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DOSSIER “BUROCRAZIA”

Torna all’indice di Febbraio 2008

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


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Report "Burocrazia"

Beinasco: arriva il Mab per aiutare il cittadino ( da "Eco del Chisone" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: coordinatore nazionale dei comitati comunali, il Mab è un'associazione libera senza scopo di lucro di produttori e cittadini che "si uniscono per tutelarsi legalmente e democraticamente. Vogliamo abbattere i privilegi e le rendite delle burocrazie ministeriali, dei sindacati e degli oligopoli industriali e commerciali". Silvano Ferraris.

Una nuova burocrazia per produttori artigiani ( da "Corriere delle Alpi" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Una nuova burocrazia per produttori artigiani" BELLUNO. Si avvicina la data del 18 febbraio, scadenza entro la quale i produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche - numerosi anche in provincia di Belluno, basti pensare alla produzione di lampadari, di macchinari per l'industria, di giocattoli e di piccoli elettrodomestici -

Federalismo per ridurre la burocrazia ( da "Corriere delle Alpi" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: LE PMI VENETE Federalismo per ridurre la burocrazia VENEZIA. Riduzione della burocrazia, più attenzione alle piccole imprese e diminuzione del carico fiscale: sono questi i possibili vantaggi che le piccole e medie imprese (Pmi) venete sperano di ottenere dall'attuazione della riforma federalista.

La burocrazia blocca in deposito il bus a domanda ( da "Giorno, Il (Brianza)" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: IL CASO La burocrazia blocca in deposito il bus a domanda UNA BUONA IDEA bloccata per ora dalla burocrazia. Si tratta del bus a domanda, sperimentato con successo a Milano e proposto più volte anche per Monza. Il progetto c'è, ma al momento non può partire.

Lo stress da cantiere si cura col tram I comitati per la galleria scrivono a Penati ( da "Giorno, Il (Brianza)" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: bloccati solo dalla burocrazia. È quanto sta attorno a viale Lombardia: basterebbe sbloccare alcune di queste opere per rendere meno difficile la vita agli automobilisti che nei prossimi tre anni dovranno fare i conti con il cantiere della galleria. Si tratta di 100mila veicoli in transito ogni giorno: secondo uno studio della Regione,

IN SEI ANNI ha visto nascere più di mille progetti per altrett ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per poter iniziare l'attività), l'eccessiva burocrazia e il problema di trovare personale adeguato. A loro il vice presidente di Fondazione Carim, Alfredo Aureli, ha lanciato il monito: "Siete stati bravi, ma ricordatevi che l'impresa, che pure è obbligata far profitto, deve essere sempre un bene per tutta la collettività".

SICUREZZA Sgrò replica a Rossi: troppa burocrazia ( da "Nazione, La (Viareggio)" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

RIVOLUZIONE in vista per l'ufficio edilizia del Comune. Al Sant'Agostin ( da "Nazione, La (Viareggio)" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: aspetto di non poco conto visto il cronico "labirinto" della burocrazia. Si tratta di un software, "WinRiPCo", che consentirà ai professionisti esterni di accedere in tempo reale, tramite una password, alle pratiche del proprio cliente e a compilare dei modelli per la presentazione dei loro progetti evitando lunghe attese in municipio.

Diritti del malato, adesso c'è Speranza Un'associazione per gli utenti della sanità ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: suggerimenti dei cittadini per snellire ad esempio la burocrazia, rendere più efficienti le prestazioni, senza contrapporsi ai dirigenti dell'ospedale e dell'Azienda Usl, ma collaborare assieme per l'innalzamento degli standard qualitativi della sanità locale . "Sono anni - spiega Ugatti - che raccogliamo le segnalazioni di persone in merito ai problemi delle strutture sanitarie locali.

Da Cona all'ex Mof, il Gabibbo merita le 'chiavi' della città ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: visto che un giorno ha effettuato un blitz in Tribunale per castigare la burocrazia canaglia che non aveva aggiustato un ascensore, impedendo ad un disabile di rendere testimonianza ad un processo. Trovate un assessore comunale che abbia fatto di più, con più incisività e soprattutto rivolto ad una platea altrettanto vasta come quella del Tg satirico di Mediaset.

Dopo dieci anni oggi lascio, ma è stata durissima ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il 70 per cento del tempo viene perso per la burocrazia, gli inghippi, per non parlare dei problemi con i partiti. La speranza è che il giudizio finale dei cittadini sia positivo e comprensivo: dovrebbero sapere quanto fa soffrire stare seduti su questa poltrona. È stata davvero una sofferenza?

Si voti per chi farà crescere il Paese ( da "Italia Oggi" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: specie a quelle su uno stato e una burocrazia meno pressanti. Nel centrodestra, invece, un uomo che stimo molto è Giuseppe Vegas, di cui ho un'alta considerazione in particolare per la sua competenza in materia economica e fiscale. D. Dopo le elezioni, quali dovranno essere le priorità di governo e parlamento?

Venturi, dieci priorità per l'Italia ( da "Italia Oggi" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: cinque stop agli ostacoli che "impediscono la crescita" come gli sprechi della spesa pubblica, la burocrazia che soffoca le pmi, il caro energia, il fisco esoso, la criminalità. Ma anche cinque richieste per decidere su "nodi cruciali": dalle infrastrutture alle politiche per i giovani, dal sostegno alle pmi, all'ambiente, al rilancio del turismo.

Nella Sacca di Goro una nuova cooperativa ( da "Nuova Ferrara, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dalla richiesta iniziale di concessione ed una spesa per costi di burocrazia sostenuta finora di 11 mila euro - dice Cavazzini - la nostra costanza e determinazione sono state finalmente premiate con il rilascio di questa nuova concessione". Che porta a 32 le cooperative impegnate nell'attività all'interno della Sacca "con le quali intendiamo collaborare nel rispetto reciproco".

Quell'angolo invivibile ( da "Provincia Pavese, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: spento più avanti dai tempi della burocrazia e da mezzi non subito disponibili) del bellissimo parco mandato in Eurovisione. La straordinarietà serve, aiuta a dare una scossa, ma la vera forza, la vera prova con cui misurarsi e vincere, è saper restituire a Pavia una bellezza nell'ordinarietà quotidiana.

Dall'ambiente alla lotta all'usura Ecco le richieste di Confesercenti ( da "Giornale.it, Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, caro energia, fisco esoso e criminalità, attraverso l'abolizione delle Province, la riduzione delle comunità montane e la privatizzazione delle municipalizzate, il taglio degli statali, incentivi per fonti rinnovabili, taglio delle imposte alle piccole e medie imprese, lotta all'abusivismo,

Assenteisti, l'erario indaga sui medici dalla firma facile ( da "Eco di Bergamo, L'" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Con 280 abitanti e una burocrazia di due dipendenti", ha citato Spadaro) i quali, grazie al consorzio che supera quota 15.000 abitanti, si trovano un "segretario comunale-direttore generale" in servizio magari per 8 ore la settimana. Non sono casi isolati, ha spiegato il procuratore: "Nell'assenza di auspicabili verifiche statistiche,

Decalogo di confesercenti per far funzionare il paese ( da "Messaggero Veneto, Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il secondo è uno "stop alla burocrazia: entro 3 anni solo documenti telematici e meno dipendenti pubblici". Il terzo è uno "stop al caro energia". Quarto, ""top al fisco esoso: taglio Ire-Ires per pmi". Quinto: "stop alla criminalità: più poliziotti nelle strade, più certezza delle pene, premi a chi denuncia taglieggiatori ed usurai".

Elezioni, pagano i pensionati ( da "Tribuna di Treviso, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il ridimensionamento delle burocrazie amministrative; l'aumento del PIL (ricchezza del Paese); il contrasto alle evasioni fiscali e contributive; il rilancio dell'economia; la ripresa delle attività produttive; la qualità e l'efficienza dei servizi sociosanitari ed assistenziali;

La "grande lucania" - mauro maldonato ( da "Repubblica, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia che amministra il potere pubblico cresce a dismisura nelle strutture politiche di ampie dimensioni e fa da barriera tra la cittadinanza e i rappresentanti che ha scelto. Le piccole dimensioni, invece, favoriscono la volontarietà delle associazioni e delle convivenze, la soddisfazione dei bisogni,

L'affondo della corte dei conti "troppi incarichi d'oro" ( da "Repubblica, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia di vertice costituita in maniera esponenziale da soggetti esterni, ai quali vengono conferite funzioni dirigenziali talvolta senza regole predeterminate di selezione che assicurino la trasparenza delle scelte effettuate". E ancora: "In misura sempre maggiore le funzioni nobili vengono portate all'esterno e svolte da collaboratori di fiducia degli organi politici e di direzione"

Il segretario che lavora 8 ore alla settimana ( da "Giornale.it, Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 00 Quando Domenico Spadaro parla della "crescita di una burocrazia di vertice", non si limita ai grandi comuni. Nella sua relazione, il procuratore sottolinea come il fenomeno investa anche le amministrazioni più piccole. Perché se la legge prevede che alla figura del segretario comunale possa essere affiancata quella - non interna - del direttore generale,

Allarme Corte dei conti: <Sprechi e irregolarità basta consulenze d'oro> ( da "Giornale.it, Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la crescita di una burocrazia di vertice costituita in misura esponenziale da soggetti esterni, ai quali vengono conferite funzioni dirigenziali talvolta senza regole predeterminate di selezione che assicurino la trasparenza delle scelte effettuate". E il caso di Palazzo Marino, per il quale è aperto anche un procedimento penale,

Denuncia e nullaosta insieme, carrozziere vittima dei burocrati ( da "Nuova Sardegna, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: complice però la burocrazia, disponeva di un'autorizzazione provvisoria rilasciata degli organi competenti. Ebbene quando i tecnici della Asl hanno accertato che l'autorizzazione in mano al carrozziere aveva valore di provvisorietà è scattata la denuncia. Ironia della sorte: quando l'artigiano è stato raggiunto dal provvedimento penale,

<Sulla ricetta non c'è il codice fiscale, anziana respinta dal Cupa di via Collodi> ( da "Secolo XIX, Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Sulla ricetta non c'è il codice fiscale, anziana respinta dal Cupa di via Collodi" denuncia del vicepresidente dell'ordine Giusto punta il dito contro la troppa burocrazia. "Manca anche l'educazione". L'Asl: sono obblighi da rispettare 13/02/2008.

Cupa lamentele ( da "Secolo XIX, Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: NON se ne può più di questa burocrazia che blocca il nostro mestiere". Lo sfogo del segretario provinciale del sindacato medici italiani nonchè vicepresidente dell'Ordine, Renato Giusto, giunge al termine di un episodio che, oltre a mettere sotto accusa un po' tutto il sistema, fa puntare al dottore il dito anche contro lo sportello Cupa di via Collodi.

Il percorso a ostacoli per aprire un negozio ( da "Repubblica, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia: un vero e proprio ingorgo di permessi e licenze. Più di diciotto mesi per un timbro. L'Ascom presenta un dossier Il percorso a ostacoli per aprire un negozio Dalla comunicazione in Comune all'elenco di clienti e fornitori, dalle lunghe attese per regolarizzare un lavoratore extracomunitario (il 10% delle domande presentate con il decreto flussi 2006 non è ancora stata

Diciotto mesi per un timbro - stefania parmeggiani ( da "Repubblica, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: mare magnum della burocrazia", tutti i posti dove si perde tempo per avere le carte in regola Diciotto mesi per un timbro Saracinesche chiuse per l'ingorgo di permessi e licenze STEFANIA PARMEGGIANI Le serate sui banchi per ottenere la qualifica professionale che ha sostituito il vecchio Rec, le attese per i permessi edilizi,

Per i contributi due pesi e due misure ( da "Repubblica, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Tutto questo - conclude l'Ascom - spinge alla chiusura delle attività come soluzione a un incidente di percorso ingigantito attraverso un'operazione sistematica che ha quale fine ultimo quello di finanziare una burocrazia autoreferenziale". (stefania parmeggiani).

"ma in puglia la parola giustizia deve diventare un valore condiviso" - antonella gaeta ( da "Repubblica, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dalla lentezza della burocrazia ANTONELLA GAETA Quando invita a "costruire territori di senso intorno alla parola legalità" l'immagine cui si riferisce il sociologo Franco Cassano è assai concreta e quotidiana. Una domenica mattina a Punta Perotti, nel parco che s'attende, i genitori raccontano al loro bambino la storia delle piste ciclabili e di quei giochi che sta utilizzando.

Chiaia, 5 mila posti auto nel cassetto ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per inerzia della burocrazia comunale: la stessa, per fare l'ultimo esempio, che ha determinato lo staff della "Rinascente" a abbandonare l'ipotesi di realizzare un megastore a Toledo. "Nel nostro caso - dice il presidente Fabio Chiosi - non c'è alcun intoppo, nè tecnico perchè gli studi preliminari sono irreprensibili,

Allarme della Corte dei Conti: troppe consulenze ( da "Corriere della Sera" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con il risultato di ridurre sempre di più "la separazione tra politica e burocrazia ". Anche quest'anno la Procura della Corte dei conti lancia l'allarme consulenze. A puntare il dito è il procuratore Domenico Spadaro nella cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario della magistratura contabile, aperto ufficialmente dal presidente Giuseppe Nicoletti.

Lazio, il grande spreco della sanità ( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: secondo il procuratore Domenico Spadaro, "una burocrazia di vertice costituita in misura esponenziale da soggetti esterni". Una requisitoria a cui il presidente della Regione, Roberto Formigoni, ha replicatoa suon di cifre, citando i tagli effettuati dal '95 a oggi nell'organico dei dipendenti (-35%) e dei dirigenti (-55%).

La Rinascente al Comune: <Stop al progetto Napoli> ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Colpa della burocrazia, troppo farraginosa, e di "un'interpretazione di alcune norme urbanistiche", come ha spiegato Santangelo, "per le modifiche dell'edificio" e per ricavare dei parcheggi di pertinenza per il palazzo di via Depretis. Colpa, insomma, delle "insormontabili difficoltà per ottenere le necessarie autorizzazioni " dopo ben 18 mesi.

Valmozzola, i servizi a portata di mano ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: DAL SOCIALE ALLA BUROCRAZIA Valmozzola, i servizi a portata di mano VALMOZZOLA Il sindaco Olari: "Questa carta risponde alle esigenze dei cittadini" Valentino Straser II "Un biglietto da visita e una vetrina per il Comune di Valmozzola ", così è stata paragonata, dal sindaco di Valmozzola, Gabriella Olari, la "carta dei servizi ",

Pochi addetti, Exquisa va via ( da "Corriere Alto Adige" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una pesante burocrazia, che non consentono lo sviluppo voluto. "Prenderemo una decisione definitiva solo tra un mese, ma in linea di massima pensiamo che Milano potrebbe rivelarsi un contesto molto vantaggioso. L'Alto Adige non sembra più offrire i presupposti adeguati alla nostra crescita e risulta sempre più difficile assumere personale competente e qualificato soprattutto nell'

Rinascente conferma: addio Napoli ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non sono dunque bastate le parole del vicesindaco Santangelo, che aveva cercato di ricomporre la questione, spiegando come "l'iter era quasi concluso". Colpa della burocrazia e di "un'interpretazione di alcune norme urbanistiche", come ha spiegato Santangelo, "per le modifiche dell'edificio". A PAGINA 9 Cuozzo.

Di FABIO ROSSIUn secolo di attesa, dall'ultimo piano regolatore approvato da un consigl ( da "Messaggero, Il (Ostia)" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nonostante la struttura barocca della burocrazia del Paese, che spesso rende difficoltosi l'approvazione e l'iter di alcune procedure". Il sì definitivo è arrivato al termine di 48 ore scandite da interminabili dibattiti e vivaci proteste dell'opposizione - con i consiglieri Dino Gasperini (Udc), Pasquale De Luca (Forza Italia) e Fabio Sabbatani Schiuma (La Destra)

La gente continua a camminare sul ciglio della strada. E si chiede per quale motivo quei qua ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: competente a stabilire il canone della concessione d'uso per una durata di dieci anni sarà la Provincia. Che poi dovrà sottoporlo all'approvazione della Regione. Insomma, tra quel cancelletto chiuso e la tranquillità dei pedoni di via dei Filosofi, c'è di mezzo non certo un torrente bensì il "mare magnum" della burocrazia.

Imprese deluse, il federalismo non incanta più ( da "Corriere del Veneto" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: benefici auspicati dagli imprenditori della regione che auspicano il decentramento sono la riduzione della burocrazia, una maggiore attenzione alle Pmi, una diminuzione delle imposte e una maggiore efficienza del settore pubblico. Gli svantaggi temuti sono invece, secondo il presidente della Confartigianato del Veneto, Vendemiano Sartor, la tassazione e i conflitti di competenze.

<Energie alternative, è doveroso provarci> Imprese deluse, il federalismo non incanta più ( da "Corriere del Veneto" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: decentramento sono la riduzione della burocrazia, una VERONA - Parte col botto "Conoscere Eurasia", l'associazione culturale nata dall'incontro tra la Fondazione Cariverona e il Museo Pushkin di Mosca. Il primo evento che organizza è una specie di G8 dell'energia, che vedrà riuniti alla Gran Guardia domani i vertici di Eni e Gazprom, assieme ad autorevoli rappresentanti della politica,

Domanda di federalismo in forte ascesa nelle Pmi ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: interpellati il maggior vantaggio sarebbe dato dalla riduzione della burocrazia. Per il 25,4% porterebbe una maggiore attenzione alle piccole imprese, mentre il 18,6% pensa alla riduzione dell'imposizione fiscale. Altri vantaggi, secondo le Pmi venete, sono rintracciabili nella maggiore efficienza delle istituzioni pubbliche ( 16,6%) e nella riduzione dei costi per l'impresa (9,

Per le nuove autorizzazioni iter snelli e meno burocrazia ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: A Padova le aperture ricominciano a crescere Per le nuove autorizzazioni iter snelli e meno burocrazia PADOVA Dalla razionalizzazione alla liberalizzazione: e il numero dei distributori, che nel Padovano era diminuito grazie anche alla chiusura degli impianti compresi all'interno delle mura storiche, sta cominciando a risalire. "Prima –

Distributori di benzina, l'indipendenza paga ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: primi fra tutti quelli con la burocrazia. Un distributore chiuso per un mese e ora riaperto a causa di un errore formale nella delibera di autorizzazione a Montebelluna ( Tv), un altro pronto ad aprire (entro maggio) dopo 9 anni dall'acquisto del terreno a Volpago, sempre in provincia: è il caso di Galoil, nata come marchio nel 1994 e che oggi conta quattro esercizi (

Municipi più impegnati a sostegno del solare ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sportello informativo per aiutare a districarsi nella burocrazia, gestito in collaborazione con la facoltà di Architettura dell'Università di Firenze. "Un architetto specializzato si occuperà di fornire informazioni di carattere generale – spiega Barcucci –, di mettere l'utente a conoscenza degli eventuali vincoli paesaggistici, e indicare il tipo di pratica necessaria per l'

Incentivi, la qualità snellisce l'iter ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: iter Meno burocrazia nell'erogazione di contributi regionali per le imprese del Friuli-Venezia Giulia con certificazione di qualità. è l'obiettivo che si prefigge l'emendamento al Testo unificato in materia di semplificazione dell'attività normativa ed amministrativa che modifica l'articolo 41 bis della legge regionale n.

LE TUE IDEE PER SEMPLIFICARE: CONSULTAZIONE PUBBLICA ON LINE ( da "marketpress.info" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 13 febbraio 2008 - Ridurre i costi della burocrazia è necessario per dare certezza ai diritti dei cittadini e garantire la competitività e lo sviluppo del Paese. Con questa consultazione pubblica si intende raccogliere idee e proposte per semplificare nate dall'esperienza quotidiana e dai problemi vissuti dai cittadini e dalle imprese.

Dal pregiudizio alla ragionevolezza: è questa la traiettoria della commissione Uranio del Senato che ieri ha approvato a larga maggioranza la relazione finale della presidente, Lid ( da "Liberazione" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per il muro di gomma della burocrazia. La relazione riconosce che il lavoro della commissione è stato rallentato dalla disomogeneità e parzialità dei dati a disposizione e precisa che la cifra di 312 casi di tumori e leucemie, di cui 77 con esito mortale, tra i veterani di Balcani, Iraq, Afghanistan, Libano, sia da consoderarsi "approssimata per difetto a causa delle lacunosità (

Approvata in Senato la relazione Menapace ( da "Liberazione" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per il muro di gomma della burocrazia. La relazione riconosce che il lavoro della commissione è stato rallentato dalla disomogeneità e parzialità dei dati a disposizione e precisa che la cifra di 312 casi di tumori e leucemie, di cui 77 con esito mortale, tra i veterani di Balcani, Iraq, Afghanistan, Libano, sia da consoderarsi "approssimata per difetto a causa delle lacunosità (

Elezioni Dalla parte dei deboli Cara "Liberazione", auspico una campagna elettorale, vivace, ma educata, intelligente, rispettosa, e che sia centrata sui problemi dei cittadini più ( da "Liberazione" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della troppa burocrazia, della mafia, della malavita organizzata, dell'evasione fiscale, della sicurezza, rilancio dell'economia, del rispetto dell'ambiente, dei diritti civili... Quello che vorrei e che auspico è che la campagna elettorale sia fatta in mezzo alla gente e con la gente, per sentire in particolare i cittadini più penalizzati e i più deboli della nostra società,

Piccoli negozianti in ginocchio ( da "Corriere Adriatico" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di burocrazia e tasse: un edicolante di Jesi vende la casa per mantenere l'attività Piccoli negozianti in ginocchio JESI - "Ho un capitale immobiliare valutato in 400 mila euro, ma le banche non mi concedono un finanziamento di 200 mila euro che mi servono per sistemare vecchie situazioni perché guadagno soltanto 30 mila euro lordi nel mio negozio e perché ho moglie e tre figli"

<Dopo dieci anni oggi lascio, ma è stata durissima> ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il 70 per cento del tempo viene perso per la burocrazia, gli inghippi, per non parlare dei problemi con i partiti. La speranza è che il giudizio finale dei cittadini sia positivo e comprensivo: dovrebbero sapere quanto fa soffrire stare seduti su questa poltrona. È stata davvero una sofferenza?

CRISI GOVERNO: CONFESERCENTI, 10 PROPOSTE PER UN'ITALIA MODERNA ( da "Sestopotere.com" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ad ostacoli che "impediscono la crescita come gli sprechi della spesa pubblica, la burocrazia che soffoca le pmi, il caro energia, il fisco esoso, la criminalità." Ma anche cinque richieste per "decidere" su nodi cruciali:"dalle infrastrutture alle politiche per i giovani, dal sostegno alle pmi, all'ambiente, al rilancio del turismo".

EUROPA. Incontro interparlamentare per fare il punto sulla strategia di Lisbona ( da "HelpConsumatori" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: urgenza di ridurre l'eccessiva burocrazia e di dare un sostegno maggiore alle piccole e medie imprese. Martedì 12 febbraio si è svolto un incontro per riflettere sui progressi compiuti nell'ambito della strategia di Lisbona e sulle sfide da affrontare ancora. Erano presenti il Presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso,

La prima rivolta libertaria ( da "Opinione, L'" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: stata sicuramente un prodromo delle lotte comunali ma anche e forse soprattutto la prima rivolta libertaria contro lo stato e la sua burocrazia, per questo estremamente moderna. Screzi ci sono sempre stati fra la gente e i soldati di fuori, ma si trattava di risse da osteria. Questa volta c'è qualcosa di più anche delle lotte fra fazioni. È il primo vagito delle libertà comunali.

Cosa bolle a sinistra ( da "Opinione, L'" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tra le burocrazie più inefficaci di un paese regno dello spreco burocratico, incapace di risolvere il problema di mafie e camorre, irresponsabile nei suoi atti e pericolosamente in rotta di collisione con le forze dell'ordine, suo braccio armato, gestisse la sua piena indipendenza come vivesse sulla Luna.

LOBRA E PUOLO, LA BUROCRAZIA BLOCCA I LAVORI ( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: PER GLI INTERVENTI SULLE SCOGLIERE Lobra e Puolo, la burocrazia blocca i lavori Mancano le autorizzazioni, decisioni a settembre. Salvi i finanziamenti GENNARO PAPPALARDO Massa Lubrense. Si allungano i tempi per la realizzazione delle scogliere di Marina Lobra e di Puolo, finanziata dalla regione Campania con 2 milioni e 875mila euro.

Quando il federalismo diventa fattore di espansione ( da "Gazzettino, Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il federalismo diventa fattore di espansione VeneziaRiduzione della burocrazia, più attenzione alle piccole imprese e diminuzione del carico fiscale: sono questi i possibili vantaggi che le Pmi venete sperano di ottenere dall'attuazione della riforma federalista.Le indicazioni provengono dal quinto rapporto annuale Veneto Impresa redatto dalla Fondazione Leone Moressa di Mestre.

Gestiport, una corsa contro la burocrazia ( da "Corriere Adriatico" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una corsa contro la burocrazia SENIGALLIA Ruolo decisivo anche quello della Gestiport Spa che una volta completato l'intervento avrà il compito di "attrezzare" l'intera area portuale di Senigallia. Tra gli interventi più delicati il posizionamento dei cosiddetti corpi morti (in pratica punti di ormeggio sommersi), i vecchi saranno rimossi con l'

Nel 2007 redditi agricoli a +23%, De Castro: la crisi è alle spalle ( da "Velino.it, Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la comprensione del ruolo nuovo dell'agricoltura in seno alla società e l'abbattimento della burocrazia. Ora ci sentiamo confortati nel percorso affrontato. Certo - ha concluso De Castro - gli agricoltori hanno saputo rispondere alle sfide in modo forte ed efficiente. Ma non finisce qui. Altre potenzialità, nuove energie pervadono il settore.

Compiuta la ricognizione fotografica in tutta Merate, l'assessore Passoni annuncia interventi a tutto campo Troppi intralci sui marciapiedi, è l'ora di un giro di vite ( da "Provincia di Lecco, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma anche la capacità di progettazione dell'ufficio tecnico che ha parecchio lavoro e i tempi della burocrazia. Grazie al censimento avremo un quadro di riferimento con cui cominciare a programmare gli interventi". "A Merate - sostiene Davide Cacciatori, che si muove con una carrozzina a motore - i marciapiedi del centro sono messi abbastanza bene.

La storia La circoscrizione 8 nega gli spazi senza autorizzazione, poi il parroco risolve il caso La pasta per i bisognosi finisce in polemica ( da "Provincia di Como, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è che anche davanti alla necessità di persone bisognose si faccia prevalere la burocrazia". Secca la replica del presidente del parlamentino di quartiere Stefano Fermi: "Non c'è nessuna burocrazia, ho semplicemente detto al consigliere che, come fanno tutti, deve compilare un modulo chiedendo l'autorizzazione. Questo per un discorso di responsabilità per il rispetto delle norme.


