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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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tARTICOLI DEL  12-4-2008       #TOP


Report "Burocrazia"

Insediamenti rurali del lodigiano - 72 Le vicende, le memorie, le figure di un mondo contadino scomparso ( da "Cittadino, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: deve confrontarsi con i cavilli della burocrazia, con i limiti di animali che sono abituati a muoversi liberamente ma dentro il breve tragitto di un circoscritto perimetro. Giorno 16 ottobre 2004 parte la carovana: teoricamente le vacche sono state allenate ad una maggiore resistenza, basterebbe che seguano il suono della prima "ciocca", il campanaccio che sta al collo delle bovine;

A bassa quota ( da "Cittadino, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ai labirinti kafkiani della burocrazia, alle promesse mille volte fatte e mai mantenute, ai treni in perenne ritardo e a quant'altro potrebbe inserirsi in questo elenco così splendido e confortante? In questi giorni ci hanno detto che tutto muterà. Sarà vero? La sentenza possa essere data da noi, senza disturbare troppo i posteri.

Imprenditori alle urne, pensando alle provinciali ( da "Trentino" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Le emergenze le conosciamo: defiscalizzazione, meno burocrazia e, recuperando risorse con un taglio deciso ai costi della politica, un forte sostegno alle piccole e medie imprese. Temi che abbiamo già rappresentato al presidente Dellai e per i quali, in vista delle elezioni provinciali, elaboreremo una proposta.

Con i giovani l'agricoltura può sperare ( da "Corriere delle Alpi" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Più che la pendenza però il suo cruccio è la burocrazia, "antipatia" che lo accomuna agli altri tre suoi colleghi di ventura. Indispensabile in questi casi l'aiuto del consorzio di tutela, delle associazioni di categoria e del nuovo ufficio Psr del comune di Lamon. "Sono molto utili soprattutto per chi ha sempre svolto un lavoro dipendente".

Quando le idee sono poche e neppure innovative e le proposte, salvo piccole variazioni, si assomigliano, ( da "Corriere delle Alpi" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: abbiamo sentito sulla burocrazia). Questi sono, comunque, i messaggi che le personalità dei due candidati hanno voluto, più o meno, consapevolmente, forse in maniera un po' noiosa, inviare all'elettorato italiano. Berlusconi vi ha aggiunto le critiche al governo Prodi che Veltroni ha difeso alquanto blandamente.

Troppa burocrazia per il piano del Chianti ( da "Italia Oggi (Agricoltura Oggi)" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Andrea Settefonti Visualizza la pagina in PDF Troppa burocrazia per il piano del Chianti Troppi adempimenti, troppa burocrazia e tempi troppo stretti per la realizzazione dei progetti. Il Piano di sviluppo rurale del Chianti offre opportunità di finanziamenti alle imprese del territorio, ma presenta troppe criticità.

Piazza Marconi Il cantiere riparte ( da "Provincia di Cremona, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per quanto riguarda il cantiere, ricordo che si tratta di un intervento di pubblica utilità, quindi non si può fare marcia indietro. Ma il nostro impegno ad accellerare l'intervento è continuo e costante. Anche se talvolta la burocrazia ci mette ulteriori ostacoli".

FORTE il richiamo del Comitato Unitario Apindustria-Cna-Confesercenti a porre rea ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Basta con la burocrazia ? ha spiegato il presidente del Comitato Claudio Albonetti ? le lungaggini burocratiche sono un colossale ostacolo alla corretta vita delle imprese. Troppi i parlamentari, troppi gli enti inutili". E sul tema della sicurezza e della legalità, Albonetti ha fatto cenno alla grande criminalità organizzata che "governa 1/

Elisabetta casellati: immigrati privilegiati ( da "Mattino di Padova, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: i bilanci familiari e la burocrazia. "A Camere chiuse sono stati presi un sacco di provvedimenti assurdi: ad esempio l'obbligo per il lavoratore di presentare il certificato di licenziamento al Comune o al ministero del Lavoro o, ancora, il certificato di messa a norma degli impianti nel trasferimento degli immobili - prosegue - pensiamo cosa significherebbe per Venezia"

Finocchiaro: Il cambiamento sono io La candidata Pd: Agli indecisi dico: esercitate la vostra libertà, facciamo la Sicilia del futuro ( da "Unita, L'" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia efficiente, imprese "buone", meritocrazia, abolizione degli enti inutili e del parassitismo della politica, l'autonomia intesa come autorevolezza e buon governo. Intanto le agenzia di stampa si rincorrono nelle previsioni. Tutto deciso in Sicilia, dicono, 16 parlamentari al Pdl e dieci al Pd.

Il pd punta su della pepa coda divide il centrodestra - sara strippoli ( da "Repubblica, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: snellire le burocrazie, promuovere lo sviluppo, mantenere la qualità dei servizi sanitari e possibilmente migliorarli: ospedale e poliambulatorio. Numerose le anomalie della situazione eporediese. La Sinistra Arcobaleno schiera come candidato sindaco l'assessore provinciale alle politiche sociali e vicesindaco di Ivrea Salvatore Rao,

Imprese, sportello unico per battere la burocrazia ( da "Nuova Sardegna, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Prima Pagina Imprese, sportello unico per battere la burocrazia CAGLIARI. Venti giorni per aprire un'impresa. Grazie all'autocertificazione che l'aspirante imprenditore potrà presentare in uno dei 53 sportelli unici delle attività produttive (Suap) o direttamente on line sul sito www.sardegnasuap.

E in duemila chiedono: mandateli a casa ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: rimettere in moto l'economia del Paese e strangolare la burocrazia". E poi attacca Illy denunciando, una volta ancora, il voto disgiunto, "immorale, una presa in giro dei cittadini". E infine ricorda "l'importanza dei difensori del voto in ogni seggio del Friuli Venezia Giulia". "Siamo in 2.760", è uno degli striscioni.

È morto uccio cherveddu, è stato stroncato da un infarto ( da "Nuova Sardegna, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Impegnarsi per il prossimo, combattere la burocrazia. Quante battaglie aveva combattuto e quante avrebbe ancora voluto combatterne. Ma il suo cuore non ha retto. Uccio Cherveddu è stato stroncato da un infarto giovedì sera. Aveva 67 anni. Inutile la corsa all'ospedale. Sono rimaste solo le lacrime.

Tesini: ridurre i costi della burocrazia ( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Regione Tesini: ridurre i costi della burocrazia L'impegno del presidente del consiglio con gli elettori nel comizio di chiusura La Regione Friuli Venezia Giulia garantirà l'assistenza sanitaria ai bambini fino a 14 anni figli di extracomunitari non in regola con le norme di soggiorno.

Conta la personalita' con walter si rischia meno - gianfranco pasquino ( da "Provincia Pavese, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: abbiamo sentito sulla burocrazia). Questi sono, comunque, i messaggi che le personalità dei due candidati hanno voluto, più o meno, consapevolmente, forse in maniera un po' noiosa, inviare all'elettorato italiano. Berlusconi vi ha aggiunto le critiche al governo Prodi che Veltroni ha difeso alquanto blandamente.

Le scuole civiche di musica potranno continuare le loro attività ( da "Nuova Sardegna, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Una vittoria sulla burocrazia che consentirà a un settore in crescita di proseguire le attività che, nel corso del primo decennio di funzionamento, ha offerto l'opportunità ad oltre 40.000 famiglie sarde di usufruire di un servizio di straordinaria importanza sociale.

Via asseggiano più sicura, cento firme ( da "Nuova Venezia, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma che rischia di restare imprigionato nei meandri della burocrazia. Da qui, l'invocazione di prendere subito almeno due accorgimenti: "I cittadini chiedono di posizionare lungo la strada i dissuasori di velocità - spiega Mauceri - Una provvedimento che di certo costringerebbe gli automobilisti a correre meno".

I silenzi sul voto al civico - carlo marcelletti ( da "Repubblica, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: C'è tanto da fare, e troppo sta nascosto nei meandri di una burocrazia poco illuminata e comunque sempre pronta a dire la stessa frase "non ci sono soldi". Forse. Ma soprattutto manca il coraggio delle decisioni, addirittura anche quando sono certamente a costo zero.

Pochi margini di manovra ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: abbiamo sentito sulla burocrazia). Questi sono, comunque, i messaggi che le personalità dei due candidati hanno voluto, più o meno, consapevolmente, forse in maniera un po' noiosa, inviare all'elettorato italiano. Berlusconi vi ha aggiunto le critiche al governo Prodi che Veltroni ha difeso alquanto blandamente.

Semproniano, microtest di gran valore ( da "Tirreno, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ci si impegna per rivalutare il ruolo del Comune, snellire la burocrazia, migliorare la qualità della vita. Agricoltura e turismo, in particolare, i punti qualificanti per un progetto di sviluppo realizzabile, a cui fanno da supporto il rilancio del piccolo artigianato e del piccolo commercio con negozi di prodotti tipici.

La provincia: mille posti di lavoro in più nel 2007 ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: impiego non ci servono se diventano mera burocrazia: proprio per questo stiamo lavorando per migliorarli sempre di più. E devo dire che passi in avanti se ne sono visti. Gli uffici stanno lavorando bene". Questa nuova strategia messa in atto dalla giunta Gherghetta passa anche attraverso la riorganizzazione dei centri per l'impiego attraverso il più volte pubblicizzato progetto "

Piuma difende le tombe dei suoi nobili ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Nell'attesa che la burocrazia faccia il suo corso, il consiglio di quartiere vuole giocare un ruolo attivo nella partita. "Quelle tombe per la nostra comunità rappresentano dei veri e propri monumenti - spiega Lorenzo Persolja, presidente del parlamentino - e non solo perché qualcuna è stata eretta più di duecento anni fa.

Sette mesi di attesa per un'operazione ( da "Tirreno, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: infuriato contro la burocrazia e i tempi della sanità. "Mia madre è invalida civile - racconta Massimo Bianchi - avendo solo l'uso di una gamba, ma nonostante questo sarebbe, fortunatamente, una donna ancora attiva. Alcuni anni fa, cadendo, si ruppe il femore e l'anca della gamba sana, e per questo gli fu applicata una placca.

Servizi sociali, la sede nell'ex filanda ( da "Giorno, Il (Lodi)" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Dopo il 2005 gli amministratori hanno cercato di stringere i tempi, impegnandosi in una duplice battaglia contro la burocrazia e nella ricerca delle risorse economiche necessarie all'acquisto. Nel frattempo si è già pensato al futuro dell'ex filanda: dopo i restauri diventerà il quartier generale di molti servizi sociali. P.T.

Di MANRICO PARMA SI PUO' rottamare il vecchio mutuo? La Car ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I nuovi servizi danno anche un taglio alla burocrazia dei "timbri e dei bolli". Un semplice scambio di lettere fra cliente e istituto consentono la sospensione del mutuo, piuttosto che il cambio della durata, del tasso e di altri servizi. Non ci sono soltanto vantaggi per i clienti. La sostituzione del mutuo è uno dei business più promettenti del mercato bancario.

IL PD sceglie piazza Cavour per il gran finale di una campagna elet ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la prossima lenzuolata la faccio sulla burocrazia. Basta vincoli, bisogna semplificare attraverso il meccanismo dell'autocertificazione". Il ministro per lo Sviluppo economico si impegna ad "aprire un tavolo per armonizzare l'Iva su scala europea", che significa tagliare l'imposta, come promesso anche dal Pdl.

HA RICEVUTO a casa la propria scheda elettorale, vuole anda ( da "Nazione, La (Firenze)" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma per lui è più difficile e la burocrazia certo non l'aiuta. Cosimo ha 22 anni e una disabilità intellettiva che lo invalida al 100%. Nonostante questo, ha un lavoro, fa il cameriere nello speciale ristorante "I Ragazzi di Sipario" insieme a tanti 'colleghi' che, disabili intellettivi come lui, hanno trovato un'occupazione gratificante.

Elisabetta Casellati: Immigrati privilegiati ( da "Tribuna di Treviso, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: i bilanci familiari e la burocrazia. "A Camere chiuse sono stati presi un sacco di provvedimenti assurdi: ad esempio l'obbligo per il lavoratore di presentare il certificato di licenziamento al Comune o al ministero del Lavoro o, ancora, il certificato di messa a norma degli impianti nel trasferimento degli immobili - prosegue - pensiamo cosa significherebbe per Venezia"

Fare Centro ( da "Nuova Ferrara, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la grande burocrazia, le troppe tasse e le bollette, per citarne alcune, scoraggerebbero chiunque. D'altra parte decisione, coraggio e voglia di fare non mancano soprattutto nei giovani imprenditori, tutti consapevoli di contribuire in maniera determinante alla crescita economica del nostro territorio.

Bar con musica, raffica di multe ( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: raffica di multe Nei primi mesi del 2008 già stangata una decina di locali I gestori chiedono deroghe: troppa burocrazia, affari a picco IL SERVIZIO IN CRONACA UDINE. Raffica di multe dall'inizio dell'anno per i locali udinesi che infrangono il regolamento comunale sulla musica oltre l'orario e sulla pubblicità abusiva agli eventi musicali.

CONTA LA PERSONALITA' CON WALTER SI RISCHIA MENO ( da "Nuova Ferrara, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: abbiamo sentito sulla burocrazia). Questi sono, comunque, i messaggi che le personalità dei due candidati hanno voluto, più o meno, consapevolmente, forse in maniera un po' noiosa, inviare all'elettorato italiano. Berlusconi vi ha aggiunto le critiche al governo Prodi che Veltroni ha difeso alquanto blandamente.

Decollano i due asili-nido aziendali ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tra permessi e burocrazia l'iter non è breve. La cosa importante però è che il discorso sugli asili nido aziendali sta andando avanti senza stop. E che di strutture per l'infanzia ci sia sempre bisogno è noto: l'espansione demografica vissuta nell'ultimo triennio a Monfalcone ha avuto, come immediata conseguenza, l'allungamento delle liste d'

Elezioni, tutti i dubbi degli sbadati - luciano nigro ( da "Repubblica, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Giorni roventi per la burocrazia elettorale. Dopo aver distribuito l'85% dei documenti per i nuovi elettori (quindicimila in tutto, tra diciotto-diciannovenni e neo cittadini-residenti) adesso il grande problema sono le tessere non ancora ritirate (poco più di duemila) dagli elettori al primo voto a Bologna.

I messaggi di quei due ( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: abbiamo sentito sulla burocrazia). Questi sono, comunque, i messaggi che le personalità dei due candidati hanno voluto, più o meno, consapevolmente, forse in maniera un po' noiosa, inviare all'elettorato italiano. Berlusconi vi ha aggiunto le critiche al governo Prodi che Veltroni ha difeso alquanto blandamente.

L' agricoltura tricolore manca il boom globale ( da "Stampa, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: contare il peso della burocrazia e i ritardi nella realizzazione di infrastrutture che costituiscono due gravissime cause di svantaggi competitivi per le imprese agricole italiane. Il risultato è che i costi di produzione fanno segnare, sulla base dei dati Ismea relativi a febbraio 2008, un aumento medio del 9%, con incrementi record nell'allevamento e nella coltivazione di cereali.

Non c'è solo loglio: ci sono anche spighe ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia efficiente senza macchie di corruzione; caccia ancor più serrata agli evasori fiscali; tasse meno soffocanti; forze dell'ordine con uomini e mezzi adeguati; lotta alla criminalità organizzata e sicurezza ritrovata in ogni città e paese;

Casini: aiuti alla famiglia e ritorno al merito ( da "Giornale di Brescia" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, in particolare lo "sportello unico". È inaccettabile che le famiglie e le imprese debbano combattere e perdere tempo ogni giorno per le lungaggini, la confusione, la mancanza di coordinamento degli apparati burocratici. Si parla da anni di riforma delle istituzioni, dal Parlamento alle autonomie locali: dopo questa campagna elettorale ci sono gli spazi per far ripartire

Se votare si trasforma in un lusso, la democrazia inciampa. O forse è solo questione di burocra ( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: O forse è solo questione di burocrazia. Nell'era dell'alta tecnologia, agli italiani, infatti, piace ancora la formula retrò. Si vota nel comune di residenza, costi quel che costi. Ma chi vive all'estero? Neanche da immaginarsi la pratica spagnola del voto on line. Ma nemmeno l'ipotesi meno avanguardista di recarsi al consolato.

Ateneo, manifesto anti-burocrazia ( da "Corriere di Bologna" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Calzolari pronto ad affrontare il nodo dello snellimento Ateneo, manifesto anti-burocrazia Crociata dei direttori di dipartimento: le scartoffie frenano la ricerca di MARINA AMADUZZI Un documento contro la "crescente degenerazione burocratica". Un appello pubblico per avviare un dibattito in Ateneo e arrivare anche a proposte concrete.

La crociata dei professori: liberateci dalla burocrazia ( da "Corriere di Bologna" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: REDAZIONALE La crociata dei professori: liberateci dalla burocrazia Manifesto firmato da dieci tra docenti e direttori di dipartimento Il destinatario è il rettore Pier Ugo Calzolari che ha già annunciato di voler affrontare il tema della pratiche da snellire Un documento contro la "crescente degenerazione burocratica ".

<Basta adempimenti anche se la legge chiede di semplificare> ( da "Corriere di Bologna" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il professor Cammarano propone un organismo di protezione contro gli eccessi della burocrazia. Cosa ne pensa? "Sarebbe fattibile. A livello nazionale si sta cominciando ad usare uno strumento, l'analisi d'impatto della regolamentazione, che fa simulazioni sull'impatto di nuove norme ". M. Ama.

<Ho contestato Prodi vi dico perché voto Walter> ( da "Corriere del Veneto" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia, riqualificazione della spesa pubblica, liberalizzazioni, privatizzazioni, federalismo solidale, sicurezza. Sentire dire da Veltroni che bisogna "pagare meno per pagare tutti" e che non si deve scegliere tra dipendenti e autonomi perché entrambi sono lavoratori che contribuiscono alla crescita del Paese,

Pd, di tutto un po' ( da "Campanile, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ai grandi numeri annunciati su edilizia popolare e burocrazia fanno da contraltare cifre decisamente contenute per aiutare le famiglie. Crede davvero il leader del Pd che basteranno 50 euro al mese per risolvere i problemi delle famiglie che faticano ad arrivare alla fine del mese? Crede davvero di voltare pagina in questo modo?

Riabilitazione, un ambulatorio in ogni Asl per vincere tutte le disabilità ( da "Tempo, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Quindi meno burocrazia, maggior numero di centri. Sì, ma anche équipe (fisiatra, logopedista e fisioterapista) a disposizione del malato. In ogni regione l'assistenza ai parkinsoniani (e a tutti i pazienti con disagi motori) non può prescindere dalla presenza e dalla distribuzione sul territorio di chi ha bisogno di cure.

Tuscolana, dilagano i vu cumprà ( da "Tempo, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: impossibile burocrazia che si mette in moto ogni volta che si sequestra merce a un abusivo - spiegava sei mesi fa a Il Tempo il comandante del X Gruppo della Municipale Paolo Bernardi - sono costretti a concentrarsi sui problemi legati alla viabilità". Per gli abusivi, dunque, tranne qualche sporadico episodio, il campo è libero.

Lupi e contadini in Valtrebbia: chi dobbiamo salvare? SILVANA MOZZI ( da "Libertà" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sono estranee la scarsa remunerazione dei prodotti agricoli e la soffocante burocrazia che avanza di pari passo con le sterpaglie invasive. Da un lato diminuisce il numero dei contadini, dall'altro aumentano gli uffici e gli organismi dedicati all'agricoltura, ciascuno con la propria richiesta di documenti ed adempimenti, sempre più complicati ed intricati: una vera selva selvaggia,

FACTBOX - Voto, programmi: idee in ordine sparso per la cultura ( da "Websim" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: - snellire e velocizzare la burocrazia che rallenta l'azione delle imprese culturali, mettendo in atto una politica di defiscalizzazione ed elaborando leggi non conflittuali; - stabilire i profili professionali di chi lavora nelle industrie culturali, affrancandoli dalla condizione di precariato;

ELEZIONI/ BOLOGNA, "SBADATI" TEMPESTANO UFFICIO ELETTORALE ( da "Virgilio Notizie" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Giorni roventi per la burocrazia elettorale, come riporta il quotidiano. Dopo aver distribuito l'85 per cento dei documenti per i nuovi elettori (15mila in tutto, tra 18-19enni e neo cittadini-residenti) adesso il grande problema sono le tessere non ancora ritirate (poco più di duemila) dagli elettori al primo voto a Bologna.

Il Pdl: <Prima l'Italia, poi la Regione> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con un apparato di burocrazia che vigili sulla società". Arriva anche l'affondo contro la Giunta regionale di Renato Soru: "Solo nell'edilizia e solo nell'ultimo trimestre del 2007 si sono persi settemila posti di lavoro. E i dati sull'occupazione nell'Isola sono falsati dalle decine di migliaia di giovani che hanno ormai rinunciato a cercare lavoro"

Agonia infinita di un Consorzio decotto ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E prima di smantellare un pezzo di inservibile burocrazia ci pensa su e riflette, indugia e nei limiti del possibile rinvia Da tempo immemorabile non si ha più notizia di un'iniziativa forte e autorevole firmata dal Consorzio di bonifica. L'unica cosa rimasta perfettamente in funzione è la riscossione dei tributi da parte dei proprietari di terreni.

Metropoli cinesi il più clamoroso caso di corruzione nasconde una sfida tra città ( da "Riformista, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nel regno della burocrazia, per essere priva d'anima, votata più ai soldi che non alla politica e alla cultura. Stereotipi entrambi, lungo i quali da decenni si scontrano fazioni politiche, burocratiche e commerciali, ma che parlano anche delle due caratteristiche contradditorie della Cina contemporanea, che ora vuole aprirsi al mondo,

LETTERE ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tormentoso e costoso rapporto con la burocrazia. Io sono riuscito a perdere il mio portafogli con tutti gli annessi e connessi e dopo i primi momenti di affannosa ricerca mi ero rassegnato ad affrontare la trafila, quando è squillato il telefono: un signore lo aveva trovato, ha cercato il mio numero sull'elenco telefonico, mi ha contattato e mi ha dato appuntamento per restituirmelo.

Bassano "Crediamo fortemente ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: era puntato sull'insostenibilità di tasse e burocrazia."Nella classifica mondiale della libertà economica, secondo la Heritage Foundation, l'Italia non è che sessantaquattresima - ha spiegato l'ex ministro Pagliarini - Ci avviciniamo sempre più a Cuba e alla Corea del Nord, dunque a un comunismo perfetto.

Da 49 anni il cuore del futuro ( da "Stampa, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: istituzioni per riuscire ad alleggerire l'eccessiva burocrazia, le difficoltà nell'accedere a crediti e finanziamenti, le problematiche che accomunano i giovani in tutti i settori". Per i "vecchi" di Confagricoltura, sempre attenti a richieste e necessità di chi rappresenta il futuro del settore, poter contare su un'associazione propositiva è fondamentale.

Affrontiamo la realtà con le risate ( da "Stampa, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che sono sentite come qualcosa di vicino da parte del nostro pubblico - dice Sergio Jovial, responsabile del gruppo -. Anche se attraverso le risate, raccontiamo i problemi di tutti i giorni di una comunità che si trova a fare i conti con gli ostacoli della burocrazia, della vita nelle piccole società".

I giovani imprenditori e l'agricoltura che cambia ( da "Stampa, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Un confronto tra esperienze diverse che tocca anche la burocrazia "per scoprire astuzie e metodi per aggirare gli ostacoli e gli errori generati dalla burocrazia": "Da tempo Confagricoltura a tutti i livelli, dal settore giovani ai veterani - spiega Forno - ribadisce che se la parola d'ordine di oggi è competitività, resta il quesito su come ottenerla.

Che fatica incassare lo stipendio pagato con un assegno circolare ( da "Stampa, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Probabilmente i dipendenti de "La Cascina" vedranno di accordarsi con la cooperativa per una nuova modalità di riscossione del compenso, ma resta il fatto che, ancora una volta, la burocrazia bancaria si è messa di trasverso e ha reso complicata una semplice operazione, un diritto, qual è il pagamento di un assegno circolare.


