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Clinica
degli aborti, un'altra perquisizione
( da "Gazzetta
di Modena,La" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ma i tempi e
la burocrazia della sanità italiana (cui può seguire anche un corso sulla
contraccezione, cui le cinesi sembrano spesso disinteressate) non si conciliano
con chi al mattino vuole abortire e alla sera deve essere già al lavoro, in
qualche laboratorio.
Ecco
le urgenze: ridurre tasse burocrazia e costi dell'energia
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
fiscale e la
burocrazia. "é difficilissimo stare al passo dei concorrenti stranieri
che, specie all'Est, hanno un terzo della nostra tassazione". L'esempio
dei rapporti con la Russia è illuminante. In quel paese l'impresa italiana
porta ingenti capitali per l'acquisto di materie prime ed energia e avrebbe poi
la possibilità di rimpatriare le risorse sfruttando la domanda di automobili.
Vogliono
una montagna finta ( da "Trentino"
del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ma Fulvio
Caneppele e Marisa Corradi non vogliono buttarla in burocrazia.
"Discendiamo da famiglie di allevatori e a Lavarone siamo rimasti in 4.
Investiamo una cifra assurda per "guadagnarci" un lavoro che non ha
nè ferie nè domeniche. Che la nostra stalla sia una "minaccia" per
l'altipiano, non lo possiamo accettare".
Galleria
civica: I tagli, che errore ( da "Trentino"
del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Le scuse
della Maestri mi sembrano da burocrazia borbonica, i discorsi d'apparato non
aiutano certo a chiarire cosa si vuole fare di una risorsa come quella della
Galleria che ha dato a Trento una visibilità riconosciuta in Italia e
all'estero. Quando giro per mostre, fiere e musei tutti riconoscono i meriti di
Cavallucci nel settore dell'arte contemporanea,
Di
Marco Pasciuti Ci aveva visto lungo, altroché. Aveva t
( da "Leggo"
del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ma
soprattutto era riuscito a strappare un posto all'Inps, dove aveva lavorato per
25 anni su segnalazione dell'Associazione Italiana Ciechi. Evidentemente il non
vedente non era lui, ma la cieca burocrazia che non guarda, non vede, non
pensa. Lui aveva visto lungo, davvero.
Mercato
al bivio tra impresa e protezionismo - giampaolo meloni
( da "Nuova
Sardegna, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Quello che le
carte della burocrazia riconducono alla "Tabella A" è un caso che
parla per tutti: si tratta in sostanza di definire la raccolta dei generi e il
numero delle licenze. In forme più banali si tratta di decidere "chi deve
vendere cosa". E soprattutto a chi spetta quello ruolo di selezione.
L'asl
trascura gli anziani ( da "Nuova Sardegna, La"
del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
TORTOLì. "Perché l'Asl 4 d'Ogliastra non si batte per snellire la
burocrazia, venendo così incontro soprattutto agli anziani?". A chiederlo,
con una nota inviata ai vertici dell'Azienda sanitaria locale, è Mario Ferreli,
segretario di Lega dello Spi-Cgil Ogliastra: "Non riesco proprio a capire
perché un problema così importante per la terza età venga trascurato dai
vertici
Le
piccole imprese sono al limite ( da "Italia Oggi"
del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Uno stato che
sappia abbandonare la burocrazia e che sia capace di ridurre la spesa pubblica.
D. E poi? R. Poi chiede un sistema bancario che consenta di finanziare le idee
e gli investimenti degli imprenditori. E che non domandi tassi di interesse
esorbitanti né a chi produce né a chi vuole comprarsi una casa.
Vincenzi:
<Ecco il mio pianoper la città metropolitana>
( da "Secolo
XIX, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
se ogni
Municipio diventasse un nuovo Comune sullo schema attuale di Tursi, le spese e
la burocrazia potrebbero alla fine aumentare anziché diminuire. "È un
rischio, ma non corriamo pericoli in questo senso - taglia corto il sindaco -.
Come ha detto Veltroni, la città metropolitana semplifica e snellisce. Non
moltiplica". La partita sarà complessa.
<il
vero decentramentoriduce i costi della politica>
( da "Secolo
XIX, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
superando
tutte le resistenze e tutte le forme più negative di burocrazia, con una
visione propositiva e con un progetto che assicuri e promuova la più ampia
partecipazione dei cittadini.I Presidenti del Municipi: M. Avvenente, S.
Bernini, F. Carleo, G. Crivello, A. Gianelli, M. Massardo, D. Minniti, P. Ottonello,
A.
De
agostini convoca gli autonomisti a udine: convention e liste
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Vi è stata
anche una forte perdita di competitività delle nostre imprese e del nostro
lavoro, un appesantimento dei costi della burocrazia regionale e uno scadimento
della qualità dei servizi sanitari dovuto alla crisi della finanza pubblica
nazionale e regionale. Cambiamenti epocali, quindi, che richiedono la messa in
campo di nuove politiche e di interventi regionali e locali".
25
congresso provinciale acli ( da "Provincia Pavese, La"
del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
cioè della
loro condizione davanti alle difficoltà della burocrazia. Nell'ambito
culturale, per dare significato e valore alla nostra azione sociale occorrerà
promuovere maggior garanzia nei rapporti di lavoro operando affinché vengano
introdotti adeguati ammortizzatori sociali e la formazione permanente sia un
obiettivo centrale della riforma del mercato del lavoro;
Gallerini
in campo con la civica "per udine"
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
schiacciata
dalla burocrazia e che ha perso la sua attrattività e il suo ruolo di
capoluogo. Non riesco quindi a intravedere nella sua nomina elementi
sufficienti di cambiamento. Per quattro anni ho cercato di dare il mio
contributo all'amministrazione Cecotti con l'obiettivo di favorire il rilancio
delle attività imprenditoriali e commerciali presenti in città,
<Troppi
errori dei medici, sbagliate seimila ricette in due mesi>
( da "Secolo
XIX, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia,
"che blocca il nostro mestiere", citando un episodio accaduto al Cupa
di via Collodi: un'anziana è stata respinta perché sulla ricetta mancava il
codice fiscale. Riferendosi all'eccessivo rigore burocratico, la segreteria
della Funzione pubblica della Cgil ricorda che "le procedure di
prenotazione che obbligano ad indicare il codice fiscale sono frutto di
decisioni dirigenziali,
Lunardi:
Terzo Valico, prima opera del nuovo governo Berlusconi pag.1
( da "Giornale.it,
Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
a qualsiasi
livello, decida la burocrazia anzichè i rappresentanti del popolo". Lei
crede nel Porto di Genova? Sta seguendo le evoluzioni della situazione?
"Le seguo con l'interesse e la preoccupazione che merita il primo porto
italiano. Ma credo in Genova. Certo, ribadisco che il Terzo Valico è decisivo.
La
politica che vuole rinnovarsi - edmondo berselli
( da "Repubblica,
La" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la
burocrazia, il "teatrino". Sotto questa luce, il cambiamento contiene
fin dall'inizio una intensa carica antipolitica. E oggi che la politica assume
la configurazione di un faccia a faccia tra due protagonisti della
comunicazione, due opposte personificazioni dell'"homo mediaticus", è
verosimile che il confronto avvenga proprio fra due forme possibili di
cambiamento.
Un
femore rotto, poi il calvario ( da "Nuova Ferrara, La"
del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
assurdità di
certa burocrazia. E' quello lanciato da Arianna Guazzaloca, che attraverso il
nostro giornale ha voluto raccontare l'odissea di sua nonna Carolina dopo la
rottura del femore. Un'odissea che continua tutt'ora. E' la sera dell'8 gennaio
quando la signora Carolina cadendo si rompe il femore: due giorni dopo,
racconta la nipote,
La
Provincia ai sindacati I tecnici dello Spisal torneranno nei cantieri
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
incontratesi
per mettere a punto un piano in grado di dimezzare la burocrazia a carico degli
ispettori e rilanciare la sicurezza soprattutto nel comparto edile. Dopo gli
ultimi due mesi, con una serie di tragedie sui luoghi di lavoro che hanno
spezzato la vita di decine di operai, gli enti preposti si stanno muovendo per
cercare nuove soluzioni a tutela dei lavoratori.
Ortis
sfida honsell: confronto pubblico sui temi della città
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
biblici della
burocrazia e semplificare i procedimenti. E poi più fiducia nei cittadini
aumentando le autocertificazioni e intensificando peraltro il sistema dei
controlli; e ancora, valorizzazione dei dipendenti del nostro comune e delle
loro competenze e riducendo progressivamente il ricorso a consulenze esterne
che dovranno in ogni caso completare la crescita del personale interno.
Investire
in austria? spiegati tutti i vantaggi
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Quelli
relativi alla burocrazia, per esempio. Il sistema austriaco è al sesto posto al
mondo per snellezza dell'apparato burocratico (l'Italia è al 48º). Il che
significa, per esempio, che chi decide di aprire un'azienda da quando avvia le
pratiche ci impiega in media 80 giorni.
Scarcerati
in Argentina, dopo cinque anni il processo può iniziare
( da "Adige,
L'" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la
farraginosità di accordi internazionali e burocrazia, quando in ballo ci sono
uffici, giudici ed autorità di due stati sovrani, è tale da lasciare sgomenti.
Perché la vicenda di Paracchini e D'Amico comincia all'inizio degli anni 2000
quando i due vengono scoperti dagli agenti del Gico e arrestati con l'accusa di
spaccio internazionale di droga.
BREVI
( da "Secolo
XIX, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
Sono pienamente solidale con quanto afferma la signora Maura Fontanella nella
sua lettera sulle visite per ottenere l'invalidità, perché ho avuto e tuttora
ho esperienze analoghe. Mia madre, dopo aver fatto tre visite a distanza di sei
mesi l'una dall'altra, e non aver ottenuto niente, ricevette la convocazione
per una quarta visita il giorno dopo essere defunta in seguito
Il
mio sogno di facce nuove in parlamento
( da "Repubblica,
La" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Guazzaloca/Don
Camillo in Parlamento, allora, almeno per parte del PD, si potrebbe avere una
competizione aperta, sperare in candidati partoriti fuori della sua storia e
della sua burocrazia, contare su una rottura della crosta corporativa che
imprigiona e strema la città, restituire Bologna a se stessa. franco carinci.
"Troppa
burocrazia gli artigiani fuggono"
( da "Stampa,
La" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
SCORAGGIATI
DA PRATICHE FARRAGINOSE "Troppa burocrazia gli artigiani fuggono"
[FIRMA]FRANCA NEBBIA CASALE MONFERRATO A distanza di mesi dall'assegnazione dei
lotti nell'area artigianale (accanto al centro polifunzionale) si è ancora oggi
nell'impossibilità di avviare i lavori per nuovi insediamenti.
Argini
più sicuri Aperto il cantiere sul torrente Sessera
( da "Stampa,
La" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il
miglioramento delle difese spondali è in agenda dal 2003, ma i lavori sono
potuti partire solo la settimana scorsa: "In questi anni - dice
l'assessore ai Lavori pubblici, Corrado Rotti - per fortuna non è accaduto
nulla, nonostante i continui ritardi provocati dalla solita burocrazia. Si
tratta di un'opera di primaria importanza".
Aboliamo
le camere di commercio ( da "Tirreno, Il"
del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
una
semplificazione della burocrazia per favorire l'avvio di nuove attività. Soldi
mal spesi. Qualche esempio di soldi male impiegati, sempre secondo
Confartigianato, sono la mostra di Parmiggiani e la questione di Immagine
Italia. Viene fatto riferimento specifico al presidente della Camera di
commercio, Incerpi, "che si fa vanto di questa iniziativa,
Fondi
e turisti in arrivo all'ex santuario
( da "Tirreno,
Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La burocrazia
e le sue complessità, potrebbero presto lasciare il posto a una raccolta di
fondi, con l'obiettivo di trasformare un ex luogo di culto avvolto nel degrado,
in una chiesa meta di turisti e fedeli. Le vicissitudini che hanno finora reso
impossibile una nuova vita per il santuario di Monteforte,
Monzon
non cambia, recoba in panchina - fabrizio turco
( da "Repubblica,
La" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
obbligo visto
che fra burocrazia africana e ritardi nelle coincidenze, gli arrivi dall'Africa
sono sempre circondati dal mistero. Kwadwo ha solo 19 anni ma è già pronto a
dare un contributo alla prima squadra. Ieri la squadra ha dimostrato di essere
in forma nella partitella in famiglia contro la Primavera di Beppe Scienza.
Così
salverò il Pakistan ( da "Espresso, L' (abbonati)"
del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
C'è la
burocrazia, ci sono i gruppi economici con grandi interessi nel Paese.".
L'esercito detiene la proprietà di un terzo del territorio, controlla le grandi
industrie di Stato e larga parte del mercato immobiliare, gode di privilegi in
istruzione, casa, salute e altro.
Il
debito è mio e lo gestisco io ( da "Espresso, L' (abbonati)"
del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazie
varie, l'inizio del prossimo anno scolastico slitti in avanti. Meno prevedibile
quello che sarà l'esito concreto di questo terremoto: ci saranno davvero i
recuperi dei debiti? Ci saranno più promossi? O più bocciati? "Non vorrei
che si passasse dal sei politico al sei facile", dice Sanso, forse temendo
che qualcuno elargisca sufficienze per evitare la rogna dei corsi estivi.
Lo
sviluppo parte da Nerviano ( da "Settegiorni (Magenta)"
del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Tutto questo
può avvenire semplificando la burocrazia: oltre agli sportelli unici, sia
provinciali che comunali, si dovrà cercare di omogeneizzare e armonizzare le
procedure a favore degli utenti; in termini di innovazione basta pensare al
progetto Banda larga per le comunicazioni: l'Altomilanese sta sperimentando
bene questo servizio e, anche in questo caso,
Fallita
la prova del budino ( da "Manifesto, Il"
del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
grazie al
ruolo di cuscinetto svolto dalle burocrazie sindacali e politiche. Ciò che
preferisce oggi la grande borghesia non è dunque un ritorno di Berlusconi (a
cui pure si adeguerebbe, se necessario) ma piuttosto il rilancio di una nuova
coalizione tra il Pd di Veltroni e il futuro partito socialdemocratico che
dovrebbe nascere dalla "cosa rossa".
Libri
la via crucis di un imprenditore che ha aperto (e chiuso) una pizzeria
( da "Riformista,
Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Burocrazia,
marche da bollo, regole assurde e tutta una categoria di "esperti"
che prosperano sulla regolamentazione amministrativa e offrono corsi
obbligatori a pagamento per il rilascio di patentini anti-infortuni,
anti-incendio etc. A tutti gli ostacoli amministrativi si sommano le difficoltà
legate alle relazioni coi dipendenti.
Burocrazia
e ricorsi al giudice bloccano i fondi del 5 per mille
( da "Sole
24 Ore, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
LA DELUSIONE
DELLE ONLUS Burocrazia e ricorsi al giudice bloccano i fondi del 5 per mille di
Alessandro Galimberti I 329 milioni destinati nel 2005 (dichiarazioni 2006) dai
contribuenti alle Onlus con il 5 per mille, sono bloccati. Alle difficoltà
tecniche dei ministeri, che non conoscono le coordinate bancarie dei beneficiari,
<Rivoluzione>
in biblioteca: nasce il piano regolatore
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Mazzoni ha
poi ricordato alcuni passaggi del discorso di Sant'Ilario in cui il sindaco
faceva riferimento all'elevazione degli standard, alla sussidiarietà, alle
sinergie e diceva no "a logiche legate alle burocrazie delle
competenze". Novità in biblioteca La presentazione, ieri mattina, dei
nuovi progetti.
Tra
gli abusi sessuali sui minori, denunciati la scorsa settimana a Fabrica di
Roma, e il recupero d ( da "Messaggero, Il (Viterbo)"
del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
è di mezzo la
burocrazia. A una settimana dall'arresto dei due adolescenti difficili (15 e 16
anni), dopo il loro rilascio deciso dal gip del Tribunale dei minori, la
macchina dei servizi sociali è ancora ferma o quasi. In Comune hanno attivato
le prime misure, ma dagli uffici del ministero della Giustizia si attendono le
indicazioni su come procedere.
Fabrica
prigioniera della burocrazia ( da "Messaggero, Il (Viterbo)"
del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il tribunale
dei minori ha affidato i giovani al servizio sociale del ministero, che non s'è
fatto né vedere, né sentire Fabrica prigioniera della burocrazia Dopo gli abusi
sessuali e la scarcerazione c'è solo la buona volontà del Comune.
Non
più prigionieri del centro di accoglienza, ma della burocrazia. Con il rischio
che il perco ( da "Messaggero, Il (Viterbo)"
del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Mercati
generali, alla fine del tunnel si comincia a vedere la luce. Dopo la Regione,
anche ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)"
del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Diciamo della
burocrazia. Quella di ieri resta la cosa più importante: ormai aspettiamo solo
la licenza edilizia, abbiamo risposto a tutto quello che ha chiesto la
dirigente del settore Urbanistica, Annunziata Lanzillotta". Lanzillotta,
che donna: quello che ieri era uno slogan contro, oggi è ripreso sic et
simpliciter.
Municipi
più impegnati a sostegno del solare
( da "Sole
24 Ore, Il (Centro Nord)" del
15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
sportello
informativo per aiutare a districarsi nella burocrazia, gestito in
collaborazione con la facoltà di Architettura dell'Università di Firenze.
"Un architetto specializzato si occuperà di fornire informazioni di
carattere generale – spiega Barcucci –, di mettere l'utente a conoscenza degli
eventuali vincoli paesaggistici, e indicare il tipo di pratica necessaria per
l'
ALL'INTERNO
( da "Sole
24 Ore, Il (Nord Est)" del
15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Secondo gli
intervistati si avrebbe una burocrazia più snella. u 4 FINANZA Banco delle Tre
Venezie al debutto a Padova - Nasce il Banco delle Tre Venezie, nuovo soggettoa
vocazione regionale orientato al mercato corporate eal sostegno delle Pmi. Il
Banco, che avrà sede operativaa Padova, ha un azionariato composto da 113
imprenditori.
Domanda
di federalismo in forte ascesa nelle Pmi
( da "Sole
24 Ore, Il (Nord Est)" del
15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
interpellati
il maggior vantaggio sarebbe dato dalla riduzione della burocrazia. Per il
25,4% porterebbe una maggiore attenzione alle piccole imprese, mentre il 18,6%
pensa alla riduzione dell'imposizione fiscale. Altri vantaggi, secondo le Pmi
venete, sono rintracciabili nella maggiore efficienza delle istituzioni pubbliche
( 16,6%) e nella riduzione dei costi per l'impresa (9,
Distributori
di benzina, l'indipendenza paga ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)"
del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
primi fra
tutti quelli con la burocrazia. Un distributore chiuso per un mese e ora
riaperto a causa di un errore formale nella delibera di autorizzazione a
Montebelluna ( Tv), un altro pronto ad aprire (entro maggio) dopo 9 anni
dall'acquisto del terreno a Volpago, sempre in provincia: è il caso di Galoil,
nata come marchio nel 1994 e che oggi conta quattro esercizi (
Per
le nuove autorizzazioni iter snelli e meno burocrazia
( da "Sole
24 Ore, Il (Nord Est)" del
15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
A Padova le
aperture ricominciano a crescere Per le nuove autorizzazioni iter snelli e meno
burocrazia PADOVA Dalla razionalizzazione alla liberalizzazione: e il numero
dei distributori, che nel Padovano era diminuito grazie anche alla chiusura degli
impianti compresi all'interno delle mura storiche, sta cominciando a risalire.
"Prima –
Incentivi,
la qualità snellisce l'iter ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)"
del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
iter Meno
burocrazia nell'erogazione di contributi regionali per le imprese del
Friuli-Venezia Giulia con certificazione di qualità. è l'obiettivo che si
prefigge l'emendamento al Testo unificato in materia di semplificazione
dell'attività normativa ed amministrativa che modifica l'articolo 41 bis della
legge regionale n.
Notiziario
teatro, le novità sul palcoscenico
( da "ADN
Kronos" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ingranaggio
della burocrazia sovietica, poi totalmente avverso all'ideologia e accusato di
dissidenza, conobbe in prima persona le devastazioni della seconda guerra
mondiale, la lotta contro i nazisti, la sconfitta di Hitler, quindi l'ascesa di
Stalin. Nel suo romanzo, a lungo censurato nel secolo scorso, racconta le
persecuzioni,
Anteprima
- 'Nord Terra Ostile'/ Perché la sinistra non vince? E' attardata su logori
schemi fordisti... Il libro di Marco Alfieri
( da "Affari
Italiani (Online)" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
le lentezze
della burocrazia e l'emergenza sicurezza sono dimensioni decisive nelle scelte
di voto. Attardata su logori schemi fordisti, la sinistra italiana continua a
non saper leggere i mutamenti produttivi e le composizioni sociali che
nell'ultimo ventennio hanno investito la parte più dinamica del paese, oggi in
piena "secessione di velluto"
LA
PIZZA NAPOLETANA DIVENTA DOC ( da "Mattino, Il (City)"
del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
tipo gli
indigesti peperoni che prima o poi spuntano sempre dai cartoni consumati sulle
scrivanie o nelle cucine dei film americani. Basta scippi, la pizza è Cosa
Nostra. Finalmente ce lo conferma anche l'alta burocrazia culinaria di
Bruxelles, che ieri ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Ue il
disciplinare europeo contro le imitazioni. SEGUE A PAGINA 14.
Napoli,
un affare da 300 milioni di euro ( da "Denaro, Il"
del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Associazione
verace pizza napoletana è la burocrazia: I tempi per ottenere le licenze
variano da sei a otto mesi. Barbara Betti --> Mille pizzerie tra Napoli e
provincia , con un fatturato medio di 300 mila euro a pizzeria, per un totale
di 300 milioni di euro. Ecco perchè da lontano ci hanno visto lungo : i primi a
investire sulle "risorse napoletane" sono i giapponesi,
Abbattere
i costi con le <nuove> fonti di energia
( da "Gazzetta
di Parma, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
aziende
penalizzate dalla burocrazia Le tecnologie per produrre energia da fonti
rinnovabili sono in evoluzione e consentono di migliorare rendimenti e costi.
Gli esperti sono concordi: impianti a biomassa, pannelli solari o turbogas
sempre più efficienti sono interessanti per le imprese, in un Paese dove l'ener
gia costa il 30-40% più che in Europa.
Favara,
amministrazione e burocrazia sono in sintonia
( da "Sicilia,
La" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
il presidente
della Confindustria grida contro la burocrazia degli Enti locali che ostacola e
danneggia l'imprenditoria. Favara è tra i pochi Comuni virtuosi in grado di
agganciare i finanziamenti della Ce e dove amministrazione e burocrazia lavorano
in sintonia. "Abbiamo recentemente - dice il sindaco Russello - potenziato
l'ufficio europeo ed è nostra intenzione prevederne all'
Le
magnifiche sette naccio ( da "Sicilia, La"
del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
abbattersi
davanti alla burocrazia imperante. Tra le 7 imprenditrici, l'ennese Francesca
Irene Chiaramonte sottolinea come da dipendente sia diventata titolare di
un'agenzia viaggi "? dove realizzare i tuoi sogni". "Ho fatto
esperienza, ho seguito il corso con attenzione - ha dichiarato la Chiaramonte -
poi ho fatto il salto di qualità e quantità e mi sono ritrovata titolare di un'
14:52
MEDIE IMPRESE: MONDELLO, DA SOSTENERE CON POLITICHE MIRATE
( da "Agi"
del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
il peso e le
inefficienze della burocrazia; la difficolta' a reperire capitale umano
altamente qualificato. Ma, soprattutto, le medie imprese risentono - come del
resto tutto il sistema produttivo - di una cronica carenza di infrastrutture
che frena pesantemente lo sviluppo".
La
Cna propone un "patto" ai sindaci per le Pmi
( da "Gazzettino,
Il (Rovigo)" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ai sindaci
per le Pmi Diminuzione della pressione fiscale e dei costi della burocrazia,
maggior coinvolgimento nelle scelte di politica economica delle imprese
artigiane e delle Pmi: queste le richieste che la Cna sta presentando ai
sindaci dei Comuni polesani impegnati nella predisposizione dei bilanci di
previsione 2008 .
Per
Ministero e Regione Vodo di Cadore "non esiste"
( da "Gazzettino,
Il (Belluno)" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Siamo
diventati campioni di burocrazia. Il caso ha voluto che scoprissimo la nostra
diversa identità, nel corso delle pratiche avviate per dotarci del gonfalone
che non abbiamo. Non ci chiamiamo Vodo di Cadore ma Vodo Cadore. Siamo rimasti
allibiti tutti quanti. Ho fatto una ricerca senza esito alcuno, per scoprire il
colpevole.
Fisco
e flessibilità: l'Austria tenta le imprese
( da "Gazzettino,
Il (Udine)" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La
burocrazia, inoltre, è più snella ed è in grado di rispondere in media in 80
giorni anche sulla documentazione che riguarda i rigidi regolamenti di rispetto
ambientale". E il costo del lavoro? "Il costo della manodopera -
spiega la manager dell'agenzia governativa - è più o meno uguale a quello
italiano.