Articoli

Beinasco: arriva il Mab per aiutare il cittadino (sezione: Burocrazia)

( da "Eco del Chisone" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Un comitato aperto a Fornaci Beinasco: arriva il Mab per aiutare il cittadino BEINASCO - Anche Beinasco ha il suo Mab, Movimento autonomo di base. Tutto parte dalla rete, dalla controinformazione o per qualcuno l'altra informazione. I cittadini per risolvere beghe con le grandi multinazionali, le aziende che erogano servizi, le Amministrazioni o avere delucidazioni in merito alla tariffa rifiuti o alla dichiarazione dei redditi possono ora utilizzare anche un canale alternativo a sindacati e patronati. Con il Mab si ottengono servizi senza avere trattenute sullo stipendio o sulla pensione come per i sindacati tradizionali ma dietro al pagamento di una tariffa che comprende solo il servizio svolto. Il comitato beinaschese, la cui coordinatrice è la giovane Luisa Tarsia, ha mosso i primi passi con la serata di presentazione di venerdì scorso. "L'ufficio di Beinasco sarà aperto martedì, mercoledì e venerdì fino alle 16 in via Venezia 17 a Fornaci per dare servizi ai cittadini. Una visita può essere l'occasione per conoscerci e verificare cosa può essere fatto per difendersi dai soprusi, dalle illegalità e pagare il giusto". A detta di Antonio De Franco, coordinatore nazionale dei comitati comunali, il Mab è un'associazione libera senza scopo di lucro di produttori e cittadini che "si uniscono per tutelarsi legalmente e democraticamente. Vogliamo abbattere i privilegi e le rendite delle burocrazie ministeriali, dei sindacati e degli oligopoli industriali e commerciali". Silvano Ferraris.

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Una nuova burocrazia per produttori artigiani (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Scadenze in vista per apparecchiature elettriche "Una nuova burocrazia per produttori artigiani" BELLUNO. Si avvicina la data del 18 febbraio, scadenza entro la quale i produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche - numerosi anche in provincia di Belluno, basti pensare alla produzione di lampadari, di macchinari per l'industria, di giocattoli e di piccoli elettrodomestici - devono iscriversi al Registro nazionale istituito nelle Camere di Commercio. Un nuovo adempimento burocratico, che non sembra andare nella direzione della semplificazione, tanto auspicata dalle aziende. Dalla nuova norma sono toccati anche gli importatori di apparecchiature elettriche ed elettroniche e pure chi le commercializza con marchio proprio. Per i produttori c'è anche la necessità di organizzare, autonomamente o tramite un Consorzio, un sistema di raccolta e recupero dei rifiuti delle apparecchiature elettriche ed elettroniche a fine vita, i così detti RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche). Qualora l'iscrizione non fosse perfezionata entro il 18 febbraio, non sarà possibile commercializzare le apparecchiature elettriche ed elettroniche. Disattendere alla norma costerà parecchio: sono, infatti, previste sanzioni amministrative fino a 100.000 euro. "L'obbligo del ritiro della vecchia apparecchiatura a fronte di una nuova, da parte del distributore - spiega il responsabile dell'Ufficio Ambiente e sicurezza dell'Unione artigiani di Belluno, Maurizio Reolon - è invece condizionato all'emanazione di un apposito decreto di semplificazione da parte Ministero dell'Ambiente. Quindi a tutt'oggi non è obbligatorio". "Proprio per semplificare gli adempimenti introdotti dalla norma per i distributori, il nostro servizio - aggiunge Maurizio Reolon - attraverso Confartigianato ha presentato al Ministero competente una lista di richieste di semplificazione, che comprende pure il rigetto di ulteriori spese per le aziende che vendono apparecchiature elettriche ed elettroniche".

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Federalismo per ridurre la burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

LE PMI VENETE Federalismo per ridurre la burocrazia VENEZIA. Riduzione della burocrazia, più attenzione alle piccole imprese e diminuzione del carico fiscale: sono questi i possibili vantaggi che le piccole e medie imprese (Pmi) venete sperano di ottenere dall'attuazione della riforma federalista. Le indicazioni provengono dal quinto rapporto annuale Veneto Impresa redatto dalla Fondazione Leone Moressa di Mestre. A circa 500 piccoli e medi imprenditori è stato chiesto di esprimere il punto di vista circa i cambiamenti sull'attività imprenditoriale a seguito dell'attuazione del processo federalista. Il quadro che emerge evidenzia una conoscenza diffusa dell'argomento (il 75% degli intervistati conosce la riforma) e un interesse sempre maggiore della questione, nonostante vi sia un certo disorientamento in merito ai futuri effetti della riforma. I benefici che gli imprenditori sperano di ottenere sono lo snellimento della burocrazia (26,6%), una maggiore attenzione in genere verso le problematiche delle Pmi (25,4%), la riduzione dell'imposizione fiscale (18,6%) e una maggiore efficienza delle istituzioni pubbliche (16,6%). Dallo studio emerge come tra il 2000 e il 2006 si evidenzi una generale crescita di piccole imprese, andatasi quindi affievolendosi nel corso degli anni. Sono i settori in cui le imprese venete sono più specializzate rispetto a quelle italiane ad aver maggiormente sofferto: trasporti, abbigliamento fabbricazione di mobili hanno evidenziato le maggior perdite di base produttiva, con tassi di sviluppo imprenditoriale negativi rispettivamente del -11%, -5,5% e del -2,2%. Questi risultati, secondo la fondazione, dimostrano che i percorsi imprenditoriali non devono solo fare riferimento alle strategie aziendali ma ad un processo più complesso che attiene alle responsabilità degli organi governativi competenti. La competitività dei sistemi istituzionali, si conclude, non può essere messa in secondo piano e il federalismo appare la risposta più forte e condivisa.

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La burocrazia blocca in deposito il bus a domanda (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Brianza)" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL CASO La burocrazia blocca in deposito il bus a domanda UNA BUONA IDEA bloccata per ora dalla burocrazia. Si tratta del bus a domanda, sperimentato con successo a Milano e proposto più volte anche per Monza. Il progetto c'è, ma al momento non può partire. I motivi li rivelano i cinque comitati che ieri hanno scritto al presidente della Provincia di Milano Filippo Penati, chiedendogli un intervento anche su questo versante. "Abbiamo appreso che, a seguito della gara per la riorganizzazione del trasporto pubblico su gomma in Brianza, la vincitrice Brianza Trasporti è oggi messa nell'impossibilità di sperimentare il servizio del bus a domanda, servizio che l'esperienza di altri paesi europei, ma anche più recentemente di Milano e hinterland, dimostra essere utile ed efficace quanto meno per gli orari a domanda debole nelle aree densamente urbanizzate come la nostra", scrivono i comitati per la galleria. Tpm si è già tecnologicamente attrezzata per dare il via alla sperimentazione, ma il servizio non è previsto nella convenzione che regola i rapporti con la Provincia, titolare delle linee. Di qui la richiesta che Palazzo Isimbardi intervenga per rimuovere tutti gli ostacoli di natura contrattuale e burocratica. M.Guz. - -->.

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Lo stress da cantiere si cura col tram I comitati per la galleria scrivono a Penati (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Brianza)" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di MONICA GUZZI STRADE in costruzione da più di dodici anni, progetti nei cassetti, interventi, come il bus a chiamata, bloccati solo dalla burocrazia. È quanto sta attorno a viale Lombardia: basterebbe sbloccare alcune di queste opere per rendere meno difficile la vita agli automobilisti che nei prossimi tre anni dovranno fare i conti con il cantiere della galleria. Si tratta di 100mila veicoli in transito ogni giorno: secondo uno studio della Regione, durante i lavori 69mila rimarranno sul viale nonostante le ruspe, mentre gli altri cercheranno alternative. PER RICHIAMARE l'attenzione di Palazzo Isimbardi su alcuni interventi importanti per la mobilità della zona, i cinque comitati per la galleria (comitati San Fruttuoso 2000, Triante, viale Lombardia, Romagna e Monviso) ieri hanno inviato una lettera al presidente Filippo Penati. Nella loro istanza chiedono alla giunta della Provincia di Milano diverse iniziative, a partire dal prolungamento della metrotranvia Milano-Cinisello. "Domandiamo che questa nuova linea venga estesa sino a Monza San Fruttuoso, ed eventualmente sino a Monza-Rondò presso la futura sede della Provincia di Monza e Brianza, ripristinando un collegamento storico sospeso nel 1956 - scrivono i cinque comitati -. Pensiamo che sarebbe estremamente utile per la mobilità dei cittadini e chiediamo che venga specificatamente esplorata l'ipotesi di far transitare i binari lungo l'asse dell'attuale viale Lombardia di Monza, vale a dire sopra il tunnel di prossima costruzione. Andrebbe infatti a costituire un elemento da integrare nel quadro delle scelte finali per la sistemazione della viabilità in superficie, ancora da definire nei dettagli". I comitati fanno un passo in più, suggerendo la possibilità di integrare il prolungamento della tranvia nel progetto del tunnel, e in quest'ottica non ci sarebbe molto tempo da perdere. Dito puntato invece sul cantiere infinito della Desio-Nova-Muggiò-Cinisello, ancora da completare nonostante i lavori siano stati avviati da dodici anni. "In vista dell'imminente cantiere principale sulla Statale 36, programmato a partire dal maggio 2009, chiediamo che la Provincia dia un impulso definitivo e risolutivo al completamento di questa strada provinciale, al centro di mille peripezie burocratiche, in parte peraltro già realizzata, ma ancora chiusa al traffico", ricordano i comitati per la galleria. Un'altra richiesta rispolvera una questione antica, la desemaforizzazione della strada provinciale numero 5 (Milano-Monza): "Chiediamo che la Provincia preveda al più presto lo stanziamento dei fondi necessari per la esecuzione del progetto preliminare, già realizzato dalla Provincia stessa, in modo da garantire il naturale completamento degli interventi sull'asse viario Milano, Brianza, Valtellina, passo dello Spluga", concludono i comitati. In caso contrario infatti le code automobilistiche eliminate da Monza grazie alla galleria si sposterebbero ai semafori successivi verso Milano. INTANTO questo pomeriggio è previsto un incontro decisivo in Regione sulla mobilità. Il sindaco Marco Mariani e l'assessore alla Mobilità Massimiliano Romeo incontreranno l'assessore regionale Raffaele Cattaneo: sul tavolo la proposta monzese del binario in più fra Monza e Milano, cioè altre ipotesi di metropolitana da affiancare a quella, poco gradita alla nuova Giunta cittadina, del prolungamento della linea 1 fino a Bettola. - -->.

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IN SEI ANNI ha visto nascere più di mille progetti per altrett (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ante nuove aziende. Di queste 20 sono diventate realtà. Tra mille difficoltà e problemi, ma "comunque ce l'hanno fatta, e questo è un grande successo per noi". Sono le aziende che hanno preso vita grazie al concorso "Nuove idee, nuove imprese", l'iniziativa che da dal 2001 fornisce assistenza e premia i giovani che vogliono diventare degli imprenditori. Il concorso è sostenuto, come sempre, dagli industriali, dalle Casse di risparmio e dalla Camere di commercio di Rimini e San Marino, e da altri enti sostenitori. Il nuovo bando ha preso il via da ieri, per iscriversi ci sarà tempo fino al 30 marzo. "Quest'anno ? sottolinea il presidente del comitato organizzatore, Luigi Gambarini ? per elaborare il business plan ci sarà tempo, anziché fino a luglio, fino a ottobre. Era una richiesta che ci avevano fatto già nelle precedenti edizioni, ci pareva giusto accoglierla". Ieri intanto, dopo aver presentato il nuovo bando del 2008, a palazzo Buonadrata otto delle venti aziende che hanno preso vita grazie al concorso, hanno presentato le loro esperienze. Alcune, come Almaspace, che produce satelliti per aereonautica e programmi spaziali, sono davvero uniche in Italia. Tutte, raccontando la loro esperienza, hanno confermato la difficoltà ad avere credito presso le banche (per poter iniziare l'attività), l'eccessiva burocrazia e il problema di trovare personale adeguato. A loro il vice presidente di Fondazione Carim, Alfredo Aureli, ha lanciato il monito: "Siete stati bravi, ma ricordatevi che l'impresa, che pure è obbligata far profitto, deve essere sempre un bene per tutta la collettività". - -->.

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SICUREZZA Sgrò replica a Rossi: troppa burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Viareggio)" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL DOTTOR Pasquale Sgrò replica alla polemica dell'assessore Mauro Rossi: "I cantieri navali da anni investono per la realizzazione di un prodotto sempre più di qualità e per migliori condizioni di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, cosa peraltro di recente riconosciuta anche da una alta autorità pubblica regionale in visita nei cantieri della darsena. A fronte di tali investimenti le aziende vanno spesso ad impattare con tutta una serie di aspetti burocratici che allungano i tempi della messa in atto di sistemi prevenzionistici e di investimenti nel settore; un recente esempio ha riguardato un importante cantiere navale che è stato costretto a non utilizzare per mesi gli impianti di aspirazione già ultimati e con il benestare della Provincia, soltanto per la mancanza di un'autorizzazione comunale. Il mio intervento, male interpretato, era quello di rimarcare la necessità di un maggiore collegamento tra gli enti pubblici". - -->.

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RIVOLUZIONE in vista per l'ufficio edilizia del Comune. Al Sant'Agostin (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Viareggio)" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

O (la data è ancora da fissare) verrà infatti presentato un programma destinato ad accelerare le pratiche e a garantire tutte le certezze del caso, aspetto di non poco conto visto il cronico "labirinto" della burocrazia. Si tratta di un software, "WinRiPCo", che consentirà ai professionisti esterni di accedere in tempo reale, tramite una password, alle pratiche del proprio cliente e a compilare dei modelli per la presentazione dei loro progetti evitando lunghe attese in municipio. Sarà un modo decisamente più rapido per gestire l'enorme mole di pratiche edilizie, in media 1.200-1.500 all'anno. Ingegneri, architetti e geometri avranno quindi tutte le informazioni per poter elaborare la pratica (viabilità, tipi di intervento, zonizzazione, piano regolatore) e per il calcolo degli oneri, dal contributo del costo di costruzione fino agli oneri di urbanizzazione. UNA VOLTA volta redatta la pratica, il professionista predisporrà i dati su un supporto informatico (dischetto) che fornirà direttamente al protocollo insieme al cartaceo per una veloce immissione. Oltre ad evitare code allo sportello, i professionisti avranno la certezza di presentare i progetti con dati già validati dal software e quindi congrui al tipo di procedimento individuato. Anche il tecnico dell'ufficio edilizia ottimizzerà i tempi controllando, e non più digitando, i dati precompilati dal professionista, evitando così eventuali integrazioni. Il "WinRiPCo", si diceva, verrà presentato al Sant'Agostino prima dell'avvio del progetto. - -->.

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Diritti del malato, adesso c'è Speranza Un'associazione per gli utenti della sanità (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

SI CHIAMA SPERANZA e vuole essere un punto di riferimento per i cittadini dell'ex mandamento copparese che incontrano problemi con la sanità pubblica. E' la nuova associazione per la tutela dei diritti del malato le cui attività e finalità saranno presentate dopodomani durante un incontro all'ospedale San Giuseppe di Copparo. Per il presidente del nuovo organismo Giancarlo Ugatti e per il vice Paolo De Santis rappresenta un importante traguardo raggiunto dopo tanti anni di lavoro ma allo stesso tempo un punto di partenza per cercare di migliorare i servizi sanitari raccogliendo i suggerimenti dei cittadini per snellire ad esempio la burocrazia, rendere più efficienti le prestazioni, senza contrapporsi ai dirigenti dell'ospedale e dell'Azienda Usl, ma collaborare assieme per l'innalzamento degli standard qualitativi della sanità locale . "Sono anni - spiega Ugatti - che raccogliamo le segnalazioni di persone in merito ai problemi delle strutture sanitarie locali. Dopo molto tempo siamo riusciti a costituire l'associazione che può contare su di un gruppo di una ventina di persone. Porteremo all'attenzione dei responsabili dell'ospedale di Copparo i veri problemi come la carenza di personale, la mobilità interna e la demotivazione dei medici, infermieri e degli altri dipendenti che non si vedono ripagati per l'impegno e per gli sforzi compiuti. Ogni cittadino ha poi il diritto di veder rispettato il suo tempo al pari di quello della burocrazia e degli operatori sanitari, all'informazione e alla documentazione sanitaria, alla sicurezza, alla protezione, alla certezza, alla fiducia, alla qualità, alla differenza, alla normalità, alla famiglia, alla decisione, all'assistenza da parte dei soggetti non profit e alla partecipazione, al futuro, alla riparazione dei torti". Un'associazione che si pone quindi come tramite tra i cittadini e l'ospedale per eliminare quelle situazioni di criticità e carenze che spesso vengono evidenziate dall'opinione pubblica. La sede provvisoria dell'associazione è in via Fiorini 5 a Copparo anche se i responsabili dell'associazione hanno chiesto uno spazio all'ospedale San Giuseppe. Arturo Orlandini - -->.

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Da Cona all'ex Mof, il Gabibbo merita le 'chiavi' della città (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA CURIOSITA' Da Cona all'ex Mof, il Gabibbo merita le 'chiavi' della città E' DA UN PEZZETTO che il sindaco Gaetano Sateriale non assegna 'cittadinanze onorarie'. L'ultimo è stato l'imprenditore Anacleto Angelini (scomparso nel 2007), ferrarese d'origine trapiantato in Cile dov'era diventato uno degli uomini più ricchi del Sud America. Prima di lui era toccato a Nereo Alfieri, il 'padre' degli scavi di Spina e del museo Archeologico di palazzo Lodovico il Moro. Ora c'è una candidatura obbligatoria, ed il sindaco è pregato a provvedere entro la fine della legislatura. Il Gabibbo. Proprio lui, il pupazzo rosso, celebre 'incursore' di Striscia la Notizia. In questi anni, è stato più presente lui sulle emergenze di Ferrara di molti assessori della giunta Sateriale; a Cona è ormai di casa, come vedremo è tornato anche lunedì per sorvegliare il buon andamento dei lavori. Al Palazzo degli Specchi ha dedicato un lunghissimo servizio, non più tardi di cinque anni fa; più di recente si è occupato del cantiere, bloccato, della Tangenziale Ovest. E forse è stato proprio per merito suo, piuttosto che delle rituali invocazioni del sindaco e del presidente della Provincia all'Anas, che il Ministero dei Lavori Pubblici ha riacceso i rubinetti dei finanziamenti. Si è occupato dello sconcio dell'ex Mercato Ortofrutticolo e dell'ex macello comunale di via Trenti ? costati miliardi e di fatto sottoutilizzati o chiusi ?, ha denunciato la vergogna della 'Casa del Pellegrino' che languiva in via Messidoro. Contribuendo di fatto a risvegliare le coscienze in città, ed a far sì che la struttura edificata nel 2000 fosse riutilizzata quale sede del Nuovo San Giorgio. Non ha trascurato neppure i più deboli, visto che un giorno ha effettuato un blitz in Tribunale per castigare la burocrazia canaglia che non aveva aggiustato un ascensore, impedendo ad un disabile di rendere testimonianza ad un processo. Trovate un assessore comunale che abbia fatto di più, con più incisività e soprattutto rivolto ad una platea altrettanto vasta come quella del Tg satirico di Mediaset. Al confronto c'è da sentirsi un po' tutti pupazzi, e rossi ma dalla vergogna. L'ultimo blitz è stato, al solito, epico. Domenica nel salotto di Massimo Giletti a 'Domenica In', l'ex direttore generale dell'Azienda Ospedaliera Ubaldo Montaguti ha accusato l'inviato di Striscia la Notizia Jimmy Ghione e la redazione di Antonio Ricci di "manipolare le immagini". Ecco allora il Gabibbo impugnare il microfono e tornare a Cona, dove il 21 aprile del 2004 aveva portato con sè Montaguti: quel giorno, l'ex direttore generale ora all'Umberto I, aveva annunciato che "il primo paziente entrerà tra la fine del 2005 e il 2006". Il Gabibbo gli aveva detto che sarebbe tornato per controllare (come in effetti è avvenuto nel 2007 quando ad essere intervistato è stato Giulio Barbieri di Io Amo Ferrara), Montaguti spavaldo aveva rilanciato: "Se non venite voi, vi chiamo io". L'invito non è mai partito, così come l'ospedale non è mai stato finito. Ed ecco allora il Gabibbo tornare a Cona, lunedì, per "manipolare le immagini". Prima zoom sul cartello che non riporta neppure la data di ultimazione del lavoro in corso, poi il microfono sotto il mento di un imbarazzato Andrea Alvisi, responsabile di produzione del cantiere: "Il primo paziente entrerà nell'aprile 2009", afferma il tecnico colto di sprovvista. Continuiamo così, facciamoci del male direbbe Nanni Moretti: perchè nei giorni scorsi, dopo le inchieste del 'Resto del Carlino' e di Rai Uno, dopo il summit in Regione ed i patti di sangue tra Comune e Sant'Anna, si è capito che se tutto girerà per il meglio ? ed invece qualcosa sin dai giorni successivi sembra già essersi misteriosamente inceppato... ? il primo paziente entrerà non prima dell'inizio del 2010. Il Gabibbo, dalla memoria di ferro, dunque tornerà nell'aprile del prossimo anno, proprio a ridosso della campagna elettorale, per parlare ancora della "colossale incompiuta" come Cona è stata definita non più tardi di due sere fa. A meno che Sateriale, intuendo che il pupazzo rosso è dalla nostra parte, non ne riconosca i meriti e non lo premi con la 'cittadinanza onoraria'. Visto che la residenza a Ferrara, di fatto, il Gabibbo già se l'è presa. Si tratterebbe di un gesto sportivo e signorile, neppure sbagliato sotto l'aspetto sostanziale: perchè la 'voce' del Gabibbo è di un ferrarese autentico, Lorenzo Beccati, vice di Antonio Ricci a Striscia la Notizia. Immaginiamo già la cerimonia in Comune, con il Gabibbo commosso ed il corteo, per una volta, non di politici e simil vip ma di veline e star della tv. Stefano Lolli - -->.

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Dopo dieci anni oggi lascio, ma è stata durissima (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

ENRICO HÜLLWECK "Dopo dieci anni oggi lascio, ma è stata durissima" Il nono sindaco di Vicenza dal Dopoguerra si sfila oggi la fascia tricolore. Enrico Hüllweck ha deciso: firmerà la lettera di dimissioni prima di mezzanotte, dopo quasi dieci anni da primo cittadino, 3.349 giorni dopo la prima elezione del dicembre 1998. In tasca ha già il biglietto per Roma, destinazione Camera o Senato. La rovinosa caduta di Romano Prodi e del suo governo ha fatto fare a Hüllweck bingo: in primavera il suo secondo e ultimo mandato avrebbe comunque avuto fine. L'ora delle decisioni scade oggi, una settimana dopo lo scioglimento delle Camere. "Sì, mi dimetto - annuncia alla vigilia dell'addio, dopo giorni di silenzi e meditazioni - mi obbliga la legge, che però mi dà anche la possibilità di tornare indietro se venissi colto dai rimorsi". Come sta vivendo i giorni dell'addio? Ci sono tante emozioni, tanti ricordi, mille aneddoti: in dieci anni ne sono successe tante. Mi mancherà il contatto umano, la frequentazione dei luoghi e delle persone, mi mancherà la sensazione di essere utile a tanta gente. E poi mi dispiace lasciare il mondo dei dipendenti comunali, che sono una vera famiglia. Che Vicenza lascia dopo un decennio? Qualcosa penso di aver dato alla città, soprattutto in termini di strutture. A me è toccato il periodo delle opere: il tribunale, che è l'opera più importante, il teatro, l'università, le piscine e gli impianti sportivi, la viabilità, il restauro dei monumenti, dalla Basilica alla torre Bissara, dal museo e la biblioteca all'Olimpico. Ho fatto il muratore, costruendo e ristrutturando. Adesso bisogna che queste opere siano usate bene: questo è il compito che spetta a chi viene dopo di me. Qual è la sua più grande soddisfazione? Sono due: il 31 marzo 2003, quando riuscimmo a presentarci puntuali, con progetti e disponibilità dei terreni, al ministero della Giustizia per ottenere il finanziamento del nuovo tribunale; e il 10 dicembre 2007, il giorno dell'inaugurazione del nuovo teatro. E poi ci sono altri due momenti emozionanti: il giorno del matrimonio con mia moglie, che non avrei conosciuto se non fossi stato eletto sindaco; e il giorno in cui, all'inizio del mio primo mandato, mi sono state consegnate le scatole con i resti di tre alpini morti in Russia durante la seconda guerra mondiale: fu in quel momento che mi sentii davvero rappresentante della città. Ha un rammarico? Prima di essere eletto avevo un sogno: ripulire i fiumi di Vicenza, il Bacchiglione e il Retrone. Ben presto, però, mi resi conto che nell'impresa erano coinvolti troppi enti e i costi sarebbero stati elevatissimi. Spero che il prossimo sindaco possa avere più fortuna, perché questi fiumi sono un disastro, nonostante i numerosi interventi. Ecco, appunto, il suo successore. Cosa gli (o le) augura? Di non avere tutte le difficoltà che ho incontrato io. Ostacoli che impediscono a un sindaco di lavorare bene. Il 70 per cento del tempo viene perso per la burocrazia, gli inghippi, per non parlare dei problemi con i partiti. La speranza è che il giudizio finale dei cittadini sia positivo e comprensivo: dovrebbero sapere quanto fa soffrire stare seduti su questa poltrona. È stata davvero una sofferenza? Nessuno se lo immagina, ma è molto faticoso, come guidare ai 250 chilometri orari senza addormentarsi mai per dieci anni. È stata una sofferenza. Me ne sono reso conto sulla mia pelle, per questo mi scuso pubblicamente con i miei predecessori, che da cittadino avevo talvolta criticato. Solo ora capisco quanto per loro deve essere stato difficile. Hanno tutta la mia solidarietà. Come vorrebbe essere ricordato? Come un sindaco che ha lavorato onestamente, senza avere interessi, ma solo per il piacere di essere utile. In questi dieci anni, si è fatto più amici o più nemici? Senza dubbio nemici. Basti pensare alle persone che subiscono multe, sanzioni o denunce dal Comune. Oppure a tutti coloro che vengono a chiedere favori o licenze senza essere accontentati. Si aggiungano infine i contrari per partito preso o per equivoci come il Dal Molin, che molti credono erroneamente sia responsabilità del sindaco e invece è frutto di accordi internazionali. È fisiologico: dopo dieci anni si crea un esercito di persone che ce l'hanno con il sindaco. Cosa accadrà al Dal Molin ora che cambia il governo? Procederà come è scritto nella storia: verrà realizzato e una volta realizzato un po' alla volta tutti se ne dimenticheranno. Il suo futuro è in Parlamento. Cosa pensa della creazione del listone nel centrodestra? Le unioni sono sempre positive. L'effetto numerico di questa unione dipenderà dalle reazioni degli elettori: non sappiamo se prevarrà l'entusiasmo o il rifiuto. Per il suo futuro politico, è stato più importante il supporto del partito a Roma o a Vicenza? Ho sentito l'atteggiamento favorevole da parte dei vertici romani e della gente comune che mi ha sostenuto anche incontrandomi per strada. Una volta protocollata la lettera di dimissioni, la fascia tricolore passerà per 20 giorni al vicesindaco Valerio Sorrentino, che avrà il potere di convocare la giunta e di gestire l'ordinaria amministrazione. In questo periodo, potrà anche essere convocato il Consiglio comunale: a partire dal 19 febbraio, ad esempio, è in programma l'esame del bilancio di previsione 2008. Sorrentino si prepara a sostituire Hüllweck in tutto e per tutto: a fine mese consegnerà addirittura una "Palladio d'oro" a Catherine Spaak. Se al termine dei 20 giorni Hüllweck non avrà ritirato le dimissioni, decadranno la Giunta e il Consiglio. A quel punto verrà nominato un commissario prefettizio, reggente fino alle elezioni.

