HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
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DOSSIER “BUROCRAZIA” |
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tARTICOLI DEL 14-4-2008 #TOP
Affluenza
in calo, hanno votato in 105.000 ( da "Corriere delle Alpi"
del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che comporta un po' di burocrazia in più, una protesta lanciata via internet nei giorni scorsi contro i partiti. Certificati da rifare. Gran lavoro ieri nell'ufficio elettorale di via Mezzaterra a Belluno. In una sola giornata si sono presentate 120 persone che hanno smarrito la tessera elettorale e che volevano il duplicato.
Anastasi
'conferma' Andrea Giani ( da "Gazzetta di Modena,La"
del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma si tratta di un problema legato alla burocrazia, non sono passati gli anni necessari a farlo giocare con la maglia azzurra. Intanto gli faccio i complimenti, ha fatto una grande partita contro Trento. Un discorso che vale comunque per tutto il Cimone: si è opposto alla grande a una squadra fortissima come l'Itas che ha vinto la regular season e che può vincere lo scudetto"
Rissa
e alcol, nei seggi arrivano i carabinieri
( da "Trentino"
del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: da dodici malato di sclerosi laterale amiotrofica, che ieri ha potuto votare dalla sua abitazione, ma non è stato semplice. "Ho dovuto telefonare al seggio e far venire un medico che autorizzasse le operazioni". E l'assurdo è che la stessa burocrazia dovrà essere ripetuta ad ottobre, se Mauro Bonomi vorrà votare per le provinciali.
Lezioni
per chi vuole fare impresa ( da "Giornale di Brescia"
del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: in grado di preparare l'impatto con la burocrazia. Abbiamo individuato una carenza di informazioni e abbiamo cercato di colmarla". Dagli incontri, spiegano i funzionari dei due enti, emerge "un po' di paura, un certo imbarazzo a rapportarsi con le istituzioni. Qualcosa che blocca la voglia di provarci.
Subappalti,
incassi a orologeria ( da "ItaliaOggi Sette"
del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: adempimenti non fanno altro che aggiungere nuova burocrazia per le imprese, secondo una logica già presente in meccanismi come quelli del reverse charge e del valore normale dei fabbricati", commenta Gianfranco Pavan, vicepresidente dell'Ance, l'associazione nazionale costruttori edili, "si realizza di nuovo un'inversione degli oneri di controllo normalmente a carico dello stato,
Il
piacere di una vita senza burocrazia ma anche la nostalgia delle città d'arte
( da "Giornale
di Brescia" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: GdB LAVORO PRO E CONTRO Il piacere di una vita senza burocrazia ma anche la nostalgia delle città d'arte "La vita in Inghilterra - spiega Giorgio - è dal punto di vista burocratico estremamente semplice. E questo è uno dei motivi che, nonostante la concorrenza dei Paesi emergenti, spinge privati e aziende a trasferirsi e a investire in questo paese.
Io,
umiliato dai medici per avere la patente
( da "Giornale
di Vicenza, Il" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: alla mercé di una burocrazia sfrenata e di una insensibilità che non è merce rara fra chi indossa il camice bianco. Ma vediamo cosa è accaduto. È lo stesso ex allenatore a raccontare. Qui comincia l'avventura."Sono un cardiopatico, ho un bypass alle coronarie, e mi hanno già fatto due angioplastiche.
I
quartieri, 30 anni dopo ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: casi sono diventate luoghi della burocrazia e dei portaborse". NON TUTTO è perduto, però. La recente riduzione del numero delle circoscrizioni da nove a cinque, riconosce Maltempi, "fa sì che la più piccola circoscrizione cittadina sia più numerosa del più grande paese della provincia bresciana e questa estensione forse darà il via a esperienze di diretta partecipazione più piccole,
"quell'esercito
che parlava meridionale" ( da "Repubblica, La"
del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E soprattutto sarebbe un'opera meritoria e degna restituire alla conoscenza degli italiani di oggi i nomi e le vicende di questi nostri oscuri antenati, un modo sommesso e austero per dir loro adesso il "grazie" che la burocrazia sabauda volle negare quasi centocinquant'anni fa". M.N.
)TERRITORIO
La Provincia non vuol capire LA SOCIETÀ
( da "Resto
del Carlino, Il (Forlì)" del
14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che appesantisce di burocrazia e moltiplica i ricorsi al Tar e non raggiunge gli obiettivi di contenimento dei danni. Stefano Gagliardi Capogruppo Fi-Pdl )TIBET Troppa attenzione può essere negativa IN QUESTO momento i tibetani godono di un'attenzione particolare da parte dell'opinione pubblica mondiale.
AL
SEGGIO 136, quello in cui ha votato per una vita, era stato depennato. Ma il s
( da "Resto
del Carlino, Il (Ferrara)" del
14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il personale del seggio si è consultato: il nominativo non risultava nelle sezioni vicine. Stop. Nessun aiuto, anche se bastava una telefonata: "Ci hanno detto più o meno di arrangiarci...", chiude Paganini jr. Mentre il padre, avvilito soprattutto dalla burocrazia, è scoppiato in lacrime.
Voti
a perdere - wanda valli ( da "Repubblica, La"
del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: a patto di affidarsi alla burocrazia: compilare la domanda che chiede di votare nel luogo di imbarco, attestazione del comandante del porto e passaggio dall'ufficio elettorale di corso Torino. Il nostro marittimo, elettore di buona volontà, sbarca verso le 10, compila la domanda e si presenta in corso Torino.
Un
ringraziamento al vecchio amico treno
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: non solo formali ma anche pratiche, di strutture che la burocrazia riesce spesso a bloccare in angoli di cui non si conosce il responsabile. Quale quantità di CO2 vado a risparmiare, e anche, perché no, quanti euro? Ma forse un siffatto calcolo matematico, retaggio di un convulso approccio consumistico, non è importante;
Lombardia,
voto con stanchezza ( da "Giorno, Il (Como)"
del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: in Lombardia come altrove hanno raccontato la loro odissea di "fantasmi" o considerati tali dalla burocrazia. Ma si può dire che l'organizzazione generale ha come sempre tenuto OGGI si replica dalle 8 alle 15. E si vedrà come la regione più importante e produttiva del Nord, ma pure quella con grandi problemi sociali e infrastrutturali ha reagito nelle urne.
Illy
o tondo, parte il conto alla rovescia
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Infatti, domani per tutto il giorno non sarà in regione, ma volerà a Bruxelles per i lavori del comitato dell'Unione europea per lo snellimento della burocrazia, di cui fa parte. Sveglia all'alba, partenza alle 8 da Venezia, riunioni per tutto il giorno e in serata il ritorno a Trieste.
Universitari
chiamati alle urne il 16 e 17 aprile
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: assenteismo dei docenti e alla burocrazia. Tutte promesse che vengono accompagnate anche da veri e propri eventi e feste universitarie organizzate dalle liste per promuovere le candidature a suon di musica. Gli studenti saranno chiamati alle urne, ognuno nei seggi allestiti nella propria Facoltà, il 16 aprile dalle 9 alle 19 e il 17 aprile dalle 9 alle 14:
La
francia riconoscerà i diritti della famiglia allargata, un fenomeno che tocca
lo stesso sarkozy. e che cresce anche in italia - anais ginori parigi
( da "Repubblica,
La" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Niente è semplice quando ci si deve occupare di un figlio che non porta il proprio cognome. In Francia, come in Italia, la burocrazia è implacabile. SEGUE NELLE PAGINE SUCCESSIVE CON ARTICOLI DI MARINA CAVALLIERI E SILVIA FUMAROLA SEGUE A PAGINA 32.
Per
i diritti di segreteria non basta l'okay del dirigente
( da "Sole
24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Burocrazia. Escluso il versamento in caso di scritture private Per i diritti di segreteria non basta l'okay del dirigente La riscossione dei diritti di segreteria non è contemplata se vengono stipulati direttamente dal dirigente preposto contratti per scrittura privata non autenticata, nel rispetto di quanto stabilito dall'
<Per
la legalità, stop agli sprechi>
( da "Corriere
Alto Adige" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: autonomia trentina e per dare risposte ai temi su cui il centrosinistra non è in grado di competere, cioè sicurezza, fisco, lotta alla burocrazia, immigrazione e politiche di sostegno per le giovani famiglie. Per la Lega le politiche sociali (casa, contributi e sussidi) devono essere indirizzate ai trentini e non agli ultimi arrivati. Maurizio Fugatti.
L'Ateneo:
<Il piano anti-burocrazia? Siamo già al lavoro. Con creatività>
( da "Corriere
di Bologna" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia? Siamo già al lavoro. Con creatività" I prorettori rispondono al manifesto dei direttori di dipartimento Alleggerire il peso della burocrazia? L'Alma Mater ci sta già provando. "Con creatività". è la risposta, attraverso le parole del prorettore Marco Depolo, del governo dell'Ateneo al manifesto anti-burocrazia,
I
docenti concordano: <Bisogna semplificare i nostri obblighi>
( da "Corriere
di Bologna" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia. Lo sposa in pieno Giuseppe Sassatelli, preside di Lettere, "molte cose si possono cambiare, partendo dal gruppo che lavora alla riforma dello Statuto". "Prima facciamo chiarezza sulle diverse competenze e poi interveniamo dove è possibile", è il pensiero di Giliberto Capano, preside di Scienze politiche a Forlì.
Il
documento ( da "Corriere di Bologna"
del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia Lo hanno firmato dieci docenti, in gran parte direttori di dipartimento (Gian Mario Anselmi, Roberto Balzani, Andrea Battistini, Fulvio Cammarano, Alberto De Bernardi, Giovanni Dore, Paolo Leonardi, Angelo Panebianco, Maurizio Sobrero e Giovanni Zamboni) Le nuove firme Ieri si sono aggiunte le adesioni di Claudio Bonivento,
Tuccio
Musumeci: <Ecco come la burocrazia può essere divertente>
( da "Corriere
di Bologna" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: intervista di Paola Gabrielli Tuccio Musumeci: "Ecco come la burocrazia può essere divertente" A volte basta il nome, Vigàta, perché la città immaginaria siciliana diventi metafora di un modo di essere. Vigàta è anche il paese in cui è ambientato La concessione del telefono, spettacolo tratto dall'omonimo romanzi di Andrea Camilleri.
ATTIGLIANO
Hamere stringe forte tra le labbra il suo ciuccio. Prima nasconde i propri
( da "Messaggero,
Il (Umbria)" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Leonardo Fazio, aiutano Ketema con la burocrazia: sono stati loro a spiegarle che avrebbe diritto all'assegno di maternità, ma che quei soldi non arrivano perché al centro meccanografico del Ministero dell'Interno non è stato validato il codice fiscale della piccola Hemere, nata oltre quaranta giorni fa.
Occasione
di rivincita ( da "Panorama"
del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ecco perché la battaglia con Smirne scompare rispetto a quella che gli italiani dovranno combattere con se stessi. I loro veti, la loro burocrazia, la loro attitudine al compromesso mediocre. Qualche settimana fa, parlando dei rifiuti di Napoli, Newsweek ha scritto: l'Italia è ferma e guarda il mondo che le passa accanto. Fermi si muore.
A
lezione dai pastori d'Abruzzo ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "C'è molta burocrazia, ci sono i cinghiali che distruggono i pascoli e, per esempio, devi rispettare regole precise per costruire una stalla. Comunque più protetto - prosegue il giovane abruzzese - vedi i tuoi prodotti tutelati e valorizzati. Poi certo ogni parco fa storia a sé.
Non
ci sarà il miracolo ma senza l'Udc più facile tagliare tasse e sprechi
( da "Giornale.it,
Il" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ridimensionare la burocrazia, eliminare gli innumerevoli sprechi e privilegi che appesantiscono il nostro bilancio. Sarà una battaglia titanica, contro sindacati, corporazioni e portatori di interessi vari, ma se non la si imposta subito, sullo slancio del successo elettorale, non si va da nessuna parte.
Primi
anche nella gestione del "Fondo" IL CASO
( da "Affari
e Finanza (La Repubblica)" del
14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la grinta tipica dei gestori di hedge fund (e piuttosto rara nelle burocrazie universitarie), la capacità di guardare al di là degli investimenti tradizionali. Aveva infatti scommesso sulle commodity, speculato sugli immobili, comprato intere foreste, lasciando solo il 20% del capitale nel mercato azionario americano.
<Io,
umiliato dai medici per avere la patente>
( da "Giornale
di Vicenza.it, Il" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: alla mercé di una burocrazia sfrenata e di una insensibilità che non è merce rara fra chi indossa il camice bianco. Ma vediamo cosa è accaduto. È lo stesso ex allenatore a raccontare. Qui comincia l'avventura?"Sono un cardiopatico, ho un bypass alle coronarie, e mi hanno già fatto due angioplastiche.
Bobbio,
l'ospedale va bene ( da "Libertà"
del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Turnazioni faticose, burocrazia ma con una buona organizzazione, con un po' di umanità, con le giuste risorse anche un piccolo ospedale di montagna può curare bene e soddisfare i suoi cittadini. Gaetano Rizzuto © LIBERTA' © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti sono riservati Editoriale LIBERTA' S.
Marcegaglia:
segnali immediati agli imprenditori italiani
( da "Stampaweb,
La" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: il sistema di istruzione che non funziona bene" e la burocrazia, tanto "costosa e inefficace" da rappresentare un costo supplementare di 14 miliardi di euro l'anno per le Pmi, pari un punto di Pil". E, ancora, bisogna rendere più concorrenziali i servizi pubblici locali che, insieme all'energia troppo costosa, rappresentano "un enorme Moloch".
Ricetta
Marcegaglia/ La nuova leader degli imprenditori: alle aziende servono segnali
immediati ( da "Affari Italiani (Online)"
del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: il sistema di istruzione che non funziona bene" e la burocrazia, tanto "costosa e inefficace" da rappresentare un costo supplementare di 14 miliardi di euro l'anno per le Pmi, pari un punto di Pil". E, ancora, bisogna rendere più concorrenziali i servizi pubblici locali che, insieme all'energia troppo costosa, rappresentano "un enorme Moloch".
Le
richieste della Marcegaglia "Segnali per dare fiducia a imprese"
( da "KataWeb
News" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Alle 12:48 - Fonte: Economia">repubblica.it - 0 commenti In un'intervista il futuro presidente di Confindustria indica le sue priorità ai politici "Defiscalizzare gli straordinari, riformare l'Irap e la burocrazia, puntare sulla formazione".
MULTE
SOSPESE ( da "Mattino, Il (Avellino)"
del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: atteggiamenti conservatoristici e di resistenza verso il processo innovativo individuato della burocrazia amministrativa e anche dello stesso Corpo dei Vigili. Vorrei, infine, dire a Tullio D'Aponte che lo sforzo per interpretare i bisogni e accrescere la "felicità" dei cittadini lo esercitiamo, ma non sempre le cose riusciamo a realizzarle, in particolare, a realizzarle nei tempi sperati.
Marcegaglia
ai politici: ''Imprese hanno bisogno di segnali immediati''
( da "ADN
Kronos" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Indice puntato anche verso la burocrazia ''costosa e inefficace'' che ''rappresenta un sovraccosto di 14 miliardi l'anno per le piccole e medie imprese, equivalenti a un punto del pil. Molte cose sono inutili e non fanno che allungare i tempi necessari per prendere una decisione''.
È
residente a Quartu Niente targa al nonno centenario
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
14-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Cronaca di Cagliari Pagina 1014 Beffato dalla burocrazia È residente a Quartu Niente targa al nonno centenario Beffato dalla burocrazia --> Quando un cittadino compie cento anni il Comune di residenza gli dona una targa ricordo. Così vuole la tradizione. A volte, però, qualcuno resta a bocca asciutta.
Energia
alternativa: mappe e modellini per il grande sogno
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la seconda - spiega Porcu - è legata invece ad un male tutto italiano, la burocrazia, che rischia con le sue lungaggini di condannare opere anche importanti. Sarebbe un vero peccato lasciarsi sfuggire possibilità come queste". GIUSEPPE FLORENZANO.
Spoils
system all'italiana ( da "Opinione, L'"
del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: e dove la burocrazia statale non è necessariamente una carriera a vita. Al cambio di una Presidenza è naturale, negli Stati Uniti, che molti incarichi governativi vedano cambiare l'occupante, rappresentanze diplomatiche comprese. Molti degli uscenti, però, non continueranno a prendere uno stipendio federale, bensì torneranno alle loro precedenti occupazioni,
Peghin:
"La burocrazia ci soffoca!"
( da "Opinione,
L'" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia è un'emergenza nazionale da affrontare subito. Chiunque governi adotti una terapia d'urto se si vogliono mettere le aziende in condizione di crescere e di reagire a questo momento di difficoltà congiunturale". "La burocrazia è - rileva Peghin - una delle insopportabili anomalie che spiegano il deficit di competitività del nostro Paese.
Scuola
/2 meno burocrazia e statalismo. più insegnanti preparati
( da "Riformista,
Il" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia e statalismo. più insegnanti preparati Chi lavora sul campo vuole un'istruzione europea Aiutiamo i soggetti che già esistono a crescere L'obiettivo del completamento della riforma della scuola italiana non può prescindere, ha ragione in questo senso l'ex ministro Berlinguer, dal confronto con i dati Ocse-Pisa sui livelli di apprendimento dei quindicenni nostrani in lettura,
MARCEGAGLIA,
PIU' FIDUCIA ALLE IMPRESE ( da "Agi"
del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: il sistema di istruzione che non funziona bene" e la burocrazia, tanto "costosa e inefficace" da rappresentare un costo supplementare di 14 miliardi di euro l'anno per le Pmi, pari un punto di Pil". E, ancora, bisogna rendere piu' concorrenziali i servizi pubblici locali che, insieme all'energia troppo costosa, rappresentano "un enorme Moloch".
Le
politiche non scaldano i milanesi, affluenza in calo
( da "Giorno,
Il (Como)" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: nella burocrazia. Come quella di Luigi Chiarello, 35 anni, che avrebbe voluto votare a Milano ma ha scoperto solo sabato che non era possibile perché non ha ottenuto il cambio di residenza in tempo. Dopo la revisione delle liste elettorali, avvenuta a febbraio a Milano, la legge non consente modifiche in corsa della residenza.
Marcegaglia:
le imprese hanno bisogno di segnali immediati
( da "Rai
News 24" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Indice puntato anche verso la burocrazia "costosa e inefficace" che "rappresenta un sovraccosto di 14 miliardi l'anno per le piccole e medie imprese, equivalenti a un punto del pil. Molte cose sono inutili e non fanno che allungare i tempi necessari per prendere una decisione".
ELEZIONI:
SACCONI (PDL), IL LOMBARDO- VENETO CHIEDE MAGGIORE AUTONOMIA E RESPONSABILITA'
( da "ADN
Kronos" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: meno burocrazia, migliori servizi per le persone e per le im prese. In particolare il federalismo fiscale dovra' precedere la stessa riforma costituzionale per dare maggiore autonomia e responsabilita' a regioni ed enti locali''. Lo sottolinea il senatore di Fi, Maurizio Sacconi, candidato per il Pdl in Veneto.
