HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di
|
DOSSIER “BUROCRAZIA” |
|
top ARTICOLI DEL 14-3-2008 #TOP
IN EVIDENZA
L'invadenza
delle Leggi di Piero Ostellino (Il Corriere
della Sera 14-3-2008)
CITTADINI,
POLITICA E STATO
Le parole d'ordine del Pdl e del Pd si assomigliano
perché frutto dei sondaggi. Si interroga la «gente »; poi i partiti adottano i
temi più gettonati. E' il trionfo del marketing sulla politica. Pdl e Pd non
sottopongono alla «gente» il problema del potere pubblico e dei suoi limiti
perché non è un prodotto elettoralmente «commerciabile ». Ma, così, perdono di
vista la differenza fra la società aperta e una chiusa. Lo Stato non c'è dove
dovrebbe esserci — garantire sicurezza, legalità, giustizia, istruzione — e c'è
dove non deve, producendo illegalità, divieti, vincoli, sanzioni illegittime.
Assegnare allo Stato una finalità etica (per
esempio la giustizia sociale) accresce il potere della classe politica. Lo
Stato liberale non è produttore di un'«etica pubblica», bensì di un quadro giuridico
entro il quale gli individui sviluppano le loro potenzialità. L'economia di
mercato dev'essere regolata dalla politica, ma non può essere piegata a un
obiettivo «esterno» ai processi che ne presiedono la produzione di ricchezza.
Che è neutrale. L'interventismo pubblico nell'economia di mercato è come
l'intrusione della polizia nelle libertà politiche dei cittadini. Da noi la
legislazione non fissa solo norme di condotta. Vuole modellare l'Uomo. Ma
l'enorme produzione di leggi vanifica la certezza del diritto e paralizza la
società. Pdl e Pd non capiscono che, per modernizzare il Paese, è vitale una
radicale «semplificazione legislativa » che riduca la pletora di leggi vigenti.
Il tema non era nei sondaggi.
E infatti il 5 marzo è entrata in vigore la legge
188/2007 che stabilisce quanto segue. 1) Il lavoratore che vuole dimettersi
deve recarsi presso un soggetto intermedio: il Comune e simili. 2) Il soggetto
intermedio si collega al Sistema Informativo Mdv del Ministero del Lavoro e
inserisce i dati relativi alla dimissione. 3) Il Sistema rilascia il Documento
delle Dimissioni Volontarie con un codice univoco e una data di rilascio
(validità 15 gg.). 4) Il soggetto intermedio consegna al lavoratore il
Documento emesso, vidimato. 5) Il lavoratore consegna il Documento al datore di
lavoro. 6) Le dimissioni non sono valide se formulate in altra forma. E' un
esempio di mentalità totalitaria: regolamentare tutto affinché tutto sia
proibito tranne ciò che è espressamente consentito. La ratio, evitare che i datori
di lavoro facciano firmare una lettera in bianco di dimissioni all'atto
dell'assunzione. L'infrazione non è solo punita, come già accade; è anche resa
impossibile. Parafrasando S. Agostino: la peste dello Stato (totalitario) è la
possibilità di infrazione. Per il pensiero totalitario è il settore pubblico
che produce «beni pubblici». Esso non distingue fra «servizio pubblico » —
prestato dalla Pubblica amministrazione — e «beni pubblici», che rispondono al
consumatore; li confonde, li assimila e, per fornire l'uno e produrre gli
altri, aumenta le tasse. Ma in una società aperta non c'è distinzione fra
settore pubblico e privato nella produzione di «beni pubblici». Che possono
essere prodotti dall'uno o dall'altro. Se ai privati non conviene aprire una farmacia
in un paesino, non si vede perché non lo debba fare il Comune. Diverso è il
caso della struttura «privatistica », controllata dal Comune, che gestisce i
cinema di Bologna. Il primo caso è società aperta; l'altro neo-comunismo
municipale.
14 marzo 2008
Burocrazia
( da "Gazzetta
di Parma, La" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Burocrazia
110 giornate l'anno Quello della burocrazia è un problema concreto. Bonazzi ha
rilevato che... continua... Per leggere il testo completo dell'articolo,
registrati al nuovo "sfogliatore" online.
SU
LACITTADISALERN ( da "Citta' di Salerno, La"
del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Perchè questo
tsunami demografico? Carenza di fondi? Assenza di concorsi? Eccessiva
burocrazia? Raccomandazioni e favoritismi? Raccontateci le vostre esperienze
sul sito Internet del nostro quotidiano www.lacittadisalerno.it. Il sondaggio è
on line da questo pomeriggio.
I
precari dell'universitá tra baroni e favoritismi
( da "Citta'
di Salerno, La" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la
burocrazia, le raccomandazioni, sono stati gli argomenti che hanno animato il
nuovo speciale della web radio andato in onda mercoledì pomeriggio e realizzato
dall'ateneo in collaborazione con il nostro quotidiano. Il fenomeno -
decisamente spinoso e ricco di provocazioni a cui gli stessi "baroni"
non si sono sottratti - è stato osservato da diverse angolazioni,
Trascinati
dalla meccanica e dagli yacht ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)"
del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
questo ambito
diventa sempre più urgente e indilazionabile dotare il Paese delle riforme
strutturali: meno burocrazia, meno tasse sul lavoro, più infrastrutture".
ULTIMO SGUARDO ai due colossi emergenti, e cioè la Cina e l'India. L'export ha
fatto registrare un volume di affari pari a 28 milioni con una crescita del
34,2%. L'import ha fatto segnare un più 92% con 129 milioni di euro.
COLBORDOLO
- E' VISIBILE dalla strada. Come da progetto, una
( da "Resto
del Carlino, Il (Pesaro)" del
14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Conclusa la
burocrazia del caso, se non ci sono intoppi, potremo quindi informare, con
un'assemblea pubblica, la cittadinanza. In quell'occasione, il provider renderà
note anche le tariffe per accedere al servizio". Solidea Vitali Rosati -
-->.
LA
CONFARTIGIANATO ha incontrato l'amministrazione Comunale di Chiaravalle p
( da "Resto
del Carlino, Il (Ancona)" del
14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia.
Nell'ambito dell'incontro l'Amministrazione comunale rappresentata dal Sindaco
Daniela Montali e dall'assessore Brandoni, ha tenuto a precisare che per
quest'anno non ci saranno aumenti sostanziali. Giovanna Gori Vice Presidente
del comitato intercomunale della Confartigianato ha proposto
all'amministrazione comunale di Chiaravalle di concedere contributi per le neo
aziende
Di
CRISTINA BELVEDERE - PERUGIA - IL SETTORE delle costruzioni, d
( da "Nazione,
La (Umbria)" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
più semplice e snella, a un costo del lavoro più contenuto, ad aumenti
salariali legati anche alla produttività e a una reale diminuzione del cuneo
fiscale". IN PARTICOLARE, Carini ha ricordato temi cari alla categoria
come la sicurezza nei cantieri, la lotta al "lavoro nero", la
necessità di premiare le imprese virtuose e la grave crisi del mercato delle
opere pubbliche.
Carovita:
in città ricompare il libretto ( da "Alto Adige"
del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Quanto alle
iniziative che il Comune potrebbe fare per sostenere il commercio, il giovane
gestore dell'alimentari di via Sottomonte ha le idee chiare: "Una
burocrazia più snella, perché per poter lavorare ho dovuto attendere mesi e i
documenti da preparare non finivano mai".
Fondamentale
decentrare i servizi ( da "Giornale di Brescia"
del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
L'anagrafe ad
esempio - sostiene Rolfi - potrebbe essere potenziata con ulteriori servizi
come il rilascio del passaporto, il rilascio delle piccole concessioni
edilizie, le piccole manutenzioni. Si snellirebbe la burocrazia, si
servirebbero meglio i cittadini e si ridurrebbero i costi della politica".
MANCA
il sollevatore, i permessi tardano e la burocrazia 'ingoia' il di
( da "Resto
del Carlino, Il (Imola)" del
14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Tra i diritti
dei lavoratori e quelli di Valentina c'è di mezzo la burocrazia che allunga i
tempi. Non vuole pietà, Carla Poletti, ma nemmeno sentirsi dire che "sono
fortunatissima ad avere chi mi aiuta. Finora sono sempre stata molto
soddisfatta del servizio di assistenza. Per fortuna esiste. Ma attualmente non
viene svolto al meglio come accadeva prima".
La
burocrazia dell'aborto - miriam mafai
( da "Repubblica,
La" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Commenti LA
BUROCRAZIA DELL'ABORTO MIRIAM MAFAI Non difenderò un ginecologo che,
dichiaratosi obiettore di coscienza nel suo ospedale, era tuttavia disponibile,
nel suo studio privato, a intervenire sulle pazienti che gli chiedevano un
aborto. Il colpevole, del resto, non c'è più.
)VALORIZZAZIONE
Centro storico, errori e ritardi IL GRUPP
( da "Resto
del Carlino, Il (Forlì)" del
14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Vedremo se
l'Agenzia del centro storico, dopo cinque anni di incubazione, potrà essere uno
strumento efficace per mettere in moto investimenti e una sollecitazione
positiva del rapporto pubblico-privato, senza inutili burocrazie. Vanda
Burnacci cons. comunale Forza Italia - -->.
Bicocca,
basta file agli sportelli la segreteria sarà tutta online - teresa monestiroli
( da "Repubblica,
La" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
informatizzazione
per alleggerire quella burocrazia che oggi fa perdere tempo un po a tutti.
"Abbiamo già iniziato con l'iscrizione on line e siamo riusciti a
diminuire l'affluenza in segreteria del 40%, contiamo nel giro di due anni di
chiudere tutti gli sportelli. La parte più importante sarà l'informatizzazione
degli esami, ci stiamo già lavorando".
Una
tassa anche per chiedere contributi
( da "Trentino"
del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La
"Banca del Tempo" contro la burocrazia del Comune di Riva Il
presidente Luca Gelmi è polemico dopo aver pagato 14,62 euro per la marca da
bollo da allegare alla richiesta e non aver ricevuto nemmeno un centesimo:
"Non ci date denaro? Restituiteci il valore bollato" ALTO GARDA.
A
muggia l'urbanistica va in internet
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia è
molto lenta, ed è per questo che spesso gli imprenditori preferiscono investire
all'estero". La pubblicazione del Piano regolatore di Muggia è un primo
passo, ed è frutto di una serie di cambiamenti apportati allo stesso ufficio
urbanistica del Comune: "Il nuovo responsabile - così Valentich - ha le
idee molto chiare su come andare verso una semplificazione dei rapporti
"E'
ora di finirla con i sindacalisti eletti a vita"
( da "Stampa,
La" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ora di
finirla con i sindacalisti eletti a vita" MARINA CASSI No, la burocrazia
no. Vincenzo Scudiere, segretario della Cgil del Piemonte, la rifugge e per la
conferenza di organizzazione di aprile - uno di quegli appuntamenti che se non
fai attenzione rischiano come niente di sprofondare nel rituale - immagina una
provocazione.
Arenato
alla Camera il trattato sul Tenda bis
( da "Stampa,
La" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
In Italia ha
vinto la burocrazia e così dopo mesi d'attesa, il 27 febbraio il disegno di
legge è passato al Senato, ma non ancora a Montecitorio. Lo scioglimento delle
Camere determina un nuovo stop al già travagliato iter. "Non è ancora
detto, ma non mi risulta siano previste altre convocazioni della Camera - dice
il senatore Giuseppe Menardi,
Rotatorie
al rallentatore e caserma ancora al palo
( da "Arena,
L'" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
romana e tempi tecnici molti lunghi". "Ancora più evidente è la
mancata realizzazione delle opere sulla viabilità, e qui il problema è tutto
locale", conclude il periodico. Giova ricordare al riguardo che in base
alla convenzione sottoscritta con il Comune (che ha trasformato parte della
superficie vicina al centro commerciale da artigianale in commerciale per
consentire
Lo
spettro della crisi allarma i partiti
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
eliminare un
eccesso di burocrazia, un fisco amico dello sviluppo ma anche equo per premiare
i contribuenti leali e poi un impegno continuo per togliere l'indecenza
dell'evasione fiscale". "È poi fondamentale - spiega Colaninno -
riprendere il percorso delle liberalizzazioni di Bersani sui trasporti, le
utilities e gli ordini professionali e poi è fondamentale quello che ha capito
il Pd,
'Quell'aborto
per un reality' ( da "Provincia di Cremona, La"
del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
il ginecologo
aveva omesso solo di rispettare la burocrazia prevista dalla legge che, per i
tempi lunghi che comporta, prolunga le sofferenze delle donne che hanno deciso,
non certo a cuor leggero, di abortire, chiedendo solo un pò di
riservatezza".
Veltroni:
con noi un'Italia nuova ( da "Provincia di Cremona, La"
del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
meno
burocrazia per chi apre un'impresa e una pensione dignitosa per tutti ("ma
la cifra non ve la dico, stiamo lavorando ad una ipotesi complessiva", ha
chiarito). La gente è con lui, i giovani fremono, è ormai padrone della piazza
ed ecco un altro affondo: "Se andremo al Governo, non ci sarà bisogno di
riunioni di maggioranza perchè la maggioranza siamo noi del Pd,
Serena,
la felicità è una patente conquistata
( da "Nuova
Venezia, La" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
della giovane
grafica industriale di Maerne che non si è arresa alla burocrazia Serena, la
felicità è una patente conquistata Disabile agli arti ha passato l'esame di
guida a Treviso. A Mestre glielo avevano negato di Alessandro Ragazzo MAERNE.
Da Mestre a Treviso saranno sì e no venti chilometri. Ma nel dare l'idoneità ai
disabili per avere la patente sembrano lontane anni luce.
La
vendemmia si paga in buoni ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Si tratta di
voucher vendemmia per combattere il lavoro nero, ridurre la burocrazia e dare
una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte
al caro vita - sottolinea il presidente di Coldiretti - per fortuna si è capito
che l'evasione ed il lavoro nero sono altre faccende che nulla hanno a che fare
con i viticoltori".
Arrivano
i voucher per la vendemmia ( da "Corriere del Veneto"
del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Fulvio
Brunetta saluta con soddisfazione l'arrivo dei "buoni vendemmia" come
prima risposta a regolamentare il lavoro nelle vigne. ""Sono voucher
per combattere il lavoro nero, ridurre la burocrazia per le imprese e dare una
possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte al
caro vita".
Licenziarsi?
La cosa più difficile La burocrazia manda in tilt i lavoratori
( da "Corriere
del Veneto" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La cosa più
difficile La burocrazia manda in tilt i lavoratori VENEZIA - Sale la polemica
sulla nuova normativa che, per combattere il fenomeno delle dimissioni in
bianco, ha reso ancora più complessa la burocrazia imposta al lavoratore deciso
a lasciare il proprio posto.
La
vendemmia prepagata che divide - stefano romano
( da "Provincia
Pavese, La" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Per le
associazioni agricole è una rivoluzione benefica che libera le aziende dalla
burocrazia, ma i sindacati avanzano i primi dubbi. "In primo luogo va
detto che i voucher per la vendemmia, sperimentali, sono solo per studenti e
pensionati - spiega Franco Vanzati, responsabile dell'ufficio politiche sociali
e immigrazione della Camera del Lavoro di Pavia -.
Un
bosco da salvare ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
faccia marcia
indietro e che il buon senso sociale e ambientale prevalga sulla burocrazia e
che l'azienda continui nel suo apprezzabilissimo progetto di piantare 10 mila
piante. Ce ne fossero di piani ambientali di questo tipo; invece in giro si
vedono ogni giorno soltanto colate di cemento. Molte di queste brutture
andrebbero fermate ed eliminate, non la piantumazione di alberi,
Dal
nostro inviato FIRENZE - Il dito della studentessa scorre veloce sulla ta
( da "Messaggero,
Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La burocrazia
però incalza e Borchielli, origini siciliane di Catania arrivato a fine
carriera, finisce per ora nell'elenco dei sospesi senza stipendio. Il putiferio
è partito, parla il preside Gianfranco Carloni: "Sia stata una canna che
una sigaretta, il gesto è gravissimo e deve essere punito perché occorre dare
un segnale in questo senso"
Mele
a parte ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
una
burocrazia costosa; un sistema produttivo e turistico in sofferenza; una
giustizia che non funziona; una scuola che ogni anno perde posizioni;
un'università che è un gerontocomio... che cosa propongono i nostri candidati?
Nulla, direi. Faremo ottime cose!
Coltivare
le terre dei boss La sfida di Libera in Puglia
( da "Corriere
della Sera" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Parlano di
lungaggini della burocrazia e della giustizia civile perché sulla casa
penderebbe ancora oggi un contenzioso Stato-banche. Un pasticcio, comunque lo
si guardi. Soprattutto se lo si vede dal vigneto che i ragazzi di don Luigi
Ciotti, il fondatore di Libera, hanno trovato semiabbandonato e che hanno già
risistemato al punto da ottenere una prima buona vendemmia di Negroamaro.
Dalle
Province timidi sì ai tagli ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
sistema di
sovrapposizioni di funzioni e risorse suddivise in mille rivoli di inutili enti
e burocrazie che si annidano i veri sprechi". Poi, per spiegarsi meglio,
tira fuori alcune cifre: "Le province costano 110 milioni di euro
all'anno,le comunità montane 70 milioni. Ecco – incalza – è nell'associazionismo
intercomunale che occorre cercare i veri costi del sistema".
Veltroni
passaggio a nord-Est ( da "Espresso, L' (abbonati)"
del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
liberalizzazioni
più avanzate, costi più bassi dell'energia, burocrazia più snella ed
efficiente. Competitivi, e dunque attrattivi per le nostre stesse imprese.
Prenda la Slovenia, entrata nel 2007 nell'area Schengen: il costo del lavoro è
di un terzo inferiore al nostro, il reddito d'impresa è tassato al 22 per
cento.
Ha
vinto la monnezza ( da "Espresso, L' (abbonati)"
del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
resa
possibile anche da una burocrazia lenta e corrotta che fingeva di non vedere
cosa si nascondeva nelle terre incolte, nelle cave dismesse o nelle vasche in
cui si sarebbe dovuta praticare un'improbabile itticoltura, sia con la gestione
delle imprese che si occupano della raccolta dei rifiuti urbani.
Condannati
alla cecità per un farmaco negato
( da "Giornale.it,
Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ciechi e con
gravi disturbi neurologici per colpa della burocrazia e di un sistema sanitario
nazionale che non rimborsa ad ospedali e università un farmaco utile per
contrastare la nostra malattia". È lo sfogo dei pazienti colpiti dalla
malattia di Beçhet, patologia che colpisce ogni anno due italiani ogni 100mila
abitanti.
Arti
( da "Espresso,
L' (abbonati)" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Quarto punto:
la burocrazia. Non bisogna solo ridurla, ma migliorarla. Per esempio con una
scuola per la formazione dei sovrintendenti ai beni culturali: è mai possibile
che un qualunque architetto possa entrare in uno dei settori più delicati, dove
la preparazione specifica è indispensabile?
A
CIASCUNO LA SUA PARTE ( da "Corriere di Bologna"
del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la burocrazia
asfissiante, il debito pubblico, la pressione fiscale sul lavoro e sul
capitale, ecc. Tutto questo rende la crisi italiana più pesante che negli altri
paesi. Le fortissime tensioni sulle materie prime (petrolio, oro, rame e zinco)
unitamente al forte apprezzamento dell'euro rappresentano altri fattori
importanti che contribuiscono alle difficoltà di cui sopra.
Italia
siamo un paese quasi al capolinea
( da "Riformista,
Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la burocrazia
imperante e, purtroppo, molto altro che non basterebbe un'intera pagina per
descriverlo. Una situazione, la nostra, a maggior rischio, che ormai
apertamente ci viene imputata dagli altri partner europei, che sono
sensibilmente delusi, sia del nostro apporto alla causa europea, dopo essere
stati tra i fondatori-
Viaggia
ad alta quota l'export pesarese. Più 12,1% (pari a 2 miliardi e 300 milioni di
eur ( da "Messaggero, Il (Pesaro)"
del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
è che le
nostre imprese cominciano a recuperare terreno in Europa e si arresta dopo anni
il trend negativo verso la Germania". Alberto Drudi, presidente di Camera
di Commercio promette di "promuovere l'incoming sul nostro
territorio", mentre Forni sottolinea l'urgenza di attuare "meno
burocrazia, meno tasse sul lavoro".
I
segnali preoccupanti emersi nel 2007 trovano allarmante conferma nelle
previsioni per il 200 ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ha continuato
- cui dovrebbero aggiungersi quelle relative ad una burocrazia più semplice e
snella, ad un costo del lavoro più contenuto, ad aumenti salariali legati anche
alla produttività e ad una reale diminuzione del cuneo fiscale". "Per
noi la sicurezza e la lotta al lavoro nero rappresentano obiettivi assolutamente
prioritari;
Ciechi
e con gravi disturbi neurologici per colpa della burocrazia, di un Sistema
sanitario na ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ciechi e con
gravi disturbi neurologici per colpa della burocrazia, di un Sistema sanitario
nazionale che non rimborsa ad ospedali e università un farmaco utile per
contrastare la nostra malattia, di una Regione che fa muro". È lo sfogo
dei pazienti colpiti dalla malattia di Beçhet, patologia che colpisce ogni anno
due italiani ogni 100 mila abitanti e che anche in Umbria ha una sede.
Gli
imprenditori: Serve una svolta per il rilancio
( da "Sole
24 Ore, Il (Sud)" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
invadenza
della burocrazia e degli apparati. Ecco perché è necessario riformare la
Regione snellendola liberando le risorse per metterle a disposizione delle
attività economiche private che vogliono intraprendere e svilupparsi". Un
pensiero in linea con quanto già dichiarato dal presidente di Confindustria
Sicilia Ivan Lo Bello proprio al Sole 24Ore:
All'Alto
Garda il turismo non basta ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)"
del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
esigenza di
sviluppo del settore produttivo spesso si scontra ancora con una burocrazia
lenta e macchinosa. Se la convivenza fra territorio e grandi aziende può dirsi
riuscita, persistono tuttavia alcuni problemi legati agli spazi, alla logistica
e alle vie di comunicazione ". "Nonostante gli sforzi – aggiunge
Dirignani –
Meno
burocrazia e ricette anti-coda via internet
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Attualità
"Meno burocrazia e ricette anti-coda via Internet" On-line
"www.riccardoilly.it" accessibile ai disabili. Il presidente:
"Tutti i cittadini presto in rete" PRESENTATO IL SITO UDINE. Niente
più ricette di carta, niente più viaggi a vuoto fra medico di base, ufficio
prenotazioni, ospedale, farmacia.
Al
via i cantieri chirurgici nel cuore della città - serena lullia
( da "Nuova
Sardegna, La" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La burocrazia
ha sbriciolato i programmi. Il Comune ha dovuto aspettare alcuni mesi prima di
ottenere l'ok dall'ufficio tutela del paesaggio. L'appalto da 355 mila euro
servirà per sostituire i sottoservizi vecchi di 50 anni. Le reti dell'acqua,
della fogna, le linee elettriche e telefoniche saranno impacchettate
all'interno di un grande tunnel di cemento armato.
L'udc
"lancia" la squadra occhetto stasera a san vito zaia (pd): basta
burocrazia ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
CRidurre la
burocrazia a tutti i livelli. E la priorità, indicata in un incontro
elettorale, dal candidato alla Camera del Partito democratico, Sergio Zaia.
"Fare l'imprenditore - sostiene - è molto difficile. Burocrazia,
controlli, tasse, certificazioni, sistema finanziario e infrastrutture
appesantiscono l'attività.
Pass
ai residenti in centro: venga tolta la marca da bollo
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
BUROCRAZIA La
richiesta della marca da bollo sui pass per l'accesso nella zona a traffico
limitato è al centro di una protesta da parte di Alleanza nazionale. Con una
mozione i consiglieri Elena Coiro, Emanuele Loperfido e Francesco Ribetti
chiedono al sindaco di "autorizzare preventivamente il transito delle auto
dei residenti rilasciando il pass a fronte della certificazione della
Burocrazia
e vincoli bloccano aquileia ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La famosa
burocrazia asfissiante è dovuta soltanto al fatto che buona parte del
territorio è sotto vincolo? Oppure c'è qualche altro ente che applica questa
famosa burocrazia? Il sottoscritto è un cittadino che opera in Aquileia e ha
messo sempre del "suo", sottostando alla celebre burocrazia
asfissiante, senza mai chiedere o percepire alcunché dalla Regione in termini
di fondi.
Vinta
la difficile battaglia contro la burocrazia di un atleta paraplegico
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
per le visite
Vinta la difficile battaglia contro la burocrazia di un atleta paraplegico
Tonara.. Problemi per le visite --> Bruno Nonne, cinquantottenne paraplegico
di Tonara, ha le valigie pronte per il suo prossimo viaggio a Roma: domenica
parteciperà infatti alla maratona della capitale, evento ormai classico che
richiama da tutto il mondo atleti professionisti e dilettanti.
C'è
il farmaco per una malattia rara ma la burocrazia ne ostacola l'uso
( da "Tirreno,
Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia ne
ostacola l'uso Colpito anche Scuderi campione di atletica L'allarme di Cantini
ROMA. "Rischiamo di diventare ciechi per colpa della burocrazia. Abbiamo
la malattia di Behcet, una rara lesione reumatica. C'è un farmaco già
disponibile, Infliximab, che può contrastare la malattia, la cecità e i suoi
disturbi neurologici eppure non possiamo averlo perché non avendo la
Sicurezza,
il nuovo governosegua le indicazioni dell'ue
( da "Secolo
XIX, Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
individualismo
e le inerzie delle diverse burocrazie producano la frammentazione e talora la
deresponsabilizzazione a cui abbiamo assistito con gli ultimi governi, nessuno
dei quali ha prodotto una soddisfacente politica marittima unitaria. Sotto
questo profilo, coloro che devono operare tutti i giorni sul campo, come le
Capitanerie di porto-Guardia costiera,
Calearo-Riello,
duello radiofonico tra idee, programmi e stilettate
( da "Corriere
del Veneto" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
che hanno
bisogno di meno burocrazia, infrastrutture migliori e una fiscalità più
corretta. Questo è il mio impegno. Riello (Pdl): (con un'ombra di sorriso nella
voce) Mi sembra un ottimo programma di centrodestra, non posso che confermare
le stesse cose. Io sono sempre stato da questa parte politica, Calearo non so
ma sul bene delle imprese c'è un vissuto comune.
Ex
Delverde. La verità (giudiziaria) del fallimento è finalmente dietro l'angolo
( da "PrimaDaNoi.it"
del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Nel processo
le prove dell'accusa dovranno reggere le bordate della difesa (per Masciarelli
c'è sempre l'avvocato Carlo Taormina che non risparmierà colpi di teatro),
mentre la prescrizione corre sempre più veloce della burocrazia giudiziaria.
14/03/2008 10.53 LA RICHIESTA DI RINVIO A GIUDIZIO DI VASTO LA VERITA DELL'EX
AMMINISTRATORE ROTUNNO.
SAN
GIOVANNI LUPATOTO. Il centrosinistra solleva il problema delle opere collegate
all'ampliamento del <Verona Uno>
( da "Arena.it,
L'" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
romana e tempi tecnici molti lunghi". "Ancora più evidente è la
mancata realizzazione delle opere sulla viabilità, e qui il problema è tutto
locale", conclude il periodico. Giova ricordare al riguardo che in base
alla convenzione sottoscritta con il Comune (che ha trasformato parte della
superficie vicina al centro commerciale da artigianale in commerciale per
consentire
L'appello
del Forum: I progetti non siano utopie
( da "Denaro,
Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
che vede
nella burocrazia il principale artefice dei rallentamenti che bloccano le
realizzazioni a Viglena e Bagnoli. Gli interventi, possibili con lo strumento
della finanza di progetto, possono compensare il divario tra la Campania e il
resto d'Europa. "Ma avverte il presidente dell'Acen - bisogna agire in
fretta.
Centenario
Upi, Melilli: Modifiche sì, tagli no
( da "Denaro,
Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
sovrapposizioni
di funzioni e risorse suddivise in mille rivoli di inutili enti e burocrazie
che si annidano i veri sprechi".E, sempre sui costi della politica,
Melilli ha ricordato che l'Upi ha chiesto insieme all'Anci, l'Associazione dei
Comuni italiani, ai partiti politici e alle istituzioni di stringere un patto
per ridurli "senza con ciò impoverire il livello di democrazia del
Paese".
I
dipietristi: fisco più leggero ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
dove un
imprenditore ha una burocrazia sicuramente meno pressante e agevolazioni
fiscali di molto superiori a quelle che si possono ottenere sul versante
italiano". I candidati hanno rimarcato "la necessità che Gorizia
abbia un suo rappresentate in Regione che possa effettivamente tutelare gli
interessi di questo territorio e che,
L'anomalia
dei "debiti" scolastici
( da "Giornale
di Vicenza.it, Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
per far posto
alla "burocrazia" e che su di essa si sono riversate tutte le
frustrazioni di una società in crisi. Ma si deve anche tener conto che da
troppo tempo l'istituzione scolastica è stata oggetto di una costante pressione
per un livellamento al ribasso, piuttosto che aiutata a governare un processo
di crescita qualitativa.
MADDALENA
LIBERA ( da "Nuova Ecologia.it, La"
del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
farà arrivare
parecchi soldi e poi è una scorciatoia alla burocrazia: Stato, Regione,
Parco... La nostra vocazione ? chiarisce ? è quella turistica, anche se questo
dovesse costare la trasformazione della Maddalena in località esclusiva.
Mettiamo da parte le ideologie: non possiamo mangiare panini a pranzo e pizza a
cena".
ALLARME
ECONOMIA: CONFCOMMERCIO, LA RECESSIONE E' DIETRO L'ANGOLO
( da "Sestopotere.com"
del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Uno dei
problemi maggiori, secondo Bella, è il capitale umano e la scarsa formazione
delle future classi dirigenti. "Altro nodo da sciogliere ? ha aggiunto il
direttore dell'ufficio Studi - è quello delle infrastrutture materiali come
energia e mobilità e quelle immateriali come giustizia, sicurezza e burocrazia".
Il
doppiopesismo della sinistra ( da "Opinione, L'"
del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
FEDERALISMO E
BUROCRAZIA Berlusconi dice che vuole abolire le province e licenziare un sacco
di politici e burocrati locali. Apparentemente dovrebbe insorgere l'alleato
leghista, che invece della devoluzione e del federalismo è paladino. E quasi a
contraddire Berlusconi, Formigoni dice che vuole esportare a Roma il modello
gestionale da lui perfezionato in Lombardia,
"La
Destra", uno contro tutti ( da "Opinione, L'"
del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Sappiamo bene
che la burocrazia in Italia vale molto di più della democrazia, ma non abbiamo
la minima intenzione di fermarci alla prima difficoltà". D'Eramo ha poi
evidenziato le incompatibilità di fondo con il Pdl. "Questa non è una
destra nostalgica o reazionaria.
Microcredito:
tandem Agnelli - Passera ( da "Vita non profit magazine"
del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
prima
battaglia è contro la pesante burocrazia presente nel Paese, che non agevola
l'accesso a questa forma di prestiti", ha detto la Agnelli. Marco
Morganti, amministratore delegato di Banca Prossima, ha spiegato che il target
verso cui l'alleanza punta è quello degli studenti universitari, quasi un
milione in Italia, che nel microcredito potrebbero trovare aiuti significativi.
Venezia
"I due treni, gli argani ( da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Nord America
e Italia e la burocrazia è uguale in tutti i paesi dell'Unione Europea -
aggiunge - l'unica differenza tra l'Italia e altre nazioni è la maggiore
presenza di reperti archeologici che può rallentare i lavori". Per cui,
assicura, "a metà 2009 partiremo con i collaudi e a fine anno partirà la
prima corsa".
<Siamo
pronti a offrire duemila voti a chi risolverà i nostri problemi>
( da "Gazzettino,
Il (Venezia)" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
E il rispetto
consiste nell'erogare i quattrini con continuità invece che quando vuole la
burocrazia per cui si va avanti mese per mese, come se queste fossero
associazioni interinali. E invece si tratta di associazioni e cooperative che
gestiscono al meglio 10 Comunità Alloggio e 9 Centri Diurni e che hanno 190 dipendenti.Maurizio
Dianese.
DALLA
PRIMA PAGINA ( da "Gazzettino, Il"
del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
come gli
appartenenti alla burocrazia ministeriale, o ad altri servizi statali dove gli
avanzamenti sono automatici e per inerzia, dettati come sono dall'età. La
responsabilità che Emma Marcegaglia si assume è enorme, amplificata dalla crisi
di decisionalità della politica, che in questi ultimi anni ha toccato il punto
più basso in assoluto,
POSTI
BARCA, SETTE PROGETTI PER NAPOLI PORTO D'EUROPA MA CI SONO TROPPI VINCOLI
( da "Mattino,
Il (City)" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
che si è incentrato il convegno, nel corso del quale si è riconosciuto che
sulla portualità per la nautica da diporto sono stati fatti passi avanti a
livello regionale ma è rimasta indietro Napoli, con i ritardi per Vigliena e
con lo scandalo Bagnoli, dove la bonifica è solo al 3% del suo percorso e dove
l'intervento della Soprintendenza ha bloccato i tre progetti in corsa
CORTESE:
IL VERO CONFLITTO è CON LA GERONTOCRAZIA
( da "Mattino,
Il (Avellino)" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
È lo Stato
che interviene a sostenerti nei 6 mesi in cui non lavori". Veltroni
annuncia tagli alla spesa pubblica e riduzione delle tasse. Come si fa?
"C'è l'extragettito fiscale, venti miliardi in cassa. E poi è necessario
rendere la burocrazia statale più snella. Si può fare". c.gr.
ABORTI
A GENOVA, LO SCONTRO DIVENTA POLITICO
( da "Mattino,
Il (Benevento)" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
"In fin
dei conti - conclude - il ginecologo aveva omesso solo di rispettare la
burocrazia prevista dalla legge che, per i tempi lunghi che comporta, prolunga
le sofferenze delle donne che hanno deciso, non certo a cuor leggero, di
abortire, chiedendo solo un po di riservatezza".
LA
MADDALENA LIBERA ( da "Nuova Ecologia.it, La"
del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
farà arrivare
parecchi soldi e poi è una scorciatoia alla burocrazia: Stato, Regione,
Parco... La nostra vocazione ? chiarisce ? è quella turistica, anche se questo
dovesse costare la trasformazione della Maddalena in località esclusiva.
Mettiamo da parte le ideologie: non possiamo mangiare panini a pranzo e pizza a
cena".
ALLARME
CONFCOMMERCIO, RECESSIONE DIETRO L'ANGOLO
( da "Sestopotere.com"
del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Uno dei
problemi maggiori, secondo Bella, è il capitale umano e la scarsa formazione
delle future classi dirigenti. "Altro nodo da sciogliere ? ha aggiunto il
direttore dell'ufficio Studi - è quello delle infrastrutture materiali come
energia e mobilità e quelle immateriali come giustizia, sicurezza e
burocrazia".
