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Articoli
Burocrazia (38)
CONCORRENZA E... VELENI (
da "Azione, L'" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: perché servono un laboratorio, una burocrazia. Meglio cederlo all'ingrosso. Anche se mi piacerebbe vedere dei controlli più severi su chi vende direttamente, per evitare il caso che si venda più di quanto si produce...". Oltre alla concorrenza, anche la moria... "è un problema serio, che va al di là delle api.
Niente affari: solo divertimento e ambiente (
da "Corriere delle Alpi" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "La burocrazia, ma anche tante persone che volevano insegnarci come si gestisce e si mantiene un ambiente naturale come quello di casa nostra, ora dovranno arrendersi; ma ora faremo capire loro che un campo da golf rispetta in primis l'ambiente, e non è certo un affare economico.
Se la burocrazia impedisce di vedere le stelle (
da "Corriere delle Alpi" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Di Cristiano Cadoni Se la burocrazia impedisce di vedere le stelle Il nuovo osservatorio astronomico della Rheticus ad Arson bloccato da vincoli e Pat La struttura dovrebbe sorgere in tempo per le celebrazioni del 400º delle scoperte di Galileo FELTRE. Non guardano più le stelle ma il calendario, gli astrofili di Rheticus.
Controlli contro chi delinque e una burocrazia più snella (
da "Gazzetta di Modena,La" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Controlli contro chi delinque e una burocrazia più snella" "Controllare assiduamente il territorio; punire coloro che alimentano il lavoro irregolare; migliorare i servizi di accoglienza e integrazione degli immigrati": sono le tre azioni che, secondo Pasquale Coscia, componente della segreteria provinciale della Cisl, occorre mettere in atto per contrastare la clandestinità a Modena.
Cambiare Sprecopoli? Tocca ai cittadini italiani (
da "Giornale di Brescia" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: il modo di fare della politica e della burocrazia italiana". Il dato di fatto secondo Porro è che la tendenza endemica agli sprechi non è certo una novità dei nostri giorni: ce ne accorgiamo ora perché è venuto il tempo di "pagare il conto", e di farlo con le nostre tasche. Il "paradosso mostruoso", poi, è che non si riscontra una proporzione fra il dare e il ricevere e che "
Stranieri, uno su 5 è clandestino (
da "Arena, L'" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia. Perché non provare ad affidare le pratiche ai Comuni? Ho visto persone che hanno atteso quasi due anni il permesso di soggiorno...". Per Melegari il neo ministro Maroni, dovrebbe "pensarci bene" prima di procedere. "Criminalizzare una presenza di tali dimensioni", esclama, "significa creare un danno sociale enorme e a Verona ci vorrebbero i campi di concentramento per
L'orto pieno di erbacce (
da "Provincia Pavese, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ci siano poi le burocrazie e le disattenzioni pubbliche che lasciano crescere tante erbacce (reali, come nel vostro caso, o metaforiche, in tante altre situazioni). Credo però che nel vostro caso specifico si potrebbe chiedere aiuto anche ai papà - allargando così l'intervento volontario - per mettere mano alla falce o per avviare un tagliaerba,
Penalizzati dal comune (
da "Nuova Venezia, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: matassa della burocrazia che penalizza fortemente i campeggi come ha saputo fare con i nuovi sistema turistico locale e ambito Apt di Cavallino-Treporti". La richiesta è stata avanzata a gran voce durante l'assemblea annuale di Assocamping, associazione che riunisce 30 campeggi del litorale capaci di ricevere 65 mila ospiti al giorno per oltre 5 milioni di presenze ogni stagione.
Non sono queste difficoltà a farmi indignare, ma una
ragione più generale: le cose ( da "Mattino di Padova, Il"
del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Dalla burocrazia alle incapacità, fino a beghette che assomigliano a barzellette. Come quella sulle sedie arancioni della sala dei Giganti, brutte ma fatte mettere lì dal rettore Marchesini. Nessuno, all'Università, aveva il coraggio di farle cambiare: così hanno detto che era proprio Marzotto a non volerle.
Dopo gli allagamenti di settembre un'alluvione di carte e
burocrazia ( da "Nuova Venezia, La"
del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: alluvione di carte e burocrazia Nel settembre dell'anno scorso a seguito di una pioggia straordinariamente abbondante ma forse anche per un disguido sull'avviamento tempestivo delle idrovore, buona parte di Mestre e dintorni fini sott'acqua. Altri motivi del disastro che parvero subito evidenti furono l'insufficienza della rete di smaltimento e la sua precaria manutenzione.
Strada più sicura (
da "Mattino di Padova, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: per diversi chilometri per attraversare piccoli paesi o frazioni di poche centinaia di abitanti. Il cittadino-utente ha bisogno di chiarezza, di trasparenza, di dialogo, non di sole penalizzazioni o di esasperate burocrazie. Alceste Mazzucco Conselve.
Manager troppo vecchi, i giovani al palo - maria rosa
tomasello ( da "Centro, Il"
del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: perché il peggior nemico delle imprese è la burocrazia, se ci vogliono nove permessi per una concessione balneare. Allo stesso tempo, è necessario capire che per farcela sui mercati internazionali servono consorzi d'imprese e che non ci si può presentare all'estero con dieci diverse sigle: Provincia, Regione, Ice, enti di ogni genere, bisogna marciare insieme".
Fosse mai la volta buona per chiudere il capitolo della
<riforma> Berlinguer ( da "Nazione, La (Empoli)"
del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Invece di espandere la spesa per la burocrazia, sarebbe necessario avviare un serio ripensamento della riforma del "tre più due" e semplificare e sburocratizzare il percorso degli studi, recuperando risorse utili anche con il riaccorpamento delle sedi universitarie. E' necessario infine aprire immediatamente ai nuovi ricercatori con contratti pluriennali,
<Per pochi criminali non si può infangare un intero
popolo> ( da "Secolo XIX, Il"
del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: nei tempi lunghi della burocrazia italiana. "A Genova le procedure sono piuttosto rapide - dice l'ambasciatore - ma in altre città ci vogliono anche sei mesi per ottenere una carta d'identità. E sarebbe davvero un problema se un nostro connazionale fosse costretto a rimpatriare perché, scaduti i tre mesi previsti dalla legge,
Cemento e degrado... - mauro moruzzi (
da "Repubblica, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: nuova maniera di fare servizi e perfino impresa a basso tasso di burocrazia. La grande innovazione dell'era informazionale, che sta cambiando le moderne città europee, americane e asiatiche non è il cemento, ma una nuova organizzazione dei servizi e perfino dell'impresa basata sulla burocrazia leggera. Scuola, salute, formazione, comunicazione, servizi bancari, accesso alla ricerca,
Il magazzino nervi tesoro dimenticato - antonio monte (
da "Repubblica, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è vero che la burocrazia e i politici hanno i loro tempi. Ma il tempo devasta, logora, distrugge questi luoghi. Sarebbe ora di parlare di tutela e di conservazione. Sarebbe ora di iniziare a valorizzare ciò che si ha. Non a caso da anni il Consiglio Nazionale delle Ricerche-Istituto per i beni archeologici e monumentali di Lecce e l'Aipai (
SODDISFAZIONE del presidente della Società della Salute
Colline Metallifere ( da "Nazione, La (Grosseto)"
del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: specie per conciliare le esigenze degli amministratori locali con i tempi di attuazione. Fondamentale è comunque la presenza del nuovo consorzio che per lo meno nelle intenzioni del legislatore offrirà una burocrazia più snella nell'accedere ai servizi socio-sanitari".
Linee, più di 5mila metri finiranno sotto terra (
da "Giorno, Il (Sondrio)" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: intervento che sembrava essersi arenato nelle pieghe della burocrazia centrale, ha trovato ora un nuovo rilancio con l'approvazione definitiva del progetto e con l'emanazione - come ha comunicato il comune di Bormio - del decreto che autorizza la realizzazione del tratto interrato di elettrodotto. Come detto si tratta di più di 5.
Fosse mai la volta buona per chiudere il capitolo della
<riforma> Berlinguer ( da "Giorno, Il (Milano)"
del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Invece di espandere la spesa per la burocrazia, sarebbe necessario avviare un serio ripensamento della riforma del "tre più due" e semplificare e sburocratizzare il percorso degli studi, recuperando risorse utili anche con il riaccorpamento delle sedi universitarie. E' necessario infine aprire immediatamente ai nuovi ricercatori con contratti pluriennali,
Vince borsa di studio ma non ha il permesso (
da "Nazione, La (Umbria)" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: alla nostra burocrazia, però, a questa ragazza dopo nove mesi non è stato ancora consegnato il regolare permesso di soggiorno. Senza questo documento, lei non può uscire dall'Italia e non può tornare a casa. In altre parole, è bloccata in Italia perché se parte per il suo paese (la Serbia), dove ha tutti i parenti tranne la madre,
Dualchi, le identità rubate all'anagrafe (
da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: si sposa con la dura legge della burocrazia. L'ANAGRAFE Da qualche settimana, i nati nel piccolo paese del Marghine fra il 1928 e il 1939, sono stati chiamati dall'ufficiale dell'anagrafe e stato civile per modificare la propria posizione anagrafica. Durante la ricostruzione della vita amministrativa del paese, richiesta alle amministrazioni comunali dal Ministero dell'
Cantieri, rivolta dei commercianti (
da "Corriere della Sera" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: turismo e burocrazia: è la pagella stilata dall'Associazione commercianti "a un anno dalle elezioni amministrative". Il libro bianco dei negozianti si è concentrato soprattutto sui cantieri aperti in città, soprattutto su quello infinito di piazza Marconi e quello in corso Garibaldi (la via dello shopping): "Hanno provocato gravi danni al commercio e alle altre attività del settore -
Luci e ombre dell'economia pescarese. Nel 2007 aumentano le
imprese, crescono le società ( da "Messaggero, Il
(Abruzzo)" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: e deve diminuire la burocrazia. Non è possibile che per aprire uno stabilimento balneare ci vogliono nove autorizzazioni". A proposito di imprese, dal dossier emerge che tra le aziende operative, i comparti dei servizi, dell'agricoltura e delle costruzioni si confermano quelli ad incidenza più alta.
La scuola vale una Costituente (
da "Sole 24 Ore, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Italia e liberarne le energie, ma restano chimere se si è succubi di burocrazie e corporazioni. E chi è convinto che lo statu quo, tutto sommato, non è poi così male, dovrebbe riflettere sul fatto che il nuovo ministro ha tre anni in meno dei ricercatori che in Italia iniziano oggi la loro carriera. DISEGNO DI DOMENICO ROSA.
Per divorziare basta un click (
da "Sole 24 Ore, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: tecnologie informatiche stanno lentamente rivoluzionando la burocrazia pubblica e dove un giovane avvocato ha lanciato il primo portale web al mondo per divorziare legalmente. "Il sistema permette a due coniugi di divorziare consensualmente, applicando un recente provvedimento legislativo sulla nomina di un legale tramite atto elettronico sottoscritto con firma digitale autenticata "
Gli artigiani si difendono dalla crescita zero (
da "Giornale di Merate" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Sono pronti a investire e anche quando si lamentano della burocrazia o dei costi è perchè vorrebbero non trovare ostacoli nella loro attività, non perchè sono rassegnati o perchè cercano alibi". Il passaggio generazione non è più un problema? "Qualche anno fa c'era il timore per le successioni, oggi invece vediamo che c'è desiderio di andare avanti.
Firmata la convenzione: il Comune paga un terzo di oratorio (
da "Giornale di Merate" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ringraziamo tutti coloro che in questi anni hanno contribuito ad arrivare a questo traguardo - ha concluso il sindaco Rossano Longhi - : i tempi lunghissimi della burocrazia in alcuni momenti ci hanno scoraggiato, ma siamo orgogliosi, come Amministrazione, di essere noi a chiudere questo accordo". Articolo pubblicato il 13/05/08.
RICERCA, PRONTI SOLDI E PROGETTI MA LA BUROCRAZIA FRENA
TUTTO ( da "Wall Street Italia"
del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ricerca, pronti soldi e progetti Ma la burocrazia frena tutto -->Innovazione industriale: tempi lunghi e ministeri divisi.
Videoforum sicurezza sul lavoro: un patto fra imprese e
sindacati ( da "Sole 24 Ore Online, Il"
del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: alla formazione dei dipendenti e alla semplificazione della burocrazia aziendale. Ora prende corpo, però, l'idea di riavviare il tavolo di confronto con le imprese e i sindacati per lanciare un più ampio "patto per la sicurezza". Un accordo fra tutte le componenti del mondo economico e produttivo per combattere l'emergenza degli incidenti sul lavoro.
CENSIMENTO. I dati sono stati elaborati dal quotidiano
economico Il Sole 24Ore sulla base delle richieste di lavoratori stranieri da
parte di imprese e famiglie ( da "Arena.it, L'"
del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia. Perché non provare ad affidare le pratiche ai Comuni? Ho visto persone che hanno atteso quasi due anni il permesso di soggiorno...". Per Melegari il neo ministro Maroni, dovrebbe "pensarci bene" prima di procedere. "Criminalizzare una presenza di tali dimensioni", esclama, "significa creare un danno sociale enorme e a Verona ci vorrebbero i campi di concentramento per
Meno burocrazia per chi investe: l'Africa chiama le Pmi
campane ( da "Denaro, Il"
del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Campania espansione internazionale Meno burocrazia per chi investe: l'Africa chiama le Pmi campane Ci sono possibilità di sviluppo economico e imprenditoriale nei paesi dell'Africa subsahariana: le aziende campane che intendono investire potranno beneficiare di agevolazioni economiche, disponibilità di materie prime e sburocratizzazione.
La nostra città è al quinto posto in Italia, con oltre 20
immigrati non regolarizzati ogni mille abitanti (
da "Arena.it, L'" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia. Perché non provare ad affidare le pratiche ai Comuni? Ho visto persone che hanno atteso quasi due anni il permesso di soggiorno...". Per Melegari il neo ministro Maroni, dovrebbe "pensarci bene" prima di procedere. "Criminalizzare una presenza di tali dimensioni", esclama, "significa creare un danno sociale enorme e a Verona ci vorrebbero i campi di concentramento per
CASORIA: TIZZIANI IL VICE. ATTESA PER LA GIUNTA. GIRASOLE,
SOCIALISTI: PDL SENZA MAGGIORANZA (
da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: nella burocrazia", sottolinea Ferrara che dovrà fare i conti con una coalizione minoritaria, almeno sulla carta, in consiglio comunale. Ma c'è chi nel centrodestra di questo proprio non si preoccupa e con molta spavalderia annuncia che la maggioranza c'è e ha numeri pure abbastanza consistenti, lasciando presumere che ci sia già qualcuno del centrosinistra pronto al salto di casacca.
SPAZIO ALLE VOCI, CI AVVICINANO AL CIELO (
da "Mattino, Il (Nazionale)" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: scarsa burocrazia, budget ridotti ma altissima qualità". Il risultato sono allestimenti come questa "Sonnambula" con le scene e i costumi disegnati per l'occasione da Alfredo Troisi e ambientati in una Svizzera dell'Ottocento un po' fantastica. "Sarà uno spettacolo tradizionale realizzato con mezzi moderni",
<Li sfratterremo dalla moschea> (
da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: impieghi rischia di bloccarci nei meandri della burocrazia -spiega il sindaco- La mia idea, piuttosto, è ora quella di puntare sulla questione di sicurezza e su un problema di ordine pubblico determinati appunto dalla presenza della "moschea". Per adesso, comunque, l'aspetto più importante è che venerdì vengano tutte le autorità invitate alla Conferenza dei Servizi.
Togliere dall'isolamento le aree interne (
da "Giornale di Calabria, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: infine, la forte presenza in regione di una "burocrazia che spesso frena lo sviluppo". Il direttore tecnico della Field, Cosimo Cuomo, dal canto suo, ha evidenziato la necessità di "creare un nuovo clima di fiducia tra tutti gli attori presenti sul territorio utilizzando il metodo della concertazione".
Calderoli, cacciatore spietato di leggi inutili (
da "Padania, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: di burocrazia inutile, che gravano con costi enormi sulle casse statali e rallentano non solo l attività amministrativa ma anche quella dei cittadini e delle imprese. Meno leggi, meno burocrazia, meno apparati statali, meno perdite di tempo e denaro: è quello che chiedono i cittadini, insieme al cambiamento e alla riforme.
