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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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Report "Burocrazia"

Clinica degli aborti, un'altra perquisizione ( da "Gazzetta di Modena,La" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma i tempi e la burocrazia della sanità italiana (cui può seguire anche un corso sulla contraccezione, cui le cinesi sembrano spesso disinteressate) non si conciliano con chi al mattino vuole abortire e alla sera deve essere già al lavoro, in qualche laboratorio.

Ecco le urgenze: ridurre tasse burocrazia e costi dell'energia ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: fiscale e la burocrazia. "é difficilissimo stare al passo dei concorrenti stranieri che, specie all'Est, hanno un terzo della nostra tassazione". L'esempio dei rapporti con la Russia è illuminante. In quel paese l'impresa italiana porta ingenti capitali per l'acquisto di materie prime ed energia e avrebbe poi la possibilità di rimpatriare le risorse sfruttando la domanda di automobili.

Vogliono una montagna finta ( da "Trentino" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma Fulvio Caneppele e Marisa Corradi non vogliono buttarla in burocrazia. "Discendiamo da famiglie di allevatori e a Lavarone siamo rimasti in 4. Investiamo una cifra assurda per "guadagnarci" un lavoro che non ha nè ferie nè domeniche. Che la nostra stalla sia una "minaccia" per l'altipiano, non lo possiamo accettare".

Galleria civica: I tagli, che errore ( da "Trentino" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Le scuse della Maestri mi sembrano da burocrazia borbonica, i discorsi d'apparato non aiutano certo a chiarire cosa si vuole fare di una risorsa come quella della Galleria che ha dato a Trento una visibilità riconosciuta in Italia e all'estero. Quando giro per mostre, fiere e musei tutti riconoscono i meriti di Cavallucci nel settore dell'arte contemporanea,

Di Marco Pasciuti Ci aveva visto lungo, altroché. Aveva t ( da "Leggo" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma soprattutto era riuscito a strappare un posto all'Inps, dove aveva lavorato per 25 anni su segnalazione dell'Associazione Italiana Ciechi. Evidentemente il non vedente non era lui, ma la cieca burocrazia che non guarda, non vede, non pensa. Lui aveva visto lungo, davvero.

Mercato al bivio tra impresa e protezionismo - giampaolo meloni ( da "Nuova Sardegna, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Quello che le carte della burocrazia riconducono alla "Tabella A" è un caso che parla per tutti: si tratta in sostanza di definire la raccolta dei generi e il numero delle licenze. In forme più banali si tratta di decidere "chi deve vendere cosa". E soprattutto a chi spetta quello ruolo di selezione.

L'asl trascura gli anziani ( da "Nuova Sardegna, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia TORTOLì. "Perché l'Asl 4 d'Ogliastra non si batte per snellire la burocrazia, venendo così incontro soprattutto agli anziani?". A chiederlo, con una nota inviata ai vertici dell'Azienda sanitaria locale, è Mario Ferreli, segretario di Lega dello Spi-Cgil Ogliastra: "Non riesco proprio a capire perché un problema così importante per la terza età venga trascurato dai vertici

Le piccole imprese sono al limite ( da "Italia Oggi" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Uno stato che sappia abbandonare la burocrazia e che sia capace di ridurre la spesa pubblica. D. E poi? R. Poi chiede un sistema bancario che consenta di finanziare le idee e gli investimenti degli imprenditori. E che non domandi tassi di interesse esorbitanti né a chi produce né a chi vuole comprarsi una casa.

Vincenzi: <Ecco il mio pianoper la città metropolitana> ( da "Secolo XIX, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: se ogni Municipio diventasse un nuovo Comune sullo schema attuale di Tursi, le spese e la burocrazia potrebbero alla fine aumentare anziché diminuire. "È un rischio, ma non corriamo pericoli in questo senso - taglia corto il sindaco -. Come ha detto Veltroni, la città metropolitana semplifica e snellisce. Non moltiplica". La partita sarà complessa.

<il vero decentramentoriduce i costi della politica> ( da "Secolo XIX, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: superando tutte le resistenze e tutte le forme più negative di burocrazia, con una visione propositiva e con un progetto che assicuri e promuova la più ampia partecipazione dei cittadini.I Presidenti del Municipi: M. Avvenente, S. Bernini, F. Carleo, G. Crivello, A. Gianelli, M. Massardo, D. Minniti, P. Ottonello, A.

De agostini convoca gli autonomisti a udine: convention e liste ( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Vi è stata anche una forte perdita di competitività delle nostre imprese e del nostro lavoro, un appesantimento dei costi della burocrazia regionale e uno scadimento della qualità dei servizi sanitari dovuto alla crisi della finanza pubblica nazionale e regionale. Cambiamenti epocali, quindi, che richiedono la messa in campo di nuove politiche e di interventi regionali e locali".

25 congresso provinciale acli ( da "Provincia Pavese, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: cioè della loro condizione davanti alle difficoltà della burocrazia. Nell'ambito culturale, per dare significato e valore alla nostra azione sociale occorrerà promuovere maggior garanzia nei rapporti di lavoro operando affinché vengano introdotti adeguati ammortizzatori sociali e la formazione permanente sia un obiettivo centrale della riforma del mercato del lavoro;

Gallerini in campo con la civica "per udine" ( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: schiacciata dalla burocrazia e che ha perso la sua attrattività e il suo ruolo di capoluogo. Non riesco quindi a intravedere nella sua nomina elementi sufficienti di cambiamento. Per quattro anni ho cercato di dare il mio contributo all'amministrazione Cecotti con l'obiettivo di favorire il rilancio delle attività imprenditoriali e commerciali presenti in città,

<Troppi errori dei medici, sbagliate seimila ricette in due mesi> ( da "Secolo XIX, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, "che blocca il nostro mestiere", citando un episodio accaduto al Cupa di via Collodi: un'anziana è stata respinta perché sulla ricetta mancava il codice fiscale. Riferendosi all'eccessivo rigore burocratico, la segreteria della Funzione pubblica della Cgil ricorda che "le procedure di prenotazione che obbligano ad indicare il codice fiscale sono frutto di decisioni dirigenziali,

Lunardi: Terzo Valico, prima opera del nuovo governo Berlusconi pag.1 ( da "Giornale.it, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: a qualsiasi livello, decida la burocrazia anzichè i rappresentanti del popolo". Lei crede nel Porto di Genova? Sta seguendo le evoluzioni della situazione? "Le seguo con l'interesse e la preoccupazione che merita il primo porto italiano. Ma credo in Genova. Certo, ribadisco che il Terzo Valico è decisivo.

La politica che vuole rinnovarsi - edmondo berselli ( da "Repubblica, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia, il "teatrino". Sotto questa luce, il cambiamento contiene fin dall'inizio una intensa carica antipolitica. E oggi che la politica assume la configurazione di un faccia a faccia tra due protagonisti della comunicazione, due opposte personificazioni dell'"homo mediaticus", è verosimile che il confronto avvenga proprio fra due forme possibili di cambiamento.

Un femore rotto, poi il calvario ( da "Nuova Ferrara, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: assurdità di certa burocrazia. E' quello lanciato da Arianna Guazzaloca, che attraverso il nostro giornale ha voluto raccontare l'odissea di sua nonna Carolina dopo la rottura del femore. Un'odissea che continua tutt'ora. E' la sera dell'8 gennaio quando la signora Carolina cadendo si rompe il femore: due giorni dopo, racconta la nipote,

La Provincia ai sindacati I tecnici dello Spisal torneranno nei cantieri ( da "Tribuna di Treviso, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: incontratesi per mettere a punto un piano in grado di dimezzare la burocrazia a carico degli ispettori e rilanciare la sicurezza soprattutto nel comparto edile. Dopo gli ultimi due mesi, con una serie di tragedie sui luoghi di lavoro che hanno spezzato la vita di decine di operai, gli enti preposti si stanno muovendo per cercare nuove soluzioni a tutela dei lavoratori.

Ortis sfida honsell: confronto pubblico sui temi della città ( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: biblici della burocrazia e semplificare i procedimenti. E poi più fiducia nei cittadini aumentando le autocertificazioni e intensificando peraltro il sistema dei controlli; e ancora, valorizzazione dei dipendenti del nostro comune e delle loro competenze e riducendo progressivamente il ricorso a consulenze esterne che dovranno in ogni caso completare la crescita del personale interno.

Investire in austria? spiegati tutti i vantaggi ( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Quelli relativi alla burocrazia, per esempio. Il sistema austriaco è al sesto posto al mondo per snellezza dell'apparato burocratico (l'Italia è al 48º). Il che significa, per esempio, che chi decide di aprire un'azienda da quando avvia le pratiche ci impiega in media 80 giorni.

Scarcerati in Argentina, dopo cinque anni il processo può iniziare ( da "Adige, L'" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la farraginosità di accordi internazionali e burocrazia, quando in ballo ci sono uffici, giudici ed autorità di due stati sovrani, è tale da lasciare sgomenti. Perché la vicenda di Paracchini e D'Amico comincia all'inizio degli anni 2000 quando i due vengono scoperti dagli agenti del Gico e arrestati con l'accusa di spaccio internazionale di droga.

BREVI ( da "Secolo XIX, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia Sono pienamente solidale con quanto afferma la signora Maura Fontanella nella sua lettera sulle visite per ottenere l'invalidità, perché ho avuto e tuttora ho esperienze analoghe. Mia madre, dopo aver fatto tre visite a distanza di sei mesi l'una dall'altra, e non aver ottenuto niente, ricevette la convocazione per una quarta visita il giorno dopo essere defunta in seguito

Il mio sogno di facce nuove in parlamento ( da "Repubblica, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Guazzaloca/Don Camillo in Parlamento, allora, almeno per parte del PD, si potrebbe avere una competizione aperta, sperare in candidati partoriti fuori della sua storia e della sua burocrazia, contare su una rottura della crosta corporativa che imprigiona e strema la città, restituire Bologna a se stessa. franco carinci.

"Troppa burocrazia gli artigiani fuggono" ( da "Stampa, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: SCORAGGIATI DA PRATICHE FARRAGINOSE "Troppa burocrazia gli artigiani fuggono" [FIRMA]FRANCA NEBBIA CASALE MONFERRATO A distanza di mesi dall'assegnazione dei lotti nell'area artigianale (accanto al centro polifunzionale) si è ancora oggi nell'impossibilità di avviare i lavori per nuovi insediamenti.

Argini più sicuri Aperto il cantiere sul torrente Sessera ( da "Stampa, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il miglioramento delle difese spondali è in agenda dal 2003, ma i lavori sono potuti partire solo la settimana scorsa: "In questi anni - dice l'assessore ai Lavori pubblici, Corrado Rotti - per fortuna non è accaduto nulla, nonostante i continui ritardi provocati dalla solita burocrazia. Si tratta di un'opera di primaria importanza".

Aboliamo le camere di commercio ( da "Tirreno, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una semplificazione della burocrazia per favorire l'avvio di nuove attività. Soldi mal spesi. Qualche esempio di soldi male impiegati, sempre secondo Confartigianato, sono la mostra di Parmiggiani e la questione di Immagine Italia. Viene fatto riferimento specifico al presidente della Camera di commercio, Incerpi, "che si fa vanto di questa iniziativa,

Fondi e turisti in arrivo all'ex santuario ( da "Tirreno, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia e le sue complessità, potrebbero presto lasciare il posto a una raccolta di fondi, con l'obiettivo di trasformare un ex luogo di culto avvolto nel degrado, in una chiesa meta di turisti e fedeli. Le vicissitudini che hanno finora reso impossibile una nuova vita per il santuario di Monteforte,

Monzon non cambia, recoba in panchina - fabrizio turco ( da "Repubblica, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: obbligo visto che fra burocrazia africana e ritardi nelle coincidenze, gli arrivi dall'Africa sono sempre circondati dal mistero. Kwadwo ha solo 19 anni ma è già pronto a dare un contributo alla prima squadra. Ieri la squadra ha dimostrato di essere in forma nella partitella in famiglia contro la Primavera di Beppe Scienza.

Così salverò il Pakistan ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: C'è la burocrazia, ci sono i gruppi economici con grandi interessi nel Paese.". L'esercito detiene la proprietà di un terzo del territorio, controlla le grandi industrie di Stato e larga parte del mercato immobiliare, gode di privilegi in istruzione, casa, salute e altro.

Il debito è mio e lo gestisco io ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazie varie, l'inizio del prossimo anno scolastico slitti in avanti. Meno prevedibile quello che sarà l'esito concreto di questo terremoto: ci saranno davvero i recuperi dei debiti? Ci saranno più promossi? O più bocciati? "Non vorrei che si passasse dal sei politico al sei facile", dice Sanso, forse temendo che qualcuno elargisca sufficienze per evitare la rogna dei corsi estivi.

Lo sviluppo parte da Nerviano ( da "Settegiorni (Magenta)" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tutto questo può avvenire semplificando la burocrazia: oltre agli sportelli unici, sia provinciali che comunali, si dovrà cercare di omogeneizzare e armonizzare le procedure a favore degli utenti; in termini di innovazione basta pensare al progetto Banda larga per le comunicazioni: l'Altomilanese sta sperimentando bene questo servizio e, anche in questo caso,

Fallita la prova del budino ( da "Manifesto, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: grazie al ruolo di cuscinetto svolto dalle burocrazie sindacali e politiche. Ciò che preferisce oggi la grande borghesia non è dunque un ritorno di Berlusconi (a cui pure si adeguerebbe, se necessario) ma piuttosto il rilancio di una nuova coalizione tra il Pd di Veltroni e il futuro partito socialdemocratico che dovrebbe nascere dalla "cosa rossa".

Libri la via crucis di un imprenditore che ha aperto (e chiuso) una pizzeria ( da "Riformista, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia, marche da bollo, regole assurde e tutta una categoria di "esperti" che prosperano sulla regolamentazione amministrativa e offrono corsi obbligatori a pagamento per il rilascio di patentini anti-infortuni, anti-incendio etc. A tutti gli ostacoli amministrativi si sommano le difficoltà legate alle relazioni coi dipendenti.

Burocrazia e ricorsi al giudice bloccano i fondi del 5 per mille ( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: LA DELUSIONE DELLE ONLUS Burocrazia e ricorsi al giudice bloccano i fondi del 5 per mille di Alessandro Galimberti I 329 milioni destinati nel 2005 (dichiarazioni 2006) dai contribuenti alle Onlus con il 5 per mille, sono bloccati. Alle difficoltà tecniche dei ministeri, che non conoscono le coordinate bancarie dei beneficiari,

<Rivoluzione> in biblioteca: nasce il piano regolatore ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Mazzoni ha poi ricordato alcuni passaggi del discorso di Sant'Ilario in cui il sindaco faceva riferimento all'elevazione degli standard, alla sussidiarietà, alle sinergie e diceva no "a logiche legate alle burocrazie delle competenze". Novità in biblioteca La presentazione, ieri mattina, dei nuovi progetti.

Tra gli abusi sessuali sui minori, denunciati la scorsa settimana a Fabrica di Roma, e il recupero d ( da "Messaggero, Il (Viterbo)" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è di mezzo la burocrazia. A una settimana dall'arresto dei due adolescenti difficili (15 e 16 anni), dopo il loro rilascio deciso dal gip del Tribunale dei minori, la macchina dei servizi sociali è ancora ferma o quasi. In Comune hanno attivato le prime misure, ma dagli uffici del ministero della Giustizia si attendono le indicazioni su come procedere.

Fabrica prigioniera della burocrazia ( da "Messaggero, Il (Viterbo)" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il tribunale dei minori ha affidato i giovani al servizio sociale del ministero, che non s'è fatto né vedere, né sentire Fabrica prigioniera della burocrazia Dopo gli abusi sessuali e la scarcerazione c'è solo la buona volontà del Comune.

Non più prigionieri del centro di accoglienza, ma della burocrazia. Con il rischio che il perco ( da "Messaggero, Il (Viterbo)" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

Mercati generali, alla fine del tunnel si comincia a vedere la luce. Dopo la Regione, anche ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Diciamo della burocrazia. Quella di ieri resta la cosa più importante: ormai aspettiamo solo la licenza edilizia, abbiamo risposto a tutto quello che ha chiesto la dirigente del settore Urbanistica, Annunziata Lanzillotta". Lanzillotta, che donna: quello che ieri era uno slogan contro, oggi è ripreso sic et simpliciter.

Municipi più impegnati a sostegno del solare ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sportello informativo per aiutare a districarsi nella burocrazia, gestito in collaborazione con la facoltà di Architettura dell'Università di Firenze. "Un architetto specializzato si occuperà di fornire informazioni di carattere generale – spiega Barcucci –, di mettere l'utente a conoscenza degli eventuali vincoli paesaggistici, e indicare il tipo di pratica necessaria per l'

ALL'INTERNO ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Secondo gli intervistati si avrebbe una burocrazia più snella. u 4 FINANZA Banco delle Tre Venezie al debutto a Padova - Nasce il Banco delle Tre Venezie, nuovo soggettoa vocazione regionale orientato al mercato corporate eal sostegno delle Pmi. Il Banco, che avrà sede operativaa Padova, ha un azionariato composto da 113 imprenditori.

Domanda di federalismo in forte ascesa nelle Pmi ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: interpellati il maggior vantaggio sarebbe dato dalla riduzione della burocrazia. Per il 25,4% porterebbe una maggiore attenzione alle piccole imprese, mentre il 18,6% pensa alla riduzione dell'imposizione fiscale. Altri vantaggi, secondo le Pmi venete, sono rintracciabili nella maggiore efficienza delle istituzioni pubbliche ( 16,6%) e nella riduzione dei costi per l'impresa (9,

Distributori di benzina, l'indipendenza paga ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: primi fra tutti quelli con la burocrazia. Un distributore chiuso per un mese e ora riaperto a causa di un errore formale nella delibera di autorizzazione a Montebelluna ( Tv), un altro pronto ad aprire (entro maggio) dopo 9 anni dall'acquisto del terreno a Volpago, sempre in provincia: è il caso di Galoil, nata come marchio nel 1994 e che oggi conta quattro esercizi (

Per le nuove autorizzazioni iter snelli e meno burocrazia ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: A Padova le aperture ricominciano a crescere Per le nuove autorizzazioni iter snelli e meno burocrazia PADOVA Dalla razionalizzazione alla liberalizzazione: e il numero dei distributori, che nel Padovano era diminuito grazie anche alla chiusura degli impianti compresi all'interno delle mura storiche, sta cominciando a risalire. "Prima –

Incentivi, la qualità snellisce l'iter ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: iter Meno burocrazia nell'erogazione di contributi regionali per le imprese del Friuli-Venezia Giulia con certificazione di qualità. è l'obiettivo che si prefigge l'emendamento al Testo unificato in materia di semplificazione dell'attività normativa ed amministrativa che modifica l'articolo 41 bis della legge regionale n.

Notiziario teatro, le novità sul palcoscenico ( da "ADN Kronos" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ingranaggio della burocrazia sovietica, poi totalmente avverso all'ideologia e accusato di dissidenza, conobbe in prima persona le devastazioni della seconda guerra mondiale, la lotta contro i nazisti, la sconfitta di Hitler, quindi l'ascesa di Stalin. Nel suo romanzo, a lungo censurato nel secolo scorso, racconta le persecuzioni,

Anteprima - 'Nord Terra Ostile'/ Perché la sinistra non vince? E' attardata su logori schemi fordisti... Il libro di Marco Alfieri ( da "Affari Italiani (Online)" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: le lentezze della burocrazia e l'emergenza sicurezza sono dimensioni decisive nelle scelte di voto. Attardata su logori schemi fordisti, la sinistra italiana continua a non saper leggere i mutamenti produttivi e le composizioni sociali che nell'ultimo ventennio hanno investito la parte più dinamica del paese, oggi in piena "secessione di velluto"

LA PIZZA NAPOLETANA DIVENTA DOC ( da "Mattino, Il (City)" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tipo gli indigesti peperoni che prima o poi spuntano sempre dai cartoni consumati sulle scrivanie o nelle cucine dei film americani. Basta scippi, la pizza è Cosa Nostra. Finalmente ce lo conferma anche l'alta burocrazia culinaria di Bruxelles, che ieri ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Ue il disciplinare europeo contro le imitazioni. SEGUE A PAGINA 14.

Napoli, un affare da 300 milioni di euro ( da "Denaro, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Associazione verace pizza napoletana è la burocrazia: I tempi per ottenere le licenze variano da sei a otto mesi. Barbara Betti --> Mille pizzerie tra Napoli e provincia , con un fatturato medio di 300 mila euro a pizzeria, per un totale di 300 milioni di euro. Ecco perchè da lontano ci hanno visto lungo : i primi a investire sulle "risorse napoletane" sono i giapponesi,

Abbattere i costi con le <nuove> fonti di energia ( da "Gazzetta di Parma, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: aziende penalizzate dalla burocrazia Le tecnologie per produrre energia da fonti rinnovabili sono in evoluzione e consentono di migliorare rendimenti e costi. Gli esperti sono concordi: impianti a biomassa, pannelli solari o turbogas sempre più efficienti sono interessanti per le imprese, in un Paese dove l'ener gia costa il 30-40% più che in Europa.

Favara, amministrazione e burocrazia sono in sintonia ( da "Sicilia, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il presidente della Confindustria grida contro la burocrazia degli Enti locali che ostacola e danneggia l'imprenditoria. Favara è tra i pochi Comuni virtuosi in grado di agganciare i finanziamenti della Ce e dove amministrazione e burocrazia lavorano in sintonia. "Abbiamo recentemente - dice il sindaco Russello - potenziato l'ufficio europeo ed è nostra intenzione prevederne all'

Le magnifiche sette naccio ( da "Sicilia, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: abbattersi davanti alla burocrazia imperante. Tra le 7 imprenditrici, l'ennese Francesca Irene Chiaramonte sottolinea come da dipendente sia diventata titolare di un'agenzia viaggi "? dove realizzare i tuoi sogni". "Ho fatto esperienza, ho seguito il corso con attenzione - ha dichiarato la Chiaramonte - poi ho fatto il salto di qualità e quantità e mi sono ritrovata titolare di un'

14:52 MEDIE IMPRESE: MONDELLO, DA SOSTENERE CON POLITICHE MIRATE ( da "Agi" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il peso e le inefficienze della burocrazia; la difficolta' a reperire capitale umano altamente qualificato. Ma, soprattutto, le medie imprese risentono - come del resto tutto il sistema produttivo - di una cronica carenza di infrastrutture che frena pesantemente lo sviluppo".

La Cna propone un "patto" ai sindaci per le Pmi ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ai sindaci per le Pmi Diminuzione della pressione fiscale e dei costi della burocrazia, maggior coinvolgimento nelle scelte di politica economica delle imprese artigiane e delle Pmi: queste le richieste che la Cna sta presentando ai sindaci dei Comuni polesani impegnati nella predisposizione dei bilanci di previsione 2008 .

Per Ministero e Regione Vodo di Cadore "non esiste" ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Siamo diventati campioni di burocrazia. Il caso ha voluto che scoprissimo la nostra diversa identità, nel corso delle pratiche avviate per dotarci del gonfalone che non abbiamo. Non ci chiamiamo Vodo di Cadore ma Vodo Cadore. Siamo rimasti allibiti tutti quanti. Ho fatto una ricerca senza esito alcuno, per scoprire il colpevole.

Fisco e flessibilità: l'Austria tenta le imprese ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia, inoltre, è più snella ed è in grado di rispondere in media in 80 giorni anche sulla documentazione che riguarda i rigidi regolamenti di rispetto ambientale". E il costo del lavoro? "Il costo della manodopera - spiega la manager dell'agenzia governativa - è più o meno uguale a quello italiano.

MEDIOBANCA: MONDELLO (UNIONCAMERE),MEDIE IMPRESE SPINA PAESE ( da "Wall Street Italia" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: l'elevato costo dell'energia elettrica, il peso e le inefficienze della burocrazia, la difficoltà a reperire capitale umano altamente qualificato. Ma, soprattutto, le medie imprese risentono - come del resto tutto il sistema produttivo - di una cronica carenza di infrastrutture che frena pesantemente lo sviluppo".

Simboli cambiati, restano i partitini Sono già otto i candidati premier Pd e PdL hanno raggruppato tante realtà eppure la corsa al Parlamento resta frammentata Sulle schede elettor ( da "Provincia di Sondrio, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: In bilico (e bisognerà attendere il verdetto della burocrazia) le liste che fanno riferimento a gruppi "in comune", come il Nuovo Psi, il Movimento per l'autonomia di Lombardo e il Pri. Composizione delle liste - Un altro rompicapo per i partiti è poi rappresentato dalla composizione delle liste.


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Clinica degli aborti, un'altra perquisizione (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

E dopo il blitz a San Possidonio si sospetta la regia di una 'cupola' cinese L'organizzazione offre un sistema alternativo e più rapido dell'Ausl SAN POSSIDONIO. Lin, la dottoressa ginecologa abusiva che ha allestito una clinica per donne incinte a San Possidonio, si sposta continuamente sul territorio che, per così dire, le è stato assegnato. La polizia di Bologna, in collabiorazione con quella di Mirandola, ha perquisito anche l'abitazione che la donna occupava fino a qualche tempo fa, a Poggio Rusco. Il timore è che ci riprovi ancora. L'appartamento perquisito dalla polizia si trova a Poggio, ed è uno degli ultimi domicili di Lin. La quale nel 2006, si ricorderà, era già stata sorpresa a Mirandola, all'interno di una "clinica" abusiva del centro storico. Al domicilio di Poggio la polizia di Bologna è arrivata seguendo i tabulati e ricostruendo gli spostamenti di Lin. Le indagini, come riferito, sono partite da una cinese che a Belluno è stata medicata in ospedale, dopo un intervento ginecologico. Al medico la donna ha parlato di una clinica di Bologna, ma dai tabulati è emersa la figura di Lin. La polizia per eseguire le perquisizioni si è appoggiata alla Procura della Repubblica di Mantova. Poichè nell'appartamento di Poggio non sono però stati trovati medicinali e ferri ostetrici - a differenza di San Possidonio - è chiaro che l'inchiesta passerà ora alla Procura di Modena. Lin sarà accusata, in concorso con la paziente cinese, di violazione della legge 194 sull'aborto. Ma, al di là delle chiacchiere e delle polemiche che tanto animano l'Italia in questi giorni, rischia ben poco. Tanto che resta semplicemente denunciata, a piede libero. Oltretutto occorrerà dimostrare che sia stata proprio lei (In Commissariato a Mirandola non ha aperto bocca) a procurare l'aborto clandestino. Di certo, nell'appartamento di via Morandi dove Lin vive con i due figli, sono stati trovati medicinali (comprese sospette pillole del giorno dopo) strumentazioni (ferri ostetrici, ecografo portatile, test di gravidanza, flebo...) che evidenziano l'esercizio abusivo di professione ostetrico-ginecologica. Un altro reato, anche questo senza conseguenze tali da giustificare l'arresto. Resta perciò probabile che prima o poi Lin si sposti, e prima o poi ci ricaschi. Come se la ermetica ed organizzata comunità cinese (o una "cupola" cinese) le avesse affidato questo compito, una sorta di "condotta" tra la Bassa e il mantovano. Perchè queste donne preferiscano abortire o farsi curare da medici abusivi può sembrare strano, visto che la sanità nella Bassa è organizzata, al punto da accogliere ed indirizzare a cure ed aborti anche le clandestine. Ma i tempi e la burocrazia della sanità italiana (cui può seguire anche un corso sulla contraccezione, cui le cinesi sembrano spesso disinteressate) non si conciliano con chi al mattino vuole abortire e alla sera deve essere già al lavoro, in qualche laboratorio.

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Ecco le urgenze: ridurre tasse burocrazia e costi dell'energia (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Tra due mesi si tornerà alle urne e a metà maggio saranno rinnovati i vertici di Confindustria, con la possibilità di avere una mantovana ai vertici dell'associazione: è questo il momento in cui gli imprenditori devono fare presenti le criticità del settore produttivo, a Mantova e non solo. Secondo Davide Salvagno, vicepresidente della Camera di Commercio, le emergenze per le imprese sono quattro: i costi troppo elevati dell'energia e della manodopera, la forte pressione fiscale e la burocrazia. "é difficilissimo stare al passo dei concorrenti stranieri che, specie all'Est, hanno un terzo della nostra tassazione". L'esempio dei rapporti con la Russia è illuminante. In quel paese l'impresa italiana porta ingenti capitali per l'acquisto di materie prime ed energia e avrebbe poi la possibilità di rimpatriare le risorse sfruttando la domanda di automobili. Ma la scarsa competitività della nostra industria fa sì che siano altri paesi ad aggredire quel mercato. Oltre al danno di comprare a caro prezzo energia e materie prime, la beffa di non poter vendere i nostri prodotti, che perdono competitività per l'elevata tassazione e gli impedimenti burocratici. A queste difficoltà strutturali, Salvagno aggiunge un problema specificamente mantovano: "La nostra provincia è fortemente carente in termini di infrastrutture e collegamenti stradali e ferroviari: speriamo che avere dei mantovani ai vertici delle associazioni industriali possa prima o poi portare dei benefici". (g.d.s.).