La
scommessa della politica? Riparta dal bello
( da "ADN
Kronos" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
evitando di
cadere nelle maglie della burocrazia e in quelle di una definitiva
musealizzazione: la sfida non è attrarre più turisti ma mostrare l'unicità di
un luogo, che è segno della civiltà che lo ha prodotto. Fortificare il brand
Italia significa anche declinare un 'manifesto minimo di idee forti che porti
la cultura ad essere impresa,
LAVORO
PIU' SICURO? ( da "Azione, L'"
del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Riduzione
burocrazia. Sono semplificati gli obblighi formali, attraverso la riduzione del
numero e del peso per le aziende degli adempimenti di tipo burocratico, in
quanto non incidenti sulle condizioni di salute e sicurezza negli ambienti di
lavoro. Il mondo imprenditoriale ha accolto criticamente il nuovo decreto,
Italia,
il paese dell'eterna emergenza ( da "Vita non profit magazine"
del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
In tal modo
evita i rallentamenti causati dalla burocrazia e può agire con tempestività.
Questo nella versione "ottimistica". Siccome però il rispetto delle
scadenze non è davvero la norma, accade che, con l'alibi di evitare i lacci
dell'ordinaria amministrazione, si possano verificare comportamenti non proprio
ortodossi.
Perego:
il ponte della Biscioia non ha valenza storica. Presto l`abbattimento
( da "Merateonline.it"
del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
opera
importante che rischiava di arenarsi per via della burocrazia. La struttura,
infatti, che collega la località Biscioia con il centro del paese, passando
sopra la statale 342 era stata oggetto di una serie di interrogazioni da parte
dei cittadini che avevano chiesto di verificare se il ponte avesse una qualche
valenza storica o fosse sottoposto a vincoli culturali.
Quei
barbari che maltrattano gli ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
e che il buon
senso sociale ed ambientale prevalga sulla burocrazia e che l'azienda continui
nel suo apprezzabilissimo progetto di piantare 10mila piante. Ce ne fossero di
piani ambientali di questo tipo! Invece in giro si vedono ogni giorno solo
colate di cemento.Molte di queste brutture andrebbero fermate ed eliminate, non
la piantumazione di alberi, salvo poi lamentarsi per l'
Tondo
in Fiera, affondo a Illy ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
livello di
burocrazia sono le cose che il candidato presidente ha in mente, almeno come
inizio, per la cura del tessuto economico nella Destra Tagliamento. Ma questa
sera a Pordenone Tondo parlerà anche di sanità, di opere pubbliche, di rapporto
con gli Enti locali e di sprechi che - sempre secondo il candidato del
centrodestra - sono da imputare al precedente governo regionale.
CONFCOMMERCIO:
SANGALLI LANCIA ALLARME,QUASI RECESSIONE/ANSA
( da "Wall
Street Italia" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la riduzione
della burocrazia (un quarto di punto pil), l'efficientamento di infrastrutture,
trasporti e logistica (3 punti di pil). "Chiediamo che nell'arco dei primi
cento giorni la tassazione secca di straordinari e incentivi sia portata al
10%, il ripristino della piena agibilità del lavoro intermittente, la
liberalizzazione dei servizi pubblici locali"
Veltroni
alla conquista del Nord ( da "Dire"
del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Mentre è ai
primi posti per complessità della burocrazia. Uso l'espressione di una persona
di fede: dobbiamo 'diventare semplici". Non è mancata neanche qui una
risposta soddisfacente da parte del pubblico che, per bocca del presidente di
Confartigianato Lombardia, Giorgio Merletti, gli dice: "Caro Walter siamo
molto interessati al tuo tour elettorale".
( da "Gazzetta di Parma, La" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Burocrazia
110 giornate l'anno Quello della burocrazia è un problema
concreto. Bonazzi ha rilevato che... continua... Per leggere il testo completo
dell'articolo, registrati al nuovo "sfogliatore" online.
( da "Citta' di Salerno, La" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
" I DATI. I
dati del III rapporto sul sistema universitario del Comitato nazionale di
valutazione presieduto da Giuseppe De Rita parlano chiaro: l'etá media dei
docenti è di 52 anni. Gli italiani sono i più vecchi d'Europa: gli under 35
sono il 4.6% a fronte del 16% in Gran Bretagna e del 12% in Francia. Il 22.5%
ha più di 60 anni. Non solo. I ricercatori che materialmente possono sostituire
i docenti di ruolo nel 36% dei casi hanno tra i 45 ed i 55 anni. Perchè questo tsunami demografico? Carenza di fondi? Assenza di
concorsi? Eccessiva burocrazia? Raccomandazioni e favoritismi? Raccontateci le vostre
esperienze sul sito Internet del nostro quotidiano www.lacittadisalerno.it. Il
sondaggio è on line da questo pomeriggio.
( da "Citta' di Salerno, La" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
La radio dell'ateneo
di Salerno fa luce sulle carriere accademiche DIBATTITO on line I meccanismi
della cooptazione e l'assenza di contratti DALL'INVIATO BARBARA CANGIANO "
Fisciano. Sudare sette camice per arrivare a firmarne una. Magari dopo decine
di pubblicazioni ed altrettanti anni di "parcheggio" in un limbo
senza identitá nè giuridica nè contrattuale. Lavorando nella speranza che la
crescita del proprio patrimonio culturale non resti solo un plus valore da
autocelebrare, ma un trampolino di lancio per una carriera se non
necessariamente brillante, quantomeno dignitosa. Capace di garantire la
stabilitá di uno stipendio e di un ruolo. Sono i ricercatori precari,
quell'universo grigio che affolla gli atenei, e al quale la web radio
dell'Universitá di Fisciano ha dedicato uno speciale. " Il precariato
forzato, le spine delle riforme (da Zecchino alla Moratti), le contraddizioni
dei decreti (ultimo il mille proroghe), l'inamovibilitá del baronato
d'accademia, la conflittualitá della ricerca tra pubblico e privato, la burocrazia, le raccomandazioni, sono stati gli argomenti che hanno animato
il nuovo speciale della web radio andato in onda mercoledì pomeriggio e
realizzato dall'ateneo in collaborazione con il nostro quotidiano. Il fenomeno
- decisamente spinoso e ricco di provocazioni a cui gli stessi
"baroni" non si sono sottratti - è stato osservato da diverse
angolazioni, ospitando i contributi di ricercatori ed associati che da
Fisciano sono volati negli Stati Uniti e confrontando le loro esperienze con
quelle dei colleghi che attendono pazienti una svolta. Dal precariato dei
fuorisede a quello della ricerca, le voci in e fuori campo si sono unite per
chiedere maggiore dinamismo, la fine di una gerontocrazia accademica che
penalizza le fasce giovani, la valorizzazione della meritocrazia ed un impegno
comune sul fronte istituzionale, perchè la fine dell'incertezza di chi vive di
ricerca potrebbe significare la fine di una fase di stallo dell'economia
intellettuale del Paese. Punto dolente del sistema italiano l'inamovibilitá
della classe docente ed una certa abitudine - nel pubblico come nel privato -
alla cooptazione. Del resto fece scalpore un sondaggio di "la
Repubblica" Napoli di pochi mesi fa: il 78% degli studenti della facoltá
di Architettura dichiarò che nelle universitá si ricorre alle raccomandazioni.
Lucidissima, in tal senso, l'analisi del docente Giso Amendola jr: "E' il
segno che questo sistema ha un eccesso di precarizzazione in basso che deriva
dall'eccessiva inamovibilitá del livello alto. L'Universitá ha dei criteri
molto selettivi in entrata, ma una volta dentro non c'è verso che ti caccino.
Paradossalmente potrei anche smettere di studiare: la mia carriera ed il mio
stipendio andrebbero avanti da se". Di qui una provocazione: precarizzare
i docenti, accolta e anzi giá maturata in precedenza dall'economista Pasquale
Persico che propose di affiancare il senato accademico al senato della ricerca
per sburocratizzare l'ateneo. Per Persico l'obiettivo non è la stabilizzazione
dei precari, ma quella dei progetti di ricerca, individuando a livello
governativo i fondi per tenerli in vita ed assicurare un turn over di
professionisti disposti a confrontarsi su fatti ed idee. "Una volta c'era
la cooptazione sana - ha continuato Amendola - C'erano scuole di pensiero che
avevano una tradizione culturale. Un marxista cooptava un marxista ed un
democristiano un altro democristiano. Beninteso, non ho rimpianti per quei
tempi, ma oggi la cooptazione è peggiorata, diventando una guerra tra bande,
senza nessun progetto e nessuna strategia se non quella di creare l'ansia nel "sottoposto"
che dal sopracciglio del "maestro" cerca di capire la sua ira o il
suo apprezzamento". Un ostacolo in più per riuscire ad emergere: "Se
a Salerno o a Pisa ci fosse un Einstein sarebbe molto difficile che questi
assumesse incarichi di coordinamento perchè la trafila burocratica è
fallimentare anche per le figure più brillanti", ha chiarito Libero Sesti
Osseo, componente della rete dei ricercatori, lamentando un'assenza di tutela
sindacale che nasce dalla mancata contrattualizzazione di una categoria dove i
confini tra la crescita culturale e lo sfruttamento rischiano di diventare
molto labili. Nel mirino anche gli enti deputati a valutare la ricerca e le
nuove forzature del Governo, come il decreto mille proroghe che rimanda sine
dei i concorsi per i ricercatori, sbloccando quelli per associati ed ordinari
ed individuando, per questi ultimi, la doppia idoneitá. Come dire: un ulteriore
benefit per chi è giá in odore di assunzione e l'ennesimo stallo per chi è
stanco dello stand by.
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del
14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL BILANCIO
DELL'EXPORT:NEL 2007 +12% Trascinati dalla meccanica e dagli yacht CON IL
MERCATO interno pressoché agonizzante, una boccata d'ossigeno arriva dalle
esportazioni. I dati Istat elaboratori da "Aspin2000" dicono che la
crescita dell'export nel 2007 è stata del 12%. In totale hanno superato i
confini nazionali merci per 2 miliardi e 300 milioni di euro. Assieme ad
Ascoli, Pesaro è la provincia che ha fatto meglio sotto questo profilo: Ancona
ha fatto segnare un + 4,8% e Macerata è negativa: - 4,8%. Va bene l'export, ma
è anche vero che l'import va anche meglio: + 17% pari a 862 milioni di euro. A
trainare la "baracca" nel campo delle esportazioni è sempre il
comparto della meccanica, che ha messo a segno un balzo, rispetto al 2006, del
15,4% pari a 741 milioni di euro. Cresce, ma cresce solo del 2,8% rispetto al
2006, il settore del mobile-arredamento che è la seconda voce, per volume di
affari della provincia: 420 milioni di mobili esportati. In questo ambito il
miglior cliente resta la Russia (+ 8,7%), seguono poi la Francia e il Regno
Unito. In flessione la Germania con un meno 7 % e gli Stati Uniti che fanno
segnare un crollo di oltre il 22 %. In fortissima crescita c'è il settore della
nautica che, rispetto al 2006, sale del 45,5% con un totale di 217 milioni di
export. E forse è proprio legato al settore della nautica il fatto che sia la
Francia, globalmente, il miglior mercato in assoluto. Molte società che
commercializzano yacht hanno infatti la loro base in Costa Azzurra. OTTIMISMO a
tutto campo? Solo in parte. "Questi dati mostrano ? dice Gisella Bianchi
(foto), direttore di Aspin2000 ? che siamo sempre più competitivi sui mercati
esteri, sebbene negli ultimi 4 mesi del 2007 la flessione di alcuni nostri
settori come le meccanica rifletta il rallentamento della congiuntura
internazionale ed inviti dunque ad un certa cautela". Aggiunge il
presidente della Camera di Commercio Alberto Drudi: "I risultati
dell'aumento dell'export, in un mercato domestico quasi fermo, indicano la
necessità di sviluppare iniziative mirate sui mercati internazionali. Come
Camera di Commercio intensificheremo la nostra attività sia per consolidare le
relazioni già esistenti, sia nel promuovere iniziative di incoming sul nostro
territorio". E il presidente di Aspin, Luigino Gambini mette l'accento su
un punto: "Lavoreremo anche per supportare le piccole e piccolissime
imprese soprattutto sui mercati europei attraverso missioni in Germania e
Svezia messe in programma per settembre". UN COMMENTO arriva anche da Roberto
Forni delegato all'internazionalizzazione di Confindustria: "I segnali
positivi che l'export pesarese continua a registrare ? dice ? rappresentano per
noi industriali un ulteriore stimolo ad approfondire l'impegno sui mercati
internazionali, sia in termini di innovazione che di strategie commerciali. Ma
in questo ambito diventa sempre più urgente e
indilazionabile dotare il Paese delle riforme strutturali: meno burocrazia, meno tasse sul lavoro, più infrastrutture". ULTIMO SGUARDO
ai due colossi emergenti, e cioè la Cina e l'India. L'export ha fatto
registrare un volume di affari pari a 28 milioni con una crescita del 34,2%.
L'import ha fatto segnare un più 92% con 129 milioni di euro. Per quello
che riguarda l'India le esportazioni sono salite a 6,7 milioni con un
incremento del 19,7%; le importazioni sono più che raddoppiate passando dai 14
milioni di euro del 2006 ai 35 del 2007. "E' vero che il nostro export
verso Cina e India ? dice Gisella Bianchi ? è ancora modesto, ma è altrettanto
vero che questi due grandi mercati stanno diventando per le nostre imprese aree
di approvvigionamento di materie prime e semilavorati. Fattore questo che che
ci sta portando nuovamente ad essere competitivi sui mercati europei".
m.g. - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del
14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
? COLBORDOLO ? E'
VISIBILE dalla strada. Come da progetto, una delle quindici antenne ripetitori
radio del segnale Adsl è comparsa sopra il tetto della biblioteca di Morciola
(foto). Questo potrebbe significare che già a fine aprile gli internauti di Morciola,
Cappone e Colbordolo potranno, anche loro, contare su un accesso veloce alla
rete. Resteranno escluse dal servizio le zone di Montefabbri e Capponello:
"Trattandosi di un progetto pilota ? spiega Adriano Gattoni, dirigente in
Provincia dei Servizi Telematici Territoriali e responsabile del progetto
pilota che mira a fornire il servizio Adsl wireless in zone lasciate scoperte
dagli operatori di telecomunicazione privata ? è normale che siano state
ritagliate delle zone "campione". Gli ambiti di attuazione del piano
sperimentale sono stati individuati sulla base di scelte puramente tecniche
ricadute su territori, anche molto diversi tra loro, proprio per poter testare
al meglio le modalità di intervento.Di fatto gli altri territori inclusi dal
progetto rientrano nei comuni di Mercatello sul Metauro e Sant'Agata
Feltria". Il progetto pilota, in questo momento in piena fase di
attuazione dopo l'assegnazione dei lavori all'associazione di imprese Ascom di
Ancona e Hitel di Bologna chiamate a installare gli impianti di trasmissione
(una trentina di dispositivi tra apparati e ripetitori) per quanto riguarda il
territorio di Colbordolo è quasi al termine:"Se tutto procede secondo
programma ? dice Gattoni ? entro aprile dovrebbero concludersi sia la fase di
installazione degli apparati tecnologici che la fase di collaudo
funzionale". Questo vuol dire che prima di Pasqua (bel tempo permettendo)
i tecnici dopo aver terminato gli impianti, testeranno che il tutto funzioni
come previsto. "Per fare questo ? spiega Gattoni ? abbiamo individuato una
decina di utenti "sperimentatori" ai quali verranno sistemate borchie
riceventi. Si tratta di scatoline ingombranti una quindicina di centimetri che
verranno montate fuori casa, in direzione dei ripetitori". Quando il
servizio entrerà a regime, tutti gli aspiranti internauti, verranno forniti di
queste borchie, fondamentali per garantire la velocità di navigazione.
"Per metà aprile ? conclude il dirigente ? contiamo di nominare il
provider che gestirà il servizio. Conclusa la burocrazia
del caso, se non ci sono intoppi, potremo quindi informare, con un'assemblea
pubblica, la cittadinanza. In quell'occasione, il provider renderà note anche
le tariffe per accedere al servizio". Solidea Vitali Rosati - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del
14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Er affrontare il
tema del bilancio. All'ordine del giorno anche le problematiche che vivono le
imprese artigiane nel Comune di Chiaravalle: 307 le aziende di cui 170 iscritte
alla Confartigianato. A Chiaravalle oltre al settore della metalmeccanica c'è
un elevato numero di aziende che operano nel comparto dei servizi. Le imprese
vogliono essere ascoltate e contare per il valore che hanno , e chiedono di non
essere continuamente paralizzate da tasse inique e burocrazia.
Nell'ambito dell'incontro l'Amministrazione comunale rappresentata dal Sindaco
Daniela Montali e dall'assessore Brandoni, ha tenuto a precisare che per
quest'anno non ci saranno aumenti sostanziali. Giovanna Gori Vice Presidente
del comitato intercomunale della Confartigianato ha proposto
all'amministrazione comunale di Chiaravalle di concedere contributi per le neo
aziende che intendono fare formazione. Marco Pierpaoli responsabile
sindacale di zona della Confartigianato ha inoltre proposto di introdurre
sgravi sulla Tarsu per le aziende meritevoli che già applicano una gestione dei
rifiuti oculata. L'amministrazione, dopo aver valutato la proposta, ha
accettato la richiesta della Confartigianato concedendo alle neo imprese dei
contributi per la formazione. Inoltre per le aziende che hanno stipulato accordi
con imprese per il ritiro dei rifiuti e che di fatto non conferiscono nulla o
parzialmente in discarica, saranno valutati sgravi sulla tarsu. Inoltre
l'incontro è proseguito con l' affrontare i problemi inerenti alla prossima
chiusura della discarica. Le imprese di Chiaravalle non vorrebbero un
inasprimento delle imposte comunali dovute alla mancanza dei proventi derivati
dalla chiusura della discarica di cui il Comune ha usufruito nel corso di
questi anni. - -->.
( da "Nazione, La (Umbria)" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di CRISTINA
BELVEDERE ? PERUGIA ? IL SETTORE delle costruzioni, dopo anni di crescita,
manifesta in Umbria segnali di rallentamento, anche a seguito della recessione
del comparto dei lavori pubblici. Di qui l'allarme lanciato dall'Ance regionale
al ministro allo Sviluppo Economico Pierluigi Bersani, ieri ospite di una tavola
rotonda nella sede di via Palermo. Dopo i saluti del sindaco Renato Locchi, è
intervenuto il presidente di Confindustria Perugia Antonio Campanile,
ricordando l'importanza del settore per l'economia locale: "L'industria
delle costruzioni ha un ruolo importante nel nostro tessuto produttivo, perché
partecipa per circa l'8% alla creazione del valore aggiunto regionale a cui
corrisponde un dato analogo per quanto riguarda l'occupazione". A INDICARE
le difficoltà del comparto è stato invece il presidente di Ance Perugia Carlo
Carini: "I segnali preoccupanti emersi nel 2007 trovano allarmante
conferma nelle previsioni per il 2008, anno in cui diverrà più evidente la
frenata nella costruzione di nuove abitazioni e proseguirà la flessione degli
investimenti nelle opere pubbliche. Si prevede quest'anno la prosecuzione del
trend negativo in atto dal 2005, nonostante l'importante iniezione di risorse
prevista dalle ultime due Finanziarie". CARINI ha sottolineato:
"Siamo di fronte a una rapida e netta inversione di tendenza, con il
possibile inizio di una fase recessiva dai risvolti pesanti anche sul piano
occupazionale. Una recessione capace di determinare conseguenze devastanti
sulle capacità di sviluppo e di recupero di competitività dell'intero sistema
Paese. Da qui, la piena condivisione delle richieste che l'Ance nazionale ha
già anticipato al nuovo Governo: realizzazione di nuove grandi e piccole
infrastrutture, valorizzazione del territorio con una forte partnership tra
pubblico e privato e revisione strutturale del sistema del prelievo fiscale.
Richieste cui dovrebbero aggiungersi quelle relative a una burocrazia più
semplice e snella, a un costo del lavoro più contenuto, ad aumenti salariali
legati anche alla produttività e a una reale diminuzione del cuneo fiscale".
IN PARTICOLARE, Carini ha ricordato temi cari alla categoria come la sicurezza
nei cantieri, la lotta al "lavoro nero", la necessità di premiare le
imprese virtuose e la grave crisi del mercato delle opere pubbliche.
Vista la difficoltà delle piccole e medie imprese a partecipare ai bandi per le
grandi opere, nei mesi scorsi Carini ha scritto una lettera al presidente
nazionale di Ance Paolo Buzzetti, ieri presente in sala, denunciando il
"gigantismo degli appalti": "La dimensione degli appalti deve essere
quella "fisiologica", e cioè una dimensione che risponda al criterio
della funzionalità ma, allo stesso tempo, alle caratteristiche del tessuto
industriale italiano". E ancora: "La nostra regione vive una
situazione di emarginazione nella infrastrutturazione stradale. In Umbria siamo
ormai al collasso per quanto riguarda le stesse manutenzioni di una rete già di
per sè inadeguata. Il monitoraggio dei bandi di gara nel
( da "Alto Adige" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Bruno Canali
Carovita: in città ricompare il "libretto" Pagamenti ritardati per
pane e latte Ma anche i negozi sono in difficoltà La storia di Igor Guerzoni,
titolare dell'ultimo alimentari "familiare" non collegato alle grandi
catene LAIVES. I piccoli negozi di alimentari a conduzione familiare sono ormai
in via di estinzione anche in città. Lo ha spiegato l'altra sera in consiglio
comunale l'assessore Bruno Ceschini a proposito di carovita e crisi del
commercio. In effetti l'unico negozio di alimentari sganciato dalle grandi
catene di distribuzione è rimasto quello di Igor Guerzoni, in via Sottomonte. E
il titolare racconta: "La gente ha sempre meno soldi, abbiamo ripristinato
il libretto". La prima cosa che viene da chiedersi è come faccia a
sopravvivere un piccolo negozio che oramai è circondato dai supermercati; quali
strategie mette in campo chi lo gestisce per sopravvivere alla dura concorrenza
e a margini sempre più ridotti di guadagno. Ne abbiamo parlato con Igor
Guerzoni, il titolare, che ha riaperto un anno fa il negozio di alimentari in
via Sottomonte, dando così seguito ad una tradizione di famiglia che è stata
interrotta solamente da suo padre. "Dire che quella della famiglia
Guerzoni per l'alimentare sia una tradizione è giusto - spiega Igor - perché
già mio nonno Umberto faceva lo stesso lavoro, dapprima in via Kennedy e poi
qui in via Sottomonte. Con mio padre c'è stata la pausa di una generazione e
adesso è da un anno circa che ho ripreso io". Igor Guerzoni, comunque,
prima faceva tutt'altro. "Ero tecnico diagnostico alla Mercedes - conferma
- ma ho voluto riprendere in mano la tradizione di famiglia, consapevole del
fatto che i miei mi avrebbero dato una mano e poi perché ero convinto che c'era
il margine per lavorare anche se piccoli. Così, quando il negozio ci è tornato in
mano dal vecchio gestore l'ho ripreso e rinnovato, aggiungendo la gastronomia e
altre cose e sono contento della scelta fatta". Il suo negozio, vero
esempio di "servizio di vicinato", è anche un ottimo osservatorio
sulla realtà sociale circostante. "La crisi c'è e si sente sempre più -
afferma Guerzoni -, tanto che abbiamo ripristinato l'uso del libretto perché
c'è gente che ormai riesce a saldare il conto della spesa solo a fine mese.
Anche gli acquisti sono ridotti allo stretto necessario. Ecco, direi che in
queste cose emerge la differenza dal supermercato: tra gestore e clienti c'è un
rapporto familiare; ci conosciamo tutti e nel limite del possibile cerchiamo di
venirci incontro, tutte cose che il supermercato non prevede. Io stesso dico
che posso sopravvivere proprio perché non ho un affitto del negozio da pagare,
altrimenti sarebbe proprio difficile". Quanto alle
iniziative che il Comune potrebbe fare per sostenere il commercio, il giovane
gestore dell'alimentari di via Sottomonte ha le idee chiare: "Una burocrazia più snella, perché per poter lavorare ho dovuto attendere mesi e
i documenti da preparare non finivano mai".
( da "Giornale di Brescia" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 14/03/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:LA CITTA' Fondamentale decentrare i
servizi L'ufficio anagrafe della Sesta Circoscrizione "Le Circoscrizioni
sono state finora un punto di riferimento per i cittadini grazie al rapporto
interpersonale che si crea con gli amministratori locali". Rolfi promuove
a pieno l'utilità degli organismi decentrati. "In questi anni ho avuto
centinaia di incontri con gli abitanti del territorio. Mi sono proposto di
accogliere tutte le istanze da qualunque parte provenissero, senza distinzione
di colore politico. Devo ringraziare a tal proposito il lavoro svolto dai
presidenti di commissione e da tutti i consiglieri. L'impegno profuso è stato
tanto. Peccato che molte volte non è stato riconosciuto dal Comune. Eppure le
Circoscrizioni sono uno strumento utile alla città verso un reale decentramento
amministrativo. Impensabile, in una città di 180mila abitanti, non avere le
Circoscrizioni e un presidio sul territorio. Piuttosto si tratta di decentrare
meglio i servizi. L'anagrafe ad esempio - sostiene Rolfi -
potrebbe essere potenziata con ulteriori servizi come il rilascio del
passaporto, il rilascio delle piccole concessioni edilizie, le piccole
manutenzioni. Si snellirebbe la burocrazia, si
servirebbero meglio i cittadini e si ridurrebbero i costi della politica".
( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ritto più elementare
per una ragazza disabile: potersi lavare completamente almeno una volta la
settimana. Solo la tenacia della madre, di suo fratello e altri amici,
permettono al momento che la ragazza possa fare un bagno completo. Infatti gli
assistenti di base non provvederanno a questa cura finché non sarà installato
nella casa della giovane, a Osteria Grande, un particolare sollevatore
automatico: la ragazza pesa troppo per essere tirata su a braccia. E' la mamma,
Carla Poletti, a ripercorrere la vicenda: "E' diritto degli assistenti di
base chiedere il sollevatore. C'è una legge. Ma finché non avrò installato il
macchinario, dove finisce il diritto di mia figlia a ricevere cure igieniche
adeguate? Per questo la legge non c'è". Tra i diritti
dei lavoratori e quelli di Valentina c'è di mezzo la burocrazia che
allunga i tempi. Non vuole pietà, Carla Poletti, ma nemmeno sentirsi dire che
"sono fortunatissima ad avere chi mi aiuta. Finora sono sempre stata molto
soddisfatta del servizio di assistenza. Per fortuna esiste. Ma attualmente non
viene svolto al meglio come accadeva prima". Ogni giorno gli
addetti si prendono cura della ragazza per un tempo che va dai 20 ai 50 minuti:
le danno da mangiare, la cambiano, la fanno alzare. Il sabato le fanno il bagno
(o meglio, le facevano) e le lavano i capelli. Già nel 2005 gli assistenti
chiesero alla famiglia di prendere un sollevatore. Ma dopo averlo provato,
decisero che era meno faticoso fare tutto a braccia e il macchinario finì in
cantina. Lo scorso agosto gli addetti, che lavorano nella coop vincitrice
dell'appalto dai Servizi sociali, hanno riproposto il problema. Carla Poletti
ora ha un sollevatore in ogni piano della casa, ma quello speciale che
consentirebbe alla figlia di fare il bagno, ha necessità di modifiche
strutturali alla casa. "Sono andata a Bologna al Servizio ausili, dove mi
hanno fatto vedere diverse proposte che vanno valutate. Il giudice tutelare mi
deve dare l'ok per usare la pensione di mia figlia per le modifiche necessarie.
Ma occorre tempo per la decisione e anche quando avrò l'ok, ne servirà altro
per i lavori se dovrò tirare su o giù un muro o spostare una porta. E nel
frattempo come facciamo?". Dopo un primo periodo di tolleranza, gli
assistenti hanno annunciato che il bagno alla ragazza non lo faranno più: solo
spugnature. "Gli operatori ? spiega Carla ? mi hanno detto che i sindacati
li costringono a non svolgere più il servizio in queste condizioni perché manca
la sicurezza. Ma la legge esiste da tempo. Perché prima non hanno mai detto
nulla e ora sono tanto puntigliosi?". Da febbraio ad aiutare Carla, il
sabato a volte arrivano suo fratello o degli amici. "Se non trovo qualcuno
disponibile, devo pagare una persona: è giusto?". Laura Dall'Olio -
-->.
( da "Repubblica, La" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Commenti
LA BUROCRAZIA DELL'ABORTO MIRIAM MAFAI Non difenderò un ginecologo che,
dichiaratosi obiettore di coscienza nel suo ospedale, era tuttavia disponibile,
nel suo studio privato, a intervenire sulle pazienti che gli chiedevano un
aborto. Il colpevole, del resto, non c'è più. Si è buttato da una finestra dell'ottavo
piano, dal suo studio di Rapallo. Era un ginecologo stimato, dirigente
sanitario del reparto ostetricia e ginecologia del Gaslini, che nel corso degli
anni ha aiutato centinaia di madri a portare a termine anche le gravidanze più
difficili. Non lo difenderò. Non ha bisogno del resto di nessuna difesa dato
che ha evitato, con un gesto definitivo come il suicidio, di essere portato in
Tribunale, di venire processato e condannato. Ma non sfuggiranno al rigore
della legge le pazienti che si erano rivolte a lui per abortire in silenzio,
clandestinamente. Cerco tuttavia di capire le loro ragioni, le loro paure, cosa
le abbia indotte a scartare la strada legale dell'aborto garantito dalla legge
194, scegliendo la strada pericolosa dell'aborto clandestino. Penso, e le loro
prime testimonianze lo confermano, che abbiano scelto questa strada, per
evitare di sottoporsi alla lunga, impietosa trafila burocratica prevista dalla
legge 194. Obbligatoria, secondo la legge, la visita presso il consultorio,
obbligatorio il colloquio con gli esperti ai quali spiegare i motivi della
decisione. E poi la richiesta del relativo certificato, una sorta di
autorizzazione e, dopo una obbligatoria pausa di sette giorni, finalmente la
ricerca di un ospedale pubblico autorizzato ad effettuare l'aborto. Tutti o
meglio tutte sanno che spesso, per avere accesso ad una di queste strutture,
bisogna attendere anche molte settimane. E nell'attesa, intanto, la gravidanza
va avanti. Non difenderò chi, medico o paziente, viola la legge. Ma cerco di
capire perché una donna, sia pure violando la legge, preferisca evitare i
ritardi dovuti prima alla procedura fissata dalla 194 e poi ai rinvii dovuti
alla insufficienza delle strutture pubbliche disponibili all'intervento. E,
alla fine, preferisca rivolgersi, per la interruzione della gravidanza, a un
medico di sua fiducia. Quando trent'anni fa la legge 194 venne discussa in
Parlamento uno dei punti più controversi fu proprio questo. Se cioè
l'interruzione della gravidanza potesse o meno essere affidata anche alle
strutture private, lasciando libera la scelta alla paziente. Una parte del
movimento femminista chiedeva infatti la pura e semplice depenalizzazione del
reato di aborto, lasciando alla donna la possibilità di ricorrere, entro una
certa fase della gravidanza, a un ospedale pubblico o a una struttura privata.
Come del resto normalmente accade nel nostro paese per ogni altro tipo di
intervento. Si decise al contrario, di rendere legale l'interruzione di
gravidanza solo quando venisse realizzata in una struttura pubblica, dopo il
passaggio e la certificazione nel consultorio. Da allora ad oggi nessuno ha mai
proposto la modifica di questa norma, anche se l'aumento dei medici
"obiettori" rende sempre più difficile ricorrere tempestivamente
all'interruzione di gravidanza secondo le norme fissate dalla 194. Non so quale
sia esattamente oggi la situazione a Genova, quanto tempo mediamente trascorra
tra la richiesta dell'intervento, il colloquio e la certificazione nel
consultorio e la sua realizzazione nella struttura pubblica. Il presidente
della Regione, Claudio Burlando, ha dichiarato che in Liguria le cose
funzionano e la legge 194 viene applicata, in tutti gli ospedali pubblici,
senza alcuna difficoltà. Ma il sindaco di Genova Marta Vincenzi ha recentemente
sottoscritto una petizione popolare con la quale si denunciava la esasperante
lunghezza delle liste di attesa e i rischi che questo comporta per le donne in
attesa dell'intervento. Chi dei due conosce meglio la situazione di Genova? Una
delle donne indagate ha spiegato di aver fatto ricorso a un medico privato
perché non se la sentiva di affrontare tutta la trafila richiesta dalla legge,
e non voleva parlare del suo problema con nessuno, non voleva rispondere a
delle domande né spiegare a degli estranei il perché di una decisione,
strettamente e dolorosamente privata. Non so a quando risalgono queste vicende,
quando cioè queste donne hanno deciso di far ricorso ad un medico privato per
non affrontare tutti i passaggi previsti dalla legge 194. Ma mi chiedo se la
forsennata campagna ormai da tempo in atto contro la 194, una campagna che
colpevolizza le donne che decidono di interrompere una gravidanza fino a
dipingerle come responsabili di un assassinio non possa ottenere alla fine
anche questo paradossale risultato. Non di far diminuire gli aborti, ma di far
fuggire le donne dai consultori e di mandarle alla ricerca del medico amico o
compiacente. Facendo così aumentare il numero degli aborti clandestini.
( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del
14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
O di lavoro
incaricato dalla maggioranza del Comune di studiare i problemi del centro
storico ha depositato un documento di 250 pagine. C'è un'analisi rigorosa delle
gravi carenze e dei fatti di degrado che impediscono a Forlì di essere la città
bella e ospitale che avrebbe potuto essere. La fotografia è impietosa: siamo
molto lontani dalla grande attrattività che devono avere i centri storici per
generare un movimento di persone e attività. Forlì ha sempre avuto sindaci di
ispirazione comunista o postcomunista: purtroppo questa continuità partitica
non si è tramutata in un disegno di lungo periodo, strategico e progressivo, di
valorizzazione del centro storico. Nel tempo c'è stato uno zig zag di
iniziative che non creano un valido sistema economico e culturale. Non è un
caso che i quattro progetti cardine della società incaricata fossero nel Piano
investimenti fin dal 1984, dal San Domenico a via Ripa e ai suoi orti. Il
ritardo con cui si è andati a definire il ruolo del San Domenico, gli anni
spesi nell'incredibile storia del teatro Sacripanti e nell'ancor peggiore
assassinio della cementificazione della piazza Guido da Montefeltro hanno
portato una perdita di tempo prezioso. E ancora oggi il complesso San Domenico
è lontano dalla eccellenza che potrebbe rappresentare. Urge la sistemazione
della piazza Guido da Montefeltro per la quale siamo al solito incarico della
Fondazione cassa dei risparmi. E' indispensabile un ambiente di contorno al San
Domenico. Forlì fa fatica a diventare salotto perché ci sono troppi interventi
spezzettati che sono come una toccata e fuga. Il gruppo di Forza Italia si pone
di fronte al pur tardivo Piano per il centro storico con una positiva attesa,
ma occorre cambiare linea. Nel bilancio 2008 sono previsti 30mila euro,
un'inezia per il rilancio. L'aver fatto una convenzione di 70mila euro nel 2007
con i commercianti non è certo esaustivo. Ora aspettiamo i piani stralcio
applicativi del piano di sviluppo. Vedremo se l'Agenzia del centro storico,
dopo cinque anni di incubazione, potrà essere uno strumento efficace per
mettere in moto investimenti e una sollecitazione positiva del rapporto
pubblico-privato, senza inutili burocrazie. Vanda Burnacci cons. comunale Forza
Italia - -->.
