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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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Report "Burocrazia"

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Indice delle sezioni

Burocrazia (38)


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

CONCORRENZA E... VELENI ( da "Azione, L'" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: perché servono un laboratorio, una burocrazia. Meglio cederlo all'ingrosso. Anche se mi piacerebbe vedere dei controlli più severi su chi vende direttamente, per evitare il caso che si venda più di quanto si produce...". Oltre alla concorrenza, anche la moria... "è un problema serio, che va al di là delle api.

Niente affari: solo divertimento e ambiente ( da "Corriere delle Alpi" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "La burocrazia, ma anche tante persone che volevano insegnarci come si gestisce e si mantiene un ambiente naturale come quello di casa nostra, ora dovranno arrendersi; ma ora faremo capire loro che un campo da golf rispetta in primis l'ambiente, e non è certo un affare economico.

Se la burocrazia impedisce di vedere le stelle ( da "Corriere delle Alpi" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Di Cristiano Cadoni Se la burocrazia impedisce di vedere le stelle Il nuovo osservatorio astronomico della Rheticus ad Arson bloccato da vincoli e Pat La struttura dovrebbe sorgere in tempo per le celebrazioni del 400º delle scoperte di Galileo FELTRE. Non guardano più le stelle ma il calendario, gli astrofili di Rheticus.

Controlli contro chi delinque e una burocrazia più snella ( da "Gazzetta di Modena,La" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Controlli contro chi delinque e una burocrazia più snella" "Controllare assiduamente il territorio; punire coloro che alimentano il lavoro irregolare; migliorare i servizi di accoglienza e integrazione degli immigrati": sono le tre azioni che, secondo Pasquale Coscia, componente della segreteria provinciale della Cisl, occorre mettere in atto per contrastare la clandestinità a Modena.

Cambiare Sprecopoli? Tocca ai cittadini italiani ( da "Giornale di Brescia" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il modo di fare della politica e della burocrazia italiana". Il dato di fatto secondo Porro è che la tendenza endemica agli sprechi non è certo una novità dei nostri giorni: ce ne accorgiamo ora perché è venuto il tempo di "pagare il conto", e di farlo con le nostre tasche. Il "paradosso mostruoso", poi, è che non si riscontra una proporzione fra il dare e il ricevere e che "

Stranieri, uno su 5 è clandestino ( da "Arena, L'" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia. Perché non provare ad affidare le pratiche ai Comuni? Ho visto persone che hanno atteso quasi due anni il permesso di soggiorno...". Per Melegari il neo ministro Maroni, dovrebbe "pensarci bene" prima di procedere. "Criminalizzare una presenza di tali dimensioni", esclama, "significa creare un danno sociale enorme e a Verona ci vorrebbero i campi di concentramento per

L'orto pieno di erbacce ( da "Provincia Pavese, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ci siano poi le burocrazie e le disattenzioni pubbliche che lasciano crescere tante erbacce (reali, come nel vostro caso, o metaforiche, in tante altre situazioni). Credo però che nel vostro caso specifico si potrebbe chiedere aiuto anche ai papà - allargando così l'intervento volontario - per mettere mano alla falce o per avviare un tagliaerba,

Penalizzati dal comune ( da "Nuova Venezia, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: matassa della burocrazia che penalizza fortemente i campeggi come ha saputo fare con i nuovi sistema turistico locale e ambito Apt di Cavallino-Treporti". La richiesta è stata avanzata a gran voce durante l'assemblea annuale di Assocamping, associazione che riunisce 30 campeggi del litorale capaci di ricevere 65 mila ospiti al giorno per oltre 5 milioni di presenze ogni stagione.

Non sono queste difficoltà a farmi indignare, ma una ragione più generale: le cose ( da "Mattino di Padova, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Dalla burocrazia alle incapacità, fino a beghette che assomigliano a barzellette. Come quella sulle sedie arancioni della sala dei Giganti, brutte ma fatte mettere lì dal rettore Marchesini. Nessuno, all'Università, aveva il coraggio di farle cambiare: così hanno detto che era proprio Marzotto a non volerle.

Dopo gli allagamenti di settembre un'alluvione di carte e burocrazia ( da "Nuova Venezia, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alluvione di carte e burocrazia Nel settembre dell'anno scorso a seguito di una pioggia straordinariamente abbondante ma forse anche per un disguido sull'avviamento tempestivo delle idrovore, buona parte di Mestre e dintorni fini sott'acqua. Altri motivi del disastro che parvero subito evidenti furono l'insufficienza della rete di smaltimento e la sua precaria manutenzione.

Strada più sicura ( da "Mattino di Padova, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per diversi chilometri per attraversare piccoli paesi o frazioni di poche centinaia di abitanti. Il cittadino-utente ha bisogno di chiarezza, di trasparenza, di dialogo, non di sole penalizzazioni o di esasperate burocrazie. Alceste Mazzucco Conselve.

Manager troppo vecchi, i giovani al palo - maria rosa tomasello ( da "Centro, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: perché il peggior nemico delle imprese è la burocrazia, se ci vogliono nove permessi per una concessione balneare. Allo stesso tempo, è necessario capire che per farcela sui mercati internazionali servono consorzi d'imprese e che non ci si può presentare all'estero con dieci diverse sigle: Provincia, Regione, Ice, enti di ogni genere, bisogna marciare insieme".

Fosse mai la volta buona per chiudere il capitolo della <riforma> Berlinguer ( da "Nazione, La (Empoli)" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Invece di espandere la spesa per la burocrazia, sarebbe necessario avviare un serio ripensamento della riforma del "tre più due" e semplificare e sburocratizzare il percorso degli studi, recuperando risorse utili anche con il riaccorpamento delle sedi universitarie. E' necessario infine aprire immediatamente ai nuovi ricercatori con contratti pluriennali,

<Per pochi criminali non si può infangare un intero popolo> ( da "Secolo XIX, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nei tempi lunghi della burocrazia italiana. "A Genova le procedure sono piuttosto rapide - dice l'ambasciatore - ma in altre città ci vogliono anche sei mesi per ottenere una carta d'identità. E sarebbe davvero un problema se un nostro connazionale fosse costretto a rimpatriare perché, scaduti i tre mesi previsti dalla legge,

Cemento e degrado... - mauro moruzzi ( da "Repubblica, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nuova maniera di fare servizi e perfino impresa a basso tasso di burocrazia. La grande innovazione dell'era informazionale, che sta cambiando le moderne città europee, americane e asiatiche non è il cemento, ma una nuova organizzazione dei servizi e perfino dell'impresa basata sulla burocrazia leggera. Scuola, salute, formazione, comunicazione, servizi bancari, accesso alla ricerca,

Il magazzino nervi tesoro dimenticato - antonio monte ( da "Repubblica, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è vero che la burocrazia e i politici hanno i loro tempi. Ma il tempo devasta, logora, distrugge questi luoghi. Sarebbe ora di parlare di tutela e di conservazione. Sarebbe ora di iniziare a valorizzare ciò che si ha. Non a caso da anni il Consiglio Nazionale delle Ricerche-Istituto per i beni archeologici e monumentali di Lecce e l'Aipai (

SODDISFAZIONE del presidente della Società della Salute Colline Metallifere ( da "Nazione, La (Grosseto)" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: specie per conciliare le esigenze degli amministratori locali con i tempi di attuazione. Fondamentale è comunque la presenza del nuovo consorzio che per lo meno nelle intenzioni del legislatore offrirà una burocrazia più snella nell'accedere ai servizi socio-sanitari".

Linee, più di 5mila metri finiranno sotto terra ( da "Giorno, Il (Sondrio)" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: intervento che sembrava essersi arenato nelle pieghe della burocrazia centrale, ha trovato ora un nuovo rilancio con l'approvazione definitiva del progetto e con l'emanazione - come ha comunicato il comune di Bormio - del decreto che autorizza la realizzazione del tratto interrato di elettrodotto. Come detto si tratta di più di 5.

Fosse mai la volta buona per chiudere il capitolo della <riforma> Berlinguer ( da "Giorno, Il (Milano)" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Invece di espandere la spesa per la burocrazia, sarebbe necessario avviare un serio ripensamento della riforma del "tre più due" e semplificare e sburocratizzare il percorso degli studi, recuperando risorse utili anche con il riaccorpamento delle sedi universitarie. E' necessario infine aprire immediatamente ai nuovi ricercatori con contratti pluriennali,

Vince borsa di studio ma non ha il permesso ( da "Nazione, La (Umbria)" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alla nostra burocrazia, però, a questa ragazza dopo nove mesi non è stato ancora consegnato il regolare permesso di soggiorno. Senza questo documento, lei non può uscire dall'Italia e non può tornare a casa. In altre parole, è bloccata in Italia perché se parte per il suo paese (la Serbia), dove ha tutti i parenti tranne la madre,

Dualchi, le identità rubate all'anagrafe ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: si sposa con la dura legge della burocrazia. L'ANAGRAFE Da qualche settimana, i nati nel piccolo paese del Marghine fra il 1928 e il 1939, sono stati chiamati dall'ufficiale dell'anagrafe e stato civile per modificare la propria posizione anagrafica. Durante la ricostruzione della vita amministrativa del paese, richiesta alle amministrazioni comunali dal Ministero dell'

Cantieri, rivolta dei commercianti ( da "Corriere della Sera" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: turismo e burocrazia: è la pagella stilata dall'Associazione commercianti "a un anno dalle elezioni amministrative". Il libro bianco dei negozianti si è concentrato soprattutto sui cantieri aperti in città, soprattutto su quello infinito di piazza Marconi e quello in corso Garibaldi (la via dello shopping): "Hanno provocato gravi danni al commercio e alle altre attività del settore -

Luci e ombre dell'economia pescarese. Nel 2007 aumentano le imprese, crescono le società ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e deve diminuire la burocrazia. Non è possibile che per aprire uno stabilimento balneare ci vogliono nove autorizzazioni". A proposito di imprese, dal dossier emerge che tra le aziende operative, i comparti dei servizi, dell'agricoltura e delle costruzioni si confermano quelli ad incidenza più alta.

La scuola vale una Costituente ( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Italia e liberarne le energie, ma restano chimere se si è succubi di burocrazie e corporazioni. E chi è convinto che lo statu quo, tutto sommato, non è poi così male, dovrebbe riflettere sul fatto che il nuovo ministro ha tre anni in meno dei ricercatori che in Italia iniziano oggi la loro carriera. DISEGNO DI DOMENICO ROSA.

Per divorziare basta un click ( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tecnologie informatiche stanno lentamente rivoluzionando la burocrazia pubblica e dove un giovane avvocato ha lanciato il primo portale web al mondo per divorziare legalmente. "Il sistema permette a due coniugi di divorziare consensualmente, applicando un recente provvedimento legislativo sulla nomina di un legale tramite atto elettronico sottoscritto con firma digitale autenticata "

Gli artigiani si difendono dalla crescita zero ( da "Giornale di Merate" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sono pronti a investire e anche quando si lamentano della burocrazia o dei costi è perchè vorrebbero non trovare ostacoli nella loro attività, non perchè sono rassegnati o perchè cercano alibi". Il passaggio generazione non è più un problema? "Qualche anno fa c'era il timore per le successioni, oggi invece vediamo che c'è desiderio di andare avanti.

Firmata la convenzione: il Comune paga un terzo di oratorio ( da "Giornale di Merate" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ringraziamo tutti coloro che in questi anni hanno contribuito ad arrivare a questo traguardo - ha concluso il sindaco Rossano Longhi - : i tempi lunghissimi della burocrazia in alcuni momenti ci hanno scoraggiato, ma siamo orgogliosi, come Amministrazione, di essere noi a chiudere questo accordo". Articolo pubblicato il 13/05/08.

RICERCA, PRONTI SOLDI E PROGETTI MA LA BUROCRAZIA FRENA TUTTO ( da "Wall Street Italia" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ricerca, pronti soldi e progetti Ma la burocrazia frena tutto -->Innovazione industriale: tempi lunghi e ministeri divisi.

Videoforum sicurezza sul lavoro: un patto fra imprese e sindacati ( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alla formazione dei dipendenti e alla semplificazione della burocrazia aziendale. Ora prende corpo, però, l'idea di riavviare il tavolo di confronto con le imprese e i sindacati per lanciare un più ampio "patto per la sicurezza". Un accordo fra tutte le componenti del mondo economico e produttivo per combattere l'emergenza degli incidenti sul lavoro.

CENSIMENTO. I dati sono stati elaborati dal quotidiano economico Il Sole 24Ore sulla base delle richieste di lavoratori stranieri da parte di imprese e famiglie ( da "Arena.it, L'" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia. Perché non provare ad affidare le pratiche ai Comuni? Ho visto persone che hanno atteso quasi due anni il permesso di soggiorno...". Per Melegari il neo ministro Maroni, dovrebbe "pensarci bene" prima di procedere. "Criminalizzare una presenza di tali dimensioni", esclama, "significa creare un danno sociale enorme e a Verona ci vorrebbero i campi di concentramento per

Meno burocrazia per chi investe: l'Africa chiama le Pmi campane ( da "Denaro, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Campania espansione internazionale Meno burocrazia per chi investe: l'Africa chiama le Pmi campane Ci sono possibilità di sviluppo economico e imprenditoriale nei paesi dell'Africa subsahariana: le aziende campane che intendono investire potranno beneficiare di agevolazioni economiche, disponibilità di materie prime e sburocratizzazione.

La nostra città è al quinto posto in Italia, con oltre 20 immigrati non regolarizzati ogni mille abitanti ( da "Arena.it, L'" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia. Perché non provare ad affidare le pratiche ai Comuni? Ho visto persone che hanno atteso quasi due anni il permesso di soggiorno...". Per Melegari il neo ministro Maroni, dovrebbe "pensarci bene" prima di procedere. "Criminalizzare una presenza di tali dimensioni", esclama, "significa creare un danno sociale enorme e a Verona ci vorrebbero i campi di concentramento per

CASORIA: TIZZIANI IL VICE. ATTESA PER LA GIUNTA. GIRASOLE, SOCIALISTI: PDL SENZA MAGGIORANZA ( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nella burocrazia", sottolinea Ferrara che dovrà fare i conti con una coalizione minoritaria, almeno sulla carta, in consiglio comunale. Ma c'è chi nel centrodestra di questo proprio non si preoccupa e con molta spavalderia annuncia che la maggioranza c'è e ha numeri pure abbastanza consistenti, lasciando presumere che ci sia già qualcuno del centrosinistra pronto al salto di casacca.

SPAZIO ALLE VOCI, CI AVVICINANO AL CIELO ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: scarsa burocrazia, budget ridotti ma altissima qualità". Il risultato sono allestimenti come questa "Sonnambula" con le scene e i costumi disegnati per l'occasione da Alfredo Troisi e ambientati in una Svizzera dell'Ottocento un po' fantastica. "Sarà uno spettacolo tradizionale realizzato con mezzi moderni",

<Li sfratterremo dalla moschea> ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: impieghi rischia di bloccarci nei meandri della burocrazia -spiega il sindaco- La mia idea, piuttosto, è ora quella di puntare sulla questione di sicurezza e su un problema di ordine pubblico determinati appunto dalla presenza della "moschea". Per adesso, comunque, l'aspetto più importante è che venerdì vengano tutte le autorità invitate alla Conferenza dei Servizi.

Togliere dall'isolamento le aree interne ( da "Giornale di Calabria, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: infine, la forte presenza in regione di una "burocrazia che spesso frena lo sviluppo". Il direttore tecnico della Field, Cosimo Cuomo, dal canto suo, ha evidenziato la necessità di "creare un nuovo clima di fiducia tra tutti gli attori presenti sul territorio utilizzando il metodo della concertazione".

Calderoli, cacciatore spietato di leggi inutili ( da "Padania, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di burocrazia inutile, che gravano con costi enormi sulle casse statali e rallentano non solo l attività amministrativa ma anche quella dei cittadini e delle imprese. Meno leggi, meno burocrazia, meno apparati statali, meno perdite di tempo e denaro: è quello che chiedono i cittadini, insieme al cambiamento e alla riforme.

Gli altri E la burocrazia dà la cittadinanza ai profughi ( da "Provincia di Como, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il caso Spagna gli altri E la burocrazia dà la cittadinanza ai profughi Qualcuno l'ha definita come una "marcia verde al contrario": ne sono protagonisti centinaia di saharawi che, grazie a due sentenze del Tribunale supremo ("scovate" dalla curiosità di un funzionario comunale), possono ottenere la cittadinanza spagnola dal Registro civile della città di Cordoba.


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CONCORRENZA E... VELENI (sezione: Burocrazia)

( da "Azione, L'" del 13-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'AZIONE - Articoli - Concorrenza e... veleni CONCORRENZA E... VELENI "Il 40% del miele venduto nella nostra regione viene dall'estero!". Non ha dubbi, Anacleto De Luca, storico e pluripremiato apicoltore di Cison, alle prese pure lui con il difficile momento delle api, complicato, da qualche tempo, anche dalla concorrenza estera. Molti apicoltori sono tentati di smettere perché scoraggiati dalla concorrenza del prodotto che arriva da Cina, Brasile e paesi dell'est. "Il miele viene comprato dall'estero a 1,8/2 euro al kg - aggiunge De Luca - quando il nostrano è comprato all'ingrosso a 3 euro. Poi al pubblico si arriva a 7 euro al kg. Pochi sono gli apicoltori che vendono il miele direttamente, perché servono un laboratorio, una burocrazia. Meglio cederlo all'ingrosso. Anche se mi piacerebbe vedere dei controlli più severi su chi vende direttamente, per evitare il caso che si venda più di quanto si produce...". Oltre alla concorrenza, anche la moria... "è un problema serio, che va al di là delle api. Se le api muoiono, non è come qualcuno vorrebbe far credere solo un problema delle api. è giusto riflettere sul fatto che in certe zone (come ad esempio la Vallata) la mortalità è bassa, mentre invece dove ci sono coltivazioni intensive di altro tipo, per esempio vigneti o radicchio, è molto più alta. Forse bisognerebbe chiedersi se c'è una spiegazione. E se magari, oltre alle api, stessero male anche gli uomini... sarebbe interessante che qualcuno studiasse seriamente questo fenomeno". AT.

