle elezioni e' per rilanciare l'ambizione di un disrgno
riformista perche' l'Italia e' ferma, ''la macchina non parte perche' il
sistema e' pesante. C'e' una invadenza della politica, ci sono segnali di
dittatura delle minoranze. Rompere tutto questo e' il nostro obiettivo''.
Veltroni ribadisce anche la necessita' di cambiare la mentalita' del paese.
''Dobbiamo fare un paese semplice, per il fisco la burocrazie e la politica''.
did/rf.
( da "Brescia Oggi" del 15-03-2008)
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TERZIARIO. Un
decalogo per suggerire al futuro governo la strada del rilancio economico
Allarme Confcommercio "La recessione è vicina" Pil a rischio di
azzeramento e inflazione che va di corsa con ovvi riflessi sui consumi:
Sangalli spaventa il settore CERNOBBIO (Como) Il rischio recessione è
alle porte, lo stop dei consumi è sotto gli occhi del Paese e lo choc del
reddito pro capite quasi fanalino di coda in Ue hanno colpito duro nella platea
di Confcommercio riunita a Cernobbio per gli annuali lavori. "Nel 2008 per
ben che vada", ha dichiarato il presidente Carlo Sangalli, "la
crescita, il prodotto interno lordo, sarà largamente inferiore all'1% e
prossima allo 0,7% (così sancisce il centro studi dell'associazione
differentemente dallo 0,9% previsto in precedenza), ma nello scenario peggiore
e non irrealistico di una caduta degli investimenti questo indicatore potrebbe
tradursi addirittura in una crescita accompagnata dal segno meno: il -0,2%. E a
quel punto saremmo in recessione". CATTIVE PERCEZIONI. Intanto
l'inflazione cresce, è stata del 2,9% a febbraio, raggiungerà il 3,1% ad aprile
per poi ridiscendere lentamente al 2,4% a dicembre, sempre secondo il centro
studi Confcommercio. Insomma, un'inflazione reale al 3% ma, allertano i
ricercatori, la percezione della gente è al 25%. Una percezione che blocca
chiaramente i consumi. "Da tempo era chiaro", ha precisato ancora
Sangalli, "che la ripresina dell'economia italiana sviluppatasi tra 2006 e
2007 sull'aggancio dell'export al ciclo internazionale era in forte rallentamento".
Oggi avvertiamo segnali di rallentamento "scricchiolii" dell'economia
Usa. Ma non ci sono scorciatoie. Perché occorre, secondo Confcommercio, tornare
a rilanciare una crescita "più robusta e di migliore qualità, risanando la
finanza pubblica, riducendo - e qui ha dettato un decalogo di venti tesi per il
prossimo governo - la spesa corrente primaria di 5 punti di Pil e al contempo
di 5 punti l'aliquota Irpef per restituire adeguato respiro ai consumi.
POLITICA PER I SERVIZI. Contemporaneamente è necessario a suo giudizio mettere
in campo una politica per i servizi che garantiscano incrementi significativi
di produttività e occupazione. "Non è un libro dei sogni", ha detto
il presidente di Confcommercio, "perchè le inefficienze e gli sprechi
della struttura della spesa pubblica vengono stimati oggi proprio nell'ordine
di 5 punti di pil, 70,75 miliardi l'anno". Tra le venti tesi anche la
richiesta alla prossima legislatura "che deve essere costituente",
l'istituzione di un dipartimento per le pmi presso la presidenza del Consiglio.
Questo unitamente alle altre tesi come le liberalizzazioni che valgono secondo
Confcommercio un punto e mezzo di Pil, la riduzione della burocrazia (un quarto di punto Pil),
l'efficientamento di infrastrutture, trasporti e logistica (3 punti). TASSE. E
"chiediamo che nell'arco dei primi cento giorni la tassazione secca di
straordinari e incentivi sia portata al 10%, il ripristino della piena
agibilità del lavoro intermittente, la liberalizzazione dei servizi pubblici
locali".
