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top ARTICOLI DEL 13-2-2008 #TOP
Beinasco:
arriva il Mab per aiutare il cittadino
( da "Eco
del Chisone" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
coordinatore
nazionale dei comitati comunali, il Mab è un'associazione libera senza scopo di
lucro di produttori e cittadini che "si uniscono per tutelarsi legalmente
e democraticamente. Vogliamo abbattere i privilegi e le rendite delle
burocrazie ministeriali, dei sindacati e degli oligopoli industriali e commerciali".
Silvano Ferraris.
Una
nuova burocrazia per produttori artigiani
( da "Corriere
delle Alpi" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Una nuova
burocrazia per produttori artigiani" BELLUNO. Si avvicina la data del 18
febbraio, scadenza entro la quale i produttori di apparecchiature elettriche ed
elettroniche - numerosi anche in provincia di Belluno, basti pensare alla
produzione di lampadari, di macchinari per l'industria, di giocattoli e di
piccoli elettrodomestici -
Federalismo
per ridurre la burocrazia ( da "Corriere delle Alpi"
del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
LE PMI VENETE
Federalismo per ridurre la burocrazia VENEZIA. Riduzione della burocrazia, più
attenzione alle piccole imprese e diminuzione del carico fiscale: sono questi i
possibili vantaggi che le piccole e medie imprese (Pmi) venete sperano di
ottenere dall'attuazione della riforma federalista.
La
burocrazia blocca in deposito il bus a domanda
( da "Giorno,
Il (Brianza)" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
IL CASO La
burocrazia blocca in deposito il bus a domanda UNA BUONA IDEA bloccata per ora
dalla burocrazia. Si tratta del bus a domanda, sperimentato con successo a
Milano e proposto più volte anche per Monza. Il progetto c'è, ma al momento non
può partire.
Lo
stress da cantiere si cura col tram I comitati per la galleria scrivono a
Penati ( da "Giorno, Il (Brianza)"
del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
bloccati solo
dalla burocrazia. È quanto sta attorno a viale Lombardia: basterebbe sbloccare
alcune di queste opere per rendere meno difficile la vita agli automobilisti
che nei prossimi tre anni dovranno fare i conti con il cantiere della galleria.
Si tratta di 100mila veicoli in transito ogni giorno: secondo uno studio della
Regione,
IN
SEI ANNI ha visto nascere più di mille progetti per altrett
( da "Resto
del Carlino, Il (Rimini)" del
13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
per poter
iniziare l'attività), l'eccessiva burocrazia e il problema di trovare personale
adeguato. A loro il vice presidente di Fondazione Carim, Alfredo Aureli, ha
lanciato il monito: "Siete stati bravi, ma ricordatevi che l'impresa, che
pure è obbligata far profitto, deve essere sempre un bene per tutta la
collettività".
SICUREZZA
Sgrò replica a Rossi: troppa burocrazia
( da "Nazione,
La (Viareggio)" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
RIVOLUZIONE
in vista per l'ufficio edilizia del Comune. Al Sant'Agostin
( da "Nazione,
La (Viareggio)" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
aspetto di
non poco conto visto il cronico "labirinto" della burocrazia. Si
tratta di un software, "WinRiPCo", che consentirà ai professionisti
esterni di accedere in tempo reale, tramite una password, alle pratiche del
proprio cliente e a compilare dei modelli per la presentazione dei loro
progetti evitando lunghe attese in municipio.
Diritti
del malato, adesso c'è Speranza Un'associazione per gli utenti della sanità
( da "Resto
del Carlino, Il (Ferrara)" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
suggerimenti
dei cittadini per snellire ad esempio la burocrazia, rendere più efficienti le
prestazioni, senza contrapporsi ai dirigenti dell'ospedale e dell'Azienda Usl,
ma collaborare assieme per l'innalzamento degli standard qualitativi della
sanità locale . "Sono anni - spiega Ugatti - che raccogliamo le
segnalazioni di persone in merito ai problemi delle strutture sanitarie locali.
Da
Cona all'ex Mof, il Gabibbo merita le 'chiavi' della città
( da "Resto
del Carlino, Il (Ferrara)" del
13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
visto che un
giorno ha effettuato un blitz in Tribunale per castigare la burocrazia canaglia
che non aveva aggiustato un ascensore, impedendo ad un disabile di rendere
testimonianza ad un processo. Trovate un assessore comunale che abbia fatto di
più, con più incisività e soprattutto rivolto ad una platea altrettanto vasta
come quella del Tg satirico di Mediaset.
Dopo
dieci anni oggi lascio, ma è stata durissima
( da "Giornale
di Vicenza, Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il 70 per
cento del tempo viene perso per la burocrazia, gli inghippi, per non parlare
dei problemi con i partiti. La speranza è che il giudizio finale dei cittadini
sia positivo e comprensivo: dovrebbero sapere quanto fa soffrire stare seduti
su questa poltrona. È stata davvero una sofferenza?
Si
voti per chi farà crescere il Paese
( da "Italia
Oggi" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
specie a
quelle su uno stato e una burocrazia meno pressanti. Nel centrodestra, invece,
un uomo che stimo molto è Giuseppe Vegas, di cui ho un'alta considerazione in
particolare per la sua competenza in materia economica e fiscale. D. Dopo le
elezioni, quali dovranno essere le priorità di governo e parlamento?
Venturi,
dieci priorità per l'Italia ( da "Italia Oggi"
del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
cinque stop
agli ostacoli che "impediscono la crescita" come gli sprechi della
spesa pubblica, la burocrazia che soffoca le pmi, il caro energia, il fisco
esoso, la criminalità. Ma anche cinque richieste per decidere su "nodi
cruciali": dalle infrastrutture alle politiche per i giovani, dal sostegno
alle pmi, all'ambiente, al rilancio del turismo.
Nella
Sacca di Goro una nuova cooperativa
( da "Nuova
Ferrara, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
dalla richiesta
iniziale di concessione ed una spesa per costi di burocrazia sostenuta finora
di 11 mila euro - dice Cavazzini - la nostra costanza e determinazione sono
state finalmente premiate con il rilascio di questa nuova concessione".
Che porta a 32 le cooperative impegnate nell'attività all'interno della Sacca
"con le quali intendiamo collaborare nel rispetto reciproco".
Quell'angolo
invivibile ( da "Provincia Pavese, La"
del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
spento più
avanti dai tempi della burocrazia e da mezzi non subito disponibili) del
bellissimo parco mandato in Eurovisione. La straordinarietà serve, aiuta a dare
una scossa, ma la vera forza, la vera prova con cui misurarsi e vincere, è
saper restituire a Pavia una bellezza nell'ordinarietà quotidiana.
Dall'ambiente
alla lotta all'usura Ecco le richieste di Confesercenti
( da "Giornale.it,
Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia,
caro energia, fisco esoso e criminalità, attraverso l'abolizione delle
Province, la riduzione delle comunità montane e la privatizzazione delle
municipalizzate, il taglio degli statali, incentivi per fonti rinnovabili,
taglio delle imposte alle piccole e medie imprese, lotta all'abusivismo,
Assenteisti,
l'erario indaga sui medici dalla firma facile
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Con 280
abitanti e una burocrazia di due dipendenti", ha citato Spadaro) i quali,
grazie al consorzio che supera quota 15.000 abitanti, si trovano un
"segretario comunale-direttore generale" in servizio magari per 8 ore
la settimana. Non sono casi isolati, ha spiegato il procuratore: "Nell'assenza
di auspicabili verifiche statistiche,
Decalogo
di confesercenti per far funzionare il paese
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il secondo è
uno "stop alla burocrazia: entro 3 anni solo documenti telematici e meno
dipendenti pubblici". Il terzo è uno "stop al caro energia".
Quarto, ""top al fisco esoso: taglio Ire-Ires per pmi". Quinto:
"stop alla criminalità: più poliziotti nelle strade, più certezza delle
pene, premi a chi denuncia taglieggiatori ed usurai".
Elezioni,
pagano i pensionati ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
il
ridimensionamento delle burocrazie amministrative; l'aumento del PIL (ricchezza
del Paese); il contrasto alle evasioni fiscali e contributive; il rilancio
dell'economia; la ripresa delle attività produttive; la qualità e l'efficienza
dei servizi sociosanitari ed assistenziali;
La
"grande lucania" - mauro maldonato
( da "Repubblica,
La" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La burocrazia
che amministra il potere pubblico cresce a dismisura nelle strutture politiche
di ampie dimensioni e fa da barriera tra la cittadinanza e i rappresentanti che
ha scelto. Le piccole dimensioni, invece, favoriscono la volontarietà delle
associazioni e delle convivenze, la soddisfazione dei bisogni,
L'affondo
della corte dei conti "troppi incarichi d'oro"
( da "Repubblica,
La" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia di
vertice costituita in maniera esponenziale da soggetti esterni, ai quali
vengono conferite funzioni dirigenziali talvolta senza regole predeterminate di
selezione che assicurino la trasparenza delle scelte effettuate". E
ancora: "In misura sempre maggiore le funzioni nobili vengono portate
all'esterno e svolte da collaboratori di fiducia degli organi politici e di
direzione"
Il
segretario che lavora 8 ore alla settimana
( da "Giornale.it,
Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
00 Quando
Domenico Spadaro parla della "crescita di una burocrazia di vertice",
non si limita ai grandi comuni. Nella sua relazione, il procuratore sottolinea
come il fenomeno investa anche le amministrazioni più piccole. Perché se la
legge prevede che alla figura del segretario comunale possa essere affiancata
quella - non interna - del direttore generale,
Allarme
Corte dei conti: <Sprechi e irregolarità basta consulenze d'oro>
( da "Giornale.it,
Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la crescita
di una burocrazia di vertice costituita in misura esponenziale da soggetti
esterni, ai quali vengono conferite funzioni dirigenziali talvolta senza regole
predeterminate di selezione che assicurino la trasparenza delle scelte
effettuate". E il caso di Palazzo Marino, per il quale è aperto anche un
procedimento penale,
Denuncia
e nullaosta insieme, carrozziere vittima dei burocrati
( da "Nuova
Sardegna, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
complice però
la burocrazia, disponeva di un'autorizzazione provvisoria rilasciata degli
organi competenti. Ebbene quando i tecnici della Asl hanno accertato che
l'autorizzazione in mano al carrozziere aveva valore di provvisorietà è
scattata la denuncia. Ironia della sorte: quando l'artigiano è stato raggiunto
dal provvedimento penale,
<Sulla
ricetta non c'è il codice fiscale, anziana respinta dal Cupa di via Collodi>
( da "Secolo
XIX, Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
"Sulla
ricetta non c'è il codice fiscale, anziana respinta dal Cupa di via
Collodi" denuncia del vicepresidente dell'ordine Giusto punta il dito
contro la troppa burocrazia. "Manca anche l'educazione". L'Asl: sono
obblighi da rispettare 13/02/2008.
Cupa
lamentele ( da "Secolo XIX, Il"
del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
NON se ne può
più di questa burocrazia che blocca il nostro mestiere". Lo sfogo del
segretario provinciale del sindacato medici italiani nonchè vicepresidente
dell'Ordine, Renato Giusto, giunge al termine di un episodio che, oltre a
mettere sotto accusa un po' tutto il sistema, fa puntare al dottore il dito
anche contro lo sportello Cupa di via Collodi.
Il
percorso a ostacoli per aprire un negozio
( da "Repubblica,
La" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia:
un vero e proprio ingorgo di permessi e licenze. Più di diciotto mesi per un
timbro. L'Ascom presenta un dossier Il percorso a ostacoli per aprire un negozio
Dalla comunicazione in Comune all'elenco di clienti e fornitori, dalle lunghe
attese per regolarizzare un lavoratore extracomunitario (il 10% delle domande
presentate con il decreto flussi 2006 non è ancora stata
Diciotto
mesi per un timbro - stefania parmeggiani
( da "Repubblica,
La" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
mare magnum
della burocrazia", tutti i posti dove si perde tempo per avere le carte in
regola Diciotto mesi per un timbro Saracinesche chiuse per l'ingorgo di
permessi e licenze STEFANIA PARMEGGIANI Le serate sui banchi per ottenere la
qualifica professionale che ha sostituito il vecchio Rec, le attese per i
permessi edilizi,
Per
i contributi due pesi e due misure
( da "Repubblica,
La" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
"Tutto
questo - conclude l'Ascom - spinge alla chiusura delle attività come soluzione
a un incidente di percorso ingigantito attraverso un'operazione sistematica che
ha quale fine ultimo quello di finanziare una burocrazia
autoreferenziale". (stefania parmeggiani).
"ma
in puglia la parola giustizia deve diventare un valore condiviso" -
antonella gaeta ( da "Repubblica, La"
del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
dalla
lentezza della burocrazia ANTONELLA GAETA Quando invita a "costruire
territori di senso intorno alla parola legalità" l'immagine cui si
riferisce il sociologo Franco Cassano è assai concreta e quotidiana. Una
domenica mattina a Punta Perotti, nel parco che s'attende, i genitori
raccontano al loro bambino la storia delle piste ciclabili e di quei giochi che
sta utilizzando.
Chiaia,
5 mila posti auto nel cassetto ( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
per inerzia
della burocrazia comunale: la stessa, per fare l'ultimo esempio, che ha
determinato lo staff della "Rinascente" a abbandonare l'ipotesi di
realizzare un megastore a Toledo. "Nel nostro caso - dice il presidente
Fabio Chiosi - non c'è alcun intoppo, nè tecnico perchè gli studi preliminari
sono irreprensibili,
Allarme
della Corte dei Conti: troppe consulenze
( da "Corriere
della Sera" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
con il
risultato di ridurre sempre di più "la separazione tra politica e
burocrazia ". Anche quest'anno la Procura della Corte dei conti lancia
l'allarme consulenze. A puntare il dito è il procuratore Domenico Spadaro nella
cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario della magistratura contabile,
aperto ufficialmente dal presidente Giuseppe Nicoletti.
Lazio,
il grande spreco della sanità ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
secondo il
procuratore Domenico Spadaro, "una burocrazia di vertice costituita in
misura esponenziale da soggetti esterni". Una requisitoria a cui il
presidente della Regione, Roberto Formigoni, ha replicatoa suon di cifre,
citando i tagli effettuati dal '
La
Rinascente al Comune: <Stop al progetto Napoli>
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Colpa della
burocrazia, troppo farraginosa, e di "un'interpretazione di alcune norme
urbanistiche", come ha spiegato Santangelo, "per le modifiche
dell'edificio" e per ricavare dei parcheggi di pertinenza per il palazzo
di via Depretis. Colpa, insomma, delle "insormontabili difficoltà per
ottenere le necessarie autorizzazioni " dopo ben 18 mesi.
Valmozzola,
i servizi a portata di mano ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
DAL SOCIALE
ALLA BUROCRAZIA Valmozzola, i servizi a portata di mano VALMOZZOLA Il sindaco
Olari: "Questa carta risponde alle esigenze dei cittadini" Valentino
Straser II "Un biglietto da visita e una vetrina per il Comune di
Valmozzola ", così è stata paragonata, dal sindaco di Valmozzola,
Gabriella Olari, la "carta dei servizi ",
Pochi
addetti, Exquisa va via ( da "Corriere Alto Adige"
del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
una pesante
burocrazia, che non consentono lo sviluppo voluto. "Prenderemo una
decisione definitiva solo tra un mese, ma in linea di massima pensiamo che
Milano potrebbe rivelarsi un contesto molto vantaggioso. L'Alto Adige non
sembra più offrire i presupposti adeguati alla nostra crescita e risulta sempre
più difficile assumere personale competente e qualificato soprattutto nell'
Rinascente
conferma: addio Napoli ( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Non sono
dunque bastate le parole del vicesindaco Santangelo, che aveva cercato di
ricomporre la questione, spiegando come "l'iter era quasi concluso".
Colpa della burocrazia e di "un'interpretazione di alcune norme
urbanistiche", come ha spiegato Santangelo, "per le modifiche
dell'edificio". A PAGINA 9 Cuozzo.
Di
FABIO ROSSIUn secolo di attesa, dall'ultimo piano regolatore approvato da un
consigl ( da "Messaggero, Il (Ostia)"
del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
nonostante la
struttura barocca della burocrazia del Paese, che spesso rende difficoltosi
l'approvazione e l'iter di alcune procedure". Il sì definitivo è arrivato
al termine di 48 ore scandite da interminabili dibattiti e vivaci proteste
dell'opposizione - con i consiglieri Dino Gasperini (Udc), Pasquale De Luca
(Forza Italia) e Fabio Sabbatani Schiuma (La Destra)
La
gente continua a camminare sul ciglio della strada. E si chiede per quale
motivo quei qua ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
competente a
stabilire il canone della concessione d'uso per una durata di dieci anni sarà
la Provincia. Che poi dovrà sottoporlo all'approvazione della Regione. Insomma,
tra quel cancelletto chiuso e la tranquillità dei pedoni di via dei Filosofi,
c'è di mezzo non certo un torrente bensì il "mare magnum" della
burocrazia.
Imprese
deluse, il federalismo non incanta più
( da "Corriere
del Veneto" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
benefici
auspicati dagli imprenditori della regione che auspicano il decentramento sono
la riduzione della burocrazia, una maggiore attenzione alle Pmi, una
diminuzione delle imposte e una maggiore efficienza del settore pubblico. Gli
svantaggi temuti sono invece, secondo il presidente della Confartigianato del
Veneto, Vendemiano Sartor, la tassazione e i conflitti di competenze.
<Energie
alternative, è doveroso provarci> Imprese deluse, il federalismo non incanta
più ( da "Corriere del Veneto"
del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
decentramento
sono la riduzione della burocrazia, una VERONA - Parte col botto
"Conoscere Eurasia", l'associazione culturale nata dall'incontro tra
la Fondazione Cariverona e il Museo Pushkin di Mosca. Il primo evento che
organizza è una specie di G8 dell'energia, che vedrà riuniti alla Gran Guardia
domani i vertici di Eni e Gazprom, assieme ad autorevoli rappresentanti della
politica,
Domanda
di federalismo in forte ascesa nelle Pmi
( da "Sole
24 Ore, Il (Nord Est)" del
13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
interpellati
il maggior vantaggio sarebbe dato dalla riduzione della burocrazia. Per il 25,4%
porterebbe una maggiore attenzione alle piccole imprese, mentre il 18,6% pensa
alla riduzione dell'imposizione fiscale. Altri vantaggi, secondo le Pmi venete,
sono rintracciabili nella maggiore efficienza delle istituzioni pubbliche (
16,6%) e nella riduzione dei costi per l'impresa (9,
Per
le nuove autorizzazioni iter snelli e meno burocrazia
( da "Sole
24 Ore, Il (Nord Est)" del
13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
A Padova le
aperture ricominciano a crescere Per le nuove autorizzazioni iter snelli e meno
burocrazia PADOVA Dalla razionalizzazione alla liberalizzazione: e il numero
dei distributori, che nel Padovano era diminuito grazie anche alla chiusura
degli impianti compresi all'interno delle mura storiche, sta cominciando a
risalire. "Prima –
Distributori
di benzina, l'indipendenza paga ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)"
del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
primi fra
tutti quelli con la burocrazia. Un distributore chiuso per un mese e ora
riaperto a causa di un errore formale nella delibera di autorizzazione a
Montebelluna ( Tv), un altro pronto ad aprire (entro maggio) dopo 9 anni
dall'acquisto del terreno a Volpago, sempre in provincia: è il caso di Galoil,
nata come marchio nel 1994 e che oggi conta quattro esercizi (
Municipi
più impegnati a sostegno del solare
( da "Sole
24 Ore, Il (Centro Nord)" del
13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
sportello
informativo per aiutare a districarsi nella burocrazia, gestito in
collaborazione con la facoltà di Architettura dell'Università di Firenze.
"Un architetto specializzato si occuperà di fornire informazioni di
carattere generale – spiega Barcucci –, di mettere l'utente a conoscenza degli
eventuali vincoli paesaggistici, e indicare il tipo di pratica necessaria per
l'
Incentivi,
la qualità snellisce l'iter ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)"
del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
iter Meno
burocrazia nell'erogazione di contributi regionali per le imprese del
Friuli-Venezia Giulia con certificazione di qualità. è l'obiettivo che si
prefigge l'emendamento al Testo unificato in materia di semplificazione
dell'attività normativa ed amministrativa che modifica l'articolo 41 bis della
legge regionale n.
LE
TUE IDEE PER SEMPLIFICARE: CONSULTAZIONE PUBBLICA ON LINE
( da "marketpress.info"
del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
13 febbraio
2008 - Ridurre i costi della burocrazia è necessario per dare certezza ai
diritti dei cittadini e garantire la competitività e lo sviluppo del Paese. Con
questa consultazione pubblica si intende raccogliere idee e proposte per
semplificare nate dall'esperienza quotidiana e dai problemi vissuti dai
cittadini e dalle imprese.
Dal
pregiudizio alla ragionevolezza: è questa la traiettoria della commissione
Uranio del Senato che ieri ha approvato a larga maggioranza la relazione finale
della presidente, Lid ( da "Liberazione"
del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
per il muro
di gomma della burocrazia. La relazione riconosce che il lavoro della
commissione è stato rallentato dalla disomogeneità e parzialità dei dati a
disposizione e precisa che la cifra di 312 casi di tumori e leucemie, di cui 77
con esito mortale, tra i veterani di Balcani, Iraq, Afghanistan, Libano, sia da
consoderarsi "approssimata per difetto a causa delle lacunosità (
Approvata
in Senato la relazione Menapace ( da "Liberazione"
del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
per il muro
di gomma della burocrazia. La relazione riconosce che il lavoro della
commissione è stato rallentato dalla disomogeneità e parzialità dei dati a
disposizione e precisa che la cifra di 312 casi di tumori e leucemie, di cui 77
con esito mortale, tra i veterani di Balcani, Iraq, Afghanistan, Libano, sia da
consoderarsi "approssimata per difetto a causa delle lacunosità (
Elezioni
Dalla parte dei deboli Cara "Liberazione", auspico una campagna
elettorale, vivace, ma educata, intelligente, rispettosa, e che sia centrata
sui problemi dei cittadini più ( da "Liberazione"
del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
della troppa
burocrazia, della mafia, della malavita organizzata, dell'evasione fiscale,
della sicurezza, rilancio dell'economia, del rispetto dell'ambiente, dei
diritti civili... Quello che vorrei e che auspico è che la campagna elettorale
sia fatta in mezzo alla gente e con la gente, per sentire in particolare i
cittadini più penalizzati e i più deboli della nostra società,
Piccoli
negozianti in ginocchio ( da "Corriere Adriatico"
del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
di burocrazia
e tasse: un edicolante di Jesi vende la casa per mantenere l'attività Piccoli
negozianti in ginocchio JESI - "Ho un capitale immobiliare valutato in 400
mila euro, ma le banche non mi concedono un finanziamento di 200 mila euro che mi
servono per sistemare vecchie situazioni perché guadagno soltanto 30 mila euro
lordi nel mio negozio e perché ho moglie e tre figli"
<Dopo
dieci anni oggi lascio, ma è stata durissima>
( da "Giornale
di Vicenza.it, Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il 70 per
cento del tempo viene perso per la burocrazia, gli inghippi, per non parlare
dei problemi con i partiti. La speranza è che il giudizio finale dei cittadini
sia positivo e comprensivo: dovrebbero sapere quanto fa soffrire stare seduti
su questa poltrona. È stata davvero una sofferenza?
