HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
www.mauronovelli.it
|
DOSSIER “BUROCRAZIA” |
|
tARTICOLI DEL 12-5-2008 #TOP
·
Articoli
Burocrazia (39)
Saleranon Adesso l'istituto guarda al futuro. Il presidente
Cerri: <Stiamo uscendo dalle difficoltà avute in passato> (
da "Cittadino, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ormai manca solo la burocrazia per sdoganarci dalle difficoltà che abbiamo affrontato in passato. La macchina possiamo dire che è uscita dalla fase di rodaggio e sta viaggiando bene", ha spiegato il direttore generale Giancarlo Villa. All'orizzonte ora si profila l'obiettivo della crescita e del consolidamento della banca,
Via pericolosa e provincia assente (
da "Mattino di Padova, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: L'episodio in ogni caso torna utile per porsi una domanda di estrema attualità: per essere più vicini alle necessità dei cittadini, da una parte fornendo loro risposte più rapide e dall'altra riducendo la burocrazia, il futuro delle Province quale dovrebbe essere? Tiziano Zampieron sindaco di San Pietro in Gu.
Borgo Loreto in festa ricorda don Amigoni (
da "Provincia di Cremona, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia non hanno mortificato quelli del cuore. Grande festa nel nome di don Franco, dunque, con una mattina intensa aperta dal ritrovo presso la Madonnina e proseguita poi con il corteo, i saluti delle autorità, la Messa; e poi ancora l'aperitivo in piazza, il pranzo in Fiera e il pomeriggio in oratorio per inaugurare una mostra fotografica nel segno dei ricordi e della nostalgia.
La priorità è riformare la burocrazia (
da "Mattino di Padova, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: mio parere il primo settore da riformare è quello che genera le risposte ai bisogni della società, ovvero la nostra burocrazia, la nostra macchina amministrativa". La riforma della burocrazia in che senso dovrebbe avvenire? "La situazione è sotto gli occhi di tutti, rischio di dire banalità. Già sarebbe molto se leggi e norme fossero scritte in italiano invece che in burocratese.
Quattordicesima e buoni vendemmia per i pensionati (
da "Piccolo di Trieste, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ridurre la burocrazia per le imprese agricole e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte al caro vita. I buoni vendemmia verranno introdotti per la prima volta in Italia con la prossima raccolta dell'uva e la nostra regione, grazie al protocollo di intesa tra Inps, Inail e Regione,
CONCORRENZA E... VELENI (
da "Azione, L'" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: perché servono un laboratorio, una burocrazia. Meglio cederlo all'ingrosso. Anche se mi piacerebbe vedere dei controlli più severi su chi vende direttamente, per evitare il caso che si venda più di quanto si produce...". Oltre alla concorrenza, anche la moria... "è un problema serio, che va al di là delle api.
Calderoli un ministero per delegificare può non bastare (
da "Riformista, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: pari alla depressione per un essere umano, è la burocrazia: imperante, devastante, il cui grado di diffusione e penetrazione sull'intero territorio nazionale è pari alla forza della gramigna, erba infestante, difficilmente distruggibile. Ebbene, per noi, la burocrazia è come una gramigna infestante.
Porto Columbu, il mare in giardino (
da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: piano capace di fermare i marosi è stata però vanificata dalla burocrazia. "Da cinque anni sul nostro territorio si stanno accumulando gravi e insopportabili ritardi", taglia corto l'ex sindaco Salvatore Mattana e oggi consigliere regionale del Pd. "C'era un progetto già in gran parte definito per liberare l'ingresso del porto e usare la sabbia per il ripascimento delle zone erose,
ANCONA <LA REGIONE Marche butter (
da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)"
del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: con aggravio di costi e di burocrazia. L'esatto contrario dell'auspicato processo di sburocratizzazione, punendo le aziende giovani". Così non si farà selezione ma si distribuiranno i fondi secondo logiche che rischiano di risultare scarsamente efficaci per lo sviluppo competitivo delle imprese agricole.
Monza e Brianza, (
da "Sole 24 Ore, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Una Provincia capace di far funzionare bene le cose, di fornire servizi moderni ed efficienti senza perdersi nella burocrazia. Se sapremo far nascere un Ente così, credo avremo fatto un lavoro utile.” Gigi Ponti, assessore all'attuazione della Provicnia di Monza e Brianza.
Senza speranza, al punto che la Francia ha chiesto al
Consiglio di Sicurezza dell'Onu u (
da "Messaggero, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: gli aiuti alimentari di prima necessità, per sfuggire alla burocrazia militare. L'idea della Francia, di premere sul Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per "un'invasione umanitaria", non potrà passare. La Cina, paese amico della Giunta, opporrebbe il suo potere di veto, e così probabilmente anche la Russia.
Lo sviluppo della telematica nella Pa ha semplificato e
migliorato la burocrazia, ma ha anche moltip (
da "Messaggero, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Era il settembre 2006 quando, in seguito alla tromba d'aria
che colpì pesantemente ( da "Messaggero, Il (Rieti)"
del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: solo la parte di burocrazia spettante alla Regione si è conclusa (è del 16 aprile 2007 la deliberazione di Giunta che prevede la "dismissione, a titolo gratuito, di beni Arsial in beneficio della Curia e del Comune"). Comune e Diocesi non hanno ancora concluso davanti ad un notaio la "presa d'atto" di prassi.
Come dare risposta a ogni problema quotidiano dei cittadini
e delle imprese in Europa ( da "Libertà"
del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: se lo si confronta ai tempi di molte burocrazie nazionali dove il problema di ordinamenti diversi o della lingua non esiste. I principali settori in cui si verificano problemi per i cittadini sono la sicurezza sociale (32%), il riconoscimento delle qualifiche professionali (24%) e i diritti di residenza, specialmente per i coniugi di cittadini dell'UE provenienti da paesi terzi.
Calderoli: "Le scuse alla Libia? Ho fatto prevalere la
ragione di Stato" ( da "Giornale.it, Il"
del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: bisognerà stargli addosso perché la macchina della burocrazia ti fagocita in un attimo e ti costringe a impazzire sull'ordinaria amministrazione. E lo dice uno che un po' di anni di marciapiede ce l'ha". Invece, niente ordinaria amministrazione? "Con quella siamo andati al fallimento. Ora bisogna partire con slancio nuovo e rivoluzionare la macchina".
Sicurezza sul lavoro (
da "Centro, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Europa dove gli stipendi sono ancora più bassi dei nostri e la burocrazia è meno pesante. La Sinistra Arcobaleno vuole ripartire proprio dalla questione sicurezza sul lavoro, forse avrebbe fatto bene a imporre, nei primi 100 giorni di vita del governo Prodi, non norme repressive ma semplicemente il trasferimento volontario, dopo regolari corsi di specializzazione,
Cura dimagrante a Palazzo Chigi (
da "Panorama" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Impero dell'alta burocrazia: solo alla presidenza del Consiglio si contano 27 dirigenti di prima fascia e 229 dirigenti di seconda fascia. Una nave da crociera, con un bilancio autonomo, sulla quale è stata caricata troppa zavorra: a bordo complessivamente ci sono 4.
Segreti e miserie di Al Qaeda (
da "Panorama" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che lavora alla Fletcher school of law and diplomacy di Boston, la spiega così: "L'ossessione per la burocrazia è in parte da imputare al vasto numero dei membri dell'organizzazione, che esige rigore e disciplina, in parte è dovuta alla forma mentis degli egiziani incaricati delle mansioni amministrative, quasi tutti ex funzionari governativi del Cairo".
Stregati da Lapo e dal mattone giallo (
da "Panorama" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: bisogna mettere in conto lo scontro con la burocrazia e il sistema di diritti di utilizzo di terreni cinesi. Le valutazioni legate ai rischi di mercato sul medio e lungo periodo sono ottimistiche. In città ormai le agenzie immobiliari sono ovunque. I prezzi: si va dai 500 euro di alcune periferie ai 5 mila di un appartamento in una torre di Xintiandi.
(ACR) PAGLIUCA (PDL) SCRIVE A DE FILIPPO SU STATO ECONOMIA
LUCANA ( da "Basilicanet.it"
del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: eccessiva burocrazia o nelle risorse scarsissime date ai parchi regionali, incapaci di assicurare ricadute economiche positive. Sul Metapontino le speranze legate ad importanti investimenti sembrano infrangersi su scogli di ben altra portata anche se ciò² non può² e non deve far tacere che questa Regione non si è¨ occupata efficacemente nemmeno della pianificazione riguardante i Lidi (
Geymonat, la scienza come pensiero (
da "Corriere della Sera" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: specie quando diventava il tratto distintivo delle burocrazie di partito o dei velleitarismi pseudorivoluzionari. Era disposto a pagare il prezzo di qualsiasi "società aperta di spiriti liberi", accettando lo scontro più duro purché emergessero con la "massima chiarezza" le divergenze e fossero analizzate con "rigore spietato tutte le prove a favore e tutte le difficoltà"
La promozione del merito (
da "Corriere della Sera" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: si scontrerà con le resistenze della burocrazia del ministero: se non vuole soccombere ai mandarini di via Trastevere (come accadde a Letizia Moratti) deve avere il coraggio di rinnovare radicalmente, e subito, la dirigenza del ministero. Inoltre la valutazione dovrà essere obbligatoria per ciascuna scuola, non effettuata a campione, come sembrava voler fare il precedente governo.
Crescita? Solo attraverso il mercato (
da "Padania, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: perché i vincoli che impedi scono all Europa e all Italia di avanzare più rapidamente sono principalmente di origine domestica: la burocrazia, la rigidità del mercato del lavoro, i troppi ostacoli agli investimenti. Tutte cose che le politiche nazionali possono governare se solo prendono un poco di coraggio per attuare interventi determinanti per il mondo della produttività.
Il grillo sparlante colpito e affondato (
da "Padania, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Cura dimagrante alla burocrazia NANDO BRANCA Vallemosso (Bi) Va notato con disappunto che nel Pdl certe mentalità centraliste sono dure a morire: si dice ad esempio che, per rendere efficace il federalismo fiscale, sarebbe prima necessario eliminare enti inutili quali Province e piccoli Comuni;
Sconfitti dalle loro bugie (
da "Padania, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Cura dimagrante alla burocrazia NANDO BRANCA Vallemosso (Bi) Va notato con disappunto che nel Pdl certe mentalità centraliste sono dure a morire: si dice ad esempio che, per rendere efficace il federalismo fiscale, sarebbe prima necessario eliminare enti inutili quali Province e piccoli Comuni;
Aumento delle pensioni, l'appello dell'Anmic al nuovo
ministro della Salute ( da "Redattore sociale"
del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è quello di far adeguare le normative che regolano ancora il mondo della disabilità. Oggi c'è ancora troppa burocrazia e un disabile nelle verifiche deve subire un'autentica via crucis, l'iter dovrà ovviamente essere rigoroso, ma il più possibile semplificato per non vessare inutilmente i cittadini".
Quando la cicogna vola sui percorsi dell adozione
internazionale ( da "Padania, La"
del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: e tra queste l adozione internazionale, un cammino lastricato di burocrazia, lunghe attese, illusioni e promesse non mantenute. Il volume La cicogna che sconfisse l aviaria di Paolo Moretti, edito da Infinito (pp. 96, 12 euro), è la condivisione dell esperienza adottiva compiuta dall autore e da sua moglie.
Quando la cicogna vola sui percorsi dell adozione
internazionale ( da "Padania, La"
del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: e tra queste l adozione internazionale, un cammino lastricato di burocrazia, lunghe attese, illusioni e promesse non mantenute. Il volume La cicogna che sconfisse l aviaria di Paolo Moretti, edito da Infinito (pp. 96, 12 euro), è la condivisione dell esperienza adottiva compiuta dall autore e da sua moglie.
Le imprese: E' un primo passo, ma meno burocrazia (
da "Denaro, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma meno burocrazia "Gli sgravi fiscali per il risparmio energetico rappresentano un primo passo in avanti per la politica ambientale ed economica, ma la burocrazia è ancora troppo ingombrante". Bruno Scuotto, presidente Piccola Industria dell'Unione Industriali di Napoli, lamenta la sussistenza di iter troppo lunghi da seguire per avere gli aiuti.
Cozzolino: Iniziamo da Napoli (
da "Denaro, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sulle insidie della burocrazia: "Si deve semplificare, ma un ruolo fondamentale dev'essere giocato dalle organizzazioni di cagoria che collaborano poco"; ad Antonio Pace (Confcommercio) sulle difficoltà dei piccoli negozianti: "Dovremo valorizzare gli esercizi di vicinato puntando a centri commerciali urbani che possano sostenere la concorrenza delle multinazionali"
Idee, bonifiche, efficienza: le richieste di Pmi e
sindacati ( da "Denaro, Il"
del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: lotta alla burocrazia; più spazio ai privati nella realizzazione dei progetti di sviluppo; spirito di squadra; concertazione. Sono le proposte avanzate ieri, in occasione della Giornata dell'economia promossa dalla Camera di commercio di Napoli, dai rappresentanti di imprese e sindacati intervenuti nel dibattito introdotto dal presidente dell'
SEGRETERIA POPOLARI UNITI SU ALLEANZA DEL CENTRO SINISTRA (
da "Basilicanet.it" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: il funzionamento della burocrazia, il rinnovamento degli apparati con lâ??apertura di una nuova stagione concorsuale, cosa che i Popolari Uniti chiedono, inascoltati, da tempo in tutti gli Enti. E fare sintesi significa mettere da parte posizioni oltranziste e/o utilitariste e dotarsi di una visione moderata delle cose , frutto di equilibrio,
Ambiente, più spese al Sud (
da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: per la gioia degli amministratori meridionali: la "burocrazia", traduzione decisamente brutale ma efficace della voce che nella disaggregazione ufficiale è indicata dalle "funzioni generali di amministrazione, gestione e controllo", al Centro (27,4% delle risorse) e al Sud (30%) pesa meno che nell'efficiente NordEst (31,2%).
Le chance future sono legate a Roma (
da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Senza contare le difficoltà legate alla burocrazia: "Lavoriamo con l'agenzia delle Entrate locale, con Equitalia - racconta Lombardi - e ci si trova a dover affrontare problemi, perché manca il personale per espletare tutte le operazioni burocratiche". La soluzione per far ripartire l'economia della zona, e con essa le professioni, secondo Piacitelli,
Un giornale per una terra vincente (
da "Provincia di Sondrio, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: fra le vette immortali di Valtellina e i capannoni di Morbegno, dove - nonostante le palle al piede delle infrastrutture, della burocrazia e di un'insopportabile pressione fiscale - il genio e la fatica della nostra gente trovano nuove strade per essere all'altezza (...) segue a pagina 10 11/05/2008.
Un giornale per una terra vincente (
da "Provincia di Lecco, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: lungo le sponde del nostro lago, fra le colline della Brianza e i capannoni del Meratese, dove - nonostante le palle al piede delle infrastrutture, della burocrazia e di un'insopportabile pressione fiscale - il genio e la fatica della nostra gente trovano nuove strade per essere (...) segue a pagina 10 11/05/2008.
P.A.: CATRICALA', BUROCRAZIA COSTA 61 MLD PER IMPRESE (
da "ADN Kronos" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il costo totale della burocrazia per le imprese ammonta a 61 mld di euro. E' quanto ha affermato il presidente dell'Antitrust Antonio Catricala' durante la registrazione della puntata di 'Porta a Porta' in onda questa sera. Catricala' ha quindi proposto che se si riuscisse a ridurre questo costo del 25% "avremo +1,7% di pil".
Sommersi dalle e-mail inutili (
da "Sole 24 Ore, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: innata tendenza alla burocrazia cieca e tetragona. E arrivano e-mail illeggibili e, soprattutto, inutili". A che cosa tutto questo? Elefantiasi nei processi interni. Ma anche disattenzione alle informazioni davvero importanti, perché sommerse da un mare di e-mail in cui si informa l'amministratore delegato di una media impresa –
Venezia si fonde (
da "Sole 24 Ore, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: decisioni e sottrarla ai vincoli della pubblica burocrazia. Attraverso il coinvolgimento di mecenati, sponsor e donatori vorremmo terminare a breve il programma dei grandi restauri, avviati anni fa, e soprattutto mettere a punto nuovi servizi on line (archiviazione, prenotazione mo-stre, studio e ricerca), sviluppare l'editoria d'arte e formare operatori culturali avendo a modello,
( da "Cittadino, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Laudense,
il bilancio incassa l'ok dei soci Inaugurata la nuova filiale in paese, utile
di quasi 2 milioni di euro n Pieno accordo sui risultati raggiunti e sugli
esiti del "piano di rilancio". La banca di credito cooperativo
Laudense può guardare alle sfide del futuro, forte del consenso unanime dei
suoi soci. Il bilancio dell'esercizio
( da "Mattino di Padova, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
SAN
PIETRO IN GU. Il sindaco e il rallentatore abusivo finito in Procura "Via
pericolosa e Provincia assente" In riferimento all'articolo pubblicato sul
mattino di Padova di giovedì, dal titolo "Rallentatore abusivo. La
Provincia allerta la Procura", ricordo all'assessore provinciale alla
viabilità Domenico Riolfatto che non si tratta di un "dosso
artificiale" bensì di un "attraversamento pedonale rialzato",
realizzato a norma, come previsto dal Codice della strada; al riguardo è stata
inoltrata regolare domanda di sanatoria, dopo accordi telefonici intercorsi
prima dei lavori con il personale provinciale del settore preposto, seguendo le
istruzioni impartite dallo stesso ufficio. Considerato che in quel tratto di
strada, in pieno centro e a
( da "Provincia di Cremona, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione
di Lunedì 12 maggio 2008 Benvenuto P.Review srl Borgo Loreto in festa ricorda
don Amigoni Ieri mattina l'intitolazione della piazza di Andrea Gandolfi "Bisogna
tramandare nella comunità il ricordo delle persone buone, di chi si è impegnato
per gli altri". E fra queste c'è sicuramente don Franco Amigoni, primo e
'storico' parroco di Borgo Loreto e cappellano militare degli Alpini, cui ieri
mattina è stata ufficialmente dedicata una piazza nel cuore del suo quartiere:
con una cerimonia molto partecipata, che ha rappresentato il clou della 16^
'Rimborgata', la giornata che ogni anno riunisce abitanti ed originari di Borgo
Loreto. Un appuntamento, quello di ieri, organizzato dalla Parrocchia
intitolata alla Beata Vergine Lauretana ed a San Genesio, e dal Comune, in
collaborazione con il Laboratorio di quartiere di Borgo Loreto. Parecchia
gente, tricolori alle finestre ed ai balconi, l'accompagnamento musicale della
banda di Casalbuttano ad accrescere l'atmosfera di festa. E le parole del
sindaco Gian Carlo Corada, che ha spiegato le ragioni di una scelta su cui la
commissione toponomastica del Comune si è pronunciata all'unanimità.
"Abbiamo fatto il possibile per stringere i tempi, per far coincidere
l'intitolazione della piazza con la 'Rimborgata'", ha detto ancora Corada.