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Si voti per chi farà crescere il Paese (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Primo Piano Numero 037, pag. 8 del 13/2/2008 Autore: Pagina a cura di Roberto Miliacca Visualizza la pagina in PDF       Il segretario generale della Cna promuove l'iniziativa di IO: ma è sbagliato tornare alle urne così Si voti per chi farà crescere il Paese Sangalli, io scelgo Bersani, la Bonino e Giuseppe Vegas Un parlamentare va valutato per la qualità del suo lavoro e non per la quantità di tempo che passa in parlamento. "Non credo sia quello della presenza in aula, cioè quante volte timbri il cartellino in parlamento, il criterio per giudicare un politico", dice a ItaliaOggi il segretario generale della Cna, Gian Carlo Sangalli, commentando la nostra iniziativa "I 100 Panda da salvare e da ricatapultare in Parlamento". "Un politico va giudicato per la qualità del lavoro che fa, per le iniziative legislative che porta avanti, ma anche per la capacità di assumersi le proprie responsabilità e di confrontarsi con il paese, anche senza dover strare necessariamente sempre in Parlamento". Domanda. Quindi, se dovesse stilare un ipotetico decalogo del buon candidato da presentare alle elezioni per le segreterie dei partiti, questo della maggiore o minore presenza in aula non sarebbe fondamentale? Risposta. No, il problema non è quello di timbrare più o meno volte un cartellino, nè quello del profilo personale che dovrebbe avere un politico, quanto la coerenza tra questo e le istanze sociali che porterà in parlamento. La classe politica, insomma, dovrebbe essere capace di tirare fuori una classe dirigente nuova, ma questa legge elettorale non glielo consente. D. Si va a votare troppo presto? R. E' un dato di fatto: la riforma della legge elettorale non si è potuta fare e si tornerà a votare come prima, senza che si possa sapere chi è che si deve eleggere. Le categorie economiche avevano chiesto a Marini qualche mese di tempo in più perchè venisse rivista la legge elettorale prima di tornare al voto, perchè l'attuale è fortemente sbagliata per il paese. Così non è stato, e chi lo ha voluto deve assumersi la responsabilità di questa decisione. D. Speriamo che le segreterie dei partiti leggano le indicazioni dei nostri lettori. Che ne pensa dell'iniziativa di ItaliaOggi? R. è un'iniziativa che giudico molto positivamente, perché da' spazio e voce anche a quel mondo che normalmente non viene ascoltato e mobilitato dal mondo politico, cioè i professionisti, le pmi ed il lavoro autonomo, cui ItaliaOggi si rivolge. D. Se potesse scegliere i suoi tre candidati, quali indicherebbe? D. Abbiamo lavorato bene con Pierluigi Bersani, che ha dimostrato grande capacità di ascolto e anche un grande disponibilità al confronto sul tema delle liberalizzazioni e dell'apertura dei mercati per la modernizzazione del paese. Tra quelli che ho visto sono stati scelti dai vostri lettori vedo anche la Bonino, che è vicina alle nostre istanze, specie a quelle su uno stato e una burocrazia meno pressanti. Nel centrodestra, invece, un uomo che stimo molto è Giuseppe Vegas, di cui ho un'alta considerazione in particolare per la sua competenza in materia economica e fiscale. D. Dopo le elezioni, quali dovranno essere le priorità di governo e parlamento? R. Tre parole: crescita, crescita, crescita. Chiunque vinca deve avere come priorità la crescita economica, da realizzare liberando il mercato, togliendo le molte rendite di posizione, sostenendo l'impresa e il lavoro. Per farlo, però, ci vorranno una classe dirigente responsabile e regole.

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Venturi, dieci priorità per l'Italia (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Economia e Politica Numero 037, pag. 12 del 13/2/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF       Il pacchetto di proposte del presidente di Confesercenti per i prossimi programmi elettorali Venturi, dieci priorità per l'Italia è tempo di svolte per non bloccare più un paese in affanno Un pacchetto di dieci priorità per i partiti che si apprestano a varare i programmi elettorali. Ma soprattutto un "confronto aperto e concreto". è la richiesta arrivata ieri dal mondo delle pmi, rappresentato dalla Confesercenti di Marco Venturi, che ha avvertito i politici: no alle promesse da marinai, l'associazione dei commercianti vuole un "paese che funzioni" ed è pronta a "mettere alla gogna" chi fa promesse e poi le disattende. Sono, quindi, dieci le priorità per l'Italia secondo la Confesercenti: cinque stop agli ostacoli che "impediscono la crescita" come gli sprechi della spesa pubblica, la burocrazia che soffoca le pmi, il caro energia, il fisco esoso, la criminalità. Ma anche cinque richieste per decidere su "nodi cruciali": dalle infrastrutture alle politiche per i giovani, dal sostegno alle pmi, all'ambiente, al rilancio del turismo. "I partiti", ha spiegato il presidente Venturi, "sappiano che non ci accontentiamo più di qualche concessione, vogliamo un paese che funziona e una classe politica e di governo che rispetti i programmi e che sappia anche trovare convergenze su alcuni grandi temi come le riforme e la politica internazionale". "Ora", ha proseguito il presidente di Confesercenti, "è tempo di svolte e cambiamenti profondi in grado di assicurare stabilità, di non bloccare più un paese già in affanno, di recuperare ritardi drammatici a cominciare dalla innovazione e dalla competitività". Ecco più in dettaglio le dieci priorità viste dagli imprenditori: si va dallo stop agli sprechi (con l'abolizione delle province, la riduzione delle comunità montane, la privatizzazione delle aziende municipalizzate) allo stop alla burocrazia (entro 3 anni solo documenti telematici e meno dipendenti pubblici); dalla lotta al caro-energia (meno vincoli, più incentivi e tempi rapidi per le fonti rinnovabili, meno accise sui carburanti) alla battaglia contro il "fisco esoso" (taglio Ire/Ires per pmi, fisco premiale per chi investe in innovazione e tecnologie, esenzione Irap fino a 15 mila euro, lotta all'abusivismo); infine lo stop alla criminalità (più poliziotti nelle strade, più certezza delle pene, premiare chi denuncia taglieggiatori e usurai, sostenere associazioni antiracket e antiusura). Quanto alle scelte cruciali per il paese: ci sono le infrastrutture (task force per completare le opere, realizzare rapidamente le vie del mare, la Tav e l'autostrada Sa-Rc); i giovani (un conto risparmio per la formazione, dotarli di computer e internet, incentivarli ad aprire nuove pmi, frenare la fuga dal Mezzogiorno); le pmi (incentivi per la costruzione di centri commerciali naturali, meno tasse locali, sconti fiscali per l'energia, computer e internet per tutte le pmi); il turismo (allungare la stagionalità, abbattere tasse e tariffe locali, sostenere gli hotel per dotarsi di tv satellitare, centri benessere, animazione e favorire l'acquisto delle stesse strutture alberghiere. Ridurre il costo dell'energia elettrica nella bassa stagione); l'ambiente (agevolazioni shock per riconversioni edifici e nuove costruzioni, apertura e funzionamento depuratori, raccolta differenziata rifiuti). "Inutile negarlo: le ragioni della crisi di governo che ha portato alle elezioni", ha dichiarato Venturi, "stanno in una legge elettorale che ha prodotto instabilità ed esaltato il potere esclusivo dei partiti. Ma stanno anche nella inaccettabile frantumazione della rappresentanza politica che allontana i cittadini dai partiti, premiando le scelte di potere contingenti a scapito dei problemi generali del paese e della capacità di accettare le grandi sfide economiche e sociali. Ora è tempo di svolte e cambiamenti profondi in grado di assicurare stabilità, di non bloccare più un paese già in affanno, di recuperare ritardi drammatici a cominciare dalla innovazione e dalla competitività".

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Nella Sacca di Goro una nuova cooperativa (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Ferrara, La" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Codigoro. Il presidente è un artigiano codigorese Nella Sacca di Goro una nuova cooperativa CODIGORO. La neo costituita Cooperativa "Codigoro Pesca", ha di recente ottenuto dalla regione la concessione demaniale quadriennale (fino al 2011) di 13 ettari ubicati all'interno della Sacca di Goro, da utilizzare per la semina e la raccolta di vongole e mitili. Si tratta della prima esperienza produttiva ittica di Codigoro. Il presidente della Cooperativa, Alessandro Cavazzini, conosciuto artigiano codigorese, ha convocato una conferenza stampa per presentare l'iniziativa ed il conseguente progetto di avvio dell'attività. "Dopo oltre 18 mesi dalla richiesta iniziale di concessione ed una spesa per costi di burocrazia sostenuta finora di 11 mila euro - dice Cavazzini - la nostra costanza e determinazione sono state finalmente premiate con il rilascio di questa nuova concessione". Che porta a 32 le cooperative impegnate nell'attività all'interno della Sacca "con le quali intendiamo collaborare nel rispetto reciproco". Variegata la provenienza degli attuali undici soci che costituiscono la Cooperativa "Codigoro Pesca"; la maggior parte risiede a Codigoro, ma sono inseriti anche soci di Ferrara, Comacchio e Mesola. "Siamo in grado - sottolinea Cavazzini - di offrire l'opportunità di entrare in cooperativa ancora a 5 nuovi soci, magari giovani volonterosi e determinati per svolgere un'attività lavorativa sicuramente alternativa e gratificante". Già da alcuni giorni i soci sono stati impegnati per l'effettuazione di necessari interventi di manutenzione e di delimitazione dei confini della concessione mediante appositi paletti mentre "dal prossimo fine settimana verificheremo la possibilità di seminare novellame all'interno della concessione così da avviare la nostra attività produttiva".

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Quell'angolo invivibile (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Attualità Quell'angolo invivibile Pavia, così dopo il Papa Gentile direttore, non so se ha notato come una delle zone più belle e salvaguardate della città, sia profondamente cambiata. Mi riferisco alle vie Darsena, Tosi e Pertusati. Qui, in poco tempo, si è passati da un ambiente formato da giardini pubblici, mamme e bambini, nonne e nonni, tranquillità, mattoni a vista, alberi e rampicanti, ad un luogo, per molti aspetti, invivibile. Per un anno il traffico durante i lavori di selciatura di Corso Garibaldi, è stato deviato interamente su queste strade, piccole e con le case a ridosso e dove l'acciottolato amplifica il rotolamento delle gomme. Ora i giardini del Borromeo sono stati chiusi e la zona d'ingresso è una discarica. Più nessun cittadino entra nel giardino comunale dell'ex via Darsena, dietro l'Asl di corso Garibaldi, sembra, purtroppo, per la difficoltà di integrazione con la comunità che abita le case comunali poco dopo il Bordoni e che utilizza tale giardino in modo esclusivo. Le strade sono piene di buche. Cemento, residui di lavaggio di betoniere si vedono un po' dovunque. Preoccupano le fognature romane a causa del peso dei mezzi in circolazione, lo specchio segnaletico all'incrocio tra via Tosi e via Massacra è stato divelto e non è stato più riposizionato. Non solo questo. Due grandi antenne di un operatore telefonico deturpano il paesaggio in via Massacra oltre che a disturbare elettromagneticamente la zona. La torre di piazza Borromeo, con la circolazione dei mezzi di due grandi cantieri, dovrà essere ulteriormente controllata ed accuratamente monitorata. L'albero di Giuda di via Massacra, ricorderà, è stato tagliato in maniera abnorme. In tutto questo caos, non sappiamo cosa ci abbiano trovato di interessante le due cicogne per fare il nido sulla chiesa. C'è stata, però, la straordinaria e graditissima visita del Papa, Benedetto XVI, proprio qui, accanto a quello che le ho segnalato; quel giorno tutto era in ordine e perfetto. Peccato, davvero, che sia durato un giorno solo: forse dovremmo chiedere a Sua Santità di tornare a farci visita. Levis Dondi architetto, Pavia Una città d'altri tempi, ecco come potrebbe apparire ancor oggi il passaggio da corso Garibaldi verso via Tosi e poi in via Darsena per sbucare in via Massacra o in piazza Borromeo. Soprattutto se la si percorre di notte quando il silenzio torna padrone di quelle strade. Perché di giorno la gru che volteggia sopra la costruzione della nuova ala del collegio, le grida dei muratori che si rincorrono dalla cima di una soletta a una finestra, le auto e i camion in transito, non aiutano a creare la giusta atmosfera. Una fetta di città antica un bel po' sottosopra, dopo la tregua sospesa che accompagnò i giorni del Papa a Pavia. E molto di annunciato proprio in quei giorni con solennità, compresa la riapertura ("presto fatto", promise il rettore del Borromeo, Maggi, forse con eccessivo entusiasmo, spento più avanti dai tempi della burocrazia e da mezzi non subito disponibili) del bellissimo parco mandato in Eurovisione. La straordinarietà serve, aiuta a dare una scossa, ma la vera forza, la vera prova con cui misurarsi e vincere, è saper restituire a Pavia una bellezza nell'ordinarietà quotidiana. Pierangela Fiorani p.fiorani@laprovincia pavese.it.

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Dall'ambiente alla lotta all'usura Ecco le richieste di Confesercenti (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Redazione - mercoledì 13 febbraio 2008, 07:00 Roma. "Le imprese vogliono un Paese che funzioni". La Confesercenti propone alle forze politiche un decalogo di riforme per far ripartire l'economia italiana. Marco Venturi, presidente dell'associazione, propone cinque "stop" a sprechi, burocrazia, caro energia, fisco esoso e criminalità, attraverso l'abolizione delle Province, la riduzione delle comunità montane e la privatizzazione delle municipalizzate, il taglio degli statali, incentivi per fonti rinnovabili, taglio delle imposte alle piccole e medie imprese, lotta all'abusivismo, certezza delle pene, premi a chi denuncia taglieggiatori ed usurai. Servono, secondo Venturi, cinque "go": infrastrutture (vie del mare, Tav e Salerno-Reggio Calabria) soldi ai giovani per la formazione, incentivi per la costruzione di centri commerciali naturali, rilancio del turismo e politiche ambientaliste come agevolazioni fiscali per la riconversione degli edifici, nuovi depuratori e raccolta differenziata dei rifiuti.

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Assenteisti, l'erario indaga sui medici dalla firma facile (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nel mirino della Corte dei Conti i certificati di malattia Inchieste anche su municipalizzate e segretari comunali dall'inviato Stefano Serpellini milano Assenteisti del pubblico impiego e medici che compilano certificati un po' troppo disinvoltamente sono entrati nel mirino della giustizia erariale. Lo ha sottolineato ieri a Milano il procuratore Domenico Spadaro, durante l'apertura dell'anno giudiziario della Corte dei Conti della Lombardia, ricordando il caso del docente di una scuola media milanese ? passato alle cronache lo scorso anno come "il professor M" ? collezionista di assenze ("strategiche" le ha definite il magistrato) causa malattie che si manifestavano, guarda caso, mentre era in ferie nel proprio paese d'origine. Un insegnante a cui la procura della Corte dei Conti contesta ora un danno erariale superiore ai 150 mila euro (comprensivi di costi per le supplenze, ore di straordinario pagate ai colleghi per la sostituzione, costi per la mancata prestazione del servizio) e che, secondo Spadaro, ha potuto trasformarsi in un fantasma della cattedra grazie a "norme troppo rigide e ipergarantiste nella materia disciplinare del pubblico impiego" e alle "coperture del comparto sanitario al limite, talvolta, della credibilità". C'è da dire che, dopo che il "professor M" è finito sui giornali, alcuni presidi hanno preso coraggio segnalando ? come ha rivelato nella successiva conferenza stampa il presidente della Corte dei Conti lombarda, Giuseppe Nicoletti ? alla magistratura erariale "altri quattro, cinque casi di assenteismo". quei dottori dalla firma facile La normativa, ha accusato Spadaro, consente meline a volte estenuanti e finisce per vanificare gli sforzi degli inquirenti erariali. C'è un altro professore, ha raccontato il procuratore, che vivacchia in una "situazione anomala" da 25 anni, con l'istruttoria aperta a suo carico da 5 lustri e "la sostanziale impunità" del diretto interessato. Ma, a proposito di assenteismo, gli strali più acuminati il magistrato li ha scagliati all'indirizzo dei medici, con le loro "certificazioni facili" ("Basti ricordare gli 800 certificati di un giorno di malattia rilasciati il 2 giugno a Fiumicino ad altrettanti assistenti di volo che poterono così bloccare i voli senza preavviso") e i loro ordini di categoria e sindacati medici "che dovrebbero esigere rigore e comportamenti deontologici e tutelare soltanto coloro che ad essi si attengono". Organizzazioni sindacali, quelle dei camici bianchi, che hanno suscitato "non poche perplessità", dimostrando "interessi meramente corporativi" nel caso di un dottore finito nei guai per le cosiddette iperprescrizioni di farmaci. la parcellizzazione delle municipalizzate Altro fenomeno sotto la lente della procura della Corte dei Conti è quello delle municipalizzate nei Comuni di medie dimensioni. Prima una sola azienda si occupava di gas, elettricità, rifiuti, acqua, ora è in voga la "parcellizzazione della gestione" con società per azioni costituite per ogni singolo servizio. Gli inquirenti dell'erario, ha spiegato Spadaro, stanno indagando su alcuni casi per capire "se sia vero o meno che dette ristrutturazioni di sistema, indubbiamente onerose (per la ovvia moltiplicazione di direttori generali, consigli di amministrazione, dipendenti e consulenti) abbiano arrecato gravi danni al patrimonio del Comune, come affermano i denuncianti, o abbiano reso possibile la razionalizzazione dei servizi e una erogazione più efficiente". segretari comunali con troppi gradi Come lo scorso anno, il tema centrale dell'apertura dell'anno giudiziario è stato il fenomeno delle consulenze e incarichi affidati dagli enti pubblici ad esterni, che "non si attenua" e che comporta costi alti. Spadaro ha fatto l'esempio di "un grande ente lombardo" che, da solo, ha affidato incarichi e consulenze "per 45 milioni di euro". Ma nel mirino della Corte dei Conti non ci sono solo i "grandi enti". La procura sta facendo verifiche anche su Comuni a volte minuscoli e sulle cariche dei loro segretari comunali. La legge consente ai Comuni sopra i 15 mila abitanti di nominare, accanto al segretario, un direttore generale. Capita sovente che, in mancanza di nomina del direttore, alcune funzioni ? tra l'altro già di sua competenza ? vengano attribuite al segretario comunale e "retribuite a parte". "Un non senso ? secondo il procuratore ?, per di più lesivo del principio di corretta gestione del pubblico denaro". Una situazione che diventa paradossale in alcuni Comuni lillipuziani ("Con 280 abitanti e una burocrazia di due dipendenti", ha citato Spadaro) i quali, grazie al consorzio che supera quota 15.000 abitanti, si trovano un "segretario comunale-direttore generale" in servizio magari per 8 ore la settimana. Non sono casi isolati, ha spiegato il procuratore: "Nell'assenza di auspicabili verifiche statistiche, la norma ha trovato generalizzata applicazione anche nella massima parte dei 1.109 Comuni lombardi sotto i 5.000 abitanti".

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Decalogo di confesercenti per far funzionare il paese (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Attualità Decalogo di Confesercenti per far funzionare il paese IL MANIFESTO ROMA. "Le imprese vogliono un paese che funzioni". Per questo la Confesercenti, riunita a Roma per i lavori della Presidenza, chiede ai partiti che si apprestano a varare i programmi elettorali un confronto aperto e concreto con le proposte e le attese del mondo delle pmi, lanciando un decalogo di priorità. Il presidente dell'associazione Marco Venturi individua nella legge elettorale "le ragioni della crisi di Governo. Ma condanna anche "l'inaccettabile frantumazione della rappresentanza politica". La Confesercenti chiede quindi "svolte e cambiamenti profondi in grado di assicurare stabilità". Il primo è uno "stop agli sprechi: abolire le province, ridurre le comunità montane, privatizzare le aziende municipalizzate". Il secondo è uno "stop alla burocrazia: entro 3 anni solo documenti telematici e meno dipendenti pubblici". Il terzo è uno "stop al caro energia". Quarto, ""top al fisco esoso: taglio Ire-Ires per pmi". Quinto: "stop alla criminalità: più poliziotti nelle strade, più certezza delle pene, premi a chi denuncia taglieggiatori ed usurai". Le richieste di decisioni vanno invece dalle infrastrutture (task force per completare le opere, vie del mare, Tav e la Salerno-Reggio) ai giovani ("conto risparmio" per la formazione, computer e internet). Ma la Confesercenti chiede anche decisioni per le pmi (incentivi per la costruzione di centri commerciali naturali, meno tasse locali, sconti fiscali per l'energia), per il turismo (allungare la stagionalità, abbattere tasse e tariffe locali, sostenere gli hotel per modernizzarsi) e per l'ambiente (agevolazioni shock per riconversioni edifici e nuove costruzioni".

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Elezioni, pagano i pensionati (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'INTERVENTO Elezioni, pagano i pensionati In questi giorni vi sono parecchi partiti e, qui nel Veneto, dei rappresentanti delle categorie economiche e produttive, che gioiscono per la crisi di governo (determinatasi da una manciata di voti contrari al Senato ed a causa di un imperfetto sistema elettorale) e per le prossime elezioni. Ma questo vuoto politico penalizza fortemente i pensionati ed i lavoratori dipendenti, perché vengono sospesi, senza alcuna certezza di prospettiva, tutti i provvedimenti della cosiddetta "seconda fase", quella che doveva "dare", dopo i sacrifici, concrete risposte sull'aumento dei redditi da lavoro e da pensione. Il Sindacato, molto responsabilmente, non nasconde le preoccupazioni per la mancanza di una autorevole giuda politica del Paese: un vuoto di direzione che probabilmente si rifletterà negativamente sull'applicazione della legge finanziaria 2008. I contenuti della manovra economica e gli altri atti ad essa collegati, sono delle importanti risposte alle richieste sindacali. Dopo il tormentone della finanziaria 2007, che non poteva determinare grandi risultati per la necessità di sistemare i disastrati conti pubblici, lasciati in eredità dalla coalizione neoliberista di centrodestra, invece dalle scelte fatte nella manovra economica per il 2008, si può affermare che le famiglie, i lavoratori, i giovani, gli anziani ed i pensionati, hanno riavuto quella giusta e dovuta attenzione da parte del governo e del parlamento. Analizzando i principali argomenti della finanziaria 2008, si rileva che il protocollo d'intesa sullo "stato sociale", il quale nella straordinaria consultazione e nel voto segreto ha trovato un grandissimo consenso da parte dei lavoratori e dei pensionati, è stato determinante per orientare le scelte governative verso i ceti meno abbienti e per finalizzare le maggiori risorse economiche al miglioramento delle condizioni di vita delle famiglie, dei lavoratori e degli anziani. Alcuni effetti dell'intesa interconfederale sul welfare del 23 luglio 2007, hanno già trovato applicazione (vedi gli aumenti delle pensioni basse ed il bonus per gli incapienti) ed altri, se non ci fosse stata la crisi di governo, sarebbero stati esigibili nei prossimi mesi (ad esempio, la definizione di una nuova politica dei redditi per incrementare il potere d'acquisto delle retribuzioni e delle pensioni) e nei prossimi anni, perché la Finanziaria 2008 è (era?) di fatto una manovra di programmazione e di prospettiva, che pone al centro delle sue priorità: la riduzione del debito pubblico; l'abbassamento dei costi della politica; il ridimensionamento delle burocrazie amministrative; l'aumento del PIL (ricchezza del Paese); il contrasto alle evasioni fiscali e contributive; il rilancio dell'economia; la ripresa delle attività produttive; la qualità e l'efficienza dei servizi sociosanitari ed assistenziali; l'istituzione del fondo nazionale per la non autosufficienza; la costituzione del tavolo di concertazione per la rivalutazione annuale delle pensioni; la definizione di nuovi orizzonti per la stabilità e l'allargamento dell'occupazione; il sostegno economico alla ricerca, alla formazione, alle innovazioni tecnologiche, alla salvaguardia dell'ambiente e alla valorizzazione del patrimonio storico, monumentale e culturale. Sostanzialmente una scelta politica di svolta (condivisa dal Sindacato) che doveva (se ci fosse stata la continuità del governo Prodi) dare maggiori certezze sull'aumento dei diritti per i pensionati, per i lavoratori e per le famiglie. In tale quadro non vanno assolutamente dimenticati i milioni di uomini e donne che si trovano ad affrontare la quotidianità in una difficile situazione, per effetto della perdita potere d'acquisto delle pensioni ed a causa del mancato rinnovo dei contratti di lavoro e per gli insostenibili ed ingiustificati aumenti di prezzi e tariffe. Franco Piacentini Segretario Regionale SPI - CGIL.