Storie
di cani Paolo, randagio fedele salvato da un brutto canile Chissà da quanto
vagava per le strade Paolo, da sempre o da quando il suo caro padrone lo aveva
abbandonato ( da "Provincia di Lecco, La"
del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: tanti inquisiti) scelti insindacabilmente dalle burocrazie partitiche. Questo divorzio tra legge e giustizia è il frutto avvelenato di un ceto dirigente cinico e avido di privilegi. E' vero che il rifiuto del voto, considerato da molti inutile, non migliora il sistema e che il votare è un dovere, oltretutto costato molto caro;
La
risposta Ma che cavallo di Garibaldi
( da "Provincia
di Sondrio, La" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: tanti inquisiti) scelti insindacabilmente dalle burocrazie partitiche. Questo divorzio tra legge e giustizia è il frutto avvelenato di un ceto dirigente cinico e avido di privilegi. E' vero che il rifiuto del voto, considerato da molti inutile, non migliora il sistema e che il votare è un dovere, oltretutto costato molto caro;
All'ex
San Gallicano, dove un altro mondo è possibile
( da "AprileOnline.info"
del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: impervio cammino degli intralci d'una burocrazia che affianca alla normale prassi infarcita di lentezze e difficoltà "quel mix di minacce e di chi giudicava quest'attività come extra istituzionale". Che sta a significare borderline come i pazienti visitati. Sono le fasce deboli del Terzo Millennio dunque i migranti, barboni e senza fissa dimora,
(...)
Il tutto appare ragionevole, ma non è detto che lo sia. Mentre un'impostazione
tecnocratica co ( da "Provincia di Como, La"
del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma la direzione suggerita da Draghi rafforza proprio quelle burocrazie che limitano la concorrenza e indeboliscono il consumatore. Se non sarà facile individuare una via d'uscita dalla crisi presente, bisognerà comunque tornare a discutere con pacatezza e senso di responsabilità sulle soluzioni da scongiurare quanto più è possibile il ripetersi di simili situazioni.
Anche
gli ambulanti contro il mercatino
( da "Provincia
di Como, La" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ogni giorno bisogna rendere conto al gigante della burocrazia. "Noi del mercato "classico" siamo tenuti a rispettare norme precise, e a compilare pagine e pagine di documenti - dice Galimberti - Dove ci viene chiesto addirittura quale detersivo usiamo per pulire le paratie di vetro dietro al quale esponiamo gli alimenti.
( da "Corriere delle Alpi" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Alle urne finora il
61 per cento Affollati gli uffici per i duplicati Una sola nota curiosa in una
giornata tranquilla C'è chi si è presentato ai seggi ma non ha voluto le schede,
una forma di protesta contro i partiti BELLUNO. Più delle Regionali del 2005 e
delle amministrative dell'anno scorso, ma meno delle politiche di due anni fa.
Il dato che balza agli occhi, nel primo giorno di voto, è proprio questo. Il
gusto di votare, che sembrava riscoperto nel 2006 durante le elezioni che hanno
dato la vittoria risicata a Prodi, si è perso di nuovo. E ai bellunesi del
capoluogo piacciano di più le elezioni politiche che quelle per eleggere il
sindaco. Infatti l'anno scorso, alle 22 della domenica avevano votato per il
sindaco 15.914 abitanti del capoluogo. Quest'anno, per trovare il successore di
Prodi hanno votato 18.304 (il 62.6%). Le percentuali. Alle 22 di ieri hanno
votato 105.014 bellunesi (su 172.075 elettori). La percentuale è del 61.03%.
Due anni fa, alle politiche del 2006, avevano votato in 113.764 (65.8%). I
cittadini di Belluno al voto sono stati 18.304 (62.6%). Alle precedenti
politiche avevano votato in 20.183 (69.01%). Nei paesi le percentuali più alte
si registrano a Calalzo (68.11%), Canale d'Agordo (68.11%), Farra d'Alpago
(68.87%), Perarolo (68.25%), Soverzene (75.6%), Vas (69.85%). Le percentuali
più basse di votanti a Zoppè (33.48%), Zoldo Alto (47.28%), Selva (46.58%),
Forno (43.51%). Prima giornata tranquilla. Tutto in regola nei 247 seggi aperti
in provincia di Belluno. Non si sono segnalati problemi particolari, come è
invece accaduto in altre parti d'Italia. Una sola curiosità: qualcuno si è
presentato al seggio con la tessera in mano, ma non ha voluto le schede e non
ha voluto votare. Una evenienza possibile, che comporta un
po' di burocrazia in più,
una protesta lanciata via internet nei giorni scorsi contro i partiti.
Certificati da rifare. Gran lavoro ieri nell'ufficio elettorale di via
Mezzaterra a Belluno. In una sola giornata si sono presentate 120 persone che
hanno smarrito la tessera elettorale e che volevano il duplicato.
Considerato che a Belluno si è votato un anno fa, viene da chiedersi cosa
succeda alle tessere elettorali una volta utilizzate. Vengono messe in un luogo
sicuro, proprio quello dove non andremo mai a cercarle. Si vota anche oggi. Le
urne vengono riaperte questa mattina alle 7 e fino alle 15 sarà possibile
votare. Poi comincia lo scrutinio e già in serata sarà possibile conoscere il risultato,
almeno in provincia di Belluno. Ci vorrà più tempo invece per conoscere gli
eletti bellunesi, a parte coloro che hanno il posto praticamente assicurato,
come Fistarol, Paniz e Sperandio, vista la loro collocazione nella parte alta
della lista elettorale. Urne aperte anche per le comunali. In quattro comuni,
Farra, Canale, Sospirolo e Castellavazzo, alle due schede rosa e gialla, si
aggiunge quella celeste per eleggere il sindaco. Le urne per le comunali si
chiudono oggi alle 15. Domani dalle 14 lo scrutinio. I risultati. Chi desidera
seguire il risultato dello scrutinio minuto per minuto si può collegare ad
internet ed entrare nel sito della prefettura. Ma anche sul sito del Corriere
delle Alpi (www.corrierealpi.it) si possono trovare informazioni sul voto,
curiosità e il collegamento adatto per avere i risultati del voto nel Veneto, a
Belluno e in Italia.
( da "Gazzetta di Modena,La" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il 'ct' era al
PalaPanini sabato scorso nelle vesti di opinionista Sky Anastasi 'conferma'
Andrea Giani "La sua stagione è stata ottima, merita di continuare il suo
lavoro" Il responsabile azzurro elogia i risultati ottenuti all'esordio
dall'attuale tecnico gialloblù FABIO ROSSI Banale, mai. Andrea Anastasi regala
sempre pillole di saggezza pallavolistica. Le ultime al termine di gara 2 tra
Cimone e Itas Trento a cui ha assistito nelle vesti di opinionista Sky. Il ct
azzurro 'conferma' Andrea Giani e annuncia l'arrivo della Nazionale a Modena il
12 maggio. "Giani? Ha fatto benissimo, c'è qualcuno che pensa il
contrario, per caso?" Il giudizio non è di uno qualsiasi ma si Andrea
Anastasi, tecnico della nazionale italiana maschile. "In questo suo primo
anno da allenatore Andrea non si è davvero fatto mancare nulla e ha passato
quello che un tecnico normalmente passa in molte stagioni". Sì, ma Lei lo
confermerebbe sulla panchina di Modena? "Certo che sì: ha vinto la
Challenge Cup ed è entrato nei play off con una squadra che ha pagato spesso il
pedaggio agli infortuni. Non dimentichiamo che Modena ha giocato senza il
libero titolare per mesi e ha poi dovuto fare a meno di Ricardinho, che è il
più forte alzatore del mondo, nell'ultima parte della regular season e nei
quarti dei play off. Due situazioni pesanti per qualsiasi allenatore al
mondo". Sta forse dicendo che sarebbe bastato Ricardo per cambiare l'esito
della sfida con Trento? "Non ho visto gara 1, ma posso dire
tranquillamente che con Ricardo Modena avrebbe vinto 3-0 la seconda sfida che
ha giocato al PalaPanini". Dove proprio Anastasi porterà la sua nazionale
in vista delle qualificazioni olimpiche. "Ci vedremo qui il 12 maggio,
rimarremo a Modena per due settimane, chiamerò tutti i migliori perchè il tempo
per le vacanze quest'anno non è previsto visto il calendario
intensissimo". Modena ospiterà anche due amichevoli. "Giocheremo
venerdì sera alle 20.30 contro la Spagna il primo test, la settimana successiva
affronteremo il Portorico, due buone verifiche". La Panini e Modena sono
state il suo punto di partenza. "Quando vengo qui mi sento sempre a
casa". L'Italia troverà sicuramente un pubblico competente a seguirla in
città. "I tifosi sono i benvenuti anche agli allenamenti, se non creeranno
problemi avranno accesso libero, se invece ci dovessero essere difficoltà
allora consentirò l'accesso al PalaPanini solo a chi ha il tesserino da
allenatore". Perchè Dennis non è in Nazionale? "E' meglio chiarire
che non è una mia scelta, ma si tratta di un problema
legato alla burocrazia, non
sono passati gli anni necessari a farlo giocare con la maglia azzurra. Intanto
gli faccio i complimenti, ha fatto una grande partita contro Trento. Un
discorso che vale comunque per tutto il Cimone: si è opposto alla grande a una
squadra fortissima come l'Itas che ha vinto la regular season e che può vincere
lo scudetto". E aggiunge: "Guardate che Trento non è che al
PalaPanini abbia passeggiato". Per chiudere, come rinforzerebbe Lei il
Cimone il prossimo anno? "Non chiedetelo a me, chiedetelo a lui - sorride
indicando Pietro Peja - sicuramente sa bene cosa fare".
( da "Trentino" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Aggressione verbale
a Pergine tra un elettore ed un rappresentante di lista del Pdl Una coppia di
Rovereto sporge denuncia per la difficoltà nel trovare il seggio. Disagi anche
in via Veneto a Trento ROBERTO GEROLA E JACOPO TOMASI TRENTO. Qualche cellulare
sequestrato, code fuori dai seggi, disagi nel raggiungere le sedi elettorali.
La domenica del voto è filata liscia, anche se non sono mancati alcuni episodi
singolari. A Pergine i carabinieri sono dovuti intervenire per sedare una rissa
tra un elettore ed un rappresentante di lista, mentre a Sant'Orsola un
presidente di seggio è stato multato e sostituito per essersi presentato in
stato di ubriachezza. A Rovereto una coppia ha sporto denuncia per la scorretta
comunicazione del luogo di voto. L'episodio più movimentato della giornata è
avvenuto a Pergine. Una spiacevole dimostrazione di intolleranza politica si è
verificata in un seggio elettorale della Valsugana, dove un elettore ha aggredito
verbalmente, con espressioni decisamente pesanti, il rappresentante di lista
del Partito della Libertà. Secondo l'aggressore (S.C., noto in paese come
simpatizzante dell'estrema sinistra) spalleggiato dalla moglie, il
rappresentante di lista del Partito delle Libertà, A.P., stava falsando le
operazioni di voto facendo propaganda elettorale all'interno del seggio,
essendosi presentato con il simbolo del suo partito attaccato al giubbotto. In
realtà tutto questo è permesso dal regolamento proprio per individuare il
rappresentante di lista all'interno del seggio ed il Pdl ha fatto sorteggiare
dei rappresentanti "fidati" per controllare lo svolgimento degli
scrutini. Proprio per questo non si erano opposti né il presidente, né gli
altri scrutatori presenti. L'aggressore avrebbe espresso giudizi pesanti e a
voce alta, accusando il rappresentante di lista ed il partito che
rappresentava, tanto che il presidente del seggio Carlo Volpe è stato costretto
a far intervenire i carabinieri di servizio al seggio per calmare l'aggressore.
L'episodio, verificatosi attorno alle 15, nel seggio numero
( da "Giornale di Brescia" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 14/04/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:GdB LAVORO Testimonianze dai seminari
dell'Informagiovani e dallo sportello della Camera di Commercio Lezioni per chi
vuole fare impresa Strumenti, leggi, contributi per passare dall'idea al
business. Ma il rischio, comunque, resta la sede della Camera di
Commercio" title="Marco Menni di Confcooperative e la sede della
Camera di Commercio"
onClick="showImage('http://quotidiano.giornaledibrescia.it/contenuti/20080414/foto/full_brescia_408.jpg',600,299)">
Marco Menni di Confcooperative e la sede della Camera di Commercio Trasformare
un problema in un'opportunità. Questo, che potrebbe tranquillamente essere il
motto di "Gdb Lavoro", è il metodo di chi si lancia nell'avventura di
una nuova impresa. Di chi affronta il problema dell'occupazione in modo
"creativo" e, invece di cercare qualcuno che gli dia lavoro, prova a
costruirselo, il suo impiego. Quali aiuti può trovare un potenziale
imprenditore che si lancia in questa avventura, magari senza
"tradizione" alle spalle? Ve ne segnaliamo due: i seminari
dell'Informagiovani del Comune in collaborazione con Confcooperative e il Punto
nuova impresa della Camera di Commercio. I SEMINARI dell'Informagiovani danno
quella che si può considerare un'infarinatura iniziale. "Il mondo del
lavoro va affrontato in modo diverso dal passato" spiega il vicepresidente
di Confcooperative Marco Menni "E una strada è quella di diventare
protagonisti del proprio lavoro facendo impresa, puntando sulla propria
creatività e fantasia. A partire da questa riflessione iniziale abbiamo cercato
di condividerla con altri soggetti, e abbiamo trovato una sintonia con
l'Informagiovani di Brescia, con cui collaboriamo dal 2006. Il primo passo è
stato quello di realizzare dei seminari insieme, rivolti alle persone che
volessero approfondire un'idea imprenditoriale. Poi, se l'idea può svilupparsi
dentro un processo cooperativo, la accompagniamo anche dopo, altrimenti
cerchiamo di collegarla con le strutture più idonee".
"L'Informagiovani ha il compito di raccogliere e di scremare le
adesioni" - prosegue il responsabile dell'Informagiovani Claudio Perlotto.
Mentre il seminario fornisce le prime nozioni per passare dall'idea alla
pratica. Indicazioni generali, non specifiche, ma comunque orientative, in grado di preparare l'impatto con la burocrazia. Abbiamo individuato una carenza di informazioni e abbiamo
cercato di colmarla". Dagli incontri, spiegano i funzionari dei due enti,
emerge "un po' di paura, un certo imbarazzo a rapportarsi con le
istituzioni. Qualcosa che blocca la voglia di provarci. Il seminario
aiuta a far capire che c'è un contesto amico; che si può fare, senza perdere
troppo tempo, e anche senza particolari garanzie alle spalle". Il prossimo
seminario si terrà giovedì prossimo 17 aprile alle 14.30 nella sede di
Confcooperative. Per partecipare è necessario iscriversi all'Informagiovani di via
San Faustino 33/B portando anche un curriculum vitae (tel. 030 3751480, email
informagiovanicomune.brescia.it). LO SPORTELLO della Camera di Commercio di
Brescia è il passo successivo. I punti Nuova Impresa, spiega la dottoressa
Costantino "sono una rete di sportelli regionali che si occupano di
accompagnare e fare assistenza agli aspiranti imprenditori". Assistono
innanzitutto nell'individuare le procedure amministrative necessarie, la burocrazia insomma: quali permessi servono, quali titoli od
esami propedeutici sono eventualmente richiesti ecc. Poi nell'indicare le
misure di sostegno economico esistenti a livello nazionale, regionale o
camerale. Infine sui tempi e sui costi. "Sugli aspetti più tecnici infine
rimandiamo ai professionisti del caso, il notaio per la costituzione, il
commercialista per il regime fiscale, ecc. Insomma, facciamo in modo che la
persona si faccia un'idea complessiva di cosa vuol dire creare un'impresa. La
Cdc consiglia di partire dal suo sito Internet (www.bs.camcom.it) sul quale si
possono trovare già trenta schede su altrettante tipologie di impresa, e una
brochure di orientamento generale. In caso di richieste più specifiche, si può
contattare lo sportello via e-mail oppure telefonicamente: tel 030 3725298 o
264, email pni@bs.camcom.it per fissare un appuntamento. Infine, il Punto nuova
impresa organizza seminari gratuiti tenuti da professionisti del settore; il
prossimo si tiene domani 15 aprile ed è dedicato a "Quando arriva il
momento di entrare in banca". Marco Sampognaro.
( da "ItaliaOggi Sette" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi Sette
ItaliaOggi Sette - Imprese & crediti Numero 089,
pag. 6 del 14/4/2008 Autore: di Silvana Saturno Visualizza la pagina in PDF
Imprese in allarme per il decreto che impone di
documentare o asseverare i versamenti Subappalti, incassi a orologeria
Pagamenti solo su certificazione di ritenute e contributi L'ennesimo onere
burocratico a carico delle aziende. Che rischia di trasformare l'imprenditore
in un più o meno riuscito "controllore", chiamato stavolta a far le
veci dello stato nelle verifiche contributive e fiscali, ma che non raggiungerà
l'obiettivo: sconfiggere l'evasione e arginare il lavoro nero nei subappalti. è
questo il duro il giudizio delle imprese sulla normativa che rafforza i vincoli
di "responsabilità solidale" fra committente, appaltatore e
subappaltatore nelle ritenute fiscali e nel versamento dei contributi ai
lavoratori: si tratta dei commi 28-33 del dl 223/06 Visco-Bersani e del decreto
25 febbraio 2008 dei ministeri economia e lavoro che nelle scorse settimane ha
incassato la firma finale. Le aziende sono già in allerta: non solo per quello
che è vissuto come un inutile e laborioso adempimento (trasmettere la
documentazione che attesta la regolarità dei versamenti per far venir meno il
vincolo di solidarietà) ma anche perché lo stesso si ritiene possa
rappresentare un alibi e uno scudo nella liquidazione dei compensi fra privati.