E per una volta i tempi della burocrazia non hanno mortificato quelli del cuore. Grande festa nel nome di
don Franco, dunque, con una mattina intensa aperta dal ritrovo presso la
Madonnina e proseguita poi con il corteo, i saluti delle autorità, la Messa; e
poi ancora l'aperitivo in piazza, il pranzo in Fiera e il pomeriggio in
oratorio per inaugurare una mostra fotografica nel segno dei ricordi e della
nostalgia. Insieme al sindaco Corada, il collega di Misano Gera D'Adda
(dove don Franco era nato nel 1912), Toselli; i consiglieri comunali Ceraso -
componente della commissione toponomastica - e Malvezzi, l'ex senatore
Rescaglio e Tom Donato, presidente delle associazione combattentistiche, ieri
largamente rappresentate. A celebrare la Messa, il parroco don Giuseppe
Ghisolfi con monsignor Carlo Pedretti, don Giancarlo Lazzarinetti, don
Gianfranco Castelli (parroco di Misano); e ancora il parroco di Caravaggio
mons. Giovanni Amigoni, cugino di don Franco, il cappellano della Col di Lana
don Pierangelo Sonzogni ed il cappellano della Marina Militare, monsignor
Valerio Tanchio. Tra i parenti di don Franco, anche suor Franceschilla Tassi,
prima missionaria in Albania. Assente, invece, con un forfait che non poteva
certo passare inosservato, l'assessore comunale alle periferie Caterina
Ruggeri, al centro di uno scontro politico che nei giorni scorsi l'ha costretta
a rimettere nelle mani del sindaco le deleghe sulla sicurezza. Alla cerimonia
hanno idealmente partecipato con messaggi di saluto anche il vescovo di
Cremona, Dante Lafranconi, quello di Fidenza, Carlo Mazza, il direttore del
settimanale diocesano 'La Vita Cattolica', mons. Vincenzo Rini e l'ordinario
militare per l'Italia Vincenzo Pelvi. Tutti uniti dal ricordo e dalla
riconoscenza per una figura esemplare nell'attenzione ai suoi parrocchiani ed
ai suoi Alpini. Una figura che nessuno ha dimenticato, e che da ieri Borgo
Loreto sente - se possibile - ancora più sua.
( da "Mattino di Padova, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di
Maurizio Caiaffa "La priorità è riformare la burocrazia"
De Vido: senza un radicale cambio di mentalità il Paese non svolta I tre
ministri veneti non dovranno agire pensando al Nordest MESTRE. "La
rifondazione della macchina amministrativa è la sfida più difficile che si trova
davanti il governo Berlusconi. E, con essa, il cambiamento della mentalità dei
politici e del personale burocratico dello Stato. Contrariamente a quanto
spesso si pensa, questa mentalità pesa più di leggi e norme". Andrea De
Vido, amministratore delegato della Finanziaria Internazionale di Conegliano, è
uomo di finanza con un solido osservatorio sull'economia reale del Paese e del
Nordest: a questo proposito basti ricordare che Finint è l'azionista di
riferimento di Save, società che gestisce l'aeroporto Marco Polo di Venezia. A
De Vido abbiamo chiesto di commentare quanto emerso dalla nuova rilevazione
relativa al panel One della Fondazione Nord Est, pubblicata ieri su la Nuova di
Venezia e Mestre, il mattino di Padova e la tribuna di Treviso. Dottor De Vido,
infrastrutture, conti pubblici e fisco sono le prime aree in cui secondo gli
intervistati bisognerebbe intervenire. Lei cosa ne pensa? "Serve tutto,
certo, ma il Paese è in una situazione di profondissima crisi, e a mio parere il primo settore da riformare è quello che genera le
risposte ai bisogni della società, ovvero la nostra burocrazia, la nostra macchina amministrativa". La riforma della burocrazia in che senso dovrebbe
avvenire? "La situazione è sotto gli occhi di tutti, rischio di dire
banalità. Già sarebbe molto se leggi e norme fossero scritte in italiano invece
che in burocratese. Ma c'è un aspetto di fondo che non trascurerei: è
necessario un mutamento di mentalità, senza il quale questo Paese non si
cambia". Cambio di mentalità? "Un caso come quello di Davide
Cervellin, che attende da anni il pagamento di crediti da parte di un'Asl del
Lazio, è inammissibile. E chi ribatte che in casi come questi, peraltro non
rari, si debba fare causa allo Stato, è parte di questo andazzo inconcepibile.
Trovo scandaloso che non sollevi scandalo se l'ormai ex ministro Amato non paga
gli affitti per poter pagare la benzina ai mezzi della polizia. E' una
mentalità diffusa, va eliminata. Altrimenti non ci sono speranze". Il
governo ha giurato da pochi giorni, nasce con grandi aspettative degli
imprenditori, lei però non sembra condividerle. "Le mie considerazioni
trovano origine dalla consapevolezza dei problemi italiani. Da questo punto di
vista, i risultati delle elezioni sono una piacevole sorpresa, perché l'Italia
sembra aver avvertito la gravità della situazione. E ha dato un mandato chiaro
a Berlusconi, anche attraverso la semplificazione netta del quadro partitico.
Sulla base di questi presupposti, sono ottimista. Volendo, ce la si può fare.
Certo, dal governo non attendiamoci poteri taumaturgici, un'azione riformatrice
profonda e seria potrà dare i primi frutti verso la fine della
legislatura". Nei primi cento giorni cosa si attende dal governo? "Mi
basterebbe il cambio di mentalità di cui si diceva e, in generale, un approccio
riformatore di lungo periodo. Berlusconi dovrebbe lavorare come se i risultati
attesi si concretizzassero per il suo successore. Tra cinque anni e oltre. Mi
viene in mente la scuola: vedremmo i risultati di qualsiasi intervento tra cinque
anni, se non tra dieci. Ecco, questo sarebbe l'approccio giusto". Per la
prima volta il Veneto ha tre ministri. Si è lamentata da più parti, in passato,
la sotto rappresentazione del Nordest a livello governativo. Oggi il problema è
superato? "Chiaro, siamo in una situazione di forte discontinuità.
Peraltro, in un tutt'uno con le ultime elezioni, che hanno prodotto la
riduzione dei gruppi parlamentari e l'uscita dalle Camere della sinistra
estrema. Siamo di fronte a uno tra gli usuali punti di svolta che costellano la
storia italiana. Ma non voglio pensare che il Veneto possa trarre vantaggio dal
fatto di avere tre ministri. Brunetta, Sacconi e Zaia debbono dare risposte ai
problemi del Paese. Se poi il Nordest ne avrà vantaggi, tanto meglio. Ma guai ad
avere un'ottica provincialistica". Si aspetta un'accelerazione in senso
federalista? "Possibile. E comunque il federalismo per me è giusto, a
patto che contenga elementi di gerarchizzazione. Il Corridoio 5 non può essere
reso soggetto a poteri decentrati, sennò non si farà mai. Alcune priorità
debbono essere decise a livello centrale, e negoziate a cascata ma in tempi
compatibili con il mondo reale. Qui attendiamo da vent'anni il completamento
del tratto Conegliano-Sacile dell'A28, con i costi in vite umane, ambientali ed
economici che sappiamo. Inammissibile".
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Attualità
Quattordicesima e buoni vendemmia per i pensionati di Fabio Vitale* Questa
settimana ci occupiamo della quattordicesima per le pensioni minime e dei buoni
vendemmia per studenti e pensionati. Cominciamo dalla somma aggiuntiva, la
cosiddetta quattordicesima, che i titolari delle pensioni minime riceveranno
insieme alla rata di luglio. Il provvedimento, previsto dalla legge 127 del 3
agosto 2007, interessa più di 80 mila pensionati della regione (31 mila nella
provincia di Udine, 22 mila in quella di Trieste, mentre i pordenonesi
interessati saranno 16 mila seguiti da 10 mila goriziani) cui toccheranno in
media 291 euro a testa per un totale di 23 milioni e 343 mila euro. Per
ottenere il beneficio non bisogna presentare ulteriori modelli Red in quanto
l'Inps ha già provveduto, con l'emissione generalizzata dei modelli Red
( da "Azione, L'" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'AZIONE
- Articoli - Concorrenza e... veleni CONCORRENZA E... VELENI "Il 40% del
miele venduto nella nostra regione viene dall'estero!". Non ha dubbi,
Anacleto De Luca, storico e pluripremiato apicoltore di Cison, alle prese pure
lui con il difficile momento delle api, complicato, da qualche tempo, anche
dalla concorrenza estera. Molti apicoltori sono tentati di smettere perché
scoraggiati dalla concorrenza del prodotto che arriva da Cina, Brasile e paesi
dell'est. "Il miele viene comprato dall'estero a 1,8/2 euro al kg -
aggiunge De Luca - quando il nostrano è comprato all'ingrosso a 3 euro. Poi al
pubblico si arriva a 7 euro al kg. Pochi sono gli apicoltori che vendono il
miele direttamente, perché servono un laboratorio, una burocrazia. Meglio cederlo all'ingrosso.
Anche se mi piacerebbe vedere dei controlli più severi su chi vende
direttamente, per evitare il caso che si venda più di quanto si
produce...". Oltre alla concorrenza, anche la moria... "è un problema
serio, che va al di là delle api. Se le api muoiono, non è come qualcuno
vorrebbe far credere solo un problema delle api. è giusto riflettere sul fatto
che in certe zone (come ad esempio la Vallata) la mortalità è bassa, mentre
invece dove ci sono coltivazioni intensive di altro tipo, per esempio vigneti o
radicchio, è molto più alta. Forse bisognerebbe chiedersi se c'è una
spiegazione. E se magari, oltre alle api, stessero male anche gli uomini...
sarebbe interessante che qualcuno studiasse seriamente questo fenomeno".
AT.
( da "Riformista, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Calderoli
un ministero per delegificare può non bastare Eliminare la burocrazia
è dovere dei cittadini Il prezzo del petrolio corre, ed è un gran guaio,
soprattutto perché la galoppata avviene a livello internazionale. E noi, oltre
a quella galoppata, dobbiamo fronteggiare ben altri guai. Tra questi, il primo
male oscuro, pari alla depressione per un essere umano, è
la burocrazia: imperante,
devastante, il cui grado di diffusione e penetrazione sull'intero territorio nazionale
è pari alla forza della gramigna, erba infestante, difficilmente distruggibile.
Ebbene, per noi, la burocrazia è come una gramigna infestante. Ogni azione sia del
singolo cittadino che dell'impresa incappa in essa e con quella deve fare i
conti. I ritardi di modernizzazione della macchina burocratica pubblica ma
molte volte anche privata, dopo una ventata di ottimismo a cavallo della fine
del secolo scorso, sono tornati preponderanti, anche nelle regioni più virtuose
come il nord-est e la Lombardia. È cosa pessima che anche in questi territori
dove lo sviluppo è ai livelli dei migliori di Eurolandia ci sia questa
sofferenza, e ancor più che poco si riesca a fare per eliminarla. Adesso
Berlusconi ha scelto un ministro per sburocratizzare: auspicabile che ciò
avvenga, difficile che ce la possa fare in assenza di una concomitanza di
elementi fondamentali, molti dei quali non sono ravvisabili solo nella paralisi
del sistema pubblico ma purtroppo sono intrinsechi al nostro modus vivendi .
Una prima componente destabilizzante riguarda l'approccio di comportamento dei
cittadini, secondo la parte che rivestono, se dipendenti pubblici si comportano
da accentratori che vedono l'utente come un incomodo utilizzatore, se viceversa
sono dalla parte opposta si dimenticano di come normalmente si agisce quando si
ha il coltello dalla parte del manico. Infiniti nel numero e nelle dimensioni
sono i reclami e le lamentele nei confronti degli uffici pubblici e, ahimè,
purtroppo delle grandi aziende che ormai con i call center, fondamentali per le
economie di scala, lasciano sovente l'utente in mezzo al guado e le risposte
nei migliori dei casi languono. Peggio ancora quando si tratta di pratiche da
presentare; cavilli ve ne sono in quantità impressionante, per non parlare dei
ritardi sia nelle risposte che nelle definizioni. Come se tutto questo non
bastasse, i balzelli per fare qualunque cosa che interagisca con il sistema
pubblico sono, quando va bene, spropositati e oltre ogni più ragionevole senso
del pudore, soprattutto in rapporto ai tempi in cui si può ottenere
soddisfazione. Un altro aspetto aggrovigliato è quello dell'incomprensibilità
delle norme in vigore e l'infinita possibilità interpretativa che questa
genera, il tutto a causa di una base legislativa che, in alcuni casi, risale
fino a disposizioni della monarchia caduta in disgrazia ben oltre sessantanni
fa. Fondamentale sarebbe azzerare tutto quello che ha più di trent'anni e
magari utilizzare un linguaggio che oltre a essere comprensibile sia il meno
interpretabile possibile, motivo sostanziale per un infinità di cause e
ricorsi. Ultimo punto saliente riguarda proprio i ricorsi avversi contro chi ha
vinto qualunque gara pubblica. Il primo dei perdenti vi ricorre sempre, ma
poche volte con ragione e molte per farla pagare al vincitore e insinuare,
quando va bene, il sospetto che qualcosa non sia stato trasparente. Come e in
quanto tempo si riesca a smontare una simile montagna e soprattutto cosa riesca
a modificare l'atteggiamento delle persone in rapporto al ruolo del momento
(cittadino o pubblico impiegato) è cosa assai difficile da definire. Certamente
non basterà né un ministro né tanto meno un ministero, come quello alla
Delegificazione di Roberto Calderoli, anche se se senza portafoglio. Servirebbe
una grande convinzione di ciascuno di noi che così non facciamo null'altro che
aumentare le già tante difficoltà del nostro tempo: la globalizzazione, il
ridotto potere d'acquisto, l'imperante aumento del costo della vita,
l'occupazione instabile, l'incolumità fisica. Tante, troppe cose, che sommate
ci fanno intravedere un orizzonte sempre più fosco. La burocrazia
è la componente che maggiormente possiamo modificare con il nostro
comportamento. Siamo tutti cittadini che necessitano di utilizzare servizi e
sbrigare pratiche celermente e a basso costo. Da qui si comincia o da qui ci si
inchioda a un capolinea che potrebbe non avere più partenze. Bene
pensarci.Tutti. 12/05/2008.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Provincia
di Cagliari Pagina 1018 Sarroch. Gli abitanti: "Serve un'altra diga
foranea per proteggere spiaggia e case" Porto Columbu, il mare in giardino
Sarroch.. Gli abitanti: "Serve un'altra diga foranea per proteggere
spiaggia e case" Non si arresta l'erosione, minacciata la nuovo rete
fognaria --> Non si arresta l'erosione, minacciata la nuovo rete fognaria
Inarrestabile erosione, le mareggiate stanno mettendo a rischio la spiaggia e
il cantiere della nuova rete fognaria in via di costruzione. DAL NOSTRO INVIATO
ANDREA PIRAS SARROCH Qualcuno l'aveva anche previsto: il mare non si sarebbe
fermato. Non avrebbe rinunciato a imprimere la sua forza contro la costa, a
minacciare le case affacciate sull'acqua e diventate, negli anni, se non
proprio palafitte, di certo villette sempre più a rischio di crollo per colpa
dei cavalloni . E se Perd'e Sali, le sue case in prima fila davanti alla
spiaggia avevano dovuto rinunciare a fette di giardini e muri di recinzione
prima di salvarsi, affidandosi alle opere di protezione innalzate dai
proprietari e, successivamente, alla barriere semisommerse erette a un
centinaio di metri dal litorale, a Porto Columbu la storia racconta di una
nuova emergenza. Ancora tempeste d'acqua, ancora marosi violenti che ingoiano i
cortili e ora minacciano di far piazza pulita anche del cantiere comunale in
cui si stanno sistemando le tubazioni che collegheranno le case al collettore
fognario che porterà i reflui fino al depuratore. "Le mareggiate anche in
questi giorni sono state devastanti, servirebbe un'altra massicciata davanti
alla spiaggia di Porto Columbu che rischia di sparire, mentre l'impeto delle onde
sta mettendo in serio pericolo anche la nuova condotta fognaria", dice
Roberto Meluzzi, uno die residenti del centro residenziale. "Le tubazioni
distano dalla riva appena sei metri e quando il vento soffia forte e il mare
monta l'acqua supera di gran lunga questa distanza". Come dimostra d'altra
parte la grande ferita impressa dai marosi ai muri delle villette, in parte
semidirocati. Non c'era molta gente, ieri mattina a Porto Columbu. Almeno sulla
spiaggia di ciottoli dove il fiume si scarica in mare e segna il confine tra i
territori comunali di Sarroch e Pula. C'erano però le onde, la spuma bianca, il
fragore dell'acqua che si infrangeva sulle pietre. "Siamo ancora in attesa
di risposte di un progetto di protezione contro l'erosione costiera legato anche
allo scavo nel porto di Perd'e Sali il cui ingresso è da tempo parzialmente
ostruito dalla sabbia", dice il sindaco di Sarroch, Mauro Cois.
"Certo sarà ancora una volta un intervento destinato a sanare situazioni
di emergenza causate da errori umani". Che si chiamano, in primo luogo,
approdo turistico: nato dove non doveva, cemento innalzato dove la natura aveva
creato una bellissima spiaggia (oggi praticamente cancellata) e realizzato non
certamente dove i vecchi e saggi pescatori ancoravano le loro barche, in quella
baia ridossata dalla montagna e non certo davanti alla villette delle vacanze.
Un porto che ha modificato le correnti favorendo l'erosione e i guasti.
Corretti in parte dalle dighe foranee che oggi sembrano insufficienti, come
numero, a garantire sicurezza non soltanto a Perd'e Sali e una parte di Porto
Columbu, ma anche sul versante sud-ovest della lottizzazione costiera. La
speranza di un piano capace di fermare i marosi è stata
però vanificata dalla burocrazia. "Da cinque anni sul nostro territorio si stanno
accumulando gravi e insopportabili ritardi", taglia corto l'ex sindaco
Salvatore Mattana e oggi consigliere regionale del Pd. "C'era un progetto
già in gran parte definito per liberare l'ingresso del porto e usare la sabbia
per il ripascimento delle zone erose, ma si era parlato anche di
potenziare il numero delle barriere. Nel 2006 la Regione ha informato il Comune
di aver revocato i lavori e l'anno scorso la decisione di avocare a sé il
procedimento. Poi, infine, a novembre la comunicazione del nuovo piano di
caratterizzazione del porto di cui si sta attendendo ancora la risposta del
ministero dell'Ambiente". Per l'approdo turistico e la spiaggia di Porto
Columbu non resta che attendere.
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
AGRICOLTURA
pag. 18 ? ANCONA ? "LA REGIONE Marche butter... ? ANCONA ? "LA
REGIONE Marche butterà a mare milioni di euro se non farà un'adeguata selezione
dei progetti per aumentare la competitività delle imprese giovani: le chiediamo
di fare una scelta di coraggio verso la discontinuità". L'appello viene
dal Consiglio regionale dei giovani imprenditori di Coldiretti Marche, dinanzi
al rischio che gli investimenti del nuovo Piano di sviluppo rurale si
indirizzino verso vecchie logiche. "Il piano prevede che tutte le imprese
che vogliono accedere agli investimenti elaborino un progetto, un 'business
plan' (piano aziendale), dove, in pratica, viene descritto il 'sogno'
imprenditoriale ? spiega il delegato di Coldiretti Giovani, Stefano Galli ? .
Un'idea innovativa, prevista dalla normativa europea, grazie alla quale sarebbe
possibile selezionare gli investimenti validi da quelli che non creano
ricchezza, premiando la capacità di fare impresa. Al contrario, se le scelte
della Regione rimarranno quelle attuali, c'è il rischio che le imprese debbano
redigere documenti inutili, con aggravio di costi e di burocrazia. L'esatto contrario
dell'auspicato processo di sburocratizzazione, punendo le aziende
giovani". Così non si farà selezione ma si distribuiranno i fondi secondo
logiche che rischiano di risultare scarsamente efficaci per lo sviluppo competitivo
delle imprese agricole. Luigi Diotalevi.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il
Sole-24 Ore sezione: SYSTEM (ROSSETTI VIAGGI MONZA) data: 2008-05-11 - pag: 30
autore: Monza e Brianza, una Provincia in costruzione Un territorio forte e
unito per continuare ad essere uno dei maggiori motori di sviluppo in Europa La
Provincia di Monza e Brianza è stata istituita lo scorso 11 giugno 2004, con
legge 146/04, che riguarda anche le nuove Province di Fermo e di
Andria-Trani-Barletta: la circoscrizione territoriale MB è costituita da 50
Comuni, con capoluogo Monza. La Fabbrica della Provincia è un progetto
operativo, predisposto dall'Assessorato provinciale per MB, per costruire da
subito un modello di ente nuovo, innovativo e snello dove organizzazione,
efficienza e contenimento del personale sono le priorità. Fino alle elezioni
dei nuovi organi, prevista per il 2009, la Provincia di Milano continua ad
esercitare le proprie funzioni anche sui 50 Comuni briantei. I 50 Comuni La
circoscrizione territoriale della provincia di Monza e della Brianza è
costituita dai comuni di Agrate Brianza, Aicurzio, Albiate, Arcore, Barlassina,
Bellusco, Bernareggio, Besana in Brianza, Biassono, Bovisio Masciago, Briosco,
Brugherio, Burago di Molgora, Camparada, Carate Brianza, Carnate, Cavenago di
Brianza, Ceriano Laghetto, Cesano Maderno, Cogliate, Concorezzo, Correzzana,
Desio, Giussano, Lazzate, Lesmo, Limbiate, Lissone, Macherio, Meda, Mezzago,
Misinto, Monza, Muggiò, Nova Milanese, Ornago, Renate, Ronco Briantino,
Seregno, Seveso, Sovico, Sulbiate, Triuggio, Usmate Velate, Varedo, Vedano al
Lambro, Veduggio con Colzano, Verano Brianza, Villasanta, Vimercate. Tutti i
numeri della nuova Provincia Estensione: 3638 kmq Popolazione: 759.563 (Istat
2005) Densità: 208,79 ab/kmq Famiglie residenti: 302.481 (Istat 2005) N.
imprese: 80.000 circa N. addetti: 290.000 circa Una particolare attenzione dovrà
essere riservata al patrimonio storico, naturalistico, artistico e
architettonico, spesso sconosciuto e che merita di essere valorizzato.