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Niente affari: solo divertimento e ambiente (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 13-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Andrea Gris "Niente affari: solo divertimento e ambiente" Dichiarazioni all'unisono al taglio del primo albero per le nove buche iniziali "Hanno fatto di tutto per fermare un progetto che porterà benefici all'economia di tutta questa zona La club house tra 30 anni diverrà proprietà delle Regole ampezzane Come può esserci speculazione?" CORTINA. La grande soddisfazione del taglio del primo albero nei boschi di Fraina per cominciare a fare spazio alla realizzazione del nuovo campo da golf di Cortina ha lasciato spazio anche alla commozione. Evidente quella di Giovanni Dibona, che per 18 anni ha aspettato con la calma e la concentrazione di un consumato atleta questo momento. L'ex azzurro di sci, oggi affermato golfista, ora però può esultare. "Una vittoria vera e propria, e questo lo dico da sportivo". "La burocrazia, ma anche tante persone che volevano insegnarci come si gestisce e si mantiene un ambiente naturale come quello di casa nostra, ora dovranno arrendersi; ma ora faremo capire loro che un campo da golf rispetta in primis l'ambiente, e non è certo un affare economico. Il campo sarà un bene di tutti e fungerà da traino turistico, per tutti. Questo è un sogno che si realizza", aggiunge Giovanni Dibona, "e non nascondo la mia emozione. Mi sono alzato alle 5 e alle 8 ero già nel bosco a sincerarmi che i lavori fossero iniziati. Quando nacque l'idea di realizzare un nuovo campo da golf non avremmo mai immaginato tutto il lavoro che ci sarebbe stato, ma sopratutto quanti ostacoli avrebbero frapposto coloro che volevano solo farsi pubblicità sventolando una bandiera ambientalista". Era il 1990 quando lo stesso Dibona con Silvio Bernardi, Bruno Alberti, Antonio Menardi e Paolo Brida cominciò a sognare 18 buche nello splendido scenario di Corel Naulu, la zona dal Miramonti verso Baita Fraina dove appunto sorgeranno innanzitutto le prime nove buche che diventeranno entro il 2010 dicotto. Nel 2000 l'associazione diventa anche una società e si rafforza cercando l'appoggio di grandi imprenditori e turisti doc della "Regina": l'imprenditore del petrolio Giorgio Carriero, De Longhi, Barilla, Riello, Scaroni, Andreani, Fresco, Vanzina e Gazzoni Frescara. E infine Dino Tabacchi, ex patron della Safilo. Tutti con una sola parola d'ordine: sì al golf, ma sì soprattutto alla tutela dell'ambiente. E nessuna speculazione. "La club house sarà costruita su terreno di proprietà delle Regole di Cortina, l'ente che gestisce il territorio forestale agricolo; e, tra 30 anni, l'edificio diventerà di sua proprietà", spiega Carriero, "e con questo ditemi come si fa a parlare di speculazione. Si tratta di 330 metri fuori terra e di 600 interrati per i servizi". E' stata anche una battaglia tra Soprintendenza veneta e ministero romano, con attacchi duri da parte del comitato per l'emergenza difesa terra. Il Comet ha cercato in ogni momento di ostacolare progettazione e lavori, ma alla fine ha dovuto gettare la spugna quando, per il partito dei golfisti, ha fatto "birdie" persino Francesco Rutelli. "Da troppo tempo Cortina attende di disporre di strutture adeguate e, per quanto riguarda questo sport, credo che il traguardo sia stato raggiunto. E' un successo di tutta la comunità", ha detto il sindaco Andrea Franceschi, "e delle persone che amano la nostra cittadina. Un grande lavoro fatto con pazienza, abnegazione e passione da parte di tutti. Per quello che riguarda la nuova amministrazione, la mia presenza e quella dell'assessore Stefano Verocai vogliono sottolineare il ringraziamento all'associazione e alla società golf Cortina che non ha mai pensato di abbandonare l'idea. Complimenti davvero per la perseveranza e la dedizione al progetto".

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Se la burocrazia impedisce di vedere le stelle (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 13-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Cristiano Cadoni Se la burocrazia impedisce di vedere le stelle Il nuovo osservatorio astronomico della Rheticus ad Arson bloccato da vincoli e Pat La struttura dovrebbe sorgere in tempo per le celebrazioni del 400º delle scoperte di Galileo FELTRE. Non guardano più le stelle ma il calendario, gli astrofili di Rheticus. Al 12 gennaio del 2009, anniversario numero 400 delle scoperto di Galileo e data di inizio dell'anno internazionale dell'astronomia, mancano otto mesi esatti. L'associazione, rimasta senza osservatorio dopo la demolizione della struttura di Vignui, vorrebbe festeggiare con il nuovo osservatorio ad Arson. Ma il progetto è rimasto incastrato in un labirinto di norme urbanistiche indecifrabili. Sarebbe il più importante osservatorio del Veneto, quello che la Rheticus è pronta a costruire. Un planetario senza pari con un telescopio da 64 centimetri di diametro. Il tutto dentro una struttura leggera, facile da montare e quindi anche da smontare. Il che - paradossalmente - sta diventando un problema in più nel percorso ad ostacoli delle autorizzazioni. Nel luglio del 2007 l'associazione ha siglato un preliminare d'acquisto per un terreno ad Arson. Opzione di un anno, ormai in scadenza. Allora sembrava che bastasse un cambio di destinazione d'uso - da agricolo a zona servizi - per costruire l'osservatorio. Invece tutto si è complicato. E il piano di intervento di Arson, che il comune sta predisponendo, non ha sciolto i dubbi. Semmai li ha moltiplicati. "Avevamo capito che non ci sarebbe stato bisogno di chiedere l'autorizzazione dei vicini qualora la struttura fosse stata montata a meno di cinque metri dai terreni confinanti, invece quel permesso ora è diventato necessario", spiega Gabriele Vanin, presidente di Rheticus. "Ora stiamo trattando per comprare un altro pezzo di terreno, così da spostarci rispetto ai confini. Ma non siamo sicuri di riuscirci". C'è poi il problema delle autorizzazioni. "Tra vincolo e norme del Pat, ci si capisce poco. Quello non è un terreno edificabile, è vero, ma data l'utilità pubblica della struttura, pensavamo che il comune ci agevolasse. Non chiediamo particolari favori, ma in trent'anni a Vignui sono passate ventimila persone, si sono fatte attività didattiche. Insomma, l'importanza dell'osservatorio non può essere messa indiscussione. E poi tutta l'operazione non costa al comune neppure un centesimo. Gli ottantamila euro che spenderemo sono tutti nostri". L'associazione a questo punto non esclude di portare altrove l'osservatorio. L'opzione per l'acquisto del terreno può essere rinnovata dopo la scadenza di luglio ma se nel frattempo non saranno stati fatti passi in avanti nella definizione del progetto, ecco che si riprenderebbero quei contatti che c'erano già stati con altri comuni del feltrino. "Ci stiamo pensando", ammette Vanin, "perché l'appuntamento di gennaio è troppo importante". Dal comune l'associazione attende un segnale: "Ci basta sapere con certezza cosa dobbiamo aspettarci", conclude il presidente. "Il prossimo passaggio è in commissione ambiente ma anche qui sembra che un pronunciamento chiaro sia difficile perché mancano altri casi simili al nostro e perché la struttura metallica della cupola non convince".

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Controlli contro chi delinque e una burocrazia più snella (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 13-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

COSCIA (CISL) "Controlli contro chi delinque e una burocrazia più snella" "Controllare assiduamente il territorio; punire coloro che alimentano il lavoro irregolare; migliorare i servizi di accoglienza e integrazione degli immigrati": sono le tre azioni che, secondo Pasquale Coscia, componente della segreteria provinciale della Cisl, occorre mettere in atto per contrastare la clandestinità a Modena. "Credo che uno dei motivi della forte presenza di clandestini si spieghi con il fatto che le nostre imprese richiedono ancora manodopera - afferma il segretario della Cisl - il conferma anche il dato sugli avviamenti al lavoro: nel 2007 a Modena sono stati assunti 41.075 stranieri, pari al 35 per cento del totale degli avviamenti. Nel 2006 erano stati avviati 29.675 immigrati. Il tessuto economico modenese ha bisogno di persone disposte a svolgere attività e mansioni per le quali i modenesi non sono più disponibili". Coscia osserva che per molti immigrati spesso la clandestinità non è una scelta, ma una condizione obbligata dalle lunghezze burocratiche necessarie per ottenere il permesso di soggiorno. Per Coscia, quindi, chi delinque va contrastato in modo deciso ed efficace, ma tenendo presente che clandestinità non significa automaticamente criminalità.

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Cambiare Sprecopoli? Tocca ai cittadini italiani (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 13-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 13/05/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:LA CITTA' Ieri al Sancarlino incontro con lo scrittore Nicola Porro, autore di un libro sugli sciali della politica Cambiare Sprecopoli? Tocca ai cittadini italiani I dipendenti di Camera e Senato sono 2.908; uno stenografo di palazzo Madama guadagna, a fine carriera, 253mila euro. Ci si indigna per le cosiddette auto blu, ma questa - sostiene Nicola Porro, ieri ospite al teatro Sancarlino per gli incontri dei "Lunedì" - non è che la punta dell'iceberg, ossia la parte più evidente di una catena di sciali e sprechi che attraversa tutto il nostro sistema politico-istituzionale. Di numeri e dati che lo dimostrano se ne possono menzionare tanti: chi sa, per esempio, che il costo della Presidenza della Repubblica è di 250 milioni di euro l'anno, che la Presidenza del Consiglio ha 5.000 dipendenti o che al Quirinale si contano mille stanze per tremila finestre e mille persone addette alla loro pulizia? E che dire degli 8 milioni di euro spesi per la salvezza delle tartarughe nell'ex area industriale di Bagnoli, in provincia di Napoli? "Una giusta causa, per carità - osserva Porro, una carriera iniziata al "Foglio" come giornalista economico e ora vicedirettore de "Il Giornale" -, ma non si può dimenticare che ci sono altre priorità. Come la questione dell'ordine pubblico, dove come tutti sanno sussistono forti carenze di organico". Il tema è affrontato nel volume "Sprecopoli. Tutto quello che non vi hanno mai detto sugli sprechi della politica" (Mondadori) di cui Porro è autore con Mario Cervi, firma storica del giornalismo italiano (ha scritto la famosa "Storia d'Italia" con Montanelli), e nel quale vengono illustrate le dimensioni dello spreco nel nostro Paese, fornendo esempi clamorosi di cattiva amministrazione ai vari livelli, dagli organi che presiedono alle più alte cariche dello Stato, fino ai Comuni e alle Province, per arrivare alle Comunità montane. "Questo libro - spiega Porro, intervistato da Roberto Chiarini - è stato concepito prima ancora che uscisse "La Casta" di Stella e Rizzo anche se, per motivi editoriali, ha visto la luce più tardi, con un titolo scelto dallo stesso editore, per me molto brutto, che evoca più gli aspetti giudiziari che non, come nei nostri intendimenti, il modo di fare della politica e della burocrazia italiana". Il dato di fatto secondo Porro è che la tendenza endemica agli sprechi non è certo una novità dei nostri giorni: ce ne accorgiamo ora perché è venuto il tempo di "pagare il conto", e di farlo con le nostre tasche. Il "paradosso mostruoso", poi, è che non si riscontra una proporzione fra il dare e il ricevere e che "indipendentemente dal colore, la politica appare sempre indotta in questa drammatica tentazione". Un rimedio? "L'unica strada è la responsabilizzazione" afferma il vicedirettore de "Il Giornale" e menziona Luigi Einaudi, emblema di sobrietà e di rigore, che, quando era presidente della Repubblica, se a mezzogiorno mangiava mezza mela, alla sera pretendeva che sulla tavola del Quirinale gli ritornasse l'altra metà. Perché, allora, siamo di fronte ad uno Stato così "proliferante ed incorreggibile"? "L'inclinazione socio-politica degli italiani, negli anni '70 e '80, è stata quella della protezione da parte dell'ente statale - osserva il giornalista -. Nel frattempo però si è rotto qualcosa e si è determinata una duplice situazione: che lo Stato continua a non esserci, ma costa troppo, e per di più che non c'è là dove serve. Se però gli andiamo a chiedere tutto, sbagliamo. Dovremmo domandare soltanto le cose importantissime che esso deve obbligatoriamente fare per noi e che riguardano la sicurezza, la sanità e l'istruzione; mentre in molti casi siamo costretti a gestirle da soli". "Noi italiani - aggiunge Porro - abbiamo una spesa pubblica di 750 miliardi di euro. Se li utilizzassimo per lo Stato minimo che ho in testa, tutto sommato andrebbe bene. Il problema è che lo Stato fa tutta una serie di altre cose che vanno oltre le vere fondanti motivazioni per cui deve esistere. Paghiamo ogni anno 80 miliardi di euro di interessi sui debiti fatti in precedenza". Porro è dell'idea che "ci hanno preso in giro con il finto federalismo fiscale", perché "se non si attribuiscono delle reali responsabilità alle Regioni, o comunque agli enti locali, non se ne esce" (anche se un caso virtuoso, dice, è quello della sanità lombarda). In tale poco rassicurante scenario, qualche elemento di ottimismo per il futuro tuttavia c'è, conclude Nicola Porro, e sta "nella straordinaria forza dell'individuo italiano, che riesce a vivere, prosperare, campare nonostante la politica. Inoltre, quando l'imposizione fiscale giunge al 50% del nostro reddito, vi è un'attenzione molto maggiore allo spreco. Lì si rompe un meccanismo: è la premessa perché ci possa essere un controllo dell'apparato burocratico-amministrativo di molto superiore". Anita Loriana Ronchi.

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Stranieri, uno su 5 è clandestino (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 13-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

CENSIMENTO. I dati sono stati elaborati dal quotidiano economico Il Sole 24Ore sulla base delle richieste di lavoratori stranieri da parte di imprese e famiglie Stranieri, uno su 5 è clandestino FLAVIO TOSI di Enrico Santi Un censimento pubblicato dal quotidiano economico "Il Sole 24Ore", colloca Verona al quinto posto per presenza di immigrati irregolari. La nostra città risulta avere una percentuale di 20,5 clandestini ogni mille abitanti. Si tratta di quasi il 20 per cento degli stranieri. Tale elenco è guidato da Brescia con 32 irregolari ogni mille cittadini. Al secondo posto c'è Mantova, che ogni anno contende a Bolzano la palma d'oro della vivibilità. Le città venete sono nel gruppo di testa per densità di presenza straniera sul totale degli abitanti, con una media vicina agli 11 immigrati ogni cento abitanti e a Verona è di 10,4. "La classifica sui cosiddetti clandestini", spiega Carlo Melegari, del Centro studi immigrazione, "si basa sul presupposto che le richieste di lavoratori dall'estero, in accordo ai decreti flussi, riguardano persone già presenti. Per cui si tratta di un riscontro oggettivo delle richieste del mercato del lavoro per rispondere ai bisogni dell'economia e delle famiglie che necessitano di assistenza per le persone non autosufficienti, non trovando risposta negli autoctoni. E in questo campo", sottolinea Melegari, "Verona non può non essere ai primi posti". Neppure don Giuliano Ceschi, direttore della Caritas diocesana, si mostra stupito dai numeri del censimento resi noti dal quotidiano economico. "Temo", commenta, "che il loro numero sia destinato a salire perché in Italia, con le leggi attuali, è più facile entrare da clandestini. Quando un permesso di soggiorno per lavori stagionali scade e non è più rinnovabile", aggiunge, "è difficile che un immigrato torni a vivere in un Paese in cui mancano i beni primari". Il direttore della Caritas boccia l'idea del nuovo ministro Roberto Maroni di introdurre il reato di immigrazione clandestina. "Finirà per mandare in tilt il sistema giudiziario. Inoltre, tanti immigrati si sentiranno condannati alla marginalità. La strada giusta sarebbe offrire una via d'uscita poiché ora la legge impedisce di fatto la regolarizzazione". Per don Ceschi va respinta l'equazione clandestini uguale delinquenti. "Ma la condizione di clandestinità", sostiene, "può indurre a dedicarsi ad attività criminali. Quindi è necessario mettere mano alla Bossi-Fini, per rimediare alle cose che non funzionano. E poi c'è il problema della burocrazia. Perché non provare ad affidare le pratiche ai Comuni? Ho visto persone che hanno atteso quasi due anni il permesso di soggiorno...". Per Melegari il neo ministro Maroni, dovrebbe "pensarci bene" prima di procedere. "Criminalizzare una presenza di tali dimensioni", esclama, "significa creare un danno sociale enorme e a Verona ci vorrebbero i campi di concentramento per rinchiudere tutti gli irregolari. La clandestinità si combatte snellendo la burocrazia e con politiche sociali che favoriscano la regolarizzazione di chi lavora nelle famiglie che si vedono costrette a pagare in nero queste persone". Secondo il sindaco Flavio Tosi, tuttavia, "il problema sociale più grande è rappresentato da coloro, e sono tanti, che non sono inclusi nei dati della classifica: chi ha fatto domanda di entrare nelle quote facilmente ha un lavoro, seppur irregolare, e cerca in qualche modo la regolarizzazione; ma i clandestini socialmente pericolosi sono quelli che la domanda non l'hanno fatta e che vivono di delinquenza e di attività illecite, sono i comunitari cosiddetti nullafacenti o i Rom". Tosi, infine, difende la proposta di Maroni: "La stretta, come è ovvio, riguarderà principalmente i clandestini che delinquono e vivono in condizioni degradate".