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Vogliono una montagna finta (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lavarone. Il loro progetto di stalla fa discutere. Ma da soli curano 70 ettari di prato, tra fienagione e pascolo libero "Vogliono una montagna finta" A Magrè i Caneppele offesi dall'ostracismo dei villeggianti LAVARONE. La risposta potrebbe essere elementare: se l'intervento è passato per tutti gli uffici competenti, ottenendo le autorizzazioni e concessioni prescritte, vuol dire che è compatibile col territorio ed il paesaggio. Ma Fulvio Caneppele e Marisa Corradi non vogliono buttarla in burocrazia. "Discendiamo da famiglie di allevatori e a Lavarone siamo rimasti in 4. Investiamo una cifra assurda per "guadagnarci" un lavoro che non ha nè ferie nè domeniche. Che la nostra stalla sia una "minaccia" per l'altipiano, non lo possiamo accettare". E in effetti andando a fondo, di aspetti paradossali questa vicenda ne rivela parecchi. Fulvio Caneppele e Marisa Corradi sposteranno su un terreno della famiglia di lei l'attività. Ad oggi la loro stalla è nel centro di Cappella; vanno in una frazione minore, Magrè. Là hanno già una stalla (attiva dal 1978) ed un fienile. Si limitano ad ampliare la struttura, rendendola adatta ad ospitare tutte le loro mucche: una settantina di animali in totale, di cui 46 animali in lattazione. Un investimento notevole (nell'ordine del milione di euro) per quella che è l'attività primaria, fonte di reddito, di una famiglia. In un settore, la zootecnia, che ovunque si ritiene essenziale per il mantenimento del territorio montano. Non a caso: tra pascolo e fienagione, i coniugi Caneppele curano 70 ettari di prato. Sono i prati rasati, con mucche pezzate sopra, delle cartoline. Loro e la loro stalla, sono il retro della cartolina. A "denunciare" lo scempio ambientale e chiedere alla Provincia di fermare tutto sono dei vicini della stalla che verrà. Non residenti: proprietari di seconde case. Che vorrebbero difendere l'ambiente montano dall'aggressione di quella che è una delle poche attività originarie proprio di quell'ambiente. Quanto importante, lo testimonia Andrea Merz, direttore del Concast, il consorzio dei caseifici trentini. "Il caseificio di Lavarone - spiega - lavora 14.000 quintali di latte all'anno. Metà viene dagli alpeggi dei mesi estivi. Dei 7000 quintali prodotti da allevamenti stabili della zona, i Caneppele ne forniscono 3000. Posso dire serenamente che senza di loro il caseificio degli Altipiani del Vezzena non starebbe in piedi. E la battaglia per il Dop del Vezzena sarebbe persa: il marchio finirebbe al Veneto". Tra l'altro i due allevatori sono giovani: mosche bianche in un panorama di inesorabile abbandono della zootecnica per lavori meno impegnativi e più comodi. "A noi piace fare questo. E ci piace farlo a modo nostro. Le nostre mucche sono tutte nate in casa. Le teniamo nel modo migliore possibile. La nuova stalla ci consentirà di passare alla stabulazione libera degli animali e di avere condizioni di lavoro meno pesanti. Inoltre da lì alla malga che usiamo d'estate, le mucche si possono muovere a piedi, evitando camion, stress e incidenti. Crediamo di essere parte della vita di Lavarone almeno quanto i villeggianti. E di avere diritto non solo di lavorare, ma anche di avere il loro rispetto".

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Galleria civica: I tagli, che errore (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Galleria civica: "I tagli, che errore" Esponenti di associazioni, dell'Università e dell'Opera contro il ridimensionamento Bertoldi: "Non si può ragionare solo con i numeri su un progetto che il Comune ha dichiarato di voler sostenere e sviluppare" SANDRA MATTEI Chi non vede l'ora di affossare l'esperienza e chi ha sempre difeso a spada tratta l'attività sperimentale di questi ultimi anni. In mezzo l'amministrazione comunale che si barcamena tra una dichiarazione di principio, salvo poi agire in tutt'altra direzione. Stiamo parlando della Galleria civica d'arte contemporanea di Trento, che raccoglie da anni attorno a se detrattori ed estimatori. Le opposizioni in consiglio comunale sono arrivate a chiederne la chiusura, ritenendo che le spese sostenute dal Comune non siano giustificate a fronte dei visitatori, che pur sono aumentati in modo esponenziale rispetto alle gestioni precedenti a Cavallucci, la maggioranza ha invece aperto la discussione sul futuro: per mantenerla in vita si deve andare verso la costituzione di un'associazione o una fondazione. Ora però arriva l'ultimo atto del taglio dei finanziamenti comunali alla Galleria civica (passati dai 479 mila euro del 2007 ai 429 mila del 2008): un segnale poco incoraggiante. Che ha fatto insorgere l'ex assessore alla cultura Micaela Bertoldi, intervenuta mercoledì con una domanda d'attualità per sapere se si fosse trattato di una svista o si sarebbe "in presenza di una dotazione "apparente" e quindi nei fatti si verificherebbe un'ulteriore contrazione dei fondi realmente disponibili, ancor più pesanti proprio nell'anno in cui ricorre Manifesta". Commenta Bertoldi: "Non sono soddisfatta della risposta dell'assessore Maestri, che giustifica il taglio con il fatto che i fondi stanziati non sarebbero stati spesi in toto. Questo è un ragionamento ragionieristico, mentre il problema è capire se si vuole far vivere un progetto che sia occasione di crescita culturale, di spazio d'incontro e di stimolo creativo per i giovani, di messa in rete di istituzioni come Università, associazioni culturali, eccetera". Conclude l'ex assessore: "Se condividiamo l'ordine del giorno firmato all'unanimità lo scorso maggio in commissione università che si esprimeva in questo senso, ipotizzando sinergie con enti e soggetti economici, anche attraverso la creazione di un Dipartimento interfacoltà per la ricerca tra arte e nuove tecnologie, è necessario un ulteriore sforzo in questa direzione". A questo proposito, com'è noto, gli uffici comunali sono al lavoro per capire se sia più opportuno prevedere nel futuro della Galleria una forma giuridica di associazione o di fondazione, per renderla più agile nei progetti e nelle scelte culturali. Commenta Lucia Maestri: "Per me la soluzione migliore sarebbe stata la gestione in autonomia sotto l'ala del Mart, ma sono in minoranza, quindi mi adeguo. Per quanto riguarda i tagli, posso dichiarare che sono in linea con l'indicazione della giunta di contenere le spese". E' molto critico il presidente dell'Associazione amici della galleria civica, Mario Garavelli, che in questi anni si è impegnata a trovare sponsor privati che sostengano l'attività della struttura guidata da Cavallucci: "Le scuse della Maestri mi sembrano da burocrazia borbonica, i discorsi d'apparato non aiutano certo a chiarire cosa si vuole fare di una risorsa come quella della Galleria che ha dato a Trento una visibilità riconosciuta in Italia e all'estero. Quando giro per mostre, fiere e musei tutti riconoscono i meriti di Cavallucci nel settore dell'arte contemporanea, che è quello trainante nell'economia mondiale, con quotazioni sempre più alte e appassionati sempre più numerosi". Sul futuro della struttura, Garavelli si dichiara favorevole alla fondazione: "Noi stiamo lavorando per trovare soggetti privati interessati a sostenere i progetti della Galleria, che ha fatto miracoli nel coinvolgere i giovani in attività creative e di ricerca. Basti pensare a quanti sono stati coinvolti l'estate scorsa per "Cinema infinito", che aveva prodotto video elaborati tutti sul territorio provinciale. Ora stiamo sostenendo alcuni giovani che lavorano in laboratori di arte informatica, che porteranno a sviluppi ulteriori. Siamo d'accordo che la Galleria lavori in collaborazione con l'Università per consentire una formazione specifica ai giovani che vogliano cimentarsi con i nuovi linguaggi. Ma le istituzioni devo lavorare in questa direzione, non spaventare gli interessati con discorsi al ribasso". La parola passa dunque alle istituzioni culturali come Università e Opera, da sempre partner convinti della Galleria. Afferma Fulvio Zuelli: "Non posso entrare nel merito dei tagli, dato che tutti siamo alle prese con la gestione dei bilanci, ma posso senz'altro condividere l'attività della Galleria, che ha sempre avuto particolare attenzione verso i giovani, creando spazi di aggregazione. Sia da cittadino che da presidente dell'Opera, ho sempre avuto un rapporto costruttivo con l'attuale direttore Cavallucci. Ora stiamo ragionando su come utilizzare la nuova struttura dello studentato in San Bartolomeo, dove sono già ospitati 340 ragazzi". Anche Enrico Zaninotto, docente di Economia ha sempre sostenuto la validità di una struttura che fa dialogare la creatività con la tecnologia. "Mi sembra positivo che si stia lavorando per costituire una fondazione, anche perché la Galleria non ha i costi del Mart e penso che, quando ci sono buone idee, non sia difficile trovare sponsor".

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Di Marco Pasciuti Ci aveva visto lungo, altroché. Aveva t (sezione: Burocrazia)

( da "Leggo" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Chiudi di Marco Pasciuti Ci aveva visto lungo, altroché. Aveva trovato il modo di sistemarsi la vita e assicurarsi un posto di lavoro, indennità e pensione, fingendosi cieco. Per 40 anni. Fino a quando è stato sorpreso a guidare bel bello la propria Ape senza patentino per i saliscendi di La Spezia e denunciato per truffa ai danni dello Stato. Una vita passata dietro gli occhiali scuri, a camminare con il naso all'insù e il bastone bianco, quella di un 72enne ligure. Furbetto del quartierino e simbolo di un paese alla costante ricerca del modo più comodo per sopravvivere, l'uomo aveva convinto della propria cecità istituzioni, colleghi e concittadini, al punto da ricevere l'indennità di accompagnamento (800 euro al mese) e l'invalidità. Ma soprattutto era riuscito a strappare un posto all'Inps, dove aveva lavorato per 25 anni su segnalazione dell'Associazione Italiana Ciechi. Evidentemente il non vedente non era lui, ma la cieca burocrazia che non guarda, non vede, non pensa. Lui aveva visto lungo, davvero.

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Mercato al bivio tra impresa e protezionismo - giampaolo meloni (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cagliari Mercato al bivio tra impresa e protezionismo Gli operatori chiedono coperture su costi e servizi Il Comune: rinnovatevi e gestite voi la struttura GIAMPAOLO MELONI IGLESIAS. è ancora braccio di ferro tra operatori del mercato civico e amministrazione comunale sull'evoluzione del servizio. Quale assetto organizzativo e quale forma di gestione vanno definite? Due, in generale, le filosofie a confronto: una certa tendenza protezionistica da parte degli operatori più anziani e uno scenario più propenso alle dinamiche dell'impresa sostenuto dal Municipio. Il confronto s'inerpica sulle regole. I titolari dei box chiedono tutela sui servizi, la copertura di alcuni costi fissi come l'energia elettrica o le pulizie. Ma non solo. Le posizioni contrastano anche su aspetti dai quali dipedende il controllo commerciale della struttura. Quello che le carte della burocrazia riconducono alla "Tabella A" è un caso che parla per tutti: si tratta in sostanza di definire la raccolta dei generi e il numero delle licenze. In forme più banali si tratta di decidere "chi deve vendere cosa". E soprattutto a chi spetta quello ruolo di selezione. Nelle ultime riunioni di questi giorni, i titolari dei box che sono rimasti all'interno della struttura dopo le manutenzioni non sono sembrati molto propensi ad allargare le maglie e consentire l'insediamento nell'area di 250 metri quadrati risevarta al centro dell'impianto, dei nuovi operatori che potrebbero arricchire l'offerta merceologica. Perlomeno non per tutte le categorie (il primo coraggioso trasferimento dal negozio in città al box interno lo ha realizzato con successo Davide De Vita nel settore della componentistica elettrica). Ma sul fronte dell'alimentare confezionato, per citare un esempio, le posizioni diventano un poco più calde, poichè (questi i timori palesi) gli operatori anziani vedrebbero insidiata la propria tabella merceologica. Come dire, le aperture alla concorrenza sembrano decisamente trattenute dalla cautela. Su questo fronte si apre anche una trincea generazionale: mentre gli operatori "storici" tendono a frenare, i più giovani mettono in campo atteggiamenti più aperti al confronto concorrenziale. Il Comune, dal proprio canto, percorre la strada dei passi avanti. "Non possiamo fare impresa, possiamo e vogliamo agevolare le condizioni perchè gli operatori lavorino in una condizione d'impresa", è la sintesi che fa il sindaco Pierluigi Carta. E fa rapidamente fa i conti: "La giunta precedente ha investito nella struttura 250 mila euro, noi abbiamo fatto altrettanto: tra gli edifici pubblici della città è in testa alle energie finanziarie dedicate. Ma a questo impegno crediamo debba corrispondere anche una volontà e una capacità di innovarsi da parte degli operatori". Il Consorzio interno governi la struttura, prenda in mano la gestione, affitti gli spazi e con gli introiti paghi i servizi: questa, nella sostanza, la soluzione delineata dal Comune, che non vuole essere il giudice di chie entra e chi esce nell'attività dei box. Ma i timori tra gli "interni" sembrano ancora forti.

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L'asl trascura gli anziani (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lettera di Mario Ferreli al direttore generale Bruno Palmas "L'Asl trascura gli anziani" Tortolì, i pensionati Cgil denunciano la burocrazia TORTOLì. "Perché l'Asl 4 d'Ogliastra non si batte per snellire la burocrazia, venendo così incontro soprattutto agli anziani?". A chiederlo, con una nota inviata ai vertici dell'Azienda sanitaria locale, è Mario Ferreli, segretario di Lega dello Spi-Cgil Ogliastra: "Non riesco proprio a capire perché un problema così importante per la terza età venga trascurato dai vertici della sanità pubblica". "Una decina di giorni orsono - spiega Mario Ferreli - ho dovuto sottopormi a delle visite mediche. Nei primi giorni del mese in corso ho effettuato un prelievo di sangue nel poliambulatorio tortoliese dell'Asl, mentre martedì 5 febbraio, dopo tre mesi di attesa, ho avuto la visita relativa a una risonanza magnetica. Non potevo proprio camminare a causa di un nervo sciatico e ho anche l'ernia del disco. Ebbene, nonostante questo, la burocrazia è stata pressante". Il sindacalista dello Spi-Cgli rimarca di avere incontrato molti pensionati, sia nel poliambulatorio costiero che nel presidio ospedaliero di Lanusei "che si lamentano perché nonostante la moderna tecnologia informatica, vari enti ai quali ci dobbiamo rivolgere con regolarità, vedasi Asl e Inps, chiedono agli anziani la compilazione di moduli (costringendoli speso a lunghe code, a ore di fila, nonostante molti pensionati siano esenti dal pagamento del ticket per le prestazioni sanitarie) ogni qualvolta abbisognano di una visita medica in una struttura ospedaliera". Mario Ferreli ce l'ha con quanti continuano a imporre una inutile burocrazia: "Gli anziani devono comunque fare delle ore di fila agli sportelli dell'amministrazione per dimostrare di non superare il limite del reddito previsto per l'esenzione dal ticket. Io stesso, più volte, ho dato una mano a persone anziane che non sapevano compilare i moduli per il ticket. Anche questo, a mio parere, è un modo che porta a offendere l'intelligenza e la dignità delle persone anziane". Detto questo, il sindacalista di categoria della Camera del lavoro di Tortolì, ha preso carta e penna e ha scritto al direttore generale dell'Azienda sanitaria locale numero 4, Bruno Palmas, chiedendogli di intervenire quanto prima. "Non mi aspetto delle belle parole - conclude il pensionato - ma interventi concreti e in tempi ragionevoli. Non si può continuare ad andare avanti in questa maniera, sottoponendo tanti anziani a inuli tour de force".(l.cu.).

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Le piccole imprese sono al limite (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Economia e Impresa Numero 039, pag. 15 del 15/2/2008 Autore: di Livia Pandolfi Visualizza la pagina in PDF       La Cna del Piemonte chiede ai politici uno scatto di responsabilità per passare ai fatti Le piccole imprese sono al limite All'Italia in crisi servono subito strategie a lungo termine Una strategia a lungo termine per somministrare al malato una vera e propria cura da cavallo. è quel che serve all'Italia affetta da crescita debole e in preda a una grossa crisi di aspettative. Lo chiedono gli imprenditori a una politica di cui, al momento, si fidano poco. Allarga le braccia e sospira Sebastiano Consentino, imprenditore edile e presidente della Cna del Piemonte. A sentirlo parlare di colleghi che non dormono la notte per far quadrare i conti, in difficoltà per gli oneri fiscali e burocratici, alle prese con un sistema giudiziario che per un contenzioso da mancato pagamento fa aspettare anni o di pubblici appalti con ribassi fino al 50%, il quadro del paese non sembra essere allegro. Domanda. Non abbiamo speranze allora? Risposta. No, questo no. Le piccole e medie imprese italiane si sono sempre adattate alle difficoltà. Sanno riorganizzare il loro mercato se una grande impresa di cui sono fornitori fallisce o delocalizza. Esportano se la domanda locale non è più sufficiente per stare in piedi o crescere. Si mettono in rete per competere. Oggi, però, sentiamo di essere al limite. D. Come mai? R. Perché capiamo che questo paese cammina con il freno a mano tirato. E perché, nonostante i nostri sforzi, nonostante il nostro lavoro che spesso si protrae per 12-14 ore, sabati e domeniche compresi, abbiamo la sensazione che chi ci ha guidati in questi anni in un certo senso ha remato contro. D. Addirittura_ R. Certo. Se un governo non si occupa delle strategie a lungo termine, se è solo e sempre orientato alla contesa politica, alle parole, alle schermaglie, alle reciproche accuse, le strategie utili per la crescita economica restano al palo. Negli ultimi 14 anni ci hanno spiegato che in Italia servivano riforme urgenti, che bisognava cambiare, che i nuovi governi avrebbero rivoluzionato il volto del paese. E invece_ D. Invece? R. Invece tutto è rimasto come prima. Anzi, i nostri competitori sono cresciuti e ci hanno superato. Le famiglie, lo dicono la Banca d'Italia e l'Istat, oggi non arrivano a fine mese e le imprese soffrono. Guardi, quando un piccolo imprenditore o un giovane che si immette sul mercato del lavoro perde la voglia di sperare nel futuro, siamo proprio alla frutta. D. Tasse alte e politiche deboli verso la piccola impresa, però, è stata sempre la lamentela del vostro mondo. Oggi cosa c'è di più? R. Le faccio un esempio. Se un imprenditore ci mette 80 mesi per recuperare un pagamento a lui dovuto a causa di un contenzioso infinito perché il sistema giudiziario è alla corda, questo è insopportabile. Oppure, dal momento che mi occupo di edilizia, quando un appalto pubblico costringe a un ribasso del 40-50%, allora si lavora sottocosto. Con disfunzioni enormi. D. Cosa chiede il suo mondo? R. Chiede di incidere sulla leva fiscale, ci mancherebbe. Ma intelligentemente. Facciamo in modo che siano aiutate le imprese che vogliono crescere, innovare, investire. Chiede uno stato che funzioni, che non sia una zavorra per chi produce. Uno stato che sappia abbandonare la burocrazia e che sia capace di ridurre la spesa pubblica. D. E poi? R. Poi chiede un sistema bancario che consenta di finanziare le idee e gli investimenti degli imprenditori. E che non domandi tassi di interesse esorbitanti né a chi produce né a chi vuole comprarsi una casa. Chiede un sistema infrastrutturale moderno ed efficiente. Ma soprattutto, mi ripeto, esige che ci siano politiche economiche e industriali a lungo termine per passare dalle chiacchiere, dalle enunciazioni di campagna elettorale, ai fatti. D. Crede che gli schieramenti politici attuali ne saranno capaci? R. Lo spero. Con una precisazione: per riuscire serve uno scatto di responsabilità e una sorta di patto comune anche con le rappresentanze sociali. Dirò di più: agli imprenditori italiani non importa chi deciderà di farlo e come, purché lo si faccia subito. Anzi immediatamente.

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Vincenzi: <Ecco il mio pianoper la città metropolitana> (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Vincenzi: "Ecco il mio pianoper la città metropolitana" il progetto Oggi i consiglieri dei Municipi invitati a Tursi per discutere il bilancio "DARE CORPO alla città metropolitana entro il mio mandato". Il sindaco Marta Vincenzi ribalta le recenti polemiche sull'utilità dei Municipi - le ex circoscrizioni - lanciando il suo piano per fare la grande Genova ancora più grande. Un territorio, come sancito da una legge regionale ormai di oltre 10 anni fa, che va da Cogoleto a Recco, passando per tutto l'entroterra. Ma in quel quadro, i Municipi diventano Comuni, con deleghe specifiche, e "sia il Comune di Genova come è oggi inteso, sia la Provincia di Genova saranno superate". La nascita della città metropolitana farà svanire Tursi e Provincia. Ci sarà un livello di coordinamento, che si occuperà delle politiche che valgono per l'intero territorio, quindi il livello delle municipalità. Il sindaco Vincenzi ammette: "Nella migliore delle ipotesi, tra 4 anni non sarò più candidata sindaco ma a "capo" della città metropolitana. Ma ora l'importante è lavorare sodo per dare corpo al progetto". Un primo passo avverrà oggi. Un atto formale, ma pesante. Tutti i consiglieri dei Municipi, con i loro presidenti e mini-assessori, saranno a Palazzo Tursi alle 15 per ascoltare direttamente dal sindaco e dall'assessore Francesca Balzani le linee guida del bilancio comunale in fase di approvazione. "Non era mai accaduto - commenta Vincenzi - e noi diremo subito quali poste e quali funzioni saranno conferite ai Municipi. Dobbiamo cominciare da subito a spostare sul territorio il tema dei servizi alla persona, i servizi di prossimità e le manutenzioni. Quindi abbiamo un quadriennio di tempo per studiare i dettagli del progetto". La giunta ha costituito un apposito gruppo di lavoro, coordinato dall'ex assessore provinciale Luigi Picena e con esperti e tecnici guidati da Matteo Cosulich. A loro il compito di formulare le prime ipotesi. Certo, la giunta deve evitare un effetto collaterale che sarebbe controproducente. L'eventuale moltiplicazione delle poltrone e degli incarichi, che sarebbe esattamente il risultato opposto alla riforma. Insomma, se ogni Municipio diventasse un nuovo Comune sullo schema attuale di Tursi, le spese e la burocrazia potrebbero alla fine aumentare anziché diminuire. "È un rischio, ma non corriamo pericoli in questo senso - taglia corto il sindaco -. Come ha detto Veltroni, la città metropolitana semplifica e snellisce. Non moltiplica". La partita sarà complessa. La legge nazionale c'è, la legge regionale è sostanzialmente pronta e la Regione sta lavorando per attualizzare le norme esistenti, il Comune di Genova è sulla rotta indicata oggi da Vincenzi. "Ma dobbiamo muoverci tutti - riflette il sindaco - e non nascondo un fatto: non sarà così scontato e semplice ottenere l'adesione al progetto da parte dei Comuni della riviera e dell'entroterra. Piccoli centri come Bogliasco e Sori potrebbero scoprirsi gelosi della loro situazione. Ma noi dobbiamo puntare a una vera riorganizzazione territoriale, che avvicini davvero il luogo delle scelte ai cittadini. Recco avrà sempre il suo sindaco, le varie comunità avranno i rispettivi distretti socio-sanitari (anzi, a Genova serve una riforma che affianchi i distretti ai territori dei Municipi). A Bruxelles funziona così da un decennio e le cose vanno ottimamente. Alla fine i benefici si riscontrano su ogni centro". Non si inventa tutto questo dal nulla. E allo stesso tempo, nulla nasce all'improvviso. "Da subito dobbiamo cominciare a dare più peso e più forza ai Municipi. Siamo favoriti da una nuova fase che è in corso. C'è stato, all'inizio, un momento di spaesamento, in cui il passaggio dalle circoscrizioni ha lasciato alcune lacune. C'è stata la protesta, la richiesta di maggiori competenze. La veritàè che all'inizio il ruolo dei Municipi è stato spurio: in questo senso la nascita della città metropolitana supera le questioni. Altro che chiudere i Municipi, dovranno essere il perno operativo della fase di programmazione decisa nel livello superiore. Deleghe e competenze potrebbero arrivare direttamente dall'ente provinciale". In questa stagione di studio, con il piano solo abbozzato da Palazzo Tursi, serve soprattutto la dimostrazione di massima attenzione: "E l'abbiamo dimostrata: il nostro interesse si è rafforzato e non sono state tagliate risorse. Io - conclude il sindaco - voglio aprire questo dibattito, che non è accademico: è un dibattito per costruire questa città metropolitana. È un percorso che deve vederci camminare insieme e per questo coinvolgerò direttamente la Provincia, il cui ruolo svolto fino a oggi difendo a spada tratta, avendo avuto l'onore di presiederla, e gli altri Comuni". giovanni mari 15/02/2008.

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<il vero decentramentoriduce i costi della politica> (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

"il vero decentramentoriduce i costi della politica" la replica dei presidentI al xix n SUL TEMA "decentramento" si possono legittimamente esprimere posizioni diverse, meno condivisibili diventano alcuni concetti che abbiamo ritrovato nel commento pubblicato qualche giorno fa dal Secolo XIX a firma di Roberto Onofrio: "Ampliare la rosa delle poltrone per elargire i favori in cambio di consensi" o "stupisce che i presidenti dopo aver preso coscienza della loro pochezza istituzionale e politica, pretendano attenzione e decidano azioni e mobilitazioni collettive per farsi notare". Un commento che prosegue con altre considerazioni, concludendo, con l'invito a chiudere questi potenziali "enti inutili" quale esempio di un efficace "rinnovamento della politica". Chiariamo innanzitutto uno dei punti fondamentali delle riflessioni riferite alla razionalizzazione dei costi; affermando ciò, è stata scritta una macroscopica inesattezza, infatti, la scelta dei Municipi va in una direzione opposta a quella descritta. Il numero dei consiglieri infatti è passato da 30 a 24, il contributo versato agli assessori è assolutamente irrisorio, inoltre si sono ridotte le riunioni di consiglio e di commissione e con esse i relativi gettoni di presenza, per cui i costi sono inferiori. Il nodo politico dal quale partire però, resta chiaro ed è espresso con forza nelle linee di indirizzo del Sindaco di Genova, concetto peraltro che Marta Vincenzi non perde occasione di ribadire. Il Municipio come "governo di prossimità" per la riduzione dei costi, il miglioramento dei servizi, la promozione di istanza ed aggregazioni sociali positive e processi virtuosi di confronto, decisione, consenso. Istituire la Città Metropolitana a partire dal prossimo ciclo amministrativo. Questo è il punto. Non dobbiamo inventarci nulla, vogliamo solo che si proceda nella direzione decisa applicando regole già scritte. Quindi i Municipi quale pezzo fondamentale del Comune e della sua macchina che va cambiata e rinnovata. Ecco che il nuovo decentramento può divenire una grande opportunità, specialmente se può favorire modalità partecipative più avanzate, riorganizzando, come già detto la struttura comunale, valorizzando il ruolo e la funzione di una istituzione più vicina ai cittadini, con una razionalizzazione ed una ottimizzazione delle risorse economiche e umane. I Municipi quindi, parte importante dell'amministrazione comunale, si impegnano, grazie alle nuove competenze e soprattutto in virtù di una conoscenza del proprio territorio, ad affrontare e soddisfare i bisogni dei propri concittadini. Questa, secondo noi, può essere una scelta di grande respiro politico e amministrativo al di là dell'appartenenza di ognuno di noi. Nessuna voglia quindi di contrapposizione da parte nostra o di una ricerca di visibilità, al contrario una ferrea volontà di lavorare con il Sindaco e con la giunta per individuare le priorità e i progetti di cambiamento tanto più nei luoghi e nei quartieri di nostra competenza. La nostra richiesta quindi è quella di un lavoro sistematico e coordinato tra assessori comunali e presidenti, assessori e consigli municipali, con l'impegno di ricordare ai più distratti quanto sia inopportuno e sbagliato intraprendere strade diverse. Perchè ripetiamo che non si tratta di riscrivere capitoli già decisi, ma accelerare in modo tangibile istanze già previste. Vogliamo ricordare, inoltre, senza nessuna vena polemica, che nel corso della nostra attività istituzionale abbiamo rapporti frequenti con la stampa genovese, quasi quotidianamente con professionisti seri e competenti del Secolo XIX, che evidentemente consideravano le circoscrizioni di ieri, i municipi oggi un pezzo importante di questa città. Nel suo commento, Onofrio ha proposto provocatoriamente di rinnovare la politica anche azzerando i municipi, noi riteniamo, al contrario, che sarebbe una sconfitta e una vittoria dell'antipolitica e del qualunquismo. Il nostro compito infatti, dovrà essere ancora di più quello di operare in futuro per rappresentare le esigenze della popolazione nell'ambito di un progetto più complessivo di città, evitando posizioni localistiche, superando tutte le resistenze e tutte le forme più negative di burocrazia, con una visione propositiva e con un progetto che assicuri e promuova la più ampia partecipazione dei cittadini.I Presidenti del Municipi: M. Avvenente, S. Bernini, F. Carleo, G. Crivello, A. Gianelli, M. Massardo, D. Minniti, P. Ottonello, A. Siri Risponde Roberto Onofrio: è normale che ai Municipi, finché esistono, si rivolgano anche i giornalisti. Stupisce, invece, che i presidenti non ricordino come loro per primi abbiano denunciato l'inutilità della mansione svolta, lamentandosene. Stupisce meno, infine, che non si voglia comprendere la dispendiosità della clonazione del Comune in strutture ridondanti (come se 24 consiglieri per ciascuno dei 9 Municipi fossero pochi...) e la vaghezza di compiti come quello enunciato nell'ultima frase della lettera. 15/02/2008 il coordinamento"Dobbiamo creare immediatamente un dialogo costante tra noi e tutti i vari assessorati" 15/02/2008.