Naturalmente il Parco e la Villa Reale di Monza, oltre all'Autodromo, sono gli
elementi distintivi che rendono Monza famosa nel mondo. Luigi Ponti, Assessore
per l'attuazione della Provincia di Monza e Brianza – annuncia: “Il conto alla
rovescia è già cominciato: mancano ancora pochi mesi, poi la nuova Provincia MB
sarà pronta al debutto e al distacco da Milano. I preparativi sono in corso, si
lavora sodo nelle sedi istituzionali di Monza, la targa automobilistica circola
già da tempo sulle nostre strade&ci avviciniamo così a una scadenza
importante, quella fissata per il 2009, che consegnerà alla Brianza e ai suoi
50 Comuni un Ente nuovo, atteso da decenni e che finalmente sarà operativo
dalla prossima primavera. In un momento in cui le Province sono al centro del
dibattito, spesso additate come Enti inutili, è lecito chiedersi 'perché una
Provincia nuova'? Io rispondo che 'la Brianza vale una Provincia' e che un ente
vicino è utile come alleato vero dei cittadini, attento e sensibile ai bisogni
e alle tante esigenze della comunità. la Provincia MB ha i numeri per mantenere
posizioni di tutto rispetto a livello nazionale: basti pensare che su un'area
di 3638 Kmq. vivono circa 800mila persone e il tessuto produttivo conta oltre
80.000 imprese. La costruzione di una rete di relazioni internazionali europee
ed extraeuropee è diventata un tema di grande attualità e, nello stesso tempo,
una necessità inderogabile per concretizzare un insieme di azioni che devono
rispondere a bisogni globali come la solidarietà, la cooperazione
internazionale e lo sviluppo. La Brianza rappresenta anche storicamente una
delle aree imprenditoriali di eccellenza, un vero motore economico del Paese e
dell'intera Europa, grazie alle 80.000 imprese attive e un' economia solida e
compe-titiva, capace di lavorare in rete. E' questa caratteristica peculiare a
rendere la Brianza un territorio con tutte le carte in regola per competere a
livello internazionale e per affrontare le sfide sempre più pressanti imposte
dalla globalizzazione. La Provincia di Monza e Brianza sta nascendo come ente
autonomo, ma non intende rinunciare al forte legame economico e sociale che
esiste con l'area Milanese. Milano e la Brianza sono due Province distinte, ma
restano saldamente alleate per ottimizzare i servizi e gli standard qualitativi
forniti ai cittadini. La Brianza ha tutte le carte in regola per meritarsi una
Provincia propria. Una Provincia capace di far funzionare
bene le cose, di fornire servizi moderni ed efficienti senza perdersi nella burocrazia. Se sapremo far nascere un
Ente così, credo avremo fatto un lavoro utile.” Gigi Ponti, assessore
all'attuazione della Provicnia di Monza e Brianza.
( da "Messaggero, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di FABIO
MORABITO Senza speranza, al punto che la Francia ha chiesto al Consiglio di
Sicurezza dell'Onu un intervento umanitario "diretto". Sale ogni
giorno il numero delle vittime della tragedia provocata dal ciclone Nargis nel
Myanmar (il nome che la giunta militare al potere ha imposto alla Birmania). E
se il regime contabilizza cifre già drammatiche (28.458 morti, ha sostenuto
ieri la tv di Stato) sono le Nazioni Unite a indicare stime purtroppo più
credibili. I morti, secondo l'Onu, sarebbero da 63mila a 101mila; i dispersi (e
anche molti di loro sono, probabilmente, già morti) 220mila. Sarebbero fino a
due milioni (su una popolazione di 48 milioni, che vive in un territorio doppio
l'Italia) le persone gravemente colpite dal ciclone. E, quindi, a rischio di
vita. Arrivano i soccorsi internazionali, ma solo una parte di questi riesce a
"filtrare" l'ottuso sistema militare, che rifiuta non solo tecnici e
medici stranieri, ma qualsiasi tipo di operatore che non sia birmano. Con un'unica
eccezione: l'organizzazione umanitaria francese "Medici nel Mondo",
che è stata autorizzata a distribuire viveri con personale proprio. Altrimenti
sono solo i soldati birmani a distribuire i viveri che provengono oltre
frontiera, pacchi "ritoccati" con la dicitura del nome di questo o
quel generale, come fossero il frutto della generosità della dittatura. Una
farsa utilizzata per propaganda, con le riprese trasmesse e diffuse dalla tv
birmana. Il regime celebra se stesso nella tragedia, nonostante crudelmente tenga
chiusi i confini anche nella più stretta emergenza. E nonostante continui ad
esportare riso, quando la regione del Sud più colpita dal ciclone, intorno al
delta del fiume Irrawaddy, dovrà fare i conti con il rischio di epidemie, e già
ora con la mancanza di viveri. Dalle aree colpite, secondo un dato fornito
dalla Coldiretti, provengono quasi i 2/3 della produzione nazionale di riso. Il
"cuore agricolo" di un Paese mediovale. Ieri, per colmo di sventura,
un battello della Croce Rossa con aiuti per un migliaio di persone (riso, acqua
potabile, materiali sanitario), è affondato dopo aver colpito il tronco di un
albero nel delta dell'Irrawaddy. Solo mezzo milione di sfollati (su un numero
cinque volte più grande) ha ricevuto soccorsi, secondo l'Onu; soccorsi che sono
forse solo l'equivalente di una ciotola di riso al giorno. Il divieto
d'ingresso agli operatori stranieri è dovuto, probabilmente, al timore che
entri qualche "osservatore" con intenti politici. Testimoni. O
sobillatori contro il regime, che incitino una popolazione in ginocchio,
ridotta alla miseria. Ieri si è "celebrato" il voto sulla nuova Carta
Costituzionale, che per il regime rappresenta una tappa verso la democrazia, ma
che conferma il potere in mano ai militari riservando a loro un quarto dei
seggi in Parlamento (le nuove elezioni politiche sono promesse per il 2010).
Con tutta probabilità ci sarà un consenso plebiscitario. E, comunque, è
un'altra farsa. Nelle elezioni libere tenutesi nel 1990, dopo due anni di
regime della nuova giunta militare (che aveva preso il potere avvicendandosi a
un'altra dittatura militare, quella del generale Ne Win) l'opposizione guidata
dalla signora Aung San Suu Kyi (poi premio Nobel per la pace) stravinse con
l'80% dei consensi. Ma il voto fu annullato. Da allora si è tornati a votare
solo ieri. Dopo una campagna elettorale in cui era proibito propagandare il
"no" alla Costituzione. Andrew Natsios, già direttore dell'Agenzia
Usa per lo sviluppo internazionale propone di lanciare dagli aerei, con i
paracadute, gli aiuti alimentari di prima necessità, per
sfuggire alla burocrazia
militare. L'idea della Francia, di premere sul Consiglio di Sicurezza delle
Nazioni Unite per "un'invasione umanitaria", non potrà passare. La
Cina, paese amico della Giunta, opporrebbe il suo potere di veto, e così
probabilmente anche la Russia. Myanmar vive la sua tragedia, e il regime
chiede di non salvarla.
( da "Messaggero, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Licato
la mole di rifiuti elettronici che - oggi - cresce di 6 milioni di tonnellate
l'anno ad un ritmo tre volte superiore rispetto agli altri rifiuti urbani. Un
flusso di materiale che confluisce nella massa indistinta dei rifiuti e per il
quale non esiste alcun piano di smaltimento. Un problema sottovalutato quello
dello smaltimento dell'e-waste, soprattutto perché i computer - che contengono
sostanze tossiche non biodegradabili - contribuiscono all'emissione di CO2 più
di quanto si pensi. Dopo un lungo periodo di sottovalutazione, anche sotto la
pressione dell'Ue, l'Italia ha istituito il "Green Public
Procurement", un organismo incaricato di dare un indirizzo ambientale agli
acquisti e alla gestione dei rifiuti elettronici della Pa. Secondo gli esperti,
in prospettiva lo smaltimento dei rifiuti elettronici si potrà risolvere solo
con la progettazione di computer sostenibili, con l'uso di nuovi materiali e
l'adozione di tecniche innovative che consentano riparazioni più facili. Per
ora, molta attenzione è rivolta a sensibilizzare le Pa perché estendano il più
a lungo possibile la vita dei computer. Tra gli impegni del GPP, anche un piano
per l'acquisto di computer a basso consumo, arredamenti a prova di sostanze
tossiche, uso di carta senza cloro e lampade ad alta efficienza. La Pa
eco-sostenibile passa anche da questi particolari. M. Di Br.
( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di
STEFANIA MANGIA Era il settembre 2006 quando, in seguito alla tromba d'aria che
colpì pesantemente la zona di Pantano, l'assessore regionale all'agricoltura,
Daniela Valentini, decise di "agevolare" il passaggio a Comune e
Curia di alcuni terreni dall'Arsial. A quasi due anni, però, solo la parte di burocrazia spettante alla Regione si è conclusa (è del 16 aprile 2007 la
deliberazione di Giunta che prevede la "dismissione, a titolo gratuito, di
beni Arsial in beneficio della Curia e del Comune"). Comune e Diocesi non
hanno ancora concluso davanti ad un notaio la "presa d'atto" di
prassi. I motivi? Svariati. Ad un buon punto è la Curia che ha ricevuto
chiesetta di Pantano, sacrestia e una piccola parte adiacente "per
eventuali esigenze di ampliamento della struttura, per un santuario o per una
sala pellegrini - ha spiegato l'ingegnere dell'Arsial, Carlo Gabrielli
-.Chiesetta e sacrestia rientrano in una prima delibera, passaggio che
chiuderemo a breve perché la Curia ci ha già indicato un notaio. Quindi
torneremo sulla parte rimanente". In alto mare invece la presa d'atto del
Comune. Numerose (circa 80) le aree destinate alla viabilità della zona cedute
dall'Arsial ma pare che il Pincio prima di "accoglierle" - e le varie
riunioni tenute negli ultimi mesi lo confermano - voglia sistemare in più
stralci con l'Arsial situazioni di accatastamento non chiarissime. E non è
tutto: accanto a strade e vie in ballo ci sarebbero pure due ettari antistanti
la chiesetta di Pantano (l'attuale parcheggio) e un campetto adiacente ad un
ristorante della zona. Aree che l'Arsial cederà solo dopo essersi sincerato
della loro sicura destinazione a verde.
( da "Libertà" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nel 2007
la rete Solvit ha risolto l'83% dei casi sottoposti: 679 su 819 Un piccolo imprenditore
italiano che voleva aprire uno stabilimento in Germania era stato bloccato
dalle autorità tedesche per problemi burocratici. Ricorrendo allo strumento di
risoluzione dei problemi quotidiani legati all'applicazione del mercato interno
dell'UE, chiamato SOLVIT, in poche settimane il problema è stato risolto e
l'impresa italiana ha potuto iniziare a operare. E' questo un caso tra le
diverse centinaia che nel 2007 sono stati risolti da uno strumento che ancora
non è molto conosciuto, nonostante si rivolga, oltre che alle imprese, a
studenti, pensionati, futuri sposi, ricercatori, turisti, professionisti,
lavoratori ma anche, ad esempio, camionisti che hanno preso multe nel
territorio di altri Paesi. Lo scorso anno la rete Solvit (http://ec.europa.eu/solvit)
ha risolto l'83% dei casi sottoposti: 679 su 819, problemi vissuti da cittadini
e imprese sui loro diritti legati al funzionamento del mercato interno
dell'Unione europea. Nel suo quinto anno di esistenza lo strumento europeo ha
registrato una crescita del volume di casi del 75% rispetto al 2006. Ma Solvit
non è ancora abbastanza conosciuto dai cittadini, e in alcuni Paesi il suo
funzionamento non è ancora completo. Il commissario europeo per il mercato
interno e i servizi Charlie McCreevy ha affermato: "SOLVIT ha dimostrato
la sua importanza non solo in quanto strumento valido per la risoluzione dei
problemi, ma anche come modello di cooperazione amministrativa tra Stati
membri. Dimostra che è possibile, anche in una organizzazione multiculturale complessa
come l'Unione europea, passare da procedure formali e lunghe ad un approccio
informale, pragmatico e rapido. Un numero sempre maggiore di cittadini europei
si rivolge a Solvit quando incontra ostacoli nel mercato interno. Con il suo
servizio rapido ed efficace, Solvit offre loro un aiuto personale ed
amichevole." Nel 2007 sono stati soprattutto i singoli cittadini ad aver
utilizzato Solvit, mentre i reclami presentati da imprese sono rimasti allo
stesso livello del 2006. Meno del 20% dei casi provengono dal settore
produttivo. L'obiettivo è quello di fornire soluzioni entro il termine di 10
settimane dalla presentazione del caso, ma la media di tempo necessario sui
casi finora trattati è inferiore ai due mesi: un periodo decisamente corto se lo si confronta ai tempi di molte burocrazie nazionali dove il
problema di ordinamenti diversi o della lingua non esiste. I principali settori
in cui si verificano problemi per i cittadini sono la sicurezza sociale (32%),
il riconoscimento delle qualifiche professionali (24%) e i diritti di
residenza, specialmente per i coniugi di cittadini dell'UE provenienti da paesi
terzi. M. F. Rappresentanza a Milano della Commissione Europea
12/05/2008.
( da "Giornale.it, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
N. 19
del 2008-05-12 pagina 7 Calderoli: "Le scuse alla Libia? Ho fatto
prevalere la ragione di Stato" di Adalberto Signore Roma - Ministro
Calderoli, cominciamo dalla Libia? "Se proprio dobbiamo...". Perché?
Ormai ha chiesto scusa. "Già. Le provvigioni di gas e petrolio che
arrivano dalla Libia sono circa il 30% del nostro fabbisogno. Nel caso in cui l'Italia
le avesse dovute ricercare sul mercato libero saremmo andati incontro a un
deciso incremento del prezzo della benzina". Sta dicendo che ha chiesto
scusa per questo? "Dico che ci sono dei momenti in cui è giusto che
prevalga la ragion di Stato". Mentre Berlusconi, lei e Frattini tentavate
la via diplomatica è arrivato l'affondo di Bossi che ha rischiato di riaprire
la querelle con Tripoli. Un errore tattico del Senatùr? "Bossi ha il
difetto di dire la verità. Ha parlato solo di cose reali, tanto che Maroni si è
già attivato da settimane per contrastare l'immigrazione come promesso".
Che idea si è fatto della vicenda Travaglio? "Quella di sempre. Lui, come
Santoro, è un professionista di quel modo di fare informazione, tanto da
ricavarne uno stipendio. Per quanto mi riguarda ascoltare Travaglio o guardare
la Famiglia Addams è la stessa cosa, almeno finché non sono costretto a pagare
io con il canone. Se uno l'assume, però, sa a cosa va incontro e deve farsi
carico dei debiti e dei crediti. Bisogna prendersela con chi l'ha
assunto". Ce l'ha con Cappon, il dg della Rai? "In Rai il sistema è
fatto in modo che le responsabilità non siano mai di nessuno". Che effetto
le ha fatto sedersi al Consiglio dei ministri con tante facce nuove rispetto a
due anni fa e, soprattutto, con così tanti giovani in più? "è stata una
bella sensazione. Ora, però, bisognerà stargli addosso
perché la macchina della burocrazia ti fagocita in un attimo e ti costringe a impazzire
sull'ordinaria amministrazione. E lo dice uno che un po' di anni di marciapiede
ce l'ha". Invece, niente ordinaria amministrazione? "Con quella siamo
andati al fallimento. Ora bisogna partire con slancio nuovo e rivoluzionare la
macchina". Insomma, è d'accordo con Berlusconi che ha predicato
cautela ai nuovi arrivati e li ha invitati a parlare il meno possibile.
"Assolutamente sì. Mi auguro che lo facciano in maniera sistematica,
almeno per il primo anno. Il tempo di prendere confidenza con il proprio
lavoro". In campagna elettorale Berlusconi non ha nascosto le difficoltà
e, a differenza delle altre volte, non ha promesso sogni. Non teme, però, che
se non ci sarà un cambio di marcia a breve anche voi vi ritroverete alle prese
con l'impopolarità che ha colpito il governo Prodi? "So bene che c'è
grande attesa e ci sono grandi aspettative. Ma timori di quel genere non ne ho
perché se entro qualche mese non ci saranno delle risposte decise la Lega si
alzerà e se ne andrà". Vi siete appena insediati e già pensa alla crisi di
governo? "Certo che no. Non si tratta né di minacce né di ricatti, ma
della consapevolezza che bisogna agire senza esitazioni. Altrimenti meglio
lasciar perdere e dare, magari, l'appoggio esterno". L'azione di un
governo può essere rallentata anche da fattori esterni, non solo dal tergiversare
di alcune sue componenti... "Voler fare una cosa significa poterla fare.
Il punto è uno: o si passa alla storia oppure si cambia. Bossi su questo è
stato chiaro già nel primo Consiglio dei ministri. “Riforme e federalismo
fiscale - ha detto - vanno fatti subito”. Il suo tono era piuttosto eloquente.
O si agisce subito oppure la Lega lascerà il governo". Non è che ha
ragione chi sostiene che volete dettare la linea del governo? "La Lega non
vuole compromessi sui punti che erano nel programma. E per il governo sarà un
pungolo in positivo come è già accaduto nel 2001". Quali sono i primi
punti nell'agenda? "Primo, il federalismo fiscale. Faremo una proposta
entro giugno e per fine anno saremo pronti. Secondo, la riforma elettorale. Per
le europee si vota nel 2009 e la legge va assolutamente cambiata perché ci sono
aree del Paese che per come sono divisi i collegi non riusciranno mai a far
eleggere un europarlamentare. Penso, per esempio, alla Sardegna che è accorpata
con la Sicilia". Già in mente un modello? "Si può seguire quello
spagnolo. Il nostro obiettivo deve essere quello di arrivare a tante
circoscrizioni quante sono le regioni. Ovviamente con gli aggiustamenti del
caso, perché certo la Lombardia non può essere considerata alla stregua della
Basilicata". Terzo punto in agenda? "Un patto con l'opposizione sul
referendum. Quella consultazione, che si terrà il prossimo anno, è infatti
figlia di un clima di scontro che mi auguro non ci sia più. E il suo spirito,
poi, è stato recepito di fatto dai due maggiori partiti e dagli elettori che li
hanno privilegiati. Maggioranza e opposizione, dunque, dovrebbero impegnarsi a
non sostenere il referendum in modo che non si lavori alla nuova legge
elettorale con sulla testa una spada di Damocle. Quando si fanno le cose di corsa
si commettono sciocchezze". Le riforme costituzionali? "Al quarto
punto. Ma con una accortezza. Questa volta, niente macroriforme ma interventi
specifici. La materia deve essere trattata a blocchi per evitare che un
disaccordo su un punto comprometta anche quelli dove c'è intesa". Un
esempio? "La riduzione del numero di parlamentari. Nel 2006 era nella
devoluzione, la prossima volta sarà una riforma a se stante in modo che viaggi
più spedita". Si parte dalla bozza Violante? "Direi di sì. Ha
recepito l'80% delle nostre proposte. Pensi che Massimo Villone la chiamava “il
bigino Calderoli”. Al più presto costituiremo quella che io chiamo l'Unità di
crisi, aperta a esperti e esponenti di forze non rappresentate in Parlamento, e
ci metteremo al lavoro". Lei è ministro per la Semplificazione normativa.