Articoli

Insediamenti rurali del lodigiano - 72 Le vicende, le memorie, le figure di un mondo contadino scomparso (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il fiero avamposto della Campolungo Storia di una cascina di confine sulle terre dove vissero i romani A gambe divaricate, affondo il piede destro su una zolla di terra, e sono nella campagna che circonda Lodi; l'altro, il sinistro, è sull'attiguo campo ma sono già nel comune di Cornegliano Laudense. La cascina Campolungo, dove mi trovo, ospite dell'agricoltore Gianni Papetti, è un avamposto di confine: vi si arriva lasciando alle proprie spalle, ma giusto una manciata di metri, la città di Lodi; dalla destra si guarda il centro abitato di Cornegliano; dalla parte opposta c'è Pieve Fissiraga; sul lato limitrofo i più prospicienti filari di pioppi di Lodi Vecchio.La presenza dei Papetti in questa corte è più che secolare: vi arrivarono ai primi del Novecento, esattamente nel novembre del 1903.Pochi giorni fa, sono stato anticipato qui dall'amico e maestro Giacomo Bassi: l'architetto di Casalpusterlengo, magnifico araldo della storia patria locale, si sta occupando delle cascine di questa zona; ha una sua idea e me la espone, pur sapendo che le sue intuizioni non sono suffragate da prove certe: dice che questa corte, come quelle vicine della Fabia, della Castello de Roldi, della Pizzafuma sorgono in un possibile insediamento di origine romanica. n la ruota del molinoLa cascina Campolungo, che sempre secondo messer Bassi risale agli inizi del Quattrocento, conserva esternamente le vestigia del suo antico passato: sul lato più a nord, si mantiene inalterata la ruota di un molino; l'attività molitoria era autonomamente gestita e non faceva parte delle pertinenze dell'affittuario. Il primo mugnaio si chiamava Cantinotti; successivamente gli subentrarono Sante Ferrari e suo figlio Pino, il cui nome veniva ignorato da tutti: era conosciuto esclusivamente come il "murnè". Il molino ha saputo riverberare la propria storia anche di recente: è stato lo stesso Gianni Papetti ad accorgersi, qualche tempo fa, che le pale avevano ripreso spontaneamente a vorticare dopo quarant'anni di immobilità; a Gianni Papetti non sembrava possibile, così entrò nell'edificio: tastò pulegge e manubri, e rimase ancora più sorpreso nel vedere che le macine non si sottraevano agli inviti della ruota: l'intero ingranaggio aveva ripreso vita e dignità.n scuola, osteria e caseificioL'isolata ribellione del molino stava forse scritta nel destino: la corte della Campolungo è stata abitata da più di cento persone; aveva la scuola rurale, almeno così sostiene messer Bassi e le sue parole sono sempre degne di fede; l'osteria; l'oratorio, dedicato a San Isidoro Agricola, patrono dei contadini e degli agricoltori, edificio che fu sconsacrato soltanto agli inizi del Novecento per essere adibito a scuderia; il molino; il caseificio; questa cascina va sottolineato - ebbe modo di costituire un comune a se stante sino al 1873, quando poi l'agglomerato fu assorbito dal municipio di Cornegliano Laudense. Fu così che questo divenne il luogo dei rimpianti per una rilevante collettività, soprattutto per chi ricordava la genuina cucina della signora Agostina Zanaboni, la vivandiera dell'osteria, moglie di Battista Soffientini, il "camparo" della roggia Campolunga. L'osteria si trovava poco distante dall'ingresso: era frequentata pure dagli abitanti del chioso di San Fereolo di Lodi e dai residenti della limitrofa Muzza; vi si mangiava il pesce e si ballava a suon di musica: nei locali, due stanze sotterranee più la cantina, due altri ambienti nel piano di superficie, si diffondeva la musica con un organetto; ma ad ottobre, nel giorno della sagra, ed in altre domeniche particolari, veniva posta una balera sopra la roggia Turana e le danze avevano termine solo quando la notte consigliava il rientro; successivamente la balera fu posta sopra il campo di bocce, costruito di fronte la cascina. Erano quelli gli anni d'oro della "Campolungo".n il primo papettiIl primo Papetti ad arrivarvi era stato Battista, nato nel 1879 a San Martino in Strada; tuttavia va precisato che, come una gran parte degli agricoltori lodigiani, il ceppo primordiale di questa famiglia era originario della Valle Brembana.Battista Papetti era un uomo distinto: alto di statura, magro di costituzione, era d'animo buono e cortese; aveva sposato Felicitas Scorletti, originaria della cascina Roncolo di Sordio. Prima di arrivare a Cornegliano Laudense, il signor Battista aveva condotto altre due corti a San Martino in Strada e quindi era stato affittuario della cascina Polledra di Lodi. Quando Battista con suo fratello Pietro, guidati dal padre Marco, giunsero alla Campolungo, la proprietà era della famiglia Curti; successivamente, nel 1910, la possessione fu acquistata dai Boselli, i cui eredi ne detengono ancora oggi la proprietà.Battista Papetti era un uomo d'esperienza, desideroso di ampliare la propria attività e di assicurare un solido avvenire ad i suoi discendenti: non aveva avuto così alcun dubbio nel subentrare anche nella conduzione della cascina Campolunghino, attigua alla corte principale ma autonoma da essa, quando l'affittuario del tempo, il signor Baroni, aveva deciso di ritirarsi. n terra e animaliNel 1930 i fratelli Papetti presero strade diverse, dividendo gli affari: Pietro andò alla cascina Lavagna di Lodi Vecchio e dopo qualche tempo si spostò alla corte Canturino, sempre nello stesso paese; Battista invece restò alla Campolungo, aiutato dai figli Ennio e Marco. Oltre alla terra (mille pertiche da far fruttare), i Papetti avevano pure una discreta stalla, con un'ottantina di capi in lattazione ed altrettanti per l'allevamento; inizialmente la mandria era costituita da brune alpine, ma dal 1920 furono gradualmente inserite anche le vacche di razza frisona. Infine, la cascina aveva anche una piccola porcilaia.Nel 1954 i figli di Battista, Ennio e Marco, decisero a propria volta di separare gli affari di famiglia: Marco, che aveva sposato Clementina Cantinotti, figlia del primo mugnaio del molino, si spostò alla corte Galvagna di Rivolta d'Adda, mentre il primogenito Ennio rimase nella possessione di Cornegliano Laudense.Il signor Ennio era nato nel 1906: caratterialmente assomigliava al padre; buono come lui, uomo generoso, era chiaro nelle parole e nei modi di fare; "un galantuomo", sospira adesso la sua vedova, la signora Maria Papetti di Corsico, poi trasferitasi in gioventù alla cascina Secondina di Lodi: la 94enne signora è arrivata alla Campolungo nel 1937, quando sposò il suo Ennio; da ben 71 anni, quindi, è protagonista delle vicende della cascina.n generazioni di agricoltoriI coniugi Papetti avevano avuto sei figli: il primogenito Gianni, che non è il nostro testimone, ma il suo fratellino omonimo, morto per una fortuita tragedia, Enrica, che da grande andrà alla cascina Cagnolina di Galgagnano, Saveria, il nostro Gianni, quindi Marilena, oggi deceduta, e l'ultimogenita Felicita. Ennio aveva imparato il mestiere sin da bambino; negli anni Trenta la cascina aveva ancora una stalla di prim'ordine; e sei paia di cavalli; e due buoi; e persino un trattore, con le ruote in ferro, usato con una certa prudenza, esclusivamente quando occorreva arare. Ennio Papetti lavorò sino agli inizi degli anni Settanta: alle sue dipendenze ebbe cinque mungitori e sette contadini, e per numerosi anni il suo uomo di fiducia fu Romeo Cavalleri, che gli era anche parente. Già una decina d'anni prima del suo ritiro, gli si era affiancato il figlio Gianni, che è appunto il testimone di questa pagina. Di lui mi hanno parlato numerosi agricoltori; e tra noi sono occorsi solo brevi preamboli per familiarizzare: è una persona socievole, originale, sincera, con un fortissimo senso delle radici; io vengo dal Sud, sono uomo di mare: amo le ancore che s'impigliano sui fondali; lui, pur rassegnato a vivere in pianura, appartiene alla montagna: ripassa la sua storia, quella dei suoi avi, e sa trarne valori di vita.n gianni e renèGianni Papetti, nel 1968, sposa Renè Teres Mariuzzo: una bella donna francese, figlia di italiani, originari del Veneto, che si erano trasferiti a Tolosa per lavorare la terra e ingegnarsi come ortolani. Renè rimane in Francia sino al compimento del 16 anni, poi i genitori decidono di rientrare in Italia, il padre Angelo trova lavoro giusto alla cascina Campolungo; era sera quando la famiglia Mariuzzo giunse alla corte dei Papetti: Gianni adocchiò subito quella fanciulla, alta, elegante nei modi, già conosciuta come la "francesina", e la notte di Cornegliano si rischiarò nel suo cuore come fosse un'alba di luci propizie Poco tempo dopo aver preso le redini della cascina, Gianni Papetti ristrutturò la stalla: sino al 1972 era rimasta a stabulazione fissa, mentre l'anno successivo fu rimodernata e le vacche furono lasciate libere. Ma dopo trent'anni di impegno, Gianni Papetti decise di vendere la sua mandria e le relative quote di produzione del latte. E poiché è nei valori che lui trova la forza delle sue scelte, cede le vacche alla sua maniera: realizzando una transumanza da Cornegliano Laudense a Galgagnano, dove si trova la cascina Cagnolina, che è poi di un suo parente.n il fascino della transumanzaL'idea della transumanza lo affascina, gli rende lieve il distacco. È un periodo tormentato e ricco di insidie: per realizzare questo progetto deve confrontarsi con i cavilli della burocrazia, con i limiti di animali che sono abituati a muoversi liberamente ma dentro il breve tragitto di un circoscritto perimetro. Giorno 16 ottobre 2004 parte la carovana: teoricamente le vacche sono state allenate ad una maggiore resistenza, basterebbe che seguano il suono della prima "ciocca", il campanaccio che sta al collo delle bovine; ma la teoria è diversa dalla pratica: le "ciocche" sono una quarantina, il rintocco di ciascuna diventa frastuono, la gente accorsa ad aiutare la marcia confonde la mandria; a Lodi c'è una sosta benefica per tutti: Papetti offre salame, formaggi, latte a tutti coloro che vogliono conoscere le gesta della transumanza, le vacche rifiatano, nel pomeriggio raggiungono la meta senza affanni.n dalle vacche al maisDopo aver ceduto le bovine da latte, Papetti gradualmente si libera anche delle manze. Ora l'attività è esclusivamente ad indirizzo cerealicolo: si producono orzo e mais, a rotazione, e fieno a prato stabile. Nel passato vi era anche la coltivazione del riso, seminato nei vivai, poi estirpato, con le piante rinnestate nelle risaie dalle trapiantine, squadra specializzata delle mondine, capaci di camminare all'indietro al fine di realizzare file perfettamente allineate per il prossimo raccolto.Oggi Gianni Papetti lavora da solo, ignaro dell'orologio: le giornate si adeguano alle esigenze della terra; lui ha speso l'intera sua vita nell'esperienza agricola: ogni tanto fa i bilanci, e nel segno della sottrazione incolonna il tempo che ha dovuto sottrarre ai suoi famigliari, ma la passione per il mestiere dell'agricoltore è esposta nella colonna delle addizioni ed il risultato è di rilevante soddisfazione.Le malinconie sono riservate agli ultimi nostalgici dell'osteria, quando la cascina era il luogo dove nascevano gli amori, un ballo, un abbraccio, San Isidoro Agricola a benedire i frutti che sarebbero germogliati. Eugenio Lombardo.

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A bassa quota (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

"L'Italia, cinquanta milioni di casi unici" Una delle piccole e poche consolazioni dell'età avanzata è data dalla possibilità di porre a confronto avvenimenti fra loro simili, collocati, però, in epoche molto diverse e distanti, magari, non pochi decenni. Questa possibilità è offerta a chi si trova oggi alla vigilia di una tornata elettorale conservando vivo il ricordo dell'identica situazione in cui si trovò l'Italia sessant'anni fa, sempre in aprile e, per la precisione, il giorno diciotto, quasi come è, ora, per noi. Va da sé che scatta immediatamente, a questo punto, il desiderio di porre le due vicende a confronto, sia per la curiosità intellettuale che sta sempre in agguato in noi, sia perché si intuisce immediatamente che sarà raffinato il piacere - ancora intellettuale - di constatare l'abisso che ci separa da quei giorni, a motivo della radicalità delle trasformazioni che si sono abbattute su di noi lungo l'arco dei sei decenni trascorsi. Quando si evocano vicende del passato, soprattutto di fronte ai giovani, si corre il rischio di volere infliggere agli sventurati ascoltatori (o lettori) un diluvio di lodi del bel tempo che fu, a confronto della situazione presente, lacrimevole e oppressa da infiniti guai. Nessuno ha voglia di cadere in questo tranello antico come il mondo, e non vi sono dubbi che, ora come allora, ci si trovi in dedali inestricabili e bui. Si aggiunga anche, se occorre, che ora almeno sappiamo come andarono le cose in quel frangente storico e dopo di esso, mentre per quel che avverrà nel futuro che ci attende sembrano più ragionevoli le ansie che la fiducia e la speranza. Alle elezioni del '48 si aveva l'impressione che tutta l'umanità e noi con essa si trovasse di fronte a un bivio oltre il quale si delineavano terribili eventualità. Appena usciti dalla tragedia della guerra e dei lager, si avvertivano sagome di spettri vaganti, che, infatti, avrebbero poi preso corpo, in altri parti d'Europa, in eventi ben noti e tristi: libertà violate, muri della vergogna, carri armati in azione, senza dire del dramma di popoli che, in altre parti del mondo, diventavano sempre più poveri ed oppressi. Molte cose sono, poi, mutate ma siamo ben lungi dall'aver realizzato una vera civiltà. Venendo ai nostri giorni, alla diletta Italia e alle sue "amate sponde", abbiamo di fronte un quadro che non sembra in grado di infondere sentimenti di grande consolazione. I guai sono senza numero e, ad impressionare, non è tanto la loro esistenza o la loro portata, ma quanto c'è in essi di incomprensibile e di inspiegabile, o, peggio, la sensazione che - comandi Tizio o comandi Caio - tutto resterà senza soluzione, sempre aggrovigliato, avvolto in chiacchiere infinite e in continui rimandi di responsabilità. Ciò nasce da un male oscuro che sembra tipico dell'"itala gente dalle molte vite", che - certo - non manca di doni e di qualità eccellenti, ma che non riesce ahimè, a sentirsi veramente un popolo, restando sempre e irrimediabilmente un agglomerato di cinquanta milioni di casi unici. La definizione viene dalla fulminante genialità di Beppe Severgnini, ma, per il fatto di essere vera, non riesce a diventare fonte di consolazione. Ci rende, al più, consapevoli di un fatto curioso e singolare. Sarebbe proprio la nostra creatività imprevedibile e individualista a creare quelle faccende tipicamente italiche di cui tutti siamo, a un tempo, spettatori e autori, senza troppi diritti di prorompere in lacrime, perché sarebbe un piangersi addosso. Dovremo, allora, rassegnarci senza scampo allo sfaldarsi dell'Alitalia, al persistere di montagne di rifiuti, ai labirinti kafkiani della burocrazia, alle promesse mille volte fatte e mai mantenute, ai treni in perenne ritardo e a quant'altro potrebbe inserirsi in questo elenco così splendido e confortante? In questi giorni ci hanno detto che tutto muterà. Sarà vero? La sentenza possa essere data da noi, senza disturbare troppo i posteri. Anche per loro, infatti, essa sarebbe ardua.

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Imprenditori alle urne, pensando alle provinciali (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Categorie economiche senza passione: "La vera paura è quella di un pareggio" Industriali, artigiani e commercianti convinti che il vero appuntamento con le urne sia quello fissato il prossimo autunno TRENTO. Difficile trovare la passione in questa campagna elettorale. Si vota per dovere civico e per sentimento d'appartenenza, ma la tentazione di saltare il turno è forte. Tanto, comunque vada, cambierà ben poco se prima non si cancella questo "porcellum" elettorale e mettendo mano ad un paio delle riforme di cui si parla (si parla, appunto) da anni. Sono questi i ragionamenti prevalenti tra gli imprenditori. Anche a prescindere dalle loro collocazioni politiche. Altro che passione: i sentimenti prevalenti sono la forte preoccupazione per l'economia e la scarsa fiducia nel futuro. Una combinazione pericolosa. Quando si sa che lo sviluppo non solo dell'economia, ma di tutta la società si regge sulla fiducia. Che, quando non c'è, bisogna darsela. Perciò non sorprende se gli imprenditori della provincia di Trento più che al voto di domani e lunedì - il cui esito, è ovvio, peserà - pensano già alle elezioni del consiglio provinciale, fissate in ottobre. Localismo? No, ma c'è la sensazione, netta e fondata, che i simboli ed i candidati che sceglieranno in autunno peseranno concretamente sul futuro prossimo. Cosa che, invece, non si può dire di queste elezioni politiche con una campagna elettorale che ha pensato più alla commedia - tra cavalieri verticali e candidate orizzontali, certificati di sanità mentale, cordate aeree e riesumazioni di improbabili comunisti - che al Paese, il nostro, in coda alla produttività, un Pil 2008 stimato (se va bene) allo 0,3%, con i salari più bassi d'Europa ed il costo del lavoro più alto. Di questo s'è parlato poco, troppo poco. Se c'è poca passione, dunque, la reazione è salutare. Ma senza fiducia non si va avanti. E perciò fanno bene il loro mestiere gli imprenditori trentini quando, pur pensando all'autunno, dicono che dal nuovo governo si attendono anzitutto la nuova legge elettorale e poi gli investimenti nelle infrastrutture, l'alleggerimento della pressione fiscale, il taglio della spesa pubblica improduttiva. Sono i punti che si trovano nei documenti confindustriali di Luca Cordero di Montezemolo, in quello della Confcommercio di Carlo Sangalli, di Confartigianato, di tutti insomma. Innovazione, internazionalizzazione, fisco e flessibilità contrattuale sono i nodi che Ilaria Vescovi, presidente di Confindustria Trento, ha da tempo messo al centro del suo mandato, temi che naturalmente sono anche al centro dei documenti di viale dell'Astronomia. Del voto di domani si è inevitabilmente parlato nelle assemblee comprensoriali in svolgimento in questi giorni, "ma con l'attenzione già rivolta all'appuntamento delle provinciali d'autunno" conferma Fabio Ramus, direttore generale di Palazzo Stella. Le ragioni sono quelle comuni a tutto il mondo delle imprese: ci si appassiona per una partita nella quale la propria scelta pesa, non per un voto condizionato da una pessima legge elettorale con la prospettiva che si riproponga una situazione di governabilità debole, se non di paralisi. Chi andrà a votare, insomma, lo farà senza grandi speranze di cambiare una situazione "confusa", così la definisce Ramus, e con la mente proiettata già alle provinciali. E' per quell'appuntamento che si elaboreranno documenti, si definiranno richieste, si porranno obiettivi. Domani si voterà con la sola speranza che qualcosa cambi e tra un anno non si debba tornare alle urne. "Abbiamo fatto una seria analisi sulle prospettive" confida Dario Denicolò, presidente dell'Associazione Artigiani "lo scenario economico è molto preoccupante. Nei prossimi anni dovremo combattere contro un fisco che ci mette fuori mercato, con le banche prese dalla tempesta dei subprime e aziende che chiudono, anche in regione: dalla Dupont all'Ati. Una situazione difficile. E la politica nazionale non sembra capace di elaborare proposte adeguate. Perciò, che dire? Ognuno voterà più per abitudine, difficilmente per scegliere un programma ben definito che non c'è. Poi, è vero, ci sono autorevoli rappresentanti di Confartigianato in lista: il presidente dei Giovani, Maurizio Del Tenno, che si è presentato in Trentino e, nella sua regione, il presidente veneto Vendemmiano Sartor. Entrambi per il centro destra, come gli industriali Colaninno e Calearo nel centro sinistra. Ma al di là degli schieramenti, a noi stanno a cuore i risultati. Le emergenze le conosciamo: defiscalizzazione, meno burocrazia e, recuperando risorse con un taglio deciso ai costi della politica, un forte sostegno alle piccole e medie imprese. Temi che abbiamo già rappresentato al presidente Dellai e per i quali, in vista delle elezioni provinciali, elaboreremo una proposta. Quanto al voto di domani il nostro timore più grande è che finisca in patta, magari con un inciucio. Se sarà così non avrà vinto nessuno, avremo perso tutti. E il Trentino vedrà in pericolo la propria autonomia". "Queste elezioni appassionano poco. Non si ragiona molto sui programmi, i candidati sono blindati dalle segreterie politiche, l'economia non dà segni di ripresa. C'è grande preoccupazione" sintetizza Gianni Bort, presidente dell'Unione commercio. Nella Confcommercio trentina, come nelle altre associazioni imprenditoriali, convivono molte anime politiche, ma "dopo cinque anni di governo Berlusconi che hanno fatto poco e due anni di governo Prodi che ha combinato ancor meno" la scarsa fiducia che questo voto produca un cambiamento è diffusa. "Le nostre posizioni le abbiano illustrate qualche settimana fa nell'incontro di Cernobbio: riduzione della spesa pubblica, sostegno della domanda interna e vere liberalizzazioni" ricorda Bort "personalmente credo che varrebbe la pena impegnarsi in una battaglia non per il ritorno alle preferenze ed al proporzionale, bensì per il sistema uninominale secco ovunque: così le candidature torneranno a contare qualcosa". E i pensieri di Via Solteri sono già proiettati verso l'autunno, come quello degli albergatori dell'Asat che stanno già preparando un "decalogo" per i candidati provinciali. Dal voto di domani e lunedì, dunque, non si attendono svolte. Ci si augura solo che consenta - almeno - di cambiare la legge elettorale e creare le premesse per qualche riforma. E' già qualcosa, per non cedere alla tentazione, forte, di non votare. La battaglia vera per gli imprenditori sarà in autunno. (r.c.c.).

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Con i giovani l'agricoltura può sperare (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Da Lamon e Schievenin c'è chi scommette sul rilancio del settore CRISTIAN ARBOIT LAMON. Una mamma, un disgaggista, un ventenne e un ex operaio Zanussi. In comune l'amore per la terra e per la vita all'aria aperta. Una passione così forte da averli spinti a scommettere sulla tanto bistrattata agricoltura di montagna. Chi a Lamon e dintorni, chi invece a Schievenin. Tutti hanno aperto di recente una partita Iva e sperano in un rilancio del settore primario feltrino, aiutati da un lato dal nuovo piano di sviluppo rurale e dall'altro dalla presenza di soggetti forti e credibili, come il consorzio di tutela del fagiolo igp di Lamon. Quattro storie diverse, un obiettivo comune. Vent'anni, idee chiare. Più lamonese di un lamonese. Luca Cuffaro, vent'anni e figlio del maresciallo della caserma di Lamon, vive sull'altopiano da dodici anni. Il suo sogno? Espandere l'attività agricola di cui è titolare. Già, perchè a vent'anni Luca è imprenditore agricolo a titolo principale, come lui stesso scandisce a chiare lettere. E con giusto orgoglio. "Ho un'azienda da due anni, adesso voglio fare il salto di qualità", dice. "Ho dei campi a Lamon e a Ciess. In alcuni sfalcio, in altri coltivo il fagiolo", racconta in attesa di concretizzare il suo progetto di vita, insediare una stalla di vacche da gestire accanto al fratello quindicenne. "Anche lui è appasionato come me". Da hobby a lavoro. Si è reinventato una vita e un lavoro a 47 anni, età solitamente fatta di conferme e sicurezze. Bruno Gaio da operaio della Zanussi si è "trasformato" in agricoltore a tempo pieno. E questo, senza rimpianti. "Era da un po' che ci pensavo. Ho sempre lavorato nei campi, ma per hobby", afferma l'uomo. L'azienda esiste dall'ottobre del 2007 e adesso si cominciano a vedere i primi frutti. In tutti i sensi. Gaio ha a disposizione dieci ettari, alcuni di sua proprietà, altri ottenuti mediante la sottoscrizione di contratti agrari. "Buona parte però sono in pendenza", dice. L'arinese punterà sulla diversificazione del prodotto e la sua stagionalità. "Ho anche cavalli e asini", la sottolineatura. Più che la pendenza però il suo cruccio è la burocrazia, "antipatia" che lo accomuna agli altri tre suoi colleghi di ventura. Indispensabile in questi casi l'aiuto del consorzio di tutela, delle associazioni di categoria e del nuovo ufficio Psr del comune di Lamon. "Sono molto utili soprattutto per chi ha sempre svolto un lavoro dipendente". Dalla roccia alle terra. "Prima ero io ad aiutare mio padre, adesso è lui che aiuta me". Punta sul ricambio generazionale Daniele Facen, altro lamonese di 37 anni e fino a poco tempo fa disgaggista. Agricoltore "full-time" da meno di un mese, Daniele già si sbilancia sulla produzione attesa per la stagione 2008. "Spero di arrivare almeno a otto quintali di fagiolo secco. Se il tempo mi aiuta...". "La scintilla che mi ha spinto a scommettere sulla terra è stato l'aumento delle giornate lavorative che la Regione ha riconosciuto ai coltivatori di fagiolo", spiega con l'aria di chi vuole guardarsi attorno: "Mi specializzerò in ortofrutta e nella vendita diretta". Rilancio per Schievenin. "Con due figli di uno e di tre anni faticavo a trovare lavoro, così ho deciso di rispolverare la mia grande passione". A parlare è la trentenne Cristina Dalla Rosa, querese doc e residente in Valle di Schievenin. "Voglio valorizzare la mia terra e far crescere i miei bambini all'aria aperta", dice. Ad aiutarla ci sarà il marito Mirko. Cristina, diplomata in enologia, comincerà dai fagioli e dalle erbe officinali per arrivare al suo principale obiettivo: "Aprire un bed and breakfast e una fattoria didattica".

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Quando le idee sono poche e neppure innovative e le proposte, salvo piccole variazioni, si assomigliano, (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

GIANFRANCO PASQUINO Quando le idee sono poche e neppure innovative e le proposte, salvo piccole variazioni, si assomigliano, non resta che guardare alle personalità dei candidati alla carica di premier. Da un lato, giunto alla sua quinta campagna elettorale, con due vittorie e due sconfitte, peraltro occasionali, a riprova di una notevole tenacia, si trova un uomo relativamente anziano, Silvio Berlusconi, le cui precedenti esperienze di governo non sono sicuramente state entusiasmanti e che, effettivamente, non ha più la capacità di mobilitare le folle. Tuttavia, il suo elettorato non sembra intaccato o smarrito. Alcune scelte del passato, come le leggi ad suam personam, per salvarsi dalle inchieste della magistratura, quella sul sistema radiotelevisivo, per salvare la sua maggiore fonte di ingente reddito, quella, un deplorevole trucchetto, sul suo gigantesco conflitto di interessi, nonché le riforme costituzionali in spregio della Costituzione, suggeriscono che Berlusconi è tuttora "inadatto a governare" (nella famosa, e ripetuta, espressione dell "Economist"). Se vincesse, inoltre, insofferente come è di ogni regola, finirebbe anche, alle prime inevitabili critiche della Commissione Europea per la sua disinvolta gestione dell'economia, per relegare l'Italia ai margini dell'Unione Europea, per farne un partner di serie B senza più la possibilità di trovare e vantare sponde né in Bush né in Putin. Dall'altro, si trova un uomo di mezz'età, in politica da più di trent'anni, nelle istituzioni da una ventina d'anni, che, però, conosce le regole costituzionali e le rispetta e il cui interesse politico, ma anche ideale, consiste nell'arduo compito di fare dell'Italia un paese almeno decente. Se Veltroni vince, rafforzerà il suo controllo sul Partito Democratico. Potrà dettare le condizioni di qualsivoglia alleanza o convergenza sia alla Sinistra Arcobaleno sia all'Unione di Centro di Casini. Attuerà politiche caute e graduali. Qualcuno può anche pensare che saranno politiche poco incisive, ma conterà la prova dei fatti e delle conseguenze. Sicuramente, Veltroni lascerà spazio politico alle forze sociali e tenterà di fare funzionare meglio il sistema politico (poco, purtroppo, abbiamo sentito sulla burocrazia). Questi sono, comunque, i messaggi che le personalità dei due candidati hanno voluto, più o meno, consapevolmente, forse in maniera un po' noiosa, inviare all'elettorato italiano. Berlusconi vi ha aggiunto le critiche al governo Prodi che Veltroni ha difeso alquanto blandamente. Anche se liberato dall'impaccio che Casini gli causava, Berlusconi non potrà andare molto oltre politiche già sperimentate ma, soprattutto, sostenute e volute dal suo principale alleato di riferimento: la Lega di Bossi. Non a caso, Fini è molto spesso rimasto sullo sfondo della campagna elettorale. I margini di manovra di Veltroni appaiono almeno in linea di principio più ampi, ma certo non hanno trovato una traduzione eccitante nella sua campagna elettorale. Esito a sostenere che i due maggiori candidati siano espressione chiusa di due paesi diversi che si confrontano e si scontrano, ma sento che con Veltroni si correrebbero meno rischi e si potrebbe persino avere qualche gradevole sorpresa.

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Troppa burocrazia per il piano del Chianti (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi (Agricoltura Oggi)" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Aiuti alle Imprese Numero 088, pag. 30 del 12/4/2008 Autore: Andrea Settefonti Visualizza la pagina in PDF     Troppa burocrazia per il piano del Chianti Troppi adempimenti, troppa burocrazia e tempi troppo stretti per la realizzazione dei progetti. Il Piano di sviluppo rurale del Chianti offre opportunità di finanziamenti alle imprese del territorio, ma presenta troppe criticità. I limiti del Psr sono emersi in settimana nel corso di un convegno in cui è stato presentato il piano a San Casciano Val di Pesa. Si tratta di uno strumento che fa leva sulla multifunzionalità dell'azienda agricola e pone al centro le agrienergie per sviluppare, a fianco della consolidata produzione vitivinicola locale, lo sviluppo delle imprese agricole che operano nell'area Chianti. Il Psr entra adesso, se pur con ritardo di oltre un anno a causa della Commissione Ue rispetto all'approvazione del 2006 da parte della Regione Toscana, nella sua fase operativa ed è un piano con un regolamento molto più essenziale e dove mancano condizioni e indicazioni di dettaglio. Complessivamente, sono previste misure per ammodernare le imprese agricole e migliorarne la competitività per circa 8,8 milioni di euro (3,5 per la sola comunità montana), 6,8 dei quali disponibili. L'iniziativa ha voluto spiegare i contenuti dei bandi per le opportunità di finanziamento in settori tradizionalmente non propri dell'azienda agricola, come quello dei servizi e della produzione di energie rinnovabili. A questo proposito il direttore della Banca del Chianti fiorentino, Andrea Bianchi, che ospitava l'iniziativa, ha voluto sottolineare come la missione dall'istituto di credito chiantigiano sia di sostenere lo sviluppo del territorio e tra questi, settore imprescindibile, è l'agricoltura con agriturismo e agroalimentare. La banca ha promosso pacchetti dedicati proprio alle energie rinnovabili, al recupero del territorio e alla certificazione di olio dop. Tra gli aspetti negativi sono stati messi in evidenza i tempi ristretti per le realizzazione delle opere, solo 12 mesi dalla presentazione della domanda, soprattutto se si pensano alle lunghe attese dovute a una burocrazia che impone l'autorizzazione di Regione e Provincia e che quindi rischia di far slittare l'inizio dei lavori. Il Piano di sviluppo prevede interventi in particolare per la sicurezza sul lavoro e per il miglioramento ambientale, sia attraverso il risparmio energetico, sia con la produzione di energia per uso aziendale (biogas, biomasse, solare ed eolico) e sia con il miglioramento fondiario con impianti irrigui ad alta efficienza. Previsti anche contributi per il miglioramento della qualità delle produzioni agricole e dell'igiene e benessere degli animali.

