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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


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Report "Burocrazia"

Veltroni: "Una stagione nuova per cambiare l'Italia" ( da "Varesenews" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Italia è strangolata dalla burocrazia e da una politica impossibile, in cui "si vota solo per tornare a votare, e con una legge elettorale definita "una porcata" da quelli stessi che l'hanno voluta". Il Paese reale è differente, butta lì Veltroni strizzando l'occhio all'Italia "che lavora e chiede di farlo liberamente", con adeguati,

Uno scenario economico preoccupante illustrato da Carlo Sangalli ( da "Gazzetta del Sud" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Questo unitamente alle altre tesi come le liberalizzazioni che valgono secondo Confcommercio un punto e mezzo di pil, la riduzione della burocrazia (un quarto di punto pil), l'efficientamento di infrastrutture, trasporti e logistica (3 punti di pil).

Dati catastali a Gaia: chiesto un rinvio ( da "Nazione, La (Viareggio)" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: BUROCRAZIA DISAGI PER GLI ANZIANI Dati catastali a Gaia: chiesto un rinvio "GAIA HA chiesto i dati catastali ai cittadini causando disagi soprattutto agli anziani, senza nemmeno consultarci: un comportamento autarchico e socialmente irresponsabile, sarebbe stato più saggio rimandare l'operazione di un paio di mesi".

Di ILARIA ULIVELLI L'ULTIMA novità in campo sanitario si chiama agen ( da "Nazione, La (Firenze)" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: indipendenti dalla volontà del paziente che si trova costretto a lottare fra una malattia cronica e un muro insormontabile di burocrazia. Magari anziani soli che perdono la strada appena escono dall'ospedale. Malati che dopo l'intervento non sanno dove andare a fare i controlli. Pazienti che hanno bisogno di fare riabilitazio e si trovano davanti all'interminabile lista d'attesa.

Le imprese faticano a pianificare investimenti ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: da uno Stato esoso e affetto da una burocrazia pachidermica". Forse, in qualche modo, si avverte che occorre cambiare musica? "Le imprese hanno bisogno di ossigeno ? argomenta Merli ? di un quadro di certezze e di scelte precise, che dimostrino con i fatti la reale volontà di imboccare una nuova fase, più in sintonia con le esigenze del Paese.

Stabile anche il flusso degli ordini ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E si tratta sempre degli stessi, vale a dire la lentezza biblica delle burocrazia e le carenze infrastruttrali del Paese: reti stradali e ferroviarie, ma anche informatiche, che non corrono alla stessa velocità di un mercato che non ha certo tempo da perdere". - -->.

Matteucci : 'Disagi gravi per gli anziani' Il sindaco scrive al direttore di filiale ( da "Resto del Carlino, Il (Faenza)" del 15-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nei rapporti tra cittadini utenti e burocrazia resta l'ufficio postale delle 'inesitate di via Meucci. Tanto che lo stesso sindaco Fabrizio Matteucci ha ritenuto opportuno inviare una lettera al direttore della filiale di Poste Italiane per sottolineare "i disagi" dei ravennati costretti a lunghe attese "per usufruire di un servizio che viene erogato solo nell'

COMUNE: ZTL La giunta cerca di farsi alleati gli Amici di Grillo ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Poi propone a commercianti, rappresentanti, artigiani una jungla di costi annuali e di sconti per categorie difficilmente comprensibile. Un manuale di burocrazia spicciola. Più interessante l'asse Amici di Grillo-giunta comunale. Chissà se reggerà al prossimo "Vaffa..."? Luigi Luminati club.quotidiano.net/luminati - -->.

Sportello immigrati Una bussola nella burocrazia che parla straniero ( da "Resto del Carlino, Il (Macerata)" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: SERVIZI Sportello immigrati Una bussola nella burocrazia che parla straniero ? MACERATA ? RIAPRE lo sportello informativo per gli immigrati gestito dall'Arci. Un servizio a disposizione dei tanti extracomunitari che vivono o arrivano in città e che hanno bisogno di aiuto per integrarsi. Dal 18 marzo l'info point sarà aperto due giorni a settimana,

Vademecum delle agevolazioni per chi ristruttura un immobile ( da "Stampa, La" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La normativa richiede infatti molta burocrazia e spesso la legge che prevede i vantaggi per chi fa lavori edili, rischia di trasformarsi in una norma soltanto di facciata. Possono usufruire delle agevolazioni tutte le persone soggette all'Irpef e cioè proprietari, usufruttuari, inquilini, comodtari.

'Politici,vi controlleremo' Verso il voto: Confartigianato lancia un blog ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: attacca il vice segretario Antonello Sartori, di semplificare la burocrazia e di applicare finalmente il federalismo fiscale, cosa che non è stata fatta né dal centrodestra né dal centrosinistra. Su questo versante, la lettura dei programmi dei due maggiori schieramenti in competizione sembrerebbe aumentare le perplessità della categoria.

Di LAURA DALL'OLIO UNA FIGLIA malata di Aids in fase terminale, due genit ( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I genitori si erano rassegnati a portarla a Modena, ma prima che la burocrazia risolvesse la questione, la giovane è morta. A parte questo caso più eclatante, Baruzzi punta il dito soprattutto sulle piccole ma numerose carenze che corrodono la fiducia dei pazienti, come le liste d'attesa sempre più lunghe per le visite mediche.

Allarme Confcommercio La recessione è vicina ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 15-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la riduzione della burocrazia (un quarto di punto Pil), l'efficientamento di infrastrutture, trasporti e logistica (3 punti). TASSE. E "chiediamo che nell'arco dei primi cento giorni la tassazione secca di straordinari e incentivi sia portata al 10%, il ripristino della piena agibilità del lavoro intermittente, la liberalizzazione dei servizi pubblici locali"

CERNOBBIO (COMO) - Il rischio recessione è alle porte, lo stop dei consumi è sotto gli occhi del Paese e lo choc del reddito pro capite quasi fanalino di coda in Ue hanno colpito d ( da "Adige, L'" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Questo unitamente alle altre tesi come le liberalizzazioni che valgono secondo Confcommercio un punto e mezzo di pil, la riduzione della burocrazia (un quarto di punto pil), l'efficientamento di infrastrutture, trasporti e logistica (3 punti di pil). 15/03/2008.

Il Pdl punta su sicurezza e aiuti alle giovani coppie Burocrazia da snellire e appello al voto utile ( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il Pdl punta su sicurezza e aiuti alle giovani coppie Burocrazia da snellire e appello al "voto utile" "DARE più sicurezza, più case alle giovani coppie e snellire la burocrazia". Sono i punti principali del programma del Popolo della libertà (più le liste collegate) presentato ieri dal candidato sindaco Adriano Gini.

Angelico alla prova del fuoco ( da "Stampa, La" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: oggi oltre ad essere lucido sulle letture degli schemi deve sapere trattare questa burocrazia apparentemente inutile, eppure cruciale: spesso una vittoria è possibile ipotecarla nello spogliatoio. Possono essere criticati metodi e forma, ma non il concetto: l'approccio psicologico conta quanto un gioco a due o uno scarico sul lato debole.

Danieli, ricavi in crescita e utile +53,16% ( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una stoccata - non ci vuole molta fantasia a interpretarla così - ai tempi della burocrazia italiana e locale". Comunque, prima di tornare alle cifre, anche se prima è necessario sottolineare che il portafoglio ordini è a un passo da quota 4 miliardi, vediamo qualche altro passaggio significativo della relazione del Cda di ieri.

La sfida di ortis agli avversari: confronto in piazza ( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: proporre di quelle che le burocrazie politiche stanno confezionando, con un cuore lontano dalla città". Sulla mancata risposta ai suoi inviti, Ortis aggiunge che "non voglio credere a chi mi riferisce che esista una difficoltà da parte di qualcuno a confrontarsi con me, ma se questo fosse vero segnerebbe la volontà di coprire una scadente qualità della sua proposta per la città.

Confcommercio ai politici: si rischia la recessione ( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Eppoi ancora riduzione della burocrazia, migliori trasporti e logistica. Nel pomeriggio è toccato ai politici. Poche polemiche. Anzi Fini e Fassino hanno concordato che lo Stato deve intervenire a sostegno dei precari che si trovano in difficoltà. L'unica censura è stata fatta da Maroni nei confronti della proposta di Veltroni di un salario sociale di mille euro:

Medici di base, sciopero in vista ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: impostazione cocciutamente dirigista e per la burocrazia asfissiante contemplata dalle proposte d'accordo regionali". Sotto accusa "l'aggiunta di nuovi adempimenti regionali alle già numerosissime norme e compiti burocratici legati alla prescrizione". Il riferimento è diretto in particolare ad alcune procedure richieste della Regione in materia di ricette,

Sicurezza pagata tre volte ( da "Tirreno, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Una storia di ordinaria burocrazia dove, a farne le spese, sono le piccole imprese. è quella, resa nota dalla Cna di Pistoia, che ha per protagonisti gli scopifici larcianesi, prima obbligati a modificare alcuni macchinari per ragioni di sicurezza, e poi multati, appunto, per aver modificato gli stessi macchinari.

Il restauro della vecchia scuola ( da "Nuova Ferrara, La" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma burocrazia, eventi che prima facevano sperare nel buon esito e poi contro eventi che li annullavano, avevano mammano trasformato l'entusiasmo in sfiducia. Un risveglio della volontà di concretizzare il progetto c'era stato alcuni mesi fa, quando spinti da una necessità contingente era stato destinato uno spazio della struttura per un ambulatorio medico.

Martedì la passerella ( da "Mattino di Padova, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: abbiamo deciso di aprire la struttura senza attendere di organizzare una cerimonia ufficiale, ma appena la burocrazia ce lo consente - dichiara il sindaco di Limena, Gilberto Vettorazzi - Per il taglio del nastro aspetteremo la bella stagione". Lunedì dovrebbe arrivare all'ufficio tecnico limenese la relazione del collaudo, atto ufficiale che permette di poter aprire la passerella.

Confcommercio lancia l'allarme: è quasi recessione Per l'Ufficio studi dell'associazione la crescita italiana sarà dello 0,7%, ma non è escluso che si possa scendere a meno 0,2 ( da "Unita, L'" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la riduzione della burocrazia (un quarto di punto pil), l'efficientamento di infrastrutture, trasporti e logistica (3 punti di pil). "Chiediamo che nell'arco dei primi cento giorni la tassazione secca di straordinari e incentivi sia portata al 10%, il ripristino della piena agibilità del lavoro intermittente, la liberalizzazione dei servizi pubblici locali"

L'antiterrorismo blocca il wi-fi ( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in questo momento è soprattutto la burocrazia a bloccare il web senza fili, ma intanto si lavora sui possibili progetti: un'ipotesi concreta è per esempio quella di creare "hot spot" gratuiti (aree dov'è possibile collegarsi senza fili a Internet) in alcuni punti della città e inserirsi in un progetto dell'Anci.

Sangalli: la recessione è vicina ( da "Nuova Ferrara, La" del 15-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Eppoi ancora riduzione della burocrazia, migliori trasporti e logistica. Nel pomeriggio è toccato ai politici. Poche polemiche. Anzi Fini e Fassino hanno concordato che lo Stato deve intervenire a sostegno dei precari che si trovano in difficoltà. L'unica censura è stata fatta da Maroni nei confronti della proposta di Veltroni di un salario sociale di mille euro:

I balneatori attaccano i comuni: concessioni non rinnovate ( da "Centro, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e organizzeremo manifestazioni nei principali Comuni costieri perché non si può arrivare ad una situazione così paradossale, con la burocrazia che ancora una volta rischia di far perdere competitività al turismo abruzzese". I balneatori annunciano anche un sit-in davanti a Regione e Comune di Pescara.

Se ci libera dalla inutile burocrazia, noi ci stiamo ( da "Unita, L'" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Se ci libera dalla inutile burocrazia, noi ci stiamo" di Federica Fantozziinviata a Vicenza Galleria Crispi è un corridoio di vele bianche. L'Apindustria vicentina - 1500 associati, 50mila per tutta la Confapi - occupa un palazzetto al suo interno. Dietro la porta blindata del secondo piano, l'ufficio del presidente Sergio Dalla Verde.

Alla maddalena iniziano i lavori di riconversione - andrea nieddu ( da "Nuova Sardegna, La" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Dopo due anni e mezzo di intoppi dovuti alle lentezze della burocrazia, finalmente la ditta Ser-Lu, che ha vinto la gara per i lavori al porto di Cala Balbiano a ponente di Cala Gavetta, ha posizionato i macchinari per iniziare i lavori che dovranno trasformare l'isola. E questo è forse il primo segnale concreto della riconversione in atto.

Medici di famiglia in agitazione ( da "Nuova Sardegna, La" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: accordo integrativo regionale protestiamo contro l'impostazione cocciutamente dirigista e la burocrazia asfissiante contemplata dalle proposte d'accordo regionali. Non è possibile credere che l'aggiunta di nuovi adempimenti regionali, alle già numerosissime norme e compiti burocratici legati alla prescrizione, possa essere di qualche utilità per il paziente".

Gallura, partenza lenta - serena lullia ( da "Nuova Sardegna, La" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il progetto di restyling plasmato dalla società di Tom Barrack è ancora inceppato negli ingranaggi della burocrazia. Tramontata la possibilità di cucire un abito più moderno prima dell'estate, la maxi operazione di bellezza è stata rinviata alla fine del 2008. La Pasqua non risveglierà completamente nemmeno l'altro borgo delle vacanze, Cannigione.

Antonella fantò - dall'inviata ( da "Nuova Sardegna, La" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Eppoi ancora riduzione della burocrazia, migliori trasporti e logistica. Nel pomeriggio è toccato ai politici. Poche polemiche. Anzi Fini e Fassino hanno concordato che lo Stato deve intervenire a sostegno dei precari che si trovano in difficoltà. L'unica censura è stata fatta da Maroni nei confronti della proposta di Veltroni di un salario sociale di mille euro:

Diktat delle imprese "alt agli enti inutili" - antonio fraschilla ( da "Repubblica, La" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma soprattutto snellimento della burocrazia regionale e approvazione del piano energetico. Sono queste le priorità degli industriali, messe nero su bianco in un vero e proprio decalogo che ieri è stato inviato ai candidati alla presidenza della Regione, in primis Raffaele Lombardo e Anna Finocchiaro.

Poetto, un'altra estate senza il piano - roberto paracchini ( da "Nuova Sardegna, La" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Poetto nel cuore ma non nella burocrazia. Anche per il 2008 rimandato il riassetto dei servizi di spiaggia (Pul) e si andrà avanti con le deroghe delle precedenti concessioni. Ieri mattina l'argomento è arrivato in commissione consiliare Urbanistica, che ha preso atto che le pratiche non sono ancora pronte.

Confcommercio:<Recessione vicina> ( da "Secolo XIX, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: propone inoltre liberalizzazioni per un contributo aggiuntivo alla crescita fino a 1,5 punti di Pil, semplificazioni della burocrazia che varrebbero un quarto di punto di Pil; il miglioramento in termini di efficienza di infrastrutture, trasporti e logistica che varrebbe 3 punti di Pil, un uso produttivo delle risorse comunitarie previste in 100miliardi di euro per il 2007-2013;

Tra gli industriali vince berlusconi. forse - carlo bartoli ( da "Tirreno, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia, un varo rapido per le riforme essenziali La politica deve cambiare passo CARLO BARTOLI FIRENZE. Gli industriali toscani hanno preso molto sul serio il nuovo clima politico imperniato su due formazioni politiche (Popolo delle libertà e Partito democratico) e sembrano decisi a concentrare su Walter Veltroni e Silvio Berlusconi le proprie simpatie e i propri consensi.

Fotovoltaico, via la burocrazia - carlo bartoli ( da "Tirreno, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: via la burocrazia Per mettere i pannelli solari basterà avvertire i Comuni La dichiarazione di inizio attività solo per gli impianti più grandi. La Regione spende 500 milioni CARLO BARTOLI FIRENZE. 500 milioni di euro tra investimenti e agevolazioni: tanto spenderà la Regione fino al 2020 per adeguare la Toscana ai parametri di Kyoto.

Sangalli: la recessione è vicina - dall'inviata ( da "Tirreno, Il" del 15-03-2008) + 2 altre fonti
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Eppoi ancora riduzione della burocrazia, migliori trasporti e logistica. Nel pomeriggio è toccato ai politici. Poche polemiche. Anzi Fini e Fassino hanno concordato che lo Stato deve intervenire a sostegno dei precari che si trovano in difficoltà. L'unica censura è stata fatta da Maroni nei confronti della proposta di Veltroni di un salario sociale di mille euro:

Veltroni, appello sui temi bipartisan "patto di consultazione con il pdl" - giovanna casadio ( da "Repubblica, La" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: gelatina e urla e una burocrazia che ha portato alla paralisi". Torna infine, su un tema che è stato anche il filo rosso per la composizione delle liste Pd, cioè sulla "alleanza" tra produttori: "I padroni degli anni Cinquanta non esistono più. Ora esistono milioni di operai che sono diventati artigiani e piccoli imprenditori.

Progetto sicurezza alla Indesit ( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Nel linguaggio della burocrazia si chiamano dispositivi di protezione individuale (Dpi), e i lavoratori sono obbligati a usarli, si rischiano multe salate. In caso contrario, il datore non ha colpe, basta che dimostri di essere in regola e di averli forniti. Ma a che serve il rimpallo di colpe e competenze davanti a un grave incidente?

Quelle ex tute blu stregate dalla Lega ( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: a sinistra non hanno capito quanto un autonomo sia lasciato solo davanti alla burocrazia cannibale e al fisco rapace (nel '97 dovette accendere un mutuo per pagare venti milioni di tasse, ndr) ".Prendiamo l'ultimo giro di vite sugli studi di settore: "Sono stati inseriti degli automatismi capestro uguali per tutti senza riconoscere le specificità delle singole aziende".

Basta con i finanzieri d'assalto ( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia, certo. Ma Fausto Cacciatori schiaccia il tasto dolente del fisco chiedendo chiarezza sul "federalismo fiscale ", argomento su cui Veltroni però non si sofferma. Giorgio Merletti gira ancora il coltello nella piaga-fisco: "Certo, ora il programma del Pd corregge gli errori sugli studi di settore" ma molte incomprensioni ormai sono nate con "

Angela ha 38 anni, una bambina di sei e uno di quattro. Per 13 anni ha diviso la sua vita con Giangu ( da "Messaggero, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: se poi ci si mette di mezzo la burocrazia diventa drammatico", accusa Angela Attanasi mentre l'avvocato le paventa la possibilità di un rinvio. Ma c'è anche chi ha deciso di prendere con il sorriso giudici, avvocati e burocrazia, anche se prima ha sofferto molto: "Dopo un periodo terribile abbiamo deciso di divorziare - dice Patrizia De Angelis,

Gammarana, solo chiacchiere ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il presidente del Comitato di quartiere rilancia l'esigenza di sicurezza; i rimpalli e la burocrazia "Gammarana, solo chiacchiere" Marcozzi: nulla è stato fatto per la "bomba" amianto e l'eternit.

Nel 2008 siamo diventati il primo porto del Mediterraneo, nel 2014 lo saremo del mondo ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: approvare il nuovo Prg e dare gli strumenti a chi vuole investire in città, come una burocrazia più snella". Un programma quello illustrato da Moscherini che si sposa appieno con l'accordo raggiunto una decina di giorni fa con la Banca del Mediterraneo, che poterà ad uno studio di fattibilità su una serie di project financing mirati alla crescita di Civitavecchia.

A tre anni dalla posa della prima pietra, entra nel vivo l'attività del Campus Bio-medico ( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tutti i modi di superare quelli che potevano essere i lacci e i lacciuoli della burocrazia. Con la buona volontà abbiamo semplificato i percorsi amministrativi" ha ammesso Marrazzo mentre scopriva la targa del vialone di collegamento al policlinico, intitolata alla memoria di Alvaro del Portillo, lo scomparso Prelato dell'Opus Dei che ebbe l'idea, nel lontano 1988, del progetto.

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Eventi - data: 2008-03-15 num: - pag: 55 categoria: ALTRI... ( da "Corriere della Sera" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Perciò anche oggi avverto un senso di fraterno affetto per quella città. Che ha anche conosciuto ingiustizie, soprusi, burocrazia, ignominia, violenza. Ma che è rimasta ugualmente un serbatoio di grandi aspirazioni all'armonia e all'equilibrio. Grande musica Oppenheimer, "Mahler dirige i Filarmonici di Vienna".

A tre anni dalla posa della prima pietra, entra nel vivo l'attività del Campus Bio-medico ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 15-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tutti i modi di superare quelli che potevano essere i lacci e i lacciuoli della burocrazia. Con la buona volontà abbiamo semplificato i percorsi amministrativi" ha ammesso Marrazzo mentre scopriva la targa del vialone di collegamento al policlinico, intitolata alla memoria di Alvaro del Portillo, lo scomparso Prelato dell'Opus Dei che ebbe l'idea, nel lontano 1988, del progetto.

Angela ha 38 anni, una bambina di sei e uno di quattro. Per 13 anni ha diviso la sua vita con Giangu ( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: se poi ci si mette di mezzo la burocrazia diventa drammatico", accusa Angela Attanasi mentre l'avvocato le paventa la possibilità di un rinvio. Ma c'è anche chi ha deciso di prendere con il sorriso giudici, avvocati e burocrazia, anche se prima ha sofferto molto: "Dopo un periodo terribile abbiamo deciso di divorziare - dice Patrizia De Angelis,

IL VENETO VA MA L'ITALIA?\n ( da "Corriere del Veneto" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: troppo presente quando soffoca con le tasse e la burocrazia onnipresente (ad esempio, quanto ci vuole per aprire un'impresa?); è invece assente quando non garantisce la sicurezza, quando non sa controllare i clandestini, la criminalità organizzata (che spadroneggia in un quarto del territorio naziona-le), i lavori in nero e le tante, odiose furbizie italiche.

IL VENETO VA MA L'ITALIA?\n ( da "Corriere del Veneto" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: troppo presente quando soffoca con le tasse e la burocrazia onnipresente (ad esempio, quanto ci vuole per aprire un'impresa?); è invece assente quando non garantisce la sicurezza, quando non sa controllare i clandestini, la criminalità organizzata (che spadroneggia in un quarto del territorio naziona-le), i lavori in nero e le tante, odiose furbizie italiche.

<Bossi ha garantito: ci sarà un ministro veneto> ( da "Corriere del Veneto" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: L'impegno di Walter è per una serie di politiche in sintonia con le esigenze e la cultura del fare tipica del Veneto: federalismo, infrastrutture, sicurezza, fisco più equo, burocrazia più leggera. Dei nomi discuteremo al momento debito". Alessandro Zuin.

<Bossi ha garantito: ci sarà un ministro veneto> ( da "Corriere del Veneto" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: L'impegno di Walter è per una serie di politiche in sintonia con le esigenze e la cultura del fare tipica del Veneto: federalismo, infrastrutture, sicurezza, fisco più equo, burocrazia più leggera. Dei nomi discuteremo al momento debito". Alessandro Zuin.

A che serve Confindustria? ( da "Panorama.it" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "burocrazia", "costo del lavoro", "sistema giuridico e legislativo molto complesso". Ma è interessante paragonare la pragmatica opinione delle multinazionali con quella degli associati italiani alla Confindustria: anche in questo caso viale dell'Astronomia si è rivolta alla Ipsos, ricavandone giudizi soddisfatti.

Così non si combatte lo smog ( da "Tempo, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: misteri della farraginosa burocrazia comunale e di amministratori disattenti) ed in quanto "in questo periodo stagionale si registra un calo dei livelli d'inquinamento atomosferico, in particolare delle polveri sottili, rispetto ai valori registrati nei mesi scorsi e le condizioni meteoclimatiche di questi ultimi giorni lasciano prevedere comunque il contenimento dei valori"

Confcommercio: "Più soldi alle famiglie" ( da "Corriere Adriatico" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la riduzione della burocrazia (un quarto di punto pil), l'efficientamento di infrastrutture, trasporti e logistica (3 punti di pil). "Chiediamo che nell'arco dei primi cento giorni la tassazione secca di straordinari e incentivi sia portata al 10%, il ripristino della piena agibilità del lavoro intermittente, la liberalizzazione dei servizi pubblici locali"

Presentate solo tre liste, oggi sarà una bolgia ( da "Corriere Adriatico" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tutti alle prese con le ultime formalità PORTO SANT'ELPIDIO Anime in pena nel mare della burocrazia e degli incartamenti. Una giornata di corsa, firme, carte da contare, ricontare e vidimare, quella di ieri, per i candidati sindaci e i loro schieramenti. Un venerdì che si chiude con tre sole liste presentate, quando suonano le 20.

Della famiglia si ricordano solo in campagna elettorale SAMUELE MAROCCHI ( da "Libertà" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sia nella burocrazia. Negli ultimi dieci anni la spesa sanitaria è raddoppiata, domando: qualcuno ha visto miglioramenti? Abbiamo visto che ci sono in ognuno di questi settori zone d'ombra che producono voragini di capitali enormi. Mancano posti letto, ma poi vediamo ospedali abbandonati con attrezzature nuove a disposizione dei vandali,

ELEZIONI: VELTRONI, ROMPERE INVADENZA POLITICA E DITTATURA MINORANZE ( da "Asca" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: C'e una invadenza della politica, ci sono segnali di dittatura delle minoranze. Rompere tutto questo e il nostro obiettivo. Veltroni ribadisce anche la necessita di cambiare la mentalita del paese. ''Dobbiamo fare un paese semplice, per il fisco la burocrazie e la politica. did/rf.

Allarme Confcommercio <La recessione è vicina> ( da "Brescia Oggi" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la riduzione della burocrazia (un quarto di punto Pil), l'efficientamento di infrastrutture, trasporti e logistica (3 punti). TASSE. E "chiediamo che nell'arco dei primi cento giorni la tassazione secca di straordinari e incentivi sia portata al 10%, il ripristino della piena agibilità del lavoro intermittente, la liberalizzazione dei servizi pubblici locali"

Dal trasporto merci Sos disperato ( da "Arena.it, L'" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: L'autostrasporto merci è schiacciato da infrastrutture obsolete, una burocrazia "bizantina" e da un proliferare di normative a getto continuo che spesso sono conseguenza di fatti di cronaca e non solo non vanno nella direzione di creare legalità e sicurezza, ma contribuiscono a creare abusivismo ed incertezza.

Allarme Confcommercio <La recessione è vicina> ( da "Arena.it, L'" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la riduzione della burocrazia (un quarto di punto Pil), l'efficientamento di infrastrutture, trasporti e logistica (3 punti). TASSE. E "chiediamo che nell'arco dei primi cento giorni la tassazione secca di straordinari e incentivi sia portata al 10%, il ripristino della piena agibilità del lavoro intermittente, la liberalizzazione dei servizi pubblici locali"

ELEZIONI: VELTRONI, ROMPERE INVADENZA POLITICA E DITTATURA MINORANZE ( da "Virgilio Notizie" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: C'e una invadenza della politica, ci sono segnali di dittatura delle minoranze. Rompere tutto questo e il nostro obiettivo. Veltroni ribadisce anche la necessita di cambiare la mentalita del paese. ''Dobbiamo fare un paese semplice, per il fisco la burocrazie e la politica.

PD: Ministro Damiano al mercato di Saluzzo incontra la città ( da "Targatocn.it" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ridurre la burocrazia e premiare la sicurezza sul lavoro; dare ai contribuenti ogni euro tolto all'evasione fiscale; creare 100 campus di studio entro il 2010; rottamare il petrolio e produrre il 20% di energia dal sole e dal vento; distribuire alle famiglie un assegno da 2.

Da Fini a Fassino: aiuti ai giovani, alle donne e alle famiglie ( da "Gazzettino, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Le regioni con meno risorse, spesso al Nord - dice - offrono migliori servizi ai propri cittadini". Proprio qui punta il ministro Lanzillotta: "Il primo risparmio verrebbe dall'eliminazione della burocrazia per le Pmi".Il confronto è appena cominciato. Oggi tocca a Veltroni e Berlusconi.A. F.

Il mercato di Busche funziona e cresce ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: perché a volte la burocrazia, ma spesso mentalità impermeabili alle novità, ce la mettono tutta per ostacolare ogni cosa nuova, ma grazie ad alcune persone che ci hanno creduto fin dall'inizio si è potuto giungere alla sua realizzazione. Il mercato di Busche rappresenta un tassello che si aggiunge al mio iniziale progetto di marketing territoriale dove sulla frazione ho ipotizzato l'

Da Padova per ripartire ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non possiamo però continuare a parlare di Veneto e Padova come due grandi forze per poi ricevere "bastonate": costi di manodopera sempre più elevati, burocrazia soffocante ed il tanto atteso federalismo fiscale che deve ancora decollare! L'appello di tutti i Giovani delle associazioni territoriali è partito da Padova.(Segue a pagina XXIX).

Veltroni: "Solo 6 punti dal Pdl" ( da "Italia Sera" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Veltroni parla di un Italia paralizzato dalla burocrazia che porta "alla paralisi". "Ci troviamo in una specie di gelatina, di melassa - ha aggiunto - dove non si capisce di chi sono le responsabilità. Io sono per le cose semplici e chiare, affinchè ciascuno nel suo ambito decida". Ma l'Italia è anche il Paese in cui c'è "una demonizzazione dell'avversario".

I video di Veltroni a Varese: lotta al precariato e un'impresa in un giorno ( da "Blogosfere" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: cosa ne pensa Veltroni rispetto alla precarietà nel mondo del lavoro e la sua volontà di semplificare la burocrazia italiana. Vogliamo un paese semplice, in cui sia possibile aprire una impresa in un solo giorno. Cita google e you tube, sì, sarebbe bello se anche da noi si potesse immaginare di poter creare delle cose del genere dal nulla, ma qui siamo veramente alla fantasia pura.

Immigrati, una risorsa o polli da spellare? ( da "Blogosfere" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: italica burocrazia e della loro non buona conoscenza della lingua italiana per spillar loro soldi. Insomma, il paese per crescere (e non solo demograficamente) ha sicuramente bisogno dell'immigrazione e continuare ad osteggiarla con atteggiamenti ostili (o peggio ancora all'italica maniera, cioè vedendo in loro solo polli da spellare)

FISCO: BERLUSCONI, VISCO E' DRACULA CON INVENTIVA STRAORDINARIA ( da "Virgilio Notizie" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Informatizzazione della burocrazia da cui si possono recuperare 3 miliardi, lotta all'evasione e all'elusione fiscale quantificata in 90 miliardi annui, e vendita del patrimonio pubblico in attivo. Sono le tre strade che ha indicato oggi Silvio Berlusconi parlando a Cernobbio al forum della Confcommercio per aumentare la copertura della spesa pubblica.

FISCO: BERLUSCONI, VISCO E' DRACULA CON INVENTIVA STRAORDINARIA ( da "Asca" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Informatizzazione della burocrazia da cui si possono recuperare 3 miliardi, lotta all'evasione e all'elusione fiscale quantificata in 90 miliardi annui, e vendita del patrimonio pubblico in attivo. Sono le tre strade che ha indicato oggi Silvio Berlusconi parlando a Cernobbio al forum della Confcommercio per aumentare la copertura della spesa pubblica.