In due parole? "Significa ridurre al minimo il numero di leggi e
regolamenti". Quante sono oggi? "E chi lo sa...". Scusi?
"Secondo una ricognizione del Parlamento 170mila, comprese leggi
secondarie e regolamenti. L'amministrazione invece ha individuate novemila
leggi primarie, mentre una commissione che ha lavorato sulle banche dati
dodicimila". Situazione confusa... "Mi sono spaventato". E come
pensa di intervenire? "Con la scure". Per capirci? "Cancellare
le leggi non in base all'anno in cui sono state emanate ma guardando a quanto
vengono applicate". Un esempio? "Pescare lumachelle di mare inferiori
a tre millimetri è reato. Le sembra una legge seria?". Ha già qualcosa di
specifico in mente? "Con Tremonti stiamo pensando a un doppio binario per
la dichiarazione dei redditi. Chi vorrà potrà decidere di compilare una sola
pagina e pagare una cifra fissa senza deduzioni. E anche sugli assegni
bisognerà tornare indietro. è folle che ce ne siano due tipologie diverse e che
si debba pagare un euro e mezzo per ogni assegno trasferibile. Il nostro
obiettivo deve essere quello di rendere più facile la vita ai cittadini e non
certo imporgli degli oneri incredibili che non fanno altro che renderci meno
liberi". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Centro, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina
Aperta Sicurezza sul lavoro Sicurezza sul lavoro e meno tasse Caro direttore,
la salute dei lavoratori dovrebbe interessare ai datori di lavoro, che
vedrebbero ridotti i costi della sanità, punto dolente e non facilmente
riducibile della spesa pubblica. Pure le pensioni di invalidità avrebbero un
freno e un contenimento, così che questi denari potrebbero tornare alle
attività produttive. Perché non iniziare una trattativa di questo genere:
sicurezza in cambio di minore tasse. Sì, lo so bene che il mondo non va in
questo modo, in particolare l'Italia i lavori sono in affitto e non c'è quasi
più nessun legame tra imprenditori e stipendiati. Le imprese si affidano ad
entità diverse per la ricerca del personale, non si curano delle condizioni dei
lavoratori. Pure le aziende sono spesso al limite della sopravvivenza, o pronte
a trasferirsi nell'est d'Europa dove gli stipendi sono
ancora più bassi dei nostri e la burocrazia è meno pesante. La Sinistra Arcobaleno vuole ripartire proprio dalla
questione sicurezza sul lavoro, forse avrebbe fatto bene a imporre, nei primi
100 giorni di vita del governo Prodi, non norme repressive ma semplicemente il
trasferimento volontario, dopo regolari corsi di specializzazione, di
personale in esubero da altri amministrazioni pubbliche. Sarebbe costato poco e
avremmo avuto molti più controlli sul territorio. Sì, è certamente anche questo
un sogno impossibile della politica italiana. A.R. E.mail Redditi su internet
una dannosa stravaganza La diffusione on line delle dichiarazioni dei redditi
2005 degli italiani, disposta dall'ex vice ministro Visco fa discutere ancora.
Visco non ha smentito di avere ordinato all'Agenzia delle Entrate di rendere
accessibili agli utenti della rete tutti i dati presso il sito dell'Agenzia, e
insiste affermando che la cosa è del tutto normale in un Paese democratico,
anzi è una questione di "trasparenza". Basta vedere, dice, un
qualsiasi film americano per averne la conferma. A me risulta, film a parte,
che all'inizio della campagna per le presidenziali americane ci siano stati
attriti tra i due candidati per il partito democratico quando Barack Obama ha
chiesto a Hillary Clinton di rendere pubbliche le dichiarazioni dei redditi
degli ultimi anni di entrambi. Perchè, dunque, rendere pubbliche le
dichiarazioni dei redditi? Forse per organizzare una specie di "grande
fratello fiscale" allo scopo di spingere il 54,07% (oltre ventidue
milioni) degli italiani che dichiarano meno di 15.000 euro a fare opera di
delazione, cioé "soffiare" al fisco i nomi dei vicini di casa che pur
denunciando redditi bassi viaggiano su auto di lusso? Oppure per dare la
possibilità a tanti lavoratori dipendenti di gioire, almeno per una volta, nel
vedere che le loro retribuzioni sono più alte dei loro datori di lavoro? Oppure
di leggere i nomi, tanto sono pochi, di quei 58.650 connazionali (pari appena
allo 0,14%) che "riescono" ad arrivare a fine mese con più di 200.000
euro all'anno? Personalmente ritengo sia stata una decisione sbagliatissima quella
del vice ministro uscente. Le dichiarazioni dei redditi sono pubbliche, nel
senso che possono essere consultate da ognuno presso il Comune di residenza, ma
per consultarle bisogna fornire le generalità e indicare anche il motivo della
richiesta. Affidare i dati alla rete vuol dire metterli alla portata di tutti e
senza alcun limite di tempo. La rete non permette ripensamenti di sorta. E' un
mare che tutto accoglie e tutto restituisce a chiunque voglia pescarvi. Ritengo
che sarebbe stato meglio se il vice ministro uscente avesse deciso di mettere
in rete l'elenco degli italiani (tolti i minori) che la denuncia non la
presentano. E anche quello delle migliaia di società di capitali che chiudono
puntualmente i loro bilanci in rosso. Intanto 104 Procure indagano in tutto il
Paese (ma non potrebbe indagare una Procura soltanto?), con evidente aggravio
di lavoro che potrà solo peggiorare la situazione della giustizia in Italia e
senza che si venga a capo di nulla. Antonio Fantini Lanciano Il voto di aprile
un colpo per l'Udc Rammaricarsi della non rielezione alla Camera dei Deputati
di Rodolfo De Laurentiis, da parte di chi urla nel deserto disorientato, mi
sembra fuori luogo, l'Udc invece dovrebbe chiedersi perchè è accaduto che un
partito erede delle tradizioni dei valori e dell'identità non solo politica
dell'Italia, sia potuto restare senza un rappresentante abruzzese in Parlamento
e tanto meno al Senato. Cosa è accaduto? Sicuramente ha influito la scelta
"pragmatica" del partito di correre da solo senza apparentarsi prima
del voto con la parte del Pdl dove vi è la maggiore concentrazione dei
cattolici praticanti. Mi sovviene anche l'obbligo di fare una puntualizzazione,
al partito dell'Udc, dove una base solida non è stata mai creata, si è sempre
andati avanti vivendo alla giornata, sperando sugli acquisti anche di pezzi da
novanta della politica, della società civile o delle professioni, adagiandosi
su "rendite di posizione" già acquisite. Parlo della difficoltà di
chi sta crescendo nel partito, che è quella di non trovare una posizione chiara
e seria. Cioè la mancanza nell'Udc di una strategia di lungo respiro. Quindi,
per una analisi su ciò che è accaduto con il risultato elettorale, sarebbe
opportuno interrogarsi e proporre un congresso regionale straordinario per capire
cosa vogliamo fare da grandi, in virtù anche dei tanti segnali che ci
provengono da ex democristiani che sono anch'essi in cerca di un centro di
gravità politica. Fernando Ventresca Udc per la Valle Peligna Pene più severe
per i "pirati" al volante Sono un cittadino di Pescara che nelle
ultime due settimane ha rischiato di essere investito tre volte sulle strisce
pedonali. Vorrei che servisse da monito a tutti gli automobilisti, per un
maggior rispetto dei pedoni, innazitutto sulle strisce pedonali. Potrebbe anche
partire dalla nostra città (simbolo di efficienza), una eventuale proposta di
irrigidimento per le sanzioni amministrative ai danni di chi non rispetta i
pedoni, da proporre addirittura al governo centrale. in America ed anche in
altri diversi paesi progrediti se si investe un pedone vi è l'arresto
immediato, poi si discute. Da noi invece dopo essere quasi stato investito
sulle strisce pedonali, ho ricevuto anche illazioni abbastanza volgari ed
oltraggive dall'automobilista di turno. Io ho 53 anni e mi difendo ancora bene,
in senso atletico, e sono riuscito a schivare questi pazzi, ma se al posto mio
c'era una persona più avanti in età sicuramente sarebbe stata investita. Pietro
Di Nocera Pescara.
( da "Panorama" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cura
dimagrante a Palazzo Chigi MARIO SECHI Le prime sfide del nuovo premier Per
contenere la spesa pubblica non basta ridurre i ministeri. Per esempio, Prodi
ha lasciato in eredità una presidenza del Consiglio elefantiaca: troppi uffici,
troppi dipendenti (4.237 persone), troppe spese per il personale, che crescono
in maniera esponenziale. E che vanno assolutamente tagliate. Sarà un governo
del premier? Silvio Berlusconi dopo le elezioni e durante le consultazioni ha
preferito mantenere un ruolo più silente e istituzionale rispetto alle
precedenti esperienze. Prima di presentare la lista dei ministri è salito due
volte al Quirinale per parlare con Giorgio Napolitano. Un metodo apprezzato dal
capo dello Stato e da quanti sperano in una legislatura di rottura rispetto
alla fase cominciata nel 1994 e chiusa con la rivoluzione del voto del 13 e 14
aprile. Berlusconi è salito sul Colle con Gianni Letta e con la lista dei
ministri già in tasca (riquadro a pagina 63). Operazione lampo, ma fatta la
squadra il Cavaliere deve affrontare il problema del metodo di governo, cioè il
modo in cui il presidente del Consiglio interpreta il suo ruolo nel collegio
dei ministri e guida la macchina di Palazzo Chigi. E se è vero che i ministri
sono autonomi e fisiologicamente in cerca di spazi politici (e risorse), è
altrettanto certo che Berlusconi ha a disposizione una potente organizzazione
di uffici, strutture e dipartimenti che possono consentirgli di timonare, forse
con qualche rollio e beccheggio in meno rispetto al passato, il governo sulla
rotta tracciata. Nel passato spesso è mancata la collegialità e non pochi sono
stati i casi di ministri dissidenti rispetto alla maggioranza. La riduzione del
numero di partiti rappresentati in Consiglio dei ministri aiuterà Berlusconi,
ma per il resto (non essendoci regole) la tenuta della collegialità dipende dal
presidente del Consiglio, dal suo carisma ed equilibrio. In teoria, le norme
prevedono la creazione di comitati interministeriali, ma non hanno mai
funzionato granché. Per questo chi conosce bene la macchina dell'esecutivo
pensa che quello del coordinamento sia ancora un tema aperto e che occorra
ripensare la legge. Berlusconi dovrà dunque far leva sul suo ascendente (il
risultato elettorale è un altro balsamo) e nello stesso tempo contare sulla
consumata esperienza di Gianni Letta, sottosegretario di Palazzo Chigi che
svolgerà il ruolo di segretario del Consiglio dei ministri, figura senza la
quale il governo non può riunirsi. A Letta andrà anche il delicato compito di
controllare e coordinare quello che i tecnici del diritto chiamano
"drafting legislativo", ossia la scrittura dei decreti e delle leggi
di iniziativa del governo. Il ritorno alla legge Bassanini ha ridotto a 12 i
ministeri con portafoglio, numero che cresce a 21 (
( da "Panorama" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Segreti
e miserie di Al Qaeda PINO BUONGIORNO Terrorismo Critiche alle scarse capacità
militari del capo, seguaci che si lamentano perché non sono pagati, altri che
rubano sulle spese... Dai documenti in possesso degli Usa emerge un'immagine
tutt'altro che granitica dell'organizzazione di Osama Bin Laden. Che però
rimane fortissima nella guerra delle idee. Osama Bin Laden deriso per
"inettitudine militare". La sua falange araba accusata di
"sciovinismo". I comandanti militari messi alla berlina perché non
pagano in tempo i salari. Cos'è oggi Al Qaeda? Un nido di vipere? E,
soprattutto, che fine ha fatto la "geometrica precisione" della sua
struttura terroristica? Man mano che il Pentagono declassifica e rilascia i
memorandum interni, le lettere e i manuali sequestrati, a partire dal 2001,
dall'esercito americano, a Kabul e successivamente in Iraq, l'immagine
dell'organizzazione, descritta come monolitica dopo l'11 settembre, si sfalda.
Non più regole paramafiose, non più vincoli di sangue, al contrario, tante
dispute personali e religiose, litigi per la leadership, vendette di chi non si
ritiene premiato. Conservati in un immenso database, denominato Harmony, questi
documenti obbligano gli studiosi a ripensare la struttura della organizzazione
terroristica e a sfatare tanti miti. Soprattutto, costringono i vertici di Al
Qaeda a correre ai ripari. Il numero due di Bin Laden, il medico egiziano Ayman
al-Zawahiri, considerato la mente del gruppo, si è sentito in dovere di uscire
allo scoperto nelle scorse settimane con una conferenza stampa virtuale nella
quale, via audio, ha risposto a centinaia di domande poste da simpatizzanti e
anche da giornalisti. Uno solo il fine: frenare l'emorragia di consensi e
rassicurare i militanti che la jihad ha ancora un futuro. Zawahiri sembra voler
ammiccare addirittura agli esperti del Centro per combattere il terrorismo, il
centro studi affiliato all'accademia militare di West Point, che sta rendendo
noti tutti i segreti inconfessabili di Al Qaeda. Prova a controbattere e a
smentire. Ma con poco successo. La guerra psicologica è ormai in pieno
svolgimento di pari passo con quella armata. Quello che si legge, accedendo,
come Panorama ha potuto fare, a una parte delle carte di Harmony, è
impressionante. Contornate da altisonanti formule religiose ("Pace e onore
ad Allah", "Sia resa gloria al Profeta"), le richieste che
emergono sono assai terra terra. "Non ricevo più il mio salario da tre
mesi e sono indietro di sei mesi con i pagamenti dell'affitto" ha scritto
un jihadista. "Mi avevi chiesto di ricordartelo. Ora lo sto facendo per
l'ultima volta". Le lamentele erano rivolte a Mohammed Atef, il capo delle
operazioni militari di Al Qaeda, un ex poliziotto nato nel 1944 al Cairo e
ucciso alla periferia di Kabul da un missile americano il 16 novembre 2001,
poco dopo l'invasione dell'Afghanistan. Atef era stato uno dei fondatori di Al
Qaeda ed era il leader dell'ala più radicale di un'organizzazione già di per sé
fondamentalista. In un video reso noto nel settembre 2006 è apparso mentre
pianificava gli attentati alle Torri gemelle e al Pentagono. Mohammed Atef,
oltre a ricevere le lettere di protesta, inviava durissime reprimende. In uno
dei documenti più esilaranti sequestrato a Kabul, scrive a un mujaheddin non
meglio identificato: "Sono terribilmente arrabbiato per quello che hai
fatto. Ho ottenuto 75 mila rupie (1.440 euro, ndr) per te e per il viaggio
della tua famiglia in Egitto. Ho saputo che non hai giustificato il biglietto
aereo con la nostra amministrazione. Hai fatto una prenotazione per 40 mila
rupie (770 euro, ndr) e ti sei tenuto il resto affermando che hai il diritto di
farlo. Inoltre, anche per quanto riguarda il condizionatore d'aria, usato da
tutti i fratelli di Al Qaeda, non può essere considerato una proprietà privata.
Vorrei ricordare a te e anche a me stesso la punizione che tocca ai colpevoli
di queste violazioni". Dai dossier custoditi nelle "case sicure"
dei capi di Al Qaeda in Afghanistan emerge la cura quasi maniacale per la lista
della spesa (mango, banane, pane e via dicendo), per il conto quotidiano delle
munizioni e delle armi (che però spesso spariscono), per l'aggiramento delle
procedure in modo da far la cresta sui soldi ricevuti. È un mondo di furbizie e
di miserie umane, ma soprattutto è la riprova di una mentalità fortemente
burocratizzata. Lorenzo Vidino, uno dei maggiori esperti di terrorismo, che lavora alla Fletcher school of law and diplomacy di Boston,
la spiega così: "L'ossessione per la burocrazia è in parte da imputare al vasto numero dei membri
dell'organizzazione, che esige rigore e disciplina, in parte è dovuta alla
forma mentis degli egiziani incaricati delle mansioni amministrative, quasi
tutti ex funzionari governativi del Cairo". Non per niente l'uomo
più temuto dentro Al Qaeda è un egiziano. Si chiama Mustafa Ahmed al-Yazid, ha
51 anni e ha conseguito un diploma in ragioneria. Dal 1995 al
( da "Panorama" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stregati
da Lapo e dal mattone giallo MICHELE TRAVIERSO in principio fu il pied-à-terre
a Parigi. Poi venne il monolocale a Manhattan. Ma l'ultimo sogno immobiliare
degli italiani viene da Oriente e a lanciarlo, lo scorso novembre, è stato Lapo
Elkann (foto sotto), che ha annunciato al "Corriere della sera" di
essere in cerca di casa a Shanghai perché "il mondo tra un po' sarà
là". Prima di comprar casa (o, per dirla alla Lapo, "spostare il
baricentro") nella città più creativa d'Oriente, bisogna
mettere in conto lo scontro con la burocrazia e il sistema di diritti di utilizzo di terreni cinesi. Le
valutazioni legate ai rischi di mercato sul medio e lungo periodo sono
ottimistiche. In città ormai le agenzie immobiliari sono ovunque. I prezzi: si
va dai 500 euro di alcune periferie ai 5 mila di un appartamento in una torre
di Xintiandi. Occorre cautela: i rischi maggiori si corrono acquistando
gli "shikumen", le tipiche villette a schiera shanghainesi che da
alcuni anni vengono rase al suolo per costruire grattacieli e metropolitane.
Per l'acquisto agli stranieri viene richiesto il visto di residenza o un
contratto di lavoro da almeno 12 mesi. I costi delle transazioni variano dal
2,5 al 4 per cento del valore: l'1 per cento va all'agenzia e l'
( da "Basilicanet.it" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
PAGLIUCA
(PDL) SCRIVE A DE FILIPPO SU STATO ECONOMIA LUCANA Lettera aperta al
governatore De Filippo del Presidente della Quinta Commissione consiliare
permanente 12/05/2008 09.36.40 [Basilicata] (ACR) - â??Lâ??occasione offertaci
dalla Comunità Montana del Vulture lo scorso martedì¬, unitamente alle
considerazioni emerse nellâ??ambito della Sesta Giornata dellâ??Economia, ha
consentito ad una moltitudine di soggetti di discutere sul tema dello
sviluppoâ?. Eâ?? quanto scrive il consigliere Pagliuca che continua
sottolineando come â??la crescita â??0â?? del Prodotto interno regionale prevista
per il 2008 è¨ un dato di estrema negatività , ma lo diventa ancora di
più¹ se inserito in uno â??Scatterâ? in cui vengono
considerati i dati di crescita storica dalla Basilicata, dalle altre Regioni e dal
Paeseâ?. â??Dal grafico così¬ composto â?" continua Pagliuca -
emerge chiara la situazione per la quale lâ??economia lucana cresce meno delle
altre Regioni in fasi di â??Ripresaâ?? del Paese e decresce prima delle altre
nelle fasi di recessione. Questo andamento evidenzia la fragilità del
tessuto economico lucano che va corretta con azioni energiche e concrete
inserite in una nuova strategia di sviluppo tutta da costruire. Con la dovuta
sedimentazione sento di pubblicare questa riflessione che, mi auguro, si
inserisca in un filone di dibattito ormai attivo in questa Regione. Le
considerazioni sono varie e cercherò² di schematizzarle per una più¹ agevole
lettura: 1) da tempo immemorabile manca in Regione un confronto serio
finalizzato ad individuare le direttrici di sviluppo. Il Piano Regionale di
Sviluppo va riscritto alla luce dei profondi mutamenti intervenuti sul nostro
territorio. Portare allâ??attenzione del Consiglio documenti quali quelli
Comunitari o altri seppur definiti â??strategiciâ? senza una preventiva riflessione sulle linee guida a cui devono
essere ispirati gli stessi, si rivela, spesso, un esercizio inutile ed
inefficace. Lâ??affermazione da Lei proposta in più¹ occasioni che â??non
esiste equivalenza tra risorse di un territorio e sviluppo dello stessoâ?, ha bisogno di approfondimenti perché© diametralmente in
contrasto con lâ??opinione diffusa nei più¹ importanti osservatori
dellâ??economia. Un dibattito più¹ volte annunciato e mai realizzato su questo
tema, potrebbe risultare particolarmente utile e questo anche per consentire di
affrontare la stagione delle riforme della â??Governanceâ? con spirito costruttivo. Come ho avuto già modo di dirle
in aula, la scelta del modello di â??Governanceâ? segue
quello della definizione del modello di sviluppo che si intende offrire alla Regione
e non lo precede come Lei tenta di fare, a meno che Lei non intenda mettere in
campo lo â??specchietto per le allodoleâ? capace di
disorientare lâ??opinione pubblica e/o realizzare una rivoluzione gattopardesca
finalizzata a cambiare tutto per non cambiare nulla. 2) un programma di
sviluppo non può² non avviare la sua azione partendo dalle risorse e dalle
vocazioni del territorio inserite e raccordate con le evoluzioni dei mercati.