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De agostini convoca gli autonomisti a udine: convention e liste (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Regione De Agostini convoca gli autonomisti a Udine: convention e liste UDINE. Oggi alle 11, nel palazzo di via Sabbadini, il leader del Movimento Friuli, Marco De Agostini presenterà la convention degli autonomisti in programma nella stessa giornata, alle 18.30, nella sala Pasolini della sede regionale di Udine. Il manifesto che ispirerà l'incontro punta a "rilanciare lo sviluppo" a far ripartire "la realtà dei cittadini e dei territori", a "unire tutti gli autonomisti". "Il Mf - spiega De Agostini - si propone alle elezioni regionali del 2008 con un proprio programma e proprie liste. Sia le persone sia il programma sono proiettati verso il futuro di questa terra partendo dalle esigenze attuali e concrete del territorio e della società. Esigenze che sono profondamente cambiate rispetto a quelle che aveva di fronte il neonato Mf di 42 anni fa". "Qual è la situazione che abbiamo oggi di fronte e perché scende in campo il Mf? In questi ultimi anni il Friuli e la nostra regione hanno subito un arretramento economico e un deciso abbassamento del benessere dei cittadini dovuto all'impoverimento del ceto medio e al peggioramento della condizione dei pensionati, delle famiglie monoreddito, dei giovani. Non solo. Vi è stata anche una forte perdita di competitività delle nostre imprese e del nostro lavoro, un appesantimento dei costi della burocrazia regionale e uno scadimento della qualità dei servizi sanitari dovuto alla crisi della finanza pubblica nazionale e regionale. Cambiamenti epocali, quindi, che richiedono la messa in campo di nuove politiche e di interventi regionali e locali".

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25 congresso provinciale acli (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Altre 25º congresso provinciale Acli "Migrare dal Novecento. Abitare il presente. Servire il futuro. Le Acli del XXI secolo" Intervista al pres. Armelloni Domani le ACLI PAVESI celebrano il loro XXV congresso provinciale. Le Acli (Associazioni Cristiani Lavoratori Italiani), fondate nel 1945, sono un movimento educativo e sociale al servizio dei cittadini e delle società ed esprimono la loro azione attraverso i servizi, le imprese sociali, le realtà associative, progetti ed associazioni specifiche che agiscono in diversi campi di azione sociale per soddisfare le esigenze di una società in continua evoluzione nel mondo del lavoro, della scuola, della sanità, del terzo settore, dell'immigrazione con una particolare attenzione al cittadino e alle sue esigenze. Per tutti gli aclisti il Congresso costituisce sommamente il tempo prezioso dell'elaborazione del pensiero, luogo per l'incontro, la riflessione e il confronto, fondamentali per le scelte dell'Associazione. E' fondamentale che un movimento come le ACLI si interroghi sul proprio ruolo, ribadisca i valori fondativi, ripensi ai propri rapporti con le realtà esterne e rivaluti il proprio ruolo all'interno della realtà in cui opera. Individui i punti di forza per valorizzarli e gli elementi di debolezza per superarli attraverso l'azione quotidiana, per concorrere con proposte costruttive alla comune crescita culturale ed umana. Cerchiamo di cogliere il senso dell'azione dell'associazione e dei suoi servizi dalle parole di Giovanni Battista Armelloni - Presidente Regionale ACLI Lombardia. La tematica del congresso "Migrare dal Novecento. Abitare il presente. Servire il futuro. Le ACLI nel XXI secolo" è particolarmente suggestiva: ci vuole esplicitare contenuti e significati di tali scelte? "Le Acli intendono cogliere fino in fondo la crucialità del passaggio verso il nuovo secolo consapevoli della necessità di allargare lo sguardo al contesto esterno nel quale tutti noi siamo collocati. Ciò che segna lo spartiacque tra la cultura del Novecento e il secolo nuovo, in cui da alcuni anni siamo già entrati, è soprattutto la società della conoscenza e dei flussi che connettono ogni punto del mondo in una rete globale. Oltre ad essere dinanzi ad una mobilità nello spazio, l'aspetto più innovativo e sorprendente è che siamo di fronte ad una migrazione cognitiva, ad una mobilità della mente, a forme inedite di pensare e di conoscere, di apprendimento e di interpretazione, ossia ad una profonda rivoluzione culturale. Traslocare nel tempo vuol significare sincronizzarsi con l'età contemporanea e sapersi aprire con fiducia al domani come segno della fedeltà al futuro sia pur in contesto in trasformazione. Chiarire la volontà di uscire dagli steccati vuol riaffermare la disponibilità ad avventurarci in strade nuove mossi dal desiderio cercare una terra e un tempo che siano più ospitali; carichi di speranza seppur ugualmente incerti sulla meta e sull'approdo finale. Per questo occorre essere disponibili a cambiare, anche in profondità se necessario, ma secondo logiche e percorsi che non vogliono essere un esodo né una fuga, bensì la riaffermazione di comunanza ed unione con il destino comune di tutti gli uomini, italiani e stranieri, credenti e non credenti nella ricerca del bene comune. E' necessario andare "oltre" il Novecento che ancora tarda a finire, dal momento che le nostre teste, le nostre categorie di pensiero, i nostri strumenti interpretativi sono ancora sulla soglia del XXI secolo. La fine del Novecento è un fatto, congedarsi dal Novecento è una scelta di valore, trasferirci nel XXI secolo è un compito, uno dei "grandi compiti" che hanno chiamato le Acli ad essere protagoniste del sociale, testimoni di speranza, interpreti della comunità civile". Dr. Armelloni, é possibile, innanzitutto, fare un bilancio del significato della esperienza sviluppate negli ultimi anni nelle Acli pavesi? "Sicuramente si. Anche su questi territori si vivono quotidianamente le difficoltà dei lavoratori e dei giovani che si inseriscono nel mondo produttivo, delle famiglie, con particolar riguardo all'organizzazione dei tempi a fronte delle incombenze e degli impegni quotidiani, degli aspetti educativi, in riferimento al ruolo genitoriale ed alla disgregazione a cui è soggetta la famiglia, nonché alle difficoltà economiche che travagliano cittadini e lavoratori. La nostra associazione - insieme ad altre realtà del territorio - è stata in grado si sviluppare progetti di pre e post scuola in vari comuni del pavese, progetti a sostegno del "Tempo per le Famiglie", piccole ma significative esperienze di animazione presso strutture per anziani, tutte attività improntate alla cura, alla vicinanza ed alla assistenza con un occhio anche alla crescita stessa degli utenti. Sottolineerei anche esperienze importanti quali il volontariato Oncoematologia Pediatrica presso il Policlinico San Matteo, che ha visto aclisti impegnati in progetti di ascolto verso una fascia sociale certamente debole che necessita di cure e vicinanza continua. Tra le attività da segnalare vorrei sottolineare anche le iniziative di interassociazionismo attuate con la Azione Cattolica diocesana che si sono concretizzate in conferenze, seminari, campi estivi e nella Settimana sociale per i cattolici pavesi della primavera scorsa. Rivolgo anche il mio pensiero all'attività della cooperativa sociale "Famiglia e territorio" che nasce sulla base dei principi di solidarietà, mutualità e dedizione che caratterizzano l'esperienza di volontariato sociale e, in particolare, vuole andare incontro alle esigenze e bisogni della cittadinanza garantendo, secondo il principio mutualistico, lavoro ai propri soci". Alla luce delle sensazioni che ne ha ricavato, quali sono gli ambiti in cui la vostra associazione si vuole impegnare? "L'attenzione alle fasce ed alle tradizioni popolari, in uno scenario dove il precariato e le difficoltà rendono difficile la quotidianità ed i servizi non sempre riescono ad arrivare ove occorre, ritengo sia necessario riscoprire questi valori con una attenzione che privilegi questi ambiti. Ritengo che il lavoro e la sicurezza sui luoghi di lavoro e la attenzione a cittadini svantaggiati ed in difficoltà nonché agli anziani debbano esser oggetto di specifiche azioni di servizi e cooperative sociali che creino, in un circolo virtuoso, anche posti di lavoro. L'Europa sta vivendo un'importante fase di ristrutturazione economica, produttiva e sociale causata dal cosiddetto fenomeno della mondializzazione;per il sistema produttivo del nostro paese (e dei nostri territori) la presenza di imprese di piccole da una parte costituiscono ricchezza, ma dall'altra costituiscono un grosso problema per i lavoratori impegnati privi di protezione contro il rischio di licenziamento. Il fenomeno del pendolarismo accentua i problemi per le famiglie a cui facevo riferimento prima. Ci teniamo ad "essere tra la gente" per affrontare le incertezze dei nostri giorni e intendiamo di trasformare i diritti in dialogo comune: mettere quindi i diritti al centro della politica per uno sviluppo reale della democrazia". Guardando al futuro, quali sono a suo avviso le potenzialità delle Acli e dei suoi servizi, sia nel campo operativo di gestione dei servizi, anche in relazione ai rapporti con le istituzioni, sia in quello di formazione e promozione culturale. "Da sempre siamo consapevoli del grande ruolo e del valore dei nostri servizi: l'azione quotidiana si propone - per quanto possibile. di allargare i confini dell'inclusione sociale, cercando di individuare quei bisogni che non sono ancora tutelati come diritti, ma sono rilevanti sul piano sociale. Negli ultimi anni il Patronato è stato chiamato a "guardare avanti", ad attivarsi per diversificare la propria attività, dando spazio ad attività innovative, senza abbandonare la propria identità finalizzata a porre al centro dell'azione e delle tutele dei diritti di cittadinanza, nelle fasi di trasformazioni del welfare. In tutto questo, negli anni scorsi l'associazione ha supportato e condiviso i valori del servizio in tema di immigrazione, attivandosi con una convenzione con la locale Questura per trasformare i processi di regolarizzazione dei soggetti stranieri presenti sul territorio, da atto di pubblica sicurezza ad atto di competenza amministrativa. Da questa esperienza - pavese e di poche altre realtà - è nato e si è sviluppato il processo attualmente adottato a livello nazionale. Anche i servizi fiscali hanno assistito ad una significativa trasformazione del proprio ruolo, sollecitati da politiche del welfare in continuo mutamento. Negli anni i valori che hanno contraddistinto il servizio sono stati: centralità della persona e la cultura della solidarietà. Nel Patronato e in ACLI SERVICE PAVIA competenza e professionalità sono un tratto caratteristico della storia, ma anche atteggiamento di lealtà nei confronti di cittadini, cioè della loro condizione davanti alle difficoltà della burocrazia. Nell'ambito culturale, per dare significato e valore alla nostra azione sociale occorrerà promuovere maggior garanzia nei rapporti di lavoro operando affinché vengano introdotti adeguati ammortizzatori sociali e la formazione permanente sia un obiettivo centrale della riforma del mercato del lavoro; far comprendere, in particolare alle nuove generazioni, il senso, il valore, l'organizzazione e la legislazione del lavoro, anche attraverso collaborazioni con scuole, università, parrocchie; promuovere l'impegno politico, sociale e sindacale come alta forma di partecipazione per perseguire un nuovo umanesimo integrale; favorire e sviluppare il confronto tra le parti sociali e con le Istituzioni in merito alla conciliazione dei tempi del lavoro, della vita e della famiglia. Per porre attenzione alle politiche sociali, dovremo promuovere la massima partecipazione del Sistema Acli ai Tavoli sia politici che tecnici dei Piani di Zona, nei diversi Distretti, ed alle politiche sociali del territorio; promuovere iniziative tese a favorire una legislazione in grado di garantire una previdenza complementare sostenibile per le giovani generazioni. Occorrerà privilegiare i rapporti con i comuni e la Asl per puntare a servizi che siano efficienti e rispondano a esigenze di lavoratori, giovani e famiglie; per questo occorrerà riscoprire tutto il mondo delle tradizioni e dei ceti popolari".

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Gallerini in campo con la civica "per udine" (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Udine Gallerini in campo con la civica "Per Udine" L'ex assessore: daremo l'appoggio a chi sosterrà i nostri punti programmatici "Anche il rettore Furio Honsell sarà prigioniero della coalizione di Centrosinistra che da nove anni sta amministrando Udine portando la città sull'orlo del baratro". Ecco perché l'ex assessore alle Attività produttive e al turismo, Luciano Gallerini ha deciso di scendere in campo alle prossime elezioni comunali alla guida della lista civica "Per Udine" che sarà presentata domani alle 11 nella sala riunioni di palazzo Keckler. "Stimo il rettore come persona - spiega Gallerini -, ma alle sue spalle ci saranno le stesse persone che hanno trasformato Udine in una città chiusa, schiacciata dalla burocrazia e che ha perso la sua attrattività e il suo ruolo di capoluogo. Non riesco quindi a intravedere nella sua nomina elementi sufficienti di cambiamento. Per quattro anni ho cercato di dare il mio contributo all'amministrazione Cecotti con l'obiettivo di favorire il rilancio delle attività imprenditoriali e commerciali presenti in città, ma alla fine ho dovuto arrendermi". Tant'è che a dicembre Gallerini si è dimesso. "Sono convinto che per il bene della città sia necessario cambiare tante cose - argomenta - e per questo motivo stiamo elaborando un programma che conterrà alcuni punti fondamentali. Chi sosterrà questi punti avrà il nostro appoggio". Non necessariamente quindi la lista civica Per Udine appoggerà il candidato del Centrodestra. "Dipende da chi sarà scelto - dice Gallerini - perché se ci saranno candidature frutto di accordi politici che non c'entrano nulla con il territorio e che gli udinesi si vedranno calare sulla testa, sarà difficile trovare un'intesa". A priori comunque Gallerini non esclude nessuno. Nemmeno l'avvocato Gianni Ortis che si è candidato sindaco facendo riferimento al Centrosinistra. Tanto che la lista Per Udine potrebbe anche penalizzare il Centrodestra. "L'intesa sarà di tipo programmatico - chiarisce Gallerini -, la nostra è una lista moderata per cui quello che ci interessa è un impegno per favorire il rilancio della città". Un impegno "Per Udine", insomma. "Se Ortis - dice - dovesse condividere con noi un percorso non escludo che potremmo appoggiarlo. Ma non escludo nemmeno l'ex presidente della Regione Adriano Biasutti o il candidato del Centrodestra. Quello che vogliamo è un coinvolgimento nelle scelte e una condivisone programmatica". Tra i punti fermi del programma che sarà messo appunto dalla lista Per Udine ci sono tutti i principali motivi di scontro che hanno visto protagonista Gallerini e il resto della giunta Cecotti. Cristian Rigo.

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<Troppi errori dei medici, sbagliate seimila ricette in due mesi> (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Troppi errori dei medici, sbagliate seimila ricette in due mesi" la cgil risponde al vicepresidente dell'ordine "La colpa è del sistema e non può essere scaricata sugli operatori del Cupa che sono spesso il parafulmine dei cittadini" 15/02/2008 SEIMILA RICETTE errate nel giro di due mesi. Il dato è sbandierato dalla segreteria della Funzione pubblica della Cgil, firmata da Diego Calcagno, che in una lettera risponde allo sfogo del segretario provinciale del sindacato medici italiani, nonché vicepresidente dell'ordine. In un suo intervento di mercoledì su "Il Secolo XIX", Renato Giusto ha messo sotto accusa la burocrazia, "che blocca il nostro mestiere", citando un episodio accaduto al Cupa di via Collodi: un'anziana è stata respinta perché sulla ricetta mancava il codice fiscale. Riferendosi all'eccessivo rigore burocratico, la segreteria della Funzione pubblica della Cgil ricorda che "le procedure di prenotazione che obbligano ad indicare il codice fiscale sono frutto di decisioni dirigenziali, prima a livello regionale e poi a livello locale, derivanti da indicazioni della Guardia di finanza al fine di evitare abusi fiscali". Pertanto "riteniamo scorretto e ineccettabile che la responsabilità del disagio agli utenti causata da un'errata compilazione delle ricette, responsabilità che è dei medici di famiglia, sia scaricata sugli operatori del Cupa". "Gli operatori, che svolgono l'attività di sportello con profesisonalità ed educazione - si legge ancora - sono spesso il parafulmine delle frustrazioni dei cittadibni, spesso insoddisfatti delle condizioni in cui versa la sanità". Per quanto riguarda la richiesta dei medici di famiglia di poter svolgere pienamente il loro importante e delicato ruolo la Funzione pubblica della Cgil ricorda le sue proposte: per costruire nel territorio un'organizzazione sanitaria integrata, capace di intercettare i bisogni di salute dei cittadini e dare ad essi risposte appropriate bisogna ottimizzare tutte le risorse ed intervenire anche nel ruolo, nella funzione e nei compiti dei vari professionisti. Inoltre non si può pensare di cambiare gli schemi organizzativi e continuare a fare le stesse cose che si facevano ieri. E ancora: "fra i tanti intreventi riteniamo ineludibile abolire la guardia medica come servizio autonomo e utilizzare i 13 mila professionisti, che oggi fanno questo lavoro, come medici di medicina generale a tutti gli effetti e a tempo pieno". Secondo la Cgil, "è oggi anomalo utilizzare questi medici in questo modo ed è disfunzionale per il sistema. Non solo c'è frustrazione per la loro professionalità, ma anche un ingiustificato spreco di risorse". Per la Cgil, questa "arretratezza organizzativa non regge più" per diversi motivi: è necessario avere un sistema di cure primarie con un'organizzazione integrata per garantire la continuità dell'assistenza; lo squilibrio dei carichi di lavoro all'interno della categoria. La Cgil sostiene che non debba più esistere il medico di medicina generale che fa solo la guardia medica. "È ora di sdoganare questi 13 mila medici - si legge - utilizzandoli a tempo pieno nelle cure primarie per svolgere tutte le attività. Ma sia chiaro: lo sdoganamento non può avvenire negli studi dei medici di famiglia, bensì nelle strutture distrettuali pubbliche". 15/02/2008.

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Lunardi: Terzo Valico, prima opera del nuovo governo Berlusconi pag.1 (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lunardi: Terzo Valico, prima opera del nuovo governo Berlusconi di Massimiliano Lussana - venerdì 15 febbraio 2008, 07:00 "Mai stato così serio. Se ci fossero stati subito tutti i soldi necessari, nessuna opera pubblica sarebbe stata costruita in Italia. Ogni anno verranno finanziati i lavori che si faranno in quell'anno. In questo modo, siamo certi che il Terzo Valico non sarà più un'utopia". E i danni creati dalla revoca delle concessioni per il decreto Bersani sulle liberalizzazioni? "Uno dei primi atti del governo sarà quello di denunciare alla Corte dei Conti tutti i ministri che hanno rallentato le grandi opere, a partire da quelli che si sono opposti alla Tav. Hanno creato un danno erariale ingente ed è giusto che paghino". Una leggenda metropolitana vuole che il "nemico" numero uno del Terzo Valico sia il capo delle Ferrovie Mauro Moretti. Moretti è un uomo di sinistra, ma è anche uno dei pochi che ci capisce di rete ferroviaria. L'altra volta, l'avete confermato. Come vi comporterete in caso di vittoria? "In passato, a mio parere, Moretti si è preso delle responsabilità che non erano sue. E questo non dovrà più accadere". Significa che lo farete fuori? "Significa che le scelte politiche le fa il governo. E se fare o no il Terzo Valico e come farlo è una scelta politica che spetta ai politici e non agli amministratori delegati o ai ferrovieri". Significa che lo farete fuori? "Significa che, stavolta, chi non si allinea è fuori. È impensabile che, a qualsiasi livello, decida la burocrazia anzichè i rappresentanti del popolo". Lei crede nel Porto di Genova? Sta seguendo le evoluzioni della situazione? "Le seguo con l'interesse e la preoccupazione che merita il primo porto italiano. Ma credo in Genova. Certo, ribadisco che il Terzo Valico è decisivo. Ma ci credo moltissimo e penso all'importanza che possono anche avere i retroporti nel Basso Piemonte. Così come credo nelle autostrade del mare, che sono davvero il futuro dell'Italia, un Paese con ottomila chilometri di coste".

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La politica che vuole rinnovarsi - edmondo berselli (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cultura La politica che vuole rinnovarsi italia al bivio: si possono modernizzare i partiti? Riusciranno Berlusconi e Veltronia semplificare il sistema partitico? Dalla crisi sociale a quella governativa. Storia e caratteri della trasformazione EDMONDO BERSELLI Se si va a ritroso nella vicenda nazionale per trovare le prime tracce di uno dei grandi totem politici contemporanei, cioè il "cambiamento", si può anche restare spiazzati o delusi. Nel repertorio lessicale degli anni Cinquanta, ciò che in genere prevale è naturalmente la stabilità, l'ordine, la garanzia democristiana contro l'alternativa di sistema rappresentata dal Pci. Dopo di che, esaurito il centrismo degasperiano, e sopravvissuto a se stesso l'equilibrio politico che aveva presieduto alla ricostruzione, la parola d'ordine divenne semmai l'"apertura", ovviamente a sinistra. Un processo preceduto dalle "convergenze parallele" con il Psi, e completato con il primo governo effettivo di centrosinistra nel 1963. Il verbo cambiare e il sostantivo cambiamento potevano essere rivendicati dal Pci, e in effetti si sarebbero incarnati in uno degli slogan più diffusi dell'età berlingueriana: "è ora, è ora, è ora di cambiare, il Pci deve governare". Con il che si instaurava una sensibile differenza politica, nella dialettica del bipartitismo imperfetto. Da sinistra infatti si reclamava il cambiamento, in vista di un "superamento" del mercato e del capitalismo, anche come risposta ai movimenti extraparlamentari; sul versante democristiano si rivendicava invece la possibilità del "rinnovamento", concepito come rimedio o ricostituente di una sostanziale continuità. Non ci voleva molto a capire che il "cambiamento" implicava sforzi riformatori, esercizi anche radicali di redistribuzione del potere, spostamenti degli equilibri a favore della classe operaia, trasformazioni "strutturali" degli assetti capitalistici; mentre il "rinnovamento" investiva una sorta di eternità scudocrociata, e veniva evocato come una possibilità salvifica, un riscatto genetico per l'immutabile partito-nazione, l'immodificabile partito-mamma degli italiani (o il loro "partito zia", secondo la certificazione di Umberto Eco). Come scrisse Alberto Cavallari, la Dc costituiva una eccellente riproduzione del "poder mineral" di Carlo V, un potere morbido e roccioso insieme, in apparenza immutabile. Ci volle la sbrigatività craxiana per provare a intaccare le riserve di questo potere democristiano, con una contestazione sistematica della titolarità dei feudi dc, nelle banche, nelle industrie di Stato, nei giornali. Ma non c'era ancora l'evocazione del cambiamento: piuttosto l'enfasi dell'iniziativa socialista, all'epoca dell'"onda lunga" andava tutta nella direzione della "modernità", e semmai dell'"innovazione" istituzionale. Sullo sfondo del rampantismo politico del Psi, e dei progetti "mitterrandiani" di Craxi, nonché del "decisionismo" e della sua "partnership rivale" con la Dc, si cercavano di cogliere gli indizi della possibile "alternativa": cioè un salto di paradigma politico, uno spostamento di baricentro che finalmente avrebbe messo in crisi la perennità democristiana. Ancora alla fine degli anni Ottanta, mentre il dinamismo craxiano si arenava nelle secche del Caf (l'acronimo che identificava la relazione preferenziale fra Craxi, Andreotti e Forlani), in politica e in politologia si ricorreva preferibilmente a termini come "ricambio". Come se ci fosse di mezzo una soluzione a suo modo naturale e fisiologica della crisi della scoppoliana Repubblica "dei partiti", dettata dallo stesso codice genetico del sistema politico. Ma perché il "cambiamento" diventasse un termine di pronto uso nella discussione pubblica occorreva che ci si convincesse che l'intero "sistema" politico, fosse da trasformare in profondità. Questo salto di schema si verificò tra la fine degli anni Ottanta e i primi Novanta, quando l'opinione pubblica si convinse che l'intera organizzazione dei partiti nella prima Repubblica rappresentava un assetto da rovesciare. Il "cambiamento" divenne il rimedio auspicato per i guasti della "partitocrazia", e del "consociativismo", tutti termini che designavano il rapporto collusivo tra le forze politiche. L'emergere di Tangentopoli, cioè dell'intreccio affaristico sotteso ai sodalizi politici, rappresentò un potentissimo fattore di persuasione dell'opinione pubblica: divenne opinione corrente che era necessaria una radicale rottura di fase. Il "cambiamento" doveva investire non questo o quel partito, bensì tutta la prima Repubblica, l'intero apparato partitico, la struttura stessa delle istituzioni rappresentative e quindi della democrazia italiana. Il primo strumento furono i referendum elettorali di Mario Segni, il cui successo fra il 1991 e il 1993 fu sancito proprio dalla loro carica eversiva rispetto agli equilibri del penta o del quadripartito, e ai formalismi consunti di una democrazia "bloccata" (non proprio casualmente il paragone più richiamato, in quegli anni, fu quello con il passaggio fra Quarta e Quinta Repubblica in Francia, sulla scia del putsch algerino, con la riforma costituzionale del generale De Gaulle). Ma la trasformazione politica vera e propria avvenne con il delinearsi della democrazia "dell'alternanza", e quindi della competizione bipolare. Siamo già alla vicenda contemporanea, perché la seconda Repubblica ha come emblema Silvio Berlusconi, con la sua idea di cambiamento: cambiare, per l'imprenditore "sceso in campo", significa rompere i ponti con il "consociativismo", con i comunisti, con i politici fannulloni, con il settore pubblico, le tasse, le regole, la burocrazia, il "teatrino". Sotto questa luce, il cambiamento contiene fin dall'inizio una intensa carica antipolitica. E oggi che la politica assume la configurazione di un faccia a faccia tra due protagonisti della comunicazione, due opposte personificazioni dell'"homo mediaticus", è verosimile che il confronto avvenga proprio fra due forme possibili di cambiamento. Da un lato il cambiamento a mani libere di Berlusconi, ormai stranoto, che ammicca di continuo all'insofferenza per le regole, e che cerca di qualificarsi come un eterno ritorno al buonsenso, evidentemente deformato e distorto dalle ideologie delle "sinistre" e dei politici politicanti; e dall'altro il cambiamento nella versione veltroniana, che risente del modello di Bill Clinton, il "ciclo clintoniano" basato sulla gestione politicamente virtuosa dei processi economici globali, e della lezione di Anthony Giddens e Tony Blair con la "terza via", secondo cui la prospettiva neolaburista si identifica esattamente, senza residui, con il cambiamento: perché compito dei progressisti, oggi, è l'adeguamento costante e tendenziale rispetto al modificarsi delle condizioni economiche, alla competizione mondiale, alle trasformazioni nel rapporto fra uomini e donne, fra autoctoni e migranti, fra culture e fedi, tra rendita e lavoro, fra profitto industriale e precauzione ambientale. Con l'esito forse imprevisto, qui in Italia, di una gara elettorale fra due "cambiamenti" diversi, e il finire in soffitta, nonostante i futuri appelli elettorali ai moderati, di ogni virtù assegnata tradizionalmente alla conservazione e ai conservatori.