( da "Arena.it, L'" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
La tensione
sui prezzi del petrolio, ormai fuori controllo, sta procurando effetti
disastrosi a catena in tutti i settori dalle aziende ai singoli cittadini
Purtroppo il primo ad essere penalizzato è il settore del trasporto che subisce
in tempo reale aumenti di costi tali che minano la sopravvivenza delle aziende,
basti pensare che il solo costo dei carburanti incide mediamente del 35 per
cento sui costi delle imprese. È un Sos rivolto alle istituzioni e al mondo
industriale che, anche solamente per proprio interesse, dovrebbe intervenire a
dar man forte al settore. Mi spiego. In Italia il costo della logistica e dei
trasporti è mediamente superiore a quello di altri stati europei e questo non
solo per responsabilità degli operatori del settore, che - va detto a chiare
lettere - hanno le loro responsabilità, ma che scontano una situazione
insostenibile. L'autostrasporto merci è schiacciato da
infrastrutture obsolete, una burocrazia "bizantina" e da un proliferare di normative a getto
continuo che spesso sono conseguenza di fatti di cronaca e non solo non vanno nella
direzione di creare legalità e sicurezza, ma contribuiscono a creare abusivismo
ed incertezza. A tutto ciò si aggiungono alcune associazioni di
trasporto che, frammentate e spesso politicamente "orientate", fanno
i propri interessi corporativi e non quello dei trasportatori. Di
"concreto" ci sono, invece, tante belle chiacchiere e fermi
pretestuosi che hanno l'unico effetto di essere dannosi sia per la collettività
che, soprattutto, per le stesse imprese di trasporto. È ora di dire basta, di
dare una svolta. Ad esempio sono anni che si discute di "gasolio
professionale", non elemosina elargita ai bisognosi, ma gasolio a prezzo
opportunamente calmierato da semplici meccanismi che permetta alle aziende di
trasporto di poter offrire i propri servizi con costi controllati. Questo
permetterebbe agli imprenditori del trasporto di fare dei programmi di crescita
per potersi posizionare sul mercato in maniera strutturata offrendo servizi a
costi competitivi. Faccio presente che il comparto, solo nella provincia di
Verona, dà occupazione direttamente a migliaia di lavoratori fra conducenti di
automezzi, personale impiegatizio e personale di officine interne alle aziende
oltre a tutto l'indotto creato che anch'esso dà sostentamento a moltissime
famiglie. Un sistema dei trasporti che funziona è un bene comune che va
tutelato che porta vantaggi al mondo produttivo e conseguentemente a tutti i
cittadini in termini di costi dei prodotti e soprattutto in generale in termini
di sicurezza stradale. .
( da "Arena.it, L'" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
TERZIARIO. Un
decalogo per suggerire al futuro governo la strada del rilancio economico
Allarme Confcommercio "La recessione è vicina" Pil a rischio di
azzeramento e inflazione che va di corsa con ovvi riflessi sui consumi:
Sangalli spaventa il settore CERNOBBIO (Como) Il rischio recessione è
alle porte, lo stop dei consumi è sotto gli occhi del Paese e lo choc del
reddito pro capite quasi fanalino di coda in Ue hanno colpito duro nella platea
di Confcommercio riunita a Cernobbio per gli annuali lavori. "Nel 2008 per
ben che vada", ha dichiarato il presidente Carlo Sangalli, "la crescita,
il prodotto interno lordo, sarà largamente inferiore all'1% e prossima allo
0,7% (così sancisce il centro studi dell'associazione differentemente dallo
0,9% previsto in precedenza), ma nello scenario peggiore e non irrealistico di
una caduta degli investimenti questo indicatore potrebbe tradursi addirittura
in una crescita accompagnata dal segno meno: il -0,2%. E a quel punto saremmo
in recessione". CATTIVE PERCEZIONI. Intanto l'inflazione cresce, è stata
del 2,9% a febbraio, raggiungerà il 3,1% ad aprile per poi ridiscendere
lentamente al 2,4% a dicembre, sempre secondo il centro studi Confcommercio.