Gli investimenti devono essere il moltiplicatore delle risorse di un
territorio, solo in questo modo possono generare la crescita economica e
sociale. Una buona analisi del contesto attuale deve evidenziare i punti di
debolezza riferiti allo sviluppo che si intende offrire, in prospettiva di
lungo periodo, alla Basilicata e su quelle debolezze occorre agire per dare
vigore ed efficacia alla spesa pubblica. Grande preoccupazione ha generato in
chi scrive la Sua recente affermazione riferita al comparto agricolo. Dire che
non esiste più¹ lo spazio per una agricoltura intensiva equivale a dire che la
parte più¹ importante del Pil prodotto in regione non ha più¹ ragione di
esistere. Mi chiedo, allora, come si rendano compatibili le scelte di
investimento negli schemi idrici lucani (Basento - Bradano, Distretto â??gâ?, Marascione) per cifre importanti (circa 200 Milioni di euro di
investimenti) con la Sua affermazione! Delle due, lâ??una, o si tratta
dellâ??ennesimo modo individuato per sprecare risorse pubbliche capace solo di arricchire un
pò² di studi di progettazione o di imprese, o si intende offrire questa
opportunità non agli agricoltori Lucani ma a quelli della Puglia. Mi
sarei aspettato una riflessione più¹ attenta sul tema della logistica, della
definizione di nuovi mercati di sbocco per le produzioni e non un semplice
â??resetâ? della nostra cultura. Il comparto industriale lucano,
profondamente trasformato dalla fallita industrializzazione post-terremoto
dalla crisi dei settori della chimica e del salotto e dalla presenza della
Fiat, richiede un approccio diverso e più¹ diretto tutto finalizzato ad
individuare gli spazi sensibili per costruire competitività . Lo stesso
artigianato, un tempo motore e vanto della nostra economia, è¨ ormai ridotto al
lumicino,ed arranca sotto la scure di politiche settoriali che non hanno da
decenni, guardato a questo settore per la crescita. Si è¨ passati al modello
della piccola e media impresa, cosa diversa dallâ??artigianato! Le uniche
risposte che la regione ha saputo offrire in questi anni ad un sistema in crisi
sono state di tipo assistenzialistico messe in campo utilizzando gli
ammortizzatori sociali o, dove possibile, recuperando le unità produttive
espulse dalle aziende nei meandri di utilities di natura pubblica e molto
spesso non rinunciando a sistemi clientelari. Risultato: appesantimento del
bilancio regionale senza alcuna rimozione delle cause a monte della crisi
produttiva. Il sistema turistico regionale, lâ??unico su cui si individua una
volontà più¹ chiara, è¨ anchâ??esso confinato in un circolo raramente
virtuoso. Afflitto comâ??è¨ da annunci encomiabili non corrispondenti alle
azioni poste in essere. Ed ecco che si affaccia una cultura dei â??parchiâ? che poi si infrange nella eccessiva burocrazia o nelle risorse scarsissime
date ai parchi regionali, incapaci di assicurare ricadute economiche positive.
Sul Metapontino le speranze legate ad importanti investimenti sembrano
infrangersi su scogli di ben altra portata anche se ciò² non può² e non deve
far tacere che questa Regione non si è¨ occupata efficacemente nemmeno della
pianificazione riguardante i Lidi (provvedimenti che languono). Per poi
non parlare dei contenitori monumentali e culturali presenti in regione che, ad
eccezione di Matera, non riescono a trovare una propria dimensione di
collocamento nel quadrante della economia redditizia. Lâ??utilizzo delle
risorse extra bilancio del Programma Comunitario e quello delle royalties del
petrolio e dellâ??acqua, sono uno stimolo a poter osare, ma le azioni poste in
essere dal Suo governo, eccezion fatta per gli investimenti sullâ??Università
e la ricerca, non vanno proprio nella direzione auspicabile. Mi chiedo quali
ricadute potrà avere la spesa di 26 Milioni sulla riduzione una tantum
della bolletta del Gas se non generare una economia di consumo che al 70-80 per
cento riguarderà merci e servizi non prodotti in Regione. Eâ??
affascinante la proposta del presidente Lamorte di convogliare tutte le risorse
libere della Regione su un unico grande investimento: la trasversale
Lauria-Candela . Peccato che non tiene conto del fatto che la Regione non ha il
tempo per attendere la messa a regime di quella grande opera se non, prendendo
a prestito le affermazioni dello stesso Presidente Lamorte, passando dallo
â??scricchiolioâ? alla rottura totale del
sistema.Bisogna investire nelle grandi opere pubbliche ma occorre inserirle in
un contesto di compatibilità in cui le priorità devono essere altre. . .
Lâ??emigrazione, indicatore che più¹ di tutti spaventa, diventerebbe lâ??unica
valvola di sfogo. Quando la casa brucia occorre prima spegnere il fuoco!
Egregio Presidente â?" afferma in conclusione il consigliere Pagliuca -
lâ??aver voluto confinare la sfida del Governo della Regione nelle oscure
stanze di una maggioranza perennemente in crisi ed alla ricerca di
accomodamenti molto spesso particolaristici non lâ??ha aiutata nel grave
compito che il consenso popolare le ha assegnato. I provvedimenti licenziati in
questi primi tre anni sono di ordinarissimi amministrazione e continuano ad
essere elusi i grandi temi che sono la sfida del progresso economico e sociale
del futuro. Le ricordo, tra gli altri, il tema dellâ??Energia sul quale questa
Regione avrebbe dovuto giocare un protagonismo che non câ??è¨. Tutto è¨ fermo
mentre si tengono continui convegni ed assise in cui, a dispetto di ciò² che la
gente vive, si continua a dire che il modello Basilicata funziona. Questa lunga
nota vuole essere lâ??ennesima pietra gettata nello stagno lanciata da chi non
crede che il futuro debba essere peggio del presenteâ?. (dt ).
( da "Corriere della Sera" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Terza Pagina - data: 2008-05-12 num: - pag: 31
categoria: REDAZIONALE 1908-2008 Cent'anni fa nasceva il fondatore
dell'epistemologia italiana. Fu antifascista e comunista Geymonat, la scienza
come pensiero "Superò lo steccato tra le due culture per un sapere
rigoroso" di GIULIO GIORELLO C iò che caratterizza la scienza come si è
venuta definendo da Galileo Galilei in poi è la consapevolezza che "la
conquista della conoscenza è opera non del singolo uomo, ma della comunità
degli scienziati, i quali costituiscono una società aperta di spiriti liberi, insofferente
a ogni controllo esterno". Così Ludovico Geymonat nel 1979. Aveva ben
presente che le maggiori difficoltà per una filosofia che si confrontasse
seriamente con il patrimonio tecnico- scientifico stavano sia nello specialismo
dei ricercatori sia in una sorta di "analfabetismo scientifico" di
cui spesso si compiacevano in un misto di ignoranza e di supponenza non pochi
"dotti" pensatori italiani. Ovviamente, Ludovico amava la cultura di
quegli "umanisti" che sapevano capire come l'impresa scientifica
stesse cambiando radicalmente le nostre vite: scrittori come Carlo Emilio
Gadda, Italo Calvino o Primo Levi. Amava anche quegli scienziati che non si
erano accontentati di conquiste specifiche ma avevano osato cercare la
filosofia nelle "pieghe" delle singole discipline: illustri
matematici come Federigo Enriques e Bruno de Finetti o maestri della fisica
come Enrico Persico o, infine, biologi come Giuseppe Montalenti. Non
sopportava, invece, gli "accademici" che si trinceravano dietro una
qualche formula come la celebre battuta di Benedetto Croce per cui la scienza
non sarebbe altro che un "mero libro di cucina offerto agli uomini perché
se ne valgano per produrre i tanti oggetti a loro utili nella vita".
Geymonat, che era ben lontano dal negare la rilevanza teorica della tecnologia,
considerava atteggiamenti del genere come una vera e propria fuga dalle
responsabi-lità, a cominciare da quelle politiche. Detestava soprattutto
"la timidezza di chi non osa affrontare direttamente i grandi problemi o cerca
mediazioni equivoche tra concezioni antitetiche", specie
quando diventava il tratto distintivo delle burocrazie di partito o dei
velleitarismi pseudorivoluzionari. Era disposto a pagare il prezzo di qualsiasi
"società aperta di spiriti liberi", accettando lo scontro più duro
purché emergessero con la "massima chiarezza" le divergenze e fossero
analizzate con "rigore spietato tutte le prove a favore e tutte le
difficoltà" dei programmi in competizione. A suo tempo Norberto
Bobbio ha ricordato proprio sulle pagine di questo giornale (2001) la forza,
talvolta caparbia, con cui Ludovico difendeva le sue idee, "sino a
suscitare avversione da parte di persone meno concitate". A mio parere,
quell'impeto era non solo la manifestazione di una "personalità
fiera", ma anche una componente ineliminabile della sua "disperata
sete di chiarezza". Per Ludovico "il rinnovamento autentico della
cultura" non esclude il conflitto, lo promuove: in fisica, che si tratti
di relatività o di meccanica quantistica, come in politica, quando si cerchi di
modellare le istituzioni di una società libera e giusta. Antifascista convinto
e coerente, militante del Pci e poi dissidente, democratico appassionato, amava
ripetere: "Le idee sono pericolose, i fanatici di qualsiasi totalitarismo
lo sanno bene". Ed erano davvero "pericolose" la cosmologia
degli infiniti mondi di Giordano Bruno, arso in Campo dei Fiori, o la nuova
astronomia di Galileo Galilei, costretto all'abiura dall'Inquisizione; ma anche
la concezione evoluzionistica di Charles Darwin, attaccata dai bigotti
dell'Intelligent Design, per non dire della "sovversiva " fisica di
Albert Einstein, messa al bando dai nazisti, o della genetica "borghese
" umiliata dagli stalinisti. Oggi appaiono tali i traguardi raggiunti
dalle biotecnologie come le insidiose concezioni della neurofisiologia che
cominciano a gettare luce sulle basi materiali della coscienza. Per Geymonat
"pericoli " del genere erano occasioni per sbarazzarsi di
superstizioni e pregiudizi, intesi come veri e propri ostacoli sia alla
crescita della conoscenza sia a una completa fioritura umana. Ostacoli prodotti
talvolta dal vecchio "senso comune" che le nuove audaci concezioni
non cessano mai di sfidare. Diceva David Hume che era bastato Galileo a
insinuare il dubbio là dove prima c'erano solo "solide" certezze. Per
Ludovico, quella "rivoluzione " non era ancora finita - e forse era
questa sorta di rivoluzione permanente l'unica che valesse la pena di
perseguire fino in fondo. Il filosofo della scienza Ludovico Geymonat, nato nel
( da "Corriere della Sera" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-05-12 num: - pag: 26
autore: di FRANCESCO GIAVAZZI categoria: REDAZIONALE GLOBALIZZAZIONE E SCUOLA
La promozione del merito SEGUE DALLA PRIMA La legge Gelmini prevede tre
interventi: 1. "Ripartizione delle risorse pubbliche fra le scuole in
proporzione ai risultati conseguiti, rilevati da un organismo terzo tenuto a
pubblicare annualmente una classifica regionale delle scuole fondata su
parametri trasparenti e verificabili". Affinché questo principio non sia
una semplice enunciazione è necessario che venga accompagnato da un'effettiva
autonomia gestionale a livello delle singole scuole, precondizione per la
verifica a posteriori dei risultati. Su questo punto il neo-ministro si scontrerà con le resistenze della burocrazia del ministero: se non vuole soccombere ai mandarini di via
Trastevere (come accadde a Letizia Moratti) deve avere il coraggio di rinnovare
radicalmente, e subito, la dirigenza del ministero. Inoltre la valutazione
dovrà essere obbligatoria per ciascuna scuola, non effettuata a campione, come
sembrava voler fare il precedente governo. Se il prossimo febbraio, al
momento dell'iscrizione dei propri figli, le famiglie italiane potranno
consultare classifiche affidabili delle varie scuole, il ministro Gelmini avrà
dato un contributo importante al miglioramento della scuola italiana. 2.
"Riconoscimento alle famiglie di voucher formativi da spendere nelle
scuole pubbliche o private". In Italia l'esperienza dei voucher non è
stata sinora positiva. In Lombardia, dove il buono scuola copre il 25% del
costo totale di iscrizione a una scuola privata con un tetto massimo di 1.300
euro per alunno, il 17% del sussidio (cito i dati di una ricerca di Giorgio
Brunello e Daniele Checchi) è stato incamerato delle scuole, mentre il restante
83% è stato incassato dalle famiglie. Questo significa che per ogni euro speso
dalla Regione, solo 17 centesimi si sono tradotti in finanziamento alle scuole
private, mentre il restante è consistito in una redistribuzione a beneficio
delle famiglie. Poiché le famiglie che scelgono scuole private sono in media
più ricche, questa redistribuzione ha avuto natura regressiva. (risultati
analoghi sono ottenuti da Maurizio Conti ed Enrico Sette in un'analisi
dell'efficacia dei buoni scuola in Liguria). Inoltre - ed è probabilmente il
fatto più importante - dall'analisi di un campione di studenti universitari
(Bertola e Checchi) emerge che gli allievi delle scuole private dimostrano un
livello di competenze mediamente più basso rispetto ai loro coetanei che hanno frequentato
scuole pubbliche. 3. Infine la proposta di legge Gelmini era agguerrita contro
gli insegnanti: "Eliminazione di ogni automatismo nelle progressioni
retributive e di carriera; chiamata nominativa degli insegnanti; possibilità
per i presidi di stipulare contratti privati". Finora nessun ministro
dell'Istruzione nella storia della Repubblica è riuscito a fare alcunché di
simile. Speriamo che il ministro Gelmini non debba pentirsi della proposta di
legge che firmò solo tre mesi fa.
( da "Padania, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
L
INTERVENTO Crescita? Solo attraverso il mercato Edoardo Panizza Il dibattito
sull economia nel Paese sembra dominato dalla paura e da un senso di impotenza.
Chi invoca il ritorno della politica sopra il mercato può essere frainteso, si
vuole di nuovo che lo Stato sostenga i redditi, fermi il gioco della finanza
con i controlli sui capitali; l Italia lo ha fatto fin troppo a lungo e i
risultati sono sotto gli occhi di tutti. Buon per noi, gli interventi più
disastrosi sono rigidamente preclusi dall Europa; ma ciò non basta a
rassicurare l opinione pubblica. Serve invece un messaggio positivo e concreto.
I nostri timonieri eletti con una maggioranza che li condanna a governare,
possono guidare la barca fuori dalla tempesta. Dobbiamo attraversare la fase
acuta della crisi finanziaria, attraverso una riduzione della leva fiscale,
allentando le tensioni nei vari mercati. L Europa non galopperà, ma le
politiche finanziarie stabili di cui è dotata dovrebbero evitarle una vera
recessione, ma deve, ad ogni costo frenare l inflazione. L Istat ha rivisto al
rialzo i dati delle esportazioni, che indicano una forza inattesa delle nostre
imprese, soprattutto le medie e le piccole, le quali si sono ristrutturate
senza l aiuto dello Stato, e stanno affrontando con grande vigore le sfide
competitive della globalizzazione. Non siamo condannati a crescere all 1%, perché i vincoli che impedi scono all Europa e all Italia di
avanzare più rapidamente sono principalmente di origine domestica: la burocrazia, la rigidità del mercato del
lavoro, i troppi ostacoli agli investimenti. Tutte cose che le politiche
nazionali possono governare se solo prendono un poco di coraggio per attuare
interventi determinanti per il mondo della produttività. Nel medio
termine i redditi possono crescere solo se cresce la produttività : ciò
richiede maggiore concorrenza nei servizi, soprattutto in quelli pubblici. Per
aumentare la produttività, insomma, è necessario liberalizzare il lavoro, dare
spazio ai contratti decentrati, riformare la scuola e i servizi. [Data
pubblicazione: 10/05/2008].
( da "Padania, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
PAOLO
Torino Fino ad ora aveva fatto il Grillo sparlante, ora, con la pubblicazione
del suo reddito in rete, come dice quella canzone " ...la musica è finita,
gli amici se ne vanno ...", con un flop che anticiperà sicuramente la sua
scomparsa nel dimenticatoio della storia nostrana, farà aprire gli occhi anche
ai "grillini" in buona fede. Reddito di Grillo per l' Ufficio delle
imposte: eu. 4.272.591! Visco, con la solita sensibilità da elefante, ha dato
l'ultimo colpo di coda e ha scoperchiato la pentola dei redditi dove, insieme a
coloro che hanno redditi comprovati da attività alla luce del sole o da lavoro
dipendente, è finito anche lui che, ufficialmente, non ha lavoro. Paladino dei
diritti dei deboli, fustigatore della corruzione nazionale a tutti i livelli,
duro e puro ha seminato per le piazze migliaia di "vaffa" che, pare,
gli si stiano già ritorcendo contro e gli vengano restituiti proprio sul suo
blog dai fan delusi. Beata ingenuità, già con il business delle magliette ed
altro faceva affari d'oro ma i grillini facevano finta di niente, ora sono
costretti ad aprire gli occhi. Io che l'avevo sempre combattuto con mail sul
suo blog mai pubblicate, adesso posso dirgli tranquillamente e consapevolmente,
anche a nome di tanti: vaffanculo grillo! Beppe Grillo è un clone di Anna
Marchi? Lei vendeva pomate, diete miracolose, antidoti per il malocchio, lui
mondi puliti e sogni. Entrambi si rivolgevano a platee di creduloni e
sprovveduti. Quanti adesso si prenderanno le rivincite del caso? Sconfitti
dalle loro bugie LETTERA FIRMATA Di Roma mi interessa poco, però quell'Alemanno
mi sta abbastanza simpatico: al di là delle ideologie e della collocazione
politica, meglio senz'altro un sindaco sportivo, alpinista, ingegnere
dell'ambiente, che un flaccido cineamatore, neppure laureato, raccomandato,
figlio di un direttore Rai come Veltroni, per non parlare del 'piacione' cicciobello
di Rutelli! Entrambi sonoramente suonati e sconfitti! E che dire, cambiando
discorso, del comico, Grillo, che non sa far altro di meglio che denigrare
l'on. Maroni, vittima di un attentato alla libertà presso la sede della Lega in
via Bellerio al tempo dl governo D'Alema, che si è messo in tasca nel 2005 la
'modica' cifra di 4.272.591 euro! Otto miliardi di vecchie lirette: dalla parte
della povera gente, no? Ma vaffan...Grillo! Sentirsi superiori e pontificare...