LAVORO PIU' SICURO? ( da "Azione, L'" del 15-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Riduzione burocrazia. Sono semplificati gli obblighi formali, attraverso la riduzione del numero e del peso per le aziende degli adempimenti di tipo burocratico, in quanto non incidenti sulle condizioni di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro. Il mondo imprenditoriale ha accolto criticamente il nuovo decreto,


Articoli

Veltroni: "Una stagione nuova per cambiare l'Italia" (sezione: Burocrazia)

( da "Varesenews" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Varese - Il leader del Partito Democratico, accolto in trionfo nella tana della Lega, espone le sue idee per il futuro del Paese Veltroni: "Una stagione nuova per cambiare l'Italia" Al Popolo delle Libertà risponde il Popolo di Walter. Difficile trovare nome più adeguato per la folla immane, mai vista per un raduno politico del centrosinistra a Varese, che ha affollato il Teatro Apollonio in ogni ordine di posti. Restavano all'esterno a centinaia per ascoltare il verbo del profeta del Partito Democratico. Sul palco, trepidanti, i vertici locali del PD, sorpresi anch'essi per la massiccia affluenza. All'arrivo di Veltroni è standing ovation, lo scriviamo in inglese, perchè Walter "l'americano" più volte ricorderà la sua passione mai spenta per il grande Paese d'oltreoceano e le sue infinite sfaccettature. Introduce Veltroni Alice Colombo, scelta a simboleggiare il PD locale, ma aperto al mondo. Parlerà di donne e giovani, emergenze sempre più acute dell'oggi. Mario Aspesi, candidato presidente della provincia di Varese, ricorda che "tra un mese avremo già votato, ponendo comunque vada le basi di un nuovo sviluppo, qui e in tutta Italia". Immancabile la critica all'ex presidente Reguzzoni, andato a Roma "non si sa bene se per incapacità di risolvere problemi come rifiuti, acqua e Malpensa, o per cosa. A Varese si può fare" conclude. Veltroni è accolto da ovazioni in platea e da cori che da fuori si fanno sentire fin dentro il teatro. Subito annuncia, in un tifo da stadio, che uscirà a parlare anche a chi è rimasto all'esterno. Il suo intervento parte dalla "follia" del suo viaggio in pullman attraverso le 110 province d'Italia: "Siamo a quota 50" dice. Stanchezza? "Sto benissimo, folle così mi danno adrenalina e fiducia". Accoglienze trionfali ovunque racconta, anche nel Nord presunta terra nemica: così a Bergamo, Sondrio, Lecco - un salto anche a Lugano a salutare i frontalieri e gli amici ticinesi. Il bello è che le province, almeno laddove esisteranno le aree metropolitane, come a Milano, andranno abolite, dice Veltroni. "Viene il momento di prendersi la responsabilità di aprire una stagione nuova, anche a costo di rinunciare a un 7-8% di voti. Ero sicuro che fosse un investimento, ma non ne prevedevo la rapidità e la portata" ammette il Walter nazionale. Ed è ora di cambiare: "Per quindici anni ci siamo combattuti come nemici, urlando: resta un Paese dilaniato e in crisi, chiuso, conservatore, bloccato" è l'analisi impietosa. Ce n'è anche per la stagione appena conclusa con il naufragio annunciato del governo Prodi. "Una coalizione troppo eterogenea, con Dini e Mastella da una parte, Caruso e Diliberto dall'altra..." Stessa descrizione che Veltroni applica al PdL di oggi, citando opportunamente la Mussolini e (senza citarlo) Ciarrapico. In Europa, ricorda Veltroni, il confronto ha prodotto chiare maggioranze, governi di ampio respiro, di destra e sinistra, che hanno cambiato i rispettivi Paesi: dalla Thatcher a Blair, da Aznar a Schroeder e Zapatero. Da noi, solo urla, liti, dichiarazioni eclatanti, battute - "sulla tragedia dei precari non si scherza" dice rivolto a Berlusconi, mai nominato, ricordando l'operaio 39enne di Thyssen Krupp suicidatosi dopo il mancato rinnovo del contratto. Eppure, in questi ultimi quindici anni, uno più horribilis dell'altro, "abbiamo conquistato l'obiettivo Europa": ed è il successo, rivendicato, del centrosinistra e di Prodi, a dispetto di chi tuonava contro l'euro. E se la Lady di Ferro aveva cambiato la Gran Bretagna, "dei cinque anni del centrodestra non c'è traccia: anni duri, di scarsa crescita, e con spesa pubblica in crescita, caso unico fra le destre". Quando all'ultimo governo Prodi, "ha operato bene ma in un quadro politico che non andava, con una maggioranza che segava il ramo su cui sedeva: mai più ministri in piazza contro il loro governo!" "Tutto questo non ce lo possiamo permettere più" è il monito di Veltroni. È tempo di cambiare, qui come in America dove Bush lascia in eredità un Paese in crisi e con molti più nemici di prima. Walter vola alto, tocca i grandi temi della globalizzazione, che non è più mera espansione imperiale del dio dollaro, ma vede emergere le masse cinesi, indiane, brasiliane, egiziane. In questa temperie di fuoco l'Italia è strangolata dalla burocrazia e da una politica impossibile, in cui "si vota solo per tornare a votare, e con una legge elettorale definita "una porcata" da quelli stessi che l'hanno voluta". Il Paese reale è differente, butta lì Veltroni strizzando l'occhio all'Italia "che lavora e chiede di farlo liberamente", con adeguati, edificanti aneddoti tratti dai suoi pranzi con le famiglie di ogni angolo del Paese. "La gente è sveglia la mattina presto, si svegli anche la politica": quella politica di cui Veltroni si dice "innamorato", "qualcosa di alto, di cui è bene che si occupi più gente possibile, perchè o te ne occupi, o i occupa lei di te". Una politica "che oggi nomina perfino i primari nelle Asl, che non deve occupare e approfittare, ma regolare". Una politica di cui Veltroni parla uscendo all'esterno, in un bagno di folla impressionante: una politica da guarire, cominciando con il taglio dei parlamentari e la riduzione a una delle Camere legislative, da liberare dalle lentezze "dentro cui si nascondono veti, corruzione, furbizie, conservatorisimi e la dittatura delle minoranze". Una politica "veloce", partecipata e del fare: potremmo chiamarla wikipolitica, anche se Walter non lo fa. Non una parola, viceversa, sull'"antipolitica", mai citato Grillo. Veltroni rifiuta lo scontro frontale e gli insulti: ora e sempre resilienza, incassare senza reagire, è quasi gandhiano: "per quanto ci aggredisca la destra, non risponderò". Ma non risparmia frecciate "localizzate": "C'è chi il lunedì minaccia la secessione il giorno dopo è a Roma al ristorante". Applausi. Parla invece, Walter Veltroni, delle cose da fare. Per i giovani e il lavoro: sicurezza materiale e psicologica, il compenso minimo legale "misura di civiltà esistente in molti altri paesi" a 1000 o 1100 euro, disincentivi per chi non stabilizza i precari; e ancora porte aperte a chi imprende, "poter aprire un'impresa in un giorno, non come oggi che se un giovane apre un'azienda in banca per il mutuo gli chiedono di ipotecare la casa dei genitori"; infine la riduzione della pressione fiscale, "già dal 2009, un punto all'anno, sfruttando la lotta all'evasione e tagliando gli sprechi". "Ma anche" il federalismo fiscale: e scusate se è poco. Un contesto nuovo, che deve avere al centro diritti e doveri: rispetto della legge, garanzia della pena, sicurezza per i cittadini, equità, non uno Stato "prussiano con chi vuol fare, e che poi va avanti a condoni...." Serve uno spirito nuovo: "Un gruppo parlamentare, un programma, una leadership: non sentirete mai più parlare di "vertici di maggioranza" tuona Veltroni. "La destra da quindici anni non vuole cambiare le cose, ma gestirle come sono. Per noi invece vincere non è un fine, ma un mezzo per cambiare il Paese. Facciamolo insieme, sulla cresta di quest'onda che cresce". Sabato 15 Marzo 2008 Stefano D'Adamo.

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Uno scenario economico preoccupante illustrato da Carlo Sangalli (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta del Sud" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Attualità - pagina 06 (15/03/2008) Uno scenario economico preoccupante illustrato da Carlo Sangalli Confcommercio lancia l'allarme: si rischia la recessione Una caduta degli investimenti potrebbe tradursi nel 2008 in una "crescita" dal segno negativo (-0,2%) Gerry Paladini CERNOBBIO (COMO) Il rischio recessione è alle porte, lo stop dei consumi è sotto gli occhi del Paese e lo choc del reddito pro capite quasi fanalino di coda in Ue hanno colpito duro nella platea di Confcommercio riunita a Cernobbio per gli annuali lavori. "Nel 2008 per ben che vada ha detto il presidente Carlo Sangalli la crescita, il Pil, sarà largamente inferiore all'1% e prossima allo 0,7% (così sancisce il centro studi dell'associazione diversamente dallo 0,9% previsto in precedenza), ma nello scenario peggiore e non irrealistico di una caduta degli investimenti questo indicatore potrebbe addirittura tradursi in una crescita accompagnata dal segno meno: -0,2%. E saremmo in recessione". Intanto l'inflazione cresce, è stata del 2,9% a febbraio, raggiungerà il 3,1% ad aprile per poi ridiscendere lentamente al 2,4% a dicembre, sempre secondo il centro studi Confcommercio. Insomma, un'inflazione reale al 3% ma, allertano i ricercatori, la percezione della gente è al 25%. Una percezione che blocca chiaramente i consumi. "Da tempo era chiaro ha detto Sangalli che la ripresina dell'economia italiana sviluppatasi tra 2006 e 2007 sull'aggancio dell'export al ciclo internazionale era in forte rallentamento". Oggi avvertiamo segnali di rallentamento "scricchiolii" dell'economia Usa. Ma non ci sono scorciatoie, occorre, secondo Confcommercio, tornare a rilanciare una crescita "più robusta e di migliore qualità, risanando la finanza pubblica, riducendo e qui ha dettato un decalogo di venti tesi per il prossimo governo la spesa corrente primaria di 5 punti di pil e al contempo di 5 punti l'aliquota Irpef per restituire respiro ai consumi. Contemporaneamente è necessario a suo giudizio mettere in campo una politica per i servizi che garantiscano incrementi significativi di produttività e occupazione. "Non è un libro dei sogni ha detto il presidente di Confcommercio perchè le inefficienze e gli sprechi della struttura della spesa pubblica vengono stimati oggi proprio nell'ordine di 5 punti di pil, 70,75 miliardi l'anno". Tra le venti tesi anche la richiesta alla prossima legislatura "che deve essere costituente", l'istituzione di un dipartimento per le piccole e medie imprese presso la presidenza del Consiglio. Questo unitamente alle altre tesi come le liberalizzazioni che valgono secondo Confcommercio un punto e mezzo di pil, la riduzione della burocrazia (un quarto di punto pil), l'efficientamento di infrastrutture, trasporti e logistica (3 punti di pil).

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Dati catastali a Gaia: chiesto un rinvio (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Viareggio)" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

BUROCRAZIA DISAGI PER GLI ANZIANI Dati catastali a Gaia: chiesto un rinvio "GAIA HA chiesto i dati catastali ai cittadini causando disagi soprattutto agli anziani, senza nemmeno consultarci: un comportamento autarchico e socialmente irresponsabile, sarebbe stato più saggio rimandare l'operazione di un paio di mesi". Hanno un diavolo per capello i sindacati dei pensionati, inviperiti nei confronti dell'azienda che gestisce il servizio idrico per i moduli inviati in questi giorni a tutti i cittadini, con scadenza al 31 marzo. La "fotografia" del caos descritto dai segretari Giuseppe Galeotti (Spi-Cgil), Angelo Antonelli (Fnp-Cisl) e Giancarlo Lippi (Uilp-Uil) è quella registrata ieri mattina alla sede del patronato, in via del Marzocco: alle 8,30 in coda c'erano circa 40 persone, smarrite e perplesse. "L'OPERAZIONE di Gaia ha un forte impatto sociale ? tuonano ? visto il contraccolpo psicologico sui più anziani. Decine e decine di persone si stanno presentando ai nostri sportelli per avere assistenza, spaventati dalla 'minaccia' di multe se non rispetteranno le scadenze. Era davvero il caso di comportarsi in questo modo, senza nemmeno coinvolgerci?". I tre segretari, infatti, sostengono che se fossero stati interpellati avrebbero proposto uno slittamento della scadenza di uno o due mesi. "In questo periodo ? spiegano ? i Caaf e i patronati sono in piena scadenza fiscale per le pratiche di richiesta reddituale Inps e per il modello '730'. Bastava chiamarci per pianificare insieme le scadenze: speriamo di essere un po' più considerati in futuro". I sindacati, infine, ricordano ai pensionati di presentarsi muniti di carta d'identità e valori catastali dell'immobile: quelli che vivono in affitto devono chiederlo ai proprietari. D.M. - -->.

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Di ILARIA ULIVELLI L'ULTIMA novità in campo sanitario si chiama agen (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di ILARIA ULIVELLI L'ULTIMA novità in campo sanitario si chiama agenzia della continuità assistenziale extraospedaliera. Più complicato da leggersi che da spiegare. Praticamente si tratta di una struttura, che sarà gestita da un direttore di freschissima nomina, Alessandro Bussotti, formata da un pool di medici, infermieri e amministrativi che sarà collocata all'interno del dipartimento che riunisce il Dea e Medicina e chirurgia generale e d'urgenza, guidato da Carlo Nozzoli. Un'équipe che dovrà fare da collante fra l'ospedale e la medicina territoriale. Ovvero, i pazienti verranno presi in carico e saranno aiutati, prima e dopo il ricovero, a trovare i riferimenti e le cure anche al di fuori dell'ospedale, quando sono a casa. La rivoluzione, in via sperimentale, partirà nei prossimi giorni a Careggi. Poi il servizio dovrà essere esteso anche a tutti gli altri ospedali dell'Asl10. E non solo. Un progetto ambizioso messo a punto nell'atto aziendale di Careggi dall'allora rettore della facoltà di Medicina e chirurgia, Gianfranco Gensini, direttore del dipartimento Cuore e vasi. L'idea di creare un ponte fra l'ospedale e casa è nata da un bisogno di cure crescente nella popolazione sempre più anziana e sofferente di patologie croniche per le quali è importante la sorveglianza per non dovere fronteggiare il fenomeno acuto. O, in ogni caso, dopo l'episodio, orientarsi nelle cure, nella riabilitazione, nei controlli. Perché troppo spesso il paziente che viene dimesso dall'ospedale non sa a chi rivolgersi. E' SUCCESSO anche che complessi interventi chirurgici salvavita siano stati completamente vanificati per una gestione poco accorta del post intervento. Questi pazienti, tornati a casa e ripresa la vita normale, è capitato che abbiano abbandonato la terapia e non abbiano mai più fatto controlli. Qualcuno è morto. Casi, putroppo, non così isolati. Le cause sono molte, troppo spesso indipendenti dalla volontà del paziente che si trova costretto a lottare fra una malattia cronica e un muro insormontabile di burocrazia. Magari anziani soli che perdono la strada appena escono dall'ospedale. Malati che dopo l'intervento non sanno dove andare a fare i controlli. Pazienti che hanno bisogno di fare riabilitazio e si trovano davanti all'interminabile lista d'attesa. Per questo sta nascendo l'agenzia di continuità assistenziale extraospedaliera. Ma non solo. Perché per fare da collante fra ospedale e territorio sorgeranno altre agenzie dedicate: geriatria, riabilitazione, emofilia, obesità, diabete, nutrizione, tumori, cardiopatie. Praticamente un'agenzia per ogni malattia cronica. Malattie per le quali, oltre al ricovero ospedaliero, di fondamentale importanza sono le cure a domicilio. E POI L'AGENZIA dovrà proporsi come tramite facilitante per l'intervento del medico di famiglia al fine di scambiare notizie con i colleghi del reparto che ha in cura un suo assistito, dovrà agevolare la comunicazione durante il periodo di ricovero e la preparazione della dimissione. L'agenzia agirà da intermediario fra il reparto di degenza e le strutture domiciliari per chiarire eventuali problemi durante la degenza e, soprattutto, per evidenziare e aiutare a risolvere le difficoltà che potrebbero presentarsi al momento della dimissione, soprattutto nei casi più problematici per cause mediche o sociali. Non solo. Il pool di medici e infermieri potrà avere anche una funzione di collegamento con i medici di base nella fase di accesso all'ospedale, facilitando alcuni ricoveri non urgenti ma programmabili nei vari reparti dell'ospedale, in modo da non inviare il paziente al pronto soccorso anche quando non ci sono urgenze. L'agenzia sarà, insomma, il punto di riferimento dell'azienda Careggi per i medici di famiglia. Per questo saranno anche studiati strumenti informatici di collegamento tra i reparti e i medici di base. "Uno dei difetti più fastidiosi della sanità è proprio la mancanza di collegamento tra il medico di famiglia, la medicina territoriale, le cure domiciliari e tutto quello che succede quando una persona è ricoverata in ospedale", ha detto l'assessore regionale per il diritto alla salute, Enrico Rossi. Difetto che, si spera, sarà presto risolto. - -->.

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Le imprese faticano a pianificare investimenti (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'INTERVISTA A CORRADINO MERLI "Le imprese faticano a pianificare investimenti" MENTRE la Cna ferrarese si accinge, stamane, a premiare le migliori imprese di una annata economica dalle alterne vicende, risuonano nei discorsi dei candidati alle prossime elezioni politiche apprezzamenti, inconsueti per unanimismo, verso il mondo delle piccole imprese, inteso come risorsa e non come un "problema" per il Paese. Mai come in questa occasione, anzi, se ne parla nei programmi. Sembra esserci, per ora, un cambiamento nei toni. Si vedrà poi, se a questo corrisponderanno politiche realmente diverse dal passato. Si attiene ad un atteggiamento di massima prudenza Corradino Merli, direttore di una Associazione imprenditoriale che non ha mancato di criticare, in più occasioni, l'inadeguatezza di scelte di governo "lontane dalla vita reale e dai problemi di imprese, impegnate quotidianamente sul fronte di una concorrenza sempre più difficile, osteggiate, più che aiutate, da uno Stato esoso e affetto da una burocrazia pachidermica". Forse, in qualche modo, si avverte che occorre cambiare musica? "Le imprese hanno bisogno di ossigeno ? argomenta Merli ? di un quadro di certezze e di scelte precise, che dimostrino con i fatti la reale volontà di imboccare una nuova fase, più in sintonia con le esigenze del Paese. E, quindi, riduzione della pressione fiscale per le imprese, certo, ma anche modernizzazione della macchina pubblica, servizi efficienti e meno costosi, opere infrastrutturali all'altezza di un Paese europeo. Il tema si porrà per chiunque riceva il mandato di governare dopo il 14 aprile prossimo". Sicuramente, le tendenze economiche sono poco confortanti. "Le imprese faticano a pianificare nuovi investimenti: una spia negativa, perché testimonia il progressivo calo di fiducia degli operatori economici, di quel fattore propulsivo che alimenta la voglia di rischiare e competere. Difatti, dalle domande di fideiussione presentate a Fidimpresa Cna nei primi due mesi del 2008, si osserva una flessione degli investimenti (il 37% sul totale) di ben 12 punti rispetto allo scorso anno; contemporaneamente, aumenta il numero delle domande (+20%), ma diminuisce l'importo medio dei finanziamenti. Ciò significa che i margini finanziari delle piccole imprese sono sempre più risicati; il sistema produttivo è sottoposto ad una tensione crescente. Da questo punto di vista, è indispensabile accelerare il passo anche a livello locale, adottando, inoltre, scelte più adeguate alla complessità dei problemi odierni. Va bene il monitoraggio sullo stato di attuazione dei progetti del Comune di Ferrara, ma quello che è più importante è procedere, far avanzare quelle politiche che servono alle imprese per produrre sviluppo e occupazione, migliorando la propria capacità competitiva". Dunque, conclude il direttore Cna "a maggior ragione è importante premiare ? e di ciò siamo orgogliosi ? chi, pur in un contesto sfavorevole rischia e innova, vincendo le proprie sfide quotidiane con la concorrenza e i mille ostacoli del fare impresa". - -->.

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Stabile anche il flusso degli ordini (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di ANDREA GHISELLINI DATI E PERCEZIONI non combaciano assolutamente tra loro, nel rapporto sullo stato di salute dell'economia ferrarese, presentato ieri mattina dai vertici di Confindustria Ferrara, negli uffici di via Montebello. I dati sono quelli che confermano, anche per il secondo semestre 2007, un trend congiunturale positivo per produzione, occupazione e fatturato: una 'ripresina', insomma, che non vuole cedere il passo di fronte alle mille difficoltà di un mercato sempre più in fibrillazione. Il sentiment, le percezioni, invece, sono quelle di un futuro prossimo che si preannuncia assolutamente incerto, dove business e lavoro sembrano avere molte meno chances che in passato. "E' VERO ? ammette Roberto Bonora, direttore dell'associazione degli industriali ferraresi ? La soddisfazione per i buoni risultati portati a casa in tutto il 2007 è come attenuata da una sorta di retrogusto amaro, da una sensazione di profonda incertezza in seno alle aziende intervistate da Confindustria. La stessa solidità dei risultati acquisiti è valutata come se fosse una realtà precaria, destinata a non durare. Il caro petrolio e il mini-dollaro non hanno influenzato se non in misura limitata i dati dell'ultimo semestre 2007, i loro effetti si faranno sentire solo tra qualche mese. Ma il loro peso negativo sugli affari oggi in cantiere, è ben presente nelle valutazioni degli imprenditori che, appunto per questo, vengono indotti a formulare previsioni di crescita molto più caute per il 2008. Del resto, per rendersi conto di quale sia il quadro della situazione, basta dare un'occhiata alle cifre nazionali: il tasso di crescita dell'1.4% rilevato lo scorso autunno, in queste ultime settimane si è addirittura dimezzato ed è consistente il rischio che, nei prossimi mesi, tenda sempre di più verso lo zero". PER IL MOMENTO, quindi, è molto meglio restare ancorati alle cifre così come appaiono nello studio messo a punto da Confindustria, all'interno dell'Osservatorio dell'economia promosso dalla Camera di Commercio. Così, gli analisti di via Montebello ci dicono che nell'ultimo semestre 2007 la produzione è cresciuta del 4.7% ed il fatturato totale del 9.8%, in misura quasi equivalente sia per l'export che per il mercato interno. Stabile anche il flusso degli ordini ricevuti (il 33% delle imprese intervistate ha addirittura dichiarato un incremento), mentre appare in leggera crescita l'occupazione (+1.4%). Positivo infine il trend congiunturale per le aziende più piccole (meno di 50 dipendenti), che compongono la maggior parte del tessuto imprenditoriale ferrarese. "A CRESCERE sono soprattutto le imprese ad alto contenuto tecnologico, alcune delle quali, nella nostra provincia, hanno raggiunto livelli di eccellenza ? conclude Bonora ? Ma anche qui i problemi non mancano. E si tratta sempre degli stessi, vale a dire la lentezza biblica delle burocrazia e le carenze infrastruttrali del Paese: reti stradali e ferroviarie, ma anche informatiche, che non corrono alla stessa velocità di un mercato che non ha certo tempo da perdere". - -->.

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Matteucci : 'Disagi gravi per gli anziani' Il sindaco scrive al direttore di filiale (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Faenza)" del 15-03-2008)
Pubblicato anche in: (Resto del Carlino, Il (Ravenna))

Argomenti: Burocrazia

UFFICIO anagrafe del Comune, Aci, Hera ma soprattutto i 'Cup' dell'Azienda sanitaria provinciale hanno fatto investimenti importanti in tecnologia e in organici per ridurre le attese agli sportelli. Con risultati in alcuni casi eccellenti come nel caso dei centri di prenotazione e degli ambulatori per i prelievi dell'Ausl in via Fiume Montone Abbandonato. Su altri fronti c'è invece ancora molto da fare. Uno dei principali 'punti neri' nei rapporti tra cittadini utenti e burocrazia resta l'ufficio postale delle 'inesitate' di via Meucci. Tanto che lo stesso sindaco Fabrizio Matteucci ha ritenuto opportuno inviare una lettera al direttore della filiale di Poste Italiane per sottolineare "i disagi" dei ravennati costretti a lunghe attese "per usufruire di un servizio che viene erogato solo nell'ufficio di via Meucci per tutta la città". Con il risultato che la struttura, che ha un'area riservata al pubblico di moedeste dimensioni, "è spesso affollatissima". Anche l'attivazione del dispositivo di prenotazione automatica, introdotto dopo numerosissime proteste, "contribuisce ben poco ad accelerare i tempi". Ne derivano notevoli disagi per i cittadini e situazioni difficili per gli impiegati "costretti a fare da 'parafuline' alle lamentele motivate e spesso molto vivaci dei cittadini". Un altro problema segnalato da Matteucci è la distanza dal centro degli sportelli che "sopratutto nel periodo invernale, crea non poche difficoltà agli anziani". "Certamente, la possibilità di ritirare pacchi e raccomandate anche in altri uffici postali, più vicini all'abitazione del destinatario ? sottolinea il sindaco ? come avveniva qualche anno fa, potrebbe dare un contributo importante a decongestionare l'ufficio di via Meucci". - -->.

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COMUNE: ZTL La giunta cerca di farsi alleati gli Amici di Grillo (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA NUOVA alleanza politica, patrocinata dall'assessore verde-rosso Michele Gambini, vede i "grillini" affiancarsi alla giunta comunale. Niente "vaffa", almeno per un paio di settimane, anzi tutti d'amore e d'accordo su un documento che, sulla carta, recepisce in parte le richieste degli "Amici di Beppe Grillo", presentate con una petizione con 2100 firme. Una scelta politica su cui mette la firma il sindaco Luca Ceriscioli. Ovviamente mentre la petizione è drastica, la mozione è orientata. Così se i "grillini" non vogliono nessun nuovo insediamento abitativo nelle zone collinari; il sindaco "esprime l'orientamento di salvaguardare il territorio collinare senza incrementi volumetrici rispetto al Prg vigente (già ne prevede, ndr) fatte salve le necessità di servizi pubblici". I "grillini" vogliono l'allargamento della Ztl? Il sindaco lo vuol fare "nel medio termine". I grillini vogliono 800 mila euro l'anno di investimenti nelle piste ciclabili? Il sindaco risponde con i 625mila del 2008. C'E' POI la parte più propagandistica, in cui gli Amici di Grillo chiedono che il Suv siano messi al bando dalla Ztl, insieme alle auto inquinanti. E qui la giunta comunale rasenta la comicità impegnandosi ad "istituire misure restrittive per l'accesso dei cosiddetti Suv nella Ztl", mentre per le auto inquinanti diventeranno off limits solo "i veicoli commerciali (solo commerciali, ndr) diesel euro 0-1 e benzina euro 0". Costringendo, nei fatti, qualche artigiano o panettiere a comprare un furgoncino nuovo. Tutto questo fa un po' ridere, perché riguarda uno spicchio di città, con nessun beneficio per il traffico e per lo smog. Non solo. Nel contempo è pronta una delibera che raddoppia il costo del permesso giornaliero di entrata nella Ztl (da 3 a 6 euro). Parifica il costo dei permessi (15 euro la prima, 62 la seconda, 200 la terza) a quello dei residenti nelle zone blu. Poi propone a commercianti, rappresentanti, artigiani una jungla di costi annuali e di sconti per categorie difficilmente comprensibile. Un manuale di burocrazia spicciola. Più interessante l'asse Amici di Grillo-giunta comunale. Chissà se reggerà al prossimo "Vaffa..."? Luigi Luminati club.quotidiano.net/luminati - -->.

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Sportello immigrati Una bussola nella burocrazia che parla straniero (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Macerata)" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

SERVIZI Sportello immigrati Una bussola nella burocrazia che parla straniero ? MACERATA ? RIAPRE lo sportello informativo per gli immigrati gestito dall'Arci. Un servizio a disposizione dei tanti extracomunitari che vivono o arrivano in città e che hanno bisogno di aiuto per integrarsi. Dal 18 marzo l'info point sarà aperto due giorni a settimana, il martedì dalle 16 alle 18.30 e il venerdì dalle 10 alle 12.30 (tel. 0733.236788), nella sede di Macerata dell'Arci, in via Verdi 10/A. Un operatore sarà a disposizione e potrà essere consultato su una serie di tematiche che vanno dai permessi e la carta di soggiorno ai ricongiungimenti familiari, indicazioni nella ricerca della casa, di un lavoro, sulle prestazioni mediche. "La precedente esperienza ? spiega Zana Spaho che ha seguito lo sportello in passato ? ci conferma che lo sportello è molto utile. Si presentano tanti immigrati alla ricerca soprattutto di un'occupazione. Certo non siamo un'agenzia di lavoro, ma attraverso un'attiva collaborazione con altre associazioni e un passa parola, possiamo offrire consigli utili oltre a referenze personali. I nostri utenti sono stati soprattutto nigeriani, ma anche molte persone provenienti dall'Est Europa". LO SPORTELLO informativo, finanziato con fondi regionali per la promozione sociale, fa parte del trittico, insieme a quello di Jesi e Pesaro, che l'Arci ha creato con un obiettivo preciso: fare della questione degli immigrati uno dei punti cardine dell'attività dell'associazione che si muove essenzialmente in campo ricreativo e culturale. L'Arci di Macerata ha già realizzato diverse iniziative a favore degli extracomunitari, dal doposcuola per i bambini delle elementari ai corsi di lingua italiana rivolti alle donne, che hanno ottenuto un discreto seguito. "Cerchiamo di educare alla diversità ? aggiunge la presidente Federica Curzi ? di accogliere gli immigrati attivando una vera integrazione attraverso un percorso di servizio. Non ci poniamo in competizione con gli sportelli già attivi in città, ma collaboriamo con loro come già avviene con la Caritas". La stessa ubicazione dello sportello, nelle vicinanze della stazione ferroviaria, è un punto di riferimento per chi arriva in città con i mezzi di trasporto pubblici, a cominciare dal treno, ma si presenta anche come un'opportunità per animare un'area cittadina dove si sente la presenza di immigrati. Roberta Foresi - -->.

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Vademecum delle agevolazioni per chi ristruttura un immobile (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

CHE COSA PREVEDE LA NORMATIVA Vademecum delle agevolazioni per chi ristruttura un immobile Chi ristruttura il proprio immobile ha diritto a particolari agevolazioni fiscali. La loro applicazione, però, non è così semplice come sembra. La normativa richiede infatti molta burocrazia e spesso la legge che prevede i vantaggi per chi fa lavori edili, rischia di trasformarsi in una norma soltanto di facciata. Possono usufruire delle agevolazioni tutte le persone soggette all'Irpef e cioè proprietari, usufruttuari, inquilini, comodtari. L'agevolazione fino alla fine del 1999 spettava in misura del 41 per cento (anni 1998 e 1999), poi per l'anno 2000 è stata ridotta al 36 per cento per via del fatto che si è introdotta anche l'Iva agevolata al 10 per cento anzichè al 20. C'è un limite massimo, un "tetto" alla spesa detraibile di 150 milioni per anno, per ciascun contribuente, per ciascun immobile, per ciascun anno di imposta. La detrazione fiscale si scala dall'imposta lorda da pagare, non tutta in una volta sola, ma diluita a scelta del contribuente in 5 o 10 anni. Per un contribuente dal reddito elevato conviene scegliere lo scaglionamento in 5 anni, mentre un contribuente dal reddito modesto che deve scalare una spesa sostanziosa conviene optare per i 10 anni, perchè magari optando per i 5 anni rischia di perdere la parte che eccede l'imposta lorda che non può far cumulo con un altro periodo d'imposta. La finanziaria ha stabilito che l'agevolazione dovrà essere detratta obbligatoriam-ente in 10 anni e non più in 5 anni. Gli interventi ammissibili sono quelli di manutenzione straordinaria, risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, risparmio energetico, eliminazione delle barriere architettoniche, mentre sono escluse le manutenzioni ordinarie (la parte più grossa e consistente delle spese che si fanno in ambito immobiliare). Ecco come fare per ottenere i rimborsi. Inviare al Centro servizi delle imposte dirette e indirette, per raccomandata, una consistente documentazione (pena la perdita dell'agevolazione) oppure una dichiarazione sostitutiva che attesti la disponibilità della documentazione al proprio domicilio. Inviare all'Asl, solo nei casi previsti dalla legge, la dichiarazione di inizio lavori, ai fini dell'attivazione della vigilanza in materia di sicurezza sul lavoro e dichiararlo nel modulo da inviare al Centro servizi. Il fascicolo deve essere composto dal modulo predisposto dal ministero delle Finanze, comunicazione all'Asl (se fatta), copia della concessione edilizia o autorizzazione lavori o dia se esistente, copia del preventivo o consuntivo delle spese con ripartizione, secondo la tabella millesimale del condominio per i lavori in ambito condominiale, copia della delibera condominiale che autorizza i lavori, copia delle ricevute Ici riferite degli ultimi anni (solo per quei soggetti tenuti al pagamento dell'Ici), copia della domanda di accatastamento se l'immobile non risulta ancora censito. Se si tratta di un inquilino non proprietario dell'immobile oggetto dei lavori, quest'ultimo deve mandare la copia della dichiarazione di consenso ai lavori del proprietario. Se i lavori superano i 100 milioni bisogna trasmettere al Centro servizi, entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi del periodo d'imposta cui si riferiscono i lavori, un'ulteriore dichiarazione di esecuzione lavori sottoscritta da un professionista abilitato. Il pagamento lavori va fatto a mezzo bonifico bancario entro l'anno di esecuzione dei lavori. Per i condomini occorre che l'amministratore trasmetta al condomino copia della documentazione oppure una dichiarazione sostitutiva che attesti di aver adempiuto a tutti gli obblighi previsti dalla normativa con la somma da tener conto ai fini della detrazione del bonus fiscale del 41per cento o del 36 per cento. La Finanziaria 2008, la manovra economica approvata in via definitiva il 21 dicembre 2007, ha prorogato fino al 2010 le agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie. E' previsto un limite di spesa pari a 48mila euro per abitazione, indipendentemente dal numero dei comproprietari.