( da "Repubblica, La" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XIV - Milano
Bicocca, basta file agli sportelli la segreteria sarà tutta online L'ateneo
nell'area ex Pirelli ha 10 anni e guarda al futuro. Il rettore: abbiamo aperto
le porte a chi non avrebbe studiato TERESA MONESTIROLI "Nessuno studente
dovrà più mettere piede in segreteria". Il futuro dell'università Bicocca
il rettore Marcello Fontanesi lo vede così. "Tutto dovrà essere
informatizzato, non ci sarà più carta, non ci saranno più lunghe code agli
sportelli. Il personale di segreteria potrà essere impiegato in altro, il tempo
dedicato ai ragazzi sarà incentrato sull'attività di orientamento e
tutoraggio". L'ultimo ateneo nato a Milano festeggia i dieci anni dalla
fondazione, da quando firmò l'atto di indipendenza dalla madre patria, la
Statale, nel 1998. E lo fa tra bilanci e progetti per il futuro. Uno su tutti
quello dell'informatizzazione per alleggerire quella burocrazia
che oggi fa perdere tempo un po' a tutti. "Abbiamo già iniziato con
l'iscrizione on line e siamo riusciti a diminuire l'affluenza in segreteria del
40%, contiamo nel giro di due anni di chiudere tutti gli sportelli. La parte
più importante sarà l'informatizzazione degli esami, ci stiamo già
lavorando". Nel 2010 i libretti saranno elettronici, i registri degli
esami scompariranno e tutti i piani di studio saranno compilati al computer. Un
momento di festeggiamenti, ma anche di riflessioni su quanto fatto finora.
Soddisfatti? "Quello mai, sappiamo che si può sempre fare di più e meglio
- risponde il rettore - . Ma nonostante le difficoltà siamo riusciti a
costruire non solo una nuova università, ma un'università nuova". Che
punta soprattutto sulla ricerca, "da cui dipende tutto il resto, anche la
qualità dell'insegnamento", offre corsi di laurea "prima inesistenti
o disponibili solo nel privato", attrae studenti da tutto il Nord-Milano,
"spesso giovani che senza la Bicocca non si sarebbero neanche iscritti
all'università". E cerca di dare ai giovani una serie di servizi
all'avanguardia, soprattutto laboratori, "che stanno cambiando il volto di
un quartiere che altrimenti sarebbe rimasto abbandonato". Ma c'è ancora
molto da fare. Partiti con un gruppetto di ragazzi che studiavano Scienze
ambientali fra i capannoni della Pirelli e mangiavano in mensa con gli operai,
oggi l'università Bicocca conta 30 mila iscritti, molti dei quali appartengono
alla fascia sociale più debole. "Quattromila di loro, per reddito, non
pagano la seconda retta. Molti non sono in grado di sostenere le spese per un
Erasmus - continua Fontanesi - . Abbiamo creato vera mobilità sociale".
Ora bisogna lavorare sulla preparazione degli studenti. "Arrivano ragazzi
più immaturi di una volta e meno preparati. Il 19% abbandona al primo anno -
spiega Susanna Mantovani, prorettore e preside della facoltà di Scienze della
Formazione - . Ma invece di scaricare la responsabilità sulla scuola abbiamo potenziato
l'attività di orientamento e rivisto l'organizzazione della didattica al primo
anno, in modo da inserire attività di laboratorio per coinvolgere di più i
ragazzi. Nella mia facoltà facciamo anche corsi di recupero di italiano, per
chi non supera la prova di comprensione del testo. A breve lo farà anche
Economia". E l'inglese? "Sono ancora deboli - conclude Fontanesi - .
Solo 20 per cento lo parla correttamente".
( da "Trentino" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
La
"Banca del Tempo" contro la burocrazia del Comune di
Riva Il presidente Luca Gelmi è polemico dopo aver pagato 14,62 euro per la
marca da bollo da allegare alla richiesta e non aver ricevuto nemmeno un
centesimo: "Non ci date denaro? Restituiteci il valore bollato" ALTO
GARDA. La Banca
del Tempo è un'associazione imperniata sulle relazioni umane e il termine
"banca" non va in alcun modo messo in relazione con il denaro.
Tutt'altro. L'associazione, partendo dalla premessa che ognuno di noi ha delle
potenzialità, aiuta i soci a tirarle fuori, a valorizzare ciò che di meglio
sanno fare, mettendole a dispozione degli altri. Una ricchezza che i soci si
scambiano e non prevede l'utilizzo di moneta alcuna. Per questo, quanto
accaduto alla Banca del Tempo del Basso Sarca, che l'anno scorso aveva chiesto
un contributo al Comune di Riva, suona proprio come una beffa. Sul banco degli
imputati, ancora una volta, c'è la burocrazia. La
storia è semplice: lo scorso anno, l'associazione presieduta da Luca Gelmi (al
suo posto, giorni fa, è stato eletto Giorgio Italiano) presenta domanda di
contributo al Comune di Riva. Sulla richiesta ci deve essere una marca da bollo
di 14 euro e 62 centesimi: una tassa che negli altri Comuni della busa non
viene richiesta. Tutto bene se non fosse che il Comune di Riva decide di non
elargire alcun contributo alla Banca del Tempo. Quest'anno, sicuri che la cosa
si sarebbe ripetuta, Luca Gelmi e soci si sono presentati a Palazzo Pretorio
per presentare la domanda di contributo, accompagnandola con una lettera
polemica ma garbata. Dopo aver raccontato i fatti, chiedono se l'Amministrazione,
alla luce di quanto recita lo Statuto Comunale, secondo cui il Comune
"riconosce il valore sociale" delle associazioni e "ne promuove
lo sviluppo, il sostegno", non ritenga contraddittorio "che le
associazioni stesse debbano versare un'imposta e "a sostegno" non
ricevano nemmeno il rimborso della marca da bollo già versata". Per
questo, Gelmi, nella richiesta per il
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Primo passo verso lo
snellimento delle pratiche burocratiche. Valentich: "Risposte più rapide a
professionisti e investitori" In futuro i cittadini potranno seguire
on-line l'iter delle pratiche A Muggia l'urbanistica va in internet Nel sito
del Comune l'intero piano regolatore, in arrivo anche il regolamento edilizio
MUGGIA Il Comune di Muggia mette in rete, sul suo sito Internet, documenti e
tavole del Piano regolatore generale. Un primo passo verso una informatizzazione
totale delle pratiche urbanistiche dell'ente, all'insegna della rapidità e
della facilità di accesso dall'esterno. Con l'ampliamento della capienza del
sito del Comune (www.comune.muggia.ts.it), l'amministrazione muggesana ha
potuto rendere disponibile a tutti - cittadini e imprenditori - l'intera banca
dati del principale strumento urbanistico comunale, il Piano regolatore, con le
varianti dalla numero 15 (quella generale, del 2001) alla 21 (l'ultima
approvata). I documenti sono scaricabili in formato pdf, e in questo modo si
evita, a chi è interessato a prenderne visione, di doversi recare all'ufficio
urbanistica oppure in eliografia, con risparmio quindi di tempo e denaro.
Spiega l'assessore allo Sviluppo del territorio, Moreno Valentich: "Per
noi è un cambio di rotta, che però avevamo promesso fin dall'inizio. La
pubblicazione del Prg è solo un esempio. Intendiamo velocizzare il rapporto
verso i cittadini e anche verso gli imprenditori che vengono a investire a
Muggia e non possono aspettare a lungo per le loro pratiche. L'auspicio è
quello di creare un ufficio urbanistica molto più snello, al passo con i tempi,
grazie anche alle nuove tecnologie. C'è bisogno di dare risposte rapide ai
professionisti che vogliono costruire attività e investire sul territorio -
continua l'assessore -. In Italia, purtroppo, la burocrazia è molto
lenta, ed è per questo che spesso gli imprenditori preferiscono investire
all'estero". La pubblicazione del Piano regolatore di Muggia è un primo
passo, ed è frutto di una serie di cambiamenti apportati allo stesso ufficio
urbanistica del Comune: "Il nuovo responsabile - così Valentich - ha le
idee molto chiare su come andare verso una semplificazione dei rapporti
con l'esterno e uno snellimento degli iter. E si andrà avanti in questa
direzione". In una prossima fase, sempre sul sito Internet del Comune,
sarà pubblicato l'intero regolamento edilizio e sarà disponibile pure tutta la
modulistica con le novità dettate dalla nuova legge urbanistica regionale. In
questo modo cittadini e professionisti potranno scaricare direttamente i moduli
per le varie richieste, e inoltrarli poi al Comune. Ma anche in questo sono
previste novità future: "Il terzo passo sarà creare un sistema affinché i
cittadini possano comunicare e inviare documenti anche via posta elettronica -
racconta l'assessore -. Inoltre, come già avviene altrove, sarà possibile pure
seguire online l'iter delle proprie pratiche edilizie". Non si tratta di
novità assolute per un Comune. Di esempi di informatizzazione quasi completa
delle pratiche (urbanistiche e non) ce ne sono già in Italia. E proprio a
questi esempi si rifà la politica portata avanti dal Comune di Muggia, come
afferma ancora Valentich: "Queste che per noi sono novità, sono già realtà
in enti dell'Emilia Romagna o del Veneto, per fare degli esempi. Anche per
questo intendiamo aggiornare il sistema informatico degli uffici, dotando i
funzionari di computer veloci e con tutti i programmi necessari per svolgere il
loro lavoro e metterlo in rete. In un futuro non lontano - assicura l'assessore
- le classiche richieste di concessioni edilizie potranno essere fatte anche
l'ausilio di cd-rom o dvd. Un modo per ridurre pure gli spazi degli archivi e
velocizzare la consultazione". Anche in visione di una informatizzazione
più ampia, il Comune intende professionalizzare sempre di più i funzionari,
anche tramite corsi di specializzazione. Sergio Rebelli.
( da "Stampa, La" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Intervista Vincenzo
Scudiere "E' ora di finirla con i sindacalisti eletti
a vita" MARINA CASSI No, la burocrazia no.
Vincenzo Scudiere, segretario della Cgil del Piemonte, la rifugge e per la
conferenza di organizzazione di aprile - uno di quegli appuntamenti che se non
fai attenzione rischiano come niente di sprofondare nel rituale - immagina una
provocazione. Cambiare il modello di militanza sindacale: basta con i
sindacalisti a vita. Lo dice chiaro: "E' un modello che non attrae i
giovani". Scudiere non le sembra di osare troppo? C'è qualche crepa
nell'organizzazione? "Ma no. La Cgil sta benissimo: circa 380 mila
iscritti in Piemonte, 170 mila a Torino. Ogni anno 50 mila nuovi iscritti, come
un capoluogo di provincia e anche molti ragazzi". E allora? "E allora
malgrado la vitalità della Cgil, malgrado ci sia stato un bel ricambio di
gruppo dirigente, malgrado le 300 e più sedi, i 10 mila Rsu eletti, sento il
bisogno di dare una spinta all'innovazione". E sarebbe? "L'età media
di delegati e dirigenti è sopra i 45 anni. Troppo alta. Bisogna dare spazio
agli under 35". Scusi, ma chi ve lo impedisce? "Nessuno. Il problema
è che nel passato c'era una forte attrazione da parte del sindacato: quella
scelta di vita affascinava. Io la feci a 25 anni e come me ce ne erano tanti
L'idea di fare il delegato, uscire dalla produzione, diventare funzionario e
poi dirigente era una cosa che attirava". E adesso non più; sarà la fine
delle ideologie? "Sarà quel che sarà. Sicuramente conta la fine di un
certo tipo di militanza. Ma credo che conti anche il fatto che il lavoro è
cambiato e noi proponiamo un modello statico". E allora? "Allora
dobbiamo essere flessibili anche noi: perché non immaginare un modello nel
quale si fa il delegato, poi si esce dalla produzione per un periodo e magari
si torna al lavoro e esce un altro a rotazione". Insomma flessibili come
nella vita? "Esatto. E' così che vive oggi il giovane che lavora. Oppure
immaginare figure di sindacalista non generalista, ma specializzato. E in ogni
caso cominciare ad affiancare giovani con i vecchi sindacalisti per imparare il
mestiere, e soprattutto capire che è molto più impegnativo di quanto
appare". Questi sono problemi importanti, ma organizzativi. Oggi il
sindacato, e la Cgil in particolare, non rischia di essere soppiantata dal
Partito democratico con tutte queste candidature di operai, imprenditori,
operatori di call center? "No. Non corriamo alcun rischio perché noi siamo
un'altra cosa. Il Pd fa una sintesi sociale, cerca di rappresentare la società
italiana. Mi sembra che sia una scommessa di vero riformismo". Tutto ok
quindi per Boccuzzi e per Calearo? "La politica deve fare uno sforzo di
sintesi tra i ceti sociali dando voce alle diverse condizioni". Come sta
la politica torinese? "Mi sembra ferma a misurare i suoi equilibri interni
e il suo consenso". E le relazioni sindacali in una città così importante?
"Sotto sale. E' finito il tempo delle azioni innovative, delle idee che
maturavano qui e poi si trasferivano al livello nazionale". Come la
riforma della rappresentanza studiata a Torino che ha portato alle Rsu?
"Ad esempio". E adesso? "E adesso c'è Marchionne che vuol fare
tutto da solo: non è l'idea di modernità che ho io".
( da "Stampa, La" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
TUNNEL. UN ANNO FA
L'ACCORDO CON I FRANCESI Dalle 23 alle 6 Arenato alla Camera il trattato sul
Tenda bis Il documento dovrà tornare al Senato Si rischia di allungare ancora i
tempi dei lavori Cantieri di notte nella galleria fino al 28 giugno Disegno di
legge sarà approvato solo dopo le elezioni [FIRMA]GIANPAOLO MARRO CUNEO Il
disegno di legge sul Tenda bis è fermo alla Camera e ormai è quasi scontato che
la ratifica del trattato internazionale sarà messa in calendario soltanto dopo
le elezioni. Risultato: il rischio, per non dire certezza, è che i cantieri non
inizino entro fine anno, ma slittino di qualche mese. Così la brutta figura con
i francesi diventa sempre più una barzelletta. Esattamente un anno fa, il 12
marzo
( da "Arena, L'" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
SAN GIOVANNI
LUPATOTO. Il centrosinistra solleva il problema delle opere collegate
all'ampliamento del "Verona Uno" Rotatorie al rallentatore e caserma
ancora al palo di Renzo Gastaldo Sono in ritardo realizzativo le opere che la
società proprietaria del centro commerciale Verona Uno doveva fare in base alla
convenzione sottoscritta con l'amministrazione comunale. Il rilievo viene dal
periodico "San Giovanni Democratico", che ne chiede ragione
all'amministrazione comunale. Il giornalino del centrosinistra segnala infatti,
nel suo ultimo numero,che mentre in pochi mesi il centro commerciale è quasi
raddoppiato e i lavori sono in avanzata fase di completamento (i nuovi spazi
commerciali dovrebbero essere forse fruibili prima di fine anno) invece
"non si vede traccia della nuova caserma dei carabinieri, causa burocrazia romana e tempi tecnici molti lunghi". "Ancora più
evidente è la mancata realizzazione delle opere sulla viabilità, e qui il
problema è tutto locale", conclude il periodico. Giova ricordare al riguardo
che in base alla convenzione sottoscritta con il Comune (che ha trasformato
parte della superficie vicina al centro commerciale da artigianale in
commerciale per consentire l'ampliamento), la Maxi-Di, società
proprietaria, si è impegnata a realizzare a proprie spese la rotatoria posta
all'incrocio fra via Battisti e via Monte Amiata e a finanziare quella prevista
all'incrocio fra via Ca' Nova Zampieri e via Battisti. La ditta costruirà
inoltre, sempre pagando di tasca propria, la nuova caserma dei carabinieri in
via Vendramini per una superficie di
( da "Eco di Bergamo, L'" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
ROMA Il rischio di
crescita zero e lo spettro della recessione americana che incombe non piacciono
ai partiti e ai politici che vedono in salita il governo che verrà, ma
soprattutto mettono in allarme i cittadini. E così in piena campagna
elettorale, scatta la gara a rassicurare gli elettori. Fi scarica le colpe su
Prodi Silvio Berlusconi scarica sul governo Prodi le responsabilità delle
performance negative ("è un'eredità pesantissima"), non nasconde la
preoccupazione e legge però gli ultimi dati come un incoraggiamento sulla nuova
linea della prudenza. Meno cauto il leader del Pd. Walter Veltroni torna a
ripetere che occorre voltare pagina, ma non tanto rispetto a ieri quanto ai
quindici anni passati. I conti, dice, sono presto fatti: 11 punti di Pil, tanto
è costata "l'implosione del sistema politico-istituzionale". Il Pd:
il programma non cambia Cambiare quindi non solo si può, come recita lo slogan
"obamiano" scelto dal Pd, ma si deve. E i democratici non ci stanno a
essere messi in un angolo dal nuovo realismo del Cavaliere. Il Pil va giù, i
dati non sono quelli rosei che ci si aspettava qualche mese, il tesoretto per
il momento si è vaporizzato ma i dodici punti del programma del Pil sono
ugualmente realizzabili. Parola del responsabile economico del partito Massimo
Tonini. Insomma, il tanto sospirato taglio delle tasse non è destinato a
restare lettera morta perché sarà foraggiato dalle entrate che arrivano dalla
lotta all'evasione. Una voce strutturale - spiega ancora Tonini - e quindi
destinata a restare inalterata. "Ridurremo la pressione fiscale, ma mentre
lo facciamo dobbiamo ridurre anche la spesa pubblica, ridurre gli
sprechi", ha ribadito ieri Dario Franceschini, vicesegretario del Pd.
"Nel nostro programma c'è scritto, in modo molto preciso - ha detto
Franceschini - che ci sarà una riduzione di mezzo punto di Pil di spesa il
primo anno, un punto il secondo e un punto il terzo. Contemporaneamente
ridurremo la pressione fiscale, ma mentre lo facciamo dobbiamo ridurre anche la
spesa pubblica, ridurre gli sprechi". Il Pdl: crisi c'è, niente miracoli
Tutto falso, è la replica degli avversari numero uno del Pd. Gli unici a aver
tenuto i piedi per terra sono stati Forza Italia e Alleanza nazionale:
"Nel nostro programma - sottolinea Giulio Tremonti - c'è una clausola:
sappiamo che c'è la crisi, che viene da fuori, che può aggravarsi. E quindi noi
non promettiamo miracoli". Il che certo non vuol dire che Fi e An
rinuncino alla promessa delle promesse, alleggerire il peso del fisco. "Ci
troviamo di fronte a una situazione drammatica con le stime dello sviluppo
italiano per il 2008 che erano dell'1,5-1,6 e sono state ridotte al ribasso e
più che dimezzate. Se continua così nei prossimi mesi, ci troveremo di fronte a
un anno molto ma molto difficile", ha detto Paolo Bonaiuti, il portavoce
di Silvio Berlusconi L'Unione di centro attacca Bruno Tabacci dell'Unione di
Centro la pensa diversamente. Non è vero che la crescita frena; il fatto è,
spiega, che non è mai andata bene. Il segno positivo registrato nel 2006 e nel
2007 è la conseguenza di un effetto traino dell'economia mondiale e la
dimostrazione - aggiunge l'esponente centrista - è il rapporto negativo
inalterato con la Francia, la Germania e la Spagna. L'allarme degli industriali
Tra i più pessimisti anche gli industriali. La Confindustria ha suonato
l'allarme, avvertendo il rischio che la crescita possa scendere ancora e
toccare soglia zero. Non resta quindi che accettare una stagione di sacrifici,
annuncia Luca Cordero di Montezemolo, perché "senza sudore e lacrime
corriamo seriamente il rischio di diventare irrilevanti nell'economia
mondiale". L'imprenditore e capolista del Pd in Lombardia 1 Matteo
Colaninno indica invece questa ricetta per far ripartire la crescita del Paese:
"Sono molte le leve su cui far ripartire la crescita: dare libertà alle
energie migliori dell'Italia, eliminare un eccesso di burocrazia, un fisco amico dello sviluppo ma anche equo per premiare i
contribuenti leali e poi un impegno continuo per togliere l'indecenza
dell'evasione fiscale". "È poi fondamentale - spiega Colaninno -
riprendere il percorso delle liberalizzazioni di Bersani sui trasporti, le
utilities e gli ordini professionali e poi è fondamentale quello che ha capito
il Pd, cioè che imprenditori e lavoratori devono collaborare per un
unico obiettivo di crescita del paese". La sinistra arcobaleno I sacrifici
non devono essere fatti solo da una parte - mette in guardia però la Sinistra
arcobaleno - e non certo dai lavoratori. Al contrario è necessario, ribadisce
il ministro del Prc Paolo Ferrero, che i lavoratori recuperino sul terreno del
potere d'acquisto, eroso dall'inflazione. Restituire peso alle buste paga,
quindi, e "investire su infrastrutture e casa", aggiunge Fausto
Bertinotti, sono le strade da seguire se si vuole ridare fiato all'Italia.
( da "Provincia di Cremona, La" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione di Venerdì 14
marzo 2008 Benvenuto P.Review srl Genova. Pollastrini: cosa non si fa per la
propaganda! Una star della tv tra le pazienti 'Quell'aborto per un reality' Il
caso del ginecologo suicida irrompe in campagna elettorale Ferrara: sulla porta
delle cliniche una scritta come nei lager di Luca Schiavone GENOVA ? La vicenda
del dottor Ermanno Rossi, il ginecologo gettatosi dall''undicesimo piano del
suo studio a Rapallo dopo che i carabinieri avevano scoperto che tra le
migliaia di sue pazienti c''erano anche donne che aveva fatto abortire al di
fuori delle procedure previste dalla legge 194, irrompe come prevedibile nella
campagna elettorale. "A Genova un bambino è stato abortito per un reality
show" titolerà oggi Il Foglio di Giuliano Ferrara che, candidato alla Camera,
affiggerà manifesti con la stessa frase in diverse città italiane. "Siamo
arrivati a un punto in cui l''aborto è moralmente indifferente. Sulle cliniche
abortiste andrebbe invece scritto Abort macht Frei, così come a Birchenau
c''era scritto Arbeit Macht Frei", rincara Ferrara che coglie spunto dalle
indiscrezioni giornalistiche sull''inchiesta genovese. "Evocare il nazismo
e la scritta dei lager! A che punto si può arrivare per la propaganda..."
replica Barbara Pollastrini, che si dice "amaramente colpita dall'ultima
sortita di Giuliano Ferrara". Nonostante i tentativi di tutela della
privacy degli inquirenti, infatti, la caccia dei giornalisti per scoprire
l'identità delle otto donne indagate dalla pm Sabrina Monteverde comincia a
dare i suoi frutti: si scopre, perciò, che c'è l'avvenente comprimaria di un
clamoroso fatto di cronaca avvenuto anni fa e poi sbarcata anche per questo ad
un reality televisivo e su un calendario; c'è la signora trentenne ansiosa di
disfarsi rapidamente e con discrezione del frutto di una relazione adulterina;
c'è un'atleta, giocatrice di pallanuoto; c'è anche (afferma il suo avvocato,
sostenendo la tesi dell'errore giudiziario) una donna che ha avuto un aborto
spontaneo e che è andata dal dottor Rossi solo per un raschiamento. Nel
frattempo i loro avvocati sfilano davanti all'ufficio della sostituto
Monteverde per programmare gli interrogatori delle loro assistite che rischiano
alla fine dei conti un'ammenda di 51 euro o pochi mesi di carcere se hanno
interrotto la gravidanza oltre il novantesimo giorno. E giurano che mai e poi
mai rivelerebbero il nome delle loro clienti che ? dicono ? potrebbero mettere
in pratica qualche gesto sconsiderato se venissero identificate sui giornali.
Tutte, naturalmente, dicono di essersi presentate dal dottor Rossi non credendo
di commettere un reato. Ma i carabinieri del Nas continuano il loro lavoro di
indagine per identificare altre clienti "speciali" visitate dal
dottor Rossi nei suoi studi di Genova e di Rapallo, quest'ultimo ospitato nel
centro benessere "Twenty One" di Simona Oddino, all'undicesimo piano
del "grattacielo" della cittadina del Levante. I funerali del dottor
Rossi sono stati celebrati ieri in mattinata in forma strettamente privata.
Qualche collega ed amico dell'ospedale pediatrico Gaslini ha dato l'ultimo
saluto al ginecologo brillante ed affermato. Un medico ? è stato chiarito
definitivamente ? che non aveva mai fatto obiezione di coscienza per la
semplice ragione che nessuno glielo aveva mai chiesto: infatti al Gaslini non
si fanno aborti poichè, pur essendo struttura pubblica, è un IRCCS, un Istituto
di Ricerca e Cura a Carattere Scientifico non obbligato, come invece, i
semplici ospedali, ad assicurare il servizio abortivo della legge 194. "Il
modo di procedere, adottato dalla procura nei confronti di questo stimato
professionista, è stato estremamente violento", commenta l'avv. Silvio
Romanelli, che difende una donna sposata, madre di due figli, che si è
sottoposta ad un raschiamento nella casa di cura Villa Serena, dopo un aborto
spontaneo. "In fin dei conti ? conclude ? il
ginecologo aveva omesso solo di rispettare la burocrazia
prevista dalla legge che, per i tempi lunghi che comporta, prolunga le
sofferenze delle donne che hanno deciso, non certo a cuor leggero, di abortire,
chiedendo solo un pò di riservatezza".
( da "Provincia di Cremona, La" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione di Venerdì
14 marzo 2008 Benvenuto P.Review srl Partito Democratico. Intervento a tutto
campo: lavoro, maggioranza, pensioni, fisco. E stronca i fischi a Berlusconi
Veltroni: con noi un'Italia nuova Il leader del Pd ieri sera ha 'acceso' piazza
Stradivari gremita di Giuseppe Bruschi Bagno di folla per Walter Veltroni ieri
in piazza Stradivari, 46esima tappa del suo tour elettorale nelle province
italiane. Folla e cori da stadio per il candidato premier del Pd arrivato alle
( da "Nuova Venezia, La" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
La storia della giovane grafica industriale di Maerne che non si è arresa
alla burocrazia Serena, la felicità è una patente conquistata Disabile agli arti
ha passato l'esame di guida a Treviso. A Mestre glielo avevano negato di
Alessandro Ragazzo MAERNE. Da Mestre a Treviso saranno sì e no venti
chilometri. Ma nel dare l'idoneità ai disabili per avere la patente sembrano
lontane anni luce. Ne sa qualcosa Serena Todesco, 20 anni di Maerne con
una malformazione congenita a mani e piedi, che l'altroieri ha preso la patente
dopo un calvario iniziato a settembre. L'esame di guida è andato bene ma è
stata più dura farsi dare il via libera dai medici: a Mestre gli avevano detto
di no, 20 giorni dopo a Treviso tutta un'altra storia e senza tanti giri per
uffici. "A settembre - racconta Serena, diplomata in grafica industriale -
mi sono iscritta in un'autoscuola di Maerne. Vedendo la mia disabilità mi hanno
invitata a prendere appuntamento con una commissione a Mestre per il rilascio
del certificato di idoneità. E qui sono iniziati i problemi. Prima mi hanno
chiesto degli esami del sangue e poi ho fatto un test in ferrovia per misurare
i miei tempi di reazione. Terminati, ritorno in commissione dove controllano le
mie mani e piedi e mi sottopongono a visita oculistica. Credevo di avercela fatta
ma non è così. E scoppio in lacrime". Serena, infatti, nonostante la
malformazione agli arti riesce a scrivere senza problemi, usa il computer e
cammina senza fatica con un apposito plantare. "Vado in bici come se nulla
fosse - spiega - e in passato ho fatto pure ginnastica artistica e non ho
problemi di equilibrio. Insomma, sono autosufficiente e conduco una vita
normale". Dopo il no di Mestre, Serena torna in autoscuola a Maerne per
vedere se ci sono delle alternative. A questo punto gli istruttori le propongono
di andare a Treviso e se dovesse andare male di provare a Bologna. A Treviso ci
va a metà ottobre per le visite di rito. "I commissari non mi hanno
chiesto alcun esame specifico - prosegue la giovane - ma mi hanno fatto salire
in macchina, poi ho provato il volante, i pedali, i tasti, la leva del cambio.
Ho fatto la visita oculistica e mi hanno dato l'idoneità, prescrivendomi di
guidare con le lenti e per i prossimi cinque anni con marce automatiche. Se la
situazione dovesse migliorare, allora potrò utilizzare il cambio manuale. Il
bello è che le visite doppie mi sono costate 152 euro in più quando anche a
Mestre potevano darmi subito il via libera". Serena, dunque, inizia a fare
i corsi di teoria e le bastano solo cinque guide per fare l'esame, sostenuto
l'altro ieri. Un giro a Marghera senza errori, una prova di parcheggio e infine
la notizia più bella: aveva la patente. Adesso aspetta la Fiat 500 color bianco
tutta per lei che dovrebbe arrivarle a maggio. Col cambio automatico,
naturalmente.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
PLAUSO DELLA
COLDIRETTI La vendemmia si paga in "buoni" "Fine alla
persecuzione degli studenti e dei pensionati impiegati sotto i filari nel
periodo vendemmiale". Il presidente di Coldiretti di Treviso, Fulvio
Brunetta, saluta con soddisfazione l'arrivo dei buoni vendemmia come prima
risposta a regolamentare il lavoro nelle vigne. "Si
tratta di voucher vendemmia per combattere il lavoro nero, ridurre la burocrazia e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e
pensionati di fronte al caro vita - sottolinea il presidente di Coldiretti -
per fortuna si è capito che l'evasione ed il lavoro nero sono altre faccende
che nulla hanno a che fare con i viticoltori". Il meccanismo
prevede che chi è interessato a partecipare alla vendemmia si rechi presso i
servizi per l'impiego provinciali o all'Inps, dove verrà rilasciato un codice
di identificazione personale. Alle imprese agricole basterà acquistare un
blocchetto di voucher e distribuirli a seconda delle ore di lavoro effettuate.
Ogni buono avrà un valore di 10 euro (7,5 euro al netto). Studenti e pensionati
potranno ritirare il denaro presentando il voucher presso uno dei soggetti
convenzionati.
( da "Corriere del Veneto" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- PADOVA - sezione: REGIONE - data: 2008-03-14 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Stagionalità Arrivano i voucher per la vendemmia TREVISO -
"Fine alla persecuzione degli studenti e dei pensionati impiegati sotto i
filari nel periodo della vendemmia". Il presidente di Coldiretti Treviso, Fulvio Brunetta saluta con soddisfazione l'arrivo dei "buoni
vendemmia" come prima risposta a regolamentare il lavoro nelle vigne.
""Sono voucher per combattere il lavoro nero, ridurre la burocrazia per le imprese e dare una possibilità di integrazione del
reddito a studenti e pensionati di fronte al caro vita".
( da "Corriere del Veneto" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- TREVISO - sezione: REGIONE - data: 2008-03-14 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Il caso La nuova legge contro le "dimissioni in bianco"
contestata dalle imprese Licenziarsi? La cosa più difficile
La burocrazia manda in tilt i lavoratori VENEZIA - Sale la polemica sulla
nuova normativa che, per combattere il fenomeno delle dimissioni in bianco, ha
reso ancora più complessa la burocrazia imposta al lavoratore
deciso a lasciare il proprio posto. E oggi costretto a ricorrere a
moduli scaricabili dal sito del ministero del Lavoro, compilarli on line,
stamparli e validarli obbligatoriamente nelle sedi abilitate (Direzioni del
lavoro, uffici comunali, centri per l'impiego, sindacati e patronati), quindi
consegnarli al datore di lavoro. Il quale avrà cinque giorni di tempo per
comunicare la cessazione del rapporto di lavoro. "E' un'altra
complicazione inventata dall'ultimo governo - sbotta il presidente di
Confcommercio Veneto, Fernando Morando - un'idea che non piace né al datore di
lavoro né al dipendente. Non so perchè in Italia dobbiamo sempre complicarci la
vita, questo è un intoppo burocratico da eliminare". Morando sta studiando
una proposta da sottoporre all'attenzione del nuovo governo "per snellire
la burocrazia ed emanare leggi più semplici, capaci
nello stesso tempo di portare più soldi all'erario ". Osserva Daniele
Marrama, responsabile del settore diritto del lavoro per gli industriali di
Vicenza: "E' una normativa assurda, antidemocratica, da soviet: interferisce
burocraticamente su un atto di libertà individuale e unilaterale del
lavoratore. Atto che adesso dev'essere esercitato attraverso passaggi
obbligatori informatici e riferiti a enti pubblici, in contrasto con quanto
stabilito dal codice civile. E' un'interferenza inconcepibile, che tra l'altro
non risolve il problema delle dimissioni in bianco, molto circoscritto e che si
poteva contrastare diversamente. Restano infatti le risoluzioni consensuali in
bianco". Secondo Marrama la normativa può essere impugnata davanti al Tar
e gli industriali di Vicenza ci stanno "pensando seriamente". Si
prepara invece all'assalto dei dimissionari l'Ufficio relazioni con il pubblico
del Comune di Treviso, l'unico della Marca ad essere pronto a sobbarcarsi la certificazione
delle dimissioni. "Molti Comuni hanno rinunciato o fingono di non sapere -
spiegano dall'ufficio - perchè questo servizio è assai complicato e con la
diffusa carenza di personale diventa una missione impossibile far fronte a
tutte le richieste. Se aggiungiamo che sindacati e patronati non hanno ancora
sottoscritto la convenzione, la situazione si fa davvero difficile. Siamo già
inondati di richieste di chiarimenti e iniziano ad arrivare i primi lavoratori.
Presto saranno centinaia, sarà impossibile seguirli tutti". Ma Fabrizio
Maritan, di Cgil Veneto, ricorda: "La normativa è stata adottata per porre
fine al fenomeno, diffuso in Veneto, delle dimssioni in bianco, fatte firmare
soprattutto alle donne per la maternità. La legge va nella direzione giusta e
accoglie la nostra richiesta di eliminare un fenomeno odioso. ma perchè dia
risultati bisogna aumentare i soggetti e le sedi accreditati a convalidare le
dimissioni e fare più informazione. Sindacati e patronati, per esempio, non
sono ancora stati autorizzati, perchè devono sottoscrivere una convenzione col
ministero. Va semplificata la procedura ma alla lunga saranno più i benefici
che i problemi". Marco Bonet.