Insomma, un'inflazione reale al 3% ma, allertano i ricercatori, la percezione
della gente è al 25%. Una percezione che blocca chiaramente i consumi. "Da
tempo era chiaro", ha precisato ancora Sangalli, "che la ripresina
dell'economia italiana sviluppatasi tra 2006 e 2007 sull'aggancio dell'export
al ciclo internazionale era in forte rallentamento". Oggi avvertiamo
segnali di rallentamento "scricchiolii" dell'economia Usa. Ma non ci
sono scorciatoie. Perché occorre, secondo Confcommercio, tornare a rilanciare
una crescita "più robusta e di migliore qualità, risanando la finanza
pubblica, riducendo - e qui ha dettato un decalogo di venti tesi per il prossimo
governo - la spesa corrente primaria di 5 punti di Pil e al contempo di 5 punti
l'aliquota Irpef per restituire adeguato respiro ai consumi. POLITICA PER I
SERVIZI. Contemporaneamente è necessario a suo giudizio mettere in campo una
politica per i servizi che garantiscano incrementi significativi di
produttività e occupazione. "Non è un libro dei sogni", ha detto il
presidente di Confcommercio, "perchè le inefficienze e gli sprechi della
struttura della spesa pubblica vengono stimati oggi proprio nell'ordine di 5
punti di pil, 70,75 miliardi l'anno". Tra le venti tesi anche la richiesta
alla prossima legislatura "che deve essere costituente",
l'istituzione di un dipartimento per le pmi presso la presidenza del Consiglio.
Questo unitamente alle altre tesi come le liberalizzazioni che valgono secondo
Confcommercio un punto e mezzo di Pil, la riduzione della burocrazia (un quarto di punto Pil),
l'efficientamento di infrastrutture, trasporti e logistica (3 punti). TASSE. E
"chiediamo che nell'arco dei primi cento giorni la tassazione secca di
straordinari e incentivi sia portata al 10%, il ripristino della piena
agibilità del lavoro intermittente, la liberalizzazione dei servizi pubblici
locali". .
( da "Virgilio Notizie" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
15-03-2008 12:15
(ASCA) - Cernobbio, 15 mar - ''Da molti anni l'Italia non conosce una stagione
riformista, il paese ha perso l'ambizione del disegno riformista dopo
l'ingresso nell'euro''. Walter Veltroni, al convegno di Confcommercio di
Cernobbio, ripete che la scelta del Pd di andare da solo alle elezioni e' per
rilanciare l'ambizione di un disrgno riformista perche' l'Italia e' ferma, ''la
macchina non parte perche' il sistema e' pesante. C'e' una invadenza della
politica, ci sono segnali di dittatura delle minoranze. Rompere tutto questo e'
il nostro obiettivo''. Veltroni ribadisce anche la necessita' di cambiare la
mentalita' del paese. ''Dobbiamo fare un paese semplice, per il fisco la
burocrazie e la politica''.
( da "Targatocn.it" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nell'ambito della
campagna elettorale in vista delle elezioni politiche del 13 e 14 aprile, oggi
il Ministro al Lavoro Cesare Damiano ha fatto tappa a Saluzzo, invitato dalla
sezione saluzzese del Partito Democratico. Damiano - tra l'altro cuneese di
nascita - è arrivato intorno alle 9 nell'apposito gazebo allestito in piazza
Cavour, in pieno mercato settimanale. Dopo il saluto del Sindaco e del
Coordinamento del Circolo, il Ministro ha risposto alle domande di giornalisti,
rappresentanze di lavoratori, scuole, delegazione di Giovani Coldiretti e
simpatizzanti. Tra gli argomenti più dibattuti, il precariato giovanile -
"Per la prima volta - ha detto Damiano - la generazione dei giovani si
trova in una realtà in cui non esiste più la sicurezza di poter stare meglio
dei propri genitori" -, la crisi in cui versano numerose industrie e le
alleanze elettorali. Dopo aver argomentato alcuni dei principali punti su cui verte
la campagna elettorale del Pd - raddoppiare posti negli asili nido nei prossimi
5 anni; costruire 700mila case da affittare da
( da "Gazzettino, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
LA RIPOSTA POLITICA Da
Fini a Fassino: aiuti ai giovani, alle donne e alle famiglie CernobbioNOSTRO
INVIATOTutti sono d'accordo con Confcommercio. O quasi. Anzi no. La campagna
elettorale in corso non può mettere in primo piano il presidente Carlo Sangalli
e le sue decine di migliaia di associati. Nemmeno al forum di Cernobbio su
"I protagonisti del mercato e gli scenari per gli anni 2000" dove