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Piazza Marconi Il cantiere riparte (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Cremona, La" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione di Sabato 12 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl Il caso. Dopo le elezioni. Un avvocato con i commercianti Piazza Marconi Il cantiere riparte di Giuseppe Bruschi Piazza Marconi: il cantiere, fermo dalla partenza degli archeologi, ripartirà dopo le elezioni. Parola di Daniele Soregaroli, assessore comunale ai lavori pubblici. Ma non si tratta, precisa subito, dell'ennensima promessa (aveva dichiarato che i 'muratori' sarebbero arrivato già lo scorso 27 marzo) ma di certezze. Che derivano, insiste ancora Soregaroli, dai 'contatti' che ha avuto nelle ultime ore con la Soprintendenza ai beni archeologici di Milano, attualmente diretta, ad interim, da Luigi Malnati che dovrebbe appunto lasciare il posto ad Umberto Spigo, direttore del museo archeologico delle Eolie. Ebbene Soregaroli ha avuto assicurazione che la prossima settimana tornerà Linn Passi Pitcher che dovrà 'sovrintendere' alla rimozione dei muri che si trovano davanti al palazzo dell'arte. In termini tecnici si chiama 'asportazione' e deve essere fatta con le dovute attenzioni. L'operazione, indispensabile per poter proseguire nella realizazzione dell'autosilo interrato, richiede particolare attenzione, anche perchè i muri non verranno gettati in discarica, ma 'musealizzati'. Saranno cioè conservati e collocati nel museo archeologico che l'Amministrazione Comunale intende creare a San Lorenzo. Ovviamente anche i giganteschi cumuli di terra che da settimane sono dimenticati da tutti, verranno rimossi. Per Soregaorli, dunque, le giuste e legittime preoccupazioni dei commercianti della zona dovrebbero finire e l'anno prossimo l'autosilo potrebbe essere inaugurato (il mandato dell'attuale sindaco Corada scade appunto nel 2009). Compresa la 'nuova piazza' che avrà una parte destinata al mercato ed una che invece servirà ad attività sportive, ricreative, culturali ed anche gastronomiche. Anche se il progetto deve essere perfezionato. Soprattutto per quanto riguarda i servizi ed entrate ed uscite dal parcheggio sotteraneo. In attesa che muratori e ruspe entrino in azione, i commercianti della piazza, quelli che hanno tenuto duro e resistito al vistoso calo di affare di cui sono stati vittime in questi anni, hanno deciso di rivolgersi ad un avvocato per capire se sia possibile chiedere i danni al Comune. Gli operatori economici contestano, oltre al ritardo, anche alcuni problemi 'edilizi' nei loro negozi e nelle abitazioni. La lettere è arrivata a destinazione. Lo dice Soregaroli:"Abbiamo ricevuto la nota dell'avvocato Isabella Cantalupo che segnala, tra l'altro, alcuni danni provocati durante gli scavi dei mesi scorsi. Con il sindaco abbiamo valutato il tutto ed abbiamo incaricato i nostri tecnici per fare le necessarie verifiche. Ovviamente se saranno accertate responsabilità dell'impresa, provvederà l'assicurazione a pagarli. Per quanto riguarda il cantiere, ricordo che si tratta di un intervento di pubblica utilità, quindi non si può fare marcia indietro. Ma il nostro impegno ad accellerare l'intervento è continuo e costante. Anche se talvolta la burocrazia ci mette ulteriori ostacoli".

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FORTE il richiamo del Comitato Unitario Apindustria-Cna-Confesercenti a porre rea (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

SENIGALLIA pag. 19 FORTE il richiamo del Comitato Unitario Apindustria-Cna-Confesercenti a porre rea... FORTE il richiamo del Comitato Unitario Apindustria-Cna-Confesercenti a porre reale attenzione alle esigenze delle piccole imprese anche dopo la tornata elettorale. Le pmi sono la parte più consistente dell'elettorato. Ma non ci sono solo prima del voto. Ci sono soprattutto dopo. Questo, con una certa forza, è stato ribadito dal Comitato Unitario Apindustria-Cna-Confesercenti della Provincia che in una tavola rotonda, di fronte ad una platea di imprenditori al S.Rocco si è confrontato con alcuni dei candidati a Camera e Senato degli schieramenti più rappresentativi: Ignazio Abrignani del Popolo della Libertà, Massimo Vannucci del Partito Democratico, Umberto Morgante dell'Unione di Centro e Roberto Vallasciani di Sinistra Arcobaleno. "Chiunque sarà a presiedere il prossimo governo ? ha detto con impeto il coordinatore del Comitato Otello Gregorini ? dovrà ricordarsi che le pmi non sono solo fonte di voti, sono l'ossatura economica dell'intero paese. Se crollano loro, va in crisi il paese. E il rischio è tangibile se la politica si concentra solo sulle grandi imprese". "Il fisco? ? ha continuato Gregorini ? Non ci è andato bene né quello di Prodi né quello di Berlusconi. Uno le ha aumentate troppo, l'altro ha fatto solo condoni". TRA LE priorità indicate dalle pmi per liberare e sviluppare le energie del paese, soprattutto i temi della sicurezza e legalità, costi della politica, infrastrutture e sostegno alle pmi. "Basta con la burocrazia ? ha spiegato il presidente del Comitato Claudio Albonetti ? le lungaggini burocratiche sono un colossale ostacolo alla corretta vita delle imprese. Troppi i parlamentari, troppi gli enti inutili". E sul tema della sicurezza e della legalità, Albonetti ha fatto cenno alla grande criminalità organizzata che "governa 1/3 del paese. Un fatto che getta storico discredito alla nazione, mina alle fondamenta la possibilità della stessa di crescere e di competere con gli altri paesi più industrializzati".

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Elisabetta casellati: immigrati privilegiati (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Regione Elisabetta Casellati: "Immigrati privilegiati" PADOVA. Cancellare i privilegi che favoriscono gli immigrati, rispetto ai cittadini italiani. Partirà con un "censimento" la nuova legislatura di Maria Elisabetta Alberti Casellati (nella foto), avvocato padovano nonché senatrice del Pdl, terza in lista al Senato e quindi certa di essere rieletta, comunque vada. "Trovo incredibile che agli immigrati venga dato del denaro, ad esempio per il ricongiungimento familiare - sostiene la senatrice Casellati - questa normativa nuoce agli italiani. Ecco perché intendo fare un censimento di tutte le leggi che avvantaggiano gli extracomunitari per abrogarle". Se il Pdl dovesse vincere, per lei - una delle donne più rappresentative di Forza Italia, ormai alla quarta legislatura - si parla già di un sottosegretariato importante, come quello alla Sanità, ricoperto fino al 2006 nel governo Berlusconi: "Intanto vinciamo - sostiene - poi vediamo. Le ambizioni crescono con i risultati e ovviamente mi piacerebbe proseguire con la sanità, a partire dalle liste d'attesa. Ho in ballo un progetto di riorganizzazione complessiva di bilanciamento tra il territorio e l'ospedale. Ma c'è molto da fare". Tra le "cose da sistemare", i bilanci familiari e la burocrazia. "A Camere chiuse sono stati presi un sacco di provvedimenti assurdi: ad esempio l'obbligo per il lavoratore di presentare il certificato di licenziamento al Comune o al ministero del Lavoro o, ancora, il certificato di messa a norma degli impianti nel trasferimento degli immobili - prosegue - pensiamo cosa significherebbe per Venezia". Ci sono poi le richieste della gente: "Per strada mi chiedono conto della sicurezza - aggiunge - bisogna tornare a regolamentare i flussi, recuperando quella legalità smarrita negli ultimi due anni. Il federalismo: la gente è stanca di essere virtuosa e non vedere i frutti delle proprie risorse. E poi c'è il problema delle tasse che hanno fiaccato le categorie più deboli. Gli operai e le persone a reddito basso guardano a noi, fiduciosi che riusciamo a far ripartire l'economia e ridistribuire il reddito". Infine un commento sulle donne in politica: "In generale, il problema è che la donna si è evoluta con velocità maggiore di quanto non abbiano fatto l'uomo e la società - conclude - ma finalmente in questa tornata elettorale possiamo contare su uno spazio più ampio, a partire da posizionamenti più alti in lista". (s.zan.).

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Finocchiaro: Il cambiamento sono io La candidata Pd: Agli indecisi dico: esercitate la vostra libertà, facciamo la Sicilia del futuro (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del Finocchiaro: "Il cambiamento sono io" La candidata Pd: "Agli indecisi dico: esercitate la vostra libertà, facciamo la Sicilia del futuro" di Maria Zegarelli inviata a Modica "NON POTEVA ESSERE CHE QUI. Chiudere qui la campagna elettorale, dove sono nata, a Modica". Corso Umberto I è pieno di gente, ci sono le bandiere Pd, Sinistra l'Arcobaleno, Idv. "Anna presidente" grida la folla. Modica, nel ragusano, 57mila abi- tanti, gioielli barocchi sparsi con sapienza tra la cittadina Alta e quella Bassa, viuzze e piazze portate nelle case di tutta Italia grazie a Salvo Montalbano, il commissario tratteggiato dalla penna di Andrea Camilleri e interpretato da Luca Zingaretti che chiude la campagna elettorale della senatrice pd candita al governo della Sicilia. "Qualcuno potrebbe dire che sono qui perché conosco Anna, la sua passione, la sua onestà - inizia Zingaretti che solo due ore prima era davanti al Duomo di San Giorgio a girare una scena de La vampa d'agosto nei panni di Montalbano -, il suo sguardo limpido di cui la Sicilia e il Paese hanno bisogno, il suo coraggio per sfidare gruppi politici e di potere in una regione in cui le destre sono forti. E ci vuole coraggio. Ma non sono venuto qui per questo". È venuto, spiega ai suoi fans in adorazione sotto il palco, per sperare "da siciliano e modicano doc che con Anna la Sicilia possa cambiare, aprire a una svolta epocale. Viva Anna", urla invitando ad accoglierla con uno "scatafascio di applausi". Ed è scatafascio di applausi, nel paese che una volta era "rosso" e oggi è tutto Mpa, Pdl e Udc: i loro manifesti elettorali stanno attaccati ovunque. Una guerra contro le affissioni legali. Anna Finocchiaro è nata in via Garibaldi e ci è rimasta fino all'età di otto anni. "Qui la chiamiamo la spacchiona. Sa cosa vuol dire a Modica? - spiega Maria Monistero - che è una che non ha paura di nessuno, che non si ferma e combatte. Noi la votiamo per questo, anche se siamo una famiglia di destra votiamo Anna". "Il cambiamento è già qui - dice la capogruppo Pd, giacca rossa, scarpe in tono, bella e impeccabile come sempre - voi ci dovete credere. Loro sono vecchi, Lombardo è culturalmente e politicamente vecchio. Rappresenta il pre-moderno. Hanno parlato di fucili e celebrato come eroe una persona condannata all'ergastolo. La Sicilia ha invece i suoi eroi veri. Ci vuole una politica libera. Noi siamo liberi. Non abbiamo fatto patti con nessuno, non mandiamo messaggi a nessuno. E agli indecisi, ancora tanti, dico: esercitate la vostra libertà. Noi possiamo farlo il cambiamento. Riconsegnamo insieme la Sicilia al futuro". Cita i nomi degli eroi veri della Sicilia, Falcone, Borsellino, Dalla Chiesa... La Sicilia che vuole la legalità e combatte la mafia applaude e sembra non smettere più. Lei parla e si commuove. "Abbiamo cercato uomini nuovi - in mezzo a fiori rossi, bianchi e verdi - prodotto programmi fattivi, reali, segnati con scadenze per dire che è possibile trasformare questa Sicilia. Stiamo lavorando sul serio". Sviluppo, burocrazia efficiente, imprese "buone", meritocrazia, abolizione degli enti inutili e del parassitismo della politica, l'autonomia intesa come autorevolezza e buon governo. Intanto le agenzia di stampa si rincorrono nelle previsioni. Tutto deciso in Sicilia, dicono, 16 parlamentari al Pdl e dieci al Pd. A Palermo davanti al cancello della sede elettorale di Antonello Antinoro, candidato Udc, arriva una testa di capretto. La mafia non smette di parlare neanche in campagna elettorale. "Noi la possiamo sconfiggere la mafia", ripete Finocchiaro. "Il vento si è alzato e ci spinge verso il futuro, mentre il "continuismo" Cuffaro-Lombardo finirà: "si sono sentiti gli onnipotenti della politica teorica, ma hanno dimenticato Gramsci, il quale diceva che le classi politiche vincono se entrano nel cuore di chi li ascolta". Ad ascoltarla sul balcone di un bella ed elegante casa modicana c'è la sua maestra delle elementari, Maria Teresa Garofano, che ancora oggi conserva il quaderno della prima elementare di "Annuzza". "È una donna in gamba, ma non so se la Sicilia è pronta a cogliere questo messaggio così forte di cambiamento - dice dall'alto dei suoi 87 anni -. Il fatto è che qui se non si spezza la logica del clientelismo vincono sempre loro, quelli lì. Ad Anna dieci voti le darei se potessi, perché la sua terra ha bisogno di lei".

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Il pd punta su della pepa coda divide il centrodestra - sara strippoli (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina V - Torino Il Pd punta su Della Pepa Coda divide il centrodestra SARA STRIPPOLI Sei candidati, molte anomalie e una probabile vittoria, già al primo turno, per il candidato del Pd Carlo Della Pepa. Così Ivrea, capoluogo dell'eporediese che conta 4 mila abitanti, si appresta ad andare alle urne per eleggere il successore di Francesco Grujiela, diessino nato a Milano nel 1939, al suo secondo mandato. Il candidato della coalizione di centrodestra, Pio Coda, non è affatto rassegnato: "Partiamo da una situazione difficile (cinque anni fa la partita si era chiusa con il centrosinistra che è andato oltre il 60 per cento), ma confidiamo che la popolazione abbia capito che è tempo di cambiare". Avvocato, 63 anni, spiega: "Dopo 35 anni di governo di centrosinistra c'è bisogno di virare, la città si sta ingrigendo. Non hanno difeso le strutture lavorative e non hanno dato alcun impulso né al lavoro e neppure al turismo". Le priorità del centrodestra: riqualificare i monumenti di Ivrea per dare slancio al turismo. In secondo luogo, le condizioni dell'ospedale cittadino che non può più rispondere alle necessità della popolazione pur avendo personale all'altezza della situazione. Poi ancora viabilità e sicurezza". Il partito di Veltroni punta su Carlo Della Pepa, ex-capogruppo dei Ds e del Pd. Con lui anche i Socialisti, l'Italia dei Valori, i Moderati e una lista civica. Alla vigilia del voto il candidato del centrosinistra è su posizioni scaramantiche: "è diritto dei cittadini esprimere il loro voto, ma è indubbio che in questi giorni abbiamo ottenuto molti riscontri positivi". Questa campagna elettorale, dice ancora, è stata molto interessante "ci ha permesso di conoscere la ricchezza del territorio di Ivrea: iniziative imprenditoriali innovative, una presenza significativa di associazioni e di attività culturali. Il nostro obiettivo è coinvolgere tutte queste energie e intelligenze che lavorano in città e per la città". Le sfide sono tante: snellire le burocrazie, promuovere lo sviluppo, mantenere la qualità dei servizi sanitari e possibilmente migliorarli: ospedale e poliambulatorio. Numerose le anomalie della situazione eporediese. La Sinistra Arcobaleno schiera come candidato sindaco l'assessore provinciale alle politiche sociali e vicesindaco di Ivrea Salvatore Rao, che ha preso il posto di Eleonora Artesio, passata alla sanità regionale. L'ex-coordinatore di Sinistra democratica ed ex-parlamentare diessino e dirigente Olivetti Giorgio Panattoni si è dimesso dalla sua carica e ha sfidato i suoi dando indicazioni di voto per il candidato del Partito democratico. In quanto a frammentazioni, il centrodestra sta ancora peggio. La coalizione del Pdl, nata da dinamiche tutte locali che contrastano con le indicazioni nazionali, comprende l'Udc e due liste civiche "Uniti per la comunità" e "Con Pio Coda per cambiare". La Lega nord invece sta fuori con la lista dei Pensionati e presenta Alessandro Giglio Vigna, rappresentante dei giovani padani. Se ancora non bastasse, il quadro è ulteriormente complicato dal fatto che il capogruppo storico del partito di Bossi, Maria Laura Pescatori, ex-consigliera, non tifa per il candidato del Carroccio ma è dentro una delle due liste civiche che appoggiano Pio Coda. La Destra schiera Giovanni Giulio Conti; Alberto Tognoli, ex-consigliere di An, è il candidato della Lista dei cittadini. La campagna elettorale, si borbotta ad Ivrea, si è forse occupata più di elezioni politiche di quanto abbia fatto sugli argomenti di carattere territoriale. Tra i temi posti nel dibattito locale ci sono le infrastrutture: primo fra tutte il traforo di Montenavale, progetto in discussione da più di dieci anni, sul quale la Provincia sta facendo approfondimenti. Altro punto i collegamenti ferroviari. Molto vivace è stato il dibattito sui temi ambientali, in particolare sulle energie rinnovabili.

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Imprese, sportello unico per battere la burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prima Pagina Imprese, sportello unico per battere la burocrazia CAGLIARI. Venti giorni per aprire un'impresa. Grazie all'autocertificazione che l'aspirante imprenditore potrà presentare in uno dei 53 sportelli unici delle attività produttive (Suap) o direttamente on line sul sito www.sardegnasuap.it. La Regione effettuerà i controlli, in assenza di problemi il progetto può partire. La delibera della giunta regionale è stata presentata ieri dal presidente Soru. BUA a pagina 10.

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E in duemila chiedono: mandateli a casa (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Tra hostess col foulard azzurro e striscioni pittoreschi il popolo della Cdl incita i suoi candidati E in duemila chiedono: "Mandateli a casa" UDINE C'è anche "La leggenda del Piave", un canto alpino, per Enzo Cainero e la truppa di centrodestra che si rinvigorisce anche se Silvio Berlusconi è solo evocato, che sembra crederci, si abbraccia, dice: "Vinceremo". Giulio Tremonti non dimentica una virgola su Walter Veltroni ma non apre una parentesi, nemmeno piccola, su Renzo Tondo? "Non importa. E' andata bene, benissimo - assicura Roberto Menia -: Tremonti è sempre più un uomo di destra". Da Trieste arrivano anche Roberto Antonione, Giulio Camber e Roberto Dipiazza. Da Gorizia Ettore Romoli, da Pordenone Isidoro Gottardo e Manlio Contento. A Udine trovano Edi Snaidero, Ferruccio Saro, Vanni Lenna, Alessandro Colautti, Roberto Asquini, Massimo Blasoni. C'è Franco Frattini, il capolista alla Camera che ha parlato tante volte in questi giorni e allora si limita a un "grazie a tutti". E ci sono i candidati, Tondo, Cainero e Fontanini: hanno il peso sulle spalle di trasformare l'election day 2008 nel trionfo o nella disfatta per un centrodestra che difende solo la Provincia di Udine ma deve riconquistare la Regione dopo 5 anni e il Comune di Udine dopo 10 anni di Cecotti. E' l'ultimo giorno, c'è solo lo spazio per la sintesi, per l'ultimo appello, per lo slogan. "Mandateli a casa", dice un aficionado. "La gente non ne può più della sinistra", riassume un attimo dopo Gottardo. Che si rivolge a Tremonti, lo chiama già "ministro", gli ricorda che dovrà "rimettere in moto l'economia del Paese e strangolare la burocrazia". E poi attacca Illy denunciando, una volta ancora, il voto disgiunto, "immorale, una presa in giro dei cittadini". E infine ricorda "l'importanza dei difensori del voto in ogni seggio del Friuli Venezia Giulia". "Siamo in 2.760", è uno degli striscioni. Serata all'americana, hostess con foulard azzurro, qualcuna applaude, qualche altra no. Ren-zo Ren-zo, scandisce il popolo della libertà. Che scrive sui manifesti "Grazie Silvio", grida "forza Enzo", sventola le bandiere. E applaude quando Cainero dice: "Sarò il sindaco di questa città, altro che "politica da osteria" di cui ci accusano gli Honsell e i Cecotti. La nostra è politica fatta con passione e cuore per cambiare il volto di Udine, per restituirle un'anima". E riapplaude, la gente del centrodestra, quando Fontanini prende la parola: "Sarò il presidente della Provincia di Udine, il cuore della regione". Tremonti chiude, parte l'inno nazionale, cantano tutti meno Fontanini. Si abbracciano in tanti, Cainero e Snaidero per primi. E l'imprenditore che avrebbe potuto essere l'anti-Illy e invece è il leader di Liberidea afferma: "Una bella serata, con un ottimo Tremonti: un discorso efficace economicamente e politicamente. Chi vincerà? L'importante è che si riparta con meno tasse". m.b.

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È morto uccio cherveddu, è stato stroncato da un infarto (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sassari è morto Uccio Cherveddu, è stato stroncato da un infarto SASSARI. Stava organizzando altre manifestazioni per stare vicino alle famiglie che lottano contro la droga. Un impegno che per Andrea "Uccio" Cherveddu era una sorta di missione. Impegnarsi per il prossimo, combattere la burocrazia. Quante battaglie aveva combattuto e quante avrebbe ancora voluto combatterne. Ma il suo cuore non ha retto. Uccio Cherveddu è stato stroncato da un infarto giovedì sera. Aveva 67 anni. Inutile la corsa all'ospedale. Sono rimaste solo le lacrime. Uccio "Zaibeddu" (cervello in sassarese) come lo chiamavano in tanti giocando sul suo cognome, era un "sassarese in ciabi" che si era dedicato al prossimo fondando l'associazione "Voglia di vivere, genitori in lotta contro la droga", dopo una vita trascorsa con le forbici in mano a tagliare i capelli nella bottega di barbiere in via Zanfarino, un ritrovo per conoscere i "ciarameddi" e passare qualche ora in allegria. Di Uccio resta il ricordo di un uomo sempre disponibile, nella sua bottega i figli perpetueranno la tradizione, ma lui ci mancherà. (plp).

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Tesini: ridurre i costi della burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Regione Tesini: ridurre i costi della burocrazia L'impegno del presidente del consiglio con gli elettori nel comizio di chiusura La Regione Friuli Venezia Giulia garantirà l'assistenza sanitaria ai bambini fino a 14 anni figli di extracomunitari non in regola con le norme di soggiorno. Lo ha deliberato oggi la Giunta regionale nell'ultima riunione dell'esecutivo prima delle elezioni, siglando il primo accordo regionale attuativo di quello collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici pediatri di libera scelta. In pratica - ha spiegato l'assessore regionale alla Salute, Ezio Beltrame - la Giunta ha dato attuazione a una delibera già approvata il 23 febbraio dello scorso anno, secondo la quale sono 57 unità i minori di 14 anni presenti in Friuli Venezia Giulia per cui, ipotizzando cinque visite all'anno per ciascun bambino (quattro in ambulatorio e una a casa), la spesa complessiva per il Servizio Sanitario Regionale dovrebbe essere inferiore agli ottomila euro. L'accordo - ha evidenziato Beltrame - destina anche "importanti risorse per incentivare le forme associative, l'assunzione dei collaboratori di studio e lo sviluppo delle collaborazioni attraverso la rete informatica". Inoltre - ha concluso Beltrame - sempre a favore dei pediatri di libera scelta "l'accordo prevede incentivi per la copertura delle zone disagiate e disagiatissime".

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Conta la personalita' con walter si rischia meno - gianfranco pasquino (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'OPINIONE CONTA LA PERSONALITA' CON WALTER SI RISCHIA MENO GIANFRANCO PASQUINO Quando le idee sono poche e neppure innovative e le proposte, salvo piccole variazioni, si assomigliano, non resta che guardare alle personalità dei candidati alla carica di premier. Da un lato, giunto alla sua quinta campagna elettorale, con due vittorie e due sconfitte, peraltro occasionali, a riprova di una notevole tenacia, si trova un uomo relativamente anziano, Silvio Berlusconi, le cui precedenti esperienze di governo non sono sicuramente state entusiasmanti e che, effettivamente, non ha più la capacità di mobilitare le folle. Tuttavia, il suo elettorato non sembra intaccato o smarrito. Alcune scelte del passato, come le leggi ad suam personam, per salvarsi dalle inchieste della magistratura, quella sul sistema radiotelevisivo, per salvare la sua maggiore fonte di ingente reddito, quella, un deplorevole trucchetto, sul suo gigantesco conflitto di interessi, nonché le riforme costituzionali in spregio della Costituzione, suggeriscono che Berlusconi è tuttora "inadatto a governare" (nella famosa, e ripetuta, espressione dell "Economist"). Se vincesse, inoltre, insofferente come è di ogni regola, finirebbe anche, alle prime inevitabili critiche della Commissione Europea per la sua disinvolta gestione dell'economia, per relegare l'Italia ai margini dell'Unione Europea, per farne un partner di serie B senza più la possibilità di trovare e vantare sponde né in Bush né in Putin. Dall'altro, si trova un uomo di mezz'età, in politica da più di trent'anni, nelle istituzioni da una ventina d'anni, che, però, conosce le regole costituzionali e le rispetta e il cui interesse politico, ma anche ideale, consiste nell'arduo compito di fare dell'Italia un paese almeno decente. Se Veltroni vince, rafforzerà il suo controllo sul Partito Democratico. Potrà dettare le condizioni di qualsivoglia alleanza o convergenza sia alla Sinistra Arcobaleno sia all'Unione di Centro di Casini. Attuerà politiche caute e graduali. Qualcuno può anche pensare che saranno politiche poco incisive, ma conterà la prova dei fatti e delle conseguenze. Sicuramente, Veltroni lascerà spazio politico alle forze sociali e tenterà di fare funzionare meglio il sistema politico (poco, purtroppo, abbiamo sentito sulla burocrazia). Questi sono, comunque, i messaggi che le personalità dei due candidati hanno voluto, più o meno, consapevolmente, forse in maniera un po' noiosa, inviare all'elettorato italiano. Berlusconi vi ha aggiunto le critiche al governo Prodi che Veltroni ha difeso alquanto blandamente. Anche se liberato dall'impaccio che Casini gli causava, Berlusconi non potrà andare molto oltre politiche già sperimentate ma, soprattutto, sostenute e volute dal suo principale alleato di riferimento: la Lega di Bossi. Non a caso, Fini è molto spesso rimasto sullo sfondo della campagna elettorale. I margini di manovra di Veltroni appaiono almeno in linea di principio più ampi, ma certo non hanno trovato una traduzione eccitante nella sua campagna elettorale. Esito a sostenere che i due maggiori candidati siano espressione chiusa di due paesi diversi che si confrontano e si scontrano, ma sento che con Veltroni si correrebbero meno rischi e si potrebbe persino avere qualche gradevole sorpresa.