( da "Provincia Pavese, La" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca La vendemmia
"prepagata" che divide Voucher, agricoltori soddisfatti ma la Cgil
avanza i primi dubbi Vanzati: "Nessuno ha ancora affrontato il tema degli
stranieri" STEFANO ROMANO BRONI. Qualcuno la chiama già "vendemmia
prepagata": proprio come le tessere telefoniche. L'azienda agricola
acquista un blocchetto di voucher, e poi li usa per pagare gli stagionali.
Dieci euro l'ora: circa 8 di paga e due di contributi, assicurazione e spese. Per le associazioni agricole è una rivoluzione benefica che
libera le aziende dalla burocrazia, ma i sindacati avanzano i primi dubbi. "In primo luogo va
detto che i voucher per la vendemmia, sperimentali, sono solo per studenti e
pensionati - spiega Franco Vanzati, responsabile dell'ufficio politiche sociali
e immigrazione della Camera del Lavoro di Pavia -. Stiamo parlando,
quindi, solo di cittadini italiani quando sappiamo benissimo che negli anni
passati il lavoro nero in vigna riguardava soprattutto immigrati dell'Est.
Resta il fatto, poi, che il provvedimento non basta a bloccare il lavoro nero.
Rischia, anzi, di essere una regolarizzazione del lavoro nero: non vengono
agevolate delle posizioni lavorative vere e proprie visto che si parla di
studenti e pensionati: il rischio è che il sommerso degli immigrati continui ad
esserci perchè manca una cultura della legalità contrattuale. Detto questo, è
bene non generalizzare: sono molte le imprese vinicole serie aprono una partita
Iva anche a chi lavora solo per pochi giorni. Il rischio è che i voucher siano
solo un pannicello caldo per tutti gli altri". Opinione del tutto opposta
quella delle associazioni agricole. "L'introduzione dei voucher è un primo
passo, necessario ed atteso da anni, per dare il via alla sburocratizzazione
che carica di costi le imprese agricole - commenta il direttore dell'Unione
agricoltori Luciano Nieto -. Va ricordato che le aziende agricole lavorano
"a cielo aperto" e quindi sono soggette ad una seriendi ergole e
controlliche nessun'altra categoria produttiva deve sopportare. Ben venga, come
primo passo, la semplificazione per il lavoro stagionale". Soddisfazione
anche dalla Cia: "E' un provvedimento che finalmente dà attuazione ad una
disposizione già prevista dalla legge Biagi - spiega il presidente Roberto Bigi
-. La possibilità di sperimentare il lavoro accessorio consentirà al settore
agricolo di affrontare più serenamente scadenze produttive importanti,
avvalendosi della collaborazione di studenti e pensionati senza più dover
sottostare alla lunga trafila degli adempimenti burocratici previsti per il
lavoro dipendente". "Da anni - aggiunge Paolo Culacciati della
Coldiretti - chiedevano un segnale forte sull'abbattimento della burocrazia -. I voucher sono un metodo pratico per evitare
alle aziende di "annegare" nelle pratiche proprio nei giorni più
difficili a ridosso della vendemmia". Ovviamente il decreto impone dei
limiti all'utilizzo di quello che definisce"lavoro accessorio",
ovvero l'impiego stagionale di studenti e pensionati. Sulla base delle nuove
disposizioni, la remunerazione avverrà attraverso buoni del valore nominale di
10 euro (uno per ogni ora di lavoro): valore che risulta dalla media delle
retribuzioni contrattuali rilevate dall'Istat (nel 2007) nel settore agricolo.
Del valore nominale, il 5 per cento sarà assegnato all'Inps a titolo di
rimborso spese per il servizio reso. I beneficiari delle prestazioni di lavoro
accessorio (quindi le aziende agricole) potranno fruire delle prestazioni fino
a un tetto di spesa massimo fissato in 10mila euro, mentre per i lavoratori
(solo studenti e pensionati) il tetto massimo annuale è di 5mila euro.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
POZZUOLO Un bosco da
salvare Ritengo assurda e incomprensibile l'ordinanza del Comune di Pozzuolo
del Friuli che - com'è stato riferito in un recente articolo - voleva intimare
all'Abs di abbattere gli oltre duemila alberi già piantati allo scopo di creare
un bosco anti-smog, solamente perché sono state create collinette di sette
metri che sono difformi rispetto alla concessione edilizia e al piano
regolatore. Spero vivamente che ora si faccia marcia
indietro e che il buon senso sociale e ambientale prevalga sulla burocrazia e che l'azienda continui nel suo apprezzabilissimo progetto di
piantare 10 mila piante. Ce ne fossero di piani ambientali di questo tipo;
invece in giro si vedono ogni giorno soltanto colate di cemento. Molte di
queste brutture andrebbero fermate ed eliminate, non la piantumazione di
alberi, salvo poi lamentarsi per l'inquinamento, le malattie e i blocchi
del traffico! Giovanni Mularo.
( da "Messaggero, Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
ITALO CARMIGNANI dal
nostro inviato FIRENZE - Il dito della studentessa scorre veloce sulla tastiera
del telefonino. La modalità è quella video. Nello schermo, il suo professore di
educazione fisica Alberto Borchielli. E' seduto alla cattedra, gambe e schiena
allungate e fuma. Forse uno spinello, forse una sigaretta, forse solo tabacco
biondo anziché hashish. Le boccate sono lunghe e intense, in poco tempo lo
schermo si riempe di fumo. Il filmato dura tre minuti ma fa il rumore di un
lungometraggio. Fumare fa malissimo, anche all'educazione. La zoomata parte
dall'aula dell'Istituto tecnico "Marco Polo", periferia Ovest di
Firenze, quartiere dormitorio "Isolotto" triste e dimenticato, e
finisce in una delle pagine più visitate di Internet, YouTube, video ed altro,
dove la scuola italiana aveva già offerto altri cattivi esempi. Il video gira,
il tam tam silenzioso lo annuncia al popolo di Internet e la notizia corre
velocissima nella rete. Il caso esplode quando il mattino è già avanti e il
professore è ancora a casa per il suo giorno di riposo. Una sosta che si
annuncia come la più movimentata della sua carriera. L'effetto è forte. C'è chi
chiede subito il suo allontanamento dalla scuola, chi il suo licenziamento in
tronco. In testa c'è il presidente della Provincia di Firenze, Matteo Renzi.
Anche lui usa YouTube e in video parla di cattivo esempio, di trionfo della
pochezza del professore, di scandalo. Ma rispetto ai contatti del filmato di
Borchielli non ottiene neanche un decimo dell'audience. Lui, però, il prof di
ginnastica più conosciuto del momento, glissa: "Non avrei mai immaginato
di finire in Internet, non avevo capito che i ragazzi avessero in mente questo.
Che mi avrebbero messo su YouTube. Comunque per uno scherzo dei ragazzi tutto
questo macello è eccessivo. Una grana così non ha motivo. Ho un buon rapporto
con loro e non pensavo questo finale. Sono ad un passo dalla pensione, non ho
alcun motivo di accendere riflettori". E gli studenti? Uno di loro
racconta: "E' il nostro prof preferito, l'unico con cui si può parlare. E'
stato fatto troppo clamore per una cosa così stupida. E' vero l'abbiamo fatto,
abbiamo fatto fumare il prof, ma era solo uno scherzo. E non era una canna, era
una sigaretta". Eppure l'inganno è partito dalla classe. Loro girano la
sigaretta, loro gli chiedono di fumarla, quasi a sfidarlo. Ma sempre loro ora
chiedono di finire la storia e si dicono pronti ad occupare l'istituto se il
prof non verrà riammesso subito. La burocrazia però incalza e Borchielli, origini siciliane di Catania arrivato
a fine carriera, finisce per ora nell'elenco dei sospesi senza stipendio. Il
putiferio è partito, parla il preside Gianfranco Carloni: "Sia stata una
canna che una sigaretta, il gesto è gravissimo e deve essere punito perché
occorre dare un segnale in questo senso". Il professore a casa c'è
e ci rimarrà almeno per un po': la sospensione chiesta dal preside verrà
confermata, nelle modalità opportune, dalla direzione scolastica regionale. E
il ministro Fioroni conferma che non ci sono sconti per chi viola la legge:
"La cultura della legalità - dice - passa per il rigoroso rispetto delle
regole. Nelle scuole vige il divieto di fumo, figuriamoci se si fosse trattato
di una canna". Sanzioni scolastiche ci saranno anche per i due - lui,
maggiorenne, che ha messo su YouTube il video e lei, minorenne, che ha fatto il
filmato - che hanno provocato tutta la vicenda. Lui, il ragazzo, ascoltato nel
pomeriggio dal preside e dalla polizia piange disperato e continua a dire che
era solo un gioco. Tra i singhiozzi dice: "Io non volevo provocare nessun
macello, non volevo danneggiare il mio prof, mai avrei immaginato questo
inferno. Scusate, sono veramente pentito di quanto ho fatto". La ragazza
che ha premuto il tasto del telefonino in modalità video aggiunge poco di più:
"Io ho filmato per fare uno scherzo, per ridere tra noi e per riprendere
la mia compagna che gli diceva: prof, ma fuma le canne in classe? Niente di
più". Loro se la cavano: la polizia non rileva profili penali e non ci
sono accuse possibili, a meno che qualcuno non passi alla querela di parte.
Così gli agenti lasciano l'istituto quando la sera è già avanti senza accusati.
Gli studenti sono pronti a battersi e pensano allo sciopero in favore del
"professore panzone": "E' uno di noi, un nostro compagno di
classe. E' tutto un battersi il petto, un voler dimenticare. E Borchielli dal
telefono di casa sua promette: "Io questa volta smetto davvero di fumare.
Lo avevo già fatto: erano venticinque anni che non toccavo una sigaretta, avevo
ripreso appena dieci giorni fa. Tutto questo è assurdo". Intanto, inutile
cercare il filmato, come la scuola con il prof, You Tube l'ha già sospeso.
Magari con qualche giorno di abile ritardo.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-03-14 - pag: 16 autore: Mele a parte
Le dimissioni del governatore Spitzer contrastano in maniera stridente con la
vicenda del parlamentare italiano Cosimo Mele, che di fronte ad episodio simile
se non più grave (dato il consumo di stupefacenti) si limitò a lasciare il suo
partito, l'Udc. è soprattutto illuminante che negli Usa, per proteggere i
politici contro le tentazioni che possono sorgere lontano dalla famiglia per
motivi di lavoro (Spitzer era a Washington), a nessuno sia venuto in mente di
istituire un'apposita indennità. Che oltreoceano non siano al corrente che
Lorenzo Cesa è segretario del partito che si presenta come "la vera novità
di questa politica italiana"? Andrea Goldstein Parigi S e l'onorevole Cesa
fosse ignoto negli Stati Uniti, sarebbe un'ingiustizia. è politico avveduto e-
come lei ricorda- di saldo realismo sulle debolezze della carne e dell'uomo:
che non è di legno e lontano da casa patisce la solitudine. In ogni parte del
mondo. Di Cosimo Mele ho perso le tracce. Non credo che si ricandidi, in queste
elezioni. Un caso piuttosto raro, bisogna dirlo, di mele col baco messe da
parte. Come Spitzer, torna a casa. p Politica noiosa è sicuramente molto
positivo il fatto che siano praticamente scomparsi, in queste elezioni, i
simboli della Falce e martello e della Fiamma tricolore; simboli al riparo dei
quali sono trascorsi decenni di odio politico. Speriamo di approdare a una
situazione con due grandi schieramenti per cui gli elettori potranno votare
indifferentemente in funzione dei programmi e dei personaggi che verranno
presentati. Qui però nasce il vero problema: con una crisi mondiale sorniona
che sta avanzando strisciando; un debito pubblico altissimo; una burocrazia costosa; un sistema produttivo e turistico in sofferenza; una
giustizia che non funziona; una scuola che ogni anno perde posizioni;
un'università che è un gerontocomio... che cosa propongono i nostri candidati?
Nulla, direi. Faremo ottime cose! Quali? Non si sa. Non guardo più i
dibattiti televisivi, per non addormentarmi. Giorgio Ortu e-mail Falsi
liberali... è difficile definire liberale chi nella passata legislatura per due
anni non ha fatto altro che gridare ai brogli, riconteggio delle schede, non
riconoscendo mai la sconfitta come avviene in tutte le democrazie liberali. Ora
ne vediamo di nuove. Denigrazione quotidiana dell'avversario su tutte le reti
personali, sui giornali di parenti e amici. Non commento il gesto diseducativo
nei confronti dei giovani di strappare il programma del Pd. Povera Italia!
Amedeo Ghiringhelli e-mail ...e strabismo ideologico Giuseppe Ciarrapico poteva
senz'altro risparmiarci le cose dette nell'intervista, quanto meno considerando
che sarebbero state strumentalizzate dagli avversari. Mette tristezza la deriva
verso il pensiero unico del quale il linguaggio è espressione. I luoghi comuni
non sono scomparsi, anzi sono cresciuti di numeroe peggiorati nel contenuti
speculari a quelli di un tempo. Immutato anche lo strabismo ideologico. Due ideologie
criminali, fascismo e comunismo: la prima è giustamente stigmatizzata, la
seconda ancora oggi celebrata ed esibita con orgoglio, da politici indifferenti
ai disastri e ai milioni di vittime innocenti che ha provocato. Roberto Freisa
e-mail.
( da "Corriere della Sera" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-03-14 num: - pag: 23 categoria:
REDAZIONALE Bari Domani la Giornata antimafia voluta da don Ciotti Coltivare le
terre dei boss La sfida di Libera in Puglia DAL NOSTRO INVIATO BARI - Ogni tanto
lui esce a salutarli. "Bravi, meno male che siete arrivati voi a curare la
mia vigna". I ragazzi rispondono con gentilezza, "è vero don
Tonì". Qualche battuta di circostanza e poi di nuovo ognuno nei suoi
ruoli: lui, don Tonino Screti, alla sua vita da ex boss della Sacra corona
unita; loro, i volontari dell'associazione Libera, all'impegno sociale e civile
contro le mafie. Si studiano a distanza ravvicinata, il boss e i ragazzi.
Perché lui, il "don", vive nella villa che lo Stato gli ha confiscato
a Torchiarolo, vicino Brindisi. E attorno a quella villa ci sono anche i suoi
ex
( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-03-14 - pag: 21 autore: Centenario. Upi:
no all'amministrazione provinciale nelle 12 metropoli, a noi i poteri degli
enti intermedi Dalle Province timidi sì ai tagli Melilli: si può ridurre il
numero - Nel mirino le 16 sotto 200mila abitanti Mariolina Sesto ROMA Sì
all'abolizione delle province nelle 12 aree metropolitane, ok alla definizione
di una dimensione minima, disponibilità all'accorpamento delle province più
piccole. Sotto il fuoco incrociato di maggioranzae opposizione, l'Upi (Unione
delle province italiane) si mette in discussione e concede la propria
disponibilità ad attuare i primi tagli sulla rete dei suoi 104 enti
territoriali. Un messaggio tanto più forte se si considera il contesto in cui
viene reso pubblico: la solenne celebrazione in Senato dei 100 anni
dell'associazione. Il presidente, Fabio Melilli, lo ha però già scritto nero su
bianco in una lettera inviata ai candidati premier. Ieri lo ha ripetuto:
"Siamo convinti della nostra utilità – dice – ma siamo anche consci che là
dove ci sono strutture ridondanti occorre snellire, ridurre, rivedere le
dimensioni ottimali". Impossibile per l'Upi esporsi con numeri e
dimensioni precise (tanto più per bocca del suo presidente, che guida la
provincia di Rieti, una delle più piccole) ma poiché le cifre sono note a tutti
è facile fare due calcoli: le province più piccole (sotto i 200mila abitanti)
sono 16, quelle che verranno sostituite da aree metropolitane 12. Una prima
opera di potatura potrebbe portare con ogni probabilità a tagliarne 28, un
quarto del totale. Nella lista ci sono Roma, Milano, Napoli, Firenze, Torino,
tra le più grandi; Enna, Ogliastra, Isernia, Sondrio e Crotone tra le più
piccole. Certo, come precisa lo stesso Melilli, non sarà facile usare il solo
criterio della popolazione residente per tagliare gli enti: in Sardegna, ad
esempio, salterebbero sei province su otto. Il sacrificio, tuttavia, richiede
una compensazione. è lo stesso presidente a chiedere in cambio il trasferimento
alle province "dei poteri di tutti gli enti intermedi, primi fra tutti gli
Ato". Quanto ai costi, Melilli respinge ogni accusa: "è nel sistema di sovrapposizioni di funzioni e risorse suddivise in
mille rivoli di inutili enti e burocrazie che si annidano i veri sprechi".
Poi, per spiegarsi meglio, tira fuori alcune cifre: "Le province costano
110 milioni di euro all'anno,le comunità montane 70 milioni. Ecco – incalza – è
nell'associazionismo intercomunale che occorre cercare i veri costi del
sistema". Il confronto sui tagli, tuttavia, è avviato. L'Upi sostiene
di condividere la Carta delle autonomie scritta in questa legislatura dal
centro-sinistra che avrebbe comportato lo stop alle province nelle aree
metropolitane. E il suo presidente, che siede insieme al numero uno dell'Anci
nella direzione nazionale del Pd, ha avuto una parte importante nella scrittura
del programma di Veltroni nella parte in cui propone, l'eliminazione di tutti
gli Ato nel primo anno di governo, il trasferimento delle loro funzioni alle
province e il taglio di tutte le amministrazioni provinciali che insistono
sulle aree metropolitane. Quanto ai propositi del centro- destra, nonostante
l'annuncio di Berlusconi di voler eliminare tutti gli enti provinciali, Melilli
si dice tranquillo: "La Lega difende a spada tratta le province e nel
programma del Pdl non c'è alcuna menzione sulla riduzione delle nostre
strutture".
( da "Espresso, L' (abbonati)" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Attualità ELEZIONI /
IL WALTER TOUR Veltroni passaggio a nord-Est Nel cuore del Veneto bianco, tra
gli operai e gli industriali. A un mese dal voto, il leader del Pd sfida il
territorio più ostile. Per conquistare gli sfiduciati di marco damilano FOTO di
AlFREDO FAlvo Il Pd è un partito di lavoratori, ma anche di imprenditori. I
lavoratori sono qui, in uno stanzone di Porto Marghera, ore nove di sabato
mattina, pioggia sottile fuori, gelo dentro, per accogliere quello che un tempo
sarebbe stato il compagno segretario Walter Veltroni e oggi è, semplicemente,
il candidato premier del Partito democratico. Alle pareti il Quarto Stato, un
murale con la scritta 'No al fascismo' e 'Franco boia', un quadretto con il
leone di San Marco sopra la bandiera rossa, una foto di Luciano Lama alla
manifestazione del 1984 contro i tagli della scala mobile, la bacheca con la
chiamata dei turni: sette e dieci per i gruisti e gli stivatori, sette e un
quarto per gli altri. Gli imprenditori si radunano in una morbida sala del
Jolly Hotel di Vicenza, per un aperitivo con l'ex sindaco di Roma che ha il
coraggio di mettere uno di loro a capolista del Pd in Veneto e che predica il
fisco amico. Il candidato Massimo Calearo è in vena di rivincite: "Grazie
degli applausi, a leggere i giornali sembrava che non contassi più nulla".
Porto Marghera e le piccole aziende, gli incidenti nei cantieri e la locomotiva
d'Italia, le ronde anti-immigrati, le ordinanze anti-sbandati dei sindaci
leghisti e gioielli di ricerca e di solidarietà come la Città della speranza di
Padova, la prima istituzione italiana a eseguire il trapianto di midollo nei
bambini malati di tumore. Corre il pullman verde di Veltroni tra le
contraddizioni del Nord-est: ciminiere e ville palladiane, biciclette e
discoteche, capannoni industriali, sale intitolate a papa Giovanni e qualche
sparuta contestazione (da sinistra, però: i comitati che si battono contro la
base Usa Dal Molin). Le tappe-chiave del lungo giro d'Italia, a un mese esatto
dal voto di aprile, in una regione dove ci sono 18 punti di differenza tra Pd e
Pdl e dove è più evidente il senso dell'operazione di Veltroni: ridisegnare la
geografia elettorale italiana, sfondare "in un territorio difficile e
ostile", come lo definisce Enrico Quarello, segretario provinciale di
Treviso. "Siamo circondati dalla Lega, non ci mollare", gli gridano.
Ma il leader venuto dal Campidoglio ostenta ottimismo: "Un muro divideva
il Nord-est dal centrosinistra. Il muro è caduto". Ancora presto per
dirlo, in realtà. Qualcosa si muove e se la campagna elettorale fosse
cominciata tra sei mesi, sarebbe stata un'altra storia, forse. "I leader
nazionali, i Prodi, i Fassino, i Rutelli, sono sempre venuti in Veneto",
racconta il senatore Paolo Giaretta, segretario regionale del Pd: "Prima
dei comizi noi parlamentari locali andavamo da loro e gli facevamo il training,
spiegavamo le cose di cui vuole sentir parlare la nostra gente. Risultato: si
capiva che affrontavamo argomenti che non conoscevano. Questa volta è venuto
uno che si capiva che sapeva. Veltroni ha toccato la più grande aspirazione dei
veneti che non è la sicurezza o gli schei, ma prima di tutto essere
capiti". Un giudizio confermato dal presidente dell'Apindustria di
Vicenza, Sergio Dalla Verde, che conclude l'aperitivo di Veltroni con i piccoli
imprenditori: "Il paese che lei ha descritto è il paese che sogno. Il suo
linguaggio ci piace molto, ma non possiamo dimenticare che i primi sei mesi del
governo Prodi per noi sono stati terribili". Diffidenza e attese, sospetti
e voglia di andare a scoprire le carte. Veltroni incassa e prosegue il tour.
Per il leader del Pd c'è un doppio obiettivo: vincere le elezioni si può fare,
ma forse no, costruire il partito a sua immagine e somiglianza invece si deve
fare, a tutti i costi. La campagna elettorale è un'occasione da non perdere. Lo
si vede nel format degli incontri, uguali in ogni tappa. Prima dell'arrivo nei
teatri o nei palasport si distribuiscono i manifestini verdi con la scritta
'Veltroni presidente'. In attesa del candidato, l'Obama bianco,
l'organizzazione prepara la coreografia: "Quando entra Veltroni alzate i
cartelli", grida un ragazzo con il codino dal palco del Pala De Andrè di
Ravenna. E qui, nel cuore della Romagna rossa, anarchica, laica, centinaia di
pensionati sugli spalti eseguono docilmente l'ordine. Non ci sono più simboli e
bandiere, il trapasso dei partiti originati dal Pci questa volta è ben
visibile: la vecchia identità resta stampata sulle facce, le rughe, i baffi, le
unghie nere delle mani. Anche lo sfondo del palco è sempre lo stesso, con la
scritta 'Si può fare': a Treviso non avevano i 2 mila euro per montarlo,
l'hanno portato da Mestre, la tappa precedente. E quel che resta della macchina
dei Ds gira a pieno regime: Veltroni è il primo candidato premier che arriva da
quella storia e si vede, i compagni sono mobilitati come non mai. I notabili
non aprono bocca, restano seduti nelle prime file o per terra. Il leader sale
sul palco senza nessuno intorno, un saluto di una ragazza del luogo, meglio se
emozionata, e poi tocca a lui parlare, solo a lui. Nel Veneto bianco è un'altra
storia. Il tour parte da Rovigo, nella sala (stracolma) intitolata ad Antonio
Bisaglia, il capo della Dc veneta, "il manager dell'Impresa-Veneto sul
mercato nazionale", come lo definisce Ilvo Diamanti, che negli anni
Settanta consegnava il 53,4 per cento dei voti alla Balena bianca nazionale con
una raccolta del consenso perfetta: consorzi per lo sviluppo industriale,
concessionarie di autostrade, aziende municipalizzate, istituti di credito. E
ancora: cooperative bianche, comunità montane, banche rurali, associazioni
ricreative, società di mutuo soccorso. Un impero che portava a Roma
parlamentari, ministri, segretari di partito, presidenti del Consiglio. Intanto
cresceva il miracolo veneto, "la gran via lattea della piccola industria,
una rivoluzione di campagna. Evoluzione dal basso, nessuna guida, nessun
intervento, nessun finanziamento. Nessuna regione può crescere meglio, ma
nessuna regione può deludere peggio", scriveva in quegli anni, profetico,
Alberto Cavallari. Una rete ancora solida, ma da decenni senza un punto di
riferimento politico. Neppure negli anni di Berlusconi c'è stato un ministro
veneto, nonostante l'egemonia azzurra nella regione. E a Roma la Lega ha spedito
un personaggio come il sottosegretario Stefano Stefani, cacciato dal governo
dopo aver insultato la Germania e provocato la cancellazione delle vacanze del
cancelliere tedesco in Italia. Il ministro del Veneto è una suggestione, anche
se l'autocandidatura a una poltrona governativa di Calearo ha fatto storcere il
naso anche a tanti colleghi della regione, a partire da Paolo Marzotto.
Raccontano che il capolista alla Camera nella circoscrizione Veneto 1
attraversasse un momento difficile, contestato nella Confindustria locale e in
quella nazionale. Costretto a dimettersi dalla presidenza dell'associazione
industriali di Vicenza una settimana prima di candidarsi alle elezioni dopo
aver fallito il tentativo di pilotare la scelta del successore. E anche il suo
tentativo di arrivare alla vice-presidenza di viale dell'Astronomia con Emma
Marcegaglia è sfumato. Così, quando il leader locale Giaretta lo ha incontrato
di notte in un bar per offrirgli un seggio nel Pd, Calearo si è ringalluzzito.
Il suo nome serve a dimostrare la credibilità del Pd di Veltroni: "Per
anni mi hanno ripetuto: sei bravo, ma stai con i comunisti", racconta
Giaretta: "Ora c'è uno che non ha mai votato a sinistra, non me lo diranno
più". Più difficile, forse, convincere l'altro elettorato. Il Veneto dei
moderati, cravatte gialle, messe in piega, orologi d'oro. E poi "quello
che vota Lega e ha paura di prendere i treni dei pendolari", lo dipinge il
sottosegretario Marco Stradiotto, ex sindaco di Martellago, comune alle porte
di Mestre. E gli operai di Porto Marghera, naturalmente. Difficile parlare di
alleanza tra i produttori quando sono in pericolo 5 mila posti di lavoro e sono
morti due ragazzi in una stiva di una nave appena 50 giorni fa. Il delegato
Michele Bianchetto li ricorda, con passione. I suoi compagni si alzano in piedi
e parte un lungo applauso. Il più forte del viaggio in Veneto di Veltroni, il
più vero. n Delusi da Prodi e da Berlusconi colloquio con Riccardo Illy di
Roberto Di Caro Nel Nordest si sentono assediati. E tornano a parlare di
secessione. I consigli del governatore Illy per non perdere voti "Ma le
pare che si possono spendere 10 miliardi di euro nel solo 2008 per eliminare lo
scalone e consentire a qualche decina di migliaia di persone di ritirarsi a 58
anni? Con meno di quella cifra si potrebbero raddoppiare i posti negli asili
nido di tutta Italia, permettendo alle donne di lavorare e di ricominciare a
fare figli". Proprio non va giù, a Riccardo Illy, la controriforma del
sistema pensionistico varata dal governo Prodi per compiacere estrema sinistra
e sindacati, contro ogni logica di sviluppo e a scapito di altri investimenti
ben più utili al sistema paese e ai lavoratori stessi. Gli asili non li cita a
caso: lui il raddoppio dei posti nido l'ha realizzato, in cinque anni, nel
Friuli Venezia Giulia di cui è presidente dal 2003, dopo due mandati come
sindaco di Trieste e due anni da deputato. Non sarà solo per via dei bimbi, ma
i pronostici segnano bene per Illy, ora che, nello stesso giorno delle
politiche e con un anticipo di due mesi sulla scadenza naturale, si ripresenta
candidato a capo "della più povera tra le Regioni a statuto speciale"
quanto a tasse e tributi che restano in loco o vi ritornano coi trasferimenti
statali, "ma dal 2005 la prima regione italiana per crescita del
Pil". Sì, gli piacciono i numeri, i fatti, le logiche lineari. E poco gli
importa se a furia di tirar di fioretto con quel suo tono pacato rischia di
ridurre a un cumulo di cenci l'abito nuovo del centrosinistra non meno di
quello liso del centrodestra. Più o meno quello che fa, a cominciare dal
titolo, in 'Così perdiamo il Nord', in uscita il 18 marzo per Mondadori. Un
incipit d'effetto, non c'è che dire: "Siamo circondati. L'importante è
rompere l'assedio". Chi vi accerchia? "La Francia, la Svizzera,
l'Austria, la Slovenia... Tutti paesi che hanno tributi e imposte sul reddito
inferiori ai nostri, liberalizzazioni più avanzate, costi
più bassi dell'energia, burocrazia più snella ed efficiente. Competitivi, e dunque attrattivi per
le nostre stesse imprese. Prenda la Slovenia, entrata nel 2007 nell'area
Schengen: il costo del lavoro è di un terzo inferiore al nostro, il reddito
d'impresa è tassato al 22 per cento. Per beneficiarne, a un imprenditore
friulano basta spostare tutto qualche chilometro più in là,
oltreconfine...". Non solo: lei scrive nel libro che il rischio di
secessione è tutt'altro che scomparso. Se negli anni scorsi era legato alle
pulsioni un po' primordiali solleticate dalla Lega, adesso può radicarsi assai
più pericolosamente in un preciso calcolo economico delle fasce produttive. Da
dove le viene una simile percezione? "Dall'esasperazione che ascolto nelle
parole degli imprenditori. E più sono piccoli più sono esasperati". Più di
dieci anni fa? "Più di qualche mese fa! C'è stato un cambiamento
repentino. Le hanno provate tutte, centrodestra e centrosinistra, sono più
pessimisti di prima. L'indipendenza del Kosovo ha messo a molti la pulce
nell'orecchio". Autocritica e autoflagellazione stanno nel Dna della
sinistra, ma non le sembra un eccesso di zelo, quel 'Così perdiamo il Nord',
proprio mentre Veltroni si arrampica sul pullman per convincere il popolo delle
partite Iva? "Quel 'noi' non è solo il centrosinistra o il Partito
democratico: è il Paese, l'intero nostro sistema politico". Sarà, ma alla
fine il Nord continua a premiare il centrodestra. "Magari lo farà anche
stavolta, turandosi il naso. Ma non creda, non sono di memoria così corta, da
queste parti: si ricordano delle promesse di Berlusconi nel 2001, e di quanto
poco abbia poi realizzato davvero. Naturalmente anche delle promesse di Prodi
di non aumentare le tasse, cosa che invece ha fatto tra i primi atti del suo
governo". Non sarà la candidatura di Massimo Calearo a spiantare il Pdl
nel Nordest? "Vedremo. Lui è comunque l'emblema di un Nordest conservatore
che, profondamente deluso da Berlusconi, può ora rivolgersi a un Pd dai valori
e principi liberali. In ogni caso meglio lui di Padoa Schioppa, per cui ho
grande stima, ma che è difficile contrabbandare come espressione di questo
territorio solo perché è nato a Belluno e ha fatto il liceo a Trieste".
Dica la verità, avesse fatto in tempo l'avrebbe cambiato, quel titolo, pensato
quando nessuno immaginava ci sarebbero state le politiche... "Non mi sono
posto il problema. Ma alcune cose che suggerisco nel libro Walter le ha fatte
proprie nel programma. Per esempio la priorità di infrastrutture quali l'Alta
velocità, l'Alta capacità, i rigassificatori...". Se è per questo lei
vorrebbe anche il ponte sullo stretto di Messina... "Ma fu Prodi a dare il
primo via libera. Comunque, altro punto recepito da Veltroni è la necessità di
aumentare il reddito netto dei lavoratori". Ma per ottenere questo
risultato lei propone ricette drastiche di cui non si scorge traccia nel programma
del Pd. E il modo è tutto... "è vero. A mio parere gli oneri previdenziali
non si riducono gettandoli sulle spalle dello Stato, come già ha fatto il
governo Prodi col taglio di 5 punti del cuneo fiscale". Leggo la sua
ricetta. Cancellare per prima cosa le pensioni di anzianità. Via l'elenco dei
'lavori usuranti', una trovata che non ha diritto d'asilo nel resto d'Europa...
"Una riforma innovativa e provocatoria sarebbe: gli oneri previdenziali
seguano una curva gaussiana. Ovvero: molto bassi all'inizio, crescenti fino
alla maturità, poi in ultimo decrescenti, con la possibilità per il lavoratore
di scegliere se andare in pensione prima con meno soldi o più tardi, ma vedendo
crescere il proprio reddito in busta paga". Che altri consigli ha dato a
Veltroni? "Forse un candidato premier esterno e autorevole sarebbe stato
un ulteriore fattore di rassicurazione per gli elettori delusi dal
centrodestra". Chi? "Ah, non faccio nomi". Draghi, Montezemolo,
Profumo, Passera, il sempiterno Monti? "Per esempio...".
