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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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Report "Burocrazia"

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Indice delle sezioni

Burocrazia (39)


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

Saleranon Adesso l'istituto guarda al futuro. Il presidente Cerri: <Stiamo uscendo dalle difficoltà avute in passato> ( da "Cittadino, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ormai manca solo la burocrazia per sdoganarci dalle difficoltà che abbiamo affrontato in passato. La macchina possiamo dire che è uscita dalla fase di rodaggio e sta viaggiando bene", ha spiegato il direttore generale Giancarlo Villa. All'orizzonte ora si profila l'obiettivo della crescita e del consolidamento della banca,

Via pericolosa e provincia assente ( da "Mattino di Padova, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: L'episodio in ogni caso torna utile per porsi una domanda di estrema attualità: per essere più vicini alle necessità dei cittadini, da una parte fornendo loro risposte più rapide e dall'altra riducendo la burocrazia, il futuro delle Province quale dovrebbe essere? Tiziano Zampieron sindaco di San Pietro in Gu.

Borgo Loreto in festa ricorda don Amigoni ( da "Provincia di Cremona, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia non hanno mortificato quelli del cuore. Grande festa nel nome di don Franco, dunque, con una mattina intensa aperta dal ritrovo presso la Madonnina e proseguita poi con il corteo, i saluti delle autorità, la Messa; e poi ancora l'aperitivo in piazza, il pranzo in Fiera e il pomeriggio in oratorio per inaugurare una mostra fotografica nel segno dei ricordi e della nostalgia.

La priorità è riformare la burocrazia ( da "Mattino di Padova, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: mio parere il primo settore da riformare è quello che genera le risposte ai bisogni della società, ovvero la nostra burocrazia, la nostra macchina amministrativa". La riforma della burocrazia in che senso dovrebbe avvenire? "La situazione è sotto gli occhi di tutti, rischio di dire banalità. Già sarebbe molto se leggi e norme fossero scritte in italiano invece che in burocratese.

Quattordicesima e buoni vendemmia per i pensionati ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ridurre la burocrazia per le imprese agricole e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte al caro vita. I buoni vendemmia verranno introdotti per la prima volta in Italia con la prossima raccolta dell'uva e la nostra regione, grazie al protocollo di intesa tra Inps, Inail e Regione,

CONCORRENZA E... VELENI ( da "Azione, L'" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: perché servono un laboratorio, una burocrazia. Meglio cederlo all'ingrosso. Anche se mi piacerebbe vedere dei controlli più severi su chi vende direttamente, per evitare il caso che si venda più di quanto si produce...". Oltre alla concorrenza, anche la moria... "è un problema serio, che va al di là delle api.

Calderoli un ministero per delegificare può non bastare ( da "Riformista, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: pari alla depressione per un essere umano, è la burocrazia: imperante, devastante, il cui grado di diffusione e penetrazione sull'intero territorio nazionale è pari alla forza della gramigna, erba infestante, difficilmente distruggibile. Ebbene, per noi, la burocrazia è come una gramigna infestante.

Porto Columbu, il mare in giardino ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: piano capace di fermare i marosi è stata però vanificata dalla burocrazia. "Da cinque anni sul nostro territorio si stanno accumulando gravi e insopportabili ritardi", taglia corto l'ex sindaco Salvatore Mattana e oggi consigliere regionale del Pd. "C'era un progetto già in gran parte definito per liberare l'ingresso del porto e usare la sabbia per il ripascimento delle zone erose,

ANCONA <LA REGIONE Marche butter ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con aggravio di costi e di burocrazia. L'esatto contrario dell'auspicato processo di sburocratizzazione, punendo le aziende giovani". Così non si farà selezione ma si distribuiranno i fondi secondo logiche che rischiano di risultare scarsamente efficaci per lo sviluppo competitivo delle imprese agricole.

Monza e Brianza, ( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Una Provincia capace di far funzionare bene le cose, di fornire servizi moderni ed efficienti senza perdersi nella burocrazia. Se sapremo far nascere un Ente così, credo avremo fatto un lavoro utile.” Gigi Ponti, assessore all'attuazione della Provicnia di Monza e Brianza.

Senza speranza, al punto che la Francia ha chiesto al Consiglio di Sicurezza dell'Onu u ( da "Messaggero, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: gli aiuti alimentari di prima necessità, per sfuggire alla burocrazia militare. L'idea della Francia, di premere sul Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per "un'invasione umanitaria", non potrà passare. La Cina, paese amico della Giunta, opporrebbe il suo potere di veto, e così probabilmente anche la Russia.

Lo sviluppo della telematica nella Pa ha semplificato e migliorato la burocrazia, ma ha anche moltip ( da "Messaggero, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

Era il settembre 2006 quando, in seguito alla tromba d'aria che colpì pesantemente ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: solo la parte di burocrazia spettante alla Regione si è conclusa (è del 16 aprile 2007 la deliberazione di Giunta che prevede la "dismissione, a titolo gratuito, di beni Arsial in beneficio della Curia e del Comune"). Comune e Diocesi non hanno ancora concluso davanti ad un notaio la "presa d'atto" di prassi.

Come dare risposta a ogni problema quotidiano dei cittadini e delle imprese in Europa ( da "Libertà" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: se lo si confronta ai tempi di molte burocrazie nazionali dove il problema di ordinamenti diversi o della lingua non esiste. I principali settori in cui si verificano problemi per i cittadini sono la sicurezza sociale (32%), il riconoscimento delle qualifiche professionali (24%) e i diritti di residenza, specialmente per i coniugi di cittadini dell'UE provenienti da paesi terzi.

Calderoli: "Le scuse alla Libia? Ho fatto prevalere la ragione di Stato" ( da "Giornale.it, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: bisognerà stargli addosso perché la macchina della burocrazia ti fagocita in un attimo e ti costringe a impazzire sull'ordinaria amministrazione. E lo dice uno che un po' di anni di marciapiede ce l'ha". Invece, niente ordinaria amministrazione? "Con quella siamo andati al fallimento. Ora bisogna partire con slancio nuovo e rivoluzionare la macchina".

Sicurezza sul lavoro ( da "Centro, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Europa dove gli stipendi sono ancora più bassi dei nostri e la burocrazia è meno pesante. La Sinistra Arcobaleno vuole ripartire proprio dalla questione sicurezza sul lavoro, forse avrebbe fatto bene a imporre, nei primi 100 giorni di vita del governo Prodi, non norme repressive ma semplicemente il trasferimento volontario, dopo regolari corsi di specializzazione,

Cura dimagrante a Palazzo Chigi ( da "Panorama" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Impero dell'alta burocrazia: solo alla presidenza del Consiglio si contano 27 dirigenti di prima fascia e 229 dirigenti di seconda fascia. Una nave da crociera, con un bilancio autonomo, sulla quale è stata caricata troppa zavorra: a bordo complessivamente ci sono 4.

Segreti e miserie di Al Qaeda ( da "Panorama" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che lavora alla Fletcher school of law and diplomacy di Boston, la spiega così: "L'ossessione per la burocrazia è in parte da imputare al vasto numero dei membri dell'organizzazione, che esige rigore e disciplina, in parte è dovuta alla forma mentis degli egiziani incaricati delle mansioni amministrative, quasi tutti ex funzionari governativi del Cairo".

Stregati da Lapo e dal mattone giallo ( da "Panorama" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: bisogna mettere in conto lo scontro con la burocrazia e il sistema di diritti di utilizzo di terreni cinesi. Le valutazioni legate ai rischi di mercato sul medio e lungo periodo sono ottimistiche. In città ormai le agenzie immobiliari sono ovunque. I prezzi: si va dai 500 euro di alcune periferie ai 5 mila di un appartamento in una torre di Xintiandi.

(ACR) PAGLIUCA (PDL) SCRIVE A DE FILIPPO SU STATO ECONOMIA LUCANA ( da "Basilicanet.it" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eccessiva burocrazia o nelle risorse scarsissime date ai parchi regionali, incapaci di assicurare ricadute economiche positive. Sul Metapontino le speranze legate ad importanti investimenti sembrano infrangersi su scogli di ben altra portata anche se ciò² non può² e non deve far tacere che questa Regione non si è¨ occupata efficacemente nemmeno della pianificazione riguardante i Lidi (

Geymonat, la scienza come pensiero ( da "Corriere della Sera" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: specie quando diventava il tratto distintivo delle burocrazie di partito o dei velleitarismi pseudorivoluzionari. Era disposto a pagare il prezzo di qualsiasi "società aperta di spiriti liberi", accettando lo scontro più duro purché emergessero con la "massima chiarezza" le divergenze e fossero analizzate con "rigore spietato tutte le prove a favore e tutte le difficoltà"

La promozione del merito ( da "Corriere della Sera" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: si scontrerà con le resistenze della burocrazia del ministero: se non vuole soccombere ai mandarini di via Trastevere (come accadde a Letizia Moratti) deve avere il coraggio di rinnovare radicalmente, e subito, la dirigenza del ministero. Inoltre la valutazione dovrà essere obbligatoria per ciascuna scuola, non effettuata a campione, come sembrava voler fare il precedente governo.

Crescita? Solo attraverso il mercato ( da "Padania, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: perché i vincoli che impedi scono all Europa e all Italia di avanzare più rapidamente sono principalmente di origine domestica: la burocrazia, la rigidità del mercato del lavoro, i troppi ostacoli agli investimenti. Tutte cose che le politiche nazionali possono governare se solo prendono un poco di coraggio per attuare interventi determinanti per il mondo della produttività.

Il grillo sparlante colpito e affondato ( da "Padania, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Cura dimagrante alla burocrazia NANDO BRANCA Vallemosso (Bi) Va notato con disappunto che nel Pdl certe mentalità centraliste sono dure a morire: si dice ad esempio che, per rendere efficace il federalismo fiscale, sarebbe prima necessario eliminare enti inutili quali Province e piccoli Comuni;

Sconfitti dalle loro bugie ( da "Padania, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Cura dimagrante alla burocrazia NANDO BRANCA Vallemosso (Bi) Va notato con disappunto che nel Pdl certe mentalità centraliste sono dure a morire: si dice ad esempio che, per rendere efficace il federalismo fiscale, sarebbe prima necessario eliminare enti inutili quali Province e piccoli Comuni;

Aumento delle pensioni, l'appello dell'Anmic al nuovo ministro della Salute ( da "Redattore sociale" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è quello di far adeguare le normative che regolano ancora il mondo della disabilità. Oggi c'è ancora troppa burocrazia e un disabile nelle verifiche deve subire un'autentica via crucis, l'iter dovrà ovviamente essere rigoroso, ma il più possibile semplificato per non vessare inutilmente i cittadini".

Quando la cicogna vola sui percorsi dell adozione internazionale ( da "Padania, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e tra queste l adozione internazionale, un cammino lastricato di burocrazia, lunghe attese, illusioni e promesse non mantenute. Il volume La cicogna che sconfisse l aviaria di Paolo Moretti, edito da Infinito (pp. 96, 12 euro), è la condivisione dell esperienza adottiva compiuta dall autore e da sua moglie.

Quando la cicogna vola sui percorsi dell adozione internazionale ( da "Padania, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e tra queste l adozione internazionale, un cammino lastricato di burocrazia, lunghe attese, illusioni e promesse non mantenute. Il volume La cicogna che sconfisse l aviaria di Paolo Moretti, edito da Infinito (pp. 96, 12 euro), è la condivisione dell esperienza adottiva compiuta dall autore e da sua moglie.

Le imprese: E' un primo passo, ma meno burocrazia ( da "Denaro, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma meno burocrazia "Gli sgravi fiscali per il risparmio energetico rappresentano un primo passo in avanti per la politica ambientale ed economica, ma la burocrazia è ancora troppo ingombrante". Bruno Scuotto, presidente Piccola Industria dell'Unione Industriali di Napoli, lamenta la sussistenza di iter troppo lunghi da seguire per avere gli aiuti.

Cozzolino: Iniziamo da Napoli ( da "Denaro, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sulle insidie della burocrazia: "Si deve semplificare, ma un ruolo fondamentale dev'essere giocato dalle organizzazioni di cagoria che collaborano poco"; ad Antonio Pace (Confcommercio) sulle difficoltà dei piccoli negozianti: "Dovremo valorizzare gli esercizi di vicinato puntando a centri commerciali urbani che possano sostenere la concorrenza delle multinazionali"

Idee, bonifiche, efficienza: le richieste di Pmi e sindacati ( da "Denaro, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: lotta alla burocrazia; più spazio ai privati nella realizzazione dei progetti di sviluppo; spirito di squadra; concertazione. Sono le proposte avanzate ieri, in occasione della Giornata dell'economia promossa dalla Camera di commercio di Napoli, dai rappresentanti di imprese e sindacati intervenuti nel dibattito introdotto dal presidente dell'

SEGRETERIA POPOLARI UNITI SU ALLEANZA DEL CENTRO SINISTRA ( da "Basilicanet.it" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il funzionamento della burocrazia, il rinnovamento degli apparati con lâ??apertura di una nuova stagione concorsuale, cosa che i Popolari Uniti chiedono, inascoltati, da tempo in tutti gli Enti. E fare sintesi significa mettere da parte posizioni oltranziste e/o utilitariste e dotarsi di una visione moderata delle cose , frutto di equilibrio,

Ambiente, più spese al Sud ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per la gioia degli amministratori meridionali: la "burocrazia", traduzione decisamente brutale ma efficace della voce che nella disaggregazione ufficiale è indicata dalle "funzioni generali di amministrazione, gestione e controllo", al Centro (27,4% delle risorse) e al Sud (30%) pesa meno che nell'efficiente NordEst (31,2%).

Le chance future sono legate a Roma ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Senza contare le difficoltà legate alla burocrazia: "Lavoriamo con l'agenzia delle Entrate locale, con Equitalia - racconta Lombardi - e ci si trova a dover affrontare problemi, perché manca il personale per espletare tutte le operazioni burocratiche". La soluzione per far ripartire l'economia della zona, e con essa le professioni, secondo Piacitelli,

Un giornale per una terra vincente ( da "Provincia di Sondrio, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: fra le vette immortali di Valtellina e i capannoni di Morbegno, dove - nonostante le palle al piede delle infrastrutture, della burocrazia e di un'insopportabile pressione fiscale - il genio e la fatica della nostra gente trovano nuove strade per essere all'altezza (...) segue a pagina 10 11/05/2008.

Un giornale per una terra vincente ( da "Provincia di Lecco, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: lungo le sponde del nostro lago, fra le colline della Brianza e i capannoni del Meratese, dove - nonostante le palle al piede delle infrastrutture, della burocrazia e di un'insopportabile pressione fiscale - il genio e la fatica della nostra gente trovano nuove strade per essere (...) segue a pagina 10 11/05/2008.

P.A.: CATRICALA', BUROCRAZIA COSTA 61 MLD PER IMPRESE ( da "ADN Kronos" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il costo totale della burocrazia per le imprese ammonta a 61 mld di euro. E' quanto ha affermato il presidente dell'Antitrust Antonio Catricala' durante la registrazione della puntata di 'Porta a Porta' in onda questa sera. Catricala' ha quindi proposto che se si riuscisse a ridurre questo costo del 25% "avremo +1,7% di pil".

Sommersi dalle e-mail inutili ( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: innata tendenza alla burocrazia cieca e tetragona. E arrivano e-mail illeggibili e, soprattutto, inutili". A che cosa tutto questo? Elefantiasi nei processi interni. Ma anche disattenzione alle informazioni davvero importanti, perché sommerse da un mare di e-mail in cui si informa l'amministratore delegato di una media impresa –

Venezia si fonde ( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: decisioni e sottrarla ai vincoli della pubblica burocrazia. Attraverso il coinvolgimento di mecenati, sponsor e donatori vorremmo terminare a breve il programma dei grandi restauri, avviati anni fa, e soprattutto mettere a punto nuovi servizi on line (archiviazione, prenotazione mo-stre, studio e ricerca), sviluppare l'editoria d'arte e formare operatori culturali avendo a modello,


Articoli

Saleranon Adesso l'istituto guarda al futuro. Il presidente Cerri: <Stiamo uscendo dalle difficoltà avute in passato> (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 12-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Laudense, il bilancio incassa l'ok dei soci Inaugurata la nuova filiale in paese, utile di quasi 2 milioni di euro n Pieno accordo sui risultati raggiunti e sugli esiti del "piano di rilancio". La banca di credito cooperativo Laudense può guardare alle sfide del futuro, forte del consenso unanime dei suoi soci. Il bilancio dell'esercizio 2007 ha infatti incassato la completa fiducia dell'assemblea, riunita ieri mattina a Salerano sul Lambro. Su 2.173 soci aventi diritto al voto, tutti i 233 presenti hanno alzato la mano per dare il proprio assenso ad una gestione che chiude con un utile di 1,9 milioni di euro (contro i 257mila del 2006). Il dividendo che verrà distribuito è quindi pari al 4,55 per cento del capitale sociale (oltre ad una rivalutazione del 1,70 per cento). "Il 2007 è stato veramente l'anno della svolta e il 2008 non tarderà a dare ragione agli sforzi di tutti, in primis alla fiducia che hanno dimostrato i soci e i nuovi membri che hanno allargato la nostra grande famiglia", ha scandito nella sua relazione introduttiva Gaetano Cerri, presidente del Cda della Laudense.Nella presentazione dei conti, sono emersi anche i significativi valori di andamento dell'istituto. È aumentata la raccolta diretta del 12,94 per cento, che ha toccato quota 163 milioni di euro. Ha registrato un trend in aumento il credito erogato, con una percentuale del 22,8 per cento (pari a 123 milioni di euro). E in netta riduzione sono le sofferenze (meno 22,4 per cento, nella loro componente netta). Mentre il patrimonio è quasi arrivato al livello di 18 milioni di euro, con un aumento del 17,70 per cento. Sono stati segnalati inoltre gli investimenti nel settore del no profit, con erogazioni complessive nel corso del 2007 per 146mila euro circa. "Ormai manca solo la burocrazia per sdoganarci dalle difficoltà che abbiamo affrontato in passato. La macchina possiamo dire che è uscita dalla fase di rodaggio e sta viaggiando bene", ha spiegato il direttore generale Giancarlo Villa. All'orizzonte ora si profila l'obiettivo della crescita e del consolidamento della banca, tramite l'apertura di nuove filiali e incremento degli sportelli. Il buon risultato è stato evidenziato infine dal rappresentante della federazione regionale della Bcc, Marco Corbellini ("i conti mi sono sembrati molto a posto"), mentre un giudizio positivo sul bilancio è stato espresso anche dal collegio sindacale (che doveva essere integrato con il voto di un membro effettivo e supplente). Al termine dell'assemblea - prima della delibera sui compensi degli amministratori, passata con due astenuti - si è tenuta la cerimonia d'inaugurazione della filiale storica di Salerano in via Vittorio Veneto. I locali sono stati benedetti dal parroco don Antonio Valsecchi, poi sono intervenuti per un indirizzo di saluto, oltre ai vertici della Laudense, il sindaco del comune Virgilio Ghianda ("il vostro istituto ha mantenuto la tipicità di banca a servizio della gente"), il presidente della provincia, Osvaldo Felissari e il parlamentare lodigiano della Lega Andrea Gibelli. Matteo Brunello.

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Via pericolosa e provincia assente (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 12-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

SAN PIETRO IN GU. Il sindaco e il rallentatore abusivo finito in Procura "Via pericolosa e Provincia assente" In riferimento all'articolo pubblicato sul mattino di Padova di giovedì, dal titolo "Rallentatore abusivo. La Provincia allerta la Procura", ricordo all'assessore provinciale alla viabilità Domenico Riolfatto che non si tratta di un "dosso artificiale" bensì di un "attraversamento pedonale rialzato", realizzato a norma, come previsto dal Codice della strada; al riguardo è stata inoltrata regolare domanda di sanatoria, dopo accordi telefonici intercorsi prima dei lavori con il personale provinciale del settore preposto, seguendo le istruzioni impartite dallo stesso ufficio. Considerato che in quel tratto di strada, in pieno centro e a 50 metri circa dall'incrocio di via Vittorio Emanuele, l'anno scorso si sono verificati diversi pericolosi incidenti, specialmente in orari notturni, dovuti all'eccessiva velocità e che la Provincia non se ne è occupata, l'amministrazione comunale ha ritenuto di intervenire d'urgenza, avendo particolarmente a cuore la sicurezza dei cittadini in generale e soprattutto dei residenti nella via, i quali da tempo premevano affinché venissero adottati dei provvedimenti concreti ed efficaci per la loro incolumità. Dovremmo forse attendere che vi fosse qualche incidente mortale per attivarci? Chiedo all'assessore Riolfatto: è più importante dare risposte urgenti per la sicurezza dei cittadini o è meglio seguire le procedure burocratiche alla lettera? Inoltre, perché la Provincia non si occupa direttamente del problema adottando delle "vere" soluzioni al riguardo? L'episodio in ogni caso torna utile per porsi una domanda di estrema attualità: per essere più vicini alle necessità dei cittadini, da una parte fornendo loro risposte più rapide e dall'altra riducendo la burocrazia, il futuro delle Province quale dovrebbe essere? Tiziano Zampieron sindaco di San Pietro in Gu.