Gli altri E la burocrazia dà la cittadinanza ai profughi (
da "Provincia di Como, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il caso Spagna gli altri E la burocrazia dà la cittadinanza ai profughi Qualcuno l'ha definita come una "marcia verde al contrario": ne sono protagonisti centinaia di saharawi che, grazie a due sentenze del Tribunale supremo ("scovate" dalla curiosità di un funzionario comunale), possono ottenere la cittadinanza spagnola dal Registro civile della città di Cordoba.
( da "Azione, L'" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'AZIONE
- Articoli - Concorrenza e... veleni CONCORRENZA E... VELENI "Il 40% del
miele venduto nella nostra regione viene dall'estero!". Non ha dubbi,
Anacleto De Luca, storico e pluripremiato apicoltore di Cison, alle prese pure
lui con il difficile momento delle api, complicato, da qualche tempo, anche
dalla concorrenza estera. Molti apicoltori sono tentati di smettere perché
scoraggiati dalla concorrenza del prodotto che arriva da Cina, Brasile e paesi
dell'est. "Il miele viene comprato dall'estero a 1,8/2 euro al kg -
aggiunge De Luca - quando il nostrano è comprato all'ingrosso a 3 euro. Poi al
pubblico si arriva a 7 euro al kg. Pochi sono gli apicoltori che vendono il
miele direttamente, perché servono un laboratorio, una burocrazia. Meglio cederlo all'ingrosso.
Anche se mi piacerebbe vedere dei controlli più severi su chi vende
direttamente, per evitare il caso che si venda più di quanto si
produce...". Oltre alla concorrenza, anche la moria... "è un problema
serio, che va al di là delle api. Se le api muoiono, non è come qualcuno
vorrebbe far credere solo un problema delle api. è giusto riflettere sul fatto
che in certe zone (come ad esempio la Vallata) la mortalità è bassa, mentre
invece dove ci sono coltivazioni intensive di altro tipo, per esempio vigneti o
radicchio, è molto più alta. Forse bisognerebbe chiedersi se c'è una
spiegazione. E se magari, oltre alle api, stessero male anche gli uomini...
sarebbe interessante che qualcuno studiasse seriamente questo fenomeno".
AT.
( da "Corriere delle Alpi" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di
Andrea Gris "Niente affari: solo divertimento e ambiente"
Dichiarazioni all'unisono al taglio del primo albero per le nove buche iniziali
"Hanno fatto di tutto per fermare un progetto che porterà benefici
all'economia di tutta questa zona La club house tra 30 anni diverrà proprietà
delle Regole ampezzane Come può esserci speculazione?" CORTINA. La grande
soddisfazione del taglio del primo albero nei boschi di Fraina per cominciare a
fare spazio alla realizzazione del nuovo campo da golf di Cortina ha lasciato
spazio anche alla commozione. Evidente quella di Giovanni Dibona, che per 18
anni ha aspettato con la calma e la concentrazione di un consumato atleta
questo momento. L'ex azzurro di sci, oggi affermato golfista, ora però può
esultare. "Una vittoria vera e propria, e questo lo dico da
sportivo". "La burocrazia, ma anche tante persone che volevano insegnarci come si gestisce
e si mantiene un ambiente naturale come quello di casa nostra, ora dovranno
arrendersi; ma ora faremo capire loro che un campo da golf rispetta in primis
l'ambiente, e non è certo un affare economico. Il campo sarà un bene di
tutti e fungerà da traino turistico, per tutti. Questo è un sogno che si
realizza", aggiunge Giovanni Dibona, "e non nascondo la mia emozione.
Mi sono alzato alle 5 e alle 8 ero già nel bosco a sincerarmi che i lavori
fossero iniziati. Quando nacque l'idea di realizzare un nuovo campo da golf non
avremmo mai immaginato tutto il lavoro che ci sarebbe stato, ma sopratutto
quanti ostacoli avrebbero frapposto coloro che volevano solo farsi pubblicità
sventolando una bandiera ambientalista". Era il 1990 quando lo stesso
Dibona con Silvio Bernardi, Bruno Alberti, Antonio Menardi e Paolo Brida
cominciò a sognare 18 buche nello splendido scenario di Corel Naulu, la zona
dal Miramonti verso Baita Fraina dove appunto sorgeranno innanzitutto le prime
nove buche che diventeranno entro il 2010 dicotto. Nel
( da "Corriere delle Alpi" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Cristiano Cadoni Se la burocrazia
impedisce di vedere le stelle Il nuovo osservatorio astronomico della Rheticus
ad Arson bloccato da vincoli e Pat La struttura dovrebbe sorgere in tempo per
le celebrazioni del 400º delle scoperte di Galileo FELTRE. Non guardano più le
stelle ma il calendario, gli astrofili di Rheticus. Al 12 gennaio del
2009, anniversario numero 400 delle scoperto di Galileo e data di inizio
dell'anno internazionale dell'astronomia, mancano otto mesi esatti. L'associazione,
rimasta senza osservatorio dopo la demolizione della struttura di Vignui,
vorrebbe festeggiare con il nuovo osservatorio ad Arson. Ma il progetto è
rimasto incastrato in un labirinto di norme urbanistiche indecifrabili. Sarebbe
il più importante osservatorio del Veneto, quello che la Rheticus è pronta a
costruire. Un planetario senza pari con un telescopio da
( da "Gazzetta di Modena,La" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
COSCIA
(CISL) "Controlli contro chi delinque e una burocrazia più snella" "Controllare
assiduamente il territorio; punire coloro che alimentano il lavoro irregolare;
migliorare i servizi di accoglienza e integrazione degli immigrati": sono
le tre azioni che, secondo Pasquale Coscia, componente della segreteria
provinciale della Cisl, occorre mettere in atto per contrastare la
clandestinità a Modena. "Credo che uno dei motivi della forte
presenza di clandestini si spieghi con il fatto che le nostre imprese
richiedono ancora manodopera - afferma il segretario della Cisl - il conferma
anche il dato sugli avviamenti al lavoro: nel
( da "Giornale di Brescia" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione:
13/05/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:LA CITTA' Ieri al Sancarlino
incontro con lo scrittore Nicola Porro, autore di un libro sugli sciali della
politica Cambiare Sprecopoli? Tocca ai cittadini italiani I dipendenti di
Camera e Senato sono 2.908; uno stenografo di palazzo Madama guadagna, a fine
carriera, 253mila euro. Ci si indigna per le cosiddette auto blu, ma questa -
sostiene Nicola Porro, ieri ospite al teatro Sancarlino per gli incontri dei
"Lunedì" - non è che la punta dell'iceberg, ossia la parte più
evidente di una catena di sciali e sprechi che attraversa tutto il nostro
sistema politico-istituzionale. Di numeri e dati che lo dimostrano se ne
possono menzionare tanti: chi sa, per esempio, che il costo della Presidenza
della Repubblica è di 250 milioni di euro l'anno, che la Presidenza del
Consiglio ha 5.000 dipendenti o che al Quirinale si contano mille stanze per
tremila finestre e mille persone addette alla loro pulizia? E che dire degli 8
milioni di euro spesi per la salvezza delle tartarughe nell'ex area industriale
di Bagnoli, in provincia di Napoli? "Una giusta causa, per carità -
osserva Porro, una carriera iniziata al "Foglio" come giornalista
economico e ora vicedirettore de "Il Giornale" -, ma non si può
dimenticare che ci sono altre priorità. Come la questione dell'ordine pubblico,
dove come tutti sanno sussistono forti carenze di organico". Il tema è
affrontato nel volume "Sprecopoli. Tutto quello che non vi hanno mai detto
sugli sprechi della politica" (Mondadori) di cui Porro è autore con Mario
Cervi, firma storica del giornalismo italiano (ha scritto la famosa
"Storia d'Italia" con Montanelli), e nel quale vengono illustrate le
dimensioni dello spreco nel nostro Paese, fornendo esempi clamorosi di cattiva
amministrazione ai vari livelli, dagli organi che presiedono alle più alte
cariche dello Stato, fino ai Comuni e alle Province, per arrivare alle Comunità
montane. "Questo libro - spiega Porro, intervistato da Roberto Chiarini -
è stato concepito prima ancora che uscisse "La Casta" di Stella e
Rizzo anche se, per motivi editoriali, ha visto la luce più tardi, con un
titolo scelto dallo stesso editore, per me molto brutto, che evoca più gli
aspetti giudiziari che non, come nei nostri intendimenti, il
modo di fare della politica e della burocrazia italiana". Il dato di fatto secondo Porro è che la tendenza
endemica agli sprechi non è certo una novità dei nostri giorni: ce ne
accorgiamo ora perché è venuto il tempo di "pagare il conto", e di
farlo con le nostre tasche. Il "paradosso mostruoso", poi, è che non
si riscontra una proporzione fra il dare e il ricevere e che "indipendentemente
dal colore, la politica appare sempre indotta in questa drammatica
tentazione". Un rimedio? "L'unica strada è la
responsabilizzazione" afferma il vicedirettore de "Il Giornale"
e menziona Luigi Einaudi, emblema di sobrietà e di rigore, che, quando era
presidente della Repubblica, se a mezzogiorno mangiava mezza mela, alla sera
pretendeva che sulla tavola del Quirinale gli ritornasse l'altra metà. Perché,
allora, siamo di fronte ad uno Stato così "proliferante ed incorreggibile"?
"L'inclinazione socio-politica degli italiani, negli anni '70 e '80, è
stata quella della protezione da parte dell'ente statale - osserva il
giornalista -. Nel frattempo però si è rotto qualcosa e si è determinata una
duplice situazione: che lo Stato continua a non esserci, ma costa troppo, e per
di più che non c'è là dove serve. Se però gli andiamo a chiedere tutto,
sbagliamo. Dovremmo domandare soltanto le cose importantissime che esso deve
obbligatoriamente fare per noi e che riguardano la sicurezza, la sanità e
l'istruzione; mentre in molti casi siamo costretti a gestirle da soli".
"Noi italiani - aggiunge Porro - abbiamo una spesa pubblica di 750
miliardi di euro. Se li utilizzassimo per lo Stato minimo che ho in testa,
tutto sommato andrebbe bene. Il problema è che lo Stato fa tutta una serie di
altre cose che vanno oltre le vere fondanti motivazioni per cui deve esistere.
Paghiamo ogni anno 80 miliardi di euro di interessi sui debiti fatti in
precedenza". Porro è dell'idea che "ci hanno preso in giro con il
finto federalismo fiscale", perché "se non si attribuiscono delle
reali responsabilità alle Regioni, o comunque agli enti locali, non se ne
esce" (anche se un caso virtuoso, dice, è quello della sanità lombarda).
In tale poco rassicurante scenario, qualche elemento di ottimismo per il futuro
tuttavia c'è, conclude Nicola Porro, e sta "nella straordinaria forza
dell'individuo italiano, che riesce a vivere, prosperare, campare nonostante la
politica. Inoltre, quando l'imposizione fiscale giunge al 50% del nostro
reddito, vi è un'attenzione molto maggiore allo spreco. Lì si rompe un
meccanismo: è la premessa perché ci possa essere un controllo dell'apparato
burocratico-amministrativo di molto superiore". Anita Loriana Ronchi.
( da "Arena, L'" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
CENSIMENTO.
I dati sono stati elaborati dal quotidiano economico Il Sole 24Ore sulla base delle
richieste di lavoratori stranieri da parte di imprese e famiglie Stranieri, uno
su 5 è clandestino FLAVIO TOSI di Enrico Santi Un censimento pubblicato dal
quotidiano economico "Il Sole 24Ore", colloca Verona al quinto posto
per presenza di immigrati irregolari. La nostra città risulta avere una
percentuale di 20,5 clandestini ogni mille abitanti. Si tratta di quasi il 20
per cento degli stranieri. Tale elenco è guidato da Brescia con 32 irregolari
ogni mille cittadini. Al secondo posto c'è Mantova, che ogni anno contende a
Bolzano la palma d'oro della vivibilità. Le città venete sono nel gruppo di
testa per densità di presenza straniera sul totale degli abitanti, con una
media vicina agli 11 immigrati ogni cento abitanti e a Verona è di 10,4. "La
classifica sui cosiddetti clandestini", spiega Carlo Melegari, del Centro
studi immigrazione, "si basa sul presupposto che le richieste di
lavoratori dall'estero, in accordo ai decreti flussi, riguardano persone già
presenti. Per cui si tratta di un riscontro oggettivo delle richieste del
mercato del lavoro per rispondere ai bisogni dell'economia e delle famiglie che
necessitano di assistenza per le persone non autosufficienti, non trovando
risposta negli autoctoni. E in questo campo", sottolinea Melegari,
"Verona non può non essere ai primi posti". Neppure don Giuliano
Ceschi, direttore della Caritas diocesana, si mostra stupito dai numeri del
censimento resi noti dal quotidiano economico. "Temo", commenta,
"che il loro numero sia destinato a salire perché in Italia, con le leggi
attuali, è più facile entrare da clandestini. Quando un permesso di soggiorno
per lavori stagionali scade e non è più rinnovabile", aggiunge, "è
difficile che un immigrato torni a vivere in un Paese in cui mancano i beni primari".
Il direttore della Caritas boccia l'idea del nuovo ministro Roberto Maroni di
introdurre il reato di immigrazione clandestina. "Finirà per mandare in
tilt il sistema giudiziario. Inoltre, tanti immigrati si sentiranno condannati
alla marginalità. La strada giusta sarebbe offrire una via d'uscita poiché ora
la legge impedisce di fatto la regolarizzazione". Per don Ceschi va
respinta l'equazione clandestini uguale delinquenti. "Ma la condizione di
clandestinità", sostiene, "può indurre a dedicarsi ad attività criminali.
Quindi è necessario mettere mano alla Bossi-Fini, per rimediare alle cose che
non funzionano. E poi c'è il problema della burocrazia. Perché non provare ad affidare le pratiche ai Comuni? Ho visto
persone che hanno atteso quasi due anni il permesso di soggiorno...". Per
Melegari il neo ministro Maroni, dovrebbe "pensarci bene" prima di
procedere. "Criminalizzare una presenza di tali dimensioni", esclama,
"significa creare un danno sociale enorme e a Verona ci vorrebbero i campi
di concentramento per rinchiudere tutti gli irregolari. La clandestinità
si combatte snellendo la burocrazia e con politiche
sociali che favoriscano la regolarizzazione di chi lavora nelle famiglie che si
vedono costrette a pagare in nero queste persone". Secondo il sindaco Flavio
Tosi, tuttavia, "il problema sociale più grande è rappresentato da coloro,
e sono tanti, che non sono inclusi nei dati della classifica: chi ha fatto
domanda di entrare nelle quote facilmente ha un lavoro, seppur irregolare, e
cerca in qualche modo la regolarizzazione; ma i clandestini socialmente
pericolosi sono quelli che la domanda non l'hanno fatta e che vivono di
delinquenza e di attività illecite, sono i comunitari cosiddetti nullafacenti o
i Rom". Tosi, infine, difende la proposta di Maroni: "La stretta,
come è ovvio, riguarderà principalmente i clandestini che delinquono e vivono
in condizioni degradate".
