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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


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IN EVIDENZA

L'invadenza delle Leggi  di Piero Ostellino (Il Corriere della Sera 14-3-2008)

CITTADINI, POLITICA E STATO

Le parole d'ordine del Pdl e del Pd si assomigliano perché frutto dei sondaggi. Si interroga la «gente »; poi i partiti adottano i temi più gettonati. E' il trionfo del marketing sulla politica. Pdl e Pd non sottopongono alla «gente» il problema del potere pubblico e dei suoi limiti perché non è un prodotto elettoralmente «commerciabile ». Ma, così, perdono di vista la differenza fra la società aperta e una chiusa. Lo Stato non c'è dove dovrebbe esserci — garantire sicurezza, legalità, giustizia, istruzione — e c'è dove non deve, producendo illegalità, divieti, vincoli, sanzioni illegittime.

Assegnare allo Stato una finalità etica (per esempio la giustizia sociale) accresce il potere della classe politica. Lo Stato liberale non è produttore di un'«etica pubblica», bensì di un quadro giuridico entro il quale gli individui sviluppano le loro potenzialità. L'economia di mercato dev'essere regolata dalla politica, ma non può essere piegata a un obiettivo «esterno» ai processi che ne presiedono la produzione di ricchezza. Che è neutrale. L'interventismo pubblico nell'economia di mercato è come l'intrusione della polizia nelle libertà politiche dei cittadini. Da noi la legislazione non fissa solo norme di condotta. Vuole modellare l'Uomo. Ma l'enorme produzione di leggi vanifica la certezza del diritto e paralizza la società. Pdl e Pd non capiscono che, per modernizzare il Paese, è vitale una radicale «semplificazione legislativa » che riduca la pletora di leggi vigenti. Il tema non era nei sondaggi.

E infatti il 5 marzo è entrata in vigore la legge 188/2007 che stabilisce quanto segue. 1) Il lavoratore che vuole dimettersi deve recarsi presso un soggetto intermedio: il Comune e simili. 2) Il soggetto intermedio si collega al Sistema Informativo Mdv del Ministero del Lavoro e inserisce i dati relativi alla dimissione. 3) Il Sistema rilascia il Documento delle Dimissioni Volontarie con un codice univoco e una data di rilascio (validità 15 gg.). 4) Il soggetto intermedio consegna al lavoratore il Documento emesso, vidimato. 5) Il lavoratore consegna il Documento al datore di lavoro. 6) Le dimissioni non sono valide se formulate in altra forma. E' un esempio di mentalità totalitaria: regolamentare tutto affinché tutto sia proibito tranne ciò che è espressamente consentito. La ratio, evitare che i datori di lavoro facciano firmare una lettera in bianco di dimissioni all'atto dell'assunzione. L'infrazione non è solo punita, come già accade; è anche resa impossibile. Parafrasando S. Agostino: la peste dello Stato (totalitario) è la possibilità di infrazione. Per il pensiero totalitario è il settore pubblico che produce «beni pubblici». Esso non distingue fra «servizio pubblico » — prestato dalla Pubblica amministrazione — e «beni pubblici», che rispondono al consumatore; li confonde, li assimila e, per fornire l'uno e produrre gli altri, aumenta le tasse. Ma in una società aperta non c'è distinzione fra settore pubblico e privato nella produzione di «beni pubblici». Che possono essere prodotti dall'uno o dall'altro. Se ai privati non conviene aprire una farmacia in un paesino, non si vede perché non lo debba fare il Comune. Diverso è il caso della struttura «privatistica », controllata dal Comune, che gestisce i cinema di Bologna. Il primo caso è società aperta; l'altro neo-comunismo municipale.

14 marzo 2008


Report "Burocrazia"

Burocrazia ( da "Gazzetta di Parma, La" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia 110 giornate l'anno Quello della burocrazia è un problema concreto. Bonazzi ha rilevato che... continua... Per leggere il testo completo dell'articolo, registrati al nuovo "sfogliatore" online.

SU LACITTADISALERN ( da "Citta' di Salerno, La" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Perchè questo tsunami demografico? Carenza di fondi? Assenza di concorsi? Eccessiva burocrazia? Raccomandazioni e favoritismi? Raccontateci le vostre esperienze sul sito Internet del nostro quotidiano www.lacittadisalerno.it. Il sondaggio è on line da questo pomeriggio.

I precari dell'universitá tra baroni e favoritismi ( da "Citta' di Salerno, La" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia, le raccomandazioni, sono stati gli argomenti che hanno animato il nuovo speciale della web radio andato in onda mercoledì pomeriggio e realizzato dall'ateneo in collaborazione con il nostro quotidiano. Il fenomeno - decisamente spinoso e ricco di provocazioni a cui gli stessi "baroni" non si sono sottratti - è stato osservato da diverse angolazioni,

Trascinati dalla meccanica e dagli yacht ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: questo ambito diventa sempre più urgente e indilazionabile dotare il Paese delle riforme strutturali: meno burocrazia, meno tasse sul lavoro, più infrastrutture". ULTIMO SGUARDO ai due colossi emergenti, e cioè la Cina e l'India. L'export ha fatto registrare un volume di affari pari a 28 milioni con una crescita del 34,2%. L'import ha fatto segnare un più 92% con 129 milioni di euro.

COLBORDOLO - E' VISIBILE dalla strada. Come da progetto, una ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Conclusa la burocrazia del caso, se non ci sono intoppi, potremo quindi informare, con un'assemblea pubblica, la cittadinanza. In quell'occasione, il provider renderà note anche le tariffe per accedere al servizio". Solidea Vitali Rosati - -->.

LA CONFARTIGIANATO ha incontrato l'amministrazione Comunale di Chiaravalle p ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia. Nell'ambito dell'incontro l'Amministrazione comunale rappresentata dal Sindaco Daniela Montali e dall'assessore Brandoni, ha tenuto a precisare che per quest'anno non ci saranno aumenti sostanziali. Giovanna Gori Vice Presidente del comitato intercomunale della Confartigianato ha proposto all'amministrazione comunale di Chiaravalle di concedere contributi per le neo aziende

Di CRISTINA BELVEDERE - PERUGIA - IL SETTORE delle costruzioni, d ( da "Nazione, La (Umbria)" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia più semplice e snella, a un costo del lavoro più contenuto, ad aumenti salariali legati anche alla produttività e a una reale diminuzione del cuneo fiscale". IN PARTICOLARE, Carini ha ricordato temi cari alla categoria come la sicurezza nei cantieri, la lotta al "lavoro nero", la necessità di premiare le imprese virtuose e la grave crisi del mercato delle opere pubbliche.

Carovita: in città ricompare il libretto ( da "Alto Adige" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Quanto alle iniziative che il Comune potrebbe fare per sostenere il commercio, il giovane gestore dell'alimentari di via Sottomonte ha le idee chiare: "Una burocrazia più snella, perché per poter lavorare ho dovuto attendere mesi e i documenti da preparare non finivano mai".

Fondamentale decentrare i servizi ( da "Giornale di Brescia" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: L'anagrafe ad esempio - sostiene Rolfi - potrebbe essere potenziata con ulteriori servizi come il rilascio del passaporto, il rilascio delle piccole concessioni edilizie, le piccole manutenzioni. Si snellirebbe la burocrazia, si servirebbero meglio i cittadini e si ridurrebbero i costi della politica".

MANCA il sollevatore, i permessi tardano e la burocrazia 'ingoia' il di ( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tra i diritti dei lavoratori e quelli di Valentina c'è di mezzo la burocrazia che allunga i tempi. Non vuole pietà, Carla Poletti, ma nemmeno sentirsi dire che "sono fortunatissima ad avere chi mi aiuta. Finora sono sempre stata molto soddisfatta del servizio di assistenza. Per fortuna esiste. Ma attualmente non viene svolto al meglio come accadeva prima".

La burocrazia dell'aborto - miriam mafai ( da "Repubblica, La" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Commenti LA BUROCRAZIA DELL'ABORTO MIRIAM MAFAI Non difenderò un ginecologo che, dichiaratosi obiettore di coscienza nel suo ospedale, era tuttavia disponibile, nel suo studio privato, a intervenire sulle pazienti che gli chiedevano un aborto. Il colpevole, del resto, non c'è più.

)VALORIZZAZIONE Centro storico, errori e ritardi IL GRUPP ( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Vedremo se l'Agenzia del centro storico, dopo cinque anni di incubazione, potrà essere uno strumento efficace per mettere in moto investimenti e una sollecitazione positiva del rapporto pubblico-privato, senza inutili burocrazie. Vanda Burnacci cons. comunale Forza Italia - -->.

Bicocca, basta file agli sportelli la segreteria sarà tutta online - teresa monestiroli ( da "Repubblica, La" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: informatizzazione per alleggerire quella burocrazia che oggi fa perdere tempo un po a tutti. "Abbiamo già iniziato con l'iscrizione on line e siamo riusciti a diminuire l'affluenza in segreteria del 40%, contiamo nel giro di due anni di chiudere tutti gli sportelli. La parte più importante sarà l'informatizzazione degli esami, ci stiamo già lavorando".

Una tassa anche per chiedere contributi ( da "Trentino" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La "Banca del Tempo" contro la burocrazia del Comune di Riva Il presidente Luca Gelmi è polemico dopo aver pagato 14,62 euro per la marca da bollo da allegare alla richiesta e non aver ricevuto nemmeno un centesimo: "Non ci date denaro? Restituiteci il valore bollato" ALTO GARDA.

A muggia l'urbanistica va in internet ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia è molto lenta, ed è per questo che spesso gli imprenditori preferiscono investire all'estero". La pubblicazione del Piano regolatore di Muggia è un primo passo, ed è frutto di una serie di cambiamenti apportati allo stesso ufficio urbanistica del Comune: "Il nuovo responsabile - così Valentich - ha le idee molto chiare su come andare verso una semplificazione dei rapporti

"E' ora di finirla con i sindacalisti eletti a vita" ( da "Stampa, La" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ora di finirla con i sindacalisti eletti a vita" MARINA CASSI No, la burocrazia no. Vincenzo Scudiere, segretario della Cgil del Piemonte, la rifugge e per la conferenza di organizzazione di aprile - uno di quegli appuntamenti che se non fai attenzione rischiano come niente di sprofondare nel rituale - immagina una provocazione.

Arenato alla Camera il trattato sul Tenda bis ( da "Stampa, La" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: In Italia ha vinto la burocrazia e così dopo mesi d'attesa, il 27 febbraio il disegno di legge è passato al Senato, ma non ancora a Montecitorio. Lo scioglimento delle Camere determina un nuovo stop al già travagliato iter. "Non è ancora detto, ma non mi risulta siano previste altre convocazioni della Camera - dice il senatore Giuseppe Menardi,

Rotatorie al rallentatore e caserma ancora al palo ( da "Arena, L'" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia romana e tempi tecnici molti lunghi". "Ancora più evidente è la mancata realizzazione delle opere sulla viabilità, e qui il problema è tutto locale", conclude il periodico. Giova ricordare al riguardo che in base alla convenzione sottoscritta con il Comune (che ha trasformato parte della superficie vicina al centro commerciale da artigianale in commerciale per consentire

Lo spettro della crisi allarma i partiti ( da "Eco di Bergamo, L'" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eliminare un eccesso di burocrazia, un fisco amico dello sviluppo ma anche equo per premiare i contribuenti leali e poi un impegno continuo per togliere l'indecenza dell'evasione fiscale". "È poi fondamentale - spiega Colaninno - riprendere il percorso delle liberalizzazioni di Bersani sui trasporti, le utilities e gli ordini professionali e poi è fondamentale quello che ha capito il Pd,

'Quell'aborto per un reality' ( da "Provincia di Cremona, La" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il ginecologo aveva omesso solo di rispettare la burocrazia prevista dalla legge che, per i tempi lunghi che comporta, prolunga le sofferenze delle donne che hanno deciso, non certo a cuor leggero, di abortire, chiedendo solo un pò di riservatezza".

Veltroni: con noi un'Italia nuova ( da "Provincia di Cremona, La" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia per chi apre un'impresa e una pensione dignitosa per tutti ("ma la cifra non ve la dico, stiamo lavorando ad una ipotesi complessiva", ha chiarito). La gente è con lui, i giovani fremono, è ormai padrone della piazza ed ecco un altro affondo: "Se andremo al Governo, non ci sarà bisogno di riunioni di maggioranza perchè la maggioranza siamo noi del Pd,

Serena, la felicità è una patente conquistata ( da "Nuova Venezia, La" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della giovane grafica industriale di Maerne che non si è arresa alla burocrazia Serena, la felicità è una patente conquistata Disabile agli arti ha passato l'esame di guida a Treviso. A Mestre glielo avevano negato di Alessandro Ragazzo MAERNE. Da Mestre a Treviso saranno sì e no venti chilometri. Ma nel dare l'idoneità ai disabili per avere la patente sembrano lontane anni luce.

La vendemmia si paga in buoni ( da "Tribuna di Treviso, La" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Si tratta di voucher vendemmia per combattere il lavoro nero, ridurre la burocrazia e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte al caro vita - sottolinea il presidente di Coldiretti - per fortuna si è capito che l'evasione ed il lavoro nero sono altre faccende che nulla hanno a che fare con i viticoltori".

Arrivano i voucher per la vendemmia ( da "Corriere del Veneto" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Fulvio Brunetta saluta con soddisfazione l'arrivo dei "buoni vendemmia" come prima risposta a regolamentare il lavoro nelle vigne. ""Sono voucher per combattere il lavoro nero, ridurre la burocrazia per le imprese e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte al caro vita".

Licenziarsi? La cosa più difficile La burocrazia manda in tilt i lavoratori ( da "Corriere del Veneto" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La cosa più difficile La burocrazia manda in tilt i lavoratori VENEZIA - Sale la polemica sulla nuova normativa che, per combattere il fenomeno delle dimissioni in bianco, ha reso ancora più complessa la burocrazia imposta al lavoratore deciso a lasciare il proprio posto.

La vendemmia prepagata che divide - stefano romano ( da "Provincia Pavese, La" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per le associazioni agricole è una rivoluzione benefica che libera le aziende dalla burocrazia, ma i sindacati avanzano i primi dubbi. "In primo luogo va detto che i voucher per la vendemmia, sperimentali, sono solo per studenti e pensionati - spiega Franco Vanzati, responsabile dell'ufficio politiche sociali e immigrazione della Camera del Lavoro di Pavia -.

Un bosco da salvare ( da "Messaggero Veneto, Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: faccia marcia indietro e che il buon senso sociale e ambientale prevalga sulla burocrazia e che l'azienda continui nel suo apprezzabilissimo progetto di piantare 10 mila piante. Ce ne fossero di piani ambientali di questo tipo; invece in giro si vedono ogni giorno soltanto colate di cemento. Molte di queste brutture andrebbero fermate ed eliminate, non la piantumazione di alberi,

Dal nostro inviato FIRENZE - Il dito della studentessa scorre veloce sulla ta ( da "Messaggero, Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia però incalza e Borchielli, origini siciliane di Catania arrivato a fine carriera, finisce per ora nell'elenco dei sospesi senza stipendio. Il putiferio è partito, parla il preside Gianfranco Carloni: "Sia stata una canna che una sigaretta, il gesto è gravissimo e deve essere punito perché occorre dare un segnale in questo senso"

Mele a parte ( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una burocrazia costosa; un sistema produttivo e turistico in sofferenza; una giustizia che non funziona; una scuola che ogni anno perde posizioni; un'università che è un gerontocomio... che cosa propongono i nostri candidati? Nulla, direi. Faremo ottime cose!

Coltivare le terre dei boss La sfida di Libera in Puglia ( da "Corriere della Sera" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Parlano di lungaggini della burocrazia e della giustizia civile perché sulla casa penderebbe ancora oggi un contenzioso Stato-banche. Un pasticcio, comunque lo si guardi. Soprattutto se lo si vede dal vigneto che i ragazzi di don Luigi Ciotti, il fondatore di Libera, hanno trovato semiabbandonato e che hanno già risistemato al punto da ottenere una prima buona vendemmia di Negroamaro.

Dalle Province timidi sì ai tagli ( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sistema di sovrapposizioni di funzioni e risorse suddivise in mille rivoli di inutili enti e burocrazie che si annidano i veri sprechi". Poi, per spiegarsi meglio, tira fuori alcune cifre: "Le province costano 110 milioni di euro all'anno,le comunità montane 70 milioni. Ecco – incalza – è nell'associazionismo intercomunale che occorre cercare i veri costi del sistema".

Veltroni passaggio a nord-Est ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: liberalizzazioni più avanzate, costi più bassi dell'energia, burocrazia più snella ed efficiente. Competitivi, e dunque attrattivi per le nostre stesse imprese. Prenda la Slovenia, entrata nel 2007 nell'area Schengen: il costo del lavoro è di un terzo inferiore al nostro, il reddito d'impresa è tassato al 22 per cento.

Ha vinto la monnezza ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: resa possibile anche da una burocrazia lenta e corrotta che fingeva di non vedere cosa si nascondeva nelle terre incolte, nelle cave dismesse o nelle vasche in cui si sarebbe dovuta praticare un'improbabile itticoltura, sia con la gestione delle imprese che si occupano della raccolta dei rifiuti urbani.

Condannati alla cecità per un farmaco negato ( da "Giornale.it, Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ciechi e con gravi disturbi neurologici per colpa della burocrazia e di un sistema sanitario nazionale che non rimborsa ad ospedali e università un farmaco utile per contrastare la nostra malattia". È lo sfogo dei pazienti colpiti dalla malattia di Beçhet, patologia che colpisce ogni anno due italiani ogni 100mila abitanti.

Arti ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Quarto punto: la burocrazia. Non bisogna solo ridurla, ma migliorarla. Per esempio con una scuola per la formazione dei sovrintendenti ai beni culturali: è mai possibile che un qualunque architetto possa entrare in uno dei settori più delicati, dove la preparazione specifica è indispensabile?

A CIASCUNO LA SUA PARTE ( da "Corriere di Bologna" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia asfissiante, il debito pubblico, la pressione fiscale sul lavoro e sul capitale, ecc. Tutto questo rende la crisi italiana più pesante che negli altri paesi. Le fortissime tensioni sulle materie prime (petrolio, oro, rame e zinco) unitamente al forte apprezzamento dell'euro rappresentano altri fattori importanti che contribuiscono alle difficoltà di cui sopra.

Italia siamo un paese quasi al capolinea ( da "Riformista, Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia imperante e, purtroppo, molto altro che non basterebbe un'intera pagina per descriverlo. Una situazione, la nostra, a maggior rischio, che ormai apertamente ci viene imputata dagli altri partner europei, che sono sensibilmente delusi, sia del nostro apporto alla causa europea, dopo essere stati tra i fondatori-

Viaggia ad alta quota l'export pesarese. Più 12,1% (pari a 2 miliardi e 300 milioni di eur ( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è che le nostre imprese cominciano a recuperare terreno in Europa e si arresta dopo anni il trend negativo verso la Germania". Alberto Drudi, presidente di Camera di Commercio promette di "promuovere l'incoming sul nostro territorio", mentre Forni sottolinea l'urgenza di attuare "meno burocrazia, meno tasse sul lavoro".

I segnali preoccupanti emersi nel 2007 trovano allarmante conferma nelle previsioni per il 200 ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ha continuato - cui dovrebbero aggiungersi quelle relative ad una burocrazia più semplice e snella, ad un costo del lavoro più contenuto, ad aumenti salariali legati anche alla produttività e ad una reale diminuzione del cuneo fiscale". "Per noi la sicurezza e la lotta al lavoro nero rappresentano obiettivi assolutamente prioritari;

Ciechi e con gravi disturbi neurologici per colpa della burocrazia, di un Sistema sanitario na ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ciechi e con gravi disturbi neurologici per colpa della burocrazia, di un Sistema sanitario nazionale che non rimborsa ad ospedali e università un farmaco utile per contrastare la nostra malattia, di una Regione che fa muro". È lo sfogo dei pazienti colpiti dalla malattia di Beçhet, patologia che colpisce ogni anno due italiani ogni 100 mila abitanti e che anche in Umbria ha una sede.

Gli imprenditori: Serve una svolta per il rilancio ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: invadenza della burocrazia e degli apparati. Ecco perché è necessario riformare la Regione snellendola liberando le risorse per metterle a disposizione delle attività economiche private che vogliono intraprendere e svilupparsi". Un pensiero in linea con quanto già dichiarato dal presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello proprio al Sole 24Ore:

All'Alto Garda il turismo non basta ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: esigenza di sviluppo del settore produttivo spesso si scontra ancora con una burocrazia lenta e macchinosa. Se la convivenza fra territorio e grandi aziende può dirsi riuscita, persistono tuttavia alcuni problemi legati agli spazi, alla logistica e alle vie di comunicazione ". "Nonostante gli sforzi – aggiunge Dirignani –

Meno burocrazia e ricette anti-coda via internet ( da "Messaggero Veneto, Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Attualità "Meno burocrazia e ricette anti-coda via Internet" On-line "www.riccardoilly.it" accessibile ai disabili. Il presidente: "Tutti i cittadini presto in rete" PRESENTATO IL SITO UDINE. Niente più ricette di carta, niente più viaggi a vuoto fra medico di base, ufficio prenotazioni, ospedale, farmacia.

Al via i cantieri chirurgici nel cuore della città - serena lullia ( da "Nuova Sardegna, La" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia ha sbriciolato i programmi. Il Comune ha dovuto aspettare alcuni mesi prima di ottenere l'ok dall'ufficio tutela del paesaggio. L'appalto da 355 mila euro servirà per sostituire i sottoservizi vecchi di 50 anni. Le reti dell'acqua, della fogna, le linee elettriche e telefoniche saranno impacchettate all'interno di un grande tunnel di cemento armato.

L'udc "lancia" la squadra occhetto stasera a san vito zaia (pd): basta burocrazia ( da "Messaggero Veneto, Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: CRidurre la burocrazia a tutti i livelli. E la priorità, indicata in un incontro elettorale, dal candidato alla Camera del Partito democratico, Sergio Zaia. "Fare l'imprenditore - sostiene - è molto difficile. Burocrazia, controlli, tasse, certificazioni, sistema finanziario e infrastrutture appesantiscono l'attività.

Pass ai residenti in centro: venga tolta la marca da bollo ( da "Messaggero Veneto, Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: BUROCRAZIA La richiesta della marca da bollo sui pass per l'accesso nella zona a traffico limitato è al centro di una protesta da parte di Alleanza nazionale. Con una mozione i consiglieri Elena Coiro, Emanuele Loperfido e Francesco Ribetti chiedono al sindaco di "autorizzare preventivamente il transito delle auto dei residenti rilasciando il pass a fronte della certificazione della

Burocrazia e vincoli bloccano aquileia ( da "Messaggero Veneto, Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La famosa burocrazia asfissiante è dovuta soltanto al fatto che buona parte del territorio è sotto vincolo? Oppure c'è qualche altro ente che applica questa famosa burocrazia? Il sottoscritto è un cittadino che opera in Aquileia e ha messo sempre del "suo", sottostando alla celebre burocrazia asfissiante, senza mai chiedere o percepire alcunché dalla Regione in termini di fondi.

Vinta la difficile battaglia contro la burocrazia di un atleta paraplegico ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per le visite Vinta la difficile battaglia contro la burocrazia di un atleta paraplegico Tonara.. Problemi per le visite --> Bruno Nonne, cinquantottenne paraplegico di Tonara, ha le valigie pronte per il suo prossimo viaggio a Roma: domenica parteciperà infatti alla maratona della capitale, evento ormai classico che richiama da tutto il mondo atleti professionisti e dilettanti.

C'è il farmaco per una malattia rara ma la burocrazia ne ostacola l'uso ( da "Tirreno, Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia ne ostacola l'uso Colpito anche Scuderi campione di atletica L'allarme di Cantini ROMA. "Rischiamo di diventare ciechi per colpa della burocrazia. Abbiamo la malattia di Behcet, una rara lesione reumatica. C'è un farmaco già disponibile, Infliximab, che può contrastare la malattia, la cecità e i suoi disturbi neurologici eppure non possiamo averlo perché non avendo la

Sicurezza, il nuovo governosegua le indicazioni dell'ue ( da "Secolo XIX, Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: individualismo e le inerzie delle diverse burocrazie producano la frammentazione e talora la deresponsabilizzazione a cui abbiamo assistito con gli ultimi governi, nessuno dei quali ha prodotto una soddisfacente politica marittima unitaria. Sotto questo profilo, coloro che devono operare tutti i giorni sul campo, come le Capitanerie di porto-Guardia costiera,

Calearo-Riello, duello radiofonico tra idee, programmi e stilettate ( da "Corriere del Veneto" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che hanno bisogno di meno burocrazia, infrastrutture migliori e una fiscalità più corretta. Questo è il mio impegno. Riello (Pdl): (con un'ombra di sorriso nella voce) Mi sembra un ottimo programma di centrodestra, non posso che confermare le stesse cose. Io sono sempre stato da questa parte politica, Calearo non so ma sul bene delle imprese c'è un vissuto comune.

Ex Delverde. La verità (giudiziaria) del fallimento è finalmente dietro l'angolo ( da "PrimaDaNoi.it" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Nel processo le prove dell'accusa dovranno reggere le bordate della difesa (per Masciarelli c'è sempre l'avvocato Carlo Taormina che non risparmierà colpi di teatro), mentre la prescrizione corre sempre più veloce della burocrazia giudiziaria. 14/03/2008 10.53 LA RICHIESTA DI RINVIO A GIUDIZIO DI VASTO LA VERITA DELL'EX AMMINISTRATORE ROTUNNO.

SAN GIOVANNI LUPATOTO. Il centrosinistra solleva il problema delle opere collegate all'ampliamento del <Verona Uno> ( da "Arena.it, L'" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia romana e tempi tecnici molti lunghi". "Ancora più evidente è la mancata realizzazione delle opere sulla viabilità, e qui il problema è tutto locale", conclude il periodico. Giova ricordare al riguardo che in base alla convenzione sottoscritta con il Comune (che ha trasformato parte della superficie vicina al centro commerciale da artigianale in commerciale per consentire

L'appello del Forum: I progetti non siano utopie ( da "Denaro, Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che vede nella burocrazia il principale artefice dei rallentamenti che bloccano le realizzazioni a Viglena e Bagnoli. Gli interventi, possibili con lo strumento della finanza di progetto, possono compensare il divario tra la Campania e il resto d'Europa. "Ma avverte il presidente dell'Acen - bisogna agire in fretta.

Centenario Upi, Melilli: Modifiche sì, tagli no ( da "Denaro, Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sovrapposizioni di funzioni e risorse suddivise in mille rivoli di inutili enti e burocrazie che si annidano i veri sprechi".E, sempre sui costi della politica, Melilli ha ricordato che l'Upi ha chiesto insieme all'Anci, l'Associazione dei Comuni italiani, ai partiti politici e alle istituzioni di stringere un patto per ridurli "senza con ciò impoverire il livello di democrazia del Paese".

I dipietristi: fisco più leggero ( da "Messaggero Veneto, Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dove un imprenditore ha una burocrazia sicuramente meno pressante e agevolazioni fiscali di molto superiori a quelle che si possono ottenere sul versante italiano". I candidati hanno rimarcato "la necessità che Gorizia abbia un suo rappresentate in Regione che possa effettivamente tutelare gli interessi di questo territorio e che,

L'anomalia dei "debiti" scolastici ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per far posto alla "burocrazia" e che su di essa si sono riversate tutte le frustrazioni di una società in crisi. Ma si deve anche tener conto che da troppo tempo l'istituzione scolastica è stata oggetto di una costante pressione per un livellamento al ribasso, piuttosto che aiutata a governare un processo di crescita qualitativa.

MADDALENA LIBERA ( da "Nuova Ecologia.it, La" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: farà arrivare parecchi soldi e poi è una scorciatoia alla burocrazia: Stato, Regione, Parco... La nostra vocazione ? chiarisce ? è quella turistica, anche se questo dovesse costare la trasformazione della Maddalena in località esclusiva. Mettiamo da parte le ideologie: non possiamo mangiare panini a pranzo e pizza a cena".

ALLARME ECONOMIA: CONFCOMMERCIO, LA RECESSIONE E' DIETRO L'ANGOLO ( da "Sestopotere.com" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Uno dei problemi maggiori, secondo Bella, è il capitale umano e la scarsa formazione delle future classi dirigenti. "Altro nodo da sciogliere ? ha aggiunto il direttore dell'ufficio Studi - è quello delle infrastrutture materiali come energia e mobilità e quelle immateriali come giustizia, sicurezza e burocrazia".

Il doppiopesismo della sinistra ( da "Opinione, L'" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: FEDERALISMO E BUROCRAZIA Berlusconi dice che vuole abolire le province e licenziare un sacco di politici e burocrati locali. Apparentemente dovrebbe insorgere l'alleato leghista, che invece della devoluzione e del federalismo è paladino. E quasi a contraddire Berlusconi, Formigoni dice che vuole esportare a Roma il modello gestionale da lui perfezionato in Lombardia,

"La Destra", uno contro tutti ( da "Opinione, L'" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sappiamo bene che la burocrazia in Italia vale molto di più della democrazia, ma non abbiamo la minima intenzione di fermarci alla prima difficoltà". D'Eramo ha poi evidenziato le incompatibilità di fondo con il Pdl. "Questa non è una destra nostalgica o reazionaria.

Microcredito: tandem Agnelli - Passera ( da "Vita non profit magazine" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: prima battaglia è contro la pesante burocrazia presente nel Paese, che non agevola l'accesso a questa forma di prestiti", ha detto la Agnelli. Marco Morganti, amministratore delegato di Banca Prossima, ha spiegato che il target verso cui l'alleanza punta è quello degli studenti universitari, quasi un milione in Italia, che nel microcredito potrebbero trovare aiuti significativi.

Venezia "I due treni, gli argani ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Nord America e Italia e la burocrazia è uguale in tutti i paesi dell'Unione Europea - aggiunge - l'unica differenza tra l'Italia e altre nazioni è la maggiore presenza di reperti archeologici che può rallentare i lavori". Per cui, assicura, "a metà 2009 partiremo con i collaudi e a fine anno partirà la prima corsa".

<Siamo pronti a offrire duemila voti a chi risolverà i nostri problemi> ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E il rispetto consiste nell'erogare i quattrini con continuità invece che quando vuole la burocrazia per cui si va avanti mese per mese, come se queste fossero associazioni interinali. E invece si tratta di associazioni e cooperative che gestiscono al meglio 10 Comunità Alloggio e 9 Centri Diurni e che hanno 190 dipendenti.Maurizio Dianese.

DALLA PRIMA PAGINA ( da "Gazzettino, Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: come gli appartenenti alla burocrazia ministeriale, o ad altri servizi statali dove gli avanzamenti sono automatici e per inerzia, dettati come sono dall'età. La responsabilità che Emma Marcegaglia si assume è enorme, amplificata dalla crisi di decisionalità della politica, che in questi ultimi anni ha toccato il punto più basso in assoluto,

POSTI BARCA, SETTE PROGETTI PER NAPOLI PORTO D'EUROPA MA CI SONO TROPPI VINCOLI ( da "Mattino, Il (City)" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia che si è incentrato il convegno, nel corso del quale si è riconosciuto che sulla portualità per la nautica da diporto sono stati fatti passi avanti a livello regionale ma è rimasta indietro Napoli, con i ritardi per Vigliena e con lo scandalo Bagnoli, dove la bonifica è solo al 3% del suo percorso e dove l'intervento della Soprintendenza ha bloccato i tre progetti in corsa

CORTESE: IL VERO CONFLITTO è CON LA GERONTOCRAZIA ( da "Mattino, Il (Avellino)" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: È lo Stato che interviene a sostenerti nei 6 mesi in cui non lavori". Veltroni annuncia tagli alla spesa pubblica e riduzione delle tasse. Come si fa? "C'è l'extragettito fiscale, venti miliardi in cassa. E poi è necessario rendere la burocrazia statale più snella. Si può fare". c.gr.

ABORTI A GENOVA, LO SCONTRO DIVENTA POLITICO ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "In fin dei conti - conclude - il ginecologo aveva omesso solo di rispettare la burocrazia prevista dalla legge che, per i tempi lunghi che comporta, prolunga le sofferenze delle donne che hanno deciso, non certo a cuor leggero, di abortire, chiedendo solo un po di riservatezza".

LA MADDALENA LIBERA ( da "Nuova Ecologia.it, La" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: farà arrivare parecchi soldi e poi è una scorciatoia alla burocrazia: Stato, Regione, Parco... La nostra vocazione ? chiarisce ? è quella turistica, anche se questo dovesse costare la trasformazione della Maddalena in località esclusiva. Mettiamo da parte le ideologie: non possiamo mangiare panini a pranzo e pizza a cena".

ALLARME CONFCOMMERCIO, RECESSIONE DIETRO L'ANGOLO ( da "Sestopotere.com" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Uno dei problemi maggiori, secondo Bella, è il capitale umano e la scarsa formazione delle future classi dirigenti. "Altro nodo da sciogliere ? ha aggiunto il direttore dell'ufficio Studi - è quello delle infrastrutture materiali come energia e mobilità e quelle immateriali come giustizia, sicurezza e burocrazia".

La scommessa della politica? Riparta dal bello ( da "ADN Kronos" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: evitando di cadere nelle maglie della burocrazia e in quelle di una definitiva musealizzazione: la sfida non è attrarre più turisti ma mostrare l'unicità di un luogo, che è segno della civiltà che lo ha prodotto. Fortificare il brand Italia significa anche declinare un 'manifesto minimo di idee forti che porti la cultura ad essere impresa,

LAVORO PIU' SICURO? ( da "Azione, L'" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Riduzione burocrazia. Sono semplificati gli obblighi formali, attraverso la riduzione del numero e del peso per le aziende degli adempimenti di tipo burocratico, in quanto non incidenti sulle condizioni di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro. Il mondo imprenditoriale ha accolto criticamente il nuovo decreto,

Italia, il paese dell'eterna emergenza ( da "Vita non profit magazine" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: In tal modo evita i rallentamenti causati dalla burocrazia e può agire con tempestività. Questo nella versione "ottimistica". Siccome però il rispetto delle scadenze non è davvero la norma, accade che, con l'alibi di evitare i lacci dell'ordinaria amministrazione, si possano verificare comportamenti non proprio ortodossi.

Perego: il ponte della Biscioia non ha valenza storica. Presto l`abbattimento ( da "Merateonline.it" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: opera importante che rischiava di arenarsi per via della burocrazia. La struttura, infatti, che collega la località Biscioia con il centro del paese, passando sopra la statale 342 era stata oggetto di una serie di interrogazioni da parte dei cittadini che avevano chiesto di verificare se il ponte avesse una qualche valenza storica o fosse sottoposto a vincoli culturali.

Quei barbari che maltrattano gli ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e che il buon senso sociale ed ambientale prevalga sulla burocrazia e che l'azienda continui nel suo apprezzabilissimo progetto di piantare 10mila piante. Ce ne fossero di piani ambientali di questo tipo! Invece in giro si vedono ogni giorno solo colate di cemento.Molte di queste brutture andrebbero fermate ed eliminate, non la piantumazione di alberi, salvo poi lamentarsi per l'

Tondo in Fiera, affondo a Illy ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: livello di burocrazia sono le cose che il candidato presidente ha in mente, almeno come inizio, per la cura del tessuto economico nella Destra Tagliamento. Ma questa sera a Pordenone Tondo parlerà anche di sanità, di opere pubbliche, di rapporto con gli Enti locali e di sprechi che - sempre secondo il candidato del centrodestra - sono da imputare al precedente governo regionale.

CONFCOMMERCIO: SANGALLI LANCIA ALLARME,QUASI RECESSIONE/ANSA ( da "Wall Street Italia" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la riduzione della burocrazia (un quarto di punto pil), l'efficientamento di infrastrutture, trasporti e logistica (3 punti di pil). "Chiediamo che nell'arco dei primi cento giorni la tassazione secca di straordinari e incentivi sia portata al 10%, il ripristino della piena agibilità del lavoro intermittente, la liberalizzazione dei servizi pubblici locali"

Veltroni alla conquista del Nord ( da "Dire" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Mentre è ai primi posti per complessità della burocrazia. Uso l'espressione di una persona di fede: dobbiamo 'diventare semplici". Non è mancata neanche qui una risposta soddisfacente da parte del pubblico che, per bocca del presidente di Confartigianato Lombardia, Giorgio Merletti, gli dice: "Caro Walter siamo molto interessati al tuo tour elettorale".


Articoli

Burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma, La" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Burocrazia 110 giornate l'anno Quello della burocrazia è un problema concreto. Bonazzi ha rilevato che... continua... Per leggere il testo completo dell'articolo, registrati al nuovo "sfogliatore" online.

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SU LACITTADISALERN (sezione: Burocrazia)

( da "Citta' di Salerno, La" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

" I DATI. I dati del III rapporto sul sistema universitario del Comitato nazionale di valutazione presieduto da Giuseppe De Rita parlano chiaro: l'etá media dei docenti è di 52 anni. Gli italiani sono i più vecchi d'Europa: gli under 35 sono il 4.6% a fronte del 16% in Gran Bretagna e del 12% in Francia. Il 22.5% ha più di 60 anni. Non solo. I ricercatori che materialmente possono sostituire i docenti di ruolo nel 36% dei casi hanno tra i 45 ed i 55 anni. Perchè questo tsunami demografico? Carenza di fondi? Assenza di concorsi? Eccessiva burocrazia? Raccomandazioni e favoritismi? Raccontateci le vostre esperienze sul sito Internet del nostro quotidiano www.lacittadisalerno.it. Il sondaggio è on line da questo pomeriggio.

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I precari dell'universitá tra baroni e favoritismi (sezione: Burocrazia)

( da "Citta' di Salerno, La" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

La radio dell'ateneo di Salerno fa luce sulle carriere accademiche DIBATTITO on line I meccanismi della cooptazione e l'assenza di contratti DALL'INVIATO BARBARA CANGIANO " Fisciano. Sudare sette camice per arrivare a firmarne una. Magari dopo decine di pubblicazioni ed altrettanti anni di "parcheggio" in un limbo senza identitá nè giuridica nè contrattuale. Lavorando nella speranza che la crescita del proprio patrimonio culturale non resti solo un plus valore da autocelebrare, ma un trampolino di lancio per una carriera se non necessariamente brillante, quantomeno dignitosa. Capace di garantire la stabilitá di uno stipendio e di un ruolo. Sono i ricercatori precari, quell'universo grigio che affolla gli atenei, e al quale la web radio dell'Universitá di Fisciano ha dedicato uno speciale. " Il precariato forzato, le spine delle riforme (da Zecchino alla Moratti), le contraddizioni dei decreti (ultimo il mille proroghe), l'inamovibilitá del baronato d'accademia, la conflittualitá della ricerca tra pubblico e privato, la burocrazia, le raccomandazioni, sono stati gli argomenti che hanno animato il nuovo speciale della web radio andato in onda mercoledì pomeriggio e realizzato dall'ateneo in collaborazione con il nostro quotidiano. Il fenomeno - decisamente spinoso e ricco di provocazioni a cui gli stessi "baroni" non si sono sottratti - è stato osservato da diverse angolazioni, ospitando i contributi di ricercatori ed associati che da Fisciano sono volati negli Stati Uniti e confrontando le loro esperienze con quelle dei colleghi che attendono pazienti una svolta. Dal precariato dei fuorisede a quello della ricerca, le voci in e fuori campo si sono unite per chiedere maggiore dinamismo, la fine di una gerontocrazia accademica che penalizza le fasce giovani, la valorizzazione della meritocrazia ed un impegno comune sul fronte istituzionale, perchè la fine dell'incertezza di chi vive di ricerca potrebbe significare la fine di una fase di stallo dell'economia intellettuale del Paese. Punto dolente del sistema italiano l'inamovibilitá della classe docente ed una certa abitudine - nel pubblico come nel privato - alla cooptazione. Del resto fece scalpore un sondaggio di "la Repubblica" Napoli di pochi mesi fa: il 78% degli studenti della facoltá di Architettura dichiarò che nelle universitá si ricorre alle raccomandazioni. Lucidissima, in tal senso, l'analisi del docente Giso Amendola jr: "E' il segno che questo sistema ha un eccesso di precarizzazione in basso che deriva dall'eccessiva inamovibilitá del livello alto. L'Universitá ha dei criteri molto selettivi in entrata, ma una volta dentro non c'è verso che ti caccino. Paradossalmente potrei anche smettere di studiare: la mia carriera ed il mio stipendio andrebbero avanti da se". Di qui una provocazione: precarizzare i docenti, accolta e anzi giá maturata in precedenza dall'economista Pasquale Persico che propose di affiancare il senato accademico al senato della ricerca per sburocratizzare l'ateneo. Per Persico l'obiettivo non è la stabilizzazione dei precari, ma quella dei progetti di ricerca, individuando a livello governativo i fondi per tenerli in vita ed assicurare un turn over di professionisti disposti a confrontarsi su fatti ed idee. "Una volta c'era la cooptazione sana - ha continuato Amendola - C'erano scuole di pensiero che avevano una tradizione culturale. Un marxista cooptava un marxista ed un democristiano un altro democristiano. Beninteso, non ho rimpianti per quei tempi, ma oggi la cooptazione è peggiorata, diventando una guerra tra bande, senza nessun progetto e nessuna strategia se non quella di creare l'ansia nel "sottoposto" che dal sopracciglio del "maestro" cerca di capire la sua ira o il suo apprezzamento". Un ostacolo in più per riuscire ad emergere: "Se a Salerno o a Pisa ci fosse un Einstein sarebbe molto difficile che questi assumesse incarichi di coordinamento perchè la trafila burocratica è fallimentare anche per le figure più brillanti", ha chiarito Libero Sesti Osseo, componente della rete dei ricercatori, lamentando un'assenza di tutela sindacale che nasce dalla mancata contrattualizzazione di una categoria dove i confini tra la crescita culturale e lo sfruttamento rischiano di diventare molto labili. Nel mirino anche gli enti deputati a valutare la ricerca e le nuove forzature del Governo, come il decreto mille proroghe che rimanda sine dei i concorsi per i ricercatori, sbloccando quelli per associati ed ordinari ed individuando, per questi ultimi, la doppia idoneitá. Come dire: un ulteriore benefit per chi è giá in odore di assunzione e l'ennesimo stallo per chi è stanco dello stand by.