"L'obiettivo, quello di evitare lo sfruttamento delle persone creando
schermi societari d'argilla per tenere indenni certi committenti da
responsabilità, è condivisibile", commenta Claudio Carpentieri,
responsabile fiscale Cna, "tuttavia il mezzo utilizzato crea problemi alle
imprese che effettuano onestamente il proprio lavoro: nella sostanza, infatti,
il provvedimento non fa che addossare all'impresa appaltatrice il controllo sui
lavoratori utilizzati per lo svolgimento dei subappalti. Per stare davvero
tranquilla (cioè per non incorrere in responsabilità) l'impresa appaltatrice
dovrebbe utilizzare uno o più dipendenti, in base ai cantieri aperti, per
controllare il numero, il nome e il cognome, nonché l'orario di lavoro dei
soggetti impiegati nel cantiere, per poi verificare la correttezza formale dei
versamenti, delle ritenute e dei contributi dei dipendenti utilizzati separati
per ditta subappaltatrice. Anche quest'ultima, peraltro, avrà i suoi problemi,
perché dovrà effettuare versamenti e ritenute distinti per cantiere e per ditta
appaltatrice, salvo richieda l'asseverazione della correttezza dei versamenti a
opera di un professionista o di un Caf-imprese". L'obiettivo: la lotta
all'evasione contributiva. Il problema che la normativa mira ad affrontare,
dunque, è quello dell'evasione contributiva e fiscale nei subappalti: non di
rado, spiegano alcuni ispettori del lavoro interpellati da ItaliaOggi Sette,
accade che appaltatore o subappaltatore non adempiano puntualmente ai loro
obblighi e che spesso gli stessi non dispongano di un patrimonio sufficiente
alla riscossione dei crediti fiscali e previdenziali. Nel
( da "Giornale di Brescia" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 14/04/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:GdB LAVORO PRO E
CONTRO Il piacere di una vita senza burocrazia ma anche la nostalgia delle città d'arte "La vita in
Inghilterra - spiega Giorgio - è dal punto di vista burocratico estremamente
semplice. E questo è uno dei motivi che, nonostante la concorrenza dei Paesi
emergenti, spinge privati e aziende a trasferirsi e a investire in questo
paese. Tanto per fare un esempio forse banale ma significativo, per acquistare
un'auto è sufficiente compilare un modulo assieme al venditore e spedirlo
all'ufficio nazionale della Dvla, che corrisponde alla italiana Motorizzazione
civile. In due o tre giorni si riceve a casa un nuovo modulo con i dati
aggiornati e il gioco è fatto". "Se posso fare un elogio, e al tempo
stesso una critica della mentalità anglosassone, devo dire che gli inglesi
hanno un approccio al lavoro molto pragmatico, a scapito dell'aspetto teorico,
mentre gli italiani tendono a fare l'opposto. L'opportunità di osservare i
diversi modi, tra un Paese e l'altro, di affrontare i problemi che nascono in
ambiente lavorativo è uno degli aspetti positivi di un'esperienza di lavoro
all'estero". "L'Italia mi manca. Soprattutto il clima. L'estate che
noi conosciamo qui non esiste, E poi il cibo: anche dopo anni di english
breakfast il gusto per il buon cibo non è venuto meno. E ovviamente mi manca
Brescia. Mi mancano i miei amici, i miei familiari e parenti. Mi mancano le
voci, i sapori, i luoghi della città in cui sono nato e cresciuto. Tra l'altro
vivere in una città come Doncaster mi ha fatto apprezzare ancora di più la
ricchezza e bellezza artistica di Brescia. Gli italiani sono così immersi nelle
bellezze artistiche da non apprezzarle come meriterebbero. Mi sono trovato più
volte a riflettere sul fatto che se Brescia si trovasse in Inghilterra sarebbe
senza alcun dubbio la piú bella città d'arte del Paese".
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL CASO. Pensionato
vicentino racconta il suo calvario per il rinnovo del documento di guida
"Io, umiliato dai medici per avere la patente" di Franco Pepe
Vicentino, 70 anni portati bene da uomo di sport, di cui serbano un bel ricordo
tanti ex pulcini e ragazzi vicentini che da lui hanno appreso l'arte della
pallaovale. Per Gianni Canova fare una meta ai leggendari All Blacks della
Nuova Zelanda, anche oggi che si porta addosso qualche acciacco, sarebbe molto
più semplice che rinnovare la patente nei palazzi dell'Ulss. Sì, perché le
peripezie incontrate hanno del paradossale, fra colpi di scena fantozziani e
imprevisti da povero diavolo, anonimo e indifeso, alla
mercé di una burocrazia
sfrenata e di una insensibilità che non è merce rara fra chi indossa il camice
bianco. Ma vediamo cosa è accaduto. È lo stesso ex allenatore a raccontare. Qui
comincia l'avventura."Sono un cardiopatico, ho un bypass alle coronarie, e
mi hanno già fatto due angioplastiche. A febbraio 2006, alla scadenza
della patente, mi rivolgo al distretto sanitario di S. Pio X, il medico mi
chiede referti di esami cardiaci fatti da poco, quelli che ho sono vecchi di
due anni, per cui mi informa che dovrò passare dinanzi a una commissione medica
in via IV Novembre. Mi metto in lista, mi comunicano che dovrò portare un ecg a
riposo, lo presento, e la patente mi viene rinnovata per 2 anni. Forte di tale
esperienza, mi sottopongo a una serie di esami del sangue e al cuore, e pochi
giorni prima della scadenza della patente, il 27 febbraio di quest'anno, mi
reco in un'autoscuola, dove però mi dicono che, poiché l'ultimo rinnovo è stato
deciso dalla commissione medica, ora la prassi dovrà essere sempre questa.
Nessuno all'Ulss me lo aveva spiegato. Così torno in via IV Novembre, dove mi
fissano la visita 15 giorni dopo, costringendomi a restare a piedi per più di
10 giorni perché la patente è scaduta, e raccomandandomi di portare la
documentazione clinica". Ed eccoci alla seconda puntata della sconcertante
vicenda. "Il giorno stabilito mi presento alla visita, dall'altra parte
del tavolo c'è una dottoressa che, con mio grande stupore, non controlla nulla
della cartella clinica, e chiede invece gli esami del sangue. Qualche valore è
fuori norma. Mi intima di aspettare fuori. Aspetto. Dopo un quarto d'ora la
segretaria mi consegna uno stampato con l'elenco degli esami da ripetere. Mi
accorgo che a penna è aggiunta la sigla Cdt. E' un test supplementare che io
non conosco, ma nessuno mi spiega niente". Ed è qui che viene quello che
non ti aspetti. "La mattina seguente alle
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL CONVEGNO. I
protagonisti del Movimento si sono ritrovati per ricordare i "tempi
d'oro" e per capire cosa è rimasto I quartieri, 30 anni dopo di Lucilla
Perrini Il valore della partecipazione è stato citato spesso, e da parte di
tutti gli schieramenti, durante la campagna elettorale, ma c'è stato un momento
della storia di Brescia in cui realmente i cittadini sono stati protagonisti di
scelte e di trasformazioni che hanno cambiato la città. Il movimento dei
quartieri, magnifica stagione della cittadinanza attiva, è stato raccontato da
alcuni diretti protagonisti, Ezio Garibaldi, Ivano Baldi, Luigi Bandera,
Maurizio Bresciani e Francesco Maltempi, in una serata organizzata dal Comitato
Provinciale dell'Arci (segretario Paolo Mancino) nella sede del Fai in vicolo
Paitone. Tema dell'incontro: "Il movimento dei quartieri a Brescia.
Esperienze di partecipazione degli anni Settanta: cosa è stato, cosa è rimasto,
cosa riproporre". CON I SUOI 82 ANNI e una lucida memoria storica, Ezio
Garibaldi ha ripercorso quel decennio (1967-77) di passione politica e civile,
"quando la partecipazione passò dalla teoria alla pratica quotidiana, e fu
possibile proprio perché i comitati erano nati nei quartieri di Brescia in modo
spontaneo, coinvolgevano persone di diversa estrazione politica e religiosa,
che erano riuscite a superare le ideologie e le categorie corporativistiche per
risolvere i problemi concreti e per capirne di più", in una sola parola
per essere informati, perché è attraverso l'informazione e la formazione che il
cittadino può incidere nella realtà civile. Segni distintivi dei comitati di
quartiere erano l'assoluta libertà e autonomia rispetto alle ingerenze dei
partiti. "Prova di questa totale indipendenza - ricorda Francesco Maltempi
- furono le elezioni del Consiglio di quartiere, le prime nel 1974, con una
partecipazione di oltre il 50 per cento, in cui per ognuno dei 32 quartieri
veniva presentata una lista unica e unitaria di persone che avevano dimostrato
di avere un'idea valida, un progetto per quel territorio, cittadini che
gratuitamente si davano da fare con un entusiasmo". IVANO BALDI ha letto
un parziale elenco di rappresentanti dei Consigli di allora, persone che hanno
poi segnato la politica bresciana degli ultimi 30 anni - da Luigi Morgano a Donatella
Albini, da Valter Braghini al compianto Mario Abba - "elemento che ci fa
capire come è stata formativa quell'esperienza che seppe coinvolgere molta
gente". Si facevano assemblee con 800 persone, partecipazione che oggi
anche un partito si sogna. Proprio perché secondo Maurizio Bresciani era forte
la voglia di sentirsi vivi e di esporsi "mentre oggi delegare è diventato
molto più facile, ma è anche più pericoloso". Dopo dieci anni
"formidabili e travolgenti" di movimento di quartiere, in tutta
Italia vennero introdotte le circoscrizioni. A Brescia il passaggio non fu
indolore, seguì un dibattito durissimo, con ripetuti ricorsi al Tar, anche
perché si era alla vigilia del rinnovamento di tutti i consigli. "PER MESI
- ricorda Maltempi - il Comune decise di tacere, poi rimandò le elezioni
"sine die" nominando i membri delle circoscrizioni in base alla
percentuali delle ultime amministrazioni politiche". Un modo rapido per
scardinare l'esperienza dei comitati "mai digerita dal palazzo, per riportare
tutto nell'alveo dei partiti e della spartizione politica - ricorda e commenta
Maurizio Bresciani - tant'è che oggi le circoscrizioni seguono un disegno
opposto a quello del movimento dei quartieri, in troppi casi
sono diventate luoghi della burocrazia e dei portaborse". NON TUTTO è perduto, però. La recente
riduzione del numero delle circoscrizioni da nove a cinque, riconosce Maltempi,
"fa sì che la più piccola circoscrizione cittadina sia più numerosa del
più grande paese della provincia bresciana e questa estensione forse darà il
via a esperienze di diretta partecipazione più piccole, proprio come è
stato per i quartieri trent'anni fa".
( da "Repubblica, La" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cultura Lo storico
Scotti Douglas "Quell'esercito che parlava meridionale" Nel 1860,
dopo lo sbarco in Sicilia, circa 50 mila volontari si unirono a Garibaldi. Fu
la componente militare democratica del Risorgimento. Ma ben presto sarebbe
stata liquidata dalla monarchia sabauda. Per quali ragioni? "Il fenomeno
del volontariato patriottico è assai complesso", spiega lo storico
Vittorio Scotti Douglas, allievo di Franco Della Peruta e massimo studioso
italiano della guerriglia risorgimentale. "è un'epopea quasi sconosciuta,
cui hanno partecipato decine di migliaia di italiani, spesso di umili origini,
di cui fino ad oggi si ignorava anche il nome. Le vicende del volontariato sono
un filo rosso continuo che si può seguire durante tutto il Risorgimento,
arrivando fino alla Guerra civile spagnola. In un certo senso, si può dire che
il volontariato italiano comincia in Spagna, dopo il fallimento della
rivoluzione liberale piemontese del 1821, e vi finisce, quasi centovent'anni
dopo". L'anno cruciale è il 1860, con l'impresa dei Mille e la conquista
della Sicilia. "La politica di Cavour fu quella del "doppio
binario": da un lato promettere alla Francia che non ci sarebbero stati
interventi militari nel Mezzogiorno o contro lo Stato pontificio, dall'altro
appoggiare in modo sotterraneo l'iniziativa garibaldina, in realtà tutta
fondata e costruita grazie alla struttura cospirativa mazziniana e ai suoi
uomini migliori, Crispi, Fabrizi, Bertani, La Masa, Bixio, e il fondamentale
Rosalino Pilo. Dopo la presa di Palermo i Mille si erano ridotti a poco più di
600, ma il 18 giugno cominciarono ad arrivare i rinforzi dall'Italia: 2500
uomini al comando di Giacomo Medici, e poi via via altri contingenti, per oltre
20 mila volontari. Proseguiva parallelamente l'azione di propaganda e
reclutamento locale, per costituire l'esercito meridionale. Questo esercito,
che poté contare su 51 mila uomini, di cui oltre 30 mila meridionali, venne
rapidamente smantellato già nel novembre dello stesso anno". Che cosa
temevano Vittorio Emanuele II e Cavour? "La nuova Italia sabauda non
voleva immettere nel proprio esercito una massa di potenziali repubblicani,
assertori della conquista di Roma, e in qualche caso addirittura di idee socialiste.
Si arrivò allo scontro tra Cavour e Garibaldi nell'aprile 1861. Con lo
scioglimento dell'esercito meridionale tramontava l'ultimo tentativo del
partito democratico perché si impiegassero le forze popolari nella liberazione
della patria. Aveva così termine il sogno della nazione armata e del
cittadino-soldato. Ma il volontariato, ormai si può parlare di volontariato
garibaldino, non aveva cessato di esistere, come provano i tentativi di
liberare Roma, frustrati nel sangue, di Aspromonte nel 1862 e di Mentana nel
1867. E ancora gli italiani correvano a morire per aiutare altri popoli ad
acquistare la libertà: così nel maggio 1863 Francesco Nullo "il bello dei
Mille", ma anche "il Garibaldi del Nord", cadeva eroicamente in
Polonia con un pugno di volontari italiani accorsi ad aiutare i polacchi
insorti contro i russi". Dell'esercito meridionale, o meglio dell'armata
perduta di Garibaldi, si sa ben poco. "è più corretto dire che si sapeva
fino a oggi ben poco. Certo, si sapeva che nell'Archivio di Stato di Torino
esisteva una gran quantità di materiale mai studiato, e praticamente tutto
inedito. Ma nessuno vi aveva mai posto mano. In tempi di gretti provincialismi
e di brividi secessionisti, rileggere con attenzione quelle carte ci consente
di far uscire dall'ombra le figure di soldati ignoti, in gran parte
meridionali". Il riordino delle carte custodite all'Archivio di Stato di
Torino è dunque importante. "Certo. E per vari motivi. Per esempio si
potrebbe far luce sul fenomeno del volontariato straniero in Italia in quel
periodo, fenomeno di cui si conosce l'esistenza ma si ignora l'esatta
consistenza. E soprattutto sarebbe un'opera meritoria e
degna restituire alla conoscenza degli italiani di oggi i nomi e le vicende di
questi nostri oscuri antenati, un modo sommesso e austero per dir loro adesso
il "grazie" che la burocrazia sabauda volle negare quasi centocinquant'anni fa". M.N.
( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del
14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
FORLI' AGENDA pag.
28 )TERRITORIO La Provincia non vuol capire LA SOCIETÀ<... )TERRITORIO La Provincia non vuol capire LA SOCIETÀ italiana ha necessità di tutelare due grandi valori che storicamente nel nostro Paese sono stati sacrificati agli interessi della politica, rallentando la sua modernizzazione: ambiente e impresa. Questo piano ignora ambedue questi principi. Da un lato è sotto gli occhi di tutti l'esigenza di proteggere gli ecosistemi messi in crisi dalle sempre maggiori pressioni antropiche, tutela finalizzata anche alla promozione turistico ambientale del nostro territorio. Pensiamo al gioco della tabellazione per far rientrare tra le aree protette alla caccia giardini pubblici, asili, scuole strade urbane, ospedali, fino all'assurdo degli asili in centro storico a Forlimpopoli tabellati come aree di rispetto, con la caccia vietata ai soli non autorizzati oppure al gioco delle promesse senza gestione delle specie che stanno inginocchiando l'economia agricola con un Piano che non pianifica il rischio delle imprese agricole. In contemporanea si blocca lo sviluppo di un' imprenditoria specializzata nell'offerta di servizi e pacchetti venatori. Questo consentirebbe di diversificare finalmente il reddito agricolo, in un periodo di grave crisi dell'agricoltura. Si supererebbero molti problemi connessi ai danni alla colture: gli agricoltori sarebbero incentivati e aiutati dal mercato e non dai contributi pubblici. Solo oggi il presidente della Provincia si accorge che la Regione mette a disposizione degli agricoltori somme di denaro insufficienti? Il piano in discussione sembra conservare la subalternità dell'imprenditorialità e dell'ambiente agli Atc, forma che non appare eccessivamente efficiente, una volta si sarebbe potuto forse definire politicamente di stampo neobolscevico, che non pare avere eccessivo ardore nel rispettare le proprietà private, l'ambiente e che ha l'aspetto di ingessare il nostro territorio perché non ne favorisce la valorizzazione imprenditoriale turistico ? ambientale e turistico ? venatoria, depauperando le risorse faunistiche. Un piano faunistico, insomma, che ostacola due possibili imprenditorie che possono garantire reddito: il turismo venatorio e il turismo ambientale. Il piano lascia irrisolto il problema della strategia per la difesa delle colture rispetto ai danni dalla fauna selvatica. Problema nato e rimasto irrisolto per due opposti estremismi: usare questi danni per giustificare ulteriori liberalizzazioni della caccia e chiusure ultra conservazionistiche di alcuni ambientalisti. Vanno sviluppate forme di difesa flessibili, puntuali nei territori e nei tempi di effettivo soccorso alle colture di pregio in atto. Tutto questo il piano non lo prevede, il solo strumento attualmente utilizzato è quello delle deroghe, >che
appesantisce di burocrazia
e moltiplica i ricorsi al Tar e non raggiunge gli obiettivi di contenimento dei
danni. Stefano Gagliardi Capogruppo Fi-Pdl )TIBET Troppa attenzione può essere
negativa IN QUESTO momento i tibetani godono di un'attenzione particolare da
parte dell'opinione pubblica mondiale. Attenzione di cui non hanno mai
goduto i loro non meno sfortunati vicini kashmiri, punjabi, gurka, ecc. Non è
detto però che questo interesse produca effetti positivi. Chi si preoccupa dei
diritti umani deve tenere presente che, di fronte ai 13 milioni di tibetani non
ci sono i 130 membri del comitato centrale del Partito Comunista, ma 1.300
milioni di cittadini cinesi. Chi si batte per il rispetto di quanto proclamato
sessant'anni fa nella Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo dovrebbe
preoccuparsi che i cinesi non considerino questo nostro interesse per il Tibet
come un tentativo di umiliarli, riproponendo, con la scusa dei diritti umani,
le aggressioni colonialiste del secolo scorso. Oggi rischiamo di giocarci il
Tibet, il rispetto dei diritti umani in Cina, la simpatia dei cinesi e, per
buona misura, anche le olimpiadi. Gli sconsiderati che praticano la caccia al
tedoforo dovrebbero tenerlo presente. Claudio Giusti.
( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del
14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
VETRINA FERRARA pag.
23 AL SEGGIO 136, quello in cui ha votato per una vita, era stato depennato. Ma
il s... AL SEGGIO 136, quello in cui ha votato per una vita, era stato
depennato. Ma il suo nominativo non risultava neppure nelle altre sezioni di
Pontelagoscuro: così per Bruno Paganini, un anziano pensionato costretto
dall'invalidità a recarsi alle urne accompagnato dal figlio e sulla sedia a
rotelle, il giorno delle elezioni si è trasformato in quello dell'umiliazione.
"Papà era pronto dalle 8, perchè per lui, decorato per la campagna di
Russia, il voto è da sempre un dovere civile", dice il figlio. Ma al
seggio, i due hanno scoperto che Bruno era stato cancellato per aver cambiato ?
di
( da "Repubblica, La" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina III - Genova
VOTI A PERDERE Il marittimo e la chimera dell'urna WANDA VALLI Succede che un
marittimo, residente a Sorrento, ma imbarcato a Genova decida, con altri
colleghi di andare a votare. La legge del marzo 1957 lo consente, a patto di affidarsi alla burocrazia: compilare la domanda che chiede di votare nel luogo di imbarco,
attestazione del comandante del porto e passaggio dall'ufficio elettorale di
corso Torino. Il nostro marittimo, elettore di buona volontà, sbarca verso le
10, compila la domanda e si presenta in corso Torino. Qui, gli spiegano
che devono comunicare via fax a Sorrento, la sua scelta di votare a Genova.