PAOLO EMILI Castel Gandolfo (Roma) Ho ascoltato solo poche battute di
"Ballarò" e tra queste quelle della Annunziata (giornalista RAI):
perché io, così come tanti altri italiani sono costretto a subire, a sottostare
a quell'indecoroso e ingiusto balzello del canone Rai per pagare lo stipendio a
questi personaggi? Dalle mie parti si dice "Chi si loda si sbroda" e
affermare che lei, l'Annunziata, si sente "superiore" sin dalla
nascita mi sembra una sbrodolata che non fa onore alla sua figura pubblica e
professionale. E poi la chicca. Il confronto tra francesi e rumeni,
"Perché i rumeni devono essere espulsi e i francesi no ?" ha chiesto
al sindaco Alemanno? Anche un bambino prima di aprire bocca con questa più che
sciocca polemica si sarebbe domandato: negli ultimi tempi quanti francesi sono
stati arrestati in Italia per aver stuprato? Quanti francesi sono stati
arrestati in Italia per aver rubano auto, cavi di rame, nelle case. per aver
selvaggiamente ammazzato, massacrato ? Quanti francesi sono stati arrestati per
aver favorito e sfruttato la prostituzione in Italia ? Quanti francesi
costringono bambine, ripeto, bambine a prostituirsi nelle strade italiane?
Quanti francesi si trovano nelle italiche galere? Quanti francesi estorcono,
nei modi più ignobili e più violenti, l'elemosine agli angoli delle strade?
Queste domande, forse, se le sono poste i romani che hanno mandato a casa,
finalmente, 'sti santi gessati di Rutelli e Veltroni e per questo in molti
siamo strafelici, anche se non del centro-destra, ma la cosa che ancora
sconcerta e che crea indignazione è che si deve continuare a pagare lo
stipendio a questi personaggi che ci costringono a condividere i giudizi di
Berlusconi su questa giornalista del "servizio pubblico", e questo
crea ancora più indignazione. Svuotiamo le carceri PETER Prato Chi le scrive è
un votante Pdl. Per quanto riguarda l'immigrazione, penso che una delle prime
cosa da fare, vista la crisi, non è tanto una caccia all'uomo, ma programmare
con gli Stati da cui provengono gli extracee, specie magrab, tunisia, albania romania
e cina, è quella di fare scontare la pena dei detenuti nei rispettivi paesi di
provenienza e proibirne il reingresso per dieci anni almeno. Quindi svuotare le
carceri e alleggerirle. Poi mettere il visto d'ingresso per gli extracee con
effetto retroattivo e quindi espellere chi nel territorio nazionale non ne è
provvisto. A questo punto, con qualche milione di gente che hanno messo in
ginocchio lo Stato italiano, si può cominciare a ragionare. Inoltre i comuni
enti debbono, per quanto attiene a case popolari, contributi ed altre
provvidenze, destinare solo una parte di quota ai cittadini extracee. Non è
plausibile che in città a forte immigrazione, questi non solo ci costano
economicamente, affamando gli italiani, ma i connazionali si vedono esclusi dalle
graduatorie. Ma in che Paese viviamo? Cura dimagrante alla burocrazia NANDO BRANCA Vallemosso (Bi)
Va notato con disappunto che nel Pdl certe mentalità centraliste sono dure a
morire: si dice ad esempio che, per rendere efficace il federalismo fiscale,
sarebbe prima necessario eliminare enti inutili quali Province e piccoli
Comuni; a sostegno delle sue tesi cita inoltre la Svizzera quale modello
d efficienza. Innanzitutto non è affatto logico che in un federalismo
decentrato (qual è inteso dalla Lega) si proceda paradossalmente ad accentrare
eliminando i livelli amministrativi e di rappresentanza territorialmente più
vicini al popolo, i quali meriterebbero semmai d esser resi efficienti
dotandoli di reali autonomie. In secondo luogo è bene ricordare che il gioiello
federalista elvetico funziona perché, su di una superficie minore di quella di
Piemonte e Lombardia sommati (e con meno abitanti) , conta ben 26 Stati
autonomi (maggiori del numero di province delle suddette regioni padane). Una
robusta cura dimagrante va piuttosto fatta alle strutture burocratiche dell
accentramento statale, cominciando dalle prefetture (costoso strumento di
controllo centralista). Infine, dato che la terminologia che s adotterà nella
riforma federalista rimanda a non secondarie mentalità di fondo influenzanti la
prassi politica, il nome province (imperalistico, dal latino paese vinto , o
conquistato) andrebbe sostituito con cantoni o, meglio ancora, con terre (che
ben s addice al territorialismo leghista: "Terra di Bergamo , di Treviso
ecc.), che è poi la traduzione del tedesco lander usato nel federalismo
germanico. Trasmissioni tv grondano vergogna ANGELO MANDARA Torino Il
presidente Rai, Petruccioli, depreca il comportamento di Santoro nell'aver
ospitato nella sua trasmissione la manifestazione torinese di Beppe Grillo e le
dichiarazioni offensive (e piene di volgarità) verso il Capo dello Stato ed il
prof. Veronesi, ma sulle puntate che hanno preceduto l'ultima non ha nulla da
dire? Nella prima puntata di "Annozero", che è seguita a due/tre
giorni dal successo elettorale di Berlusconi, mr. Santoro ha fatto una
trasmissione che grondava vergogna verso i vincenti, in cui, da giovani
intervistati dalla Borromeo, si arrivava a dire che la "Lega è
becera" e battute similari. Come si è potuto mandare in onda una
trasmissione così offensiva, irritante ed irriverente per tutti coloro che
qualche giorno prima avevano contravvenuto ai "desiderata" dei vari
Santoro e Travaglio? Qui, non mi è parso di aver letto interventi del presidente
Rai a condanna dell'accaduto e...quando lo stesso Petruccioli si ripromette
"di fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa
ripetersi", mi fa sorridere. Come se Santoro fosse nuovo ad uscire dagli
"schemi". Diciamo pure e tranquillamente che Santoro è recidivo per
essere già stato sospeso dal servizio pubblico televisivo (e le sue
giustificazioni non commuovono proprio). Il sig. Petruccioli pensa soltanto
alla onorabilità di Giorgio Napolitano e Umberto Veronesi... ma a quella di oltre
la metà del popolo vincente che ha votato ed è stato oltraggiato? Già, i
votanti sono anonimato, ma sono anche quelli che gli rimpinguano le casse della
Rai. Anche questa è mancanza di rispetto e gratitudine (allora si tolga il
canone)! Difficile ammettere di aver perso LEOPOLDO CHIAPPINI GUERRINI Roseto
degli Abruzzi (Teramo) Prodi ha dichiarato: "Ho vinto due elezioni".
La lingua italiana è bella perché molto articolata e spesso la verità è
nascosta tra le righe. Prodi, forse per mancanza di tempo o per fretta, non ha
ben espresso il concetto chiarificatore di come siano andate realmente le cose.
Forse se avesse detto "ho perso per due volte due presidenze del Consiglio
vinte avrebbe dato un corretto e più esplicito contributo alla storia politica di
questo Paese; ma anche altre volte, chiamato a prove di chiarificazione, ha
finito per perdersi e perdere noi tra gli spiriti. Più di tanto non si può dare
o non si sa dare, a volte si dà solo quel che si può! Nuova entrata nella
squadra di Governo VINCENZO DE LEO Gentile Direttore, l'acquisizione di
Montezemolo nella compagine governativa da parte del Cavaliere ha, secondo me,
la stessa valenza che ebbe a suo tempo, l'acquisto di Van Basten da parte di
Berlusconi. Da quel momento, infatti, fu per il Milan, l'inizio della conquista
di tutti i traguardi raggiungibili da parte di una squadra di calcio. Il fatto
che il trio Veltroni, Rutelli, Bettini non siano giunti a tanto è la
dimostrazione della chiara inedeguatezza della sinistra prodiana a governare
l'Italia. Reddito dichiarato: una colpa? GIANFRANCO MORTONI Più che il calcolo
oggettivo del proprio imponibile, sembra che il reddito da dichiarare sia una
vergognosa colpa da dire sottovoce nel segreto di un confessionale. Se, ad
esempio, Beppe Grillo dichiara (2005) 4 milioni e rotti di euro, vuol
semplicemente dire che sono il frutto del suo lavoro, esternato, a garanzia che
qua proprio non c è trucco e non c è inganno , davanti a milioni di spettatori
e/o ascoltatori. Non vedo quindi perché il nostro showman sia fra quelli cui
non va giù che si conosca l entità del reddito da dichiarare. Sanare e fermare
gli sprechi MARIO ROSSI Durante la recente campagna elettorale si è parlato a
lungo dell'esagerato doppio rimborso elettorale ai partiti con relativo spreco
di denaro pubblico tanto da sembrare quasi uno dei primissimi provvedimenti del
nuovo Governo. Ora, giustamente, il nuovo Governo preannuncia tempi duri per la
criticità della situazione anche economica ma di questo spreco nessuno ne parla
più. Mi aspetto che sia sanato e pubblicizzato come primo provvedimento insieme
a minori privilegi per i politici di alto livello e di collegare i loro
trattamenti ai risultati raggiunti nel governare con parametri reali e a quanto
esistente negli altri Stati. [Data pubblicazione: 04/05/2008].
( da "Padania, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il grillo
sparlante colpito e affondato PAOLO Torino Fino ad ora aveva fatto il Grillo
sparlante, ora, con la pubblicazione del suo reddito in rete, come dice quella
canzone " ...la musica è finita, gli amici se ne vanno ...", con un
flop che anticiperà sicuramente la sua scomparsa nel dimenticatoio della storia
nostrana, farà aprire gli occhi anche ai "grillini" in buona fede.
Reddito di Grillo per l' Ufficio delle imposte: eu. 4.272.591! Visco, con la
solita sensibilità da elefante, ha dato l'ultimo colpo di coda e ha
scoperchiato la pentola dei redditi dove, insieme a coloro che hanno redditi
comprovati da attività alla luce del sole o da lavoro dipendente, è finito
anche lui che, ufficialmente, non ha lavoro. Paladino dei diritti dei deboli,
fustigatore della corruzione nazionale a tutti i livelli, duro e puro ha
seminato per le piazze migliaia di "vaffa" che, pare, gli si stiano
già ritorcendo contro e gli vengano restituiti proprio sul suo blog dai fan
delusi. Beata ingenuità, già con il business delle magliette ed altro faceva
affari d'oro ma i grillini facevano finta di niente, ora sono costretti ad
aprire gli occhi. Io che l'avevo sempre combattuto con mail sul suo blog mai
pubblicate, adesso posso dirgli tranquillamente e consapevolmente, anche a nome
di tanti: vaffanculo grillo! Beppe Grillo è un clone di Anna Marchi? Lei
vendeva pomate, diete miracolose, antidoti per il malocchio, lui mondi puliti e
sogni. Entrambi si rivolgevano a platee di creduloni e sprovveduti. Quanti
adesso si prenderanno le rivincite del caso? Sconfitti dalle loro bugie LETTERA
FIRMATA Di Roma mi interessa poco, però quell'Alemanno mi sta abbastanza
simpatico: al di là delle ideologie e della collocazione politica, meglio
senz'altro un sindaco sportivo, alpinista, ingegnere dell'ambiente, che un
flaccido cineamatore, neppure laureato, raccomandato, figlio di un direttore
Rai come Veltroni, per non parlare del 'piacione' cicciobello di Rutelli!
Entrambi sonoramente suonati e sconfitti! E che dire, cambiando discorso, del
comico, Grillo, che non sa far altro di meglio che denigrare l'on. Maroni,
vittima di un attentato alla libertà presso la sede della Lega in via Bellerio
al tempo dl governo D'Alema, che si è messo in tasca nel 2005 la 'modica' cifra
di 4.272.591 euro! Otto miliardi di vecchie lirette: dalla parte della povera
gente, no? Ma vaffan...Grillo! Sentirsi superiori e pontificare... PAOLO EMILI
Castel Gandolfo (Roma) Ho ascoltato solo poche battute di "Ballarò" e
tra queste quelle della Annunziata (giornalista RAI): perché io, così come
tanti altri italiani sono costretto a subire, a sottostare a quell'indecoroso e
ingiusto balzello del canone Rai per pagare lo stipendio a questi personaggi?
Dalle mie parti si dice "Chi si loda si sbroda" e affermare che lei,
l'Annunziata, si sente "superiore" sin dalla nascita mi sembra una
sbrodolata che non fa onore alla sua figura pubblica e professionale. E poi la
chicca. Il confronto tra francesi e rumeni, "Perché i rumeni devono essere
espulsi e i francesi no ?" ha chiesto al sindaco Alemanno? Anche un
bambino prima di aprire bocca con questa più che sciocca polemica si sarebbe
domandato: negli ultimi tempi quanti francesi sono stati arrestati in Italia
per aver stuprato? Quanti francesi sono stati arrestati in Italia per aver
rubano auto, cavi di rame, nelle case. per aver selvaggiamente ammazzato,
massacrato ? Quanti francesi sono stati arrestati per aver favorito e sfruttato
la prostituzione in Italia ? Quanti francesi costringono bambine, ripeto,
bambine a prostituirsi nelle strade italiane? Quanti francesi si trovano nelle
italiche galere? Quanti francesi estorcono, nei modi più ignobili e più
violenti, l'elemosine agli angoli delle strade? Queste domande, forse, se le
sono poste i romani che hanno mandato a casa, finalmente, 'sti santi gessati di
Rutelli e Veltroni e per questo in molti siamo strafelici, anche se non del
centro-destra, ma la cosa che ancora sconcerta e che crea indignazione è che si
deve continuare a pagare lo stipendio a questi personaggi che ci costringono a
condividere i giudizi di Berlusconi su questa giornalista del "servizio
pubblico", e questo crea ancora più indignazione. Svuotiamo le carceri
PETER Prato Chi le scrive è un votante Pdl. Per quanto riguarda l'immigrazione,
penso che una delle prime cosa da fare, vista la crisi, non è tanto una caccia
all'uomo, ma programmare con gli Stati da cui provengono gli extracee, specie
magrab, tunisia, albania romania e cina, è quella di fare scontare la pena dei
detenuti nei rispettivi paesi di provenienza e proibirne il reingresso per
dieci anni almeno. Quindi svuotare le carceri e alleggerirle. Poi mettere il
visto d'ingresso per gli extracee con effetto retroattivo e quindi espellere
chi nel territorio nazionale non ne è provvisto. A questo punto, con qualche
milione di gente che hanno messo in ginocchio lo Stato italiano, si può
cominciare a ragionare. Inoltre i comuni enti debbono, per quanto attiene a
case popolari, contributi ed altre provvidenze, destinare solo una parte di
quota ai cittadini extracee. Non è plausibile che in città a forte
immigrazione, questi non solo ci costano economicamente, affamando gli
italiani, ma i connazionali si vedono esclusi dalle graduatorie. Ma in che
Paese viviamo? Cura dimagrante alla burocrazia NANDO BRANCA Vallemosso (Bi)
Va notato con disappunto che nel Pdl certe mentalità centraliste sono dure a
morire: si dice ad esempio che, per rendere efficace il federalismo fiscale,
sarebbe prima necessario eliminare enti inutili quali Province e piccoli
Comuni; a sostegno delle sue tesi cita inoltre la Svizzera quale modello
d efficienza. Innanzitutto non è affatto logico che in un federalismo
decentrato (qual è inteso dalla Lega) si proceda paradossalmente ad accentrare
eliminando i livelli amministrativi e di rappresentanza territorialmente più
vicini al popolo, i quali meriterebbero semmai d esser resi efficienti
dotandoli di reali autonomie. In secondo luogo è bene ricordare che il gioiello
federalista elvetico funziona perché, su di una superficie minore di quella di
Piemonte e Lombardia sommati (e con meno abitanti) , conta ben 26 Stati
autonomi (maggiori del numero di province delle suddette regioni padane). Una
robusta cura dimagrante va piuttosto fatta alle strutture burocratiche dell
accentramento statale, cominciando dalle prefetture (costoso strumento di
controllo centralista). Infine, dato che la terminologia che s adotterà nella
riforma federalista rimanda a non secondarie mentalità di fondo influenzanti la
prassi politica, il nome province (imperalistico, dal latino paese vinto , o
conquistato) andrebbe sostituito con cantoni o, meglio ancora, con terre (che
ben s addice al territorialismo leghista: "Terra di Bergamo , di Treviso
ecc.), che è poi la traduzione del tedesco lander usato nel federalismo
germanico. Trasmissioni tv grondano vergogna ANGELO MANDARA Torino Il
presidente Rai, Petruccioli, depreca il comportamento di Santoro nell'aver
ospitato nella sua trasmissione la manifestazione torinese di Beppe Grillo e le
dichiarazioni offensive (e piene di volgarità) verso il Capo dello Stato ed il
prof. Veronesi, ma sulle puntate che hanno preceduto l'ultima non ha nulla da
dire? Nella prima puntata di "Annozero", che è seguita a due/tre
giorni dal successo elettorale di Berlusconi, mr. Santoro ha fatto una
trasmissione che grondava vergogna verso i vincenti, in cui, da giovani
intervistati dalla Borromeo, si arrivava a dire che la "Lega è
becera" e battute similari. Come si è potuto mandare in onda una
trasmissione così offensiva, irritante ed irriverente per tutti coloro che
qualche giorno prima avevano contravvenuto ai "desiderata" dei vari
Santoro e Travaglio? Qui, non mi è parso di aver letto interventi del
presidente Rai a condanna dell'accaduto e...quando lo stesso Petruccioli si
ripromette "di fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del
genere possa ripetersi", mi fa sorridere. Come se Santoro fosse nuovo ad
uscire dagli "schemi". Diciamo pure e tranquillamente che Santoro è
recidivo per essere già stato sospeso dal servizio pubblico televisivo (e le
sue giustificazioni non commuovono proprio). Il sig. Petruccioli pensa soltanto
alla onorabilità di Giorgio Napolitano e Umberto Veronesi... ma a quella di
oltre la metà del popolo vincente che ha votato ed è stato oltraggiato? Già, i
votanti sono anonimato, ma sono anche quelli che gli rimpinguano le casse della
Rai. Anche questa è mancanza di rispetto e gratitudine (allora si tolga il
canone)! Difficile ammettere di aver perso LEOPOLDO CHIAPPINI GUERRINI Roseto
degli Abruzzi (Teramo) Prodi ha dichiarato: "Ho vinto due elezioni".
La lingua italiana è bella perché molto articolata e spesso la verità è
nascosta tra le righe. Prodi, forse per mancanza di tempo o per fretta, non ha
ben espresso il concetto chiarificatore di come siano andate realmente le cose.
Forse se avesse detto "ho perso per due volte due presidenze del Consiglio
vinte avrebbe dato un corretto e più esplicito contributo alla storia politica
di questo Paese; ma anche altre volte, chiamato a prove di chiarificazione, ha
finito per perdersi e perdere noi tra gli spiriti. Più di tanto non si può dare
o non si sa dare, a volte si dà solo quel che si può! Nuova entrata nella
squadra di Governo VINCENZO DE LEO Gentile Direttore, l'acquisizione di
Montezemolo nella compagine governativa da parte del Cavaliere ha, secondo me,
la stessa valenza che ebbe a suo tempo, l'acquisto di Van Basten da parte di
Berlusconi. Da quel momento, infatti, fu per il Milan, l'inizio della conquista
di tutti i traguardi raggiungibili da parte di una squadra di calcio. Il fatto
che il trio Veltroni, Rutelli, Bettini non siano giunti a tanto è la
dimostrazione della chiara inedeguatezza della sinistra prodiana a governare
l'Italia. Reddito dichiarato: una colpa? GIANFRANCO MORTONI Più che il calcolo
oggettivo del proprio imponibile, sembra che il reddito da dichiarare sia una
vergognosa colpa da dire sottovoce nel segreto di un confessionale. Se, ad
esempio, Beppe Grillo dichiara (2005) 4 milioni e rotti di euro, vuol
semplicemente dire che sono il frutto del suo lavoro, esternato, a garanzia che
qua proprio non c è trucco e non c è inganno , davanti a milioni di spettatori
e/o ascoltatori. Non vedo quindi perché il nostro showman sia fra quelli cui
non va giù che si conosca l entità del reddito da dichiarare. Sanare e fermare
gli sprechi MARIO ROSSI Durante la recente campagna elettorale si è parlato a
lungo dell'esagerato doppio rimborso elettorale ai partiti con relativo spreco
di denaro pubblico tanto da sembrare quasi uno dei primissimi provvedimenti del
nuovo Governo. Ora, giustamente, il nuovo Governo preannuncia tempi duri per la
criticità della situazione anche economica ma di questo spreco nessuno ne parla
più. Mi aspetto che sia sanato e pubblicizzato come primo provvedimento insieme
a minori privilegi per i politici di alto livello e di collegare i loro
trattamenti ai risultati raggiunti nel governare con parametri reali e a quanto
esistente negli altri Stati. [Data pubblicazione: 04/05/2008].