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'Politici,vi controlleremo' Verso il voto: Confartigianato lancia un blog (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

INCALZA la campagna elettorale e le forze produttive del Polesine lanciano messaggi chiari alla politica: meno tasse, più attenzione alle esigenze delle imprese e alla questione settentrionale, federalismo vero. La Confartigianato Imprese di Rovigo ha tracciato i "desiderata" durante la riunione del comitato di presidenza. Lo slogan dell'incontro? "Se puoi sognarlo, puoi farlo", una frase presa in prestito da Walt Disney. Magari fosse semplice come in un cartone animato, ma gli artigiani ci provano, a far arrivare i titoli giusti ai politici. Niente incontri di rito, niente convegni con la sfilata dei rappresentanti di lista: Confartigianato Imprese terrà d'occhio i candidati prima, durante e dopo il voto, con un blog creato per l'occasione. Uno spazio sul sito dell'associazione aperto a tutti, non solo ai nostri associati, per fare le pulci ai politici, dar suggerimenti e magari anche criticarli, se ce n'è motivo, incalza Girolamo Astolfi presidente provinciale della Confartigianato. Come associazione, vogliamo fare "agenda politica", in una situazione grave per tutto il nostro Paese. Certo, sarebbe meglio andare al voto potendo esprimere le preferenze, permettendo al popolo di scegliere i propri rappresentanti. A chiunque vincerà le elezioni politiche chiediamo di non aumentare la pressione fiscale, attacca il vice segretario Antonello Sartori, di semplificare la burocrazia e di applicare finalmente il federalismo fiscale, cosa che non è stata fatta né dal centrodestra né dal centrosinistra. Su questo versante, la lettura dei programmi dei due maggiori schieramenti in competizione sembrerebbe aumentare le perplessità della categoria. Un rendez-vous a tutto campo, nella riunione di presidenza Confartigianato si è spaziato dai temi delle infrastrutture al ruolo della Provincia, dal Parco del Delta alle infrastrutture energetiche. Sul nostro territorio abbiamo delle eccellenze da valorizzare, che ci pongono all'attenzione del Paese, sottolinea Sartori. Abbiamo dei Consorzi fidi che ci invidiano. Abbiamo una carta servizi per le aziende che valorizza, la persona umana, la famiglia, gli imprenditori. Eppurela politica è sempre stata disattenta. Ecco perché sarebbe utile rivedere il ruolo della Provincia. Crediamo, sia venuto il momento di ragionare sulla possibilità di trasformare l'ente in Agenzia, asserisce il vice segretario Sartori, e integrarla nel sistema regionale Veneto. Una sorta di assemblea dei sindaci, che dialoghi direttamente con il Palazzo Balbi. Trattandosi di una proposta di non semplice attuazione, visti gli interessi in gioco, meglio tornare alla più stretta attualità. E la realtà è che, nonostante il vuoto della politica, andiamo avanti. Puntiamo sulle persone e sui programmi. Siamo apartitici, afferma il presidente Astolfi, non ci schieriamo ma riconosciamo dei programmi validi: così abbiamo fatto in passato e faremo anche in questa tornata elettorale. Confartigianato Imprese Rovigo - -->.

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Di LAURA DALL'OLIO UNA FIGLIA malata di Aids in fase terminale, due genit (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di LAURA DALL'OLIO UNA FIGLIA malata di Aids in fase terminale, due genitori anziani che la vogliono assistere da vicino, le strutture pubbliche che invece chiudono le porte in faccia: tra carenza di strutture e di sensibilità la ragazza muore prima di essere trasferita a Modena. E' il caso più drammatico affrontato nel 2007 dai volontari di Auser tutela, l'associazione, che difende i diritti dei cittadini soprattutto a livello sanitario. E' partendo da qui che l'associazione tira le somme dell'attività svolta nel 2007. DEGLI 83 reclami ricevuti l'anno scorso, a farla da padrone sono sempre quelli sanitari, che però sono calati: erano 74 nel 2006 mentre l'anno scorso sono stati 63. La responsabile del servizio Mina Baruzzi parla con amarezza del caso più doloroso che ha dovuto affrontare, quello della ragazza morta di Aids, malattia che tra l'altro le era stata trasmessa dal marito: "Non si può pensare che in ogni città ci siano strutture specifiche per ogni tipologia di malati, ma perché nessuno nelle case di riposo l'ha voluta? I controlli chiesti a chi entra in queste strutture non prevedono quello dell'Aids. Se nessuno avesse detto nulla lei sarebbe entrata". Il caso è stato classificato tra le discriminazioni: in fondo trattare un paziente con l'Aids richiede le stesse attenzioni di un paziente con l'epatite B. Per Baruzzi non accogliere la ragazza perché aveva l'Aids voleva dire discriminarla. I genitori si erano rassegnati a portarla a Modena, ma prima che la burocrazia risolvesse la questione, la giovane è morta. A parte questo caso più eclatante, Baruzzi punta il dito soprattutto sulle piccole ma numerose carenze che corrodono la fiducia dei pazienti, come le liste d'attesa sempre più lunghe per le visite mediche. Lo confermano anche i numeri. Anche se calano i casi trattati dall'Auser cresce il numero di reclami per le liste d'attesa: in dodici mesi è passato da 16 a 23. A chi veniva da noi, dice la responsabile, "davamo il numero del Cup di Faenza: se da noi per una Tac servono da 6 a 8 mesi, lì si riesce a farla in una decina di giorni". La speranza, aggiunge Baruzzi, è che da aprile le cose vadano meglio grazie all'accordo che l'Ausl ha firmato coi sindacati. OLTRE ai problemi sanitari Auser tutela si occupa anche di quelli sociali. A questo proposito Mina Baruzzi parla di un ragazzo costretto a vivere sulla sedia a rotelle, che vive con il papà invalido al 75%: da tempo è in lista d'attesa per avere una casa popolare a sua misura, ma a ogni aggiornamento delle liste si trova scalzato in classifica dagli ultimi arrivati. Per questo l'Auser chiede "liste separate per chi ha problemi ma si può muovere e chi non può". - -->.

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Allarme Confcommercio La recessione è vicina (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 15-03-2008)
Pubblicato anche in: (Arena, L')

Argomenti: Burocrazia

TERZIARIO. Un decalogo per suggerire al futuro governo la strada del rilancio economico Allarme Confcommercio "La recessione è vicina" CERNOBBIO (Como) Il rischio recessione è alle porte, lo stop dei consumi è sotto gli occhi del Paese e lo choc del reddito pro capite quasi fanalino di coda in Ue hanno colpito duro nella platea di Confcommercio riunita a Cernobbio per gli annuali lavori. "Nel 2008 per ben che vada", ha dichiarato il presidente Carlo Sangalli, "la crescita, il prodotto interno lordo, sarà largamente inferiore all'1% e prossima allo 0,7% (così sancisce il centro studi dell'associazione differentemente dallo 0,9% previsto in precedenza), ma nello scenario peggiore e non irrealistico di una caduta degli investimenti questo indicatore potrebbe tradursi addirittura in una crescita accompagnata dal segno meno: il -0,2%. E a quel punto saremmo in recessione". CATTIVE PERCEZIONI. Intanto l'inflazione cresce, è stata del 2,9% a febbraio, raggiungerà il 3,1% ad aprile per poi ridiscendere lentamente al 2,4% a dicembre, sempre secondo il centro studi Confcommercio. Insomma, un'inflazione reale al 3% ma, allertano i ricercatori, la percezione della gente è al 25%. Una percezione che blocca chiaramente i consumi. "Da tempo era chiaro", ha precisato ancora Sangalli, "che la ripresina dell'economia italiana sviluppatasi tra 2006 e 2007 sull'aggancio dell'export al ciclo internazionale era in forte rallentamento". Oggi avvertiamo segnali di rallentamento "scricchiolii" dell'economia Usa. Ma non ci sono scorciatoie. Perché occorre, secondo Confcommercio, tornare a rilanciare una crescita "più robusta e di migliore qualità, risanando la finanza pubblica, riducendo - e qui ha dettato un decalogo di venti tesi per il prossimo governo - la spesa corrente primaria di 5 punti di Pil e al contempo di 5 punti l'aliquota Irpef per restituire adeguato respiro ai consumi. POLITICA PER I SERVIZI. Contemporaneamente è necessario a suo giudizio mettere in campo una politica per i servizi che garantiscano incrementi significativi di produttività e occupazione. "Non è un libro dei sogni", ha detto il presidente di Confcommercio, "perchè le inefficienze e gli sprechi della struttura della spesa pubblica vengono stimati oggi proprio nell'ordine di 5 punti di pil, 70,75 miliardi l'anno". Tra le venti tesi anche la richiesta alla prossima legislatura "che deve essere costituente", l'istituzione di un dipartimento per le pmi presso la presidenza del Consiglio. Questo unitamente alle altre tesi come le liberalizzazioni che valgono secondo Confcommercio un punto e mezzo di Pil, la riduzione della burocrazia (un quarto di punto Pil), l'efficientamento di infrastrutture, trasporti e logistica (3 punti). TASSE. E "chiediamo che nell'arco dei primi cento giorni la tassazione secca di straordinari e incentivi sia portata al 10%, il ripristino della piena agibilità del lavoro intermittente, la liberalizzazione dei servizi pubblici locali".

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CERNOBBIO (COMO) - Il rischio recessione è alle porte, lo stop dei consumi è sotto gli occhi del Paese e lo choc del reddito pro capite quasi fanalino di coda in Ue hanno colpito d (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Uro nella platea di Confcommercio riunita a Cernobbio CERNOBBIO (COMO) - Il rischio recessione è alle porte, lo stop dei consumi è sotto gli occhi del Paese e lo choc del reddito pro capite quasi fanalino di coda in Ue hanno colpito duro nella platea di Confcommercio riunita a Cernobbio. "Nel 2008 per ben che vada - ha detto il presidente Carlo Sangalli - la crescita, il Pil, sarà largamente inferiore all'1% e prossima allo 0,7% (così sancisce il centro studi dell'associazione diversamente dallo 0,9% previsto in precedenza), ma nello scenario peggiore e non irrealistico di una caduta degli investimenti questo indicatore potrebbe addirittura tradursi in una crescita accompagnata dal segno meno: -0,2%. E saremmo in recessione". Intanto l'inflazione cresce, è stata del 2,9% a febbraio, raggiungerà il 3,1% ad aprile per poi ridiscendere lentamente al 2,4% a dicembre, sempre per Confcommercio. Insomma, un'inflazione reale al 3% ma, allertano i ricercatori, la percezione della gente è al 25%. Una percezione che blocca chiaramente i consumi. "Da tempo era chiaro - ha detto Sangalli - che la ripresina dell'economia italiana sviluppatasi tra 2006 e 2007 sull'aggancio dell'export al ciclo internazionale era in forte rallentamento". Oggi avvertiamo segnali di rallentamento "scricchiolii" dell'economia Usa. Ma non ci sono scorciatoie, occorre, secondo Confcommercio, tornare a rilanciare una crescita "più robusta e di migliore qualità, risanando la finanza pubblica, riducendo - e qui ha dettato un decalogo di venti tesi per il prossimo governo - la spesa corrente primaria di 5 punti di pil e al contempo di 5 punti l'aliquota Irpef per restituire respiro ai consumi. Contemporaneamente è necessario mettere in campo una politica per i servizi che garantiscano incrementi significativi di produttività e occupazione. "Non è un libro dei sogni - ha detto Sangalli - perchè le inefficienze e gli sprechi della struttura della spesa pubblica vengono stimati proprio nell'ordine di 5 punti di pil, 70,75 miliardi l'anno". Tra le venti tesi anche la richiesta alla prossima legislatura "che deve essere costituente", l'istituzione di un dipartimento per le piccole e medie imprese presso la presidenza del Consiglio. Questo unitamente alle altre tesi come le liberalizzazioni che valgono secondo Confcommercio un punto e mezzo di pil, la riduzione della burocrazia (un quarto di punto pil), l'efficientamento di infrastrutture, trasporti e logistica (3 punti di pil). 15/03/2008.

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Il Pdl punta su sicurezza e aiuti alle giovani coppie Burocrazia da snellire e appello al voto utile (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Pdl punta su sicurezza e aiuti alle giovani coppie Burocrazia da snellire e appello al "voto utile" "DARE più sicurezza, più case alle giovani coppie e snellire la burocrazia". Sono i punti principali del programma del Popolo della libertà (più le liste collegate) presentato ieri dal candidato sindaco Adriano Gini. E anche qui il Pdl punta al voto utile. "Votare per le liste piccole è inutile", dice chiaro e tondo Giuseppe Rago. E il parlamentare Fabio Garagnani conferma. Chiaro l'attacco alla lista di Antonio pezzi e Riccardo Mondini. L'occasione è la conferenza stampa per presentare lista e programma per le amministrative del centrodestra unito, insieme ai due 'numi tutelari' bolognesi: Garagnani di Forza Italia e Enzo Raisi di An che però ha dovuto rinunciare all'ultimo momento. C'ERANO invece molti dei candidati in lista. Il panorama lo traccia il coordinatore di Forza Italia Alessandro Fiumi: "Ora siamo uniti, ci sono state delle difficoltà ma i tempi erano stretti ? dice ?. Abbiamo stilato una lista di grande qualità, con una forte presenza femminile e di under 40 che sono il quaranta per cento dei candidati". Fiumi sottolinea la ritrovata unità e annuncia "un'opposizione forte e coesa". Decisamente più ottimista Daniela Dall'Arno: "Ora siamo all'opposizione, ma questa volta corriamo per vincere". Poi la parola va al candidato Gini, che nei manifesti appare con una bici e lo slogan "Imola, ricomincia a correre". "In città si respira un'aria asfittica ? attacca ? dopo 60 anni di sinistra è ora di cambiare perché il sistema è cristallizzato e appesantito". Poi il candidato sindaco del Pdl passa a elencare i punti del suo programma. In cima la casa per le giovani coppie. "Proponiamo l'abolizione dell'Ici prima casa e convenzioni fra banche e Comune per mutui agevolati". Quindi è il turno della sicurezza che punta soprattutto sulla polizia municipale: "Ci sono agenti adibiti a mansioni solo burocratiche mentre bisognerebbe rafforzare le pattuglie. E mettere una persona a controllare sempre cosa riprendono le telecamere". Infine tocca un tema a lui caro, la burocrazia: "Bisogna snellirla e informatizzare tutto, qui circola ancora troppa carta. Ci sono progetti come quello della carta d'identità elettronica andati completamente in malora e da riprendere". LA PAROLA conclusiva spetta a Fabio Garagnani: "Non ci facciamo illusioni, qui il Pd è forte ma anche a Imola è ora di cambiare. C'è benessere, inutile negarlo, ma è dovuto all'operosità degli imolesi e delle imprese e non a chi amministra. Serve più libertà per le forze economiche e va rotto l'anello di collegamento fra una parte del mondo economico e la politica. Rispetto il ruolo delle cooperative ma il legame è ancora troppo forte". - -->.

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Angelico alla prova del fuoco (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Basket Stasera alle 21 l'anticipo tv contro Teramo 8 Angelico alla prova del fuoco Tornati alla vittoria con l'Upim, i rossoblù devono ritrovare la continuità perduta STEFANO ZAVAGLI Giornate alla fine BIELLA Ai tempi della Juniores pitturò la faccia di tutti i suoi giocatori per imprimere forza e coraggio, la penultima volta s'è ispirato a "Ogni maledetta domenica", l'ultima ha modificato il set e come il miglior Al Pacino ha rigenerato i perplessi, sbattendo la porta alle sei sconfitte consecutive, per estrarre dal cilindro le migliori statistiche al tiro della stagione. Chissà per questa sera, lo stratega Bechi, cosa s'inventerà pur di infondere nei suoi un senso di auto-convinzione, accompagnato da spirito di appartenenza: temi parecchio lontani dagli aspetti tecnici, ad ogni modo magagne chiave nella gestione dei match. Proprio così, perché l'allenatore d'oggi oltre ad essere lucido sulle letture degli schemi deve sapere trattare questa burocrazia apparentemente inutile, eppure cruciale: spesso una vittoria è possibile ipotecarla nello spogliatoio. Possono essere criticati metodi e forma, ma non il concetto: l'approccio psicologico conta quanto un gioco a due o uno scarico sul lato debole. Specialmente nei casi simili a quelli di Biella, dopo uno scossone, durante l'inserimento del nuovo (Langford). Tornata alla festa, s'attende il nuovo colpo d'autore per la conferma. Il ritorno alla vittoria tra le mura amiche, una salvezza sempre più vicina, un tabellone playoff da riacciuffare. L'Angelico è chiamata (alle 21) a tutto questo, contro l'incognita Siviglia Wear, fresca di restyling sul mercato e orientata a centrare il quarto successo esterno (pochi) arrivato in precedenza solo dai campi di Milano, Cantù e Varese. L'ammazza-lombarde si presenterà con l'ex novarese Adams e un tournover costretto. Insomma, un extra deve star fuori, quasi certo sarà un lungo, sul chi è scommessa aperta, facile capiti a Nikoloz Tskitishvili, figlio d'una discontinuità che va dai 2 punti della penultima uscita ai 20 della terzultima. Dopo coach Bianchi farà a meno di Franco Migliori (contrattura muscolare), ma anche in casa Angelico si corre il rischio d'un assente. Ko, banco vuoto nella rifinitura di ieri, la febbre (oltre i 38° in pieno giorno) ha estromesso Simone Cotani, fino a questa sera in forte dubbio. Pensare che, proprio la sua bomba, ha straziato la Fortitudo. Eppure bisogna ripartire da lì: il 26/37 da due ha mandando Biella per la prima volta quest'anno sopra il 70% e anche da tre l'ultima è stata la percentuale più alta di tutta la stagione (6/11 oltre il 50). "E' stata ritrovata fluidità, ritmo, contropiede e soluzioni da liberi - afferma Bechi -. Ciò che fa la differenza al nostro gioco". C'è un fronte, in compenso, d'andare a ritoccare al più presto: persi nelle ultime cinque una media di 21,6 palloni, questo ha comportato una ricaduta verso il basso nella speciale graduatoria, buttando Biella addirittura in ultima posizione. "E' un dato di fatto - ribatte Bechi -, siamo ultimi alla voce ed è necessario migliorare, ma è anche vero che il nostro tipo di basket produce parecchie palle perse. Siamo veloci, puntiamo ad aumentare il numero dei possessi, quindi può accadere. Ma non vuole essere una giustificazione". Trovati i 26 punti in classifica, l'Angelico vuole guardare oltre, la vittoria in casa, unita ad un eventuale colpaccio con Scafati garantirebbe già la matematica salvezza. Ciò che l'Angelico voleva veramente.

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Danieli, ricavi in crescita e utile +53,16% (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il cda ha esaminato i conti della prima metà dell'esercizio: i ricavi sono passati da 1.116,3 milioni a 1.327,4 mentre il risultato netto da 30,1 a 46,1 "Le previsioni di bilancio possono essere rispettate" Danieli, ricavi in crescita e utile +53,16% Il portafoglio ordini arriva a sfiorare quota 4 miliardi e i dipendenti sono oltre 7 mila di PAOLO L. MEDEOSSI UDINE. Sgombriamo subito il campo: la semestrale della Danieli presenta cifre di tutto rispetto e più che degne di menzione, dai ricavi aumentati del 18,91% al Mol cresciuto del 27,75% al più 53,16% del risultato netto di gruppo. E queste testimoniano la decisamente buona salute del gruppo di Buttrio. Se poi aggiungiamo che - come scritto di recente - i dipendenti sono saliti di 277 a 7.093... Tuttavia non vanno sottaciuti alcuni segnali, significativi, seppur non rilevanti: dalla crescita delle svalutazioni e ammortamenti (+50%) al quasi raddoppio delle perdite derivanti da transazioni in valute estere alla minor velocità di crescita dell'utile ante-imposte rispetto al risultato netto. Questioni di lana caprina si dirà e in parte è anche vero, ma un esame particolarmente attento è quasi d'obbligo per un gruppo che è tra i primi tre costruttori mondiali del settore macchine per l'industria siderurgica con la leadership mondiale negli impianti per la produzione dei prodotti lunghi con la tecnologia dei "minimill" (che producono acciaio con il forno elettrico e che, oltre ad essere competitivi sotto il punto di vista costi, sono "environmental friendly" quando comparati con gli integrati con alto forno), ed è seconda in quella dei prodotti piani. Ma di fondo, come abbiamo anticipato, c'è la valutazione che sono fior di conti quelli contenuti nella relazione di metà esercizio approvata ieri pomeriggio dal consiglio di amministrazione della multinazionale di Buttrio, presieduto da Gianpietro Benedetti. E diciamo multinazionale a ragion veduta visto che solo considerando le principali unità operative ci sono "bandierine" Danieli in Italia, Stati Uniti, Olanda, Germania, Svezia, Regno Unito, Francia, India, Thailandia, Cina, Giappone e Austria. E a quest'ultimo proposito la relazione del Cda si premura di sottolineare che "a solo 8 mesi dalla decisione, a maggio sarà inaugurata la nuova fabbrica in Austria": una stoccata - non ci vuole molta fantasia a interpretarla così - ai tempi della burocrazia italiana e locale". Comunque, prima di tornare alle cifre, anche se prima è necessario sottolineare che il portafoglio ordini è a un passo da quota 4 miliardi, vediamo qualche altro passaggio significativo della relazione del Cda di ieri. In generale, è "preso atto che la redditività delle attività del Gruppo Danieli è migliorata sia con riferimento allo stesso periodo del precedente esercizio, sia in proporzione rispetto ai dati al 30 giugno 2007; continua inoltre il processo di internazionalizzazione con investimenti in impianti e in ricerca; si ritiene altresì che le previsioni di bilancio a fine esercizio possano essere rispettate, pur permanendo l'incertezza per possibili impatti negativi derivanti da maggiori costi relativi a energia, materie prime, e per eventuali fluttuazioni anomale nei mercati finanziari e dei cambi". Detto che nel 2007 l'economia mondiale ha confermato un tasso di crescita in calo, ma ancora soddisfacente, per il 2008 le previsioni sono più fosche per i Paesi industrializzati, mentre per i Paesi Bric (Brasile, Russia, India e Cina) si prospetta ancora un anno di buona crescita. A cascata: "La domanda di acciaio per il 2008 si mantiene stabile. La buona prospettiva sui consumi futuri di acciaio è supportata soprattutto dai Paesi emergenti che investono in infrastrutture. Il mercato degli impianti ha raggiunto nel 2007 un trend di crescita soddisfacente che si ritiene potrà essere mantenuto pure nel 2008 sia per tipologia di impianto sia per i margini". Ecco quindi le previsioni positive. Ora le cifre consolidate più significative: il portafoglio ordini complessivo è di circa 3.926 milioni (3.098 milioni al 30 giugno 2007); i ricavi del periodo hanno raggiunto un valore consolidato di 1.327,4 milioni contro gli 1,1163 miliardi per i sei mesi dell'esercizio precedente con un risultato operativo di 75,7 milioni rispetto ai 63,3 milioni al 31 dicembre 2006, e un utile netto di competenza del gruppo di 46,1 milioni contro i 30,1 milioni al 31 dicembre 2006, con i tassi di crescita percentuale evidenziati all'inizio. Quanto agli altri dati, detto che la posizione finanziaria netta è migliorata di oltre 12 milioni (a 415,1), si segnala che il tasso di crescita dei costi delle materie prime e di consumo (+16,3% da 615,8 a 716,4 milioni) è inferiore a quello dei ricavi, mentre è superiore quello del costo del personale (+21,6% da 111,3 a 135,3 milioni) come pure gli altri costi operativi (+20,65%), ma anche il margine operativo lordo (+27,76% da 86,5 a 110,5 milioni). Le svalutazioni e gli ammortamenti passano da 23,2 a 34,8 milioni e da 7,9 a 14,5 le perdite derivanti da transazioni in valute estere (ma vista la turbolenza dei mercati...). Poi, l'utile prima delle imposte sale del 9,13% da 62,4 a 68,1 milioni mentre i profitti netti balzano grazie alla netta riduzione delle imposte sul reddito, meno 32,5% da 32 a 21,6 milioni. C'è poi il calo da 6,2 milioni a 3,9 dei ricavi finanziari che prova che la crescita della redditività è frutto dell'attività caratteristica. In conclusione, ci pare degno di nota che il gruppo Danieli occupa in Friuli circa 6.000 persone tra diretti e indotto e contribuisce per il 38% all'export annuo della provincia di Udine e per il 18% di quello regionale. Ma anche che nella relazione del cda si legga "per quanto concerne l'Italia, preoccupa la mancanza di decisioni atte a migliorarne la competitività e lo sviluppo". Visto il periodo, a buon intenditore.

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La sfida di ortis agli avversari: confronto in piazza (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Udine La sfida di Ortis agli avversari: confronto in piazza "A meno di un mese dalle elezioni, dopo che ho chiesto più volte un confronto pubblico sui programmi per il governo della città e considerato che i miei competitori non mi hanno ancora mai risposto, rinnovo l'invito a trovarci in piazza con la gente". La richiesta è del candidato sindaco Gianni Ortis che da tempo chiede di dare la possibilità agli elettori di partecipare da protagonisti alla campagna elettorale per l'elezione del sindaco di Udine. "Propongo, spiega Ortis, che il luogo dell'incontro sia piazza San Giacomo, cuore della città e che sia fatto il tre aprile, data simbolo del Friuli di cui Udine deve tornare a esserne la capitale. Questa iniziativa non è solo questione di forma ma vuole essere una restituzione di rispetto ai cittadini riprendendo metodi e procedure che hanno garantito la crescita del nostro Paese e della democrazia. Auspico e sollecito un confronto finalmente aperto, libero, leale dove emerga che non ci sono cittadini per il sindaco, ma un sindaco per i cittadini. Io la gente in questi mesi l'ho sentita e so che ha cose molto più interessanti da dire e da proporre di quelle che le burocrazie politiche stanno confezionando, con un cuore lontano dalla città". Sulla mancata risposta ai suoi inviti, Ortis aggiunge che "non voglio credere a chi mi riferisce che esista una difficoltà da parte di qualcuno a confrontarsi con me, ma se questo fosse vero segnerebbe la volontà di coprire una scadente qualità della sua proposta per la città. Considerato che ai miei ricorrenti inviti al confronto non ho mai ricevuto risposte, credo che, a una mese dalle elezioni, sia proprio il caso di presentarsi agli udinesi dando loro la possibilità di valutare la differenza dei programmi e del valore dell'impegno".

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Confcommercio ai politici: si rischia la recessione (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il convegno di Cernobbio sugli scenari della nostra economia. L'associazione illustra le proposte per uscire dalla crisi e rimettere in moto il Paese Confcommercio ai politici: si rischia la recessione Sangalli: se il nuovo governo non vigilerà sugli investimenti, il Pil potrà ridursi a un meno 2% CERNOBBIO. Rischio recessione per l'Italia. L'allarme è lanciato dalla Confcommercio, riunita a Cernobbio in un convegno sugli scenari per gli anni 2000. Gli scenari sono pessimi e sono confortati da cifre degli uffici studi, ripresi dalla relazione del presidente Carlo Sangalli, e nessuno dei politici intervenuti nel pomeriggio (Piero Fassino, Gianfranco Fini e Roberto Maroni) è riuscito a smentire previsioni così disastrose. Il punto è questo: l'economia non cresce e se il nuovo governo non vigilerà sugli investimenti, il più 0,7 per cento prevedibile per il Pil potrebbe ridursi ad un meno 2 per cento. Cioè recessione. Morte formale di qualsiasi pretesa di far parte dei paesi industrializzati. In pratica siamo in bilico e i provvedimenti da prendere sono obbligati. "Anzi - ha detto Sangalli - le decisioni vanno assunte con urgenza, occorre una legislatura costituente, che faccia la riforma elettorale e quelle riforme istituzionali di cui il paese ha bisogno. Si stava meglio quando si stava peggio. Negli anni Ottanta, quando l'inflazione era a due cifre, la crescita della ricchezza era del 4 per cento". Ora le previsioni della Confcommercio indicano un'inflazione media annua del 3 per cento. Si potrebbe giungere nei prossimi mesi, dice l'ufficio studi, ad uno sfondamento fino al 3,1 per cento per poi rientrare fino al 2,4 per cento a fine anno. Nei primi cento giorni il governo, ha insistito Sangalli, deve prendere quattro provvedimenti: tassazione secca al 10 per cento degli straordinari per avvantaggiare anche i lavoratori e rilanciare i consumi; ripristinare il lavoro a chiamata (proposta che ha trovato il plauso esplicito di Roberto Maroni) per una maggiore flessibilità contrattata; liberalizzazione dei servizi pubblici locali; istituzione di un dipartimento per le Pmi presso la presidenza del Consiglio perchè sono la grande risorsa del paese. Sangalli avverte che non ci sono scorciatoie per rilanciare la crescita, "bisogna risanare la finanza pubblica riducendo, come si dice nelle venti tesi per il prossimo governo, la spesa corrente primaria di 5 punti di Pil in cinque anni e, nello stesso tempo, l'aliquota Irpef di altrettanti 5 punti.Contemporaneamente, bisogna mettere in campo una politica per i servizi che garantiscano incrementi di produttività e occupazione". "Non è un libro dei sogni - aggiunge Sangalli - perchè l'inefficienza e gli sprechi della struttura della spesa pubblica vengono stimati proprio nell'ordine di 5 punti di Pil, pari a 70,75 miliardi l'anno". Eppoi ancora riduzione della burocrazia, migliori trasporti e logistica. Nel pomeriggio è toccato ai politici. Poche polemiche. Anzi Fini e Fassino hanno concordato che lo Stato deve intervenire a sostegno dei precari che si trovano in difficoltà. L'unica censura è stata fatta da Maroni nei confronti della proposta di Veltroni di un salario sociale di mille euro: "Dare questa retribuzione significa aumentare il costo del lavoro, creare maggiore inflazione e vanificare anche il potere d'acquisto dei mille euro". Antonella Fantò.

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Medici di base, sciopero in vista (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Primo Piano Pagina 104 Nessuna intesa con la Regione Medici di base, sciopero in vista Nessuna intesa con la Regione --> Riparte la protesta dei medici di famiglia, per la mancata conclusione dell'accordo integrativo regionale. Con una nota del segretario regionale Paolo Carossino, la Fimmg (Federazione italiana dei medici di medicina generale) sarda annuncia lo stato di agitazione della categoria, e ipotizza uno sciopero a breve termine. La novità non interromper però la serrata trattativa con l'assessorato regionale della Sanità. Anche ieri la delegazione del sindacato dei medici ha lavorato per buona parte della giornata con l'assessore Nerina Dirindin, ma non sembra che siano stati ancora risolti i problemi che finora hanno impedito la firma dell'intesa. Il braccio di ferro dura da due anni, e ha già conosciuto toni molto aspri tra le parti in causa. Nella nota diffusa ieri la Fimmg fa sapere di aver già inviato alla Regione la comunicazione dello stato di agitazione, come previsto dalla legge, e precisa che tale decisione "prelude a future azioni di protesta": tanto che, precisa Carossino, "è preannunciato uno sciopero con chiusura degli studi medici in tutta la Regione". Il segretario dei medici spiega poi che la categoria protesta "per l'impostazione cocciutamente dirigista e per la burocrazia asfissiante contemplata dalle proposte d'accordo regionali". Sotto accusa "l'aggiunta di nuovi adempimenti regionali alle già numerosissime norme e compiti burocratici legati alla prescrizione". Il riferimento è diretto in particolare ad alcune procedure richieste della Regione in materia di ricette, che dovrebbero tra l'altro favorire il controllo della spesa sanitaria per i farmaci e i presìdi medici. Ma in discussione c'è anche l'orario di lavoro minimo che dev'essere garantito da ciascun professionista. Secondo la Fimmg, si tratterebbe in sostanza di un aggravio per i suoi associati senza reali utilità per gli assistiti. Invece la Federazione ritiene che, "per cercare di decongestionare gli ospedali, dimettere precocemente, trasferire parte dell'assistenza al domicilio del paziente", sia necessario semmai sostenere la medicina del territorio, e "si debba investire in risorse umane e strutturali adeguate: dalla medicina generale alla pediatria, alla continuità assistenziale e all'emergenza, fino alla specialistica convenzionata ed all'assistenza infermieristica". Malgrado una mediazione nazionale sulla vertenza, conclude la nota della Fimmg, la Sardegna "è l'ultima regione, con la Campania, in cui ancora non è stato siglato l'accordo integrativo". Un male per i medici "ma forse ancora di più per i cittadini, cui sono così precluse le modalità d'assistenza più innovative e di qualità".