MEDIOBANCA:
MONDELLO (UNIONCAMERE),MEDIE IMPRESE SPINA PAESE
( da "Wall
Street Italia" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
l'elevato
costo dell'energia elettrica, il peso e le inefficienze della burocrazia, la
difficoltà a reperire capitale umano altamente qualificato. Ma, soprattutto, le
medie imprese risentono - come del resto tutto il sistema produttivo - di una
cronica carenza di infrastrutture che frena pesantemente lo sviluppo".
Simboli
cambiati, restano i partitini Sono già otto i candidati premier Pd e PdL hanno
raggruppato tante realtà eppure la corsa al Parlamento resta frammentata Sulle
schede elettor ( da "Provincia di Sondrio, La"
del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
In bilico (e
bisognerà attendere il verdetto della burocrazia) le liste che fanno
riferimento a gruppi "in comune", come il Nuovo Psi, il Movimento per
l'autonomia di Lombardo e il Pri. Composizione delle liste - Un altro rompicapo
per i partiti è poi rappresentato dalla composizione delle liste.
( da "Gazzetta di Modena,La" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
E dopo il blitz a
San Possidonio si sospetta la regia di una 'cupola' cinese L'organizzazione
offre un sistema alternativo e più rapido dell'Ausl SAN POSSIDONIO. Lin, la
dottoressa ginecologa abusiva che ha allestito una clinica per donne incinte a
San Possidonio, si sposta continuamente sul territorio che, per così dire, le è
stato assegnato. La polizia di Bologna, in collabiorazione con quella di
Mirandola, ha perquisito anche l'abitazione che la donna occupava fino a
qualche tempo fa, a Poggio Rusco. Il timore è che ci riprovi ancora.
L'appartamento perquisito dalla polizia si trova a Poggio, ed è uno degli
ultimi domicili di Lin. La quale nel 2006, si ricorderà, era già stata sorpresa
a Mirandola, all'interno di una "clinica" abusiva del centro storico.
Al domicilio di Poggio la polizia di Bologna è arrivata seguendo i tabulati e
ricostruendo gli spostamenti di Lin. Le indagini, come riferito, sono partite
da una cinese che a Belluno è stata medicata in ospedale, dopo un intervento
ginecologico. Al medico la donna ha parlato di una clinica di Bologna, ma dai
tabulati è emersa la figura di Lin. La polizia per eseguire le perquisizioni si
è appoggiata alla Procura della Repubblica di Mantova. Poichè nell'appartamento
di Poggio non sono però stati trovati medicinali e ferri ostetrici - a
differenza di San Possidonio - è chiaro che l'inchiesta passerà ora alla
Procura di Modena. Lin sarà accusata, in concorso con la paziente cinese, di
violazione della legge 194 sull'aborto. Ma, al di là delle chiacchiere e delle
polemiche che tanto animano l'Italia in questi giorni, rischia ben poco. Tanto
che resta semplicemente denunciata, a piede libero. Oltretutto occorrerà
dimostrare che sia stata proprio lei (In Commissariato a Mirandola non ha
aperto bocca) a procurare l'aborto clandestino. Di certo, nell'appartamento di
via Morandi dove Lin vive con i due figli, sono stati trovati medicinali
(comprese sospette pillole del giorno dopo) strumentazioni (ferri ostetrici,
ecografo portatile, test di gravidanza, flebo...) che evidenziano l'esercizio
abusivo di professione ostetrico-ginecologica. Un altro reato, anche questo
senza conseguenze tali da giustificare l'arresto. Resta perciò probabile che
prima o poi Lin si sposti, e prima o poi ci ricaschi. Come se la ermetica ed organizzata
comunità cinese (o una "cupola" cinese) le avesse affidato questo
compito, una sorta di "condotta" tra la Bassa e il mantovano. Perchè
queste donne preferiscano abortire o farsi curare da medici abusivi può
sembrare strano, visto che la sanità nella Bassa è organizzata, al punto da
accogliere ed indirizzare a cure ed aborti anche le clandestine. Ma i tempi e la burocrazia della sanità italiana (cui può seguire anche un corso sulla
contraccezione, cui le cinesi sembrano spesso disinteressate) non si conciliano
con chi al mattino vuole abortire e alla sera deve essere già al lavoro, in
qualche laboratorio.
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Tra due mesi si
tornerà alle urne e a metà maggio saranno rinnovati i vertici di Confindustria,
con la possibilità di avere una mantovana ai vertici dell'associazione: è questo
il momento in cui gli imprenditori devono fare presenti le criticità del
settore produttivo, a Mantova e non solo. Secondo Davide Salvagno,
vicepresidente della Camera di Commercio, le emergenze per le imprese sono
quattro: i costi troppo elevati dell'energia e della manodopera, la forte
pressione fiscale e la burocrazia. "é difficilissimo stare al passo dei concorrenti stranieri
che, specie all'Est, hanno un terzo della nostra tassazione". L'esempio
dei rapporti con la Russia è illuminante. In quel paese l'impresa italiana
porta ingenti capitali per l'acquisto di materie prime ed energia e avrebbe poi
la possibilità di rimpatriare le risorse sfruttando la domanda di automobili.
Ma la scarsa competitività della nostra industria fa sì che siano altri paesi
ad aggredire quel mercato. Oltre al danno di comprare a caro prezzo energia e
materie prime, la beffa di non poter vendere i nostri prodotti, che perdono
competitività per l'elevata tassazione e gli impedimenti burocratici. A queste
difficoltà strutturali, Salvagno aggiunge un problema specificamente mantovano:
"La nostra provincia è fortemente carente in termini di infrastrutture e
collegamenti stradali e ferroviari: speriamo che avere dei mantovani ai vertici
delle associazioni industriali possa prima o poi portare dei benefici".
(g.d.s.).
( da "Trentino" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lavarone. Il loro
progetto di stalla fa discutere. Ma da soli curano
( da "Trentino" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Galleria civica:
"I tagli, che errore" Esponenti di associazioni, dell'Università e
dell'Opera contro il ridimensionamento Bertoldi: "Non si può ragionare
solo con i numeri su un progetto che il Comune ha dichiarato di voler sostenere
e sviluppare" SANDRA MATTEI Chi non vede l'ora di affossare l'esperienza e
chi ha sempre difeso a spada tratta l'attività sperimentale di questi ultimi
anni. In mezzo l'amministrazione comunale che si barcamena tra una
dichiarazione di principio, salvo poi agire in tutt'altra direzione. Stiamo
parlando della Galleria civica d'arte contemporanea di Trento, che raccoglie da
anni attorno a se detrattori ed estimatori. Le opposizioni in consiglio
comunale sono arrivate a chiederne la chiusura, ritenendo che le spese
sostenute dal Comune non siano giustificate a fronte dei visitatori, che pur
sono aumentati in modo esponenziale rispetto alle gestioni precedenti a
Cavallucci, la maggioranza ha invece aperto la discussione sul futuro: per
mantenerla in vita si deve andare verso la costituzione di un'associazione o
una fondazione. Ora però arriva l'ultimo atto del taglio dei finanziamenti
comunali alla Galleria civica (passati dai 479 mila euro del 2007 ai 429 mila
del 2008): un segnale poco incoraggiante. Che ha fatto insorgere l'ex assessore
alla cultura Micaela Bertoldi, intervenuta mercoledì con una domanda
d'attualità per sapere se si fosse trattato di una svista o si sarebbe "in
presenza di una dotazione "apparente" e quindi nei fatti si
verificherebbe un'ulteriore contrazione dei fondi realmente disponibili, ancor
più pesanti proprio nell'anno in cui ricorre Manifesta". Commenta
Bertoldi: "Non sono soddisfatta della risposta dell'assessore Maestri, che
giustifica il taglio con il fatto che i fondi stanziati non sarebbero stati
spesi in toto. Questo è un ragionamento ragionieristico, mentre il problema è
capire se si vuole far vivere un progetto che sia occasione di crescita
culturale, di spazio d'incontro e di stimolo creativo per i giovani, di messa
in rete di istituzioni come Università, associazioni culturali, eccetera".
Conclude l'ex assessore: "Se condividiamo l'ordine del giorno firmato
all'unanimità lo scorso maggio in commissione università che si esprimeva in
questo senso, ipotizzando sinergie con enti e soggetti economici, anche
attraverso la creazione di un Dipartimento interfacoltà per la ricerca tra arte
e nuove tecnologie, è necessario un ulteriore sforzo in questa direzione".
A questo proposito, com'è noto, gli uffici comunali sono al lavoro per capire
se sia più opportuno prevedere nel futuro della Galleria una forma giuridica di
associazione o di fondazione, per renderla più agile nei progetti e nelle
scelte culturali. Commenta Lucia Maestri: "Per me la soluzione migliore
sarebbe stata la gestione in autonomia sotto l'ala del Mart, ma sono in
minoranza, quindi mi adeguo. Per quanto riguarda i tagli, posso dichiarare che
sono in linea con l'indicazione della giunta di contenere le spese". E'
molto critico il presidente dell'Associazione amici della galleria civica,
Mario Garavelli, che in questi anni si è impegnata a trovare sponsor privati
che sostengano l'attività della struttura guidata da Cavallucci: "Le scuse della Maestri mi sembrano da burocrazia borbonica, i discorsi d'apparato non aiutano certo a chiarire
cosa si vuole fare di una risorsa come quella della Galleria che ha dato a
Trento una visibilità riconosciuta in Italia e all'estero. Quando giro per
mostre, fiere e musei tutti riconoscono i meriti di Cavallucci nel settore
dell'arte contemporanea, che è quello trainante nell'economia mondiale,
con quotazioni sempre più alte e appassionati sempre più numerosi". Sul
futuro della struttura, Garavelli si dichiara favorevole alla fondazione:
"Noi stiamo lavorando per trovare soggetti privati interessati a sostenere
i progetti della Galleria, che ha fatto miracoli nel coinvolgere i giovani in
attività creative e di ricerca. Basti pensare a quanti sono stati coinvolti
l'estate scorsa per "Cinema infinito", che aveva prodotto video
elaborati tutti sul territorio provinciale. Ora stiamo sostenendo alcuni
giovani che lavorano in laboratori di arte informatica, che porteranno a
sviluppi ulteriori. Siamo d'accordo che la Galleria lavori in collaborazione
con l'Università per consentire una formazione specifica ai giovani che
vogliano cimentarsi con i nuovi linguaggi. Ma le istituzioni devo lavorare in
questa direzione, non spaventare gli interessati con discorsi al ribasso".
La parola passa dunque alle istituzioni culturali come Università e Opera, da
sempre partner convinti della Galleria. Afferma Fulvio Zuelli: "Non posso
entrare nel merito dei tagli, dato che tutti siamo alle prese con la gestione
dei bilanci, ma posso senz'altro condividere l'attività della Galleria, che ha
sempre avuto particolare attenzione verso i giovani, creando spazi di
aggregazione. Sia da cittadino che da presidente dell'Opera, ho sempre avuto un
rapporto costruttivo con l'attuale direttore Cavallucci. Ora stiamo ragionando
su come utilizzare la nuova struttura dello studentato in San Bartolomeo, dove
sono già ospitati 340 ragazzi". Anche Enrico Zaninotto, docente di
Economia ha sempre sostenuto la validità di una struttura che fa dialogare la
creatività con la tecnologia. "Mi sembra positivo che si stia lavorando
per costituire una fondazione, anche perché la Galleria non ha i costi del Mart
e penso che, quando ci sono buone idee, non sia difficile trovare
sponsor".
( da "Leggo" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Chiudi di Marco
Pasciuti Ci aveva visto lungo, altroché. Aveva trovato il modo di sistemarsi la
vita e assicurarsi un posto di lavoro, indennità e pensione, fingendosi cieco.
Per 40 anni. Fino a quando è stato sorpreso a guidare bel bello la propria Ape
senza patentino per i saliscendi di La Spezia e denunciato per truffa ai danni
dello Stato. Una vita passata dietro gli occhiali scuri, a camminare con il
naso all'insù e il bastone bianco, quella di un 72enne ligure. Furbetto del
quartierino e simbolo di un paese alla costante ricerca del modo più comodo per
sopravvivere, l'uomo aveva convinto della propria cecità istituzioni, colleghi
e concittadini, al punto da ricevere l'indennità di accompagnamento (800 euro
al mese) e l'invalidità. Ma soprattutto era riuscito a
strappare un posto all'Inps, dove aveva lavorato per 25 anni su segnalazione
dell'Associazione Italiana Ciechi. Evidentemente il non vedente non era lui, ma
la cieca burocrazia che non
guarda, non vede, non pensa. Lui aveva visto lungo, davvero.
( da "Nuova Sardegna, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cagliari Mercato al
bivio tra impresa e protezionismo Gli operatori chiedono coperture su costi e
servizi Il Comune: rinnovatevi e gestite voi la struttura GIAMPAOLO MELONI
IGLESIAS. è ancora braccio di ferro tra operatori del mercato civico e
amministrazione comunale sull'evoluzione del servizio. Quale assetto
organizzativo e quale forma di gestione vanno definite? Due, in generale, le
filosofie a confronto: una certa tendenza protezionistica da parte degli
operatori più anziani e uno scenario più propenso alle dinamiche dell'impresa
sostenuto dal Municipio. Il confronto s'inerpica sulle regole. I titolari dei
box chiedono tutela sui servizi, la copertura di alcuni costi fissi come
l'energia elettrica o le pulizie. Ma non solo. Le posizioni contrastano anche
su aspetti dai quali dipedende il controllo commerciale della struttura. Quello che le carte della burocrazia riconducono alla "Tabella A" è un caso che parla per
tutti: si tratta in sostanza di definire la raccolta dei generi e il numero
delle licenze. In forme più banali si tratta di decidere "chi deve vendere
cosa". E soprattutto a chi spetta quello ruolo di selezione. Nelle
ultime riunioni di questi giorni, i titolari dei box che sono rimasti
all'interno della struttura dopo le manutenzioni non sono sembrati molto
propensi ad allargare le maglie e consentire l'insediamento nell'area di
( da "Nuova Sardegna, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lettera di Mario
Ferreli al direttore generale Bruno Palmas "L'Asl trascura gli
anziani" Tortolì, i pensionati Cgil denunciano la burocrazia TORTOLì. "Perché l'Asl 4 d'Ogliastra non si batte per
snellire la burocrazia,
venendo così incontro soprattutto agli anziani?". A chiederlo, con una
nota inviata ai vertici dell'Azienda sanitaria locale, è Mario Ferreli,
segretario di Lega dello Spi-Cgil Ogliastra: "Non riesco proprio a capire
perché un problema così importante per la terza età venga trascurato dai
vertici della sanità pubblica". "Una decina di giorni orsono -
spiega Mario Ferreli - ho dovuto sottopormi a delle visite mediche. Nei primi
giorni del mese in corso ho effettuato un prelievo di sangue nel
poliambulatorio tortoliese dell'Asl, mentre martedì 5 febbraio, dopo tre mesi
di attesa, ho avuto la visita relativa a una risonanza magnetica. Non potevo
proprio camminare a causa di un nervo sciatico e ho anche l'ernia del disco.
Ebbene, nonostante questo, la burocrazia è stata
pressante". Il sindacalista dello Spi-Cgli rimarca di avere incontrato
molti pensionati, sia nel poliambulatorio costiero che nel presidio ospedaliero
di Lanusei "che si lamentano perché nonostante la moderna tecnologia
informatica, vari enti ai quali ci dobbiamo rivolgere con regolarità, vedasi
Asl e Inps, chiedono agli anziani la compilazione di moduli (costringendoli
speso a lunghe code, a ore di fila, nonostante molti pensionati siano esenti
dal pagamento del ticket per le prestazioni sanitarie) ogni qualvolta
abbisognano di una visita medica in una struttura ospedaliera". Mario
Ferreli ce l'ha con quanti continuano a imporre una inutile burocrazia:
"Gli anziani devono comunque fare delle ore di fila agli sportelli
dell'amministrazione per dimostrare di non superare il limite del reddito
previsto per l'esenzione dal ticket. Io stesso, più volte, ho dato una mano a
persone anziane che non sapevano compilare i moduli per il ticket. Anche
questo, a mio parere, è un modo che porta a offendere l'intelligenza e la
dignità delle persone anziane". Detto questo, il sindacalista di categoria
della Camera del lavoro di Tortolì, ha preso carta e penna e ha scritto al
direttore generale dell'Azienda sanitaria locale numero 4, Bruno Palmas,
chiedendogli di intervenire quanto prima. "Non mi aspetto delle belle
parole - conclude il pensionato - ma interventi concreti e in tempi
ragionevoli. Non si può continuare ad andare avanti in questa maniera,
sottoponendo tanti anziani a inuli tour de force".(l.cu.).
( da "Italia Oggi" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Economia e Impresa Numero 039, pag. 15 del
15/2/2008 Autore: di Livia Pandolfi Visualizza la pagina in PDF
La Cna del Piemonte chiede ai politici uno scatto di responsabilità per
passare ai fatti Le piccole imprese sono al limite All'Italia in crisi servono
subito strategie a lungo termine Una strategia a lungo termine per
somministrare al malato una vera e propria cura da cavallo. è quel che serve
all'Italia affetta da crescita debole e in preda a una grossa crisi di
aspettative. Lo chiedono gli imprenditori a una politica di cui, al momento, si
fidano poco. Allarga le braccia e sospira Sebastiano Consentino, imprenditore
edile e presidente della Cna del Piemonte. A sentirlo parlare di colleghi che non
dormono la notte per far quadrare i conti, in difficoltà per gli oneri fiscali
e burocratici, alle prese con un sistema giudiziario che per un contenzioso da
mancato pagamento fa aspettare anni o di pubblici appalti con ribassi fino al
50%, il quadro del paese non sembra essere allegro. Domanda. Non abbiamo
speranze allora? Risposta. No, questo no. Le piccole e medie imprese italiane
si sono sempre adattate alle difficoltà. Sanno riorganizzare il loro mercato se
una grande impresa di cui sono fornitori fallisce o delocalizza. Esportano se
la domanda locale non è più sufficiente per stare in piedi o crescere. Si
mettono in rete per competere. Oggi, però, sentiamo di essere al limite. D.
Come mai? R. Perché capiamo che questo paese cammina con il freno a mano
tirato. E perché, nonostante i nostri sforzi, nonostante il nostro lavoro che
spesso si protrae per 12-14 ore, sabati e domeniche compresi, abbiamo la
sensazione che chi ci ha guidati in questi anni in un certo senso ha remato
contro. D. Addirittura_ R. Certo. Se un governo non si occupa delle strategie a
lungo termine, se è solo e sempre orientato alla contesa politica, alle parole,
alle schermaglie, alle reciproche accuse, le strategie utili per la crescita
economica restano al palo. Negli ultimi 14 anni ci hanno spiegato che in Italia
servivano riforme urgenti, che bisognava cambiare, che i nuovi governi
avrebbero rivoluzionato il volto del paese. E invece_ D. Invece? R. Invece
tutto è rimasto come prima. Anzi, i nostri competitori sono cresciuti e ci hanno
superato. Le famiglie, lo dicono la Banca d'Italia e l'Istat, oggi non arrivano
a fine mese e le imprese soffrono. Guardi, quando un piccolo imprenditore o un
giovane che si immette sul mercato del lavoro perde la voglia di sperare nel
futuro, siamo proprio alla frutta. D. Tasse alte e politiche deboli verso la
piccola impresa, però, è stata sempre la lamentela del vostro mondo. Oggi cosa
c'è di più? R. Le faccio un esempio. Se un imprenditore ci mette 80 mesi per
recuperare un pagamento a lui dovuto a causa di un contenzioso infinito perché
il sistema giudiziario è alla corda, questo è insopportabile. Oppure, dal
momento che mi occupo di edilizia, quando un appalto pubblico costringe a un
ribasso del 40-50%, allora si lavora sottocosto. Con disfunzioni enormi. D.
Cosa chiede il suo mondo? R. Chiede di incidere sulla leva fiscale, ci
mancherebbe. Ma intelligentemente. Facciamo in modo che siano aiutate le
imprese che vogliono crescere, innovare, investire. Chiede uno stato che
funzioni, che non sia una zavorra per chi produce. Uno
stato che sappia abbandonare la burocrazia e che sia capace di ridurre la spesa pubblica. D. E poi? R. Poi
chiede un sistema bancario che consenta di finanziare le idee e gli
investimenti degli imprenditori. E che non domandi tassi di interesse
esorbitanti né a chi produce né a chi vuole comprarsi una casa. Chiede
un sistema infrastrutturale moderno ed efficiente. Ma soprattutto, mi ripeto,
esige che ci siano politiche economiche e industriali a lungo termine per
passare dalle chiacchiere, dalle enunciazioni di campagna elettorale, ai fatti.
D. Crede che gli schieramenti politici attuali ne saranno capaci? R. Lo spero.
Con una precisazione: per riuscire serve uno scatto di responsabilità e una
sorta di patto comune anche con le rappresentanze sociali. Dirò di più: agli
imprenditori italiani non importa chi deciderà di farlo e come, purché lo si
faccia subito. Anzi immediatamente.
( da "Secolo XIX, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Vincenzi: "Ecco
il mio pianoper la città metropolitana" il progetto Oggi i consiglieri dei
Municipi invitati a Tursi per discutere il bilancio "DARE CORPO alla città
metropolitana entro il mio mandato". Il sindaco Marta Vincenzi ribalta le
recenti polemiche sull'utilità dei Municipi - le ex circoscrizioni - lanciando
il suo piano per fare la grande Genova ancora più grande. Un territorio, come
sancito da una legge regionale ormai di oltre 10 anni fa, che va da Cogoleto a
Recco, passando per tutto l'entroterra. Ma in quel quadro, i Municipi diventano
Comuni, con deleghe specifiche, e "sia il Comune di Genova come è oggi
inteso, sia la Provincia di Genova saranno superate". La nascita della
città metropolitana farà svanire Tursi e Provincia. Ci sarà un livello di
coordinamento, che si occuperà delle politiche che valgono per l'intero
territorio, quindi il livello delle municipalità. Il sindaco Vincenzi ammette:
"Nella migliore delle ipotesi, tra 4 anni non sarò più candidata sindaco
ma a "capo" della città metropolitana. Ma ora l'importante è lavorare
sodo per dare corpo al progetto". Un primo passo avverrà oggi. Un atto
formale, ma pesante. Tutti i consiglieri dei Municipi, con i loro presidenti e
mini-assessori, saranno a Palazzo Tursi alle 15 per ascoltare direttamente dal
sindaco e dall'assessore Francesca Balzani le linee guida del bilancio comunale
in fase di approvazione. "Non era mai accaduto - commenta Vincenzi - e noi
diremo subito quali poste e quali funzioni saranno conferite ai Municipi.
Dobbiamo cominciare da subito a spostare sul territorio il tema dei servizi
alla persona, i servizi di prossimità e le manutenzioni. Quindi abbiamo un quadriennio
di tempo per studiare i dettagli del progetto". La giunta ha costituito un
apposito gruppo di lavoro, coordinato dall'ex assessore provinciale Luigi
Picena e con esperti e tecnici guidati da Matteo Cosulich. A loro il compito di
formulare le prime ipotesi. Certo, la giunta deve evitare un effetto
collaterale che sarebbe controproducente. L'eventuale moltiplicazione delle
poltrone e degli incarichi, che sarebbe esattamente il risultato opposto alla
riforma. Insomma, se ogni Municipio diventasse un nuovo
Comune sullo schema attuale di Tursi, le spese e la burocrazia potrebbero alla fine aumentare anziché diminuire. "È un
rischio, ma non corriamo pericoli in questo senso - taglia corto il sindaco -.
Come ha detto Veltroni, la città metropolitana semplifica e snellisce. Non
moltiplica". La partita sarà complessa. La legge nazionale c'è, la
legge regionale è sostanzialmente pronta e la Regione sta lavorando per
attualizzare le norme esistenti, il Comune di Genova è sulla rotta indicata
oggi da Vincenzi. "Ma dobbiamo muoverci tutti - riflette il sindaco - e
non nascondo un fatto: non sarà così scontato e semplice ottenere l'adesione al
progetto da parte dei Comuni della riviera e dell'entroterra. Piccoli centri
come Bogliasco e Sori potrebbero scoprirsi gelosi della loro situazione. Ma noi
dobbiamo puntare a una vera riorganizzazione territoriale, che avvicini davvero
il luogo delle scelte ai cittadini. Recco avrà sempre il suo sindaco, le varie
comunità avranno i rispettivi distretti socio-sanitari (anzi, a Genova serve
una riforma che affianchi i distretti ai territori dei Municipi). A Bruxelles
funziona così da un decennio e le cose vanno ottimamente. Alla fine i benefici
si riscontrano su ogni centro". Non si inventa tutto questo dal nulla. E
allo stesso tempo, nulla nasce all'improvviso. "Da subito dobbiamo
cominciare a dare più peso e più forza ai Municipi. Siamo favoriti da una nuova
fase che è in corso. C'è stato, all'inizio, un momento di spaesamento, in cui
il passaggio dalle circoscrizioni ha lasciato alcune lacune. C'è stata la
protesta, la richiesta di maggiori competenze. La veritàè che all'inizio il
ruolo dei Municipi è stato spurio: in questo senso la nascita della città
metropolitana supera le questioni. Altro che chiudere i Municipi, dovranno essere
il perno operativo della fase di programmazione decisa nel livello superiore.