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Borgo Loreto in festa ricorda don Amigoni (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Cremona, La" del 12-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione di Lunedì 12 maggio 2008 Benvenuto P.Review srl Borgo Loreto in festa ricorda don Amigoni Ieri mattina l'intitolazione della piazza di Andrea Gandolfi "Bisogna tramandare nella comunità il ricordo delle persone buone, di chi si è impegnato per gli altri". E fra queste c'è sicuramente don Franco Amigoni, primo e 'storico' parroco di Borgo Loreto e cappellano militare degli Alpini, cui ieri mattina è stata ufficialmente dedicata una piazza nel cuore del suo quartiere: con una cerimonia molto partecipata, che ha rappresentato il clou della 16^ 'Rimborgata', la giornata che ogni anno riunisce abitanti ed originari di Borgo Loreto. Un appuntamento, quello di ieri, organizzato dalla Parrocchia intitolata alla Beata Vergine Lauretana ed a San Genesio, e dal Comune, in collaborazione con il Laboratorio di quartiere di Borgo Loreto. Parecchia gente, tricolori alle finestre ed ai balconi, l'accompagnamento musicale della banda di Casalbuttano ad accrescere l'atmosfera di festa. E le parole del sindaco Gian Carlo Corada, che ha spiegato le ragioni di una scelta su cui la commissione toponomastica del Comune si è pronunciata all'unanimità. "Abbiamo fatto il possibile per stringere i tempi, per far coincidere l'intitolazione della piazza con la 'Rimborgata'", ha detto ancora Corada. E per una volta i tempi della burocrazia non hanno mortificato quelli del cuore. Grande festa nel nome di don Franco, dunque, con una mattina intensa aperta dal ritrovo presso la Madonnina e proseguita poi con il corteo, i saluti delle autorità, la Messa; e poi ancora l'aperitivo in piazza, il pranzo in Fiera e il pomeriggio in oratorio per inaugurare una mostra fotografica nel segno dei ricordi e della nostalgia. Insieme al sindaco Corada, il collega di Misano Gera D'Adda (dove don Franco era nato nel 1912), Toselli; i consiglieri comunali Ceraso - componente della commissione toponomastica - e Malvezzi, l'ex senatore Rescaglio e Tom Donato, presidente delle associazione combattentistiche, ieri largamente rappresentate. A celebrare la Messa, il parroco don Giuseppe Ghisolfi con monsignor Carlo Pedretti, don Giancarlo Lazzarinetti, don Gianfranco Castelli (parroco di Misano); e ancora il parroco di Caravaggio mons. Giovanni Amigoni, cugino di don Franco, il cappellano della Col di Lana don Pierangelo Sonzogni ed il cappellano della Marina Militare, monsignor Valerio Tanchio. Tra i parenti di don Franco, anche suor Franceschilla Tassi, prima missionaria in Albania. Assente, invece, con un forfait che non poteva certo passare inosservato, l'assessore comunale alle periferie Caterina Ruggeri, al centro di uno scontro politico che nei giorni scorsi l'ha costretta a rimettere nelle mani del sindaco le deleghe sulla sicurezza. Alla cerimonia hanno idealmente partecipato con messaggi di saluto anche il vescovo di Cremona, Dante Lafranconi, quello di Fidenza, Carlo Mazza, il direttore del settimanale diocesano 'La Vita Cattolica', mons. Vincenzo Rini e l'ordinario militare per l'Italia Vincenzo Pelvi. Tutti uniti dal ricordo e dalla riconoscenza per una figura esemplare nell'attenzione ai suoi parrocchiani ed ai suoi Alpini. Una figura che nessuno ha dimenticato, e che da ieri Borgo Loreto sente - se possibile - ancora più sua.

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La priorità è riformare la burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 12-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Maurizio Caiaffa "La priorità è riformare la burocrazia" De Vido: senza un radicale cambio di mentalità il Paese non svolta I tre ministri veneti non dovranno agire pensando al Nordest MESTRE. "La rifondazione della macchina amministrativa è la sfida più difficile che si trova davanti il governo Berlusconi. E, con essa, il cambiamento della mentalità dei politici e del personale burocratico dello Stato. Contrariamente a quanto spesso si pensa, questa mentalità pesa più di leggi e norme". Andrea De Vido, amministratore delegato della Finanziaria Internazionale di Conegliano, è uomo di finanza con un solido osservatorio sull'economia reale del Paese e del Nordest: a questo proposito basti ricordare che Finint è l'azionista di riferimento di Save, società che gestisce l'aeroporto Marco Polo di Venezia. A De Vido abbiamo chiesto di commentare quanto emerso dalla nuova rilevazione relativa al panel One della Fondazione Nord Est, pubblicata ieri su la Nuova di Venezia e Mestre, il mattino di Padova e la tribuna di Treviso. Dottor De Vido, infrastrutture, conti pubblici e fisco sono le prime aree in cui secondo gli intervistati bisognerebbe intervenire. Lei cosa ne pensa? "Serve tutto, certo, ma il Paese è in una situazione di profondissima crisi, e a mio parere il primo settore da riformare è quello che genera le risposte ai bisogni della società, ovvero la nostra burocrazia, la nostra macchina amministrativa". La riforma della burocrazia in che senso dovrebbe avvenire? "La situazione è sotto gli occhi di tutti, rischio di dire banalità. Già sarebbe molto se leggi e norme fossero scritte in italiano invece che in burocratese. Ma c'è un aspetto di fondo che non trascurerei: è necessario un mutamento di mentalità, senza il quale questo Paese non si cambia". Cambio di mentalità? "Un caso come quello di Davide Cervellin, che attende da anni il pagamento di crediti da parte di un'Asl del Lazio, è inammissibile. E chi ribatte che in casi come questi, peraltro non rari, si debba fare causa allo Stato, è parte di questo andazzo inconcepibile. Trovo scandaloso che non sollevi scandalo se l'ormai ex ministro Amato non paga gli affitti per poter pagare la benzina ai mezzi della polizia. E' una mentalità diffusa, va eliminata. Altrimenti non ci sono speranze". Il governo ha giurato da pochi giorni, nasce con grandi aspettative degli imprenditori, lei però non sembra condividerle. "Le mie considerazioni trovano origine dalla consapevolezza dei problemi italiani. Da questo punto di vista, i risultati delle elezioni sono una piacevole sorpresa, perché l'Italia sembra aver avvertito la gravità della situazione. E ha dato un mandato chiaro a Berlusconi, anche attraverso la semplificazione netta del quadro partitico. Sulla base di questi presupposti, sono ottimista. Volendo, ce la si può fare. Certo, dal governo non attendiamoci poteri taumaturgici, un'azione riformatrice profonda e seria potrà dare i primi frutti verso la fine della legislatura". Nei primi cento giorni cosa si attende dal governo? "Mi basterebbe il cambio di mentalità di cui si diceva e, in generale, un approccio riformatore di lungo periodo. Berlusconi dovrebbe lavorare come se i risultati attesi si concretizzassero per il suo successore. Tra cinque anni e oltre. Mi viene in mente la scuola: vedremmo i risultati di qualsiasi intervento tra cinque anni, se non tra dieci. Ecco, questo sarebbe l'approccio giusto". Per la prima volta il Veneto ha tre ministri. Si è lamentata da più parti, in passato, la sotto rappresentazione del Nordest a livello governativo. Oggi il problema è superato? "Chiaro, siamo in una situazione di forte discontinuità. Peraltro, in un tutt'uno con le ultime elezioni, che hanno prodotto la riduzione dei gruppi parlamentari e l'uscita dalle Camere della sinistra estrema. Siamo di fronte a uno tra gli usuali punti di svolta che costellano la storia italiana. Ma non voglio pensare che il Veneto possa trarre vantaggio dal fatto di avere tre ministri. Brunetta, Sacconi e Zaia debbono dare risposte ai problemi del Paese. Se poi il Nordest ne avrà vantaggi, tanto meglio. Ma guai ad avere un'ottica provincialistica". Si aspetta un'accelerazione in senso federalista? "Possibile. E comunque il federalismo per me è giusto, a patto che contenga elementi di gerarchizzazione. Il Corridoio 5 non può essere reso soggetto a poteri decentrati, sennò non si farà mai. Alcune priorità debbono essere decise a livello centrale, e negoziate a cascata ma in tempi compatibili con il mondo reale. Qui attendiamo da vent'anni il completamento del tratto Conegliano-Sacile dell'A28, con i costi in vite umane, ambientali ed economici che sappiamo. Inammissibile".

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Quattordicesima e buoni vendemmia per i pensionati (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 12-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Attualità Quattordicesima e buoni vendemmia per i pensionati di Fabio Vitale* Questa settimana ci occupiamo della quattordicesima per le pensioni minime e dei buoni vendemmia per studenti e pensionati. Cominciamo dalla somma aggiuntiva, la cosiddetta quattordicesima, che i titolari delle pensioni minime riceveranno insieme alla rata di luglio. Il provvedimento, previsto dalla legge 127 del 3 agosto 2007, interessa più di 80 mila pensionati della regione (31 mila nella provincia di Udine, 22 mila in quella di Trieste, mentre i pordenonesi interessati saranno 16 mila seguiti da 10 mila goriziani) cui toccheranno in media 291 euro a testa per un totale di 23 milioni e 343 mila euro. Per ottenere il beneficio non bisogna presentare ulteriori modelli Red in quanto l'Inps ha già provveduto, con l'emissione generalizzata dei modelli Red 2008, a richiedere i redditi relativi al 2007. Nel caso si preveda che nel 2008 si supererà la soglia del limite di reddito (ricordiamo che per avere diritto alla quattordicesima bisogna avere, oltre che un'età pari o superiore a 64 anni, un reddito personale non superiore a 8.640,84 euro all'anno) i pensionati possono presentarsi presso le sedi Inps per sottoscrivere una dichiarazione semplificata in cui si attesta di non avere diritto al beneficio. Chi, pur avendo superato il limite di reddito omette di dichiararlo e ottiene in questo modo la quattordicesima, sarà chiamato a restituire la somma. BUONI VENDEMMIA. Il secondo argomento di cui parliamo riguarda il lavoro accessorio svolto da studenti e pensionati durante la vendemmia. Per loro sono nati i "voucher vendemmia", pensati per combattere il lavoro nero, ridurre la burocrazia per le imprese agricole e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte al caro vita. I buoni vendemmia verranno introdotti per la prima volta in Italia con la prossima raccolta dell'uva e la nostra regione, grazie al protocollo di intesa tra Inps, Inail e Regione, è stata la prima a mettere in pratica il decreto del ministro del lavoro firmato lo scorso 12 marzo. Un provvedimento lungamente atteso che va incontro alle proposte avanzate dalle associazioni dei coltivatori diretti in materia di trasparenza e legalità e offre nuove opportunità di reddito a categorie particolarmente deboli senza per questo destrutturare il mercato del lavoro agricolo. *direttore regionale della sede dell'Inps Friuli Venezia Giulia.

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CONCORRENZA E... VELENI (sezione: Burocrazia)

( da "Azione, L'" del 12-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'AZIONE - Articoli - Concorrenza e... veleni CONCORRENZA E... VELENI "Il 40% del miele venduto nella nostra regione viene dall'estero!". Non ha dubbi, Anacleto De Luca, storico e pluripremiato apicoltore di Cison, alle prese pure lui con il difficile momento delle api, complicato, da qualche tempo, anche dalla concorrenza estera. Molti apicoltori sono tentati di smettere perché scoraggiati dalla concorrenza del prodotto che arriva da Cina, Brasile e paesi dell'est. "Il miele viene comprato dall'estero a 1,8/2 euro al kg - aggiunge De Luca - quando il nostrano è comprato all'ingrosso a 3 euro. Poi al pubblico si arriva a 7 euro al kg. Pochi sono gli apicoltori che vendono il miele direttamente, perché servono un laboratorio, una burocrazia. Meglio cederlo all'ingrosso. Anche se mi piacerebbe vedere dei controlli più severi su chi vende direttamente, per evitare il caso che si venda più di quanto si produce...". Oltre alla concorrenza, anche la moria... "è un problema serio, che va al di là delle api. Se le api muoiono, non è come qualcuno vorrebbe far credere solo un problema delle api. è giusto riflettere sul fatto che in certe zone (come ad esempio la Vallata) la mortalità è bassa, mentre invece dove ci sono coltivazioni intensive di altro tipo, per esempio vigneti o radicchio, è molto più alta. Forse bisognerebbe chiedersi se c'è una spiegazione. E se magari, oltre alle api, stessero male anche gli uomini... sarebbe interessante che qualcuno studiasse seriamente questo fenomeno". AT.

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Calderoli un ministero per delegificare può non bastare (sezione: Burocrazia)

( da "Riformista, Il" del 12-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Calderoli un ministero per delegificare può non bastare Eliminare la burocrazia è dovere dei cittadini Il prezzo del petrolio corre, ed è un gran guaio, soprattutto perché la galoppata avviene a livello internazionale. E noi, oltre a quella galoppata, dobbiamo fronteggiare ben altri guai. Tra questi, il primo male oscuro, pari alla depressione per un essere umano, è la burocrazia: imperante, devastante, il cui grado di diffusione e penetrazione sull'intero territorio nazionale è pari alla forza della gramigna, erba infestante, difficilmente distruggibile. Ebbene, per noi, la burocrazia è come una gramigna infestante. Ogni azione sia del singolo cittadino che dell'impresa incappa in essa e con quella deve fare i conti. I ritardi di modernizzazione della macchina burocratica pubblica ma molte volte anche privata, dopo una ventata di ottimismo a cavallo della fine del secolo scorso, sono tornati preponderanti, anche nelle regioni più virtuose come il nord-est e la Lombardia. È cosa pessima che anche in questi territori dove lo sviluppo è ai livelli dei migliori di Eurolandia ci sia questa sofferenza, e ancor più che poco si riesca a fare per eliminarla. Adesso Berlusconi ha scelto un ministro per sburocratizzare: auspicabile che ciò avvenga, difficile che ce la possa fare in assenza di una concomitanza di elementi fondamentali, molti dei quali non sono ravvisabili solo nella paralisi del sistema pubblico ma purtroppo sono intrinsechi al nostro modus vivendi . Una prima componente destabilizzante riguarda l'approccio di comportamento dei cittadini, secondo la parte che rivestono, se dipendenti pubblici si comportano da accentratori che vedono l'utente come un incomodo utilizzatore, se viceversa sono dalla parte opposta si dimenticano di come normalmente si agisce quando si ha il coltello dalla parte del manico. Infiniti nel numero e nelle dimensioni sono i reclami e le lamentele nei confronti degli uffici pubblici e, ahimè, purtroppo delle grandi aziende che ormai con i call center, fondamentali per le economie di scala, lasciano sovente l'utente in mezzo al guado e le risposte nei migliori dei casi languono. Peggio ancora quando si tratta di pratiche da presentare; cavilli ve ne sono in quantità impressionante, per non parlare dei ritardi sia nelle risposte che nelle definizioni. Come se tutto questo non bastasse, i balzelli per fare qualunque cosa che interagisca con il sistema pubblico sono, quando va bene, spropositati e oltre ogni più ragionevole senso del pudore, soprattutto in rapporto ai tempi in cui si può ottenere soddisfazione. Un altro aspetto aggrovigliato è quello dell'incomprensibilità delle norme in vigore e l'infinita possibilità interpretativa che questa genera, il tutto a causa di una base legislativa che, in alcuni casi, risale fino a disposizioni della monarchia caduta in disgrazia ben oltre sessantanni fa. Fondamentale sarebbe azzerare tutto quello che ha più di trent'anni e magari utilizzare un linguaggio che oltre a essere comprensibile sia il meno interpretabile possibile, motivo sostanziale per un infinità di cause e ricorsi. Ultimo punto saliente riguarda proprio i ricorsi avversi contro chi ha vinto qualunque gara pubblica. Il primo dei perdenti vi ricorre sempre, ma poche volte con ragione e molte per farla pagare al vincitore e insinuare, quando va bene, il sospetto che qualcosa non sia stato trasparente. Come e in quanto tempo si riesca a smontare una simile montagna e soprattutto cosa riesca a modificare l'atteggiamento delle persone in rapporto al ruolo del momento (cittadino o pubblico impiegato) è cosa assai difficile da definire. Certamente non basterà né un ministro né tanto meno un ministero, come quello alla Delegificazione di Roberto Calderoli, anche se se senza portafoglio. Servirebbe una grande convinzione di ciascuno di noi che così non facciamo null'altro che aumentare le già tante difficoltà del nostro tempo: la globalizzazione, il ridotto potere d'acquisto, l'imperante aumento del costo della vita, l'occupazione instabile, l'incolumità fisica. Tante, troppe cose, che sommate ci fanno intravedere un orizzonte sempre più fosco. La burocrazia è la componente che maggiormente possiamo modificare con il nostro comportamento. Siamo tutti cittadini che necessitano di utilizzare servizi e sbrigare pratiche celermente e a basso costo. Da qui si comincia o da qui ci si inchioda a un capolinea che potrebbe non avere più partenze. Bene pensarci.Tutti. 12/05/2008.

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Porto Columbu, il mare in giardino (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Provincia di Cagliari Pagina 1018 Sarroch. Gli abitanti: "Serve un'altra diga foranea per proteggere spiaggia e case" Porto Columbu, il mare in giardino Sarroch.. Gli abitanti: "Serve un'altra diga foranea per proteggere spiaggia e case" Non si arresta l'erosione, minacciata la nuovo rete fognaria --> Non si arresta l'erosione, minacciata la nuovo rete fognaria Inarrestabile erosione, le mareggiate stanno mettendo a rischio la spiaggia e il cantiere della nuova rete fognaria in via di costruzione. DAL NOSTRO INVIATO ANDREA PIRAS SARROCH Qualcuno l'aveva anche previsto: il mare non si sarebbe fermato. Non avrebbe rinunciato a imprimere la sua forza contro la costa, a minacciare le case affacciate sull'acqua e diventate, negli anni, se non proprio palafitte, di certo villette sempre più a rischio di crollo per colpa dei cavalloni . E se Perd'e Sali, le sue case in prima fila davanti alla spiaggia avevano dovuto rinunciare a fette di giardini e muri di recinzione prima di salvarsi, affidandosi alle opere di protezione innalzate dai proprietari e, successivamente, alla barriere semisommerse erette a un centinaio di metri dal litorale, a Porto Columbu la storia racconta di una nuova emergenza. Ancora tempeste d'acqua, ancora marosi violenti che ingoiano i cortili e ora minacciano di far piazza pulita anche del cantiere comunale in cui si stanno sistemando le tubazioni che collegheranno le case al collettore fognario che porterà i reflui fino al depuratore. "Le mareggiate anche in questi giorni sono state devastanti, servirebbe un'altra massicciata davanti alla spiaggia di Porto Columbu che rischia di sparire, mentre l'impeto delle onde sta mettendo in serio pericolo anche la nuova condotta fognaria", dice Roberto Meluzzi, uno die residenti del centro residenziale. "Le tubazioni distano dalla riva appena sei metri e quando il vento soffia forte e il mare monta l'acqua supera di gran lunga questa distanza". Come dimostra d'altra parte la grande ferita impressa dai marosi ai muri delle villette, in parte semidirocati. Non c'era molta gente, ieri mattina a Porto Columbu. Almeno sulla spiaggia di ciottoli dove il fiume si scarica in mare e segna il confine tra i territori comunali di Sarroch e Pula. C'erano però le onde, la spuma bianca, il fragore dell'acqua che si infrangeva sulle pietre. "Siamo ancora in attesa di risposte di un progetto di protezione contro l'erosione costiera legato anche allo scavo nel porto di Perd'e Sali il cui ingresso è da tempo parzialmente ostruito dalla sabbia", dice il sindaco di Sarroch, Mauro Cois. "Certo sarà ancora una volta un intervento destinato a sanare situazioni di emergenza causate da errori umani". Che si chiamano, in primo luogo, approdo turistico: nato dove non doveva, cemento innalzato dove la natura aveva creato una bellissima spiaggia (oggi praticamente cancellata) e realizzato non certamente dove i vecchi e saggi pescatori ancoravano le loro barche, in quella baia ridossata dalla montagna e non certo davanti alla villette delle vacanze. Un porto che ha modificato le correnti favorendo l'erosione e i guasti. Corretti in parte dalle dighe foranee che oggi sembrano insufficienti, come numero, a garantire sicurezza non soltanto a Perd'e Sali e una parte di Porto Columbu, ma anche sul versante sud-ovest della lottizzazione costiera. La speranza di un piano capace di fermare i marosi è stata però vanificata dalla burocrazia. "Da cinque anni sul nostro territorio si stanno accumulando gravi e insopportabili ritardi", taglia corto l'ex sindaco Salvatore Mattana e oggi consigliere regionale del Pd. "C'era un progetto già in gran parte definito per liberare l'ingresso del porto e usare la sabbia per il ripascimento delle zone erose, ma si era parlato anche di potenziare il numero delle barriere. Nel 2006 la Regione ha informato il Comune di aver revocato i lavori e l'anno scorso la decisione di avocare a sé il procedimento. Poi, infine, a novembre la comunicazione del nuovo piano di caratterizzazione del porto di cui si sta attendendo ancora la risposta del ministero dell'Ambiente". Per l'approdo turistico e la spiaggia di Porto Columbu non resta che attendere.

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ANCONA <LA REGIONE Marche butter (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 12-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

AGRICOLTURA pag. 18 ? ANCONA ? "LA REGIONE Marche butter... ? ANCONA ? "LA REGIONE Marche butterà a mare milioni di euro se non farà un'adeguata selezione dei progetti per aumentare la competitività delle imprese giovani: le chiediamo di fare una scelta di coraggio verso la discontinuità". L'appello viene dal Consiglio regionale dei giovani imprenditori di Coldiretti Marche, dinanzi al rischio che gli investimenti del nuovo Piano di sviluppo rurale si indirizzino verso vecchie logiche. "Il piano prevede che tutte le imprese che vogliono accedere agli investimenti elaborino un progetto, un 'business plan' (piano aziendale), dove, in pratica, viene descritto il 'sogno' imprenditoriale ? spiega il delegato di Coldiretti Giovani, Stefano Galli ? . Un'idea innovativa, prevista dalla normativa europea, grazie alla quale sarebbe possibile selezionare gli investimenti validi da quelli che non creano ricchezza, premiando la capacità di fare impresa. Al contrario, se le scelte della Regione rimarranno quelle attuali, c'è il rischio che le imprese debbano redigere documenti inutili, con aggravio di costi e di burocrazia. L'esatto contrario dell'auspicato processo di sburocratizzazione, punendo le aziende giovani". Così non si farà selezione ma si distribuiranno i fondi secondo logiche che rischiano di risultare scarsamente efficaci per lo sviluppo competitivo delle imprese agricole. Luigi Diotalevi.