Confcommercio fa proprio quello che devono fare le associazioni che hanno anche
"ruolo politico". Proporre ricette e soluzioni. E vedere che risposte
danno quelli della politica.Proprio in questo momento però tutti i politici
sono costretti a fare gli allenatori di una squadra che vorrebbero vincente ma
che non ha ancora tanta voglia di mostrare agli attori spettatori delle
categorie. Così a fare la cornice di riferimento descrivendo la reale
situazione dell'Italia ci pensano sociologi politologi. A partire da Daniel
Gros, francese (Centro europeo di studi politici) che non usa mezzi toni. Il
nostro Paese - dice - ha un deficit di crescita strutturale e la nostra bassa
crescita non è di natura ciclica ma viene dal fatto che la quantità di
"capitale umano" in Italia sia sotto la media dell'Ue. "Mancano
i laureati - dice Gros - la qualità delle nostra istruzione è inadeguata per un
paese che sta nel G7 e un serio deterioramento in molte aree è avvenuto dal
1998. Poi l'Italia ha un alto indice di corruzione e sembrano finite le
pressioni per le riforme".Basta? No. Il tasso di apertura è il più basso
tra i maggiori paesi della zona euro. "Era più aperta l'Italia degli anni
Cinquanta". Gros offre una ricetta: "Poiché conta più la qualità
serve più spesa per l'istruzione, meno leggi e più semplici, tecnici alla
giustizia per snellire l'apparato e "una lunga marcia attraverso le istituzioni"".Un
collasso che anche l'economista Gianfranco Viesti annota: "Da un decennio
ormai l'economia italiana è fra quelle che crescono meno in Europa e in tutto
il mondo". Uno replica che magari chi studia si salva. Niente vero:
"Dopo cinque anni dalla laurea il salario di un laureato di famiglia
operaia - spiega Viesti è il 15\% inferiore al salario di un laureato di
famiglia borghese". Questa nostra Italia lascia a casa troppi giovani e
donne (soprattutto al sud) che invece sono il potenziale di crescita. E per le
donne di aggiunge un altro problema semplice semplice: come lavorare se solo 7
bimbi su cento possono frequentare il nido? "Il futuro dell'Italia -
conclude cinicamente Viesti - sarà quello di Federica Migliardo, 32 anni,
premio internazionale Oreal-Unesco per le donne nelle a scienza e precaria
all'università di Messina".Tocca ai politici e pare che il soffio dei
problemi familiari attraversi l'arco parlamentare. Daniela Santanchè
("sono un imprenditore guardo sempre i bilanci"), candidato premier
della Destra propone una moratoria di due anni per i piccoli debiti, quelli che
colpiscono artigiani e famiglie. Criticata da Nicola Rossi, economista,
deputato Pd: "Attenzione che il prossimo anno qualcuno potrebbe proporre
la moratoria per i più poveri che non possono pagare i beni acquistati dai
commercianti. Il problema in Italia invece è che spesso la politica chiede alle
banche interventi a sproposito: Malpensa, Telecom, Alitalia".Stimolati da
un ficcante De Rita che ricorda il "deficit di relazioni" dell'Italia
e degli studenti italiani e che chiede ai politici: "Chi farà adesso che
c'è da intervenire e che solo la politica può dare risposte". Si trovano
vicini Fini e Fassino. Il primo sottolinea che "la politica deve avere
chiara la centralità della questione dell'educazione e dei valori. Servono
valori per i giovani che devono anche capire il senso del dovere e lo spirito
di sacrificio". L'ex presidente dei Ds accenna ad "un bimbo felice
che sarà un adulto maturo" soffermandosi sul problema che ogni famiglia italiana
ha: quello dell'assistenza di un anziano.La ricetta leghista di Maroni parte da
una considerazione di De Rita: "Ha ragione il sociologo - dice l'ex
ministro - quando dice che la politica non deve dare soluzioni segmentate per
età o classi sociali. Ma l'Italia aveva diversità investigate già negli anni
'50". Che non paiono molto cambiate soprattutto quando si parla di sud e
sanità. Riappare la ricetta federale, la doppia velocità della spesa sociale. "Le regioni con meno risorse, spesso al Nord - dice -
offrono migliori servizi ai propri cittadini". Proprio qui punta il
ministro Lanzillotta: "Il primo risparmio verrebbe dall'eliminazione della
burocrazia per le
Pmi".Il confronto è appena cominciato. Oggi tocca a Veltroni e
Berlusconi.A. F.