( da "Provincia Pavese, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Attualità
L'orto pieno di erbacce Pavia, il Vaccari chiede aiuto Gentile direttore, mi
presento: sono Lino dell'Associazione "Amici orti Assi San Paolo" di
Pavia di cui sono socio fondatore. Mi permetto di disturbarla per un problema
piccolo piccolo, ma che sicuramente è molto importante perché riguarda i
bambini della scuola materna Vaccari. Nel nostro statuto, dell'Associazione,
oltre alla coltivazione di ortaggi e la tutela del verde, abbiamo come
vocazione e obbiettivo l'insegnamento agli allievi di scuola materna e primaria
delle tradizioni e dei tempi del coltivare l'orto. Il progetto che stiamo
portando nelle scuole (Carducci, De Amicis, Vaccari e Muzio), con la dedizione
dei nostri volontari-maestri e l'indispensabile collaborazione degli
insegnanti, sta riscuotendo un notevole successo raccogliendo il favore e
l'entusiasmo dei bambini. Ad amareggiare tutti i partecipanti un piccolo
inconveniente che mi permetto di raccontare. Nella giornata di giovedì 8 i volontari
dell'Associazione si sono recati presso la scuola Vaccari allo scopo di
completare il percorso con gli ultimi trapianti stagionali (pomodori, zucchine,
melanzane, basilico, eccetera). Per raggiungere il piccolo orticello, ricavato
dall'onorato "lavoro" dei piccoli alunni, è stato necessario aprire,
non senza difficoltà, un sentiero tra erbacce alte come gli stessi bambini. Le
piante da frutto sistemate a dimora dai bimbi in novembre sono ormai più basse
dell'erba. Le insegnanti interrogate in proposito hanno riferito di aspettare
da giorni notizie dagli incaricati... Ai nostri preziosi piccoli allievi
abbiamo insegnato oltre alla preparazione del terreno, le semine, anche la
sistemazione dei loro piccoli attrezzi e degli annaffiatoi e i bambini hanno dimostrato
buona volontà e solerzia... Non ci sembra corretto premiarli con un prato
incolto, pieno di erbacce, in stato di abbandono. Cosa si può fare dunque per
l'eliminazione del "premio"? E' davvero così difficile una più
puntuale e rispettosa tutela del verde pubblico in modo particolare nelle
scuole? Non inventando niente, si dice che l'esempio insegna. Lino Caserio
Pavia Gentile signore, capisco la sua amarezza nel costatare che, a fronte di
tanta buona volontà di chi si dedica gratuitamente a molte iniziative
scolastiche, ci siano poi le burocrazie e le disattenzioni
pubbliche che lasciano crescere tante erbacce (reali, come nel vostro caso, o
metaforiche, in tante altre situazioni). Credo però che nel vostro caso
specifico si potrebbe chiedere aiuto anche ai papà - allargando così
l'intervento volontario - per mettere mano alla falce o per avviare un
tagliaerba, o anche per usare le mani, dove serve, e ripulire sentieri e
contorni delle aiuole. Potrebbe persino risultare più facile spiegare ai piccoli
che contano il bel fiore o la bella insalata, ma che il contorno all'opera
merita altrettanta attenzione e duro lavoro. Auguri per la vostra impresa.
Pierangela Fiorani p.fiorani@laprovincia pavese.it.
( da "Nuova Venezia, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
CAVALLINO:
ASSOCAMPING ACCUSA "Penalizzati dal Comune" Il vicesindaco Nesto:
"Le norme vanno rispettate" CAVALLINO. "Che il Comune ci dia una
mano a sbrogliare la matassa della burocrazia che penalizza fortemente i
campeggi come ha saputo fare con i nuovi sistema turistico locale e ambito Apt
di Cavallino-Treporti". La richiesta è stata avanzata a gran voce durante
l'assemblea annuale di Assocamping, associazione che riunisce 30 campeggi del
litorale capaci di ricevere 65 mila ospiti al giorno per oltre 5 milioni di
presenze ogni stagione. "Nell'ultimo anno - ha spiegato il
presidente Armando Ballarin - abbiamo investito nella comunità locale oltre
centomila euro, cioè più di metà del bilancio dell'Assocamping".
L'attenzione dei soci è andata poi al funzionamento dell'apparato comunale in
settori come urbanistica, edilizia privata, igiene urbana, attività produttive,
ambiente, impianti e lavori pubblici. "E' emersa preoccupazione per i
problemi irrisolti del Comune - ha detto Ballarin - e difficoltà per norme e
provvedimenti del Comune giudicati inopportuni e nocivi per il turismo".
Una per tutte la Ztl. "Alcuni atti amministrativi - spiega - sono apparsi
agli imprenditori troppo minuziosi e tesi più all'ingerenza comunale nella
gestione dell'economia che a tutelare gli interessi della comunità".
Pepata la replica. "Francamente non capisco quale ingerenza nella gestione
privata si possa a noi imputare - sottolinea il sindaco Erminio Vanin - se è
vero che senza i campeggi Cavallino-Treporti perderebbe molto, è anche vero che
senza il supporto del Comune i campeggi perderebbero tutto".
"Stupiscono le dichiarazioni di Ballarin - dichiara la vicesindaco Roberta
Nesto - nel momento in cui gli uffici comunali stanno smaltendo l'arretrato o
hanno portato a termine varianti urbanistiche per lo sviluppo del turismo come
il piano dell'arenile. Quelle che Assocamping chiama "pastoie burocratiche"
non sono sfizi del comune, ma l'applicazione di normative, spesso complesse,
che non possono essere derogate. Forse i campeggi si aspettano canali
preferenziali o non accettano zone libere di spiaggia vicine ai loro complessi.
Se è questo, è ovvio che non ci stiamo". (Francesco Macaluso).
( da "Mattino di Padova, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Marzotto:
"Indignato per il menefreghismo" "Non sono queste difficoltà a
farmi indignare, ma una ragione più generale: le cose ... "Non sono queste
difficoltà a farmi indignare, ma una ragione più generale: le cose pubbliche
non sono di tutti, sono di nessuno". La sferza del conte Paolo Marzotto,
presidente dell'Arpai, arriva facendo quasi sparire il sorriso dalle labbra
improvvisamente più sottili. "Constato il menefreghismo di coloro che
hanno cariche pubbliche: vivono in un piccolo mondo di favori, magari anche
onesti, ma favori. E' un dramma che non abbiano spirito di servizio". Si
capisce che la critica è più generale, ma è originata dall'atteggiamento
dell'Università di Padova. Sono le amarezze del confronto privato-pubblico,
quando il pubblico funziona male. Dalla burocrazia alle incapacità, fino a
beghette che assomigliano a barzellette. Come quella sulle sedie arancioni
della sala dei Giganti, brutte ma fatte mettere lì dal rettore Marchesini.
Nessuno, all'Università, aveva il coraggio di farle cambiare: così hanno detto
che era proprio Marzotto a non volerle. Di sedie, a dire il vero, il
meno esperto di tutti.
( da "Nuova Venezia, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di
Giampaolo Pighin (*) Dopo gli allagamenti di settembre un'alluvione
di carte e burocrazia Nel settembre
dell'anno scorso a seguito di una pioggia straordinariamente abbondante ma
forse anche per un disguido sull'avviamento tempestivo delle idrovore, buona
parte di Mestre e dintorni fini sott'acqua. Altri motivi del disastro che
parvero subito evidenti furono l'insufficienza della rete di smaltimento e la
sua precaria manutenzione. Le cose da fare erano ovvie e urgenti:
potenziamento delle pompe di sollevamento, ampliamento della rete di scarico e
tempestiva pulizia delle condotte esistenti. Non si agì in questo senso e si
optò per una "burocratizzazione" della faccenda. Si attribuì la
responsabilità dell'accaduto alla "cementificazione" cioè alla
costruzione di nuovi edifici e si nominò un commissario che provvedesse con
apposite ordinanze a condizionare la realizzazione di nuove case a misure
"antiallagamento". Le norme sono state dettate ma come spesso succede
nel nostro Paese il tutto si sta concretizzando in una montagna di carte,
progetti, pareri, in intoppi di carattere tecnico-amministrativo, in
interpretazioni, rallentamenti e assurdità. Pensate ai recipienti che devono
affiancare tutti i nuovi fabbricati per versarvi le acque piovane prima di
travasarle nelle tubature pubbliche oppure ai laghetti di
"laminazione" dei volani di recupero delle acque meteoriche da
costruirsi al posto dei giardini. Tutte opere invasive a surroga
dell'insufficienza della rete pubblica di smaltimento. Eppure per ogni edificio
che si realizza si devono versare svariate decine di migliaia di euro al Comune
per oneri di urbanizzazione. Con questi soldini l'ente deve provvedere a
costruire proprio quelle opere di prima necessità quali strade, acquedotto e
appunto fognature. Come se non bastasse questo travaso di responsabilità dal
pubblico al privato si è pensato addirittura di far sottoscrivere a tutti
coloro che costruiscono uno scantinato seminterrato, un atto notarile di
rinuncia a chiedere i danni al Comune in caso di allagamento dei locali e
questo anche quando la responsabilità pubblica dovesse essere evidente e inconfutabile.
è ovvio che in caso del rinnovarsi di eventi come quelli del settembre scorso
si verificherebbero gli stessi guai di allora avendo per di più disperso
notevolissime energie economiche in chiacchiere e burocrazia
anziché in interventi e opere. Va inoltre considerato che con questo tappo
amministrativo delle ordinanze si è bloccato il rilascio dei permessi di
costruire limitando considerevolmente l'attività dell'industria delle
costruzioni proprio in un momento di sofferenza del mercato. Così alle
difficoltà dovute alla crisi del settore si sono aggiunte quelle assurde della burocrazia accentuando il rischio di veder perdere
colposamente migliaia di posti di lavoro. Una calamità certamente peggiore
dell'allagamento. (*) architetto.
( da "Mattino di Padova, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Altre
Strada più sicura Strada più sicura grazie assessore Un sincero ringraziamento
all'assessore Ivo Rossi per aver reso più sicuro l'attraversamento pedonale di
corso Milano che quotidianamente utilizziamo per andare e tornare da scuola.
Giovanni, 6 anni Francesco, 1 anno e mezzo Padova I soldi per il Casone nel
parco di Rubano Con queste mie poche righe vorrei dissociarmi dal pensiero del
consigliere del comune di Rubano il leghista Gianluca Mingardo: "Basta
spendere soldi per il "Casone" del Parco etnografico di via Valli a
Rubano". Quale sostenitore dei Casoni nel nostro territorio della provincia
di Padova e oltre, anche se il Casone è un falso storico "anni 80"
(copia del Casone di Rosara di Codevigo del Secolo XIX come riportato nel
volume "Casoni padovani" pubblicato dalla Provincia di Padova nel
2006, pagg. 90-91) esso è inserito magistralmente in un contesto habitat dove i
bambini di tutte le età possono e potranno ammirare come eravamo.
Fortunatamente oggi la memoria storica è ancora conosciuta per i racconti dei
nonni e le ricerche nelle scuole. Questo "Casone" di Rubano è inserito
in uno dei sette volumi (I casoni) dello storico Paolo Tieto. Anche un turismo
giovanile teso alla riscoperta della passata civiltà potrà, per esempio,
scoprire la millenaria arte di fare il pane, di impagliare sedie, fare gli
zoccoli, i cucchiai di legno e tante altre cose in modo semplice e perfetto. I
Casoni possono essere testimonianza per fare comprendere ai bambini come la
società si è evoluta senza distinzioni tra Saonara e Rubano, tra Veneto e
Sicilia. Il Casone di Rubano è entrato di diritto nella storia del territorio.
Il consiglio quindi al signor Gianluca Mingardo è di attivare i colleghi
amministratori di qualsiasi colore politico perché mantengano nel tempo questa
preziosa testimonianza giunta a noi a beneficio dei bambini che sono gli eredi
delle nostre tradizioni di civiltà. Gioacchino Bragato Padova I controlli in
treno durante la vacanza Ponte del 10 maggio, tempo splendido anche a detta dei
parigini, viaggio in treno e visita a Parigi a piedi. I soliti due sessantenni
in pensione che vanno a trovare la figlia a Parigi. Passaggio
Bardonecchia-Modane, controllo documenti in treno, uno ad uno da parte della
Polizia francese mentre il treno percorreva lento la galleria quasi a dare il
tempo per effettuare il controllo a tappeto. Il dubbio vergognoso e sorriso
verso la moglie: vediamo se al ritorno gli italiani faranno altrettanto. Parigi
a piedi... magnifica! Da La Defénse all'Arc de Trionphe per poi spingersi fino
al Louvre... qualche chilometro: non c'è confronto con qualsiasi marcia
stracittadina. Salire fino a Montmartre a piedi dal centro fa gustare la gioia
di una scalata di montagna. Alla fine la grande città calpestata alla velocità
di un pedone, diventa tua, ti sembra di conoscerla da sempre. Domenica ore 22,
Gare de Nord con mia figlia a prendere il compagno in arrivo da Bruxelles:
incredibile vedere sette poliziotti in nero procedere all'interno della
stazione: allineati, gentili, sorridenti, ma con un impatto psicologico
devastante per chi non è proprio un puro di cuore e di animo. Le sale
d'aspetto! A Padova le stanno togliendo, controllate per credere, a Parigi...
sono in centro alla stazione, senza muri... funzionano! Sono usate solo dai
passeggeri. Dopo tre giorni è fisicamente consigliabile ritornare a casa; alla
Gare de Lyon l'accesso al binario avviene dopo un controllo personale dei
documenti da parte della Polizia francese. A Bardonecchia nonostante il ritardo
di ottanta minuti del Tgv e consulto telefonico dell'agente italiano per
soprassedere al controllo dei documenti ulteriormente penalizzante come tempo,
arriva l'ordine del controllo individuale a treno fermo per una buona mezz'ora.
All'arrivo a Milano dove lo stesso treno riparte per Parigi la Polizia italiana
stava procedendo al controllo individuale dei documenti per l'accesso al
binario dei passeggeri diretti a Parigi. Vacanza magnifica, ma anche la
sensazione altrettanto appagante che questi controlli, lungi dall'infastidire
il turista, danno la sensazione che per essere a pieno titolo cittadini europei
è necessario essere in regola; gli "altri" devono ambire a diventare
egualmente veri cittadini e così nessuno avrà niente da dire. Luigi Moretto
Padova Mio figlio morto in un incidente sul lavoro Protesta e indignazione di
una mamma di anni 79 che ha perso il figlio, Mario Pizzo, di 47 anni, morto
mentre svolgeva il suo lavoro dilaniato dall'esplosione di una cisterna colma
di gas. Mio figlio prestava la sua attività lavorativa come dipendente alla
ditta Sealine di Montegaldella, in provincia di Vicenza. Il mio povero figlio ha
lasciato la moglie ed era padre di una bambina di tredici anni. E' morto sul
lavoro il 31 gennaio 2007 e non ha diritto di essere menzionato come gli altri
poveri operai di Torino e di Brugine (vedi articolo del Mattino di sabato 3
maggio 2008 e le immagini del telegiornale da me viste il 1 maggio
( da "Centro, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pescara
"Manager troppo vecchi, i giovani al palo" In provincia più di 2 mila
hanno oltre 70 anni. E l'edilizia resta trainante La ricerca presentata ieri
dalla Camera di commercio Fase di transizione Bene il turismo e le esportazioni
MARIA ROSA TOMASELLO PESCARA. è una classe imprenditoriale vecchia, quella
pescarese: il 5,7 di chi è alla guida di un'azienda ha più di 70 anni, 2096
persone, 524 delle quali sono over 80. I giovani stentano a farsi largo: i
quarantenni al comando sono piccola minoranza e le redini sono in mano ai padri
e ai nonni. Serve un rinnovamento, servono più coraggio e più ricerca, tuttavia
in una fase di rallentamento dell'economia la situazione è buona: il numero
delle imprese cresce, il tessuto produttivo si irrobustisce, aumentano
esportazioni e domanda turistica. Emergono segnali positivi e debolezze,
inevitabili contraddizioni dal rapporto sulla situazione economica della
provincia presentato ieri dalla Camera di commercio di Pescara in
collaborazione con l'università Gabriele d'Annunzio in un convegno dedicato
alla formazione di qualità come motore di sviluppo. "Nonostante tutto, la
nostra economia è in una fase positiva, ma deve aumentare la voglia di
esportare, di globalizzare le nostre imprese" dice il presidente Ezio
Ardizzi. "Dico "nonostante tutto" perché il
peggior nemico delle imprese è la burocrazia, se ci vogliono nove permessi per una concessione balneare. Allo
stesso tempo, è necessario capire che per farcela sui mercati internazionali
servono consorzi d'imprese e che non ci si può presentare all'estero con dieci
diverse sigle: Provincia, Regione, Ice, enti di ogni genere, bisogna marciare
insieme". "L'Abruzzo negli ultimi decenni del Novecento ha
fatto uno sforzo colossale per agganciare il Nord e ci è riuscito attraverso la
creazione di una rete di città, grazie al sistema delle infrastrutture, punto di
forza della provincia" osserva Piergiorgio Landini, docente alla
D'Annunzio e interfaccia tra ateneo ed ente camerale. La crescita, in una fase
"riflessiva", è affidata però a una manciata di settori: in provincia
di Pescara le imprese sono 35.391 (dati 2007), concentrate nel terziario
(soprattutto commercio), nell'agricoltura, nelle costruzioni e nel
manifatturiero, ma dei settori trainanti, solo l'edilizia cresce (+80), seguita
dalle attività immobiliari e dall'intermediazione finanziaria, mentre perdono
pezzi il commercio (-184) e il settore alberghiero. Tirate le somme, però, il
saldo è positivo, con 358 nuove imprese nate lo scorso anno. Aumentano le
società di capitali, una formula più complessa che dimostra la maturazione
dell'imprenditoria, ma si conferma al contempo la forte vocazione artigiana,
con un trend in crescita (sono 8.242). Determinante è l'apporto dato dalle
imprese gestite da cittadini extracomunitari, che toccano quota 2722, il 7,7%
del totale, concentrate soprattutto nell'edilizia, nel commercio e nella
ristorazione, e dalle imprese "rosa", guidate da donne imprenditrici,
arrivate al 26,8% del totale (8.153). Sostanzialmente stabile è il mercato
dell'occupazione, dove il numero dei disoccupati cala, ma solo perché si riduce
il numero di chi cerca lavoro (- 3 mila unità). A caccia di lavoro sono 7 mila
persone, 5 mila delle quali sono donne: se, infatti, il tasso di disoccupazione
è calato al 5,8% (era l'8,1% nel 2006), più basso della media regionale (6,2%)
e nazionale (6,1%), resta alto il tasso di disoccupazione delle donne, il 10%,
rispetto al 3,3% degli uomini. Chi è in cerca di lavoro, farebbe bene a
procurarsi una laurea (cresce la richiesta di alta formazione) e a rivolgersi
alle piccole imprese: le maggiori oppurtunità, infatti, sono offerte dalle
aziende che hanno 1-9 dipendenti. "Ma i lavoratori anziani sono sempre la
percentuale maggiore del numero dei lavoratori, con ripercussioni importanti
sul mercato del lavoro, mentre c'è un ritardo nell'occupazione femminile che sopra
i 55 anni tende a cifre molto basse" sottolinea Lucio Laureti, della
Libera università mediterranea "Lum Jean Monnet" di Bari. Si riduce
la ricchezza pro-capite dei pescaresi: con 20.454 mila euro, una cifra
decisamente inferiore al 25.861 euro della media nazionale e più bassa dei 21.