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Monza e Brianza, (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: SYSTEM (ROSSETTI VIAGGI MONZA) data: 2008-05-11 - pag: 30 autore: Monza e Brianza, una Provincia in costruzione Un territorio forte e unito per continuare ad essere uno dei maggiori motori di sviluppo in Europa La Provincia di Monza e Brianza è stata istituita lo scorso 11 giugno 2004, con legge 146/04, che riguarda anche le nuove Province di Fermo e di Andria-Trani-Barletta: la circoscrizione territoriale MB è costituita da 50 Comuni, con capoluogo Monza. La Fabbrica della Provincia è un progetto operativo, predisposto dall'Assessorato provinciale per MB, per costruire da subito un modello di ente nuovo, innovativo e snello dove organizzazione, efficienza e contenimento del personale sono le priorità. Fino alle elezioni dei nuovi organi, prevista per il 2009, la Provincia di Milano continua ad esercitare le proprie funzioni anche sui 50 Comuni briantei. I 50 Comuni La circoscrizione territoriale della provincia di Monza e della Brianza è costituita dai comuni di Agrate Brianza, Aicurzio, Albiate, Arcore, Barlassina, Bellusco, Bernareggio, Besana in Brianza, Biassono, Bovisio Masciago, Briosco, Brugherio, Burago di Molgora, Camparada, Carate Brianza, Carnate, Cavenago di Brianza, Ceriano Laghetto, Cesano Maderno, Cogliate, Concorezzo, Correzzana, Desio, Giussano, Lazzate, Lesmo, Limbiate, Lissone, Macherio, Meda, Mezzago, Misinto, Monza, Muggiò, Nova Milanese, Ornago, Renate, Ronco Briantino, Seregno, Seveso, Sovico, Sulbiate, Triuggio, Usmate Velate, Varedo, Vedano al Lambro, Veduggio con Colzano, Verano Brianza, Villasanta, Vimercate. Tutti i numeri della nuova Provincia Estensione: 3638 kmq Popolazione: 759.563 (Istat 2005) Densità: 208,79 ab/kmq Famiglie residenti: 302.481 (Istat 2005) N. imprese: 80.000 circa N. addetti: 290.000 circa Una particolare attenzione dovrà essere riservata al patrimonio storico, naturalistico, artistico e architettonico, spesso sconosciuto e che merita di essere valorizzato. Naturalmente il Parco e la Villa Reale di Monza, oltre all'Autodromo, sono gli elementi distintivi che rendono Monza famosa nel mondo. Luigi Ponti, Assessore per l'attuazione della Provincia di Monza e Brianza – annuncia: “Il conto alla rovescia è già cominciato: mancano ancora pochi mesi, poi la nuova Provincia MB sarà pronta al debutto e al distacco da Milano. I preparativi sono in corso, si lavora sodo nelle sedi istituzionali di Monza, la targa automobilistica circola già da tempo sulle nostre strade&ci avviciniamo così a una scadenza importante, quella fissata per il 2009, che consegnerà alla Brianza e ai suoi 50 Comuni un Ente nuovo, atteso da decenni e che finalmente sarà operativo dalla prossima primavera. In un momento in cui le Province sono al centro del dibattito, spesso additate come Enti inutili, è lecito chiedersi 'perché una Provincia nuova'? Io rispondo che 'la Brianza vale una Provincia' e che un ente vicino è utile come alleato vero dei cittadini, attento e sensibile ai bisogni e alle tante esigenze della comunità. la Provincia MB ha i numeri per mantenere posizioni di tutto rispetto a livello nazionale: basti pensare che su un'area di 3638 Kmq. vivono circa 800mila persone e il tessuto produttivo conta oltre 80.000 imprese. La costruzione di una rete di relazioni internazionali europee ed extraeuropee è diventata un tema di grande attualità e, nello stesso tempo, una necessità inderogabile per concretizzare un insieme di azioni che devono rispondere a bisogni globali come la solidarietà, la cooperazione internazionale e lo sviluppo. La Brianza rappresenta anche storicamente una delle aree imprenditoriali di eccellenza, un vero motore economico del Paese e dell'intera Europa, grazie alle 80.000 imprese attive e un' economia solida e compe-titiva, capace di lavorare in rete. E' questa caratteristica peculiare a rendere la Brianza un territorio con tutte le carte in regola per competere a livello internazionale e per affrontare le sfide sempre più pressanti imposte dalla globalizzazione. La Provincia di Monza e Brianza sta nascendo come ente autonomo, ma non intende rinunciare al forte legame economico e sociale che esiste con l'area Milanese. Milano e la Brianza sono due Province distinte, ma restano saldamente alleate per ottimizzare i servizi e gli standard qualitativi forniti ai cittadini. La Brianza ha tutte le carte in regola per meritarsi una Provincia propria. Una Provincia capace di far funzionare bene le cose, di fornire servizi moderni ed efficienti senza perdersi nella burocrazia. Se sapremo far nascere un Ente così, credo avremo fatto un lavoro utile.” Gigi Ponti, assessore all'attuazione della Provicnia di Monza e Brianza.

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Senza speranza, al punto che la Francia ha chiesto al Consiglio di Sicurezza dell'Onu u (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 12-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di FABIO MORABITO Senza speranza, al punto che la Francia ha chiesto al Consiglio di Sicurezza dell'Onu un intervento umanitario "diretto". Sale ogni giorno il numero delle vittime della tragedia provocata dal ciclone Nargis nel Myanmar (il nome che la giunta militare al potere ha imposto alla Birmania). E se il regime contabilizza cifre già drammatiche (28.458 morti, ha sostenuto ieri la tv di Stato) sono le Nazioni Unite a indicare stime purtroppo più credibili. I morti, secondo l'Onu, sarebbero da 63mila a 101mila; i dispersi (e anche molti di loro sono, probabilmente, già morti) 220mila. Sarebbero fino a due milioni (su una popolazione di 48 milioni, che vive in un territorio doppio l'Italia) le persone gravemente colpite dal ciclone. E, quindi, a rischio di vita. Arrivano i soccorsi internazionali, ma solo una parte di questi riesce a "filtrare" l'ottuso sistema militare, che rifiuta non solo tecnici e medici stranieri, ma qualsiasi tipo di operatore che non sia birmano. Con un'unica eccezione: l'organizzazione umanitaria francese "Medici nel Mondo", che è stata autorizzata a distribuire viveri con personale proprio. Altrimenti sono solo i soldati birmani a distribuire i viveri che provengono oltre frontiera, pacchi "ritoccati" con la dicitura del nome di questo o quel generale, come fossero il frutto della generosità della dittatura. Una farsa utilizzata per propaganda, con le riprese trasmesse e diffuse dalla tv birmana. Il regime celebra se stesso nella tragedia, nonostante crudelmente tenga chiusi i confini anche nella più stretta emergenza. E nonostante continui ad esportare riso, quando la regione del Sud più colpita dal ciclone, intorno al delta del fiume Irrawaddy, dovrà fare i conti con il rischio di epidemie, e già ora con la mancanza di viveri. Dalle aree colpite, secondo un dato fornito dalla Coldiretti, provengono quasi i 2/3 della produzione nazionale di riso. Il "cuore agricolo" di un Paese mediovale. Ieri, per colmo di sventura, un battello della Croce Rossa con aiuti per un migliaio di persone (riso, acqua potabile, materiali sanitario), è affondato dopo aver colpito il tronco di un albero nel delta dell'Irrawaddy. Solo mezzo milione di sfollati (su un numero cinque volte più grande) ha ricevuto soccorsi, secondo l'Onu; soccorsi che sono forse solo l'equivalente di una ciotola di riso al giorno. Il divieto d'ingresso agli operatori stranieri è dovuto, probabilmente, al timore che entri qualche "osservatore" con intenti politici. Testimoni. O sobillatori contro il regime, che incitino una popolazione in ginocchio, ridotta alla miseria. Ieri si è "celebrato" il voto sulla nuova Carta Costituzionale, che per il regime rappresenta una tappa verso la democrazia, ma che conferma il potere in mano ai militari riservando a loro un quarto dei seggi in Parlamento (le nuove elezioni politiche sono promesse per il 2010). Con tutta probabilità ci sarà un consenso plebiscitario. E, comunque, è un'altra farsa. Nelle elezioni libere tenutesi nel 1990, dopo due anni di regime della nuova giunta militare (che aveva preso il potere avvicendandosi a un'altra dittatura militare, quella del generale Ne Win) l'opposizione guidata dalla signora Aung San Suu Kyi (poi premio Nobel per la pace) stravinse con l'80% dei consensi. Ma il voto fu annullato. Da allora si è tornati a votare solo ieri. Dopo una campagna elettorale in cui era proibito propagandare il "no" alla Costituzione. Andrew Natsios, già direttore dell'Agenzia Usa per lo sviluppo internazionale propone di lanciare dagli aerei, con i paracadute, gli aiuti alimentari di prima necessità, per sfuggire alla burocrazia militare. L'idea della Francia, di premere sul Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per "un'invasione umanitaria", non potrà passare. La Cina, paese amico della Giunta, opporrebbe il suo potere di veto, e così probabilmente anche la Russia. Myanmar vive la sua tragedia, e il regime chiede di non salvarla.

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Lo sviluppo della telematica nella Pa ha semplificato e migliorato la burocrazia, ma ha anche moltip (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 12-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Licato la mole di rifiuti elettronici che - oggi - cresce di 6 milioni di tonnellate l'anno ad un ritmo tre volte superiore rispetto agli altri rifiuti urbani. Un flusso di materiale che confluisce nella massa indistinta dei rifiuti e per il quale non esiste alcun piano di smaltimento. Un problema sottovalutato quello dello smaltimento dell'e-waste, soprattutto perché i computer - che contengono sostanze tossiche non biodegradabili - contribuiscono all'emissione di CO2 più di quanto si pensi. Dopo un lungo periodo di sottovalutazione, anche sotto la pressione dell'Ue, l'Italia ha istituito il "Green Public Procurement", un organismo incaricato di dare un indirizzo ambientale agli acquisti e alla gestione dei rifiuti elettronici della Pa. Secondo gli esperti, in prospettiva lo smaltimento dei rifiuti elettronici si potrà risolvere solo con la progettazione di computer sostenibili, con l'uso di nuovi materiali e l'adozione di tecniche innovative che consentano riparazioni più facili. Per ora, molta attenzione è rivolta a sensibilizzare le Pa perché estendano il più a lungo possibile la vita dei computer. Tra gli impegni del GPP, anche un piano per l'acquisto di computer a basso consumo, arredamenti a prova di sostanze tossiche, uso di carta senza cloro e lampade ad alta efficienza. La Pa eco-sostenibile passa anche da questi particolari. M. Di Br.

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Era il settembre 2006 quando, in seguito alla tromba d'aria che colpì pesantemente (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 12-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di STEFANIA MANGIA Era il settembre 2006 quando, in seguito alla tromba d'aria che colpì pesantemente la zona di Pantano, l'assessore regionale all'agricoltura, Daniela Valentini, decise di "agevolare" il passaggio a Comune e Curia di alcuni terreni dall'Arsial. A quasi due anni, però, solo la parte di burocrazia spettante alla Regione si è conclusa (è del 16 aprile 2007 la deliberazione di Giunta che prevede la "dismissione, a titolo gratuito, di beni Arsial in beneficio della Curia e del Comune"). Comune e Diocesi non hanno ancora concluso davanti ad un notaio la "presa d'atto" di prassi. I motivi? Svariati. Ad un buon punto è la Curia che ha ricevuto chiesetta di Pantano, sacrestia e una piccola parte adiacente "per eventuali esigenze di ampliamento della struttura, per un santuario o per una sala pellegrini - ha spiegato l'ingegnere dell'Arsial, Carlo Gabrielli -.Chiesetta e sacrestia rientrano in una prima delibera, passaggio che chiuderemo a breve perché la Curia ci ha già indicato un notaio. Quindi torneremo sulla parte rimanente". In alto mare invece la presa d'atto del Comune. Numerose (circa 80) le aree destinate alla viabilità della zona cedute dall'Arsial ma pare che il Pincio prima di "accoglierle" - e le varie riunioni tenute negli ultimi mesi lo confermano - voglia sistemare in più stralci con l'Arsial situazioni di accatastamento non chiarissime. E non è tutto: accanto a strade e vie in ballo ci sarebbero pure due ettari antistanti la chiesetta di Pantano (l'attuale parcheggio) e un campetto adiacente ad un ristorante della zona. Aree che l'Arsial cederà solo dopo essersi sincerato della loro sicura destinazione a verde.

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Come dare risposta a ogni problema quotidiano dei cittadini e delle imprese in Europa (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 12-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nel 2007 la rete Solvit ha risolto l'83% dei casi sottoposti: 679 su 819 Un piccolo imprenditore italiano che voleva aprire uno stabilimento in Germania era stato bloccato dalle autorità tedesche per problemi burocratici. Ricorrendo allo strumento di risoluzione dei problemi quotidiani legati all'applicazione del mercato interno dell'UE, chiamato SOLVIT, in poche settimane il problema è stato risolto e l'impresa italiana ha potuto iniziare a operare. E' questo un caso tra le diverse centinaia che nel 2007 sono stati risolti da uno strumento che ancora non è molto conosciuto, nonostante si rivolga, oltre che alle imprese, a studenti, pensionati, futuri sposi, ricercatori, turisti, professionisti, lavoratori ma anche, ad esempio, camionisti che hanno preso multe nel territorio di altri Paesi. Lo scorso anno la rete Solvit (http://ec.europa.eu/solvit) ha risolto l'83% dei casi sottoposti: 679 su 819, problemi vissuti da cittadini e imprese sui loro diritti legati al funzionamento del mercato interno dell'Unione europea. Nel suo quinto anno di esistenza lo strumento europeo ha registrato una crescita del volume di casi del 75% rispetto al 2006. Ma Solvit non è ancora abbastanza conosciuto dai cittadini, e in alcuni Paesi il suo funzionamento non è ancora completo. Il commissario europeo per il mercato interno e i servizi Charlie McCreevy ha affermato: "SOLVIT ha dimostrato la sua importanza non solo in quanto strumento valido per la risoluzione dei problemi, ma anche come modello di cooperazione amministrativa tra Stati membri. Dimostra che è possibile, anche in una organizzazione multiculturale complessa come l'Unione europea, passare da procedure formali e lunghe ad un approccio informale, pragmatico e rapido. Un numero sempre maggiore di cittadini europei si rivolge a Solvit quando incontra ostacoli nel mercato interno. Con il suo servizio rapido ed efficace, Solvit offre loro un aiuto personale ed amichevole." Nel 2007 sono stati soprattutto i singoli cittadini ad aver utilizzato Solvit, mentre i reclami presentati da imprese sono rimasti allo stesso livello del 2006. Meno del 20% dei casi provengono dal settore produttivo. L'obiettivo è quello di fornire soluzioni entro il termine di 10 settimane dalla presentazione del caso, ma la media di tempo necessario sui casi finora trattati è inferiore ai due mesi: un periodo decisamente corto se lo si confronta ai tempi di molte burocrazie nazionali dove il problema di ordinamenti diversi o della lingua non esiste. I principali settori in cui si verificano problemi per i cittadini sono la sicurezza sociale (32%), il riconoscimento delle qualifiche professionali (24%) e i diritti di residenza, specialmente per i coniugi di cittadini dell'UE provenienti da paesi terzi. M. F. Rappresentanza a Milano della Commissione Europea 12/05/2008.