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il sabato 16 bancarelle
tra cui 4 agricole Il mercato di Busche funziona e cresce La soddisfazione
dell'assessore Celli Cesiomaggiore(A.D.) Un mercato che funziona. Quello di
Busche, a meno di un anno dalla sua apertura, è diventato un appuntamento
settimanale a cui non si può mancare. Lo assicura il consigliere Pierenzo
Celli, tra i primi a credere all'iniziativa, che in questi ultimi mesi ha
permesso di avere un proprio mercato al sabato, "gemellato" con
l'appuntamento del giovedì in piazza Mercato nel capoluogo. "Oggi -
afferma Celli -, terminata positivamente la fase sperimentale, possiamo dire
che il mercato di Busche rappresenta una realtà concreta e in continua
espansione". Sono 16 le piazzole a disposizione degli ambulanti ogni
sabato mattina e quattro gli spazi riservati ai produttori agricoli
locali". A decretare il successo dell'iniziativa, secondo Pierenzo Celli,
sono state la posizione centrale di Busche nella ValBelluna, i molti parcheggi
a disposizione dopo i lavori svolti nella nuova lottizzazione e sicuramente la
presenza di qualificati operatori che coprono quasi tutte le categorie
merceologiche. "È stato estremamente laborioso riuscire a portare a
termine questa scommessa - sostiene Celli - perché a volte
la burocrazia, ma spesso
mentalità impermeabili alle novità, ce la mettono tutta per ostacolare ogni
cosa nuova, ma grazie ad alcune persone che ci hanno creduto fin dall'inizio si
è potuto giungere alla sua realizzazione. Il mercato di Busche rappresenta un
tassello che si aggiunge al mio iniziale progetto di marketing territoriale
dove sulla frazione ho ipotizzato l'intero sviluppo del territorio di
Cesiomaggiore. A Busche, vicino al BarBianco è stato creato alcuni anni fa, il
Punto Informazioni Turistiche che con il richiamo della vendita dei prodotti della
coop. La Fiorita, distribuisce materiale promozionale, anche la nota Cartina
dei Percorsi, tanto cara alla minoranza". Busche infatti oltre a
rappresentare uno dei nodi stradali più importanti dell'intera provincia, è
effettivamente la porta privilegiata verso il Trevigiano.
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Ciro Liccardi *
Un Veneto dinamico e una realtà altrettanto dinamica come quella di Padova ed
il suo territorio. Due modelli che grazie alla forza della loro imprenditoria
sono cresciuti in questi ultimi vent'anni tanto da venire spesso additati come
esempio anche per altri Paesi europei. Non possiamo però
continuare a parlare di Veneto e Padova come due grandi forze per poi ricevere
"bastonate": costi di manodopera sempre più elevati, burocrazia soffocante ed il tanto atteso
federalismo fiscale che deve ancora decollare! L'appello di tutti i Giovani
delle associazioni territoriali è partito da Padova.(Segue a pagina XXIX).
( da "Italia Sera" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Politica Interna
"Rimonta storica" Veltroni: "Solo 6 punti dal Pdl" Parla di
un grande recupero del Pd, di una "rimonta storica", il candidato
premier del Pd, Walter Veltroni, durante un comizio elettorale a Lecco. Cita i
sondaggi e assicura che oggi lo scarto con i principali avversari è di soli sei
punti. "Abbiamo recuperato molto - ha detto Veltroni - da febbraio ad
oggi. Siamo cresciuti di 7-8 punti percentuali. E i sondaggi dicono che da
settembre dell'anno scorso in cui c'erano venti punti di differenza, oggi ce ne
sono solo sei". Questi dati, secondo Veltroni, devono dare fiducia perchè
"si può fare ancora molto. Manca ancora un mese. Dobbiamo dare un
messaggio di speranza, di sicurezza e serenità". "Cerchiamo di dare all'Italia
- ha concluso - la percezione di questa sfida nuova. Noi abbiamo chiuso con la
parte più radicale, con la sinistra estrema, il centrodestra, invece, ha chiuso
con quella più moderata". Programma. "Il primo provvedimento che
porterò al Consiglio dei ministri sarà contro il precariato giovanile. Questa è
una priorità per il Paese". continua Veltroni, soffermandosi sui punti
fondamentali del suo programma. "Il primo provvedimento che porteremo nel
Consiglio dei ministri - ha detto - sarà sul minimo compenso da stipendio, che
non deve essere sotto i 1.000 euro". "In Italia ci sono melassa,
gelatina e urla". Questa la sua immagine del Paese. Veltroni
parla di un Italia paralizzato dalla burocrazia che porta "alla paralisi". "Ci troviamo in una
specie di gelatina, di melassa - ha aggiunto - dove non si capisce di chi sono
le responsabilità. Io sono per le cose semplici e chiare, affinchè ciascuno nel
suo ambito decida". Ma l'Italia è anche il Paese in cui c'è "una
demonizzazione dell'avversario". Una cosa che a Veltroni non appartiene.