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L'orto pieno di erbacce (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 13-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Attualità L'orto pieno di erbacce Pavia, il Vaccari chiede aiuto Gentile direttore, mi presento: sono Lino dell'Associazione "Amici orti Assi San Paolo" di Pavia di cui sono socio fondatore. Mi permetto di disturbarla per un problema piccolo piccolo, ma che sicuramente è molto importante perché riguarda i bambini della scuola materna Vaccari. Nel nostro statuto, dell'Associazione, oltre alla coltivazione di ortaggi e la tutela del verde, abbiamo come vocazione e obbiettivo l'insegnamento agli allievi di scuola materna e primaria delle tradizioni e dei tempi del coltivare l'orto. Il progetto che stiamo portando nelle scuole (Carducci, De Amicis, Vaccari e Muzio), con la dedizione dei nostri volontari-maestri e l'indispensabile collaborazione degli insegnanti, sta riscuotendo un notevole successo raccogliendo il favore e l'entusiasmo dei bambini. Ad amareggiare tutti i partecipanti un piccolo inconveniente che mi permetto di raccontare. Nella giornata di giovedì 8 i volontari dell'Associazione si sono recati presso la scuola Vaccari allo scopo di completare il percorso con gli ultimi trapianti stagionali (pomodori, zucchine, melanzane, basilico, eccetera). Per raggiungere il piccolo orticello, ricavato dall'onorato "lavoro" dei piccoli alunni, è stato necessario aprire, non senza difficoltà, un sentiero tra erbacce alte come gli stessi bambini. Le piante da frutto sistemate a dimora dai bimbi in novembre sono ormai più basse dell'erba. Le insegnanti interrogate in proposito hanno riferito di aspettare da giorni notizie dagli incaricati... Ai nostri preziosi piccoli allievi abbiamo insegnato oltre alla preparazione del terreno, le semine, anche la sistemazione dei loro piccoli attrezzi e degli annaffiatoi e i bambini hanno dimostrato buona volontà e solerzia... Non ci sembra corretto premiarli con un prato incolto, pieno di erbacce, in stato di abbandono. Cosa si può fare dunque per l'eliminazione del "premio"? E' davvero così difficile una più puntuale e rispettosa tutela del verde pubblico in modo particolare nelle scuole? Non inventando niente, si dice che l'esempio insegna. Lino Caserio Pavia Gentile signore, capisco la sua amarezza nel costatare che, a fronte di tanta buona volontà di chi si dedica gratuitamente a molte iniziative scolastiche, ci siano poi le burocrazie e le disattenzioni pubbliche che lasciano crescere tante erbacce (reali, come nel vostro caso, o metaforiche, in tante altre situazioni). Credo però che nel vostro caso specifico si potrebbe chiedere aiuto anche ai papà - allargando così l'intervento volontario - per mettere mano alla falce o per avviare un tagliaerba, o anche per usare le mani, dove serve, e ripulire sentieri e contorni delle aiuole. Potrebbe persino risultare più facile spiegare ai piccoli che contano il bel fiore o la bella insalata, ma che il contorno all'opera merita altrettanta attenzione e duro lavoro. Auguri per la vostra impresa. Pierangela Fiorani p.fiorani@laprovincia pavese.it.

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Penalizzati dal comune (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 13-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

CAVALLINO: ASSOCAMPING ACCUSA "Penalizzati dal Comune" Il vicesindaco Nesto: "Le norme vanno rispettate" CAVALLINO. "Che il Comune ci dia una mano a sbrogliare la matassa della burocrazia che penalizza fortemente i campeggi come ha saputo fare con i nuovi sistema turistico locale e ambito Apt di Cavallino-Treporti". La richiesta è stata avanzata a gran voce durante l'assemblea annuale di Assocamping, associazione che riunisce 30 campeggi del litorale capaci di ricevere 65 mila ospiti al giorno per oltre 5 milioni di presenze ogni stagione. "Nell'ultimo anno - ha spiegato il presidente Armando Ballarin - abbiamo investito nella comunità locale oltre centomila euro, cioè più di metà del bilancio dell'Assocamping". L'attenzione dei soci è andata poi al funzionamento dell'apparato comunale in settori come urbanistica, edilizia privata, igiene urbana, attività produttive, ambiente, impianti e lavori pubblici. "E' emersa preoccupazione per i problemi irrisolti del Comune - ha detto Ballarin - e difficoltà per norme e provvedimenti del Comune giudicati inopportuni e nocivi per il turismo". Una per tutte la Ztl. "Alcuni atti amministrativi - spiega - sono apparsi agli imprenditori troppo minuziosi e tesi più all'ingerenza comunale nella gestione dell'economia che a tutelare gli interessi della comunità". Pepata la replica. "Francamente non capisco quale ingerenza nella gestione privata si possa a noi imputare - sottolinea il sindaco Erminio Vanin - se è vero che senza i campeggi Cavallino-Treporti perderebbe molto, è anche vero che senza il supporto del Comune i campeggi perderebbero tutto". "Stupiscono le dichiarazioni di Ballarin - dichiara la vicesindaco Roberta Nesto - nel momento in cui gli uffici comunali stanno smaltendo l'arretrato o hanno portato a termine varianti urbanistiche per lo sviluppo del turismo come il piano dell'arenile. Quelle che Assocamping chiama "pastoie burocratiche" non sono sfizi del comune, ma l'applicazione di normative, spesso complesse, che non possono essere derogate. Forse i campeggi si aspettano canali preferenziali o non accettano zone libere di spiaggia vicine ai loro complessi. Se è questo, è ovvio che non ci stiamo". (Francesco Macaluso).

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Non sono queste difficoltà a farmi indignare, ma una ragione più generale: le cose (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 13-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Marzotto: "Indignato per il menefreghismo" "Non sono queste difficoltà a farmi indignare, ma una ragione più generale: le cose ... "Non sono queste difficoltà a farmi indignare, ma una ragione più generale: le cose pubbliche non sono di tutti, sono di nessuno". La sferza del conte Paolo Marzotto, presidente dell'Arpai, arriva facendo quasi sparire il sorriso dalle labbra improvvisamente più sottili. "Constato il menefreghismo di coloro che hanno cariche pubbliche: vivono in un piccolo mondo di favori, magari anche onesti, ma favori. E' un dramma che non abbiano spirito di servizio". Si capisce che la critica è più generale, ma è originata dall'atteggiamento dell'Università di Padova. Sono le amarezze del confronto privato-pubblico, quando il pubblico funziona male. Dalla burocrazia alle incapacità, fino a beghette che assomigliano a barzellette. Come quella sulle sedie arancioni della sala dei Giganti, brutte ma fatte mettere lì dal rettore Marchesini. Nessuno, all'Università, aveva il coraggio di farle cambiare: così hanno detto che era proprio Marzotto a non volerle. Di sedie, a dire il vero, il meno esperto di tutti.

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Dopo gli allagamenti di settembre un'alluvione di carte e burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 13-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Giampaolo Pighin (*) Dopo gli allagamenti di settembre un'alluvione di carte e burocrazia Nel settembre dell'anno scorso a seguito di una pioggia straordinariamente abbondante ma forse anche per un disguido sull'avviamento tempestivo delle idrovore, buona parte di Mestre e dintorni fini sott'acqua. Altri motivi del disastro che parvero subito evidenti furono l'insufficienza della rete di smaltimento e la sua precaria manutenzione. Le cose da fare erano ovvie e urgenti: potenziamento delle pompe di sollevamento, ampliamento della rete di scarico e tempestiva pulizia delle condotte esistenti. Non si agì in questo senso e si optò per una "burocratizzazione" della faccenda. Si attribuì la responsabilità dell'accaduto alla "cementificazione" cioè alla costruzione di nuovi edifici e si nominò un commissario che provvedesse con apposite ordinanze a condizionare la realizzazione di nuove case a misure "antiallagamento". Le norme sono state dettate ma come spesso succede nel nostro Paese il tutto si sta concretizzando in una montagna di carte, progetti, pareri, in intoppi di carattere tecnico-amministrativo, in interpretazioni, rallentamenti e assurdità. Pensate ai recipienti che devono affiancare tutti i nuovi fabbricati per versarvi le acque piovane prima di travasarle nelle tubature pubbliche oppure ai laghetti di "laminazione" dei volani di recupero delle acque meteoriche da costruirsi al posto dei giardini. Tutte opere invasive a surroga dell'insufficienza della rete pubblica di smaltimento. Eppure per ogni edificio che si realizza si devono versare svariate decine di migliaia di euro al Comune per oneri di urbanizzazione. Con questi soldini l'ente deve provvedere a costruire proprio quelle opere di prima necessità quali strade, acquedotto e appunto fognature. Come se non bastasse questo travaso di responsabilità dal pubblico al privato si è pensato addirittura di far sottoscrivere a tutti coloro che costruiscono uno scantinato seminterrato, un atto notarile di rinuncia a chiedere i danni al Comune in caso di allagamento dei locali e questo anche quando la responsabilità pubblica dovesse essere evidente e inconfutabile. è ovvio che in caso del rinnovarsi di eventi come quelli del settembre scorso si verificherebbero gli stessi guai di allora avendo per di più disperso notevolissime energie economiche in chiacchiere e burocrazia anziché in interventi e opere. Va inoltre considerato che con questo tappo amministrativo delle ordinanze si è bloccato il rilascio dei permessi di costruire limitando considerevolmente l'attività dell'industria delle costruzioni proprio in un momento di sofferenza del mercato. Così alle difficoltà dovute alla crisi del settore si sono aggiunte quelle assurde della burocrazia accentuando il rischio di veder perdere colposamente migliaia di posti di lavoro. Una calamità certamente peggiore dell'allagamento. (*) architetto.

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Strada più sicura (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 13-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Altre Strada più sicura Strada più sicura grazie assessore Un sincero ringraziamento all'assessore Ivo Rossi per aver reso più sicuro l'attraversamento pedonale di corso Milano che quotidianamente utilizziamo per andare e tornare da scuola. Giovanni, 6 anni Francesco, 1 anno e mezzo Padova I soldi per il Casone nel parco di Rubano Con queste mie poche righe vorrei dissociarmi dal pensiero del consigliere del comune di Rubano il leghista Gianluca Mingardo: "Basta spendere soldi per il "Casone" del Parco etnografico di via Valli a Rubano". Quale sostenitore dei Casoni nel nostro territorio della provincia di Padova e oltre, anche se il Casone è un falso storico "anni 80" (copia del Casone di Rosara di Codevigo del Secolo XIX come riportato nel volume "Casoni padovani" pubblicato dalla Provincia di Padova nel 2006, pagg. 90-91) esso è inserito magistralmente in un contesto habitat dove i bambini di tutte le età possono e potranno ammirare come eravamo. Fortunatamente oggi la memoria storica è ancora conosciuta per i racconti dei nonni e le ricerche nelle scuole. Questo "Casone" di Rubano è inserito in uno dei sette volumi (I casoni) dello storico Paolo Tieto. Anche un turismo giovanile teso alla riscoperta della passata civiltà potrà, per esempio, scoprire la millenaria arte di fare il pane, di impagliare sedie, fare gli zoccoli, i cucchiai di legno e tante altre cose in modo semplice e perfetto. I Casoni possono essere testimonianza per fare comprendere ai bambini come la società si è evoluta senza distinzioni tra Saonara e Rubano, tra Veneto e Sicilia. Il Casone di Rubano è entrato di diritto nella storia del territorio. Il consiglio quindi al signor Gianluca Mingardo è di attivare i colleghi amministratori di qualsiasi colore politico perché mantengano nel tempo questa preziosa testimonianza giunta a noi a beneficio dei bambini che sono gli eredi delle nostre tradizioni di civiltà. Gioacchino Bragato Padova I controlli in treno durante la vacanza Ponte del 10 maggio, tempo splendido anche a detta dei parigini, viaggio in treno e visita a Parigi a piedi. I soliti due sessantenni in pensione che vanno a trovare la figlia a Parigi. Passaggio Bardonecchia-Modane, controllo documenti in treno, uno ad uno da parte della Polizia francese mentre il treno percorreva lento la galleria quasi a dare il tempo per effettuare il controllo a tappeto. Il dubbio vergognoso e sorriso verso la moglie: vediamo se al ritorno gli italiani faranno altrettanto. Parigi a piedi... magnifica! Da La Defénse all'Arc de Trionphe per poi spingersi fino al Louvre... qualche chilometro: non c'è confronto con qualsiasi marcia stracittadina. Salire fino a Montmartre a piedi dal centro fa gustare la gioia di una scalata di montagna. Alla fine la grande città calpestata alla velocità di un pedone, diventa tua, ti sembra di conoscerla da sempre. Domenica ore 22, Gare de Nord con mia figlia a prendere il compagno in arrivo da Bruxelles: incredibile vedere sette poliziotti in nero procedere all'interno della stazione: allineati, gentili, sorridenti, ma con un impatto psicologico devastante per chi non è proprio un puro di cuore e di animo. Le sale d'aspetto! A Padova le stanno togliendo, controllate per credere, a Parigi... sono in centro alla stazione, senza muri... funzionano! Sono usate solo dai passeggeri. Dopo tre giorni è fisicamente consigliabile ritornare a casa; alla Gare de Lyon l'accesso al binario avviene dopo un controllo personale dei documenti da parte della Polizia francese. A Bardonecchia nonostante il ritardo di ottanta minuti del Tgv e consulto telefonico dell'agente italiano per soprassedere al controllo dei documenti ulteriormente penalizzante come tempo, arriva l'ordine del controllo individuale a treno fermo per una buona mezz'ora. All'arrivo a Milano dove lo stesso treno riparte per Parigi la Polizia italiana stava procedendo al controllo individuale dei documenti per l'accesso al binario dei passeggeri diretti a Parigi. Vacanza magnifica, ma anche la sensazione altrettanto appagante che questi controlli, lungi dall'infastidire il turista, danno la sensazione che per essere a pieno titolo cittadini europei è necessario essere in regola; gli "altri" devono ambire a diventare egualmente veri cittadini e così nessuno avrà niente da dire. Luigi Moretto Padova Mio figlio morto in un incidente sul lavoro Protesta e indignazione di una mamma di anni 79 che ha perso il figlio, Mario Pizzo, di 47 anni, morto mentre svolgeva il suo lavoro dilaniato dall'esplosione di una cisterna colma di gas. Mio figlio prestava la sua attività lavorativa come dipendente alla ditta Sealine di Montegaldella, in provincia di Vicenza. Il mio povero figlio ha lasciato la moglie ed era padre di una bambina di tredici anni. E' morto sul lavoro il 31 gennaio 2007 e non ha diritto di essere menzionato come gli altri poveri operai di Torino e di Brugine (vedi articolo del Mattino di sabato 3 maggio 2008 e le immagini del telegiornale da me viste il 1 maggio 2008 in occasione delle premiazioni date dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano)? Mi faccio una domanda. Per caso ci sono morti sul lavoro di serie A e di serie B come il mio povero figlio Mario morto dilaniato? Igina Guzzon Albignasego Grazie ai medici e al parroco Vorrei utilizzare questa pagina delle lettere per ringraziare il professor Paolo Trevisan e la dottoressa Ori che qualche tempo fa mi hanno operato all'ospedale di Este da calcolosi renale e biliare di cui ero affetto. Ringrazio inoltre il dottor Marco Bisello che mi ha seguito con professionalità sino alla fine del ricovero. Da non dimenticare il parroco di Lozzo don Roberto Garavello che mi è venuto a visitare in ospedale ed il nostro medico di base Angelo Foti per la sua gentilezza verso i suoi pazienti. Giovanni G. Lozzo Il sistema giudiziario e la tecnologia L'intervento del magistrato Paolo Luca, apparso sul Mattino del 7 maggio, dimostra la gravità della situazione del nostro sistema giudiziario e la sua arretratezza culturale. Dunque, per Luca, la liberazione dei 13 scassinatori e dello stupratore - per citare solo gli episodi più recenti - non è attribuibile "a comportamenti negligenti" di nessuno dei giudici che si sono occupati del caso", bensì al Sistema "che non prevede" che gli uffici comunichino "tempestivamente" tra loro! Se non lo vedessi scritto qui, sotto i miei occhi, non ci crederei! E dire che siamo nell'epoca di internet, sms, email, intercettazioni, ecc.! Ma che aspettano tutti questi procuratori e presidenti, pagati per garantire la nostra sicurezza, a venire in stage per una settimana in un'impresa veneta a imparare come ci si organizza in internal communication system? Giorgio Masiero Saonara La libera stampa e certe interviste Il 25 aprile accanto ad un articolo dal titolo "Il sindaco attacca la stampa" vi era, in risposta alle considerazioni del sindaco, un bozzetto che ricordava il diritto di critica ed il dovere di informare. Personalmente ritengo sacrosanto il diritto di informare, specie se esercitato con serietà. Serietà e buon gusto che talvolta non ritrovo nel giornale, come in quello di domenica scorsa (27 aprile) che dedica parte della prima pagina e tutta la terza con alcune foto ad una nuova redditizia attività "imprenditoriale" che a mio avviso sfrutta purtroppo debolezze, a volte anche gravi, di altre persone. Non mi ritengo un puritano ma, come giovane genitore, avverto una preoccupazione per il futuro delle mie figlie. Temo una società che, con poche regole e pochi limiti, fornisce un concetto sbagliato di libertà; una libertà molto singola e poco collettiva. Avrei piacere che mia figlia cominciasse a leggere anche il vostro quotidiano ma, domenica spero non l'abbia sfogliato. Se tutti facciamo la nostra buona parte compresi i mezzi di comunicazione allora forse si allontanerà questa mia preoccupazione. Olindo Morello assessore al Comune di Ponte San Nicolò La pubblicazione dei redditi Non capisco. Da giorni i quotidiani locali (e immagino quelli di tutta Italia) riportano pagine di elenchi di contribuenti con tanto di nomi, cognomi, reddito dichiarato e tasse versate. Sono i primi della lista per reddito, parliamo di milioni di euro. Fior di imprenditori e di professionisti. Il primo a Padova è un calciatore, il secondo un notaio e via tutti gli altri per centinaia di nominativi. Così è stato anche negli anni passati. Nessuno ha o ha avuto niente da ridire o da gridare allo scandalo. Se lo stesso tipo di elenchi, ma di tutti i cittadini e non solo dei più ricchi, vanno su internet e non su un quotidiano, si scatena l'inferno. Tutti i tg, i programmi di informazione e la carta stampata non parlano di altro. Se si conosce il reddito del notaio Tal dei Tali tutto ok, se si conosce quello di un Tizio qualsiasi, si grida allo scandalo e Visco viene considerato un criminale a furor di popolo. Perché? Qualcuno mi spiega la differenza in linea di principio tra internet e le pagine di un giornale, tra l'elenco dei Paperoni della città e quello di tutti i cittadini? Perché un sistema di pubblicità non fa notizia, mentre l'altro è considerato inammissibile? a.v. Padova Grazie a medici e infermieri di Este Voglio esprimere tramite il vostro giornale il mio più sentito ringraziamento a tutto il personale medico e infermieristico dell'unità chirurgica ortopedica e day hospital dell'ospedale d'Este. Due unità di vera eccellenza, per la professionalità, disponibilità e rapporto umano dimostratami durante i giorni del mio ricovero. Colgo l'occasione per rivolgere un invito alla dirigenza dell'ulss n. 17 perché doti questi due reparti di letti più moderni. Sarebbe un sollievo per noi pazienti e per il personale facilitato in molte operazioni e sollevato da inutili incombenze (leggi dover alzare e abbassare con manovelle, i letti dei pazienti). Sergio Martinello Vighizzolo d'Este Grazie per l'assistenza all'Oic della Mandria La presente per esprimere i nostri più sentiti ringraziamenti per quanto svolto in termini di assistenza e cura, rivolti alla signora Ileana Rampazzo mancata in questi giorni, a tutto il 6º B S. Chiara Oic presso Mandria, che con grande professionalità e umanità hanno prestato la loro opera. In questi anni di permanenza in struttura abbiamo riscontrato la disponibilità, la cordialità degli assistenti che si sono prodigati per nostra madre. Sarebbero molte le cose da dire e le persone da ringraziare, ma credo che in questi momenti sia doveroso ricordare con affetto e stima tutti coloro che prestano il servizio all'Oic. Mariarosa Bortolato Gianluca Bortolato Umberto Bortolato Fabiano Bortolato I nuovi mobili della casa di riposo Tante volte in trent'anni avrei voluto scrivere per qualche segnalazione o protesta ma lettori mi battevano sul tempo e scrivevano prima di me. Questa volta lo faccio io per davvero. Caro Mattino da giorni seguo le vicende della Fondazione Breda e il giorno 1 aprile a pagina 16 seconda fila leggo... decisione di istituire un centro per la sclerosi multipla e di attrezzare la Rsa per anziani non autosufficienti, spesa 20 miliardi di lire, però "il progettista non aveva calcolato lo spazio di manovra per le carrozzine, le porte non consentono il passaggio di letti", perle le definisci. Sono stata recentemente alla Casa di Riposo Configliachi a trovare una ospite pagante, non parcheggiata li da qualche ente, stanza a quattro letti e di recente sono stati cambiati gli armadi (più capienti), peccato però che essendo appunto più capienti, per aprire le ante bisogna spostare il letto, te la immagini un'ospite di 80-90 anni che per prendersi un fazzoletto o un asciugamano deve spostare il letto? E se questa sta dormendo e un'altra ospite deve aprire l'armadio cosa fa, la sveglia o aspetta? Pure i comodini non vanno bene perché hanno le ruote e le persone di una certa età quando si alzano dal letto a volte si appoggiano al comodino per tirarsi su e questo se non è stabile magari si sposta e la persona cade. Ma non è questa la causa della mia indignata meraviglia bensì la risposta di un responsabile "per avere dei mobili su misura bisognava spendere di più" perle appunto. Bruna Volpin Padova Gli agguati dei vigili agli automobilisti Non passa giorno, si può dire, che la stampa non riporti lettere di recriminazione di utenti della strada per il modo come sono stati multati dagli agenti del traffico, le cui pattuglie, è risaputo, agiscono spesso nascoste dietro furgoni, siepi, alberi, subito dopo una curva, munite degli apparecchi infernali per il controllo della velocità dei veicoli, per sorprendere i trasgressori, specie agli inizi dei "centri abitati". Si parla spesso di imboscate, di agguati che evocano fatti e gesta del Far-West. Si deve, purtroppo, constatare come da alcuni anni sembra essere stata bandita dalle nostre strade la cultura della prevenzione, per far posto alla repressione, che viene esercitata con un certo impegno. Gli automobilisti, in particolare, si sentono ormai braccati e perseguitati. Non si capisce perché si voglia operare in modo opposto alle norme dettate dall'art. 11 del codice della strada, laddove tra i servizi di polizia stradale annovera la prevenzione, che dovrebbe primeggiare in virtù di una costante presenza sulla strada degli agenti preposti, e in grazia della divisa di cui sono dotati, che da sola dovrebbe costituire un efficace deterrente per gli utenti indisciplinati. Non c'è nessuna norma del codice che lasci intendere che si possa agire nell'ombra, nascosti, ed anzi l'art. 183 del regolamento del C.d.S. dal titolo: "Visibilità degli agenti del traffico", dice che quando gli agenti preposti alla regolazione del traffico operano sulla strada devono essere visibili a distanza, sia di giorno che di notte, mediante l'uso di appositi capi di vestiario confezionati con tessuto rifrangente, a luce riflessa bianca, particolarmente quando svolgono i servizi di prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di circolazione stradale e di soccorso automobilistico, previsti dall'art. 11 del codice. Dobbiamo, invece riscontrare, come alcuni comuni, quasi a voler favorire e incentivare questo tanto discusso modo di operare di talune pattuglie di agenti, abbiano da tempo provveduto ad estendere a dismisura le tratte stradali dei "centri abitati", per cui l'automobilìsta, in particolare, si trova a dover procedere a 50 Kmh. per diversi chilometri per attraversare piccoli paesi o frazioni di poche centinaia di abitanti. Il cittadino-utente ha bisogno di chiarezza, di trasparenza, di dialogo, non di sole penalizzazioni o di esasperate burocrazie. Alceste Mazzucco Conselve.