( da "Redattore sociale" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
DISABILITA'
13.0912/05/2008 Aumento delle pensioni, l'appello dell'Anmic al nuovo ministro della
Salute Al convegno di Napoli sul ruolo del medico Anmic, il presidente Pagano
rilancia la proposta di legge per equiparare le pensioni degli invalidi civili
alle minime. ''Se non saremo ascoltati, porteremo in piazza migliaia di
disabili'' NAPOLI - "Pianeta disabilità: l'evoluzione del quadro sociale,
medico-legislativo e il ruolo dell'Anmic in cinquant'anni di storia". E'
stato questo il tema del convegno che si è svolto all'hotel Jolly di Napoli
sabato scorso, organizzato dal Comitato regionale Campania dell'Anmic
(Associazione nazionale mutilati e invalidi civili) a cui hanno partecipato i
medici legali rappresentanti dell'Anmic della Campania, numerosi giuristi e
dirigenti associativi di Napoli, Avellino, Benevento, Caserta e Salerno.
L'appuntamento è stata l'occasione per fare il punto sull'evoluzione medica e
giuridica dei sistemi di accertamento dell'invalidità grazie agli interventi
del sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, dei parlamentari Alfonso Andria e
Carmelo Porcu, del presidente della Federazione medici sportivi di Napoli
Vincenzo Russo, del presidente del Tribunale di Torre Annunziata Luigi Greco e
del professor Carlo Giorleo dell'Inps, docente alla Scuola di specializzazione
in medicina legale dell'università Federico II di Napoli. Si è dibattuto in
particolare sul ruolo di servizio del medico Anmic, che ? come ha sottolineato
aprendo i lavori Nazaro Pagano, presidente Anmic-Campania) ? "è oggi
necessariamente impegnato in un continuo aggiornamento sotto il profilo
scientifico. Quale componente delle commissioni mediche per valutare e
verificare le istanze di invalidità, svolge infatti una preziosa funzione di
cerniera nella tutela dei diritti del disabile". Ma l'incontro ha anche
fornito l'occasione, con l'intervento del presidente nazionale dell'Anmic
Giovanni Pagano, per fare il punto sulla raccolta firme nazionale avviata
dall'associazione per promuovere una proposta di legge di iniziativa popolare
che equipari le pensioni degli invalidi civili (246 euro al mese) alle pensioni
minime (580 euro). "Data la rilevanza sociale della nostra iniziativa ci
auguriamo di raggiungere e superare il numero minimo di firme, anche allo scopo
di inviare un forte segnale politico al nuovo governo e al parlamento - ha
spiegato Pagano - . Purtroppo i precedenti tentativi per ottenere un aumento
dell'importo del trattamento economico per i disabili finora sono stati vani.
Pertanto siamo stati costretti a promuovere questa proposta di legge di
iniziativa popolare per sanare quella che riteniamo essere una vera e propria
discriminazione che si perpetua nei confronti dei disabili. Tuttavia rimangono
a nostro giudizio tanti altri problemi sul tappeto e, appena possibile,
chiederemo un incontro col nuovo ministro della Salute per affrontarli. Ma se
non saremo ancora ascoltati saremo costretti a portare in piazza migliaia di
disabili". La proposta di legge di iniziativa popolare per migliorare le
pensioni dei disabili è stata sottoscritta anche dal sindaco di Napoli, Rosa
Russo Iervolino, che ha rimarcato le lotte fatte dall'Anmic in 50 anni di
storia e sottolineato il fondamentale compito che ora attende l'associazione,
cioè quello "di portare la propria lunga esperienza oltre i confini
dell'Italia, per far valere i diritti dei disabili anche nel resto d'Europa".
Altro obiettivo dell'Anmic ? ha dichiarato Enzo Russo, presidente della
Federazione napoletana dei medici sportivi ? è quello di
far adeguare le normative che regolano ancora il mondo della disabilità. Oggi
c'è ancora troppa burocrazia e un disabile nelle verifiche deve subire un'autentica via
crucis, l'iter dovrà ovviamente essere rigoroso, ma il più possibile
semplificato per non vessare inutilmente i cittadini".
( da "Padania, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
"La
Regione sostiene con piacere eventi come questo, capaci di ribadire e
testimoniare una volta di più la vivacità culturale di Milano e dell intera
Lombardia". E quanto ha dichiarato l assessore regionale alle Culture,
Identità e Autonomie della Lombardia, Massimo Zanello, nel corso della
presentazione di Milanesiana 2008 al Teatro Dal Verme, presenti la curatrice
della manifestazione, Elisabetta Sgarbi, e gli assessori alla Cultura di
Provincia, Daniela Benelli e Comune di Milano, Vittorio Sgarbi. "Un
sostegno tanto più sentito dal momento che la Milanesiana - ha aggiunto Zanello
- si è ormai accreditata nel corso degli anni come uno strumento di
significativa importanza capace di interpretare il patrimonio culturale dell
area milanese anche in chiave internazionale". Per le attività
preparatorie all edizione del
( da "Padania, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Roma - Avere
un figlio è il naturale compimento di un progetto d amore. Ma se il bambino non
arriva? Si tentano nuove strade, e tra queste l adozione
internazionale, un cammino lastricato di burocrazia, lunghe attese, illusioni e promesse non mantenute. Il volume La
cicogna che sconfisse l aviaria di Paolo Moretti, edito da Infinito (pp. 96, 12
euro), è la condivisione dell esperienza adottiva compiuta dall autore e da sua
moglie. Un racconto intimo e commovente che è allo stesso tempo una mano
tesa a coloro che stanno pensando di costruire una propria famiglia speciale .
Leggendo questo racconto - ha scritto Marco Scarpati nella prefazione -
scoprirete che le attese hanno una loro logica, e che devono essere vissute,
assaporate con lentezza, metabolizzate e confrontate. Che alla fine tutto ha un
senso e che negli occhi del bambino che avrete la fortuna d incontrare ci sono
le risposte a tutte quelle attese e frustrazioni che avrete vissuto". Il
libro del giornalista Paolo Moretti, patrocinato dell associazione Mehala -
Sostegno Infanzia e Famiglia, contiene anche una postfazione di Stefano Zecchi,
ordinario di Estetica all Università degli Studi di Milano. "Questo libro
- ha scritto Zecchi - racconta; rappresenta una storia con amore e molta
delicatezza e ci avvicina al sentimento più vero sia del bambino, sia dei suoi
nuovi genitori. Non ci sono teorizzazioni ma esperienza di vita vissuta che
fanno pensare più con il cuore che con la testa". [Data pubblicazione:
04/05/2008].
( da "Denaro, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Soldi
& Imprese Le imprese: E' un primo passo, ma meno burocrazia "Gli sgravi fiscali per il
risparmio energetico rappresentano un primo passo in avanti per la politica
ambientale ed economica, ma la burocrazia è ancora troppo ingombrante". Bruno Scuotto, presidente
Piccola Industria dell'Unione Industriali di Napoli, lamenta la sussistenza di iter
troppo lunghi da seguire per avere gli aiuti. "In Campania poi c'è
un'aggravante - continua - perchè le Pmi, che costituiscono il 90 per cento del
tessuto imprenditoriale, non hanno facile accesso agli incentivi" "L
a situazione del costo del greggio sta imponendo la scelta delle energie
alternative per tutte le imprese, anche per quelle campane, perchè ora siamo
allo stremo". Bruno Scuotto, presidente del Gruppo Piccola Industria di
Napoli, non fa sconti sulla situazione del risparmio energetico per le imprese,
che ritiene indispensabile soprattutto per quelle campane. "In Campania
pesa un'aggravante - continua Scuotto -. Le Pmi arrivano al 90 per cento del
tessuto imprenditoriale e sono realmente piccole. Questa misura, perciò, non le
facilita particolarmente, perchè è più difficile adottare energie alternative,
che sia fotovoltaio o eolico, in così poco spazio". Il presidente del
gruppo Piccola Industria di Napoli guarda però con ottimismo al vantaggio del
territorio: "Per fortuna - dice- la Campania è esposta al sole e al vento,
così da poter adottare il minieolico, meno invasivo degli spazi". Infine,
Scuotto suggerisce una soluzione: "Liberalizzare la fornitura delle
energie e creare alternative, anche in questi tempi di costi altissimi delle
materie prime". Le parole di Bruno Scuotto sono in linea con quelle di
Giuseppe Morandini, presidente nazionale del Gruppo Piccola Industria. Già al
seminario sul tema "Energia per lo sviluppo: scenari, fonti e ambiente,
organizzato dal Gruppo Piccola Industria di Caserta mercoledì scorso, Morandini
sottolinea: "Al Sud la rete delle vie dell'energia come quella
autostradale è divenuta ormai obsoleta e congestionata". Sul bonus fiscale
per ridurre i costi in questo settore è categorico: " Quello dell'energia
è, dopo quello della burocrazia, il secondo maggiore
costo sopportato dalle imprese - ricorda il leader dei piccoli imprenditori -.
Occorrono, perciò, interventi pubblici come questo per garantire interventi
strutturali e impegni delle imprese finalizzate al recupero di efficienza e al
risparmio". Morandini indica gli interventi che urgenti da portare a
termine: "Bisogna portare a soluzione il programma dei rigassificatori,
migliorare l'interconnessione con l'estero, conversione al carbone e accelerare
la ricerca nel campo della nuova generazione del nucleare". Per quanto
riguarda le imprese, invece, "bisogna rinnovare il parco dei motori
elettrici con le nuove tecnologie. Attualmente l'industria assorbe il 50 per
cento del consumo energetico - ricorda - e di questa percentuale ben il 75 per
cento è assorbito dai motori elettrici". Con le agevolazioni della
Finanziaria 2008 è possibile risparmiare 25 miliardi di chilowatt
all'anno". del 10-05-2008 num.
( da "Denaro, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Campania
Cozzolino: Iniziamo da Napoli Ripartire da Napoli e dalla sua area metropolitana
con un robusto piano di riqualificazione urbana. Così Andrea Cozzolino,
assessore regionale alle Attività produttive, in risposta alle sollecitazioni
della sesta giornata dell'economia. Intervenendo a una trasmissione televisiva
di Italia Mia, Cozzolino risponde a Vito Amendolara (Coldiretti) sulla bonifica
del territorio: "Dovremo intervenire su settantasette siti nella regione,
altra cosa è investire sull'agricoltura di qualità"; a Enrico Inferrera
(Confartigianato) sulle insidie della burocrazia: "Si deve semplificare,
ma un ruolo fondamentale dev'essere giocato dalle organizzazioni di cagoria che
collaborano poco"; ad Antonio Pace (Confcommercio) sulle difficoltà dei
piccoli negozianti: "Dovremo valorizzare gli esercizi di vicinato puntando
a centri commerciali urbani che possano sostenere la concorrenza delle
multinazionali"; a Bruno Scuotto (Confindustria) sulla definizione
di una mission: "Dovremo far crescere le migliori esperienze
imprenditoriali, le risorse non potranno essere più destinate a finanziare
crisi industriali".Tutto questo partendo dal capoluogo e il suo
hinterland: "Sciogliere i nodi di Napoli vuol dire dare respiro
all'economia dell'intera regione", dice. del 10-05-2008 num.
( da "Denaro, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Campania
Idee, bonifiche, efficienza: le richieste di Pmi e sindacati Investimenti su
giovani; bonifiche; lotta alla burocrazia; più spazio ai privati nella realizzazione dei progetti di
sviluppo; spirito di squadra; concertazione. Sono le proposte avanzate ieri, in
occasione della Giornata dell'economia promossa dalla Camera di commercio di
Napoli, dai rappresentanti di imprese e sindacati intervenuti nel dibattito
introdotto dal presidente dell'ente camerale Gaetano Cola. Danila
Liguori I dati contenuti nel Rapporto della Camera di commercio parlano chiaro:
salvo l'export, per l'economia della provincia di Napoli è notte fonda.
Nonostante tutto, il presidente nazionale di Unioncamere Andrea Mondello invita
a non drammatizzare: "La Campania - sostiene - ha le stesse prerogative
del Centro Italia per fare impresa". L'iunica differenza, per Mondello, è
che "in Campania le Pmi non lavorano in rete. Lavorare in una logica di
rete spiega il leader di Unioncamere aumenta la competitività delle piccole
imprese, che soltanto così possono crescere". Agroalimentare Vito
Amendolara, direttore di Coldiretti Campania e vice presidente della Camera di
commercio di Napoli, si sofferma sul difficile momento dell'agricoltura
regionale, danneggiata dall'emergenza rifiuti. "La vera sfida - per
Amendolara - consiste nella bonifica dei territori, precondizione per qualsiasi
ipotesi di sviluppo del territorio. Noi abbiamo tantissime frecce al nostro
arco - continua -; quello che manca è il legame tra la lettura dei dati e i
successivi interventi da effettuare". Artigianato Dall'agricoltura
all'artigianato. Enrico Inferrera, presidente di Confartigianato Napoli,
ricorda che "il comparto artigiano, a Napoli, non incide come potrebbe.
Sono ancora troppe le imprese costrette a chiudere per vari problemi di
contesto, a partire dai numerosi impedimenti burocratici". Commercio Nel
settore del commercio, invece, il problema principale è rappresentato dalla
grande distribuzione, che complica la vita ai piccoli esercizi. Antonio Pace,
presidente Ascom-Confcommercio di Napoli "abbiamo consentito
l'imperversare di troppi centri commerciali alle porte della città, che di
certo non aiutano la nostra economia". Industriali Gli industriali, da
parte loro, chiedono incentivi per far crescere le imprese e politiche per
l'internazionalizzazione. Ma da Palazzo Partanna rriva anche un appello a scommettere
sui giovani talenti. Bruno Scuotto, presidente del Gruppo Piccola dell'Unione
Industriali dice: "La ricetta per risalire la china consiste nel
valorizzare i punti di forza, come i giovani, l'internazionalizzazione e la
capitalizzazione delle società, creando un contesto adeguato e stabilendo una
mission per la città". Compagnia delle Opere Dello stesso avviso Raffaele
Fabbrocini, presidente della Compagnia delle Opere Campania, secondo il quale
"Napoli e la Campania devono puntare sui loro punti di forza e il primo
tra tutti sono i tanti giovani di valore sfornati dalle Università".
Sindacati I sindacati, rappresentati da Giuseppe Gargiulo, leader provinciale
della Cisl, spingono invece per la concertazione. "L'unico metodo per
creare sviluppo - dice - è unire il Pubblico, che deve rendere le procedure
decisionali più rapide, i privati, che devono risvegliare l'industria
napoletana e i sindacati". Osservatorio Tante proposte, dunque. Ora serve
qualcuno che le ascolti davvero. E la Camera di commercio di Napoli vuole
svolgere un ruolo anche in questo senso attraverso il suo Osservatorio
Economico e Tributario. Il presidente Mario Barretta annuncia:
"L'Osservatorio si porrà come il punto di confronto tra istituzioni
politiche e le associazioni di categoria". del 10-05-2008 num.
( da "Basilicanet.it" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
15.10.50
[Basilicata] â??Non sono credibili i discorsi sulla ricomposizione delle forze
di centro che non partano da una preliminare scelta sulla parte di campo nel
quale giocareâ?. Eâ?? quanto afferma in un
comunicato la segreteria nazionale dei Popolari Uniti, che così¬ prosegue:
â??Collocare forze e persone in un luogo aperto quanto indistinto non è¨ una
operazione che possa appassionare i Popolari Uniti. Questi, la loro scelta
lâ??hanno fatto allâ??atto della costituzione del partito: un partito erede del
popolarismo sturziano, che guarda alla collaborazione con le forze riformiste
per una politica che metta insieme sviluppo e solidarietà , regionalismo e
unità nazionale. Lo scenario conseguente alle elezioni purtroppo
preannuncia una svolta in senso contrario, con unâ??Italia a due
velocità , un federalismo fiscale che mortifica le realtà piccole,
una strategia economica che manda avanti i territori forti e abbandona quelli
deboli. Di fronte a tutto questo non câ??è¨ più¹ spazio per un terzaforzismo
fine a se stesso. Câ??è¨ bisogno di recuperare la visione Degasperiana della
politica, e cioè¨ di una alleanza fra forze democratiche che contrasti la
deriva di destra che si registra nel Paese, sotto la spinta di egoismi di
parte, sottolineati ed enfatizzati da una spregiudicata campagna
qualunquistica. Il centro sinistra non ha perso la sua funzione, ma non può²
pensarla di assolverla, autoassolvendosi. Gli errori che ha pagato si chiamano
rissosità , individualismo, incapacità di darsi delle regole e,
quando esse ci fossero, di rispettarle. Tutto questo andava risolto cercando la
omogeneità di alleanze, lâ??aiuto reciproco elettorale, e una unità
intorno alle cose da fare. Invece si è¨ scelto la strada dellâ??annessione che
ha portato alla drammatica eliminazione di interi partiti, senza produrre
quella alchimia che il â??new dealâ? Veltroniano si
prefigurava. Imparare la lezione significa rispettare i territori, la loro storia, il loro passato, le
loro alleanze. Significa poi non far prevalere la logica brutale dei numeri o
quella spartitoria del leone nelle favole di Fedro. Significa infine non
pensare che il potere e lâ??arroganza siano sinonimi, e che tutto il resto sia
contorno e come tale fungibile, modificabile. Una nuova alleanza di
centrosinistra â?" sottolinea lâ??esecutivo dei Popolari Uniti - non può²
che essere una alleanza tra eguali, al di là del peso di ciascuno.
Significa non omologare ma fare sintesi equilibrata tra modi di vedere diversi
su tante questioni: lâ??uso delle risorse, il protagonismo della periferia, il
rapporto tra politica e amministrazione, il funzionamento
della burocrazia, il
rinnovamento degli apparati con lâ??apertura di una nuova stagione concorsuale,
cosa che i Popolari Uniti chiedono, inascoltati, da tempo in tutti gli Enti. E
fare sintesi significa mettere da parte posizioni oltranziste e/o utilitariste
e dotarsi di una visione moderata delle cose , frutto di equilibrio,
capacità di ascolto e volontà di lavorare insieme nel superiore
interesse delle popolazioni che si rappresentano. Discernere quello che si
muove al centro, rispettando lâ??identità di forze organizzate e coerenti
ed evitando ancora una volta arruolamenti di convenienza, è¨ la premessa di una
stagione seria e costruttiva di un Centro-(trattino)Sinistra . In questa
direzione, i Popolari uniti si stanno spendendo per creare un cammino comune
con le altre forze moderate che sono ugualmente strutturate sul territorio e
che sono in grado, per storia, per affinità , per scelta, di contribuire a
dare finalmente identità ad un centro collaborativo con le forze
riformiste e alternativo alla nuova destra che si è¨ creata nel Paese.â? BAS 05.
