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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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tARTICOLI DEL  14-4-2008       #TOP


Report "Burocrazia"

Affluenza in calo, hanno votato in 105.000 ( da "Corriere delle Alpi" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che comporta un po' di burocrazia in più, una protesta lanciata via internet nei giorni scorsi contro i partiti. Certificati da rifare. Gran lavoro ieri nell'ufficio elettorale di via Mezzaterra a Belluno. In una sola giornata si sono presentate 120 persone che hanno smarrito la tessera elettorale e che volevano il duplicato.

Anastasi 'conferma' Andrea Giani ( da "Gazzetta di Modena,La" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma si tratta di un problema legato alla burocrazia, non sono passati gli anni necessari a farlo giocare con la maglia azzurra. Intanto gli faccio i complimenti, ha fatto una grande partita contro Trento. Un discorso che vale comunque per tutto il Cimone: si è opposto alla grande a una squadra fortissima come l'Itas che ha vinto la regular season e che può vincere lo scudetto"

Rissa e alcol, nei seggi arrivano i carabinieri ( da "Trentino" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: da dodici malato di sclerosi laterale amiotrofica, che ieri ha potuto votare dalla sua abitazione, ma non è stato semplice. "Ho dovuto telefonare al seggio e far venire un medico che autorizzasse le operazioni". E l'assurdo è che la stessa burocrazia dovrà essere ripetuta ad ottobre, se Mauro Bonomi vorrà votare per le provinciali.

Lezioni per chi vuole fare impresa ( da "Giornale di Brescia" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in grado di preparare l'impatto con la burocrazia. Abbiamo individuato una carenza di informazioni e abbiamo cercato di colmarla". Dagli incontri, spiegano i funzionari dei due enti, emerge "un po' di paura, un certo imbarazzo a rapportarsi con le istituzioni. Qualcosa che blocca la voglia di provarci.

Subappalti, incassi a orologeria ( da "ItaliaOggi Sette" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: adempimenti non fanno altro che aggiungere nuova burocrazia per le imprese, secondo una logica già presente in meccanismi come quelli del reverse charge e del valore normale dei fabbricati", commenta Gianfranco Pavan, vicepresidente dell'Ance, l'associazione nazionale costruttori edili, "si realizza di nuovo un'inversione degli oneri di controllo normalmente a carico dello stato,

Il piacere di una vita senza burocrazia ma anche la nostalgia delle città d'arte ( da "Giornale di Brescia" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: GdB LAVORO PRO E CONTRO Il piacere di una vita senza burocrazia ma anche la nostalgia delle città d'arte "La vita in Inghilterra - spiega Giorgio - è dal punto di vista burocratico estremamente semplice. E questo è uno dei motivi che, nonostante la concorrenza dei Paesi emergenti, spinge privati e aziende a trasferirsi e a investire in questo paese.

Io, umiliato dai medici per avere la patente ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alla mercé di una burocrazia sfrenata e di una insensibilità che non è merce rara fra chi indossa il camice bianco. Ma vediamo cosa è accaduto. È lo stesso ex allenatore a raccontare. Qui comincia l'avventura."Sono un cardiopatico, ho un bypass alle coronarie, e mi hanno già fatto due angioplastiche.

I quartieri, 30 anni dopo ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: casi sono diventate luoghi della burocrazia e dei portaborse". NON TUTTO è perduto, però. La recente riduzione del numero delle circoscrizioni da nove a cinque, riconosce Maltempi, "fa sì che la più piccola circoscrizione cittadina sia più numerosa del più grande paese della provincia bresciana e questa estensione forse darà il via a esperienze di diretta partecipazione più piccole,

"quell'esercito che parlava meridionale" ( da "Repubblica, La" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E soprattutto sarebbe un'opera meritoria e degna restituire alla conoscenza degli italiani di oggi i nomi e le vicende di questi nostri oscuri antenati, un modo sommesso e austero per dir loro adesso il "grazie" che la burocrazia sabauda volle negare quasi centocinquant'anni fa". M.N.

)TERRITORIO La Provincia non vuol capire LA SOCIETÀ ( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che appesantisce di burocrazia e moltiplica i ricorsi al Tar e non raggiunge gli obiettivi di contenimento dei danni. Stefano Gagliardi Capogruppo Fi-Pdl )TIBET Troppa attenzione può essere negativa IN QUESTO momento i tibetani godono di un'attenzione particolare da parte dell'opinione pubblica mondiale.

AL SEGGIO 136, quello in cui ha votato per una vita, era stato depennato. Ma il s ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il personale del seggio si è consultato: il nominativo non risultava nelle sezioni vicine. Stop. Nessun aiuto, anche se bastava una telefonata: "Ci hanno detto più o meno di arrangiarci...", chiude Paganini jr. Mentre il padre, avvilito soprattutto dalla burocrazia, è scoppiato in lacrime.

Voti a perdere - wanda valli ( da "Repubblica, La" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: a patto di affidarsi alla burocrazia: compilare la domanda che chiede di votare nel luogo di imbarco, attestazione del comandante del porto e passaggio dall'ufficio elettorale di corso Torino. Il nostro marittimo, elettore di buona volontà, sbarca verso le 10, compila la domanda e si presenta in corso Torino.

Un ringraziamento al vecchio amico treno ( da "Messaggero Veneto, Il" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: non solo formali ma anche pratiche, di strutture che la burocrazia riesce spesso a bloccare in angoli di cui non si conosce il responsabile. Quale quantità di CO2 vado a risparmiare, e anche, perché no, quanti euro? Ma forse un siffatto calcolo matematico, retaggio di un convulso approccio consumistico, non è importante;

Lombardia, voto con stanchezza ( da "Giorno, Il (Como)" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in Lombardia come altrove hanno raccontato la loro odissea di "fantasmi" o considerati tali dalla burocrazia. Ma si può dire che l'organizzazione generale ha come sempre tenuto OGGI si replica dalle 8 alle 15. E si vedrà come la regione più importante e produttiva del Nord, ma pure quella con grandi problemi sociali e infrastrutturali ha reagito nelle urne.

Illy o tondo, parte il conto alla rovescia ( da "Messaggero Veneto, Il" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Infatti, domani per tutto il giorno non sarà in regione, ma volerà a Bruxelles per i lavori del comitato dell'Unione europea per lo snellimento della burocrazia, di cui fa parte. Sveglia all'alba, partenza alle 8 da Venezia, riunioni per tutto il giorno e in serata il ritorno a Trieste.

Universitari chiamati alle urne il 16 e 17 aprile ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: assenteismo dei docenti e alla burocrazia. Tutte promesse che vengono accompagnate anche da veri e propri eventi e feste universitarie organizzate dalle liste per promuovere le candidature a suon di musica. Gli studenti saranno chiamati alle urne, ognuno nei seggi allestiti nella propria Facoltà, il 16 aprile dalle 9 alle 19 e il 17 aprile dalle 9 alle 14:

La francia riconoscerà i diritti della famiglia allargata, un fenomeno che tocca lo stesso sarkozy. e che cresce anche in italia - anais ginori parigi ( da "Repubblica, La" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Niente è semplice quando ci si deve occupare di un figlio che non porta il proprio cognome. In Francia, come in Italia, la burocrazia è implacabile. SEGUE NELLE PAGINE SUCCESSIVE CON ARTICOLI DI MARINA CAVALLIERI E SILVIA FUMAROLA SEGUE A PAGINA 32.

Per i diritti di segreteria non basta l'okay del dirigente ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia. Escluso il versamento in caso di scritture private Per i diritti di segreteria non basta l'okay del dirigente La riscossione dei diritti di segreteria non è contemplata se vengono stipulati direttamente dal dirigente preposto contratti per scrittura privata non autenticata, nel rispetto di quanto stabilito dall'

<Per la legalità, stop agli sprechi> ( da "Corriere Alto Adige" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: autonomia trentina e per dare risposte ai temi su cui il centrosinistra non è in grado di competere, cioè sicurezza, fisco, lotta alla burocrazia, immigrazione e politiche di sostegno per le giovani famiglie. Per la Lega le politiche sociali (casa, contributi e sussidi) devono essere indirizzate ai trentini e non agli ultimi arrivati. Maurizio Fugatti.

L'Ateneo: <Il piano anti-burocrazia? Siamo già al lavoro. Con creatività> ( da "Corriere di Bologna" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia? Siamo già al lavoro. Con creatività" I prorettori rispondono al manifesto dei direttori di dipartimento Alleggerire il peso della burocrazia? L'Alma Mater ci sta già provando. "Con creatività". è la risposta, attraverso le parole del prorettore Marco Depolo, del governo dell'Ateneo al manifesto anti-burocrazia,

I docenti concordano: <Bisogna semplificare i nostri obblighi> ( da "Corriere di Bologna" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia. Lo sposa in pieno Giuseppe Sassatelli, preside di Lettere, "molte cose si possono cambiare, partendo dal gruppo che lavora alla riforma dello Statuto". "Prima facciamo chiarezza sulle diverse competenze e poi interveniamo dove è possibile", è il pensiero di Giliberto Capano, preside di Scienze politiche a Forlì.

Il documento ( da "Corriere di Bologna" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia Lo hanno firmato dieci docenti, in gran parte direttori di dipartimento (Gian Mario Anselmi, Roberto Balzani, Andrea Battistini, Fulvio Cammarano, Alberto De Bernardi, Giovanni Dore, Paolo Leonardi, Angelo Panebianco, Maurizio Sobrero e Giovanni Zamboni) Le nuove firme Ieri si sono aggiunte le adesioni di Claudio Bonivento,

Tuccio Musumeci: <Ecco come la burocrazia può essere divertente> ( da "Corriere di Bologna" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: intervista di Paola Gabrielli Tuccio Musumeci: "Ecco come la burocrazia può essere divertente" A volte basta il nome, Vigàta, perché la città immaginaria siciliana diventi metafora di un modo di essere. Vigàta è anche il paese in cui è ambientato La concessione del telefono, spettacolo tratto dall'omonimo romanzi di Andrea Camilleri.

ATTIGLIANO Hamere stringe forte tra le labbra il suo ciuccio. Prima nasconde i propri ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Leonardo Fazio, aiutano Ketema con la burocrazia: sono stati loro a spiegarle che avrebbe diritto all'assegno di maternità, ma che quei soldi non arrivano perché al centro meccanografico del Ministero dell'Interno non è stato validato il codice fiscale della piccola Hemere, nata oltre quaranta giorni fa.

Occasione di rivincita ( da "Panorama" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ecco perché la battaglia con Smirne scompare rispetto a quella che gli italiani dovranno combattere con se stessi. I loro veti, la loro burocrazia, la loro attitudine al compromesso mediocre. Qualche settimana fa, parlando dei rifiuti di Napoli, Newsweek ha scritto: l'Italia è ferma e guarda il mondo che le passa accanto. Fermi si muore.

A lezione dai pastori d'Abruzzo ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "C'è molta burocrazia, ci sono i cinghiali che distruggono i pascoli e, per esempio, devi rispettare regole precise per costruire una stalla. Comunque più protetto - prosegue il giovane abruzzese - vedi i tuoi prodotti tutelati e valorizzati. Poi certo ogni parco fa storia a sé.

Non ci sarà il miracolo ma senza l'Udc più facile tagliare tasse e sprechi ( da "Giornale.it, Il" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ridimensionare la burocrazia, eliminare gli innumerevoli sprechi e privilegi che appesantiscono il nostro bilancio. Sarà una battaglia titanica, contro sindacati, corporazioni e portatori di interessi vari, ma se non la si imposta subito, sullo slancio del successo elettorale, non si va da nessuna parte.

Primi anche nella gestione del "Fondo" IL CASO ( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la grinta tipica dei gestori di hedge fund (e piuttosto rara nelle burocrazie universitarie), la capacità di guardare al di là degli investimenti tradizionali. Aveva infatti scommesso sulle commodity, speculato sugli immobili, comprato intere foreste, lasciando solo il 20% del capitale nel mercato azionario americano.

<Io, umiliato dai medici per avere la patente> ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alla mercé di una burocrazia sfrenata e di una insensibilità che non è merce rara fra chi indossa il camice bianco. Ma vediamo cosa è accaduto. È lo stesso ex allenatore a raccontare. Qui comincia l'avventura?"Sono un cardiopatico, ho un bypass alle coronarie, e mi hanno già fatto due angioplastiche.

Bobbio, l'ospedale va bene ( da "Libertà" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Turnazioni faticose, burocrazia ma con una buona organizzazione, con un po' di umanità, con le giuste risorse anche un piccolo ospedale di montagna può curare bene e soddisfare i suoi cittadini. Gaetano Rizzuto © LIBERTA' © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti sono riservati Editoriale LIBERTA' S.

Marcegaglia: segnali immediati agli imprenditori italiani ( da "Stampaweb, La" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il sistema di istruzione che non funziona bene" e la burocrazia, tanto "costosa e inefficace" da rappresentare un costo supplementare di 14 miliardi di euro l'anno per le Pmi, pari un punto di Pil". E, ancora, bisogna rendere più concorrenziali i servizi pubblici locali che, insieme all'energia troppo costosa, rappresentano "un enorme Moloch".

Ricetta Marcegaglia/ La nuova leader degli imprenditori: alle aziende servono segnali immediati ( da "Affari Italiani (Online)" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il sistema di istruzione che non funziona bene" e la burocrazia, tanto "costosa e inefficace" da rappresentare un costo supplementare di 14 miliardi di euro l'anno per le Pmi, pari un punto di Pil". E, ancora, bisogna rendere più concorrenziali i servizi pubblici locali che, insieme all'energia troppo costosa, rappresentano "un enorme Moloch".

Le richieste della Marcegaglia "Segnali per dare fiducia a imprese" ( da "KataWeb News" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Alle 12:48 - Fonte: Economia">repubblica.it - 0 commenti In un'intervista il futuro presidente di Confindustria indica le sue priorità ai politici "Defiscalizzare gli straordinari, riformare l'Irap e la burocrazia, puntare sulla formazione".

MULTE SOSPESE ( da "Mattino, Il (Avellino)" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: atteggiamenti conservatoristici e di resistenza verso il processo innovativo individuato della burocrazia amministrativa e anche dello stesso Corpo dei Vigili. Vorrei, infine, dire a Tullio D'Aponte che lo sforzo per interpretare i bisogni e accrescere la "felicità" dei cittadini lo esercitiamo, ma non sempre le cose riusciamo a realizzarle, in particolare, a realizzarle nei tempi sperati.

Marcegaglia ai politici: ''Imprese hanno bisogno di segnali immediati'' ( da "ADN Kronos" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Indice puntato anche verso la burocrazia ''costosa e inefficace'' che ''rappresenta un sovraccosto di 14 miliardi l'anno per le piccole e medie imprese, equivalenti a un punto del pil. Molte cose sono inutili e non fanno che allungare i tempi necessari per prendere una decisione''.

È residente a Quartu Niente targa al nonno centenario ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 14-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Cronaca di Cagliari Pagina 1014 Beffato dalla burocrazia È residente a Quartu Niente targa al nonno centenario Beffato dalla burocrazia --> Quando un cittadino compie cento anni il Comune di residenza gli dona una targa ricordo. Così vuole la tradizione. A volte, però, qualcuno resta a bocca asciutta.

Energia alternativa: mappe e modellini per il grande sogno ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la seconda - spiega Porcu - è legata invece ad un male tutto italiano, la burocrazia, che rischia con le sue lungaggini di condannare opere anche importanti. Sarebbe un vero peccato lasciarsi sfuggire possibilità come queste". GIUSEPPE FLORENZANO.

Spoils system all'italiana ( da "Opinione, L'" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e dove la burocrazia statale non è necessariamente una carriera a vita. Al cambio di una Presidenza è naturale, negli Stati Uniti, che molti incarichi governativi vedano cambiare l'occupante, rappresentanze diplomatiche comprese. Molti degli uscenti, però, non continueranno a prendere uno stipendio federale, bensì torneranno alle loro precedenti occupazioni,

Peghin: "La burocrazia ci soffoca!" ( da "Opinione, L'" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia è un'emergenza nazionale da affrontare subito. Chiunque governi adotti una terapia d'urto se si vogliono mettere le aziende in condizione di crescere e di reagire a questo momento di difficoltà congiunturale". "La burocrazia è - rileva Peghin - una delle insopportabili anomalie che spiegano il deficit di competitività del nostro Paese.

Scuola /2 meno burocrazia e statalismo. più insegnanti preparati ( da "Riformista, Il" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e statalismo. più insegnanti preparati Chi lavora sul campo vuole un'istruzione europea Aiutiamo i soggetti che già esistono a crescere L'obiettivo del completamento della riforma della scuola italiana non può prescindere, ha ragione in questo senso l'ex ministro Berlinguer, dal confronto con i dati Ocse-Pisa sui livelli di apprendimento dei quindicenni nostrani in lettura,

MARCEGAGLIA, PIU' FIDUCIA ALLE IMPRESE ( da "Agi" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il sistema di istruzione che non funziona bene" e la burocrazia, tanto "costosa e inefficace" da rappresentare un costo supplementare di 14 miliardi di euro l'anno per le Pmi, pari un punto di Pil". E, ancora, bisogna rendere piu' concorrenziali i servizi pubblici locali che, insieme all'energia troppo costosa, rappresentano "un enorme Moloch".

Le politiche non scaldano i milanesi, affluenza in calo ( da "Giorno, Il (Como)" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nella burocrazia. Come quella di Luigi Chiarello, 35 anni, che avrebbe voluto votare a Milano ma ha scoperto solo sabato che non era possibile perché non ha ottenuto il cambio di residenza in tempo. Dopo la revisione delle liste elettorali, avvenuta a febbraio a Milano, la legge non consente modifiche in corsa della residenza.

Marcegaglia: le imprese hanno bisogno di segnali immediati ( da "Rai News 24" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Indice puntato anche verso la burocrazia "costosa e inefficace" che "rappresenta un sovraccosto di 14 miliardi l'anno per le piccole e medie imprese, equivalenti a un punto del pil. Molte cose sono inutili e non fanno che allungare i tempi necessari per prendere una decisione".

ELEZIONI: SACCONI (PDL), IL LOMBARDO- VENETO CHIEDE MAGGIORE AUTONOMIA E RESPONSABILITA' ( da "ADN Kronos" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia, migliori servizi per le persone e per le im prese. In particolare il federalismo fiscale dovra' precedere la stessa riforma costituzionale per dare maggiore autonomia e responsabilita' a regioni ed enti locali''. Lo sottolinea il senatore di Fi, Maurizio Sacconi, candidato per il Pdl in Veneto.

Storie di cani Paolo, randagio fedele salvato da un brutto canile Chissà da quanto vagava per le strade Paolo, da sempre o da quando il suo caro padrone lo aveva abbandonato ( da "Provincia di Lecco, La" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tanti inquisiti) scelti insindacabilmente dalle burocrazie partitiche. Questo divorzio tra legge e giustizia è il frutto avvelenato di un ceto dirigente cinico e avido di privilegi. E' vero che il rifiuto del voto, considerato da molti inutile, non migliora il sistema e che il votare è un dovere, oltretutto costato molto caro;

La risposta Ma che cavallo di Garibaldi ( da "Provincia di Sondrio, La" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tanti inquisiti) scelti insindacabilmente dalle burocrazie partitiche. Questo divorzio tra legge e giustizia è il frutto avvelenato di un ceto dirigente cinico e avido di privilegi. E' vero che il rifiuto del voto, considerato da molti inutile, non migliora il sistema e che il votare è un dovere, oltretutto costato molto caro;

All'ex San Gallicano, dove un altro mondo è possibile ( da "AprileOnline.info" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: impervio cammino degli intralci d'una burocrazia che affianca alla normale prassi infarcita di lentezze e difficoltà "quel mix di minacce e di chi giudicava quest'attività come extra istituzionale". Che sta a significare borderline come i pazienti visitati. Sono le fasce deboli del Terzo Millennio dunque i migranti, barboni e senza fissa dimora,

(...) Il tutto appare ragionevole, ma non è detto che lo sia. Mentre un'impostazione tecnocratica co ( da "Provincia di Como, La" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma la direzione suggerita da Draghi rafforza proprio quelle burocrazie che limitano la concorrenza e indeboliscono il consumatore. Se non sarà facile individuare una via d'uscita dalla crisi presente, bisognerà comunque tornare a discutere con pacatezza e senso di responsabilità sulle soluzioni da scongiurare quanto più è possibile il ripetersi di simili situazioni.

Anche gli ambulanti contro il mercatino ( da "Provincia di Como, La" del 14-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ogni giorno bisogna rendere conto al gigante della burocrazia. "Noi del mercato "classico" siamo tenuti a rispettare norme precise, e a compilare pagine e pagine di documenti - dice Galimberti - Dove ci viene chiesto addirittura quale detersivo usiamo per pulire le paratie di vetro dietro al quale esponiamo gli alimenti.


Articoli

Affluenza in calo, hanno votato in 105.000 (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Alle urne finora il 61 per cento Affollati gli uffici per i duplicati Una sola nota curiosa in una giornata tranquilla C'è chi si è presentato ai seggi ma non ha voluto le schede, una forma di protesta contro i partiti BELLUNO. Più delle Regionali del 2005 e delle amministrative dell'anno scorso, ma meno delle politiche di due anni fa. Il dato che balza agli occhi, nel primo giorno di voto, è proprio questo. Il gusto di votare, che sembrava riscoperto nel 2006 durante le elezioni che hanno dato la vittoria risicata a Prodi, si è perso di nuovo. E ai bellunesi del capoluogo piacciano di più le elezioni politiche che quelle per eleggere il sindaco. Infatti l'anno scorso, alle 22 della domenica avevano votato per il sindaco 15.914 abitanti del capoluogo. Quest'anno, per trovare il successore di Prodi hanno votato 18.304 (il 62.6%). Le percentuali. Alle 22 di ieri hanno votato 105.014 bellunesi (su 172.075 elettori). La percentuale è del 61.03%. Due anni fa, alle politiche del 2006, avevano votato in 113.764 (65.8%). I cittadini di Belluno al voto sono stati 18.304 (62.6%). Alle precedenti politiche avevano votato in 20.183 (69.01%). Nei paesi le percentuali più alte si registrano a Calalzo (68.11%), Canale d'Agordo (68.11%), Farra d'Alpago (68.87%), Perarolo (68.25%), Soverzene (75.6%), Vas (69.85%). Le percentuali più basse di votanti a Zoppè (33.48%), Zoldo Alto (47.28%), Selva (46.58%), Forno (43.51%). Prima giornata tranquilla. Tutto in regola nei 247 seggi aperti in provincia di Belluno. Non si sono segnalati problemi particolari, come è invece accaduto in altre parti d'Italia. Una sola curiosità: qualcuno si è presentato al seggio con la tessera in mano, ma non ha voluto le schede e non ha voluto votare. Una evenienza possibile, che comporta un po' di burocrazia in più, una protesta lanciata via internet nei giorni scorsi contro i partiti. Certificati da rifare. Gran lavoro ieri nell'ufficio elettorale di via Mezzaterra a Belluno. In una sola giornata si sono presentate 120 persone che hanno smarrito la tessera elettorale e che volevano il duplicato. Considerato che a Belluno si è votato un anno fa, viene da chiedersi cosa succeda alle tessere elettorali una volta utilizzate. Vengono messe in un luogo sicuro, proprio quello dove non andremo mai a cercarle. Si vota anche oggi. Le urne vengono riaperte questa mattina alle 7 e fino alle 15 sarà possibile votare. Poi comincia lo scrutinio e già in serata sarà possibile conoscere il risultato, almeno in provincia di Belluno. Ci vorrà più tempo invece per conoscere gli eletti bellunesi, a parte coloro che hanno il posto praticamente assicurato, come Fistarol, Paniz e Sperandio, vista la loro collocazione nella parte alta della lista elettorale. Urne aperte anche per le comunali. In quattro comuni, Farra, Canale, Sospirolo e Castellavazzo, alle due schede rosa e gialla, si aggiunge quella celeste per eleggere il sindaco. Le urne per le comunali si chiudono oggi alle 15. Domani dalle 14 lo scrutinio. I risultati. Chi desidera seguire il risultato dello scrutinio minuto per minuto si può collegare ad internet ed entrare nel sito della prefettura. Ma anche sul sito del Corriere delle Alpi (www.corrierealpi.it) si possono trovare informazioni sul voto, curiosità e il collegamento adatto per avere i risultati del voto nel Veneto, a Belluno e in Italia.