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Manager troppo vecchi, i giovani al palo - maria rosa tomasello (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 13-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pescara "Manager troppo vecchi, i giovani al palo" In provincia più di 2 mila hanno oltre 70 anni. E l'edilizia resta trainante La ricerca presentata ieri dalla Camera di commercio Fase di transizione Bene il turismo e le esportazioni MARIA ROSA TOMASELLO PESCARA. è una classe imprenditoriale vecchia, quella pescarese: il 5,7 di chi è alla guida di un'azienda ha più di 70 anni, 2096 persone, 524 delle quali sono over 80. I giovani stentano a farsi largo: i quarantenni al comando sono piccola minoranza e le redini sono in mano ai padri e ai nonni. Serve un rinnovamento, servono più coraggio e più ricerca, tuttavia in una fase di rallentamento dell'economia la situazione è buona: il numero delle imprese cresce, il tessuto produttivo si irrobustisce, aumentano esportazioni e domanda turistica. Emergono segnali positivi e debolezze, inevitabili contraddizioni dal rapporto sulla situazione economica della provincia presentato ieri dalla Camera di commercio di Pescara in collaborazione con l'università Gabriele d'Annunzio in un convegno dedicato alla formazione di qualità come motore di sviluppo. "Nonostante tutto, la nostra economia è in una fase positiva, ma deve aumentare la voglia di esportare, di globalizzare le nostre imprese" dice il presidente Ezio Ardizzi. "Dico "nonostante tutto" perché il peggior nemico delle imprese è la burocrazia, se ci vogliono nove permessi per una concessione balneare. Allo stesso tempo, è necessario capire che per farcela sui mercati internazionali servono consorzi d'imprese e che non ci si può presentare all'estero con dieci diverse sigle: Provincia, Regione, Ice, enti di ogni genere, bisogna marciare insieme". "L'Abruzzo negli ultimi decenni del Novecento ha fatto uno sforzo colossale per agganciare il Nord e ci è riuscito attraverso la creazione di una rete di città, grazie al sistema delle infrastrutture, punto di forza della provincia" osserva Piergiorgio Landini, docente alla D'Annunzio e interfaccia tra ateneo ed ente camerale. La crescita, in una fase "riflessiva", è affidata però a una manciata di settori: in provincia di Pescara le imprese sono 35.391 (dati 2007), concentrate nel terziario (soprattutto commercio), nell'agricoltura, nelle costruzioni e nel manifatturiero, ma dei settori trainanti, solo l'edilizia cresce (+80), seguita dalle attività immobiliari e dall'intermediazione finanziaria, mentre perdono pezzi il commercio (-184) e il settore alberghiero. Tirate le somme, però, il saldo è positivo, con 358 nuove imprese nate lo scorso anno. Aumentano le società di capitali, una formula più complessa che dimostra la maturazione dell'imprenditoria, ma si conferma al contempo la forte vocazione artigiana, con un trend in crescita (sono 8.242). Determinante è l'apporto dato dalle imprese gestite da cittadini extracomunitari, che toccano quota 2722, il 7,7% del totale, concentrate soprattutto nell'edilizia, nel commercio e nella ristorazione, e dalle imprese "rosa", guidate da donne imprenditrici, arrivate al 26,8% del totale (8.153). Sostanzialmente stabile è il mercato dell'occupazione, dove il numero dei disoccupati cala, ma solo perché si riduce il numero di chi cerca lavoro (- 3 mila unità). A caccia di lavoro sono 7 mila persone, 5 mila delle quali sono donne: se, infatti, il tasso di disoccupazione è calato al 5,8% (era l'8,1% nel 2006), più basso della media regionale (6,2%) e nazionale (6,1%), resta alto il tasso di disoccupazione delle donne, il 10%, rispetto al 3,3% degli uomini. Chi è in cerca di lavoro, farebbe bene a procurarsi una laurea (cresce la richiesta di alta formazione) e a rivolgersi alle piccole imprese: le maggiori oppurtunità, infatti, sono offerte dalle aziende che hanno 1-9 dipendenti. "Ma i lavoratori anziani sono sempre la percentuale maggiore del numero dei lavoratori, con ripercussioni importanti sul mercato del lavoro, mentre c'è un ritardo nell'occupazione femminile che sopra i 55 anni tende a cifre molto basse" sottolinea Lucio Laureti, della Libera università mediterranea "Lum Jean Monnet" di Bari. Si riduce la ricchezza pro-capite dei pescaresi: con 20.454 mila euro, una cifra decisamente inferiore al 25.861 euro della media nazionale e più bassa dei 21. 043 della media regionale, la provincia scivola di quattro posizioni e finisce al 71º posto della classifica nazionale. Un segnale positivo arriva invece dalle esportazioni che nel 2007 hanno avuto un forte incremento dell'11,8% (abbigliamento e macchine), soprattutto in direzione di Stati Uniti, Russia e Irlanda (trampolino europeo delle imprese Usa), ma sono aumentate però anche le importazioni. "Il problema è che ci si ostina a volere solo vendere all'estero, senza invece pensare a fare investimenti o joint-venture all'estero approfittando delle buone performance euro-dollaro" sottolinea Sandro Pettinato dell'Unioncamere. Buone notizie dal turismo, dove nel 2006 sono stati registrati 339.853 arrivi, 21 mila in più rispetto all'anno precedente (+5,3%), mentre tra i punti di forza rilevati in provincia c'è il sistema delle infrastrutture. Eppure, il saldo delle imprese turistiche è negativo: "Questo è in linea con le luci e le ombre del sistema Abruzzo" sostiene Emilio Schirato, presidente della Federalberghi Abruzzo. "Nel 2006 abbiamo avuto una battuta d'arresto, nel 2007 non c'è stata la svolta, ma certo abbiamo dei plus: per esempio con i voli Pescara-New York l'Abruzzo è balzato alla ribalta dei tour operatori, e l'Abruzzo è una destinazione emergente dell'Italia minore, soprattutto per l'enogastronomia e la cultura, ma Pescara è poco conosciuta, molti pensano che si trovi nelle Marche". Ma per "vendere" l'Abruzzo, sottolinea Schirato, ancora una volta è necessario unirsi, vincere le diffidenze, perché oggi le strutture alberghiere sono per lo più piccole, con minime capacità di investimento, e gestite da anziani: "Il futuro è l'adesione a consorzi". Ma anche la transizione guidata a una nuova generazione di manager: "Oggi nella nostra provincia c'è una classe di imprenditori che non vogliono lasciare la guida delle aziende: "vecchietti" che non mollano" spiega Massimo Sargiacomo, docente alla D'Annunzio, che per la Camera di commercio sta conducendo una ricerca sul passaggio generazionale delle imprese con più di 40 anni. "Esaminando le 35 mila imprese, abbiamo scoperto che 1572 capi hanno tra i 70 e i 79 anni e 524 più di 80: non c'è un passaggio del testimone programmato". Questo impedisce la crescita di una nuova classe di manager capaci di traghettare l'imprenditoria pescarese nella modernità. "Siamo in una fase di transizione dopo la fase espansiva dell'anno scorso che qui è arrivata tardi" conclude il direttore di Bankitalia Gabriele Magrini, "il primo sintomo è che c'è un ritardo nei pagamenti. Ma i periodi difficili vanno considerati occasioni per ristrutturare l'economia".

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Fosse mai la volta buona per chiudere il capitolo della <riforma> Berlinguer (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Empoli)" del 13-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

I COMMENTI pag. 12 Fosse mai la volta buona per chiudere il capitolo della "riforma" Berlinguer UNIVERSITA' IL NUOVO GOVERNO si trova davanti ad una giungla di problemi. Fra questi suggerirei un radicale intervento su tutto l'assetto degli studi e della docenza universitaria. L'Università per anni è stata un cantiere aperto. Una riforma dietro l'altra, senza trovare un rimedio efficace ai danni fatti dalla prima: quella di Berlinguer, specialmente per il modo in cui fu applicata. L'Università italiana versa in cattivo stato, tanto è vero che l'ex ministro Mussi, dopo averne detto male ? fors'anche troppo ? nei ritagli di tempo ha provato a varare una riforma del famigerato "tre più due", cioè della laurea breve più la specialistica, detta "pomposamente" magistrale. Purtroppo gli effetti di questa controriforma mirante a ridurre la pletora dei corsi di laurea e delle materie, non ha avuto il coraggio di modificare la struttura della riforma Berlinguer e cioè i suoi effetti negativi sulla preparazione degli studenti e sulla serietà degli studi. In realtà, quella riforma non solo ha trasformato l'Università in un "esamificio", ma quel che è peggio ha prodotto, cosa di cui nessuno parla, una dilatazione della spesa sia per la docenza, con la politica degli scorrimenti dal ruolo più basso a quello più alto, sia per il personale amministrativo che si è ampliato a dismisura con il dilatarsi della giungla burocratica in cui è stata ingabbiata tutta la vita universitaria. Invece di espandere la spesa per la burocrazia, sarebbe necessario avviare un serio ripensamento della riforma del "tre più due" e semplificare e sburocratizzare il percorso degli studi, recuperando risorse utili anche con il riaccorpamento delle sedi universitarie. E' necessario infine aprire immediatamente ai nuovi ricercatori con contratti pluriennali, come aveva previsto il ministro Moratti, perché i docenti di prima e seconda fascia sono per il 40% vicinissimi alla pensione. Il numero dei ricercatori in Italia è oggi del 37%, mentre dovrebbe sfiorare il doppio della percentuale rispetto a tutti i docenti come accade nelle Università europee. Una razionalizzazione dell'Università potrebbe, se ben studiata, portare a grandi risparmi per lo Stato e per le famiglie.

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<Per pochi criminali non si può infangare un intero popolo> (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 13-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Per pochi criminali non si può infangare un intero popolo" l'ambasciatore romeno a genova "Andremo nei campi a chiedere ai rom di tornare in patria con la garanzia di una casa e di un lavoro. Serve la manodopera" 13/05/2008 Genova. "Andremo nei campi nomadi a chiedere ai rom romeni la disponibilità a tornare in Romania con la garanzia di una casa e di un lavoro. Perché, nel nostro Paese, abbiamo bisogno urgente di manodopera, soprattutto nel settore dell'edilizia. Ci sono 27 mila posti di lavori da coprire: perciò chiediamo aiuto anche alle autorità italiane". Victor Razvan Rusu, ambasciatore della Romania in Italia dal dicembre 2007, ieri ha fatto tappa a Genova. Prima è stato a Firenze, oggi partirà per Torino. La sua missione? "Migliorare l'immagine e la percezione della comunità romena in Italia". Ancora più esplicito: "Non possiamo infangare una comunità romena bene integrata per pochi criminali". Preoccupa il giro di vite annunciato dal nuovo governo nel campo dell'immigrazione. Rusu critica alcune delle proposte dei ministri Maroni (Interni) e Alfano (Giustizia) che potrebbero riguardare i suoi connazionali. Ad esempio, il salario minimo di 900 euro che gli immigrati dovrebbero dimostrare di percepire per non essere rispediti a casa: "La norma potrebbe anche essere giusta se non fosse che in Italia il lavoro nero è molto diffuso". Quanto all'ipotesi di sospendere il trattato di Schengen per i rom, chiudendo quindi le frontiere ai nomadi romeni, Rusu è chiarissimo: "La libertà di movimento delle persone è uno dei principi fondamentali dell'Unione europea che non può essere messo in discussione". "E poi - aggiunge il rappresentante del governo di Bucarest - l'Italia, come hanno fatto altri Paesi europei, avrebbe già la possibilità di limitare gli ingressi dalla Romania stabilendo la disponibilità ad accogliere solo certe categorie di lavoratori, magari con determinati titoli di studio". Il sindaco Marta Vincenzi, che l'ambasciatore della Romania ha incontrato dopo aver fatto visita al prefetto Anna Maria Cancellieri e al presidente della Regione Claudio Burlando, è sulle medesime posizioni. "La libertà di circolazione delle persone, delle merci e dei capitali è alla base dei primi trattati europei", dice Vincenzi: "Non vorremmo che ci fosse meno Europa per gli individui e, magari, di più per i capitali... sarebbe un passo indietro". Perplessa pure sul limite dei 900 euro. "Stiamo attenti a non spingere nell'irregolarità persone che vivono e lavorano onestamente". Un rischio insito, secondo Vincenzi e Rusu, nei tempi lunghi della burocrazia italiana. "A Genova le procedure sono piuttosto rapide - dice l'ambasciatore - ma in altre città ci vogliono anche sei mesi per ottenere una carta d'identità. E sarebbe davvero un problema se un nostro connazionale fosse costretto a rimpatriare perché, scaduti i tre mesi previsti dalla legge, non ha ancora ottenuto i documenti necessari". In gioco ci sono l'immagine della Romania e i rapporti commerciali con l'Italia. I numeri forniti da Rusu danno la misura di quanto siano stretti: "Gli scambi tra i due Paesi valgono 12 miliardi di euro, un terzo dell'import-export tra Italia e Russia che è venti volte più grande della Romania". Ancora: "Nel nostro Paese operano 25 mila imprese italiane e in Italia 33 mila imprese romene, di cui settemila sono aziende di capitali". Un business, in parte, scalfito dall'emergenza sicurezza che in Italia troppo spesso fa rima con rom e romeni nelle cronache dei media. "Nel 2006 i prodotti italiani avevano un indice di gradimento dell'80 per cento e, stando ai sondaggi, il 90 per cento delle donne romene sognava di sposare un italiano: adesso questi dati sono sensibilmente in discesa". Occorre rilanciare le buone relazioni con l'Italia attraverso l'apertura di tavoli bilaterali in costante riferimento con Bruxelles: sembra questo il diktat da Bucarest, anche in vista delle elezioni politiche del prossimo autunno in Romania. Inevitabile, allora, parlare di rom. Su questo argomento, Vincenzi non cerca la via diplomatica: "Con l'apertura delle frontiere, migliaia di rom sono scappati dalla Romania dove, per lunghi periodi, hanno subito angherie. Ma adesso il governo è cambiato e pure le prospettive e le condizioni generali". "È un problema europeo che può essere solo affrontato in sede Ue", ammette Rusu: "Servono finanziamenti per costruire percorsi d'integrazione e garantire condizioni dignitose ai rom". Campi nomadi? "Perché no?". Dissente, su questo punto, il sindaco : "Vogliamo evitare lo scandalo dei campi nomadi, pensiamo ad alloggi temporanei - case, roulotte o altro - per quei rom che scelgono, avendone il diritto, di condurre un'esistenza nomade". "Ma - avverte Vincenzi - bisogna distinguere nettamente tra rom e romeni". Poco prima, in prefettura, Rusu aveva precisato: "Nessuna distinzione è possibile: i rom sono pienamente cittadini romeni e, quindi, europei". Vincenzo Galiano galiano@ilsecoloxix.it 13/05/2008.