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Le scuole civiche di musica potranno continuare le loro attività (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ARRIVANO I FINANZIAMENTI Le scuole civiche di musica potranno continuare le loro attività Una nota dell'assessore provinciale Mundula: "Raggiunto l'accordo" NULVI. Le scuole civiche di musica potranno continuare le loro attività. La notizia che sarà, è proprio il caso di dirlo..., musica per le orecchie di molti, l'ha data l'assessore provinciale alla Cultura Sergio Mundula che, con una nota indirizzata ai comuni di Nulvi, Ossi, Porto Torres, Valledoria, Bono e alla Comunità montana "Monte Acuto" di Ozieri, ha autorizzato la prosecuzione delle attività didattiche delle scuole civiche di musica in attesa della definitiva approvazione del bilancio di previsione che stanzierà le risorse necessarie per il pagamento delle competenze ai docenti e per i costi di gestione. Il 7 aprile, la Regione ha siglato il protocollo con la Conferenza Regione-Enti locali per la distribuzione delle risorse del Fondo unico 2007, integrate di recente dagli stanziamenti per il 2008 inseriti nella manovra finanziaria regionale approvata a marzo. In una nota, il Coordinamento provinciale delle scuole civiche di musica ha espresso soddisfazione per il risultato raggiunto e auspica che la Provincia di Sassari, dopo l'approvazione del bilancio di previsione, adotti tutti gli atti previsti dalla nuova normativa per riavviare le procedure amministrative rimaste inevase per tutto il 2007. La vicenda, iniziata nel 2006 con il trasferimento di molte competenze dell'assessorato regionale alla Pubblica Istruzione alle Province, tra cui la legge 28/97 che regolamenta l'attività delle scuole civiche di musica, è culminata alla fine dello scorso anno con il blocco delle attività didattiche in moltissime realtà della provincia di Sassari e in tutta l'isola, a causa del rimpallo di responsabilità tra Regione e Province. "In tutto questo - sostengono i responsabili del coordinamento - è stato fondamentale il supporto delle amministrazioni comunali sedi di scuole civiche di musica di tutta l'isola che, grazie ai documenti e alle richieste elaborate da numerosi sindaci, hanno sensibilizzato in modo determinante la classe politica regionale per la risoluzione della vertenza. Dopo le richieste dei comuni sono stati presentati diversi emendamenti finalizzati alla regolamentazione del rapporto Regione-Provincia. L'iniziativa legislativa, presentata in forma bipartisan da maggioranza e opposizione in Consiglio regionale e supportata in modo decisivo da un gruppo di consiglieri capeggiati dal presidente della VII Commissione Pierangelo Masia, è stata votata pressoché unanimemente dal Consiglio regionale dando certezza ad un settore che conta più di 5.000 utenti e oltre 400 lavoratori tra personale docente e non docente". Una vittoria sulla burocrazia che consentirà a un settore in crescita di proseguire le attività che, nel corso del primo decennio di funzionamento, ha offerto l'opportunità ad oltre 40.000 famiglie sarde di usufruire di un servizio di straordinaria importanza sociale. Mauro Tedde.

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Via asseggiano più sicura, cento firme (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il consiglio di Municipalità, unanime, fa propria la petizione dei residenti Via Asseggiano più sicura, cento firme Appello a Cacciari: "Dissuasori di velocità e fermate protette, da subito" ASSEGGIANO. Si rafforza e si consolida la battaglia dei residenti di Asseggiano per la messa in sicurezza della strada. Così, a poche settimane dalla morte di Monica Levorato, l'altra sera alcuni cittadini del rione hanno portato in Municipalità oltre cento firme: "Chiediamo da subito dissuasori di velocità e fermate dell'autobus protette", è l'appello contenuto nella petizione. Un appello che i consiglieri di piazza San Giorgio hanno trasformato in ordine del giorno, da consegnare al più presto al sindaco Massimo Cacciari e all'assessore Sandro Simionato. "Quella strada è di competenza di Mestre centro - spiega il consigliere Andrea Mauceri, presidente della commissione lavori pubblici - Per questo dobbiamo fare pressione direttamente su Ca' Farsetti e sull'assessorato competente". Con la petizione i residenti della zona chiedono in pratica di accelerare le operazioni di messa in sicurezza della strada. Un progetto che rientra fra le priorità dell'amministrazione comunale, ma che rischia di restare imprigionato nei meandri della burocrazia. Da qui, l'invocazione di prendere subito almeno due accorgimenti: "I cittadini chiedono di posizionare lungo la strada i dissuasori di velocità - spiega Mauceri - Una provvedimento che di certo costringerebbe gli automobilisti a correre meno". L'altra questione urgente è la messa in sicurezza delle fermate dell'autobus: "Prima di tutto, quella pendente che si trova di fronte alla cantine Bortoletto. Ma poi anche di tutte quelle posizionate in punti critici. Ovvero di quasi tutte le fermate di via Asseggiano". Le aree più delicate, come ricorda il consigliere "sono quelle che si trovano nei pressi dei poli scolastici: il Volta, il Morin, l'istituto dei Salesiani. Qui passa la linea 10 e sono tantissimi gli studenti che di mattina o all'ora di pranzo prendono l'autobus oppure scendono dal mezzo pubblico". La raccolta di firme trova sponda nel consiglio di piazza San Giorgio. Il quale, all'unanimità, ha votato un ordine del giorno che ingloba le richieste dei residenti. "Questo documento verrà inviato al sindaco - chiude Mauceri - e all'assessore alla viabilità. Ci auguriamo che si possa intervenire il prima possibile, per esaudire richieste legittime". (Gianluca Codognato).

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I silenzi sul voto al civico - carlo marcelletti (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XIV - Palermo I Silenzi sul voto al civico CARLO MARCELLETTI i sono informato, appena letto il reportage di Repubblica sull'ospedale Civico, e ho appreso che non c'era alcuna intenzione di scrivere una replica. "Tutti sotto ricatto", come inizia il suo pezzo Alessandra Zinti, è comunque una affermazione seria che merita una reazione. Se nessuno reagisce allora è vero che siamo tutti sotto ricatto. Ma non è vero perché dentro l'ospedale c'è anche chi si muove libero nei pensieri e nelle azioni, senza che appartenga né a definite aree del potere politico né alle organizzazioni sindacali, che sembrano buone a garantire una certa incoluminità. Non ha paura del ricatto invece chi, non sottostando a riduttivo opportunismo, esprime libere e circonstanziate opinioni. Anche se poi nella riservatezza di note protocollate interne qualcuno esprime l'invito "a moderare i toni delle sue affermazioni, e a tener conto del dovere di riserbo di ogni pubblico dipendente". Ma poi il riserbo salta e di questo nostro ospedale, al quale tanti continuano a dare generosamente ore e giorni di lavoro intenso e di alto profilo, i giornali scrivono: "era un feudo di Salvo Lima"; "il potere è passato di mano mantenendo i suoi legami con mafia e massoneria"; "ovunque al Civico odore di muffa e di caffè, alcool e immondizia"; "c'è un ras della sanità, è lui il cavallo che all'ospedale Civico corre più forte", "al Civico non si muoveva foglia senza lo "sta bene" di Giovanni Marcadante, potentissimo radiologo sotto processo per mafia"; "ci sono anche i cavalli di Raffaele Lombardo che già da tempo ha cominciato a penetrare nei gangli della sanità palermitana"; "i direttori generali, i primari e anche i capi di dipartimento appena scaduti, sono le pedine che gestiscono il potere dimenticando quali sono i bisogni, i diritti e i doveri da rispettare". Dove sono allora i custodi interni del politically correct, espresso in un ineccepibile burocratese? Come fanno a tacere di fronte a tante prevaricazioni del riserbo che arriva a descrivere l'ospedale Civico, dove guarda caso ci sono anche malati ricoverati, come un far west con predatori che si sfidano alla ricerca di voti? Perché non dicono, come sarebbe giusto, che il direttore Licata di Baucina non è solo uomo di Alfano e Miccichè, come se questo fosse un giudizio di merito. Dovrebbero piuttosto dire che prima che un uomo sia uomo di un altro, può anche essere un uomo capace, illuminato, creativo, coraggioso. Così come lasciano che il giornalista sottintenda che l'occasione mancata dell'Ospedale dei bambini è dovuta al direttore Sanitario Nino Nascè perché è segretario cittadino dell'Udc ed ex assessore di Cammarata. Al momento dell'attacco alla diligenza (o meglio dirigenza) del Civico si dileguano, dimenticando corresponsabilità , collegialità e solidarità. è come un "si salvi chi può" e ognuno pensa a se stesso. è vero che l'immobilismo è il male di una buona sanità, come è vero che il potere di veto è la patogenesi di quel male. Facciamo conto che stare in apnea convenga a molti che aspettano conferma o promozioni (forse ricattabili?). è triste che il silenzio giustificato dal "ci deve capire" sia tanto diffuso. Li possiamo assolvere in attesa del risultato elettorale? Forse si, se ci garantiscono che poi il male verrà sconfitto e l'ospedale Civico riprenderà la sua missione di innovazione, creatività e coraggio. C'è tanto da fare, e troppo sta nascosto nei meandri di una burocrazia poco illuminata e comunque sempre pronta a dire la stessa frase "non ci sono soldi". Forse. Ma soprattutto manca il coraggio delle decisioni, addirittura anche quando sono certamente a costo zero.

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Pochi margini di manovra (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Attualità POCHI MARGINI DI MANOVRA DALLA PRIMA PAGINA Un uomo le cui precedenti esperienze di governo non sono sicuramente state entusiasmanti e che, effettivamente, non ha più la capacità di mobilitare le folle. Tuttavia, il suo elettorato non sembra intaccato o smarrito. Alcune scelte del passato, come le leggi ad suam personam, per salvarsi dalle inchieste della magistratura, quella sul sistema radiotelevisivo per salvare la sua maggiore fonte di ingente reddito, quella - un deplorevole trucchetto - sul suo gigantesco conflitto di interessi, nonché le riforme costituzionali in spregio della Costituzione, suggeriscono che Silvio Berlusconi è tuttora "inadatto a governare" (nella famosa, e ripetuta, espressione dell "Economist"). Se vincesse, inoltre, insofferente come è di ogni regola, finirebbe anche, alle prime inevitabili critiche della Commissione europea per la sua disinvolta gestione dell'economia, per relegare l'Italia ai margini dell'Unione europea, per farne un partner di serie B senza più la possibilità di trovare e vantare sponde né in Bush né in Putin. Dall'altro, si trova un uomo di mezz'età, in politica da più di trent'anni, nelle istituzioni da una ventina d'anni, che, però, conosce le regole costituzionali e le rispetta e il cui interesse politico, ma anche ideale, consiste nell'arduo compito di fare dell'Italia un Paese almeno decente. Se Veltroni vince, rafforzerà il suo controllo sul Partito democratico. Potrà dettare le condizioni di qualsivoglia alleanza o convergenza sia alla Sinistra Arcobaleno sia all'Unione di centro di Casini. Attuerà politiche caute e graduali. Qualcuno può anche pensare che saranno politiche poco incisive, ma conterà la prova dei fatti e delle conseguenze. Sicuramente, Veltroni lascerà spazio politico alle forze sociali e tenterà di fare funzionare meglio il sistema politico (poco, purtroppo, abbiamo sentito sulla burocrazia). Questi sono, comunque, i messaggi che le personalità dei due candidati hanno voluto, più o meno, consapevolmente, forse in maniera un po' noiosa, inviare all'elettorato italiano. Berlusconi vi ha aggiunto le critiche al governo Prodi che Veltroni ha difeso alquanto blandamente. Anche se liberato dall'impaccio che Casini gli causava, Berlusconi non potrà andare molto oltre politiche già sperimentate ma, soprattutto, sostenute e volute dal suo principale alleato di riferimento: la Lega Nord di Bossi. Non a caso, Fini è molto spesso rimasto sullo sfondo della campagna elettorale. I margini di manovra di Veltroni appaiono almeno in linea di principio più ampi, ma certamente non hanno trovato una traduzione eccitante nella sua campagna elettorale. Esito a sostenere che i due maggiori candidati siano espressione chiusa di due Paesi diversi che si confrontano e si scontrano, ma sento che con Veltroni si correrebbero meno rischi e si potrebbe persino avere qualche gradevole sorpresa. Gianfranco Pasquino.

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Semproniano, microtest di gran valore (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Grosseto Semproniano, microtest di gran valore Il risultato darà il polso dei rapporti di forza nella zona montana SEMPRONIANO. Dopo una campagna elettorale dai toni anche alti, non senza colpi bassi, nel Comune di Semproniano (unico degli 8 comuni dell'Amiata grossetana), si sceglie il sindaco e il consiglio comunale il prossimo 13 e 14 aprile. Sindaco uscente Gianni Bellini, che ha già guidato per il quinquennio un governo di centrodestra. Bellini si ripresenta per la seconda volta al vaglio delle urne e ha di fronte una lista di centrosinistra capeggiata da una donna, Patrizia Passalacqua. E se Bellini punta, naturalmente, al principio di "continuità nell'impegno" con la sua lista "Insieme per Semproniano", la Passalacqua batte, invece, l'accento, sulla necessità di rinnovamento con la sua squadra raccolta nella lista "Uniti per Semproniano". Ecco i punti salienti dei due programmi. Insieme per Semproniano. Bellini e i suoi fanno leva, in particolare, sulla possibilità di creare tanti posti di alvoro per i giovani con la variante al piano strutturale che permetterà la creazione a Cellena, di un grosso complesso dotato di 200 posti letto e che costituisconoper l'imprenditoria locale e per chi vuole lavorare in loco, un serbatoio di possibilità. Infatti con l'approvazione di una variante al piano strutturale, Bellini ha lanciato Semproniano nel mercato del turismo che conta, con l'individuazione di un'area a carattere turistico-ricettivo-alberghiero, finalizzata all'inserimento di 200 posti letto nell'Utoe di Cellena, da realizzarsi nell'area adiacente alla chiesa parrocchiale, ove insiste una consistente struttura volumetrica in stato di abbandono. La variante è stata finalizzata, inoltre, all'incremento di 100 posti letto nelle sub-unità di paesaggio di Cortevecchia, Fibbianello, Est e Fibbianello Ovest, per dare, appunto, maggiore impulso all'attività legata all'ospitalità. La lista Bellini guarda al sodo, insomma, e accanto alla lunga sfilza di grandi opere realizzate, sia nel capoluogo che nelle frazioni di Cellena, Catabbio, Petricci e Rocchette di Fazio, esibisce molti lavori lavori appaltati e in corso d'opera, e la lunga la lista di quelli programmati, meglio effettuabili se diretti dalla stessa mano di chi li ha messi in cantiere.. La lista si qualifica come quella del concreto e del fattibile: verde pubblico, impianti sportivi, ampliamento area cimiteriale, pubblica illuminazione, viabilità interna, parcheggi, sistema fognario. I candidati sottolineano, infatti, di voler fare promesse realizzabili, tenendo conto, in ogni caso, sempre delle necessità dei cittadini. Ci si impegna per rivalutare il ruolo del Comune, snellire la burocrazia, migliorare la qualità della vita. Agricoltura e turismo, in particolare, i punti qualificanti per un progetto di sviluppo realizzabile, a cui fanno da supporto il rilancio del piccolo artigianato e del piccolo commercio con negozi di prodotti tipici. Uniti per Semproniano. La Passalacqua con la sua lista conferma nel programma l'innegabile vocazione agricola e turistica del territorio. Ma pone anche l'accento su alcuni punti importanti: la salvaguardia del territorio, la definizione delle regole e una visione più ampia e lungimirante nell'affrontare le sfide del futuro. Ma in contrapposizione con la lista di Bellini (con cui condivide il valore dell'operazione Cellena), la coalizione di centrosinistra tiene a sottolineare che oltre a mettere mano a opere di "consumo quotidiano" come muri e strade, parla di pensiero distrategie, di lungimiranza, di attenzione ai bisogni delle persone, di cuore, di buon senso. L'ambiente è comunque un elemento basilare del programma, anche se la passalacqua rifiuta categoricamente l'etichetta di "verde", perché l'ambiente "è molto importante ma non è il solo", osserva e aggiunge: "Il nostro programma parla anche di piano strutturale, rifiuti urbani, famiglia, energie alternative, strade, municipio, sanità, cimiteri, cultura". Il programma della Passalacqua fa riferimento anche agli obiettivi condivisi del piano di sviluppo rurale promosso dalla Regione Toscana che, in questi giorni, la Comunità Montana sta presentando agli abitanti del comprensorio ed è esattamente quello a cui pensiamo noi quando parliamo di salvaguardia del territorio, sostengono quelli di centrosinistra, che aggiungono che "Il futuro dell'agricoltura e del turismo del nostro territorio passa attraverso il rispetto di queste regole perché il mercato (i nostri clienti, i turisti) si aspetta da noi prodotti naturali e luoghi incontaminati dove trascorrere le vacanze". E le regole, si sostiene da parte del centrosinistra, non possono essere lasciate all'iniziativa del singolo, ma dobbiamo avere regole precise, conosciute e condivise. F.B.

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La provincia: mille posti di lavoro in più nel 2007 (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'assessore Visintin: "La Provincia ha messo a disposizione nell'ultimo bilancio un milione 153 mila euro nel quadro della lotta al precariato" La Provincia: mille posti di lavoro in più nel 2007 Le aziende isontine tornano ad assumere personale con contratti a tempo indeterminato di Francesco Fain Mille posti di lavoro in più in un anno. E tutti "veri", cioé a tempo indeterminato. A commentare con soddisfazione l'importante exploit è l'assessore provinciale alle Politiche attive del lavoro, Marino Visintin che - ieri mattina - ha illustrato gli ultimi dati relativi all'occupazione dei centri provinciali per l'impiego. "Il 2007 è andato in controtendenza. Nel corso dei dodici mesi - ha spiegato Visintin - sono state assunte nell'Isontino 5.530 persone e tutte con contratti a tempo indeterminato: un dato che non ha eguali negli ultimi anni. Se, infatti, andiamo a ritroso scopriamo che nel 2006 i posti-fissi creati erano stati 4.531, esattamente il 20% in meno rispetto all'anno prima". Nel 2005 - sempre stando ai dati messi a disposizione dalla Provincia - le assunzioni a tempo indeterminato si erano attestate su 3.964 mentre, l'anno prima, il loro numero era stato di 5.228. "Non possiamo che essere soddisfatti del progresso che hanno conosciuto i contratti a tempo indeterminato - il commento dell'assessore provinciale -. È stata molto importante in questo senso la legge 18 del 2005 che ha consentito alle Province di avere fondi specifici per la stabilizzazione dei posti di lavoro". Tant'è che oggi è disponibile un milione 153 mila euro. È la cifra che la Provincia ha messo a bilancio, in accordo con la Regione, per la "stabilizzazione occupazionale" ovvero per la trasformazione dei contratti da tempo determinato in tempo indeterminato. Tale stanziamento è una delle poste più considerevoli del bilancio della Provincia di Gorizia. Lo scorso anno - con un finanziamento assolutamente minore - furono "stabilizzati" 89 posti di lavoro a Gorizia. Davvero un ottimo risultato. "Sì, la Provincia, sino ad oggi, ha contribuito a cambiare il contratto di una novantina di lavoratori precari: contratto che si trasformerà da tempo determinato a tempo indeterminato. Grazie a una prima tranche di finanziamenti elargiti dalla Regione e dall'Unione europea, il posto-fisso è diventato una realtà per loro. Con questi nuovi fondi messi a bilancio - aggiunge l'assessore provinciale Marino Visintin - intendiamo andare avanti su questa strada. Procederemo alla concessione e all'erogazione degli incentivi per la trasformazione dei rapporti di lavoro ad alto rischio di precarizzazione in rapporti di lavoro a tempo indeterminato, anche parziale". Visintin ripete un concetto a lui caro: "I Centri per l'impiego non ci servono se diventano mera burocrazia: proprio per questo stiamo lavorando per migliorarli sempre di più. E devo dire che passi in avanti se ne sono visti. Gli uffici stanno lavorando bene". Questa nuova strategia messa in atto dalla giunta Gherghetta passa anche attraverso la riorganizzazione dei centri per l'impiego attraverso il più volte pubblicizzato progetto "Restart". "Da soggetti di registrazione burocratica, gli uffici di collocamento - la sottolineatura di Visintin - si stanno trasformando in soggetti di distribuzione del lavoro. In sostanza, è finito il tempo in cui si attendeva l'arrivo ai Centri dell'impiego della persona in cerca di lavoro e dell'azienda che offre occupazione. D'ora in avanti, gli operatori degli uffici dovranno attivarsi per favorire l'incontro fra domanda e offerta".

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Piuma difende le tombe dei suoi nobili (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA STORIA Rischiavano di essere abbandonati i siti dove riposano i componenti della famiglia Teuffenbach Strassoldo Piuma difende le tombe dei suoi nobili Impegno del consiglio di quartiere per la manutenzione nel cimitero della frazione In collaborazione con il parroco sarà anche realizzato un libro per rievocare il passato della casata e il suo rapporto con la piccola comunità collinare La manutenzione delle tombe dei Teuffenbach Strassoldo, ospitate dal cimitero di Piuma, verrà garantita dal consiglio di quartiere. Scaduta la convenzione con la quale il Comune si era impegnato negli ultimi quarant'anni a curare i sepolcri della storica casata, il parlamentino è deciso a fare la sua parte affinchè quelle lapidi, anche se per poco tempo, non corrano il rischio di essere abbandonate a se stesse. Da parte dell'assessore Sergio Cosma, responsabile del referato ai Servizi cimiteriali, c'è comunque la volontà di rinnovare l'accordo e farlo così tornare efficace, permettendo al Comune di reincarcarsi della manutenzione dei siti dove riposano i componenti della prestigiosa famiglia. Nell'attesa che la burocrazia faccia il suo corso, il consiglio di quartiere vuole giocare un ruolo attivo nella partita. "Quelle tombe per la nostra comunità rappresentano dei veri e propri monumenti - spiega Lorenzo Persolja, presidente del parlamentino - e non solo perché qualcuna è stata eretta più di duecento anni fa. La famiglia Teuffenbach Strassoldo ha rappresentato molto per la nostra realtà ed è sempre rimasta legata a Piuma, dove i suoi componenti hanno risieduto fino al 1971 quando scomparve l'ultimo discendente". Proprio in virtù dell'importanza che questa casata nobile ha avuto per la piccola località collinare, il consiglio di quartiere intende farsi promotore anche di un'attività di valorizzazione del suo prestigioso passato. "Con la collaborazione di don Alessio Stasi, il nostro parroco, realizzeremo una pubblicazione nella quale, attraverso documenti fotografici, ripercorreremo le vicende della famiglia Teuffenbach e del suo rapporto con la nostra comunità - aggiunge Persolja, che affronterà la questione questa sera, nel corso della seduta del parlamentino -. Per il momento, però, quello che ci preme è procedere a una prima pulizia delle tombe, pesantemente corrose dall'azione del tempo e, soprattutto, da quella degli agenti atmosferici". Sempre in relazione al cimitero di Piuma, va segnalato che nelle scorse settimane il personale del Comune ha provveduto a ridipingere le mura del piccolo camposanto. "Un intervento - aveva evidenziato l'assessore Cosma nei giorni scorsi - al quale ne seguiranno numerosi altri con l'obiettivo di migliorare l'immagine e il decoro dei sei siti cimiteriali cittadini". Nicola Comelli.

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Sette mesi di attesa per un'operazione (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Montecatini Sette mesi di attesa per un'operazione Protesta di un lettore: "Mia madre costretta a convivere con il dolore" PESCIA. Sta aspettando un'operazione per riacquistare almeno in parte la sua autonomia e per far scomparire tutta una serie di dolori che le rendono la vita durissima, un'operazione che - dunque - dovrebbe essere fatta il prima possibile, ma che invece sta ancora aspettando. è il dramma vissuto da una signora collodese di 73 anni descritto dal figlio, infuriato contro la burocrazia e i tempi della sanità. "Mia madre è invalida civile - racconta Massimo Bianchi - avendo solo l'uso di una gamba, ma nonostante questo sarebbe, fortunatamente, una donna ancora attiva. Alcuni anni fa, cadendo, si ruppe il femore e l'anca della gamba sana, e per questo gli fu applicata una placca. Ma con il passare degli anni la situazione è peggiorata. Adesso mia madre è in attesa di un'operazione per la rimozione di quella placca, che le sta causando parecchi problemi e forti dolori che si estendono in tutto il corpo. Ma, non si sa perché, quest'operazione viene continuamente rimandata. Essendo sofferente di cuore deve affrontare tutta una serie di prescrizioni preoperatorie, e sospendere anche l'uso di alcuni farmaci. Proprio in preparazione dell'operazione mia madre è stata sottoposta a una visita cardiologica lo scorso 10 marzo, appunto per toglierle le medicine per il cuore. Ma, sorpresa, quando mi sono andato a informare sul quando sarebbe stata operata mi sono sentito rispondere "tra sei-sette mesi"". Insomma, non solo quell'operazione è così importante, ma mentre da un lato si iniziano le fasi preoperatorie, dall'altro si scopre che per quell'operazione c'è ancora da attendere parecchio. Una situazione che, negli scorsi giorni, ha avuto una svolta: "Sempre per quella placca mia madre si è sentita male - prosegue il figlio - è stata ricoverata in ospedale. Sembra che sia la volta buona e che verrà operata, dal momento che hanno iniziato a togliergli le medicine. Ma mi domando: tutto questo non poteva essere fatto prima, senza costringere mia madre a sopportare tutte quelle sofferenze?". IN TRIBUNALE Evaso dai domiciliari PESCIA. Era stato condannato agli arresti domiciliari, dopo essere stato trovato alla guida con una patente falsa, ma a un controllo non è stato trovato al suo domicilio (una roulotte in via del Vasone a Borgo a Buggiano). Per questo motivo il tribunale di Pescia ha condannato Patrik Dori a 8 mesi di reclusione e al pagamento delle spese processuali. CLUB ALPINO Escursione ecologica PESCIA. Ancora una domenica dedicata alle escursioni con la sottosezione Macchini di Pescia del Club Alpino Italiano. L'appuntamento è per domani, quando sarà organizzata una camminata di circa 4 ore attraverso i sentieri della Svizzera Pesciatina: ma durante la passeggiata non ci si limiterà ad osservare lo splendido paesaggio, ma anche a renderlo più bello, ripulendo i sentieri e rinfrescando i segnali del percorso. Il ritrovo è fissato per le 8 di domani mattina all'ex mercato dei fiori. Informazioni al numero 334 3777751, dalle 18 alle 20.

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Servizi sociali, la sede nell'ex filanda (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Lodi)" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

LODIGIANO pag. 7 Servizi sociali, la sede nell'ex filanda SANTO STEFANO ? SANTO STEFANO LODIGIANO ? IL COMUNE mette le mani avanti sull'ex filanda con la determinazione di incamerare tra le proprietà pubbliche uno storico edificio del 1800, attualmente di proprietà demaniale, già adibito ad ufficio decentrato del Genio Civile e a magazzino del Magistrato del Po. Giovedì sera, durante la seduta straordinaria del consiglio comunale, il sindaco, Massimiliano Lodigiani, ha avuto carta bianca nel promuovere tutti gli atti necessari ad esercitare il diritto di prelazione sullo storico immobile che l'Agenzia del Demanio ha finalmente stabilito di alienare. In paese l'"obiettivo ex filanda" era inseguito da diversi anni. Dopo il 2005 gli amministratori hanno cercato di stringere i tempi, impegnandosi in una duplice battaglia contro la burocrazia e nella ricerca delle risorse economiche necessarie all'acquisto. Nel frattempo si è già pensato al futuro dell'ex filanda: dopo i restauri diventerà il quartier generale di molti servizi sociali. P.T.

