HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di
|
DOSSIER “BUROCRAZIA” |
|
top ARTICOLI DEL 12-3-2008
#TOP
<Ottimismo
al potere> ( da "EUROPA.it"
del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
alleggerire
la burocrazia pubblica. Ma non a vantaggio della burocrazia privata, come
dicono i neo-liberali. Bensì a vantaggio del cittadino. Noi vogliamo un
cittadino forte. È lui il soggetto che deve avere il potere reale. E cerchiamo
di fare questo, per esempio, con delle leggi come quella sui matrimoni gay,
oppure la legge di dipendenza,
Povera
Francia, senza francesità ( da "EUROPA.it"
del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
altronde non
c'è dibattito possibile e i nostri sistemi si riducono a burocrazie prive di
anima come quella europea, il cui compito si limita all'applicazione di una
legge che si pretende universale. Ma non è esattamente il contrario:
l'universalità è stata svuotata di senso poiché se ne è fatto un elemento di
orgoglio nazionale?
Gli
studenti: "Il sistema dei debiti era un invito a nozze per fannulloni
" ( da "Stampa, La"
del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Però c'è troppa
burocrazia e poco tempo per stare dietro ai corsi di recupero. Soprattutto, gli
insegnanti non si sentono abbastanza stimati dalla società". La situazione
più grave dal punto di vista dei debiti formativi è senz'altro quella degli
istituti professionali.
Costruttori
edili contro il nuovo piano regolatore
( da "Stampa,
La" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
tanta
burocrazia, spesso diversa da paese a paese, e la scure delle plusvalenze,
introdotte dal nuovo piano regolatore di Verbania col rischio che vengano
adottate a cascata in tutta la provincia". Se non è un grido d'allarme,
poco ci manca: Rino Porini, presidente provinciale dell'Ance (l'associazione
dei costruttori edili),
Palazzo
Oddo, apertura a ottobre ( da "Stampa, La"
del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
logorante
attesa delle risposte della burocrazia". Fra i programmi dell'Oddo c'è
anche l'apertura permanente della torre civica, con interessanti proposte di
laboratori per i ragazzi e di cene storiche. Il sindaco, dopo aver espresso un
plauso per i risultati ottenuti, ha ricordato: "Col San Carlo la cultura
ha iniziato ad entrare nella mentalità e nella sensibilità degli albenganesi.
Veltroni:
Chiesa ok sui salari ( da "Citta' di Salerno, La"
del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ormai da anni
ha un doppio volto: "Annuncia la secessione nei discorsi della domenica,
poi il lunedì fa gli accordi a Roma". Del resto, ribadisce, il
centrodestra ha governato per 6 anni e non è cambiato niente. "Nessuno
ricorda una stagione di liberalizzazioni, modernizzazioni, lotta alla
burocrazia".
Luisago
Il motivo: <Interferenze dei dipendenti degli uffici comunali>. Il
sindaco: <Nessuna rottura con la maggioranza> L'assessore Vadalà sbatte
la porta e lascia il consiglio ( da "Provincia di Como, La"
del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Negli ultimi
tempi la burocrazia e le interferenze dei funzionari e degli uffici hanno avuto
il sopravvento e dunque non sono più nelle condizioni di potere svolgere il mio
ruolo con quella libertà che dovrebbe essere dovuta agli amministratori eletti
dai cittadini e ai quali bisogna rispondere.
Traffico
come a Napoli ( da "Corriere delle Alpi"
del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
"L'esempio",
concludono gli ambientalisti, "è il teatro la Sena, vera attrazione di
piazza Maggiore ma ancora incompiuto. Un buco di soldi, una voragine aperta da
decenni tra scelte e ripensamenti di progettazione, lavori rifatti con l'aiuto
della sonnolenta e ottusa burocrazia tipica del sistema Italia".
L'ex
Polveriera ora è un albergo abusivo
( da "Gazzetta
di Reggio" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
bastato
accelerare i tempi della burocrazia per dare il via alla demolizione di
quell'area degradata e permettere ai proprietari di iniziare la costruzione di
un nuovo complesso residenziale che dovrebbe dare lustro alla zona. Ma quando
si parla invece di ex Polveriera i tempi sono diversi perché la curia non ha
ancora deciso che fare di quell'area che ha un potenziale enorme.
S.
Maria della Ripa vuole tornare a vivere
( da "Resto
del Carlino, Il (Forlì)" del
12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
attività
della burocrazia delle Forze Armate. --- Così giace silenzioso e abbandonato il
grande complesso di Santa Maria della Ripa ovvero il monastero della Torre, già
sede del distretto militare. Per la sua grandezza e interesse dal punto di
vista storico, urbanistico e architettonico potrebbe essere per Forlì un nuovo
San Domenico,
Economia
ok nel 2007, nubi sul nuovo anno ( da "Gazzetta di Reggio"
del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
soprattutto
attraverso una semplificazione della burocrazia. La crescita del quarto
trimestre ha interessato la maggioranza dei comparti, con la meccanica a fare
da traino. Ma crescono di più le imprese più grandi: in quelle fino a 49
dipendenti la produzione è salita dello 0,7%, nelle azienda da
)
BOLLETTE Vittima della burocrazia: ecco quattro esempi<B
( da "Resto
del Carlino, Il (Faenza)" del
12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
BOLLETTE
Vittima della burocrazia: ecco quattro esempi OGNI VOLTA che mi arriva una
bolletta, noto che all'esterno viene scritto con caratteri ben visibili
'Attenti alle truffe. Quando però si va a leggere nei particolari le voci di queste
fatture viene subito da pensare di essere ingannati legalmente proprio nei
conteggi,
Piccole
imprese, è allarme rosso I dati di Confindustria Anna Maria Artoni: 'Servono
più investimenti e meno burocrazia: la Regione ci deve aiutare' L'export tira
ancora ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)"
del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
EMILIA
ROMAGNA Piccole imprese, è allarme rosso I dati di Confindustria Anna Maria
Artoni: 'Servono più investimenti e meno burocrazia: la Regione ci deve aiutare
L'export tira ancora - -->.
Cna
e Ance d'accordo: Quel decreto ci penalizza
( da "Nazione,
La (Grosseto)" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
eccessivo
aggravio di burocrazia ed un inasprimento delle pene, che porterebbe ad una
ulteriore penalizzazione delle imprese regolari. Se non modificato, il decreto
interromperebbe di fatto un percorso unitario con il Governo ed i sindacati,
avviato per superare l'immagine che bolla l'edilizia come il settore dove il
lavoro nero è svolto anche in condizioni di totale insicurezza.