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Cemento e degrado... - mauro moruzzi (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 13-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VII - Bologna CEMENTO E DEGRADO... MAURO MORUZZI (segue dalla prima di cronaca) Nel suo intervento il professore di Toronto ci ha raccontato come cambiano le città con il Web 2.0. E poi si è dichiarato sorpreso che a Bologna non ci sia ancora per tutti i cittadini un accesso WiMax a Internet, gratuitamente e senza chiave, dalle strade dalle piazze così come esiste l'illuminazione pubblica. Era stupito che in quelle poche aree del centro dove il servizio esiste bisognasse registrarsi prima. Una modo inspiegabile per rendere Internet burocratica. Ma il problema è proprio qui. Internet è la nuova maniera di fare servizi e perfino impresa a basso tasso di burocrazia. La grande innovazione dell'era informazionale, che sta cambiando le moderne città europee, americane e asiatiche non è il cemento, ma una nuova organizzazione dei servizi e perfino dell'impresa basata sulla burocrazia leggera. Scuola, salute, formazione, comunicazione, servizi bancari, accesso alla ricerca, università, sicurezza, e perfino trasporti a burocrazia "vicina alla zero" (ci dimentichiamo che la bicicletta è stata dichiarata il mezzo di trasporto più importante del nuovo secolo?). Questo non vuol dire, ovviamente, che con i portici possiamo far a meno della metropolitana. Ma permettere ai giovani laureati di fare impresa da una buona idea (matematica, informatica e perfino musicale) e non solo dalle eredità di famiglia. Poter contare su banche e fondazioni che finanziano idee innovative e non solo costruzione materiali. Dare ai cittadini gli strumenti per ri-progettare la città. Si direbbe che gli stessi imprenditori sono un po' vittime della loro burocrazia. Non ci raccontano il meglio di loro stessi. L'industria bolognese sta innovando il suo modo di fare impresa con Internet. Crescono nuove imprese locali alle frontiere dell'hi-tech, nei settori strategici delle nanotecnologie, dei tessuti biologici. Ho conosciuto un piccolo imprenditore della logistica, nella bassa bolognese, che in un anno è diventato un leader tra gli spedizionieri del più grande porto della Cina (Tientsin - Pechino), ha diversificato il proprio business assumendo il ruolo di fornitore ufficiale dei gelati alle olimpiadi e fa tutto questo via Internet. Il suo problema? Nella bassa bolognese è carente la banda larga per le connessioni via Internet. Bologna non è in un cono d'ombra: è tutto un fermento di cose che stanno cambiando, di innovazione, di gente che produce e che studia. Certo, politica, amministrazione e università dovranno mettersi al passo.

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Il magazzino nervi tesoro dimenticato - antonio monte (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 13-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina X - Bari IL MAGAZZINO NERVI TESORO DIMENTICATO A Margherita un esempio di archeologia industriale da recuperare ANTONIO MONTE C'è un lavoro di recupero di antiche industrie dismesse che in Puglia sta avanzando in punta di piedi, con risultati lodevoli. C'è chi lavora per far sì che questo recupero avvenga. C'è chi lancia gli sos, scrive, segnala, sollecita, sensibilizza. Proprio come in questo caso. Gli amministratori di Margherita di Savoia, in provincia di Foggia, forse fino ad oggi non si sono accorti di avere una vera "cattedrale" di archeologia industriale, un luogo unico a livello nazionale. Mi riferisco al Magazzino per la Sofisticazione Sali che sta nel sito industriale delle Saline, nella banda Cappella. Mi è stato riferito, durante un recente sopralluogo, che vani sono stati i solleciti fatti agli Enti pubblici per prendere in degna considerazione questo pregevole "documento". è vero che la burocrazia e i politici hanno i loro tempi. Ma il tempo devasta, logora, distrugge questi luoghi. Sarebbe ora di parlare di tutela e di conservazione. Sarebbe ora di iniziare a valorizzare ciò che si ha. Non a caso da anni il Consiglio Nazionale delle Ricerche-Istituto per i beni archeologici e monumentali di Lecce e l'Aipai (Associazione italiana per il patrimonio archeologico industriale) stanno lavorando in questa direzione. In questa lista di beni archeoindustriali da salvare entra il Magazzino per la Sofisticazione dei Sali delle Saline che è di straordinaria bellezza architettonica, oltre che un documento storico di notevole importanza. Progettato dal noto ingegnere-architetto Pier Luigi Nervi nel 1933, su incarico dell'Amministrazione dei Monopoli di Stato, il Magazzino prevedeva un moderno impianto per la sofisticazione dei sali. Il progetto venne alla luce nel primo periodo della lunga e gloriosa attività professionale di Nervi che ha ricevuto, a partire dal 1950, otto lauree ad honorem da alcune tra le più prestigiose Università del mondo. L'organismo archeo-industriale, già realizzato nel 1935-36, venne ampliato nel 1954-55 con l'aggiunta di un corpo di fabbrica sul lato sud-est e di due magazzini sul lato nord-est che gli hanno fatto perdere le sue connotazioni originarie. Infatti il corpo di fabbrica originario era costituito da un grande magazzino e dalla torre degli impianti che era collocata al centro della struttura e ne scandiva perfettamente la simmetria. L'interno del magazzino è composto da 12 archi parabolici che si stagliano nello spazio caratterizzato da una navata unica ritmata da 13 campate conferendogli così le sembianze di una "cattedrale" di gusto gotico dove le strutture portanti assumono un duplice ruolo: di sostegno e di composizione architettonica ben scandita nei tre livelli di tetto a falda del tipo "a capanna" che conferiscono al fronte principale un aspetto quasi piramidale. Attivo sino al 1975 circa, la struttura ora versa in uno stato di totale abbandono e degrado che sta comportando un peggioramento del materiale (cemento armato) e delle sue caratteristiche sotto il profilo conservativo. Di proprietà dell'Amministrazione dei Monopoli di Stato che ha controllato per decenni l'estrazione, la produzione e la commercializzazione, nel 2002 le attività produttive delle Saline dell'Ente Tabacchi Italiani spa sono state cedute ad Atisale spa in regime di concessione trentennale. In questi anni la società Salapia, che ha acquisito il pacchetto azionario di Atisale, aveva previsto tra le prime priorità il recupero del Magazzino Nervi. Ma ciò evidentemente non è avvenuto. L'invito-appello del CNR-IBAM di Lecce e dell'AIPAI della Puglia è di lavorare insieme per recuperare e valorizzare questo patrimonio. Ricercatore Cnr-Ibam di Lecce.

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SODDISFAZIONE del presidente della Società della Salute Colline Metallifere (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Grosseto)" del 13-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

MASSA MARITTIMA pag. 11 SODDISFAZIONE del presidente della Società della Salute Colline Metallifere ... SODDISFAZIONE del presidente della Società della Salute Colline Metallifere Luciano Fedeli per l'approvazione da parte della Giunta regionale del provvedimento che sancisce la conclusione della fase sperimentale e l'istituzione di Società della Salute in piena regola sull'intero territorio toscano. Viene così ufficializzato quell'atteso aggiornamento delle leggi 40 e 41 (già esistenti) sulla base di un'esigenza unanimamente riconosciuta da tutte le regioni della penisola. Quali saranno, abbiamo chiesto a Fedeli, le novità essenziali derivanti dall'estensione approvata dalla Giunta regionale? "In primo luogo la programmazione sia dei servizi sociali e socio-sanitari che saranno gestiti direttamente dal nuovo consorzio comprese anche le aziende sanitarie e i comuni che delle attività sanitarie territoriali riguardanti la specialistica e la medicina finora di esclusiva competenza delle Asl". Sembra però di ricordare che la Società della Salute delle Colline Metallifere avesse già realizzato programmi e iniziative in linea con le novità indicate dalla Regione. "E' vero, in quanto il percorso avviato per il servizio materno-infantile è ampiamente in linea con il programma regionale". Un passo quindi importante. "Certo, la Sds permanente, non più sperimentale, semplifica quel complicato quadro di riferimento su cui gli utenti sono stati finora costretti a confrontarsi con più interlocutori per lo stesso argomento". Nessuna difficolatà? "Qualche difficoltà non mancherà ? conclude Fedeli ? specie per conciliare le esigenze degli amministratori locali con i tempi di attuazione. Fondamentale è comunque la presenza del nuovo consorzio che per lo meno nelle intenzioni del legislatore offrirà una burocrazia più snella nell'accedere ai servizi socio-sanitari".

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Linee, più di 5mila metri finiranno sotto terra (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Sondrio)" del 13-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

TIRANO BORMIO pag. 7 Linee, più di 5mila metri finiranno sotto terra ALTA VALLE VIA QUINDICI TRALICCI ? BORMIO ? SE NE PARLA DA PIÙ DI TRE ANNI del progetto di interramento dell'elettrodotto che attraversa gran parte della piana di Bormio e di San Gallo. Il progetto era stato proposto dalla precedente Giunta di Bormio come compensazione ambientale nell'ambito della realizzazione dell'elettrodotto S.Fiorano- Robbia con una istanza avanzata dalle amministrazione locali proprio per fare cielo pulito del tratto di elettrodotto 220 kw Glorenza-Cesano che attraversa l'area Bormio-Valdidentro. Ai primi di maggio del 2006 il progetto che prevede l'interramento di qualcosa più di 5 km veniva approvato dalla conferenza dei servizi a cui avevano partecipanto più di 20 soggetti interessati, amministrazioni locali comprense. Gli obiettivi che le amministrazioni del tempo si prefiggevano erano quelli di ottenere una forte riduzione dell'impatto ambientale con diminuzione dell'inquinamento elettromagnetico, ma anche l'ampliamento del cono ottico su Bormio. L'intervento che sembrava essersi arenato nelle pieghe della burocrazia centrale, ha trovato ora un nuovo rilancio con l'approvazione definitiva del progetto e con l'emanazione - come ha comunicato il comune di Bormio - del decreto che autorizza la realizzazione del tratto interrato di elettrodotto. Come detto si tratta di più di 5.000 metri di linee aeree che, da Premadio a Capitania, verrà interrato seguendo in gran parte la rete delle piste ciclopedonali. Sono ben 15 tralicci che verranno smantellati eliminando non solo l'inquinamento elettromagnetico. L'inizio dei lavori era previsto per il 2007 con un costo a carico del gestore nazionale della rete elettrica.

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Fosse mai la volta buona per chiudere il capitolo della <riforma> Berlinguer (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 13-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

I COMMENTI pag. 16 Fosse mai la volta buona per chiudere il capitolo della "riforma" Berlinguer UNIVERSITA' IL NUOVO GOVERNO si trova davanti ad una giungla di problemi. Fra questi suggerirei un radicale intervento su tutto l'assetto degli studi e della docenza universitaria. L'Università per anni è stata un cantiere aperto. Una riforma dietro l'altra, senza trovare un rimedio efficace ai danni fatti dalla prima: quella di Berlinguer, specialmente per il modo in cui fu applicata. L'Università italiana versa in cattivo stato, tanto è vero che l'ex ministro Mussi, dopo averne detto male ? fors'anche troppo ? nei ritagli di tempo ha provato a varare una riforma del famigerato "tre più due", cioè della laurea breve più la specialistica, detta "pomposamente" magistrale. Purtroppo gli effetti di questa controriforma mirante a ridurre la pletora dei corsi di laurea e delle materie, non ha avuto il coraggio di modificare la struttura della riforma Berlinguer e cioè i suoi effetti negativi sulla preparazione degli studenti e sulla serietà degli studi. In realtà, quella riforma non solo ha trasformato l'Università in un "esamificio", ma quel che è peggio ha prodotto, cosa di cui nessuno parla, una dilatazione della spesa sia per la docenza, con la politica degli scorrimenti dal ruolo più basso a quello più alto, sia per il personale amministrativo che si è ampliato a dismisura con il dilatarsi della giungla burocratica in cui è stata ingabbiata tutta la vita universitaria. Invece di espandere la spesa per la burocrazia, sarebbe necessario avviare un serio ripensamento della riforma del "tre più due" e semplificare e sburocratizzare il percorso degli studi, recuperando risorse utili anche con il riaccorpamento delle sedi universitarie. E' necessario infine aprire immediatamente ai nuovi ricercatori con contratti pluriennali, come aveva previsto il ministro Moratti, perché i docenti di prima e seconda fascia sono per il 40% vicinissimi alla pensione. Il numero dei ricercatori in Italia è oggi del 37%, mentre dovrebbe sfiorare il doppio della percentuale rispetto a tutti i docenti come accade nelle Università europee. Una razionalizzazione dell'Università potrebbe, se ben studiata, portare a grandi risparmi per lo Stato e per le famiglie.

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Vince borsa di studio ma non ha il permesso (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 13-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 5 Vince borsa di studio ma non ha il permesso LA STORIA UNIVERSITARIA SLAVA A MEDICINA ? PERUGIA ? IL BOOM dell'immigrazione fa paura agli 'indigeni', ma vivere da stranieri in Umbria e in Italia non è facile. Questo è il racconto di Alessandro A., perugino. "La mia attuale compagna ? scrive ? è extracomunitaria e ha una figlia che è entrata in Italia con un visto per studio, in quanto iscritta alla facoltà di Medicina dell'Università di Perugia. Le manca solo un anno all'ottenimento della laurea. Entrata in Italia a settembre 2007, si è presentata subito all'Ufficio stranieri della Questura per richiedere il permesso di soggiorno per motivi di studio. Le sue ottime capacità le hanno fatto anche ottenere una borsa di studio. 'Grazie' alla nostra burocrazia, però, a questa ragazza dopo nove mesi non è stato ancora consegnato il regolare permesso di soggiorno. Senza questo documento, lei non può uscire dall'Italia e non può tornare a casa. In altre parole, è bloccata in Italia perché se parte per il suo paese (la Serbia), dove ha tutti i parenti tranne la madre, non può tornare a Perugia per finire gli studi. Vive, insomma, con le stesse limitazioni di un extracomunitario clandestino, compreso il rischio di espulsione nonostante sia una studentessa-modello addirittura premiata dal contributo della nostra Università". DA QUI la rabbia, lo sconcerto. Gli Uffici stranieri delle questure, dice Alessandro, "devono consegnare il permesso di soggiorno entro i 90 giorni previsti dalla legge agli stranieri che ne hanno diritto. Privare un cittadino regolare sul nostro territorio della propria libertà di movimento può quindi configurarsi come un reato penale. E allora mi chiedo: immigrati regolari e clandestini, quale è la differenza?". Image: 20080513/foto/6812.jpg.