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Trascinati dalla meccanica e dagli yacht (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL BILANCIO DELL'EXPORT:NEL 2007 +12% Trascinati dalla meccanica e dagli yacht CON IL MERCATO interno pressoché agonizzante, una boccata d'ossigeno arriva dalle esportazioni. I dati Istat elaboratori da "Aspin2000" dicono che la crescita dell'export nel 2007 è stata del 12%. In totale hanno superato i confini nazionali merci per 2 miliardi e 300 milioni di euro. Assieme ad Ascoli, Pesaro è la provincia che ha fatto meglio sotto questo profilo: Ancona ha fatto segnare un + 4,8% e Macerata è negativa: - 4,8%. Va bene l'export, ma è anche vero che l'import va anche meglio: + 17% pari a 862 milioni di euro. A trainare la "baracca" nel campo delle esportazioni è sempre il comparto della meccanica, che ha messo a segno un balzo, rispetto al 2006, del 15,4% pari a 741 milioni di euro. Cresce, ma cresce solo del 2,8% rispetto al 2006, il settore del mobile-arredamento che è la seconda voce, per volume di affari della provincia: 420 milioni di mobili esportati. In questo ambito il miglior cliente resta la Russia (+ 8,7%), seguono poi la Francia e il Regno Unito. In flessione la Germania con un meno 7 % e gli Stati Uniti che fanno segnare un crollo di oltre il 22 %. In fortissima crescita c'è il settore della nautica che, rispetto al 2006, sale del 45,5% con un totale di 217 milioni di export. E forse è proprio legato al settore della nautica il fatto che sia la Francia, globalmente, il miglior mercato in assoluto. Molte società che commercializzano yacht hanno infatti la loro base in Costa Azzurra. OTTIMISMO a tutto campo? Solo in parte. "Questi dati mostrano ? dice Gisella Bianchi (foto), direttore di Aspin2000 ? che siamo sempre più competitivi sui mercati esteri, sebbene negli ultimi 4 mesi del 2007 la flessione di alcuni nostri settori come le meccanica rifletta il rallentamento della congiuntura internazionale ed inviti dunque ad un certa cautela". Aggiunge il presidente della Camera di Commercio Alberto Drudi: "I risultati dell'aumento dell'export, in un mercato domestico quasi fermo, indicano la necessità di sviluppare iniziative mirate sui mercati internazionali. Come Camera di Commercio intensificheremo la nostra attività sia per consolidare le relazioni già esistenti, sia nel promuovere iniziative di incoming sul nostro territorio". E il presidente di Aspin, Luigino Gambini mette l'accento su un punto: "Lavoreremo anche per supportare le piccole e piccolissime imprese soprattutto sui mercati europei attraverso missioni in Germania e Svezia messe in programma per settembre". UN COMMENTO arriva anche da Roberto Forni delegato all'internazionalizzazione di Confindustria: "I segnali positivi che l'export pesarese continua a registrare ? dice ? rappresentano per noi industriali un ulteriore stimolo ad approfondire l'impegno sui mercati internazionali, sia in termini di innovazione che di strategie commerciali. Ma in questo ambito diventa sempre più urgente e indilazionabile dotare il Paese delle riforme strutturali: meno burocrazia, meno tasse sul lavoro, più infrastrutture". ULTIMO SGUARDO ai due colossi emergenti, e cioè la Cina e l'India. L'export ha fatto registrare un volume di affari pari a 28 milioni con una crescita del 34,2%. L'import ha fatto segnare un più 92% con 129 milioni di euro. Per quello che riguarda l'India le esportazioni sono salite a 6,7 milioni con un incremento del 19,7%; le importazioni sono più che raddoppiate passando dai 14 milioni di euro del 2006 ai 35 del 2007. "E' vero che il nostro export verso Cina e India ? dice Gisella Bianchi ? è ancora modesto, ma è altrettanto vero che questi due grandi mercati stanno diventando per le nostre imprese aree di approvvigionamento di materie prime e semilavorati. Fattore questo che che ci sta portando nuovamente ad essere competitivi sui mercati europei". m.g. - -->.

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COLBORDOLO - E' VISIBILE dalla strada. Come da progetto, una (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

? COLBORDOLO ? E' VISIBILE dalla strada. Come da progetto, una delle quindici antenne ripetitori radio del segnale Adsl è comparsa sopra il tetto della biblioteca di Morciola (foto). Questo potrebbe significare che già a fine aprile gli internauti di Morciola, Cappone e Colbordolo potranno, anche loro, contare su un accesso veloce alla rete. Resteranno escluse dal servizio le zone di Montefabbri e Capponello: "Trattandosi di un progetto pilota ? spiega Adriano Gattoni, dirigente in Provincia dei Servizi Telematici Territoriali e responsabile del progetto pilota che mira a fornire il servizio Adsl wireless in zone lasciate scoperte dagli operatori di telecomunicazione privata ? è normale che siano state ritagliate delle zone "campione". Gli ambiti di attuazione del piano sperimentale sono stati individuati sulla base di scelte puramente tecniche ricadute su territori, anche molto diversi tra loro, proprio per poter testare al meglio le modalità di intervento.Di fatto gli altri territori inclusi dal progetto rientrano nei comuni di Mercatello sul Metauro e Sant'Agata Feltria". Il progetto pilota, in questo momento in piena fase di attuazione dopo l'assegnazione dei lavori all'associazione di imprese Ascom di Ancona e Hitel di Bologna chiamate a installare gli impianti di trasmissione (una trentina di dispositivi tra apparati e ripetitori) per quanto riguarda il territorio di Colbordolo è quasi al termine:"Se tutto procede secondo programma ? dice Gattoni ? entro aprile dovrebbero concludersi sia la fase di installazione degli apparati tecnologici che la fase di collaudo funzionale". Questo vuol dire che prima di Pasqua (bel tempo permettendo) i tecnici dopo aver terminato gli impianti, testeranno che il tutto funzioni come previsto. "Per fare questo ? spiega Gattoni ? abbiamo individuato una decina di utenti "sperimentatori" ai quali verranno sistemate borchie riceventi. Si tratta di scatoline ingombranti una quindicina di centimetri che verranno montate fuori casa, in direzione dei ripetitori". Quando il servizio entrerà a regime, tutti gli aspiranti internauti, verranno forniti di queste borchie, fondamentali per garantire la velocità di navigazione. "Per metà aprile ? conclude il dirigente ? contiamo di nominare il provider che gestirà il servizio. Conclusa la burocrazia del caso, se non ci sono intoppi, potremo quindi informare, con un'assemblea pubblica, la cittadinanza. In quell'occasione, il provider renderà note anche le tariffe per accedere al servizio". Solidea Vitali Rosati - -->.

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LA CONFARTIGIANATO ha incontrato l'amministrazione Comunale di Chiaravalle p (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Er affrontare il tema del bilancio. All'ordine del giorno anche le problematiche che vivono le imprese artigiane nel Comune di Chiaravalle: 307 le aziende di cui 170 iscritte alla Confartigianato. A Chiaravalle oltre al settore della metalmeccanica c'è un elevato numero di aziende che operano nel comparto dei servizi. Le imprese vogliono essere ascoltate e contare per il valore che hanno , e chiedono di non essere continuamente paralizzate da tasse inique e burocrazia. Nell'ambito dell'incontro l'Amministrazione comunale rappresentata dal Sindaco Daniela Montali e dall'assessore Brandoni, ha tenuto a precisare che per quest'anno non ci saranno aumenti sostanziali. Giovanna Gori Vice Presidente del comitato intercomunale della Confartigianato ha proposto all'amministrazione comunale di Chiaravalle di concedere contributi per le neo aziende che intendono fare formazione. Marco Pierpaoli responsabile sindacale di zona della Confartigianato ha inoltre proposto di introdurre sgravi sulla Tarsu per le aziende meritevoli che già applicano una gestione dei rifiuti oculata. L'amministrazione, dopo aver valutato la proposta, ha accettato la richiesta della Confartigianato concedendo alle neo imprese dei contributi per la formazione. Inoltre per le aziende che hanno stipulato accordi con imprese per il ritiro dei rifiuti e che di fatto non conferiscono nulla o parzialmente in discarica, saranno valutati sgravi sulla tarsu. Inoltre l'incontro è proseguito con l' affrontare i problemi inerenti alla prossima chiusura della discarica. Le imprese di Chiaravalle non vorrebbero un inasprimento delle imposte comunali dovute alla mancanza dei proventi derivati dalla chiusura della discarica di cui il Comune ha usufruito nel corso di questi anni. - -->.

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Di CRISTINA BELVEDERE - PERUGIA - IL SETTORE delle costruzioni, d (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di CRISTINA BELVEDERE ? PERUGIA ? IL SETTORE delle costruzioni, dopo anni di crescita, manifesta in Umbria segnali di rallentamento, anche a seguito della recessione del comparto dei lavori pubblici. Di qui l'allarme lanciato dall'Ance regionale al ministro allo Sviluppo Economico Pierluigi Bersani, ieri ospite di una tavola rotonda nella sede di via Palermo. Dopo i saluti del sindaco Renato Locchi, è intervenuto il presidente di Confindustria Perugia Antonio Campanile, ricordando l'importanza del settore per l'economia locale: "L'industria delle costruzioni ha un ruolo importante nel nostro tessuto produttivo, perché partecipa per circa l'8% alla creazione del valore aggiunto regionale a cui corrisponde un dato analogo per quanto riguarda l'occupazione". A INDICARE le difficoltà del comparto è stato invece il presidente di Ance Perugia Carlo Carini: "I segnali preoccupanti emersi nel 2007 trovano allarmante conferma nelle previsioni per il 2008, anno in cui diverrà più evidente la frenata nella costruzione di nuove abitazioni e proseguirà la flessione degli investimenti nelle opere pubbliche. Si prevede quest'anno la prosecuzione del trend negativo in atto dal 2005, nonostante l'importante iniezione di risorse prevista dalle ultime due Finanziarie". CARINI ha sottolineato: "Siamo di fronte a una rapida e netta inversione di tendenza, con il possibile inizio di una fase recessiva dai risvolti pesanti anche sul piano occupazionale. Una recessione capace di determinare conseguenze devastanti sulle capacità di sviluppo e di recupero di competitività dell'intero sistema Paese. Da qui, la piena condivisione delle richieste che l'Ance nazionale ha già anticipato al nuovo Governo: realizzazione di nuove grandi e piccole infrastrutture, valorizzazione del territorio con una forte partnership tra pubblico e privato e revisione strutturale del sistema del prelievo fiscale. Richieste cui dovrebbero aggiungersi quelle relative a una burocrazia più semplice e snella, a un costo del lavoro più contenuto, ad aumenti salariali legati anche alla produttività e a una reale diminuzione del cuneo fiscale". IN PARTICOLARE, Carini ha ricordato temi cari alla categoria come la sicurezza nei cantieri, la lotta al "lavoro nero", la necessità di premiare le imprese virtuose e la grave crisi del mercato delle opere pubbliche. Vista la difficoltà delle piccole e medie imprese a partecipare ai bandi per le grandi opere, nei mesi scorsi Carini ha scritto una lettera al presidente nazionale di Ance Paolo Buzzetti, ieri presente in sala, denunciando il "gigantismo degli appalti": "La dimensione degli appalti deve essere quella "fisiologica", e cioè una dimensione che risponda al criterio della funzionalità ma, allo stesso tempo, alle caratteristiche del tessuto industriale italiano". E ancora: "La nostra regione vive una situazione di emarginazione nella infrastrutturazione stradale. In Umbria siamo ormai al collasso per quanto riguarda le stesse manutenzioni di una rete già di per sè inadeguata. Il monitoraggio dei bandi di gara nel 2007, in particolare in Umbria, non fa che aumentare le preoccupazioni, vista la riduzione del 60% del numero degli appalti e la riduzione del valore degli stessi di quasi il 70%". IL MINISTRO BERSANI ha ammesso: "Abbiamo vissuto anni di enorme sviluppo del settore delle costruzioni. Ora siamo in un trend riflessivo, ma comunque di crescita. Dopo la "bolla", il nostro atterraggio sarà dunque morbido. Durante il Governo Prodi abbiamo aumentato la spesa per gli investimenti nel comparto, mettendo carburante al bilancio dello Stato. Inoltre abbiamo inserito una serie di misure per le ristrutturazioni e l'efficienza energetica, ambiti in cui trovano un enorme spazio le piccole imprese, pur in una fase di rallentamento". Considerando che oltre il 90% delle pmi ha meno di 9 addetti e che ci sono 13mila stazioni appaltanti, Bersani ha lanciato un appello: "Bisogna incontrarsi a metà strada: da una parte adeguando i meccanismi di appalto anche alle pmi; dall'altra consentendo alle imprese di adeguardi in termini di grandezza, in tempi brevi, al tipo di appalto". - -->.

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Carovita: in città ricompare il libretto (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Bruno Canali Carovita: in città ricompare il "libretto" Pagamenti ritardati per pane e latte Ma anche i negozi sono in difficoltà La storia di Igor Guerzoni, titolare dell'ultimo alimentari "familiare" non collegato alle grandi catene LAIVES. I piccoli negozi di alimentari a conduzione familiare sono ormai in via di estinzione anche in città. Lo ha spiegato l'altra sera in consiglio comunale l'assessore Bruno Ceschini a proposito di carovita e crisi del commercio. In effetti l'unico negozio di alimentari sganciato dalle grandi catene di distribuzione è rimasto quello di Igor Guerzoni, in via Sottomonte. E il titolare racconta: "La gente ha sempre meno soldi, abbiamo ripristinato il libretto". La prima cosa che viene da chiedersi è come faccia a sopravvivere un piccolo negozio che oramai è circondato dai supermercati; quali strategie mette in campo chi lo gestisce per sopravvivere alla dura concorrenza e a margini sempre più ridotti di guadagno. Ne abbiamo parlato con Igor Guerzoni, il titolare, che ha riaperto un anno fa il negozio di alimentari in via Sottomonte, dando così seguito ad una tradizione di famiglia che è stata interrotta solamente da suo padre. "Dire che quella della famiglia Guerzoni per l'alimentare sia una tradizione è giusto - spiega Igor - perché già mio nonno Umberto faceva lo stesso lavoro, dapprima in via Kennedy e poi qui in via Sottomonte. Con mio padre c'è stata la pausa di una generazione e adesso è da un anno circa che ho ripreso io". Igor Guerzoni, comunque, prima faceva tutt'altro. "Ero tecnico diagnostico alla Mercedes - conferma - ma ho voluto riprendere in mano la tradizione di famiglia, consapevole del fatto che i miei mi avrebbero dato una mano e poi perché ero convinto che c'era il margine per lavorare anche se piccoli. Così, quando il negozio ci è tornato in mano dal vecchio gestore l'ho ripreso e rinnovato, aggiungendo la gastronomia e altre cose e sono contento della scelta fatta". Il suo negozio, vero esempio di "servizio di vicinato", è anche un ottimo osservatorio sulla realtà sociale circostante. "La crisi c'è e si sente sempre più - afferma Guerzoni -, tanto che abbiamo ripristinato l'uso del libretto perché c'è gente che ormai riesce a saldare il conto della spesa solo a fine mese. Anche gli acquisti sono ridotti allo stretto necessario. Ecco, direi che in queste cose emerge la differenza dal supermercato: tra gestore e clienti c'è un rapporto familiare; ci conosciamo tutti e nel limite del possibile cerchiamo di venirci incontro, tutte cose che il supermercato non prevede. Io stesso dico che posso sopravvivere proprio perché non ho un affitto del negozio da pagare, altrimenti sarebbe proprio difficile". Quanto alle iniziative che il Comune potrebbe fare per sostenere il commercio, il giovane gestore dell'alimentari di via Sottomonte ha le idee chiare: "Una burocrazia più snella, perché per poter lavorare ho dovuto attendere mesi e i documenti da preparare non finivano mai".

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Fondamentale decentrare i servizi (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 14/03/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:LA CITTA' Fondamentale decentrare i servizi L'ufficio anagrafe della Sesta Circoscrizione "Le Circoscrizioni sono state finora un punto di riferimento per i cittadini grazie al rapporto interpersonale che si crea con gli amministratori locali". Rolfi promuove a pieno l'utilità degli organismi decentrati. "In questi anni ho avuto centinaia di incontri con gli abitanti del territorio. Mi sono proposto di accogliere tutte le istanze da qualunque parte provenissero, senza distinzione di colore politico. Devo ringraziare a tal proposito il lavoro svolto dai presidenti di commissione e da tutti i consiglieri. L'impegno profuso è stato tanto. Peccato che molte volte non è stato riconosciuto dal Comune. Eppure le Circoscrizioni sono uno strumento utile alla città verso un reale decentramento amministrativo. Impensabile, in una città di 180mila abitanti, non avere le Circoscrizioni e un presidio sul territorio. Piuttosto si tratta di decentrare meglio i servizi. L'anagrafe ad esempio - sostiene Rolfi - potrebbe essere potenziata con ulteriori servizi come il rilascio del passaporto, il rilascio delle piccole concessioni edilizie, le piccole manutenzioni. Si snellirebbe la burocrazia, si servirebbero meglio i cittadini e si ridurrebbero i costi della politica".

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MANCA il sollevatore, i permessi tardano e la burocrazia 'ingoia' il di (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ritto più elementare per una ragazza disabile: potersi lavare completamente almeno una volta la settimana. Solo la tenacia della madre, di suo fratello e altri amici, permettono al momento che la ragazza possa fare un bagno completo. Infatti gli assistenti di base non provvederanno a questa cura finché non sarà installato nella casa della giovane, a Osteria Grande, un particolare sollevatore automatico: la ragazza pesa troppo per essere tirata su a braccia. E' la mamma, Carla Poletti, a ripercorrere la vicenda: "E' diritto degli assistenti di base chiedere il sollevatore. C'è una legge. Ma finché non avrò installato il macchinario, dove finisce il diritto di mia figlia a ricevere cure igieniche adeguate? Per questo la legge non c'è". Tra i diritti dei lavoratori e quelli di Valentina c'è di mezzo la burocrazia che allunga i tempi. Non vuole pietà, Carla Poletti, ma nemmeno sentirsi dire che "sono fortunatissima ad avere chi mi aiuta. Finora sono sempre stata molto soddisfatta del servizio di assistenza. Per fortuna esiste. Ma attualmente non viene svolto al meglio come accadeva prima". Ogni giorno gli addetti si prendono cura della ragazza per un tempo che va dai 20 ai 50 minuti: le danno da mangiare, la cambiano, la fanno alzare. Il sabato le fanno il bagno (o meglio, le facevano) e le lavano i capelli. Già nel 2005 gli assistenti chiesero alla famiglia di prendere un sollevatore. Ma dopo averlo provato, decisero che era meno faticoso fare tutto a braccia e il macchinario finì in cantina. Lo scorso agosto gli addetti, che lavorano nella coop vincitrice dell'appalto dai Servizi sociali, hanno riproposto il problema. Carla Poletti ora ha un sollevatore in ogni piano della casa, ma quello speciale che consentirebbe alla figlia di fare il bagno, ha necessità di modifiche strutturali alla casa. "Sono andata a Bologna al Servizio ausili, dove mi hanno fatto vedere diverse proposte che vanno valutate. Il giudice tutelare mi deve dare l'ok per usare la pensione di mia figlia per le modifiche necessarie. Ma occorre tempo per la decisione e anche quando avrò l'ok, ne servirà altro per i lavori se dovrò tirare su o giù un muro o spostare una porta. E nel frattempo come facciamo?". Dopo un primo periodo di tolleranza, gli assistenti hanno annunciato che il bagno alla ragazza non lo faranno più: solo spugnature. "Gli operatori ? spiega Carla ? mi hanno detto che i sindacati li costringono a non svolgere più il servizio in queste condizioni perché manca la sicurezza. Ma la legge esiste da tempo. Perché prima non hanno mai detto nulla e ora sono tanto puntigliosi?". Da febbraio ad aiutare Carla, il sabato a volte arrivano suo fratello o degli amici. "Se non trovo qualcuno disponibile, devo pagare una persona: è giusto?". Laura Dall'Olio - -->.

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La burocrazia dell'aborto - miriam mafai (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Commenti LA BUROCRAZIA DELL'ABORTO MIRIAM MAFAI Non difenderò un ginecologo che, dichiaratosi obiettore di coscienza nel suo ospedale, era tuttavia disponibile, nel suo studio privato, a intervenire sulle pazienti che gli chiedevano un aborto. Il colpevole, del resto, non c'è più. Si è buttato da una finestra dell'ottavo piano, dal suo studio di Rapallo. Era un ginecologo stimato, dirigente sanitario del reparto ostetricia e ginecologia del Gaslini, che nel corso degli anni ha aiutato centinaia di madri a portare a termine anche le gravidanze più difficili. Non lo difenderò. Non ha bisogno del resto di nessuna difesa dato che ha evitato, con un gesto definitivo come il suicidio, di essere portato in Tribunale, di venire processato e condannato. Ma non sfuggiranno al rigore della legge le pazienti che si erano rivolte a lui per abortire in silenzio, clandestinamente. Cerco tuttavia di capire le loro ragioni, le loro paure, cosa le abbia indotte a scartare la strada legale dell'aborto garantito dalla legge 194, scegliendo la strada pericolosa dell'aborto clandestino. Penso, e le loro prime testimonianze lo confermano, che abbiano scelto questa strada, per evitare di sottoporsi alla lunga, impietosa trafila burocratica prevista dalla legge 194. Obbligatoria, secondo la legge, la visita presso il consultorio, obbligatorio il colloquio con gli esperti ai quali spiegare i motivi della decisione. E poi la richiesta del relativo certificato, una sorta di autorizzazione e, dopo una obbligatoria pausa di sette giorni, finalmente la ricerca di un ospedale pubblico autorizzato ad effettuare l'aborto. Tutti o meglio tutte sanno che spesso, per avere accesso ad una di queste strutture, bisogna attendere anche molte settimane. E nell'attesa, intanto, la gravidanza va avanti. Non difenderò chi, medico o paziente, viola la legge. Ma cerco di capire perché una donna, sia pure violando la legge, preferisca evitare i ritardi dovuti prima alla procedura fissata dalla 194 e poi ai rinvii dovuti alla insufficienza delle strutture pubbliche disponibili all'intervento. E, alla fine, preferisca rivolgersi, per la interruzione della gravidanza, a un medico di sua fiducia. Quando trent'anni fa la legge 194 venne discussa in Parlamento uno dei punti più controversi fu proprio questo. Se cioè l'interruzione della gravidanza potesse o meno essere affidata anche alle strutture private, lasciando libera la scelta alla paziente. Una parte del movimento femminista chiedeva infatti la pura e semplice depenalizzazione del reato di aborto, lasciando alla donna la possibilità di ricorrere, entro una certa fase della gravidanza, a un ospedale pubblico o a una struttura privata. Come del resto normalmente accade nel nostro paese per ogni altro tipo di intervento. Si decise al contrario, di rendere legale l'interruzione di gravidanza solo quando venisse realizzata in una struttura pubblica, dopo il passaggio e la certificazione nel consultorio. Da allora ad oggi nessuno ha mai proposto la modifica di questa norma, anche se l'aumento dei medici "obiettori" rende sempre più difficile ricorrere tempestivamente all'interruzione di gravidanza secondo le norme fissate dalla 194. Non so quale sia esattamente oggi la situazione a Genova, quanto tempo mediamente trascorra tra la richiesta dell'intervento, il colloquio e la certificazione nel consultorio e la sua realizzazione nella struttura pubblica. Il presidente della Regione, Claudio Burlando, ha dichiarato che in Liguria le cose funzionano e la legge 194 viene applicata, in tutti gli ospedali pubblici, senza alcuna difficoltà. Ma il sindaco di Genova Marta Vincenzi ha recentemente sottoscritto una petizione popolare con la quale si denunciava la esasperante lunghezza delle liste di attesa e i rischi che questo comporta per le donne in attesa dell'intervento. Chi dei due conosce meglio la situazione di Genova? Una delle donne indagate ha spiegato di aver fatto ricorso a un medico privato perché non se la sentiva di affrontare tutta la trafila richiesta dalla legge, e non voleva parlare del suo problema con nessuno, non voleva rispondere a delle domande né spiegare a degli estranei il perché di una decisione, strettamente e dolorosamente privata. Non so a quando risalgono queste vicende, quando cioè queste donne hanno deciso di far ricorso ad un medico privato per non affrontare tutti i passaggi previsti dalla legge 194. Ma mi chiedo se la forsennata campagna ormai da tempo in atto contro la 194, una campagna che colpevolizza le donne che decidono di interrompere una gravidanza fino a dipingerle come responsabili di un assassinio non possa ottenere alla fine anche questo paradossale risultato. Non di far diminuire gli aborti, ma di far fuggire le donne dai consultori e di mandarle alla ricerca del medico amico o compiacente. Facendo così aumentare il numero degli aborti clandestini.

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)VALORIZZAZIONE Centro storico, errori e ritardi IL GRUPP (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

O di lavoro incaricato dalla maggioranza del Comune di studiare i problemi del centro storico ha depositato un documento di 250 pagine. C'è un'analisi rigorosa delle gravi carenze e dei fatti di degrado che impediscono a Forlì di essere la città bella e ospitale che avrebbe potuto essere. La fotografia è impietosa: siamo molto lontani dalla grande attrattività che devono avere i centri storici per generare un movimento di persone e attività. Forlì ha sempre avuto sindaci di ispirazione comunista o postcomunista: purtroppo questa continuità partitica non si è tramutata in un disegno di lungo periodo, strategico e progressivo, di valorizzazione del centro storico. Nel tempo c'è stato uno zig zag di iniziative che non creano un valido sistema economico e culturale. Non è un caso che i quattro progetti cardine della società incaricata fossero nel Piano investimenti fin dal 1984, dal San Domenico a via Ripa e ai suoi orti. Il ritardo con cui si è andati a definire il ruolo del San Domenico, gli anni spesi nell'incredibile storia del teatro Sacripanti e nell'ancor peggiore assassinio della cementificazione della piazza Guido da Montefeltro hanno portato una perdita di tempo prezioso. E ancora oggi il complesso San Domenico è lontano dalla eccellenza che potrebbe rappresentare. Urge la sistemazione della piazza Guido da Montefeltro per la quale siamo al solito incarico della Fondazione cassa dei risparmi. E' indispensabile un ambiente di contorno al San Domenico. Forlì fa fatica a diventare salotto perché ci sono troppi interventi spezzettati che sono come una toccata e fuga. Il gruppo di Forza Italia si pone di fronte al pur tardivo Piano per il centro storico con una positiva attesa, ma occorre cambiare linea. Nel bilancio 2008 sono previsti 30mila euro, un'inezia per il rilancio. L'aver fatto una convenzione di 70mila euro nel 2007 con i commercianti non è certo esaustivo. Ora aspettiamo i piani stralcio applicativi del piano di sviluppo. Vedremo se l'Agenzia del centro storico, dopo cinque anni di incubazione, potrà essere uno strumento efficace per mettere in moto investimenti e una sollecitazione positiva del rapporto pubblico-privato, senza inutili burocrazie. Vanda Burnacci cons. comunale Forza Italia - -->.

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Bicocca, basta file agli sportelli la segreteria sarà tutta online - teresa monestiroli (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XIV - Milano Bicocca, basta file agli sportelli la segreteria sarà tutta online L'ateneo nell'area ex Pirelli ha 10 anni e guarda al futuro. Il rettore: abbiamo aperto le porte a chi non avrebbe studiato TERESA MONESTIROLI "Nessuno studente dovrà più mettere piede in segreteria". Il futuro dell'università Bicocca il rettore Marcello Fontanesi lo vede così. "Tutto dovrà essere informatizzato, non ci sarà più carta, non ci saranno più lunghe code agli sportelli. Il personale di segreteria potrà essere impiegato in altro, il tempo dedicato ai ragazzi sarà incentrato sull'attività di orientamento e tutoraggio". L'ultimo ateneo nato a Milano festeggia i dieci anni dalla fondazione, da quando firmò l'atto di indipendenza dalla madre patria, la Statale, nel 1998. E lo fa tra bilanci e progetti per il futuro. Uno su tutti quello dell'informatizzazione per alleggerire quella burocrazia che oggi fa perdere tempo un po' a tutti. "Abbiamo già iniziato con l'iscrizione on line e siamo riusciti a diminuire l'affluenza in segreteria del 40%, contiamo nel giro di due anni di chiudere tutti gli sportelli. La parte più importante sarà l'informatizzazione degli esami, ci stiamo già lavorando". Nel 2010 i libretti saranno elettronici, i registri degli esami scompariranno e tutti i piani di studio saranno compilati al computer. Un momento di festeggiamenti, ma anche di riflessioni su quanto fatto finora. Soddisfatti? "Quello mai, sappiamo che si può sempre fare di più e meglio - risponde il rettore - . Ma nonostante le difficoltà siamo riusciti a costruire non solo una nuova università, ma un'università nuova". Che punta soprattutto sulla ricerca, "da cui dipende tutto il resto, anche la qualità dell'insegnamento", offre corsi di laurea "prima inesistenti o disponibili solo nel privato", attrae studenti da tutto il Nord-Milano, "spesso giovani che senza la Bicocca non si sarebbero neanche iscritti all'università". E cerca di dare ai giovani una serie di servizi all'avanguardia, soprattutto laboratori, "che stanno cambiando il volto di un quartiere che altrimenti sarebbe rimasto abbandonato". Ma c'è ancora molto da fare. Partiti con un gruppetto di ragazzi che studiavano Scienze ambientali fra i capannoni della Pirelli e mangiavano in mensa con gli operai, oggi l'università Bicocca conta 30 mila iscritti, molti dei quali appartengono alla fascia sociale più debole. "Quattromila di loro, per reddito, non pagano la seconda retta. Molti non sono in grado di sostenere le spese per un Erasmus - continua Fontanesi - . Abbiamo creato vera mobilità sociale". Ora bisogna lavorare sulla preparazione degli studenti. "Arrivano ragazzi più immaturi di una volta e meno preparati. Il 19% abbandona al primo anno - spiega Susanna Mantovani, prorettore e preside della facoltà di Scienze della Formazione - . Ma invece di scaricare la responsabilità sulla scuola abbiamo potenziato l'attività di orientamento e rivisto l'organizzazione della didattica al primo anno, in modo da inserire attività di laboratorio per coinvolgere di più i ragazzi. Nella mia facoltà facciamo anche corsi di recupero di italiano, per chi non supera la prova di comprensione del testo. A breve lo farà anche Economia". E l'inglese? "Sono ancora deboli - conclude Fontanesi - . Solo 20 per cento lo parla correttamente".

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Una tassa anche per chiedere contributi (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

La "Banca del Tempo" contro la burocrazia del Comune di Riva Il presidente Luca Gelmi è polemico dopo aver pagato 14,62 euro per la marca da bollo da allegare alla richiesta e non aver ricevuto nemmeno un centesimo: "Non ci date denaro? Restituiteci il valore bollato" ALTO GARDA. La Banca del Tempo è un'associazione imperniata sulle relazioni umane e il termine "banca" non va in alcun modo messo in relazione con il denaro. Tutt'altro. L'associazione, partendo dalla premessa che ognuno di noi ha delle potenzialità, aiuta i soci a tirarle fuori, a valorizzare ciò che di meglio sanno fare, mettendole a dispozione degli altri. Una ricchezza che i soci si scambiano e non prevede l'utilizzo di moneta alcuna. Per questo, quanto accaduto alla Banca del Tempo del Basso Sarca, che l'anno scorso aveva chiesto un contributo al Comune di Riva, suona proprio come una beffa. Sul banco degli imputati, ancora una volta, c'è la burocrazia. La storia è semplice: lo scorso anno, l'associazione presieduta da Luca Gelmi (al suo posto, giorni fa, è stato eletto Giorgio Italiano) presenta domanda di contributo al Comune di Riva. Sulla richiesta ci deve essere una marca da bollo di 14 euro e 62 centesimi: una tassa che negli altri Comuni della busa non viene richiesta. Tutto bene se non fosse che il Comune di Riva decide di non elargire alcun contributo alla Banca del Tempo. Quest'anno, sicuri che la cosa si sarebbe ripetuta, Luca Gelmi e soci si sono presentati a Palazzo Pretorio per presentare la domanda di contributo, accompagnandola con una lettera polemica ma garbata. Dopo aver raccontato i fatti, chiedono se l'Amministrazione, alla luce di quanto recita lo Statuto Comunale, secondo cui il Comune "riconosce il valore sociale" delle associazioni e "ne promuove lo sviluppo, il sostegno", non ritenga contraddittorio "che le associazioni stesse debbano versare un'imposta e "a sostegno" non ricevano nemmeno il rimborso della marca da bollo già versata". Per questo, Gelmi, nella richiesta per il 2008, ha sì messo la marca da bollo, ma all'interno di una busta separata: "da usarsi se la domanda va a buon fine, da restituire se la domanda viene cestinata. In quanto per noi anche 14,62 sono una risorsa da non sprecare". A Gelmi non va proprio giù di dover pagare nonostante i funzionari dell'ufficio competente sappiano, già al momento di accogliere la richiesta, che il contributo comunale non potrà essere elargito. "Le associazioni sono troppe e non possono essere aiutate tutte? Basta che ce lo dicano, così come hanno fatto a Dro, dove abbiamo la sede e dove hanno ridotto gli stanziamenti. Per noi non c'è alcun problema, ma trovo molto scorretto che ci facciano pagare una tassa inutile". Il messaggio è chiaro e la Banca del Tempo, che nonostante le molte iniziative organizzate ha un bilancio annuo di soli 500 euro circa, avrebbe voluto far avere la lettera anche ai capigruppo, ma pure stavolta la burocrazia ci ha messo lo zampino. "Volevamo lasciare le lettere in Comune perché fossero consegnate direttamente ai vari consiglieri - spiega l'ex presidente - ma ci è stato detto che gli impiegati non sono lì per fare i postini, e così abbiamo dovuto spedirle. Nessun Comune del basso Sarca è prigioniero della burocrazia come Riva e, da un paio d'anni, ci è addirittura impossibile avere un contatto diretto con assessori o delegati. La nostra situazione è emblematica del trattamento che molte altre associazioni rivane ricevono dal Comune. Nonostante le tante belle parole".

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A muggia l'urbanistica va in internet (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Primo passo verso lo snellimento delle pratiche burocratiche. Valentich: "Risposte più rapide a professionisti e investitori" In futuro i cittadini potranno seguire on-line l'iter delle pratiche A Muggia l'urbanistica va in internet Nel sito del Comune l'intero piano regolatore, in arrivo anche il regolamento edilizio MUGGIA Il Comune di Muggia mette in rete, sul suo sito Internet, documenti e tavole del Piano regolatore generale. Un primo passo verso una informatizzazione totale delle pratiche urbanistiche dell'ente, all'insegna della rapidità e della facilità di accesso dall'esterno. Con l'ampliamento della capienza del sito del Comune (www.comune.muggia.ts.it), l'amministrazione muggesana ha potuto rendere disponibile a tutti - cittadini e imprenditori - l'intera banca dati del principale strumento urbanistico comunale, il Piano regolatore, con le varianti dalla numero 15 (quella generale, del 2001) alla 21 (l'ultima approvata). I documenti sono scaricabili in formato pdf, e in questo modo si evita, a chi è interessato a prenderne visione, di doversi recare all'ufficio urbanistica oppure in eliografia, con risparmio quindi di tempo e denaro. Spiega l'assessore allo Sviluppo del territorio, Moreno Valentich: "Per noi è un cambio di rotta, che però avevamo promesso fin dall'inizio. La pubblicazione del Prg è solo un esempio. Intendiamo velocizzare il rapporto verso i cittadini e anche verso gli imprenditori che vengono a investire a Muggia e non possono aspettare a lungo per le loro pratiche. L'auspicio è quello di creare un ufficio urbanistica molto più snello, al passo con i tempi, grazie anche alle nuove tecnologie. C'è bisogno di dare risposte rapide ai professionisti che vogliono costruire attività e investire sul territorio - continua l'assessore -. In Italia, purtroppo, la burocrazia è molto lenta, ed è per questo che spesso gli imprenditori preferiscono investire all'estero". La pubblicazione del Piano regolatore di Muggia è un primo passo, ed è frutto di una serie di cambiamenti apportati allo stesso ufficio urbanistica del Comune: "Il nuovo responsabile - così Valentich - ha le idee molto chiare su come andare verso una semplificazione dei rapporti con l'esterno e uno snellimento degli iter. E si andrà avanti in questa direzione". In una prossima fase, sempre sul sito Internet del Comune, sarà pubblicato l'intero regolamento edilizio e sarà disponibile pure tutta la modulistica con le novità dettate dalla nuova legge urbanistica regionale. In questo modo cittadini e professionisti potranno scaricare direttamente i moduli per le varie richieste, e inoltrarli poi al Comune. Ma anche in questo sono previste novità future: "Il terzo passo sarà creare un sistema affinché i cittadini possano comunicare e inviare documenti anche via posta elettronica - racconta l'assessore -. Inoltre, come già avviene altrove, sarà possibile pure seguire online l'iter delle proprie pratiche edilizie". Non si tratta di novità assolute per un Comune. Di esempi di informatizzazione quasi completa delle pratiche (urbanistiche e non) ce ne sono già in Italia. E proprio a questi esempi si rifà la politica portata avanti dal Comune di Muggia, come afferma ancora Valentich: "Queste che per noi sono novità, sono già realtà in enti dell'Emilia Romagna o del Veneto, per fare degli esempi. Anche per questo intendiamo aggiornare il sistema informatico degli uffici, dotando i funzionari di computer veloci e con tutti i programmi necessari per svolgere il loro lavoro e metterlo in rete. In un futuro non lontano - assicura l'assessore - le classiche richieste di concessioni edilizie potranno essere fatte anche l'ausilio di cd-rom o dvd. Un modo per ridurre pure gli spazi degli archivi e velocizzare la consultazione". Anche in visione di una informatizzazione più ampia, il Comune intende professionalizzare sempre di più i funzionari, anche tramite corsi di specializzazione. Sergio Rebelli.