Le
famiglie con gli anziani soffocate dalla burocrazia
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
LA LETTERA Le
famiglie con gli anziani soffocate dalla burocrazia SONO un familiare di
un'utente di 92 anni, invalida al 100%, relegata in un letto con diffuse piaghe
da decubito, assistita da un encomiabile servizio infermieristico che si prodiga
con umanità e professionalità. Tutto bene, allora?
VOLTERRASCUOLA
E LAVORO 0 Gli studenti-manager del Niccolini
( da "Nazione,
La (Pisa)" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
LA BUROCRAZIA
e la politica che non si sono rinnovate, sono sempre più lontane dalle esigenze
dei cittadini. Pure le infrastrutture, hanno avuto la loro tiratina di orecchi.
Devono rinnovarsi e, visto l'attuale ruolo del Cipolletta, sono state
annunciate tutta una serie di innovazioni da parte dell'azienda delle ferrovie.
Premi
ai provinciali per i voti ( da "Trentino"
del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
a spartirsi
la fetta più grossa della torta sarà la classe dirigenziale, mentre agli impiegati
che si occupano delle pratiche amministrative, rimarranno le briciole. Invece
di prevedere premi per i dipendenti sarebbe molto più utile prevedere meno
burocrazia e una efficace semplificazione amministrativa, ma tutto questo, si
sa, non porta voti".
Veltroni
nel Nordest: patto tra operai Basta lotta di classe, è caduto un muro. Più
salari, meno tasse e burocrazia ( da "Giorno, Il (Nazionale)"
del 12-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Veltroni nel
Nordest: patto tra operai "Basta lotta di classe, è caduto un muro. Più
salari, meno tasse e burocrazia". - -->.
Imprese,
i timori del 2008 Le piccole soffrono di più In Emilia segni di frenata, ma
l'export tira ancora ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)"
del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ci aspettiamo
dal governo regionale una intensificazione della già positiva azione su
investimenti in ricerca e innovazione, internazionalizzazione, infrastrutture
ed energia. E possiamo anche ? conclude Artoni ? ridurre il peso della
burocrazia sulle imprese, in particolare le piccole: meno regole, ma più
controlli e comunque regole uguali per tutti". Marco Montaguti - -->.
Discesa
annullata, "sfera" a Cuche
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ma la
burocrazia si annida anche nella neve che qui a Bormio è davvero un miracolo di
stagione, considerando le alte temperature di questi giorni. E allora provate
ad andarlo a ricordare al "Bode furioso" che nel 2004 fu lui a
ritrovarsi in tasca una coppetta di gigante così, senza combattere l'ultima
battaglia.
Caro
Veltroni, ecco le richieste Confartigianato
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
liberare le
imprese dai costi della burocrazia e dei mercati 'protetti, superare la
contrapposizione tra lavoro dipendente e lavoro indipendente: sono le sei
priorità per la crescita indicate da Giovan Maria Rizzi, vicepresidente
nazionale di Confartigianato e presidente della Confartigianato di Brescia, al
segretario nazionale del Pd Walter Veltroni durante l'
La
maddalena, 8 milioni per il porto turistico - guido piga
( da "Nuova
Sardegna, La" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma bloccati
dalla burocrazia (e dalle leggi, vedi la valutazione d'impatto ambientale). Il
G8 batterà le ultime resistenze, fornendo una corsia preferenziale per la loro
realizzazione. A mettere nero su bianco il via libera sarà Guido Bertolaso, il
commissario straordinario del G8, con una prossima ordinanza di protezione
civile.
Veltroni
con bagnasco: abbassare le tasse ( da "Piccolo di Trieste, Il"
del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ormai da anni
ha un doppio volto: "Annuncia la secessione nei discorsi della domenica,
poi il lunedì fa gli accordi a Roma". Del resto, ribadisce, il
centrodestra ha governato per 6 anni e non è cambiato niente. "Nessuno
ricorda una stagione di liberalizzazioni, modernizzazioni, lotta alla
burocrazia".
Brevi,
schede e richiami 1 ( da "Repubblica, La"
del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia,
lontana dai cittadini. Non è vero, perché esiste un Parlamento europeo eletto a
suffragio universale. E, tuttavia, vero che questo parlamento non controlla un
governo legittimato dal consenso popolare. La proposta di Ruffolo che i partiti
europei, o una coalizione di partiti, designi all'inizio della prossima
campagna elettorale europea del 2009 un proprio candidato
Artiglieria,
verso il tavolo tecnico - nino bandinu
( da "Nuova
Sardegna, La" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Anche perchè
le burocrazie locali e ministeriali pare che stiano lavorando alacremente e
proprio intorno a questo punto in modo da evitare ulteriori contenziosi con la
Pellegrini che già ha chiesto al Comune di Nuoro il pagamento di una penale di
oltre un milione di euro per il ritardo di più di un anno dei lavori dalla
dalla data dell'
Veltroni
è sulla strada giusta, convincerà i miei colleghi imprenditori
( da "Unita,
L'" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la burocrazia
che uccide, pensi che ho dovuto fare un'ipoteca. E poi non ci sono aiuti per le
piccole imprese che nascono, oggi l'80% dei contributi vengono dati a grosse
aziende che senza quei finanziamenti non stanno in piedi: e invece bisogna
scegliere, sostenere chi ha la possibilità, a un certo punto,
Cura
estetica alla piazza di sant'andrea
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
saranno i
tempi della politica e della burocrazia a far scivolare all'autunno il progetto
chiavi in mano). "Sarà un progetto su misura sia sul luogo sia sulle
persone che lo usano. Certo, il vero problema di quella piazza è il traffico,
ma anche architettonico perché lo spazio è ridotto per fare qualcosa che non
sia solo una strada", dichiara a caldo l'architetto Luigi Di Dato.
Brevi,
schede e richiami 1 ( da "Repubblica, La"
del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Le enormi
risorse sperperate in burocrazie pletoriche ed inutili e in addetti a servizi
mai prestati tarpano le ali agli interventi necessari per lo sviluppo. Gli
spazi concessi alle speculazioni mafiose creano una cappa oppressiva nemica
degli investimenti produttivi e del sogno di riscatto della gioventù.