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Sicurezza pagata tre volte (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Empoli Sicurezza pagata tre volte Scopifici larcianesi vittime di paradossi burocratici Multa per aver rispettato l'obbligo di modificare alcuni macchinari LARCIANO. Una storia di ordinaria burocrazia dove, a farne le spese, sono le piccole imprese. è quella, resa nota dalla Cna di Pistoia, che ha per protagonisti gli scopifici larcianesi, prima obbligati a modificare alcuni macchinari per ragioni di sicurezza, e poi multati, appunto, per aver modificato gli stessi macchinari. Un piccolo episodio forse, ma decisamente significativo. Tutto ruota attorno a un macchinario utilizzato negli scopifici: la "foratrice-insetolatrice verticale", più comunemente conosciuta come punzonatrice. "Sono ormai trascorsi tre anni - scrive la Cna - dalla sottoscrizione di un "protocollo d'intesa" e dal "tavolo tecnico" tra le varie parti sociali, le aziende produttrici e quelle costruttrici dei macchinari specifici per una migliore gestione della sicurezza sui luoghi di lavoro del comparto. Le macchine punzonatrici verticali hanno rappresentato l'argomento principale di tutti gli incontri effettuati nella sede Asl, dove sono state definite alcune ipotesi di intervento per la messa in sicurezza dei macchinari. Il risultato di quella iniziativa è stato quello che le imprese, dopo avere subìto un verbale di prescrizione con relativa sanzione, emesso dall'organo di vigilanza appunto per la non conformità delle punzonatrici, hanno dovuto provvedere agli interventi per la bonifica degli stessi macchinari effettuati dalla casa madre dietro "lauta ricompensa"". Insomma, quelle punzonatrici non erano ritenute sicure, così le imprese sono state multate e poi hanno dovuto pagare le ditte costruttrici per le modifiche necessarie. E fin qui la storia ha anche una sua logica. Logica che, però, scompare nel seguito della vicenda: "La beffa subita dalle aziende - continua la Cna - sta nel fatto che gran parte dei macchinari sono stati acquistati successivamente all'ottobre 1996, e quindi sono munite di marchio di conformità "Ce", sul quale le aziende non possono apportare modifiche in grado di alterarne lo stato originario. Anche per macchinari acquistati qualche mese fa, per diverse decine di migliaia di euro si è innescato lo stesso processo, con relativa sanzione. Se gli interventi di adeguamento di quei macchinari erano necessari per il raggiungimento dei requisiti essenziali di sicurezza, tali dispositivi introdotti dovevano già essere presenti al momento della immissione sul mercato. Invece, come tipico del "bel paese", un paradosso: l'impresa larcianese ha pagato profumatamente il macchinario marcato "Ce", ha pagato anche i successivi interventi di bonifica richiesti dall'organo di vigilanza con la ricompensa finale della sanzione mentre l'azienda costruttrice dei macchinari (ovvero l'unico responsabile di queste presunte carenze prevenzionistiche), non ha subito nessuna sanzione bensì ha riscosso le fatture per la messa in bonifica. Per finire l'azienda costruttrice ha precisato che disporrà di tali dispositivi solo le attrezzature che venderà nel territorio Valdinievolino, in quanto negli altri territori nessun organo di vigilanza ha manifestato contestazioni. Il risultato è che in qualsiasi altra provincia, anche toscana, le stesse macchine potranno essere vendute come sempre senza questi tipi di interventi, creando così una disparità di trattamento territoriale ed economico". "Vorremmo quindi capire se la legge è uguale veramente per tutti - conclude la nota della Cna - oppure tutto è molto soggettivo e interpretabile. E questo rappresenta è solo un esempio". A LAMPORECCHIO Niente acqua LAMPORECCHIO. Acque Spa comunica che, a causa di alcuni lavori al nuovo pozzo della centrale idrica Dorrio, nel territorio lamporecchiano, per martedì prossimo sono previsti alcuni disagi. Più nel dettaglio dalle 8,30 alle 13 si verificherà un'interruzione idrica nella frazione di porciano, in via Belvedere Alto e nelle località Doccellama e Papiano. Con la ripresa del servizio saranno possibili fenomeni di intorbidamento destinati a scomparire. PADULE Visite guidate LARCIANO. Nuovo appuntamento con le iniziative di primavera del Centro ricerca del Padule. Il 24 marzo sarà possibile festeggiare la Pasquetta con le escursioni nel Bosco di Chiusi e alla Paduletta di Ramone. Prenotazioni entro il 21 marzo allo 0573 84540.

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Il restauro della vecchia scuola (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Ferrara, La" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oggi una riunione per creare un centro sociale e un punto di aggregazione per la comunità Il restauro della vecchia scuola A Sabbioni fondi da Comune e circoscrizione Nord SABBIONI DI PESCARA. Da dieci lunghi anni il Comitato Borgo del Passo Vecchio di Sabbioni attendeva con ansia che la richiesta di aprire un centro aggregativo presso le ex scuole elementari fosse accolta. Ma burocrazia, eventi che prima facevano sperare nel buon esito e poi contro eventi che li annullavano, avevano mammano trasformato l'entusiasmo in sfiducia. Un risveglio della volontà di concretizzare il progetto c'era stato alcuni mesi fa, quando spinti da una necessità contingente era stato destinato uno spazio della struttura per un ambulatorio medico. La struttura infatti manca nel paese, costringendo i residenti di ogni età, a percorrere diversi chilometri per una visita o una ricetta. Ora prima che nuovamente gli animi si rassegnino ad un nulla di fatto, ecco un incontro positivo con l'assessore Mariella Michelini e il presidente della circoscrizione nord Alberto Guzzinati tenutosi in questi giorni così da ridare ossigeno alle iniziative. Infatti è stato deciso che ai 25.000 euro già stanziati dalla circoscrizione per il restauro dei locali, si aggiungeranno altri 60.000 necessari per completare i lavori che dovrebbero iniziare addirittura entro il mese di aprile. Giusto il tempo necessario affinché il comitato si associ ad Ancescao e diventare così un organismo con i titoli idonei per poter firmare la convenzione con il Comune ed attivarsi poi sul territorio. Il fatidico incontro con Ancescao si terrà oggi pomeriggio alle ore 15 durante una assemblea generale da cui uscirà già il direttivo che successivamente nominerà il presidente della nascente Centro Sociale Borgo del Passo Vecchio. Un nome a cui il comitato è affezionato in quanto ricorda il passaggio che anticamente serviva per collegare le zone paludose della zona con Pontelagoscuro, Francolino, Sabbioni, Pescara e Fossadalbero. La ex scuola elementare sarà utilizzabile per il piano terra, dove comunque troverà spazio il tanto sospirato ambulatorio già pronto in muratura ma senza arredi e le altre sale per finalmente offrire ai residenti momenti ricreativi e culturali. Margherita Goberti.

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Martedì la passerella (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Provincia Martedì la passerella Limena. Un via libera informale LIMENA/VIGODARZERE. La passerella ciclopedonale aprirà martedì. Il tempo di far arrivare la certificazione del collaudo al Comune di Limena, responsabile della realizzazione tecnica dell'opera, e poi si potrà togliere la rete di protezione e aprire al transito di ciclisti e pedoni la nuova passerella metallica. "Insieme al sindaco di Vigodarzere abbiamo deciso di aprire la struttura senza attendere di organizzare una cerimonia ufficiale, ma appena la burocrazia ce lo consente - dichiara il sindaco di Limena, Gilberto Vettorazzi - Per il taglio del nastro aspetteremo la bella stagione". Lunedì dovrebbe arrivare all'ufficio tecnico limenese la relazione del collaudo, atto ufficiale che permette di poter aprire la passerella. La struttura affianca il Ponte della Libertà sul Brenta e collega gli argini di Limena e Vigodarzere. Era stata posata a gennaio, con operazioni complesse che avevano comportato la chiusura per alcuni giorni del ponte stesso. "Aprendola martedì sarà subito utilizzabile - sottolinea Vettorazzi - aspettando di completarne gli ingressi: siamo in attesa del parere favorevole dalla Provincia per allargare e sistemarne l'accesso fino alle chiuse". Quando il tempo sarà clemente, Vettorazzi e il collega di Vigodarzere, Franco Frazzarin, ufficializzeranno l'apertura dell'opera con un taglio del nastro. L'idea di Vettorazzi è quella di organizzare una biciclettata che unisca simbolicamente i due Comuni, e che porti i cittadini a scoprire la rete di piste ciclabili realizzata a Limena e magari anche la Certosa di Vigodarzere. (Cristina Salvato).

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Confcommercio lancia l'allarme: è quasi recessione Per l'Ufficio studi dell'associazione la crescita italiana sarà dello 0,7%, ma non è escluso che si possa scendere a meno 0,2 (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del Confcommercio lancia l'allarme: è quasi recessione Per l'Ufficio studi dell'associazione la crescita italiana sarà dello 0,7%, ma non è escluso che si possa scendere a meno 0,2 / Cernobbio CRESCITA Il rischio recessione è alle porte, lo stop dei consumi è sotto gli occhi del Paese e lo choc dei redditi in coda alla classifica Ue hanno tenuto banco al convegno di Confcommercio organizzato per questo fine settimana a Cernobbio. "Nel 2008 per ben che vada - ha detto il presidente Carlo Sangalli - la crescita sarà largamente inferiore all'1% e prossima allo 0,7%, ma nello scenario peggiore e non irrealistico di una caduta degli investimenti questo indicatore potrebbe addirittura tradursi in una crescita accompagnata dal segno meno: meno 0,2%. Cioè recessione". Intanto l'inflazione cresce, è stata del 2,9% a febbraio, raggiungerà il 3,1% ad aprile per poi ridiscendere lentamente al 2,4% a dicembre, sempre secondo il centro studi Confcommercio. Insomma, un'inflazione reale al 3% ma, allertano i ricercatori, la percezione della gente è al 25%. Una percezione che blocca i consumi. "Da tempo era chiaro - ha detto Sangalli - che la ripresina dell'economia italiana sviluppatasi tra 2006 e 2007 sull'aggancio dell'export al ciclo internazionale era in forte rallentamento". Secondo Confcommercio ora occorre tornare a rilanciare una crescita "più robusta e di migliore qualità, risanando la finanza pubblica, riducendo - e qui ha dettato un decalogo di venti tesi per il prossimo governo - la spesa corrente primaria di 5 punti di pil e al contempo di 5 punti l'aliquota Irpef per restituire respiro ai consumi. Contemporaneamente è necessario mettere in campo una politica per i servizi che garantiscano incrementi significativi di produttività e occupazione. "Non è un libro dei sogni - ha detto il presidente di Confcommercio - perchè le inefficienze e gli sprechi della struttura della spesa pubblica vengono stimati oggi proprio nell'ordine di 5 punti di pil, 70,75 miliardi l'anno". Tra le venti tesi anche la richiesta alla prossima legislatura "che deve essere costituente", l'istituzione di un dipartimento per le piccole e medie imprese presso la presidenza del Consiglio. Questo unitamente alle altre tesi come le liberalizzazioni che valgono secondo Confcommercio un punto e mezzo di pil, la riduzione della burocrazia (un quarto di punto pil), l'efficientamento di infrastrutture, trasporti e logistica (3 punti di pil). "Chiediamo che nell'arco dei primi cento giorni la tassazione secca di straordinari e incentivi sia portata al 10%, il ripristino della piena agibilità del lavoro intermittente, la liberalizzazione dei servizi pubblici locali".

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L'antiterrorismo blocca il wi-fi (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Gorizia L'antiterrorismo blocca il wi-fi Il Comune continuerà comunque a perseguire il progetto Si vogliono creare aree in città nelle quali connettersi senza fili Gorizia città sempre più al passo con i tempi grazie al wireless. Il progetto di dotare l'area urbana del capoluogo isontino di una rete Internet senza fili per consentire a chicchessia possieda un computer con collegamento wireless di connettersi al web è attualmente allo studio della giunta. Delle prospettive di sviluppo del wi-fi (wireless fidelity, espressione indicante dispositivi in grado di collegarsi senza fili a reti locali) nella nostra città si sta occupando in particolare l'assessore comunale Dario Baresi e l'amministrazione municipale guidata da Ettore Romoli sembra credere fortemente nelle potenzialità del wireless, come conferma il vicesindaco Fabio Gentile. "Abbiamo preso in esame già diversi progetti - sottolinea l'assessore e vicesindaco - e stiamo lavorando per valutare le possibili soluzioni adatte a Gorizia". La dotazione dell'area urbana del capoluogo isontino di una rete wireless aveva costituito uno degli impegni programmatici della coalizione a sostegno di Ettore Romoli: "Abbiamo tutta l'intenzione di portare a termine i progetti - conferma Gentile -, ma va detto che, purtroppo, dobbiamo scontare difficoltà di carattere burocratico legate alla direttiva Pisanu anti-terrorismo che obbliga di fatto chiunque voglia utilizzare una connessione wireless a presentare un documento prima di accedere alla rete. A tale proposito, ricordo che la scorsa estate, in occasione degli europei di basket under 20 a Gorizia, per accedere alla rete wireless allestita al Palabigot bisognava mostrare a un controllore il documento. Lo stesso problema sta rallentando la partenza del progetto wireless Naonis a Pordenone, per il quale sono stati spesi 800 mila euro". Insomma, in questo momento è soprattutto la burocrazia a bloccare il web senza fili, ma intanto si lavora sui possibili progetti: un'ipotesi concreta è per esempio quella di creare "hot spot" gratuiti (aree dov'è possibile collegarsi senza fili a Internet) in alcuni punti della città e inserirsi in un progetto dell'Anci. Un'altra ipotesi progettuale è quella di creare una rete di telecamere di sorveglianza collegate proprio attraverso il wireless: "Sarebbe sicuramente una possibilità molto interessante - sottolinea Gentile -. Bisognerà lavorare, però, sulla compatibilità con l'attuale centrale operativa di monitoraggio via telecamere della polizia municipale". (p.t.).

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Sangalli: la recessione è vicina (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Ferrara, La" del 15-03-2008)
Pubblicato anche in: (Gazzetta di Mantova, La)

Argomenti: Burocrazia

E' concreto il rischio che il Pil vada sotto zero. La ricetta: investimenti, flessibilità, liberalizzazioni Sangalli: la recessione è vicina La Confcommercio chiede misure d'urto per evitare il crac Chiesto anche il taglio delle tasse sugli straordinari. Appello per le riforme istituzionali DALL'INVIATA Antonella Fantò CERNOBBIO. Rischio recessione per l'Italia. L'allarme è lanciato dalla Confcommercio, riunita a Cernobbio in un convegno sugli scenari per gli anni 2000. Gli scenari sono pessimi e sono confortati da cifre degli uffici studi, ripresi dalla relazione del presidente Carlo Sangalli, e nessuno dei politici intervenuti nel pomeriggio (Piero Fassino, Gianfranco Fini e Roberto Maroni) è riuscito a smentire previsioni così disastrose. Il punto è questo: l'economia non cresce e se il nuovo governo non vigilerà sugli investimenti, il più 0,7 per cento prevedibile per il Pil potrebbe ridursi ad un meno 0,2 per cento. Cioè recessione. Morte formale di qualsiasi pretesa di far parte dei paesi industrializzati. In pratica siamo in bilico e i provvedimenti da prendere sono obbligati. "Anzi" ha detto Sangalli "le decisioni vanno assunte con urgenza, occorre una legislatura costituente, che faccia la riforma elettorale e quelle riforme istituzionali di cui il paese ha bisogno. Si stava meglio quando si stava peggio. Negli anni Ottanta, quando l'inflazione era a due cifre, la crescita della ricchezza era del 4 per cento". Ora le previsioni della Confcommercio indicano un'inflazione media annua del 3 per cento. Si potrebbe giungere nei prossimi mesi, dice l'ufficio studi, ad uno sfondamento fino al 3,1 per cento per poi rientrare fino al 2,4 per cento a fine anno. Nei primi cento giorni il governo, ha insistito Sangalli, deve prendere quattro provvedimenti: tassazione secca al 10 per cento degli straordinari per avvantaggiare anche i lavoratori e rilanciare i consumi; ripristinare il lavoro a chiamata (proposta che ha trovato il plauso esplicito di Roberto Maroni) per una maggiore flessibilità contrattata; liberalizzazione dei servizi pubblici locali; istituzione di un dipartimento per le PMI presso la presidenza del Consiglio perchè sono la grande risorsa del paese. Sangalli avverte che non ci sono scorciatoie per rilanciare la crescita, "bisogna risanare la finanza pubblica riducendo, come si dice nelle venti tesi per il prossimo governo, la spesa corrente primaria di 5 punti di Pil in cinque anni e, nello stesso tempo, l'aliquota Irpef di altrettanti 5 punti. Contemporaneamente, bisogna mettere in campo una politica per i servizi che garantiscano incrementi di produttività e occupazione". "Non è un libro dei sogni" aggiunge Sangalli "perchè l'inefficienza e gli sprechi della struttura della spesa pubblica vengono stimati proprio nell'ordine di 5 punti di Pil, pari a 70,75 miliardi l'anno". Eppoi ancora riduzione della burocrazia, migliori trasporti e logistica. Nel pomeriggio è toccato ai politici. Poche polemiche. Anzi Fini e Fassino hanno concordato che lo Stato deve intervenire a sostegno dei precari che si trovano in difficoltà. L'unica censura è stata fatta da Maroni nei confronti della proposta di Veltroni di un salario sociale di mille euro: "Dare questa retribuzione significa aumentare il costo del lavoro, creare maggiore inflazione e vanificare anche il potere d'acquisto dei mille euro".

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I balneatori attaccano i comuni: concessioni non rinnovate (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Regione I balneatori attaccano i Comuni: concessioni non rinnovate La Torre (Fiba-Confesercenti): la stagione è alle porte, disattesi gli impegni PESCARA. "Le concessioni balneari d'Abruzzo non sono ancora state rinnovate, i Comuni stanno ritardando in maniera indebita il rinnovo automatico. A poche settimane dall'avvio anticipato della stagione balneare il settore è precipitato nel più completo caos". La denuncia arriva da Antonio Latorre, presidente di Fiba-Confesercenti, la più rappresentativa associazione di categoria delle imprese balneari. "La Regione ha emesso una delibera che fissa i criteri per il rinnovo automatico delle concessioni" sottolinea La Torre, "nella quale si chiedeva agli imprenditori di riempire un semplice formulario allegando il certificato della Cciaa e di vigenza e antimafia. Un atto non dovuto, ma che gli imprenditori hanno ugualmente prodotto. Ora" denuncia il presidente di Fiba-Confesercenti, "i Comuni stanno esigendo documenti che non vengono richiesti dalla legge e che hanno anche un costo elevato. Ma il vero danno è la gravissima dilazione dei tempi, con il risultato che a poche settimane da un probabile avvio anticipato della stagione, nessuna impresa è in possesso del nuovo titolo concessorio. Una situazione ai limiti della legalità, e sulla quale già pende un ricorso al Tar nel quale affermiamo che il Comune di Pescara ha violato le disposizioni legislative in merito. La Regione Abruzzo ha il dovere di far applicare la delibera che essa stessa ha emesso. è per questo" annuncia La Torre dopo un'affollata assemblea di imprenditori dell'area di Pescara e Montesilvano "che da questo momento il settore è in stato di mobilitazione, e organizzeremo manifestazioni nei principali Comuni costieri perché non si può arrivare ad una situazione così paradossale, con la burocrazia che ancora una volta rischia di far perdere competitività al turismo abruzzese". I balneatori annunciano anche un sit-in davanti a Regione e Comune di Pescara.

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Se ci libera dalla inutile burocrazia, noi ci stiamo (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del SERGIO DALLA VERDEIl presidente dell'Apindustria vicentina: "A prescindere da chi vincerà, c'è una rivoluzione in atto e dobbiamo crederci" "Se ci libera dalla inutile burocrazia, noi ci stiamo" di Federica Fantozziinviata a Vicenza Galleria Crispi è un corridoio di vele bianche. L'Apindustria vicentina - 1500 associati, 50mila per tutta la Confapi - occupa un palazzetto al suo interno. Dietro la porta blindata del secondo piano, l'ufficio del presidente Sergio Dalla Verde. Che al termine del forum degli imprenditori con Veltroni gli ha sussurrato: "Lei ha descritto un Paese che io sogno". Dalla Verde lavora nel settore edile, ha l'aria seria e il tono pacato. Dice: "A prescindere da chi vincerà, c'è una rivoluzione in atto e dobbiamo crederci. Di questo ha bisogno l'Italia". Cosa l'ha colpita del discorso di Veltroni? "Si esprime molto bene. È un eccellente comunicatore come, in modo diverso, Berlusconi. Sono 15 anni che il linguaggio della politica è troppo gridato. Veltroni ha descritto un Paese che è il sogno di tutti gli imprenditori. Lui dice light". Un paese leggero. "Noi lo chiediamo da sempre. Norme semplici per muoversi, lavorare, produrre senza che il tempo sia occupato da problemi burocratici e amministrativi. Oggi abbiamo collaboratori che si occupano solo di quello. Bisogna tornare a dar valore all'iniziativa". Cosa pensa della proposta di compenso minimo per i precari? "La precarietà non fa parte del mondo delle piccole e medie imprese (Pmi). Riguarda la grande industria e i servizi. Noi abbiamo 30mila dipendenti: se troviamo un ragazzo di valore lo assumiamo". Il compenso minimo, però, è a prescindere dal valore... "È difficile da noi che un dipendente prenda meno di mille euro. È lo stipendio della mia segretaria 20enne al primo impiego. Poi c'è grande richiesta di manodopera. Tre mesi fa ho assunto un architetto, gli ho dato il primo aumento senza che lo chiedesse". Bombassei ha minacciato la rottura degli accordi nazionali. È d'accordo con Confindustria? "Per noi la contrattazione deve avvenire a livello regionale. Sono diversi sia le realtà occupazionali che i costi della vita". Perché Veltroni è percepito come una novità? "Per lo sforzo di presentare una rottura netta con i movimenti a sinistra del Pd, legati a ideologie che hanno segnato il passo, perdenti nel mondo e che hanno fatto grandissimi danni nel governo Prodi". Qualche esempio di questi danni? "L'amarezza per noi è stata vedere Prodi, uomo di area moderata, ostaggio della sinistra massimalista nell'attuare decreti deleteri per le aziende. Penso alla normativa sul subappalto che rende la ditta appaltatrice responsabile di tutti i mancati versamenti (Iva, Irpef, Inps) del subappaltatore. Sono pagamenti impossibili da verificare. Non siamo la Guardia di Finanza". Lo Stato non funziona come dovrebbe? "È uno Stato che si arrende, si dichiara incapace di far rispettare le regole e delega i cittadini. È di una gravità inaudita. Veltroni si è reso conto che c'è una fiscalità distorta". Gli credete? Il sogno diventerà realtà? "Ecco, noi temiamo che questo sogno duri 30 giorni. Abbiamo in mente il lessico non solo di Visco ma di tutto il governo, da Diliberto a Pecoraro: di una volgarità incredibile. Un clima che vedeva l'impresa responsabile di tutti i mali italiani, dedita a spendere in auto o in barche. Nel Nord Est l'uno per mille ha la barca, o non basterebbe l'Adriatico a contenerle. Questa aggressione violenta ha lasciato ferite aperte". Si augura una vittoria non troppo netta cui seguano riforme condivise? "Un pareggio sarebbe un disastro. Con la situazione economica internazionale, o esce un governo in grado di muoversi in modo energico per rilanciare il Paese o c'è il rischio di una stagnazione". Se il Pd perdesse le elezioni, addio Paese leggero? "Io mi auguro che gli italiani stiano assistendo a una rivoluzione. Ci sono segnali molto chiari: Veltroni ha lasciato fuori Visco e Pannella, e ha detto a Bertinotti che usa un linguaggio da dopoguerra. Berlusconi e Fini hanno escluso Casini per evitare condizionamenti. Nessuno dei due poli ha trovato spazio per Mastella. Due anni fa non sarebbe successo. Bisogna crederci: avremo due partiti forti. Uno solo vincerà ma entrambi potranno fare riforme anziché ostruzionismo". Cosa chiedono i suoi associati alla politica? "Rispondo con un dato: il 99,8% delle industrie italiane sono Pmi. Non possono essere rase al suolo dal fisco. Penso a un'azienda molto evoluta, evasione fiscale zero, che nel 2004 ha fatto 440mila euro di utile: dopo le tasse sono scesi a 20mila. Come si fa a investire in queste condizioni? Che motivazioni si hanno? Quando l'ho raccontato a Morando non ci credeva". Veltroni invece ci ha creduto? "Si è impegnato a togliere l'Irap dalla base imponibile Ires. La strada della pulizia fiscale, cioè tassare l'uitle vero, è ciò che chiediamo da tempo". Secondo Tremonti Calearo è la caricatura di un imprenditore. "È un imprenditore vicentino di seconda generazione ed è vero, non finto. La sua candidatura ha un significato per il Pd: non è il vecchio Pci né i Ds ma un partito europeo, progressista, democratico. Con una visione diversa dal PdL ma verso gli stessi obiettivi".

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Alla maddalena iniziano i lavori di riconversione - andrea nieddu (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Al porto di Cala Balbiano un nuovo molo per maxi yacht Alla Maddalena iniziano i lavori di riconversione ANDREA NIEDDU LA MADDALENA. Dopo due anni e mezzo di intoppi dovuti alle lentezze della burocrazia, finalmente la ditta Ser-Lu, che ha vinto la gara per i lavori al porto di Cala Balbiano a ponente di Cala Gavetta, ha posizionato i macchinari per iniziare i lavori che dovranno trasformare l'isola. E questo è forse il primo segnale concreto della riconversione in atto. Dalla carta si passa alla realtà. Un passaggio importante sottolineato anche dalla politica. "Nel molo nuovo che verrà costruito - ha detto l'assessore Enzo Viviani - sorgerà un banchinamento di circa 194 metri in cui si potranno ormeggiare gli yacht con una lunghezza fino a 50 metri. La spesa complessiva per il lavoro si aggira sui 650mila euro. Lavori che daranno la possibilità, oltre che ospitare yacht, anche di abbellire il waterfront del porto". Si presume che a giugno sia tutto terminato anche perché dovrebbero arrivare alla fine del mese diverse imbarcazioni che hanno già preso contatto e hanno chiesto di poter ormeggiare. "La considerazione che molti fanno - continua Viviani - è quella che, in quella posizione il porto è in faccia proprio al maestrale che alla Maddalena batte di continuo. Non sono d'accordo sulla posizione, ma sono convinto che anche così si possono ospitare le imbarcazioni. Subito dopo Pasqua inizieremo i lavori per la pavimentazione del sito della banchina Medaglie d'oro, che va rifatto a nuovo. I cantieri dovranno finire entro i primi di maggio. Il 10 maggio ci sarà l'occasione, un grosso convegno sui maxi yacht che porterà nell'isola migliaia di persone da tutto il mondo". Ci sono già delle richieste di informazioni che arrivano da alcune delle agenzie di maxiyacht. La Maddalena sembra affermarsi come meta ambita. Il mercato diportistico è in ascesa e l'arcipelago con le sue bellezze è tra le mete più gettonate. Il 9 e 10 maggio alla Maddalena arriveranno i più importanti operatori turistici del mondo. Società che arrivano dagli Stati Uniti e dai paesi scandinavi. Per l'isola si apre una nuova prospettiva che darà la possibilità di creare un nuovo mercato turistico. L'amministrazione tiene molto a questo tipo di vacanzieri che non daranno un flusso continuo, ma permetteranno alla Maddalena di aprirsi a un tipo di cliente differente.

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Medici di famiglia in agitazione (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

SANITA' Medici di famiglia in agitazione CAGLIARI. I medici di famiglia dichiarano lo stato di agitazione. "A oltre due anni dall'inizio delle trattative per la stipula dell'accordo integrativo regionale protestiamo contro l'impostazione cocciutamente dirigista e la burocrazia asfissiante contemplata dalle proposte d'accordo regionali. Non è possibile credere che l'aggiunta di nuovi adempimenti regionali, alle già numerosissime norme e compiti burocratici legati alla prescrizione, possa essere di qualche utilità per il paziente". Così dicono in un documento. Inoltre sottolineano che "per cercare di decongestionare gli ospedali, dimettere precocemente, trasferire parte dell'assistenza al domicilio del paziente, debba essere supportata la medicina del territorio, e si debba investire in risorse adeguate".

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Gallura, partenza lenta - serena lullia (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Gli hotel di lusso apriranno al pubblico solo nel prossimo mese Gallura, partenza lenta Olbia, all'aeroporto 4mila passeggeri al giorno Alla Maddalena strutture ricettive tutte aperte SERENA LULLIA PORTO CERVO. La Pasqua non accende le stelle degli hotel di lusso. Gli alberghi dorati della catena Starwood resteranno sigillati nel week end di festa. Le sontuose camere del Cervo, Cala di Volpe, Pitrizza e Romazzino apriranno al pubblico solo il prossimo mese. Negli hotel dell'impero di Barrack sono ancora in corso alcuni piccoli interventi di bellezza. Iniezioni anti età per levigare le rughe da cinquantenni. Saranno illuminate invece alcune insegne della Piazzetta. Nel resto della Gallura costiera gli hotel e i negozi saranno aperti a intermittenza. A Santa Teresa dieci alberghi fra tre e quattro stelle sono già pronti ad accogliere i vacanzieri per il week end. I ristoranti hanno già lustrato le cucine per offrire agli ospiti i gustosi menu della tradizione. Strutture ricettive spalancate anche alla Maddalena, come nel resto dell'anno. I negozi del centro storico resteranno aperti anche la mattina della domenica di festa, ma le previsioni non fanno sperare in incassi d'oro per commercianti e ristoratori dell'isola parco. Eppure i dati che arrivano dall'aeroporto Costa Smeralda sono positivi. Si calcola che nella settimana di Pasqua atterreranno nello scalo di Olbia circa 4 mila passeggeri al giorno. "Bisogna considerare che quest'anno la Pasqua cade in un periodo di bassa stagione - spiega Lele Ciaravola, responsabile marketing della Geasar, la società che gestisce l'aeroporto-. Rispetto alle cifre degli anni passati un lieve calo sarà naturale. Basti pensare che per molte grosse compagnie aeree la stagione summer, quella estiva, comincia alla fine di marzo. Il week end della prossima settimana viene tagliato fuori. Di conseguenza molti voli non sono stati ancora attivati. Il traffico low cost manterrà comunque un buon trend". Ma le cifre del Costa Smeralda non hanno incantato gli alberghi di Porto Cervo. Gli hotel di lusso del paradiso delle vacanze saranno chiusi. Una novità rispetto al passato. Da alcuni anni infatti i vacanzieri di Pasqua potevano godersi un soggiorno da nababbi nell'Hotel Cervo. Quest'anno però il week end di festa è arrivato troppo presto. L'elegante albergo della galassia Starwood è ancora sotto le mani dei chirurghi. Gli operai modellano pareti e pettinano i giardini. L'inaugurazione della stagione è 2008 è rinviata al prossimo mese. Interventi tampone per gli hotel affaticati da cinquanta anni sotto i riflettori. Il progetto di restyling plasmato dalla società di Tom Barrack è ancora inceppato negli ingranaggi della burocrazia. Tramontata la possibilità di cucire un abito più moderno prima dell'estate, la maxi operazione di bellezza è stata rinviata alla fine del 2008. La Pasqua non risveglierà completamente nemmeno l'altro borgo delle vacanze, Cannigione. La frazione a due passi da Arzachena resterà in semi letargo. Il coraggioso esempio dell'hotel del Porto, aperto tutto l'anno, non sembra fare molti proseliti. Per il week end della prossima settimana non saranno molte le insegne accese. Poco appetitosa l'invasione dei turisti low cost che invaderanno la Gallura. Anche Porto Rotondo non si farà ammaliare dai vacanzieri mordi e fuggi. L'albergo simbolo della vacanza di lusso, lo Sporting, resterà blindato. Lo conferma arriva dalla voce della segreteria telefonica dell'hotel che avverte i clienti della chiusura fino al 23 aprile. Anche una buona parte di ristoranti e negozi resterà addormentata nel borgo creata da Luigi Donà dalle Rose. Copione differente a Santa Teresa. Dieci alberghi hanno già lucidato le stanze per Pasqua. I turisti potranno scegliere tra la meno aristocratica pensione fino al più lussuoso quattro stelle. A loro disposizione una variegata scelta di negozi e di ristoranti.