( da "Espresso, L' (abbonati)" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Attualità IL
DISASTRO DELL'IMMONDIZIA IN CAMPANIA Ha vinto la monnezza Dopo due mesi i
rifiuti ricominciano a crescere. E De Gennaro ha dovuto abbandonare il suo
piano. Ecco perché il prefetto senza superpoteri rischia di fallire di gianluca
di feo e claudio pappaianni Talquale. Questo eloquente eufemismo indica
l'immondizia che nessuno riesce più a selezionare in Campania: il termine,
indicato persino nei contratti, sembra anche il destino che minaccia la
Campania. Perché tale e quale è la situazione in cui sta precipitando la
regione dopo 60 giorni di Gianni De Gennaro: la montagna dei sacchi neri ha
ripreso a crescere. Un disastro che rischia di segnare la prima sconfitta per
l'ex capo della polizia, alle prese con un mostro: per la prima volta nella sua
storia personale si comincia a parlare di fallimento. Dal 3 marzo tutte le
soluzioni escogitate finora dal prefetto hanno cominciato a perdere colpi: la
Germania ha bloccato i treni, i lavoratori dei Cdr si fermano a singhiozzo, la
pioggia ha rallentato i cantieri delle nuove discariche. In più sono
intervenuti i vigili urbani di Acerra, che su ordine del sindaco controllano
tutti i camion dell'immondizia e li multano per ogni piccola infrazione,
ingorgando l'unica rotta per lo smaltimento. Una farsa incredibile: pochi
vigili che mettono in crisi il super commissario. Ma non è l'unica, perché di
super-poteri in realtà De Gennaro ne ha veramente pochi. Non può precettare,
non può obbligare, non ha nemmeno fondi da spendere: ai suoi ordini
direttamente c'è soltanto il battaglione dell'Esercito. Per tutto il resto deve
chiedere ad altri e bussare alle porte di Palazzo Chigi, dove Romano Prodi ha
già la testa altrove. UNO E TRINO De Gennaro non ha nemmeno il pieno controllo
della situazione dei rifiuti. Perché i commissari di governo che operano in
questo settore sono ben tre. L'ex capo della polizia deve gestire l'emergenza,
pulire le strade e trovare dove mettere la spazzatura. Poi c'è il commissario
liquidatore, che deve chiudere le precedenti strutture: a lui tocca domare i
Cdr, le fabbriche infernali dove si compattano i carichi per trasformarli in
ecoballe. Il problema è che in questi impianti strategici tutto è precario:
dipendenti, forniture, manutenzione, mense, tute, persino la pulizia. Nel
tentativo virtuoso di eliminare gli sprechi del passato, molti contratti sono
stati revocati mentre in altri casi lo Stato è in ritardo sui pagamenti. I
dipendenti, poi, spesso incrociano le braccia o sono obbligati a fermare le
macchine: ogni ora persa significa lasciare 300 tonnellate a marcire. Infine il
liquidatore deve trovare qualcuno che compri e completi il mostro di Acerra,
ormai degradato per decreto da termovalorizzatore ad inceneritore. Una missione
titanica. Il primo nome scelto dal governo, un generale della Finanza, si è
tirato indietro. A quel punto l'incarico è finito a Goffredo Sottile, che come
prefetto di Caserta ha imparato a conoscere la materia. Ma c'è una terza figura
fondamentale: il Commissario alle bonifiche, ossia colui che doveva
disinnescare tutte le discariche create nei precedenti 14 anni di emergenza,
trasformando le bombe chimiche in pascoli. Una struttura che agisce in modo
autonomo, parallelo e in almeno un caso conflittuale con le altre due. Alla
fine di gennaio l'incarico era ancora in mano ad Antonio Bassolino, che ha
gestito dal 2001 stanziamenti per 300 milioni, Bagnoli inclusa. Ma dopo le
prime indagini di De Gennaro, Prodi ha subito rimpiazzato il governatore con
Massimo Mengozzo, un esperto della Regione. Perché l'ex capo della polizia ha capito
a sue spese che senza bonifiche non ci possono essere nuovi spazi per versare i
rifiuti. Ci ha messo 40 giorni, poi è stato costretto a rottamare il piano
presentato in pompa magna: i siti che risultavano ripuliti a suon di milioni
invece erano ancora colmi di veleni. "Guai ad avvicinarsi alle vecchie
discariche", ha sentenziato con amarezza in un'intervista a 'Repubblica'.
CARTE FALSE Che le cose andassero peggio del previsto De Gennaro lo ha scoperto
in un lampo. L'illusione sul piano è svanita poche ore dopo la conferenza
stampa del 21 gennaio. All'alba i tecnici del Commissariato si sono presentati
in un capannone industriale di Pianura, destinato ad accogliere una catasta di
ecoballe. Una mossa politica: dopo gli scontri con la polizia per la discarica,
si voleva dimostrare che lo Stato non faceva dietrofront e portava comunque dei
rifiuti in quel comune. Nei dossier del Commissariato quel capannone risultava
vuoto e sotto sequestro, insomma pronto all'uso: in realtà la pattuglia del
prefetto è stata accolta dal metronotte di turno, che vigilava sulle sette
aziende con 80 operai legalmente attive nell'impianto. Il bello è che già un
anno prima gli emissari del Commissariato lo avevano ispezionato. Con un
brivido, il prefetto ha compreso: il suo piano era stato costruito su carte
inattendibili. Aveva mosso armate che non esistevano ed era finito in laghi di
veleni, muovendosi verso lo scontro popolazioni senza più fiducia nelle
istituzioni. La sua manovra prevedeva di riaprire in 7-10 giorni quattro vecchie
discariche 'bonificate' (Villaricca, Difesa Grande, Montesarchio e Parapoti
come riserva) dove infilare di corsa gran parte degli arretrati. Il resto,
circa 200 mila tonnellate, doveva finire in 11 siti provvisori in attesa di una
soluzione definitiva. Ossia i quattro nuovi maxidepositi (Serre, Savignano,
Terzigno, Sant'Arcangelo) che in realtà sarebbero dovuti nascere già nel luglio
2007 ma dove i cantieri non erano mai partiti. Un piano da 900 mila tonnellate,
ingoiando 10 mila tonnellate al giorno: 7.200 di produzione quotidiana, più una
fetta del giacente. L'immondizia sarebbe sparita da metà marzo: il miracolo di
De Gennaro. Che nemmeno il Gennaro santo avrebbe potuto realizzare: nel primo
mese quota 10 mila è stata toccata solo 5 volte. INDIETRO TUTTA L'ex capo della
polizia ha lottato per andare avanti: "Dico no al gioco dell'oca, il piano
è perfettibile ma non si può sempre tornare alla casella di partenza", ha
insistito il 30 gennaio. Il bollettino di guerra ora dopo ora è diventato
drammatico: nelle vecchie discariche spuntavano giacimenti mefitici. è stata
dissepolta dal terreno persino un'intera autocisterna piena di liquami tossici.
Risvegliare quei mostri significava perdere tempo prezioso. A San Valentino la
resa: bisogna trovare un'altra rotta. Quale? L'estero. Portare tutto
l'arretrato in Germania, ben 200 mila tonnellate via mare fino ai porti del
Baltico: un'alternativa costosa. E finora impraticabile. Perché i tedeschi da
dieci giorni rifiutano anche quelle 700 tonnellate quotidiane che facevano
respirare Napoli. E il loro nein rischia di riaprire il baratro: fino ad allora
erano state spostate 329 mila tonnellate, dimezzando la montagna di 250 mila
che sommergeva tutto a metà gennaio. Adesso tecnici del prefetto e militari
corrono da un sito all'altro, cercando di impedire la paralisi. Sfruttano al
massimo i centri di stoccaggio creati dai mezzi dell'Esercito. Ogni giorno
1.700 tonnellate vengono portate ad Acerra, pesate e messe nel magazzino di
Italambiente. Da lì la Fibe li trasloca a Santa Maria la Fossa, dove sono
pesate di nuovo e gettate a Ferrandelle: tutto doppio, processione di camion e
costi. SOTTO IL TAPPETO Ma senza nuove discariche è come nascondere la polvere
sotto il tappeto. L'unico vero impianto, quello di Serre, corre verso
l'esaurimento. Taverna del Re, riaperta dopo l'intervento personale di De
Gennaro ha chiuso mentre Marigliano che doveva rimpiazzarla non è ancora
pronta. Nel gioco delle quattro discariche, risuscita anche il 'vulcano
cattivo' di Somma Vesuviana: nel 2005 era quasi pieno di rifiuti quando un
incendio lo svuotò tra nuvole tossiche. I nuovi maxi siti di Savignano e
Sant'Arcangelo non apriranno prima di un mese, ammesso che arrivino i soldi.
Sperando che non scoppi il caldo: per adesso non si temono epidemie, quanto
l'invasione dei ratti e insetti. Spetterebbe ai comuni e alle Asl intervenire
anche solo spargendo disinfettante e topicida. Ma nessuno fa nulla. De Gennaro
non vuole gettare la spugna: "Di rifiuti ce ne sono fin troppi...".
Dicono lo faccia per senso dello Stato e per una questione personale. Ma prima
di lui, anche un duro come Guido Bertolaso dovette arrendersi. E se falliscono
gli unici funzionari credibili di cui lo Stato dispone, chi mai potrà ripulire
la Campania? ha collaborato Piero Messina MA LA CAMORRA è UN ALIBI di Raffaele
Cantone* Camorra e rifiuti, in Campania, sono sempre più un binomio
irriducibile. Tale era apparso dopo che i clan più strutturati ed organizzati
si erano infiltrati, armi e bagagli, nel settore, fiutando il grosso affare che
poteva celarsi sia con la gestione dei rifiuti illegali, resa
possibile anche da una burocrazia lenta e corrotta che fingeva di non vedere cosa si nascondeva
nelle terre incolte, nelle cave dismesse o nelle vasche in cui si sarebbe
dovuta praticare un'improbabile itticoltura, sia con la gestione delle imprese
che si occupano della raccolta dei rifiuti urbani. Lo è diventato in
termini definitivi, grazie ad una situazione che in Campania dura da quasi 14
anni e che definire emergenza potrebbe apparire persino ridicolo. Il
verificarsi, infatti, ciclico di situazioni straordinarie - nelle quali le
discariche si esauriscono perché stracolme e i Cdr non funzionano perché pieni
di ecoballe - ha imposto di reperire soluzioni tampone che, in molti casi, sono
state offerte su piatti d'argento proprio dai clan. Bastano due esempi per
chiarire. Il primo è quello del trasporto dei rifiuti nei siti di stoccaggio
provvisori o fuori dalla regione: gestito in modo informale e senza gare, è
finito preda dei boss che su di esso hanno dirottato i propri camion o i
padroncini di riferimento, già utilizzati nel settore del movimento terra, da
sempre monopolio delle organizzazioni. Il più eclatante è, però, quello
dell'individuazione dei siti di stoccaggio provvisori; in non pochi casi i
clan, o soggetti a loro vicini, si sono procurati terreni a prezzi spesso vili
e li hanno offerti in lunghe locazioni con canoni di almeno dieci volte
superiori a quanto poco prima pagato, canoni che sembravano dover retribuire
anche la capacità delle organizzazioni di evitare proteste fra le popolazioni
locali. Sia la relazione della Commissione sul ciclo dei rifiuti sia quella
della Commissione antimafia hanno ricordato come in alcune zone il
posizionamento di chilometri di pseudo-ecoballe, che in realtà erano soltanto
rifiuti, è avvenuto senza che le comunità locali avanzassero non dico proteste
ma nemmeno timide obiezioni. Tutto ciò, però, non autorizza affatto
un'operazione di disinformazione da tempo in atto secondo cui l'emergenza
sarebbe stata creata e voluta dalla camorra, quella stessa camorra che veniva
considerata, da una parte della classe dirigente campana, quasi come un
inoffensivo fenomeno folcloristico. Si tratta di quelle stessa classe dirigente
che ha utilizzato il fiume di denaro giunto per l'emergenza rifiuti per creare
organi inutili, dare consulenze per ragioni spesso incredibili, stabilizzare
precari nei vari consorzi o assumere 'clientes' in periodi preelettorali . è un
alibi di comodo senza fondamento alcuno, a meno di non voler ritenere che la
camorra che ha pesantemente speculato su altri gravi eventi anche più
drammatici (ci si riferisce al terremoto, al bradisismo, alle varie alluvioni)
ne sia stata anche di essi la causa. *magistrato, ex pm della Direzione antimafia
di Napoli, autore delle indagini sui casalesi Mozzarella alla diossina Quindici
caseifici chiusi per eccesso di diossina nelle mozzarelle. Altri 11 sono sotto
stretta osservazione degli uomini dell'Orsa, l'Osservatorio regionale sulla
sicurezza alimentare che da otto mesi fa controlli a tappeto nella zona
considerata a rischio a cavallo tra Caserta e l'area a nord di Napoli. è
l'effetto degli incendi di spazzatura, anche se una conferma ufficiale non
arriva. I quattro laboratori attrezzati in Italia lavorano solo per la Campania
in queste settimane. Una spesa aggiuntiva di 15.000 euro al giorno per tutelare
consumatori e produttori. Nei primi 117 test sono state scoperte 16 tra bufale
e scamorze contaminate: il 15 per cento. "La situazione è meno allarmante
di quanto sembri", spiega Antonio Limone, commissario dell'Istituto
Zooprofilattico del Mezzogiorno: "I livelli riscontrati sono di poco
superiori alla norma e, soprattutto, l'area di produzione a rischio è ridotta e
circoscritta. I miei figli bevono latte campano, perché è senza dubbio il più
controllato in Italia oggi. Mi preoccuperei, piuttosto, di chi i controlli non
li fa". è la stessa zona interessata dall'emergenza brucellosi, per la
quale è stato creato un altro commissariato, l'ennesimo. Con 40 milioni a
disposizione per abbattere oltre 30 mila capi infetti. C. P.
( da "Giornale.it, Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
N. 63 del 2008-03-14
pagina 1 Condannati alla cecità per un farmaco negato di Redazione "Ciechi e con gravi disturbi neurologici per colpa della burocrazia e di un sistema sanitario nazionale che non rimborsa ad ospedali
e università un farmaco utile per contrastare la nostra malattia". È lo
sfogo dei pazienti colpiti dalla malattia di Beçhet, patologia che colpisce
ogni anno due italiani ogni 100mila abitanti. Una delle tante malattie
rare, diagnosticata spesso con ritardo, che porta nel 20-30 per cento dei casi
alla cecità. A lanciare l'appello è Alessandra Del Bianco, segretario nazionale
dell'associazione italiana sindrome e malattia di Beçhet (Simba). Il farmaco
che si è dimostrato efficace per arrestare la malattia si chiama infliximab, ed
è attualmente utilizzato per malattie quali artrite reumatoide, artrite
psoriasica e spondilite anchilosante. "Un mese e mezzo fa - spiega il
segretario Simba - abbiamo inviato una lettera al ministero della Salute
affinché indicasse questo farmaco come utile per la lotta alla malattia, ma non
abbiamo ancora ricevuto risposta". In attesa dell'indicazione ad hoc,
comunque, i malati dovrebbero poter usufruire di una legge (648/96) che prevede
l'istituzione di un elenco di medicinali erogabili se non esiste una valida
alternativa terapeutica. "Per quindici anni la mia vita ha ruotato attorno
all'atletica leggera, e quando un giorno mi è stata diagnostica la malattia di
Beçhet mi è crollato tutto addosso. Poi mi sono "rialzato" e ho iniziato
le cure: oggi sto meglio e posso ancora sognare le Olimpiadi di Pechino".
È la confessione di Francesco Scuderi, il più forte e talentuoso velocista
azzurro degli ultimi anni. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano.
( da "Espresso, L' (abbonati)" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
CULTURA ARCHITETTURA
l'Italia che vorrei di Massimiliano Fuksas A un governo che all'indomani delle
elezioni si forma, che cosa chiedere? Nei programmi attuali c'è molto, a volte
troppo, con troppa pseudo-economia, e la cultura compare soltanto in termini
marginali. Incominciamo. Primo: la città. La città è il luogo dove vive il 60
per cento degli abitanti del mondo. Ma non ce ne siamo ancora resi conto: si
potrebbe cominciare a riflettere su quale città vogliamo abitare, in che
quartieri e in quali case. La ricerca della casa come architettura e come
innovazione non ha avuto, negli ultimi decenni, un minimo di attenzione.
Mancano le case. I mutui sono una truffa. Che cosa si è fatto? Nello stesso
momento in cui tutti lanciavano l'idea elettorale di case per gli strati in
difficoltà, per finanziare questo e altro ogni governo, di qualunque colore, ha
pensato bene di svendere il patrimonio abitativo pubblico, unico calmiere
possibile all'assurdità del mercato. Questo ha portato speculazioni infinite.
Secondo punto: le infrastrutture. Bisogna riuscire a realizzarle, rendere più
agile il percorso burocratico che devono subire. è indispensabile costruire
prima possibile il collegamento Lione-Torino. Terzo punto: l'arte
contemporanea. Serve una rete di musei che valorizzi il grande patrimonio:
vogliamo o no fare un museo d'arte contemporanea a Milano? Si dovrebbe poi costruire
una rete di luoghi per la musica dei giovani. Quarto punto:
la burocrazia. Non bisogna solo ridurla, ma migliorarla. Per esempio con una
scuola per la formazione dei sovrintendenti ai beni culturali: è mai possibile
che un qualunque architetto possa entrare in uno dei settori più delicati, dove
la preparazione specifica è indispensabile? Nota a margine: c'è qualcuno
che una volta tanto sia disposto a dare le dimissioni? CULTURA Fuochi olimpici
Ha inventato una nuova tecnica, che consiste nel 'dipingere' con i fuochi
d'artificio. Ora, Cai Guo-Qiang, già Premio internazionale alla Biennale di
Venezia del 1999 e ampiamente consacrato dal mercato, è stato nominato
coreografo della prossima edizione delle Olimpiadi di Pechino. E intanto il
Guggenheim di New York gli dedica una retrospettiva ricca di sculture e i
disegni con inchiostro e polvere da sparo (fino al 18 maggio). V. T. CULTURA
Red carpet colloquio con LUCY E JORGE ORTA Alla fine ci sono arrivati, in
Antartide, Lucy e Jorge Orta. Lì dove la sopravvivenza è ai limiti, hanno
installato la loro città ideale. Opera omnia che celebra un lavoro militante
dedicato da anni alle emergenze sociali e ambientali del nostro pianeta. E
all'Hangar Bicocca di Milano nella prima grande antologica italiana (3 aprile -
8 giugno), ricostruiscono questa città-messaggio di pace fatta di tende
termiche, bandiere del mondo, progetti sul riciclo dell'acqua e l'International
Atlantic Passport, simbolo di un universo senza frontiere. Perché l'Antartide
come città ideale? "Perché esiste un trattato del 1959 che definisce il
sesto continente un territorio comune destinato alla cooperazione culturale e
scientifica. L' Antartide è il segno della speranza di un mondo basato sulla
pietà, la fratellanza, il rispetto per l'ecosistema e l'umana convivenza".
Per voi è più importante l'estetica o l'etica? "Non ci interessano i
paradigmi teorici ma le azioni concrete, scientifiche e sociali. L'arte è un
catalizzatore di significati e ha in sé la possibilità di trasformare la società.
La realizzazione di una vera estetica corrisponde sempre a una coerenza
etica". L'acqua è l'elemento simbolo per eccellenza nei vostri lavori,
perché? "Abbiamo parecchi campi di indagine, il progetto sul cibo è
importante quanto quello sull'acqua. Ma crediamo che l'acqua sarà la sfida del
futuro. La siccità, la sua cattiva distribuzione, lo spreco rischiano di creare
molta più sofferenza nel mondo della crisi del petrolio. è davvero il Blue
Gold, l'oro blu". Alessandra Mammì CULTURA ARTE Parola di burattino di Germano
Celant Per secoli e in tutti i continenti, le marionette hanno interpretato,
per bambini e per adulti, le favole e i sogni. Costruite in materiali grezzi e
attivate mediante fili e bastoni, hanno arricchito spettacoli in miniatura,
svolti preferibilmente per strada al fine di soddisfare una cultura semplice. E
sono state utilizzate per propagare miti e leggende, di ordine politico e
religioso, al punto di essere prima, con San Tommaso d'Aquino, bandite perché
le loro figure femminili erano spettri di una sensualità carnale, e poi invece
raccomandate dal Sinodo di Tours come veicoli popolari di narrazioni bibliche.
Nel Medioevo hanno raccontato di angeli e di demoni e, in seguito, dall'Europa
all'Asia, hanno narrato di imprese eroiche come, mediante i pupi siciliani, la
guerra fra turchi e cristiani. Nella modernità hanno interessato letterati,
attori e artisti, da von Kleist a Klee, da Schlemmer a Kantor, da Craig a
Tauber Arp. Una storia di identità fragili e immaginarie che è arrivata sino a
oggi, sia con i libri e i cartoons - da Pinocchio a Miss Piggy - sia con
l'attenzione degli artisti contemporanei, in mostra nel 'The Puppet Show',
all'ICA di Philadelphia (sino al 30 marzo). Questi, da Oppenheim a Walker, da
Kelley a Ousler, da Smith a Djuberg, sono stati attratti dalla possibilità di
creare personaggi a metà tra umano e meccanico per discutere, con venature che
vanno dall'ironico al tragico, attraverso un alter-ego che li rappresenta, le
vicende di violenza e di oppressione su gruppi etnici e su generi sessuali: un
intrattenimento dove il piacevole si trasforma, drammaticamente, in disgustoso.
( da "Corriere di Bologna" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere di Bologna
- BOLOGNA - sezione: 1APAGINA - data: 2008-03-14 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE I RIFLESSI DELLA CONGIUNTURA A CIASCUNO LA SUA PARTE di
MASSIMILIANO MARZO L a difficile congiuntura italiana non risparmia neanche
l'economia della nostra regione. I dati sull'Emilia Romagna presentati da
Unioncamere prevedono per il 2008 una crescita dell'economia regionale
leggermente migliore della media nazionale, ma non superiore all'1%. Su questo
risultato pesano almeno due cause. In primo luogo, la complessa situazione
internazionale legata alle pesanti difficoltà dell'economia americana. Il clima
di incertezza derivato dalla crisi subprime non è stato superato, anche perché
non è ancora chiaro il livello delle perdite subito dal sistema finanziario
internazionale. Nei momenti di crisi di domanda, inoltre, pesano moltissimo i
ritardi strutturali del nostro paese: le caranze infrastrutturali, la burocrazia asfissiante, il debito pubblico, la pressione fiscale sul lavoro
e sul capitale, ecc. Tutto questo rende la crisi italiana più pesante che negli
altri paesi. Le fortissime tensioni sulle materie prime (petrolio, oro, rame e
zinco) unitamente al forte apprezzamento dell'euro rappresentano altri fattori
importanti che contribuiscono alle difficoltà di cui sopra. L'economia
dell'Emilia Romagna riesce pur fra mille difficoltà a posizionarsi in modo
abbastanza efficace nell'ambito della competizione internazionale. La prova è
fornita dalle buone performances delle esportazioni delle nostre aziende, pur
in presenza di un euro molto apprezzato. Ciò è il segnale di un'avvenuta
trasformazione strutturale dell'economia emiliano romagnola, che si è
attrezzata per vincere sulla terreno globale, soprattutto nel settore della
meccanica di precisione. Le nostre imprese non devono temere l'euro forte. Il
contenuto di tecnologia e il valore aggiunto sono la carta migliore per battere
la concorrenza. Inoltre, il deprezzamento del dollaro determina un progressivo
spostamento verso l'euro come valuta di riferimento di una parte del commercio
internazionale sempre più significativa, con una conseguente attenuazione degli
effetti negativi derivanti da un euro apprezzato. L'euro agisce come uno scudo
rispetto alle tensioni inflazionistiche derivanti dal forte rialzo delle
materie prime: se il petrolio costa 108.5 dollari al barile, in euro ciò si
traduce in 71 euro al barile, circa. Se l'euro non fosse così apprezzato, la
Banca Centrale Europea dovrebbe rialzare i tassi di interesse ad un livello
molto più alto, per contenere l'effetto sull'inflazione, con spiacevolissime
conseguenze sugli oneri finanziari di famiglie e imprese. Ogni recessione
insegna qualcosa per il futuro. La fase attuale ci dimostra che il settore
pubblico locale e nazionale deve assolutamente risolvere i nodi legati agli
investimenti e alla modernizzazione della struttura fiscale e burocratica. Per
ridurre l'incertezza sul futuro, perché i nostri amministratori non fanno il
punto sullo stato delle infrastrutture materiali ed immateriali in corso
d'opera? Le imprese hanno dimostrato di sapersi mettere in gioco. Ci aspettiamo
analoghi sforzi anche da Regione, Provincia, Comune e Camere di Commercio.
( da "Riformista, Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Italia siamo un
paese quasi al capolinea Occorre puntare su ricerca e innovazione Così possiamo
riallinearci con Eurolandia Pil e inflazione, salari e potere d'acquisto, sono
i temi più caldi di questo complesso periodo che sta diventando un rompicapo di
dimensioni e caratteristiche i cui contorni e origini vanno prima spiegati e
poi corretti. Uno scenario economico finanziario globale per molti aspetti
apocalittico si è impossessato del nostro presente e, da quanto è possibile
capire, anche del futuro. E particolarmente difficile appare il nostro, visti i
ritardi, la carenza di mercato, la limitata autorevolezza della classe dirigente,
la burocrazia imperante e, purtroppo, molto altro che non basterebbe un'intera
pagina per descriverlo. Una situazione, la nostra, a maggior rischio, che ormai
apertamente ci viene imputata dagli altri partner europei, che sono
sensibilmente delusi, sia del nostro apporto alla causa europea, dopo essere
stati tra i fondatori-animatori, sia del rispetto delle regole
comunitarie e, dulcis in fundo, anche del mancato utilizzo di molti
finanziamenti europei destinati allo sviluppo, che in molte regioni non vengono
neanche presi in considerazione. Siamo quasi arrivati ad un capolinea in cui
l'Europa dei fondatori ci ammonisce continuamente su molti temi fondamentali:
l'ambiente, il mercato e la concorrenza, l'ingerenza politica nelle
partecipazioni e/o cessioni di quote di società quotate. Autostrade per
l'Italia ne è un esempio eclatante. Sovente siamo soggetti a procedure
d'infrazione che, oltre ad essere onerose, ci producono un danno alla
credibilità non indifferente. Siamo una Cenerentola e lo stato di salute dei
nostri conti pubblici ne è testimone rilevante; l'essere agli ultimi posti
nella classifica dei salari e il caro vita imperante ne sono ulteriori
protagonisti negativi. Il solido legame che unisce pil e inflazione costituisce
il punto cruciale che alimenta o diminuisce salari e potere d'acquisto. Il pil
non cresce e le poche volte in cui è cresciuto lo ha fatto meno, molto meno,
degli altri partner europei; viceversa, l'inflazione è stata sempre in linea
con quella media di Eurolandia. Una situazione che in 15 anni ha generato minor
ricchezza per oltre 200 miliardi di euro, un importo che ci è mancato e,
soprattutto, ci mancherà per il futuro. In tempi di crisi il mancato o scarso
sviluppo pesa il doppio e noi ne stiamo pagando amare conseguenze. Di riflesso,
salari e potere d'acquisto ne diventano le vittime. I primi non possono
aumentare, manca la matrice dello sviluppo; i secondi diventano l'incubo dei
consumatori di ogni ceto sociale. Già ci siamo bevuti in un decennio il ceto
medio, adesso, si sta corrodendo anche quello alto, il quale, alla luce dei
disastrosi dati finanziari dei mercati, sta cominciando a rallentare nei
consumi: ancora poca cosa ma in un continuo stillicidio che non produce nulla
di buono per le vendite. Tutti gli altri ceti sono ormai sull'orlo di una crisi
che ha nella sfiducia il primo degli elementi, cui si abbina la paura di non
riuscire più a soddisfare anche solo i bisogni primari e che, in molti casi, ha
già obbligato ad attingere ai risparmi, per raggiungere la fine del mese,
risparmi che in molti casi erano o investiti in strumenti finanziari o nel
mattone, oggi in pesante flessione i primi e in calo di valore i secondi. Una
radiografia-Paese che pone in evidenza la particolare gravità del nostro stato
di salute le cui malattie sono più serie e gravi di quelle degli altri. La
politica, totalmente impegnata in campagna elettorale, deve trovare un'intesa
sul futuro della nostra economia, un futuro che i dati ci dicono essere
seriamente compromesso. Troppe volte ci siamo crogiolati sullo stellone paese.
Santi, navigatori e poeti sono un vanto del nostro passato ma oggi dobbiamo
essere consapevoli che per il futuro serve altro. Una politica economica mirata
agli investimenti, in cui ricerca, innovazione e formazione siano i
denominatori condivisi e sostenuti trasversalmente da tutto il sistema
decisorio. Politica, imprese, sindacati, professioni, categorie, debbono
comprendere l'esigenza di evitare posizioni unilaterali finalizzate a mantenere
rendite di posizione ormai sicuramente impossibili. La politica trovi un
accordo e fissi le linee programmatiche, poi le imponga anche a costo di
richiedere sacrifici impopolari che allontanano il consenso. Imprese e
categorie puntino ai fatti e, nel farlo, aprano i portafogli per investire
anche con mezzi propri, le banche godono salute malferma e difficilmente
riavranno nel breve le condizioni per concedere quanto facevano prima. I
sindacati abbandonino posizioni ataviche da anni sessanta, adesso serve un
rilancio della meritocrazia, si impegnino a sostenerla e la pongano al primo
posto dei loro obiettivi. Solo un nuovo scenario virtuoso in cui tutti gli
attori interpretano la loro parte con l'obiettivo di vincere l'oscar, ci può,
prima allineare agli altri di Eurolandia, e, poi, superarli per farci recuperare
parte di quanto non abbiamo avuto in passato. Solo una condivisione diffusa di
obblighi e impegni ci può ridare il "La" al nostro futuro. I
decisori, in ogni ruolo, debbono mettersi alla guida di un nuovo modo di vivere
il presente, prima lo fanno e meglio è. La campagna elettorale non aiuta di
certo, ma ogni giorno che passa pesa ormai come un mese e i ritardi diventano
macigni. I rischi di scivolare ulteriormente sono tanti, per evitare che accada
oltre, ai decisori serve l'adattabilità di tutti noi, impossibile non farlo.
14/03/2008.
( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
O) è il balzo in
avanti realizzato nel 2007 dalle imprese nostrane. Una crescita che mette la
nostra provincia al primo posto sul podio insieme con Ascoli Piceno, seguita da
Ancona a pari merito con Macerata (+4,8%). A far da traino, i settori della
meccanica, del mobile e della nautica. E proprio la nautica è la vera
rivelazione dell'anno. Da segnalare però anche la ripresa del
tessile-abbigliamento, mentre è stabile il settore del mobile. La meccanica si
conferma quindi il principale motore economico della provincia con un volume
d'affari verso l'estero pari a 1.376 milioni di euro (+13,4% rispetto al 2006).
E in questo settore, l'export è soprattutto a stelle e a strisce: nonostante
una contrazione del 10,8%, gli Stati Uniti si riconfermano la prima meta di
destinazione. Il comparto del mobile chiude il 2007 con un +2,8%, pari a circa
421 milioni di euro con Russia e Francia ancora saldi come primi mercati di
riferimento. Ottima performance quella della nautica: nel 2007 il volume di
esportazioni ha sfiorato i 190 milioni di euro con un incremento del 36,3%.
"Una crescita - sottolinea Roberto Forni di Confindustria - che premia la
qualità e l'innovazione delle nostre imprese". "Un altro dato
interessante - evidenzia Gisella Bianchi, direttore di Aspin 2000 - è che le nostre imprese cominciano a recuperare terreno in Europa
e si arresta dopo anni il trend negativo verso la Germania". Alberto
Drudi, presidente di Camera di Commercio promette di "promuovere
l'incoming sul nostro territorio", mentre Forni sottolinea l'urgenza di
attuare "meno burocrazia, meno tasse sul lavoro".
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
"I segnali
preoccupanti emersi nel 2007 trovano allarmante conferma nelle previsioni per
il 2008": è quanto ha sottolineato il presidente, Carlo Carini, nel corso
dell'assemblea generale di Ance (Associazione nazionale costruttori edili)
Perugia, che si è svolta ieri, sottolineando in particolare il "fenomeno
del gigantismo degli appalti, che danneggia palesemente - ha detto - il nostro
tessuto imprenditoriale". Era presente anche il ministro per lo sviluppo
economico, Pierlugi Bersani. "Questo - ha spiegato Carini - è infatti
l'anno in cui diverrà più evidente la frenata nella costruzione di nuove
abitazioni e proseguirà la flessione degli investimenti nelle opere
pubbliche". Secondo il presidente di Ance Perugia, "siamo di fronte
al possibile inizio di una fase recessiva dai risvolti pesanti anche sul piano
occupazionale". Carini ha sottolineato "la piena condivisione delle
richieste che l'Ance nazionale al nuovo Governo: realizzazione di nuove grandi
e piccole infrastrutture, valorizzazione del territorio con una forte
partnership tra pubblico e privato e revisione strutturale del sistema del
prelievo fiscale". "Richieste - ha continuato -
cui dovrebbero aggiungersi quelle relative ad una burocrazia più
semplice e snella, ad un costo del lavoro più contenuto, ad aumenti salariali
legati anche alla produttività e ad una reale diminuzione del cuneo
fiscale". "Per noi la sicurezza e la lotta al lavoro nero
rappresentano obiettivi assolutamente prioritari; lo abbiamo dimostrato
con i fatti" ha ricordato Carini, ribadendo tuttavia la critica
dell'associazione al decreto legislativo del Governo. "Ben vengano - ha
aggiunto - un aumento dei controlli ispettivi sui cantieri e per quello che ci
compete provvederemo a potenziare le attività di verifica e consulenza. Le
istituzioni però dal canto loro dovrebbero cominciare a riflettere
sull'opportunità di sostituire il modello repressivo con un modello
premiante". Quanto alla "grave crisi del mercato delle opere
pubbliche", Carini ha sottolineato "un vero allarme rosso"
presente in questo territorio. Il monitoraggio dei bandi di gara nel 2007 registra
una diminuzione del 60% del numero degli appalti e la riduzione del valore
degli stessi di quasi il 70%. All'assemblea è intervenuto anche il presidente
di Confindustria Perugia, Antonio Campanile, il quale ha sottolineato, fra
l'altro, che "la ricostruzione post terremoto e la grande opera del
minimetrò sono la prova che qui in Umbria le imprese di costruzione sono in
grado di perseguire insieme la competitività di costo con la capacità
realizzativa, la sicurezza sul lavoro, la innovazione, il rispetto delle regole
per tutti".
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Ciechi e con gravi disturbi neurologici per colpa della burocrazia, di un Sistema sanitario nazionale che non rimborsa ad ospedali
e università un farmaco utile per contrastare la nostra malattia, di una
Regione che fa muro". È lo sfogo dei pazienti colpiti dalla malattia di
Beçhet, patologia che colpisce ogni anno due italiani ogni 100 mila abitanti e
che anche in Umbria ha una sede. L'associazione si è unita ad altre
nove, tra cui un'altra con sede a Foligno, "Aria nuova" per cercare
di rompere un muro di silenzio e di mancati percorsi di cura per chi è affetto
da malattie rare. La sindrome di Bechet è una delle tante malattie rare,
diagnosticata spesso con ritardo, che porta nel 20-30 per cento dei casi alla
cecità. A lanciare l'appello, è Alessandra Del Bianco, segretario nazionale
dell'associazione. Il farmaco che si è dimostrato efficace per arrestare la
malattia si chiama "Infliximab", ed è attualmente utilizzato per
malattie quali artrite reumatoide, artrite psoriasica e spondilite anchilosante.
"Un mese e mezzo fa - spiega il segretario Simba - abbiamo inviato una
lettera al ministero della Salute affinchè indicasse questo farmaco come utile
per la lotta alla malattia, ma non abbiamo ancora ricevuto risposta". In
attesa dell'indicazione ad hoc, comunque, i malati dovrebbero poter usufruire
di una legge (648/96) che prevede l'istituzione di un elenco di medicinali
erogabili se non esiste una valida alternativa terapeutica. "Dovrebbero
essere farmaci a totale carico dello Stato - prosegue la Del Bianco - ma anche
questo è un diritto negato ai malati di Beçhet".
( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sud sezione: IN
PRIMO PIANO data: 2008-03-12 - pag: 4 autore: Gli imprenditori: "Serve una
svolta per il rilancio" PALERMO I vertici sono al lavoro ma già forze
economiche e sociali hanno ben chiaro quali debbano essere le priorità del
prossimo governo regionale. Le parole che circolano con più insistenza sono
due: modernizzazione e discontinuità. Di discontinuità rispetto al passato
recente e meno recente parla per esempio Mario Filippello, segretario regionale
della Confederazione naziona-le dell'artigianato ( Cna):"Bisogna – dice
Filippello – rompere con la tradizione della Regione- Stato che è invadente e
interventista ed è straripata nell'ambito dell'economia. è necessario abbattere
questo Moloch e combattere l'invadenza della burocrazia e degli apparati. Ecco perché è necessario riformare la Regione
snellendola liberando le risorse per metterle a disposizione delle attività
economiche private che vogliono intraprendere e svilupparsi". Un pensiero
in linea con quanto già dichiarato dal presidente di Confindustria Sicilia Ivan
Lo Bello proprio al Sole 24Ore: un'intervista in cui il presidente degli
industriali siciliani chiedeva alla politica di fare un passo indietro rispetto
all'economia. Per le imprese, soprattutto quelle medio-piccole, è tempo di
svolta. Lo Bello ha anche annunciato che Confindustria Sicilia presenterà nei
prossimi giorni un decalogo sulla scia di quanto avvenuto a livello nazionale
con il documento presentato alle parti in corsa per Palazzo Chigi da Confindustria
nazionale. Intanto sui temi dello sviluppo interviene chiaramente Marco
Venturi, presidente della Piccola industria di Confindustria: "Finora alle
imprese è mancato il mercato – dice Venturi – e molte aziende sono cresciute
confidando solo nei finanziamenti pubblici. Noi oggi diciamo che alle imprese
serve il mercato con regole chiare e trasparenti e non servono più
finanziamenti a fondo perduto. E poi servono una vera sburocratizzazione con
alleggerimento degli apparati e semplificazione amministrativa". Gli
imprenditori chiedono dunque riforme, a partire dai Consorzi Asi: "Noi
–dice Venturi –sosteniamo che le aree di sviluppo industriale debbano essere
gestite dalle imprese che vi sono insediate. Ma interventi sono necessari anche
per quanto riguarda Camere di commercio e Province. Soprattutto per definire
con chiarezza i compiti nel settore del marketing territoriale". Da non
sottovalutare, per il presidente dei costruttori siciliani Salvatore Arcovito
"l'importanza delle infrastrutture su cui è necessario intervenire con
urgenza potenziando lì dove è necessario potenziare. Ma va detto anche che è
necessario approvare la legge urbanistica di cui si parla da anni ma che è
rimasta un a grande incompiuta ". Non è un caso che al tema della legge urbanistica
dedichi ampi passaggi la Consulta degli ordini degli ingegneri al cui vertice
c'è Gaetano Fede: "Nel corso delle ultime due legislature –si legge nel
documento preparato dalla Consulta – è stata data grande importanza al varo di
una nuova legge regionale in campo urbanistico che, dovendo rappresentare un
testo unico sulle problematiche del territorio in senso lato, sarebbe più
opportuno definire del Governo del territorio. Purtroppo il disegno di legge
governativo proposto già dalla prima Giunta Cuffaro non è riuscito a giungere
ancora in aula, e pertanto sarà necessario impegnarsi, a nostro avviso, nella
prossima legislatura, con priorità assoluta su tale argomento".
Confindustria Sicilia. Il presidente Ivan Lo Bello IMAGOECONOMICA Gli
artigiani. Il segretario della Cna Mario Filippello.
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del
14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Est sezione:
NORD EST data: 2008-03-12 - pag: 7 autore: Poli produttivi. Le potenzialità
della zona restano ridotte a causa delle esigenze della principale risorsa del
territorio All'Alto Garda il turismo non basta Le aziende dell'area puntano su
investimenti ambientali, qualità e know-how Alessandra Saletti TRENTO
Ottimizzare le risorse esistenti e creare nuove sinergie basate sul rispetto e
la valorizzazione dell'ambiente. Questo è da alcuni anni l'obiettivo comune di
amministratori pubblici e imprenditori dell'area dell'Alto Garda trentino, uno
tra i maggiori poli produttivi dell'intera regione. Con le sue aziende,
impegnate soprattutto nella meccanica di precisione, nell'impiantistica, nella
produzione di componenti chimici e materie plastiche, nella lavorazione del
legno e nell'edilizia, l'Alto Garda punta più sul know how e sulla qualità, che
sui grandi numeri. Negli ultimi anni, gli investimenti consistenti che le
amministrazioni comunali e i privati hanno promosso per interventi di
depurazione, insonorizzazione, rimozione delle coperture di amianto, e
certificazione dell'impatto ambientale, hanno permesso di superare gli ostacoli
che impedivano la convivenza con il turismo, la principale risorsa del
territorio. "Inserirsi in questo territorio in passato non è stato certo
facile – spiega Daniele Dirignani, delegato comprensoriale di Confindustria per
l'Alto Garda e Ledro –. L'autonomia di cui gode la nostra Provincia ha
moltiplicato i vincoli, soprattutto in fase di insediamento. Ma l'esigenza di sviluppo del settore produttivo spesso si scontra
ancora con una burocrazia lenta e macchinosa. Se la convivenza fra territorio e grandi
aziende può dirsi riuscita, persistono tuttavia alcuni problemi legati agli
spazi, alla logistica e alle vie di comunicazione ". "Nonostante gli
sforzi – aggiunge Dirignani – l'indotto generato sul territorio è ancora
limitato rispetto alle potenzialità offerte dalle grandi imprese presenti in
zona ed è per ora impossibile parlare di filiere di prodotto. Inoltre è ancora
necessario rivolgersi verso le province vicine per trovare non soltanto
fornitori, ma anche manodopera specializzata". Un problema, quello del
reclutamento, sentito anche nel comparto turistico e tra gli artigiani, ormai
costretti ad assumere operai e tecnici specializzati nell'Est Europa."La
manualità e la professionalità sono divenute sempre più rare tra i nostri
giovani – concorda Ilos Parisi, presidente del Coordinamento imprenditori
dell'Alto Garda e dell'Associazione Artigiani e piccole imprese per il comprensorio
–. Occorre promuovere una campagna di sensibilizzazione a partire dalla scuola
a favore delle professioni tecniche e intraprendere azioni che facilitino
l'avvio di attività in proprio". Accanto alla tradizione secolare
dell'industria cartaria e al turismo, sono infatti le attività produttive di
piccola dimensione a prevalere nell'Alto Garda, con 910 aziende artigiane e
circa 3.500 dipendenti a caccia di nuovi spazi per crescere. "Da anni non
si registrano interventi a favore delle aree produttive – prosegue Parisi –.
Tuttavia il dialogo con le istituzioni è sempre stato costante e proficuo e
oggi possiamo dire di reggere bene la situazione di crisi globale perché
abbiamo creato le basi per una buona convivenza tra comunità e
imprenditorialità". "Da sempre puntiamo sulla valorizzazione dei
settori produttivi di dimensioni contenute, con aziende di 50 o 60 addetti –
aggiunge Adalberto Mosaner, assessore alle attività economiche del Comune di
Riva del Garda –. La lunga trattativa, conclusa di recente con i sindacati, ha
inoltre sventato i rischi legati alla rilocalizzazione della forza lavoro, che
spesso mettono in crisi tanti territori come il nostro. Ora stiamo lavorando ad
una variante al Piano Regolatore per individuare una nuova area di sviluppo di
uno o due ettari, destinata proprio alle attività artigianali. Credo che sia
l'amministrazione comunale, insieme alle associazioni di categoria, a doversi
far carico della pianificazione del territorio, per evitare speculazioni o
interventi dannosi per l'equilibrio ambientale". FRENO ALLO SVILUPPO
L'industria fatica a reperire manodopera specializzata In aumento le assunzioni
di operai e tecnici dell'Est Europa.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Attualità
"Meno burocrazia e ricette
anti-coda via Internet" On-line "www.riccardoilly.it"
accessibile ai disabili. Il presidente: "Tutti i cittadini presto in
rete" PRESENTATO IL SITO UDINE. Niente più ricette di carta, niente più
viaggi a vuoto fra medico di base, ufficio prenotazioni, ospedale, farmacia. Nel progetto del governatore
Riccardo Illy c'è l'idea di mettere in rete la maggior parte dei servizi che,
finora, prevedono la presenza fisica dell'utente e l'utilizzo di documenti
cartacei. Una vera e propria rivoluzione, per la verità già partita, che Illy
conta di completare - almeno nelle sue parti principali - nei prossimi cinque
anni di governo. E che è resa possibile, ha spiegato ieri a Trieste durante la
conferenza stampa di presentazione del nuovo sito internet (www.riccardoilly.it)
accessibile anche a non vendenti e disabili, "grazie a quanto fatto nei
primi cinque anni". Investimenti sull'innovazione, diffusione della banda
larga in montagna (l'obiettivo è che tutti i cittadini del Friuli Venezia
Giulia siano collegati a Internet entro due anni), riduzione della burocrazia (Illy fa parte dell'high level group dell'Unione
europea) sono il punto da cui Intesa vuole ripartire. Sul tema della diffusione
del computer e del suo utilizzo, infatti, Illy ha ricordato che negli ultimi
anni più di 15 mila tra pensionati e casalinghe hanno partecipato ai corsi di
informatica e per i redditi più bassi sono stati erogati dei bonus per
l'acquisto di computer fino al 75 % del proprio valore. L'obiettivo di tali
scelte, ha ribadito Illy, è una riduzione del peso della burocrazia,
soprattutto nella sanità. Informatizzare le procedure di trasferimento dei
referti, le prenotazioni delle visite, la trasmissione di dati da e per
farmacie, medici, amministrazioni comunali e distretti sanitari è necessario
non solo per ridurre i costi e i tempi della sanità, ma soprattutto per
facilitare la vita ai cittadini: internet come motore di condivisione delle
informazioni. Riguardo la sicurezza di tali procedure, Illy ha ricordato che
servizi quali la tessera sanitaria elettronica sono forniti di un pin personale
che garantisce la totale riservatezza dei dati. Illy ha ricordato che nello
stesso Fvg esistono società informatiche come la Simulware che operano per la
sicurezza di servizi informatici. Il traguardo è ambizioso: "Come in altri
paesi dell'Ue - spiega Illy - la maggior parte dei documenti ormai si compila e
si trasmette da casa, via internet. Un risparmio di tempo e una dimizione del
fattore rischio umano che sono il futuro". Un esempio di interattività è
proprio il sito di Illy, presentato ieri mattina. E' diviso in sezioni:
programma, appuntamenti e incontri con il presidente, rassegna stampa, domande
e risposte, il sito prevede anche uno spazio dedicato alla stampa dove poter
scaricare comunicati e immagini in tempo reale. "Venire a parlare di
virtualità a chi ha visitato quasi 219 Comuni, è una cosa che si contraddice da
sè", spiega Illy riferendosi alle critiche mosse da Renzo Tondo, candidato
del centro-destra. E per quanto riguarda le infrastrutture "basta andare a
vedere" cantieri e opere realizzate: così il presidente del Friuli Venezia
Giulia, Riccardo Illy, risponde alle affermazioni dello sfidante Renzo Tondo.
"Forse - ha detto Illy - non si è accorto di quello che è successo in
questi cinque anni in Regione e di cosa sta succedendo". Illy ha anche
detto che "è semplicemente ridicolo che l'accusa di non aver avuto un
impegno sufficiente nelle infrastrutture di trasporto venga da chi non ha
costruito un metro di autostrada o di strada in cinque anni. Quindi - aggiunge
- non vale la pena neanche di rispondere. Noi abbiamo cominciato e finito un
lotto dell'A28 e abbiamo iniziato l'ultimo che sarà completato nei prossimi due
anni. Basta andare lì e uno vede gli operai e le ruspe, che non sono molto
virtuali. Può andare - ha continuato - a Udine e vede l'ospedale in
costruzione; va Gorizia e vede l'ospedale quasi finito; va a Pordenone e lo
vede cominciato, va a Tolmezzo e vede i lavori in corso. Se uno parla di realtà
virtuale - ha sottolineato - viene da chiedersi se forse lui viva di una realtà
virtuale". Per quanto riguarda le opere "potrei continuare", ha
detto Illy citando fra queste i lavori alla sede della Protezione civile a
Palmanova (Udine) e "decine di opere fatte in Val Canale e Canal del Ferro
dove - ha ricordato - abbiamo speso quasi 500 milioni di euro in questi anni
dopo l'alluvione del 2003". "Io - ha concluso - vado avanti per la
mia strada: la nostra campagna elettorale è una campagna di informazione sui
risultati conseguiti e sugli obiettivi del prossimo mandato".
( da "Nuova Sardegna, La" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Olbia Al via i
cantieri chirurgici nel cuore della città Assegnati i lavori, il Comune
concorderà i tempi di intervento con i commercianti SERENA LULLIA ARZACHENA. Il
Comune sceglie i lavori nel centro storico per inaugurare la formula del cantiere
intelligente. Il secondo lotto per la riqualificazione del cuore della città è
stato appaltato. Il consorzio cooperative di Forlì e la Sfera costruzioni di
Ozieri hanno vinto la gara grazie a un maxi ribasso del 16%. Prima del via
libera alle ruspe l'amministrazione e l'impresa incontreranno i commercianti
del consorzio Arzachena Viva. I negozianti avevano già definito il
cronoprogramma degli scavi. Le direttive delle partite iva sono state inserite
nel capitolato di appalto. Ma i ritmi dei lavori erano stati calcolati
individuando gennaio come mese per l'apertura del cantiere. La burocrazia ha sbriciolato i programmi. Il Comune ha dovuto aspettare alcuni
mesi prima di ottenere l'ok dall'ufficio tutela del paesaggio. L'appalto da 355
mila euro servirà per sostituire i sottoservizi vecchi di 50 anni. Le reti
dell'acqua, della fogna, le linee elettriche e telefoniche saranno
impacchettate all'interno di un grande tunnel di cemento armato. Il
tratto di corso Garibaldi in cui gli operai lavoreranno è compreso tra via
Tenente Sanna e la scalinata di Santa Lucia. "L'intervento completerà la
riqualificazione del centro - spiega il sindaco, Pasquale Ragnedda -.
Concorderemo con i commercianti da dove far partire le ruspe. L'impresa ha già
preso l'impegno di rispettare le indicazioni che verranno date
dall'amministrazione e dal consorzio Arzachena Viva. Nel periodo di apertura
del cantiere sarà comunque garantito l'accesso ai negozi. In collaborazione con
il comando della Polizia Municipale verrà studiato il percorso alternativo per
le auto". Oltre ai sottoservizi sarà sostituito l'impianto di
illuminazione e la passeggiata verrà placcata con lastre di granito. "Il
tunnel in cui verranno convogliati tubi e cavi si congiungerà con quello del
primo lotto - spiega l'assessore ai Lavori Pubblici, Ignazio Ragnedda -. Un
sistema all'avanguardia che permetterà agli enti gestori di intervenire sui
guasti con maggiore celerità e praticità, senza dover bucare ogni volta il
terreno. A intervalli saranno posizionate dei pozzetti attraverso i quali gli
operai potranno entrare nella galleria. Un lavoro più complicato e costoso
rispetto ai tradizionali che però produrrà benefici anche nel futuro".
( da "Messaggero Veneto, Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pordenone L'Udc
"lancia" la squadra Occhetto stasera a San Vito Zaia (Pd): basta burocrazia VERSO IL VOTO CNel pomeriggio, alle 17.30, nella
sede provinciale di via Beato Odorico a Pordenone, sarà presentata la lista dei
candidati dell'Udc alle elezioni regionali, alla presenza di Maurizio Salvador
e Gina Fasan. CL'ex segretario nazionale del Pds, Achille Occhetto, interverrà
stasera, alle 20.30, nel teatro sociale Arrigoni di piazza del Popolo a San
Vito per la presentazione dei candidati della Sinistra arcobaleno con, in
primis, il capolista Ruben Colussi. CIl comitato provinciale pro Gianfranco
Moretton ha organizzato per stasera, nell'ex Convento di San Francesco, un
incontro con il vice presidente della Giunta che illustrerà i contenuti della
campagna elettorale soffermandosi sugli obiettivi realizzati dal
( da "Messaggero Veneto, Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Mozione depositata
da An "Pass ai residenti in centro: venga tolta la marca da bollo" BUROCRAZIA La richiesta della marca da bollo sui pass per
l'accesso nella zona a traffico limitato è al centro di una protesta da parte
di Alleanza nazionale. Con una mozione i consiglieri Elena Coiro, Emanuele
Loperfido e Francesco Ribetti chiedono al sindaco di "autorizzare
preventivamente il transito delle auto dei residenti rilasciando il pass a
fronte della certificazione della residenza, in modo da evitare di
avviare il procedimento amministrativo che è gravato dal pagamento del
bollo". Secondo il partito è possibile "rilasciare analoga
autorizzazione agli esercenti commerciali proprietari di posti auto e che
possono dimostrare l'esistenza di un contratto d'affitto di uno stallo".
( da "Messaggero Veneto, Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pordenone Burocrazia
e vincoli bloccano Aquileia In uno dei recenti articoli in cui si parla della
neocostituita Fondazione per Aquileia si legge una frase dell'assessore
regionale alla Cultura Antonaz che riporto integralmente: "Il prossimo
impegno sarà quello di cercare soggetti privati che investano nello sviluppo di
Aquileia". Leggendo la frase mi viene da sorridere. Nell'articolo a fianco
si leggono le parole del sindaco Scarel che riporto pure integralmente:
"C'è una serie importante di esigenze che fino a oggi ha dovuto fare i
conti con una burocrazia asfissiante. Basti pensare
che buona parte del territorio è vincolata". Leggendo la frase del sindaco
mi viene di nuovo da sorridere. Proseguendo, si legge che, con la nascita della
Fondazione, si sbloccheranno anche decine di migliaia di euro disponibili in
Regione. Leggendo questa frase comincio a ridere. La neonata Fondazione come
obiettivo principale pone in primo piano la ricerca di soggetti privati che
investano nello sviluppo di Aquileia, il sindaco afferma che l'intenso flusso
di visitatori comporta esigenze che devono fare i conti con la burocrazia, sottolineando che buona parte del territorio è
vincolata (quei birichini dei nostri antenati, che hanno lasciato resti un po'
ovunque) e che in regione ci sono i fondi disponibili per garantire tale
sviluppo. A questo punto, mi sorgono alcune domande spontanee: se ci sono
risorse pronte perché si è alla ricerca di soggetti privati che investano su
Aquileia? La famosa burocrazia
asfissiante è dovuta soltanto al fatto che buona parte del territorio è sotto
vincolo? Oppure c'è qualche altro ente che applica questa famosa burocrazia? Il sottoscritto è un cittadino che opera in Aquileia e ha messo
sempre del "suo", sottostando alla celebre burocrazia
asfissiante, senza mai chiedere o percepire alcunché dalla Regione in termini
di fondi. Tramite il suo operato, da privato cittadino, seppur in
piccolo, qualcosa ha sviluppato, senza far tanto clamore. Avrei anche le
risposte alle domande poste sopra, ma preferisco continuare a mettere del mio
per lo sviluppo di Aquileia. Di tanto in tanto farmi una sana risata leggendo
notizie di questo genere. Paolo Calligaris Aquileia.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nuoro e Marghine
Pagina 5024 Tonara. Problemi per le visite Vinta la difficile battaglia contro
la burocrazia di un atleta paraplegico Tonara..
Problemi per le visite --> Bruno Nonne, cinquantottenne paraplegico di
Tonara, ha le valigie pronte per il suo prossimo viaggio a Roma: domenica
parteciperà infatti alla maratona della capitale, evento ormai classico che
richiama da tutto il mondo atleti professionisti e dilettanti. Per allenarsi
Bruno percorre chilometri e chilometri lungo le tortuose strade del Gennargentu
sulla sua Handybike, una speciale bicicletta chiamata anche ciclone. La sua
passione per il ciclismo è nata due anni fa e Nonne ha già preso parte a
numerose gare in tutta Italia, ottenendo dei buoni risultati. È in forma e
carico insomma, pronto ad accettare la sfida romana. In solitario però, perché
Bruno parte senza sponsor e non ha nessuna società sportiva alle spalle. La sua
partecipazione alla maratona l'ha voluta a tutti i costi. Purtroppo i problemi
non sono mancati: proprio mercoledì l'atleta tonarese è dovuto andare a
Cagliari per sottoporsi a una visita con uno strumento chiamato ergometro a
manovella (utilizzato soprattutto nel ciclismo), indispensabile per i test
utili al certificato agonistico senza il quale non potrebbe correre.
"Nella Als di Nuoro non esiste una strumentazione di questo genere -
spiega Bruno Nonne - è da almeno da tre anni che ho sollevato il problema,
anche sulla stampa. All'epoca mi avevano assicurato che avrebbero fatto di
tutto per risolvere la questione ma, a oggi, l'ergometro a Nuoro ancora non
c'è". Grazie all'aiuto di alcuni medici dell'Azienda sanitaria che si sono
interessati al suo caso, Nonne è riuscito a ottenere un appuntamento in un
ospedale capoluogo sardo. La visita è andata benissimo e i dottori hanno
confermato l'ottimo stato di salute dell'atleta, non più giovanissimo.
"Sono felicissimo - dichiara - e voglio ringraziare l'equipe del dottor
Raffaele Milia, specializzata in medicina dello sport all'Università
cagliaritana". "Naturalmente il viaggio per Cagliari l'ho dovuto
pagare di tasca mia, come saranno a mie spese il viaggio e la permanenza a Roma,
visto che non ho trovato nessuno disposto a sponsorizzarmi". Ma Bruno non
è certo il tipo che molla facilmente ed ha comunque in programma molte altre
gare: "Sarò a Treviso il 30 marzo e a Padova il 27 aprile", annuncia.
Rimane l'amarezza per le difficoltà incontrate, di quegli ostacoli che troppo
spesso si mettono tra un uomo e i suoi sogni.
( da "Tirreno, Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Prato C'è il farmaco
per una malattia rara ma la burocrazia ne ostacola l'uso Colpito anche Scuderi campione di atletica
L'allarme di Cantini ROMA. "Rischiamo di diventare ciechi per colpa della burocrazia. Abbiamo la malattia di Behcet, una rara lesione reumatica. C'è
un farmaco già disponibile, Infliximab, che può contrastare la malattia, la
cecità e i suoi disturbi neurologici eppure non possiamo averlo perché non
avendo la specifica indicazione non può essere rimborsato a ospedali e a
università. La medicina funziona e lo sanno bene i pazienti che hanno recuperato
la vista e fermato la malattia. Queste persone devono ringraziare anche i
medici che sotto la propria responsabilità lo prescrivono e le Asl che
concedono il farmaco pur sapendo che non saranno rimborsate dal servizio
sanitario nazionale. Fra queste comunque, Prato, Pisa, Firenze e Siena, dando
modo alla Regione Toscana di essere qui all'avanguardia. Speravamo che il
clamoroso ritorno alle gare dell'olimpionico Francesco Scuderi, che ha
sconfitto la malattia, convincesse le istituzioni a concedere l'indicazione,
purtroppo no". E' la denuncia che è anche un grido di aiuto, in una
conferenza stampa a Roma del segretario nazionale Simba (associazione italiana
sindrome e malattia di Behcet, Alessandro Del Bianco. "Tale affezione vive
comunque un paradosso - ha spiegato Fabrizio Cantini dirigente della II unità
operativa medicina reumatologia all'ospedale Misericordia e Dolce di Prato - i
sintomi dell'insorgenza sono ben definiti ed evidenti, eppure la diagnosi si fa
attendere anche 3-4 anni, per mancanza di centri specialistici. Non sempre
infatti il medico riesce a mettere insieme tutti i tasselli. Sono sintomi
dermatologici, gastroentorologici, reumatologici, oculistici e neurologici.
Solo quindi mettendoli tutti insieme si può disegnare il quadro della malattia.
Una delle manifestazioni più gravi è l'interessamento oculare. Un paziente su
due nonostante le cure tradizionali ha una progressiva riduzione della vista
fino alla cecità. Poi ci sono infiammazioni a livello delle arterie cerebrali.
Ci sono anche manifestazioni minori che da un punto di vista clinico possono
causare un danno relativamente lieve all'organismo ma sono sempre dolorose. Si
tratta di stomatiti, Afte nel cavo orale, ai genitali: solitamente guariscono,
ma quelle genitali lasciano cicatrici. E poi manifestazioni della pelle con
eritema nodoso, soprattutto alle gambe, la papulopostulosi, una specie di acne
che compare sul tronco, l'artrite e disturbi dell'apparato digestivo". Dal
trionfo, al dramma, al sogno di Pechino, è qui la storia, tra altre di
Francesco Scuderi campione italiano dei
( da "Secolo XIX, Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'intervento nHO
LETTO con interesse l'intervento dell'ammiraglio Raimondo Pollastrini,
Comandante generale del Corpo delle Capitanerie di porto, circa la necessità
che l'Italia si doti di un governo unitario delle tematiche riguardanti il
mare, oggi divise tra alcuni ministeri. Mi pare che il pregio maggiore della
proposta di Pollastrini, della cui autorevolezza e sensibilità i genovesi hanno
avuto esperienza durante il suo comando del porto di Genova, sia di superare le
nostalgie del vecchio ministero della Marina Mercantile, per proporre una
soluzione moderna e compatibile con i nuovi assetti istituzionali. È noto che
la riforma prevede dodici ministeri, ma al di là del numero la materia del mare
non è più riducibile a un unico dicastero perché le deleghe devono
corrispondere ad ambiti di politiche ampie e integrate, allo scopo di aumentare
l'efficienza dei processi di governo. È il caso del trasporto marittimo, che
richiede politiche specifiche ma altresì integrate con quelle più ampie della
logistica in tutte le sue modalità; è il caso della pesca, che occorre
considerare come inserita nella più ampia filiera alimentare; è anche il caso
dell'ambiente marino, visto che non ci deve essere separatezza nei principi e
nei procedimenti di tutela e di salvaguardia dei diversi ecosistemi. Tuttavia è
pure evidente che si corre il rischio che le prerogative dei singoli ministeri
e l'individualismo e le inerzie delle diverse burocrazie
producano la frammentazione e talora la deresponsabilizzazione a cui abbiamo
assistito con gli ultimi governi, nessuno dei quali ha prodotto una
soddisfacente politica marittima unitaria. Sotto questo profilo, coloro che
devono operare tutti i giorni sul campo, come le Capitanerie di porto-Guardia
costiera, e sono sottoposti a direttive provenienti da fonti diverse,
subiscono maggiormente questo rischio e avvertono pertanto la necessità di una
regia che Pollastrini ipotizza in una interessante struttura dipartimentale
presso la Presidenza del Consiglio. Un anno fa con il "Libro blu"
l'Ue ha richiamato gli Stati membri ad adottare una visione
"olistica" nelle politiche marittime, tale da superare le separazioni
e promuovere il coordinamento, anche per cogliere sino in fondo le enormi
potenzialità di sviluppo offerte dal mare. Tra gli altri strumenti a favore di
questa visione l'Ue suggerisce la promozione dei "cluster marittimi",
ossia l'associazione degli attori pubblici e privati che agiscono direttamente
o indirettamente nell'economia del mare. Le Province italiane si sono date un
coordinamento dei territori marittimi, che ho l'onore di presiedere, perché
credono in questa visione e stanno intervenendo per suscitare nei rispettivi
territori la nascita di questi organismi. Mi auguro che le forze politiche
impegnate nelle elezioni del prossimo Parlamento diano l'opportuna attenzione
alla proposta di Pollastrini e inseriscano nell'agenda del governo una degna
considerazione dell'importanza del mare nella vita economica e sociale del
Paese. Alessandro Repetto è presidente della Provincia di Genova 14/03/2008.
( da "Corriere del Veneto" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- VENEZIA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-03-14 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Gli industriali Siparietto a "Radio anch'io". Destra,
sinistra e imprese Calearo-Riello, duello radiofonico tra idee, programmi e
stilettate Ettore Riello e Massimo Calearo, le due facce dell'impresa veneta
che scende nell'arena della politica. Si è detto e scritto che l'uno (Riello)
sarebbe stato reclutato dal centrodestra per rispondere alla discesa in campo
dell'altro (Calearo) sotto le bandiere di Veltroni. Comunque sia andata, non
c'è dubbio che si tratta di uno dei duelli a distanza più stimolanti della
campagna elettorale, sebbene i due capitani d'industria siano stati candidati
in circoscrizioni diverse. "Radio anch'io", ieri mattina, li ha messi
a confronto in un'intervista doppia. Con garbo confindustriale, si sono tirati
qualche frecciata. Soprattutto Riello e Calearo. Prima domanda: per vincere le
elezioni a Nord Est bisogna arruolare imprenditori? Calearo (Pd): Non solo, è
necessario rappresentare anche la società civile e il sindacato. è importante
chi ci mette la faccia e il programma di governo. Riello (Pdl): L'impresa è una
parte importante della nostra società, un po' dimenticata nelle passate
legislature. Questa volta c'è una nuova centralità. Domanda: quali saranno le
vostre priorità una volta eletti? Calearo (Pd): Il Nord Est è fatto soprattutto
da piccole e medie imprese, che hanno bisogno di meno burocrazia, infrastrutture migliori e una fiscalità più corretta. Questo è
il mio impegno. Riello (Pdl): (con un'ombra di sorriso nella voce) Mi sembra un
ottimo programma di centrodestra, non posso che confermare le stesse cose. Io
sono sempre stato da questa parte politica, Calearo non so ma sul bene delle
imprese c'è un vissuto comune. Calearo (Pd): Noi facciamo la nostra
parte, nell'uno o nell'altro schieramento, portiamo a Roma le istanze delle
Pmi.
( da "PrimaDaNoi.it" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
CHIETI-VASTO. E'
sempre più vicina la verità -quella giudiziaria- sulla fine per fallimento
della vecchia gestione del pastificio Delverde. Una storia intricata di uomini
che avrebbero commesso una serie di reati che vede sullo sfondo uno dei marchi
più importanti nel mondo della nostra regione. Oggi la Delverde è risorta
grazie all'imprenditore Zappacosta e le vicende ricostruite dalle procure di
Chieti e Vasto sono solo un brutto ricordo, anche se probabilmente ci saranno
strascichi giudiziari per alcuni personaggi che si sono incrociati nella gestione
del pastificio. Sono aperte due indagini diverse. Quella di Vasto, leggermente
in fase avanzata, coordinata dalla pubblico ministero Anna Rita Mantini che
alcune settimane fa ha chiesto il rinvio a giudizio per 14 persone vicine
all'ex presidente della Fira Giancarlo Masciarelli e all'imprenditore Marco
Piccioti, finiti poi nel ciclone giudiziario legato ai fondi docup. Le
richieste di giudizio, invece, per l'inchiesta di Chieti, potrebbero arrivare
nel mese di maggio firmate dal pubblico ministero Di Stefano. Anche in questo
caso le indagini per il filone principale sarebbero concluse ma pare probabile
che continueranno per alcuni mesi con un supplemento. In questo caso il
processo potrebbe aprirsi per gli attuali indagati Francesco Tamma e Pietro Falco
Rotunno, i vertici dell'ex gestione del pastificio che potrebbero essere
formalmente incriminati per bancarotta e per una serie di reati finanziari
legati soprattutto alla distrazione dei fondi dell'azienda e la conseguente
creazione di un buco nel bilancio che avrebbe minato pesantemente la stabilità
finanziaria della ex Delverde. Nella richiesta potrebbe figurare anche una
terza persona che svolse un importante ruolo direttivo. La chiave di volta di
questa inchiesta potrebbe risiedere nell'intricato giro finanziario che i soldi
della Delverde facevano attraverso una serie di società holding con base negli
Stati Uniti. La Guardia di Finanza di Chieti, che indaga dal 2005, avrebbe da
pochi mesi acquisito informazioni dettagliate sulle società estere, sequestrato
documenti e conti correnti. Lo studio di tutto questo sarà effettuato nello
stralcio di indagini supplementari. I vecchi soci potrebbero essere chiamati a
difendersi anche dalla accusa di appropriazione indebita. Ma sono ancora molti
gli aspetti da chiarire. Per Rotunno intorno al 2003 la crisi del pastificio
c'era ma non così grave da essere la causa del fallimento. La Delverde, secondo
l'ex amministratore, soffriva della svalutazione del dollaro e della crisi
successiva all'11 settembre. DUE INDAGINI (DIVERSE) UN SOLO PASTIFICIO Si è
parlato molto in passato -e si continua a farlo- del presunto contrasto tra le
due procure (Chieti e Vasto). Le indagini, secondo alcuni, sarebbero in
conflitto tra loro ed una escluderebbe l'altra. La realtà, invece, sarebbe ben
diversa e gli inquirenti parlano di una "proficua collaborazione e scambi
di informazioni" in questi anni che sono stati molto utili per capire lo
scenario di insieme ed i particolari di due vicende ben distinte. Da una parte,
dunque, c'è l'inchiesta di Chieti che indaga per una presunta bancarotta ed
eventuali reati finanziari connessi i due vecchi amministratori. Il periodo di
indagine va dalla 2000 alle 2005, quando a febbraio, fu dichiarato il
fallimento. Reati ben diversi vengono, invece, contestati dalla procura di
Vasto a Masciarelli & co per i quali si parla di concussione (in quanto
pubblici ufficiali), malversazione, truffa, induzione in errore dei soci e di
un piano studiato a tavolino, secondo l'accusa, per accelerare la fase terminale
del rinomato pastificio. E per raggiungere il presunto scopo le 14 persone -per
le quali il pm ha chiesto il processo- avrebbero compiuto una serie di atti e
di reati ai danni della vecchia gestione. Dunque due vicende completamente
diverse che hanno in comune il pastificio ed un arco temporale di poco più di
un anno: dalla fine della 2003 (quando Masciarelli si avvicina ai vecchi
amministratori) fino al febbraio 2005. Cadrebbero allora le censure di chi
vorrebbe far passare l'indagine di Chieti come quella che dimostrerebbe
l'assoluta estraneità delle 14 persone vicine alla Fira proprio perché dalla
verità di Chieti il fallimento sarebbe stato causa di Tamma e Rotunno. Cosa in
parte vera, ma solo in parte, perché gli inquirenti di Vasto hanno invece raccolto
una mole di prove dettagliata e precisa che dimostrerebbe come la promessa di
Masciarelli di far avere un finanziamento di circa 20 milioni per uscire dalla
crisi e vecchi soci, sarebbe stata una promessa vana. Così come si sarebbe
scoperto come le stesse persone, attraverso società tutte riconducibili al
gruppo, si erano adoperate chiaramente per riacquistare la ex Delverde
inserendosi nella procedura fallimentare e dunque a costi molto bassi. Lo stato
di crisi del pastificio, dunque, era pregresso e condizione necessaria per
poter concutere, dice la procura di Vasto. Ora è solo questione di tempo,
probabilmente un paio di anni per arrivare alle sentenze di primo grado. Nel
processo le prove dell'accusa dovranno reggere le bordate della difesa (per
Masciarelli c'è sempre l'avvocato Carlo Taormina che non risparmierà colpi di
teatro), mentre la prescrizione corre sempre più veloce della burocrazia giudiziaria. 14/03/2008 10.53 LA RICHIESTA DI
RINVIO A GIUDIZIO DI VASTO LA VERITA' DELL'EX AMMINISTRATORE ROTUNNO.