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Anastasi 'conferma' Andrea Giani (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il 'ct' era al PalaPanini sabato scorso nelle vesti di opinionista Sky Anastasi 'conferma' Andrea Giani "La sua stagione è stata ottima, merita di continuare il suo lavoro" Il responsabile azzurro elogia i risultati ottenuti all'esordio dall'attuale tecnico gialloblù FABIO ROSSI Banale, mai. Andrea Anastasi regala sempre pillole di saggezza pallavolistica. Le ultime al termine di gara 2 tra Cimone e Itas Trento a cui ha assistito nelle vesti di opinionista Sky. Il ct azzurro 'conferma' Andrea Giani e annuncia l'arrivo della Nazionale a Modena il 12 maggio. "Giani? Ha fatto benissimo, c'è qualcuno che pensa il contrario, per caso?" Il giudizio non è di uno qualsiasi ma si Andrea Anastasi, tecnico della nazionale italiana maschile. "In questo suo primo anno da allenatore Andrea non si è davvero fatto mancare nulla e ha passato quello che un tecnico normalmente passa in molte stagioni". Sì, ma Lei lo confermerebbe sulla panchina di Modena? "Certo che sì: ha vinto la Challenge Cup ed è entrato nei play off con una squadra che ha pagato spesso il pedaggio agli infortuni. Non dimentichiamo che Modena ha giocato senza il libero titolare per mesi e ha poi dovuto fare a meno di Ricardinho, che è il più forte alzatore del mondo, nell'ultima parte della regular season e nei quarti dei play off. Due situazioni pesanti per qualsiasi allenatore al mondo". Sta forse dicendo che sarebbe bastato Ricardo per cambiare l'esito della sfida con Trento? "Non ho visto gara 1, ma posso dire tranquillamente che con Ricardo Modena avrebbe vinto 3-0 la seconda sfida che ha giocato al PalaPanini". Dove proprio Anastasi porterà la sua nazionale in vista delle qualificazioni olimpiche. "Ci vedremo qui il 12 maggio, rimarremo a Modena per due settimane, chiamerò tutti i migliori perchè il tempo per le vacanze quest'anno non è previsto visto il calendario intensissimo". Modena ospiterà anche due amichevoli. "Giocheremo venerdì sera alle 20.30 contro la Spagna il primo test, la settimana successiva affronteremo il Portorico, due buone verifiche". La Panini e Modena sono state il suo punto di partenza. "Quando vengo qui mi sento sempre a casa". L'Italia troverà sicuramente un pubblico competente a seguirla in città. "I tifosi sono i benvenuti anche agli allenamenti, se non creeranno problemi avranno accesso libero, se invece ci dovessero essere difficoltà allora consentirò l'accesso al PalaPanini solo a chi ha il tesserino da allenatore". Perchè Dennis non è in Nazionale? "E' meglio chiarire che non è una mia scelta, ma si tratta di un problema legato alla burocrazia, non sono passati gli anni necessari a farlo giocare con la maglia azzurra. Intanto gli faccio i complimenti, ha fatto una grande partita contro Trento. Un discorso che vale comunque per tutto il Cimone: si è opposto alla grande a una squadra fortissima come l'Itas che ha vinto la regular season e che può vincere lo scudetto". E aggiunge: "Guardate che Trento non è che al PalaPanini abbia passeggiato". Per chiudere, come rinforzerebbe Lei il Cimone il prossimo anno? "Non chiedetelo a me, chiedetelo a lui - sorride indicando Pietro Peja - sicuramente sa bene cosa fare".

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Rissa e alcol, nei seggi arrivano i carabinieri (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Aggressione verbale a Pergine tra un elettore ed un rappresentante di lista del Pdl Una coppia di Rovereto sporge denuncia per la difficoltà nel trovare il seggio. Disagi anche in via Veneto a Trento ROBERTO GEROLA E JACOPO TOMASI TRENTO. Qualche cellulare sequestrato, code fuori dai seggi, disagi nel raggiungere le sedi elettorali. La domenica del voto è filata liscia, anche se non sono mancati alcuni episodi singolari. A Pergine i carabinieri sono dovuti intervenire per sedare una rissa tra un elettore ed un rappresentante di lista, mentre a Sant'Orsola un presidente di seggio è stato multato e sostituito per essersi presentato in stato di ubriachezza. A Rovereto una coppia ha sporto denuncia per la scorretta comunicazione del luogo di voto. L'episodio più movimentato della giornata è avvenuto a Pergine. Una spiacevole dimostrazione di intolleranza politica si è verificata in un seggio elettorale della Valsugana, dove un elettore ha aggredito verbalmente, con espressioni decisamente pesanti, il rappresentante di lista del Partito della Libertà. Secondo l'aggressore (S.C., noto in paese come simpatizzante dell'estrema sinistra) spalleggiato dalla moglie, il rappresentante di lista del Partito delle Libertà, A.P., stava falsando le operazioni di voto facendo propaganda elettorale all'interno del seggio, essendosi presentato con il simbolo del suo partito attaccato al giubbotto. In realtà tutto questo è permesso dal regolamento proprio per individuare il rappresentante di lista all'interno del seggio ed il Pdl ha fatto sorteggiare dei rappresentanti "fidati" per controllare lo svolgimento degli scrutini. Proprio per questo non si erano opposti né il presidente, né gli altri scrutatori presenti. L'aggressore avrebbe espresso giudizi pesanti e a voce alta, accusando il rappresentante di lista ed il partito che rappresentava, tanto che il presidente del seggio Carlo Volpe è stato costretto a far intervenire i carabinieri di servizio al seggio per calmare l'aggressore. L'episodio, verificatosi attorno alle 15, nel seggio numero 2 ha suscitato reazioni vivaci e particolare stupore in tutta la borgata dell'Alta Valsugana, soprattutto per la violenza, seppur verbale, e per l'atteggiamento di intolleranza politica. Vi hanno assistito, oltre ai componenti del seggio, anche parecchi cittadini elettori. E un altro episodio poco piacevole è avvenuto sempre in Valsugana, a Sant'Orsola Terme. Ancora nella serata di sabato, all'insediamento dell'urna elettorale il presidente di seggio si è presentato in stato di ubriachezza e con atteggiamento molesto nei confronti dei colleghi. Per questo è stato sospeso dall'incarico e multato. Ed evidentemente anche sostituito d'ufficio immediatamente. Le operazioni di voto, ieri, si sono svolte regolarmente. Una coppia di Rovereto, invece, ha fatto denuncia ai carabineri per la difficoltà nel trovare il posto dove votare. Verso le 10.30 si sono recati al centro sociale di San Giorgio, come segnato sulla loro tessera, ma a quel punto gli è stato riferito che il loro seggio era presso la casa di riposo di Borgo Sacco. "Oltre a procurare inutili perdite di tempo - hanno riferito nel verbale - questi disguidi avrebbero potuto impedire il voto ad un anziano". Alcuni disguidi nel trovare il seggio si sono verificati anche a Trento. Diversi cittadini si sono recati alle scuole Crispi, chiuse per ristrutturazione, e hanno faticato a trovare il seggio in via Vittorio Veneto (con conseguenti code, anche di un'ora, al momento del voto). Capitolo cellulari. Da questo punto di vista i problemi sono stati meno del previsto. Molti elettori hanno consegnato di loro spontanea volontà i cellulari dotati di videocamera al presidente di seggio. In alcuni casi gli apparecchi sono stati "sequestrati" per poter far svolgere le operazioni di voto regolarmente. Si ricorda che per chi venisse trovato in cabina elettorale col cellulare la pena prevede una multa salata e nel peggiore dei casi da tre a sei mesi di reclusione. A Trento c'è stata anche l'unica richiesta di voto da casa, prevista solo per invalidi attaccati ad una macchina. A farla è stato Mauro Bonomi, 58 anni, da dodici malato di sclerosi laterale amiotrofica, che ieri ha potuto votare dalla sua abitazione, ma non è stato semplice. "Ho dovuto telefonare al seggio e far venire un medico che autorizzasse le operazioni". E l'assurdo è che la stessa burocrazia dovrà essere ripetuta ad ottobre, se Mauro Bonomi vorrà votare per le provinciali.

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Lezioni per chi vuole fare impresa (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 14/04/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:GdB LAVORO Testimonianze dai seminari dell'Informagiovani e dallo sportello della Camera di Commercio Lezioni per chi vuole fare impresa Strumenti, leggi, contributi per passare dall'idea al business. Ma il rischio, comunque, resta la sede della Camera di Commercio" title="Marco Menni di Confcooperative e la sede della Camera di Commercio" onClick="showImage('http://quotidiano.giornaledibrescia.it/contenuti/20080414/foto/full_brescia_408.jpg',600,299)"> Marco Menni di Confcooperative e la sede della Camera di Commercio Trasformare un problema in un'opportunità. Questo, che potrebbe tranquillamente essere il motto di "Gdb Lavoro", è il metodo di chi si lancia nell'avventura di una nuova impresa. Di chi affronta il problema dell'occupazione in modo "creativo" e, invece di cercare qualcuno che gli dia lavoro, prova a costruirselo, il suo impiego. Quali aiuti può trovare un potenziale imprenditore che si lancia in questa avventura, magari senza "tradizione" alle spalle? Ve ne segnaliamo due: i seminari dell'Informagiovani del Comune in collaborazione con Confcooperative e il Punto nuova impresa della Camera di Commercio. I SEMINARI dell'Informagiovani danno quella che si può considerare un'infarinatura iniziale. "Il mondo del lavoro va affrontato in modo diverso dal passato" spiega il vicepresidente di Confcooperative Marco Menni "E una strada è quella di diventare protagonisti del proprio lavoro facendo impresa, puntando sulla propria creatività e fantasia. A partire da questa riflessione iniziale abbiamo cercato di condividerla con altri soggetti, e abbiamo trovato una sintonia con l'Informagiovani di Brescia, con cui collaboriamo dal 2006. Il primo passo è stato quello di realizzare dei seminari insieme, rivolti alle persone che volessero approfondire un'idea imprenditoriale. Poi, se l'idea può svilupparsi dentro un processo cooperativo, la accompagniamo anche dopo, altrimenti cerchiamo di collegarla con le strutture più idonee". "L'Informagiovani ha il compito di raccogliere e di scremare le adesioni" - prosegue il responsabile dell'Informagiovani Claudio Perlotto. Mentre il seminario fornisce le prime nozioni per passare dall'idea alla pratica. Indicazioni generali, non specifiche, ma comunque orientative, in grado di preparare l'impatto con la burocrazia. Abbiamo individuato una carenza di informazioni e abbiamo cercato di colmarla". Dagli incontri, spiegano i funzionari dei due enti, emerge "un po' di paura, un certo imbarazzo a rapportarsi con le istituzioni. Qualcosa che blocca la voglia di provarci. Il seminario aiuta a far capire che c'è un contesto amico; che si può fare, senza perdere troppo tempo, e anche senza particolari garanzie alle spalle". Il prossimo seminario si terrà giovedì prossimo 17 aprile alle 14.30 nella sede di Confcooperative. Per partecipare è necessario iscriversi all'Informagiovani di via San Faustino 33/B portando anche un curriculum vitae (tel. 030 3751480, email informagiovanicomune.brescia.it). LO SPORTELLO della Camera di Commercio di Brescia è il passo successivo. I punti Nuova Impresa, spiega la dottoressa Costantino "sono una rete di sportelli regionali che si occupano di accompagnare e fare assistenza agli aspiranti imprenditori". Assistono innanzitutto nell'individuare le procedure amministrative necessarie, la burocrazia insomma: quali permessi servono, quali titoli od esami propedeutici sono eventualmente richiesti ecc. Poi nell'indicare le misure di sostegno economico esistenti a livello nazionale, regionale o camerale. Infine sui tempi e sui costi. "Sugli aspetti più tecnici infine rimandiamo ai professionisti del caso, il notaio per la costituzione, il commercialista per il regime fiscale, ecc. Insomma, facciamo in modo che la persona si faccia un'idea complessiva di cosa vuol dire creare un'impresa. La Cdc consiglia di partire dal suo sito Internet (www.bs.camcom.it) sul quale si possono trovare già trenta schede su altrettante tipologie di impresa, e una brochure di orientamento generale. In caso di richieste più specifiche, si può contattare lo sportello via e-mail oppure telefonicamente: tel 030 3725298 o 264, email pni@bs.camcom.it per fissare un appuntamento. Infine, il Punto nuova impresa organizza seminari gratuiti tenuti da professionisti del settore; il prossimo si tiene domani 15 aprile ed è dedicato a "Quando arriva il momento di entrare in banca". Marco Sampognaro.

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Subappalti, incassi a orologeria (sezione: Burocrazia)

( da "ItaliaOggi Sette" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi Sette     ItaliaOggi Sette  - Imprese & crediti Numero 089, pag. 6 del 14/4/2008 Autore: di Silvana Saturno Visualizza la pagina in PDF       Imprese in allarme per il decreto che impone di documentare o asseverare i versamenti Subappalti, incassi a orologeria Pagamenti solo su certificazione di ritenute e contributi L'ennesimo onere burocratico a carico delle aziende. Che rischia di trasformare l'imprenditore in un più o meno riuscito "controllore", chiamato stavolta a far le veci dello stato nelle verifiche contributive e fiscali, ma che non raggiungerà l'obiettivo: sconfiggere l'evasione e arginare il lavoro nero nei subappalti. è questo il duro il giudizio delle imprese sulla normativa che rafforza i vincoli di "responsabilità solidale" fra committente, appaltatore e subappaltatore nelle ritenute fiscali e nel versamento dei contributi ai lavoratori: si tratta dei commi 28-33 del dl 223/06 Visco-Bersani e del decreto 25 febbraio 2008 dei ministeri economia e lavoro che nelle scorse settimane ha incassato la firma finale. Le aziende sono già in allerta: non solo per quello che è vissuto come un inutile e laborioso adempimento (trasmettere la documentazione che attesta la regolarità dei versamenti per far venir meno il vincolo di solidarietà) ma anche perché lo stesso si ritiene possa rappresentare un alibi e uno scudo nella liquidazione dei compensi fra privati. "L'obiettivo, quello di evitare lo sfruttamento delle persone creando schermi societari d'argilla per tenere indenni certi committenti da responsabilità, è condivisibile", commenta Claudio Carpentieri, responsabile fiscale Cna, "tuttavia il mezzo utilizzato crea problemi alle imprese che effettuano onestamente il proprio lavoro: nella sostanza, infatti, il provvedimento non fa che addossare all'impresa appaltatrice il controllo sui lavoratori utilizzati per lo svolgimento dei subappalti. Per stare davvero tranquilla (cioè per non incorrere in responsabilità) l'impresa appaltatrice dovrebbe utilizzare uno o più dipendenti, in base ai cantieri aperti, per controllare il numero, il nome e il cognome, nonché l'orario di lavoro dei soggetti impiegati nel cantiere, per poi verificare la correttezza formale dei versamenti, delle ritenute e dei contributi dei dipendenti utilizzati separati per ditta subappaltatrice. Anche quest'ultima, peraltro, avrà i suoi problemi, perché dovrà effettuare versamenti e ritenute distinti per cantiere e per ditta appaltatrice, salvo richieda l'asseverazione della correttezza dei versamenti a opera di un professionista o di un Caf-imprese". L'obiettivo: la lotta all'evasione contributiva. Il problema che la normativa mira ad affrontare, dunque, è quello dell'evasione contributiva e fiscale nei subappalti: non di rado, spiegano alcuni ispettori del lavoro interpellati da ItaliaOggi Sette, accade che appaltatore o subappaltatore non adempiano puntualmente ai loro obblighi e che spesso gli stessi non dispongano di un patrimonio sufficiente alla riscossione dei crediti fiscali e previdenziali. Nel 2007, in particolare, in seguito a controlli mirati dell'Inps su 114.998 aziende, è emersa una percentuale di "fuori legge" dell'80%: 92.117 aziende irregolari, delle quali 25.004 in nero che hanno impiegato 60.941 lavoratori altrettanto in nero. Con un'evasione contributiva totale (lavoro nero e altre omissioni) per 891.898.000 euro. Il rimedio: la corresponsabilità e la certificazione esimente. Tutti, in base alle nuove regole, vengono chiamati all'appello della regolarità contributiva e fiscale. O meglio: vengono chiamati all'attestazione nero-su-bianco del fatto che e versamenti contributivi e ritenute fiscali per i redditi di lavoro dipendente sono stati correttamente effettuati. Come? L'appaltatore dovrà verificare, "acquisendo la relativa documentazione" , che gli adempimenti connessi alle prestazioni di lavoro sono stati eseguiti dal subappaltatore (comma 29 dl 223/06 Visco-Bersani), oppure risponderà in solido dei pagamenti. E se il subappaltatore non mostrerà le sue "credenziali", carte alla mano, potrà scordarsi i soldi dell'appaltatore (sempre comma 29 della legge). Ma anche l'appaltatore potrà ritrovarsi a sospirare il pagamento del committente, se a sua volta non mostrerà a quest'ultimo la documentazione acquisita. Per chi farà il furbo (nei rapporti committente-appaltatore) ci sarà anche una multa compresa tra i 5 mila e i 200 mila euro. "Le imprese potrebbero ritrovarsi davanti a un paradossale bivio", sottolinea Carpentieri di Cna, "evitare il più possibile di ricorrere ai subappalti per aspetti di dettaglio, con conseguente disincentivo alla produzione e alla produttività per le aziende di più piccole dimensioni; o ricorrere a lavori in nero, per non assumersi la responsabilità per i dipendenti della subappaltatrice. Il nero rimane fuori controllo perché di fatto non esiste". La tentazione, insomma, che per evitare carte e cartacce si scivoli nel sommerso c'è. "Il decreto introduce tutta una serie di adempimenti che rischiano di paralizzare le aziende e gli studi professionali che devono procedere con la gestione amministrativa del personale", spiega anche Marina Calderone, presidente del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, "per questo sarà molto importante che i professionisti illustrino in modo adeguato la nuova normativa e indirizzino le imprese nella corretta predisposizione del contratto d'appalto". "I nuovi adempimenti non fanno altro che aggiungere nuova burocrazia per le imprese, secondo una logica già presente in meccanismi come quelli del reverse charge e del valore normale dei fabbricati", commenta Gianfranco Pavan, vicepresidente dell'Ance, l'associazione nazionale costruttori edili, "si realizza di nuovo un'inversione degli oneri di controllo normalmente a carico dello stato, dell'Agenzia delle entrate, degli enti previdenziali, e li si pone a carico delle imprese". Secondo Pavan "compilare l'F24 per singolo cantiere è un'assurdità, si tratta di un onere ingestibile che non tiene conto dalle effettive realtà imprenditoriali e di lavoro. Un esempio: non di rado i lavoratori sono impiegati in più cantieri in un mese, e l'impreditore sarà obbligato a un'autodichiarazione su tutti i passaggi relativi all'impiego del lavoratore stesso". Per fare chiarezza sulle nuove regole l'Ance ha anche appena pubblicato una nota (news n. 1167 10 aprile 2008) nella quale illustra in dettaglio tutti i nuovi obblighi, concludendo significativamente con "l'Ance non mancherà di intraprendere le più opportune iniziative per denunciare i nuovi gravosi compiti... che possono finire per incidere pesantemente sui flussi finanziari delle stesse". L'alternativa: l'asseverazione. In base al nuovo decreto (si veda anche l'articolo a fianco), si potrà ricorrere anche all'asseverazione di un professionista che certifichi la regolarità degli adempimenti contributivi, previdenziali e assicurativi, e fiscali. Ma quanto costerà alle imprese? "La logica tariffaria potrebbe seguire quella di una piccola revisione o comunque due diligence documentale, posto che il tipo di prestazione richiesta mira alla verifica del puntuale adempimento di taluni obblighi di legge", risponde Francesco Distefano, vicepresidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, "il quantum poi dipenderà inevitabilmente dal volume delle operazioni da verificare, nonché dai relativi ammontare, posto che in base a essi potrà cambiare sensibilmente la responsabilità patrimoniale cui il professionista si espone rilasciando l'asseverazione". I rischi per il professionista? "Ovviamente connaturati alla tipologia del cliente", conclude, "e all'eventualità che, in modo fraudolento, egli possa essere tratto in inganno nel rilascio dell'asseverazione".

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Il piacere di una vita senza burocrazia ma anche la nostalgia delle città d'arte (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 14/04/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:GdB LAVORO PRO E CONTRO Il piacere di una vita senza burocrazia ma anche la nostalgia delle città d'arte "La vita in Inghilterra - spiega Giorgio - è dal punto di vista burocratico estremamente semplice. E questo è uno dei motivi che, nonostante la concorrenza dei Paesi emergenti, spinge privati e aziende a trasferirsi e a investire in questo paese. Tanto per fare un esempio forse banale ma significativo, per acquistare un'auto è sufficiente compilare un modulo assieme al venditore e spedirlo all'ufficio nazionale della Dvla, che corrisponde alla italiana Motorizzazione civile. In due o tre giorni si riceve a casa un nuovo modulo con i dati aggiornati e il gioco è fatto". "Se posso fare un elogio, e al tempo stesso una critica della mentalità anglosassone, devo dire che gli inglesi hanno un approccio al lavoro molto pragmatico, a scapito dell'aspetto teorico, mentre gli italiani tendono a fare l'opposto. L'opportunità di osservare i diversi modi, tra un Paese e l'altro, di affrontare i problemi che nascono in ambiente lavorativo è uno degli aspetti positivi di un'esperienza di lavoro all'estero". "L'Italia mi manca. Soprattutto il clima. L'estate che noi conosciamo qui non esiste, E poi il cibo: anche dopo anni di english breakfast il gusto per il buon cibo non è venuto meno. E ovviamente mi manca Brescia. Mi mancano i miei amici, i miei familiari e parenti. Mi mancano le voci, i sapori, i luoghi della città in cui sono nato e cresciuto. Tra l'altro vivere in una città come Doncaster mi ha fatto apprezzare ancora di più la ricchezza e bellezza artistica di Brescia. Gli italiani sono così immersi nelle bellezze artistiche da non apprezzarle come meriterebbero. Mi sono trovato più volte a riflettere sul fatto che se Brescia si trovasse in Inghilterra sarebbe senza alcun dubbio la piú bella città d'arte del Paese".