CRISI
GOVERNO: CONFESERCENTI, 10 PROPOSTE PER UN'ITALIA MODERNA
( da "Sestopotere.com"
del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ad ostacoli
che "impediscono la crescita come gli sprechi della spesa pubblica, la
burocrazia che soffoca le pmi, il caro energia, il fisco esoso, la
criminalità." Ma anche cinque richieste per "decidere" su nodi
cruciali:"dalle infrastrutture alle politiche per i giovani, dal sostegno
alle pmi, all'ambiente, al rilancio del turismo".
EUROPA.
Incontro interparlamentare per fare il punto sulla strategia di Lisbona
( da "HelpConsumatori"
del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
urgenza di
ridurre l'eccessiva burocrazia e di dare un sostegno maggiore alle piccole e
medie imprese. Martedì 12 febbraio si è svolto un incontro per riflettere sui
progressi compiuti nell'ambito della strategia di Lisbona e sulle sfide da
affrontare ancora. Erano presenti il Presidente della Commissione europea, José
Manuel Barroso,
La
prima rivolta libertaria ( da "Opinione, L'"
del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
stata
sicuramente un prodromo delle lotte comunali ma anche e forse soprattutto la
prima rivolta libertaria contro lo stato e la sua burocrazia, per questo
estremamente moderna. Screzi ci sono sempre stati fra la gente e i soldati di
fuori, ma si trattava di risse da osteria. Questa volta c'è qualcosa di più
anche delle lotte fra fazioni. È il primo vagito delle libertà comunali.
Cosa
bolle a sinistra ( da "Opinione, L'"
del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
tra le
burocrazie più inefficaci di un paese regno dello spreco burocratico, incapace
di risolvere il problema di mafie e camorre, irresponsabile nei suoi atti e
pericolosamente in rotta di collisione con le forze dell'ordine, suo braccio
armato, gestisse la sua piena indipendenza come vivesse sulla Luna.
LOBRA
E PUOLO, LA BUROCRAZIA BLOCCA I LAVORI
( da "Mattino,
Il (Circondario Sud2)" del
13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
PER GLI
INTERVENTI SULLE SCOGLIERE Lobra e Puolo, la burocrazia blocca i lavori Mancano
le autorizzazioni, decisioni a settembre. Salvi i finanziamenti GENNARO
PAPPALARDO Massa Lubrense. Si allungano i tempi per la realizzazione delle
scogliere di Marina Lobra e di Puolo, finanziata dalla regione Campania con 2 milioni
e 875mila euro.
Quando
il federalismo diventa fattore di espansione
( da "Gazzettino,
Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
il
federalismo diventa fattore di espansione VeneziaRiduzione della burocrazia,
più attenzione alle piccole imprese e diminuzione del carico fiscale: sono
questi i possibili vantaggi che le Pmi venete sperano di ottenere
dall'attuazione della riforma federalista.Le indicazioni provengono dal quinto
rapporto annuale Veneto Impresa redatto dalla Fondazione Leone Moressa di
Mestre.
Gestiport,
una corsa contro la burocrazia ( da "Corriere Adriatico"
del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
una corsa
contro la burocrazia SENIGALLIA Ruolo decisivo anche quello della Gestiport Spa
che una volta completato l'intervento avrà il compito di "attrezzare"
l'intera area portuale di Senigallia. Tra gli interventi più delicati il
posizionamento dei cosiddetti corpi morti (in pratica punti di ormeggio
sommersi), i vecchi saranno rimossi con l'
Nel
2007 redditi agricoli a +23%, De Castro: la crisi è alle spalle
( da "Velino.it,
Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la
comprensione del ruolo nuovo dell'agricoltura in seno alla società e
l'abbattimento della burocrazia. Ora ci sentiamo confortati nel percorso
affrontato. Certo - ha concluso De Castro - gli agricoltori hanno saputo
rispondere alle sfide in modo forte ed efficiente. Ma non finisce qui. Altre
potenzialità, nuove energie pervadono il settore.
Compiuta
la ricognizione fotografica in tutta Merate, l'assessore Passoni annuncia
interventi a tutto campo Troppi intralci sui marciapiedi, è l'ora di un giro di
vite ( da "Provincia di Lecco, La"
del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma anche la
capacità di progettazione dell'ufficio tecnico che ha parecchio lavoro e i
tempi della burocrazia. Grazie al censimento avremo un quadro di riferimento
con cui cominciare a programmare gli interventi". "A Merate -
sostiene Davide Cacciatori, che si muove con una carrozzina a motore - i
marciapiedi del centro sono messi abbastanza bene.
La
storia La circoscrizione 8 nega gli spazi senza autorizzazione, poi il parroco
risolve il caso La pasta per i bisognosi finisce in polemica
( da "Provincia
di Como, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
è che anche
davanti alla necessità di persone bisognose si faccia prevalere la
burocrazia". Secca la replica del presidente del parlamentino di quartiere
Stefano Fermi: "Non c'è nessuna burocrazia, ho semplicemente detto al
consigliere che, come fanno tutti, deve compilare un modulo chiedendo
l'autorizzazione. Questo per un discorso di responsabilità per il rispetto
delle norme.
( da "Eco del Chisone" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Un comitato aperto a
Fornaci Beinasco: arriva il Mab per aiutare il cittadino BEINASCO - Anche
Beinasco ha il suo Mab, Movimento autonomo di base. Tutto parte dalla rete,
dalla controinformazione o per qualcuno l'altra informazione. I cittadini per risolvere
beghe con le grandi multinazionali, le aziende che erogano servizi, le
Amministrazioni o avere delucidazioni in merito alla tariffa rifiuti o alla
dichiarazione dei redditi possono ora utilizzare anche un canale alternativo a
sindacati e patronati. Con il Mab si ottengono servizi senza avere trattenute
sullo stipendio o sulla pensione come per i sindacati tradizionali ma dietro al
pagamento di una tariffa che comprende solo il servizio svolto. Il comitato
beinaschese, la cui coordinatrice è la giovane Luisa Tarsia, ha mosso i primi
passi con la serata di presentazione di venerdì scorso. "L'ufficio di
Beinasco sarà aperto martedì, mercoledì e venerdì fino alle
( da "Corriere delle Alpi" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Scadenze in vista
per apparecchiature elettriche "Una nuova burocrazia per produttori
artigiani" BELLUNO. Si avvicina la data del 18 febbraio, scadenza entro la
quale i produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche - numerosi
anche in provincia di Belluno, basti pensare alla produzione di lampadari, di
macchinari per l'industria, di giocattoli e di piccoli elettrodomestici -
devono iscriversi al Registro nazionale istituito nelle Camere di Commercio. Un
nuovo adempimento burocratico, che non sembra andare nella direzione della
semplificazione, tanto auspicata dalle aziende. Dalla nuova norma sono toccati
anche gli importatori di apparecchiature elettriche ed elettroniche e pure chi
le commercializza con marchio proprio. Per i produttori c'è anche la necessità
di organizzare, autonomamente o tramite un Consorzio, un sistema di raccolta e
recupero dei rifiuti delle apparecchiature elettriche ed elettroniche a fine
vita, i così detti RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed
elettroniche). Qualora l'iscrizione non fosse perfezionata entro il 18
febbraio, non sarà possibile commercializzare le apparecchiature elettriche ed
elettroniche. Disattendere alla norma costerà parecchio: sono, infatti,
previste sanzioni amministrative fino a 100.000 euro. "L'obbligo del
ritiro della vecchia apparecchiatura a fronte di una nuova, da parte del
distributore - spiega il responsabile dell'Ufficio Ambiente e sicurezza
dell'Unione artigiani di Belluno, Maurizio Reolon - è invece condizionato
all'emanazione di un apposito decreto di semplificazione da parte Ministero
dell'Ambiente. Quindi a tutt'oggi non è obbligatorio". "Proprio per
semplificare gli adempimenti introdotti dalla norma per i distributori, il
nostro servizio - aggiunge Maurizio Reolon - attraverso Confartigianato ha
presentato al Ministero competente una lista di richieste di semplificazione,
che comprende pure il rigetto di ulteriori spese per le aziende che vendono
apparecchiature elettriche ed elettroniche".
( da "Corriere delle Alpi" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
LE
PMI VENETE Federalismo per ridurre la burocrazia VENEZIA.
Riduzione della burocrazia, più attenzione alle piccole
imprese e diminuzione del carico fiscale: sono questi i possibili vantaggi che
le piccole e medie imprese (Pmi) venete sperano di ottenere dall'attuazione
della riforma federalista. Le indicazioni provengono dal quinto rapporto annuale
Veneto Impresa redatto dalla Fondazione Leone Moressa di Mestre. A circa 500
piccoli e medi imprenditori è stato chiesto di esprimere il punto di vista
circa i cambiamenti sull'attività imprenditoriale a seguito dell'attuazione del
processo federalista. Il quadro che emerge evidenzia una conoscenza diffusa
dell'argomento (il 75% degli intervistati conosce la riforma) e un interesse
sempre maggiore della questione, nonostante vi sia un certo disorientamento in
merito ai futuri effetti della riforma. I benefici che gli imprenditori sperano
di ottenere sono lo snellimento della burocrazia
(26,6%), una maggiore attenzione in genere verso le problematiche delle Pmi
(25,4%), la riduzione dell'imposizione fiscale (18,6%) e una maggiore
efficienza delle istituzioni pubbliche (16,6%). Dallo studio emerge come tra il
2000 e il 2006 si evidenzi una generale crescita di piccole imprese, andatasi
quindi affievolendosi nel corso degli anni. Sono i settori in cui le imprese
venete sono più specializzate rispetto a quelle italiane ad aver maggiormente
sofferto: trasporti, abbigliamento fabbricazione di mobili hanno evidenziato le
maggior perdite di base produttiva, con tassi di sviluppo imprenditoriale
negativi rispettivamente del -11%, -5,5% e del -2,2%. Questi risultati, secondo
la fondazione, dimostrano che i percorsi imprenditoriali non devono solo fare
riferimento alle strategie aziendali ma ad un processo più complesso che
attiene alle responsabilità degli organi governativi competenti. La
competitività dei sistemi istituzionali, si conclude, non può essere messa in
secondo piano e il federalismo appare la risposta più forte e condivisa.
( da "Giorno, Il (Brianza)" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL
CASO La burocrazia blocca in deposito il bus a
domanda UNA BUONA IDEA bloccata per ora dalla burocrazia. Si tratta del
bus a domanda, sperimentato con successo a Milano e proposto più volte anche
per Monza. Il progetto c'è, ma al momento non può partire. I motivi li rivelano i cinque
comitati che ieri hanno scritto al presidente della Provincia di Milano Filippo
Penati, chiedendogli un intervento anche su questo versante. "Abbiamo
appreso che, a seguito della gara per la riorganizzazione del trasporto
pubblico su gomma in Brianza, la vincitrice Brianza Trasporti è oggi messa
nell'impossibilità di sperimentare il servizio del bus a domanda, servizio che
l'esperienza di altri paesi europei, ma anche più recentemente di Milano e
hinterland, dimostra essere utile ed efficace quanto meno per gli orari a
domanda debole nelle aree densamente urbanizzate come la nostra", scrivono
i comitati per la galleria. Tpm si è già tecnologicamente attrezzata per dare
il via alla sperimentazione, ma il servizio non è previsto nella convenzione
che regola i rapporti con la Provincia, titolare delle linee. Di qui la
richiesta che Palazzo Isimbardi intervenga per rimuovere tutti gli ostacoli di
natura contrattuale e burocratica. M.Guz. - -->.
( da "Giorno, Il (Brianza)" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di MONICA GUZZI
STRADE in costruzione da più di dodici anni, progetti nei cassetti, interventi,
come il bus a chiamata, bloccati solo dalla burocrazia. È quanto sta attorno a viale
Lombardia: basterebbe sbloccare alcune di queste opere per rendere meno
difficile la vita agli automobilisti che nei prossimi tre anni dovranno fare i
conti con il cantiere della galleria. Si tratta di 100mila veicoli in transito
ogni giorno: secondo uno studio della Regione, durante i lavori 69mila
rimarranno sul viale nonostante le ruspe, mentre gli altri cercheranno
alternative. PER RICHIAMARE l'attenzione di Palazzo Isimbardi su alcuni
interventi importanti per la mobilità della zona, i cinque comitati per la
galleria (comitati San Fruttuoso 2000, Triante, viale Lombardia, Romagna e
Monviso) ieri hanno inviato una lettera al presidente Filippo Penati. Nella
loro istanza chiedono alla giunta della Provincia di Milano diverse iniziative,
a partire dal prolungamento della metrotranvia Milano-Cinisello.
"Domandiamo che questa nuova linea venga estesa sino a Monza San
Fruttuoso, ed eventualmente sino a Monza-Rondò presso la futura sede della
Provincia di Monza e Brianza, ripristinando un collegamento storico sospeso nel
1956 - scrivono i cinque comitati -. Pensiamo che sarebbe estremamente utile
per la mobilità dei cittadini e chiediamo che venga specificatamente esplorata
l'ipotesi di far transitare i binari lungo l'asse dell'attuale viale Lombardia
di Monza, vale a dire sopra il tunnel di prossima costruzione. Andrebbe infatti
a costituire un elemento da integrare nel quadro delle scelte finali per la
sistemazione della viabilità in superficie, ancora da definire nei dettagli".
I comitati fanno un passo in più, suggerendo la possibilità di integrare il
prolungamento della tranvia nel progetto del tunnel, e in quest'ottica non ci
sarebbe molto tempo da perdere. Dito puntato invece sul cantiere infinito della
Desio-Nova-Muggiò-Cinisello, ancora da completare nonostante i lavori siano
stati avviati da dodici anni. "In vista dell'imminente cantiere principale
sulla Statale 36, programmato a partire dal maggio 2009, chiediamo che la
Provincia dia un impulso definitivo e risolutivo al completamento di questa
strada provinciale, al centro di mille peripezie burocratiche, in parte
peraltro già realizzata, ma ancora chiusa al traffico", ricordano i
comitati per la galleria. Un'altra richiesta rispolvera una questione antica,
la desemaforizzazione della strada provinciale numero 5 (Milano-Monza):
"Chiediamo che la Provincia preveda al più presto lo stanziamento dei
fondi necessari per la esecuzione del progetto preliminare, già realizzato
dalla Provincia stessa, in modo da garantire il naturale completamento degli
interventi sull'asse viario Milano, Brianza, Valtellina, passo dello
Spluga", concludono i comitati. In caso contrario infatti le code
automobilistiche eliminate da Monza grazie alla galleria si sposterebbero ai
semafori successivi verso Milano. INTANTO questo pomeriggio è previsto un
incontro decisivo in Regione sulla mobilità. Il sindaco Marco Mariani e
l'assessore alla Mobilità Massimiliano Romeo incontreranno l'assessore
regionale Raffaele Cattaneo: sul tavolo la proposta monzese del binario in più
fra Monza e Milano, cioè altre ipotesi di metropolitana da affiancare a quella,
poco gradita alla nuova Giunta cittadina, del prolungamento della linea 1 fino
a Bettola. - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del
13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ante nuove aziende.
Di queste 20 sono diventate realtà. Tra mille difficoltà e problemi, ma
"comunque ce l'hanno fatta, e questo è un grande successo per noi".
Sono le aziende che hanno preso vita grazie al concorso "Nuove idee, nuove
imprese", l'iniziativa che da dal 2001 fornisce assistenza e premia i
giovani che vogliono diventare degli imprenditori. Il concorso è sostenuto,
come sempre, dagli industriali, dalle Casse di risparmio e dalla Camere di
commercio di Rimini e San Marino, e da altri enti sostenitori. Il nuovo bando
ha preso il via da ieri, per iscriversi ci sarà tempo fino al 30 marzo.
"Quest'anno ? sottolinea il presidente del comitato organizzatore, Luigi
Gambarini ? per elaborare il business plan ci sarà tempo, anziché fino a
luglio, fino a ottobre. Era una richiesta che ci avevano fatto già nelle
precedenti edizioni, ci pareva giusto accoglierla". Ieri intanto, dopo
aver presentato il nuovo bando del
( da "Nazione, La (Viareggio)" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL DOTTOR Pasquale
Sgrò replica alla polemica dell'assessore Mauro Rossi: "I cantieri navali
da anni investono per la realizzazione di un prodotto sempre più di qualità e
per migliori condizioni di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, cosa
peraltro di recente riconosciuta anche da una alta autorità pubblica regionale
in visita nei cantieri della darsena. A fronte di tali investimenti le aziende
vanno spesso ad impattare con tutta una serie di aspetti burocratici che
allungano i tempi della messa in atto di sistemi prevenzionistici e di
investimenti nel settore; un recente esempio ha riguardato un importante
cantiere navale che è stato costretto a non utilizzare per mesi gli impianti di
aspirazione già ultimati e con il benestare della Provincia, soltanto per la
mancanza di un'autorizzazione comunale. Il mio intervento, male interpretato,
era quello di rimarcare la necessità di un maggiore collegamento tra gli enti
pubblici". - -->.
( da "Nazione, La (Viareggio)" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
O (la data è ancora
da fissare) verrà infatti presentato un programma destinato ad accelerare le
pratiche e a garantire tutte le certezze del caso, aspetto
di non poco conto visto il cronico "labirinto" della burocrazia. Si tratta di un software,
"WinRiPCo", che consentirà ai professionisti esterni di accedere in
tempo reale, tramite una password, alle pratiche del proprio cliente e a
compilare dei modelli per la presentazione dei loro progetti evitando lunghe
attese in municipio. Sarà un modo decisamente più rapido per gestire
l'enorme mole di pratiche edilizie, in media 1.200-1.500 all'anno. Ingegneri,
architetti e geometri avranno quindi tutte le informazioni per poter elaborare
la pratica (viabilità, tipi di intervento, zonizzazione, piano regolatore) e
per il calcolo degli oneri, dal contributo del costo di costruzione fino agli
oneri di urbanizzazione. UNA VOLTA volta redatta la pratica, il professionista
predisporrà i dati su un supporto informatico (dischetto) che fornirà
direttamente al protocollo insieme al cartaceo per una veloce immissione. Oltre
ad evitare code allo sportello, i professionisti avranno la certezza di
presentare i progetti con dati già validati dal software e quindi congrui al
tipo di procedimento individuato. Anche il tecnico dell'ufficio edilizia
ottimizzerà i tempi controllando, e non più digitando, i dati precompilati dal
professionista, evitando così eventuali integrazioni. Il "WinRiPCo",
si diceva, verrà presentato al Sant'Agostino prima dell'avvio del progetto. -
-->.
( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del
13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
SI CHIAMA SPERANZA e
vuole essere un punto di riferimento per i cittadini dell'ex mandamento
copparese che incontrano problemi con la sanità pubblica. E' la nuova
associazione per la tutela dei diritti del malato le cui attività e finalità
saranno presentate dopodomani durante un incontro all'ospedale San Giuseppe di
Copparo. Per il presidente del nuovo organismo Giancarlo Ugatti e per il vice
Paolo De Santis rappresenta un importante traguardo raggiunto dopo tanti anni
di lavoro ma allo stesso tempo un punto di partenza per cercare di migliorare i
servizi sanitari raccogliendo i suggerimenti dei cittadini
per snellire ad esempio la burocrazia, rendere più efficienti le prestazioni, senza contrapporsi ai
dirigenti dell'ospedale e dell'Azienda Usl, ma collaborare assieme per
l'innalzamento degli standard qualitativi della sanità locale . "Sono anni
- spiega Ugatti - che raccogliamo le segnalazioni di persone in merito ai
problemi delle strutture sanitarie locali. Dopo molto tempo siamo
riusciti a costituire l'associazione che può contare su di un gruppo di una ventina
di persone. Porteremo all'attenzione dei responsabili dell'ospedale di Copparo
i veri problemi come la carenza di personale, la mobilità interna e la
demotivazione dei medici, infermieri e degli altri dipendenti che non si vedono
ripagati per l'impegno e per gli sforzi compiuti. Ogni cittadino ha poi il
diritto di veder rispettato il suo tempo al pari di quello della burocrazia e degli operatori sanitari, all'informazione e
alla documentazione sanitaria, alla sicurezza, alla protezione, alla certezza, alla
fiducia, alla qualità, alla differenza, alla normalità, alla famiglia, alla
decisione, all'assistenza da parte dei soggetti non profit e alla
partecipazione, al futuro, alla riparazione dei torti". Un'associazione
che si pone quindi come tramite tra i cittadini e l'ospedale per eliminare
quelle situazioni di criticità e carenze che spesso vengono evidenziate
dall'opinione pubblica. La sede provvisoria dell'associazione è in via Fiorini
( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del
13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
LA CURIOSITA' Da
Cona all'ex Mof, il Gabibbo merita le 'chiavi' della città E' DA UN PEZZETTO
che il sindaco Gaetano Sateriale non assegna 'cittadinanze onorarie'. L'ultimo
è stato l'imprenditore Anacleto Angelini (scomparso nel 2007), ferrarese
d'origine trapiantato in Cile dov'era diventato uno degli uomini più ricchi del
Sud America. Prima di lui era toccato a Nereo Alfieri, il 'padre' degli scavi
di Spina e del museo Archeologico di palazzo Lodovico il Moro. Ora c'è una
candidatura obbligatoria, ed il sindaco è pregato a provvedere entro la fine
della legislatura. Il Gabibbo. Proprio lui, il pupazzo rosso, celebre
'incursore' di Striscia la Notizia. In questi anni, è stato più presente lui
sulle emergenze di Ferrara di molti assessori della giunta Sateriale; a Cona è
ormai di casa, come vedremo è tornato anche lunedì per sorvegliare il buon
andamento dei lavori. Al Palazzo degli Specchi ha dedicato un lunghissimo
servizio, non più tardi di cinque anni fa; più di recente si è occupato del
cantiere, bloccato, della Tangenziale Ovest. E forse è stato proprio per merito
suo, piuttosto che delle rituali invocazioni del sindaco e del presidente della
Provincia all'Anas, che il Ministero dei Lavori Pubblici ha riacceso i rubinetti
dei finanziamenti. Si è occupato dello sconcio dell'ex Mercato Ortofrutticolo e
dell'ex macello comunale di via Trenti ? costati miliardi e di fatto
sottoutilizzati o chiusi ?, ha denunciato la vergogna della 'Casa del
Pellegrino' che languiva in via Messidoro. Contribuendo di fatto a risvegliare
le coscienze in città, ed a far sì che la struttura edificata nel 2000 fosse
riutilizzata quale sede del Nuovo San Giorgio. Non ha trascurato neppure i più
deboli, visto che un giorno ha effettuato un blitz in
Tribunale per castigare la burocrazia canaglia che non aveva aggiustato un ascensore, impedendo ad un
disabile di rendere testimonianza ad un processo. Trovate un assessore comunale
che abbia fatto di più, con più incisività e soprattutto rivolto ad una platea
altrettanto vasta come quella del Tg satirico di Mediaset. Al confronto
c'è da sentirsi un po' tutti pupazzi, e rossi ma dalla vergogna. L'ultimo blitz
è stato, al solito, epico. Domenica nel salotto di Massimo Giletti a 'Domenica
In', l'ex direttore generale dell'Azienda Ospedaliera Ubaldo Montaguti ha
accusato l'inviato di Striscia la Notizia Jimmy Ghione e la redazione di
Antonio Ricci di "manipolare le immagini". Ecco allora il Gabibbo
impugnare il microfono e tornare a Cona, dove il 21 aprile del 2004 aveva
portato con sè Montaguti: quel giorno, l'ex direttore generale ora all'Umberto
I, aveva annunciato che "il primo paziente entrerà tra la fine del 2005 e
il 2006". Il Gabibbo gli aveva detto che sarebbe tornato per controllare (come
in effetti è avvenuto nel 2007 quando ad essere intervistato è stato Giulio
Barbieri di Io Amo Ferrara), Montaguti spavaldo aveva rilanciato: "Se non
venite voi, vi chiamo io". L'invito non è mai partito, così come
l'ospedale non è mai stato finito. Ed ecco allora il Gabibbo tornare a Cona,
lunedì, per "manipolare le immagini". Prima zoom sul cartello che non
riporta neppure la data di ultimazione del lavoro in corso, poi il microfono
sotto il mento di un imbarazzato Andrea Alvisi, responsabile di produzione del
cantiere: "Il primo paziente entrerà nell'aprile 2009", afferma il
tecnico colto di sprovvista. Continuiamo così, facciamoci del male direbbe
Nanni Moretti: perchè nei giorni scorsi, dopo le inchieste del 'Resto del
Carlino' e di Rai Uno, dopo il summit in Regione ed i patti di sangue tra
Comune e Sant'Anna, si è capito che se tutto girerà per il meglio ? ed invece
qualcosa sin dai giorni successivi sembra già essersi misteriosamente
inceppato... ? il primo paziente entrerà non prima dell'inizio del 2010. Il
Gabibbo, dalla memoria di ferro, dunque tornerà nell'aprile del prossimo anno,
proprio a ridosso della campagna elettorale, per parlare ancora della
"colossale incompiuta" come Cona è stata definita non più tardi di
due sere fa. A meno che Sateriale, intuendo che il pupazzo rosso è dalla nostra
parte, non ne riconosca i meriti e non lo premi con la 'cittadinanza onoraria'.