Roba semplice, eppure tra richiesta e assenso, passa il tempo necessario a far
passare la voglia agli altri che erano con lui. Che resiste e vota in corso
Torino. Ma si domanda: come mai, nel 2006, ho votato in Centro Storico, senza
passaggi in corso Torino? Replica: la legge è in vigore da 51 anni. Il
marittimo non capisce, ma si adegua. SEGUE A PAGINA V.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pordenone Un
ringraziamento al vecchio amico treno DIBATTITO di GIOVANNI CAINERI Cos'è
stato: la pensione, l'inquinamento, il caro benzina, l'inflazione? Non saprei:
certo un bel giorno, improvviso come quando, ormai tanto tempo fa, ho smesso di
consumare i 2 pacchetti giornalieri, è scattato un nuovo ordine: si va in
treno. Basta ai quattro viaggi fra Cividale e Udine, stop ai
( da "Giorno, Il (Como)" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 9
Lombardia, voto con stanchezza Affluenze, anche la locomotiva d'Italia sembra
disaffezionata alla politica di PAOLO VERRI ? MILANO ? FRA SOLE e nuvole, anche
la Lombardia è andata al voto. La Regione che rappresenta il 16 per cento dell'elettorato
nazionale e che porta 150 fra deputati e senatori in Parlamento non è venuta
meno alla sua fama di attiva partecipante alla vita politica nazionale. Ma con
differenze abbastanza significative. Il dato dell'affluenza delle 22 di ieri,
per esempio, dava tutta la regione al 70.3 contro il 73.3 del 2006. Milano, il
capoluogo, al 70.3 cento: tre punti sotto il corrispondente risultato delle
politiche del 2006, peraltro celebrate in una stagione molto più avanzata dal
punto di vista del clima, ieri ventoso e freddino, preceduto da alcune giornate
di maltempo che certo non hanno invogliato al week-end. La "bianca"
Brianza, che pure ha superato anche stavolta la media nazionale, si è fermata
diversi punti sotto il risultato 2006. E lo stesso ha fatto la "rossa"
Sesto San Giovanni, l'ex Stalingrado d'Italia, che alle 22 segnava il 68.1 per
cento di votanti contro il 72.9 del 2006. IL SECONDO dato che si può ricavare
dalla prima giornata di voto è che nei comuni dove si svolgono anche le
elezioni amministrative, in particolare Brescia che deve scegliere il nuovo
sindaco e Varese che rinnova la Provincia, non si è assitito a
quell'"effetto traino" del voto per la propria città. E i numeri
ricalcano il calo generale e diffuso. Salvo forse a Sondrio, da troppo tempo
priva di sindaco. GIORNATA tranquilla, comunque, sotto ogni punto di vista. Per
il momento non si segnalano denunce per il famigerato telefonino in cabina e
neppure proteste per la scheda che alla prova dei fatti è risultata
normalissima, forse più maneggevole nella piegatura dei famigerati lenzuoloni
di passate edizioni. Qualche schermaglia si è registrata in alcuni seggi del
lecchese. Secondo la Lega Nord in alcuni comuni, i sindaci del Pd, con la scusa
di essere rappresentanti di lista, si sarebbero fatti trovare all'ingresso dei
seggi, con ben in evidenza il simbolo del Partito democratico e questo ha
causato qualche tensione. Diversi i big della politica che oggi sono andati
alle urne nelle diverse città: Silvio Berlusconi, Umberto Bossi, Daniela Santanchè,
Roberto Formigoni a Milano, Filippo Penati (nella vicina Sesto San Giovanni). A
Curno, in provincia di Bergamo, ha votato il leader dell'Idv Antonio Di Pietro.
Come sempre accade nei giorni di votazioni, gli uffici dei comuni hanno
affrontato l'ondata di richieste di carte d'identità e duplicati di tessere
elettorali smarrite. E alcuni cittadini, in Lombardia come
altrove hanno raccontato la loro odissea di "fantasmi" o considerati
tali dalla burocrazia. Ma
si può dire che l'organizzazione generale ha come sempre tenuto OGGI si replica
dalle 8 alle 15. E si vedrà come la regione più importante e produttiva del
Nord, ma pure quella con grandi problemi sociali e infrastrutturali ha reagito
nelle urne.E quasi certamente risentiremo parlare della irrisolta
questione settentrionale.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il leader del centro-destra
attenderà i risultati nella sede elettorale nel capoluogo friulano Il
presidente uscente sarà tutto il giorno a Bruxelles, poi in serata il rientro
in regione Illy o Tondo, parte il conto alla rovescia Il governatore ha votato
alle 8.45. Il deputato alle 11.15: "Ora scaramantica" IL FRIULI VG AL
VOTO Gli sfidanti al seggio già ieri Domani il responso delle urne Giornata in
famiglia e riposo per i due candidati alla Regione di PAOLO MOSANGHINI UDINE.
Per recarsi a votare Renzo Tondo ha scelto un orario che - se letto con gli
occhi di un appassionato della dama - è anche un gesto scaramantico. Riccardo
Illy, invece, non è sceso a patti con la sorte, mantenendo l'aplomb che lo
caratterizza da sempre. Capelli scompigliati, abito sportivo, senza cravatta,
il deputato di Tolmezzo ha votato ieri alle 11.15 nel seggio elettorale
allestito all'interno della scuola elementare di Betania, frazione di Tolmezzo,
distante un paio di minuti dall'albergo ristorante Al Benvenuto, quartier
generale del candidato del Centrodestra. Un look ancora più sportivo per il
presidente uscente e candidato per il Centrosinistra che ha votato a Opicina:
giubbotto rosso, maglia nera a collo alto con losanghe, pantaloni sportivi.
Tutti e due "scortati" dalle famiglie, tutti e due in totale relax
dopo settimane di sfida elettorale, tutti e due sono stati fermati da alcuni -
rispettivi - elettori per un veloce saluto. È stata così la giornata
"normale" dei due candidati alla presidenza della Regione, Riccardo
Illy, leader della coalizione di Centrosinistra Intesa democratica, e Renzo
Tondo, in corsa per la presidenza del Friuli Venezia Giulia con il sostegno dei
partiti del Centrodestra. Tondo è entrato nella cabina elettorale alle 11.15:
un'ora forse non casuale per un esperto giocatore di dama come lui,
corrispondente alla migliore mossa d'apertura (da casella
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
A Lista di sinistra,
Oltre-Student Office e AutonomaMente si sono affiancate alcune formazioni
minori come la FormAttivi Universitari chiamati alle urne il 16 e 17 aprile Si
vota per il cda dell'ateneo e dell'Erdisu, Senato accademico e consigli di
facoltà Sarà una vera e propria battaglia a suon di volantini, comizi, slogan,
propaganda on line, ma anche concerti ed eventi studenteschi organizzati ad hoc
per racimolare qualche voto in più. A una settimana dalle elezioni studentesche
che il 16 e 17 aprile chiameranno al voto gli oltre 23mila iscritti
all'Università di Trieste, la campagna elettorale si fa sempre più
incandescente, tanto da non aver nulla da invidiare, per slogan e proposte
originali, a quella in corso tra i massimi vertici politici. Se fino a qualche
settimana fa a piazzale Europa si respirava un'aria ancora tranquilla,
dall'inizio di aprile si è scatenata una vera e propria corsa all'ultimo voto
tra le tre principali liste che si contendono la rappresentanza negli organi
collegiali e regionali per il biennio accademico 2007/2009. Si tratta delle
storiche "Lista di sinistra" e "Oltre-Student Office" e la
neonata "AutonomaMente", alle quali si sono affiancate anche alcune
formazioni minori circoscritte alle singole Facoltà (come la FormAttivi di
Scienze della Formazione). Per vedere come la campagna elettorale sia ormai
arrivata alla stretta finale basta dare un'occhiata alle bacheche (e spesso
anche ai muri) delle diverse sedi universitarie, letteralmente tappezzate da
manifesti colorati e foto di candidati. I più organizzati sono sicuramente gli
esponenti della lista Oltre, praticamente onnipresenti su qualsiasi muro con
stampe "professionali" degne dei politici veri. Oltre ad avere un
loro sito internet, hanno puntato molto sulle foto, ma anche su volantini
originali che presentano anche la possibilità di giocare a Sudoku grazie a
schemi incorporati. Nei loro slogan spiegano di essere "Da 10 anni dalla
parte degli studenti, senza nascondersi dietro le ideologie" e promettono
di dare "Una nuova impronta alla nostra Università". La Lista di
Sinistra si autodefinisce "L'unica alternativa all'anonimato" e
"Indipendente, apartitica, ma senza paura di nascondersi dietro sigle
equivoche" e chiedono agli studenti di "dare una direzione all'Università".
I ragazzi della lista AutonomaMente, spiegano invece di voler "Dare voce
agli studenti" e sottolineano la loro natura apartitica con slogan come
"Io penso Autonomamente, e tu?" e "Lo studente prima di tutto:
per essere davvero protagonisti in Facoltà". Questi gli slogan. E i programmi?
Più o meno simili: per attirare nuove adesioni tutte le liste puntano su temi
particolarmente sentiti come il diritto allo studio, gli alloggi, le tasse,
l'edilizia, le borse di studio, il trasporto pubblico, il miglioramento dei
servizi, la lotta all'assenteismo dei docenti e alla burocrazia. Tutte promesse che vengono
accompagnate anche da veri e propri eventi e feste universitarie organizzate
dalle liste per promuovere le candidature a suon di musica. Gli studenti
saranno chiamati alle urne, ognuno nei seggi allestiti nella propria Facoltà,
il 16 aprile dalle 9 alle 19 e il 17 aprile dalle 9 alle 14: gli eletti
andranno a rappresentare le istanze degli studenti nel Senato Accademico, nel
Consiglio di amministrazione, nel Consiglio di amministrazione dell'Erdisu, nel
Comitato per lo sport universitario e nei consigli delle singole facoltà. Tutti
i rappresentanti così eletti andranno poi a formare il nuovo Consiglio degli
studenti. Elisa Lenarduzzi.
( da "Repubblica, La" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
R2 La Francia
riconoscerà i diritti della famiglia allargata, un fenomeno che tocca lo stesso
Sarkozy. E che cresce anche in Italia ANAIS GINORI PARIGI dal nostro inviato
"Bella madre" o "bel padre". Per i bambini francesi il nome
della matrigna e del patrigno non ha nulla di dispregiativo. Forse anche questa
sfumatura linguistica spiega perché la Francia sarà uno dei primi paesi europei
a riconoscere uno statuto giuridico al "terzo genitore". I diritti
delle persone che si trovano a convivere con figli non naturali, e che spesso
li crescono almeno quanto i genitori biologici, sono l'obiettivo di un nuovo
progetto di legge presto all'esame del parlamento. Il "terzo
genitore" è invisibile, da un punto di vista giuridico. Impossibile per
lui o lei andare a parlare con i maestri, portare un bambino alla visita
medica, organizzare una vacanza all'estero. Niente è
semplice quando ci si deve occupare di un figlio che non porta il proprio
cognome. In Francia, come in Italia, la burocrazia è implacabile. SEGUE NELLE PAGINE SUCCESSIVE CON ARTICOLI DI
MARINA CAVALLIERI E SILVIA FUMAROLA SEGUE A PAGINA 32.
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: AUTONOMIE LOCALI E PA data: 2008-04-14 - pag: 46 autore: Burocrazia. Escluso il versamento in caso di scritture private
Per i diritti di segreteria non basta l'okay del dirigente La riscossione dei
diritti di segreteria non è contemplata se vengono stipulati direttamente dal
dirigente preposto contratti per scrittura privata non autenticata, nel
rispetto di quanto stabilito dall'articolo 107, comma 3, lettera c) del
Dlgs 267/2000. In questi termini si è espressa la Sezione regionale di
controllo della Corte dei conti per la Lombardia nel parere n. 9/2008. Nella
circostanza, il sindaco aveva interessato la Sezione lombarda in ordine
all'applicabilità o meno dei diritti di segreteria, nel caso in cui vengano
stipulati dall'ente contratti per scrittura privata non autenticata
direttamente dal dirigente preposto al servizio interessato. Sotto il profilo
normativo, la questione di cui al quesito risulta disciplinata in parte
dall'articolo 97 del Tuel, che fissa le caratteristiche e prerogative del ruolo
del segretario comunale e in parte, come accennato, dall'articolo 107,comma
3,lettera c) del Tuel, che invece enuncia le attribuzioni e le responsabilità
della dirigenza locale. Secondo la prima norma sono assegnati al segretario
comunale compiti di consulente giuridico-amministrativo dell'ente locale in
ordine alla conformità dell'azione amministrativa all'ordinamento. Egli
esercita inoltre funzioni giuridico- formali tra cui la funzione di notaio e
cancelliere per conto dell'ente relativamente all'attività rogatoria di tutti i
contratti nei quali l'ente è parte e a quella di autenticazione di scritture
private e atti unilaterali nell'interesse dell'ente. L'articolo 107 invece, nel
recepire parte delle disposizioni contenute nell'articolo 51 della legge
142/1990 (che ha definito la figura del dirigente dell'ente locale, cui
spettano, tra l'altro, funzioni con rilevanza esterna) disciplina la gestione
amministrativa finanziaria e tecnica dei dirigenti (rispetto ai poteri di
indirizzo e controllo politico-amministrativo che invece spettano agli organi
di governo). Detto ciò, occorre ribadire come, in termini generali, per le
attività rogatorie sono per legge dovuti i diritti di segreteria. Tuttavia per
la sussistenza del diritto dell'ente all'esazione di tali contributi deve
risultare verificata l'effettiva attività del segretario comunale, in ordine
alle richiamate funzioni rogatorie o di autenticazione. Tale attività, a parere
della Sezione, deve essere dunque intesa quale condizione imprescindibile per
la richiesta dei suddetti diritti di segreteria. Nel caso di specie i contratti
oggetto della domanda del Comune, appartengono alla categoria degli accordi
stipulati per scrittura privata non autenticata direttamente dal dirigente
dell'ente, nell'esercizio delle proprie funzioni di soggetto cui spetta la
direzione degli uffici e dei servizi dell'ente. Funzioni che comprendono
pertanto la piena responsabilità su tutti quegli atti e provvedimenti
amministrativi che siano attuazione degli obiettivi e dei programmi dell'ente,
ivi inclusa la stipulazione dei contratti. L'applicazione dei diritti di
segreteria a tali accordi negoziali deve essere pertanto esclusa fintanto che non
si renda necessario l'intervento del segretario comunale, limitatamente dunque
al caso in cui, come detto, si volesse stipulare per atto pubblico, ovvero
autenticare la scrittura privata. R.Cu. QUANDO SI PAGA Per arrivare alla
riscossione deve essere verificata l'attività del vertice
giuridico-amministrativo.
( da "Corriere Alto Adige" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-13 num: - pag: 3
categoria: REDAZIONALE Italia dei valori "Per la legalità, stop agli
sprechi" In questa legislatura l'Italia dei Valori ha dimostrato qual è la
sua concezione della politica. Battaglia contro l'indulto voluto da quasi tutto
il parlamento, robusto taglio alla spesa pubblica, difesa della libertà di
informazione, grande piano per l'edilizia popolare. è inoltre l'unico partito a
non avere candidati nè condannati nè sotto processo. L'Idv vuole cambiare i
politici e la politica. Bruno Firmani Lega nord "Aiuti ai trentini prima
degli altri" Siamo per la salvaguardia dell'autonomia
trentina e per dare risposte ai temi su cui il centrosinistra non è in grado di
competere, cioè sicurezza, fisco, lotta alla burocrazia, immigrazione e politiche di sostegno per le giovani famiglie.
Per la Lega le politiche sociali (casa, contributi e sussidi) devono essere
indirizzate ai trentini e non agli ultimi arrivati. Maurizio Fugatti.
( da "Corriere di Bologna" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere di Bologna -
BOLOGNA - sezione: CRONACA - data: 2008-04-13 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE L'Ateneo: "Il piano anti-burocrazia? Siamo già al lavoro. Con creatività" I prorettori
rispondono al manifesto dei direttori di dipartimento Alleggerire il peso della
burocrazia? L'Alma Mater ci
sta già provando. "Con creatività". è la risposta, attraverso le
parole del prorettore Marco Depolo, del governo dell'Ateneo al manifesto anti-burocrazia, firmato da dieci
docenti, in gran parte direttori di dipartimento. Un documento contro la
"crescente degenerazione burocratica", contro la mole di scartoffie e
di obblighi a cui docenti, direttori, presidi si scontrano ogni giorno. Il
problema esiste, ci sta lavorando il gruppo insediato per la riforma dello
Statuto. E tutti in Ateneo assicurano che sarà un (il) tema centrale della
prossima corsa rettorale. Lo stesso rettore Pier Ugo Calzolari ha chiesto al
Collegio dei direttori di ricevere suggerimenti e proposte sul tema.
"Tutti paghiamo un prezzo per il rispetto di norme nazionali pensate per
un'università statica e per nulla preoccupata dei risultati, al contrario della
nostra", dichiara Depolo. "Stiamo cercando di allegerire questo peso,
con creatività - prosegue - cercando di ridisegnare le procedure e di allegerire
i docenti dei compiti amministrativi e gestionali". Depolo cita
l'unificazione dei servizi amministrativi di più dipartimenti, come è stato
sperimentato nel complesso di San Giovanni in Monte. O l'informatizzazione di
molti atti. "Forse - annota - dobbiamo comunicare meglio le innovazioni
introdotte", e comunque ci sono leggi nazionali "che l'Ateneo vuole
rispettare, anche quelle che hanno effetti disastrosi nella pratica ". è
d'accordo con lo spirito del documento un altro membro del governo d'Ateneo, il
prorettore agli studenti Paola Monari, "anche se - sottolinea - gli autori
avrebbero dovuto mandarlo agli organi accademici". "Non credo però
che il singolo docente si trovi così sovraccaricato di incombenze, al contrario
di ciò che avviene per chi ha ruoli di responsabilità. In ogni caso l'Ateneo ha
già fatto molto, penso a tutta la semplificazione e informatizzazione degli
atti, un lavoro molto intenso passato quasi inosservato". Oltre alla
ricerca, anche la didattica e l'internazionalizzazione costringe spesso docenti
e ammini-strativi al rispetto di "norme nazionali pensate sadicamente per
rendere i processi meno trasparenti ed efficienti ", come dichiara il pro
rettore Roberto Grandi. "Basti pensare alle trafile per i permessi di
soggiorno, alla tassazione delle borse degli studenti stranieri che applichiamo
solo in Italia ". Che fare? "è necessario analizzare l'applicazione
delle norme e i nostri processi decisionali per verificare quanto siano
funzionali alla soluzione dei problemi e quanto invece siano caricati di pesi
burocratici". Per Guido Gambetta, pro-rettore alle sedi decentrate, la
responsabilità del burocratismo è anche dei docenti, "perché parte delle
norme arriva da organismi in cui noi eleggiamo i nostri rappresentati e perché
spesso noi stessi ci arrendiamo alle regole esistenti". "Quando
abbiamo voluto cambiare davvero, lo abbiamo fatto". Marina Amaduzzi Santa
Lucia All'inaugurazione dell'anno accademico sfilano tutti gli organi e parlano
i rappresentanti dei vari settori La riforma Tutta l'Università verrà coinvolta
nei prossimi mesi nel dibattito sulla burocrazia, un
tema al centro del processo di riforma dello Statuto e della prossima corsa al
rettorato.