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Io, umiliato dai medici per avere la patente (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL CASO. Pensionato vicentino racconta il suo calvario per il rinnovo del documento di guida "Io, umiliato dai medici per avere la patente" di Franco Pepe Vicentino, 70 anni portati bene da uomo di sport, di cui serbano un bel ricordo tanti ex pulcini e ragazzi vicentini che da lui hanno appreso l'arte della pallaovale. Per Gianni Canova fare una meta ai leggendari All Blacks della Nuova Zelanda, anche oggi che si porta addosso qualche acciacco, sarebbe molto più semplice che rinnovare la patente nei palazzi dell'Ulss. Sì, perché le peripezie incontrate hanno del paradossale, fra colpi di scena fantozziani e imprevisti da povero diavolo, anonimo e indifeso, alla mercé di una burocrazia sfrenata e di una insensibilità che non è merce rara fra chi indossa il camice bianco. Ma vediamo cosa è accaduto. È lo stesso ex allenatore a raccontare. Qui comincia l'avventura."Sono un cardiopatico, ho un bypass alle coronarie, e mi hanno già fatto due angioplastiche. A febbraio 2006, alla scadenza della patente, mi rivolgo al distretto sanitario di S. Pio X, il medico mi chiede referti di esami cardiaci fatti da poco, quelli che ho sono vecchi di due anni, per cui mi informa che dovrò passare dinanzi a una commissione medica in via IV Novembre. Mi metto in lista, mi comunicano che dovrò portare un ecg a riposo, lo presento, e la patente mi viene rinnovata per 2 anni. Forte di tale esperienza, mi sottopongo a una serie di esami del sangue e al cuore, e pochi giorni prima della scadenza della patente, il 27 febbraio di quest'anno, mi reco in un'autoscuola, dove però mi dicono che, poiché l'ultimo rinnovo è stato deciso dalla commissione medica, ora la prassi dovrà essere sempre questa. Nessuno all'Ulss me lo aveva spiegato. Così torno in via IV Novembre, dove mi fissano la visita 15 giorni dopo, costringendomi a restare a piedi per più di 10 giorni perché la patente è scaduta, e raccomandandomi di portare la documentazione clinica". Ed eccoci alla seconda puntata della sconcertante vicenda. "Il giorno stabilito mi presento alla visita, dall'altra parte del tavolo c'è una dottoressa che, con mio grande stupore, non controlla nulla della cartella clinica, e chiede invece gli esami del sangue. Qualche valore è fuori norma. Mi intima di aspettare fuori. Aspetto. Dopo un quarto d'ora la segretaria mi consegna uno stampato con l'elenco degli esami da ripetere. Mi accorgo che a penna è aggiunta la sigla Cdt. E' un test supplementare che io non conosco, ma nessuno mi spiega niente". Ed è qui che viene quello che non ti aspetti. "La mattina seguente alle 7 mi reco all'Ulss, ma mi dicono che il misterioso Cdt lo eseguono ogni 15 giorni. La curiosità cresce. Chiedo: ma che esame é ? Mi rispondono: serve a capire se uno è alcolizzato. Quasi mi viene un colpo. Il giorno dopo ritorno in segreteria. Questa novità mi obbliga a restare senza patente 15 giorni in più del previsto. L'impiegata cerca il mio nome nei faldoni, ma non lo trova. Allora apre un grosso contenitore con su scritto Sert, la mia pratica è qui, ma mi dice che devo portare l'esito del Cdt. Passano 15 giorni, ritiro il risultato, naturalmente negativo, e bontà loro mi danno la patente". Lo sfogo di Canova è legittimo: "Ma come si permettono di etichettare un cittadino alcolizzato o drogato con tanta faciloneria ? Se la dottoressa in questione si fosse degnata di guardare la cartella clinica avrebbe visto che utilizzo un cerotto di nitroglicerina per mantenere più aperte le coronarie, e questo può aumentare i trigliceridi. In vita mia non mi sono mai né ubriacato né drogato. Ho subito una grande umiliazione. Passi per le segretarie molto gentili, ma i medici ? Altezzosi, menefreghisti, arroganti. Una cosa indecente, ingiusta, immorale. Un abuso di potere".

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I quartieri, 30 anni dopo (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL CONVEGNO. I protagonisti del Movimento si sono ritrovati per ricordare i "tempi d'oro" e per capire cosa è rimasto I quartieri, 30 anni dopo di Lucilla Perrini Il valore della partecipazione è stato citato spesso, e da parte di tutti gli schieramenti, durante la campagna elettorale, ma c'è stato un momento della storia di Brescia in cui realmente i cittadini sono stati protagonisti di scelte e di trasformazioni che hanno cambiato la città. Il movimento dei quartieri, magnifica stagione della cittadinanza attiva, è stato raccontato da alcuni diretti protagonisti, Ezio Garibaldi, Ivano Baldi, Luigi Bandera, Maurizio Bresciani e Francesco Maltempi, in una serata organizzata dal Comitato Provinciale dell'Arci (segretario Paolo Mancino) nella sede del Fai in vicolo Paitone. Tema dell'incontro: "Il movimento dei quartieri a Brescia. Esperienze di partecipazione degli anni Settanta: cosa è stato, cosa è rimasto, cosa riproporre". CON I SUOI 82 ANNI e una lucida memoria storica, Ezio Garibaldi ha ripercorso quel decennio (1967-77) di passione politica e civile, "quando la partecipazione passò dalla teoria alla pratica quotidiana, e fu possibile proprio perché i comitati erano nati nei quartieri di Brescia in modo spontaneo, coinvolgevano persone di diversa estrazione politica e religiosa, che erano riuscite a superare le ideologie e le categorie corporativistiche per risolvere i problemi concreti e per capirne di più", in una sola parola per essere informati, perché è attraverso l'informazione e la formazione che il cittadino può incidere nella realtà civile. Segni distintivi dei comitati di quartiere erano l'assoluta libertà e autonomia rispetto alle ingerenze dei partiti. "Prova di questa totale indipendenza - ricorda Francesco Maltempi - furono le elezioni del Consiglio di quartiere, le prime nel 1974, con una partecipazione di oltre il 50 per cento, in cui per ognuno dei 32 quartieri veniva presentata una lista unica e unitaria di persone che avevano dimostrato di avere un'idea valida, un progetto per quel territorio, cittadini che gratuitamente si davano da fare con un entusiasmo". IVANO BALDI ha letto un parziale elenco di rappresentanti dei Consigli di allora, persone che hanno poi segnato la politica bresciana degli ultimi 30 anni - da Luigi Morgano a Donatella Albini, da Valter Braghini al compianto Mario Abba - "elemento che ci fa capire come è stata formativa quell'esperienza che seppe coinvolgere molta gente". Si facevano assemblee con 800 persone, partecipazione che oggi anche un partito si sogna. Proprio perché secondo Maurizio Bresciani era forte la voglia di sentirsi vivi e di esporsi "mentre oggi delegare è diventato molto più facile, ma è anche più pericoloso". Dopo dieci anni "formidabili e travolgenti" di movimento di quartiere, in tutta Italia vennero introdotte le circoscrizioni. A Brescia il passaggio non fu indolore, seguì un dibattito durissimo, con ripetuti ricorsi al Tar, anche perché si era alla vigilia del rinnovamento di tutti i consigli. "PER MESI - ricorda Maltempi - il Comune decise di tacere, poi rimandò le elezioni "sine die" nominando i membri delle circoscrizioni in base alla percentuali delle ultime amministrazioni politiche". Un modo rapido per scardinare l'esperienza dei comitati "mai digerita dal palazzo, per riportare tutto nell'alveo dei partiti e della spartizione politica - ricorda e commenta Maurizio Bresciani - tant'è che oggi le circoscrizioni seguono un disegno opposto a quello del movimento dei quartieri, in troppi casi sono diventate luoghi della burocrazia e dei portaborse". NON TUTTO è perduto, però. La recente riduzione del numero delle circoscrizioni da nove a cinque, riconosce Maltempi, "fa sì che la più piccola circoscrizione cittadina sia più numerosa del più grande paese della provincia bresciana e questa estensione forse darà il via a esperienze di diretta partecipazione più piccole, proprio come è stato per i quartieri trent'anni fa".

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"quell'esercito che parlava meridionale" (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cultura Lo storico Scotti Douglas "Quell'esercito che parlava meridionale" Nel 1860, dopo lo sbarco in Sicilia, circa 50 mila volontari si unirono a Garibaldi. Fu la componente militare democratica del Risorgimento. Ma ben presto sarebbe stata liquidata dalla monarchia sabauda. Per quali ragioni? "Il fenomeno del volontariato patriottico è assai complesso", spiega lo storico Vittorio Scotti Douglas, allievo di Franco Della Peruta e massimo studioso italiano della guerriglia risorgimentale. "è un'epopea quasi sconosciuta, cui hanno partecipato decine di migliaia di italiani, spesso di umili origini, di cui fino ad oggi si ignorava anche il nome. Le vicende del volontariato sono un filo rosso continuo che si può seguire durante tutto il Risorgimento, arrivando fino alla Guerra civile spagnola. In un certo senso, si può dire che il volontariato italiano comincia in Spagna, dopo il fallimento della rivoluzione liberale piemontese del 1821, e vi finisce, quasi centovent'anni dopo". L'anno cruciale è il 1860, con l'impresa dei Mille e la conquista della Sicilia. "La politica di Cavour fu quella del "doppio binario": da un lato promettere alla Francia che non ci sarebbero stati interventi militari nel Mezzogiorno o contro lo Stato pontificio, dall'altro appoggiare in modo sotterraneo l'iniziativa garibaldina, in realtà tutta fondata e costruita grazie alla struttura cospirativa mazziniana e ai suoi uomini migliori, Crispi, Fabrizi, Bertani, La Masa, Bixio, e il fondamentale Rosalino Pilo. Dopo la presa di Palermo i Mille si erano ridotti a poco più di 600, ma il 18 giugno cominciarono ad arrivare i rinforzi dall'Italia: 2500 uomini al comando di Giacomo Medici, e poi via via altri contingenti, per oltre 20 mila volontari. Proseguiva parallelamente l'azione di propaganda e reclutamento locale, per costituire l'esercito meridionale. Questo esercito, che poté contare su 51 mila uomini, di cui oltre 30 mila meridionali, venne rapidamente smantellato già nel novembre dello stesso anno". Che cosa temevano Vittorio Emanuele II e Cavour? "La nuova Italia sabauda non voleva immettere nel proprio esercito una massa di potenziali repubblicani, assertori della conquista di Roma, e in qualche caso addirittura di idee socialiste. Si arrivò allo scontro tra Cavour e Garibaldi nell'aprile 1861. Con lo scioglimento dell'esercito meridionale tramontava l'ultimo tentativo del partito democratico perché si impiegassero le forze popolari nella liberazione della patria. Aveva così termine il sogno della nazione armata e del cittadino-soldato. Ma il volontariato, ormai si può parlare di volontariato garibaldino, non aveva cessato di esistere, come provano i tentativi di liberare Roma, frustrati nel sangue, di Aspromonte nel 1862 e di Mentana nel 1867. E ancora gli italiani correvano a morire per aiutare altri popoli ad acquistare la libertà: così nel maggio 1863 Francesco Nullo "il bello dei Mille", ma anche "il Garibaldi del Nord", cadeva eroicamente in Polonia con un pugno di volontari italiani accorsi ad aiutare i polacchi insorti contro i russi". Dell'esercito meridionale, o meglio dell'armata perduta di Garibaldi, si sa ben poco. "è più corretto dire che si sapeva fino a oggi ben poco. Certo, si sapeva che nell'Archivio di Stato di Torino esisteva una gran quantità di materiale mai studiato, e praticamente tutto inedito. Ma nessuno vi aveva mai posto mano. In tempi di gretti provincialismi e di brividi secessionisti, rileggere con attenzione quelle carte ci consente di far uscire dall'ombra le figure di soldati ignoti, in gran parte meridionali". Il riordino delle carte custodite all'Archivio di Stato di Torino è dunque importante. "Certo. E per vari motivi. Per esempio si potrebbe far luce sul fenomeno del volontariato straniero in Italia in quel periodo, fenomeno di cui si conosce l'esistenza ma si ignora l'esatta consistenza. E soprattutto sarebbe un'opera meritoria e degna restituire alla conoscenza degli italiani di oggi i nomi e le vicende di questi nostri oscuri antenati, un modo sommesso e austero per dir loro adesso il "grazie" che la burocrazia sabauda volle negare quasi centocinquant'anni fa". M.N.

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)TERRITORIO La Provincia non vuol capire LA SOCIETÀ (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

FORLI' AGENDA pag. 28 )TERRITORIO La Provincia non vuol capire LA SOCIETÀ<... )TERRITORIO La Provincia non vuol capire LA SOCIETÀ italiana ha necessità di tutelare due grandi valori che storicamente nel nostro Paese sono stati sacrificati agli interessi della politica, rallentando la sua modernizzazione: ambiente e impresa. Questo piano ignora ambedue questi principi. Da un lato è sotto gli occhi di tutti l'esigenza di proteggere gli ecosistemi messi in crisi dalle sempre maggiori pressioni antropiche, tutela finalizzata anche alla promozione turistico ambientale del nostro territorio. Pensiamo al gioco della tabellazione per far rientrare tra le aree protette alla caccia giardini pubblici, asili, scuole strade urbane, ospedali, fino all'assurdo degli asili in centro storico a Forlimpopoli tabellati come aree di rispetto, con la caccia vietata ai soli non autorizzati oppure al gioco delle promesse senza gestione delle specie che stanno inginocchiando l'economia agricola con un Piano che non pianifica il rischio delle imprese agricole. In contemporanea si blocca lo sviluppo di un' imprenditoria specializzata nell'offerta di servizi e pacchetti venatori. Questo consentirebbe di diversificare finalmente il reddito agricolo, in un periodo di grave crisi dell'agricoltura. Si supererebbero molti problemi connessi ai danni alla colture: gli agricoltori sarebbero incentivati e aiutati dal mercato e non dai contributi pubblici. Solo oggi il presidente della Provincia si accorge che la Regione mette a disposizione degli agricoltori somme di denaro insufficienti? Il piano in discussione sembra conservare la subalternità dell'imprenditorialità e dell'ambiente agli Atc, forma che non appare eccessivamente efficiente, una volta si sarebbe potuto forse definire politicamente di stampo neobolscevico, che non pare avere eccessivo ardore nel rispettare le proprietà private, l'ambiente e che ha l'aspetto di ingessare il nostro territorio perché non ne favorisce la valorizzazione imprenditoriale turistico ? ambientale e turistico ? venatoria, depauperando le risorse faunistiche. Un piano faunistico, insomma, che ostacola due possibili imprenditorie che possono garantire reddito: il turismo venatorio e il turismo ambientale. Il piano lascia irrisolto il problema della strategia per la difesa delle colture rispetto ai danni dalla fauna selvatica. Problema nato e rimasto irrisolto per due opposti estremismi: usare questi danni per giustificare ulteriori liberalizzazioni della caccia e chiusure ultra conservazionistiche di alcuni ambientalisti. Vanno sviluppate forme di difesa flessibili, puntuali nei territori e nei tempi di effettivo soccorso alle colture di pregio in atto. Tutto questo il piano non lo prevede, il solo strumento attualmente utilizzato è quello delle deroghe, >che appesantisce di burocrazia e moltiplica i ricorsi al Tar e non raggiunge gli obiettivi di contenimento dei danni. Stefano Gagliardi Capogruppo Fi-Pdl )TIBET Troppa attenzione può essere negativa IN QUESTO momento i tibetani godono di un'attenzione particolare da parte dell'opinione pubblica mondiale. Attenzione di cui non hanno mai goduto i loro non meno sfortunati vicini kashmiri, punjabi, gurka, ecc. Non è detto però che questo interesse produca effetti positivi. Chi si preoccupa dei diritti umani deve tenere presente che, di fronte ai 13 milioni di tibetani non ci sono i 130 membri del comitato centrale del Partito Comunista, ma 1.300 milioni di cittadini cinesi. Chi si batte per il rispetto di quanto proclamato sessant'anni fa nella Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo dovrebbe preoccuparsi che i cinesi non considerino questo nostro interesse per il Tibet come un tentativo di umiliarli, riproponendo, con la scusa dei diritti umani, le aggressioni colonialiste del secolo scorso. Oggi rischiamo di giocarci il Tibet, il rispetto dei diritti umani in Cina, la simpatia dei cinesi e, per buona misura, anche le olimpiadi. Gli sconsiderati che praticano la caccia al tedoforo dovrebbero tenerlo presente. Claudio Giusti.

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AL SEGGIO 136, quello in cui ha votato per una vita, era stato depennato. Ma il s (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

VETRINA FERRARA pag. 23 AL SEGGIO 136, quello in cui ha votato per una vita, era stato depennato. Ma il s... AL SEGGIO 136, quello in cui ha votato per una vita, era stato depennato. Ma il suo nominativo non risultava neppure nelle altre sezioni di Pontelagoscuro: così per Bruno Paganini, un anziano pensionato costretto dall'invalidità a recarsi alle urne accompagnato dal figlio e sulla sedia a rotelle, il giorno delle elezioni si è trasformato in quello dell'umiliazione. "Papà era pronto dalle 8, perchè per lui, decorato per la campagna di Russia, il voto è da sempre un dovere civile", dice il figlio. Ma al seggio, i due hanno scoperto che Bruno era stato cancellato per aver cambiato ? di 600 metri ? residenza anagrafica. "Nessuno ci ha comunicato l'ubicazione del nuovo seggio, eppure in questi mesi sono arrivate bollette del gas, pattume, luce: per pagare mio padre lo hanno trovato tutti!", dice il figlio. Per votare, niente da fare. Il personale del seggio si è consultato: il nominativo non risultava nelle sezioni vicine. Stop. Nessun aiuto, anche se bastava una telefonata: "Ci hanno detto più o meno di arrangiarci...", chiude Paganini jr. Mentre il padre, avvilito soprattutto dalla burocrazia, è scoppiato in lacrime.

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Voti a perdere - wanda valli (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina III - Genova VOTI A PERDERE Il marittimo e la chimera dell'urna WANDA VALLI Succede che un marittimo, residente a Sorrento, ma imbarcato a Genova decida, con altri colleghi di andare a votare. La legge del marzo 1957 lo consente, a patto di affidarsi alla burocrazia: compilare la domanda che chiede di votare nel luogo di imbarco, attestazione del comandante del porto e passaggio dall'ufficio elettorale di corso Torino. Il nostro marittimo, elettore di buona volontà, sbarca verso le 10, compila la domanda e si presenta in corso Torino. Qui, gli spiegano che devono comunicare via fax a Sorrento, la sua scelta di votare a Genova. Roba semplice, eppure tra richiesta e assenso, passa il tempo necessario a far passare la voglia agli altri che erano con lui. Che resiste e vota in corso Torino. Ma si domanda: come mai, nel 2006, ho votato in Centro Storico, senza passaggi in corso Torino? Replica: la legge è in vigore da 51 anni. Il marittimo non capisce, ma si adegua. SEGUE A PAGINA V.

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Un ringraziamento al vecchio amico treno (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pordenone Un ringraziamento al vecchio amico treno DIBATTITO di GIOVANNI CAINERI Cos'è stato: la pensione, l'inquinamento, il caro benzina, l'inflazione? Non saprei: certo un bel giorno, improvviso come quando, ormai tanto tempo fa, ho smesso di consumare i 2 pacchetti giornalieri, è scattato un nuovo ordine: si va in treno. Basta ai quattro viaggi fra Cividale e Udine, stop ai 70 chilometri giornalieri che, ohibò, fanno circa 1.700 il mese e, ancora ohibò, 20 mila in un anno. Lo so: non sarò più simpatico al solerte benzinaio, mancherò al barista del cappuccino, al giornalaio, al farmacista, al ricevitore del Superenalotto, a tutti quelli cui facevo a vario titolo tappa lungo l'itinerario. Ma quel treno mi costringe a fare i 6.000 passi giornalieri di stretta osservanza salutista, mi detta tempi certi utili in ufficio e famiglia, mi regala momenti per rilassate considerazioni, per guardare e ascoltare gli studenti, il loro rapporto con la scuola ("Quanti buchi hai?". "Forse è meglio che ti dica dove non ho buco". "Uh! Allora bisogna che questo weekend ci diamo da fare...". "Certo, perché da quando arriva la lettera della scuola comincia la clausura". E anche: "Proprio non capisco perché ci facciano studiare la storia... È roba vecchia, passata... A chi interessa?"), le spregiudicate iniziative delle ragazzine, le scene di vita delle signore, il rincaro della spesa, le difficoltà con i figli, le nuove ricette, la parrucchiera troppo cara, l'amica che si è separata, del marito... lasciamo perdere. Ascolti e guardi lo scorrere dei campi nella loro lenta dinamica di crescita interrotto dai tagli profondi dei torrenti, alvei secchi capaci di piene voraci; ammiri la sobrietà e l'eleganza del campanile di Moimacco e la solenne solitudine della chieseta di San Donato, testimoni di un dimenticato anelito; nella foschia intravedi la cerchia dei monti che ricompare il giorno dopo sfavillante merlettata di neve; butti occhiate indiscrete nei cortili e nei disordinati piazzali degli opifici, causa non casuale di futuri incendi; assisti al continuo dilagare di nuove costruzioni prodromi di futuri grevi pensieri notturni per le rate del mutuo in pesante crescita. Il giornale ti fa compagnia: le notizie al mattino, il sudoku per antipasto, l'approfondimento pomeridiano. Ci perde un po' la cronaca locale solitamente occhieggiata nella sosta per la colazione al bar di Remanzacco, piacevole paese, ultimo covo di appassionati giocatori di carte che alternano briscola e tresette con scientifica continuità fra rimbrotti e lazzi (loro sì mi mancano). Ma non mi manca la consueta coda al semaforo, testimone di una necessaria tangenziale che non arriva mai; non mi manca l'abbondante ora al volante anche se trascorsa a velocità contenuta formulando pensieri che riepilogano la giornata o prospettano programmi. Certo ti interrompe lo sfrecciare di chi non sembra avere pace né tempo e ti sfila via sorpassando, in fondo per arrivare a bere un bicchiere in più o a sentire prima i rimbrotti della moglie. Il mezzo è quello di sempre, la storica littorina giallo, rossa e blu che avanza, a mo' di diligenza, con quella faccia piatta ignara del coefficiente di penetrazione, ma altrettanto solida, costante, puntuale; la concorrenza dei nuovi mezzi, in difficoltà con il loro sistema centrale, non la tocca; impone solo pensieri circa il miglioramento tecnologico in costante affanno e ricerca di certezze, pensieri dubbiosi come quelli relativi alle sempre rinviate inaugurazioni, non solo formali ma anche pratiche, di strutture che la burocrazia riesce spesso a bloccare in angoli di cui non si conosce il responsabile. Quale quantità di CO2 vado a risparmiare, e anche, perché no, quanti euro? Ma forse un siffatto calcolo matematico, retaggio di un convulso approccio consumistico, non è importante; ora mi appare importante che la giornata cominci in modo diverso con il piede giusto, che sia maggiormente partecipe di quanto mi circonda, che vada controcorrente rispetto alla giusta considerazione che "un mondo ad alto consumo di energia è, inevitabilmente, un mondo a bassa comunicazione fra uomini" (Ivan Illich). Grazie treno! Cividale del Friuli.

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Lombardia, voto con stanchezza (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Como)" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 9 Lombardia, voto con stanchezza Affluenze, anche la locomotiva d'Italia sembra disaffezionata alla politica di PAOLO VERRI ? MILANO ? FRA SOLE e nuvole, anche la Lombardia è andata al voto. La Regione che rappresenta il 16 per cento dell'elettorato nazionale e che porta 150 fra deputati e senatori in Parlamento non è venuta meno alla sua fama di attiva partecipante alla vita politica nazionale. Ma con differenze abbastanza significative. Il dato dell'affluenza delle 22 di ieri, per esempio, dava tutta la regione al 70.3 contro il 73.3 del 2006. Milano, il capoluogo, al 70.3 cento: tre punti sotto il corrispondente risultato delle politiche del 2006, peraltro celebrate in una stagione molto più avanzata dal punto di vista del clima, ieri ventoso e freddino, preceduto da alcune giornate di maltempo che certo non hanno invogliato al week-end. La "bianca" Brianza, che pure ha superato anche stavolta la media nazionale, si è fermata diversi punti sotto il risultato 2006. E lo stesso ha fatto la "rossa" Sesto San Giovanni, l'ex Stalingrado d'Italia, che alle 22 segnava il 68.1 per cento di votanti contro il 72.9 del 2006. IL SECONDO dato che si può ricavare dalla prima giornata di voto è che nei comuni dove si svolgono anche le elezioni amministrative, in particolare Brescia che deve scegliere il nuovo sindaco e Varese che rinnova la Provincia, non si è assitito a quell'"effetto traino" del voto per la propria città. E i numeri ricalcano il calo generale e diffuso. Salvo forse a Sondrio, da troppo tempo priva di sindaco. GIORNATA tranquilla, comunque, sotto ogni punto di vista. Per il momento non si segnalano denunce per il famigerato telefonino in cabina e neppure proteste per la scheda che alla prova dei fatti è risultata normalissima, forse più maneggevole nella piegatura dei famigerati lenzuoloni di passate edizioni. Qualche schermaglia si è registrata in alcuni seggi del lecchese. Secondo la Lega Nord in alcuni comuni, i sindaci del Pd, con la scusa di essere rappresentanti di lista, si sarebbero fatti trovare all'ingresso dei seggi, con ben in evidenza il simbolo del Partito democratico e questo ha causato qualche tensione. Diversi i big della politica che oggi sono andati alle urne nelle diverse città: Silvio Berlusconi, Umberto Bossi, Daniela Santanchè, Roberto Formigoni a Milano, Filippo Penati (nella vicina Sesto San Giovanni). A Curno, in provincia di Bergamo, ha votato il leader dell'Idv Antonio Di Pietro. Come sempre accade nei giorni di votazioni, gli uffici dei comuni hanno affrontato l'ondata di richieste di carte d'identità e duplicati di tessere elettorali smarrite. E alcuni cittadini, in Lombardia come altrove hanno raccontato la loro odissea di "fantasmi" o considerati tali dalla burocrazia. Ma si può dire che l'organizzazione generale ha come sempre tenuto OGGI si replica dalle 8 alle 15. E si vedrà come la regione più importante e produttiva del Nord, ma pure quella con grandi problemi sociali e infrastrutturali ha reagito nelle urne.E quasi certamente risentiremo parlare della irrisolta questione settentrionale.