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La "grande lucania" - mauro maldonato (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XII - Napoli La "Grande Lucania" MAURO MALDONATO (segue dalla prima di cronaca) Si pensi alle tendenze aggregatrici in atto da tempo tra Sannio e Molise (Molisannio); oppure ai sette Comuni delle Marche che hanno espresso all'80 per cento la volontà di trasferirsi dalla provincia di Pesaro-Urbino a quella di Rimini; o, per altri versi, al passaggio di un Comune dalla provincia di Belluno a quella autonoma di Trento. Non si tratta di microproblemi semplicemente ingranditi dai fallimenti delle macroistituzioni. A venire in gioco sono significative questioni di legittimità, funzionalità e, oseremmo dire, di rilievo geopolitico non estranee alle turbolenze di un mondo globale che hanno una cascata di effetti sulle comunità stanziali. I promotori di questa iniziativa rivendicano una cornice legale a pieno titolo, che propizi uno sviluppo fondato sulle proprie forze, una forma di autogoverno che solleciti il passaggio dalle appartenenze politiche di parte a un'appartenenza territoriale. Credo non si capirebbe molto di dinamiche come queste senza alzare lo sguardo verso un orizzonte più ampio. In tutto il pianeta le gerarchie piramidali e gli apparati burocratici degli Stati territoriali, degli organismi sovranazionali e delle regioni prive di identità, stanno perdendo progressivamente il controllo sulla gestione dello spazio. Per converso, i processi di globalizzazione stanno accrescendo il ruolo della stanzialità, con un crescente riconoscimento da parte delle comunità delle caratteristiche del proprio territorio, delle sue esigenze, direttamente connesse ai bisogni esistenziali, in continua crescita e diversificazione, delle persone e delle convivenze umane. La transnazionalizzazione dell'economia e della comunicazione catalizza i problemi identitari locali perché - come vide tra i primi Leszek Kolakowski - l'ampiezza degli orizzonti genera, per contraccolpo, smarrimento e senso di solitudine della persona, che è indotta a stabilire legami più intensi con il proprio luogo stanziale. è per queste ragioni che, ovunque, si va diffondendo il desiderio di mantenere o ripristinare i vantaggi delle comunità politiche di piccole dimensioni, che possano meglio esprimere una democrazia territoriale con un senso nuovo dello stesso termine "territorio". Diversamente da ciò che si pensa, infatti, il concetto di "territorio" fatto proprio dai poteri pubblici moderni non è affatto legato a quello di "terra". Esso deriva dal verbo latino "terreo" cioè "spaventare". Il "territor" (stessa radice del termine "terrorista") è colui che, insediatosi in un determinato territorio, spaventa chi ne è fuori, chi non ne fa parte, il potenziale nemico. Molte regioni italiane attuali, come la Campania, prive o dalla debole identità, sono sorte dall'uniformazione amministrativa del 1865 che stese gli ordinamenti piemontesi su una concezione delle regioni come grosse province al servizio della centralizzazione governativa e destinate a occuparsi di problemi secondari. Ora, se è vero che la modifica dell'articolo V della Costituzione ne ha esteso le attribuzioni, è nondimeno vero che non ne ha modificato l'impianto. Insomma, c'è di che riflettere. La burocrazia che amministra il potere pubblico cresce a dismisura nelle strutture politiche di ampie dimensioni e fa da barriera tra la cittadinanza e i rappresentanti che ha scelto. Le piccole dimensioni, invece, favoriscono la volontarietà delle associazioni e delle convivenze, la soddisfazione dei bisogni, la riduzione dei costi di gestione, la libertà economica e politica. Se non si risolverà nella ricerca di vieti protagonismi, questa esperienza potrebbe rappresentare un piccolo ma significativo esempio di destrutturazione del modello feudale centro-periferia: cioè, un sistema verticale chiuso che stringe nelle proprie mani i mezzi (e dunque, i fini) e una periferia abitata da sudditi con funzioni amministrative delegate. Quando gli abitanti della periferia diventano cittadini protagonisti quel modello si rompe, con il vantaggio di tutti: sia per chi (i "lucani di fuori") vuol decidere legittimamente il proprio destino individuale e comunitario, sia per chi (i campani) ha un disperato bisogno di un rinnovamento istituzionale, etico e identitario.

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L'affondo della corte dei conti "troppi incarichi d'oro" (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VI - Milano L'affondo della corte dei Conti "Troppi incarichi d'oro" Contestate al Comune spese per 45 milioni di euro "Si accentua nelle pubbliche amministrazioni la crescita di una burocrazia di vertice costituita in maniera esponenziale da soggetti esterni, ai quali vengono conferite funzioni dirigenziali talvolta senza regole predeterminate di selezione che assicurino la trasparenza delle scelte effettuate". E ancora: "In misura sempre maggiore le funzioni nobili vengono portate all'esterno e svolte da collaboratori di fiducia degli organi politici e di direzione". è duro il richiamo lanciato ieri dal procuratore regionale della corte dei Conti Domenico Spadaro agli enti pubblici lombardi: troppe consulenze esterne, troppi incarichi d'oro a danno delle casse dello Stato, e quindi dei cittadini. Il caso più eclatante, per quanto ancora sotto inchiesta, è di certo quello che riguarda il Comune di Milano, con i novanta incarichi sotto la lente dei magistrati. Un caso a cui il procuratore fa riferimento quando parla di "un esposto che ha denunciato l'avvenuto conferimento da parte di un solo grande ente lombardo di consulenze ed incarichi per un complessivo importo di 45 milioni di euro". L'inaugurazione del nuovo anno giudiziario dei magistrati contabili è sotto l'insegna di questa e di un'altra emergenza, quella dei derivati e, in generale, degli strumenti finanziari di cui le amministrazioni locali fanno, a volte, un uso troppo disinvolto. è il presidente Giuseppe Nicoletti ad ammonire gli amministratori, ricordando loro che "la Regione o l'ente che hanno sottoscritto gli strumenti finanziari debbono attestare di aver preso piena conoscenza dei rischi e delle caratteristiche dei medesimi". Gli esempi di sprechi e storture portati dai magistrati di via Marina sono tanti, in ogni settore dell'amministrazione della cosa pubblica. Soltanto nel 2007 sono state aperte 1.694 vertenze, con un raddoppio, rispetto al 2006, dei danni complessivamente contestati, da oltre 41 milioni di euro a quasi 88; in aumento anche la somma recuperata con le sentenze definite l'anno scorso: circa 1 milione e 250mila euro sui cinque milioni dell'importo totale delle condanne di primo grado. Un consuntivo serve però anche a capire le emergenze future: per questo il presidente e il procuratore hanno insistito sul tema delle consulenze esterne e dei doppi incarichi. "C'è una diffusa esternalizzazione delle attività istituzionali mediante l'affidamento a professionisti terzi di incarichi più vari, che troppo spesso non presentano i caratteri tassativamente chiesti dalla legge quali presupposti dell'incarico", ha ammonito Spadaro, il cui ufficio ha aperto 122 nuove vertenze, con undici casi in cui sono già state depositati gli atti di citazione. Cita se stesso e la sua giunta, come esempio di riduzione dei costi della politica, il presidente della Regione Roberto Formigoni: "La macchina regionale costa a un lombardo 40 euro, la metà della media nazionale; i dipendenti sono scesi dal 1995 a oggi da 4.400 a 3.000, e i dirigenti da 548 a 250, mentre le consulenze sono state ridotte al minimo". Attacca il vicesindaco Riccardo De Corato: "Le finanziarie degli ultimi anni bloccano qualsiasi possibilità di assunzioni: o dismettiamo i servizi o dobbiamo ricorrere a qualche consulenza. Come risulta dal bilancio 2006 abbiamo già tagliato 7 milioni di euro per incarichi e consulenze esterne". E Manfredi Palmeri, presidente del consiglio comunale, assicura: "Da quest'anno l'affidamento di incarichi e di consulenze esterne potrà avvenire solo con un programma approvato dal Consiglio". (or. li.).

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Il segretario che lavora 8 ore alla settimana (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Redazione - mercoledì 13 febbraio 2008, 07:00 Quando Domenico Spadaro parla della "crescita di una burocrazia di vertice", non si limita ai grandi comuni. Nella sua relazione, il procuratore sottolinea come il fenomeno investa anche le amministrazioni più piccole. Perché se la legge prevede che alla figura del segretario comunale possa essere affiancata quella - non interna - del direttore generale, è possibile anche che le funzioni di quest'ultimo vengano conferite al segretario dal sindaco, indipendentemente dalla dimensione dell'Ente. Così, "nella massima parte dei mille e 109 Comuni lombardi di piccolissima dimensione" accade che la carica di Segretario e quella di direttore generale si sovrappongano, con una doppia remunerazione "lesiva del principio di corretta gestione del denaro pubblico". Anche quando, evidentemente, non esiste l'esigenza di così tante figure dirigenziali. Tra i casi limite segnalati, quelli di Comuni "con 280 abitanti e una burocrazia di dipendenti", o di amministrazioni "ove il Segretario vi presta servizio per un giorno alla settimana, ovvero per otto ore" ogni cinque giorni.

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Allarme Corte dei conti: <Sprechi e irregolarità basta consulenze d'oro> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Allarme Corte dei conti: "Sprechi e irregolarità basta consulenze d'oro" di Enrico Lagattolla - mercoledì 13 febbraio 2008, 07:00 Così tante, che "nelle denunce arrivate nell'ultimo anno sono ricorrenti, con monotona ripetitività, le stesse irregolarità e abusi segnalati negli anni passati". Passa il tempo, non la prassi consolidata degli enti locali di affidarsi a consulenze e incarichi esterni. L'allarme è lanciato dal procuratore della Corte dei conti della Lombardia, Domenico Spadaro. "Si accentua nelle pubbliche amministrazioni - spiega il magistrato nel proprio intervento all'inaugurazione dell'anno giudiziario - la crescita di una burocrazia di vertice costituita in misura esponenziale da soggetti esterni, ai quali vengono conferite funzioni dirigenziali talvolta senza regole predeterminate di selezione che assicurino la trasparenza delle scelte effettuate". E il caso di Palazzo Marino, per il quale è aperto anche un procedimento penale, è solo il più eclatante. "Il fenomeno non si attenua, e riguarda una pluralità di consulenze e incarichi asseritamente illegittimi, per importi di ingente ammontare". Tema particolarmente sensibile, al quale non sfugge il vicesindaco Riccardo De Corato. "In alcuni settori - commenta - il ricorso alla consulenze è necessario se si vogliono assicurare i servizi compatibili con una città come Milano". Insomma, "o si dismettono i servizi o si ricorre alle consulenze". Scelta obbligata, per De Corato. Perché "da circa otto anni le leggi finanziarie bloccano le possibilità di assunzione". E in ogni caso, "una macchina complessa come il Comune di Milano ha le stesse consulenze di Roma o di Torino". Ma quadrare il cerchio dell'efficienza amministrativa e del contenimento della spesa pubblica, per il governatore Roberto Formigoni è possibile. "La macchina regionale - spiega - costa a un lombardo 40 euro, mentre la media nazionale dei costi di funzionamento delle altre regioni è 80 euro, il doppio. I dipendenti sono scesi dal '95 a oggi da 4mila e 400 a 3mila, e i dirigenti da 548 a 250. Il 20 per cento del loro stipendio è legato al merito e alla produttività. Le consulenze sono state ridotte al minimo e l'apporto di competenze di altissimo profilo acquisito a un costo assai vicino allo zero".

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Denuncia e nullaosta insieme, carrozziere vittima dei burocrati (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cagliari Denuncia e nullaosta insieme, carrozziere vittima dei burocrati VILLAMASSARGIA. Una pesante multa è stata comminata dal giudice del tribunale monocratico del tribunale di Iglesias a un carrozziere di Villamassargia, Oreste Giudice, 60 anni, per avere utilizzato un tunnel per la verniciatura della carrozzeria delle auto senza l'autorizzazione regionale. Per la verità il carrozziere, complice però la burocrazia, disponeva di un'autorizzazione provvisoria rilasciata degli organi competenti. Ebbene quando i tecnici della Asl hanno accertato che l'autorizzazione in mano al carrozziere aveva valore di provvisorietà è scattata la denuncia. Ironia della sorte: quando l'artigiano è stato raggiunto dal provvedimento penale, dalla Regione è giunta l'autorizzazione definitiva che non lo ha liberato però dalle responsabilità precedentemente contestate. Ieri mattina Oreste Giudice, difeso dall'avvocato Filippo Triolo, è stato condannato a 300 euro di multa e al pagamento delle spese processuali. Il pubblico ministero aveva chiesto una multa di 500 euro. Nessuna responsabilità invece è stata contestata ai funzionari regionali che, per anni, hanno sempre rilasciato al carrozziere le autorizzazioni provvisorie. (e.a).

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<Sulla ricetta non c'è il codice fiscale, anziana respinta dal Cupa di via Collodi> (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Sulla ricetta non c'è il codice fiscale, anziana respinta dal Cupa di via Collodi" denuncia del vicepresidente dell'ordine Giusto punta il dito contro la troppa burocrazia. "Manca anche l'educazione". L'Asl: sono obblighi da rispettare 13/02/2008.

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Cupa lamentele (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

"NON se ne può più di questa burocrazia che blocca il nostro mestiere". Lo sfogo del segretario provinciale del sindacato medici italiani nonchè vicepresidente dell'Ordine, Renato Giusto, giunge al termine di un episodio che, oltre a mettere sotto accusa un po' tutto il sistema, fa puntare al dottore il dito anche contro lo sportello Cupa di via Collodi. Secondo Giusto, nel centro prenotazioni Asl sono avvenuti episodi di eccessiva fiscalità. Spesso accompagnati da scarsa urbanità nei confronti dell'utenza e che non hanno tenuto conto dell'età di chi si è recato allo sportello. "L'ultimo episodio in ordine di tempo è avvenuto lunedì - prosegue il medico - E' tornata in studio una mia paziente anziana che era stata respinta dallo sportello perché non era riportato, nelle richieste vergate di mio pugno, il codice fiscale della paziente stessa. Io avevo omesso di scriverlo, andrebbe però usato un po' di buon senso. Non si fa fare un viaggio a vuoto a un'anziana. Specie di lunedì quando gli studi medici sono solitamente più affollati e, per fare gli scrivani, ci troviamo a far pagare una simile lungaggine burocratica anche ad altri pazienti. Episodi ed atteggiamenti simili da parte del Cupa sono stati rilevati anche da altri colleghi". Un ragionamento che Renato Giusto allarga anche ai tempi di attesa delle prenotazioni e delle visite. Che continuano ad essere eccessivamente lunghi. "E' inutile dire, come sta facendo la Asl, che i tempi d'attesa si dimezzano - conclude Giusto - se noi medici di famiglia ci troviamo a dover riempire carte e basta. O ci mettono in condizione di visitare le persone oppure si continueranno a vedere pazienti che preferiscono effettuare Tac fuori regione". "E' stata la Finanza a creare l'obbligo di apporre il codice fiscale sulle richieste al fine di evitare abusi fiscali - ribatte Giampiero Storti, direttore della comunicazione sanitaria e marketing dell'Asl - Se venisse accettata una richiesta senza codice fiscale sia l'addetto allo sportello sia il medico che ha prescritto la ricetta incorrerebbero a fine anno in sanzioni molto salate. Quanto all'educazione indagheremo". "Se ci sono stati episodi di scarsa urbanità mi scuso personalmente - completa il ragionamento il direttore dell'unità operativa medica di base e specialistica Dino Dessì - Andrò a fondo anche perché facciamo corsi di aggiornamento per l'educazione nei rapporti col pubblico. Per quanto riguarda i tempi di attesa lunghi, invece, entro primavera contiamo di portare a trenta giorni al massimo esami quali Tac, risonanza, ecografia, ecolordoppler e cardiologia (e visite quali ortopedia e oculistica) e quarantacinque giorni tutti gli altri. Entro dicembre, infine, i tempi di tutti gli esami andranno messi a posto". Raffaele Di noia 13/02/2008.

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Il percorso a ostacoli per aprire un negozio (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina V - Bologna I cittadini e la burocrazia: un vero e proprio ingorgo di permessi e licenze. Più di diciotto mesi per un timbro. L'Ascom presenta un dossier Il percorso a ostacoli per aprire un negozio Dalla comunicazione in Comune all'elenco di clienti e fornitori, dalle lunghe attese per regolarizzare un lavoratore extracomunitario (il 10% delle domande presentate con il decreto flussi 2006 non è ancora stata esaminata) ai 180 giorni per i dehors, viaggio nei giorni persi del commercio. Tempi lunghi, adempimenti assurdi e denari bruciati dalla burocrazia. Come nel caso dell'Inps, che applica la mora solo nei confronti di chi versa meno del dovuto arrivando a triplicare la somma iniziale o polverizzando un credito in virtù di un debito. PARMEGGIANI A PAGINA V.

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Diciotto mesi per un timbro - stefania parmeggiani (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IX - Bologna Dossier dell'Ascom sul "mare magnum della burocrazia", tutti i posti dove si perde tempo per avere le carte in regola Diciotto mesi per un timbro Saracinesche chiuse per l'ingorgo di permessi e licenze STEFANIA PARMEGGIANI Le serate sui banchi per ottenere la qualifica professionale che ha sostituito il vecchio Rec, le attese per i permessi edilizi, igienico-sanitari, fiscali, le file in Questura per i nullaosta dei lavoratori immigrati... Sono i giorni persi del commercio, bruciati dai negozianti prima ancora di alzare la saracinesca in un vortice di timbri e autorizzazioni, sotto una montagna di carte, per navigare o solo orientarsi in quello che l'Ascom, sul suo sito internet, definisce il "mare magnum della burocrazia". Ci s'immerge da subito, da quando si decide di aprire, trasferire o ampliare un negozio di vicinato: dopo la presentazione in Comune della documentazione necessaria, gli aspiranti commercianti devono attendere trenta giorni per battere il primo scontrino fiscale. "In realtà questo lasso di tempo è una pura formalità - spiega Loris Quartieri dell'ufficio assistenza tecnica di strada Maggiore -. Negli ultimi dieci anni, dall'entrata in vigore del decreto Bersani, non ci sono mai state contestazioni e opposizioni da parte del Comune". Trenta giorni "d'inutile attesa", che l'Ascom vorrebbe cancellare "magari inserendo altre formule di controllo". E che, nel caso il negozio abbia dimensioni più ampie, va moltiplicata per tre, almeno sulla carta. Il Comune, nel caso di medie imprese, ha novanta giorni di tempo per valutare la richiesta e concedere l'autorizzazione. A volte però i giorni si accumulano, i mesi passano e può capitare che un'azienda, fatta una richiesta di ampliamento per ottenere una superficie di vendita di 1.500 metri quadrati, sia in attesa da oltre 18 mesi, esattamente dal luglio 2006 quando "concordò la sua richiesta con il responsabile del settore commercio". Caso particolare perché l'associata dell'Ascom ha incrociato nei suoi propositi di riqualificazione i piani urbanistici, ma anche "caso emblematico di come a volte le risposte delle istituzioni - commenta il direttore generale di Ascom Giancarlo Tonelli - non siano celeri quanto dovrebbero in un sistema efficiente e al servizio dei cittadini". Se poi l'interlocutore non è solo il Comune, ma anche la Soprintendenza, ad esempio se il negoziante vuole occupare suolo pubblico con i dehors, le amministrazioni hanno a disposizione 180 giorni per completare le pratiche. La Soprintendenza se ne prende 120 per esprimersi sulle domande, che devono essere presentate con esaustivo corredo di dati tecnici e fotografici. Subito dopo interviene il Quartiere, che ha altri sessanta giorni per concedere il suolo pubblico. A fare precipitare la fiducia nella burocrazia di imprenditori, ristoratori e negozianti, interviene poi la resurrezione di un antico adempimento: entro il 29 aprile si dovranno inoltrare via internet gli elenchi clienti e fornitori del 2007. "Questo oneroso adempimento, che era stato abolito anni fa in quanto inutile e costoso - continua Tonelli - è stato reintrodotto nel 2006 e riguarda tutti, indipendentemente dal regime contabile adottato". La burocrazia sa essere ancora più lenta quando percorre le vie dell'immigrazione e oppone, a chi vorrebbe assumere o regolarizzare un extracomunitario, i dettami della Bossi-Fini. "Lo sportello unico non ha ancora smaltito le richieste d'ingresso in Italia presentate in occasione del decreto flussi 2006 - spiega Paolo Naldi dell'ufficio sindacale dell'Ascom -. C'è un dieci per cento di quelle richieste che deve ancora essere preso in esame, ci sono circa 1.500 aziende o famiglie che attendono una risposta". In base al decreto flussi uno straniero può essere chiamato in Italia con un visto d'ingresso per motivi di lavoro, ma per rimboccarsi le maniche deve guadagnarsi il permesso e per ottenerlo, una volta in Italia, deve chiedere un appuntamento in questura nel quale presentare richiesta. "A Bologna l'appuntamento viene fissato anche due o tre mesi dopo l'ingresso in Italia dell'aspirante lavoratore che si trova così senza mezzi di sostentamento". In realtà molti dei camerieri, muratori, colf e badanti "senza carte" sono già in Italia e aspettano, nascosti e in balia della legge, i permessi perché la loro presenza sia regolarizzata. E' cosa nota, tant'è che Naldi ammette: "Il datore di lavoro rischia di subire pesanti sanzioni come l'arresto da tre mesi a un anno e un'ammenda di 5mila euro". Ci sono poi le imposte dirette e quelle sostitutive, l'iva, i contributi e i premi, tutti da mettere nero su bianco nel modello di versamento F24. "Con le nuove procedure molti contribuenti hanno l'obbligo di fare un conto corrente on line pagando un canone alle banche, abbonandosi a un provider o stipendiando un consulente". Questo, secondo l'associazione dei commercianti, "non è una semplificazione delle procedure, bensì il passaggio da una burocrazia tradizionale a una digitale, passaggio che crea notevoli problemi agli anziani e agli stranieri".

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Per i contributi due pesi e due misure (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IX - Bologna IL CASO Chi paga in ritardo viene stangato, chi ha versato più del dovuto non riceve interessi Per i contributi due pesi e due misure I contributi devono essere versati regolarmente, pena multe salatissime. Chi non ha versato il dovuto può ritrovarsi, nel giro di cinque anni, con un debito triplicato. Chi ha pagato in eccesso, al contrario, può non rientrare mai in possesso dei suoi denari perché bruciati da un meccanismo a senso unico: se si è pagato di meno l'Inps chiede una mora giornaliera, se si è pagato di più non riconosce alcun interesse. E' il caso quest'ultimo di un associato dell'Ascom che nel 2001 ha ricevuto una cartella in cui l'ente gli contestava il mancato versamento di 1.344 euro. L'imprenditore paga e poi scopre di non aver mai commesso quell'errore. Chiede indietro i suoi soldi, ma prima del risarcimento è raggiunto da una nuova cartella, esatta, da 700 euro. L'imprenditore pensa di fare tornare i conti presentando la richiesta di rimborso per la differenza. Se la matematica non è un'opinione, dovrebbe incassare 644 euro e dichiarare l'incidente concluso. Invece il credito non gli è ancora stato liquidato e nel frattempo la seconda cartella, quella da 700 euro, ha macinato sanzioni e interessi per ulteriori 630 euro, divorando così l'intero credito che l'imprenditore vantava. Anche senza arrivare a paradossi burocratici che polverizzano un credito gonfiando il debito, il sistema di riscossione dell'Inps mostra alcune pecche che fanno parlare l'Ascom di "riscossione iniqua dei contributi". Un altro associato scopre di dovere all'ente 15mila euro divisi in più cartelle. La prima, da 1.500 euro, nell'arco di sette anni è arrivata a quota 3.800 euro. Un aumento impressionante che non è raro perché l'importo spesso viene triplicato da sanzioni, interessi, aggi, mora giornaliera, spese di gestione pratica e di notifica. "Tutto questo - conclude l'Ascom - spinge alla chiusura delle attività come soluzione a un incidente di percorso ingigantito attraverso un'operazione sistematica che ha quale fine ultimo quello di finanziare una burocrazia autoreferenziale". (stefania parmeggiani).

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"ma in puglia la parola giustizia deve diventare un valore condiviso" - antonella gaeta (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XI - Bari L'INTERVISTA L'analisi del sociologo Franco Cassano: "C'è da recuperare la fiducia nelle istituzioni" "Ma in Puglia la parola giustizia deve diventare un valore condiviso" Rispetto all'intero Mezzogiorno la nostra regione ha fatto un lavoro migliore, ma non è sufficiente Certo la fine di Punta Perotti è stata una vittoria smorzata però dalla lentezza della burocrazia ANTONELLA GAETA Quando invita a "costruire territori di senso intorno alla parola legalità" l'immagine cui si riferisce il sociologo Franco Cassano è assai concreta e quotidiana. Una domenica mattina a Punta Perotti, nel parco che s'attende, i genitori raccontano al loro bambino la storia delle piste ciclabili e di quei giochi che sta utilizzando. "Perché la legalità è fatta di piccoli gesti e non di prediche, è una battaglia molecolare sul senso comune che si fa spostando ogni giorno anche solo un filo di paglia, da una parte all'altra". Bari apre un mese di eventi intorno ai temi di giustizia e legalità. A che punto è la Puglia? "Credo che abbia fatto un lavoro migliore rispetto a quello di altre regioni meridionali, è evidente. Come insegna anche l'apprezzamento di Montezemolo, chi vuol fare deve concentrare il proprio impegno sugli aspetti positivi e pensare al futuro. La Puglia ha energicamente contrastato la criminalità negli anni Novanta e lo ha fatto in modo significativo. Ma è un regione sempre in bilico, sempre lì lì tra il grande salto e la ricaduta. Nel Mezzogiorno non ci si salva da soli e la Puglia in questa battaglia non può stare tra parentesi". Com'è cambiata la percezione di legalità in questi anni? "Mantiene sempre un grande significato. è un bene comune. Una società fatta di regole condivise è migliore, funziona meglio e dà più certezze, benessere, possibilità di lavoro e investimento. Proprio l'incertezza che scaturisce dal mancato rispetto delle norme caratterizza i nostri tempi, è un furto alla speranza". Che colpisce soprattutto i giovani. "è la loro mobilitazione che è in grado di dare maggiore speranza nel futuro ma spesso accade che si rassegnino al mancato rispetto delle regole e scelgano di andar via. La peggiore categoria da combattere è quella dei furbi e non occorre scomodare Prezzolini per ricordare che sono la grande debolezza degli italiani, nella loro presunzione di essere migliori degli altri e di fregare il prossimo. Chi supera una persona nella fila introduce una violazione del diritto altrui. Va da sé che quando emerge il furbo si va verso il peggio". Ha detto che la "forza più scarsa del nostro tempo è la fiducia nel presente". "Prendiamo il caso di Bari. La battaglia per Punta Perotti è stata compiuta, è probabile che in altre regioni non si sarebbe neppure fatta ma i tempi sono stanti lunghi. Tutto qui viene fatto con una lentezza impressionante. Ti sembra di aver risolto il problema di Punta Perotti che ti si è aperta la voragine di piazza Battisti e sullo sfondo continui ad avere il Margherita in quelle condizioni. è falsato il rapporto tra efficienza organizzativa e capacità di solidarietà tra soggetti. Ad avere la meglio è spesso la guerriglia del reciproco scaricare responsabilità e passi in avanti non se ne fanno". Pensa al Petruzzelli? "Ma certo, non si possono aspettare diciassette anni per ricostruirlo. Questa non è illegalità ma è quello strano gioco di paralisi reciproche, del quale parlavo. Si è andato avanti facendo un uso distorto dello strumento legale, aggiungendovi conflitti tra classi dirigenti e interessi politici". Il suo homo civicus come si muove, dunque, in questa realtà? "Ma ha bisogno di fiducia, si mobilita perché ha bisogno di cambiamento, ma tutto non può limitarsi solo al movimento di idee. A un certo punto esse devono ingranarsi con i meccanismi istituzionali. Ha bisogno di risposte da parte delle istituzioni, si aspetta che le battaglie civili facciano risultato. E che un parco sia aperto al più presto a Punta Perotti. Serve, perché un altro pezzo del suo percorso sia compiuto".

