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Insediamenti
rurali del lodigiano - 72 Le vicende, le memorie, le figure di un mondo
contadino scomparso ( da "Cittadino, Il"
del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: deve confrontarsi con i cavilli della burocrazia, con i limiti di animali che sono abituati a muoversi liberamente ma dentro il breve tragitto di un circoscritto perimetro. Giorno 16 ottobre 2004 parte la carovana: teoricamente le vacche sono state allenate ad una maggiore resistenza, basterebbe che seguano il suono della prima "ciocca", il campanaccio che sta al collo delle bovine;
A
bassa quota ( da "Cittadino, Il"
del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ai labirinti kafkiani della burocrazia, alle promesse mille volte fatte e mai mantenute, ai treni in perenne ritardo e a quant'altro potrebbe inserirsi in questo elenco così splendido e confortante? In questi giorni ci hanno detto che tutto muterà. Sarà vero? La sentenza possa essere data da noi, senza disturbare troppo i posteri.
Imprenditori
alle urne, pensando alle provinciali
( da "Trentino"
del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Le emergenze le conosciamo: defiscalizzazione, meno burocrazia e, recuperando risorse con un taglio deciso ai costi della politica, un forte sostegno alle piccole e medie imprese. Temi che abbiamo già rappresentato al presidente Dellai e per i quali, in vista delle elezioni provinciali, elaboreremo una proposta.
Con
i giovani l'agricoltura può sperare
( da "Corriere
delle Alpi" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Più che la pendenza però il suo cruccio è la burocrazia, "antipatia" che lo accomuna agli altri tre suoi colleghi di ventura. Indispensabile in questi casi l'aiuto del consorzio di tutela, delle associazioni di categoria e del nuovo ufficio Psr del comune di Lamon. "Sono molto utili soprattutto per chi ha sempre svolto un lavoro dipendente".
Quando
le idee sono poche e neppure innovative e le proposte, salvo piccole
variazioni, si assomigliano, ( da "Corriere delle Alpi"
del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: abbiamo sentito sulla burocrazia). Questi sono, comunque, i messaggi che le personalità dei due candidati hanno voluto, più o meno, consapevolmente, forse in maniera un po' noiosa, inviare all'elettorato italiano. Berlusconi vi ha aggiunto le critiche al governo Prodi che Veltroni ha difeso alquanto blandamente.
Troppa
burocrazia per il piano del Chianti
( da "Italia
Oggi (Agricoltura Oggi)" del
12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Andrea Settefonti Visualizza la pagina in PDF Troppa burocrazia per il piano del Chianti Troppi adempimenti, troppa burocrazia e tempi troppo stretti per la realizzazione dei progetti. Il Piano di sviluppo rurale del Chianti offre opportunità di finanziamenti alle imprese del territorio, ma presenta troppe criticità.
Piazza
Marconi Il cantiere riparte ( da "Provincia di Cremona, La"
del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Per quanto riguarda il cantiere, ricordo che si tratta di un intervento di pubblica utilità, quindi non si può fare marcia indietro. Ma il nostro impegno ad accellerare l'intervento è continuo e costante. Anche se talvolta la burocrazia ci mette ulteriori ostacoli".
FORTE
il richiamo del Comitato Unitario Apindustria-Cna-Confesercenti a porre rea
( da "Resto
del Carlino, Il (Ancona)" del
12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Basta con la burocrazia ? ha spiegato il presidente del Comitato Claudio Albonetti ? le lungaggini burocratiche sono un colossale ostacolo alla corretta vita delle imprese. Troppi i parlamentari, troppi gli enti inutili". E sul tema della sicurezza e della legalità, Albonetti ha fatto cenno alla grande criminalità organizzata che "governa 1/
Elisabetta
casellati: immigrati privilegiati
( da "Mattino
di Padova, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: i bilanci familiari e la burocrazia. "A Camere chiuse sono stati presi un sacco di provvedimenti assurdi: ad esempio l'obbligo per il lavoratore di presentare il certificato di licenziamento al Comune o al ministero del Lavoro o, ancora, il certificato di messa a norma degli impianti nel trasferimento degli immobili - prosegue - pensiamo cosa significherebbe per Venezia"
Finocchiaro:
Il cambiamento sono io La candidata Pd: Agli indecisi dico: esercitate la
vostra libertà, facciamo la Sicilia del futuro
( da "Unita,
L'" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia efficiente, imprese "buone", meritocrazia, abolizione degli enti inutili e del parassitismo della politica, l'autonomia intesa come autorevolezza e buon governo. Intanto le agenzia di stampa si rincorrono nelle previsioni. Tutto deciso in Sicilia, dicono, 16 parlamentari al Pdl e dieci al Pd.
Il
pd punta su della pepa coda divide il centrodestra - sara strippoli
( da "Repubblica,
La" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: snellire le burocrazie, promuovere lo sviluppo, mantenere la qualità dei servizi sanitari e possibilmente migliorarli: ospedale e poliambulatorio. Numerose le anomalie della situazione eporediese. La Sinistra Arcobaleno schiera come candidato sindaco l'assessore provinciale alle politiche sociali e vicesindaco di Ivrea Salvatore Rao,
Imprese,
sportello unico per battere la burocrazia
( da "Nuova
Sardegna, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Prima Pagina Imprese, sportello unico per battere la burocrazia CAGLIARI. Venti giorni per aprire un'impresa. Grazie all'autocertificazione che l'aspirante imprenditore potrà presentare in uno dei 53 sportelli unici delle attività produttive (Suap) o direttamente on line sul sito www.sardegnasuap.
E
in duemila chiedono: mandateli a casa
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: rimettere in moto l'economia del Paese e strangolare la burocrazia". E poi attacca Illy denunciando, una volta ancora, il voto disgiunto, "immorale, una presa in giro dei cittadini". E infine ricorda "l'importanza dei difensori del voto in ogni seggio del Friuli Venezia Giulia". "Siamo in 2.760", è uno degli striscioni.
È
morto uccio cherveddu, è stato stroncato da un infarto
( da "Nuova
Sardegna, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Impegnarsi per il prossimo, combattere la burocrazia. Quante battaglie aveva combattuto e quante avrebbe ancora voluto combatterne. Ma il suo cuore non ha retto. Uccio Cherveddu è stato stroncato da un infarto giovedì sera. Aveva 67 anni. Inutile la corsa all'ospedale. Sono rimaste solo le lacrime.
Tesini:
ridurre i costi della burocrazia ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Regione Tesini: ridurre i costi della burocrazia L'impegno del presidente del consiglio con gli elettori nel comizio di chiusura La Regione Friuli Venezia Giulia garantirà l'assistenza sanitaria ai bambini fino a 14 anni figli di extracomunitari non in regola con le norme di soggiorno.
Conta
la personalita' con walter si rischia meno - gianfranco pasquino
( da "Provincia
Pavese, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: abbiamo sentito sulla burocrazia). Questi sono, comunque, i messaggi che le personalità dei due candidati hanno voluto, più o meno, consapevolmente, forse in maniera un po' noiosa, inviare all'elettorato italiano. Berlusconi vi ha aggiunto le critiche al governo Prodi che Veltroni ha difeso alquanto blandamente.
Le
scuole civiche di musica potranno continuare le loro attività
( da "Nuova
Sardegna, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Una vittoria sulla burocrazia che consentirà a un settore in crescita di proseguire le attività che, nel corso del primo decennio di funzionamento, ha offerto l'opportunità ad oltre 40.000 famiglie sarde di usufruire di un servizio di straordinaria importanza sociale.
Via
asseggiano più sicura, cento firme
( da "Nuova
Venezia, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma che rischia di restare imprigionato nei meandri della burocrazia. Da qui, l'invocazione di prendere subito almeno due accorgimenti: "I cittadini chiedono di posizionare lungo la strada i dissuasori di velocità - spiega Mauceri - Una provvedimento che di certo costringerebbe gli automobilisti a correre meno".
I
silenzi sul voto al civico - carlo marcelletti
( da "Repubblica,
La" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: C'è tanto da fare, e troppo sta nascosto nei meandri di una burocrazia poco illuminata e comunque sempre pronta a dire la stessa frase "non ci sono soldi". Forse. Ma soprattutto manca il coraggio delle decisioni, addirittura anche quando sono certamente a costo zero.
Pochi
margini di manovra ( da "Piccolo di Trieste, Il"
del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: abbiamo sentito sulla burocrazia). Questi sono, comunque, i messaggi che le personalità dei due candidati hanno voluto, più o meno, consapevolmente, forse in maniera un po' noiosa, inviare all'elettorato italiano. Berlusconi vi ha aggiunto le critiche al governo Prodi che Veltroni ha difeso alquanto blandamente.
Semproniano,
microtest di gran valore ( da "Tirreno, Il"
del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ci si impegna per rivalutare il ruolo del Comune, snellire la burocrazia, migliorare la qualità della vita. Agricoltura e turismo, in particolare, i punti qualificanti per un progetto di sviluppo realizzabile, a cui fanno da supporto il rilancio del piccolo artigianato e del piccolo commercio con negozi di prodotti tipici.
La
provincia: mille posti di lavoro in più nel 2007
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: impiego non ci servono se diventano mera burocrazia: proprio per questo stiamo lavorando per migliorarli sempre di più. E devo dire che passi in avanti se ne sono visti. Gli uffici stanno lavorando bene". Questa nuova strategia messa in atto dalla giunta Gherghetta passa anche attraverso la riorganizzazione dei centri per l'impiego attraverso il più volte pubblicizzato progetto "
Piuma
difende le tombe dei suoi nobili ( da "Piccolo di Trieste, Il"
del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Nell'attesa che la burocrazia faccia il suo corso, il consiglio di quartiere vuole giocare un ruolo attivo nella partita. "Quelle tombe per la nostra comunità rappresentano dei veri e propri monumenti - spiega Lorenzo Persolja, presidente del parlamentino - e non solo perché qualcuna è stata eretta più di duecento anni fa.
Sette
mesi di attesa per un'operazione ( da "Tirreno, Il"
del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: infuriato contro la burocrazia e i tempi della sanità. "Mia madre è invalida civile - racconta Massimo Bianchi - avendo solo l'uso di una gamba, ma nonostante questo sarebbe, fortunatamente, una donna ancora attiva. Alcuni anni fa, cadendo, si ruppe il femore e l'anca della gamba sana, e per questo gli fu applicata una placca.
Servizi
sociali, la sede nell'ex filanda ( da "Giorno, Il (Lodi)"
del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Dopo il 2005 gli amministratori hanno cercato di stringere i tempi, impegnandosi in una duplice battaglia contro la burocrazia e nella ricerca delle risorse economiche necessarie all'acquisto. Nel frattempo si è già pensato al futuro dell'ex filanda: dopo i restauri diventerà il quartier generale di molti servizi sociali. P.T.
Di
MANRICO PARMA SI PUO' rottamare il vecchio mutuo? La Car
( da "Nazione,
La (La Spezia)" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: I nuovi servizi danno anche un taglio alla burocrazia dei "timbri e dei bolli". Un semplice scambio di lettere fra cliente e istituto consentono la sospensione del mutuo, piuttosto che il cambio della durata, del tasso e di altri servizi. Non ci sono soltanto vantaggi per i clienti. La sostituzione del mutuo è uno dei business più promettenti del mercato bancario.
IL
PD sceglie piazza Cavour per il gran finale di una campagna elet
( da "Resto
del Carlino, Il (Rimini)" del
12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la prossima lenzuolata la faccio sulla burocrazia. Basta vincoli, bisogna semplificare attraverso il meccanismo dell'autocertificazione". Il ministro per lo Sviluppo economico si impegna ad "aprire un tavolo per armonizzare l'Iva su scala europea", che significa tagliare l'imposta, come promesso anche dal Pdl.
HA
RICEVUTO a casa la propria scheda elettorale, vuole anda
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma per lui è più difficile e la burocrazia certo non l'aiuta. Cosimo ha 22 anni e una disabilità intellettiva che lo invalida al 100%. Nonostante questo, ha un lavoro, fa il cameriere nello speciale ristorante "I Ragazzi di Sipario" insieme a tanti 'colleghi' che, disabili intellettivi come lui, hanno trovato un'occupazione gratificante.
Elisabetta
Casellati: Immigrati privilegiati
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: i bilanci familiari e la burocrazia. "A Camere chiuse sono stati presi un sacco di provvedimenti assurdi: ad esempio l'obbligo per il lavoratore di presentare il certificato di licenziamento al Comune o al ministero del Lavoro o, ancora, il certificato di messa a norma degli impianti nel trasferimento degli immobili - prosegue - pensiamo cosa significherebbe per Venezia"
Fare
Centro ( da "Nuova Ferrara, La"
del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la grande burocrazia, le troppe tasse e le bollette, per citarne alcune, scoraggerebbero chiunque. D'altra parte decisione, coraggio e voglia di fare non mancano soprattutto nei giovani imprenditori, tutti consapevoli di contribuire in maniera determinante alla crescita economica del nostro territorio.
Bar
con musica, raffica di multe ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: raffica di multe Nei primi mesi del 2008 già stangata una decina di locali I gestori chiedono deroghe: troppa burocrazia, affari a picco IL SERVIZIO IN CRONACA UDINE. Raffica di multe dall'inizio dell'anno per i locali udinesi che infrangono il regolamento comunale sulla musica oltre l'orario e sulla pubblicità abusiva agli eventi musicali.
CONTA
LA PERSONALITA' CON WALTER SI RISCHIA MENO
( da "Nuova
Ferrara, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: abbiamo sentito sulla burocrazia). Questi sono, comunque, i messaggi che le personalità dei due candidati hanno voluto, più o meno, consapevolmente, forse in maniera un po' noiosa, inviare all'elettorato italiano. Berlusconi vi ha aggiunto le critiche al governo Prodi che Veltroni ha difeso alquanto blandamente.
Decollano
i due asili-nido aziendali ( da "Piccolo di Trieste, Il"
del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: tra permessi e burocrazia l'iter non è breve. La cosa importante però è che il discorso sugli asili nido aziendali sta andando avanti senza stop. E che di strutture per l'infanzia ci sia sempre bisogno è noto: l'espansione demografica vissuta nell'ultimo triennio a Monfalcone ha avuto, come immediata conseguenza, l'allungamento delle liste d'
Elezioni,
tutti i dubbi degli sbadati - luciano nigro
( da "Repubblica,
La" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Giorni roventi per la burocrazia elettorale. Dopo aver distribuito l'85% dei documenti per i nuovi elettori (quindicimila in tutto, tra diciotto-diciannovenni e neo cittadini-residenti) adesso il grande problema sono le tessere non ancora ritirate (poco più di duemila) dagli elettori al primo voto a Bologna.
I
messaggi di quei due ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: abbiamo sentito sulla burocrazia). Questi sono, comunque, i messaggi che le personalità dei due candidati hanno voluto, più o meno, consapevolmente, forse in maniera un po' noiosa, inviare all'elettorato italiano. Berlusconi vi ha aggiunto le critiche al governo Prodi che Veltroni ha difeso alquanto blandamente.
L'
agricoltura tricolore manca il boom globale
( da "Stampa,
La" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: contare il peso della burocrazia e i ritardi nella realizzazione di infrastrutture che costituiscono due gravissime cause di svantaggi competitivi per le imprese agricole italiane. Il risultato è che i costi di produzione fanno segnare, sulla base dei dati Ismea relativi a febbraio 2008, un aumento medio del 9%, con incrementi record nell'allevamento e nella coltivazione di cereali.
Non
c'è solo loglio: ci sono anche spighe
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia efficiente senza macchie di corruzione; caccia ancor più serrata agli evasori fiscali; tasse meno soffocanti; forze dell'ordine con uomini e mezzi adeguati; lotta alla criminalità organizzata e sicurezza ritrovata in ogni città e paese;
Casini:
aiuti alla famiglia e ritorno al merito
( da "Giornale
di Brescia" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia, in particolare lo "sportello unico". È inaccettabile che le famiglie e le imprese debbano combattere e perdere tempo ogni giorno per le lungaggini, la confusione, la mancanza di coordinamento degli apparati burocratici. Si parla da anni di riforma delle istituzioni, dal Parlamento alle autonomie locali: dopo questa campagna elettorale ci sono gli spazi per far ripartire
Se
votare si trasforma in un lusso, la democrazia inciampa. O forse è solo
questione di burocra ( da "Messaggero, Il (Pesaro)"
del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: O forse è solo questione di burocrazia. Nell'era dell'alta tecnologia, agli italiani, infatti, piace ancora la formula retrò. Si vota nel comune di residenza, costi quel che costi. Ma chi vive all'estero? Neanche da immaginarsi la pratica spagnola del voto on line. Ma nemmeno l'ipotesi meno avanguardista di recarsi al consolato.
Ateneo,
manifesto anti-burocrazia ( da "Corriere di Bologna"
del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Calzolari pronto ad affrontare il nodo dello snellimento Ateneo, manifesto anti-burocrazia Crociata dei direttori di dipartimento: le scartoffie frenano la ricerca di MARINA AMADUZZI Un documento contro la "crescente degenerazione burocratica". Un appello pubblico per avviare un dibattito in Ateneo e arrivare anche a proposte concrete.
La
crociata dei professori: liberateci dalla burocrazia
( da "Corriere
di Bologna" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: REDAZIONALE La crociata dei professori: liberateci dalla burocrazia Manifesto firmato da dieci tra docenti e direttori di dipartimento Il destinatario è il rettore Pier Ugo Calzolari che ha già annunciato di voler affrontare il tema della pratiche da snellire Un documento contro la "crescente degenerazione burocratica ".
<Basta
adempimenti anche se la legge chiede di semplificare>
( da "Corriere
di Bologna" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il professor Cammarano propone un organismo di protezione contro gli eccessi della burocrazia. Cosa ne pensa? "Sarebbe fattibile. A livello nazionale si sta cominciando ad usare uno strumento, l'analisi d'impatto della regolamentazione, che fa simulazioni sull'impatto di nuove norme ". M. Ama.
<Ho
contestato Prodi vi dico perché voto Walter>
( da "Corriere
del Veneto" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: meno burocrazia, riqualificazione della spesa pubblica, liberalizzazioni, privatizzazioni, federalismo solidale, sicurezza. Sentire dire da Veltroni che bisogna "pagare meno per pagare tutti" e che non si deve scegliere tra dipendenti e autonomi perché entrambi sono lavoratori che contribuiscono alla crescita del Paese,
Pd,
di tutto un po' ( da "Campanile, Il"
del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ai grandi numeri annunciati su edilizia popolare e burocrazia fanno da contraltare cifre decisamente contenute per aiutare le famiglie. Crede davvero il leader del Pd che basteranno 50 euro al mese per risolvere i problemi delle famiglie che faticano ad arrivare alla fine del mese? Crede davvero di voltare pagina in questo modo?
Riabilitazione,
un ambulatorio in ogni Asl per vincere tutte le disabilità
( da "Tempo,
Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Quindi meno burocrazia, maggior numero di centri. Sì, ma anche équipe (fisiatra, logopedista e fisioterapista) a disposizione del malato. In ogni regione l'assistenza ai parkinsoniani (e a tutti i pazienti con disagi motori) non può prescindere dalla presenza e dalla distribuzione sul territorio di chi ha bisogno di cure.
Tuscolana,
dilagano i vu cumprà ( da "Tempo, Il"
del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: impossibile burocrazia che si mette in moto ogni volta che si sequestra merce a un abusivo - spiegava sei mesi fa a Il Tempo il comandante del X Gruppo della Municipale Paolo Bernardi - sono costretti a concentrarsi sui problemi legati alla viabilità". Per gli abusivi, dunque, tranne qualche sporadico episodio, il campo è libero.
Lupi
e contadini in Valtrebbia: chi dobbiamo salvare? SILVANA MOZZI
( da "Libertà"
del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sono estranee la scarsa remunerazione dei prodotti agricoli e la soffocante burocrazia che avanza di pari passo con le sterpaglie invasive. Da un lato diminuisce il numero dei contadini, dall'altro aumentano gli uffici e gli organismi dedicati all'agricoltura, ciascuno con la propria richiesta di documenti ed adempimenti, sempre più complicati ed intricati: una vera selva selvaggia,
FACTBOX
- Voto, programmi: idee in ordine sparso per la cultura
( da "Websim"
del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: - snellire e velocizzare la burocrazia che rallenta l'azione delle imprese culturali, mettendo in atto una politica di defiscalizzazione ed elaborando leggi non conflittuali; - stabilire i profili professionali di chi lavora nelle industrie culturali, affrancandoli dalla condizione di precariato;
ELEZIONI/
BOLOGNA, "SBADATI" TEMPESTANO UFFICIO ELETTORALE
( da "Virgilio
Notizie" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Giorni roventi per la burocrazia elettorale, come riporta il quotidiano. Dopo aver distribuito l'85 per cento dei documenti per i nuovi elettori (15mila in tutto, tra 18-19enni e neo cittadini-residenti) adesso il grande problema sono le tessere non ancora ritirate (poco più di duemila) dagli elettori al primo voto a Bologna.
Il
Pdl: <Prima l'Italia, poi la Regione>
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
12-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: con un apparato di burocrazia che vigili sulla società". Arriva anche l'affondo contro la Giunta regionale di Renato Soru: "Solo nell'edilizia e solo nell'ultimo trimestre del 2007 si sono persi settemila posti di lavoro. E i dati sull'occupazione nell'Isola sono falsati dalle decine di migliaia di giovani che hanno ormai rinunciato a cercare lavoro"
Agonia
infinita di un Consorzio decotto ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 12-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E prima di smantellare un pezzo di inservibile burocrazia ci pensa su e riflette, indugia e nei limiti del possibile rinvia Da tempo immemorabile non si ha più notizia di un'iniziativa forte e autorevole firmata dal Consorzio di bonifica. L'unica cosa rimasta perfettamente in funzione è la riscossione dei tributi da parte dei proprietari di terreni.
Metropoli
cinesi il più clamoroso caso di corruzione nasconde una sfida tra città
( da "Riformista,
Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: nel regno della burocrazia, per essere priva d'anima, votata più ai soldi che non alla politica e alla cultura. Stereotipi entrambi, lungo i quali da decenni si scontrano fazioni politiche, burocratiche e commerciali, ma che parlano anche delle due caratteristiche contradditorie della Cina contemporanea, che ora vuole aprirsi al mondo,
LETTERE
( da "Mattino,
Il (Benevento)" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: tormentoso e costoso rapporto con la burocrazia. Io sono riuscito a perdere il mio portafogli con tutti gli annessi e connessi e dopo i primi momenti di affannosa ricerca mi ero rassegnato ad affrontare la trafila, quando è squillato il telefono: un signore lo aveva trovato, ha cercato il mio numero sull'elenco telefonico, mi ha contattato e mi ha dato appuntamento per restituirmelo.
Bassano
"Crediamo fortemente ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)"
del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: era puntato sull'insostenibilità di tasse e burocrazia."Nella classifica mondiale della libertà economica, secondo la Heritage Foundation, l'Italia non è che sessantaquattresima - ha spiegato l'ex ministro Pagliarini - Ci avviciniamo sempre più a Cuba e alla Corea del Nord, dunque a un comunismo perfetto.
Da
49 anni il cuore del futuro ( da "Stampa, La"
del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: istituzioni per riuscire ad alleggerire l'eccessiva burocrazia, le difficoltà nell'accedere a crediti e finanziamenti, le problematiche che accomunano i giovani in tutti i settori". Per i "vecchi" di Confagricoltura, sempre attenti a richieste e necessità di chi rappresenta il futuro del settore, poter contare su un'associazione propositiva è fondamentale.
Affrontiamo
la realtà con le risate ( da "Stampa, La"
del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che sono sentite come qualcosa di vicino da parte del nostro pubblico - dice Sergio Jovial, responsabile del gruppo -. Anche se attraverso le risate, raccontiamo i problemi di tutti i giorni di una comunità che si trova a fare i conti con gli ostacoli della burocrazia, della vita nelle piccole società".
I
giovani imprenditori e l'agricoltura che cambia
( da "Stampa,
La" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Un confronto tra esperienze diverse che tocca anche la burocrazia "per scoprire astuzie e metodi per aggirare gli ostacoli e gli errori generati dalla burocrazia": "Da tempo Confagricoltura a tutti i livelli, dal settore giovani ai veterani - spiega Forno - ribadisce che se la parola d'ordine di oggi è competitività, resta il quesito su come ottenerla.