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Un femore rotto, poi il calvario (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Ferrara, La" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Reno Centese. Piaghe ai talloni e catetere bloccato Un femore rotto, poi il calvario L'odissea di un'anziana paziente raccontata dalla nipote A oggi l'assistenza domiciliare non è intervenuta: gli infermieri sono malati e sono soltanto dieci RENO CENTESE. Non un "atto di accusa" ma un "grido di aiuto". Che faccia riflettere sul senso di sconforto e fragilità che può provare un cittadino quando si scontra con l'assurdità di certa burocrazia. E' quello lanciato da Arianna Guazzaloca, che attraverso il nostro giornale ha voluto raccontare l'odissea di sua nonna Carolina dopo la rottura del femore. Un'odissea che continua tutt'ora. E' la sera dell'8 gennaio quando la signora Carolina cadendo si rompe il femore: due giorni dopo, racconta la nipote, "la frattura è stata sintetizzata nel reparto di ortopedia dell'ospedale di Cento". Da quel momento ha inizio un calvario che, oltre all'anziana paziente, coinvolge la sua famiglia. Subito dopo infatti, racconta la signora Arianna,"per una qualche oscura ragione è stato necessario provvedere con molta fretta al suo trasferimento nella lungo degenza dell'ospedale di Bondeno dove, mi era stato rassicurato, avrebbe ricevuto le cure adeguate e la riabilitazione necessaria". Peccato che "appena avvenuto il trasferimento sono stata informata che, con una certa sollecitudine, era necessario che prendessi una decisione su quale fosse la destinazione di mia nonna quando sarebbe stata dimessa". La non semplice situazione familiare della signora Arianna (la mamma necessita di assistenza, il papà "non più tanto giovane", due figli a cui badare) la mette in difficoltà. Nonostante questo decide di portarla a casa, quando con rabbia realizza "con quanto interesse e premura si occupavano di mia nonna; sarei stata capace anch'io di riservarle lo stesso trattamento con la differenza dell'ambiente e un po' d'affetto". Infatti al momento del ricovero "feci presente che mia nonna dal giorno della frattura non ingeriva più cibo e beveva quasi nulla". Ma la flebo viene applicata solo il venerdì perché, spiega ancora Arianna, nessuno era consapevole che la paziente non mangiava nulla, o dava per scontato il contrario, "come ha avuto il coraggio di dirmi un'altra infermiera". C'è da dire che in quei giorni il reparto contava "due infermieri per 40 ricoverati". La situazione dopo alcuni giorni peggiora, compaiono le piaghe da decubuto nei talloni, "ma i medici ripetutamente mi hanno rassicurata che non c'era nulla di cui preoccuparsi, che era tutto normale, non erano da medicare e che avrebbero dovuto guarire da soli. In merito a questo potrei disquisire ancora per ore, in quanto sono stata informata che adesso è necessario intervenire chirurgicamente". Nel frattempo, "appena la fisiatra mi ha consegnato le varie richieste per ottenere gli ausili necessari al domicilio, mi sono mobilitata per seguire tutto l'iter burocratico. Abbiamo finito di montare il letto il martedì 29 gennaio e siamo stati informati che l'avrebbero dimessa l'indomani, pronti o meno perché se dobbiamo aspettare che tutti si mettano a posto, l'ospedale non va più avanti. Parole del medico di cui non conosco il nome ma potrei descriverlo come la persona che non sa intrattenere una conversazione guardando il suo interlocutore negli occhi" La nonna torn a casaa mercoledì 30, nel tardo pomeriggio. "Il medico di famiglia è stato avvisato l'indomani e si è subito adoperato per l'attivazione dell'assistenza domiciliare integrata (Adi), gli infermieri domiciliari che avrebbero dovuto provvedere al cambio del catetere il 2 febbraio, la medicazione dei talloni e quant'altro fosse di loro competenza, ma tale servizio a tutt'oggi ancora non si è visto. La spiegazione fornita è che erano sprovvisti del personale perché tutti malati". Proprio il 2 febbraio "mi sono resa conto che nel catetere di mia nonna non stava aumentando il livello di urina già da diverse ore. Mi sono consultata con un operatore del 118 che mi ha consigliato di portarla al pronto soccorso perché fosse vista da un medico. Detto, fatto. Al pronto soccorso sono stata subissata di domande sul perché e per come il catetere non fosse stato cambiato, perché non fosse stato attivato l'Adi e ho subìto la loro costernazione quando hanno preso visione dei talloni, come se responsabile di tutto ciò fossi io!". Dopo sei ore di pronto soccorso, "dove hanno cambiato il catetere e medicato i talloni, ho provveduto a un'ambulanza per il trasporto a casa della nonna (40 euro) e abbiamo ricominciato il quotidiano lottare con il suo rifiuto per il cibo e lo scarso apporto di liquidi". Il lunedì sequente "ho fatto di nuovo presente al nostro medico che dovevamo cercare di fare qualcosa, non potevo pensare di lasciar morire così mia nonna. La sua risposta è stata che più che telefonare e mandare e-mail non poteva fare. Gli ho chiesto se c'erano alternative, ma ho ricevuto risposta negativa". Il 7 febbraio "avrebbero dovuto venire le infermiere domiciliari per l'applicazione di una flebo, ma alle 14.30 si è presentato a casa il nostro medico portandoci la notizia che non sarebbe venuto nessuno. Costernazione e frustrazione erano ormai a livelli incontrollabili". Il sabato mattina, 9 febbraio, "mi rendo conto che ancora una volta il catetere di mia nonna era bloccato. A chi ci si rivolge di sabato? Scomodare di nuovo il 118 per solo un catetere bloccato, riportare la nonna al pronto soccorso per poi spendere altri 40 euro per riportarla a casa? Ho scelto di consultare la guardia medica che sulle prime ha tentato di "passare" la responsabilità al medico di famiglia, che vorrei di nuovo far notare, di sabato non c'è perché questi instancabili professionisti hanno diritto al riposo nei giorni prefestivi e non se lo lasciano sfuggire questo diritto. Con molta calma le ho detto che non c'erano problemi se non voleva venire a vedere mia nonna, avrei chiamato i carabinieri e chiesto a loro di intervenire, questo è stato efficace". La dottoressa della guardia medica si è presentata dopo pranzo, "ha visitato mia nonna, misurata la pressione, constatato che il catetere era bloccato". Come fare? La dottoressa propone "di chiamare un'ambulanza provvista di infermiere perché provvedessero loro al cambio di catetere, ma per un'improvvisa urgenza, tale ambulanza era richiesta altrove, quindi ho dovuto piegarmi a scomodare ancora una volta mia nonna e rassegnarmi a portarla al pronto soccorso". Arrivate al pronto soccorso "mi sono trovata un'altra volta di fronte a domande e velate accuse per le mancate cure date a mia nonna. Purtroppo io non sono responsabile della malattia degli infermieri domiciliari e del conseguente loro mancato intervento. Non sono stata istruita su come cambiare o pulire un catetere. Non mi è stato insegnato come evitare le necrosi ai talloni dei quali comunque mi ero preoccupata fin dall'inizio". La dottoressa del pronto soccorso ha ritenuto opportuno che fosse ricoverata "visti l'infezione alle parti intime, il catetere che continua a bloccarsi, la forte disidratazione, la difficoltà a procedere a un prelievo e l'avanzata necrosi dei piedi". Intanto siamo a lunedì 11 e l'Adi non è stata ancora attivata. Arianna chiede spiegazioni al telefono e un'infermiera dell'Adi risponde che gli infermieri sono tutti in malattia perché signora, si deve rendere conto che anche noi siamo esseri umani. Non ho mai preteso che lavorassero anche da malati, ma non arrivo a capire come sia ammissibile che un territorio vasto come i due comuni di Cento e Bondeno possano essere coperto da solo 10 operatori sanitari". Oggi ad Arianna restano un immenso sconforto e tante domande che aspettano risposta: "potevano i medici dell'ospedale di Bondeno mandare a casa mia nonna almeno con un catetere nuovo?"; "E potevano intervenire affinché le necrosi ai talloni non peggiorassero al punto da dover costringere mia nonna a sottoporsi a torture cinesi in sala operatoria?". Può un reparto ospedaliero operare con un numero troppo basso rispetto ai ricoverati?". Poteva il medico di famiglia agire diversamente oppure suggerire un'alternativa"? Poteva la coordinatrice degli infermieri domiciliari provvedere ad appoggiarsi ad altro personale in mancanza del suo?". E' possibile che su un territorio come Cento e Bondeno ci siano solo 10 infermieri domiciliari?".

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La Provincia ai sindacati I tecnici dello Spisal torneranno nei cantieri (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

La Provincia ai sindacati "I tecnici dello Spisal torneranno nei cantieri" MASSIMO GUERRETTA FONTANELLE. Riportare i tecnici dello Spisal nei cantieri. E' questo il progetto voluto da Provincia e sindacati, incontratesi per mettere a punto un piano in grado di dimezzare la burocrazia a carico degli ispettori e rilanciare la sicurezza soprattutto nel comparto edile. Dopo gli ultimi due mesi, con una serie di tragedie sui luoghi di lavoro che hanno spezzato la vita di decine di operai, gli enti preposti si stanno muovendo per cercare nuove soluzioni a tutela dei lavoratori. Le vittime nei cantieri lavoro dall'inizio dell'anno sono sei. A suggellare l'idea è arrivata nei giorni scorsi la nuova delega all'assessore provinciale Michele Noal, ora refertato anche per Salute e Sicurezza sul Lavoro: una scelta applaudita dai sindacati, che premono per nuove ispezioni. Arriverà a breve un ordine del giorno per chiedere alla Regione maggiori risorse a favore degli Spisal trevigiani: "Stiamo vedendo assieme alla direzione provinciale del lavoro, di ottimizzare le risorse - spiega l'assessore Noal - permettendo al personale Spisal di alleggerire il lavoro burocratico (che occupa attualmente il 50% delle loro attività) e concentrarsi nelle azioni di controllo e prevenzione dei cantieri. Problema, quello della carenza di personale, che lo stesso prefetto ha già fatto presente al presidente Galan. Inoltre la Provincia ha proposto di elaborare in sede di commissione provinciale un apposito ordine del giorno da inoltrare anche a tutti i consigli comunali del territorio e da inviare alla Regione con la specifica richiesta di maggiori risorse a vantaggio degli Spisal trevigiani". Meno burocrazia e più ispettori nei cantieri, quindi: il progetto è ancora in fase embrionale, ma i sindacati premono per un'accelerazione delle trattative. La Provincia di Treviso inserirà tra le tematiche prioritarie del Piano Strategico anche un filone dedicato alla Sicurezza sui Luoghi del Lavoro. Tra i prossimi obiettivi: ridisegnare il protocollo d'intesa del Tavolo di Coordinamento che vede coinvolte nuove rappresentanze per riuscire a mettere in rete tutti gli attori principali del territorio. "C'è la necessità di poter utilizzare i dati Inail che la stessa istituzione ha messo a disposizione sugli infortuni del lavoro. Inail e Provincia, poi, lavoreranno ad un sistema operativo per rendere condivisibili le informazioni da parte di tutte le parti interessate. Obiettivo: avere un'unica fonte dati per dare un messaggio uniforme". Anche l'ufficio scolastico provinciale ha dato disponibilità a studiare un progetto, da estendere anche a chi si occupi di formazione, da divulgare tra gli studenti per aiutarli ad apprendere il concetto di sicurezza da applicare anche nella quotidianità: corsi che dovrebbero venir studiati soprattutto nelle aree scolastiche relative alla formazione professionale.

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Ortis sfida honsell: confronto pubblico sui temi della città (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Udine Ortis sfida Honsell: confronto pubblico sui temi della città L'avvocato udinese declina l'invito del rettore: nessuna convergenza sulla sua candidatura, abbiamo visioni diverse "Ho letto che il professor Honsell mi sollecita a cercare convergenza sulla sua candidatura. Un invito che devo declinare perché il mio impegno per Udine nasce da metodi, logiche e contenuti diversi rispetto al suo. E proprio perché abbiamo proposte diverse per la città, lo invito a un confronto pubblico davanti ai cittadini in modo che essi possano distinguere in cosa consiste la nostra diversità". Il candiato sindaco Gianni Oretis declina dunque l'invito rivoltogli dal candidato del Pd e del centro sinistra Furio Honsel e, anzi, rilancia. Conosco da sempre Udine come città caratterizzata da buon senso e sobrietà anche dal punto di vista imprenditoriale - aggiunge Ortis -, cresciuta intorno alla migliore espressione dell'intelligenza e lungimiranza di cittadini, imprenditori e lavoratori. "In questo momento però il cittadino ha servizi di qualità inferiore rispetto a quanto paga e mi fa male vedere tante persone che faticano ad andare avanti". "La mia innovaction - manda a dire al rettore - comincerà proprio con la garanzia di una cura quotidiana della città attraverso la profonda riforma dell'amministrazione affinché i servizi siano finalmente tarati sulle esigenze degli udinesi. Udine sta vivendo debolezze mai viste che risentono sì della crisi strutturale ed economica, ma anche dell'incapacità di costruire politiche che rappresentino e difendano i deboli e che siano all'altezza di realizzare un progetto di rilancio della città". In primo luogo, spiega meglio, "intendo riportare efficienza ed efficacia negli uffici pubblici per ridurre i tempi biblici della burocrazia e semplificare i procedimenti. E poi più fiducia nei cittadini aumentando le autocertificazioni e intensificando peraltro il sistema dei controlli; e ancora, valorizzazione dei dipendenti del nostro comune e delle loro competenze e riducendo progressivamente il ricorso a consulenze esterne che dovranno in ogni caso completare la crescita del personale interno. " Infine, è necessario abbandonare l'ormai insostenibile idea dell'assessorato-feudo che oggi amministra parte delle spese correnti e liberare risorse per progetti di sviluppo della città. Al centro della mia idea di futuro per la città di Udine - chiosa Gianni Ortis - c'è lo sviluppo e la crescita unitamente al rispetto del diritto alla salute e alla valorizzazione della solidarietà verso i più deboli. Rivolgo a tutti gli udinesi un appello a partecipare attivamente a questo processo di cambiamento.

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Investire in austria? spiegati tutti i vantaggi (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pordenone Investire in Austria? Spiegati tutti i vantaggi Conferenza informativa a Brugnera destinata agli operatori economici del Pordenonese L'Austria tenta di sedurre gli imprenditori italiani e di convincerli a investire in casa sua. Lo fa con una manovra avvolgente, che sta investendo, una alla volta, tutte le aree più vivaci dell'economia del Nord-Est. Ieri le attenzioni sono state rivolte agli operatori del Pordenonese, che hanno risposto in una cinquantina all'invito a una "conferenza informativa". Ma la marcia proseguirà nelle prossime settimane a Treviso e, dopo l'election day, anche a Udine. Austria come Paese per delocalizzare? Un'ipotesi abbastanza audace. Le delocalizzazioni si fanno, di solito, in aree del mondo nelle quali la manodopera e gli altri costi della produzione (in primis quelli dell'energia) sono infinitamente inferiori ai costi italiani, mentre l'Austria è tra i Paesi più ricchi d'Europa. Eppure ieri, a Brugnera, sono stati forniti dati che hanno riscosso l'attenzione anche degli ascoltatori più scettici. Quelli relativi alla burocrazia, per esempio. Il sistema austriaco è al sesto posto al mondo per snellezza dell'apparato burocratico (l'Italia è al 48º). Il che significa, per esempio, che chi decide di aprire un'azienda da quando avvia le pratiche ci impiega in media 80 giorni. La Danieli nell'autunno scorso ha aperto uno stabilimento a Völkermarkt (Carinzia orientale): dall'acquisto del terreno all'avvio dei lavori ha dovuto attendere soltanto tre giorni. Queste informazioni sono state fornite da Marion Schramm-Biber, dell'Austria business agency di Vienna, e da Sabrina Schütz-Oberländer, della Entwicklungsagentur Kärnten. Sono entrambi organismi pubblici - il primo opera a livello nazionale, la seconda in Carinzia - che si occupano di promuovere gli investimenti stranieri. Un compito che sta dando eccellenti risultati: nel 2007 le aziende insediatesi in Austria sono state 201, con un investimento di 394 milioni. Che cosa le ha convinte? La risposta l'hanno data Othmar Eberhart, della Contax di Vienna, ed Enrica Maggi, avvocato a Klagenfurt (ma cittadina italiana). In primo luogo gli incentivi finanziari, con contributi sino al 25 per cento dell'investimento e sino al 60 per cento nelle spese di ricerca e sviluppo. Poi il basso costo delle aree e il fisco: un'aliquota unica del 25 per cento sugli utili delle società (l'Irap non esiste), detrazioni fiscali per spese di ricerca e sviluppo o formazione del personale, tassazione di gruppo per società controllate anche in altri Paesi extra-Ue (con compensazione degli utili e delle perdite). Se a questo si aggiunge che l'Austria è al primo posto al mondo per qualità della vita (Italia al 24º) e per pace sociale (1,3 giorni di sciopero all'anno su mille lavoratori), allora l'ipotesi di delocalizzare diventa credibile. Per chi vuole provarci, o soltanto informarsi, le due agenzie offrono consulenza gratuita e in lingua italiana. Marco Di Blas.

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Scarcerati in Argentina, dopo cinque anni il processo può iniziare (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

In tribunale Scarcerati in Argentina, dopo cinque anni il processo può iniziare È stata dura davvero. Ma alla fine, dopo 5 anni dal primo tentativo, ieri mattina si è potuto aprire il processo a Renato Daniele Paracchini e Rodolfo Daniel D'Amico. Un dibattimento, quello che sarà presieduto dal giudice Ettore Di Fazio, che non è possibile prevedere nella sua conclusione. Ma che certo ha già conclamato una cosa: la farraginosità di accordi internazionali e burocrazia, quando in ballo ci sono uffici, giudici ed autorità di due stati sovrani, è tale da lasciare sgomenti. Perché la vicenda di Paracchini e D'Amico comincia all'inizio degli anni 2000 quando i due vengono scoperti dagli agenti del Gico e arrestati con l'accusa di spaccio internazionale di droga. Secondo gli inquirenti i due erano riusciti a trovare il modo per far entrare stupefacenti in Italia dall'Argentina. Da qui appunto la custodia cautelare in carcere prima e ai domiciliari poi. A ingarbugliare la vicenda c'è stata, tuttavia, la fuga dei due indagati, che hanno riparato in terra argentina. La procura le ha provate tutte, per trovarli. Ma quando si è capito che erano in Argentina, e si è firmata la richiesta d'estradizione, è iniziato l'incubo burocratico. Perché i due, nel frattempo, erano stati arrestati in America Latina. E da Buenos Aires la risposta è stata chiara: non se ne parla nemmeno. Niente estradizione, finché i due non avessero scontato la pena. Un macigno su un procedimento che rischiava di congelarsi chissà fino a quando. Per questo è stata revocata la misura cautelare, e con quella è caduta la richiesta di estradizione. E per questo si è riusciti ad arrivare (eravamo nel 2001) al rinvio a giudizio. Il primo appuntamento con il dibattimento doveva essere il 22 febbraio 2003. Ma il giudice Ettore Di Fazio si è trovato davanti la grana: i due imputati, risultando nelle galere argentine, non potevano partecipare al loro processo. E non per loro volontà. Risultato: legittimo impedimento, quindi differimento del processo. E posto che dall'Argentina non arrivavano ulteriori risposte, di differimento in differimento (per una decina di volte) si è arrivati fino a ieri. Quando è arrivata la notizia. I due non sono più in carcere. Quindi se vogliono (e ammesso che lo vogliano) possono venire in aula: il processo si può aprire. Il 22 maggio prossimo, saranno sentiti i primi testimoni. Sperando che, a distanza di otto anni, si ricordino ancora qualcosa. C.Z. 15/02/2008.

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BREVI (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

I "municipi" senza soldi ma non per le prebende Ubriacati di parole da televisione, giornali, comizi e quant'altro, finiamo col perdere di vista l'essenziale. Per cambiare le cose in questo Paese secondo me sarebbe necessario attuare i seguenti provvedimenti: limitare i partiti e le sifle al governo; eliminare gli enti inutili tra i quali inserisco i "municipi" delegazionali che ogni volta che devono provvedere a qualche urgenza di quartiere dichiarano di non avere i finanziamenti, ma li hanno per mantenere stipendi e strutture; far lavorare all'interno delle istituzioni le persone competenti già assunte senza ricorrere a consulenti esterni; infine, dimezzare gli stipendi a tutti i politici. Augusta Grondona Genova Lo sciopero del voto contro i "soliti noti" Mi accodo a quanti hanno deciso di non partecipare più al diritto/dovere del voto. Mandiamo via questa zavorra che ci ha preso in giro per anni, politici solo pronti a cogliere al balzo tutto quello che portava loro benefici. Finché ci saranno questi nomi e questa pochezza politica non andrò più a votare. E spero che per dare un segnale forte siano in molti a pensarla così. Francesco Orlandi La Spezia Rimborsi ai partiti una truffa da cancellare In concomitanza con la campagna elettorale appena iniziata ho appreso che nel nostro Paese una legge, approvata alla fine del 2006, consente rimborsi elettorali ai partiti (pari a 50 milioni l'anno) per l'intera legislatura, anche in caso di scioglimento anticipato delle Camere. Siffatta legge, per i prossimi tre anni, permette ai partiti di incassare doppia quota per rimborsi elettorali e garantisce quelle formazioni politiche che non avranno rappresentanti nel nuovo Parlamento, con conseguente aggravio per le casse dello Stato. Ciò premesso, gradirei conoscere - prima delle prossime elezioni - quale formazione politica è disposta ad abrogare simile normativa. Giovanni Terramoccia Genova Sicurezza sul lavoro gli imprenditori si muovano La vita e la salute di chi lavora dovrebbero stare al primo posto di un programma di governo. Invece c'è una strana logica, interessata, che ostacola gli interventi decisi, nonostante le polemiche e i discorsi pomposi e di circostanza, contro queste forme di sfruttamento ripugnante, che tende a risparmiare qualche euro sulla pelle di chi deve portare a casa uno stipendio per vivere: si teme di far perdere il posto di lavoro a molti poveracci con un lavoro incerto, instabile, che potrebbe svanire per poco o nulla. La mia delusione però non si ferma davanti alla politica e va proprio contro gli imprenditori, che pagano non poco, con una sovra tassa sulla sicurezza, dovuta all'Inail, "Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro". Proprio loro dovrebbero capire che tutte queste morti costano moltissimo, quando non intendono altra lingua che quella economica: non conviene lasciare la situazione così come è. Punire chi non sa far rispettare le regole anti infortunistiche, neppure quelle elementari, nelle proprie ditte non è contrario alle leggi della buona economia, anzi aiuta il Paese a crescere. Non rimane che invitare il nuovo governo, qualunque esso sia, a mettere tra le prime attività da svolgere quello della sicurezza: non è una questione di politiche di destra o di sinistra, ma fa parte di una cultura nuova, oso dire di una crescita di civiltà. Arduino Rossi e-mail Non parlateci del Papa fateci capire che cosa dice Papa Ratzinger è universalmente riconosciuto come uomo di grande cultura e di profondo pensiero, tanto è vero che i suoi libri vanno a ruba e si studiano con grande interesse anche alla Sorbona di Parigi. Però, i suoi discorsi, sempre ricchi di citazioni, vanno letti integralmente; se si estrapola un paragrafo dal contesto può suscitare malintesi come è successo con il discorso di Ratisbona o quello su Galileo. Meglio sarebbe se i mass media parlassero meno del Papa e ci facessero capire cosa realmente dice. Luca Draper e-mail Vera invalida e l'atroce beffa della cattiva burocrazia Sono pienamente solidale con quanto afferma la signora Maura Fontanella nella sua lettera sulle visite per ottenere l'invalidità, perché ho avuto e tuttora ho esperienze analoghe. Mia madre, dopo aver fatto tre visite a distanza di sei mesi l'una dall'altra, e non aver ottenuto niente, ricevette la convocazione per una quarta visita il giorno dopo essere defunta in seguito alle sue gravi patologie. Adesso un'altra persona a me vicina sta subendo la stessa trafila: una visita dopo l'altra, con aggravamento delle sue condizioni mese dopo mese. Aspetteranno che muoia, almeno avranno risparmiato i soldi per darli invece a tutti i falsi invalidi! Nora Mollero e-mail 15/02/2008.

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Il mio sogno di facce nuove in parlamento (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IX - Bologna IL MIO SOGNO DI FACCE NUOVE IN PARLAMENTO... Quel che si vuole ignorare è che la stessa Costituzione, col prevedere due Camere, dotate di meccanismi elettivi e di elettorati diversi, dà per possibile il caso di due risultati contrapposti per la Camera dei deputati e per il Senato; e se poi, com'è successo, questo caso dovesse verificarsi, non si vede come possa essere sovvertito da un qualche marchingegno dal chiaro sapore antidemocratico. No, il vero ed autentico punctum dolens è rappresentato dalla determinazione verticistica dei candidati, neppure questa imputabile di per sé alla legge elettorale, perché nella stagione dei collegi uninominali, tutti i nomi venivano decisi nelle fumose stanze dei Palazzi romani, con totale dispregio del parco buoi dei potenziali votanti. Come uscirne? E' di moda la ricetta magica delle primarie. Ma sarebbero comunque "primarie casalinghe", perché prima ci sono da scorporare i personaggi eccellenti, i rieleggibili, i rappresentanti delle minoranze, le donne, i gay. Credo che in questa fase di transizione i gruppi dirigenti del PD debbano assumersi apertamente la responsabilità del rinnovamento, moltiplicando i volti nuovi, non in base al loro presunto valore simbolico di referenti di spezzoni della c.d. società civile, ma al loro effettivo valore aggiunto, in termini di carisma, credito, impegno: come la carità, anche la crudeltà incomincia da se stessi. Se, poi, le elezioni politiche servissero a preparare anche quelle amministrative, che qui da noi dovrebbero seguire a ruota, per fine corsa di una giunta senza maggioranza politica, con Cofferati/Peppone e - al di là dello stesso immaginario di Guareschi - Guazzaloca/Don Camillo in Parlamento, allora, almeno per parte del PD, si potrebbe avere una competizione aperta, sperare in candidati partoriti fuori della sua storia e della sua burocrazia, contare su una rottura della crosta corporativa che imprigiona e strema la città, restituire Bologna a se stessa. franco carinci.

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"Troppa burocrazia gli artigiani fuggono" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

INCONTRO. SCORAGGIATI DA PRATICHE FARRAGINOSE "Troppa burocrazia gli artigiani fuggono" [FIRMA]FRANCA NEBBIA CASALE MONFERRATO A distanza di mesi dall'assegnazione dei lotti nell'area artigianale (accanto al centro polifunzionale) si è ancora oggi nell'impossibilità di avviare i lavori per nuovi insediamenti. E' l'accusa lanciata in particolare da Giorgio Bragato dell'Unione Artigiani (presenti anche Confartigianato, Api, Unione Industriali e associazioni di categoria dei commercianti) alla riunione che si è tenuta in Comune, presenti il sindaco Paolo Mascarino e gli assessori Enrico Scoccati e Riccardo Coppo. Si critica un iter burocratico laborioso che frenerebbe l'intenzione di varie aziende di localizzarsi a Casale, impiegando personale locale. Pur nel rispetto di nuove normative per le costruzioni, viene proposta dagli artigiani una semplificazione delle pratiche magari con un solo controllo finale dei lavori eseguiti e un'autocertificazione con cui l'imprenditore si prenda la responsabilità di quanto realizzerà. Tutto ciò si inserisce nell'ambito del settore industriale con cui l'artigianato ha rapporti stretti di lavoro, settore che sta subendo una crisi profonda, con ricadute negative quindi anche sull'artigianato. Il pericolo è dunque quello di aziende che tendono a portare la propria attività fuori della città, pericolo che deve essere frenato in ogni modo, andando incontro a chi invece ha intenzione di rimanere sul territorio. Non è mancata nell'incontro una frecciata polemica all'Ente manifestazioni e alla sua liquidazione, mentre è stata portata ad esempio la fattiva collaborazione instaurata con i commercianti sulla circolazione nel centro storico, dove l'amministrazione è arrivata a decisioni condivise, accogliendo proposte sui parcheggi e su vie d'uscita dalla città, misure utili anche alle esigenze artigiane, sia per quei lavoratori che devono fare riferimento al centro, sia per coloro che hanno lì un'attività (parrucchieri, lavanderie, calzolai...). L'amministrazione si è riservata di dare risposte in merito all'alleggerimento burocratico.