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Chiaia, 5 mila posti auto nel cassetto (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - NAPOLI - sezione: NAPOLI - data: 2008-02-13 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Chiaia, 5 mila posti auto nel cassetto La Municipalità: "è tutto a carico dei costruttori. Ma il Comune tace" Nonostante i poteri speciali alla sindaca nulla è stato fatto per i parcheggi. Ecco il progetto messo a punto da privati NAPOLI - Alla sindaca i paragoni non piacciono, ma qualche volta è giusto farli per inseguire la speranza, sempre più flebile, di determinare una reazione positiva. E' la tecnica dell'elettrochoc, speriamo che funzioni almeno per i parcheggi che è il nervo più teso e scoperto della città in coma di vivibilità. Il paragone, allora. Per una volta non voliamo a Barcellona, ma ci fermiamo a Roma dove il sindaco Veltroni, che ha già costruito 130mila posti auto scavando anche sotto il Pincio ed altre zone considerate "inviolabili", ha avviato i progetti per i parcheggi di Centocelle utilizzando i poteri straordinari in materia di traffico conferitigli dal Governo. Gli stessi, ed ecco il paragone, concessi alla nostra sindaca, che, però, non li ha utilizzati. Ed ha anche contravvenuto all'obbligo di presentare, entro trenta giorni, un cronoprogramma del Piano. Il problema investe responsabilità precise. La Municipalità di Chiaia ha deliberato una serie di progetti - partiti da una sollecitazione dei soci dei nove Rotary napoletani - che riguardano la realizzazione di oltre cinquemila posti auto in undici zone "rosse" della viabilità (e della vivibilità). E li ha presentati a Palazzo San Giacomo il 16 ottobre dell'anno scorso, nello stesso giorno in cui la Iervolino firmava un protocollo d'intesa con tutte le Municipalità per avviare i parcheggi. Proviamo ad elencare i luoghi scelti dai progettisti per far correre un brivido di entusiasmo nella schiena dei napoletani: piazza del Plebiscito (in sotterranea e senza alcun coinvolgimento della piazza giustamente intoccabile), Parco del Castello, darsena Acton, piazza Vittoria, Rotonda Diaz, piazza Sannazaro e Mergellina, Largo Beneventano, piazza Mercadante, Riviera di Chiaia, viale Gramsci e viale Dohrn. La gran parte delle strutture è sotterranea, ma di straordinario interesse sono le proposte di arredo urbano che realizzerebbero una bonifica di cui si sente un grandissimo bisogno. Un esempio: un'area pedonale continua di oltre 40mila metri quadri dalla galleria della Laziale fino a piazza Vittoria attraverso una serie di sottopassi: in pratica, garantiscono i proponenti, a partire da Largo Sermoneta si potrà andare a piedi fino alla colonna spezzata di piazza Vittoria e passeggiare, ogni giorno, all'interno della Villa Comunale. Come dire: sogno o son desto? Nè l'una nè l'altra cosa ma la solita imbarazzatissima "sospensione " per inerzia della burocrazia comunale: la stessa, per fare l'ultimo esempio, che ha determinato lo staff della "Rinascente" a abbandonare l'ipotesi di realizzare un megastore a Toledo. "Nel nostro caso - dice il presidente Fabio Chiosi - non c'è alcun intoppo, nè tecnico perchè gli studi preliminari sono irreprensibili, nè formale perchè la Soprintendenza ha dato il suo benestare, nè burocratico, perchè la pratica è stata definita e siamo in regime di poteri speciali delegati dal Governo al Commissario Iervolino. E neanche economico perchè gli oneri, duecento milioni di euro, saranno tutti a carico del Consorzio proponente". Che, per inciso, fa capo a un gruppo ravennate ma ha una congrua presenza napoletana ed è aperto ad altri apporti locali. Allora non resta che attendere? "Sì, ma non passivamente. Abbiamo consegnato l'incartamento, come da prassi, al Segretario Massa e contemporaneamente sto sollecitando un incontro con la Iervolino al fine da evitare il pericolo che si perda il vantaggio di utilizzare le scorciatoie offerte dal regime commissariale che, com'è a tutti noto, scadrà entro quest'anno". Ricordiamo, per inciso, che i poteri speciali vennero decisi con le stesse modalità di quelli per il ciclo dei rifiuti. La battuta è facile: speriamo che non si consumi un analogo dramma. Chiudiamo ritornando al paragone con Roma: il sindaco Veltroni si è impegnato a chiudere la pratica entro quest'anno. A noi, più modestamente, basterebbe aprire almeno due cantieri entro la stessa data. Come dire: se ci sei Rosetta batti due colpi. Carlo Franco (1-continua).

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Allarme della Corte dei Conti: troppe consulenze (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-02-13 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Nuovo anno giudiziario Spadaro: incarichi affidati senza regole predeterminate Allarme della Corte dei Conti: troppe consulenze Gli enti locali lombardi spendono troppo per troppe consulenze. Affidano "in misura sempre maggiore le funzioni nobili " a "collaboratori di fiducia degli organi politici" a volte "senza regole predeterminate di selezione che assicurino la trasparenza", con il risultato di ridurre sempre di più "la separazione tra politica e burocrazia ". Anche quest'anno la Procura della Corte dei conti lancia l'allarme consulenze. A puntare il dito è il procuratore Domenico Spadaro nella cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario della magistratura contabile, aperto ufficialmente dal presidente Giuseppe Nicoletti. Spadaro - titolare dell'inchiesta sugli incarichi della giunta Moratti che ipotizza un danno di 11 milioni - parla di un fenomeno aumentato nel 2007 "in maniera esponenziale ". Sul suo tavolo sono arrivate parecchie denunce che segnalano, "con monotona ripetitività, sempre le stesse irregolarità ed abusi": troppi consulenti esterni rispetto al numero permesso e incarichi a soggetti "privi dei requisiti". La procura ha aperto ben 122 "vertenze " che hanno portato già a 11 citazioni. "Da quest'anno l'affidamento di incarichi e di consulenze potrà avvenire solo con un programma approvato dal consiglio", assicura il presidente del consiglio comunale di Milano Manfredi Palmeri. L'eccesso di consulenze è solo uno dei vizi degli enti locali, contro i quali Spadaro combatte con soli 6 sostituti, pur avendo più che raddoppiato quest'anno (da 41,6 milioni a 87,7) i danni contestati. La maggio r parte dei 1.109 comuni lombardi con meno di 5.000 abitanti ha affidato al segretario, con un compenso extra, comunale anche l'incarico di direttore generale. Spadaro si chiede a cosa possa servire, se non a sprecare altri soldi, il direttore generale in un comune con 280 abitanti e due soli dipendenti e dove il segretario lavora un solo giorno alla settimana. Eppure è accaduto. L'intervento L'intervento del procuratore Domenico Spadaro nella cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario Giuseppe Guastella.

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Lazio, il grande spreco della sanità (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-02-13 - pag: 34 autore: La denuncia della Corte dei conti - In Lombardia allarme consulenze Lazio, il grande spreco della sanità Gianni Trovati MILANO "Scarso rispetto del denaro pubblico", illeciti che si ripetono "con monotona ripetitività" e casi "di grave sperpero o illecito profitto personale" che nella realtà "sono molto più diffusi di quelli che vengono alla luce". L'allarme corruzione lanciato la scorsa settimana dal presidente della Corte dei conti, Tullio Lazzaro, si diffonde sul territorio, e si precisa nelle varie sezioni giurisdizionali regionali che in queste settimane inaugurano l'anno giudiziario. Ieri è stata la volta di Lombardia, Emilia-Romagna e Lazio, che hanno stilato classifiche diverse dei temi più critici. A Roma e dintorni – ha sottolineato il procuratore regionale Mario Ribaudo – l'esempio di spreco più "eclatante" è ancora quello della sanità pubblica, che con i suoi deficit fin dal 2006 ha spinto al massimo le aliquote fiscali regionali. In ambito sanitario si concentrano le istruttorie più importanti, che hanno prodotto citazioni per danni fino a 40 milioni (Asl di Roma). Ma accanto agli importi, a fotografare il degrado ancora diffuso nella sanità sono anche le singole storie di illeciti. Come quella, citata da Ribaudo, dell'odontoiatra della Sapienza responsabile di una truffa da 400mila euro sulle protesi dentarie che la Regione ha destinato agli anziani. Le cifre, in sé, non dicono tutto, anche perché la sproporzione fra le somme contestate e quelle recuperate continua a essere enorme. La denuncia viene dalla Lombardia, dove nel 2007 le contestazioni hanno toccato la cifra record di 87,7 milioni (più del doppio rispetto al 2006), mentre le condanne definitive si sono fermate a 1,2 milioni (4,9 quelle in primo grado). Ovviamente i procedimenti durano più di un anno, per cui le due realtà non sono direttamente confrontabili, ma il dislivello è imponente. In cima alle preoccupazioni dei magistrati lombardi campeggiano le consulenze, che ignorano tetti di spesa e requisiti di professionalità e creano, secondo il procuratore Domenico Spadaro, "una burocrazia di vertice costituita in misura esponenziale da soggetti esterni". Una requisitoria a cui il presidente della Regione, Roberto Formigoni, ha replicatoa suon di cifre, citando i tagli effettuati dal '95 a oggi nell'organico dei dipendenti (-35%) e dei dirigenti (-55%). E assicurando che le consulenze sono limitate a casi "di altissimo profilo". A Bologna, invece, il procuratore regionale Giovanni Bencivenga ha puntato l'attenzione sulla sanatoria delle responsabilità dei concessionari della riscossione e sull'enorme contenzioso che ha prodotto, al punto che oggi nella sola Emilia-Romagna è incerta la sorte di 180 milioni di euro.

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La Rinascente al Comune: <Stop al progetto Napoli> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: ECONOMIA - data: 2008-02-13 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Il caso Il vicesindaco Santangelo ha tentato una soluzione: eravamo pronti La Rinascente al Comune: "Stop al progetto Napoli" Radice, ad del gruppo: "Decisione definitiva" NAPOLI - La Rinascente non torna sui suoi passi e rinuncia definitivamente agli investimenti su Napoli. L'amministratore delegato del Gruppo milanese, Vittorio Radice, ieri a Londra, ha fatto sapere chiaro e tondo che "su Napoli non investiremo, rimarrà solo la sede di via Toledo". Radice, che ha precisato che la posizione assunta non è "una provocazione", ha detto che ieri dal Comune di Napoli "hanno contattato direttamente l'architetto Sciavicco, il nostro architetto, ma per noi la scelta è definitiva. Abbiamo deciso di ritirare il progetto per la sede di via Depretis e non andremo avanti". Insomma, lo store resta dov'è, in via Toledo, in "una sede vecchia" che comunque la Rinascente "non ritenete adeguata per lo sviluppo della società". A quanto pare, dunque, non sarebbero bastate le parole del vicesindaco Tino Santangelo, che aveva cercato di ricomporre la questione spiegando come "l'iter si è concluso, ora speriamo di convicerli a tornare sui propri passi". Ecco perché ieri dal Comune di Napoli trapelava la rabbia enorme dei vertici di Palazzo San Giacomo (sindaca Iervolino in testa) che forse non si aspettavano che tutto saltasse in aria. E ora, dopo le parole di Radice, i margini per riprendere la trattativa sembrano davvero strettissimi. Colpa della burocrazia, troppo farraginosa, e di "un'interpretazione di alcune norme urbanistiche", come ha spiegato Santangelo, "per le modifiche dell'edificio" e per ricavare dei parcheggi di pertinenza per il palazzo di via Depretis. Colpa, insomma, delle "insormontabili difficoltà per ottenere le necessarie autorizzazioni " dopo ben 18 mesi. Un anno e mezzo fa, infatti, la Rinascente aveva annunciato lo spostamento dello store da via Toledo in un palazzo molto più grande in via Depretis. Lo stesso stabile nel quale l'onorevole Italo Bocchino di An impiantò il suo comitato elettorale alle ultime elezioni regionali. La decisione avrebbe comportato non solo il rilancio della società milanese anche a Napoli, secondo i canoni di un department store internazionale, ma soprattutto avrebbe anche raddoppiato i posti di lavoro da 70 a 140. L'investimento previsto per questa operazione era di 50 milioni di euro, soldi che probabilmente verranno investiti in altre città. Ora dalla Rinascente spiegano che dopo aver lavorato "per oltre 18 mesi per ottenere permessi e licenze ", con "lo slittamento continuo dell'iter burocratico", aveva annunciato come data ultimativa quella del 31 dicembre 2007, poi prorogata ulteriormente al 5 febbraio 2008. "Anche questa data è passata senza avere risposte precise", pertanto la Rinascente annuncia che si trova "costretta" a ritirare il progetto urbanistico ed edilizio che aveva presentato all'amministrazione comunale il 19 febbraio 2007, per "mancanza di certezze sul suo investimento ". "Personalmente - ha spiegato Radice -, provo grande tristezza e un'immensa delusione nel prendere questa decisione ". Dalla Rinascente confermano infine che "gli altri investimenti previsti per il 2008, a Palermo e a Roma, sono tutti confermati. "Stessa cosa avremmo voluto fare a Napoli - conclude Radice -, ma i tempi burocratici non ci hanno permesso di fare investimenti ". Paolo Cuozzo Il manager Vittorio Radice, ad del Gruppo "La Rinascente".

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Valmozzola, i servizi a portata di mano (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

PROVINCIA 13-02-2008 PRESENTAZIONE IN UN VADEMECUM TUTTE LE OPPORTUNITA' OFFERTE DAL COMUNE, DAL SOCIALE ALLA BUROCRAZIA Valmozzola, i servizi a portata di mano VALMOZZOLA Il sindaco Olari: "Questa carta risponde alle esigenze dei cittadini" Valentino Straser II "Un biglietto da visita e una vetrina per il Comune di Valmozzola ", così è stata paragonata, dal sindaco di Valmozzola, Gabriella Olari, la "carta dei servizi ", presentata nei giorni scorsi nella sala civica di Mormorola alla presenza dell'assessore provinciale Tiziana Mozzoni, della giunta e del Consiglio comunale al completo, dei rappresentanti dell'associazionismo locale e di un folto pubblico. Presenti anche gli agenti del corpo forestale dello Stato della stazione di Solignano, Mario Elli rappresentante Cisal di Parma, Giuseppe Rotelli dell'Usl, i rappresentanti Auser, Ernesto Vignoli della cooperativa Aurora, il sindacalista Paolo Spagnoli, il capogruppo di opposizione Giovanni Cupri, il parroco don Alfonso Calamari, gli alunni e le insegnanti della scuola primaria. "La realizzazione di una carta dei servizi comunali - ha rilevato Gabriella Olari - testimonia lo sforzo di un'amministrazione nel ricercare un dialogo costante con i propri cittadini, permettendo loro di conoscere e di utilizzare appieno la macchina comunale per la soluzione di ogni necessità burocratica e amministrativa. Ciò ha costituito l'obiettivo principale della nostra azione nella ferma convinzione che anche la conoscenza degli strumenti e l'organizzazione dei vari servizi comunali, possa contribuire, almeno in parte, al miglioramento della qualità della vita per le persone che vivono nelle nostre vallate". A Valmozzola, negli ultimi anni, sono stati realizzati nuovi servizi e nuove opportunità, soprattutto a favore degli anziani, ma anche dei giovani e bambini: l'utilizzo del taxi sociale, la consegna dei farmaci a domicilio, il servizio di assistenza domiciliare, il servizio di telesoccorso, il centro prelievi e, prossimamente, la costruzioni di due appartamenti per anziani autosufficienti. Tiziana Mozzoni, nell'elogiare l'iniziativa, una fra le poche della provincia, ha richiamato al tema dei servizi sociali, soprattutto quello a favore della popolazione anziana e della non-autosufficienza, che costituisce ormai una emergenza sociale. L'assessore Mozzoni ha illustrato le linee guida del fondo per anziani non autosufficienti, istituito dalla Regione, la necessità di incentivare la domiciliarità per gli anziani, e alla esigenza di rendere omogeneo il territorio parmense in fatto di servizi a sostegno per le fasce socialmente deboli. "La Carta dei Servizi ha ribadito il sindaco Olari, risponde a queste esigenze così come a moltissime altre richieste consentendo ad ogni nostro cittadino di sentirsi parte integrante e consapevole di una comunità sempre più esigua ma viva e desiderosa di crescere nella qualità e nella quantità dei servizi offerti ". Tra i primi in provincia Un momento della presentazione della "Carta".

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Pochi addetti, Exquisa va via (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: 1AECONOMIA - data: 2008-02-13 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Settore latte Pochi addetti, Exquisa va via BOLZANO - Exquisa Italia, sede italiana dell'azienda baverse di jogurt e latticini, è pronta a lasciare l'Alto Adige per tasse troppo alte e una pesante burocrazia, che non consentono lo sviluppo voluto. "Prenderemo una decisione definitiva solo tra un mese, ma in linea di massima pensiamo che Milano potrebbe rivelarsi un contesto molto vantaggioso. L'Alto Adige non sembra più offrire i presupposti adeguati alla nostra crescita e risulta sempre più difficile assumere personale competente e qualificato soprattutto nell'ambito della vendita e del marketing" spiega Bernahrd Tschurtschenthaler, direttore di Exquisa Italia. Impossibile convincere lavoratori e le famiglie a trasferirsi in Alto Adige: "La vita qui è molto più cara rispetto altrove. Per non parlare dei costi di affitti e appartamenti. Queste variabili rendono molto difficile il trasferimento - sottolinea Tschurtschenthaler -. Sarebbe vantaggioso per l'intero Alto Adige creare un contesto più favorevole affinché anche persone non autoctone possano trovare le condizioni per lavorare e vivere dignitosamente. Le aziende che in Italia continuano a crescere, trovano enormi difficoltà di espansione in Alto Adige". Valentina Casale.

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Rinascente conferma: addio Napoli (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: 1PAGINA - data: 2008-02-13 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Sfuma il progetto Rinascente conferma: addio Napoli La Rinascente non torna sui suoi passi a dice addio al progetto Napoli. L'amministratore delegato del gruppo milanese, Vittorio Radice, ha spiegato che "la scelta è definitiva. Abbiamo deciso di ritirare il progetto per la sede di via Depretis e non andremo avanti". Insomma, lo store resta in via Toledo, e addio a investimenti per 50 milioni che avrebbero portato 70 posti di lavoro in più. Non sono dunque bastate le parole del vicesindaco Santangelo, che aveva cercato di ricomporre la questione, spiegando come "l'iter era quasi concluso". Colpa della burocrazia e di "un'interpretazione di alcune norme urbanistiche", come ha spiegato Santangelo, "per le modifiche dell'edificio". A PAGINA 9 Cuozzo.

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Di FABIO ROSSIUn secolo di attesa, dall'ultimo piano regolatore approvato da un consigl (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Ostia)" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Chiudi di FABIO ROSSI Un secolo di attesa, dall'ultimo piano regolatore approvato da un consiglio comunale ai tempi di Ernesto Nathan, e due giorni di battaglia in aula. Il nuovo Prg di Roma è stato approvato ieri dall'aula Giulio Cesare, alla presenza di Walter Veltroni, al suo ultimo giorno da sindaco. "Con la ratifica del Piano regolatore, è stata scritta una pagina della storia della nostra città - commenta Veltroni - Abbiamo lavorato per dire alla città che abbiamo fatto quello che dovevamo fare, nonostante la struttura barocca della burocrazia del Paese, che spesso rende difficoltosi l'approvazione e l'iter di alcune procedure". Il sì definitivo è arrivato al termine di 48 ore scandite da interminabili dibattiti e vivaci proteste dell'opposizione - con i consiglieri Dino Gasperini (Udc), Pasquale De Luca (Forza Italia) e Fabio Sabbatani Schiuma (La Destra) che si sono incatenati ai propri posti - per la modifica dell'ordine dei lavori che ha permesso alla maggioranza di disinnescare i circa 15 mila ordini del giorno presentati dal centrodestra. Ma, dopo sei ore di interruzione dei lavori e di schermaglie procedurali, la maggioranza ha imposto un ritmo serrato che ha portato alla votazione in prima serata, scongiurando la prevista maratona notturna: 37 i voti a favore (la maggioranza senza l'Udeur), 20 i contrari. "Si conclude un percorso lungo - commenta l'assessore capitolino all'Urbanistica Roberto Morassut - che segna per Roma una svolta nella sua storia urbanistica e che punta a costruire le condizioni di una città in cui vivono insieme tutela e sviluppo, con un forte potenziamento del sistema delle infrastrutture e che superi finalmente lo squilibrio tra centro e periferia che ha caratterizzato tutta la storia della Capitale". Soddisfatto il capogruppo del Pd, Pino Battaglia che ha definito la ratifica "una pagina importante che possiamo definire storica per questa città". E l'assessore regionale all'Urbanistica, Massimo Pompili, parla di "un risultato straordinario, una prova di grande coesione della maggioranza capitolina". Dopo cento anni, dice il presidente del consiglio comunale Mirko Coratti, "questo piano rappresenta un valore importante per la città". Ma l'opposizione insorge: "La giornata di ieri - tuona il capogruppo di An Marco Marsilio - rappresenta una sintesi di 15 anni di governo di centrosinistra, che ha fallito governando a colpi di varianti, con decine di metri cubi di edificazione senza uno straccio di strumento. Per questo abbiamo votato contro". Luciano Ciocchetti, segretario regionale Udc, attacca: "In violazione ad ogni regola democratica, è stato approvato un Prg falso, studiato ad hoc per l'ormai ex sindaco di Roma - dice Ciocchetti - È una vergogna". Promettono ancora battaglia Dino Gasperini (Udc) e Fabio Sabbatani Schiuma (La Destra): "Ricorreremo al Tar e in tutte le sedi ove si possa annullare una pianificazione urbanistica che cancella l'edilizia popolare, non prevede infrastrutture nè strutture di servizi, che spalma milioni di metri cubi di edilizia privata creando una città nella città". Per il capogruppo di Forza Italia, Michele Baldi, "il centrosinistra chiude questa amministrazione come l'ha cominciata, come se si trattasse di uno spettacolo".

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La gente continua a camminare sul ciglio della strada. E si chiede per quale motivo quei qua (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di RENZO BERTI La gente continua a camminare sul ciglio della strada. E si chiede per quale motivo quei quattrocento metri di passaggio pedonale che costeggiano la sponda del Tessino lungo via dei Filosofi, restino chiusi. Apparentemente non c'è spiegazione. Anzi: sembrerebbe proprio un dispetto che qualcuno fa a chi non può evitare di camminare lungo quel tratto di strada. I lavori che hanno riguardato la sistemazione idraulica del tratto del Tessino che va dal palazzo Minestrini al ponte Unità d'Italia sono terminati da quasi un anno. Manca solo un dettaglio: la pavimentazione del camminamento, che nel progetto iniziale della Bonificazione Umbra doveva essere in asfalto mentre si è deciso che sarà realizzata in pietra serena. L'input è arrivato dalla Soprintendenza ai beni ambientali e paesaggistici, che ha bocciato il precedente materiale: avrebbe avuto un impatto visivo troppo forte per chi lo guardava dall'alto della Rocca Albornoziana. Così, a partire da marzo, l'ultimo stralcio dei lavori appaltati dal Consorzio della Bonificazione e finanziati dalla Regione per poco più di due milioni di euro, potrà finalmente essere portato a termine. "I tempi previsti? Non si andrà oltre i quattro mesi -dice l'ingegner Vincenzo Perrone, che ha curato la direzione del cantiere- Per quello che ci riguarda, l'opera sarà consegnata entro il prossimo agosto". Ma questa scadenza, pur se verrà rispettata, non coinciderà con la definitiva apertura al pubblico del passaggio pedonale e della terza carreggiata di via dei Filosofi che dovrebbe snellire il caotico traffico quotidiano, in particolare quello diretto al centro commerciale "Il Ducato". Il passaggio pedonale e la terza corsia rotabile attualmente sono di proprietà dell'Agenzia del Demanio. Quest'ultima deve stabilire quale prezzo dovrà pagare il Comune per poterne acquisire la proprietà. La procedura, però, richiederà tempi lunghissimi: la richiesta di concessione d'uso da parte dello stesso Comune è partita sei mesi fa. Ed i tempi per poterla ottenere andranno ben oltre la fine di quest'anno perché il Demanio, una volta stabilito il prezzo del suolo su cui insiste la carreggiata, dovrà ottenere il parere positivo del ministero dell'Ambiente e della Corte dei Conti. Non meno complesso l'iter per l'utilizzo del passaggio pedonale: competente a stabilire il canone della concessione d'uso per una durata di dieci anni sarà la Provincia. Che poi dovrà sottoporlo all'approvazione della Regione. Insomma, tra quel cancelletto chiuso e la tranquillità dei pedoni di via dei Filosofi, c'è di mezzo non certo un torrente bensì il "mare magnum" della burocrazia.

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Imprese deluse, il federalismo non incanta più (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: ECOVUOTA - data: 2008-02-13 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE La ricerca Fondazione Moressa: le Pmi temono più tasse e conflitti di competenza Imprese deluse, il federalismo non incanta più VENEZIA - Prevale il disincanto nel rapporto tra gli imprenditori veneti e il federalismo: l'80% non riconosce infatti i vantaggi della riforma e ne sottolinea piuttosto gli effetti negativi. Il rapporto sul sistema economico regionale della fondazione Moressa, realizzato su un campione di 500 imprese della regione, ha evidenziato il crollo di fiducia nei confronti del federalismo, ritenuto finora una priorità: solo il 20% degli imprenditori crede che la devolution sia positiva, circa il 30% ritiene che non vi siano né svantaggi né vantaggi, il 33% non si esprime mentre il 14% teme che i problemi possano persino aumentare. I benefici auspicati dagli imprenditori della regione che auspicano il decentramento sono la riduzione della burocrazia, una maggiore attenzione alle Pmi, una diminuzione delle imposte e una maggiore efficienza del settore pubblico. Gli svantaggi temuti sono invece, secondo il presidente della Confartigianato del Veneto, Vendemiano Sartor, la tassazione e i conflitti di competenze. "Il federalismo attuale funziona per delega, con risorse ottenute attraverso le varie addizionali e l'Ici, mentre la riforma del titolo quinto della Costituzione aggiunge il presidente - ha generato una serie infinita di ricorsi". Vanno così affidate esclusivamente alla regione, funzioni quali il governo del turismo (per il 68% degli imprenditori), attività produttive (per il 61%) e infrastrutture (per il 51%). A sorpresa, è minore la fiducia nella Regione rispetto alle politiche fiscali (solo 43% le rimetterebbe a Venezia). I settori che devono rimanere allo Stato sono invece la giustizia (per il 67% degli intervistati) e la sicurezza (per il 60%). "La cautela degli imprenditori nei confronti del federalismo - conclude Stefano Solari, direttore scientifico della fondazione Moressa - è specchio della diffidenza verso la politica". Massimo Favaro Vendemiano Sartor "Imprenditori scettici per quello che si è visto finora".