( da "Corriere di Bologna" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere di Bologna
- BOLOGNA - sezione: CRONACA - data: 2008-04-13 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Gli accademici I docenti concordano: "Bisogna semplificare i
nostri obblighi" Semplificare, razionalizzare, snellire, insomma
"sburocratizzare" tutto quello su cui può intervenire l'Ateneo. Per
il resto, si tratta di norme e regole fatte dal governo o dal ministero contro
cui nulla si può. Presidi, presidenti di commissione e docenti concordano con
lo spirito del manifesto anti-burocrazia. Lo sposa in pieno Giuseppe Sassatelli, preside di Lettere,
"molte cose si possono cambiare, partendo dal gruppo che lavora alla
riforma dello Statuto". "Prima facciamo chiarezza sulle diverse
competenze e poi interveniamo dove è possibile", è il pensiero di
Giliberto Capano, preside di Scienze politiche a Forlì. "Il modo
per semplificare va trovato- aggiunge Anna Maria Gentili, docente di Storia dell'Africa
sub-sahariana- siamo soffocati da questo bizantinismo burocratico".
Concorda Lorenzo Donatiello, preside di Scienze, "non pensiamo però che ci
sia una cupola amministrativa che vuole esercitare potere". è ben
consapevole del problema e suggerisce di giocare di più la carta dell'autonomia
Bruna Zani, preside di Psicologia e presidente della commissione didattica:
"Per la nuova riforma - spiega - il Cun (consiglio universitario
nazionale, ndr) ci ha messo sulla graticola, con rilievi e adeguamenti che per
l'80-85% sono un puro esercizio di retorica". "Ci sono però ostacoli
che vanno al di là della volontà dell'Ateneo - racconta Renzo Orsi che guida la
commissione ricerca scientifica -. Ho provato a sburocratizzare i dottorati di
ricerca, ne abbiamo 85 e ogni anno per ognuno bisogna ripresentare la medesima
domanda al ministero, eppure diversamente non si può fare altrimenti si perdono
i finanziamenti". "Ricordiamoci - conclude Pier Paolo Gatta,
presidente della commissione personale tecnico amministrativo- che burocrazia va insieme a responsabilità e che in
un'organizzazione complessa come questa la semplificazione può voler dire
centralizzazione". M. Ama.
( da "Corriere di Bologna" del 14-04-2008)
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Corriere di Bologna
- BOLOGNA - sezione: CRONACA - data: 2008-04-13 num: - pag: 5 categoria: BREVI
Il documento Il manifesto anti-burocrazia Lo hanno firmato dieci docenti, in gran parte direttori di
dipartimento (Gian Mario Anselmi, Roberto Balzani, Andrea Battistini, Fulvio
Cammarano, Alberto De Bernardi, Giovanni Dore, Paolo Leonardi, Angelo
Panebianco, Maurizio Sobrero e Giovanni Zamboni) Le nuove firme Ieri si sono
aggiunte le adesioni di Claudio Bonivento, ex direttore del dipartimento
di Elettronica, informatica e sistemistica, e di Anna Maria Gentili, ordinario
di Storia dell'Africa sub-sahariana.
( da "Corriere di Bologna" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere di Bologna
- BOLOGNA - sezione: TEMPOLIBERO - data: 2008-04-13 num: - pag: 15 categoria:
REDAZIONALE L'intervista di Paola Gabrielli Tuccio
Musumeci: "Ecco come la burocrazia può essere divertente" A volte basta il nome, Vigàta,
perché la città immaginaria siciliana diventi metafora di un modo di essere.
Vigàta è anche il paese in cui è ambientato La concessione del telefono,
spettacolo tratto dall'omonimo romanzi di Andrea Camilleri. Prodotto
dallo Stabile di Catania ad inizio tournée aveva come protagonista Francesco
Paolantoni, ora sostituito da Angelo Tosto. Nel cast, un brillante Tuccio
Musumeci, interprete storico dello Stabile di Catania. Signor Musumeci, conosce
da tempo Andrea Camilleri? "Da almeno 40 anni. Veniva spesso allo Stabile
per curare alcune regie. Poi, si sa, il fatto di essere entrambi siciliani ci
avvicina. Camilleri è inventore di tanti personaggi unici. Io amo certi suoi
ritratti di siciliani un po' imbranati e cialtroni". Come il protagonista
di questa pièce, Filippo Genuardi? "Sì, il povero Genuardi. Uno che per
chiedere la concessione della linea telefonica fa scoppiare una serie di
equivoci in cui in mezzo si mettono Stato e Mafia. E anch'io, che interpreto il
capomafia a cui il nostro chiede un favore, contribuisco non poco ad alimentare
i malintesi ". Tutto molto siciliano... "In questo allestimento lo si
sottolinea con forza. Dentro una scenografia fatta di libri, faldoni e
registri, noi attori ci muoviamo avvolti da costumi con le scritte. Come a
dire: la burocrazia invade tutto". Lei è allo
Stabile di Catania da moltissimi anni, ma a volte, in passato, non disdegnava
cinema e tv... "Amavo il varietà. A "Sette voci" con Baudo, lui,
che voleva fare l'attore, mi faceva da spalla. Rovinava tutto, rideva troppo
presto. Ha fatto bene a cambiare mestiere. Cinema ne ho fatto, ma mi hanno
anche dato dello sciagurato. Dissi persino di no a Fellini per una
tournée...". Teatro Testoni, Casalecchio di Reno. Domani, ore 21. Info:
051/573040.
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di FEDERICO FABRIZI
ATTIGLIANO - Hamere stringe forte tra le labbra il suo ciuccio. Prima nasconde i
propri occhietti dolci tra le guance paffute, poi si guarda intorno curiosa. E'
venuta al mondo da quaranta giorni, il mondo per lei è una scoperta continua, e
sorride. Ketema culla tra le braccia il suo piccolo scricciolo. La avvolge in
una copertina rosa, e la culla lentamente. Quando incrocia lo sguardo della
figlia, riesce a sorridere anche lei. E' sola, Ketema, non ha neanche
trent'anni, si ritrova a migliaia di chilometri dal Paese in cui è nata, e vive
in un appartamento minuscolo, con il letto sistemato di fronte al tavolo della
cucina. Per colpa di una tesserina magnetica che al Ministero dell'Interno non
si decidono a stampare, non riceve neanche l'assegno di maternità. In questi
giorni, ad aiutarla, c'è solo la generosità dei suoi compaesani. Ketema Amebe è
una ragazza etiope arrivata in Italia sei anni fa. Aveva trovato lavoro come
operaia in un'impresa di pulizie, a Roma, e pensava di avercela fatta.
"Con il lavoro ho ottenuto il permesso di soggiorno - racconta - quello è
a posto fino al 2009". E la scorsa estate, quando ha scoperto di essere
incinta, s'è sentita davvero felice. Ha visto la sua vita assomigliare tanto
alle speranze che aveva quando lasciava l'Africa. Poi però la vita vera ha
preso un'altra strada. Saputo della gravidanza, il suo compagno l'ha lasciata
ed è sparito. Poco dopo ha perso anche il lavoro: ??Quando ero incinta, ad
appena due mesi dall'inizio della gravidanza, ho dovuto smettere di lavorare
per problemi di salute - spiega mostrando una scatola di medicinali - mi manca il
calcio??. A quel punto, Ketema ha pensato di tornare in Etiopia. Ma per una
donna nubile con il pancione la vita non sarebbe stata semplice. E così ha
deciso di restare in Italia. Il 29 febbraio, a farle compagnia, è arrivata la
piccola Hamere: ??In italiano significa Gaia??, dice con un sorriso di mamma
orgogliosa, che però se ne va subito dal suo viso. Ketema è sola, è una madre
che deve pensare alla figlia, e per il momento non può lavorare. Il mese
scorso, a saldare l'affitto del suo appartamento ha provveduto il parroco di
Attigliano, don Carlo Sansonetti. La parrocchia e il Comune pensano anche ai
pannolini della piccola Hemere. Il latte da neonato, invece, lo comprano i
vicini di casa: hanno aperto un conto al supermercato del paese, e chi può da una
mano. Poi l'ufficio di cittadinanza e l'assessore comunale al sociale, Leonardo Fazio, aiutano Ketema con la burocrazia: sono stati loro a spiegarle che avrebbe diritto all'assegno di
maternità, ma che quei soldi non arrivano perché al centro meccanografico del
Ministero dell'Interno non è stato validato il codice fiscale della piccola
Hemere, nata oltre quaranta giorni fa. Il codice serve per l'Isee
(l'indicatore di reddito), e l'Isee è necessario per l'assegno. Prima c'era
stato un errore geografico, con Attigliano promosso quartiere di Roma, poi i
dati sono stati finalmente registrati nel cervellone del Ministero, ma non sono
stati ancora validati. Nei giorni scorsi, all'ennesima telefonata partita
dall'anagrafe attiglianese, un funzionario ha ammesso: "Effettivamente
siamo un po' indietro". Ketema comprende bene la lingua italiana, ma
quando le spiegano questa storia non capisce, e domanda: "Perché?".
( da "Panorama" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
FUORI PORTA
Occasione di rivincita BRUNO VESPA A differenza di Spagna, Francia e Germania,
nel dopoguerra l'Italia non ha sfruttato a pieno eventi come le Olimpiadi e i
Mondiali di calcio. Con l'Expo a Milano può arrivare una svolta. Alla fine
degli anni Trenta il progetto dell'esposizione mondiale programmata da Benito
Mussolini a Roma per il 1942 fu l'occasione per la più grande rivoluzione
urbanistica dell'Italia moderna. Nei primi vent'anni di regime il Duce aveva
inserito la città nuova nella vecchia, con lo sventramento dei Fori Imperiali,
la costruzione dei grandi edifici di via Veneto, la realizzazione del quartiere
Mazzini fino al Foro Mussolini (Foro Italico) e alla gigantesca Casa littoria
della Farnesina, grande quanto il Colosseo, poi trasformata con la guerra in
ministero degli Affari esteri. Dopo la nascita dell'impero, Mussolini voleva
dare un segnale imponente della continuità della civiltà fascista con la
civiltà romana, sognando di essere protagonista di una pace europea degna di
quella imperiale di Augusto. Come potesse immaginare qualcosa del genere dopo
le leggi razziali e il Patto d'acciaio con Adolf Hitler resta un mistero. Ma
anche storici antifascisti come Emilio Gentile (Fascismo di pietra) gli danno
atto di una "temporanea volontà di pace", immaginando che la guerra
non gli sarebbe piovuta addosso prima di cinque anni. Il 20 aprile 1939
Mussolini presentò l'Esposizione universale come "la consacrazione dello
sforzo che tutte le genti civili fanno sul cammino del progresso, non solo
materiale". Il progetto era grandioso: estendere la città da piazza
Venezia al mare attraverso l'Eur con una struttura urbana avveniristica di cui
la guerra impedì il completamento. A cominciare dall'enorme arco romano che
Roger Griffin ha usato per la copertina del suo Modernism and Fascism appena
uscito negli Stati Uniti e che analizza il "modernismo tecnocratico"
del regime. Ma quel che resta nel quartiere dell'Eur è indicativo dello sforzo
compiuto. Purtroppo nel dopoguerra l'Italia non ha saputo utilizzare al meglio
nessuna delle grandi occasioni che le si sono presentate. Il villaggio olimpico
costruito a Roma per le Olimpiadi del 1960 impallidisce rispetto all'Eur, ma
allora fu almeno aperto il Grande raccordo anulare della capitale. Nulla è
stato fatto per i Campionati del mondo di calcio del 1990, nulla per il
Giubileo del 2000, con l'eccezione di un sottopassaggio che rende fluido il
traffico tra due quartieri dell'area nord di Roma. Imbarazzante il confronto
con le principali metropoli d'Europa, da Berlino a Parigi, a Barcellona,
protagoniste di autentiche rivoluzioni urbanistiche. Il solo tentativo riuscito
di restituire l'antica dignità a una capitale storica c'è stato a Torino in
occasione delle Olimpiadi invernali. Ma anche qui, volendo proseguire nel suo
progetto di sviluppo, un bravo sindaco come Sergio Chiamparino per poter
costruire due grattacieli ha dovuto rinunciare ai voti della Sinistra
arcobaleno, che è sua alleata di giunta, per incamerare quelli di Forza Italia
e Alleanza nazionale. Questa ampia premessa serve a dire che l'Expo 2015 di
Milano è davvero l'ultima grande occasione per un paese in ginocchio che
intenda rialzarsi. Il progetto di sviluppo di Milano è grandioso e va
completato. Ma i 20 miliardi di investimento previsti dovranno avere un effetto
moltiplicatore sull'Italia intera. Gran parte dei 30 milioni di visitatori
attesi a Milano proseguiranno a Venezia, Firenze, Roma, Napoli, la Sicilia.
L'auspicata rinascita di Milano non avrà senso se non sarà legata a quella
dell'intero Paese. Ecco perché la battaglia con Smirne
scompare rispetto a quella che gli italiani dovranno combattere con se stessi.
I loro veti, la loro burocrazia, la loro attitudine al compromesso mediocre. Qualche settimana
fa, parlando dei rifiuti di Napoli, Newsweek ha scritto: l'Italia è ferma e
guarda il mondo che le passa accanto. Fermi si muore.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Provincia di Nuoro
Pagina 5053 Delegazione di giovani allevatori in visita negli ovili di Gavoi, Ollolai
e Ovodda A lezione dai pastori d'Abruzzo Delegazione di giovani allevatori in
visita negli ovili di Gavoi, Ollolai e Ovodda "Non svendete il Fiore
sardo, eliminate gli intermediari" --> "Non svendete il Fiore
sardo, eliminate gli intermediari" Confronto tra i produttori di formaggi
tipici voluto da Slow food e Bom Taloro. Pastori di Barbagia e Abruzzo a
confronto nel nome delle produzioni tipiche da valorizzare grazie e
dell'ambiente con un contatto diretto sulla realtà del parco nazionale nato sugli
Appennini e abortito nel Gennargentu. Un'esperienza "positiva e
importante" secondo i protagonisti, che ha visto a confronto la realtà più
forte in Italia perché la Sardegna vanta il 40 per cento del patrimonio ovino
nazionale e un mondo per certi versi diverso ma unito dagli stessi valori
culturali. Da una parte i produttori del Fiore sardo e dall'altra chi vive
lavorando il formaggio pecorino di Farinola e il canestrato di Castel del
Monte, tutti accomunati dai presidi Slow food, l'organizzazione che si batte
per tutelare e far scoprire ai consumatori le produzioni tipiche. Proprio
l'associazione fondata nel 1986 da Carlo Petrini che conta 86 mila in Italia e
all'estero, ha messo insieme il Parco del Gran Sasso e monti della Laga e il
Bim Taloro che hanno, consentendo il contatto tra i tre consorzi. CULTURE A
CONFRONTO I giovani pastori abruzzesi ospiti negli ovili di Ollolai, Gavoi e
Ovodda, sono ripartiti sabato scorso: "In questi cinque giorni non siamo
stati a guardare - dice Graziano Petronio 24 anni di Castel del Monte in
provincia de L'Aquila - ma abbiamo munto e fatto anche noi il Fiore sardo
prodotto con tanta cura e sapienza". Le sorprese? "I tanti giovani
che da voi fanno questo mestiere con orgoglio e passione". Anche i pastori
d'Abruzzo, poi, hanno subito colto e denunciato la distorsione del mercato del
formaggio sardo e del latte "che in parte condiziona anche il
nostro". Naturale anche la constatazione sulla necessità di rafforzare il
consorzio del Fiore sardo cercando spezzare il legame con i trasformatori
considerato soffocante: "Come è possibile che in un consorzio di tutela di
un formaggio artigianale come il vostro siano soci anche gli
industriali?". I PARCHI NAZIONALI Gli ospiti conoscono bene i vincoli
delle leggi di tutela ambientale. Sperimentano ogni giorno la realtà, rifiutata
da queste parti, del Gran Sasso e monti della Laga: "Fare l'allevatore in
un parco ha i suoi vantaggi e svantaggi", ha cercato di spiegare nel modo
più laico possibile Petronio anche se alla fine dei conti sembra dire che il
parco convenga. "C'è molta burocrazia, ci sono i cinghiali che distruggono i pascoli e, per esempio,
devi rispettare regole precise per costruire una stalla. Comunque più protetto
- prosegue il giovane abruzzese - vedi i tuoi prodotti tutelati e valorizzati.
Poi certo ogni parco fa storia a sé. Molto dipende da come ci si
organizza, dal progetto e anche dagli allevatori stessi che non possono
rivendicare solo diritti. Noi produttori prima del parco ci muovevamo in ordine
sparso, ora siamo più uniti e coordinati". Petronio ha in Abruzzo
un'azienda di circa 800 pecore, tante quante ne ha il suo socio Alessandro
Palini, 33 anni, con il quale gestisce un piccolo caseificio che lavora ogni
anno 150 mila litri di latte proveniente dai colleghi che operano nel parco.
"Da noi la filiera è molto più corta e semplice: vendiamo direttamente al
consumatore". LEZIONI COMMERCIALI "Anche i pastori sardi dovrebbero
cercare di fare altrettanto eliminando tutti gli intermediari perché è assurdo
e scandaloso", attacca Eliseo Astolfi, 24 anni, di Rocca Finadamo,
"nella nostra zona è impossibile che il formaggio pagato al produttore a 7
euro venga rivenduto poi a 25". Astolfi, con il ventenne Denny Lanali a
Raffaele Trignani (22 anni) e Gabriele D'Agostino (26) fanno parte del
Consorzio di tutela del pecorino di Farindola venduto anch'esso "subito,
in ovile, direttamente al consumatore". Vedere per credere, come potranno
fare i pastori barbaricini che presto, sempre grazie a Slow food, ricambieranno
la visita ai colleghi abruzzesi. MICHELE ARBAU.