Visto che la residenza a Ferrara, di fatto, il Gabibbo già se l'è presa. Si
tratterebbe di un gesto sportivo e signorile, neppure sbagliato sotto l'aspetto
sostanziale: perchè la 'voce' del Gabibbo è di un ferrarese autentico, Lorenzo
Beccati, vice di Antonio Ricci a Striscia la Notizia. Immaginiamo già la
cerimonia in Comune, con il Gabibbo commosso ed il corteo, per una volta, non
di politici e simil vip ma di veline e star della tv. Stefano Lolli - -->.
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
ENRICO HÜLLWECK
"Dopo dieci anni oggi lascio, ma è stata durissima" Il nono sindaco
di Vicenza dal Dopoguerra si sfila oggi la fascia tricolore. Enrico Hüllweck ha
deciso: firmerà la lettera di dimissioni prima di mezzanotte, dopo quasi dieci
anni da primo cittadino, 3.349 giorni dopo la prima elezione del dicembre
( da "Italia Oggi" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Primo Piano Numero 037, pag. 8 del 13/2/2008
Autore: Pagina a cura di Roberto Miliacca Visualizza la pagina in PDF
Il segretario generale della Cna promuove l'iniziativa di IO: ma
è sbagliato tornare alle urne così Si voti per chi farà crescere il Paese
Sangalli, io scelgo Bersani, la Bonino e Giuseppe Vegas Un parlamentare va
valutato per la qualità del suo lavoro e non per la quantità di tempo che passa
in parlamento. "Non credo sia quello della presenza in aula, cioè quante
volte timbri il cartellino in parlamento, il criterio per giudicare un
politico", dice a ItaliaOggi il segretario generale della Cna, Gian Carlo
Sangalli, commentando la nostra iniziativa "I 100 Panda da salvare e da
ricatapultare in Parlamento". "Un politico va giudicato per la
qualità del lavoro che fa, per le iniziative legislative che porta avanti, ma
anche per la capacità di assumersi le proprie responsabilità e di confrontarsi
con il paese, anche senza dover strare necessariamente sempre in Parlamento".
Domanda. Quindi, se dovesse stilare un ipotetico decalogo del buon candidato da
presentare alle elezioni per le segreterie dei partiti, questo della maggiore o
minore presenza in aula non sarebbe fondamentale? Risposta. No, il problema non
è quello di timbrare più o meno volte un cartellino, nè quello del profilo
personale che dovrebbe avere un politico, quanto la coerenza tra questo e le
istanze sociali che porterà in parlamento. La classe politica, insomma,
dovrebbe essere capace di tirare fuori una classe dirigente nuova, ma questa
legge elettorale non glielo consente. D. Si va a votare troppo presto? R. E' un
dato di fatto: la riforma della legge elettorale non si è potuta fare e si
tornerà a votare come prima, senza che si possa sapere chi è che si deve
eleggere. Le categorie economiche avevano chiesto a Marini qualche mese di
tempo in più perchè venisse rivista la legge elettorale prima di tornare al
voto, perchè l'attuale è fortemente sbagliata per il paese. Così non è stato, e
chi lo ha voluto deve assumersi la responsabilità di questa decisione. D.
Speriamo che le segreterie dei partiti leggano le indicazioni dei nostri
lettori. Che ne pensa dell'iniziativa di ItaliaOggi? R. è un'iniziativa che
giudico molto positivamente, perché da' spazio e voce anche a quel mondo che
normalmente non viene ascoltato e mobilitato dal mondo politico, cioè i
professionisti, le pmi ed il lavoro autonomo, cui ItaliaOggi si rivolge. D. Se
potesse scegliere i suoi tre candidati, quali indicherebbe? D. Abbiamo lavorato
bene con Pierluigi Bersani, che ha dimostrato grande capacità di ascolto e
anche un grande disponibilità al confronto sul tema delle liberalizzazioni e
dell'apertura dei mercati per la modernizzazione del paese. Tra quelli che ho
visto sono stati scelti dai vostri lettori vedo anche la Bonino, che è vicina
alle nostre istanze, specie a quelle su uno stato e una burocrazia meno pressanti. Nel
centrodestra, invece, un uomo che stimo molto è Giuseppe Vegas, di cui ho
un'alta considerazione in particolare per la sua competenza in materia
economica e fiscale. D. Dopo le elezioni, quali dovranno essere le priorità di
governo e parlamento? R. Tre parole: crescita, crescita, crescita.
Chiunque vinca deve avere come priorità la crescita economica, da realizzare
liberando il mercato, togliendo le molte rendite di posizione, sostenendo
l'impresa e il lavoro. Per farlo, però, ci vorranno una classe dirigente
responsabile e regole.
( da "Italia Oggi" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Economia e Politica Numero 037, pag. 12 del
13/2/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF Il pacchetto
di proposte del presidente di Confesercenti per i prossimi programmi elettorali
Venturi, dieci priorità per l'Italia è tempo di svolte per non bloccare più un
paese in affanno Un pacchetto di dieci priorità per i partiti che si apprestano
a varare i programmi elettorali. Ma soprattutto un "confronto aperto e
concreto". è la richiesta arrivata ieri dal mondo delle pmi, rappresentato
dalla Confesercenti di Marco Venturi, che ha avvertito i politici: no alle promesse
da marinai, l'associazione dei commercianti vuole un "paese che
funzioni" ed è pronta a "mettere alla gogna" chi fa promesse e
poi le disattende. Sono, quindi, dieci le priorità per l'Italia secondo la
Confesercenti: cinque stop agli ostacoli che "impediscono
la crescita" come gli sprechi della spesa pubblica, la burocrazia che soffoca le pmi, il caro
energia, il fisco esoso, la criminalità. Ma anche cinque richieste per decidere
su "nodi cruciali": dalle infrastrutture alle politiche per i
giovani, dal sostegno alle pmi, all'ambiente, al rilancio del turismo.
"I partiti", ha spiegato il presidente Venturi, "sappiano che
non ci accontentiamo più di qualche concessione, vogliamo un paese che funziona
e una classe politica e di governo che rispetti i programmi e che sappia anche
trovare convergenze su alcuni grandi temi come le riforme e la politica
internazionale". "Ora", ha proseguito il presidente di
Confesercenti, "è tempo di svolte e cambiamenti profondi in grado di
assicurare stabilità, di non bloccare più un paese già in affanno, di
recuperare ritardi drammatici a cominciare dalla innovazione e dalla
competitività". Ecco più in dettaglio le dieci priorità viste dagli
imprenditori: si va dallo stop agli sprechi (con l'abolizione delle province,
la riduzione delle comunità montane, la privatizzazione delle aziende
municipalizzate) allo stop alla burocrazia (entro 3
anni solo documenti telematici e meno dipendenti pubblici); dalla lotta al
caro-energia (meno vincoli, più incentivi e tempi rapidi per le fonti
rinnovabili, meno accise sui carburanti) alla battaglia contro il "fisco
esoso" (taglio Ire/Ires per pmi, fisco premiale per chi investe in
innovazione e tecnologie, esenzione Irap fino a 15 mila euro, lotta all'abusivismo);
infine lo stop alla criminalità (più poliziotti nelle strade, più certezza
delle pene, premiare chi denuncia taglieggiatori e usurai, sostenere
associazioni antiracket e antiusura). Quanto alle scelte cruciali per il paese:
ci sono le infrastrutture (task force per completare le opere, realizzare
rapidamente le vie del mare, la Tav e l'autostrada Sa-Rc); i giovani (un conto
risparmio per la formazione, dotarli di computer e internet, incentivarli ad
aprire nuove pmi, frenare la fuga dal Mezzogiorno); le pmi (incentivi per la
costruzione di centri commerciali naturali, meno tasse locali, sconti fiscali
per l'energia, computer e internet per tutte le pmi); il turismo (allungare la
stagionalità, abbattere tasse e tariffe locali, sostenere gli hotel per dotarsi
di tv satellitare, centri benessere, animazione e favorire l'acquisto delle
stesse strutture alberghiere. Ridurre il costo dell'energia elettrica nella
bassa stagione); l'ambiente (agevolazioni shock per riconversioni edifici e
nuove costruzioni, apertura e funzionamento depuratori, raccolta differenziata
rifiuti). "Inutile negarlo: le ragioni della crisi di governo che ha
portato alle elezioni", ha dichiarato Venturi, "stanno in una legge
elettorale che ha prodotto instabilità ed esaltato il potere esclusivo dei
partiti. Ma stanno anche nella inaccettabile frantumazione della rappresentanza
politica che allontana i cittadini dai partiti, premiando le scelte di potere
contingenti a scapito dei problemi generali del paese e della capacità di
accettare le grandi sfide economiche e sociali. Ora è tempo di svolte e
cambiamenti profondi in grado di assicurare stabilità, di non bloccare più un
paese già in affanno, di recuperare ritardi drammatici a cominciare dalla
innovazione e dalla competitività".
( da "Nuova Ferrara, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Codigoro. Il
presidente è un artigiano codigorese Nella Sacca di Goro una nuova cooperativa
CODIGORO. La neo costituita Cooperativa "Codigoro Pesca", ha di
recente ottenuto dalla regione la concessione demaniale quadriennale (fino al
2011) di
( da "Provincia Pavese, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Attualità
Quell'angolo invivibile Pavia, così dopo il Papa Gentile direttore, non so se
ha notato come una delle zone più belle e salvaguardate della città, sia
profondamente cambiata. Mi riferisco alle vie Darsena, Tosi e Pertusati. Qui,
in poco tempo, si è passati da un ambiente formato da giardini pubblici, mamme
e bambini, nonne e nonni, tranquillità, mattoni a vista, alberi e rampicanti,
ad un luogo, per molti aspetti, invivibile. Per un anno il traffico durante i
lavori di selciatura di Corso Garibaldi, è stato deviato interamente su queste
strade, piccole e con le case a ridosso e dove l'acciottolato amplifica il
rotolamento delle gomme. Ora i giardini del Borromeo sono stati chiusi e la
zona d'ingresso è una discarica. Più nessun cittadino entra nel giardino
comunale dell'ex via Darsena, dietro l'Asl di corso Garibaldi, sembra,
purtroppo, per la difficoltà di integrazione con la comunità che abita le case
comunali poco dopo il Bordoni e che utilizza tale giardino in modo esclusivo.
Le strade sono piene di buche. Cemento, residui di lavaggio di betoniere si
vedono un po' dovunque. Preoccupano le fognature romane a causa del peso dei
mezzi in circolazione, lo specchio segnaletico all'incrocio tra via Tosi e via
Massacra è stato divelto e non è stato più riposizionato. Non solo questo. Due
grandi antenne di un operatore telefonico deturpano il paesaggio in via Massacra
oltre che a disturbare elettromagneticamente la zona. La torre di piazza
Borromeo, con la circolazione dei mezzi di due grandi cantieri, dovrà essere
ulteriormente controllata ed accuratamente monitorata. L'albero di Giuda di via
Massacra, ricorderà, è stato tagliato in maniera abnorme. In tutto questo caos,
non sappiamo cosa ci abbiano trovato di interessante le due cicogne per fare il
nido sulla chiesa. C'è stata, però, la straordinaria e graditissima visita del
Papa, Benedetto XVI, proprio qui, accanto a quello che le ho segnalato; quel
giorno tutto era in ordine e perfetto. Peccato, davvero, che sia durato un
giorno solo: forse dovremmo chiedere a Sua Santità di tornare a farci visita.
Levis Dondi architetto, Pavia Una città d'altri tempi, ecco come potrebbe
apparire ancor oggi il passaggio da corso Garibaldi verso via Tosi e poi in via
Darsena per sbucare in via Massacra o in piazza Borromeo. Soprattutto se la si
percorre di notte quando il silenzio torna padrone di quelle strade. Perché di
giorno la gru che volteggia sopra la costruzione della nuova ala del collegio,
le grida dei muratori che si rincorrono dalla cima di una soletta a una
finestra, le auto e i camion in transito, non aiutano a creare la giusta
atmosfera. Una fetta di città antica un bel po' sottosopra, dopo la tregua
sospesa che accompagnò i giorni del Papa a Pavia. E molto di annunciato proprio
in quei giorni con solennità, compresa la riapertura ("presto fatto",
promise il rettore del Borromeo, Maggi, forse con eccessivo entusiasmo, spento più avanti dai tempi della burocrazia e da mezzi non subito disponibili) del bellissimo parco mandato
in Eurovisione. La straordinarietà serve, aiuta a dare una scossa, ma la vera
forza, la vera prova con cui misurarsi e vincere, è saper restituire a Pavia
una bellezza nell'ordinarietà quotidiana. Pierangela Fiorani
p.fiorani@laprovincia pavese.it.
( da "Giornale.it, Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Redazione -
mercoledì 13 febbraio 2008, 07:00 Roma. "Le imprese vogliono un Paese che
funzioni". La Confesercenti propone alle forze politiche un decalogo di
riforme per far ripartire l'economia italiana. Marco Venturi, presidente
dell'associazione, propone cinque "stop" a sprechi, burocrazia, caro energia, fisco esoso e
criminalità, attraverso l'abolizione delle Province, la riduzione delle
comunità montane e la privatizzazione delle municipalizzate, il taglio degli
statali, incentivi per fonti rinnovabili, taglio delle imposte alle piccole e
medie imprese, lotta all'abusivismo, certezza delle pene, premi a chi
denuncia taglieggiatori ed usurai. Servono, secondo Venturi, cinque
"go": infrastrutture (vie del mare, Tav e Salerno-Reggio Calabria)
soldi ai giovani per la formazione, incentivi per la costruzione di centri
commerciali naturali, rilancio del turismo e politiche ambientaliste come
agevolazioni fiscali per la riconversione degli edifici, nuovi depuratori e
raccolta differenziata dei rifiuti.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nel mirino della
Corte dei Conti i certificati di malattia Inchieste anche su municipalizzate e
segretari comunali dall'inviato Stefano Serpellini milano Assenteisti del
pubblico impiego e medici che compilano certificati un po' troppo
disinvoltamente sono entrati nel mirino della giustizia erariale. Lo ha
sottolineato ieri a Milano il procuratore Domenico Spadaro, durante l'apertura
dell'anno giudiziario della Corte dei Conti della Lombardia, ricordando il caso
del docente di una scuola media milanese ? passato alle cronache lo scorso anno
come "il professor M" ? collezionista di assenze
("strategiche" le ha definite il magistrato) causa malattie che si
manifestavano, guarda caso, mentre era in ferie nel proprio paese d'origine. Un
insegnante a cui la procura della Corte dei Conti contesta ora un danno
erariale superiore ai 150 mila euro (comprensivi di costi per le supplenze, ore
di straordinario pagate ai colleghi per la sostituzione, costi per la mancata
prestazione del servizio) e che, secondo Spadaro, ha potuto trasformarsi in un
fantasma della cattedra grazie a "norme troppo rigide e ipergarantiste
nella materia disciplinare del pubblico impiego" e alle "coperture
del comparto sanitario al limite, talvolta, della credibilità". C'è da
dire che, dopo che il "professor M" è finito sui giornali, alcuni
presidi hanno preso coraggio segnalando ? come ha rivelato nella successiva
conferenza stampa il presidente della Corte dei Conti lombarda, Giuseppe
Nicoletti ? alla magistratura erariale "altri quattro, cinque casi di
assenteismo". quei dottori dalla firma facile La normativa, ha accusato
Spadaro, consente meline a volte estenuanti e finisce per vanificare gli sforzi
degli inquirenti erariali. C'è un altro professore, ha raccontato il
procuratore, che vivacchia in una "situazione anomala" da 25 anni,
con l'istruttoria aperta a suo carico da 5 lustri e "la sostanziale
impunità" del diretto interessato. Ma, a proposito di assenteismo, gli
strali più acuminati il magistrato li ha scagliati all'indirizzo dei medici,
con le loro "certificazioni facili" ("Basti ricordare gli 800
certificati di un giorno di malattia rilasciati il 2 giugno a Fiumicino ad
altrettanti assistenti di volo che poterono così bloccare i voli senza
preavviso") e i loro ordini di categoria e sindacati medici "che
dovrebbero esigere rigore e comportamenti deontologici e tutelare soltanto
coloro che ad essi si attengono". Organizzazioni sindacali, quelle dei
camici bianchi, che hanno suscitato "non poche perplessità",
dimostrando "interessi meramente corporativi" nel caso di un dottore
finito nei guai per le cosiddette iperprescrizioni di farmaci. la
parcellizzazione delle municipalizzate Altro fenomeno sotto la lente della
procura della Corte dei Conti è quello delle municipalizzate nei Comuni di
medie dimensioni. Prima una sola azienda si occupava di gas, elettricità,
rifiuti, acqua, ora è in voga la "parcellizzazione della gestione"
con società per azioni costituite per ogni singolo servizio. Gli inquirenti
dell'erario, ha spiegato Spadaro, stanno indagando su alcuni casi per capire
"se sia vero o meno che dette ristrutturazioni di sistema, indubbiamente
onerose (per la ovvia moltiplicazione di direttori generali, consigli di
amministrazione, dipendenti e consulenti) abbiano arrecato gravi danni al
patrimonio del Comune, come affermano i denuncianti, o abbiano reso possibile
la razionalizzazione dei servizi e una erogazione più efficiente".
segretari comunali con troppi gradi Come lo scorso anno, il tema centrale
dell'apertura dell'anno giudiziario è stato il fenomeno delle consulenze e
incarichi affidati dagli enti pubblici ad esterni, che "non si
attenua" e che comporta costi alti. Spadaro ha fatto l'esempio di "un
grande ente lombardo" che, da solo, ha affidato incarichi e consulenze
"per 45 milioni di euro". Ma nel mirino della Corte dei Conti non ci
sono solo i "grandi enti". La procura sta facendo verifiche anche su
Comuni a volte minuscoli e sulle cariche dei loro segretari comunali. La legge
consente ai Comuni sopra i 15 mila abitanti di nominare, accanto al segretario,
un direttore generale. Capita sovente che, in mancanza di nomina del direttore,
alcune funzioni ? tra l'altro già di sua competenza ? vengano attribuite al
segretario comunale e "retribuite a parte". "Un non senso ?
secondo il procuratore ?, per di più lesivo del principio di corretta gestione del
pubblico denaro". Una situazione che diventa paradossale in alcuni Comuni
lillipuziani ("Con 280 abitanti e una burocrazia di due dipendenti", ha
citato Spadaro) i quali, grazie al consorzio che supera quota 15.000 abitanti,
si trovano un "segretario comunale-direttore generale" in servizio
magari per 8 ore la settimana. Non sono casi isolati, ha spiegato il
procuratore: "Nell'assenza di auspicabili verifiche statistiche, la
norma ha trovato generalizzata applicazione anche nella massima parte dei 1.109
Comuni lombardi sotto i 5.000 abitanti".
( da "Messaggero Veneto, Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Attualità Decalogo
di Confesercenti per far funzionare il paese IL MANIFESTO ROMA. "Le
imprese vogliono un paese che funzioni". Per questo la Confesercenti,
riunita a Roma per i lavori della Presidenza, chiede ai partiti che si
apprestano a varare i programmi elettorali un confronto aperto e concreto con
le proposte e le attese del mondo delle pmi, lanciando un decalogo di priorità.
Il presidente dell'associazione Marco Venturi individua nella legge elettorale
"le ragioni della crisi di Governo. Ma condanna anche
"l'inaccettabile frantumazione della rappresentanza politica". La
Confesercenti chiede quindi "svolte e cambiamenti profondi in grado di
assicurare stabilità". Il primo è uno "stop agli sprechi: abolire le
province, ridurre le comunità montane, privatizzare le aziende
municipalizzate". Il secondo è uno "stop alla burocrazia: entro 3 anni solo documenti
telematici e meno dipendenti pubblici". Il terzo è uno "stop al caro
energia". Quarto, ""top al fisco esoso: taglio Ire-Ires per
pmi". Quinto: "stop alla criminalità: più poliziotti nelle strade,
più certezza delle pene, premi a chi denuncia taglieggiatori ed usurai".
Le richieste di decisioni vanno invece dalle infrastrutture (task force per
completare le opere, vie del mare, Tav e la Salerno-Reggio) ai giovani
("conto risparmio" per la formazione, computer e internet). Ma la
Confesercenti chiede anche decisioni per le pmi (incentivi per la costruzione
di centri commerciali naturali, meno tasse locali, sconti fiscali per l'energia),
per il turismo (allungare la stagionalità, abbattere tasse e tariffe locali,
sostenere gli hotel per modernizzarsi) e per l'ambiente (agevolazioni shock per
riconversioni edifici e nuove costruzioni".