"le
mie condizioni a berlusconi a roma solo per un ministero pesante" - andrea
montanari ( da "Repubblica, La"
del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la modernizzazione,
l'alleggerimento del peso fiscale e della burocrazia, la sussidiarietà. Mettere
il cittadino al centro. Tutto seguendo il metodo del confronto e del
coinvolgimento di tutte le parti. Questo è il metodo Lombardia. Questo è il
segreto per governare l'Italia". Quale ministero vorrebbe occupare?
Rizzi:
la politica ascolti le imprese artigiane
( da "Giornale
di Brescia" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
costi della
burocrazia e dei mercati "protetti", superare la contrapposizione tra
lavoro dipendente e lavoro indipendente. Questi i temi del confronto avvenuto a
Roma tra il vice presidente di Confartigianato nazionale e presidente di
Confartigianato Brescia GiovanMaria Rizzi e il segretario del Pd Walter
Veltroni durante l'incontro svoltosi a Roma nella sede della Confederazione.
All'Alto
Garda il turismo non basta ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)"
del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
esigenza di
sviluppo del settore produttivo spesso si scontra ancora con una burocrazia
lenta e macchinosa. Se la convivenza fra territorio e grandi aziende può dirsi
riuscita, persistono tuttavia alcuni problemi legati agli spazi, alla logistica
e alle vie di comunicazione ". "Nonostante gli sforzi – aggiunge
Dirignani –
Pesca,
indennità tra un mese ( da "Nuova Venezia, La"
del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ad esempio la
rete telematica è andata in tilt proprio negli ultimi giorni - ma sono dipesi
esclusivamente dal ministero". "Anche la burocrazia ci penalizza -
dice Antonio Gottardo, responsabile regionale di Lega Pesca - non bastassero le
difficoltà internazionali, ma continueremo a sollecitare per chiudere la
questione". (Diego Degan).
Le
categorie: meno burocrazia in regione
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
apparato
centrale a vantaggio dei servizi sul territorio" Le categorie: meno
burocrazia in Regione Valduga: un fondo per la crescita dimensionale.
Marchiori: rivediamo le aperture UDINE. Meno burocrazia, maggiore attenzione ai
piccoli negozi, regole chiare sui problemi ambientali e un fondo dedicato alla
crescita dimensionale delle aziende.
Lettere
al direttore ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Inps e
burocrazia Egregio direttore, privo di dimestichezza con la burocrazia
dell'Inps, ho ritenuto corretto, in occasione del decesso di mia madre,
avvenuto l'8 luglio u.s., comunicare tempestivamente l'evento e restituire la
pensione accreditatale in conto il 2 dello stesso mese (euro 584, di cui euro
450 per accompagnamento)
Il
geppino non vede l'abbonamento ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Colpa della
burocrazia e delle regole che penalizzano i cittadini. Come ci dimostra una
lettrice, ragionando sulla sua disavventura. "Sono una residente abbonata
al Trevisosta. Con mia grande sorpresa lunedì ho trovato una multa sulla mia
auto che recita "Sosta in zona a pagamento senza esporre il prescritto
dispositivo" - ci scrive una lettrice via sms -
"la
banda" (premiato a cannes) al visionario
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
della rigida
burocrazia o per qualche altra strana ragione, nessuno dell'organizzazione va
ad accoglierli all'aeroporto e nessuno pare avere l'incarico di trasportare i
singoli membri del complesso a destinazione. Sarà così che i musicisti
incominceranno ad incamminarsi per conto loro nel tentativo di raggiungere il
luogo della manifestazione,
Code
e proteste per i questionari del fisco - luca cinotti
( da "Tirreno,
Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
della
burocrazia. Infine, bisogna restituire il tutto spedendolo per posta (ancora
una volta spendendo) alla società di servizi oppure consegnandola a mano. Una
possibilità diventata assai difficile per gli utenti viareggini di Gaia, che si
sono visti chiudere la centralissima sede di via XX settembre, spostata
nell'assai più lontana zona delle Bocchette.
Artoni:
"l'emilia frena, ma non si ferma"
( da "Repubblica,
La" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
sostengono
Unioncamere e Confindustria da una burocrazia fatta di leggi e leggine, che
pesano sui costi di gestione, stornando risorse per gli investimenti. E
soffrono pure le aziende del tessile e della moda (meno 1,5 di fatturato, meno
0,6 di produzione), dove ormai a Carpi e dintorni si fa solo design.
Bosco
anti-smog, il comune si pente ma aspetta il tar
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la burocrazia
rallenta e rende complesso ogni intervento: sicuramente bisognerebbe sveltire
le procedure, ma questo non significa riferire tutto a un'autorità
straordinaria che risolva ogni cosa in modo veloce ma discrezionale. E a chi ha
gestito la questione bosco, il referente del "Cigno verde" manda a
dire che bisogna pensare meno a tagliare nastri e più a fare con regolarità,
Ogni
anno oltre 500 mila turisti ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ha dovuto
fare i conti con una burocrazia asfissiante. Basti pensare che buona parte del
territorio è vincolata. Dopo Roma, Milano e Capua, nell'epoca dei suoi fasti la
località friulana era la quarta città d'Italia. Le raccolte dei musei
rappresentano molto più di quanto si possa desumere dai resti che si vedono in
superficie, pari solo al 5% del patrimonio che potrebbe emergere.
Ministro
dell'Ambiente a Pechino ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
cura
dimagrante la gigantesca e tentacolare burocrazia; affidare a una regia unica
le scelte sui grandi temi su cui si gioca lo sviluppo e la stabilità sociale
del Paese. La nona rivoluzione amministrativa nella storia della Cina comunista
contiene diverse novità. La più gradita (non solo alle orecchie dei cinesi, ma
anche del resto del mondo) è la costituzione di un ministero dell'
Congiuntura,
rallenta la crescita ( da "Corriere di Bologna"
del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Complessità e
incertezza del quadro internazionale - ha detto la presidente di Confindustria
Anna Maria Artoni - unite al costo dell'energia e alla debolezza del dollaro
condizionano le previsioni formulate dagli imprenditori per questo 2008. Sono
necessari interventi per abbattere i costi della burocrazia che gravano
particolarmente sulle piccole aziende". d.d.
Mini
crescita per l'Emilia-Romagna ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Da
alleggerire anche il peso della burocrazia "semplificando le regole".