043 della media regionale, la provincia scivola di quattro posizioni e finisce
al 71º posto della classifica nazionale. Un segnale positivo arriva invece
dalle esportazioni che nel 2007 hanno avuto un forte incremento dell'11,8%
(abbigliamento e macchine), soprattutto in direzione di Stati Uniti, Russia e
Irlanda (trampolino europeo delle imprese Usa), ma sono aumentate però anche le
importazioni. "Il problema è che ci si ostina a volere solo vendere
all'estero, senza invece pensare a fare investimenti o joint-venture all'estero
approfittando delle buone performance euro-dollaro" sottolinea Sandro
Pettinato dell'Unioncamere. Buone notizie dal turismo, dove nel 2006 sono stati
registrati 339.853 arrivi, 21 mila in più rispetto all'anno precedente (+5,3%),
mentre tra i punti di forza rilevati in provincia c'è il sistema delle
infrastrutture. Eppure, il saldo delle imprese turistiche è negativo:
"Questo è in linea con le luci e le ombre del sistema Abruzzo"
sostiene Emilio Schirato, presidente della Federalberghi Abruzzo. "Nel
2006 abbiamo avuto una battuta d'arresto, nel 2007 non c'è stata la svolta, ma
certo abbiamo dei plus: per esempio con i voli Pescara-New York l'Abruzzo è
balzato alla ribalta dei tour operatori, e l'Abruzzo è una destinazione
emergente dell'Italia minore, soprattutto per l'enogastronomia e la cultura, ma
Pescara è poco conosciuta, molti pensano che si trovi nelle Marche". Ma
per "vendere" l'Abruzzo, sottolinea Schirato, ancora una volta è
necessario unirsi, vincere le diffidenze, perché oggi le strutture alberghiere
sono per lo più piccole, con minime capacità di investimento, e gestite da
anziani: "Il futuro è l'adesione a consorzi". Ma anche la transizione
guidata a una nuova generazione di manager: "Oggi nella nostra provincia
c'è una classe di imprenditori che non vogliono lasciare la guida delle
aziende: "vecchietti" che non mollano" spiega Massimo
Sargiacomo, docente alla D'Annunzio, che per la Camera di commercio sta
conducendo una ricerca sul passaggio generazionale delle imprese con più di 40
anni. "Esaminando le 35 mila imprese, abbiamo scoperto che 1572 capi hanno
tra i 70 e i 79 anni e 524 più di 80: non c'è un passaggio del testimone
programmato". Questo impedisce la crescita di una nuova classe di manager
capaci di traghettare l'imprenditoria pescarese nella modernità. "Siamo in
una fase di transizione dopo la fase espansiva dell'anno scorso che qui è
arrivata tardi" conclude il direttore di Bankitalia Gabriele Magrini,
"il primo sintomo è che c'è un ritardo nei pagamenti. Ma i periodi
difficili vanno considerati occasioni per ristrutturare l'economia".
( da "Nazione, La (Empoli)" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
I
COMMENTI pag. 12 Fosse mai la volta buona per chiudere il capitolo della
"riforma" Berlinguer UNIVERSITA' IL NUOVO GOVERNO si trova davanti ad
una giungla di problemi. Fra questi suggerirei un radicale intervento su tutto
l'assetto degli studi e della docenza universitaria. L'Università per anni è
stata un cantiere aperto. Una riforma dietro l'altra, senza trovare un rimedio
efficace ai danni fatti dalla prima: quella di Berlinguer, specialmente per il
modo in cui fu applicata. L'Università italiana versa in cattivo stato, tanto è
vero che l'ex ministro Mussi, dopo averne detto male ? fors'anche troppo ? nei
ritagli di tempo ha provato a varare una riforma del famigerato "tre più
due", cioè della laurea breve più la specialistica, detta
"pomposamente" magistrale. Purtroppo gli effetti di questa
controriforma mirante a ridurre la pletora dei corsi di laurea e delle materie,
non ha avuto il coraggio di modificare la struttura della riforma Berlinguer e
cioè i suoi effetti negativi sulla preparazione degli studenti e sulla serietà
degli studi. In realtà, quella riforma non solo ha trasformato l'Università in
un "esamificio", ma quel che è peggio ha prodotto, cosa di cui
nessuno parla, una dilatazione della spesa sia per la docenza, con la politica
degli scorrimenti dal ruolo più basso a quello più alto, sia per il personale
amministrativo che si è ampliato a dismisura con il dilatarsi della giungla burocratica
in cui è stata ingabbiata tutta la vita universitaria. Invece
di espandere la spesa per la burocrazia, sarebbe necessario avviare un serio ripensamento della riforma
del "tre più due" e semplificare e sburocratizzare il percorso degli
studi, recuperando risorse utili anche con il riaccorpamento delle sedi
universitarie. E' necessario infine aprire immediatamente ai nuovi ricercatori
con contratti pluriennali, come aveva previsto il ministro Moratti,
perché i docenti di prima e seconda fascia sono per il 40% vicinissimi alla
pensione. Il numero dei ricercatori in Italia è oggi del 37%, mentre dovrebbe
sfiorare il doppio della percentuale rispetto a tutti i docenti come accade
nelle Università europee. Una razionalizzazione dell'Università potrebbe, se
ben studiata, portare a grandi risparmi per lo Stato e per le famiglie.
( da "Secolo XIX, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Per
pochi criminali non si può infangare un intero popolo" l'ambasciatore
romeno a genova "Andremo nei campi a chiedere ai rom di tornare in patria
con la garanzia di una casa e di un lavoro. Serve la manodopera"
13/05/2008 Genova. "Andremo nei campi nomadi a chiedere ai rom romeni la
disponibilità a tornare in Romania con la garanzia di una casa e di un lavoro.
Perché, nel nostro Paese, abbiamo bisogno urgente di manodopera, soprattutto
nel settore dell'edilizia. Ci sono 27 mila posti di lavori da coprire: perciò
chiediamo aiuto anche alle autorità italiane". Victor Razvan Rusu,
ambasciatore della Romania in Italia dal dicembre 2007, ieri ha fatto tappa a
Genova. Prima è stato a Firenze, oggi partirà per Torino. La sua missione?
"Migliorare l'immagine e la percezione della comunità romena in
Italia". Ancora più esplicito: "Non possiamo infangare una comunità
romena bene integrata per pochi criminali". Preoccupa il giro di vite
annunciato dal nuovo governo nel campo dell'immigrazione. Rusu critica alcune
delle proposte dei ministri Maroni (Interni) e Alfano (Giustizia) che
potrebbero riguardare i suoi connazionali. Ad esempio, il salario minimo di 900
euro che gli immigrati dovrebbero dimostrare di percepire per non essere rispediti
a casa: "La norma potrebbe anche essere giusta se non fosse che in Italia
il lavoro nero è molto diffuso". Quanto all'ipotesi di sospendere il
trattato di Schengen per i rom, chiudendo quindi le frontiere ai nomadi romeni,
Rusu è chiarissimo: "La libertà di movimento delle persone è uno dei
principi fondamentali dell'Unione europea che non può essere messo in
discussione". "E poi - aggiunge il rappresentante del governo di
Bucarest - l'Italia, come hanno fatto altri Paesi europei, avrebbe già la possibilità
di limitare gli ingressi dalla Romania stabilendo la disponibilità ad
accogliere solo certe categorie di lavoratori, magari con determinati titoli di
studio". Il sindaco Marta Vincenzi, che l'ambasciatore della Romania ha
incontrato dopo aver fatto visita al prefetto Anna Maria Cancellieri e al
presidente della Regione Claudio Burlando, è sulle medesime posizioni. "La
libertà di circolazione delle persone, delle merci e dei capitali è alla base
dei primi trattati europei", dice Vincenzi: "Non vorremmo che ci
fosse meno Europa per gli individui e, magari, di più per i capitali... sarebbe
un passo indietro". Perplessa pure sul limite dei 900 euro. "Stiamo
attenti a non spingere nell'irregolarità persone che vivono e lavorano
onestamente". Un rischio insito, secondo Vincenzi e Rusu, nei tempi lunghi della burocrazia italiana. "A Genova le procedure sono piuttosto rapide -
dice l'ambasciatore - ma in altre città ci vogliono anche sei mesi per ottenere
una carta d'identità. E sarebbe davvero un problema se un nostro connazionale
fosse costretto a rimpatriare perché, scaduti i tre mesi previsti dalla legge,
non ha ancora ottenuto i documenti necessari". In gioco ci sono l'immagine
della Romania e i rapporti commerciali con l'Italia. I numeri forniti da Rusu danno
la misura di quanto siano stretti: "Gli scambi tra i due Paesi valgono 12
miliardi di euro, un terzo dell'import-export tra Italia e Russia che è venti
volte più grande della Romania". Ancora: "Nel nostro Paese operano 25
mila imprese italiane e in Italia 33 mila imprese romene, di cui settemila sono
aziende di capitali". Un business, in parte, scalfito dall'emergenza
sicurezza che in Italia troppo spesso fa rima con rom e romeni nelle cronache
dei media. "Nel 2006 i prodotti italiani avevano un indice di gradimento
dell'80 per cento e, stando ai sondaggi, il 90 per cento delle donne romene
sognava di sposare un italiano: adesso questi dati sono sensibilmente in
discesa". Occorre rilanciare le buone relazioni con l'Italia attraverso
l'apertura di tavoli bilaterali in costante riferimento con Bruxelles: sembra
questo il diktat da Bucarest, anche in vista delle elezioni politiche del
prossimo autunno in Romania. Inevitabile, allora, parlare di rom. Su questo
argomento, Vincenzi non cerca la via diplomatica: "Con l'apertura delle
frontiere, migliaia di rom sono scappati dalla Romania dove, per lunghi
periodi, hanno subito angherie. Ma adesso il governo è cambiato e pure le
prospettive e le condizioni generali". "È un problema europeo che può
essere solo affrontato in sede Ue", ammette Rusu: "Servono
finanziamenti per costruire percorsi d'integrazione e garantire condizioni
dignitose ai rom". Campi nomadi? "Perché no?". Dissente, su
questo punto, il sindaco : "Vogliamo evitare lo scandalo dei campi nomadi,
pensiamo ad alloggi temporanei - case, roulotte o altro - per quei rom che
scelgono, avendone il diritto, di condurre un'esistenza nomade". "Ma
- avverte Vincenzi - bisogna distinguere nettamente tra rom e romeni".
Poco prima, in prefettura, Rusu aveva precisato: "Nessuna distinzione è
possibile: i rom sono pienamente cittadini romeni e, quindi, europei".
Vincenzo Galiano galiano@ilsecoloxix.it 13/05/2008.
( da "Repubblica, La" del 13-05-2008)
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Pagina
VII - Bologna CEMENTO E DEGRADO... MAURO MORUZZI (segue dalla prima di cronaca)
Nel suo intervento il professore di Toronto ci ha raccontato come cambiano le
città con il Web 2.0. E poi si è dichiarato sorpreso che a Bologna non ci sia
ancora per tutti i cittadini un accesso WiMax a Internet, gratuitamente e senza
chiave, dalle strade dalle piazze così come esiste l'illuminazione pubblica.
Era stupito che in quelle poche aree del centro dove il servizio esiste
bisognasse registrarsi prima. Una modo inspiegabile per rendere Internet
burocratica. Ma il problema è proprio qui. Internet è la nuova
maniera di fare servizi e perfino impresa a basso tasso di burocrazia. La grande innovazione
dell'era informazionale, che sta cambiando le moderne città europee, americane
e asiatiche non è il cemento, ma una nuova organizzazione dei servizi e perfino
dell'impresa basata sulla burocrazia leggera. Scuola, salute, formazione, comunicazione, servizi
bancari, accesso alla ricerca, università, sicurezza, e perfino
trasporti a burocrazia "vicina alla zero"
(ci dimentichiamo che la bicicletta è stata dichiarata il mezzo di trasporto
più importante del nuovo secolo?). Questo non vuol dire, ovviamente, che con i
portici possiamo far a meno della metropolitana. Ma permettere ai giovani
laureati di fare impresa da una buona idea (matematica, informatica e perfino
musicale) e non solo dalle eredità di famiglia. Poter contare su banche e
fondazioni che finanziano idee innovative e non solo costruzione materiali.
Dare ai cittadini gli strumenti per ri-progettare la città. Si direbbe che gli
stessi imprenditori sono un po' vittime della loro burocrazia.
Non ci raccontano il meglio di loro stessi. L'industria bolognese sta innovando
il suo modo di fare impresa con Internet. Crescono nuove imprese locali alle
frontiere dell'hi-tech, nei settori strategici delle nanotecnologie, dei
tessuti biologici. Ho conosciuto un piccolo imprenditore della logistica, nella
bassa bolognese, che in un anno è diventato un leader tra gli spedizionieri del
più grande porto della Cina (Tientsin - Pechino), ha diversificato il proprio
business assumendo il ruolo di fornitore ufficiale dei gelati alle olimpiadi e
fa tutto questo via Internet. Il suo problema? Nella bassa bolognese è carente
la banda larga per le connessioni via Internet. Bologna non è in un cono
d'ombra: è tutto un fermento di cose che stanno cambiando, di innovazione, di
gente che produce e che studia. Certo, politica, amministrazione e università
dovranno mettersi al passo.
( da "Repubblica, La" del 13-05-2008)
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Pagina X
- Bari IL MAGAZZINO NERVI TESORO DIMENTICATO A Margherita un esempio di
archeologia industriale da recuperare ANTONIO MONTE C'è un lavoro di recupero
di antiche industrie dismesse che in Puglia sta avanzando in punta di piedi,
con risultati lodevoli. C'è chi lavora per far sì che questo recupero avvenga.