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Illy o tondo, parte il conto alla rovescia (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il leader del centro-destra attenderà i risultati nella sede elettorale nel capoluogo friulano Il presidente uscente sarà tutto il giorno a Bruxelles, poi in serata il rientro in regione Illy o Tondo, parte il conto alla rovescia Il governatore ha votato alle 8.45. Il deputato alle 11.15: "Ora scaramantica" IL FRIULI VG AL VOTO Gli sfidanti al seggio già ieri Domani il responso delle urne Giornata in famiglia e riposo per i due candidati alla Regione di PAOLO MOSANGHINI UDINE. Per recarsi a votare Renzo Tondo ha scelto un orario che - se letto con gli occhi di un appassionato della dama - è anche un gesto scaramantico. Riccardo Illy, invece, non è sceso a patti con la sorte, mantenendo l'aplomb che lo caratterizza da sempre. Capelli scompigliati, abito sportivo, senza cravatta, il deputato di Tolmezzo ha votato ieri alle 11.15 nel seggio elettorale allestito all'interno della scuola elementare di Betania, frazione di Tolmezzo, distante un paio di minuti dall'albergo ristorante Al Benvenuto, quartier generale del candidato del Centrodestra. Un look ancora più sportivo per il presidente uscente e candidato per il Centrosinistra che ha votato a Opicina: giubbotto rosso, maglia nera a collo alto con losanghe, pantaloni sportivi. Tutti e due "scortati" dalle famiglie, tutti e due in totale relax dopo settimane di sfida elettorale, tutti e due sono stati fermati da alcuni - rispettivi - elettori per un veloce saluto. È stata così la giornata "normale" dei due candidati alla presidenza della Regione, Riccardo Illy, leader della coalizione di Centrosinistra Intesa democratica, e Renzo Tondo, in corsa per la presidenza del Friuli Venezia Giulia con il sostegno dei partiti del Centrodestra. Tondo è entrato nella cabina elettorale alle 11.15: un'ora forse non casuale per un esperto giocatore di dama come lui, corrispondente alla migliore mossa d'apertura (da casella 11 a 15 della damiera) a disposizione del giocatore con le pedine nere che, come di regola, muove per secondo. Lo sfidante di Illy - sottolineano i suoi sostenitori - è arrivato al giorno del voto con 45 giorni effettivi di campagna elettorale alle spalle, impegnandosi in un tour de force il cui esito bisognerà attendere fino a domani sera. Tondo si è recato al seggio assieme alla moglie Anna, ai figli Simone e Giulia, al papà Benvenuto e al fratello Giovanni. Ha poi velocemente raggiunto la propria abitazione dove ha trascorso l'intera giornata con la famiglia, inevitabilmente un "po' trascurata durante il forcing elettorale". Da domani pomeriggio, quando si comincerà con lo spoglio delle elezioni politiche, il candidato della coalizione composta da Pdl, Lega Nord, Udc e Pensionati seguirà in televisione, a casa o in albergo, l'evolversi delle proiezioni di voto prima e dei risultati dopo. Stasera passerà nella sede elettorale di Udine, in viale Duodo 6, mentre domani sera sarà senz'altro nel suo quartier generale udinese per seguire l'ora della verità. Anche il presidente uscente della Regione ha votato ieri mattina. Illy - che con Intesa democratica è sostenuto da Pd, Cittadini per il presidente, Sinistra arcobaleno, Italia dei valori e Slovenska Skupnost - si è recato di buon mattino, alle 8.45, alla scuola media De Tommasini di Opicina, sul Carso triestino, assieme alla moglie Rossana. Dopo il voto e la lettura dei giornali, Riccardo Illy ha accompagnato la moglie Rossana a San Vito al Tagliamento per la presentazione del libro di Arrigo Cipriani. Quindi, dopo lunghe settimane di corsa in tutta la regione per concludere la visita ai 219 Comuni e di intensa campagna elettorale, si è fermato a pranzo assieme ad alcuni amici in un locale del Pordenonese. Nel pomeriggio ha fatto ritorno a Trieste per trascorrere ancora il pomeriggio domenicale assieme alla moglie Rossana, che l'ha sempre seguito da vicino in queste settimane. Anche per lui dunque una giornata di totale riposo in famiglia. E molto probabilmente per entrambi i candidati i ritmi saranno più lenti anche oggi, in attesa dello scrutinio delle schede per le regionali che avverrà domani pomeriggio. Oggi, infatti, dalle 15 comincerà lo spoglio delle schede per l'elezione dei parlamentari di Camera e Senato. E dopo un fine settimana di totale - o quasi - relax, sale la febbre per l'attesa dei risultati. I due candidati hanno comunque optato per scelte diverse per l'attesa dello spoglio regionale, previsto per domani pomeriggio. Tondo infatti domani sarà assieme agli amici del Pdl e dei partiti della coalizione nella sede del comitato elettorale a Udine: commenti, analisi del voto, suspense tra i candidati consiglieri regionali che saranno con Tondo in attesa di conoscere l'hit parade delle preferenze nel Centrodestra. Anche i leader della coalizione di Centrosinistra si troveranno assieme per seguire i risultati del voto, sia per il candidato presidente sia per i candidati al consiglio di piazza Oberdan, con la curiosità di conoscere le conferme o i volti nuovi. Illy, invece, molto probabilmente soltanto in serata si unirà agli esponenti politici che lo sostengono. Infatti, domani per tutto il giorno non sarà in regione, ma volerà a Bruxelles per i lavori del comitato dell'Unione europea per lo snellimento della burocrazia, di cui fa parte. Sveglia all'alba, partenza alle 8 da Venezia, riunioni per tutto il giorno e in serata il ritorno a Trieste.

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Universitari chiamati alle urne il 16 e 17 aprile (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

A Lista di sinistra, Oltre-Student Office e AutonomaMente si sono affiancate alcune formazioni minori come la FormAttivi Universitari chiamati alle urne il 16 e 17 aprile Si vota per il cda dell'ateneo e dell'Erdisu, Senato accademico e consigli di facoltà Sarà una vera e propria battaglia a suon di volantini, comizi, slogan, propaganda on line, ma anche concerti ed eventi studenteschi organizzati ad hoc per racimolare qualche voto in più. A una settimana dalle elezioni studentesche che il 16 e 17 aprile chiameranno al voto gli oltre 23mila iscritti all'Università di Trieste, la campagna elettorale si fa sempre più incandescente, tanto da non aver nulla da invidiare, per slogan e proposte originali, a quella in corso tra i massimi vertici politici. Se fino a qualche settimana fa a piazzale Europa si respirava un'aria ancora tranquilla, dall'inizio di aprile si è scatenata una vera e propria corsa all'ultimo voto tra le tre principali liste che si contendono la rappresentanza negli organi collegiali e regionali per il biennio accademico 2007/2009. Si tratta delle storiche "Lista di sinistra" e "Oltre-Student Office" e la neonata "AutonomaMente", alle quali si sono affiancate anche alcune formazioni minori circoscritte alle singole Facoltà (come la FormAttivi di Scienze della Formazione). Per vedere come la campagna elettorale sia ormai arrivata alla stretta finale basta dare un'occhiata alle bacheche (e spesso anche ai muri) delle diverse sedi universitarie, letteralmente tappezzate da manifesti colorati e foto di candidati. I più organizzati sono sicuramente gli esponenti della lista Oltre, praticamente onnipresenti su qualsiasi muro con stampe "professionali" degne dei politici veri. Oltre ad avere un loro sito internet, hanno puntato molto sulle foto, ma anche su volantini originali che presentano anche la possibilità di giocare a Sudoku grazie a schemi incorporati. Nei loro slogan spiegano di essere "Da 10 anni dalla parte degli studenti, senza nascondersi dietro le ideologie" e promettono di dare "Una nuova impronta alla nostra Università". La Lista di Sinistra si autodefinisce "L'unica alternativa all'anonimato" e "Indipendente, apartitica, ma senza paura di nascondersi dietro sigle equivoche" e chiedono agli studenti di "dare una direzione all'Università". I ragazzi della lista AutonomaMente, spiegano invece di voler "Dare voce agli studenti" e sottolineano la loro natura apartitica con slogan come "Io penso Autonomamente, e tu?" e "Lo studente prima di tutto: per essere davvero protagonisti in Facoltà". Questi gli slogan. E i programmi? Più o meno simili: per attirare nuove adesioni tutte le liste puntano su temi particolarmente sentiti come il diritto allo studio, gli alloggi, le tasse, l'edilizia, le borse di studio, il trasporto pubblico, il miglioramento dei servizi, la lotta all'assenteismo dei docenti e alla burocrazia. Tutte promesse che vengono accompagnate anche da veri e propri eventi e feste universitarie organizzate dalle liste per promuovere le candidature a suon di musica. Gli studenti saranno chiamati alle urne, ognuno nei seggi allestiti nella propria Facoltà, il 16 aprile dalle 9 alle 19 e il 17 aprile dalle 9 alle 14: gli eletti andranno a rappresentare le istanze degli studenti nel Senato Accademico, nel Consiglio di amministrazione, nel Consiglio di amministrazione dell'Erdisu, nel Comitato per lo sport universitario e nei consigli delle singole facoltà. Tutti i rappresentanti così eletti andranno poi a formare il nuovo Consiglio degli studenti. Elisa Lenarduzzi.

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La francia riconoscerà i diritti della famiglia allargata, un fenomeno che tocca lo stesso sarkozy. e che cresce anche in italia - anais ginori parigi (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

R2 La Francia riconoscerà i diritti della famiglia allargata, un fenomeno che tocca lo stesso Sarkozy. E che cresce anche in Italia ANAIS GINORI PARIGI dal nostro inviato "Bella madre" o "bel padre". Per i bambini francesi il nome della matrigna e del patrigno non ha nulla di dispregiativo. Forse anche questa sfumatura linguistica spiega perché la Francia sarà uno dei primi paesi europei a riconoscere uno statuto giuridico al "terzo genitore". I diritti delle persone che si trovano a convivere con figli non naturali, e che spesso li crescono almeno quanto i genitori biologici, sono l'obiettivo di un nuovo progetto di legge presto all'esame del parlamento. Il "terzo genitore" è invisibile, da un punto di vista giuridico. Impossibile per lui o lei andare a parlare con i maestri, portare un bambino alla visita medica, organizzare una vacanza all'estero. Niente è semplice quando ci si deve occupare di un figlio che non porta il proprio cognome. In Francia, come in Italia, la burocrazia è implacabile. SEGUE NELLE PAGINE SUCCESSIVE CON ARTICOLI DI MARINA CAVALLIERI E SILVIA FUMAROLA SEGUE A PAGINA 32.

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Per i diritti di segreteria non basta l'okay del dirigente (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: AUTONOMIE LOCALI E PA data: 2008-04-14 - pag: 46 autore: Burocrazia. Escluso il versamento in caso di scritture private Per i diritti di segreteria non basta l'okay del dirigente La riscossione dei diritti di segreteria non è contemplata se vengono stipulati direttamente dal dirigente preposto contratti per scrittura privata non autenticata, nel rispetto di quanto stabilito dall'articolo 107, comma 3, lettera c) del Dlgs 267/2000. In questi termini si è espressa la Sezione regionale di controllo della Corte dei conti per la Lombardia nel parere n. 9/2008. Nella circostanza, il sindaco aveva interessato la Sezione lombarda in ordine all'applicabilità o meno dei diritti di segreteria, nel caso in cui vengano stipulati dall'ente contratti per scrittura privata non autenticata direttamente dal dirigente preposto al servizio interessato. Sotto il profilo normativo, la questione di cui al quesito risulta disciplinata in parte dall'articolo 97 del Tuel, che fissa le caratteristiche e prerogative del ruolo del segretario comunale e in parte, come accennato, dall'articolo 107,comma 3,lettera c) del Tuel, che invece enuncia le attribuzioni e le responsabilità della dirigenza locale. Secondo la prima norma sono assegnati al segretario comunale compiti di consulente giuridico-amministrativo dell'ente locale in ordine alla conformità dell'azione amministrativa all'ordinamento. Egli esercita inoltre funzioni giuridico- formali tra cui la funzione di notaio e cancelliere per conto dell'ente relativamente all'attività rogatoria di tutti i contratti nei quali l'ente è parte e a quella di autenticazione di scritture private e atti unilaterali nell'interesse dell'ente. L'articolo 107 invece, nel recepire parte delle disposizioni contenute nell'articolo 51 della legge 142/1990 (che ha definito la figura del dirigente dell'ente locale, cui spettano, tra l'altro, funzioni con rilevanza esterna) disciplina la gestione amministrativa finanziaria e tecnica dei dirigenti (rispetto ai poteri di indirizzo e controllo politico-amministrativo che invece spettano agli organi di governo). Detto ciò, occorre ribadire come, in termini generali, per le attività rogatorie sono per legge dovuti i diritti di segreteria. Tuttavia per la sussistenza del diritto dell'ente all'esazione di tali contributi deve risultare verificata l'effettiva attività del segretario comunale, in ordine alle richiamate funzioni rogatorie o di autenticazione. Tale attività, a parere della Sezione, deve essere dunque intesa quale condizione imprescindibile per la richiesta dei suddetti diritti di segreteria. Nel caso di specie i contratti oggetto della domanda del Comune, appartengono alla categoria degli accordi stipulati per scrittura privata non autenticata direttamente dal dirigente dell'ente, nell'esercizio delle proprie funzioni di soggetto cui spetta la direzione degli uffici e dei servizi dell'ente. Funzioni che comprendono pertanto la piena responsabilità su tutti quegli atti e provvedimenti amministrativi che siano attuazione degli obiettivi e dei programmi dell'ente, ivi inclusa la stipulazione dei contratti. L'applicazione dei diritti di segreteria a tali accordi negoziali deve essere pertanto esclusa fintanto che non si renda necessario l'intervento del segretario comunale, limitatamente dunque al caso in cui, come detto, si volesse stipulare per atto pubblico, ovvero autenticare la scrittura privata. R.Cu. QUANDO SI PAGA Per arrivare alla riscossione deve essere verificata l'attività del vertice giuridico-amministrativo.

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<Per la legalità, stop agli sprechi> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-13 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Italia dei valori "Per la legalità, stop agli sprechi" In questa legislatura l'Italia dei Valori ha dimostrato qual è la sua concezione della politica. Battaglia contro l'indulto voluto da quasi tutto il parlamento, robusto taglio alla spesa pubblica, difesa della libertà di informazione, grande piano per l'edilizia popolare. è inoltre l'unico partito a non avere candidati nè condannati nè sotto processo. L'Idv vuole cambiare i politici e la politica. Bruno Firmani Lega nord "Aiuti ai trentini prima degli altri" Siamo per la salvaguardia dell'autonomia trentina e per dare risposte ai temi su cui il centrosinistra non è in grado di competere, cioè sicurezza, fisco, lotta alla burocrazia, immigrazione e politiche di sostegno per le giovani famiglie. Per la Lega le politiche sociali (casa, contributi e sussidi) devono essere indirizzate ai trentini e non agli ultimi arrivati. Maurizio Fugatti.

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L'Ateneo: <Il piano anti-burocrazia? Siamo già al lavoro. Con creatività> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere di Bologna" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere di Bologna - BOLOGNA - sezione: CRONACA - data: 2008-04-13 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE L'Ateneo: "Il piano anti-burocrazia? Siamo già al lavoro. Con creatività" I prorettori rispondono al manifesto dei direttori di dipartimento Alleggerire il peso della burocrazia? L'Alma Mater ci sta già provando. "Con creatività". è la risposta, attraverso le parole del prorettore Marco Depolo, del governo dell'Ateneo al manifesto anti-burocrazia, firmato da dieci docenti, in gran parte direttori di dipartimento. Un documento contro la "crescente degenerazione burocratica", contro la mole di scartoffie e di obblighi a cui docenti, direttori, presidi si scontrano ogni giorno. Il problema esiste, ci sta lavorando il gruppo insediato per la riforma dello Statuto. E tutti in Ateneo assicurano che sarà un (il) tema centrale della prossima corsa rettorale. Lo stesso rettore Pier Ugo Calzolari ha chiesto al Collegio dei direttori di ricevere suggerimenti e proposte sul tema. "Tutti paghiamo un prezzo per il rispetto di norme nazionali pensate per un'università statica e per nulla preoccupata dei risultati, al contrario della nostra", dichiara Depolo. "Stiamo cercando di allegerire questo peso, con creatività - prosegue - cercando di ridisegnare le procedure e di allegerire i docenti dei compiti amministrativi e gestionali". Depolo cita l'unificazione dei servizi amministrativi di più dipartimenti, come è stato sperimentato nel complesso di San Giovanni in Monte. O l'informatizzazione di molti atti. "Forse - annota - dobbiamo comunicare meglio le innovazioni introdotte", e comunque ci sono leggi nazionali "che l'Ateneo vuole rispettare, anche quelle che hanno effetti disastrosi nella pratica ". è d'accordo con lo spirito del documento un altro membro del governo d'Ateneo, il prorettore agli studenti Paola Monari, "anche se - sottolinea - gli autori avrebbero dovuto mandarlo agli organi accademici". "Non credo però che il singolo docente si trovi così sovraccaricato di incombenze, al contrario di ciò che avviene per chi ha ruoli di responsabilità. In ogni caso l'Ateneo ha già fatto molto, penso a tutta la semplificazione e informatizzazione degli atti, un lavoro molto intenso passato quasi inosservato". Oltre alla ricerca, anche la didattica e l'internazionalizzazione costringe spesso docenti e ammini-strativi al rispetto di "norme nazionali pensate sadicamente per rendere i processi meno trasparenti ed efficienti ", come dichiara il pro rettore Roberto Grandi. "Basti pensare alle trafile per i permessi di soggiorno, alla tassazione delle borse degli studenti stranieri che applichiamo solo in Italia ". Che fare? "è necessario analizzare l'applicazione delle norme e i nostri processi decisionali per verificare quanto siano funzionali alla soluzione dei problemi e quanto invece siano caricati di pesi burocratici". Per Guido Gambetta, pro-rettore alle sedi decentrate, la responsabilità del burocratismo è anche dei docenti, "perché parte delle norme arriva da organismi in cui noi eleggiamo i nostri rappresentati e perché spesso noi stessi ci arrendiamo alle regole esistenti". "Quando abbiamo voluto cambiare davvero, lo abbiamo fatto". Marina Amaduzzi Santa Lucia All'inaugurazione dell'anno accademico sfilano tutti gli organi e parlano i rappresentanti dei vari settori La riforma Tutta l'Università verrà coinvolta nei prossimi mesi nel dibattito sulla burocrazia, un tema al centro del processo di riforma dello Statuto e della prossima corsa al rettorato.

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I docenti concordano: <Bisogna semplificare i nostri obblighi> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere di Bologna" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere di Bologna - BOLOGNA - sezione: CRONACA - data: 2008-04-13 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Gli accademici I docenti concordano: "Bisogna semplificare i nostri obblighi" Semplificare, razionalizzare, snellire, insomma "sburocratizzare" tutto quello su cui può intervenire l'Ateneo. Per il resto, si tratta di norme e regole fatte dal governo o dal ministero contro cui nulla si può. Presidi, presidenti di commissione e docenti concordano con lo spirito del manifesto anti-burocrazia. Lo sposa in pieno Giuseppe Sassatelli, preside di Lettere, "molte cose si possono cambiare, partendo dal gruppo che lavora alla riforma dello Statuto". "Prima facciamo chiarezza sulle diverse competenze e poi interveniamo dove è possibile", è il pensiero di Giliberto Capano, preside di Scienze politiche a Forlì. "Il modo per semplificare va trovato- aggiunge Anna Maria Gentili, docente di Storia dell'Africa sub-sahariana- siamo soffocati da questo bizantinismo burocratico". Concorda Lorenzo Donatiello, preside di Scienze, "non pensiamo però che ci sia una cupola amministrativa che vuole esercitare potere". è ben consapevole del problema e suggerisce di giocare di più la carta dell'autonomia Bruna Zani, preside di Psicologia e presidente della commissione didattica: "Per la nuova riforma - spiega - il Cun (consiglio universitario nazionale, ndr) ci ha messo sulla graticola, con rilievi e adeguamenti che per l'80-85% sono un puro esercizio di retorica". "Ci sono però ostacoli che vanno al di là della volontà dell'Ateneo - racconta Renzo Orsi che guida la commissione ricerca scientifica -. Ho provato a sburocratizzare i dottorati di ricerca, ne abbiamo 85 e ogni anno per ognuno bisogna ripresentare la medesima domanda al ministero, eppure diversamente non si può fare altrimenti si perdono i finanziamenti". "Ricordiamoci - conclude Pier Paolo Gatta, presidente della commissione personale tecnico amministrativo- che burocrazia va insieme a responsabilità e che in un'organizzazione complessa come questa la semplificazione può voler dire centralizzazione". M. Ama.

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Il documento (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere di Bologna" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere di Bologna - BOLOGNA - sezione: CRONACA - data: 2008-04-13 num: - pag: 5 categoria: BREVI Il documento Il manifesto anti-burocrazia Lo hanno firmato dieci docenti, in gran parte direttori di dipartimento (Gian Mario Anselmi, Roberto Balzani, Andrea Battistini, Fulvio Cammarano, Alberto De Bernardi, Giovanni Dore, Paolo Leonardi, Angelo Panebianco, Maurizio Sobrero e Giovanni Zamboni) Le nuove firme Ieri si sono aggiunte le adesioni di Claudio Bonivento, ex direttore del dipartimento di Elettronica, informatica e sistemistica, e di Anna Maria Gentili, ordinario di Storia dell'Africa sub-sahariana.

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Tuccio Musumeci: <Ecco come la burocrazia può essere divertente> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere di Bologna" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere di Bologna - BOLOGNA - sezione: TEMPOLIBERO - data: 2008-04-13 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE L'intervista di Paola Gabrielli Tuccio Musumeci: "Ecco come la burocrazia può essere divertente" A volte basta il nome, Vigàta, perché la città immaginaria siciliana diventi metafora di un modo di essere. Vigàta è anche il paese in cui è ambientato La concessione del telefono, spettacolo tratto dall'omonimo romanzi di Andrea Camilleri. Prodotto dallo Stabile di Catania ad inizio tournée aveva come protagonista Francesco Paolantoni, ora sostituito da Angelo Tosto. Nel cast, un brillante Tuccio Musumeci, interprete storico dello Stabile di Catania. Signor Musumeci, conosce da tempo Andrea Camilleri? "Da almeno 40 anni. Veniva spesso allo Stabile per curare alcune regie. Poi, si sa, il fatto di essere entrambi siciliani ci avvicina. Camilleri è inventore di tanti personaggi unici. Io amo certi suoi ritratti di siciliani un po' imbranati e cialtroni". Come il protagonista di questa pièce, Filippo Genuardi? "Sì, il povero Genuardi. Uno che per chiedere la concessione della linea telefonica fa scoppiare una serie di equivoci in cui in mezzo si mettono Stato e Mafia. E anch'io, che interpreto il capomafia a cui il nostro chiede un favore, contribuisco non poco ad alimentare i malintesi ". Tutto molto siciliano... "In questo allestimento lo si sottolinea con forza. Dentro una scenografia fatta di libri, faldoni e registri, noi attori ci muoviamo avvolti da costumi con le scritte. Come a dire: la burocrazia invade tutto". Lei è allo Stabile di Catania da moltissimi anni, ma a volte, in passato, non disdegnava cinema e tv... "Amavo il varietà. A "Sette voci" con Baudo, lui, che voleva fare l'attore, mi faceva da spalla. Rovinava tutto, rideva troppo presto. Ha fatto bene a cambiare mestiere. Cinema ne ho fatto, ma mi hanno anche dato dello sciagurato. Dissi persino di no a Fellini per una tournée...". Teatro Testoni, Casalecchio di Reno. Domani, ore 21. Info: 051/573040.