( da "Tribuna di Treviso, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'INTERVENTO
Elezioni, pagano i pensionati In questi giorni vi sono parecchi partiti e, qui
nel Veneto, dei rappresentanti delle categorie economiche e produttive, che
gioiscono per la crisi di governo (determinatasi da una manciata di voti
contrari al Senato ed a causa di un imperfetto sistema elettorale) e per le
prossime elezioni. Ma questo vuoto politico penalizza fortemente i pensionati
ed i lavoratori dipendenti, perché vengono sospesi, senza alcuna certezza di
prospettiva, tutti i provvedimenti della cosiddetta "seconda fase",
quella che doveva "dare", dopo i sacrifici, concrete risposte
sull'aumento dei redditi da lavoro e da pensione. Il Sindacato, molto
responsabilmente, non nasconde le preoccupazioni per la mancanza di una autorevole
giuda politica del Paese: un vuoto di direzione che probabilmente si rifletterà
negativamente sull'applicazione della legge finanziaria 2008. I contenuti della
manovra economica e gli altri atti ad essa collegati, sono delle importanti
risposte alle richieste sindacali. Dopo il tormentone della finanziaria 2007,
che non poteva determinare grandi risultati per la necessità di sistemare i
disastrati conti pubblici, lasciati in eredità dalla coalizione neoliberista di
centrodestra, invece dalle scelte fatte nella manovra economica per il 2008, si
può affermare che le famiglie, i lavoratori, i giovani, gli anziani ed i
pensionati, hanno riavuto quella giusta e dovuta attenzione da parte del
governo e del parlamento. Analizzando i principali argomenti della finanziaria
2008, si rileva che il protocollo d'intesa sullo "stato sociale", il
quale nella straordinaria consultazione e nel voto segreto ha trovato un
grandissimo consenso da parte dei lavoratori e dei pensionati, è stato
determinante per orientare le scelte governative verso i ceti meno abbienti e
per finalizzare le maggiori risorse economiche al miglioramento delle
condizioni di vita delle famiglie, dei lavoratori e degli anziani. Alcuni
effetti dell'intesa interconfederale sul welfare del 23 luglio 2007, hanno già
trovato applicazione (vedi gli aumenti delle pensioni basse ed il bonus per gli
incapienti) ed altri, se non ci fosse stata la crisi di governo, sarebbero
stati esigibili nei prossimi mesi (ad esempio, la definizione di una nuova
politica dei redditi per incrementare il potere d'acquisto delle retribuzioni e
delle pensioni) e nei prossimi anni, perché la Finanziaria 2008 è (era?) di
fatto una manovra di programmazione e di prospettiva, che pone al centro delle
sue priorità: la riduzione del debito pubblico; l'abbassamento dei costi della
politica; il ridimensionamento delle burocrazie
amministrative; l'aumento del PIL (ricchezza del Paese); il contrasto alle
evasioni fiscali e contributive; il rilancio dell'economia; la ripresa delle
attività produttive; la qualità e l'efficienza dei servizi sociosanitari ed
assistenziali; l'istituzione del fondo nazionale per la non
autosufficienza; la costituzione del tavolo di concertazione per la
rivalutazione annuale delle pensioni; la definizione di nuovi orizzonti per la
stabilità e l'allargamento dell'occupazione; il sostegno economico alla
ricerca, alla formazione, alle innovazioni tecnologiche, alla salvaguardia
dell'ambiente e alla valorizzazione del patrimonio storico, monumentale e
culturale. Sostanzialmente una scelta politica di svolta (condivisa dal
Sindacato) che doveva (se ci fosse stata la continuità del governo Prodi) dare
maggiori certezze sull'aumento dei diritti per i pensionati, per i lavoratori e
per le famiglie. In tale quadro non vanno assolutamente dimenticati i milioni
di uomini e donne che si trovano ad affrontare la quotidianità in una difficile
situazione, per effetto della perdita potere d'acquisto delle pensioni ed a
causa del mancato rinnovo dei contratti di lavoro e per gli insostenibili ed
ingiustificati aumenti di prezzi e tariffe. Franco Piacentini Segretario
Regionale SPI - CGIL.
( da "Repubblica, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XII - Napoli
La "Grande Lucania" MAURO MALDONATO (segue dalla prima di cronaca) Si
pensi alle tendenze aggregatrici in atto da tempo tra Sannio e Molise
(Molisannio); oppure ai sette Comuni delle Marche che hanno espresso all'80 per
cento la volontà di trasferirsi dalla provincia di Pesaro-Urbino a quella di
Rimini; o, per altri versi, al passaggio di un Comune dalla provincia di
Belluno a quella autonoma di Trento. Non si tratta di microproblemi
semplicemente ingranditi dai fallimenti delle macroistituzioni. A venire in
gioco sono significative questioni di legittimità, funzionalità e, oseremmo
dire, di rilievo geopolitico non estranee alle turbolenze di un mondo globale
che hanno una cascata di effetti sulle comunità stanziali. I promotori di
questa iniziativa rivendicano una cornice legale a pieno titolo, che propizi
uno sviluppo fondato sulle proprie forze, una forma di autogoverno che
solleciti il passaggio dalle appartenenze politiche di parte a un'appartenenza
territoriale. Credo non si capirebbe molto di dinamiche come queste senza
alzare lo sguardo verso un orizzonte più ampio. In tutto il pianeta le
gerarchie piramidali e gli apparati burocratici degli Stati territoriali, degli
organismi sovranazionali e delle regioni prive di identità, stanno perdendo
progressivamente il controllo sulla gestione dello spazio. Per converso, i
processi di globalizzazione stanno accrescendo il ruolo della stanzialità, con
un crescente riconoscimento da parte delle comunità delle caratteristiche del
proprio territorio, delle sue esigenze, direttamente connesse ai bisogni
esistenziali, in continua crescita e diversificazione, delle persone e delle
convivenze umane. La transnazionalizzazione dell'economia e della comunicazione
catalizza i problemi identitari locali perché - come vide tra i primi Leszek
Kolakowski - l'ampiezza degli orizzonti genera, per contraccolpo, smarrimento e
senso di solitudine della persona, che è indotta a stabilire legami più intensi
con il proprio luogo stanziale. è per queste ragioni che, ovunque, si va
diffondendo il desiderio di mantenere o ripristinare i vantaggi delle comunità
politiche di piccole dimensioni, che possano meglio esprimere una democrazia
territoriale con un senso nuovo dello stesso termine "territorio".
Diversamente da ciò che si pensa, infatti, il concetto di
"territorio" fatto proprio dai poteri pubblici moderni non è affatto
legato a quello di "terra". Esso deriva dal verbo latino
"terreo" cioè "spaventare". Il "territor" (stessa
radice del termine "terrorista") è colui che, insediatosi in un
determinato territorio, spaventa chi ne è fuori, chi non ne fa parte, il
potenziale nemico. Molte regioni italiane attuali, come la Campania, prive o
dalla debole identità, sono sorte dall'uniformazione amministrativa del 1865
che stese gli ordinamenti piemontesi su una concezione delle regioni come
grosse province al servizio della centralizzazione governativa e destinate a
occuparsi di problemi secondari. Ora, se è vero che la modifica dell'articolo V
della Costituzione ne ha esteso le attribuzioni, è nondimeno vero che non ne ha
modificato l'impianto. Insomma, c'è di che riflettere. La burocrazia che amministra il potere
pubblico cresce a dismisura nelle strutture politiche di ampie dimensioni e fa
da barriera tra la cittadinanza e i rappresentanti che ha scelto. Le piccole
dimensioni, invece, favoriscono la volontarietà delle associazioni e delle convivenze,
la soddisfazione dei bisogni, la riduzione dei costi di gestione, la
libertà economica e politica. Se non si risolverà nella ricerca di vieti
protagonismi, questa esperienza potrebbe rappresentare un piccolo ma
significativo esempio di destrutturazione del modello feudale centro-periferia:
cioè, un sistema verticale chiuso che stringe nelle proprie mani i mezzi (e
dunque, i fini) e una periferia abitata da sudditi con funzioni amministrative
delegate. Quando gli abitanti della periferia diventano cittadini protagonisti
quel modello si rompe, con il vantaggio di tutti: sia per chi (i "lucani
di fuori") vuol decidere legittimamente il proprio destino individuale e
comunitario, sia per chi (i campani) ha un disperato bisogno di un rinnovamento
istituzionale, etico e identitario.
( da "Repubblica, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina VI - Milano
L'affondo della corte dei Conti "Troppi incarichi d'oro" Contestate
al Comune spese per 45 milioni di euro "Si accentua nelle pubbliche
amministrazioni la crescita di una burocrazia di vertice costituita in maniera esponenziale da soggetti
esterni, ai quali vengono conferite funzioni dirigenziali talvolta senza regole
predeterminate di selezione che assicurino la trasparenza delle scelte
effettuate". E ancora: "In misura sempre maggiore le funzioni nobili
vengono portate all'esterno e svolte da collaboratori di fiducia degli organi
politici e di direzione". è duro il richiamo lanciato ieri dal
procuratore regionale della corte dei Conti Domenico Spadaro agli enti pubblici
lombardi: troppe consulenze esterne, troppi incarichi d'oro a danno delle casse
dello Stato, e quindi dei cittadini. Il caso più eclatante, per quanto ancora
sotto inchiesta, è di certo quello che riguarda il Comune di Milano, con i
novanta incarichi sotto la lente dei magistrati. Un caso a cui il procuratore
fa riferimento quando parla di "un esposto che ha denunciato l'avvenuto
conferimento da parte di un solo grande ente lombardo di consulenze ed
incarichi per un complessivo importo di 45 milioni di euro".
L'inaugurazione del nuovo anno giudiziario dei magistrati contabili è sotto l'insegna
di questa e di un'altra emergenza, quella dei derivati e, in generale, degli
strumenti finanziari di cui le amministrazioni locali fanno, a volte, un uso
troppo disinvolto. è il presidente Giuseppe Nicoletti ad ammonire gli
amministratori, ricordando loro che "la Regione o l'ente che hanno
sottoscritto gli strumenti finanziari debbono attestare di aver preso piena
conoscenza dei rischi e delle caratteristiche dei medesimi". Gli esempi di
sprechi e storture portati dai magistrati di via Marina sono tanti, in ogni
settore dell'amministrazione della cosa pubblica. Soltanto nel 2007 sono state
aperte 1.694 vertenze, con un raddoppio, rispetto al 2006, dei danni
complessivamente contestati, da oltre 41 milioni di euro a quasi 88; in aumento
anche la somma recuperata con le sentenze definite l'anno scorso: circa 1
milione e 250mila euro sui cinque milioni dell'importo totale delle condanne di
primo grado. Un consuntivo serve però anche a capire le emergenze future: per
questo il presidente e il procuratore hanno insistito sul tema delle consulenze
esterne e dei doppi incarichi. "C'è una diffusa esternalizzazione delle
attività istituzionali mediante l'affidamento a professionisti terzi di
incarichi più vari, che troppo spesso non presentano i caratteri tassativamente
chiesti dalla legge quali presupposti dell'incarico", ha ammonito Spadaro,
il cui ufficio ha aperto 122 nuove vertenze, con undici casi in cui sono già
state depositati gli atti di citazione. Cita se stesso e la sua giunta, come
esempio di riduzione dei costi della politica, il presidente della Regione
Roberto Formigoni: "La macchina regionale costa a un lombardo 40 euro, la
metà della media nazionale; i dipendenti sono scesi dal
( da "Giornale.it, Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Redazione -
mercoledì 13 febbraio 2008, 07:00 Quando Domenico Spadaro
parla della "crescita di una burocrazia di vertice", non si limita ai grandi comuni. Nella sua
relazione, il procuratore sottolinea come il fenomeno investa anche le
amministrazioni più piccole. Perché se la legge prevede che alla figura del
segretario comunale possa essere affiancata quella - non interna - del
direttore generale, è possibile anche che le funzioni di quest'ultimo
vengano conferite al segretario dal sindaco, indipendentemente dalla dimensione
dell'Ente. Così, "nella massima parte dei mille e 109 Comuni lombardi di
piccolissima dimensione" accade che la carica di Segretario e quella di
direttore generale si sovrappongano, con una doppia remunerazione "lesiva
del principio di corretta gestione del denaro pubblico". Anche quando,
evidentemente, non esiste l'esigenza di così tante figure dirigenziali. Tra i
casi limite segnalati, quelli di Comuni "con 280 abitanti e una burocrazia di dipendenti", o di amministrazioni
"ove il Segretario vi presta servizio per un giorno alla settimana, ovvero
per otto ore" ogni cinque giorni.
( da "Giornale.it, Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Allarme Corte dei
conti: "Sprechi e irregolarità basta consulenze d'oro" di Enrico
Lagattolla - mercoledì 13 febbraio 2008, 07:00 Così tante, che "nelle
denunce arrivate nell'ultimo anno sono ricorrenti, con monotona ripetitività,
le stesse irregolarità e abusi segnalati negli anni passati". Passa il
tempo, non la prassi consolidata degli enti locali di affidarsi a consulenze e
incarichi esterni. L'allarme è lanciato dal procuratore della Corte dei conti
della Lombardia, Domenico Spadaro. "Si accentua nelle pubbliche
amministrazioni - spiega il magistrato nel proprio intervento all'inaugurazione
dell'anno giudiziario - la crescita di una burocrazia di vertice costituita in
misura esponenziale da soggetti esterni, ai quali vengono conferite funzioni
dirigenziali talvolta senza regole predeterminate di selezione che assicurino
la trasparenza delle scelte effettuate". E il caso di Palazzo Marino, per
il quale è aperto anche un procedimento penale, è solo il più eclatante.
"Il fenomeno non si attenua, e riguarda una pluralità di consulenze e
incarichi asseritamente illegittimi, per importi di ingente ammontare".
Tema particolarmente sensibile, al quale non sfugge il vicesindaco Riccardo De
Corato. "In alcuni settori - commenta - il ricorso alla consulenze è
necessario se si vogliono assicurare i servizi compatibili con una città come
Milano". Insomma, "o si dismettono i servizi o si ricorre alle
consulenze". Scelta obbligata, per De Corato. Perché "da circa otto
anni le leggi finanziarie bloccano le possibilità di assunzione". E in
ogni caso, "una macchina complessa come il Comune di Milano ha le stesse
consulenze di Roma o di Torino". Ma quadrare il cerchio dell'efficienza
amministrativa e del contenimento della spesa pubblica, per il governatore
Roberto Formigoni è possibile. "La macchina regionale - spiega - costa a
un lombardo 40 euro, mentre la media nazionale dei costi di funzionamento delle
altre regioni è 80 euro, il doppio. I dipendenti sono scesi dal '
( da "Nuova Sardegna, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cagliari Denuncia e
nullaosta insieme, carrozziere vittima dei burocrati VILLAMASSARGIA. Una
pesante multa è stata comminata dal giudice del tribunale monocratico del
tribunale di Iglesias a un carrozziere di Villamassargia, Oreste Giudice, 60 anni,
per avere utilizzato un tunnel per la verniciatura della carrozzeria delle auto
senza l'autorizzazione regionale. Per la verità il carrozziere, complice però la burocrazia, disponeva di un'autorizzazione provvisoria rilasciata degli
organi competenti. Ebbene quando i tecnici della Asl hanno accertato che
l'autorizzazione in mano al carrozziere aveva valore di provvisorietà è
scattata la denuncia. Ironia della sorte: quando l'artigiano è stato raggiunto
dal provvedimento penale, dalla Regione è giunta l'autorizzazione
definitiva che non lo ha liberato però dalle responsabilità precedentemente
contestate. Ieri mattina Oreste Giudice, difeso dall'avvocato Filippo Triolo, è
stato condannato a 300 euro di multa e al pagamento delle spese processuali. Il
pubblico ministero aveva chiesto una multa di 500 euro. Nessuna responsabilità
invece è stata contestata ai funzionari regionali che, per anni, hanno sempre
rilasciato al carrozziere le autorizzazioni provvisorie. (e.a).
( da "Secolo XIX, Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Sulla
ricetta non c'è il codice fiscale, anziana respinta dal Cupa di via
Collodi" denuncia del vicepresidente dell'ordine Giusto punta il dito
contro la troppa burocrazia. "Manca anche
l'educazione". L'Asl: sono obblighi da rispettare 13/02/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
"NON se ne può più di questa burocrazia che blocca il nostro mestiere". Lo sfogo del segretario
provinciale del sindacato medici italiani nonchè vicepresidente dell'Ordine,
Renato Giusto, giunge al termine di un episodio che, oltre a mettere sotto
accusa un po' tutto il sistema, fa puntare al dottore il dito anche contro lo
sportello Cupa di via Collodi. Secondo Giusto, nel centro prenotazioni
Asl sono avvenuti episodi di eccessiva fiscalità. Spesso accompagnati da scarsa
urbanità nei confronti dell'utenza e che non hanno tenuto conto dell'età di chi
si è recato allo sportello. "L'ultimo episodio in ordine di tempo è
avvenuto lunedì - prosegue il medico - E' tornata in studio una mia paziente
anziana che era stata respinta dallo sportello perché non era riportato, nelle
richieste vergate di mio pugno, il codice fiscale della paziente stessa. Io
avevo omesso di scriverlo, andrebbe però usato un po' di buon senso. Non si fa
fare un viaggio a vuoto a un'anziana. Specie di lunedì quando gli studi medici
sono solitamente più affollati e, per fare gli scrivani, ci troviamo a far
pagare una simile lungaggine burocratica anche ad altri pazienti. Episodi ed
atteggiamenti simili da parte del Cupa sono stati rilevati anche da altri
colleghi". Un ragionamento che Renato Giusto allarga anche ai tempi di attesa
delle prenotazioni e delle visite. Che continuano ad essere eccessivamente
lunghi. "E' inutile dire, come sta facendo la Asl, che i tempi d'attesa si
dimezzano - conclude Giusto - se noi medici di famiglia ci troviamo a dover
riempire carte e basta. O ci mettono in condizione di visitare le persone
oppure si continueranno a vedere pazienti che preferiscono effettuare Tac fuori
regione". "E' stata la Finanza a creare l'obbligo di apporre il
codice fiscale sulle richieste al fine di evitare abusi fiscali - ribatte
Giampiero Storti, direttore della comunicazione sanitaria e marketing dell'Asl
- Se venisse accettata una richiesta senza codice fiscale sia l'addetto allo
sportello sia il medico che ha prescritto la ricetta incorrerebbero a fine anno
in sanzioni molto salate. Quanto all'educazione indagheremo". "Se ci
sono stati episodi di scarsa urbanità mi scuso personalmente - completa il
ragionamento il direttore dell'unità operativa medica di base e specialistica
Dino Dessì - Andrò a fondo anche perché facciamo corsi di aggiornamento per
l'educazione nei rapporti col pubblico. Per quanto riguarda i tempi di attesa
lunghi, invece, entro primavera contiamo di portare a trenta giorni al massimo
esami quali Tac, risonanza, ecografia, ecolordoppler e cardiologia (e visite
quali ortopedia e oculistica) e quarantacinque giorni tutti gli altri. Entro
dicembre, infine, i tempi di tutti gli esami andranno messi a posto".
Raffaele Di noia 13/02/2008.
( da "Repubblica, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina V - Bologna I
cittadini e la burocrazia: un vero
e proprio ingorgo di permessi e licenze. Più di diciotto mesi per un timbro.
L'Ascom presenta un dossier Il percorso a ostacoli per aprire un negozio Dalla
comunicazione in Comune all'elenco di clienti e fornitori, dalle lunghe attese
per regolarizzare un lavoratore extracomunitario (il 10% delle domande
presentate con il decreto flussi 2006 non è ancora stata esaminata) ai
180 giorni per i dehors, viaggio nei giorni persi del commercio. Tempi lunghi,
adempimenti assurdi e denari bruciati dalla burocrazia.
Come nel caso dell'Inps, che applica la mora solo nei confronti di chi versa
meno del dovuto arrivando a triplicare la somma iniziale o polverizzando un
credito in virtù di un debito. PARMEGGIANI A PAGINA V.
( da "Repubblica, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina IX - Bologna
Dossier dell'Ascom sul "mare magnum della burocrazia", tutti i posti dove si
perde tempo per avere le carte in regola Diciotto mesi per un timbro
Saracinesche chiuse per l'ingorgo di permessi e licenze STEFANIA PARMEGGIANI Le
serate sui banchi per ottenere la qualifica professionale che ha sostituito il
vecchio Rec, le attese per i permessi edilizi, igienico-sanitari,
fiscali, le file in Questura per i nullaosta dei lavoratori immigrati... Sono i
giorni persi del commercio, bruciati dai negozianti prima ancora di alzare la
saracinesca in un vortice di timbri e autorizzazioni, sotto una montagna di
carte, per navigare o solo orientarsi in quello che l'Ascom, sul suo sito
internet, definisce il "mare magnum della burocrazia".
Ci s'immerge da subito, da quando si decide di aprire, trasferire o ampliare un
negozio di vicinato: dopo la presentazione in Comune della documentazione
necessaria, gli aspiranti commercianti devono attendere trenta giorni per
battere il primo scontrino fiscale. "In realtà questo lasso di tempo è una
pura formalità - spiega Loris Quartieri dell'ufficio assistenza tecnica di
strada Maggiore -. Negli ultimi dieci anni, dall'entrata in vigore del decreto
Bersani, non ci sono mai state contestazioni e opposizioni da parte del
Comune". Trenta giorni "d'inutile attesa", che l'Ascom vorrebbe
cancellare "magari inserendo altre formule di controllo". E che, nel
caso il negozio abbia dimensioni più ampie, va moltiplicata per tre, almeno
sulla carta. Il Comune, nel caso di medie imprese, ha novanta giorni di tempo
per valutare la richiesta e concedere l'autorizzazione. A volte però i giorni
si accumulano, i mesi passano e può capitare che un'azienda, fatta una
richiesta di ampliamento per ottenere una superficie di vendita di
( da "Repubblica, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina IX - Bologna
IL CASO Chi paga in ritardo viene stangato, chi ha versato più del dovuto non
riceve interessi Per i contributi due pesi e due misure I contributi devono
essere versati regolarmente, pena multe salatissime. Chi non ha versato il
dovuto può ritrovarsi, nel giro di cinque anni, con un debito triplicato. Chi
ha pagato in eccesso, al contrario, può non rientrare mai in possesso dei suoi
denari perché bruciati da un meccanismo a senso unico: se si è pagato di meno
l'Inps chiede una mora giornaliera, se si è pagato di più non riconosce alcun
interesse. E' il caso quest'ultimo di un associato dell'Ascom che nel
( da "Repubblica, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XI - Bari
L'INTERVISTA L'analisi del sociologo Franco Cassano: "C'è da recuperare la
fiducia nelle istituzioni" "Ma in Puglia la parola giustizia deve
diventare un valore condiviso" Rispetto all'intero Mezzogiorno la nostra
regione ha fatto un lavoro migliore, ma non è sufficiente Certo la fine di
Punta Perotti è stata una vittoria smorzata però dalla
lentezza della burocrazia
ANTONELLA GAETA Quando invita a "costruire territori di senso intorno alla
parola legalità" l'immagine cui si riferisce il sociologo Franco Cassano è
assai concreta e quotidiana. Una domenica mattina a Punta Perotti, nel parco
che s'attende, i genitori raccontano al loro bambino la storia delle piste
ciclabili e di quei giochi che sta utilizzando. "Perché la legalità
è fatta di piccoli gesti e non di prediche, è una battaglia molecolare sul
senso comune che si fa spostando ogni giorno anche solo un filo di paglia, da
una parte all'altra". Bari apre un mese di eventi intorno ai temi di
giustizia e legalità. A che punto è la Puglia? "Credo che abbia fatto un
lavoro migliore rispetto a quello di altre regioni meridionali, è evidente.