( da "Giornale.it, Il" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
N. 15 del 2008-04-14
pagina 0 Non ci sarà il miracolo ma senza l'Udc più facile tagliare tasse e
sprechi di Livio Caputo Che cosa può provare un leader al momento di rientrare
per la terza volta in quattordici anni a Palazzo Chigi, finalmente con una
maggioranza coesa? Sicuramente una gran voglia di realizzare quello per cui è
sceso in campo e che - per una serie di circostanze avverse - non gli è
riuscito né nel 1994, né nel 2001. Silvio Berlusconi è conscio che questa è la
sua ultima occasione per dimostrare di essere l'unico uomo oggi in grado di
rimettere in piedi il Paese e sa anche che, con tutti i problemi che incombono,
non può perdere un minuto. Quando, in campagna elettorale, illustrava tutto ciò
che avrebbe fatto nel primo consiglio dei ministri, parlava sul serio. Se, come
è auspicabile, riuscirà a formare rapidamente un governo di soli dodici
ministri, scelti non in base al solito manuale Cancelli, ma per le loro
specifiche competenze, dobbiamo perciò aspettarci cento giorni densi di iniziative,
che daranno il tono a tutta la legislatura. Ma, come egli stesso ha ripetuto
più volte, non è il caso di aspettarsi miracoli. Così come, sette anni fa, la
sua azione fu pesantemente condizionata dalle ricadute degli attentati dell'11
settembre, oggi deve fare i conti con una congiuntura economica mondiale
gravida di incognite e con una situazione italiana resa drammatica da due anni
di malgoverno della sinistra. Fino a ieri si è parlato soprattutto di riduzione
della pressione fiscale: via l'Ici sulla prima casa, via le tasse su
straordinari e premi di produzione, via anche il bollo auto e - come traguardo
finale - riduzione generalizzata delle aliquote Irpef. è questo che si attende,
ora, chi ha votato per il Popolo della libertà. Berlusconi sa che la ricetta ha
funzionato in buona parte dei Paesi occidentali ed è convinto che possa
rilanciare anche l'economia italiana, ma solo se si riuscirà a compensare la
drastica riduzione delle entrate con un'altrettanto drastica riduzione della
spesa pubblica. Bisognerà davvero abolire Province e enti inutili, ridimensionare la burocrazia, eliminare gli innumerevoli sprechi e privilegi che
appesantiscono il nostro bilancio. Sarà una battaglia titanica, contro
sindacati, corporazioni e portatori di interessi vari, ma se non la si imposta
subito, sullo slancio del successo elettorale, non si va da nessuna parte.
Purtroppo, tutto quello di cui l'Italia ha bisogno costa: le nuove
infrastrutture, un serio piano energetico, l'adeguamento delle pensioni minime,
un potenziamento delle forze dell'ordine, perfino la rimozione della munnezza
campana; e, con le prospettive di crescita ridotte a poco più di zero, le
risorse sono quelle che sono. Da buon imprenditore, e nello spirito dello
slogan "Rialzati Italia", Berlusconi cercherà perciò, in prima
battuta, di favorire la creazione di nuova ricchezza, aggredendo i fattori che,
in questi anni, ci hanno fatto precipitare nelle classifiche della produttività
e della competitività. Soprattutto, farà il possibile per restituire al Paese
ciò di cui oggi più manca: la fiducia. Molti altri sono i fronti aperti: la
riforma della giustizia, la ristrutturazione del sistema previdenziale, la
scuola, la ricerca e - con scadenza immediata - una soluzione dignitosa per
Alitalia. Ci sono situazioni che marciscono da anni e, senza la riforma
costituzionale che dava maggiori poteri alla presidenza del Consiglio e
snelliva i lavori del Parlamento che la sinistra ha affossato con il
referendum, sarà dura affrontarle in tempi brevi. Ma Berlusconi sa che, se
vuole conquistarsi un posto nella storia, deve superare questi handicap. E, dai
discorsi che ha fatto in queste settimane, c'è da aspettarsi che ci proverà,
finalmente senza lasciarsi condizionare. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA -
Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del
14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
SUPPLEMENTO AFFARI E
FINANZA ultimo aggiornamento 14 Aprile 2008 Affari & Finanza >
RAPPORTO/IMMOBILI E MUTUI Affari & Finanza > RAPPORTO/ARREDAMENTO Affari
& Finanza > RAPPORTO/ENERGIA Affari & Finanza > RAPPORTO/PICCOLE
E MEDIE IMPRESE --> PRIMO PIANO pag. 12 Primi anche nella gestione del
"Fondo" IL CASO ARTURO ZAMPAGLIONE Per Jane Mendillo è un ritorno
alle origini. Dal primo luglio, infatti, guiderà la Harvard management company,
la finanziaria che gestisce il tesoro della più aristocratica e ricca università
americana. Laureata a Yale, dove ha preso il Master in management, la Mendillo
ha già lavorato per la società di Harvard tra il 1987 e il 2002 sotto la guida
di un personaggio leggendario, Jack Meyer. Poi fu chiamata dirigere i fondi del
Wellesley college e adesso, dopo l'addio di Meyer e le dimissioni del suo
successore Mohamed ElErian, è stata richiamata per occuparsi delle finanze di
Harvard con il titolo di chief executive. Come ogni istituto privato Usa,
Harvard ha un endowment, un patrimonio alimentato dai lasciti e dai contributi
degli exstudenti, con cui vengono pagate una parte delle spese e dei nuovi
progetti. Nel 1990, quando Meyer fu assunto da Harvard, l'endowment era di 4,7
miliardi di dollari: adesso è di 34,9 miliardi. Il segreto dell'esplosione? Il
fiuto di Meyer, la grinta tipica dei gestori di hedge fund
(e piuttosto rara nelle burocrazie universitarie), la capacità di guardare al
di là degli investimenti tradizionali. Aveva infatti scommesso sulle commodity,
speculato sugli immobili, comprato intere foreste, lasciando solo il 20% del
capitale nel mercato azionario americano. Meyer poi se ne andò per le
critiche sugli alti compensi che riceveva. Al suo posto arrivò ElErian, un
finanziere che si era fatto le ossa al Fondo monetario e poi alla Pimco, una
società di trading di bond. Ma a settembre 2007 anche lui ha deciso di tornare
alla Pimco e, dopo una attenta ricerca, il posto è finito per la prima volta a
una donna. Per la Mendillo non sarà un compito facile, tra tante vicissitudini
della finanza globale. (a.z.).
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL CASO. Pensionato
vicentino racconta il suo calvario per il rinnovo del documento di guida
"Io, umiliato dai medici per avere la patente" Due bypass, farmaci
per il cuore che falsano i valori dei trigliceridi. Ma gli fanno un test per
vedere se è alcolizzato Franco Pepe Vicentino, 70 anni portati
bene da uomo di sport, di cui serbano un bel ricordo tanti ex pulcini e ragazzi
vicentini che da lui hanno appreso l'arte della pallaovale. Per Gianni Canova
fare una meta ai leggendari All Blacks della Nuova Zelanda, anche oggi che si
porta addosso qualche acciacco, sarebbe molto più semplice che rinnovare la
patente nei palazzi dell'Ulss. Sì, perché le peripezie incontrate hanno del
paradossale, fra colpi di scena fantozziani e imprevisti da povero diavolo,
anonimo e indifeso, alla mercé di una burocrazia sfrenata e di una
insensibilità che non è merce rara fra chi indossa il camice bianco. Ma vediamo
cosa è accaduto. È lo stesso ex allenatore a raccontare. Qui comincia
l'avventura?"Sono un cardiopatico, ho un bypass alle coronarie, e mi hanno
già fatto due angioplastiche. A febbraio 2006, alla scadenza della
patente, mi rivolgo al distretto sanitario di S. Pio X, il medico mi chiede
referti di esami cardiaci fatti da poco, quelli che ho sono vecchi di due anni,
per cui mi informa che dovrò passare dinanzi a una commissione medica in via IV
Novembre. Mi metto in lista, mi comunicano che dovrò portare un ecg a riposo,
lo presento, e la patente mi viene rinnovata per 2 anni. Forte di tale
esperienza, mi sottopongo a una serie di esami del sangue e al cuore, e pochi
giorni prima della scadenza della patente, il 27 febbraio di quest'anno, mi
reco in un'autoscuola, dove però mi dicono che, poiché l'ultimo rinnovo è stato
deciso dalla commissione medica, ora la prassi dovrà essere sempre questa.
Nessuno all'Ulss me lo aveva spiegato. Così torno in via IV Novembre, dove mi
fissano la visita 15 giorni dopo, costringendomi a restare a piedi per più di
10 giorni perché la patente è scaduta, e raccomandandomi di portare la documentazione
clinica". Ed eccoci alla seconda puntata della sconcertante vicenda.
"Il giorno stabilito mi presento alla visita, dall'altra parte del tavolo
c'è una dottoressa che, con mio grande stupore, non controlla nulla della
cartella clinica, e chiede invece gli esami del sangue. Qualche valore è fuori
norma. Mi intima di aspettare fuori. Aspetto. Dopo un quarto d'ora la
segretaria mi consegna uno stampato con l'elenco degli esami da ripetere. Mi
accorgo che a penna è aggiunta la sigla Cdt. E' un test supplementare che io
non conosco, ma nessuno mi spiega niente". Ed è qui che viene quello che
non ti aspetti. "La mattina seguente alle
( da "Libertà" del 14-04-2008)
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37 LIBERTA DI PAROLA
lunedì 14 aprile 2008 Il direttore risponde Bobbio, l'ospedale va bene Gentile
direttore, soprattutto per questioni di "anagrafe", la scorsa
settimana ho usufruito degli ambulatori dell'ospedale di Bobbio. Poiché,
cercando fra le mie carte ho trovato che già nel gennaio 1966 tenevo d'occhio e
mi preoccupavo che l'ospedale di Bobbio venisse (prima mantenuto) poi
migliorato (settimanale "La Trebbia", del 30 gennaio 1966) sono stato
felice di avere dedicato abbastanza tempo alla vita della struttura sanitaria della
mia città. Come dovrebbe fare ogni buon cittadino, chiedere i propri diritti ed
ottemperare contemporaneamente ai propri doveri, è giusto quando le cose non
funzionano criticare le carenze e le disfunzioni, ma, ma è altrettanto doveroso
parlarne quando il funzionamento ed i servizi erogati sono all'altezza di una
società civile. Dal personale medico, paramedico ed anche amministrativo tutto
ha funzionato a meraviglia: prenotazioni, lista di attesa visite mediche. Anche
l'ambiente, pulito, ordinato, rinnovato negli arredi, in poche parole una
situazione ambientale che rende meno gravoso e l'essere ricoverato e doversi
sottoporre a visite specialistiche. Si sa la "fifa" fa novanta. Mi
sono sottoposto ad un dopler, ad una visita otorinolaringoiatra, ad una
completa analisi del sangue, ad un'ecografia: tutto bene per quanto concerne la
salute, tutto bene anche per il trattamento ricevuto. Quindi tutto O.K., ma una
situazione un po' precaria pare ci sia, quella dell'Assistenza domiciliare
integrata gestita da due bravi giovani, forse un po' pochi considerata la
vestita del territorio. Se Bobbio (a pieno titolo) può ancora fregiarsi del
titolo di città, a mio parere lo deve ovviamente alla sua storia, ai suoi
monumenti, alla presenza dell'ospedale e del Comando della Compagnia dei
Carabinieri. Mi è sembrato giusto dare a Cesare ciò che è di Cesare ed a Dio
ciò che è di Dio. Pier Luigi Troglio Bobbio Anche in questi giorni abbiamo
letto, purtroppo, di notizie di malasanità in Italia. Ma oggi mi piace, come
capita spesso in provincia di Piacenza, parlare di buona sanità, di quella
sanità che funziona ed è proprio dietro l'angolo, a Bobbio, come ci segnala
Pierluigi Troglio. I casi di malasanità, di imperizia, esistono, purtroppo, ma
non possono offuscare la qualità di un servizio - come quello offerto
dall'Ospedale di Bobbio - che serve e aiuta la gente della montagna, che grazie
ai medici, agli infermieri, al personale sanitario offre un servizio buono,
nonostante le condizioni di lavoro pesanti cui i medici sono sottoposti. Turnazioni faticose, burocrazia ma con una buona organizzazione, con un po' di umanità, con le
giuste risorse anche un piccolo ospedale di montagna può curare bene e
soddisfare i suoi cittadini. Gaetano Rizzuto © LIBERTA' © 1996 - 2007 Libertà On
Line - Tutti i diritti sono riservati Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA
01447930338.
( da "Stampaweb, La" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
(12:51) - APPELLO
ALLA POLITICA Marcegaglia: segnali immediati agli imprenditori italiani Emma
Marcegaglia Il presidente di Confindustria: "La corsa dell'euro va
frenata. La Bce tagli i tassi. Urgente riformare l'Irap" ROMA Le imprese
italiane hanno bisogno "immediatamente di segnali che restituiscano loro
la fiducia". Questa la priorità nell'agenda del prossimo presidente di
Confindustria, Emma Marcegaglia, intervistata dal quotidiano francese 'Les Echos'.
"Certe proposte elettorali come la detassazione degli straordinari o dei
premi - spiega l'imprenditrice - sono importanti. Sarebbe ugualmente urgente
riformare l'Irap". Ma tra i punti deboli del sistema Paese che frenano la
competitività italiana, il futuro numero uno degli industriali include anche
"il sistema di istruzione che non funziona bene"
e la burocrazia, tanto
"costosa e inefficace" da rappresentare un costo supplementare di 14
miliardi di euro l'anno per le Pmi, pari un punto di Pil". E, ancora,
bisogna rendere più concorrenziali i servizi pubblici locali che, insieme
all'energia troppo costosa, rappresentano "un enorme Moloch".
La crescita italiana, aggiunge la Marcegaglia, "che sia 0,3 o 0,7%, è più
debole rispetto a quella degli altri Paesi europei per una serie di ragioni, a
cominciare dal Sud che è arretrato e che dobbiamo rimettere al centro delle
nostre preoccupazioni. Ma vi è anche il debito pubblico al 105% del Pil che
comporta il pagamento di 30 miliardi di euro di interessi in più rispetto agli
altri partner europei". Non da ultimo, poi, pesa il sistema di
negoziazione dei salari troppo centralizzato. Quanto alla politica monetaria
della Bce, la Marcegaglia sottolinea come "finora la Bce ha fatto bene e
mantenere la guardia alta contro l'inflazione ma sarebbe forse bene, ora,
abbassare i tassi di interesse". " /> LA BORSA ITALIANA aggiornato
alle 13.19 del 14/04/2008 Mibtel 24923 -1,05 S&P/Mib 32788 -1,18 Midex
29516 -1,02 Allstar 12836 -0,45 " /> CAMBI EUR/USD 1,5865 EUR/GBP
0,8004 " />Sezione finanza PUBBLICITA'.
( da "Affari Italiani (Online)" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lunedí 14.04.2008
12:43 --> Le imprese italiane hanno bisogno "immediatamente di segnali
che restituiscano loro la fiducia". Questa la priorità nell'agenda del
prossimo presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, intervistata dal
quotidiano francese Les Echos. "Certe proposte elettorali come la
detassazione degli straordinari o dei premi - spiega l'imprenditrice - sono
importanti. Sarebbe ugualmente urgente riformare l'Irap". Ma tra i punti
deboli del sistema Paese che frenano la competitività italiana, il futuro
numero uno degli industriali include anche "il sistema
di istruzione che non funziona bene" e la burocrazia, tanto "costosa e inefficace" da rappresentare un costo
supplementare di 14 miliardi di euro l'anno per le Pmi, pari un punto di
Pil". E, ancora, bisogna rendere più concorrenziali i servizi pubblici
locali che, insieme all'energia troppo costosa, rappresentano "un enorme
Moloch". La crescita italiana, aggiunge la Marcegaglia, "che
sia 0,3 o 0,7%, è più debole rispetto a quella degli altri Paesi europei per
una serie di ragioni, a cominciare dal Sud che è arretrato e che dobbiamo
rimettere al centro delle nostre preoccupazioni.
( da "KataWeb News" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Alle 12:48 - Fonte:
Economia">repubblica.it - 0 commenti In un'intervista il futuro
presidente di Confindustria indica le sue priorità ai politici
"Defiscalizzare gli straordinari, riformare l'Irap e la burocrazia,
puntare sulla formazione".
( da "Mattino, Il (Avellino)" del 14-04-2008)
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Multe sospese... Mi
limito, quindi, doverosamente a chiarire alcuni aspetti della vicenda delle
multe e delle sue implicazioni amministrative. Intervengo, anche, per
contrastare quella sensazione di impunità che si può ingenerare nei sedicenti
"furbi", che produce invece smarrimento e sfiducia nei tanti
cittadini onesti e corretti, e che di certo non fa bene a nessuno. Sono sicuro
che è comune intendimento combattere simile fenomeno e perciò, prima ancora di
venire al merito della questione, mi consenta di ribadire che i verbali saranno
notificati nei termini di legge e non vi sarà alcuna prescrizione! Gli uffici
del Comune garantiranno nei prossimi giorni la firma del contratto con il
soggetto vincitore della gara per il trattamento dati delle contravvenzioni
elevate nei primi sei mesi dell'anno, di sicuro in tempo per evitare qualsiasi
prescrizione. Per quanto attiene invece alle responsabilità più politiche della
Giunta, è necessario precisare che le somme occorrenti per l'affidamento del
servizio trattamento dati sono state regolarmente previste nel bilancio 2007 e
coprono l'affidamento dell'incarico per tutto il primo semestre del 2008. La
gara che gli uffici del Comando della Polizia locale hanno indetto a novembre
2007 è stata espletata al fine di garantire il servizio per i primi sei mesi di
quest'anno, in considerazione del fatto che l'esternalizzazione andrà a regime
non oltre la fine di giugno. Come è noto, il processo di esternalizzazione è
stato avviato da tempo e non è stato semplice portarlo avanti. Il processo
innovativo scelto è finalizzato a razionalizzare, riorganizzare e rendere
efficiente un sistema. Si vuole agire su una consolidata aggregazione e
sappiamo dei timori, oserei dire quasi fisiologici, di un ambiente di lavoro
sottoposto a riorganizzazione. Siamo proiettati verso una vera innovazione di
sistema, tesa a superare le difficoltà che nel corso degli anni si sono
riscontrate nella notifica e nella riscossione delle contravvenzioni al codice
della strada, ma anche in grado di sollevare da una serie di incombenze ormai
superate il personale del corpo della polizia locale e gli ausiliari del
traffico, attraverso la prevista dotazione di palmari a sistema digitale, per
l'elevazione dei verbali per infrazioni al codice della strada. Con pazienza e
determinazione andremo avanti su un percorso segnato proprio dall'esigenza di
dare efficienza al sistema e di superamento di tanti limiti storici e strutturali.
Di sicuro ci sono stati dei ritardi, determinati dall'oggettiva complessità
dell'atto amministrativo, ma anche da atteggiamenti
conservatoristici e di resistenza verso il processo innovativo individuato
della burocrazia
amministrativa e anche dello stesso Corpo dei Vigili. Vorrei, infine, dire a
Tullio D'Aponte che lo sforzo per interpretare i bisogni e accrescere la
"felicità" dei cittadini lo esercitiamo, ma non sempre le cose
riusciamo a realizzarle, in particolare, a realizzarle nei tempi sperati.
Gennaro Mola * assessore comunale alla Mobilità.
( da "ADN Kronos" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il futuro presidente
di Confindustria in attesa del responso delle urne: ''Alcune proposte
elettorali come la defiscalizzazione degli straordinari sono importanti. E'
anche urgente una riforma dell'Irap''. Vai allo speciale. Partecipa ai nostri
forum ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA Roma,
14 apr. (Adnkronos) - ''Le imprese italiane hanno bisogno di segnali
immediati''. In attesa del responso delle urne, è questa la richiesta che Emma
Marcegaglia (nella foto), futuro presidente di Confindustria, rivolge alla
politica. ''Abbiamo bisogno di segnali immediati- dice in un'intervista
pubblicata su 'Les Echos'- per ridare fiducia alle imprese. Alcune proposte
elettorali come la defiscalizzazione degli straordinari sono importanti. E'
anche urgente una riforma dell'Irap''. E Marcegaglia auspica anche che il
prossimo governo sappia affrontare i grandi problemi di medio termine quali la
ricerca, l'innovazione e maggiori investimenti sul capitale umano. ''Il sistema
dell'istruzione italiano non funziona bene, come mostrano le classifiche
dell'Ocse, che vedono l'Italia agli ultimi posti'', dice. Indice
puntato anche verso la burocrazia ''costosa e inefficace'' che ''rappresenta un sovraccosto di 14
miliardi l'anno per le piccole e medie imprese, equivalenti a un punto del pil.