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Antonella fantò - dall'inviata (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Attualità Antonella Fantò DALL'INVIATA Antonella Fantò CERNOBBIO. Rischio recessione per l'Italia. L'allarme è lanciato dalla Confcommercio, riunita a Cernobbio in un convegno sugli scenari per gli anni 2000. Gli scenari sono pessimi e sono confortati da cifre degli uffici studi, ripresi dalla relazione del presidente Carlo Sangalli, e nessuno dei politici intervenuti nel pomeriggio (Piero Fassino, Gianfranco Fini e Roberto Maroni) è riuscito a smentire previsioni così disastrose. Il punto è questo: l'economia non cresce e se il nuovo governo non vigilerà sugli investimenti, il più 0,7 per cento prevedibile per il Pil potrebbe ridursi ad un meno 0,2 per cento. Cioè recessione. Morte formale di qualsiasi pretesa di far parte dei paesi industrializzati. In pratica siamo in bilico e i provvedimenti da prendere sono obbligati. "Anzi" ha detto Sangalli "le decisioni vanno assunte con urgenza, occorre una legislatura costituente, che faccia la riforma elettorale e quelle riforme istituzionali di cui il paese ha bisogno. Si stava meglio quando si stava peggio. Negli anni Ottanta, quando l'inflazione era a due cifre, la crescita della ricchezza era del 4 per cento". Ora le previsioni della Confcommercio indicano un'inflazione media annua del 3 per cento. Si potrebbe giungere nei prossimi mesi, dice l'ufficio studi, ad uno sfondamento fino al 3,1 per cento per poi rientrare fino al 2,4 per cento a fine anno. Nei primi cento giorni il governo, ha insistito Sangalli, deve prendere quattro provvedimenti: tassazione secca al 10 per cento degli straordinari per avvantaggiare anche i lavoratori e rilanciare i consumi; ripristinare il lavoro a chiamata (proposta che ha trovato il plauso esplicito di Roberto Maroni) per una maggiore flessibilità contrattata; liberalizzazione dei servizi pubblici locali; istituzione di un dipartimento per le PMI presso la presidenza del Consiglio perchè sono la grande risorsa del paese. Sangalli avverte che non ci sono scorciatoie per rilanciare la crescita, "bisogna risanare la finanza pubblica riducendo, come si dice nelle venti tesi per il prossimo governo, la spesa corrente primaria di 5 punti di Pil in cinque anni e, nello stesso tempo, l'aliquota Irpef di altrettanti 5 punti. Contemporaneamente, bisogna mettere in campo una politica per i servizi che garantiscano incrementi di produttività e occupazione". "Non è un libro dei sogni" aggiunge Sangalli "perchè l'inefficienza e gli sprechi della struttura della spesa pubblica vengono stimati proprio nell'ordine di 5 punti di Pil, pari a 70,75 miliardi l'anno". Eppoi ancora riduzione della burocrazia, migliori trasporti e logistica. Nel pomeriggio è toccato ai politici. Poche polemiche. Anzi Fini e Fassino hanno concordato che lo Stato deve intervenire a sostegno dei precari che si trovano in difficoltà. L'unica censura è stata fatta da Maroni nei confronti della proposta di Veltroni di un salario sociale di mille euro: "Dare questa retribuzione significa aumentare il costo del lavoro, creare maggiore inflazione e vanificare anche il potere d'acquisto dei mille euro".

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Diktat delle imprese "alt agli enti inutili" - antonio fraschilla (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina III - Palermo L'INIZIATIVA Diktat delle imprese "Alt agli enti inutili" ANTONIO FRASCHILLA Chiusura degli enti inutili, a cominciare dal Consorzio autostrade siciliane e dall'ente portuale di Messina, per concludere con le Asi e gli Ato rifiuti. Stop alle nomine politiche dei manager della sanità. Via libera alla realizzazione dei termovalorizzatori e dei rigassificatori e al contempo blocco di qualsiasi sanatoria edilizia. Ma soprattutto snellimento della burocrazia regionale e approvazione del piano energetico. Sono queste le priorità degli industriali, messe nero su bianco in un vero e proprio decalogo che ieri è stato inviato ai candidati alla presidenza della Regione, in primis Raffaele Lombardo e Anna Finocchiaro. SEGUE A PAGINA V.

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Poetto, un'altra estate senza il piano - roberto paracchini (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cagliari Poetto, un'altra estate senza il piano Il Comune rinvia la discussione, i servizi saranno quelli di sempre Non risolte le questioni legate alla stagionalità e agli spazi tra una struttura e l'altra ROBERTO PARACCHINI CAGLIARI. Poetto nel cuore ma non nella burocrazia. Anche per il 2008 rimandato il riassetto dei servizi di spiaggia (Pul) e si andrà avanti con le deroghe delle precedenti concessioni. Ieri mattina l'argomento è arrivato in commissione consiliare Urbanistica, che ha preso atto che le pratiche non sono ancora pronte. Del problema l'organismo assembleare se ne era interessato nel novembre dello scorso anno. "Il piano unitario del lungomare (Pul) - spiega Massimiliano Tavolacci, presidente della commissione - deve rispettare una serie di norme date dalla Regione sulle modalità di svolgimento delle attività sulla spiaggia. Noi avevamo chiesto alla Giunta di aprire un tavolo col governo dell'isola per precisare e modificare alcune questioni, tra cui la stagionalità". Le indicazioni regionali "prevedono solo l'apertura estiva per le attività sulla spiaggia - continua Tavolacci - ma al Poetto vi sono chioschi che lavorano 365 giorni all'anno. Da qui l'esigenza di rivedere queste norme". In questo caso, però, il Comune non si è mosso. Ieri mattina la commissione ha anche verificato che vi sono diverse pratiche urbanistiche ferme: oltre al Pul c'è anche il piano particolareggiato sul centro storico "in quanto la Regione non ha pubblicato sul Buras la perimetrazione per gli antichi rioni". E poi c'è l'adeguamento del piamo urbanistico (il Puc) al piano paesaggistico regionale (Ppr), le pratiche su Stangioni e Baracca Manna. "Una serie di ritardi - precisa Andrea Scano, Pd, componente della commissione - sono da addebitarsi all'amministrazione per le divergenze interne alla Giunta e i problemi irrisolti negli uffici. Altrimenti non si spiega perchè il Puc non sia stato ancora adeguato al Ppr: un fatto che blocca tantissime iniziative". Il Pul è di particolare interesse in quanto, in città, l'inizio della balneazione è spesso anticipato dalla bella stagione. E questo piano riguarda proprio il modo di gestire i servizi per la balneazione (dagli ombrelloni alla ristorazione e ai servizi igienici). Il piano di utilizzo del litorale è un progetto la cui origine risale all'ultima consiliatura guidata da Mariano Delogu. Sin da allora venne elaborata una rimodulazione della spiaggia con l'utilizzo di tipologie che richiamano l'architettura degli antichi casotti. Poi c'erano stati una serie di ritardi, dovuti alla Regione, sino al paradosso che non era possibile dare nuove concessioni in quanto occorreva il permesso del Comune, ma questo non poteva avviare le pratiche in quanto mancava il piano approvato dalla Regione. Ora l'attuale governo dell'isola ha sistemato la questione, ma per Cagliari vi sono alcune cose ancora da chiarire. "Le indicazioni della Regione - spiega Tavolacci - sono di carattere generale, mentre al Poetto abbiamo una serie di situazioni storiche che vanno tenute presente". Le indicazioni della Giunta Soru, ad esempio, impongono che tra uno stabilimento e l'altro debba esserci un certo spazio, mentre al Poetto questo non è possibile per l'esistenza delle strutture in muratura, che esistono da diversi decenni". Aspetti su cui "la Regione si è dimostrata disponibile a rivedere il discorso". Ma la Giunta comunale non si è ancora mossa. Un altro problema riguarda la continuità paesaggistica dei manufatti (chioschi e gazebo) che dovranno tener conto anche di quello che è stato fatto a Quartu. Infine discutere del Pul, sottolinea Scano, significa "non solo regolamentare le concessioni per stabilimenti e chioschetti, ma occuparsi anche del futuro delle spiagge (Poetto e non solo) e del problema dell'erosione continua delle stesse". Per questi motivi Scano chiede che si intervenga anche "con iniziative volte a salvaguardare la spiaggia".

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Confcommercio:<Recessione vicina> (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Confcommercio:"Recessione vicina" l'appuntamento di cernobbio Il monito di Sangalli: "Ridurre spesa e tasse per recuperare terreno" dal nostro inviato Renzo Parodi Cernobbio. Crescita economica strozzata, nel 2008, con un misero incremento del Pil collocabile, in sede di previsione, fra lo 0,7% e, nello scenario peggiore, lo 0,2% (nella "fresca" trimestrale di cassa la previsione di crescita era stata indicata nello 0,6% annuo). L'allarme arriva dal presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, in apertura del forum: "I protagonisti del mercato e gli scenari degli anni 2000", a villa d'Este di Cernobbio, organizzato per la nona volta da Ambrosetti. Si materializza dunque per l'Italia un rischio che Sangalli non ha avuto paura di chiamare col suo nome: recessione, lo spettro che angustia i mercati. È principalmente l'Europa a soffrire della congiuntura economica negativa, come ha osservato nel rapporto per la crescita dell'economia francese Jacques Attali, alla testa della apposita Commissione su designazione del presidente della Repubblica, Sarkozy. La crescita europea è inferiore alla metà della media mondiale, e più lenta della media Ocse. E in Italia la crescita procede ancora è più lenta rispetto alla già compassata media europea. Secondo le stime di Confcommercio quest'anno i consumi (ovvero la spesa delle famiglie residenti) sono destinati a crescere appena dello 0,6% , nel 2009 dell'1'1%. Non andrà meglio sul fronte dell'inflazione in Italia, stimata per l'anno in corso al 3% medio (con punte del 3,1%, previste in aprile e una discesa al 2,4% a dicembre). Il tasso d'inflazione dei 15 Pesi dell'area Euro a febbraio era stato pari al 3,3% (dati Eurostat), mentre il tasso dell'Ue a 27 si era assestato al 3,4%. La nazione più virtuosa è l'Olanda (2,0), la più scossa dall'aumento dei prezzi la Lettonia (16,5%). I fattori che hanno provocato la fiammata inflativa sono noti. Aumento vertiginoso del prezzo del petrolio e di conseguenza di beni di largo consumo. Strutturalmente tuttavia il trend al rialzo, su scala mondiale va riportato all'evidente squilibrio tra domanda e offerta di beni e servizi, a propria volta causato dagli effetti distorti della globalizzazione planetaria, che ha proiettato sul mercato del consumo all'incirca un miliardo di esseri umani, prevalentemente concentrati in Asia. Siamo insomma di fronte a un'emergenza reale, palpabile, tanto più rischiosa per l'Italia, Paese strutturalmente debole e bisognoso di riforme radicali. Scorciatoie non ne esistono, occorre agire con determinazione e con assoluta urgenza, ha osservato Sangalli. "Senza una crescita più robusta e di migliore qualità, non c'è sviluppo né equità e lo stesso risanamento della finanza pubblica ? a partire dalla riduzione del debito pubblico ? resta un percorso impervio". Sangalli ha chiesto alle parti politiche impegnate in una campagna elettorale "finora non guerreggiata? una legislatura costituente? sottratta alla legislatura del breve termine, e in cui, invece, vengano fatte tanto la riforma della legge elettorale e il complesso delle riforme istituzionali utili per assicurare al Paese condizioni di effettiva e efficace governabilità, quanto le riforme economiche e sociali necessarie per liberare la crescita dell'economia italiana". La condizioni per ripartire esistono, ma bisogna intervenire con urgenza e fare effettivamente quello che ci si è impegnati a fare. A pena del declino, irreversibile. Al nuovo governo, il presidente di Confcommercio ha chiesto di assumere quattro provvedimenti urgenti nei 100 successivi al suo insediamento. 1) La tassazione al 10% di straordinari, premi, incentivi e incrementi salariali da contrattazione di secondo livello, in modo da dare reddito ai lavoratori e sostenere tanto i consumi che la produttività. 2) Il ripristino della piena agibilità del lavoro intermittente, per una flessibilità governata e contrattata a sostegno della maggiore occupazione. 3) La liberalizzazione dei servizi pubblici locali, per introdurre maggiore concorrenza, a beneficio dei cittadini-utenti, secondo le linee del disegno di legge Lanzillotta. 4) E infine l'istituzione, presso la Presidenza del Consiglio, di un dipartimento della piccola e Mmedia industria, col compito di coordinare le politiche specifiche e valorizzarne il ruolo di risorsa per il Paese. Sangalli è tornato anche sulle "venti tesi per una legislatura costituente" elaborate dall'ufficio Studi di Confcommercio e illustrate in dettaglio dal suo direttore, Mariano Bella. In particolare secondo l'associazione di categoria dei commercianti occorre ridurre, nell'arco della legislatura (dunque nel quinquennio 2008-2013), la spesa corrente primaria di 5 punti di Pil, riducendo contestualmente di 5 punti l'aliquota media dell'Irpef. Mettere a punto una politica per i servizi - che rappresentano il 40% del Pil italiano e dell'occupazione ? per ottenere significativi aumenti di produttività e occupazione. Il taglio della spesa corrente nel quinquennio equivarrebbe a circa 70-75 miliardi d euro ogni anno, mentre ridurre di due punti l'aliquota media dell'Irpef costerebbe all'incirca un punto di Pil. I benefici a regime si tradurrebbero ? stima Confcommercio ? in un incremento del prodotto e dei consumi valutabile nell'ordine di un punto di Pil. La riduzione dell'aliquota Irpef andrebbe nell'auspicata direzione del "pagare tutti per pagare meno", o meglio, ha corretto Sangalli, del "pagare meno per pagare tutti", "incoraggiando l'azione di contrasto e di recupero dell'evasione e dell'elusione fiscale, fenomeni perversi stimabili in 5 punti di Pil sottratti alle casse dello Stato". Tra le 20 tesi l'associazione propone inoltre liberalizzazioni per un contributo aggiuntivo alla crescita fino a 1,5 punti di Pil, semplificazioni della burocrazia che varrebbero un quarto di punto di Pil; il miglioramento in termini di efficienza di infrastrutture, trasporti e logistica che varrebbe 3 punti di Pil, un uso produttivo delle risorse comunitarie previste in 100miliardi di euro per il 2007-2013; maggiore valore a turismo e capitalismo culturale che già oggi contribuiscono alla formazione del Pil nell'ordine del 16%. Bella aveva illustrato in apertura gli effetti calcolati a medio termine dell'applicazione integrale degli interventi strutturali suggeriti da Confcommercio. Il Pil ad esempio, dovrebbe assestarsi allo 0,7% nell'anno in corso, all'1,6 nel 2009, al 2,1 nel 2010 e al 2,4 nel 2013. La pressione fiscale dovrebbe scendere dall'attuale livello (43,0) al 42,4 nel 2009, al 41,9 nel 2010 e al 40,1 nel 2013. La spesa totale in rapporto al Pil, calerebbe dal 48,8 del 2008 al 47,7 nel 2009, al 46,6 nel 2010 al 43,6 nel 2013. Gli interessi sul debito pubblico (in percentuale al Pil) dall'attuale 4,3 scenderebbero al 4,2 nel 2009, al 3,9 nel 2010 fino al 3,2 del 2013. Il debito pubblico in rapporto al Pil dall'attuale 102,4 scenderebbe al 99,8 nel 2009, al 96,0 nel 2010 e all'84,5 nel 2013. L'indebitamento netto rispetto al Pil, dal -2,0, al -1,6 nel 2009, all'1,2 nel 2010, allo 0,2 nel 2013. parodi@ilsecoloxix.it 15/03/2008.

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Tra gli industriali vince berlusconi. forse - carlo bartoli (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Toscana Tra gli industriali vince Berlusconi. Forse Sondaggio informale: Pdl avanti, Pd ok, tanti indecisi. Agli altri neanche le briciole Meno fisco, meno burocrazia, un varo rapido per le riforme essenziali La politica deve cambiare passo CARLO BARTOLI FIRENZE. Gli industriali toscani hanno preso molto sul serio il nuovo clima politico imperniato su due formazioni politiche (Popolo delle libertà e Partito democratico) e sembrano decisi a concentrare su Walter Veltroni e Silvio Berlusconi le proprie simpatie e i propri consensi. La panoramica effettuata dal "Tirreno" non ha alcuna pretesa scientifica, non è un vero sondaggio, ma cerca di fotografare il clima, gli umori dell'impresa toscana alle prese con una congiuntura tutt'altro che favorevole, da affrontare con una crisi di governo aperta e una competizione su cui pesano le incongruenze della legge elettorale. Il campione di imprenditori interpellato ha fornito un risultato chiaro, con una certa prevalenza del Popolo delle libertà (41,7%) sul Partito democratico (35,2%). Voto utile, programmi simili. Ma più che il distacco tra le due formazioni, significativi sono altri due elementi. Nessuno degli interlocutori (anche se tre di essi hanno preferito non esprimere la propria preferenza) ha indicato altre formazioni al di fuori di Pd e Pdl, sintomo di una decisa vocazione maggioritaria. In qualche caso, infatti, gli intervistati, hanno dichiarato una maggiore affinità politica con altri partiti, ma hanno detto che voteranno comunque per Pd o Pdl: un chiaro segno di quanto il leit-motiv sul "voto utile" abbia fatto breccia nelle aziende. In secondo luogo, vi è una percentuale non indifferente di incerti, quasi un quarto degli intervistati, che potrebbe risultare decisiva. Un altro elemento rilevante è la tendenza degli imprenditori toscani ad assimilare i due partiti: molti degli intervistati hanno rilevato che le differenze di programma sono minime e questo lascia presupporre un'elevata mobilità negli orientamenti di voto tra le due formazioni, che infatti si coglie. Tutti alle urne. Nonostante le incertezze politiche e le difficoltà della congiuntura, gli imprenditori toscani non guardano con distacco e ostilità alla politica: quasi tutti andranno a votare e la metà di essi ha dichiarato che andrà alle urne "in maniera convinta", mentre gli altri lo faranno "con rassegnazione" o non nascondendo la propria irritazione nei confronti del sistema politico. La conferma della sostanziale uniformità degli umori del mondo delle imprese arriva dall'agenda delle richieste da sottoporre al futuro governo. Anzitutto la riduzione degli oneri fiscali, in qualche caso accompagnata dalla richiesta di detassare gli straordinari (Alessandro Caro, Cesare De Pascalis, Andrea Gemignani, Pierfrancesco Pacini, Giancarlo Mazzi, Giuseppe Pozzi, Alessandro Francioni e Mario Maselli). Un forte snellimento burocratico è l'altra esigenza molto sentita (Giorgio Bianchini, Giuseppe Oriana, Cesare Cecchi, Luigi Borri) da chi invoca "più velocità nel prendere le decisioni". Cosa chiedono. In generale, viene chiesto un cambio di passo della politica che non decide (Darya Majidi). Ma anche il tema delle riforme istituzionali è molto sentito (Andrea Guidi e Giovanni Laviosa) perché c'è bisogno di una maggiore governabilità e quindi di una riforma della legge elettorale. Oltre a questi tre filoni, Giuseppe Diomelli chiede di investire di più sul know-how, Giancarlo Mazzi di limitare i costi dell'energia e Lorenzo Guazzini di riformare il sistema scolastico e soprattutto quello universitario. Tra le priorità regionali predominano le infrastrutture. Si va dal completamento dell'autostrada Tirreno-Brennero (Alessandro Caro), all'invocazione di un aeroporto toscano che funzioni davvero (Mario Maselli), alla risistemazione della Fi-Pi-Li (Alessandro Francioni), alla realizzazione del Corridoio tirrenico (Piefrancesco Pacini, Andrea Gemignani, Giuseppe Oriana). Urgenze toscane. Tra le altre urgenze, la bonifica delle aree industriali dismesse (Giorgio Bianchini), un polo fieristico all'altezza delle esigenze (Alessandro Ciardi), una maggiore integrazione dei servizi a livello di area metropolitana (Franco Bini), la necessità di incentivare l'innovazione (Darya Majidi). (ha collaborato Alessandro Monti).

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Fotovoltaico, via la burocrazia - carlo bartoli (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Toscana Fotovoltaico, via la burocrazia Per mettere i pannelli solari basterà avvertire i Comuni La dichiarazione di inizio attività solo per gli impianti più grandi. La Regione spende 500 milioni CARLO BARTOLI FIRENZE. 500 milioni di euro tra investimenti e agevolazioni: tanto spenderà la Regione fino al 2020 per adeguare la Toscana ai parametri di Kyoto. Il piano energetico (Pier) punta a ridurre del 20% i consumi e le emissioni di gas serra e aumentare della stessa quota l'energia rinnovabile. Sul fronte delle emissioni, la Regione punta a convincere l'Enel, sfruttando anche la costruzione del metanodotto algerino Galsi, a riconvertire le due centrali elettriche di Livorno e Piombino, mentre sul fronte dell'energia rinnovabile si cerca di facilitare al massimo l'installazione di pannelli solari termici e fotovoltaici e la realizzazione di impianti eolici. Il piano, infatti, introduce una notevole semplificazione amministrativa uniformando le norme di settore. L'obiettivo è quello di sburocratizzare prevedendo una semplice comunicazione al Comune per l'installazione di impianti eolici, fotovoltaici e per il solare termico. In particolare, questo corridoio privilegiato sarà riservato agli impianti fino a 3Kw, ai pannelli solari fino a venti metri quadri e alle pale fino a 5 Kw. Per gli impianti di media e piccola taglia, ma di potenza superiore, sarà necessaria invece la dichiarazione di inizio di attività. "In questo modo - spiega l'assessore regionale Bramerini - cerchiamo di fornire delle regole certe. Dopo l'approvazione del Pier verrà aggiornato anche il piano territoriale e quindi dovranno essere cambiati anche i regolamenti urbanistici e edilizi. C'è un problema di norme, che cerchiamo di superare, ma anche un problema di mentalità: i valutatori tecnici e i decisori politici devono porsi in sintonia con l'Ue. Possiamo cambiare tutte le norme regionali che vogliamo, ma se poi qualcuno ritiene che l'installazione di un pala eolica comporti un impatto ambientale allora è difficile realizzare gli obiettivi di Kyoto". Una scelta condivisa da Erasmo D'Angelis, presidente della commissione territorio: "E' gravissimo il ritardo del nostro paese. In Italia sono installati meno di 1500 megawatt eolici, contro i 16mila della Germania e gli 8mila della Spagna. Abbiamo meno di un quarto dei pannelli solari dell'Austria. Il piano risponde alla domanda di semplificazione delle norme e dei regolamenti, mettendo fine a vincoli paradossali che fino ad oggi hanno impedito lo sviluppo dell'energia rinovabile". Il Pier punta infatti a far decollare il fotovoltaico che dovrà passare da 3 a 50 megawatt, il solare termico il cui apporto dovrà crescere dagli attuali 50mila mw a 630mila. Per raggiungere questi obiettivi un ruolo importante viene affidato alle Province, chiamate a redigere propri piani energetici, e ai Comuni, che dovranno individuare le aree nelle quali sarà possibile collocare gli impianti industriali alimentati ad energia rinnovabile e individuare 15-25 siti idonei ad ospitare parchi eolici. Maggiori problemi rimarranno per l'installazione di queste apparecchiature nelle zone sottoposte a vincolo, ma secondo l'assessore Bramerini questo non è un problema. "Una maggiore autosufficienza energetica non si realizza riempiendo di pannelli i tetti delle case dei nostri centri storici, ma rendendo più facili le installazioni nelle periferie e adottando queste soluzioni negli edifici pubblici, impianti produttivi, centri commerciali. Sul fronte della riduzione delle emissioni, la Regione punta a convincere l'Enel a riconvertire a metano le due centrali Enel a olio combustibile di Livorno (300 megawatt) e Piombino (1200 Mw): solo così si potrebbe abbattere di 2 milioni di tonnellate la produzione di anidride carbonica.

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Sangalli: la recessione è vicina - dall'inviata (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 15-03-2008)
Pubblicato anche in: (Provincia Pavese, La) (Centro, Il)

Argomenti: Burocrazia

E' concreto il rischio che il Pil vada sotto zero. La ricetta: investimenti, flessibilità, liberalizzazioni Sangalli: la recessione è vicina La Confcommercio chiede misure d'urto per evitare il crac Chiesto anche il taglio delle tasse sugli straordinari. Appello per le riforme istituzionali DALL'INVIATA Antonella Fantò CERNOBBIO. Rischio recessione per l'Italia. L'allarme è lanciato dalla Confcommercio, riunita a Cernobbio in un convegno sugli scenari per gli anni 2000. Gli scenari sono pessimi e sono confortati da cifre degli uffici studi, ripresi dalla relazione del presidente Carlo Sangalli, e nessuno dei politici intervenuti nel pomeriggio (Piero Fassino, Gianfranco Fini e Roberto Maroni) è riuscito a smentire previsioni così disastrose. Il punto è questo: l'economia non cresce e se il nuovo governo non vigilerà sugli investimenti, il più 0,7 per cento prevedibile per il Pil potrebbe ridursi ad un meno 0,2 per cento. Cioè recessione. Morte formale di qualsiasi pretesa di far parte dei paesi industrializzati. In pratica siamo in bilico e i provvedimenti da prendere sono obbligati. "Anzi" ha detto Sangalli "le decisioni vanno assunte con urgenza, occorre una legislatura costituente, che faccia la riforma elettorale e quelle riforme istituzionali di cui il paese ha bisogno. Si stava meglio quando si stava peggio. Negli anni Ottanta, quando l'inflazione era a due cifre, la crescita della ricchezza era del 4 per cento". Ora le previsioni della Confcommercio indicano un'inflazione media annua del 3 per cento. Si potrebbe giungere nei prossimi mesi, dice l'ufficio studi, ad uno sfondamento fino al 3,1 per cento per poi rientrare fino al 2,4 per cento a fine anno. Nei primi cento giorni il governo, ha insistito Sangalli, deve prendere quattro provvedimenti: tassazione secca al 10 per cento degli straordinari per avvantaggiare anche i lavoratori e rilanciare i consumi; ripristinare il lavoro a chiamata (proposta che ha trovato il plauso esplicito di Roberto Maroni) per una maggiore flessibilità contrattata; liberalizzazione dei servizi pubblici locali; istituzione di un dipartimento per le PMI presso la presidenza del Consiglio perchè sono la grande risorsa del paese. Sangalli avverte che non ci sono scorciatoie per rilanciare la crescita, "bisogna risanare la finanza pubblica riducendo, come si dice nelle venti tesi per il prossimo governo, la spesa corrente primaria di 5 punti di Pil in cinque anni e, nello stesso tempo, l'aliquota Irpef di altrettanti 5 punti. Contemporaneamente, bisogna mettere in campo una politica per i servizi che garantiscano incrementi di produttività e occupazione". "Non è un libro dei sogni" aggiunge Sangalli "perchè l'inefficienza e gli sprechi della struttura della spesa pubblica vengono stimati proprio nell'ordine di 5 punti di Pil, pari a 70,75 miliardi l'anno". Eppoi ancora riduzione della burocrazia, migliori trasporti e logistica. Nel pomeriggio è toccato ai politici. Poche polemiche. Anzi Fini e Fassino hanno concordato che lo Stato deve intervenire a sostegno dei precari che si trovano in difficoltà. L'unica censura è stata fatta da Maroni nei confronti della proposta di Veltroni di un salario sociale di mille euro: "Dare questa retribuzione significa aumentare il costo del lavoro, creare maggiore inflazione e vanificare anche il potere d'acquisto dei mille euro".

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Veltroni, appello sui temi bipartisan "patto di consultazione con il pdl" - giovanna casadio (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Veltroni, appello sui temi bipartisan "Patto di consultazione con il Pdl" Sms, bandiere e un video con Al Pacino: il kit del militante Il 30 marzo riaprono i 12 mila seggi delle primarie in 8 mila comuni GIOVANNA CASADIO ROMA - Due nuove parole d'ordine. Un "patto di consultazione" dopo il voto del 13 aprile tra chi vince e chi è all'opposizione "sugli argomenti di interesse generale del paese". E ancora, "nulla è scontato" in questa tornata elettorale perché il Pd è ora solo "a 6 punti" di distacco dal partito di Berlusconi. Walter Veltroni rilancia nelle tappe lombarde del suo tour, le proposte e i progetti del Partito democratico. Quindi, nessuna ipotesi di inciucio bensì un appello all'unità: l'Italia "deve voltare pagina e non può essere dilaniata da odio e contrapposizione". Per parte sua, Veltroni nel segno di "una rinnovata unità del paese" è pronto, se i Democratici vincessero, a dare all'opposizione la presidenza di una Camera e delle commissioni di controllo. "Questa unità - spiega dal palco di Morbegno in Valtellina, dove lo accompagna una precaria trentenne - servirà alla politica per governare meglio e all'economia del paese per ripartire. L'Italia deve recuperare competitività e responsabilità sociale e il nostro messaggio è di serenità, sicurezza e speranza". In questo è ancora più marcata la differenza con la destra il cui obiettivo - attacca il leader Pd - non è tanto cambiare il paese ma "di vincere le elezioni e di dividersi un po' il potere. Per noi è tutt'altro, è cercare di cambiare l'Italia". Insomma, vincere le elezioni per qualcuno - s'intende, per Berlusconi e Fini - è un fine, mentre "per noi è un mezzo". Il tasto su cui Veltroni batte è appunto "la sfida d'innovazione" rappresentata dal Pd contro "la prosecuzione di un quindicennio". E questa continuità rivela "una certa stanchezza: le persone sono le stesse, hanno detto che ci saranno due vice premier, uno della Lega e uno di An. Come prima". Nel menù della novità dei Democratici ci sono soluzioni concrete per problemi concreti, dalla lotta alla precarietà (primo ddl nel consiglio dei ministri con Veltroni premier) alle semplificazioni. "Con noi, un'impresa si fa in un giorno, davvero", assicura agli imprenditori di Lecco. Il paese "fermo e complicato" deve "diventare semplice, in Italia ci sono melassa, gelatina e urla e una burocrazia che ha portato alla paralisi". Torna infine, su un tema che è stato anche il filo rosso per la composizione delle liste Pd, cioè sulla "alleanza" tra produttori: "I padroni degli anni Cinquanta non esistono più. Ora esistono milioni di operai che sono diventati artigiani e piccoli imprenditori. E gli operai non guardano all'imprenditore come al padrone, non è il momento del conflitto...". Intanto, anche il Pd ha il suo kit: a riceverlo non sarà il candidato ma gli elettori, per l'esattezza i tre milioni e mezzo che il 14 ottobre si sono presentati alle primarie. Conterrà un vademecum con le 12 azioni concrete per convincere almeno tre indecisi a votare democratico. Sarà consegnato il 30 marzo quando saranno riaperti i 12 mila seggi allestiti in 8 mila comuni per le primarie. Se non tutto il popolo delle primarie, almeno un milione e mezzo - calcola Ermete Realacci- potranno essere mobilitati. Operazione capillare con centomila volontari, sms personalizzati, schede da distribuire alle amiche invitate per un the o per strada, bandierine da montare sulla bicicletta, video clip su You Tube con Al Pacino di "Ogni maledetta domenica".