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ATTIGLIANO Hamere stringe forte tra le labbra il suo ciuccio. Prima nasconde i propri (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di FEDERICO FABRIZI ATTIGLIANO - Hamere stringe forte tra le labbra il suo ciuccio. Prima nasconde i propri occhietti dolci tra le guance paffute, poi si guarda intorno curiosa. E' venuta al mondo da quaranta giorni, il mondo per lei è una scoperta continua, e sorride. Ketema culla tra le braccia il suo piccolo scricciolo. La avvolge in una copertina rosa, e la culla lentamente. Quando incrocia lo sguardo della figlia, riesce a sorridere anche lei. E' sola, Ketema, non ha neanche trent'anni, si ritrova a migliaia di chilometri dal Paese in cui è nata, e vive in un appartamento minuscolo, con il letto sistemato di fronte al tavolo della cucina. Per colpa di una tesserina magnetica che al Ministero dell'Interno non si decidono a stampare, non riceve neanche l'assegno di maternità. In questi giorni, ad aiutarla, c'è solo la generosità dei suoi compaesani. Ketema Amebe è una ragazza etiope arrivata in Italia sei anni fa. Aveva trovato lavoro come operaia in un'impresa di pulizie, a Roma, e pensava di avercela fatta. "Con il lavoro ho ottenuto il permesso di soggiorno - racconta - quello è a posto fino al 2009". E la scorsa estate, quando ha scoperto di essere incinta, s'è sentita davvero felice. Ha visto la sua vita assomigliare tanto alle speranze che aveva quando lasciava l'Africa. Poi però la vita vera ha preso un'altra strada. Saputo della gravidanza, il suo compagno l'ha lasciata ed è sparito. Poco dopo ha perso anche il lavoro: ??Quando ero incinta, ad appena due mesi dall'inizio della gravidanza, ho dovuto smettere di lavorare per problemi di salute - spiega mostrando una scatola di medicinali - mi manca il calcio??. A quel punto, Ketema ha pensato di tornare in Etiopia. Ma per una donna nubile con il pancione la vita non sarebbe stata semplice. E così ha deciso di restare in Italia. Il 29 febbraio, a farle compagnia, è arrivata la piccola Hamere: ??In italiano significa Gaia??, dice con un sorriso di mamma orgogliosa, che però se ne va subito dal suo viso. Ketema è sola, è una madre che deve pensare alla figlia, e per il momento non può lavorare. Il mese scorso, a saldare l'affitto del suo appartamento ha provveduto il parroco di Attigliano, don Carlo Sansonetti. La parrocchia e il Comune pensano anche ai pannolini della piccola Hemere. Il latte da neonato, invece, lo comprano i vicini di casa: hanno aperto un conto al supermercato del paese, e chi può da una mano. Poi l'ufficio di cittadinanza e l'assessore comunale al sociale, Leonardo Fazio, aiutano Ketema con la burocrazia: sono stati loro a spiegarle che avrebbe diritto all'assegno di maternità, ma che quei soldi non arrivano perché al centro meccanografico del Ministero dell'Interno non è stato validato il codice fiscale della piccola Hemere, nata oltre quaranta giorni fa. Il codice serve per l'Isee (l'indicatore di reddito), e l'Isee è necessario per l'assegno. Prima c'era stato un errore geografico, con Attigliano promosso quartiere di Roma, poi i dati sono stati finalmente registrati nel cervellone del Ministero, ma non sono stati ancora validati. Nei giorni scorsi, all'ennesima telefonata partita dall'anagrafe attiglianese, un funzionario ha ammesso: "Effettivamente siamo un po' indietro". Ketema comprende bene la lingua italiana, ma quando le spiegano questa storia non capisce, e domanda: "Perché?".

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Occasione di rivincita (sezione: Burocrazia)

( da "Panorama" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

FUORI PORTA Occasione di rivincita BRUNO VESPA A differenza di Spagna, Francia e Germania, nel dopoguerra l'Italia non ha sfruttato a pieno eventi come le Olimpiadi e i Mondiali di calcio. Con l'Expo a Milano può arrivare una svolta. Alla fine degli anni Trenta il progetto dell'esposizione mondiale programmata da Benito Mussolini a Roma per il 1942 fu l'occasione per la più grande rivoluzione urbanistica dell'Italia moderna. Nei primi vent'anni di regime il Duce aveva inserito la città nuova nella vecchia, con lo sventramento dei Fori Imperiali, la costruzione dei grandi edifici di via Veneto, la realizzazione del quartiere Mazzini fino al Foro Mussolini (Foro Italico) e alla gigantesca Casa littoria della Farnesina, grande quanto il Colosseo, poi trasformata con la guerra in ministero degli Affari esteri. Dopo la nascita dell'impero, Mussolini voleva dare un segnale imponente della continuità della civiltà fascista con la civiltà romana, sognando di essere protagonista di una pace europea degna di quella imperiale di Augusto. Come potesse immaginare qualcosa del genere dopo le leggi razziali e il Patto d'acciaio con Adolf Hitler resta un mistero. Ma anche storici antifascisti come Emilio Gentile (Fascismo di pietra) gli danno atto di una "temporanea volontà di pace", immaginando che la guerra non gli sarebbe piovuta addosso prima di cinque anni. Il 20 aprile 1939 Mussolini presentò l'Esposizione universale come "la consacrazione dello sforzo che tutte le genti civili fanno sul cammino del progresso, non solo materiale". Il progetto era grandioso: estendere la città da piazza Venezia al mare attraverso l'Eur con una struttura urbana avveniristica di cui la guerra impedì il completamento. A cominciare dall'enorme arco romano che Roger Griffin ha usato per la copertina del suo Modernism and Fascism appena uscito negli Stati Uniti e che analizza il "modernismo tecnocratico" del regime. Ma quel che resta nel quartiere dell'Eur è indicativo dello sforzo compiuto. Purtroppo nel dopoguerra l'Italia non ha saputo utilizzare al meglio nessuna delle grandi occasioni che le si sono presentate. Il villaggio olimpico costruito a Roma per le Olimpiadi del 1960 impallidisce rispetto all'Eur, ma allora fu almeno aperto il Grande raccordo anulare della capitale. Nulla è stato fatto per i Campionati del mondo di calcio del 1990, nulla per il Giubileo del 2000, con l'eccezione di un sottopassaggio che rende fluido il traffico tra due quartieri dell'area nord di Roma. Imbarazzante il confronto con le principali metropoli d'Europa, da Berlino a Parigi, a Barcellona, protagoniste di autentiche rivoluzioni urbanistiche. Il solo tentativo riuscito di restituire l'antica dignità a una capitale storica c'è stato a Torino in occasione delle Olimpiadi invernali. Ma anche qui, volendo proseguire nel suo progetto di sviluppo, un bravo sindaco come Sergio Chiamparino per poter costruire due grattacieli ha dovuto rinunciare ai voti della Sinistra arcobaleno, che è sua alleata di giunta, per incamerare quelli di Forza Italia e Alleanza nazionale. Questa ampia premessa serve a dire che l'Expo 2015 di Milano è davvero l'ultima grande occasione per un paese in ginocchio che intenda rialzarsi. Il progetto di sviluppo di Milano è grandioso e va completato. Ma i 20 miliardi di investimento previsti dovranno avere un effetto moltiplicatore sull'Italia intera. Gran parte dei 30 milioni di visitatori attesi a Milano proseguiranno a Venezia, Firenze, Roma, Napoli, la Sicilia. L'auspicata rinascita di Milano non avrà senso se non sarà legata a quella dell'intero Paese. Ecco perché la battaglia con Smirne scompare rispetto a quella che gli italiani dovranno combattere con se stessi. I loro veti, la loro burocrazia, la loro attitudine al compromesso mediocre. Qualche settimana fa, parlando dei rifiuti di Napoli, Newsweek ha scritto: l'Italia è ferma e guarda il mondo che le passa accanto. Fermi si muore.

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A lezione dai pastori d'Abruzzo (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Provincia di Nuoro Pagina 5053 Delegazione di giovani allevatori in visita negli ovili di Gavoi, Ollolai e Ovodda A lezione dai pastori d'Abruzzo Delegazione di giovani allevatori in visita negli ovili di Gavoi, Ollolai e Ovodda "Non svendete il Fiore sardo, eliminate gli intermediari" --> "Non svendete il Fiore sardo, eliminate gli intermediari" Confronto tra i produttori di formaggi tipici voluto da Slow food e Bom Taloro. Pastori di Barbagia e Abruzzo a confronto nel nome delle produzioni tipiche da valorizzare grazie e dell'ambiente con un contatto diretto sulla realtà del parco nazionale nato sugli Appennini e abortito nel Gennargentu. Un'esperienza "positiva e importante" secondo i protagonisti, che ha visto a confronto la realtà più forte in Italia perché la Sardegna vanta il 40 per cento del patrimonio ovino nazionale e un mondo per certi versi diverso ma unito dagli stessi valori culturali. Da una parte i produttori del Fiore sardo e dall'altra chi vive lavorando il formaggio pecorino di Farinola e il canestrato di Castel del Monte, tutti accomunati dai presidi Slow food, l'organizzazione che si batte per tutelare e far scoprire ai consumatori le produzioni tipiche. Proprio l'associazione fondata nel 1986 da Carlo Petrini che conta 86 mila in Italia e all'estero, ha messo insieme il Parco del Gran Sasso e monti della Laga e il Bim Taloro che hanno, consentendo il contatto tra i tre consorzi. CULTURE A CONFRONTO I giovani pastori abruzzesi ospiti negli ovili di Ollolai, Gavoi e Ovodda, sono ripartiti sabato scorso: "In questi cinque giorni non siamo stati a guardare - dice Graziano Petronio 24 anni di Castel del Monte in provincia de L'Aquila - ma abbiamo munto e fatto anche noi il Fiore sardo prodotto con tanta cura e sapienza". Le sorprese? "I tanti giovani che da voi fanno questo mestiere con orgoglio e passione". Anche i pastori d'Abruzzo, poi, hanno subito colto e denunciato la distorsione del mercato del formaggio sardo e del latte "che in parte condiziona anche il nostro". Naturale anche la constatazione sulla necessità di rafforzare il consorzio del Fiore sardo cercando spezzare il legame con i trasformatori considerato soffocante: "Come è possibile che in un consorzio di tutela di un formaggio artigianale come il vostro siano soci anche gli industriali?". I PARCHI NAZIONALI Gli ospiti conoscono bene i vincoli delle leggi di tutela ambientale. Sperimentano ogni giorno la realtà, rifiutata da queste parti, del Gran Sasso e monti della Laga: "Fare l'allevatore in un parco ha i suoi vantaggi e svantaggi", ha cercato di spiegare nel modo più laico possibile Petronio anche se alla fine dei conti sembra dire che il parco convenga. "C'è molta burocrazia, ci sono i cinghiali che distruggono i pascoli e, per esempio, devi rispettare regole precise per costruire una stalla. Comunque più protetto - prosegue il giovane abruzzese - vedi i tuoi prodotti tutelati e valorizzati. Poi certo ogni parco fa storia a sé. Molto dipende da come ci si organizza, dal progetto e anche dagli allevatori stessi che non possono rivendicare solo diritti. Noi produttori prima del parco ci muovevamo in ordine sparso, ora siamo più uniti e coordinati". Petronio ha in Abruzzo un'azienda di circa 800 pecore, tante quante ne ha il suo socio Alessandro Palini, 33 anni, con il quale gestisce un piccolo caseificio che lavora ogni anno 150 mila litri di latte proveniente dai colleghi che operano nel parco. "Da noi la filiera è molto più corta e semplice: vendiamo direttamente al consumatore". LEZIONI COMMERCIALI "Anche i pastori sardi dovrebbero cercare di fare altrettanto eliminando tutti gli intermediari perché è assurdo e scandaloso", attacca Eliseo Astolfi, 24 anni, di Rocca Finadamo, "nella nostra zona è impossibile che il formaggio pagato al produttore a 7 euro venga rivenduto poi a 25". Astolfi, con il ventenne Denny Lanali a Raffaele Trignani (22 anni) e Gabriele D'Agostino (26) fanno parte del Consorzio di tutela del pecorino di Farindola venduto anch'esso "subito, in ovile, direttamente al consumatore". Vedere per credere, come potranno fare i pastori barbaricini che presto, sempre grazie a Slow food, ricambieranno la visita ai colleghi abruzzesi. MICHELE ARBAU.

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Non ci sarà il miracolo ma senza l'Udc più facile tagliare tasse e sprechi (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 15 del 2008-04-14 pagina 0 Non ci sarà il miracolo ma senza l'Udc più facile tagliare tasse e sprechi di Livio Caputo Che cosa può provare un leader al momento di rientrare per la terza volta in quattordici anni a Palazzo Chigi, finalmente con una maggioranza coesa? Sicuramente una gran voglia di realizzare quello per cui è sceso in campo e che - per una serie di circostanze avverse - non gli è riuscito né nel 1994, né nel 2001. Silvio Berlusconi è conscio che questa è la sua ultima occasione per dimostrare di essere l'unico uomo oggi in grado di rimettere in piedi il Paese e sa anche che, con tutti i problemi che incombono, non può perdere un minuto. Quando, in campagna elettorale, illustrava tutto ciò che avrebbe fatto nel primo consiglio dei ministri, parlava sul serio. Se, come è auspicabile, riuscirà a formare rapidamente un governo di soli dodici ministri, scelti non in base al solito manuale Cancelli, ma per le loro specifiche competenze, dobbiamo perciò aspettarci cento giorni densi di iniziative, che daranno il tono a tutta la legislatura. Ma, come egli stesso ha ripetuto più volte, non è il caso di aspettarsi miracoli. Così come, sette anni fa, la sua azione fu pesantemente condizionata dalle ricadute degli attentati dell'11 settembre, oggi deve fare i conti con una congiuntura economica mondiale gravida di incognite e con una situazione italiana resa drammatica da due anni di malgoverno della sinistra. Fino a ieri si è parlato soprattutto di riduzione della pressione fiscale: via l'Ici sulla prima casa, via le tasse su straordinari e premi di produzione, via anche il bollo auto e - come traguardo finale - riduzione generalizzata delle aliquote Irpef. è questo che si attende, ora, chi ha votato per il Popolo della libertà. Berlusconi sa che la ricetta ha funzionato in buona parte dei Paesi occidentali ed è convinto che possa rilanciare anche l'economia italiana, ma solo se si riuscirà a compensare la drastica riduzione delle entrate con un'altrettanto drastica riduzione della spesa pubblica. Bisognerà davvero abolire Province e enti inutili, ridimensionare la burocrazia, eliminare gli innumerevoli sprechi e privilegi che appesantiscono il nostro bilancio. Sarà una battaglia titanica, contro sindacati, corporazioni e portatori di interessi vari, ma se non la si imposta subito, sullo slancio del successo elettorale, non si va da nessuna parte. Purtroppo, tutto quello di cui l'Italia ha bisogno costa: le nuove infrastrutture, un serio piano energetico, l'adeguamento delle pensioni minime, un potenziamento delle forze dell'ordine, perfino la rimozione della munnezza campana; e, con le prospettive di crescita ridotte a poco più di zero, le risorse sono quelle che sono. Da buon imprenditore, e nello spirito dello slogan "Rialzati Italia", Berlusconi cercherà perciò, in prima battuta, di favorire la creazione di nuova ricchezza, aggredendo i fattori che, in questi anni, ci hanno fatto precipitare nelle classifiche della produttività e della competitività. Soprattutto, farà il possibile per restituire al Paese ciò di cui oggi più manca: la fiducia. Molti altri sono i fronti aperti: la riforma della giustizia, la ristrutturazione del sistema previdenziale, la scuola, la ricerca e - con scadenza immediata - una soluzione dignitosa per Alitalia. Ci sono situazioni che marciscono da anni e, senza la riforma costituzionale che dava maggiori poteri alla presidenza del Consiglio e snelliva i lavori del Parlamento che la sinistra ha affossato con il referendum, sarà dura affrontarle in tempi brevi. Ma Berlusconi sa che, se vuole conquistarsi un posto nella storia, deve superare questi handicap. E, dai discorsi che ha fatto in queste settimane, c'è da aspettarsi che ci proverà, finalmente senza lasciarsi condizionare. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Primi anche nella gestione del "Fondo" IL CASO (sezione: Burocrazia)

( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

SUPPLEMENTO AFFARI E FINANZA ultimo aggiornamento 14 Aprile 2008 Affari & Finanza > RAPPORTO/IMMOBILI E MUTUI Affari & Finanza > RAPPORTO/ARREDAMENTO Affari & Finanza > RAPPORTO/ENERGIA Affari & Finanza > RAPPORTO/PICCOLE E MEDIE IMPRESE --> PRIMO PIANO pag. 12 Primi anche nella gestione del "Fondo" IL CASO ARTURO ZAMPAGLIONE Per Jane Mendillo è un ritorno alle origini. Dal primo luglio, infatti, guiderà la Harvard management company, la finanziaria che gestisce il tesoro della più aristocratica e ricca università americana. Laureata a Yale, dove ha preso il Master in management, la Mendillo ha già lavorato per la società di Harvard tra il 1987 e il 2002 sotto la guida di un personaggio leggendario, Jack Meyer. Poi fu chiamata dirigere i fondi del Wellesley college e adesso, dopo l'addio di Meyer e le dimissioni del suo successore Mohamed ElErian, è stata richiamata per occuparsi delle finanze di Harvard con il titolo di chief executive. Come ogni istituto privato Usa, Harvard ha un endowment, un patrimonio alimentato dai lasciti e dai contributi degli exstudenti, con cui vengono pagate una parte delle spese e dei nuovi progetti. Nel 1990, quando Meyer fu assunto da Harvard, l'endowment era di 4,7 miliardi di dollari: adesso è di 34,9 miliardi. Il segreto dell'esplosione? Il fiuto di Meyer, la grinta tipica dei gestori di hedge fund (e piuttosto rara nelle burocrazie universitarie), la capacità di guardare al di là degli investimenti tradizionali. Aveva infatti scommesso sulle commodity, speculato sugli immobili, comprato intere foreste, lasciando solo il 20% del capitale nel mercato azionario americano. Meyer poi se ne andò per le critiche sugli alti compensi che riceveva. Al suo posto arrivò ElErian, un finanziere che si era fatto le ossa al Fondo monetario e poi alla Pimco, una società di trading di bond. Ma a settembre 2007 anche lui ha deciso di tornare alla Pimco e, dopo una attenta ricerca, il posto è finito per la prima volta a una donna. Per la Mendillo non sarà un compito facile, tra tante vicissitudini della finanza globale. (a.z.).

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<Io, umiliato dai medici per avere la patente> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL CASO. Pensionato vicentino racconta il suo calvario per il rinnovo del documento di guida "Io, umiliato dai medici per avere la patente" Due bypass, farmaci per il cuore che falsano i valori dei trigliceridi. Ma gli fanno un test per vedere se è alcolizzato     Franco Pepe Vicentino, 70 anni portati bene da uomo di sport, di cui serbano un bel ricordo tanti ex pulcini e ragazzi vicentini che da lui hanno appreso l'arte della pallaovale. Per Gianni Canova fare una meta ai leggendari All Blacks della Nuova Zelanda, anche oggi che si porta addosso qualche acciacco, sarebbe molto più semplice che rinnovare la patente nei palazzi dell'Ulss. Sì, perché le peripezie incontrate hanno del paradossale, fra colpi di scena fantozziani e imprevisti da povero diavolo, anonimo e indifeso, alla mercé di una burocrazia sfrenata e di una insensibilità che non è merce rara fra chi indossa il camice bianco. Ma vediamo cosa è accaduto. È lo stesso ex allenatore a raccontare. Qui comincia l'avventura?"Sono un cardiopatico, ho un bypass alle coronarie, e mi hanno già fatto due angioplastiche. A febbraio 2006, alla scadenza della patente, mi rivolgo al distretto sanitario di S. Pio X, il medico mi chiede referti di esami cardiaci fatti da poco, quelli che ho sono vecchi di due anni, per cui mi informa che dovrò passare dinanzi a una commissione medica in via IV Novembre. Mi metto in lista, mi comunicano che dovrò portare un ecg a riposo, lo presento, e la patente mi viene rinnovata per 2 anni. Forte di tale esperienza, mi sottopongo a una serie di esami del sangue e al cuore, e pochi giorni prima della scadenza della patente, il 27 febbraio di quest'anno, mi reco in un'autoscuola, dove però mi dicono che, poiché l'ultimo rinnovo è stato deciso dalla commissione medica, ora la prassi dovrà essere sempre questa. Nessuno all'Ulss me lo aveva spiegato. Così torno in via IV Novembre, dove mi fissano la visita 15 giorni dopo, costringendomi a restare a piedi per più di 10 giorni perché la patente è scaduta, e raccomandandomi di portare la documentazione clinica". Ed eccoci alla seconda puntata della sconcertante vicenda. "Il giorno stabilito mi presento alla visita, dall'altra parte del tavolo c'è una dottoressa che, con mio grande stupore, non controlla nulla della cartella clinica, e chiede invece gli esami del sangue. Qualche valore è fuori norma. Mi intima di aspettare fuori. Aspetto. Dopo un quarto d'ora la segretaria mi consegna uno stampato con l'elenco degli esami da ripetere. Mi accorgo che a penna è aggiunta la sigla Cdt. E' un test supplementare che io non conosco, ma nessuno mi spiega niente". Ed è qui che viene quello che non ti aspetti. "La mattina seguente alle 7 mi reco all'Ulss, ma mi dicono che il misterioso Cdt lo eseguono ogni 15 giorni. La curiosità cresce. Chiedo: ma che esame é ? Mi rispondono: serve a capire se uno è alcolizzato. Quasi mi viene un colpo. Il giorno dopo ritorno in segreteria. Questa novità mi obbliga a restare senza patente 15 giorni in più del previsto. L'impiegata cerca il mio nome nei faldoni, ma non lo trova. Allora apre un grosso contenitore con su scritto Sert, la mia pratica è qui, ma mi dice che devo portare l'esito del Cdt. Passano 15 giorni, ritiro il risultato, naturalmente negativo, e bontà loro mi danno la patente". Lo sfogo di Canova è legittimo: "Ma come si permettono di etichettare un cittadino alcolizzato o drogato con tanta faciloneria ? Se la dottoressa in questione si fosse degnata di guardare la cartella clinica avrebbe visto che utilizzo un cerotto di nitroglicerina per mantenere più aperte le coronarie, e questo può aumentare i trigliceridi. In vita mia non mi sono mai né ubriacato né drogato. Ho subito una grande umiliazione. Passi per le segretarie molto gentili, ma i medici ? Altezzosi, menefreghisti, arroganti. Una cosa indecente, ingiusta, immorale. Un abuso di potere".