Molte cose sono inutili e non fanno che allungare i tempi necessari per
prendere una decisione''. Avanti tutta, dice poi Marcegaglia, sul fronte
delle liberalizzazioni dell'''enorme Moloch'' dei servizi pubblici locali, e
dell'energia, che registra i costi più alti d'Europa. Il presidente designato
di Confindustria non nasconde la propria preoccupazione per le previsioni di
crescita dell'Italia, inferiore alla media europea, con il Sud del Paese fermo
e che, per questo, ''va rimesso al centro delle nostre preoccupazioni''. Un
altro 'dossier' che richiede tutti gli sforzi di Confindustria è, per
Marcegaglia, quello relativo alla contrattazione. Un sistema ''troppo
centralizzato che non lascia alcuna flessibilità né a livello locale né alle
aziende''. Marcegaglia si dice poi fiduciosa per il made in Italy, che ha
registrato buoni risultati all'export l'anno scorso, a condizione però che
l'euro non continui a battere record contro il dollaro. ''Finora la Bce ha
fatto bene a mantenere un'alta vigilanza sull'inflazione, ma sarebbe forse
giunta l'ora di abbassare i tassi di interesse''.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
14-04-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))
Argomenti: Burocrazia
Cronaca di Cagliari
Pagina 1014 Beffato dalla burocrazia È residente a
Quartu Niente targa al nonno centenario Beffato dalla burocrazia
--> Quando un cittadino compie cento anni il Comune di residenza gli dona
una targa ricordo. Così vuole la tradizione. A volte, però, qualcuno resta a
bocca asciutta. Colpa di una burocrazia becera e della
scarsa sensibilità delle amministrazioni. Il caso di Mario Collu è emblematico:
il 9 aprile, il nonnino di via Bandello ha spento le fatidiche cento candeline
e ha festeggiato insieme a parenti e amici. Oltre alla torta, il simpatico
vecchietto si aspettava la consueta targa con lo stemma della sua adorata
città. Ma non è stato accontentato. Il motivo? Semplice: dopo aver vissuto per
quasi vent'anni a Cagliari e pur continuando ad abitare nel suo appartamento di
via Bandello (quartiere Cep-Fonsarda), Mario recentemente ha spostato la
propria residenza a Quartu. Abbastanza per vedersi negare la targa. Il Comune
di Cagliari ha fatto sapere di non potergliela dare perché non risulta più
iscritto all'anagrafe del capoluogo; parallelamente l'amministrazione di Quartu
si è rifiutata di premiarlo con l'assurdo pretesto che non si tratta di un
"quartese doc". Un episodio spiacevole che ha suscitato
l'indignazione dei familiari e la rabbia di Mario Firinu, consigliere
circoscrizionale che si è adoperato (a lungo ma invano) per fare in modo che il
centenario ricevesse il premio. "Non capita tutti i giorni di avere un
centenario in famiglia", hanno commentato i parenti delusi: "Ci
aspettavamo una maggiore attenzione da parte di entrambi i Comuni. Siamo rimasti
davvero male". La mancata premiazione non ha certo rovinato la festa.
Figlio di Mariuccia Nieddu di Gonnesa e Federico Collu di Selargius, Mario ha
trascorso l'infanzia in Tunisia (il padre dirigeva la miniera di Kalat Esnam).
A 18 anni, il trasferimento a Torino per partecipare al concorso per allievi
ufficiali di artiglieria. Quindi la lunga carriera militare nell'esercito fino
al grado di generale di divisione, infine la pensione. In mezzo, sei anni di
prigionia in India durante la II guerra mondiale, importanti incarichi per la
Nato a Parigi e a Bruxelles, un matrimonio, due figli (Paola e Roberto), tre
nipoti e quattro pronipoti. Il trasferimento a Cagliari 18 anni fa. Mario,
ancora lucidissimo e quasi del tutto autosufficiente, parla quattro lingue
(italiano, francese, inglese e sardo) e mangia di tutto. In particolare è
ghiotto di zeppole e non resiste alla tentazione di assaggiare il maialino
arrosto e la treccia in umido coi piselli. Il segreto per campare fino a
cent'anni? "Mangiare sano e respirare aria pulita". PAOLO LOCHE.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Provincia di Sassari
Pagina 7055 Mores Scommessa sul fotovoltaico Energia alternativa: mappe e
modellini per il grande sogno Mores. Scommessa sul fotovoltaico --> Il
grande impianto per il fotovoltaico che ha visto il Comune di Mores fra i primi
in Italia nella scelta delle energie alternative è per ora poco più di un'idea.
L'amministrazione comunale, proprio per favorire questo processo di conoscenza
da parte della popolazione, ha allestito nel palazzo Calvia, fresco di
restauro, una mostra con mappe e modellini. Sul piano concreto
l'amministrazione comunale, guidata dal sindaco Pasquino Porcu, ha avviato
l'iter per l'affidamento dell'incarico di progettazione esecutiva della
centrale fotovoltaica che produrrà energia elettrica utilizzando la luce ed il
calore del sole. "Le indicazioni di massima per il progetto esecutivo -
sostiene il primo cittadino di Mores, Pasquino Porcu - propendono per
l'adozione del modello proposto dal primo classificato fra i tredici
partecipanti al bando di gara internazionale". Un progetto che, insieme al
risparmio per l'intera cittadinanza e per lo stesso Comune, avrebbe un impatto
ambientale di grande importanza con il recupero delle aree devastate dalle cave
di sabbia e di caolino. "Fra l'altro Mores - sottolinea Pasquino Porcu - con
la realizzazione della centrale e con l'altrettanto importante Centro pilota
previsto dall'intero progetto, potrebbe diventare punto di interesse non solo
per gli abitanti della Sardegna. Un esempio, per tutti: il Centro di produzione
autonoma di energia di Friburgo ogni anno viene visitato da centinaia di
migliaia di turisti. Nel 2007 sono stati oltre 500 mila i visitatori arrivati
solo dal Giappone". Mores, perciò, potrebbe garantirsi per il futuro un
turismo di tipo culturale e di ricerca tecnologica. Nell'immediato, la
preoccupazione dell'amministrazione comunale è l'affidamento dell'incarico di
progettazione esecutiva e il recupero dei denari indispensabili per dare gambe
all'idea. Per ora, sarebbero tre i milioni dell'intervento regionale ai quali
dovranno aggiungersi le risorse ministeriali e della Comunità europea. Qualche
timore, comunque, turba l'animo del sindaco: "Le mie paure sono
soprattutto due: una tutta sarda, cioè l'invidia per chi ha un'intuizione
felice in patria; la seconda - spiega Porcu - è legata
invece ad un male tutto italiano, la burocrazia, che rischia con le sue lungaggini di condannare opere anche
importanti. Sarebbe un vero peccato lasciarsi sfuggire possibilità come
queste". GIUSEPPE FLORENZANO.
( da "Opinione, L'" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Oggi è Lun, 14 Apr
2008 Edizione 72 del 12-04-
( da "Opinione, L'" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Oggi è Lun, 14 Apr
2008 Edizione 72 del 12-04-2008 Confindustria Peghin: "La burocrazia ci soffoca!" di Ugo Zanotto Quella che può
essere definita la tassa "burocratica" costa ogni anno alle imprese
della provincia di Padova 170 milioni di euro, circa due punti e mezzo di Pil
provinciale (2,4%). Gli obblighi e adempimenti fanno perdere ogni anno 1,6
milioni di giornate di lavoro. Per ogni piccola impresa 63 giornate di lavoro
(di un dipendente) perse in un anno per bolli e timbri. La denuncia è del
presidente di Confindustria Padova, Francesco Peghin, secondo il quale "la burocrazia
è un'emergenza nazionale da affrontare subito. Chiunque governi adotti una
terapia d'urto se si vogliono mettere le aziende in condizione di crescere e di
reagire a questo momento di difficoltà congiunturale". "La burocrazia è - rileva Peghin - una delle
insopportabili anomalie che spiegano il deficit di competitività del nostro
Paese. Basta un dato su tutti: in Italia la somma delle leggi oggi
vigenti è di
( da "Riformista, Il" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Scuola /2 meno burocrazia e statalismo. più insegnanti
preparati Chi lavora sul campo vuole un'istruzione europea Aiutiamo i soggetti che
già esistono a crescere L'obiettivo del completamento della riforma della
scuola italiana non può prescindere, ha ragione in questo senso l'ex ministro
Berlinguer, dal confronto con i dati Ocse-Pisa sui livelli di apprendimento dei
quindicenni nostrani in lettura, matematica e scienze. Dovrebbero fare
notizia, tuttavia, non solo i mediocri standard di prestazione media del
complesso degli studenti esaminati, se rapportato a quello degli altri paesi
che hanno partecipato alle valutazioni, bensì anche altri segnali, come quelli
attinenti la varianza tra le scuole e l'importanza della motivazione ad
apprendere quale elemento che entra a far parte integrante della riuscita negli
studi. In Italia il 52,1% della varianza totale (ossia la differenza nei risultati
tra gli studenti) è spiegata dalla varianza tra scuole, mentre la media Ocse è
pari al 33,1%. Questo significa che il centralismo scolastico per quanto
persistente è ridotto ad uno scheletro vuoto e che le scuole esprimono, se lo
vogliono, profili ed identità connessi ai fattori umani e culturali
(intelligenza di dirigenti, intraprendenza di docenti, rapporti con il
territorio, ecc.) che seppure con difficoltà si sono imposti su certi
condizionamenti di tipo burocratico. L'altro spunto da tenere presente
riguarda, come detto, la motivazione ad apprendere quale incentivo al
miglioramento delle conoscenze. Le rilevazioni internazionali da tempo
insistono sull'importanza della dimensione relazionale dell'apprendimento:
peccano quando la riducono ad un problema di tecnica. Non esiste una qualche
didattica operativa, per quanto aggiornata, che garantisca il meccanico
trasferimento di conoscenze grammaticali, matematiche o scientifiche da una
persona (l'insegnante) ad un'altra (l'alunno). La trasformazione delle
conoscenze apprese in competenze (la forma che assume nella coscienza personale
ciò che si è appreso) richiede un rapporto libero tra persone, dove l'adulto
comunica anzitutto, attraverso la materia o l'attività che svolge, una ipotesi
di significato che vive in prima persona, e l'allievo impegna la sua libertà
nella verifica, talvolta faticosa ma sempre appagante, della scelta di una
strada esistenziale, culturale e professionale che si chiarifica seguendo dei
maestri. Traendo le somme di queste osservazioni, viene da dire che
l'esperienza di chi la scuola la fa sul campo (nella classe e non nei progetti;
attraverso le materie insegnate e non mediante astruse attività di
socializzazione) mostra di essere un punto di riferimento indispensabile per
coloro che dal punto di vista del governo del sistema scolastico si pongono
l'obiettivo di colmare la distanza tra le condizioni dell'istruzione in Italia
e quelle degli altri paesi europei. Si potrebbe obiettare che l'esperienza non
costituisce una strategia complessiva; si deve rispondere che qui si sta
parlando non del fare scuola inteso come esperimento e improvvisazione
individuale, ma come presa in carico responsabile, da parte di adulti, di tutta
la realtà che viene loro incontro con le esigenze e le domande della situazione
particolare nella quale sono immersi (quella scuola, quella classe, quella
disciplina, quel territorio). La risorsa fondamentale della scuola sono degli
insegnanti preparati e motivati: su questo terreno Berlinguer sembra d'accordo.
È arrivato anche il momento decisivo (forse) per pensare ad un nuovo itinerario
di formazione e reclutamento dei docenti che separi il conferimento
dell'abilitazione all'insegnamento dall'assunzione (alla quale devono
concorrere direttamente anche le scuole autonome), nonché ad una delineazione
della carriera del docente, giuridica ed economica, degna di questo nome.
Scontate le dovute distinzioni sono confortanti, su questi ultimi punti, le
analogie espresse, almeno a parole, dai due principali schieramenti politici
che si contendono la scena. Temi come la valutazione del valore aggiunto delle
singole scuole, la valorizzazione delle eccellenze tra gli alunni, l'autonomia
finanziaria conferita agli istituti sono entrati nell'orizzonte mentale degli
operatori della scuola e, se non del tutto acquisiti, sono materia di
riflessione. E tuttavia per non cadere dalla padella nella brace, e cioè per
non trasferire certe rigidità tipiche dello statalismo dalla conduzione del
sistema generale al livello dell'azione didattica del docente, occorre ribadire
un metodo. Esso consiste nell'aiutare i soggetti che esistono (scuole autonome
statali e paritarie, compagnie educative di docenti e alunni, ecc.) a crescere,
ad esprimersi e ad incontrarsi, piuttosto che appesantire la situazione
esistente con una nuova tornata di norme, circolari e leggi. Presidente Diesse
(Didattica e Innovazione Scolastica) 14/04/2008.
( da "Agi" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CONFINDUSTRIA
MARCEGAGLIA, PIU' FIDUCIA ALLE IMPRESE Le imprese italiane hanno bisogno
"immediatamente di segnali che restituiscano loro la fiducia". Questa
la priorita' nell'agenda del prossimo presidente di Confindustria, Emma
Marcegaglia, intervistata dal quotidiano francese 'Les Echos'. "Certe
proposte elettorali come la detassazione degli straordinari o dei premi -
spiega l'imprenditrice - sono importanti. Sarebbe ugualmente urgente riformare
l'Irap". Ma tra i punti deboli del sistema Paese che frenano la
competitivita' italiana, il futuro numero uno degli industriali include anche
"il sistema di istruzione che non funziona bene"
e la burocrazia, tanto
"costosa e inefficace" da rappresentare un costo supplementare di 14
miliardi di euro l'anno per le Pmi, pari un punto di Pil". E, ancora,
bisogna rendere piu' concorrenziali i servizi pubblici locali che, insieme
all'energia troppo costosa, rappresentano "un enorme Moloch".
La crescita italiana, aggiunge la Marcegaglia, "che sia 0,3 o 0,7%, e'
piu' debole rispetto a quella degli altri Paesi europei per una serie di
ragioni, a cominciare dal Sud che e' arretrato e che dobbiamo rimettere al
centro delle nostre preoccupazioni. Ma vi e' anche il debito pubblico al 105%
del Pil che comporta il pagamento di 30 miliardi di euro di interessi in piu'
rispetto agli altri partner europei". Non da ultimo, poi, pesa il sistema
di negoziazione dei salari troppo centralizzato. Quanto alla politica monetaria
della Bce, la Marcegaglia sottolinea come "finora la Bce ha fatto bene e
mantenere la guardia alta contro l'inflazione ma sarebbe forse bene, ora,
abbassare i tassi di interesse". (AGI) - Roma, 14 apr. -.
( da "Giorno, Il (Como)" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA MILANO pag.
28 Le politiche non scaldano i milanesi, affluenza in calo Alle 22 registrato
il 67,3 per cento Sono 53.777 i votanti in meno LE ELEZIONI GRATOSOGLIO IL
FANALINO DI CODA, RECORD A VENEZIA-CITTÀ STUDI di MASSIMILIANO MINGOIA ? MILANO
? AFFLUENZA ELETTORALE in calo nei seggi milanesi rispetto alle Politiche del
2006. Alle 22 di ieri la percentuale di votanti era ferma al 67,31 per cento
rispetto al 71,11 per cento di due anni fa. Sono dunque
( da "Rai News 24" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Roma | 14 aprile 2008
Marcegaglia: le imprese hanno bisogno di segnali immediati Emma Marcegaglia
"Le imprese italiane hanno bisogno di segnali immediati". In attesa
del responso delle urne, è questa la richiesta che Emma Marcegaglia, futuro
presidente di Confindustria, rivolge alla politica. "Abbiamo bisogno di
segnali immediati - dice in un'intervista pubblicata su 'Les Echos'- per ridare
fiducia alle imprese. Alcune proposte elettorali come la defiscalizzazione
degli straordinari sono importanti. E' anche urgente una riforma
dell'Irap". E Marcegaglia auspica anche che il prossimo governo sappia
affrontare i grandi problemi di medio termine quali la ricerca, l'innovazione e
maggiori investimenti sul capitale umano. "Il sistema dell'istruzione
italiano non funziona bene, come mostrano le classifiche dell'Ocse, che vedono
l'Italia agli ultimi posti", dice. Indice puntato
anche verso la burocrazia
"costosa e inefficace" che "rappresenta un sovraccosto di 14
miliardi l'anno per le piccole e medie imprese, equivalenti a un punto del pil.
Molte cose sono inutili e non fanno che allungare i tempi necessari per
prendere una decisione". Avanti tutta, dice poi Marcegaglia, sul
fronte delle liberalizzazioni dell"'enorme Moloch" dei servizi
pubblici locali, e dell'energia, che registra i costi piu' alti d'Europa. Il
presidente designato di Confindustria non nasconde la propria preoccupazione
per le previsioni di crescita dell'Italia, inferiore alla media europea, con il
Sud del Paese fermo e che, per questo, "va rimesso al centro delle nostre
preoccupazioni". Un altro 'dossier' che richiede tutti gli sforzi di
Confindustria è, per Marcegaglia, quello relativo alla contrattazione. Un
sistema "troppo centralizzato che non lascia alcuna flessibilita' ne' a
livello locale nè alle aziende". Marcegaglia si dice poi fiduciosa per il
made in Italy, che ha registrato buoni risultati all'export l'anno scorso, a
condizione però che l'euro non continui a battere record contro il dollaro.
"Finora la Bce ha fatto bene a mantenere un'alta vigilanza sull'inflazione,
ma sarebbe forse giunta l'ora di abbassare i tassi di interesse".
( da "ADN Kronos" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
'IL RISULTATO E'
INEQUIVOCO STRAVINCE LA COALIZIONE DI BERLUSCONI' ascolta la notizia commenta 0
vota 0 tutte le notizie di POLITICA Venezia, 14 apr. (Adnkronos) - ''Il
risultato veneto e' inequivoco: stravince la coalizione di Silvio Berlusconi e
riemerge, quasi come nel 1996, un grande voto in favore della Lega. Il futuro
Governo Berlusconi non potra' non rappresentare il grande malessere del
lombardo-veneto il quale invoca meno stato, meno tasse, meno
burocrazia, migliori
servizi per le persone e per le im prese. In particolare il federalismo fiscale
dovra' precedere la stessa riforma costituzionale per dare maggiore autonomia e
responsabilita' a regioni ed enti locali''. Lo sottolinea il senatore di Fi,
Maurizio Sacconi, candidato per il Pdl in Veneto.