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Dualchi, le identità rubate all'anagrafe (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 13-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Provincia di Nuoro Pagina 5019 La revisione dello stato civile imposta dal Ministero ha posto in luce la vicenda Dualchi, le identità rubate all'anagrafe La revisione dello stato civile imposta dal Ministero ha posto in luce la vicenda Dal 1928 al 1939 il paese fu classificato frazione di Borore --> Dal 1928 al 1939 il paese fu classificato frazione di Borore Ci sono notevoli disagi per i nati in quel periodo che si trovano costretti a modificare tutti i documenti personali e quelli relativi al lavoro. Decine e decine di persone costrette da un giorno all'altro a modificare il proprio atto di nascita e altre ancora a modificare l'atto di morte dei propri defunti. Potrebbe sembrare il canovaccio di un racconto kafkiano, o la crisi d'identità collettiva di un'intera comunità, ma è invece la realtà dell'innovazione amministrativa che, a Dualchi, si sposa con la dura legge della burocrazia. L'ANAGRAFE Da qualche settimana, i nati nel piccolo paese del Marghine fra il 1928 e il 1939, sono stati chiamati dall'ufficiale dell'anagrafe e stato civile per modificare la propria posizione anagrafica. Durante la ricostruzione della vita amministrativa del paese, richiesta alle amministrazioni comunali dal Ministero dell'Interno nel progetto per la realizzazione della carta d'identità elettronica, è infatti emerso che in quel lasso di tempo, Dualchi perse la sua natura di comune autonomo per diventare frazione di Borore. LA STORIA I registri di Stato civile utilizzarono correttamente, nell'atto di nascita, la dicitura "nato a Dualchi frazione di Borore" ma nelle schede anagrafiche tutti i residenti vennero identificati solo come "nati a Dualchi". Sembrerebbe una questione di poco conto, ma sta facendo perdere la serenità a numerose famiglie. In quarantasette hanno scritto all'amministrazione comunale per denunciare la situazione dicendosi "sconcertati, arrabbiati e preoccupati per tutte le conseguenze e i disagi" che possono derivare dalla situazione venutasi a creare essendo costretti a modificare tutti i documenti personali, quelli delle loro attività e, ciò che più sembra far male, lo stesso Comune di nascita e la stessa loro identità. I DISAGI Vorrebbero infatti venisse loro riconosciuto "il diritto al luogo di nascita, quello reale e da sempre certificato, perché si nasce una sola volta in una sola data e in un solo luogo e questo luogo non può cambiare nel tempo". La stessa amministrazione comunale, incredula di fronte alle complicazioni che un simile disguido sta creando, ha voluto vederci chiaro ponendo il quesito al ministero dell'Interno. IL MINISTERO La risposta ha spezzato sul nascere le speranze di chi avrebbe voluto si potesse soprassedere e così recita: "L'ufficiale di stato civile deve procedere a correggere d'ufficio l'errore riscontrato e a seguito dell'avvenuta correzione dei dati contenuti nei registri dello stato civile, dovranno essere aggiornati, anche tutti gli atti interessati, relativamente ai dati modificati". Rimane dunque il problema e la necessità di sanarlo e rimangono le preoccupazioni e la rabbia della gente per i notevoli disagi a cui, a settant'anni e più, si è costretti andare incontro. Il tutto, banalmente, per una questione di frazione. LUCA CONTINI.

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Cantieri, rivolta dei commercianti (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 13-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-05-13 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE CREMONA Cantieri, rivolta dei commercianti Giunta comunale bocciata su sicurezza, cantieri, arredo urbano, turismo e burocrazia: è la pagella stilata dall'Associazione commercianti "a un anno dalle elezioni amministrative". Il libro bianco dei negozianti si è concentrato soprattutto sui cantieri aperti in città, soprattutto su quello infinito di piazza Marconi e quello in corso Garibaldi (la via dello shopping): "Hanno provocato gravi danni al commercio e alle altre attività del settore - ha spiegato il presidente Claudio Pugnoli - In questi anni il centro storico si è svuotato".

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Luci e ombre dell'economia pescarese. Nel 2007 aumentano le imprese, crescono le società (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 13-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di FEDERICA GIALLORETO Luci e ombre dell'economia pescarese. Nel 2007 aumentano le imprese, crescono le società di capitali, le esportazioni registrano un incremento e nel settore del turismo si assiste ad una ripresa della domanda. Tuttavia nonostante la crescita, c'è un ritardo rispetto alla media nazionale nell'occupazione femminile, ancora di molto inferiore a quella maschile e nel Pil pro-capite che a Pescara è di 20.455 euro, un dato che fa scivolare il territorio provinciale alla settantunesima posizione per tasso di crescita. È la fotografia scattata dal Rapporto sull'economia provinciale nella sesta giornata dell'economia promossa da Unioncamere che si è svolta ieri nella sede della Camera di Commercio di Pescara. "L'economia della provincia ha un saldo positivo - esordisce Ezio Ardizzi, presidente dell'ente camerale - ma deve aumentare la voglia di globalizzare delle nostre imprese, e deve diminuire la burocrazia. Non è possibile che per aprire uno stabilimento balneare ci vogliono nove autorizzazioni". A proposito di imprese, dal dossier emerge che tra le aziende operative, i comparti dei servizi, dell'agricoltura e delle costruzioni si confermano quelli ad incidenza più alta. Le imprese del Pescarese nel 2007 risultano essere 35.391 con 2.531 nuove imprese a fronte di 2.173 cessazioni. Un saldo positivo in controtendenza rispetto al resto della regione. La maggior parte delle nuove imprese appartengono al settore delle costruzioni, ma sopravvivere non è semplice. "Certamente molti fattori rendono difficile la vita delle imprese - spiega Lucio Laureti docente della Libera Università Mediterranea di Bari -: dal 2002 ad oggi il prezzo del petrolio è quintuplicato, e l'80 per cento delle nostre merci viene trasportato su gomma; in considerazione del fatto che operiamo nei mercati asiatici e statunitensi legati al dollaro ha inciso sulle imprese anche il tasso di cambio euro-dollaro, e l'incremento del costo del mais e del frumento col quale viene prodotto il biodiesel". Il dossier esamina poi altri indicatori. Per quanto riguarda la dinamica occupazionale, nella provincia di Pescara il numero degli occupati nel 2007 rimane costante rispetto all'anno precedente, ma la nota dolente è il tasso di disoccupazione femminile pari al 10 per cento, ancora notevolmente superiore a quello maschile che si attesta al 3 per cento. "Mancano gli asili nido - osserva Laureti - in Emilia Romagna il 27 per cento dei bambini frequenta asili nido, in Abruzzo solo il 10 per cento, per mancanza di strutture". Il Pil pro-capite poi a Pescara è inferiore alla media regionale e nazionale. E se da un lato crescono le esportazioni soprattutto nei Paesi della Ue - con un incremento dell'11,8 per cento, in misura pari alla media regionale e superiore a quella nazionale dell'8 per cento - importiamo (soprattutto dalla Germania) sempre di più di quanto esportiamo. Il settore trainante è a sorpresa la moda, la voce più richiesta all'estero. Merito di Brioni ma anche delle aziende dell'area metropolitana Chieti-Pescara. Per ciò che concerne il turismo dal 2000 al 2005 c'è stata una crescita costante del numero di turisti, con una battuta d'arresto nel 2006 che s'è trascinata anche nel 2007. "Tiene il mare, tiene la montagna - dice Emilio Schirato presidente regionale di Federalberghi - lo sviluppo futuro della nostra regione sarà nell'arte, cultura ed enogastronomia. È necessario però che ci siano più persone capaci di gestire il turismo - polemizza Schirato, riferendosi esplicitamente all'Aptr -, ma soprattutto ci sono troppe strutture alberghiere piccole e a gestione familiare, dove la parola formazione non è mai entrata".

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La scuola vale una Costituente (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-05-13 - pag: 15 autore: La scuola vale una Costituente Governo e opposizione chiamati a dialogare sugli obiettivi di riforma di Alessandro Schiesaro R iformare davvero scuola, università e ricerca non rientra, storicamente, tra le priorità dei Governi italiani. I risultati si possono toccare con mano: classifiche, parametri e indicatori internazionali accertano i sintomi di un malessere tanto grave da rendere oziosa qualunque discussione sul grado di affidabilità, comunque innegabile, di simili misurazioni. L'orizzonte disegnato dall'Agenda di Lisbona si allontana sempre di più, mentre i dati Pisa sulle competenze scolastiche e i principali ranking universitari ci relegano in posizioni che dovrebbero suscitare un vero senso di emergenza nazionale. Non lo suscitano. Se la storia delle "riforme", negli ultimi anni, è spesso la storia di provvedimenti mal congegnati, privi di respiro strategico, traboccanti di pregiudizi ideologici e di un'attenzione smodata per gli interessi delle corporazioni, oggi, almeno sulla carta, si registra un fatto nuovo. Per la prima volta la quasi totalità dei parlamentari è stata eletta sulla base di programmi che prevedono una forte liberalizzazione del settore educativo nel suo complesso, e di quello universitario in particolare. Tutti, per esempio, si dicono convinti che l'università del XXI secolo non possa più venir gestita in modi e forme concepiti nel primo Ottocento, e che sia necessario un rapido adeguamento agli standard internazionali soprattutto per quanto riguarda la libera circolazione di idee e persone sulla base del merito. In un sistema avanzato, al Governo e al Parlamento spetta predisporre gli obiettiviPaese, le grandi missioni sul modello Lisbona, ed esigere poi una gestione razionale e responsabile delle risorse: dozzine di norme andrebbero semplicemente cestinate in nome di un'autonomia soggetta a una va-lutazione seria e costante. Ma nel dna di entrambi gli schieramenti sono ben radicate le simpatie corporative, la passione per la microregolazione centralistica, la diffidenza, almeno finora, nei confronti di modelli organizzativi veramente autonomi, tali da permettere alle università, pur restando pubbliche, di affrancarsi dal peso insostenibile di una gestione burocratica tenuta in piedi da regi decreti. Non resta che sperare che la parziale metamorfosi da cui nascono Pdl e Pd abbia saputo promuovere, almeno in questo campo, un genuino cambio di mentalità. Per la nuova maggioranza questo implica, tra l'altro, anche il coraggio di lasciar perdere molte delle riforme promosse nella precedente legislatura di centro- destra, compresa una parte cospiscua della legge Moratti sull'università,centralistica e antimeritocratica. è necessaria una consapevolezza profonda, e diffusa, che questa volta non basterà metter mano a qualche regolamento, o ritoccare i dettagli di un impianto normativo ormai insostenibile. La sfida non è tecnica, ma politica e riguarda davvero tutti. Si deve decidere, prima che sia troppo tardi, se scuola e università debbano trasformarsi al servizio dell'Italia e del suo futuro, o se convenga ancora anteporre le esigenze di un sistema rigido a quelle del Paese, privilegiando la difesa dell'offerta,non importa se inadeguata, a quella della domanda. La portata di questi cambiamenti impone la ricerca di un consenso politico molto ampio, perché le resistenze saranno certo fortissime. Questo dovrebbe quindi essere un terreno di confronto e d'incontro privilegiato, davvero "costituente", tra maggioranza e opposizione, soprattutto alla luce delle forti convergenze programmatiche della vigilia. Proprio perché la macchina è clamorosamente inceppata esistono forse le condizioni politiche e sociali per interventi incisivi che superino i tradizionali arroccamenti di parte. L'obiettivodi fondo dovrebbe essere chiaro e ambizioso: rovesciare le priorità del sistema, dando maggiori spazi alla libertà, all'autonomia e al merito di studenti, professori e singole istituzioni. Ogni anno migliaia di studenti e molti docenti soggiornano in atenei stranieri grazie a Erasmuso ad altri programmi, competono per borse di studio o posti di lavoro all'estero, chiedono fondi di ricerca all'Europa piuttosto che alle casse asfittiche di casa loro: è sempre più difficile convincere queste nuove leve di studenti e studiosi che è il Sole a girare intorno alla Terra, che disfunzioni e paradossi sono inevitabili. Nuovamente riuniti, i dicasteri dell'Istruzione e dell'Università e Ricerca saranno retti da Maria Stella Gelmini, autrice di un disegno di legge "per la promozione e l'attuazione del merito" anche nelle scuole e nelle università che, presentato a legislatura ormai conclusa, va letto come una dichiarazione d'intenti in vista delle elezioni. Il Ddl offre una versione radicale, ma ricca di proposte interessanti, del programma poi formulato dal Pdl. Non c'è dubbio che alcuni problemi di fondo vanno davvero affrontati con spirito nuovo, e in questo senso gli eccessi del Ddl preoccupano meno delle scontate chiusure a catenaccio con cui è stato subito accolto in molti ambienti. Efficienza e qualità del sistema educativo e della ricerca sono una condizione essenziale per rimettere in moto l'Italia e liberarne le energie, ma restano chimere se si è succubi di burocrazie e corporazioni. E chi è convinto che lo statu quo, tutto sommato, non è poi così male, dovrebbe riflettere sul fatto che il nuovo ministro ha tre anni in meno dei ricercatori che in Italia iniziano oggi la loro carriera. DISEGNO DI DOMENICO ROSA.

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Per divorziare basta un click (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-05-13 - pag: 36 autore: In famiglia. Separazioni su internet in Portogallo Per divorziare basta un click Alberto Nico Quando la crisi del matrimonio diventa irreversibile, basta collegarsi a Internet e in pochi minuti ottenere il divorzio legale. Succede in Portogallo, dove le tecnologie informatiche stanno lentamente rivoluzionando la burocrazia pubblica e dove un giovane avvocato ha lanciato il primo portale web al mondo per divorziare legalmente. "Il sistema permette a due coniugi di divorziare consensualmente, applicando un recente provvedimento legislativo sulla nomina di un legale tramite atto elettronico sottoscritto con firma digitale autenticata ", spiega l'avvocato inventore del servizio, Januario LourenÇo. Collegandosi al portale www. divorcionahora.com è così possibile scaricare un file di Word, compilarlo con i dati anagrafici dei coniugi, la data di matrimonio e i riferimenti dell'atto di unione, rispedirlo on line allo studio legale con la firma digitale dei richiedenti e ottenere l'approvazione del divorzio. Detto fatto: in un tempo che varia dai quattro ai 20 minuti e in tutta sicurezza. L'unica condizione (ma LourenÇo promette di estendere il servizio a tutti i tipi di divorzio) è che la dissoluzione del matrimonio sia consensuale, senza figli né beni in comune, e che i coniugi siano in possesso del cartÃo do cidadÃo, del tutto simile alla carta d'identità elettronica italiana ma con firma digitale certificata. Al momento lo studio legale di LourenÇo (con sede in Inghilterra) non applica alcuna tariffa per lo scioglimento on line del matrimonio. Una scelta che in poche settimane ha fatto sì che i divorzi ottenuti tramite il portale abbiamo sfiorato quota 7mila, con oltre 100mila visite alla homepage. L'iniziativa è già candidata a numerosi premi per l'imprenditoria innovativa, sia in Portogallo che all'estero, oltre a una nomina al Guinness World Records. Da tanto successo si è smarcato il governo monocolore socialista guidato da José Socrates, che ha fatto sapere che "questa è un'iniziativa privata,senza la collaborazione o l'intervento dei servizi pubblici del ministero della Giustizia", cui in Portogallo compete l'emissione della tessera elettronica. nico@contestoweb.com.

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Gli artigiani si difendono dalla crescita zero (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Merate" del 13-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

ECONOMIA Giovedì nella sede di via Galilei è in programma l'assemblea annuale di Confartigianato Lecco GLI ARTIGIANI SI DIFENDONO DALLA CRESCITA ZERO Redaelli: "Le armi ci sono: le microimprese hanno una capacità innata di restare sul mercato" Il presidente Arnaldo Redaelli Lecco - Un momento di confronto per interrogarsi sulle mosse da attuare per fronteggiare un'economia che pare in frenata prolungata. Il titolo scelto per l'assemblea di Confartigianato Lecco, in programma giovedì 15 maggio a partire dalle 17.30 nella sede di via Galilei, è emblematico: "L'economia ai tempi della crescita zero: e l'artigianato?". Dopo i saluti della autorità è prevista la relazione del presidente di Confartigianato Lecco, Arnaldo Redaelli, che sarà seguita dagli interventi di Giancarlo Radice, giornalista economico del Corriere della Sera, e di Domenico Zambetti, assessore regionale all'Artigianato. Presidente Redaelli, il suo comparto è allarmato? "La situazione attuale non è fonte di preoccupazione, però è necessaria una riflessione forte. Sono dell'idea che non si debba vedere per forza nero... Ottimista? Sì, perchè sono convinto che ci sia la possibilità di crescere anche con queste condizioni". Quali sono gli accorgimenti possibili? "A Lecco, che vanta il 40% di imprese artigiane, è doveroso provare a rimodulare le cose che si fanno, spingendo di più sull'internazionalizzazione, sull'aumento della consistenza delle imprese, sulla formazione, sull'attenzione ai prodotti". Comunque mi pare ottimista... "Le armi per difendersi ci sono. Anche perchè le microimprese lecchesi hanno una capacità innata di restare sul mercato, di risolvere i problemi, di avere un gruppo sicuro di clienti potenziali... L'artigianato è forte, produce ricchezza e spesso è un ammortizzatore senza costi per lo Stato". E i giovani sono pronti a fare la loro parte? "La voglia di fare c'è. I giovani credono nel lavoro artigiano, non entrano solo perchè c'è l'impresa di famiglia. Sono pronti a investire e anche quando si lamentano della burocrazia o dei costi è perchè vorrebbero non trovare ostacoli nella loro attività, non perchè sono rassegnati o perchè cercano alibi". Il passaggio generazione non è più un problema? "Qualche anno fa c'era il timore per le successioni, oggi invece vediamo che c'è desiderio di andare avanti. I giovani, pur partendo da produzioni consolidate, spesso hanno la capacità di modificare il processo, la tipologia di prodotto... L'importante è non pensare di partire da dove sono arrivati i genitori: bisogna tornare indietro un pezzo, prendere la rincorsa e indossare i propri abiti". Gli artigiani ci credono, i giovani ci credono. E le associazioni? "Devono farlo ancora prima. Sono chiamate a trasmettere fiducia nel futuro e a costruire percorsi validi. Siamo chiamati a interagire con le imprese offrendo servizi sempre innovativi. Chi si rivolge a noi è sempre più esigente. E dico di più: oggi stare dietro alle richieste degli associati è sempre più complesso. Ognuno ha il suo problema e vuole vederlo risolto". Concludiamo con uno sguardo più ampio. Come sta il sistema Lecco? "Le associazioni, già da tempo, dialogano e si confrontano in modo costante. Però oltre a condividere e a sentire i problemi, occorre fare un ulteriore sforzo per arrivare a studiare un percorso... Bisogna fissare dei paletti e concretizzare. Mi pare che ci sia la serenità giusta per costruire insieme un progetto di massima individuando le priorità del territorio". Articolo pubblicato il 13/05/08 Marco Magistretti.