Lui auspica "un clima civile del confronto. Noi andiamo soli, liberi. C'è
una sensazione di freschezza intorno a noi. Se vinceremo le elezioni sarà
cancellata un'espressione: le riunioni di maggioranza". "Questo non è
il momento del conflitto ma di una grande alleanza tra i produttori di questo
Paese, tra le persone che producono. Siamo tutti interessati che l'Italia
ritorni a crescere e a fare aumentare il prodotto interno lordo". Occorre
"dare più spazio alle piccole e medie imprese" e che lo Stato
dovrebbe agevolare in ogni modo chi intende "rischiare" e aprire una
nuova attività. "Dovremmo andare a cercarle - ha detto - le piccole
imprese, le attività commerciali. Accoglierle. altrimenti come crescerà questo
Paese? Edizione n. 862 del 15/03/2008.
( da "Blogosfere" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Mar 0815 I video di Veltroni
a Varese: lotta al precariato e un'impresa in un giorno Pubblicato da Tiziano
Scolari alle 17:11 in Politica Ecco alcuni video della serata di ieri di Walter
Veltroni a Varese. Vi avevamo già detto del grande successo di pubblico, con il
segretario del Pd costretto ad uscire dal teatro per poter parlare alla folla
che si era radunata davanti al teatro. Con i video di oggi vi facciamo vedere cosa ne pensa Veltroni rispetto alla precarietà nel mondo del
lavoro e la sua volontà di semplificare la burocrazia italiana. Vogliamo un paese semplice, in cui sia possibile
aprire una impresa in un solo giorno. Cita google e you tube, sì, sarebbe bello
se anche da noi si potesse immaginare di poter creare delle cose del genere dal
nulla, ma qui siamo veramente alla fantasia pura. Abbiamo anche chiesto
alla gente presente cosa ne pensasse della serata. Buona visione e nei prossimi
giorni aggiungeremo altri video.
( da "Blogosfere" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Mar 0815 Immigrati,
una risorsa o polli da spellare? Pubblicato da Daniele Di Teodoro alle 16:43 in
imprese e lavoro Ancora diffuso è il sentimento contro gli immigrati. Per molti
immigrato fa rima con disordine sociale, con stupro, con assalti e rapine alle
villette isolate. Insomma ancora diffusa è la sensazione che l'immigrazione sia
portatrice di problemi. Ma è vero che sono tanti gli immigrati che arrivano e
che decidono di mettersi a lavorare onestamente (contribuendo al nostro
asfittico Pil). A volte dovendo confrontarsi con leggi assurde come la
Bossi-Fini che, con la scusa di contribuire a dare una risposta al bisogno di
ordine sociale di cittadini italiani spaventati dal dilagare della criminalità,
ostacola anche la immigrazione buona. Che, è bene ricordarlo, è di gran lunga
prevalente rispetto a quella cattiva (quella dello spaccio di droga, degli
assalti alle villette e così via). E' solo che quest'ultima, essendo più
fragorosa fa sicuramente più notizia. Immigrati che, non vengono qui a
mendicare un lavoro (come fanno molti italiani, lamentandosi della precarietà
del lavoro ed approfittando della situazione per rintanarsi nel nido
genitoriale fin quando iniziano a spuntare i primi capelli bianchi), ma spesso,
rimboccandosi le maniche si fanno imprenditori, spesso dando lavoro a
lavoratori italiani. Alcuni di questi immigrati imprenditori sono clienti del
mio studio, è una realtà che quindi posso toccare con mano. Sto parlando di
gente laboriosa e leale, spesso vittima della spregiudicatezza di italiani
sempre pronti a gridare allo scandalo alla prima notizia che vede un immigrato
come protagonista negativo (spesso accusato ingiustamente). A consulenti (o
meglio, sedicenti tali) italiani che approfittano della scarsa dimestichezza
degli immigrati con l'italica burocrazia e della loro non buona conoscenza della lingua italiana per
spillar loro soldi. Insomma, il paese per crescere (e non solo
demograficamente) ha sicuramente bisogno dell'immigrazione e continuare ad
osteggiarla con atteggiamenti ostili (o peggio ancora all'italica maniera, cioè
vedendo in loro solo polli da spellare) o con leggi assurde è un
atteggiamento "un tantino" miope. No?.