Deleghe e competenze potrebbero arrivare direttamente dall'ente
provinciale". In questa stagione di studio, con il piano solo abbozzato da
Palazzo Tursi, serve soprattutto la dimostrazione di massima attenzione:
"E l'abbiamo dimostrata: il nostro interesse si è rafforzato e non sono
state tagliate risorse. Io - conclude il sindaco - voglio aprire questo
dibattito, che non è accademico: è un dibattito per costruire questa città
metropolitana. È un percorso che deve vederci camminare insieme e per questo
coinvolgerò direttamente la Provincia, il cui ruolo svolto fino a oggi difendo
a spada tratta, avendo avuto l'onore di presiederla, e gli altri Comuni".
giovanni mari 15/02/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
"il vero
decentramentoriduce i costi della politica" la replica dei presidentI al
xix n SUL TEMA "decentramento" si possono legittimamente esprimere
posizioni diverse, meno condivisibili diventano alcuni concetti che abbiamo
ritrovato nel commento pubblicato qualche giorno fa dal Secolo XIX a firma di
Roberto Onofrio: "Ampliare la rosa delle poltrone per elargire i favori in
cambio di consensi" o "stupisce che i presidenti dopo aver preso
coscienza della loro pochezza istituzionale e politica, pretendano attenzione e
decidano azioni e mobilitazioni collettive per farsi notare". Un commento
che prosegue con altre considerazioni, concludendo, con l'invito a chiudere
questi potenziali "enti inutili" quale esempio di un efficace
"rinnovamento della politica". Chiariamo innanzitutto uno dei punti
fondamentali delle riflessioni riferite alla razionalizzazione dei costi;
affermando ciò, è stata scritta una macroscopica inesattezza, infatti, la
scelta dei Municipi va in una direzione opposta a quella descritta. Il numero
dei consiglieri infatti è passato da
( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Regione De Agostini
convoca gli autonomisti a Udine: convention e liste UDINE. Oggi alle 11, nel
palazzo di via Sabbadini, il leader del Movimento Friuli, Marco De Agostini
presenterà la convention degli autonomisti in programma nella stessa giornata,
alle 18.30, nella sala Pasolini della sede regionale di Udine. Il manifesto che
ispirerà l'incontro punta a "rilanciare lo sviluppo" a far ripartire
"la realtà dei cittadini e dei territori", a "unire tutti gli
autonomisti". "Il Mf - spiega De Agostini - si propone alle elezioni
regionali del 2008 con un proprio programma e proprie liste. Sia le persone sia
il programma sono proiettati verso il futuro di questa terra partendo dalle
esigenze attuali e concrete del territorio e della società. Esigenze che sono profondamente
cambiate rispetto a quelle che aveva di fronte il neonato Mf di 42 anni
fa". "Qual è la situazione che abbiamo oggi di fronte e perché scende
in campo il Mf? In questi ultimi anni il Friuli e la nostra regione hanno
subito un arretramento economico e un deciso abbassamento del benessere dei
cittadini dovuto all'impoverimento del ceto medio e al peggioramento della
condizione dei pensionati, delle famiglie monoreddito, dei giovani. Non solo. Vi è stata anche una forte perdita di competitività delle nostre
imprese e del nostro lavoro, un appesantimento dei costi della burocrazia regionale e uno scadimento
della qualità dei servizi sanitari dovuto alla crisi della finanza pubblica
nazionale e regionale. Cambiamenti epocali, quindi, che richiedono la messa in
campo di nuove politiche e di interventi regionali e locali".
( da "Provincia Pavese, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Altre 25º congresso
provinciale Acli "Migrare dal Novecento. Abitare il presente. Servire il
futuro. Le Acli del XXI secolo" Intervista al pres. Armelloni Domani le
ACLI PAVESI celebrano il loro XXV congresso provinciale. Le Acli (Associazioni
Cristiani Lavoratori Italiani), fondate nel 1945, sono un movimento educativo e
sociale al servizio dei cittadini e delle società ed esprimono la loro azione
attraverso i servizi, le imprese sociali, le realtà associative, progetti ed
associazioni specifiche che agiscono in diversi campi di azione sociale per
soddisfare le esigenze di una società in continua evoluzione nel mondo del
lavoro, della scuola, della sanità, del terzo settore, dell'immigrazione con
una particolare attenzione al cittadino e alle sue esigenze. Per tutti gli
aclisti il Congresso costituisce sommamente il tempo prezioso dell'elaborazione
del pensiero, luogo per l'incontro, la riflessione e il confronto, fondamentali
per le scelte dell'Associazione. E' fondamentale che un movimento come le ACLI
si interroghi sul proprio ruolo, ribadisca i valori fondativi, ripensi ai
propri rapporti con le realtà esterne e rivaluti il proprio ruolo all'interno
della realtà in cui opera. Individui i punti di forza per valorizzarli e gli
elementi di debolezza per superarli attraverso l'azione quotidiana, per
concorrere con proposte costruttive alla comune crescita culturale ed umana.
Cerchiamo di cogliere il senso dell'azione dell'associazione e dei suoi servizi
dalle parole di Giovanni Battista Armelloni - Presidente Regionale ACLI
Lombardia. La tematica del congresso "Migrare dal Novecento. Abitare il
presente. Servire il futuro. Le ACLI nel XXI secolo" è particolarmente
suggestiva: ci vuole esplicitare contenuti e significati di tali scelte?
"Le Acli intendono cogliere fino in fondo la crucialità del passaggio
verso il nuovo secolo consapevoli della necessità di allargare lo sguardo al
contesto esterno nel quale tutti noi siamo collocati. Ciò che segna lo
spartiacque tra la cultura del Novecento e il secolo nuovo, in cui da alcuni
anni siamo già entrati, è soprattutto la società della conoscenza e dei flussi
che connettono ogni punto del mondo in una rete globale. Oltre ad essere
dinanzi ad una mobilità nello spazio, l'aspetto più innovativo e sorprendente è
che siamo di fronte ad una migrazione cognitiva, ad una mobilità della mente, a
forme inedite di pensare e di conoscere, di apprendimento e di interpretazione,
ossia ad una profonda rivoluzione culturale. Traslocare nel tempo vuol
significare sincronizzarsi con l'età contemporanea e sapersi aprire con fiducia
al domani come segno della fedeltà al futuro sia pur in contesto in trasformazione.
Chiarire la volontà di uscire dagli steccati vuol riaffermare la disponibilità
ad avventurarci in strade nuove mossi dal desiderio cercare una terra e un
tempo che siano più ospitali; carichi di speranza seppur ugualmente incerti
sulla meta e sull'approdo finale. Per questo occorre essere disponibili a
cambiare, anche in profondità se necessario, ma secondo logiche e percorsi che
non vogliono essere un esodo né una fuga, bensì la riaffermazione di comunanza
ed unione con il destino comune di tutti gli uomini, italiani e stranieri,
credenti e non credenti nella ricerca del bene comune. E' necessario andare
"oltre" il Novecento che ancora tarda a finire, dal momento che le
nostre teste, le nostre categorie di pensiero, i nostri strumenti interpretativi
sono ancora sulla soglia del XXI secolo. La fine del Novecento è un fatto,
congedarsi dal Novecento è una scelta di valore, trasferirci nel XXI secolo è
un compito, uno dei "grandi compiti" che hanno chiamato le Acli ad
essere protagoniste del sociale, testimoni di speranza, interpreti della
comunità civile". Dr. Armelloni, é possibile, innanzitutto, fare un
bilancio del significato della esperienza sviluppate negli ultimi anni nelle
Acli pavesi? "Sicuramente si. Anche su questi territori si vivono quotidianamente
le difficoltà dei lavoratori e dei giovani che si inseriscono nel mondo
produttivo, delle famiglie, con particolar riguardo all'organizzazione dei
tempi a fronte delle incombenze e degli impegni quotidiani, degli aspetti
educativi, in riferimento al ruolo genitoriale ed alla disgregazione a cui è
soggetta la famiglia, nonché alle difficoltà economiche che travagliano
cittadini e lavoratori. La nostra associazione - insieme ad altre realtà del
territorio - è stata in grado si sviluppare progetti di pre e post scuola in
vari comuni del pavese, progetti a sostegno del "Tempo per le
Famiglie", piccole ma significative esperienze di animazione presso
strutture per anziani, tutte attività improntate alla cura, alla vicinanza ed
alla assistenza con un occhio anche alla crescita stessa degli utenti.
Sottolineerei anche esperienze importanti quali il volontariato Oncoematologia
Pediatrica presso il Policlinico San Matteo, che ha visto aclisti impegnati in
progetti di ascolto verso una fascia sociale certamente debole che necessita di
cure e vicinanza continua. Tra le attività da segnalare vorrei sottolineare
anche le iniziative di interassociazionismo attuate con la Azione Cattolica
diocesana che si sono concretizzate in conferenze, seminari, campi estivi e
nella Settimana sociale per i cattolici pavesi della primavera scorsa. Rivolgo
anche il mio pensiero all'attività della cooperativa sociale "Famiglia e
territorio" che nasce sulla base dei principi di solidarietà, mutualità e
dedizione che caratterizzano l'esperienza di volontariato sociale e, in
particolare, vuole andare incontro alle esigenze e bisogni della cittadinanza
garantendo, secondo il principio mutualistico, lavoro ai propri soci".
Alla luce delle sensazioni che ne ha ricavato, quali sono gli ambiti in cui la
vostra associazione si vuole impegnare? "L'attenzione alle fasce ed alle
tradizioni popolari, in uno scenario dove il precariato e le difficoltà rendono
difficile la quotidianità ed i servizi non sempre riescono ad arrivare ove
occorre, ritengo sia necessario riscoprire questi valori con una attenzione che
privilegi questi ambiti. Ritengo che il lavoro e la sicurezza sui luoghi di
lavoro e la attenzione a cittadini svantaggiati ed in difficoltà nonché agli
anziani debbano esser oggetto di specifiche azioni di servizi e cooperative
sociali che creino, in un circolo virtuoso, anche posti di lavoro. L'Europa sta
vivendo un'importante fase di ristrutturazione economica, produttiva e sociale
causata dal cosiddetto fenomeno della mondializzazione;per il sistema
produttivo del nostro paese (e dei nostri territori) la presenza di imprese di
piccole da una parte costituiscono ricchezza, ma dall'altra costituiscono un
grosso problema per i lavoratori impegnati privi di protezione contro il
rischio di licenziamento. Il fenomeno del pendolarismo accentua i problemi per
le famiglie a cui facevo riferimento prima. Ci teniamo ad "essere tra la
gente" per affrontare le incertezze dei nostri giorni e intendiamo di
trasformare i diritti in dialogo comune: mettere quindi i diritti al centro
della politica per uno sviluppo reale della democrazia". Guardando al
futuro, quali sono a suo avviso le potenzialità delle Acli e dei suoi servizi,
sia nel campo operativo di gestione dei servizi, anche in relazione ai rapporti
con le istituzioni, sia in quello di formazione e promozione culturale.
"Da sempre siamo consapevoli del grande ruolo e del valore dei nostri
servizi: l'azione quotidiana si propone - per quanto possibile. di allargare i
confini dell'inclusione sociale, cercando di individuare quei bisogni che non
sono ancora tutelati come diritti, ma sono rilevanti sul piano sociale. Negli
ultimi anni il Patronato è stato chiamato a "guardare avanti", ad
attivarsi per diversificare la propria attività, dando spazio ad attività
innovative, senza abbandonare la propria identità finalizzata a porre al centro
dell'azione e delle tutele dei diritti di cittadinanza, nelle fasi di
trasformazioni del welfare. In tutto questo, negli anni scorsi l'associazione
ha supportato e condiviso i valori del servizio in tema di immigrazione,
attivandosi con una convenzione con la locale Questura per trasformare i
processi di regolarizzazione dei soggetti stranieri presenti sul territorio, da
atto di pubblica sicurezza ad atto di competenza amministrativa. Da questa
esperienza - pavese e di poche altre realtà - è nato e si è sviluppato il
processo attualmente adottato a livello nazionale. Anche i servizi fiscali
hanno assistito ad una significativa trasformazione del proprio ruolo,
sollecitati da politiche del welfare in continuo mutamento. Negli anni i valori
che hanno contraddistinto il servizio sono stati: centralità della persona e la
cultura della solidarietà. Nel Patronato e in ACLI SERVICE PAVIA competenza e
professionalità sono un tratto caratteristico della storia, ma anche
atteggiamento di lealtà nei confronti di cittadini, cioè
della loro condizione davanti alle difficoltà della burocrazia. Nell'ambito culturale, per dare significato e valore alla
nostra azione sociale occorrerà promuovere maggior garanzia nei rapporti di
lavoro operando affinché vengano introdotti adeguati ammortizzatori sociali e
la formazione permanente sia un obiettivo centrale della riforma del mercato
del lavoro; far comprendere, in particolare alle nuove generazioni, il
senso, il valore, l'organizzazione e la legislazione del lavoro, anche
attraverso collaborazioni con scuole, università, parrocchie; promuovere
l'impegno politico, sociale e sindacale come alta forma di partecipazione per
perseguire un nuovo umanesimo integrale; favorire e sviluppare il confronto tra
le parti sociali e con le Istituzioni in merito alla conciliazione dei tempi
del lavoro, della vita e della famiglia. Per porre attenzione alle politiche
sociali, dovremo promuovere la massima partecipazione del Sistema Acli ai
Tavoli sia politici che tecnici dei Piani di Zona, nei diversi Distretti, ed
alle politiche sociali del territorio; promuovere iniziative tese a favorire
una legislazione in grado di garantire una previdenza complementare sostenibile
per le giovani generazioni. Occorrerà privilegiare i rapporti con i comuni e la
Asl per puntare a servizi che siano efficienti e rispondano a esigenze di
lavoratori, giovani e famiglie; per questo occorrerà riscoprire tutto il mondo
delle tradizioni e dei ceti popolari".
( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Udine Gallerini in
campo con la civica "Per Udine" L'ex assessore: daremo l'appoggio a
chi sosterrà i nostri punti programmatici "Anche il rettore Furio Honsell
sarà prigioniero della coalizione di Centrosinistra che da nove anni sta amministrando
Udine portando la città sull'orlo del baratro". Ecco perché l'ex assessore
alle Attività produttive e al turismo, Luciano Gallerini ha deciso di scendere
in campo alle prossime elezioni comunali alla guida della lista civica
"Per Udine" che sarà presentata domani alle 11 nella sala riunioni di
palazzo Keckler. "Stimo il rettore come persona - spiega Gallerini -, ma
alle sue spalle ci saranno le stesse persone che hanno trasformato Udine in una
città chiusa, schiacciata dalla burocrazia e che ha perso la sua attrattività e il suo ruolo di capoluogo.
Non riesco quindi a intravedere nella sua nomina elementi sufficienti di
cambiamento. Per quattro anni ho cercato di dare il mio contributo
all'amministrazione Cecotti con l'obiettivo di favorire il rilancio delle attività
imprenditoriali e commerciali presenti in città, ma alla fine ho dovuto
arrendermi". Tant'è che a dicembre Gallerini si è dimesso. "Sono
convinto che per il bene della città sia necessario cambiare tante cose -
argomenta - e per questo motivo stiamo elaborando un programma che conterrà
alcuni punti fondamentali. Chi sosterrà questi punti avrà il nostro
appoggio". Non necessariamente quindi la lista civica Per Udine appoggerà
il candidato del Centrodestra. "Dipende da chi sarà scelto - dice Gallerini
- perché se ci saranno candidature frutto di accordi politici che non c'entrano
nulla con il territorio e che gli udinesi si vedranno calare sulla testa, sarà
difficile trovare un'intesa". A priori comunque Gallerini non esclude
nessuno. Nemmeno l'avvocato Gianni Ortis che si è candidato sindaco facendo
riferimento al Centrosinistra. Tanto che la lista Per Udine potrebbe anche
penalizzare il Centrodestra. "L'intesa sarà di tipo programmatico -
chiarisce Gallerini -, la nostra è una lista moderata per cui quello che ci
interessa è un impegno per favorire il rilancio della città". Un impegno
"Per Udine", insomma. "Se Ortis - dice - dovesse condividere con
noi un percorso non escludo che potremmo appoggiarlo. Ma non escludo nemmeno
l'ex presidente della Regione Adriano Biasutti o il candidato del Centrodestra.
Quello che vogliamo è un coinvolgimento nelle scelte e una condivisone
programmatica". Tra i punti fermi del programma che sarà messo appunto
dalla lista Per Udine ci sono tutti i principali motivi di scontro che hanno
visto protagonista Gallerini e il resto della giunta Cecotti. Cristian Rigo.
( da "Secolo XIX, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Troppi errori
dei medici, sbagliate seimila ricette in due mesi" la cgil risponde al
vicepresidente dell'ordine "La colpa è del sistema e non può essere
scaricata sugli operatori del Cupa che sono spesso il parafulmine dei
cittadini" 15/02/2008 SEIMILA RICETTE errate nel giro di due mesi. Il dato
è sbandierato dalla segreteria della Funzione pubblica della Cgil, firmata da
Diego Calcagno, che in una lettera risponde allo sfogo del segretario
provinciale del sindacato medici italiani, nonché vicepresidente dell'ordine.
In un suo intervento di mercoledì su "Il Secolo XIX", Renato Giusto
ha messo sotto accusa la burocrazia, "che blocca il nostro mestiere", citando un episodio
accaduto al Cupa di via Collodi: un'anziana è stata respinta perché sulla
ricetta mancava il codice fiscale. Riferendosi all'eccessivo rigore
burocratico, la segreteria della Funzione pubblica della Cgil ricorda che
"le procedure di prenotazione che obbligano ad indicare il codice fiscale
sono frutto di decisioni dirigenziali, prima a livello regionale e poi a
livello locale, derivanti da indicazioni della Guardia di finanza al fine di
evitare abusi fiscali". Pertanto "riteniamo scorretto e ineccettabile
che la responsabilità del disagio agli utenti causata da un'errata compilazione
delle ricette, responsabilità che è dei medici di famiglia, sia scaricata sugli
operatori del Cupa". "Gli operatori, che svolgono l'attività di
sportello con profesisonalità ed educazione - si legge ancora - sono spesso il
parafulmine delle frustrazioni dei cittadibni, spesso insoddisfatti delle
condizioni in cui versa la sanità". Per quanto riguarda la richiesta dei
medici di famiglia di poter svolgere pienamente il loro importante e delicato
ruolo la Funzione pubblica della Cgil ricorda le sue proposte: per costruire
nel territorio un'organizzazione sanitaria integrata, capace di intercettare i
bisogni di salute dei cittadini e dare ad essi risposte appropriate bisogna
ottimizzare tutte le risorse ed intervenire anche nel ruolo, nella funzione e
nei compiti dei vari professionisti. Inoltre non si può pensare di cambiare gli
schemi organizzativi e continuare a fare le stesse cose che si facevano ieri. E
ancora: "fra i tanti intreventi riteniamo ineludibile abolire la guardia
medica come servizio autonomo e utilizzare i 13 mila professionisti, che oggi
fanno questo lavoro, come medici di medicina generale a tutti gli effetti e a
tempo pieno". Secondo la Cgil, "è oggi anomalo utilizzare questi
medici in questo modo ed è disfunzionale per il sistema. Non solo c'è
frustrazione per la loro professionalità, ma anche un ingiustificato spreco di
risorse". Per la Cgil, questa "arretratezza organizzativa non regge
più" per diversi motivi: è necessario avere un sistema di cure primarie
con un'organizzazione integrata per garantire la continuità dell'assistenza; lo
squilibrio dei carichi di lavoro all'interno della categoria. La Cgil sostiene
che non debba più esistere il medico di medicina generale che fa solo la
guardia medica. "È ora di sdoganare questi 13 mila medici - si legge -
utilizzandoli a tempo pieno nelle cure primarie per svolgere tutte le attività.
Ma sia chiaro: lo sdoganamento non può avvenire negli studi dei medici di
famiglia, bensì nelle strutture distrettuali pubbliche". 15/02/2008.
( da "Giornale.it, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lunardi: Terzo
Valico, prima opera del nuovo governo Berlusconi di Massimiliano Lussana -
venerdì 15 febbraio 2008, 07:00 "Mai stato così serio. Se ci fossero stati
subito tutti i soldi necessari, nessuna opera pubblica sarebbe stata costruita
in Italia. Ogni anno verranno finanziati i lavori che si faranno in quell'anno.
In questo modo, siamo certi che il Terzo Valico non sarà più un'utopia". E
i danni creati dalla revoca delle concessioni per il decreto Bersani sulle
liberalizzazioni? "Uno dei primi atti del governo sarà quello di
denunciare alla Corte dei Conti tutti i ministri che hanno rallentato le grandi
opere, a partire da quelli che si sono opposti alla Tav. Hanno creato un danno
erariale ingente ed è giusto che paghino". Una leggenda metropolitana
vuole che il "nemico" numero uno del Terzo Valico sia il capo delle
Ferrovie Mauro Moretti. Moretti è un uomo di sinistra, ma è anche uno dei pochi
che ci capisce di rete ferroviaria. L'altra volta, l'avete confermato. Come vi
comporterete in caso di vittoria? "In passato, a mio parere, Moretti si è
preso delle responsabilità che non erano sue. E questo non dovrà più
accadere". Significa che lo farete fuori? "Significa che le scelte politiche
le fa il governo. E se fare o no il Terzo Valico e come farlo è una scelta
politica che spetta ai politici e non agli amministratori delegati o ai
ferrovieri". Significa che lo farete fuori? "Significa che, stavolta,
chi non si allinea è fuori. È impensabile che, a qualsiasi
livello, decida la burocrazia anzichè i rappresentanti del popolo". Lei crede nel Porto
di Genova? Sta seguendo le evoluzioni della situazione? "Le seguo con
l'interesse e la preoccupazione che merita il primo porto italiano. Ma credo in
Genova. Certo, ribadisco che il Terzo Valico è decisivo. Ma ci credo
moltissimo e penso all'importanza che possono anche avere i retroporti nel
Basso Piemonte. Così come credo nelle autostrade del mare, che sono davvero il
futuro dell'Italia, un Paese con ottomila chilometri di coste".
( da "Repubblica, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cultura La politica
che vuole rinnovarsi italia al bivio: si possono modernizzare i partiti?
Riusciranno Berlusconi e Veltronia semplificare il sistema partitico? Dalla
crisi sociale a quella governativa. Storia e caratteri della trasformazione
EDMONDO BERSELLI Se si va a ritroso nella vicenda nazionale per trovare le
prime tracce di uno dei grandi totem politici contemporanei, cioè il
"cambiamento", si può anche restare spiazzati o delusi. Nel
repertorio lessicale degli anni Cinquanta, ciò che in genere prevale è
naturalmente la stabilità, l'ordine, la garanzia democristiana contro
l'alternativa di sistema rappresentata dal Pci. Dopo di che, esaurito il
centrismo degasperiano, e sopravvissuto a se stesso l'equilibrio politico che
aveva presieduto alla ricostruzione, la parola d'ordine divenne semmai
l'"apertura", ovviamente a sinistra. Un processo preceduto dalle
"convergenze parallele" con il Psi, e completato con il primo governo
effettivo di centrosinistra nel 1963. Il verbo cambiare e il sostantivo cambiamento
potevano essere rivendicati dal Pci, e in effetti si sarebbero incarnati in uno
degli slogan più diffusi dell'età berlingueriana: "è ora, è ora, è ora di
cambiare, il Pci deve governare". Con il che si instaurava una sensibile
differenza politica, nella dialettica del bipartitismo imperfetto. Da sinistra
infatti si reclamava il cambiamento, in vista di un "superamento" del
mercato e del capitalismo, anche come risposta ai movimenti extraparlamentari;
sul versante democristiano si rivendicava invece la possibilità del
"rinnovamento", concepito come rimedio o ricostituente di una
sostanziale continuità. Non ci voleva molto a capire che il
"cambiamento" implicava sforzi riformatori, esercizi anche radicali
di redistribuzione del potere, spostamenti degli equilibri a favore della
classe operaia, trasformazioni "strutturali" degli assetti
capitalistici; mentre il "rinnovamento" investiva una sorta di
eternità scudocrociata, e veniva evocato come una possibilità salvifica, un
riscatto genetico per l'immutabile partito-nazione, l'immodificabile
partito-mamma degli italiani (o il loro "partito zia", secondo la
certificazione di Umberto Eco). Come scrisse Alberto Cavallari, la Dc
costituiva una eccellente riproduzione del "poder mineral" di Carlo
V, un potere morbido e roccioso insieme, in apparenza immutabile. Ci volle la
sbrigatività craxiana per provare a intaccare le riserve di questo potere
democristiano, con una contestazione sistematica della titolarità dei feudi dc,
nelle banche, nelle industrie di Stato, nei giornali. Ma non c'era ancora
l'evocazione del cambiamento: piuttosto l'enfasi dell'iniziativa socialista,
all'epoca dell'"onda lunga" andava tutta nella direzione della
"modernità", e semmai dell'"innovazione" istituzionale.