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Di MANRICO PARMA SI PUO' rottamare il vecchio mutuo? La Car (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 3 di MANRICO PARMA SI PUO' rottamare il vecchio mutuo? La Car... di MANRICO PARMA SI PUO' rottamare il vecchio mutuo? La Carispe ha deciso di aggredire con maggiore forza il settore dei prestiti, in tempo di ridotto potere di acquisto delle retribuzione e di innalzamento del costo del denaro. Lo fa rivolgendosi ora agli spezzini, e sono molti, che pensano di sostituire un mutuo giudicato troppo oneroso con uno a condizioni più favorevoli. A partire da fine marzo il maggiore istituto di credito cittadino ha aggiornato la propria offerta introducendo la portabilità, cioè il trasferimeto del mutuo a Carispe, a costo zero. Se il debitore si affida a professionisti della banca non dovrà nemmeno pagare la parcella del notaio e quella della perizia tecnica. Il risparmio è nell'ordine di diverse centinaia di euro. Le novità sono state introdotte dalla Finanziaria 2008 sulla scia dei provvedimenti del decreto Bersani. Il nuovo istituto ? norme alla mano ? può proporre un contratto di tipologia diversa (tasso fisso invece di variabile) e di durata differente, ma non può ottenere una somma più alta rispetto al debito residuo. E' quest'ultimo l'unico vincolo in un quadro di agevolazioni legate alle nuove tipologie dei mutui targati Carispe. Tre i servizi di "nuova generazione". Il primo: l'estensione del mutuo fino a una durata di quarant'anni che può dare un sollievo immediato sull'esborso mensile alle famiglie in crisi, aumentando il costo totale dilazionato nel tempo. Con possibilità di ottenere fino a 260mila euro. Il secondo: la sospensione del pagamento delle rate. Andando nello specifico, la pratica può essere avviata fino a sei mesi consecutivi e tre volte in tutto durante la vita del mutuo. Seppur minima, la quota di interesse durante lo stop sarà recuperata dalla banca con la rata di fine anno. Per non parlare, e siamo al terzo, dell'allungamento o dell'accorciamento della durata del piano di ammortamento. Non mancano i vantaggi in quanto a flessibilità (il nuovo finanziamento può essere acceso per una durata e una tipologia di tasso indipendemente dalle caratteristiche del mutuo originario) e in quanto a detraibilità (vengono mantenuti tutti i vantaggi fiscali del vecchio mutuo). I nuovi servizi danno anche un taglio alla burocrazia dei "timbri e dei bolli". Un semplice scambio di lettere fra cliente e istituto consentono la sospensione del mutuo, piuttosto che il cambio della durata, del tasso e di altri servizi. Non ci sono soltanto vantaggi per i clienti. La sostituzione del mutuo è uno dei business più promettenti del mercato bancario. Carispe punta a consolidare la sua leadership sulla piazza spezzina. Da febbraio si è avvicinata ai privati intenzionati aprendo una filiale specifica in corso Cavour 63. In questo avvio di anno la filiale ha ricevuto più di 400 telefonate e 300 visite.

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IL PD sceglie piazza Cavour per il gran finale di una campagna elet (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

RIMINI CRONACA pag. 7 IL PD sceglie piazza Cavour per il gran finale di una campagna elet... IL PD sceglie piazza Cavour per il gran finale di una campagna elettorale fiacca e anonima, giocata al traino dei leader nazionali. Un finale affidato al ministro Pierluigi Bersani, che battuto la provincia da Cattolica a Bellaria. Un tour dedicato a turismo e imprese. L'incontro con i lavoratori della Ghigi, quello con i sindacati, poi con i 250 imprenditori riuniti al Riviera Horses di San Giovanni. "Bisogna riqualificare l'accoglienza, anche con nuovi strumenti", sostiene Bersani che però non indica la ricetta: "Quella ? dice ai giornalisti ? la conoscono meglio di ogni altro gli operatori della Riviera. Se mi capita, la prossima lenzuolata la faccio sulla burocrazia. Basta vincoli, bisogna semplificare attraverso il meccanismo dell'autocertificazione". Il ministro per lo Sviluppo economico si impegna ad "aprire un tavolo per armonizzare l'Iva su scala europea", che significa tagliare l'imposta, come promesso anche dal Pdl. Bersani rimprovera gli avversari di "scarsa serietà" sul tema delle infrastrutture. "Per farle ci vogliono i soldi, e finchè li spendiamo per pagare gli interessi del debito non si fa nulla". A fargli da spalla è il segretario provinciale Andrea Gnassi che sferra un attacco alle "battute spot degli esponenti del Pdl venuti a Rimini in campagna elettorale. Le imprese non hanno bisogno di chi passa cinque minuti per dire che si aprirà un ufficio per l'Expo o di chi, da ex ministro delle Infrastrutture non trova i soldi, e vuole addirittura mettere il metrò sotto terra". Interpellato sul tema degli orari e dei festivi, l'autore del decreto che porta il suo nome replica secco: "Io ho dato la possibilità di rimanere sempre aperti nei giorni festivi nelle località turistiche, ma spetta agli enti locali decidere". SENZA entrare nello scontro tra amministrazioni, sindacati e Chiesa, Bersani aggiunge: "Rimini è in grado di decidere democraticamente, siete bravi e saprete trovare la strada più corretta". Ultime battute anche per Elisa Marchioni, unica candidata del Pd riminese alla Camera. "E' stato un mese molto bello, giorni dedicati all'ascolto e agli incontri per mettere a fuoco i temi sui quali si inizierà a lavorare da lunedì pomeriggio". Oggi la politica tace. Domani e lunedì toccherà agli elettori.

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HA RICEVUTO a casa la propria scheda elettorale, vuole anda (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA FIRENZE pag. 13 HA RICEVUTO a casa la propria scheda elettorale, vuole anda... HA RICEVUTO a casa la propria scheda elettorale, vuole andare a votare come tutti i ragazzi della sua età. Ma per lui è più difficile e la burocrazia certo non l'aiuta. Cosimo ha 22 anni e una disabilità intellettiva che lo invalida al 100%. Nonostante questo, ha un lavoro, fa il cameriere nello speciale ristorante "I Ragazzi di Sipario" insieme a tanti 'colleghi' che, disabili intellettivi come lui, hanno trovato un'occupazione gratificante. Cosimo alterna momenti di lucidità a momenti in cui la mente si oscura, soffre di attacchi epilettici, ma cerca, per quanto possibile, di fare la sua vita normalmente, sostenuto da una famiglia che lo sprona ad essere indipendente. E proprio in casa e al lavoro al ristorante si trova spesso a parlare di politica, a commentare le interviste dei candidati sui giornali e ha un'idea precisa di quale partito desidera votare. Come a suo fratello maggiore e alla sorella minore appena maggiorenne, anche a Cosimo è arrivata la scheda elettorale a casa e lui la sventola come se fosse una medaglia, simbolo della sua responsabilità di cittadino italiano. MA NON È FACILE andare a votare: ha bisogno dell'accompagnamento di qualcuno perché la cabina elettorale gli fa paura, è piccola e stretta e Cosimo, da solo, potrebbe avere un attacco di panico incontrollabile o una crisi epilettica. Il suo babbo e tutore legale, Marco Martelli Calvelli - che è anche presidente dell'associazione Sipario che permette ai ragazzi come Cosimo di formarsi al lavoro e crescere grazie a numerose attività ? sta facendo di tutto per realizzare il sogno di Cosimo di votare. "Mi hanno spiegato che dovevo rivolgermi alla Asl per avere la possibilità di accompagnarlo nella cabina elettorale ? spiega -. Ma nella sede di via D'Annunzio mi hanno detto no: secondo loro, non essendo né cieco né incapace di scrivere, mio figlio ce la deve fare da solo. Io non posso accompagnarlo perché, a loro dire, manipolerei il voto". La legge prevede che "i ciechi, gli amputati delle mani, gli affetti da paralisi o da altro impedimento di analoga gravità" possono esercitare il diritto di voto con l'aiuto di un elettore della propria famiglia scelto come accompagnatore. Ma, secondo il referente della Asl, Cosimo non rientra in questi impedimenti. A niente son servite le spiegazioni di Marco né dell'avvocato che lo segue: secondo la Asl Cosimo non ha il diritto di essere accompagnato, neanche se rischia nella cabina elettorale di sentirsi male e avere un attacco tale da dover chiamare ambulanza e forze dell'ordine. La doppia beffa di questa storia è che la mamma di un'amica di Cosimo, anche lei con la stessa disabilità intellettiva e impiegata al ristorante, rivolgendosi con la stessa richiesta alla Asl dell'Isolotto ha ottenuto senza troppi problemi di poter accompagnare la figlia al seggio. "Neanche la Asl sa cosa deve fare e applica criteri diversi a persone uguali - lamenta Marco Martelli Calvelli -. Io non voglio manipolare il voto di mio figlio, ma solo dargli l'opportunità di votare. Lui è motivato e lo farà: a costo di dover soffrire, Cosimo ha deciso che per la prima volta nella sua vita voterà. E noi gli saremo vicino per quanto ci viene permesso da un'assurda burocrazia".

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Elisabetta Casellati: Immigrati privilegiati (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Elisabetta Casellati: "Immigrati privilegiati" PADOVA. Cancellare i privilegi che favoriscono gli immigrati, rispetto ai cittadini italiani. Partirà con un "censimento" la nuova legislatura di Maria Elisabetta Alberti Casellati (nella foto), avvocato padovano nonché senatrice del Pdl, terza in lista al Senato e quindi certa di essere rieletta, comunque vada. "Trovo incredibile che agli immigrati venga dato del denaro, ad esempio per il ricongiungimento familiare - sostiene la senatrice Casellati - questa normativa nuoce agli italiani. Ecco perché intendo fare un censimento di tutte le leggi che avvantaggiano gli extracomunitari per abrogarle". Se il Pdl dovesse vincere, per lei - una delle donne più rappresentative di Forza Italia, ormai alla quarta legislatura - si parla già di un sottosegretariato importante, come quello alla Sanità, ricoperto fino al 2006 nel governo Berlusconi: "Intanto vinciamo - sostiene - poi vediamo. Le ambizioni crescono con i risultati e ovviamente mi piacerebbe proseguire con la sanità, a partire dalle liste d'attesa. Ho in ballo un progetto di riorganizzazione complessiva di bilanciamento tra il territorio e l'ospedale. Ma c'è molto da fare". Tra le "cose da sistemare", i bilanci familiari e la burocrazia. "A Camere chiuse sono stati presi un sacco di provvedimenti assurdi: ad esempio l'obbligo per il lavoratore di presentare il certificato di licenziamento al Comune o al ministero del Lavoro o, ancora, il certificato di messa a norma degli impianti nel trasferimento degli immobili - prosegue - pensiamo cosa significherebbe per Venezia". Ci sono poi le richieste della gente: "Per strada mi chiedono conto della sicurezza - aggiunge - bisogna tornare a regolamentare i flussi, recuperando quella legalità smarrita negli ultimi due anni. Il federalismo: la gente è stanca di essere virtuosa e non vedere i frutti delle proprie risorse. E poi c'è il problema delle tasse che hanno fiaccato le categorie più deboli. Gli operai e le persone a reddito basso guardano a noi, fiduciosi che riusciamo a far ripartire l'economia e ridistribuire il reddito". Infine un commento sulle donne in politica: "In generale, il problema è che la donna si è evoluta con velocità maggiore di quanto non abbiano fatto l'uomo e la società - conclude - ma finalmente in questa tornata elettorale possiamo contare su uno spazio più ampio, a partire da posizionamenti più alti in lista". (s.zan.).

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Fare Centro (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Ferrara, La" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

COMMERCIO Fare Centro Ho letto con attenzione la lettera, pubblicata l'altro ieri sulla Nuova del Presidente dell'Istituzione Castello Estense che mette in risalto le funzioni sociali ed economiche del Centro Storico. Sono perfettamente d'accordo con l'architetto Veronese e condivido le osservazioni che riguardano i fraintendimenti che si vengono a creare tra "Castello" e Castello. Il Centro storico di Ferrara è un Centro allargato, comprende anche zone nell'immediata periferia, che contribuiscono a creare il vero Centro Commerciale Naturale. Migliaia di piccole aziende offrono la scelta più vasta e variegata di ogni tipologia di prodotto. Fare impresa a Ferrara nei settori del commercio, turismo e servizi non è particolarmente facile: le difficoltà di parcheggio, la scarsa illuminazione stradale, la grande burocrazia, le troppe tasse e le bollette, per citarne alcune, scoraggerebbero chiunque. D'altra parte decisione, coraggio e voglia di fare non mancano soprattutto nei giovani imprenditori, tutti consapevoli di contribuire in maniera determinante alla crescita economica del nostro territorio. Giulio Felloni commerciante del Centro Storico.

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Bar con musica, raffica di multe (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prima Pagina Bar con musica, raffica di multe Nei primi mesi del 2008 già stangata una decina di locali I gestori chiedono deroghe: troppa burocrazia, affari a picco IL SERVIZIO IN CRONACA UDINE. Raffica di multe dall'inizio dell'anno per i locali udinesi che infrangono il regolamento comunale sulla musica oltre l'orario e sulla pubblicità abusiva agli eventi musicali.

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CONTA LA PERSONALITA' CON WALTER SI RISCHIA MENO (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Ferrara, La" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'OPINIONE CONTA LA PERSONALITA' CON WALTER SI RISCHIA MENO GIANFRANCO PASQUINO Quando le idee sono poche e neppure innovative e le proposte, salvo piccole variazioni, si assomigliano, non resta che guardare alle personalità dei candidati alla carica di premier. Da un lato, giunto alla sua quinta campagna elettorale, con due vittorie e due sconfitte, peraltro occasionali, a riprova di una notevole tenacia, si trova un uomo relativamente anziano, Silvio Berlusconi, le cui precedenti esperienze di governo non sono sicuramente state entusiasmanti e che, effettivamente, non ha più la capacità di mobilitare le folle. Tuttavia, il suo elettorato non sembra intaccato o smarrito. Alcune scelte del passato, come le leggi ad suam personam, per salvarsi dalle inchieste della magistratura, quella sul sistema radiotelevisivo, per salvare la sua maggiore fonte di ingente reddito, quella, un deplorevole trucchetto, sul suo gigantesco conflitto di interessi, nonché le riforme costituzionali in spregio della Costituzione, suggeriscono che Berlusconi è tuttora "inadatto a governare" (nella famosa, e ripetuta, espressione dell "Economist"). Se vincesse, inoltre, insofferente come è di ogni regola, finirebbe anche, alle prime inevitabili critiche della Commissione Europea per la sua disinvolta gestione dell'economia, per relegare l'Italia ai margini dell'Unione Europea, per farne un partner di serie B senza più la possibilità di trovare e vantare sponde né in Bush né in Putin. Dall'altro, si trova un uomo di mezz'età, in politica da più di trent'anni, nelle istituzioni da una ventina d'anni, che, però, conosce le regole costituzionali e le rispetta e il cui interesse politico, ma anche ideale, consiste nell'arduo compito di fare dell'Italia un paese almeno decente. Se Veltroni vince, rafforzerà il suo controllo sul Partito Democratico. Potrà dettare le condizioni di qualsivoglia alleanza o convergenza sia alla Sinistra Arcobaleno sia all'Unione di Centro di Casini. Attuerà politiche caute e graduali. Qualcuno può anche pensare che saranno politiche poco incisive, ma conterà la prova dei fatti e delle conseguenze. Sicuramente, Veltroni lascerà spazio politico alle forze sociali e tenterà di fare funzionare meglio il sistema politico (poco, purtroppo, abbiamo sentito sulla burocrazia). Questi sono, comunque, i messaggi che le personalità dei due candidati hanno voluto, più o meno, consapevolmente, forse in maniera un po' noiosa, inviare all'elettorato italiano. Berlusconi vi ha aggiunto le critiche al governo Prodi che Veltroni ha difeso alquanto blandamente. Anche se liberato dall'impaccio che Casini gli causava, Berlusconi non potrà andare molto oltre politiche già sperimentate ma, soprattutto, sostenute e volute dal suo principale alleato di riferimento: la Lega di Bossi. Non a caso, Fini è molto spesso rimasto sullo sfondo della campagna elettorale. I margini di manovra di Veltroni appaiono almeno in linea di principio più ampi, ma certo non hanno trovato una traduzione eccitante nella sua campagna elettorale. Esito a sostenere che i due maggiori candidati siano espressione chiusa di due paesi diversi che si confrontano e si scontrano, ma sento che con Veltroni si correrebbero meno rischi e si potrebbe persino avere qualche gradevole sorpresa.

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Decollano i due asili-nido aziendali (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prende corpo il progetto lanciato dalla Sbe di via Bagni a favore delle donne impegnate nel lavoro Una delle sedi sarà nella zona di Bistrigna accanto alla piscina Decollano i due asili-nido aziendali Le strutture potranno ospitare una settantina di bambini eliminando le liste di attesa Saranno in funzione forse già in settembre, grazie all'interessamento di due aziende alle quali sarà chiesto di fare un'offerta per la gestione, i due asili nido aziendali che saranno aperti in città. Sicuramente già in autunno sarà aperto il primo. Il secondo seguirà a breve. E anche il Comune, che ha dato il via al progetto (per poi però lasciarlo in mano ad altri enti) si è già detto disposto a fare da partner, anche inserendo suoi dipendenti tra i fruitori del servizio. Il primo asilo è quello lanciato dalla Sbe di via Bagni, la prima realtà che ha dichiarato di voler attivare tale opportunità per i suoi lavoratori. In tutto, saranno 30 i posti disponibili, grazie all'interessamento dell'Associazione piccole e medie industrie e del Consorzio industriale. Il progetto, lanciato come proposta alcuni mesi fa, ha dunque iniziato a prendere corpo, raccogliendo anche l'attenzione di due grosse realtà industriali presenti sul territorio: Fincantieri e Ansaldo, le quali avrebbero espresso un certo interesse per l'iniziativa, proprio come già in precedenza avevano fatto altre grosse società. Poi, anche il Consorzio per lo sviluppo industriale ha inserito, nei propri piani, la realizzazione di un secondo asilo nido, questa volta mandamentale, che dovrebbe servire a coprire le esigenze sia dell'utenza di Monfalcone che di Staranzano e dovrebbe trovare collocazione in un'area a confine tra i due Comuni, presumibilmente nei pressi della piscina comunale. Il Consorzio industriale ha individuato l'immobile, di proprietà, in via Timavo, che potrebbe dare disponibilità di una quarantina di posti. Questo è appunto il secondo progetto, che probabilmente non potrà essere realizzato entro l'anno. Realizzare una struttura del genere infatti non è semplice, tra permessi e burocrazia l'iter non è breve. La cosa importante però è che il discorso sugli asili nido aziendali sta andando avanti senza stop. E che di strutture per l'infanzia ci sia sempre bisogno è noto: l'espansione demografica vissuta nell'ultimo triennio a Monfalcone ha avuto, come immediata conseguenza, l'allungamento delle liste d'attesa, che nel 2007 ha lasciato fuori ben 34 bambini su 114. In tutto sono 80 i posti disponibili nei nidi pubblici esistenti: 40 nella struttura di via Tagliamento e altrettanti in quella di via Cosulich. Anche alle materne, poi, la situazione non è rosea. Quest'anno, sia la sezione materna dell'istituto comprensivo Duca d'Aosta che la scuola di via Cellottini, hanno registrato un numero di domande a cui il Comune potrebbe non rispondere immediatamente. Il caso più serio riguarda la direzione didattica Duca d'Aosta, che nei giorni scorsi si era ritrovata con una ventina di domande in più rispetto ai posti disponibili. Il boom di domande si era però registrato anche per un'altra scuola, la Cellottini, che rientra nell'istituto comprensivo Giacich. In realtà, questo è un fenomeno che si ripete quasi ogni anno, e che solo grazie alla presenza di una nuova scuola materna, quella in via Gramsci, non ha assunto dimensioni eccessive. Intanto, il Comune si sta attivando proprio in questi giorni per portare in consiglio la modifica al regolamento per gli asili nido comunali, che a breve verrà discussa in commissione. Prevede due elementi: il primo è quello di normare degli elementi (come la presentazione del Piano per l'Offerta formativa) che venivano già fatti ma non ufficialmente previsti, come invece è richiesto dalla legge regionale. Il secondo, è di introdurre delle minime modifiche nel punteggio per l'ingresso, andando a prevedere anche degli elementi che impediscano l'attribuzione errata di punteggio favorevoli a persone senza le caratteristiche. Si tratta comunque, ha spiegato l'assessore all'Istruzione Silvia Altran, di modifiche di minima consistenza. Elena Orsi.

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Elezioni, tutti i dubbi degli sbadati - luciano nigro (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VII - Bologna Elezioni, tutti i dubbi degli sbadati In fila all'ufficio elettorale: "Cosa rischio se non voto?" Il Comune si corregge: i votanti in meno non sono 20mila, ma soltanto 7mila LUCIANO NIGRO "Cosa rischio se non vado al seggio?". Decine di telefonate nei giorni scorsi all'ufficio elettorale di via don Minzoni. Qualcuno si è addirittura presentato di persona e ha voluto essere rassicurato dal responsabile Sergio Santi: "E' vero che per non votare devo andare alla sezione elettorale e firmare una dichiarazione?". Quante storie si imparano facendo lo slalom tra la fila di quelli che ritirano per la prima volta la tessera elettorale (706 in meno di una settimana) e quelli che la tessera l'ho-ricevuta-in-passato-ma-chissà-diavolo-dove-l'ho-cacciata (754 in pochi giorni). Una scrutatrice è arrivata con il documento in briciole, quasi implorante: "Posso avere il duplicato? Me l'ha mangiato il cane". Santi allarga le braccia sconsolato: "La storia del voto obbligatorio è l'ultima leggenda metropolitana, uscita su non so quale blog e giornaletto locale. Naturalmente non è vera. Gli elettori sono liberi di scegliere, come sempre. E nessuno può fare dichiarazioni politiche presso le sezioni elettorali". In trentuno anni alla guida dell'ufficio elettorale Santi ne ha viste di tutti i colori. Altre ne vedrà in questi giorni in cui l'ufficio sarà aperto oggi dalle 8 alle 20, domani dalle 8 alle 22, lunedì dalle 7 alle 15 per affrontare ogni tipo di emergenza. Dalla carta d'identità smarrita o mai fatta, alla tessera che non si trova o che non è mai stata ritirata. Giorni roventi per la burocrazia elettorale. Dopo aver distribuito l'85% dei documenti per i nuovi elettori (quindicimila in tutto, tra diciotto-diciannovenni e neo cittadini-residenti) adesso il grande problema sono le tessere non ancora ritirate (poco più di duemila) dagli elettori al primo voto a Bologna. L'attenzione delle matricole sembra molto alta a giudicare dalla corsa. Un buon terzo dei ragazzi rimasti senza si è precipitato a ritirare il documento per votare. Ne resta poco più del 10%. Percentuale bassissima se si considera che alle ultime elezioni politiche, nel 2006, a Bologna votò poco meno del 90% degli aventi diritto. Segnali, insomma, che indicano una possibile alta affluenza anche questa volta. Rispetto al 2006 sono 7000 in meno gli elettori bolognesi e non "oltre ventimila" come riferito per errore dal Comune nei giorni scorsi. Gli elettori totali del 2006 alla Camera (compresi i residenti all'estero) erano infatti 313.515 e non 330.739 come detto in conferenza stampa. La ragione dell'incidente? "Un copia e incolla dal file sbagliato - si giustificano all'ufficio elettorale - ci ha fatto scambiare gli elettori del 2006 con quelli del 2001". Così oggi sappiano che il calo di ventimila elettori è avvenuto in sette e non in due anni soltanto. Rimessi a posti i numeri dei confronti col passato, veniamo a quelli di oggi. Sono in tutto 306.199 i bolognesi chiamati alle urne (compresi gli 8.138 che abitano all'estero e che possono votare per corrispondenza). Solo 289.8421, invece, gli elettori per il Senato (per il secondo ramo del Parlamento vota chi ha compiuto i 25 anni di età). Le carte d'identità oggi e domani vengono rilasciate in via don Minzoni, 8. Per qualunque problema legato alle elezioni nelle prossime ore funzionerà anche il call center del Comune (051.203040). I dati dello spoglio in tempo reale su Iperbole. Il vademecum su candidati, curiosità e risultati in Emilia-Romagna su bologna. repubblica. it.

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I messaggi di quei due (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA SFIDA SILVIO-WALTER I MESSAGGI DI QUEI DUE di GIANFRANCO PASQUINO Quando le idee sono poche e neppure innovative e le proposte, salvo piccole variazioni, si assomigliano, non resta che guardare alle personalità dei candidati alla carica di Presidente del Consiglio. Da un lato, giunto alla sua quinta campagna elettorale, con due vittorie e due sconfitte, peraltro occasionali, a riprova di una notevole tenacia, si trova un uomo relativamente anziano, Silvio Berlusconi, le cui precedenti esperienze di governo non sono sicuramente state entusiasmanti e che, effettivamente, non ha più la capacità di mobilitare le folle. Tuttavia, il suo elettorato non sembra intaccato o smarrito. Alcune scelte del passato, come le leggi ad suam personam, per salvarsi dalle inchieste della magistratura, quella sul sistema radiotelevisivo, per salvare la sua maggiore fonte di ingente reddito, quella, un deplorevole trucchetto, sul suo gigantesco conflitto di interessi, nonché le riforme costituzionali in spregio della Costituzione, suggeriscono che Silvio Berlusconi è tuttora "inadatto a governare" (nella famosa, e ripetuta, espressione dell'"Economist"). Se vincesse, inoltre, insofferente come è di ogni regola, finirebbe anche, alle prime inevitabili critiche della Commissione europea per la sua disinvolta gestione dell'economia, per relegare l'Italia ai margini dell'Unione europea, per farne un partner di serie B senza più la possibilità di trovare e vantare sponde né in Bush né in Putin. Dall'altro, si trova un uomo di mezz'età, in politica da più di trent'anni, nelle istituzioni da una ventina d'anni. Un uomo che, però, conosce le regole costituzionali e le rispetta e il cui interesse politico, ma anche ideale, consiste nell'arduo compito di fare dell'Italia un paese almeno decente. Se Veltroni vince, rafforzerà il suo controllo sul Partito Democratico. Potrà dettare le condizioni di qualsivoglia alleanza o convergenza sia alla Sinistra Arcobaleno sia all'Unione di Centro di Casini. Attuerà politiche caute e graduali. Qualcuno può anche pensare che saranno politiche poco incisive, ma conterà la prova dei fatti e delle conseguenze. Sicuramente, Veltroni lascerà spazio politico alle forze sociali e tenterà di fare funzionare meglio il sistema politico (poco, purtroppo, abbiamo sentito sulla burocrazia). Questi sono, comunque, i messaggi che le personalità dei due candidati hanno voluto, più o meno, consapevolmente, forse in maniera un po' noiosa, inviare all'elettorato italiano. Berlusconi vi ha aggiunto le critiche al governo Prodi che Veltroni ha difeso alquanto blandamente. Anche se liberato dall'impaccio che Casini gli causava, Berlusconi non potrà andare molto oltre politiche già sperimentate ma, soprattutto, sostenute e volute dal suo principale alleato di riferimento: la Lega Nord di Bossi. Non a caso, Fini è molto spesso rimasto sullo sfondo della campagna elettorale. I margini di manovra di Veltroni appaiono almeno in linea di principio più ampi, ma certamente non hanno trovato una traduzione eccitante nella sua campagna elettorale. Esito a sostenere che i due maggiori candidati siano espressione chiusa di due paesi diversi che si confrontano e si scontrano, ma sento che con Veltroni si correrebbero meno rischi e si potrebbe persino avere qualche gradevole sorpresa.