C'è chi lancia gli sos, scrive, segnala, sollecita, sensibilizza. Proprio come
in questo caso. Gli amministratori di Margherita di Savoia, in provincia di Foggia,
forse fino ad oggi non si sono accorti di avere una vera "cattedrale"
di archeologia industriale, un luogo unico a livello nazionale. Mi riferisco al
Magazzino per la Sofisticazione Sali che sta nel sito industriale delle Saline,
nella banda Cappella. Mi è stato riferito, durante un recente sopralluogo, che
vani sono stati i solleciti fatti agli Enti pubblici per prendere in degna
considerazione questo pregevole "documento". è
vero che la burocrazia e i
politici hanno i loro tempi. Ma il tempo devasta, logora, distrugge questi
luoghi. Sarebbe ora di parlare di tutela e di conservazione. Sarebbe ora di
iniziare a valorizzare ciò che si ha. Non a caso da anni il Consiglio Nazionale
delle Ricerche-Istituto per i beni archeologici e monumentali di Lecce e l'Aipai
(Associazione italiana per il patrimonio archeologico industriale)
stanno lavorando in questa direzione. In questa lista di beni archeoindustriali
da salvare entra il Magazzino per la Sofisticazione dei Sali delle Saline che è
di straordinaria bellezza architettonica, oltre che un documento storico di
notevole importanza. Progettato dal noto ingegnere-architetto Pier Luigi Nervi
nel 1933, su incarico dell'Amministrazione dei Monopoli di Stato, il Magazzino
prevedeva un moderno impianto per la sofisticazione dei sali. Il progetto venne
alla luce nel primo periodo della lunga e gloriosa attività professionale di
Nervi che ha ricevuto, a partire dal 1950, otto lauree ad honorem da alcune tra
le più prestigiose Università del mondo. L'organismo archeo-industriale, già
realizzato nel 1935-36, venne ampliato nel 1954-55 con l'aggiunta di un corpo
di fabbrica sul lato sud-est e di due magazzini sul lato nord-est che gli hanno
fatto perdere le sue connotazioni originarie. Infatti il corpo di fabbrica
originario era costituito da un grande magazzino e dalla torre degli impianti
che era collocata al centro della struttura e ne scandiva perfettamente la
simmetria. L'interno del magazzino è composto da 12 archi parabolici che si
stagliano nello spazio caratterizzato da una navata unica ritmata da 13 campate
conferendogli così le sembianze di una "cattedrale" di gusto gotico
dove le strutture portanti assumono un duplice ruolo: di sostegno e di
composizione architettonica ben scandita nei tre livelli di tetto a falda del
tipo "a capanna" che conferiscono al fronte principale un aspetto
quasi piramidale. Attivo sino al 1975 circa, la struttura ora versa in uno
stato di totale abbandono e degrado che sta comportando un peggioramento del
materiale (cemento armato) e delle sue caratteristiche sotto il profilo
conservativo. Di proprietà dell'Amministrazione dei Monopoli di Stato che ha
controllato per decenni l'estrazione, la produzione e la commercializzazione,
nel 2002 le attività produttive delle Saline dell'Ente Tabacchi Italiani spa
sono state cedute ad Atisale spa in regime di concessione trentennale. In
questi anni la società Salapia, che ha acquisito il pacchetto azionario di
Atisale, aveva previsto tra le prime priorità il recupero del Magazzino Nervi.
Ma ciò evidentemente non è avvenuto. L'invito-appello del CNR-IBAM di Lecce e
dell'AIPAI della Puglia è di lavorare insieme per recuperare e valorizzare
questo patrimonio. Ricercatore Cnr-Ibam di Lecce.
( da "Nazione, La (Grosseto)" del 13-05-2008)
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MASSA MARITTIMA
pag. 11 SODDISFAZIONE del presidente della Società della Salute Colline
Metallifere ... SODDISFAZIONE del presidente della Società della Salute Colline
Metallifere Luciano Fedeli per l'approvazione da parte della Giunta regionale
del provvedimento che sancisce la conclusione della fase sperimentale e
l'istituzione di Società della Salute in piena regola sull'intero territorio
toscano. Viene così ufficializzato quell'atteso aggiornamento delle leggi 40 e
41 (già esistenti) sulla base di un'esigenza unanimamente riconosciuta da tutte
le regioni della penisola. Quali saranno, abbiamo chiesto a Fedeli, le novità
essenziali derivanti dall'estensione approvata dalla Giunta regionale? "In
primo luogo la programmazione sia dei servizi sociali e socio-sanitari che
saranno gestiti direttamente dal nuovo consorzio comprese anche le aziende
sanitarie e i comuni che delle attività sanitarie territoriali riguardanti la
specialistica e la medicina finora di esclusiva competenza delle Asl".
Sembra però di ricordare che la Società della Salute delle Colline Metallifere
avesse già realizzato programmi e iniziative in linea con le novità indicate
dalla Regione. "E' vero, in quanto il percorso avviato per il servizio
materno-infantile è ampiamente in linea con il programma regionale". Un
passo quindi importante. "Certo, la Sds permanente, non più sperimentale,
semplifica quel complicato quadro di riferimento su cui gli utenti sono stati
finora costretti a confrontarsi con più interlocutori per lo stesso argomento".
Nessuna difficolatà? "Qualche difficoltà non mancherà ? conclude Fedeli ? specie per conciliare le esigenze degli amministratori locali con
i tempi di attuazione. Fondamentale è comunque la presenza del nuovo consorzio
che per lo meno nelle intenzioni del legislatore offrirà una burocrazia più snella nell'accedere ai
servizi socio-sanitari".
( da "Giorno, Il (Sondrio)" del 13-05-2008)
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TIRANO
BORMIO pag. 7 Linee, più di 5mila metri finiranno sotto terra ALTA VALLE VIA
QUINDICI TRALICCI ? BORMIO ? SE NE PARLA DA PIÙ DI TRE ANNI del progetto di
interramento dell'elettrodotto che attraversa gran parte della piana di Bormio
e di San Gallo. Il progetto era stato proposto dalla precedente Giunta di
Bormio come compensazione ambientale nell'ambito della realizzazione
dell'elettrodotto S.Fiorano- Robbia con una istanza avanzata dalle
amministrazione locali proprio per fare cielo pulito del tratto di elettrodotto
220 kw Glorenza-Cesano che attraversa l'area Bormio-Valdidentro. Ai primi di
maggio del 2006 il progetto che prevede l'interramento di qualcosa più di
( da "Giorno, Il (Milano)" del 13-05-2008)
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I COMMENTI
pag. 16 Fosse mai la volta buona per chiudere il capitolo della
"riforma" Berlinguer UNIVERSITA' IL NUOVO GOVERNO si trova davanti ad
una giungla di problemi. Fra questi suggerirei un radicale intervento su tutto
l'assetto degli studi e della docenza universitaria. L'Università per anni è
stata un cantiere aperto. Una riforma dietro l'altra, senza trovare un rimedio
efficace ai danni fatti dalla prima: quella di Berlinguer, specialmente per il
modo in cui fu applicata. L'Università italiana versa in cattivo stato, tanto è
vero che l'ex ministro Mussi, dopo averne detto male ? fors'anche troppo ? nei
ritagli di tempo ha provato a varare una riforma del famigerato "tre più
due", cioè della laurea breve più la specialistica, detta "pomposamente"
magistrale. Purtroppo gli effetti di questa controriforma mirante a ridurre la
pletora dei corsi di laurea e delle materie, non ha avuto il coraggio di
modificare la struttura della riforma Berlinguer e cioè i suoi effetti negativi
sulla preparazione degli studenti e sulla serietà degli studi. In realtà,
quella riforma non solo ha trasformato l'Università in un
"esamificio", ma quel che è peggio ha prodotto, cosa di cui nessuno
parla, una dilatazione della spesa sia per la docenza, con la politica degli
scorrimenti dal ruolo più basso a quello più alto, sia per il personale
amministrativo che si è ampliato a dismisura con il dilatarsi della giungla
burocratica in cui è stata ingabbiata tutta la vita universitaria. Invece di espandere la spesa per la burocrazia, sarebbe necessario avviare un serio ripensamento della riforma
del "tre più due" e semplificare e sburocratizzare il percorso degli
studi, recuperando risorse utili anche con il riaccorpamento delle sedi
universitarie. E' necessario infine aprire immediatamente ai nuovi ricercatori
con contratti pluriennali, come aveva previsto il ministro Moratti,
perché i docenti di prima e seconda fascia sono per il 40% vicinissimi alla
pensione. Il numero dei ricercatori in Italia è oggi del 37%, mentre dovrebbe
sfiorare il doppio della percentuale rispetto a tutti i docenti come accade
nelle Università europee. Una razionalizzazione dell'Università potrebbe, se
ben studiata, portare a grandi risparmi per lo Stato e per le famiglie.
( da "Nazione, La (Umbria)" del 13-05-2008)
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PRIMO
PIANO pag. 5 Vince borsa di studio ma non ha il permesso LA STORIA
UNIVERSITARIA SLAVA A MEDICINA ? PERUGIA ? IL BOOM dell'immigrazione fa paura
agli 'indigeni', ma vivere da stranieri in Umbria e in Italia non è facile.
Questo è il racconto di Alessandro A., perugino. "La mia attuale compagna
? scrive ? è extracomunitaria e ha una figlia che è entrata in Italia con un
visto per studio, in quanto iscritta alla facoltà di Medicina dell'Università
di Perugia. Le manca solo un anno all'ottenimento della laurea. Entrata in
Italia a settembre 2007, si è presentata subito all'Ufficio stranieri della
Questura per richiedere il permesso di soggiorno per motivi di studio. Le sue
ottime capacità le hanno fatto anche ottenere una borsa di studio. 'Grazie' alla nostra burocrazia, però, a questa ragazza dopo nove mesi non è stato ancora
consegnato il regolare permesso di soggiorno. Senza questo documento, lei non
può uscire dall'Italia e non può tornare a casa. In altre parole, è bloccata in
Italia perché se parte per il suo paese (la Serbia), dove ha tutti i parenti
tranne la madre, non può tornare a Perugia per finire gli studi. Vive,
insomma, con le stesse limitazioni di un extracomunitario clandestino, compreso
il rischio di espulsione nonostante sia una studentessa-modello addirittura
premiata dal contributo della nostra Università". DA QUI la rabbia, lo
sconcerto. Gli Uffici stranieri delle questure, dice Alessandro, "devono
consegnare il permesso di soggiorno entro i 90 giorni previsti dalla legge agli
stranieri che ne hanno diritto. Privare un cittadino regolare sul nostro
territorio della propria libertà di movimento può quindi configurarsi come un
reato penale. E allora mi chiedo: immigrati regolari e clandestini, quale è la
differenza?". Image: 20080513/foto/6812.jpg.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 13-05-2008)
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Provincia
di Nuoro Pagina 5019 La revisione dello stato civile imposta dal Ministero ha posto
in luce la vicenda Dualchi, le identità rubate all'anagrafe La revisione dello
stato civile imposta dal Ministero ha posto in luce la vicenda Dal 1928 al 1939
il paese fu classificato frazione di Borore --> Dal 1928 al 1939 il paese fu
classificato frazione di Borore Ci sono notevoli disagi per i nati in quel
periodo che si trovano costretti a modificare tutti i documenti personali e
quelli relativi al lavoro. Decine e decine di persone costrette da un giorno
all'altro a modificare il proprio atto di nascita e altre ancora a modificare
l'atto di morte dei propri defunti. Potrebbe sembrare il canovaccio di un
racconto kafkiano, o la crisi d'identità collettiva di un'intera comunità, ma è
invece la realtà dell'innovazione amministrativa che, a Dualchi, si sposa con la dura legge della burocrazia. L'ANAGRAFE Da qualche settimana, i nati nel piccolo paese del
Marghine fra il 1928 e il 1939, sono stati chiamati dall'ufficiale
dell'anagrafe e stato civile per modificare la propria posizione anagrafica.
Durante la ricostruzione della vita amministrativa del paese, richiesta alle
amministrazioni comunali dal Ministero dell'Interno nel progetto per la
realizzazione della carta d'identità elettronica, è infatti emerso che in quel
lasso di tempo, Dualchi perse la sua natura di comune autonomo per diventare
frazione di Borore. LA STORIA I registri di Stato civile utilizzarono
correttamente, nell'atto di nascita, la dicitura "nato a Dualchi frazione
di Borore" ma nelle schede anagrafiche tutti i residenti vennero identificati
solo come "nati a Dualchi". Sembrerebbe una questione di poco conto,
ma sta facendo perdere la serenità a numerose famiglie. In quarantasette hanno
scritto all'amministrazione comunale per denunciare la situazione dicendosi
"sconcertati, arrabbiati e preoccupati per tutte le conseguenze e i
disagi" che possono derivare dalla situazione venutasi a creare essendo
costretti a modificare tutti i documenti personali, quelli delle loro attività
e, ciò che più sembra far male, lo stesso Comune di nascita e la stessa loro
identità. I DISAGI Vorrebbero infatti venisse loro riconosciuto "il
diritto al luogo di nascita, quello reale e da sempre certificato, perché si
nasce una sola volta in una sola data e in un solo luogo e questo luogo non può
cambiare nel tempo". La stessa amministrazione comunale, incredula di
fronte alle complicazioni che un simile disguido sta creando, ha voluto vederci
chiaro ponendo il quesito al ministero dell'Interno. IL MINISTERO La risposta
ha spezzato sul nascere le speranze di chi avrebbe voluto si potesse
soprassedere e così recita: "L'ufficiale di stato civile deve procedere a
correggere d'ufficio l'errore riscontrato e a seguito dell'avvenuta correzione
dei dati contenuti nei registri dello stato civile, dovranno essere aggiornati,
anche tutti gli atti interessati, relativamente ai dati modificati".
Rimane dunque il problema e la necessità di sanarlo e rimangono le
preoccupazioni e la rabbia della gente per i notevoli disagi a cui, a
settant'anni e più, si è costretti andare incontro. Il tutto, banalmente, per
una questione di frazione. LUCA CONTINI.
( da "Corriere della Sera" del 13-05-2008)
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Corriere
della Sera - MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-05-13 num: - pag: 9
categoria: REDAZIONALE CREMONA Cantieri, rivolta dei commercianti Giunta
comunale bocciata su sicurezza, cantieri, arredo urbano, turismo
e burocrazia: è la pagella
stilata dall'Associazione commercianti "a un anno dalle elezioni
amministrative". Il libro bianco dei negozianti si è concentrato
soprattutto sui cantieri aperti in città, soprattutto su quello infinito di
piazza Marconi e quello in corso Garibaldi (la via dello shopping): "Hanno
provocato gravi danni al commercio e alle altre attività del settore -
ha spiegato il presidente Claudio Pugnoli - In questi anni il centro storico si
è svuotato".
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 13-05-2008)
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Di FEDERICA
GIALLORETO Luci e ombre dell'economia pescarese. Nel 2007 aumentano le imprese,
crescono le società di capitali, le esportazioni registrano un incremento e nel
settore del turismo si assiste ad una ripresa della domanda. Tuttavia
nonostante la crescita, c'è un ritardo rispetto alla media nazionale
nell'occupazione femminile, ancora di molto inferiore a quella maschile e nel
Pil pro-capite che a Pescara è di 20.455 euro, un dato che fa scivolare il
territorio provinciale alla settantunesima posizione per tasso di crescita. È
la fotografia scattata dal Rapporto sull'economia provinciale nella sesta
giornata dell'economia promossa da Unioncamere che si è svolta ieri nella sede
della Camera di Commercio di Pescara. "L'economia della provincia ha un
saldo positivo - esordisce Ezio Ardizzi, presidente dell'ente camerale - ma
deve aumentare la voglia di globalizzare delle nostre imprese, e deve diminuire la burocrazia. Non è possibile che per aprire uno stabilimento balneare ci
vogliono nove autorizzazioni". A proposito di imprese, dal dossier emerge
che tra le aziende operative, i comparti dei servizi, dell'agricoltura e delle
costruzioni si confermano quelli ad incidenza più alta. Le imprese del
Pescarese nel 2007 risultano essere 35.391 con 2.531 nuove imprese a fronte di
2.173 cessazioni. Un saldo positivo in controtendenza rispetto al resto della
regione. La maggior parte delle nuove imprese appartengono al settore delle
costruzioni, ma sopravvivere non è semplice. "Certamente molti fattori
rendono difficile la vita delle imprese - spiega Lucio Laureti docente della
Libera Università Mediterranea di Bari -: dal 2002 ad oggi il prezzo del
petrolio è quintuplicato, e l'80 per cento delle nostre merci viene trasportato
su gomma; in considerazione del fatto che operiamo nei mercati asiatici e
statunitensi legati al dollaro ha inciso sulle imprese anche il tasso di cambio
euro-dollaro, e l'incremento del costo del mais e del frumento col quale viene
prodotto il biodiesel". Il dossier esamina poi altri indicatori. Per
quanto riguarda la dinamica occupazionale, nella provincia di Pescara il numero
degli occupati nel 2007 rimane costante rispetto all'anno precedente, ma la
nota dolente è il tasso di disoccupazione femminile pari al 10 per cento,
ancora notevolmente superiore a quello maschile che si attesta al 3 per cento.