Sullo sfondo del rampantismo politico del Psi, e dei progetti
"mitterrandiani" di Craxi, nonché del "decisionismo" e
della sua "partnership rivale" con la Dc, si cercavano di cogliere
gli indizi della possibile "alternativa": cioè un salto di paradigma
politico, uno spostamento di baricentro che finalmente avrebbe messo in crisi
la perennità democristiana. Ancora alla fine degli anni Ottanta, mentre il
dinamismo craxiano si arenava nelle secche del Caf (l'acronimo che identificava
la relazione preferenziale fra Craxi, Andreotti e Forlani), in politica e in
politologia si ricorreva preferibilmente a termini come "ricambio".
Come se ci fosse di mezzo una soluzione a suo modo naturale e fisiologica della
crisi della scoppoliana Repubblica "dei partiti", dettata dallo
stesso codice genetico del sistema politico. Ma perché il
"cambiamento" diventasse un termine di pronto uso nella discussione
pubblica occorreva che ci si convincesse che l'intero "sistema"
politico, fosse da trasformare in profondità. Questo salto di schema si
verificò tra la fine degli anni Ottanta e i primi Novanta, quando l'opinione
pubblica si convinse che l'intera organizzazione dei partiti nella prima
Repubblica rappresentava un assetto da rovesciare. Il "cambiamento"
divenne il rimedio auspicato per i guasti della "partitocrazia", e
del "consociativismo", tutti termini che designavano il rapporto
collusivo tra le forze politiche. L'emergere di Tangentopoli, cioè
dell'intreccio affaristico sotteso ai sodalizi politici, rappresentò un
potentissimo fattore di persuasione dell'opinione pubblica: divenne opinione
corrente che era necessaria una radicale rottura di fase. Il
"cambiamento" doveva investire non questo o quel partito, bensì tutta
la prima Repubblica, l'intero apparato partitico, la struttura stessa delle
istituzioni rappresentative e quindi della democrazia italiana. Il primo
strumento furono i referendum elettorali di Mario Segni, il cui successo fra il
1991 e il 1993 fu sancito proprio dalla loro carica eversiva rispetto agli
equilibri del penta o del quadripartito, e ai formalismi consunti di una
democrazia "bloccata" (non proprio casualmente il paragone più
richiamato, in quegli anni, fu quello con il passaggio fra Quarta e Quinta
Repubblica in Francia, sulla scia del putsch algerino, con la riforma
costituzionale del generale De Gaulle). Ma la trasformazione politica vera e
propria avvenne con il delinearsi della democrazia "dell'alternanza",
e quindi della competizione bipolare. Siamo già alla vicenda contemporanea,
perché la seconda Repubblica ha come emblema Silvio Berlusconi, con la sua idea
di cambiamento: cambiare, per l'imprenditore "sceso in campo",
significa rompere i ponti con il "consociativismo", con i comunisti,
con i politici fannulloni, con il settore pubblico, le tasse, le regole, la burocrazia,
il "teatrino". Sotto questa luce, il cambiamento contiene fin
dall'inizio una intensa carica antipolitica. E oggi che la politica assume la
configurazione di un faccia a faccia tra due protagonisti della comunicazione,
due opposte personificazioni dell'"homo mediaticus", è verosimile che
il confronto avvenga proprio fra due forme possibili di cambiamento. Da
un lato il cambiamento a mani libere di Berlusconi, ormai stranoto, che ammicca
di continuo all'insofferenza per le regole, e che cerca di qualificarsi come un
eterno ritorno al buonsenso, evidentemente deformato e distorto dalle ideologie
delle "sinistre" e dei politici politicanti; e dall'altro il
cambiamento nella versione veltroniana, che risente del modello di Bill
Clinton, il "ciclo clintoniano" basato sulla gestione politicamente
virtuosa dei processi economici globali, e della lezione di Anthony Giddens e
Tony Blair con la "terza via", secondo cui la prospettiva
neolaburista si identifica esattamente, senza residui, con il cambiamento:
perché compito dei progressisti, oggi, è l'adeguamento costante e tendenziale
rispetto al modificarsi delle condizioni economiche, alla competizione
mondiale, alle trasformazioni nel rapporto fra uomini e donne, fra autoctoni e
migranti, fra culture e fedi, tra rendita e lavoro, fra profitto industriale e
precauzione ambientale. Con l'esito forse imprevisto, qui in Italia, di una
gara elettorale fra due "cambiamenti" diversi, e il finire in
soffitta, nonostante i futuri appelli elettorali ai moderati, di ogni virtù assegnata
tradizionalmente alla conservazione e ai conservatori.
( da "Nuova Ferrara, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Reno Centese. Piaghe
ai talloni e catetere bloccato Un femore rotto, poi il calvario L'odissea di
un'anziana paziente raccontata dalla nipote A oggi l'assistenza domiciliare non
è intervenuta: gli infermieri sono malati e sono soltanto dieci RENO CENTESE. Non
un "atto di accusa" ma un "grido di aiuto". Che faccia
riflettere sul senso di sconforto e fragilità che può provare un cittadino
quando si scontra con l'assurdità di certa burocrazia. E' quello lanciato da
Arianna Guazzaloca, che attraverso il nostro giornale ha voluto raccontare
l'odissea di sua nonna Carolina dopo la rottura del femore. Un'odissea che
continua tutt'ora. E' la sera dell'8 gennaio quando la signora Carolina cadendo
si rompe il femore: due giorni dopo, racconta la nipote, "la
frattura è stata sintetizzata nel reparto di ortopedia dell'ospedale di
Cento". Da quel momento ha inizio un calvario che, oltre all'anziana
paziente, coinvolge la sua famiglia. Subito dopo infatti, racconta la signora
Arianna,"per una qualche oscura ragione è stato necessario provvedere con
molta fretta al suo trasferimento nella lungo degenza dell'ospedale di Bondeno
dove, mi era stato rassicurato, avrebbe ricevuto le cure adeguate e la
riabilitazione necessaria". Peccato che "appena avvenuto il trasferimento
sono stata informata che, con una certa sollecitudine, era necessario che
prendessi una decisione su quale fosse la destinazione di mia nonna quando
sarebbe stata dimessa". La non semplice situazione familiare della signora
Arianna (la mamma necessita di assistenza, il papà "non più tanto
giovane", due figli a cui badare) la mette in difficoltà. Nonostante
questo decide di portarla a casa, quando con rabbia realizza "con quanto
interesse e premura si occupavano di mia nonna; sarei stata capace anch'io di
riservarle lo stesso trattamento con la differenza dell'ambiente e un po'
d'affetto". Infatti al momento del ricovero "feci presente che mia
nonna dal giorno della frattura non ingeriva più cibo e beveva quasi
nulla". Ma la flebo viene applicata solo il venerdì perché, spiega ancora
Arianna, nessuno era consapevole che la paziente non mangiava nulla, o dava per
scontato il contrario, "come ha avuto il coraggio di dirmi un'altra
infermiera". C'è da dire che in quei giorni il reparto contava "due
infermieri per 40 ricoverati". La situazione dopo alcuni giorni peggiora,
compaiono le piaghe da decubuto nei talloni, "ma i medici ripetutamente mi
hanno rassicurata che non c'era nulla di cui preoccuparsi, che era tutto
normale, non erano da medicare e che avrebbero dovuto guarire da soli. In
merito a questo potrei disquisire ancora per ore, in quanto sono stata
informata che adesso è necessario intervenire chirurgicamente". Nel
frattempo, "appena la fisiatra mi ha consegnato le varie richieste per
ottenere gli ausili necessari al domicilio, mi sono mobilitata per seguire
tutto l'iter burocratico. Abbiamo finito di montare il letto il martedì 29
gennaio e siamo stati informati che l'avrebbero dimessa l'indomani, pronti o
meno perché se dobbiamo aspettare che tutti si mettano a posto, l'ospedale non
va più avanti. Parole del medico di cui non conosco il nome ma potrei
descriverlo come la persona che non sa intrattenere una conversazione guardando
il suo interlocutore negli occhi" La nonna torn a casaa mercoledì 30, nel tardo
pomeriggio. "Il medico di famiglia è stato avvisato l'indomani e si è
subito adoperato per l'attivazione dell'assistenza domiciliare integrata (Adi),
gli infermieri domiciliari che avrebbero dovuto provvedere al cambio del
catetere il 2 febbraio, la medicazione dei talloni e quant'altro fosse di loro
competenza, ma tale servizio a tutt'oggi ancora non si è visto. La spiegazione
fornita è che erano sprovvisti del personale perché tutti malati". Proprio
il 2 febbraio "mi sono resa conto che nel catetere di mia nonna non stava
aumentando il livello di urina già da diverse ore. Mi sono consultata con un
operatore del 118 che mi ha consigliato di portarla al pronto soccorso perché
fosse vista da un medico. Detto, fatto. Al pronto soccorso sono stata subissata
di domande sul perché e per come il catetere non fosse stato cambiato, perché
non fosse stato attivato l'Adi e ho subìto la loro costernazione quando hanno
preso visione dei talloni, come se responsabile di tutto ciò fossi io!".
Dopo sei ore di pronto soccorso, "dove hanno cambiato il catetere e
medicato i talloni, ho provveduto a un'ambulanza per il trasporto a casa della
nonna (40 euro) e abbiamo ricominciato il quotidiano lottare con il suo rifiuto
per il cibo e lo scarso apporto di liquidi". Il lunedì sequente "ho
fatto di nuovo presente al nostro medico che dovevamo cercare di fare qualcosa,
non potevo pensare di lasciar morire così mia nonna. La sua risposta è stata
che più che telefonare e mandare e-mail non poteva fare. Gli ho chiesto se
c'erano alternative, ma ho ricevuto risposta negativa". Il 7 febbraio
"avrebbero dovuto venire le infermiere domiciliari per l'applicazione di
una flebo, ma alle 14.30 si è presentato a casa il nostro medico portandoci la
notizia che non sarebbe venuto nessuno. Costernazione e frustrazione erano
ormai a livelli incontrollabili". Il sabato mattina, 9 febbraio, "mi
rendo conto che ancora una volta il catetere di mia nonna era bloccato. A chi
ci si rivolge di sabato? Scomodare di nuovo il 118 per solo un catetere bloccato,
riportare la nonna al pronto soccorso per poi spendere altri 40 euro per
riportarla a casa? Ho scelto di consultare la guardia medica che sulle prime ha
tentato di "passare" la responsabilità al medico di famiglia, che
vorrei di nuovo far notare, di sabato non c'è perché questi instancabili
professionisti hanno diritto al riposo nei giorni prefestivi e non se lo
lasciano sfuggire questo diritto. Con molta calma le ho detto che non c'erano
problemi se non voleva venire a vedere mia nonna, avrei chiamato i carabinieri
e chiesto a loro di intervenire, questo è stato efficace". La dottoressa
della guardia medica si è presentata dopo pranzo, "ha visitato mia nonna,
misurata la pressione, constatato che il catetere era bloccato". Come
fare? La dottoressa propone "di chiamare un'ambulanza provvista di
infermiere perché provvedessero loro al cambio di catetere, ma per
un'improvvisa urgenza, tale ambulanza era richiesta altrove, quindi ho dovuto
piegarmi a scomodare ancora una volta mia nonna e rassegnarmi a portarla al
pronto soccorso". Arrivate al pronto soccorso "mi sono trovata
un'altra volta di fronte a domande e velate accuse per le mancate cure date a
mia nonna. Purtroppo io non sono responsabile della malattia degli infermieri
domiciliari e del conseguente loro mancato intervento. Non sono stata istruita
su come cambiare o pulire un catetere. Non mi è stato insegnato come evitare le
necrosi ai talloni dei quali comunque mi ero preoccupata fin dall'inizio".
La dottoressa del pronto soccorso ha ritenuto opportuno che fosse ricoverata
"visti l'infezione alle parti intime, il catetere che continua a
bloccarsi, la forte disidratazione, la difficoltà a procedere a un prelievo e
l'avanzata necrosi dei piedi". Intanto siamo a lunedì 11 e l'Adi non è
stata ancora attivata. Arianna chiede spiegazioni al telefono e un'infermiera
dell'Adi risponde che gli infermieri sono tutti in malattia perché signora, si
deve rendere conto che anche noi siamo esseri umani. Non ho mai preteso che
lavorassero anche da malati, ma non arrivo a capire come sia ammissibile che un
territorio vasto come i due comuni di Cento e Bondeno possano essere coperto da
solo 10 operatori sanitari". Oggi ad Arianna restano un immenso sconforto
e tante domande che aspettano risposta: "potevano i medici dell'ospedale
di Bondeno mandare a casa mia nonna almeno con un catetere nuovo?";
"E potevano intervenire affinché le necrosi ai talloni non peggiorassero
al punto da dover costringere mia nonna a sottoporsi a torture cinesi in sala
operatoria?". Può un reparto ospedaliero operare con un numero troppo
basso rispetto ai ricoverati?". Poteva il medico di famiglia agire
diversamente oppure suggerire un'alternativa"? Poteva la coordinatrice
degli infermieri domiciliari provvedere ad appoggiarsi ad altro personale in
mancanza del suo?". E' possibile che su un territorio come Cento e Bondeno
ci siano solo 10 infermieri domiciliari?".
( da "Tribuna di Treviso, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
La Provincia ai
sindacati "I tecnici dello Spisal torneranno nei cantieri" MASSIMO
GUERRETTA FONTANELLE. Riportare i tecnici dello Spisal nei cantieri. E' questo
il progetto voluto da Provincia e sindacati, incontratesi
per mettere a punto un piano in grado di dimezzare la burocrazia a carico degli ispettori e rilanciare la sicurezza soprattutto
nel comparto edile. Dopo gli ultimi due mesi, con una serie di tragedie sui
luoghi di lavoro che hanno spezzato la vita di decine di operai, gli enti
preposti si stanno muovendo per cercare nuove soluzioni a tutela dei
lavoratori. Le vittime nei cantieri lavoro dall'inizio dell'anno sono
sei. A suggellare l'idea è arrivata nei giorni scorsi la nuova delega
all'assessore provinciale Michele Noal, ora refertato anche per Salute e
Sicurezza sul Lavoro: una scelta applaudita dai sindacati, che premono per
nuove ispezioni. Arriverà a breve un ordine del giorno per chiedere alla Regione
maggiori risorse a favore degli Spisal trevigiani: "Stiamo vedendo assieme
alla direzione provinciale del lavoro, di ottimizzare le risorse - spiega
l'assessore Noal - permettendo al personale Spisal di alleggerire il lavoro
burocratico (che occupa attualmente il 50% delle loro attività) e concentrarsi
nelle azioni di controllo e prevenzione dei cantieri. Problema, quello della
carenza di personale, che lo stesso prefetto ha già fatto presente al
presidente Galan. Inoltre la Provincia ha proposto di elaborare in sede di
commissione provinciale un apposito ordine del giorno da inoltrare anche a
tutti i consigli comunali del territorio e da inviare alla Regione con la
specifica richiesta di maggiori risorse a vantaggio degli Spisal
trevigiani". Meno burocrazia e più ispettori nei
cantieri, quindi: il progetto è ancora in fase embrionale, ma i sindacati
premono per un'accelerazione delle trattative. La Provincia di Treviso inserirà
tra le tematiche prioritarie del Piano Strategico anche un filone dedicato alla
Sicurezza sui Luoghi del Lavoro. Tra i prossimi obiettivi: ridisegnare il
protocollo d'intesa del Tavolo di Coordinamento che vede coinvolte nuove
rappresentanze per riuscire a mettere in rete tutti gli attori principali del
territorio. "C'è la necessità di poter utilizzare i dati Inail che la
stessa istituzione ha messo a disposizione sugli infortuni del lavoro. Inail e
Provincia, poi, lavoreranno ad un sistema operativo per rendere condivisibili
le informazioni da parte di tutte le parti interessate. Obiettivo: avere
un'unica fonte dati per dare un messaggio uniforme". Anche l'ufficio
scolastico provinciale ha dato disponibilità a studiare un progetto, da
estendere anche a chi si occupi di formazione, da divulgare tra gli studenti
per aiutarli ad apprendere il concetto di sicurezza da applicare anche nella
quotidianità: corsi che dovrebbero venir studiati soprattutto nelle aree
scolastiche relative alla formazione professionale.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Udine Ortis sfida
Honsell: confronto pubblico sui temi della città L'avvocato udinese declina
l'invito del rettore: nessuna convergenza sulla sua candidatura, abbiamo
visioni diverse "Ho letto che il professor Honsell mi sollecita a cercare
convergenza sulla sua candidatura. Un invito che devo declinare perché il mio
impegno per Udine nasce da metodi, logiche e contenuti diversi rispetto al suo.
E proprio perché abbiamo proposte diverse per la città, lo invito a un
confronto pubblico davanti ai cittadini in modo che essi possano distinguere in
cosa consiste la nostra diversità". Il candiato sindaco Gianni Oretis
declina dunque l'invito rivoltogli dal candidato del Pd e del centro sinistra
Furio Honsel e, anzi, rilancia. Conosco da sempre Udine come città caratterizzata
da buon senso e sobrietà anche dal punto di vista imprenditoriale - aggiunge
Ortis -, cresciuta intorno alla migliore espressione dell'intelligenza e
lungimiranza di cittadini, imprenditori e lavoratori. "In questo momento
però il cittadino ha servizi di qualità inferiore rispetto a quanto paga e mi
fa male vedere tante persone che faticano ad andare avanti". "La mia
innovaction - manda a dire al rettore - comincerà proprio con la garanzia di
una cura quotidiana della città attraverso la profonda riforma
dell'amministrazione affinché i servizi siano finalmente tarati sulle esigenze
degli udinesi. Udine sta vivendo debolezze mai viste che risentono sì della
crisi strutturale ed economica, ma anche dell'incapacità di costruire politiche
che rappresentino e difendano i deboli e che siano all'altezza di realizzare un
progetto di rilancio della città". In primo luogo, spiega meglio,
"intendo riportare efficienza ed efficacia negli uffici pubblici per
ridurre i tempi biblici della burocrazia e semplificare i procedimenti. E poi più fiducia nei cittadini
aumentando le autocertificazioni e intensificando peraltro il sistema dei
controlli; e ancora, valorizzazione dei dipendenti del nostro comune e delle
loro competenze e riducendo progressivamente il ricorso a consulenze esterne
che dovranno in ogni caso completare la crescita del personale interno.
" Infine, è necessario abbandonare l'ormai insostenibile idea
dell'assessorato-feudo che oggi amministra parte delle spese correnti e
liberare risorse per progetti di sviluppo della città. Al centro della mia idea
di futuro per la città di Udine - chiosa Gianni Ortis - c'è lo sviluppo e la
crescita unitamente al rispetto del diritto alla salute e alla valorizzazione
della solidarietà verso i più deboli. Rivolgo a tutti gli udinesi un appello a
partecipare attivamente a questo processo di cambiamento.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pordenone Investire
in Austria? Spiegati tutti i vantaggi Conferenza informativa a Brugnera
destinata agli operatori economici del Pordenonese L'Austria tenta di sedurre
gli imprenditori italiani e di convincerli a investire in casa sua. Lo fa con
una manovra avvolgente, che sta investendo, una alla volta, tutte le aree più
vivaci dell'economia del Nord-Est. Ieri le attenzioni sono state rivolte agli
operatori del Pordenonese, che hanno risposto in una cinquantina all'invito a
una "conferenza informativa". Ma la marcia proseguirà nelle prossime
settimane a Treviso e, dopo l'election day, anche a Udine. Austria come Paese
per delocalizzare? Un'ipotesi abbastanza audace. Le delocalizzazioni si fanno,
di solito, in aree del mondo nelle quali la manodopera e gli altri costi della
produzione (in primis quelli dell'energia) sono infinitamente inferiori ai
costi italiani, mentre l'Austria è tra i Paesi più ricchi d'Europa. Eppure
ieri, a Brugnera, sono stati forniti dati che hanno riscosso l'attenzione anche
degli ascoltatori più scettici. Quelli relativi alla burocrazia, per esempio. Il sistema
austriaco è al sesto posto al mondo per snellezza dell'apparato burocratico
(l'Italia è al 48º). Il che significa, per esempio, che chi decide di aprire
un'azienda da quando avvia le pratiche ci impiega in media 80 giorni. La
Danieli nell'autunno scorso ha aperto uno stabilimento a Völkermarkt (Carinzia
orientale): dall'acquisto del terreno all'avvio dei lavori ha dovuto attendere
soltanto tre giorni. Queste informazioni sono state fornite da Marion
Schramm-Biber, dell'Austria business agency di Vienna, e da Sabrina
Schütz-Oberländer, della Entwicklungsagentur Kärnten. Sono entrambi organismi
pubblici - il primo opera a livello nazionale, la seconda in Carinzia - che si
occupano di promuovere gli investimenti stranieri. Un compito che sta dando
eccellenti risultati: nel 2007 le aziende insediatesi in Austria sono state
201, con un investimento di 394 milioni. Che cosa le ha convinte? La risposta
l'hanno data Othmar Eberhart, della Contax di Vienna, ed Enrica Maggi, avvocato
a Klagenfurt (ma cittadina italiana). In primo luogo gli incentivi finanziari,
con contributi sino al 25 per cento dell'investimento e sino al 60 per cento
nelle spese di ricerca e sviluppo. Poi il basso costo delle aree e il fisco:
un'aliquota unica del 25 per cento sugli utili delle società (l'Irap non
esiste), detrazioni fiscali per spese di ricerca e sviluppo o formazione del
personale, tassazione di gruppo per società controllate anche in altri Paesi
extra-Ue (con compensazione degli utili e delle perdite). Se a questo si
aggiunge che l'Austria è al primo posto al mondo per qualità della vita (Italia
al 24º) e per pace sociale (1,3 giorni di sciopero all'anno su mille
lavoratori), allora l'ipotesi di delocalizzare diventa credibile. Per chi vuole
provarci, o soltanto informarsi, le due agenzie offrono consulenza gratuita e
in lingua italiana. Marco Di Blas.
( da "Adige, L'" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
In tribunale
Scarcerati in Argentina, dopo cinque anni il processo può iniziare È stata dura
davvero. Ma alla fine, dopo 5 anni dal primo tentativo, ieri mattina si è
potuto aprire il processo a Renato Daniele Paracchini e Rodolfo Daniel D'Amico.
Un dibattimento, quello che sarà presieduto dal giudice Ettore Di Fazio, che non
è possibile prevedere nella sua conclusione. Ma che certo ha già conclamato una
cosa: la farraginosità di accordi internazionali e burocrazia, quando in ballo ci sono
uffici, giudici ed autorità di due stati sovrani, è tale da lasciare sgomenti.