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"E' ora di finirla con i sindacalisti eletti a vita" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Intervista Vincenzo Scudiere "E' ora di finirla con i sindacalisti eletti a vita" MARINA CASSI No, la burocrazia no. Vincenzo Scudiere, segretario della Cgil del Piemonte, la rifugge e per la conferenza di organizzazione di aprile - uno di quegli appuntamenti che se non fai attenzione rischiano come niente di sprofondare nel rituale - immagina una provocazione. Cambiare il modello di militanza sindacale: basta con i sindacalisti a vita. Lo dice chiaro: "E' un modello che non attrae i giovani". Scudiere non le sembra di osare troppo? C'è qualche crepa nell'organizzazione? "Ma no. La Cgil sta benissimo: circa 380 mila iscritti in Piemonte, 170 mila a Torino. Ogni anno 50 mila nuovi iscritti, come un capoluogo di provincia e anche molti ragazzi". E allora? "E allora malgrado la vitalità della Cgil, malgrado ci sia stato un bel ricambio di gruppo dirigente, malgrado le 300 e più sedi, i 10 mila Rsu eletti, sento il bisogno di dare una spinta all'innovazione". E sarebbe? "L'età media di delegati e dirigenti è sopra i 45 anni. Troppo alta. Bisogna dare spazio agli under 35". Scusi, ma chi ve lo impedisce? "Nessuno. Il problema è che nel passato c'era una forte attrazione da parte del sindacato: quella scelta di vita affascinava. Io la feci a 25 anni e come me ce ne erano tanti L'idea di fare il delegato, uscire dalla produzione, diventare funzionario e poi dirigente era una cosa che attirava". E adesso non più; sarà la fine delle ideologie? "Sarà quel che sarà. Sicuramente conta la fine di un certo tipo di militanza. Ma credo che conti anche il fatto che il lavoro è cambiato e noi proponiamo un modello statico". E allora? "Allora dobbiamo essere flessibili anche noi: perché non immaginare un modello nel quale si fa il delegato, poi si esce dalla produzione per un periodo e magari si torna al lavoro e esce un altro a rotazione". Insomma flessibili come nella vita? "Esatto. E' così che vive oggi il giovane che lavora. Oppure immaginare figure di sindacalista non generalista, ma specializzato. E in ogni caso cominciare ad affiancare giovani con i vecchi sindacalisti per imparare il mestiere, e soprattutto capire che è molto più impegnativo di quanto appare". Questi sono problemi importanti, ma organizzativi. Oggi il sindacato, e la Cgil in particolare, non rischia di essere soppiantata dal Partito democratico con tutte queste candidature di operai, imprenditori, operatori di call center? "No. Non corriamo alcun rischio perché noi siamo un'altra cosa. Il Pd fa una sintesi sociale, cerca di rappresentare la società italiana. Mi sembra che sia una scommessa di vero riformismo". Tutto ok quindi per Boccuzzi e per Calearo? "La politica deve fare uno sforzo di sintesi tra i ceti sociali dando voce alle diverse condizioni". Come sta la politica torinese? "Mi sembra ferma a misurare i suoi equilibri interni e il suo consenso". E le relazioni sindacali in una città così importante? "Sotto sale. E' finito il tempo delle azioni innovative, delle idee che maturavano qui e poi si trasferivano al livello nazionale". Come la riforma della rappresentanza studiata a Torino che ha portato alle Rsu? "Ad esempio". E adesso? "E adesso c'è Marchionne che vuol fare tutto da solo: non è l'idea di modernità che ho io".

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Arenato alla Camera il trattato sul Tenda bis (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

TUNNEL. UN ANNO FA L'ACCORDO CON I FRANCESI Dalle 23 alle 6 Arenato alla Camera il trattato sul Tenda bis Il documento dovrà tornare al Senato Si rischia di allungare ancora i tempi dei lavori Cantieri di notte nella galleria fino al 28 giugno Disegno di legge sarà approvato solo dopo le elezioni [FIRMA]GIANPAOLO MARRO CUNEO Il disegno di legge sul Tenda bis è fermo alla Camera e ormai è quasi scontato che la ratifica del trattato internazionale sarà messa in calendario soltanto dopo le elezioni. Risultato: il rischio, per non dire certezza, è che i cantieri non inizino entro fine anno, ma slittino di qualche mese. Così la brutta figura con i francesi diventa sempre più una barzelletta. Esattamente un anno fa, il 12 marzo 2007, a Parigi è stato sottoscritto l'accordo fra i due Paesi per la costruzione della tanto attesa nuova galleria. Per avere valore nei due Stati, i Parlamenti devono ratificare il trattato. I francesi non ci hanno pensato due volte: il provvedimento è diventato legge con il voto dell'11 ottobre da parte dell'Assemblea nazionale. In Italia ha vinto la burocrazia e così dopo mesi d'attesa, il 27 febbraio il disegno di legge è passato al Senato, ma non ancora a Montecitorio. Lo scioglimento delle Camere determina un nuovo stop al già travagliato iter. "Non è ancora detto, ma non mi risulta siano previste altre convocazioni della Camera - dice il senatore Giuseppe Menardi, relatore a Palazzo Madama -. Speravo che, con tutte le pressioni fatte, si riuscisse ad arrivare all'ok definitivo prima delle elezioni". L'assessore regionale ai Trasporti, Daniele Borioli: "Non è possibile dire con certezza se il disegno di legge passerà soltanto dopo il voto, ma è probabile. Certo, sarebbe stato indubbiamente meglio aver già raggiunto questo passaggio, non si perderebbe altro tempo. In ogni caso il cronoprogramma indica nel 23 giugno la data d'avvio per la procedura delle gare d'appalto. Una volta insediato il nuovo Parlamento, si può arrivare alla legge di ratifica prima di quella data. Non dovrebbero esserci ripercussioni sulla tempistica dei cantieri". Anche il presidente della Provincia, Raffaele Costa, non nasconde l'amarezza: "In teoria la Camera, essendo la ratifica di un trattato internazionale considerata ordinaria amministrazione, potrebbe ancora approvare il disegno di legge, di fatto non sarà così perché salvo emergenze non ci saranno più sedute prima del 13 aprile. Slitterà a maggio. Il problema è che non essendo poi stato dato l'ok nella stessa legislatura dovrà tornare al Senato, ma con l'escamotage del "ripescaggio". Mi hanno garantito che i tempi saranno rapidi, entro giugno".Proseguono i cantieri notturni nella galleria internazionale. Lo stop alla circolazione è dalle 23 alle 6 dal lunedì al sabato mattina e proseguirà fino al 28 giugno (non sono ancora state comunicate le date di probabili interruzioni dei lavori durante la settimana di Pasqua). I francesi stanno interrando cavi, che prima si trovavano sulla calotta della galleria, per la comunicazione fra le squadre di soccorso italiane e francesi in caso d'incidente. Nelle scorse settimane si era anche verificato un imprevisto: gli operai transalpini hanno tranciato un cavo del sistema antincendio con allagamento in galleria.

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Rotatorie al rallentatore e caserma ancora al palo (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

SAN GIOVANNI LUPATOTO. Il centrosinistra solleva il problema delle opere collegate all'ampliamento del "Verona Uno" Rotatorie al rallentatore e caserma ancora al palo di Renzo Gastaldo Sono in ritardo realizzativo le opere che la società proprietaria del centro commerciale Verona Uno doveva fare in base alla convenzione sottoscritta con l'amministrazione comunale. Il rilievo viene dal periodico "San Giovanni Democratico", che ne chiede ragione all'amministrazione comunale. Il giornalino del centrosinistra segnala infatti, nel suo ultimo numero,che mentre in pochi mesi il centro commerciale è quasi raddoppiato e i lavori sono in avanzata fase di completamento (i nuovi spazi commerciali dovrebbero essere forse fruibili prima di fine anno) invece "non si vede traccia della nuova caserma dei carabinieri, causa burocrazia romana e tempi tecnici molti lunghi". "Ancora più evidente è la mancata realizzazione delle opere sulla viabilità, e qui il problema è tutto locale", conclude il periodico. Giova ricordare al riguardo che in base alla convenzione sottoscritta con il Comune (che ha trasformato parte della superficie vicina al centro commerciale da artigianale in commerciale per consentire l'ampliamento), la Maxi-Di, società proprietaria, si è impegnata a realizzare a proprie spese la rotatoria posta all'incrocio fra via Battisti e via Monte Amiata e a finanziare quella prevista all'incrocio fra via Ca' Nova Zampieri e via Battisti. La ditta costruirà inoltre, sempre pagando di tasca propria, la nuova caserma dei carabinieri in via Vendramini per una superficie di 1.300 metri quadrati, completa di quattro appartamenti per le famiglie dei militari e realizzerà un parco di 4.800 metri quadrati, sempre in via Vendramini. Una risposta al periodico viene dal sindaco Fabrizio Zerman. "Gli interventi sulla viabilità della zona industriale-commerciale sono in corso da qualche settimana e sono purtroppo talmente impattanti nella loro portata che più di un cittadino si è lamentato dei disagi sul traffico, in particolare sulla direttrice di via Ca' Nova Zampieri", dice Zerman. "Per quanto riguarda le rotatorie", spiega ancora il primo cittadino, "abbiamo dovuto anche chiedere e ottenere il benestare della Provincia, in quanto una rotonda era stata approvata in una conferenza dei servizi. Va detto che per non mettere in crisi la viabilità abbiamo anche deciso di non attivare i lavori nel periodo natalizio. Le opere sono comunque partite appena è stato possibile". Il tasto più dolente sembra essere quello della caserma dei carabinieri che sorgerà in via Vendramini. "Abbiamo inviato il fascicolo con il progetto al comando generale dell'Arma a Roma prima delle festività natalizie", spiega il sindaco lupatotino. "Stiamo aspettando la risposta, ben consci che la caserma è una priorità, visto lo stato in cui si trova il vecchio stabile di via Marconi. Ovviamente nessuno di noi si azzarderebbe a sollecitare i carabinieri. Non appena arriverà il benestare del comando generale", conclude Zerman, "noi saremo pronti a iniziare i lavori".

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Lo spettro della crisi allarma i partiti (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

ROMA Il rischio di crescita zero e lo spettro della recessione americana che incombe non piacciono ai partiti e ai politici che vedono in salita il governo che verrà, ma soprattutto mettono in allarme i cittadini. E così in piena campagna elettorale, scatta la gara a rassicurare gli elettori. Fi scarica le colpe su Prodi Silvio Berlusconi scarica sul governo Prodi le responsabilità delle performance negative ("è un'eredità pesantissima"), non nasconde la preoccupazione e legge però gli ultimi dati come un incoraggiamento sulla nuova linea della prudenza. Meno cauto il leader del Pd. Walter Veltroni torna a ripetere che occorre voltare pagina, ma non tanto rispetto a ieri quanto ai quindici anni passati. I conti, dice, sono presto fatti: 11 punti di Pil, tanto è costata "l'implosione del sistema politico-istituzionale". Il Pd: il programma non cambia Cambiare quindi non solo si può, come recita lo slogan "obamiano" scelto dal Pd, ma si deve. E i democratici non ci stanno a essere messi in un angolo dal nuovo realismo del Cavaliere. Il Pil va giù, i dati non sono quelli rosei che ci si aspettava qualche mese, il tesoretto per il momento si è vaporizzato ma i dodici punti del programma del Pil sono ugualmente realizzabili. Parola del responsabile economico del partito Massimo Tonini. Insomma, il tanto sospirato taglio delle tasse non è destinato a restare lettera morta perché sarà foraggiato dalle entrate che arrivano dalla lotta all'evasione. Una voce strutturale - spiega ancora Tonini - e quindi destinata a restare inalterata. "Ridurremo la pressione fiscale, ma mentre lo facciamo dobbiamo ridurre anche la spesa pubblica, ridurre gli sprechi", ha ribadito ieri Dario Franceschini, vicesegretario del Pd. "Nel nostro programma c'è scritto, in modo molto preciso - ha detto Franceschini - che ci sarà una riduzione di mezzo punto di Pil di spesa il primo anno, un punto il secondo e un punto il terzo. Contemporaneamente ridurremo la pressione fiscale, ma mentre lo facciamo dobbiamo ridurre anche la spesa pubblica, ridurre gli sprechi". Il Pdl: crisi c'è, niente miracoli Tutto falso, è la replica degli avversari numero uno del Pd. Gli unici a aver tenuto i piedi per terra sono stati Forza Italia e Alleanza nazionale: "Nel nostro programma - sottolinea Giulio Tremonti - c'è una clausola: sappiamo che c'è la crisi, che viene da fuori, che può aggravarsi. E quindi noi non promettiamo miracoli". Il che certo non vuol dire che Fi e An rinuncino alla promessa delle promesse, alleggerire il peso del fisco. "Ci troviamo di fronte a una situazione drammatica con le stime dello sviluppo italiano per il 2008 che erano dell'1,5-1,6 e sono state ridotte al ribasso e più che dimezzate. Se continua così nei prossimi mesi, ci troveremo di fronte a un anno molto ma molto difficile", ha detto Paolo Bonaiuti, il portavoce di Silvio Berlusconi L'Unione di centro attacca Bruno Tabacci dell'Unione di Centro la pensa diversamente. Non è vero che la crescita frena; il fatto è, spiega, che non è mai andata bene. Il segno positivo registrato nel 2006 e nel 2007 è la conseguenza di un effetto traino dell'economia mondiale e la dimostrazione - aggiunge l'esponente centrista - è il rapporto negativo inalterato con la Francia, la Germania e la Spagna. L'allarme degli industriali Tra i più pessimisti anche gli industriali. La Confindustria ha suonato l'allarme, avvertendo il rischio che la crescita possa scendere ancora e toccare soglia zero. Non resta quindi che accettare una stagione di sacrifici, annuncia Luca Cordero di Montezemolo, perché "senza sudore e lacrime corriamo seriamente il rischio di diventare irrilevanti nell'economia mondiale". L'imprenditore e capolista del Pd in Lombardia 1 Matteo Colaninno indica invece questa ricetta per far ripartire la crescita del Paese: "Sono molte le leve su cui far ripartire la crescita: dare libertà alle energie migliori dell'Italia, eliminare un eccesso di burocrazia, un fisco amico dello sviluppo ma anche equo per premiare i contribuenti leali e poi un impegno continuo per togliere l'indecenza dell'evasione fiscale". "È poi fondamentale - spiega Colaninno - riprendere il percorso delle liberalizzazioni di Bersani sui trasporti, le utilities e gli ordini professionali e poi è fondamentale quello che ha capito il Pd, cioè che imprenditori e lavoratori devono collaborare per un unico obiettivo di crescita del paese". La sinistra arcobaleno I sacrifici non devono essere fatti solo da una parte - mette in guardia però la Sinistra arcobaleno - e non certo dai lavoratori. Al contrario è necessario, ribadisce il ministro del Prc Paolo Ferrero, che i lavoratori recuperino sul terreno del potere d'acquisto, eroso dall'inflazione. Restituire peso alle buste paga, quindi, e "investire su infrastrutture e casa", aggiunge Fausto Bertinotti, sono le strade da seguire se si vuole ridare fiato all'Italia.

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'Quell'aborto per un reality' (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Cremona, La" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione di Venerdì 14 marzo 2008 Benvenuto P.Review srl Genova. Pollastrini: cosa non si fa per la propaganda! Una star della tv tra le pazienti 'Quell'aborto per un reality' Il caso del ginecologo suicida irrompe in campagna elettorale Ferrara: sulla porta delle cliniche una scritta come nei lager di Luca Schiavone GENOVA ? La vicenda del dottor Ermanno Rossi, il ginecologo gettatosi dall''undicesimo piano del suo studio a Rapallo dopo che i carabinieri avevano scoperto che tra le migliaia di sue pazienti c''erano anche donne che aveva fatto abortire al di fuori delle procedure previste dalla legge 194, irrompe come prevedibile nella campagna elettorale. "A Genova un bambino è stato abortito per un reality show" titolerà oggi Il Foglio di Giuliano Ferrara che, candidato alla Camera, affiggerà manifesti con la stessa frase in diverse città italiane. "Siamo arrivati a un punto in cui l''aborto è moralmente indifferente. Sulle cliniche abortiste andrebbe invece scritto Abort macht Frei, così come a Birchenau c''era scritto Arbeit Macht Frei", rincara Ferrara che coglie spunto dalle indiscrezioni giornalistiche sull''inchiesta genovese. "Evocare il nazismo e la scritta dei lager! A che punto si può arrivare per la propaganda..." replica Barbara Pollastrini, che si dice "amaramente colpita dall'ultima sortita di Giuliano Ferrara". Nonostante i tentativi di tutela della privacy degli inquirenti, infatti, la caccia dei giornalisti per scoprire l'identità delle otto donne indagate dalla pm Sabrina Monteverde comincia a dare i suoi frutti: si scopre, perciò, che c'è l'avvenente comprimaria di un clamoroso fatto di cronaca avvenuto anni fa e poi sbarcata anche per questo ad un reality televisivo e su un calendario; c'è la signora trentenne ansiosa di disfarsi rapidamente e con discrezione del frutto di una relazione adulterina; c'è un'atleta, giocatrice di pallanuoto; c'è anche (afferma il suo avvocato, sostenendo la tesi dell'errore giudiziario) una donna che ha avuto un aborto spontaneo e che è andata dal dottor Rossi solo per un raschiamento. Nel frattempo i loro avvocati sfilano davanti all'ufficio della sostituto Monteverde per programmare gli interrogatori delle loro assistite che rischiano alla fine dei conti un'ammenda di 51 euro o pochi mesi di carcere se hanno interrotto la gravidanza oltre il novantesimo giorno. E giurano che mai e poi mai rivelerebbero il nome delle loro clienti che ? dicono ? potrebbero mettere in pratica qualche gesto sconsiderato se venissero identificate sui giornali. Tutte, naturalmente, dicono di essersi presentate dal dottor Rossi non credendo di commettere un reato. Ma i carabinieri del Nas continuano il loro lavoro di indagine per identificare altre clienti "speciali" visitate dal dottor Rossi nei suoi studi di Genova e di Rapallo, quest'ultimo ospitato nel centro benessere "Twenty One" di Simona Oddino, all'undicesimo piano del "grattacielo" della cittadina del Levante. I funerali del dottor Rossi sono stati celebrati ieri in mattinata in forma strettamente privata. Qualche collega ed amico dell'ospedale pediatrico Gaslini ha dato l'ultimo saluto al ginecologo brillante ed affermato. Un medico ? è stato chiarito definitivamente ? che non aveva mai fatto obiezione di coscienza per la semplice ragione che nessuno glielo aveva mai chiesto: infatti al Gaslini non si fanno aborti poichè, pur essendo struttura pubblica, è un IRCCS, un Istituto di Ricerca e Cura a Carattere Scientifico non obbligato, come invece, i semplici ospedali, ad assicurare il servizio abortivo della legge 194. "Il modo di procedere, adottato dalla procura nei confronti di questo stimato professionista, è stato estremamente violento", commenta l'avv. Silvio Romanelli, che difende una donna sposata, madre di due figli, che si è sottoposta ad un raschiamento nella casa di cura Villa Serena, dopo un aborto spontaneo. "In fin dei conti ? conclude ? il ginecologo aveva omesso solo di rispettare la burocrazia prevista dalla legge che, per i tempi lunghi che comporta, prolunga le sofferenze delle donne che hanno deciso, non certo a cuor leggero, di abortire, chiedendo solo un pò di riservatezza".

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Veltroni: con noi un'Italia nuova (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Cremona, La" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione di Venerdì 14 marzo 2008 Benvenuto P.Review srl Partito Democratico. Intervento a tutto campo: lavoro, maggioranza, pensioni, fisco. E stronca i fischi a Berlusconi Veltroni: con noi un'Italia nuova Il leader del Pd ieri sera ha 'acceso' piazza Stradivari gremita di Giuseppe Bruschi Bagno di folla per Walter Veltroni ieri in piazza Stradivari, 46esima tappa del suo tour elettorale nelle province italiane. Folla e cori da stadio per il candidato premier del Pd arrivato alle 19.20 in pullman direttamente da Mantova. La piazza si è andata riempiendo già dalle 17 ed ha superato le cinquemila persone (fonte Questura) appunto al momento del discorso di Veltroni. Passo veloce, febbricitante ma pieno di entusiasmo, 'blindato' dalle forze dell'ordine, bersagliato dai flash dei fotografi, rincorso dalle telecamere della Rai e di altre tv, Veltroni è salito sul palco ed è stato subito boato. Bandiere in alto, slogan urlati, quel 'si può fare' ripetuto all'infinito. Un abbraccio a Fanti, il microfono prima a Paola Riva, giovane candidata; poi a Paolo Bodini, già senatore (per tutti una generosa dose di applausi); ed alle 19.40 Veltroni ha iniziato a parlare. Di un'Italia che deve cambiare, di un Paese che da 15 anni è fermo, e questo a causa anche di una politica che sa dire solo dei no. Ma un paese diverso 'si può fare' ha aggiunto Veltroni, con una forza nuova come il Pd. Un partito che è nato dalle Primarie e che si presenta agli elettori "con un solo gruppo parlamentare, un solo programma, una sola leadership" avendo quindi le caratteristiche della coesione della stabilità "rispetto ad una destra in cui ci sono anime conflittuali che riproducono la storia di 15 anni fa". E qui una frecciata pure agli antichi compagni di viaggio ed agli avversari: "Che cosa univa Mastella e Caruso se non la voglia di vincere le elezioni? Che cosa unisce la Mussolini e Ciarrapico a Letta e Pisanu? Noi ci siano lasciati alle spalle queste divisioni, loro no". Insiste: "Nelle piazze d'Italia vedo tantissime bandiere del Pd, mentre nelle manifestazioni del Pdl ci solo bandiere di singoli partiti". Poi racconta del suo viaggio, degli incontri con la gente che lavora e che si alza alle 4 del mattino e sibila "questa sì e l'Italia che si rialza" ed accenna alle proposte di Berlusconi. La piazza insorge, ma Veltroni blocca i fischi: "Noi non siamo come loro, non offendiamo, noi non stracciamo i programmi". E parte l'ennesimo applauso. Programmi appunto: lotta dura alla precarietà (1.000 euro al mese a chi ha un lavoro di questo tipo e basta con i contratti a termine); lotta all'evasione, tasse più basse e salari più alti; maggiori fondi alla spesa sociale e non a quella improduttiva; meno burocrazia per chi apre un'impresa e una pensione dignitosa per tutti ("ma la cifra non ve la dico, stiamo lavorando ad una ipotesi complessiva", ha chiarito). La gente è con lui, i giovani fremono, è ormai padrone della piazza ed ecco un altro affondo: "Se andremo al Governo, non ci sarà bisogno di riunioni di maggioranza perchè la maggioranza siamo noi del Pd, e questo sarà un'autentica rivoluzione nella vita politica italiana". Ed in questa Italia giovane, moderna, nuova, noi "dovremo avere la capacità di decidere, basta con la melassa e i veti incrociati". Sono le 20.20 e tra gli applausi Veltroni lascia il palco. Impresa ardua: la gente lo rincorre; lo saluta, chiede autografi, lo incoraggia. E c'è pure chi, fuori dal coro, grida: "Walter, Cremona è inquinata, pensaci tu". Ma di Po e problemi locali, per ragioni di tempo, non ha assolutamente parlato. Davvero non ce l'ha fatta.

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Serena, la felicità è una patente conquistata (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

La storia della giovane grafica industriale di Maerne che non si è arresa alla burocrazia Serena, la felicità è una patente conquistata Disabile agli arti ha passato l'esame di guida a Treviso. A Mestre glielo avevano negato di Alessandro Ragazzo MAERNE. Da Mestre a Treviso saranno sì e no venti chilometri. Ma nel dare l'idoneità ai disabili per avere la patente sembrano lontane anni luce. Ne sa qualcosa Serena Todesco, 20 anni di Maerne con una malformazione congenita a mani e piedi, che l'altroieri ha preso la patente dopo un calvario iniziato a settembre. L'esame di guida è andato bene ma è stata più dura farsi dare il via libera dai medici: a Mestre gli avevano detto di no, 20 giorni dopo a Treviso tutta un'altra storia e senza tanti giri per uffici. "A settembre - racconta Serena, diplomata in grafica industriale - mi sono iscritta in un'autoscuola di Maerne. Vedendo la mia disabilità mi hanno invitata a prendere appuntamento con una commissione a Mestre per il rilascio del certificato di idoneità. E qui sono iniziati i problemi. Prima mi hanno chiesto degli esami del sangue e poi ho fatto un test in ferrovia per misurare i miei tempi di reazione. Terminati, ritorno in commissione dove controllano le mie mani e piedi e mi sottopongono a visita oculistica. Credevo di avercela fatta ma non è così. E scoppio in lacrime". Serena, infatti, nonostante la malformazione agli arti riesce a scrivere senza problemi, usa il computer e cammina senza fatica con un apposito plantare. "Vado in bici come se nulla fosse - spiega - e in passato ho fatto pure ginnastica artistica e non ho problemi di equilibrio. Insomma, sono autosufficiente e conduco una vita normale". Dopo il no di Mestre, Serena torna in autoscuola a Maerne per vedere se ci sono delle alternative. A questo punto gli istruttori le propongono di andare a Treviso e se dovesse andare male di provare a Bologna. A Treviso ci va a metà ottobre per le visite di rito. "I commissari non mi hanno chiesto alcun esame specifico - prosegue la giovane - ma mi hanno fatto salire in macchina, poi ho provato il volante, i pedali, i tasti, la leva del cambio. Ho fatto la visita oculistica e mi hanno dato l'idoneità, prescrivendomi di guidare con le lenti e per i prossimi cinque anni con marce automatiche. Se la situazione dovesse migliorare, allora potrò utilizzare il cambio manuale. Il bello è che le visite doppie mi sono costate 152 euro in più quando anche a Mestre potevano darmi subito il via libera". Serena, dunque, inizia a fare i corsi di teoria e le bastano solo cinque guide per fare l'esame, sostenuto l'altro ieri. Un giro a Marghera senza errori, una prova di parcheggio e infine la notizia più bella: aveva la patente. Adesso aspetta la Fiat 500 color bianco tutta per lei che dovrebbe arrivarle a maggio. Col cambio automatico, naturalmente.

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La vendemmia si paga in buoni (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

PLAUSO DELLA COLDIRETTI La vendemmia si paga in "buoni" "Fine alla persecuzione degli studenti e dei pensionati impiegati sotto i filari nel periodo vendemmiale". Il presidente di Coldiretti di Treviso, Fulvio Brunetta, saluta con soddisfazione l'arrivo dei buoni vendemmia come prima risposta a regolamentare il lavoro nelle vigne. "Si tratta di voucher vendemmia per combattere il lavoro nero, ridurre la burocrazia e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte al caro vita - sottolinea il presidente di Coldiretti - per fortuna si è capito che l'evasione ed il lavoro nero sono altre faccende che nulla hanno a che fare con i viticoltori". Il meccanismo prevede che chi è interessato a partecipare alla vendemmia si rechi presso i servizi per l'impiego provinciali o all'Inps, dove verrà rilasciato un codice di identificazione personale. Alle imprese agricole basterà acquistare un blocchetto di voucher e distribuirli a seconda delle ore di lavoro effettuate. Ogni buono avrà un valore di 10 euro (7,5 euro al netto). Studenti e pensionati potranno ritirare il denaro presentando il voucher presso uno dei soggetti convenzionati.

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Arrivano i voucher per la vendemmia (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: REGIONE - data: 2008-03-14 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Stagionalità Arrivano i voucher per la vendemmia TREVISO - "Fine alla persecuzione degli studenti e dei pensionati impiegati sotto i filari nel periodo della vendemmia". Il presidente di Coldiretti Treviso, Fulvio Brunetta saluta con soddisfazione l'arrivo dei "buoni vendemmia" come prima risposta a regolamentare il lavoro nelle vigne. ""Sono voucher per combattere il lavoro nero, ridurre la burocrazia per le imprese e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte al caro vita".

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Licenziarsi? La cosa più difficile La burocrazia manda in tilt i lavoratori (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: REGIONE - data: 2008-03-14 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Il caso La nuova legge contro le "dimissioni in bianco" contestata dalle imprese Licenziarsi? La cosa più difficile La burocrazia manda in tilt i lavoratori VENEZIA - Sale la polemica sulla nuova normativa che, per combattere il fenomeno delle dimissioni in bianco, ha reso ancora più complessa la burocrazia imposta al lavoratore deciso a lasciare il proprio posto. E oggi costretto a ricorrere a moduli scaricabili dal sito del ministero del Lavoro, compilarli on line, stamparli e validarli obbligatoriamente nelle sedi abilitate (Direzioni del lavoro, uffici comunali, centri per l'impiego, sindacati e patronati), quindi consegnarli al datore di lavoro. Il quale avrà cinque giorni di tempo per comunicare la cessazione del rapporto di lavoro. "E' un'altra complicazione inventata dall'ultimo governo - sbotta il presidente di Confcommercio Veneto, Fernando Morando - un'idea che non piace né al datore di lavoro né al dipendente. Non so perchè in Italia dobbiamo sempre complicarci la vita, questo è un intoppo burocratico da eliminare". Morando sta studiando una proposta da sottoporre all'attenzione del nuovo governo "per snellire la burocrazia ed emanare leggi più semplici, capaci nello stesso tempo di portare più soldi all'erario ". Osserva Daniele Marrama, responsabile del settore diritto del lavoro per gli industriali di Vicenza: "E' una normativa assurda, antidemocratica, da soviet: interferisce burocraticamente su un atto di libertà individuale e unilaterale del lavoratore. Atto che adesso dev'essere esercitato attraverso passaggi obbligatori informatici e riferiti a enti pubblici, in contrasto con quanto stabilito dal codice civile. E' un'interferenza inconcepibile, che tra l'altro non risolve il problema delle dimissioni in bianco, molto circoscritto e che si poteva contrastare diversamente. Restano infatti le risoluzioni consensuali in bianco". Secondo Marrama la normativa può essere impugnata davanti al Tar e gli industriali di Vicenza ci stanno "pensando seriamente". Si prepara invece all'assalto dei dimissionari l'Ufficio relazioni con il pubblico del Comune di Treviso, l'unico della Marca ad essere pronto a sobbarcarsi la certificazione delle dimissioni. "Molti Comuni hanno rinunciato o fingono di non sapere - spiegano dall'ufficio - perchè questo servizio è assai complicato e con la diffusa carenza di personale diventa una missione impossibile far fronte a tutte le richieste. Se aggiungiamo che sindacati e patronati non hanno ancora sottoscritto la convenzione, la situazione si fa davvero difficile. Siamo già inondati di richieste di chiarimenti e iniziano ad arrivare i primi lavoratori. Presto saranno centinaia, sarà impossibile seguirli tutti". Ma Fabrizio Maritan, di Cgil Veneto, ricorda: "La normativa è stata adottata per porre fine al fenomeno, diffuso in Veneto, delle dimssioni in bianco, fatte firmare soprattutto alle donne per la maternità. La legge va nella direzione giusta e accoglie la nostra richiesta di eliminare un fenomeno odioso. ma perchè dia risultati bisogna aumentare i soggetti e le sedi accreditati a convalidare le dimissioni e fare più informazione. Sindacati e patronati, per esempio, non sono ancora stati autorizzati, perchè devono sottoscrivere una convenzione col ministero. Va semplificata la procedura ma alla lunga saranno più i benefici che i problemi". Marco Bonet.

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La vendemmia prepagata che divide - stefano romano (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca La vendemmia "prepagata" che divide Voucher, agricoltori soddisfatti ma la Cgil avanza i primi dubbi Vanzati: "Nessuno ha ancora affrontato il tema degli stranieri" STEFANO ROMANO BRONI. Qualcuno la chiama già "vendemmia prepagata": proprio come le tessere telefoniche. L'azienda agricola acquista un blocchetto di voucher, e poi li usa per pagare gli stagionali. Dieci euro l'ora: circa 8 di paga e due di contributi, assicurazione e spese. Per le associazioni agricole è una rivoluzione benefica che libera le aziende dalla burocrazia, ma i sindacati avanzano i primi dubbi. "In primo luogo va detto che i voucher per la vendemmia, sperimentali, sono solo per studenti e pensionati - spiega Franco Vanzati, responsabile dell'ufficio politiche sociali e immigrazione della Camera del Lavoro di Pavia -. Stiamo parlando, quindi, solo di cittadini italiani quando sappiamo benissimo che negli anni passati il lavoro nero in vigna riguardava soprattutto immigrati dell'Est. Resta il fatto, poi, che il provvedimento non basta a bloccare il lavoro nero. Rischia, anzi, di essere una regolarizzazione del lavoro nero: non vengono agevolate delle posizioni lavorative vere e proprie visto che si parla di studenti e pensionati: il rischio è che il sommerso degli immigrati continui ad esserci perchè manca una cultura della legalità contrattuale. Detto questo, è bene non generalizzare: sono molte le imprese vinicole serie aprono una partita Iva anche a chi lavora solo per pochi giorni. Il rischio è che i voucher siano solo un pannicello caldo per tutti gli altri". Opinione del tutto opposta quella delle associazioni agricole. "L'introduzione dei voucher è un primo passo, necessario ed atteso da anni, per dare il via alla sburocratizzazione che carica di costi le imprese agricole - commenta il direttore dell'Unione agricoltori Luciano Nieto -. Va ricordato che le aziende agricole lavorano "a cielo aperto" e quindi sono soggette ad una seriendi ergole e controlliche nessun'altra categoria produttiva deve sopportare. Ben venga, come primo passo, la semplificazione per il lavoro stagionale". Soddisfazione anche dalla Cia: "E' un provvedimento che finalmente dà attuazione ad una disposizione già prevista dalla legge Biagi - spiega il presidente Roberto Bigi -. La possibilità di sperimentare il lavoro accessorio consentirà al settore agricolo di affrontare più serenamente scadenze produttive importanti, avvalendosi della collaborazione di studenti e pensionati senza più dover sottostare alla lunga trafila degli adempimenti burocratici previsti per il lavoro dipendente". "Da anni - aggiunge Paolo Culacciati della Coldiretti - chiedevano un segnale forte sull'abbattimento della burocrazia -. I voucher sono un metodo pratico per evitare alle aziende di "annegare" nelle pratiche proprio nei giorni più difficili a ridosso della vendemmia". Ovviamente il decreto impone dei limiti all'utilizzo di quello che definisce"lavoro accessorio", ovvero l'impiego stagionale di studenti e pensionati. Sulla base delle nuove disposizioni, la remunerazione avverrà attraverso buoni del valore nominale di 10 euro (uno per ogni ora di lavoro): valore che risulta dalla media delle retribuzioni contrattuali rilevate dall'Istat (nel 2007) nel settore agricolo. Del valore nominale, il 5 per cento sarà assegnato all'Inps a titolo di rimborso spese per il servizio reso. I beneficiari delle prestazioni di lavoro accessorio (quindi le aziende agricole) potranno fruire delle prestazioni fino a un tetto di spesa massimo fissato in 10mila euro, mentre per i lavoratori (solo studenti e pensionati) il tetto massimo annuale è di 5mila euro.

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Un bosco da salvare (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

POZZUOLO Un bosco da salvare Ritengo assurda e incomprensibile l'ordinanza del Comune di Pozzuolo del Friuli che - com'è stato riferito in un recente articolo - voleva intimare all'Abs di abbattere gli oltre duemila alberi già piantati allo scopo di creare un bosco anti-smog, solamente perché sono state create collinette di sette metri che sono difformi rispetto alla concessione edilizia e al piano regolatore. Spero vivamente che ora si faccia marcia indietro e che il buon senso sociale e ambientale prevalga sulla burocrazia e che l'azienda continui nel suo apprezzabilissimo progetto di piantare 10 mila piante. Ce ne fossero di piani ambientali di questo tipo; invece in giro si vedono ogni giorno soltanto colate di cemento. Molte di queste brutture andrebbero fermate ed eliminate, non la piantumazione di alberi, salvo poi lamentarsi per l'inquinamento, le malattie e i blocchi del traffico! Giovanni Mularo.

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Dal nostro inviato FIRENZE - Il dito della studentessa scorre veloce sulla ta (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

ITALO CARMIGNANI dal nostro inviato FIRENZE - Il dito della studentessa scorre veloce sulla tastiera del telefonino. La modalità è quella video. Nello schermo, il suo professore di educazione fisica Alberto Borchielli. E' seduto alla cattedra, gambe e schiena allungate e fuma. Forse uno spinello, forse una sigaretta, forse solo tabacco biondo anziché hashish. Le boccate sono lunghe e intense, in poco tempo lo schermo si riempe di fumo. Il filmato dura tre minuti ma fa il rumore di un lungometraggio. Fumare fa malissimo, anche all'educazione. La zoomata parte dall'aula dell'Istituto tecnico "Marco Polo", periferia Ovest di Firenze, quartiere dormitorio "Isolotto" triste e dimenticato, e finisce in una delle pagine più visitate di Internet, YouTube, video ed altro, dove la scuola italiana aveva già offerto altri cattivi esempi. Il video gira, il tam tam silenzioso lo annuncia al popolo di Internet e la notizia corre velocissima nella rete. Il caso esplode quando il mattino è già avanti e il professore è ancora a casa per il suo giorno di riposo. Una sosta che si annuncia come la più movimentata della sua carriera. L'effetto è forte. C'è chi chiede subito il suo allontanamento dalla scuola, chi il suo licenziamento in tronco. In testa c'è il presidente della Provincia di Firenze, Matteo Renzi. Anche lui usa YouTube e in video parla di cattivo esempio, di trionfo della pochezza del professore, di scandalo. Ma rispetto ai contatti del filmato di Borchielli non ottiene neanche un decimo dell'audience. Lui, però, il prof di ginnastica più conosciuto del momento, glissa: "Non avrei mai immaginato di finire in Internet, non avevo capito che i ragazzi avessero in mente questo. Che mi avrebbero messo su YouTube. Comunque per uno scherzo dei ragazzi tutto questo macello è eccessivo. Una grana così non ha motivo. Ho un buon rapporto con loro e non pensavo questo finale. Sono ad un passo dalla pensione, non ho alcun motivo di accendere riflettori". E gli studenti? Uno di loro racconta: "E' il nostro prof preferito, l'unico con cui si può parlare. E' stato fatto troppo clamore per una cosa così stupida. E' vero l'abbiamo fatto, abbiamo fatto fumare il prof, ma era solo uno scherzo. E non era una canna, era una sigaretta". Eppure l'inganno è partito dalla classe. Loro girano la sigaretta, loro gli chiedono di fumarla, quasi a sfidarlo. Ma sempre loro ora chiedono di finire la storia e si dicono pronti ad occupare l'istituto se il prof non verrà riammesso subito. La burocrazia però incalza e Borchielli, origini siciliane di Catania arrivato a fine carriera, finisce per ora nell'elenco dei sospesi senza stipendio. Il putiferio è partito, parla il preside Gianfranco Carloni: "Sia stata una canna che una sigaretta, il gesto è gravissimo e deve essere punito perché occorre dare un segnale in questo senso". Il professore a casa c'è e ci rimarrà almeno per un po': la sospensione chiesta dal preside verrà confermata, nelle modalità opportune, dalla direzione scolastica regionale. E il ministro Fioroni conferma che non ci sono sconti per chi viola la legge: "La cultura della legalità - dice - passa per il rigoroso rispetto delle regole. Nelle scuole vige il divieto di fumo, figuriamoci se si fosse trattato di una canna". Sanzioni scolastiche ci saranno anche per i due - lui, maggiorenne, che ha messo su YouTube il video e lei, minorenne, che ha fatto il filmato - che hanno provocato tutta la vicenda. Lui, il ragazzo, ascoltato nel pomeriggio dal preside e dalla polizia piange disperato e continua a dire che era solo un gioco. Tra i singhiozzi dice: "Io non volevo provocare nessun macello, non volevo danneggiare il mio prof, mai avrei immaginato questo inferno. Scusate, sono veramente pentito di quanto ho fatto". La ragazza che ha premuto il tasto del telefonino in modalità video aggiunge poco di più: "Io ho filmato per fare uno scherzo, per ridere tra noi e per riprendere la mia compagna che gli diceva: prof, ma fuma le canne in classe? Niente di più". Loro se la cavano: la polizia non rileva profili penali e non ci sono accuse possibili, a meno che qualcuno non passi alla querela di parte. Così gli agenti lasciano l'istituto quando la sera è già avanti senza accusati. Gli studenti sono pronti a battersi e pensano allo sciopero in favore del "professore panzone": "E' uno di noi, un nostro compagno di classe. E' tutto un battersi il petto, un voler dimenticare. E Borchielli dal telefono di casa sua promette: "Io questa volta smetto davvero di fumare. Lo avevo già fatto: erano venticinque anni che non toccavo una sigaretta, avevo ripreso appena dieci giorni fa. Tutto questo è assurdo". Intanto, inutile cercare il filmato, come la scuola con il prof, You Tube l'ha già sospeso. Magari con qualche giorno di abile ritardo.