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<Energie alternative, è doveroso provarci> Imprese deluse, il federalismo non incanta più (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VERONA - sezione: ECOVUOTA - data: 2008-02-13 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE L'incontro Eni e Gazprom si sono dati appuntamento in Gran Guardia domani La ricerca Fondazione Moressa: le Pmi temono più tasse e conflitti di competenza "Energie alternative, è doveroso provarci" Imprese deluse, il federalismo non incanta più VENEZIA - Prevale il disincanto nel rapporto tra gli imprenditori veneti e il federalismo: l'80% non riconosce infatti i vantaggi della riforma e ne sottolinea piuttosto gli effetti negativi. Il rapporto sul sistema economico regionale della fondazione Moressa, realizzato su un campione di 500 imprese della regione, ha evidenziato il crollo di fiducia nei confronti del federalismo, ritenuto finora una priorità: solo il 20% degli imprenditori crede che la devolution sia positiva, circa il 30% ritiene che non vi siano né svantaggi né vantaggi, il 33% non si esprime mentre il 14% teme che i problemi possano persino aumentare. I benefici auspicati dagli imprenditori della regione che auspicano il decentramento sono la riduzione della burocrazia, una VERONA - Parte col botto "Conoscere Eurasia", l'associazione culturale nata dall'incontro tra la Fondazione Cariverona e il Museo Pushkin di Mosca. Il primo evento che organizza è una specie di G8 dell'energia, che vedrà riuniti alla Gran Guardia domani i vertici di Eni e Gazprom, assieme ad autorevoli rappresentanti della politica, della finanza e del mondo scientifico, per discutere di energie alternative. A rappresentare il governo italiano ci sarà il ministro dello Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, e per quello russo sarà presente Viktor Khristenko, ministro dell'Industria e dell'Energia. All'apertura del forum (alle 10), porterà il suo saluto Giovanni Bazoli, presidente di Intesa- Sanpaolo e tra i relatori si maggiore attenzione alle Pmi, una diminuzione delle imposte e una maggiore efficienza del settore pubblico. Gli svantaggi temuti sono invece, secondo il presidente della Confartigianato del Veneto, Vendemiano Sartor, la tassazione e i conflitti di competenze. "Il federalismo attuale funziona per delega, con risorse ottenute attraverso le varie addizionali e l'Ici, mentre la riforma del titolo quinto della Costituzione aggiunge il presidente - ha generato una serie infinita di ricorsi". Vanno così affidate esclusivamente alla regione, funzioni quali il governo del turismo (per il 68% degli imprenditori), attività produttive (per il 61%) e infrastrutture (per il 51%). A sorpresa, è minore la fiducia nella Regione rispetto alle politiche fiscali (solo 43% le rimetterebbe a Venezia). I settori che devono rimanere allo Stato sono invece la giustizia (per il 67% degli intervistati) e la sicurezza (per il 60%). "La cautela degli imprenditori nei confronti del federalismo - conclude Stefano Solari, direttore scientifico della fondazione Moressa - è specchio della diffidenza verso la politica". prevede la partecipazione di Paolo Scaroni e di Fulvio Conti, rispettivamente amministratore delegato di Eni e di Enel, solo per citarne due. Moderatore del dibattito sarà Massimo Mucchetti, vicedirettore del Corriere della Sera. L'artefice di questo evento, Eugenio Caponi, che è il presidente della neonata associazione "Conoscere Eurasia". "Se mi dicessero di rifarlo - confessa soddisfatto col senno di poi prenderei paura, ma le grandi sfide si affrontano così: con generosità e un tocco di follia, ma ciò che conta è puntare in alto". Eni e Gazprom grazie al petrolio guadagnano molto. Non è strano parlare con loro di energie alternative? "Non direi, loro vendono energia ed è la domanda troppo alta che nuoce all'ambiente, non il loro lavoro. E poi per Eni il petrolio a 100 dollari è un problema, non una risorsa, perché significa che paga di più la materia prima e dunque spende di più per produrre la stessa energia. Utilizzare le fonti rinnovabili è diventata una priorità per tutti. Abbiamo il dovere di provarci". Massimo Favaro D.P. Vendemiano Sartor Eugenio Caponi E' presidente dell'associazione "Conoscere Eurasia" "Imprenditori scettici per quello che si è visto finora".

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Domanda di federalismo in forte ascesa nelle Pmi (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-02-13 - pag: 4 autore: Politica e sviluppo. Studio della Fondazione Moressa Domanda di federalismo in forte ascesa nelle Pmi Katy Mandurino VENEZIA La riforma del titolo V della Costituzione, approvata nel 2001, ha ridisegnato la configurazione dei poteri di Stato, Regioni ed Enti locali, ma rimane ancora inattuata per gran parte dei contenuti. Eppure gli effetti di una possibile riforma federalista, non solo fiscale, porterebbero vantaggi per l'intero sistema economico veneto. è il parere dei piccoli imprenditori secondo il rapporto della Fondazione Moressa "Fotografia del sistema economico regionale", presentato ieri a Mestre, all'interno del quale è contenuta un'indagine su un panel di 500 imprese della regione con meno di venti addetti; ad esse è stato chiesto un punto di vista sul processo federalista. Secondo il 26,6% degli interpellati il maggior vantaggio sarebbe dato dalla riduzione della burocrazia. Per il 25,4% porterebbe una maggiore attenzione alle piccole imprese, mentre il 18,6% pensa alla riduzione dell'imposizione fiscale. Altri vantaggi, secondo le Pmi venete, sono rintracciabili nella maggiore efficienza delle istituzioni pubbliche ( 16,6%) e nella riduzione dei costi per l'impresa (9,2%). "è la prima volta che si dà voce agli imprenditori su questo argomento – precisa il direttore della Fondazione Stefano Solari –. Quello dell'impresa è un mondo che ritiene di essere ancora poco valorizzato". Il federalismo si rivela un tema piuttosto diffuso tra le imprese interpellate – circa i tre quarti degli intervistati dichiarano di sapere di cosa si stia parlando e quali siano le implicazioni – anche se il 41,4% non sa cosa significhi devolution. Sull'opportunità del trasferimento dei poteri però non c'è alcun dubbio, anche se non c'è accordo su quali funzioni trasferire: quelle che dovrebbero essere maggiormente affidate alle autorità locali, secondo gli imprenditori, sono, in ordine, il turismo, le attività produttive, le infrastrutture e i trasporti, la sanità, le politiche sociali e fiscali. La competenza su giustizia, difesa, immigrazione e istruzione, invece,deve rimanere allo Stato centrale. Nel sondaggio è stato chiesto anche quali fossero le priorità politiche per le piccole imprese: secondo gli intervistati la politica dovrebbe preoccuparsi di sostenere le aziende attraverso un sistema di incentivi statali (22,5%) e attraverso la riduzione o addirittura l'abolizione dell'Irap (20,8%). Alcuni sostengono invece che occorrerebbe un intervento sul costo del lavoro (15,7%), così come una politica tesa al contrasto della concorrenza sleale di Cina e India ( 15%). Il rapporto della Fondazione Moressa contiene anche un aggiornamento al primo semestre 2007 sull'andamento economico della piccola impresa veneta (rispetto al secondo semestre 2006).Il fatturato complessivo registra una flessione dell' 1%; gli ordinativi scendono dello 0,8%; gli occupati crescono dello 0,9 per cento.Per quanto riguarda la propensione all'investimento, i volumi investiti sono leggermente superiori a quelli impiegati nel semestre precedente (+ 2,7%). katy.mandurino@ilsole24ore.com www.ilsole24ore.com/economia La "Fotografia del sistema economico regionale".

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Per le nuove autorizzazioni iter snelli e meno burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-02-13 - pag: 5 autore: Concorrenza. A Padova le aperture ricominciano a crescere Per le nuove autorizzazioni iter snelli e meno burocrazia PADOVA Dalla razionalizzazione alla liberalizzazione: e il numero dei distributori, che nel Padovano era diminuito grazie anche alla chiusura degli impianti compresi all'interno delle mura storiche, sta cominciando a risalire. "Prima –spiega Paolo Padoan, presidente dei benzinai di Confcommercio Padova – per un nuovo impianto serviva una concessione, e la procedura era complessa. Ora basta una semplice autorizzazione, e questo significa che molti sindaci concedono nuovi impianti sforando le soglie limite prefissate giustificandosi con zone ad alta densità abitativa o con nuove strade particolarmente trafficate". Ma mentre nuove strutture si insediano, quelle vecchie non chiudono: "Di fatto – prosegue Padoan –, anche i piccoli distributori, quelli con un erogato ben al di sotto dei 400mila litri annui, che una volta erano ritenuti la soglia critica per valutarne la convenienza, sopravvivono. L'idea è che ormai per le compagnie i costi di avviamento delle strutture siano stati ampiamente ammortizzati, mentre i costi di manutenzione sono minimi. Alcuni gestori sopravvivono con 200mila litri, il che significa doversi arrangiare con attività collaterali, ad esempio quelle dei gommisti, per sopravvivere". Concorrenza aumentata e ricavi a picco, dunque: "A Padova città a metà degli anni Ottanta c'erano 147 distributori, dopo la ristrutturazione si era arrivati a 93, ora il dato è in risalita proprio grazie alle deroghe. Di fatto basta dimostrare a un sindaco che non c'è un impatto ambientale e paesaggistico sfavorevole, e la strada è spianata. Come associazione, la strada dei ricorsi diventa una lotta contro i mulini a vento". LA PROCEDURA è sufficiente che un sindaco attesti la presenza di una zona ad alta densità abitativa e priva di rischi ambientali.

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Distributori di benzina, l'indipendenza paga (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-02-13 - pag: 5 autore: Carburanti. Nella classifica dei prezzi più convenienti primeggiano le "pompe bianche" Distributori di benzina, l'indipendenza paga Molti esercenti attendono che scada la convenzione A CURA DI Barbara Ganz VENEZIA Aumenta il prezzo del petrolio e la benzina schizza alle stelle. Poi il barile scende, ma al distributore nessun risparmio. L'effetto è ben noto, e rappresenta una particolarità tutta italiana: solo in due Paesi europei il rifornimento ha un costo maggiore. Perchè? Se alcuni elementi sono fissi nelle diverse nazioni (prezzo del petrolio e cambio euro/dollaro), le variabili che portano al prezzo finale sono tre: imposte (Iva al 20%), accisa (0,564 euro per litro) e costi di trasformazione e trasporto. E sono proprio questi ultimi a finire sul banco degli imputati: valgono almeno il 15% rispetto all'estero. In chiave veneta, la differenza balza all'occhio, come fattore di differenza di prezzo anche nell'ordine del 3-5%fra i diversi distributori. A vincere la sfida della convenienza risultano essere i distributori " familiari", ovvero indipendenti dalle storiche insegne, spesso gestiti da famiglie che possiedono un numero limitato di impianti, e che sfruttando le più efficientireti di distribuzione vendono benzina e affini con lo sconto. Il primato della convenienza va alla Galoil Srl, di Caerano San Marco: nelle rilevazioni aggiornate a fine gennaio 2008 (si veda tabella a lato) risulta la più economica sul totate dei 22 impianti presenti in un raggio di cinque chilometri. Al secondo posto un'altra indipendente, Costa Carburanti Srl, con gli stessi prezzi, ma che vengono parametrati ad altri 13 distributori nello stesso perimetro. La terza posizione è di Repsol, gestita da Terme carburanti Srl, in zona Montegrotto Terme, seguono altri due indipendenti, a San Polo di Piave (Tv) e Arcugnano (Vi). Nel resto della classifica, le insegne più affermate si alternano a quelle strettamente collegate al territorio. Pionieri della scelta extra-rete è stata la famiglia Pol, in zona San Polo di Piave, nel Trevigiano: oggi gestisce due distributori, a una decina di chilometri di distanza. "Abbiamo iniziato come distribuzione privata 50 anni fa – spiega il figlio Mauro, che lavora con il padre Giovanni e cinque dipendenti –, quando ancora i prezzi massimi erano fissi e dettati dal Cip. Siamo riusciti a farci conoscere grazie ai prezzi convenienti, perché ammortizziamo gli sconti – praticati comunque sempre con il servizio, non esiste self service –su una grande quantità di litri venduti, tanto che oggi abbiamo una clientela fissa di au-totrasportatori che, viaggiando dal Trentino Alto-Adige piuttosto che dalla Sicilia, cercano di fare coincidere il rifornimento di Gasolio quando passano nella nostra zona. La proprietà di mezzi propri per quanto riguarda i rifornimento è un altro vantaggio: non tanto sulla scelta, visto che i nodi per la distribuzione sono tre, ma poter decidere di aspettare uno o due giorni può contribuire a fare la differenza". Stando ai dati di Confcommercio, attualmente il 90% dei distributori opera in convenzione con le insegne "storiche" del settore; ma il 10% delle "pompe bianche " da un lato appare in forte crescita, dall'altro realizza una quota di erogato molto alta, mentre ci sono distributori che lavorano ben al di sotto della soglia ritenuta conveniente. Per questo, in prospettiva, molto benzinai potrebbero come scelta obbligata decidere di attendere la scadenza del contratto per scegliere poi l'indipendenza. Anche se i problemi non mancano, primi fra tutti quelli con la burocrazia. Un distributore chiuso per un mese e ora riaperto a causa di un errore formale nella delibera di autorizzazione a Montebelluna ( Tv), un altro pronto ad aprire (entro maggio) dopo 9 anni dall'acquisto del terreno a Volpago, sempre in provincia: è il caso di Galoil, nata come marchio nel 1994 e che oggi conta quattro esercizi (uno anche in Trentino): "Siamo un'azienda familiare – spiega il legale rappresentante Galdino Gallina –fondata nel 1953 dal capostipite Fausto, proseguita dai figli Elviro, Elvira e da me. Ora l'impresa dà lavoro anche a tre nipoti. I trasporti li facciamo in proprio: per questo, ma non so-lo, siamo competitivi. Ormai però pensiamo di avere raggiunto la dimensione ottimale e non puntiamo a espanderci: troppe le difficoltà in questo settore ". barbara.ganz@ilsole24ore.com www.prezzibenzina.it Una su dieci. Le marche "indipendenti" sono attualmente il 10%, ma in forte crescita e con alti volumi erogati FOTOGRAMMA.

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Municipi più impegnati a sostegno del solare (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-02-13 - pag: 15 autore: Fonti rinnovabili. Le misure vanno dagli sconti sull'Ici a contributi in denaro Municipi più impegnati a sostegno del solare Gli enti più attivi sono Jesi, Formigine e Montepulciano Manolo Morandini In attesa che dal 2009 scattino le agevolazioni previste dalla Finanziaria in materia di incentivi per chi ricorre alle fonti rinnovabili, i Comuni del Centro-Nord giocano d'anticipo e introducono misure per agevolare da subito l'introduzione dell'energia solare nelle abitazioni. In Toscana si punta, ad esempio, sull'Ici più leggera. Succede a Montepulciano e Torrita di Siena, due Comuni in terra senese a cui va il primato nel Centro-Nord per questa iniziativa. Nei due paesi toscani si è deciso di offrire uno sconto sull'Ici pari al 40 per cento della spesa sostenuta per l'installazione, da utilizzare nei due anni successivi al collaudo dell'impianto. "Ci siamo mossi in anticipo rispetto alla Finanziaria – afferma l'assessore all'Ambiente di Montepulciano, Paolo Barcucci – Non è tanto la misura dell'incentivo in sé, in tutto abbiamo stanziato 10mila euro, quanto riuscire a suscitare l'interesse del cittadino verso questo tipo di soluzioni, affinché s'informi e valuti le diverse opportunità". Attivato anche uno sportello informativo per aiutare a districarsi nella burocrazia, gestito in collaborazione con la facoltà di Architettura dell'Università di Firenze. "Un architetto specializzato si occuperà di fornire informazioni di carattere generale – spiega Barcucci –, di mettere l'utente a conoscenza degli eventuali vincoli paesaggistici, e indicare il tipo di pratica necessaria per l'installazione". In Emilia-Romagna si punta soprattutto sullo stanziamento di fondi ad hoc anche se non mancano iniziative più origina-li, come ad esempio quella messa in campo dal municipio di Formigine, in provincia di Modena. Il Comune del modenese dal 2007 esenta i cittadini che installano impianti per solare termico o fotovoltaico dal versamento degli oneri di segreteria, con un risparmio che è quantificabile in 250 euro per ogni domanda presentata. "Un incentivo nei limiti di quelle che sono le possibilità del nostro Comune – sostiene l'assessore alle Politiche ambientali di Formigine, Paolo Fontana –. Da quest'anno, chi abbina all'impianto solare termico una caldaia a condensazione potrà affiancare un contributo di mille euro in conto capitale, a fronte di uno stanziamento complessivo di 50mila euro". Il Comune di Riccione, invece, ha attivato un fondo di 100mila euro: in base al tipo di impianto installato il contributi in conto capitale va da 525 a 1.760 euro. Duecentomila euro nel triennio 2007-2009 li ha previsti il Comune di Poggio Renatico, per l'erogazione di contributi a privati per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, l'installazione di pannelli solari e la sostituzione degli infissi esistenti. A Rimini una dotazione di 78mila euro sul fronte del solare termico: il contributo è di 150 euro a metro quadrato di pannello installato per gli edifici non residenziali ma sale a 200 euro per edifici residenziali e condomini. Altri 50mila euro sono stati stanziati dal Comune di Ferrara per l'assegnazione di contributi a privati. A Reggio Emilia 20mila euro. Diversa la strada scelta dal Comune marchigiano di Jesi, che per i privati ha messo a disposizione un fondo di 150mila euro per l'abbattimento degli oneri finanziari sui finanziamenti concessi per l'installazione di pannelli solari: un contributo nella misura massima di 5mila euro per l'impianto di tipo termico e di 25mila per il fotovoltaico.

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Incentivi, la qualità snellisce l'iter (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-02-13 - pag: 14 autore: Estese anche alle imprese le agevolazioni procedurali previste per gli enti pubblici Incentivi, la qualità snellisce l'iter Meno burocrazia nell'erogazione di contributi regionali per le imprese del Friuli-Venezia Giulia con certificazione di qualità. è l'obiettivo che si prefigge l'emendamento al Testo unificato in materia di semplificazione dell'attività normativa ed amministrativa che modifica l'articolo 41 bis della legge regionale n.7/2000. La nuova norma dispone che la rendicontazione semplificata dei contributi regionali, già prevista per gli enti pubblici, sia estesa anche alle imprese "alle quali - si legge nell'emendamento – sia stata rilasciata da organismi accreditati ai sensi delle norme europee la certificazione di sistema di qualità conforme alle medesime". In base all'emendamento, tali imprese, ai fini della rendicontazione per l'erogazione dei contributi, si limitano a presentare, "nei termini previsti dal decreto di concessione, una dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentante che attesti che l'attività per la quale l'incentivo è stato erogato è stata realizzata nel rispetto delle disposizioni normative che disciplinano la materia e delle condizioni eventualmente poste nel decreto di concessione". "Lo spirito che anima l'emendamento è sicuramente apprezzabile – commenta Ezio Lugnani, direttore dell'Assindustria di Udine – ma bisogna verificare nei fatti se questa nuova norma si tradurrà effettivamente in un'azione di semplificazione, e dunque in una sburocratizzazione dell'iter per la concessione di contributi, e non in ulteriori adempimenti a carico delle imprese". La discussione in Consiglio regionale potrà essere la sede per chiarire eventuali dubbi. L'articolo 41 bis oggi vigente prevede che le imprese possono presentare la rendicontazione delle spese sostenute in relazione a ciascun progetto approvato o ammesso al finanziamento o a ciascun investimento purchè certificate da un dottore commercialista o da un ragioniere commercialista, da persona o società iscritta nel registro dei revisori contabili, da un centro autorizzato di assistenza fiscale. Il soggetto certificatore deve esaminare tutta la documentazione a supporto dei titoli di spesa da realizzare conformemente alla normativa vigente. Le spese connesse all'attività di certificazione sono ammissibili al finanziamento del progetto.

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LE TUE IDEE PER SEMPLIFICARE: CONSULTAZIONE PUBBLICA ON LINE (sezione: Burocrazia)

( da "marketpress.info" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Roma, 13 febbraio 2008 - Ridurre i costi della burocrazia è necessario per dare certezza ai diritti dei cittadini e garantire la competitività e lo sviluppo del Paese. Con questa consultazione pubblica si intende raccogliere idee e proposte per semplificare nate dall'esperienza quotidiana e dai problemi vissuti dai cittadini e dalle imprese. Puoi aiutarci ad individuare i temi prioritari sui quali il governo deve intervenire, segnalarci problemi da affrontare e proporre soluzioni di semplificazione compilando il questionario on line. La consultazione sarà on line fino al 10 marzo 2008. I risultati saranno utilizzati per la predisposizione del piano d'azione per la semplificazione e la qualità della regolazione 2008 e saranno resi pubblici su questo sito. Per maggiori informazioni è possibile inviare una e-mail all'Unità per la semplificazione e la qualità della regolazione all'indirizzo unitasemplificazione@governo. It . <<BACK.

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Dal pregiudizio alla ragionevolezza: è questa la traiettoria della commissione Uranio del Senato che ieri ha approvato a larga maggioranza la relazione finale della presidente, Lid (sezione: Burocrazia)

( da "Liberazione" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Approvata in Senato la relazione Menapace Uranio impoverito la commissione: "Sì ai risarcimenti" Dal pregiudizio alla ragionevolezza: è questa la traiettoria della commissione Uranio del Senato che ieri ha approvato a larga maggioranza la relazione finale della presidente, Lidia Menapace. Il pregiudizio era quello di via XX Settembre, il ministero della Difesa, che aveva sempre eretto un muro di gomma rispetto alla sorte di centinaia di militari colpiti da patologie derivanti dal contatto con l'uranio impoverito nei poligoni e nei teatri della guerra globale in cui i "nostri" ragazzi sono stati mandati allo sbaraglio. La ragionevolezza, termine adoperato da Menapace (Prc) a conclusione della della seduta, è quella di aver riconosciuto il diritto alla causa di servizio e alla speciale elargizione "in tutti quei casi in cui l'amministrazione militare non sia in grado di escludere un nesso di causalità". Nella relazione si ricorda il decreto già approvato che estende ai militari colpiti da questo tipo di patologie i benefici già previsti per le vittime del terrorismo. E altri stanziamenti sono contenuti nella Finanziaria che introduce, tra l'altro, la class action, altro strumento che potrebbe rivelarsi utile per cittadini con le stellette che vogliano difendere i propri diritti. Altri soldi della manovra del 2007, si avverte nella relazione, sono tuttora inutilizzati per il muro di gomma della burocrazia. La relazione riconosce che il lavoro della commissione è stato rallentato dalla disomogeneità e parzialità dei dati a disposizione e precisa che la cifra di 312 casi di tumori e leucemie, di cui 77 con esito mortale, tra i veterani di Balcani, Iraq, Afghanistan, Libano, sia da consoderarsi "approssimata per difetto a causa delle lacunosità (insufficiente anche la documentazione inviata dagli eserciti alleati, ndr) delle informazioni raccolte sia per la popolazione civile che per il personale militare". In sintesi, se pure non è stato accertato il nesso di causalità, cosa che implica tempi lunghissimi di latenza e procedure scientifiche articolate, la commissione ha voluto operare "un mutamento di prospettiva invertendo l'onere della prova" dal momento che la natura genotossica dell'uranio non è più in discussione. Resta aperto il problema di investire risorse e competenze sul tema dell'esposizione dei civili residenti vicino ai poligoni e soprattutto nei teatri della guerra. A chi se ne occuperà nel prossimo parlamento, la commissione lascia in dote la raccomandazione di indicare precauzioni aggiuntive, di verifica dei programmi di vaccinazione, di avviare un'indagine epidemiologica sul tasso di morbilità e mortalità dei bambini nati dal '90 in poi e dei militari in missione. Con l'auspicio finale che l'uranio impoverito non sia più utilizzato a fini bellici. A favore ha votato il centrosinistra, che ha raccolto anche il sì di Calogero Mannino (Fi) e l'astensione degli altri del centrodestra. Allo schema di relazione, sono state apportate diverse modifiche sulla base di proposte venute da Bulgarelli (Pdci-Verdi), Casson (Ulivo), Valpiana (Prc) e Rame. Conclude Lidia Menapace: "E' già chiaro, fondamentale, che la prevenzione, precauzione e la cura sono assolutamente non rinviabili". 13/02/2008.

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Approvata in Senato la relazione Menapace (sezione: Burocrazia)

( da "Liberazione" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Uranio impoverito la commissione: "Sì ai risarcimenti" Dal pregiudizio alla ragionevolezza: è questa la traiettoria della commissione Uranio del Senato che ieri ha approvato a larga maggioranza la relazione finale della presidente, Lidia Menapace. Il pregiudizio era quello di via XX Settembre, il ministero della Difesa, che aveva sempre eretto un muro di gomma rispetto alla sorte di centinaia di militari colpiti da patologie derivanti dal contatto con l'uranio impoverito nei poligoni e nei teatri della guerra globale in cui i "nostri" ragazzi sono stati mandati allo sbaraglio. La ragionevolezza, termine adoperato da Menapace (Prc) a conclusione della della seduta, è quella di aver riconosciuto il diritto alla causa di servizio e alla speciale elargizione "in tutti quei casi in cui l'amministrazione militare non sia in grado di escludere un nesso di causalità". Nella relazione si ricorda il decreto già approvato che estende ai militari colpiti da questo tipo di patologie i benefici già previsti per le vittime del terrorismo. E altri stanziamenti sono contenuti nella Finanziaria che introduce, tra l'altro, la class action, altro strumento che potrebbe rivelarsi utile per cittadini con le stellette che vogliano difendere i propri diritti. Altri soldi della manovra del 2007, si avverte nella relazione, sono tuttora inutilizzati per il muro di gomma della burocrazia. La relazione riconosce che il lavoro della commissione è stato rallentato dalla disomogeneità e parzialità dei dati a disposizione e precisa che la cifra di 312 casi di tumori e leucemie, di cui 77 con esito mortale, tra i veterani di Balcani, Iraq, Afghanistan, Libano, sia da consoderarsi "approssimata per difetto a causa delle lacunosità (insufficiente anche la documentazione inviata dagli eserciti alleati, ndr) delle informazioni raccolte sia per la popolazione civile che per il personale militare". In sintesi, se pure non è stato accertato il nesso di causalità, cosa che implica tempi lunghissimi di latenza e procedure scientifiche articolate, la commissione ha voluto operare "un mutamento di prospettiva invertendo l'onere della prova" dal momento che la natura genotossica dell'uranio non è più in discussione. Resta aperto il problema di investire risorse e competenze sul tema dell'esposizione dei civili residenti vicino ai poligoni e soprattutto nei teatri della guerra. A chi se ne occuperà nel prossimo parlamento, la commissione lascia in dote la raccomandazione di indicare precauzioni aggiuntive, di verifica dei programmi di vaccinazione, di avviare un'indagine epidemiologica sul tasso di morbilità e mortalità dei bambini nati dal '90 in poi e dei militari in missione. Con l'auspicio finale che l'uranio impoverito non sia più utilizzato a fini bellici. A favore ha votato il centrosinistra, che ha raccolto anche il sì di Calogero Mannino (Fi) e l'astensione degli altri del centrodestra. Allo schema di relazione, sono state apportate diverse modifiche sulla base di proposte venute da Bulgarelli (Pdci-Verdi), Casson (Ulivo), Valpiana (Prc) e Rame. Conclude Lidia Menapace: "E' già chiaro, fondamentale, che la prevenzione, precauzione e la cura sono assolutamente non rinviabili". 13/02/2008.