( da "Virgilio Notizie" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
15-03-2008 19:06
(ASCA) - Cernobbio, 15 mar - Informatizzazione della burocrazia da cui si possono recuperare
3 miliardi, lotta all'evasione e all'elusione fiscale quantificata in 90
miliardi annui, e vendita del patrimonio pubblico in attivo. Sono le tre strade
che ha indicato oggi Silvio Berlusconi parlando a Cernobbio al forum della
Confcommercio per aumentare la copertura della spesa pubblica. In
particolare per quanto il fisco Berlusconi ha ricordato che il governo Prodi
non ha raccolto 40 miliardi dalla lotta all'evasione ma soltanto due perche' il
resto e' rappresentanto da maggiori tasse. ''Visco - ha detto Berlusconi - e'
uno che volendo fare dracula ha un'inventiva straordinaria''. Berlusconi ha
invece sostenuto che la lotta all'evasione partira' da un potenziamento delle
agenzie di riscossione introdotte dal suo governo.
( da "Asca" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
(ASCA) - Cernobbio,
15 mar - Informatizzazione della burocrazia da cui si possono recuperare 3 miliardi, lotta all'evasione e
all'elusione fiscale quantificata in 90 miliardi annui, e vendita del
patrimonio pubblico in attivo. Sono le tre strade che ha indicato oggi Silvio
Berlusconi parlando a Cernobbio al forum della Confcommercio per aumentare la
copertura della spesa pubblica. In particolare per quanto il fisco
Berlusconi ha ricordato che il governo Prodi non ha raccolto 40 miliardi dalla
lotta all'evasione ma soltanto due perche' il resto e' rappresentanto da
maggiori tasse. ''Visco - ha detto Berlusconi - e' uno che volendo fare dracula
ha un'inventiva straordinaria''. Berlusconi ha invece sostenuto che la lotta
all'evasione partira' da un potenziamento delle agenzie di riscossione
introdotte dal suo governo. eg/sen/alf.
( da "Azione, L'" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'AZIONE - Articoli
- Lavoro più sicuro? LAVORO PIU' SICURO? Nel pieno dell'emergenza sulla
sicurezza sul lavoro, il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto
legge, che il Governo ha ritenuto di dover approvare, anche se in fase di
scioglimento delle Camere, proprio in considerazione dei tragici eventi legati
a infortuni occorsi di recente, della rilevanza sociale della materia (più
volte sottolineata anche dal Presidente della Repubblica) e dell'ampia convergenza
di consensi registrata fra le forze politiche. Il nuovo decreto ridisegna la
materia, coordinando una serie di provvedimenti e disposizioni applicate nel
corso di quasi 60 anni, in coerenza con le direttive comunitarie e
internazionali, e nel rispetto delle competenze in materia conferite alle
regioni dalla Costituzione. Numerose le novità introdotte dal decreto.
Copertura per tutti. Le disposizioni in materia di sicurezza vengono estese a
chiunque si inserisce in un ambiente di lavoro, senza differenze formali
(dipendenti o meno), comprendendo anche i lavoratori autonomi. Rappresentanti
della sicurezza. Sono rafforzate le prerogative dei rappresentanti dei
lavoratori territoriali (dove non ci sono quelli dei lavoratori in azienda) e
viene istituita la figura del rappresentante di sito produttivo, per realtà
particolarmente grandi e pericolose (porti, cantieri grandi opere...).
Coordinamento vigilanza. Si ottimizzano le attività di vigilanza, eliminando
sovrapposizioni e migliorando l'efficienza. Viene creato un sistema informativo
per condividere le notizie su infortuni, ispezioni e attività in materia di
sicurezza. Finanziamento promozione. Verranno finanziate azioni promozionali
pubbliche e private (particolarmente nelle piccole e medie imprese) introducendo
anche nei programmi scolastici e universitari la materia della sicurezza sul
lavoro. Nuove sanzioni. Arresto da