"Mancano gli asili nido - osserva Laureti - in Emilia Romagna il 27 per
cento dei bambini frequenta asili nido, in Abruzzo solo il 10 per cento, per
mancanza di strutture". Il Pil pro-capite poi a Pescara è inferiore alla
media regionale e nazionale. E se da un lato crescono le esportazioni
soprattutto nei Paesi della Ue - con un incremento dell'11,8 per cento, in
misura pari alla media regionale e superiore a quella nazionale dell'8 per
cento - importiamo (soprattutto dalla Germania) sempre di più di quanto
esportiamo. Il settore trainante è a sorpresa la moda, la voce più richiesta
all'estero. Merito di Brioni ma anche delle aziende dell'area metropolitana
Chieti-Pescara. Per ciò che concerne il turismo dal 2000 al 2005 c'è stata una
crescita costante del numero di turisti, con una battuta d'arresto nel 2006 che
s'è trascinata anche nel 2007. "Tiene il mare, tiene la montagna - dice
Emilio Schirato presidente regionale di Federalberghi - lo sviluppo futuro
della nostra regione sarà nell'arte, cultura ed enogastronomia. È necessario
però che ci siano più persone capaci di gestire il turismo - polemizza
Schirato, riferendosi esplicitamente all'Aptr -, ma soprattutto ci sono troppe
strutture alberghiere piccole e a gestione familiare, dove la parola formazione
non è mai entrata".
( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-05-2008)
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Il
Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-05-13 - pag: 15 autore: La
scuola vale una Costituente Governo e opposizione chiamati a dialogare sugli
obiettivi di riforma di Alessandro Schiesaro R iformare davvero scuola,
università e ricerca non rientra, storicamente, tra le priorità dei Governi
italiani. I risultati si possono toccare con mano: classifiche, parametri e
indicatori internazionali accertano i sintomi di un malessere tanto grave da
rendere oziosa qualunque discussione sul grado di affidabilità, comunque
innegabile, di simili misurazioni. L'orizzonte disegnato dall'Agenda di Lisbona
si allontana sempre di più, mentre i dati Pisa sulle competenze scolastiche e i
principali ranking universitari ci relegano in posizioni che dovrebbero
suscitare un vero senso di emergenza nazionale. Non lo suscitano. Se la storia
delle "riforme", negli ultimi anni, è spesso la storia di
provvedimenti mal congegnati, privi di respiro strategico, traboccanti di
pregiudizi ideologici e di un'attenzione smodata per gli interessi delle
corporazioni, oggi, almeno sulla carta, si registra un fatto nuovo. Per la
prima volta la quasi totalità dei parlamentari è stata eletta sulla base di
programmi che prevedono una forte liberalizzazione del settore educativo nel
suo complesso, e di quello universitario in particolare. Tutti, per esempio, si
dicono convinti che l'università del XXI secolo non possa più venir gestita in
modi e forme concepiti nel primo Ottocento, e che sia necessario un rapido
adeguamento agli standard internazionali soprattutto per quanto riguarda la
libera circolazione di idee e persone sulla base del merito. In un sistema
avanzato, al Governo e al Parlamento spetta predisporre gli obiettiviPaese, le
grandi missioni sul modello Lisbona, ed esigere poi una gestione razionale e
responsabile delle risorse: dozzine di norme andrebbero semplicemente cestinate
in nome di un'autonomia soggetta a una va-lutazione seria e costante. Ma nel
dna di entrambi gli schieramenti sono ben radicate le simpatie corporative, la
passione per la microregolazione centralistica, la diffidenza, almeno finora,
nei confronti di modelli organizzativi veramente autonomi, tali da permettere
alle università, pur restando pubbliche, di affrancarsi dal peso insostenibile
di una gestione burocratica tenuta in piedi da regi decreti. Non resta che
sperare che la parziale metamorfosi da cui nascono Pdl e Pd abbia saputo
promuovere, almeno in questo campo, un genuino cambio di mentalità. Per la
nuova maggioranza questo implica, tra l'altro, anche il coraggio di lasciar
perdere molte delle riforme promosse nella precedente legislatura di centro-
destra, compresa una parte cospiscua della legge Moratti
sull'università,centralistica e antimeritocratica. è necessaria una
consapevolezza profonda, e diffusa, che questa volta non basterà metter mano a
qualche regolamento, o ritoccare i dettagli di un impianto normativo ormai
insostenibile. La sfida non è tecnica, ma politica e riguarda davvero tutti. Si
deve decidere, prima che sia troppo tardi, se scuola e università debbano
trasformarsi al servizio dell'Italia e del suo futuro, o se convenga ancora
anteporre le esigenze di un sistema rigido a quelle del Paese, privilegiando la
difesa dell'offerta,non importa se inadeguata, a quella della domanda. La
portata di questi cambiamenti impone la ricerca di un consenso politico molto
ampio, perché le resistenze saranno certo fortissime. Questo dovrebbe quindi
essere un terreno di confronto e d'incontro privilegiato, davvero
"costituente", tra maggioranza e opposizione, soprattutto alla luce
delle forti convergenze programmatiche della vigilia. Proprio perché la
macchina è clamorosamente inceppata esistono forse le condizioni politiche e
sociali per interventi incisivi che superino i tradizionali arroccamenti di
parte. L'obiettivodi fondo dovrebbe essere chiaro e ambizioso: rovesciare le
priorità del sistema, dando maggiori spazi alla libertà, all'autonomia e al
merito di studenti, professori e singole istituzioni. Ogni anno migliaia di
studenti e molti docenti soggiornano in atenei stranieri grazie a Erasmuso ad
altri programmi, competono per borse di studio o posti di lavoro all'estero,
chiedono fondi di ricerca all'Europa piuttosto che alle casse asfittiche di
casa loro: è sempre più difficile convincere queste nuove leve di studenti e
studiosi che è il Sole a girare intorno alla Terra, che disfunzioni e paradossi
sono inevitabili. Nuovamente riuniti, i dicasteri dell'Istruzione e
dell'Università e Ricerca saranno retti da Maria Stella Gelmini, autrice di un
disegno di legge "per la promozione e l'attuazione del merito" anche
nelle scuole e nelle università che, presentato a legislatura ormai conclusa,
va letto come una dichiarazione d'intenti in vista delle elezioni. Il Ddl offre
una versione radicale, ma ricca di proposte interessanti, del programma poi
formulato dal Pdl. Non c'è dubbio che alcuni problemi di fondo vanno davvero
affrontati con spirito nuovo, e in questo senso gli eccessi del Ddl preoccupano
meno delle scontate chiusure a catenaccio con cui è stato subito accolto in
molti ambienti. Efficienza e qualità del sistema educativo e della ricerca sono
una condizione essenziale per rimettere in moto l'Italia e
liberarne le energie, ma restano chimere se si è succubi di burocrazie e
corporazioni. E chi è convinto che lo statu quo, tutto sommato, non è poi così
male, dovrebbe riflettere sul fatto che il nuovo ministro ha tre anni in meno
dei ricercatori che in Italia iniziano oggi la loro carriera. DISEGNO DI
DOMENICO ROSA.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il
Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-05-13 - pag: 36 autore: In
famiglia. Separazioni su internet in Portogallo Per divorziare basta un click
Alberto Nico Quando la crisi del matrimonio diventa irreversibile, basta
collegarsi a Internet e in pochi minuti ottenere il divorzio legale. Succede in
Portogallo, dove le tecnologie informatiche stanno
lentamente rivoluzionando la burocrazia pubblica e dove un giovane avvocato ha lanciato il primo portale
web al mondo per divorziare legalmente. "Il sistema permette a due coniugi
di divorziare consensualmente, applicando un recente provvedimento legislativo
sulla nomina di un legale tramite atto elettronico sottoscritto con firma
digitale autenticata ", spiega l'avvocato inventore del servizio,
Januario LourenÇo. Collegandosi al portale www. divorcionahora.com è così
possibile scaricare un file di Word, compilarlo con i dati anagrafici dei
coniugi, la data di matrimonio e i riferimenti dell'atto di unione, rispedirlo
on line allo studio legale con la firma digitale dei richiedenti e ottenere
l'approvazione del divorzio. Detto fatto: in un tempo che varia dai quattro ai
20 minuti e in tutta sicurezza. L'unica condizione (ma LourenÇo promette di
estendere il servizio a tutti i tipi di divorzio) è che la dissoluzione del
matrimonio sia consensuale, senza figli né beni in comune, e che i coniugi
siano in possesso del cartÃo do cidadÃo, del tutto simile alla carta d'identità
elettronica italiana ma con firma digitale certificata. Al momento lo studio
legale di LourenÇo (con sede in Inghilterra) non applica alcuna tariffa per lo
scioglimento on line del matrimonio. Una scelta che in poche settimane ha fatto
sì che i divorzi ottenuti tramite il portale abbiamo sfiorato quota 7mila, con
oltre 100mila visite alla homepage. L'iniziativa è già candidata a numerosi
premi per l'imprenditoria innovativa, sia in Portogallo che all'estero, oltre a
una nomina al Guinness World Records. Da tanto successo si è smarcato il
governo monocolore socialista guidato da José Socrates, che ha fatto sapere che
"questa è un'iniziativa privata,senza la collaborazione o l'intervento dei
servizi pubblici del ministero della Giustizia", cui in Portogallo compete
l'emissione della tessera elettronica. nico@contestoweb.com.
( da "Giornale di Merate" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
ECONOMIA
Giovedì nella sede di via Galilei è in programma l'assemblea annuale di
Confartigianato Lecco GLI ARTIGIANI SI DIFENDONO DALLA CRESCITA ZERO Redaelli:
"Le armi ci sono: le microimprese hanno una capacità innata di restare sul
mercato" Il presidente Arnaldo Redaelli Lecco - Un momento di confronto
per interrogarsi sulle mosse da attuare per fronteggiare un'economia che pare
in frenata prolungata. Il titolo scelto per l'assemblea di Confartigianato
Lecco, in programma giovedì 15 maggio a partire dalle 17.30 nella sede di via
Galilei, è emblematico: "L'economia ai tempi della crescita zero: e l'artigianato?".
Dopo i saluti della autorità è prevista la relazione del presidente di
Confartigianato Lecco, Arnaldo Redaelli, che sarà seguita dagli interventi di
Giancarlo Radice, giornalista economico del Corriere della Sera, e di Domenico
Zambetti, assessore regionale all'Artigianato. Presidente Redaelli, il suo
comparto è allarmato? "La situazione attuale non è fonte di
preoccupazione, però è necessaria una riflessione forte. Sono dell'idea che non
si debba vedere per forza nero... Ottimista? Sì, perchè sono convinto che ci
sia la possibilità di crescere anche con queste condizioni". Quali sono
gli accorgimenti possibili? "A Lecco, che vanta il 40% di imprese
artigiane, è doveroso provare a rimodulare le cose che si fanno, spingendo di
più sull'internazionalizzazione, sull'aumento della consistenza delle imprese,
sulla formazione, sull'attenzione ai prodotti". Comunque mi pare
ottimista... "Le armi per difendersi ci sono. Anche perchè le microimprese
lecchesi hanno una capacità innata di restare sul mercato, di risolvere i
problemi, di avere un gruppo sicuro di clienti potenziali... L'artigianato è
forte, produce ricchezza e spesso è un ammortizzatore senza costi per lo
Stato". E i giovani sono pronti a fare la loro parte? "La voglia di
fare c'è. I giovani credono nel lavoro artigiano, non entrano solo perchè c'è
l'impresa di famiglia. Sono pronti a investire e anche
quando si lamentano della burocrazia o dei costi è perchè vorrebbero non trovare ostacoli nella loro
attività, non perchè sono rassegnati o perchè cercano alibi". Il passaggio
generazione non è più un problema? "Qualche anno fa c'era il timore per le
successioni, oggi invece vediamo che c'è desiderio di andare avanti. I
giovani, pur partendo da produzioni consolidate, spesso hanno la capacità di
modificare il processo, la tipologia di prodotto... L'importante è non pensare
di partire da dove sono arrivati i genitori: bisogna tornare indietro un pezzo,
prendere la rincorsa e indossare i propri abiti". Gli artigiani ci
credono, i giovani ci credono. E le associazioni? "Devono farlo ancora
prima. Sono chiamate a trasmettere fiducia nel futuro e a costruire percorsi
validi. Siamo chiamati a interagire con le imprese offrendo servizi sempre
innovativi. Chi si rivolge a noi è sempre più esigente. E dico di più: oggi
stare dietro alle richieste degli associati è sempre più complesso. Ognuno ha
il suo problema e vuole vederlo risolto". Concludiamo con uno sguardo più
ampio. Come sta il sistema Lecco? "Le associazioni, già da tempo,
dialogano e si confrontano in modo costante. Però oltre a condividere e a
sentire i problemi, occorre fare un ulteriore sforzo per arrivare a studiare un
percorso... Bisogna fissare dei paletti e concretizzare. Mi pare che ci sia la
serenità giusta per costruire insieme un progetto di massima individuando le
priorità del territorio". Articolo pubblicato il 13/05/08 Marco
Magistretti.
( da "Giornale di Merate" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
TERNO
D'ISOLA Lo scorso giovedì la firma della convenzione con parroco e sindaco
FIRMATA LA CONVENZIONE: IL COMUNE PAGA UN TERZO DI ORATORIO richiedi la foto Il
momento dell'attesa firma della convenzione da parte del sindaco Terno d'Isola
- "Il Comune di Terno d'Isola riconosce la funzione educativa e sociale
svolta dall'oratorio nella crescita armonica di minori, adolescenti e
giovani". Queste le parole lette dal vicesindaco Carla Ferrati nel corso
della serata per la firma della convenzione tra Amministrazione ed oratorio per
la costruzione del nuovo edificio. Parole che spiegano il sostanzioso
contributo che, nel corso di alcuni anni, l'ente erogherà per aiutare i lavori:
1 milione e 250mila euro è la cifra, di cui 100mila all'atto della firma,
350mila entro il 30 giugno di quest'anno e la restante somma durante lo
svolgimento dei lavori, a seguito della presentazione di pezze giustificative.
Il progetto prevede che la somma totale spesa sarà di circa quattro milioni di
euro. Emozionato il parroco, don Renato Belotti, nel ricordare le tappe del
travagliato iter che ha portato alla firma dell'accordo: "E' un momento
importante, e mi sento felice perchè, nonostante sia qui da soli sei mesi, ho
dedicato molto tempo alla questione. Perchè mi rendo sempre più conto del fatto
che Terno ha bisogno di un centro di aggregazione: dobbiamo fare uno sforzo per
avere almeno una struttura per avviare un progetto educativo concreto e reale,
per rispondere alle esigenze della popolazione". Il sacerdote ha anche
risposto, con un cenno, alle critiche che velatamente le opposizioni rivolgono
al progetto: "La comunità di Terno è in continuo movimento, e dobbiamo
costruire un progetto educativo che tenga presente non solo la minoranza di
"ternesi doc" ma anche quanti arriveranno in questi anni. Aspettiamo
di avere la struttura, perciò, prima di preparare gli strumenti
educativi". "Ringraziamo tutti coloro che in
questi anni hanno contribuito ad arrivare a questo traguardo - ha concluso il
sindaco Rossano Longhi - : i tempi lunghissimi della burocrazia in alcuni momenti ci hanno scoraggiato, ma siamo orgogliosi,
come Amministrazione, di essere noi a chiudere questo accordo". Articolo
pubblicato il 13/05/08.
( da "Wall Street Italia" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ricerca,
pronti soldi e progetti Ma la burocrazia frena tutto
-->Innovazione industriale: tempi lunghi e ministeri divisi.
( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Marco
Bellinazzo e Maria Carla De Cesari Un nuovo patto per la sicurezza nei luoghi
di lavoro, per fermare la tragedia quotidiana delle morti bianche e degli
infortuni. È quello che proporrà il Governo Berlusconi IV insediatosi ieri a
imprese e sindacati già nelle prossime settimane. Tra le priorità dell'agenda
del neo-ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, c'è sicuramente quella di
modificare il Testo unico emanato dal Governo Prodi lo scorso aprile (a Camere
sciolte) e in procinto di entrare in vigore il 15 maggio, al quale Il Sole 24
Ore ha dedicato ieri un forum online che ne ha messo in risalto tutti i
problemi applicativi. Sacconi ha manifestato in più occasioni le sue
perplessità e quelle del centrodestra per le scelte della ex-maggioranza circa
le modalità di attuazione delle legge delega 123/07. Secondo lui i contenuti
del decreto legislativo 81/08 (pubblicato sulla "Gazzetta Ufficiale"
101 del 30 aprile, supplemento ordinario 108/L) devono essere ricalibrati per
limitare l'impatto dell'apparato sanzionatorio troppo repressivo e
privilegiare, viceversa, le disposizioni relative alla prevenzione, alla formazione dei dipendenti e alla semplificazione della burocrazia aziendale. Ora prende corpo,
però, l'idea di riavviare il tavolo di confronto con le imprese e i sindacati
per lanciare un più ampio "patto per la sicurezza". Un accordo fra
tutte le componenti del mondo economico e produttivo per combattere l'emergenza
degli incidenti sul lavoro. Liberando risorse per finanziare gli
investimenti in sicurezza da parte delle aziende e incentivare la formazione
continua dei lavoratori. Il cosiddetto "tesoretto" dell'Inail, 12
miliardi di euro di avanzo di gestione (1,2 miliardi all'anno), vano oggetto
del desiderio di tutti gli ultimi titolari del dicastero del Lavoro, potrebbe
essere finalmente sbloccato e indirizzato a tale scopo. Il testo unico sulla
sicurezza, intanto, la prossima settimana il 15 maggio entrerà in vigore, salvo
il rinvio di 90 giorni (al 29 luglio) per la parte relativa alla valutazione
dei rischi aziendali. Ieri delle novità legislative rispetto alla vecchia
"626" in via di abrogazione e dei primi dubbi applicativi hanno
discusso in un forum online organizzato dal Sole 24 Ore Luigi Caiazza, Elio
Cherubini e Laura Mancini (entrambi dello studio legale Toffoletto) e Marina
Della Foglia, dirigente della Asl Milano 1. La discussione degli esperti,
sollecitata dalle numerose e-mail dei lettori, ha offerto molti spunti (si
vedano le domande e le risposte pubblicate in questa pagina e in pagina 35), a
partire dal nodo della valutazione dei rischi. In materia di responsabilità
amministrativa delle imprese (decreto legislativo 231/01), per esempio, è stata
condivisa l'opinione che anche per le Pmi sarà di fatto obbligatoria l'adozione
dei modelli organizzativi con efficacia esimente, per evitare le pesanti
sanzioni alle società previste dall'articolo 300 del decreto legislativo 81/08.
Al forum è intervenuto anche Isidoro Marino, direttore Nucleo affari sociali di
Confindustria, il quale ha ribadito i dubbi delle imprese (oltre a
Confindustria, altre 14 sigle hanno firmato un documento molto critico sulla
nuova disciplina all'indomani della sua approvazione). Pur apprezzando lo
sforzo compiuto dal Governo Prodi di razionalizzare e dare un corpus unitario a
una normativa come quella in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, quanto
mai complessa e ormai più che trentennale, Marino ha posto l'accento
sull'eccessivo peso delle sanzioni all'interno del provvedimento. Mentre
andrebbero migliorate le misure dirette a prevenire gli infortuni.
"Confindustria non vuole ovviamente che le sanzioni siano abolite ha
precisato il direttore del Nucleo affari sociali . È chiaro però che va
ripristinata una proporzione più adeguata tra le violazioni contestate e le
conseguenze, soprattutto quando si tratta di irregolarità meramente
formali". 9 Maggio 2008.
( da "Arena.it, L'" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stranieri,
uno su 5 è clandestino La nostra città è al quinto posto in Italia, con oltre
20 immigrati non regolarizzati ogni mille abitanti Il problema sociale riguarda
quelli non censiti e i comunitari nullafacenti FLAVIO TOSI SINDACO DI VERONA
Enrico Santi Un censimento pubblicato dal quotidiano economico
"Il Sole 24Ore", colloca Verona al quinto posto per presenza di
immigrati irregolari. La nostra città risulta avere una percentuale di 20,5
clandestini ogni mille abitanti. Si tratta di quasi il 20 per cento degli
stranieri. Tale elenco è guidato da Brescia con 32 irregolari ogni mille
cittadini. Al secondo posto c'è Mantova, che ogni anno contende a Bolzano la
palma d'oro della vivibilità. Le città venete sono nel gruppo di testa per
densità di presenza straniera sul totale degli abitanti, con una media vicina
agli 11 immigrati ogni cento abitanti e a Verona è di 10,4. "La classifica
sui cosiddetti clandestini", spiega Carlo Melegari, del Centro studi
immigrazione, "si basa sul presupposto che le richieste di lavoratori
dall'estero, in accordo ai decreti flussi, riguardano persone già presenti. Per
cui si tratta di un riscontro oggettivo delle richieste del mercato del lavoro
per rispondere ai bisogni dell'economia e delle famiglie che necessitano di
assistenza per le persone non autosufficienti, non trovando risposta negli
autoctoni. E in questo campo", sottolinea Melegari, "Verona non può
non essere ai primi posti". Neppure don Giuliano Ceschi, direttore della
Caritas diocesana, si mostra stupito dai numeri del censimento resi noti dal
quotidiano economico. "Temo", commenta, "che il loro numero sia
destinato a salire perché in Italia, con le leggi attuali, è più facile entrare
da clandestini. Quando un permesso di soggiorno per lavori stagionali scade e
non è più rinnovabile", aggiunge, "è difficile che un immigrato torni
a vivere in un Paese in cui mancano i beni primari". Il direttore della
Caritas boccia l'idea del nuovo ministro Roberto Maroni di introdurre il reato
di immigrazione clandestina. "Finirà per mandare in tilt il sistema
giudiziario. Inoltre, tanti immigrati si sentiranno condannati alla
marginalità. La strada giusta sarebbe offrire una via d'uscita poiché ora la
legge impedisce di fatto la regolarizzazione". Per don Ceschi va respinta
l'equazione clandestini uguale delinquenti. "Ma la condizione di
clandestinità", sostiene, "può indurre a dedicarsi ad attività
criminali. Quindi è necessario mettere mano alla Bossi-Fini, per rimediare alle
cose che non funzionano. E poi c'è il problema della burocrazia. Perché non provare ad affidare le pratiche ai Comuni? Ho visto
persone che hanno atteso quasi due anni il permesso di soggiorno...". Per
Melegari il neo ministro Maroni, dovrebbe "pensarci bene" prima di
procedere. "Criminalizzare una presenza di tali dimensioni", esclama,
"significa creare un danno sociale enorme e a Verona ci vorrebbero i campi
di concentramento per rinchiudere tutti gli irregolari. La clandestinità
si combatte snellendo la burocrazia e con politiche
sociali che favoriscano la regolarizzazione di chi lavora nelle famiglie che si
vedono costrette a pagare in nero queste persone". Secondo il sindaco
Flavio Tosi, tuttavia, "il problema sociale più grande è rappresentato da
coloro, e sono tanti, che non sono inclusi nei dati della classifica: chi ha
fatto domanda di entrare nelle quote facilmente ha un lavoro, seppur
irregolare, e cerca in qualche modo la regolarizzazione; ma i clandestini
socialmente pericolosi sono quelli che la domanda non l'hanno fatta e che
vivono di delinquenza e di attività illecite, sono i comunitari cosiddetti
nullafacenti o i Rom". Tosi, infine, difende la proposta di Maroni:
"La stretta, come è ovvio, riguarderà principalmente i clandestini che
delinquono e vivono in condizioni degradate".
( da "Denaro, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Campania espansione internazionale Meno burocrazia
per chi investe: l'Africa chiama le Pmi campane Ci sono possibilità di sviluppo
economico e imprenditoriale nei paesi dell'Africa subsahariana: le aziende
campane che intendono investire potranno beneficiare di agevolazioni
economiche, disponibilità di materie prime e sburocratizzazione. Se ne discuterà questa
mattina nei dettagli presso la Camera di Commercio di Napoli (Via Sant'Aspreno
-Sala Parlamentino, ore 9.30), nel corso della manifestazione "L'Africa
subsahariana: una risorsa per il terzo millennio", organizzata dalla
Camera di Commercio ItalAfrica Centrale in collaborazione con Sprint Campania e
Unioncamere Campania. Angela Milanese Imprese disposte ad investire in Africa
cercasi. Si offronono in cambio ricche agevolazioni, stabilizzazione politica,
sburocratizzazione e disponibilità di materie prime. L'appuntamento è per
questa mattina presso la Camera di commercio di Napoli. Ci sarnno Francis
Gatare, direttore generale di Riepa (Agenzia del Rwanda per la promozione degli
investimenti e delle esportazioni), Lèopold Ndayisaba, ambasciatore della
Repubblica del Burundi, Joseph Bonesha, ambasciatore della Repubblica del
Rwanda, Albert Tshiseleka Fehla, ambasciatore della Repubblica Democratica del
Congo. Numerosi gli esponenti del mondo istituzionale e imprenditoriale
italiano e campano. Tra gli altri, Gianfranco Caprioli, direttore generale
della Direzione Promozione Scambi del Ministero del Commercio internazionale,
Mario Mantovani, senatore, Paolo Scudieri, vice-presidente per
l'internazionalizzazione dell'Unione Industriali di Napoli, Gaetano Cola,
presidente della Camera di Commercio di Napoli, Santo Vittorio Romano,
direttore Unioncamere Campania, Edoardo Imperiale, direttore Sprint Campania,
Mariano Bruno, segretario generale del Corpo consolare di Napoli, Paolo Baldan,
direttore della Cde (il Centro per lo Sviluppo dell'impresa di Bruxelles),
Alessandra Rainaldi, esperto Ice presso la Cde Luigi Cremonini, presidente del
Gruppo Cremonini. Il numero uno della Camera di Commercio ItalAfrica Centrale,
il console della Repubblica democratica del Congo, Alfredo Cestari, presenterà
le missioni imprenditoriali che Italafrica ha organizzato per il 2008 nei Paesi
in cui ha stabile presenza: Repubblica Democratica del Congo (Kinshasa),
Repubblica del Congo (Brazzaville), Rwanda, Burundi ed infine Angola. "La
scelta - spiega Cestari - è dettata dalla vitalità economica di Paesi in cui i
Governi lavorano per garantire maggiori agevolazioni a chi vuole investire
offrendo in cambio stabilizzazione politica, sburocratizzazione e disponibilità
di materie prime. Essi si stanno dotando di un sistema molto apprezzato di
incentivazione esemplificato nella creazione di un nuovo codice degli
investimenti ed in agenzie specializzate per lo sviluppo economico e
l'investimento. Per questi motivi ItalAfrica organizza incontri e missioni tesi
a portare all'attenzione occidentale l'enorme potenziale di una gran parte di
Paesi subsahariani". Altri incontri sullo stesso tema si terranno il 14
maggio a Baronissi (Salerno), a partire dalle ore 10.30, presso la sede del
Comune. Lì gli ambasciatori avranno la possibilità di confrontarsi con sindaci
e imprenditori della Valle dell'Irno e di effettuare una visita agli impianti
di produzione di Energia rinnovabile in Campania del Gruppo Cestari. del 13-05-2008
num.
( da "Arena.it, L'" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
CENSIMENTO.
I dati sono stati elaborati dal quotidiano economico Il Sole 24Ore sulla base
delle richieste di lavoratori stranieri da parte di imprese e famiglie
Stranieri, uno su 5 è clandestino La nostra città è al quinto posto in Italia,
con oltre 20 immigrati non regolarizzati ogni mille abitanti Il problema
sociale riguarda quelli non censiti e i comunitari nullafacenti FLAVIO TOSI
SINDACO DI VERONA Enrico Santi Un censimento pubblicato dal
quotidiano economico "Il Sole 24Ore", colloca Verona al quinto posto
per presenza di immigrati irregolari. La nostra città risulta avere una
percentuale di 20,5 clandestini ogni mille abitanti. Si tratta di quasi il 20
per cento degli stranieri. Tale elenco è guidato da Brescia con 32 irregolari
ogni mille cittadini. Al secondo posto c'è Mantova, che ogni anno contende a
Bolzano la palma d'oro della vivibilità. Le città venete sono nel gruppo di
testa per densità di presenza straniera sul totale degli abitanti, con una
media vicina agli 11 immigrati ogni cento abitanti e a Verona è di 10,4.
"La classifica sui cosiddetti clandestini", spiega Carlo Melegari,
del Centro studi immigrazione, "si basa sul presupposto che le richieste
di lavoratori dall'estero, in accordo ai decreti flussi, riguardano persone già
presenti. Per cui si tratta di un riscontro oggettivo delle richieste del
mercato del lavoro per rispondere ai bisogni dell'economia e delle famiglie che
necessitano di assistenza per le persone non autosufficienti, non trovando
risposta negli autoctoni. E in questo campo", sottolinea Melegari,
"Verona non può non essere ai primi posti". Neppure don Giuliano
Ceschi, direttore della Caritas diocesana, si mostra stupito dai numeri del
censimento resi noti dal quotidiano economico. "Temo", commenta,
"che il loro numero sia destinato a salire perché in Italia, con le leggi
attuali, è più facile entrare da clandestini. Quando un permesso di soggiorno
per lavori stagionali scade e non è più rinnovabile", aggiunge, "è
difficile che un immigrato torni a vivere in un Paese in cui mancano i beni
primari". Il direttore della Caritas boccia l'idea del nuovo ministro
Roberto Maroni di introdurre il reato di immigrazione clandestina. "Finirà
per mandare in tilt il sistema giudiziario. Inoltre, tanti immigrati si
sentiranno condannati alla marginalità. La strada giusta sarebbe offrire una
via d'uscita poiché ora la legge impedisce di fatto la regolarizzazione".
Per don Ceschi va respinta l'equazione clandestini uguale delinquenti. "Ma
la condizione di clandestinità", sostiene, "può indurre a dedicarsi
ad attività criminali. Quindi è necessario mettere mano alla Bossi-Fini, per
rimediare alle cose che non funzionano. E poi c'è il problema della burocrazia. Perché non provare ad
affidare le pratiche ai Comuni? Ho visto persone che hanno atteso quasi due
anni il permesso di soggiorno...". Per Melegari il neo ministro Maroni,
dovrebbe "pensarci bene" prima di procedere. "Criminalizzare una
presenza di tali dimensioni", esclama, "significa creare un danno
sociale enorme e a Verona ci vorrebbero i campi di concentramento per
rinchiudere tutti gli irregolari. La clandestinità si combatte snellendo la burocrazia e con politiche sociali che favoriscano la
regolarizzazione di chi lavora nelle famiglie che si vedono costrette a pagare
in nero queste persone". Secondo il sindaco Flavio Tosi, tuttavia,
"il problema sociale più grande è rappresentato da coloro, e sono tanti,
che non sono inclusi nei dati della classifica: chi ha fatto domanda di entrare
nelle quote facilmente ha un lavoro, seppur irregolare, e cerca in qualche modo
la regolarizzazione; ma i clandestini socialmente pericolosi sono quelli che la
domanda non l'hanno fatta e che vivono di delinquenza e di attività illecite,
sono i comunitari cosiddetti nullafacenti o i Rom". Tosi, infine, difende
la proposta di Maroni: "La stretta, come è ovvio, riguarderà
principalmente i clandestini che delinquono e vivono in condizioni
degradate".
( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Casoria:
Tizziani il vice. Attesa per la giunta. Girasole, socialisti: Pdl senza
maggioranza DOMENICO MAGLIONE Casoria. Stefano Ferrara è da ieri ufficialmente
il nuovo sindaco di Casoria. Il primo cittadino è entrato nelle sue funzioni
dopo, ieri mattina, la proclamazione da parte del seggio elettorale centrale
che invece provvederà a fare altrettanto per i consiglieri comunali tra il 23 e
il 26 di questo mese. Subito dopo ci saranno poi dieci giorni di tempo per
convocare il primo consiglio comunale, presieduto dal consigliere anziano
(quello cioè più votato) Fortunato Polizio (Pdl), all'inizio del quale il primo
cittadino presterà il giuramento di fedeltà alla Repubblica. Stefano Ferrara,
primo esponente del centrodestra a mettere in ginocchio lo strapotere del
centrosinistra a Casoria, intanto, è entrato a pieno titolo nel suo nuovo ruolo
di primo cittadino dopo avere ricoperto, negli anni 90, quello di assessore
all'Urbanistica per la Dc. Il neosindaco si è tuffato subito nella risoluzione
dei problemi della città, in primis emergenza rifiuti e sicurezza. Senza
trascurare la viabilità caotica che opprime pedoni e automobilisti. Mentre per
la composizione dell'esecutivo i tempi non sembrano affatto ancora maturi.