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Elezioni Dalla parte dei deboli Cara "Liberazione", auspico una campagna elettorale, vivace, ma educata, intelligente, rispettosa, e che sia centrata sui problemi dei cittadini più (sezione: Burocrazia)

( da "Liberazione" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Tra la gente, la campagna elettorale che vorrei Cancellare la Resistenza è cancellare la Storia Invece di Spinoza rileggiamo Giordano Bruno Elezioni Dalla parte dei deboli Cara "Liberazione", auspico una campagna elettorale, vivace, ma educata, intelligente, rispettosa, e che sia centrata sui problemi dei cittadini più deboli, e più bisognosi. Una campagna elettorale che discuta dei grandi temi da risolvere in Italia, nuova legge elettorale, conflitto d'interessi, difesa della nostra meravigliosa Costituzione, del raggruppamento dei partiti, della troppa burocrazia, della mafia, della malavita organizzata, dell'evasione fiscale, della sicurezza, rilancio dell'economia, del rispetto dell'ambiente, dei diritti civili... Quello che vorrei e che auspico è che la campagna elettorale sia fatta in mezzo alla gente e con la gente, per sentire in particolare i cittadini più penalizzati e i più deboli della nostra società, dai lavoratori, ai pensionati, ai malati, agli anziani, ai diversamente abili. Da questi emergeranno sicuramente il bisogno di più sicurezza dentro e fuori casa, i posti di lavoro, i prezzi elevati dei beni consumo di prima necessità, il costo della vita troppo elevato, stipendi bassi, pensioni basse. Anche se bisogna riconoscere al governo di centrosinistra di aver fatto tante cose buone per il sociale e per le persone più bisognose. Bisogna però fare molto di più, nella campagna elettorale c'è bisogno di coinvolgere il maggior numero possibile di persone, in particolare giovani, favorire e invogliare la loro partecipazione, per elaborare assieme a loro progetti per la sicurezza, progetti per prevenire incidenti sul lavoro, progetti per prevenire incidenti stradali, progetti per l'educazione alla legalità, al rispetto delle regole, progetti in cui far sì che i servizi sociali diventino sempre migliori, dalla sanità alla scuola, ai trasporti, ai servizi socio assistenziali sul territorio. Poi bisogna aumentare subito i salari dei lavoratori dipendenti che sono troppo bassi, le pensioni, diminuire anche le tasse da subito, poi progetti di gestione della cosa pubblica e privata, per far sì che la politica non sia un costo, ma una risorsa. C'è bisogno di una politica alta, vera, onesta, trasparente, priva di interessi personali, una politica che sia al servizio dei cittadini, degli interessi generali, una politica che abbia a cuore il bene comune degli italiani... Con obiettivi che devono essere quelli di costruire e raggiungere una società più equa, più giusta, migliore, piena di diritti e di valori veri per tutti. Francesco Lena Cenate Sopra (Bg) Partito democratico Vogliono un paese senza ideali Cara "Liberazione", il Partito democratico nella stesura dello statuto dimentica di essere antifascista e cancella la Resistenza dalla sua memoria storica. I giornali ne hanno dato ampio spazio, quando ho letto ho pensato: "Ma come fanno tante compagne e tanti compagni che hanno vissuto nel Pci - partito che ha contribuito massicciamente alla lotta di Liberazione pagando un prezzo enorme in termini di morti e feriti - e che hanno vissuto con gli insegnamenti e la coerenza politica di persone che hanno lottato duramente per la libertà a dimenticare, a cancellare la Resistenza e a paragonarla come An alla Guerra Civile?". Il percorso è quello di cancellare tutto, per costruire un paese in cui tutto sommato si sopportano il liberismo sfrenato, le privatizzazioni, il capitalismo e gli industriali sono considerati dei poveretti perché rischiano nell'investire e quindi l'area di recupero elettorale è quella centrista. Francamente cancellare quella che è stata la Resistenza che ha permesso di scrivere la Costituzione e il sacrificio di quelli che hanno lottato per la libertà è costruire un paese senza prospettive, senza ideali. Renato Nuccio Candelo (Bi) Falce e martello La grafica è il significato Cara "Liberazione", sono pienamente d'accordo con i compagni che sostengono la necessità che il nuovo soggetto unitario della sinistra debba individuare i capisaldi programmatici e morali come "primissimo" ordine di problemi da superare per darci una identità condivisa forte e inequivocabile. Mentre penso che, per quanto riguarda il simbolo con il quale presentarci, data l'immediatezza della scelta, credo che si debba momentaneamente soprassedere per evitare una scelta affrettata che potrebbe essere dannosa per l'obiettivo "consenso elettorale" (le scorciatoie sono sempre piene di insidie). Secondo me, ora sarebbe opportuno presentarci con un simbolo che contiene oltre a la Sinistra l'Arcobaleno anche i simboli di tutti i partiti che si riuniscono. Quando diciamo simbolo, non ci siamo mai riferiti ad una composizione grafica avulsa dal significato che può avere, per noi simbolo ha sempre significato rappresentazione degli elementi fondanti di un partito (quasi come valore di "Costituzione grafica"). In seguito, con la dovuta calma, sarà tanto difficile cercare di realizzare un simbolo che leghi i temi del lavoro, della giustizia sociale e della pace contaminati dal simbolo di un moderno ambientalismo e sviluppo sostenibile? Luciano via e-mail Serve qualcosa di nuovo Cara "Liberazione", questa lettere in difesa della presenza della falce e martello nel simbolo comune della Sinistra l'Arcobaleno non le condivido per niente. L'idea di una sinistra unita può esistere solo se c'è davvero la volontà di costruire qualcosa di nuovo, di aperto, di plurale appunto. Conosco alcuni compagni che, proprio per la scelta di provare a correre con un simbolo nuovo, si sono rimessi a fare politica nella sinistra. I quattro simbolini nel logo elettorale sarebbero davvero fuori luogo. Anzitutto non si vedrebbero nella scheda elettorale, e poi darebbero l'impressione di una confederazione politicista, di una coalizione di partiti minoritari chiusi. Invece il simbolo della Sinistra l'Arcobaleno mi pare un buon biglietto da visita: colorato e innovativo. Amedeo Saletti Mortara (Pv) Tesoretto La battuta di Tps Cara "Liberazione", quel buontempone di Padoa Schioppa ha dichiarato che "non c'è nessun tesoretto". Evidentemente si tratta di una battuta, anche se di cattivo gusto. Se così non fosse dovrei pensare che Prodi, Giordano, Ferrero ecc. ci hanno raccontato un sacco di "balle". Ricordo che anche l'insaziabile Luca Montezemolo aveva detto che voleva anche lui la sua parte, dimentico della valanga di soldi che abbiamo dato a lui e alla sua categoria con il cuneo fiscale, senza contare tutte le altre regalie... Livio Valmassoi Pieve di Cadore (Bl) Dibattito La natura "divina" di Giordano Bruno Caro direttore, colgo il tuo invito alle "dispute filosofiche" e mi collego alla critica di Iannaco sul presunto nesso Marx-Spinoza, difeso invece da Riotta. A proposito di materialismo ricordo che E. Severino ha sostenuto che "Spinoza distingue ciò che esiste necessariamente, cioè non è mai inesistente, ed è Dio, l'Eterno, da ciò che invece non esiste necessariamente, nel senso che non è sempre esistente ed è l'insieme delle "cose prodotte da Dio", esistenti nel Tempo" (citazione di Severino tratta dal suo articolo "Spinoza, Dio e il Nulla", pubblicato sul "Corriere della Sera" del 30 giugno 2007). Una distinzione che si basa sulla convinzione che "le cose del mondo sono nulla". Tale negazione del finito si ritroverà in Hegel prima e in Heidegger poi, secondo una logica che può arrivare a giustificare l'annientamento di milioni di persone perché la loro esistenza non è necessaria: l'esistere è uguale al non esistere. Piuttosto che in Spinoza quindi, per la sinistra sarebbe meglio trovare riferimenti in Giordano Bruno, nel quale, ben diversamente, è la natura stessa ad essere "divina": un pensiero dal quale non può derivare alcuna giustificazione intellettuale allo sterminio. Livia Profeti via e-mail 13/02/2008.

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Piccoli negozianti in ginocchio (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Eccesso di burocrazia e tasse: un edicolante di Jesi vende la casa per mantenere l'attività Piccoli negozianti in ginocchio JESI - "Ho un capitale immobiliare valutato in 400 mila euro, ma le banche non mi concedono un finanziamento di 200 mila euro che mi servono per sistemare vecchie situazioni perché guadagno soltanto 30 mila euro lordi nel mio negozio e perché ho moglie e tre figli". Ce lo dice tutto d'un fiato Oriano Ciamberlini mentre serve clienti nella sua edicola di via Minonna. "E il bello è che la gente pensa che guadagno soldi a palate" insiste Ciamberlini, "ma non basta, perché c'è anche la beffa. Sì, sono dirigente locale della Cna ma anche la nostra associazione non vuol affrontare i problemi reali, preferendo impegnarsi in esposizioni e mostre". Le chiacchiere dei politici, le promesse preelettorali che si scatenano e poi puntualmente vengono disattese il giorno dopo le elezioni. Quello di Oriano Ciamberlini è un problema vero, suo come di migliaia di persone. "Ora dovrò vendere la mia casa per far fronte alle necessità della mia attività, per azzerare vecchie pendenze" insiste Oriano, "e loro parlano di massimi sistemi, di crisi dei mutui. Invece vogliono soffocare i piccoli commercianti in nome e per conto della grande distribuzione, ignorando perfino le leggi. Non ci crede? Ascolti. Sui libri di testo, noi prendiamo dal 18 al 20 per cento - prosegue -, pagandoli prima di distribuirli. Una legge aveva permesso di vendere i libri di testo nei centri commerciali con un ribasso del 15 per cento. Doveva essere cambiata, quella legge, nel 2003. Niente da fare. E sulle garanzie? Se vendo un calcolatore o un computer, con un margine molto risicato, il cliente può rivalersi su di me per un eventuale malfunzionamento. Allora i piccoli devono rinunciare a vendere certi prodotti. E le associazioni che ci dovrebbero tutelare non fanno nulla, solo chiacchiere". Novanta metri quadrati di negozio, colmo di prodotti, buona clientela, 30 mila euro lordi dai quali togliere l'affitto, le tasse, l'energia elettrica. Poi la famiglia. BRU.LU.,.

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<Dopo dieci anni oggi lascio, ma è stata durissima> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

ENRICO HÜLLWECK "Dopo dieci anni oggi lascio, ma è stata durissima" Mi devo scusare con i miei predecessori: sedersi su questa poltrona fa soffrire molto Ho fatto il "muratore", realizzando molte opere: chi verrà dopo le dovrà usare bene La "fascia" per 20 giorni a Sorrentino   Il nono sindaco di Vicenza dal Dopoguerra si sfila oggi la fascia tricolore. Enrico Hüllweck ha deciso: firmerà la lettera di dimissioni prima di mezzanotte, dopo quasi dieci anni da primo cittadino, 3.349 giorni dopo la prima elezione del dicembre 1998. In tasca ha già il biglietto per Roma, destinazione Camera o Senato. La rovinosa caduta di Romano Prodi e del suo governo ha fatto fare a Hüllweck bingo: in primavera il suo secondo e ultimo mandato avrebbe comunque avuto fine. L'ora delle decisioni scade oggi, una settimana dopo lo scioglimento delle Camere. "Sì, mi dimetto - annuncia alla vigilia dell'addio, dopo giorni di silenzi e meditazioni - mi obbliga la legge, che però mi dà anche la possibilità di tornare indietro se venissi colto dai rimorsi". Come sta vivendo i giorni dell'addio? Ci sono tante emozioni, tanti ricordi, mille aneddoti: in dieci anni ne sono successe tante. Mi mancherà il contatto umano, la frequentazione dei luoghi e delle persone, mi mancherà la sensazione di essere utile a tanta gente. E poi mi dispiace lasciare il mondo dei dipendenti comunali, che sono una vera famiglia. Che Vicenza lascia dopo un decennio? Qualcosa penso di aver dato alla città, soprattutto in termini di strutture. A me è toccato il periodo delle opere: il tribunale, che è l'opera più importante, il teatro, l'università, le piscine e gli impianti sportivi, la viabilità, il restauro dei monumenti, dalla Basilica alla torre Bissara, dal museo e la biblioteca all'Olimpico. Ho fatto il muratore, costruendo e ristrutturando. Adesso bisogna che queste opere siano usate bene: questo è il compito che spetta a chi viene dopo di me. Qual è la sua più grande soddisfazione? Sono due: il 31 marzo 2003, quando riuscimmo a presentarci puntuali, con progetti e disponibilità dei terreni, al ministero della Giustizia per ottenere il finanziamento del nuovo tribunale; e il 10 dicembre 2007, il giorno dell'inaugurazione del nuovo teatro. E poi ci sono altri due momenti emozionanti: il giorno del matrimonio con mia moglie, che non avrei conosciuto se non fossi stato eletto sindaco; e il giorno in cui, all'inizio del mio primo mandato, mi sono state consegnate le scatole con i resti di tre alpini morti in Russia durante la seconda guerra mondiale: fu in quel momento che mi sentii davvero rappresentante della città. Ha un rammarico? Prima di essere eletto avevo un sogno: ripulire i fiumi di Vicenza, il Bacchiglione e il Retrone. Ben presto, però, mi resi conto che nell'impresa erano coinvolti troppi enti e i costi sarebbero stati elevatissimi. Spero che il prossimo sindaco possa avere più fortuna, perché questi fiumi sono un disastro, nonostante i numerosi interventi. Ecco, appunto, il suo successore. Cosa gli (o le) augura? Di non avere tutte le difficoltà che ho incontrato io. Ostacoli che impediscono a un sindaco di lavorare bene. Il 70 per cento del tempo viene perso per la burocrazia, gli inghippi, per non parlare dei problemi con i partiti. La speranza è che il giudizio finale dei cittadini sia positivo e comprensivo: dovrebbero sapere quanto fa soffrire stare seduti su questa poltrona. È stata davvero una sofferenza? Nessuno se lo immagina, ma è molto faticoso, come guidare ai 250 chilometri orari senza addormentarsi mai per dieci anni. È stata una sofferenza. Me ne sono reso conto sulla mia pelle, per questo mi scuso pubblicamente con i miei predecessori, che da cittadino avevo talvolta criticato. Solo ora capisco quanto per loro deve essere stato difficile. Hanno tutta la mia solidarietà. Come vorrebbe essere ricordato? Come un sindaco che ha lavorato onestamente, senza avere interessi, ma solo per il piacere di essere utile. In questi dieci anni, si è fatto più amici o più nemici? Senza dubbio nemici. Basti pensare alle persone che subiscono multe, sanzioni o denunce dal Comune. Oppure a tutti coloro che vengono a chiedere favori o licenze senza essere accontentati. Si aggiungano infine i contrari per partito preso o per equivoci come il Dal Molin, che molti credono erroneamente sia responsabilità del sindaco e invece è frutto di accordi internazionali. È fisiologico: dopo dieci anni si crea un esercito di persone che ce l'hanno con il sindaco. Cosa accadrà al Dal Molin ora che cambia il governo? Procederà come è scritto nella storia: verrà realizzato e una volta realizzato un po' alla volta tutti se ne dimenticheranno. Il suo futuro è in Parlamento. Cosa pensa della creazione del listone nel centrodestra? Le unioni sono sempre positive. L'effetto numerico di questa unione dipenderà dalle reazioni degli elettori: non sappiamo se prevarrà l'entusiasmo o il rifiuto. Per il suo futuro politico, è stato più importante il supporto del partito a Roma o a Vicenza? Ho sentito l'atteggiamento favorevole da parte dei vertici romani e della gente comune che mi ha sostenuto anche incontrandomi per strada.   Una volta protocollata la lettera di dimissioni, la fascia tricolore passerà per 20 giorni al vicesindaco Valerio Sorrentino, che avrà il potere di convocare la giunta e di gestire l'ordinaria amministrazione. In questo periodo, potrà anche essere convocato il Consiglio comunale: a partire dal 19 febbraio, ad esempio, è in programma l'esame del bilancio di previsione 2008. Sorrentino si prepara a sostituire Hüllweck in tutto e per tutto: a fine mese consegnerà addirittura una "Palladio d'oro" a Catherine Spaak. Se al termine dei 20 giorni Hüllweck non avrà ritirato le dimissioni, decadranno la Giunta e il Consiglio. A quel punto verrà nominato un commissario prefettizio, reggente fino alle elezioni.  .

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CRISI GOVERNO: CONFESERCENTI, 10 PROPOSTE PER UN'ITALIA MODERNA (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

(12:36) (13/2/2008 12:06) | CRISI GOVERNO: CONFESERCENTI, 10 PROPOSTE PER UN'ITALIA MODERNA (Sesto Potere) - Roma - 13 febbraio 2008 - "Con la crisi di governo diventa per noi una priorità fondamentale - ha dichiarato Venturi ad apertura dei lavori ? comprendere i difetti e le contraddizioni di questo sistema politico, per sostenere i cambiamenti profondi che assicurino stabilità e governabilità di cui l'Italia ha profondamente bisogno". "Non si può bloccare un Paese già in affanno nella competizione internazionale e con ritardi drammatici sull'innovazione, la ricerca, le infrastrutture, la formazione, l'università, ma anche pesantemente indietro per la qualità urbana, l'attenzione all'ambiente, la sicurezza e la lotta al ricatto mafioso che si fa sentire nel Mezzogiorno, dove le carenze infrastrutturali e produttive presentano caratteristiche di forte arretratezza." "Ma anche il Nord ? precisa il presidente ? non è il paese di bengodi e subisce anch'esso pesanti ritardi: si pensi alla TAV, alla situazione di autostrade e aeroporti rispetto al resto dei paesi europei". Inoltre le previsioni per il 2008 appena cominciato sono decisamente peggiori con una crescita sotto l'1% e più vicina allo 0". "Inutile negarlo: le ragioni della crisi di Governo che ha portato alle elezioni ? prosegue Venturi - stanno in una legge elettorale che ha prodotto instabilità ed esaltato il potere esclusivo dei partiti. Ma stanno anche nella inaccettabile frantumazione della rappresentanza politica che allontana i cittadini dai partiti, premiando le scelte di potere contingenti a scapito dei problemi generali del paese e della capacità di accettare le grandi sfide economiche e sociali". "Ora è tempo di svolte e cambiamenti profondi in grado di assicurare stabilità, di non bloccare più un paese già in affanno, di recuperare ritardi drammatici a cominciare dalla innovazione e dalla competitività". Per questi motivi sostiene Venturi " basta tirare a campare. I partiti sappiano che non ci accontentiamo più di qualche concessione, vogliamo un paese che funziona ed una classe politica e di governo che rispetti i programmi e che sappia anche trovare convergenze su alcuni grandi temi come le riforme e la politica internazionale". Venturi preannuncia che la Confesercenti, riaffermando la sua autonomia, è decisa ad incontrare i vertici delle forze politiche dei due schieramenti chiamandole ad un confronto serrato su 10 punti di proposta ma anche "provocatori" perchè evidenziano insopportabili ritardi ed immobilismi non più accettabili. Cinque "stop" ad ostacoli che "impediscono la crescita come gli sprechi della spesa pubblica, la burocrazia che soffoca le pmi, il caro energia, il fisco esoso, la criminalità." Ma anche cinque richieste per "decidere" su nodi cruciali:"dalle infrastrutture alle politiche per i giovani, dal sostegno alle pmi, all'ambiente, al rilancio del turismo". Proposte concrete che sintetizzano alcuni dei capisaldi delle posizioni espresse dalla Confesercenti in questi mesi.

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EUROPA. Incontro interparlamentare per fare il punto sulla strategia di Lisbona (sezione: Burocrazia)

( da "HelpConsumatori" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

News EUROPA. Incontro interparlamentare per fare il punto sulla strategia di Lisbona 13/02/2008 - 12:56 Questa settimana a Bruxelles si è tenuto il quarto incontro interparlamentare sulla strategia di Lisbona. Deputati dei parlamenti nazionali ed eurodeputati hanno discusso temi quali la libertà di movimento della conoscenza all'interno dell'Ue, la necessità di investire di più nell'istruzione e nel mercato del lavoro, l'urgenza di ridurre l'eccessiva burocrazia e di dare un sostegno maggiore alle piccole e medie imprese. Martedì 12 febbraio si è svolto un incontro per riflettere sui progressi compiuti nell'ambito della strategia di Lisbona e sulle sfide da affrontare ancora. Erano presenti il Presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, e il Primo ministro sloveno per la crescita e lo sviluppo, Ziga Turk. L'europarlamentare britannico, Malcom Harbour, relatore del gruppo di lavoro, ha sottolineato che il denaro assorbito dagli "elevati oneri amministrativi" dovrebbe "essere speso per la ricerca e l'innovazione", e gli incentivi fiscali dovrebbero essere considerati come "leva finanziaria dell'investimento pubblico per ottenere maggiori investimenti privati". Le piccole imprese, inoltre, essendo il motore che crea posti di lavoro, dovrebbero essere incoraggiate a crescere, anche contro la loro volontà di restare piccole per godere di maggiori incentivi fiscali. Il gruppo di lavoro insiste sull'importanza di investire nelle risorse umane, con un'attenzione particolare al deficit demografico e al fenomeno dell'abbandono scolastico precoce. Altre priorità sono "la disoccupazione giovanile che colpisce quasi il 40% del numero totale dei disoccupati", l'esclusione dei portatori di handicap dal mercato del lavoro, e i 25 milioni di lavoratori a basso reddito. In questo la Commissione europea ha elaborato azioni mirate a "promuovere le prestazioni delle piccole e medie imprese che creano 9 posti di lavoro su 10" e a ridurre il numero di studenti che abbandonano la scuola prematuramente. Per quanto riguarda l'attuazione della strategia di Lisbona, il relatore sloveno,Franc Horvart, punta il dito sulle aree problematiche di intervento, messe in evidenza dagli indicatori di valutazione. Queste sono la ricerca e lo sviluppo, la sicurezza energetica, la povertà e la "quinta libertà", quella per la circolazione della conoscenza. Il Presidente dell'Assemblea nazionale slovena, France Curiati, propone "un'area aperta di ricerca comune che comprenda l'Istituto europeo di Innovazione e tecnologia". Una riflessione del gruppo di lavoro è sulla necessità di adattamento della strategia di Lisbona ai livelli di sviluppo dei vari Stati membri, puntando su una sufficiente flessibilità. José Manuel Barroso dichiara che "la sfida più importante è quella di assicurare che la strategia di Lisbona non si trasformi in un altro esercizio burocratico". Secondo alcuni eurodeputati però, la Commissione europea dovrebbe armonizzare le tasse societarie all'interno dell'Ue, poiché avere a che fare con 27 regimi diversi diventa un ostacolo allo sviluppo. Il vicepresidente del Parlamento europeo, Rodi Kratsa-Tsagaropoulou, ha sottolineato che il punto chiave "è l'equilibrio tra tutti i settori: quello economico, ambientale e sociale, da una parte e gli aspetti regionali dall'altra". 2008 - redattore: GA.

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La prima rivolta libertaria (sezione: Burocrazia)

( da "Opinione, L'" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oggi è Mer, 13 Feb 2008 Edizione 30 del 13-02-2008 E' tutta un'altra storia La prima rivolta libertaria di Gilberto Oneto La vicenda risale alla metà di maggio di un lontanissimo anno 1004. L'imperatore Enrico II è sceso in Padania per domare la ribellione di Arduino. Sceso dalla valle dell'Adige non deve neppure combattere: le schiere dei Longobardi (così li chiama il cronista Adalboldo nella sua "Vita Henrici Secundi Imperatoris") si dissolvono come neve al sole, senza combattere. Arduino si ritira nel suo imprendibile castello canavesano di Sparone. La cosa trova una sua spiegazione solo dopo che Enrico se ne sarà tornato in Germania, quando Arduino e i suoi riprendono possesso del Regno senza colpo ferire e lo tengono per una decina di anni: una tattica "alla russa" insomma. In ogni caso, l'imperatore, accompagnato dai suoi alleati, fra cui brillano i Canossa, dopo essere entrato a Verona dove è acclamato e incoronato, si dirige verso Pavia, la capitale del Regno. Anche qui è accolto da un popolo festante. Si tratta però di una cordialità che dura letteralmente lo spazio di un mattino, perché già la sera stessa il popolo insorge, con un cambiamento di atteggiamento che Adalboldo non riesce a spiegare se non con l'intervento diretto di Satana in persona. Neppure l'arcivescovo di Colonia, che è arrivato con il corteo imperiale, riesce a dare una spiegazione a tale repentino voltafaccia e affronta la folla per cercare di capire cosa sia successo, ma è preso a sassate e a frecciate e si deve rifugiare con l'imperatore dietro le robuste mura del palazzo reale. È il 15 maggio 1004. Solo all'alba il grosso dell'esercito tedesco, che si è accampato fuori dalle mura, riesce ad entrare in città saccheggiando e distruggendo. La città è data alle fiamme e con essa il palazzo: Enrico fa giusto in tempo ad uscirne e a rifugiarsi nella basilica di San Pietro in Ciel d'oro, fuori dalle mura. Qui riceve una delegazione di cittadini cui concede il perdono. Il tutto è successo in poche ore e non si capisce perchè. Qualcuno ha allora ipotizzato che ci fosse lo zampino di agenti provocatori arduinici: una spiegazione poco accettabile vista la rapidità degli eventi e - soprattutto - l'atteggiamento attendista del re d'Italia. Le vere ragioni dell'esplosione di rabbia sono altre, assai più "moderne". Si può dire che sia stata sicuramente un prodromo delle lotte comunali ma anche e forse soprattutto la prima rivolta libertaria contro lo stato e la sua burocrazia, per questo estremamente moderna. Screzi ci sono sempre stati fra la gente e i soldati di fuori, ma si trattava di risse da osteria. Questa volta c'è qualcosa di più anche delle lotte fra fazioni. È il primo vagito delle libertà comunali. I pavesi non sono ormai più disposti ad accettare il ruolo che la politica più alta ha assegnato alla loro città, quello di capitale del regno. È un ruolo pesante. La città è sede di una burocrazia fiscale e prepotente che infastidisce e ritarda il libero sviluppo della città, che frena con la sua inerzia il libero spirito di iniziativa dei cittadini. I pavesi vedono il risveglio di libertà e le prime forme di autonomia che stanno raggiungendo altre città padane loro concorrenti e si rendono conto che il ruolo di capitale costituisce un peso. Oltre a questo la frequente sosta di carovane al seguito dei re e imperatori e dei loro eserciti è un peso e un fastidio per la città. Che la sensazione sia pesante lo dimostra il fatto che alla morte dello stesso Enrico II nel 1024, i pavesi insorgono di nuovo distruggendo ? questa volta fino alle fondamenta ? il palazzo reale e impediranno la sua riedificazione all'intero delle mura cittadine. Tante volte si è assistito nella storia a città che si rivoltano perchè viene loro tolto il ruolo di capitale o di capoluogo e i privilegi economici ad essa connessi. Si tratta evidentemente di gente che vive di privilegi e sinecure e non di gente che vive del proprio lavoro. Sono città di burocrati ed assistite. Diverso è l'atteggiamento di chi affida le proprie fortune al suo lavoro e iniziativa, al mercato insomma e che vede la presenza della burocrazia come un ostacolo. Diverse vocazioni. Da queste parti funziona così, non è un caso che questa sia stata la terra dei liberi comuni, rissosi e gelosi della propria autonomia fino al punto di perderla per incapacità di superare le divisioni e coalizzare le forze. Pensare a quanto leggera fosse la burocrazia e lo stato allora e quanto pesante lo sia oggi. Quanto ristretto fosse il mercato allora (e le opportunità) e quanto sia ampio oggi. Non siamo proprio più gli stessi ci siamo infiacchiti. Eppure, Quella di Pavia è la prima rivolta libertaria, di mercanti, del libero mercato. Andrebbe celebrata come riferimento. E soprattutto di questi tempi, presa come esempio.