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Bobbio, l'ospedale va bene (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

37 LIBERTA DI PAROLA lunedì 14 aprile 2008 Il direttore risponde Bobbio, l'ospedale va bene Gentile direttore, soprattutto per questioni di "anagrafe", la scorsa settimana ho usufruito degli ambulatori dell'ospedale di Bobbio. Poiché, cercando fra le mie carte ho trovato che già nel gennaio 1966 tenevo d'occhio e mi preoccupavo che l'ospedale di Bobbio venisse (prima mantenuto) poi migliorato (settimanale "La Trebbia", del 30 gennaio 1966) sono stato felice di avere dedicato abbastanza tempo alla vita della struttura sanitaria della mia città. Come dovrebbe fare ogni buon cittadino, chiedere i propri diritti ed ottemperare contemporaneamente ai propri doveri, è giusto quando le cose non funzionano criticare le carenze e le disfunzioni, ma, ma è altrettanto doveroso parlarne quando il funzionamento ed i servizi erogati sono all'altezza di una società civile. Dal personale medico, paramedico ed anche amministrativo tutto ha funzionato a meraviglia: prenotazioni, lista di attesa visite mediche. Anche l'ambiente, pulito, ordinato, rinnovato negli arredi, in poche parole una situazione ambientale che rende meno gravoso e l'essere ricoverato e doversi sottoporre a visite specialistiche. Si sa la "fifa" fa novanta. Mi sono sottoposto ad un dopler, ad una visita otorinolaringoiatra, ad una completa analisi del sangue, ad un'ecografia: tutto bene per quanto concerne la salute, tutto bene anche per il trattamento ricevuto. Quindi tutto O.K., ma una situazione un po' precaria pare ci sia, quella dell'Assistenza domiciliare integrata gestita da due bravi giovani, forse un po' pochi considerata la vestita del territorio. Se Bobbio (a pieno titolo) può ancora fregiarsi del titolo di città, a mio parere lo deve ovviamente alla sua storia, ai suoi monumenti, alla presenza dell'ospedale e del Comando della Compagnia dei Carabinieri. Mi è sembrato giusto dare a Cesare ciò che è di Cesare ed a Dio ciò che è di Dio. Pier Luigi Troglio Bobbio Anche in questi giorni abbiamo letto, purtroppo, di notizie di malasanità in Italia. Ma oggi mi piace, come capita spesso in provincia di Piacenza, parlare di buona sanità, di quella sanità che funziona ed è proprio dietro l'angolo, a Bobbio, come ci segnala Pierluigi Troglio. I casi di malasanità, di imperizia, esistono, purtroppo, ma non possono offuscare la qualità di un servizio - come quello offerto dall'Ospedale di Bobbio - che serve e aiuta la gente della montagna, che grazie ai medici, agli infermieri, al personale sanitario offre un servizio buono, nonostante le condizioni di lavoro pesanti cui i medici sono sottoposti. Turnazioni faticose, burocrazia ma con una buona organizzazione, con un po' di umanità, con le giuste risorse anche un piccolo ospedale di montagna può curare bene e soddisfare i suoi cittadini. Gaetano Rizzuto © LIBERTA' © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti sono riservati Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA 01447930338.

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Marcegaglia: segnali immediati agli imprenditori italiani (sezione: Burocrazia)

( da "Stampaweb, La" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

(12:51) - APPELLO ALLA POLITICA Marcegaglia: segnali immediati agli imprenditori italiani Emma Marcegaglia Il presidente di Confindustria: "La corsa dell'euro va frenata. La Bce tagli i tassi. Urgente riformare l'Irap" ROMA Le imprese italiane hanno bisogno "immediatamente di segnali che restituiscano loro la fiducia". Questa la priorità nell'agenda del prossimo presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, intervistata dal quotidiano francese 'Les Echos'. "Certe proposte elettorali come la detassazione degli straordinari o dei premi - spiega l'imprenditrice - sono importanti. Sarebbe ugualmente urgente riformare l'Irap". Ma tra i punti deboli del sistema Paese che frenano la competitività italiana, il futuro numero uno degli industriali include anche "il sistema di istruzione che non funziona bene" e la burocrazia, tanto "costosa e inefficace" da rappresentare un costo supplementare di 14 miliardi di euro l'anno per le Pmi, pari un punto di Pil". E, ancora, bisogna rendere più concorrenziali i servizi pubblici locali che, insieme all'energia troppo costosa, rappresentano "un enorme Moloch". La crescita italiana, aggiunge la Marcegaglia, "che sia 0,3 o 0,7%, è più debole rispetto a quella degli altri Paesi europei per una serie di ragioni, a cominciare dal Sud che è arretrato e che dobbiamo rimettere al centro delle nostre preoccupazioni. Ma vi è anche il debito pubblico al 105% del Pil che comporta il pagamento di 30 miliardi di euro di interessi in più rispetto agli altri partner europei". Non da ultimo, poi, pesa il sistema di negoziazione dei salari troppo centralizzato. Quanto alla politica monetaria della Bce, la Marcegaglia sottolinea come "finora la Bce ha fatto bene e mantenere la guardia alta contro l'inflazione ma sarebbe forse bene, ora, abbassare i tassi di interesse". " /> LA BORSA ITALIANA aggiornato alle 13.19 del 14/04/2008 Mibtel 24923 -1,05 S&P/Mib 32788 -1,18 Midex 29516 -1,02 Allstar 12836 -0,45 " /> CAMBI EUR/USD 1,5865 EUR/GBP 0,8004 " />Sezione finanza PUBBLICITA'.

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Ricetta Marcegaglia/ La nuova leader degli imprenditori: alle aziende servono segnali immediati (sezione: Burocrazia)

( da "Affari Italiani (Online)" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lunedí 14.04.2008 12:43 --> Le imprese italiane hanno bisogno "immediatamente di segnali che restituiscano loro la fiducia". Questa la priorità nell'agenda del prossimo presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, intervistata dal quotidiano francese Les Echos. "Certe proposte elettorali come la detassazione degli straordinari o dei premi - spiega l'imprenditrice - sono importanti. Sarebbe ugualmente urgente riformare l'Irap". Ma tra i punti deboli del sistema Paese che frenano la competitività italiana, il futuro numero uno degli industriali include anche "il sistema di istruzione che non funziona bene" e la burocrazia, tanto "costosa e inefficace" da rappresentare un costo supplementare di 14 miliardi di euro l'anno per le Pmi, pari un punto di Pil". E, ancora, bisogna rendere più concorrenziali i servizi pubblici locali che, insieme all'energia troppo costosa, rappresentano "un enorme Moloch". La crescita italiana, aggiunge la Marcegaglia, "che sia 0,3 o 0,7%, è più debole rispetto a quella degli altri Paesi europei per una serie di ragioni, a cominciare dal Sud che è arretrato e che dobbiamo rimettere al centro delle nostre preoccupazioni.

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Le richieste della Marcegaglia "Segnali per dare fiducia a imprese" (sezione: Burocrazia)

( da "KataWeb News" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Alle 12:48 - Fonte: Economia">repubblica.it - 0 commenti In un'intervista il futuro presidente di Confindustria indica le sue priorità ai politici "Defiscalizzare gli straordinari, riformare l'Irap e la burocrazia, puntare sulla formazione".

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MULTE SOSPESE (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Avellino)" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Multe sospese... Mi limito, quindi, doverosamente a chiarire alcuni aspetti della vicenda delle multe e delle sue implicazioni amministrative. Intervengo, anche, per contrastare quella sensazione di impunità che si può ingenerare nei sedicenti "furbi", che produce invece smarrimento e sfiducia nei tanti cittadini onesti e corretti, e che di certo non fa bene a nessuno. Sono sicuro che è comune intendimento combattere simile fenomeno e perciò, prima ancora di venire al merito della questione, mi consenta di ribadire che i verbali saranno notificati nei termini di legge e non vi sarà alcuna prescrizione! Gli uffici del Comune garantiranno nei prossimi giorni la firma del contratto con il soggetto vincitore della gara per il trattamento dati delle contravvenzioni elevate nei primi sei mesi dell'anno, di sicuro in tempo per evitare qualsiasi prescrizione. Per quanto attiene invece alle responsabilità più politiche della Giunta, è necessario precisare che le somme occorrenti per l'affidamento del servizio trattamento dati sono state regolarmente previste nel bilancio 2007 e coprono l'affidamento dell'incarico per tutto il primo semestre del 2008. La gara che gli uffici del Comando della Polizia locale hanno indetto a novembre 2007 è stata espletata al fine di garantire il servizio per i primi sei mesi di quest'anno, in considerazione del fatto che l'esternalizzazione andrà a regime non oltre la fine di giugno. Come è noto, il processo di esternalizzazione è stato avviato da tempo e non è stato semplice portarlo avanti. Il processo innovativo scelto è finalizzato a razionalizzare, riorganizzare e rendere efficiente un sistema. Si vuole agire su una consolidata aggregazione e sappiamo dei timori, oserei dire quasi fisiologici, di un ambiente di lavoro sottoposto a riorganizzazione. Siamo proiettati verso una vera innovazione di sistema, tesa a superare le difficoltà che nel corso degli anni si sono riscontrate nella notifica e nella riscossione delle contravvenzioni al codice della strada, ma anche in grado di sollevare da una serie di incombenze ormai superate il personale del corpo della polizia locale e gli ausiliari del traffico, attraverso la prevista dotazione di palmari a sistema digitale, per l'elevazione dei verbali per infrazioni al codice della strada. Con pazienza e determinazione andremo avanti su un percorso segnato proprio dall'esigenza di dare efficienza al sistema e di superamento di tanti limiti storici e strutturali. Di sicuro ci sono stati dei ritardi, determinati dall'oggettiva complessità dell'atto amministrativo, ma anche da atteggiamenti conservatoristici e di resistenza verso il processo innovativo individuato della burocrazia amministrativa e anche dello stesso Corpo dei Vigili. Vorrei, infine, dire a Tullio D'Aponte che lo sforzo per interpretare i bisogni e accrescere la "felicità" dei cittadini lo esercitiamo, ma non sempre le cose riusciamo a realizzarle, in particolare, a realizzarle nei tempi sperati. Gennaro Mola * assessore comunale alla Mobilità.

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Marcegaglia ai politici: ''Imprese hanno bisogno di segnali immediati'' (sezione: Burocrazia)

( da "ADN Kronos" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il futuro presidente di Confindustria in attesa del responso delle urne: ''Alcune proposte elettorali come la defiscalizzazione degli straordinari sono importanti. E' anche urgente una riforma dell'Irap''. Vai allo speciale. Partecipa ai nostri forum ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA Roma, 14 apr. (Adnkronos) - ''Le imprese italiane hanno bisogno di segnali immediati''. In attesa del responso delle urne, è questa la richiesta che Emma Marcegaglia (nella foto), futuro presidente di Confindustria, rivolge alla politica. ''Abbiamo bisogno di segnali immediati- dice in un'intervista pubblicata su 'Les Echos'- per ridare fiducia alle imprese. Alcune proposte elettorali come la defiscalizzazione degli straordinari sono importanti. E' anche urgente una riforma dell'Irap''. E Marcegaglia auspica anche che il prossimo governo sappia affrontare i grandi problemi di medio termine quali la ricerca, l'innovazione e maggiori investimenti sul capitale umano. ''Il sistema dell'istruzione italiano non funziona bene, come mostrano le classifiche dell'Ocse, che vedono l'Italia agli ultimi posti'', dice. Indice puntato anche verso la burocrazia ''costosa e inefficace'' che ''rappresenta un sovraccosto di 14 miliardi l'anno per le piccole e medie imprese, equivalenti a un punto del pil. Molte cose sono inutili e non fanno che allungare i tempi necessari per prendere una decisione''. Avanti tutta, dice poi Marcegaglia, sul fronte delle liberalizzazioni dell'''enorme Moloch'' dei servizi pubblici locali, e dell'energia, che registra i costi più alti d'Europa. Il presidente designato di Confindustria non nasconde la propria preoccupazione per le previsioni di crescita dell'Italia, inferiore alla media europea, con il Sud del Paese fermo e che, per questo, ''va rimesso al centro delle nostre preoccupazioni''. Un altro 'dossier' che richiede tutti gli sforzi di Confindustria è, per Marcegaglia, quello relativo alla contrattazione. Un sistema ''troppo centralizzato che non lascia alcuna flessibilità né a livello locale né alle aziende''. Marcegaglia si dice poi fiduciosa per il made in Italy, che ha registrato buoni risultati all'export l'anno scorso, a condizione però che l'euro non continui a battere record contro il dollaro. ''Finora la Bce ha fatto bene a mantenere un'alta vigilanza sull'inflazione, ma sarebbe forse giunta l'ora di abbassare i tassi di interesse''.

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È residente a Quartu Niente targa al nonno centenario (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 14-04-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))

Argomenti: Burocrazia

Cronaca di Cagliari Pagina 1014 Beffato dalla burocrazia È residente a Quartu Niente targa al nonno centenario Beffato dalla burocrazia --> Quando un cittadino compie cento anni il Comune di residenza gli dona una targa ricordo. Così vuole la tradizione. A volte, però, qualcuno resta a bocca asciutta. Colpa di una burocrazia becera e della scarsa sensibilità delle amministrazioni. Il caso di Mario Collu è emblematico: il 9 aprile, il nonnino di via Bandello ha spento le fatidiche cento candeline e ha festeggiato insieme a parenti e amici. Oltre alla torta, il simpatico vecchietto si aspettava la consueta targa con lo stemma della sua adorata città. Ma non è stato accontentato. Il motivo? Semplice: dopo aver vissuto per quasi vent'anni a Cagliari e pur continuando ad abitare nel suo appartamento di via Bandello (quartiere Cep-Fonsarda), Mario recentemente ha spostato la propria residenza a Quartu. Abbastanza per vedersi negare la targa. Il Comune di Cagliari ha fatto sapere di non potergliela dare perché non risulta più iscritto all'anagrafe del capoluogo; parallelamente l'amministrazione di Quartu si è rifiutata di premiarlo con l'assurdo pretesto che non si tratta di un "quartese doc". Un episodio spiacevole che ha suscitato l'indignazione dei familiari e la rabbia di Mario Firinu, consigliere circoscrizionale che si è adoperato (a lungo ma invano) per fare in modo che il centenario ricevesse il premio. "Non capita tutti i giorni di avere un centenario in famiglia", hanno commentato i parenti delusi: "Ci aspettavamo una maggiore attenzione da parte di entrambi i Comuni. Siamo rimasti davvero male". La mancata premiazione non ha certo rovinato la festa. Figlio di Mariuccia Nieddu di Gonnesa e Federico Collu di Selargius, Mario ha trascorso l'infanzia in Tunisia (il padre dirigeva la miniera di Kalat Esnam). A 18 anni, il trasferimento a Torino per partecipare al concorso per allievi ufficiali di artiglieria. Quindi la lunga carriera militare nell'esercito fino al grado di generale di divisione, infine la pensione. In mezzo, sei anni di prigionia in India durante la II guerra mondiale, importanti incarichi per la Nato a Parigi e a Bruxelles, un matrimonio, due figli (Paola e Roberto), tre nipoti e quattro pronipoti. Il trasferimento a Cagliari 18 anni fa. Mario, ancora lucidissimo e quasi del tutto autosufficiente, parla quattro lingue (italiano, francese, inglese e sardo) e mangia di tutto. In particolare è ghiotto di zeppole e non resiste alla tentazione di assaggiare il maialino arrosto e la treccia in umido coi piselli. Il segreto per campare fino a cent'anni? "Mangiare sano e respirare aria pulita". PAOLO LOCHE.

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Energia alternativa: mappe e modellini per il grande sogno (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Provincia di Sassari Pagina 7055 Mores Scommessa sul fotovoltaico Energia alternativa: mappe e modellini per il grande sogno Mores. Scommessa sul fotovoltaico --> Il grande impianto per il fotovoltaico che ha visto il Comune di Mores fra i primi in Italia nella scelta delle energie alternative è per ora poco più di un'idea. L'amministrazione comunale, proprio per favorire questo processo di conoscenza da parte della popolazione, ha allestito nel palazzo Calvia, fresco di restauro, una mostra con mappe e modellini. Sul piano concreto l'amministrazione comunale, guidata dal sindaco Pasquino Porcu, ha avviato l'iter per l'affidamento dell'incarico di progettazione esecutiva della centrale fotovoltaica che produrrà energia elettrica utilizzando la luce ed il calore del sole. "Le indicazioni di massima per il progetto esecutivo - sostiene il primo cittadino di Mores, Pasquino Porcu - propendono per l'adozione del modello proposto dal primo classificato fra i tredici partecipanti al bando di gara internazionale". Un progetto che, insieme al risparmio per l'intera cittadinanza e per lo stesso Comune, avrebbe un impatto ambientale di grande importanza con il recupero delle aree devastate dalle cave di sabbia e di caolino. "Fra l'altro Mores - sottolinea Pasquino Porcu - con la realizzazione della centrale e con l'altrettanto importante Centro pilota previsto dall'intero progetto, potrebbe diventare punto di interesse non solo per gli abitanti della Sardegna. Un esempio, per tutti: il Centro di produzione autonoma di energia di Friburgo ogni anno viene visitato da centinaia di migliaia di turisti. Nel 2007 sono stati oltre 500 mila i visitatori arrivati solo dal Giappone". Mores, perciò, potrebbe garantirsi per il futuro un turismo di tipo culturale e di ricerca tecnologica. Nell'immediato, la preoccupazione dell'amministrazione comunale è l'affidamento dell'incarico di progettazione esecutiva e il recupero dei denari indispensabili per dare gambe all'idea. Per ora, sarebbero tre i milioni dell'intervento regionale ai quali dovranno aggiungersi le risorse ministeriali e della Comunità europea. Qualche timore, comunque, turba l'animo del sindaco: "Le mie paure sono soprattutto due: una tutta sarda, cioè l'invidia per chi ha un'intuizione felice in patria; la seconda - spiega Porcu - è legata invece ad un male tutto italiano, la burocrazia, che rischia con le sue lungaggini di condannare opere anche importanti. Sarebbe un vero peccato lasciarsi sfuggire possibilità come queste". GIUSEPPE FLORENZANO.

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Spoils system all'italiana (sezione: Burocrazia)

( da "Opinione, L'" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oggi è Lun, 14 Apr 2008 Edizione 72 del 12-04-2008 L'Amministrazione Spoils system all'italiana di Davide Giacalone Lo "spoils system" funziona bene nelle democrazie che hanno sistemi istituzionali con adeguati contropoteri, e dove la burocrazia statale non è necessariamente una carriera a vita. Al cambio di una Presidenza è naturale, negli Stati Uniti, che molti incarichi governativi vedano cambiare l'occupante, rappresentanze diplomatiche comprese. Molti degli uscenti, però, non continueranno a prendere uno stipendio federale, bensì torneranno alle loro precedenti occupazioni, o monetizzeranno le cose apprese mettendosi, dopo qualche tempo, sul mercato. Non c'è nulla di scandaloso nel fatto che il Presidente disponga di uomini "suoi", e, del resto, è lui che è stato incaricato di governare, ed è giusto che ne abbia gli strumenti. Ma il Congresso ha poteri d'indagine veri, e se uno solo degli uomini del Presidente sgarra succede un finimondo. Da noi quel sistema non funziona. Anzi, accade l'esatto contrario: dovendo lasciare il ministero delle finanze, oggi ribattezzato viceministero all'economia, l'attuale dirigenza politica provvede a far promozioni ed occupare 51 nuovi posti, in modo da ipotecare l'amministrazione anche per il dopo la propria dipartita. Se fosse un comportamento originale potremmo denunciarlo come uno scandalo, invece è un'usanza consolidata. I nuovi arrivati potranno pure rimuovere alcuni e metterci persone di propria fiducia, ma sempre garantendo a tutti i "diritti acquisiti", e ciò significa che si paga due, tre, quattro volte la copertura di un solo incarico. Noi abbiamo creato un animale misto: mezzo francese, per la pretesa autonomia della burocrazia pubblica, e mezzo americano, per il preteso rapporto fiduciario con i dirigenti. Realizzando un sistema che umilia l'amministrazione e corrompe la politica. Un capolavoro. A questo s'aggiunga che gran parte dei ruoli dirigenziali sono affidati a burocrati di grado inferiore, in questo modo, al contempo, creando aspettative economiche e di carriera, che nel tempo diverranno inamovibili, e chiarendo che l'unico strumento d'avanzamento è la vicinanza agli interessi politici dei reggenti. Il che non comporta necessariamente un'amministrazione totalmente piegata alla faziosità ed alla partiticizzazione, quando non alle camarille personali, perché tale effetto è mitigato dall'atavica capacità di barcamenarsi, fingendo fedeltà a tutti. Un incrocio fra un Arlecchino goldoniano ed un guicciardiniano "Franza o Spagna, purché se magna". I risultati sono apprezzabili, ad occhio nudo.

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Peghin: "La burocrazia ci soffoca!" (sezione: Burocrazia)

( da "Opinione, L'" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oggi è Lun, 14 Apr 2008 Edizione 72 del 12-04-2008 Confindustria Peghin: "La burocrazia ci soffoca!" di Ugo Zanotto Quella che può essere definita la tassa "burocratica" costa ogni anno alle imprese della provincia di Padova 170 milioni di euro, circa due punti e mezzo di Pil provinciale (2,4%). Gli obblighi e adempimenti fanno perdere ogni anno 1,6 milioni di giornate di lavoro. Per ogni piccola impresa 63 giornate di lavoro (di un dipendente) perse in un anno per bolli e timbri. La denuncia è del presidente di Confindustria Padova, Francesco Peghin, secondo il quale "la burocrazia è un'emergenza nazionale da affrontare subito. Chiunque governi adotti una terapia d'urto se si vogliono mettere le aziende in condizione di crescere e di reagire a questo momento di difficoltà congiunturale". "La burocrazia è - rileva Peghin - una delle insopportabili anomalie che spiegano il deficit di competitività del nostro Paese. Basta un dato su tutti: in Italia la somma delle leggi oggi vigenti è di 21.691, a fronte delle 9.800 della Francia e delle 4.547 della Germania". Per Peghin "serve un concreto impegno e riforme a costo zero per i conti pubblici. Esistono enormi spazi di riduzione degli oneri burocratici attraverso misure efficaci per ridurre ogni anno almeno del 10% i costi: semplificazione dei controlli per le imprese certificate, rinnovo automatico delle autorizzazioni, utilizzo delle procedure on line, riduzione degli adempimenti in materia di privacy".