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Progetto sicurezza alla Indesit (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-03-15 - pag: 24 autore: Industria. Definito un percorso formativo basato sull'autoeducazione Progetto sicurezza alla Indesit Rita Fatiguso MILANO Caschi, guanti, stivali: che impiccio, che fastidio, che noia doverli usare in fabbrica, al lavoro. Quando fa caldo e si suda, con i margini di manovra che si fanno più stretti, quando non c'è tempo di indossarli. Nel linguaggio della burocrazia si chiamano dispositivi di protezione individuale (Dpi), e i lavoratori sono obbligati a usarli, si rischiano multe salate. In caso contrario, il datore non ha colpe, basta che dimostri di essere in regola e di averli forniti. Ma a che serve il rimpallo di colpe e competenze davanti a un grave incidente? é tutta questione di educazione alla sicurezza. Se le parole della sicurezza vengono impresse sulle tute di lavoro, se finiscono in un poster appeso alle pareti della fabbrica, allora è più semplice capire quanto sia giusto e utile proteggersi dagli incidenti. Indesit Company, multinazionale dell'elettrodomestico con il cuore a Fabriano, nelle Marche, ha scelto un percorso condiviso fondato sull'autoeducazione permanente alla sicurezza in azienda. Due anni fa hanno incaricato la società di consulenza "Lavoro e comunicazione" di avviare un progetto che, precisa Michele Assael, il titolare, "vuol creare una lingua comune sulla sicurezza". "Il progetto "Io lavoro in sicurezza", nasce da un processo partecipativo e continuativo che viene dalla base, dalla percezione del rischio da parte degli addetti ai lavori e che mette in moto l'essere propositivi degli operai con la collaborazione di diversi interlocutori, dai sindacati, alla direzione generale Inail delle Marche, alla Regione, ad Assindustria Ancona, alle Asl" dice Angelo Stango, direttore delle relazioni industriali. Incalza Antonino Gambuzza, direttore industriale Italia e Turchia: "Avevamo in Regione standard non eccellenti per gli infortuni, oggi abbiamo risalito la corrente. C'èstato un referendum sulle frasi che meglio potevano rappresentare un rischio percepito, mansione per mansione, reparto per reparto. I lavoratori hanno partecipato alla realizzazione della campagna compilando un questionario sull'analisi dei rischi degli stabilimenti per mansione e individuando addirittura lo slogan della campagna: "Io lavoro in sicurezza"". "Risultato: una tuta e un poster utili a sensibilizzare chi lavora sulla sicurezza e sui rischi specifici di quella mansione. Strumenti – aggiunge Stango –che innalzano il livello di attenzione sul tema, visibile e fisicamente presente con la scritta sulle tute. Da parte dell'impresa e dellavoratore è un reciproco richiamo alla responsabilità". Fondamentale l'avallo dell'Inail, che ha inserito questa collaborazione sperimentale in un protocollo generale stipulato con la Regione. Sandro Passamonti, direttore regionale Inail Marche, sostiene che ""Io lavoro in sicurezza", avviato nel 2007 in collaborazione con noi, ha un obiettivo collegato a quello più generale dell'Inail di prevenire gli infortuni legati ai comportamenti. Se Indesit sta ora realizzando questo progetto in tutti gli stabilimenti italiani, è probabile che il piano, che resta un caso unico a livello nazionale, possa essere replicato anche altrove ". Quanto all'Indesit, la riduzione degli indici di frequenza e gravità degli infortuni è uno dei parametri considerati nel sistema dei premi e dei bonus adottati dall'azienda. "Il tema della sicurezza per noi è sempre stato importante – sottolinea il presidente di Indesit, Vittorio Merloni. Ci impegniamo moltissimo per difendere la salute e la vita di chi lavora con noi. Le leggi in materia vanno rispettate, ma si può anche andare oltre: è importante creare una cultura della sicurezza anche facendo formazione, non solo sugli aspetti tecnici, ma anche e soprattutto lavorando sulla mentalità delle persone". rita.fatiguso@ilsole24ore.com.

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Quelle ex tute blu stregate dalla Lega (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-03-15 - pag: 20 autore: Nella terra del Carroccio. Gli autonomi che il Partito democratico prova a riconquistare Quelle ex tute blu stregate dalla Lega Marco Alfieri MILANO Giovanni Favaro, 62 anni ben portati, figlio di immigrati veneti nel Varesotto, ha sempre votato orgogliosamente Pci. Era un comunista di ferro, attivo in sezione. "Almeno fino alla segreteria Occhetto ". Favaro nel '62 entra come operaio alla Sordelli di Venegono, paesone alle porte di Varese, 900 addetti che producono occhiali. Diciott'anni in fabbrica e poi la svolta nel 1980. "Volevo dare una prospettiva migliore ai miei trefigli –spiega –.Così mi sono messo in proprio, come tanti altri in quegli anni in Pedemontana ". Tre anni dopo, a Tradate, dove vive, fonda la Eic, una piccola azienda che fa quadri elettrici. La classica microimpresa di territorio da 6-7 dipendenti. Il passaggio al lavoro autonomo è insomma il vero spartiacque. Perché Favaro incarna il prototipo di moltissimi operai che, intorno a metà anni Ottanta, con l'esplosione del capannone e il ridimensionamento della grande impresa fordista, diventano prima politicamente borderline e poi, con la nascita della Lega lombarda, dei bossiani incalliti. Favaro tiene duro fino alla Bolognina, poi salta il fosso e da quel giorno ha sempre votato il Carroccio. "Ma già gli ultimi anni nel partito venivo visto come un eretico. Sembravo un fissato del lavoro autonomo in mezzo a compagni che vedevano in ogni partita iva un potenziale evasore ", ammette infervorandosi. Il punto è semplice: "Per almeno un ventennio, a sinistra non hanno capito quanto un autonomo sia lasciato solo davanti alla burocrazia cannibale e al fisco rapace (nel '97 dovette accendere un mutuo per pagare venti milioni di tasse, ndr) ".Prendiamo l'ultimo giro di vite sugli studi di settore: "Sono stati inseriti degli automatismi capestro uguali per tutti senza riconoscere le specificità delle singole aziende". Se saltiamo da Varese, dove ieri sera Walter Veltroni ha tenuto un comizio del suo tour, a Bergamo, dove è stato l'altro ieri, il quadro non cambia. Luigi Giovanninetti, 55enne di Mozzanica, nasce come operaio nella ditta Giuseppe Vedani, una piccola impresa artigiana di 4-5 addetti che fa quadri elettrici. Giovanninetti votava socialista. Un socialista sanguigno. Nel '78 decide di mettersi in proprio "perché mi sentivo in grado di auto- affermarmi nel rischio". Oggi ha due aziende, una di impianti elettrici sempre a Mozzanica, e una vetreria a Dalmine: 15 addetti in tutto. La conversione avviene nell'88, "quando incontro per caso a Caravaggio uno sconosciuto Umberto Bossi". Giovanninetti ne rimane folgorato. "L'idea che le tasse dovessero restare qui; che il lavoro autonomo non dovesse venir vessato dallo stato, era esattamente quel che avevo maturato in un decennio di capannone". Oggi è un militante leghista con tessera dell'associazione artigiani (Cna) in tasca. E la sinistra? "Ha sempre penalizzato il capitalismo molecolare. I piccoli sono quelli che fanno il nero, che evadono... Peccato che siamo la spina dorsale del paese", spiega. Insomma Favaro a Varese, Giovanninetti a Bergamo. Sono la metafora di quel capitalismo diffuso addensato in Pedemontana che, con il ritiro della delega politica ai vecchi partiti, produce il voto in massa a Lega e Fi ricaricato in chiave anti-fiscale e anti-statalista. Sei province (Varese, Lecco, Sondrio, Brescia, Bergamo e Como) che da sole producono un saldo attivo import/ export di oltre 10 miliardi, in cui si annidano 67,9 imprese per mille abitanti e in cui il 58% degli imprenditori ha cominciato facendo l'operaio. Il che significa che la coscienza di classe non è quella della tuta blu ma del quasi imprenditore. Ma soprattutto, qui la sinistra sconta una mancanza di radicamento pauroso: sul voto degli autonomi,nel 2006 Cdl batte Unione 67% a 32%. Rendendo il viaggio veltroniano una difficile, ma necessaria, traversata del deserto.

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Basta con i finanzieri d'assalto (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-03-15 - pag: 20 autore: "Basta con i finanzieri d'assalto" Troppa folla: a Varese Veltroni improvvisa un comizio fuori programma in piazza Lina Palmerini VARESE. Dal nostro inviato L'exploit è a Varese. Ultima tappa di una giornata in terra leghista. Arriva alle nove di sera che il teatro Apollonio è già stracolmo: sono circa 1.500 persone dentro ma fuori c'è altrettanta gente. E così, dopo un quarto d'ora, il comizio di Wal-ter Veltroni si sposta. Tutti fuori, lui e tutte le persone che sono dentro al teatro si trasferiscono all'esterno, in piazza, dove il leader del Partito democratico riprende a parlare da un palco improvvisato. Un fuori programma che nessuno si aspettava perché nemmeno gli organizzatori pensavano arrivasse tanta gente. Eppure da queste parti domina un altro colore. Non il verde-Pd ma il verde-Carroccio. Dunque, un'accoglienza che stupisce lo stesso Veltroni, anche se sa che da queste parti si viene a seminare più che a ribaltare un consenso politico favorevole al centro-destra. C'era anche un gruppo di contestatori leghisti (una ventina) ad aspettarlo ma la gente venuta ad ascoltare Veltroni li allontana. Varese come Bergamo: anche lì – giovedì sera – il candidato premier del Pd ha richiamato circa 4mila persone. Certo, per parlare in questa terra – così arida di frutti per il centro-sinistra – Veltroni si sceglie gli interlocutori giusti, come ha fatto ieri pomeriggio a Lecco. Insieme a lui, al cinema Nuovo, salgono sul palco Fausto Cacciatori, presidente della Cna regionale, e Giorgio Merletti, presidente della Confartigianato lombarda, invitati per parlare di impresa e per ricucire un dialogo spezzato tra mondo produttivo e centro-sinistra. Per loro Veltroni ha un messaggio. "Non ho dubbi: tra i finanzieri d'assalto e un imprenditore, piccolo o medio, scelgo il secondo". Fa entrare, così, nella sua campagna elettorale un tema molto frequentato ai tempi di Unipol, della scalata Rcs, dei "furbetti del quartierino". Quel dibattito che è stato rubricato con il nome di capitalismo di carta, opposto a quello industriale, di chi produce posti di lavoro. E Veltroni entra in questo territorio toccando anche il tasto delicato dei rapporti tra economia e politica. Solo un cenno ma intanto lo fa. "Lo Stato sembra avere un fastidio per chi vuole intraprendere, creare un'azienda. è anche per questoche abbiamo avuto una stagione di finanzieri d'assalto, seduti nelle loro scrivanie che un po' spostavano quantità ingenti dirisorse e un po'si ammanicavano con la politica. Bisogna invece che lo Stato sposti l'attenzione e le risorse su chi produce e rischia di tasca propria ". Non è una novità per chi ha seguito le tappe nel NordEst di Veltroni, ma qui di fronte alla platea di Lecco e ai due esponenti del mondo artigianale lombardo, ripete la sua ricetta: un "fisco come strumento di crescita" e uno Stato che smetta di "essere prussiano da un lato,quando chiede 80 praticheper aprire un'officina meccanica, ma che poi diventa lassista con i condoni fiscali". La burocrazia, certo. Ma Fausto Cacciatori schiaccia il tasto dolente del fisco chiedendo chiarezza sul "federalismo fiscale ", argomento su cui Veltroni però non si sofferma. Giorgio Merletti gira ancora il coltello nella piaga-fisco: "Certo, ora il programma del Pd corregge gli errori sugli studi di settore" ma molte incomprensioni ormai sono nate con "un Nord che reclama considerazione dalla politica". E di nuovo Veltroni ripete quello che ha già detto in tutte le sue tappe a Nord-Est: la stagione "col vecchio centro-sinistra è finita " e sono finiti i tempi "delle riunioni di maggioranza, delle infinite mediazioni che solo a pensarci viene il mal di fegato ". Il fatto è che è passato ancora troppo poco tempo per riuscire a convincere. MEGLIO IMPRENDITORI "Preferisco chi rischia di tasca propria piuttosto che i raider seduti in poltrona e ammanicati con la politica" Tour elettorale. Il leader del Pd Walter Veltroni AGF.

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Angela ha 38 anni, una bambina di sei e uno di quattro. Per 13 anni ha diviso la sua vita con Giangu (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ido. Poi le prime liti, le fughe da casa e la decisione di separarsi: "E' stata dura scegliere questa strada - spiega - ma la cosa più dura è affrontare tutto questo: il tribunale, gli avvocati, i bambini che ti fanno domande". Sono quasi sei mesi che aspetta la prima udienza, e già ha avuto due rinvii: "Tutto questo è snervante. Non fa bene a noi e tanto meno ai figli. E' la terza volta che vengo qui in tribunale e non ce la faccio più. E sono solo all'inizio". La storia di Angela è quella di tante moglie e madri e di tanti mariti e papà. "Un divorzio è già pesante, se poi ci si mette di mezzo la burocrazia diventa drammatico", accusa Angela Attanasi mentre l'avvocato le paventa la possibilità di un rinvio. Ma c'è anche chi ha deciso di prendere con il sorriso giudici, avvocati e burocrazia, anche se prima ha sofferto molto: "Dopo un periodo terribile abbiamo deciso di divorziare - dice Patrizia De Angelis, 41 anni - Per la separazione abbiamo fatto in fretta, ma ora sono passati due anni da quando abbiamo fatto domanda di divorzio: così non si dà nemmeno la possibilità alle persone di rifarsi una vita e un nuovo legame". "Per fortuna che noi l'abbiamo presa sportivamente - scherza il marito Gianluca Rosati - Ci siamo rassegnati alla burocrazia". G. Man.

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Gammarana, solo chiacchiere (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il presidente del Comitato di quartiere rilancia l'esigenza di sicurezza; i rimpalli e la burocrazia "Gammarana, solo chiacchiere" Marcozzi: nulla è stato fatto per la "bomba" amianto e l'eternit.

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Nel 2008 siamo diventati il primo porto del Mediterraneo, nel 2014 lo saremo del mondo (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di CRISTINA GAZZELLINI "Nel 2008 siamo diventati il primo porto del Mediterraneo, nel 2014 lo saremo del mondo". E' il sindaco Gianni Moscherini a dare l'importante annuncio. E lo ha fatto ieri direttamente da Miami dove si trova insieme ai vertici dell'Autorità portuale, per partecipare ai lavori del Sea Trade. Lavori che vedono Civitavecchia ed il suo scalo al centro dell'attenzione delle grandi compagnie. "Proprio quelle compagnie - afferma il primo cittadino al telefono - che pianificano il loro futuro ogni quattro anni. E che sono intenzionate a puntare sul nostro scalo sia come crescita degli accosti che del turn around. Siamo già d'accordo con l'Authority per attuare un programma in grado di dare risposte ai grandi gruoppi che hanno manifestato interesse, come la Roma Cruise Terminal. Entro il 2014 lo scalo dovrà però avere una capacità di accosti contestuali di sei navi, una da 310 metri, 4 da 290 e una da 252, con possibilità per tutte di effettuare il turn around. Inoltre dovranno essere disponibili altre sei accosti per navi da transito. Un programma già prefigurato - prosegue Moscherini - che rende chiaro come le opere infrastrutturali da realizzare debbano essere confermate ed ampliate. Ed è ovvio che per rispondere a queste esigenze debba essere utilizzato al massimo l'antemurale, sia quello già esistente che quello in via di realizzazione". Chiuso quasto capitolo sulla crescita esponenziale dello scalo, il primo cittadino, inizia poi a parlare di un altro sviluppo, altrettanto necessario, quello della città. "Come sindaco - prosegue Moscherini - mi pongo un altro obiettivo parallelo. Entro il 2014 dobbiamo diventare una città turistica per tenere il passo con il primo scalo mondiale. Civitavecchia dovrà essere il centro di costruzione e raccordo turistico con il territorio. Per questo bisogna andare avanti con il programma con cui lo scorso anno mi sono presentato agli elettori. Deve essere riqualificato il centro storico, realizzato il waterfront e debbono aumentare gli alberghi e le strutture per i servizi croceristici. Opere che dovranno dipendere dagli investimenti dei privati. Il Comune dal canto suo dove programmare, approvare il nuovo Prg e dare gli strumenti a chi vuole investire in città, come una burocrazia più snella". Un programma quello illustrato da Moscherini che si sposa appieno con l'accordo raggiunto una decina di giorni fa con la Banca del Mediterraneo, che poterà ad uno studio di fattibilità su una serie di project financing mirati alla crescita di Civitavecchia. "E' ovvio - prosegue il sindaco - che servirà anche una capillare formazione per i giovani. Proprio qui a Miami stiamo per chiudere l'accordo tra Comune e Royal Carebbean per promuovere l'intervento della compagnia sulla formazione del personale locale a bordo delle sue navi e per erogare due borse di studio all'anno".

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A tre anni dalla posa della prima pietra, entra nel vivo l'attività del Campus Bio-medico (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Chiudi di FRANCA GIANSOLDATI A tre anni dalla posa della prima pietra, entra nel vivo l'attività del Campus Bio-medico di Trigoria, il modernissimo policlinico universitario voluto dall'Opus Dei per coniugare la ricerca medica alla cura del paziente "secondo una concezione di vita aperta alla trascendenza". Diciotto sale operatorie quando sarà a regime (per ora ne sono in funzione 9), 400 posti letto disponibili in camere singole o doppie, e persino una pista d'atterraggio per gli elicotteri. Le cose sono stata fatte per bene. Ogni dettaglio è stato curato meticolosamente, dagli arredi ai macchinari. Le risorse sono state utilizzate con un uso davvero "oculato", come ha commentato il presidente della Regione, Marrazzo, tra gli ospiti presenti all'inaugurazione. Il taglio del nastro, momento clou della cerimonia, è stato affidato a Jacopo e Nicolò, due vispi gemellini di 5 anni, figli di uno dei dipendenti del Campus, nati la notte di Natale. Di buon "auspicio". Il cardinale Tarcisio Bertone, ospite d'onore assieme al vice presidente del Consiglio, Rutelli, ieri mattina, si è fermato a scherzare con loro. Aria di festa. Poco più in là monsignor Echevarria, Prelato dell'Opus Dei e diversi politici, da Pierferdinando Casini, alla Binetti, da Alessandra Borghese, candidata nelle liste dell'Udc, a Gasparri ed Alemanno. Non mancavano Joaquin Navarro Valls e Gianni Letta, rispettivamente presidente e membro dell'advisory board del Campus bio medico. L'intero progetto è costato 180 milioni di euro; un terzo del denaro è frutto della generosità di tanti privati, un terzo è stato reperito dalle aziende che prenderanno parte alla ricerca universitaria ed il terzo restante, da fondi pubblici. Secondo le previsioni, quando sarà a regime, il campus (convenzionato con il Sistema Sanitario Nazionale) darà lavoro a circa 3 mila persone, vi studieranno un migliaio tra studenti e dottorandi, conterà 139 medici e 185 infermieri. "La struttura è l'esempio di una sanità efficiente che sa valorizzare competenze e professionalità. Inoltre velocizzerà le cure e renderà più efficace il percorso assistenziale" ha fatto sapere il ministro Turco in un messaggio inviato per l'occasione. Cinque attualmente i corsi di laurea, medicina e chirurgia, ingegneria biomedica, infermieristica, dietistica e scienze dell'alimentazione, nutrizione umana ma in futuro dovrebbero aumentare. Gianni Letta, l'ex vice presidente del Consiglio, che prese parte alla posa della prima pietra ha detto: "E' bello vedere finalmente il completamento dei lavori di questo gigantesco complesso. Sono certo che qui varrà la legge dell'amore per il paziente". La cerimonia era prevista l'anno scorso, in autunno, ma intoppi burocratici hanno rallentato l'iter. "Ho in mente gli ultimi giorni di agosto e di settembre, quando ci siamo rimboccati le maniche, per tentare in tutti i modi di superare quelli che potevano essere i lacci e i lacciuoli della burocrazia. Con la buona volontà abbiamo semplificato i percorsi amministrativi" ha ammesso Marrazzo mentre scopriva la targa del vialone di collegamento al policlinico, intitolata alla memoria di Alvaro del Portillo, lo scomparso Prelato dell'Opus Dei che ebbe l'idea, nel lontano 1988, del progetto. Sembrava quasi impossibile, eppure 5 anni dopo veniva istituita la prima laurea in medicina e chirurgia e l'anno successivo il policlinico che nel frattempo trovava posto a via Longoni. Man mano che le donazioni arrivavano, l'Opus Dei piano piano, attivava altri corsi di laurea ma solo nel 2001, grazie agli otto ettari di terreno a Trigoria che Alberto Sordi regalò alla Prelatura, prese corpo il Campus. Nel 2005 iniziarono i lavori di costruzione fino al completamento e all'inaugurazione definitiva che ha visto, finalmente, il trasloco del policlinico di via Longoni. Un lavoro non da poco, tenacemente perseguito da pubblico e privato. In conclusione, riflettendo sulle sfide bioetica, il cardinale Bertone ha lanciato un nuovo appello a difendere sempre "i valori non negoziabili della vita umana". Quando la ricerca medica non si pone limiti di sorta, "quando viene a svanire ogni riferimento etico e religioso, si provocano cataclismi e catastrofi naturali che nessuno vorrebbe".

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Eventi - data: 2008-03-15 num: - pag: 55 categoria: ALTRI... (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 15-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Eventi - data: 2008-03-15 num: - pag: 55 categoria: ALTRI OGGETTI stesso destinato a dimora e pinacoteca. Perché oltre che militare e stratega, era anche amante dell'arte e appassionato collezionista. Anche all'epoca di quell'assedio, Vienna si era ridotta alla fame, anche allora si era risollevata. Un ramo della mia famiglia si stabilì nei sobborghi della città all'inizio del Settecento. Venivano dalla Slovacchia. Quel nugolo di piccoli artigiani, andato avanti con caparbia ostinazione per due secoli, finì di esistere al termine della Prima Guerra mondiale, quando l'Austria stessa crollò di colpo. Quel crollo fu peggiore di quello successivo, della Seconda guerra. Il grande Impero collassò, si ridusse a un piccolo Paese. E i miei parenti? Tutti quei parenti morirono di fame e di febbre spagnola. Mio padre, ragazzo, fu mandato in loro aiuto da Budapest, con un carico di cibo e medicine. Viaggiò sul tetto di un treno. Al suo arrivo nessuno della famiglia era più in vita. Anche Gustav Klimt morì allora; come del resto Otto Wagner, architetto, autore degli edifici più eloquenti della Vienna moderna. Tutti e due furono vittime degli stenti e del contagio. In quegli anni anche altri architetti come Joseph Hoffmann, Kolomann Moser, Olbrich (tutti sopravvissuti) avevano coltivato il sogno di estendere l'arte a tutti gli abitanti dell'Impero. Avevano disegnato e fatto riprodurre in grandi "tirature" mobili, stoviglie, orologi, caffettiere, bricchi, stoffe per diffondere la bellezza in tutti gli strati della popolazione. Abbellire la vita quotidiana: questo era il loro scopo. Da quella volta questo desiderio è rimasto in qualche modo vivo, a Vienna. Perciò anche oggi avverto un senso di fraterno affetto per quella città. Che ha anche conosciuto ingiustizie, soprusi, burocrazia, ignominia, violenza. Ma che è rimasta ugualmente un serbatoio di grandi aspirazioni all'armonia e all'equilibrio. Grande musica Oppenheimer, "Mahler dirige i Filarmonici di Vienna".

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A tre anni dalla posa della prima pietra, entra nel vivo l'attività del Campus Bio-medico (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 15-03-2008)
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Di FRANCA GIANSOLDATI A tre anni dalla posa della prima pietra, entra nel vivo l'attività del Campus Bio-medico di Trigoria, il modernissimo policlinico universitario voluto dall'Opus Dei per coniugare la ricerca medica alla cura del paziente "secondo una concezione di vita aperta alla trascendenza". Diciotto sale operatorie quando sarà a regime (per ora ne sono in funzione 9), 400 posti letto disponibili in camere singole o doppie, e persino una pista d'atterraggio per gli elicotteri. Le cose sono stata fatte per bene. Ogni dettaglio è stato curato meticolosamente, dagli arredi ai macchinari. Le risorse sono state utilizzate con un uso davvero "oculato", come ha commentato il presidente della Regione, Marrazzo, tra gli ospiti presenti all'inaugurazione. Il taglio del nastro, momento clou della cerimonia, è stato affidato a Jacopo e Nicolò, due vispi gemellini di 5 anni, figli di uno dei dipendenti del Campus, nati la notte di Natale. Di buon "auspicio". Il cardinale Tarcisio Bertone, ospite d'onore assieme al vice presidente del Consiglio, Rutelli, ieri mattina, si è fermato a scherzare con loro. Aria di festa. Poco più in là monsignor Echevarria, Prelato dell'Opus Dei e diversi politici, da Pierferdinando Casini, alla Binetti, da Alessandra Borghese, candidata nelle liste dell'Udc, a Gasparri ed Alemanno. Non mancavano Joaquin Navarro Valls e Gianni Letta, rispettivamente presidente e membro dell'advisory board del Campus bio medico. L'intero progetto è costato 180 milioni di euro; un terzo del denaro è frutto della generosità di tanti privati, un terzo è stato reperito dalle aziende che prenderanno parte alla ricerca universitaria ed il terzo restante, da fondi pubblici. Secondo le previsioni, quando sarà a regime, il campus (convenzionato con il Sistema Sanitario Nazionale) darà lavoro a circa 3 mila persone, vi studieranno un migliaio tra studenti e dottorandi, conterà 139 medici e 185 infermieri. "La struttura è l'esempio di una sanità efficiente che sa valorizzare competenze e professionalità. Inoltre velocizzerà le cure e renderà più efficace il percorso assistenziale" ha fatto sapere il ministro Turco in un messaggio inviato per l'occasione. Cinque attualmente i corsi di laurea, medicina e chirurgia, ingegneria biomedica, infermieristica, dietistica e scienze dell'alimentazione, nutrizione umana ma in futuro dovrebbero aumentare. Gianni Letta, l'ex vice presidente del Consiglio, che prese parte alla posa della prima pietra ha detto: "E' bello vedere finalmente il completamento dei lavori di questo gigantesco complesso. Sono certo che qui varrà la legge dell'amore per il paziente". La cerimonia era prevista l'anno scorso, in autunno, ma intoppi burocratici hanno rallentato l'iter. "Ho in mente gli ultimi giorni di agosto e di settembre, quando ci siamo rimboccati le maniche, per tentare in tutti i modi di superare quelli che potevano essere i lacci e i lacciuoli della burocrazia. Con la buona volontà abbiamo semplificato i percorsi amministrativi" ha ammesso Marrazzo mentre scopriva la targa del vialone di collegamento al policlinico, intitolata alla memoria di Alvaro del Portillo, lo scomparso Prelato dell'Opus Dei che ebbe l'idea, nel lontano 1988, del progetto. Sembrava quasi impossibile, eppure 5 anni dopo veniva istituita la prima laurea in medicina e chirurgia e l'anno successivo il policlinico che nel frattempo trovava posto a via Longoni. Man mano che le donazioni arrivavano, l'Opus Dei piano piano, attivava altri corsi di laurea ma solo nel 2001, grazie agli otto ettari di terreno a Trigoria che Alberto Sordi regalò alla Prelatura, prese corpo il Campus. Nel 2005 iniziarono i lavori di costruzione fino al completamento e all'inaugurazione definitiva che ha visto, finalmente, il trasloco del policlinico di via Longoni. Un lavoro non da poco, tenacemente perseguito da pubblico e privato. In conclusione, riflettendo sulle sfide bioetica, il cardinale Bertone ha lanciato un nuovo appello a difendere sempre "i valori non negoziabili della vita umana". Quando la ricerca medica non si pone limiti di sorta, "quando viene a svanire ogni riferimento etico e religioso, si provocano cataclismi e catastrofi naturali che nessuno vorrebbe".

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Angela ha 38 anni, una bambina di sei e uno di quattro. Per 13 anni ha diviso la sua vita con Giangu (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Chiudi Angela ha 38 anni, una bambina di sei e uno di quattro. Per 13 anni ha diviso la sua vita con Gianguido. Poi le prime liti, le fughe da casa e la decisione di separarsi: "E' stata dura scegliere questa strada - spiega - ma la cosa più dura è affrontare tutto questo: il tribunale, gli avvocati, i bambini che ti fanno domande". Sono quasi sei mesi che aspetta la prima udienza, e già ha avuto due rinvii: "Tutto questo è snervante. Non fa bene a noi e tanto meno ai figli. E' la terza volta che vengo qui in tribunale e non ce la faccio più. E sono solo all'inizio". La storia di Angela è quella di tante moglie e madri e di tanti mariti e papà. "Un divorzio è già pesante, se poi ci si mette di mezzo la burocrazia diventa drammatico", accusa Angela Attanasi mentre l'avvocato le paventa la possibilità di un rinvio. Ma c'è anche chi ha deciso di prendere con il sorriso giudici, avvocati e burocrazia, anche se prima ha sofferto molto: "Dopo un periodo terribile abbiamo deciso di divorziare - dice Patrizia De Angelis, 41 anni - Per la separazione abbiamo fatto in fretta, ma ora sono passati due anni da quando abbiamo fatto domanda di divorzio: così non si dà nemmeno la possibilità alle persone di rifarsi una vita e un nuovo legame". "Per fortuna che noi l'abbiamo presa sportivamente - scherza il marito Gianluca Rosati - Ci siamo rassegnati alla burocrazia". G. Man.

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IL VENETO VA MA L'ITALIA?\n (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: PRIMAPAGINA - data: 2008-03-15 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE RAPPORTO SUL CAMBIAMENTO SOCIALE IL VENETO VA MA L'ITALIA? di VITTORIO FILIPPI B ene il Veneto, in un paese che però va male: di conseguenza va male anche il Veneto. E' questo il risultato, paradossale ma non troppo, che suggerisce la lettura dell'ultimo Rapporto sul cambiamento sociale curato da Luca Ricolfi ( Ostaggi dello Stato, Guerini e Associati, 2008). Certo, se il lettore si ferma al solo Veneto e lo compara con le altre regioni italiane, il quadro è (ancora) positivo. La ricchezza, cioè il Pil, crescerà nel 2008 dell'1,6 per cento, un dato superiore alla media nazionale tanto è vero che è solo il Friuli a superarci. Anche la produttività del lavoro premia il Triveneto, l'unica area d'Italia in cui cresce, e lo stesso vale per il tasso di occupazione. Sul piano demografico e sociale la musica è simile: funziona la ripresa della natalità in Veneto, certamente è dovuta alla maggior prolificità delle immigrate, ma anche al fatto che quando le donne venete lavorano (e i servizi all'infanzia aiutano le famiglie), cresce anche la fecondità. Bene anche l'integrazione sociale degli stranieri: checché se ne dica, il Veneto - si vedano i dati di pochi giorni fa del Cnel - è, dopo il Trentino, la regione in cui vi è il massimo grado di inclusività degli immigrati. Infine la scuola: secondo l'Ocse gli studenti veneti non se la cavano poi tanto male: sono terzi in Italia per le scienze e la matematica, secondi per la lettura (nonostante la persistenza del dialetto, si potrebbe aggiungere). Tuttavia il Veneto non è una entità metafisica astratta, un'isola tanto felice quanto isolata, ma è parte di un sistema paese. Anzi di un paese - come dice il Rapporto - che non fa proprio sistema e che a quasi un secolo e mezzo dall'Unità d'Italia conosce fratture e disarticolazioni crescenti tra aree territoriali, tra gruppi professionali, tra classi sociali, tra i mille egoismi che rendono vuoti gli appelli all'interesse collettivo e al bene comune. Lo Stato, che dovrebbe fare sintesi e mediazione, è al tempo stesso troppo presente e troppo assente. E' troppo presente quando soffoca con le tasse e la burocrazia onnipresente (ad esempio, quanto ci vuole per aprire un'impresa?); è invece assente quando non garantisce la sicurezza, quando non sa controllare i clandestini, la criminalità organizzata (che spadroneggia in un quarto del territorio naziona-le), i lavori in nero e le tante, odiose furbizie italiche. Siamo - come Veneto - dentro un paese che è in declino dalla metà degli anni Novanta, che si sta allontanando dall'Europa che conta e dove la politica appare un rito tanto rumoroso quanto inconcludente. Essere tra i primi della classe (ammesso che sia così) è una virtù che servirà a poco, anzi non ci salverà affatto da un paese sempre più litigioso e sconnesso. Il mitico Nord Est rischia così di ridursi appunto a mito, a nostalgia, a ricordo accorato di un tempo felice che già oggi sembra irripetibile e unico.