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Argini più sicuri Aperto il cantiere sul torrente Sessera (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

BORGOSESIA. INVESTIMENTI Argini più sicuri Aperto il cantiere sul torrente Sessera Dopo anni di lungaggini burocratiche, ha finalmente aperto il cantiere delle difese spondali che interesserà alcuni punti di Borgosesia. Grazie a un investimento di un milione e mezzo di euro, l'amministrazione comunale realizzerà una serie di opere in muratura, oppure di pulizia, per rendere più sicuri gli alvei del torrente Sessera e del fiume Sesia. Nei giorni scorsi, gli operai della ditta che si è aggiudicata l'appalto, la Mazzoni di Sondrio, si sono messi al lavoro lungo il Sessera, in regione Guardella e Torame, dove si trovano un abitato e un'area industriale. Il loro compito sarà di rinforzare gli argini già esistenti, costruirne di nuovi, in modo da proteggere l'abitato in caso di piene e pulire l'alveo, per facilitare lo scorrimento dell'acqua, anche quando la portata aumenta. Terminati i lavori sul Sessera, si passerà sulla Sesia, in località Isola. In questo caso il tratto interessato va dal ponte di Agnona, fino al ponte Santi Pietro e Paolo, una zona che spesso si è trovata a far fronte a piene del fiume, con conseguenti allagamenti. Il miglioramento delle difese spondali è in agenda dal 2003, ma i lavori sono potuti partire solo la settimana scorsa: "In questi anni - dice l'assessore ai Lavori pubblici, Corrado Rotti - per fortuna non è accaduto nulla, nonostante i continui ritardi provocati dalla solita burocrazia. Si tratta di un'opera di primaria importanza".

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Aboliamo le camere di commercio (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pistoia "Aboliamo le Camere di commercio" Per Confartigianato sono carrozzoni inutili e sprecano soldi "Solo il 33% di quanto versato dalle imprese nel 2007 è servito per il sostegno dell'economia" PISTOIA. "Aboliamo le Camere di commercio: sono carrozzoni autoreferenziali". La drastica proposta arriva da Confartigianato Pistoia, che punta il dito su "numeri e incongruenze dell'ente camerale". Dunque la tensione fra le varie componenti dell'economia cittadina che va avanti da mesi, ora diventa scontro aperto. Il comitato di presidenza di Confartigianato imprese puntualizza: "Sette dei circa dieci milioni di euro del bilancio camerale 2007 sono stati versati alla Camera di commercio di Pistoia dalle imprese, come diritti annuali e di segreteria". I bilanci. "Nello stesso anno, l'ente ha destinato agli interventi a sostegno dell'economia 2.292.000, ovvero appena il 23% dell'intero bilancio e solo il 33% di quanto hanno versato le aziende - aggiungono a Confartigianato - senza considerare che buona parte di quei due milioni di euro è già "ingessata" da quote di partecipazione". Viene dunque messa in discussione l'utilità di questo ente. Confartigianato va giù pesante: "L'unica novità seria nei programmi dei partiti per le prossime elezioni sarebbe la previsione di abolire le Camere di commercio. Ovvero, di cancellare con un bel colpo di spugna dei carrozzoni autoreferenziali, che servono solo a mantenere in vita se stessi". E ancora: "Perché è lì che sta quella parte che, il presidente della Camera Rinaldo Incerpi definisce 'la parte più anacronistica' del mondo economico". Lo dice anche la Cgil. Confartigianato poi prende a spunto la recente dichiarazione del segretario della Cgil, Daniele Quiriconi, che esortava a cambiare passo. Come? In tre modi: con una diversa programmazione del territorio; un diverso marketing territoriale anche al fine di attrarre nuovi investitori; una semplificazione della burocrazia per favorire l'avvio di nuove attività. Soldi mal spesi. Qualche esempio di soldi male impiegati, sempre secondo Confartigianato, sono la mostra di Parmiggiani e la questione di Immagine Italia. Viene fatto riferimento specifico al presidente della Camera di commercio, Incerpi, "che si fa vanto di questa iniziativa, ma per onestà intellettuale dovrebbe dire chi, con tanta fatica, lo ha convinto ad investire su tale fiera, nata come Affreschi toscani e che, grazie al disinteresse della Camera, stava morendo". Niente area produttiva. Confartigianato non ha mai digerito poi lo studio di fattibilità per il parcheggio sotto piazza d'Armi visto che i parcheggi sono un problema del Comune, "piuttosto che uno studio per realizzare un'area produttiva innovativa in linea con le esigenze del network economico territoriale". "Quel progetto - incalza - che mirava a sviluppare la ricerca e l'innovazione attraverso l'integrazione fra imprese e contemplando peraltro interventi di bioedilizia ad alto valore tecnologico, era stato proposto anche in applicazione al "Protocollo per lo sviluppo nel territorio pistoiese di un distretto di eccellenza del materiale rotabile, sottoscritto nel 2006 da Provincia, Comune di Pistoia, Cciaa, AnsaldoBreda, Confartigianato, Cna, Assindustria e organizzazioni sindacali. Rifiutando di finanziare lo studio di fattibilità, la Camera ha sbattuto la porta in faccia a tutto il mondo economico e alle stesse istituzioni". Ma quello che maggiormente preoccupa i rappresentanti delle imprese nell'intervento di Incerpi sulla stampa, "è il modo con cui il presidente ha sottolineato come anche rappresentanti di Confartigianato e Assindustria siano nella giunta camerale. A prescindere dal fatto che il verbo essere non significa condividere e che partecipare agli organi di un'istituzione è un diritto-dovere che non include l'obbligo di accettazione, certe affermazioni sottintendono che non è ammessa la critica, le voci fuori dal coro non sono accettabili. Quella del "chi comanda ha sempre ragione" è una mentalità integralista, molto pericolosa. Chi è ai vertici deve stare attento ai segnali che manda".

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Fondi e turisti in arrivo all'ex santuario (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pontedera Fondi e turisti in arrivo all'ex santuario SANTA LUCE. La burocrazia e le sue complessità, potrebbero presto lasciare il posto a una raccolta di fondi, con l'obiettivo di trasformare un ex luogo di culto avvolto nel degrado, in una chiesa meta di turisti e fedeli. Le vicissitudini che hanno finora reso impossibile una nuova vita per il santuario di Monteforte, o Monteforti come viene chiamato dagli abitanti dei dintorni, sembrano essere finite e la parrocchia di Santa Luce, guidata da don Sergio Callegari, è pronta a mettersi in moto per reperire i fondi necessari per finanziare un piano di recupero. Raggiungibile soltanto attraverso una strada di campagna, peraltro in pessime condizioni e percorribile esclusivamente con mezzi adeguati, Monteforte è oggi completamente disabitato, ma un tempo era un rinomato centro agricolo. Del borgo, completamente abbandonato al proprio destino, oggi resta il santuario dedicato alla Beata Vergine Maria, eretto in stile barocco tra il XVII e XVIII secolo e fino al secondo dopoguerra era meta di pellegrinaggio e luogo di importanti festività mariane: sono ancora visibili, in mezzo ai rovi, i muri perimetrali semidiroccati, la facciata romanica e poco più. I fedeli tuttavia non l'hanno dimenticato e da anni organizzano processioni a piedi il 13 maggio (ricorrenza della Madonna di Fatima), nella speranza di poter avviare qualche azione di recupero del borgo e in particolare della chiesa. Un sogno che potrebbe diventare ben presto realtà. La diocesi di Pisa è tornata in possesso dell'immobile, comprendente la canonica e la chiesa, nell'aprile del 2005, in qualità di unica partecipante al bando di vendita dell'immobile, emesso dal Comune di Santa Luce per conto della Regione Toscana, dopo che per un paio di volte l'asta era andata deserta. Un acquisto a prezzo stracciato (19mila euro), con un progetto preliminare di recupero già nel cassetto: 910mila euro per dare un futuro alla chiesa, oggi sconsacrata, mentre la canonica diventerà una foresteria, con sala convegni e stanze annesse per i partecipanti. L'ostacolo più duro per mettere in moto la macchina del recupero, sembrava essere stato superato con l'operazione che al tempo portò all'alienazione della struttura, da un'asta molto più vasta, proprio per permettere alla diocesi di Pisa, con l'arcivescovo Alessandro Plotti in prima linea, di tornare in possesso di quel santuario che anni prima era andato a finire nelle mani del demanio regionale. In realtà la strada da allora si è complicata e al momento la situazione è immutata, visto che il contratto tra il Comune di Santa Luce (su mandato della Regione) e la parrocchia, non è ancora stato firmato: "Ma ormai - spiega don Sergio Callegari - dovrebbe essere soltanto una questione di giorni". Poi inizierà la seconda sfida, molto più difficile della prima: finanziare il progetto di recupero. "Per prima cosa - dice don Sergio - quando entreremo in possesso dell'immobile, puliremo tutta l'area. Poi ci attiveremo per cercare i soldi necessari". L'impresa si preannuncia ardua, ma l'ottimismo è d'obbligo, visto che i fedeli di Santa Luce e dintorni sono molto affezionati al santuario: "è proprio grazie a loro che ci siamo convinti della bontà dell'iniziativa. Nonostante il santuario fosse ormai ridotto a un rudere, i fedeli, provenienti anche dai paesi vicini, hanno sempre continuato a festeggiare il 13 maggio, con una processione e una funzione religiosa che facciamo in una cappellina nelle vicinanze di Monteforte. Vedendo tanta devozione viva ancora oggi in tutte le colline pisane e livornesi, ci siamo convinti che era il caso di provare a ridare vita alla chiesa e l'arcivescovo Plotti si è impegnato a fondo per darci una mano". Finalmente il santuario di Monteforte sta tornando nelle mani della Chiesa. Ma ora c'è da riportarlo all'antico splendore. Francesco Turchi.

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Monzon non cambia, recoba in panchina - fabrizio turco (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XXI - Torino Monzon non cambia, Recoba in panchina FABRIZIO TURCO Il gran giorno di Novellino è arrivato. Il tecnico granata oggi pomeriggio alle 15,30 giocherà la sua personalissima partita di fronte ai giudici della Corte di Giustizia federale. L'obiettivo atteso in casa granata consiste nella riduzione a una giornata della squalifica comminata in seguito all'espulsione di domenica scorsa contro il Palermo. Proprio per permettere all'allenatore di essere puntualissimo all'appuntamento romano, la squadra si allenerà al mattino a porte chiuse. Per un Novellino che va, ecco un Asamoah che arriva. Intendiamoci: non si tratta dell'attaccante dell'Udinese, ma del centrocampista che il Toro ha strappato nelle ultime ore di mercato al Bellinzona. Kwadwo Asamoah dovrebbe arrivare oggi a Malpensa e forse già domani potrebbe fare il primo assaggio di Toro; condizionale d'obbligo visto che fra burocrazia africana e ritardi nelle coincidenze, gli arrivi dall'Africa sono sempre circondati dal mistero. Kwadwo ha solo 19 anni ma è già pronto a dare un contributo alla prima squadra. Ieri la squadra ha dimostrato di essere in forma nella partitella in famiglia contro la Primavera di Beppe Scienza. E' finita 7-0 per i titolari sotto gli occhi soddisfatti di oltre 600 persone pronte all'applauso, il potere dei risultati. A bordo campo anche tutti vertici granata, con l'unica eccezione di Urbano Cairo. Accanto a Novellino c'erano Antonelli e Lupo, oltre a Comi e agli altri dirigenti del settore giovanile. Squadra in forma, dicevamo; in palla è parso soprattutto Recoba. Il Chino ha realizzato una bella doppietta ma dopodomani a Siena dovrebbe partire dalla panchina. Se il Chino è stato schierato nella ripresa, nel primo tempo sono andati a segno Grella (pallonetto da centrocampo), Barone Stellone e Motta mentre, nel finale, ha rotto il ghiaccio anche Bjelanovic. Dopodomani a Siena ci saranno anche Pisano e Sereni che hanno saltato l'amichevole in via precauzionale; mancheranno invece gli squalificati Comotto e Diana, che lasceranno sguarnita quella fascia destra che aveva sfondato contro il Palermo. Al loro posto probabile che i candidati per una maglia da titolare siano Motta e Lazetic, con l'arretramento di Rosina sulla linea dei centrocampisti e l'inserimento di Di Michele accanto a Stellone. Conferma del 4-4-2, quindi, mentre mancheranno Rubin e Oguro, oltre ai recuperandi Ventola e Franceschini, che ieri ha giocato nel primo tempo accanto a Natali, in causa con il suo ex agente.

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Così salverò il Pakistan (sezione: Burocrazia)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

MONDO IL PAESE ALLA VIGILIA DI CRUCIALI ELEZIONI POLITICHE Così salverò il Pakistan di Roberto di Caro Parla il vedovo di Benazir Bhutto. E annuncia un governo di unità nazionale, anche coi partiti filotalebani colloquio con asif ali zardari Nei prossimi due mesi si aspetta fuoco e fiamme, Asif Ali Zardari: "Ci saranno altre bombe, altri morti. Vivremo un periodo durissimo, dopo le elezioni del 18 febbraio. Quanti puntano alla dissoluzione del Pakistan, gli stessi che il 27 dicembre hanno ucciso mia moglie Benazir Bhutto, giocheranno tutte le loro carte per impedire la formazione di un governo e il ripristino della democrazia. Ma qualcuno dovrà pur cominciare a mettere mano alla ricostruzione del Paese". La voce è modulata sui toni composti dello statista, il linguaggio del corpo è studiato, la postura è strictly british. Come lo studio di casa dove lo incontriamo, pareti in legno rosso scuro, vasi pregiati, pistole d'antan e un paio di antichissime statue: "è il mio, ma era solita usarlo mia moglie. Lo preferiva per il suo miglior orientamento secondo i canoni del feng-shui". è lo stesso uomo che giovedì 7, al Chehlum (i 40 giorni) per Benazir nel villaggio del Sindh dov'è sepolta, arringava i fedeli della dinastia Bhutto con le parole: "Benazir mi ha legato non alla poltrona del potere, ma al suo sepolcro, se anch'io diventerò martire voi soli condurrete il mio feretro nella tomba"? Lo spregiudicato gestore di tangenti tuttora inquisito in Svizzera dove il tribunale mantiene sotto sequestro 11 milioni 734 mila dollari, come 'L'espresso' ha documentato la scorsa settimana? Comunque sia, Zardari ha oggi in mano il People's party, ed è l'uomo-chiave per i destini del Pakistan, area cruciale nella guerra al terrorismo, nonché l'unico Paese islamico in possesso di atomiche. I sondaggi danno il Ppp primo partito intorno al 35 per cento. Non abbastanza per fare da soli. Ma sufficiente per pretendere la guida del governo. Sarà lei il primo ministro? C'è una sua dichiarazione in tal senso. "è stata fraintesa. Parlavo nella mia veste di presidente del Ppp, che come tale è sempre stato il candidato alla carica di primo ministro. Ma nel mio caso ciò non è tecnicamente possibile, perché non sono candidato per un seggio al parlamento". Lei ha proposto un 'governo di consenso nazionale'. Oltre al Pml-n dell'ex primo ministro Nawaz Sharif, a voi più vicino, con chi altro? "Con tutte le forze politiche. Che siedano o no in Parlamento. Incluse quelle che hanno boicottato le elezioni. I pericoli interni ed esterni che il Pakistan si trova a fronteggiare e la situazione geopolitica impongono che siamo uniti". Come pensa di metterli insieme? Il Pml-n di Sharif non vuole accordi con il Pml-q, che considera un partito finto, conglomerato degli interessi legati al presidente Pervez Musharraf e destinato a dissolversi con la sua sconfitta. "Rispetto la loro posizione, ma cercheremo di far comprendere ai nostri alleati la gravità della situazione. E spero che dopo le elezioni un accordo sarà possibile". Significa anche i fondamentalisti del Mma, divisi nelle due fazioni di Qazi Hussein, che boicotta le elezioni, e di Fazlul Rehman, che invece si presenta. Sono noti i loro rapporti con i talebani. Non è un azzardo? "Perché? Musharraf tratta e lavora con loro e nessuno che gli muove obiezioni". In Occidente più d'uno. E comunque lei non è Musharraf. "E neppure voglio diventarlo". Che ruolo potrà giocare Musharraf? "Non stiamo parlando di un individuo. Rappresenta un certo establishment: che dovrà decidere se lavorare con il popolo". Lei ha detto: "Non siamo qui per cambiare il governo, vogliamo cambiare il sistema". "è esatto. C'è un profondo distacco tra potere e popolo. Per quarant'anni l'establishment ha cercato di attribuire un significato negativo al termine 'politico': ma l'assassinio di mia moglie ha dimostrato come ci siano politici disposti a sacrificare se stessi per l'interesse del Paese. Dalla sua tomba, Benazir ci chiama all'unità per affrontare le scelte e le opportunità future. Ma per questo dobbiamo ridefinire le competenze del potere, l'idea di Stato. E i diritti del popolo. Ci serve un nuovo contratto sociale". Il sistema, qui, è l'esercito. "Non sono esattamente la stessa cosa. C'è la burocrazia, ci sono i gruppi economici con grandi interessi nel Paese.". L'esercito detiene la proprietà di un terzo del territorio, controlla le grandi industrie di Stato e larga parte del mercato immobiliare, gode di privilegi in istruzione, casa, salute e altro. Come pensa di cambiare la situazione? "Privilegi e interessi economici sono una piccola parte del quadro complessivo: spiegheremo loro che devono guardare le cose con uno sguardo diverso dal passato. Gli accomodamenti si troveranno". Che rapporti ha con il generale Ashfaq Pervez Kiyani, nuovo capo delle Forze Armate? "Il Ppp ha sempre avuto ottimi rapporti con l'esercito. Non vedo problemi, se i militari non manifestano ambizioni politiche improprie. Il generale Kiyani lo ho incontrato, ma non ho rapporti con lui". L'Isi e le altre 16 agenzie statali di Intelligence, in parte inflitrate, in parte colluse con i talebani e con le forze che lungo il confine afgano combattono contro l'esercito. Auspica una epurazione nelle loro file? "Credo che ragionino in modo errato, magari nella convinzione di agire da patrioti. Vanno cambiati i procedimenti di pensiero che ne determinano le azioni". 2.116 morti in attentati nel 2007, il doppio del 2006. Altri 20 sabato 9 febbraio a Charsada. Tre o quattro attentati politici al giorno... "La strategia adottata nella guerra al terrorismo si è rivelata fallimentare. Serve un approccio completamente nuovo". Quale? L'esercito deve tornare nelle caserme? "In tutto il mondo sono unità speciali della polizia a fronteggiare il terrorismo: l'esercito sta in seconda fila, in appoggio quando serve. Era così anche in Pakistan con il Ppp al governo, e in quel modo riuscimmo a contenere il fenomeno. è necessario trovare una soluzione politica". Accordi con i capi tribali delle aree di confine? "Non è stato mai consentito ai partiti di operare in tali aree, di giocare la carta della democrazia: se non crei le condizioni per una vita migliore, per ogni terrorista ucciso ne escono fuori cinque". Accordi anche con i talebani? Con i gruppi legati ad Al Qaeda come quello di Bait Ullah Masood che Musharraf accusa quale mandante dell'assassinio di sua moglie? "Il popolo non crede sia stato lui: l'avrebbe rivendicato con orgoglio. Per questo abbiamo chiesto un'indagine sotto la supervisione Onu: per chiarire ciò che è avvenuto e per evitare che riaccada". Benazir Bhutto dichiarò che avrebbe consentito alle truppe americane di entrare in territorio pachistano per combattere i talebani e Al Qaeda. Lei è dello stesso parere? "Credo sarebbe un errore. In ogni paese in cui hanno messo piede, non mi sembra che i soldati americani abbiano fatto una bella esperienza: invitarli a entrare non sarebbe fargli un favore, anzi. Contribuirebbe a dare eccessiva importanza a ciò che io considero nulla più di un fenomeno criminale: costruito in nome della religione, ma retto sul traffico di droga, in uno scontro tra 'war lords' per i quali la guerra è prima di tutto un business". E allora come si dovrebbe operare? "Con tutti i paesi interessati, sotto l'egida delle Nazioni Unite". La storia della famiglia Bhutto è legata all'atomica pachistana: fu suo suocero Zulfiqar a dare il via alla costruzione. Se la situazione degenerasse, chi può garantire che le bombe rimangano in mani sicure? "La questione del nucleare viene usata come pretesto, dai buoni come dai cattivi. Non è che una bomba la metti nella borsa e la fai scoppiare dove ti pare. Piuttosto è opportuno aprire una trattativa fra i paesi dell'area, che impegni ognuno a non utilizzare in nessun caso il nucleare come strumento di pressione o ricatto". C'è chi agita lo spettro di un tentativo americano di impadronirsi delle vostre bombe, in caso di balcanizzazione del paese. "Non le sembra ne abbiano già abbastanza per conto loro?". L'8 gennaio un tribunale svizzero ha rigettato la richiesta di cancellare le accuse contro di lei, e di restituire gli 11 milioni di dollari sotto sequestro. Quali saranno le sue prossime mosse? "Continuiamo la nostra battaglia in tribunale, perché quelle accuse si basano su documenti inviati dal Pakistan, e il conto bancario è stato messo sotto sequestro su richiesta del governo pachistano. Come può uno Stato estero procedere contro di me quando il governo pachistano ha ammesso che quelle accuse erano motivate politicamente?". n Vulcano asiatico La rivista 'Limes' dedica al Pakistan il primo numero del 2008 in distribuzione dal 15 febbraio. Gli interrogativi a cui studiosi ed esperti danno una risposta sono cruciali. L'arsenale atomico rischia di finire nelle mani dei terroristi? Il Paese è sull'orlo della guerra civile? Perché i talebani sono tornati all'offensiva? Il titolo del volume è 'Vulcano Pakistan'. Mister 10 per cento Figlio del proprietario di due cinema a Karachi e Hyderabad, una fama di tombeur de femmes, Asif Ali Zardari, 51 anni, ha molti nemici, fuori e dentro il People's party: che non gli risparmiano attacchi e pesanti ironie. "Era mister 10 per cento, diventerà mister 100 per cento", recita un sms che circola. Cioè ieri prendeva tangenti sui pubblici affari e per questo ha scontato otto anni di carcere dal 1997 al 2004, domani si mangerà l'intero Paese in un boccone. Eppure il Ppp non ha esitato un istante, all'indomani dell'assassinio di sua moglie Benazir, a nominarlo suo co-presidente, di fatto il padrone, in attesa che il loro figlio diciannovenne Bilawal, eletto presidente, finisca i suoi studi di legge a Oxford.

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Il debito è mio e lo gestisco io (sezione: Burocrazia)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Attualità ANNO SCOLASTICO /IL PUZZLE DEI RIMANDATI Il debito è mio e lo gestisco io di Roberto Carlini Quando svolgere gli esami di riparazione voluti da Fioroni? Mistero. Ogni scuola decide da sé Quattro studenti su dieci, per un totale di un milione e 375 mila debiti. Tutti da pagare entro l'estate di quest'anno, a dieci anni dalla riforma D'Onofrio che abolì gli esami di riparazione e nel primo anno della riforma Fioroni che li ha ripristinati di fatto, stabilendo che tutte le insufficienze vanno recuperate prima di settembre. Possibilmente durante l'anno scolastico, o nell'estate. Così allo scadere del primo quadrimestre, le 6.500 scuole superiori sono entrate in fibrillazione: corsi da organizzare, ricorsi da scongiurare, orari da incastrare, verifiche da attuare, vacanze da salvare. Il tutto entro il 31 agosto. I dati nazionali sono allarmanti: la media già alta degli studenti promossi con debito, 36 per cento per tutte le scuole superiori, sale al 39,5 per i tecnici e supera il 41 per i professionali, mentre scende nei licei classici. Dati messi solo da poco sotto la lente, dopo dieci anni di quella che Fiorella Farinelli, direttore del Servizio studi del ministero dell'Istruzione, chiama "la versione educativa del paese dei condoni": l'accumularsi di debiti su debiti, di nodi che arrivavano al pettine troppo tardi oppure mai. Adesso si devono sciogliere tutti insieme, in poco tempo e con il mese-tabù di agosto a intralciare tutto. I corsi di recupero già avviati con molte difficoltà ovunque, non riusciranno a rimediare a tutte le insufficienze emerse al primo scrutinio: e i debiti che resteranno andranno saldati entro il 31 agosto, salvo casi eccezionali. Il che obbliga gli istituti a organizzare i corsi di recupero estivi e le verifiche finali dribblando vari paletti: gli esami di maturità; la composizione del collegio che giudica, che deve essere identica a quello che ha dato il debito, anche se c'erano supplenti, o prof nel frattempo pensionati o trasferiti; e i 36 giorni di ferie degli insegnanti, da prendere tutti a scuole chiuse. Insomma: il mese di luglio si riempie di attività, quello di agosto rischia di accorciarsi. E i prof temono per le ferie. "Ma queste, per contratto, vanno prese tutte a scuole chiuse. Così da molti istituti mi chiedono se le ferie sono una motivazione eccezionale, cioè di quelle che giustificano un rinvio della verifica a settembre", racconta Alberto Bottino, direttore regionale della Campania. Alcuni suoi colleghi già prevedono che si finirà ai primi di settembre. Altri invece spingono per anticipare tutto, e chiudere anche le verifiche entro luglio. La motivazione è burocratica: sapere già a fine luglio promossi e bocciati, e poter fare l'organico delle classi. In questo senso va una circolare dettata dal coordinamento dei presidi del Lazio. Ma "è solo un orientamento", dice il direttore regionale laziale, Raffaele Sanso, "sono le scuole che decidono". E molte hanno già deciso incastrando i vari pezzi del puzzle: "Allora: corsi di recupero tra fine giugno e inizi luglio, verifiche dal 24 al 30 agosto", dice Rosario Salamone, preside del classico Visconti di Roma. "Così diamo tempo ai ragazzi di studiare ad agosto, come si può pensare che recuperino tutto in pochi giorni?". In più, c'è chi teme una pioggia di ricorsi da parte dei bocciati in caso di anticipi delle verifiche a luglio. Il che fa prevedere che nella maggioranza dei casi si andrà agli esami a fine agosto oppure a settembre. Dopodiché si dovranno formare le classi, tenendo conto dei promossi e bocciati. Tutto fa prevedere che, tra esami e burocrazie varie, l'inizio del prossimo anno scolastico slitti in avanti. Meno prevedibile quello che sarà l'esito concreto di questo terremoto: ci saranno davvero i recuperi dei debiti? Ci saranno più promossi? O più bocciati? "Non vorrei che si passasse dal sei politico al sei facile", dice Sanso, forse temendo che qualcuno elargisca sufficienze per evitare la rogna dei corsi estivi. Ma c'è anche il rischio opposto: far fioccare le bocciature, per avere l'estate libera. Dalle prime indicazioni, sembra che la tendenza sia quella a voti "un po' più tirati", sostiene Marco Rossi Doria, consulente del ministero dell'Istruzione, secondo il quale il nuovo meccanismo "avrebbe bisogno di due-tre anni di rodaggio". Salvo che il cambio di governo non rigiri per l'ennesima volta l'abito consunto della scuola italiana. n.

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Lo sviluppo parte da Nerviano (sezione: Burocrazia)

( da "Settegiorni (Magenta)" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

ALTOMILANESE Il direttore generale del Comune nello staff dell'assessore provinciale LO SVILUPPO PARTE DA NERVIANO Livio Frigoli punta sull'innovazione e sulla formazione richiedi la foto idee Nerviano - Nel processo di rilancio dell'Altomilanese c'è anche il direttore generale del Comune di Nerviano. Livio Frigoli, oltre a far parte dello staff dell'assessore provinciale con delega all'Altomilanese Daniela Gasparini, è autore di un progetto per lo sviluppo del territorio. Queste le parole d'ordine: sburocraticizzazione, innovazione, formazione e qualità dell'ambiente. Il progetto di Frigoli è stato presentato in occasione della nascita del Forum dell'Altomilanese svoltosi a Legnano. "Ci sono enti locali che devono e vogliono lavorare per lo sviluppo economico del territorio esordisce Frigoli ma non lo devono fare da soli: l'obiettivo è un tavolo di lavoro alla presenza della Provincia, enti locali e i rappresentanti di categoria. Tutto questo può avvenire semplificando la burocrazia: oltre agli sportelli unici, sia provinciali che comunali, si dovrà cercare di omogeneizzare e armonizzare le procedure a favore degli utenti; in termini di innovazione basta pensare al progetto Banda larga per le comunicazioni: l'Altomilanese sta sperimentando bene questo servizio e, anche in questo caso, quello che serve è un tavolo aperto alla Provincia, Comuni, soggetti gestori e imprese al fine di aumentare la competitività del territorio mediante un'accelerazione nel processo delle comunicazioni. Sul tema della formazione prosegue il direttore generale occorre che gli operatori comunali che operano a contatto col territorio siano formati circa l'importanza dello sviluppo e del raccordarsi insieme. Il lavoro collettivo crea quella consapevolezza sulle potenzialità in mano ai Comuni". E poi l'ambiente: "Anche qui si deve passare attraverso un momento di confronto, ossia il tavolo energia, che coinvolga anche quei soggetti che già installano, ad esempio, pannelli solari. Importante poi conclude Frigoli poter contare su regolamenti edilizi che guardino verso la sostenibilità. Un tavolo energia che guardi a un servizio integrato in termini di incentivi, regole, ricerca di finanziamenti e valorizzazione di quei soggetti già attivi nel settore". Articolo pubblicato il 15/02/08 Alessandro Luè.