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Mele a parte (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-03-14 - pag: 16 autore: Mele a parte Le dimissioni del governatore Spitzer contrastano in maniera stridente con la vicenda del parlamentare italiano Cosimo Mele, che di fronte ad episodio simile se non più grave (dato il consumo di stupefacenti) si limitò a lasciare il suo partito, l'Udc. è soprattutto illuminante che negli Usa, per proteggere i politici contro le tentazioni che possono sorgere lontano dalla famiglia per motivi di lavoro (Spitzer era a Washington), a nessuno sia venuto in mente di istituire un'apposita indennità. Che oltreoceano non siano al corrente che Lorenzo Cesa è segretario del partito che si presenta come "la vera novità di questa politica italiana"? Andrea Goldstein Parigi S e l'onorevole Cesa fosse ignoto negli Stati Uniti, sarebbe un'ingiustizia. è politico avveduto e- come lei ricorda- di saldo realismo sulle debolezze della carne e dell'uomo: che non è di legno e lontano da casa patisce la solitudine. In ogni parte del mondo. Di Cosimo Mele ho perso le tracce. Non credo che si ricandidi, in queste elezioni. Un caso piuttosto raro, bisogna dirlo, di mele col baco messe da parte. Come Spitzer, torna a casa. p Politica noiosa è sicuramente molto positivo il fatto che siano praticamente scomparsi, in queste elezioni, i simboli della Falce e martello e della Fiamma tricolore; simboli al riparo dei quali sono trascorsi decenni di odio politico. Speriamo di approdare a una situazione con due grandi schieramenti per cui gli elettori potranno votare indifferentemente in funzione dei programmi e dei personaggi che verranno presentati. Qui però nasce il vero problema: con una crisi mondiale sorniona che sta avanzando strisciando; un debito pubblico altissimo; una burocrazia costosa; un sistema produttivo e turistico in sofferenza; una giustizia che non funziona; una scuola che ogni anno perde posizioni; un'università che è un gerontocomio... che cosa propongono i nostri candidati? Nulla, direi. Faremo ottime cose! Quali? Non si sa. Non guardo più i dibattiti televisivi, per non addormentarmi. Giorgio Ortu e-mail Falsi liberali... è difficile definire liberale chi nella passata legislatura per due anni non ha fatto altro che gridare ai brogli, riconteggio delle schede, non riconoscendo mai la sconfitta come avviene in tutte le democrazie liberali. Ora ne vediamo di nuove. Denigrazione quotidiana dell'avversario su tutte le reti personali, sui giornali di parenti e amici. Non commento il gesto diseducativo nei confronti dei giovani di strappare il programma del Pd. Povera Italia! Amedeo Ghiringhelli e-mail ...e strabismo ideologico Giuseppe Ciarrapico poteva senz'altro risparmiarci le cose dette nell'intervista, quanto meno considerando che sarebbero state strumentalizzate dagli avversari. Mette tristezza la deriva verso il pensiero unico del quale il linguaggio è espressione. I luoghi comuni non sono scomparsi, anzi sono cresciuti di numeroe peggiorati nel contenuti speculari a quelli di un tempo. Immutato anche lo strabismo ideologico. Due ideologie criminali, fascismo e comunismo: la prima è giustamente stigmatizzata, la seconda ancora oggi celebrata ed esibita con orgoglio, da politici indifferenti ai disastri e ai milioni di vittime innocenti che ha provocato. Roberto Freisa e-mail.

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Coltivare le terre dei boss La sfida di Libera in Puglia (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-03-14 num: - pag: 23 categoria: REDAZIONALE Bari Domani la Giornata antimafia voluta da don Ciotti Coltivare le terre dei boss La sfida di Libera in Puglia DAL NOSTRO INVIATO BARI - Ogni tanto lui esce a salutarli. "Bravi, meno male che siete arrivati voi a curare la mia vigna". I ragazzi rispondono con gentilezza, "è vero don Tonì". Qualche battuta di circostanza e poi di nuovo ognuno nei suoi ruoli: lui, don Tonino Screti, alla sua vita da ex boss della Sacra corona unita; loro, i volontari dell'associazione Libera, all'impegno sociale e civile contro le mafie. Si studiano a distanza ravvicinata, il boss e i ragazzi. Perché lui, il "don", vive nella villa che lo Stato gli ha confiscato a Torchiarolo, vicino Brindisi. E attorno a quella villa ci sono anche i suoi ex 30 ettari di terreno, pure quelli confiscati ma, a differenza della casa, affidati a Libera dal-l'estate scorsa. Ora, non è difficile immaginare quantomeno un po' di imbarazzo per quella presenza che l'associazione definisce "ingombrante ". Com'è possibile che Screti possa rimanere in una villa che lo Stato ha preteso da lui dopo le condanne passate in giudicato? A Libera allargano le braccia. Parlano di lungaggini della burocrazia e della giustizia civile perché sulla casa penderebbe ancora oggi un contenzioso Stato-banche. Un pasticcio, comunque lo si guardi. Soprattutto se lo si vede dal vigneto che i ragazzi di don Luigi Ciotti, il fondatore di Libera, hanno trovato semiabbandonato e che hanno già risistemato al punto da ottenere una prima buona vendemmia di Negroamaro. Ieri sera, in una stanzetta che il Comune di Bari ha messo a loro disposizione, hanno stappato la prima delle 13 mila bottiglie prodotte. Un brindisi per un'occasione davvero speciale: domani la città ospiterà la tredicesima "Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie". Come sempre un corteo si muoverà in silenzio scandendo i passi con i nomi degli innocenti caduti per mano di organizzazioni criminali. Il primo nome: Emanuele Notarbartolo, prima vittima eccellente della mafia, ucciso nel 1893; le ultime vittime sono invece i tre morti del rogo di Peschici (Foggia) l'estate scorsa, "un ecocrimine", dicono a Libera. "Puglia arca di pace", è lo slogan scelto per quest'edizione. Una pace che ancora non si vede all'orizzonte anche se in Puglia, più che in altre regioni ad alto tasso di criminalità organizzata, si è saputo fronteggiare la mano armata della mafia. "Non dimentichiamo le parole di Borsellino - invita a riflettere don Ciotti -. Disse "stiamo attenti alle perniciose illusioni". Io dico che la Puglia ha saputo avere gli anticorpi, ha reagito. Però non facciamoci illusioni perché la capacità delle organizzazioni criminali mafiose è sempre dietro l'angolo". Il suo invito a non abbassare la guardia sarà quello che oggi 350 familiari di vittime della mafia faranno a 200 ragazzi in arrivo da 30 paesi per mettere in piedi (entro giugno) un progetto antimafia a livello europeo. Da queste parti, invece, il primo progetto realizzato da Libera sul territorio è la cooperativa "Terre di Puglia, Libera- Terra", quella che gestisce anche i 30 ettari di don Tonino. Un tempo lui era cassiere (fra i tanti) della Sacra corona. L'età, il carcere, la salute, lo hanno piegato. Sa che dovrà andarsene ma per ora, osserva i volontari di Libera, ed è contento. "Quando vedo a voi che lavorate la mia terra... che bellezza". Sacerdote Don Luigi Ciotti, 62 anni, "parroco di strada", nel 1966 ha fondato il Gruppo Abele Giusi Fasano.

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Dalle Province timidi sì ai tagli (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-03-14 - pag: 21 autore: Centenario. Upi: no all'amministrazione provinciale nelle 12 metropoli, a noi i poteri degli enti intermedi Dalle Province timidi sì ai tagli Melilli: si può ridurre il numero - Nel mirino le 16 sotto 200mila abitanti Mariolina Sesto ROMA Sì all'abolizione delle province nelle 12 aree metropolitane, ok alla definizione di una dimensione minima, disponibilità all'accorpamento delle province più piccole. Sotto il fuoco incrociato di maggioranzae opposizione, l'Upi (Unione delle province italiane) si mette in discussione e concede la propria disponibilità ad attuare i primi tagli sulla rete dei suoi 104 enti territoriali. Un messaggio tanto più forte se si considera il contesto in cui viene reso pubblico: la solenne celebrazione in Senato dei 100 anni dell'associazione. Il presidente, Fabio Melilli, lo ha però già scritto nero su bianco in una lettera inviata ai candidati premier. Ieri lo ha ripetuto: "Siamo convinti della nostra utilità – dice – ma siamo anche consci che là dove ci sono strutture ridondanti occorre snellire, ridurre, rivedere le dimensioni ottimali". Impossibile per l'Upi esporsi con numeri e dimensioni precise (tanto più per bocca del suo presidente, che guida la provincia di Rieti, una delle più piccole) ma poiché le cifre sono note a tutti è facile fare due calcoli: le province più piccole (sotto i 200mila abitanti) sono 16, quelle che verranno sostituite da aree metropolitane 12. Una prima opera di potatura potrebbe portare con ogni probabilità a tagliarne 28, un quarto del totale. Nella lista ci sono Roma, Milano, Napoli, Firenze, Torino, tra le più grandi; Enna, Ogliastra, Isernia, Sondrio e Crotone tra le più piccole. Certo, come precisa lo stesso Melilli, non sarà facile usare il solo criterio della popolazione residente per tagliare gli enti: in Sardegna, ad esempio, salterebbero sei province su otto. Il sacrificio, tuttavia, richiede una compensazione. è lo stesso presidente a chiedere in cambio il trasferimento alle province "dei poteri di tutti gli enti intermedi, primi fra tutti gli Ato". Quanto ai costi, Melilli respinge ogni accusa: "è nel sistema di sovrapposizioni di funzioni e risorse suddivise in mille rivoli di inutili enti e burocrazie che si annidano i veri sprechi". Poi, per spiegarsi meglio, tira fuori alcune cifre: "Le province costano 110 milioni di euro all'anno,le comunità montane 70 milioni. Ecco – incalza – è nell'associazionismo intercomunale che occorre cercare i veri costi del sistema". Il confronto sui tagli, tuttavia, è avviato. L'Upi sostiene di condividere la Carta delle autonomie scritta in questa legislatura dal centro-sinistra che avrebbe comportato lo stop alle province nelle aree metropolitane. E il suo presidente, che siede insieme al numero uno dell'Anci nella direzione nazionale del Pd, ha avuto una parte importante nella scrittura del programma di Veltroni nella parte in cui propone, l'eliminazione di tutti gli Ato nel primo anno di governo, il trasferimento delle loro funzioni alle province e il taglio di tutte le amministrazioni provinciali che insistono sulle aree metropolitane. Quanto ai propositi del centro- destra, nonostante l'annuncio di Berlusconi di voler eliminare tutti gli enti provinciali, Melilli si dice tranquillo: "La Lega difende a spada tratta le province e nel programma del Pdl non c'è alcuna menzione sulla riduzione delle nostre strutture".

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Veltroni passaggio a nord-Est (sezione: Burocrazia)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Attualità ELEZIONI / IL WALTER TOUR Veltroni passaggio a nord-Est Nel cuore del Veneto bianco, tra gli operai e gli industriali. A un mese dal voto, il leader del Pd sfida il territorio più ostile. Per conquistare gli sfiduciati di marco damilano FOTO di AlFREDO FAlvo Il Pd è un partito di lavoratori, ma anche di imprenditori. I lavoratori sono qui, in uno stanzone di Porto Marghera, ore nove di sabato mattina, pioggia sottile fuori, gelo dentro, per accogliere quello che un tempo sarebbe stato il compagno segretario Walter Veltroni e oggi è, semplicemente, il candidato premier del Partito democratico. Alle pareti il Quarto Stato, un murale con la scritta 'No al fascismo' e 'Franco boia', un quadretto con il leone di San Marco sopra la bandiera rossa, una foto di Luciano Lama alla manifestazione del 1984 contro i tagli della scala mobile, la bacheca con la chiamata dei turni: sette e dieci per i gruisti e gli stivatori, sette e un quarto per gli altri. Gli imprenditori si radunano in una morbida sala del Jolly Hotel di Vicenza, per un aperitivo con l'ex sindaco di Roma che ha il coraggio di mettere uno di loro a capolista del Pd in Veneto e che predica il fisco amico. Il candidato Massimo Calearo è in vena di rivincite: "Grazie degli applausi, a leggere i giornali sembrava che non contassi più nulla". Porto Marghera e le piccole aziende, gli incidenti nei cantieri e la locomotiva d'Italia, le ronde anti-immigrati, le ordinanze anti-sbandati dei sindaci leghisti e gioielli di ricerca e di solidarietà come la Città della speranza di Padova, la prima istituzione italiana a eseguire il trapianto di midollo nei bambini malati di tumore. Corre il pullman verde di Veltroni tra le contraddizioni del Nord-est: ciminiere e ville palladiane, biciclette e discoteche, capannoni industriali, sale intitolate a papa Giovanni e qualche sparuta contestazione (da sinistra, però: i comitati che si battono contro la base Usa Dal Molin). Le tappe-chiave del lungo giro d'Italia, a un mese esatto dal voto di aprile, in una regione dove ci sono 18 punti di differenza tra Pd e Pdl e dove è più evidente il senso dell'operazione di Veltroni: ridisegnare la geografia elettorale italiana, sfondare "in un territorio difficile e ostile", come lo definisce Enrico Quarello, segretario provinciale di Treviso. "Siamo circondati dalla Lega, non ci mollare", gli gridano. Ma il leader venuto dal Campidoglio ostenta ottimismo: "Un muro divideva il Nord-est dal centrosinistra. Il muro è caduto". Ancora presto per dirlo, in realtà. Qualcosa si muove e se la campagna elettorale fosse cominciata tra sei mesi, sarebbe stata un'altra storia, forse. "I leader nazionali, i Prodi, i Fassino, i Rutelli, sono sempre venuti in Veneto", racconta il senatore Paolo Giaretta, segretario regionale del Pd: "Prima dei comizi noi parlamentari locali andavamo da loro e gli facevamo il training, spiegavamo le cose di cui vuole sentir parlare la nostra gente. Risultato: si capiva che affrontavamo argomenti che non conoscevano. Questa volta è venuto uno che si capiva che sapeva. Veltroni ha toccato la più grande aspirazione dei veneti che non è la sicurezza o gli schei, ma prima di tutto essere capiti". Un giudizio confermato dal presidente dell'Apindustria di Vicenza, Sergio Dalla Verde, che conclude l'aperitivo di Veltroni con i piccoli imprenditori: "Il paese che lei ha descritto è il paese che sogno. Il suo linguaggio ci piace molto, ma non possiamo dimenticare che i primi sei mesi del governo Prodi per noi sono stati terribili". Diffidenza e attese, sospetti e voglia di andare a scoprire le carte. Veltroni incassa e prosegue il tour. Per il leader del Pd c'è un doppio obiettivo: vincere le elezioni si può fare, ma forse no, costruire il partito a sua immagine e somiglianza invece si deve fare, a tutti i costi. La campagna elettorale è un'occasione da non perdere. Lo si vede nel format degli incontri, uguali in ogni tappa. Prima dell'arrivo nei teatri o nei palasport si distribuiscono i manifestini verdi con la scritta 'Veltroni presidente'. In attesa del candidato, l'Obama bianco, l'organizzazione prepara la coreografia: "Quando entra Veltroni alzate i cartelli", grida un ragazzo con il codino dal palco del Pala De Andrè di Ravenna. E qui, nel cuore della Romagna rossa, anarchica, laica, centinaia di pensionati sugli spalti eseguono docilmente l'ordine. Non ci sono più simboli e bandiere, il trapasso dei partiti originati dal Pci questa volta è ben visibile: la vecchia identità resta stampata sulle facce, le rughe, i baffi, le unghie nere delle mani. Anche lo sfondo del palco è sempre lo stesso, con la scritta 'Si può fare': a Treviso non avevano i 2 mila euro per montarlo, l'hanno portato da Mestre, la tappa precedente. E quel che resta della macchina dei Ds gira a pieno regime: Veltroni è il primo candidato premier che arriva da quella storia e si vede, i compagni sono mobilitati come non mai. I notabili non aprono bocca, restano seduti nelle prime file o per terra. Il leader sale sul palco senza nessuno intorno, un saluto di una ragazza del luogo, meglio se emozionata, e poi tocca a lui parlare, solo a lui. Nel Veneto bianco è un'altra storia. Il tour parte da Rovigo, nella sala (stracolma) intitolata ad Antonio Bisaglia, il capo della Dc veneta, "il manager dell'Impresa-Veneto sul mercato nazionale", come lo definisce Ilvo Diamanti, che negli anni Settanta consegnava il 53,4 per cento dei voti alla Balena bianca nazionale con una raccolta del consenso perfetta: consorzi per lo sviluppo industriale, concessionarie di autostrade, aziende municipalizzate, istituti di credito. E ancora: cooperative bianche, comunità montane, banche rurali, associazioni ricreative, società di mutuo soccorso. Un impero che portava a Roma parlamentari, ministri, segretari di partito, presidenti del Consiglio. Intanto cresceva il miracolo veneto, "la gran via lattea della piccola industria, una rivoluzione di campagna. Evoluzione dal basso, nessuna guida, nessun intervento, nessun finanziamento. Nessuna regione può crescere meglio, ma nessuna regione può deludere peggio", scriveva in quegli anni, profetico, Alberto Cavallari. Una rete ancora solida, ma da decenni senza un punto di riferimento politico. Neppure negli anni di Berlusconi c'è stato un ministro veneto, nonostante l'egemonia azzurra nella regione. E a Roma la Lega ha spedito un personaggio come il sottosegretario Stefano Stefani, cacciato dal governo dopo aver insultato la Germania e provocato la cancellazione delle vacanze del cancelliere tedesco in Italia. Il ministro del Veneto è una suggestione, anche se l'autocandidatura a una poltrona governativa di Calearo ha fatto storcere il naso anche a tanti colleghi della regione, a partire da Paolo Marzotto. Raccontano che il capolista alla Camera nella circoscrizione Veneto 1 attraversasse un momento difficile, contestato nella Confindustria locale e in quella nazionale. Costretto a dimettersi dalla presidenza dell'associazione industriali di Vicenza una settimana prima di candidarsi alle elezioni dopo aver fallito il tentativo di pilotare la scelta del successore. E anche il suo tentativo di arrivare alla vice-presidenza di viale dell'Astronomia con Emma Marcegaglia è sfumato. Così, quando il leader locale Giaretta lo ha incontrato di notte in un bar per offrirgli un seggio nel Pd, Calearo si è ringalluzzito. Il suo nome serve a dimostrare la credibilità del Pd di Veltroni: "Per anni mi hanno ripetuto: sei bravo, ma stai con i comunisti", racconta Giaretta: "Ora c'è uno che non ha mai votato a sinistra, non me lo diranno più". Più difficile, forse, convincere l'altro elettorato. Il Veneto dei moderati, cravatte gialle, messe in piega, orologi d'oro. E poi "quello che vota Lega e ha paura di prendere i treni dei pendolari", lo dipinge il sottosegretario Marco Stradiotto, ex sindaco di Martellago, comune alle porte di Mestre. E gli operai di Porto Marghera, naturalmente. Difficile parlare di alleanza tra i produttori quando sono in pericolo 5 mila posti di lavoro e sono morti due ragazzi in una stiva di una nave appena 50 giorni fa. Il delegato Michele Bianchetto li ricorda, con passione. I suoi compagni si alzano in piedi e parte un lungo applauso. Il più forte del viaggio in Veneto di Veltroni, il più vero. n Delusi da Prodi e da Berlusconi colloquio con Riccardo Illy di Roberto Di Caro Nel Nordest si sentono assediati. E tornano a parlare di secessione. I consigli del governatore Illy per non perdere voti "Ma le pare che si possono spendere 10 miliardi di euro nel solo 2008 per eliminare lo scalone e consentire a qualche decina di migliaia di persone di ritirarsi a 58 anni? Con meno di quella cifra si potrebbero raddoppiare i posti negli asili nido di tutta Italia, permettendo alle donne di lavorare e di ricominciare a fare figli". Proprio non va giù, a Riccardo Illy, la controriforma del sistema pensionistico varata dal governo Prodi per compiacere estrema sinistra e sindacati, contro ogni logica di sviluppo e a scapito di altri investimenti ben più utili al sistema paese e ai lavoratori stessi. Gli asili non li cita a caso: lui il raddoppio dei posti nido l'ha realizzato, in cinque anni, nel Friuli Venezia Giulia di cui è presidente dal 2003, dopo due mandati come sindaco di Trieste e due anni da deputato. Non sarà solo per via dei bimbi, ma i pronostici segnano bene per Illy, ora che, nello stesso giorno delle politiche e con un anticipo di due mesi sulla scadenza naturale, si ripresenta candidato a capo "della più povera tra le Regioni a statuto speciale" quanto a tasse e tributi che restano in loco o vi ritornano coi trasferimenti statali, "ma dal 2005 la prima regione italiana per crescita del Pil". Sì, gli piacciono i numeri, i fatti, le logiche lineari. E poco gli importa se a furia di tirar di fioretto con quel suo tono pacato rischia di ridurre a un cumulo di cenci l'abito nuovo del centrosinistra non meno di quello liso del centrodestra. Più o meno quello che fa, a cominciare dal titolo, in 'Così perdiamo il Nord', in uscita il 18 marzo per Mondadori. Un incipit d'effetto, non c'è che dire: "Siamo circondati. L'importante è rompere l'assedio". Chi vi accerchia? "La Francia, la Svizzera, l'Austria, la Slovenia... Tutti paesi che hanno tributi e imposte sul reddito inferiori ai nostri, liberalizzazioni più avanzate, costi più bassi dell'energia, burocrazia più snella ed efficiente. Competitivi, e dunque attrattivi per le nostre stesse imprese. Prenda la Slovenia, entrata nel 2007 nell'area Schengen: il costo del lavoro è di un terzo inferiore al nostro, il reddito d'impresa è tassato al 22 per cento. Per beneficiarne, a un imprenditore friulano basta spostare tutto qualche chilometro più in là, oltreconfine...". Non solo: lei scrive nel libro che il rischio di secessione è tutt'altro che scomparso. Se negli anni scorsi era legato alle pulsioni un po' primordiali solleticate dalla Lega, adesso può radicarsi assai più pericolosamente in un preciso calcolo economico delle fasce produttive. Da dove le viene una simile percezione? "Dall'esasperazione che ascolto nelle parole degli imprenditori. E più sono piccoli più sono esasperati". Più di dieci anni fa? "Più di qualche mese fa! C'è stato un cambiamento repentino. Le hanno provate tutte, centrodestra e centrosinistra, sono più pessimisti di prima. L'indipendenza del Kosovo ha messo a molti la pulce nell'orecchio". Autocritica e autoflagellazione stanno nel Dna della sinistra, ma non le sembra un eccesso di zelo, quel 'Così perdiamo il Nord', proprio mentre Veltroni si arrampica sul pullman per convincere il popolo delle partite Iva? "Quel 'noi' non è solo il centrosinistra o il Partito democratico: è il Paese, l'intero nostro sistema politico". Sarà, ma alla fine il Nord continua a premiare il centrodestra. "Magari lo farà anche stavolta, turandosi il naso. Ma non creda, non sono di memoria così corta, da queste parti: si ricordano delle promesse di Berlusconi nel 2001, e di quanto poco abbia poi realizzato davvero. Naturalmente anche delle promesse di Prodi di non aumentare le tasse, cosa che invece ha fatto tra i primi atti del suo governo". Non sarà la candidatura di Massimo Calearo a spiantare il Pdl nel Nordest? "Vedremo. Lui è comunque l'emblema di un Nordest conservatore che, profondamente deluso da Berlusconi, può ora rivolgersi a un Pd dai valori e principi liberali. In ogni caso meglio lui di Padoa Schioppa, per cui ho grande stima, ma che è difficile contrabbandare come espressione di questo territorio solo perché è nato a Belluno e ha fatto il liceo a Trieste". Dica la verità, avesse fatto in tempo l'avrebbe cambiato, quel titolo, pensato quando nessuno immaginava ci sarebbero state le politiche... "Non mi sono posto il problema. Ma alcune cose che suggerisco nel libro Walter le ha fatte proprie nel programma. Per esempio la priorità di infrastrutture quali l'Alta velocità, l'Alta capacità, i rigassificatori...". Se è per questo lei vorrebbe anche il ponte sullo stretto di Messina... "Ma fu Prodi a dare il primo via libera. Comunque, altro punto recepito da Veltroni è la necessità di aumentare il reddito netto dei lavoratori". Ma per ottenere questo risultato lei propone ricette drastiche di cui non si scorge traccia nel programma del Pd. E il modo è tutto... "è vero. A mio parere gli oneri previdenziali non si riducono gettandoli sulle spalle dello Stato, come già ha fatto il governo Prodi col taglio di 5 punti del cuneo fiscale". Leggo la sua ricetta. Cancellare per prima cosa le pensioni di anzianità. Via l'elenco dei 'lavori usuranti', una trovata che non ha diritto d'asilo nel resto d'Europa... "Una riforma innovativa e provocatoria sarebbe: gli oneri previdenziali seguano una curva gaussiana. Ovvero: molto bassi all'inizio, crescenti fino alla maturità, poi in ultimo decrescenti, con la possibilità per il lavoratore di scegliere se andare in pensione prima con meno soldi o più tardi, ma vedendo crescere il proprio reddito in busta paga". Che altri consigli ha dato a Veltroni? "Forse un candidato premier esterno e autorevole sarebbe stato un ulteriore fattore di rassicurazione per gli elettori delusi dal centrodestra". Chi? "Ah, non faccio nomi". Draghi, Montezemolo, Profumo, Passera, il sempiterno Monti? "Per esempio...".

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Ha vinto la monnezza (sezione: Burocrazia)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Attualità IL DISASTRO DELL'IMMONDIZIA IN CAMPANIA Ha vinto la monnezza Dopo due mesi i rifiuti ricominciano a crescere. E De Gennaro ha dovuto abbandonare il suo piano. Ecco perché il prefetto senza superpoteri rischia di fallire di gianluca di feo e claudio pappaianni Talquale. Questo eloquente eufemismo indica l'immondizia che nessuno riesce più a selezionare in Campania: il termine, indicato persino nei contratti, sembra anche il destino che minaccia la Campania. Perché tale e quale è la situazione in cui sta precipitando la regione dopo 60 giorni di Gianni De Gennaro: la montagna dei sacchi neri ha ripreso a crescere. Un disastro che rischia di segnare la prima sconfitta per l'ex capo della polizia, alle prese con un mostro: per la prima volta nella sua storia personale si comincia a parlare di fallimento. Dal 3 marzo tutte le soluzioni escogitate finora dal prefetto hanno cominciato a perdere colpi: la Germania ha bloccato i treni, i lavoratori dei Cdr si fermano a singhiozzo, la pioggia ha rallentato i cantieri delle nuove discariche. In più sono intervenuti i vigili urbani di Acerra, che su ordine del sindaco controllano tutti i camion dell'immondizia e li multano per ogni piccola infrazione, ingorgando l'unica rotta per lo smaltimento. Una farsa incredibile: pochi vigili che mettono in crisi il super commissario. Ma non è l'unica, perché di super-poteri in realtà De Gennaro ne ha veramente pochi. Non può precettare, non può obbligare, non ha nemmeno fondi da spendere: ai suoi ordini direttamente c'è soltanto il battaglione dell'Esercito. Per tutto il resto deve chiedere ad altri e bussare alle porte di Palazzo Chigi, dove Romano Prodi ha già la testa altrove. UNO E TRINO De Gennaro non ha nemmeno il pieno controllo della situazione dei rifiuti. Perché i commissari di governo che operano in questo settore sono ben tre. L'ex capo della polizia deve gestire l'emergenza, pulire le strade e trovare dove mettere la spazzatura. Poi c'è il commissario liquidatore, che deve chiudere le precedenti strutture: a lui tocca domare i Cdr, le fabbriche infernali dove si compattano i carichi per trasformarli in ecoballe. Il problema è che in questi impianti strategici tutto è precario: dipendenti, forniture, manutenzione, mense, tute, persino la pulizia. Nel tentativo virtuoso di eliminare gli sprechi del passato, molti contratti sono stati revocati mentre in altri casi lo Stato è in ritardo sui pagamenti. I dipendenti, poi, spesso incrociano le braccia o sono obbligati a fermare le macchine: ogni ora persa significa lasciare 300 tonnellate a marcire. Infine il liquidatore deve trovare qualcuno che compri e completi il mostro di Acerra, ormai degradato per decreto da termovalorizzatore ad inceneritore. Una missione titanica. Il primo nome scelto dal governo, un generale della Finanza, si è tirato indietro. A quel punto l'incarico è finito a Goffredo Sottile, che come prefetto di Caserta ha imparato a conoscere la materia. Ma c'è una terza figura fondamentale: il Commissario alle bonifiche, ossia colui che doveva disinnescare tutte le discariche create nei precedenti 14 anni di emergenza, trasformando le bombe chimiche in pascoli. Una struttura che agisce in modo autonomo, parallelo e in almeno un caso conflittuale con le altre due. Alla fine di gennaio l'incarico era ancora in mano ad Antonio Bassolino, che ha gestito dal 2001 stanziamenti per 300 milioni, Bagnoli inclusa. Ma dopo le prime indagini di De Gennaro, Prodi ha subito rimpiazzato il governatore con Massimo Mengozzo, un esperto della Regione. Perché l'ex capo della polizia ha capito a sue spese che senza bonifiche non ci possono essere nuovi spazi per versare i rifiuti. Ci ha messo 40 giorni, poi è stato costretto a rottamare il piano presentato in pompa magna: i siti che risultavano ripuliti a suon di milioni invece erano ancora colmi di veleni. "Guai ad avvicinarsi alle vecchie discariche", ha sentenziato con amarezza in un'intervista a 'Repubblica'. CARTE FALSE Che le cose andassero peggio del previsto De Gennaro lo ha scoperto in un lampo. L'illusione sul piano è svanita poche ore dopo la conferenza stampa del 21 gennaio. All'alba i tecnici del Commissariato si sono presentati in un capannone industriale di Pianura, destinato ad accogliere una catasta di ecoballe. Una mossa politica: dopo gli scontri con la polizia per la discarica, si voleva dimostrare che lo Stato non faceva dietrofront e portava comunque dei rifiuti in quel comune. Nei dossier del Commissariato quel capannone risultava vuoto e sotto sequestro, insomma pronto all'uso: in realtà la pattuglia del prefetto è stata accolta dal metronotte di turno, che vigilava sulle sette aziende con 80 operai legalmente attive nell'impianto. Il bello è che già un anno prima gli emissari del Commissariato lo avevano ispezionato. Con un brivido, il prefetto ha compreso: il suo piano era stato costruito su carte inattendibili. Aveva mosso armate che non esistevano ed era finito in laghi di veleni, muovendosi verso lo scontro popolazioni senza più fiducia nelle istituzioni. La sua manovra prevedeva di riaprire in 7-10 giorni quattro vecchie discariche 'bonificate' (Villaricca, Difesa Grande, Montesarchio e Parapoti come riserva) dove infilare di corsa gran parte degli arretrati. Il resto, circa 200 mila tonnellate, doveva finire in 11 siti provvisori in attesa di una soluzione definitiva. Ossia i quattro nuovi maxidepositi (Serre, Savignano, Terzigno, Sant'Arcangelo) che in realtà sarebbero dovuti nascere già nel luglio 2007 ma dove i cantieri non erano mai partiti. Un piano da 900 mila tonnellate, ingoiando 10 mila tonnellate al giorno: 7.200 di produzione quotidiana, più una fetta del giacente. L'immondizia sarebbe sparita da metà marzo: il miracolo di De Gennaro. Che nemmeno il Gennaro santo avrebbe potuto realizzare: nel primo mese quota 10 mila è stata toccata solo 5 volte. INDIETRO TUTTA L'ex capo della polizia ha lottato per andare avanti: "Dico no al gioco dell'oca, il piano è perfettibile ma non si può sempre tornare alla casella di partenza", ha insistito il 30 gennaio. Il bollettino di guerra ora dopo ora è diventato drammatico: nelle vecchie discariche spuntavano giacimenti mefitici. è stata dissepolta dal terreno persino un'intera autocisterna piena di liquami tossici. Risvegliare quei mostri significava perdere tempo prezioso. A San Valentino la resa: bisogna trovare un'altra rotta. Quale? L'estero. Portare tutto l'arretrato in Germania, ben 200 mila tonnellate via mare fino ai porti del Baltico: un'alternativa costosa. E finora impraticabile. Perché i tedeschi da dieci giorni rifiutano anche quelle 700 tonnellate quotidiane che facevano respirare Napoli. E il loro nein rischia di riaprire il baratro: fino ad allora erano state spostate 329 mila tonnellate, dimezzando la montagna di 250 mila che sommergeva tutto a metà gennaio. Adesso tecnici del prefetto e militari corrono da un sito all'altro, cercando di impedire la paralisi. Sfruttano al massimo i centri di stoccaggio creati dai mezzi dell'Esercito. Ogni giorno 1.700 tonnellate vengono portate ad Acerra, pesate e messe nel magazzino di Italambiente. Da lì la Fibe li trasloca a Santa Maria la Fossa, dove sono pesate di nuovo e gettate a Ferrandelle: tutto doppio, processione di camion e costi. SOTTO IL TAPPETO Ma senza nuove discariche è come nascondere la polvere sotto il tappeto. L'unico vero impianto, quello di Serre, corre verso l'esaurimento. Taverna del Re, riaperta dopo l'intervento personale di De Gennaro ha chiuso mentre Marigliano che doveva rimpiazzarla non è ancora pronta. Nel gioco delle quattro discariche, risuscita anche il 'vulcano cattivo' di Somma Vesuviana: nel 2005 era quasi pieno di rifiuti quando un incendio lo svuotò tra nuvole tossiche. I nuovi maxi siti di Savignano e Sant'Arcangelo non apriranno prima di un mese, ammesso che arrivino i soldi. Sperando che non scoppi il caldo: per adesso non si temono epidemie, quanto l'invasione dei ratti e insetti. Spetterebbe ai comuni e alle Asl intervenire anche solo spargendo disinfettante e topicida. Ma nessuno fa nulla. De Gennaro non vuole gettare la spugna: "Di rifiuti ce ne sono fin troppi...". Dicono lo faccia per senso dello Stato e per una questione personale. Ma prima di lui, anche un duro come Guido Bertolaso dovette arrendersi. E se falliscono gli unici funzionari credibili di cui lo Stato dispone, chi mai potrà ripulire la Campania? ha collaborato Piero Messina MA LA CAMORRA è UN ALIBI di Raffaele Cantone* Camorra e rifiuti, in Campania, sono sempre più un binomio irriducibile. Tale era apparso dopo che i clan più strutturati ed organizzati si erano infiltrati, armi e bagagli, nel settore, fiutando il grosso affare che poteva celarsi sia con la gestione dei rifiuti illegali, resa possibile anche da una burocrazia lenta e corrotta che fingeva di non vedere cosa si nascondeva nelle terre incolte, nelle cave dismesse o nelle vasche in cui si sarebbe dovuta praticare un'improbabile itticoltura, sia con la gestione delle imprese che si occupano della raccolta dei rifiuti urbani. Lo è diventato in termini definitivi, grazie ad una situazione che in Campania dura da quasi 14 anni e che definire emergenza potrebbe apparire persino ridicolo. Il verificarsi, infatti, ciclico di situazioni straordinarie - nelle quali le discariche si esauriscono perché stracolme e i Cdr non funzionano perché pieni di ecoballe - ha imposto di reperire soluzioni tampone che, in molti casi, sono state offerte su piatti d'argento proprio dai clan. Bastano due esempi per chiarire. Il primo è quello del trasporto dei rifiuti nei siti di stoccaggio provvisori o fuori dalla regione: gestito in modo informale e senza gare, è finito preda dei boss che su di esso hanno dirottato i propri camion o i padroncini di riferimento, già utilizzati nel settore del movimento terra, da sempre monopolio delle organizzazioni. Il più eclatante è, però, quello dell'individuazione dei siti di stoccaggio provvisori; in non pochi casi i clan, o soggetti a loro vicini, si sono procurati terreni a prezzi spesso vili e li hanno offerti in lunghe locazioni con canoni di almeno dieci volte superiori a quanto poco prima pagato, canoni che sembravano dover retribuire anche la capacità delle organizzazioni di evitare proteste fra le popolazioni locali. Sia la relazione della Commissione sul ciclo dei rifiuti sia quella della Commissione antimafia hanno ricordato come in alcune zone il posizionamento di chilometri di pseudo-ecoballe, che in realtà erano soltanto rifiuti, è avvenuto senza che le comunità locali avanzassero non dico proteste ma nemmeno timide obiezioni. Tutto ciò, però, non autorizza affatto un'operazione di disinformazione da tempo in atto secondo cui l'emergenza sarebbe stata creata e voluta dalla camorra, quella stessa camorra che veniva considerata, da una parte della classe dirigente campana, quasi come un inoffensivo fenomeno folcloristico. Si tratta di quelle stessa classe dirigente che ha utilizzato il fiume di denaro giunto per l'emergenza rifiuti per creare organi inutili, dare consulenze per ragioni spesso incredibili, stabilizzare precari nei vari consorzi o assumere 'clientes' in periodi preelettorali . è un alibi di comodo senza fondamento alcuno, a meno di non voler ritenere che la camorra che ha pesantemente speculato su altri gravi eventi anche più drammatici (ci si riferisce al terremoto, al bradisismo, alle varie alluvioni) ne sia stata anche di essi la causa. *magistrato, ex pm della Direzione antimafia di Napoli, autore delle indagini sui casalesi Mozzarella alla diossina Quindici caseifici chiusi per eccesso di diossina nelle mozzarelle. Altri 11 sono sotto stretta osservazione degli uomini dell'Orsa, l'Osservatorio regionale sulla sicurezza alimentare che da otto mesi fa controlli a tappeto nella zona considerata a rischio a cavallo tra Caserta e l'area a nord di Napoli. è l'effetto degli incendi di spazzatura, anche se una conferma ufficiale non arriva. I quattro laboratori attrezzati in Italia lavorano solo per la Campania in queste settimane. Una spesa aggiuntiva di 15.000 euro al giorno per tutelare consumatori e produttori. Nei primi 117 test sono state scoperte 16 tra bufale e scamorze contaminate: il 15 per cento. "La situazione è meno allarmante di quanto sembri", spiega Antonio Limone, commissario dell'Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno: "I livelli riscontrati sono di poco superiori alla norma e, soprattutto, l'area di produzione a rischio è ridotta e circoscritta. I miei figli bevono latte campano, perché è senza dubbio il più controllato in Italia oggi. Mi preoccuperei, piuttosto, di chi i controlli non li fa". è la stessa zona interessata dall'emergenza brucellosi, per la quale è stato creato un altro commissariato, l'ennesimo. Con 40 milioni a disposizione per abbattere oltre 30 mila capi infetti. C. P.