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Firmata la convenzione: il Comune paga un terzo di oratorio (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Merate" del 13-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

TERNO D'ISOLA Lo scorso giovedì la firma della convenzione con parroco e sindaco FIRMATA LA CONVENZIONE: IL COMUNE PAGA UN TERZO DI ORATORIO richiedi la foto Il momento dell'attesa firma della convenzione da parte del sindaco Terno d'Isola - "Il Comune di Terno d'Isola riconosce la funzione educativa e sociale svolta dall'oratorio nella crescita armonica di minori, adolescenti e giovani". Queste le parole lette dal vicesindaco Carla Ferrati nel corso della serata per la firma della convenzione tra Amministrazione ed oratorio per la costruzione del nuovo edificio. Parole che spiegano il sostanzioso contributo che, nel corso di alcuni anni, l'ente erogherà per aiutare i lavori: 1 milione e 250mila euro è la cifra, di cui 100mila all'atto della firma, 350mila entro il 30 giugno di quest'anno e la restante somma durante lo svolgimento dei lavori, a seguito della presentazione di pezze giustificative. Il progetto prevede che la somma totale spesa sarà di circa quattro milioni di euro. Emozionato il parroco, don Renato Belotti, nel ricordare le tappe del travagliato iter che ha portato alla firma dell'accordo: "E' un momento importante, e mi sento felice perchè, nonostante sia qui da soli sei mesi, ho dedicato molto tempo alla questione. Perchè mi rendo sempre più conto del fatto che Terno ha bisogno di un centro di aggregazione: dobbiamo fare uno sforzo per avere almeno una struttura per avviare un progetto educativo concreto e reale, per rispondere alle esigenze della popolazione". Il sacerdote ha anche risposto, con un cenno, alle critiche che velatamente le opposizioni rivolgono al progetto: "La comunità di Terno è in continuo movimento, e dobbiamo costruire un progetto educativo che tenga presente non solo la minoranza di "ternesi doc" ma anche quanti arriveranno in questi anni. Aspettiamo di avere la struttura, perciò, prima di preparare gli strumenti educativi". "Ringraziamo tutti coloro che in questi anni hanno contribuito ad arrivare a questo traguardo - ha concluso il sindaco Rossano Longhi - : i tempi lunghissimi della burocrazia in alcuni momenti ci hanno scoraggiato, ma siamo orgogliosi, come Amministrazione, di essere noi a chiudere questo accordo". Articolo pubblicato il 13/05/08.

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RICERCA, PRONTI SOLDI E PROGETTI MA LA BUROCRAZIA FRENA TUTTO (sezione: Burocrazia)

( da "Wall Street Italia" del 13-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ricerca, pronti soldi e progetti Ma la burocrazia frena tutto -->Innovazione industriale: tempi lunghi e ministeri divisi.

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Videoforum sicurezza sul lavoro: un patto fra imprese e sindacati (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 13-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Marco Bellinazzo e Maria Carla De Cesari Un nuovo patto per la sicurezza nei luoghi di lavoro, per fermare la tragedia quotidiana delle morti bianche e degli infortuni. È quello che proporrà il Governo Berlusconi IV insediatosi ieri a imprese e sindacati già nelle prossime settimane. Tra le priorità dell'agenda del neo-ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, c'è sicuramente quella di modificare il Testo unico emanato dal Governo Prodi lo scorso aprile (a Camere sciolte) e in procinto di entrare in vigore il 15 maggio, al quale Il Sole 24 Ore ha dedicato ieri un forum online che ne ha messo in risalto tutti i problemi applicativi. Sacconi ha manifestato in più occasioni le sue perplessità e quelle del centrodestra per le scelte della ex-maggioranza circa le modalità di attuazione delle legge delega 123/07. Secondo lui i contenuti del decreto legislativo 81/08 (pubblicato sulla "Gazzetta Ufficiale" 101 del 30 aprile, supplemento ordinario 108/L) devono essere ricalibrati per limitare l'impatto dell'apparato sanzionatorio troppo repressivo e privilegiare, viceversa, le disposizioni relative alla prevenzione, alla formazione dei dipendenti e alla semplificazione della burocrazia aziendale. Ora prende corpo, però, l'idea di riavviare il tavolo di confronto con le imprese e i sindacati per lanciare un più ampio "patto per la sicurezza". Un accordo fra tutte le componenti del mondo economico e produttivo per combattere l'emergenza degli incidenti sul lavoro. Liberando risorse per finanziare gli investimenti in sicurezza da parte delle aziende e incentivare la formazione continua dei lavoratori. Il cosiddetto "tesoretto" dell'Inail, 12 miliardi di euro di avanzo di gestione (1,2 miliardi all'anno), vano oggetto del desiderio di tutti gli ultimi titolari del dicastero del Lavoro, potrebbe essere finalmente sbloccato e indirizzato a tale scopo. Il testo unico sulla sicurezza, intanto, la prossima settimana il 15 maggio entrerà in vigore, salvo il rinvio di 90 giorni (al 29 luglio) per la parte relativa alla valutazione dei rischi aziendali. Ieri delle novità legislative rispetto alla vecchia "626" in via di abrogazione e dei primi dubbi applicativi hanno discusso in un forum online organizzato dal Sole 24 Ore Luigi Caiazza, Elio Cherubini e Laura Mancini (entrambi dello studio legale Toffoletto) e Marina Della Foglia, dirigente della Asl Milano 1. La discussione degli esperti, sollecitata dalle numerose e-mail dei lettori, ha offerto molti spunti (si vedano le domande e le risposte pubblicate in questa pagina e in pagina 35), a partire dal nodo della valutazione dei rischi. In materia di responsabilità amministrativa delle imprese (decreto legislativo 231/01), per esempio, è stata condivisa l'opinione che anche per le Pmi sarà di fatto obbligatoria l'adozione dei modelli organizzativi con efficacia esimente, per evitare le pesanti sanzioni alle società previste dall'articolo 300 del decreto legislativo 81/08. Al forum è intervenuto anche Isidoro Marino, direttore Nucleo affari sociali di Confindustria, il quale ha ribadito i dubbi delle imprese (oltre a Confindustria, altre 14 sigle hanno firmato un documento molto critico sulla nuova disciplina all'indomani della sua approvazione). Pur apprezzando lo sforzo compiuto dal Governo Prodi di razionalizzare e dare un corpus unitario a una normativa come quella in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, quanto mai complessa e ormai più che trentennale, Marino ha posto l'accento sull'eccessivo peso delle sanzioni all'interno del provvedimento. Mentre andrebbero migliorate le misure dirette a prevenire gli infortuni. "Confindustria non vuole ovviamente che le sanzioni siano abolite ha precisato il direttore del Nucleo affari sociali . È chiaro però che va ripristinata una proporzione più adeguata tra le violazioni contestate e le conseguenze, soprattutto quando si tratta di irregolarità meramente formali". 9 Maggio 2008.

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CENSIMENTO. I dati sono stati elaborati dal quotidiano economico Il Sole 24Ore sulla base delle richieste di lavoratori stranieri da parte di imprese e famiglie (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 13-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stranieri, uno su 5 è clandestino La nostra città è al quinto posto in Italia, con oltre 20 immigrati non regolarizzati ogni mille abitanti Il problema sociale riguarda quelli non censiti e i comunitari nullafacenti FLAVIO TOSI SINDACO DI VERONA     Enrico Santi Un censimento pubblicato dal quotidiano economico "Il Sole 24Ore", colloca Verona al quinto posto per presenza di immigrati irregolari. La nostra città risulta avere una percentuale di 20,5 clandestini ogni mille abitanti. Si tratta di quasi il 20 per cento degli stranieri. Tale elenco è guidato da Brescia con 32 irregolari ogni mille cittadini. Al secondo posto c'è Mantova, che ogni anno contende a Bolzano la palma d'oro della vivibilità. Le città venete sono nel gruppo di testa per densità di presenza straniera sul totale degli abitanti, con una media vicina agli 11 immigrati ogni cento abitanti e a Verona è di 10,4. "La classifica sui cosiddetti clandestini", spiega Carlo Melegari, del Centro studi immigrazione, "si basa sul presupposto che le richieste di lavoratori dall'estero, in accordo ai decreti flussi, riguardano persone già presenti. Per cui si tratta di un riscontro oggettivo delle richieste del mercato del lavoro per rispondere ai bisogni dell'economia e delle famiglie che necessitano di assistenza per le persone non autosufficienti, non trovando risposta negli autoctoni. E in questo campo", sottolinea Melegari, "Verona non può non essere ai primi posti". Neppure don Giuliano Ceschi, direttore della Caritas diocesana, si mostra stupito dai numeri del censimento resi noti dal quotidiano economico. "Temo", commenta, "che il loro numero sia destinato a salire perché in Italia, con le leggi attuali, è più facile entrare da clandestini. Quando un permesso di soggiorno per lavori stagionali scade e non è più rinnovabile", aggiunge, "è difficile che un immigrato torni a vivere in un Paese in cui mancano i beni primari". Il direttore della Caritas boccia l'idea del nuovo ministro Roberto Maroni di introdurre il reato di immigrazione clandestina. "Finirà per mandare in tilt il sistema giudiziario. Inoltre, tanti immigrati si sentiranno condannati alla marginalità. La strada giusta sarebbe offrire una via d'uscita poiché ora la legge impedisce di fatto la regolarizzazione". Per don Ceschi va respinta l'equazione clandestini uguale delinquenti. "Ma la condizione di clandestinità", sostiene, "può indurre a dedicarsi ad attività criminali. Quindi è necessario mettere mano alla Bossi-Fini, per rimediare alle cose che non funzionano. E poi c'è il problema della burocrazia. Perché non provare ad affidare le pratiche ai Comuni? Ho visto persone che hanno atteso quasi due anni il permesso di soggiorno...". Per Melegari il neo ministro Maroni, dovrebbe "pensarci bene" prima di procedere. "Criminalizzare una presenza di tali dimensioni", esclama, "significa creare un danno sociale enorme e a Verona ci vorrebbero i campi di concentramento per rinchiudere tutti gli irregolari. La clandestinità si combatte snellendo la burocrazia e con politiche sociali che favoriscano la regolarizzazione di chi lavora nelle famiglie che si vedono costrette a pagare in nero queste persone". Secondo il sindaco Flavio Tosi, tuttavia, "il problema sociale più grande è rappresentato da coloro, e sono tanti, che non sono inclusi nei dati della classifica: chi ha fatto domanda di entrare nelle quote facilmente ha un lavoro, seppur irregolare, e cerca in qualche modo la regolarizzazione; ma i clandestini socialmente pericolosi sono quelli che la domanda non l'hanno fatta e che vivono di delinquenza e di attività illecite, sono i comunitari cosiddetti nullafacenti o i Rom". Tosi, infine, difende la proposta di Maroni: "La stretta, come è ovvio, riguarderà principalmente i clandestini che delinquono e vivono in condizioni degradate".

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Meno burocrazia per chi investe: l'Africa chiama le Pmi campane (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 13-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Campania espansione internazionale Meno burocrazia per chi investe: l'Africa chiama le Pmi campane Ci sono possibilità di sviluppo economico e imprenditoriale nei paesi dell'Africa subsahariana: le aziende campane che intendono investire potranno beneficiare di agevolazioni economiche, disponibilità di materie prime e sburocratizzazione. Se ne discuterà questa mattina nei dettagli presso la Camera di Commercio di Napoli (Via Sant'Aspreno -Sala Parlamentino, ore 9.30), nel corso della manifestazione "L'Africa subsahariana: una risorsa per il terzo millennio", organizzata dalla Camera di Commercio ItalAfrica Centrale in collaborazione con Sprint Campania e Unioncamere Campania. Angela Milanese Imprese disposte ad investire in Africa cercasi. Si offronono in cambio ricche agevolazioni, stabilizzazione politica, sburocratizzazione e disponibilità di materie prime. L'appuntamento è per questa mattina presso la Camera di commercio di Napoli. Ci sarnno Francis Gatare, direttore generale di Riepa (Agenzia del Rwanda per la promozione degli investimenti e delle esportazioni), Lèopold Ndayisaba, ambasciatore della Repubblica del Burundi, Joseph Bonesha, ambasciatore della Repubblica del Rwanda, Albert Tshiseleka Fehla, ambasciatore della Repubblica Democratica del Congo. Numerosi gli esponenti del mondo istituzionale e imprenditoriale italiano e campano. Tra gli altri, Gianfranco Caprioli, direttore generale della Direzione Promozione Scambi del Ministero del Commercio internazionale, Mario Mantovani, senatore, Paolo Scudieri, vice-presidente per l'internazionalizzazione dell'Unione Industriali di Napoli, Gaetano Cola, presidente della Camera di Commercio di Napoli, Santo Vittorio Romano, direttore Unioncamere Campania, Edoardo Imperiale, direttore Sprint Campania, Mariano Bruno, segretario generale del Corpo consolare di Napoli, Paolo Baldan, direttore della Cde (il Centro per lo Sviluppo dell'impresa di Bruxelles), Alessandra Rainaldi, esperto Ice presso la Cde Luigi Cremonini, presidente del Gruppo Cremonini. Il numero uno della Camera di Commercio ItalAfrica Centrale, il console della Repubblica democratica del Congo, Alfredo Cestari, presenterà le missioni imprenditoriali che Italafrica ha organizzato per il 2008 nei Paesi in cui ha stabile presenza: Repubblica Democratica del Congo (Kinshasa), Repubblica del Congo (Brazzaville), Rwanda, Burundi ed infine Angola. "La scelta - spiega Cestari - è dettata dalla vitalità economica di Paesi in cui i Governi lavorano per garantire maggiori agevolazioni a chi vuole investire offrendo in cambio stabilizzazione politica, sburocratizzazione e disponibilità di materie prime. Essi si stanno dotando di un sistema molto apprezzato di incentivazione esemplificato nella creazione di un nuovo codice degli investimenti ed in agenzie specializzate per lo sviluppo economico e l'investimento. Per questi motivi ItalAfrica organizza incontri e missioni tesi a portare all'attenzione occidentale l'enorme potenziale di una gran parte di Paesi subsahariani". Altri incontri sullo stesso tema si terranno il 14 maggio a Baronissi (Salerno), a partire dalle ore 10.30, presso la sede del Comune. Lì gli ambasciatori avranno la possibilità di confrontarsi con sindaci e imprenditori della Valle dell'Irno e di effettuare una visita agli impianti di produzione di Energia rinnovabile in Campania del Gruppo Cestari. del 13-05-2008 num.

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La nostra città è al quinto posto in Italia, con oltre 20 immigrati non regolarizzati ogni mille abitanti (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 13-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

CENSIMENTO. I dati sono stati elaborati dal quotidiano economico Il Sole 24Ore sulla base delle richieste di lavoratori stranieri da parte di imprese e famiglie Stranieri, uno su 5 è clandestino La nostra città è al quinto posto in Italia, con oltre 20 immigrati non regolarizzati ogni mille abitanti Il problema sociale riguarda quelli non censiti e i comunitari nullafacenti FLAVIO TOSI SINDACO DI VERONA     Enrico Santi Un censimento pubblicato dal quotidiano economico "Il Sole 24Ore", colloca Verona al quinto posto per presenza di immigrati irregolari. La nostra città risulta avere una percentuale di 20,5 clandestini ogni mille abitanti. Si tratta di quasi il 20 per cento degli stranieri. Tale elenco è guidato da Brescia con 32 irregolari ogni mille cittadini. Al secondo posto c'è Mantova, che ogni anno contende a Bolzano la palma d'oro della vivibilità. Le città venete sono nel gruppo di testa per densità di presenza straniera sul totale degli abitanti, con una media vicina agli 11 immigrati ogni cento abitanti e a Verona è di 10,4. "La classifica sui cosiddetti clandestini", spiega Carlo Melegari, del Centro studi immigrazione, "si basa sul presupposto che le richieste di lavoratori dall'estero, in accordo ai decreti flussi, riguardano persone già presenti. Per cui si tratta di un riscontro oggettivo delle richieste del mercato del lavoro per rispondere ai bisogni dell'economia e delle famiglie che necessitano di assistenza per le persone non autosufficienti, non trovando risposta negli autoctoni. E in questo campo", sottolinea Melegari, "Verona non può non essere ai primi posti". Neppure don Giuliano Ceschi, direttore della Caritas diocesana, si mostra stupito dai numeri del censimento resi noti dal quotidiano economico. "Temo", commenta, "che il loro numero sia destinato a salire perché in Italia, con le leggi attuali, è più facile entrare da clandestini. Quando un permesso di soggiorno per lavori stagionali scade e non è più rinnovabile", aggiunge, "è difficile che un immigrato torni a vivere in un Paese in cui mancano i beni primari". Il direttore della Caritas boccia l'idea del nuovo ministro Roberto Maroni di introdurre il reato di immigrazione clandestina. "Finirà per mandare in tilt il sistema giudiziario. Inoltre, tanti immigrati si sentiranno condannati alla marginalità. La strada giusta sarebbe offrire una via d'uscita poiché ora la legge impedisce di fatto la regolarizzazione". Per don Ceschi va respinta l'equazione clandestini uguale delinquenti. "Ma la condizione di clandestinità", sostiene, "può indurre a dedicarsi ad attività criminali. Quindi è necessario mettere mano alla Bossi-Fini, per rimediare alle cose che non funzionano. E poi c'è il problema della burocrazia. Perché non provare ad affidare le pratiche ai Comuni? Ho visto persone che hanno atteso quasi due anni il permesso di soggiorno...". Per Melegari il neo ministro Maroni, dovrebbe "pensarci bene" prima di procedere. "Criminalizzare una presenza di tali dimensioni", esclama, "significa creare un danno sociale enorme e a Verona ci vorrebbero i campi di concentramento per rinchiudere tutti gli irregolari. La clandestinità si combatte snellendo la burocrazia e con politiche sociali che favoriscano la regolarizzazione di chi lavora nelle famiglie che si vedono costrette a pagare in nero queste persone". Secondo il sindaco Flavio Tosi, tuttavia, "il problema sociale più grande è rappresentato da coloro, e sono tanti, che non sono inclusi nei dati della classifica: chi ha fatto domanda di entrare nelle quote facilmente ha un lavoro, seppur irregolare, e cerca in qualche modo la regolarizzazione; ma i clandestini socialmente pericolosi sono quelli che la domanda non l'hanno fatta e che vivono di delinquenza e di attività illecite, sono i comunitari cosiddetti nullafacenti o i Rom". Tosi, infine, difende la proposta di Maroni: "La stretta, come è ovvio, riguarderà principalmente i clandestini che delinquono e vivono in condizioni degradate".