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Calderoli: "Le scuse alla Libia? Ho fatto prevalere la ragione di Stato" (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 12-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 19 del 2008-05-12 pagina 7 Calderoli: "Le scuse alla Libia? Ho fatto prevalere la ragione di Stato" di Adalberto Signore Roma - Ministro Calderoli, cominciamo dalla Libia? "Se proprio dobbiamo...". Perché? Ormai ha chiesto scusa. "Già. Le provvigioni di gas e petrolio che arrivano dalla Libia sono circa il 30% del nostro fabbisogno. Nel caso in cui l'Italia le avesse dovute ricercare sul mercato libero saremmo andati incontro a un deciso incremento del prezzo della benzina". Sta dicendo che ha chiesto scusa per questo? "Dico che ci sono dei momenti in cui è giusto che prevalga la ragion di Stato". Mentre Berlusconi, lei e Frattini tentavate la via diplomatica è arrivato l'affondo di Bossi che ha rischiato di riaprire la querelle con Tripoli. Un errore tattico del Senatùr? "Bossi ha il difetto di dire la verità. Ha parlato solo di cose reali, tanto che Maroni si è già attivato da settimane per contrastare l'immigrazione come promesso". Che idea si è fatto della vicenda Travaglio? "Quella di sempre. Lui, come Santoro, è un professionista di quel modo di fare informazione, tanto da ricavarne uno stipendio. Per quanto mi riguarda ascoltare Travaglio o guardare la Famiglia Addams è la stessa cosa, almeno finché non sono costretto a pagare io con il canone. Se uno l'assume, però, sa a cosa va incontro e deve farsi carico dei debiti e dei crediti. Bisogna prendersela con chi l'ha assunto". Ce l'ha con Cappon, il dg della Rai? "In Rai il sistema è fatto in modo che le responsabilità non siano mai di nessuno". Che effetto le ha fatto sedersi al Consiglio dei ministri con tante facce nuove rispetto a due anni fa e, soprattutto, con così tanti giovani in più? "è stata una bella sensazione. Ora, però, bisognerà stargli addosso perché la macchina della burocrazia ti fagocita in un attimo e ti costringe a impazzire sull'ordinaria amministrazione. E lo dice uno che un po' di anni di marciapiede ce l'ha". Invece, niente ordinaria amministrazione? "Con quella siamo andati al fallimento. Ora bisogna partire con slancio nuovo e rivoluzionare la macchina". Insomma, è d'accordo con Berlusconi che ha predicato cautela ai nuovi arrivati e li ha invitati a parlare il meno possibile. "Assolutamente sì. Mi auguro che lo facciano in maniera sistematica, almeno per il primo anno. Il tempo di prendere confidenza con il proprio lavoro". In campagna elettorale Berlusconi non ha nascosto le difficoltà e, a differenza delle altre volte, non ha promesso sogni. Non teme, però, che se non ci sarà un cambio di marcia a breve anche voi vi ritroverete alle prese con l'impopolarità che ha colpito il governo Prodi? "So bene che c'è grande attesa e ci sono grandi aspettative. Ma timori di quel genere non ne ho perché se entro qualche mese non ci saranno delle risposte decise la Lega si alzerà e se ne andrà". Vi siete appena insediati e già pensa alla crisi di governo? "Certo che no. Non si tratta né di minacce né di ricatti, ma della consapevolezza che bisogna agire senza esitazioni. Altrimenti meglio lasciar perdere e dare, magari, l'appoggio esterno". L'azione di un governo può essere rallentata anche da fattori esterni, non solo dal tergiversare di alcune sue componenti... "Voler fare una cosa significa poterla fare. Il punto è uno: o si passa alla storia oppure si cambia. Bossi su questo è stato chiaro già nel primo Consiglio dei ministri. “Riforme e federalismo fiscale - ha detto - vanno fatti subito”. Il suo tono era piuttosto eloquente. O si agisce subito oppure la Lega lascerà il governo". Non è che ha ragione chi sostiene che volete dettare la linea del governo? "La Lega non vuole compromessi sui punti che erano nel programma. E per il governo sarà un pungolo in positivo come è già accaduto nel 2001". Quali sono i primi punti nell'agenda? "Primo, il federalismo fiscale. Faremo una proposta entro giugno e per fine anno saremo pronti. Secondo, la riforma elettorale. Per le europee si vota nel 2009 e la legge va assolutamente cambiata perché ci sono aree del Paese che per come sono divisi i collegi non riusciranno mai a far eleggere un europarlamentare. Penso, per esempio, alla Sardegna che è accorpata con la Sicilia". Già in mente un modello? "Si può seguire quello spagnolo. Il nostro obiettivo deve essere quello di arrivare a tante circoscrizioni quante sono le regioni. Ovviamente con gli aggiustamenti del caso, perché certo la Lombardia non può essere considerata alla stregua della Basilicata". Terzo punto in agenda? "Un patto con l'opposizione sul referendum. Quella consultazione, che si terrà il prossimo anno, è infatti figlia di un clima di scontro che mi auguro non ci sia più. E il suo spirito, poi, è stato recepito di fatto dai due maggiori partiti e dagli elettori che li hanno privilegiati. Maggioranza e opposizione, dunque, dovrebbero impegnarsi a non sostenere il referendum in modo che non si lavori alla nuova legge elettorale con sulla testa una spada di Damocle. Quando si fanno le cose di corsa si commettono sciocchezze". Le riforme costituzionali? "Al quarto punto. Ma con una accortezza. Questa volta, niente macroriforme ma interventi specifici. La materia deve essere trattata a blocchi per evitare che un disaccordo su un punto comprometta anche quelli dove c'è intesa". Un esempio? "La riduzione del numero di parlamentari. Nel 2006 era nella devoluzione, la prossima volta sarà una riforma a se stante in modo che viaggi più spedita". Si parte dalla bozza Violante? "Direi di sì. Ha recepito l'80% delle nostre proposte. Pensi che Massimo Villone la chiamava “il bigino Calderoli”. Al più presto costituiremo quella che io chiamo l'Unità di crisi, aperta a esperti e esponenti di forze non rappresentate in Parlamento, e ci metteremo al lavoro". Lei è ministro per la Semplificazione normativa. In due parole? "Significa ridurre al minimo il numero di leggi e regolamenti". Quante sono oggi? "E chi lo sa...". Scusi? "Secondo una ricognizione del Parlamento 170mila, comprese leggi secondarie e regolamenti. L'amministrazione invece ha individuate novemila leggi primarie, mentre una commissione che ha lavorato sulle banche dati dodicimila". Situazione confusa... "Mi sono spaventato". E come pensa di intervenire? "Con la scure". Per capirci? "Cancellare le leggi non in base all'anno in cui sono state emanate ma guardando a quanto vengono applicate". Un esempio? "Pescare lumachelle di mare inferiori a tre millimetri è reato. Le sembra una legge seria?". Ha già qualcosa di specifico in mente? "Con Tremonti stiamo pensando a un doppio binario per la dichiarazione dei redditi. Chi vorrà potrà decidere di compilare una sola pagina e pagare una cifra fissa senza deduzioni. E anche sugli assegni bisognerà tornare indietro. è folle che ce ne siano due tipologie diverse e che si debba pagare un euro e mezzo per ogni assegno trasferibile. Il nostro obiettivo deve essere quello di rendere più facile la vita ai cittadini e non certo imporgli degli oneri incredibili che non fanno altro che renderci meno liberi". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Sicurezza sul lavoro (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 12-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina Aperta Sicurezza sul lavoro Sicurezza sul lavoro e meno tasse Caro direttore, la salute dei lavoratori dovrebbe interessare ai datori di lavoro, che vedrebbero ridotti i costi della sanità, punto dolente e non facilmente riducibile della spesa pubblica. Pure le pensioni di invalidità avrebbero un freno e un contenimento, così che questi denari potrebbero tornare alle attività produttive. Perché non iniziare una trattativa di questo genere: sicurezza in cambio di minore tasse. Sì, lo so bene che il mondo non va in questo modo, in particolare l'Italia i lavori sono in affitto e non c'è quasi più nessun legame tra imprenditori e stipendiati. Le imprese si affidano ad entità diverse per la ricerca del personale, non si curano delle condizioni dei lavoratori. Pure le aziende sono spesso al limite della sopravvivenza, o pronte a trasferirsi nell'est d'Europa dove gli stipendi sono ancora più bassi dei nostri e la burocrazia è meno pesante. La Sinistra Arcobaleno vuole ripartire proprio dalla questione sicurezza sul lavoro, forse avrebbe fatto bene a imporre, nei primi 100 giorni di vita del governo Prodi, non norme repressive ma semplicemente il trasferimento volontario, dopo regolari corsi di specializzazione, di personale in esubero da altri amministrazioni pubbliche. Sarebbe costato poco e avremmo avuto molti più controlli sul territorio. Sì, è certamente anche questo un sogno impossibile della politica italiana. A.R. E.mail Redditi su internet una dannosa stravaganza La diffusione on line delle dichiarazioni dei redditi 2005 degli italiani, disposta dall'ex vice ministro Visco fa discutere ancora. Visco non ha smentito di avere ordinato all'Agenzia delle Entrate di rendere accessibili agli utenti della rete tutti i dati presso il sito dell'Agenzia, e insiste affermando che la cosa è del tutto normale in un Paese democratico, anzi è una questione di "trasparenza". Basta vedere, dice, un qualsiasi film americano per averne la conferma. A me risulta, film a parte, che all'inizio della campagna per le presidenziali americane ci siano stati attriti tra i due candidati per il partito democratico quando Barack Obama ha chiesto a Hillary Clinton di rendere pubbliche le dichiarazioni dei redditi degli ultimi anni di entrambi. Perchè, dunque, rendere pubbliche le dichiarazioni dei redditi? Forse per organizzare una specie di "grande fratello fiscale" allo scopo di spingere il 54,07% (oltre ventidue milioni) degli italiani che dichiarano meno di 15.000 euro a fare opera di delazione, cioé "soffiare" al fisco i nomi dei vicini di casa che pur denunciando redditi bassi viaggiano su auto di lusso? Oppure per dare la possibilità a tanti lavoratori dipendenti di gioire, almeno per una volta, nel vedere che le loro retribuzioni sono più alte dei loro datori di lavoro? Oppure di leggere i nomi, tanto sono pochi, di quei 58.650 connazionali (pari appena allo 0,14%) che "riescono" ad arrivare a fine mese con più di 200.000 euro all'anno? Personalmente ritengo sia stata una decisione sbagliatissima quella del vice ministro uscente. Le dichiarazioni dei redditi sono pubbliche, nel senso che possono essere consultate da ognuno presso il Comune di residenza, ma per consultarle bisogna fornire le generalità e indicare anche il motivo della richiesta. Affidare i dati alla rete vuol dire metterli alla portata di tutti e senza alcun limite di tempo. La rete non permette ripensamenti di sorta. E' un mare che tutto accoglie e tutto restituisce a chiunque voglia pescarvi. Ritengo che sarebbe stato meglio se il vice ministro uscente avesse deciso di mettere in rete l'elenco degli italiani (tolti i minori) che la denuncia non la presentano. E anche quello delle migliaia di società di capitali che chiudono puntualmente i loro bilanci in rosso. Intanto 104 Procure indagano in tutto il Paese (ma non potrebbe indagare una Procura soltanto?), con evidente aggravio di lavoro che potrà solo peggiorare la situazione della giustizia in Italia e senza che si venga a capo di nulla. Antonio Fantini Lanciano Il voto di aprile un colpo per l'Udc Rammaricarsi della non rielezione alla Camera dei Deputati di Rodolfo De Laurentiis, da parte di chi urla nel deserto disorientato, mi sembra fuori luogo, l'Udc invece dovrebbe chiedersi perchè è accaduto che un partito erede delle tradizioni dei valori e dell'identità non solo politica dell'Italia, sia potuto restare senza un rappresentante abruzzese in Parlamento e tanto meno al Senato. Cosa è accaduto? Sicuramente ha influito la scelta "pragmatica" del partito di correre da solo senza apparentarsi prima del voto con la parte del Pdl dove vi è la maggiore concentrazione dei cattolici praticanti. Mi sovviene anche l'obbligo di fare una puntualizzazione, al partito dell'Udc, dove una base solida non è stata mai creata, si è sempre andati avanti vivendo alla giornata, sperando sugli acquisti anche di pezzi da novanta della politica, della società civile o delle professioni, adagiandosi su "rendite di posizione" già acquisite. Parlo della difficoltà di chi sta crescendo nel partito, che è quella di non trovare una posizione chiara e seria. Cioè la mancanza nell'Udc di una strategia di lungo respiro. Quindi, per una analisi su ciò che è accaduto con il risultato elettorale, sarebbe opportuno interrogarsi e proporre un congresso regionale straordinario per capire cosa vogliamo fare da grandi, in virtù anche dei tanti segnali che ci provengono da ex democristiani che sono anch'essi in cerca di un centro di gravità politica. Fernando Ventresca Udc per la Valle Peligna Pene più severe per i "pirati" al volante Sono un cittadino di Pescara che nelle ultime due settimane ha rischiato di essere investito tre volte sulle strisce pedonali. Vorrei che servisse da monito a tutti gli automobilisti, per un maggior rispetto dei pedoni, innazitutto sulle strisce pedonali. Potrebbe anche partire dalla nostra città (simbolo di efficienza), una eventuale proposta di irrigidimento per le sanzioni amministrative ai danni di chi non rispetta i pedoni, da proporre addirittura al governo centrale. in America ed anche in altri diversi paesi progrediti se si investe un pedone vi è l'arresto immediato, poi si discute. Da noi invece dopo essere quasi stato investito sulle strisce pedonali, ho ricevuto anche illazioni abbastanza volgari ed oltraggive dall'automobilista di turno. Io ho 53 anni e mi difendo ancora bene, in senso atletico, e sono riuscito a schivare questi pazzi, ma se al posto mio c'era una persona più avanti in età sicuramente sarebbe stata investita. Pietro Di Nocera Pescara.

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Cura dimagrante a Palazzo Chigi (sezione: Burocrazia)

( da "Panorama" del 12-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cura dimagrante a Palazzo Chigi MARIO SECHI Le prime sfide del nuovo premier Per contenere la spesa pubblica non basta ridurre i ministeri. Per esempio, Prodi ha lasciato in eredità una presidenza del Consiglio elefantiaca: troppi uffici, troppi dipendenti (4.237 persone), troppe spese per il personale, che crescono in maniera esponenziale. E che vanno assolutamente tagliate. Sarà un governo del premier? Silvio Berlusconi dopo le elezioni e durante le consultazioni ha preferito mantenere un ruolo più silente e istituzionale rispetto alle precedenti esperienze. Prima di presentare la lista dei ministri è salito due volte al Quirinale per parlare con Giorgio Napolitano. Un metodo apprezzato dal capo dello Stato e da quanti sperano in una legislatura di rottura rispetto alla fase cominciata nel 1994 e chiusa con la rivoluzione del voto del 13 e 14 aprile. Berlusconi è salito sul Colle con Gianni Letta e con la lista dei ministri già in tasca (riquadro a pagina 63). Operazione lampo, ma fatta la squadra il Cavaliere deve affrontare il problema del metodo di governo, cioè il modo in cui il presidente del Consiglio interpreta il suo ruolo nel collegio dei ministri e guida la macchina di Palazzo Chigi. E se è vero che i ministri sono autonomi e fisiologicamente in cerca di spazi politici (e risorse), è altrettanto certo che Berlusconi ha a disposizione una potente organizzazione di uffici, strutture e dipartimenti che possono consentirgli di timonare, forse con qualche rollio e beccheggio in meno rispetto al passato, il governo sulla rotta tracciata. Nel passato spesso è mancata la collegialità e non pochi sono stati i casi di ministri dissidenti rispetto alla maggioranza. La riduzione del numero di partiti rappresentati in Consiglio dei ministri aiuterà Berlusconi, ma per il resto (non essendoci regole) la tenuta della collegialità dipende dal presidente del Consiglio, dal suo carisma ed equilibrio. In teoria, le norme prevedono la creazione di comitati interministeriali, ma non hanno mai funzionato granché. Per questo chi conosce bene la macchina dell'esecutivo pensa che quello del coordinamento sia ancora un tema aperto e che occorra ripensare la legge. Berlusconi dovrà dunque far leva sul suo ascendente (il risultato elettorale è un altro balsamo) e nello stesso tempo contare sulla consumata esperienza di Gianni Letta, sottosegretario di Palazzo Chigi che svolgerà il ruolo di segretario del Consiglio dei ministri, figura senza la quale il governo non può riunirsi. A Letta andrà anche il delicato compito di controllare e coordinare quello che i tecnici del diritto chiamano "drafting legislativo", ossia la scrittura dei decreti e delle leggi di iniziativa del governo. Il ritorno alla legge Bassanini ha ridotto a 12 i ministeri con portafoglio, numero che cresce a 21 (4 in meno dell'esecutivo Prodi) con i dicasteri senza portafoglio che dipendono direttamente dalla presidenza del Consiglio. È una salutare riduzione in termini di efficienza della politica e costi per lo Stato, anche se l'eredità del governo Prodi si fa sentire. A un gabinetto di oltre 100 persone infatti è corrisposta un'organizzazione del lavoro che gli esperti non fanno fatica a giudicare elefantiaca. I cittadini conoscono il presidente del Consiglio, i suoi più stretti collaboratori, i ministri, ma la nave del governo è un vero e proprio transatlantico: l'esecutivo Prodi aveva 27 dipartimenti e uffici direttamente dipendenti dalla presidenza, 11 strutture di missione e cinque commissariati straordinari. Impero dell'alta burocrazia: solo alla presidenza del Consiglio si contano 27 dirigenti di prima fascia e 229 dirigenti di seconda fascia. Una nave da crociera, con un bilancio autonomo, sulla quale è stata caricata troppa zavorra: a bordo complessivamente ci sono 4.237 persone e, al di là delle indiscutibili capacità del personale dipendente, è chiaro che ha bisogno di essere snellita e alleggerita nell'equipaggio e nelle procedure di navigazione. Il governo Prodi ha cercato di tagliare alcuni costi di funzionamento, consulenze, missioni, studi e spese di rappresentanza, ma la politica di proliferazione delle poltrone ministeriali ha prodotto un'equazione micidiale: troppi uffici, troppi dipendenti, spese per il personale in progressione (nel bilancio di previsione 2006 erano pari a 208 milioni di euro, balzati a quota 236 milioni l'anno successivo) e un bilancio complessivo di oltre 3 miliardi 600 milioni di euro, di cui 1 miliardo 767 milioni destinati alla Protezione civile, uno degli elementi critici nell'organizzazione di Palazzo Chigi. Anche qui non si discute la professionalità della struttura, ma il dipartimento nel corso degli anni ha mutato la sua natura ampliando le sue aree di intervento dalle emergenze ai grandi eventi, costa quasi il doppio rispetto al nucleo centrale della presidenza del Consiglio (968 milioni di euro nel 2007) e apre un dilemma: qual è la sua missione? Diciotto milioni di euro se ne vanno in stipendi, metà dei fondi è impegnata nel pagamento dei mutui contratti dalle regioni colpite da calamità, il resto è disperso in vari interventi che si sovrappongono a quelli di altre istituzioni come, per esempio, il Corpo forestale. Altri 400 milioni di euro della presidenza del Consiglio sono destinati agli interventi e investimenti per l'editoria e, lasciando perdere la demagogia e le "grillate", non vi sono dubbi che si tratta di un settore in cui servono una riforma e una selezione dei soggetti destinatari degli aiuti. Primo compito del nuovo segretario generale (il posto di Carlo Malinconico verrà preso da Mauro Masi, che torna alla guida della macchina di Palazzo Chigi dopo esser stato capo di gabinetto dell'ex ministro degli Esteri Massimo D'Alema) sarà quello di razionalizzare una struttura monstre e dare un coordinamento a uffici che sono apparsi spesso scollegati. Quella del governo è una macchina complicata e delicata da gestire, poco nota ai cittadini e per questo considerata opaca. Se il Parlamento è la casa degli italiani, il governo è la cucina. Visto al lavoro lo chef Prodi, forse è il caso di comunicare bene gli ingredienti che si usano, il prezzo nel menù e magari far vedere anche i fornelli. l.

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Segreti e miserie di Al Qaeda (sezione: Burocrazia)

( da "Panorama" del 12-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Segreti e miserie di Al Qaeda PINO BUONGIORNO Terrorismo Critiche alle scarse capacità militari del capo, seguaci che si lamentano perché non sono pagati, altri che rubano sulle spese... Dai documenti in possesso degli Usa emerge un'immagine tutt'altro che granitica dell'organizzazione di Osama Bin Laden. Che però rimane fortissima nella guerra delle idee. Osama Bin Laden deriso per "inettitudine militare". La sua falange araba accusata di "sciovinismo". I comandanti militari messi alla berlina perché non pagano in tempo i salari. Cos'è oggi Al Qaeda? Un nido di vipere? E, soprattutto, che fine ha fatto la "geometrica precisione" della sua struttura terroristica? Man mano che il Pentagono declassifica e rilascia i memorandum interni, le lettere e i manuali sequestrati, a partire dal 2001, dall'esercito americano, a Kabul e successivamente in Iraq, l'immagine dell'organizzazione, descritta come monolitica dopo l'11 settembre, si sfalda. Non più regole paramafiose, non più vincoli di sangue, al contrario, tante dispute personali e religiose, litigi per la leadership, vendette di chi non si ritiene premiato. Conservati in un immenso database, denominato Harmony, questi documenti obbligano gli studiosi a ripensare la struttura della organizzazione terroristica e a sfatare tanti miti. Soprattutto, costringono i vertici di Al Qaeda a correre ai ripari. Il numero due di Bin Laden, il medico egiziano Ayman al-Zawahiri, considerato la mente del gruppo, si è sentito in dovere di uscire allo scoperto nelle scorse settimane con una conferenza stampa virtuale nella quale, via audio, ha risposto a centinaia di domande poste da simpatizzanti e anche da giornalisti. Uno solo il fine: frenare l'emorragia di consensi e rassicurare i militanti che la jihad ha ancora un futuro. Zawahiri sembra voler ammiccare addirittura agli esperti del Centro per combattere il terrorismo, il centro studi affiliato all'accademia militare di West Point, che sta rendendo noti tutti i segreti inconfessabili di Al Qaeda. Prova a controbattere e a smentire. Ma con poco successo. La guerra psicologica è ormai in pieno svolgimento di pari passo con quella armata. Quello che si legge, accedendo, come Panorama ha potuto fare, a una parte delle carte di Harmony, è impressionante. Contornate da altisonanti formule religiose ("Pace e onore ad Allah", "Sia resa gloria al Profeta"), le richieste che emergono sono assai terra terra. "Non ricevo più il mio salario da tre mesi e sono indietro di sei mesi con i pagamenti dell'affitto" ha scritto un jihadista. "Mi avevi chiesto di ricordartelo. Ora lo sto facendo per l'ultima volta". Le lamentele erano rivolte a Mohammed Atef, il capo delle operazioni militari di Al Qaeda, un ex poliziotto nato nel 1944 al Cairo e ucciso alla periferia di Kabul da un missile americano il 16 novembre 2001, poco dopo l'invasione dell'Afghanistan. Atef era stato uno dei fondatori di Al Qaeda ed era il leader dell'ala più radicale di un'organizzazione già di per sé fondamentalista. In un video reso noto nel settembre 2006 è apparso mentre pianificava gli attentati alle Torri gemelle e al Pentagono. Mohammed Atef, oltre a ricevere le lettere di protesta, inviava durissime reprimende. In uno dei documenti più esilaranti sequestrato a Kabul, scrive a un mujaheddin non meglio identificato: "Sono terribilmente arrabbiato per quello che hai fatto. Ho ottenuto 75 mila rupie (1.440 euro, ndr) per te e per il viaggio della tua famiglia in Egitto. Ho saputo che non hai giustificato il biglietto aereo con la nostra amministrazione. Hai fatto una prenotazione per 40 mila rupie (770 euro, ndr) e ti sei tenuto il resto affermando che hai il diritto di farlo. Inoltre, anche per quanto riguarda il condizionatore d'aria, usato da tutti i fratelli di Al Qaeda, non può essere considerato una proprietà privata. Vorrei ricordare a te e anche a me stesso la punizione che tocca ai colpevoli di queste violazioni". Dai dossier custoditi nelle "case sicure" dei capi di Al Qaeda in Afghanistan emerge la cura quasi maniacale per la lista della spesa (mango, banane, pane e via dicendo), per il conto quotidiano delle munizioni e delle armi (che però spesso spariscono), per l'aggiramento delle procedure in modo da far la cresta sui soldi ricevuti. È un mondo di furbizie e di miserie umane, ma soprattutto è la riprova di una mentalità fortemente burocratizzata. Lorenzo Vidino, uno dei maggiori esperti di terrorismo, che lavora alla Fletcher school of law and diplomacy di Boston, la spiega così: "L'ossessione per la burocrazia è in parte da imputare al vasto numero dei membri dell'organizzazione, che esige rigore e disciplina, in parte è dovuta alla forma mentis degli egiziani incaricati delle mansioni amministrative, quasi tutti ex funzionari governativi del Cairo". Non per niente l'uomo più temuto dentro Al Qaeda è un egiziano. Si chiama Mustafa Ahmed al-Yazid, ha 51 anni e ha conseguito un diploma in ragioneria. Dal 1995 al 2007 ha guidato la commissione finanziaria di Al Qaeda: in pratica quello che procurava i soldi all'estero e nello stesso tempo li distribuiva fra le varie cellule. Al-Yazid si è costruito la fama dell'amministratore inflessibile e austero. Sebbene dal database di Harmony risulti che si sia opposto agli attentati dell'11 settembre (perché temeva "la ritorsione americana"), è stato di recente promosso per via della sua lunga amicizia con il mullah Omar, l'emiro dei talebani. È il responsabile delle operazioni militari in Afghanistan e in Pakistan, ma ha mantenuto la supervisione dei conti di Al Qaeda. "Il movimento di Bin Laden non è differente da una squadra di calcio o da un partito. I documenti svelano forti inimicizie personali, dettate da pure antipatie di pelle e altre da motivi più banali" racconta Vidino, che è anche l'autore del saggio Al Qaeda in Europe. "Per esempio, Houssaine Kerchtou, reclutato nella moschea di viale Jenner, a Milano, è stato uno dei primi a tradire il giuramento di fedeltà, quando il suo comandante si rifiutò di pagargli le spese per il parto della moglie". Il malcontento non si limita al tran tran giornaliero. I dissapori riguardano soprattutto il modello organizzativo che deve assumere Al Qaeda. "C'è una prima fazione che vorrebbe formare un gruppo guerrigliero vero e proprio e attaccare l'Occidente senza tregua, con un conflitto asimmetrico" si legge nel rapporto di 71 pagine del centro studi di West Point. "La seconda fazione punta invece a creare il marchio globale di Al Qaeda, uno standard di combattimento che potrebbe ispirare e unificare tutti i gruppi islamisti". La guerra in Afghanistan ha ridotto le capacità dell'ala militare, colpita duramente con assassinii mirati e arresti. Bin Laden, che, come si legge dai documenti, fin dal 1998 s'era premunito di preparare una rete di caverne nel Waziristan dove rifugiarsi in caso di difficoltà (come è successo), si è convertito alla propaganda pura e al lancio mondiale del "marchio". Di conseguenza, quella che il Pentagono definisce Al Qaeda centrale è quasi del tutto scomparsa. Rimane invece assai vivo il marketing terroristico, che si affida a video e a cassette audio dello sceicco saudita, ma soprattutto del suo mentore Zawahiri, da far rimbalzare fuori dalle aree tribali attraverso internet. Tutto questo non è avvenuto senza contraccolpi. Le carte rinvenute a Kabul e in Iraq rivelano che si è acuito lo "sciovinismo arabo" a scapito dei jihadisti somali, uzbeki e afghani. Lo stesso Bin Laden è stato attaccato così in una email firmata da due membri di Al Qaeda di origine siriana: "Io penso che il nostro fratello Bin Laden sia stato colpito dal virus della tv, dei flash e dell'applauso". Insomma, conclude Vahid Brown, il ricercatore di West Point, autore del rapporto sugli "scismi in Al Qaeda", "il quadro che emerge da Harmony sottolinea non solo i passati fallimenti di Al Qaeda, ma offre anche, ed è assai più importante, uno spaccato sulle attuali debolezze".