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Condannati alla cecità per un farmaco negato (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 63 del 2008-03-14 pagina 1 Condannati alla cecità per un farmaco negato di Redazione "Ciechi e con gravi disturbi neurologici per colpa della burocrazia e di un sistema sanitario nazionale che non rimborsa ad ospedali e università un farmaco utile per contrastare la nostra malattia". È lo sfogo dei pazienti colpiti dalla malattia di Beçhet, patologia che colpisce ogni anno due italiani ogni 100mila abitanti. Una delle tante malattie rare, diagnosticata spesso con ritardo, che porta nel 20-30 per cento dei casi alla cecità. A lanciare l'appello è Alessandra Del Bianco, segretario nazionale dell'associazione italiana sindrome e malattia di Beçhet (Simba). Il farmaco che si è dimostrato efficace per arrestare la malattia si chiama infliximab, ed è attualmente utilizzato per malattie quali artrite reumatoide, artrite psoriasica e spondilite anchilosante. "Un mese e mezzo fa - spiega il segretario Simba - abbiamo inviato una lettera al ministero della Salute affinché indicasse questo farmaco come utile per la lotta alla malattia, ma non abbiamo ancora ricevuto risposta". In attesa dell'indicazione ad hoc, comunque, i malati dovrebbero poter usufruire di una legge (648/96) che prevede l'istituzione di un elenco di medicinali erogabili se non esiste una valida alternativa terapeutica. "Per quindici anni la mia vita ha ruotato attorno all'atletica leggera, e quando un giorno mi è stata diagnostica la malattia di Beçhet mi è crollato tutto addosso. Poi mi sono "rialzato" e ho iniziato le cure: oggi sto meglio e posso ancora sognare le Olimpiadi di Pechino". È la confessione di Francesco Scuderi, il più forte e talentuoso velocista azzurro degli ultimi anni. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Arti (sezione: Burocrazia)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 14-03-2008)

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CULTURA ARCHITETTURA l'Italia che vorrei di Massimiliano Fuksas A un governo che all'indomani delle elezioni si forma, che cosa chiedere? Nei programmi attuali c'è molto, a volte troppo, con troppa pseudo-economia, e la cultura compare soltanto in termini marginali. Incominciamo. Primo: la città. La città è il luogo dove vive il 60 per cento degli abitanti del mondo. Ma non ce ne siamo ancora resi conto: si potrebbe cominciare a riflettere su quale città vogliamo abitare, in che quartieri e in quali case. La ricerca della casa come architettura e come innovazione non ha avuto, negli ultimi decenni, un minimo di attenzione. Mancano le case. I mutui sono una truffa. Che cosa si è fatto? Nello stesso momento in cui tutti lanciavano l'idea elettorale di case per gli strati in difficoltà, per finanziare questo e altro ogni governo, di qualunque colore, ha pensato bene di svendere il patrimonio abitativo pubblico, unico calmiere possibile all'assurdità del mercato. Questo ha portato speculazioni infinite. Secondo punto: le infrastrutture. Bisogna riuscire a realizzarle, rendere più agile il percorso burocratico che devono subire. è indispensabile costruire prima possibile il collegamento Lione-Torino. Terzo punto: l'arte contemporanea. Serve una rete di musei che valorizzi il grande patrimonio: vogliamo o no fare un museo d'arte contemporanea a Milano? Si dovrebbe poi costruire una rete di luoghi per la musica dei giovani. Quarto punto: la burocrazia. Non bisogna solo ridurla, ma migliorarla. Per esempio con una scuola per la formazione dei sovrintendenti ai beni culturali: è mai possibile che un qualunque architetto possa entrare in uno dei settori più delicati, dove la preparazione specifica è indispensabile? Nota a margine: c'è qualcuno che una volta tanto sia disposto a dare le dimissioni? CULTURA Fuochi olimpici Ha inventato una nuova tecnica, che consiste nel 'dipingere' con i fuochi d'artificio. Ora, Cai Guo-Qiang, già Premio internazionale alla Biennale di Venezia del 1999 e ampiamente consacrato dal mercato, è stato nominato coreografo della prossima edizione delle Olimpiadi di Pechino. E intanto il Guggenheim di New York gli dedica una retrospettiva ricca di sculture e i disegni con inchiostro e polvere da sparo (fino al 18 maggio). V. T. CULTURA Red carpet colloquio con LUCY E JORGE ORTA Alla fine ci sono arrivati, in Antartide, Lucy e Jorge Orta. Lì dove la sopravvivenza è ai limiti, hanno installato la loro città ideale. Opera omnia che celebra un lavoro militante dedicato da anni alle emergenze sociali e ambientali del nostro pianeta. E all'Hangar Bicocca di Milano nella prima grande antologica italiana (3 aprile - 8 giugno), ricostruiscono questa città-messaggio di pace fatta di tende termiche, bandiere del mondo, progetti sul riciclo dell'acqua e l'International Atlantic Passport, simbolo di un universo senza frontiere. Perché l'Antartide come città ideale? "Perché esiste un trattato del 1959 che definisce il sesto continente un territorio comune destinato alla cooperazione culturale e scientifica. L' Antartide è il segno della speranza di un mondo basato sulla pietà, la fratellanza, il rispetto per l'ecosistema e l'umana convivenza". Per voi è più importante l'estetica o l'etica? "Non ci interessano i paradigmi teorici ma le azioni concrete, scientifiche e sociali. L'arte è un catalizzatore di significati e ha in sé la possibilità di trasformare la società. La realizzazione di una vera estetica corrisponde sempre a una coerenza etica". L'acqua è l'elemento simbolo per eccellenza nei vostri lavori, perché? "Abbiamo parecchi campi di indagine, il progetto sul cibo è importante quanto quello sull'acqua. Ma crediamo che l'acqua sarà la sfida del futuro. La siccità, la sua cattiva distribuzione, lo spreco rischiano di creare molta più sofferenza nel mondo della crisi del petrolio. è davvero il Blue Gold, l'oro blu". Alessandra Mammì CULTURA ARTE Parola di burattino di Germano Celant Per secoli e in tutti i continenti, le marionette hanno interpretato, per bambini e per adulti, le favole e i sogni. Costruite in materiali grezzi e attivate mediante fili e bastoni, hanno arricchito spettacoli in miniatura, svolti preferibilmente per strada al fine di soddisfare una cultura semplice. E sono state utilizzate per propagare miti e leggende, di ordine politico e religioso, al punto di essere prima, con San Tommaso d'Aquino, bandite perché le loro figure femminili erano spettri di una sensualità carnale, e poi invece raccomandate dal Sinodo di Tours come veicoli popolari di narrazioni bibliche. Nel Medioevo hanno raccontato di angeli e di demoni e, in seguito, dall'Europa all'Asia, hanno narrato di imprese eroiche come, mediante i pupi siciliani, la guerra fra turchi e cristiani. Nella modernità hanno interessato letterati, attori e artisti, da von Kleist a Klee, da Schlemmer a Kantor, da Craig a Tauber Arp. Una storia di identità fragili e immaginarie che è arrivata sino a oggi, sia con i libri e i cartoons - da Pinocchio a Miss Piggy - sia con l'attenzione degli artisti contemporanei, in mostra nel 'The Puppet Show', all'ICA di Philadelphia (sino al 30 marzo). Questi, da Oppenheim a Walker, da Kelley a Ousler, da Smith a Djuberg, sono stati attratti dalla possibilità di creare personaggi a metà tra umano e meccanico per discutere, con venature che vanno dall'ironico al tragico, attraverso un alter-ego che li rappresenta, le vicende di violenza e di oppressione su gruppi etnici e su generi sessuali: un intrattenimento dove il piacevole si trasforma, drammaticamente, in disgustoso.

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A CIASCUNO LA SUA PARTE (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere di Bologna" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere di Bologna - BOLOGNA - sezione: 1APAGINA - data: 2008-03-14 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE I RIFLESSI DELLA CONGIUNTURA A CIASCUNO LA SUA PARTE di MASSIMILIANO MARZO L a difficile congiuntura italiana non risparmia neanche l'economia della nostra regione. I dati sull'Emilia Romagna presentati da Unioncamere prevedono per il 2008 una crescita dell'economia regionale leggermente migliore della media nazionale, ma non superiore all'1%. Su questo risultato pesano almeno due cause. In primo luogo, la complessa situazione internazionale legata alle pesanti difficoltà dell'economia americana. Il clima di incertezza derivato dalla crisi subprime non è stato superato, anche perché non è ancora chiaro il livello delle perdite subito dal sistema finanziario internazionale. Nei momenti di crisi di domanda, inoltre, pesano moltissimo i ritardi strutturali del nostro paese: le caranze infrastrutturali, la burocrazia asfissiante, il debito pubblico, la pressione fiscale sul lavoro e sul capitale, ecc. Tutto questo rende la crisi italiana più pesante che negli altri paesi. Le fortissime tensioni sulle materie prime (petrolio, oro, rame e zinco) unitamente al forte apprezzamento dell'euro rappresentano altri fattori importanti che contribuiscono alle difficoltà di cui sopra. L'economia dell'Emilia Romagna riesce pur fra mille difficoltà a posizionarsi in modo abbastanza efficace nell'ambito della competizione internazionale. La prova è fornita dalle buone performances delle esportazioni delle nostre aziende, pur in presenza di un euro molto apprezzato. Ciò è il segnale di un'avvenuta trasformazione strutturale dell'economia emiliano romagnola, che si è attrezzata per vincere sulla terreno globale, soprattutto nel settore della meccanica di precisione. Le nostre imprese non devono temere l'euro forte. Il contenuto di tecnologia e il valore aggiunto sono la carta migliore per battere la concorrenza. Inoltre, il deprezzamento del dollaro determina un progressivo spostamento verso l'euro come valuta di riferimento di una parte del commercio internazionale sempre più significativa, con una conseguente attenuazione degli effetti negativi derivanti da un euro apprezzato. L'euro agisce come uno scudo rispetto alle tensioni inflazionistiche derivanti dal forte rialzo delle materie prime: se il petrolio costa 108.5 dollari al barile, in euro ciò si traduce in 71 euro al barile, circa. Se l'euro non fosse così apprezzato, la Banca Centrale Europea dovrebbe rialzare i tassi di interesse ad un livello molto più alto, per contenere l'effetto sull'inflazione, con spiacevolissime conseguenze sugli oneri finanziari di famiglie e imprese. Ogni recessione insegna qualcosa per il futuro. La fase attuale ci dimostra che il settore pubblico locale e nazionale deve assolutamente risolvere i nodi legati agli investimenti e alla modernizzazione della struttura fiscale e burocratica. Per ridurre l'incertezza sul futuro, perché i nostri amministratori non fanno il punto sullo stato delle infrastrutture materiali ed immateriali in corso d'opera? Le imprese hanno dimostrato di sapersi mettere in gioco. Ci aspettiamo analoghi sforzi anche da Regione, Provincia, Comune e Camere di Commercio.

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Italia siamo un paese quasi al capolinea (sezione: Burocrazia)

( da "Riformista, Il" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Italia siamo un paese quasi al capolinea Occorre puntare su ricerca e innovazione Così possiamo riallinearci con Eurolandia Pil e inflazione, salari e potere d'acquisto, sono i temi più caldi di questo complesso periodo che sta diventando un rompicapo di dimensioni e caratteristiche i cui contorni e origini vanno prima spiegati e poi corretti. Uno scenario economico finanziario globale per molti aspetti apocalittico si è impossessato del nostro presente e, da quanto è possibile capire, anche del futuro. E particolarmente difficile appare il nostro, visti i ritardi, la carenza di mercato, la limitata autorevolezza della classe dirigente, la burocrazia imperante e, purtroppo, molto altro che non basterebbe un'intera pagina per descriverlo. Una situazione, la nostra, a maggior rischio, che ormai apertamente ci viene imputata dagli altri partner europei, che sono sensibilmente delusi, sia del nostro apporto alla causa europea, dopo essere stati tra i fondatori-animatori, sia del rispetto delle regole comunitarie e, dulcis in fundo, anche del mancato utilizzo di molti finanziamenti europei destinati allo sviluppo, che in molte regioni non vengono neanche presi in considerazione. Siamo quasi arrivati ad un capolinea in cui l'Europa dei fondatori ci ammonisce continuamente su molti temi fondamentali: l'ambiente, il mercato e la concorrenza, l'ingerenza politica nelle partecipazioni e/o cessioni di quote di società quotate. Autostrade per l'Italia ne è un esempio eclatante. Sovente siamo soggetti a procedure d'infrazione che, oltre ad essere onerose, ci producono un danno alla credibilità non indifferente. Siamo una Cenerentola e lo stato di salute dei nostri conti pubblici ne è testimone rilevante; l'essere agli ultimi posti nella classifica dei salari e il caro vita imperante ne sono ulteriori protagonisti negativi. Il solido legame che unisce pil e inflazione costituisce il punto cruciale che alimenta o diminuisce salari e potere d'acquisto. Il pil non cresce e le poche volte in cui è cresciuto lo ha fatto meno, molto meno, degli altri partner europei; viceversa, l'inflazione è stata sempre in linea con quella media di Eurolandia. Una situazione che in 15 anni ha generato minor ricchezza per oltre 200 miliardi di euro, un importo che ci è mancato e, soprattutto, ci mancherà per il futuro. In tempi di crisi il mancato o scarso sviluppo pesa il doppio e noi ne stiamo pagando amare conseguenze. Di riflesso, salari e potere d'acquisto ne diventano le vittime. I primi non possono aumentare, manca la matrice dello sviluppo; i secondi diventano l'incubo dei consumatori di ogni ceto sociale. Già ci siamo bevuti in un decennio il ceto medio, adesso, si sta corrodendo anche quello alto, il quale, alla luce dei disastrosi dati finanziari dei mercati, sta cominciando a rallentare nei consumi: ancora poca cosa ma in un continuo stillicidio che non produce nulla di buono per le vendite. Tutti gli altri ceti sono ormai sull'orlo di una crisi che ha nella sfiducia il primo degli elementi, cui si abbina la paura di non riuscire più a soddisfare anche solo i bisogni primari e che, in molti casi, ha già obbligato ad attingere ai risparmi, per raggiungere la fine del mese, risparmi che in molti casi erano o investiti in strumenti finanziari o nel mattone, oggi in pesante flessione i primi e in calo di valore i secondi. Una radiografia-Paese che pone in evidenza la particolare gravità del nostro stato di salute le cui malattie sono più serie e gravi di quelle degli altri. La politica, totalmente impegnata in campagna elettorale, deve trovare un'intesa sul futuro della nostra economia, un futuro che i dati ci dicono essere seriamente compromesso. Troppe volte ci siamo crogiolati sullo stellone paese. Santi, navigatori e poeti sono un vanto del nostro passato ma oggi dobbiamo essere consapevoli che per il futuro serve altro. Una politica economica mirata agli investimenti, in cui ricerca, innovazione e formazione siano i denominatori condivisi e sostenuti trasversalmente da tutto il sistema decisorio. Politica, imprese, sindacati, professioni, categorie, debbono comprendere l'esigenza di evitare posizioni unilaterali finalizzate a mantenere rendite di posizione ormai sicuramente impossibili. La politica trovi un accordo e fissi le linee programmatiche, poi le imponga anche a costo di richiedere sacrifici impopolari che allontanano il consenso. Imprese e categorie puntino ai fatti e, nel farlo, aprano i portafogli per investire anche con mezzi propri, le banche godono salute malferma e difficilmente riavranno nel breve le condizioni per concedere quanto facevano prima. I sindacati abbandonino posizioni ataviche da anni sessanta, adesso serve un rilancio della meritocrazia, si impegnino a sostenerla e la pongano al primo posto dei loro obiettivi. Solo un nuovo scenario virtuoso in cui tutti gli attori interpretano la loro parte con l'obiettivo di vincere l'oscar, ci può, prima allineare agli altri di Eurolandia, e, poi, superarli per farci recuperare parte di quanto non abbiamo avuto in passato. Solo una condivisione diffusa di obblighi e impegni ci può ridare il "La" al nostro futuro. I decisori, in ogni ruolo, debbono mettersi alla guida di un nuovo modo di vivere il presente, prima lo fanno e meglio è. La campagna elettorale non aiuta di certo, ma ogni giorno che passa pesa ormai come un mese e i ritardi diventano macigni. I rischi di scivolare ulteriormente sono tanti, per evitare che accada oltre, ai decisori serve l'adattabilità di tutti noi, impossibile non farlo. 14/03/2008.

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Viaggia ad alta quota l'export pesarese. Più 12,1% (pari a 2 miliardi e 300 milioni di eur (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 14-03-2008)

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O) è il balzo in avanti realizzato nel 2007 dalle imprese nostrane. Una crescita che mette la nostra provincia al primo posto sul podio insieme con Ascoli Piceno, seguita da Ancona a pari merito con Macerata (+4,8%). A far da traino, i settori della meccanica, del mobile e della nautica. E proprio la nautica è la vera rivelazione dell'anno. Da segnalare però anche la ripresa del tessile-abbigliamento, mentre è stabile il settore del mobile. La meccanica si conferma quindi il principale motore economico della provincia con un volume d'affari verso l'estero pari a 1.376 milioni di euro (+13,4% rispetto al 2006). E in questo settore, l'export è soprattutto a stelle e a strisce: nonostante una contrazione del 10,8%, gli Stati Uniti si riconfermano la prima meta di destinazione. Il comparto del mobile chiude il 2007 con un +2,8%, pari a circa 421 milioni di euro con Russia e Francia ancora saldi come primi mercati di riferimento. Ottima performance quella della nautica: nel 2007 il volume di esportazioni ha sfiorato i 190 milioni di euro con un incremento del 36,3%. "Una crescita - sottolinea Roberto Forni di Confindustria - che premia la qualità e l'innovazione delle nostre imprese". "Un altro dato interessante - evidenzia Gisella Bianchi, direttore di Aspin 2000 - è che le nostre imprese cominciano a recuperare terreno in Europa e si arresta dopo anni il trend negativo verso la Germania". Alberto Drudi, presidente di Camera di Commercio promette di "promuovere l'incoming sul nostro territorio", mentre Forni sottolinea l'urgenza di attuare "meno burocrazia, meno tasse sul lavoro".

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I segnali preoccupanti emersi nel 2007 trovano allarmante conferma nelle previsioni per il 200 (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

"I segnali preoccupanti emersi nel 2007 trovano allarmante conferma nelle previsioni per il 2008": è quanto ha sottolineato il presidente, Carlo Carini, nel corso dell'assemblea generale di Ance (Associazione nazionale costruttori edili) Perugia, che si è svolta ieri, sottolineando in particolare il "fenomeno del gigantismo degli appalti, che danneggia palesemente - ha detto - il nostro tessuto imprenditoriale". Era presente anche il ministro per lo sviluppo economico, Pierlugi Bersani. "Questo - ha spiegato Carini - è infatti l'anno in cui diverrà più evidente la frenata nella costruzione di nuove abitazioni e proseguirà la flessione degli investimenti nelle opere pubbliche". Secondo il presidente di Ance Perugia, "siamo di fronte al possibile inizio di una fase recessiva dai risvolti pesanti anche sul piano occupazionale". Carini ha sottolineato "la piena condivisione delle richieste che l'Ance nazionale al nuovo Governo: realizzazione di nuove grandi e piccole infrastrutture, valorizzazione del territorio con una forte partnership tra pubblico e privato e revisione strutturale del sistema del prelievo fiscale". "Richieste - ha continuato - cui dovrebbero aggiungersi quelle relative ad una burocrazia più semplice e snella, ad un costo del lavoro più contenuto, ad aumenti salariali legati anche alla produttività e ad una reale diminuzione del cuneo fiscale". "Per noi la sicurezza e la lotta al lavoro nero rappresentano obiettivi assolutamente prioritari; lo abbiamo dimostrato con i fatti" ha ricordato Carini, ribadendo tuttavia la critica dell'associazione al decreto legislativo del Governo. "Ben vengano - ha aggiunto - un aumento dei controlli ispettivi sui cantieri e per quello che ci compete provvederemo a potenziare le attività di verifica e consulenza. Le istituzioni però dal canto loro dovrebbero cominciare a riflettere sull'opportunità di sostituire il modello repressivo con un modello premiante". Quanto alla "grave crisi del mercato delle opere pubbliche", Carini ha sottolineato "un vero allarme rosso" presente in questo territorio. Il monitoraggio dei bandi di gara nel 2007 registra una diminuzione del 60% del numero degli appalti e la riduzione del valore degli stessi di quasi il 70%. All'assemblea è intervenuto anche il presidente di Confindustria Perugia, Antonio Campanile, il quale ha sottolineato, fra l'altro, che "la ricostruzione post terremoto e la grande opera del minimetrò sono la prova che qui in Umbria le imprese di costruzione sono in grado di perseguire insieme la competitività di costo con la capacità realizzativa, la sicurezza sul lavoro, la innovazione, il rispetto delle regole per tutti".

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Ciechi e con gravi disturbi neurologici per colpa della burocrazia, di un Sistema sanitario na (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Ciechi e con gravi disturbi neurologici per colpa della burocrazia, di un Sistema sanitario nazionale che non rimborsa ad ospedali e università un farmaco utile per contrastare la nostra malattia, di una Regione che fa muro". È lo sfogo dei pazienti colpiti dalla malattia di Beçhet, patologia che colpisce ogni anno due italiani ogni 100 mila abitanti e che anche in Umbria ha una sede. L'associazione si è unita ad altre nove, tra cui un'altra con sede a Foligno, "Aria nuova" per cercare di rompere un muro di silenzio e di mancati percorsi di cura per chi è affetto da malattie rare. La sindrome di Bechet è una delle tante malattie rare, diagnosticata spesso con ritardo, che porta nel 20-30 per cento dei casi alla cecità. A lanciare l'appello, è Alessandra Del Bianco, segretario nazionale dell'associazione. Il farmaco che si è dimostrato efficace per arrestare la malattia si chiama "Infliximab", ed è attualmente utilizzato per malattie quali artrite reumatoide, artrite psoriasica e spondilite anchilosante. "Un mese e mezzo fa - spiega il segretario Simba - abbiamo inviato una lettera al ministero della Salute affinchè indicasse questo farmaco come utile per la lotta alla malattia, ma non abbiamo ancora ricevuto risposta". In attesa dell'indicazione ad hoc, comunque, i malati dovrebbero poter usufruire di una legge (648/96) che prevede l'istituzione di un elenco di medicinali erogabili se non esiste una valida alternativa terapeutica. "Dovrebbero essere farmaci a totale carico dello Stato - prosegue la Del Bianco - ma anche questo è un diritto negato ai malati di Beçhet".

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Gli imprenditori: Serve una svolta per il rilancio (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sud sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-03-12 - pag: 4 autore: Gli imprenditori: "Serve una svolta per il rilancio" PALERMO I vertici sono al lavoro ma già forze economiche e sociali hanno ben chiaro quali debbano essere le priorità del prossimo governo regionale. Le parole che circolano con più insistenza sono due: modernizzazione e discontinuità. Di discontinuità rispetto al passato recente e meno recente parla per esempio Mario Filippello, segretario regionale della Confederazione naziona-le dell'artigianato ( Cna):"Bisogna – dice Filippello – rompere con la tradizione della Regione- Stato che è invadente e interventista ed è straripata nell'ambito dell'economia. è necessario abbattere questo Moloch e combattere l'invadenza della burocrazia e degli apparati. Ecco perché è necessario riformare la Regione snellendola liberando le risorse per metterle a disposizione delle attività economiche private che vogliono intraprendere e svilupparsi". Un pensiero in linea con quanto già dichiarato dal presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello proprio al Sole 24Ore: un'intervista in cui il presidente degli industriali siciliani chiedeva alla politica di fare un passo indietro rispetto all'economia. Per le imprese, soprattutto quelle medio-piccole, è tempo di svolta. Lo Bello ha anche annunciato che Confindustria Sicilia presenterà nei prossimi giorni un decalogo sulla scia di quanto avvenuto a livello nazionale con il documento presentato alle parti in corsa per Palazzo Chigi da Confindustria nazionale. Intanto sui temi dello sviluppo interviene chiaramente Marco Venturi, presidente della Piccola industria di Confindustria: "Finora alle imprese è mancato il mercato – dice Venturi – e molte aziende sono cresciute confidando solo nei finanziamenti pubblici. Noi oggi diciamo che alle imprese serve il mercato con regole chiare e trasparenti e non servono più finanziamenti a fondo perduto. E poi servono una vera sburocratizzazione con alleggerimento degli apparati e semplificazione amministrativa". Gli imprenditori chiedono dunque riforme, a partire dai Consorzi Asi: "Noi –dice Venturi –sosteniamo che le aree di sviluppo industriale debbano essere gestite dalle imprese che vi sono insediate. Ma interventi sono necessari anche per quanto riguarda Camere di commercio e Province. Soprattutto per definire con chiarezza i compiti nel settore del marketing territoriale". Da non sottovalutare, per il presidente dei costruttori siciliani Salvatore Arcovito "l'importanza delle infrastrutture su cui è necessario intervenire con urgenza potenziando lì dove è necessario potenziare. Ma va detto anche che è necessario approvare la legge urbanistica di cui si parla da anni ma che è rimasta un a grande incompiuta ". Non è un caso che al tema della legge urbanistica dedichi ampi passaggi la Consulta degli ordini degli ingegneri al cui vertice c'è Gaetano Fede: "Nel corso delle ultime due legislature –si legge nel documento preparato dalla Consulta – è stata data grande importanza al varo di una nuova legge regionale in campo urbanistico che, dovendo rappresentare un testo unico sulle problematiche del territorio in senso lato, sarebbe più opportuno definire del Governo del territorio. Purtroppo il disegno di legge governativo proposto già dalla prima Giunta Cuffaro non è riuscito a giungere ancora in aula, e pertanto sarà necessario impegnarsi, a nostro avviso, nella prossima legislatura, con priorità assoluta su tale argomento". Confindustria Sicilia. Il presidente Ivan Lo Bello IMAGOECONOMICA Gli artigiani. Il segretario della Cna Mario Filippello.

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All'Alto Garda il turismo non basta (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-03-12 - pag: 7 autore: Poli produttivi. Le potenzialità della zona restano ridotte a causa delle esigenze della principale risorsa del territorio All'Alto Garda il turismo non basta Le aziende dell'area puntano su investimenti ambientali, qualità e know-how Alessandra Saletti TRENTO Ottimizzare le risorse esistenti e creare nuove sinergie basate sul rispetto e la valorizzazione dell'ambiente. Questo è da alcuni anni l'obiettivo comune di amministratori pubblici e imprenditori dell'area dell'Alto Garda trentino, uno tra i maggiori poli produttivi dell'intera regione. Con le sue aziende, impegnate soprattutto nella meccanica di precisione, nell'impiantistica, nella produzione di componenti chimici e materie plastiche, nella lavorazione del legno e nell'edilizia, l'Alto Garda punta più sul know how e sulla qualità, che sui grandi numeri. Negli ultimi anni, gli investimenti consistenti che le amministrazioni comunali e i privati hanno promosso per interventi di depurazione, insonorizzazione, rimozione delle coperture di amianto, e certificazione dell'impatto ambientale, hanno permesso di superare gli ostacoli che impedivano la convivenza con il turismo, la principale risorsa del territorio. "Inserirsi in questo territorio in passato non è stato certo facile – spiega Daniele Dirignani, delegato comprensoriale di Confindustria per l'Alto Garda e Ledro –. L'autonomia di cui gode la nostra Provincia ha moltiplicato i vincoli, soprattutto in fase di insediamento. Ma l'esigenza di sviluppo del settore produttivo spesso si scontra ancora con una burocrazia lenta e macchinosa. Se la convivenza fra territorio e grandi aziende può dirsi riuscita, persistono tuttavia alcuni problemi legati agli spazi, alla logistica e alle vie di comunicazione ". "Nonostante gli sforzi – aggiunge Dirignani – l'indotto generato sul territorio è ancora limitato rispetto alle potenzialità offerte dalle grandi imprese presenti in zona ed è per ora impossibile parlare di filiere di prodotto. Inoltre è ancora necessario rivolgersi verso le province vicine per trovare non soltanto fornitori, ma anche manodopera specializzata". Un problema, quello del reclutamento, sentito anche nel comparto turistico e tra gli artigiani, ormai costretti ad assumere operai e tecnici specializzati nell'Est Europa."La manualità e la professionalità sono divenute sempre più rare tra i nostri giovani – concorda Ilos Parisi, presidente del Coordinamento imprenditori dell'Alto Garda e dell'Associazione Artigiani e piccole imprese per il comprensorio –. Occorre promuovere una campagna di sensibilizzazione a partire dalla scuola a favore delle professioni tecniche e intraprendere azioni che facilitino l'avvio di attività in proprio". Accanto alla tradizione secolare dell'industria cartaria e al turismo, sono infatti le attività produttive di piccola dimensione a prevalere nell'Alto Garda, con 910 aziende artigiane e circa 3.500 dipendenti a caccia di nuovi spazi per crescere. "Da anni non si registrano interventi a favore delle aree produttive – prosegue Parisi –. Tuttavia il dialogo con le istituzioni è sempre stato costante e proficuo e oggi possiamo dire di reggere bene la situazione di crisi globale perché abbiamo creato le basi per una buona convivenza tra comunità e imprenditorialità". "Da sempre puntiamo sulla valorizzazione dei settori produttivi di dimensioni contenute, con aziende di 50 o 60 addetti – aggiunge Adalberto Mosaner, assessore alle attività economiche del Comune di Riva del Garda –. La lunga trattativa, conclusa di recente con i sindacati, ha inoltre sventato i rischi legati alla rilocalizzazione della forza lavoro, che spesso mettono in crisi tanti territori come il nostro. Ora stiamo lavorando ad una variante al Piano Regolatore per individuare una nuova area di sviluppo di uno o due ettari, destinata proprio alle attività artigianali. Credo che sia l'amministrazione comunale, insieme alle associazioni di categoria, a doversi far carico della pianificazione del territorio, per evitare speculazioni o interventi dannosi per l'equilibrio ambientale". FRENO ALLO SVILUPPO L'industria fatica a reperire manodopera specializzata In aumento le assunzioni di operai e tecnici dell'Est Europa.

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Meno burocrazia e ricette anti-coda via internet (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Attualità "Meno burocrazia e ricette anti-coda via Internet" On-line "www.riccardoilly.it" accessibile ai disabili. Il presidente: "Tutti i cittadini presto in rete" PRESENTATO IL SITO UDINE. Niente più ricette di carta, niente più viaggi a vuoto fra medico di base, ufficio prenotazioni, ospedale, farmacia. Nel progetto del governatore Riccardo Illy c'è l'idea di mettere in rete la maggior parte dei servizi che, finora, prevedono la presenza fisica dell'utente e l'utilizzo di documenti cartacei. Una vera e propria rivoluzione, per la verità già partita, che Illy conta di completare - almeno nelle sue parti principali - nei prossimi cinque anni di governo. E che è resa possibile, ha spiegato ieri a Trieste durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo sito internet (www.riccardoilly.it) accessibile anche a non vendenti e disabili, "grazie a quanto fatto nei primi cinque anni". Investimenti sull'innovazione, diffusione della banda larga in montagna (l'obiettivo è che tutti i cittadini del Friuli Venezia Giulia siano collegati a Internet entro due anni), riduzione della burocrazia (Illy fa parte dell'high level group dell'Unione europea) sono il punto da cui Intesa vuole ripartire. Sul tema della diffusione del computer e del suo utilizzo, infatti, Illy ha ricordato che negli ultimi anni più di 15 mila tra pensionati e casalinghe hanno partecipato ai corsi di informatica e per i redditi più bassi sono stati erogati dei bonus per l'acquisto di computer fino al 75 % del proprio valore. L'obiettivo di tali scelte, ha ribadito Illy, è una riduzione del peso della burocrazia, soprattutto nella sanità. Informatizzare le procedure di trasferimento dei referti, le prenotazioni delle visite, la trasmissione di dati da e per farmacie, medici, amministrazioni comunali e distretti sanitari è necessario non solo per ridurre i costi e i tempi della sanità, ma soprattutto per facilitare la vita ai cittadini: internet come motore di condivisione delle informazioni. Riguardo la sicurezza di tali procedure, Illy ha ricordato che servizi quali la tessera sanitaria elettronica sono forniti di un pin personale che garantisce la totale riservatezza dei dati. Illy ha ricordato che nello stesso Fvg esistono società informatiche come la Simulware che operano per la sicurezza di servizi informatici. Il traguardo è ambizioso: "Come in altri paesi dell'Ue - spiega Illy - la maggior parte dei documenti ormai si compila e si trasmette da casa, via internet. Un risparmio di tempo e una dimizione del fattore rischio umano che sono il futuro". Un esempio di interattività è proprio il sito di Illy, presentato ieri mattina. E' diviso in sezioni: programma, appuntamenti e incontri con il presidente, rassegna stampa, domande e risposte, il sito prevede anche uno spazio dedicato alla stampa dove poter scaricare comunicati e immagini in tempo reale. "Venire a parlare di virtualità a chi ha visitato quasi 219 Comuni, è una cosa che si contraddice da sè", spiega Illy riferendosi alle critiche mosse da Renzo Tondo, candidato del centro-destra. E per quanto riguarda le infrastrutture "basta andare a vedere" cantieri e opere realizzate: così il presidente del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Illy, risponde alle affermazioni dello sfidante Renzo Tondo. "Forse - ha detto Illy - non si è accorto di quello che è successo in questi cinque anni in Regione e di cosa sta succedendo". Illy ha anche detto che "è semplicemente ridicolo che l'accusa di non aver avuto un impegno sufficiente nelle infrastrutture di trasporto venga da chi non ha costruito un metro di autostrada o di strada in cinque anni. Quindi - aggiunge - non vale la pena neanche di rispondere. Noi abbiamo cominciato e finito un lotto dell'A28 e abbiamo iniziato l'ultimo che sarà completato nei prossimi due anni. Basta andare lì e uno vede gli operai e le ruspe, che non sono molto virtuali. Può andare - ha continuato - a Udine e vede l'ospedale in costruzione; va Gorizia e vede l'ospedale quasi finito; va a Pordenone e lo vede cominciato, va a Tolmezzo e vede i lavori in corso. Se uno parla di realtà virtuale - ha sottolineato - viene da chiedersi se forse lui viva di una realtà virtuale". Per quanto riguarda le opere "potrei continuare", ha detto Illy citando fra queste i lavori alla sede della Protezione civile a Palmanova (Udine) e "decine di opere fatte in Val Canale e Canal del Ferro dove - ha ricordato - abbiamo speso quasi 500 milioni di euro in questi anni dopo l'alluvione del 2003". "Io - ha concluso - vado avanti per la mia strada: la nostra campagna elettorale è una campagna di informazione sui risultati conseguiti e sugli obiettivi del prossimo mandato".

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Al via i cantieri chirurgici nel cuore della città - serena lullia (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Olbia Al via i cantieri chirurgici nel cuore della città Assegnati i lavori, il Comune concorderà i tempi di intervento con i commercianti SERENA LULLIA ARZACHENA. Il Comune sceglie i lavori nel centro storico per inaugurare la formula del cantiere intelligente. Il secondo lotto per la riqualificazione del cuore della città è stato appaltato. Il consorzio cooperative di Forlì e la Sfera costruzioni di Ozieri hanno vinto la gara grazie a un maxi ribasso del 16%. Prima del via libera alle ruspe l'amministrazione e l'impresa incontreranno i commercianti del consorzio Arzachena Viva. I negozianti avevano già definito il cronoprogramma degli scavi. Le direttive delle partite iva sono state inserite nel capitolato di appalto. Ma i ritmi dei lavori erano stati calcolati individuando gennaio come mese per l'apertura del cantiere. La burocrazia ha sbriciolato i programmi. Il Comune ha dovuto aspettare alcuni mesi prima di ottenere l'ok dall'ufficio tutela del paesaggio. L'appalto da 355 mila euro servirà per sostituire i sottoservizi vecchi di 50 anni. Le reti dell'acqua, della fogna, le linee elettriche e telefoniche saranno impacchettate all'interno di un grande tunnel di cemento armato. Il tratto di corso Garibaldi in cui gli operai lavoreranno è compreso tra via Tenente Sanna e la scalinata di Santa Lucia. "L'intervento completerà la riqualificazione del centro - spiega il sindaco, Pasquale Ragnedda -. Concorderemo con i commercianti da dove far partire le ruspe. L'impresa ha già preso l'impegno di rispettare le indicazioni che verranno date dall'amministrazione e dal consorzio Arzachena Viva. Nel periodo di apertura del cantiere sarà comunque garantito l'accesso ai negozi. In collaborazione con il comando della Polizia Municipale verrà studiato il percorso alternativo per le auto". Oltre ai sottoservizi sarà sostituito l'impianto di illuminazione e la passeggiata verrà placcata con lastre di granito. "Il tunnel in cui verranno convogliati tubi e cavi si congiungerà con quello del primo lotto - spiega l'assessore ai Lavori Pubblici, Ignazio Ragnedda -. Un sistema all'avanguardia che permetterà agli enti gestori di intervenire sui guasti con maggiore celerità e praticità, senza dover bucare ogni volta il terreno. A intervalli saranno posizionate dei pozzetti attraverso i quali gli operai potranno entrare nella galleria. Un lavoro più complicato e costoso rispetto ai tradizionali che però produrrà benefici anche nel futuro".

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L'udc "lancia" la squadra occhetto stasera a san vito zaia (pd): basta burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pordenone L'Udc "lancia" la squadra Occhetto stasera a San Vito Zaia (Pd): basta burocrazia VERSO IL VOTO CNel pomeriggio, alle 17.30, nella sede provinciale di via Beato Odorico a Pordenone, sarà presentata la lista dei candidati dell'Udc alle elezioni regionali, alla presenza di Maurizio Salvador e Gina Fasan. CL'ex segretario nazionale del Pds, Achille Occhetto, interverrà stasera, alle 20.30, nel teatro sociale Arrigoni di piazza del Popolo a San Vito per la presentazione dei candidati della Sinistra arcobaleno con, in primis, il capolista Ruben Colussi. CIl comitato provinciale pro Gianfranco Moretton ha organizzato per stasera, nell'ex Convento di San Francesco, un incontro con il vice presidente della Giunta che illustrerà i contenuti della campagna elettorale soffermandosi sugli obiettivi realizzati dal 2003 in poi. "Questo territorio negli ultimi anni è cresciuto significativamente sotto il profilo sociale, culturale ed economico - afferma Moretton - e ha acquisito un ruolo che deve riflettersi nell'azione politica locale". CRidurre la burocrazia a tutti i livelli. E' la priorità, indicata in un incontro elettorale, dal candidato alla Camera del Partito democratico, Sergio Zaia. "Fare l'imprenditore - sostiene - è molto difficile. Burocrazia, controlli, tasse, certificazioni, sistema finanziario e infrastrutture appesantiscono l'attività. La politica deve restituire gli strumenti di sostegno e di incentivo non solo economico ma strutturale per aiutare a crescere". CTante questioni aperte sul fronte ambientale: diga di Colle, inceneritore di Aviano, casse di espansione sul Tagliamento, cava sul monte San Lorenzo a Maniago, Sequals-Gemona, gli impianti da sci sul Col Cornier di Budoia, inquinamento dell'aria nel conurbamento. Temi sui quali si è impegnato a lavorare in consiglio regionale il candidato della Sinistra arcobaleno, Orazio Cantiello.

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Pass ai residenti in centro: venga tolta la marca da bollo (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Mozione depositata da An "Pass ai residenti in centro: venga tolta la marca da bollo" BUROCRAZIA La richiesta della marca da bollo sui pass per l'accesso nella zona a traffico limitato è al centro di una protesta da parte di Alleanza nazionale. Con una mozione i consiglieri Elena Coiro, Emanuele Loperfido e Francesco Ribetti chiedono al sindaco di "autorizzare preventivamente il transito delle auto dei residenti rilasciando il pass a fronte della certificazione della residenza, in modo da evitare di avviare il procedimento amministrativo che è gravato dal pagamento del bollo". Secondo il partito è possibile "rilasciare analoga autorizzazione agli esercenti commerciali proprietari di posti auto e che possono dimostrare l'esistenza di un contratto d'affitto di uno stallo".

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Burocrazia e vincoli bloccano aquileia (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pordenone Burocrazia e vincoli bloccano Aquileia In uno dei recenti articoli in cui si parla della neocostituita Fondazione per Aquileia si legge una frase dell'assessore regionale alla Cultura Antonaz che riporto integralmente: "Il prossimo impegno sarà quello di cercare soggetti privati che investano nello sviluppo di Aquileia". Leggendo la frase mi viene da sorridere. Nell'articolo a fianco si leggono le parole del sindaco Scarel che riporto pure integralmente: "C'è una serie importante di esigenze che fino a oggi ha dovuto fare i conti con una burocrazia asfissiante. Basti pensare che buona parte del territorio è vincolata". Leggendo la frase del sindaco mi viene di nuovo da sorridere. Proseguendo, si legge che, con la nascita della Fondazione, si sbloccheranno anche decine di migliaia di euro disponibili in Regione. Leggendo questa frase comincio a ridere. La neonata Fondazione come obiettivo principale pone in primo piano la ricerca di soggetti privati che investano nello sviluppo di Aquileia, il sindaco afferma che l'intenso flusso di visitatori comporta esigenze che devono fare i conti con la burocrazia, sottolineando che buona parte del territorio è vincolata (quei birichini dei nostri antenati, che hanno lasciato resti un po' ovunque) e che in regione ci sono i fondi disponibili per garantire tale sviluppo. A questo punto, mi sorgono alcune domande spontanee: se ci sono risorse pronte perché si è alla ricerca di soggetti privati che investano su Aquileia? La famosa burocrazia asfissiante è dovuta soltanto al fatto che buona parte del territorio è sotto vincolo? Oppure c'è qualche altro ente che applica questa famosa burocrazia? Il sottoscritto è un cittadino che opera in Aquileia e ha messo sempre del "suo", sottostando alla celebre burocrazia asfissiante, senza mai chiedere o percepire alcunché dalla Regione in termini di fondi. Tramite il suo operato, da privato cittadino, seppur in piccolo, qualcosa ha sviluppato, senza far tanto clamore. Avrei anche le risposte alle domande poste sopra, ma preferisco continuare a mettere del mio per lo sviluppo di Aquileia. Di tanto in tanto farmi una sana risata leggendo notizie di questo genere. Paolo Calligaris Aquileia.