Il caro energia insieme al cambio sfavorevole euro/dollaro e alla concorrenza
asiatica sta producendo, secondo Unioncamere, un mix micidiale. In diverse
aziende si nota una crescita del fatturato inferiore alla produzione, perchè
per rimanere sul mercato i margini vengono ridotti "ai minimi
termini"
LA
CIVILTA' RITROVATA ( da "Corriere del Veneto"
del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
alle promesse
di un fisco più umano, di una burocrazia meno borbonica, di aiuti più
consistenti alle famiglie, del riscatto di migliaia di giovani in balia della
precarietà. Certo, anche alle parole scritte sui fogli che Silvio Berlusconi, a
Milano, aveva incautamente stracciato davanti ai suoi fedeli.
Gli
immigrati entrano in studio ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
alle prese
con il permesso di soggiorno e la burocrazia italiana. "C'è il problema
della lingua, spesso aggravato dal fatto che non hanno un alta scolarizzazione
", racconta Simonetta Furlan, avvocato a Firenze. "Spesso capiscono
quello che vogliono capire ma è umano, nelle difficoltà in cui si trovano il
desiderio gioca un ruolo fondamentale.
Si
marcia anche se si vota ( da "Corriere del Veneto"
del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
quella contro
la burocrazia. Tirano un sospiro di sollievo gli atleti del "Gruppo
Podisti Maserà": da mesi stavano preparando la 35ma edizione della
"Pian Pianeo", ormai una "classica" del podismo amatoriale.
Un'edizione particolare, con oltre 2.500 partecipanti previsti, che però
rischiava di saltare.
L'occupazione,
le infrastrutture, l'innovazione tecnologica e la riforma del Testo unico delle
Auton ( da "Messaggero, Il (Marche)"
del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Al prossimo
Governo è stato chiesto lo snellimento della burocrazia e un rapporto diretto
tra Stato e Comuni, evidenziando la scarsa utilità delle Province. Hanno
relazionato gli on. Linda Lanzillotta e Pietro Colonnella, il vicepresidente
della Regione Luciano Agostini, il sindaco Giovanni Gaspari.
NARNI
La ex Spea si allontana, nonostante l'impegno, nonostante il desiderio del
Comun ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
E si
allontana per colpa della burocrazia che mai in Italia, soprattutto, lascia
andare un bene dello stato. Il sindaco Stefano Bigaroni ha sostenuto in
Consiglio Comunale che sotto certi aspetti la pratica si è snellita in quanto
tutti i documenti hanno abbandonato il Ministero della Difesa per arrivare
all'Agenzia del Demanio.
Per
l'economia romana Gianni Alemanno ha un'idea, con un chiaro sfondo politico:
Abb ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)"
del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Bisogna
smantellare la holding Comune di Roma e liberare le piccole e medie imprese dal
rapporto negativo che hanno con la burocrazia - spiega l'ex ministro - Inoltre,
bisogna intervenire sulla gestione degli appalti in particolare sull'abuso dei
grandi gruppi sui mega appalti a scapito delle piccole e medie imprese".
Sono due le strade percorribili, secondo Alemanno.
IL
VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE CALABRIA CERSOSIMO RICEVE IL CONSOLE RUSSO
KOLOMBET ( da "marketpress.info"
del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
con lo
specifico intento di facilitare il superamento di questioni legate alla
burocrazia. Ma il Console Kolombet si è impegnato, soprattutto, a trovare una
compagnia di volo russa disposta a creare collegamenti diretti con la Calabria,
così come avviene già in Sicilia dove, attraverso i due aeroporti di Catania e
Palermo, esistono già due voli settimanali economici.
Gli
imprenditori: Serve una svolta per il rilancio
( da "Sole
24 Ore, Il (Sud)" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
invadenza
della burocrazia e degli apparati. Ecco perché è necessario riformare la
Regione snellendola liberando le risorse per metterle a disposizione delle
attività economiche private che vogliono intraprendere e svilupparsi". Un
pensiero in linea con quanto già dichiarato dal presidente di Confindustria
Sicilia Ivan Lo Bello proprio al Sole 24Ore:
Veltroni
con la chiesa: intervenire sui salari
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ormai da anni
ha un doppio volto: "Annuncia la secessione nei discorsi della domenica,
poi il lunedì fa gli accordi a Roma". Del resto, ribadisce, il
centro-destra ha governato per 6 anni e non è cambiato niente. "Nessuno
ricorda una stagione di liberalizzazioni, modernizzazioni, lotta alla
burocrazia". Andrea Palombi.
Divorzi
inglesi boom nel capoluogo:bastano solo sei mesi
( da "Secolo
XIX, Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
agevole il
quotidiano degli imperiesi sottraendoli alle unghie della burocrazia in un
momento amaro della vita come quello delle separazioni coniugali E di imperiesi
che ora decidono di avviare cause di divorzio sprint ce ne sono davvero molti
come conferma l'avvocato Tito Schivo: "Ci sono già molti casi in cui ho
ricevuto richieste di pareri in ordine alla validità del procedimento.
Veltroni:
bene la Chiesa su salari e famiglie
( da "Libertà"
del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
"Nessuno
ricorda una stagione di liberalizzazioni, modernizzazioni, lotta alla
burocrazia. Non c'è stato in quel quinquennio un periodo come in Inghilterra
con la Thatcher o in Spagna con Aznar, ma 5 anni in cui si è pensato più agli
interessi particolari che a quelli generali". Andrea Palombi © LIBERTA.
Ora
possiamo conquistare i voti del centro-destra
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia,
infrastrutture e giustizia che parlano direttamente a quell'elettorato che in
passato è stato convinto dal centro-destra, rimediando però delle sonore
delusioni. E la risposta c'è e si è vista nel pubblico dell'altra sera: tanti
giovani, ma anche molta gente comune, non "inquadrata" nei partiti,
Aumenti
record per concimi e mangimi ( da "Libertà"
del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Oneri pesanti
che si traducono in forte ostacolo alla crescita economica delle imprese, con
incidenza negativa notevole sull'occupazione e la competitività. Non a caso, la
Cia proprio per combattere il "mostro" della burocrazia ha promosso
una Petizione popolare raccogliendo migliaia di firme in tutta Italia. ©
LIBERTA.
Gli
industriali: La politica ci ha dimenticati
( da "Denaro,
Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
tra cui
quello della burocrazia, danneggerà ancora di più le imprese". Rummo è
preoccupato dalla crescita dell'emigrazione: "Se l'Italia sta andando in
declino, il Sud sta morendo. I giovani cervelli preferiscono puntare verso il
Nord del Paese per essere tenuti in considerazione, anche come
imprenditori".