Che
fatica incassare lo stipendio pagato con un assegno circolare
( da "Stampa,
La" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Probabilmente i dipendenti de "La Cascina" vedranno di accordarsi con la cooperativa per una nuova modalità di riscossione del compenso, ma resta il fatto che, ancora una volta, la burocrazia bancaria si è messa di trasverso e ha reso complicata una semplice operazione, un diritto, qual è il pagamento di un assegno circolare.
( da "Cittadino, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il fiero avamposto
della Campolungo Storia di una cascina di confine sulle terre dove vissero i
romani A gambe divaricate, affondo il piede destro su una zolla di terra, e
sono nella campagna che circonda Lodi; l'altro, il sinistro, è sull'attiguo
campo ma sono già nel comune di Cornegliano Laudense. La cascina Campolungo,
dove mi trovo, ospite dell'agricoltore Gianni Papetti, è un avamposto di
confine: vi si arriva lasciando alle proprie spalle, ma giusto una manciata di
metri, la città di Lodi; dalla destra si guarda il centro abitato di
Cornegliano; dalla parte opposta c'è Pieve Fissiraga; sul lato limitrofo i più
prospicienti filari di pioppi di Lodi Vecchio.La presenza dei Papetti in questa
corte è più che secolare: vi arrivarono ai primi del Novecento, esattamente nel
novembre del 1903.Pochi giorni fa, sono stato anticipato qui dall'amico e
maestro Giacomo Bassi: l'architetto di Casalpusterlengo, magnifico araldo della
storia patria locale, si sta occupando delle cascine di questa zona; ha una sua
idea e me la espone, pur sapendo che le sue intuizioni non sono suffragate da
prove certe: dice che questa corte, come quelle vicine della Fabia, della
Castello de Roldi, della Pizzafuma sorgono in un possibile insediamento di
origine romanica. n la ruota del molinoLa cascina Campolungo, che sempre
secondo messer Bassi risale agli inizi del Quattrocento, conserva esternamente
le vestigia del suo antico passato: sul lato più a nord, si mantiene inalterata
la ruota di un molino; l'attività molitoria era autonomamente gestita e non
faceva parte delle pertinenze dell'affittuario. Il primo mugnaio si chiamava
Cantinotti; successivamente gli subentrarono Sante Ferrari e suo figlio Pino,
il cui nome veniva ignorato da tutti: era conosciuto esclusivamente come il
"murnè". Il molino ha saputo riverberare la propria storia anche di
recente: è stato lo stesso Gianni Papetti ad accorgersi, qualche tempo fa, che
le pale avevano ripreso spontaneamente a vorticare dopo quarant'anni di immobilità;
a Gianni Papetti non sembrava possibile, così entrò nell'edificio: tastò
pulegge e manubri, e rimase ancora più sorpreso nel vedere che le macine non si
sottraevano agli inviti della ruota: l'intero ingranaggio aveva ripreso vita e
dignità.n scuola, osteria e caseificioL'isolata ribellione del molino stava
forse scritta nel destino: la corte della Campolungo è stata abitata da più di
cento persone; aveva la scuola rurale, almeno così sostiene messer Bassi e le
sue parole sono sempre degne di fede; l'osteria; l'oratorio, dedicato a San
Isidoro Agricola, patrono dei contadini e degli agricoltori, edificio che fu
sconsacrato soltanto agli inizi del Novecento per essere adibito a scuderia; il
molino; il caseificio; questa cascina va sottolineato - ebbe modo di costituire
un comune a se stante sino al 1873, quando poi l'agglomerato fu assorbito dal
municipio di Cornegliano Laudense. Fu così che questo divenne il luogo dei
rimpianti per una rilevante collettività, soprattutto per chi ricordava la
genuina cucina della signora Agostina Zanaboni, la vivandiera dell'osteria,
moglie di Battista Soffientini, il "camparo" della roggia Campolunga.
L'osteria si trovava poco distante dall'ingresso: era frequentata pure dagli
abitanti del chioso di San Fereolo di Lodi e dai residenti della limitrofa
Muzza; vi si mangiava il pesce e si ballava a suon di musica: nei locali, due
stanze sotterranee più la cantina, due altri ambienti nel piano di superficie,
si diffondeva la musica con un organetto; ma ad ottobre, nel giorno della
sagra, ed in altre domeniche particolari, veniva posta una balera sopra la
roggia Turana e le danze avevano termine solo quando la notte consigliava il
rientro; successivamente la balera fu posta sopra il campo di bocce, costruito
di fronte la cascina. Erano quelli gli anni d'oro della
"Campolungo".n il primo papettiIl primo Papetti ad arrivarvi era
stato Battista, nato nel
( da "Cittadino, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
"L'Italia,
cinquanta milioni di casi unici" Una delle piccole e poche consolazioni
dell'età avanzata è data dalla possibilità di porre a confronto avvenimenti fra
loro simili, collocati, però, in epoche molto diverse e distanti, magari, non
pochi decenni. Questa possibilità è offerta a chi si trova oggi alla vigilia di
una tornata elettorale conservando vivo il ricordo dell'identica situazione in
cui si trovò l'Italia sessant'anni fa, sempre in aprile e, per la precisione,
il giorno diciotto, quasi come è, ora, per noi. Va da sé che scatta
immediatamente, a questo punto, il desiderio di porre le due vicende a
confronto, sia per la curiosità intellettuale che sta sempre in agguato in noi,
sia perché si intuisce immediatamente che sarà raffinato il piacere - ancora
intellettuale - di constatare l'abisso che ci separa da quei giorni, a motivo
della radicalità delle trasformazioni che si sono abbattute su di noi lungo
l'arco dei sei decenni trascorsi. Quando si evocano vicende del passato,
soprattutto di fronte ai giovani, si corre il rischio di volere infliggere agli
sventurati ascoltatori (o lettori) un diluvio di lodi del bel tempo che fu, a
confronto della situazione presente, lacrimevole e oppressa da infiniti guai.
Nessuno ha voglia di cadere in questo tranello antico come il mondo, e non vi
sono dubbi che, ora come allora, ci si trovi in dedali inestricabili e bui. Si
aggiunga anche, se occorre, che ora almeno sappiamo come andarono le cose in
quel frangente storico e dopo di esso, mentre per quel che avverrà nel futuro
che ci attende sembrano più ragionevoli le ansie che la fiducia e la speranza.
Alle elezioni del '48 si aveva l'impressione che tutta l'umanità e noi con essa
si trovasse di fronte a un bivio oltre il quale si delineavano terribili
eventualità. Appena usciti dalla tragedia della guerra e dei lager, si
avvertivano sagome di spettri vaganti, che, infatti, avrebbero poi preso corpo,
in altri parti d'Europa, in eventi ben noti e tristi: libertà violate, muri
della vergogna, carri armati in azione, senza dire del dramma di popoli che, in
altre parti del mondo, diventavano sempre più poveri ed oppressi. Molte cose
sono, poi, mutate ma siamo ben lungi dall'aver realizzato una vera civiltà.
Venendo ai nostri giorni, alla diletta Italia e alle sue "amate
sponde", abbiamo di fronte un quadro che non sembra in grado di infondere
sentimenti di grande consolazione. I guai sono senza numero e, ad
impressionare, non è tanto la loro esistenza o la loro portata, ma quanto c'è
in essi di incomprensibile e di inspiegabile, o, peggio, la sensazione che -
comandi Tizio o comandi Caio - tutto resterà senza soluzione, sempre
aggrovigliato, avvolto in chiacchiere infinite e in continui rimandi di
responsabilità. Ciò nasce da un male oscuro che sembra tipico dell'"itala
gente dalle molte vite", che - certo - non manca di doni e di qualità
eccellenti, ma che non riesce ahimè, a sentirsi veramente un popolo, restando
sempre e irrimediabilmente un agglomerato di cinquanta milioni di casi unici.
La definizione viene dalla fulminante genialità di Beppe Severgnini, ma, per il
fatto di essere vera, non riesce a diventare fonte di consolazione. Ci rende, al
più, consapevoli di un fatto curioso e singolare. Sarebbe proprio la nostra
creatività imprevedibile e individualista a creare quelle faccende tipicamente
italiche di cui tutti siamo, a un tempo, spettatori e autori, senza troppi
diritti di prorompere in lacrime, perché sarebbe un piangersi addosso. Dovremo,
allora, rassegnarci senza scampo allo sfaldarsi dell'Alitalia, al persistere di
montagne di rifiuti, ai labirinti kafkiani della burocrazia, alle promesse mille volte
fatte e mai mantenute, ai treni in perenne ritardo e a quant'altro potrebbe
inserirsi in questo elenco così splendido e confortante? In questi giorni ci
hanno detto che tutto muterà. Sarà vero? La sentenza possa essere data da noi,
senza disturbare troppo i posteri. Anche per loro, infatti, essa sarebbe
ardua.
( da "Trentino" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Categorie economiche
senza passione: "La vera paura è quella di un pareggio" Industriali,
artigiani e commercianti convinti che il vero appuntamento con le urne sia
quello fissato il prossimo autunno TRENTO. Difficile trovare la passione in
questa campagna elettorale. Si vota per dovere civico e per sentimento
d'appartenenza, ma la tentazione di saltare il turno è forte. Tanto, comunque
vada, cambierà ben poco se prima non si cancella questo "porcellum"
elettorale e mettendo mano ad un paio delle riforme di cui si parla (si parla,
appunto) da anni. Sono questi i ragionamenti prevalenti tra gli imprenditori.
Anche a prescindere dalle loro collocazioni politiche. Altro che passione: i
sentimenti prevalenti sono la forte preoccupazione per l'economia e la scarsa
fiducia nel futuro. Una combinazione pericolosa. Quando si sa che lo sviluppo
non solo dell'economia, ma di tutta la società si regge sulla fiducia. Che,
quando non c'è, bisogna darsela. Perciò non sorprende se gli imprenditori della
provincia di Trento più che al voto di domani e lunedì - il cui esito, è ovvio,
peserà - pensano già alle elezioni del consiglio provinciale, fissate in
ottobre. Localismo? No, ma c'è la sensazione, netta e fondata, che i simboli ed
i candidati che sceglieranno in autunno peseranno concretamente sul futuro
prossimo. Cosa che, invece, non si può dire di queste elezioni politiche con
una campagna elettorale che ha pensato più alla commedia - tra cavalieri
verticali e candidate orizzontali, certificati di sanità mentale, cordate aeree
e riesumazioni di improbabili comunisti - che al Paese, il nostro, in coda alla
produttività, un Pil 2008 stimato (se va bene) allo 0,3%, con i salari più
bassi d'Europa ed il costo del lavoro più alto. Di questo s'è parlato poco,
troppo poco. Se c'è poca passione, dunque, la reazione è salutare. Ma senza
fiducia non si va avanti. E perciò fanno bene il loro mestiere gli imprenditori
trentini quando, pur pensando all'autunno, dicono che dal nuovo governo si
attendono anzitutto la nuova legge elettorale e poi gli investimenti nelle
infrastrutture, l'alleggerimento della pressione fiscale, il taglio della spesa
pubblica improduttiva. Sono i punti che si trovano nei documenti
confindustriali di Luca Cordero di Montezemolo, in quello della Confcommercio
di Carlo Sangalli, di Confartigianato, di tutti insomma. Innovazione,
internazionalizzazione, fisco e flessibilità contrattuale sono i nodi che
Ilaria Vescovi, presidente di Confindustria Trento, ha da tempo messo al centro
del suo mandato, temi che naturalmente sono anche al centro dei documenti di
viale dell'Astronomia. Del voto di domani si è inevitabilmente parlato nelle
assemblee comprensoriali in svolgimento in questi giorni, "ma con
l'attenzione già rivolta all'appuntamento delle provinciali d'autunno"
conferma Fabio Ramus, direttore generale di Palazzo Stella. Le ragioni sono
quelle comuni a tutto il mondo delle imprese: ci si appassiona per una partita
nella quale la propria scelta pesa, non per un voto condizionato da una pessima
legge elettorale con la prospettiva che si riproponga una situazione di
governabilità debole, se non di paralisi. Chi andrà a votare, insomma, lo farà
senza grandi speranze di cambiare una situazione "confusa", così la
definisce Ramus, e con la mente proiettata già alle provinciali. E' per quell'appuntamento
che si elaboreranno documenti, si definiranno richieste, si porranno obiettivi.
Domani si voterà con la sola speranza che qualcosa cambi e tra un anno non si
debba tornare alle urne. "Abbiamo fatto una seria analisi sulle
prospettive" confida Dario Denicolò, presidente dell'Associazione
Artigiani "lo scenario economico è molto preoccupante. Nei prossimi anni
dovremo combattere contro un fisco che ci mette fuori mercato, con le banche
prese dalla tempesta dei subprime e aziende che chiudono, anche in regione:
dalla Dupont all'Ati. Una situazione difficile. E la politica nazionale non
sembra capace di elaborare proposte adeguate. Perciò, che dire? Ognuno voterà
più per abitudine, difficilmente per scegliere un programma ben definito che
non c'è. Poi, è vero, ci sono autorevoli rappresentanti di Confartigianato in
lista: il presidente dei Giovani, Maurizio Del Tenno, che si è presentato in
Trentino e, nella sua regione, il presidente veneto Vendemmiano Sartor.
Entrambi per il centro destra, come gli industriali Colaninno e Calearo nel
centro sinistra. Ma al di là degli schieramenti, a noi stanno a cuore i
risultati. Le emergenze le conosciamo: defiscalizzazione,
meno burocrazia e,
recuperando risorse con un taglio deciso ai costi della politica, un forte
sostegno alle piccole e medie imprese. Temi che abbiamo già rappresentato al
presidente Dellai e per i quali, in vista delle elezioni provinciali,
elaboreremo una proposta. Quanto al voto di domani il nostro timore più
grande è che finisca in patta, magari con un inciucio. Se sarà così non avrà
vinto nessuno, avremo perso tutti. E il Trentino vedrà in pericolo la propria
autonomia". "Queste elezioni appassionano poco. Non si ragiona molto
sui programmi, i candidati sono blindati dalle segreterie politiche, l'economia
non dà segni di ripresa. C'è grande preoccupazione" sintetizza Gianni
Bort, presidente dell'Unione commercio. Nella Confcommercio trentina, come
nelle altre associazioni imprenditoriali, convivono molte anime politiche, ma
"dopo cinque anni di governo Berlusconi che hanno fatto poco e due anni di
governo Prodi che ha combinato ancor meno" la scarsa fiducia che questo
voto produca un cambiamento è diffusa. "Le nostre posizioni le abbiano
illustrate qualche settimana fa nell'incontro di Cernobbio: riduzione della
spesa pubblica, sostegno della domanda interna e vere liberalizzazioni"
ricorda Bort "personalmente credo che varrebbe la pena impegnarsi in una
battaglia non per il ritorno alle preferenze ed al proporzionale, bensì per il
sistema uninominale secco ovunque: così le candidature torneranno a contare
qualcosa". E i pensieri di Via Solteri sono già proiettati verso
l'autunno, come quello degli albergatori dell'Asat che stanno già preparando un
"decalogo" per i candidati provinciali. Dal voto di domani e lunedì,
dunque, non si attendono svolte. Ci si augura solo che consenta - almeno - di
cambiare la legge elettorale e creare le premesse per qualche riforma. E' già
qualcosa, per non cedere alla tentazione, forte, di non votare. La battaglia vera
per gli imprenditori sarà in autunno. (r.c.c.).
( da "Corriere delle Alpi" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Da Lamon e
Schievenin c'è chi scommette sul rilancio del settore CRISTIAN ARBOIT LAMON.
Una mamma, un disgaggista, un ventenne e un ex operaio Zanussi. In comune
l'amore per la terra e per la vita all'aria aperta. Una passione così forte da
averli spinti a scommettere sulla tanto bistrattata agricoltura di montagna.
Chi a Lamon e dintorni, chi invece a Schievenin. Tutti hanno aperto di recente
una partita Iva e sperano in un rilancio del settore primario feltrino, aiutati
da un lato dal nuovo piano di sviluppo rurale e dall'altro dalla presenza di
soggetti forti e credibili, come il consorzio di tutela del fagiolo igp di
Lamon. Quattro storie diverse, un obiettivo comune. Vent'anni, idee chiare. Più
lamonese di un lamonese. Luca Cuffaro, vent'anni e figlio del maresciallo della
caserma di Lamon, vive sull'altopiano da dodici anni. Il suo sogno? Espandere
l'attività agricola di cui è titolare. Già, perchè a vent'anni Luca è
imprenditore agricolo a titolo principale, come lui stesso scandisce a chiare
lettere. E con giusto orgoglio. "Ho un'azienda da due anni, adesso voglio
fare il salto di qualità", dice. "Ho dei campi a Lamon e a Ciess. In
alcuni sfalcio, in altri coltivo il fagiolo", racconta in attesa di
concretizzare il suo progetto di vita, insediare una stalla di vacche da
gestire accanto al fratello quindicenne. "Anche lui è appasionato come
me". Da hobby a lavoro. Si è reinventato una vita e un lavoro a 47 anni,
età solitamente fatta di conferme e sicurezze. Bruno Gaio da operaio della
Zanussi si è "trasformato" in agricoltore a tempo pieno. E questo,
senza rimpianti. "Era da un po' che ci pensavo. Ho sempre lavorato nei
campi, ma per hobby", afferma l'uomo. L'azienda esiste dall'ottobre del
2007 e adesso si cominciano a vedere i primi frutti. In tutti i sensi. Gaio ha
a disposizione dieci ettari, alcuni di sua proprietà, altri ottenuti mediante
la sottoscrizione di contratti agrari. "Buona parte però sono in
pendenza", dice. L'arinese punterà sulla diversificazione del prodotto e
la sua stagionalità. "Ho anche cavalli e asini", la sottolineatura. Più che la pendenza però il suo cruccio è la burocrazia, "antipatia" che lo
accomuna agli altri tre suoi colleghi di ventura. Indispensabile in questi casi
l'aiuto del consorzio di tutela, delle associazioni di categoria e del nuovo
ufficio Psr del comune di Lamon. "Sono molto utili soprattutto per chi ha
sempre svolto un lavoro dipendente". Dalla roccia alle terra.
"Prima ero io ad aiutare mio padre, adesso è lui che aiuta me". Punta
sul ricambio generazionale Daniele Facen, altro lamonese di 37 anni e fino a
poco tempo fa disgaggista. Agricoltore "full-time" da meno di un
mese, Daniele già si sbilancia sulla produzione attesa per la stagione 2008.
"Spero di arrivare almeno a otto quintali di fagiolo secco. Se il tempo mi
aiuta...". "La scintilla che mi ha spinto a scommettere sulla terra è
stato l'aumento delle giornate lavorative che la Regione ha riconosciuto ai
coltivatori di fagiolo", spiega con l'aria di chi vuole guardarsi attorno:
"Mi specializzerò in ortofrutta e nella vendita diretta". Rilancio
per Schievenin. "Con due figli di uno e di tre anni faticavo a trovare
lavoro, così ho deciso di rispolverare la mia grande passione". A parlare
è la trentenne Cristina Dalla Rosa, querese doc e residente in Valle di Schievenin.
"Voglio valorizzare la mia terra e far crescere i miei bambini all'aria
aperta", dice. Ad aiutarla ci sarà il marito Mirko. Cristina, diplomata in
enologia, comincerà dai fagioli e dalle erbe officinali per arrivare al suo
principale obiettivo: "Aprire un bed and breakfast e una fattoria
didattica".
( da "Corriere delle Alpi" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
GIANFRANCO PASQUINO
Quando le idee sono poche e neppure innovative e le proposte, salvo piccole
variazioni, si assomigliano, non resta che guardare alle personalità dei
candidati alla carica di premier. Da un lato, giunto alla sua quinta campagna
elettorale, con due vittorie e due sconfitte, peraltro occasionali, a riprova
di una notevole tenacia, si trova un uomo relativamente anziano, Silvio
Berlusconi, le cui precedenti esperienze di governo non sono sicuramente state
entusiasmanti e che, effettivamente, non ha più la capacità di mobilitare le
folle. Tuttavia, il suo elettorato non sembra intaccato o smarrito. Alcune
scelte del passato, come le leggi ad suam personam, per salvarsi dalle inchieste
della magistratura, quella sul sistema radiotelevisivo, per salvare la sua
maggiore fonte di ingente reddito, quella, un deplorevole trucchetto, sul suo
gigantesco conflitto di interessi, nonché le riforme costituzionali in spregio
della Costituzione, suggeriscono che Berlusconi è tuttora "inadatto a
governare" (nella famosa, e ripetuta, espressione dell
"Economist"). Se vincesse, inoltre, insofferente come è di ogni
regola, finirebbe anche, alle prime inevitabili critiche della Commissione
Europea per la sua disinvolta gestione dell'economia, per relegare l'Italia ai
margini dell'Unione Europea, per farne un partner di serie B senza più la
possibilità di trovare e vantare sponde né in Bush né in Putin. Dall'altro, si
trova un uomo di mezz'età, in politica da più di trent'anni, nelle istituzioni
da una ventina d'anni, che, però, conosce le regole costituzionali e le
rispetta e il cui interesse politico, ma anche ideale, consiste nell'arduo
compito di fare dell'Italia un paese almeno decente. Se Veltroni vince,
rafforzerà il suo controllo sul Partito Democratico. Potrà dettare le
condizioni di qualsivoglia alleanza o convergenza sia alla Sinistra Arcobaleno
sia all'Unione di Centro di Casini. Attuerà politiche caute e graduali.
Qualcuno può anche pensare che saranno politiche poco incisive, ma conterà la
prova dei fatti e delle conseguenze. Sicuramente, Veltroni lascerà spazio
politico alle forze sociali e tenterà di fare funzionare meglio il sistema
politico (poco, purtroppo, abbiamo sentito sulla burocrazia). Questi sono, comunque, i
messaggi che le personalità dei due candidati hanno voluto, più o meno,
consapevolmente, forse in maniera un po' noiosa, inviare all'elettorato
italiano. Berlusconi vi ha aggiunto le critiche al governo Prodi che Veltroni
ha difeso alquanto blandamente. Anche se liberato dall'impaccio che
Casini gli causava, Berlusconi non potrà andare molto oltre politiche già
sperimentate ma, soprattutto, sostenute e volute dal suo principale alleato di
riferimento: la Lega di Bossi. Non a caso, Fini è molto spesso rimasto sullo
sfondo della campagna elettorale. I margini di manovra di Veltroni appaiono
almeno in linea di principio più ampi, ma certo non hanno trovato una
traduzione eccitante nella sua campagna elettorale. Esito a sostenere che i due
maggiori candidati siano espressione chiusa di due paesi diversi che si
confrontano e si scontrano, ma sento che con Veltroni si correrebbero meno
rischi e si potrebbe persino avere qualche gradevole sorpresa.
( da "Italia Oggi (Agricoltura Oggi)" del
12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Aiuti alle Imprese Numero 088, pag. 30 del
12/4/2008 Autore: Andrea Settefonti Visualizza la pagina in PDF
Troppa burocrazia per il piano del Chianti Troppi
adempimenti, troppa burocrazia e tempi troppo stretti
per la realizzazione dei progetti. Il Piano di sviluppo rurale del Chianti
offre opportunità di finanziamenti alle imprese del territorio, ma presenta
troppe criticità. I limiti del Psr sono emersi in settimana nel corso di un
convegno in cui è stato presentato il piano a San Casciano Val di Pesa. Si
tratta di uno strumento che fa leva sulla multifunzionalità dell'azienda
agricola e pone al centro le agrienergie per sviluppare, a fianco della
consolidata produzione vitivinicola locale, lo sviluppo delle imprese agricole
che operano nell'area Chianti. Il Psr entra adesso, se pur con ritardo di oltre
un anno a causa della Commissione Ue rispetto all'approvazione del 2006 da
parte della Regione Toscana, nella sua fase operativa ed è un piano con un
regolamento molto più essenziale e dove mancano condizioni e indicazioni di
dettaglio. Complessivamente, sono previste misure per ammodernare le imprese
agricole e migliorarne la competitività per circa 8,8 milioni di euro (3,5 per
la sola comunità montana), 6,8 dei quali disponibili. L'iniziativa ha voluto
spiegare i contenuti dei bandi per le opportunità di finanziamento in settori
tradizionalmente non propri dell'azienda agricola, come quello dei servizi e
della produzione di energie rinnovabili. A questo proposito il direttore della
Banca del Chianti fiorentino, Andrea Bianchi, che ospitava l'iniziativa, ha
voluto sottolineare come la missione dall'istituto di credito chiantigiano sia
di sostenere lo sviluppo del territorio e tra questi, settore imprescindibile,
è l'agricoltura con agriturismo e agroalimentare. La banca ha promosso
pacchetti dedicati proprio alle energie rinnovabili, al recupero del territorio
e alla certificazione di olio dop. Tra gli aspetti negativi sono stati messi in
evidenza i tempi ristretti per le realizzazione delle opere, solo 12 mesi dalla
presentazione della domanda, soprattutto se si pensano alle lunghe attese
dovute a una burocrazia che impone l'autorizzazione di
Regione e Provincia e che quindi rischia di far slittare l'inizio dei lavori.