( da "Arena.it, L'" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
SAN GIOVANNI
LUPATOTO. Il centrosinistra solleva il problema delle opere collegate
all'ampliamento del "Verona Uno" Rotatorie al rallentatore e caserma
ancora al palo Il sindaco: "Inviato il fascicolo al comando dei
carabinieri" Pronto entro l'anno il raddoppio del centro commerciale
Renzo Gastaldo Sono in ritardo realizzativo le opere che la
società proprietaria del centro commerciale Verona Uno doveva fare in base alla
convenzione sottoscritta con l'amministrazione comunale. Il rilievo viene dal
periodico "San Giovanni Democratico", che ne chiede ragione
all'amministrazione comunale. Il giornalino del centrosinistra segnala infatti,
nel suo ultimo numero,che mentre in pochi mesi il centro commerciale è quasi
raddoppiato e i lavori sono in avanzata fase di completamento (i nuovi spazi
commerciali dovrebbero essere forse fruibili prima di fine anno) invece
"non si vede traccia della nuova caserma dei carabinieri, causa burocrazia romana e tempi tecnici molti lunghi". "Ancora più evidente
è la mancata realizzazione delle opere sulla viabilità, e qui il problema è
tutto locale", conclude il periodico. Giova ricordare al riguardo che in
base alla convenzione sottoscritta con il Comune (che ha trasformato parte
della superficie vicina al centro commerciale da artigianale in commerciale per
consentire l'ampliamento), la Maxi-Di, società proprietaria, si è
impegnata a realizzare a proprie spese la rotatoria posta all'incrocio fra via
Battisti e via Monte Amiata e a finanziare quella prevista all'incrocio fra via
Ca' Nova Zampieri e via Battisti. La ditta costruirà inoltre, sempre pagando di
tasca propria, la nuova caserma dei carabinieri in via Vendramini per una
superficie di
( da "Denaro, Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Campania L'appello
del Forum: I progetti non siano utopie Ritrovare la cultura del progetto,
passare dalle buone intenzioni ai fatti, con tempi brevi e meno litigiosità: è
l'invito che emerge dal convegno "7 progetti di portualità turistica per 7
miliardi di euro da redistribuire in opere di pubblica utilità", promosso
alla Mostra d'Oltremare di Napoli dall'Unione nazionale Armatori da diporto, in
collaborazione con Denaro Tv, nell'ambito del Nauticsud 2008. --> E' la
Spagna il modello ricorrente nel convegno promosso alla Mostra d'Oltremare di
Napoli, per la presentazione dell'analisi dello Studio Ambrosetti sul sistema
di portualità turistica proposto dall'Unione nazionale Armatori da diporto
(vedere altro articolo in pagina). E' bastato il video introduttivo realizzato
da Denaro Tv, che mette a confronto lo stato dei luoghi interessati dai sette
progetti, e le simulazioni degli interventi proposti, per scatenare un
dibattito ricco di contenuti e proposte. "Sulla incapacità di decidere
sottolinea Bruno Vespa, nelle sue vesti ti moderatore si gioca, soprattutto in
Campania, la credibiliutà della classe politica". Per l'anchorman Rai i
progetti che portano la firma di Lino Ferrara sono una sana provocazione,
"in quanto comportano meno devastazioni sul territorio di quelli prodotti
da decenni di incacacità politica". Da qui la proposta: perchè non
rivedere, con buon senso, i Piani paesistici per avere porti turistici
all'altezza degli altri paesi europei? La risposta arriva da Uberto Siola,
presidente della Fondazione internazionale per gli Studi superiodi di
Architettura, che suggerisce lo strumento dell'accordo di programma per
superare i vincoli imposti da leggi e regolamenti. Ma, avverte Siola, "la
realizzazione di un porto in città deve essere inserita in una programmazione
complessiva del territorio". D'accordo con l'architetto è Ambrogio
Prezioso, presidente dei costruttori napoletani, che vede
nella burocrazia il principale artefice dei rallentamenti che bloccano le
realizzazioni a Viglena e Bagnoli. Gli interventi, possibili con lo strumento
della finanza di progetto, possono compensare il divario tra la Campania e il
resto d'Europa. "Ma avverte il presidente dell'Acen - bisogna agire in
fretta. Non sono tollerabili 14 anni di ritardo per la bonifica dell'ex
Italsider". Per il direttore del Denaro Alfonso Ruffo, "finalmente si
torna a parlare di progetti per cambiare il territorio. L'esempio vincente è
quello degli spagnoli aggiunge Ruffo che a Valencia, per l'America's Cup, sono
riusciti a trasformare radicalmente la città". Prendiamo ad esempio le
loro modalità d'intervento, suggerisce il direttore del Denaro, "noi
abbiamo tempi troppo lunghi e un'alta litigiosità che ci impedisce di
trasformare in fatti le buone intenzioni". Gli fa eco Marco Demarco,
direttore del Corriere del Mezzogiorno, che ricorda come la politica napoletana
sia impantanata da oltre dieci anni negli interventi di riqualificazione per
Bagnoli. Chi invece vede questi progetti come un libro dei sogni è il direttor
del Mattino Mario Orfeo: "La Regione qualcosa ha fatto dice il numero uno
del quotidiano di via Chiatamone e lo tesimoniano i posti barca cresciuti in
questi ultimi anni". Lo conferma il diretto interessato, l'assessore
regionale ai Trasporti Ennio Cascetta: "completando il piano della
portualità turistica spiega con 23.500 posti barca saremo, per ormeggi, la
prima regione italiana". f.b. Le parole Ennio Cascetta assessore ai
Trasporti della Regione Campania Dobbiamo fare un salto culturale e passare
dalla tutela passiva dell'ambiente alla costruzione del territorio. Marco De
Marco direttore del Corriere del Mezzogiorno Da 10 anni la politica napoletana
è impantanata su Bagnoli. Gennaro Ferrara rettore Università Parthenope di
Napoli Il porto deve essere anche un forte attrattore culturale. Lino Ferrara
presidente Unione Armatori da diporto e Nauticsud Non vogliamo sostituirci alle
istituzioni, ma stimolare il dibattito per modificare i piani paesistici. Mario
Orfeo direttore del Mattino La portualità deve esprimere il suo reale valore
economico. Ambrogio Prezioso presidente dell'Acen La nostra offerta è più
competitiva di quella spagnola, ma la burocrazia, a
Vigliena e Bagnoli, frena le realizzazioni. Alfonso Ruffo direttore del Denaro
La città è imbalsamata: dobbiamo ritrovare la cultura del progetto, tempi brevi
e meno litigiosità. L'esempio è la Spagna. Uberto Siola presidente Fondazione
Studi superiori di Architettura I porti vanno letti in un'ottica di
riqualificazione urbana, e il sistema di vincoli va superata con gli accordi di
programma. Bruno Vespa giornalista Rai Quella del Nauticsud non è un'utopia:
vanno rivisti i piani paesistici per stare al passo con l'Europa. --> del
14-03-2008 num.
( da "Denaro, Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Enti Locali & Cittadini
province Centenario Upi, Melilli: Modifiche sì, tagli no Le Province devono
guardare avanti, avere la capacità di governo, assumersi responsabilità di
fronte a decisioni a volte non facili da assumere, ma non devono essere
abolite: è questo, in sintesi, il messaggio arrivato ieri nel corso delle
celebrazioni, in Senato, del centenario dell'Upi, l'Unione della Province
d'Italia, fondata nel 1908. Ruggero Rugliaro --> No a nuove province. Su
questo punto, in occasione delle celebrazioni del centenario Upi a Palazzo
Madama, il presidente del Senato, Franco Marini, è stato subito chiaro:
"La nascita di nuove Province, fenomeno conosciuto negli ultimi anni,
legato spesso ad interessi particolaristici, è da respingere con
decisione". E Marini ha quindi auspicato che la prossima legislatura
"possa vedere finalmente lo sviluppo di un confronto e di una
collaborazione tra gli schieramenti politici". E questo per mettere mano
ad una serie di aggiustamenti: abolire le Province dove sono previste le città
metropolitane; semplificare gli uffici periferici dello Stato; sfoltire gli
enti intermedi che si frappongono tra Province e Comuni; favorire le unioni tra
i piccoli comuni; razionalizzare le funzioni provinciali e comunali. Lo sprone
di Amato Uno sprone ad assumere capacità di governo e relative responsabilità è
arrivato dal ministro dell'Interno, Giuliano Amato, il quale, parlando, tra
l'altro dell'emergenza rifiuti in Campania e dell'emergenza incendi della
scorsa estate, ha detto che "c'è troppa invocazione dello Stato ancora
oggi" e, rivolto agli amministratori provinciali presenti ha aggiunto:
"se non servite la vostra legittimazione è in discussione".
Ricordando poi le ordinanze emesse dalla Protezione Civile, il ministro
dell'Interno ha osservato: "sembra che tutti si siano fermati in attesa
delle decisioni del commissario straordinario o del presidente del Consiglio;
se questa cosa accade miniamo le basi della Repubblica". "Noi abbiamo
grandi tabù davanti ai quali - ha concluso - diventiamo fieri oppositori,
mentre queste situazioni esigono capacità di governo". Insomma, proprio
l'assunzione di responsabilità e di decisioni talvolta impopolari, può
dimostrare la necessità dell'istituzione-Provincia. Ripensamento profondo Per
il ministro per gli Affari Regionali, Linda Lanzillotta, il centenario dell'Upi
rappresenta "l'occasione per un profondo ripensamento del ruolo delle
Province, del loro futuro e, più in generale, del modello di governance delle
istituzioni territoriali. Anche le Province si dovranno misurare, nella
prossima legislatura, con l'esigenza di procedere senza più indugi a
semplificare, ridurre, rendere più efficienti le amministrazioni". I costi
della politica Dal canto suo il presidente dell'Upi, Fabio Melilli si è detto
certo che "cancellando una istituzione con forte legittimazione popolare e
la sua rappresentanza politica impoveriremmo il confronto e non renderemmo un
buon servizio alla democrazia". Melilli non ha eluso il tema dei costi
della politica: "se si riuscisse a ragionare di costi della politica al di
fuori degli slogan e della propaganda giungeremmo con serenità alla conclusione
che è in questo sistema di sovrapposizioni di funzioni e
risorse suddivise in mille rivoli di inutili enti e burocrazie che si annidano
i veri sprechi".E, sempre sui costi della politica, Melilli ha ricordato
che l'Upi ha chiesto insieme all'Anci, l'Associazione dei Comuni italiani, ai
partiti politici e alle istituzioni di stringere un patto per ridurli
"senza con ciò impoverire il livello di democrazia del Paese".
"Le province costituiscono uno snodo istituzionale pluralistico
dell'ordinamento italiano", scrive Vannino Chiti, ministro per i rapporti
con il Parlamento e le riforme istituzionali, in un messaggio indirizzato al
presidente dell'Unione delle Province Italiane, n occasione della celebrazione
del centenario dell'associazione". --> del 14-03-2008 num.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Rispunta Gianni
Glessi: è necessaria una gestione straordinaria per far uscire Gorizia dallo
stallo I dipietristi: fisco più leggero "Bisogna superare le disparità di
trattamento con la vicina Slovenia" "Gorizia ha bisogno di una
gestione straordinaria per poter uscire dalla situazione di stallo in cui si
trova ormai da diversi anni, con un'economia ormai ridotta al lumicino, ed è,
quindi, necessario che si attui una forte sinergia fra le persone che sono impegnate
per rilanciare questa città". È quanto ha affermato Gianni Glessi,
candidato alle regionali della lista "Di Pietro-L'Italia dei valori",
i cui componenti, oltre a Glessi, sono Carlo Monai, Isabella Braida, Loris
Sodomaco, Valentina Quendro e Sandro Ranieri, sono stati presentati ieri
all'hotel Entourage, alla presenza anche dei candidati al Senato, Silvio
Marzarolli e Ugo Luterotti, e alla Camera dei deputati, Carlo Monai. Diversi i
temi trattati, di carattere sia nazionale sia locale. Per quanto riguarda
questi ultimi, si è molto insistito sulla necessità di ridare una prospettiva
economica alla fascia confinaria isontina, in forte difficoltà anche per le
diversità di trattamento fiscale con la vicina Slovenia, "dove un imprenditore ha una burocrazia sicuramente
meno pressante e agevolazioni fiscali di molto superiori a quelle che si
possono ottenere sul versante italiano". I candidati hanno rimarcato
"la necessità che Gorizia abbia un suo rappresentate in Regione che possa
effettivamente tutelare gli interessi di questo territorio e che, vista
la grave situazione economica, abbia la capacità di creare sinergie che possano
contribuire a far uscire la città dalla situazione in cui si trova".
(p.a.).
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Dal Molin, ecco
perché non chiuderlo L'anomalia dei "debiti" scolastici Perché
di vera e propria soppressione parrebbe trattarsi: infatti, nonostante
circolino voci che lascerebbero qualche speranza sul fatto che l'aeroporto,
finiti i lavori per la costruzione della nuova base americana, riprenda ad
operare come tale (con la pista "traslata"), a Roma, nell'ambiente
aeronautico, si dà quasi per certo che la pista di volo, se alla fine di
quest'anno sarà effettivamente smantellata, non sarà mai più ricostruita. Anche
perché i costi per ricostruirla sarebbero considerevoli. Come vicentino, come
contribuente e come professionista che da anni opera in campo aeronautico provo
una profonda rabbia per tutto ciò. Come vicentino provo rabbia per il fatto che
Vicenza rischi di essere privata di un patrimonio che da quasi un secolo fa
parte della sua storia e della sua cultura, che ha consentito a molti vicentini
di prendere contatto con il volo e con la realtà aeronautica e che in caso di
necessità ha dimostrato la sua utilità. È paradossale che siano proprio gli
Stati Uniti (con il contributo determinante di alcuni italiani sprovveduti) a
sancire, con la loro nuova base, la morte del nostro aeroporto. Gli Stati
Uniti, infatti, hanno una diffusa cultura aeronautica, una grande sensibilità
verso la loro storia aeronautica ed un grande attaccamento al loro patrimonio
aeronautico: peccato che non abbiano la stessa sensibilità verso il patrimonio
aeronautico italiano. Spero soltanto, a questo punto, che la Soprintendenza -
che opportunamente ha posto il vincolo di interesse storico su alcuni immobili
presenti nell'area militare del "T. dal Molin" - si sia ricordata di
notificarlo formalmente alla competente autorità statunitense. Non sia mai,
infatti, che le ruspe americane distruggano, "per sbaglio", dei beni
che lo Stato italiano giudica di interesse storico, per il solo fatto che non
siano state fatte le comunicazioni formali necessarie. Come contribuente provo
rabbia per il fatto che a questo punto sia stata inutilmente spesa una
considerevole mole di denaro pubblico per potenziare l'infrastruttura
aeroportuale a fini civili a fronte della cessazione di ogni attività di volo.
È paradossale che oggi, dopo che sono stati fatti investimenti costosi di vario
genere, si vada profilando la chiusura dell'aeroporto, gettando così al vento
gli investimenti fatti. Come professionista che da molto tempo opera nel campo
aeronautico e che ha la presunzione di conoscere abbastanza bene la realtà
aeronautica del nostro Paese provo altrettanta rabbia. Ci sono comuni che
farebbero carte false pur di avere un aeroporto come il nostro con una pista di
volo simile ed invece, a Vicenza, qualcuno vorrebbe distruggere una pista di
ben
( da "Nuova Ecologia.it, La" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
SARDEGNA| MADDALENA
LIBERA Cala il sipario su 35 anni di presenza della Us Navy nel Parco
nazionale. I sottomarini nucleari lasciano l'arcipelago dopo 35 anni. Ma non
c'è tempo per gioia o rimpianti. Con il G8 del 2009 tutto passa in secondo
piano. Bonifica compresa/ E Legambiente fa festa di FABIO DESSÌ L'ora delle
celebrazioni ufficiali, tra discorsi di rito e scambio di bandiere, si è già
consumata il 24 gennaio con la partenza della nave appoggio per sottomarini a
propulsione nucleare Emory Land. Gli ultimi marines stanno lasciando La
Maddalena in questi giorni. Cala così il sipario su 35 anni di presenza della
Us Navy in un angolo del Mediterraneo diventato Parco nazionale per la sua
bellezza mozzafiato. Una stagione, quella appena conclusa, segnata da momenti
drammatici. Come gli incidenti ai sommergibili Oklahoma City (2002) e Hartford
(2003), con gli allarmi per l'aumento di malformazioni fetali attribuite alla
radioattività. Guai però a pensare che nell'isola prevalga un senso di
liberazione: i maddalenini sono preoccupati. Una preoccupazione che negli
ultimi mesi si è fatta tensione: il Comune vuole abolire il Parco, la Regione
Sardegna sta per ricevere dal ministero della Difesa terreni e beni utilizzati
dagli americani che fanno gola a molti mentre l'economia locale è in ginocchio.
Sullo sfondo la questione della bonifica, passata in secondo piano dopo
l'annuncio che l'arcipelago ospiterà il G8 del 2009. Una pioggia di euro sta
per abbattersi sulla Maddalena. E molti più che i black bloc temono la nascita
di una Costa Smeralda bis. C'ERAVAMO TANTO ARMATI Come ogni addio anche quello
degli americani lascia un senso di insicurezza. Per rendersene conto basta
entrare in uno dei tanti bar che ancora espongono messaggi di goodbye and
thanks e ascoltare i discorsi degli isolani. "Viviamo alla giornata",
ripetono i più giovani. Qualcuno se la prende con la comunità romena e sui muri
del corso, a due passi dal Comune, spuntano scritte razziste. Qui i disoccupati
sono oltre duemila ? il 16% della popolazione ? e la partenza dei militari
significa innanzitutto perdita di altri posti di lavoro: 182 direttamente
impiegati dagli Usa, duecento circa quelli dell'indotto. Ma significa anche
zero dollari per le attività commerciali. Senza parlare degli appartamenti lasciati
sfitti, che dovrebbero aggirarsi intorno ai cinquecento. È per questo che gran
parte della popolazione e dei politici, senza distinzioni fra il centrosinistra
che amministra il Comune e l'opposizione, ha accolto con gioia la decisione del
governo Prodi di ospitare nella terra che fu di Garibaldi il G8 del luglio
2009. Un treno da non perdere per riconvertire l'economia, dicono in coro.
"È la giusta ricompensa per la convivenza con gli americani ? taglia corto
Vincenzo Belli, capogruppo del Pd in Consiglio comunale ? Solo una legge
speciale come quelle che si fanno per i terremotati può aiutarci a riprendere
in mano il futuro". Per Roberto Zanchetta dei Comunisti italiani, il G8
"farà arrivare parecchi soldi e poi è una scorciatoia
alla burocrazia: Stato, Regione, Parco... La nostra vocazione ? chiarisce ? è
quella turistica, anche se questo dovesse costare la trasformazione della
Maddalena in località esclusiva. Mettiamo da parte le ideologie: non possiamo
mangiare panini a pranzo e pizza a cena". L'OMBRA DELL'AGA KHAN Al
di là della valenza politica della scelta, che nel resto della Sardegna sta
scatenando polemiche, il summit crea le condizioni per un cambiamento radicale:
la disponibilità di risorse per ridisegnare il centro abitato e le scorciatoie
per farlo. Il governo ha affidato la regia dell'operazione a Guido Bertolaso,
che ha messo in moto la macchina con un primo budget di 30 milioni di euro. A
questi vanno aggiunti gli altri
( da "Sestopotere.com" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
(13:52) (14/3/2008
13:02) | ALLARME ECONOMIA: CONFCOMMERCIO, LA RECESSIONE E' DIETRO L'ANGOLO
(Sesto Potere) - Cernobbio - 14 marzo 2008 - In occasione dell'apertura del
Forum di Cernobbio, l'Ufficio Studi Confcommercio ha presentato una ricerca
sulla situazione economica del Paese e sulle prospettive di crescita.
Confcommercio stima per il 2008 una crescita del Pil dello 0,7% che dovrebbe
passare all'1,1% nel 2009. I consumi delle famiglie dovrebbero crescere dello
0,6% quest'anno e dell'1,1% nel 2009. Per quel che riguarda l'inflazione, si
prevede un'inflazione media annua del 3%. L'Ufficio Studi in particolare indica
che dopo il picco inflattivo di febbraio del 2,9%, ad aprile, per una sorta di
effetto trascinamento, si potrebbe prevedere uno sfondamento del 3% fino a
giungere al 3,1% per poi rientrare nei mesi successivi fino al 2,4% annuo. Nel
2009 poi si prevede un'inflazione stazionaria sempre ruotante intorno al
2,3-2,4%. Secondo il direttore dell'Ufficio Studi, Mariano Bella, "la
parola recessione potrebbe essere prontamente pronunciata. Evochiamo la parola
recessione, non è una paura eccessiva ma giustificata". Bella ha quindi
parlato di "malattia" da scarsa produttività che colpisce soprattutto
il Mezzogiorno. Uno dei problemi maggiori, secondo Bella, è
il capitale umano e la scarsa formazione delle future classi dirigenti.
"Altro nodo da sciogliere ? ha aggiunto il direttore dell'ufficio Studi -
è quello delle infrastrutture materiali come energia e mobilità e quelle
immateriali come giustizia, sicurezza e burocrazia".
( da "Opinione, L'" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Oggi è Ven, 14 Mar
2008 Edizione 52 del 14-03-2008 Note spurie Il doppiopesismo della sinistra di
Valerio Fioravanti In questi giorni, in occasioni delle fasi finali del
processo, la sinistra ha riempito i giornali con articoli indignati contro la
polizia per quello che è successo nella caserma di Bolzaneto durante il G8 di
Genova. Si sprecano i superlativi catastrofici, e se uno tanto tanto non avesse
contezza della situazione reale, e soprattutto non conoscesse il doppiopesismo
connaturato alla sinistra, potrebbe pensare che siamo sull'orlo del baratro,
che tra poco arrivano i generali cileni (o sovietici!) e finiamo tutti in un
campo di concentramento, schiavi di un sistema di polizia becero e brutale.
Anche di soldi si è parlato molto, di come dovrebbero essere risarcite le
vittime dei pestaggi, di quante decine di milioni di euro meriterebbero, di
quanti altri milioni di euro invece lo Stato dovrebbe mettere a disposizione
senza attendere le sentenze, in modo da riscattare l'onore perduto eccetera.
Nelle stesse ore però l'Italia pensa ai due ragazzini di Gravina, lasciati a
morire lentamente e disperatamente in fondo a una cisterna, in una casa
disabitata che i cronisti meno ipocriti ci hanno detto essere "a cento
metri dalla Questura". E che indennizzo si può dare per un errore così
grave? La sinistra non ne parla. Perché, come è tipico appunto del suo
doppiopesismo, aver dato qualche manganellata a dei giovani con la maglietta
del Che è molto più grave, anzi, incommensurabilmente più grave, del non aver
saputo fare il proprio mestiere, e aver lasciato morire d'inedia due bambini.
Ma non è quello che pensano le persone semplici, normali. Sul fatto di Gravina
si discute se sia colpa del magistrato che coordinava le indagini, o del
questore, o un sindaco, o del comandante dei Vigili del Fuoco, o del padre, o
di questo o di quello. Non importa chi abbia maggiore o minore colpa, ma ha
ragione la gente semplice a sentirsi molto più minacciata da una tale
manifestazione di incapacità, che non dal pur grave pestaggio di alcuni
teppisti che avevano logorato i nervi della polizia saccheggiando una città per
giorni interi. FEDERALISMO E BUROCRAZIA Berlusconi dice che
vuole abolire le province e licenziare un sacco di politici e burocrati locali.
Apparentemente dovrebbe insorgere l'alleato leghista, che invece della devoluzione
e del federalismo è paladino. E quasi a contraddire Berlusconi, Formigoni dice
che vuole esportare a Roma il modello gestionale da lui perfezionato in
Lombardia, un governo locale che funziona meglio di quello centrale.
Eppure, giustamente, nel PdL non litiga proprio nessuno, perché siamo tutti
d'accordo sull'utilità del federalismo, che è cosa ben diversa dalla burocrazia ipertrofica centrale e periferica che abbiamo in
Italia.
( da "Opinione, L'" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Oggi è Ven, 14 Mar
2008 Edizione 52 del 14-03-2008 Presentati a L'Aquila i candidati alla Camera
D'Orazio e D'Eramo "La Destra", uno contro tutti di Roberto Santilli
"La Destra - Fiamma Tricolore" ha fatto tappa a L'Aquila il dodici
marzo scorso durante il tour abruzzese pre-elettorale. La candidata premier
Daniela Santanchè, il Presidente Nazionale del partito Teodoro Buontempo, i
candidati alla Camera dei Deputati Benigno D'Orazio e Luigi D'Eramo, capigruppo
in Consiglio Regionale e al Comune de L'Aquila, insieme a Claudia Pagliericcio
portavoce provinciale del Movimento giovanile 'La Destra' di L'Aquila, hanno
presentato e discusso il programma politico nella sala del Cinema Massimo,
infuocando e non poco il pubblico presente. Durissime le parole nei confronti
del Pdl, Pd e Regione Abruzzo. "Mi vergogno di mettere piede in Consiglio
Regionale" ha tuonato Benigno D'Orazio, che correrà anche alla carica di
sindaco di Pescara. "E' ora di mandare a casa la sinistra ? ha proseguito
D'Orazio ? che in Regione non fa altro che truccare i concorsi e sprecare soldi
a scapito della comunità. C'è gente che ha spedito quattordici milioni di euro
ad una banca straniera, e poi parlano di tagli alla sanità. È uno scandalo
senza fine". Luigi D'Eramo, ex assessore allo Sport e ai Lavori Pubblici
del Comune di L'Aquila nelle file di An, ha posto l'accento sulla 'missione'
della Destra di Storace. "Questo movimento fa paura a molti, perché non
accetta compromessi e non intende cancellare le proprie origini, i valori che
hanno sempre contraddistinto la vera destra italiana. D'ora in avanti chiunque
cercherà di metterci i bastoni fra le ruote, visto che per un mero errore
burocratico, una questione di timbri, il nostro partito è stato escluso dalle
liste elettorali. Sappiamo bene che la burocrazia in Italia vale molto di più della democrazia, ma non abbiamo la
minima intenzione di fermarci alla prima difficoltà". D'Eramo ha poi
evidenziato le incompatibilità di fondo con il Pdl. "Questa non è una
destra nostalgica o reazionaria. Conosciamo le nostre radici, non
rinneghiamo come hanno fatto altri e non scenderemo mai a patti con i
centristi. Non si cancellano sessant'anni di storia bevendo un caffè ad
Arcore". Per la Santanchè, "la Destra rappresenta la coerenza, la
lealtà, la dignità morale ed il rispetto per gli elettori. Fini ha tradito il
suo partito, cercando di vedere anche noi. Noi non ci lamentiamo al bar del
nostro capo, per questo siamo qui a dare battaglia a chi intende vendere anche
l'Italia". "Dobbiamo dare spazio ai giovani ? ha affermato la
Santanchè ? a quei giovani che si trovano senza lavoro, senza casa, senza
nessuna garanzia. I nostri figli devono avere un futuro certo, e nessuno dei
due ibridi, Pd e Pdl, può affrontare seriamente i problemi più gravi di questo
paese. In quei partiti non c'è nulla di nuovo, solo inciuci ed accordi
scandalosi". Solito "show" di Buontempo. "Via la sinistra,
via i venduti, basta con le coalizioni che si fanno favori a vicenda. È tempo
di dare all'Italia le certezze che nessuno di questi signori, sempre i soliti,
può garantire".
( da "Vita non profit magazine" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Redazione
(redazione@vita.it) 13/03/2008 --> Finanza. Target privilegiato sono gli
universitari. Una nuova alleanza per il microcredito. è quella fra Banca
Prossima - l'istituto dedicato al non profit di Intesa Sanpaolo - e Blue
Orchard, il fondo partecipato da Margherita Agnelli. "La prima battaglia è contro la pesante burocrazia
presente nel Paese, che non agevola l'accesso a questa forma di prestiti",
ha detto la Agnelli. Marco Morganti, amministratore delegato di Banca Prossima,
ha spiegato che il target verso cui l'alleanza punta è quello degli studenti
universitari, quasi un milione in Italia, che nel microcredito potrebbero trovare
aiuti significativi. Per saperne di più: Banca Prossima - BlueOrchard.
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Venezia"I due
treni, gli argani e i sistemi di controllo del People mover sono a nostra
disposizione da pochi giorni e attendiamo lo spostamento del mercato
ortofrutticolo per dare il via alla realizzazione delle parti principali dell'opera
al Tronchetto, sperando che ciò avvenga prima dell'estate". È quanto
afferma Thomas Pichler, direttore commerciale della Doppelmayr, la
multinazionale austriaca con sede italiana a Lana (Bolzano) che sta realizzando
la monorotaia di
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Le associazioni che
si occupano dei disabili lanciano un appello provocatorio "Siamo pronti a
offrire duemila voti a chi risolverà i nostri problemi" Duemila voti
offresi. E' l'annuncio, da prendere sul serio anche se ha il tono della
provocazione, delle associazioni dei disabili. Disperate, Amici Insieme, Anffas
di Mestre e di Venezia, Centro Diurno Don Orione, Coop. La Rosa Blu, Coop. La
Rivincita, Opera S. M. Carità, Coop. Realtà, Coop.Velox, chiedono aiuto. Si
tratta di associazioni e cooperative che fanno parte della storia positiva di
questa città, associazioni che hanno fatto finora la differenza, per i
disabili, tra una vita ai margini e una vita che si integra con il resto della
società. Ebbene, invece di fargli monumenti, ci si mettono tutti a render loro
la vita impossibile. La Regione ha appena approvato una normativa che introduce
le regole del mercato in una situazione che sta in piedi solo grazie al fatto
che le cooperative non si fanno la guerra tra di loro. Altrimenti andrebbe a
finire come in altre Regioni d'Italia che ogni tanto salta fuori che ci sono i
disabili abbandonati in uno scantinato. Poi ci si mette l'Ulss 12 che impiega
sei mesi per pagare le quote sanitarie delle rette ed emette gli ordini di
ricovero nelle strutture mese per mese, come si trattasse delle forniture di pannoloni.
Infine il Comune di Venezia che, pur essendo celere, ci impiega almeno un mese.
Ma almeno il Comune e anche gli altri Comuni dell'Ulss 12, pagano. L'Ulss
invece la tirano lungo più che può. E vuol dire che le cooperative restano
fuori con i soldi, indebitate con le banche e, soprattutto, con l'acqua al
collo visto che non possono dire ai dipendenti che prenderanno lo stipendio una
volta ogni sei mesi. E posticipato. Ecco perchè Renato Susanetti per conto e a
nome di tutte le associazioni e coop., dopo aver fatto l'elenco dei problemi -
che poi si riassumono in un solo e cioè la scarsa attenzione di Regione, Ulss e
in parte dei Comuni, nei confronti dei disabili, lancia la provocazione:
"2 mila voti pronti per chi si impegna a risolvere i nostri problemi entro
il 13 aprile. Ecco che cosa chiedono le associazioni dei disabili: 1 - garanzia
di continuità dei servizi per le persone con disabilità, (Comunità Alloggio,
Centri Diurni) perchè l' incertezza origina precarietà per gli ospiti, le
famiglie, i dipendenti; 2 - liquidazione degli arretrati dell' anno 2006, da
parte dell'Ulss 12 che non ha rispettato la Convenzione che aveva sottoscritto
e che prevedeva il versamento di 276 mila euro; 3 - Urgente valutazione dei
"Livelli Assistenziali" che determinano il valore della retta; 4 -
sottoscrizione di un protocollo di accordo che rispetti pari dignità e
garantisca pari opportunità alle persone che necessitano dei servizi." I
quattro punti sono riassumibili in uno: rispettateci. E il
rispetto consiste nell'erogare i quattrini con continuità invece che quando
vuole la burocrazia per cui si va avanti mese per mese, come se queste fossero
associazioni interinali. E invece si tratta di associazioni e cooperative che
gestiscono al meglio 10 Comunità Alloggio e 9 Centri Diurni e che hanno 190
dipendenti.Maurizio Dianese.
( da "Gazzettino, Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
ScossaInterpretare i
segni dei tempi dovrebbe essere specifica capacità di chi governa o ambisce a
farlo. E questa nomina, che ha dovuto certamente superare scogli e insidie di
non poco conto, perplessità e diffidenze parruccone, è un importante segno del mutamento,
che comunque è all'opera nel nostro Paese.Una donna giovane, dunque consapevole
per frequentazioni generazionali di quali e quante siano le aspirazioni e i
disagi dei suoi coetanei, oggi. Hanno quarant'anni o poco più, e talvolta, se
non hanno avuto la fortuna, come lei, di nascere con un'impresa consolidata
alle spalle, si trovano costretti ad annaspare ancora per tenere la testa fuori
dallo stagno del precariato. Il fatto che il padre abbia costruito un'impresa
solida (come l'acciaio, verrebbe da dire con una metafora facile, data
l'attività di cui si occupa), e la figlia mostri la riuscita del passaggio
generazionale nel comando dell'impresa, dovrebbe rafforzare le linee
progettuali favorevoli alla famiglia. Dando modo ai suoi coetanei, e più in
generale agli occupati in ogni settore industriale, di ritrovare una stabilità
necessaria per formarsi una famiglia. Nel senso di uscire dall'incubo del
precariato, pur senza che si debba ritornare ai vecchi tempi dell'impiego
rocciosamente e insensatamente sottratto a ogni controllo di merito,
rinunciando ai benefici della flessibilità. Cosa consentita ormai solo ad
alcune categorie, come gli appartenenti alla burocrazia ministeriale, o ad altri servizi statali dove gli avanzamenti
sono automatici e per inerzia, dettati come sono dall'età. La responsabilità
che Emma Marcegaglia si assume è enorme, amplificata dalla crisi di
decisionalità della politica, che in questi ultimi anni ha toccato il punto più
basso in assoluto, a causa delle lacerazioni interne alle coalizioni
partitiche. Ma il fatto che abbia avuto una lunga preparazione come
responsabile dei giovani industriali, costituisce una garanzia. Viene da una
cultura locale che mette insieme, nell'apprezzamento collettivo, il
compiacimento per chi si mette in proprio, per chi ama il lavoro fatto bene,
per chi dà senso allo spirito di iniziativa e alla responsabilità personale che
hanno animato e animano la miriade di piccoli e medi imprenditori a Nord Est,
mentre non trascura il buon vivere. Mantova è anche la città natale del conte
Giovanni Nuvoletti, non dimenticato presidente dell'Accademia Italiana della
Cucina. A Mantova ebbe i natali Teofilo Folengo, in letteratura Merlin Cocai,
frate gaudente, autore di celebrate opere in latino maccheronico, sepolto a
Campese di Bassano del Grappa. Intrecci di operosità e di onore alla tavola,
che sono componenti per un ottimo impasto identitario. L'Italia del ristagno ha
necessità di una ripresa che attinga alle grandi riserve di intelligenza che
tante forze giovanili, e non solo, vedono mortificate da una visione del mondo
orbata dalle cataratte della pavidità. Una giovane mamma, posta a capo di
un'organizzazione possente, quale è l'associazione degli imprenditori della
settima potenza industriale del mondo, ci incoraggia a sperare. Che Dio
l'aiuti, prima di tutto a restare tale. Cioè con i privilegi dell'età, che sono
in primo luogo il coraggio di fidare sulle proprie forze e nella naturale
solidarietà verso i coetanei che hanno voglia di darsi da fare. Sempre che non
gli mettano i bastoni tra le ruote. La società pluralista, multietnica,
secolarizzata, destoricizzata, che si trova davanti è colma di storture,
vanesia, arrogante, ma possiede un patrimonio trascurato di risorse spirituali
e morali di grande spessore. L'augurio per Emma Marcegaglia è che non si lasci
rubare l'energia e l'onestà della gioventù, nel compiere semplicemente il suo
dovere.Ulderico Bernardi.