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Scuola /2 meno burocrazia e statalismo. più insegnanti preparati (sezione: Burocrazia)

( da "Riformista, Il" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Scuola /2 meno burocrazia e statalismo. più insegnanti preparati Chi lavora sul campo vuole un'istruzione europea Aiutiamo i soggetti che già esistono a crescere L'obiettivo del completamento della riforma della scuola italiana non può prescindere, ha ragione in questo senso l'ex ministro Berlinguer, dal confronto con i dati Ocse-Pisa sui livelli di apprendimento dei quindicenni nostrani in lettura, matematica e scienze. Dovrebbero fare notizia, tuttavia, non solo i mediocri standard di prestazione media del complesso degli studenti esaminati, se rapportato a quello degli altri paesi che hanno partecipato alle valutazioni, bensì anche altri segnali, come quelli attinenti la varianza tra le scuole e l'importanza della motivazione ad apprendere quale elemento che entra a far parte integrante della riuscita negli studi. In Italia il 52,1% della varianza totale (ossia la differenza nei risultati tra gli studenti) è spiegata dalla varianza tra scuole, mentre la media Ocse è pari al 33,1%. Questo significa che il centralismo scolastico per quanto persistente è ridotto ad uno scheletro vuoto e che le scuole esprimono, se lo vogliono, profili ed identità connessi ai fattori umani e culturali (intelligenza di dirigenti, intraprendenza di docenti, rapporti con il territorio, ecc.) che seppure con difficoltà si sono imposti su certi condizionamenti di tipo burocratico. L'altro spunto da tenere presente riguarda, come detto, la motivazione ad apprendere quale incentivo al miglioramento delle conoscenze. Le rilevazioni internazionali da tempo insistono sull'importanza della dimensione relazionale dell'apprendimento: peccano quando la riducono ad un problema di tecnica. Non esiste una qualche didattica operativa, per quanto aggiornata, che garantisca il meccanico trasferimento di conoscenze grammaticali, matematiche o scientifiche da una persona (l'insegnante) ad un'altra (l'alunno). La trasformazione delle conoscenze apprese in competenze (la forma che assume nella coscienza personale ciò che si è appreso) richiede un rapporto libero tra persone, dove l'adulto comunica anzitutto, attraverso la materia o l'attività che svolge, una ipotesi di significato che vive in prima persona, e l'allievo impegna la sua libertà nella verifica, talvolta faticosa ma sempre appagante, della scelta di una strada esistenziale, culturale e professionale che si chiarifica seguendo dei maestri. Traendo le somme di queste osservazioni, viene da dire che l'esperienza di chi la scuola la fa sul campo (nella classe e non nei progetti; attraverso le materie insegnate e non mediante astruse attività di socializzazione) mostra di essere un punto di riferimento indispensabile per coloro che dal punto di vista del governo del sistema scolastico si pongono l'obiettivo di colmare la distanza tra le condizioni dell'istruzione in Italia e quelle degli altri paesi europei. Si potrebbe obiettare che l'esperienza non costituisce una strategia complessiva; si deve rispondere che qui si sta parlando non del fare scuola inteso come esperimento e improvvisazione individuale, ma come presa in carico responsabile, da parte di adulti, di tutta la realtà che viene loro incontro con le esigenze e le domande della situazione particolare nella quale sono immersi (quella scuola, quella classe, quella disciplina, quel territorio). La risorsa fondamentale della scuola sono degli insegnanti preparati e motivati: su questo terreno Berlinguer sembra d'accordo. È arrivato anche il momento decisivo (forse) per pensare ad un nuovo itinerario di formazione e reclutamento dei docenti che separi il conferimento dell'abilitazione all'insegnamento dall'assunzione (alla quale devono concorrere direttamente anche le scuole autonome), nonché ad una delineazione della carriera del docente, giuridica ed economica, degna di questo nome. Scontate le dovute distinzioni sono confortanti, su questi ultimi punti, le analogie espresse, almeno a parole, dai due principali schieramenti politici che si contendono la scena. Temi come la valutazione del valore aggiunto delle singole scuole, la valorizzazione delle eccellenze tra gli alunni, l'autonomia finanziaria conferita agli istituti sono entrati nell'orizzonte mentale degli operatori della scuola e, se non del tutto acquisiti, sono materia di riflessione. E tuttavia per non cadere dalla padella nella brace, e cioè per non trasferire certe rigidità tipiche dello statalismo dalla conduzione del sistema generale al livello dell'azione didattica del docente, occorre ribadire un metodo. Esso consiste nell'aiutare i soggetti che esistono (scuole autonome statali e paritarie, compagnie educative di docenti e alunni, ecc.) a crescere, ad esprimersi e ad incontrarsi, piuttosto che appesantire la situazione esistente con una nuova tornata di norme, circolari e leggi. Presidente Diesse (Didattica e Innovazione Scolastica) 14/04/2008.

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MARCEGAGLIA, PIU' FIDUCIA ALLE IMPRESE (sezione: Burocrazia)

( da "Agi" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CONFINDUSTRIA MARCEGAGLIA, PIU' FIDUCIA ALLE IMPRESE Le imprese italiane hanno bisogno "immediatamente di segnali che restituiscano loro la fiducia". Questa la priorita' nell'agenda del prossimo presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, intervistata dal quotidiano francese 'Les Echos'. "Certe proposte elettorali come la detassazione degli straordinari o dei premi - spiega l'imprenditrice - sono importanti. Sarebbe ugualmente urgente riformare l'Irap". Ma tra i punti deboli del sistema Paese che frenano la competitivita' italiana, il futuro numero uno degli industriali include anche "il sistema di istruzione che non funziona bene" e la burocrazia, tanto "costosa e inefficace" da rappresentare un costo supplementare di 14 miliardi di euro l'anno per le Pmi, pari un punto di Pil". E, ancora, bisogna rendere piu' concorrenziali i servizi pubblici locali che, insieme all'energia troppo costosa, rappresentano "un enorme Moloch". La crescita italiana, aggiunge la Marcegaglia, "che sia 0,3 o 0,7%, e' piu' debole rispetto a quella degli altri Paesi europei per una serie di ragioni, a cominciare dal Sud che e' arretrato e che dobbiamo rimettere al centro delle nostre preoccupazioni. Ma vi e' anche il debito pubblico al 105% del Pil che comporta il pagamento di 30 miliardi di euro di interessi in piu' rispetto agli altri partner europei". Non da ultimo, poi, pesa il sistema di negoziazione dei salari troppo centralizzato. Quanto alla politica monetaria della Bce, la Marcegaglia sottolinea come "finora la Bce ha fatto bene e mantenere la guardia alta contro l'inflazione ma sarebbe forse bene, ora, abbassare i tassi di interesse". (AGI) - Roma, 14 apr. -.

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Le politiche non scaldano i milanesi, affluenza in calo (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Como)" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA MILANO pag. 28 Le politiche non scaldano i milanesi, affluenza in calo Alle 22 registrato il 67,3 per cento Sono 53.777 i votanti in meno LE ELEZIONI GRATOSOGLIO IL FANALINO DI CODA, RECORD A VENEZIA-CITTÀ STUDI di MASSIMILIANO MINGOIA ? MILANO ? AFFLUENZA ELETTORALE in calo nei seggi milanesi rispetto alle Politiche del 2006. Alle 22 di ieri la percentuale di votanti era ferma al 67,31 per cento rispetto al 71,11 per cento di due anni fa. Sono dunque 53.777 in meno i cittadini che ieri invece di recarsi nelle 1.248 sezioni, aperte dalle 8 alle 22, hanno preferito restare a casa o sfruttare la giornata primaverile per una gita fuori porta. Un po' più alta l'affluenza in tutta la provincia di Milano (69,30 per cento), comunque in calo rispetto al 2006 (72,51 per cento). Il Comune dell'hinterland con il record di votanti è Calvignasco (78,80 per cento). Tant'è. Gli assenteisti avranno comunque tempo di rifarsi oggi, visto che i seggi resteranno aperti dalle 7 alle 15. La zona di Milano che ha risposto con più entusiasmo all'appello elettorale è stata la 3 (Venezia-Città Studi-Lambrate), che ha raggiunto un'affluenza del 70,45 per cento. Fanalino di coda la Zona 5 (Vigentino-Gratosoglio-Chiaravalle), fermo al 67,71 per cento. NELLE 219 SCUOLE sedi elettorali le operazioni di voto si sono svolte senza particolari intoppi. Dopo il problema delle penne difettose arrivate sabato ai seggi, in mattinata sono state recapitate dal Comune le 5.500 nuove penne utili ai 1.301 presidenti di sezione e ai 5.098 scrutatori per compilare i verbali di rito. Nemmeno i telefonini pare abbiano provocato particolari problemi. Chi ne era in possesso doveva consegnarlo al presidente di sezione prima di entrare nella cabina elettorale. Qualche cittadino l'ha fatto, qualcuno non si voluto privare del proprio cellulare ? tenendolo spento in tasca ? nemmeno per i pochi istanti utili per votare. Fatto sta che ieri sera, nell'ufficio elettorale della Polizia locale, non risultava neanche una denuncia e tantomeno una multa da mille euro per i trasgressori da voto con videotelefonino. Piccolo disagio in un seggio: un ascensore rotto è stato riparato. NEL PRIMO GIORNO di Politiche, intanto, è continuato a pieno ritmo il lavoro nella sede centrale dell'Anagrafe di via Larga e nelle 16 delegazioni decentrate per fornire ai milanesi più sbadati i duplicati delle tessere elettorali e delle carte d'identità. Ieri alle 17, ora di chiusura delle sedi periferiche, sono state 4.106 le tessere elettorali duplicate (21.785 il dato complessivo di aprile), mentre sono state 410 le carte d'identità duplicate (14.384 in tutto aprile). Nel 75 per cento dei casi i milanesi hanno richiesto le copie dei documenti indispensabili per votare nelle 16 sedi decentrate dell'Anagrafe. Soddisfatto l'assessore ai Servizi civici Stefano Pillitteri: "La macchina comunale sta lavorando in maniera efficace nonostante la tempistica molto stretta dovuta al ritardo delle schede del Senato". Non è comunque mancata qualche "odissea" nella burocrazia. Come quella di Luigi Chiarello, 35 anni, che avrebbe voluto votare a Milano ma ha scoperto solo sabato che non era possibile perché non ha ottenuto il cambio di residenza in tempo. Dopo la revisione delle liste elettorali, avvenuta a febbraio a Milano, la legge non consente modifiche in corsa della residenza. "Queste sono le regole", si è visto rispondere Chiarello dagli uffici comunali. IL PRESIDENTE del Consiglio comunale Manfredi Palmeri, infine, ricorda che oggi dalle 15, a urne ormai chiuse, "Palazzo Marino resterà aperto ai milanesi, che potranno seguire in diretta dai terminali della Sala Alessi lo spoglio delle schede".

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Marcegaglia: le imprese hanno bisogno di segnali immediati (sezione: Burocrazia)

( da "Rai News 24" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Roma | 14 aprile 2008 Marcegaglia: le imprese hanno bisogno di segnali immediati Emma Marcegaglia "Le imprese italiane hanno bisogno di segnali immediati". In attesa del responso delle urne, è questa la richiesta che Emma Marcegaglia, futuro presidente di Confindustria, rivolge alla politica. "Abbiamo bisogno di segnali immediati - dice in un'intervista pubblicata su 'Les Echos'- per ridare fiducia alle imprese. Alcune proposte elettorali come la defiscalizzazione degli straordinari sono importanti. E' anche urgente una riforma dell'Irap". E Marcegaglia auspica anche che il prossimo governo sappia affrontare i grandi problemi di medio termine quali la ricerca, l'innovazione e maggiori investimenti sul capitale umano. "Il sistema dell'istruzione italiano non funziona bene, come mostrano le classifiche dell'Ocse, che vedono l'Italia agli ultimi posti", dice. Indice puntato anche verso la burocrazia "costosa e inefficace" che "rappresenta un sovraccosto di 14 miliardi l'anno per le piccole e medie imprese, equivalenti a un punto del pil. Molte cose sono inutili e non fanno che allungare i tempi necessari per prendere una decisione". Avanti tutta, dice poi Marcegaglia, sul fronte delle liberalizzazioni dell"'enorme Moloch" dei servizi pubblici locali, e dell'energia, che registra i costi piu' alti d'Europa. Il presidente designato di Confindustria non nasconde la propria preoccupazione per le previsioni di crescita dell'Italia, inferiore alla media europea, con il Sud del Paese fermo e che, per questo, "va rimesso al centro delle nostre preoccupazioni". Un altro 'dossier' che richiede tutti gli sforzi di Confindustria è, per Marcegaglia, quello relativo alla contrattazione. Un sistema "troppo centralizzato che non lascia alcuna flessibilita' ne' a livello locale nè alle aziende". Marcegaglia si dice poi fiduciosa per il made in Italy, che ha registrato buoni risultati all'export l'anno scorso, a condizione però che l'euro non continui a battere record contro il dollaro. "Finora la Bce ha fatto bene a mantenere un'alta vigilanza sull'inflazione, ma sarebbe forse giunta l'ora di abbassare i tassi di interesse".

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ELEZIONI: SACCONI (PDL), IL LOMBARDO- VENETO CHIEDE MAGGIORE AUTONOMIA E RESPONSABILITA' (sezione: Burocrazia)

( da "ADN Kronos" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

'IL RISULTATO E' INEQUIVOCO STRAVINCE LA COALIZIONE DI BERLUSCONI' ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA Venezia, 14 apr. (Adnkronos) - ''Il risultato veneto e' inequivoco: stravince la coalizione di Silvio Berlusconi e riemerge, quasi come nel 1996, un grande voto in favore della Lega. Il futuro Governo Berlusconi non potra' non rappresentare il grande malessere del lombardo-veneto il quale invoca meno stato, meno tasse, meno burocrazia, migliori servizi per le persone e per le im prese. In particolare il federalismo fiscale dovra' precedere la stessa riforma costituzionale per dare maggiore autonomia e responsabilita' a regioni ed enti locali''. Lo sottolinea il senatore di Fi, Maurizio Sacconi, candidato per il Pdl in Veneto.

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Storie di cani Paolo, randagio fedele salvato da un brutto canile Chissà da quanto vagava per le strade Paolo, da sempre o da quando il suo caro padrone lo aveva abbandonato (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Lecco, La" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Storie di cani Paolo, randagio fedele salvato da un brutto canile Chissà da quanto vagava per le strade Paolo, da sempre o da quando il suo caro padrone lo aveva abbandonato storie di cani Paolo, randagio fedele salvato da un brutto canile Chissà da quanto vagava per le strade Paolo, da sempre o da quando il suo caro padrone lo aveva abbandonato. Vita difficile da randagio, che vuol dire fame, sete e solitudine. Non sappiamo nulla del suo passato, ma un giorno l'ambulanza della Asl lo ha prelevato a fatica lungo una famosa strada ad alta percorrenza, l'asse mediano: lui era accucciato accanto alla "sua" Francesca, una cagnolina come lui, investita e uccisa. Non è stato facile portarlo via dalla sua veglia, dalla sua compagna di sempre. Ma se per tutto c'è una ragione, noi vorremmo che fosse il destino ad aver reso Paolo famoso: la sua storia, quella di una fedeltà e di un amore che non sempre gli umani sanno provare, ha fatto il giro di tutta Italia e diverse persone si sono adoperate per salvarlo da un brutto canile, peggiore della vita da randagio. Come già facciamo per tanti altri poveri sfortunati, noi del Gruppo Spillo (www.gruppospillo.com) abbiamo dato la nostra disponibilità ad ospitare Paolo presso un rifugio di emergenza vicino a Como dove è finalmente arrivato l'8 marzo 2008, accompagnato dalla sua "mamma a distanza", una volontaria che si è particolarmente appassionata alla sua vicenda. E' stato appurato che gode di buona salute anche se ha una leggera zoppia che non compromette la sua capacità di correre e di condurre una vita normale e giocosa. Lui però ha fatto questo viaggio accompagnato dalla speranza di tutti i volontari di trovargli una casa e una famiglia che gli diano amore e un'esistenza degna. Paolo è ancora giovane, ha un folto pelo marrone e bruno e dolcissimi occhi, è una taglia media sui 25 kg ed è bellissimo vederlo venirti incontro per farsi coccolare; e che meraviglia vederlo girarsi a pancia in sù per farsi grattare e poi guardarlo addormentarsi lì accanto, coccolato e appagato. Ama giocare con le cagnoline femmine, mentre non gradisce molto la compagnia degli altri maschi, da vero latin lover. Noi sappiamo che è al sicuro in un posto dove ha una ciotola d'acqua fresca, cibo ogni giorno, e visite di persone che lo amano.. è in un posto pulito ....ma ancora quel posto non è una casa, non è una famiglia. Non solo: se Paolo trova casa, avremo la possibilità di salvare un altro sfortunato come lui. Se desiderate sinceramente la compagnia di un cane, pensate anche a Paolo, che non ha mai avuto nulla: vi aspetta pieno di speranza! Per informazioni e per adozione contattate Sabrina al numero di telefono 349 6401054 o via mail scrivendo a giolibuck@gmail.com . Potete vedere le foto di Paolo nella sezioni cani da adottare del sito www.gruppospillo.com. Manuela Villa e.mail Al voto "Ci hanno tolto la voce anche in cabina elettorale" Egregio direttore, mai la politica è scesa così in basso. Forse non ha tutti i torti il vecchio De Mita quando sollecita nostalgicamente la riscoperta della cultura democristiana (al di là delle improbabili sigle in circolazione): "Hanno deciso di innovare affidandosi al criterio dell'età e così si trovano le liste piene di giovani innocenti che ammettono candidamente di non capire nulla di politica". La politica è servizio, è cambiamento ma è anche stile, fedeltà ai principi, è esempio, è capacità di mettersi in gioco; non deve secondare gli impulsi più bassi della gente ma deve cominciare con l'offrire esempi positivi; se invece il cittadino guarda al politico si sente autorizzato ad imitarlo nel peggio. A Roma una candidata, di professione pornostar, ha presentato sui manifesti i glutei anziché il volto: nessuno si scandalizza e prova vergogna di niente. L'Italia sembra essere diventata un condominio paralizzato dalle beghe: ogni giorno si denunciano brogli ma non se ne offrono le prove. Che fiducia possono avere le persone normali nella classe dirigente? Che opinione possono farsi all'estero su questa forma di autolesionismo? I modelli presi dalla televisione (sguaiata), dalla pubblicità (interessata), dal calcio (scandaloso) non servono a rinnovare la politica. L'attuale campagna elettorale, oltre che inutile perché basata su una legge identica ma capovolta nei suoi significati (non privilegia due coalizioni ma due partiti) e ai limiti della costituzionalità perché toglie all'elettore il diritto di scelta dei candidati confiscato dai parti per premiare la fedeltà ai capi e capetti, è lo specchio di un Paese che, nonostante l'infinita transizione, non è ancora tornato normale. Anziché presentare dei programmi su cui far convergere l'attenzione e la scelta degli elettori, si è puntato tutto sull'emozione, sulla suggestione delle frasi vuote, sull'insulto e sullo scontro ideologico, nonostante la scomparsa delle ideologie. Dopo cinquant'anni si ritira fuori l'armamentario della guerra fredda anche se il comunismo è crollato del 1998. Al leader della sinistra si deve riconoscere di aver fatto una propaganda dignitosa anche se compiacente verso un elettorato che voleva essere adulato e compiaciuto, lesinando promesse di pochi spiccioli a giovani precari, anziani emarginati dopo una vita di lavoro, casalinghe che faticano ad affrontare la quarta settimana. Ma è la destra che si distingue in un'azione corrosiva dei valori che, nonostante tutto, riescono ancora a tenere insieme l'Italia. Un candidato ministro alle riforme istituzionali, invoca i fucili per risolvere una risibile questione grafica di schede. Non sa che gli italiani, costretti a votare un anno sì e l'altro pure, sono diventati degli esperti? Un autorevole senatore, mentre vuole riscrivere la storia della resistenza (torneremo ai libri scolastici di Stato?) celebra come eroe un noto mafioso inquisito dal giudice Falcone, questo sì assassinato dalla mafia. E lo fa, forse, per parlare a quella parte del Paese che guarda proprio alla mafia, la quale non vede il momento di mettere le mani sui lucrosi appalti delle opere del regime, come il ponte di Messina. E che dire poi del candidato premier che esprime disprezzo per i magistrati i quali, secondo lui, dovrebbero essere sottoposti periodicamente a test di attitudine mentale? Che cosa vuol dire? Che finiranno davanti agli psichiatri se oseranno toccarlo e contrastare le "leggi vergogna" da lui approvate e che Prodi non ha revocato come promesso? Una enormità che si accompagna alla nota lieve, da barzelletta, che le donne di destra sono più belle di quelle di sinistra! Nessuno è in grado di prevedere come la classe politica dirigente farà uso del nostro voto. Che cosa vuol fare Berlusconi? Un politica di liberalizzazione o un ritorno al "colbertismo" (statalismo)? E Veltroni accetterà di riformare il mercato del lavoro secondo le indicazioni del prof. Ichino o continuerà a subire l'impostazione passatista e inefficace del sindacato? E' vero che in politica è più facile lanciare accuse strampalate piuttosto che progetti concreti, seminare rancori invece di fornire argomenti. Ma a tutto c' è un limite! Disinformazione e credulità possono fuorviare il pubblico mentre il conformismo dei notabili provinciali e il calcolo dei politici ambiziosi possono fare il resto. Però la Democrazia Cristiana, nei suoi tempi d'oro, è stata capace di recuperare la propensione al qualunquismo e al familismo di una parte degli italiani nell'alveo di una vera democrazia. La disaffezione elettorale è il risultato di uno scontento diffuso, dei programmi inconsistenti e dei candidati (tanti inquisiti) scelti insindacabilmente dalle burocrazie partitiche. Questo divorzio tra legge e giustizia è il frutto avvelenato di un ceto dirigente cinico e avido di privilegi. E' vero che il rifiuto del voto, considerato da molti inutile, non migliora il sistema e che il votare è un dovere, oltretutto costato molto caro; ma è altrettanto vero che non si può sempre chiedere, in questo come in altri campi, di fare il proprio dovere soltanto agli onesti e alla gente normale. Se la causa dell' antipolitica è, come pare indubitabile, la classe politica, allora si pone un problema del limite, oltre il quale la vergogna è di tutti. Camillo Massimo Fiori L'invito "Poniamo più attenzione sulle questioni della giustizia" Cara Provincia, ti ringrazio del commento con il quale ha accompagnato la mia lettera, critica sulla ?sanatoria? (per reati o solo violazioni amministrative) e sulle condanne penali, che non sempre appaiono adeguate. Lei insiste sulla "giusta pena", che non dovrebbe essere una vendetta. Bene, sfonda una porta aperta: in materia ?La Provincia? ha pubblicato mie lettere in aprile, in ottobre e in dicembre: se avrà tempo e voglia di dare un'occhiata, potrà costatare che la mia visione del pianeta giustizia è, sì, un pò rozza, ma ad ampio raggio e, per quanto riguarda l'esecuzione della pena, addirittura in anticipo sui tempi, se non utopica. Oggi, però, vorrei mettere in evidenza la gaffe presunta con la quale Berlusconi avrebbe parlato di visita psichiatrica per i magistrati e vorrei ricordare che siamo alla fine di una campagna elettorale, nella quale tutti fanno a gara nello spararla più grossa (in modo palese o nascosto; chi sicuro di vincere, chi sognandolo). Il problema posto non dovrebbe essere altro che quello di fissare un esame psico-attidudinale, già da qualcuno individuato ben prima della discesa in campo politico da parte di Berlusconi e approfondito quando il ministro Castelli ha tentato di attuare una riforma dell'ordinamento giudiziario, che per me ha la priorità su tutto, se vogliamo rimettere un pò d'ordine nel nostro Paese. Non vorrei stancare con le ripetizioni: prima l'ordinamento giudiziario, poi l'elefantiaco (anzi baleniero) sistema legislativo, a cominciare dalle necessarie modifiche di una Costituzione, che sarà stata pure un capolavoro di ingegneria politica, ma che ha, ormai, sessant'anni e pare non se li porti bene, se, da almeno trenta, tanti hanno sentito l'esigenza almeno di un suo lifting. Naturalmente non si può dimenticare la scuola e la sanità, che non navigano in acque migliori. Ma tale esame psico-attitudinale (o come chiamar si voglia) dovrebbe essere svolto, a mio avviso, prima dell'espletamento del concorso, per evitare perdite di tempo per l'amministrazione e per i candidati ed anche false e dannose illusioni per questi ultimi. Il sostituto procuratore Matone, che ho avuto modo di apprezzare per un equilibrato intervento a ?Porta a Porta? di qualche anno fa, ha manifestato sul ?Corriere? di oggi il suo timore per la imparzialità del test, il quale, come tutte le cose umane, avrà qualche punto debole, però penso che ormai, dopo decenni e decenni d'uso, dia ottime garanzie e, comunque, ... meglio che niente. Successivo praticantato di almeno un anno presso uno studio legale e, infine, l'esame per l'accertamento di una elevata preparazione giuridica. Naturalmente il primo anno il neo giudice dovrebbe affiancare un magistrato già ben collaudato (e patentato). Alcune considerazioni personali, per quello che valgono: per quanto riguarda i giudici, penso che dovrebbero essere stabiliti criteri di valutazione meritocratici, che dovrebbero soppiantare qualunque considerazione temporale, per la progressione in carriera. Anzi forse sarebbe meglio che la minore età fosse, alla pari, un titolo di preferenza: non penso vi possano essere problemi di legittimità anche per tutti quelli già in servizio. Trattandosi di un'attività veramente stressante, tale valutazione dovrebbe ripetersi periodicamente. La categoria dei magistrati dovrebbe comprendere solo i giudici e dovrebbe essere separata totalmente da quella degli inquirenti, categoria pubblica più affine a quella privata degli avvocati. I magistrati, così individuati, dovrebbero svolgere solo attività giudiziaria, con esclusione di ogni altra di natura amministrativa (corpi di reato, campioni, via via fino alla direzione degli uffici; ma anche volontaria giurisdizione, decreti civili e penali), nonché di ogni attività extra, più frequentata di quanto si possa pensare: giornalismo, insegnamento, arbitrato, politica (e qui farei un altro discorso scorretto), consulenza e quant'altro. Mario Grosso 14/04/2008.