Il Piano di sviluppo prevede interventi in particolare per la sicurezza sul
lavoro e per il miglioramento ambientale, sia attraverso il risparmio
energetico, sia con la produzione di energia per uso aziendale (biogas,
biomasse, solare ed eolico) e sia con il miglioramento fondiario con impianti
irrigui ad alta efficienza. Previsti anche contributi per il miglioramento
della qualità delle produzioni agricole e dell'igiene e benessere degli
animali.
( da "Provincia di Cremona, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione di Sabato
12 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl Il caso. Dopo le elezioni. Un avvocato
con i commercianti Piazza Marconi Il cantiere riparte di Giuseppe Bruschi
Piazza Marconi: il cantiere, fermo dalla partenza degli archeologi, ripartirà
dopo le elezioni. Parola di Daniele Soregaroli, assessore comunale ai lavori
pubblici. Ma non si tratta, precisa subito, dell'ennensima promessa (aveva
dichiarato che i 'muratori' sarebbero arrivato già lo scorso 27 marzo) ma di
certezze. Che derivano, insiste ancora Soregaroli, dai 'contatti' che ha avuto
nelle ultime ore con la Soprintendenza ai beni archeologici di Milano,
attualmente diretta, ad interim, da Luigi Malnati che dovrebbe appunto lasciare
il posto ad Umberto Spigo, direttore del museo archeologico delle Eolie. Ebbene
Soregaroli ha avuto assicurazione che la prossima settimana tornerà Linn Passi
Pitcher che dovrà 'sovrintendere' alla rimozione dei muri che si trovano
davanti al palazzo dell'arte. In termini tecnici si chiama 'asportazione' e
deve essere fatta con le dovute attenzioni. L'operazione, indispensabile per
poter proseguire nella realizazzione dell'autosilo interrato, richiede
particolare attenzione, anche perchè i muri non verranno gettati in discarica,
ma 'musealizzati'. Saranno cioè conservati e collocati nel museo archeologico
che l'Amministrazione Comunale intende creare a San Lorenzo. Ovviamente anche i
giganteschi cumuli di terra che da settimane sono dimenticati da tutti,
verranno rimossi. Per Soregaorli, dunque, le giuste e legittime preoccupazioni
dei commercianti della zona dovrebbero finire e l'anno prossimo l'autosilo
potrebbe essere inaugurato (il mandato dell'attuale sindaco Corada scade
appunto nel 2009). Compresa la 'nuova piazza' che avrà una parte destinata al
mercato ed una che invece servirà ad attività sportive, ricreative, culturali
ed anche gastronomiche. Anche se il progetto deve essere perfezionato.
Soprattutto per quanto riguarda i servizi ed entrate ed uscite dal parcheggio
sotteraneo. In attesa che muratori e ruspe entrino in azione, i commercianti
della piazza, quelli che hanno tenuto duro e resistito al vistoso calo di
affare di cui sono stati vittime in questi anni, hanno deciso di rivolgersi ad
un avvocato per capire se sia possibile chiedere i danni al Comune. Gli
operatori economici contestano, oltre al ritardo, anche alcuni problemi
'edilizi' nei loro negozi e nelle abitazioni. La lettere è arrivata a
destinazione. Lo dice Soregaroli:"Abbiamo ricevuto la nota dell'avvocato
Isabella Cantalupo che segnala, tra l'altro, alcuni danni provocati durante gli
scavi dei mesi scorsi. Con il sindaco abbiamo valutato il tutto ed abbiamo
incaricato i nostri tecnici per fare le necessarie verifiche. Ovviamente se
saranno accertate responsabilità dell'impresa, provvederà l'assicurazione a
pagarli. Per quanto riguarda il cantiere, ricordo che si
tratta di un intervento di pubblica utilità, quindi non si può fare marcia
indietro. Ma il nostro impegno ad accellerare l'intervento è continuo e
costante. Anche se talvolta la burocrazia ci mette ulteriori ostacoli".
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del
12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
SENIGALLIA pag. 19
FORTE il richiamo del Comitato Unitario Apindustria-Cna-Confesercenti a porre
rea... FORTE il richiamo del Comitato Unitario Apindustria-Cna-Confesercenti a
porre reale attenzione alle esigenze delle piccole imprese anche dopo la
tornata elettorale. Le pmi sono la parte più consistente dell'elettorato. Ma
non ci sono solo prima del voto. Ci sono soprattutto dopo. Questo, con una
certa forza, è stato ribadito dal Comitato Unitario
Apindustria-Cna-Confesercenti della Provincia che in una tavola rotonda, di
fronte ad una platea di imprenditori al S.Rocco si è confrontato con alcuni dei
candidati a Camera e Senato degli schieramenti più rappresentativi: Ignazio
Abrignani del Popolo della Libertà, Massimo Vannucci del Partito Democratico,
Umberto Morgante dell'Unione di Centro e Roberto Vallasciani di Sinistra
Arcobaleno. "Chiunque sarà a presiedere il prossimo governo ? ha detto con
impeto il coordinatore del Comitato Otello Gregorini ? dovrà ricordarsi che le
pmi non sono solo fonte di voti, sono l'ossatura economica dell'intero paese.
Se crollano loro, va in crisi il paese. E il rischio è tangibile se la politica
si concentra solo sulle grandi imprese". "Il fisco? ? ha continuato
Gregorini ? Non ci è andato bene né quello di Prodi né quello di Berlusconi.
Uno le ha aumentate troppo, l'altro ha fatto solo condoni". TRA LE
priorità indicate dalle pmi per liberare e sviluppare le energie del paese,
soprattutto i temi della sicurezza e legalità, costi della politica,
infrastrutture e sostegno alle pmi. "Basta con la burocrazia ? ha spiegato il presidente
del Comitato Claudio Albonetti ? le lungaggini burocratiche sono un colossale
ostacolo alla corretta vita delle imprese. Troppi i parlamentari, troppi gli
enti inutili". E sul tema della sicurezza e della legalità, Albonetti ha
fatto cenno alla grande criminalità organizzata che "governa 1/3
del paese. Un fatto che getta storico discredito alla nazione, mina alle
fondamenta la possibilità della stessa di crescere e di competere con gli altri
paesi più industrializzati".
( da "Mattino di Padova, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Regione Elisabetta
Casellati: "Immigrati privilegiati" PADOVA. Cancellare i privilegi
che favoriscono gli immigrati, rispetto ai cittadini italiani. Partirà con un
"censimento" la nuova legislatura di Maria Elisabetta Alberti
Casellati (nella foto), avvocato padovano nonché senatrice del Pdl, terza in
lista al Senato e quindi certa di essere rieletta, comunque vada. "Trovo
incredibile che agli immigrati venga dato del denaro, ad esempio per il
ricongiungimento familiare - sostiene la senatrice Casellati - questa normativa
nuoce agli italiani. Ecco perché intendo fare un censimento di tutte le leggi
che avvantaggiano gli extracomunitari per abrogarle". Se il Pdl dovesse
vincere, per lei - una delle donne più rappresentative di Forza Italia, ormai
alla quarta legislatura - si parla già di un sottosegretariato importante, come
quello alla Sanità, ricoperto fino al 2006 nel governo Berlusconi:
"Intanto vinciamo - sostiene - poi vediamo. Le ambizioni crescono con i
risultati e ovviamente mi piacerebbe proseguire con la sanità, a partire dalle
liste d'attesa. Ho in ballo un progetto di riorganizzazione complessiva di
bilanciamento tra il territorio e l'ospedale. Ma c'è molto da fare". Tra
le "cose da sistemare", i bilanci familiari e la burocrazia. "A Camere chiuse sono
stati presi un sacco di provvedimenti assurdi: ad esempio l'obbligo per il
lavoratore di presentare il certificato di licenziamento al Comune o al
ministero del Lavoro o, ancora, il certificato di messa a norma degli impianti
nel trasferimento degli immobili - prosegue - pensiamo cosa significherebbe per
Venezia". Ci sono poi le richieste della gente: "Per strada mi
chiedono conto della sicurezza - aggiunge - bisogna tornare a regolamentare i
flussi, recuperando quella legalità smarrita negli ultimi due anni. Il
federalismo: la gente è stanca di essere virtuosa e non vedere i frutti delle
proprie risorse. E poi c'è il problema delle tasse che hanno fiaccato le
categorie più deboli. Gli operai e le persone a reddito basso guardano a noi,
fiduciosi che riusciamo a far ripartire l'economia e ridistribuire il
reddito". Infine un commento sulle donne in politica: "In generale,
il problema è che la donna si è evoluta con velocità maggiore di quanto non
abbiano fatto l'uomo e la società - conclude - ma finalmente in questa tornata
elettorale possiamo contare su uno spazio più ampio, a partire da
posizionamenti più alti in lista". (s.zan.).
( da "Unita, L'" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stai consultando l'edizione
del Finocchiaro: "Il cambiamento sono io" La candidata Pd: "Agli
indecisi dico: esercitate la vostra libertà, facciamo la Sicilia del
futuro" di Maria Zegarelli inviata a Modica "NON POTEVA ESSERE CHE
QUI. Chiudere qui la campagna elettorale, dove sono nata, a Modica". Corso
Umberto I è pieno di gente, ci sono le bandiere Pd, Sinistra l'Arcobaleno, Idv.
"Anna presidente" grida la folla. Modica, nel ragusano, 57mila abi-
tanti, gioielli barocchi sparsi con sapienza tra la cittadina Alta e quella Bassa,
viuzze e piazze portate nelle case di tutta Italia grazie a Salvo Montalbano,
il commissario tratteggiato dalla penna di Andrea Camilleri e interpretato da
Luca Zingaretti che chiude la campagna elettorale della senatrice pd candita al
governo della Sicilia. "Qualcuno potrebbe dire che sono qui perché conosco
Anna, la sua passione, la sua onestà - inizia Zingaretti che solo due ore prima
era davanti al Duomo di San Giorgio a girare una scena de La vampa d'agosto nei
panni di Montalbano -, il suo sguardo limpido di cui la Sicilia e il Paese
hanno bisogno, il suo coraggio per sfidare gruppi politici e di potere in una
regione in cui le destre sono forti. E ci vuole coraggio. Ma non sono venuto
qui per questo". È venuto, spiega ai suoi fans in adorazione sotto il
palco, per sperare "da siciliano e modicano doc che con Anna la Sicilia
possa cambiare, aprire a una svolta epocale. Viva Anna", urla invitando ad
accoglierla con uno "scatafascio di applausi". Ed è scatafascio di
applausi, nel paese che una volta era "rosso" e oggi è tutto Mpa, Pdl
e Udc: i loro manifesti elettorali stanno attaccati ovunque. Una guerra contro
le affissioni legali. Anna Finocchiaro è nata in via Garibaldi e ci è rimasta
fino all'età di otto anni. "Qui la chiamiamo la spacchiona. Sa cosa vuol
dire a Modica? - spiega Maria Monistero - che è una che non ha paura di
nessuno, che non si ferma e combatte. Noi la votiamo per questo, anche se siamo
una famiglia di destra votiamo Anna". "Il cambiamento è già qui -
dice la capogruppo Pd, giacca rossa, scarpe in tono, bella e impeccabile come
sempre - voi ci dovete credere. Loro sono vecchi, Lombardo è culturalmente e
politicamente vecchio. Rappresenta il pre-moderno. Hanno parlato di fucili e
celebrato come eroe una persona condannata all'ergastolo. La Sicilia ha invece
i suoi eroi veri. Ci vuole una politica libera. Noi siamo liberi. Non abbiamo
fatto patti con nessuno, non mandiamo messaggi a nessuno. E agli indecisi,
ancora tanti, dico: esercitate la vostra libertà. Noi possiamo farlo il cambiamento.
Riconsegnamo insieme la Sicilia al futuro". Cita i nomi degli eroi veri
della Sicilia, Falcone, Borsellino, Dalla Chiesa... La Sicilia che vuole la
legalità e combatte la mafia applaude e sembra non smettere più. Lei parla e si
commuove. "Abbiamo cercato uomini nuovi - in mezzo a fiori rossi, bianchi
e verdi - prodotto programmi fattivi, reali, segnati con scadenze per dire che
è possibile trasformare questa Sicilia. Stiamo lavorando sul serio".
Sviluppo, burocrazia efficiente,
imprese "buone", meritocrazia, abolizione degli enti inutili e del
parassitismo della politica, l'autonomia intesa come autorevolezza e buon
governo. Intanto le agenzia di stampa si rincorrono nelle previsioni. Tutto
deciso in Sicilia, dicono, 16 parlamentari al Pdl e dieci al Pd. A
Palermo davanti al cancello della sede elettorale di Antonello Antinoro,
candidato Udc, arriva una testa di capretto. La mafia non smette di parlare
neanche in campagna elettorale. "Noi la possiamo sconfiggere la
mafia", ripete Finocchiaro. "Il vento si è alzato e ci spinge verso
il futuro, mentre il "continuismo" Cuffaro-Lombardo finirà: "si
sono sentiti gli onnipotenti della politica teorica, ma hanno dimenticato
Gramsci, il quale diceva che le classi politiche vincono se entrano nel cuore
di chi li ascolta". Ad ascoltarla sul balcone di un bella ed elegante casa
modicana c'è la sua maestra delle elementari, Maria Teresa Garofano, che ancora
oggi conserva il quaderno della prima elementare di "Annuzza".
"È una donna in gamba, ma non so se la Sicilia è pronta a cogliere questo
messaggio così forte di cambiamento - dice dall'alto dei suoi 87 anni -. Il
fatto è che qui se non si spezza la logica del clientelismo vincono sempre
loro, quelli lì. Ad Anna dieci voti le darei se potessi, perché la sua terra ha
bisogno di lei".
( da "Repubblica, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina V - Torino Il
Pd punta su Della Pepa Coda divide il centrodestra SARA STRIPPOLI Sei
candidati, molte anomalie e una probabile vittoria, già al primo turno, per il
candidato del Pd Carlo Della Pepa. Così Ivrea, capoluogo dell'eporediese che
conta 4 mila abitanti, si appresta ad andare alle urne per eleggere il
successore di Francesco Grujiela, diessino nato a Milano nel 1939, al suo
secondo mandato. Il candidato della coalizione di centrodestra, Pio Coda, non è
affatto rassegnato: "Partiamo da una situazione difficile (cinque anni fa
la partita si era chiusa con il centrosinistra che è andato oltre il 60 per
cento), ma confidiamo che la popolazione abbia capito che è tempo di
cambiare". Avvocato, 63 anni, spiega: "Dopo 35 anni di governo di
centrosinistra c'è bisogno di virare, la città si sta ingrigendo. Non hanno
difeso le strutture lavorative e non hanno dato alcun impulso né al lavoro e
neppure al turismo". Le priorità del centrodestra: riqualificare i
monumenti di Ivrea per dare slancio al turismo. In secondo luogo, le condizioni
dell'ospedale cittadino che non può più rispondere alle necessità della
popolazione pur avendo personale all'altezza della situazione. Poi ancora
viabilità e sicurezza". Il partito di Veltroni punta su Carlo Della Pepa,
ex-capogruppo dei Ds e del Pd. Con lui anche i Socialisti, l'Italia dei Valori,
i Moderati e una lista civica. Alla vigilia del voto il candidato del
centrosinistra è su posizioni scaramantiche: "è diritto dei cittadini
esprimere il loro voto, ma è indubbio che in questi giorni abbiamo ottenuto
molti riscontri positivi". Questa campagna elettorale, dice ancora, è
stata molto interessante "ci ha permesso di conoscere la ricchezza del
territorio di Ivrea: iniziative imprenditoriali innovative, una presenza significativa
di associazioni e di attività culturali. Il nostro obiettivo è coinvolgere
tutte queste energie e intelligenze che lavorano in città e per la città".
Le sfide sono tante: snellire le burocrazie, promuovere lo
sviluppo, mantenere la qualità dei servizi sanitari e possibilmente
migliorarli: ospedale e poliambulatorio. Numerose le anomalie della situazione
eporediese. La Sinistra Arcobaleno schiera come candidato sindaco l'assessore
provinciale alle politiche sociali e vicesindaco di Ivrea Salvatore Rao,
che ha preso il posto di Eleonora Artesio, passata alla sanità regionale.
L'ex-coordinatore di Sinistra democratica ed ex-parlamentare diessino e
dirigente Olivetti Giorgio Panattoni si è dimesso dalla sua carica e ha sfidato
i suoi dando indicazioni di voto per il candidato del Partito democratico. In
quanto a frammentazioni, il centrodestra sta ancora peggio. La coalizione del
Pdl, nata da dinamiche tutte locali che contrastano con le indicazioni
nazionali, comprende l'Udc e due liste civiche "Uniti per la
comunità" e "Con Pio Coda per cambiare". La Lega nord invece sta
fuori con la lista dei Pensionati e presenta Alessandro Giglio Vigna,
rappresentante dei giovani padani. Se ancora non bastasse, il quadro è
ulteriormente complicato dal fatto che il capogruppo storico del partito di
Bossi, Maria Laura Pescatori, ex-consigliera, non tifa per il candidato del
Carroccio ma è dentro una delle due liste civiche che appoggiano Pio Coda. La
Destra schiera Giovanni Giulio Conti; Alberto Tognoli, ex-consigliere di An, è
il candidato della Lista dei cittadini. La campagna elettorale, si borbotta ad
Ivrea, si è forse occupata più di elezioni politiche di quanto abbia fatto
sugli argomenti di carattere territoriale. Tra i temi posti nel dibattito
locale ci sono le infrastrutture: primo fra tutte il traforo di Montenavale,
progetto in discussione da più di dieci anni, sul quale la Provincia sta
facendo approfondimenti. Altro punto i collegamenti ferroviari. Molto vivace è
stato il dibattito sui temi ambientali, in particolare sulle energie
rinnovabili.
( da "Nuova Sardegna, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Prima
Pagina Imprese, sportello unico per battere la burocrazia CAGLIARI.
Venti giorni per aprire un'impresa. Grazie all'autocertificazione che
l'aspirante imprenditore potrà presentare in uno dei 53 sportelli unici delle
attività produttive (Suap) o direttamente on line sul sito www.sardegnasuap.it. La Regione effettuerà i
controlli, in assenza di problemi il progetto può partire. La delibera della
giunta regionale è stata presentata ieri dal presidente Soru. BUA a pagina 10.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Tra hostess col
foulard azzurro e striscioni pittoreschi il popolo della Cdl incita i suoi candidati
E in duemila chiedono: "Mandateli a casa" UDINE C'è anche "La
leggenda del Piave", un canto alpino, per Enzo Cainero e la truppa di
centrodestra che si rinvigorisce anche se Silvio Berlusconi è solo evocato, che
sembra crederci, si abbraccia, dice: "Vinceremo". Giulio Tremonti non
dimentica una virgola su Walter Veltroni ma non apre una parentesi, nemmeno
piccola, su Renzo Tondo? "Non importa. E' andata bene, benissimo -
assicura Roberto Menia -: Tremonti è sempre più un uomo di destra". Da
Trieste arrivano anche Roberto Antonione, Giulio Camber e Roberto Dipiazza. Da
Gorizia Ettore Romoli, da Pordenone Isidoro Gottardo e Manlio Contento. A Udine
trovano Edi Snaidero, Ferruccio Saro, Vanni Lenna, Alessandro Colautti, Roberto
Asquini, Massimo Blasoni. C'è Franco Frattini, il capolista alla Camera che ha
parlato tante volte in questi giorni e allora si limita a un "grazie a
tutti". E ci sono i candidati, Tondo, Cainero e Fontanini: hanno il peso
sulle spalle di trasformare l'election day 2008 nel trionfo o nella disfatta
per un centrodestra che difende solo la Provincia di Udine ma deve
riconquistare la Regione dopo 5 anni e il Comune di Udine dopo 10 anni di
Cecotti. E' l'ultimo giorno, c'è solo lo spazio per la sintesi, per l'ultimo
appello, per lo slogan. "Mandateli a casa", dice un aficionado.
"La gente non ne può più della sinistra", riassume un attimo dopo
Gottardo. Che si rivolge a Tremonti, lo chiama già "ministro", gli
ricorda che dovrà "rimettere in moto l'economia del
Paese e strangolare la burocrazia". E poi attacca Illy denunciando, una volta ancora, il voto
disgiunto, "immorale, una presa in giro dei cittadini". E infine
ricorda "l'importanza dei difensori del voto in ogni seggio del Friuli
Venezia Giulia". "Siamo in 2.760", è uno degli striscioni.
Serata all'americana, hostess con foulard azzurro, qualcuna applaude, qualche
altra no. Ren-zo Ren-zo, scandisce il popolo della libertà. Che scrive sui
manifesti "Grazie Silvio", grida "forza Enzo", sventola le
bandiere. E applaude quando Cainero dice: "Sarò il sindaco di questa
città, altro che "politica da osteria" di cui ci accusano gli Honsell
e i Cecotti. La nostra è politica fatta con passione e cuore per cambiare il
volto di Udine, per restituirle un'anima". E riapplaude, la gente del
centrodestra, quando Fontanini prende la parola: "Sarò il presidente della
Provincia di Udine, il cuore della regione". Tremonti chiude, parte l'inno
nazionale, cantano tutti meno Fontanini. Si abbracciano in tanti, Cainero e
Snaidero per primi. E l'imprenditore che avrebbe potuto essere l'anti-Illy e
invece è il leader di Liberidea afferma: "Una bella serata, con un ottimo
Tremonti: un discorso efficace economicamente e politicamente. Chi vincerà?
L'importante è che si riparta con meno tasse". m.b.
( da "Nuova Sardegna, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sassari è morto Uccio
Cherveddu, è stato stroncato da un infarto SASSARI. Stava organizzando altre
manifestazioni per stare vicino alle famiglie che lottano contro la droga. Un
impegno che per Andrea "Uccio" Cherveddu era una sorta di missione. Impegnarsi per il prossimo, combattere la burocrazia. Quante battaglie aveva
combattuto e quante avrebbe ancora voluto combatterne. Ma il suo cuore non ha
retto. Uccio Cherveddu è stato stroncato da un infarto giovedì sera. Aveva 67
anni. Inutile la corsa all'ospedale. Sono rimaste solo le lacrime. Uccio
"Zaibeddu" (cervello in sassarese) come lo chiamavano in tanti
giocando sul suo cognome, era un "sassarese in ciabi" che si era
dedicato al prossimo fondando l'associazione "Voglia di vivere, genitori
in lotta contro la droga", dopo una vita trascorsa con le forbici in mano
a tagliare i capelli nella bottega di barbiere in via Zanfarino, un ritrovo per
conoscere i "ciarameddi" e passare qualche ora in allegria. Di Uccio
resta il ricordo di un uomo sempre disponibile, nella sua bottega i figli
perpetueranno la tradizione, ma lui ci mancherà. (plp).
( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Regione
Tesini: ridurre i costi della burocrazia L'impegno del
presidente del consiglio con gli elettori nel comizio di chiusura La Regione
Friuli Venezia Giulia garantirà l'assistenza sanitaria ai bambini fino a 14
anni figli di extracomunitari non in regola con le norme di soggiorno. Lo ha deliberato oggi la Giunta
regionale nell'ultima riunione dell'esecutivo prima delle elezioni, siglando il
primo accordo regionale attuativo di quello collettivo nazionale per la
disciplina dei rapporti con i medici pediatri di libera scelta. In pratica - ha
spiegato l'assessore regionale alla Salute, Ezio Beltrame - la Giunta ha dato
attuazione a una delibera già approvata il 23 febbraio dello scorso anno,
secondo la quale sono 57 unità i minori di 14 anni presenti in Friuli Venezia
Giulia per cui, ipotizzando cinque visite all'anno per ciascun bambino (quattro
in ambulatorio e una a casa), la spesa complessiva per il Servizio Sanitario
Regionale dovrebbe essere inferiore agli ottomila euro. L'accordo - ha evidenziato
Beltrame - destina anche "importanti risorse per incentivare le forme
associative, l'assunzione dei collaboratori di studio e lo sviluppo delle
collaborazioni attraverso la rete informatica". Inoltre - ha concluso
Beltrame - sempre a favore dei pediatri di libera scelta "l'accordo
prevede incentivi per la copertura delle zone disagiate e disagiatissime".
( da "Provincia Pavese, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'OPINIONE CONTA LA
PERSONALITA' CON WALTER SI RISCHIA MENO GIANFRANCO PASQUINO Quando le idee sono
poche e neppure innovative e le proposte, salvo piccole variazioni, si
assomigliano, non resta che guardare alle personalità dei candidati alla carica
di premier. Da un lato, giunto alla sua quinta campagna elettorale, con due
vittorie e due sconfitte, peraltro occasionali, a riprova di una notevole tenacia,
si trova un uomo relativamente anziano, Silvio Berlusconi, le cui precedenti
esperienze di governo non sono sicuramente state entusiasmanti e che,
effettivamente, non ha più la capacità di mobilitare le folle. Tuttavia, il suo
elettorato non sembra intaccato o smarrito. Alcune scelte del passato, come le
leggi ad suam personam, per salvarsi dalle inchieste della magistratura, quella
sul sistema radiotelevisivo, per salvare la sua maggiore fonte di ingente
reddito, quella, un deplorevole trucchetto, sul suo gigantesco conflitto di
interessi, nonché le riforme costituzionali in spregio della Costituzione,
suggeriscono che Berlusconi è tuttora "inadatto a governare" (nella
famosa, e ripetuta, espressione dell "Economist"). Se vincesse,
inoltre, insofferente come è di ogni regola, finirebbe anche, alle prime
inevitabili critiche della Commissione Europea per la sua disinvolta gestione
dell'economia, per relegare l'Italia ai margini dell'Unione Europea, per farne
un partner di serie B senza più la possibilità di trovare e vantare sponde né
in Bush né in Putin. Dall'altro, si trova un uomo di mezz'età, in politica da
più di trent'anni, nelle istituzioni da una ventina d'anni, che, però, conosce
le regole costituzionali e le rispetta e il cui interesse politico, ma anche
ideale, consiste nell'arduo compito di fare dell'Italia un paese almeno
decente. Se Veltroni vince, rafforzerà il suo controllo sul Partito
Democratico. Potrà dettare le condizioni di qualsivoglia alleanza o convergenza
sia alla Sinistra Arcobaleno sia all'Unione di Centro di Casini. Attuerà
politiche caute e graduali. Qualcuno può anche pensare che saranno politiche
poco incisive, ma conterà la prova dei fatti e delle conseguenze. Sicuramente,
Veltroni lascerà spazio politico alle forze sociali e tenterà di fare
funzionare meglio il sistema politico (poco, purtroppo, abbiamo
sentito sulla burocrazia).
Questi sono, comunque, i messaggi che le personalità dei due candidati hanno
voluto, più o meno, consapevolmente, forse in maniera un po' noiosa, inviare
all'elettorato italiano. Berlusconi vi ha aggiunto le critiche al governo Prodi
che Veltroni ha difeso alquanto blandamente. Anche se liberato
dall'impaccio che Casini gli causava, Berlusconi non potrà andare molto oltre
politiche già sperimentate ma, soprattutto, sostenute e volute dal suo
principale alleato di riferimento: la Lega di Bossi. Non a caso, Fini è molto
spesso rimasto sullo sfondo della campagna elettorale. I margini di manovra di
Veltroni appaiono almeno in linea di principio più ampi, ma certo non hanno
trovato una traduzione eccitante nella sua campagna elettorale. Esito a
sostenere che i due maggiori candidati siano espressione chiusa di due paesi
diversi che si confrontano e si scontrano, ma sento che con Veltroni si
correrebbero meno rischi e si potrebbe persino avere qualche gradevole
sorpresa.
( da "Nuova Sardegna, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
ARRIVANO I
FINANZIAMENTI Le scuole civiche di musica potranno continuare le loro attività
Una nota dell'assessore provinciale Mundula: "Raggiunto l'accordo"
NULVI. Le scuole civiche di musica potranno continuare le loro attività. La
notizia che sarà, è proprio il caso di dirlo..., musica per le orecchie di
molti, l'ha data l'assessore provinciale alla Cultura Sergio Mundula che, con
una nota indirizzata ai comuni di Nulvi, Ossi, Porto Torres, Valledoria, Bono e
alla Comunità montana "Monte Acuto" di Ozieri, ha autorizzato la
prosecuzione delle attività didattiche delle scuole civiche di musica in attesa
della definitiva approvazione del bilancio di previsione che stanzierà le
risorse necessarie per il pagamento delle competenze ai docenti e per i costi
di gestione. Il 7 aprile, la Regione ha siglato il protocollo con la Conferenza
Regione-Enti locali per la distribuzione delle risorse del Fondo unico 2007,
integrate di recente dagli stanziamenti per il 2008 inseriti nella manovra
finanziaria regionale approvata a marzo. In una nota, il Coordinamento
provinciale delle scuole civiche di musica ha espresso soddisfazione per il
risultato raggiunto e auspica che la Provincia di Sassari, dopo l'approvazione
del bilancio di previsione, adotti tutti gli atti previsti dalla nuova
normativa per riavviare le procedure amministrative rimaste inevase per tutto
il 2007. La vicenda, iniziata nel 2006 con il trasferimento di molte competenze
dell'assessorato regionale alla Pubblica Istruzione alle Province, tra cui la
legge 28/97 che regolamenta l'attività delle scuole civiche di musica, è
culminata alla fine dello scorso anno con il blocco delle attività didattiche
in moltissime realtà della provincia di Sassari e in tutta l'isola, a causa del
rimpallo di responsabilità tra Regione e Province. "In tutto questo -
sostengono i responsabili del coordinamento - è stato fondamentale il supporto
delle amministrazioni comunali sedi di scuole civiche di musica di tutta
l'isola che, grazie ai documenti e alle richieste elaborate da numerosi
sindaci, hanno sensibilizzato in modo determinante la classe politica regionale
per la risoluzione della vertenza. Dopo le richieste dei comuni sono stati presentati
diversi emendamenti finalizzati alla regolamentazione del rapporto
Regione-Provincia. L'iniziativa legislativa, presentata in forma bipartisan da
maggioranza e opposizione in Consiglio regionale e supportata in modo decisivo
da un gruppo di consiglieri capeggiati dal presidente della VII Commissione
Pierangelo Masia, è stata votata pressoché unanimemente dal Consiglio regionale
dando certezza ad un settore che conta più di 5.000 utenti e oltre 400
lavoratori tra personale docente e non docente". Una vittoria
sulla burocrazia che
consentirà a un settore in crescita di proseguire le attività che, nel corso
del primo decennio di funzionamento, ha offerto l'opportunità ad oltre 40.000
famiglie sarde di usufruire di un servizio di straordinaria importanza sociale.
Mauro Tedde.
( da "Nuova Venezia, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il consiglio di Municipalità,
unanime, fa propria la petizione dei residenti Via Asseggiano più sicura, cento
firme Appello a Cacciari: "Dissuasori di velocità e fermate protette, da
subito" ASSEGGIANO. Si rafforza e si consolida la battaglia dei residenti
di Asseggiano per la messa in sicurezza della strada. Così, a poche settimane
dalla morte di Monica Levorato, l'altra sera alcuni cittadini del rione hanno
portato in Municipalità oltre cento firme: "Chiediamo da subito dissuasori
di velocità e fermate dell'autobus protette", è l'appello contenuto nella
petizione. Un appello che i consiglieri di piazza San Giorgio hanno trasformato
in ordine del giorno, da consegnare al più presto al sindaco Massimo Cacciari e
all'assessore Sandro Simionato. "Quella strada è di competenza di Mestre
centro - spiega il consigliere Andrea Mauceri, presidente della commissione
lavori pubblici - Per questo dobbiamo fare pressione direttamente su Ca'
Farsetti e sull'assessorato competente". Con la petizione i residenti
della zona chiedono in pratica di accelerare le operazioni di messa in
sicurezza della strada. Un progetto che rientra fra le priorità
dell'amministrazione comunale, ma che rischia di restare
imprigionato nei meandri della burocrazia. Da qui, l'invocazione di prendere subito almeno due
accorgimenti: "I cittadini chiedono di posizionare lungo la strada i
dissuasori di velocità - spiega Mauceri - Una provvedimento che di certo
costringerebbe gli automobilisti a correre meno". L'altra questione
urgente è la messa in sicurezza delle fermate dell'autobus: "Prima di
tutto, quella pendente che si trova di fronte alla cantine Bortoletto. Ma poi
anche di tutte quelle posizionate in punti critici. Ovvero di quasi tutte le
fermate di via Asseggiano". Le aree più delicate, come ricorda il consigliere
"sono quelle che si trovano nei pressi dei poli scolastici: il Volta, il
Morin, l'istituto dei Salesiani. Qui passa la linea 10 e sono tantissimi gli
studenti che di mattina o all'ora di pranzo prendono l'autobus oppure scendono
dal mezzo pubblico". La raccolta di firme trova sponda nel consiglio di
piazza San Giorgio. Il quale, all'unanimità, ha votato un ordine del giorno che
ingloba le richieste dei residenti. "Questo documento verrà inviato al
sindaco - chiude Mauceri - e all'assessore alla viabilità. Ci auguriamo che si
possa intervenire il prima possibile, per esaudire richieste legittime".
(Gianluca Codognato).
( da "Repubblica, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XIV - Palermo
I Silenzi sul voto al civico CARLO MARCELLETTI i sono informato, appena letto
il reportage di Repubblica sull'ospedale Civico, e ho appreso che non c'era
alcuna intenzione di scrivere una replica. "Tutti sotto ricatto",
come inizia il suo pezzo Alessandra Zinti, è comunque una affermazione seria
che merita una reazione. Se nessuno reagisce allora è vero che siamo tutti
sotto ricatto. Ma non è vero perché dentro l'ospedale c'è anche chi si muove
libero nei pensieri e nelle azioni, senza che appartenga né a definite aree del
potere politico né alle organizzazioni sindacali, che sembrano buone a
garantire una certa incoluminità. Non ha paura del ricatto invece chi, non sottostando
a riduttivo opportunismo, esprime libere e circonstanziate opinioni. Anche se
poi nella riservatezza di note protocollate interne qualcuno esprime l'invito
"a moderare i toni delle sue affermazioni, e a tener conto del dovere di
riserbo di ogni pubblico dipendente". Ma poi il riserbo salta e di questo
nostro ospedale, al quale tanti continuano a dare generosamente ore e giorni di
lavoro intenso e di alto profilo, i giornali scrivono: "era un feudo di
Salvo Lima"; "il potere è passato di mano mantenendo i suoi legami
con mafia e massoneria"; "ovunque al Civico odore di muffa e di
caffè, alcool e immondizia"; "c'è un ras della sanità, è lui il
cavallo che all'ospedale Civico corre più forte", "al Civico non si
muoveva foglia senza lo "sta bene" di Giovanni Marcadante,
potentissimo radiologo sotto processo per mafia"; "ci sono anche i
cavalli di Raffaele Lombardo che già da tempo ha cominciato a penetrare nei
gangli della sanità palermitana"; "i direttori generali, i primari e
anche i capi di dipartimento appena scaduti, sono le pedine che gestiscono il
potere dimenticando quali sono i bisogni, i diritti e i doveri da
rispettare". Dove sono allora i custodi interni del politically correct,
espresso in un ineccepibile burocratese? Come fanno a tacere di fronte a tante
prevaricazioni del riserbo che arriva a descrivere l'ospedale Civico, dove
guarda caso ci sono anche malati ricoverati, come un far west con predatori che
si sfidano alla ricerca di voti? Perché non dicono, come sarebbe giusto, che il
direttore Licata di Baucina non è solo uomo di Alfano e Miccichè, come se
questo fosse un giudizio di merito. Dovrebbero piuttosto dire che prima che un
uomo sia uomo di un altro, può anche essere un uomo capace, illuminato,
creativo, coraggioso. Così come lasciano che il giornalista sottintenda che
l'occasione mancata dell'Ospedale dei bambini è dovuta al direttore Sanitario
Nino Nascè perché è segretario cittadino dell'Udc ed ex assessore di Cammarata.
Al momento dell'attacco alla diligenza (o meglio dirigenza) del Civico si
dileguano, dimenticando corresponsabilità , collegialità e solidarità. è come
un "si salvi chi può" e ognuno pensa a se stesso. è vero che
l'immobilismo è il male di una buona sanità, come è vero che il potere di veto
è la patogenesi di quel male. Facciamo conto che stare in apnea convenga a
molti che aspettano conferma o promozioni (forse ricattabili?). è triste che il
silenzio giustificato dal "ci deve capire" sia tanto diffuso. Li
possiamo assolvere in attesa del risultato elettorale? Forse si, se ci
garantiscono che poi il male verrà sconfitto e l'ospedale Civico riprenderà la
sua missione di innovazione, creatività e coraggio. C'è
tanto da fare, e troppo sta nascosto nei meandri di una burocrazia poco illuminata e comunque
sempre pronta a dire la stessa frase "non ci sono soldi". Forse. Ma
soprattutto manca il coraggio delle decisioni, addirittura anche quando sono
certamente a costo zero.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Attualità POCHI
MARGINI DI MANOVRA DALLA PRIMA PAGINA Un uomo le cui precedenti esperienze di
governo non sono sicuramente state entusiasmanti e che, effettivamente, non ha
più la capacità di mobilitare le folle. Tuttavia, il suo elettorato non sembra
intaccato o smarrito. Alcune scelte del passato, come le leggi ad suam
personam, per salvarsi dalle inchieste della magistratura, quella sul sistema
radiotelevisivo per salvare la sua maggiore fonte di ingente reddito, quella -
un deplorevole trucchetto - sul suo gigantesco conflitto di interessi, nonché
le riforme costituzionali in spregio della Costituzione, suggeriscono che
Silvio Berlusconi è tuttora "inadatto a governare" (nella famosa, e
ripetuta, espressione dell "Economist"). Se vincesse, inoltre,
insofferente come è di ogni regola, finirebbe anche, alle prime inevitabili
critiche della Commissione europea per la sua disinvolta gestione
dell'economia, per relegare l'Italia ai margini dell'Unione europea, per farne
un partner di serie B senza più la possibilità di trovare e vantare sponde né
in Bush né in Putin. Dall'altro, si trova un uomo di mezz'età, in politica da
più di trent'anni, nelle istituzioni da una ventina d'anni, che, però, conosce
le regole costituzionali e le rispetta e il cui interesse politico, ma anche
ideale, consiste nell'arduo compito di fare dell'Italia un Paese almeno
decente. Se Veltroni vince, rafforzerà il suo controllo sul Partito
democratico. Potrà dettare le condizioni di qualsivoglia alleanza o convergenza
sia alla Sinistra Arcobaleno sia all'Unione di centro di Casini. Attuerà
politiche caute e graduali. Qualcuno può anche pensare che saranno politiche
poco incisive, ma conterà la prova dei fatti e delle conseguenze. Sicuramente,
Veltroni lascerà spazio politico alle forze sociali e tenterà di fare
funzionare meglio il sistema politico (poco, purtroppo, abbiamo
sentito sulla burocrazia).
Questi sono, comunque, i messaggi che le personalità dei due candidati hanno
voluto, più o meno, consapevolmente, forse in maniera un po' noiosa, inviare
all'elettorato italiano. Berlusconi vi ha aggiunto le critiche al governo Prodi
che Veltroni ha difeso alquanto blandamente. Anche se liberato
dall'impaccio che Casini gli causava, Berlusconi non potrà andare molto oltre
politiche già sperimentate ma, soprattutto, sostenute e volute dal suo
principale alleato di riferimento: la Lega Nord di Bossi. Non a caso, Fini è
molto spesso rimasto sullo sfondo della campagna elettorale. I margini di
manovra di Veltroni appaiono almeno in linea di principio più ampi, ma
certamente non hanno trovato una traduzione eccitante nella sua campagna
elettorale. Esito a sostenere che i due maggiori candidati siano espressione
chiusa di due Paesi diversi che si confrontano e si scontrano, ma sento che con
Veltroni si correrebbero meno rischi e si potrebbe persino avere qualche
gradevole sorpresa. Gianfranco Pasquino.
( da "Tirreno, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Grosseto
Semproniano, microtest di gran valore Il risultato darà il polso dei rapporti di
forza nella zona montana SEMPRONIANO. Dopo una campagna elettorale dai toni
anche alti, non senza colpi bassi, nel Comune di Semproniano (unico degli 8
comuni dell'Amiata grossetana), si sceglie il sindaco e il consiglio comunale
il prossimo 13 e 14 aprile. Sindaco uscente Gianni Bellini, che ha già guidato
per il quinquennio un governo di centrodestra. Bellini si ripresenta per la
seconda volta al vaglio delle urne e ha di fronte una lista di centrosinistra
capeggiata da una donna, Patrizia Passalacqua. E se Bellini punta,
naturalmente, al principio di "continuità nell'impegno" con la sua
lista "Insieme per Semproniano", la Passalacqua batte, invece,
l'accento, sulla necessità di rinnovamento con la sua squadra raccolta nella
lista "Uniti per Semproniano". Ecco i punti salienti dei due
programmi. Insieme per Semproniano. Bellini e i suoi fanno leva, in
particolare, sulla possibilità di creare tanti posti di alvoro per i giovani
con la variante al piano strutturale che permetterà la creazione a Cellena, di
un grosso complesso dotato di 200 posti letto e che costituisconoper
l'imprenditoria locale e per chi vuole lavorare in loco, un serbatoio di
possibilità. Infatti con l'approvazione di una variante al piano strutturale,
Bellini ha lanciato Semproniano nel mercato del turismo che conta, con
l'individuazione di un'area a carattere turistico-ricettivo-alberghiero,
finalizzata all'inserimento di 200 posti letto nell'Utoe di Cellena, da
realizzarsi nell'area adiacente alla chiesa parrocchiale, ove insiste una consistente
struttura volumetrica in stato di abbandono. La variante è stata finalizzata,
inoltre, all'incremento di 100 posti letto nelle sub-unità di paesaggio di
Cortevecchia, Fibbianello, Est e Fibbianello Ovest, per dare, appunto, maggiore
impulso all'attività legata all'ospitalità. La lista Bellini guarda al sodo,
insomma, e accanto alla lunga sfilza di grandi opere realizzate, sia nel
capoluogo che nelle frazioni di Cellena, Catabbio, Petricci e Rocchette di
Fazio, esibisce molti lavori lavori appaltati e in corso d'opera, e la lunga la
lista di quelli programmati, meglio effettuabili se diretti dalla stessa mano
di chi li ha messi in cantiere.. La lista si qualifica come quella del concreto
e del fattibile: verde pubblico, impianti sportivi, ampliamento area
cimiteriale, pubblica illuminazione, viabilità interna, parcheggi, sistema
fognario. I candidati sottolineano, infatti, di voler fare promesse
realizzabili, tenendo conto, in ogni caso, sempre delle necessità dei
cittadini. Ci si impegna per rivalutare il ruolo del
Comune, snellire la burocrazia, migliorare la qualità della vita. Agricoltura e turismo, in
particolare, i punti qualificanti per un progetto di sviluppo realizzabile, a
cui fanno da supporto il rilancio del piccolo artigianato e del piccolo
commercio con negozi di prodotti tipici. Uniti per Semproniano. La
Passalacqua con la sua lista conferma nel programma l'innegabile vocazione
agricola e turistica del territorio. Ma pone anche l'accento su alcuni punti
importanti: la salvaguardia del territorio, la definizione delle regole e una
visione più ampia e lungimirante nell'affrontare le sfide del futuro. Ma in
contrapposizione con la lista di Bellini (con cui condivide il valore
dell'operazione Cellena), la coalizione di centrosinistra tiene a sottolineare
che oltre a mettere mano a opere di "consumo quotidiano" come muri e
strade, parla di pensiero distrategie, di lungimiranza, di attenzione ai
bisogni delle persone, di cuore, di buon senso. L'ambiente è comunque un
elemento basilare del programma, anche se la passalacqua rifiuta
categoricamente l'etichetta di "verde", perché l'ambiente "è
molto importante ma non è il solo", osserva e aggiunge: "Il nostro
programma parla anche di piano strutturale, rifiuti urbani, famiglia, energie
alternative, strade, municipio, sanità, cimiteri, cultura". Il programma
della Passalacqua fa riferimento anche agli obiettivi condivisi del piano di
sviluppo rurale promosso dalla Regione Toscana che, in questi giorni, la
Comunità Montana sta presentando agli abitanti del comprensorio ed è
esattamente quello a cui pensiamo noi quando parliamo di salvaguardia del
territorio, sostengono quelli di centrosinistra, che aggiungono che "Il
futuro dell'agricoltura e del turismo del nostro territorio passa attraverso il
rispetto di queste regole perché il mercato (i nostri clienti, i turisti) si
aspetta da noi prodotti naturali e luoghi incontaminati dove trascorrere le
vacanze". E le regole, si sostiene da parte del centrosinistra, non
possono essere lasciate all'iniziativa del singolo, ma dobbiamo avere regole
precise, conosciute e condivise. F.B.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'assessore
Visintin: "La Provincia ha messo a disposizione nell'ultimo bilancio un
milione 153 mila euro nel quadro della lotta al precariato" La Provincia:
mille posti di lavoro in più nel 2007 Le aziende isontine tornano ad assumere
personale con contratti a tempo indeterminato di Francesco Fain Mille posti di
lavoro in più in un anno. E tutti "veri", cioé a tempo indeterminato.
A commentare con soddisfazione l'importante exploit è l'assessore provinciale
alle Politiche attive del lavoro, Marino Visintin che - ieri mattina - ha
illustrato gli ultimi dati relativi all'occupazione dei centri provinciali per
l'impiego. "Il 2007 è andato in controtendenza. Nel corso dei dodici mesi
- ha spiegato Visintin - sono state assunte nell'Isontino 5.530 persone e tutte
con contratti a tempo indeterminato: un dato che non ha eguali negli ultimi
anni. Se, infatti, andiamo a ritroso scopriamo che nel 2006 i posti-fissi
creati erano stati 4.531, esattamente il 20% in meno rispetto all'anno
prima". Nel 2005 - sempre stando ai dati messi a disposizione dalla
Provincia - le assunzioni a tempo indeterminato si erano attestate su 3.964
mentre, l'anno prima, il loro numero era stato di 5.228. "Non possiamo che
essere soddisfatti del progresso che hanno conosciuto i contratti a tempo
indeterminato - il commento dell'assessore provinciale -. È stata molto
importante in questo senso la legge 18 del 2005 che ha consentito alle Province
di avere fondi specifici per la stabilizzazione dei posti di lavoro".
Tant'è che oggi è disponibile un milione 153 mila euro. È la cifra che la
Provincia ha messo a bilancio, in accordo con la Regione, per la
"stabilizzazione occupazionale" ovvero per la trasformazione dei
contratti da tempo determinato in tempo indeterminato. Tale stanziamento è una
delle poste più considerevoli del bilancio della Provincia di Gorizia. Lo
scorso anno - con un finanziamento assolutamente minore - furono
"stabilizzati" 89 posti di lavoro a Gorizia. Davvero un ottimo risultato.
"Sì, la Provincia, sino ad oggi, ha contribuito a cambiare il contratto di
una novantina di lavoratori precari: contratto che si trasformerà da tempo
determinato a tempo indeterminato. Grazie a una prima tranche di finanziamenti
elargiti dalla Regione e dall'Unione europea, il posto-fisso è diventato una
realtà per loro. Con questi nuovi fondi messi a bilancio - aggiunge l'assessore
provinciale Marino Visintin - intendiamo andare avanti su questa strada.