Perché la vicenda di Paracchini e D'Amico comincia all'inizio degli anni 2000
quando i due vengono scoperti dagli agenti del Gico e arrestati con l'accusa di
spaccio internazionale di droga. Secondo gli inquirenti i due erano
riusciti a trovare il modo per far entrare stupefacenti in Italia
dall'Argentina. Da qui appunto la custodia cautelare in carcere prima e ai
domiciliari poi. A ingarbugliare la vicenda c'è stata, tuttavia, la fuga dei
due indagati, che hanno riparato in terra argentina. La procura le ha provate
tutte, per trovarli. Ma quando si è capito che erano in Argentina, e si è
firmata la richiesta d'estradizione, è iniziato l'incubo burocratico. Perché i
due, nel frattempo, erano stati arrestati in America Latina. E da Buenos Aires
la risposta è stata chiara: non se ne parla nemmeno. Niente estradizione,
finché i due non avessero scontato la pena. Un macigno su un procedimento che
rischiava di congelarsi chissà fino a quando. Per questo è stata revocata la
misura cautelare, e con quella è caduta la richiesta di estradizione. E per
questo si è riusciti ad arrivare (eravamo nel 2001) al rinvio a giudizio. Il
primo appuntamento con il dibattimento doveva essere il 22 febbraio 2003. Ma il
giudice Ettore Di Fazio si è trovato davanti la grana: i due imputati, risultando
nelle galere argentine, non potevano partecipare al loro processo. E non per
loro volontà. Risultato: legittimo impedimento, quindi differimento del
processo. E posto che dall'Argentina non arrivavano ulteriori risposte, di
differimento in differimento (per una decina di volte) si è arrivati fino a
ieri. Quando è arrivata la notizia. I due non sono più in carcere. Quindi se
vogliono (e ammesso che lo vogliano) possono venire in aula: il processo si può
aprire. Il 22 maggio prossimo, saranno sentiti i primi testimoni. Sperando che,
a distanza di otto anni, si ricordino ancora qualcosa. C.Z. 15/02/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
I
"municipi" senza soldi ma non per le prebende Ubriacati di parole da
televisione, giornali, comizi e quant'altro, finiamo col perdere di vista
l'essenziale. Per cambiare le cose in questo Paese secondo me sarebbe
necessario attuare i seguenti provvedimenti: limitare i partiti e le sifle al
governo; eliminare gli enti inutili tra i quali inserisco i
"municipi" delegazionali che ogni volta che devono provvedere a
qualche urgenza di quartiere dichiarano di non avere i finanziamenti, ma li
hanno per mantenere stipendi e strutture; far lavorare all'interno delle
istituzioni le persone competenti già assunte senza ricorrere a consulenti
esterni; infine, dimezzare gli stipendi a tutti i politici. Augusta Grondona
Genova Lo sciopero del voto contro i "soliti noti" Mi accodo a quanti
hanno deciso di non partecipare più al diritto/dovere del voto. Mandiamo via
questa zavorra che ci ha preso in giro per anni, politici solo pronti a
cogliere al balzo tutto quello che portava loro benefici. Finché ci saranno
questi nomi e questa pochezza politica non andrò più a votare. E spero che per
dare un segnale forte siano in molti a pensarla così. Francesco Orlandi La
Spezia Rimborsi ai partiti una truffa da cancellare In concomitanza con la
campagna elettorale appena iniziata ho appreso che nel nostro Paese una legge,
approvata alla fine del 2006, consente rimborsi elettorali ai partiti (pari a
50 milioni l'anno) per l'intera legislatura, anche in caso di scioglimento
anticipato delle Camere. Siffatta legge, per i prossimi tre anni, permette ai
partiti di incassare doppia quota per rimborsi elettorali e garantisce quelle
formazioni politiche che non avranno rappresentanti nel nuovo Parlamento, con
conseguente aggravio per le casse dello Stato. Ciò premesso, gradirei conoscere
- prima delle prossime elezioni - quale formazione politica è disposta ad
abrogare simile normativa. Giovanni Terramoccia Genova Sicurezza sul lavoro gli
imprenditori si muovano La vita e la salute di chi lavora dovrebbero stare al
primo posto di un programma di governo. Invece c'è una strana logica,
interessata, che ostacola gli interventi decisi, nonostante le polemiche e i
discorsi pomposi e di circostanza, contro queste forme di sfruttamento
ripugnante, che tende a risparmiare qualche euro sulla pelle di chi deve
portare a casa uno stipendio per vivere: si teme di far perdere il posto di
lavoro a molti poveracci con un lavoro incerto, instabile, che potrebbe svanire
per poco o nulla. La mia delusione però non si ferma davanti alla politica e va
proprio contro gli imprenditori, che pagano non poco, con una sovra tassa sulla
sicurezza, dovuta all'Inail, "Istituto Nazionale per l'Assicurazione
contro gli Infortuni sul Lavoro". Proprio loro dovrebbero capire che tutte
queste morti costano moltissimo, quando non intendono altra lingua che quella
economica: non conviene lasciare la situazione così come è. Punire chi non sa
far rispettare le regole anti infortunistiche, neppure quelle elementari, nelle
proprie ditte non è contrario alle leggi della buona economia, anzi aiuta il
Paese a crescere. Non rimane che invitare il nuovo governo, qualunque esso sia,
a mettere tra le prime attività da svolgere quello della sicurezza: non è una
questione di politiche di destra o di sinistra, ma fa parte di una cultura
nuova, oso dire di una crescita di civiltà. Arduino Rossi e-mail Non parlateci
del Papa fateci capire che cosa dice Papa Ratzinger è universalmente
riconosciuto come uomo di grande cultura e di profondo pensiero, tanto è vero
che i suoi libri vanno a ruba e si studiano con grande interesse anche alla
Sorbona di Parigi. Però, i suoi discorsi, sempre ricchi di citazioni, vanno
letti integralmente; se si estrapola un paragrafo dal contesto può suscitare
malintesi come è successo con il discorso di Ratisbona o quello su Galileo.
Meglio sarebbe se i mass media parlassero meno del Papa e ci facessero capire
cosa realmente dice. Luca Draper e-mail Vera invalida e l'atroce beffa della
cattiva burocrazia Sono pienamente
solidale con quanto afferma la signora Maura Fontanella nella sua lettera sulle
visite per ottenere l'invalidità, perché ho avuto e tuttora ho esperienze
analoghe. Mia madre, dopo aver fatto tre visite a distanza di sei mesi l'una
dall'altra, e non aver ottenuto niente, ricevette la convocazione per una
quarta visita il giorno dopo essere defunta in seguito alle sue gravi
patologie. Adesso un'altra persona a me vicina sta subendo la stessa trafila:
una visita dopo l'altra, con aggravamento delle sue condizioni mese dopo mese.
Aspetteranno che muoia, almeno avranno risparmiato i soldi per darli invece a
tutti i falsi invalidi! Nora Mollero e-mail 15/02/2008.
( da "Repubblica, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina IX - Bologna
IL MIO SOGNO DI FACCE NUOVE IN PARLAMENTO... Quel che si vuole ignorare è che
la stessa Costituzione, col prevedere due Camere, dotate di meccanismi elettivi
e di elettorati diversi, dà per possibile il caso di due risultati contrapposti
per la Camera dei deputati e per il Senato; e se poi, com'è successo, questo
caso dovesse verificarsi, non si vede come possa essere sovvertito da un
qualche marchingegno dal chiaro sapore antidemocratico. No, il vero ed
autentico punctum dolens è rappresentato dalla determinazione verticistica dei
candidati, neppure questa imputabile di per sé alla legge elettorale, perché
nella stagione dei collegi uninominali, tutti i nomi venivano decisi nelle
fumose stanze dei Palazzi romani, con totale dispregio del parco buoi dei
potenziali votanti. Come uscirne? E' di moda la ricetta magica delle primarie.
Ma sarebbero comunque "primarie casalinghe", perché prima ci sono da
scorporare i personaggi eccellenti, i rieleggibili, i rappresentanti delle
minoranze, le donne, i gay. Credo che in questa fase di transizione i gruppi
dirigenti del PD debbano assumersi apertamente la responsabilità del
rinnovamento, moltiplicando i volti nuovi, non in base al loro presunto valore
simbolico di referenti di spezzoni della c.d. società civile, ma al loro
effettivo valore aggiunto, in termini di carisma, credito, impegno: come la
carità, anche la crudeltà incomincia da se stessi. Se, poi, le elezioni
politiche servissero a preparare anche quelle amministrative, che qui da noi
dovrebbero seguire a ruota, per fine corsa di una giunta senza maggioranza
politica, con Cofferati/Peppone e - al di là dello stesso immaginario di
Guareschi - Guazzaloca/Don Camillo in Parlamento, allora,
almeno per parte del PD, si potrebbe avere una competizione aperta, sperare in
candidati partoriti fuori della sua storia e della sua burocrazia, contare su una rottura della
crosta corporativa che imprigiona e strema la città, restituire Bologna a se
stessa. franco carinci.
( da "Stampa, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
INCONTRO. SCORAGGIATI DA PRATICHE FARRAGINOSE "Troppa burocrazia gli artigiani fuggono"
[FIRMA]FRANCA NEBBIA CASALE MONFERRATO A distanza di mesi dall'assegnazione dei
lotti nell'area artigianale (accanto al centro polifunzionale) si è ancora oggi
nell'impossibilità di avviare i lavori per nuovi insediamenti. E'
l'accusa lanciata in particolare da Giorgio Bragato dell'Unione Artigiani
(presenti anche Confartigianato, Api, Unione Industriali e associazioni di
categoria dei commercianti) alla riunione che si è tenuta in Comune, presenti
il sindaco Paolo Mascarino e gli assessori Enrico Scoccati e Riccardo Coppo. Si
critica un iter burocratico laborioso che frenerebbe l'intenzione di varie aziende
di localizzarsi a Casale, impiegando personale locale. Pur nel rispetto di
nuove normative per le costruzioni, viene proposta dagli artigiani una
semplificazione delle pratiche magari con un solo controllo finale dei lavori
eseguiti e un'autocertificazione con cui l'imprenditore si prenda la
responsabilità di quanto realizzerà. Tutto ciò si inserisce nell'ambito del
settore industriale con cui l'artigianato ha rapporti stretti di lavoro,
settore che sta subendo una crisi profonda, con ricadute negative quindi anche
sull'artigianato. Il pericolo è dunque quello di aziende che tendono a portare
la propria attività fuori della città, pericolo che deve essere frenato in ogni
modo, andando incontro a chi invece ha intenzione di rimanere sul territorio. Non
è mancata nell'incontro una frecciata polemica all'Ente manifestazioni e alla
sua liquidazione, mentre è stata portata ad esempio la fattiva collaborazione
instaurata con i commercianti sulla circolazione nel centro storico, dove
l'amministrazione è arrivata a decisioni condivise, accogliendo proposte sui
parcheggi e su vie d'uscita dalla città, misure utili anche alle esigenze
artigiane, sia per quei lavoratori che devono fare riferimento al centro, sia
per coloro che hanno lì un'attività (parrucchieri, lavanderie, calzolai...).
L'amministrazione si è riservata di dare risposte in merito all'alleggerimento
burocratico.
( da "Stampa, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
BORGOSESIA.
INVESTIMENTI Argini più sicuri Aperto il cantiere sul torrente Sessera Dopo
anni di lungaggini burocratiche, ha finalmente aperto il cantiere delle difese
spondali che interesserà alcuni punti di Borgosesia. Grazie a un investimento
di un milione e mezzo di euro, l'amministrazione comunale realizzerà una serie
di opere in muratura, oppure di pulizia, per rendere più sicuri gli alvei del
torrente Sessera e del fiume Sesia. Nei giorni scorsi, gli operai della ditta
che si è aggiudicata l'appalto, la Mazzoni di Sondrio, si sono messi al lavoro
lungo il Sessera, in regione Guardella e Torame, dove si trovano un abitato e
un'area industriale. Il loro compito sarà di rinforzare gli argini già
esistenti, costruirne di nuovi, in modo da proteggere l'abitato in caso di
piene e pulire l'alveo, per facilitare lo scorrimento dell'acqua, anche quando
la portata aumenta. Terminati i lavori sul Sessera, si passerà sulla Sesia, in
località Isola. In questo caso il tratto interessato va dal ponte di Agnona,
fino al ponte Santi Pietro e Paolo, una zona che spesso si è trovata a far
fronte a piene del fiume, con conseguenti allagamenti. Il
miglioramento delle difese spondali è in agenda dal 2003, ma i lavori sono
potuti partire solo la settimana scorsa: "In questi anni - dice
l'assessore ai Lavori pubblici, Corrado Rotti - per fortuna non è accaduto
nulla, nonostante i continui ritardi provocati dalla solita burocrazia. Si tratta di un'opera di
primaria importanza".
( da "Tirreno, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pistoia
"Aboliamo le Camere di commercio" Per Confartigianato sono carrozzoni
inutili e sprecano soldi "Solo il 33% di quanto versato dalle imprese nel
2007 è servito per il sostegno dell'economia" PISTOIA. "Aboliamo le
Camere di commercio: sono carrozzoni autoreferenziali". La drastica proposta
arriva da Confartigianato Pistoia, che punta il dito su "numeri e
incongruenze dell'ente camerale". Dunque la tensione fra le varie
componenti dell'economia cittadina che va avanti da mesi, ora diventa scontro
aperto. Il comitato di presidenza di Confartigianato imprese puntualizza:
"Sette dei circa dieci milioni di euro del bilancio camerale 2007 sono
stati versati alla Camera di commercio di Pistoia dalle imprese, come diritti
annuali e di segreteria". I bilanci. "Nello stesso anno, l'ente ha
destinato agli interventi a sostegno dell'economia 2.292.000, ovvero appena il
23% dell'intero bilancio e solo il 33% di quanto hanno versato le aziende -
aggiungono a Confartigianato - senza considerare che buona parte di quei due
milioni di euro è già "ingessata" da quote di partecipazione".
Viene dunque messa in discussione l'utilità di questo ente. Confartigianato va
giù pesante: "L'unica novità seria nei programmi dei partiti per le
prossime elezioni sarebbe la previsione di abolire le Camere di commercio.
Ovvero, di cancellare con un bel colpo di spugna dei carrozzoni
autoreferenziali, che servono solo a mantenere in vita se stessi". E
ancora: "Perché è lì che sta quella parte che, il presidente della Camera
Rinaldo Incerpi definisce 'la parte più anacronistica' del mondo
economico". Lo dice anche la Cgil. Confartigianato poi prende a spunto la
recente dichiarazione del segretario della Cgil, Daniele Quiriconi, che
esortava a cambiare passo. Come? In tre modi: con una diversa programmazione
del territorio; un diverso marketing territoriale anche al fine di attrarre
nuovi investitori; una semplificazione della burocrazia per favorire l'avvio di nuove
attività. Soldi mal spesi. Qualche esempio di soldi male impiegati, sempre
secondo Confartigianato, sono la mostra di Parmiggiani e la questione di
Immagine Italia. Viene fatto riferimento specifico al presidente della Camera
di commercio, Incerpi, "che si fa vanto di questa iniziativa, ma
per onestà intellettuale dovrebbe dire chi, con tanta fatica, lo ha convinto ad
investire su tale fiera, nata come Affreschi toscani e che, grazie al
disinteresse della Camera, stava morendo". Niente area produttiva.
Confartigianato non ha mai digerito poi lo studio di fattibilità per il
parcheggio sotto piazza d'Armi visto che i parcheggi sono un problema del
Comune, "piuttosto che uno studio per realizzare un'area produttiva
innovativa in linea con le esigenze del network economico territoriale".
"Quel progetto - incalza - che mirava a sviluppare la ricerca e l'innovazione
attraverso l'integrazione fra imprese e contemplando peraltro interventi di
bioedilizia ad alto valore tecnologico, era stato proposto anche in
applicazione al "Protocollo per lo sviluppo nel territorio pistoiese di un
distretto di eccellenza del materiale rotabile, sottoscritto nel 2006 da
Provincia, Comune di Pistoia, Cciaa, AnsaldoBreda, Confartigianato, Cna,
Assindustria e organizzazioni sindacali. Rifiutando di finanziare lo studio di
fattibilità, la Camera ha sbattuto la porta in faccia a tutto il mondo economico
e alle stesse istituzioni". Ma quello che maggiormente preoccupa i
rappresentanti delle imprese nell'intervento di Incerpi sulla stampa, "è
il modo con cui il presidente ha sottolineato come anche rappresentanti di
Confartigianato e Assindustria siano nella giunta camerale. A prescindere dal
fatto che il verbo essere non significa condividere e che partecipare agli
organi di un'istituzione è un diritto-dovere che non include l'obbligo di
accettazione, certe affermazioni sottintendono che non è ammessa la critica, le
voci fuori dal coro non sono accettabili. Quella del "chi comanda ha
sempre ragione" è una mentalità integralista, molto pericolosa. Chi è ai
vertici deve stare attento ai segnali che manda".
( da "Tirreno, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pontedera Fondi e
turisti in arrivo all'ex santuario SANTA LUCE. La burocrazia e le sue complessità, potrebbero
presto lasciare il posto a una raccolta di fondi, con l'obiettivo di
trasformare un ex luogo di culto avvolto nel degrado, in una chiesa meta di
turisti e fedeli. Le vicissitudini che hanno finora reso impossibile una nuova
vita per il santuario di Monteforte, o Monteforti come viene chiamato
dagli abitanti dei dintorni, sembrano essere finite e la parrocchia di Santa
Luce, guidata da don Sergio Callegari, è pronta a mettersi in moto per reperire
i fondi necessari per finanziare un piano di recupero. Raggiungibile soltanto
attraverso una strada di campagna, peraltro in pessime condizioni e
percorribile esclusivamente con mezzi adeguati, Monteforte è oggi completamente
disabitato, ma un tempo era un rinomato centro agricolo. Del borgo,
completamente abbandonato al proprio destino, oggi resta il santuario dedicato
alla Beata Vergine Maria, eretto in stile barocco tra il XVII e XVIII secolo e
fino al secondo dopoguerra era meta di pellegrinaggio e luogo di importanti
festività mariane: sono ancora visibili, in mezzo ai rovi, i muri perimetrali
semidiroccati, la facciata romanica e poco più. I fedeli tuttavia non l'hanno
dimenticato e da anni organizzano processioni a piedi il 13 maggio (ricorrenza
della Madonna di Fatima), nella speranza di poter avviare qualche azione di
recupero del borgo e in particolare della chiesa. Un sogno che potrebbe
diventare ben presto realtà. La diocesi di Pisa è tornata in possesso
dell'immobile, comprendente la canonica e la chiesa, nell'aprile del
( da "Repubblica, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XXI - Torino
Monzon non cambia, Recoba in panchina FABRIZIO TURCO Il gran giorno di
Novellino è arrivato. Il tecnico granata oggi pomeriggio alle 15,30 giocherà la
sua personalissima partita di fronte ai giudici della Corte di Giustizia
federale. L'obiettivo atteso in casa granata consiste nella riduzione a una
giornata della squalifica comminata in seguito all'espulsione di domenica
scorsa contro il Palermo. Proprio per permettere all'allenatore di essere
puntualissimo all'appuntamento romano, la squadra si allenerà al mattino a
porte chiuse. Per un Novellino che va, ecco un Asamoah che arriva.
Intendiamoci: non si tratta dell'attaccante dell'Udinese, ma del centrocampista
che il Toro ha strappato nelle ultime ore di mercato al Bellinzona. Kwadwo Asamoah
dovrebbe arrivare oggi a Malpensa e forse già domani potrebbe fare il primo
assaggio di Toro; condizionale d'obbligo visto che fra burocrazia africana e ritardi nelle
coincidenze, gli arrivi dall'Africa sono sempre circondati dal mistero. Kwadwo
ha solo 19 anni ma è già pronto a dare un contributo alla prima squadra. Ieri
la squadra ha dimostrato di essere in forma nella partitella in famiglia contro
la Primavera di Beppe Scienza. E' finita 7-0 per i titolari sotto gli
occhi soddisfatti di oltre 600 persone pronte all'applauso, il potere dei
risultati. A bordo campo anche tutti vertici granata, con l'unica eccezione di
Urbano Cairo. Accanto a Novellino c'erano Antonelli e Lupo, oltre a Comi e agli
altri dirigenti del settore giovanile. Squadra in forma, dicevamo; in palla è
parso soprattutto Recoba. Il Chino ha realizzato una bella doppietta ma
dopodomani a Siena dovrebbe partire dalla panchina. Se il Chino è stato
schierato nella ripresa, nel primo tempo sono andati a segno Grella (pallonetto
da centrocampo), Barone Stellone e Motta mentre, nel finale, ha rotto il
ghiaccio anche Bjelanovic. Dopodomani a Siena ci saranno anche Pisano e Sereni
che hanno saltato l'amichevole in via precauzionale; mancheranno invece gli
squalificati Comotto e Diana, che lasceranno sguarnita quella fascia destra che
aveva sfondato contro il Palermo. Al loro posto probabile che i candidati per
una maglia da titolare siano Motta e Lazetic, con l'arretramento di Rosina
sulla linea dei centrocampisti e l'inserimento di Di Michele accanto a
Stellone. Conferma del 4-4-2, quindi, mentre mancheranno Rubin e Oguro, oltre
ai recuperandi Ventola e Franceschini, che ieri ha giocato nel primo tempo
accanto a Natali, in causa con il suo ex agente.
( da "Espresso, L' (abbonati)" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
MONDO IL PAESE ALLA
VIGILIA DI CRUCIALI ELEZIONI POLITICHE Così salverò il Pakistan di Roberto di
Caro Parla il vedovo di Benazir Bhutto. E annuncia un governo di unità
nazionale, anche coi partiti filotalebani colloquio con asif ali zardari Nei
prossimi due mesi si aspetta fuoco e fiamme, Asif Ali Zardari: "Ci saranno
altre bombe, altri morti. Vivremo un periodo durissimo, dopo le elezioni del 18
febbraio. Quanti puntano alla dissoluzione del Pakistan, gli stessi che il 27
dicembre hanno ucciso mia moglie Benazir Bhutto, giocheranno tutte le loro
carte per impedire la formazione di un governo e il ripristino della
democrazia. Ma qualcuno dovrà pur cominciare a mettere mano alla ricostruzione
del Paese". La voce è modulata sui toni composti dello statista, il
linguaggio del corpo è studiato, la postura è strictly british. Come lo studio
di casa dove lo incontriamo, pareti in legno rosso scuro, vasi pregiati,
pistole d'antan e un paio di antichissime statue: "è il mio, ma era solita
usarlo mia moglie. Lo preferiva per il suo miglior orientamento secondo i
canoni del feng-shui". è lo stesso uomo che giovedì 7, al Chehlum (i 40
giorni) per Benazir nel villaggio del Sindh dov'è sepolta, arringava i fedeli
della dinastia Bhutto con le parole: "Benazir mi ha legato non alla
poltrona del potere, ma al suo sepolcro, se anch'io diventerò martire voi soli
condurrete il mio feretro nella tomba"? Lo spregiudicato gestore di
tangenti tuttora inquisito in Svizzera dove il tribunale mantiene sotto
sequestro 11 milioni 734 mila dollari, come 'L'espresso' ha documentato la
scorsa settimana? Comunque sia, Zardari ha oggi in mano il People's party, ed è
l'uomo-chiave per i destini del Pakistan, area cruciale nella guerra al
terrorismo, nonché l'unico Paese islamico in possesso di atomiche. I sondaggi
danno il Ppp primo partito intorno al 35 per cento. Non abbastanza per fare da
soli. Ma sufficiente per pretendere la guida del governo. Sarà lei il primo
ministro? C'è una sua dichiarazione in tal senso. "è stata fraintesa.
Parlavo nella mia veste di presidente del Ppp, che come tale è sempre stato il
candidato alla carica di primo ministro. Ma nel mio caso ciò non è tecnicamente
possibile, perché non sono candidato per un seggio al parlamento". Lei ha
proposto un 'governo di consenso nazionale'. Oltre al Pml-n dell'ex primo
ministro Nawaz Sharif, a voi più vicino, con chi altro? "Con tutte le
forze politiche. Che siedano o no in Parlamento. Incluse quelle che hanno
boicottato le elezioni. I pericoli interni ed esterni che il Pakistan si trova
a fronteggiare e la situazione geopolitica impongono che siamo uniti".
Come pensa di metterli insieme? Il Pml-n di Sharif non vuole accordi con il
Pml-q, che considera un partito finto, conglomerato degli interessi legati al
presidente Pervez Musharraf e destinato a dissolversi con la sua sconfitta.
"Rispetto la loro posizione, ma cercheremo di far comprendere ai nostri
alleati la gravità della situazione. E spero che dopo le elezioni un accordo
sarà possibile". Significa anche i fondamentalisti del Mma, divisi nelle
due fazioni di Qazi Hussein, che boicotta le elezioni, e di Fazlul Rehman, che
invece si presenta. Sono noti i loro rapporti con i talebani. Non è un azzardo?
"Perché? Musharraf tratta e lavora con loro e nessuno che gli muove
obiezioni". In Occidente più d'uno. E comunque lei non è Musharraf.
"E neppure voglio diventarlo". Che ruolo potrà giocare Musharraf?
"Non stiamo parlando di un individuo. Rappresenta un certo establishment:
che dovrà decidere se lavorare con il popolo". Lei ha detto: "Non
siamo qui per cambiare il governo, vogliamo cambiare il sistema". "è
esatto. C'è un profondo distacco tra potere e popolo. Per quarant'anni
l'establishment ha cercato di attribuire un significato negativo al termine
'politico': ma l'assassinio di mia moglie ha dimostrato come ci siano politici
disposti a sacrificare se stessi per l'interesse del Paese. Dalla sua tomba,
Benazir ci chiama all'unità per affrontare le scelte e le opportunità future.
Ma per questo dobbiamo ridefinire le competenze del potere, l'idea di Stato. E
i diritti del popolo. Ci serve un nuovo contratto sociale". Il sistema,
qui, è l'esercito. "Non sono esattamente la stessa cosa. C'è la burocrazia, ci sono i gruppi economici con grandi interessi nel
Paese.". L'esercito detiene la proprietà di un terzo del territorio,
controlla le grandi industrie di Stato e larga parte del mercato immobiliare,
gode di privilegi in istruzione, casa, salute e altro. Come pensa di
cambiare la situazione? "Privilegi e interessi economici sono una piccola
parte del quadro complessivo: spiegheremo loro che devono guardare le cose con
uno sguardo diverso dal passato. Gli accomodamenti si troveranno". Che
rapporti ha con il generale Ashfaq Pervez Kiyani, nuovo capo delle Forze
Armate? "Il Ppp ha sempre avuto ottimi rapporti con l'esercito. Non vedo
problemi, se i militari non manifestano ambizioni politiche improprie. Il
generale Kiyani lo ho incontrato, ma non ho rapporti con lui". L'Isi e le
altre 16 agenzie statali di Intelligence, in parte inflitrate, in parte colluse
con i talebani e con le forze che lungo il confine afgano combattono contro
l'esercito. Auspica una epurazione nelle loro file? "Credo che ragionino
in modo errato, magari nella convinzione di agire da patrioti. Vanno cambiati i
procedimenti di pensiero che ne determinano le azioni". 2.116 morti in
attentati nel 2007, il doppio del 2006. Altri 20 sabato 9 febbraio a Charsada.