L'immondizia
di Napoli, una questione morale ( da "Denaro, Il"
del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Le licenze
per nuove discariche sono bloccate dalla burocrazia. Davvero qui c'è una
questione morale. La vita umana è a rischio in una comunità con situazione
igienica precaria. Per la soluzione, basta guardare al sistema già in atto nel
mondo per portare beni e servizi a chi ne ha bisogno. Si tratta del sistema
d'impresa e di libera concorrenza.
Nel
dossier annuale restano i paesi considerati nemici: dalla corea del nord
all'iran dalla bielorussia a cuba
( da "Mattino,
Il (Benevento)" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
uno per le
Risorse Umane e la Sicurezza Sociale, uno per le Costruzioni e uno per i
Trasporti. Ciascuno sarà formato accorpando agenzie e uffici governativi già
esistenti, i cui poteri verranno fortemente ridotti. Per questo si ritiene che
il progetto è destinato ad incontrare una forte resistenza da parte della
burocrazia.
Ripristinata
la circolazione ma restano i dubbi sulla sicurezza interrogazione di insigne
( da "Mattino,
Il (Circondario Sud2)" del
12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
"Alla
prima seduta di consiglio - spiega - presenterò un'interrogazione all'assessore
all'Ambiente affinché questo genere di problemi non rimangano sulla carta e la burocrazia
non areni ancora una volta i lavori di risanamento del costone roccioso".
GIANLUCA
AGATA OTTANTADUE ANNI E NON SENTIRLI. MA IL SEGRETO DELLO STAR BENE QUESTA
VOLTA NON ARR ( da "Mattino, Il (Circondario Nord)"
del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Fare atletica
viaggiando, fantastico". Tra gli impegni immediati, però, anche una
battaglia contro la burocrazia. "Vorrei farmi arrivare la pensione in
Croazia. Per ora non è possibile. Ma io sono tenace ed ho incaricato un
avvocato". È l'ennesima sfida da vincere.
Lega
contro l'azienda unica ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
"Siamo
d'accordo sul taglio ai costi della burocrazia - ha detto Federico Razzini -
ma, allora si faccia un'unica azienda per tutto il Friuli Venezia Giulia. Visto
che non si è scelta questa strada, allora se ne facciano quattro, una per
provincia e non tre, con l'eliminazione di quella di Gorizia".
Approvato
il bilancio, servizi al primo posto
( da "Corriere
Adriatico" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
auguriamo che
ci sia uno snellimento della burocrazia a favore di concretezza e velocità
verso quanto i cittadini ci chiedono. Ci auguriamo anche di sfatare la voce per
la quale saremmo noi comunità montane il grande costo della politica. Ma i
cittadini sanno e toccano con mano quello che il nostro ente riesce a
realizzare e a concretizzare, seppur con le scrse risorse a disposizione.
<Caro
Veltroni, ecco le richieste Confartigianato>
( da "Brescia
Oggi" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
liberare le
imprese dai costi della burocrazia e dei mercati 'protetti, superare la
contrapposizione tra lavoro dipendente e lavoro indipendente: sono le sei
priorità per la crescita indicate da Giovan Maria Rizzi, vicepresidente
nazionale di Confartigianato e presidente della Confartigianato di Brescia, al
segretario nazionale del Pd Walter Veltroni durante l'
Parcometri
su un'area per residenti ( da "Corriere Adriatico"
del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
tribunale e
burocrazia Parcometri su un'area per residenti ASCOLI Parcheggi, la città
sembra piombata nel caos. Da una parte, la sentenza del Tar, che ha liberato
tutti i posti a pagamento istituiti dopo il 2002; dall'altra, il ricorso al
Consiglio di Stato, intentato dall'Arengo per cercare di opporsi allo stesso
provvedimento già deliberato dal Tribunale amministrativo regionale.
"Sono
le imprese la parte sana dell'Italia"
( da "Corriere
Adriatico" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
" Lotta
alla burocrazia ed eliminazione degli sprechi, Montezemolo attacca la politiche
delle non scelte "Sono le imprese la parte sana dell'Italia" MACERATA
- Una toccata e fuga per ribadire la necessità di riforme istituzionali e la
centralità della modernizzazione economica nell'agenda della campagna
elettorale.
ROMA:
ALEMANNO, LIBERALIZZAZIONI E INFRASTRUTTURE PER ROMA CAPITALE MEDITERRANEO
( da "ADN
Kronos" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
snellimento
della burocrazia, marketing territoriale con l'obiettivo strategico di
rilanciare Roma, capitale del Mediterraneo. E quanto ha dichiarato il candidato
sindaco di Roma del Pdl Gianni Alemanno, dopo aver incontrato il presidente
dell'Unione industriali romani, Luigi Abete con il candidato alla presidenza
della Provincia di Roma,
''L'Italia
è un buon posto per vivere?'' La severa analisi degli imprenditori stranieri
( da "Redattore
sociale" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il peso della
burocrazia e i problemi del credito MILANO - L'Italia è un buon posto per
vivere? Sì, ma si potrebbe stare meglio. Lo sostiene Josè Galvez, direttore
responsabile del sito "Impresa Etnica" (www.impresaetnica.it), la
"voce" dei duecentotrentamila immigrati che in Italia sono diventati
imprenditori.
Uno
dei messaggi più forti che ( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
drasticamente
la burocrazia statale.Questo messaggio raccoglie molte delle giuste lamentele
che da più parti sono pervenute al riguardo e non ultime quelle delle
Associazioni imprenditoriali locali.In particolare, in quest'ultimo periodo,
tali lamentele si sono focalizzate sull'attuazione del decreto sulla sicurezza
e sull'introduzione del modulo necessario per dare le dimissioni da un'
Gallerini
punta su diciotto taxi personalizzati
( da "Gazzettino,
Il (Udine)" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia e
pulizia della città, come sono ora e come i candidati vorrebbero fossero), le
fiancate e i lunotti posteriori di 18 taxi su cui apparirà il logo della lista
e, per chi vorrà, anche il nome. Da sabato, inoltre, l'ufficio in Galleria
Antivari verrà messo a disposizione di chi vuole farsi promozione mentre a
breve sarà attivo sul web anche un sito internet,
VOUCHER
VENDEMMIA: COLDIRETTI, PROVVEDIMENTO CHE ATTENDEVAMO
( da "Agi"
del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ridurre la
burocrazia per le imprese agricole e dare una possibilita di integrazione del
reddito a studenti e pensionati di fronte al caro vita. La Coldiretti commenta
positivamente l'annuncio del via libera alla sperimentazione dei buoni lavoro,
reso noto dal Ministro del Lavoro Cesare Damiano, che verranno introdotti per
la prima volta in Italia con la prossima raccolta dell'
Commissione
d'inchiesta: "Il servizio sanitario soffre di troppa burocrazia"
( da "Dire"
del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
VINI/
COLDIRETTI: CON VOUCHER PIU' TRASPARENZA CONTRO LAVORO NERO
( da "Virgilio
Notizie" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
I voucher
vendemmia saranno utili a "combattere il lavoro nero, ridurre la
burocrazia per le imprese agricole e dare una possibilità di integrazione del
reddito a studenti e pensionati di fronte al caro vita". E il commento di
Coldiretti dopo il via libera alla sperimentazione dei buoni lavoro annunciati
dal ministro del Lavoro, Cesare Damiano.