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Fallita la prova del budino (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'intervento Fallita la prova del budino... Francesco Ricci Vorrei ragionare della "vera natura di questa crisi" e del ruolo che dovrebbe svolgere chi voglia cercare una "alternativa di sistema". 1. Quando nell'aprile del 2006 con altre centinaia di militanti abbiamo dato vita alla prima scissione dal Prc era impopolare fare previsioni su quale sarebbe stato l'esito della nuova partecipazione al governo dei principali partiti della sinistra. Quando dicevamo che per due secoli non si è data una sola esperienza progressiva di governo di borghesi e operai, ci veniva risposto che era necessario fare la "prova del budino". Quando replicavamo che ogni volta che il cucchiaio è stato affondato nel budino di governo il movimento operaio si è allontanato da una prospettiva di alternativa strategica, ci veniva risposto che la forza dei movimenti avrebbe fatto la differenza. La parola d'ordine era: "nasce una grande svolta riformatrice". 2. La "grande svolta riformatrice" è finita come sappiamo: tra sputi e ministri inquisiti. Non senza averci fatto passare per due anni di attacchi senza precedenti ai lavoratori, ai disoccupati, agli immigrati. 3. Non contenti del budino avvelenato con cui hanno sfamato i lavoratori, i dirigenti del Prc ci hanno spiegato che la "grande redistribuzione sociale", annunciata per due anni, era proprio dietro l'angolo, bastava aspettare qualche giorno. Se non c'e stata non è per la storica legge dell'inconciliabilità tra gli interessi di classi nemiche ma a causa dei problemi giudiziari di Mastella e della congiura di settori borghesi per far fallire il piano degli astuti riformisti di governo. Le cose non stanno così e si è capito dalle reazioni compatte di Confindustria, Chiesa (e financo Confcommercio) che inizialmente chiedevano "disperatamente" un rinvio delle elezioni. E non solo perché avrebbero voluto una legge elettorale che rendesse più stabili i governi di alternanza e dunque più efficaci le loro politiche contro i lavoratori. Ma anche perché una buona parte dei grandi industriali e dei banchieri continua a preferire il centrosinistra e vuole salvarlo dal fallimento certo in elezioni immediate. Solo il centrosinistra si è dimostrato in grado di garantire lo sviluppo dei profitti e l'inasprimento dello sfruttamento operaio nella "pace sociale", con un crollo delle ore di sciopero: grazie al ruolo di cuscinetto svolto dalle burocrazie sindacali e politiche. Ciò che preferisce oggi la grande borghesia non è dunque un ritorno di Berlusconi (a cui pure si adeguerebbe, se necessario) ma piuttosto il rilancio di una nuova coalizione tra il Pd di Veltroni e il futuro partito socialdemocratico che dovrebbe nascere dalla "cosa rossa". 4. Chi voglia ragionare sull'"alternativa di sistema" deve guardare allora soprattutto fuori da quel parlamento che Rosa Luxemburg chiamava, con formula attuale, "pollaio della democrazia borghese". La grande rivoluzionaria, uccisa 80 anni fa da un governo socialdemocratico a cui si opponeva da sinistra, sosteneva che il ruolo dei comunisti nel capitalismo è sviluppare l'opposizione a ogni governo per preparare i rapporti di forza necessari a rovesciare questo sistema sociale e aprire la strada a un governo degli operai per gli operai. E' una strada lunga e difficile ma, come si vede, non ci sono scorciatoie tra le poltrone vellutate del Palazzo. Il baricentro va ricercato nelle piazze e nei luoghi di lavoro, nella ripresa della conflittualità operaia che è stata soffocata in questi due anni per l'assenza di un sindacato di classe e di un partito comunista con influenza di massa. Occorre unire i lavoratori, i precari, i disoccupati, attorno a una piattaforma rivendicativa che rovesci tutte le politiche sociali e militari dei governi di centrodestra e centrosinistra che si sono alternati in questi anni. 5. Affermare che il baricentro della lotta di classe è fuori dal parlamento non significa precludersi la possibilità di utilizzare anche le prossime elezioni per propagandare una soluzione operaia. Noi avanziamo una proposta a tutte le organizzazioni che si collocano a sinistra della "cosa rossa" e che sono dunque indisponibili a governare col Pd. Insieme è possibile ottenere risultati elettorali visibili: i nostri compagni del Pstu brasiliano (con cui condividiamo la costruzione della Lega internazionale dei lavoratori) lo hanno fatto alle scorse elezioni, candidando con altre forze anticapitaliste Heloisa Helena in contrapposizione a Lula e al candidato del centrodestra. Provarci non significa rinunciare ai rispettivi progetti: noi non condividiamo, ad esempio, i progetti di partito leggero, di semplici iscritti, a cui lavorano altri; o lo scioglimento dei comunisti in "partiti anticapitalisti", come sta facendo la Lcr in Francia e Sinistra critica in Italia, e proseguiremo nella costruzione di un partito di militanti impegnati in ogni lotta. Ma ciò non impedisce di formare un blocco elettorale attorno a un programma di opposizione di classe. Gli eventuali eletti si impegnino fin d'ora all'opposizione intransigente in parlamento. In questo quadro, la presentazione elettorale potrà diventare un sostegno di una lotta che, ancora una volta, andrà condotta nei luoghi di lavoro e nelle piazze. Gli unici luoghi da cui può nascere una alternativa di sistema. Comitato centrale Partito di alternativa comunista.

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Libri la via crucis di un imprenditore che ha aperto (e chiuso) una pizzeria (sezione: Burocrazia)

( da "Riformista, Il" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Libri la via crucis di un imprenditore che ha aperto (e chiuso) una pizzeria La tragedia dell'aspirante pizzaiolo è alla quarta edizione Il racconto diretto della difficoltà a "fare impresa" Il problema centrale dell'economia italiana è la bassa crescita. Dal 1990 l'Italia cresce a tassi davvero mediocri. Il decennio 1995-2005 in particolare è stato il peggiore dell'intero dopoguerra. Dal 2006 è in atto una ripresa ma anche in questo caso il nostro prodotto cresce meno rispetto ad altre precedenti fasi di ripresa e cresce meno che in altri paesi concorrenti. Prima delle elezioni del 2006 il tema della scarsa crescita aveva attirato l'attenzione di molti economisti e di varie istituzioni: Banca d'Italia e Ocse innanzitutto. Da più parti era stato lanciato l'allarme sul rischio di "declino" dell'Italia. Ebbene, è bastato un anno positivo (2 per cento di aumento del Pil nel 2006) per far quasi sparire dal dibattito economico il tema del declino, salvo poi riscoprirlo in questi giorni sulla spinta di un editoriale del New York Times . Qual è lo stato di salute dell'economia italiana alla vigilia del 2008? Ci sono segnali positivi come, ad esempio, il fatto che per la prima volta dal 2001, nei primi otto mesi del 2007 è tornata a crescere la quota nominale del nostro export sul totale mondiale. Le imprese italiane in questi ultimi anni hanno reagito alle sfide competitive derivanti dal cambio fisso (e forte) e hanno saputo accrescere la qualità dei loro prodotti. Certo dopo tre lustri di ristagno e di difficoltà non basta un biennio di crescita all'1,9/2,0 per cento per dire che siamo fuori dal tunnel. E infatti le prospettive per il 2008 sembrano piuttosto deludenti. Che fare? Quali priorità affrontare? Un'ottima guida per capire da dove origina parte cruciale delle difficoltà dell'economia italiana ci è fornita non da un economista di professione ma da un aspirante piccolo imprenditore con il titolo Volevo solo vendere la Pizza . Le disavventure di un piccolo imprenditore, (Garzanti 2007) oramai alla quarta ristampa. Si tratta di un piccolo capolavoro di giornalismo di denuncia. L'autore infatti è Luigi Furini, giornalista che decide di aprire una pizzeria in una città della Lombardia, ci racconta le sue difficoltà fino alla chiusura della pizzeria stessa. Non osiamo immaginare cosa avrebbe raccontato un piccolo imprenditore meridionale. Nelle pagine di questo volume trovano conferma sistematica le statistiche sulle difficoltà di avviare un'impresa in Italia che Eurostat o la Banca Mondiale misurano da qualche tempo. La lettura delle pagine di Furini sarebbe da suggerire a tutti gli amministratori locali, ai responsabili delle varie autorità preposte al rilascio delle autorizzazioni e ai controlli sulle attività commerciali. Per iscriversi alla categoria dei commercianti è necessario, ad esempio, identificare un "preposto alle vendite". Si dovrà quindi mandare tale dipendente a frequentare il corso anti-incendio, il corso di pronto soccorso, e il corso per la legge n. 626 sulla prevenzione degli infortuni. Si dovrà, ad esempio, acquistare il libro matricola, il libro infortuni, il registro sul quale segnare i corrispettivi e il registro dove segnare tutti gli incassi, se si rompe il registratore di cassa. Poi c'è il corso Haccp, istituito dal Decreto Legislativo n. 155 del 1997 e che regolamenta il controllo sulle fasi critiche per la sicurezza degli alimenti. La vita dell'imprenditore è soggetta al rischio di multe se non si ha il patentino per i corsi in questione o se si regala una fetta di pizza a un bambino senza emettere lo scontrino. Si può ricevere una multa anche se non è stato consegnato ad ogni dipendente donna il documento ufficiale sui rischi che può correre lavorando durante una eventuale gravidanza in una pizzeria! Si può ricevere una multa se non si è predisposta un'apposita cassetta del pronto soccorso, salvo poi che dentro ci sarà qualche cerotto, un po' di garza e del disinfettante. E così il nostro aspirante pizzaiolo ci descrive i corsi in questione. Al corso antincendio ad esempio (costa novanta euro più iva) si inizia dalle formidabili nozioni di base: "perché si sviluppi la combustione ci vuole una sostanza combustibile" e si arriva ai suggerimenti geniali del tipo: in caso di incendio chiamate i pompieri. Ci sono poi i controlli d'igiene che durano dieci minuti e magari comportano un rinvio dell'autorizzazione perché non è stata indicata la potenza dell'aspiratore nel bagno senza finestra. Burocrazia, marche da bollo, regole assurde e tutta una categoria di "esperti" che prosperano sulla regolamentazione amministrativa e offrono corsi obbligatori a pagamento per il rilascio di patentini anti-infortuni, anti-incendio etc. A tutti gli ostacoli amministrativi si sommano le difficoltà legate alle relazioni coi dipendenti. In una pizzeria, com'è normale, il pizzaiolo è la risorsa strategica e se il pizzaiolo si assenta si rischia di non avere prodotto da vendere. Ma può accadere che la pizzaiola si assenti perché in attesa di un figlio e nello stesso periodo decida di aprire una propria pizzeria giusto vicino a quella del proprio datore di lavoro. Nel 2003 secondo i dati dell'Inps su venti milioni di lavoratori assicurati sono stati presentati dodici milioni di certificati medici per complessive sessanta milioni di giornate lavorative perdute. Nel libro si racconta del ruolo di difesa aprioristica da parte dei Patronati sindacali di qualunque assurda richiesta di lavoratori. Il libro di Furini è una sintetica guida per capire le difficoltà di fare impresa oggi in Italia. La speranza è che non venga tradotto in inglese e che quindi non possa essere letto da potenziali investitori stranieri. Nel 2006 infatti l'Italia è scesa al 38 posto nella classifica della competitività stilata dal Wef dal 24 posto del 2001. Luigi Furini, "Volevo solo vendere la pizza, Le disavventure di un piccolo imprenditore", Milano Garzanti, 2007, 193 pagine, 14 euro. 15/02/2008.

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Burocrazia e ricorsi al giudice bloccano i fondi del 5 per mille (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: PRIMA data: 2008-02-15 - pag: 1 autore: LA DELUSIONE DELLE ONLUS Burocrazia e ricorsi al giudice bloccano i fondi del 5 per mille di Alessandro Galimberti I 329 milioni destinati nel 2005 (dichiarazioni 2006) dai contribuenti alle Onlus con il 5 per mille, sono bloccati. Alle difficoltà tecniche dei ministeri, che non conoscono le coordinate bancarie dei beneficiari, si somma il rischio dei ricorsi al Tar minacciati dalle centinaia di associazioni escluse per irregolarità formali. "Non posso chiedere alle Entrate di violare la legge" dice al proposito il ministro Ferrero, che però garantisce che nel decreto in arrivo verranno risolti i problemi tecnici e strutturali: entro l'anno saranno pagati il 2006 e il 2007. Servizio u pagina 27 l'articolo prosegue in altra pagina.

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<Rivoluzione> in biblioteca: nasce il piano regolatore (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA 15-02-2008 CULTURA PRESENTATE LE LINEE PROGRAMMATICHE DELLA BOZZA DI PROGETTO CHE SI CONCRETIZZERA' ENTRO APRILE "Rivoluzione" in biblioteca: nasce il piano regolatore Prevista una struttura "internazionale" e nuovi poli al Parco Ducale e nella zona Sud Francesca Lombardi II Gestioni private, sedi alternative, tanta tecnologia. Sono le biblioteche parmigiane del futuro: quelle che accettano nuove sfide in nome della qualità. La rivoluzione che le riguarda sta tutta scritta in una bozza di progetto che vedrà la luce entro fine aprile, il "piano regolatore", su cui sono al lavoro l'assessorato alle Politiche culturali e l'Istituzione biblioteche. Se nulla è ancora stato approvato nel dettaglio, tante sono le novità che nel frattempo si fanno strada tra le carte, dalla gestione privata della nuova Biblioteca internazionale nell'ex monastero di San Paolo alla realizzazione di un centro per la cultura scientifica nella zona Sud della città, fino all'idea - a dire il vero, lontana - di una biblioteca al Parco Ducale. Con in più tanti progetti per portare "cultura libraria " nei quartieri e per incentivare la lettura tra i ragazzi. Per ora, comunque, nessuno si sbilancia: ieri, all'Oratorio Novo della Biblioteca Civica, l'assessore alla Cultura, Lorenzo Lasagna e il presidente dell'Istituzione Biblioteche, Luciano Mazzoni, affiancati dal direttore, Giovanni Galli e dal consigliere, Andrea Gatti, si sono soffermati sulle finalità del piano. Sfiorando, però, progetti concreti. Biblioteca internazionale La novità più rilevante e che si concretizzerà per prima riguarda una struttura in costruzione, la "biblioteca internazionale". Questa, che sorgerà entro fine estate nell'ala ovest dell'ex monastero di San Paolo e che sarà dedicata alle lingue e letterature straniere, vedrà infatti una gestione "alternativa". In sostanza, sarà istituito un bando pubblico e il miglior offerente "vincerà " la gestione della struttura. Quello della nuova biblioteca vicino alla "Guanda" potrebbe però non trattarsi di un caso isolato, visto che l'Istituzione punta molto a nuove collaborazioni. "Abbiamo già individuato diversi partner istituzionali come l'Università - spiega Mazzoni -, con cui si può fare tanta strada. Anche il mercato privato avrà la sua parte, ma solo dopo un'attenta fase di monitoraggio delle esigenze. In questo senso, guardiamo anche oltre i confini locali, verso l'Europa". Nuovi poli Anche se si tratta di progetti "lontani", potrebbero in futuro vedere la luce realtà come una biblioteca al Parco Ducale e un centro per la cultura scientifica nella zona Sud della città. Di quest'ultimo aspetto si parlerà durante la settimana della cultura scientifica dal 3 al 9 marzo. La volontà, comunque, precisa l'assessore Lasagna, non è quella di aprire biblioteche "a macchia di leopardo", ma di "rendere accessibile il servizio", definendo un piano che sappia rispondere alle effettive esigenze del territorio. Innovazione e promozione I principi ispiratori del nuovo piano regolatore sono tanti, ma ce n'è uno che li riassume tutti, ed è "innovazione". Innovazione come digitalizzazione, ma anche come sinonimo di gestioni "diverse " da quelle classiche e, perché no, anche di ampliamento degli orari di apertura. "Obiettivo primario è mantenere salda la mission dell'Istituzione biblioteche, ovvero la promozione della cultura - precisa però Lasagna -, a cui si affianca l'obiettivo di produrre cultura". Lasagna cita poi l'importanza di una dimensione "internazionale" del piano e anche di una digitalizzazione che consenta l'accesso ai cataloghi e ai documenti in possesso. Mazzoni ha poi ricordato alcuni passaggi del discorso di Sant'Ilario in cui il sindaco faceva riferimento all'elevazione degli standard, alla sussidiarietà, alle sinergie e diceva no "a logiche legate alle burocrazie delle competenze". Novità in biblioteca La presentazione, ieri mattina, dei nuovi progetti.

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Tra gli abusi sessuali sui minori, denunciati la scorsa settimana a Fabrica di Roma, e il recupero d (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Viterbo)" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ei ragazzi coinvolti c'è di mezzo la burocrazia. A una settimana dall'arresto dei due adolescenti difficili (15 e 16 anni), dopo il loro rilascio deciso dal gip del Tribunale dei minori, la macchina dei servizi sociali è ancora ferma o quasi. In Comune hanno attivato le prime misure, ma dagli uffici del ministero della Giustizia si attendono le indicazioni su come procedere. A pag. 39.

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Fabrica prigioniera della burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Viterbo)" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il tribunale dei minori ha affidato i giovani al servizio sociale del ministero, che non s'è fatto né vedere, né sentire Fabrica prigioniera della burocrazia Dopo gli abusi sessuali e la scarcerazione c'è solo la buona volontà del Comune.

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Non più prigionieri del centro di accoglienza, ma della burocrazia. Con il rischio che il perco (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Viterbo)" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Rso di recupero si trasformi in una corsa a ostacoli. Abusi sessuali su minori e degrado sociale a Fabrica di Roma: a una settimana dagli arresti dei due ragazzi - poi scarcerati - con l'accusa di violenza nei confronti di cinque bambini stranieri tra i 10 e i 13 anni, si deve procedere con il "fai da te". La scuola media del paese si è ritrovata, da un giorno all'altro, alle prese con il loro (molto problematico) rientro in classe, magari in una vicina a quella frequentata dalle vittime degli abusi denunciati; le strutture locali hanno dovuto rincorrere l'emergenza senza avere indicazioni e presupposti giuridici per farlo. "È stato detto che i due ragazzi - ricordava ancora ieri il sindaco Giuseppe Palmegiani - sono stati assegnati agli assistenti sociali del Comune. Ma non è vero". Nonostante un fatto che ha sconvolto un'intera comunità, l'assenza di coordinamento e comunicazione tra le strutture pubbliche deputate a gestire la situazione, rischia di aggiungere danni a danni. Come? La decisione del Tribunale dei minorenni relativa alla scarcerazione dei due accusati di violenza sessuale di gruppo, con reinserimento in famiglia per non pregiudicare un percorso di recupero, stabilisce il loro affidamento all'Ufficio romano del servizio sociale per i minorenni (Ussm) del ministero della Giustizia. Dal quale ancora ieri si attendeva un segnale - un fax, magari una telefonata - su chi e come deve procedere. Segnale che forse arriverà solo dopo lunghi e complessi passaggi burocratici. Al Comune di Fabrica, dove pure gli amministratori non brillano per efficenza, sono giorni febbrili. I servizi su giornali e telegiornali di tutta Italia richiamati dall'episodio scabroso hanno colpito duro. Ieri mattina i servizi sociali hanno ricevuto i genitori dei due giovani sotto accusa, potendo così prendere conoscenza del decreto del gip che ha riassegnato alle famiglie i ragazzi, con alcune prescrizioni. Quali? "Ora sappiamo, ufficiosamente, che devono andare a scuola, fare i compiti, frequentare le attività sportive e poco altro. Il Comune? Al momento non ha alcun incarico - dicono ai servizi sociali - nè sappiamo se ne avremo o se verranno interessate altre strutture, come quelle che ha la Asl. Ma stiamo intervenendo lo stesso con le nostre forze, a scuola con le educatrici che seguono i ragazzi, e in famiglia". Se l'intervento dei carabinieri a Fabrica, poi supportato dal coordinamento del giudice del Tribunale dei minorenni, è servito a spezzare due situazioni familiari molto a rischio, il seguito della storia è purtroppo affidato alla freddezza delle norme e delle leggi. Anche se di mezzo ci sono sette minorenni. Dal ministero della Giustizia si apprende che gli Ussm forniscono "assistenza ai minorenni autori di reato in ogni stato e grado del procedimento penale". Oltre "elementi conoscitivi concernenti il minorenne soggetto a procedimento penale"; inoltre "svolgono attività di sostegno e controllo in tutte fasi di attuazione dei provvedimenti dell'autorità giudiziaria, a favore dei minori sottoposti a procedimento penale in accordo con gli altri servizi minorili della giustizia e degli enti locali".

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Mercati generali, alla fine del tunnel si comincia a vedere la luce. Dopo la Regione, anche (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di MASSIMO CHIARAVALLI Mercati generali, alla fine del tunnel si comincia a vedere la luce. Dopo la Regione, anche la Soprintendenza ai Beni ambientali ha dato il via libera definitivo. E così ieri mattina il Comune e il presidente del consorzio Acquarossa, Carlo Pacifici, hanno messo la firma davanti al notaio sulla convenzione per le opere di urbanizzazione sul nuovo sito. Tempo qualche giorno e palazzo dei Priori rilascerà l'ultimo atto: il permesso a costruire. Dopo l'odissea dello sfratto da viale Trieste poi prorogato al 30 settembre, dopo lo sciopero dei tir, dopo l'adozione di due pesi e due misure con la Gescom - che nella stessa area due capannoni li aveva già costruiti - i mercati generali iniziano ad assumere i contorni di qualcosa di reale. E ora inizia il countdown. "Finalmente - dice Elio Proietti, portavoce del consorzio - è quasi tutto a posto, il Comune rilascerà la concessione edilizia la prossima settimana". Per pronunciare la parola soddisfazione preferisce però attendere. "Lo diremo a settembre, a cose fatte, perché ci hanno fatto perdere tempo e parecchi soldi: abbiamo dovuto pagare un anno di affitto in più". Le responsabilità? Proietti la butta sul diplomatico: "Diciamo della burocrazia. Quella di ieri resta la cosa più importante: ormai aspettiamo solo la licenza edilizia, abbiamo risposto a tutto quello che ha chiesto la dirigente del settore Urbanistica, Annunziata Lanzillotta". Lanzillotta, che donna: quello che ieri era uno slogan contro, oggi è ripreso sic et simpliciter. Ma con finalità opposte. "Si è data da fare. Dunque, Lanzillotta che donna... stavolta in termini positivi". I prossimi passi? "Costruire i capannoni dalle fondamenta al tetto, in modo che entro settembre tutto sia pronto. In più, un'intera lottizzazione da urbanizzare con strade e fognature". In coda, un ringraziamento che ritiene doveroso: "Lo rivolgo ai colleghi - conclude Proietti - che mi hanno incaricato di seguire la vicenda, fidandosi di me".

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Municipi più impegnati a sostegno del solare (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-02-13 - pag: 15 autore: Fonti rinnovabili. Le misure vanno dagli sconti sull'Ici a contributi in denaro Municipi più impegnati a sostegno del solare Gli enti più attivi sono Jesi, Formigine e Montepulciano Manolo Morandini In attesa che dal 2009 scattino le agevolazioni previste dalla Finanziaria in materia di incentivi per chi ricorre alle fonti rinnovabili, i Comuni del Centro-Nord giocano d'anticipo e introducono misure per agevolare da subito l'introduzione dell'energia solare nelle abitazioni. In Toscana si punta, ad esempio, sull'Ici più leggera. Succede a Montepulciano e Torrita di Siena, due Comuni in terra senese a cui va il primato nel Centro-Nord per questa iniziativa. Nei due paesi toscani si è deciso di offrire uno sconto sull'Ici pari al 40 per cento della spesa sostenuta per l'installazione, da utilizzare nei due anni successivi al collaudo dell'impianto. "Ci siamo mossi in anticipo rispetto alla Finanziaria – afferma l'assessore all'Ambiente di Montepulciano, Paolo Barcucci – Non è tanto la misura dell'incentivo in sé, in tutto abbiamo stanziato 10mila euro, quanto riuscire a suscitare l'interesse del cittadino verso questo tipo di soluzioni, affinché s'informi e valuti le diverse opportunità". Attivato anche uno sportello informativo per aiutare a districarsi nella burocrazia, gestito in collaborazione con la facoltà di Architettura dell'Università di Firenze. "Un architetto specializzato si occuperà di fornire informazioni di carattere generale – spiega Barcucci –, di mettere l'utente a conoscenza degli eventuali vincoli paesaggistici, e indicare il tipo di pratica necessaria per l'installazione". In Emilia-Romagna si punta soprattutto sullo stanziamento di fondi ad hoc anche se non mancano iniziative più origina-li, come ad esempio quella messa in campo dal municipio di Formigine, in provincia di Modena. Il Comune del modenese dal 2007 esenta i cittadini che installano impianti per solare termico o fotovoltaico dal versamento degli oneri di segreteria, con un risparmio che è quantificabile in 250 euro per ogni domanda presentata. "Un incentivo nei limiti di quelle che sono le possibilità del nostro Comune – sostiene l'assessore alle Politiche ambientali di Formigine, Paolo Fontana –. Da quest'anno, chi abbina all'impianto solare termico una caldaia a condensazione potrà affiancare un contributo di mille euro in conto capitale, a fronte di uno stanziamento complessivo di 50mila euro". Il Comune di Riccione, invece, ha attivato un fondo di 100mila euro: in base al tipo di impianto installato il contributi in conto capitale va da 525 a 1.760 euro. Duecentomila euro nel triennio 2007-2009 li ha previsti il Comune di Poggio Renatico, per l'erogazione di contributi a privati per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, l'installazione di pannelli solari e la sostituzione degli infissi esistenti. A Rimini una dotazione di 78mila euro sul fronte del solare termico: il contributo è di 150 euro a metro quadrato di pannello installato per gli edifici non residenziali ma sale a 200 euro per edifici residenziali e condomini. Altri 50mila euro sono stati stanziati dal Comune di Ferrara per l'assegnazione di contributi a privati. A Reggio Emilia 20mila euro. Diversa la strada scelta dal Comune marchigiano di Jesi, che per i privati ha messo a disposizione un fondo di 150mila euro per l'abbattimento degli oneri finanziari sui finanziamenti concessi per l'installazione di pannelli solari: un contributo nella misura massima di 5mila euro per l'impianto di tipo termico e di 25mila per il fotovoltaico.

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ALL'INTERNO (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-02-13 - pag: 1 autore: ALL'INTERNO SONDAGGI Fondazione Moressa: Pmi in attesa di federalismo - Le Pmi desiderano che si attui una riforma federalista piena. è quanto emerge dall'indagine della Fondazione Moressa su un panel di 500 imprese con meno di 20 addetti. Secondo gli intervistati si avrebbe una burocrazia più snella. u 4 FINANZA Banco delle Tre Venezie al debutto a Padova - Nasce il Banco delle Tre Venezie, nuovo soggettoa vocazione regionale orientato al mercato corporate eal sostegno delle Pmi. Il Banco, che avrà sede operativaa Padova, ha un azionariato composto da 113 imprenditori. u 4 FISCO Bolzano fissa al 16 giugno l'opzione per lo sconto Irap - La Giunta provinciale di Bolzano ha stabilito uno sconto dell'Irap per le aziende che rinunciano ai contributi provinciali per 5 anni e ha definito i termini di alcuni aiuti pubblici. In questo modo, entro il 16 giugno ogni azienda potrà decidere la propria aliquota Irap. u 6.