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il
Sole-24 Ore del lunedì sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-05-12 - pag: 4
autore: Ambiente, più spese al Sud Le "sorprese" dei bilanci consuntivi
2006 di Comuni e Province Sorpresa. I Comuni del Mezzogiorno dedicano molto più
impegno (economico) alla gestione del territorio e dell'ambiente e alla
sicurezza delle città rispetto ai municipi del Nord, almeno in proporzione alle
risorse che hanno a disposizione. E anche in Provincia la gestione del
territorio occupa nelle agende di chi scrive i bilanci delle amministrazioni un
posto più importante negli enti locali del Sud, e la stessa trazione
meridionale si incontra nelle voci dedicate allo sviluppo economico, al settore
sociale e ai beni culturali. Il dato emerge dall'analisi condotta dall'Istat
sui bilanci consuntivi 2006 di Comuni e Province, che oltre a fornire le
tendenze generali del comparto (crollo delle accensioni di prestiti e frenata
generalizzata della spesa con l'eccezione di quella impegnata per le attività
di assistenza sociale, si veda Il "Sole-24 Ore" del 9 maggio) ha
sezionato gli impegni di spesa delle amministrazioni nelle varie funzioni,
scomponendoli sia in valore assoluto sia in peso percentuale sul totale delle
uscite.E proprio in quest'ultimo capitolo si incontra qualche dato inaspettato.
L'attenzione alla sicurezza, per esempio, misurata in risorse destinate alla
polizia locale, nei Comuni del Centro-Sud si porta via oltre il 4,5% degli
impegni di spesa, mentre al Nord non supera il 3 per cento. Ancora più
consistente è il divario che si incontra negli impegni di bilancio per la
gestione del territorio e dell'ambiente. Nei Comuni del meridione questa voce
abbraccia il 27,3% delle spese, e addirittura nel 2006 cresce (anche se solo
dello 0,2%) rispetto al 2005; al NordEst, con una dinamica che comunque si
incontra anche nelle altre regioni settentrionali, ambiente e territorio pesano
esattamente la metà (13,6%), e in un anno vedono dimagrire le risorse a loro
disposizione dell'1,1 per cento. Osserviamo un'altra voce, per
la gioia degli amministratori meridionali: la "burocrazia", traduzione decisamente brutale ma efficace della voce che
nella disaggregazione ufficiale è indicata dalle "funzioni generali di
amministrazione, gestione e controllo", al Centro (27,4% delle risorse) e
al Sud (30%) pesa meno che nell'efficiente NordEst (31,2%). Con la
lettura "provocatoria" dei dati, però, conviene fermarsi qui anche
perché la scomposizione percentuale della spesa, se offre segnali indicativi
sulla scaletta delle priorità dei sindaci, non rende ragione dell'entità delle
risorse reali disponibili per l'attività amministrativa e soprattutto della
loro origine. Quando si pas-sa agli indicatori strutturali ( alcuni dei quali
sono riportati nei grafici in alto in pagina, riferiti agli enti delle Regioni
a Statuto ordinario) le conferme dominano il campo e lasciano pochi margini a
dati inaspettati.L'autonomia finanziaria abita a Nord, favorita nei Comuni
dalla maggiore consistenza del gettito fiscale, mentre nelle Province
l'intervento più massiccio dei trasferimenti regionali, segno anche, almeno in
linea generale, di una più compiuta devoluzione di competenze, rende marginale
l'apporto dei fondi statali, che invece rimane determinante in vasta parte del
Mezzogiorno. Meno marcata, anche se non assente, è la distinzione territoriale
della "rigidità " della spesa, misurata dal peso che hanno gli oneri
fissi (personale e rimborso dei prestiti) sul totale delle entrate correnti. Si
tratta di un indicatore importante, che consente di valutare il grado di
"libertà" dell'amministrazione nell'impiego delle risorse, e che
trova il suo dato peggiore in Calabria, dove le spese fisse mangiano il 51% dei
fondi, e il migliore in Lombardia, dove la loro influenza scende al 37,6%,
quasi otto punti sotto alla media nazionale. Va detto, comunque, che in tutte
le Regioni il crollo dei prestiti ha abbassato drasticamente l'indicatore.
L'immagine dell'Istat, riferita al 2006, immortala il panorama della
contabilità locale alla vigilia di una duplice rivoluzione, che nel
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il
Sole-24 Ore del lunedì sezione: POLIS FROSINONE data: 2008-05-12 - pag: 27
autore: I PROFESSIONISTI Le "chance" future sono legate a Roma
"L'ultima provincia del Nord Italia ". Secondo il notaio Giovanni
Piacitelli, 60 anni, questa era Frosinone fino agli anni 90. "Una
provincia viva economicamente e molto dinamica. E la ricchezza industriale, si
sa, trainava anche quella delle altre professioni della zona". Negli
ultimi dieci anni, però, la situazione è molto cambiata: il territorio non ha più
ricevuto incentivi e la provincia non fa più parte del Mezzogiorno. Le aziende,
quindi, non possono più usufruire degli sgravi sugli oneri contributivi.
"Il risultato - racconta Piacitelli - è stata una lenta
deindustrializzazione della zona, con un conseguente decadimento delle attività
economiche. Anche l'edilizia è ferma: segno che il territorio non cresce".
Certo, la condizione generale è legata alla congiuntura economica nazionale, ma
c'è anche chi vede ilbicchiere mezzo pieno. "Svolgiamo normalmente il
nostro lavoro in un distretto che, di base, è piccolo e tranquillo - afferma
Rita Maria Caterina Doleatti, classe 1946, presidente del Consiglio notarile di
Frosinone, opera sul territorio da 25 anni - . E nonostante debba ammettere che
di anno in anno vediamo diminuire l'ammontare repertoriale di tutti i notai
della zona, continuiamo a lavorare per clienti di ogni tipo: sia pubblici che
privati". E poi aggiunge: "Ovviamente la condizione economica non è
delle migliori, ma noi possiamo solo prendere atto di quanto accade. La vera
risorsa di Frosinone, a mio parere, sono l'università e i giovani del
territorio". Dello stesso parere si dichiara anche Umberto Lombardi, 49
anni, presidente dell'Ordine dei dottori commercialisti di Frosinone: "I
giovani sono molto attirati da questa professione, ma oggi è diventata dura
anche entrare in questo mondo. Per esempio, vige l'obbligo della formazione
professionale, ma non sempre poi si è ripagati adeguatamente, anche da un punto
di vista economico". Senza contare le difficoltà
legate alla burocrazia:
"Lavoriamo con l'agenzia delle Entrate locale, con Equitalia - racconta
Lombardi - e ci si trova a dover affrontare problemi, perché manca il personale
per espletare tutte le operazioni burocratiche". La soluzione per far
ripartire l'economia della zona, e con essa le professioni, secondo Piacitelli,
sta nella costruzione di nuove infrastrutture. "Ne abbiamo un bisogno
disperato - conclude il notaio - , perché Frosinone dista da Roma solo 30
minuti e con collegamenti migliori, sia per quanto riguarda la rete viaria che
quella ferroviaria, potrebbe diventare una città satellite, con un notevole
miglioramento della qualità e della quantità del lavoro per i professionisti
della zona". Se.R. Rita Maria Caterina Doleatti. Classe 1946, è presidente
del locale Consiglio notarile: "Nonostante si assista a una diminuzione
dell'ammontare repertoriale, qui si continua a lavorare nel pubblico e nel
privato" Umberto Lombardi. Presidente dell'Ordine dei dottori
commercialisti, 49 anni, evidenzia le difficoltà burocratiche per la categoria
e gli ostacoli all'ingresso legati al tirocinio, ora obbligatorio.
( da "Provincia di Sondrio, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
E' bello
guardare, appese al muro, certe immortali foto in bianco e nero. E' struggente
soffermarsi a pensare al passato e accorgersi che la tonalità dominante è
seppiata. Ma il mondo è a colori. Nei sogni di ciascuno di noi la vita, gli
amori, i figli, le gioie hanno la dolcezza pastello di un colore che le
accompagna. Persino il tramonto, in tutte le sue tonalità di malinconia, è a
colori. E allora benvenuti dentro la nuova Provincia tutta a colori. Più
pratica, più maneggevole, più leggibile, con più peso per il maggior numero di
pagine, di notizie, di opinioni. In definitiva più completa. Trenta milioni di
euro di investimento non sono propriamente noccioline. Ma questa terra meritava
un'attenzione così grande e i nostri lettori, che in numero sempre maggiore ci
scelgono tutte le mattine, meritavano questo gesto d'affetto. Un giornale
cambia e migliora quando sta bene di salute. E noi non ci siamo mai sentiti
così bene. Un giornale non è soltanto testimone del presente, non è soltanto
custode del passato. Ma deve essere soprattutto punto di riferimento per il
futuro di un territorio. Stimolo a guardare avanti, a interpretare meglio i
segnali che arrivano dalla modernità. Ci siamo, usateci come cannocchiale per
guardare meglio la vita che scorre fra la Torre Ligari e i vigneti sullo
sfondo, fra le vette immortali di Valtellina e i capannoni
di Morbegno, dove - nonostante le palle al piede delle infrastrutture, della burocrazia e di un'insopportabile pressione
fiscale - il genio e la fatica della nostra gente trovano nuove strade per
essere all'altezza (...) segue a pagina 10 11/05/2008.
( da "Provincia di Lecco, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
E' bello
guardare, appese al muro, certe immortali foto in bianco e nero. E' struggente
soffermarsi a pensare al passato e accorgersi che la tonalità dominante è
seppiata. Ma il mondo è a colori. Nei sogni di ciascuno di noi la vita, gli
amori, i figli, le gioie hanno la dolcezza pastello di un colore che le
accompagna. Persino il tramonto, in tutte le sue tonalità di malinconia, è a
colori. E allora benvenuti dentro la nuova Provincia tutta a colori. Più
pratica, più maneggevole, più leggibile, con più peso per il maggior numero di
pagine, di notizie, di opinioni. In definitiva più completa. Trenta milioni di
euro di investimento non sono propriamente noccioline. Ma questa terra meritava
un'attenzione così grande e i nostri lettori, che in numero sempre maggiore ci
scelgono tutte le mattine, meritavano questo gesto d'affetto. Un giornale
cambia e migliora quando sta bene di salute. E noi non ci siamo mai sentiti
così bene. Un giornale non è soltanto testimone del presente, non è soltanto
custode del passato. Ma deve essere soprattutto punto di riferimento per il
futuro di un territorio. Stimolo a guardare avanti, a interpretare meglio i
segnali che arrivano dalla modernità. Ci siamo, usateci come cannocchiale per
guardare meglio la vita che scorre fra il Resegone e il porto, lungo le sponde del nostro lago, fra le colline della Brianza e i
capannoni del Meratese, dove - nonostante le palle al piede delle
infrastrutture, della burocrazia e di un'insopportabile pressione fiscale - il genio e la fatica
della nostra gente trovano nuove strade per essere (...) segue a pagina 10
11/05/2008.
( da "ADN Kronos" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
RIDURRE
25% PER OTTENERE +1,7% PIL ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le
notizie di ECONOMIA Roma, 12 mag. (Adnkronos) - Il costo
totale della burocrazia per
le imprese ammonta a 61 mld di euro. E' quanto ha affermato il presidente
dell'Antitrust Antonio Catricala' durante la registrazione della puntata di
'Porta a Porta' in onda questa sera. Catricala' ha quindi proposto che se si
riuscisse a ridurre questo costo del 25% "avremo +1,7% di pil".
( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24
Ore sezione: MANAGER E IMPRESE data: 2008-05-11 - pag: 22 autore: Sommersi
dalle e-mail inutili I manager italiani dedicano in media alla posta 45 minuti
al giorno di Antonio Dini A lzi la mano chi non si è mai pentito di aver
mandato una mail di troppo. Complice la frenesia dell'ufficio moderno e la
velocità del web. Qui sopra abbiamo raccolto solo alcuni esempi della serie
"Quel maledetto messaggio elettronico". Altri se ne potrebbero
aggiungere. Del resto gli esperti hanno calcolato che gli americani spendono
almeno un paio di ore al giorno per rispondere alle e-mail. Un po' meno in
Italia e in Europa: è di 45 minuti al giorno il tempo medio che i manager
passano assorti a "guardare le e-mail". Che hanno cambiato la nostra
vita e il modo di comunicare. Facendolo diventare molto più "freddo"
e impersonale. Per non parlare degli sms per i quali è stato inventato un nuovo
slang. I trappoloni di questo nuovo mezzo non finiscono mai. Di "storie
della paura" sull'email, mandate o ricevute per errore, sono piene le
cronache e i racconti dei manager. Il problema è che lo strumento elettronico
di comunicazione più potente e diffuso è anche il meno conosciuto. "Il 90%
delle persone non conoscono l'etichetta ( netiquette) e le regole più
elementari – spiega Graham Jones,autore di"Come usare l'e-mail in modo
efficace " – e fanno errori da principianti. Mandano le e-mail a tutto
l'ufficio o rispondono senza guardare chi è in copia. Oppure spediscono e-mail
inutili. Spesso perdono tempo per scrivere risposte infuocate a missive che non
hanno neanche finito di leggere e capito. Mandano per e-mail informazioni
riservate, materiali privati, commenti su colleghi e superiori (e gli errori
sono stati pagati cari). è un incubo: a molta gente dovrebbe essere vietato del
tutto accedere alla posta elettronica". C'è del vero se, come dice Rob
Ashe, alla guida della divisione Cognos di Ibm che realizza programmi per
analizzare i dati aziendali producendo rapporti di sintesi conosciuti come
business intelligence, "ormai la nostra frontiera è l'e-mail". Nei
messaggi di posta elettronica si celano i dati più importanti, archiviati in
maniera non strutturata e difficili da interpretare dal software. Ma grazie a
loro si potrebbe capire come funziona davvero un'azienda. Prendiamo le comunicazioni
interne. Ormai passano tutte dal web. Dalla newsletter agli ordini di servizio,
fino a documentazioni e richieste del personale e dell'amministrazione. Un
rimborso spese poco chiaro? Una scadenza che si allontana? Un lavoro fatto
male? Si manda un'e-mail. E si mettono in copia quante più persone possibili:
colleghi, superiori, responsabili di aerea. "è la strategia che negli Usa
chiamano con la sigla Cya (Cover your a...), cioè pararsi la schiena, per così
dire", spiega Andrea Matteini, consulente aziendale. "In tal modo,
nessuno potrà dire di non essere stato informato. Se la mossa è condivisa, lo è
poi anche l'eventuale errore. Solo che così si intasano i pc, si moltiplicano i
passaggi e, soprattutto, in Italia prevale l'innata
tendenza alla burocrazia
cieca e tetragona. E arrivano e-mail illeggibili e, soprattutto, inutili".
A che cosa tutto questo? Elefantiasi nei processi interni. Ma anche
disattenzione alle informazioni davvero importanti, perché sommerse da un mare
di e-mail in cui si informa l'amministratore delegato di una media impresa –
è davvero successo, racconta Matteini – che si sta per ordinare una risma di
carta A4 per la fotocopiatrice all'ufficio acquisti. La tendenza però,
sostengono le ricerche, va sempre più in questa direzione: sempre meno rapporto
faccia a faccia e sempre più e-mail. Pure tra colleghi di ufficio seduti a un
paio di scrivanie di distanza. Anche la domenica, quando da casa si possono
leggere e scrivere e-mail con il Blackberry, spauracchio delle famiglie sempre
più in crisi per l'eccesso di lavoro al di fuori dell'orario di ufficio
favorito dalla telematica. Il 75% delle aziende ha sostituito i rapporti
diretti per gli adempimenti e le comunicazione interne con l'e-mail. E anche
quando si fanno corsi di formazione aziendale sugli strumenti per la
comunicazione,l'educazione e l'uso consapevole delle e-mail sono una materia di
studio solo nel 30% dei casi. Gli scivoloni o il sovraccarico di informazioni
sono solo due lati del problema. C'è anche, come terzo, l'uso scorretto delle
e-mail. Cominciando dai messaggi apparentemente innocenti ma in realtà
"furbetti". Come quelli inviati alle 18.59, un attimo prima di uscire
dall'ufficio, per essere sicuri che l'interessato non possa reagire sino al
giorno dopo. Oppure, quelle in cui si attaccano i colleghi, o si provocano
discussioni furibonde per poi inviarle "per conoscenza" al capo. E
infine, l'ultima categoria, la più temuta. I messaggi di posta elettronica
giocosi, che di solito contengono presentazioni Powerpoint, brevi filmati o
immagini divertenti da condividere con amici e colleghi. Tutte sulla stessa
barca: dalle catene di Sant'Antonio (salvate il bambino ammalato, molto spesso
solo bufale) ai messaggi sul senso della vita, fino alle compilation di
immagini sulla condizione femminile in ufficio ( per le donne) o di veri e
propri cataloghi Postalmarket di modelle brasiliane che giocano a palla in
spiaggia inviate solo a colleghi rigorosamente maschi. Queste e-mail, con
decine di altri tipi, fioccano a decine di milioni da un computer all'altro
ogni giorno, portandosi dietro centinaia di indirizzi di posta elettronica dei
destinatari originari. Ma non è finita.Perché c'è chi,come alcuni dipendenti di
Wal- Mart, è stato licenziato con una e-mail (e alcuni in Gran Bretagna
addirittura via sms). E c'è anche chi invece il posto l'ha perso mandando una
e-mail alla persona sbagliata. Magari con informazioni sulla strategia e sulla
tattica da usare in negoziazioni con i consumatori che per errore arrivano al
cliente stesso. O peggio ancora, come ha fatto l'agenzia Usa di relazioni
pubbliche Waggener Edstrom che ha spedito al proprio committente Microsoft il
dossier riservato su vizi e passioni di un giornalista che doveva intervistare
uno degli uomini chiave di Bill Gates. E che per errore l'ha spedito anche al
giornalista stesso. UNA VALANGA INARRESTABILE Le regole della
"netiquette", il galateo del web, sono disattese Tra i vizi più
diffusi c'è la tendenza a scrivere troppo e a moltiplicare gli invii BASSA
PRODUTTIVITà L'efficienza del lavoro è frenata dal continuo flusso di messaggi
inopportuni Filtri e antivirus non riescono a fermare le intrusioni DISEGNO DI
GASTONE MENCHERINI.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il
Sole-24 Ore sezione: ARTE data: 2008-05-11 - pag: 49 autore: Musei civici
Venezia si fonde di Marina Mojana I l volume d'affari del sistema dei musei
civici veneziani diretto dal 1979 da Giandomenico Romanelli si attesta sui 20
milioni di euro all'anno.I proventi derivano dalle attività commerciali
appaltate a società esterne, dalle rendite dei palazzi affittati per feste ed
eventi ma soprattutto dalla vendita dei biglietti d'ingresso ai 12 musei che
fanno parte del circuito e che sono tra i più prestigiosi della città (Palazzo
Ducale, Museo Correr, Museo Fortuny, Palazzo Mocenigo, Torre dell'Orologio,
Casa di Carlo Goldoni, Cà Rezzonico, Cà Pesaro, Museo del Vetro di Murano, Museo
del Merletto di Burano, Museo di Storia Naturale con il Planetario di Venezia).
I visitatori paganti sono circa 2,5 milioni all'anno, su una massa di 20
milioni di turisti, a fronte di un bacino di utenza locale di 60mila veneziani
e di 315mila pendolari da Mestre e dal nord est. Una realtà in attivo che dava
utili all'Amministrazione civica fino a pochi mesi fa. Dal 31 marzo 2008, però,
il consiglio comunale ha deliberato la costituzione di una nuova realtà
giuridica, che si chiamerà Fondazione dei Musei Civici di Venezia e una dote
intoccabile di 500mila euro. Il consiglio di amministrazione, nominato il 6
maggio e presieduto dall'imprenditore multimediale Sandro Parenzo, mette in
campo una squadra di uomini di finanza come Guido Vitale e Francesco Micheli ed
esponenti della cultura come Rosella Mamoli Zorzi e il sindaco Massimo
Cacciari; direttore in pectore Giandomenico Romanelli. Perché creare una
Fondazione? "Non certo per sanare una situazione in cattive acque –
dichiara Romanelli, dal