SANITA'
ITALIANA "MALATA" DI BUROCRAZIA, TROPPO DIVARIO TRA NORD E SUD
( da "Agi"
del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
RELAZIONE
FINALE DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA SANITA ITALIANA
"MALATA" DI BUROCRAZIA, TROPPO DIVARIO TRA NORD E SUD Troppa
burocrazia, liste di attesa eccessive, e un divario nord-sud che resta forte e
presenta "situazioni di allarmante degrado" in vaste aree del
meridione, riproponendo la necessita di un rinnovato intervento statale
centralizzato.
PD:
TEAM VELTRONI, META' DONNE, NORDEST E VERONESI PRONTO AL SI'
( da "Agi"
del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
meno
burocrazia, uno Stato piu semplice, veloce e che decide. Aumento dei salari,
sostegno alle imprese, lotta alla precarieta. Ed oggi, a Verona, Veltroni si e
giocato un'altra carta: la sicurezza. Il candidato premier del Pd sceglie
proprio Verona, la citta espugnata al centrosinistra dallo 'sceriffo leghista
Flavio Tosi -
Leucemia
fulminante e malasanità, un cocktail micidiale per la piccola Maria Teresa. La
protesta ( da "Quotidiano.it, Il"
del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
delle
istituzioni e della burocrazia. Sì perché occorre anche un'autorizzazione per
protestare il proprio dolore! "Attenti papà e mamme! Potrebbero esserci
altri angioletti da spedire in cielo?". Con un cartello inequivocabile al
petto, protesta dinanzi l'ospedale civile "Mazzini" di Teramo, nonno
Piergiorgio.
( da "EUROPA.it" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
LA VITTORIA DI
ZAPATERO Parla José Andrés Torres Mora, del comitato esecutivo del Psoe
"Ottimismo al potere" EMANUELE VALENTI Madrid "Sta per partire
una nuova tappa del progetto socialista. Ma nulla di nuovo. Il nostro lavoro,
le nostre idee, le nostre priorità sono sempre le stesse. Siamo partiti nel
2000, quando eravamo ancora all'opposizione. Ora gli spagnoli ci hanno chiesto
di andare avanti. E noi andremo avanti, continuando a cambiare, in meglio, la
Spagna". Dalle parole di José Andrés Torres Mora, membro del comitato
esecutivo del Psoe e amico personale di Zapatero, si capisce che l'ottimismo
mediatico che trasmette il premier spagnolo non è per nulla casuale. I
risultati delle elezioni di domenica scorsa sicuramente aiutano, ma la
sensazione è che tra i massimi dirigenti socialisti ci sia una tale carica
positiva da rendere quasi scontato il miglior risultato degli ultimi ventidue
anni in termini di voti. Carica positiva data proprio dal progetto di lavoro:
"Nulla di inventato ? ci racconta José Andrés Torres Mora, nel suo ufficio
a una decina di metri da quello del segretario del partito ? nessuna creazione
da laboratorio. Abbiamo semplicemente estratto dalla società le linee sulle quali
lavorare. Parte tutto dalla vita reale, di tutti i giorni. Noi l'abbiamo
semplicemente tradotta in piano politico". Negli ultimi quattro anni il
governo Zapatero è diventato un modello per diversi politici europei, almeno a
parole. José Andrés Torres Mora non se ne stupisce: "Abbiamo puntato sulla
cittadinanza. Il nostro progetto prevede di alleggerire lo stato, alleggerire la burocrazia pubblica. Ma non a vantaggio della burocrazia privata, come dicono i neo-liberali. Bensì a vantaggio del
cittadino. Noi vogliamo un cittadino forte. È lui il soggetto che deve avere il
potere reale. E cerchiamo di fare questo, per esempio, con delle leggi come
quella sui matrimoni gay, oppure la legge di dipendenza, per le persone
non autosufficienti ". Ma l'ottimismo del gruppo dirigente socialista
spagnolo si è a volte trasformato, almeno secondo alcuni analisti, in un punto
di debolezza. La pensa così Enric Juliana, vicedirettore del quotidiano La
Vanguardia: "Zapatero ha sempre avuto una grande carica positiva. Ha sempre
puntato molto sulla sua personalità, sulla sua capacità di sedurre la gente, di
produrre emozioni. Però a volte si lancia in imprese che vanno oltre le sue
possibilità. Ha fatto sicuramente delle cose buone. Ma ha fatto anche degli
errori. Errori di calcolo. Per esempio sulla questione territoriale e poi con
Eta. Si è lanciato nel negoziato senza l'appoggio dei popolari, che
rappresentano quasi il 40 per cento della società. Un'impresa praticamente
impossibile". E in queste ore, in Spagna, si discute molto proprio della
possibilità di un accordo di massima tra i due principali partiti, i socialisti
e i popolari, sulle questioni più delicate. Nella notte elettorale Zapatero ha
parlato di "questioni di stato". "Io credo che potrebbe essere
una delle novità di queste elezioni e dei prossimi quattro anni ? dice Juliana
? tra le altre cose sul nodo basco. L'Eta è molto debole, credo sia destinata a
scomparire. Ma fino a quando il Psoe e il Pp non si saranno messi d'accordo
sulle modalità non arriveremo alla fine". Il premier spagnolo ha ribadito,
ieri, di essere disposto a prendere in considerazione un qualche tipo di intesa