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Stregati da Lapo e dal mattone giallo (sezione: Burocrazia)

( da "Panorama" del 12-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stregati da Lapo e dal mattone giallo MICHELE TRAVIERSO in principio fu il pied-à-terre a Parigi. Poi venne il monolocale a Manhattan. Ma l'ultimo sogno immobiliare degli italiani viene da Oriente e a lanciarlo, lo scorso novembre, è stato Lapo Elkann (foto sotto), che ha annunciato al "Corriere della sera" di essere in cerca di casa a Shanghai perché "il mondo tra un po' sarà là". Prima di comprar casa (o, per dirla alla Lapo, "spostare il baricentro") nella città più creativa d'Oriente, bisogna mettere in conto lo scontro con la burocrazia e il sistema di diritti di utilizzo di terreni cinesi. Le valutazioni legate ai rischi di mercato sul medio e lungo periodo sono ottimistiche. In città ormai le agenzie immobiliari sono ovunque. I prezzi: si va dai 500 euro di alcune periferie ai 5 mila di un appartamento in una torre di Xintiandi. Occorre cautela: i rischi maggiori si corrono acquistando gli "shikumen", le tipiche villette a schiera shanghainesi che da alcuni anni vengono rase al suolo per costruire grattacieli e metropolitane. Per l'acquisto agli stranieri viene richiesto il visto di residenza o un contratto di lavoro da almeno 12 mesi. I costi delle transazioni variano dal 2,5 al 4 per cento del valore: l'1 per cento va all'agenzia e l'1,5 in tasse (se il valore della proprietà supera i 17.500 yuan al metro quadrato, circa 1.600 euro, va aggiunta una luxury tax dell'1,5 per cento). Alcuni dei regolamenti imposti dalla città di Shanghai per raffreddare le speculazioni includono una tassa del 5 per cento sulla transazione, se si intende rivendere la proprietà prima di 5 anni, altrimenti si deve pagare il 20 per cento sul profitto realizzato alla vendita. I mutui sono concessi anche agli stranieri. Difficile ottenere finanziamenti oltre il 60 per cento del valore per shikumen o ville d'epoca, mentre per le nuove proprietà si arriva al 70 per cento.

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(ACR) PAGLIUCA (PDL) SCRIVE A DE FILIPPO SU STATO ECONOMIA LUCANA (sezione: Burocrazia)

( da "Basilicanet.it" del 12-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

PAGLIUCA (PDL) SCRIVE A DE FILIPPO SU STATO ECONOMIA LUCANA Lettera aperta al governatore De Filippo del Presidente della Quinta Commissione consiliare permanente 12/05/2008 09.36.40 [Basilicata] (ACR) - â??Lâ??occasione offertaci dalla Comunità  Montana del Vulture lo scorso martedì¬, unitamente alle considerazioni emerse nellâ??ambito della Sesta Giornata dellâ??Economia, ha consentito ad una moltitudine di soggetti di discutere sul tema dello sviluppoâ?. Eâ?? quanto scrive il consigliere Pagliuca che continua sottolineando come â??la crescita â??0â?? del Prodotto interno regionale prevista per il 2008 è¨ un dato di estrema negatività , ma lo diventa ancora di più¹ se inserito in uno â??Scatterâ? in cui vengono considerati i dati di crescita storica dalla Basilicata, dalle altre Regioni e dal Paeseâ?. â??Dal grafico così¬ composto â?" continua Pagliuca - emerge chiara la situazione per la quale lâ??economia lucana cresce meno delle altre Regioni in fasi di â??Ripresaâ?? del Paese e decresce prima delle altre nelle fasi di recessione. Questo andamento evidenzia la fragilità  del tessuto economico lucano che va corretta con azioni energiche e concrete inserite in una nuova strategia di sviluppo tutta da costruire. Con la dovuta sedimentazione sento di pubblicare questa riflessione che, mi auguro, si inserisca in un filone di dibattito ormai attivo in questa Regione. Le considerazioni sono varie e cercherò² di schematizzarle per una più¹ agevole lettura: 1) da tempo immemorabile manca in Regione un confronto serio finalizzato ad individuare le direttrici di sviluppo. Il Piano Regionale di Sviluppo va riscritto alla luce dei profondi mutamenti intervenuti sul nostro territorio. Portare allâ??attenzione del Consiglio documenti quali quelli Comunitari o altri seppur definiti â??strategiciâ? senza una preventiva riflessione sulle linee guida a cui devono essere ispirati gli stessi, si rivela, spesso, un esercizio inutile ed inefficace. Lâ??affermazione da Lei proposta in più¹ occasioni che â??non esiste equivalenza tra risorse di un territorio e sviluppo dello stessoâ?, ha bisogno di approfondimenti perché© diametralmente in contrasto con lâ??opinione diffusa nei più¹ importanti osservatori dellâ??economia. Un dibattito più¹ volte annunciato e mai realizzato su questo tema, potrebbe risultare particolarmente utile e questo anche per consentire di affrontare la stagione delle riforme della â??Governanceâ? con spirito costruttivo. Come ho avuto già  modo di dirle in aula, la scelta del modello di â??Governanceâ? segue quello della definizione del modello di sviluppo che si intende offrire alla Regione e non lo precede come Lei tenta di fare, a meno che Lei non intenda mettere in campo lo â??specchietto per le allodoleâ? capace di disorientare lâ??opinione pubblica e/o realizzare una rivoluzione gattopardesca finalizzata a cambiare tutto per non cambiare nulla. 2) un programma di sviluppo non può² non avviare la sua azione partendo dalle risorse e dalle vocazioni del territorio inserite e raccordate con le evoluzioni dei mercati. Gli investimenti devono essere il moltiplicatore delle risorse di un territorio, solo in questo modo possono generare la crescita economica e sociale. Una buona analisi del contesto attuale deve evidenziare i punti di debolezza riferiti allo sviluppo che si intende offrire, in prospettiva di lungo periodo, alla Basilicata e su quelle debolezze occorre agire per dare vigore ed efficacia alla spesa pubblica. Grande preoccupazione ha generato in chi scrive la Sua recente affermazione riferita al comparto agricolo. Dire che non esiste più¹ lo spazio per una agricoltura intensiva equivale a dire che la parte più¹ importante del Pil prodotto in regione non ha più¹ ragione di esistere. Mi chiedo, allora, come si rendano compatibili le scelte di investimento negli schemi idrici lucani (Basento - Bradano, Distretto â??gâ?, Marascione) per cifre importanti (circa 200 Milioni di euro di investimenti) con la Sua affermazione! Delle due, lâ??una, o si tratta dellâ??ennesimo modo individuato per sprecare risorse pubbliche capace solo di arricchire un pò² di studi di progettazione o di imprese, o si intende offrire questa opportunità  non agli agricoltori Lucani ma a quelli della Puglia. Mi sarei aspettato una riflessione più¹ attenta sul tema della logistica, della definizione di nuovi mercati di sbocco per le produzioni e non un semplice â??resetâ? della nostra cultura. Il comparto industriale lucano, profondamente trasformato dalla fallita industrializzazione post-terremoto dalla crisi dei settori della chimica e del salotto e dalla presenza della Fiat, richiede un approccio diverso e più¹ diretto tutto finalizzato ad individuare gli spazi sensibili per costruire competitività . Lo stesso artigianato, un tempo motore e vanto della nostra economia, è¨ ormai ridotto al lumicino,ed arranca sotto la scure di politiche settoriali che non hanno da decenni, guardato a questo settore per la crescita. Si è¨ passati al modello della piccola e media impresa, cosa diversa dallâ??artigianato! Le uniche risposte che la regione ha saputo offrire in questi anni ad un sistema in crisi sono state di tipo assistenzialistico messe in campo utilizzando gli ammortizzatori sociali o, dove possibile, recuperando le unità  produttive espulse dalle aziende nei meandri di utilities di natura pubblica e molto spesso non rinunciando a sistemi clientelari. Risultato: appesantimento del bilancio regionale senza alcuna rimozione delle cause a monte della crisi produttiva. Il sistema turistico regionale, lâ??unico su cui si individua una volontà  più¹ chiara, è¨ anchâ??esso confinato in un circolo raramente virtuoso. Afflitto comâ??è¨ da annunci encomiabili non corrispondenti alle azioni poste in essere. Ed ecco che si affaccia una cultura dei â??parchiâ? che poi si infrange nella eccessiva burocrazia o nelle risorse scarsissime date ai parchi regionali, incapaci di assicurare ricadute economiche positive. Sul Metapontino le speranze legate ad importanti investimenti sembrano infrangersi su scogli di ben altra portata anche se ciò² non può² e non deve far tacere che questa Regione non si è¨ occupata efficacemente nemmeno della pianificazione riguardante i Lidi (provvedimenti che languono). Per poi non parlare dei contenitori monumentali e culturali presenti in regione che, ad eccezione di Matera, non riescono a trovare una propria dimensione di collocamento nel quadrante della economia redditizia. Lâ??utilizzo delle risorse extra bilancio del Programma Comunitario e quello delle royalties del petrolio e dellâ??acqua, sono uno stimolo a poter osare, ma le azioni poste in essere dal Suo governo, eccezion fatta per gli investimenti sullâ??Università  e la ricerca, non vanno proprio nella direzione auspicabile. Mi chiedo quali ricadute potrà  avere la spesa di 26 Milioni sulla riduzione una tantum della bolletta del Gas se non generare una economia di consumo che al 70-80 per cento riguarderà  merci e servizi non prodotti in Regione. Eâ?? affascinante la proposta del presidente Lamorte di convogliare tutte le risorse libere della Regione su un unico grande investimento: la trasversale Lauria-Candela . Peccato che non tiene conto del fatto che la Regione non ha il tempo per attendere la messa a regime di quella grande opera se non, prendendo a prestito le affermazioni dello stesso Presidente Lamorte, passando dallo â??scricchiolioâ? alla rottura totale del sistema.Bisogna investire nelle grandi opere pubbliche ma occorre inserirle in un contesto di compatibilità  in cui le priorità  devono essere altre. . . Lâ??emigrazione, indicatore che più¹ di tutti spaventa, diventerebbe lâ??unica valvola di sfogo. Quando la casa brucia occorre prima spegnere il fuoco! Egregio Presidente â?" afferma in conclusione il consigliere Pagliuca - lâ??aver voluto confinare la sfida del Governo della Regione nelle oscure stanze di una maggioranza perennemente in crisi ed alla ricerca di accomodamenti molto spesso particolaristici non lâ??ha aiutata nel grave compito che il consenso popolare le ha assegnato. I provvedimenti licenziati in questi primi tre anni sono di ordinarissimi amministrazione e continuano ad essere elusi i grandi temi che sono la sfida del progresso economico e sociale del futuro. Le ricordo, tra gli altri, il tema dellâ??Energia sul quale questa Regione avrebbe dovuto giocare un protagonismo che non câ??è¨. Tutto è¨ fermo mentre si tengono continui convegni ed assise in cui, a dispetto di ciò² che la gente vive, si continua a dire che il modello Basilicata funziona. Questa lunga nota vuole essere lâ??ennesima pietra gettata nello stagno lanciata da chi non crede che il futuro debba essere peggio del presenteâ?. (dt ).

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Geymonat, la scienza come pensiero (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 12-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Terza Pagina - data: 2008-05-12 num: - pag: 31 categoria: REDAZIONALE 1908-2008 Cent'anni fa nasceva il fondatore dell'epistemologia italiana. Fu antifascista e comunista Geymonat, la scienza come pensiero "Superò lo steccato tra le due culture per un sapere rigoroso" di GIULIO GIORELLO C iò che caratterizza la scienza come si è venuta definendo da Galileo Galilei in poi è la consapevolezza che "la conquista della conoscenza è opera non del singolo uomo, ma della comunità degli scienziati, i quali costituiscono una società aperta di spiriti liberi, insofferente a ogni controllo esterno". Così Ludovico Geymonat nel 1979. Aveva ben presente che le maggiori difficoltà per una filosofia che si confrontasse seriamente con il patrimonio tecnico- scientifico stavano sia nello specialismo dei ricercatori sia in una sorta di "analfabetismo scientifico" di cui spesso si compiacevano in un misto di ignoranza e di supponenza non pochi "dotti" pensatori italiani. Ovviamente, Ludovico amava la cultura di quegli "umanisti" che sapevano capire come l'impresa scientifica stesse cambiando radicalmente le nostre vite: scrittori come Carlo Emilio Gadda, Italo Calvino o Primo Levi. Amava anche quegli scienziati che non si erano accontentati di conquiste specifiche ma avevano osato cercare la filosofia nelle "pieghe" delle singole discipline: illustri matematici come Federigo Enriques e Bruno de Finetti o maestri della fisica come Enrico Persico o, infine, biologi come Giuseppe Montalenti. Non sopportava, invece, gli "accademici" che si trinceravano dietro una qualche formula come la celebre battuta di Benedetto Croce per cui la scienza non sarebbe altro che un "mero libro di cucina offerto agli uomini perché se ne valgano per produrre i tanti oggetti a loro utili nella vita". Geymonat, che era ben lontano dal negare la rilevanza teorica della tecnologia, considerava atteggiamenti del genere come una vera e propria fuga dalle responsabi-lità, a cominciare da quelle politiche. Detestava soprattutto "la timidezza di chi non osa affrontare direttamente i grandi problemi o cerca mediazioni equivoche tra concezioni antitetiche", specie quando diventava il tratto distintivo delle burocrazie di partito o dei velleitarismi pseudorivoluzionari. Era disposto a pagare il prezzo di qualsiasi "società aperta di spiriti liberi", accettando lo scontro più duro purché emergessero con la "massima chiarezza" le divergenze e fossero analizzate con "rigore spietato tutte le prove a favore e tutte le difficoltà" dei programmi in competizione. A suo tempo Norberto Bobbio ha ricordato proprio sulle pagine di questo giornale (2001) la forza, talvolta caparbia, con cui Ludovico difendeva le sue idee, "sino a suscitare avversione da parte di persone meno concitate". A mio parere, quell'impeto era non solo la manifestazione di una "personalità fiera", ma anche una componente ineliminabile della sua "disperata sete di chiarezza". Per Ludovico "il rinnovamento autentico della cultura" non esclude il conflitto, lo promuove: in fisica, che si tratti di relatività o di meccanica quantistica, come in politica, quando si cerchi di modellare le istituzioni di una società libera e giusta. Antifascista convinto e coerente, militante del Pci e poi dissidente, democratico appassionato, amava ripetere: "Le idee sono pericolose, i fanatici di qualsiasi totalitarismo lo sanno bene". Ed erano davvero "pericolose" la cosmologia degli infiniti mondi di Giordano Bruno, arso in Campo dei Fiori, o la nuova astronomia di Galileo Galilei, costretto all'abiura dall'Inquisizione; ma anche la concezione evoluzionistica di Charles Darwin, attaccata dai bigotti dell'Intelligent Design, per non dire della "sovversiva " fisica di Albert Einstein, messa al bando dai nazisti, o della genetica "borghese " umiliata dagli stalinisti. Oggi appaiono tali i traguardi raggiunti dalle biotecnologie come le insidiose concezioni della neurofisiologia che cominciano a gettare luce sulle basi materiali della coscienza. Per Geymonat "pericoli " del genere erano occasioni per sbarazzarsi di superstizioni e pregiudizi, intesi come veri e propri ostacoli sia alla crescita della conoscenza sia a una completa fioritura umana. Ostacoli prodotti talvolta dal vecchio "senso comune" che le nuove audaci concezioni non cessano mai di sfidare. Diceva David Hume che era bastato Galileo a insinuare il dubbio là dove prima c'erano solo "solide" certezze. Per Ludovico, quella "rivoluzione " non era ancora finita - e forse era questa sorta di rivoluzione permanente l'unica che valesse la pena di perseguire fino in fondo. Il filosofo della scienza Ludovico Geymonat, nato nel 1908 a Torino (foto Mencarini).

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La promozione del merito (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 12-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-05-12 num: - pag: 26 autore: di FRANCESCO GIAVAZZI categoria: REDAZIONALE GLOBALIZZAZIONE E SCUOLA La promozione del merito SEGUE DALLA PRIMA La legge Gelmini prevede tre interventi: 1. "Ripartizione delle risorse pubbliche fra le scuole in proporzione ai risultati conseguiti, rilevati da un organismo terzo tenuto a pubblicare annualmente una classifica regionale delle scuole fondata su parametri trasparenti e verificabili". Affinché questo principio non sia una semplice enunciazione è necessario che venga accompagnato da un'effettiva autonomia gestionale a livello delle singole scuole, precondizione per la verifica a posteriori dei risultati. Su questo punto il neo-ministro si scontrerà con le resistenze della burocrazia del ministero: se non vuole soccombere ai mandarini di via Trastevere (come accadde a Letizia Moratti) deve avere il coraggio di rinnovare radicalmente, e subito, la dirigenza del ministero. Inoltre la valutazione dovrà essere obbligatoria per ciascuna scuola, non effettuata a campione, come sembrava voler fare il precedente governo. Se il prossimo febbraio, al momento dell'iscrizione dei propri figli, le famiglie italiane potranno consultare classifiche affidabili delle varie scuole, il ministro Gelmini avrà dato un contributo importante al miglioramento della scuola italiana. 2. "Riconoscimento alle famiglie di voucher formativi da spendere nelle scuole pubbliche o private". In Italia l'esperienza dei voucher non è stata sinora positiva. In Lombardia, dove il buono scuola copre il 25% del costo totale di iscrizione a una scuola privata con un tetto massimo di 1.300 euro per alunno, il 17% del sussidio (cito i dati di una ricerca di Giorgio Brunello e Daniele Checchi) è stato incamerato delle scuole, mentre il restante 83% è stato incassato dalle famiglie. Questo significa che per ogni euro speso dalla Regione, solo 17 centesimi si sono tradotti in finanziamento alle scuole private, mentre il restante è consistito in una redistribuzione a beneficio delle famiglie. Poiché le famiglie che scelgono scuole private sono in media più ricche, questa redistribuzione ha avuto natura regressiva. (risultati analoghi sono ottenuti da Maurizio Conti ed Enrico Sette in un'analisi dell'efficacia dei buoni scuola in Liguria). Inoltre - ed è probabilmente il fatto più importante - dall'analisi di un campione di studenti universitari (Bertola e Checchi) emerge che gli allievi delle scuole private dimostrano un livello di competenze mediamente più basso rispetto ai loro coetanei che hanno frequentato scuole pubbliche. 3. Infine la proposta di legge Gelmini era agguerrita contro gli insegnanti: "Eliminazione di ogni automatismo nelle progressioni retributive e di carriera; chiamata nominativa degli insegnanti; possibilità per i presidi di stipulare contratti privati". Finora nessun ministro dell'Istruzione nella storia della Repubblica è riuscito a fare alcunché di simile. Speriamo che il ministro Gelmini non debba pentirsi della proposta di legge che firmò solo tre mesi fa.

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Crescita? Solo attraverso il mercato (sezione: Burocrazia)

( da "Padania, La" del 12-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

L INTERVENTO Crescita? Solo attraverso il mercato Edoardo Panizza Il dibattito sull economia nel Paese sembra dominato dalla paura e da un senso di impotenza. Chi invoca il ritorno della politica sopra il mercato può essere frainteso, si vuole di nuovo che lo Stato sostenga i redditi, fermi il gioco della finanza con i controlli sui capitali; l Italia lo ha fatto fin troppo a lungo e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Buon per noi, gli interventi più disastrosi sono rigidamente preclusi dall Europa; ma ciò non basta a rassicurare l opinione pubblica. Serve invece un messaggio positivo e concreto. I nostri timonieri eletti con una maggioranza che li condanna a governare, possono guidare la barca fuori dalla tempesta. Dobbiamo attraversare la fase acuta della crisi finanziaria, attraverso una riduzione della leva fiscale, allentando le tensioni nei vari mercati. L Europa non galopperà, ma le politiche finanziarie stabili di cui è dotata dovrebbero evitarle una vera recessione, ma deve, ad ogni costo frenare l inflazione. L Istat ha rivisto al rialzo i dati delle esportazioni, che indicano una forza inattesa delle nostre imprese, soprattutto le medie e le piccole, le quali si sono ristrutturate senza l aiuto dello Stato, e stanno affrontando con grande vigore le sfide competitive della globalizzazione. Non siamo condannati a crescere all 1%, perché i vincoli che impedi scono all Europa e all Italia di avanzare più rapidamente sono principalmente di origine domestica: la burocrazia, la rigidità del mercato del lavoro, i troppi ostacoli agli investimenti. Tutte cose che le politiche nazionali possono governare se solo prendono un poco di coraggio per attuare interventi determinanti per il mondo della produttività. Nel medio termine i redditi possono crescere solo se cresce la produttività : ciò richiede maggiore concorrenza nei servizi, soprattutto in quelli pubblici. Per aumentare la produttività, insomma, è necessario liberalizzare il lavoro, dare spazio ai contratti decentrati, riformare la scuola e i servizi. [Data pubblicazione: 10/05/2008].