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Vinta la difficile battaglia contro la burocrazia di un atleta paraplegico (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nuoro e Marghine Pagina 5024 Tonara. Problemi per le visite Vinta la difficile battaglia contro la burocrazia di un atleta paraplegico Tonara.. Problemi per le visite --> Bruno Nonne, cinquantottenne paraplegico di Tonara, ha le valigie pronte per il suo prossimo viaggio a Roma: domenica parteciperà infatti alla maratona della capitale, evento ormai classico che richiama da tutto il mondo atleti professionisti e dilettanti. Per allenarsi Bruno percorre chilometri e chilometri lungo le tortuose strade del Gennargentu sulla sua Handybike, una speciale bicicletta chiamata anche ciclone. La sua passione per il ciclismo è nata due anni fa e Nonne ha già preso parte a numerose gare in tutta Italia, ottenendo dei buoni risultati. È in forma e carico insomma, pronto ad accettare la sfida romana. In solitario però, perché Bruno parte senza sponsor e non ha nessuna società sportiva alle spalle. La sua partecipazione alla maratona l'ha voluta a tutti i costi. Purtroppo i problemi non sono mancati: proprio mercoledì l'atleta tonarese è dovuto andare a Cagliari per sottoporsi a una visita con uno strumento chiamato ergometro a manovella (utilizzato soprattutto nel ciclismo), indispensabile per i test utili al certificato agonistico senza il quale non potrebbe correre. "Nella Als di Nuoro non esiste una strumentazione di questo genere - spiega Bruno Nonne - è da almeno da tre anni che ho sollevato il problema, anche sulla stampa. All'epoca mi avevano assicurato che avrebbero fatto di tutto per risolvere la questione ma, a oggi, l'ergometro a Nuoro ancora non c'è". Grazie all'aiuto di alcuni medici dell'Azienda sanitaria che si sono interessati al suo caso, Nonne è riuscito a ottenere un appuntamento in un ospedale capoluogo sardo. La visita è andata benissimo e i dottori hanno confermato l'ottimo stato di salute dell'atleta, non più giovanissimo. "Sono felicissimo - dichiara - e voglio ringraziare l'equipe del dottor Raffaele Milia, specializzata in medicina dello sport all'Università cagliaritana". "Naturalmente il viaggio per Cagliari l'ho dovuto pagare di tasca mia, come saranno a mie spese il viaggio e la permanenza a Roma, visto che non ho trovato nessuno disposto a sponsorizzarmi". Ma Bruno non è certo il tipo che molla facilmente ed ha comunque in programma molte altre gare: "Sarò a Treviso il 30 marzo e a Padova il 27 aprile", annuncia. Rimane l'amarezza per le difficoltà incontrate, di quegli ostacoli che troppo spesso si mettono tra un uomo e i suoi sogni.

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C'è il farmaco per una malattia rara ma la burocrazia ne ostacola l'uso (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prato C'è il farmaco per una malattia rara ma la burocrazia ne ostacola l'uso Colpito anche Scuderi campione di atletica L'allarme di Cantini ROMA. "Rischiamo di diventare ciechi per colpa della burocrazia. Abbiamo la malattia di Behcet, una rara lesione reumatica. C'è un farmaco già disponibile, Infliximab, che può contrastare la malattia, la cecità e i suoi disturbi neurologici eppure non possiamo averlo perché non avendo la specifica indicazione non può essere rimborsato a ospedali e a università. La medicina funziona e lo sanno bene i pazienti che hanno recuperato la vista e fermato la malattia. Queste persone devono ringraziare anche i medici che sotto la propria responsabilità lo prescrivono e le Asl che concedono il farmaco pur sapendo che non saranno rimborsate dal servizio sanitario nazionale. Fra queste comunque, Prato, Pisa, Firenze e Siena, dando modo alla Regione Toscana di essere qui all'avanguardia. Speravamo che il clamoroso ritorno alle gare dell'olimpionico Francesco Scuderi, che ha sconfitto la malattia, convincesse le istituzioni a concedere l'indicazione, purtroppo no". E' la denuncia che è anche un grido di aiuto, in una conferenza stampa a Roma del segretario nazionale Simba (associazione italiana sindrome e malattia di Behcet, Alessandro Del Bianco. "Tale affezione vive comunque un paradosso - ha spiegato Fabrizio Cantini dirigente della II unità operativa medicina reumatologia all'ospedale Misericordia e Dolce di Prato - i sintomi dell'insorgenza sono ben definiti ed evidenti, eppure la diagnosi si fa attendere anche 3-4 anni, per mancanza di centri specialistici. Non sempre infatti il medico riesce a mettere insieme tutti i tasselli. Sono sintomi dermatologici, gastroentorologici, reumatologici, oculistici e neurologici. Solo quindi mettendoli tutti insieme si può disegnare il quadro della malattia. Una delle manifestazioni più gravi è l'interessamento oculare. Un paziente su due nonostante le cure tradizionali ha una progressiva riduzione della vista fino alla cecità. Poi ci sono infiammazioni a livello delle arterie cerebrali. Ci sono anche manifestazioni minori che da un punto di vista clinico possono causare un danno relativamente lieve all'organismo ma sono sempre dolorose. Si tratta di stomatiti, Afte nel cavo orale, ai genitali: solitamente guariscono, ma quelle genitali lasciano cicatrici. E poi manifestazioni della pelle con eritema nodoso, soprattutto alle gambe, la papulopostulosi, una specie di acne che compare sul tronco, l'artrite e disturbi dell'apparato digestivo". Dal trionfo, al dramma, al sogno di Pechino, è qui la storia, tra altre di Francesco Scuderi campione italiano dei 100 metri piani. Dopo un lungo peregrinare arriva la diagnosi. Per l'atleta è una condanna che lo porta via dalla pista. Un giorno navigando in Internet scopre che c'è un'associazione, Simba, dedicato proprio a quella malattia. Il segretario nazionale Alessandra Del Bianco lo mette in contatto con un centro specializzato ed è la sua salvezza. La diagnosi viene confermata e gli viene prescritto un farmaco immunosoppressore nuovissimo per la terapia. Sta subito meglio, può immediatamente eliminare il Cortisone che, essendo ritenuto una sostanza dopante, gli avrebbe impedito di gareggiare. Riprende a vedere, le ulcere se ne vanno soprattutto ritrova la voglia di vivere. Per ulteriori informazioni: Associazione Simba www.behcet.it (tel. 3294265508). Gian Ugo Berti.

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Sicurezza, il nuovo governosegua le indicazioni dell'ue (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'intervento nHO LETTO con interesse l'intervento dell'ammiraglio Raimondo Pollastrini, Comandante generale del Corpo delle Capitanerie di porto, circa la necessità che l'Italia si doti di un governo unitario delle tematiche riguardanti il mare, oggi divise tra alcuni ministeri. Mi pare che il pregio maggiore della proposta di Pollastrini, della cui autorevolezza e sensibilità i genovesi hanno avuto esperienza durante il suo comando del porto di Genova, sia di superare le nostalgie del vecchio ministero della Marina Mercantile, per proporre una soluzione moderna e compatibile con i nuovi assetti istituzionali. È noto che la riforma prevede dodici ministeri, ma al di là del numero la materia del mare non è più riducibile a un unico dicastero perché le deleghe devono corrispondere ad ambiti di politiche ampie e integrate, allo scopo di aumentare l'efficienza dei processi di governo. È il caso del trasporto marittimo, che richiede politiche specifiche ma altresì integrate con quelle più ampie della logistica in tutte le sue modalità; è il caso della pesca, che occorre considerare come inserita nella più ampia filiera alimentare; è anche il caso dell'ambiente marino, visto che non ci deve essere separatezza nei principi e nei procedimenti di tutela e di salvaguardia dei diversi ecosistemi. Tuttavia è pure evidente che si corre il rischio che le prerogative dei singoli ministeri e l'individualismo e le inerzie delle diverse burocrazie producano la frammentazione e talora la deresponsabilizzazione a cui abbiamo assistito con gli ultimi governi, nessuno dei quali ha prodotto una soddisfacente politica marittima unitaria. Sotto questo profilo, coloro che devono operare tutti i giorni sul campo, come le Capitanerie di porto-Guardia costiera, e sono sottoposti a direttive provenienti da fonti diverse, subiscono maggiormente questo rischio e avvertono pertanto la necessità di una regia che Pollastrini ipotizza in una interessante struttura dipartimentale presso la Presidenza del Consiglio. Un anno fa con il "Libro blu" l'Ue ha richiamato gli Stati membri ad adottare una visione "olistica" nelle politiche marittime, tale da superare le separazioni e promuovere il coordinamento, anche per cogliere sino in fondo le enormi potenzialità di sviluppo offerte dal mare. Tra gli altri strumenti a favore di questa visione l'Ue suggerisce la promozione dei "cluster marittimi", ossia l'associazione degli attori pubblici e privati che agiscono direttamente o indirettamente nell'economia del mare. Le Province italiane si sono date un coordinamento dei territori marittimi, che ho l'onore di presiedere, perché credono in questa visione e stanno intervenendo per suscitare nei rispettivi territori la nascita di questi organismi. Mi auguro che le forze politiche impegnate nelle elezioni del prossimo Parlamento diano l'opportuna attenzione alla proposta di Pollastrini e inseriscano nell'agenda del governo una degna considerazione dell'importanza del mare nella vita economica e sociale del Paese. Alessandro Repetto è presidente della Provincia di Genova 14/03/2008.

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Calearo-Riello, duello radiofonico tra idee, programmi e stilettate (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-03-14 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Gli industriali Siparietto a "Radio anch'io". Destra, sinistra e imprese Calearo-Riello, duello radiofonico tra idee, programmi e stilettate Ettore Riello e Massimo Calearo, le due facce dell'impresa veneta che scende nell'arena della politica. Si è detto e scritto che l'uno (Riello) sarebbe stato reclutato dal centrodestra per rispondere alla discesa in campo dell'altro (Calearo) sotto le bandiere di Veltroni. Comunque sia andata, non c'è dubbio che si tratta di uno dei duelli a distanza più stimolanti della campagna elettorale, sebbene i due capitani d'industria siano stati candidati in circoscrizioni diverse. "Radio anch'io", ieri mattina, li ha messi a confronto in un'intervista doppia. Con garbo confindustriale, si sono tirati qualche frecciata. Soprattutto Riello e Calearo. Prima domanda: per vincere le elezioni a Nord Est bisogna arruolare imprenditori? Calearo (Pd): Non solo, è necessario rappresentare anche la società civile e il sindacato. è importante chi ci mette la faccia e il programma di governo. Riello (Pdl): L'impresa è una parte importante della nostra società, un po' dimenticata nelle passate legislature. Questa volta c'è una nuova centralità. Domanda: quali saranno le vostre priorità una volta eletti? Calearo (Pd): Il Nord Est è fatto soprattutto da piccole e medie imprese, che hanno bisogno di meno burocrazia, infrastrutture migliori e una fiscalità più corretta. Questo è il mio impegno. Riello (Pdl): (con un'ombra di sorriso nella voce) Mi sembra un ottimo programma di centrodestra, non posso che confermare le stesse cose. Io sono sempre stato da questa parte politica, Calearo non so ma sul bene delle imprese c'è un vissuto comune. Calearo (Pd): Noi facciamo la nostra parte, nell'uno o nell'altro schieramento, portiamo a Roma le istanze delle Pmi.

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Ex Delverde. La verità (giudiziaria) del fallimento è finalmente dietro l'angolo (sezione: Burocrazia)

( da "PrimaDaNoi.it" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

CHIETI-VASTO. E' sempre più vicina la verità -quella giudiziaria- sulla fine per fallimento della vecchia gestione del pastificio Delverde. Una storia intricata di uomini che avrebbero commesso una serie di reati che vede sullo sfondo uno dei marchi più importanti nel mondo della nostra regione. Oggi la Delverde è risorta grazie all'imprenditore Zappacosta e le vicende ricostruite dalle procure di Chieti e Vasto sono solo un brutto ricordo, anche se probabilmente ci saranno strascichi giudiziari per alcuni personaggi che si sono incrociati nella gestione del pastificio. Sono aperte due indagini diverse. Quella di Vasto, leggermente in fase avanzata, coordinata dalla pubblico ministero Anna Rita Mantini che alcune settimane fa ha chiesto il rinvio a giudizio per 14 persone vicine all'ex presidente della Fira Giancarlo Masciarelli e all'imprenditore Marco Piccioti, finiti poi nel ciclone giudiziario legato ai fondi docup. Le richieste di giudizio, invece, per l'inchiesta di Chieti, potrebbero arrivare nel mese di maggio firmate dal pubblico ministero Di Stefano. Anche in questo caso le indagini per il filone principale sarebbero concluse ma pare probabile che continueranno per alcuni mesi con un supplemento. In questo caso il processo potrebbe aprirsi per gli attuali indagati Francesco Tamma e Pietro Falco Rotunno, i vertici dell'ex gestione del pastificio che potrebbero essere formalmente incriminati per bancarotta e per una serie di reati finanziari legati soprattutto alla distrazione dei fondi dell'azienda e la conseguente creazione di un buco nel bilancio che avrebbe minato pesantemente la stabilità finanziaria della ex Delverde. Nella richiesta potrebbe figurare anche una terza persona che svolse un importante ruolo direttivo. La chiave di volta di questa inchiesta potrebbe risiedere nell'intricato giro finanziario che i soldi della Delverde facevano attraverso una serie di società holding con base negli Stati Uniti. La Guardia di Finanza di Chieti, che indaga dal 2005, avrebbe da pochi mesi acquisito informazioni dettagliate sulle società estere, sequestrato documenti e conti correnti. Lo studio di tutto questo sarà effettuato nello stralcio di indagini supplementari. I vecchi soci potrebbero essere chiamati a difendersi anche dalla accusa di appropriazione indebita. Ma sono ancora molti gli aspetti da chiarire. Per Rotunno intorno al 2003 la crisi del pastificio c'era ma non così grave da essere la causa del fallimento. La Delverde, secondo l'ex amministratore, soffriva della svalutazione del dollaro e della crisi successiva all'11 settembre. DUE INDAGINI (DIVERSE) UN SOLO PASTIFICIO Si è parlato molto in passato -e si continua a farlo- del presunto contrasto tra le due procure (Chieti e Vasto). Le indagini, secondo alcuni, sarebbero in conflitto tra loro ed una escluderebbe l'altra. La realtà, invece, sarebbe ben diversa e gli inquirenti parlano di una "proficua collaborazione e scambi di informazioni" in questi anni che sono stati molto utili per capire lo scenario di insieme ed i particolari di due vicende ben distinte. Da una parte, dunque, c'è l'inchiesta di Chieti che indaga per una presunta bancarotta ed eventuali reati finanziari connessi i due vecchi amministratori. Il periodo di indagine va dalla 2000 alle 2005, quando a febbraio, fu dichiarato il fallimento. Reati ben diversi vengono, invece, contestati dalla procura di Vasto a Masciarelli & co per i quali si parla di concussione (in quanto pubblici ufficiali), malversazione, truffa, induzione in errore dei soci e di un piano studiato a tavolino, secondo l'accusa, per accelerare la fase terminale del rinomato pastificio. E per raggiungere il presunto scopo le 14 persone -per le quali il pm ha chiesto il processo- avrebbero compiuto una serie di atti e di reati ai danni della vecchia gestione. Dunque due vicende completamente diverse che hanno in comune il pastificio ed un arco temporale di poco più di un anno: dalla fine della 2003 (quando Masciarelli si avvicina ai vecchi amministratori) fino al febbraio 2005. Cadrebbero allora le censure di chi vorrebbe far passare l'indagine di Chieti come quella che dimostrerebbe l'assoluta estraneità delle 14 persone vicine alla Fira proprio perché dalla verità di Chieti il fallimento sarebbe stato causa di Tamma e Rotunno. Cosa in parte vera, ma solo in parte, perché gli inquirenti di Vasto hanno invece raccolto una mole di prove dettagliata e precisa che dimostrerebbe come la promessa di Masciarelli di far avere un finanziamento di circa 20 milioni per uscire dalla crisi e vecchi soci, sarebbe stata una promessa vana. Così come si sarebbe scoperto come le stesse persone, attraverso società tutte riconducibili al gruppo, si erano adoperate chiaramente per riacquistare la ex Delverde inserendosi nella procedura fallimentare e dunque a costi molto bassi. Lo stato di crisi del pastificio, dunque, era pregresso e condizione necessaria per poter concutere, dice la procura di Vasto. Ora è solo questione di tempo, probabilmente un paio di anni per arrivare alle sentenze di primo grado. Nel processo le prove dell'accusa dovranno reggere le bordate della difesa (per Masciarelli c'è sempre l'avvocato Carlo Taormina che non risparmierà colpi di teatro), mentre la prescrizione corre sempre più veloce della burocrazia giudiziaria. 14/03/2008 10.53 LA RICHIESTA DI RINVIO A GIUDIZIO DI VASTO LA VERITA' DELL'EX AMMINISTRATORE ROTUNNO.

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SAN GIOVANNI LUPATOTO. Il centrosinistra solleva il problema delle opere collegate all'ampliamento del <Verona Uno> (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

SAN GIOVANNI LUPATOTO. Il centrosinistra solleva il problema delle opere collegate all'ampliamento del "Verona Uno" Rotatorie al rallentatore e caserma ancora al palo Il sindaco: "Inviato il fascicolo al comando dei carabinieri" Pronto entro l'anno il raddoppio del centro commerciale     Renzo Gastaldo Sono in ritardo realizzativo le opere che la società proprietaria del centro commerciale Verona Uno doveva fare in base alla convenzione sottoscritta con l'amministrazione comunale. Il rilievo viene dal periodico "San Giovanni Democratico", che ne chiede ragione all'amministrazione comunale. Il giornalino del centrosinistra segnala infatti, nel suo ultimo numero,che mentre in pochi mesi il centro commerciale è quasi raddoppiato e i lavori sono in avanzata fase di completamento (i nuovi spazi commerciali dovrebbero essere forse fruibili prima di fine anno) invece "non si vede traccia della nuova caserma dei carabinieri, causa burocrazia romana e tempi tecnici molti lunghi". "Ancora più evidente è la mancata realizzazione delle opere sulla viabilità, e qui il problema è tutto locale", conclude il periodico. Giova ricordare al riguardo che in base alla convenzione sottoscritta con il Comune (che ha trasformato parte della superficie vicina al centro commerciale da artigianale in commerciale per consentire l'ampliamento), la Maxi-Di, società proprietaria, si è impegnata a realizzare a proprie spese la rotatoria posta all'incrocio fra via Battisti e via Monte Amiata e a finanziare quella prevista all'incrocio fra via Ca' Nova Zampieri e via Battisti. La ditta costruirà inoltre, sempre pagando di tasca propria, la nuova caserma dei carabinieri in via Vendramini per una superficie di 1.300 metri quadrati, completa di quattro appartamenti per le famiglie dei militari e realizzerà un parco di 4.800 metri quadrati, sempre in via Vendramini. Una risposta al periodico viene dal sindaco Fabrizio Zerman. "Gli interventi sulla viabilità della zona industriale-commerciale sono in corso da qualche settimana e sono purtroppo talmente impattanti nella loro portata che più di un cittadino si è lamentato dei disagi sul traffico, in particolare sulla direttrice di via Ca' Nova Zampieri", dice Zerman. "Per quanto riguarda le rotatorie", spiega ancora il primo cittadino, "abbiamo dovuto anche chiedere e ottenere il benestare della Provincia, in quanto una rotonda era stata approvata in una conferenza dei servizi. Va detto che per non mettere in crisi la viabilità abbiamo anche deciso di non attivare i lavori nel periodo natalizio. Le opere sono comunque partite appena è stato possibile". Il tasto più dolente sembra essere quello della caserma dei carabinieri che sorgerà in via Vendramini. "Abbiamo inviato il fascicolo con il progetto al comando generale dell'Arma a Roma prima delle festività natalizie", spiega il sindaco lupatotino. "Stiamo aspettando la risposta, ben consci che la caserma è una priorità, visto lo stato in cui si trova il vecchio stabile di via Marconi. Ovviamente nessuno di noi si azzarderebbe a sollecitare i carabinieri. Non appena arriverà il benestare del comando generale", conclude Zerman, "noi saremo pronti a iniziare i lavori".

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L'appello del Forum: I progetti non siano utopie (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Campania L'appello del Forum: I progetti non siano utopie Ritrovare la cultura del progetto, passare dalle buone intenzioni ai fatti, con tempi brevi e meno litigiosità: è l'invito che emerge dal convegno "7 progetti di portualità turistica per 7 miliardi di euro da redistribuire in opere di pubblica utilità", promosso alla Mostra d'Oltremare di Napoli dall'Unione nazionale Armatori da diporto, in collaborazione con Denaro Tv, nell'ambito del Nauticsud 2008. --> E' la Spagna il modello ricorrente nel convegno promosso alla Mostra d'Oltremare di Napoli, per la presentazione dell'analisi dello Studio Ambrosetti sul sistema di portualità turistica proposto dall'Unione nazionale Armatori da diporto (vedere altro articolo in pagina). E' bastato il video introduttivo realizzato da Denaro Tv, che mette a confronto lo stato dei luoghi interessati dai sette progetti, e le simulazioni degli interventi proposti, per scatenare un dibattito ricco di contenuti e proposte. "Sulla incapacità di decidere sottolinea Bruno Vespa, nelle sue vesti ti moderatore si gioca, soprattutto in Campania, la credibiliutà della classe politica". Per l'anchorman Rai i progetti che portano la firma di Lino Ferrara sono una sana provocazione, "in quanto comportano meno devastazioni sul territorio di quelli prodotti da decenni di incacacità politica". Da qui la proposta: perchè non rivedere, con buon senso, i Piani paesistici per avere porti turistici all'altezza degli altri paesi europei? La risposta arriva da Uberto Siola, presidente della Fondazione internazionale per gli Studi superiodi di Architettura, che suggerisce lo strumento dell'accordo di programma per superare i vincoli imposti da leggi e regolamenti. Ma, avverte Siola, "la realizzazione di un porto in città deve essere inserita in una programmazione complessiva del territorio". D'accordo con l'architetto è Ambrogio Prezioso, presidente dei costruttori napoletani, che vede nella burocrazia il principale artefice dei rallentamenti che bloccano le realizzazioni a Viglena e Bagnoli. Gli interventi, possibili con lo strumento della finanza di progetto, possono compensare il divario tra la Campania e il resto d'Europa. "Ma avverte il presidente dell'Acen - bisogna agire in fretta. Non sono tollerabili 14 anni di ritardo per la bonifica dell'ex Italsider". Per il direttore del Denaro Alfonso Ruffo, "finalmente si torna a parlare di progetti per cambiare il territorio. L'esempio vincente è quello degli spagnoli aggiunge Ruffo che a Valencia, per l'America's Cup, sono riusciti a trasformare radicalmente la città". Prendiamo ad esempio le loro modalità d'intervento, suggerisce il direttore del Denaro, "noi abbiamo tempi troppo lunghi e un'alta litigiosità che ci impedisce di trasformare in fatti le buone intenzioni". Gli fa eco Marco Demarco, direttore del Corriere del Mezzogiorno, che ricorda come la politica napoletana sia impantanata da oltre dieci anni negli interventi di riqualificazione per Bagnoli. Chi invece vede questi progetti come un libro dei sogni è il direttor del Mattino Mario Orfeo: "La Regione qualcosa ha fatto dice il numero uno del quotidiano di via Chiatamone e lo tesimoniano i posti barca cresciuti in questi ultimi anni". Lo conferma il diretto interessato, l'assessore regionale ai Trasporti Ennio Cascetta: "completando il piano della portualità turistica spiega con 23.500 posti barca saremo, per ormeggi, la prima regione italiana". f.b. Le parole Ennio Cascetta assessore ai Trasporti della Regione Campania Dobbiamo fare un salto culturale e passare dalla tutela passiva dell'ambiente alla costruzione del territorio. Marco De Marco direttore del Corriere del Mezzogiorno Da 10 anni la politica napoletana è impantanata su Bagnoli. Gennaro Ferrara rettore Università Parthenope di Napoli Il porto deve essere anche un forte attrattore culturale. Lino Ferrara presidente Unione Armatori da diporto e Nauticsud Non vogliamo sostituirci alle istituzioni, ma stimolare il dibattito per modificare i piani paesistici. Mario Orfeo direttore del Mattino La portualità deve esprimere il suo reale valore economico. Ambrogio Prezioso presidente dell'Acen La nostra offerta è più competitiva di quella spagnola, ma la burocrazia, a Vigliena e Bagnoli, frena le realizzazioni. Alfonso Ruffo direttore del Denaro La città è imbalsamata: dobbiamo ritrovare la cultura del progetto, tempi brevi e meno litigiosità. L'esempio è la Spagna. Uberto Siola presidente Fondazione Studi superiori di Architettura I porti vanno letti in un'ottica di riqualificazione urbana, e il sistema di vincoli va superata con gli accordi di programma. Bruno Vespa giornalista Rai Quella del Nauticsud non è un'utopia: vanno rivisti i piani paesistici per stare al passo con l'Europa. --> del 14-03-2008 num.

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Centenario Upi, Melilli: Modifiche sì, tagli no (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Enti Locali & Cittadini province Centenario Upi, Melilli: Modifiche sì, tagli no Le Province devono guardare avanti, avere la capacità di governo, assumersi responsabilità di fronte a decisioni a volte non facili da assumere, ma non devono essere abolite: è questo, in sintesi, il messaggio arrivato ieri nel corso delle celebrazioni, in Senato, del centenario dell'Upi, l'Unione della Province d'Italia, fondata nel 1908. Ruggero Rugliaro --> No a nuove province. Su questo punto, in occasione delle celebrazioni del centenario Upi a Palazzo Madama, il presidente del Senato, Franco Marini, è stato subito chiaro: "La nascita di nuove Province, fenomeno conosciuto negli ultimi anni, legato spesso ad interessi particolaristici, è da respingere con decisione". E Marini ha quindi auspicato che la prossima legislatura "possa vedere finalmente lo sviluppo di un confronto e di una collaborazione tra gli schieramenti politici". E questo per mettere mano ad una serie di aggiustamenti: abolire le Province dove sono previste le città metropolitane; semplificare gli uffici periferici dello Stato; sfoltire gli enti intermedi che si frappongono tra Province e Comuni; favorire le unioni tra i piccoli comuni; razionalizzare le funzioni provinciali e comunali. Lo sprone di Amato Uno sprone ad assumere capacità di governo e relative responsabilità è arrivato dal ministro dell'Interno, Giuliano Amato, il quale, parlando, tra l'altro dell'emergenza rifiuti in Campania e dell'emergenza incendi della scorsa estate, ha detto che "c'è troppa invocazione dello Stato ancora oggi" e, rivolto agli amministratori provinciali presenti ha aggiunto: "se non servite la vostra legittimazione è in discussione". Ricordando poi le ordinanze emesse dalla Protezione Civile, il ministro dell'Interno ha osservato: "sembra che tutti si siano fermati in attesa delle decisioni del commissario straordinario o del presidente del Consiglio; se questa cosa accade miniamo le basi della Repubblica". "Noi abbiamo grandi tabù davanti ai quali - ha concluso - diventiamo fieri oppositori, mentre queste situazioni esigono capacità di governo". Insomma, proprio l'assunzione di responsabilità e di decisioni talvolta impopolari, può dimostrare la necessità dell'istituzione-Provincia. Ripensamento profondo Per il ministro per gli Affari Regionali, Linda Lanzillotta, il centenario dell'Upi rappresenta "l'occasione per un profondo ripensamento del ruolo delle Province, del loro futuro e, più in generale, del modello di governance delle istituzioni territoriali. Anche le Province si dovranno misurare, nella prossima legislatura, con l'esigenza di procedere senza più indugi a semplificare, ridurre, rendere più efficienti le amministrazioni". I costi della politica Dal canto suo il presidente dell'Upi, Fabio Melilli si è detto certo che "cancellando una istituzione con forte legittimazione popolare e la sua rappresentanza politica impoveriremmo il confronto e non renderemmo un buon servizio alla democrazia". Melilli non ha eluso il tema dei costi della politica: "se si riuscisse a ragionare di costi della politica al di fuori degli slogan e della propaganda giungeremmo con serenità alla conclusione che è in questo sistema di sovrapposizioni di funzioni e risorse suddivise in mille rivoli di inutili enti e burocrazie che si annidano i veri sprechi".E, sempre sui costi della politica, Melilli ha ricordato che l'Upi ha chiesto insieme all'Anci, l'Associazione dei Comuni italiani, ai partiti politici e alle istituzioni di stringere un patto per ridurli "senza con ciò impoverire il livello di democrazia del Paese". "Le province costituiscono uno snodo istituzionale pluralistico dell'ordinamento italiano", scrive Vannino Chiti, ministro per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali, in un messaggio indirizzato al presidente dell'Unione delle Province Italiane, n occasione della celebrazione del centenario dell'associazione". --> del 14-03-2008 num.

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I dipietristi: fisco più leggero (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Rispunta Gianni Glessi: è necessaria una gestione straordinaria per far uscire Gorizia dallo stallo I dipietristi: fisco più leggero "Bisogna superare le disparità di trattamento con la vicina Slovenia" "Gorizia ha bisogno di una gestione straordinaria per poter uscire dalla situazione di stallo in cui si trova ormai da diversi anni, con un'economia ormai ridotta al lumicino, ed è, quindi, necessario che si attui una forte sinergia fra le persone che sono impegnate per rilanciare questa città". È quanto ha affermato Gianni Glessi, candidato alle regionali della lista "Di Pietro-L'Italia dei valori", i cui componenti, oltre a Glessi, sono Carlo Monai, Isabella Braida, Loris Sodomaco, Valentina Quendro e Sandro Ranieri, sono stati presentati ieri all'hotel Entourage, alla presenza anche dei candidati al Senato, Silvio Marzarolli e Ugo Luterotti, e alla Camera dei deputati, Carlo Monai. Diversi i temi trattati, di carattere sia nazionale sia locale. Per quanto riguarda questi ultimi, si è molto insistito sulla necessità di ridare una prospettiva economica alla fascia confinaria isontina, in forte difficoltà anche per le diversità di trattamento fiscale con la vicina Slovenia, "dove un imprenditore ha una burocrazia sicuramente meno pressante e agevolazioni fiscali di molto superiori a quelle che si possono ottenere sul versante italiano". I candidati hanno rimarcato "la necessità che Gorizia abbia un suo rappresentate in Regione che possa effettivamente tutelare gli interessi di questo territorio e che, vista la grave situazione economica, abbia la capacità di creare sinergie che possano contribuire a far uscire la città dalla situazione in cui si trova". (p.a.).

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L'anomalia dei "debiti" scolastici (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Dal Molin, ecco perché non chiuderlo L'anomalia dei "debiti" scolastici   Perché di vera e propria soppressione parrebbe trattarsi: infatti, nonostante circolino voci che lascerebbero qualche speranza sul fatto che l'aeroporto, finiti i lavori per la costruzione della nuova base americana, riprenda ad operare come tale (con la pista "traslata"), a Roma, nell'ambiente aeronautico, si dà quasi per certo che la pista di volo, se alla fine di quest'anno sarà effettivamente smantellata, non sarà mai più ricostruita. Anche perché i costi per ricostruirla sarebbero considerevoli. Come vicentino, come contribuente e come professionista che da anni opera in campo aeronautico provo una profonda rabbia per tutto ciò. Come vicentino provo rabbia per il fatto che Vicenza rischi di essere privata di un patrimonio che da quasi un secolo fa parte della sua storia e della sua cultura, che ha consentito a molti vicentini di prendere contatto con il volo e con la realtà aeronautica e che in caso di necessità ha dimostrato la sua utilità. È paradossale che siano proprio gli Stati Uniti (con il contributo determinante di alcuni italiani sprovveduti) a sancire, con la loro nuova base, la morte del nostro aeroporto. Gli Stati Uniti, infatti, hanno una diffusa cultura aeronautica, una grande sensibilità verso la loro storia aeronautica ed un grande attaccamento al loro patrimonio aeronautico: peccato che non abbiano la stessa sensibilità verso il patrimonio aeronautico italiano. Spero soltanto, a questo punto, che la Soprintendenza - che opportunamente ha posto il vincolo di interesse storico su alcuni immobili presenti nell'area militare del "T. dal Molin" - si sia ricordata di notificarlo formalmente alla competente autorità statunitense. Non sia mai, infatti, che le ruspe americane distruggano, "per sbaglio", dei beni che lo Stato italiano giudica di interesse storico, per il solo fatto che non siano state fatte le comunicazioni formali necessarie. Come contribuente provo rabbia per il fatto che a questo punto sia stata inutilmente spesa una considerevole mole di denaro pubblico per potenziare l'infrastruttura aeroportuale a fini civili a fronte della cessazione di ogni attività di volo. È paradossale che oggi, dopo che sono stati fatti investimenti costosi di vario genere, si vada profilando la chiusura dell'aeroporto, gettando così al vento gli investimenti fatti. Come professionista che da molto tempo opera nel campo aeronautico e che ha la presunzione di conoscere abbastanza bene la realtà aeronautica del nostro Paese provo altrettanta rabbia. Ci sono comuni che farebbero carte false pur di avere un aeroporto come il nostro con una pista di volo simile ed invece, a Vicenza, qualcuno vorrebbe distruggere una pista di ben 1500 metri di lunghezza! Speriamo, in futuro, di non dovercene pentire, perché avere una pista di volo del genere sotto casa fa sempre comodo, soprattutto nel malaugurato caso di qualche calamità che colpisca la nostra provincia o nel caso di trasporti urgenti (di persone e di organi) a fini sanitari. Un aeroporto con le sue infrastrutture (pista di volo in primis) rappresenta un patrimonio per la collettività (come lo rappresentano le stazioni ferroviarie, le strade, ecc.) e come tale dovrebbe essere difeso a denti stretti dalle pubbliche autorità locali. Purtroppo questa difesa non c'è stata o non è stata adeguata ed a fine anno, forse, perderemo non soltanto un aeroporto (il che, di per sé, è già gravissimo), ma anche un pezzo significativo della nostra storia vicentina ed un polmone di verde, sino ad oggi indenne da una estesa cementizzazione. Spero tanto che l'attuale situazione politica favorisca il ripensamento di certe decisioni e la pista di volo del "T. dal Molin" non venga toccata. Prof. Bruno Franchi docente di diritto aeronautico nell'Università di Modena e Reggio Emilia   Sono numeri che, oltre a far chiarezza, illustrano anche lo sforzo che alunni e docenti saranno chiamati a fare nei prossimi mesi in quanto, a fine anno, di solito le insufficienze si dimezzano. È del tutto evidente comunque che ci troviamo di fronte a un problema serio...". Il problema quale è? Dopo gli scrutini del primo quadrimestre una valanga di "debiti" si è abbattuta sugli studenti. Il 70% di questi, quindi circa 2 milioni di alunni almeno una insufficienza ma, prosegue l'Ansa " in media ogni ragazzo è andato sotto la sufficienza in quattro materie". La qual cosa vorrebbe anche dire che una parte di questi due milioni di studenti di debiti ne hanno presi sette che, in realtà, rappresenterebbero una solenne bocciatura. Queste statistiche nascono da una indagine, fatta a campione in questi giorni, dall'Ufficio Studi del Ministero della Pubblica Istruzione sul 40% delle scuole italiane. Torno alle dichiarazioni del Signor Ministro cerco di ricavarne un qualche messaggio. Anzitutto rammento tutta la campagna svolta, con il prof, Pietro Ichino in prima fila, contro l'inefficienza della scuola italiana. Poi l'ondata di messaggi provenienti da tutte le parti affinché la scuola, e quindi gli insegnanti, diventassero più, diciamolo senza timore, severi, meno permissivi, meno tolleranti verso gli "studenti fannulloni" o comunque poco studiosi. Va da sé che ve ne sono anche di studiosi e da questo è nato il messaggio, meglio sarebbe dire, è rinato il messaggio della meritocrazia, tanto bestemmiata solo 15/20 anni fa ed ora divenuta la parola d'ordine di tanti , compresi quelli che, un tempo la disdegnavano perché ideologicamente nemica del popolo. L'affermazione del principio del merito è alla base del rilancio della scuola, pubblica o privata che sia. La qual cosa non vuol dire che la scuola debba chiudere la porta in faccia ai meno capaci o ai meno volonterosi. La risposta è presente proprio nella statistica presentata dal Ministro: un livello così alto di insufficienze può significare cose diverse: una precedente cattiva preparazione di base ad esempio che può essere frutto anche di scarsa professionalità da parte dei docenti ma che può anche essere attribuita all'eccesso di buonismo nei confronti di studenti poco attenti. Oppure a mancanza di un ambiente famigliare adeguato. Ma anche al fatto che la scuola ha perso la sua regina "la didattica" per far posto alla "burocrazia" e che su di essa si sono riversate tutte le frustrazioni di una società in crisi. Ma si deve anche tener conto che da troppo tempo l'istituzione scolastica è stata oggetto di una costante pressione per un livellamento al ribasso, piuttosto che aiutata a governare un processo di crescita qualitativa. Il Ministro parla poi di "sforzo" che il mondo della scuola dovrà fare per riportare in equilibrio la questione, cioè cancellare i debiti contratti dagli studenti prima della fine dell'anno scolastico. Per inciso mi chiedo perché non si parla più semplicemente di insufficienze? Il Ministro certamente non ignora che la scuola italiana, dove vi sono carenze notevoli e di tutti i generi e non sempre individuate perfettamente, che la scuola italiana è sotto sforzo da troppo tempo e da troppo tempo è oggetto degli esperimenti dei ministeri e, peggio ancora, dei ministeriali. Tre riforme strutturali in dieci anni non le sopporta senza danni, anche gravi, nemmeno la migliore azienda del mondo. Un continuo assalto mediatico che pone la scuola quale imputata di tanti mali della società, l'aver, magari inconsciamente, lasciato che tante famiglie scarichino il peso della educazione dei figli sulla scuola, non aver dato strumenti efficaci alla scuola per difendere il proprio lavoro né sul piano culturale, né quello didattico, ne rispetto al ruolo che svolge nella società, porta certamente a dover essere una continua e defaticante battaglia per tutti i soggetti della scuola italiana, a volte in netto contrasto tra loro. Forse sarebbe un bene, per la scuola italiana e per la società italiana, che si rinunciassero a fare gli "esperimenti" (tipo cambiare sistema dell'esame di stato tre o quattro volte in dieci anni) e si consentisse alla scuola di trovare il suo equilibrio con il proprio ambiente, con la propria realtà sociale, culturale, territoriale, quindi con una autentica autonomia e con la possibilità, la dove vi saranno le qualità, di ricuperare appieno l'antica dignità. Mario Giulianati  .