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CASORIA: TIZZIANI IL VICE. ATTESA PER LA GIUNTA. GIRASOLE, SOCIALISTI: PDL SENZA MAGGIORANZA (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 13-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Casoria: Tizziani il vice. Attesa per la giunta. Girasole, socialisti: Pdl senza maggioranza DOMENICO MAGLIONE Casoria. Stefano Ferrara è da ieri ufficialmente il nuovo sindaco di Casoria. Il primo cittadino è entrato nelle sue funzioni dopo, ieri mattina, la proclamazione da parte del seggio elettorale centrale che invece provvederà a fare altrettanto per i consiglieri comunali tra il 23 e il 26 di questo mese. Subito dopo ci saranno poi dieci giorni di tempo per convocare il primo consiglio comunale, presieduto dal consigliere anziano (quello cioè più votato) Fortunato Polizio (Pdl), all'inizio del quale il primo cittadino presterà il giuramento di fedeltà alla Repubblica. Stefano Ferrara, primo esponente del centrodestra a mettere in ginocchio lo strapotere del centrosinistra a Casoria, intanto, è entrato a pieno titolo nel suo nuovo ruolo di primo cittadino dopo avere ricoperto, negli anni 90, quello di assessore all'Urbanistica per la Dc. Il neosindaco si è tuffato subito nella risoluzione dei problemi della città, in primis emergenza rifiuti e sicurezza. Senza trascurare la viabilità caotica che opprime pedoni e automobilisti. Mentre per la composizione dell'esecutivo i tempi non sembrano affatto ancora maturi. "L'unica certezza è la nomina a vicesindaco di Carlo Tizziani - dice Ferrara - Ma quello che è importante in questa fase è di realizzare un progetto credibile e concreto per la città che dia risultati nei primi cento giorni di governo". È un sindaco che appare estremamente pragmatico, poco incline alle strategie politiche e molto impegnato per risolvere le emergenze quotidiane. Non a caso una delle prime uscite del primo cittadino è stata quella di rimanere al fianco dei vigili urbani fino a tarda sera per dare indicazioni agli agenti della polizia locale ma anche incoraggiarli nel loro lavoro, sempre più difficile e a rischio. E bisogna dire che dal punto di vista dell'immagine la figura di Ferrara ha guadagnato sicuramente consensi da questa iniziativa che ha evidenziato un sindaco molto vicino ai problemi dei cittadini e dei lavoratori. "Coordinerò, come ovvio, anche le operazioni dal Comune ma a me piace stare a contatto con i cittadini: al Palazzo la gente mia ha eletto per risolvere i loro problemi e certamente non per ammuffire nella burocrazia", sottolinea Ferrara che dovrà fare i conti con una coalizione minoritaria, almeno sulla carta, in consiglio comunale. Ma c'è chi nel centrodestra di questo proprio non si preoccupa e con molta spavalderia annuncia che la maggioranza c'è e ha numeri pure abbastanza consistenti, lasciando presumere che ci sia già qualcuno del centrosinistra pronto al salto di casacca. "Ritengo che chi ha perso debba fare una opposizione determinata, convinta e assidua e certamente non prestare il bastone d'appoggio a un centrodestra che non ha i numeri per governare - afferma Tommaso Girasole, esponente provinciale del partito socialista - Se ci sono contraddizioni nel centrosinistra che vengano subito fuori ma il centrodestra non ha i numeri per governare e non può gestire la città".

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SPAZIO ALLE VOCI, CI AVVICINANO AL CIELO (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 13-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

DANIEL OREN AL VERDI "Spazio alle voci, ci avvicinano al cielo" Il direttore del teatro salernitano sul podio della "Sonnambula" Nel cast il soprano Annick Massis e il georgiano emergente Mukeria Donatella Longobardi È molto orgoglioso Daniel Oren della "sua" "Sonnambula" in programma domani sera al Verdi di Salerno (repliche venerdì e domenica). Soprattutto perché schiera nel ruolo della protagonista, Amina, Annick Massis, soprano francese di coloritura tra le voci più richieste del momento. Reduce dai trionfi del Metropolitan di New York con "Lucia di Lammermoor", la Massis tornerà in dicembre a Salerno per un'attesissima "Traviata" firmata da Zeffirelli. "E questa è una cosa eccezionale per un piccolo teatro come il Verdi", nota il direttore, che per il secondo anno consecutivo firma la stagione salernitana grazie all'accordo siglato con il sindaco De Luca che con il Comune sostiene le attività del teatro, pronto anche la prossima estate a uscire dalle proprie mura per una breve stagione all'aperto nell'area flegrea. "La formula del nostro teatro è semplice, - osserva Oren - nulla a che vedere con le masse artistiche gonfiate a dismisura delle Fondazioni liriche. Qui si lavora con poche fidatissime persone, scarsa burocrazia, budget ridotti ma altissima qualità". Il risultato sono allestimenti come questa "Sonnambula" con le scene e i costumi disegnati per l'occasione da Alfredo Troisi e ambientati in una Svizzera dell'Ottocento un po' fantastica. "Sarà uno spettacolo tradizionale realizzato con mezzi moderni", precisa il regista Riccardo Canessa il quale, fedele alla sua impostazione basata sulla fedeltà al testo e all'autore, ha pensato alla vicenda di Amina e Elvino come fosse tutta frutto di un brutto sogno, "come può succedere a chiunque di noi alla vigilia di un avvenimento importante, un esame, un matrimonio". Lei, insomma, continua a dormire, anche quando è nella casa del conte, si sveglia solo alla fine tra le braccia dell'amato. In primo piano, comunque, ci sono le voci. Quella della Massis, innanzitutto, ma anche quella del tenore Shalva Mukeria, già chiamato nei panni di Elvino al Maggio Fiorentino da Zubin Mehta e molto attivo alla Staatsoper di Vienna, anche lui una chicca voluta da Oren per lo spettacolo salernitano. "Anche perché "Sonnambula" è un vero capolavoro belcantistico", nota il direttore, "e servono grandi voci. La voce è lo strumento più bello al mondo, quello che certamente avvicina di più l'uomo a dio, senza mezzi intermedi". Tra l'altro, quest'opera è ricca di melodie bellissime, amate anche da Wagner che considerava Bellini un maestro del genere, un compositore di confine tra classicismo e romanticismo. "Io penso che i suoi capolavori, "Norma" e "Sonnambula" appartengano ad una sorta di terra di nessuno, drammatica l'una, con un finale gioioso l'altra. Opere difficilissime per il podio, perché si deve mantenere un equilibrio molto delicato per non cadere né nel classicismo né nel romanticismo", osserva Oren. "Per questo - aggiunge - sto cercando nel colore, nel suono e nell'intonazione la cifra giusta per affrontare la partitura". Una partitura in cui, secondo il direttore, "si sente tutta l'anima meridionale di Bellini il quale, a differenza dei due grandi compositori coevi, Rossini e Donizetti che pure furono molto attivi a Napoli, era nato nel Regno delle due Sicilie".

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<Li sfratterremo dalla moschea> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 13-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Li sfratterremo dalla moschea" Il sindaco di Nervesa prepara il summit della Conferenza dei servizi in programma venerdì NervesaMoschea, operazione sicurezza. Il primo cittadino di Nervesa Fiorenzo Berton intende puntare su una questione di ordine pubblico e di sicurezza per arrivare alla chiusura della "moschea" di Sovilla di Nervesa. La "svolta" nella tattica di lotta ingaggiata dal sindaco contro lo stabile sarebbe legata all'episodio di venerdì (il lancio di alcuni sassi), che avrebbe messo in luce il clima di tensione crescente attorno alla moschea. L'ordinanza dovrebbe essere firmata dopo la Conferenza dei Servizi di venerdì e sulla base delle indicazioni emerse dalla stessa. "Evidenziare le problematiche di carattere urbanistico legate alla presenza della moschea ed il fatto che lo stabile, nato come negozio, non può essere utilizzato per i "nuovi" impieghi rischia di bloccarci nei meandri della burocrazia -spiega il sindaco- La mia idea, piuttosto, è ora quella di puntare sulla questione di sicurezza e su un problema di ordine pubblico determinati appunto dalla presenza della "moschea". Per adesso, comunque, l'aspetto più importante è che venerdì vengano tutte le autorità invitate alla Conferenza dei Servizi. Per questo motivo sto cercando di verificare che tutti abbiano ricevuto le lettere". E sull'impatto delle vicende di questi giorni sulla popolazione. "I Nervesani sono tutti contenti che i Musulmani se ne vadano -aggiunge Berton- anche perché ritengono che la situazione potesse essere accettabile fino al momento in cui in paese si riunivano solamente persone di Nervesa, ma che ora si sia passato davvero il limite". Intanto, le telecamere da posizionare lungo la Schiavonesca marosticana sono state ordinate. Resta da vedere se la loro installazione precederà la chiusura della moschea stessa, ammesso che questa avvenga davvero. Invece, sulla denuncia minacciata sabato dal sindaco nei confronti dei Musulmani, che lo avrebbero accusato di essere la causa dell'esplodere di simili atti, ora Berton afferma: "ci sto riflettendo, ma può darsi che decida di non farla. Sono idee che ti vengono quando sei particolarmente arrabbiato".Laura Bon.

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Togliere dall'isolamento le aree interne (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Calabria, Il" del 13-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di questo si è discusso a San Donato di Ninea alla presenza di amministratori locali e regionali S. DONATO DI NINEA. Togliere dall'isolamento le aree interne, favorire il ripopolamento e valorizzare il patrimonio economico. Ma anche creare infrastrutture e condizioni per attrarre investimenti. È questo il "grido d'allarme" che amministratori, organizzazioni di categoria e istituzioni hanno lanciato al mondo politico, in occasione di un convegno sui piccoli comuni, al termine del quale è stato firmato un protocollo d'intesa tra il comune di San Donato di Ninea e la Fondazione Field per attivare un laboratorio sperimentale per lo sviluppo locale. Ai piedi del Pollino sono diversi i comuni che da anni vivono un lento ma inesorabile processo di spopolamento. San Donato, tra questi, può definirsi il paese simbolo dell'emigrazione. Il centro, come ha ricordato lo stesso sindaco, Luigi Salvo, introducendo i lavori, che "qualche anno fa vantava all'anagrafe quasi 5.000 abitanti ma che oggi ne registra all'incirca 1.600". Un esodo massiccio "verso il Nord industrializzato", per prestare braccia e cervelli a quell'area produttiva che oggi vorrebbe "ripagare il Sud con il federalismo fiscale", è stato evidenziato in quasi tutti gli interventi. Al tavolo dei relatori oltre all'amministrazione comunale, il presidente della Fondazione Field, Mario Muzzì, l'assessore provinciale di Cosenza, Luciano Manfrinato, il responsabile della Cgil Pollino-Sibaritide Tirreno, Franco Spingola e il Parco nazionale del Pollino, rappresentato dal sindaco di Acquaformosa, Giovanni Manoccio. Una discussione a più voci ricca di spunti e di proposte per rilanciare lo sviluppo nelle aree interne del Pollino-Valle dell'Esaro. Ma il problema, naturalmente, non riguarda solo la Calabria settentrionale, ma investe i piccoli comuni dell'intera regione, che hanno dovuto fare i conti con una debolezza strutturale, oltre che con una classe dirigente poco idonea a sviluppare idee e progetti al fine di agganciare la Calabria al resto del Paese e dell'Europa. La Fondazione Field, che nella sua mission istitutiva contempla il sostegno all'emersione dello sviluppo locale, è impegnata in un lavoro delicato per mettere in rete le singole realtà produttive e promuoverne lo sviluppo. "Con questa iniziativa - ha spiegato il presidente Mario Muzzì - puntiamo ad avviare un'attività di supporto per l'amministrazione comunale, gli operatori economici e i cittadini, con particolare attenzione ai giovani che vogliono cogliere le opportunità che la nuova programmazione comunitaria 2007-2013 mette loro a disposizione. La rivitalizzazione delle aree interne - ha aggiunto Muzzì - è per la Regione Calabria, un obiettivo prioritario che deve essere perseguito sviluppando specifici interventi nei singoli territori". Muzzì ha sottolineato, infine, la forte presenza in regione di una "burocrazia che spesso frena lo sviluppo". Il direttore tecnico della Field, Cosimo Cuomo, dal canto suo, ha evidenziato la necessità di "creare un nuovo clima di fiducia tra tutti gli attori presenti sul territorio utilizzando il metodo della concertazione". Appello accolto dal rappresentante della Cgil, Franco Spingola, secondo cui "i progetti di sviluppo per avere effetti sul territorio devono nascere ed essere condivisi dal basso". L'assessore Manfrinato ha criticato il "neo centralismo regionale e la classe politica", che a suo avviso sarebbe "incapace di creare le condizioni affinché gli enti territoriali possano programmare ed essere protagonisti nelle scelte". Per Manfrinato, inoltre, "bisogna supportare i processi di sviluppo locale a patto che siano coerenti con le vocazioni territoriali". Il sindaco di Acquaformosa, Giovanni Manoccio, in rappresentanza del Parco nazionale del Pollino, ha invitato le istituzioni ad "un approccio metodologico intelligente sulla gestione della nuova programmazione comunitaria".

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Calderoli, cacciatore spietato di leggi inutili (sezione: Burocrazia)

( da "Padania, La" del 13-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

PER LUI UNA MISSIONE CERCA E DISTRUGGI Calderoli, cacciatore spietato di leggi inutili Roma - L altra faccia del cambiamento, insieme alle riforme, è la semplificazione, ovvero l eliminazione di leggi, regolamenti, adempimenti burocratici e tutto quanto fa perdere tempo e denaro ai cittadini e al mondo produttivo e imprenditoriale. Per questa ragione il ministero per la Semplificazione, una novità di questa legislatura, affidato a Roberto Calderoli avrà un compito complementare e parallelo a quello per il Federalismo e le Riforme di Umberto Bossi. Il Senatur infatti dovrà realizzare quelle riforme indispensabili per far ripartire il Paese e la sua economia, mentre il Coordinatore leghista dovrà intervenire per semplificare, tagliare, eliminare i tanti centri di spreco della macchina statale. Dalla burocrazia che soffoca le attività produttive alla macchinosità complessa, e conseguentemente costosa, degli apparati statali con strutture elefantiache ed obsolete. Delegificare e semplificare, questo il difficile ma fondamentale compito richiesto a Calderoli, un compito che Bossi ha sintetizzato con queste parole: "Calderoli? Avrà il compito di semplificare un po la confusione, le cose inutili, il coacervo delle leggi che rendono così difficoltosa la vita degli italiani". In Francia il presidente Nicolas Sarkozy nei mesi scorsi ha dato vita ad una commissione, guidata dal giurista Jacques Attalì incaricata di mettere in cantiere le riforme necessarie per ammodernare il sistema istituzionale transalpino e tagliare appunto i troppi sprechi che rallentano e rendono dispendiosa l attività amministrativa. Il nuovo dicastero per la Semplificazione avrà quindi una funzione analoga. Del resto lo stesso Calderoli conversando con i cronisti ha definito il suo come il dicastero della Semplicità. "Il mio ministero? Sarà cosa buona attesa da tutti gli italiani. Voglio ridurre le leggi, voglio eliminare le burocrazie inutili, voglio fare le riforme che servono ai cittadini perché è questo il ruolo che può avere la Lega", ha spiegato qualche giorno fa il neo titolare di questo dicastero innovativo che dovrà appunto sforbiciare nel groviglio delle oltre ventimila leggi attualmente vigenti nel nostro ordinamento e nelle decine di migliaia di regolamenti che intasano il corpus normativo. Un passaggio fondamentale, perché se da un lato solo con il Federalismo il Paese può rimettersi in moto, dall altro è necessario tagliare ed eliminare le troppe sacche di spreco, di assistenzialismo, di burocrazia inutile, che gravano con costi enormi sulle casse statali e rallentano non solo l attività amministrativa ma anche quella dei cittadini e delle imprese. Meno leggi, meno burocrazia, meno apparati statali, meno perdite di tempo e denaro: è quello che chiedono i cittadini, insieme al cambiamento e alla riforme. Fabrizio Carcano [Data pubblicazione: 09/05/2008].

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Gli altri E la burocrazia dà la cittadinanza ai profughi (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Como, La" del 13-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il caso Spagna gli altri E la burocrazia dà la cittadinanza ai profughi Qualcuno l'ha definita come una "marcia verde al contrario": ne sono protagonisti centinaia di saharawi che, grazie a due sentenze del Tribunale supremo ("scovate" dalla curiosità di un funzionario comunale), possono ottenere la cittadinanza spagnola dal Registro civile della città di Cordoba. L'ufficio anagrafico della città andalusa è diventato meta, da qualche mese, per intere famiglie di persone originarie della regione sahariana che chiedono di diventare spagnoli a tutti gli effetti. Le istanze rivolte al Registro Civile di Cordoba si basano sul contenuto di due sentenze del Tribunale Supremo, in base alle quali coloro che sono nati nel Sahara occidentale prima del 1976, prima cioè che la Spagna abbandonasse la regione , hanno diritto assieme ai propri figli alla nazionalizzazione spagnola. Finora, secondo quanto dichiarato da Rocio Montes, segretaria giudiziaria del Registro Civile di Cordoba cui si deve la "scoperta" delle sentenze, sono già state inoltrate fra le 400 e le 500 pratiche e gli appuntamenti per inoltrare le richieste sono già fissati fino al gennaio 2009. A monte dell'iniziativa c'è la richiesta presentata a febbraio da un cittadino del Sahara Occidentale che, vivendo da dieci anni in Spagna, aveva inoltrato richiesta di vedersi riconosciuta la nazionalità spagnola. È stata proprio Rocio Montes a trovare una sentenza del Tribunale Supremo del 1998, nella quale si sancisce il diritto di una persona nata nel Sahara all'epoca del protettorato spagnolo ad ottenere la cittadinanza. Diritto confermato da una successiva sentenza dello stesso Tribunale, del 2007. "La sorpresa - spiega Rocio Montes al quotidiano "El Pais" - è stata quando, dopo aver inoltrato la pratica per il recupero della nazionalità al ministero di Giustizia, ci è stato risposto ufficialmente che non si tratta di un recupero della nazionalità, ma di una conferma di nazionalità, che è automatica". Per la stessa Montes, figlia di uno degli ultimi depositari dei beni spagnoli nel Sahara, si tratta di "una riconciliazione col mio passato". 13/05/2008.

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