Come insegna anche l'apprezzamento di Montezemolo, chi vuol fare deve
concentrare il proprio impegno sugli aspetti positivi e pensare al futuro. La
Puglia ha energicamente contrastato la criminalità negli anni Novanta e lo ha
fatto in modo significativo. Ma è un regione sempre in bilico, sempre lì lì tra
il grande salto e la ricaduta. Nel Mezzogiorno non ci si salva da soli e la
Puglia in questa battaglia non può stare tra parentesi". Com'è cambiata la
percezione di legalità in questi anni? "Mantiene sempre un grande
significato. è un bene comune. Una società fatta di regole condivise è
migliore, funziona meglio e dà più certezze, benessere, possibilità di lavoro e
investimento. Proprio l'incertezza che scaturisce dal mancato rispetto delle
norme caratterizza i nostri tempi, è un furto alla speranza". Che colpisce
soprattutto i giovani. "è la loro mobilitazione che è in grado di dare maggiore
speranza nel futuro ma spesso accade che si rassegnino al mancato rispetto
delle regole e scelgano di andar via. La peggiore categoria da combattere è
quella dei furbi e non occorre scomodare Prezzolini per ricordare che sono la
grande debolezza degli italiani, nella loro presunzione di essere migliori
degli altri e di fregare il prossimo. Chi supera una persona nella fila
introduce una violazione del diritto altrui. Va da sé che quando emerge il
furbo si va verso il peggio". Ha detto che la "forza più scarsa del
nostro tempo è la fiducia nel presente". "Prendiamo il caso di Bari.
La battaglia per Punta Perotti è stata compiuta, è probabile che in altre
regioni non si sarebbe neppure fatta ma i tempi sono stanti lunghi. Tutto qui
viene fatto con una lentezza impressionante. Ti sembra di aver risolto il
problema di Punta Perotti che ti si è aperta la voragine di piazza Battisti e
sullo sfondo continui ad avere il Margherita in quelle condizioni. è falsato il
rapporto tra efficienza organizzativa e capacità di solidarietà tra soggetti.
Ad avere la meglio è spesso la guerriglia del reciproco scaricare
responsabilità e passi in avanti non se ne fanno". Pensa al Petruzzelli?
"Ma certo, non si possono aspettare diciassette anni per ricostruirlo.
Questa non è illegalità ma è quello strano gioco di paralisi reciproche, del
quale parlavo. Si è andato avanti facendo un uso distorto dello strumento
legale, aggiungendovi conflitti tra classi dirigenti e interessi
politici". Il suo homo civicus come si muove, dunque, in questa realtà?
"Ma ha bisogno di fiducia, si mobilita perché ha bisogno di cambiamento,
ma tutto non può limitarsi solo al movimento di idee. A un certo punto esse
devono ingranarsi con i meccanismi istituzionali. Ha bisogno di risposte da
parte delle istituzioni, si aspetta che le battaglie civili facciano risultato.
E che un parco sia aperto al più presto a Punta Perotti. Serve, perché un altro
pezzo del suo percorso sia compiuto".
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 13-02-2008)
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Corriere del
Mezzogiorno - NAPOLI - sezione: NAPOLI - data: 2008-02-13 num: - pag: 6
categoria: REDAZIONALE Chiaia, 5 mila posti auto nel cassetto La Municipalità:
"è tutto a carico dei costruttori. Ma il Comune tace" Nonostante i
poteri speciali alla sindaca nulla è stato fatto per i parcheggi. Ecco il
progetto messo a punto da privati NAPOLI - Alla sindaca i paragoni non piacciono,
ma qualche volta è giusto farli per inseguire la speranza, sempre più flebile,
di determinare una reazione positiva. E' la tecnica dell'elettrochoc, speriamo
che funzioni almeno per i parcheggi che è il nervo più teso e scoperto della
città in coma di vivibilità. Il paragone, allora. Per una volta non voliamo a
Barcellona, ma ci fermiamo a Roma dove il sindaco Veltroni, che ha già
costruito 130mila posti auto scavando anche sotto il Pincio ed altre zone
considerate "inviolabili", ha avviato i progetti per i parcheggi di
Centocelle utilizzando i poteri straordinari in materia di traffico
conferitigli dal Governo. Gli stessi, ed ecco il paragone, concessi alla nostra
sindaca, che, però, non li ha utilizzati. Ed ha anche contravvenuto all'obbligo
di presentare, entro trenta giorni, un cronoprogramma del Piano. Il problema
investe responsabilità precise. La Municipalità di Chiaia ha deliberato una
serie di progetti - partiti da una sollecitazione dei soci dei nove Rotary
napoletani - che riguardano la realizzazione di oltre cinquemila posti auto in
undici zone "rosse" della viabilità (e della vivibilità). E li ha
presentati a Palazzo San Giacomo il 16 ottobre dell'anno scorso, nello stesso
giorno in cui la Iervolino firmava un protocollo d'intesa con tutte le Municipalità
per avviare i parcheggi. Proviamo ad elencare i luoghi scelti dai progettisti
per far correre un brivido di entusiasmo nella schiena dei napoletani: piazza
del Plebiscito (in sotterranea e senza alcun coinvolgimento della piazza
giustamente intoccabile), Parco del Castello, darsena Acton, piazza Vittoria,
Rotonda Diaz, piazza Sannazaro e Mergellina, Largo Beneventano, piazza
Mercadante, Riviera di Chiaia, viale Gramsci e viale Dohrn. La gran parte delle
strutture è sotterranea, ma di straordinario interesse sono le proposte di
arredo urbano che realizzerebbero una bonifica di cui si sente un grandissimo
bisogno. Un esempio: un'area pedonale continua di oltre 40mila metri quadri
dalla galleria della Laziale fino a piazza Vittoria attraverso una serie di
sottopassi: in pratica, garantiscono i proponenti, a partire da Largo Sermoneta
si potrà andare a piedi fino alla colonna spezzata di piazza Vittoria e
passeggiare, ogni giorno, all'interno della Villa Comunale. Come dire: sogno o
son desto? Nè l'una nè l'altra cosa ma la solita imbarazzatissima
"sospensione " per inerzia della burocrazia comunale: la stessa, per fare
l'ultimo esempio, che ha determinato lo staff della "Rinascente" a
abbandonare l'ipotesi di realizzare un megastore a Toledo. "Nel nostro caso
- dice il presidente Fabio Chiosi - non c'è alcun intoppo, nè tecnico perchè
gli studi preliminari sono irreprensibili, nè formale perchè la
Soprintendenza ha dato il suo benestare, nè burocratico, perchè la pratica è
stata definita e siamo in regime di poteri speciali delegati dal Governo al
Commissario Iervolino. E neanche economico perchè gli oneri, duecento milioni
di euro, saranno tutti a carico del Consorzio proponente". Che, per
inciso, fa capo a un gruppo ravennate ma ha una congrua presenza napoletana ed
è aperto ad altri apporti locali. Allora non resta che attendere? "Sì, ma
non passivamente. Abbiamo consegnato l'incartamento, come da prassi, al
Segretario Massa e contemporaneamente sto sollecitando un incontro con la
Iervolino al fine da evitare il pericolo che si perda il vantaggio di
utilizzare le scorciatoie offerte dal regime commissariale che, com'è a tutti
noto, scadrà entro quest'anno". Ricordiamo, per inciso, che i poteri
speciali vennero decisi con le stesse modalità di quelli per il ciclo dei
rifiuti. La battuta è facile: speriamo che non si consumi un analogo dramma.
Chiudiamo ritornando al paragone con Roma: il sindaco Veltroni si è impegnato a
chiudere la pratica entro quest'anno. A noi, più modestamente, basterebbe
aprire almeno due cantieri entro la stessa data. Come dire: se ci sei Rosetta
batti due colpi. Carlo Franco (1-continua).
( da "Corriere della Sera" del 13-02-2008)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-02-13 num: - pag: 3
categoria: REDAZIONALE Nuovo anno giudiziario Spadaro: incarichi affidati senza
regole predeterminate Allarme della Corte dei Conti: troppe consulenze Gli enti
locali lombardi spendono troppo per troppe consulenze. Affidano "in misura
sempre maggiore le funzioni nobili " a "collaboratori di fiducia
degli organi politici" a volte "senza regole predeterminate di
selezione che assicurino la trasparenza", con il
risultato di ridurre sempre di più "la separazione tra politica e burocrazia ". Anche quest'anno la
Procura della Corte dei conti lancia l'allarme consulenze. A puntare il dito è
il procuratore Domenico Spadaro nella cerimonia di inaugurazione dell'anno
giudiziario della magistratura contabile, aperto ufficialmente dal presidente
Giuseppe Nicoletti. Spadaro - titolare dell'inchiesta sugli incarichi
della giunta Moratti che ipotizza un danno di 11 milioni - parla di un fenomeno
aumentato nel 2007 "in maniera esponenziale ". Sul suo tavolo sono
arrivate parecchie denunce che segnalano, "con monotona ripetitività,
sempre le stesse irregolarità ed abusi": troppi consulenti esterni
rispetto al numero permesso e incarichi a soggetti "privi dei
requisiti". La procura ha aperto ben 122 "vertenze " che hanno
portato già a 11 citazioni. "Da quest'anno l'affidamento di incarichi e di
consulenze potrà avvenire solo con un programma approvato dal consiglio",
assicura il presidente del consiglio comunale di Milano Manfredi Palmeri.
L'eccesso di consulenze è solo uno dei vizi degli enti locali, contro i quali
Spadaro combatte con soli 6 sostituti, pur avendo più che raddoppiato
quest'anno (da 41,6 milioni a 87,7) i danni contestati. La maggio r parte dei
1.109 comuni lombardi con meno di 5.000 abitanti ha affidato al segretario, con
un compenso extra, comunale anche l'incarico di direttore generale. Spadaro si
chiede a cosa possa servire, se non a sprecare altri soldi, il direttore
generale in un comune con 280 abitanti e due soli dipendenti e dove il
segretario lavora un solo giorno alla settimana. Eppure è accaduto.
L'intervento L'intervento del procuratore Domenico Spadaro nella cerimonia di
inaugurazione dell'anno giudiziario Giuseppe Guastella.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-02-2008)
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Il Sole-24 Ore
sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-02-13 - pag: 34 autore: La denuncia della
Corte dei conti - In Lombardia allarme consulenze Lazio, il grande spreco della
sanità Gianni Trovati MILANO "Scarso rispetto del denaro pubblico",
illeciti che si ripetono "con monotona ripetitività" e casi "di
grave sperpero o illecito profitto personale" che nella realtà "sono
molto più diffusi di quelli che vengono alla luce". L'allarme corruzione
lanciato la scorsa settimana dal presidente della Corte dei conti, Tullio
Lazzaro, si diffonde sul territorio, e si precisa nelle varie sezioni
giurisdizionali regionali che in queste settimane inaugurano l'anno
giudiziario. Ieri è stata la volta di Lombardia, Emilia-Romagna e Lazio, che
hanno stilato classifiche diverse dei temi più critici. A Roma e dintorni – ha
sottolineato il procuratore regionale Mario Ribaudo – l'esempio di spreco più
"eclatante" è ancora quello della sanità pubblica, che con i suoi
deficit fin dal
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - CASERTA - sezione: ECONOMIA - data: 2008-02-13 num: - pag: 9
categoria: REDAZIONALE Il caso Il vicesindaco Santangelo ha tentato una
soluzione: eravamo pronti La Rinascente al Comune: "Stop al progetto
Napoli" Radice, ad del gruppo: "Decisione definitiva" NAPOLI -
La Rinascente non torna sui suoi passi e rinuncia definitivamente agli
investimenti su Napoli. L'amministratore delegato del Gruppo milanese, Vittorio
Radice, ieri a Londra, ha fatto sapere chiaro e tondo che "su Napoli non
investiremo, rimarrà solo la sede di via Toledo". Radice, che ha precisato
che la posizione assunta non è "una provocazione", ha detto che ieri
dal Comune di Napoli "hanno contattato direttamente l'architetto
Sciavicco, il nostro architetto, ma per noi la scelta è definitiva. Abbiamo
deciso di ritirare il progetto per la sede di via Depretis e non andremo
avanti". Insomma, lo store resta dov'è, in via Toledo, in "una sede
vecchia" che comunque la Rinascente "non ritenete adeguata per lo
sviluppo della società". A quanto pare, dunque, non sarebbero bastate le
parole del vicesindaco Tino Santangelo, che aveva cercato di ricomporre la
questione spiegando come "l'iter si è concluso, ora speriamo di convicerli
a tornare sui propri passi". Ecco perché ieri dal Comune di Napoli
trapelava la rabbia enorme dei vertici di Palazzo San Giacomo (sindaca
Iervolino in testa) che forse non si aspettavano che tutto saltasse in aria. E
ora, dopo le parole di Radice, i margini per riprendere la trattativa sembrano
davvero strettissimi. Colpa della burocrazia, troppo farraginosa, e di "un'interpretazione di alcune
norme urbanistiche", come ha spiegato Santangelo, "per le modifiche
dell'edificio" e per ricavare dei parcheggi di pertinenza per il palazzo
di via Depretis. Colpa, insomma, delle "insormontabili difficoltà per
ottenere le necessarie autorizzazioni " dopo ben 18 mesi. Un anno e
mezzo fa, infatti, la Rinascente aveva annunciato lo spostamento dello store da
via Toledo in un palazzo molto più grande in via Depretis. Lo stesso stabile
nel quale l'onorevole Italo Bocchino di An impiantò il suo comitato elettorale
alle ultime elezioni regionali. La decisione avrebbe comportato non solo il
rilancio della società milanese anche a Napoli, secondo i canoni di un
department store internazionale, ma soprattutto avrebbe anche raddoppiato i
posti di lavoro da
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
PROVINCIA 13-02-2008
PRESENTAZIONE IN UN VADEMECUM TUTTE LE OPPORTUNITA' OFFERTE DAL COMUNE, DAL SOCIALE ALLA BUROCRAZIA Valmozzola, i servizi a portata di
mano VALMOZZOLA Il sindaco Olari: "Questa carta risponde alle esigenze dei
cittadini" Valentino Straser II "Un biglietto da visita e una vetrina
per il Comune di Valmozzola ", così è stata paragonata, dal sindaco di
Valmozzola, Gabriella Olari, la "carta dei servizi ",
presentata nei giorni scorsi nella sala civica di Mormorola alla presenza
dell'assessore provinciale Tiziana Mozzoni, della giunta e del Consiglio
comunale al completo, dei rappresentanti dell'associazionismo locale e di un
folto pubblico. Presenti anche gli agenti del corpo forestale dello Stato della
stazione di Solignano, Mario Elli rappresentante Cisal di Parma, Giuseppe
Rotelli dell'Usl, i rappresentanti Auser, Ernesto Vignoli della cooperativa
Aurora, il sindacalista Paolo Spagnoli, il capogruppo di opposizione Giovanni
Cupri, il parroco don Alfonso Calamari, gli alunni e le insegnanti della scuola
primaria. "La realizzazione di una carta dei servizi comunali - ha rilevato
Gabriella Olari - testimonia lo sforzo di un'amministrazione nel ricercare un
dialogo costante con i propri cittadini, permettendo loro di conoscere e di
utilizzare appieno la macchina comunale per la soluzione di ogni necessità
burocratica e amministrativa. Ciò ha costituito l'obiettivo principale della
nostra azione nella ferma convinzione che anche la conoscenza degli strumenti e
l'organizzazione dei vari servizi comunali, possa contribuire, almeno in parte,
al miglioramento della qualità della vita per le persone che vivono nelle
nostre vallate". A Valmozzola, negli ultimi anni, sono stati realizzati
nuovi servizi e nuove opportunità, soprattutto a favore degli anziani, ma anche
dei giovani e bambini: l'utilizzo del taxi sociale, la consegna dei farmaci a domicilio,
il servizio di assistenza domiciliare, il servizio di telesoccorso, il centro
prelievi e, prossimamente, la costruzioni di due appartamenti per anziani
autosufficienti. Tiziana Mozzoni, nell'elogiare l'iniziativa, una fra le poche
della provincia, ha richiamato al tema dei servizi sociali, soprattutto quello
a favore della popolazione anziana e della non-autosufficienza, che costituisce
ormai una emergenza sociale. L'assessore Mozzoni ha illustrato le linee guida
del fondo per anziani non autosufficienti, istituito dalla Regione, la
necessità di incentivare la domiciliarità per gli anziani, e alla esigenza di
rendere omogeneo il territorio parmense in fatto di servizi a sostegno per le
fasce socialmente deboli. "La Carta dei Servizi ha ribadito il sindaco
Olari, risponde a queste esigenze così come a moltissime altre richieste
consentendo ad ogni nostro cittadino di sentirsi parte integrante e consapevole
di una comunità sempre più esigua ma viva e desiderosa di crescere nella
qualità e nella quantità dei servizi offerti ". Tra i primi in provincia
Un momento della presentazione della "Carta".
( da "Corriere Alto Adige" del 13-02-2008)
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Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: 1AECONOMIA - data: 2008-02-13 num: - pag: 9
categoria: REDAZIONALE Settore latte Pochi addetti, Exquisa va via BOLZANO -
Exquisa Italia, sede italiana dell'azienda baverse di jogurt e latticini, è
pronta a lasciare l'Alto Adige per tasse troppo alte e una
pesante burocrazia, che non
consentono lo sviluppo voluto. "Prenderemo una decisione definitiva solo
tra un mese, ma in linea di massima pensiamo che Milano potrebbe rivelarsi un
contesto molto vantaggioso. L'Alto Adige non sembra più offrire i presupposti
adeguati alla nostra crescita e risulta sempre più difficile assumere personale
competente e qualificato soprattutto nell'ambito della vendita e del
marketing" spiega Bernahrd Tschurtschenthaler, direttore di Exquisa
Italia. Impossibile convincere lavoratori e le famiglie a trasferirsi in Alto
Adige: "La vita qui è molto più cara rispetto altrove. Per non parlare dei
costi di affitti e appartamenti. Queste variabili rendono molto difficile il
trasferimento - sottolinea Tschurtschenthaler -. Sarebbe vantaggioso per l'intero
Alto Adige creare un contesto più favorevole affinché anche persone non
autoctone possano trovare le condizioni per lavorare e vivere dignitosamente.
Le aziende che in Italia continuano a crescere, trovano enormi difficoltà di
espansione in Alto Adige". Valentina Casale.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 13-02-2008)
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Corriere del
Mezzogiorno - CASERTA - sezione: 1PAGINA - data: 2008-02-13 num: - pag: 1
categoria: REDAZIONALE Sfuma il progetto Rinascente conferma: addio Napoli La
Rinascente non torna sui suoi passi a dice addio al progetto Napoli.
L'amministratore delegato del gruppo milanese, Vittorio Radice, ha spiegato che
"la scelta è definitiva. Abbiamo deciso di ritirare il progetto per la
sede di via Depretis e non andremo avanti". Insomma, lo store resta in via
Toledo, e addio a investimenti per 50 milioni che avrebbero portato 70 posti di
lavoro in più. Non sono dunque bastate le parole del
vicesindaco Santangelo, che aveva cercato di ricomporre la questione, spiegando
come "l'iter era quasi concluso". Colpa della burocrazia e di "un'interpretazione
di alcune norme urbanistiche", come ha spiegato Santangelo, "per le
modifiche dell'edificio". A PAGINA 9 Cuozzo.
( da "Messaggero, Il (Ostia)" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Chiudi di FABIO
ROSSI Un secolo di attesa, dall'ultimo piano regolatore approvato da un
consiglio comunale ai tempi di Ernesto Nathan, e due giorni di battaglia in
aula. Il nuovo Prg di Roma è stato approvato ieri dall'aula Giulio Cesare, alla
presenza di Walter Veltroni, al suo ultimo giorno da sindaco. "Con la
ratifica del Piano regolatore, è stata scritta una pagina della storia della
nostra città - commenta Veltroni - Abbiamo lavorato per dire alla città che
abbiamo fatto quello che dovevamo fare, nonostante la
struttura barocca della burocrazia del Paese, che spesso rende difficoltosi l'approvazione e l'iter
di alcune procedure". Il sì definitivo è arrivato al termine di 48 ore
scandite da interminabili dibattiti e vivaci proteste dell'opposizione - con i
consiglieri Dino Gasperini (Udc), Pasquale De Luca (Forza Italia) e Fabio
Sabbatani Schiuma (La Destra) che si sono incatenati ai propri posti -
per la modifica dell'ordine dei lavori che ha permesso alla maggioranza di
disinnescare i circa 15 mila ordini del giorno presentati dal centrodestra. Ma,
dopo sei ore di interruzione dei lavori e di schermaglie procedurali, la
maggioranza ha imposto un ritmo serrato che ha portato alla votazione in prima
serata, scongiurando la prevista maratona notturna: 37 i voti a favore (la
maggioranza senza l'Udeur), 20 i contrari. "Si conclude un percorso lungo
- commenta l'assessore capitolino all'Urbanistica Roberto Morassut - che segna
per Roma una svolta nella sua storia urbanistica e che punta a costruire le condizioni
di una città in cui vivono insieme tutela e sviluppo, con un forte
potenziamento del sistema delle infrastrutture e che superi finalmente lo
squilibrio tra centro e periferia che ha caratterizzato tutta la storia della
Capitale". Soddisfatto il capogruppo del Pd, Pino Battaglia che ha
definito la ratifica "una pagina importante che possiamo definire storica
per questa città". E l'assessore regionale all'Urbanistica, Massimo
Pompili, parla di "un risultato straordinario, una prova di grande
coesione della maggioranza capitolina". Dopo cento anni, dice il
presidente del consiglio comunale Mirko Coratti, "questo piano rappresenta
un valore importante per la città". Ma l'opposizione insorge: "La
giornata di ieri - tuona il capogruppo di An Marco Marsilio - rappresenta una
sintesi di 15 anni di governo di centrosinistra, che ha fallito governando a
colpi di varianti, con decine di metri cubi di edificazione senza uno straccio
di strumento. Per questo abbiamo votato contro". Luciano Ciocchetti,
segretario regionale Udc, attacca: "In violazione ad ogni regola
democratica, è stato approvato un Prg falso, studiato ad hoc per l'ormai ex
sindaco di Roma - dice Ciocchetti - È una vergogna". Promettono ancora
battaglia Dino Gasperini (Udc) e Fabio Sabbatani Schiuma (La Destra):
"Ricorreremo al Tar e in tutte le sedi ove si possa annullare una
pianificazione urbanistica che cancella l'edilizia popolare, non prevede
infrastrutture nè strutture di servizi, che spalma milioni di metri cubi di
edilizia privata creando una città nella città". Per il capogruppo di
Forza Italia, Michele Baldi, "il centrosinistra chiude questa
amministrazione come l'ha cominciata, come se si trattasse di uno
spettacolo".
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di RENZO BERTI La
gente continua a camminare sul ciglio della strada. E si chiede per quale
motivo quei quattrocento metri di passaggio pedonale che costeggiano la sponda
del Tessino lungo via dei Filosofi, restino chiusi. Apparentemente non c'è
spiegazione. Anzi: sembrerebbe proprio un dispetto che qualcuno fa a chi non
può evitare di camminare lungo quel tratto di strada. I lavori che hanno
riguardato la sistemazione idraulica del tratto del Tessino che va dal palazzo
Minestrini al ponte Unità d'Italia sono terminati da quasi un anno. Manca solo
un dettaglio: la pavimentazione del camminamento, che nel progetto iniziale
della Bonificazione Umbra doveva essere in asfalto mentre si è deciso che sarà
realizzata in pietra serena. L'input è arrivato dalla Soprintendenza ai beni
ambientali e paesaggistici, che ha bocciato il precedente materiale: avrebbe
avuto un impatto visivo troppo forte per chi lo guardava dall'alto della Rocca
Albornoziana. Così, a partire da marzo, l'ultimo stralcio dei lavori appaltati
dal Consorzio della Bonificazione e finanziati dalla Regione per poco più di
due milioni di euro, potrà finalmente essere portato a termine. "I tempi
previsti? Non si andrà oltre i quattro mesi -dice l'ingegner Vincenzo Perrone,
che ha curato la direzione del cantiere- Per quello che ci riguarda, l'opera
sarà consegnata entro il prossimo agosto". Ma questa scadenza, pur se
verrà rispettata, non coinciderà con la definitiva apertura al pubblico del
passaggio pedonale e della terza carreggiata di via dei Filosofi che dovrebbe
snellire il caotico traffico quotidiano, in particolare quello diretto al
centro commerciale "Il Ducato". Il passaggio pedonale e la terza
corsia rotabile attualmente sono di proprietà dell'Agenzia del Demanio.