Tre o quattro attentati politici al giorno... "La strategia adottata nella
guerra al terrorismo si è rivelata fallimentare. Serve un approccio
completamente nuovo". Quale? L'esercito deve tornare nelle caserme? "In
tutto il mondo sono unità speciali della polizia a fronteggiare il terrorismo:
l'esercito sta in seconda fila, in appoggio quando serve. Era così anche in
Pakistan con il Ppp al governo, e in quel modo riuscimmo a contenere il
fenomeno. è necessario trovare una soluzione politica". Accordi con i capi
tribali delle aree di confine? "Non è stato mai consentito ai partiti di
operare in tali aree, di giocare la carta della democrazia: se non crei le
condizioni per una vita migliore, per ogni terrorista ucciso ne escono fuori
cinque". Accordi anche con i talebani? Con i gruppi legati ad Al Qaeda
come quello di Bait Ullah Masood che Musharraf accusa quale mandante
dell'assassinio di sua moglie? "Il popolo non crede sia stato lui:
l'avrebbe rivendicato con orgoglio. Per questo abbiamo chiesto un'indagine
sotto la supervisione Onu: per chiarire ciò che è avvenuto e per evitare che
riaccada". Benazir Bhutto dichiarò che avrebbe consentito alle truppe
americane di entrare in territorio pachistano per combattere i talebani e Al
Qaeda. Lei è dello stesso parere? "Credo sarebbe un errore. In ogni paese
in cui hanno messo piede, non mi sembra che i soldati americani abbiano fatto
una bella esperienza: invitarli a entrare non sarebbe fargli un favore, anzi.
Contribuirebbe a dare eccessiva importanza a ciò che io considero nulla più di
un fenomeno criminale: costruito in nome della religione, ma retto sul traffico
di droga, in uno scontro tra 'war lords' per i quali la guerra è prima di tutto
un business". E allora come si dovrebbe operare? "Con tutti i paesi
interessati, sotto l'egida delle Nazioni Unite". La storia della famiglia
Bhutto è legata all'atomica pachistana: fu suo suocero Zulfiqar a dare il via
alla costruzione. Se la situazione degenerasse, chi può garantire che le bombe
rimangano in mani sicure? "La questione del nucleare viene usata come
pretesto, dai buoni come dai cattivi. Non è che una bomba la metti nella borsa
e la fai scoppiare dove ti pare. Piuttosto è opportuno aprire una trattativa
fra i paesi dell'area, che impegni ognuno a non utilizzare in nessun caso il
nucleare come strumento di pressione o ricatto". C'è chi agita lo spettro
di un tentativo americano di impadronirsi delle vostre bombe, in caso di
balcanizzazione del paese. "Non le sembra ne abbiano già abbastanza per
conto loro?". L'8 gennaio un tribunale svizzero ha rigettato la richiesta
di cancellare le accuse contro di lei, e di restituire gli 11 milioni di
dollari sotto sequestro. Quali saranno le sue prossime mosse? "Continuiamo
la nostra battaglia in tribunale, perché quelle accuse si basano su documenti
inviati dal Pakistan, e il conto bancario è stato messo sotto sequestro su
richiesta del governo pachistano. Come può uno Stato estero procedere contro di
me quando il governo pachistano ha ammesso che quelle accuse erano motivate
politicamente?". n Vulcano asiatico La rivista 'Limes' dedica al Pakistan
il primo numero del
( da "Espresso, L' (abbonati)" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Attualità ANNO
SCOLASTICO /IL PUZZLE DEI RIMANDATI Il debito è mio e lo gestisco io di Roberto
Carlini Quando svolgere gli esami di riparazione voluti da Fioroni? Mistero.
Ogni scuola decide da sé Quattro studenti su dieci, per un totale di un milione
e 375 mila debiti. Tutti da pagare entro l'estate di quest'anno, a dieci anni
dalla riforma D'Onofrio che abolì gli esami di riparazione e nel primo anno
della riforma Fioroni che li ha ripristinati di fatto, stabilendo che tutte le
insufficienze vanno recuperate prima di settembre. Possibilmente durante l'anno
scolastico, o nell'estate. Così allo scadere del primo quadrimestre, le 6.500
scuole superiori sono entrate in fibrillazione: corsi da organizzare, ricorsi
da scongiurare, orari da incastrare, verifiche da attuare, vacanze da salvare.
Il tutto entro il 31 agosto. I dati nazionali sono allarmanti: la media già
alta degli studenti promossi con debito, 36 per cento per tutte le scuole
superiori, sale al 39,5 per i tecnici e supera il 41 per i professionali,
mentre scende nei licei classici. Dati messi solo da poco sotto la lente, dopo
dieci anni di quella che Fiorella Farinelli, direttore del Servizio studi del
ministero dell'Istruzione, chiama "la versione educativa del paese dei
condoni": l'accumularsi di debiti su debiti, di nodi che arrivavano al
pettine troppo tardi oppure mai. Adesso si devono sciogliere tutti insieme, in
poco tempo e con il mese-tabù di agosto a intralciare tutto. I corsi di
recupero già avviati con molte difficoltà ovunque, non riusciranno a rimediare
a tutte le insufficienze emerse al primo scrutinio: e i debiti che resteranno
andranno saldati entro il 31 agosto, salvo casi eccezionali. Il che obbliga gli
istituti a organizzare i corsi di recupero estivi e le verifiche finali
dribblando vari paletti: gli esami di maturità; la composizione del collegio
che giudica, che deve essere identica a quello che ha dato il debito, anche se
c'erano supplenti, o prof nel frattempo pensionati o trasferiti; e i 36 giorni
di ferie degli insegnanti, da prendere tutti a scuole chiuse. Insomma: il mese
di luglio si riempie di attività, quello di agosto rischia di accorciarsi. E i
prof temono per le ferie. "Ma queste, per contratto, vanno prese tutte a
scuole chiuse. Così da molti istituti mi chiedono se le ferie sono una
motivazione eccezionale, cioè di quelle che giustificano un rinvio della
verifica a settembre", racconta Alberto Bottino, direttore regionale della
Campania. Alcuni suoi colleghi già prevedono che si finirà ai primi di
settembre. Altri invece spingono per anticipare tutto, e chiudere anche le
verifiche entro luglio. La motivazione è burocratica: sapere già a fine luglio
promossi e bocciati, e poter fare l'organico delle classi. In questo senso va
una circolare dettata dal coordinamento dei presidi del Lazio. Ma "è solo
un orientamento", dice il direttore regionale laziale, Raffaele Sanso,
"sono le scuole che decidono". E molte hanno già deciso incastrando i
vari pezzi del puzzle: "Allora: corsi di recupero tra fine giugno e inizi
luglio, verifiche dal 24 al 30 agosto", dice Rosario Salamone, preside del
classico Visconti di Roma. "Così diamo tempo ai ragazzi di studiare ad
agosto, come si può pensare che recuperino tutto in pochi giorni?". In
più, c'è chi teme una pioggia di ricorsi da parte dei bocciati in caso di
anticipi delle verifiche a luglio. Il che fa prevedere che nella maggioranza
dei casi si andrà agli esami a fine agosto oppure a settembre. Dopodiché si
dovranno formare le classi, tenendo conto dei promossi e bocciati. Tutto fa
prevedere che, tra esami e burocrazie varie, l'inizio del
prossimo anno scolastico slitti in avanti. Meno prevedibile quello che sarà
l'esito concreto di questo terremoto: ci saranno davvero i recuperi dei debiti?
Ci saranno più promossi? O più bocciati? "Non vorrei che si passasse dal
sei politico al sei facile", dice Sanso, forse temendo che qualcuno
elargisca sufficienze per evitare la rogna dei corsi estivi. Ma c'è
anche il rischio opposto: far fioccare le bocciature, per avere l'estate
libera. Dalle prime indicazioni, sembra che la tendenza sia quella a voti
"un po' più tirati", sostiene Marco Rossi Doria, consulente del
ministero dell'Istruzione, secondo il quale il nuovo meccanismo "avrebbe
bisogno di due-tre anni di rodaggio". Salvo che il cambio di governo non
rigiri per l'ennesima volta l'abito consunto della scuola italiana. n.
( da "Settegiorni (Magenta)" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
ALTOMILANESE Il
direttore generale del Comune nello staff dell'assessore provinciale LO
SVILUPPO PARTE DA NERVIANO Livio Frigoli punta sull'innovazione e sulla
formazione richiedi la foto idee Nerviano - Nel processo di rilancio
dell'Altomilanese c'è anche il direttore generale del Comune di Nerviano. Livio
Frigoli, oltre a far parte dello staff dell'assessore provinciale con delega
all'Altomilanese Daniela Gasparini, è autore di un progetto per lo sviluppo del
territorio. Queste le parole d'ordine: sburocraticizzazione, innovazione,
formazione e qualità dell'ambiente. Il progetto di Frigoli è stato presentato
in occasione della nascita del Forum dell'Altomilanese svoltosi a Legnano.
"Ci sono enti locali che devono e vogliono lavorare per lo sviluppo
economico del territorio esordisce Frigoli ma non lo devono fare da soli:
l'obiettivo è un tavolo di lavoro alla presenza della Provincia, enti locali e
i rappresentanti di categoria. Tutto questo può avvenire
semplificando la burocrazia:
oltre agli sportelli unici, sia provinciali che comunali, si dovrà cercare di
omogeneizzare e armonizzare le procedure a favore degli utenti; in termini di
innovazione basta pensare al progetto Banda larga per le comunicazioni:
l'Altomilanese sta sperimentando bene questo servizio e, anche in questo caso,
quello che serve è un tavolo aperto alla Provincia, Comuni, soggetti gestori e
imprese al fine di aumentare la competitività del territorio mediante
un'accelerazione nel processo delle comunicazioni. Sul tema della formazione
prosegue il direttore generale occorre che gli operatori comunali che operano a
contatto col territorio siano formati circa l'importanza dello sviluppo e del
raccordarsi insieme. Il lavoro collettivo crea quella consapevolezza sulle
potenzialità in mano ai Comuni". E poi l'ambiente: "Anche qui si deve
passare attraverso un momento di confronto, ossia il tavolo energia, che
coinvolga anche quei soggetti che già installano, ad esempio, pannelli solari.
Importante poi conclude Frigoli poter contare su regolamenti edilizi che
guardino verso la sostenibilità. Un tavolo energia che guardi a un servizio
integrato in termini di incentivi, regole, ricerca di finanziamenti e
valorizzazione di quei soggetti già attivi nel settore". Articolo
pubblicato il 15/02/08 Alessandro Luè.
( da "Manifesto, Il" del 15-02-2008)
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L'intervento Fallita
la prova del budino... Francesco Ricci Vorrei ragionare della "vera natura
di questa crisi" e del ruolo che dovrebbe svolgere chi voglia cercare una
"alternativa di sistema". 1. Quando nell'aprile del 2006 con altre
centinaia di militanti abbiamo dato vita alla prima scissione dal Prc era
impopolare fare previsioni su quale sarebbe stato l'esito della nuova
partecipazione al governo dei principali partiti della sinistra. Quando
dicevamo che per due secoli non si è data una sola esperienza progressiva di
governo di borghesi e operai, ci veniva risposto che era necessario fare la
"prova del budino". Quando replicavamo che ogni volta che il
cucchiaio è stato affondato nel budino di governo il movimento operaio si è
allontanato da una prospettiva di alternativa strategica, ci veniva risposto
che la forza dei movimenti avrebbe fatto la differenza. La parola d'ordine era:
"nasce una grande svolta riformatrice". 2. La "grande svolta
riformatrice" è finita come sappiamo: tra sputi e ministri inquisiti. Non
senza averci fatto passare per due anni di attacchi senza precedenti ai
lavoratori, ai disoccupati, agli immigrati. 3. Non contenti del budino
avvelenato con cui hanno sfamato i lavoratori, i dirigenti del Prc ci hanno
spiegato che la "grande redistribuzione sociale", annunciata per due
anni, era proprio dietro l'angolo, bastava aspettare qualche giorno. Se non c'e
stata non è per la storica legge dell'inconciliabilità tra gli interessi di
classi nemiche ma a causa dei problemi giudiziari di Mastella e della congiura
di settori borghesi per far fallire il piano degli astuti riformisti di
governo. Le cose non stanno così e si è capito dalle reazioni compatte di
Confindustria, Chiesa (e financo Confcommercio) che inizialmente chiedevano
"disperatamente" un rinvio delle elezioni. E non solo perché
avrebbero voluto una legge elettorale che rendesse più stabili i governi di
alternanza e dunque più efficaci le loro politiche contro i lavoratori. Ma
anche perché una buona parte dei grandi industriali e dei banchieri continua a
preferire il centrosinistra e vuole salvarlo dal fallimento certo in elezioni
immediate. Solo il centrosinistra si è dimostrato in grado di garantire lo
sviluppo dei profitti e l'inasprimento dello sfruttamento operaio nella "pace
sociale", con un crollo delle ore di sciopero: grazie
al ruolo di cuscinetto svolto dalle burocrazie sindacali e politiche. Ciò che
preferisce oggi la grande borghesia non è dunque un ritorno di Berlusconi (a
cui pure si adeguerebbe, se necessario) ma piuttosto il rilancio di una nuova
coalizione tra il Pd di Veltroni e il futuro partito socialdemocratico che
dovrebbe nascere dalla "cosa rossa". 4. Chi voglia ragionare
sull'"alternativa di sistema" deve guardare allora soprattutto fuori
da quel parlamento che Rosa Luxemburg chiamava, con formula attuale,
"pollaio della democrazia borghese". La grande rivoluzionaria, uccisa
80 anni fa da un governo socialdemocratico a cui si opponeva da sinistra,
sosteneva che il ruolo dei comunisti nel capitalismo è sviluppare l'opposizione
a ogni governo per preparare i rapporti di forza necessari a rovesciare questo
sistema sociale e aprire la strada a un governo degli operai per gli operai. E'
una strada lunga e difficile ma, come si vede, non ci sono scorciatoie tra le
poltrone vellutate del Palazzo. Il baricentro va ricercato nelle piazze e nei
luoghi di lavoro, nella ripresa della conflittualità operaia che è stata
soffocata in questi due anni per l'assenza di un sindacato di classe e di un
partito comunista con influenza di massa. Occorre unire i lavoratori, i
precari, i disoccupati, attorno a una piattaforma rivendicativa che rovesci
tutte le politiche sociali e militari dei governi di centrodestra e
centrosinistra che si sono alternati in questi anni. 5. Affermare che il
baricentro della lotta di classe è fuori dal parlamento non significa
precludersi la possibilità di utilizzare anche le prossime elezioni per
propagandare una soluzione operaia. Noi avanziamo una proposta a tutte le
organizzazioni che si collocano a sinistra della "cosa rossa" e che
sono dunque indisponibili a governare col Pd. Insieme è possibile ottenere
risultati elettorali visibili: i nostri compagni del Pstu brasiliano (con cui
condividiamo la costruzione della Lega internazionale dei lavoratori) lo hanno
fatto alle scorse elezioni, candidando con altre forze anticapitaliste Heloisa
Helena in contrapposizione a Lula e al candidato del centrodestra. Provarci non
significa rinunciare ai rispettivi progetti: noi non condividiamo, ad esempio,
i progetti di partito leggero, di semplici iscritti, a cui lavorano altri; o lo
scioglimento dei comunisti in "partiti anticapitalisti", come sta
facendo la Lcr in Francia e Sinistra critica in Italia, e proseguiremo nella
costruzione di un partito di militanti impegnati in ogni lotta. Ma ciò non
impedisce di formare un blocco elettorale attorno a un programma di opposizione
di classe. Gli eventuali eletti si impegnino fin d'ora all'opposizione
intransigente in parlamento. In questo quadro, la presentazione elettorale potrà
diventare un sostegno di una lotta che, ancora una volta, andrà condotta nei
luoghi di lavoro e nelle piazze. Gli unici luoghi da cui può nascere una
alternativa di sistema. Comitato centrale Partito di alternativa comunista.
( da "Riformista, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Libri la via crucis
di un imprenditore che ha aperto (e chiuso) una pizzeria La tragedia
dell'aspirante pizzaiolo è alla quarta edizione Il racconto diretto della
difficoltà a "fare impresa" Il problema centrale dell'economia
italiana è la bassa crescita. Dal
( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: PRIMA data: 2008-02-15 - pag: 1 autore: LA
DELUSIONE DELLE ONLUS Burocrazia e ricorsi al giudice bloccano i fondi del 5
per mille di Alessandro Galimberti I 329 milioni destinati nel 2005
(dichiarazioni 2006) dai contribuenti alle Onlus con il 5 per mille, sono
bloccati. Alle difficoltà tecniche dei ministeri, che non conoscono le
coordinate bancarie dei beneficiari, si somma il rischio dei ricorsi al
Tar minacciati dalle centinaia di associazioni escluse per irregolarità
formali. "Non posso chiedere alle Entrate di violare la legge" dice
al proposito il ministro Ferrero, che però garantisce che nel decreto in arrivo
verranno risolti i problemi tecnici e strutturali: entro l'anno saranno pagati
il 2006 e il 2007. Servizio u pagina
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
15-02-2008)
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CRONACA 15-02-2008
CULTURA PRESENTATE LE LINEE PROGRAMMATICHE DELLA BOZZA DI PROGETTO CHE SI
CONCRETIZZERA' ENTRO APRILE "Rivoluzione" in biblioteca: nasce il
piano regolatore Prevista una struttura "internazionale" e nuovi poli
al Parco Ducale e nella zona Sud Francesca Lombardi II Gestioni private, sedi
alternative, tanta tecnologia. Sono le biblioteche parmigiane del futuro:
quelle che accettano nuove sfide in nome della qualità. La rivoluzione che le
riguarda sta tutta scritta in una bozza di progetto che vedrà la luce entro
fine aprile, il "piano regolatore", su cui sono al lavoro
l'assessorato alle Politiche culturali e l'Istituzione biblioteche. Se nulla è
ancora stato approvato nel dettaglio, tante sono le novità che nel frattempo si
fanno strada tra le carte, dalla gestione privata della nuova Biblioteca
internazionale nell'ex monastero di San Paolo alla realizzazione di un centro
per la cultura scientifica nella zona Sud della città, fino all'idea - a dire
il vero, lontana - di una biblioteca al Parco Ducale. Con in più tanti progetti
per portare "cultura libraria " nei quartieri e per incentivare la
lettura tra i ragazzi. Per ora, comunque, nessuno si sbilancia: ieri, all'Oratorio
Novo della Biblioteca Civica, l'assessore alla Cultura, Lorenzo Lasagna e il
presidente dell'Istituzione Biblioteche, Luciano Mazzoni, affiancati dal
direttore, Giovanni Galli e dal consigliere, Andrea Gatti, si sono soffermati
sulle finalità del piano. Sfiorando, però, progetti concreti. Biblioteca
internazionale La novità più rilevante e che si concretizzerà per prima
riguarda una struttura in costruzione, la "biblioteca
internazionale". Questa, che sorgerà entro fine estate nell'ala ovest dell'ex
monastero di San Paolo e che sarà dedicata alle lingue e letterature straniere,
vedrà infatti una gestione "alternativa". In sostanza, sarà istituito
un bando pubblico e il miglior offerente "vincerà " la gestione della
struttura. Quello della nuova biblioteca vicino alla "Guanda"
potrebbe però non trattarsi di un caso isolato, visto che l'Istituzione punta
molto a nuove collaborazioni. "Abbiamo già individuato diversi partner
istituzionali come l'Università - spiega Mazzoni -, con cui si può fare tanta
strada. Anche il mercato privato avrà la sua parte, ma solo dopo un'attenta
fase di monitoraggio delle esigenze. In questo senso, guardiamo anche oltre i
confini locali, verso l'Europa". Nuovi poli Anche se si tratta di progetti
"lontani", potrebbero in futuro vedere la luce realtà come una
biblioteca al Parco Ducale e un centro per la cultura scientifica nella zona
Sud della città. Di quest'ultimo aspetto si parlerà durante la settimana della
cultura scientifica dal 3 al 9 marzo. La volontà, comunque, precisa l'assessore
Lasagna, non è quella di aprire biblioteche "a macchia di leopardo",
ma di "rendere accessibile il servizio", definendo un piano che
sappia rispondere alle effettive esigenze del territorio. Innovazione e
promozione I principi ispiratori del nuovo piano regolatore sono tanti, ma ce
n'è uno che li riassume tutti, ed è "innovazione". Innovazione come
digitalizzazione, ma anche come sinonimo di gestioni "diverse " da
quelle classiche e, perché no, anche di ampliamento degli orari di apertura.
"Obiettivo primario è mantenere salda la mission dell'Istituzione
biblioteche, ovvero la promozione della cultura - precisa però Lasagna -, a cui
si affianca l'obiettivo di produrre cultura". Lasagna cita poi
l'importanza di una dimensione "internazionale" del piano e anche di
una digitalizzazione che consenta l'accesso ai cataloghi e ai documenti in
possesso. Mazzoni ha poi ricordato alcuni passaggi del
discorso di Sant'Ilario in cui il sindaco faceva riferimento all'elevazione
degli standard, alla sussidiarietà, alle sinergie e diceva no "a logiche
legate alle burocrazie delle competenze". Novità in biblioteca La
presentazione, ieri mattina, dei nuovi progetti.
( da "Messaggero, Il (Viterbo)" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ei ragazzi coinvolti
c'è di mezzo la burocrazia. A una settimana dall'arresto dei due adolescenti difficili (15
e 16 anni), dopo il loro rilascio deciso dal gip del Tribunale dei minori, la
macchina dei servizi sociali è ancora ferma o quasi. In Comune hanno attivato
le prime misure, ma dagli uffici del ministero della Giustizia si attendono le
indicazioni su come procedere. A pag. 39.
( da "Messaggero, Il (Viterbo)" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il
tribunale dei minori ha affidato i giovani al servizio sociale del ministero,
che non s'è fatto né vedere, né sentire Fabrica prigioniera della burocrazia Dopo gli abusi
sessuali e la scarcerazione c'è solo la buona volontà del Comune.
( da "Messaggero, Il (Viterbo)" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Rso di recupero si
trasformi in una corsa a ostacoli. Abusi sessuali su minori e degrado sociale a
Fabrica di Roma: a una settimana dagli arresti dei due ragazzi - poi scarcerati
- con l'accusa di violenza nei confronti di cinque bambini stranieri tra i 10 e
i 13 anni, si deve procedere con il "fai da te". La scuola media del
paese si è ritrovata, da un giorno all'altro, alle prese con il loro (molto
problematico) rientro in classe, magari in una vicina a quella frequentata
dalle vittime degli abusi denunciati; le strutture locali hanno dovuto
rincorrere l'emergenza senza avere indicazioni e presupposti giuridici per
farlo. "È stato detto che i due ragazzi - ricordava ancora ieri il sindaco
Giuseppe Palmegiani - sono stati assegnati agli assistenti sociali del Comune.
Ma non è vero". Nonostante un fatto che ha sconvolto un'intera comunità,
l'assenza di coordinamento e comunicazione tra le strutture pubbliche deputate
a gestire la situazione, rischia di aggiungere danni a danni. Come? La
decisione del Tribunale dei minorenni relativa alla scarcerazione dei due
accusati di violenza sessuale di gruppo, con reinserimento in famiglia per non
pregiudicare un percorso di recupero, stabilisce il loro affidamento
all'Ufficio romano del servizio sociale per i minorenni (Ussm) del ministero
della Giustizia. Dal quale ancora ieri si attendeva un segnale - un fax, magari
una telefonata - su chi e come deve procedere. Segnale che forse arriverà solo
dopo lunghi e complessi passaggi burocratici. Al Comune di Fabrica, dove pure
gli amministratori non brillano per efficenza, sono giorni febbrili. I servizi
su giornali e telegiornali di tutta Italia richiamati dall'episodio scabroso
hanno colpito duro. Ieri mattina i servizi sociali hanno ricevuto i genitori
dei due giovani sotto accusa, potendo così prendere conoscenza del decreto del
gip che ha riassegnato alle famiglie i ragazzi, con alcune prescrizioni. Quali?
"Ora sappiamo, ufficiosamente, che devono andare a scuola, fare i compiti,
frequentare le attività sportive e poco altro. Il Comune? Al momento non ha
alcun incarico - dicono ai servizi sociali - nè sappiamo se ne avremo o se
verranno interessate altre strutture, come quelle che ha la Asl. Ma stiamo
intervenendo lo stesso con le nostre forze, a scuola con le educatrici che
seguono i ragazzi, e in famiglia". Se l'intervento dei carabinieri a
Fabrica, poi supportato dal coordinamento del giudice del Tribunale dei
minorenni, è servito a spezzare due situazioni familiari molto a rischio, il
seguito della storia è purtroppo affidato alla freddezza delle norme e delle
leggi. Anche se di mezzo ci sono sette minorenni. Dal ministero della Giustizia
si apprende che gli Ussm forniscono "assistenza ai minorenni autori di
reato in ogni stato e grado del procedimento penale". Oltre "elementi
conoscitivi concernenti il minorenne soggetto a procedimento penale";
inoltre "svolgono attività di sostegno e controllo in tutte fasi di
attuazione dei provvedimenti dell'autorità giudiziaria, a favore dei minori
sottoposti a procedimento penale in accordo con gli altri servizi minorili
della giustizia e degli enti locali".
( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del
15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di MASSIMO
CHIARAVALLI Mercati generali, alla fine del tunnel si comincia a vedere la
luce. Dopo la Regione, anche la Soprintendenza ai Beni ambientali ha dato il
via libera definitivo. E così ieri mattina il Comune e il presidente del
consorzio Acquarossa, Carlo Pacifici, hanno messo la firma davanti al notaio
sulla convenzione per le opere di urbanizzazione sul nuovo sito. Tempo qualche
giorno e palazzo dei Priori rilascerà l'ultimo atto: il permesso a costruire.