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L' agricoltura tricolore manca il boom globale (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

[FIRMA]VANNI CORNERO In Italia i consumi alimentari frenano, ma il boom della richiesta mondiale che fa impennare i prezzi riporta l'agricoltura al centro dei meccanismi economici. Secondo uno studio di Bruxelles il reddito agricolo nell'Unione Europea è destinato a crescere del 18% nei prossimi sette anni e già nel 2007 l'aumento medio nei Paesi Ue è stato del 5,4%. Ma a viaggiare in piena controtendenza è l'Italia, che l'anno scorso, con tutto il mercato dei generi agroalimentari proiettato in avanti ha visto il reddito dei suoi imprenditori agricoli arretrare del 2% sul 2006. In altre parole l'agricoltura italiana non è riuscita, almeno finora, a cogliere l'evoluzione positiva della richiesta di materie prime alimentari e questo per i maggiori costi produttivi e di sistema che caratterizzano il settore rispetto ai partner dell'Unione Europea. L'elenco dettagliato lo fa la Coldiretti, che ha promosso una ricerca di un team di studiosi sullo "stato di salute" della Politica agricola comunitaria. Le voci più pesanti nei bilanci sono il maggior costo di petrolio, sementi e concimi uniti agli oneri più elevati della manodopera. Senza contare il peso della burocrazia e i ritardi nella realizzazione di infrastrutture che costituiscono due gravissime cause di svantaggi competitivi per le imprese agricole italiane. Il risultato è che i costi di produzione fanno segnare, sulla base dei dati Ismea relativi a febbraio 2008, un aumento medio del 9%, con incrementi record nell'allevamento e nella coltivazione di cereali. Tra i fattori della produzione che nel nostro Paese hanno subito maggiori rincari ci sono i fertilizzanti (+30,1%), i mangimi (+22,4%) ed i carburanti (+7,4%), ma ad incidere secondo l'analisi della Coldiretti ci sono anche le diseconomie nel passaggio degli alimenti dal campo alla tavola con le filiere inefficienti che perdono valore senza le necessarie ristrutturazioni, come è avvenuto per l'ortofrutta. Insomma urge agganciare la ripresa, perchè le prospettive del reddito a medio termine dimostrano una situazione piuttosto favorevole, anche se differenziata, con un aumento medio del 7% tra i 15 Paesi che per primi sono entrati nell'Unione Europea, del 21% nei dieci nuovi aderenti e addirittura dell'88% per gli ultimi entrati, come Bulgaria e Romania. Inoltre tutti gli indicatori di mercato puntano in alto e sottoilneano la necessità di un cambiamento delle gerarchie all'interno dell'economia e ad un ruolo nuovo e centrale da svolgere per l'agricoltura nei prossimi anni sia nella fornitura di beni alimentari che come opportunità per lo sviluppo di alternative energetiche. "Uno scenario - commenta la Coldiretti - che deve significare una nuova attenzione per sostenere la crescita del settore a livello nazionale, comunitario ed globale".

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Non c'è solo loglio: ci sono anche spighe (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prima Pagina Pagina 2 Il dovere di un voto meditato Non c'è solo loglio: ci sono anche spighe Il dovere di un voto meditato di Gianni Filippini --> di Gianni Filippini E vissero felici e contenti. Con palese scippo del finale di tante fiabe, così dovrebbe dirsi degli italiani all'indomani della nuova tornata elettorale. C'è soltanto una condizione. Ma è fondamentale e irrinunciabile: il vincitore, chiunque sia, deve mantenere fede alle promesse e agli impegni assunti in campagna elettorale. Perché così l'Italia si trasformerebbe - progressivamente, ma in tempi ragionevolmente brevi - in un Paese più civile e progredito, capace di scalare le classifiche internazionali. Stando infatti agli annunci solenni delle ultime settimane, dal 15 aprile, o poco dopo, il quadro socioeconomico dell'Italia sarebbe più o meno questo: salari, pensioni e stipendi in grado di fronteggiare il carovita; inflazione e debito pubblico in discesa; economia che riprende a crescere con aumentata produttività delle imprese e consumi di nuovo a livelli apprezzabili; industrie internazionalmente competitive e comunque liberate dai lacci di tante leggi confuse e frenanti; rapida progettazione e realizzazione delle infrastrutture; case accessibili ai meno abbienti; energia, viabilità e trasporti affidati a piani concreti da attuare sollecitamente; disoccupazione e precariato in calo; burocrazia efficiente senza macchie di corruzione; caccia ancor più serrata agli evasori fiscali; tasse meno soffocanti; forze dell'ordine con uomini e mezzi adeguati; lotta alla criminalità organizzata e sicurezza ritrovata in ogni città e paese; giustizia in tempi contenuti e condanne scontate sino in fondo; la salute di tutti non più a rischio-malasanità; ritrovato rigore didattico e disciplinare nelle scuole di ogni ordine e grado restituite al loro ruolo fondamentale con edifici moderni e insegnanti giustamente compensati; le famiglie indigenti aiutate a far crescere i bambini e ad assistere gli anziani; luoghi di lavoro senza più tragici appuntamenti con "morti bianche"; regole precise e rispettate per l'immigrazione; cancellati gli enti di accertata inutilità; "casta" con meno privilegi e più facce nuove e pulite;.... Magari fosse vero! Anche a voler scartare le peggiori e inattendibili sparate propagandistiche fatte in comizi, interviste, convegni e salotti televisivi, molto di quanto è previsto nei programmi non potrà essere attuato, purtroppo, perchè la grave crisi economica, non soltanto italiana, negherà le risorse necessarie e anzi imporrà altre difficoltà e ulteriori sacrifici. E c'è anche il rischio che dalle urne non esca il governo stabile e forte che è vitale per risolvere i drammatici problemi italiani e per avviare le necessarie riforme. Ma è proprio nell'ottica di prospettive segnate dal pessimismo che al singolo cittadino si pone un preciso dovere civico: intanto di andare a votare e poi di infilare nelle urne scelte meditate e consapevoli. Stavolta, forse più che in altre occasioni, il voto va infatti considerato comunque utile. Certo, le ragioni di insoddisfazione e di incertezza sono molte e fondate. Soprattutto negli ultimi giorni sortite inquietanti e toni di intollerabile volgarità hanno addirittura aggiunto nuovi stimoli alla presa di distanze, al disimpegno. Non tutti i candidati hanno colto l'occasione delle elezioni anticipate per esaltare il ruolo insostituibile della sana politica. Però le differenze esistono. Anche nel campo infestato dal loglio c'è la possibilità di individuare qualche buona spiga di grano. E coglierle è un'opportunità imperdibile.

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Casini: aiuti alla famiglia e ritorno al merito (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 12/04/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO Il leader dell'Unione di centro critica le "promesse irrealizzabili" di Pd e Pdl e illustra gli interventi per risparmiare sugli sprechi - aboliamo le Province - e investire in formazione Casini: aiuti alla famiglia e ritorno al merito Voto inutile, voto sprecato, voto che aiuta l'avversario: i vecchi alleati della Cdl non hanno certo lesinato gli attacchi all'on. Pierferdinando Casini ed alla sua Unione di centro. Per questo la prima domanda che gli abbiamo posto è proprio per quale ragione un elettore dovrebbe votarlo. Il voto inutile è quello dato senza sapere come verrà utilizzato. Sia il Pdl che il Pd si sono dichiarati neutrali su temi come l'identità cristiana, la famiglia e la difesa della vita. Berlusconi ha parlato di anarchia dei valori, nel Pd i cattolici sono marginali e le opinioni interne le più divergenti. In compenso, sono state fatte promesse da sogno irrealizzabili, dall'abbassamento indiscriminato di tasse e aliquote al salario minimo garantito di 1.000 euro per tutti, dalla costruzione di 100 campus universitari entro il 2010 alla Banca del Sud. Noi abbiamo detto che si deve partire dal blocco della spesa pubblica, dalla vendita di partecipazioni statali, ex municipalizzate e immobili pubblici non strategici, per investire in una politica di deduzioni e detrazioni dalle tasse per le famiglie, e in incentivi alla crescita per i giovani e le imprese. I salari insufficienti, l'inflazione che torna a livelli preoccupanti, gli aumenti energetici e, a cascata, di ogni cosa: l'emergenza economica ha segnato la campagna elettorale. Quali le sue proposte concrete? Primo: recuperare il potere d'acquisto dei salari soprattutto nelle famiglie con figli che sono quelle davvero penalizzate, attraverso la deducibilità o detraibilità delle spese mediche, scolastiche, per i libri di testo, gli asili nido, i mutui prima casa e gli affitti, e poi per due anni dare tregua al contribuente con una pax fiscale. Secondo: liberalizzare i servizi pubblici locali per ridurre il debito degli enti locali, abbassare l'addizionale Irpef e l'Ici e insieme alla ripresa del nucleare rendere più economiche (e trasparenti) le bollette. Terzo: investire in istruzione e ricerca, finanziare borse di studio all'estero e l'inserimento graduale dalla scuola nel mondo del lavoro, dallo stage di un mese al contratto di un anno fino alla stabilizzazione per i più meritevoli. Quarto: pagare meglio le Forze dell'ordine ripristinando i fondi tagliati dal Governo Prodi, e riportare sulle strade i poliziotti che oggi stanno dietro le scrivanie, poi rapidità dei processi e certezza della pena. Se il bilancio delle famiglie non è roseo, certo ancor più difficile è quello del settore pubblico, alle prese con sprechi e inefficienza: quali gli interventi ineludibili? Alcune misure le ho già dette. Un'altra, secondo noi essenziale, è l'abolizione delle Province, che da sola potrebbe portare risparmi per quasi 11 miliardi senza toccare un solo posto di lavoro: i lavoratori e le rispettive competenze verrebbero solo trasferiti alle altre Amministrazioni locali. Si chieda piuttosto perché il Pdl e il Pd sull'abolizione delle Province sono ambigui o contrari? Poi, vogliamo lo snellimento e la semplificazione della burocrazia, in particolare lo "sportello unico". È inaccettabile che le famiglie e le imprese debbano combattere e perdere tempo ogni giorno per le lungaggini, la confusione, la mancanza di coordinamento degli apparati burocratici. Si parla da anni di riforma delle istituzioni, dal Parlamento alle autonomie locali: dopo questa campagna elettorale ci sono gli spazi per far ripartire il confronto? Io me lo auguro, ma dipende anche dal risultato elettorale. Voglio solo ricordare che l'Udc aveva presentato un emendamento alla riforma elettorale che introduceva le preferenze. Purtroppo gli altri partiti votarono contro. Dopo la caduta del Governo Prodi, si è parlato nuovamente di governo per la riforma, il problema è che non c'era una maggioranza su un modello condiviso. Noi eravamo e siamo per il sistema tedesco, che garantirebbe governabilità e rappresentanza. Dopo anni di relativa tranquillità, lo scontro tra cattolici e cosiddetti laici è tornato a infiammarsi; a suo avviso, dopo il voto, che scenari si delineano su questo versante? La Chiesa ha abbandonato da tempo l'idea dell'unità dei cattolici in politica. Quanto all'Udc, non è un partito confessionale, è un partito laico di ispirazione cristiana, che crede nella difesa della tradizione e dei valori, così come nella modernizzazione del Paese e in un'economia liberale. Sbaglia chi pretende di strumentalizzare i vescovi a proprio favore, vantando relazioni in Vaticano. La nostra fede cristiana significa un impegno per la famiglia, per la vita, per il bene comune. Non c'è scontro tra noi e i laici. L'unico scontro è con il laicismo di chi pretende di tapparci la bocca. La casta dei politici, poi quella dei manager pubblici, quella dei giornalisti e di mille altre piccole e grandi lobby: c'è una possibilità reale di colmare le divisioni che si sono create nella società italiana? C'è una sola possibilità: tornare al merito come criterio esclusivo di promozione e affermazione sociale, a ogni livello. Un criterio di giustizia nell'interesse del Paese, che può competere sul mercato globale solo con la qualità. Proponiamo poi di sottrarre la nomina dei direttori generali delle Asl e dei primari alla politica. La Sanità deve servire i cittadini, non i partiti. Alla vigilia delle elezioni avete costituito l'Unione di centro, ma in periferia, soprattutto per le amministrative, spesso siete ancora uniti nella Cdl. Cosa succederà di questa nuova formazione? Io sono rimasto dov'ero, al centro. Forza Italia e An si sono spostati a destra, scegliendo l'asse privilegiato con la Lega e candidando i Ciarrapico e le Mussolini. Tabacci, Baccini e Pezzotta, che si erano staccati dall'Udc, sono tornati con noi condividendo la nostra scelta, e dopo il voto immagino una costituente di centro per dare ancora più spazio a quest'area moderata, moderna, europea. A livello locale, valgono le scelte dei nostri dirigenti: laddove una coalizione ha governato bene, è giusto che continui.

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Se votare si trasforma in un lusso, la democrazia inciampa. O forse è solo questione di burocra (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di SILVIA BALDUCCI Se votare si trasforma in un lusso, la democrazia inciampa. O forse è solo questione di burocrazia. Nell'era dell'alta tecnologia, agli italiani, infatti, piace ancora la formula retrò. Si vota nel comune di residenza, costi quel che costi. Ma chi vive all'estero? Neanche da immaginarsi la pratica spagnola del voto on line. Ma nemmeno l'ipotesi meno avanguardista di recarsi al consolato. Se non si è residenti all'estero, infatti, niente voto. Salvo, ovviamente, che non se ne sia fatta richiesta in tempo utile. I giorni di preavviso necessario, a sentire il Ministero, sono 90. Ma non è sempre facile. Anche nella provincia di Pesaro sono in tanti a dovere, gioco forza, saltare le urne. Studenti, lavoratori, ma anche turisti. Pesaresi in Europa e nel mondo che costretti al bivio tra il rientro e l'astensione, opteranno per la seconda. Non esistono, infatti, incentivi per agevolare i rientri. Niente riduzioni, o quasi, sui trasporti. Per i viaggi aerei nessuno sconto, nemmeno sulla compagnia di bandiera. Trenitalia, invece, qualche agevolazione la offre. Ma, ovviamente, solo dalla frontiera italiana. Presentando il certificato elettorale l'azienda accorda il 60% sulla tratta ordinaria. Bisogna però considerare il paese di partenza. E non è un particolare ininfluente. "Avrei voluto votare, perchè credo sia un mio diritto fondamentale - racconta Valentina Campomori, 26 anni di Pesaro, che attualmente vive a Barcellona dove lavora da tempo - da subito mi sono informata al consolato per poter votare da qua. Ma ero già fuori tempo limite. Quale non residente, avrei dovuto fare richiesta mesi fa. L'unica alternativa, dunque, sarebbe rientrare. Onestamente, anche per ragioni economiche, ho scelto di rinunciare". Lo stesso ci racconta Elisa, 26 anni, ricercatrice presso un centro di ricerca a Barcellona. "Vorrei votare ma non mi è possibile tornare a Pesaro. Considerata anche Pasqua alle spalle, non è semplice ripartire, sia per questioni di costo oltre che di lavoro". Anche Caterina Gallizioli, pesarese di 23 anni, attualmente in Olanda, dove studia architettura grazie allo scambio europeo Erasmus, conferma: "Se avessi potuto votare in ambasciata l'avrei fatto, ma non è possibile. Per forza o volontà, quindi, rinuncerò al mio diritto". Ma non sono i soli a dover cedere il passo. Le stesse ragioni spingeranno all'astensione Giulia Gaudenzi, studente di architettura di 23 anni, da qualche mese a Barcellona. Per non parlare, poi, di coloro che sono oltreoceano. I costi del rientro, infatti, lievitano. Mauro Panunzi, 24 anni, nemmeno l'ha considerata l'ipotesi di tornare. Da settembre, infatti, è in Australia dove resterà per pochi mesi ancora. "Eppure se avessi potuto votare da qua l'avrei fatto - racconta - a mio parere partecipare è fondamentale". Per quanto riguarda invece i pesaresi residenti all'estero sono 217 su 16.706 quelli che hanno optato di votare in Italia. Gli altri lo faranno per corrispondenza.

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Ateneo, manifesto anti-burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere di Bologna" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere di Bologna - BOLOGNA - sezione: 1APAGINA - data: 2008-04-12 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Il documento verrà presentato al rettore. Calzolari pronto ad affrontare il nodo dello snellimento Ateneo, manifesto anti-burocrazia Crociata dei direttori di dipartimento: le scartoffie frenano la ricerca di MARINA AMADUZZI Un documento contro la "crescente degenerazione burocratica". Un appello pubblico per avviare un dibattito in Ateneo e arrivare anche a proposte concrete. Perché compilare all'infinto carte e moduli non è "solo una disfuzione e un appesantimento della normale attività istituazionale ma la negazione stessa della logica dell'eccellenza creativa". Così un gruppo di dieci professori, direttori di dipartimento e non solo, ha firmato il manifesto contro il burocratismo. ALLE PAGINE 2e 3.

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La crociata dei professori: liberateci dalla burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere di Bologna" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere di Bologna - BOLOGNA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-12 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE La crociata dei professori: liberateci dalla burocrazia Manifesto firmato da dieci tra docenti e direttori di dipartimento Il destinatario è il rettore Pier Ugo Calzolari che ha già annunciato di voler affrontare il tema della pratiche da snellire Un documento contro la "crescente degenerazione burocratica ". Un appello pubblico per avviare un dibattito in Ateneo e arrivare a proposte concrete per risolvere uno dei principali problemi. Perché compilare all'infinto incartamenti non è "solo una disfuzione e un appesantimento della normale attività istituazionale ma la negazione stessa della logica dell'eccellenza creativa". Così un gruppo di professori, direttori di dipartimento e non solo, ha firmato il manifesto contro il burocratismo. Dal noto politologo Angelo Panebianco al presidente del Collegio d'Eccellenza Paolo Leonardi, dal direttore di Italianistica Gian Mario Anselmi a Roberto Balzani, presidente del corso di laurea a Ravenna. Contro il moltiplicarsi di pratiche, firme, documenti, modu-li, che tolgono tempo prezioso alla didattica e alla ricerca. "Non siamo contro la burocrazia, che è utile e necessaria - spiega Fulvio Cammarano che guida il dipartimento di Politica, istituzioni e storia, tra i promotori - ma contro la sua degenerazione, che è il burocratismo, uno strumento attraverso il quale alcuni settori dell'Ateneo esercitano il loro potere. Perché nell'era dell'informatizzazione ho dovuto scrivere almeno per 15 mila volte che sono nato a Casale Monferrato su ogni tipo di modulo e richiesta? Non sarebbe più semplice assegnarci un codice che contiene tutti i nostri dati?". "La privacy - aggiunge Andrea Battistini, già direttore di Italianistica - ci vieta di pubblicare gli esiti degli esami in bacheca, ma vieta anche di raccogliere pubblicamente le iscrizioni agli esami, un onere che ricade ora sui docenti ". Si rivolgono al rettore, i firmatari, con un documento che vuole essere preparatorio a una discussione più ampia sul tema che investirà presto gli organi accademici. Perché se ci sono colpe e responsabilità legate alla legislazione nazionale, è pur vero che l'Alma Mater ci mette del suo. "A Bologna siamo più realisti del re - attacca Battistini - è vero che esiste la legge sulle 120 ore di didattica, ma credo che solo Bologna l'abbia ratificata ufficialmente". Insomma, fare i primi della classe ha talvolta un costo che si ripercuote su chi l'Ateneo fa funzionare. "Tutte le volte che un docente, o un ricercatore, tiene una conferenza o partecipa a un convegno deve comunicarlo all'Ateneo compilando un modulo, che riceva un compenso o meno - chiarisce ancora Alberto De Bernardi, alla guida di Discipline storiche -. Ma a cosa serve, se non a produrre una montagna di inutile carta?". "C'è un eccesso di procedure - aggiunge Giovanni Zamboni (direttore di Fisiologia) - passiamo il nostro tempo a firmare ed archiviare carte. Siamo circondati da personale tecnico-amministrativo di qualità sommerso anch'esso dalla mole burocratica, mentre potrebbe concentrarsi su attività più qualificate". Concorda Maurizio Sobrero, direttore di Scienze aziendali, tra i firmatari come Giovannni Dore (Matematica), e pure lui alle prese con l'inspiegabile ripetività di certi atti ("per tutti i budget dipartimentali devo scrivere quanto personale ho, un dato che gli uffici centrali conoscono meglio di me"). "La pratica di uno studente - spiega - non viene firmata solo dal presidente del corso di laurea, come sarebbe logico, ma deve passare dal consiglio del corso di studio prima e dal consiglio di facoltà poi". "Per chiamare un traduttore o per acquistare un computer devo fare un bando di gara - racconta De Bernardi -, così devo investire tempo, persone, carte, un'assurdità". Che fare? Il professor Cammarano un'idea ce l'ha. E guarda al Comitato per la legislazione, istituito alla Camera dei deputati. "è un organo - spiega - che protegge i membri dell'istituzione dagli eccessi di interpretazione delle norme. Si potrebbe pensare a qualcosa del genere anche per l'Ateneo". Marina Amaduzzi.

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<Basta adempimenti anche se la legge chiede di semplificare> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere di Bologna" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere di Bologna - BOLOGNA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-12 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE L'intervista Leonardo Zanetti, ricercatore di Diritto pubblico "Basta adempimenti anche se la legge chiede di semplificare" Non tutti gli atenei sono afflitti allo stesso modo dal mal di burocratismo. "Quello di Bologna ha un atteggiamento un po' questurino, introduce adempimenti non previsti dalla legge o che la legge stessa prevede di semplificare". Parole di Leonardo Zanetti, ricercatore di diritto pubblico e, in quanto esperto del funzionamento della macchina amministrativa, consulente dei firmatari del documento. Dottor Zanetti, cosa intende dire? "Faccio un esempio. Qualunque docente e ricercatore a tempo pieno quando che scrive un editoriale deve darne comunicazione all'Ateneo. Ma nessuna norma lo prevede". Ma perché succede questo? "Il nostro Ateneo non sfrutta al meglio la sua autonomia, irrigidisce invece di semplificare. Forse perché ha difficoltà a far circolare le informazioni o a favorire il dialogo. Visto che il problema è segnalato da direttori di dipartimento perché non avviare ora una riflessione?". Questo irrigidimento cosa provoca? "Prendiamo la fascia del precariato della ricerca. La figura principale dello studioso non di ruolo è l'assegnista di ricerca. Molti atenei hanno disciplinato questa figura in modo da integrarla alla vita universitaria e consentirle di fare didattica. Il nostro Ateneo è stato restrittivo per cui abbiamo studiosi, a volte di fama internazionale, che non possono avere un corso intero, ma solo moduli". Tutti sono vittime del burocratismo? "Mentre i direttori di dipartimento e gli studiosi di peso risolvono comunque i problemi con due telefonate, è la gran parte degli universitari a sobbarcarsi il peso del burocratismo ". Il professor Cammarano propone un organismo di protezione contro gli eccessi della burocrazia. Cosa ne pensa? "Sarebbe fattibile. A livello nazionale si sta cominciando ad usare uno strumento, l'analisi d'impatto della regolamentazione, che fa simulazioni sull'impatto di nuove norme ". M. Ama.

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<Ho contestato Prodi vi dico perché voto Walter> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-12 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Giuseppe Bortolussi (Cgia) "Ho contestato Prodi vi dico perché voto Walter" VENEZIA - "Walter Veltroni rappresenta una grande novità dal punto di vista dell'attenzione alla piccola impresa artigiana. Nel programma del Partito Democratico ci sono molte cose nuove, soprattutto in tema di fisco". Giuseppe Bortolussi, leader degli Artigiani di Mestre e assessore nella giunta Cacciari, non ha mai risparmiato critiche al governo Prodi, reo di "non aver capito l'imprenditoria diffusa che crea ricchezza, la distribuisce, consuma e dà lavoro" di questa parte d'Italia. Eppure oggi spezza una lancia a favore di Veltroni e del Pd. Quasi un appello al voto rivolto al mondo della piccola impresa artigiana, in Veneto storico bacino elettorale del centrodestra. Veltroni ha detto che è caduto il muro che divideva il centrosinistra da questa parte del Paese. è passato, secondo lei, l'appello del Pd ai ceti produttivi del Veneto? "Secondo me sì, perché il messaggio è molto chiaro. In Veltroni c'è un coraggio delle parole e delle idee che è notevole, a cui non può non seguire il coraggio dei fatti. Lo conosco da anni, e posso dire che è sincero fino all'ingenuità". Cosa la convince del candidato premier e del suo programma? "L'attenzione genuina al mondo della piccola impresa artigiana, per anni bistrattato. Un programma che punta al cuore della questione: meno tasse, meno burocrazia, riqualificazione della spesa pubblica, liberalizzazioni, privatizzazioni, federalismo solidale, sicurezza. Sentire dire da Veltroni che bisogna "pagare meno per pagare tutti" e che non si deve scegliere tra dipendenti e autonomi perché entrambi sono lavoratori che contribuiscono alla crescita del Paese, è un cambio di passo radicale. Io sono uno che si è riavvicinato alla politica, da cui era stato deluso, grazie a Veltroni". In Veneto però è ben radicata la convinzione che il centrosinistra sia statalista e amico delle tasse. "Noi veniamo da una brutta esperienza con Visco, in cui abbiamo sofferto molto. Solo l'intervento dei parlamentari veneti evitò il peggio, rendendo l'introduzione dei nuovi indicatori di normalità economica meno penalizzanti per i lavoratori autonomi. Ero in prima linea con Cacciari quando si è trattato di fare la battaglia contro la revisione degli studi di settore: oggi dico con altrettanta chiarezza che l'attenzione che Veltroni e il Pd rivolgono alla piccola impresa del Nord è una novità vera e importante." Alessandro Zuin Ex pasionario Giuseppe Bortolussi voterà Pd.