Quest'ultima deve stabilire quale prezzo dovrà pagare il Comune per poterne
acquisire la proprietà. La procedura, però, richiederà tempi lunghissimi: la
richiesta di concessione d'uso da parte dello stesso Comune è partita sei mesi
fa. Ed i tempi per poterla ottenere andranno ben oltre la fine di quest'anno
perché il Demanio, una volta stabilito il prezzo del suolo su cui insiste la
carreggiata, dovrà ottenere il parere positivo del ministero dell'Ambiente e
della Corte dei Conti. Non meno complesso l'iter per l'utilizzo del passaggio pedonale:
competente a stabilire il canone della concessione d'uso
per una durata di dieci anni sarà la Provincia. Che poi dovrà sottoporlo
all'approvazione della Regione. Insomma, tra quel cancelletto chiuso e la
tranquillità dei pedoni di via dei Filosofi, c'è di mezzo non certo un torrente
bensì il "mare magnum" della burocrazia.
( da "Corriere del Veneto" del 13-02-2008)
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Corriere del Veneto
- PADOVA - sezione: ECOVUOTA - data: 2008-02-13 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE La ricerca Fondazione Moressa: le Pmi temono più tasse e conflitti
di competenza Imprese deluse, il federalismo non incanta più VENEZIA - Prevale
il disincanto nel rapporto tra gli imprenditori veneti e il federalismo: l'80%
non riconosce infatti i vantaggi della riforma e ne sottolinea piuttosto gli
effetti negativi. Il rapporto sul sistema economico regionale della fondazione
Moressa, realizzato su un campione di 500 imprese della regione, ha evidenziato
il crollo di fiducia nei confronti del federalismo, ritenuto finora una
priorità: solo il 20% degli imprenditori crede che la devolution sia positiva,
circa il 30% ritiene che non vi siano né svantaggi né vantaggi, il 33% non si
esprime mentre il 14% teme che i problemi possano persino aumentare. I benefici auspicati dagli imprenditori della regione che auspicano
il decentramento sono la riduzione della burocrazia, una maggiore attenzione alle Pmi, una diminuzione delle imposte
e una maggiore efficienza del settore pubblico. Gli svantaggi temuti sono
invece, secondo il presidente della Confartigianato del Veneto, Vendemiano
Sartor, la tassazione e i conflitti di competenze. "Il federalismo
attuale funziona per delega, con risorse ottenute attraverso le varie
addizionali e l'Ici, mentre la riforma del titolo quinto della Costituzione
aggiunge il presidente - ha generato una serie infinita di ricorsi". Vanno
così affidate esclusivamente alla regione, funzioni quali il governo del
turismo (per il 68% degli imprenditori), attività produttive (per il 61%) e
infrastrutture (per il 51%). A sorpresa, è minore la fiducia nella Regione
rispetto alle politiche fiscali (solo 43% le rimetterebbe a Venezia). I settori
che devono rimanere allo Stato sono invece la giustizia (per il 67% degli
intervistati) e la sicurezza (per il 60%). "La cautela degli imprenditori
nei confronti del federalismo - conclude Stefano Solari, direttore scientifico della
fondazione Moressa - è specchio della diffidenza verso la politica".
Massimo Favaro Vendemiano Sartor "Imprenditori scettici per quello che si
è visto finora".
( da "Corriere del Veneto" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- VERONA - sezione: ECOVUOTA - data: 2008-02-13 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE L'incontro Eni e Gazprom si sono dati appuntamento in Gran Guardia
domani La ricerca Fondazione Moressa: le Pmi temono più tasse e conflitti di
competenza "Energie alternative, è doveroso provarci" Imprese deluse,
il federalismo non incanta più VENEZIA - Prevale il disincanto nel rapporto tra
gli imprenditori veneti e il federalismo: l'80% non riconosce infatti i
vantaggi della riforma e ne sottolinea piuttosto gli effetti negativi. Il
rapporto sul sistema economico regionale della fondazione Moressa, realizzato
su un campione di 500 imprese della regione, ha evidenziato il crollo di
fiducia nei confronti del federalismo, ritenuto finora una priorità: solo il
20% degli imprenditori crede che la devolution sia positiva, circa il 30%
ritiene che non vi siano né svantaggi né vantaggi, il 33% non si esprime mentre
il 14% teme che i problemi possano persino aumentare. I benefici auspicati
dagli imprenditori della regione che auspicano il decentramento
sono la riduzione della burocrazia, una VERONA - Parte col botto "Conoscere Eurasia",
l'associazione culturale nata dall'incontro tra la Fondazione Cariverona e il
Museo Pushkin di Mosca. Il primo evento che organizza è una specie di G8
dell'energia, che vedrà riuniti alla Gran Guardia domani i vertici di Eni e
Gazprom, assieme ad autorevoli rappresentanti della politica, della
finanza e del mondo scientifico, per discutere di energie alternative. A
rappresentare il governo italiano ci sarà il ministro dello Sviluppo Economico,
Pierluigi Bersani, e per quello russo sarà presente Viktor Khristenko, ministro
dell'Industria e dell'Energia. All'apertura del forum (alle 10), porterà il suo
saluto Giovanni Bazoli, presidente di Intesa- Sanpaolo e tra i relatori si
maggiore attenzione alle Pmi, una diminuzione delle imposte e una maggiore
efficienza del settore pubblico. Gli svantaggi temuti sono invece, secondo il
presidente della Confartigianato del Veneto, Vendemiano Sartor, la tassazione e
i conflitti di competenze. "Il federalismo attuale funziona per delega,
con risorse ottenute attraverso le varie addizionali e l'Ici, mentre la riforma
del titolo quinto della Costituzione aggiunge il presidente - ha generato una
serie infinita di ricorsi". Vanno così affidate esclusivamente alla
regione, funzioni quali il governo del turismo (per il 68% degli imprenditori),
attività produttive (per il 61%) e infrastrutture (per il 51%). A sorpresa, è
minore la fiducia nella Regione rispetto alle politiche fiscali (solo 43% le
rimetterebbe a Venezia). I settori che devono rimanere allo Stato sono invece
la giustizia (per il 67% degli intervistati) e la sicurezza (per il 60%).
"La cautela degli imprenditori nei confronti del federalismo - conclude
Stefano Solari, direttore scientifico della fondazione Moressa - è specchio
della diffidenza verso la politica". prevede la partecipazione di Paolo
Scaroni e di Fulvio Conti, rispettivamente amministratore delegato di Eni e di
Enel, solo per citarne due. Moderatore del dibattito sarà Massimo Mucchetti,
vicedirettore del Corriere della Sera. L'artefice di questo evento, Eugenio
Caponi, che è il presidente della neonata associazione "Conoscere
Eurasia". "Se mi dicessero di rifarlo - confessa soddisfatto col
senno di poi prenderei paura, ma le grandi sfide si affrontano così: con
generosità e un tocco di follia, ma ciò che conta è puntare in alto". Eni
e Gazprom grazie al petrolio guadagnano molto. Non è strano parlare con loro di
energie alternative? "Non direi, loro vendono energia ed è la domanda
troppo alta che nuoce all'ambiente, non il loro lavoro. E poi per Eni il
petrolio a 100 dollari è un problema, non una risorsa, perché significa che
paga di più la materia prima e dunque spende di più per produrre la stessa
energia. Utilizzare le fonti rinnovabili è diventata una priorità per tutti.
Abbiamo il dovere di provarci". Massimo Favaro D.P. Vendemiano Sartor
Eugenio Caponi E' presidente dell'associazione "Conoscere Eurasia"
"Imprenditori scettici per quello che si è visto finora".
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del
13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Est sezione:
NORD EST data: 2008-02-13 - pag: 4 autore: Politica e sviluppo. Studio della
Fondazione Moressa Domanda di federalismo in forte ascesa nelle Pmi Katy
Mandurino VENEZIA La riforma del titolo V della Costituzione, approvata nel
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del
13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Est sezione:
NORD EST data: 2008-02-13 - pag: 5 autore: Concorrenza. A
Padova le aperture ricominciano a crescere Per le nuove autorizzazioni iter
snelli e meno burocrazia
PADOVA Dalla razionalizzazione alla liberalizzazione: e il numero dei
distributori, che nel Padovano era diminuito grazie anche alla chiusura degli
impianti compresi all'interno delle mura storiche, sta cominciando a risalire.
"Prima –spiega Paolo Padoan, presidente dei benzinai di
Confcommercio Padova – per un nuovo impianto serviva una concessione, e la
procedura era complessa. Ora basta una semplice autorizzazione, e questo
significa che molti sindaci concedono nuovi impianti sforando le soglie limite
prefissate giustificandosi con zone ad alta densità abitativa o con nuove
strade particolarmente trafficate". Ma mentre nuove strutture si
insediano, quelle vecchie non chiudono: "Di fatto – prosegue Padoan –,
anche i piccoli distributori, quelli con un erogato ben al di sotto dei 400mila
litri annui, che una volta erano ritenuti la soglia critica per valutarne la
convenienza, sopravvivono. L'idea è che ormai per le compagnie i costi di
avviamento delle strutture siano stati ampiamente ammortizzati, mentre i costi
di manutenzione sono minimi. Alcuni gestori sopravvivono con 200mila litri, il
che significa doversi arrangiare con attività collaterali, ad esempio quelle
dei gommisti, per sopravvivere". Concorrenza aumentata e ricavi a picco,
dunque: "A Padova città a metà degli anni Ottanta c'erano 147
distributori, dopo la ristrutturazione si era arrivati a 93, ora il dato è in
risalita proprio grazie alle deroghe. Di fatto basta dimostrare a un sindaco
che non c'è un impatto ambientale e paesaggistico sfavorevole, e la strada è
spianata. Come associazione, la strada dei ricorsi diventa una lotta contro i
mulini a vento". LA PROCEDURA è sufficiente che un sindaco attesti la
presenza di una zona ad alta densità abitativa e priva di rischi ambientali.
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del
13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Est sezione:
NORD EST data: 2008-02-13 - pag: 5 autore: Carburanti. Nella classifica dei
prezzi più convenienti primeggiano le "pompe bianche" Distributori di
benzina, l'indipendenza paga Molti esercenti attendono che scada la convenzione
A CURA DI Barbara Ganz VENEZIA Aumenta il prezzo del petrolio e la benzina
schizza alle stelle. Poi il barile scende, ma al distributore nessun risparmio.
L'effetto è ben noto, e rappresenta una particolarità tutta italiana: solo in
due Paesi europei il rifornimento ha un costo maggiore. Perchè? Se alcuni
elementi sono fissi nelle diverse nazioni (prezzo del petrolio e cambio
euro/dollaro), le variabili che portano al prezzo finale sono tre: imposte (Iva
al 20%), accisa (0,564 euro per litro) e costi di trasformazione e trasporto. E
sono proprio questi ultimi a finire sul banco degli imputati: valgono almeno il
15% rispetto all'estero. In chiave veneta, la differenza balza all'occhio, come
fattore di differenza di prezzo anche nell'ordine del 3-5%fra i diversi
distributori. A vincere la sfida della convenienza risultano essere i
distributori " familiari", ovvero indipendenti dalle storiche
insegne, spesso gestiti da famiglie che possiedono un numero limitato di
impianti, e che sfruttando le più efficientireti di distribuzione vendono
benzina e affini con lo sconto. Il primato della convenienza va alla Galoil
Srl, di Caerano San Marco: nelle rilevazioni aggiornate a fine gennaio 2008 (si
veda tabella a lato) risulta la più economica sul totate dei 22 impianti presenti
in un raggio di cinque chilometri. Al secondo posto un'altra indipendente,
Costa Carburanti Srl, con gli stessi prezzi, ma che vengono parametrati ad
altri 13 distributori nello stesso perimetro. La terza posizione è di Repsol,
gestita da Terme carburanti Srl, in zona Montegrotto Terme, seguono altri due
indipendenti, a San Polo di Piave (Tv) e Arcugnano (Vi). Nel resto della
classifica, le insegne più affermate si alternano a quelle strettamente
collegate al territorio. Pionieri della scelta extra-rete è stata la famiglia
Pol, in zona San Polo di Piave, nel Trevigiano: oggi gestisce due distributori,
a una decina di chilometri di distanza. "Abbiamo iniziato come
distribuzione privata 50 anni fa – spiega il figlio Mauro, che lavora con il
padre Giovanni e cinque dipendenti –, quando ancora i prezzi massimi erano
fissi e dettati dal Cip. Siamo riusciti a farci conoscere grazie ai prezzi
convenienti, perché ammortizziamo gli sconti – praticati comunque sempre con il
servizio, non esiste self service –su una grande quantità di litri venduti,
tanto che oggi abbiamo una clientela fissa di au-totrasportatori che,
viaggiando dal Trentino Alto-Adige piuttosto che dalla Sicilia, cercano di fare
coincidere il rifornimento di Gasolio quando passano nella nostra zona. La
proprietà di mezzi propri per quanto riguarda i rifornimento è un altro
vantaggio: non tanto sulla scelta, visto che i nodi per la distribuzione sono
tre, ma poter decidere di aspettare uno o due giorni può contribuire a fare la
differenza". Stando ai dati di Confcommercio, attualmente il 90% dei
distributori opera in convenzione con le insegne "storiche" del
settore; ma il 10% delle "pompe bianche " da un lato appare in forte
crescita, dall'altro realizza una quota di erogato molto alta, mentre ci sono
distributori che lavorano ben al di sotto della soglia ritenuta conveniente.
Per questo, in prospettiva, molto benzinai potrebbero come scelta obbligata
decidere di attendere la scadenza del contratto per scegliere poi
l'indipendenza. Anche se i problemi non mancano, primi fra
tutti quelli con la burocrazia. Un distributore chiuso per un mese e ora riaperto a causa di un
errore formale nella delibera di autorizzazione a Montebelluna ( Tv), un altro
pronto ad aprire (entro maggio) dopo 9 anni dall'acquisto del terreno a
Volpago, sempre in provincia: è il caso di Galoil, nata come marchio nel 1994 e
che oggi conta quattro esercizi (uno anche in Trentino): "Siamo
un'azienda familiare – spiega il legale rappresentante Galdino Gallina –fondata
nel 1953 dal capostipite Fausto, proseguita dai figli Elviro, Elvira e da me.
Ora l'impresa dà lavoro anche a tre nipoti. I trasporti li facciamo in proprio:
per questo, ma non so-lo, siamo competitivi. Ormai però pensiamo di avere
raggiunto la dimensione ottimale e non puntiamo a espanderci: troppe le
difficoltà in questo settore ". barbara.ganz@ilsole24ore.com
www.prezzibenzina.it Una su dieci. Le marche "indipendenti" sono
attualmente il 10%, ma in forte crescita e con alti volumi erogati FOTOGRAMMA.
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Centro-Nord sezione:
CENTRO NORD data: 2008-02-13 - pag: 15 autore: Fonti rinnovabili. Le misure
vanno dagli sconti sull'Ici a contributi in denaro Municipi più impegnati a
sostegno del solare Gli enti più attivi sono Jesi, Formigine e Montepulciano
Manolo Morandini In attesa che dal 2009 scattino le agevolazioni previste dalla
Finanziaria in materia di incentivi per chi ricorre alle fonti rinnovabili, i
Comuni del Centro-Nord giocano d'anticipo e introducono misure per agevolare da
subito l'introduzione dell'energia solare nelle abitazioni. In Toscana si
punta, ad esempio, sull'Ici più leggera. Succede a Montepulciano e Torrita di
Siena, due Comuni in terra senese a cui va il primato nel Centro-Nord per
questa iniziativa. Nei due paesi toscani si è deciso di offrire uno sconto
sull'Ici pari al 40 per cento della spesa sostenuta per l'installazione, da
utilizzare nei due anni successivi al collaudo dell'impianto. "Ci siamo
mossi in anticipo rispetto alla Finanziaria – afferma l'assessore all'Ambiente
di Montepulciano, Paolo Barcucci – Non è tanto la misura dell'incentivo in sé,
in tutto abbiamo stanziato 10mila euro, quanto riuscire a suscitare l'interesse
del cittadino verso questo tipo di soluzioni, affinché s'informi e valuti le
diverse opportunità". Attivato anche uno sportello
informativo per aiutare a districarsi nella burocrazia, gestito in collaborazione con la facoltà di Architettura
dell'Università di Firenze. "Un architetto specializzato si occuperà di
fornire informazioni di carattere generale – spiega Barcucci –, di mettere
l'utente a conoscenza degli eventuali vincoli paesaggistici, e indicare il tipo
di pratica necessaria per l'installazione". In Emilia-Romagna si
punta soprattutto sullo stanziamento di fondi ad hoc anche se non mancano
iniziative più origina-li, come ad esempio quella messa in campo dal municipio
di Formigine, in provincia di Modena. Il Comune del modenese dal 2007 esenta i
cittadini che installano impianti per solare termico o fotovoltaico dal
versamento degli oneri di segreteria, con un risparmio che è quantificabile in
250 euro per ogni domanda presentata. "Un incentivo nei limiti di quelle
che sono le possibilità del nostro Comune – sostiene l'assessore alle Politiche
ambientali di Formigine, Paolo Fontana –. Da quest'anno, chi abbina
all'impianto solare termico una caldaia a condensazione potrà affiancare un
contributo di mille euro in conto capitale, a fronte di uno stanziamento
complessivo di 50mila euro". Il Comune di Riccione, invece, ha attivato un
fondo di 100mila euro: in base al tipo di impianto installato il contributi in
conto capitale va da
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del
13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Est sezione:
NORD EST data: 2008-02-13 - pag: 14 autore: Estese anche alle imprese le
agevolazioni procedurali previste per gli enti pubblici Incentivi, la qualità
snellisce l'iter Meno burocrazia nell'erogazione di contributi regionali per le imprese del
Friuli-Venezia Giulia con certificazione di qualità. è l'obiettivo che si
prefigge l'emendamento al Testo unificato in materia di semplificazione
dell'attività normativa ed amministrativa che modifica l'articolo 41 bis della
legge regionale n.7/2000. La nuova norma dispone che la rendicontazione
semplificata dei contributi regionali, già prevista per gli enti pubblici, sia
estesa anche alle imprese "alle quali - si legge nell'emendamento – sia
stata rilasciata da organismi accreditati ai sensi delle norme europee la
certificazione di sistema di qualità conforme alle medesime". In base
all'emendamento, tali imprese, ai fini della rendicontazione per l'erogazione
dei contributi, si limitano a presentare, "nei termini previsti dal
decreto di concessione, una dichiarazione sottoscritta dal legale
rappresentante che attesti che l'attività per la quale l'incentivo è stato
erogato è stata realizzata nel rispetto delle disposizioni normative che disciplinano
la materia e delle condizioni eventualmente poste nel decreto di
concessione". "Lo spirito che anima l'emendamento è sicuramente
apprezzabile – commenta Ezio Lugnani, direttore dell'Assindustria di Udine – ma
bisogna verificare nei fatti se questa nuova norma si tradurrà effettivamente
in un'azione di semplificazione, e dunque in una sburocratizzazione dell'iter
per la concessione di contributi, e non in ulteriori adempimenti a carico delle
imprese". La discussione in Consiglio regionale potrà essere la sede per
chiarire eventuali dubbi. L'articolo 41 bis oggi vigente prevede che le imprese
possono presentare la rendicontazione delle spese sostenute in relazione a
ciascun progetto approvato o ammesso al finanziamento o a ciascun investimento
purchè certificate da un dottore commercialista o da un ragioniere
commercialista, da persona o società iscritta nel registro dei revisori
contabili, da un centro autorizzato di assistenza fiscale. Il soggetto
certificatore deve esaminare tutta la documentazione a supporto dei titoli di
spesa da realizzare conformemente alla normativa vigente. Le spese connesse
all'attività di certificazione sono ammissibili al finanziamento del progetto.
( da "marketpress.info" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Roma, 13 febbraio 2008 - Ridurre i costi della burocrazia è necessario per dare
certezza ai diritti dei cittadini e garantire la competitività e lo sviluppo
del Paese. Con questa consultazione pubblica si intende raccogliere idee e
proposte per semplificare nate dall'esperienza quotidiana e dai problemi
vissuti dai cittadini e dalle imprese. Puoi aiutarci ad individuare i
temi prioritari sui quali il governo deve intervenire, segnalarci problemi da
affrontare e proporre soluzioni di semplificazione compilando il questionario
on line. La consultazione sarà on line fino al 10 marzo 2008. I risultati
saranno utilizzati per la predisposizione del piano d'azione per la
semplificazione e la qualità della regolazione 2008 e saranno resi pubblici su
questo sito. Per maggiori informazioni è possibile inviare una e-mail all'Unità
per la semplificazione e la qualità della regolazione all'indirizzo
unitasemplificazione@governo. It . <<BACK.
( da "Liberazione" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Approvata in Senato
la relazione Menapace Uranio impoverito la commissione: "Sì ai
risarcimenti" Dal pregiudizio alla ragionevolezza: è questa la traiettoria
della commissione Uranio del Senato che ieri ha approvato a larga maggioranza
la relazione finale della presidente, Lidia Menapace. Il pregiudizio era quello
di via XX Settembre, il ministero della Difesa, che aveva sempre eretto un muro
di gomma rispetto alla sorte di centinaia di militari colpiti da patologie
derivanti dal contatto con l'uranio impoverito nei poligoni e nei teatri della
guerra globale in cui i "nostri" ragazzi sono stati mandati allo
sbaraglio. La ragionevolezza, termine adoperato da Menapace (Prc) a conclusione
della della seduta, è quella di aver riconosciuto il diritto alla causa di servizio
e alla speciale elargizione "in tutti quei casi in cui l'amministrazione
militare non sia in grado di escludere un nesso di causalità". Nella
relazione si ricorda il decreto già approvato che estende ai militari colpiti
da questo tipo di patologie i benefici già previsti per le vittime del
terrorismo. E altri stanziamenti sono contenuti nella Finanziaria che
introduce, tra l'altro, la class action, altro strumento che potrebbe rivelarsi
utile per cittadini con le stellette che vogliano difendere i propri diritti.