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Cosa bolle a sinistra (sezione: Burocrazia)

( da "Opinione, L'" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oggi è Mer, 13 Feb 2008 Edizione 30 del 13-02-2008 La fusione tra Fi e An chiude il capitolo fascista tanto funzionale alla propaganda comunista Cosa bolle a sinistra L'antiberlusconismo non può essere strumentalizzato come l'antifascismo di Giuseppe Mele Solo una settimana fa, Grillini vedeva così le cose: Angius, lui, Boselli avrebbero fatto blocco con Di Pietro, Mastella, Dini ed i radicali. In una parola, tutto ciò che non era comunista, e tutto ciò che non era Partito Democratico si sarebbe apparentato all'araba fenice della costituente socialista, rimandata in questi mesi, un po' per non perdere pezzi, un po' per acquisirne di nuovi. Una settimana fa, però, la caduta del governo Prodi sull'uscio della casa, sede degli arresti domiciliari della mugliera, non significava ancora la fine dell'Ulivo, anzi. Tre sinistre diverse in fondo non facevano altro che riproporre quell'intesa, con una qualche razionalizzazione al proprio interno. Restava il comune denominatore dell'antiberlusconismo. Antiberlusconismo L'antiberlusconismo, per chi se lo fosse dimenticato, non è l'antiqualunquismo, non è l'anti tetteeculo, non è l'antipoteriforti, l'antiricchi, l'anticapitalismo e non è neppure l'antifascismo. L'antiberlusconismo è figlio diretto dell'anticraxismo, cioè la condanna alzo zero da un lato della classe dirigente che mise il Pci all'opposizione e dall'altro lato di quella socialista che ruppe quasi definitivamente col Pci. Il craxismo alle sue ultime conseguenze e nei suoi ultimi mesi decretava l'inutilità e l'impossibilità anche solo di esistere per il Pci. In una lunga campagna quarantennale il Pci, nonché il suo sistema economico e burocratico, e gli alleati laici, trovati per strada, tradussero questa lotta in pure accuse da antipolitica: gli avversari erano solo truffatori, ladri, mafiosi, eversori, corrotti e corruttori. Tutto ciò è dimostrato dalla continuità personale dei dirigenti non solo del Pd, ma anche di tutte le organizzazioni connesse, dall'Arci alla Cgil; tutti già comunisti, poi ex, post, a, infine anti, pur modificando contenuti, si sono sempre attenuti a queste linee. Se le conseguenze del craxismo erano corrette e si doveva trovare solo un metodo, il tempo, per farle digerire e giungere in vent'anni col Pd ad un partito socialista occidentale; al contrario le tesi dell'antipolitica si sono dimostrate false. Assolti, prescritti o non rei del fatto, i politici della I repubblica si sono rivelati simili a quelle delle altre democrazie europee; Milano al contrario che da bere, resta al centro del pezzo del paese assimilabile all'Europa; la fine del blocco sovietico non dava più senso di esistere ad una struttura blocco economica e politica che era interprete e rappresentanza di quell'alleanza orientale; l'esplosione del problema meridionale, croce dell'unità, sempre eluso dall'antipolitica a meno che non fosse funzionale ad attaccare i moderati, è seguita all'indebolimento della parte più sana del paese, incapace o neghittosa, sotto le accuse di mafiosità, di affrontare il cancro camorristico dove veramente si trovava. Antipolitica Diretto dal pifferaio Berlusconi e dalla volontà di assorbire nel Pd il più possibile dell'esperienza dell'Ulivo, Veltroni ha deciso di presentarsi da solo, convinto che davanti ad una simile prova di forza delle tre sinistre ne resteranno due e sperando che ne resti una sola. La tradizionale debolezza nel voto e nella spina dorsale socialista finirà per fare assorbire Boselli e company nel Pd; Mastella e Dini si sono già accasati presso la Casa delle Libertà. Restano radicali e Di Pietro. Due modi di dare voce ed interpretare l'antipolitica ma ben lungi dall'essere voce della sua maggioranza. L'antipolitica nel mondo latino ha storia lunga. Gli italiani, tutti, da quando a fine ottocento erano chiamati "carcamanos" in Brasile, hanno sempre avuto propensione a costruirsi rapporti sociali più o meno scostati dal cono della legge. Grandi esportatori in occidente di chiese e mafie, gli italiani tutti interpretano il rifiuto della norma logica, imparziale, valida dovunque e comunque. Ogni situazione vuole la sua norma e l'interpretazione bizantina fa umanamente da ponte tra la chiara norma occidentale ed il comando spontaneistico del satrapo. I radicali di Pannella, prendendo ad esempio il mondo più escluso dei paria sociali pretesero la norma chiara; pur perdendo sistematicamente, evidenziarono che la grande tradizione giurisprudenziale italiana si traduceva nel bizantinismo e nella sistemazione volta per volta dei problemi senza garanzia di legge. Quest'antipolitica, in questi giorni suffragata da centinaia di testi da destra e da sinistra tutti tesi a condannare le centinaia di caste sviluppatesi nel paese, è elettoralmente sconfitta in partenza. La stragrande maggioranza degli italiani, come i francesi e gli spagnoli riserva sempre un'uscita possibile quando l'applicazione della norma sic et simpliciter rischia di essere troppo dolorosa o distruttiva. A loro vantaggio gli altri latini hanno la capacità di voltare pagina di tanto in tanto, mentre nei dintorni di Roma storicamente non si cancella mai niente, si stratifica all'infinito portandosi dietro contraddizioni infinite. Di Pietro Di Pietro fu l'eroe della magistratura che finalmente reificava le accuse dell'anticraxismo. Non importava che il metodo adottato fosse da centoneri, di destra paleo fascista, di ottusità poliziesca pregiudizievolista, da agente della Cia in Nicaragua; né importava che la magistratura, tra le burocrazie più inefficaci di un paese regno dello spreco burocratico, incapace di risolvere il problema di mafie e camorre, irresponsabile nei suoi atti e pericolosamente in rotta di collisione con le forze dell'ordine, suo braccio armato, gestisse la sua piena indipendenza come vivesse sulla Luna. Fintanto che Di Pietro e la magistratura corroboravano l'anticraxismo di Berlinguer e di Scalfaro tutto andava bene; anzi se Veltroni oggi è disponibile soltanto ad un'alleanza, proprio quella con Di Pietro, è proprio perché nella mente del sindaco di Roma si configura la sua parte, come l'alleanza tra centrosinistra ed antipolitica, un'antipolitica accettabile da noi, non fondata sul principio radicale di legalità, ma sulla libertà totale del giudice di intervenire contro l'avversario politico come e quando voglia, a prescindere dai risultati. Il messaggio di Pannella In questo contesto il messaggio sibillino e minaccioso di Pannella nei confronti di Di Pietro è ben comprensibile se inquadrato nelle accuse fatte già dalla Bernardini sull'avanzata camorristica in corso nel paese. Una volta infilatosi in politica, l'ex magistrato non solo si è trovato coinvolto nei più strani business che di volta in volta appaiono più che frutto del suo talento, quello dei consigli di alleati e non, come favori economici tesi a pagare alleanze e comportamenti soprattutto locali. Soprattutto si è visto costretto a costruire un partito, che come denunciato da Mastella, ha tutte le caratteristiche di un'armata brancaleone meridionalista, strutturalmente radicata dove mafie e camorre sono più forti. In una parola l'esatto contrario di quanto propugnato politicamente. Tutta la storia di Di Pietro ha dell'incredibile e se mai la parola faccendiere ha avuto motivo di esistere, questo appare chiaramente il caso. Di tutti gli esempi possibili si pensi solo alle ultime elezioni comunali romane: qui l'Italia dei valori si presentò schierando il gruppo dell'ex assessore socialdemocratico Tortosa, che traslocò armi e bagagli dai socialisti di destra e si vide subito sbanchettato da storiche accuse di corruttela. Così a Roma, lasciamo stare cosa avviene in Calabria e Campania. Pannella indica a Di Pietro l'unica via possibile, cioè quella di smantellare il suo partitino fascista , che assomiglia più al movimento di Ciccio Franco della Reggio Calabria del '72 che ad un movimento di pulizia morale; ed assieme di liberarsi da tutti i ricatti e profitti economici in cui è avviluppato, magari andando a seguire corsi di italiano a Buenos Aires. Anni fa scrivemmo che i verdi non erano da criticare, ma solo da rimuovere; ora siamo davanti alla loro sicura scomparsa, cui si potrebbe aggiungere quella di uno dei Totò dell'incubo nazionale. Pure Di Pietro seguisse il consiglio di Pannella, lasciando che il suo elettorato finisse nella sua sede naturale, cioè da Storace, non ci sarebbero comunque cambiamenti di sorta, se non di principio. Pannella, e con lui Travaglio, Dalla Chiesa, Montezemolo, ecc. incluso il Drittone, tendono infatti a dimenticare che l'antipolitica si è da tempo stabilizzata elettoralmente, almeno dove è possibile. Al Sud l'antipolitica governa, nelle imposizioni quotidiane di mafia e camorra; non solo, tutto il dibattito viene tradotto in forme antipolitiche di governo, dato che si è lasciato nel braccio di ferro post Mani Pulite che il medioevo orientale tornasse a riprendersi in mano un terzo del paese. Monnezza docet. Al nord, l'antipolitica ha un suo partito,la Lega, a lungo confuso con un reale processo federalista; questa antipolitica ha ottenuto negli anni risultati concreti: sanità ed inceneritori a modo suo, cautele centrali nel mettere il naso localmente. Perciò al nord non c'è spazio per i radicali e nemmeno per il caravanserraglio de La Repubblica. Il nord, anche davanti a registrazioni garantite, non può credere e non crede che la mafia non sia del sud. Il villano con voce roca riurla che il re è nudo. Non c'è Flores che tenga. Bertinotti batte Veltroni Lentamente, i nodi vengono al pettine. Stancamente gli ex leader del Pci cercano di garantirsi un'anima socialista e craxiana, che dovranno far digerire ad un elettorato cresciuto in convinzioni opposte; per farlo cercano anche di spogliarsi dell'antiberlusconismo. E' molto probabile in queste condizioni che il rinato Pci, nei panni della Cosa Rossa possa avere un inaspettato exploit. Glielo garantiscono la continuità, l'attesa dei contenuti da parte dell'elettorato più di sinistra, la coerenza ed il monopolio dell'antiberlusconismo grazie al quale, non ci scordi, Prodi ha vinto due volte. Malgrado la campagna dei quotidiani più importanti del paese e di tutti i Fazio, Riotta, Mauro, Folli, ecc., o forse proprio grazie a loro, il mai Piccista Bertinotti questa volta può togliersi lo sfizio di battere l'ex Pci Veltroni, dando soddisfazione alle Rossanda ed ai Parlato. E' presumibile che, rendendosi conto di questa possibilità, Veltroni all'ultimo non ci ripensi. Perché la Coppa Italia di sinistra può registrare un vincitore ma l'unificazione di Forza Italia ed Alleanza Nazionale, cioè la fusione di Fini in Berlusconi chiude un capitolo, quello fascista, chiuso da tempo, e tenuto in vita solo allo scopo di esaltare le braverie degli omologhi di sinistra. L'antiberlusconismo non potrà usare contro l'antifascismo, perché le accuse all'uno sono il contrario delle accuse all'altro. Malgrado i battage, la novità non sono i pidocchi ma la fine del partito postRsi. Quanto a come l'anticlericalismo ha finito per battersi per il parroco per antonomasia, è un'altra storia. Per noi, salvaguardare esperienze leadership radicali nel contesto politico più logico, cioè a destra resta un must ed una speranza personale.

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LOBRA E PUOLO, LA BUROCRAZIA BLOCCA I LAVORI (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

MASSA LUBRENSE. PER GLI INTERVENTI SULLE SCOGLIERE Lobra e Puolo, la burocrazia blocca i lavori Mancano le autorizzazioni, decisioni a settembre. Salvi i finanziamenti GENNARO PAPPALARDO Massa Lubrense. Si allungano i tempi per la realizzazione delle scogliere di Marina Lobra e di Puolo, finanziata dalla regione Campania con 2 milioni e 875mila euro. Slittato il termine del 31 dicembre 2007, data entro la quale la Capitaneria di porto di Castellammare non ha potuto concedere il proprio assenso alle ditte appaltatrici dei lavori per le invarianti di Marina Lobra e di Puolo per l'occupazione delle aree di cantiere. Dopo lo stop imposto dal ministero per l'Ambiente, preoccupato non solo dei ricorsi delle associazioni ambientaliste, culturali e turistiche ma anche delle ordinanze di sospensione del Tar, tutto ritorna in alto mare per la formulazione della nuova valutazione d'impatto ambientale relativa ai due borghi marinari. Credendo di accelerare i tempi e quindi evitare la perdita dei fondi Por in scadenza il 31 luglio scorso l'amministrazione comunale di Massa Lubrense in luogo della valutazione d'impatto ambientale aveva proposto al ministero un'altra documentazione: la valutazione d'incidenza ambientale. A parte il bisticcio linguistico, la valutazione d'incidenza ambientale eseguita dalla commissione regionale nel marzo scorso provocò il ricorso della sezione sorrentina del Wwf presso il Tar Campania, che lo accolse bloccando i progetti di rimodulazione delle nuove scogliere dei borghi marinari della Lobra e di Puolo. La formulazione della valutazione d'impatto - non d'incidenza - ambientale prevedeva due principali obiettivi: una diversa configurazione delle scogliere delle due aree portuali di Marina della Lobra e di Marina di Puolo ed il rispetto del termine (prorogato) del 31 dicembre per la consegna della documentazione alla Regione Campania. A parte i ritardi determinati dai mancati nulla-osta del ministero e della Capitaneria bisogna aggiungere anche i problemi di carattere politico locale, determinati dalle dimissioni dell'assessore ai Lavori pubblici di Massa Lubrense Diego Piroddi, e quelli di natura giudiziaria nella quale poi è incorso l'assessore regionale all'Ambiente Luigi Nocera. Una prima riunione con un sopralluogo si è tenuta nei giorni scorsi, ma si è trattato d'una riunione più teorica che pratica, e quindi non ufficiale, per la mancanza di alcuni componenti, per cui i veri risultati da analisi di documenti e sopralluoghi si avranno soltanto nel prossimo settembre. Comunque tra le brutte notizie che sono pervenute al Comune di Massa Lubrense nei giorni scorsi una però porta il segno positivo: il blocco imposto su tutta la vicenda sia dalla magistratura ordinaria che da quella amministrativa non farà perdere i finanziamenti. Tuttavia tali ritardi provocheranno, a cascata, rallentamenti anche sul "project financing" che, con una spesa di circa 15 milioni di euro, prevede una serie di lavori di ristrutturazione dell'area portuale di Marina Lobra.

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Quando il federalismo diventa fattore di espansione (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

PICCOLA IMPRESA Quando il federalismo diventa fattore di espansione VeneziaRiduzione della burocrazia, più attenzione alle piccole imprese e diminuzione del carico fiscale: sono questi i possibili vantaggi che le Pmi venete sperano di ottenere dall'attuazione della riforma federalista.Le indicazioni provengono dal quinto rapporto annuale Veneto Impresa redatto dalla Fondazione Leone Moressa di Mestre. A circa 500 piccoli e medi imprenditori è stato chiesto di esprimere il punto di vista circa i cambiamenti sull'attività imprenditoriale a seguito dell'attuazione del processo federalista. Il quadro che emerge evidenzia una conoscenza diffusa dell'argomento (il 75\% degli intervistati conosce la riforma) e un interesse sempre maggiore della questione, nonostante vi sia un certo disorientamento in merito ai futuri effetti della riforma.I benefici che gli imprenditori sperano di ottenere sono lo snellimento della burocrazia (26,6\%), una maggiore attenzione in genere verso le problematiche delle Pmi (25,4\%), la riduzione dell'imposizione fiscale (18,6\%) e una maggiore efficienza delle istituzioni pubbliche (16,6\%).Dallo studio emerge come tra il 2000 e il 2006 si evidenzi una generale crescita di piccole imprese, andatasi quindi affievolendosi nel corso degli anni. Sono i settori in cui le imprese venete sono più specializzate rispetto a quelle italiane ad aver maggiormente sofferto: trasporti, abbigliamento fabbricazione di mobili hanno evidenziato le maggior perdite di base produttiva, con tassi di sviluppo imprenditoriale negativi rispettivamente del -11\%, -5,5\% e del -2,2\%.Ma gli altri settori più classici e maggiormente partecipati restano comunque i punti saldi nel panorama produttivo artigiano del Veneto.Questi risultati dimostrano, dunque, che i percorsi imprenditoriali non devono solo fare riferimento alle strategie aziendali tout court, ma ad un processo più complesso che attiene alle responsabilità degli organi governativi competenti: la trasformazione del sistema Italia in termini federalisti potrebbe far cogliere tutti gli elementi di competitività per disporre degli strumenti e delle risorse (economiche, istituzionali e finanziarie) per sostenere in autonomia l'intera regione Veneto e il suo sistema produttivo. La competitività dei sistemi istituzionali non può più essere messa in secondo piano rispetto a quella dei sistemi economici: ed in questo senso il federalismo appare la risposta più forte e condivisa, in grado di aumentare il potere decisionale dei governi locali.

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Gestiport, una corsa contro la burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Per attrezzare tutti gli spazi destinati alle attività artigianali, commerciali e nautiche Gestiport, una corsa contro la burocrazia SENIGALLIA Ruolo decisivo anche quello della Gestiport Spa che una volta completato l'intervento avrà il compito di "attrezzare" l'intera area portuale di Senigallia. Tra gli interventi più delicati il posizionamento dei cosiddetti corpi morti (in pratica punti di ormeggio sommersi), i vecchi saranno rimossi con l'escavo che verrà eseguito nella prossima stagione. Il presidente della Gestiport Furio Durpetti non ha nascosto che teme tempi lunghi della burocrazia rimarcando la necessità di avviare contemporaneamente alla realizzazione della cassa di colmata nel porto di Ancona le procedure per eseguire l'escavo e quindi evitare che si perda tempo prezioso per liberare le darsene senigalliesi dalle sabbie. La società che ha il compito di gestire il porto dovrà interessarsi di tutto ciò che riguarda il futuro dell'area e che non riguarda solo le darsene attuali, ma naturalmente anche tutti gli altri spazi che scaturiranno dagli interventi ingegneristici in corso. Grande attenzione è rivolta all'avamporto, che sarà zona di ormeggio per natanti in transito, e soprattutto alle nuove superfici che ben presto diverranno realtà e per le quali ad oggi viene prevista una destinazione funzionale alle attività economiche, commerciali e artigianali di supporto all'attività nautica per il diporto e la pesca. MA.P. ,.

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Nel 2007 redditi agricoli a +23%, De Castro: la crisi è alle spalle (sezione: Burocrazia)

( da "Velino.it, Il" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

(ECO) Nel 2007 redditi agricoli a +23%, De Castro: la crisi è alle spalle Roma, 13 feb (Velino) - Nelle annate agrarie tra il 2000 e il 2005 i redditi delle aziende agricole professionali italiane sono cresciuti del 20 per cento. Ancora meglio è andata nel 2007. Lo scorso anno i redditi medi sono cresciuti del 23 per cento rispetto al 2006 passando da 15.530 euro a 18.914 euro. Lo ha rilevato la Rete di informazione contabile agricola (Rica) dell'Inea (Istituto nazionale di economia agraria), lo strumento comunitario creato per assicurare la conoscenza della condizione economica delle aziende agricole europee professionali. Il risultato pone così l'Italia ai primi posti in Europa per la crescita del reddito agricolo, e davanti a Germania, Grecia, Spagna, Francia, Paesi Bassi e Gran Bretagna. Secondo la Rica la crescita deriva dall'aumento del 34,5 per cento del valore alla produzione a fronte di un aumento dei consumi intermedi del 32 per cento. “Non possono che darci grande soddisfazione i dati che ci consegnano un'Italia capace di battere largamente tante altre importanti realtà europee per crescita del reddito agricolo”. Lo ha detto il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Paolo De Castro, nel commentare l'indagine Rica. “Una crescita superiore al venti per cento nel quinquennio 2000-2005 - ha proseguito il ministro - ci fa desumere che i periodi più difficili siano decisamente alle spalle ma quello che ci rassicura è la posizione di primato europeo delineatasi per il 2007”. De Castro considera, poi, più che lusinghiera la proiezione di crescita del 23 per cento, che pone il nostro paese al primo posto davanti a numerosi partner europei di forte tradizione agricola. “Abbiamo lavorato con forza per ridare fiducia e competitività all'agricoltura italiana – ha inoltre precisato il ministro -, abbiamo combattuto per la modernizzazione, la comprensione del ruolo nuovo dell'agricoltura in seno alla società e l'abbattimento della burocrazia. Ora ci sentiamo confortati nel percorso affrontato. Certo - ha concluso De Castro - gli agricoltori hanno saputo rispondere alle sfide in modo forte ed efficiente. Ma non finisce qui. Altre potenzialità, nuove energie pervadono il settore. Sono certo che le prossime analisi potranno offrire uno spaccato ulteriormente dinamico”. (Federico Tulli) 13 feb 16:10.

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Compiuta la ricognizione fotografica in tutta Merate, l'assessore Passoni annuncia interventi a tutto campo Troppi intralci sui marciapiedi, è l'ora di un giro di vite (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Lecco, La" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ernesto Passoni MERATE (f. alf.) Marciapiedi sconnessi, pieni di buche, nel migliore dei casi rattoppate, scivoli inesistenti, gradini pericolosi. In conclusione, un'infinità di ostacoli che rendono difficoltosi gli spostamenti a chi è costretto a muoversi su una sedia a rotelle oltre che delle mamme con i passeggini, degli anziani che camminano a fatica e tutti coloro che si ritrovano a dover superare ostacoli che invece non dovrebbero esserci. Una situazione incresciosa, alla quale però in municipio hanno deciso di porre rimedio. Qualche settimana fa, su segnalazione dei cittadini e indirizzo dell'assessore Marcello Toma, gli uomini dell'ufficio tecnico hanno infatti controllato uno ad uno tutti i marciapiedi cittadini. Dall'assemblaggio delle centinaia di foto scattate è uscito un book fotografico che diventerà punto di partenza per la programmazione di interventi di abbattimento delle barriere architettoniche. D'altra parte, come annunciato dall'assessore all'urbanistica Ernesto Passoni, i soldi per i lavori non dovrebbero mancare. "Nella nostra città la situazione non è buona - ha commentato Passoni - e quindi occorre intervenire. Tuttavia, il problema non sono soltanto i fondi, ma anche la capacità di progettazione dell'ufficio tecnico che ha parecchio lavoro e i tempi della burocrazia. Grazie al censimento avremo un quadro di riferimento con cui cominciare a programmare gli interventi". "A Merate - sostiene Davide Cacciatori, che si muove con una carrozzina a motore - i marciapiedi del centro sono messi abbastanza bene. Solo in alcuni punti, come nella zona della piscina o nelle frazioni, ci sono problemi". Di esempi positivi però ce ne sono tanti. "Gli scivoli realizzati in via Cazzaniga vanno benessimo. E molto utile è il nuovo sentiero realizzato al lago di Sartirana". Ma al di là delle manutenzioni di marciapiedi e cordoli, sostiene Cacciatori "è sulla mentalità della gente che bisogna intervenire. Spesso le persone sono maleducate ed egoiste: parcheggiano sui marciapiedi e ti costringono a tornare indietro; oppure davanti allo scivolo delle poste, obbligandoti ad aspettare; oppure, con la scusa che si fermano cinque minuti, lasciano l'auto negli stalli riservati ai disabili". Se la situazione dei marciapiedi cittadini è critica solo in alcuni casi, è invece sempre drammatica quella dei negozi. Dove chi è seduto su una carrozzella non entra quasi mai. "Tutti i negozi di via Manzoni hanno un gradino e noi non possiamo entrare. Anche nelle banche, tranne che in un caso, per noi accesso è sbarrato. Quando devo andare nella mia, sono costretto a chiamare e mi fanno entrare da dietro. Va invece meglio in bar, ristoranti".

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La storia La circoscrizione 8 nega gli spazi senza autorizzazione, poi il parroco risolve il caso La pasta per i bisognosi finisce in polemica (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Como, La" del 13-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

La storia La circoscrizione 8 nega gli spazi senza autorizzazione, poi il parroco risolve il caso La pasta per i bisognosi finisce in polemica I 160 chili di pasta recapitati da un imprenditore anonimo al consigliere dell'Udc Luigi Bottone, o meglio, i 110 chili destinati ai bisognosi della circoscrizione Otto finiscono in polemica. "Per poterli distribuire - ha denunciato Bottone - mi hanno detto che devo prima ottenere l'autorizzazione con il via libera del Comune e versare una cauzione. Visto che si tratta di una donazione mi sembra assurdo che si debba seguire tutta questa procedura burocratica che, di fatto, ritarda soltanto la consegna della pasta. Il colmo è che anche davanti alla necessità di persone bisognose si faccia prevalere la burocrazia". Secca la replica del presidente del parlamentino di quartiere Stefano Fermi: "Non c'è nessuna burocrazia, ho semplicemente detto al consigliere che, come fanno tutti, deve compilare un modulo chiedendo l'autorizzazione. Questo per un discorso di responsabilità per il rispetto delle norme. È un'iniziativa più che meritevole, ma per un discorso rispetto dei regolamenti e di responsabilità non si possono fare eccezioni". Più o meno la stessa posizione dell'assessore al Decentramento Maurizio Faverio: "Chiunque deve seguire la trafila perché chi fa la richiesta di utilizzo degli spazi se ne assume la responsabilità. Fosse anche il presidente della Repubblica. Se avesse fatto la domanda questa mattina in un paio di giorni sarebbe stata evasa . Mi spiace perché era una bella cosa, ma le regole vanno rispettate". Ieri in serata a trovare una soluzione ci ha pensato il parroco, don Antonio. "Ho contattato la parrocchia - ha fatto sapere Bottone - e lui è stato gentilissimo e mi ha detto di contattare l'associazione "Amare è donare", che si occupa di aiutare i bisognosi proprio nei quartieri della Otto. Ho già preso accordi con la responsabile, Pina Menafra, che manderà qualche volontario a ritirare la pasta e poi penserà a distribuirla alle famiglie povere". Gli altri 50 chili di pasta, oltre a svariate decine di cosce di pollo, sono già state consegnate, su indicazione della Caritas di Como, alla Casa della Giovane di Ponte Chiasso.

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