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Il grillo sparlante colpito e affondato (sezione: Burocrazia)

( da "Padania, La" del 12-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

PAOLO Torino Fino ad ora aveva fatto il Grillo sparlante, ora, con la pubblicazione del suo reddito in rete, come dice quella canzone " ...la musica è finita, gli amici se ne vanno ...", con un flop che anticiperà sicuramente la sua scomparsa nel dimenticatoio della storia nostrana, farà aprire gli occhi anche ai "grillini" in buona fede. Reddito di Grillo per l' Ufficio delle imposte: eu. 4.272.591! Visco, con la solita sensibilità da elefante, ha dato l'ultimo colpo di coda e ha scoperchiato la pentola dei redditi dove, insieme a coloro che hanno redditi comprovati da attività alla luce del sole o da lavoro dipendente, è finito anche lui che, ufficialmente, non ha lavoro. Paladino dei diritti dei deboli, fustigatore della corruzione nazionale a tutti i livelli, duro e puro ha seminato per le piazze migliaia di "vaffa" che, pare, gli si stiano già ritorcendo contro e gli vengano restituiti proprio sul suo blog dai fan delusi. Beata ingenuità, già con il business delle magliette ed altro faceva affari d'oro ma i grillini facevano finta di niente, ora sono costretti ad aprire gli occhi. Io che l'avevo sempre combattuto con mail sul suo blog mai pubblicate, adesso posso dirgli tranquillamente e consapevolmente, anche a nome di tanti: vaffanculo grillo! Beppe Grillo è un clone di Anna Marchi? Lei vendeva pomate, diete miracolose, antidoti per il malocchio, lui mondi puliti e sogni. Entrambi si rivolgevano a platee di creduloni e sprovveduti. Quanti adesso si prenderanno le rivincite del caso? Sconfitti dalle loro bugie LETTERA FIRMATA Di Roma mi interessa poco, però quell'Alemanno mi sta abbastanza simpatico: al di là delle ideologie e della collocazione politica, meglio senz'altro un sindaco sportivo, alpinista, ingegnere dell'ambiente, che un flaccido cineamatore, neppure laureato, raccomandato, figlio di un direttore Rai come Veltroni, per non parlare del 'piacione' cicciobello di Rutelli! Entrambi sonoramente suonati e sconfitti! E che dire, cambiando discorso, del comico, Grillo, che non sa far altro di meglio che denigrare l'on. Maroni, vittima di un attentato alla libertà presso la sede della Lega in via Bellerio al tempo dl governo D'Alema, che si è messo in tasca nel 2005 la 'modica' cifra di 4.272.591 euro! Otto miliardi di vecchie lirette: dalla parte della povera gente, no? Ma vaffan...Grillo! Sentirsi superiori e pontificare... PAOLO EMILI Castel Gandolfo (Roma) Ho ascoltato solo poche battute di "Ballarò" e tra queste quelle della Annunziata (giornalista RAI): perché io, così come tanti altri italiani sono costretto a subire, a sottostare a quell'indecoroso e ingiusto balzello del canone Rai per pagare lo stipendio a questi personaggi? Dalle mie parti si dice "Chi si loda si sbroda" e affermare che lei, l'Annunziata, si sente "superiore" sin dalla nascita mi sembra una sbrodolata che non fa onore alla sua figura pubblica e professionale. E poi la chicca. Il confronto tra francesi e rumeni, "Perché i rumeni devono essere espulsi e i francesi no ?" ha chiesto al sindaco Alemanno? Anche un bambino prima di aprire bocca con questa più che sciocca polemica si sarebbe domandato: negli ultimi tempi quanti francesi sono stati arrestati in Italia per aver stuprato? Quanti francesi sono stati arrestati in Italia per aver rubano auto, cavi di rame, nelle case. per aver selvaggiamente ammazzato, massacrato ? Quanti francesi sono stati arrestati per aver favorito e sfruttato la prostituzione in Italia ? Quanti francesi costringono bambine, ripeto, bambine a prostituirsi nelle strade italiane? Quanti francesi si trovano nelle italiche galere? Quanti francesi estorcono, nei modi più ignobili e più violenti, l'elemosine agli angoli delle strade? Queste domande, forse, se le sono poste i romani che hanno mandato a casa, finalmente, 'sti santi gessati di Rutelli e Veltroni e per questo in molti siamo strafelici, anche se non del centro-destra, ma la cosa che ancora sconcerta e che crea indignazione è che si deve continuare a pagare lo stipendio a questi personaggi che ci costringono a condividere i giudizi di Berlusconi su questa giornalista del "servizio pubblico", e questo crea ancora più indignazione. Svuotiamo le carceri PETER Prato Chi le scrive è un votante Pdl. Per quanto riguarda l'immigrazione, penso che una delle prime cosa da fare, vista la crisi, non è tanto una caccia all'uomo, ma programmare con gli Stati da cui provengono gli extracee, specie magrab, tunisia, albania romania e cina, è quella di fare scontare la pena dei detenuti nei rispettivi paesi di provenienza e proibirne il reingresso per dieci anni almeno. Quindi svuotare le carceri e alleggerirle. Poi mettere il visto d'ingresso per gli extracee con effetto retroattivo e quindi espellere chi nel territorio nazionale non ne è provvisto. A questo punto, con qualche milione di gente che hanno messo in ginocchio lo Stato italiano, si può cominciare a ragionare. Inoltre i comuni enti debbono, per quanto attiene a case popolari, contributi ed altre provvidenze, destinare solo una parte di quota ai cittadini extracee. Non è plausibile che in città a forte immigrazione, questi non solo ci costano economicamente, affamando gli italiani, ma i connazionali si vedono esclusi dalle graduatorie. Ma in che Paese viviamo? Cura dimagrante alla burocrazia NANDO BRANCA Vallemosso (Bi) Va notato con disappunto che nel Pdl certe mentalità centraliste sono dure a morire: si dice ad esempio che, per rendere efficace il federalismo fiscale, sarebbe prima necessario eliminare enti inutili quali Province e piccoli Comuni; a sostegno delle sue tesi cita inoltre la Svizzera quale modello d efficienza. Innanzitutto non è affatto logico che in un federalismo decentrato (qual è inteso dalla Lega) si proceda paradossalmente ad accentrare eliminando i livelli amministrativi e di rappresentanza territorialmente più vicini al popolo, i quali meriterebbero semmai d esser resi efficienti dotandoli di reali autonomie. In secondo luogo è bene ricordare che il gioiello federalista elvetico funziona perché, su di una superficie minore di quella di Piemonte e Lombardia sommati (e con meno abitanti) , conta ben 26 Stati autonomi (maggiori del numero di province delle suddette regioni padane). Una robusta cura dimagrante va piuttosto fatta alle strutture burocratiche dell accentramento statale, cominciando dalle prefetture (costoso strumento di controllo centralista). Infine, dato che la terminologia che s adotterà nella riforma federalista rimanda a non secondarie mentalità di fondo influenzanti la prassi politica, il nome province (imperalistico, dal latino paese vinto , o conquistato) andrebbe sostituito con cantoni o, meglio ancora, con terre (che ben s addice al territorialismo leghista: "Terra di Bergamo , di Treviso ecc.), che è poi la traduzione del tedesco lander usato nel federalismo germanico. Trasmissioni tv grondano vergogna ANGELO MANDARA Torino Il presidente Rai, Petruccioli, depreca il comportamento di Santoro nell'aver ospitato nella sua trasmissione la manifestazione torinese di Beppe Grillo e le dichiarazioni offensive (e piene di volgarità) verso il Capo dello Stato ed il prof. Veronesi, ma sulle puntate che hanno preceduto l'ultima non ha nulla da dire? Nella prima puntata di "Annozero", che è seguita a due/tre giorni dal successo elettorale di Berlusconi, mr. Santoro ha fatto una trasmissione che grondava vergogna verso i vincenti, in cui, da giovani intervistati dalla Borromeo, si arrivava a dire che la "Lega è becera" e battute similari. Come si è potuto mandare in onda una trasmissione così offensiva, irritante ed irriverente per tutti coloro che qualche giorno prima avevano contravvenuto ai "desiderata" dei vari Santoro e Travaglio? Qui, non mi è parso di aver letto interventi del presidente Rai a condanna dell'accaduto e...quando lo stesso Petruccioli si ripromette "di fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi", mi fa sorridere. Come se Santoro fosse nuovo ad uscire dagli "schemi". Diciamo pure e tranquillamente che Santoro è recidivo per essere già stato sospeso dal servizio pubblico televisivo (e le sue giustificazioni non commuovono proprio). Il sig. Petruccioli pensa soltanto alla onorabilità di Giorgio Napolitano e Umberto Veronesi... ma a quella di oltre la metà del popolo vincente che ha votato ed è stato oltraggiato? Già, i votanti sono anonimato, ma sono anche quelli che gli rimpinguano le casse della Rai. Anche questa è mancanza di rispetto e gratitudine (allora si tolga il canone)! Difficile ammettere di aver perso LEOPOLDO CHIAPPINI GUERRINI Roseto degli Abruzzi (Teramo) Prodi ha dichiarato: "Ho vinto due elezioni". La lingua italiana è bella perché molto articolata e spesso la verità è nascosta tra le righe. Prodi, forse per mancanza di tempo o per fretta, non ha ben espresso il concetto chiarificatore di come siano andate realmente le cose. Forse se avesse detto "ho perso per due volte due presidenze del Consiglio vinte avrebbe dato un corretto e più esplicito contributo alla storia politica di questo Paese; ma anche altre volte, chiamato a prove di chiarificazione, ha finito per perdersi e perdere noi tra gli spiriti. Più di tanto non si può dare o non si sa dare, a volte si dà solo quel che si può! Nuova entrata nella squadra di Governo VINCENZO DE LEO Gentile Direttore, l'acquisizione di Montezemolo nella compagine governativa da parte del Cavaliere ha, secondo me, la stessa valenza che ebbe a suo tempo, l'acquisto di Van Basten da parte di Berlusconi. Da quel momento, infatti, fu per il Milan, l'inizio della conquista di tutti i traguardi raggiungibili da parte di una squadra di calcio. Il fatto che il trio Veltroni, Rutelli, Bettini non siano giunti a tanto è la dimostrazione della chiara inedeguatezza della sinistra prodiana a governare l'Italia. Reddito dichiarato: una colpa? GIANFRANCO MORTONI Più che il calcolo oggettivo del proprio imponibile, sembra che il reddito da dichiarare sia una vergognosa colpa da dire sottovoce nel segreto di un confessionale. Se, ad esempio, Beppe Grillo dichiara (2005) 4 milioni e rotti di euro, vuol semplicemente dire che sono il frutto del suo lavoro, esternato, a garanzia che qua proprio non c è trucco e non c è inganno , davanti a milioni di spettatori e/o ascoltatori. Non vedo quindi perché il nostro showman sia fra quelli cui non va giù che si conosca l entità del reddito da dichiarare. Sanare e fermare gli sprechi MARIO ROSSI Durante la recente campagna elettorale si è parlato a lungo dell'esagerato doppio rimborso elettorale ai partiti con relativo spreco di denaro pubblico tanto da sembrare quasi uno dei primissimi provvedimenti del nuovo Governo. Ora, giustamente, il nuovo Governo preannuncia tempi duri per la criticità della situazione anche economica ma di questo spreco nessuno ne parla più. Mi aspetto che sia sanato e pubblicizzato come primo provvedimento insieme a minori privilegi per i politici di alto livello e di collegare i loro trattamenti ai risultati raggiunti nel governare con parametri reali e a quanto esistente negli altri Stati. [Data pubblicazione: 04/05/2008].

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Sconfitti dalle loro bugie (sezione: Burocrazia)

( da "Padania, La" del 12-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il grillo sparlante colpito e affondato PAOLO Torino Fino ad ora aveva fatto il Grillo sparlante, ora, con la pubblicazione del suo reddito in rete, come dice quella canzone " ...la musica è finita, gli amici se ne vanno ...", con un flop che anticiperà sicuramente la sua scomparsa nel dimenticatoio della storia nostrana, farà aprire gli occhi anche ai "grillini" in buona fede. Reddito di Grillo per l' Ufficio delle imposte: eu. 4.272.591! Visco, con la solita sensibilità da elefante, ha dato l'ultimo colpo di coda e ha scoperchiato la pentola dei redditi dove, insieme a coloro che hanno redditi comprovati da attività alla luce del sole o da lavoro dipendente, è finito anche lui che, ufficialmente, non ha lavoro. Paladino dei diritti dei deboli, fustigatore della corruzione nazionale a tutti i livelli, duro e puro ha seminato per le piazze migliaia di "vaffa" che, pare, gli si stiano già ritorcendo contro e gli vengano restituiti proprio sul suo blog dai fan delusi. Beata ingenuità, già con il business delle magliette ed altro faceva affari d'oro ma i grillini facevano finta di niente, ora sono costretti ad aprire gli occhi. Io che l'avevo sempre combattuto con mail sul suo blog mai pubblicate, adesso posso dirgli tranquillamente e consapevolmente, anche a nome di tanti: vaffanculo grillo! Beppe Grillo è un clone di Anna Marchi? Lei vendeva pomate, diete miracolose, antidoti per il malocchio, lui mondi puliti e sogni. Entrambi si rivolgevano a platee di creduloni e sprovveduti. Quanti adesso si prenderanno le rivincite del caso? Sconfitti dalle loro bugie LETTERA FIRMATA Di Roma mi interessa poco, però quell'Alemanno mi sta abbastanza simpatico: al di là delle ideologie e della collocazione politica, meglio senz'altro un sindaco sportivo, alpinista, ingegnere dell'ambiente, che un flaccido cineamatore, neppure laureato, raccomandato, figlio di un direttore Rai come Veltroni, per non parlare del 'piacione' cicciobello di Rutelli! Entrambi sonoramente suonati e sconfitti! E che dire, cambiando discorso, del comico, Grillo, che non sa far altro di meglio che denigrare l'on. Maroni, vittima di un attentato alla libertà presso la sede della Lega in via Bellerio al tempo dl governo D'Alema, che si è messo in tasca nel 2005 la 'modica' cifra di 4.272.591 euro! Otto miliardi di vecchie lirette: dalla parte della povera gente, no? Ma vaffan...Grillo! Sentirsi superiori e pontificare... PAOLO EMILI Castel Gandolfo (Roma) Ho ascoltato solo poche battute di "Ballarò" e tra queste quelle della Annunziata (giornalista RAI): perché io, così come tanti altri italiani sono costretto a subire, a sottostare a quell'indecoroso e ingiusto balzello del canone Rai per pagare lo stipendio a questi personaggi? Dalle mie parti si dice "Chi si loda si sbroda" e affermare che lei, l'Annunziata, si sente "superiore" sin dalla nascita mi sembra una sbrodolata che non fa onore alla sua figura pubblica e professionale. E poi la chicca. Il confronto tra francesi e rumeni, "Perché i rumeni devono essere espulsi e i francesi no ?" ha chiesto al sindaco Alemanno? Anche un bambino prima di aprire bocca con questa più che sciocca polemica si sarebbe domandato: negli ultimi tempi quanti francesi sono stati arrestati in Italia per aver stuprato? Quanti francesi sono stati arrestati in Italia per aver rubano auto, cavi di rame, nelle case. per aver selvaggiamente ammazzato, massacrato ? Quanti francesi sono stati arrestati per aver favorito e sfruttato la prostituzione in Italia ? Quanti francesi costringono bambine, ripeto, bambine a prostituirsi nelle strade italiane? Quanti francesi si trovano nelle italiche galere? Quanti francesi estorcono, nei modi più ignobili e più violenti, l'elemosine agli angoli delle strade? Queste domande, forse, se le sono poste i romani che hanno mandato a casa, finalmente, 'sti santi gessati di Rutelli e Veltroni e per questo in molti siamo strafelici, anche se non del centro-destra, ma la cosa che ancora sconcerta e che crea indignazione è che si deve continuare a pagare lo stipendio a questi personaggi che ci costringono a condividere i giudizi di Berlusconi su questa giornalista del "servizio pubblico", e questo crea ancora più indignazione. Svuotiamo le carceri PETER Prato Chi le scrive è un votante Pdl. Per quanto riguarda l'immigrazione, penso che una delle prime cosa da fare, vista la crisi, non è tanto una caccia all'uomo, ma programmare con gli Stati da cui provengono gli extracee, specie magrab, tunisia, albania romania e cina, è quella di fare scontare la pena dei detenuti nei rispettivi paesi di provenienza e proibirne il reingresso per dieci anni almeno. Quindi svuotare le carceri e alleggerirle. Poi mettere il visto d'ingresso per gli extracee con effetto retroattivo e quindi espellere chi nel territorio nazionale non ne è provvisto. A questo punto, con qualche milione di gente che hanno messo in ginocchio lo Stato italiano, si può cominciare a ragionare. Inoltre i comuni enti debbono, per quanto attiene a case popolari, contributi ed altre provvidenze, destinare solo una parte di quota ai cittadini extracee. Non è plausibile che in città a forte immigrazione, questi non solo ci costano economicamente, affamando gli italiani, ma i connazionali si vedono esclusi dalle graduatorie. Ma in che Paese viviamo? Cura dimagrante alla burocrazia NANDO BRANCA Vallemosso (Bi) Va notato con disappunto che nel Pdl certe mentalità centraliste sono dure a morire: si dice ad esempio che, per rendere efficace il federalismo fiscale, sarebbe prima necessario eliminare enti inutili quali Province e piccoli Comuni; a sostegno delle sue tesi cita inoltre la Svizzera quale modello d efficienza. Innanzitutto non è affatto logico che in un federalismo decentrato (qual è inteso dalla Lega) si proceda paradossalmente ad accentrare eliminando i livelli amministrativi e di rappresentanza territorialmente più vicini al popolo, i quali meriterebbero semmai d esser resi efficienti dotandoli di reali autonomie. In secondo luogo è bene ricordare che il gioiello federalista elvetico funziona perché, su di una superficie minore di quella di Piemonte e Lombardia sommati (e con meno abitanti) , conta ben 26 Stati autonomi (maggiori del numero di province delle suddette regioni padane). Una robusta cura dimagrante va piuttosto fatta alle strutture burocratiche dell accentramento statale, cominciando dalle prefetture (costoso strumento di controllo centralista). Infine, dato che la terminologia che s adotterà nella riforma federalista rimanda a non secondarie mentalità di fondo influenzanti la prassi politica, il nome province (imperalistico, dal latino paese vinto , o conquistato) andrebbe sostituito con cantoni o, meglio ancora, con terre (che ben s addice al territorialismo leghista: "Terra di Bergamo , di Treviso ecc.), che è poi la traduzione del tedesco lander usato nel federalismo germanico. Trasmissioni tv grondano vergogna ANGELO MANDARA Torino Il presidente Rai, Petruccioli, depreca il comportamento di Santoro nell'aver ospitato nella sua trasmissione la manifestazione torinese di Beppe Grillo e le dichiarazioni offensive (e piene di volgarità) verso il Capo dello Stato ed il prof. Veronesi, ma sulle puntate che hanno preceduto l'ultima non ha nulla da dire? Nella prima puntata di "Annozero", che è seguita a due/tre giorni dal successo elettorale di Berlusconi, mr. Santoro ha fatto una trasmissione che grondava vergogna verso i vincenti, in cui, da giovani intervistati dalla Borromeo, si arrivava a dire che la "Lega è becera" e battute similari. Come si è potuto mandare in onda una trasmissione così offensiva, irritante ed irriverente per tutti coloro che qualche giorno prima avevano contravvenuto ai "desiderata" dei vari Santoro e Travaglio? Qui, non mi è parso di aver letto interventi del presidente Rai a condanna dell'accaduto e...quando lo stesso Petruccioli si ripromette "di fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi", mi fa sorridere. Come se Santoro fosse nuovo ad uscire dagli "schemi". Diciamo pure e tranquillamente che Santoro è recidivo per essere già stato sospeso dal servizio pubblico televisivo (e le sue giustificazioni non commuovono proprio). Il sig. Petruccioli pensa soltanto alla onorabilità di Giorgio Napolitano e Umberto Veronesi... ma a quella di oltre la metà del popolo vincente che ha votato ed è stato oltraggiato? Già, i votanti sono anonimato, ma sono anche quelli che gli rimpinguano le casse della Rai. Anche questa è mancanza di rispetto e gratitudine (allora si tolga il canone)! Difficile ammettere di aver perso LEOPOLDO CHIAPPINI GUERRINI Roseto degli Abruzzi (Teramo) Prodi ha dichiarato: "Ho vinto due elezioni". La lingua italiana è bella perché molto articolata e spesso la verità è nascosta tra le righe. Prodi, forse per mancanza di tempo o per fretta, non ha ben espresso il concetto chiarificatore di come siano andate realmente le cose. Forse se avesse detto "ho perso per due volte due presidenze del Consiglio vinte avrebbe dato un corretto e più esplicito contributo alla storia politica di questo Paese; ma anche altre volte, chiamato a prove di chiarificazione, ha finito per perdersi e perdere noi tra gli spiriti. Più di tanto non si può dare o non si sa dare, a volte si dà solo quel che si può! Nuova entrata nella squadra di Governo VINCENZO DE LEO Gentile Direttore, l'acquisizione di Montezemolo nella compagine governativa da parte del Cavaliere ha, secondo me, la stessa valenza che ebbe a suo tempo, l'acquisto di Van Basten da parte di Berlusconi. Da quel momento, infatti, fu per il Milan, l'inizio della conquista di tutti i traguardi raggiungibili da parte di una squadra di calcio. Il fatto che il trio Veltroni, Rutelli, Bettini non siano giunti a tanto è la dimostrazione della chiara inedeguatezza della sinistra prodiana a governare l'Italia. Reddito dichiarato: una colpa? GIANFRANCO MORTONI Più che il calcolo oggettivo del proprio imponibile, sembra che il reddito da dichiarare sia una vergognosa colpa da dire sottovoce nel segreto di un confessionale. Se, ad esempio, Beppe Grillo dichiara (2005) 4 milioni e rotti di euro, vuol semplicemente dire che sono il frutto del suo lavoro, esternato, a garanzia che qua proprio non c è trucco e non c è inganno , davanti a milioni di spettatori e/o ascoltatori. Non vedo quindi perché il nostro showman sia fra quelli cui non va giù che si conosca l entità del reddito da dichiarare. Sanare e fermare gli sprechi MARIO ROSSI Durante la recente campagna elettorale si è parlato a lungo dell'esagerato doppio rimborso elettorale ai partiti con relativo spreco di denaro pubblico tanto da sembrare quasi uno dei primissimi provvedimenti del nuovo Governo. Ora, giustamente, il nuovo Governo preannuncia tempi duri per la criticità della situazione anche economica ma di questo spreco nessuno ne parla più. Mi aspetto che sia sanato e pubblicizzato come primo provvedimento insieme a minori privilegi per i politici di alto livello e di collegare i loro trattamenti ai risultati raggiunti nel governare con parametri reali e a quanto esistente negli altri Stati. [Data pubblicazione: 04/05/2008].