( da "Mattino, Il (City)" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
CONVEGNO AL
NAUTICSUD Posti barca, sette progetti per Napoli porto d'Europa "Ma ci
sono troppi vincoli" MARCO TORIELLO Sette nuovi progetti di portualità
turistica per fare di Napoli lo scalo d'Europa. La proposta arriva dall'Unione
nazionale armatori da diporto, associazione voluta dal patron di Nauticsud Lino
Ferrara, che in pochi giorni di vita ha raggiunto circa 13mila adesioni e punta
a quota 30mila entro la fine del salone nautico. Dalla darsena Acton all'ex
Sofer di Pozzuoli, passando per Borgo Marinari, via Caracciolo, Mergellina,
Nisida e Bagnoli: per ognuna di queste aree un'ipotesi di intervento che
riqualificherebbe il territorio e risponderebbe alla domanda dei 10mila posti
barca che mancano ancora all'appello nel golfo. Della proposta si è discusso in
un convegno organizzato alla Mostra d'Oltremare nell'ambito di Nauticsud e
moderato da Bruno Vespa, al quale è stata consegnata la prima tessera come
socio onorario dell'Unione. I sette progetti sono stati sottoposti al vaglio
dello studio Ambrosetti, dalla cui analisi emerge che la realizzazione di un
sistema di infrastrutture portuale potrebbe creare un indotto di 60-80 milioni
di euro all'anno e un'occupazione di 1.200-1.400 posti di lavoro diretti e
circa 600-700 nell'indotto. Il problema - ha spiegato Ferrara - "è che gli
interventi proposti sono dei sogni, mentre i progetti realmente in discussione
devono fare i conti con i vincoli paesistici, che costituiscono un ostacolo
insormontabile". Ed è proprio sui condizionamenti provenienti dalla politica
e dalla burocrazia che si è incentrato il convegno, nel corso del quale si è
riconosciuto che sulla portualità per la nautica da diporto sono stati fatti
passi avanti a livello regionale ma è rimasta indietro Napoli, con i ritardi
per Vigliena e con lo scandalo Bagnoli, dove la bonifica è solo al 3% del suo
percorso e dove l'intervento della Soprintendenza ha bloccato i tre progetti in
corsa per un porto che ancora non è chiaro se si possa fare o no.
"I ritardi sono dovuti a regole che non funzionano e che andrebbero
cambiate", sostiene Ambrogio Prezioso, presidente dell'Acen, mentre per
l'architetto Uberto Siola "i progetti dei porti vanno integrati
all'interno dei piani di recupero urbano". Ennio Cascetta, assessore
regionale ai Trasporti, ha sottolineato i progressi compiuti con l'attuazione
del piano portualità: "Otto anni fa in Campania c'erano 12.000 posti
barca, quest'estate ce ne saranno 16.800 ed entro il 2010 arriveremo a 23.000.
Se ci sono ritardi è perché anche allestire una banchina per il Metrò del Mare
richiede ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato, come è avvenuto per Torre del
Greco". Cascetta ha poi ammesso che Napoli è in ritardo in materia di
posti barca, ma ha ricordato come vadano divise le competenze tra Regione,
Comune e Autorità portuale. Proprio per questo, il presidente Nerli (assente
perché febbricitante) ha diffuso una nota in cui puntualizza che "sarebbe
davvero singolare addossare all'Autorità Portuale la responsabilità dei
ritardi" e ricorda che "il piano regolatore prevede la
riqualificazione di Mergellina e tre porti, uno a Vigliena per il quale i
lavori sono stati deliberati, e due al Molosiglio e a Bagnoli per i quali sono
in corso le conferenze dei servizi".
( da "Mattino, Il (Avellino)" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cortese: "Il
vero conflitto è con la gerontocrazia" Amedeo Cortese, 25 anni e 4 mesi,
numero 15 per il Pd, elezione non garantita, il più giovane in Campania.
Bandiera dei giovani in lista. La questione generazionale sembra devoluta a
risolvere magicamente ogni problema di blocco del sistema Italia. "Per
carità, c'è dell'altro. Non è detto che a 20 anni si sia meglio che a 80".
L'età sua e quella di De Mita... "Non c'era intenzione. Facevo un discorso
di sostanza. Quel che interessa è mettere in luce una questione generazionale
che deve essere sviluppata. Un conflitto c'è. Quello con la gerontocrazia".
Dallo scontro di classe allo scontro di generazione. Basta ad affrontare la
questione, che lei mette alla base della sua campagna elettorale, della
precarietà nel lavoro? "La questione della precarietà si affronta con la
flex security. Il problema non è lavorare solo sei mesi su 12. È lo Stato che interviene a sostenerti nei 6 mesi in cui non
lavori". Veltroni annuncia tagli alla spesa pubblica e riduzione delle
tasse. Come si fa? "C'è l'extragettito fiscale, venti miliardi in cassa. E
poi è necessario rendere la burocrazia statale più snella. Si
può fare". c.gr.
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Aborti a Genova, lo
scontro diventa politico DONATO MANCINI Genova. Giuliano Ferrara, candidato
alla Camera con la sua lista Pro-life, porta l'inchiesta sugli aborti
clandestini di Genova e il suicidio di Ermanno Rossi, il ginecologo accusato di
aver violato la legge sulle interruzioni di gravidanza, nella campagna
elettorale. "A Genova un bambino è stato abortito per un reality
show" titola oggi sul Foglio. "Siamo arrivati a un punto in cui
l'aborto è moralmente indifferente. Sulle cliniche abortiste andrebbe invece
scritto "Abort macht Frei", così come a Birchenau c'era scritto
"Arbeit Macht Frei"", rincara il giornalista. "Evocare il
nazismo e la scritta dei lager! A che punto si può arrivare per la
propaganda..." replica Barbara Pollastrini, ministro alle Pari
opportunità. Ferrara prende spunto dalle indiscrezioni sull'inchiesta.
Nonostante i tentativi di tutela della privacy degli inquirenti, infatti, la
caccia dei giornalisti ha scoperto che tra le indagate dalla pm Sabrina
Monteverde ci sono l'avvenente comprimaria di un clamoroso fatto di cronaca
avvenuto anni fa e poi sbarcata anche per questo ad un reality televisivo e su
un calendario; la signora trentenne ansiosa di disfarsi rapidamente e con
discrezione del frutto di una relazione adulterina; un'atleta giocatrice di
pallanuoto; c'è anche (afferma il suo avvocato, sostenendo la tesi dell'errore
giudiziario) una donna che ha avuto un aborto spontaneo e che è andata dal
dottor Rossi solo per un raschiamento. Nel frattempo i loro avvocati sfilano
davanti all'ufficio della sostituto Monteverde per programmare gli
interrogatori delle loro assistite che rischiano un'ammenda di 51 euro o pochi
mesi di carcere se hanno interrotto la gravidanza oltre il novantesimo giorno.
Tutte, naturalmente, dicono di essersi presentate dal dottor Rossi, affermato
professionista dell'ospedale Gaslini, non credendo di commettere un reato. I
carabinieri del Nas, intanto, continuano le indagini per identificare altre
donne che avrebbero abortito illegalmente nello studio di Rossi a Genova e a
Rapallo, che il ginecologo stava per trasformare in poliambulatorio chirurgico.
I funerali del dottore sono stati celebrati ieri con la moglie e pochi parenti
stretti ed amici, nella chiesa di Zoagli, sulla Riviera di Levante. Rossi, è
stato chiarito, non aveva mai fatto obiezione di coscienza né nessuno glielo
aveva mai chiesto: infatti al Gaslini non si fanno aborti poichè è un Istituto
di Ricerca e Cura a Carattere Scientifico non obbligato ad assicurare il
servizio. "Il modo di procedere, adottato dalla procura nei confronti di
questa inchiesta e del ginecologo, stimato professionista, è stato estremamente
violento", commenta l'avvocato Romanelli, che difende insieme al figlio
una donna sposata, madre di due figli, che si è sottoposta ad un raschiamento
nella casa di cura Villa Serena, dopo un aborto spontaneo. "In fin dei
conti - conclude - il ginecologo aveva omesso solo di rispettare la burocrazia prevista dalla legge che, per i tempi lunghi che
comporta, prolunga le sofferenze delle donne che hanno deciso, non certo a cuor
leggero, di abortire, chiedendo solo un po' di riservatezza".
( da "Nuova Ecologia.it, La" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
SARDEGNA| LA
MADDALENA LIBERA Cala il sipario su 35 anni di presenza della Us Navy nel Parco
nazionale. I sottomarini nucleari lasciano l'arcipelago dopo 35 anni. Ma non
c'è tempo per gioia o rimpianti. Con il G8 del 2009 tutto passa in secondo
piano. Bonifica compresa/ E Legambiente fa festa di FABIO DESSÌ L'ora delle
celebrazioni ufficiali, tra discorsi di rito e scambio di bandiere, si è già
consumata il 24 gennaio con la partenza della nave appoggio per sottomarini a
propulsione nucleare Emory Land. Gli ultimi marines stanno lasciando La
Maddalena in questi giorni. Cala così il sipario su 35 anni di presenza della
Us Navy in un angolo del Mediterraneo diventato Parco nazionale per la sua
bellezza mozzafiato. Una stagione, quella appena conclusa, segnata da momenti
drammatici. Come gli incidenti ai sommergibili Oklahoma City (2002) e Hartford
(2003), con gli allarmi per l'aumento di malformazioni fetali attribuite alla
radioattività. Guai però a pensare che nell'isola prevalga un senso di
liberazione: i maddalenini sono preoccupati. Una preoccupazione che negli
ultimi mesi si è fatta tensione: il Comune vuole abolire il Parco, la Regione
Sardegna sta per ricevere dal ministero della Difesa terreni e beni utilizzati
dagli americani che fanno gola a molti mentre l'economia locale è in ginocchio.
Sullo sfondo la questione della bonifica, passata in secondo piano dopo
l'annuncio che l'arcipelago ospiterà il G8 del 2009. Una pioggia di euro sta
per abbattersi sulla Maddalena. E molti più che i black bloc temono la nascita
di una Costa Smeralda bis. C'ERAVAMO TANTO ARMATI Come ogni addio anche quello
degli americani lascia un senso di insicurezza. Per rendersene conto basta
entrare in uno dei tanti bar che ancora espongono messaggi di goodbye and
thanks e ascoltare i discorsi degli isolani. "Viviamo alla giornata",
ripetono i più giovani. Qualcuno se la prende con la comunità romena e sui muri
del corso, a due passi dal Comune, spuntano scritte razziste. Qui i disoccupati
sono oltre duemila ? il 16% della popolazione ? e la partenza dei militari
significa innanzitutto perdita di altri posti di lavoro: 182 direttamente
impiegati dagli Usa, duecento circa quelli dell'indotto. Ma significa anche
zero dollari per le attività commerciali. Senza parlare degli appartamenti
lasciati sfitti, che dovrebbero aggirarsi intorno ai cinquecento. È per questo
che gran parte della popolazione e dei politici, senza distinzioni fra il
centrosinistra che amministra il Comune e l'opposizione, ha accolto con gioia
la decisione del governo Prodi di ospitare nella terra che fu di Garibaldi il
G8 del luglio 2009. Un treno da non perdere per riconvertire l'economia, dicono
in coro. "È la giusta ricompensa per la convivenza con gli americani ?
taglia corto Vincenzo Belli, capogruppo del Pd in Consiglio comunale ? Solo una
legge speciale come quelle che si fanno per i terremotati può aiutarci a
riprendere in mano il futuro". Per Roberto Zanchetta dei Comunisti italiani,
il G8 "farà arrivare parecchi soldi e poi è una
scorciatoia alla burocrazia: Stato, Regione, Parco... La nostra vocazione ? chiarisce ? è
quella turistica, anche se questo dovesse costare la trasformazione della
Maddalena in località esclusiva. Mettiamo da parte le ideologie: non possiamo
mangiare panini a pranzo e pizza a cena". L'OMBRA DELL'AGA KHAN Al
di là della valenza politica della scelta, che nel resto della Sardegna sta
scatenando polemiche, il summit crea le condizioni per un cambiamento radicale:
la disponibilità di risorse per ridisegnare il centro abitato e le scorciatoie
per farlo. Il governo ha affidato la regia dell'operazione a Guido Bertolaso,
che ha messo in moto la macchina con un primo budget di 30 milioni di euro. A
questi vanno aggiunti gli altri
( da "Sestopotere.com" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
(16:09) (14/3/2008
13:02) | ALLARME CONFCOMMERCIO, RECESSIONE DIETRO L'ANGOLO (Sesto Potere) -
Cernobbio - 14 marzo 2008 - In occasione dell'apertura del Forum di Cernobbio,
l'Ufficio Studi Confcommercio ha presentato una ricerca sulla situazione
economica del Paese e sulle prospettive di crescita. Confcommercio stima per il
2008 una crescita del Pil dello 0,7% che dovrebbe passare all'1,1% nel 2009. I
consumi delle famiglie dovrebbero crescere dello 0,6% quest'anno e dell'1,1%
nel 2009. Per quel che riguarda l'inflazione, si prevede un'inflazione media
annua del 3%. L'Ufficio Studi in particolare indica che dopo il picco
inflattivo di febbraio del 2,9%, ad aprile, per una sorta di effetto
trascinamento, si potrebbe prevedere uno sfondamento del 3% fino a giungere al
3,1% per poi rientrare nei mesi successivi fino al 2,4% annuo. Nel 2009 poi si
prevede un'inflazione stazionaria sempre ruotante intorno al 2,3-2,4%. Secondo
il direttore dell'Ufficio Studi, Mariano Bella, "la parola recessione potrebbe
essere prontamente pronunciata. Evochiamo la parola recessione, non è una paura
eccessiva ma giustificata". Bella ha quindi parlato di
"malattia" da scarsa produttività che colpisce soprattutto il
Mezzogiorno. Uno dei problemi maggiori, secondo Bella, è il
capitale umano e la scarsa formazione delle future classi dirigenti.
"Altro nodo da sciogliere ? ha aggiunto il direttore dell'ufficio Studi -
è quello delle infrastrutture materiali come energia e mobilità e quelle
immateriali come giustizia, sicurezza e burocrazia".
( da "ADN Kronos" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'ambiente e il
patrimonio artistico devono diventare il centro di un'azione intelligente.
L'obiettivo: rilanciare il più grande museo a cielo aperto del mondo. La sfida
non è attrarre più turisti ma mostrare l'unicità di un luogo, che è segno della
civiltà che lo ha prodotto ascolta la notizia commenta 0 vota 2 tutte le
notizie di CRONACA Roma, 14 mar. - (Ign) - Dalle macerie della crisi italiana
si può uscire anche attraverso un recupero di identità e di cultura. ma anche
con una politica che sappia decidere, che non si limiti ad amministrare l'esistente
ma sappia invece tracciare nuove linee, immaginando destini per il Paese. Si
avverte il bisogno, insomma, di un pensiero capace di definire oltre che
rifinire i processi produttivi. Perciò l'Italia è a un bivio, non solo perché è
chiamata al voto di primavera. Per rilanciare la sua immagine-Paese e
attualizzare il suo enorme patrimonio artistico, deve costruire un progetto che
porti a lottare la decadenza e l'omologazione, riscoprendo la propria
centralità nel Mediterraneo. L'obiettivo è rilanciare il più grande museo a
cielo aperto del mondo. Si tratta di dispiegare quel 'potere che trattiene con
la bellezza', come voleva Paolo di Tarso. Ad oggi il Belpaese non è in grado di
competere con gli altri Paesi sul terreno, veloce, della globalizzazione.
L'altra strada praticabile per il nostro prossimo futuro, suggerisce un
editoriale di Angelo Crespi su 'Il Domenicale', “è quella di rivolgerci al
nostro 'particulare', quel 'quid' che ci differenzia da tutte le altre Nazioni
e ci pone al vertice di una ipotetica classifica: cioè il patrimonio artistico
e ambientale”. Una scommesa che torna in ogni campagna elettorale, talvolta
usata come genere letterario o strumentale. Ma sulla quale occorre ora puntare
in modo deciso. Se esiste una certa idea di Europa, è perché c'è stato san
Benedetto e la sua Regola, l'umanesimo è questione soprattutto italiana.
D'altronde abbiamo avuto i più grandi artisti, pittori e scultori, architetti e
musicisti. E ''perfino i più grandi cuochi'' ricorda Crespi, sottolineando che ''abbiamo
bisogno di Patriottismo, cioè di una consapevole riscoperta delle nostre radici
e del'ottimismo che per natura esse generano''. Insomma, il nostro core
business è la conservazione, mentre uno dei punti-forza della nostra politica
dovrebbe essere la Bellezza delle nostre città e della nostra arte, che
trasmette valori e offre soluzioni ai problemi della società. Il cambio di
passo impone di puntare alla creatività, evitando di cadere nelle maglie della burocrazia e in quelle di una definitiva musealizzazione: la
sfida non è attrarre più turisti ma mostrare l'unicità di un luogo, che è segno
della civiltà che lo ha prodotto. Fortificare il brand Italia significa anche
declinare un 'manifesto minimo' di idee forti che porti la cultura ad essere
impresa, tutelando l'ambiente e usando al meglio quelle teste di ponte che sono
all'estero gli istituti italiani di cultura, gli istitutoi pe ril commercio
estero e le ambasciate. Tutte le 'porte' che facciano filtro, in Europa e nel
mondo, a un patrimonio unico su cui è necessario investire. Davanti a noi c'è
la possibilità di una nuova 'civitas', che coniughi un grande passato a un
futuro dove lo Stato liberi energie private e si sottoscriva un patto sociale
efficace. ''Per questo – rimarca 'il Domenicale' – il paesaggio va difeso con
forza e con intelligenza. In esso alberga lo spirito stesso della civiltà che
viviamo''.
( da "Azione, L'" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'AZIONE - Articoli
- Lavoro più sicuro? LAVORO PIU' SICURO? Nel pieno dell'emergenza sulla
sicurezza sul lavoro, il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto
legge, che il Governo ha ritenuto di dover approvare, anche se in fase di
scioglimento delle Camere, proprio in considerazione dei tragici eventi legati
a infortuni occorsi di recente, della rilevanza sociale della materia (più
volte sottolineata anche dal Presidente della Repubblica) e dell'ampia
convergenza di consensi registrata fra le forze politiche. Il nuovo decreto
ridisegna la materia, coordinando una serie di provvedimenti e disposizioni
applicate nel corso di quasi 60 anni, in coerenza con le direttive comunitarie
e internazionali, e nel rispetto delle competenze in materia conferite alle
regioni dalla Costituzione. Numerose le novità introdotte dal decreto.
Copertura per tutti. Le disposizioni in materia di sicurezza vengono estese a
chiunque si inserisce in un ambiente di lavoro, senza differenze formali
(dipendenti o meno), comprendendo anche i lavoratori autonomi. Rappresentanti
della sicurezza. Sono rafforzate le prerogative dei rappresentanti dei
lavoratori territoriali (dove non ci sono quelli dei lavoratori in azienda) e
viene istituita la figura del rappresentante di sito produttivo, per realtà
particolarmente grandi e pericolose (porti, cantieri grandi opere...).
Coordinamento vigilanza. Si ottimizzano le attività di vigilanza, eliminando
sovrapposizioni e migliorando l'efficienza. Viene creato un sistema informativo
per condividere le notizie su infortuni, ispezioni e attività in materia di
sicurezza. Finanziamento promozione. Verranno finanziate azioni promozionali
pubbliche e private (particolarmente nelle piccole e medie imprese)
introducendo anche nei programmi scolastici e universitari la materia della
sicurezza sul lavoro. Nuove sanzioni. Arresto da
( da "Vita non profit magazine" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Maurizio Regosa
(m.regosa@vita.it) 13/03/2008 --> C'è quella dei rifiuti, ma c'è (ancora)
quella dell'alluvione di Sarno, quella del terremoto in Molise e persino quella
del sisma del
( da "Merateonline.it" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca >>
Cronaca dal territorio 14 / 3 / 2008 Perego: il ponte della Biscioia non ha
valenza storica. Presto l'abbattimento Il ponte della Biscioia Il ministero
dell'interno ha dato il nulla osta e il ponte della Biscioia a Perego può
essere abbattuto per fare spazio a una nuova e più moderna struttura. È quanto
comunicato nei giorni scorsi tramite una missiva al sindaco Giorgio Dall'Angelo
che può tirare ora un sospiro di sollievo e vedere partire un'opera importante che rischiava di arenarsi per via della burocrazia. La struttura, infatti, che collega la località Biscioia con il
centro del paese, passando sopra la statale 342 era stata oggetto di una serie
di interrogazioni da parte dei cittadini che avevano chiesto di verificare se
il ponte avesse una qualche valenza storica o fosse sottoposto a vincoli
culturali. In questo caso i progetti di abbattimento e ricostruzione
avrebbero dovuto essere rivisti da parte della Provincia e l'intervento avrebbe
potuto subire rallentamenti o comunque modifiche. Il progetto
Dopo una serie di ricerche il Ministero dell'interno su sollecitazione
dell'amministrazione comunale ha dato il nulla osta e il ponte, risalente
all'inizio del secolo scorso, sarà abbattuto. L'opera, in carico alla Provincia
di Lecco, titolare di quel tratto di strada, ammonta a circa 585mila euro e
prevede l'abbattimento del manufatto con la ricostruzione di un altro ponte,
nello stesso punto ma più largo e secondo una serie di abbellimenti
migliorativi. Grazie all'intervento sarà possibile allargare la
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Quei barbariche
maltrattanogli animaliSiamo nel 2008. Molti anni sembrano passati da quando gli
animali avevano la sola funzione di asservire l'uomo ed erano considerati poco
più che degli oggetti. Tuttavia devo tristemente constatare, in quanto toccata
personalmente da un atto di crudeltà, che esiste ancora molta gente che vede
gli animali come oggetti inanimati, privi di pensiero e sentimenti. Abito a
Rivignano e ho rinvenuto il mio gatto di soli tre anni morto, evidentemente non
per cause naturali o accidentali. Infatti, la prima cosa che ho fatto è stata
quella di accertare la causa della morte chiedendo al veterinario conferma di
quanto era purtroppo ben visibile e cioè che il gatto è stato barbaramente e
deliberatamente ucciso con una badilata sul muso. Una volta acquisita la
certezza di quanto avvenuto, mi sono recata dai carabinieri per denunciare il
fatto; nello stesso momento è arrivato un signore che denunciava la morte per
avvelenamento dei suoi tre cani. Lasciando da parte la mia personale sofferenza
(e quella di chiunque si sia visto sottrarre con gesti così efferati un animale
che tanto ha amato), mi viene da fare una riflessione: mi pare abbastanza
chiaro che chi può portare a termine l'uccisione e la tortura di un animale
possiede una mente contorta e pericolosa; come minimo dimostra di non avere
rispetto per la vita e i sentimenti altrui. Credo però che le istituzioni
possano fare molto, agendo soprattutto sui giovani insegnando loro perlomeno a
rispettare gli animali. E a chi avesse dei dubbi sul fatto che gli animali
pensano e sono capaci di provare sentimenti, consiglio la lettura dei libri di
Danilo Mainardi, il più famoso etologo italiano (anche se nutro dei dubbi sul
fatto che certe "teste" riescano a capire i concetti espressi in queste
meravigliose pubblicazioni...).Astrid CampanottoRivignanoDi Caporiaccoe i
rapporticon MfRingrazio per la definizione di "già uomo forte" del
Movimento Friuli. Pur tuttavia faccio osservare che: a) Movimento Friuli non si
è sciolto; b) mantengo, all'interno di esso, la carica di portavoce e
responsabile dell'ufficio stampa. Semplicemente non condivido la scelta
politica di non presentare liste e candidature MF alle elezioni comunali di
Udine e, conseguentemente, mi sono ritenuto libero di effettuare le scelte che
ho ritenuto più opportune.Lo Statuto di MF, peraltro (similmente a quello del
Partito radicale), consente la contemporanea iscrizione a più partiti politici.
Più liberi e libertari di così...Capita, poi, che chi goda di una certa stima
(mi si consenta l'immodestia) abbia molti offerenti. Le occasioni in politica
non mancano e se la tua casa madre ha deciso di non "mostrare la
faccia" alle elezioni, io non ho alcun problema a "mostrare la
mia" in altre case, in specie quella di una lista civica che, per sua caratteristica,
è fortemente "depoliticizzata".Alberto di
CaporiaccoUdineDimissioniche fannoben sperareHo appreso dalla stampa che Luigi
Cortolezzis, sindaco di Prato Carnico e vicepresidente della Comunità Montana
della Carnia, si è dimesso dalla carica ricoperta fino nell'Ente
Comprensoriale, per disaccordi su un finanziamento di 4 milioni di euro, su 8
stanziati dalla Regione nel piano di sostegno alla montagna, per la costruzione
di una seggiovia in località Pradibosco in Comune di Prato Carnico. Leggendo
fra le righe dei servizi giornalistici, pare di capire però che a far scatenare
la rivolta, non solo di Cortolezzis, ma di molti altri sindaci, sia stato il
fatto che le decisioni, oggetto della contestazione, siano state prese altrove
e che l'ente comprensoriale sia stato chiamato solo a "ratificare".
Se la mia interpretazione fosse esatta, non solo Cortolezzis doveva dimettersi,
ma l'intera Giunta, ad iniziare dal presidente Not. Credo infatti che se la
deliberazione fosse stata assunta democraticamente, dopo un dibattito serio e
ponderato, tutti, a cominciare da Cortolezzis, avrebbero accettato il responso
di una votazione, quindi anche quelli che dissentivano, perché quelle sono le
regole della democrazia. Devo perciò dare atto a Luigi Cortolezzis di notevole
coscienza politica (buon sangue non mente), il che serve ad alimentare ancora
un filo di speranza in chi crede nella buona amministrazione.Tita De
StalisRavasclettoLe "renditedi posizione"dei candidatiQuale
espressione si può utilizzare per stigmatizzare l'utilizzo, per fini
elettorali, della propria posizione all'interno di associazioni e club, che per
regolamento sono apolitici e apartitici e vietano ai propri soci di valersi
della appartenenza quale mezzo per realizzare aspirazioni personali politiche?
Mi riferisco, specificamente, a quei candidati che in occasione della
presentazione della propria lista hanno inteso far conoscere ai cittadini di
essere dirigenti dell'Ana, di essere stati presidenti del Panathlon o di avere
avuto plurimi incarichi all'interno del Lions; proprio a coloro che più di
tutti gli altri sono chiamati al rispetto delle regole e dell'etica.Da
cittadino, da artigliere da montagna, da appartenente ad un service club
cittadino, mi sento infastidito; da candidato alle elezioni comunali denuncio
il fatto e traggo una sconsolata considerazione: se questo è il nuovo che
avanza..., lasciando a ciascuno le proprie conclusioni.Marco BalestraCandidato
con "Domani è Udine con Ortis"L'assurda vicendadel boschettoanti-smog
AbsAssurda la decisone di Pozzuolo di distruggere il bosco anti-smog. Ritengo
assurda e incomprensibile l'ordinanza del comune di Pozzuolo del Friuli che
intima all'Abs di abbattere gli oltre 2mila alberi già piantati allo scopo di
creare un bosco anti smog. E solamente perché sono state create delle
collinette di
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Questa sera (alle
19) il candidato presidente del centrodestra apre la sfida nella Destra
Tagliamento Tondo in Fiera, affondo a Illy "Si è disinteressato delle
piccole aziende che ora dovranno pagare il conto" "Illy? Ha pensato
solo alle imprese più grandi, trascurando il vero tessuto imprenditoriale che
soprattutto nella Destra Tagliamento è fatto da piccole e medie aziende che
sono state praticamente dimenticate". Renzo Tondo, candidato alla
presidenza della Regione si presenta così nella Destra Tagliamento. Subito un
affondo al presidente uscente e sfidate Riccardo Illy, segno evidente che la
campagna elettorale sarà caratterizzata da spallate. Questa sera alle 19 Tondo
sarà in Fiera a Pordenone dove aprirà di fatto la sfida elettorale nella Destra
Tagliamento. Al suo fianco tutte le liste del centrodestra che lo sostengono e
che questa sera presenteranno i candidati. Ci sarà la squadra del Popolo della
Libertà, quella della Lega Nord, dell'Udc, della Destra e i Pensionati. Tondo
aprirà ufficialmente la campagna elettorale nel Friuli Occidentale con un
intervento nel quale spiegherà il programma del centrodestra che si contrappone
a quello di centrosinistra. Noto oramai ilrefrend: "basta con la casta di
Illy"."Devo dire - ha spiegato Tondo - che il tessuto economico della
Destra Tagliamento fatto da piccole e medie imprese è forse quello che in
regione ha pagato di più ledimenticanzedi Illy e del centrosinistra. Non è
stato fatto nulla sul fronte della sburocratizzazione e le infrastrutture,
chieste a gran voce dalle imprese, non sono andate avanti. A a pagare il conto
sono proprio le aziende più piccole. Come dire, insomma, che una delle province
più dinamiche del Friuli Venezia Giulia è stata trascurata e adesso sarà
necessario porre rimedio". Ovviamente per Tondo il rimedio migliore è
quello che lui e la sua coalizione sono in grado di fornire. Uno sviluppo
veloce delle infrastrutture e soprattutto un abbassamento del livello di burocrazia sono le cose che il candidato presidente ha in mente, almeno
come inizio, per la cura del tessuto economico nella Destra Tagliamento. Ma
questa sera a Pordenone Tondo parlerà anche di sanità, di opere pubbliche, di
rapporto con gli Enti locali e di sprechi che - sempre secondo il candidato del
centrodestra - sono da imputare al precedente governo regionale.ldf.
( da "Wall Street Italia" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di ANSA PIL
( da "Dire" del 14-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Roma -"Ci sono
migliaia di persone alle nostre manifestazioni a qualsiasi ora le
facciamo". E scherza: "Voglio provare a farne una alle due di notte,
se e' piena anche quella vuol dire che e' fatta...". Ma la vera novità,
per il leader del Pd, "è che ci sono tanti ragazzi e tante ragazze. Questo
ci fa tanto piacere perché si è capito che noi vogliamo fare un paese nuovo
davvero". E il pubblico risponde sorprendendolo visto che, persino quando
cita Prodi, arrivano gli applausi: "Romano Prodi ha fatto un'opera
straordinaria sul piano del risanamento finanziario del paese, ma
quell'alleanza lì aveva come denominatore comune il fatto di mettersi tutti
d'accordo contro gli altri". Quindi puntualizza che, con lui, sarà
comunque un'altra cosa: "Se noi vinciamo le elezioni, dalla vita politica
italiana sarà cancellata un'espressione: le riunioni di maggioranza. Non
esisteranno più. Siamo gli unici che non devono mediare il programma con
nessuno, noi dobbiamo solo applicarlo". Per esempio, promette Veltroni, anche
sul fronte della concertazione le cose cambieranno: "Mai più quelle
riunioni di 330 mila persone, riunioni che si facevano a palazzo Chigi in
quella che si chiama Sala Verde e che è diventata verde non a caso".
Invece, "se noi andiamo al governo, per noi un'impresa si fa in un
giorno", assicura il segretario del Pd alla platea di imprenditori e
cittadini di Lecco: "Mi devi solo portare il certificato dell'Asl perche'
c'è solo una cosa su cui non si può transigere ed è la sicurezza del lavoro. Ma
una volta garantita quella, cosa devo chiedere di più? Tu mi firmi e io mi
fido. Dopo, vengo a controllare". A monte, spiega il candidato del Pd, c'è
il fatto che "da noi e' tutto fermo. Siamo un grande paese in cui c'e'
tanta gente che sa lavorare e ha talento, ma nella classifica della
competitività è ultimo in Europa. Mentre è ai primi posti per complessità della
burocrazia. Uso l'espressione di una persona di fede:
dobbiamo 'diventare semplici'". Non è mancata neanche qui una risposta
soddisfacente da parte del pubblico che, per bocca del presidente di
Confartigianato Lombardia, Giorgio Merletti, gli dice: "Caro Walter siamo
molto interessati al tuo tour elettorale". E gli regala il libro
"Nord terra ostile. Perche' la sinistra non vince" di Marco Alfieri,
con una dedica di buon auspico: "Auspichiamo che la questione
settentrionale non sia dimenticata", dice Merletti leggendola a Veltroni.
Il leader del Pd ringrazia ricordando anche un altro libro, che gli ha regalato
il presidente della Cna della Lombardia, "dove si parla di un giovane che
voleva aprire una pizzeria, mica la Nasa, solo una pizzeria e che e' stato
sommerso dalla burocrazia". Tante carte che hanno
soffocato la voglia d'impresa, di rischio di questa persona, "mentre noi
dovremmo, come i rabdomanti, andare in cerca di questi, abbracciarli...".
L'appello finale al leader del Pd viene dal presidente del Cna della Lombardia
Fausto Cacciatori che cita addirittura l'amato mito veltroniano, John Fitgerlad
Kennedy: "Una grande nazione non e' la persecuzione al portafoglio dei
suoi cittadini". E Walter Veltroni assicura: "Il nostro primo
principio è che tutto quello che viene dalla lotta all'evasione andrà alla
detrazione fiscale". 14 marzo 2008.