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IL VENETO VA MA L'ITALIA?\n (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: PRIMAPAGINA - data: 2008-03-15 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE RAPPORTO SUL CAMBIAMENTO SOCIALE IL VENETO VA MA L'ITALIA? di VITTORIO FILIPPI B ene il Veneto, in un paese che però va male: di conseguenza va male anche il Veneto. E' questo il risultato, paradossale ma non troppo, che suggerisce la lettura dell'ultimo Rapporto sul cambiamento sociale curato da Luca Ricolfi ( Ostaggi dello Stato, Guerini e Associati, 2008). Certo, se il lettore si ferma al solo Veneto e lo compara con le altre regioni italiane, il quadro è (ancora) positivo. La ricchezza, cioè il Pil, crescerà nel 2008 dell'1,6 per cento, un dato superiore alla media nazionale tanto è vero che è solo il Friuli a superarci. Anche la produttività del lavoro premia il Triveneto, l'unica area d'Italia in cui cresce, e lo stesso vale per il tasso di occupazione. Sul piano demografico e sociale la musica è simile: funziona la ripresa della natalità in Veneto, certamente è dovuta alla maggior prolificità delle immigrate, ma anche al fatto che quando le donne venete lavorano (e i servizi all'infanzia aiutano le famiglie), cresce anche la fecondità. Bene anche l'integrazione sociale degli stranieri: checché se ne dica, il Veneto - si vedano i dati di pochi giorni fa del Cnel - è, dopo il Trentino, la regione in cui vi è il massimo grado di inclusività degli immigrati. Infine la scuola: secondo l'Ocse gli studenti veneti non se la cavano poi tanto male: sono terzi in Italia per le scienze e la matematica, secondi per la lettura (nonostante la persistenza del dialetto, si potrebbe aggiungere). Tuttavia il Veneto non è una entità metafisica astratta, un'isola tanto felice quanto isolata, ma è parte di un sistema paese. Anzi di un paese - come dice il Rapporto - che non fa proprio sistema e che a quasi un secolo e mezzo dall'Unità d'Italia conosce fratture e disarticolazioni crescenti tra aree territoriali, tra gruppi professionali, tra classi sociali, tra i mille egoismi che rendono vuoti gli appelli all'interesse collettivo e al bene comune. Lo Stato, che dovrebbe fare sintesi e mediazione, è al tempo stesso troppo presente e troppo assente. E' troppo presente quando soffoca con le tasse e la burocrazia onnipresente (ad esempio, quanto ci vuole per aprire un'impresa?); è invece assente quando non garantisce la sicurezza, quando non sa controllare i clandestini, la criminalità organizzata (che spadroneggia in un quarto del territorio naziona-le), i lavori in nero e le tante, odiose furbizie italiche. Siamo - come Veneto - dentro un paese che è in declino dalla metà degli anni Novanta, che si sta allontanando dall'Europa che conta e dove la politica appare un rito tanto rumoroso quanto inconcludente. Essere tra i primi della classe (ammesso che sia così) è una virtù che servirà a poco, anzi non ci salverà affatto da un paese sempre più litigioso e sconnesso. Il mitico Nord Est rischia così di ridursi appunto a mito, a nostalgia, a ricordo accorato di un tempo felice che già oggi sembra irripetibile e unico.

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<Bossi ha garantito: ci sarà un ministro veneto> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-03-15 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE "Bossi ha garantito: ci sarà un ministro veneto" Gobbo replica a Maroni: non è lui il segretario della Lega. D'accordo anche Berlusconi PADOVA - Ce lo danno, non ce lo danno (parte seconda)? Certo che ce lo danno, il ministro veneto. Garantisce Umberto Bossi, sia pure per interposta persona, alla vigilia del suo ritorno nel Veneto per la campagna elettorale: il leader del Carroccio sarà domani sera a Vicenza, curiosamente nello stesso luogo che è stato teatro martedì del bagno di folla per Walter Veltroni (auditorium Canneti, ore 19). Dunque, un ministro per il povero Veneto bistrattato. I colonnelli leghisti non avevano mai parlato così tanto, in rapida successione. Mercoledì Roberto Calderoli: "è nella speranza di tutti che ci sia un ministro veneto, ma se questo avverrà (caro Veltroni, ndr) sarà per merito della Lega e di Umberto Bossi". Giovedì Roberto Maroni, di diverso avviso: "Il Nord Est (sempre caro Veltroni, ndr) non chiede ministri ma riforme. Vuole federalismo, sicurezza, infrastrutture. Che poi queste cose le porti avanti un ministro lombardo, veneto o piemontese, importa poco, purché le faccia". Venerdì Gian Paolo Gobbo, segretario nazionale della Lega veneta, lapidario: "Bossi mi ha garantito (caro Maroni questa volta, ndr) che nel prossimo governo ci saranno ministri veneti. E Maroni non è il segretario della Lega". Un crescendo davvero insolito per le abitudini leghiste. Perciò la domanda è: il Carroccio ci crede veramente - un ministro leghista del Veneto è una specie che finora non si è mai vista nella politica italiana - oppure sta alzando il prezzo per portare a casa qualcos'altro? L'ipotesi di minima, nel secondo caso, è che scattino le classiche poltrone di consolazione (qualche sottosegretario in più, magari un viceministro). L'obiettivo grosso, invece, potrebbe essere la presidenza della Regione: una partita a scacchi con gli alleati del Pdl che è già in corso sul versante lombardo. Comunque sia, il panorama è completo: chiunque riesca a vincere le elezioni, ha già garantito - a parole - una bella poltrona ministeriale al Veneto o, male che vada, al Nord Est. Lo ha fatto solennemente Veltroni, si è aggiunto a distanza Berlusconi ("Il Pdl non ha nessuna intenzione - ha dichiarato il leader del centrodestra all'agenzia Dire - di escludere una zona così importante dalla rappresentanza di governo "), ha ribadito ora Bossi. Non serviva altro per scatenare un gigantesco gioco del toto-candidato, con siparietti anche comici. Paolo Giaretta, segretario regionale del Pd, ha dichiarato che vedrebbe benissimo Flavio Zanonato, sindaco di Padova, come ministro dei Lavori pubblici. Il governatore Giancarlo Galan lo ha schernito: "Che Veltroni prometta, in stile sudamericano, di nominare ministri veneti, lo posso capire. Ma questa di Giaretta e Zanonato è una barzelletta: e Renato Chisso (l'assessore regionale alla Mobilità, ndr) cosa dovremmo nominarlo allora, forse ministro dei Lavori Pubblici e dei Trasporti dell'Unione Europea?". Andrea Martella, coordinatore del Partito democratico per il Nord Italia, cerca di riportare la discussione a un punto fermo: "Non facciamo gare al ribasso sui possibili candidati, quello che ha preso Veltroni è un impegno di assoluto rilievo verso il Nord Est del Paese. E non si tratta soltanto - precisa Martella - di promettere un ruolo o una poltrona. L'impegno di Walter è per una serie di politiche in sintonia con le esigenze e la cultura del fare tipica del Veneto: federalismo, infrastrutture, sicurezza, fisco più equo, burocrazia più leggera. Dei nomi discuteremo al momento debito". Alessandro Zuin.

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<Bossi ha garantito: ci sarà un ministro veneto> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-03-15 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE "Bossi ha garantito: ci sarà un ministro veneto" Gobbo replica a Maroni: non è lui il segretario della Lega. D'accordo anche Berlusconi PADOVA - Ce lo danno, non ce lo danno (parte seconda)? Certo che ce lo danno, il ministro veneto. Garantisce Umberto Bossi, sia pure per interposta persona, alla vigilia del suo ritorno nel Veneto per la campagna elettorale: il leader del Carroccio sarà domani sera a Vicenza, curiosamente nello stesso luogo che è stato teatro martedì del bagno di folla per Walter Veltroni (auditorium Canneti, ore 19). Dunque, un ministro per il povero Veneto bistrattato. I colonnelli leghisti non avevano mai parlato così tanto, in rapida successione. Mercoledì Roberto Calderoli: "è nella speranza di tutti che ci sia un ministro veneto, ma se questo avverrà (caro Veltroni, ndr) sarà per merito della Lega e di Umberto Bossi". Giovedì Roberto Maroni, di diverso avviso: "Il Nord Est (sempre caro Veltroni, ndr) non chiede ministri ma riforme. Vuole federalismo, sicurezza, infrastrutture. Che poi queste cose le porti avanti un ministro lombardo, veneto o piemontese, importa poco, purché le faccia". Venerdì Gian Paolo Gobbo, segretario nazionale della Lega veneta, lapidario: "Bossi mi ha garantito (caro Maroni questa volta, ndr) che nel prossimo governo ci saranno ministri veneti. E Maroni non è il segretario della Lega". Un crescendo davvero insolito per le abitudini leghiste. Perciò la domanda è: il Carroccio ci crede veramente - un ministro leghista del Veneto è una specie che finora non si è mai vista nella politica italiana - oppure sta alzando il prezzo per portare a casa qualcos'altro? L'ipotesi di minima, nel secondo caso, è che scattino le classiche poltrone di consolazione (qualche sottosegretario in più, magari un viceministro). L'obiettivo grosso, invece, potrebbe essere la presidenza della Regione: una partita a scacchi con gli alleati del Pdl che è già in corso sul versante lombardo. Comunque sia, il panorama è completo: chiunque riesca a vincere le elezioni, ha già garantito - a parole - una bella poltrona ministeriale al Veneto o, male che vada, al Nord Est. Lo ha fatto solennemente Veltroni, si è aggiunto a distanza Berlusconi ("Il Pdl non ha nessuna intenzione - ha dichiarato il leader del centrodestra all'agenzia Dire - di escludere una zona così importante dalla rappresentanza di governo "), ha ribadito ora Bossi. Non serviva altro per scatenare un gigantesco gioco del toto-candidato, con siparietti anche comici. Paolo Giaretta, segretario regionale del Pd, ha dichiarato che vedrebbe benissimo Flavio Zanonato, sindaco di Padova, come ministro dei Lavori pubblici. Il governatore Giancarlo Galan lo ha schernito: "Che Veltroni prometta, in stile sudamericano, di nominare ministri veneti, lo posso capire. Ma questa di Giaretta e Zanonato è una barzelletta: e Renato Chisso (l'assessore regionale alla Mobilità, ndr) cosa dovremmo nominarlo allora, forse ministro dei Lavori Pubblici e dei Trasporti dell'Unione Europea?". Andrea Martella, coordinatore del Partito democratico per il Nord Italia, cerca di riportare la discussione a un punto fermo: "Non facciamo gare al ribasso sui possibili candidati, quello che ha preso Veltroni è un impegno di assoluto rilievo verso il Nord Est del Paese. E non si tratta soltanto - precisa Martella - di promettere un ruolo o una poltrona. L'impegno di Walter è per una serie di politiche in sintonia con le esigenze e la cultura del fare tipica del Veneto: federalismo, infrastrutture, sicurezza, fisco più equo, burocrazia più leggera. Dei nomi discuteremo al momento debito". Alessandro Zuin.

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A che serve Confindustria? (sezione: Burocrazia)

( da "Panorama.it" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Economia - http://blog.panorama.it/economia - A che serve Confindustria? Posted By Renzo Rosati On 15/3/2008 @ 9:02 In Apertura#1 | No Comments Tra i primi dossier che Emma Marcegaglia studierà con attenzione, nel nuovo ufficio di presidente della Confindustria al settimo piano del palazzo di viale dell'Astronomia, c'è un sondaggio interno fresco di stampa (gennaio 2008) commissionato alla Ipsos public affairs. Obiettivo: conoscere l'opinione che le maggiori multinazionali presenti in Italia hanno dell'organizzazione. Ebbene, vi si leggono giudizi come questi: "Non dà sufficienti risposte ai nostri problemi"; "C'è provincialismo e chiusura rispetto alle esigenze di una multinazionale"; "Se vogliamo incoraggiare gli investimenti esteri in Italia dobbiamo sfruttare in modo diverso l'operato della Confindustria". Umori non proprio teneri da parte di manager forse poco noti al grande pubblico ma che rappresentano il top dell'industria mondiale: Dario Rinero, presidente e amministratore delegato della Coca-Cola Italia; Giuseppe Recchi, presidente della General Electric; Stanis Boubéee de Gramont, presidente e amministratore delegato della Danone; Sami Kahale, amministratore delegato della Procter & Gamble, e molti altri. Sulle 60 aziende sentite dalla Ipsos, 57 sono associate alla Confindustria ma solo il 25 per cento definisce "costante" la partecipazione alla vita associativa. Il resto, "scarsa", "non costante" o "nulla". E c'è chi, avendo stabilimenti in varie regioni, lamenta: "La situazione è grottesca, paghiamo per 17 associazioni territoriali senza ricevere niente in cambio: spenderemmo anche di più, ma per un servizio adeguato". Insomma, chi è abituato a competere ai quattro angoli del mondo vede la Confindustria come un sindacatone non molto diverso dalle sue controparti dei dipendenti come la Cgil, la Cisl e la Uil e, sotto sotto, afflitto dagli stessi vizi che addebitano al sistema Italia: nell'ordine, "burocrazia", "costo del lavoro", "sistema giuridico e legislativo molto complesso". Ma è interessante paragonare la pragmatica opinione delle multinazionali con quella degli associati italiani alla Confindustria: anche in questo caso viale dell'Astronomia si è rivolta alla Ipsos, ricavandone giudizi soddisfatti. Gli associati hanno nella Confindustria più fiducia che in qualsiasi altra istituzione, più di (nell'ordine) Chiesa, Commissione europea e Banca d'Italia; anche se le attribuiscono meno potere rispetto ai partiti (verso i quali, come per i sindacati, la fiducia è minima), alle banche, a Bankitalia, alla stampa e alla magistratura. Rispetto "a 5-6 anni fa" considerano l'organizzazione "più aperta", "meno conflittuale", "più credibile" "più forte" e "più ascoltata". Il punto critico resta però lo stesso: solo il 45 per cento la ritiene "più vicina ai suoi bisogni", e c'è un 33 che la vede "più lontana". La domanda chiave è: "Per lei è un bene se la Confindustria si occupa non solo dei problemi strettamente industriali, ma dei maggiori problemi della realtà italiana?". Risponde "Sì, è un bene per l'Italia" il 76 per cento degli associati. Lo stesso quesito posto a un campione rappresentativo della popolazione ottiene il 69 per cento, una quota nettamente inferiore. Conclusioni? Agli industriali, più che agli italiani, la Confindustria piace sindacalizzata e molto dedita alla concertazione a tutto campo con governo e confederazioni. Sembrano lontani gli anni di Achille Maramotti, il fondatore della Max Mara, che fino alla sua scomparsa tenne l'azienda fuori dalla Confindustria "per non avere a che fare con i rituali sindacali". Oggi, con il successore Luigi Maramotti, la Max Mara è regolarmente iscritta all'Assindustria di Reggio Emilia, una delle 103 associazioni territoriali che assieme alle 18 Confindustrie regionali, 100 associazioni di categoria, 18 federazioni di settore e 14 soci aggregati (totale: 253 sigle) costituiscono il gigantesco network confindustriale. Una rete capillare perfino più dei sindacati, che paga circa 470 milioni di euro di contributi l'anno; dei quali (in base al bilancio interno 2006, in attivo di 5,6 milioni, ultimo consuntivo e che Panorama ha consultato) 39,39 milioni vanno a mantenere l'apparato romano, assieme a 9 milioni di dividendi e 1,14 milioni di investimenti finanziari. E, a proposito d'investimenti, dove mette i soldi la Confindustria? Soprattutto (17,2 milioni) in fondi monetari lussemburghesi dell'Abn Amro. Il vertice romano, con i suoi 254 dipendenti e collaboratori che costano mediamente 89.867 euro a testa, è sempre stato il bersaglio della base. Il presidente uscente Luca di Montezemolo ha ridotto il personale di 70 unità e, rispetto al 2005, ridimensionato le spese per consulenze (-18 per cento); ma ha aumentato quelle per trasferte (più 8,2), rappresentanza (più 3,5) e soprattutto per affitti e servizi (più 60,2). Però ha spinto molto sul marketing associativo. Intanto (anche qui esattamente come per i sindacati) c'è un problema di rappresentatività. Montezemolo può vantare circa 9 mila nuovi iscritti, che portano il totale a 126.590 aziende con 4,77 milioni di dipendenti. Però le imprese italiane registrate alle camere di commercio sono 4,5 milioni, comprese quelle commerciali e artigianali. E i dipendenti dell'industria sono 6,92 milioni. Insomma, non più del 40 per cento del mondo imprenditoriale in tutti i campi è rappresentato dalla Confindustria e dalle sue omologhe Confcommercio, Confartigianato, Confapi, Abi e altre. Contrariamente a quanto molti pensano, i contratti firmati dalla Confindustria non hanno valore automatico per tutti. "Teoricamente vincolano solo i soci" spiega Giorgio Usai, direttore delle relazioni industriali. "Tuttavia, un'azienda non iscritta, se un dipendente si rivolge al magistrato, è tenuta ad applicare lo stipendio minimo e l'inquadramento professionale di categoria". Anche il clima politico per il prossimo presidente, Emma Marcegaglia (articolo successivo), è favorevole, compresi i ritrovati buoni rapporti con Silvio Berlusconi: anni fa aveva definito la Confindustria "una perdita di tempo", oggi le sue aziende Fininvest e Mediaset sono tra i maggiori supporter di Emma Marcegaglia. LEGGI ANCHE: [1] Il dossier su Confindustria Partecipa al [2] FORUM.

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Così non si combatte lo smog (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stampa Il risvolto così non si combatte lo smog I provvedimenti per il contenimento dell'inquinamento nel capoluogo sono diventati un'autentica barzelletta perché manca poco che le deroghe superino i divieti. L'ultima ordinanza, poi, è un condensato di rinvii: martedì 18 potranno circolare anche i mezzi più inquinanti e così il successivo giovedì. Siamo nella "settimana di Pasqua" (ma non potevano pensarci prima, come per il mercato del giovedì mattina?, misteri della farraginosa burocrazia comunale e di amministratori disattenti) ed in quanto "in questo periodo stagionale si registra un calo dei livelli d'inquinamento atomosferico, in particolare delle polveri sottili, rispetto ai valori registrati nei mesi scorsi e le condizioni meteoclimatiche di questi ultimi giorni lasciano prevedere comunque il contenimento dei valori". Sarà vero considerato che, come ha attestato l'ultima indagine di Legambiente, Frosinone "città di piccola dimensione, rischia di superare una città come Torino e di conquistare il primo posto assoluto tra i 72 capoluoghi per inquinamento da Pm10"? L'ordinanza comunale del 12 marzo ha rinviato pure la "domenica ecologica" del 30 marzo al 6 aprile (9.30-13.30/15.00-19.00) stabilendo anche una misura di... ferro: il blocco totale del traffico, cioé non possono circolare neanche le Euro 4 (come invece stabilito precedentemente), perché quel giorno sono previste in città alcune manifestazioni sportive. Per concludere, lo smog nel capoluogo non si combatte con questi pannicelli caldi. Quest'anno, poi, bisogna aggiungere che sono stati veramente ridicoli. OREDROB:#SERLUC@%@.

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Confcommercio: "Più soldi alle famiglie" (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

In 20 punti le proposte al prossimo governo. Nel mirino di Sangalli la spesa pubblica CERNOBBIO - Il rischio recessione è alle porte, lo stop dei consumi è sotto gli occhi del Paese e lo choc del reddito pro capite quasi fanalino di coda in Ue hanno colpito duro nella platea di Confcommercio riunita a Cernobbio per gli annuali lavori. "Nel 2008 per ben che vada - ha detto il presidente Carlo Sangalli - la crescita, il Pil, sarà largamente inferiore all'1% e prossima allo 0,7% (così sancisce il centro studi dell'associazione diversamente dallo 0,9% previsto in precedenza), ma nello scenario peggiore e non irrealistico di una caduta degli investimenti questo indicatore potrebbe addirittura tradursi in una crescita accompagnata dal segno meno: -0,2%. E saremmo in recessione". Intanto l'inflazione cresce, è stata del 2,9% a febbraio, raggiungerà il 3,1% ad aprile per poi ridiscendere lentamente al 2,4% a dicembre, sempre secondo il centro studi Confcommercio. Insomma, un'inflazione reale al 3% ma, allertano i ricercatori, la percezione della gente è al 25%. Una percezione che blocca chiaramente i consumi. "Da tempo era chiaro - ha detto Sangalli - che la ripresina dell'economia italiana sviluppatasi tra 2006 e 2007 sull'aggancio dell'export al ciclo internazionale era in forte rallentamento". Oggi avvertiamo segnali di rallentamento, "scricchiolii" dell'economia Usa. Ma non ci sono scorciatoie, occorre, secondo Confcommercio, tornare a rilanciare una crescita "più robusta e di migliore qualità, risanando la finanza pubblica, riducendo - e qui ha dettato un decalogo di venti tesi per il prossimo governo - la spesa corrente primaria di 5 punti di pil e al contempo di 5 punti l'aliquota Irpef per restituire respiro ai consumi. Contemporaneamente è necessario a suo giudizio mettere in campo una politica per i servizi che garantiscano incrementi significativi di produttività e occupazione. "Non è un libro dei sogni - ha detto il presidente di Confcommercio - perchè le inefficienze e gli sprechi della struttura della spesa pubblica vengono stimati oggi proprio nell'ordine di 5 punti di pil, 70,75 miliardi l'anno". Tra le venti tesi anche la richiesta alla prossima legislatura "che deve essere costituente", l'istituzione di un dipartimento per le piccole e medie imprese presso la presidenza del Consiglio. Questo unitamente alle altre tesi come le liberalizzazioni che valgono secondo Confcommercio un punto e mezzo di pil, la riduzione della burocrazia (un quarto di punto pil), l'efficientamento di infrastrutture, trasporti e logistica (3 punti di pil). "Chiediamo che nell'arco dei primi cento giorni la tassazione secca di straordinari e incentivi sia portata al 10%, il ripristino della piena agibilità del lavoro intermittente, la liberalizzazione dei servizi pubblici locali". Le importazioni di beni e servizi, in primo luogo a causa del dollaro debole, dovrebbero nell'anno in corso subire un incremento del 2,1%, mentre gli investimenti fissi lordi, "a patto che la politica - ha spiegato un esperto dell'associazione - faccia il suo dovere nel tenere sotto controllo la spesa pubblica", dovrebbero flettere dall'1,2% del 2007 allo 0,9% del 2008. Questo per poi ripartire fino all'1,4% nel 2009. In contrazione le esportazioni, che dovrebbero crescere solo dell'1,9% (mentre nel 2007 erano salite del 5%) sempre a causa della recessione che sta colpendo l'economia Usa. Secondo le analisi compiute dall'ufficio studi di Confcommercio, se nel corso dei prossimi cinque anni - ossia dal 2009 al 2013 - verranno presi alcuni correttivi, la situazione economica italiana potrà migliorare e portarsi ad un livello europeo. GERRY PALADINI,.

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Presentate solo tre liste, oggi sarà una bolgia (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

La prima ad arrivareè quella del Pd. Poia ruota Impegno per P.S.Elpidio e il Partito Socialista. La responsabile dell'ufficio elettorale ultragettonata per le informazioniFino alle 20 di ierisera grande via vai Presentate solo tre liste, oggi sarà una bolgia Nei corridoi si fuma in barba al divieto. Tutti alle prese con le ultime formalità PORTO SANT'ELPIDIO Anime in pena nel mare della burocrazia e degli incartamenti. Una giornata di corsa, firme, carte da contare, ricontare e vidimare, quella di ieri, per i candidati sindaci e i loro schieramenti. Un venerdì che si chiude con tre sole liste presentate, quando suonano le 20. Partito democratico, quello del sindaco Mario Andrenacci, che arriva per primo. A ruota la lista civica Impegno per Porto Sant'Elpidio di Giuseppe Concetti. Terza ed ultima di giornata, intorno alle 19, quella del Partito socialista del presidente del consiglio comunale Vitaliano Romitelli. Per le altre 13 in campo, tutto da chiudere questa mattina, tra le 8 e le 12. Tradotto, un sabato di fuoco. Mattinata tranquilla, quella di ieri all'ufficio elettorale. Poco movimento, un silenzio insolito visto il caos degli ultimi giorni. Si vedono Giuseppe Concetti, Elio Natali ed altri della civica Impegno per Porto Sant'Elpidio, pochi altri. Tutti, o almeno molti, sono a caccia delle ultime firme, almeno 175, per poter presentare le proprie liste. Il borsino della mattinata dà indietro col lavoro la Destra di Mauro Tosoni e l'Italia dei valori. A fine giornata, entrambi ce la faranno. "290 firme, buona parte raccolte in un giorno" gongola Tosoni nel tardo pomeriggio. Intorno all'ora di pranzo il movimento si fa più intenso. Arrivano esponenti di tutti gli schieramenti, il sindaco Andrenacci, il suo avversario Giovanni Spina ed altri. Nel primo pomeriggio si fa vedere anche Simone Mazzoni. A metà pomeriggio la prima presentazione, quella del Partito democratico. Poco dopo, la civica in appoggio al sindaco uscente. Intorno alle 19, tocca allo staff del Partito socialista. Ma il viavai continuo è dall'altro lato del primo piano. Uffici presi d'assalto per la conta delle firme e per gli infiniti fogli da contrassegnare. "Quanta confusione, ti fa passare la voglia di candidarti" si lamenta qualcuno. "Dov'è Nanda?". "Devo parlare con Nanda!" la frase che risuona nervosamente in continuazione, tutti in fila per incontrare la responsabile dell'ufficio elettorale. Spina e i suoi si riuniscono al piano superiore, scenderanno intorno alle 20. "Tutto a posto, domattina faremo in un attimo" assicurano Giovanni Beltrami, capolista della civica Insieme per lo sviluppo, e Andrea Putzu di An. "Quando sembra di aver fatto tutto, ci vuole ancora un'ora, una faticaccia" sbuffa il presidente Vitaliano Romitelli, appena uscito dalla stanza del segretario generale ed aver presentato la lista socialista. Dopo aver controllato gli ultimi dettagli, se ne vanno anche le donne di Piazzagaribaldi.org. "Una persona deve portare un certificato domattina, altrimenti avremmo già presentato tutto stasera" dice Mauro Tosoni. Ormai è sera, in barba al divieto di fumo, si accendono sigarette su sigarette in corridoio. Nella nebbia, è il momento dei ragionamenti e dei calcoli. In tanti fanno capannello. "Al ballottaggio? Ci si va per forza" dicono tutti con convinzione. Su chi saranno i due a contendersi la poltrona di sindaco al secondo turno, e con che percentuali ci arriveranno, si disquisisce all'infinito. Le 20 passate, gli uffici iniziano a svuotarsi. Tutto rimandato ad oggi. "Domattina sarà una bolgia" borbotta qualche candidato scendendo le scale. Difficile dargli torto. PIERPAOLO PIERLEONI,.

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Della famiglia si ricordano solo in campagna elettorale SAMUELE MAROCCHI (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

37 NECROLOGIE sabato 15 marzo 2008 Verso le elezioni Della famiglia si ricordano solo in campagna elettorale SAMUELE MAROCCHI Finalmente il Paese ha capito che le ammucchiate solo per vincere le elezioni non servono, ma servono solo alle tasche dei politici. È gia difficile governare con una sola filosofia di vita, perché poi arrivano le correnti, figuriamoci se si può con tre o cinque o più partiti nella stessa coalizione. È ora di convincerci che il partito di maggioranza relativa abbia il 55% dei seggi. Solo così sapremo a chi dar la colpa se le cose non funzionano, altrimenti si rimpallano le responsabilità, nella confusione più generale. Ho sentito alcuni giornalisti lamentarsi perché i partiti mettono troppa attenzione nella scelta dei candidati e poco ai programmi, penso che sia giusta invece l'attenzione anche per la scelta dei candidati, perché se si è scelta la strada della chiarezza contro il non senso delle coalizioni, a che servirebbe se poi si tira dentro gli uomini degli altri partiti? Allora siamo ancora punto e a capo. Ed è questo purtroppo quello che sta succedendo. Deve governare una sola filosofia di vita, solo così il cittadino potrà capire chi serve, o ha servito meglio il Paese. Nell'immediato lo potrà intuire anche dai programmi; attraverso gli uomini e le loro azioni ci aiutano a capire chi dà più libertà; chi sono i veri laici, o solo laicisti dogmatici che si camuffano da laici, ma poi si tradiscono cercando di stabilirci chi ha diritto di parlare e chi no! Questi li conosciamo già bene da almeno trent'anni, non da due giorni, essi combattono la famiglia e la vita, solo perché la odiano senza una ragione, altrimenti la famiglia non sarebbe ridotta così alla fame, se non ci fosse questo odio viscerale. Senza odio non si farebbe pagare alla famiglia numerosa tutti i servizi il doppio per unità di quello che lo paga il singolo: acqua, gas ed energia elettrica. Essa viene castigata con la scusa di essere sprecona, anche se pro-capite consuma la metà. La cosa che più colpisce in questa faccenda è che quasi nessun politico, nessun sindacato, nessun giudice denuncia alla corte Costituzionale queste gravissime iniquità, anzi. E quando parlo di servizi parlo di cose essenziali "di prima necessità" come il pane, però il fornaio non si sogna di farglielo pagare il doppio, perché con la famiglia numerosa fa già ottimi affari; se mai gli farà lo sconto. Da che mondo è mondo la famiglia numerosa gode di un occhio di riguardo, o addirittura di assegni familiari congrui di De Gasperi, non castigandola con i prezzi raddoppiati. I laicisti Bertinotti e Pannella li avete mai sentiti, almeno una volta, gridare contro queste iniquità? Qualcuno dirà: ma come possono, le hanno volute loro. Il fine del parlamentare e dello Stato non è di perseguitare la famiglia, ma di soccorrere i più bisognosi. Addirittura qui si tratta di restituirle il maltolto. Si chiede equità, signori candidati, non la luna. Perché queste sono iniquità talmente palesi che è impossibile non vederle. La famiglia è da trent'anni nel mirino dei radicali di sinistra, addirittura hanno provocato una sentenza "costituzionale", la n.173 del 1976 che privilegia il singolo a scapito della famiglia numerosa come unità patrimoniale cumulativa dei coniugi. Equità direbbe di suddividere il reddito familiare tra tutti i componenti, poi, tassare ognuno secondo il reddito individuale. La cosa che più colpisce è, che tutto questo nessuno lo denuncia, è tutto normale! Scusate, quando si ricorda lo fa Casini, però anche lui ha la memoria un po' corta. Però bisogna dire, che prima delle elezioni in tutti i programmi, degli ultimi vent'anni, c'è la voce "aiuti alla famiglia", ma è talmente generico che alla fine, se va bene, rimediano una elemosina di cento euro a fronte di una svalutazione di almeno tre volte. Prodi aveva promesso 2/3 del tesoretto, ma poi il tesoretto è sparito! Poi le sparate nei programmi sono patetiche; nessuno dice dove trovano i soldi per realizzarle: anche se si possono trovare dimezzando la spesa della politica, stando sui parametri europei. Rendendo più difficile la vita agli evasori e ai paradisi fiscali. Logica direbbe: prima si trovano i soldi, e poi dove si mettono. Penso che si potrebbe setacciare bene tutte le spese e tagliare tutte quelle che non hanno dato risultati, sia nella politica, sia nella sanità, sia nella scuola, sia nella giustizia, sia nella burocrazia. Negli ultimi dieci anni la spesa sanitaria è raddoppiata, domando: qualcuno ha visto miglioramenti? Abbiamo visto che ci sono in ognuno di questi settori zone d'ombra che producono voragini di capitali enormi. Mancano posti letto, ma poi vediamo ospedali abbandonati con attrezzature nuove a disposizione dei vandali, i tempi per le prestazioni si allungano. Mancano carceri, la scuola è in crisi. © LIBERTA' © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti sono riservati Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA 01447930338.