( da "Provincia di Lecco, La" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Storie di cani
Paolo, randagio fedele salvato da un brutto canile Chissà da quanto vagava per
le strade Paolo, da sempre o da quando il suo caro padrone lo aveva abbandonato
storie di cani Paolo, randagio fedele salvato da un brutto canile Chissà da
quanto vagava per le strade Paolo, da sempre o da quando il suo caro padrone lo
aveva abbandonato. Vita difficile da randagio, che vuol dire fame, sete e
solitudine. Non sappiamo nulla del suo passato, ma un giorno l'ambulanza della
Asl lo ha prelevato a fatica lungo una famosa strada ad alta percorrenza,
l'asse mediano: lui era accucciato accanto alla "sua" Francesca, una
cagnolina come lui, investita e uccisa. Non è stato facile portarlo via dalla
sua veglia, dalla sua compagna di sempre. Ma se per tutto c'è una ragione, noi
vorremmo che fosse il destino ad aver reso Paolo famoso: la sua storia, quella
di una fedeltà e di un amore che non sempre gli umani sanno provare, ha fatto
il giro di tutta Italia e diverse persone si sono adoperate per salvarlo da un
brutto canile, peggiore della vita da randagio. Come già facciamo per tanti
altri poveri sfortunati, noi del Gruppo Spillo (www.gruppospillo.com) abbiamo
dato la nostra disponibilità ad ospitare Paolo presso un rifugio di emergenza
vicino a Como dove è finalmente arrivato l'8 marzo 2008, accompagnato dalla sua
"mamma a distanza", una volontaria che si è particolarmente
appassionata alla sua vicenda. E' stato appurato che gode di buona salute anche
se ha una leggera zoppia che non compromette la sua capacità di correre e di
condurre una vita normale e giocosa. Lui però ha fatto questo viaggio accompagnato
dalla speranza di tutti i volontari di trovargli una casa e una famiglia che
gli diano amore e un'esistenza degna. Paolo è ancora giovane, ha un folto pelo
marrone e bruno e dolcissimi occhi, è una taglia media sui
( da "Provincia di Sondrio, La" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
La risposta Ma che
cavallo di Garibaldi la risposta Ma che cavallo di Garibaldi... Qui a Sondrio
non c'è mai stato Certo che era proprio un bel cavallo quello su cui sedeva
Garibaldi: non certo in piazza a Sondrio, forse nelle pampas del sud America
durante le lotte che l'eroe ha affrontato laggiù! E lì il cavallo deve essere
rimasto, credo, visto che in piazza non si è mai visto. Forse solo nella
fantasia del bravo Bettini che, o ricorda un'altra piazza o, da buon tiranese,
vuole prendere in giro noi sondriesi! Cordialmente. Ivo Del Maffeo incidente
sciistico Grazie a tutti quanti mi hanno soccorso a Madesimo Con questa lettera
voglio ringraziare e soprattutto sottolineare la grande efficienza e
professionalità della Polizia di Stato guidata da Lorenzo Paggi e i componenti
della Sky Area di Madesimo guidati da Francesca Cervieri che mi hanno assistito
in seguito ad un grave incidente sciistico occorsomi in data 26-2-2008. Voglio
anche ringraziare il personale medico e paramedico dell'Eli Soccorso del
Presidio di Sondrio che da Madesimo mi ha trasportato all'Ospedale di
Chiavenna. Anche all'Ospedale di Chiavenna ho trovato da parte dei medici e
degli infermieri grande professionalità ed efficienza. Ci si lamenta spesso
dell'inefficienza della nostra organizzazione pubblica e si lodano sempre
quelle straniere portandole a esempio. Qualche volta bisogna rassicurare i
cittadini sul fatto che anche da noi esistono servizi e strutture mediche e paramediche
di cui non solo fidarsi ma essere orgogliosi!! Grazie a tutti! Dott. Roberto
Zagni L'invito Poniamo più attenzione sulle questioni della giustizia Cara
Provincia, ti ringrazio del commento con il quale ha accompagnato la mia
lettera, critica sulla ?sanatoria? (per reati o solo violazioni amministrative)
e sulle condanne penali, che non sempre appaiono adeguate. Lei insiste sulla
"giusta pena", che non dovrebbe essere una vendetta. Bene, sfonda una
porta aperta: in materia ?La Provincia? ha pubblicato mie lettere in aprile, in
ottobre e in dicembre: se avrà tempo e voglia di dare un'occhiata, potrà
costatare che la mia visione del pianeta giustizia è, sì, un pò rozza, ma ad
ampio raggio e, per quanto riguarda l'esecuzione della pena, addirittura in anticipo
sui tempi, se non utopica. Oggi, però, vorrei mettere in evidenza la gaffe
presunta con la quale Berlusconi avrebbe parlato di visita psichiatrica per i
magistrati e vorrei ricordare che siamo alla fine di una campagna elettorale,
nella quale tutti fanno a gara nello spararla più grossa (in modo palese o
nascosto; chi sicuro di vincere, chi sognandolo). Il problema posto non
dovrebbe essere altro che quello di fissare un esame psico-attidudinale, già da
qualcuno individuato ben prima della discesa in campo politico da parte di
Berlusconi e approfondito quando il ministro Castelli ha tentato di attuare una
riforma dell'ordinamento giudiziario, che per me ha la priorità su tutto, se
vogliamo rimettere un pò d'ordine nel nostro Paese. Non vorrei stancare con le
ripetizioni: prima l'ordinamento giudiziario, poi l'elefantiaco (anzi
baleniero) sistema legislativo, a cominciare dalle necessarie modifiche di una
Costituzione, che sarà stata pure un capolavoro di ingegneria politica, ma che
ha, ormai, sessant'anni e pare non se li porti bene, se, da almeno trenta,
tanti hanno sentito l'esigenza almeno di un suo lifting. Naturalmente non si
può dimenticare la scuola e la sanità, che non navigano in acque migliori. Ma
tale esame psico-attitudinale (o come chiamar si voglia) dovrebbe essere
svolto, a mio avviso, prima dell'espletamento del concorso, per evitare perdite
di tempo per l'amministrazione e per i candidati ed anche false e dannose
illusioni per questi ultimi. Il sostituto procuratore Matone, che ho avuto modo
di apprezzare per un equilibrato intervento a ?Porta a Porta? di qualche anno
fa, ha manifestato sul ?Corriere? di oggi il suo timore per la imparzialità del
test, il quale, come tutte le cose umane, avrà qualche punto debole, però penso
che ormai, dopo decenni e decenni d'uso, dia ottime garanzie e, comunque, ...
meglio che niente. Successivo praticantato di almeno un anno presso uno studio
legale e, infine, l'esame per l'accertamento di una elevata preparazione
giuridica. Naturalmente il primo anno il neo giudice dovrebbe affiancare un
magistrato già ben collaudato (e patentato). Alcune considerazioni personali,
per quello che valgono: per quanto riguarda i giudici, penso che dovrebbero
essere stabiliti criteri di valutazione meritocratici, che dovrebbero
soppiantare qualunque considerazione temporale, per la progressione in
carriera. Anzi forse sarebbe meglio che la minore età fosse, alla pari, un
titolo di preferenza: non penso vi possano essere problemi di legittimità anche
per tutti quelli già in servizio. Trattandosi di un'attività veramente
stressante, tale valutazione dovrebbe ripetersi periodicamente. La categoria
dei magistrati dovrebbe comprendere solo i giudici e dovrebbe essere separata
totalmente da quella degli inquirenti, categoria pubblica più affine a quella
privata degli avvocati. I magistrati, così individuati, dovrebbero svolgere
solo attività giudiziaria, con esclusione di ogni altra di natura
amministrativa (corpi di reato, campioni, via via fino alla direzione degli
uffici; ma anche volontaria giurisdizione, decreti civili e penali), nonché di
ogni attività extra, più frequentata di quanto si possa pensare: giornalismo,
insegnamento, arbitrato, politica (e qui farei un altro discorso scorretto),
consulenza e quant'altro. Mario Grosso elezioni Ci hanno tolto la voce anche in
cabina elettorale Mai la politica è scesa così in basso. Forse non ha tutti i
torti il vecchio De Mita quando sollecita nostalgicamente la riscoperta della
cultura democristiana (al di là delle improbabili sigle in circolazione):
"Hanno deciso di innovare affidandosi al criterio dell'età e così si
trovano le liste piene di giovani innocenti che ammettono candidamente di non
capire nulla di politica". La politica è servizio, è cambiamento ma è
anche stile, fedeltà ai principi, è esempio, è capacità di mettersi in gioco;
non deve secondare gli impulsi più bassi della gente ma deve cominciare con
l'offrire esempi positivi; se invece il cittadino guarda al politico si sente
autorizzato ad imitarlo nel peggio. A Roma una candidata, di professione
pornostar, ha presentato sui manifesti i glutei anziché il volto: nessuno si
scandalizza e prova vergogna di niente. L'Italia sembra essere diventata un
condominio paralizzato dalle beghe: ogni giorno si denunciano brogli ma non se
ne offrono le prove. Che fiducia possono avere le persone normali nella classe
dirigente? Che opinione possono farsi all'estero su questa forma di
autolesionismo? I modelli presi dalla televisione (sguaiata), dalla pubblicità
(interessata), dal calcio (scandaloso) non servono a rinnovare la politica.
L'attuale campagna elettorale, oltre che inutile perché basata su una legge
identica ma capovolta nei suoi significati (non privilegia due coalizioni ma
due partiti) e ai limiti della costituzionalità perché toglie all'elettore il
diritto di scelta dei candidati confiscato dai parti per premiare la fedeltà ai
capi e capetti, è lo specchio di un Paese che, nonostante l'infinita
transizione, non è ancora tornato normale. Anziché presentare dei programmi su
cui far convergere l'attenzione e la scelta degli elettori, si è puntato tutto
sull'emozione, sulla suggestione delle frasi vuote, sull'insulto e sullo
scontro ideologico, nonostante la scomparsa delle ideologie. Dopo cinquant'anni
si ritira fuori l'armamentario della guerra fredda anche se il comunismo è
crollato del 1998: la campagna elettorale si svolge tra due persone che neppure
vogliono incontrarsi in un dibattito televisivo. Al leader della sinistra si
deve riconoscere di aver fatto una propaganda dignitosa anche se compiacente
verso un elettorato che voleva essere adulato e compiaciuto, lesinando promesse
di pochi spiccioli a giovani precari, anziani emarginati dopo una vita di
lavoro, casalinghe che faticano ad affrontare la quarta settimana. Ma è la destra
che si distingue in un'azione corrosiva dei valori che, nonostante tutto,
riescono ancora a tenere insieme l'Italia. Un candidato ministro alle riforme
istituzionali, invoca i fucili per risolvere una risibile questione grafica di
schede. Non sa che gli italiani, costretti a votare un anno sì e l'altro pure,
sono diventati degli esperti? Un autorevole senatore, mentre vuole riscrivere
la storia della resistenza (torneremo ai libri scolastici di Stato?) celebra
come eroe un noto mafioso inquisito dal giudice Falcone, questo sì assassinato
dalla mafia. E lo fa, forse, per parlare a quella parte del Paese che guarda
proprio alla mafia, la quale non vede il momento di mettere le mani sui lucrosi
appalti delle opere del regime, come il ponte di Messina. E che dire poi del
candidato premier che esprime disprezzo per i magistrati i quali, secondo lui,
dovrebbero essere sottoposti periodicamente a test di attitudine mentale? Che
cosa vuol dire? Che finiranno davanti agli psichiatri se oseranno toccarlo e
contrastare le "leggi vergogna" da lui approvate e che Prodi non ha
revocato come promesso? Una enormità che si accompagna alla nota lieve, da
barzelletta, che le donne di destra sono più belle di quelle di sinistra! Tra
una settimana quest'uomo imprevedibile, che si contraddice giorno dopo giorno,
che afferma per smentire, che usa un'azienda come Alitalia e i suoi dipendenti
e clienti come un gingillo elettorale, potrebbe essere il capo del governo di
un Paese che non cresce più, che è bloccato dai conflitti di interesse,
compreso il suo, che ha il debito più alto tra i Paesi industrializzati.
Nessuno è in grado di prevedere come la classe politica dirigente farà uso del
nostro voto. Che cosa vuol fare Berlusconi? Un politica di liberalizzazione o
un ritorno al "colbertismo" (statalismo)? E Veltroni accetterà di
riformare il mercato del lavoro secondo le indicazioni del prof. Ichino o
continuerà a subire l'impostazione passatista e inefficace del sindacato? E'
vero che in politica è più facile lanciare accuse strampalate piuttosto che
progetti concreti, seminare rancori invece di fornire argomenti. Ma a tutto c'
è un limite! Disinformazione e credulità possono fuorviare il pubblico mentre
il conformismo dei notabili provinciali e il calcolo dei politici ambiziosi possono
fare il resto. Però la Democrazia Cristiana, nei suoi tempi d'oro, è stata
capace di recuperare la propensione al qualunquismo e al familismo di una parte
degli italiani nell'alveo di una vera democrazia. La disaffezione elettorale è
il risultato di uno scontento diffuso, dei programmi inconsistenti e dei
candidati (tanti inquisiti) scelti insindacabilmente dalle
burocrazie partitiche. Questo divorzio tra legge e giustizia è il frutto
avvelenato di un ceto dirigente cinico e avido di privilegi. E' vero che il
rifiuto del voto, considerato da molti inutile, non migliora il sistema e che
il votare è un dovere, oltretutto costato molto caro; ma è altrettanto
vero che non si può sempre chiedere, in questo come in altri campi, di fare il
proprio dovere soltanto agli onesti e alla gente normale. Se la causa dell'
antipolitica è, come pare indubitabile, la classe politica, allora si pone un
problema del limite, oltre il quale la vergogna è di tutti. Camillo Massimo
Fiori 14/04/2008.
( da "AprileOnline.info" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Enrico Campofreda,
08 aprile 2008, 16:30 Storie italiane Nel
( da "Provincia di Como, La" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
(...) Il tutto
appare ragionevole, ma non è detto che lo sia. Mentre un'impostazione
tecnocratica conduce alle proposte di Draghi (che affidano alle banche centrali
la correttezza dei comportamenti degli attori finanziari), un'impostazione
liberale avrebbe puntato il dito sulla limitata concorrenza del settore: nel
quale è difficile entrare e che è sottoposto ad una stretta vigilanza, talora
all'origine di rapporti collusivi tra controllori e controllati. Ma la direzione suggerita da Draghi rafforza proprio quelle
burocrazie che limitano la concorrenza e indeboliscono il consumatore. Se non
sarà facile individuare una via d'uscita dalla crisi presente, bisognerà
comunque tornare a discutere con pacatezza e senso di responsabilità sulle
soluzioni da scongiurare quanto più è possibile il ripetersi di simili
situazioni. In Italia, inoltre, è importante che il prossimo parlamento
si faccia carico di adottare quelle riforme che possono dare vigore -
indipendentemente dalla congiuntura - all'economia produttiva. Il governo dovrà
insomma evitare di usare, come invece accadde nel 2001, le difficoltà del
contesto generale per ritardare o evitare un rinnovamento del Paese. Come ha
sottolineato pure Tom Palmer (analista del Cato Institute di Washington) in
un'intervista concessa a un quotidiano italiano, l'Italia ha urgente bisogno di
ridurre la tassazione e con essa gli ostacoli burocratici che ne frenano lo
sviluppo. In particolare, c'è un'evidente necessità di ridimensionare la spesa
pubblica e il ruolo dello Stato, anche cancellando lo Stato imprenditore (dalle
poste alle ferrovie). Quali che siano i risultati elettorali e, in un secondo
tempo, quali che siano le alchimie che finiranno per disegnare gli equilibri
politici del prossimo esecutivo, c'è da sperare che si sappia puntare sulle
forze vive del Paese, dando più spazio al privato e all'imprenditoria. Carlo
Lottieri 14/04/2008.
( da "Provincia di Como, La" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Galimberti
(Confesercenti) contrario all'iniziativa del Comune di portare in piazza le bancarelle
dei produttori locali Anche gli ambulanti contro il mercatino "Noi
dobbiamo rispettare norme che per loro sembrano non valere. E poi non c'è
controllo sui prezzi" Cantù "Se in Comune proprio vogliono permettere
i mercatini agricoli, che provino pure. Ma attenzione: ci devono essere regole
precise, come per tutti gli altri ambulanti. Altrimenti i consumatori rischiano
di non essere tutelati a dovere". Agostino Galimberti, presidente onorario
di Confesercenti e referente per Cantù dell'associazione di categoria - che
raggruppa soprattutto gli ambulanti - mette in guardia dai possibili inganni
che potrebbero celarsi dietro l'iniziativa che, a partire dal prossimo primo
maggio, sarà ospitata in città sul parcheggio di via Tripoli. Iniziativa già
criticata anche da Confcommercio. L'idea del sindaco Tiziana Sala, che si
concretizzerà già il primo maggio prossimo in piazza Garibaldi, è quella di
creare un luogo dove acquistare prodotti locali, venduti direttamente dai
produttori. In teoria, gli ambulanti presenti dovrebbero rappresentare una
certa garanzia di qualità, provenienza e di risparmio per i consumatori. Ma per
Galimberti la trasparenza sui prezzi e la stessa provenienza dei prodotti,
invece, non può essere data per scontata. "Nei mercatini agricoli c'è il
rischio che qualcuno venda prodotti non realizzati nella propria azienda. Ogni
banchetto può offrire al pubblico una percentuale di merce significativa di
tutt'altro genere rispetto alle peculiarità del singolo produttore, e che
potrebbe arrivare anche al 30% di quanto esposto. In questo modo, parte di
alcuni beni messi in vendita potrebbero costare anche ben oltre il
dovuto". Galimberti, lui stesso ambulante, ricorda quanto, in questi anni,
è accaduto con le esperienze nei mercati agricoli della zona. "Sono tutti
partiti con entusiasmo. Ma poi le iniziative si sono ridotte di presenze, per
una scarsa partecipazione a partire proprio dagli espositori. Penso a quanto è
successo a Cermenate, Guanzate. E a Lomazzo: dalle tredici bancarelle iniziali
si è passati ad ospitare ora soltanto un paio di banchetti". E a Como
hanno provocato la rivolta dei commercianti. Mentre intanto i mercati ? in
senso tradizionale ? non navigano comunque in acque troppo felici. "Forse
anziché pensare ai mercati agricoli, si potrebbe pensare a incentivare
all'acquisto nelle aree di vendita degli ambulanti già esistenti sul
territorio. A noi nessuno sembra fare molta pubblicità. E poi servono per tutti
le stesse condizioni sia dal punto di vista fiscale, che da quello igienico
sanitario". Per gli ambulanti tradizionali, ogni
giorno bisogna rendere conto al gigante della burocrazia. "Noi del mercato "classico" siamo tenuti a
rispettare norme precise, e a compilare pagine e pagine di documenti - dice
Galimberti - Dove ci viene chiesto addirittura quale detersivo usiamo per
pulire le paratie di vetro dietro al quale esponiamo gli alimenti. In
occasione di alcuni mercatini agricoli, visti ora come la panacea di tutti i
mali del caro prezzi, mi è capitato invece di vedere il contrario: cibi esposti
sul banco, senza nessuna protezione. E, tra l'altro, a prezzi che, a volte,
costavano il doppio rispetto alla media. Prezzi assolutamente fuori di
testa". Ch. G. 14/04/2008.