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Domanda di federalismo in forte ascesa nelle Pmi (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-02-13 - pag: 4 autore: Politica e sviluppo. Studio della Fondazione Moressa Domanda di federalismo in forte ascesa nelle Pmi Katy Mandurino VENEZIA La riforma del titolo V della Costituzione, approvata nel 2001, ha ridisegnato la configurazione dei poteri di Stato, Regioni ed Enti locali, ma rimane ancora inattuata per gran parte dei contenuti. Eppure gli effetti di una possibile riforma federalista, non solo fiscale, porterebbero vantaggi per l'intero sistema economico veneto. è il parere dei piccoli imprenditori secondo il rapporto della Fondazione Moressa "Fotografia del sistema economico regionale", presentato ieri a Mestre, all'interno del quale è contenuta un'indagine su un panel di 500 imprese della regione con meno di venti addetti; ad esse è stato chiesto un punto di vista sul processo federalista. Secondo il 26,6% degli interpellati il maggior vantaggio sarebbe dato dalla riduzione della burocrazia. Per il 25,4% porterebbe una maggiore attenzione alle piccole imprese, mentre il 18,6% pensa alla riduzione dell'imposizione fiscale. Altri vantaggi, secondo le Pmi venete, sono rintracciabili nella maggiore efficienza delle istituzioni pubbliche ( 16,6%) e nella riduzione dei costi per l'impresa (9,2%). "è la prima volta che si dà voce agli imprenditori su questo argomento – precisa il direttore della Fondazione Stefano Solari –. Quello dell'impresa è un mondo che ritiene di essere ancora poco valorizzato". Il federalismo si rivela un tema piuttosto diffuso tra le imprese interpellate – circa i tre quarti degli intervistati dichiarano di sapere di cosa si stia parlando e quali siano le implicazioni – anche se il 41,4% non sa cosa significhi devolution. Sull'opportunità del trasferimento dei poteri però non c'è alcun dubbio, anche se non c'è accordo su quali funzioni trasferire: quelle che dovrebbero essere maggiormente affidate alle autorità locali, secondo gli imprenditori, sono, in ordine, il turismo, le attività produttive, le infrastrutture e i trasporti, la sanità, le politiche sociali e fiscali. La competenza su giustizia, difesa, immigrazione e istruzione, invece,deve rimanere allo Stato centrale. Nel sondaggio è stato chiesto anche quali fossero le priorità politiche per le piccole imprese: secondo gli intervistati la politica dovrebbe preoccuparsi di sostenere le aziende attraverso un sistema di incentivi statali (22,5%) e attraverso la riduzione o addirittura l'abolizione dell'Irap (20,8%). Alcuni sostengono invece che occorrerebbe un intervento sul costo del lavoro (15,7%), così come una politica tesa al contrasto della concorrenza sleale di Cina e India ( 15%). Il rapporto della Fondazione Moressa contiene anche un aggiornamento al primo semestre 2007 sull'andamento economico della piccola impresa veneta (rispetto al secondo semestre 2006).Il fatturato complessivo registra una flessione dell' 1%; gli ordinativi scendono dello 0,8%; gli occupati crescono dello 0,9 per cento.Per quanto riguarda la propensione all'investimento, i volumi investiti sono leggermente superiori a quelli impiegati nel semestre precedente (+ 2,7%). katy.mandurino@ilsole24ore.com www.ilsole24ore.com/economia La "Fotografia del sistema economico regionale".

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Distributori di benzina, l'indipendenza paga (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-02-13 - pag: 5 autore: Carburanti. Nella classifica dei prezzi più convenienti primeggiano le "pompe bianche" Distributori di benzina, l'indipendenza paga Molti esercenti attendono che scada la convenzione A CURA DI Barbara Ganz VENEZIA Aumenta il prezzo del petrolio e la benzina schizza alle stelle. Poi il barile scende, ma al distributore nessun risparmio. L'effetto è ben noto, e rappresenta una particolarità tutta italiana: solo in due Paesi europei il rifornimento ha un costo maggiore. Perchè? Se alcuni elementi sono fissi nelle diverse nazioni (prezzo del petrolio e cambio euro/dollaro), le variabili che portano al prezzo finale sono tre: imposte (Iva al 20%), accisa (0,564 euro per litro) e costi di trasformazione e trasporto. E sono proprio questi ultimi a finire sul banco degli imputati: valgono almeno il 15% rispetto all'estero. In chiave veneta, la differenza balza all'occhio, come fattore di differenza di prezzo anche nell'ordine del 3-5%fra i diversi distributori. A vincere la sfida della convenienza risultano essere i distributori " familiari", ovvero indipendenti dalle storiche insegne, spesso gestiti da famiglie che possiedono un numero limitato di impianti, e che sfruttando le più efficientireti di distribuzione vendono benzina e affini con lo sconto. Il primato della convenienza va alla Galoil Srl, di Caerano San Marco: nelle rilevazioni aggiornate a fine gennaio 2008 (si veda tabella a lato) risulta la più economica sul totate dei 22 impianti presenti in un raggio di cinque chilometri. Al secondo posto un'altra indipendente, Costa Carburanti Srl, con gli stessi prezzi, ma che vengono parametrati ad altri 13 distributori nello stesso perimetro. La terza posizione è di Repsol, gestita da Terme carburanti Srl, in zona Montegrotto Terme, seguono altri due indipendenti, a San Polo di Piave (Tv) e Arcugnano (Vi). Nel resto della classifica, le insegne più affermate si alternano a quelle strettamente collegate al territorio. Pionieri della scelta extra-rete è stata la famiglia Pol, in zona San Polo di Piave, nel Trevigiano: oggi gestisce due distributori, a una decina di chilometri di distanza. "Abbiamo iniziato come distribuzione privata 50 anni fa – spiega il figlio Mauro, che lavora con il padre Giovanni e cinque dipendenti –, quando ancora i prezzi massimi erano fissi e dettati dal Cip. Siamo riusciti a farci conoscere grazie ai prezzi convenienti, perché ammortizziamo gli sconti – praticati comunque sempre con il servizio, non esiste self service –su una grande quantità di litri venduti, tanto che oggi abbiamo una clientela fissa di au-totrasportatori che, viaggiando dal Trentino Alto-Adige piuttosto che dalla Sicilia, cercano di fare coincidere il rifornimento di Gasolio quando passano nella nostra zona. La proprietà di mezzi propri per quanto riguarda i rifornimento è un altro vantaggio: non tanto sulla scelta, visto che i nodi per la distribuzione sono tre, ma poter decidere di aspettare uno o due giorni può contribuire a fare la differenza". Stando ai dati di Confcommercio, attualmente il 90% dei distributori opera in convenzione con le insegne "storiche" del settore; ma il 10% delle "pompe bianche " da un lato appare in forte crescita, dall'altro realizza una quota di erogato molto alta, mentre ci sono distributori che lavorano ben al di sotto della soglia ritenuta conveniente. Per questo, in prospettiva, molto benzinai potrebbero come scelta obbligata decidere di attendere la scadenza del contratto per scegliere poi l'indipendenza. Anche se i problemi non mancano, primi fra tutti quelli con la burocrazia. Un distributore chiuso per un mese e ora riaperto a causa di un errore formale nella delibera di autorizzazione a Montebelluna ( Tv), un altro pronto ad aprire (entro maggio) dopo 9 anni dall'acquisto del terreno a Volpago, sempre in provincia: è il caso di Galoil, nata come marchio nel 1994 e che oggi conta quattro esercizi (uno anche in Trentino): "Siamo un'azienda familiare – spiega il legale rappresentante Galdino Gallina –fondata nel 1953 dal capostipite Fausto, proseguita dai figli Elviro, Elvira e da me. Ora l'impresa dà lavoro anche a tre nipoti. I trasporti li facciamo in proprio: per questo, ma non so-lo, siamo competitivi. Ormai però pensiamo di avere raggiunto la dimensione ottimale e non puntiamo a espanderci: troppe le difficoltà in questo settore ". barbara.ganz@ilsole24ore.com www.prezzibenzina.it Una su dieci. Le marche "indipendenti" sono attualmente il 10%, ma in forte crescita e con alti volumi erogati FOTOGRAMMA.

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Per le nuove autorizzazioni iter snelli e meno burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-02-13 - pag: 5 autore: Concorrenza. A Padova le aperture ricominciano a crescere Per le nuove autorizzazioni iter snelli e meno burocrazia PADOVA Dalla razionalizzazione alla liberalizzazione: e il numero dei distributori, che nel Padovano era diminuito grazie anche alla chiusura degli impianti compresi all'interno delle mura storiche, sta cominciando a risalire. "Prima –spiega Paolo Padoan, presidente dei benzinai di Confcommercio Padova – per un nuovo impianto serviva una concessione, e la procedura era complessa. Ora basta una semplice autorizzazione, e questo significa che molti sindaci concedono nuovi impianti sforando le soglie limite prefissate giustificandosi con zone ad alta densità abitativa o con nuove strade particolarmente trafficate". Ma mentre nuove strutture si insediano, quelle vecchie non chiudono: "Di fatto – prosegue Padoan –, anche i piccoli distributori, quelli con un erogato ben al di sotto dei 400mila litri annui, che una volta erano ritenuti la soglia critica per valutarne la convenienza, sopravvivono. L'idea è che ormai per le compagnie i costi di avviamento delle strutture siano stati ampiamente ammortizzati, mentre i costi di manutenzione sono minimi. Alcuni gestori sopravvivono con 200mila litri, il che significa doversi arrangiare con attività collaterali, ad esempio quelle dei gommisti, per sopravvivere". Concorrenza aumentata e ricavi a picco, dunque: "A Padova città a metà degli anni Ottanta c'erano 147 distributori, dopo la ristrutturazione si era arrivati a 93, ora il dato è in risalita proprio grazie alle deroghe. Di fatto basta dimostrare a un sindaco che non c'è un impatto ambientale e paesaggistico sfavorevole, e la strada è spianata. Come associazione, la strada dei ricorsi diventa una lotta contro i mulini a vento". LA PROCEDURA è sufficiente che un sindaco attesti la presenza di una zona ad alta densità abitativa e priva di rischi ambientali.

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Incentivi, la qualità snellisce l'iter (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-02-13 - pag: 14 autore: Estese anche alle imprese le agevolazioni procedurali previste per gli enti pubblici Incentivi, la qualità snellisce l'iter Meno burocrazia nell'erogazione di contributi regionali per le imprese del Friuli-Venezia Giulia con certificazione di qualità. è l'obiettivo che si prefigge l'emendamento al Testo unificato in materia di semplificazione dell'attività normativa ed amministrativa che modifica l'articolo 41 bis della legge regionale n.7/2000. La nuova norma dispone che la rendicontazione semplificata dei contributi regionali, già prevista per gli enti pubblici, sia estesa anche alle imprese "alle quali - si legge nell'emendamento – sia stata rilasciata da organismi accreditati ai sensi delle norme europee la certificazione di sistema di qualità conforme alle medesime". In base all'emendamento, tali imprese, ai fini della rendicontazione per l'erogazione dei contributi, si limitano a presentare, "nei termini previsti dal decreto di concessione, una dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentante che attesti che l'attività per la quale l'incentivo è stato erogato è stata realizzata nel rispetto delle disposizioni normative che disciplinano la materia e delle condizioni eventualmente poste nel decreto di concessione". "Lo spirito che anima l'emendamento è sicuramente apprezzabile – commenta Ezio Lugnani, direttore dell'Assindustria di Udine – ma bisogna verificare nei fatti se questa nuova norma si tradurrà effettivamente in un'azione di semplificazione, e dunque in una sburocratizzazione dell'iter per la concessione di contributi, e non in ulteriori adempimenti a carico delle imprese". La discussione in Consiglio regionale potrà essere la sede per chiarire eventuali dubbi. L'articolo 41 bis oggi vigente prevede che le imprese possono presentare la rendicontazione delle spese sostenute in relazione a ciascun progetto approvato o ammesso al finanziamento o a ciascun investimento purchè certificate da un dottore commercialista o da un ragioniere commercialista, da persona o società iscritta nel registro dei revisori contabili, da un centro autorizzato di assistenza fiscale. Il soggetto certificatore deve esaminare tutta la documentazione a supporto dei titoli di spesa da realizzare conformemente alla normativa vigente. Le spese connesse all'attività di certificazione sono ammissibili al finanziamento del progetto.

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Notiziario teatro, le novità sul palcoscenico (sezione: Burocrazia)

( da "ADN Kronos" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

A Torino la danza scende in campo contro il lavoro minorile. Franca Valeri e Annamaria Guarnieri mettono in scena 'Les bonnes' di Genet a Bologna. All'Eliseo di Roma Andrea Giordana è 'Otello', mentre Ronconi all'Argentina si misura con il capolavoro di Bradbury, 'Fahrenheit 451''. Al Piccolo di Milano il sipario si apre con 'Vita e destino' di Vasilij Grossman ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di SPETTACOLO Roma, 15 feb. (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Torino - La danza scende in campo, anzi, sale sul palco, contro il lavoro minorile. Il 17 febbraio al Teatro Nuovo di Torino la Proballet Italia - Compagnia l'Ariston Proballet Sanremo, presenta lo spettacolo ''L'Inferno'' patrocinato dall'Ilo, Ufficio internazionale del lavoro. Realizzato dalla compagnia di Sanremo nell'ambito di "Scream", progetto promosso dall'Agenzia delle Nazioni Unite Ilo, lo spettacolo è dedicato a tutti i bambini del mondo che sono vittime di violenza fisica e psicologica, di guerre e poverta'. Si tratta di una rilettura in chiave contemporanea dell'Inferno dantesco per tracciare un panorama dei mali contemporanei che colpiscono in particolare i più indifesi: i bambini. I filmati contenuti nell'opera sono stati concessi dall' Ilo di Ginevra. Roma - "Ti abbraccio nel buio" è il titolo della commedia-dramma di Camilla Cuparo che, dal 19 febbraio al 2 marzo, in prima nazionale, andrà in scena al Teatro Sette di Roma. Protagonisti sul palco insieme a Luigi Iacuzio, già conosciuto per la sua interpretazione nel "Pater Familias" di Patierno, ci saranno Rosalba Battaglia, Elisabetta Becattini, Riccardo De Luca, Emanuele Latini, Daniela Martani, Ilaria Mariotti, Filippo Paoletti e Paolo Sinigaglia. Lo spettacolo racconta la storia di Sesto, un impiegato statale che prende il treno tutte le mattine da 13 anni, per andare a lavorare. Non ha mai conosciuto nessuno su quel treno di pendolari. Non li ha mai guardati in faccia questi compagni di viaggio. Piuttosto ha subito le loro presenze, le loro storie. Ma qualcosa, improvvisamente, dentro di Sesto cambia; inizia a osservarli, uno per uno, fino all'ossessione di impossessarsene. Bologna - Al Teatro Duse, fino a domenica 17, andrà in scena "Les Bonnes" (Le serve) di Jean Genet. Lo spettacolo, prodotto dalla Società per Attori, è interpretato da Franca Valeri, Annamaria Guarnieri e Patrizia Zappa Mulas, per la regia di Giuseppe Marini. Capolavoro dello scrittore e drammaturgo francese Jean Genet, "Les Bonnes" vede protagoniste le sorelle Claire e Solange che amano e odiano la loro padrona, Madame, e sognano di ucciderla. Ogni sera, in sua assenza, le due sorelle giocano a ricoprire a turno il ruolo della padrona e della serva. Ne imitano i gesti, il modo di parlare e a turno vestono i suoi abiti. Realtà e finzione si confondono nella loro mente e il loro progetto di omicidio si trasformerà in un gesto di autodistruzione. La lettura di Giuseppe Marini evidenzia soprattutto le ''inquietudini metateatrali'', facendo dialogare tra loro diversi modelli drammaturgici, dall'opera lirica alla rappresentazione sacra, alla tragedia. "Un teatro bardato a lutto per celebrare il proprio sontuoso funerale, - afferma il regista - l'ultima cerimoniosa auto-rappresentazione". Roma - Dopo i consensi riscossi nelle precedenti stagioni, torna al Teatro Il Politecnico di Roma, fino al 17 febbraio, "In Apnea", la piece scritta, interpretata e diretta da Veruska Proshina. La storia rievoca i variegati sentimenti di un incontro fatale con un uomo italiano: dall'entusiasmo dell'innamoramento al vuoto della perdita, la passione si viene a porre in contrasto con la logica delle convenienze sociali e le diverse culture finiscono col separare gli amanti. Danza e parole si fondono in un assolo tenero e passionale: la Proshina si muove su un palco privo di scenografia, sul quale fa parlare sinuosamente il corpo quasi a voler manifestare i suoi istinti carnali. L'attrice arricchisce il suo testo con le poesie di Anna Achmatova, per raccontare l'esperienza magnifica e dolorosa dell'amore. Roma - Prosegue con ''La strada ferrata'' per la regia Marta Gilmore, al teatro Cometa Off di Roma fino al 17 febbraio alle ore 20.45, la rassegna ''Expo Teatro''. Scandite dalle musiche originali eseguite dal vivo da Fabio Guendalini, sul palcoscenico si incrociano le vite di due ragazzine, Willie e Secondina, interpretate da Fiammetta Olivieri e Pamela Sabatini. Lo spettacolo affronta il trema della solitudine, condizione che porta anche a fantasticare, riflettere e rivivere esistenze altrui. Entrambe le ragazzine hanno perso un fratello e una sorella che, però, tengono in vita reinventandoli ogni volta. E' questa relazione che permette loro di riappropriarsi delle loro storie, creando uno spazio ogni volta diverso. Roma - Sarà Andrea Giordana a vestire i panni di ''Otello'', nel classico della drammaturgia shakespeariana, in scena sul palcoscenico del teatro Eliseo di Roma, fino al 2 marzo, per la regia di Giancarlo Sepe. Rivive così il dramma amoroso che vede contrapposto Otello, uomo maturo e di colore invaghito di Desdemona, a tutti gli altri uomini, bianchi, che non lo ritengono degno di tanta bellezza. Roma - Al Piccolo Eliseo Patroni Griffi di Roma, dal 19 febbraio al 2 marzo sara' in scena 'Oradaria', spettacolo di Giordano Raggi interpretato da Vladimir Luxuria, per la regia di Enrico Maria Lamanna. Il copione, premiato al Vallecorsi e al premio Fondi La Pastora, è ambientato all'interno di un carcere e racconta l'incontro/scontro tra due persone in attesa di processo: Daria, un travestito indurito dalla vita ma capace di grandi sentimenti, e Matteo, giovane delicato, accusato di un delitto che non avrebbe commesso. Vladimir Luxuria veste i panni di Angelo, omosessuale che odia il suo corpo e vorrebbe trasformarlo per diventare, finalmente, quello che sente di essere. Dopo l'iniziale diffidenza, fra i due protagonisti inizia a crearsi un'inattesa solidarietà, basata sulla comprensione reciproca. Ma entrambi, in realtà, tramano, l'uno alle spalle dell'altro, in un doppio gioco sempre più difficile da gestire. In un crescendo di sospetti, colpi di scena e intrecci psicologici venati di cruda ironia, i due personaggi ribalteranno di continuo il proprio ruolo e le proprie prospettive. Milano - Lev Dodin torna a Milano con un nuovo capolavoro di poesia e teatro in prima nazionale: "Vita e Destino" di Vasilij Grossman, saga di una famiglia di ebrei russi tra nazismo e stalinismo, in scena al Piccolo Teatro Studio fino al 16 febbraio. L'autore, ebreo sovietico, scrittore e giornalista, inizialmente integrato nell'ingranaggio della burocrazia sovietica, poi totalmente avverso all'ideologia e accusato di dissidenza, conobbe in prima persona le devastazioni della seconda guerra mondiale, la lotta contro i nazisti, la sconfitta di Hitler, quindi l'ascesa di Stalin. Nel suo romanzo, a lungo censurato nel secolo scorso, racconta le persecuzioni, l'orrore dei gulag, le speranze, la lotta per la vita. Nel periodo di programmazione dello spettacolo nel foyer del Piccolo Teatro Studio sarà allestita la mostra ''Vita e destino - Il romanzo della libertà e la battaglia di Stalingrado". Realizzata nel 2005 per celebrare il centenario della nascita di Grossman, l'esposizione si pone l'obiettivo di analizzare la vita e l'opera dello scrittore russo, soffermandosi sui personaggi del romanzo e sulle vicende storiche che descrive. Corazzano (Pi) - E' affidata alla messinscena di ''Novecento'' di Alessandro Baricco, sulle musiche originali eseguite dal vivo da David Dainelli e la regia Simone Migliorini, l'apertura il prossimo 7 marzo del cartellone 2008 del teatro Quaranthana di Corazzano. A seguire il 14 marzo una serata di musica e poesia con Bobo Rondelli e i ''Compagni di sangue''; mentre il 28 marzo ad animare il palcoscenico dello stabile di Corazzano sarà ''Straligut! Salmo 151°'' di Fabrizio Trisciani e Francesco Perrone. A chiudere la stagione sarà il 4 aprile ''Per certi versi'', recital di canzoni e poesie con Gabriele Rizza e la sua band. San Gimignano (Si) - Ricca di appuntamenti tra prosa e danza è la stagione ''Leggieri d'Inverno'' edizione 2008 in programma al teatro dei Leggieri di San Gimignano fino al 29 marzo 2008. Un cartellone in cui è sottolineata l'attenzione verso la nuova drammaturgia e verso il teatro e la danza sperimentale. A cura di ''Giardino Chiuso'' in collaborazione con il comune di San Gimignano, per la direzione artistica di Tuccio Guicciardini, Clady Tancredi e Patrizia de Bari. Ad aprire il cartellone sarà, sabato 1 marzo alle 21, lo spettacolo di Alvaro Piccardi ''Sonata a Kreutzer'', ispirato alla storia che Tolstoj scrisse nel 1889 e che narra la vita di Pozdnyshev, carnefice di una moglie traditrice, innamoratasi di un affascinante suonatore di violino. A seguire sabato 8 marzo alle 21 e domenica 9 marzo ore 17 sarà di scena la produzione dei ''Comici Ritrovati'', incentrata sulla nuova drammaturgia toscana ed ispirata al testo dello scrittore Carlo Lapucci. Spazio alla danza, sabato 15 marzo alle 21 con ''Moving Movimento 2008'', un progetto dedicato ai giovani coreografi residenti in Italia o attivi all'estero. Sarà poi la Compagnia Krypton del teatro Scandicci a portare in scena, sabato 29 marzo alle 21, ''Panza, Creanza e Ricordanza'', tre studi sulla solitudine sul testo scritto, diretto e interpretato da Giancarlo Cauteruccio. Roma - Il Teatro Argentina di Roma ospiterà, fino al 2 marzo, "Fahrenheit 451", la versione teatrale del testo di Ray Bradbury, diretta da Luca Ronconi. Un progetto che nasce da un'idea di Elisabetta Pozzi con la traduzione di Monica Capuani e Daniele D'Angelo. Interpreti principali sono Elisabetta Pozzi, Alessandro Benvenuti, Fausto Russo Alesi, Melania Giglio, Maria Grazia Mandruzzato, Stefano Alessandroni, Fortunato Cerlino, Mariangela Granelli, Michele Maccagno, Andrea Simonetti e Carlotta Viscovo. Nel testo Bradbury esplora, con grande maestria, il terreno dell'utopia negativa, cioè il genere nel quale l'autore non dipinge uno stato perfetto ma anzi un regno d'incubo e terrore. "Fahrenheit 451", il cui titolo indica la temperatura alla quale brucia la carta secondo la scala in uso nei paesi anglosassoni, racconta di uno stato talmente autoritario che sente il bisogno di mettere i libri al rogo. Montag, il protagonista del romanzo, è un pompiere che ha l'incarico speciale di bruciare libri e carta stampata. Roma - "Antò le momo'. Avanspettacolo della crudeltà" è il titolo dello spettacolo, scritto ed interpretato da Andrea Cosentino, che andrà in scena al Colosseo Nuovo Teatro di Roma fino al 24 febbraio. Nella piece diretta da Andrea Virgilio Franceschi, c'è tutto il teatro di Cosentino ma c'è anche la sua ricerca e la sua passione per l'avanspettacolo come intrattenimento senza sensi di colpa, popolare nelle ambizioni e sofisticato negli strumenti e come qualcosa che viene prima dello spettacolo. Nei primi del novecento l'avanspettacolo veniva rappresentato prima della proiezione cinematografica che era lo spettacolo vero e proprio. L'attore abruzzese ci gioca mettendoci la sua arte di grande performer e la sua capacità lessicale. Unico attore in scena, Cosentino accompagnerà il pubblico attraverso storie comico-grottesche da teatro dell'assurdo sino a catapultarlo senza soluzione di continuità nell'attualità crudele e morbosa della cronaca nera. Pontasserchio (Pi) - Lo spettacolo ''E' tempo di miracoli e canzoni'' con Alessandro Haber e Rocco Papaleo per la regia di Sandro Veronesi andrà in scena al teatro Rossini di Pontasserchio (PI) giovedì 21 febbraio ore 21.00 e non domani sera come previsto. Animato da due protagonisti d'eccezione come Alessandro Haber e Rocco Papaleo e dal regista Giovanni Veronesi, per la prima volta impegnato in ambito teatrale, lo spettacolo è una summa delle numerose performance musical-teatrali messe in scena in questi anni dalla collaudata coppia di attori. ''E' uno spettacolo atipico - ha dichiarato Giovanni Veronesi - che mischia un po' di prosa e un po' di cabaret e la musica dal vivo''. Auronzo di Cadore (Bl) - Al Teatro Kursaal, domenica 17 febbraio alle 20:30 andrà in scena 'Kohlhaas', spettacolo di e con Marco Baliani. 'Kohlhaas' è tratto dal romanzo ''Michael Kohlhaas'' di Hinrich von Kleist ed è basato su un fatto di cronaca realmente accaduto nella Germania del 1500. Lo spettacolo, scritto da Marco Baliani e da Remo Rostagno per la regia di Maria Maglietta, è la storia di un sopruso, non risolto attraverso le vie del diritto, che genera una spirale di violenze sempre più incontrollabile, ma sempre in nome di un ideale di giustizia naturale e terrena. Fino al drammatico finale in cui il conflitto generatore dell'intera vicenda, cos'è la giustizia e sino a che punto in nome della giustizia si può diventare giustizieri, si risolve tragicamente lasciando intorno alla figura del protagonista un'ambigua aura eroica. Bologna - Andrà in scena al Teatro Duse, dal 20 al 24 febbraio 'Aldo Moro, una tragedia italiana', spettacolo di Corrado Augias e Vladimiro Polchi, prodotto dal Teatro Stabile della Sardegna e Teatro Eliseo di Roma, e interpretato da Paolo Bonacelli e Lorenzo Amato. I 55 tragici giorni della prigionia dello statista democristiano, dal 16 marzo al 9 maggio 1978, sono al centro del lavoro di Augias e Polchi. A partire dalle lettere che Moro scrisse dalla ''prigione del popolo'', con brani tratti da 'L'affaire Moro' di Leonardo Sciascia e utilizzando immagini d'archivio e fotogrammi dai film 'Buongiorno, notte' e 'Piazza delle cinque lune', lo spettacolo ripercorre la cronaca del più tragico sequestro politico del nostro dopoguerra, di cui ricorre quest'anno il trentennale. "Su questa vicenda -sottolineano Augias e Polchi- si sono confrontate due concezioni opposte, a ognuna delle quali va una parte di ragione. I sostenitori del valore della vita, considerata come bene assoluto al quale subordinare ogni altra valutazione, e i difensori della Repubblica, chi temeva cioè che cedendo ai terroristi si aprisse una spirale di ricatti, in grado di far soccombere la concezione stessa dello 'Stato'". L'intera vicenda fu una tragedia "nel senso greco del termine: un conflitto senza soluzione possibile. Una tragedia antica, risolvibile solo sulla base di un'idea più religiosa che politica, il dilemma di Antigone: Polis contro Pietas".

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Anteprima - 'Nord Terra Ostile'/ Perché la sinistra non vince? E' attardata su logori schemi fordisti... Il libro di Marco Alfieri (sezione: Burocrazia)

( da "Affari Italiani (Online)" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Venerdí 15.02.2008 11:37 --> In libreria il 20 febbraio 'Nord Terra Ostile - Perché la sinistra non vince', di Marco Alfieri. Perché la sinistra italiana non riesce a vincere nel Nord Italia? Ce lo spiega Marco Alfieri, giornalista de Il Sole 24 Ore, nel suo pamphlet-reportage Nord Terra Ostile, in uscita per Marsilio il 20 febbraio. Da quando esistono Forza Italia e la Lega, la "questione settentrionale" è diventata uno dei trailer mediatici più di successo della seconda repubblica. Ma la sinistra, nel profondo Nord, ha sempre perso. Nord terra ostile, appunto. Attraverso un'analisi acuta e disincantata, il libro racconta in presa diretta la modernizzazione, spesso caotica ma vitale, di territori a capitalismo diffuso dove la qualità delle infrastrutture, la competitività della propria azienda, i tanti lavori invece del 'posto fisso', il rapporto con il fisco, le lentezze della burocrazia e l'emergenza sicurezza sono dimensioni decisive nelle scelte di voto. Attardata su logori schemi fordisti, la sinistra italiana continua a non saper leggere i mutamenti produttivi e le composizioni sociali che nell'ultimo ventennio hanno investito la parte più dinamica del paese, oggi in piena "secessione di velluto". Bisogna pertanto cambiare rotta: avendo contro il Nord si possono vincere le elezioni ma non si riesce a governare. Marco Alfieri, 34 anni, giornalista, è nato a Varese ma vive a Pavia e lavora a Milano. Già corrispondente dal Nord per Il Riformista, scrive per Il Sole 24 Ore.