Altri soldi della manovra del 2007, si avverte nella relazione, sono tuttora
inutilizzati per il muro di gomma della burocrazia. La relazione riconosce che
il lavoro della commissione è stato rallentato dalla disomogeneità e parzialità
dei dati a disposizione e precisa che la cifra di 312 casi di tumori e
leucemie, di cui 77 con esito mortale, tra i veterani di Balcani, Iraq,
Afghanistan, Libano, sia da consoderarsi "approssimata per difetto a causa
delle lacunosità (insufficiente anche la documentazione inviata dagli
eserciti alleati, ndr) delle informazioni raccolte sia per la popolazione
civile che per il personale militare". In sintesi, se pure non è stato
accertato il nesso di causalità, cosa che implica tempi lunghissimi di latenza e
procedure scientifiche articolate, la commissione ha voluto operare "un
mutamento di prospettiva invertendo l'onere della prova" dal momento che
la natura genotossica dell'uranio non è più in discussione. Resta aperto il
problema di investire risorse e competenze sul tema dell'esposizione dei civili
residenti vicino ai poligoni e soprattutto nei teatri della guerra. A chi se ne
occuperà nel prossimo parlamento, la commissione lascia in dote la
raccomandazione di indicare precauzioni aggiuntive, di verifica dei programmi
di vaccinazione, di avviare un'indagine epidemiologica sul tasso di morbilità e
mortalità dei bambini nati dal '
( da "Liberazione" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Uranio impoverito la
commissione: "Sì ai risarcimenti" Dal pregiudizio alla
ragionevolezza: è questa la traiettoria della commissione Uranio del Senato che
ieri ha approvato a larga maggioranza la relazione finale della presidente,
Lidia Menapace. Il pregiudizio era quello di via XX Settembre, il ministero
della Difesa, che aveva sempre eretto un muro di gomma rispetto alla sorte di
centinaia di militari colpiti da patologie derivanti dal contatto con l'uranio
impoverito nei poligoni e nei teatri della guerra globale in cui i
"nostri" ragazzi sono stati mandati allo sbaraglio. La ragionevolezza,
termine adoperato da Menapace (Prc) a conclusione della della seduta, è quella
di aver riconosciuto il diritto alla causa di servizio e alla speciale
elargizione "in tutti quei casi in cui l'amministrazione militare non sia
in grado di escludere un nesso di causalità". Nella relazione si ricorda
il decreto già approvato che estende ai militari colpiti da questo tipo di
patologie i benefici già previsti per le vittime del terrorismo. E altri
stanziamenti sono contenuti nella Finanziaria che introduce, tra l'altro, la
class action, altro strumento che potrebbe rivelarsi utile per cittadini con le
stellette che vogliano difendere i propri diritti. Altri soldi della manovra
del 2007, si avverte nella relazione, sono tuttora inutilizzati per il muro di gomma della burocrazia. La relazione riconosce che il lavoro della commissione è stato
rallentato dalla disomogeneità e parzialità dei dati a disposizione e precisa
che la cifra di 312 casi di tumori e leucemie, di cui 77 con esito mortale, tra
i veterani di Balcani, Iraq, Afghanistan, Libano, sia da consoderarsi
"approssimata per difetto a causa delle lacunosità (insufficiente
anche la documentazione inviata dagli eserciti alleati, ndr) delle informazioni
raccolte sia per la popolazione civile che per il personale militare". In
sintesi, se pure non è stato accertato il nesso di causalità, cosa che implica
tempi lunghissimi di latenza e procedure scientifiche articolate, la
commissione ha voluto operare "un mutamento di prospettiva invertendo
l'onere della prova" dal momento che la natura genotossica dell'uranio non
è più in discussione. Resta aperto il problema di investire risorse e
competenze sul tema dell'esposizione dei civili residenti vicino ai poligoni e
soprattutto nei teatri della guerra. A chi se ne occuperà nel prossimo
parlamento, la commissione lascia in dote la raccomandazione di indicare
precauzioni aggiuntive, di verifica dei programmi di vaccinazione, di avviare
un'indagine epidemiologica sul tasso di morbilità e mortalità dei bambini nati
dal '
( da "Liberazione" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Tra la gente, la
campagna elettorale che vorrei Cancellare la Resistenza è cancellare la Storia
Invece di Spinoza rileggiamo Giordano Bruno Elezioni Dalla parte dei deboli
Cara "Liberazione", auspico una campagna elettorale, vivace, ma
educata, intelligente, rispettosa, e che sia centrata sui problemi dei
cittadini più deboli, e più bisognosi. Una campagna elettorale che discuta dei
grandi temi da risolvere in Italia, nuova legge elettorale, conflitto
d'interessi, difesa della nostra meravigliosa Costituzione, del raggruppamento
dei partiti, della troppa burocrazia, della mafia, della malavita organizzata, dell'evasione fiscale,
della sicurezza, rilancio dell'economia, del rispetto dell'ambiente, dei
diritti civili... Quello che vorrei e che auspico è che la campagna elettorale
sia fatta in mezzo alla gente e con la gente, per sentire in particolare i
cittadini più penalizzati e i più deboli della nostra società, dai
lavoratori, ai pensionati, ai malati, agli anziani, ai diversamente abili. Da
questi emergeranno sicuramente il bisogno di più sicurezza dentro e fuori casa,
i posti di lavoro, i prezzi elevati dei beni consumo di prima necessità, il
costo della vita troppo elevato, stipendi bassi, pensioni basse. Anche se
bisogna riconoscere al governo di centrosinistra di aver fatto tante cose buone
per il sociale e per le persone più bisognose. Bisogna però fare molto di più,
nella campagna elettorale c'è bisogno di coinvolgere il maggior numero
possibile di persone, in particolare giovani, favorire e invogliare la loro
partecipazione, per elaborare assieme a loro progetti per la sicurezza,
progetti per prevenire incidenti sul lavoro, progetti per prevenire incidenti
stradali, progetti per l'educazione alla legalità, al rispetto delle regole,
progetti in cui far sì che i servizi sociali diventino sempre migliori, dalla
sanità alla scuola, ai trasporti, ai servizi socio assistenziali sul territorio.
Poi bisogna aumentare subito i salari dei lavoratori dipendenti che sono troppo
bassi, le pensioni, diminuire anche le tasse da subito, poi progetti di
gestione della cosa pubblica e privata, per far sì che la politica non sia un
costo, ma una risorsa. C'è bisogno di una politica alta, vera, onesta,
trasparente, priva di interessi personali, una politica che sia al servizio dei
cittadini, degli interessi generali, una politica che abbia a cuore il bene
comune degli italiani... Con obiettivi che devono essere quelli di costruire e
raggiungere una società più equa, più giusta, migliore, piena di diritti e di
valori veri per tutti. Francesco Lena Cenate Sopra (Bg) Partito democratico
Vogliono un paese senza ideali Cara "Liberazione", il Partito
democratico nella stesura dello statuto dimentica di essere antifascista e
cancella la Resistenza dalla sua memoria storica. I giornali ne hanno dato
ampio spazio, quando ho letto ho pensato: "Ma come fanno tante compagne e
tanti compagni che hanno vissuto nel Pci - partito che ha contribuito
massicciamente alla lotta di Liberazione pagando un prezzo enorme in termini di
morti e feriti - e che hanno vissuto con gli insegnamenti e la coerenza
politica di persone che hanno lottato duramente per la libertà a dimenticare, a
cancellare la Resistenza e a paragonarla come An alla Guerra Civile?". Il
percorso è quello di cancellare tutto, per costruire un paese in cui tutto
sommato si sopportano il liberismo sfrenato, le privatizzazioni, il capitalismo
e gli industriali sono considerati dei poveretti perché rischiano
nell'investire e quindi l'area di recupero elettorale è quella centrista.
Francamente cancellare quella che è stata la Resistenza che ha permesso di
scrivere la Costituzione e il sacrificio di quelli che hanno lottato per la
libertà è costruire un paese senza prospettive, senza ideali. Renato Nuccio
Candelo (Bi) Falce e martello La grafica è il significato Cara
"Liberazione", sono pienamente d'accordo con i compagni che
sostengono la necessità che il nuovo soggetto unitario della sinistra debba
individuare i capisaldi programmatici e morali come "primissimo"
ordine di problemi da superare per darci una identità condivisa forte e
inequivocabile. Mentre penso che, per quanto riguarda il simbolo con il quale
presentarci, data l'immediatezza della scelta, credo che si debba
momentaneamente soprassedere per evitare una scelta affrettata che potrebbe
essere dannosa per l'obiettivo "consenso elettorale" (le scorciatoie
sono sempre piene di insidie). Secondo me, ora sarebbe opportuno presentarci
con un simbolo che contiene oltre a la Sinistra l'Arcobaleno anche i simboli di
tutti i partiti che si riuniscono. Quando diciamo simbolo, non ci siamo mai
riferiti ad una composizione grafica avulsa dal significato che può avere, per noi
simbolo ha sempre significato rappresentazione degli elementi fondanti di un
partito (quasi come valore di "Costituzione grafica"). In seguito,
con la dovuta calma, sarà tanto difficile cercare di realizzare un simbolo che
leghi i temi del lavoro, della giustizia sociale e della pace contaminati dal
simbolo di un moderno ambientalismo e sviluppo sostenibile? Luciano via e-mail
Serve qualcosa di nuovo Cara "Liberazione", questa lettere in difesa
della presenza della falce e martello nel simbolo comune della Sinistra
l'Arcobaleno non le condivido per niente. L'idea di una sinistra unita può
esistere solo se c'è davvero la volontà di costruire qualcosa di nuovo, di
aperto, di plurale appunto. Conosco alcuni compagni che, proprio per la scelta
di provare a correre con un simbolo nuovo, si sono rimessi a fare politica
nella sinistra. I quattro simbolini nel logo elettorale sarebbero davvero fuori
luogo. Anzitutto non si vedrebbero nella scheda elettorale, e poi darebbero
l'impressione di una confederazione politicista, di una coalizione di partiti
minoritari chiusi. Invece il simbolo della Sinistra l'Arcobaleno mi pare un
buon biglietto da visita: colorato e innovativo. Amedeo Saletti Mortara (Pv)
Tesoretto La battuta di Tps Cara "Liberazione", quel buontempone di
Padoa Schioppa ha dichiarato che "non c'è nessun tesoretto".
Evidentemente si tratta di una battuta, anche se di cattivo gusto. Se così non
fosse dovrei pensare che Prodi, Giordano, Ferrero ecc. ci hanno raccontato un
sacco di "balle". Ricordo che anche l'insaziabile Luca Montezemolo
aveva detto che voleva anche lui la sua parte, dimentico della valanga di soldi
che abbiamo dato a lui e alla sua categoria con il cuneo fiscale, senza contare
tutte le altre regalie... Livio Valmassoi Pieve di Cadore (Bl) Dibattito La
natura "divina" di Giordano Bruno Caro direttore, colgo il tuo invito
alle "dispute filosofiche" e mi collego alla critica di Iannaco sul
presunto nesso Marx-Spinoza, difeso invece da Riotta. A proposito di
materialismo ricordo che E. Severino ha sostenuto che "Spinoza distingue
ciò che esiste necessariamente, cioè non è mai inesistente, ed è Dio, l'Eterno,
da ciò che invece non esiste necessariamente, nel senso che non è sempre
esistente ed è l'insieme delle "cose prodotte da Dio", esistenti nel
Tempo" (citazione di Severino tratta dal suo articolo "Spinoza, Dio e
il Nulla", pubblicato sul "Corriere della Sera" del 30 giugno
2007). Una distinzione che si basa sulla convinzione che "le cose del
mondo sono nulla". Tale negazione del finito si ritroverà in Hegel prima e
in Heidegger poi, secondo una logica che può arrivare a giustificare
l'annientamento di milioni di persone perché la loro esistenza non è
necessaria: l'esistere è uguale al non esistere. Piuttosto che in Spinoza
quindi, per la sinistra sarebbe meglio trovare riferimenti in Giordano Bruno,
nel quale, ben diversamente, è la natura stessa ad essere "divina":
un pensiero dal quale non può derivare alcuna giustificazione intellettuale
allo sterminio. Livia Profeti via e-mail 13/02/2008.
( da "Corriere Adriatico" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Eccesso di burocrazia
e tasse: un edicolante di Jesi vende la casa per mantenere l'attività Piccoli
negozianti in ginocchio JESI - "Ho un capitale immobiliare valutato in 400
mila euro, ma le banche non mi concedono un finanziamento di 200 mila euro che
mi servono per sistemare vecchie situazioni perché guadagno soltanto 30 mila
euro lordi nel mio negozio e perché ho moglie e tre figli". Ce lo
dice tutto d'un fiato Oriano Ciamberlini mentre serve clienti nella sua edicola
di via Minonna. "E il bello è che la gente pensa che guadagno soldi a
palate" insiste Ciamberlini, "ma non basta, perché c'è anche la
beffa. Sì, sono dirigente locale della Cna ma anche la nostra associazione non
vuol affrontare i problemi reali, preferendo impegnarsi in esposizioni e
mostre". Le chiacchiere dei politici, le promesse preelettorali che si
scatenano e poi puntualmente vengono disattese il giorno dopo le elezioni.
Quello di Oriano Ciamberlini è un problema vero, suo come di migliaia di
persone. "Ora dovrò vendere la mia casa per far fronte alle necessità
della mia attività, per azzerare vecchie pendenze" insiste Oriano, "e
loro parlano di massimi sistemi, di crisi dei mutui. Invece vogliono soffocare
i piccoli commercianti in nome e per conto della grande distribuzione,
ignorando perfino le leggi. Non ci crede? Ascolti. Sui libri di testo, noi
prendiamo dal 18 al 20 per cento - prosegue -, pagandoli prima di distribuirli.
Una legge aveva permesso di vendere i libri di testo nei centri commerciali con
un ribasso del 15 per cento. Doveva essere cambiata, quella legge, nel 2003.
Niente da fare. E sulle garanzie? Se vendo un calcolatore o un computer, con un
margine molto risicato, il cliente può rivalersi su di me per un eventuale
malfunzionamento. Allora i piccoli devono rinunciare a vendere certi prodotti.
E le associazioni che ci dovrebbero tutelare non fanno nulla, solo
chiacchiere". Novanta metri quadrati di negozio, colmo di prodotti, buona
clientela, 30 mila euro lordi dai quali togliere l'affitto, le tasse, l'energia
elettrica. Poi la famiglia. BRU.LU.,.
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
ENRICO HÜLLWECK
"Dopo dieci anni oggi lascio, ma è stata durissima" Mi devo scusare
con i miei predecessori: sedersi su questa poltrona fa soffrire molto Ho fatto
il "muratore", realizzando molte opere: chi verrà dopo le dovrà usare
bene La "fascia" per 20 giorni a Sorrentino Il nono sindaco di
Vicenza dal Dopoguerra si sfila oggi la fascia tricolore. Enrico Hüllweck ha
deciso: firmerà la lettera di dimissioni prima di mezzanotte, dopo quasi dieci
anni da primo cittadino, 3.349 giorni dopo la prima elezione del dicembre
( da "Sestopotere.com" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
(12:36) (13/2/2008
12:06) | CRISI GOVERNO: CONFESERCENTI, 10 PROPOSTE PER UN'ITALIA MODERNA (Sesto
Potere) - Roma - 13 febbraio 2008 - "Con la crisi di governo diventa per
noi una priorità fondamentale - ha dichiarato Venturi ad apertura dei lavori ?
comprendere i difetti e le contraddizioni di questo sistema politico, per
sostenere i cambiamenti profondi che assicurino stabilità e governabilità di
cui l'Italia ha profondamente bisogno". "Non si può bloccare un Paese
già in affanno nella competizione internazionale e con ritardi drammatici
sull'innovazione, la ricerca, le infrastrutture, la formazione, l'università,
ma anche pesantemente indietro per la qualità urbana, l'attenzione
all'ambiente, la sicurezza e la lotta al ricatto mafioso che si fa sentire nel
Mezzogiorno, dove le carenze infrastrutturali e produttive presentano
caratteristiche di forte arretratezza." "Ma anche il Nord ? precisa
il presidente ? non è il paese di bengodi e subisce anch'esso pesanti ritardi:
si pensi alla TAV, alla situazione di autostrade e aeroporti rispetto al resto
dei paesi europei". Inoltre le previsioni per il 2008 appena cominciato
sono decisamente peggiori con una crescita sotto l'1% e più vicina allo
0". "Inutile negarlo: le ragioni della crisi di Governo che ha
portato alle elezioni ? prosegue Venturi - stanno in una legge elettorale che
ha prodotto instabilità ed esaltato il potere esclusivo dei partiti. Ma stanno
anche nella inaccettabile frantumazione della rappresentanza politica che
allontana i cittadini dai partiti, premiando le scelte di potere contingenti a
scapito dei problemi generali del paese e della capacità di accettare le grandi
sfide economiche e sociali". "Ora è tempo di svolte e cambiamenti
profondi in grado di assicurare stabilità, di non bloccare più un paese già in
affanno, di recuperare ritardi drammatici a cominciare dalla innovazione e
dalla competitività". Per questi motivi sostiene Venturi " basta
tirare a campare. I partiti sappiano che non ci accontentiamo più di qualche
concessione, vogliamo un paese che funziona ed una classe politica e di governo
che rispetti i programmi e che sappia anche trovare convergenze su alcuni
grandi temi come le riforme e la politica internazionale". Venturi
preannuncia che la Confesercenti, riaffermando la sua autonomia, è decisa ad
incontrare i vertici delle forze politiche dei due schieramenti chiamandole ad
un confronto serrato su 10 punti di proposta ma anche "provocatori"
perchè evidenziano insopportabili ritardi ed immobilismi non più accettabili. Cinque
"stop" ad ostacoli che "impediscono la
crescita come gli sprechi della spesa pubblica, la burocrazia che soffoca le pmi, il caro energia, il fisco esoso, la
criminalità." Ma anche cinque richieste per "decidere" su nodi
cruciali:"dalle infrastrutture alle politiche per i giovani, dal sostegno
alle pmi, all'ambiente, al rilancio del turismo". Proposte concrete
che sintetizzano alcuni dei capisaldi delle posizioni espresse dalla
Confesercenti in questi mesi.
( da "HelpConsumatori" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
News EUROPA.
Incontro interparlamentare per fare il punto sulla strategia di Lisbona
13/02/2008 - 12:56 Questa settimana a Bruxelles si è tenuto il quarto incontro
interparlamentare sulla strategia di Lisbona. Deputati dei parlamenti nazionali
ed eurodeputati hanno discusso temi quali la libertà di movimento della
conoscenza all'interno dell'Ue, la necessità di investire di più
nell'istruzione e nel mercato del lavoro, l'urgenza di
ridurre l'eccessiva burocrazia e di dare un sostegno maggiore alle piccole e medie imprese.
Martedì 12 febbraio si è svolto un incontro per riflettere sui progressi
compiuti nell'ambito della strategia di Lisbona e sulle sfide da affrontare
ancora. Erano presenti il Presidente della Commissione europea, José Manuel
Barroso, e il Primo ministro sloveno per la crescita e lo sviluppo, Ziga
Turk. L'europarlamentare britannico, Malcom Harbour, relatore del gruppo di
lavoro, ha sottolineato che il denaro assorbito dagli "elevati oneri
amministrativi" dovrebbe "essere speso per la ricerca e
l'innovazione", e gli incentivi fiscali dovrebbero essere considerati come
"leva finanziaria dell'investimento pubblico per ottenere maggiori
investimenti privati". Le piccole imprese, inoltre, essendo il motore che
crea posti di lavoro, dovrebbero essere incoraggiate a crescere, anche contro
la loro volontà di restare piccole per godere di maggiori incentivi fiscali. Il
gruppo di lavoro insiste sull'importanza di investire nelle risorse umane, con
un'attenzione particolare al deficit demografico e al fenomeno dell'abbandono
scolastico precoce. Altre priorità sono "la disoccupazione giovanile che
colpisce quasi il 40% del numero totale dei disoccupati", l'esclusione dei
portatori di handicap dal mercato del lavoro, e i 25 milioni di lavoratori a
basso reddito. In questo la Commissione europea ha elaborato azioni mirate a
"promuovere le prestazioni delle piccole e medie imprese che creano 9
posti di lavoro su 10" e a ridurre il numero di studenti che abbandonano
la scuola prematuramente. Per quanto riguarda l'attuazione della strategia di
Lisbona, il relatore sloveno,Franc Horvart, punta il dito sulle aree
problematiche di intervento, messe in evidenza dagli indicatori di valutazione.
Queste sono la ricerca e lo sviluppo, la sicurezza energetica, la povertà e la
"quinta libertà", quella per la circolazione della conoscenza. Il
Presidente dell'Assemblea nazionale slovena, France Curiati, propone
"un'area aperta di ricerca comune che comprenda l'Istituto europeo di
Innovazione e tecnologia". Una riflessione del gruppo di lavoro è sulla
necessità di adattamento della strategia di Lisbona ai livelli di sviluppo dei
vari Stati membri, puntando su una sufficiente flessibilità. José Manuel
Barroso dichiara che "la sfida più importante è quella di assicurare che
la strategia di Lisbona non si trasformi in un altro esercizio
burocratico". Secondo alcuni eurodeputati però, la Commissione europea
dovrebbe armonizzare le tasse societarie all'interno dell'Ue, poiché avere a
che fare con 27 regimi diversi diventa un ostacolo allo sviluppo. Il
vicepresidente del Parlamento europeo, Rodi Kratsa-Tsagaropoulou, ha
sottolineato che il punto chiave "è l'equilibrio tra tutti i settori:
quello economico, ambientale e sociale, da una parte e gli aspetti regionali
dall'altra". 2008 - redattore: GA.
( da "Opinione, L'" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Oggi è Mer, 13 Feb
2008 Edizione 30 del 13-02-2008 E' tutta un'altra storia La prima rivolta
libertaria di Gilberto Oneto La vicenda risale alla metà di maggio di un
lontanissimo anno
( da "Opinione, L'" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Oggi è Mer, 13 Feb
2008 Edizione 30 del 13-02-2008 La fusione tra Fi e An chiude il capitolo
fascista tanto funzionale alla propaganda comunista Cosa bolle a sinistra
L'antiberlusconismo non può essere strumentalizzato come l'antifascismo di
Giuseppe Mele Solo una settimana fa, Grillini vedeva così le cose: Angius, lui,
Boselli avrebbero fatto blocco con Di Pietro, Mastella, Dini ed i radicali. In
una parola, tutto ciò che non era comunista, e tutto ciò che non era Partito
Democratico si sarebbe apparentato all'araba fenice della costituente
socialista, rimandata in questi mesi, un po' per non perdere pezzi, un po' per
acquisirne di nuovi. Una settimana fa, però, la caduta del governo Prodi
sull'uscio della casa, sede degli arresti domiciliari della mugliera, non
significava ancora la fine dell'Ulivo, anzi. Tre sinistre diverse in fondo non
facevano altro che riproporre quell'intesa, con una qualche razionalizzazione
al proprio interno. Restava il comune denominatore dell'antiberlusconismo.
Antiberlusconismo L'antiberlusconismo, per chi se lo fosse dimenticato, non è
l'antiqualunquismo, non è l'anti tetteeculo, non è l'antipoteriforti,
l'antiricchi, l'anticapitalismo e non è neppure l'antifascismo.
L'antiberlusconismo è figlio diretto dell'anticraxismo, cioè la condanna alzo
zero da un lato della classe dirigente che mise il Pci all'opposizione e
dall'altro lato di quella socialista che ruppe quasi definitivamente col Pci.