Procederemo alla concessione e all'erogazione degli incentivi per la
trasformazione dei rapporti di lavoro ad alto rischio di precarizzazione in
rapporti di lavoro a tempo indeterminato, anche parziale". Visintin ripete
un concetto a lui caro: "I Centri per l'impiego non ci
servono se diventano mera burocrazia: proprio per questo stiamo lavorando per migliorarli sempre di
più. E devo dire che passi in avanti se ne sono visti. Gli uffici stanno
lavorando bene". Questa nuova strategia messa in atto dalla giunta
Gherghetta passa anche attraverso la riorganizzazione dei centri per l'impiego
attraverso il più volte pubblicizzato progetto "Restart".
"Da soggetti di registrazione burocratica, gli uffici di collocamento - la
sottolineatura di Visintin - si stanno trasformando in soggetti di
distribuzione del lavoro. In sostanza, è finito il tempo in cui si attendeva
l'arrivo ai Centri dell'impiego della persona in cerca di lavoro e dell'azienda
che offre occupazione. D'ora in avanti, gli operatori degli uffici dovranno
attivarsi per favorire l'incontro fra domanda e offerta".
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
LA STORIA
Rischiavano di essere abbandonati i siti dove riposano i componenti della
famiglia Teuffenbach Strassoldo Piuma difende le tombe dei suoi nobili Impegno
del consiglio di quartiere per la manutenzione nel cimitero della frazione In
collaborazione con il parroco sarà anche realizzato un libro per rievocare il
passato della casata e il suo rapporto con la piccola comunità collinare La
manutenzione delle tombe dei Teuffenbach Strassoldo, ospitate dal cimitero di
Piuma, verrà garantita dal consiglio di quartiere. Scaduta la convenzione con
la quale il Comune si era impegnato negli ultimi quarant'anni a curare i
sepolcri della storica casata, il parlamentino è deciso a fare la sua parte
affinchè quelle lapidi, anche se per poco tempo, non corrano il rischio di
essere abbandonate a se stesse. Da parte dell'assessore Sergio Cosma,
responsabile del referato ai Servizi cimiteriali, c'è comunque la volontà di
rinnovare l'accordo e farlo così tornare efficace, permettendo al Comune di
reincarcarsi della manutenzione dei siti dove riposano i componenti della prestigiosa
famiglia. Nell'attesa che la burocrazia faccia il suo corso, il consiglio di quartiere vuole giocare un
ruolo attivo nella partita. "Quelle tombe per la nostra comunità
rappresentano dei veri e propri monumenti - spiega Lorenzo Persolja, presidente
del parlamentino - e non solo perché qualcuna è stata eretta più di duecento
anni fa. La famiglia Teuffenbach Strassoldo ha rappresentato molto per
la nostra realtà ed è sempre rimasta legata a Piuma, dove i suoi componenti
hanno risieduto fino al 1971 quando scomparve l'ultimo discendente".
Proprio in virtù dell'importanza che questa casata nobile ha avuto per la
piccola località collinare, il consiglio di quartiere intende farsi promotore
anche di un'attività di valorizzazione del suo prestigioso passato. "Con
la collaborazione di don Alessio Stasi, il nostro parroco, realizzeremo una
pubblicazione nella quale, attraverso documenti fotografici, ripercorreremo le
vicende della famiglia Teuffenbach e del suo rapporto con la nostra comunità -
aggiunge Persolja, che affronterà la questione questa sera, nel corso della
seduta del parlamentino -. Per il momento, però, quello che ci preme è
procedere a una prima pulizia delle tombe, pesantemente corrose dall'azione del
tempo e, soprattutto, da quella degli agenti atmosferici". Sempre in
relazione al cimitero di Piuma, va segnalato che nelle scorse settimane il
personale del Comune ha provveduto a ridipingere le mura del piccolo
camposanto. "Un intervento - aveva evidenziato l'assessore Cosma nei
giorni scorsi - al quale ne seguiranno numerosi altri con l'obiettivo di
migliorare l'immagine e il decoro dei sei siti cimiteriali cittadini".
Nicola Comelli.
( da "Tirreno, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Montecatini Sette
mesi di attesa per un'operazione Protesta di un lettore: "Mia madre
costretta a convivere con il dolore" PESCIA. Sta aspettando un'operazione per
riacquistare almeno in parte la sua autonomia e per far scomparire tutta una
serie di dolori che le rendono la vita durissima, un'operazione che - dunque -
dovrebbe essere fatta il prima possibile, ma che invece sta ancora aspettando.
è il dramma vissuto da una signora collodese di 73 anni descritto dal figlio, infuriato contro la burocrazia e i tempi della sanità. "Mia madre è invalida civile -
racconta Massimo Bianchi - avendo solo l'uso di una gamba, ma nonostante questo
sarebbe, fortunatamente, una donna ancora attiva. Alcuni anni fa, cadendo, si
ruppe il femore e l'anca della gamba sana, e per questo gli fu applicata una
placca. Ma con il passare degli anni la situazione è peggiorata. Adesso
mia madre è in attesa di un'operazione per la rimozione di quella placca, che
le sta causando parecchi problemi e forti dolori che si estendono in tutto il
corpo. Ma, non si sa perché, quest'operazione viene continuamente rimandata.
Essendo sofferente di cuore deve affrontare tutta una serie di prescrizioni preoperatorie,
e sospendere anche l'uso di alcuni farmaci. Proprio in preparazione
dell'operazione mia madre è stata sottoposta a una visita cardiologica lo
scorso 10 marzo, appunto per toglierle le medicine per il cuore. Ma, sorpresa,
quando mi sono andato a informare sul quando sarebbe stata operata mi sono
sentito rispondere "tra sei-sette mesi"". Insomma, non solo
quell'operazione è così importante, ma mentre da un lato si iniziano le fasi
preoperatorie, dall'altro si scopre che per quell'operazione c'è ancora da
attendere parecchio. Una situazione che, negli scorsi giorni, ha avuto una
svolta: "Sempre per quella placca mia madre si è sentita male - prosegue
il figlio - è stata ricoverata in ospedale. Sembra che sia la volta buona e che
verrà operata, dal momento che hanno iniziato a togliergli le medicine. Ma mi
domando: tutto questo non poteva essere fatto prima, senza costringere mia
madre a sopportare tutte quelle sofferenze?". IN TRIBUNALE Evaso dai
domiciliari PESCIA. Era stato condannato agli arresti domiciliari, dopo essere
stato trovato alla guida con una patente falsa, ma a un controllo non è stato
trovato al suo domicilio (una roulotte in via del Vasone a Borgo a Buggiano).
Per questo motivo il tribunale di Pescia ha condannato Patrik Dori a 8 mesi di
reclusione e al pagamento delle spese processuali. CLUB ALPINO Escursione
ecologica PESCIA. Ancora una domenica dedicata alle escursioni con la
sottosezione Macchini di Pescia del Club Alpino Italiano. L'appuntamento è per
domani, quando sarà organizzata una camminata di circa 4 ore attraverso i
sentieri della Svizzera Pesciatina: ma durante la passeggiata non ci si
limiterà ad osservare lo splendido paesaggio, ma anche a renderlo più bello,
ripulendo i sentieri e rinfrescando i segnali del percorso. Il ritrovo è
fissato per le 8 di domani mattina all'ex mercato dei fiori. Informazioni al
numero 334 3777751, dalle 18 alle 20.
( da "Giorno, Il (Lodi)" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
LODIGIANO pag. 7
Servizi sociali, la sede nell'ex filanda SANTO STEFANO ? SANTO STEFANO
LODIGIANO ? IL COMUNE mette le mani avanti sull'ex filanda con la
determinazione di incamerare tra le proprietà pubbliche uno storico edificio
del 1800, attualmente di proprietà demaniale, già adibito ad ufficio decentrato
del Genio Civile e a magazzino del Magistrato del Po. Giovedì sera, durante la
seduta straordinaria del consiglio comunale, il sindaco, Massimiliano
Lodigiani, ha avuto carta bianca nel promuovere tutti gli atti necessari ad
esercitare il diritto di prelazione sullo storico immobile che l'Agenzia del
Demanio ha finalmente stabilito di alienare. In paese l'"obiettivo ex
filanda" era inseguito da diversi anni. Dopo il 2005
gli amministratori hanno cercato di stringere i tempi, impegnandosi in una
duplice battaglia contro la burocrazia e nella ricerca delle risorse economiche necessarie
all'acquisto. Nel frattempo si è già pensato al futuro dell'ex filanda: dopo i
restauri diventerà il quartier generale di molti servizi sociali. P.T.
( da "Nazione, La (La Spezia)" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 3
di MANRICO PARMA SI PUO' rottamare il vecchio mutuo? La Car... di MANRICO PARMA
SI PUO' rottamare il vecchio mutuo? La Carispe ha deciso di aggredire con
maggiore forza il settore dei prestiti, in tempo di ridotto potere di acquisto
delle retribuzione e di innalzamento del costo del denaro. Lo fa rivolgendosi
ora agli spezzini, e sono molti, che pensano di sostituire un mutuo giudicato
troppo oneroso con uno a condizioni più favorevoli. A partire da fine marzo il
maggiore istituto di credito cittadino ha aggiornato la propria offerta
introducendo la portabilità, cioè il trasferimeto del mutuo a Carispe, a costo
zero. Se il debitore si affida a professionisti della banca non dovrà nemmeno
pagare la parcella del notaio e quella della perizia tecnica. Il risparmio è
nell'ordine di diverse centinaia di euro. Le novità sono state introdotte dalla
Finanziaria 2008 sulla scia dei provvedimenti del decreto Bersani. Il nuovo
istituto ? norme alla mano ? può proporre un contratto di tipologia diversa
(tasso fisso invece di variabile) e di durata differente, ma non può ottenere
una somma più alta rispetto al debito residuo. E' quest'ultimo l'unico vincolo
in un quadro di agevolazioni legate alle nuove tipologie dei mutui targati
Carispe. Tre i servizi di "nuova generazione". Il primo: l'estensione
del mutuo fino a una durata di quarant'anni che può dare un sollievo immediato
sull'esborso mensile alle famiglie in crisi, aumentando il costo totale
dilazionato nel tempo. Con possibilità di ottenere fino a 260mila euro. Il
secondo: la sospensione del pagamento delle rate. Andando nello specifico, la
pratica può essere avviata fino a sei mesi consecutivi e tre volte in tutto
durante la vita del mutuo. Seppur minima, la quota di interesse durante lo stop
sarà recuperata dalla banca con la rata di fine anno. Per non parlare, e siamo
al terzo, dell'allungamento o dell'accorciamento della durata del piano di
ammortamento. Non mancano i vantaggi in quanto a flessibilità (il nuovo
finanziamento può essere acceso per una durata e una tipologia di tasso
indipendemente dalle caratteristiche del mutuo originario) e in quanto a
detraibilità (vengono mantenuti tutti i vantaggi fiscali del vecchio mutuo). I nuovi servizi danno anche un taglio alla burocrazia dei "timbri e dei
bolli". Un semplice scambio di lettere fra cliente e istituto consentono
la sospensione del mutuo, piuttosto che il cambio della durata, del tasso e di
altri servizi. Non ci sono soltanto vantaggi per i clienti. La sostituzione del
mutuo è uno dei business più promettenti del mercato bancario. Carispe
punta a consolidare la sua leadership sulla piazza spezzina. Da febbraio si è
avvicinata ai privati intenzionati aprendo una filiale specifica in corso
Cavour
( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del
12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
RIMINI CRONACA pag.
7 IL PD sceglie piazza Cavour per il gran finale di una campagna elet... IL PD
sceglie piazza Cavour per il gran finale di una campagna elettorale fiacca e
anonima, giocata al traino dei leader nazionali. Un finale affidato al ministro
Pierluigi Bersani, che battuto la provincia da Cattolica a Bellaria. Un tour
dedicato a turismo e imprese. L'incontro con i lavoratori della Ghigi, quello
con i sindacati, poi con i 250 imprenditori riuniti al Riviera Horses di San
Giovanni. "Bisogna riqualificare l'accoglienza, anche con nuovi
strumenti", sostiene Bersani che però non indica la ricetta: "Quella
? dice ai giornalisti ? la conoscono meglio di ogni altro gli operatori della
Riviera. Se mi capita, la prossima lenzuolata la faccio
sulla burocrazia. Basta
vincoli, bisogna semplificare attraverso il meccanismo
dell'autocertificazione". Il ministro per lo Sviluppo economico si impegna
ad "aprire un tavolo per armonizzare l'Iva su scala europea", che
significa tagliare l'imposta, come promesso anche dal Pdl. Bersani
rimprovera gli avversari di "scarsa serietà" sul tema delle
infrastrutture. "Per farle ci vogliono i soldi, e finchè li spendiamo per
pagare gli interessi del debito non si fa nulla". A fargli da spalla è il
segretario provinciale Andrea Gnassi che sferra un attacco alle "battute
spot degli esponenti del Pdl venuti a Rimini in campagna elettorale. Le imprese
non hanno bisogno di chi passa cinque minuti per dire che si aprirà un ufficio
per l'Expo o di chi, da ex ministro delle Infrastrutture non trova i soldi, e
vuole addirittura mettere il metrò sotto terra". Interpellato sul tema
degli orari e dei festivi, l'autore del decreto che porta il suo nome replica
secco: "Io ho dato la possibilità di rimanere sempre aperti nei giorni
festivi nelle località turistiche, ma spetta agli enti locali decidere".
SENZA entrare nello scontro tra amministrazioni, sindacati e Chiesa, Bersani
aggiunge: "Rimini è in grado di decidere democraticamente, siete bravi e
saprete trovare la strada più corretta". Ultime battute anche per Elisa
Marchioni, unica candidata del Pd riminese alla Camera. "E' stato un mese
molto bello, giorni dedicati all'ascolto e agli incontri per mettere a fuoco i
temi sui quali si inizierà a lavorare da lunedì pomeriggio". Oggi la
politica tace. Domani e lunedì toccherà agli elettori.
( da "Nazione, La (Firenze)" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA FIRENZE pag.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Elisabetta
Casellati: "Immigrati privilegiati" PADOVA. Cancellare i privilegi
che favoriscono gli immigrati, rispetto ai cittadini italiani. Partirà con un
"censimento" la nuova legislatura di Maria Elisabetta Alberti
Casellati (nella foto), avvocato padovano nonché senatrice del Pdl, terza in
lista al Senato e quindi certa di essere rieletta, comunque vada. "Trovo
incredibile che agli immigrati venga dato del denaro, ad esempio per il
ricongiungimento familiare - sostiene la senatrice Casellati - questa normativa
nuoce agli italiani. Ecco perché intendo fare un censimento di tutte le leggi
che avvantaggiano gli extracomunitari per abrogarle". Se il Pdl dovesse
vincere, per lei - una delle donne più rappresentative di Forza Italia, ormai
alla quarta legislatura - si parla già di un sottosegretariato importante, come
quello alla Sanità, ricoperto fino al 2006 nel governo Berlusconi:
"Intanto vinciamo - sostiene - poi vediamo. Le ambizioni crescono con i
risultati e ovviamente mi piacerebbe proseguire con la sanità, a partire dalle
liste d'attesa. Ho in ballo un progetto di riorganizzazione complessiva di
bilanciamento tra il territorio e l'ospedale. Ma c'è molto da fare". Tra le
"cose da sistemare", i bilanci familiari e la burocrazia. "A Camere chiuse sono
stati presi un sacco di provvedimenti assurdi: ad esempio l'obbligo per il
lavoratore di presentare il certificato di licenziamento al Comune o al
ministero del Lavoro o, ancora, il certificato di messa a norma degli impianti
nel trasferimento degli immobili - prosegue - pensiamo cosa significherebbe per
Venezia". Ci sono poi le richieste della gente: "Per strada mi
chiedono conto della sicurezza - aggiunge - bisogna tornare a regolamentare i
flussi, recuperando quella legalità smarrita negli ultimi due anni. Il
federalismo: la gente è stanca di essere virtuosa e non vedere i frutti delle
proprie risorse. E poi c'è il problema delle tasse che hanno fiaccato le
categorie più deboli. Gli operai e le persone a reddito basso guardano a noi,
fiduciosi che riusciamo a far ripartire l'economia e ridistribuire il
reddito". Infine un commento sulle donne in politica: "In generale,
il problema è che la donna si è evoluta con velocità maggiore di quanto non
abbiano fatto l'uomo e la società - conclude - ma finalmente in questa tornata
elettorale possiamo contare su uno spazio più ampio, a partire da
posizionamenti più alti in lista". (s.zan.).
( da "Nuova Ferrara, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
COMMERCIO Fare
Centro Ho letto con attenzione la lettera, pubblicata l'altro ieri sulla Nuova del
Presidente dell'Istituzione Castello Estense che mette in risalto le funzioni
sociali ed economiche del Centro Storico. Sono perfettamente d'accordo con
l'architetto Veronese e condivido le osservazioni che riguardano i
fraintendimenti che si vengono a creare tra "Castello" e Castello. Il
Centro storico di Ferrara è un Centro allargato, comprende anche zone
nell'immediata periferia, che contribuiscono a creare il vero Centro
Commerciale Naturale. Migliaia di piccole aziende offrono la scelta più vasta e
variegata di ogni tipologia di prodotto. Fare impresa a Ferrara nei settori del
commercio, turismo e servizi non è particolarmente facile: le difficoltà di
parcheggio, la scarsa illuminazione stradale, la grande burocrazia, le troppe tasse e le
bollette, per citarne alcune, scoraggerebbero chiunque. D'altra parte
decisione, coraggio e voglia di fare non mancano soprattutto nei giovani
imprenditori, tutti consapevoli di contribuire in maniera determinante alla
crescita economica del nostro territorio. Giulio Felloni commerciante
del Centro Storico.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Prima Pagina Bar con
musica, raffica di multe Nei primi mesi del 2008 già
stangata una decina di locali I gestori chiedono deroghe: troppa burocrazia, affari a picco IL SERVIZIO
IN CRONACA UDINE. Raffica di multe dall'inizio dell'anno per i locali udinesi
che infrangono il regolamento comunale sulla musica oltre l'orario e sulla
pubblicità abusiva agli eventi musicali.
( da "Nuova Ferrara, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'OPINIONE CONTA LA
PERSONALITA' CON WALTER SI RISCHIA MENO GIANFRANCO PASQUINO Quando le idee sono
poche e neppure innovative e le proposte, salvo piccole variazioni, si assomigliano,
non resta che guardare alle personalità dei candidati alla carica di premier.
Da un lato, giunto alla sua quinta campagna elettorale, con due vittorie e due
sconfitte, peraltro occasionali, a riprova di una notevole tenacia, si trova un
uomo relativamente anziano, Silvio Berlusconi, le cui precedenti esperienze di
governo non sono sicuramente state entusiasmanti e che, effettivamente, non ha
più la capacità di mobilitare le folle. Tuttavia, il suo elettorato non sembra
intaccato o smarrito. Alcune scelte del passato, come le leggi ad suam
personam, per salvarsi dalle inchieste della magistratura, quella sul sistema
radiotelevisivo, per salvare la sua maggiore fonte di ingente reddito, quella,
un deplorevole trucchetto, sul suo gigantesco conflitto di interessi, nonché le
riforme costituzionali in spregio della Costituzione, suggeriscono che
Berlusconi è tuttora "inadatto a governare" (nella famosa, e
ripetuta, espressione dell "Economist"). Se vincesse, inoltre,
insofferente come è di ogni regola, finirebbe anche, alle prime inevitabili
critiche della Commissione Europea per la sua disinvolta gestione
dell'economia, per relegare l'Italia ai margini dell'Unione Europea, per farne
un partner di serie B senza più la possibilità di trovare e vantare sponde né
in Bush né in Putin. Dall'altro, si trova un uomo di mezz'età, in politica da
più di trent'anni, nelle istituzioni da una ventina d'anni, che, però, conosce
le regole costituzionali e le rispetta e il cui interesse politico, ma anche
ideale, consiste nell'arduo compito di fare dell'Italia un paese almeno
decente. Se Veltroni vince, rafforzerà il suo controllo sul Partito
Democratico. Potrà dettare le condizioni di qualsivoglia alleanza o convergenza
sia alla Sinistra Arcobaleno sia all'Unione di Centro di Casini. Attuerà
politiche caute e graduali. Qualcuno può anche pensare che saranno politiche
poco incisive, ma conterà la prova dei fatti e delle conseguenze. Sicuramente,
Veltroni lascerà spazio politico alle forze sociali e tenterà di fare funzionare
meglio il sistema politico (poco, purtroppo, abbiamo
sentito sulla burocrazia).
Questi sono, comunque, i messaggi che le personalità dei due candidati hanno
voluto, più o meno, consapevolmente, forse in maniera un po' noiosa, inviare
all'elettorato italiano. Berlusconi vi ha aggiunto le critiche al governo Prodi
che Veltroni ha difeso alquanto blandamente. Anche se liberato
dall'impaccio che Casini gli causava, Berlusconi non potrà andare molto oltre
politiche già sperimentate ma, soprattutto, sostenute e volute dal suo
principale alleato di riferimento: la Lega di Bossi. Non a caso, Fini è molto
spesso rimasto sullo sfondo della campagna elettorale. I margini di manovra di
Veltroni appaiono almeno in linea di principio più ampi, ma certo non hanno trovato
una traduzione eccitante nella sua campagna elettorale. Esito a sostenere che i
due maggiori candidati siano espressione chiusa di due paesi diversi che si
confrontano e si scontrano, ma sento che con Veltroni si correrebbero meno
rischi e si potrebbe persino avere qualche gradevole sorpresa.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Prende corpo il
progetto lanciato dalla Sbe di via Bagni a favore delle donne impegnate nel
lavoro Una delle sedi sarà nella zona di Bistrigna accanto alla piscina
Decollano i due asili-nido aziendali Le strutture potranno ospitare una
settantina di bambini eliminando le liste di attesa Saranno in funzione forse
già in settembre, grazie all'interessamento di due aziende alle quali sarà
chiesto di fare un'offerta per la gestione, i due asili nido aziendali che
saranno aperti in città. Sicuramente già in autunno sarà aperto il primo. Il
secondo seguirà a breve. E anche il Comune, che ha dato il via al progetto (per
poi però lasciarlo in mano ad altri enti) si è già detto disposto a fare da
partner, anche inserendo suoi dipendenti tra i fruitori del servizio. Il primo
asilo è quello lanciato dalla Sbe di via Bagni, la prima realtà che ha
dichiarato di voler attivare tale opportunità per i suoi lavoratori. In tutto,
saranno 30 i posti disponibili, grazie all'interessamento dell'Associazione
piccole e medie industrie e del Consorzio industriale. Il progetto, lanciato
come proposta alcuni mesi fa, ha dunque iniziato a prendere corpo, raccogliendo
anche l'attenzione di due grosse realtà industriali presenti sul territorio:
Fincantieri e Ansaldo, le quali avrebbero espresso un certo interesse per
l'iniziativa, proprio come già in precedenza avevano fatto altre grosse
società. Poi, anche il Consorzio per lo sviluppo industriale ha inserito, nei
propri piani, la realizzazione di un secondo asilo nido, questa volta
mandamentale, che dovrebbe servire a coprire le esigenze sia dell'utenza di
Monfalcone che di Staranzano e dovrebbe trovare collocazione in un'area a
confine tra i due Comuni, presumibilmente nei pressi della piscina comunale. Il
Consorzio industriale ha individuato l'immobile, di proprietà, in via Timavo,
che potrebbe dare disponibilità di una quarantina di posti. Questo è appunto il
secondo progetto, che probabilmente non potrà essere realizzato entro l'anno.
Realizzare una struttura del genere infatti non è semplice, tra permessi e burocrazia l'iter non è breve. La cosa importante però è che il discorso
sugli asili nido aziendali sta andando avanti senza stop. E che di strutture
per l'infanzia ci sia sempre bisogno è noto: l'espansione demografica vissuta
nell'ultimo triennio a Monfalcone ha avuto, come immediata conseguenza,
l'allungamento delle liste d'attesa, che nel
( da "Repubblica, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina VII - Bologna
Elezioni, tutti i dubbi degli sbadati In fila all'ufficio elettorale:
"Cosa rischio se non voto?" Il Comune si corregge: i votanti in meno
non sono 20mila, ma soltanto 7mila LUCIANO NIGRO "Cosa rischio se non vado
al seggio?". Decine di telefonate nei giorni scorsi all'ufficio elettorale
di via don Minzoni. Qualcuno si è addirittura presentato di persona e ha voluto
essere rassicurato dal responsabile Sergio Santi: "E' vero che per non
votare devo andare alla sezione elettorale e firmare una dichiarazione?".