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LA PIZZA NAPOLETANA DIVENTA DOC (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (City)" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Tra sei mesi la "patente europea" per proteggere la specialità La pizza napoletana diventa doc Santa Di Salvo Margherita o marinara? Fermiamoci qui, al binomio classico. Non ci hanno mai convinto le estrosità esotiche, tipo gli indigesti peperoni che prima o poi spuntano sempre dai cartoni consumati sulle scrivanie o nelle cucine dei film americani. Basta scippi, la pizza è Cosa Nostra. Finalmente ce lo conferma anche l'alta burocrazia culinaria di Bruxelles, che ieri ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Ue il disciplinare europeo contro le imitazioni. SEGUE A PAGINA 14.

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Napoli, un affare da 300 milioni di euro (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Napoli Napoli, un affare da 300 milioni di euro ll business delle pizzerie funziona sempre. Quasi 300 milioni di euro il fatturato complessivo delle oltre mille pizzerie napoletane. I veri fattori di successo del business sono due: posizione e qualità. Per aprire, gli investimenti sono bassi. Le difficoltà stanno soprattutto nella ricerca di personale qualificato. L'attività spesso è a gestione familiare. Per partire servono 50 mila euro. Oltre al personale (lo stipendio di un pizzaiolo parte da 1.500 euro), la spesa più grossa riguarda gli affitti che, in centro città, nonostante bastino anche solo 40-50 metri quadri arrivano a qualche migliaio di euro al mese. Il vero problema dice Massimo Di Porzio, vice presidente dell'Associazione verace pizza napoletana è la burocrazia: I tempi per ottenere le licenze variano da sei a otto mesi. Barbara Betti --> Mille pizzerie tra Napoli e provincia , con un fatturato medio di 300 mila euro a pizzeria, per un totale di 300 milioni di euro. Ecco perchè da lontano ci hanno visto lungo : i primi a investire sulle "risorse napoletane" sono i giapponesi, da oltre quindici anni nel Paese del Sol Levante, sushi, sashimi e bacchette hanno fatto posto alla pizza, con tanto di forchetta e coltello. Seguono gli Stati Uniti e il Brasile. Sta nascendo una nuova pizzeria anche a Kiev, in Ucraina, ci dice Massimo Di Porzio, vice presidente dell'Associazione verace pizza napoletana. Aprire una pizzeria in Italia, però, non è facile: non c'è una liberalizzazione dei pubblici esercizi. "Una Legge Bersani che valga anche per noi non esiste, c'è bisogno di una licenza . Ma in ogni zona il numero delle licenze concesse è limitato, il che equivale a dire che per aprire una pizzeria bisogna aspettare che qualcuno chiuda, rilevando così la sua licenza , o lanciare un'offerta", continua Di Porzio. "I tempi per ottenere le licenze (una del Comune e una sanitaria), variano da sei a otto mesi" continua, "e non è prevista alcuna forma di finanziamento, se non per chi fa grandi investimenti". Eppure investire nella pizza sembra convenire, soprattutto ai pizzaioli che guadagnano in media 1800 euro al mese e più sono bravi più il oro compenso sale, fino a raggiungere i 2500 euro, all'estero soprattutto. "In Giappone, per esempio- testimonia il vice presidente- un pizzaiolo napoletano può guadagnare anche 15 mila euro al mese. Bisogna considerare però che ciò equivarrebbe ai nostri 5000-6000 euro". Un tesoro, dunque, il guadagno di un pizzaiolo doc. E ciò perchè sono loro stessi un tesoro, per i vantaggi economici che portano alla pizzeria . Inoltre un pizzaiolo bravo è un creativo, che sa dosare la sua arte con il procedimento canonico della pizza. E come tale va a tutelato, come la pizza verace napoletana per la quale è stato proposto, infatti, un procedimento disciplinare di produzione che valga a livello non più solo italiano, com'era il marchio doc ma a livello europeo. Ciò in quanto "negli ultimi anni troppi si sono improvvisati pizzaioli portando innumerevoli danni nel mercato della pizza" , aveva fatto sapere Antonio Pace, presidente dell'Ascom di Napoli . E' così che- rende noto Pace- a soddisfare le attese, è avvenuta la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale dell'Unione europea del disciplinare di produzione della verace pizza napoletana. Una pubblicazione, questa, che rappresenta l'ultimo passaggio prima del via libera definitivo di Bruxelles al riconoscimento alla pizza napoletana della Stg (Specialità tradizione garantita), che rappresenta, appunto, un ampliamento della tutela al livello europeo. Il disciplinare indica le fasi della preparazione dell'impasto, della lievitazione, della formatura e cottura". E se non si rispettano questi parametri? " Ci sarà un consorzio di tutela, costituito dall''Ascom e da circa 10 società di certificazione accreditate come la Dnw e la Certoconsumo che controlleranno in tutta Europa" fa sapere di Porzio. Ma attenzione "il disciplinare è una tutela non certo un libro di ricette"mette in guardia Pace. E allora i creativi devono nascere all'interno della disciplina, solo così saranno tutelati. Fare attività nel settore: pro e contro Pro L'organizzazione dell'attività è facile e bastano spazi non particolarmente grandi Grande richiesta da parte del mercato Posizione giusta e prodotto di qualità fanno guadagnare Contro Difficoltà nella ricerca del personale Orari di lavoro pesanti Concorrenza agguerrita e in crescita il numero delle licenze concesse è limitato, per aprire una pizzeria bisogna aspettare che qualcuno chiuda, rilevando così la sua licenza I numeri 1000 circa le pizzerie nel Napoletano 650 euro il fatturato medio giornaliero di una pizzeria 300 milioni di euro il fatturato complessivo 1800-2500 euro guadagno medio di un piazzaiolo 50 mila euro l'investimento minimo iniziale per aaprire una pizzeria --> del 15-02-2008 num.

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Abbattere i costi con le <nuove> fonti di energia (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma, La" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Abbattere i costi con le "nuove" fonti di energia Migliorano le tecnologie e i rendimenti Azzali: aziende penalizzate dalla burocrazia Le tecnologie per produrre energia da fonti rinnovabili sono in evoluzione e consentono di migliorare rendimenti e costi. Gli esperti sono concordi: impianti a biomassa, pannelli solari o turbogas sempre più efficienti sono interessanti per le imprese, in un Paese dove l'ener gia costa il 30-40% più che in Europa. Le energie rinnovabili sono penalizzate dal fatto di essere "scomode" e dai costi, che però tenderanno a scendere. Per i problemi energetici comunque non esiste una soluzione unica: bisogna integrarne diverse. Per Agostino Gambarotta, docente del dipartimento di Ingegneria industriale dell'Università di Parma, il primo passo da fare è ridurre i consumi modificando alcune abitudini. "Installare lampadine a basso consumo, rafforzare l'isolamento termico degli edifici, aumentare l'effi cienza degli impianti - dice Gambarotta -. continua... Per leggere il testo completo dell'articolo, registrati al nuovo "sfogliatore" online.

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Favara, amministrazione e burocrazia sono in sintonia (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Favara. Il prefetto ha recentemente invitato i sindaci a misurarsi con i bandi europei, gli unici in grado a finanziare i progetti di rilancio del territorio, mentre da tempo il presidente della Confindustria grida contro la burocrazia degli Enti locali che ostacola e danneggia l'imprenditoria. Favara è tra i pochi Comuni virtuosi in grado di agganciare i finanziamenti della Ce e dove amministrazione e burocrazia lavorano in sintonia. "Abbiamo recentemente - dice il sindaco Russello - potenziato l'ufficio europeo ed è nostra intenzione prevederne all'interno la figura dirigenziale. L'ufficio, oltre a curare i progetti in itinere, deve controllare i siti internet sui bandi europei, nazionali e regionali e dare comunicazione agli assessori su pubblicazioni che riguardano le loro deleghe. L'amministrazione punta, inoltre, alla collaborazione con i Comuni vicini". Tra i bandi vinti dal Comune, "Mida" è nella fase finale. "Mida - dice l'architetto Giacomo Sorce - ha avuto un finanziamento di due milioni e centomila euro, dei quali 210mila euro sono stati destinati a Favara, mentre 21 sono i partner". Prima di Mida c'è stato Medifostak e il Contratto di quartiere. "Sabato prossimo - continua Sorce - il progetto Mida prevede una giornata di studi sul tema territori rurali e micro filiere agroalimentari. Sono previsti due i momenti, il primo di master di formazione a distanza destinato a funzionari e operatori che si occupano di agricoltura e agroalimentare. L'incontro aperto a tutti sarà condotto da tre luminari individuati da Anci Basilicata nel ruolo di capofila del progetto. Il pomeriggio vedrà la presenza delle autorità politiche e istituzionali. L'esperienza che in questi anni abbiamo maturato ci lascia intendere che è una strada giusta quella di investire sulle intelligenze interne alle amministrazioni locali". Franco Pullara.

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Le magnifiche sette naccio (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

@@La loro esperienza dimostra come sia possibile creare imprese al femminile Sette imprenditrici sette per dimostrare che è possibile creare imprese al femminile ed essere partecipi allo sviluppo del territorio provinciale. Per 7 imprenditrici ennesi non è stato facile imporsi in attività che solitamente appartengono al sesso maschile, ma la loro determinazione, il loro impegno e la volontà di riuscire sono state le qualità migliori per emergere e diventare azioniste di se stesse. Il convegno sull'imprenditoria femminile, svoltosi mercoledì mattina a sala Cerere, ha confermato che in provincia di Enna qualcosa di concreto si muove, che ci sono giovani pronte ad affrontare il futuro come imprenditrici. Non è stato facile, ma il corso frequentato, la spinta psicologica avuta, hanno fatto il miracolo e non è detto che non si possano verificare, nel prosieguo, iniziative di questo genere. C'erano tante giovani al convegno, hanno ascoltato in silenzio, l'esperienza raccontata da Stefania Bruno, diventata pittrice per ispirazione e realizzatrice artistica di decori d'interni per convinzione; le dichiarazioni delle altre 5 imprenditrici presenti su come è stata avviata questa attività d'impresa. Ha ragione Paola De Fortunatis, responsabile del progetto Formaper della Camera di Commercio di Milano, quando dice che "bisogna credere in se stesse, capire cosa si vuole fare, non precludersi alcuna possibilità; avere la forza di superare eventuali barriere, non abbattersi davanti alla burocrazia imperante. Tra le 7 imprenditrici, l'ennese Francesca Irene Chiaramonte sottolinea come da dipendente sia diventata titolare di un'agenzia viaggi "? dove realizzare i tuoi sogni". "Ho fatto esperienza, ho seguito il corso con attenzione - ha dichiarato la Chiaramonte - poi ho fatto il salto di qualità e quantità e mi sono ritrovata titolare di un'agenzia viaggi, che ora cammina speditamente. Ora sono in grado di competere con tutti, uomini compresi". Il corso di formazione, che interessava 20 giovani, è sicuramente servito, ha fatto capire che potevano farcela. Diverse le attività sorte, anche se "vini e liquori" sono stati attenzionati da 3 imprenditrici. Maria Monica Modeo, ennese, ha creato un'agenzia di rappresentanza specializzata nella vendita di vini, champagne, spumanti, liquori; la villarosana Maria Laura Moeo ha realizzato una enoteca con vini di qualità e prodotti tipici siciliani come formaggi, salumi, prodotti dolciari, legumi? e non solo; Catalda Raffino, originaria di Regalbuto, a Pergusa ha creato un negozio di distribuzione di prodotti liquorifici e birra. L'ennese Anna Loliva ha realizzato un negozio-laboratorio dove si creano icone dorate su vari materiali, sculture, capezzali con soggetti sacri e complementi di arredo. L'agirina Santina Zuccarello ha creato un centro estetico-solarium. Sono le magnifiche 7, che potrebbero rappresentare la spinta affinché l'imprenditoria femminile, in provincia di Enna, cresca di più. Flavio Guzzone.

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14:52 MEDIE IMPRESE: MONDELLO, DA SOSTENERE CON POLITICHE MIRATE (sezione: Burocrazia)

( da "Agi" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Milano MEDIE IMPRESE: MONDELLO, DA SOSTENERE CON POLITICHE MIRATE (AGI) - Milano, 15 feb. - "Dall'Indagine 2007 - evidenzia il presidente di Unioncamere, Andrea Mondello - giunge conferma della leadership, nel made in Italy, delle medie imprese industriali, vera spina dorsale del sistema produttivo nazionale. I loro risultati, superiori a quelli delle grandi imprese nei principali indicatori economici, sono riconducibili alla straordinaria capacita' di rinnovarsi continuamente e di riposizionarsi sugli scenari competitivi, attraverso una ricerca costante della qualita' e un'efficace integrazione tra capacita' produttiva e servizi. In particolare, il punto di forza delle medie imprese e' la loro capacita' di fare rete e stare in filiera integrandosi all'interno di reti piu' ampie; una caratteristica, questa, che, come tutte le indagini delle Camere di Commercio dimostrano, e' elemento premiante per lo sviluppo". "Il nostro Paese - aggiunge Mondello - ha il dovere di aiutare le imprese, sostenendo, in particolare, quelle di successo. Nello specifico, le nostre medie imprese si trovano troppo spesso ad affrontare criticita' di contesto quali: l'eccessiva pressione fiscale; l'elevato costo dell'energia elettrica; il peso e le inefficienze della burocrazia; la difficolta' a reperire capitale umano altamente qualificato. Ma, soprattutto, le medie imprese risentono - come del resto tutto il sistema produttivo - di una cronica carenza di infrastrutture che frena pesantemente lo sviluppo". Per il presidente di Unioncamere, infine, "e' dunque necessario attuare sia politiche coraggiose, in grado di attivare cambiamenti strutturali del contesto, sia politiche mirate in relazione alla specificita' dei modelli di business e dei processi evolutivi".(AGI).

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La Cna propone un "patto" ai sindaci per le Pmi (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

ECONOMIA La Cna propone un "patto" ai sindaci per le Pmi Diminuzione della pressione fiscale e dei costi della burocrazia, maggior coinvolgimento nelle scelte di politica economica delle imprese artigiane e delle Pmi: queste le richieste che la Cna sta presentando ai sindaci dei Comuni polesani impegnati nella predisposizione dei bilanci di previsione 2008 ."La Cna - afferma Alessia Zaninello, presidente provinciale - ha avviato una serie di iniziative nei confronti dei sindaci dei comuni polesani al fine di rimarcare il ruolo che le imprese artigiane e le Pmi rivestono nello sviluppo economico e sociale del territorio in occasione dell'avvicinarsi della scadenza per l'approvazione dei bilanci comunali, ponendo il problema della tassazione locale, in cinque anni aumentata del 55\% con l'Irap salita del 19,5\%, e l'utilizzo delle risorse, sempre più scarse"."Gli Enti locali hanno sempre meno risorse e le aziende sono in difficoltà - prosegue la presidente - occorre collaborazione ed un patto che aiuti tutti ad uscire dalla crisi. Un nuovo patto tra Pubbliche amministrazioni, imprese, Associazioni di categoria per un migliore utilizzo delle risorse locali: è questa la sfida che lanciamo ai Sindaci dei comuni polesani, un confronto concreto sulla tassazione locale e il modo in cui le risorse vengono reinvestite".Il federalismo fiscale infatti non deve essere una scusa per tartassare cittadini e imprese, la tassazione locale, non sostitutiva, ma, aggiuntiva a quella nazionale, assorbe risorse che le imprese potrebbero impiegare per il proprio sviluppo."L'invito della Cna - commenta la Zaninello - è a ripensare le relazioni tra imprese e Enti locali non solo sul fronte della tassazione, ma anche della concertazione delle politiche locali; inoltre favorire una maggiore efficienza dei servizi attraverso l'aggregazione delle funzioni tra Comuni: meno tasse, ma, anche meno tempo perso nell'inseguire la rete della burocrazia, poiché gli imprenditori passano novanta giorni l'anno in fila agli sportelli pubblici o impegnati in moduli e scartoffie".

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Per Ministero e Regione Vodo di Cadore "non esiste" (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL CASO Per Ministero e Regione Vodo di Cadore "non esiste" Vodo di Cadore è un paese che non esiste per la Regione e il Ministero. C'è Vodo Cadore, senza la preposizione semplice "di", dicitura riconducibile ad un errore di chi sa chi, per rimediare al quale e per rientrare di diritto nella propria identità, il comune, secondo quanto stabilisce la legge, dovrebbe andare a referendum. Una vicenda assurda, raccontata dal sindaco Guido Calvani non senza ironia. "Siamo diventati campioni di burocrazia. Il caso ha voluto che scoprissimo la nostra diversa identità, nel corso delle pratiche avviate per dotarci del gonfalone che non abbiamo. Non ci chiamiamo Vodo di Cadore ma Vodo Cadore. Siamo rimasti allibiti tutti quanti. Ho fatto una ricerca senza esito alcuno, per scoprire il colpevole. Non si riesce a capire come mai tutti gli altri paesi del Cadore abbiamo il "di" mentre Vodo non ce l'ha. Voglio esprimere una presunzione. Sicuramente all'epoca, ma non si sa neppure quale, l'impiegato che lavorava in Prefettura (anche in internet Vodo di Cadore non è la dicitura corretta) che ha trasmesso l'elenco dei Comuni al Ministero non ha trascritto correttamente la denominazione. Dalla ricerca che ho fatto in Magnifica Comunità, in Prefettura, nei vari archivi - sono andato addirittura a leggermi i Laudi - non è emerso da dove sia partito l'errore o la dimenticanza. Ci siamo comunque subito posti il problema di come fare. La legge regionale numero 25 del '92 che regola la materia prevede che per cambiare la denominazione ad un Comune si debba andare a referendum. Chiaramente non possiamo pensare di usare questo strumento per rientrare nei nostri diritti, vista la spesa certamente non indifferente che saremmo chiamati a sostenere. E fin qui non ci piove. Ma allora cosa fare? ce lo siamo chiesti noi in Giunta. Ecco allora la richiesta di fare una piccola modifica alla legge 24 che stiamo approntando proprio in questi giorni, che preveda la possibilità di poter aggiungere nella dicitura di un Comune la preposizione semplice o articolata che sia. Solo in questo modo potremo evitare di chiamare a raccolta la popolazione per votare. Questa vicenda ci sta procurando problemi ma anche danni. E' chiaro e palese che questo è il Comune di Vodo di Cadore. Tutti lo sanno. E' storicamente provato. Ciò nonostante non esistiamo". Storia da Gabibbo.Nives Milani.

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Fisco e flessibilità: l'Austria tenta le imprese (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

La società governativa per lo sviluppo degli investimenti ha spiegato i vantaggi alle Pmi della Destra Tagliamento Fisco e flessibilità: l'Austria tenta le imprese PordenoneUn'aliquota fiscale unica e nominale del 25 per cento sugli utili dell'impresa. Un sistema burocratico piuttosto snello che consente di ottenere i permessi necessari ad avviare un'attività industriale in meno di ottanta giorni. La disponibilità di manodopera qualificata da poter impiegare in un mercato del lavoro più flessibile. E la presenza di terreni ancora a buon mercato sui quali costruire i capannoni. Senza contare che in Carinzia i permessi per realizzare un fabbricato industriale si possono avere in soli due giorni. Quasi un "libro dei sogni" per le imprese che vogliono aprire nuove attività. Ma a spiegare che sono tutte cose che si possono riscontrare è stata ieri - in un incontro che si è tenuto all'hotel Ca' Brugnera nel centro mobiliero della provincia di Pordenone - l'Austrian Business Agency, l'agenzia governativa per lo sviluppo degli investimenti in Austria."Oltre ottocento imprese italiane - ha spiegato Marion Schramm-Biber, dell'agenzia governativa di Vienna davanti a una cinquantina di rappresentanti di piccole imprese pordenonesi e friulane - hanno deciso nel 2007 di trasferirsi in Austria. L'Italia si è confermata al secondo posto, dopo la Germania, per numero di investitori che hanno scelto di produrre nel nostro paese".Le società avviate - con il supporto dell'agenzia governativa - si concentrano in modo particolare in Carinzia. "Si tratta di imprese - precisa la funzionaria - dei più diversi settori manifatturieri, dalla plastica alla metalmeccanica e al legno. Ma molte sono le società commerciali e dei servizi". Nell'ultimo periodo non sono mancati gli esempi anche "friulani" di imprese - come la Danieli di Buttrio e la Eco di Pocenia - che hanno avviato attività produttive oltre confine.Ma quali sono i maggiori vantaggi che le imprese hanno nel trasferirsi in Austria? "Senza dubbio - sottolinea Marion Schramm-Biber - il sistema fiscale piuttosto semplice e certo è un elemento attrattivo per le società che a fronte di un'aliquota unica e di regole chiare sulla detraibilità fiscale hanno la possibilità di fare dei programmi anche di lungo periodo senza il rischio di vedersi cambiare continuamente le normative in materia. La burocrazia, inoltre, è più snella ed è in grado di rispondere in media in 80 giorni anche sulla documentazione che riguarda i rigidi regolamenti di rispetto ambientale". E il costo del lavoro? "Il costo della manodopera - spiega la manager dell'agenzia governativa - è più o meno uguale a quello italiano. Ma è importante la certezza del diritto del lavoro: le imprese sanno che si può licenziare un dipendente, anche senza giusta causa, con un preavviso di sei settimane".Davide Lisetto.

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MEDIOBANCA: MONDELLO (UNIONCAMERE),MEDIE IMPRESE SPINA PAESE (sezione: Burocrazia)

( da "Wall Street Italia" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di ANSA (V. ANSA 'MEDIOBANCA: MEDIE IMPRESE BATTONO... DELLE 16.26) -->(ANSA) - MILANO, 15 FEB - ''Dall'indagine 2007 giunge conferma della leadership, nel made in Italy, delle medie imprese industriali, vera spina dorsale del sistema produttivo nazionale". Commenta così il presidente di Unioncamere, Andrea Mondello, la ricerca sulle medie imprese Mediobanca-Unioncamere, presentata oggi a Piazzetta Cuccia. "Il nostro Paese ha il dovere di aiutare le imprese" ha aggiunto Mondello che, tra le "criticità di contesto" a cui sono esposte, ha indicato "l'eccessiva pressione fiscale, l'elevato costo dell'energia elettrica, il peso e le inefficienze della burocrazia, la difficoltà a reperire capitale umano altamente qualificato. Ma, soprattutto, le medie imprese risentono - come del resto tutto il sistema produttivo - di una cronica carenza di infrastrutture che frena pesantemente lo sviluppo". "I loro risultati - conclude Mondello -, superiori a quelli delle grandi imprese nei principali indicatori economici, sono riconducibili alla straordinaria capacità di rinnovarsi continuamente e di riposizionarsi sugli scenari competitivi, attraverso una ricerca costante della qualità e un'efficace integrazione tra capacità produttiva e servizi. In particolare, il punto di forza delle medie imprese è la loro capacità di fare rete e stare in filiera".(ANSA).

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Simboli cambiati, restano i partitini Sono già otto i candidati premier Pd e PdL hanno raggruppato tante realtà eppure la corsa al Parlamento resta frammentata Sulle schede elettor (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Sondrio, La" del 15-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ali "sopravvivono" lo scudo crociato, Alberto da Giussano e il garofano Otto candidati premier (per ora), oltre quaranta partiti, simboli che spariscono e altri che debuttano: se in Italia il clima dell'antipolitica è ben alimentato, i politici, siano le vecchie volpi delle Camere o aspiranti parlamentari, non rinunciano a rimescolare le carte. Complice anche il "porcellum", l'attuale legge elettorale. Unica semplificazione sarà l'"election day", approvato ieri dal Consiglio dei ministri, che appunto accorperà le elezioni politiche e quelle amministrative (Sicilia esclusa) il 13 e 14 aprile. Rivoluzione nei simboli - La campagna elettorale si è già infiammata a partire dai simboli. A sinistra falce e martello finiscono nell'armadio per lasciare posto all'arcobaleno, ma i gruppuscoli più piccoli dei "duri e puri" come Marco Ferrando e il "dissidente" Franco Turigliatto rassicurano che i simboli del comunismo saranno comunque presenti. Già, perché come in ogni occasione elettorale che si rispetti, non mancheranno, oltre ai partiti nazionali, anche le "microliste" locali. Sempre nel campo dei simboli, se è stato indolore il processo con il quale An ha rinunciato al tondo biancazzurro per confluire nel PdL di Berlusconi (lasciando la "fiamma" ex missina ai partiti di destra estrema), Pierferdinando Casini si erge a difensore dello scudo crociato e non molla: tant'è che correrà da solo, da premier. A "resistere" è anche Alberto Da Giussano: il tradizionale simbolo della Lega sopravvive grazie all'intesa solo al Nord tra il Carroccio e il PdL. Stessa sorte per il garofano socialista: tutte le componenti dell'ex Psi si sono riunite dopo anni di diaspora e hanno detto "no" all'annullamento nel Pd. "Sopravvive", ma come alleato con il Pd, il gabbiano dell'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. Così come un "evergreen" sta diventando anche il Campanile di Mastella. Anche l'ex Guardasigilli ha ribadito, stizzito, il fatto che l'Udeur correrà da solo. In bilico resta la Rosa nel pugno: ma se il duo Pannella-Bonino troverà un'intesa con il Pd, anche il simbolo radicale è destinato a finire in cantina. I "nuovi" - Ma per simboli che spariscono, trasmigrano o si ridimensionano, ecco che fioriscono nuovi raggruppamenti. A iniziare dalla "Rosa Bianca" di Tabacci e Pezzotta, mentre della Sinistra arcobaleno si è già detto: raggruppa Rifondazione, Comunisti italiani, Sinistra democratica e Verdi. Spazio anche alle quote rosa nella corsa alla premiership: è il caso di Daniela Santanché, che correrà con quella "Destra" di Storace che adesso, finalmente, potrà rivendicare l'eredità dell'Msi in opposizione agli odiati "cugini" di An. All'estrema sinistra debutta, con falce e martello, il "Partito comunista dei lavoratori" fondato da Ferrando, il dissidente di Rifondazione. E comunque le novità saranno sempre parecchie a livello locale, col solito proliferare di sigle "di disturbo" o semplicemente folcloristiche, che nessuna legge elettorale fino ad oggi a mai stroncato sul nascere. Raccolta firme - Già, anche perché l'"arma" della raccolta delle firme necessarie per presentare le liste può essere più o meno agevolmente aggirata. Ai partiti o ai gruppi già esistenti infatti basta avere due o più parlamentari (nazionali od europei) per evitare la raccolta di rito. Quindi sono esentati Pd, PdL, Udc, Sinistra arcobaleno, Idv, Lega e Socialisti e Radicali (questi ultimi due sono esentati grazie proprio al fatto di avere degli europarlamentari). "Condannati" a trovare firmatari sono invece le new entry come la "Rosa bianca" dei centristi, "La Destra" di Storace e la lista "Pro-life", ovvero gli antiabortisti capitanati di Giuliano Ferrara. Esentati dalle firme invece i minipartiti che però saranno presenti nelle coalizioni più ampie, come è il caso della Democrazia Cristiana per le Autonomie di Gianfranco Rotondi e Alternativa Sociale di Alessandra Mussolini (entrambe nel PdL). In bilico (e bisognerà attendere il verdetto della burocrazia) le liste che fanno riferimento a gruppi "in comune", come il Nuovo Psi, il Movimento per l'autonomia di Lombardo e il Pri. Composizione delle liste - Un altro rompicapo per i partiti è poi rappresentato dalla composizione delle liste. Nei due partiti maggiori, il Pd e la PdL, i problemi sono simili: garantire "quote" non solo alle realtà politiche d'origine (Ds e Margherita da un lato, Forza Italia e An dall'altro) ma anche alle varie "correnti" interne: dai laici ai cattolici in entrambi gli schieramenti per arrivare, nel caso della "vecchia" Forza Italia, alla competizione tra "brambilliani", "dellutriani", liberal e ciellini. Problemi che peraltro si replicano nella Sinistra Arcobaleno, che deve garantire rappresentanza ai quattro partiti "fondatori", con Rifondazione che reclama almeno la metà dei posti disponibili. Già perché a decidere restano le segreterie, visto che con la vigente legge elettorale i cittadini non è permesso esprimere voti di preferenza personale. Il nodo finanziamenti - Infine un capitolo che riguarda molto da vicino le scelte politiche dei partiti per quanto riguarda apparentamenti, fusioni e, all'opposto, scissioni e decisioni di correre "in solitaria". Si tratta dei finanziamenti ai gruppi parlamentari. Ieri si è appreso che Ds e Margherita hanno versato al neonato Pd, rispettivamente, 426mila e 174mila euro. Si tratta delle quote di novembre dicembre, visto che dal primo gennaio i parlamentari sovvenzionano direttamente il nuovo partito. Nel centrodestra invece, l'anno scorso Silvio Berlusconi, tramite Forza Italia, ha finanziato con 400mila euro Azione Sociale della Mussolini e con 700mila euro "Italiani nel Mondo", la formazione politica creata dal senatore eletto all'estero Sergio De Gregorio. Pier Carlo Batté.

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