Il craxismo alle sue ultime conseguenze e nei suoi ultimi mesi decretava
l'inutilità e l'impossibilità anche solo di esistere per il Pci. In una lunga
campagna quarantennale il Pci, nonché il suo sistema economico e burocratico, e
gli alleati laici, trovati per strada, tradussero questa lotta in pure accuse
da antipolitica: gli avversari erano solo truffatori, ladri, mafiosi, eversori,
corrotti e corruttori. Tutto ciò è dimostrato dalla continuità personale dei
dirigenti non solo del Pd, ma anche di tutte le organizzazioni connesse,
dall'Arci alla Cgil; tutti già comunisti, poi ex, post, a, infine anti, pur
modificando contenuti, si sono sempre attenuti a queste linee. Se le
conseguenze del craxismo erano corrette e si doveva trovare solo un metodo, il
tempo, per farle digerire e giungere in vent'anni col Pd ad un partito
socialista occidentale; al contrario le tesi dell'antipolitica si sono
dimostrate false. Assolti, prescritti o non rei del fatto, i politici della I
repubblica si sono rivelati simili a quelle delle altre democrazie europee;
Milano al contrario che da bere, resta al centro del pezzo del paese
assimilabile all'Europa; la fine del blocco sovietico non dava più senso di
esistere ad una struttura blocco economica e politica che era interprete e
rappresentanza di quell'alleanza orientale; l'esplosione del problema
meridionale, croce dell'unità, sempre eluso dall'antipolitica a meno che non
fosse funzionale ad attaccare i moderati, è seguita all'indebolimento della
parte più sana del paese, incapace o neghittosa, sotto le accuse di mafiosità,
di affrontare il cancro camorristico dove veramente si trovava. Antipolitica
Diretto dal pifferaio Berlusconi e dalla volontà di assorbire nel Pd il più
possibile dell'esperienza dell'Ulivo, Veltroni ha deciso di presentarsi da
solo, convinto che davanti ad una simile prova di forza delle tre sinistre ne
resteranno due e sperando che ne resti una sola. La tradizionale debolezza nel
voto e nella spina dorsale socialista finirà per fare assorbire Boselli e
company nel Pd; Mastella e Dini si sono già accasati presso la Casa delle
Libertà. Restano radicali e Di Pietro. Due modi di dare voce ed interpretare
l'antipolitica ma ben lungi dall'essere voce della sua maggioranza.
L'antipolitica nel mondo latino ha storia lunga. Gli italiani, tutti, da quando
a fine ottocento erano chiamati "carcamanos" in Brasile, hanno sempre
avuto propensione a costruirsi rapporti sociali più o meno scostati dal cono
della legge. Grandi esportatori in occidente di chiese e mafie, gli italiani
tutti interpretano il rifiuto della norma logica, imparziale, valida dovunque e
comunque. Ogni situazione vuole la sua norma e l'interpretazione bizantina fa
umanamente da ponte tra la chiara norma occidentale ed il comando spontaneistico
del satrapo. I radicali di Pannella, prendendo ad esempio il mondo più escluso
dei paria sociali pretesero la norma chiara; pur perdendo sistematicamente,
evidenziarono che la grande tradizione giurisprudenziale italiana si traduceva
nel bizantinismo e nella sistemazione volta per volta dei problemi senza
garanzia di legge. Quest'antipolitica, in questi giorni suffragata da centinaia
di testi da destra e da sinistra tutti tesi a condannare le centinaia di caste
sviluppatesi nel paese, è elettoralmente sconfitta in partenza. La stragrande
maggioranza degli italiani, come i francesi e gli spagnoli riserva sempre
un'uscita possibile quando l'applicazione della norma sic et simpliciter
rischia di essere troppo dolorosa o distruttiva. A loro vantaggio gli altri
latini hanno la capacità di voltare pagina di tanto in tanto, mentre nei
dintorni di Roma storicamente non si cancella mai niente, si stratifica
all'infinito portandosi dietro contraddizioni infinite. Di Pietro Di Pietro fu
l'eroe della magistratura che finalmente reificava le accuse dell'anticraxismo.
Non importava che il metodo adottato fosse da centoneri, di destra paleo
fascista, di ottusità poliziesca pregiudizievolista, da agente della Cia in
Nicaragua; né importava che la magistratura, tra le burocrazie
più inefficaci di un paese regno dello spreco burocratico, incapace di
risolvere il problema di mafie e camorre, irresponsabile nei suoi atti e
pericolosamente in rotta di collisione con le forze dell'ordine, suo braccio
armato, gestisse la sua piena indipendenza come vivesse sulla Luna.
Fintanto che Di Pietro e la magistratura corroboravano l'anticraxismo di
Berlinguer e di Scalfaro tutto andava bene; anzi se Veltroni oggi è disponibile
soltanto ad un'alleanza, proprio quella con Di Pietro, è proprio perché nella
mente del sindaco di Roma si configura la sua parte, come l'alleanza tra
centrosinistra ed antipolitica, un'antipolitica accettabile da noi, non fondata
sul principio radicale di legalità, ma sulla libertà totale del giudice di
intervenire contro l'avversario politico come e quando voglia, a prescindere
dai risultati. Il messaggio di Pannella In questo contesto il messaggio
sibillino e minaccioso di Pannella nei confronti di Di Pietro è ben
comprensibile se inquadrato nelle accuse fatte già dalla Bernardini
sull'avanzata camorristica in corso nel paese. Una volta infilatosi in
politica, l'ex magistrato non solo si è trovato coinvolto nei più strani
business che di volta in volta appaiono più che frutto del suo talento, quello
dei consigli di alleati e non, come favori economici tesi a pagare alleanze e
comportamenti soprattutto locali. Soprattutto si è visto costretto a costruire
un partito, che come denunciato da Mastella, ha tutte le caratteristiche di
un'armata brancaleone meridionalista, strutturalmente radicata dove mafie e
camorre sono più forti. In una parola l'esatto contrario di quanto propugnato
politicamente. Tutta la storia di Di Pietro ha dell'incredibile e se mai la
parola faccendiere ha avuto motivo di esistere, questo appare chiaramente il
caso. Di tutti gli esempi possibili si pensi solo alle ultime elezioni comunali
romane: qui l'Italia dei valori si presentò schierando il gruppo dell'ex
assessore socialdemocratico Tortosa, che traslocò armi e bagagli dai socialisti
di destra e si vide subito sbanchettato da storiche accuse di corruttela. Così
a Roma, lasciamo stare cosa avviene in Calabria e Campania. Pannella indica a
Di Pietro l'unica via possibile, cioè quella di smantellare il suo partitino
fascista , che assomiglia più al movimento di Ciccio Franco della Reggio
Calabria del '72 che ad un movimento di pulizia morale; ed assieme di liberarsi
da tutti i ricatti e profitti economici in cui è avviluppato, magari andando a
seguire corsi di italiano a Buenos Aires. Anni fa scrivemmo che i verdi non
erano da criticare, ma solo da rimuovere; ora siamo davanti alla loro sicura
scomparsa, cui si potrebbe aggiungere quella di uno dei Totò dell'incubo
nazionale. Pure Di Pietro seguisse il consiglio di Pannella, lasciando che il
suo elettorato finisse nella sua sede naturale, cioè da Storace, non ci
sarebbero comunque cambiamenti di sorta, se non di principio. Pannella, e con
lui Travaglio, Dalla Chiesa, Montezemolo, ecc. incluso il Drittone, tendono
infatti a dimenticare che l'antipolitica si è da tempo stabilizzata
elettoralmente, almeno dove è possibile. Al Sud l'antipolitica governa, nelle
imposizioni quotidiane di mafia e camorra; non solo, tutto il dibattito viene
tradotto in forme antipolitiche di governo, dato che si è lasciato nel braccio
di ferro post Mani Pulite che il medioevo orientale tornasse a riprendersi in
mano un terzo del paese. Monnezza docet. Al nord, l'antipolitica ha un suo
partito,la Lega, a lungo confuso con un reale processo federalista; questa
antipolitica ha ottenuto negli anni risultati concreti: sanità ed inceneritori
a modo suo, cautele centrali nel mettere il naso localmente. Perciò al nord non
c'è spazio per i radicali e nemmeno per il caravanserraglio de La Repubblica.
Il nord, anche davanti a registrazioni garantite, non può credere e non crede
che la mafia non sia del sud. Il villano con voce roca riurla che il re è nudo.
Non c'è Flores che tenga. Bertinotti batte Veltroni Lentamente, i nodi vengono
al pettine. Stancamente gli ex leader del Pci cercano di garantirsi un'anima
socialista e craxiana, che dovranno far digerire ad un elettorato cresciuto in
convinzioni opposte; per farlo cercano anche di spogliarsi
dell'antiberlusconismo. E' molto probabile in queste condizioni che il rinato
Pci, nei panni della Cosa Rossa possa avere un inaspettato exploit. Glielo
garantiscono la continuità, l'attesa dei contenuti da parte dell'elettorato più
di sinistra, la coerenza ed il monopolio dell'antiberlusconismo grazie al
quale, non ci scordi, Prodi ha vinto due volte. Malgrado la campagna dei
quotidiani più importanti del paese e di tutti i Fazio, Riotta, Mauro, Folli,
ecc., o forse proprio grazie a loro, il mai Piccista Bertinotti questa volta
può togliersi lo sfizio di battere l'ex Pci Veltroni, dando soddisfazione alle
Rossanda ed ai Parlato. E' presumibile che, rendendosi conto di questa
possibilità, Veltroni all'ultimo non ci ripensi. Perché la Coppa Italia di
sinistra può registrare un vincitore ma l'unificazione di Forza Italia ed
Alleanza Nazionale, cioè la fusione di Fini in Berlusconi chiude un capitolo,
quello fascista, chiuso da tempo, e tenuto in vita solo allo scopo di esaltare
le braverie degli omologhi di sinistra. L'antiberlusconismo non potrà usare
contro l'antifascismo, perché le accuse all'uno sono il contrario delle accuse
all'altro. Malgrado i battage, la novità non sono i pidocchi ma la fine del
partito postRsi. Quanto a come l'anticlericalismo ha finito per battersi per il
parroco per antonomasia, è un'altra storia. Per noi, salvaguardare esperienze
leadership radicali nel contesto politico più logico, cioè a destra resta un
must ed una speranza personale.
( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del
13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
MASSA LUBRENSE. PER GLI INTERVENTI SULLE SCOGLIERE Lobra e Puolo, la burocrazia blocca i lavori Mancano le
autorizzazioni, decisioni a settembre. Salvi i finanziamenti GENNARO PAPPALARDO
Massa Lubrense. Si allungano i tempi per la realizzazione delle scogliere di
Marina Lobra e di Puolo, finanziata dalla regione Campania con 2 milioni e
875mila euro. Slittato il termine del 31 dicembre 2007, data entro la
quale la Capitaneria di porto di Castellammare non ha potuto concedere il
proprio assenso alle ditte appaltatrici dei lavori per le invarianti di Marina
Lobra e di Puolo per l'occupazione delle aree di cantiere. Dopo lo stop imposto
dal ministero per l'Ambiente, preoccupato non solo dei ricorsi delle
associazioni ambientaliste, culturali e turistiche ma anche delle ordinanze di
sospensione del Tar, tutto ritorna in alto mare per la formulazione della nuova
valutazione d'impatto ambientale relativa ai due borghi marinari. Credendo di
accelerare i tempi e quindi evitare la perdita dei fondi Por in scadenza il 31
luglio scorso l'amministrazione comunale di Massa Lubrense in luogo della valutazione
d'impatto ambientale aveva proposto al ministero un'altra documentazione: la
valutazione d'incidenza ambientale. A parte il bisticcio linguistico, la
valutazione d'incidenza ambientale eseguita dalla commissione regionale nel
marzo scorso provocò il ricorso della sezione sorrentina del Wwf presso il Tar
Campania, che lo accolse bloccando i progetti di rimodulazione delle nuove
scogliere dei borghi marinari della Lobra e di Puolo. La formulazione della
valutazione d'impatto - non d'incidenza - ambientale prevedeva due principali
obiettivi: una diversa configurazione delle scogliere delle due aree portuali
di Marina della Lobra e di Marina di Puolo ed il rispetto del termine
(prorogato) del 31 dicembre per la consegna della documentazione alla Regione
Campania. A parte i ritardi determinati dai mancati nulla-osta del ministero e
della Capitaneria bisogna aggiungere anche i problemi di carattere politico
locale, determinati dalle dimissioni dell'assessore ai Lavori pubblici di Massa
Lubrense Diego Piroddi, e quelli di natura giudiziaria nella quale poi è
incorso l'assessore regionale all'Ambiente Luigi Nocera. Una prima riunione con
un sopralluogo si è tenuta nei giorni scorsi, ma si è trattato d'una riunione
più teorica che pratica, e quindi non ufficiale, per la mancanza di alcuni
componenti, per cui i veri risultati da analisi di documenti e sopralluoghi si
avranno soltanto nel prossimo settembre. Comunque tra le brutte notizie che
sono pervenute al Comune di Massa Lubrense nei giorni scorsi una però porta il
segno positivo: il blocco imposto su tutta la vicenda sia dalla magistratura
ordinaria che da quella amministrativa non farà perdere i finanziamenti.
Tuttavia tali ritardi provocheranno, a cascata, rallentamenti anche sul
"project financing" che, con una spesa di circa 15 milioni di euro,
prevede una serie di lavori di ristrutturazione dell'area portuale di Marina
Lobra.
( da "Gazzettino, Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
PICCOLA IMPRESA
Quando il federalismo diventa fattore di espansione
VeneziaRiduzione della burocrazia, più attenzione alle piccole imprese e diminuzione del carico
fiscale: sono questi i possibili vantaggi che le Pmi venete sperano di ottenere
dall'attuazione della riforma federalista.Le indicazioni provengono dal quinto
rapporto annuale Veneto Impresa redatto dalla Fondazione Leone Moressa di
Mestre. A circa 500 piccoli e medi imprenditori è stato chiesto di
esprimere il punto di vista circa i cambiamenti sull'attività imprenditoriale a
seguito dell'attuazione del processo federalista. Il quadro che emerge
evidenzia una conoscenza diffusa dell'argomento (il 75\% degli intervistati
conosce la riforma) e un interesse sempre maggiore della questione, nonostante
vi sia un certo disorientamento in merito ai futuri effetti della riforma.I
benefici che gli imprenditori sperano di ottenere sono lo snellimento della burocrazia (26,6\%), una maggiore attenzione in genere verso
le problematiche delle Pmi (25,4\%), la riduzione dell'imposizione fiscale
(18,6\%) e una maggiore efficienza delle istituzioni pubbliche (16,6\%).Dallo
studio emerge come tra il 2000 e il 2006 si evidenzi una generale crescita di
piccole imprese, andatasi quindi affievolendosi nel corso degli anni. Sono i
settori in cui le imprese venete sono più specializzate rispetto a quelle
italiane ad aver maggiormente sofferto: trasporti, abbigliamento fabbricazione
di mobili hanno evidenziato le maggior perdite di base produttiva, con tassi di
sviluppo imprenditoriale negativi rispettivamente del -11\%, -5,5\% e del
-2,2\%.Ma gli altri settori più classici e maggiormente partecipati restano
comunque i punti saldi nel panorama produttivo artigiano del Veneto.Questi
risultati dimostrano, dunque, che i percorsi imprenditoriali non devono solo
fare riferimento alle strategie aziendali tout court, ma ad un processo più
complesso che attiene alle responsabilità degli organi governativi competenti:
la trasformazione del sistema Italia in termini federalisti potrebbe far
cogliere tutti gli elementi di competitività per disporre degli strumenti e
delle risorse (economiche, istituzionali e finanziarie) per sostenere in
autonomia l'intera regione Veneto e il suo sistema produttivo. La competitività
dei sistemi istituzionali non può più essere messa in secondo piano rispetto a
quella dei sistemi economici: ed in questo senso il federalismo appare la
risposta più forte e condivisa, in grado di aumentare il potere decisionale dei
governi locali.
( da "Corriere Adriatico" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Per attrezzare tutti
gli spazi destinati alle attività artigianali, commerciali e nautiche
Gestiport, una corsa contro la burocrazia SENIGALLIA Ruolo decisivo anche quello della Gestiport Spa che
una volta completato l'intervento avrà il compito di "attrezzare"
l'intera area portuale di Senigallia. Tra gli interventi più delicati il
posizionamento dei cosiddetti corpi morti (in pratica punti di ormeggio
sommersi), i vecchi saranno rimossi con l'escavo che verrà eseguito
nella prossima stagione. Il presidente della Gestiport Furio Durpetti non ha
nascosto che teme tempi lunghi della burocrazia
rimarcando la necessità di avviare contemporaneamente alla realizzazione della
cassa di colmata nel porto di Ancona le procedure per eseguire l'escavo e
quindi evitare che si perda tempo prezioso per liberare le darsene senigalliesi
dalle sabbie. La società che ha il compito di gestire il porto dovrà
interessarsi di tutto ciò che riguarda il futuro dell'area e che non riguarda
solo le darsene attuali, ma naturalmente anche tutti gli altri spazi che
scaturiranno dagli interventi ingegneristici in corso. Grande attenzione è
rivolta all'avamporto, che sarà zona di ormeggio per natanti in transito, e
soprattutto alle nuove superfici che ben presto diverranno realtà e per le quali
ad oggi viene prevista una destinazione funzionale alle attività economiche,
commerciali e artigianali di supporto all'attività nautica per il diporto e la
pesca. MA.P. ,.
( da "Velino.it, Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
(ECO) Nel 2007
redditi agricoli a +23%, De Castro: la crisi è alle spalle Roma, 13 feb
(Velino) - Nelle annate agrarie tra il 2000 e il 2005 i redditi delle aziende
agricole professionali italiane sono cresciuti del 20 per cento. Ancora meglio
è andata nel 2007. Lo scorso anno i redditi medi sono cresciuti del 23 per
cento rispetto al 2006 passando da 15.530 euro a 18.914 euro. Lo ha rilevato la
Rete di informazione contabile agricola (Rica) dell'Inea (Istituto nazionale di
economia agraria), lo strumento comunitario creato per assicurare la conoscenza
della condizione economica delle aziende agricole europee professionali. Il
risultato pone così l'Italia ai primi posti in Europa per la crescita del
reddito agricolo, e davanti a Germania, Grecia, Spagna, Francia, Paesi Bassi e
Gran Bretagna. Secondo la Rica la crescita deriva dall'aumento del 34,5 per
cento del valore alla produzione a fronte di un aumento dei consumi intermedi
del 32 per cento. “Non possono che darci grande soddisfazione i dati che ci
consegnano un'Italia capace di battere largamente tante altre importanti realtà
europee per crescita del reddito agricolo”. Lo ha detto il ministro delle
Politiche agricole alimentari e forestali, Paolo De Castro, nel commentare
l'indagine Rica. “Una crescita superiore al venti per cento nel quinquennio
2000-2005 - ha proseguito il ministro - ci fa desumere che i periodi più
difficili siano decisamente alle spalle ma quello che ci rassicura è la
posizione di primato europeo delineatasi per il
( da "Provincia di Lecco, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ernesto Passoni
MERATE (f. alf.) Marciapiedi sconnessi, pieni di buche, nel migliore dei casi
rattoppate, scivoli inesistenti, gradini pericolosi. In conclusione,
un'infinità di ostacoli che rendono difficoltosi gli spostamenti a chi è
costretto a muoversi su una sedia a rotelle oltre che delle mamme con i
passeggini, degli anziani che camminano a fatica e tutti coloro che si
ritrovano a dover superare ostacoli che invece non dovrebbero esserci. Una
situazione incresciosa, alla quale però in municipio hanno deciso di porre
rimedio. Qualche settimana fa, su segnalazione dei cittadini e indirizzo
dell'assessore Marcello Toma, gli uomini dell'ufficio tecnico hanno infatti
controllato uno ad uno tutti i marciapiedi cittadini. Dall'assemblaggio delle
centinaia di foto scattate è uscito un book fotografico che diventerà punto di
partenza per la programmazione di interventi di abbattimento delle barriere
architettoniche. D'altra parte, come annunciato dall'assessore all'urbanistica
Ernesto Passoni, i soldi per i lavori non dovrebbero mancare. "Nella
nostra città la situazione non è buona - ha commentato Passoni - e quindi
occorre intervenire. Tuttavia, il problema non sono soltanto i fondi, ma anche la capacità di progettazione dell'ufficio tecnico che ha
parecchio lavoro e i tempi della burocrazia. Grazie al censimento avremo un quadro di riferimento con cui
cominciare a programmare gli interventi". "A Merate - sostiene Davide
Cacciatori, che si muove con una carrozzina a motore - i marciapiedi del centro
sono messi abbastanza bene. Solo in alcuni punti, come nella zona della
piscina o nelle frazioni, ci sono problemi". Di esempi positivi però ce ne
sono tanti. "Gli scivoli realizzati in via Cazzaniga vanno benessimo. E
molto utile è il nuovo sentiero realizzato al lago di Sartirana". Ma al di
là delle manutenzioni di marciapiedi e cordoli, sostiene Cacciatori "è
sulla mentalità della gente che bisogna intervenire. Spesso le persone sono
maleducate ed egoiste: parcheggiano sui marciapiedi e ti costringono a tornare
indietro; oppure davanti allo scivolo delle poste, obbligandoti ad aspettare;
oppure, con la scusa che si fermano cinque minuti, lasciano l'auto negli stalli
riservati ai disabili". Se la situazione dei marciapiedi cittadini è
critica solo in alcuni casi, è invece sempre drammatica quella dei negozi. Dove
chi è seduto su una carrozzella non entra quasi mai. "Tutti i negozi di
via Manzoni hanno un gradino e noi non possiamo entrare. Anche nelle banche,
tranne che in un caso, per noi accesso è sbarrato. Quando devo andare nella
mia, sono costretto a chiamare e mi fanno entrare da dietro. Va invece meglio
in bar, ristoranti".
( da "Provincia di Como, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
La storia La
circoscrizione 8 nega gli spazi senza autorizzazione, poi il parroco risolve il
caso La pasta per i bisognosi finisce in polemica I 160 chili di pasta
recapitati da un imprenditore anonimo al consigliere dell'Udc Luigi Bottone, o
meglio, i 110 chili destinati ai bisognosi della circoscrizione Otto finiscono
in polemica. "Per poterli distribuire - ha denunciato Bottone - mi hanno
detto che devo prima ottenere l'autorizzazione con il via libera del Comune e
versare una cauzione. Visto che si tratta di una donazione mi sembra assurdo
che si debba seguire tutta questa procedura burocratica che, di fatto, ritarda
soltanto la consegna della pasta. Il colmo è che anche
davanti alla necessità di persone bisognose si faccia prevalere la burocrazia". Secca la replica del
presidente del parlamentino di quartiere Stefano Fermi: "Non c'è nessuna burocrazia, ho semplicemente detto al
consigliere che, come fanno tutti, deve compilare un modulo chiedendo
l'autorizzazione. Questo per un discorso di responsabilità per il rispetto
delle norme. È un'iniziativa più che meritevole, ma per un discorso
rispetto dei regolamenti e di responsabilità non si possono fare
eccezioni". Più o meno la stessa posizione dell'assessore al Decentramento
Maurizio Faverio: "Chiunque deve seguire la trafila perché chi fa la
richiesta di utilizzo degli spazi se ne assume la responsabilità. Fosse anche
il presidente della Repubblica. Se avesse fatto la domanda questa mattina in un
paio di giorni sarebbe stata evasa . Mi spiace perché era una bella cosa, ma le
regole vanno rispettate". Ieri in serata a trovare una soluzione ci ha
pensato il parroco, don Antonio. "Ho contattato la parrocchia - ha fatto
sapere Bottone - e lui è stato gentilissimo e mi ha detto di contattare l'associazione
"Amare è donare", che si occupa di aiutare i bisognosi proprio nei
quartieri della Otto. Ho già preso accordi con la responsabile, Pina Menafra,
che manderà qualche volontario a ritirare la pasta e poi penserà a distribuirla
alle famiglie povere". Gli altri 50 chili di pasta, oltre a svariate
decine di cosce di pollo, sono già state consegnate, su indicazione della
Caritas di Como, alla Casa della Giovane di Ponte Chiasso.