Dopo l'odissea dello sfratto da viale Trieste poi prorogato al 30 settembre,
dopo lo sciopero dei tir, dopo l'adozione di due pesi e due misure con la
Gescom - che nella stessa area due capannoni li aveva già costruiti - i mercati
generali iniziano ad assumere i contorni di qualcosa di reale. E ora inizia il
countdown. "Finalmente - dice Elio Proietti, portavoce del consorzio - è
quasi tutto a posto, il Comune rilascerà la concessione edilizia la prossima settimana".
Per pronunciare la parola soddisfazione preferisce però attendere. "Lo
diremo a settembre, a cose fatte, perché ci hanno fatto perdere tempo e
parecchi soldi: abbiamo dovuto pagare un anno di affitto in più". Le
responsabilità? Proietti la butta sul diplomatico: "Diciamo
della burocrazia. Quella di
ieri resta la cosa più importante: ormai aspettiamo solo la licenza edilizia,
abbiamo risposto a tutto quello che ha chiesto la dirigente del settore
Urbanistica, Annunziata Lanzillotta". Lanzillotta, che donna: quello che
ieri era uno slogan contro, oggi è ripreso sic et simpliciter. Ma con
finalità opposte. "Si è data da fare. Dunque, Lanzillotta che donna...
stavolta in termini positivi". I prossimi passi? "Costruire i
capannoni dalle fondamenta al tetto, in modo che entro settembre tutto sia
pronto. In più, un'intera lottizzazione da urbanizzare con strade e fognature".
In coda, un ringraziamento che ritiene doveroso: "Lo rivolgo ai colleghi -
conclude Proietti - che mi hanno incaricato di seguire la vicenda, fidandosi di
me".
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Centro-Nord sezione:
CENTRO NORD data: 2008-02-13 - pag: 15 autore: Fonti rinnovabili. Le misure
vanno dagli sconti sull'Ici a contributi in denaro Municipi più impegnati a
sostegno del solare Gli enti più attivi sono Jesi, Formigine e Montepulciano
Manolo Morandini In attesa che dal 2009 scattino le agevolazioni previste dalla
Finanziaria in materia di incentivi per chi ricorre alle fonti rinnovabili, i
Comuni del Centro-Nord giocano d'anticipo e introducono misure per agevolare da
subito l'introduzione dell'energia solare nelle abitazioni. In Toscana si
punta, ad esempio, sull'Ici più leggera. Succede a Montepulciano e Torrita di
Siena, due Comuni in terra senese a cui va il primato nel Centro-Nord per
questa iniziativa. Nei due paesi toscani si è deciso di offrire uno sconto
sull'Ici pari al 40 per cento della spesa sostenuta per l'installazione, da
utilizzare nei due anni successivi al collaudo dell'impianto. "Ci siamo
mossi in anticipo rispetto alla Finanziaria – afferma l'assessore all'Ambiente
di Montepulciano, Paolo Barcucci – Non è tanto la misura dell'incentivo in sé,
in tutto abbiamo stanziato 10mila euro, quanto riuscire a suscitare l'interesse
del cittadino verso questo tipo di soluzioni, affinché s'informi e valuti le
diverse opportunità". Attivato anche uno sportello
informativo per aiutare a districarsi nella burocrazia, gestito in collaborazione con la facoltà di Architettura
dell'Università di Firenze. "Un architetto specializzato si occuperà di
fornire informazioni di carattere generale – spiega Barcucci –, di mettere
l'utente a conoscenza degli eventuali vincoli paesaggistici, e indicare il tipo
di pratica necessaria per l'installazione". In Emilia-Romagna si
punta soprattutto sullo stanziamento di fondi ad hoc anche se non mancano
iniziative più origina-li, come ad esempio quella messa in campo dal municipio
di Formigine, in provincia di Modena. Il Comune del modenese dal 2007 esenta i
cittadini che installano impianti per solare termico o fotovoltaico dal
versamento degli oneri di segreteria, con un risparmio che è quantificabile in
250 euro per ogni domanda presentata. "Un incentivo nei limiti di quelle
che sono le possibilità del nostro Comune – sostiene l'assessore alle Politiche
ambientali di Formigine, Paolo Fontana –. Da quest'anno, chi abbina
all'impianto solare termico una caldaia a condensazione potrà affiancare un
contributo di mille euro in conto capitale, a fronte di uno stanziamento
complessivo di 50mila euro". Il Comune di Riccione, invece, ha attivato un
fondo di 100mila euro: in base al tipo di impianto installato il contributi in
conto capitale va da
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del
15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Est sezione:
NORD EST data: 2008-02-13 - pag: 1 autore: ALL'INTERNO SONDAGGI Fondazione
Moressa: Pmi in attesa di federalismo - Le Pmi desiderano che si attui una
riforma federalista piena. è quanto emerge dall'indagine della Fondazione
Moressa su un panel di 500 imprese con meno di 20 addetti. Secondo
gli intervistati si avrebbe una burocrazia più snella. u 4 FINANZA Banco delle Tre Venezie al debutto a
Padova - Nasce il Banco delle Tre Venezie, nuovo soggettoa vocazione regionale
orientato al mercato corporate eal sostegno delle Pmi. Il Banco, che avrà sede
operativaa Padova, ha un azionariato composto da 113 imprenditori. u 4
FISCO Bolzano fissa al 16 giugno l'opzione per lo sconto Irap - La Giunta
provinciale di Bolzano ha stabilito uno sconto dell'Irap per le aziende che
rinunciano ai contributi provinciali per 5 anni e ha definito i termini di
alcuni aiuti pubblici. In questo modo, entro il 16 giugno ogni azienda potrà
decidere la propria aliquota Irap. u 6.
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del
15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Est sezione:
NORD EST data: 2008-02-13 - pag: 4 autore: Politica e sviluppo. Studio della
Fondazione Moressa Domanda di federalismo in forte ascesa nelle Pmi Katy
Mandurino VENEZIA La riforma del titolo V della Costituzione, approvata nel
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del
15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Est sezione:
NORD EST data: 2008-02-13 - pag: 5 autore: Carburanti. Nella classifica dei
prezzi più convenienti primeggiano le "pompe bianche" Distributori di
benzina, l'indipendenza paga Molti esercenti attendono che scada la convenzione
A CURA DI Barbara Ganz VENEZIA Aumenta il prezzo del petrolio e la benzina
schizza alle stelle. Poi il barile scende, ma al distributore nessun risparmio.
L'effetto è ben noto, e rappresenta una particolarità tutta italiana: solo in
due Paesi europei il rifornimento ha un costo maggiore. Perchè? Se alcuni
elementi sono fissi nelle diverse nazioni (prezzo del petrolio e cambio
euro/dollaro), le variabili che portano al prezzo finale sono tre: imposte (Iva
al 20%), accisa (0,564 euro per litro) e costi di trasformazione e trasporto. E
sono proprio questi ultimi a finire sul banco degli imputati: valgono almeno il
15% rispetto all'estero. In chiave veneta, la differenza balza all'occhio, come
fattore di differenza di prezzo anche nell'ordine del 3-5%fra i diversi
distributori. A vincere la sfida della convenienza risultano essere i
distributori " familiari", ovvero indipendenti dalle storiche insegne,
spesso gestiti da famiglie che possiedono un numero limitato di impianti, e che
sfruttando le più efficientireti di distribuzione vendono benzina e affini con
lo sconto. Il primato della convenienza va alla Galoil Srl, di Caerano San
Marco: nelle rilevazioni aggiornate a fine gennaio 2008 (si veda tabella a
lato) risulta la più economica sul totate dei 22 impianti presenti in un raggio
di cinque chilometri. Al secondo posto un'altra indipendente, Costa Carburanti
Srl, con gli stessi prezzi, ma che vengono parametrati ad altri 13 distributori
nello stesso perimetro. La terza posizione è di Repsol, gestita da Terme
carburanti Srl, in zona Montegrotto Terme, seguono altri due indipendenti, a
San Polo di Piave (Tv) e Arcugnano (Vi). Nel resto della classifica, le insegne
più affermate si alternano a quelle strettamente collegate al territorio.
Pionieri della scelta extra-rete è stata la famiglia Pol, in zona San Polo di
Piave, nel Trevigiano: oggi gestisce due distributori, a una decina di
chilometri di distanza. "Abbiamo iniziato come distribuzione privata 50
anni fa – spiega il figlio Mauro, che lavora con il padre Giovanni e cinque
dipendenti –, quando ancora i prezzi massimi erano fissi e dettati dal Cip.
Siamo riusciti a farci conoscere grazie ai prezzi convenienti, perché
ammortizziamo gli sconti – praticati comunque sempre con il servizio, non
esiste self service –su una grande quantità di litri venduti, tanto che oggi
abbiamo una clientela fissa di au-totrasportatori che, viaggiando dal Trentino
Alto-Adige piuttosto che dalla Sicilia, cercano di fare coincidere il
rifornimento di Gasolio quando passano nella nostra zona. La proprietà di mezzi
propri per quanto riguarda i rifornimento è un altro vantaggio: non tanto sulla
scelta, visto che i nodi per la distribuzione sono tre, ma poter decidere di
aspettare uno o due giorni può contribuire a fare la differenza". Stando
ai dati di Confcommercio, attualmente il 90% dei distributori opera in
convenzione con le insegne "storiche" del settore; ma il 10% delle
"pompe bianche " da un lato appare in forte crescita, dall'altro
realizza una quota di erogato molto alta, mentre ci sono distributori che
lavorano ben al di sotto della soglia ritenuta conveniente. Per questo, in
prospettiva, molto benzinai potrebbero come scelta obbligata decidere di
attendere la scadenza del contratto per scegliere poi l'indipendenza. Anche se
i problemi non mancano, primi fra tutti quelli con la burocrazia. Un distributore chiuso per
un mese e ora riaperto a causa di un errore formale nella delibera di
autorizzazione a Montebelluna ( Tv), un altro pronto ad aprire (entro maggio)
dopo 9 anni dall'acquisto del terreno a Volpago, sempre in provincia: è il caso
di Galoil, nata come marchio nel 1994 e che oggi conta quattro esercizi (uno
anche in Trentino): "Siamo un'azienda familiare – spiega il legale
rappresentante Galdino Gallina –fondata nel 1953 dal capostipite Fausto,
proseguita dai figli Elviro, Elvira e da me. Ora l'impresa dà lavoro anche a
tre nipoti. I trasporti li facciamo in proprio: per questo, ma non so-lo, siamo
competitivi. Ormai però pensiamo di avere raggiunto la dimensione ottimale e
non puntiamo a espanderci: troppe le difficoltà in questo settore ".
barbara.ganz@ilsole24ore.com www.prezzibenzina.it Una su dieci. Le marche
"indipendenti" sono attualmente il 10%, ma in forte crescita e con
alti volumi erogati FOTOGRAMMA.
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del
15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Est sezione:
NORD EST data: 2008-02-13 - pag: 5 autore: Concorrenza. A
Padova le aperture ricominciano a crescere Per le nuove autorizzazioni iter
snelli e meno burocrazia PADOVA
Dalla razionalizzazione alla liberalizzazione: e il numero dei distributori,
che nel Padovano era diminuito grazie anche alla chiusura degli impianti
compresi all'interno delle mura storiche, sta cominciando a risalire.
"Prima –spiega Paolo Padoan, presidente dei benzinai di
Confcommercio Padova – per un nuovo impianto serviva una concessione, e la
procedura era complessa. Ora basta una semplice autorizzazione, e questo
significa che molti sindaci concedono nuovi impianti sforando le soglie limite prefissate
giustificandosi con zone ad alta densità abitativa o con nuove strade
particolarmente trafficate". Ma mentre nuove strutture si insediano,
quelle vecchie non chiudono: "Di fatto – prosegue Padoan –, anche i
piccoli distributori, quelli con un erogato ben al di sotto dei 400mila litri
annui, che una volta erano ritenuti la soglia critica per valutarne la
convenienza, sopravvivono. L'idea è che ormai per le compagnie i costi di
avviamento delle strutture siano stati ampiamente ammortizzati, mentre i costi
di manutenzione sono minimi. Alcuni gestori sopravvivono con 200mila litri, il
che significa doversi arrangiare con attività collaterali, ad esempio quelle
dei gommisti, per sopravvivere". Concorrenza aumentata e ricavi a picco,
dunque: "A Padova città a metà degli anni Ottanta c'erano 147
distributori, dopo la ristrutturazione si era arrivati a 93, ora il dato è in
risalita proprio grazie alle deroghe. Di fatto basta dimostrare a un sindaco
che non c'è un impatto ambientale e paesaggistico sfavorevole, e la strada è
spianata. Come associazione, la strada dei ricorsi diventa una lotta contro i
mulini a vento". LA PROCEDURA è sufficiente che un sindaco attesti la
presenza di una zona ad alta densità abitativa e priva di rischi ambientali.
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del
15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Est sezione:
NORD EST data: 2008-02-13 - pag: 14 autore: Estese anche alle imprese le
agevolazioni procedurali previste per gli enti pubblici Incentivi, la qualità
snellisce l'iter Meno burocrazia nell'erogazione di contributi regionali per le imprese del
Friuli-Venezia Giulia con certificazione di qualità. è l'obiettivo che si
prefigge l'emendamento al Testo unificato in materia di semplificazione
dell'attività normativa ed amministrativa che modifica l'articolo 41 bis della
legge regionale n.7/2000. La nuova norma dispone che la rendicontazione
semplificata dei contributi regionali, già prevista per gli enti pubblici, sia
estesa anche alle imprese "alle quali - si legge nell'emendamento – sia
stata rilasciata da organismi accreditati ai sensi delle norme europee la
certificazione di sistema di qualità conforme alle medesime". In base
all'emendamento, tali imprese, ai fini della rendicontazione per l'erogazione
dei contributi, si limitano a presentare, "nei termini previsti dal
decreto di concessione, una dichiarazione sottoscritta dal legale
rappresentante che attesti che l'attività per la quale l'incentivo è stato
erogato è stata realizzata nel rispetto delle disposizioni normative che
disciplinano la materia e delle condizioni eventualmente poste nel decreto di
concessione". "Lo spirito che anima l'emendamento è sicuramente
apprezzabile – commenta Ezio Lugnani, direttore dell'Assindustria di Udine – ma
bisogna verificare nei fatti se questa nuova norma si tradurrà effettivamente
in un'azione di semplificazione, e dunque in una sburocratizzazione dell'iter
per la concessione di contributi, e non in ulteriori adempimenti a carico delle
imprese". La discussione in Consiglio regionale potrà essere la sede per
chiarire eventuali dubbi. L'articolo 41 bis oggi vigente prevede che le imprese
possono presentare la rendicontazione delle spese sostenute in relazione a
ciascun progetto approvato o ammesso al finanziamento o a ciascun investimento
purchè certificate da un dottore commercialista o da un ragioniere commercialista,
da persona o società iscritta nel registro dei revisori contabili, da un centro
autorizzato di assistenza fiscale. Il soggetto certificatore deve esaminare
tutta la documentazione a supporto dei titoli di spesa da realizzare
conformemente alla normativa vigente. Le spese connesse all'attività di
certificazione sono ammissibili al finanziamento del progetto.
( da "ADN Kronos" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
A Torino la danza
scende in campo contro il lavoro minorile. Franca Valeri e Annamaria Guarnieri
mettono in scena 'Les bonnes' di Genet a Bologna. All'Eliseo di Roma Andrea
Giordana è 'Otello', mentre Ronconi all'Argentina si misura con il capolavoro
di Bradbury, 'Fahrenheit 451''. Al Piccolo di Milano il sipario si apre con
'Vita e destino' di Vasilij Grossman ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte
le notizie di SPETTACOLO Roma, 15 feb. (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Torino -
La danza scende in campo, anzi, sale sul palco, contro il lavoro minorile. Il
17 febbraio al Teatro Nuovo di Torino la Proballet Italia - Compagnia l'Ariston
Proballet Sanremo, presenta lo spettacolo ''L'Inferno'' patrocinato dall'Ilo,
Ufficio internazionale del lavoro. Realizzato dalla compagnia di Sanremo
nell'ambito di "Scream", progetto promosso dall'Agenzia delle Nazioni
Unite Ilo, lo spettacolo è dedicato a tutti i bambini del mondo che sono
vittime di violenza fisica e psicologica, di guerre e poverta'. Si tratta di
una rilettura in chiave contemporanea dell'Inferno dantesco per tracciare un
panorama dei mali contemporanei che colpiscono in particolare i più indifesi: i
bambini. I filmati contenuti nell'opera sono stati concessi dall' Ilo di
Ginevra. Roma - "Ti abbraccio nel buio" è il titolo della
commedia-dramma di Camilla Cuparo che, dal 19 febbraio al 2 marzo, in prima
nazionale, andrà in scena al Teatro Sette di Roma. Protagonisti sul palco
insieme a Luigi Iacuzio, già conosciuto per la sua interpretazione nel
"Pater Familias" di Patierno, ci saranno Rosalba Battaglia,
Elisabetta Becattini, Riccardo De Luca, Emanuele Latini, Daniela Martani,
Ilaria Mariotti, Filippo Paoletti e Paolo Sinigaglia. Lo spettacolo racconta la
storia di Sesto, un impiegato statale che prende il treno tutte le mattine da
13 anni, per andare a lavorare. Non ha mai conosciuto nessuno su quel treno di
pendolari. Non li ha mai guardati in faccia questi compagni di viaggio.
Piuttosto ha subito le loro presenze, le loro storie. Ma qualcosa,
improvvisamente, dentro di Sesto cambia; inizia a osservarli, uno per uno, fino
all'ossessione di impossessarsene. Bologna - Al Teatro Duse, fino a domenica
17, andrà in scena "Les Bonnes" (Le serve) di Jean Genet. Lo
spettacolo, prodotto dalla Società per Attori, è interpretato da Franca Valeri,
Annamaria Guarnieri e Patrizia Zappa Mulas, per la regia di Giuseppe Marini.
Capolavoro dello scrittore e drammaturgo francese Jean Genet, "Les
Bonnes" vede protagoniste le sorelle Claire e Solange che amano e odiano
la loro padrona, Madame, e sognano di ucciderla. Ogni sera, in sua assenza, le
due sorelle giocano a ricoprire a turno il ruolo della padrona e della serva.
Ne imitano i gesti, il modo di parlare e a turno vestono i suoi abiti. Realtà e
finzione si confondono nella loro mente e il loro progetto di omicidio si
trasformerà in un gesto di autodistruzione. La lettura di Giuseppe Marini
evidenzia soprattutto le ''inquietudini metateatrali'', facendo dialogare tra loro
diversi modelli drammaturgici, dall'opera lirica alla rappresentazione sacra,
alla tragedia. "Un teatro bardato a lutto per celebrare il proprio
sontuoso funerale, - afferma il regista - l'ultima cerimoniosa
auto-rappresentazione". Roma - Dopo i consensi riscossi nelle precedenti
stagioni, torna al Teatro Il Politecnico di Roma, fino al 17 febbraio, "In
Apnea", la piece scritta, interpretata e diretta da Veruska Proshina. La
storia rievoca i variegati sentimenti di un incontro fatale con un uomo italiano:
dall'entusiasmo dell'innamoramento al vuoto della perdita, la passione si viene
a porre in contrasto con la logica delle convenienze sociali e le diverse
culture finiscono col separare gli amanti. Danza e parole si fondono in un
assolo tenero e passionale: la Proshina si muove su un palco privo di
scenografia, sul quale fa parlare sinuosamente il corpo quasi a voler
manifestare i suoi istinti carnali. L'attrice arricchisce il suo testo con le
poesie di Anna Achmatova, per raccontare l'esperienza magnifica e dolorosa
dell'amore. Roma - Prosegue con ''La strada ferrata'' per la regia Marta
Gilmore, al teatro Cometa Off di Roma fino al 17 febbraio alle ore 20.45, la
rassegna ''Expo Teatro''. Scandite dalle musiche originali eseguite dal vivo da
Fabio Guendalini, sul palcoscenico si incrociano le vite di due ragazzine,
Willie e Secondina, interpretate da Fiammetta Olivieri e Pamela Sabatini. Lo
spettacolo affronta il trema della solitudine, condizione che porta anche a
fantasticare, riflettere e rivivere esistenze altrui. Entrambe le ragazzine
hanno perso un fratello e una sorella che, però, tengono in vita reinventandoli
ogni volta. E' questa relazione che permette loro di riappropriarsi delle loro
storie, creando uno spazio ogni volta diverso. Roma - Sarà Andrea Giordana a
vestire i panni di ''Otello'', nel classico della drammaturgia shakespeariana,
in scena sul palcoscenico del teatro Eliseo di Roma, fino al 2 marzo, per la
regia di Giancarlo Sepe. Rivive così il dramma amoroso che vede contrapposto
Otello, uomo maturo e di colore invaghito di Desdemona, a tutti gli altri
uomini, bianchi, che non lo ritengono degno di tanta bellezza. Roma - Al
Piccolo Eliseo Patroni Griffi di Roma, dal 19 febbraio al 2 marzo sara' in
scena 'Oradaria', spettacolo di Giordano Raggi interpretato da Vladimir
Luxuria, per la regia di Enrico Maria Lamanna. Il copione, premiato al
Vallecorsi e al premio Fondi La Pastora, è ambientato all'interno di un carcere
e racconta l'incontro/scontro tra due persone in attesa di processo: Daria, un
travestito indurito dalla vita ma capace di grandi sentimenti, e Matteo,
giovane delicato, accusato di un delitto che non avrebbe commesso. Vladimir
Luxuria veste i panni di Angelo, omosessuale che odia il suo corpo e vorrebbe
trasformarlo per diventare, finalmente, quello che sente di essere. Dopo
l'iniziale diffidenza, fra i due protagonisti inizia a crearsi un'inattesa
solidarietà, basata sulla comprensione reciproca. Ma entrambi, in realtà,
tramano, l'uno alle spalle dell'altro, in un doppio gioco sempre più difficile
da gestire. In un crescendo di sospetti, colpi di scena e intrecci psicologici
venati di cruda ironia, i due personaggi ribalteranno di continuo il proprio
ruolo e le proprie prospettive. Milano - Lev Dodin torna a Milano con un nuovo capolavoro
di poesia e teatro in prima nazionale: "Vita e Destino" di Vasilij
Grossman, saga di una famiglia di ebrei russi tra nazismo e stalinismo, in
scena al Piccolo Teatro Studio fino al 16 febbraio. L'autore, ebreo sovietico,
scrittore e giornalista, inizialmente integrato nell'ingranaggio
della burocrazia sovietica,
poi totalmente avverso all'ideologia e accusato di dissidenza, conobbe in prima
persona le devastazioni della seconda guerra mondiale, la lotta contro i
nazisti, la sconfitta di Hitler, quindi l'ascesa di Stalin. Nel suo romanzo, a
lungo censurato nel secolo scorso, racconta le persecuzioni, l'orrore
dei gulag, le speranze, la lotta per la vita. Nel periodo di programmazione
dello spettacolo nel foyer del Piccolo Teatro Studio sarà allestita la mostra
''Vita e destino - Il romanzo della libertà e la battaglia di
Stalingrado". Realizzata nel 2005 per celebrare il centenario della
nascita di Grossman, l'esposizione si pone l'obiettivo di analizzare la vita e
l'opera dello scrittore russo, soffermandosi sui personaggi del romanzo e sulle
vicende storiche che descrive. Corazzano (Pi) - E' affidata alla messinscena di
''Novecento'' di Alessandro Baricco, sulle musiche originali eseguite dal vivo
da David Dainelli e la regia Simone Migliorini, l'apertura il prossimo 7 marzo
del cartellone 2008 del teatro Quaranthana di Corazzano. A seguire il 14 marzo
una serata di musica e poesia con Bobo Rondelli e i ''Compagni di sangue'';
mentre il 28 marzo ad animare il palcoscenico dello stabile di Corazzano sarà
''Straligut! Salmo 151°'' di Fabrizio Trisciani e Francesco Perrone. A chiudere
la stagione sarà il 4 aprile ''Per certi versi'', recital di canzoni e poesie
con Gabriele Rizza e la sua band. San Gimignano (Si) - Ricca di appuntamenti
tra prosa e danza è la stagione ''Leggieri d'Inverno'' edizione
( da "Affari Italiani (Online)" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Venerdí 15.02.2008
11:37 --> In libreria il 20 febbraio 'Nord Terra Ostile - Perché la sinistra
non vince', di Marco Alfieri. Perché la sinistra italiana non riesce a vincere
nel Nord Italia? Ce lo spiega Marco Alfieri, giornalista de Il Sole 24 Ore, nel
suo pamphlet-reportage Nord Terra Ostile, in uscita per Marsilio il 20
febbraio. Da quando esistono Forza Italia e la Lega, la "questione
settentrionale" è diventata uno dei trailer mediatici più di successo
della seconda repubblica. Ma la sinistra, nel profondo Nord, ha sempre perso.
Nord terra ostile, appunto. Attraverso un'analisi acuta e disincantata, il
libro racconta in presa diretta la modernizzazione, spesso caotica ma vitale,
di territori a capitalismo diffuso dove la qualità delle infrastrutture, la
competitività della propria azienda, i tanti lavori invece del 'posto fisso',
il rapporto con il fisco, le lentezze della burocrazia e l'emergenza sicurezza sono
dimensioni decisive nelle scelte di voto. Attardata su logori schemi fordisti,
la sinistra italiana continua a non saper leggere i mutamenti produttivi e le
composizioni sociali che nell'ultimo ventennio hanno investito la parte più
dinamica del paese, oggi in piena "secessione di velluto".