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MADDALENA LIBERA (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Ecologia.it, La" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

SARDEGNA| MADDALENA LIBERA Cala il sipario su 35 anni di presenza della Us Navy nel Parco nazionale. I sottomarini nucleari lasciano l'arcipelago dopo 35 anni. Ma non c'è tempo per gioia o rimpianti. Con il G8 del 2009 tutto passa in secondo piano. Bonifica compresa/ E Legambiente fa festa di FABIO DESSÌ L'ora delle celebrazioni ufficiali, tra discorsi di rito e scambio di bandiere, si è già consumata il 24 gennaio con la partenza della nave appoggio per sottomarini a propulsione nucleare Emory Land. Gli ultimi marines stanno lasciando La Maddalena in questi giorni. Cala così il sipario su 35 anni di presenza della Us Navy in un angolo del Mediterraneo diventato Parco nazionale per la sua bellezza mozzafiato. Una stagione, quella appena conclusa, segnata da momenti drammatici. Come gli incidenti ai sommergibili Oklahoma City (2002) e Hartford (2003), con gli allarmi per l'aumento di malformazioni fetali attribuite alla radioattività. Guai però a pensare che nell'isola prevalga un senso di liberazione: i maddalenini sono preoccupati. Una preoccupazione che negli ultimi mesi si è fatta tensione: il Comune vuole abolire il Parco, la Regione Sardegna sta per ricevere dal ministero della Difesa terreni e beni utilizzati dagli americani che fanno gola a molti mentre l'economia locale è in ginocchio. Sullo sfondo la questione della bonifica, passata in secondo piano dopo l'annuncio che l'arcipelago ospiterà il G8 del 2009. Una pioggia di euro sta per abbattersi sulla Maddalena. E molti più che i black bloc temono la nascita di una Costa Smeralda bis. C'ERAVAMO TANTO ARMATI Come ogni addio anche quello degli americani lascia un senso di insicurezza. Per rendersene conto basta entrare in uno dei tanti bar che ancora espongono messaggi di goodbye and thanks e ascoltare i discorsi degli isolani. "Viviamo alla giornata", ripetono i più giovani. Qualcuno se la prende con la comunità romena e sui muri del corso, a due passi dal Comune, spuntano scritte razziste. Qui i disoccupati sono oltre duemila ? il 16% della popolazione ? e la partenza dei militari significa innanzitutto perdita di altri posti di lavoro: 182 direttamente impiegati dagli Usa, duecento circa quelli dell'indotto. Ma significa anche zero dollari per le attività commerciali. Senza parlare degli appartamenti lasciati sfitti, che dovrebbero aggirarsi intorno ai cinquecento. È per questo che gran parte della popolazione e dei politici, senza distinzioni fra il centrosinistra che amministra il Comune e l'opposizione, ha accolto con gioia la decisione del governo Prodi di ospitare nella terra che fu di Garibaldi il G8 del luglio 2009. Un treno da non perdere per riconvertire l'economia, dicono in coro. "È la giusta ricompensa per la convivenza con gli americani ? taglia corto Vincenzo Belli, capogruppo del Pd in Consiglio comunale ? Solo una legge speciale come quelle che si fanno per i terremotati può aiutarci a riprendere in mano il futuro". Per Roberto Zanchetta dei Comunisti italiani, il G8 "farà arrivare parecchi soldi e poi è una scorciatoia alla burocrazia: Stato, Regione, Parco... La nostra vocazione ? chiarisce ? è quella turistica, anche se questo dovesse costare la trasformazione della Maddalena in località esclusiva. Mettiamo da parte le ideologie: non possiamo mangiare panini a pranzo e pizza a cena". L'OMBRA DELL'AGA KHAN Al di là della valenza politica della scelta, che nel resto della Sardegna sta scatenando polemiche, il summit crea le condizioni per un cambiamento radicale: la disponibilità di risorse per ridisegnare il centro abitato e le scorciatoie per farlo. Il governo ha affidato la regia dell'operazione a Guido Bertolaso, che ha messo in moto la macchina con un primo budget di 30 milioni di euro. A questi vanno aggiunti gli altri 129 in arrivo più 2 stanziati dall'ultima Finanziaria e 10 dalla Regione. I lavori dovrebbero partire a fine mese ma al momento di scrivere nessun cantiere è aperto. L'area destinata ad essere la zona rossa è quella che va dall'ospedale militare all'Arsenale. È in questo perimetro che nei primi quattro giorni di luglio saranno ospitate le delegazioni dei capi di Stato. Le indicazioni nel decreto di nomina di Bertolaso sono chiare: tutto va progettato per essere riconvertito in chiave turistica. E quello che sarà il cuore del summit, l'Arsenale, diventerà l'anima del nuovo sviluppo: un polo cantieristico per la nautica. In pole per aggiudicarsi l'appalto c'è il solito Aga Khan, tallonato da Ernesto Bertarelli. Il patron di Alinghi voleva La Maddalena già per l'America's Cup 2007 ma si optò per Valencia dopo il niet delle autorità militari Usa. STELLE & STELLETTE Zona rossa a parte, le procedure commissariali per il G8 apriranno i varchi delle deroghe a tanti progetti privati. Non si potranno scavalcare le norme comunitarie ma La Maddalena potrebbe uscirne segnata: dall'ampliamento del porto turistico allo spostamento di quello commerciale, fino all'idea di costruire un casinò o fare dell'Opera pia il terzo teatro lirico della Sardegna. C'è poi il capitolo alberghi: a gennaio è arrivata la richiesta di integrazione ai nove progetti (su ventidue presentati) promossi dal tavolo tecnico dell'assessorato regionale all'Urbanistica. Spicca quello dell'Immobiliare Lombarda di Salvatore Ligresti, che per 13 milioni di euro ha rilevato dalla Seis (Impregilo) il villaggio Trinita, che ospitava gli americani: 134 villette per 60.000 metri cubi. Il progetto prevede la realizzazione di due alberghi e la riqualificazione delle abitazioni. C'è poi quello della Sviluppo Vacanze per riqualificare un albergo e costruire un porticciolo a Porto Massimo. E ancora quelli del Club Med, Valtour, Touring Club e via costruendo. Fino ad arrivare all'ex quartier generale della Us Navy nella centralissima via Principe Amedeo, realmente destinato a passare dalle stellette militari alle cinque stelle extralusso. IL VASO DI PANDORA Va detto che non tutti credono che il G8 sia la manna piovuta dal cielo. "Hanno scelto La Maddalena per questioni di sicurezza e dà fastidio che lo spaccino come un regalo" dice nella sua cartolibreria Franco Lullia, rappresentante di Confcommercio. "Era necessario organizzare un evento così in una regione che ha pagato tanto, e continua a farlo, alla sicurezza nazionale? G8 o no dobbiamo metterci tutti in discussione. La nostra era un'economia drogata: chi ci insegna a vivere nel libero mercato?". Anche nelle fila di chi confida nell'evento per risollevare le sorti della comunità, le posizioni sono diverse. Discutono su dove spostare il porto commerciale ? Padule o Santo Stefano ? come se a decidere fossero loro. Il blogger Adolfo Impagliazzo (lamaddalena-isola.blogspot.com) rilancia la vecchia idea di un collegamento fisso ? ponte più tunnel sottomarino ? fra La Maddalena e Palau. Un progetto irrealizzabile in un'area protetta ma che lui, come l'associazione Sos Gallura, ritiene "indispensabile per rompere l'isolamento di un'isola dell'isola, svegliare dall'apatia i maddalenini". Lorenzo Porcheddu della Cgil fa invece notare: "È la seconda crisi che stiamo vivendo: la prima si è consumata tra il '95 e il 2001, quando la Marina militare italiana ha progressivamente portato i posti di lavoro da 800 a 400. L'addio degli americani ha solo scoperchiato il vaso di Pandora". tutti contro il Parco Scoperchiando il vaso è tornato sotto il sole il conflitto che vede Regione, Provincia e Comune schierati contro il Parco: i tre enti vogliono cancellare i criteri di nomina sanciti da Roma e creare un organismo di tutela espressione delle comunità locali. Per questo non sono entrati nel consiglio direttivo. Il presidente Giuseppe Bonanno ? maddalenino, 31 anni ? ha scelto di andare avanti e lo scorso 4 febbraio ha presentato le linee programmatiche dell'ente. I più maliziosi sostengono che motivo del contendere sia il potere che la legge dà al Parco in materia di beni demaniali. "Non conta a chi andranno quei beni ? dice Bonanno dal suo ufficio con vista sul mare ? Dovranno però essere gestiti come prevede la legge. Quelle strutture non possono essere alberghi ma musei, centri di educazione ambientale? Di proprietà della gente, non a beneficio di qualcuno". Il Consiglio comunale, che due volte ha votato all'unanimità mozioni fotocopia per abrogare il Parco, promette battaglia. "Troppi vincoli ? è la tesi dominante ? In nessun altro caso i confini di un Parco coincidono con quelli di un Comune. Organizzeremo un referendum che darà una grande maggioranza a chi il Parco non lo vuole più". VERITà AL LARGO Resta aperta la questione della bonifica. Tramite la Marina italiana, gli americani hanno fatto sapere di aver recuperato 500 tonnellate di materiali ferrosi e chiedono alle agenzie di controllo e alle istituzioni di certificare che tutto è ok. Apat e Arpas hanno però giudicato insufficienti sia le operazioni di bonifica che i risultati dei monitoraggi radiometrici. La Provincia Gallura chiede chiarezza. Renato Soru, in una lettera a Prodi, ritiene "urgente attivare tutte le misure per caratterizzare e bonificare le aree utilizzate dalla Marina militare americana". La verità è che dopo gli incidenti del 2002 e 2003 non è stata fatta un'indagine attendibile sull'inquinamento delle acque dell'arcipelago. Nonostante nel 2004 l'istituto francese Criiad denunciasse come tra La Maddalena e Bonifacio i valori di radioattività fossero 400 volte superiori alla norma. Nello stesso anno un'indagine di Legambiente e dell'università della Tuscia segnalava inoltre la presenza di radionuclidi trans-uranici: frammenti che potrebbero innescare problemi di mutazioni genetiche a partire dai primi anelli della catena alimentare e che non derivano da decadimenti naturali ma da processi che avvengono per la propulsione nucleare o nei disastri nelle centrali atomiche. Oggi la gran parte dei politici locali si dice certa che le loro acque siano pure. Per Rosanna Giudice ? sindaco di An dal 2002 al 2004 ? la storia dell'inquinamento è stata utilizzata per attaccare gli Usa e il governo Berlusconi allora in carica: "Restai di sasso quando mio figlio mi chiese se stavo nascondendo qualcosa ? ricorda ? Feci fare tutte le analisi ma non rilevarono nulla di preoccupante". Roberto Zanchetta invita a non prendere l'argomento alla leggera: "Solo dopo aver fatto delle analisi serie potremo sapere la verità. Per questo l'amministrazione comunale ha querelato il manifesto". La colpa del quotidiano sarebbe quella di aver titolato: "Gli americani lasciano La Maddalena ma lasciano una pesante eredità nucleare". FUTURO IN TESTA Insomma, sotto il cielo dell'arcipelago regna la confusione. Per Mario Birardi ? ex senatore del Pci e sindaco alla Maddalena dal '98 al 2002, oggi grande studioso di Garibaldi ? dopo la partenza degli americani e con il G8 dietro l'angolo si apre una fase ricca di opportunità e rischi. "Temo che si concentreranno sulla sola zona rossa ? avverte ? Ma in questi mesi bisogna a tutti i costi gettare le basi per gli altri interventi, che vanno individuati con precisione e senza strafare. Dobbiamo mettere da parte la grande opinione che abbiamo di noi stessi, piantarla con il nostro tipico mugugno e creare uno spirito comunitario". I maddalenini non vogliono che il loro futuro faccia la fine della statua di Ciano, consuocero di Mussolini. Commissionata dal regime fascista: doveva essere alta ben 13 metri ma dal 1943 giace nelle cave di granito sull'isola di Santo Stefano. Con la testa circondata dai pezzi di un corpo che forse non verrà mai ultimato. 14 marzo 2008 Tratto da La Nuova Ecologia di marzo Articoli collegati: > Arcipelago di sostenibilità > Sardegna, via i sommergibili > L'alga killer minaccia la Maddalena > Servono altre indagini > Servitù nucleari.

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ALLARME ECONOMIA: CONFCOMMERCIO, LA RECESSIONE E' DIETRO L'ANGOLO (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

(13:52) (14/3/2008 13:02) | ALLARME ECONOMIA: CONFCOMMERCIO, LA RECESSIONE E' DIETRO L'ANGOLO (Sesto Potere) - Cernobbio - 14 marzo 2008 - In occasione dell'apertura del Forum di Cernobbio, l'Ufficio Studi Confcommercio ha presentato una ricerca sulla situazione economica del Paese e sulle prospettive di crescita. Confcommercio stima per il 2008 una crescita del Pil dello 0,7% che dovrebbe passare all'1,1% nel 2009. I consumi delle famiglie dovrebbero crescere dello 0,6% quest'anno e dell'1,1% nel 2009. Per quel che riguarda l'inflazione, si prevede un'inflazione media annua del 3%. L'Ufficio Studi in particolare indica che dopo il picco inflattivo di febbraio del 2,9%, ad aprile, per una sorta di effetto trascinamento, si potrebbe prevedere uno sfondamento del 3% fino a giungere al 3,1% per poi rientrare nei mesi successivi fino al 2,4% annuo. Nel 2009 poi si prevede un'inflazione stazionaria sempre ruotante intorno al 2,3-2,4%. Secondo il direttore dell'Ufficio Studi, Mariano Bella, "la parola recessione potrebbe essere prontamente pronunciata. Evochiamo la parola recessione, non è una paura eccessiva ma giustificata". Bella ha quindi parlato di "malattia" da scarsa produttività che colpisce soprattutto il Mezzogiorno. Uno dei problemi maggiori, secondo Bella, è il capitale umano e la scarsa formazione delle future classi dirigenti. "Altro nodo da sciogliere ? ha aggiunto il direttore dell'ufficio Studi - è quello delle infrastrutture materiali come energia e mobilità e quelle immateriali come giustizia, sicurezza e burocrazia".

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Il doppiopesismo della sinistra (sezione: Burocrazia)

( da "Opinione, L'" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oggi è Ven, 14 Mar 2008 Edizione 52 del 14-03-2008 Note spurie Il doppiopesismo della sinistra di Valerio Fioravanti In questi giorni, in occasioni delle fasi finali del processo, la sinistra ha riempito i giornali con articoli indignati contro la polizia per quello che è successo nella caserma di Bolzaneto durante il G8 di Genova. Si sprecano i superlativi catastrofici, e se uno tanto tanto non avesse contezza della situazione reale, e soprattutto non conoscesse il doppiopesismo connaturato alla sinistra, potrebbe pensare che siamo sull'orlo del baratro, che tra poco arrivano i generali cileni (o sovietici!) e finiamo tutti in un campo di concentramento, schiavi di un sistema di polizia becero e brutale. Anche di soldi si è parlato molto, di come dovrebbero essere risarcite le vittime dei pestaggi, di quante decine di milioni di euro meriterebbero, di quanti altri milioni di euro invece lo Stato dovrebbe mettere a disposizione senza attendere le sentenze, in modo da riscattare l'onore perduto eccetera. Nelle stesse ore però l'Italia pensa ai due ragazzini di Gravina, lasciati a morire lentamente e disperatamente in fondo a una cisterna, in una casa disabitata che i cronisti meno ipocriti ci hanno detto essere "a cento metri dalla Questura". E che indennizzo si può dare per un errore così grave? La sinistra non ne parla. Perché, come è tipico appunto del suo doppiopesismo, aver dato qualche manganellata a dei giovani con la maglietta del Che è molto più grave, anzi, incommensurabilmente più grave, del non aver saputo fare il proprio mestiere, e aver lasciato morire d'inedia due bambini. Ma non è quello che pensano le persone semplici, normali. Sul fatto di Gravina si discute se sia colpa del magistrato che coordinava le indagini, o del questore, o un sindaco, o del comandante dei Vigili del Fuoco, o del padre, o di questo o di quello. Non importa chi abbia maggiore o minore colpa, ma ha ragione la gente semplice a sentirsi molto più minacciata da una tale manifestazione di incapacità, che non dal pur grave pestaggio di alcuni teppisti che avevano logorato i nervi della polizia saccheggiando una città per giorni interi. FEDERALISMO E BUROCRAZIA Berlusconi dice che vuole abolire le province e licenziare un sacco di politici e burocrati locali. Apparentemente dovrebbe insorgere l'alleato leghista, che invece della devoluzione e del federalismo è paladino. E quasi a contraddire Berlusconi, Formigoni dice che vuole esportare a Roma il modello gestionale da lui perfezionato in Lombardia, un governo locale che funziona meglio di quello centrale. Eppure, giustamente, nel PdL non litiga proprio nessuno, perché siamo tutti d'accordo sull'utilità del federalismo, che è cosa ben diversa dalla burocrazia ipertrofica centrale e periferica che abbiamo in Italia.

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"La Destra", uno contro tutti (sezione: Burocrazia)

( da "Opinione, L'" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oggi è Ven, 14 Mar 2008 Edizione 52 del 14-03-2008 Presentati a L'Aquila i candidati alla Camera D'Orazio e D'Eramo "La Destra", uno contro tutti di Roberto Santilli "La Destra - Fiamma Tricolore" ha fatto tappa a L'Aquila il dodici marzo scorso durante il tour abruzzese pre-elettorale. La candidata premier Daniela Santanchè, il Presidente Nazionale del partito Teodoro Buontempo, i candidati alla Camera dei Deputati Benigno D'Orazio e Luigi D'Eramo, capigruppo in Consiglio Regionale e al Comune de L'Aquila, insieme a Claudia Pagliericcio portavoce provinciale del Movimento giovanile 'La Destra' di L'Aquila, hanno presentato e discusso il programma politico nella sala del Cinema Massimo, infuocando e non poco il pubblico presente. Durissime le parole nei confronti del Pdl, Pd e Regione Abruzzo. "Mi vergogno di mettere piede in Consiglio Regionale" ha tuonato Benigno D'Orazio, che correrà anche alla carica di sindaco di Pescara. "E' ora di mandare a casa la sinistra ? ha proseguito D'Orazio ? che in Regione non fa altro che truccare i concorsi e sprecare soldi a scapito della comunità. C'è gente che ha spedito quattordici milioni di euro ad una banca straniera, e poi parlano di tagli alla sanità. È uno scandalo senza fine". Luigi D'Eramo, ex assessore allo Sport e ai Lavori Pubblici del Comune di L'Aquila nelle file di An, ha posto l'accento sulla 'missione' della Destra di Storace. "Questo movimento fa paura a molti, perché non accetta compromessi e non intende cancellare le proprie origini, i valori che hanno sempre contraddistinto la vera destra italiana. D'ora in avanti chiunque cercherà di metterci i bastoni fra le ruote, visto che per un mero errore burocratico, una questione di timbri, il nostro partito è stato escluso dalle liste elettorali. Sappiamo bene che la burocrazia in Italia vale molto di più della democrazia, ma non abbiamo la minima intenzione di fermarci alla prima difficoltà". D'Eramo ha poi evidenziato le incompatibilità di fondo con il Pdl. "Questa non è una destra nostalgica o reazionaria. Conosciamo le nostre radici, non rinneghiamo come hanno fatto altri e non scenderemo mai a patti con i centristi. Non si cancellano sessant'anni di storia bevendo un caffè ad Arcore". Per la Santanchè, "la Destra rappresenta la coerenza, la lealtà, la dignità morale ed il rispetto per gli elettori. Fini ha tradito il suo partito, cercando di vedere anche noi. Noi non ci lamentiamo al bar del nostro capo, per questo siamo qui a dare battaglia a chi intende vendere anche l'Italia". "Dobbiamo dare spazio ai giovani ? ha affermato la Santanchè ? a quei giovani che si trovano senza lavoro, senza casa, senza nessuna garanzia. I nostri figli devono avere un futuro certo, e nessuno dei due ibridi, Pd e Pdl, può affrontare seriamente i problemi più gravi di questo paese. In quei partiti non c'è nulla di nuovo, solo inciuci ed accordi scandalosi". Solito "show" di Buontempo. "Via la sinistra, via i venduti, basta con le coalizioni che si fanno favori a vicenda. È tempo di dare all'Italia le certezze che nessuno di questi signori, sempre i soliti, può garantire".

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Microcredito: tandem Agnelli - Passera (sezione: Burocrazia)

( da "Vita non profit magazine" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Redazione (redazione@vita.it) 13/03/2008 --> Finanza. Target privilegiato sono gli universitari. Una nuova alleanza per il microcredito. è quella fra Banca Prossima - l'istituto dedicato al non profit di Intesa Sanpaolo - e Blue Orchard, il fondo partecipato da Margherita Agnelli. "La prima battaglia è contro la pesante burocrazia presente nel Paese, che non agevola l'accesso a questa forma di prestiti", ha detto la Agnelli. Marco Morganti, amministratore delegato di Banca Prossima, ha spiegato che il target verso cui l'alleanza punta è quello degli studenti universitari, quasi un milione in Italia, che nel microcredito potrebbero trovare aiuti significativi. Per saperne di più: Banca Prossima - BlueOrchard.

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Venezia "I due treni, gli argani (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Venezia"I due treni, gli argani e i sistemi di controllo del People mover sono a nostra disposizione da pochi giorni e attendiamo lo spostamento del mercato ortofrutticolo per dare il via alla realizzazione delle parti principali dell'opera al Tronchetto, sperando che ciò avvenga prima dell'estate". È quanto afferma Thomas Pichler, direttore commerciale della Doppelmayr, la multinazionale austriaca con sede italiana a Lana (Bolzano) che sta realizzando la monorotaia di 857 metri che collegherà il Tronchetto con Piazzale Roma passando per la stazione marittima. E, se il trasferimento del mercato ortofrutticolo avverrà nei tempi previsti, non ci dovrebbero essere problemi, secondo Pichler, nel concludere i lavori entro il termine ultimo della fine del 2009. Per un costo di 21 milioni di euro dei quali 14 milioni per la Doppelmayr, che ha già realizzato oltre 200 funicolari nel mondo e che cura anche il progetto esecutivo dell'opera. E l'assessore all'urbanistica Gianfranco Vecchiato preannuncia un biglietto unico per People mover e vaporetto che potrebbe comprendere anche un'integrazione tariffaria tra i trasporti pubblici di Padova e di Venezia. Ma all'Actv ancora non ne sanno nulla e presuppongono che, se qualcosa del genere si farà, se ne riparlerà solo a lavori conclusi. Secondo Piero Pedrocco, presidente del Centro di studi urbanistici di Venezia che ha organizzato l'incontro tra la società che realizza il People mover e le istituzioni locali, "il People mover è solo uno degli strumenti di cui avrà bisogno l'area urbana tra Venezia e Padova per svilupparsi organicamente ed evitare lo svuotamento dei centri cittadini". Ma finora, secondo Pichler, i lavori per la realizzazione della monorotaia stanno procedendo bene. "Il problema principale da affrontare è stato la cedevolezza dei terreni, risolta soprattutto grazie all'intervento della Sacaim, più abituata di noi ad operare su questo tipo di fondo - spiega il rappresentante della Doppelmayr - e alla fine la realizzazione delle fondazioni alla Marittima non ha presentato difficoltà inattese".Poche anche le varianti apportate dalla società, in sede di esecuzione dei lavori, al progetto iniziale dell'architetto Francesco Cocco, su cui è stata bandita la gara d'appalto. "L'elemento di novità più evidente è la semplificazione di alcune coperture - prosegue Pichler - mentre gli unici ostacoli che potremmo incontrare sono eventuali sottoservizi non previsti, ma rallentamenti di questo genere sono messi in conto nei 450 giorni necessari a completare l'opera". Pichler sfata l'opinione che la realizzazione di opere pubbliche sia più complessa a livello burocratico in Italia che in altri paesi. "Operiamo soprattutto in Austria, Svizzera, Germania, Nord America e Italia e la burocrazia è uguale in tutti i paesi dell'Unione Europea - aggiunge - l'unica differenza tra l'Italia e altre nazioni è la maggiore presenza di reperti archeologici che può rallentare i lavori". Per cui, assicura, "a metà 2009 partiremo con i collaudi e a fine anno partirà la prima corsa".Ma sull'ipotesi di integrazioni tariffarie che riguardino il People mover, e possano comprendere anche aree più ampie, per ora siamo nell'ambito delle ipotesi. "L'obiettivo è un'integrazione complessiva delle tariffe tra Venezia e Padova - dicono gli assessori all'urbanistica dei due comuni, Vecchiato e Luigi Mariani - ma per ora si è andati avanti con progetti non coordinati e dispersivi". Mentre il People mover è "insieme al ponte disegnato da Calatrava, il primo tassello di un puzzle la cui immagine finale darà un volto nuovo all'intera città", secondo Franco Pianon, presidente del collegio degli ingegneri del Veneto. E a chi ironizza sull'associazione tra la funicolare e il ponte che non c'è, Pianon ribatte: "Il ponte di Calatrava è l'esempio di come si possa sbagliare, così come piazzale Roma e il Tronchetto sono l'esempio di cosa non si è fatto per decenni. Le nuove opere possono dare una scossa all'organizzazione di una città che non si è mai mossa".Pierluigi Tamburrini.

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<Siamo pronti a offrire duemila voti a chi risolverà i nostri problemi> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Le associazioni che si occupano dei disabili lanciano un appello provocatorio "Siamo pronti a offrire duemila voti a chi risolverà i nostri problemi" Duemila voti offresi. E' l'annuncio, da prendere sul serio anche se ha il tono della provocazione, delle associazioni dei disabili. Disperate, Amici Insieme, Anffas di Mestre e di Venezia, Centro Diurno Don Orione, Coop. La Rosa Blu, Coop. La Rivincita, Opera S. M. Carità, Coop. Realtà, Coop.Velox, chiedono aiuto. Si tratta di associazioni e cooperative che fanno parte della storia positiva di questa città, associazioni che hanno fatto finora la differenza, per i disabili, tra una vita ai margini e una vita che si integra con il resto della società. Ebbene, invece di fargli monumenti, ci si mettono tutti a render loro la vita impossibile. La Regione ha appena approvato una normativa che introduce le regole del mercato in una situazione che sta in piedi solo grazie al fatto che le cooperative non si fanno la guerra tra di loro. Altrimenti andrebbe a finire come in altre Regioni d'Italia che ogni tanto salta fuori che ci sono i disabili abbandonati in uno scantinato. Poi ci si mette l'Ulss 12 che impiega sei mesi per pagare le quote sanitarie delle rette ed emette gli ordini di ricovero nelle strutture mese per mese, come si trattasse delle forniture di pannoloni. Infine il Comune di Venezia che, pur essendo celere, ci impiega almeno un mese. Ma almeno il Comune e anche gli altri Comuni dell'Ulss 12, pagano. L'Ulss invece la tirano lungo più che può. E vuol dire che le cooperative restano fuori con i soldi, indebitate con le banche e, soprattutto, con l'acqua al collo visto che non possono dire ai dipendenti che prenderanno lo stipendio una volta ogni sei mesi. E posticipato. Ecco perchè Renato Susanetti per conto e a nome di tutte le associazioni e coop., dopo aver fatto l'elenco dei problemi - che poi si riassumono in un solo e cioè la scarsa attenzione di Regione, Ulss e in parte dei Comuni, nei confronti dei disabili, lancia la provocazione: "2 mila voti pronti per chi si impegna a risolvere i nostri problemi entro il 13 aprile. Ecco che cosa chiedono le associazioni dei disabili: 1 - garanzia di continuità dei servizi per le persone con disabilità, (Comunità Alloggio, Centri Diurni) perchè l' incertezza origina precarietà per gli ospiti, le famiglie, i dipendenti; 2 - liquidazione degli arretrati dell' anno 2006, da parte dell'Ulss 12 che non ha rispettato la Convenzione che aveva sottoscritto e che prevedeva il versamento di 276 mila euro; 3 - Urgente valutazione dei "Livelli Assistenziali" che determinano il valore della retta; 4 - sottoscrizione di un protocollo di accordo che rispetti pari dignità e garantisca pari opportunità alle persone che necessitano dei servizi." I quattro punti sono riassumibili in uno: rispettateci. E il rispetto consiste nell'erogare i quattrini con continuità invece che quando vuole la burocrazia per cui si va avanti mese per mese, come se queste fossero associazioni interinali. E invece si tratta di associazioni e cooperative che gestiscono al meglio 10 Comunità Alloggio e 9 Centri Diurni e che hanno 190 dipendenti.Maurizio Dianese.

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DALLA PRIMA PAGINA (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

ScossaInterpretare i segni dei tempi dovrebbe essere specifica capacità di chi governa o ambisce a farlo. E questa nomina, che ha dovuto certamente superare scogli e insidie di non poco conto, perplessità e diffidenze parruccone, è un importante segno del mutamento, che comunque è all'opera nel nostro Paese.Una donna giovane, dunque consapevole per frequentazioni generazionali di quali e quante siano le aspirazioni e i disagi dei suoi coetanei, oggi. Hanno quarant'anni o poco più, e talvolta, se non hanno avuto la fortuna, come lei, di nascere con un'impresa consolidata alle spalle, si trovano costretti ad annaspare ancora per tenere la testa fuori dallo stagno del precariato. Il fatto che il padre abbia costruito un'impresa solida (come l'acciaio, verrebbe da dire con una metafora facile, data l'attività di cui si occupa), e la figlia mostri la riuscita del passaggio generazionale nel comando dell'impresa, dovrebbe rafforzare le linee progettuali favorevoli alla famiglia. Dando modo ai suoi coetanei, e più in generale agli occupati in ogni settore industriale, di ritrovare una stabilità necessaria per formarsi una famiglia. Nel senso di uscire dall'incubo del precariato, pur senza che si debba ritornare ai vecchi tempi dell'impiego rocciosamente e insensatamente sottratto a ogni controllo di merito, rinunciando ai benefici della flessibilità. Cosa consentita ormai solo ad alcune categorie, come gli appartenenti alla burocrazia ministeriale, o ad altri servizi statali dove gli avanzamenti sono automatici e per inerzia, dettati come sono dall'età. La responsabilità che Emma Marcegaglia si assume è enorme, amplificata dalla crisi di decisionalità della politica, che in questi ultimi anni ha toccato il punto più basso in assoluto, a causa delle lacerazioni interne alle coalizioni partitiche. Ma il fatto che abbia avuto una lunga preparazione come responsabile dei giovani industriali, costituisce una garanzia. Viene da una cultura locale che mette insieme, nell'apprezzamento collettivo, il compiacimento per chi si mette in proprio, per chi ama il lavoro fatto bene, per chi dà senso allo spirito di iniziativa e alla responsabilità personale che hanno animato e animano la miriade di piccoli e medi imprenditori a Nord Est, mentre non trascura il buon vivere. Mantova è anche la città natale del conte Giovanni Nuvoletti, non dimenticato presidente dell'Accademia Italiana della Cucina. A Mantova ebbe i natali Teofilo Folengo, in letteratura Merlin Cocai, frate gaudente, autore di celebrate opere in latino maccheronico, sepolto a Campese di Bassano del Grappa. Intrecci di operosità e di onore alla tavola, che sono componenti per un ottimo impasto identitario. L'Italia del ristagno ha necessità di una ripresa che attinga alle grandi riserve di intelligenza che tante forze giovanili, e non solo, vedono mortificate da una visione del mondo orbata dalle cataratte della pavidità. Una giovane mamma, posta a capo di un'organizzazione possente, quale è l'associazione degli imprenditori della settima potenza industriale del mondo, ci incoraggia a sperare. Che Dio l'aiuti, prima di tutto a restare tale. Cioè con i privilegi dell'età, che sono in primo luogo il coraggio di fidare sulle proprie forze e nella naturale solidarietà verso i coetanei che hanno voglia di darsi da fare. Sempre che non gli mettano i bastoni tra le ruote. La società pluralista, multietnica, secolarizzata, destoricizzata, che si trova davanti è colma di storture, vanesia, arrogante, ma possiede un patrimonio trascurato di risorse spirituali e morali di grande spessore. L'augurio per Emma Marcegaglia è che non si lasci rubare l'energia e l'onestà della gioventù, nel compiere semplicemente il suo dovere.Ulderico Bernardi.

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POSTI BARCA, SETTE PROGETTI PER NAPOLI PORTO D'EUROPA MA CI SONO TROPPI VINCOLI (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (City)" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

CONVEGNO AL NAUTICSUD Posti barca, sette progetti per Napoli porto d'Europa "Ma ci sono troppi vincoli" MARCO TORIELLO Sette nuovi progetti di portualità turistica per fare di Napoli lo scalo d'Europa. La proposta arriva dall'Unione nazionale armatori da diporto, associazione voluta dal patron di Nauticsud Lino Ferrara, che in pochi giorni di vita ha raggiunto circa 13mila adesioni e punta a quota 30mila entro la fine del salone nautico. Dalla darsena Acton all'ex Sofer di Pozzuoli, passando per Borgo Marinari, via Caracciolo, Mergellina, Nisida e Bagnoli: per ognuna di queste aree un'ipotesi di intervento che riqualificherebbe il territorio e risponderebbe alla domanda dei 10mila posti barca che mancano ancora all'appello nel golfo. Della proposta si è discusso in un convegno organizzato alla Mostra d'Oltremare nell'ambito di Nauticsud e moderato da Bruno Vespa, al quale è stata consegnata la prima tessera come socio onorario dell'Unione. I sette progetti sono stati sottoposti al vaglio dello studio Ambrosetti, dalla cui analisi emerge che la realizzazione di un sistema di infrastrutture portuale potrebbe creare un indotto di 60-80 milioni di euro all'anno e un'occupazione di 1.200-1.400 posti di lavoro diretti e circa 600-700 nell'indotto. Il problema - ha spiegato Ferrara - "è che gli interventi proposti sono dei sogni, mentre i progetti realmente in discussione devono fare i conti con i vincoli paesistici, che costituiscono un ostacolo insormontabile". Ed è proprio sui condizionamenti provenienti dalla politica e dalla burocrazia che si è incentrato il convegno, nel corso del quale si è riconosciuto che sulla portualità per la nautica da diporto sono stati fatti passi avanti a livello regionale ma è rimasta indietro Napoli, con i ritardi per Vigliena e con lo scandalo Bagnoli, dove la bonifica è solo al 3% del suo percorso e dove l'intervento della Soprintendenza ha bloccato i tre progetti in corsa per un porto che ancora non è chiaro se si possa fare o no. "I ritardi sono dovuti a regole che non funzionano e che andrebbero cambiate", sostiene Ambrogio Prezioso, presidente dell'Acen, mentre per l'architetto Uberto Siola "i progetti dei porti vanno integrati all'interno dei piani di recupero urbano". Ennio Cascetta, assessore regionale ai Trasporti, ha sottolineato i progressi compiuti con l'attuazione del piano portualità: "Otto anni fa in Campania c'erano 12.000 posti barca, quest'estate ce ne saranno 16.800 ed entro il 2010 arriveremo a 23.000. Se ci sono ritardi è perché anche allestire una banchina per il Metrò del Mare richiede ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato, come è avvenuto per Torre del Greco". Cascetta ha poi ammesso che Napoli è in ritardo in materia di posti barca, ma ha ricordato come vadano divise le competenze tra Regione, Comune e Autorità portuale. Proprio per questo, il presidente Nerli (assente perché febbricitante) ha diffuso una nota in cui puntualizza che "sarebbe davvero singolare addossare all'Autorità Portuale la responsabilità dei ritardi" e ricorda che "il piano regolatore prevede la riqualificazione di Mergellina e tre porti, uno a Vigliena per il quale i lavori sono stati deliberati, e due al Molosiglio e a Bagnoli per i quali sono in corso le conferenze dei servizi".

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CORTESE: IL VERO CONFLITTO è CON LA GERONTOCRAZIA (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Avellino)" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cortese: "Il vero conflitto è con la gerontocrazia" Amedeo Cortese, 25 anni e 4 mesi, numero 15 per il Pd, elezione non garantita, il più giovane in Campania. Bandiera dei giovani in lista. La questione generazionale sembra devoluta a risolvere magicamente ogni problema di blocco del sistema Italia. "Per carità, c'è dell'altro. Non è detto che a 20 anni si sia meglio che a 80". L'età sua e quella di De Mita... "Non c'era intenzione. Facevo un discorso di sostanza. Quel che interessa è mettere in luce una questione generazionale che deve essere sviluppata. Un conflitto c'è. Quello con la gerontocrazia". Dallo scontro di classe allo scontro di generazione. Basta ad affrontare la questione, che lei mette alla base della sua campagna elettorale, della precarietà nel lavoro? "La questione della precarietà si affronta con la flex security. Il problema non è lavorare solo sei mesi su 12. È lo Stato che interviene a sostenerti nei 6 mesi in cui non lavori". Veltroni annuncia tagli alla spesa pubblica e riduzione delle tasse. Come si fa? "C'è l'extragettito fiscale, venti miliardi in cassa. E poi è necessario rendere la burocrazia statale più snella. Si può fare". c.gr.

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ABORTI A GENOVA, LO SCONTRO DIVENTA POLITICO (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Aborti a Genova, lo scontro diventa politico DONATO MANCINI Genova. Giuliano Ferrara, candidato alla Camera con la sua lista Pro-life, porta l'inchiesta sugli aborti clandestini di Genova e il suicidio di Ermanno Rossi, il ginecologo accusato di aver violato la legge sulle interruzioni di gravidanza, nella campagna elettorale. "A Genova un bambino è stato abortito per un reality show" titola oggi sul Foglio. "Siamo arrivati a un punto in cui l'aborto è moralmente indifferente. Sulle cliniche abortiste andrebbe invece scritto "Abort macht Frei", così come a Birchenau c'era scritto "Arbeit Macht Frei"", rincara il giornalista. "Evocare il nazismo e la scritta dei lager! A che punto si può arrivare per la propaganda..." replica Barbara Pollastrini, ministro alle Pari opportunità. Ferrara prende spunto dalle indiscrezioni sull'inchiesta. Nonostante i tentativi di tutela della privacy degli inquirenti, infatti, la caccia dei giornalisti ha scoperto che tra le indagate dalla pm Sabrina Monteverde ci sono l'avvenente comprimaria di un clamoroso fatto di cronaca avvenuto anni fa e poi sbarcata anche per questo ad un reality televisivo e su un calendario; la signora trentenne ansiosa di disfarsi rapidamente e con discrezione del frutto di una relazione adulterina; un'atleta giocatrice di pallanuoto; c'è anche (afferma il suo avvocato, sostenendo la tesi dell'errore giudiziario) una donna che ha avuto un aborto spontaneo e che è andata dal dottor Rossi solo per un raschiamento. Nel frattempo i loro avvocati sfilano davanti all'ufficio della sostituto Monteverde per programmare gli interrogatori delle loro assistite che rischiano un'ammenda di 51 euro o pochi mesi di carcere se hanno interrotto la gravidanza oltre il novantesimo giorno. Tutte, naturalmente, dicono di essersi presentate dal dottor Rossi, affermato professionista dell'ospedale Gaslini, non credendo di commettere un reato. I carabinieri del Nas, intanto, continuano le indagini per identificare altre donne che avrebbero abortito illegalmente nello studio di Rossi a Genova e a Rapallo, che il ginecologo stava per trasformare in poliambulatorio chirurgico. I funerali del dottore sono stati celebrati ieri con la moglie e pochi parenti stretti ed amici, nella chiesa di Zoagli, sulla Riviera di Levante. Rossi, è stato chiarito, non aveva mai fatto obiezione di coscienza né nessuno glielo aveva mai chiesto: infatti al Gaslini non si fanno aborti poichè è un Istituto di Ricerca e Cura a Carattere Scientifico non obbligato ad assicurare il servizio. "Il modo di procedere, adottato dalla procura nei confronti di questa inchiesta e del ginecologo, stimato professionista, è stato estremamente violento", commenta l'avvocato Romanelli, che difende insieme al figlio una donna sposata, madre di due figli, che si è sottoposta ad un raschiamento nella casa di cura Villa Serena, dopo un aborto spontaneo. "In fin dei conti - conclude - il ginecologo aveva omesso solo di rispettare la burocrazia prevista dalla legge che, per i tempi lunghi che comporta, prolunga le sofferenze delle donne che hanno deciso, non certo a cuor leggero, di abortire, chiedendo solo un po' di riservatezza".