Quante storie si imparano facendo lo slalom tra la fila di quelli che ritirano
per la prima volta la tessera elettorale (
( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
LA SFIDA
SILVIO-WALTER I MESSAGGI DI QUEI DUE di GIANFRANCO PASQUINO Quando le idee sono
poche e neppure innovative e le proposte, salvo piccole variazioni, si
assomigliano, non resta che guardare alle personalità dei candidati alla carica
di Presidente del Consiglio. Da un lato, giunto alla sua quinta campagna
elettorale, con due vittorie e due sconfitte, peraltro occasionali, a riprova
di una notevole tenacia, si trova un uomo relativamente anziano, Silvio
Berlusconi, le cui precedenti esperienze di governo non sono sicuramente state
entusiasmanti e che, effettivamente, non ha più la capacità di mobilitare le
folle. Tuttavia, il suo elettorato non sembra intaccato o smarrito. Alcune
scelte del passato, come le leggi ad suam personam, per salvarsi dalle
inchieste della magistratura, quella sul sistema radiotelevisivo, per salvare
la sua maggiore fonte di ingente reddito, quella, un deplorevole trucchetto,
sul suo gigantesco conflitto di interessi, nonché le riforme costituzionali in
spregio della Costituzione, suggeriscono che Silvio Berlusconi è tuttora
"inadatto a governare" (nella famosa, e ripetuta, espressione
dell'"Economist"). Se vincesse, inoltre, insofferente come è di ogni
regola, finirebbe anche, alle prime inevitabili critiche della Commissione
europea per la sua disinvolta gestione dell'economia, per relegare l'Italia ai
margini dell'Unione europea, per farne un partner di serie B senza più la
possibilità di trovare e vantare sponde né in Bush né in Putin. Dall'altro, si
trova un uomo di mezz'età, in politica da più di trent'anni, nelle istituzioni
da una ventina d'anni. Un uomo che, però, conosce le regole costituzionali e le
rispetta e il cui interesse politico, ma anche ideale, consiste nell'arduo
compito di fare dell'Italia un paese almeno decente. Se Veltroni vince,
rafforzerà il suo controllo sul Partito Democratico. Potrà dettare le
condizioni di qualsivoglia alleanza o convergenza sia alla Sinistra Arcobaleno
sia all'Unione di Centro di Casini. Attuerà politiche caute e graduali.
Qualcuno può anche pensare che saranno politiche poco incisive, ma conterà la
prova dei fatti e delle conseguenze. Sicuramente, Veltroni lascerà spazio
politico alle forze sociali e tenterà di fare funzionare meglio il sistema
politico (poco, purtroppo, abbiamo sentito sulla burocrazia). Questi sono, comunque, i
messaggi che le personalità dei due candidati hanno voluto, più o meno,
consapevolmente, forse in maniera un po' noiosa, inviare all'elettorato
italiano. Berlusconi vi ha aggiunto le critiche al governo Prodi che Veltroni
ha difeso alquanto blandamente. Anche se liberato dall'impaccio che
Casini gli causava, Berlusconi non potrà andare molto oltre politiche già
sperimentate ma, soprattutto, sostenute e volute dal suo principale alleato di
riferimento: la Lega Nord di Bossi. Non a caso, Fini è molto spesso rimasto
sullo sfondo della campagna elettorale. I margini di manovra di Veltroni
appaiono almeno in linea di principio più ampi, ma certamente non hanno trovato
una traduzione eccitante nella sua campagna elettorale. Esito a sostenere che i
due maggiori candidati siano espressione chiusa di due paesi diversi che si
confrontano e si scontrano, ma sento che con Veltroni si correrebbero meno
rischi e si potrebbe persino avere qualche gradevole sorpresa.
( da "Stampa, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
[FIRMA]VANNI CORNERO
In Italia i consumi alimentari frenano, ma il boom della richiesta mondiale che
fa impennare i prezzi riporta l'agricoltura al centro dei meccanismi economici.
Secondo uno studio di Bruxelles il reddito agricolo nell'Unione Europea è
destinato a crescere del 18% nei prossimi sette anni e già nel
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Prima Pagina Pagina
2 Il dovere di un voto meditato Non c'è solo loglio: ci sono anche spighe Il
dovere di un voto meditato di Gianni Filippini --> di Gianni Filippini E
vissero felici e contenti. Con palese scippo del finale di tante fiabe, così
dovrebbe dirsi degli italiani all'indomani della nuova tornata elettorale. C'è
soltanto una condizione. Ma è fondamentale e irrinunciabile: il vincitore,
chiunque sia, deve mantenere fede alle promesse e agli impegni assunti in
campagna elettorale. Perché così l'Italia si trasformerebbe - progressivamente,
ma in tempi ragionevolmente brevi - in un Paese più civile e progredito, capace
di scalare le classifiche internazionali. Stando infatti agli annunci solenni
delle ultime settimane, dal 15 aprile, o poco dopo, il quadro socioeconomico
dell'Italia sarebbe più o meno questo: salari, pensioni e stipendi in grado di
fronteggiare il carovita; inflazione e debito pubblico in discesa; economia che
riprende a crescere con aumentata produttività delle imprese e consumi di nuovo
a livelli apprezzabili; industrie internazionalmente competitive e comunque
liberate dai lacci di tante leggi confuse e frenanti; rapida progettazione e
realizzazione delle infrastrutture; case accessibili ai meno abbienti; energia,
viabilità e trasporti affidati a piani concreti da attuare sollecitamente;
disoccupazione e precariato in calo; burocrazia efficiente senza macchie di corruzione; caccia ancor più serrata
agli evasori fiscali; tasse meno soffocanti; forze dell'ordine con uomini e
mezzi adeguati; lotta alla criminalità organizzata e sicurezza ritrovata in
ogni città e paese; giustizia in tempi contenuti e condanne scontate
sino in fondo; la salute di tutti non più a rischio-malasanità; ritrovato
rigore didattico e disciplinare nelle scuole di ogni ordine e grado restituite
al loro ruolo fondamentale con edifici moderni e insegnanti giustamente
compensati; le famiglie indigenti aiutate a far crescere i bambini e ad
assistere gli anziani; luoghi di lavoro senza più tragici appuntamenti con
"morti bianche"; regole precise e rispettate per l'immigrazione;
cancellati gli enti di accertata inutilità; "casta" con meno
privilegi e più facce nuove e pulite;.... Magari fosse vero! Anche a voler
scartare le peggiori e inattendibili sparate propagandistiche fatte in comizi,
interviste, convegni e salotti televisivi, molto di quanto è previsto nei
programmi non potrà essere attuato, purtroppo, perchè la grave crisi economica,
non soltanto italiana, negherà le risorse necessarie e anzi imporrà altre
difficoltà e ulteriori sacrifici. E c'è anche il rischio che dalle urne non
esca il governo stabile e forte che è vitale per risolvere i drammatici
problemi italiani e per avviare le necessarie riforme. Ma è proprio nell'ottica
di prospettive segnate dal pessimismo che al singolo cittadino si pone un
preciso dovere civico: intanto di andare a votare e poi di infilare nelle urne
scelte meditate e consapevoli. Stavolta, forse più che in altre occasioni, il voto
va infatti considerato comunque utile. Certo, le ragioni di insoddisfazione e
di incertezza sono molte e fondate. Soprattutto negli ultimi giorni sortite
inquietanti e toni di intollerabile volgarità hanno addirittura aggiunto nuovi
stimoli alla presa di distanze, al disimpegno. Non tutti i candidati hanno
colto l'occasione delle elezioni anticipate per esaltare il ruolo
insostituibile della sana politica. Però le differenze esistono. Anche nel
campo infestato dal loglio c'è la possibilità di individuare qualche buona
spiga di grano. E coglierle è un'opportunità imperdibile.
( da "Giornale di Brescia" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 12/04/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO Il leader dell'Unione di
centro critica le "promesse irrealizzabili" di Pd e Pdl e illustra
gli interventi per risparmiare sugli sprechi - aboliamo le Province - e
investire in formazione Casini: aiuti alla famiglia e ritorno al merito Voto
inutile, voto sprecato, voto che aiuta l'avversario: i vecchi alleati della Cdl
non hanno certo lesinato gli attacchi all'on. Pierferdinando Casini ed alla sua
Unione di centro. Per questo la prima domanda che gli abbiamo posto è proprio
per quale ragione un elettore dovrebbe votarlo. Il voto inutile è quello dato
senza sapere come verrà utilizzato. Sia il Pdl che il Pd si sono dichiarati
neutrali su temi come l'identità cristiana, la famiglia e la difesa della vita.
Berlusconi ha parlato di anarchia dei valori, nel Pd i cattolici sono marginali
e le opinioni interne le più divergenti. In compenso, sono state fatte promesse
da sogno irrealizzabili, dall'abbassamento indiscriminato di tasse e aliquote
al salario minimo garantito di 1.000 euro per tutti, dalla costruzione di 100
campus universitari entro il 2010 alla Banca del Sud. Noi abbiamo detto che si
deve partire dal blocco della spesa pubblica, dalla vendita di partecipazioni
statali, ex municipalizzate e immobili pubblici non strategici, per investire
in una politica di deduzioni e detrazioni dalle tasse per le famiglie, e in
incentivi alla crescita per i giovani e le imprese. I salari insufficienti,
l'inflazione che torna a livelli preoccupanti, gli aumenti energetici e, a
cascata, di ogni cosa: l'emergenza economica ha segnato la campagna elettorale.
Quali le sue proposte concrete? Primo: recuperare il potere d'acquisto dei
salari soprattutto nelle famiglie con figli che sono quelle davvero
penalizzate, attraverso la deducibilità o detraibilità delle spese mediche,
scolastiche, per i libri di testo, gli asili nido, i mutui prima casa e gli
affitti, e poi per due anni dare tregua al contribuente con una pax fiscale.
Secondo: liberalizzare i servizi pubblici locali per ridurre il debito degli
enti locali, abbassare l'addizionale Irpef e l'Ici e insieme alla ripresa del
nucleare rendere più economiche (e trasparenti) le bollette. Terzo: investire
in istruzione e ricerca, finanziare borse di studio all'estero e l'inserimento
graduale dalla scuola nel mondo del lavoro, dallo stage di un mese al contratto
di un anno fino alla stabilizzazione per i più meritevoli. Quarto: pagare
meglio le Forze dell'ordine ripristinando i fondi tagliati dal Governo Prodi, e
riportare sulle strade i poliziotti che oggi stanno dietro le scrivanie, poi
rapidità dei processi e certezza della pena. Se il bilancio delle famiglie non
è roseo, certo ancor più difficile è quello del settore pubblico, alle prese
con sprechi e inefficienza: quali gli interventi ineludibili? Alcune misure le
ho già dette. Un'altra, secondo noi essenziale, è l'abolizione delle Province,
che da sola potrebbe portare risparmi per quasi 11 miliardi senza toccare un solo
posto di lavoro: i lavoratori e le rispettive competenze verrebbero solo
trasferiti alle altre Amministrazioni locali. Si chieda piuttosto perché il Pdl
e il Pd sull'abolizione delle Province sono ambigui o contrari? Poi, vogliamo
lo snellimento e la semplificazione della burocrazia, in particolare lo "sportello unico". È inaccettabile
che le famiglie e le imprese debbano combattere e perdere tempo ogni giorno per
le lungaggini, la confusione, la mancanza di coordinamento degli apparati
burocratici. Si parla da anni di riforma delle istituzioni, dal Parlamento alle
autonomie locali: dopo questa campagna elettorale ci sono gli spazi per far
ripartire il confronto? Io me lo auguro, ma dipende anche dal risultato
elettorale. Voglio solo ricordare che l'Udc aveva presentato un emendamento
alla riforma elettorale che introduceva le preferenze. Purtroppo gli altri
partiti votarono contro. Dopo la caduta del Governo Prodi, si è parlato
nuovamente di governo per la riforma, il problema è che non c'era una maggioranza
su un modello condiviso. Noi eravamo e siamo per il sistema tedesco, che
garantirebbe governabilità e rappresentanza. Dopo anni di relativa
tranquillità, lo scontro tra cattolici e cosiddetti laici è tornato a
infiammarsi; a suo avviso, dopo il voto, che scenari si delineano su questo
versante? La Chiesa ha abbandonato da tempo l'idea dell'unità dei cattolici in
politica. Quanto all'Udc, non è un partito confessionale, è un partito laico di
ispirazione cristiana, che crede nella difesa della tradizione e dei valori,
così come nella modernizzazione del Paese e in un'economia liberale. Sbaglia
chi pretende di strumentalizzare i vescovi a proprio favore, vantando relazioni
in Vaticano. La nostra fede cristiana significa un impegno per la famiglia, per
la vita, per il bene comune. Non c'è scontro tra noi e i laici. L'unico scontro
è con il laicismo di chi pretende di tapparci la bocca. La casta dei politici,
poi quella dei manager pubblici, quella dei giornalisti e di mille altre
piccole e grandi lobby: c'è una possibilità reale di colmare le divisioni che
si sono create nella società italiana? C'è una sola possibilità: tornare al
merito come criterio esclusivo di promozione e affermazione sociale, a ogni
livello. Un criterio di giustizia nell'interesse del Paese, che può competere
sul mercato globale solo con la qualità. Proponiamo poi di sottrarre la nomina
dei direttori generali delle Asl e dei primari alla politica. La Sanità deve
servire i cittadini, non i partiti. Alla vigilia delle elezioni avete costituito
l'Unione di centro, ma in periferia, soprattutto per le amministrative, spesso
siete ancora uniti nella Cdl. Cosa succederà di questa nuova formazione? Io
sono rimasto dov'ero, al centro. Forza Italia e An si sono spostati a destra,
scegliendo l'asse privilegiato con la Lega e candidando i Ciarrapico e le
Mussolini. Tabacci, Baccini e Pezzotta, che si erano staccati dall'Udc, sono
tornati con noi condividendo la nostra scelta, e dopo il voto immagino una
costituente di centro per dare ancora più spazio a quest'area moderata,
moderna, europea. A livello locale, valgono le scelte dei nostri dirigenti:
laddove una coalizione ha governato bene, è giusto che continui.
( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di SILVIA BALDUCCI
Se votare si trasforma in un lusso, la democrazia inciampa. O forse è solo questione di burocrazia. Nell'era dell'alta tecnologia, agli italiani, infatti, piace
ancora la formula retrò. Si vota nel comune di residenza, costi quel che costi.
Ma chi vive all'estero? Neanche da immaginarsi la pratica spagnola del voto on
line. Ma nemmeno l'ipotesi meno avanguardista di recarsi al consolato.
Se non si è residenti all'estero, infatti, niente voto. Salvo, ovviamente, che
non se ne sia fatta richiesta in tempo utile. I giorni di preavviso necessario,
a sentire il Ministero, sono 90. Ma non è sempre facile. Anche nella provincia
di Pesaro sono in tanti a dovere, gioco forza, saltare le urne. Studenti,
lavoratori, ma anche turisti. Pesaresi in Europa e nel mondo che costretti al
bivio tra il rientro e l'astensione, opteranno per la seconda. Non esistono,
infatti, incentivi per agevolare i rientri. Niente riduzioni, o quasi, sui
trasporti. Per i viaggi aerei nessuno sconto, nemmeno sulla compagnia di
bandiera. Trenitalia, invece, qualche agevolazione la offre. Ma, ovviamente,
solo dalla frontiera italiana. Presentando il certificato elettorale l'azienda
accorda il 60% sulla tratta ordinaria. Bisogna però considerare il paese di
partenza. E non è un particolare ininfluente. "Avrei voluto votare, perchè
credo sia un mio diritto fondamentale - racconta Valentina Campomori, 26 anni
di Pesaro, che attualmente vive a Barcellona dove lavora da tempo - da subito
mi sono informata al consolato per poter votare da qua. Ma ero già fuori tempo
limite. Quale non residente, avrei dovuto fare richiesta mesi fa. L'unica
alternativa, dunque, sarebbe rientrare. Onestamente, anche per ragioni
economiche, ho scelto di rinunciare". Lo stesso ci racconta Elisa, 26
anni, ricercatrice presso un centro di ricerca a Barcellona. "Vorrei
votare ma non mi è possibile tornare a Pesaro. Considerata anche Pasqua alle
spalle, non è semplice ripartire, sia per questioni di costo oltre che di
lavoro". Anche Caterina Gallizioli, pesarese di 23 anni, attualmente in
Olanda, dove studia architettura grazie allo scambio europeo Erasmus, conferma:
"Se avessi potuto votare in ambasciata l'avrei fatto, ma non è possibile.
Per forza o volontà, quindi, rinuncerò al mio diritto". Ma non sono i soli
a dover cedere il passo. Le stesse ragioni spingeranno all'astensione Giulia Gaudenzi,
studente di architettura di 23 anni, da qualche mese a Barcellona. Per non
parlare, poi, di coloro che sono oltreoceano. I costi del rientro, infatti,
lievitano. Mauro Panunzi, 24 anni, nemmeno l'ha considerata l'ipotesi di
tornare. Da settembre, infatti, è in Australia dove resterà per pochi mesi
ancora. "Eppure se avessi potuto votare da qua l'avrei fatto - racconta -
a mio parere partecipare è fondamentale". Per quanto riguarda invece i
pesaresi residenti all'estero sono 217 su 16.706 quelli che hanno optato di
votare in Italia. Gli altri lo faranno per corrispondenza.
( da "Corriere di Bologna" del 12-04-2008)
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Corriere di Bologna
- BOLOGNA - sezione: 1APAGINA - data: 2008-04-12 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Il documento verrà presentato al rettore. Calzolari
pronto ad affrontare il nodo dello snellimento Ateneo, manifesto anti-burocrazia Crociata dei direttori di
dipartimento: le scartoffie frenano la ricerca di MARINA AMADUZZI Un documento
contro la "crescente degenerazione burocratica". Un appello pubblico
per avviare un dibattito in Ateneo e arrivare anche a proposte concrete.
Perché compilare all'infinto carte e moduli non è "solo una disfuzione e
un appesantimento della normale attività istituazionale ma la negazione stessa
della logica dell'eccellenza creativa". Così un gruppo di dieci
professori, direttori di dipartimento e non solo, ha firmato il manifesto
contro il burocratismo. ALLE PAGINE 2e 3.
( da "Corriere di Bologna" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere di Bologna
- BOLOGNA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-12 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE La crociata dei professori: liberateci dalla burocrazia Manifesto firmato da dieci
tra docenti e direttori di dipartimento Il destinatario è il rettore Pier Ugo
Calzolari che ha già annunciato di voler affrontare il tema della pratiche da
snellire Un documento contro la "crescente degenerazione burocratica
". Un appello pubblico per avviare un dibattito in Ateneo e
arrivare a proposte concrete per risolvere uno dei principali problemi. Perché
compilare all'infinto incartamenti non è "solo una disfuzione e un
appesantimento della normale attività istituazionale ma la negazione stessa
della logica dell'eccellenza creativa". Così un gruppo di professori,
direttori di dipartimento e non solo, ha firmato il manifesto contro il
burocratismo. Dal noto politologo Angelo Panebianco al presidente del Collegio
d'Eccellenza Paolo Leonardi, dal direttore di Italianistica Gian Mario Anselmi
a Roberto Balzani, presidente del corso di laurea a Ravenna. Contro il
moltiplicarsi di pratiche, firme, documenti, modu-li, che tolgono tempo
prezioso alla didattica e alla ricerca. "Non siamo contro la burocrazia, che è utile e necessaria - spiega Fulvio
Cammarano che guida il dipartimento di Politica, istituzioni e storia, tra i
promotori - ma contro la sua degenerazione, che è il burocratismo, uno
strumento attraverso il quale alcuni settori dell'Ateneo esercitano il loro
potere. Perché nell'era dell'informatizzazione ho dovuto scrivere almeno per 15
mila volte che sono nato a Casale Monferrato su ogni tipo di modulo e
richiesta? Non sarebbe più semplice assegnarci un codice che contiene tutti i
nostri dati?". "La privacy - aggiunge Andrea Battistini, già direttore
di Italianistica - ci vieta di pubblicare gli esiti degli esami in bacheca, ma
vieta anche di raccogliere pubblicamente le iscrizioni agli esami, un onere che
ricade ora sui docenti ". Si rivolgono al rettore, i firmatari, con un
documento che vuole essere preparatorio a una discussione più ampia sul tema
che investirà presto gli organi accademici. Perché se ci sono colpe e
responsabilità legate alla legislazione nazionale, è pur vero che l'Alma Mater
ci mette del suo. "A Bologna siamo più realisti del re - attacca
Battistini - è vero che esiste la legge sulle 120 ore di didattica, ma credo
che solo Bologna l'abbia ratificata ufficialmente". Insomma, fare i primi
della classe ha talvolta un costo che si ripercuote su chi l'Ateneo fa
funzionare. "Tutte le volte che un docente, o un ricercatore, tiene una
conferenza o partecipa a un convegno deve comunicarlo all'Ateneo compilando un
modulo, che riceva un compenso o meno - chiarisce ancora Alberto De Bernardi,
alla guida di Discipline storiche -. Ma a cosa serve, se non a produrre una
montagna di inutile carta?". "C'è un eccesso di procedure - aggiunge
Giovanni Zamboni (direttore di Fisiologia) - passiamo il nostro tempo a firmare
ed archiviare carte. Siamo circondati da personale tecnico-amministrativo di
qualità sommerso anch'esso dalla mole burocratica, mentre potrebbe concentrarsi
su attività più qualificate". Concorda Maurizio Sobrero, direttore di
Scienze aziendali, tra i firmatari come Giovannni Dore (Matematica), e pure lui
alle prese con l'inspiegabile ripetività di certi atti ("per tutti i
budget dipartimentali devo scrivere quanto personale ho, un dato che gli uffici
centrali conoscono meglio di me"). "La pratica di uno studente -
spiega - non viene firmata solo dal presidente del corso di laurea, come sarebbe
logico, ma deve passare dal consiglio del corso di studio prima e dal consiglio
di facoltà poi". "Per chiamare un traduttore o per acquistare un
computer devo fare un bando di gara - racconta De Bernardi -, così devo
investire tempo, persone, carte, un'assurdità". Che fare? Il professor
Cammarano un'idea ce l'ha. E guarda al Comitato per la legislazione, istituito
alla Camera dei deputati. "è un organo - spiega - che protegge i membri
dell'istituzione dagli eccessi di interpretazione delle norme. Si potrebbe
pensare a qualcosa del genere anche per l'Ateneo". Marina Amaduzzi.
( da "Corriere di Bologna" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere di Bologna
- BOLOGNA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-12 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE L'intervista Leonardo Zanetti, ricercatore di Diritto pubblico
"Basta adempimenti anche se la legge chiede di semplificare" Non
tutti gli atenei sono afflitti allo stesso modo dal mal di burocratismo.
"Quello di Bologna ha un atteggiamento un po' questurino, introduce
adempimenti non previsti dalla legge o che la legge stessa prevede di
semplificare". Parole di Leonardo Zanetti, ricercatore di diritto pubblico
e, in quanto esperto del funzionamento della macchina amministrativa,
consulente dei firmatari del documento. Dottor Zanetti, cosa intende dire?
"Faccio un esempio. Qualunque docente e ricercatore a tempo pieno quando
che scrive un editoriale deve darne comunicazione all'Ateneo. Ma nessuna norma
lo prevede". Ma perché succede questo? "Il nostro Ateneo non sfrutta
al meglio la sua autonomia, irrigidisce invece di semplificare. Forse perché ha
difficoltà a far circolare le informazioni o a favorire il dialogo. Visto che
il problema è segnalato da direttori di dipartimento perché non avviare ora una
riflessione?". Questo irrigidimento cosa provoca? "Prendiamo la
fascia del precariato della ricerca. La figura principale dello studioso non di
ruolo è l'assegnista di ricerca. Molti atenei hanno disciplinato questa figura
in modo da integrarla alla vita universitaria e consentirle di fare didattica.