con l'opposizione. E tra i suoi l'argomento non è per niente un tabù. Torres
Mora lo conferma, puntualizzando però una cosa: "Siamo aperti al dialogo,
ma prima sarebbe bello stabilire, una volta per tutte, le regole del gioco. Per
esempio non si può mentire come ha fatto il Pp, per parecchio tempo, dopo gli
attentati dell'11 marzo del 2004, continuando a puntare il dito contro
l'Eta". La questione basca, che fino all'attentato di venerdì scorso a
Mondragòn non era mai stata al centro della campagna elettorale, è ora
nuovamente un argomento del dibattito politico. Su questo il nostro
interlocutore non può ovviamente andare oltre le parole del suo leader. E cioè
che non ci sarà più alcun tipo di contatto fino a quando l'Eta, ormai
"sconfitta dalla democrazia" non avrà lasciato definitivamente le
armi. Ma Torres Mora ci tiene a spiegare la posizione del Psoe su un tema
delicatissimo, il nazionalismo: "I problemi, a mio modo di vedere,
arrivano tutti da lì. I nazionalisti devono rinunciare all'indipendenza. Un
referendum per l'autodeterminazione non fa che dividere quello che sta unito,
seppur con tutte le sue particolarità. La maggior parte dei baschi e dei
catalani si sentono baschi e catalani ma anche spagnoli. È questo il bello di
questo paese. Anch'io sono allo stesso tempo andaluso e spagnolo". Ma il
nazionalismo non sta mai in piedi da solo. E uno dei più stretti consiglieri di
Zapatero lo sa bene: "Certo, c'è anche il nazionalismo spagnolo, che per
alimentarsi ha bisogno del conflitto. Nell'era Aznar, per fare un esempio, gli
indipendentisti catalani, Esquerra republicana, sono arrivati a otto seggi al
Congresso di Madrid, adesso ne avranno solo tre". Il leader del Psoe,
ieri, ha messo in testa alla sua lista di priorità la difficile situazione
economica. Scelta obbligata, visti i brutti dati sulla disoccupazione. E in
qualche modo dalle parole di Torres Mora sembra che su questo i socialisti abbiano
capito l'errore: "Dobbiamo assolutamente diversificare il nostro sistema
economico, e non dipendere più solo dal settore delle costruzioni. Punteremo
sulla ricerca, lo sviluppo, le nuove tecnologie, l'energia pulita. Perché non
lo abbiamo fatto prima? Perché per spostare un paese come la Spagna, l'ottava
economia mondiale, ci vuole del tempo". Come si faranno tutte queste cose?
Nella sede del Psoe, nella Calle Ferraz di Madrid, risuona solo una parola:
ottimismo. Come quello di Zapatero. "Senza ottimismo ? ci saluta il suo
amico, Torres Mora ? non si crea nemmeno un posto di lavoro".
( da "EUROPA.it" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
INTERVISTA CON ALAIN
FINKIELKRAUT Tornare allo stato-nazione, nell'interesse della democrazia Povera
Francia, senza francesità In tempi di globalizzazione, l'intellettuale francese
sostiene che all'origine della crisi c'è l'abbandono delle proprie radici e
della propria storia SIMONE VERDE "Tornare allo stato-nazione". È
questa la ricetta di Alain Finkielkraut per aiutare le nostre democrazie a
uscire dall'apatia e dalla crisi culturale degli ultimi anni. Incontrato a Roma
per l'uscita del suo ultimo libro in traduzione italiana (Che cos'è la Francia,
Spirali) e a qualche giorno dalla sconfitta di Nicolas Sarkozy alle elezioni
amministrative, il piglio appassionato dell'intellettuale francese rivela tutta
la tensione di un paese diviso e sempre più incerto della propria identità.
"È vero ? ammette lo scrittore studioso di scienze sociali ? la Francia è
in crisi. Ha eletto un presidente qualche mese fa e ora lo demolisce. Sogna un
futuro diverso e ha paura di compiere scelte irreversibili. Ma si tratta di un
fenomeno europeo". All'origine di tutto, il trionfo del pragmatismo e
l'abbandono delle comunità storiche che abitano il nostro continente.
"Senza un vero e proprio dibattito tra i cittadini di ogni nazione ?
sostiene ? non ci può essere democrazia, ma soltanto una mediocre gestione
burocratica e verticista che, sprezzante della storia e dell'identità di
ognuno, ci riduce a esseri sociologici". Quali sono i segni della crisi?
Innanzitutto, lo svuotamento progressivo di tutte le istituzioni e la scomparsa
di ogni dibattito. Al confronto delle idee è stata sostituita un'ideologia del
politicamente corretto, priva di contenuti. Tutto ciò in un sistema di cultura
sovvenzionata dallo stato che ha fatto di artisti e intellettuali, burocrati culturalmente
collusi con l'establishment e con la politica. Quali sono le cause? La
convinzione illuminista che gli uomini debbano tagliare le proprie radici per
trasformarsi in esseri puramente razionali. Ecco il risultato: intelligenze
prive di passioni. Un culto pragmatico della razionalità e un disprezzo per le
identità storiche che produce ignoranza. In Francia, si è generalizzata una
concezione della politica basata non più sul confronto tra le culture
nazionali, ma sulla neutralità della legge. "Siamo la patria dei diritti
dell'uomo", si dice, diffondendo un'idea riduttiva della nostra identità.