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Pd, di tutto un po' (sezione: Burocrazia)

( da "Campanile, Il" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lea Vendramel Pd, di tutto un po' Doveva essere la novità, ma le facce e le contraddizioni sono sempre le stesse Rinnovamento. È la parola d'ordine lanciata dal Partito democratico in questa campagna elettorale. È il motore della sua azione politica. È ciò che ha guidato ogni passo compiuto dai democratici nelle ultime settimane. Dalla decisione di correre da soli alla composizione delle liste, dal programma al modo di condurre la campagna elettorale. Ma a ben guardare quelli che a piazza Sant'Anastasia vogliono far passare in tutti i modi come segni tangibili della novità rappresentata dal Pd, nascondono in realtà risvolti che tanto nuovi non sono. Innanzitutto, la corsa solitaria. Decisa per non ricadere nell'eterogeneità dell'Unione e non ritrovarsi stretti tra mediazioni continue che alla fine snaturano l'azione politica, è stata perseguita solo a metà. Il Pd, infatti, prima ha stretto un accordo con l'Italia dei valori di Di Pietro, poi ha imbarcato una rappresentanza radicale. È evidente, quindi, che l'obiettivo di evitare contraddizioni non è stato centrato. Non sarà facile, infatti, far convivere le spinte laiciste dei radicali con le inclinazioni cattoliche dei teodem. I dissensi si sono già fatti sentire. E, senza dubbio, sono destinati a riproporsi in maniera ancor più intensa tra i banchi del Parlamento. Quando si discuteranno i temi cosiddetti eticamente sensibili, come potranno essere conciliate le idee di Paola Binetti con le posizioni di Emma Bonino? E non sono le sole contraddizioni con cui i democratici dovranno fare i conti. Perché, sempre spinto dal desiderio di rinnovamento unito alla ferma convinzione della necessità di rappresentare la società in tutte le sue sfaccettature, al momento della stesura delle liste, lo stato maggiore del Pd è andato a pescare negli ambienti più disparati. Così, dovranno lavorare gomito a gomito operai, precari, imprenditori, sindacalisti, militari e magistrati. Ognuno di loro ha a cuore delle battaglie che difficilmente coincidono con quelle degli altri. Un assaggio di quello che potrebbe verificarsi una volta varcate le porte del Parlamento, si è già avuto. Nei giorni scorsi, il generale Mauro Del Vecchio, ha scatenato un putiferio dichiarando che "i gay sono inadatti all'esercito". Nonostante lui abbia ritrattato e il Pd abbia preso le distanze dalle sue affermazioni, è legittimo chiedersi come potranno convivere lui e la portavoce del Tavolo omosessuali, candidata nel Pd, Paola Concia. E soprattutto è legittimo chiedersi: ma non si voleva evitare l'eterogeneità? Quanto al programma in dodici punti, più che nuovo da molti è stato definito copiato, una riproposizione di quello del Pdl. Ma al di là di questo, colpiscono soprattutto i buoni propositi sbandierati dal candidato premier del Pd, Walter Veltroni, in queste settimane. Promette 100.000 nuove case popolari, 5.000 leggi in meno entro il 2008 e un bonus di 600 euro annui alle famiglie con due figli e un reddito fino a 18mila euro. Ai grandi numeri annunciati su edilizia popolare e burocrazia fanno da contraltare cifre decisamente contenute per aiutare le famiglie. Crede davvero il leader del Pd che basteranno 50 euro al mese per risolvere i problemi delle famiglie che faticano ad arrivare alla fine del mese? Crede davvero di voltare pagina in questo modo? Forse, questo nuovo tanto nuovo non è. (12-04-2008).

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Riabilitazione, un ambulatorio in ogni Asl per vincere tutte le disabilità (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stampa Il fisiatra, Sandro Gentili Riabilitazione, un ambulatorio in ogni Asl per vincere tutte le disabilità La fisioterapia per i malati di Parkinson è come il pane. Sandro Gentili, fisiatra, ricercatore all'Università di Roma Tor Vergata, medico volontario e referente della Regione Lazio per l'Aip, è il coordinatore nazionale per lo studio delle malattie extrapiramidali della Società italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa. Soddisfatto dell'assistenza pubblica regionale? Le Regioni garantiscono quel che possono, ma dover aspettare tre mesi per una visita domiciliare è troppo. Credo, e mi sto impegnando per questo, che occorra una normativa nazionale per allargare la possibilità della presa in carico totale del paziente. Quindi meno burocrazia, maggior numero di centri. Sì, ma anche équipe (fisiatra, logopedista e fisioterapista) a disposizione del malato. In ogni regione l'assistenza ai parkinsoniani (e a tutti i pazienti con disagi motori) non può prescindere dalla presenza e dalla distribuzione sul territorio di chi ha bisogno di cure. Anche i Comuni vanno sensibilizzati. Occorrerebbe un ambulatorio attrezzato in ogni Asl. La ricerca e la tecnologia forniscono risposte adeguate ai malati? L'industria si muove sulla base dei livelli essenziali di assistenza. Impoverimento del movimento, disturbi posturali. Come ci si riabilita? Nei laboratori di "terapia occupazionale" si ricostruiscono parti che simulano gli ambienti di vita quotidiana (dalla cucina di casa, alla scrivania dell'ufficio). Il movimento involontario è perduto, l'automatismo tende a essere dimenticato. Attraverso strumenti a biofeedback, che segnalano con suoni e luci la postura corretta o l'esecuzione del movimento giusto, il malato, con una grande di forza di volontà, si riprende quello che la malattia gli ha rubato. a.f.

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Tuscolana, dilagano i vu cumprà (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stampa Tuscolana, dilagano i vu cumprà I negozianti di via Tuscolana non ce la fanno più. La protesta contro gli ambulanti abusivi va ormai avanti da oltre un anno. Sono state raccolte firme, gli esercenti sono stati convocati, ricevuti e rassicurati dall'amministrazione locale e centrale. Ma sono trascorsi mesi senza che accadesse nulla. La speranza è diventata rabbia e questa si è trasformata in rassegnazione. E la consolare, ormai, nel tratto compreso tra il Quadraro e Cinecittà, si è trasformata in un "suk". Le bancarelle abusive, in un qualsiasi giorno della settimana, sono centinaia. Di domenica, poi, coi negozi chiusi, venditori asiatici, africani e qualche italiano, occupano con i loro banchi di cartone ogni metro quadrato di marciapiedi a disposizione. Tra la distesa di merce e le serrande dei negozi resta meno di un metro per passare. I vigili urbani, "per mancanza di uomini, mezzi, e a causa dell'impossibile burocrazia che si mette in moto ogni volta che si sequestra merce a un abusivo - spiegava sei mesi fa a Il Tempo il comandante del X Gruppo della Municipale Paolo Bernardi - sono costretti a concentrarsi sui problemi legati alla viabilità". Per gli abusivi, dunque, tranne qualche sporadico episodio, il campo è libero. Con le serrande degli esercizi commerciali abbassate, inoltre, e i negozianti a pregare gli abusivi di non montare il banchetto proprio davanti alle vetrine, la strada diventa una fiera di bigiotteria spiccia, di occhiali da sole da 1 euro, di magliette e pedalini, di borse e cappelli che "se un tempo - spiega Gina M., una signora bionda sulla cinquantina, mentre infila un paio di occhiali che sembrano Gucci - potevano essere considerati prodotti usa e getta, ora solo solo usa.., e chi li getta! Del resto - continua Gina - meglio avere nel cassetto tante cose, anche se di scarsa qualità, che poche o nessuna per via delle ristrettezze economiche". Ma anhe i giovani e giovanissimi si danno da fare intorno ai banchi. Un gruppetto di adolescenti, due ragazzi e tre ragazze raccontano in coro: "è bello avere una cosa firmata, ma puoi permetterti giusto quella che ti regalano i genitori alle feste o per il compleanno. Sulle bancarelle trovi cappelli e magliette che anche se sono false assomigliano "'na cifra" a quelle vere... e poi da lontano chi se ne accorge!". Due generazioni a confronto, due diverse testimonianze che bastano a far insorgere i commercianti, categoria, sulla Tuscolana come in altre zone della Capitale, già penalizzata dai centri commerciali che si diffondono a macchia d'olio. Alessandro e Daniele Moroni, che gestiscono uno storico bar sul lato sinistro della strada, sei mesi fa parlavano di un calo del 50 per cento di incassi. "Ora - spiega Alessandro - la situazione si è stabilizzata, ma la ressa degli ambulanti e la mancanza di parcheggi certo non giova agli affari". E si tratta di un bar, un tipo di esercizio che non deve combattere la concorrenza degli ambulanti. Ma Franco Cocco e Giovanni Terracina, invece sì, perché sono titolari di negozi d'abbigliamento: "Gli abusivi ci stanno rovinando nella completa indifferenza delle istituzioni. Questa gente non paga né l'occupazione di suolo pubblico, né emette scontrini fiscali. Noi sì. Non solo vendono roba di scarsa qualità o falsa, ma possono permettersi di verderla a pezzi stracciati. è una concorrenza sleale contro cui non siamo tutelati. E ci tocca pagare anche l'aumento della tassa sui rifiuti a causa della sporciazia che lasciano sui marciapiedi". Mat. Vin.

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Lupi e contadini in Valtrebbia: chi dobbiamo salvare? SILVANA MOZZI (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

35 NECROLOGIE sabato 12 aprile 2008 In via di estinzione Lupi e contadini in Valtrebbia: chi dobbiamo salvare? SILVANA MOZZI Nell'era post-industriale, virtuale, globale e flessibile il dilemma non assilla nessuno, o quasi né i politici locali, né quelli nazionali, perché l'agricoltura in montagna ed in collina non è la cenerentola del sistema economico, ma un'entità inesistente, un nome senza sostanza. A buon diritto, i lupi, come denunciato recentemente sui quotidiani, escono dai boschi, scendono con passo felpato dai monti e si accostano indisturbati ai villaggi per sbranare i pochi vitelli ed agnelli rimasti. Ai branchi di lupi si aggiungono allegre famigliole di cinghiali e gruppi di teneri ed aggraziati caprioli che, brucando, devastano i campi coltivati ed incolti. Infatti, sui declivi, sulle spianate e sui prati che ammantano i monti, avanzano rovi e sterpaglie a sostituire le coltivazioni di orzo, avena e frumento, mentre odorose erbe selvatiche prendono il posto di trifoglio, lupinella ed erba medica, diventati sbiaditi ricordi di altri tempi. Intanto l'inflazione galoppa, attestandosi su livelli mai raggiunti e proprio i generi alimentari stanno salendo a quotazioni allarmanti, di conseguenza la crisi della spesa quotidiana per pensionati,stipendiati e salariati non colpisce soltanto la quarta settimana, ma avvicinandosi pericolosamente alla terza, reca con sé un pesante carico di rinunce. È sufficiente osservare che la carne bovina negli ultimi tre anni è aumentata del 12,96% ed il pollame del 9,6%, complici il caro carburante ed il rincaro dei cereali; per non parlare poi del prezzo di pane, latte e pasta, tutti generi di prima necessità. Tuttavia agli aumenti dei prezzi al dettaglio non corrisponde un proporzionale incremento dei prezzi alla fonte, anzi la forbice tra produttori e consumatori si amplia a dismisura, ogni giorno, provocando sofferenza in entrambe le categorie. L'eccessiva frammentazione della proprietà contadina in Val Trebbia è una delle cause principali dell'abbandono del territorio e dell'agricoltura in montagna ed in collina, ma al fenomeno non sono estranee la scarsa remunerazione dei prodotti agricoli e la soffocante burocrazia che avanza di pari passo con le sterpaglie invasive. Da un lato diminuisce il numero dei contadini, dall'altro aumentano gli uffici e gli organismi dedicati all'agricoltura, ciascuno con la propria richiesta di documenti ed adempimenti, sempre più complicati ed intricati: una vera selva selvaggia, aspra e forte. Di fronte alle pressanti ed urgenti richieste dei consumatori e del mondo agricolo emergono varie proposte. Fare impresa, un'iniziativa dell'assessorato provinciale dell'agricoltura appare, nell'attuale situazione, più uno slogan ad effetto che un progetto concreto e realizzabile in montagna, dove la polverizzazione della proprietà agraria è diffusa, esiguo è il numero degli addetti e l'età media degli agricoltori è avanzata. Una possibile risposta ai bisogni di consumatori e produttori giunge, invece, dalle associazioni contadine che promuovono la filiera corta e la vendita diretta dei prodotti agricoli. In molte città, infatti, si stanno formando, sostenuti anche da norme legislative, gruppi di acquisto solidali, che si rivolgono direttamente alle fattorie per fronteggiare e ridurre i rincari. I vantaggi dell'operazione sono molteplici: Prodotti freschi e genuini, a prezzi convenienti per produttori e consumatori, a chilometri zero; Lavoratori occupati in attività agricole remunerative, stabili; Consumatori che possano guardare con serenità alla fine del mese; Cittadini che possono godere di un paesaggio curato e coltivato; Riduzione di CO2 immessa nell'atmosfera. La realizzazione della filiera corta richiede, però, strutture adeguate per la macellazione e lo stoccaggio di prodotti facilmente deperibili, ma i costi degli impianti sono troppo elevati per i magri redditi della montagna e non possono essere sostenuti dai singoli, senza l'intervento e l'aiuto degli amministratori e degli enti istituzionali che hanno il compito ed il dovere di difendere il territorio Intanto un'inversione di tendenza, imposta dalle circostanze, si registra a Torino, dove, a sorpresa, a ripulire parchi e giardini cittadini è stato chiamato un gregge di Chieri. In nome dell'ecologia e soprattutto del risparmio di ben 30.000,00 euro destinati alla cura del verde pubblico, sono tornate le pecore-giardiniere per la gioia non solo dei bambini. E' un segnale dei tempi e forse, a dispetto della burocrazia, della classe politica e dei lupi, l'umile e negletto pastore, relegato nel presepe, è ricomparso nelle vie cittadine, scortato e non multato dai vigili urbani per riprendersi, in veste nuova ed in un ruolo inconsueto, la scena che gli compete. © LIBERTA' © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti sono riservati Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA 01447930338.

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FACTBOX - Voto, programmi: idee in ordine sparso per la cultura (sezione: Burocrazia)

( da "Websim" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

NOTIZIE FLASH 12 Aprile 08 ora 11:40 FACTBOX - Voto, programmi: idee in ordine sparso per la cultura 12 aprile (Reuters) - Gli italiani andranno alle urne il 13 e 14 aprile prossimi per le elezioni politiche. Ecco di seguito i punti programmatici sulla cultura delle principali formazioni politiche che parteciperanno alle elezioni. LA DESTRA Le proposte de La Destra, che candida premier Daniela Santanchè, vanno tutte nella direzione della valorizzazione dell'identità italiana del patrimonio artistico e culturale. Il partito propone: - capitalizzazione turistica del patrimonio culturale italiano, non sufficientemente valorizzato; - incremento della produzione cinematografica italiana per tornare ad avere film di serie A; - valorizzazione delle nuove professioni creative attraverso l'istruzione; - promozione della sinergia pubblico/privato sul finanziamento alle opere artistiche. PARTITO DEMOCRATICO Nel suo programma il Pd - che candida premier Walter Veltroni ed è coalizzato con l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro - promette di riformare l'intero sistema culturale. Tra le proposte: - realizzazione di concorsi di idee e di commissioni pubbliche di nuove opere artistiche, architettoniche e urbanistiche in tutto il territorio nazionale; - accrescere l'autonomia e premiare l'imprenditorialità delle organizzazioni culturali e introdurre sistemi di valutazione, per massimizzare gli effetti dei finanziamenti pubblici nel settore; - istituire il Centro nazionale per il cinema e l'audiovisivo, per razionalizzare e semplificare il sistema pubblico di sostegno e promozione dell'intero settore, passando dall'attuale frammentazione delle competenze amministrative ad una gestione unitaria; - destinare una quota del 2% dell'intero fatturato pubblicitario delle reti televisive al finanziamento di produzioni audiovisive, cinematografiche, teatrali e musicali di qualità attraverso l'istituzione di un Fondo di finanziamento pari a circa 100 milioni di euro; - snellire e velocizzare la burocrazia che rallenta l'azione delle imprese culturali, mettendo in atto una politica di defiscalizzazione ed elaborando leggi non conflittuali; - stabilire i profili professionali di chi lavora nelle industrie culturali, affrancandoli dalla condizione di precariato; - affrontare la materia dei diritti d'autore considerando l'artista e il creativo lavoratori a tutti gli effetti, con i loro doveri e i loro diritti; POPOLO DELLA LIBERTA' Le proposte della formazione che candida premier Silvio Berlusconi - coalizzata nelle regioni settentrionali con la Lega Nord e nelle regioni meridionali con il Movimento per l'Autonomia - sono: - legge quadro sullo spettacolo dal vivo; - linee-guida per la riforma delle fondazioni lirico sinfoniche; - pacchetto welfare per i lavoratori dello spettacolo per una tutela delle autorialità e delle professionalità di chi lavora nel settore (indennità di disoccupazione mediante assicurazione, infortuni sul lavoro, maternità, deducibilità integrale dal reddito imponibile degli operatori dello spettacolo di tutte le spese sostenute per la realizzazione degli spettacoli, versamenti volontari per il raggiungimento delle 120 giornate di lavoro prestato quale minimo annuo di prestazione ai fini previdenziali); - interventi per lo sviluppo del cinema italiano; - fiscalità e mecenatismo per la cultura, lo spettacolo, le arti. - estensione dello spettro dell'offerta culturale e stimolo della creatività giovanile; - massima libertà alle imprese, con particolare sostegno all'innovazione e all'internazionalizzazione: l'intervento del "privato" deve integrare il sostegno "pubblico", e le progettualità artistiche devono essere collegate alle dinamiche del mercato garantendo competitività e libera concorrenza (quindi: sgravi fiscali, incentivi economici, tax shelter, crediti di imposta, detassazione di entrate e proventi finalizzati alla gestione/svolgimento di attività di spettacolo, sia per gli operatori che per gli esterni al settore); - analisi dell'efficienza ed efficacia dell'intervento della mano pubblica, ex-ante ed ex-post; - eliminazione delle pratiche assistenziali e razionalizzazioni degli enti pubblici culturali; - centralità della funzione di formazione, ricerca e sperimentazione dei finanziamenti pubblici: alto livello di qualificazione professionale e di specializzazione con il coinvolgimento di poli formativi, università, enti di alta formazione, istituti di specializzazione; - promozione delle "cittadelle della cultura e della ricerca", con il concorso del pubblico e dei privati, per lo studio delle eccellenze italiane e lo sviluppo di piani e strategie per la valorizzazione delle produzioni tradizionali. SINISTRA ARCOBALENO La principale proposta della formazione in cui sono confluiti Rifondazione Comunista, Verdi, Sinistra Democratica e Comunisti Italiani che candida premier Fausto Bertinotti è di portare l'insieme degli investimenti nella cultura dall'attuale 0,26% circa, almeno all'1% del Pil e di attuare politiche pubbliche che garantiscano a tutti, soprattutto ai giovani, il diritto di accesso alla produzione della cultura e il diritto di accesso alla sua fruizione. In particolare nel suo programma la Sinistra l'Arcobaleno propone di: - favorire e sostenere economicamente la produzione indipendente e quindi la pluralità dell'espressione e dell'offerta culturale; - creare spazi pubblici di produzione, sperimentazione, riflessione, ricerca, incontro, utilizzando strutture pubbliche, a partire dalle scuole, garantendone l'apertura e l'utilizzo a tempo pieno; - incentivare programmi di promozione del libro e della lettura; - contrastare con normative antitrust i monopoli nei settori della musica, del cinema, dell'audiovisivo, dell'editoria e rivedere le norme sul diritto d'autore; - ridurre l'Iva al 4% per tutti i prodotti e le attività culturali; - prevedere interventi economici e prezzi ridotti per i giovani e le classi più disagiate per concerti, teatri, cinema, mostre, biblioteche, musei, archivi; - riconoscere il lavoro creativo e artistico in tutte le sue fasi: ammortizzatori sociali, malattie del lavoro, gravidanza, pensioni; - riconoscimento del periodo di non lavoro come periodo di lavoro e quindi come tale retribuito; - garantire che il rispetto del contratto nazionale di lavoro è requisito per accedere a qualsiasi forma di finanziamento pubblico; - affermare il valore pubblico del bene culturale in tutte le sue espressioni, finalizzato alla crescita politica, sociale, culturale e democratica dei cittadini attraverso una conferenza nazionale con il coinvolgimento di tutti i soggetti portatori di interessi: Stato, Regioni, enti locali, associazionismo; - ridare un ruolo centrale alle Soprintendenze, sempre più emarginate nell'esercizio della tutela. UDC Nel programma dell'Unione di Centro - che candida premier Pierferdinando Casini - non vi sono proposte in tema di cultura. Non è stato possibile, dopo diversi contatti, ottenere i punti programmatici da parte del partito. ((Silvia Molteni, in redazione a Milano Emilio Parodi, Reuters Messaging: silvia.molteni.reuters.com@reuters.net +3902 66129 720, italy.online@news.reuters.com)).

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ELEZIONI/ BOLOGNA, "SBADATI" TEMPESTANO UFFICIO ELETTORALE (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

(REP.) Quasi 800 le persone che hanno smarrito a Bologna il documento postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Quelli che hanno ricevuto la scheda elettorale, ma poi l'hanno smarrita, solo a Bologna sono 754. A questi si aggiungono quelli che ritirano per la prima volta il documento (706 in meno di una settimana), gli "indecisi" e quelli che temono ripercussioni in caso di "non voto" che da giorni tempestano di telefonate l'ufficio elettorale di via don Minzoni a Bologna. Il racconto degli operatori che hanno avviato da qualche settimane la macchina organizzativa per il voto di domenica e lunedì è riportato oggi dalle pagine locali del quotidiano Repubblica. "E' vero che per non votare devo andare alla sezione elettorale e firmare una dichiarazione? Che cosa rischio se non vado al seggio?" sono alcune delle domande che ci sentono fare più spesso gli operatori. "La storia del voto obbligatorio - spiega il responsabile dell'ufficio Sergio Santi - è l'ultima leggenda metropolitana, uscita su non so quale blog e giornaletto locale. Naturalmente non è vera. Gli elettori sono liberi di scegliere, come sempre. E nessuno può fare dichiarazioni politiche presso le sezioni elettorali". Giorni roventi per la burocrazia elettorale, come riporta il quotidiano. Dopo aver distribuito l'85 per cento dei documenti per i nuovi elettori (15mila in tutto, tra 18-19enni e neo cittadini-residenti) adesso il grande problema sono le tessere non ancora ritirate (poco più di duemila) dagli elettori al primo voto a Bologna. Rispetto al 2006 sono 7mila in meno gli elettori bolognesi. Per la Camera sono in tutto 306.199 i cittadini di Bologna chiamati alle urne (compresi gli 8.138 che abitano all'estero e che possono votare per corrispondenza); per il Senato invece gli elettori sono poco più di 289mila.

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Il Pdl: <Prima l'Italia, poi la Regione> (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-04-2008)
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Argomenti: Burocrazia

Primo Piano Pagina 104 Il Pdl: "Prima l'Italia, poi la Regione" L'appello finale dei big in Sardegna: vinceremo per cambiare --> L'appello finale dei big in Sardegna: vinceremo per cambiare Il sottofondo musicale, un aperitivo per scaldare il padiglione umido della Fiera e l'entusiasmo dell'ultimo giorno di scuola. La campagna regionale del Pdl si è chiusa ieri notte a Cagliari tra centinaia di persone in festa per la scommessa che il centrodestra proverà a vincere tra domani e lunedì. Molti sostenitori ma pochi big, complici gli ultimi comizi in giro per la Sardegna e anche la voglia di non perdere un fiato del duello televisivo (a distanza) tra Berlusconi e Veltroni. È il sindaco Emilio Floris a prendere per primo il microfono in mano: "Come si può dire che i programmi del Pdl e del Pd sono uguali?", si è chiesto. "Se anche ci fossero punti convergenti, la grande differenza sta nello spirito con cui si fa politica. Per noi la politica è un servizio verso il Paese, verso la gente". Non può mancare l'altra faccia della medaglia: "Per il centrosinistra è solo un modo per portare lo Stato a dominare gli italiani, con un apparato di burocrazia che vigili sulla società". Arriva anche l'affondo contro la Giunta regionale di Renato Soru: "Solo nell'edilizia e solo nell'ultimo trimestre del 2007 si sono persi settemila posti di lavoro. E i dati sull'occupazione nell'Isola sono falsati dalle decine di migliaia di giovani che hanno ormai rinunciato a cercare lavoro". Accanto al primo cittadino, Ada Lai, prima donna in pista per la Camera, crede nella "forza del Pdl, che ridarà fiducia e speranza agli italiani. Ci riprenderemo il Parlamento e la Regione". PISANU E PILI A SORSO Il capolista al Senato Beppe Pisanu ha scelto Sorso per chiudere la campagna elettorale. Insieme agli amministratori locali del nordovest ha rilanciato la scommessa del Pdl "per cambiare l'Italia". Attenzione calibrata sul concetto "dell'insularità della Sardegna, uno svantaggio naturale che lo Stato ha il dovere di attuare con interventi adeguati, di carattere fiscale e finanziario". Anche il primo sardo nella lista per la Camera Mauro Pili ha partecipato all'incontro elettorale di Sorso: "L'obiettivo principale è quello di liberare l'Italia dalle imposizioni di Prodi e la Sardegna dalla politica dei divieti e dei vincoli di Soru". Nel mirino dell'ex presidente della Giunta c'è "la necessità di ridare all'Italia e alla Sardegna la speranza persa negli ultimi anni. Il voto al Pdl cancellerà tutti i disastri nazionali e regionali". LE ASPETTATIVE DI MASSIDDA Piergiorgio Massidda tira il fiato dopo l'apnea per la corsa al voto: "La gente che abbiamo incontrato nel corso di questa massacrante campagna elettorale ci ha chiesto di tornare a governare". Per il coordinatore regionale di Forza Italia la situazione è difficilissima: "Dovremo provare a emulare il cittadino medio, che riesce a far quadrare il bilancio familiare con pochi euro, senza far mancare nulla alla propria famiglia". Il senatore azzurro mette al centro del suo programma "la Sardegna e il lavoro", perché "dobbiamo salvare gli attuali posti e crearne altri, defiscalizzando le imprese che assumono stabilmente". Anche lui calca l'accento "sul riconoscimento del concetto di insularità". Il leader di Forza Italia vede poi "la necessità di cancellare uno svantaggio oggettivo con adeguate misure". Altri punti determinanti nei piani di Massidda "l'accesso al credito da parte delle aziende sarde" e la necessità di rivedere l'accordo sulla sanità: "La Sardegna sopporta costi spaventosi e i servizi stanno calando di qualità". LE PRIMARIE Massidda lancia anche un messaggio in vista delle regionali dell'anno prossimo: "Sarà opportuno procedere con le elezioni primarie per la scelta del candidato. Occorre trovare un nome che coinvolga davvero la gente del Pdl". "L'ORA DI CAMBIARE" Il candidato al Senato Mariano Delogu è certo che il voto dirà Pdl: "Abbiamo mandato a casa Prodi, impediremo a Veltroni di arrivare a Palazzo Chigi e tra un anno spediremo a casa anche Soru". Il leader di An ammette che "negli anni non sono mancati gli errori, ma il centrodestra ha sempre mostrato con i fatti di poter raggiungere, e di far raggiungere, risultati positivi al Paese". La dimostrazione arriverebbe "anche dalla continua rotazione di candidati premier sul fronte del centrosinistra-Pd: "Prima Prodi, poi Rutelli, poi di nuovo Prodi, e ora Veltroni". L'AUSPICIO DI NIZZI L'ex sindaco di Olbia Settimo Nizzi ieri ha scelto di chiudere la campagna elettorale tra le mura amiche. Festa in piazza Regina Margherita, con la partecipazione di tutti i sindaci galluresi del centrodestra: "Chiedo a tutti i sardi di andare a votare in massa", è l'appello del candidato alla Camera, "per dare una risposta positiva alla voglia di cambiamento che alberga in tutti noi". Nizzi si prepara a fare le valigie per Roma ma punta lo sguardo anche verso Cagliari: "Dobbiamo cancellare il modo di governare che ci è stato imposto dal centrosinistra, sia a livello nazionale che regionale. Ora comincerà una nuova stagione: ridarà speranza a tutti gli italiani prima e ai sardi tra un anno". I PIANI DELL'ATTORE Si è dato da fare Luca Barbareschi, che ha girato in lungo e in largo la Sardegna per superare i mugugni sulla sua candidatura da "straniero": "Mi piace molto fare la campagna elettorale sul territorio. È vero, non sono sardo, ma farò il parlamentare della Sardegna. Forse più di altri che sono nati qui". Per sostenere questa intenzione, l'attore rivela un suo progetto: "Vorrei creare una task force tra i parlamentari sardi, che si riunisca ogni 7-10 giorni per verificare l'attuazione delle proposte per l'Isola". Barbareschi però conferma anche una sua aspirazione personale: "Provocatoriamente, ma non tanto, dico che mi auguro di fare il ministro della Cultura. Chi ha un curriculum come il mio? Parlo quattro lingue, ho avuto successo in Italia e negli Usa". Di certo "non andrò alla Camera come uno dei tanti peones . Se vedessi che non posso fare niente, prenderei in considerazione l'idea di lasciare". L'APPELLO DELL'MPA Intanto il leader del Movimento per l'autonomia-Alleanza per il Sud Raffaele Lombardo lancia l'appello finale prima del voto: "È il momento della scelta. Dopo settimane di appassionante campagna elettorale nelle piazze, nelle strade, a stretto contatto con i cittadini delle regioni meridionali è arrivato il tempo del voto". L'Mpa "si presenta con l'unica proposta politica capace di riportare il Sud al centro della scena politica nazionale, dopo decenni di abbandono da parte dei governi che si sono succeduti nella gestione del potere romano". Nel mirino finiscono anche le classi politiche locali: "Hanno barattato una vera azione a difesa degli interessi del Sud con le loro comode rendite di posizione personale". Ieri il fronte regionale dell'Mpa ha chiuso la campagna a Quartu con un'iniziativa del gruppo giovanile (guidato da Oriana Bernardi e Francesco Atzori). Il coordinatore dell'Mpa Angelo Atzori vede nel voto alle politiche "l'inizio di una lunga marcia verso le regionali del 2009". GIULIO ZASSO.