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Aumento delle pensioni, l'appello dell'Anmic al nuovo ministro della Salute (sezione: Burocrazia)

( da "Redattore sociale" del 12-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

DISABILITA' 13.0912/05/2008 Aumento delle pensioni, l'appello dell'Anmic al nuovo ministro della Salute Al convegno di Napoli sul ruolo del medico Anmic, il presidente Pagano rilancia la proposta di legge per equiparare le pensioni degli invalidi civili alle minime. ''Se non saremo ascoltati, porteremo in piazza migliaia di disabili'' NAPOLI - "Pianeta disabilità: l'evoluzione del quadro sociale, medico-legislativo e il ruolo dell'Anmic in cinquant'anni di storia". E' stato questo il tema del convegno che si è svolto all'hotel Jolly di Napoli sabato scorso, organizzato dal Comitato regionale Campania dell'Anmic (Associazione nazionale mutilati e invalidi civili) a cui hanno partecipato i medici legali rappresentanti dell'Anmic della Campania, numerosi giuristi e dirigenti associativi di Napoli, Avellino, Benevento, Caserta e Salerno. L'appuntamento è stata l'occasione per fare il punto sull'evoluzione medica e giuridica dei sistemi di accertamento dell'invalidità grazie agli interventi del sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, dei parlamentari Alfonso Andria e Carmelo Porcu, del presidente della Federazione medici sportivi di Napoli Vincenzo Russo, del presidente del Tribunale di Torre Annunziata Luigi Greco e del professor Carlo Giorleo dell'Inps, docente alla Scuola di specializzazione in medicina legale dell'università Federico II di Napoli. Si è dibattuto in particolare sul ruolo di servizio del medico Anmic, che ? come ha sottolineato aprendo i lavori Nazaro Pagano, presidente Anmic-Campania) ? "è oggi necessariamente impegnato in un continuo aggiornamento sotto il profilo scientifico. Quale componente delle commissioni mediche per valutare e verificare le istanze di invalidità, svolge infatti una preziosa funzione di cerniera nella tutela dei diritti del disabile". Ma l'incontro ha anche fornito l'occasione, con l'intervento del presidente nazionale dell'Anmic Giovanni Pagano, per fare il punto sulla raccolta firme nazionale avviata dall'associazione per promuovere una proposta di legge di iniziativa popolare che equipari le pensioni degli invalidi civili (246 euro al mese) alle pensioni minime (580 euro). "Data la rilevanza sociale della nostra iniziativa ci auguriamo di raggiungere e superare il numero minimo di firme, anche allo scopo di inviare un forte segnale politico al nuovo governo e al parlamento - ha spiegato Pagano - . Purtroppo i precedenti tentativi per ottenere un aumento dell'importo del trattamento economico per i disabili finora sono stati vani. Pertanto siamo stati costretti a promuovere questa proposta di legge di iniziativa popolare per sanare quella che riteniamo essere una vera e propria discriminazione che si perpetua nei confronti dei disabili. Tuttavia rimangono a nostro giudizio tanti altri problemi sul tappeto e, appena possibile, chiederemo un incontro col nuovo ministro della Salute per affrontarli. Ma se non saremo ancora ascoltati saremo costretti a portare in piazza migliaia di disabili". La proposta di legge di iniziativa popolare per migliorare le pensioni dei disabili è stata sottoscritta anche dal sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, che ha rimarcato le lotte fatte dall'Anmic in 50 anni di storia e sottolineato il fondamentale compito che ora attende l'associazione, cioè quello "di portare la propria lunga esperienza oltre i confini dell'Italia, per far valere i diritti dei disabili anche nel resto d'Europa". Altro obiettivo dell'Anmic ? ha dichiarato Enzo Russo, presidente della Federazione napoletana dei medici sportivi ? è quello di far adeguare le normative che regolano ancora il mondo della disabilità. Oggi c'è ancora troppa burocrazia e un disabile nelle verifiche deve subire un'autentica via crucis, l'iter dovrà ovviamente essere rigoroso, ma il più possibile semplificato per non vessare inutilmente i cittadini".

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Quando la cicogna vola sui percorsi dell adozione internazionale (sezione: Burocrazia)

( da "Padania, La" del 12-05-2008)

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"La Regione sostiene con piacere eventi come questo, capaci di ribadire e testimoniare una volta di più la vivacità culturale di Milano e dell intera Lombardia". E quanto ha dichiarato l assessore regionale alle Culture, Identità e Autonomie della Lombardia, Massimo Zanello, nel corso della presentazione di Milanesiana 2008 al Teatro Dal Verme, presenti la curatrice della manifestazione, Elisabetta Sgarbi, e gli assessori alla Cultura di Provincia, Daniela Benelli e Comune di Milano, Vittorio Sgarbi. "Un sostegno tanto più sentito dal momento che la Milanesiana - ha aggiunto Zanello - si è ormai accreditata nel corso degli anni come uno strumento di significativa importanza capace di interpretare il patrimonio culturale dell area milanese anche in chiave internazionale". Per le attività preparatorie all edizione del 2008, l assessorato alle Culture della Lombardia ha concesso 20.000 euro al Museo della Scienza e della Tecnologia che partecipa al progetto. Per questa nona edizione è infatti prevista una serie di incontri presso il Leonardo Da Vinci con gli autori dei libri presentati nella rassegna. Roma - Avere un figlio è il naturale compimento di un progetto d amore. Ma se il bambino non arriva? Si tentano nuove strade, e tra queste l adozione internazionale, un cammino lastricato di burocrazia, lunghe attese, illusioni e promesse non mantenute. Il volume La cicogna che sconfisse l aviaria di Paolo Moretti, edito da Infinito (pp. 96, 12 euro), è la condivisione dell esperienza adottiva compiuta dall autore e da sua moglie. Un racconto intimo e commovente che è allo stesso tempo una mano tesa a coloro che stanno pensando di costruire una propria famiglia speciale . Leggendo questo racconto - ha scritto Marco Scarpati nella prefazione - scoprirete che le attese hanno una loro logica, e che devono essere vissute, assaporate con lentezza, metabolizzate e confrontate. Che alla fine tutto ha un senso e che negli occhi del bambino che avrete la fortuna d incontrare ci sono le risposte a tutte quelle attese e frustrazioni che avrete vissuto". Il libro del giornalista Paolo Moretti, patrocinato dell associazione Mehala - Sostegno Infanzia e Famiglia, contiene anche una postfazione di Stefano Zecchi, ordinario di Estetica all Università degli Studi di Milano. "Questo libro - ha scritto Zecchi - racconta; rappresenta una storia con amore e molta delicatezza e ci avvicina al sentimento più vero sia del bambino, sia dei suoi nuovi genitori. Non ci sono teorizzazioni ma esperienza di vita vissuta che fanno pensare più con il cuore che con la testa". Milano "La Regione sostiene con piacere eventi come questo, capaci di ribadire e testimoniare una volta di più la vivacità culturale di Milano e dell intera Lombardia". E quanto ha dichiarato l assessore regionale alle Culture, Identità e Autonomie della Lombardia, Massimo Zanello, nel corso della presentazione di Milanesiana 2008 al Teatro Dal Verme, presenti la curatrice della manifestazione, Elisabetta Sgarbi, e gli assessori alla Cultura di Provincia, Daniela Benelli e Comune di Milano, Vittorio Sgarbi. "Un sostegno tanto più sentito dal momento che la Milanesiana - ha aggiunto Zanello - si è ormai accreditata nel corso degli anni come uno strumento di significativa importanza capace di interpretare il patrimonio culturale dell area milanese anche in chiave internazionale". Per le attività preparatorie all edizione del 2008, l assessorato alle Culture della Lombardia ha concesso 20.000 euro al Museo della Scienza e della Tecnologia che partecipa al progetto. Per questa nona edizione è infatti prevista una serie di incontri presso il Leonardo Da Vinci con gli autori dei libri presentati nella rassegna. [Data pubblicazione: 11/05/2008].

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Quando la cicogna vola sui percorsi dell adozione internazionale (sezione: Burocrazia)

( da "Padania, La" del 12-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Roma - Avere un figlio è il naturale compimento di un progetto d amore. Ma se il bambino non arriva? Si tentano nuove strade, e tra queste l adozione internazionale, un cammino lastricato di burocrazia, lunghe attese, illusioni e promesse non mantenute. Il volume La cicogna che sconfisse l aviaria di Paolo Moretti, edito da Infinito (pp. 96, 12 euro), è la condivisione dell esperienza adottiva compiuta dall autore e da sua moglie. Un racconto intimo e commovente che è allo stesso tempo una mano tesa a coloro che stanno pensando di costruire una propria famiglia speciale . Leggendo questo racconto - ha scritto Marco Scarpati nella prefazione - scoprirete che le attese hanno una loro logica, e che devono essere vissute, assaporate con lentezza, metabolizzate e confrontate. Che alla fine tutto ha un senso e che negli occhi del bambino che avrete la fortuna d incontrare ci sono le risposte a tutte quelle attese e frustrazioni che avrete vissuto". Il libro del giornalista Paolo Moretti, patrocinato dell associazione Mehala - Sostegno Infanzia e Famiglia, contiene anche una postfazione di Stefano Zecchi, ordinario di Estetica all Università degli Studi di Milano. "Questo libro - ha scritto Zecchi - racconta; rappresenta una storia con amore e molta delicatezza e ci avvicina al sentimento più vero sia del bambino, sia dei suoi nuovi genitori. Non ci sono teorizzazioni ma esperienza di vita vissuta che fanno pensare più con il cuore che con la testa". [Data pubblicazione: 04/05/2008].

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Le imprese: E' un primo passo, ma meno burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 12-05-2008)

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Soldi & Imprese Le imprese: E' un primo passo, ma meno burocrazia "Gli sgravi fiscali per il risparmio energetico rappresentano un primo passo in avanti per la politica ambientale ed economica, ma la burocrazia è ancora troppo ingombrante". Bruno Scuotto, presidente Piccola Industria dell'Unione Industriali di Napoli, lamenta la sussistenza di iter troppo lunghi da seguire per avere gli aiuti. "In Campania poi c'è un'aggravante - continua - perchè le Pmi, che costituiscono il 90 per cento del tessuto imprenditoriale, non hanno facile accesso agli incentivi" "L a situazione del costo del greggio sta imponendo la scelta delle energie alternative per tutte le imprese, anche per quelle campane, perchè ora siamo allo stremo". Bruno Scuotto, presidente del Gruppo Piccola Industria di Napoli, non fa sconti sulla situazione del risparmio energetico per le imprese, che ritiene indispensabile soprattutto per quelle campane. "In Campania pesa un'aggravante - continua Scuotto -. Le Pmi arrivano al 90 per cento del tessuto imprenditoriale e sono realmente piccole. Questa misura, perciò, non le facilita particolarmente, perchè è più difficile adottare energie alternative, che sia fotovoltaio o eolico, in così poco spazio". Il presidente del gruppo Piccola Industria di Napoli guarda però con ottimismo al vantaggio del territorio: "Per fortuna - dice- la Campania è esposta al sole e al vento, così da poter adottare il minieolico, meno invasivo degli spazi". Infine, Scuotto suggerisce una soluzione: "Liberalizzare la fornitura delle energie e creare alternative, anche in questi tempi di costi altissimi delle materie prime". Le parole di Bruno Scuotto sono in linea con quelle di Giuseppe Morandini, presidente nazionale del Gruppo Piccola Industria. Già al seminario sul tema "Energia per lo sviluppo: scenari, fonti e ambiente, organizzato dal Gruppo Piccola Industria di Caserta mercoledì scorso, Morandini sottolinea: "Al Sud la rete delle vie dell'energia come quella autostradale è divenuta ormai obsoleta e congestionata". Sul bonus fiscale per ridurre i costi in questo settore è categorico: " Quello dell'energia è, dopo quello della burocrazia, il secondo maggiore costo sopportato dalle imprese - ricorda il leader dei piccoli imprenditori -. Occorrono, perciò, interventi pubblici come questo per garantire interventi strutturali e impegni delle imprese finalizzate al recupero di efficienza e al risparmio". Morandini indica gli interventi che urgenti da portare a termine: "Bisogna portare a soluzione il programma dei rigassificatori, migliorare l'interconnessione con l'estero, conversione al carbone e accelerare la ricerca nel campo della nuova generazione del nucleare". Per quanto riguarda le imprese, invece, "bisogna rinnovare il parco dei motori elettrici con le nuove tecnologie. Attualmente l'industria assorbe il 50 per cento del consumo energetico - ricorda - e di questa percentuale ben il 75 per cento è assorbito dai motori elettrici". Con le agevolazioni della Finanziaria 2008 è possibile risparmiare 25 miliardi di chilowatt all'anno". del 10-05-2008 num.

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Cozzolino: Iniziamo da Napoli (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 12-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Campania Cozzolino: Iniziamo da Napoli Ripartire da Napoli e dalla sua area metropolitana con un robusto piano di riqualificazione urbana. Così Andrea Cozzolino, assessore regionale alle Attività produttive, in risposta alle sollecitazioni della sesta giornata dell'economia. Intervenendo a una trasmissione televisiva di Italia Mia, Cozzolino risponde a Vito Amendolara (Coldiretti) sulla bonifica del territorio: "Dovremo intervenire su settantasette siti nella regione, altra cosa è investire sull'agricoltura di qualità"; a Enrico Inferrera (Confartigianato) sulle insidie della burocrazia: "Si deve semplificare, ma un ruolo fondamentale dev'essere giocato dalle organizzazioni di cagoria che collaborano poco"; ad Antonio Pace (Confcommercio) sulle difficoltà dei piccoli negozianti: "Dovremo valorizzare gli esercizi di vicinato puntando a centri commerciali urbani che possano sostenere la concorrenza delle multinazionali"; a Bruno Scuotto (Confindustria) sulla definizione di una mission: "Dovremo far crescere le migliori esperienze imprenditoriali, le risorse non potranno essere più destinate a finanziare crisi industriali".Tutto questo partendo dal capoluogo e il suo hinterland: "Sciogliere i nodi di Napoli vuol dire dare respiro all'economia dell'intera regione", dice. del 10-05-2008 num.

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Idee, bonifiche, efficienza: le richieste di Pmi e sindacati (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 12-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Campania Idee, bonifiche, efficienza: le richieste di Pmi e sindacati Investimenti su giovani; bonifiche; lotta alla burocrazia; più spazio ai privati nella realizzazione dei progetti di sviluppo; spirito di squadra; concertazione. Sono le proposte avanzate ieri, in occasione della Giornata dell'economia promossa dalla Camera di commercio di Napoli, dai rappresentanti di imprese e sindacati intervenuti nel dibattito introdotto dal presidente dell'ente camerale Gaetano Cola. Danila Liguori I dati contenuti nel Rapporto della Camera di commercio parlano chiaro: salvo l'export, per l'economia della provincia di Napoli è notte fonda. Nonostante tutto, il presidente nazionale di Unioncamere Andrea Mondello invita a non drammatizzare: "La Campania - sostiene - ha le stesse prerogative del Centro Italia per fare impresa". L'iunica differenza, per Mondello, è che "in Campania le Pmi non lavorano in rete. Lavorare in una logica di rete spiega il leader di Unioncamere aumenta la competitività delle piccole imprese, che soltanto così possono crescere". Agroalimentare Vito Amendolara, direttore di Coldiretti Campania e vice presidente della Camera di commercio di Napoli, si sofferma sul difficile momento dell'agricoltura regionale, danneggiata dall'emergenza rifiuti. "La vera sfida - per Amendolara - consiste nella bonifica dei territori, precondizione per qualsiasi ipotesi di sviluppo del territorio. Noi abbiamo tantissime frecce al nostro arco - continua -; quello che manca è il legame tra la lettura dei dati e i successivi interventi da effettuare". Artigianato Dall'agricoltura all'artigianato. Enrico Inferrera, presidente di Confartigianato Napoli, ricorda che "il comparto artigiano, a Napoli, non incide come potrebbe. Sono ancora troppe le imprese costrette a chiudere per vari problemi di contesto, a partire dai numerosi impedimenti burocratici". Commercio Nel settore del commercio, invece, il problema principale è rappresentato dalla grande distribuzione, che complica la vita ai piccoli esercizi. Antonio Pace, presidente Ascom-Confcommercio di Napoli "abbiamo consentito l'imperversare di troppi centri commerciali alle porte della città, che di certo non aiutano la nostra economia". Industriali Gli industriali, da parte loro, chiedono incentivi per far crescere le imprese e politiche per l'internazionalizzazione. Ma da Palazzo Partanna rriva anche un appello a scommettere sui giovani talenti. Bruno Scuotto, presidente del Gruppo Piccola dell'Unione Industriali dice: "La ricetta per risalire la china consiste nel valorizzare i punti di forza, come i giovani, l'internazionalizzazione e la capitalizzazione delle società, creando un contesto adeguato e stabilendo una mission per la città". Compagnia delle Opere Dello stesso avviso Raffaele Fabbrocini, presidente della Compagnia delle Opere Campania, secondo il quale "Napoli e la Campania devono puntare sui loro punti di forza e il primo tra tutti sono i tanti giovani di valore sfornati dalle Università". Sindacati I sindacati, rappresentati da Giuseppe Gargiulo, leader provinciale della Cisl, spingono invece per la concertazione. "L'unico metodo per creare sviluppo - dice - è unire il Pubblico, che deve rendere le procedure decisionali più rapide, i privati, che devono risvegliare l'industria napoletana e i sindacati". Osservatorio Tante proposte, dunque. Ora serve qualcuno che le ascolti davvero. E la Camera di commercio di Napoli vuole svolgere un ruolo anche in questo senso attraverso il suo Osservatorio Economico e Tributario. Il presidente Mario Barretta annuncia: "L'Osservatorio si porrà come il punto di confronto tra istituzioni politiche e le associazioni di categoria". del 10-05-2008 num.

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SEGRETERIA POPOLARI UNITI SU ALLEANZA DEL CENTRO SINISTRA (sezione: Burocrazia)

( da "Basilicanet.it" del 12-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

15.10.50 [Basilicata] â??Non sono credibili i discorsi sulla ricomposizione delle forze di centro che non partano da una preliminare scelta sulla parte di campo nel quale giocareâ?. Eâ?? quanto afferma in un comunicato la segreteria nazionale dei Popolari Uniti, che così¬ prosegue: â??Collocare forze e persone in un luogo aperto quanto indistinto non è¨ una operazione che possa appassionare i Popolari Uniti. Questi, la loro scelta lâ??hanno fatto allâ??atto della costituzione del partito: un partito erede del popolarismo sturziano, che guarda alla collaborazione con le forze riformiste per una politica che metta insieme sviluppo e solidarietà , regionalismo e unità  nazionale. Lo scenario conseguente alle elezioni purtroppo preannuncia una svolta in senso contrario, con unâ??Italia a due velocità , un federalismo fiscale che mortifica le realtà  piccole, una strategia economica che manda avanti i territori forti e abbandona quelli deboli. Di fronte a tutto questo non câ??è¨ più¹ spazio per un terzaforzismo fine a se stesso. Câ??è¨ bisogno di recuperare la visione Degasperiana della politica, e cioè¨ di una alleanza fra forze democratiche che contrasti la deriva di destra che si registra nel Paese, sotto la spinta di egoismi di parte, sottolineati ed enfatizzati da una spregiudicata campagna qualunquistica. Il centro sinistra non ha perso la sua funzione, ma non può² pensarla di assolverla, autoassolvendosi. Gli errori che ha pagato si chiamano rissosità , individualismo, incapacità  di darsi delle regole e, quando esse ci fossero, di rispettarle. Tutto questo andava risolto cercando la omogeneità  di alleanze, lâ??aiuto reciproco elettorale, e una unità  intorno alle cose da fare. Invece si è¨ scelto la strada dellâ??annessione che ha portato alla drammatica eliminazione di interi partiti, senza produrre quella alchimia che il â??new dealâ? Veltroniano si prefigurava. Imparare la lezione significa rispettare i territori, la loro storia, il loro passato, le loro alleanze. Significa poi non far prevalere la logica brutale dei numeri o quella spartitoria del leone nelle favole di Fedro. Significa infine non pensare che il potere e lâ??arroganza siano sinonimi, e che tutto il resto sia contorno e come tale fungibile, modificabile. Una nuova alleanza di centrosinistra â?" sottolinea lâ??esecutivo dei Popolari Uniti - non può² che essere una alleanza tra eguali, al di là  del peso di ciascuno. Significa non omologare ma fare sintesi equilibrata tra modi di vedere diversi su tante questioni: lâ??uso delle risorse, il protagonismo della periferia, il rapporto tra politica e amministrazione, il funzionamento della burocrazia, il rinnovamento degli apparati con lâ??apertura di una nuova stagione concorsuale, cosa che i Popolari Uniti chiedono, inascoltati, da tempo in tutti gli Enti. E fare sintesi significa mettere da parte posizioni oltranziste e/o utilitariste e dotarsi di una visione moderata delle cose , frutto di equilibrio, capacità  di ascolto e volontà  di lavorare insieme nel superiore interesse delle popolazioni che si rappresentano. Discernere quello che si muove al centro, rispettando lâ??identità  di forze organizzate e coerenti ed evitando ancora una volta arruolamenti di convenienza, è¨ la premessa di una stagione seria e costruttiva di un Centro-(trattino)Sinistra . In questa direzione, i Popolari uniti si stanno spendendo per creare un cammino comune con le altre forze moderate che sono ugualmente strutturate sul territorio e che sono in grado, per storia, per affinità , per scelta, di contribuire a dare finalmente identità  ad un centro collaborativo con le forze riformiste e alternativo alla nuova destra che si è¨ creata nel Paese.â? BAS 05.