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La risposta Ma che cavallo di Garibaldi (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Sondrio, La" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

La risposta Ma che cavallo di Garibaldi la risposta Ma che cavallo di Garibaldi... Qui a Sondrio non c'è mai stato Certo che era proprio un bel cavallo quello su cui sedeva Garibaldi: non certo in piazza a Sondrio, forse nelle pampas del sud America durante le lotte che l'eroe ha affrontato laggiù! E lì il cavallo deve essere rimasto, credo, visto che in piazza non si è mai visto. Forse solo nella fantasia del bravo Bettini che, o ricorda un'altra piazza o, da buon tiranese, vuole prendere in giro noi sondriesi! Cordialmente. Ivo Del Maffeo incidente sciistico Grazie a tutti quanti mi hanno soccorso a Madesimo Con questa lettera voglio ringraziare e soprattutto sottolineare la grande efficienza e professionalità della Polizia di Stato guidata da Lorenzo Paggi e i componenti della Sky Area di Madesimo guidati da Francesca Cervieri che mi hanno assistito in seguito ad un grave incidente sciistico occorsomi in data 26-2-2008. Voglio anche ringraziare il personale medico e paramedico dell'Eli Soccorso del Presidio di Sondrio che da Madesimo mi ha trasportato all'Ospedale di Chiavenna. Anche all'Ospedale di Chiavenna ho trovato da parte dei medici e degli infermieri grande professionalità ed efficienza. Ci si lamenta spesso dell'inefficienza della nostra organizzazione pubblica e si lodano sempre quelle straniere portandole a esempio. Qualche volta bisogna rassicurare i cittadini sul fatto che anche da noi esistono servizi e strutture mediche e paramediche di cui non solo fidarsi ma essere orgogliosi!! Grazie a tutti! Dott. Roberto Zagni L'invito Poniamo più attenzione sulle questioni della giustizia Cara Provincia, ti ringrazio del commento con il quale ha accompagnato la mia lettera, critica sulla ?sanatoria? (per reati o solo violazioni amministrative) e sulle condanne penali, che non sempre appaiono adeguate. Lei insiste sulla "giusta pena", che non dovrebbe essere una vendetta. Bene, sfonda una porta aperta: in materia ?La Provincia? ha pubblicato mie lettere in aprile, in ottobre e in dicembre: se avrà tempo e voglia di dare un'occhiata, potrà costatare che la mia visione del pianeta giustizia è, sì, un pò rozza, ma ad ampio raggio e, per quanto riguarda l'esecuzione della pena, addirittura in anticipo sui tempi, se non utopica. Oggi, però, vorrei mettere in evidenza la gaffe presunta con la quale Berlusconi avrebbe parlato di visita psichiatrica per i magistrati e vorrei ricordare che siamo alla fine di una campagna elettorale, nella quale tutti fanno a gara nello spararla più grossa (in modo palese o nascosto; chi sicuro di vincere, chi sognandolo). Il problema posto non dovrebbe essere altro che quello di fissare un esame psico-attidudinale, già da qualcuno individuato ben prima della discesa in campo politico da parte di Berlusconi e approfondito quando il ministro Castelli ha tentato di attuare una riforma dell'ordinamento giudiziario, che per me ha la priorità su tutto, se vogliamo rimettere un pò d'ordine nel nostro Paese. Non vorrei stancare con le ripetizioni: prima l'ordinamento giudiziario, poi l'elefantiaco (anzi baleniero) sistema legislativo, a cominciare dalle necessarie modifiche di una Costituzione, che sarà stata pure un capolavoro di ingegneria politica, ma che ha, ormai, sessant'anni e pare non se li porti bene, se, da almeno trenta, tanti hanno sentito l'esigenza almeno di un suo lifting. Naturalmente non si può dimenticare la scuola e la sanità, che non navigano in acque migliori. Ma tale esame psico-attitudinale (o come chiamar si voglia) dovrebbe essere svolto, a mio avviso, prima dell'espletamento del concorso, per evitare perdite di tempo per l'amministrazione e per i candidati ed anche false e dannose illusioni per questi ultimi. Il sostituto procuratore Matone, che ho avuto modo di apprezzare per un equilibrato intervento a ?Porta a Porta? di qualche anno fa, ha manifestato sul ?Corriere? di oggi il suo timore per la imparzialità del test, il quale, come tutte le cose umane, avrà qualche punto debole, però penso che ormai, dopo decenni e decenni d'uso, dia ottime garanzie e, comunque, ... meglio che niente. Successivo praticantato di almeno un anno presso uno studio legale e, infine, l'esame per l'accertamento di una elevata preparazione giuridica. Naturalmente il primo anno il neo giudice dovrebbe affiancare un magistrato già ben collaudato (e patentato). Alcune considerazioni personali, per quello che valgono: per quanto riguarda i giudici, penso che dovrebbero essere stabiliti criteri di valutazione meritocratici, che dovrebbero soppiantare qualunque considerazione temporale, per la progressione in carriera. Anzi forse sarebbe meglio che la minore età fosse, alla pari, un titolo di preferenza: non penso vi possano essere problemi di legittimità anche per tutti quelli già in servizio. Trattandosi di un'attività veramente stressante, tale valutazione dovrebbe ripetersi periodicamente. La categoria dei magistrati dovrebbe comprendere solo i giudici e dovrebbe essere separata totalmente da quella degli inquirenti, categoria pubblica più affine a quella privata degli avvocati. I magistrati, così individuati, dovrebbero svolgere solo attività giudiziaria, con esclusione di ogni altra di natura amministrativa (corpi di reato, campioni, via via fino alla direzione degli uffici; ma anche volontaria giurisdizione, decreti civili e penali), nonché di ogni attività extra, più frequentata di quanto si possa pensare: giornalismo, insegnamento, arbitrato, politica (e qui farei un altro discorso scorretto), consulenza e quant'altro. Mario Grosso elezioni Ci hanno tolto la voce anche in cabina elettorale Mai la politica è scesa così in basso. Forse non ha tutti i torti il vecchio De Mita quando sollecita nostalgicamente la riscoperta della cultura democristiana (al di là delle improbabili sigle in circolazione): "Hanno deciso di innovare affidandosi al criterio dell'età e così si trovano le liste piene di giovani innocenti che ammettono candidamente di non capire nulla di politica". La politica è servizio, è cambiamento ma è anche stile, fedeltà ai principi, è esempio, è capacità di mettersi in gioco; non deve secondare gli impulsi più bassi della gente ma deve cominciare con l'offrire esempi positivi; se invece il cittadino guarda al politico si sente autorizzato ad imitarlo nel peggio. A Roma una candidata, di professione pornostar, ha presentato sui manifesti i glutei anziché il volto: nessuno si scandalizza e prova vergogna di niente. L'Italia sembra essere diventata un condominio paralizzato dalle beghe: ogni giorno si denunciano brogli ma non se ne offrono le prove. Che fiducia possono avere le persone normali nella classe dirigente? Che opinione possono farsi all'estero su questa forma di autolesionismo? I modelli presi dalla televisione (sguaiata), dalla pubblicità (interessata), dal calcio (scandaloso) non servono a rinnovare la politica. L'attuale campagna elettorale, oltre che inutile perché basata su una legge identica ma capovolta nei suoi significati (non privilegia due coalizioni ma due partiti) e ai limiti della costituzionalità perché toglie all'elettore il diritto di scelta dei candidati confiscato dai parti per premiare la fedeltà ai capi e capetti, è lo specchio di un Paese che, nonostante l'infinita transizione, non è ancora tornato normale. Anziché presentare dei programmi su cui far convergere l'attenzione e la scelta degli elettori, si è puntato tutto sull'emozione, sulla suggestione delle frasi vuote, sull'insulto e sullo scontro ideologico, nonostante la scomparsa delle ideologie. Dopo cinquant'anni si ritira fuori l'armamentario della guerra fredda anche se il comunismo è crollato del 1998: la campagna elettorale si svolge tra due persone che neppure vogliono incontrarsi in un dibattito televisivo. Al leader della sinistra si deve riconoscere di aver fatto una propaganda dignitosa anche se compiacente verso un elettorato che voleva essere adulato e compiaciuto, lesinando promesse di pochi spiccioli a giovani precari, anziani emarginati dopo una vita di lavoro, casalinghe che faticano ad affrontare la quarta settimana. Ma è la destra che si distingue in un'azione corrosiva dei valori che, nonostante tutto, riescono ancora a tenere insieme l'Italia. Un candidato ministro alle riforme istituzionali, invoca i fucili per risolvere una risibile questione grafica di schede. Non sa che gli italiani, costretti a votare un anno sì e l'altro pure, sono diventati degli esperti? Un autorevole senatore, mentre vuole riscrivere la storia della resistenza (torneremo ai libri scolastici di Stato?) celebra come eroe un noto mafioso inquisito dal giudice Falcone, questo sì assassinato dalla mafia. E lo fa, forse, per parlare a quella parte del Paese che guarda proprio alla mafia, la quale non vede il momento di mettere le mani sui lucrosi appalti delle opere del regime, come il ponte di Messina. E che dire poi del candidato premier che esprime disprezzo per i magistrati i quali, secondo lui, dovrebbero essere sottoposti periodicamente a test di attitudine mentale? Che cosa vuol dire? Che finiranno davanti agli psichiatri se oseranno toccarlo e contrastare le "leggi vergogna" da lui approvate e che Prodi non ha revocato come promesso? Una enormità che si accompagna alla nota lieve, da barzelletta, che le donne di destra sono più belle di quelle di sinistra! Tra una settimana quest'uomo imprevedibile, che si contraddice giorno dopo giorno, che afferma per smentire, che usa un'azienda come Alitalia e i suoi dipendenti e clienti come un gingillo elettorale, potrebbe essere il capo del governo di un Paese che non cresce più, che è bloccato dai conflitti di interesse, compreso il suo, che ha il debito più alto tra i Paesi industrializzati. Nessuno è in grado di prevedere come la classe politica dirigente farà uso del nostro voto. Che cosa vuol fare Berlusconi? Un politica di liberalizzazione o un ritorno al "colbertismo" (statalismo)? E Veltroni accetterà di riformare il mercato del lavoro secondo le indicazioni del prof. Ichino o continuerà a subire l'impostazione passatista e inefficace del sindacato? E' vero che in politica è più facile lanciare accuse strampalate piuttosto che progetti concreti, seminare rancori invece di fornire argomenti. Ma a tutto c' è un limite! Disinformazione e credulità possono fuorviare il pubblico mentre il conformismo dei notabili provinciali e il calcolo dei politici ambiziosi possono fare il resto. Però la Democrazia Cristiana, nei suoi tempi d'oro, è stata capace di recuperare la propensione al qualunquismo e al familismo di una parte degli italiani nell'alveo di una vera democrazia. La disaffezione elettorale è il risultato di uno scontento diffuso, dei programmi inconsistenti e dei candidati (tanti inquisiti) scelti insindacabilmente dalle burocrazie partitiche. Questo divorzio tra legge e giustizia è il frutto avvelenato di un ceto dirigente cinico e avido di privilegi. E' vero che il rifiuto del voto, considerato da molti inutile, non migliora il sistema e che il votare è un dovere, oltretutto costato molto caro; ma è altrettanto vero che non si può sempre chiedere, in questo come in altri campi, di fare il proprio dovere soltanto agli onesti e alla gente normale. Se la causa dell' antipolitica è, come pare indubitabile, la classe politica, allora si pone un problema del limite, oltre il quale la vergogna è di tutti. Camillo Massimo Fiori 14/04/2008.

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All'ex San Gallicano, dove un altro mondo è possibile (sezione: Burocrazia)

( da "AprileOnline.info" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Enrico Campofreda, 08 aprile 2008, 16:30 Storie italiane Nel 2000, l'ospedale è stato trasferito a Roma sud, ma nella storica sede trasteverina resiste lo staff di medicina preventiva delle migrazioni: cinquanta "combattenti" che forniscono cure gratuite a pazienti borderline, delle fasce deboli del Terzo Millennio: migranti, barboni e senza fissa dimora, donne vendute dal racket della prostituzione e abusate, rom. E nuovi poveri "Il nostro lavoro è rivolto anche a quelle classi sociali che mai penserebbero di accedere in questi padiglioni". I padiglioni sono quelli dell'Istituto San Gallicano di Roma, un ospedale con tre secoli di storia e dal Duemila trasferito a Mostacciano dalla monumentale sede nel cuore di Trastevere. Chi fa questa considerazione è il professor Aldo Morrone, direttore della struttura di Medicina preventiva delle Migrazioni, Turismo e Dermatologia tropicale creata da lui stesso nel 1985 che continua a vivere nell'edificio barocco del Fuga per la caparbietà, la passione, il desiderio concreto di solidarietà suo e dello staff che lo contorna. Questi cinquanta 'combattenti' come li hanno definiti ricercatori di altre nazioni - tre medici interni e tre in prestito, due infermieri, psicologi, sociologi, antropologi, assistenti sociali, mediatori culturali tutti contrattisti o borsisti, e alcuni impiegati, di cui uno di ruolo e tre pensionate che prestano servizio volontario - sono disposti a resistere. Proseguono la marcia sull'impervio cammino degli intralci d'una burocrazia che affianca alla normale prassi infarcita di lentezze e difficoltà "quel mix di minacce e di chi giudicava quest'attività come extra istituzionale". Che sta a significare borderline come i pazienti visitati. Sono le fasce deboli del Terzo Millennio dunque i migranti, barboni e senza fissa dimora, donne vendute dal racket della prostituzione e abusate, rom. E i poveri acquisiti, cresciuti esponenzialmente nell'ultimo decennio non solo per le cadute di status seguite a repentine disoccupazioni, ma per l'indigenza che s'aggrappa ed erode le pensioni sociali, sgretola il potere d'acquisto con le speculazioni commerciali sull'euro e un carovita crescente e sempre più tiranno. Per alcuni di loro curarsi, anche di fronte a malattie endemiche come tigna e scabbia, viene dopo aver risolto i problemi primari di mangiare e dormire. "E al di là delle prime cure che può offrire un Pronto Soccorso chi riscontra talune patologie e si trascina dietro colori e odori della sua condizione fatta di vita di strada, buste di plastica al posto di borse, igiene approssimativa o assente trova difficoltà d'inserimento nelle stesse strutture ospedaliere ordinarie" afferma il professore. Che però non teorizza un sistema di apartheid all'inverso anzi la tenacia dell'impegno trentennale gli ha prodotto riconoscimenti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità che ha segnalato la sua come 'esperienza d'eccellenza mondiale'. "Ne è passato di tempo da quand'ero costretto a visitare fuori dell'orario di servizio i pazienti immigrati irregolari o clandestini nella camera mortuaria dell'Istituto Dermosifilopatico. Avete capito bene: nella camera mortuaria perché quelle persone sans papiers ante litteram venivano considerate dalla società prive di diritti e dunque disconosciute quasi nella loro stessa esistenza. Quando cominciai l'amministrazione e la politica tendevano a scoraggiare quest'attività con una rigida prassi sovietizzante: tutto ciò che non rientrava nei canoni precostituiti veniva intralciato. Paradossalmente siamo stati costretti per circa quindici anni alla 'clandestinità' in una struttura pubblica". "Solo alla fine degli anni Novanta con la legge Turco-Napolitano abbiamo trovato appigli normativi che rafforzassero quel sostegno ai migranti che offrivamo da anni ben oltre lo stesso intervento sanitario. Dal 1998 una delibera ha garantito alla struttura di operare in orario di servizio alla luce del sole, seppure abbiamo dovuto attendere due anni perché tutto diventasse esecutivo". "Il problema dei flussi migratori investe molti aspetti e quello culturale non è affatto secondario - prosegue Morrone -. La nostra organizzazione aveva fatto esperienze minute con chi proveniva dal Corno d'Africa all'inizio dei Settanta e coi polacchi del sindacato Solidarnosc dopo l'avvento di papa Woytila. Anche a fine anni Ottanta con la legge Martelli la situazione non cambiava di molto, c'erano partiti assolutamente contrari ai flussi migratori, e non era solo la Lega di Bossi. Solo dopo le parziali normative del '95 giunse una legge che non nascondeva la testa sotto la sabbia. Ma intanto diverse strutture non governative affrontavano le emergenze dei clandestini dai boat people ad altro. Il nostro Istituto, che rispondeva a precisi impegni di ricerca scientifica e ci ha visto negli anni collaborare con strutture simili in India, Cambogia, Etiopia, Eritrea, Albania, era ormai lanciato da un'attività pluridecennale anche se personalmente correvo sempre il rischio d'essere denunciato per personalissime ed estese interpretazioni delle normative ed eccesso di zelo". "Oggi la situazione è migliorata, si è raggiunto un riconoscimento teorico del ruolo delle politiche sociali anche se i fondi per praticarle spesso continuano a mancare perciò la razionalizzazione delle risorse non è praticabile pur di fronte alla necessità crescente di ambulatori - parliamo dell'assistenza sanitaria di dermatologia, infettivologia, oncologia, ginecologia e medicina preventiva - aperto dal lunedì al venerdì, compresi due pomeriggi, che smaltiscono anche centocinquanta visite quotidiane. L'evoluzione del progetto ci ha visto creare risultati per i quali parlano i numeri (oltre centomila immigrati assisti in 32 anni) e le valutazioni di prestigiosi organismi mondiali, credo che difficilmente si possa tornare indietro. I molteplici servizi forniti affiancati a quello medico, dal legale allo scolastico, sono svolti da professionisti che operano di fronte a una complessità di problemi decisamente superiori alla media. Prendersi cura dei soggetti che trattiamo significa stabilire con loro intimità, accoglierli, rispettarli, dargli quiete e tranquillità. Significa ascoltarne i ritmi ed essere in armonia con loro. Tali professionalità andrebbero coinvolte in funzioni decisionali che risulterebbero utili non solo per la città e le regioni Puglia e Sicilia con cui collaboreremo per un triennio, ma per l'intera nazione". "La tenerezza può e deve convivere con l'impegno estremo per una causa, come aveva dimostrato quel medico argentino che rispondeva al nome di Guevara. Di lui conserviamo questa sentenza ispiratrice: diventare duri senza perdere la tenerezza". Personalmente, dice Morrone, non li ho mai persi di vista.

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(...) Il tutto appare ragionevole, ma non è detto che lo sia. Mentre un'impostazione tecnocratica co (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Como, La" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

(...) Il tutto appare ragionevole, ma non è detto che lo sia. Mentre un'impostazione tecnocratica conduce alle proposte di Draghi (che affidano alle banche centrali la correttezza dei comportamenti degli attori finanziari), un'impostazione liberale avrebbe puntato il dito sulla limitata concorrenza del settore: nel quale è difficile entrare e che è sottoposto ad una stretta vigilanza, talora all'origine di rapporti collusivi tra controllori e controllati. Ma la direzione suggerita da Draghi rafforza proprio quelle burocrazie che limitano la concorrenza e indeboliscono il consumatore. Se non sarà facile individuare una via d'uscita dalla crisi presente, bisognerà comunque tornare a discutere con pacatezza e senso di responsabilità sulle soluzioni da scongiurare quanto più è possibile il ripetersi di simili situazioni. In Italia, inoltre, è importante che il prossimo parlamento si faccia carico di adottare quelle riforme che possono dare vigore - indipendentemente dalla congiuntura - all'economia produttiva. Il governo dovrà insomma evitare di usare, come invece accadde nel 2001, le difficoltà del contesto generale per ritardare o evitare un rinnovamento del Paese. Come ha sottolineato pure Tom Palmer (analista del Cato Institute di Washington) in un'intervista concessa a un quotidiano italiano, l'Italia ha urgente bisogno di ridurre la tassazione e con essa gli ostacoli burocratici che ne frenano lo sviluppo. In particolare, c'è un'evidente necessità di ridimensionare la spesa pubblica e il ruolo dello Stato, anche cancellando lo Stato imprenditore (dalle poste alle ferrovie). Quali che siano i risultati elettorali e, in un secondo tempo, quali che siano le alchimie che finiranno per disegnare gli equilibri politici del prossimo esecutivo, c'è da sperare che si sappia puntare sulle forze vive del Paese, dando più spazio al privato e all'imprenditoria. Carlo Lottieri 14/04/2008.

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Anche gli ambulanti contro il mercatino (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Como, La" del 14-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Galimberti (Confesercenti) contrario all'iniziativa del Comune di portare in piazza le bancarelle dei produttori locali Anche gli ambulanti contro il mercatino "Noi dobbiamo rispettare norme che per loro sembrano non valere. E poi non c'è controllo sui prezzi" Cantù "Se in Comune proprio vogliono permettere i mercatini agricoli, che provino pure. Ma attenzione: ci devono essere regole precise, come per tutti gli altri ambulanti. Altrimenti i consumatori rischiano di non essere tutelati a dovere". Agostino Galimberti, presidente onorario di Confesercenti e referente per Cantù dell'associazione di categoria - che raggruppa soprattutto gli ambulanti - mette in guardia dai possibili inganni che potrebbero celarsi dietro l'iniziativa che, a partire dal prossimo primo maggio, sarà ospitata in città sul parcheggio di via Tripoli. Iniziativa già criticata anche da Confcommercio. L'idea del sindaco Tiziana Sala, che si concretizzerà già il primo maggio prossimo in piazza Garibaldi, è quella di creare un luogo dove acquistare prodotti locali, venduti direttamente dai produttori. In teoria, gli ambulanti presenti dovrebbero rappresentare una certa garanzia di qualità, provenienza e di risparmio per i consumatori. Ma per Galimberti la trasparenza sui prezzi e la stessa provenienza dei prodotti, invece, non può essere data per scontata. "Nei mercatini agricoli c'è il rischio che qualcuno venda prodotti non realizzati nella propria azienda. Ogni banchetto può offrire al pubblico una percentuale di merce significativa di tutt'altro genere rispetto alle peculiarità del singolo produttore, e che potrebbe arrivare anche al 30% di quanto esposto. In questo modo, parte di alcuni beni messi in vendita potrebbero costare anche ben oltre il dovuto". Galimberti, lui stesso ambulante, ricorda quanto, in questi anni, è accaduto con le esperienze nei mercati agricoli della zona. "Sono tutti partiti con entusiasmo. Ma poi le iniziative si sono ridotte di presenze, per una scarsa partecipazione a partire proprio dagli espositori. Penso a quanto è successo a Cermenate, Guanzate. E a Lomazzo: dalle tredici bancarelle iniziali si è passati ad ospitare ora soltanto un paio di banchetti". E a Como hanno provocato la rivolta dei commercianti. Mentre intanto i mercati ? in senso tradizionale ? non navigano comunque in acque troppo felici. "Forse anziché pensare ai mercati agricoli, si potrebbe pensare a incentivare all'acquisto nelle aree di vendita degli ambulanti già esistenti sul territorio. A noi nessuno sembra fare molta pubblicità. E poi servono per tutti le stesse condizioni sia dal punto di vista fiscale, che da quello igienico sanitario". Per gli ambulanti tradizionali, ogni giorno bisogna rendere conto al gigante della burocrazia. "Noi del mercato "classico" siamo tenuti a rispettare norme precise, e a compilare pagine e pagine di documenti - dice Galimberti - Dove ci viene chiesto addirittura quale detersivo usiamo per pulire le paratie di vetro dietro al quale esponiamo gli alimenti. In occasione di alcuni mercatini agricoli, visti ora come la panacea di tutti i mali del caro prezzi, mi è capitato invece di vedere il contrario: cibi esposti sul banco, senza nessuna protezione. E, tra l'altro, a prezzi che, a volte, costavano il doppio rispetto alla media. Prezzi assolutamente fuori di testa". Ch. G. 14/04/2008.

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