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Agonia infinita di un Consorzio decotto (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-04-2008)
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Argomenti: Burocrazia

Prov Ogliastra Pagina 6026 Tortolì Agonia infinita di un Consorzio decotto Tortolì --> Mentre l'Unione dei Comuni ottiene risorse e comincia a offrire servizi in forma associata, altri enti, abbondantemente decotti, restano in vita solo grazie al respiratore artificiale. È il caso - ormai di scuola - del Consorzio di bonifica Ogliastra, che da anni è retto da un ingegnere, Antonio Farina, commissario straordinario nominato dalla Regione "riscontrata l'impossobilità di attivare il procedimento elettorale per la nomina degli organi di ordinaria amministrazione". Il funzionario, visto che la situazione non si sblocca, resterà ancora in sella per sei mesi. La delibera di proroga è stata assunta dalla Giunta regionale il 1 aprile scorso, ma non si tratta di una bugia. Il fatto è che l'assessore all'Agricoltura Francesco Foddis ha dovuto chiedere la proroga perché la legge di riforma dei Consorzi di bonifica è ancora arenata in Consiglio regionale. Una commissione l'ha votata, l'altra no. E prima di smantellare un pezzo di inservibile burocrazia ci pensa su e riflette, indugia e nei limiti del possibile rinvia Da tempo immemorabile non si ha più notizia di un'iniziativa forte e autorevole firmata dal Consorzio di bonifica. L'unica cosa rimasta perfettamente in funzione è la riscossione dei tributi da parte dei proprietari di terreni. Che pagano cifre sostanziose anche se nelle loro proprietà non è mai arrivata una goccia d'acqua e il sistema d'irrigazione è rimasto un'utopia. Le proteste registrate finora non sono servite a nulla. Il mummificato Consorzio di bonifica resta ancora in piedi, aspettando un'eutanasia che nessuno del palazzo finora ha avuto il coraggio di praticare.

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Metropoli cinesi il più clamoroso caso di corruzione nasconde una sfida tra città (sezione: Burocrazia)

( da "Riformista, Il" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Metropoli cinesi il più clamoroso caso di corruzione nasconde una sfida tra città Si chiude in tribunale l'età dell'oro di Shanghai Ultimo atto della guerra tra i clan di Jiang Zemin e di Hu Jintao Diciotto anni di carcere a Chen Liangyu, 61 anni, ex-segretario del Partito a Shanghai, il più importante quadro ad essere processato per corruzione ed abuso di potere negli ultimi dieci anni. Una sentenza relativamente modesta, dato che, secondo la legge cinese, episodi di corruzione della severità di questo tipo ora possono essere puniti anche con la pena di morte. La caduta di Chen è stata spettacolare, così come spettacolare era stata la sua ascesa, e l'ascesa di alcuni dei progetti più ambiziosi di Shanghai: il caso di corruzione che ha travolto la città infatti ha toccato una quindicina di quadri di Partito, promotori immobiliari e uomini d'affari, portando dietro le sbarre anche Yu Zhifei, il padre della Formula Uno a Shanghai, con la stessa accusa di corruzione e speculazione immobiliare. Molti commentatori trovano che la condanna, così come lo scandalo stesso, siano legati tanto alla gravità dei fatti stessi quanto alle fortune alterne di cui godono le diverse fazioni politiche all'interno del Partito Comunista Cinese. Il caso, infatti, è venuto alla luce non appena la "fazione di Shanghai", guidata dall'ex-Presidente Jiang Zemin, è passata in secondo piano, con l'ascesa al potere dell'attuale Presidente Hu Jintao e del Primo Ministro Wen Jiabao. Jiang stesso del resto era salito al potere trascinando nella polvere l'allora sindaco e segretario del Partito di Pechino, Chen Xitong, caduto in disgrazia nel 1995 e finito in carcere per sedici anni nel 1998. Anche in quel caso, per corruzione e collusione con gruppi di promotori immobiliari, che, nell'attuale fase di transizione dell'economia cinese, sono un ibrido fra lo statale ed il privato. Tramite un complicato sistema in cui si rendeva garante per prestiti non ortodossi a gruppi immobiliari - utilizzando nientemeno che i fondi pensione cittadini - Chen ha intascato circa 200 mila euro in bustarelle, in un giro di danaro complessivo di circa 250 milioni di euro (30 miliardi di yuan). Tutto cominciò venti anni fa, quando Chen era ancora soltanto a capo del distretto di Huangpu, uno dei più chic della metropoli, e cominciò a provare gusto per la piccola corruzione quotidiana. Che è andata aggravandosi man mano che il nostro scalava i gradini del potere municipale: una volta sindaco, infatti, Chen cercava apertamente di favorire il gruppo Shanghai New Huangpu e la locale squadra di calcio, la Shanghai Shenghua, entrambi coinvolti in giri di milioni per compensazioni per edifici demoliti o non utilizzati, e sussidi fiscali. L'agenzia di stampa Nuova Cina, nel dare notizia della condanna, ha anche specificato che Chen ha messo pressione sui suoi familiari affinché restituissero il maltolto, guadagnandosi una pena meno severa. Finisce così il periodo più scatenato di Shanghai dal dopoguerra ad oggi, quando, con la "fazione di Shanghai" al potere (anche il primo ministro Zhu Rongji, per quanto si fosse fatto paladino della lotta alla corruzione con alterni successi, era infatti di Shanghai) l'intera città è stata travolta dall'esuberanza immobiliare e dai progetti spettacolari, senza che fosse possibile ad alcuno porre domande sulla trasparenza di quanto stava avvenendo. Giornalisti nazionali e stranieri erano incoraggiati a scrivere articoli sulla corruzione e sul ruolo positivo del Partito nello sgominarla, ovunque nel paese tranne che a Shanghai, dove, ufficialmente, corruzione non c'era. Come nei romanzi di Qiu Xiaolong, il principale giallista cinese, originario proprio di questa città. Ma una volta di più, com'è del resto inevitabile, l'intera saga riporta in auge la leggendaria rivalità fra Shanghai e Pechino, fra la "hai pai"- la fazione, o la moda Shanghaiese - e la "guan pai" - ovvero, fazione o moda "ufficiale", burocratica, terminologia che indica la capitale. Shanghai è la capitale sempre moderna degli scambi e degli incontri, figlia "bastarda" di una Cina aperta alle influenze straniere, dalla cucina alle danze al modo di fare rapidissimo commercio. Fiera di sé, ma disprezzata a nord, nel regno della burocrazia, per essere priva d'anima, votata più ai soldi che non alla politica e alla cultura. Stereotipi entrambi, lungo i quali da decenni si scontrano fazioni politiche, burocratiche e commerciali, ma che parlano anche delle due caratteristiche contradditorie della Cina contemporanea, che ora vuole aprirsi al mondo, ora vuole guardarsi dentro ed esaltare una grandezza nazionale "pura", intoccata dallo straniero. Ilaria Maria Sala 12/04/2008.

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LETTERE (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lettere Risorse crescenti nella sicurezza Filippo De Luca Amministratore Delegato Metronapoli SpA La lettera della Sig.ra Maria Grazia Maglione pubblicata lo scorso 8 aprile dal titolo "La metropolitana senza sorveglianza" ci offre l'opportunità per indicare l'impegno messo in campo da Metronapoli per la sicurezza. Metronapoli negli ultimi anni ha investito risorse crescenti in tecnologie e uomini: tutte le nostre stazioni e i nostri treni sono monitorati con sistemi di videosorveglianza collegati con la nostra Centrale Operativa di Colli Aminei e con la Centrale Operativa della Polizia. Banchine, ascensori, scale mobili, treni sono costantemente tenuti sotto controllo; prova ne sono i numerosi interventi delle forze dell'ordine prontamente da noi allertate. Altrettanto significativo il nostro impegno per gli addetti alla sicurezza: gli agenti di stazione e i vigilantes, con molte squadre di agenti cinofili presidiano stazioni e treni; tale vigilanza è intensificata nelle ore notturne e nei week end. Queste iniziative, che assorbono oltre il 10% del nostro fatturato, hanno determinato una significativa riduzione degli eventi criminosi: dai 150 del 2004 ai circa 100 del 2007. Questo il nostro impegno, e, consapevoli delle "difficoltà" del nostro territorio, continuerà ad essere implementato in stretta collaborazione con le forze dell'ordine. Sono certo che queste notizie daranno più tranquillità alla signora Maria Grazia Maglione e ai tantissimi utenti del sistema Metronapoli. Anm, corse soppresse solo l'autista sapeva Alberto Maccarone - NAPOLI Il 22 marzo, in mattinata, al Vomero, ho utilizzato la linea V1. Ho chiesto all'autista la frequenza delle corse, mi ha detto che sarebbe stata regolare in mattinata mentre dalle 16 non ci sarebbero state corse per mancanza di vetture. Nel complesso ho una positiva immagine dell'Anm e la notizia mi é sembrata inattendibile. Il pomeriggio sono quindi uscito di casa; prima ho telefonato al numero verde dell'Anm, l'operatore mi ha comunicato che il servizio era regolare. Alle 17 mi sono portato alla fermata della V1 di San Martino-via Morghen e ho trovato persone in attesa da un'ora. Ho richiamato il call center: lo stesso operatore si è si meravigliato e ha chiamato il Traffico-Anm per sapere. Bene, la linea era stata soppressa per mancanza di vetture. Mi sono avviato a piedi verso piazza Medaglie d'Oro, avvertendo lungo la strada le persone in attesa, anche anziane. Si sopprimono corse senza avviso urgente al call center e agli utenti? L'Anm ha in città autoradio sempre operative, perché non utilizzarle per avvertire alle fermate? Le paline informative a che servono? Come é possibile che l'autista della V1 già in mattinata fosse a conoscenza del disservizio? Come é possibile che le vetture "mancassero"? Che significa? Dov'erano? Sui vecchi tram era scritto: "Non parlate al manovratore". A dar retta a questa segnalazione, ora con gli autisti è invece obbligatorio parlare, perché sono l'unica fonte attendibile di notizie. Portafogli perso e subito restituito v.ciaramaglia@virgilio.it Poche cose danno fastidio come perdere il portafoglio: al di là del danno economico, smarrire i documenti, oltre magari a qualche appunto per noi importante, ci porterà al solito tortuoso, tormentoso e costoso rapporto con la burocrazia. Io sono riuscito a perdere il mio portafogli con tutti gli annessi e connessi e dopo i primi momenti di affannosa ricerca mi ero rassegnato ad affrontare la trafila, quando è squillato il telefono: un signore lo aveva trovato, ha cercato il mio numero sull'elenco telefonico, mi ha contattato e mi ha dato appuntamento per restituirmelo. Non ha voluto nulla in compenso. È un galantuomo, anche a lui era capitata la stessa cosa, anche a lui lo avevano restituito. Questo non è solo un ringraziamento, ma un voler rendere pubbllico che il senso civico a Napoli è molto più presente di quanto sembri. La serie delle buone notizie non è poi cosi corta. Giovani studiosi lasciati allo sbando Guido Panico - NAPOLI In Campania decine di giovani sono coinvolti in un caso di disservizi della Regione Campania e di una ditta, l'Essenia di Salerno, che gestisce per conto della Regione fondi comunitari destinati al progetto Vico, di formazione prima all'estero e poi in Italia. Le rate della borsa non giungono nei tempi previsti, costringendo alcuni a tornarsene a casa. Solo chi ha un minimo di appoggio familiare può vivere all'estero più di un mese senza essere pagato. E chi, dopo mille traversie, ha finito lo stage ed è in attesa, come da contratto, del rimborso delle spese, aspetta invano. Di chi è la colpa? La Regione assicura di avere fatto tutto quello che spettava ai suoi uffici. La ditta appaltatrice (mi piacerebbe sapere chi sono, quale gara pubblica hanno vinto, quali garanzie hanno fornito) dice il contrario. In questa storia sono coinvolte le mie due figlie, laureate a pieni voti e, dopo questa penosa vicenda, fuggite all'estero, una a Madrid, l'altra a Londra. Da qualche mese provo invano di capirci qualcosa, di sapere chi e quando onorerà il contratto. Mi sto agitando non solo per ragioni personali: ciò che accade a questi giovani mi appare di somma ingiustizia. Come si fa a mettere in difficoltà decine di ragazzi che all'estero fanno esperienza, portando con sé saperi spesso di prima qualità, che è impossibile spendere a casa nostra? Intanto sono costretto a rivolgermi a un legale. Del resto non perdo occasione per suggerire ai miei laureati, i più bravi in particolare, di fuggire quanto più lontano possibile, almeno dal Sud. Bisogna dunque diffidare di ogni progetto pubblico? E poi ci si indigna per la fuga dei cervelli. Alla Regione c'è qualche anima buona che può fare il punto della situazione? A San Sebastiano la posta ora va bene Giuseppe Maiello - NAPOLI Gentilissimo dottor Gargano, le scrivo in merito alla lettera del cliente di San Sebastiano al Vesuvio che segnala disagi nel recapito della corrispondenza. Dalle verifiche è emerso che nelle quattro zone di San Sebastiano non risultano criticità. Qualche difficoltà iniziale si è registrata tra febbraio e marzo nell'area ove ricade la Masseria Cangiano, determinata dalla scarsa conoscenza della zona e dei destinatari, da parte di un nuovo portalettere. Nonostante le difficoltà dovute alla carenza di numerazione civica e di toponomastica, le criticità sono state quasi del tutto superate. Tutto il recapito dell'area che comprende Pollenatrocchia, Massa di Somma, Cercola e San Sebastiano è monitorato dalla struttura preposta (centro di distribuzione primaria). Sembra tornato il sereno. Se tornano pure i problemi, il lettore ce li segnali. L'amaro monito di Ferdinando II Renato Cimino - NAPOLI La visita al museo ferroviario di Pietrarsa offre la possibilità di conoscere la storia dell'opificio meccanico lungo la Napoli-Portici. Voluto dal re Ferdinando II, fu inaugurato nel 1843 e rimase in attività fino al 1975. L'utilizzo principale della struttura fu la costruzione e riparazione di locomotive e materiale ferroviario, ma non solo. A testimonianza di ciò è la statua colossale del re, alta oltre quattro metri e realizzata in ghisa proprio a Pietrarsa. Raffigura il sovrano nell'atto di indicare il suolo dove sorgerà la fabbrica. Quel gesto potrebbe essere interpretato oggi come un severo monito ai nostri amministratori: "Che ne avete fatto di questa terra!". Forse, pentito, dice pure: "Che ne facemmo di questa terra!". A prevenire obiezioni filoborboniche: d'accordo, non è che i Savoia fecero meglio, anzi proprio a Pietrarsa perpretarono la prima strage di Stato.

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Bassano "Crediamo fortemente (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Bassano"Crediamo fortemente in un'Italia federale". L'hanno ribadito più volte Giampaolo Lorenzato de "La Destra" e il portavoce provinciale Domenico Obrietan nell'accogliere Giancarlo Pagliarini, candidato alle prossime elezioni al senato oltre che ministro dell'economia nel primo governo Berlusconi. L'incontro con gli elettori, tenutosi giovedì pomeriggio in sala Tolio, dal titolo "Federalismo fiscale e autonomia regionale", era puntato sull'insostenibilità di tasse e burocrazia."Nella classifica mondiale della libertà economica, secondo la Heritage Foundation, l'Italia non è che sessantaquattresima - ha spiegato l'ex ministro Pagliarini - Ci avviciniamo sempre più a Cuba e alla Corea del Nord, dunque a un comunismo perfetto. Ecco perché non arriviamo alla fine del mese: è l'organizzazione della Repubblica Italiana che non va bene. Non si può dare la colpa né all'euro né alla Cina. Serve una costituzione federale per salvare il Paese".Poi, mostrando una mail indirizzatagli da Daniela Santanchè e Francesco Storace, ha proseguito: "Non avrei accettato la candidatura se non avessi firmato questa dichiarazione di intenti sulla necessità di una Costituzione federale che non implica affatto "nord contro sud". Ridurremo il peso dell'intermediazione statale: le regioni e gli enti locali non dovranno aspettare in ginocchio le elemosine dello Stato perché i soldi delle tasse saranno del territorio e dei cittadini. Come tutti i fornitori anche lo Stato non potrà agire in regime di monopolio quanto piuttosto fissare principi generali in materia di sanità e istruzione. Ogni regione potrà recepire queste regole come meglio crede. Non è caos quanto concorrenza tra chi amministra meglio. Stato e regione dovranno avere identica dignità. Sarà importantissima la tutela del lavoro. Non mi piace che lo Stato gestisca direttamente ogni aspetto: dovrà essere autorevole e responsabile nella sua funzione di controllo. Ci saranno due tasse: la prima per comprare i servizi statali, la seconda si chiamerà "tassa solidarietà", un piatto comune che, sulla base di calcoli sulla base del potere d'acquisto, verrà incassato dalle regioni bisognose. Tutti gli altri contributi saranno regionali. Anche la trasparenza dovrà essere uno dei principi cardine."Lara Lago.

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Da 49 anni il cuore del futuro (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CONFAGRICOLTURA Da 49 anni il cuore del futuro L'Anga è nata nel 1959 come settore giovanile di Confagricoltura. Si batte da sempre perché venga riconosciuto all'agricoltura un ruolo importante nell'economia del Paese, per tutelare e dare un futuro migliore ai giovani agricoltori. Oggi la sezione di Asti conta oltre 150 soci, il 70% già titolari di impresa. Sono inoltre aziende altamente specializzate proiettate al mercato (circa il 60%) per la vendita diretta dei prodotti, mentre il 40% fornisce prodotti per la trasformazione. "I giovani rappresentano il 10% della base associativa di Confagricoltura Asti - spiega il direttore Francesco Giaquinta - Un gruppo vivace e propositivo, in grado di discutere con vertici e "veterani" alla pari, affrontando problematiche e prospettive dei giovani. Dobbiamo collaborare tra enti, organizzazioni, istituzioni per riuscire ad alleggerire l'eccessiva burocrazia, le difficoltà nell'accedere a crediti e finanziamenti, le problematiche che accomunano i giovani in tutti i settori". Per i "vecchi" di Confagricoltura, sempre attenti a richieste e necessità di chi rappresenta il futuro del settore, poter contare su un'associazione propositiva è fondamentale. "L'importanza dei giovani è innegabile - conferma il presidente Confagricoltura Asti Massimo Forno (in passato alla guida dell'Anga) - L'Anga di Asti è un gruppo vivace, dove dibattito e dialettica sono di casa. La loro partecipazione risponde all'esigenza, innegabile, di un ammodernamento della struttura dell'azienda agricola". In Italia come nell'Astigiano, quando si parla di efficienza e vitalità delle aziende agricole ci si riferisce generalmente alle nuove imprese, perché sono le più moderne e attive. "Per questo è necessario compiere passi ulteriori per aiutare i giovani a iniziare e consolidare le loro aziende - aggiunge Giaquinta - per essere competitivi su un mercato sempre più allargato e sempre più difficile". Attualmente in Italia gli agricoltori tra 18 e 40 anni sono ancora una percentuale bassa (poco più del 10% ha meno di 40 anni), forse un segno di difficoltà a restare sul mercato. "E invece sono proprio loro ad avere bisogno di sostegno per essere davvero competitivi - spiega il direttore - Chi fa i primi passi in agricoltura ha bisogno di prospettive economiche e d'impresa. Solo in questo modo si potranno avere nuovi ingressi, garantire permanenza e ricambio generazionale nelle imprese agricole". E sono proprio i giovani che nonostante le difficoltà, sperimentano con fiducia nuove tecnologie: "Sono figure imprenditoriali impegnate ed attente - continua Giaquinta - Lavorano soprattutto nel terziario verde avanzato, per la fornitura di servizi come l'agriturismo, nella produzione di energie attraverso biocarburanti". Conclude: "Non dimentichiamo che l'Anga è la palestra dei futuri dirigenti. Gli ultimi presidenti di Confagricoltura Asti si sono formati nelle file dell'Anga".

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Affrontiamo la realtà con le risate (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il segreto "Affrontiamo la realtà con le risate" Non sono in cantiere ulteriori festeggiamenti per i 50 anni: nel 2008 lo Charaban proporrà ciò che sa fare meglio, il teatro della tradizione. Ma come è diventato uno degli appuntamento più attesi? "La chiave, forse, sta nella semplicità della comicità delle nostre pièces, che sono sentite come qualcosa di vicino da parte del nostro pubblico - dice Sergio Jovial, responsabile del gruppo -. Anche se attraverso le risate, raccontiamo i problemi di tutti i giorni di una comunità che si trova a fare i conti con gli ostacoli della burocrazia, della vita nelle piccole società".

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I giovani imprenditori e l'agricoltura che cambia (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

STAMANI L'ANGA IN ASSEMBLEA A VILLA BASINETTO I giovani imprenditori e l'agricoltura che cambia "Il futuro fertile: i giovani imprenditori e l'agricoltura di cambiamento" è il tema dell'assemblea-convegno dell'Anga (sezione giovani di Confagricoltura) in programma oggi dalle 9,30 al centro convegni Basinetto di Asti (località Valle San Pietro). Obiettivo dell'incontro, tracciare un confronto tra aziende agricole condotte da giovani imprenditori di diverse zone d'Italia e di diverso indirizzo colturale. Al tavolo dei relatori Marta Sempio (vice presidente Anga nazionale, titolare di un'azienda cerealicola nel pavese), Massimo Franco (presidente Erapra, titolare di un'azienda di produzione agrumi e frutta in Sicilia), Alessandro Boido (presidente Anga regionale, produttore viticolo di Alice Bel Colle), Laura dell'Aira (presidente Anga Siena, settore viticolo), Gerardo Diana (ex presidente Anga, settore cereali, agrumi e orticoltura in pieno campo), Massimo Forno (presidente Confagricoltura Asti, settore viticolo). "Per l'assemblea annuale l'Anga ha scelto un confronto tra giovani imprenditori italiani - commenta il presidente di Confagricoltura Asti Massimo Forno - Una scelta non casuale, che parte da un presupposto più che condivisibile, perché confrontare esperienze diverse è motivo di crescita, ma soprattutto serve a ricompattare l'agroalimentare nazionale, di fatto diviso in tanti piccoli staterelli costituiti dalle Regioni". Un confronto tra esperienze diverse che tocca anche la burocrazia "per scoprire astuzie e metodi per aggirare gli ostacoli e gli errori generati dalla burocrazia": "Da tempo Confagricoltura a tutti i livelli, dal settore giovani ai veterani - spiega Forno - ribadisce che se la parola d'ordine di oggi è competitività, resta il quesito su come ottenerla. E la strada giusta passa attraverso punti necessari. Prima di tutto una burocrazia più snella, regole certe e uguali per tutti, perché in agricoltura come per gli altri settori produttivi servono standard sociali e ambientali minimi, in comune anche con gli altri Paesi. Ma servono anche infrastrutture migliori, anche quelle immateriali come Internet, perché l'Italia è molto indietro rispetto ad altri Paesi e, nell'era della tecnologia, è tempo di accorciare le distanze. Infine, non meno importante, gli investimenti, necessari per il futuro di tutti e dei giovani in particolare". Inoltre la scelta di confrontare esperienze diverse "perché i giovani imprenditori hanno maturato sensibilità diversa a seconda delle zone che si riconducono ad esigenze comuni". Esperienze diverse che devono guardare ad un mercato sempre più competitivo: "In sintesi - conclude Forno - per assicurare maggiore competitività al sistema agricolo italiano crediamo doveroso puntare soprattutto sui giovani. Occorrono incentivi alle imprese, bisogna credere nelle nuove generazioni perché sono il futuro. Perché, dati alla mano, le imprese condotte da under 40 sono quelle che hanno una superficie media più alta e maggiore redditività. Sono i giovani i primi ad investire in innovazione e risorse umane. Adesso c'è bisogno di un piano strategico che dia le linee guida per i prossimi 50 anni". I giovani dell'Anga proseguiranno nella direzione che coniuga operatività e progettualità, modernità e futuro. Nella foto: l'assemblea dell'Anga dello scorso anno.

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Che fatica incassare lo stipendio pagato con un assegno circolare (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 12-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

SAVONAI PROBLEMI IN BANCA DI TRENTA LAVORATORI Che fatica incassare lo stipendio pagato con un assegno circolare Per questo mese la questione è risolta. Hanno dovuto puntare i piedi ma, alla fine, il sudato compenso è giunto nelle loro tasche. Sono i dipendenti (una trentina tra uomini e donne) della cooperativa "La Cascina" che si occupa delle pulizie all'ospedale San Paolo di Savona, e che ieri mattina hanno organizzato una piccola manifestazione davanti al Monte dei Paschi di Siena, in via S. Giovanni Bosco, per vedere riconosciuti i loro diritti. Il problema è questo: da tre mesi i lavoratori vengono pagati con assegni circolari del Monte dei Paschi. Prima venivano retribuiti con bonifico, ma dal giorno di paga (il 10) a quello di deposito sul conto passavano sempre quattro, cinque o sei giorni. Così hanno chiesto di mutare le modalità e "La Cascina" ha iniziato a pagarli con gli assegni. Qui è sorta la seconda questione. La banca si rifiuta di pagare gli assegni circolari, anche se è un titolo di credito e, quindi il denaro è già disponibile nella banca. È vero che "La cascina" corrisponde il denaro nella filiale di Roma e non di Savona, ma il possessore dell'assegno dovrebbe venire liquidato senza intoppi. Ieri è intervenuto personalmente il direttore del "Monte" savonese che ha parlato con i lavoratori e permesso "straordinariamente" i pagamenti. Ma, il prossimo mese, si rischia lo stesso inghippo. Probabilmente i dipendenti de "La Cascina" vedranno di accordarsi con la cooperativa per una nuova modalità di riscossione del compenso, ma resta il fatto che, ancora una volta, la burocrazia bancaria si è messa di trasverso e ha reso complicata una semplice operazione, un diritto, qual è il pagamento di un assegno circolare.

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