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LA MADDALENA LIBERA (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Ecologia.it, La" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

SARDEGNA| LA MADDALENA LIBERA Cala il sipario su 35 anni di presenza della Us Navy nel Parco nazionale. I sottomarini nucleari lasciano l'arcipelago dopo 35 anni. Ma non c'è tempo per gioia o rimpianti. Con il G8 del 2009 tutto passa in secondo piano. Bonifica compresa/ E Legambiente fa festa di FABIO DESSÌ L'ora delle celebrazioni ufficiali, tra discorsi di rito e scambio di bandiere, si è già consumata il 24 gennaio con la partenza della nave appoggio per sottomarini a propulsione nucleare Emory Land. Gli ultimi marines stanno lasciando La Maddalena in questi giorni. Cala così il sipario su 35 anni di presenza della Us Navy in un angolo del Mediterraneo diventato Parco nazionale per la sua bellezza mozzafiato. Una stagione, quella appena conclusa, segnata da momenti drammatici. Come gli incidenti ai sommergibili Oklahoma City (2002) e Hartford (2003), con gli allarmi per l'aumento di malformazioni fetali attribuite alla radioattività. Guai però a pensare che nell'isola prevalga un senso di liberazione: i maddalenini sono preoccupati. Una preoccupazione che negli ultimi mesi si è fatta tensione: il Comune vuole abolire il Parco, la Regione Sardegna sta per ricevere dal ministero della Difesa terreni e beni utilizzati dagli americani che fanno gola a molti mentre l'economia locale è in ginocchio. Sullo sfondo la questione della bonifica, passata in secondo piano dopo l'annuncio che l'arcipelago ospiterà il G8 del 2009. Una pioggia di euro sta per abbattersi sulla Maddalena. E molti più che i black bloc temono la nascita di una Costa Smeralda bis. C'ERAVAMO TANTO ARMATI Come ogni addio anche quello degli americani lascia un senso di insicurezza. Per rendersene conto basta entrare in uno dei tanti bar che ancora espongono messaggi di goodbye and thanks e ascoltare i discorsi degli isolani. "Viviamo alla giornata", ripetono i più giovani. Qualcuno se la prende con la comunità romena e sui muri del corso, a due passi dal Comune, spuntano scritte razziste. Qui i disoccupati sono oltre duemila ? il 16% della popolazione ? e la partenza dei militari significa innanzitutto perdita di altri posti di lavoro: 182 direttamente impiegati dagli Usa, duecento circa quelli dell'indotto. Ma significa anche zero dollari per le attività commerciali. Senza parlare degli appartamenti lasciati sfitti, che dovrebbero aggirarsi intorno ai cinquecento. È per questo che gran parte della popolazione e dei politici, senza distinzioni fra il centrosinistra che amministra il Comune e l'opposizione, ha accolto con gioia la decisione del governo Prodi di ospitare nella terra che fu di Garibaldi il G8 del luglio 2009. Un treno da non perdere per riconvertire l'economia, dicono in coro. "È la giusta ricompensa per la convivenza con gli americani ? taglia corto Vincenzo Belli, capogruppo del Pd in Consiglio comunale ? Solo una legge speciale come quelle che si fanno per i terremotati può aiutarci a riprendere in mano il futuro". Per Roberto Zanchetta dei Comunisti italiani, il G8 "farà arrivare parecchi soldi e poi è una scorciatoia alla burocrazia: Stato, Regione, Parco... La nostra vocazione ? chiarisce ? è quella turistica, anche se questo dovesse costare la trasformazione della Maddalena in località esclusiva. Mettiamo da parte le ideologie: non possiamo mangiare panini a pranzo e pizza a cena". L'OMBRA DELL'AGA KHAN Al di là della valenza politica della scelta, che nel resto della Sardegna sta scatenando polemiche, il summit crea le condizioni per un cambiamento radicale: la disponibilità di risorse per ridisegnare il centro abitato e le scorciatoie per farlo. Il governo ha affidato la regia dell'operazione a Guido Bertolaso, che ha messo in moto la macchina con un primo budget di 30 milioni di euro. A questi vanno aggiunti gli altri 129 in arrivo più 2 stanziati dall'ultima Finanziaria e 10 dalla Regione. I lavori dovrebbero partire a fine mese ma al momento di scrivere nessun cantiere è aperto. L'area destinata ad essere la zona rossa è quella che va dall'ospedale militare all'Arsenale. È in questo perimetro che nei primi quattro giorni di luglio saranno ospitate le delegazioni dei capi di Stato. Le indicazioni nel decreto di nomina di Bertolaso sono chiare: tutto va progettato per essere riconvertito in chiave turistica. E quello che sarà il cuore del summit, l'Arsenale, diventerà l'anima del nuovo sviluppo: un polo cantieristico per la nautica. In pole per aggiudicarsi l'appalto c'è il solito Aga Khan, tallonato da Ernesto Bertarelli. Il patron di Alinghi voleva La Maddalena già per l'America's Cup 2007 ma si optò per Valencia dopo il niet delle autorità militari Usa. STELLE & STELLETTE Zona rossa a parte, le procedure commissariali per il G8 apriranno i varchi delle deroghe a tanti progetti privati. Non si potranno scavalcare le norme comunitarie ma La Maddalena potrebbe uscirne segnata: dall'ampliamento del porto turistico allo spostamento di quello commerciale, fino all'idea di costruire un casinò o fare dell'Opera pia il terzo teatro lirico della Sardegna. C'è poi il capitolo alberghi: a gennaio è arrivata la richiesta di integrazione ai nove progetti (su ventidue presentati) promossi dal tavolo tecnico dell'assessorato regionale all'Urbanistica. Spicca quello dell'Immobiliare Lombarda di Salvatore Ligresti, che per 13 milioni di euro ha rilevato dalla Seis (Impregilo) il villaggio Trinita, che ospitava gli americani: 134 villette per 60.000 metri cubi. Il progetto prevede la realizzazione di due alberghi e la riqualificazione delle abitazioni. C'è poi quello della Sviluppo Vacanze per riqualificare un albergo e costruire un porticciolo a Porto Massimo. E ancora quelli del Club Med, Valtour, Touring Club e via costruendo. Fino ad arrivare all'ex quartier generale della Us Navy nella centralissima via Principe Amedeo, realmente destinato a passare dalle stellette militari alle cinque stelle extralusso. IL VASO DI PANDORA Va detto che non tutti credono che il G8 sia la manna piovuta dal cielo. "Hanno scelto La Maddalena per questioni di sicurezza e dà fastidio che lo spaccino come un regalo" dice nella sua cartolibreria Franco Lullia, rappresentante di Confcommercio. "Era necessario organizzare un evento così in una regione che ha pagato tanto, e continua a farlo, alla sicurezza nazionale? G8 o no dobbiamo metterci tutti in discussione. La nostra era un'economia drogata: chi ci insegna a vivere nel libero mercato?". Anche nelle fila di chi confida nell'evento per risollevare le sorti della comunità, le posizioni sono diverse. Discutono su dove spostare il porto commerciale ? Padule o Santo Stefano ? come se a decidere fossero loro. Il blogger Adolfo Impagliazzo (lamaddalena-isola.blogspot.com) rilancia la vecchia idea di un collegamento fisso ? ponte più tunnel sottomarino ? fra La Maddalena e Palau. Un progetto irrealizzabile in un'area protetta ma che lui, come l'associazione Sos Gallura, ritiene "indispensabile per rompere l'isolamento di un'isola dell'isola, svegliare dall'apatia i maddalenini". Lorenzo Porcheddu della Cgil fa invece notare: "È la seconda crisi che stiamo vivendo: la prima si è consumata tra il '95 e il 2001, quando la Marina militare italiana ha progressivamente portato i posti di lavoro da 800 a 400. L'addio degli americani ha solo scoperchiato il vaso di Pandora". TUTTI CONTRO IL PARCO Scoperchiando il vaso è tornato sotto il sole il conflitto che vede Regione, Provincia e Comune schierati contro il Parco: i tre enti vogliono cancellare i criteri di nomina sanciti da Roma e creare un organismo di tutela espressione delle comunità locali. Per questo non sono entrati nel consiglio direttivo. Il presidente Giuseppe Bonanno ? maddalenino, 31 anni ? ha scelto di andare avanti e lo scorso 4 febbraio ha presentato le linee programmatiche dell'ente. I più maliziosi sostengono che motivo del contendere sia il potere che la legge dà al Parco in materia di beni demaniali. "Non conta a chi andranno quei beni ? dice Bonanno dal suo ufficio con vista sul mare ? Dovranno però essere gestiti come prevede la legge. Quelle strutture non possono essere alberghi ma musei, centri di educazione ambientale? Di proprietà della gente, non a beneficio di qualcuno". Il Consiglio comunale, che due volte ha votato all'unanimità mozioni fotocopia per abrogare il Parco, promette battaglia. "Troppi vincoli ? è la tesi dominante ? In nessun altro caso i confini di un Parco coincidono con quelli di un Comune. Organizzeremo un referendum che darà una grande maggioranza a chi il Parco non lo vuole più". VERITÀ AL LARGO Resta aperta la questione della bonifica. Tramite la Marina italiana, gli americani hanno fatto sapere di aver recuperato 500 tonnellate di materiali ferrosi e chiedono alle agenzie di controllo e alle istituzioni di certificare che tutto è ok. Apat e Arpas hanno però giudicato insufficienti sia le operazioni di bonifica che i risultati dei monitoraggi radiometrici. La Provincia Gallura chiede chiarezza. Renato Soru, in una lettera a Prodi, ritiene "urgente attivare tutte le misure per caratterizzare e bonificare le aree utilizzate dalla Marina militare americana". La verità è che dopo gli incidenti del 2002 e 2003 non è stata fatta un'indagine attendibile sull'inquinamento delle acque dell'arcipelago. Nonostante nel 2004 l'istituto francese Criiad denunciasse come tra La Maddalena e Bonifacio i valori di radioattività fossero 400 volte superiori alla norma. Nello stesso anno un'indagine di Legambiente e dell'università della Tuscia segnalava inoltre la presenza di radionuclidi trans-uranici: frammenti che potrebbero innescare problemi di mutazioni genetiche a partire dai primi anelli della catena alimentare e che non derivano da decadimenti naturali ma da processi che avvengono per la propulsione nucleare o nei disastri nelle centrali atomiche. Oggi la gran parte dei politici locali si dice certa che le loro acque siano pure. Per Rosanna Giudice ? sindaco di An dal 2002 al 2004 ? la storia dell'inquinamento è stata utilizzata per attaccare gli Usa e il governo Berlusconi allora in carica: "Restai di sasso quando mio figlio mi chiese se stavo nascondendo qualcosa ? ricorda ? Feci fare tutte le analisi ma non rilevarono nulla di preoccupante". Roberto Zanchetta invita a non prendere l'argomento alla leggera: "Solo dopo aver fatto delle analisi serie potremo sapere la verità. Per questo l'amministrazione comunale ha querelato il manifesto". La colpa del quotidiano sarebbe quella di aver titolato: "Gli americani lasciano La Maddalena ma lasciano una pesante eredità nucleare". FUTURO IN TESTA Insomma, sotto il cielo dell'arcipelago regna la confusione. Per Mario Birardi ? ex senatore del Pci e sindaco alla Maddalena dal '98 al 2002, oggi grande studioso di Garibaldi ? dopo la partenza degli americani e con il G8 dietro l'angolo si apre una fase ricca di opportunità e rischi. "Temo che si concentreranno sulla sola zona rossa ? avverte ? Ma in questi mesi bisogna a tutti i costi gettare le basi per gli altri interventi, che vanno individuati con precisione e senza strafare. Dobbiamo mettere da parte la grande opinione che abbiamo di noi stessi, piantarla con il nostro tipico mugugno e creare uno spirito comunitario". I maddalenini non vogliono che il loro futuro faccia la fine della statua di Ciano, consuocero di Mussolini. Commissionata dal regime fascista: doveva essere alta ben 13 metri ma dal 1943 giace nelle cave di granito sull'isola di Santo Stefano. Con la testa circondata dai pezzi di un corpo che forse non verrà mai ultimato. 14 marzo 2008 Tratto da La Nuova Ecologia di marzo Articoli collegati: > Arcipelago di sostenibilità > Sardegna, via i sommergibili > L'alga killer minaccia la Maddalena > Servono altre indagini > Servitù nucleari.

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ALLARME CONFCOMMERCIO, RECESSIONE DIETRO L'ANGOLO (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

(16:09) (14/3/2008 13:02) | ALLARME CONFCOMMERCIO, RECESSIONE DIETRO L'ANGOLO (Sesto Potere) - Cernobbio - 14 marzo 2008 - In occasione dell'apertura del Forum di Cernobbio, l'Ufficio Studi Confcommercio ha presentato una ricerca sulla situazione economica del Paese e sulle prospettive di crescita. Confcommercio stima per il 2008 una crescita del Pil dello 0,7% che dovrebbe passare all'1,1% nel 2009. I consumi delle famiglie dovrebbero crescere dello 0,6% quest'anno e dell'1,1% nel 2009. Per quel che riguarda l'inflazione, si prevede un'inflazione media annua del 3%. L'Ufficio Studi in particolare indica che dopo il picco inflattivo di febbraio del 2,9%, ad aprile, per una sorta di effetto trascinamento, si potrebbe prevedere uno sfondamento del 3% fino a giungere al 3,1% per poi rientrare nei mesi successivi fino al 2,4% annuo. Nel 2009 poi si prevede un'inflazione stazionaria sempre ruotante intorno al 2,3-2,4%. Secondo il direttore dell'Ufficio Studi, Mariano Bella, "la parola recessione potrebbe essere prontamente pronunciata. Evochiamo la parola recessione, non è una paura eccessiva ma giustificata". Bella ha quindi parlato di "malattia" da scarsa produttività che colpisce soprattutto il Mezzogiorno. Uno dei problemi maggiori, secondo Bella, è il capitale umano e la scarsa formazione delle future classi dirigenti. "Altro nodo da sciogliere ? ha aggiunto il direttore dell'ufficio Studi - è quello delle infrastrutture materiali come energia e mobilità e quelle immateriali come giustizia, sicurezza e burocrazia".

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La scommessa della politica? Riparta dal bello (sezione: Burocrazia)

( da "ADN Kronos" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'ambiente e il patrimonio artistico devono diventare il centro di un'azione intelligente. L'obiettivo: rilanciare il più grande museo a cielo aperto del mondo. La sfida non è attrarre più turisti ma mostrare l'unicità di un luogo, che è segno della civiltà che lo ha prodotto ascolta la notizia commenta 0 vota 2 tutte le notizie di CRONACA Roma, 14 mar. - (Ign) - Dalle macerie della crisi italiana si può uscire anche attraverso un recupero di identità e di cultura. ma anche con una politica che sappia decidere, che non si limiti ad amministrare l'esistente ma sappia invece tracciare nuove linee, immaginando destini per il Paese. Si avverte il bisogno, insomma, di un pensiero capace di definire oltre che rifinire i processi produttivi. Perciò l'Italia è a un bivio, non solo perché è chiamata al voto di primavera. Per rilanciare la sua immagine-Paese e attualizzare il suo enorme patrimonio artistico, deve costruire un progetto che porti a lottare la decadenza e l'omologazione, riscoprendo la propria centralità nel Mediterraneo. L'obiettivo è rilanciare il più grande museo a cielo aperto del mondo. Si tratta di dispiegare quel 'potere che trattiene con la bellezza', come voleva Paolo di Tarso. Ad oggi il Belpaese non è in grado di competere con gli altri Paesi sul terreno, veloce, della globalizzazione. L'altra strada praticabile per il nostro prossimo futuro, suggerisce un editoriale di Angelo Crespi su 'Il Domenicale', “è quella di rivolgerci al nostro 'particulare', quel 'quid' che ci differenzia da tutte le altre Nazioni e ci pone al vertice di una ipotetica classifica: cioè il patrimonio artistico e ambientale”. Una scommesa che torna in ogni campagna elettorale, talvolta usata come genere letterario o strumentale. Ma sulla quale occorre ora puntare in modo deciso. Se esiste una certa idea di Europa, è perché c'è stato san Benedetto e la sua Regola, l'umanesimo è questione soprattutto italiana. D'altronde abbiamo avuto i più grandi artisti, pittori e scultori, architetti e musicisti. E ''perfino i più grandi cuochi'' ricorda Crespi, sottolineando che ''abbiamo bisogno di Patriottismo, cioè di una consapevole riscoperta delle nostre radici e del'ottimismo che per natura esse generano''. Insomma, il nostro core business è la conservazione, mentre uno dei punti-forza della nostra politica dovrebbe essere la Bellezza delle nostre città e della nostra arte, che trasmette valori e offre soluzioni ai problemi della società. Il cambio di passo impone di puntare alla creatività, evitando di cadere nelle maglie della burocrazia e in quelle di una definitiva musealizzazione: la sfida non è attrarre più turisti ma mostrare l'unicità di un luogo, che è segno della civiltà che lo ha prodotto. Fortificare il brand Italia significa anche declinare un 'manifesto minimo' di idee forti che porti la cultura ad essere impresa, tutelando l'ambiente e usando al meglio quelle teste di ponte che sono all'estero gli istituti italiani di cultura, gli istitutoi pe ril commercio estero e le ambasciate. Tutte le 'porte' che facciano filtro, in Europa e nel mondo, a un patrimonio unico su cui è necessario investire. Davanti a noi c'è la possibilità di una nuova 'civitas', che coniughi un grande passato a un futuro dove lo Stato liberi energie private e si sottoscriva un patto sociale efficace. ''Per questo – rimarca 'il Domenicale' – il paesaggio va difeso con forza e con intelligenza. In esso alberga lo spirito stesso della civiltà che viviamo''.

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LAVORO PIU' SICURO? (sezione: Burocrazia)

( da "Azione, L'" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'AZIONE - Articoli - Lavoro più sicuro? LAVORO PIU' SICURO? Nel pieno dell'emergenza sulla sicurezza sul lavoro, il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto legge, che il Governo ha ritenuto di dover approvare, anche se in fase di scioglimento delle Camere, proprio in considerazione dei tragici eventi legati a infortuni occorsi di recente, della rilevanza sociale della materia (più volte sottolineata anche dal Presidente della Repubblica) e dell'ampia convergenza di consensi registrata fra le forze politiche. Il nuovo decreto ridisegna la materia, coordinando una serie di provvedimenti e disposizioni applicate nel corso di quasi 60 anni, in coerenza con le direttive comunitarie e internazionali, e nel rispetto delle competenze in materia conferite alle regioni dalla Costituzione. Numerose le novità introdotte dal decreto. Copertura per tutti. Le disposizioni in materia di sicurezza vengono estese a chiunque si inserisce in un ambiente di lavoro, senza differenze formali (dipendenti o meno), comprendendo anche i lavoratori autonomi. Rappresentanti della sicurezza. Sono rafforzate le prerogative dei rappresentanti dei lavoratori territoriali (dove non ci sono quelli dei lavoratori in azienda) e viene istituita la figura del rappresentante di sito produttivo, per realtà particolarmente grandi e pericolose (porti, cantieri grandi opere...). Coordinamento vigilanza. Si ottimizzano le attività di vigilanza, eliminando sovrapposizioni e migliorando l'efficienza. Viene creato un sistema informativo per condividere le notizie su infortuni, ispezioni e attività in materia di sicurezza. Finanziamento promozione. Verranno finanziate azioni promozionali pubbliche e private (particolarmente nelle piccole e medie imprese) introducendo anche nei programmi scolastici e universitari la materia della sicurezza sul lavoro. Nuove sanzioni. Arresto da 6 a 18 mesi per il datore di lavoro che non valuta i rischi in azi ende ad elevata pericolosità; la sanzione diminuisce per i casi di meno grave inadempienza. Ai datori di lavoro che si mettano in regola, o comincino a farlo, si garantisce una diminuzione della pena, per esempio non applicando la sanzione penale, ma solo pecuniaria (da 8 mila a 24 mila euro). Questa possibilità è esclusa se il datore di lavoro è recidivo o si siano determinati, in conseguenza della mancata valutazione del rischio, infortuni sul lavoro. Restano inalterate le norme del codice penale per l'omicidio e le lesioni colpose causate dal mancato rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro. Riduzione burocrazia. Sono semplificati gli obblighi formali, attraverso la riduzione del numero e del peso per le aziende degli adempimenti di tipo burocratico, in quanto non incidenti sulle condizioni di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro. Il mondo imprenditoriale ha accolto criticamente il nuovo decreto, sostenendo che si tratti di un intervento che "punta tutto e solo su un inasprimento delle sanzioni, senza niente di attivo, di nuovo come supporto alla formazione e prevenzione, unica strada per ridurre davvero i rischi", e che non semplifica gli adempimenti, come le piccole e medie imprese chiedono per una migliore attuazione delle normative di sicurezza.

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Italia, il paese dell'eterna emergenza (sezione: Burocrazia)

( da "Vita non profit magazine" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Maurizio Regosa (m.regosa@vita.it) 13/03/2008 --> C'è quella dei rifiuti, ma c'è (ancora) quella dell'alluvione di Sarno, quella del terremoto in Molise e persino quella del sisma del 1980 in Irpinia. 5 per mille: la rivolta degli esclusi. Scrivi anche tu a Visco, fai sentire la tua voce! Nei venti mesi di governo Prodi, la Presidenza del Consiglio dei ministri ha adottato ben 180 decreti (su un totale di 320) motivati da emergenze. 90 di essi sono introdotti dalla parola "proroga": l'esecutivo, preso atto che un allarme non è concluso, ha deciso di allungare il tempo di emergenze che furono e che, nonostante tutto, continuano a esistere. Il Belpaese delle proroghe Sono in corso, attualmente, circa una novantina di emergenze. Grandi o piccole. Recenti o antichissime. Improvvise o annunciate. Legate a dissesti improvvisi, frane e smottamenti, alluvioni, eventi sismici. O da allarmi sanitari come quell'emergenza bufale, che potrebbe sembrare (ma non è) una battuta: è da poco stato nominato un apposito commissario che si occuperà del bestiame minacciato dalla brucellosi.Alcune sono il frutto di disastri annunciati come quello delle discariche abusive selvaggiamente distribuite nel territorio e da oltre 14 anni a disposizione di qualsiasi sguardo (e chissà per quanto tempo ancora). Altre, invece, sono emergenze per modo di dire: Mestre, Roma, Messina, Napoli e Reggio Calabria hanno ciascuna un'emergenza traffico e mobilità. Per Reggio è stata proclamata a causa dei "lavori di ammodernamento del tratto autostradale A3 tra Bagnara e Reggio Calabria". Come a dire: per affrontare un problema, nel nostro Paese, serve una condizione speciale, straordinaria. Altrimenti, nulla succede. Non solo rifiuti L'allarme immondizia, di cui tanto si parla, è solo il fenomeno più evidente di un malcostume generalizzato. Vi sono emergenze che durano da anni: dal 2002 quella in Emilia Romagna; dal 2004 quelle in Friuli e in Sardegna (il motivo? Precipitazioni e smottamenti).Dal maggio 1998 è condizione eccezionale (e lo sarà sino al 30 aprile 2008) nelle province di Salerno, Avellino e Caserta, dove l'alluvione fece 137 vittime. Un decennio non è stato sufficiente per mettere in sicurezza la montagna che sovrasta Sarno e Quindici. E da allora, ogni inverno rinnova la preoccupazione e gli sos. Ma se questi lavori vanno a rilento, la meno complessa ristrutturazione di strutture e edifici non è più veloce: inaugurando l'anno giudiziario il 26 gennaio scorso, Domenico Nastro, presidente della Corte d'appello di Salerno, ha dovuto usare il tempo presente. A Sarno, ha spiegato, la ricostruzione "è in atto" aggiungendo una constatazione ancor più grave "i relativi stanziamenti sono entrati nelle mire della criminalità organizzata". Una denuncia che non sorprende Visto com'è regolamentata, l'emergenza può diventare una vera cuccagna.Riconosciuta la situazione eccezionale, si nomina un commissario (spesso - a seconda dei fondi - un funzionario della Protezione civile locale o il sindaco o il presidente della Regione). Il commissario, avvalendosi dei suoi straordinari poteri, deve preparare un piano straordinario: che lo scriva o meno, in pratica può agire - in virtù dell'urgenza - in deroga alle normali procedure amministrative che regolano ad esempio gli appalti. In tal modo evita i rallentamenti causati dalla burocrazia e può agire con tempestività. Questo nella versione "ottimistica". Siccome però il rispetto delle scadenze non è davvero la norma, accade che, con l'alibi di evitare i lacci dell'ordinaria amministrazione, si possano verificare comportamenti non proprio ortodossi. E talvolta così sfacciati da dar l'impressione che il vero impegno sia nel rinnovare le situazioni straordinarie, anziché nel chiuderle. E visto che un'emergenza non si nega a nessuno, l'eccezione diventa la regola. Senza contare che a ogni proroga i conti ovviamente si gonfiano. L'ultima Finanziaria, ad esempio, ha stanziato - dopo 28 anni dal sisma che ha sconvolto Basilicata e Campania - un ulteriore contributo decennale di 5 milioni di euro. Quante risorse... Un fiume di denaro, necessario un po' perché col tempo si creano nuovi bisogni e i preventivi iniziali si allungano, un po' perché non è detto che quelle risorse siano sempre rigorosamente utilizzate per lo scopo per cui sono state stanziate. Questo è ad esempio il sospetto della Procura di Larino, che di recente ha acquisito le delibere di finanziamento per la ricostruzione del Molise. Come mai - si chiede il magistrato (dopo che un interrogativo analogo è stato espresso dalla Corte dei conti) - i fondi sono stati usati anche nella provincia di Isernia (dove il terremoto del 2002 non fu nemmeno avvertito)? Sono seguite smentite dell'interessato Michele Iorio (governatore e commissario) sull'uso dei 500 milioni ma le indagini proseguono...Non si creda però che le emergenze siano longeve solo al Sud. Prendete Serravalle Scrivia, provincia di Alessandria. Il 1° febbraio 2008 un decreto del presidente del Consiglio ha prorogato lo stato di emergenza causato dalla Ecolibarna (specializzata prima nella lavorazione di olii e poi di rifiuti industriali). Una vicenda che ha compiuto i suoi primi vent'anni ed è fatta di stoccaggi abusivi, di olii esausti, di falde inquinate, di bonifiche mai efficaci, di interventi di messa in sicurezza non conclusi, di commissari che si sono succeduti, di costi che hanno continuato a lievitare (per ora sono 5,3 milioni), di indagini in corso... Una trama fin troppo nota.

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Perego: il ponte della Biscioia non ha valenza storica. Presto l`abbattimento (sezione: Burocrazia)

( da "Merateonline.it" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca >> Cronaca dal territorio 14 / 3 / 2008 Perego: il ponte della Biscioia non ha valenza storica. Presto l'abbattimento Il ponte della Biscioia Il ministero dell'interno ha dato il nulla osta e il ponte della Biscioia a Perego può essere abbattuto per fare spazio a una nuova e più moderna struttura. È quanto comunicato nei giorni scorsi tramite una missiva al sindaco Giorgio Dall'Angelo che può tirare ora un sospiro di sollievo e vedere partire un'opera importante che rischiava di arenarsi per via della burocrazia. La struttura, infatti, che collega la località Biscioia con il centro del paese, passando sopra la statale 342 era stata oggetto di una serie di interrogazioni da parte dei cittadini che avevano chiesto di verificare se il ponte avesse una qualche valenza storica o fosse sottoposto a vincoli culturali. In questo caso i progetti di abbattimento e ricostruzione avrebbero dovuto essere rivisti da parte della Provincia e l'intervento avrebbe potuto subire rallentamenti o comunque modifiche.   Il progetto   Dopo una serie di ricerche il Ministero dell'interno su sollecitazione dell'amministrazione comunale ha dato il nulla osta e il ponte, risalente all'inizio del secolo scorso, sarà abbattuto. L'opera, in carico alla Provincia di Lecco, titolare di quel tratto di strada, ammonta a circa 585mila euro e prevede l'abbattimento del manufatto con la ricostruzione di un altro ponte, nello stesso punto ma più largo e secondo una serie di abbellimenti migliorativi. Grazie all'intervento sarà possibile allargare la 342 in quel punto che sotto la volta del ponte è particolarmente ostico: la sede stradale diventerà più ampia e sarà costruito un muro di contenimento per i fianchi della collinetta. Per tutta la durata dei lavori, che si dovrebbero concludere entro marzo del 2009, i residenti della Biscioia utilizzeranno l'impianto semaforico per immettersi sulla statale.   S.V. Articoli Correlati: (c)www.merateonline.it Il primo giornale digitale della provincia di Lecco Scritto il 14/3/2008 alle 17.17.

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Quei barbari che maltrattano gli (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Quei barbariche maltrattanogli animaliSiamo nel 2008. Molti anni sembrano passati da quando gli animali avevano la sola funzione di asservire l'uomo ed erano considerati poco più che degli oggetti. Tuttavia devo tristemente constatare, in quanto toccata personalmente da un atto di crudeltà, che esiste ancora molta gente che vede gli animali come oggetti inanimati, privi di pensiero e sentimenti. Abito a Rivignano e ho rinvenuto il mio gatto di soli tre anni morto, evidentemente non per cause naturali o accidentali. Infatti, la prima cosa che ho fatto è stata quella di accertare la causa della morte chiedendo al veterinario conferma di quanto era purtroppo ben visibile e cioè che il gatto è stato barbaramente e deliberatamente ucciso con una badilata sul muso. Una volta acquisita la certezza di quanto avvenuto, mi sono recata dai carabinieri per denunciare il fatto; nello stesso momento è arrivato un signore che denunciava la morte per avvelenamento dei suoi tre cani. Lasciando da parte la mia personale sofferenza (e quella di chiunque si sia visto sottrarre con gesti così efferati un animale che tanto ha amato), mi viene da fare una riflessione: mi pare abbastanza chiaro che chi può portare a termine l'uccisione e la tortura di un animale possiede una mente contorta e pericolosa; come minimo dimostra di non avere rispetto per la vita e i sentimenti altrui. Credo però che le istituzioni possano fare molto, agendo soprattutto sui giovani insegnando loro perlomeno a rispettare gli animali. E a chi avesse dei dubbi sul fatto che gli animali pensano e sono capaci di provare sentimenti, consiglio la lettura dei libri di Danilo Mainardi, il più famoso etologo italiano (anche se nutro dei dubbi sul fatto che certe "teste" riescano a capire i concetti espressi in queste meravigliose pubblicazioni...).Astrid CampanottoRivignanoDi Caporiaccoe i rapporticon MfRingrazio per la definizione di "già uomo forte" del Movimento Friuli. Pur tuttavia faccio osservare che: a) Movimento Friuli non si è sciolto; b) mantengo, all'interno di esso, la carica di portavoce e responsabile dell'ufficio stampa. Semplicemente non condivido la scelta politica di non presentare liste e candidature MF alle elezioni comunali di Udine e, conseguentemente, mi sono ritenuto libero di effettuare le scelte che ho ritenuto più opportune.Lo Statuto di MF, peraltro (similmente a quello del Partito radicale), consente la contemporanea iscrizione a più partiti politici. Più liberi e libertari di così...Capita, poi, che chi goda di una certa stima (mi si consenta l'immodestia) abbia molti offerenti. Le occasioni in politica non mancano e se la tua casa madre ha deciso di non "mostrare la faccia" alle elezioni, io non ho alcun problema a "mostrare la mia" in altre case, in specie quella di una lista civica che, per sua caratteristica, è fortemente "depoliticizzata".Alberto di CaporiaccoUdineDimissioniche fannoben sperareHo appreso dalla stampa che Luigi Cortolezzis, sindaco di Prato Carnico e vicepresidente della Comunità Montana della Carnia, si è dimesso dalla carica ricoperta fino nell'Ente Comprensoriale, per disaccordi su un finanziamento di 4 milioni di euro, su 8 stanziati dalla Regione nel piano di sostegno alla montagna, per la costruzione di una seggiovia in località Pradibosco in Comune di Prato Carnico. Leggendo fra le righe dei servizi giornalistici, pare di capire però che a far scatenare la rivolta, non solo di Cortolezzis, ma di molti altri sindaci, sia stato il fatto che le decisioni, oggetto della contestazione, siano state prese altrove e che l'ente comprensoriale sia stato chiamato solo a "ratificare". Se la mia interpretazione fosse esatta, non solo Cortolezzis doveva dimettersi, ma l'intera Giunta, ad iniziare dal presidente Not. Credo infatti che se la deliberazione fosse stata assunta democraticamente, dopo un dibattito serio e ponderato, tutti, a cominciare da Cortolezzis, avrebbero accettato il responso di una votazione, quindi anche quelli che dissentivano, perché quelle sono le regole della democrazia. Devo perciò dare atto a Luigi Cortolezzis di notevole coscienza politica (buon sangue non mente), il che serve ad alimentare ancora un filo di speranza in chi crede nella buona amministrazione.Tita De StalisRavasclettoLe "renditedi posizione"dei candidatiQuale espressione si può utilizzare per stigmatizzare l'utilizzo, per fini elettorali, della propria posizione all'interno di associazioni e club, che per regolamento sono apolitici e apartitici e vietano ai propri soci di valersi della appartenenza quale mezzo per realizzare aspirazioni personali politiche? Mi riferisco, specificamente, a quei candidati che in occasione della presentazione della propria lista hanno inteso far conoscere ai cittadini di essere dirigenti dell'Ana, di essere stati presidenti del Panathlon o di avere avuto plurimi incarichi all'interno del Lions; proprio a coloro che più di tutti gli altri sono chiamati al rispetto delle regole e dell'etica.Da cittadino, da artigliere da montagna, da appartenente ad un service club cittadino, mi sento infastidito; da candidato alle elezioni comunali denuncio il fatto e traggo una sconsolata considerazione: se questo è il nuovo che avanza..., lasciando a ciascuno le proprie conclusioni.Marco BalestraCandidato con "Domani è Udine con Ortis"L'assurda vicendadel boschettoanti-smog AbsAssurda la decisone di Pozzuolo di distruggere il bosco anti-smog. Ritengo assurda e incomprensibile l'ordinanza del comune di Pozzuolo del Friuli che intima all'Abs di abbattere gli oltre 2mila alberi già piantati allo scopo di creare un bosco anti smog. E solamente perché sono state create delle collinette di 7 metri che sono difformi rispetto alla concessione edilizia e al piano regolatore. Spero vivamente che il Comune faccia marcia indietro e che il buon senso sociale ed ambientale prevalga sulla burocrazia e che l'azienda continui nel suo apprezzabilissimo progetto di piantare 10mila piante. Ce ne fossero di piani ambientali di questo tipo! Invece in giro si vedono ogni giorno solo colate di cemento.Molte di queste brutture andrebbero fermate ed eliminate, non la piantumazione di alberi, salvo poi lamentarsi per l'inquinamento, le malattie e i blocchi del traffico!Giovanni MularoUdine.

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Tondo in Fiera, affondo a Illy (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Questa sera (alle 19) il candidato presidente del centrodestra apre la sfida nella Destra Tagliamento Tondo in Fiera, affondo a Illy "Si è disinteressato delle piccole aziende che ora dovranno pagare il conto" "Illy? Ha pensato solo alle imprese più grandi, trascurando il vero tessuto imprenditoriale che soprattutto nella Destra Tagliamento è fatto da piccole e medie aziende che sono state praticamente dimenticate". Renzo Tondo, candidato alla presidenza della Regione si presenta così nella Destra Tagliamento. Subito un affondo al presidente uscente e sfidate Riccardo Illy, segno evidente che la campagna elettorale sarà caratterizzata da spallate. Questa sera alle 19 Tondo sarà in Fiera a Pordenone dove aprirà di fatto la sfida elettorale nella Destra Tagliamento. Al suo fianco tutte le liste del centrodestra che lo sostengono e che questa sera presenteranno i candidati. Ci sarà la squadra del Popolo della Libertà, quella della Lega Nord, dell'Udc, della Destra e i Pensionati. Tondo aprirà ufficialmente la campagna elettorale nel Friuli Occidentale con un intervento nel quale spiegherà il programma del centrodestra che si contrappone a quello di centrosinistra. Noto oramai ilrefrend: "basta con la casta di Illy"."Devo dire - ha spiegato Tondo - che il tessuto economico della Destra Tagliamento fatto da piccole e medie imprese è forse quello che in regione ha pagato di più ledimenticanzedi Illy e del centrosinistra. Non è stato fatto nulla sul fronte della sburocratizzazione e le infrastrutture, chieste a gran voce dalle imprese, non sono andate avanti. A a pagare il conto sono proprio le aziende più piccole. Come dire, insomma, che una delle province più dinamiche del Friuli Venezia Giulia è stata trascurata e adesso sarà necessario porre rimedio". Ovviamente per Tondo il rimedio migliore è quello che lui e la sua coalizione sono in grado di fornire. Uno sviluppo veloce delle infrastrutture e soprattutto un abbassamento del livello di burocrazia sono le cose che il candidato presidente ha in mente, almeno come inizio, per la cura del tessuto economico nella Destra Tagliamento. Ma questa sera a Pordenone Tondo parlerà anche di sanità, di opere pubbliche, di rapporto con gli Enti locali e di sprechi che - sempre secondo il candidato del centrodestra - sono da imputare al precedente governo regionale.ldf.

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CONFCOMMERCIO: SANGALLI LANCIA ALLARME,QUASI RECESSIONE/ANSA (sezione: Burocrazia)

( da "Wall Street Italia" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di ANSA PIL 2008 A +0,7% MA SI TEME -0,2; INFLAZIONE MEDIA AL 3% -->(dell'inviato Gerry Paladini) (ANSA) - CERNOBBIO (COMO), 14 MAR - Il rischio recessione è alle porte, lo stop dei consumi è sotto gli occhi del Paese e lo choc del reddito pro capite quasi fanalino di coda in Ue hanno colpito duro nella platea di Confcommercio riunita a Cernobbio per gli annuali lavori. "Nel 2008 per ben che vada - ha detto il presidente Carlo Sangalli - la crescita, il Pil, sarà largamente inferiore all'1% e prossima allo 0,7% (così sancisce il centro studi dell'associazione diversamente dallo 0,9% previsto in precedenza), ma nello scenario peggiore e non irrealistico di una caduta degli investimenti questo indicatore potrebbe addirittura tradursi in una crescita accompagnata dal segno meno: -0,2%. E saremmo in recessione". Intanto l'inflazione cresce, è stata del 2,9% a febbraio, raggiungerà il 3,1% ad aprile per poi ridiscendere lentamente al 2,4% a dicembre, sempre secondo il centro studi Confcommercio. Insomma, un'inflazione reale al 3% ma, allertano i ricercatori, la percezione della gente è al 25%. Una percezione che blocca chiaramente i consumi. "Da tempo era chiaro - ha detto Sangalli - che la ripresina dell'economia italiana sviluppatasi tra 2006 e 2007 sull'aggancio dell'export al ciclo internazionale era in forte rallentamento". Oggi avvertiamo segnali di rallentamento "scricchiolii" dell'economia Usa. Ma non ci sono scorciatoie, occorre, secondo Confcommercio, tornare a rilanciare una crescita "più robusta e di migliore qualità, risanando la finanza pubblica, riducendo - e qui ha dettato un decalogo di venti tesi per il prossimo governo - la spesa corrente primaria di 5 punti di pil e al contempo di 5 punti l'aliquota Irpef per restituire respiro ai consumi. Contemporaneamente è necessario a suo giudizio mettere in campo una politica per i servizi che garantiscano incrementi significativi di produttività e occupazione. "Non è un libro dei sogni - ha detto il presidente di Confcommercio - perché le inefficienze e gli sprechi della struttura della spesa pubblica vengono stimati oggi proprio nell'ordine di 5 punti di pil, 70,75 miliardi l'anno". Tra le venti tesi anche la richiesta alla prossima legislatura "che deve essere costituente", l'istituzione di un dipartimento per le piccole e medie imprese presso la presidenza del Consiglio. Questo unitamente alle altre tesi come le liberalizzazioni che valgono secondo Confcommercio un punto e mezzo di pil, la riduzione della burocrazia (un quarto di punto pil), l'efficientamento di infrastrutture, trasporti e logistica (3 punti di pil). "Chiediamo che nell'arco dei primi cento giorni la tassazione secca di straordinari e incentivi sia portata al 10%, il ripristino della piena agibilità del lavoro intermittente, la liberalizzazione dei servizi pubblici locali".

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Veltroni alla conquista del Nord (sezione: Burocrazia)

( da "Dire" del 14-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Roma -"Ci sono migliaia di persone alle nostre manifestazioni a qualsiasi ora le facciamo". E scherza: "Voglio provare a farne una alle due di notte, se e' piena anche quella vuol dire che e' fatta...". Ma la vera novità, per il leader del Pd, "è che ci sono tanti ragazzi e tante ragazze. Questo ci fa tanto piacere perché si è capito che noi vogliamo fare un paese nuovo davvero". E il pubblico risponde sorprendendolo visto che, persino quando cita Prodi, arrivano gli applausi: "Romano Prodi ha fatto un'opera straordinaria sul piano del risanamento finanziario del paese, ma quell'alleanza lì aveva come denominatore comune il fatto di mettersi tutti d'accordo contro gli altri". Quindi puntualizza che, con lui, sarà comunque un'altra cosa: "Se noi vinciamo le elezioni, dalla vita politica italiana sarà cancellata un'espressione: le riunioni di maggioranza. Non esisteranno più. Siamo gli unici che non devono mediare il programma con nessuno, noi dobbiamo solo applicarlo". Per esempio, promette Veltroni, anche sul fronte della concertazione le cose cambieranno: "Mai più quelle riunioni di 330 mila persone, riunioni che si facevano a palazzo Chigi in quella che si chiama Sala Verde e che è diventata verde non a caso". Invece, "se noi andiamo al governo, per noi un'impresa si fa in un giorno", assicura il segretario del Pd alla platea di imprenditori e cittadini di Lecco: "Mi devi solo portare il certificato dell'Asl perche' c'è solo una cosa su cui non si può transigere ed è la sicurezza del lavoro. Ma una volta garantita quella, cosa devo chiedere di più? Tu mi firmi e io mi fido. Dopo, vengo a controllare". A monte, spiega il candidato del Pd, c'è il fatto che "da noi e' tutto fermo. Siamo un grande paese in cui c'e' tanta gente che sa lavorare e ha talento, ma nella classifica della competitività è ultimo in Europa. Mentre è ai primi posti per complessità della burocrazia. Uso l'espressione di una persona di fede: dobbiamo 'diventare semplici'". Non è mancata neanche qui una risposta soddisfacente da parte del pubblico che, per bocca del presidente di Confartigianato Lombardia, Giorgio Merletti, gli dice: "Caro Walter siamo molto interessati al tuo tour elettorale". E gli regala il libro "Nord terra ostile. Perche' la sinistra non vince" di Marco Alfieri, con una dedica di buon auspico: "Auspichiamo che la questione settentrionale non sia dimenticata", dice Merletti leggendola a Veltroni. Il leader del Pd ringrazia ricordando anche un altro libro, che gli ha regalato il presidente della Cna della Lombardia, "dove si parla di un giovane che voleva aprire una pizzeria, mica la Nasa, solo una pizzeria e che e' stato sommerso dalla burocrazia". Tante carte che hanno soffocato la voglia d'impresa, di rischio di questa persona, "mentre noi dovremmo, come i rabdomanti, andare in cerca di questi, abbracciarli...". L'appello finale al leader del Pd viene dal presidente del Cna della Lombardia Fausto Cacciatori che cita addirittura l'amato mito veltroniano, John Fitgerlad Kennedy: "Una grande nazione non e' la persecuzione al portafoglio dei suoi cittadini". E Walter Veltroni assicura: "Il nostro primo principio è che tutto quello che viene dalla lotta all'evasione andrà alla detrazione fiscale". 14 marzo 2008.

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