Il nostro Ateneo è stato restrittivo per cui abbiamo studiosi, a volte di fama
internazionale, che non possono avere un corso intero, ma solo moduli".
Tutti sono vittime del burocratismo? "Mentre i direttori di dipartimento e
gli studiosi di peso risolvono comunque i problemi con due telefonate, è la
gran parte degli universitari a sobbarcarsi il peso del burocratismo ". Il professor Cammarano propone un organismo di protezione contro
gli eccessi della burocrazia. Cosa ne pensa? "Sarebbe fattibile. A livello nazionale si
sta cominciando ad usare uno strumento, l'analisi d'impatto della
regolamentazione, che fa simulazioni sull'impatto di nuove norme ". M.
Ama.
( da "Corriere del Veneto" del 12-04-2008)
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Corriere del Veneto
- VENEZIA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-12 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Giuseppe Bortolussi (Cgia) "Ho contestato Prodi vi dico perché
voto Walter" VENEZIA - "Walter Veltroni rappresenta una grande novità
dal punto di vista dell'attenzione alla piccola impresa artigiana. Nel
programma del Partito Democratico ci sono molte cose nuove, soprattutto in tema
di fisco". Giuseppe Bortolussi, leader degli Artigiani di Mestre e
assessore nella giunta Cacciari, non ha mai risparmiato critiche al governo
Prodi, reo di "non aver capito l'imprenditoria diffusa che crea ricchezza,
la distribuisce, consuma e dà lavoro" di questa parte d'Italia. Eppure
oggi spezza una lancia a favore di Veltroni e del Pd. Quasi un appello al voto
rivolto al mondo della piccola impresa artigiana, in Veneto storico bacino
elettorale del centrodestra. Veltroni ha detto che è caduto il muro che
divideva il centrosinistra da questa parte del Paese. è passato, secondo lei,
l'appello del Pd ai ceti produttivi del Veneto? "Secondo me sì, perché il
messaggio è molto chiaro. In Veltroni c'è un coraggio delle parole e delle idee
che è notevole, a cui non può non seguire il coraggio dei fatti. Lo conosco da
anni, e posso dire che è sincero fino all'ingenuità". Cosa la convince del
candidato premier e del suo programma? "L'attenzione genuina al mondo
della piccola impresa artigiana, per anni bistrattato. Un programma che punta
al cuore della questione: meno tasse, meno burocrazia, riqualificazione della spesa
pubblica, liberalizzazioni, privatizzazioni, federalismo solidale, sicurezza.
Sentire dire da Veltroni che bisogna "pagare meno per pagare tutti" e
che non si deve scegliere tra dipendenti e autonomi perché entrambi sono
lavoratori che contribuiscono alla crescita del Paese, è un cambio di
passo radicale. Io sono uno che si è riavvicinato alla politica, da cui era
stato deluso, grazie a Veltroni". In Veneto però è ben radicata la
convinzione che il centrosinistra sia statalista e amico delle tasse. "Noi
veniamo da una brutta esperienza con Visco, in cui abbiamo sofferto molto. Solo
l'intervento dei parlamentari veneti evitò il peggio, rendendo l'introduzione
dei nuovi indicatori di normalità economica meno penalizzanti per i lavoratori
autonomi. Ero in prima linea con Cacciari quando si è trattato di fare la
battaglia contro la revisione degli studi di settore: oggi dico con altrettanta
chiarezza che l'attenzione che Veltroni e il Pd rivolgono alla piccola impresa
del Nord è una novità vera e importante." Alessandro Zuin Ex pasionario
Giuseppe Bortolussi voterà Pd.
( da "Campanile, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lea Vendramel Pd, di
tutto un po' Doveva essere la novità, ma le facce e le contraddizioni sono
sempre le stesse Rinnovamento. È la parola d'ordine lanciata dal Partito
democratico in questa campagna elettorale. È il motore della sua azione
politica. È ciò che ha guidato ogni passo compiuto dai democratici nelle ultime
settimane. Dalla decisione di correre da soli alla composizione delle liste,
dal programma al modo di condurre la campagna elettorale. Ma a ben guardare
quelli che a piazza Sant'Anastasia vogliono far passare in tutti i modi come
segni tangibili della novità rappresentata dal Pd, nascondono in realtà
risvolti che tanto nuovi non sono. Innanzitutto, la corsa solitaria. Decisa per
non ricadere nell'eterogeneità dell'Unione e non ritrovarsi stretti tra
mediazioni continue che alla fine snaturano l'azione politica, è stata
perseguita solo a metà. Il Pd, infatti, prima ha stretto un accordo con
l'Italia dei valori di Di Pietro, poi ha imbarcato una rappresentanza radicale.
È evidente, quindi, che l'obiettivo di evitare contraddizioni non è stato
centrato. Non sarà facile, infatti, far convivere le spinte laiciste dei
radicali con le inclinazioni cattoliche dei teodem. I dissensi si sono già
fatti sentire. E, senza dubbio, sono destinati a riproporsi in maniera ancor
più intensa tra i banchi del Parlamento. Quando si discuteranno i temi
cosiddetti eticamente sensibili, come potranno essere conciliate le idee di
Paola Binetti con le posizioni di Emma Bonino? E non sono le sole
contraddizioni con cui i democratici dovranno fare i conti. Perché, sempre
spinto dal desiderio di rinnovamento unito alla ferma convinzione della
necessità di rappresentare la società in tutte le sue sfaccettature, al momento
della stesura delle liste, lo stato maggiore del Pd è andato a pescare negli
ambienti più disparati. Così, dovranno lavorare gomito a gomito operai,
precari, imprenditori, sindacalisti, militari e magistrati. Ognuno di loro ha a
cuore delle battaglie che difficilmente coincidono con quelle degli altri. Un
assaggio di quello che potrebbe verificarsi una volta varcate le porte del
Parlamento, si è già avuto. Nei giorni scorsi, il generale Mauro Del Vecchio,
ha scatenato un putiferio dichiarando che "i gay sono inadatti
all'esercito". Nonostante lui abbia ritrattato e il Pd abbia preso le
distanze dalle sue affermazioni, è legittimo chiedersi come potranno convivere
lui e la portavoce del Tavolo omosessuali, candidata nel Pd, Paola Concia. E
soprattutto è legittimo chiedersi: ma non si voleva evitare l'eterogeneità?
Quanto al programma in dodici punti, più che nuovo da molti è stato definito
copiato, una riproposizione di quello del Pdl. Ma al di là di questo,
colpiscono soprattutto i buoni propositi sbandierati dal candidato premier del
Pd, Walter Veltroni, in queste settimane. Promette 100.000 nuove case popolari,
5.000 leggi in meno entro il 2008 e un bonus di 600 euro annui alle famiglie
con due figli e un reddito fino a 18mila euro. Ai grandi
numeri annunciati su edilizia popolare e burocrazia fanno da contraltare cifre decisamente contenute per aiutare le
famiglie. Crede davvero il leader del Pd che basteranno 50 euro al mese per
risolvere i problemi delle famiglie che faticano ad arrivare alla fine del
mese? Crede davvero di voltare pagina in questo modo? Forse, questo
nuovo tanto nuovo non è. (12-04-2008).
( da "Tempo, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stampa Il fisiatra,
Sandro Gentili Riabilitazione, un ambulatorio in ogni Asl per vincere tutte le disabilità
La fisioterapia per i malati di Parkinson è come il pane. Sandro Gentili,
fisiatra, ricercatore all'Università di Roma Tor Vergata, medico volontario e
referente della Regione Lazio per l'Aip, è il coordinatore nazionale per lo
studio delle malattie extrapiramidali della Società italiana di Medicina Fisica
e Riabilitativa. Soddisfatto dell'assistenza pubblica regionale? Le Regioni
garantiscono quel che possono, ma dover aspettare tre mesi per una visita
domiciliare è troppo. Credo, e mi sto impegnando per questo, che occorra una
normativa nazionale per allargare la possibilità della presa in carico totale
del paziente. Quindi meno burocrazia, maggior numero di centri. Sì, ma anche équipe (fisiatra,
logopedista e fisioterapista) a disposizione del malato. In ogni regione
l'assistenza ai parkinsoniani (e a tutti i pazienti con disagi motori) non può
prescindere dalla presenza e dalla distribuzione sul territorio di chi ha
bisogno di cure. Anche i Comuni vanno sensibilizzati. Occorrerebbe un
ambulatorio attrezzato in ogni Asl. La ricerca e la tecnologia forniscono
risposte adeguate ai malati? L'industria si muove sulla base dei livelli
essenziali di assistenza. Impoverimento del movimento, disturbi posturali. Come
ci si riabilita? Nei laboratori di "terapia occupazionale" si
ricostruiscono parti che simulano gli ambienti di vita quotidiana (dalla cucina
di casa, alla scrivania dell'ufficio). Il movimento involontario è perduto,
l'automatismo tende a essere dimenticato. Attraverso strumenti a biofeedback,
che segnalano con suoni e luci la postura corretta o l'esecuzione del movimento
giusto, il malato, con una grande di forza di volontà, si riprende quello che
la malattia gli ha rubato. a.f.
( da "Tempo, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stampa Tuscolana,
dilagano i vu cumprà I negozianti di via Tuscolana non ce la fanno più. La protesta
contro gli ambulanti abusivi va ormai avanti da oltre un anno. Sono state
raccolte firme, gli esercenti sono stati convocati, ricevuti e rassicurati
dall'amministrazione locale e centrale. Ma sono trascorsi mesi senza che
accadesse nulla. La speranza è diventata rabbia e questa si è trasformata in
rassegnazione. E la consolare, ormai, nel tratto compreso tra il Quadraro e
Cinecittà, si è trasformata in un "suk". Le bancarelle abusive, in un
qualsiasi giorno della settimana, sono centinaia. Di domenica, poi, coi negozi
chiusi, venditori asiatici, africani e qualche italiano, occupano con i loro
banchi di cartone ogni metro quadrato di marciapiedi a disposizione. Tra la
distesa di merce e le serrande dei negozi resta meno di un metro per passare. I
vigili urbani, "per mancanza di uomini, mezzi, e a causa dell'impossibile burocrazia che si mette in moto ogni volta che si sequestra merce a un
abusivo - spiegava sei mesi fa a Il Tempo il comandante del X Gruppo della
Municipale Paolo Bernardi - sono costretti a concentrarsi sui problemi legati
alla viabilità". Per gli abusivi, dunque, tranne qualche sporadico
episodio, il campo è libero. Con le serrande degli esercizi commerciali
abbassate, inoltre, e i negozianti a pregare gli abusivi di non montare il banchetto
proprio davanti alle vetrine, la strada diventa una fiera di bigiotteria
spiccia, di occhiali da sole da 1 euro, di magliette e pedalini, di borse e
cappelli che "se un tempo - spiega Gina M., una signora bionda sulla
cinquantina, mentre infila un paio di occhiali che sembrano Gucci - potevano
essere considerati prodotti usa e getta, ora solo solo usa.., e chi li getta!
Del resto - continua Gina - meglio avere nel cassetto tante cose, anche se di
scarsa qualità, che poche o nessuna per via delle ristrettezze
economiche". Ma anhe i giovani e giovanissimi si danno da fare intorno ai
banchi. Un gruppetto di adolescenti, due ragazzi e tre ragazze raccontano in
coro: "è bello avere una cosa firmata, ma puoi permetterti giusto quella
che ti regalano i genitori alle feste o per il compleanno. Sulle bancarelle
trovi cappelli e magliette che anche se sono false assomigliano "'na
cifra" a quelle vere... e poi da lontano chi se ne accorge!". Due
generazioni a confronto, due diverse testimonianze che bastano a far insorgere
i commercianti, categoria, sulla Tuscolana come in altre zone della Capitale,
già penalizzata dai centri commerciali che si diffondono a macchia d'olio.
Alessandro e Daniele Moroni, che gestiscono uno storico bar sul lato sinistro
della strada, sei mesi fa parlavano di un calo del 50 per cento di incassi.
"Ora - spiega Alessandro - la situazione si è stabilizzata, ma la ressa
degli ambulanti e la mancanza di parcheggi certo non giova agli affari". E
si tratta di un bar, un tipo di esercizio che non deve combattere la
concorrenza degli ambulanti. Ma Franco Cocco e Giovanni Terracina, invece sì,
perché sono titolari di negozi d'abbigliamento: "Gli abusivi ci stanno
rovinando nella completa indifferenza delle istituzioni. Questa gente non paga
né l'occupazione di suolo pubblico, né emette scontrini fiscali. Noi sì. Non
solo vendono roba di scarsa qualità o falsa, ma possono permettersi di verderla
a pezzi stracciati. è una concorrenza sleale contro cui non siamo tutelati. E
ci tocca pagare anche l'aumento della tassa sui rifiuti a causa della
sporciazia che lasciano sui marciapiedi". Mat. Vin.
( da "Libertà" del 12-04-2008)
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35 NECROLOGIE sabato
12 aprile
( da "Websim" del 12-04-2008)
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NOTIZIE FLASH 12
Aprile 08 ora 11:40 FACTBOX - Voto, programmi: idee in ordine sparso per la
cultura 12 aprile (Reuters) - Gli italiani andranno alle urne il 13 e 14 aprile
prossimi per le elezioni politiche. Ecco di seguito i punti programmatici sulla
cultura delle principali formazioni politiche che parteciperanno alle elezioni.
LA DESTRA Le proposte de La Destra, che candida premier Daniela Santanchè,
vanno tutte nella direzione della valorizzazione dell'identità italiana del
patrimonio artistico e culturale. Il partito propone: - capitalizzazione
turistica del patrimonio culturale italiano, non sufficientemente valorizzato;
- incremento della produzione cinematografica italiana per tornare ad avere
film di serie A; - valorizzazione delle nuove professioni creative attraverso
l'istruzione; - promozione della sinergia pubblico/privato sul finanziamento
alle opere artistiche. PARTITO DEMOCRATICO Nel suo programma il Pd - che
candida premier Walter Veltroni ed è coalizzato con l'Italia dei Valori di
Antonio Di Pietro - promette di riformare l'intero sistema culturale. Tra le
proposte: - realizzazione di concorsi di idee e di commissioni pubbliche di
nuove opere artistiche, architettoniche e urbanistiche in tutto il territorio
nazionale; - accrescere l'autonomia e premiare l'imprenditorialità delle
organizzazioni culturali e introdurre sistemi di valutazione, per massimizzare
gli effetti dei finanziamenti pubblici nel settore; - istituire il Centro
nazionale per il cinema e l'audiovisivo, per razionalizzare e semplificare il
sistema pubblico di sostegno e promozione dell'intero settore, passando
dall'attuale frammentazione delle competenze amministrative ad una gestione
unitaria; - destinare una quota del 2% dell'intero fatturato pubblicitario
delle reti televisive al finanziamento di produzioni audiovisive,
cinematografiche, teatrali e musicali di qualità attraverso l'istituzione di un
Fondo di finanziamento pari a circa 100 milioni di euro; -
snellire e velocizzare la burocrazia che rallenta l'azione delle imprese culturali, mettendo in atto
una politica di defiscalizzazione ed elaborando leggi non conflittuali; -
stabilire i profili professionali di chi lavora nelle industrie culturali,
affrancandoli dalla condizione di precariato; - affrontare la materia
dei diritti d'autore considerando l'artista e il creativo lavoratori a tutti
gli effetti, con i loro doveri e i loro diritti; POPOLO DELLA LIBERTA' Le
proposte della formazione che candida premier Silvio Berlusconi - coalizzata
nelle regioni settentrionali con la Lega Nord e nelle regioni meridionali con
il Movimento per l'Autonomia - sono: - legge quadro sullo spettacolo dal vivo;
- linee-guida per la riforma delle fondazioni lirico sinfoniche; - pacchetto
welfare per i lavoratori dello spettacolo per una tutela delle autorialità e
delle professionalità di chi lavora nel settore (indennità di disoccupazione
mediante assicurazione, infortuni sul lavoro, maternità, deducibilità integrale
dal reddito imponibile degli operatori dello spettacolo di tutte le spese
sostenute per la realizzazione degli spettacoli, versamenti volontari per il
raggiungimento delle 120 giornate di lavoro prestato quale minimo annuo di
prestazione ai fini previdenziali); - interventi per lo sviluppo del cinema
italiano; - fiscalità e mecenatismo per la cultura, lo spettacolo, le arti. -
estensione dello spettro dell'offerta culturale e stimolo della creatività
giovanile; - massima libertà alle imprese, con particolare sostegno
all'innovazione e all'internazionalizzazione: l'intervento del
"privato" deve integrare il sostegno "pubblico", e le
progettualità artistiche devono essere collegate alle dinamiche del mercato
garantendo competitività e libera concorrenza (quindi: sgravi fiscali,
incentivi economici, tax shelter, crediti di imposta, detassazione di entrate e
proventi finalizzati alla gestione/svolgimento di attività di spettacolo, sia
per gli operatori che per gli esterni al settore); - analisi dell'efficienza ed
efficacia dell'intervento della mano pubblica, ex-ante ed ex-post; -
eliminazione delle pratiche assistenziali e razionalizzazioni degli enti
pubblici culturali; - centralità della funzione di formazione, ricerca e
sperimentazione dei finanziamenti pubblici: alto livello di qualificazione professionale
e di specializzazione con il coinvolgimento di poli formativi, università, enti
di alta formazione, istituti di specializzazione; - promozione delle
"cittadelle della cultura e della ricerca", con il concorso del
pubblico e dei privati, per lo studio delle eccellenze italiane e lo sviluppo
di piani e strategie per la valorizzazione delle produzioni tradizionali.
SINISTRA ARCOBALENO La principale proposta della formazione in cui sono
confluiti Rifondazione Comunista, Verdi, Sinistra Democratica e Comunisti
Italiani che candida premier Fausto Bertinotti è di portare l'insieme degli
investimenti nella cultura dall'attuale 0,26% circa, almeno all'1% del Pil e di
attuare politiche pubbliche che garantiscano a tutti, soprattutto ai giovani,
il diritto di accesso alla produzione della cultura e il diritto di accesso
alla sua fruizione. In particolare nel suo programma la Sinistra l'Arcobaleno
propone di: - favorire e sostenere economicamente la produzione indipendente e
quindi la pluralità dell'espressione e dell'offerta culturale; - creare spazi
pubblici di produzione, sperimentazione, riflessione, ricerca, incontro,
utilizzando strutture pubbliche, a partire dalle scuole, garantendone
l'apertura e l'utilizzo a tempo pieno; - incentivare programmi di promozione
del libro e della lettura; - contrastare con normative antitrust i monopoli nei
settori della musica, del cinema, dell'audiovisivo, dell'editoria e rivedere le
norme sul diritto d'autore; - ridurre l'Iva al 4% per tutti i prodotti e le
attività culturali; - prevedere interventi economici e prezzi ridotti per i
giovani e le classi più disagiate per concerti, teatri, cinema, mostre,
biblioteche, musei, archivi; - riconoscere il lavoro creativo e artistico in
tutte le sue fasi: ammortizzatori sociali, malattie del lavoro, gravidanza,
pensioni; - riconoscimento del periodo di non lavoro come periodo di lavoro e
quindi come tale retribuito; - garantire che il rispetto del contratto
nazionale di lavoro è requisito per accedere a qualsiasi forma di finanziamento
pubblico; - affermare il valore pubblico del bene culturale in tutte le sue
espressioni, finalizzato alla crescita politica, sociale, culturale e
democratica dei cittadini attraverso una conferenza nazionale con il
coinvolgimento di tutti i soggetti portatori di interessi: Stato, Regioni, enti
locali, associazionismo; - ridare un ruolo centrale alle Soprintendenze, sempre
più emarginate nell'esercizio della tutela. UDC Nel programma dell'Unione di
Centro - che candida premier Pierferdinando Casini - non vi sono proposte in
tema di cultura. Non è stato possibile, dopo diversi contatti, ottenere i punti
programmatici da parte del partito. ((Silvia Molteni, in redazione a Milano
Emilio Parodi, Reuters Messaging: silvia.molteni.reuters.com@reuters.net +3902
66129 720, italy.online@news.reuters.com)).
( da "Virgilio Notizie" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
(REP.) Quasi 800 le
persone che hanno smarrito a Bologna il documento postato fa da APCOM ARTICOLI
A TEMA Altri Quelli che hanno ricevuto la scheda elettorale, ma poi l'hanno
smarrita, solo a Bologna sono
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
12-04-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))
Argomenti: Burocrazia
Primo Piano Pagina
104 Il Pdl: "Prima l'Italia, poi la Regione" L'appello finale dei big
in Sardegna: vinceremo per cambiare --> L'appello finale dei big in
Sardegna: vinceremo per cambiare Il sottofondo musicale, un aperitivo per
scaldare il padiglione umido della Fiera e l'entusiasmo dell'ultimo giorno di
scuola. La campagna regionale del Pdl si è chiusa ieri notte a Cagliari tra
centinaia di persone in festa per la scommessa che il centrodestra proverà a
vincere tra domani e lunedì. Molti sostenitori ma pochi big, complici gli
ultimi comizi in giro per la Sardegna e anche la voglia di non perdere un fiato
del duello televisivo (a distanza) tra Berlusconi e Veltroni. È il sindaco
Emilio Floris a prendere per primo il microfono in mano: "Come si può dire
che i programmi del Pdl e del Pd sono uguali?", si è chiesto. "Se
anche ci fossero punti convergenti, la grande differenza sta nello spirito con
cui si fa politica. Per noi la politica è un servizio verso il Paese, verso la
gente". Non può mancare l'altra faccia della medaglia: "Per il
centrosinistra è solo un modo per portare lo Stato a dominare gli italiani, con un apparato di burocrazia che vigili sulla società". Arriva anche l'affondo contro la
Giunta regionale di Renato Soru: "Solo nell'edilizia e solo nell'ultimo
trimestre del 2007 si sono persi settemila posti di lavoro. E i dati
sull'occupazione nell'Isola sono falsati dalle decine di migliaia di giovani
che hanno ormai rinunciato a cercare lavoro". Accanto al primo cittadino,
Ada Lai, prima donna in pista per la Camera, crede nella "forza del Pdl,
che ridarà fiducia e speranza agli italiani. Ci riprenderemo il Parlamento e la
Regione". PISANU E PILI A SORSO Il capolista al Senato Beppe Pisanu ha
scelto Sorso per chiudere la campagna elettorale. Insieme agli amministratori
locali del nordovest ha rilanciato la scommessa del Pdl "per cambiare
l'Italia". Attenzione calibrata sul concetto "dell'insularità della
Sardegna, uno svantaggio naturale che lo Stato ha il dovere di attuare con
interventi adeguati, di carattere fiscale e finanziario". Anche il primo
sardo nella lista per la Camera Mauro Pili ha partecipato all'incontro
elettorale di Sorso: "L'obiettivo principale è quello di liberare l'Italia
dalle imposizioni di Prodi e la Sardegna dalla politica dei divieti e dei
vincoli di Soru". Nel mirino dell'ex presidente della Giunta c'è "la
necessità di ridare all'Italia e alla Sardegna la speranza persa negli ultimi
anni. Il voto al Pdl cancellerà tutti i disastri nazionali e regionali".
LE ASPETTATIVE DI MASSIDDA Piergiorgio Massidda tira il fiato dopo l'apnea per
la corsa al voto: "La gente che abbiamo incontrato nel corso di questa
massacrante campagna elettorale ci ha chiesto di tornare a governare". Per
il coordinatore regionale di Forza Italia la situazione è difficilissima:
"Dovremo provare a emulare il cittadino medio, che riesce a far quadrare
il bilancio familiare con pochi euro, senza far mancare nulla alla propria
famiglia". Il senatore azzurro mette al centro del suo programma "la
Sardegna e il lavoro", perché "dobbiamo salvare gli attuali posti e
crearne altri, defiscalizzando le imprese che assumono stabilmente". Anche
lui calca l'accento "sul riconoscimento del concetto di insularità".