Bisogna pertanto cambiare rotta: avendo contro il Nord si possono vincere le
elezioni ma non si riesce a governare. Marco Alfieri, 34 anni, giornalista, è
nato a Varese ma vive a Pavia e lavora a Milano. Già corrispondente dal Nord
per Il Riformista, scrive per Il Sole 24 Ore.
( da "Mattino, Il (City)" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Tra sei mesi la
"patente europea" per proteggere la specialità La pizza napoletana
diventa doc Santa Di Salvo Margherita o marinara? Fermiamoci qui, al binomio
classico. Non ci hanno mai convinto le estrosità esotiche, tipo
gli indigesti peperoni che prima o poi spuntano sempre dai cartoni consumati
sulle scrivanie o nelle cucine dei film americani. Basta scippi, la pizza è
Cosa Nostra. Finalmente ce lo conferma anche l'alta burocrazia culinaria di Bruxelles, che ieri ha pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale della Ue il disciplinare europeo contro le imitazioni. SEGUE A PAGINA
14.
( da "Denaro, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Napoli Napoli, un
affare da 300 milioni di euro ll business delle pizzerie funziona sempre. Quasi
300 milioni di euro il fatturato complessivo delle oltre mille pizzerie
napoletane. I veri fattori di successo del business sono due: posizione e
qualità. Per aprire, gli investimenti sono bassi. Le difficoltà stanno
soprattutto nella ricerca di personale qualificato. L'attività spesso è a
gestione familiare. Per partire servono 50 mila euro. Oltre al personale (lo
stipendio di un pizzaiolo parte da 1.500 euro), la spesa più grossa riguarda
gli affitti che, in centro città, nonostante bastino anche solo 40-
( da "Gazzetta di Parma, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abbattere i costi
con le "nuove" fonti di energia Migliorano le tecnologie e i
rendimenti Azzali: aziende penalizzate dalla burocrazia Le tecnologie per produrre
energia da fonti rinnovabili sono in evoluzione e consentono di migliorare
rendimenti e costi. Gli esperti sono concordi: impianti a biomassa, pannelli
solari o turbogas sempre più efficienti sono interessanti per le imprese, in un
Paese dove l'ener gia costa il 30-40% più che in Europa. Le energie
rinnovabili sono penalizzate dal fatto di essere "scomode" e dai
costi, che però tenderanno a scendere. Per i problemi energetici comunque non
esiste una soluzione unica: bisogna integrarne diverse. Per Agostino
Gambarotta, docente del dipartimento di Ingegneria industriale dell'Università
di Parma, il primo passo da fare è ridurre i consumi modificando alcune
abitudini. "Installare lampadine a basso consumo, rafforzare l'isolamento
termico degli edifici, aumentare l'effi cienza degli impianti - dice Gambarotta
-. continua... Per leggere il testo completo dell'articolo, registrati al nuovo
"sfogliatore" online.
( da "Sicilia, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Favara. Il prefetto
ha recentemente invitato i sindaci a misurarsi con i bandi europei, gli unici
in grado a finanziare i progetti di rilancio del territorio, mentre da tempo il presidente della Confindustria grida contro la burocrazia degli Enti locali che
ostacola e danneggia l'imprenditoria. Favara è tra i pochi Comuni virtuosi in
grado di agganciare i finanziamenti della Ce e dove amministrazione e burocrazia lavorano in sintonia.
"Abbiamo recentemente - dice il sindaco Russello - potenziato l'ufficio europeo
ed è nostra intenzione prevederne all'interno la figura dirigenziale.
L'ufficio, oltre a curare i progetti in itinere, deve controllare i siti
internet sui bandi europei, nazionali e regionali e dare comunicazione agli
assessori su pubblicazioni che riguardano le loro deleghe. L'amministrazione
punta, inoltre, alla collaborazione con i Comuni vicini". Tra i bandi
vinti dal Comune, "Mida" è nella fase finale. "Mida - dice
l'architetto Giacomo Sorce - ha avuto un finanziamento di due milioni e
centomila euro, dei quali 210mila euro sono stati destinati a Favara, mentre 21
sono i partner". Prima di Mida c'è stato Medifostak e il Contratto di
quartiere. "Sabato prossimo - continua Sorce - il progetto Mida prevede
una giornata di studi sul tema territori rurali e micro filiere agroalimentari.
Sono previsti due i momenti, il primo di master di formazione a distanza
destinato a funzionari e operatori che si occupano di agricoltura e
agroalimentare. L'incontro aperto a tutti sarà condotto da tre luminari individuati
da Anci Basilicata nel ruolo di capofila del progetto. Il pomeriggio vedrà la
presenza delle autorità politiche e istituzionali. L'esperienza che in questi
anni abbiamo maturato ci lascia intendere che è una strada giusta quella di
investire sulle intelligenze interne alle amministrazioni locali". Franco
Pullara.
( da "Sicilia, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
@@La loro esperienza
dimostra come sia possibile creare imprese al femminile Sette imprenditrici
sette per dimostrare che è possibile creare imprese al femminile ed essere
partecipi allo sviluppo del territorio provinciale. Per 7 imprenditrici ennesi
non è stato facile imporsi in attività che solitamente appartengono al sesso
maschile, ma la loro determinazione, il loro impegno e la volontà di riuscire
sono state le qualità migliori per emergere e diventare azioniste di se stesse.
Il convegno sull'imprenditoria femminile, svoltosi mercoledì mattina a sala
Cerere, ha confermato che in provincia di Enna qualcosa di concreto si muove,
che ci sono giovani pronte ad affrontare il futuro come imprenditrici. Non è
stato facile, ma il corso frequentato, la spinta psicologica avuta, hanno fatto
il miracolo e non è detto che non si possano verificare, nel prosieguo,
iniziative di questo genere. C'erano tante giovani al convegno, hanno ascoltato
in silenzio, l'esperienza raccontata da Stefania Bruno, diventata pittrice per
ispirazione e realizzatrice artistica di decori d'interni per convinzione; le
dichiarazioni delle altre 5 imprenditrici presenti su come è stata avviata
questa attività d'impresa. Ha ragione Paola De Fortunatis, responsabile del
progetto Formaper della Camera di Commercio di Milano, quando dice che
"bisogna credere in se stesse, capire cosa si vuole fare, non precludersi
alcuna possibilità; avere la forza di superare eventuali barriere, non abbattersi davanti alla burocrazia imperante. Tra le 7 imprenditrici, l'ennese Francesca Irene
Chiaramonte sottolinea come da dipendente sia diventata titolare di un'agenzia
viaggi "? dove realizzare i tuoi sogni". "Ho fatto esperienza,
ho seguito il corso con attenzione - ha dichiarato la Chiaramonte - poi ho
fatto il salto di qualità e quantità e mi sono ritrovata titolare di un'agenzia
viaggi, che ora cammina speditamente. Ora sono in grado di competere con tutti,
uomini compresi". Il corso di formazione, che interessava 20 giovani, è
sicuramente servito, ha fatto capire che potevano farcela. Diverse le attività
sorte, anche se "vini e liquori" sono stati attenzionati da 3
imprenditrici. Maria Monica Modeo, ennese, ha creato un'agenzia di
rappresentanza specializzata nella vendita di vini, champagne, spumanti, liquori;
la villarosana Maria Laura Moeo ha realizzato una enoteca con vini di qualità e
prodotti tipici siciliani come formaggi, salumi, prodotti dolciari, legumi? e
non solo; Catalda Raffino, originaria di Regalbuto, a Pergusa ha creato un
negozio di distribuzione di prodotti liquorifici e birra. L'ennese Anna Loliva
ha realizzato un negozio-laboratorio dove si creano icone dorate su vari
materiali, sculture, capezzali con soggetti sacri e complementi di arredo.
L'agirina Santina Zuccarello ha creato un centro estetico-solarium. Sono le
magnifiche 7, che potrebbero rappresentare la spinta affinché l'imprenditoria
femminile, in provincia di Enna, cresca di più. Flavio Guzzone.
( da "Agi" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Milano MEDIE
IMPRESE: MONDELLO, DA SOSTENERE CON POLITICHE MIRATE (AGI) - Milano, 15 feb. -
"Dall'Indagine 2007 - evidenzia il presidente di Unioncamere, Andrea
Mondello - giunge conferma della leadership, nel made in Italy, delle medie
imprese industriali, vera spina dorsale del sistema produttivo nazionale. I
loro risultati, superiori a quelli delle grandi imprese nei principali
indicatori economici, sono riconducibili alla straordinaria capacita' di
rinnovarsi continuamente e di riposizionarsi sugli scenari competitivi,
attraverso una ricerca costante della qualita' e un'efficace integrazione tra
capacita' produttiva e servizi. In particolare, il punto di forza delle medie
imprese e' la loro capacita' di fare rete e stare in filiera integrandosi
all'interno di reti piu' ampie; una caratteristica, questa, che, come tutte le
indagini delle Camere di Commercio dimostrano, e' elemento premiante per lo
sviluppo". "Il nostro Paese - aggiunge Mondello - ha il dovere di
aiutare le imprese, sostenendo, in particolare, quelle di successo. Nello
specifico, le nostre medie imprese si trovano troppo spesso ad affrontare
criticita' di contesto quali: l'eccessiva pressione fiscale; l'elevato costo
dell'energia elettrica; il peso e le inefficienze della burocrazia; la difficolta' a reperire
capitale umano altamente qualificato. Ma, soprattutto, le medie imprese
risentono - come del resto tutto il sistema produttivo - di una cronica carenza
di infrastrutture che frena pesantemente lo sviluppo". Per il
presidente di Unioncamere, infine, "e' dunque necessario attuare sia
politiche coraggiose, in grado di attivare cambiamenti strutturali del
contesto, sia politiche mirate in relazione alla specificita' dei modelli di
business e dei processi evolutivi".(AGI).
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
ECONOMIA La Cna
propone un "patto" ai sindaci per le Pmi
Diminuzione della pressione fiscale e dei costi della burocrazia, maggior coinvolgimento nelle scelte di politica economica delle
imprese artigiane e delle Pmi: queste le richieste che la Cna sta presentando
ai sindaci dei Comuni polesani impegnati nella predisposizione dei bilanci di
previsione 2008 ."La Cna - afferma Alessia Zaninello, presidente
provinciale - ha avviato una serie di iniziative nei confronti dei sindaci dei
comuni polesani al fine di rimarcare il ruolo che le imprese artigiane e le Pmi
rivestono nello sviluppo economico e sociale del territorio in occasione
dell'avvicinarsi della scadenza per l'approvazione dei bilanci comunali,
ponendo il problema della tassazione locale, in cinque anni aumentata del 55\%
con l'Irap salita del 19,5\%, e l'utilizzo delle risorse, sempre più
scarse"."Gli Enti locali hanno sempre meno risorse e le aziende sono
in difficoltà - prosegue la presidente - occorre collaborazione ed un patto che
aiuti tutti ad uscire dalla crisi. Un nuovo patto tra Pubbliche amministrazioni,
imprese, Associazioni di categoria per un migliore utilizzo delle risorse
locali: è questa la sfida che lanciamo ai Sindaci dei comuni polesani, un
confronto concreto sulla tassazione locale e il modo in cui le risorse vengono
reinvestite".Il federalismo fiscale infatti non deve essere una scusa per
tartassare cittadini e imprese, la tassazione locale, non sostitutiva, ma,
aggiuntiva a quella nazionale, assorbe risorse che le imprese potrebbero
impiegare per il proprio sviluppo."L'invito della Cna - commenta la
Zaninello - è a ripensare le relazioni tra imprese e Enti locali non solo sul
fronte della tassazione, ma anche della concertazione delle politiche locali;
inoltre favorire una maggiore efficienza dei servizi attraverso l'aggregazione
delle funzioni tra Comuni: meno tasse, ma, anche meno tempo perso
nell'inseguire la rete della burocrazia, poiché gli
imprenditori passano novanta giorni l'anno in fila agli sportelli pubblici o
impegnati in moduli e scartoffie".
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL CASO Per
Ministero e Regione Vodo di Cadore "non esiste" Vodo di Cadore è un
paese che non esiste per la Regione e il Ministero. C'è Vodo Cadore, senza la
preposizione semplice "di", dicitura riconducibile ad un errore di
chi sa chi, per rimediare al quale e per rientrare di diritto nella propria
identità, il comune, secondo quanto stabilisce la legge, dovrebbe andare a
referendum. Una vicenda assurda, raccontata dal sindaco Guido Calvani non senza
ironia. "Siamo diventati campioni di burocrazia. Il caso ha voluto che
scoprissimo la nostra diversa identità, nel corso delle pratiche avviate per
dotarci del gonfalone che non abbiamo. Non ci chiamiamo Vodo di Cadore ma Vodo
Cadore. Siamo rimasti allibiti tutti quanti. Ho fatto una ricerca senza esito
alcuno, per scoprire il colpevole. Non si riesce a capire come mai tutti
gli altri paesi del Cadore abbiamo il "di" mentre Vodo non ce l'ha.
Voglio esprimere una presunzione. Sicuramente all'epoca, ma non si sa neppure
quale, l'impiegato che lavorava in Prefettura (anche in internet Vodo di Cadore
non è la dicitura corretta) che ha trasmesso l'elenco dei Comuni al Ministero
non ha trascritto correttamente la denominazione. Dalla ricerca che ho fatto in
Magnifica Comunità, in Prefettura, nei vari archivi - sono andato addirittura a
leggermi i Laudi - non è emerso da dove sia partito l'errore o la dimenticanza.
Ci siamo comunque subito posti il problema di come fare. La legge regionale
numero 25 del '92 che regola la materia prevede che per cambiare la
denominazione ad un Comune si debba andare a referendum. Chiaramente non possiamo
pensare di usare questo strumento per rientrare nei nostri diritti, vista la
spesa certamente non indifferente che saremmo chiamati a sostenere. E fin qui
non ci piove. Ma allora cosa fare? ce lo siamo chiesti noi in Giunta. Ecco
allora la richiesta di fare una piccola modifica alla legge 24 che stiamo
approntando proprio in questi giorni, che preveda la possibilità di poter
aggiungere nella dicitura di un Comune la preposizione semplice o articolata
che sia. Solo in questo modo potremo evitare di chiamare a raccolta la
popolazione per votare. Questa vicenda ci sta procurando problemi ma anche
danni. E' chiaro e palese che questo è il Comune di Vodo di Cadore. Tutti lo
sanno. E' storicamente provato. Ciò nonostante non esistiamo". Storia da
Gabibbo.Nives Milani.
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
La società governativa
per lo sviluppo degli investimenti ha spiegato i vantaggi alle Pmi della Destra
Tagliamento Fisco e flessibilità: l'Austria tenta le imprese
PordenoneUn'aliquota fiscale unica e nominale del 25 per cento sugli utili
dell'impresa. Un sistema burocratico piuttosto snello che consente di ottenere
i permessi necessari ad avviare un'attività industriale in meno di ottanta
giorni. La disponibilità di manodopera qualificata da poter impiegare in un
mercato del lavoro più flessibile. E la presenza di terreni ancora a buon
mercato sui quali costruire i capannoni. Senza contare che in Carinzia i
permessi per realizzare un fabbricato industriale si possono avere in soli due
giorni. Quasi un "libro dei sogni" per le imprese che vogliono aprire
nuove attività. Ma a spiegare che sono tutte cose che si possono riscontrare è
stata ieri - in un incontro che si è tenuto all'hotel Ca' Brugnera nel centro
mobiliero della provincia di Pordenone - l'Austrian Business Agency, l'agenzia
governativa per lo sviluppo degli investimenti in Austria."Oltre ottocento
imprese italiane - ha spiegato Marion Schramm-Biber, dell'agenzia governativa
di Vienna davanti a una cinquantina di rappresentanti di piccole imprese
pordenonesi e friulane - hanno deciso nel 2007 di trasferirsi in Austria.
L'Italia si è confermata al secondo posto, dopo la Germania, per numero di
investitori che hanno scelto di produrre nel nostro paese".Le società
avviate - con il supporto dell'agenzia governativa - si concentrano in modo
particolare in Carinzia. "Si tratta di imprese - precisa la funzionaria -
dei più diversi settori manifatturieri, dalla plastica alla metalmeccanica e al
legno. Ma molte sono le società commerciali e dei servizi". Nell'ultimo
periodo non sono mancati gli esempi anche "friulani" di imprese -
come la Danieli di Buttrio e la Eco di Pocenia - che hanno avviato attività
produttive oltre confine.Ma quali sono i maggiori vantaggi che le imprese hanno
nel trasferirsi in Austria? "Senza dubbio - sottolinea Marion
Schramm-Biber - il sistema fiscale piuttosto semplice e certo è un elemento
attrattivo per le società che a fronte di un'aliquota unica e di regole chiare
sulla detraibilità fiscale hanno la possibilità di fare dei programmi anche di
lungo periodo senza il rischio di vedersi cambiare continuamente le normative
in materia. La burocrazia, inoltre, è più snella ed è in grado di rispondere in media in
80 giorni anche sulla documentazione che riguarda i rigidi regolamenti di
rispetto ambientale". E il costo del lavoro? "Il costo della manodopera
- spiega la manager dell'agenzia governativa - è più o meno uguale a quello
italiano. Ma è importante la certezza del diritto del lavoro: le imprese
sanno che si può licenziare un dipendente, anche senza giusta causa, con un
preavviso di sei settimane".Davide Lisetto.
( da "Wall Street Italia" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di ANSA (V. ANSA
'MEDIOBANCA: MEDIE IMPRESE BATTONO... DELLE 16.26) -->(ANSA) - MILANO, 15
FEB - ''Dall'indagine 2007 giunge conferma della leadership, nel made in Italy,
delle medie imprese industriali, vera spina dorsale del sistema produttivo
nazionale". Commenta così il presidente di Unioncamere, Andrea Mondello,
la ricerca sulle medie imprese Mediobanca-Unioncamere, presentata oggi a
Piazzetta Cuccia. "Il nostro Paese ha il dovere di aiutare le
imprese" ha aggiunto Mondello che, tra le "criticità di contesto"
a cui sono esposte, ha indicato "l'eccessiva pressione fiscale, l'elevato costo dell'energia elettrica, il peso e le inefficienze
della burocrazia, la
difficoltà a reperire capitale umano altamente qualificato. Ma, soprattutto, le
medie imprese risentono - come del resto tutto il sistema produttivo - di una
cronica carenza di infrastrutture che frena pesantemente lo sviluppo".
"I loro risultati - conclude Mondello -, superiori a quelli delle grandi
imprese nei principali indicatori economici, sono riconducibili alla
straordinaria capacità di rinnovarsi continuamente e di riposizionarsi sugli
scenari competitivi, attraverso una ricerca costante della qualità e
un'efficace integrazione tra capacità produttiva e servizi. In particolare, il
punto di forza delle medie imprese è la loro capacità di fare rete e stare in
filiera".(ANSA).
( da "Provincia di Sondrio, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ali
"sopravvivono" lo scudo crociato, Alberto da Giussano e il garofano
Otto candidati premier (per ora), oltre quaranta partiti, simboli che
spariscono e altri che debuttano: se in Italia il clima dell'antipolitica è ben
alimentato, i politici, siano le vecchie volpi delle Camere o aspiranti
parlamentari, non rinunciano a rimescolare le carte. Complice anche il
"porcellum", l'attuale legge elettorale. Unica semplificazione sarà
l'"election day", approvato ieri dal Consiglio dei ministri, che
appunto accorperà le elezioni politiche e quelle amministrative (Sicilia esclusa)
il 13 e 14 aprile. Rivoluzione nei simboli - La campagna elettorale si è già
infiammata a partire dai simboli. A sinistra falce e martello finiscono
nell'armadio per lasciare posto all'arcobaleno, ma i gruppuscoli più piccoli
dei "duri e puri" come Marco Ferrando e il "dissidente"
Franco Turigliatto rassicurano che i simboli del comunismo saranno comunque
presenti. Già, perché come in ogni occasione elettorale che si rispetti, non
mancheranno, oltre ai partiti nazionali, anche le "microliste"
locali. Sempre nel campo dei simboli, se è stato indolore il processo con il
quale An ha rinunciato al tondo biancazzurro per confluire nel PdL di
Berlusconi (lasciando la "fiamma" ex missina ai partiti di destra
estrema), Pierferdinando Casini si erge a difensore dello scudo crociato e non
molla: tant'è che correrà da solo, da premier. A "resistere" è anche
Alberto Da Giussano: il tradizionale simbolo della Lega sopravvive grazie
all'intesa solo al Nord tra il Carroccio e il PdL. Stessa sorte per il garofano
socialista: tutte le componenti dell'ex Psi si sono riunite dopo anni di
diaspora e hanno detto "no" all'annullamento nel Pd.
"Sopravvive", ma come alleato con il Pd, il gabbiano dell'Italia dei
Valori di Antonio Di Pietro. Così come un "evergreen" sta diventando
anche il Campanile di Mastella. Anche l'ex Guardasigilli ha ribadito, stizzito,
il fatto che l'Udeur correrà da solo. In bilico resta la Rosa nel pugno: ma se
il duo Pannella-Bonino troverà un'intesa con il Pd, anche il simbolo radicale è
destinato a finire in cantina. I "nuovi" - Ma per simboli che
spariscono, trasmigrano o si ridimensionano, ecco che fioriscono nuovi
raggruppamenti. A iniziare dalla "Rosa Bianca" di Tabacci e Pezzotta,
mentre della Sinistra arcobaleno si è già detto: raggruppa Rifondazione,
Comunisti italiani, Sinistra democratica e Verdi. Spazio anche alle quote rosa
nella corsa alla premiership: è il caso di Daniela Santanché, che correrà con
quella "Destra" di Storace che adesso, finalmente, potrà rivendicare
l'eredità dell'Msi in opposizione agli odiati "cugini" di An.
All'estrema sinistra debutta, con falce e martello, il "Partito comunista
dei lavoratori" fondato da Ferrando, il dissidente di Rifondazione. E
comunque le novità saranno sempre parecchie a livello locale, col solito proliferare
di sigle "di disturbo" o semplicemente folcloristiche, che nessuna
legge elettorale fino ad oggi a mai stroncato sul nascere. Raccolta firme -
Già, anche perché l'"arma" della raccolta delle firme necessarie per
presentare le liste può essere più o meno agevolmente aggirata. Ai partiti o ai
gruppi già esistenti infatti basta avere due o più parlamentari (nazionali od
europei) per evitare la raccolta di rito. Quindi sono esentati Pd, PdL, Udc,
Sinistra arcobaleno, Idv, Lega e Socialisti e Radicali (questi ultimi due sono
esentati grazie proprio al fatto di avere degli europarlamentari).
"Condannati" a trovare firmatari sono invece le new entry come la
"Rosa bianca" dei centristi, "La Destra" di Storace e la
lista "Pro-life", ovvero gli antiabortisti capitanati di Giuliano
Ferrara. Esentati dalle firme invece i minipartiti che però saranno presenti
nelle coalizioni più ampie, come è il caso della Democrazia Cristiana per le
Autonomie di Gianfranco Rotondi e Alternativa Sociale di Alessandra Mussolini
(entrambe nel PdL). In bilico (e bisognerà attendere il
verdetto della burocrazia)
le liste che fanno riferimento a gruppi "in comune", come il Nuovo
Psi, il Movimento per l'autonomia di Lombardo e il Pri. Composizione delle
liste - Un altro rompicapo per i partiti è poi rappresentato dalla composizione
delle liste. Nei due partiti maggiori, il Pd e la PdL, i problemi sono
simili: garantire "quote" non solo alle realtà politiche d'origine
(Ds e Margherita da un lato, Forza Italia e An dall'altro) ma anche alle varie
"correnti" interne: dai laici ai cattolici in entrambi gli
schieramenti per arrivare, nel caso della "vecchia" Forza Italia,
alla competizione tra "brambilliani", "dellutriani",
liberal e ciellini. Problemi che peraltro si replicano nella Sinistra
Arcobaleno, che deve garantire rappresentanza ai quattro partiti
"fondatori", con Rifondazione che reclama almeno la metà dei posti
disponibili. Già perché a decidere restano le segreterie, visto che con la
vigente legge elettorale i cittadini non è permesso esprimere voti di
preferenza personale. Il nodo finanziamenti - Infine un capitolo che riguarda
molto da vicino le scelte politiche dei partiti per quanto riguarda
apparentamenti, fusioni e, all'opposto, scissioni e decisioni di correre
"in solitaria". Si tratta dei finanziamenti ai gruppi parlamentari.
Ieri si è appreso che Ds e Margherita hanno versato al neonato Pd,
rispettivamente, 426mila e 174mila euro. Si tratta delle quote di novembre
dicembre, visto che dal primo gennaio i parlamentari sovvenzionano direttamente
il nuovo partito. Nel centrodestra invece, l'anno scorso Silvio Berlusconi,
tramite Forza Italia, ha finanziato con 400mila euro Azione Sociale della
Mussolini e con 700mila euro "Italiani nel Mondo", la formazione
politica creata dal senatore eletto all'estero Sergio De Gregorio. Pier Carlo
Batté.