"L'unica certezza è la nomina a vicesindaco di Carlo Tizziani - dice
Ferrara - Ma quello che è importante in questa fase è di realizzare un progetto
credibile e concreto per la città che dia risultati nei primi cento giorni di
governo". È un sindaco che appare estremamente pragmatico, poco incline
alle strategie politiche e molto impegnato per risolvere le emergenze quotidiane.
Non a caso una delle prime uscite del primo cittadino è stata quella di
rimanere al fianco dei vigili urbani fino a tarda sera per dare indicazioni
agli agenti della polizia locale ma anche incoraggiarli nel loro lavoro, sempre
più difficile e a rischio. E bisogna dire che dal punto di vista dell'immagine
la figura di Ferrara ha guadagnato sicuramente consensi da questa iniziativa
che ha evidenziato un sindaco molto vicino ai problemi dei cittadini e dei
lavoratori. "Coordinerò, come ovvio, anche le operazioni dal Comune ma a
me piace stare a contatto con i cittadini: al Palazzo la gente mia ha eletto
per risolvere i loro problemi e certamente non per ammuffire nella burocrazia", sottolinea Ferrara che dovrà fare i conti con una
coalizione minoritaria, almeno sulla carta, in consiglio comunale. Ma c'è chi
nel centrodestra di questo proprio non si preoccupa e con molta spavalderia
annuncia che la maggioranza c'è e ha numeri pure abbastanza consistenti,
lasciando presumere che ci sia già qualcuno del centrosinistra pronto al salto
di casacca. "Ritengo che chi ha perso debba fare una opposizione
determinata, convinta e assidua e certamente non prestare il bastone d'appoggio
a un centrodestra che non ha i numeri per governare - afferma Tommaso Girasole,
esponente provinciale del partito socialista - Se ci sono contraddizioni nel
centrosinistra che vengano subito fuori ma il centrodestra non ha i numeri per
governare e non può gestire la città".
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
DANIEL
OREN AL VERDI "Spazio alle voci, ci avvicinano al cielo" Il direttore
del teatro salernitano sul podio della "Sonnambula" Nel cast il
soprano Annick Massis e il georgiano emergente Mukeria Donatella Longobardi È
molto orgoglioso Daniel Oren della "sua" "Sonnambula" in
programma domani sera al Verdi di Salerno (repliche venerdì e domenica).
Soprattutto perché schiera nel ruolo della protagonista, Amina, Annick Massis,
soprano francese di coloritura tra le voci più richieste del momento. Reduce
dai trionfi del Metropolitan di New York con "Lucia di Lammermoor",
la Massis tornerà in dicembre a Salerno per un'attesissima "Traviata"
firmata da Zeffirelli. "E questa è una cosa eccezionale per un piccolo
teatro come il Verdi", nota il direttore, che per il secondo anno
consecutivo firma la stagione salernitana grazie all'accordo siglato con il
sindaco De Luca che con il Comune sostiene le attività del teatro, pronto anche
la prossima estate a uscire dalle proprie mura per una breve stagione
all'aperto nell'area flegrea. "La formula del nostro teatro è semplice, -
osserva Oren - nulla a che vedere con le masse artistiche gonfiate a dismisura
delle Fondazioni liriche. Qui si lavora con poche fidatissime persone, scarsa burocrazia, budget ridotti ma altissima qualità". Il risultato sono
allestimenti come questa "Sonnambula" con le scene e i costumi
disegnati per l'occasione da Alfredo Troisi e ambientati in una Svizzera
dell'Ottocento un po' fantastica. "Sarà uno spettacolo tradizionale
realizzato con mezzi moderni", precisa il regista Riccardo Canessa
il quale, fedele alla sua impostazione basata sulla fedeltà al testo e
all'autore, ha pensato alla vicenda di Amina e Elvino come fosse tutta frutto
di un brutto sogno, "come può succedere a chiunque di noi alla vigilia di
un avvenimento importante, un esame, un matrimonio". Lei, insomma, continua
a dormire, anche quando è nella casa del conte, si sveglia solo alla fine tra
le braccia dell'amato. In primo piano, comunque, ci sono le voci. Quella della
Massis, innanzitutto, ma anche quella del tenore Shalva Mukeria, già chiamato
nei panni di Elvino al Maggio Fiorentino da Zubin Mehta e molto attivo alla
Staatsoper di Vienna, anche lui una chicca voluta da Oren per lo spettacolo
salernitano. "Anche perché "Sonnambula" è un vero capolavoro
belcantistico", nota il direttore, "e servono grandi voci. La voce è
lo strumento più bello al mondo, quello che certamente avvicina di più l'uomo a
dio, senza mezzi intermedi". Tra l'altro, quest'opera è ricca di melodie
bellissime, amate anche da Wagner che considerava Bellini un maestro del
genere, un compositore di confine tra classicismo e romanticismo. "Io
penso che i suoi capolavori, "Norma" e "Sonnambula"
appartengano ad una sorta di terra di nessuno, drammatica l'una, con un finale
gioioso l'altra. Opere difficilissime per il podio, perché si deve mantenere un
equilibrio molto delicato per non cadere né nel classicismo né nel
romanticismo", osserva Oren. "Per questo - aggiunge - sto cercando
nel colore, nel suono e nell'intonazione la cifra giusta per affrontare la
partitura". Una partitura in cui, secondo il direttore, "si sente
tutta l'anima meridionale di Bellini il quale, a differenza dei due grandi
compositori coevi, Rossini e Donizetti che pure furono molto attivi a Napoli,
era nato nel Regno delle due Sicilie".
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Li
sfratterremo dalla moschea" Il sindaco di Nervesa prepara il summit della
Conferenza dei servizi in programma venerdì NervesaMoschea, operazione
sicurezza. Il primo cittadino di Nervesa Fiorenzo Berton intende puntare su una
questione di ordine pubblico e di sicurezza per arrivare alla chiusura della
"moschea" di Sovilla di Nervesa. La "svolta" nella tattica
di lotta ingaggiata dal sindaco contro lo stabile sarebbe legata all'episodio
di venerdì (il lancio di alcuni sassi), che avrebbe messo in luce il clima di
tensione crescente attorno alla moschea. L'ordinanza dovrebbe essere firmata
dopo la Conferenza dei Servizi di venerdì e sulla base delle indicazioni emerse
dalla stessa. "Evidenziare le problematiche di carattere urbanistico
legate alla presenza della moschea ed il fatto che lo stabile, nato come
negozio, non può essere utilizzato per i "nuovi" impieghi
rischia di bloccarci nei meandri della burocrazia -spiega il sindaco- La mia idea, piuttosto, è ora quella di
puntare sulla questione di sicurezza e su un problema di ordine pubblico
determinati appunto dalla presenza della "moschea". Per adesso,
comunque, l'aspetto più importante è che venerdì vengano tutte le autorità
invitate alla Conferenza dei Servizi. Per questo motivo sto cercando di
verificare che tutti abbiano ricevuto le lettere". E sull'impatto delle
vicende di questi giorni sulla popolazione. "I Nervesani sono tutti
contenti che i Musulmani se ne vadano -aggiunge Berton- anche perché ritengono
che la situazione potesse essere accettabile fino al momento in cui in paese si
riunivano solamente persone di Nervesa, ma che ora si sia passato davvero il
limite". Intanto, le telecamere da posizionare lungo la Schiavonesca
marosticana sono state ordinate. Resta da vedere se la loro installazione
precederà la chiusura della moschea stessa, ammesso che questa avvenga davvero.
Invece, sulla denuncia minacciata sabato dal sindaco nei confronti dei
Musulmani, che lo avrebbero accusato di essere la causa dell'esplodere di
simili atti, ora Berton afferma: "ci sto riflettendo, ma può darsi che
decida di non farla. Sono idee che ti vengono quando sei particolarmente
arrabbiato".Laura Bon.
( da "Giornale di Calabria, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di
questo si è discusso a San Donato di Ninea alla presenza di amministratori
locali e regionali S. DONATO DI NINEA. Togliere dall'isolamento le aree
interne, favorire il ripopolamento e valorizzare il patrimonio economico. Ma
anche creare infrastrutture e condizioni per attrarre investimenti. È questo il
"grido d'allarme" che amministratori, organizzazioni di categoria e
istituzioni hanno lanciato al mondo politico, in occasione di un convegno sui
piccoli comuni, al termine del quale è stato firmato un protocollo d'intesa tra
il comune di San Donato di Ninea e la Fondazione Field per attivare un
laboratorio sperimentale per lo sviluppo locale. Ai piedi del Pollino sono
diversi i comuni che da anni vivono un lento ma inesorabile processo di
spopolamento. San Donato, tra questi, può definirsi il paese simbolo
dell'emigrazione. Il centro, come ha ricordato lo stesso sindaco, Luigi Salvo,
introducendo i lavori, che "qualche anno fa vantava all'anagrafe quasi
5.000 abitanti ma che oggi ne registra all'incirca 1.600". Un esodo
massiccio "verso il Nord industrializzato", per prestare braccia e
cervelli a quell'area produttiva che oggi vorrebbe "ripagare il Sud con il
federalismo fiscale", è stato evidenziato in quasi tutti gli interventi.
Al tavolo dei relatori oltre all'amministrazione comunale, il presidente della
Fondazione Field, Mario Muzzì, l'assessore provinciale di Cosenza, Luciano
Manfrinato, il responsabile della Cgil Pollino-Sibaritide Tirreno, Franco
Spingola e il Parco nazionale del Pollino, rappresentato dal sindaco di
Acquaformosa, Giovanni Manoccio. Una discussione a più voci ricca di spunti e
di proposte per rilanciare lo sviluppo nelle aree interne del Pollino-Valle
dell'Esaro. Ma il problema, naturalmente, non riguarda solo la Calabria
settentrionale, ma investe i piccoli comuni dell'intera regione, che hanno
dovuto fare i conti con una debolezza strutturale, oltre che con una classe
dirigente poco idonea a sviluppare idee e progetti al fine di agganciare la
Calabria al resto del Paese e dell'Europa. La Fondazione Field, che nella sua
mission istitutiva contempla il sostegno all'emersione dello sviluppo locale, è
impegnata in un lavoro delicato per mettere in rete le singole realtà
produttive e promuoverne lo sviluppo. "Con questa iniziativa - ha spiegato
il presidente Mario Muzzì - puntiamo ad avviare un'attività di supporto per
l'amministrazione comunale, gli operatori economici e i cittadini, con
particolare attenzione ai giovani che vogliono cogliere le opportunità che la
nuova programmazione comunitaria 2007-2013 mette loro a disposizione. La
rivitalizzazione delle aree interne - ha aggiunto Muzzì - è per la Regione
Calabria, un obiettivo prioritario che deve essere perseguito sviluppando
specifici interventi nei singoli territori". Muzzì ha sottolineato, infine, la forte presenza in regione di una "burocrazia che spesso frena lo
sviluppo". Il direttore tecnico della Field, Cosimo Cuomo, dal canto suo,
ha evidenziato la necessità di "creare un nuovo clima di fiducia tra tutti
gli attori presenti sul territorio utilizzando il metodo della
concertazione". Appello accolto dal rappresentante della Cgil,
Franco Spingola, secondo cui "i progetti di sviluppo per avere effetti sul
territorio devono nascere ed essere condivisi dal basso". L'assessore
Manfrinato ha criticato il "neo centralismo regionale e la classe
politica", che a suo avviso sarebbe "incapace di creare le condizioni
affinché gli enti territoriali possano programmare ed essere protagonisti nelle
scelte". Per Manfrinato, inoltre, "bisogna supportare i processi di
sviluppo locale a patto che siano coerenti con le vocazioni territoriali".
Il sindaco di Acquaformosa, Giovanni Manoccio, in rappresentanza del Parco
nazionale del Pollino, ha invitato le istituzioni ad "un approccio
metodologico intelligente sulla gestione della nuova programmazione
comunitaria".
( da "Padania, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
PER LUI
UNA MISSIONE CERCA E DISTRUGGI Calderoli, cacciatore spietato di leggi inutili
Roma - L altra faccia del cambiamento, insieme alle riforme, è la
semplificazione, ovvero l eliminazione di leggi, regolamenti, adempimenti
burocratici e tutto quanto fa perdere tempo e denaro ai cittadini e al mondo
produttivo e imprenditoriale. Per questa ragione il ministero per la
Semplificazione, una novità di questa legislatura, affidato a Roberto Calderoli
avrà un compito complementare e parallelo a quello per il Federalismo e le
Riforme di Umberto Bossi. Il Senatur infatti dovrà realizzare quelle riforme
indispensabili per far ripartire il Paese e la sua economia, mentre il
Coordinatore leghista dovrà intervenire per semplificare, tagliare, eliminare i
tanti centri di spreco della macchina statale. Dalla burocrazia
che soffoca le attività produttive alla macchinosità complessa, e
conseguentemente costosa, degli apparati statali con strutture elefantiache ed
obsolete. Delegificare e semplificare, questo il difficile ma fondamentale
compito richiesto a Calderoli, un compito che Bossi ha sintetizzato con queste
parole: "Calderoli? Avrà il compito di semplificare un po la confusione,
le cose inutili, il coacervo delle leggi che rendono così difficoltosa la vita
degli italiani". In Francia il presidente Nicolas Sarkozy nei mesi scorsi
ha dato vita ad una commissione, guidata dal giurista Jacques Attalì incaricata
di mettere in cantiere le riforme necessarie per ammodernare il sistema istituzionale
transalpino e tagliare appunto i troppi sprechi che rallentano e rendono
dispendiosa l attività amministrativa. Il nuovo dicastero per la
Semplificazione avrà quindi una funzione analoga. Del resto lo stesso Calderoli
conversando con i cronisti ha definito il suo come il dicastero della
Semplicità. "Il mio ministero? Sarà cosa buona attesa da tutti gli
italiani. Voglio ridurre le leggi, voglio eliminare le burocrazie inutili,
voglio fare le riforme che servono ai cittadini perché è questo il ruolo che può
avere la Lega", ha spiegato qualche giorno fa il neo titolare di questo
dicastero innovativo che dovrà appunto sforbiciare nel groviglio delle oltre
ventimila leggi attualmente vigenti nel nostro ordinamento e nelle decine di
migliaia di regolamenti che intasano il corpus normativo. Un passaggio
fondamentale, perché se da un lato solo con il Federalismo il Paese può
rimettersi in moto, dall altro è necessario tagliare ed eliminare le troppe
sacche di spreco, di assistenzialismo, di burocrazia inutile, che gravano con
costi enormi sulle casse statali e rallentano non solo l attività
amministrativa ma anche quella dei cittadini e delle imprese. Meno leggi, meno burocrazia, meno apparati statali, meno
perdite di tempo e denaro: è quello che chiedono i cittadini, insieme al
cambiamento e alla riforme. Fabrizio Carcano [Data pubblicazione:
09/05/2008].
( da "Provincia di Como, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il caso Spagna gli altri E la burocrazia dà
la cittadinanza ai profughi Qualcuno l'ha definita come una "marcia verde
al contrario": ne sono protagonisti centinaia di saharawi che, grazie a due
sentenze del Tribunale supremo ("scovate" dalla curiosità di un
funzionario comunale), possono ottenere la cittadinanza spagnola dal Registro
civile della città di Cordoba. L'ufficio anagrafico della città andalusa è
diventato meta, da qualche mese, per intere famiglie di persone originarie
della regione sahariana che chiedono di diventare spagnoli a tutti gli effetti.
Le istanze rivolte al Registro Civile di Cordoba si basano sul contenuto di due
sentenze del Tribunale Supremo, in base alle quali coloro che sono nati nel
Sahara occidentale prima del 1976, prima cioè che la Spagna abbandonasse la
regione , hanno diritto assieme ai propri figli alla nazionalizzazione
spagnola. Finora, secondo quanto dichiarato da Rocio Montes, segretaria
giudiziaria del Registro Civile di Cordoba cui si deve la "scoperta"
delle sentenze, sono già state inoltrate fra le 400 e le 500 pratiche e gli
appuntamenti per inoltrare le richieste sono già fissati fino al gennaio