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ELEZIONI: VELTRONI, ROMPERE INVADENZA POLITICA E DITTATURA MINORANZE (sezione: Burocrazia)

( da "Asca" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

(ASCA) - Cernobbio, 15 mar - ''Da molti anni l'Italia non conosce una stagione riformista, il paese ha perso l'ambizione del disegno riformista dopo l'ingresso nell'euro''. Walter Veltroni, al convegno di Confcommercio di Cernobbio, ripete che la scelta del Pd di andare da solo alle elezioni e' per rilanciare l'ambizione di un disrgno riformista perche' l'Italia e' ferma, ''la macchina non parte perche' il sistema e' pesante. C'e' una invadenza della politica, ci sono segnali di dittatura delle minoranze. Rompere tutto questo e' il nostro obiettivo''. Veltroni ribadisce anche la necessita' di cambiare la mentalita' del paese. ''Dobbiamo fare un paese semplice, per il fisco la burocrazie e la politica''. did/rf.

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Allarme Confcommercio <La recessione è vicina> (sezione: Burocrazia)

( da "Brescia Oggi" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

TERZIARIO. Un decalogo per suggerire al futuro governo la strada del rilancio economico Allarme Confcommercio "La recessione è vicina" Pil a rischio di azzeramento e inflazione che va di corsa con ovvi riflessi sui consumi: Sangalli spaventa il settore   CERNOBBIO (Como) Il rischio recessione è alle porte, lo stop dei consumi è sotto gli occhi del Paese e lo choc del reddito pro capite quasi fanalino di coda in Ue hanno colpito duro nella platea di Confcommercio riunita a Cernobbio per gli annuali lavori. "Nel 2008 per ben che vada", ha dichiarato il presidente Carlo Sangalli, "la crescita, il prodotto interno lordo, sarà largamente inferiore all'1% e prossima allo 0,7% (così sancisce il centro studi dell'associazione differentemente dallo 0,9% previsto in precedenza), ma nello scenario peggiore e non irrealistico di una caduta degli investimenti questo indicatore potrebbe tradursi addirittura in una crescita accompagnata dal segno meno: il -0,2%. E a quel punto saremmo in recessione". CATTIVE PERCEZIONI. Intanto l'inflazione cresce, è stata del 2,9% a febbraio, raggiungerà il 3,1% ad aprile per poi ridiscendere lentamente al 2,4% a dicembre, sempre secondo il centro studi Confcommercio. Insomma, un'inflazione reale al 3% ma, allertano i ricercatori, la percezione della gente è al 25%. Una percezione che blocca chiaramente i consumi. "Da tempo era chiaro", ha precisato ancora Sangalli, "che la ripresina dell'economia italiana sviluppatasi tra 2006 e 2007 sull'aggancio dell'export al ciclo internazionale era in forte rallentamento". Oggi avvertiamo segnali di rallentamento "scricchiolii" dell'economia Usa. Ma non ci sono scorciatoie. Perché occorre, secondo Confcommercio, tornare a rilanciare una crescita "più robusta e di migliore qualità, risanando la finanza pubblica, riducendo - e qui ha dettato un decalogo di venti tesi per il prossimo governo - la spesa corrente primaria di 5 punti di Pil e al contempo di 5 punti l'aliquota Irpef per restituire adeguato respiro ai consumi. POLITICA PER I SERVIZI. Contemporaneamente è necessario a suo giudizio mettere in campo una politica per i servizi che garantiscano incrementi significativi di produttività e occupazione. "Non è un libro dei sogni", ha detto il presidente di Confcommercio, "perchè le inefficienze e gli sprechi della struttura della spesa pubblica vengono stimati oggi proprio nell'ordine di 5 punti di pil, 70,75 miliardi l'anno". Tra le venti tesi anche la richiesta alla prossima legislatura "che deve essere costituente", l'istituzione di un dipartimento per le pmi presso la presidenza del Consiglio. Questo unitamente alle altre tesi come le liberalizzazioni che valgono secondo Confcommercio un punto e mezzo di Pil, la riduzione della burocrazia (un quarto di punto Pil), l'efficientamento di infrastrutture, trasporti e logistica (3 punti). TASSE. E "chiediamo che nell'arco dei primi cento giorni la tassazione secca di straordinari e incentivi sia portata al 10%, il ripristino della piena agibilità del lavoro intermittente, la liberalizzazione dei servizi pubblici locali".

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Dal trasporto merci Sos disperato (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

  La tensione sui prezzi del petrolio, ormai fuori controllo, sta procurando effetti disastrosi a catena in tutti i settori dalle aziende ai singoli cittadini Purtroppo il primo ad essere penalizzato è il settore del trasporto che subisce in tempo reale aumenti di costi tali che minano la sopravvivenza delle aziende, basti pensare che il solo costo dei carburanti incide mediamente del 35 per cento sui costi delle imprese. È un Sos rivolto alle istituzioni e al mondo industriale che, anche solamente per proprio interesse, dovrebbe intervenire a dar man forte al settore. Mi spiego. In Italia il costo della logistica e dei trasporti è mediamente superiore a quello di altri stati europei e questo non solo per responsabilità degli operatori del settore, che - va detto a chiare lettere - hanno le loro responsabilità, ma che scontano una situazione insostenibile. L'autostrasporto merci è schiacciato da infrastrutture obsolete, una burocrazia "bizantina" e da un proliferare di normative a getto continuo che spesso sono conseguenza di fatti di cronaca e non solo non vanno nella direzione di creare legalità e sicurezza, ma contribuiscono a creare abusivismo ed incertezza. A tutto ciò si aggiungono alcune associazioni di trasporto che, frammentate e spesso politicamente "orientate", fanno i propri interessi corporativi e non quello dei trasportatori. Di "concreto" ci sono, invece, tante belle chiacchiere e fermi pretestuosi che hanno l'unico effetto di essere dannosi sia per la collettività che, soprattutto, per le stesse imprese di trasporto. È ora di dire basta, di dare una svolta. Ad esempio sono anni che si discute di "gasolio professionale", non elemosina elargita ai bisognosi, ma gasolio a prezzo opportunamente calmierato da semplici meccanismi che permetta alle aziende di trasporto di poter offrire i propri servizi con costi controllati. Questo permetterebbe agli imprenditori del trasporto di fare dei programmi di crescita per potersi posizionare sul mercato in maniera strutturata offrendo servizi a costi competitivi. Faccio presente che il comparto, solo nella provincia di Verona, dà occupazione direttamente a migliaia di lavoratori fra conducenti di automezzi, personale impiegatizio e personale di officine interne alle aziende oltre a tutto l'indotto creato che anch'esso dà sostentamento a moltissime famiglie. Un sistema dei trasporti che funziona è un bene comune che va tutelato che porta vantaggi al mondo produttivo e conseguentemente a tutti i cittadini in termini di costi dei prodotti e soprattutto in generale in termini di sicurezza stradale.  .

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Allarme Confcommercio <La recessione è vicina> (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

TERZIARIO. Un decalogo per suggerire al futuro governo la strada del rilancio economico Allarme Confcommercio "La recessione è vicina" Pil a rischio di azzeramento e inflazione che va di corsa con ovvi riflessi sui consumi: Sangalli spaventa il settore   CERNOBBIO (Como) Il rischio recessione è alle porte, lo stop dei consumi è sotto gli occhi del Paese e lo choc del reddito pro capite quasi fanalino di coda in Ue hanno colpito duro nella platea di Confcommercio riunita a Cernobbio per gli annuali lavori. "Nel 2008 per ben che vada", ha dichiarato il presidente Carlo Sangalli, "la crescita, il prodotto interno lordo, sarà largamente inferiore all'1% e prossima allo 0,7% (così sancisce il centro studi dell'associazione differentemente dallo 0,9% previsto in precedenza), ma nello scenario peggiore e non irrealistico di una caduta degli investimenti questo indicatore potrebbe tradursi addirittura in una crescita accompagnata dal segno meno: il -0,2%. E a quel punto saremmo in recessione". CATTIVE PERCEZIONI. Intanto l'inflazione cresce, è stata del 2,9% a febbraio, raggiungerà il 3,1% ad aprile per poi ridiscendere lentamente al 2,4% a dicembre, sempre secondo il centro studi Confcommercio. Insomma, un'inflazione reale al 3% ma, allertano i ricercatori, la percezione della gente è al 25%. Una percezione che blocca chiaramente i consumi. "Da tempo era chiaro", ha precisato ancora Sangalli, "che la ripresina dell'economia italiana sviluppatasi tra 2006 e 2007 sull'aggancio dell'export al ciclo internazionale era in forte rallentamento". Oggi avvertiamo segnali di rallentamento "scricchiolii" dell'economia Usa. Ma non ci sono scorciatoie. Perché occorre, secondo Confcommercio, tornare a rilanciare una crescita "più robusta e di migliore qualità, risanando la finanza pubblica, riducendo - e qui ha dettato un decalogo di venti tesi per il prossimo governo - la spesa corrente primaria di 5 punti di Pil e al contempo di 5 punti l'aliquota Irpef per restituire adeguato respiro ai consumi. POLITICA PER I SERVIZI. Contemporaneamente è necessario a suo giudizio mettere in campo una politica per i servizi che garantiscano incrementi significativi di produttività e occupazione. "Non è un libro dei sogni", ha detto il presidente di Confcommercio, "perchè le inefficienze e gli sprechi della struttura della spesa pubblica vengono stimati oggi proprio nell'ordine di 5 punti di pil, 70,75 miliardi l'anno". Tra le venti tesi anche la richiesta alla prossima legislatura "che deve essere costituente", l'istituzione di un dipartimento per le pmi presso la presidenza del Consiglio. Questo unitamente alle altre tesi come le liberalizzazioni che valgono secondo Confcommercio un punto e mezzo di Pil, la riduzione della burocrazia (un quarto di punto Pil), l'efficientamento di infrastrutture, trasporti e logistica (3 punti). TASSE. E "chiediamo che nell'arco dei primi cento giorni la tassazione secca di straordinari e incentivi sia portata al 10%, il ripristino della piena agibilità del lavoro intermittente, la liberalizzazione dei servizi pubblici locali".  .

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ELEZIONI: VELTRONI, ROMPERE INVADENZA POLITICA E DITTATURA MINORANZE (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

15-03-2008 12:15 (ASCA) - Cernobbio, 15 mar - ''Da molti anni l'Italia non conosce una stagione riformista, il paese ha perso l'ambizione del disegno riformista dopo l'ingresso nell'euro''. Walter Veltroni, al convegno di Confcommercio di Cernobbio, ripete che la scelta del Pd di andare da solo alle elezioni e' per rilanciare l'ambizione di un disrgno riformista perche' l'Italia e' ferma, ''la macchina non parte perche' il sistema e' pesante. C'e' una invadenza della politica, ci sono segnali di dittatura delle minoranze. Rompere tutto questo e' il nostro obiettivo''. Veltroni ribadisce anche la necessita' di cambiare la mentalita' del paese. ''Dobbiamo fare un paese semplice, per il fisco la burocrazie e la politica''.

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PD: Ministro Damiano al mercato di Saluzzo incontra la città (sezione: Burocrazia)

( da "Targatocn.it" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nell'ambito della campagna elettorale in vista delle elezioni politiche del 13 e 14 aprile, oggi il Ministro al Lavoro Cesare Damiano ha fatto tappa a Saluzzo, invitato dalla sezione saluzzese del Partito Democratico. Damiano - tra l'altro cuneese di nascita - è arrivato intorno alle 9 nell'apposito gazebo allestito in piazza Cavour, in pieno mercato settimanale. Dopo il saluto del Sindaco e del Coordinamento del Circolo, il Ministro ha risposto alle domande di giornalisti, rappresentanze di lavoratori, scuole, delegazione di Giovani Coldiretti e simpatizzanti. Tra gli argomenti più dibattuti, il precariato giovanile - "Per la prima volta - ha detto Damiano - la generazione dei giovani si trova in una realtà in cui non esiste più la sicurezza di poter stare meglio dei propri genitori" -, la crisi in cui versano numerose industrie e le alleanze elettorali. Dopo aver argomentato alcuni dei principali punti su cui verte la campagna elettorale del Pd - raddoppiare posti negli asili nido nei prossimi 5 anni; costruire 700mila case da affittare da 300 a 500 euro al mese; ridurre la burocrazia e premiare la sicurezza sul lavoro; dare ai contribuenti ogni euro tolto all'evasione fiscale; creare 100 campus di studio entro il 2010; rottamare il petrolio e produrre il 20% di energia dal sole e dal vento; distribuire alle famiglie un assegno da 2.500 euro per il primo figlio; garantire 1.000 euro al mese per i lavoratori precari full time; aumentare gli stipendi diminuendo l'Irpef; far sì che per le strade operino più agenti e assicurare la certezza della pena per i criminali -, il Ministro Cesare Damiano ha effettuato un giro di visita al mercato saluzzese. Intorno alle 12.30 l'esponente del PD si dirigerà presso la ditta saluzzese Sedamyl, dove visiterà lo stabilimento ed incontrerà i dipendenti. nelle fotografie, alcuni scatti della visita saluzzese del Ministro Cesare Damiano Elena Martini Immagini relative alla notizia.

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Da Fini a Fassino: aiuti ai giovani, alle donne e alle famiglie (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA RIPOSTA POLITICA Da Fini a Fassino: aiuti ai giovani, alle donne e alle famiglie CernobbioNOSTRO INVIATOTutti sono d'accordo con Confcommercio. O quasi. Anzi no. La campagna elettorale in corso non può mettere in primo piano il presidente Carlo Sangalli e le sue decine di migliaia di associati. Nemmeno al forum di Cernobbio su "I protagonisti del mercato e gli scenari per gli anni 2000" dove Confcommercio fa proprio quello che devono fare le associazioni che hanno anche "ruolo politico". Proporre ricette e soluzioni. E vedere che risposte danno quelli della politica.Proprio in questo momento però tutti i politici sono costretti a fare gli allenatori di una squadra che vorrebbero vincente ma che non ha ancora tanta voglia di mostrare agli attori spettatori delle categorie. Così a fare la cornice di riferimento descrivendo la reale situazione dell'Italia ci pensano sociologi politologi. A partire da Daniel Gros, francese (Centro europeo di studi politici) che non usa mezzi toni. Il nostro Paese - dice - ha un deficit di crescita strutturale e la nostra bassa crescita non è di natura ciclica ma viene dal fatto che la quantità di "capitale umano" in Italia sia sotto la media dell'Ue. "Mancano i laureati - dice Gros - la qualità delle nostra istruzione è inadeguata per un paese che sta nel G7 e un serio deterioramento in molte aree è avvenuto dal 1998. Poi l'Italia ha un alto indice di corruzione e sembrano finite le pressioni per le riforme".Basta? No. Il tasso di apertura è il più basso tra i maggiori paesi della zona euro. "Era più aperta l'Italia degli anni Cinquanta". Gros offre una ricetta: "Poiché conta più la qualità serve più spesa per l'istruzione, meno leggi e più semplici, tecnici alla giustizia per snellire l'apparato e "una lunga marcia attraverso le istituzioni"".Un collasso che anche l'economista Gianfranco Viesti annota: "Da un decennio ormai l'economia italiana è fra quelle che crescono meno in Europa e in tutto il mondo". Uno replica che magari chi studia si salva. Niente vero: "Dopo cinque anni dalla laurea il salario di un laureato di famiglia operaia - spiega Viesti è il 15\% inferiore al salario di un laureato di famiglia borghese". Questa nostra Italia lascia a casa troppi giovani e donne (soprattutto al sud) che invece sono il potenziale di crescita. E per le donne di aggiunge un altro problema semplice semplice: come lavorare se solo 7 bimbi su cento possono frequentare il nido? "Il futuro dell'Italia - conclude cinicamente Viesti - sarà quello di Federica Migliardo, 32 anni, premio internazionale Oreal-Unesco per le donne nelle a scienza e precaria all'università di Messina".Tocca ai politici e pare che il soffio dei problemi familiari attraversi l'arco parlamentare. Daniela Santanchè ("sono un imprenditore guardo sempre i bilanci"), candidato premier della Destra propone una moratoria di due anni per i piccoli debiti, quelli che colpiscono artigiani e famiglie. Criticata da Nicola Rossi, economista, deputato Pd: "Attenzione che il prossimo anno qualcuno potrebbe proporre la moratoria per i più poveri che non possono pagare i beni acquistati dai commercianti. Il problema in Italia invece è che spesso la politica chiede alle banche interventi a sproposito: Malpensa, Telecom, Alitalia".Stimolati da un ficcante De Rita che ricorda il "deficit di relazioni" dell'Italia e degli studenti italiani e che chiede ai politici: "Chi farà adesso che c'è da intervenire e che solo la politica può dare risposte". Si trovano vicini Fini e Fassino. Il primo sottolinea che "la politica deve avere chiara la centralità della questione dell'educazione e dei valori. Servono valori per i giovani che devono anche capire il senso del dovere e lo spirito di sacrificio". L'ex presidente dei Ds accenna ad "un bimbo felice che sarà un adulto maturo" soffermandosi sul problema che ogni famiglia italiana ha: quello dell'assistenza di un anziano.La ricetta leghista di Maroni parte da una considerazione di De Rita: "Ha ragione il sociologo - dice l'ex ministro - quando dice che la politica non deve dare soluzioni segmentate per età o classi sociali. Ma l'Italia aveva diversità investigate già negli anni '50". Che non paiono molto cambiate soprattutto quando si parla di sud e sanità. Riappare la ricetta federale, la doppia velocità della spesa sociale. "Le regioni con meno risorse, spesso al Nord - dice - offrono migliori servizi ai propri cittadini". Proprio qui punta il ministro Lanzillotta: "Il primo risparmio verrebbe dall'eliminazione della burocrazia per le Pmi".Il confronto è appena cominciato. Oggi tocca a Veltroni e Berlusconi.A. F.

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Il mercato di Busche funziona e cresce (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 15-03-2008)

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Il sabato 16 bancarelle tra cui 4 agricole Il mercato di Busche funziona e cresce La soddisfazione dell'assessore Celli Cesiomaggiore(A.D.) Un mercato che funziona. Quello di Busche, a meno di un anno dalla sua apertura, è diventato un appuntamento settimanale a cui non si può mancare. Lo assicura il consigliere Pierenzo Celli, tra i primi a credere all'iniziativa, che in questi ultimi mesi ha permesso di avere un proprio mercato al sabato, "gemellato" con l'appuntamento del giovedì in piazza Mercato nel capoluogo. "Oggi - afferma Celli -, terminata positivamente la fase sperimentale, possiamo dire che il mercato di Busche rappresenta una realtà concreta e in continua espansione". Sono 16 le piazzole a disposizione degli ambulanti ogni sabato mattina e quattro gli spazi riservati ai produttori agricoli locali". A decretare il successo dell'iniziativa, secondo Pierenzo Celli, sono state la posizione centrale di Busche nella ValBelluna, i molti parcheggi a disposizione dopo i lavori svolti nella nuova lottizzazione e sicuramente la presenza di qualificati operatori che coprono quasi tutte le categorie merceologiche. "È stato estremamente laborioso riuscire a portare a termine questa scommessa - sostiene Celli - perché a volte la burocrazia, ma spesso mentalità impermeabili alle novità, ce la mettono tutta per ostacolare ogni cosa nuova, ma grazie ad alcune persone che ci hanno creduto fin dall'inizio si è potuto giungere alla sua realizzazione. Il mercato di Busche rappresenta un tassello che si aggiunge al mio iniziale progetto di marketing territoriale dove sulla frazione ho ipotizzato l'intero sviluppo del territorio di Cesiomaggiore. A Busche, vicino al BarBianco è stato creato alcuni anni fa, il Punto Informazioni Turistiche che con il richiamo della vendita dei prodotti della coop. La Fiorita, distribuisce materiale promozionale, anche la nota Cartina dei Percorsi, tanto cara alla minoranza". Busche infatti oltre a rappresentare uno dei nodi stradali più importanti dell'intera provincia, è effettivamente la porta privilegiata verso il Trevigiano.

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Da Padova per ripartire (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Ciro Liccardi * Un Veneto dinamico e una realtà altrettanto dinamica come quella di Padova ed il suo territorio. Due modelli che grazie alla forza della loro imprenditoria sono cresciuti in questi ultimi vent'anni tanto da venire spesso additati come esempio anche per altri Paesi europei. Non possiamo però continuare a parlare di Veneto e Padova come due grandi forze per poi ricevere "bastonate": costi di manodopera sempre più elevati, burocrazia soffocante ed il tanto atteso federalismo fiscale che deve ancora decollare! L'appello di tutti i Giovani delle associazioni territoriali è partito da Padova.(Segue a pagina XXIX).

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Veltroni: "Solo 6 punti dal Pdl" (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Sera" del 15-03-2008)

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Politica Interna "Rimonta storica" Veltroni: "Solo 6 punti dal Pdl" Parla di un grande recupero del Pd, di una "rimonta storica", il candidato premier del Pd, Walter Veltroni, durante un comizio elettorale a Lecco. Cita i sondaggi e assicura che oggi lo scarto con i principali avversari è di soli sei punti. "Abbiamo recuperato molto - ha detto Veltroni - da febbraio ad oggi. Siamo cresciuti di 7-8 punti percentuali. E i sondaggi dicono che da settembre dell'anno scorso in cui c'erano venti punti di differenza, oggi ce ne sono solo sei". Questi dati, secondo Veltroni, devono dare fiducia perchè "si può fare ancora molto. Manca ancora un mese. Dobbiamo dare un messaggio di speranza, di sicurezza e serenità". "Cerchiamo di dare all'Italia - ha concluso - la percezione di questa sfida nuova. Noi abbiamo chiuso con la parte più radicale, con la sinistra estrema, il centrodestra, invece, ha chiuso con quella più moderata". Programma. "Il primo provvedimento che porterò al Consiglio dei ministri sarà contro il precariato giovanile. Questa è una priorità per il Paese". continua Veltroni, soffermandosi sui punti fondamentali del suo programma. "Il primo provvedimento che porteremo nel Consiglio dei ministri - ha detto - sarà sul minimo compenso da stipendio, che non deve essere sotto i 1.000 euro". "In Italia ci sono melassa, gelatina e urla". Questa la sua immagine del Paese. Veltroni parla di un Italia paralizzato dalla burocrazia che porta "alla paralisi". "Ci troviamo in una specie di gelatina, di melassa - ha aggiunto - dove non si capisce di chi sono le responsabilità. Io sono per le cose semplici e chiare, affinchè ciascuno nel suo ambito decida". Ma l'Italia è anche il Paese in cui c'è "una demonizzazione dell'avversario". Una cosa che a Veltroni non appartiene. Lui auspica "un clima civile del confronto. Noi andiamo soli, liberi. C'è una sensazione di freschezza intorno a noi. Se vinceremo le elezioni sarà cancellata un'espressione: le riunioni di maggioranza". "Questo non è il momento del conflitto ma di una grande alleanza tra i produttori di questo Paese, tra le persone che producono. Siamo tutti interessati che l'Italia ritorni a crescere e a fare aumentare il prodotto interno lordo". Occorre "dare più spazio alle piccole e medie imprese" e che lo Stato dovrebbe agevolare in ogni modo chi intende "rischiare" e aprire una nuova attività. "Dovremmo andare a cercarle - ha detto - le piccole imprese, le attività commerciali. Accoglierle. altrimenti come crescerà questo Paese? Edizione n. 862 del 15/03/2008.

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I video di Veltroni a Varese: lotta al precariato e un'impresa in un giorno (sezione: Burocrazia)

( da "Blogosfere" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Mar 0815 I video di Veltroni a Varese: lotta al precariato e un'impresa in un giorno Pubblicato da Tiziano Scolari alle 17:11 in Politica Ecco alcuni video della serata di ieri di Walter Veltroni a Varese. Vi avevamo già detto del grande successo di pubblico, con il segretario del Pd costretto ad uscire dal teatro per poter parlare alla folla che si era radunata davanti al teatro. Con i video di oggi vi facciamo vedere cosa ne pensa Veltroni rispetto alla precarietà nel mondo del lavoro e la sua volontà di semplificare la burocrazia italiana. Vogliamo un paese semplice, in cui sia possibile aprire una impresa in un solo giorno. Cita google e you tube, sì, sarebbe bello se anche da noi si potesse immaginare di poter creare delle cose del genere dal nulla, ma qui siamo veramente alla fantasia pura. Abbiamo anche chiesto alla gente presente cosa ne pensasse della serata. Buona visione e nei prossimi giorni aggiungeremo altri video.

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Immigrati, una risorsa o polli da spellare? (sezione: Burocrazia)

( da "Blogosfere" del 15-03-2008)

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Mar 0815 Immigrati, una risorsa o polli da spellare? Pubblicato da Daniele Di Teodoro alle 16:43 in imprese e lavoro Ancora diffuso è il sentimento contro gli immigrati. Per molti immigrato fa rima con disordine sociale, con stupro, con assalti e rapine alle villette isolate. Insomma ancora diffusa è la sensazione che l'immigrazione sia portatrice di problemi. Ma è vero che sono tanti gli immigrati che arrivano e che decidono di mettersi a lavorare onestamente (contribuendo al nostro asfittico Pil). A volte dovendo confrontarsi con leggi assurde come la Bossi-Fini che, con la scusa di contribuire a dare una risposta al bisogno di ordine sociale di cittadini italiani spaventati dal dilagare della criminalità, ostacola anche la immigrazione buona. Che, è bene ricordarlo, è di gran lunga prevalente rispetto a quella cattiva (quella dello spaccio di droga, degli assalti alle villette e così via). E' solo che quest'ultima, essendo più fragorosa fa sicuramente più notizia. Immigrati che, non vengono qui a mendicare un lavoro (come fanno molti italiani, lamentandosi della precarietà del lavoro ed approfittando della situazione per rintanarsi nel nido genitoriale fin quando iniziano a spuntare i primi capelli bianchi), ma spesso, rimboccandosi le maniche si fanno imprenditori, spesso dando lavoro a lavoratori italiani. Alcuni di questi immigrati imprenditori sono clienti del mio studio, è una realtà che quindi posso toccare con mano. Sto parlando di gente laboriosa e leale, spesso vittima della spregiudicatezza di italiani sempre pronti a gridare allo scandalo alla prima notizia che vede un immigrato come protagonista negativo (spesso accusato ingiustamente). A consulenti (o meglio, sedicenti tali) italiani che approfittano della scarsa dimestichezza degli immigrati con l'italica burocrazia e della loro non buona conoscenza della lingua italiana per spillar loro soldi. Insomma, il paese per crescere (e non solo demograficamente) ha sicuramente bisogno dell'immigrazione e continuare ad osteggiarla con atteggiamenti ostili (o peggio ancora all'italica maniera, cioè vedendo in loro solo polli da spellare) o con leggi assurde è un atteggiamento "un tantino" miope. No?.

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FISCO: BERLUSCONI, VISCO E' DRACULA CON INVENTIVA STRAORDINARIA (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 15-03-2008)

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15-03-2008 19:06 (ASCA) - Cernobbio, 15 mar - Informatizzazione della burocrazia da cui si possono recuperare 3 miliardi, lotta all'evasione e all'elusione fiscale quantificata in 90 miliardi annui, e vendita del patrimonio pubblico in attivo. Sono le tre strade che ha indicato oggi Silvio Berlusconi parlando a Cernobbio al forum della Confcommercio per aumentare la copertura della spesa pubblica. In particolare per quanto il fisco Berlusconi ha ricordato che il governo Prodi non ha raccolto 40 miliardi dalla lotta all'evasione ma soltanto due perche' il resto e' rappresentanto da maggiori tasse. ''Visco - ha detto Berlusconi - e' uno che volendo fare dracula ha un'inventiva straordinaria''. Berlusconi ha invece sostenuto che la lotta all'evasione partira' da un potenziamento delle agenzie di riscossione introdotte dal suo governo.

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FISCO: BERLUSCONI, VISCO E' DRACULA CON INVENTIVA STRAORDINARIA (sezione: Burocrazia)

( da "Asca" del 15-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

(ASCA) - Cernobbio, 15 mar - Informatizzazione della burocrazia da cui si possono recuperare 3 miliardi, lotta all'evasione e all'elusione fiscale quantificata in 90 miliardi annui, e vendita del patrimonio pubblico in attivo. Sono le tre strade che ha indicato oggi Silvio Berlusconi parlando a Cernobbio al forum della Confcommercio per aumentare la copertura della spesa pubblica. In particolare per quanto il fisco Berlusconi ha ricordato che il governo Prodi non ha raccolto 40 miliardi dalla lotta all'evasione ma soltanto due perche' il resto e' rappresentanto da maggiori tasse. ''Visco - ha detto Berlusconi - e' uno che volendo fare dracula ha un'inventiva straordinaria''. Berlusconi ha invece sostenuto che la lotta all'evasione partira' da un potenziamento delle agenzie di riscossione introdotte dal suo governo. eg/sen/alf.

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LAVORO PIU' SICURO? (sezione: Burocrazia)

( da "Azione, L'" del 15-03-2008)

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L'AZIONE - Articoli - Lavoro più sicuro? LAVORO PIU' SICURO? Nel pieno dell'emergenza sulla sicurezza sul lavoro, il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto legge, che il Governo ha ritenuto di dover approvare, anche se in fase di scioglimento delle Camere, proprio in considerazione dei tragici eventi legati a infortuni occorsi di recente, della rilevanza sociale della materia (più volte sottolineata anche dal Presidente della Repubblica) e dell'ampia convergenza di consensi registrata fra le forze politiche. Il nuovo decreto ridisegna la materia, coordinando una serie di provvedimenti e disposizioni applicate nel corso di quasi 60 anni, in coerenza con le direttive comunitarie e internazionali, e nel rispetto delle competenze in materia conferite alle regioni dalla Costituzione. Numerose le novità introdotte dal decreto. Copertura per tutti. Le disposizioni in materia di sicurezza vengono estese a chiunque si inserisce in un ambiente di lavoro, senza differenze formali (dipendenti o meno), comprendendo anche i lavoratori autonomi. Rappresentanti della sicurezza. Sono rafforzate le prerogative dei rappresentanti dei lavoratori territoriali (dove non ci sono quelli dei lavoratori in azienda) e viene istituita la figura del rappresentante di sito produttivo, per realtà particolarmente grandi e pericolose (porti, cantieri grandi opere...). Coordinamento vigilanza. Si ottimizzano le attività di vigilanza, eliminando sovrapposizioni e migliorando l'efficienza. Viene creato un sistema informativo per condividere le notizie su infortuni, ispezioni e attività in materia di sicurezza. Finanziamento promozione. Verranno finanziate azioni promozionali pubbliche e private (particolarmente nelle piccole e medie imprese) introducendo anche nei programmi scolastici e universitari la materia della sicurezza sul lavoro. Nuove sanzioni. Arresto da 6 a 18 mesi per il datore di lavoro che non valuta i rischi in azi ende ad elevata pericolosità; la sanzione diminuisce per i casi di meno grave inadempienza. Ai datori di lavoro che si mettano in regola, o comincino a farlo, si garantisce una diminuzione della pena, per esempio non applicando la sanzione penale, ma solo pecuniaria (da 8 mila a 24 mila euro). Questa possibilità è esclusa se il datore di lavoro è recidivo o si siano determinati, in conseguenza della mancata valutazione del rischio, infortuni sul lavoro. Restano inalterate le norme del codice penale per l'omicidio e le lesioni colpose causate dal mancato rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro. Riduzione burocrazia. Sono semplificati gli obblighi formali, attraverso la riduzione del numero e del peso per le aziende degli adempimenti di tipo burocratico, in quanto non incidenti sulle condizioni di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro. Il mondo imprenditoriale ha accolto criticamente il nuovo decreto, sostenendo che si tratti di un intervento che "punta tutto e solo su un inasprimento delle sanzioni, senza niente di attivo, di nuovo come supporto alla formazione e prevenzione, unica strada per ridurre davvero i rischi", e che non semplifica gli adempimenti, come le piccole e medie imprese chiedono per una migliore attuazione delle normative di sicurezza.

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