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Ambiente, più spese al Sud (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 12-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-05-12 - pag: 4 autore: Ambiente, più spese al Sud Le "sorprese" dei bilanci consuntivi 2006 di Comuni e Province Sorpresa. I Comuni del Mezzogiorno dedicano molto più impegno (economico) alla gestione del territorio e dell'ambiente e alla sicurezza delle città rispetto ai municipi del Nord, almeno in proporzione alle risorse che hanno a disposizione. E anche in Provincia la gestione del territorio occupa nelle agende di chi scrive i bilanci delle amministrazioni un posto più importante negli enti locali del Sud, e la stessa trazione meridionale si incontra nelle voci dedicate allo sviluppo economico, al settore sociale e ai beni culturali. Il dato emerge dall'analisi condotta dall'Istat sui bilanci consuntivi 2006 di Comuni e Province, che oltre a fornire le tendenze generali del comparto (crollo delle accensioni di prestiti e frenata generalizzata della spesa con l'eccezione di quella impegnata per le attività di assistenza sociale, si veda Il "Sole-24 Ore" del 9 maggio) ha sezionato gli impegni di spesa delle amministrazioni nelle varie funzioni, scomponendoli sia in valore assoluto sia in peso percentuale sul totale delle uscite.E proprio in quest'ultimo capitolo si incontra qualche dato inaspettato. L'attenzione alla sicurezza, per esempio, misurata in risorse destinate alla polizia locale, nei Comuni del Centro-Sud si porta via oltre il 4,5% degli impegni di spesa, mentre al Nord non supera il 3 per cento. Ancora più consistente è il divario che si incontra negli impegni di bilancio per la gestione del territorio e dell'ambiente. Nei Comuni del meridione questa voce abbraccia il 27,3% delle spese, e addirittura nel 2006 cresce (anche se solo dello 0,2%) rispetto al 2005; al NordEst, con una dinamica che comunque si incontra anche nelle altre regioni settentrionali, ambiente e territorio pesano esattamente la metà (13,6%), e in un anno vedono dimagrire le risorse a loro disposizione dell'1,1 per cento. Osserviamo un'altra voce, per la gioia degli amministratori meridionali: la "burocrazia", traduzione decisamente brutale ma efficace della voce che nella disaggregazione ufficiale è indicata dalle "funzioni generali di amministrazione, gestione e controllo", al Centro (27,4% delle risorse) e al Sud (30%) pesa meno che nell'efficiente NordEst (31,2%). Con la lettura "provocatoria" dei dati, però, conviene fermarsi qui anche perché la scomposizione percentuale della spesa, se offre segnali indicativi sulla scaletta delle priorità dei sindaci, non rende ragione dell'entità delle risorse reali disponibili per l'attività amministrativa e soprattutto della loro origine. Quando si pas-sa agli indicatori strutturali ( alcuni dei quali sono riportati nei grafici in alto in pagina, riferiti agli enti delle Regioni a Statuto ordinario) le conferme dominano il campo e lasciano pochi margini a dati inaspettati.L'autonomia finanziaria abita a Nord, favorita nei Comuni dalla maggiore consistenza del gettito fiscale, mentre nelle Province l'intervento più massiccio dei trasferimenti regionali, segno anche, almeno in linea generale, di una più compiuta devoluzione di competenze, rende marginale l'apporto dei fondi statali, che invece rimane determinante in vasta parte del Mezzogiorno. Meno marcata, anche se non assente, è la distinzione territoriale della "rigidità " della spesa, misurata dal peso che hanno gli oneri fissi (personale e rimborso dei prestiti) sul totale delle entrate correnti. Si tratta di un indicatore importante, che consente di valutare il grado di "libertà" dell'amministrazione nell'impiego delle risorse, e che trova il suo dato peggiore in Calabria, dove le spese fisse mangiano il 51% dei fondi, e il migliore in Lombardia, dove la loro influenza scende al 37,6%, quasi otto punti sotto alla media nazionale. Va detto, comunque, che in tutte le Regioni il crollo dei prestiti ha abbassato drasticamente l'indicatore. L'immagine dell'Istat, riferita al 2006, immortala il panorama della contabilità locale alla vigilia di una duplice rivoluzione, che nel 2007 ha alimentato l'autonomia tributaria con lo sblocco delle addizionali Irpef e nel 2008 l'ha ridotta con la riduzione dell'1,33 per mille dell'Ici,da compensare con risorse statali ( al netto dell'intervento promesso sull'imposta dal Governo Berlusconi, che compensando il taglio con un nuovo meccanismo di compartecipazioni dovrebbe modificare profondamente il quadro); ma osservarla offre più di uno spunto per i tanti progettisti impegnati nel cantiere del federalismo fiscale, e indicazioni curiose anche su temi ancora "laterali" come le Regioni a Statuto speciale. Che, ad esempio, nei Comuni del Nord rende sostanzialmente inutile il contributo statale (0,3% delle entrate correnti in Trentino, 1,2% in Valle d'Aosta) mentre lo moltiplica al Sud (23,8% in Sardegna e 35,9% in Sicilia, contro la media nazionale del 14,4%). G.Tr. LE FUNZIONI GENERALI Nei centri del Nord-Est la "burocrazia" pesa sulle uscite totali più di quanto accade nel Mezzogiorno.

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Le chance future sono legate a Roma (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 12-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: POLIS FROSINONE data: 2008-05-12 - pag: 27 autore: I PROFESSIONISTI Le "chance" future sono legate a Roma "L'ultima provincia del Nord Italia ". Secondo il notaio Giovanni Piacitelli, 60 anni, questa era Frosinone fino agli anni 90. "Una provincia viva economicamente e molto dinamica. E la ricchezza industriale, si sa, trainava anche quella delle altre professioni della zona". Negli ultimi dieci anni, però, la situazione è molto cambiata: il territorio non ha più ricevuto incentivi e la provincia non fa più parte del Mezzogiorno. Le aziende, quindi, non possono più usufruire degli sgravi sugli oneri contributivi. "Il risultato - racconta Piacitelli - è stata una lenta deindustrializzazione della zona, con un conseguente decadimento delle attività economiche. Anche l'edilizia è ferma: segno che il territorio non cresce". Certo, la condizione generale è legata alla congiuntura economica nazionale, ma c'è anche chi vede ilbicchiere mezzo pieno. "Svolgiamo normalmente il nostro lavoro in un distretto che, di base, è piccolo e tranquillo - afferma Rita Maria Caterina Doleatti, classe 1946, presidente del Consiglio notarile di Frosinone, opera sul territorio da 25 anni - . E nonostante debba ammettere che di anno in anno vediamo diminuire l'ammontare repertoriale di tutti i notai della zona, continuiamo a lavorare per clienti di ogni tipo: sia pubblici che privati". E poi aggiunge: "Ovviamente la condizione economica non è delle migliori, ma noi possiamo solo prendere atto di quanto accade. La vera risorsa di Frosinone, a mio parere, sono l'università e i giovani del territorio". Dello stesso parere si dichiara anche Umberto Lombardi, 49 anni, presidente dell'Ordine dei dottori commercialisti di Frosinone: "I giovani sono molto attirati da questa professione, ma oggi è diventata dura anche entrare in questo mondo. Per esempio, vige l'obbligo della formazione professionale, ma non sempre poi si è ripagati adeguatamente, anche da un punto di vista economico". Senza contare le difficoltà legate alla burocrazia: "Lavoriamo con l'agenzia delle Entrate locale, con Equitalia - racconta Lombardi - e ci si trova a dover affrontare problemi, perché manca il personale per espletare tutte le operazioni burocratiche". La soluzione per far ripartire l'economia della zona, e con essa le professioni, secondo Piacitelli, sta nella costruzione di nuove infrastrutture. "Ne abbiamo un bisogno disperato - conclude il notaio - , perché Frosinone dista da Roma solo 30 minuti e con collegamenti migliori, sia per quanto riguarda la rete viaria che quella ferroviaria, potrebbe diventare una città satellite, con un notevole miglioramento della qualità e della quantità del lavoro per i professionisti della zona". Se.R. Rita Maria Caterina Doleatti. Classe 1946, è presidente del locale Consiglio notarile: "Nonostante si assista a una diminuzione dell'ammontare repertoriale, qui si continua a lavorare nel pubblico e nel privato" Umberto Lombardi. Presidente dell'Ordine dei dottori commercialisti, 49 anni, evidenzia le difficoltà burocratiche per la categoria e gli ostacoli all'ingresso legati al tirocinio, ora obbligatorio.

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Un giornale per una terra vincente (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Sondrio, La" del 12-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

E' bello guardare, appese al muro, certe immortali foto in bianco e nero. E' struggente soffermarsi a pensare al passato e accorgersi che la tonalità dominante è seppiata. Ma il mondo è a colori. Nei sogni di ciascuno di noi la vita, gli amori, i figli, le gioie hanno la dolcezza pastello di un colore che le accompagna. Persino il tramonto, in tutte le sue tonalità di malinconia, è a colori. E allora benvenuti dentro la nuova Provincia tutta a colori. Più pratica, più maneggevole, più leggibile, con più peso per il maggior numero di pagine, di notizie, di opinioni. In definitiva più completa. Trenta milioni di euro di investimento non sono propriamente noccioline. Ma questa terra meritava un'attenzione così grande e i nostri lettori, che in numero sempre maggiore ci scelgono tutte le mattine, meritavano questo gesto d'affetto. Un giornale cambia e migliora quando sta bene di salute. E noi non ci siamo mai sentiti così bene. Un giornale non è soltanto testimone del presente, non è soltanto custode del passato. Ma deve essere soprattutto punto di riferimento per il futuro di un territorio. Stimolo a guardare avanti, a interpretare meglio i segnali che arrivano dalla modernità. Ci siamo, usateci come cannocchiale per guardare meglio la vita che scorre fra la Torre Ligari e i vigneti sullo sfondo, fra le vette immortali di Valtellina e i capannoni di Morbegno, dove - nonostante le palle al piede delle infrastrutture, della burocrazia e di un'insopportabile pressione fiscale - il genio e la fatica della nostra gente trovano nuove strade per essere all'altezza (...) segue a pagina 10 11/05/2008.

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Un giornale per una terra vincente (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Lecco, La" del 12-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

E' bello guardare, appese al muro, certe immortali foto in bianco e nero. E' struggente soffermarsi a pensare al passato e accorgersi che la tonalità dominante è seppiata. Ma il mondo è a colori. Nei sogni di ciascuno di noi la vita, gli amori, i figli, le gioie hanno la dolcezza pastello di un colore che le accompagna. Persino il tramonto, in tutte le sue tonalità di malinconia, è a colori. E allora benvenuti dentro la nuova Provincia tutta a colori. Più pratica, più maneggevole, più leggibile, con più peso per il maggior numero di pagine, di notizie, di opinioni. In definitiva più completa. Trenta milioni di euro di investimento non sono propriamente noccioline. Ma questa terra meritava un'attenzione così grande e i nostri lettori, che in numero sempre maggiore ci scelgono tutte le mattine, meritavano questo gesto d'affetto. Un giornale cambia e migliora quando sta bene di salute. E noi non ci siamo mai sentiti così bene. Un giornale non è soltanto testimone del presente, non è soltanto custode del passato. Ma deve essere soprattutto punto di riferimento per il futuro di un territorio. Stimolo a guardare avanti, a interpretare meglio i segnali che arrivano dalla modernità. Ci siamo, usateci come cannocchiale per guardare meglio la vita che scorre fra il Resegone e il porto, lungo le sponde del nostro lago, fra le colline della Brianza e i capannoni del Meratese, dove - nonostante le palle al piede delle infrastrutture, della burocrazia e di un'insopportabile pressione fiscale - il genio e la fatica della nostra gente trovano nuove strade per essere (...) segue a pagina 10 11/05/2008.

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P.A.: CATRICALA', BUROCRAZIA COSTA 61 MLD PER IMPRESE (sezione: Burocrazia)

( da "ADN Kronos" del 12-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

RIDURRE 25% PER OTTENERE +1,7% PIL ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di ECONOMIA Roma, 12 mag. (Adnkronos) - Il costo totale della burocrazia per le imprese ammonta a 61 mld di euro. E' quanto ha affermato il presidente dell'Antitrust Antonio Catricala' durante la registrazione della puntata di 'Porta a Porta' in onda questa sera. Catricala' ha quindi proposto che se si riuscisse a ridurre questo costo del 25% "avremo +1,7% di pil".

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Sommersi dalle e-mail inutili (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: MANAGER E IMPRESE data: 2008-05-11 - pag: 22 autore: Sommersi dalle e-mail inutili I manager italiani dedicano in media alla posta 45 minuti al giorno di Antonio Dini A lzi la mano chi non si è mai pentito di aver mandato una mail di troppo. Complice la frenesia dell'ufficio moderno e la velocità del web. Qui sopra abbiamo raccolto solo alcuni esempi della serie "Quel maledetto messaggio elettronico". Altri se ne potrebbero aggiungere. Del resto gli esperti hanno calcolato che gli americani spendono almeno un paio di ore al giorno per rispondere alle e-mail. Un po' meno in Italia e in Europa: è di 45 minuti al giorno il tempo medio che i manager passano assorti a "guardare le e-mail". Che hanno cambiato la nostra vita e il modo di comunicare. Facendolo diventare molto più "freddo" e impersonale. Per non parlare degli sms per i quali è stato inventato un nuovo slang. I trappoloni di questo nuovo mezzo non finiscono mai. Di "storie della paura" sull'email, mandate o ricevute per errore, sono piene le cronache e i racconti dei manager. Il problema è che lo strumento elettronico di comunicazione più potente e diffuso è anche il meno conosciuto. "Il 90% delle persone non conoscono l'etichetta ( netiquette) e le regole più elementari – spiega Graham Jones,autore di"Come usare l'e-mail in modo efficace " – e fanno errori da principianti. Mandano le e-mail a tutto l'ufficio o rispondono senza guardare chi è in copia. Oppure spediscono e-mail inutili. Spesso perdono tempo per scrivere risposte infuocate a missive che non hanno neanche finito di leggere e capito. Mandano per e-mail informazioni riservate, materiali privati, commenti su colleghi e superiori (e gli errori sono stati pagati cari). è un incubo: a molta gente dovrebbe essere vietato del tutto accedere alla posta elettronica". C'è del vero se, come dice Rob Ashe, alla guida della divisione Cognos di Ibm che realizza programmi per analizzare i dati aziendali producendo rapporti di sintesi conosciuti come business intelligence, "ormai la nostra frontiera è l'e-mail". Nei messaggi di posta elettronica si celano i dati più importanti, archiviati in maniera non strutturata e difficili da interpretare dal software. Ma grazie a loro si potrebbe capire come funziona davvero un'azienda. Prendiamo le comunicazioni interne. Ormai passano tutte dal web. Dalla newsletter agli ordini di servizio, fino a documentazioni e richieste del personale e dell'amministrazione. Un rimborso spese poco chiaro? Una scadenza che si allontana? Un lavoro fatto male? Si manda un'e-mail. E si mettono in copia quante più persone possibili: colleghi, superiori, responsabili di aerea. "è la strategia che negli Usa chiamano con la sigla Cya (Cover your a...), cioè pararsi la schiena, per così dire", spiega Andrea Matteini, consulente aziendale. "In tal modo, nessuno potrà dire di non essere stato informato. Se la mossa è condivisa, lo è poi anche l'eventuale errore. Solo che così si intasano i pc, si moltiplicano i passaggi e, soprattutto, in Italia prevale l'innata tendenza alla burocrazia cieca e tetragona. E arrivano e-mail illeggibili e, soprattutto, inutili". A che cosa tutto questo? Elefantiasi nei processi interni. Ma anche disattenzione alle informazioni davvero importanti, perché sommerse da un mare di e-mail in cui si informa l'amministratore delegato di una media impresa – è davvero successo, racconta Matteini – che si sta per ordinare una risma di carta A4 per la fotocopiatrice all'ufficio acquisti. La tendenza però, sostengono le ricerche, va sempre più in questa direzione: sempre meno rapporto faccia a faccia e sempre più e-mail. Pure tra colleghi di ufficio seduti a un paio di scrivanie di distanza. Anche la domenica, quando da casa si possono leggere e scrivere e-mail con il Blackberry, spauracchio delle famiglie sempre più in crisi per l'eccesso di lavoro al di fuori dell'orario di ufficio favorito dalla telematica. Il 75% delle aziende ha sostituito i rapporti diretti per gli adempimenti e le comunicazione interne con l'e-mail. E anche quando si fanno corsi di formazione aziendale sugli strumenti per la comunicazione,l'educazione e l'uso consapevole delle e-mail sono una materia di studio solo nel 30% dei casi. Gli scivoloni o il sovraccarico di informazioni sono solo due lati del problema. C'è anche, come terzo, l'uso scorretto delle e-mail. Cominciando dai messaggi apparentemente innocenti ma in realtà "furbetti". Come quelli inviati alle 18.59, un attimo prima di uscire dall'ufficio, per essere sicuri che l'interessato non possa reagire sino al giorno dopo. Oppure, quelle in cui si attaccano i colleghi, o si provocano discussioni furibonde per poi inviarle "per conoscenza" al capo. E infine, l'ultima categoria, la più temuta. I messaggi di posta elettronica giocosi, che di solito contengono presentazioni Powerpoint, brevi filmati o immagini divertenti da condividere con amici e colleghi. Tutte sulla stessa barca: dalle catene di Sant'Antonio (salvate il bambino ammalato, molto spesso solo bufale) ai messaggi sul senso della vita, fino alle compilation di immagini sulla condizione femminile in ufficio ( per le donne) o di veri e propri cataloghi Postalmarket di modelle brasiliane che giocano a palla in spiaggia inviate solo a colleghi rigorosamente maschi. Queste e-mail, con decine di altri tipi, fioccano a decine di milioni da un computer all'altro ogni giorno, portandosi dietro centinaia di indirizzi di posta elettronica dei destinatari originari. Ma non è finita.Perché c'è chi,come alcuni dipendenti di Wal- Mart, è stato licenziato con una e-mail (e alcuni in Gran Bretagna addirittura via sms). E c'è anche chi invece il posto l'ha perso mandando una e-mail alla persona sbagliata. Magari con informazioni sulla strategia e sulla tattica da usare in negoziazioni con i consumatori che per errore arrivano al cliente stesso. O peggio ancora, come ha fatto l'agenzia Usa di relazioni pubbliche Waggener Edstrom che ha spedito al proprio committente Microsoft il dossier riservato su vizi e passioni di un giornalista che doveva intervistare uno degli uomini chiave di Bill Gates. E che per errore l'ha spedito anche al giornalista stesso. UNA VALANGA INARRESTABILE Le regole della "netiquette", il galateo del web, sono disattese Tra i vizi più diffusi c'è la tendenza a scrivere troppo e a moltiplicare gli invii BASSA PRODUTTIVITà L'efficienza del lavoro è frenata dal continuo flusso di messaggi inopportuni Filtri e antivirus non riescono a fermare le intrusioni DISEGNO DI GASTONE MENCHERINI.

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Venezia si fonde (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ARTE data: 2008-05-11 - pag: 49 autore: Musei civici Venezia si fonde di Marina Mojana I l volume d'affari del sistema dei musei civici veneziani diretto dal 1979 da Giandomenico Romanelli si attesta sui 20 milioni di euro all'anno.I proventi derivano dalle attività commerciali appaltate a società esterne, dalle rendite dei palazzi affittati per feste ed eventi ma soprattutto dalla vendita dei biglietti d'ingresso ai 12 musei che fanno parte del circuito e che sono tra i più prestigiosi della città (Palazzo Ducale, Museo Correr, Museo Fortuny, Palazzo Mocenigo, Torre dell'Orologio, Casa di Carlo Goldoni, Cà Rezzonico, Cà Pesaro, Museo del Vetro di Murano, Museo del Merletto di Burano, Museo di Storia Naturale con il Planetario di Venezia). I visitatori paganti sono circa 2,5 milioni all'anno, su una massa di 20 milioni di turisti, a fronte di un bacino di utenza locale di 60mila veneziani e di 315mila pendolari da Mestre e dal nord est. Una realtà in attivo che dava utili all'Amministrazione civica fino a pochi mesi fa. Dal 31 marzo 2008, però, il consiglio comunale ha deliberato la costituzione di una nuova realtà giuridica, che si chiamerà Fondazione dei Musei Civici di Venezia e una dote intoccabile di 500mila euro. Il consiglio di amministrazione, nominato il 6 maggio e presieduto dall'imprenditore multimediale Sandro Parenzo, mette in campo una squadra di uomini di finanza come Guido Vitale e Francesco Micheli ed esponenti della cultura come Rosella Mamoli Zorzi e il sindaco Massimo Cacciari; direttore in pectore Giandomenico Romanelli. Perché creare una Fondazione? "Non certo per sanare una situazione in cattive acque – dichiara Romanelli, dal 2000 a capo dei Beni e delle Attività Culturali del Comune di Venezia – quanto per rendere la struttura più agile e veloce nelle decisioni e sottrarla ai vincoli della pubblica burocrazia. Attraverso il coinvolgimento di mecenati, sponsor e donatori vorremmo terminare a breve il programma dei grandi restauri, avviati anni fa, e soprattutto mettere a punto nuovi servizi on line (archiviazione, prenotazione mo-stre, studio e ricerca), sviluppare l'editoria d'arte e formare operatori culturali avendo a modello, tra gli altri, il Metropolitan Museum di New York".

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