Il leader di Forza Italia vede poi "la necessità di cancellare uno
svantaggio oggettivo con adeguate misure". Altri punti determinanti nei
piani di Massidda "l'accesso al credito da parte delle aziende sarde"
e la necessità di rivedere l'accordo sulla sanità: "La Sardegna sopporta
costi spaventosi e i servizi stanno calando di qualità". LE PRIMARIE
Massidda lancia anche un messaggio in vista delle regionali dell'anno prossimo:
"Sarà opportuno procedere con le elezioni primarie per la scelta del
candidato. Occorre trovare un nome che coinvolga davvero la gente del
Pdl". "L'ORA DI CAMBIARE" Il candidato al Senato Mariano Delogu
è certo che il voto dirà Pdl: "Abbiamo mandato a casa Prodi, impediremo a
Veltroni di arrivare a Palazzo Chigi e tra un anno spediremo a casa anche
Soru". Il leader di An ammette che "negli anni non sono mancati gli
errori, ma il centrodestra ha sempre mostrato con i fatti di poter raggiungere,
e di far raggiungere, risultati positivi al Paese". La dimostrazione
arriverebbe "anche dalla continua rotazione di candidati premier sul
fronte del centrosinistra-Pd: "Prima Prodi, poi Rutelli, poi di nuovo
Prodi, e ora Veltroni". L'AUSPICIO DI NIZZI L'ex sindaco di Olbia Settimo
Nizzi ieri ha scelto di chiudere la campagna elettorale tra le mura amiche.
Festa in piazza Regina Margherita, con la partecipazione di tutti i sindaci
galluresi del centrodestra: "Chiedo a tutti i sardi di andare a votare in
massa", è l'appello del candidato alla Camera, "per dare una risposta
positiva alla voglia di cambiamento che alberga in tutti noi". Nizzi si
prepara a fare le valigie per Roma ma punta lo sguardo anche verso Cagliari:
"Dobbiamo cancellare il modo di governare che ci è stato imposto dal
centrosinistra, sia a livello nazionale che regionale. Ora comincerà una nuova
stagione: ridarà speranza a tutti gli italiani prima e ai sardi tra un
anno". I PIANI DELL'ATTORE Si è dato da fare Luca Barbareschi, che ha
girato in lungo e in largo la Sardegna per superare i mugugni sulla sua
candidatura da "straniero": "Mi piace molto fare la campagna
elettorale sul territorio. È vero, non sono sardo, ma farò il parlamentare
della Sardegna. Forse più di altri che sono nati qui". Per sostenere
questa intenzione, l'attore rivela un suo progetto: "Vorrei creare una
task force tra i parlamentari sardi, che si riunisca ogni 7-10 giorni per
verificare l'attuazione delle proposte per l'Isola". Barbareschi però
conferma anche una sua aspirazione personale: "Provocatoriamente, ma non
tanto, dico che mi auguro di fare il ministro della Cultura. Chi ha un curriculum
come il mio? Parlo quattro lingue, ho avuto successo in Italia e negli
Usa". Di certo "non andrò alla Camera come uno dei tanti peones . Se
vedessi che non posso fare niente, prenderei in considerazione l'idea di
lasciare". L'APPELLO DELL'MPA Intanto il leader del Movimento per
l'autonomia-Alleanza per il Sud Raffaele Lombardo lancia l'appello finale prima
del voto: "È il momento della scelta. Dopo settimane di appassionante
campagna elettorale nelle piazze, nelle strade, a stretto contatto con i cittadini
delle regioni meridionali è arrivato il tempo del voto". L'Mpa "si
presenta con l'unica proposta politica capace di riportare il Sud al centro
della scena politica nazionale, dopo decenni di abbandono da parte dei governi
che si sono succeduti nella gestione del potere romano". Nel mirino
finiscono anche le classi politiche locali: "Hanno barattato una vera
azione a difesa degli interessi del Sud con le loro comode rendite di posizione
personale". Ieri il fronte regionale dell'Mpa ha chiuso la campagna a
Quartu con un'iniziativa del gruppo giovanile (guidato da Oriana Bernardi e
Francesco Atzori). Il coordinatore dell'Mpa Angelo Atzori vede nel voto alle
politiche "l'inizio di una lunga marcia verso le regionali del 2009".
GIULIO ZASSO.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
12-04-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))
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Prov Ogliastra
Pagina 6026 Tortolì Agonia infinita di un Consorzio decotto Tortolì -->
Mentre l'Unione dei Comuni ottiene risorse e comincia a offrire servizi in
forma associata, altri enti, abbondantemente decotti, restano in vita solo
grazie al respiratore artificiale. È il caso - ormai di scuola - del Consorzio
di bonifica Ogliastra, che da anni è retto da un ingegnere, Antonio Farina,
commissario straordinario nominato dalla Regione "riscontrata
l'impossobilità di attivare il procedimento elettorale per la nomina degli
organi di ordinaria amministrazione". Il funzionario, visto che la
situazione non si sblocca, resterà ancora in sella per sei mesi. La delibera di
proroga è stata assunta dalla Giunta regionale il 1 aprile scorso, ma non si
tratta di una bugia. Il fatto è che l'assessore all'Agricoltura Francesco
Foddis ha dovuto chiedere la proroga perché la legge di riforma dei Consorzi di
bonifica è ancora arenata in Consiglio regionale. Una commissione l'ha votata,
l'altra no. E prima di smantellare un pezzo di inservibile burocrazia ci pensa su e riflette,
indugia e nei limiti del possibile rinvia Da tempo immemorabile non si ha più
notizia di un'iniziativa forte e autorevole firmata dal Consorzio di bonifica.
L'unica cosa rimasta perfettamente in funzione è la riscossione dei tributi da
parte dei proprietari di terreni. Che pagano cifre sostanziose anche se
nelle loro proprietà non è mai arrivata una goccia d'acqua e il sistema
d'irrigazione è rimasto un'utopia. Le proteste registrate finora non sono
servite a nulla. Il mummificato Consorzio di bonifica resta ancora in piedi,
aspettando un'eutanasia che nessuno del palazzo finora ha avuto il coraggio di
praticare.
( da "Riformista, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Metropoli cinesi il
più clamoroso caso di corruzione nasconde una sfida tra città Si chiude in tribunale
l'età dell'oro di Shanghai Ultimo atto della guerra tra i clan di Jiang Zemin e
di Hu Jintao Diciotto anni di carcere a Chen Liangyu, 61 anni, ex-segretario
del Partito a Shanghai, il più importante quadro ad essere processato per
corruzione ed abuso di potere negli ultimi dieci anni. Una sentenza
relativamente modesta, dato che, secondo la legge cinese, episodi di corruzione
della severità di questo tipo ora possono essere puniti anche con la pena di
morte. La caduta di Chen è stata spettacolare, così come spettacolare era stata
la sua ascesa, e l'ascesa di alcuni dei progetti più ambiziosi di Shanghai: il
caso di corruzione che ha travolto la città infatti ha toccato una quindicina
di quadri di Partito, promotori immobiliari e uomini d'affari, portando dietro
le sbarre anche Yu Zhifei, il padre della Formula Uno a Shanghai, con la stessa
accusa di corruzione e speculazione immobiliare. Molti commentatori trovano che
la condanna, così come lo scandalo stesso, siano legati tanto alla gravità dei
fatti stessi quanto alle fortune alterne di cui godono le diverse fazioni
politiche all'interno del Partito Comunista Cinese. Il caso, infatti, è venuto
alla luce non appena la "fazione di Shanghai", guidata
dall'ex-Presidente Jiang Zemin, è passata in secondo piano, con l'ascesa al
potere dell'attuale Presidente Hu Jintao e del Primo Ministro Wen Jiabao. Jiang
stesso del resto era salito al potere trascinando nella polvere l'allora
sindaco e segretario del Partito di Pechino, Chen Xitong, caduto in disgrazia
nel 1995 e finito in carcere per sedici anni nel 1998. Anche in quel caso, per
corruzione e collusione con gruppi di promotori immobiliari, che, nell'attuale
fase di transizione dell'economia cinese, sono un ibrido fra lo statale ed il
privato. Tramite un complicato sistema in cui si rendeva garante per prestiti
non ortodossi a gruppi immobiliari - utilizzando nientemeno che i fondi
pensione cittadini - Chen ha intascato circa 200 mila euro in bustarelle, in un
giro di danaro complessivo di circa 250 milioni di euro (30 miliardi di yuan).
Tutto cominciò venti anni fa, quando Chen era ancora soltanto a capo del
distretto di Huangpu, uno dei più chic della metropoli, e cominciò a provare
gusto per la piccola corruzione quotidiana. Che è andata aggravandosi man mano
che il nostro scalava i gradini del potere municipale: una volta sindaco,
infatti, Chen cercava apertamente di favorire il gruppo Shanghai New Huangpu e
la locale squadra di calcio, la Shanghai Shenghua, entrambi coinvolti in giri
di milioni per compensazioni per edifici demoliti o non utilizzati, e sussidi
fiscali. L'agenzia di stampa Nuova Cina, nel dare notizia della condanna, ha
anche specificato che Chen ha messo pressione sui suoi familiari affinché
restituissero il maltolto, guadagnandosi una pena meno severa. Finisce così il
periodo più scatenato di Shanghai dal dopoguerra ad oggi, quando, con la
"fazione di Shanghai" al potere (anche il primo ministro Zhu Rongji,
per quanto si fosse fatto paladino della lotta alla corruzione con alterni
successi, era infatti di Shanghai) l'intera città è stata travolta
dall'esuberanza immobiliare e dai progetti spettacolari, senza che fosse
possibile ad alcuno porre domande sulla trasparenza di quanto stava avvenendo.
Giornalisti nazionali e stranieri erano incoraggiati a scrivere articoli sulla
corruzione e sul ruolo positivo del Partito nello sgominarla, ovunque nel paese
tranne che a Shanghai, dove, ufficialmente, corruzione non c'era. Come nei
romanzi di Qiu Xiaolong, il principale giallista cinese, originario proprio di
questa città. Ma una volta di più, com'è del resto inevitabile, l'intera saga
riporta in auge la leggendaria rivalità fra Shanghai e Pechino, fra la
"hai pai"- la fazione, o la moda Shanghaiese - e la "guan
pai" - ovvero, fazione o moda "ufficiale", burocratica,
terminologia che indica la capitale. Shanghai è la capitale sempre moderna
degli scambi e degli incontri, figlia "bastarda" di una Cina aperta
alle influenze straniere, dalla cucina alle danze al modo di fare rapidissimo commercio.
Fiera di sé, ma disprezzata a nord, nel regno della burocrazia, per essere priva d'anima,
votata più ai soldi che non alla politica e alla cultura. Stereotipi entrambi,
lungo i quali da decenni si scontrano fazioni politiche, burocratiche e
commerciali, ma che parlano anche delle due caratteristiche contradditorie
della Cina contemporanea, che ora vuole aprirsi al mondo, ora vuole
guardarsi dentro ed esaltare una grandezza nazionale "pura",
intoccata dallo straniero. Ilaria Maria Sala 12/04/2008.
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lettere Risorse
crescenti nella sicurezza Filippo De Luca Amministratore Delegato Metronapoli SpA
La lettera della Sig.ra Maria Grazia Maglione pubblicata lo scorso 8 aprile dal
titolo "La metropolitana senza sorveglianza" ci offre l'opportunità
per indicare l'impegno messo in campo da Metronapoli per la sicurezza.
Metronapoli negli ultimi anni ha investito risorse crescenti in tecnologie e
uomini: tutte le nostre stazioni e i nostri treni sono monitorati con sistemi
di videosorveglianza collegati con la nostra Centrale Operativa di Colli Aminei
e con la Centrale Operativa della Polizia. Banchine, ascensori, scale mobili,
treni sono costantemente tenuti sotto controllo; prova ne sono i numerosi
interventi delle forze dell'ordine prontamente da noi allertate. Altrettanto
significativo il nostro impegno per gli addetti alla sicurezza: gli agenti di stazione
e i vigilantes, con molte squadre di agenti cinofili presidiano stazioni e
treni; tale vigilanza è intensificata nelle ore notturne e nei week end. Queste
iniziative, che assorbono oltre il 10% del nostro fatturato, hanno determinato
una significativa riduzione degli eventi criminosi: dai 150 del 2004 ai circa
100 del 2007. Questo il nostro impegno, e, consapevoli delle
"difficoltà" del nostro territorio, continuerà ad essere implementato
in stretta collaborazione con le forze dell'ordine. Sono certo che queste
notizie daranno più tranquillità alla signora Maria Grazia Maglione e ai
tantissimi utenti del sistema Metronapoli. Anm, corse soppresse solo l'autista
sapeva Alberto Maccarone - NAPOLI Il 22 marzo, in mattinata, al Vomero, ho
utilizzato la linea V1. Ho chiesto all'autista la frequenza delle corse, mi ha
detto che sarebbe stata regolare in mattinata mentre dalle 16 non ci sarebbero
state corse per mancanza di vetture. Nel complesso ho una positiva immagine
dell'Anm e la notizia mi é sembrata inattendibile. Il pomeriggio sono quindi
uscito di casa; prima ho telefonato al numero verde dell'Anm, l'operatore mi ha
comunicato che il servizio era regolare. Alle
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Bassano"Crediamo
fortemente in un'Italia federale". L'hanno ribadito più volte Giampaolo
Lorenzato de "La Destra" e il portavoce provinciale Domenico Obrietan
nell'accogliere Giancarlo Pagliarini, candidato alle prossime elezioni al senato
oltre che ministro dell'economia nel primo governo Berlusconi. L'incontro con
gli elettori, tenutosi giovedì pomeriggio in sala Tolio, dal titolo
"Federalismo fiscale e autonomia regionale", era
puntato sull'insostenibilità di tasse e burocrazia."Nella classifica mondiale della libertà economica, secondo
la Heritage Foundation, l'Italia non è che sessantaquattresima - ha spiegato
l'ex ministro Pagliarini - Ci avviciniamo sempre più a Cuba e alla Corea del
Nord, dunque a un comunismo perfetto. Ecco perché non arriviamo alla
fine del mese: è l'organizzazione della Repubblica Italiana che non va bene.
Non si può dare la colpa né all'euro né alla Cina. Serve una costituzione
federale per salvare il Paese".Poi, mostrando una mail indirizzatagli da
Daniela Santanchè e Francesco Storace, ha proseguito: "Non avrei accettato
la candidatura se non avessi firmato questa dichiarazione di intenti sulla
necessità di una Costituzione federale che non implica affatto "nord
contro sud". Ridurremo il peso dell'intermediazione statale: le regioni e
gli enti locali non dovranno aspettare in ginocchio le elemosine dello Stato
perché i soldi delle tasse saranno del territorio e dei cittadini. Come tutti i
fornitori anche lo Stato non potrà agire in regime di monopolio quanto piuttosto
fissare principi generali in materia di sanità e istruzione. Ogni regione potrà
recepire queste regole come meglio crede. Non è caos quanto concorrenza tra chi
amministra meglio. Stato e regione dovranno avere identica dignità. Sarà
importantissima la tutela del lavoro. Non mi piace che lo Stato gestisca
direttamente ogni aspetto: dovrà essere autorevole e responsabile nella sua
funzione di controllo. Ci saranno due tasse: la prima per comprare i servizi
statali, la seconda si chiamerà "tassa solidarietà", un piatto comune
che, sulla base di calcoli sulla base del potere d'acquisto, verrà incassato
dalle regioni bisognose. Tutti gli altri contributi saranno regionali. Anche la
trasparenza dovrà essere uno dei principi cardine."Lara Lago.
( da "Stampa, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CONFAGRICOLTURA Da 49
anni il cuore del futuro L'Anga è nata nel 1959 come settore giovanile di
Confagricoltura. Si batte da sempre perché venga riconosciuto all'agricoltura
un ruolo importante nell'economia del Paese, per tutelare e dare un futuro
migliore ai giovani agricoltori. Oggi la sezione di Asti conta oltre 150 soci,
il 70% già titolari di impresa. Sono inoltre aziende altamente specializzate
proiettate al mercato (circa il 60%) per la vendita diretta dei prodotti,
mentre il 40% fornisce prodotti per la trasformazione. "I giovani
rappresentano il 10% della base associativa di Confagricoltura Asti - spiega il
direttore Francesco Giaquinta - Un gruppo vivace e propositivo, in grado di
discutere con vertici e "veterani" alla pari, affrontando problematiche
e prospettive dei giovani. Dobbiamo collaborare tra enti, organizzazioni, istituzioni per riuscire ad alleggerire l'eccessiva burocrazia, le difficoltà nell'accedere
a crediti e finanziamenti, le problematiche che accomunano i giovani in tutti i
settori". Per i "vecchi" di Confagricoltura, sempre attenti a
richieste e necessità di chi rappresenta il futuro del settore, poter contare
su un'associazione propositiva è fondamentale. "L'importanza dei
giovani è innegabile - conferma il presidente Confagricoltura Asti Massimo Forno
(in passato alla guida dell'Anga) - L'Anga di Asti è un gruppo vivace, dove
dibattito e dialettica sono di casa. La loro partecipazione risponde
all'esigenza, innegabile, di un ammodernamento della struttura dell'azienda
agricola". In Italia come nell'Astigiano, quando si parla di efficienza e
vitalità delle aziende agricole ci si riferisce generalmente alle nuove
imprese, perché sono le più moderne e attive. "Per questo è necessario
compiere passi ulteriori per aiutare i giovani a iniziare e consolidare le loro
aziende - aggiunge Giaquinta - per essere competitivi su un mercato sempre più
allargato e sempre più difficile". Attualmente in Italia gli agricoltori
tra 18 e 40 anni sono ancora una percentuale bassa (poco più del 10% ha meno di
40 anni), forse un segno di difficoltà a restare sul mercato. "E invece
sono proprio loro ad avere bisogno di sostegno per essere davvero competitivi -
spiega il direttore - Chi fa i primi passi in agricoltura ha bisogno di
prospettive economiche e d'impresa. Solo in questo modo si potranno avere nuovi
ingressi, garantire permanenza e ricambio generazionale nelle imprese
agricole". E sono proprio i giovani che nonostante le difficoltà,
sperimentano con fiducia nuove tecnologie: "Sono figure imprenditoriali impegnate
ed attente - continua Giaquinta - Lavorano soprattutto nel terziario verde
avanzato, per la fornitura di servizi come l'agriturismo, nella produzione di
energie attraverso biocarburanti". Conclude: "Non dimentichiamo che
l'Anga è la palestra dei futuri dirigenti. Gli ultimi presidenti di
Confagricoltura Asti si sono formati nelle file dell'Anga".
( da "Stampa, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il segreto
"Affrontiamo la realtà con le risate" Non sono in cantiere ulteriori
festeggiamenti per i 50 anni: nel 2008 lo Charaban proporrà ciò che sa fare
meglio, il teatro della tradizione. Ma come è diventato uno degli appuntamento
più attesi? "La chiave, forse, sta nella semplicità della comicità delle
nostre pièces, che sono sentite come qualcosa di vicino da
parte del nostro pubblico - dice Sergio Jovial, responsabile del gruppo -.
Anche se attraverso le risate, raccontiamo i problemi di tutti i giorni di una
comunità che si trova a fare i conti con gli ostacoli della burocrazia, della vita nelle piccole
società".
( da "Stampa, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
STAMANI L'ANGA IN
ASSEMBLEA A VILLA BASINETTO I giovani imprenditori e l'agricoltura che cambia
"Il futuro fertile: i giovani imprenditori e l'agricoltura di
cambiamento" è il tema dell'assemblea-convegno dell'Anga (sezione giovani
di Confagricoltura) in programma oggi dalle 9,30 al centro convegni Basinetto
di Asti (località Valle San Pietro). Obiettivo dell'incontro, tracciare un
confronto tra aziende agricole condotte da giovani imprenditori di diverse zone
d'Italia e di diverso indirizzo colturale. Al tavolo dei relatori Marta Sempio
(vice presidente Anga nazionale, titolare di un'azienda cerealicola nel
pavese), Massimo Franco (presidente Erapra, titolare di un'azienda di
produzione agrumi e frutta in Sicilia), Alessandro Boido (presidente Anga
regionale, produttore viticolo di Alice Bel Colle), Laura dell'Aira (presidente
Anga Siena, settore viticolo), Gerardo Diana (ex presidente Anga, settore
cereali, agrumi e orticoltura in pieno campo), Massimo Forno (presidente
Confagricoltura Asti, settore viticolo). "Per l'assemblea annuale l'Anga
ha scelto un confronto tra giovani imprenditori italiani - commenta il
presidente di Confagricoltura Asti Massimo Forno - Una scelta non casuale, che
parte da un presupposto più che condivisibile, perché confrontare esperienze
diverse è motivo di crescita, ma soprattutto serve a ricompattare
l'agroalimentare nazionale, di fatto diviso in tanti piccoli staterelli
costituiti dalle Regioni". Un confronto tra esperienze
diverse che tocca anche la burocrazia "per scoprire astuzie e metodi per aggirare gli ostacoli e
gli errori generati dalla burocrazia": "Da tempo Confagricoltura a tutti i livelli, dal
settore giovani ai veterani - spiega Forno - ribadisce che se la parola
d'ordine di oggi è competitività, resta il quesito su come ottenerla. E
la strada giusta passa attraverso punti necessari. Prima di tutto una burocrazia più snella, regole certe e uguali per tutti,
perché in agricoltura come per gli altri settori produttivi servono standard
sociali e ambientali minimi, in comune anche con gli altri Paesi. Ma servono
anche infrastrutture migliori, anche quelle immateriali come Internet, perché
l'Italia è molto indietro rispetto ad altri Paesi e, nell'era della tecnologia,
è tempo di accorciare le distanze. Infine, non meno importante, gli
investimenti, necessari per il futuro di tutti e dei giovani in
particolare". Inoltre la scelta di confrontare esperienze diverse
"perché i giovani imprenditori hanno maturato sensibilità diversa a
seconda delle zone che si riconducono ad esigenze comuni". Esperienze
diverse che devono guardare ad un mercato sempre più competitivo: "In
sintesi - conclude Forno - per assicurare maggiore competitività al sistema agricolo
italiano crediamo doveroso puntare soprattutto sui giovani. Occorrono incentivi
alle imprese, bisogna credere nelle nuove generazioni perché sono il futuro.
Perché, dati alla mano, le imprese condotte da under 40 sono quelle che hanno
una superficie media più alta e maggiore redditività. Sono i giovani i primi ad
investire in innovazione e risorse umane. Adesso c'è bisogno di un piano
strategico che dia le linee guida per i prossimi 50 anni". I giovani
dell'Anga proseguiranno nella direzione che coniuga operatività e
progettualità, modernità e futuro. Nella foto: l'assemblea dell'Anga dello
scorso anno.
( da "Stampa, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
SAVONAI PROBLEMI IN
BANCA DI TRENTA LAVORATORI Che fatica incassare lo stipendio pagato con un
assegno circolare Per questo mese la questione è risolta. Hanno dovuto puntare
i piedi ma, alla fine, il sudato compenso è giunto nelle loro tasche. Sono i
dipendenti (una trentina tra uomini e donne) della cooperativa "La
Cascina" che si occupa delle pulizie all'ospedale San Paolo di Savona, e
che ieri mattina hanno organizzato una piccola manifestazione davanti al Monte
dei Paschi di Siena, in via S. Giovanni Bosco, per vedere riconosciuti i loro
diritti. Il problema è questo: da tre mesi i lavoratori vengono pagati con
assegni circolari del Monte dei Paschi. Prima venivano retribuiti con bonifico,
ma dal giorno di paga (il 10) a quello di deposito sul conto passavano sempre
quattro, cinque o sei giorni. Così hanno chiesto di mutare le modalità e
"La Cascina" ha iniziato a pagarli con gli assegni. Qui è sorta la
seconda questione. La banca si rifiuta di pagare gli assegni circolari, anche
se è un titolo di credito e, quindi il denaro è già disponibile nella banca. È
vero che "La cascina" corrisponde il denaro nella filiale di Roma e
non di Savona, ma il possessore dell'assegno dovrebbe venire liquidato senza
intoppi. Ieri è intervenuto personalmente il direttore del "Monte"
savonese che ha parlato con i lavoratori e permesso
"straordinariamente" i pagamenti. Ma, il prossimo mese, si rischia lo
stesso inghippo. Probabilmente i dipendenti de "La
Cascina" vedranno di accordarsi con la cooperativa per una nuova modalità
di riscossione del compenso, ma resta il fatto che, ancora una volta, la burocrazia bancaria si è messa di
trasverso e ha reso complicata una semplice operazione, un diritto, qual è il
pagamento di un assegno circolare.