Per riprendere il titolo del suo libro, che cos'è la Francia? È una patria
culturale fatta di visioni del mondo sedimentate in un orizzonte linguistico e
spirituale proprio a tutti francesi. Se il mio è il paese dei diritti
dell'uomo, ciò non lo si deve al sangue sacrificato dalla rivoluzione o a
qualche testa mozzata, ma a grandi capolavori come Jacques le fataliste di
Diderot o il teatro di Marivaux. Oggi questo legame con la lingua, che è legame
con la cultura, si è perso. E così, da terra di Chateaubriand, siamo diventati
"patria dei diritti dell'uomo". Eppure, in questa frase non si
nasconde soltanto l'esaltazione acritica della legge, ma anche l'attaccamento
alla lingua dell'illuminismo. Sì, a una lingua strumento perfetto della
ragione. Non credo a questo tipo di utopie razionaliste, peraltro all'origine
dei grandi drammi del XX secolo. Non può esistere un sistema politico o
linguistico privo di radici storiche e basato soltanto sull'esercizio a priori
della ragione. La Francia ha riscoperto negli ultimi mesi la propria identità
nazionale. È stata una bella sorpresa scoprirsi esseri storici e non soltanto
sociologici. Si è parlato di un ritorno alla monarchia, dicendo molte
stupidaggini: Sarkozy non ha voluto reintrodurre il culto della personalità ma
si è rifiutato di distinguere tra Francia rivoluzionaria, cristiana e
monarchica. La Francia è una sola. È l'intuizione che ha fatto grande Charles
De Gaulle. La sua posizione sembra figlia della scuola di Francoforte: la
democrazia si nutre dell'attaccamento della comunità alla propria storia? Più
che a Horkheimer e Adorno e alla loro critica del razionalismo illuminista, il
mio riferimento è a Hannah Arendt. Personalmente ne deduco che la nazione è lo
zoccolo su cui poggia qualsiasi sistema democratico: nello stesso modo in cui
una lingua è cultura poiché raccoglie tutte le esperienze di un popolo, una
democrazia completa rinvia alla nazione, poiché poggia sul sentimento di
appartenenza di tutta una comunità culturale. Senza di essa, d'altronde non c'è dibattito possibile e i nostri sistemi si
riducono a burocrazie prive di anima come quella europea, il cui compito si
limita all'applicazione di una legge che si pretende universale. Ma non è
esattamente il contrario: l'universalità è stata svuotata di senso poiché se ne
è fatto un elemento di orgoglio nazionale? Non sono d'accordo,
l'universalismo non è un'acquisizione definitiva, ma una conquista che va
ripetuta attraverso il dialogo e il dibattito tra culture e cittadini. Solo
così principi astratti diventano valori praticati. Il dibattito, poi, non può
avvenire se non all'interno di un orizzonte culturale condiviso, cioè di una
lingua e di una comunità coesa. Allo stesso tempo, però, l'orizzonte nazionale
non basta più a governare i processi di un mondo globalizzato. E senza
un'Europa più federata si rischia di lasciare ogni potere alla burocrazia che lei contesta. È vero, ma esiste una via di
mezzo. L'Europa ha bisogno dei nostri paesi e i nostri paesi hanno bisogno
dell'Europa. Non c'è bisogno di sacrifici o di stravolgimenti. Basta trovare un
equilibrio, ritornare a coltivare le nostre culture e riscoprire il nostro
passato. Soltanto allora si potrà tornare davvero a discutere e a promuovere
democrazia.
( da "Stampa, La" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Inchiesta Maggior
severità Giovani e prof sono favorevoli Gli studenti: "Il sistema dei
debiti era un invito a nozze per fannulloni " MAURO PIANTA Ma quali
insegnanti troppo severi. I risultati negativi affiorati in tutta Italia dagli
scrutini di febbraio sono colpa nostra, spiegano gli studenti. Dobbiamo
impegnarci di più. E comunque, questo sistema dei "debiti" da
recuperare che poi in realtà non si recuperavano sul serio. In fondo, dunque,
ben venga il decreto Fioroni che obbliga a "sanare" le lacune entro
giugno o al massimo a fine agosto con la riedizione degli esami di
riparazione". Sventolare davanti al liceo classico statale Gioberti i dati
nazionali del ministero sui giudizi riferiti al primo quadrimestre (7 studenti
su 10 delle scuole superiori hanno in media 4 insufficienze a testa) significa
imbattersi in qualche sorpresa. Dicono Andrea Oliva, 15 anni, e Simone
Tagliento,14: "Le insufficienze? Sì, è vero. Sono colpa nostra. Però, a
volte, ci sono dei problemi familiari o personali". "Andare bene o
male dipende molto dal fatto se ti piace davvero il tipo di scuola scelto.
Credo che sia un aspetto decisivo, non nascondiamoci dietro alle difficoltà
familiari o con gli insegnanti", aggiunge Silvia Sorba, 18 anni. "Ho
ottimi insegnanti - osserva Alessia Regis, un'altra 18enne - e credo che
sarebbe giusto, nei confronti di chi si impegna, bocciare gli alunni che non
fanno niente. Valutando caso per caso, senza fare "stragi
indiscriminate"". "E' vero comunque - ragiona Alessia Sofo - che
negli ultimi anni sono passati quasi tutti, magari studiando solo nell'ultimo
mese". "Fioroni ha fatto bene - butta lì Alessandro Ardore, 16 anni,
allievo di un istituto tecnico - il sistema dei debiti usato fino a oggi era un
"invito a nozze" per i nullafacenti". Giudizi confortati dai
"colleghi" universitari delle facoltà umanistiche. Spiega Viviana
Pibiri, 25 anni, da Cagliari: "Mi sono diplomata senza mai recuperare
veramente il mio debito in matematica: trent'anni fa non sarebbe successo. Il
risultato è che promuovono tutti anche all'Università e così il titolo si
svaluta. Ormai bisogna per forza frequentare un master post laurea". Gli
fa eco un altro universitario, Francesco Pezzini, 22 anni: "Sì, alle
superiori non bocciano più. Tanti insegnanti non vogliono grane. Il problema
vero è che molti docenti, non tutti per fortuna, non hanno più una vera
passione educativa, fanno quel mestiere con piglio impiegatizio". Già, gli
insegnanti. Loro come giudicano questa Caporetto della scuola superiore?
"Innanzitutto - dice Helen Alterio, docente di italiano all'istituto
commerciale Majorana di Moncalieri - non è vero che non si boccia più. La
scrematura avviene soprattutto nei primi due anni delle superiori. Certo, senza
generalizzare, è innegabile che spesso i ragazzi di oggi appaiono più
superficiali, meno motivati, forse perché è la società ad essere più
superficiale". Rosalba Fano ha la sua teoria: "La scuola non
entusiasma gli studenti, non li incuriosisce. E senza entusiasmo non si impara.
Poi la scuola è fatica e i giovani non ci sono più abituati. La
"svolta" di Fioroni? Buona, in teoria. Però c'è
troppa burocrazia e poco
tempo per stare dietro ai corsi di recupero. Soprattutto, gli insegnanti non si
sentono abbastanza stimati dalla società". La situazione più grave dal
punto di vista dei debiti formativi è senz'altro quella degli istituti
professionali. "Non c'è dubbio - spiega Tullio Rapone, vent'anni di
insegnamento negli istituti tecnici industriali - perché nei professionali, in
genere, le famiglie non seguono i ragazzi. Sono quasi rassegnate, al contrario
di quanto avviene invece nei licei".
( da "Stampa, La" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
VERBANIA. INTERVENTO
DELL'ASSOCIAZIONE PROVINCIALE Costruttori edili contro il nuovo piano
regolatore "Il mercato è fermo perché alle famiglie mancano soldi. Ma
anche perché i privati che vendono puntano all'affare della vita, rivendendo in
euro quanto comprato a suo tempo in lire senza fare la giusta equivalenza. E
soprattutto perché il vero motore dell'edilizia, le imprese, hanno sempre più
le mani legate: poche possibilità per nuovi insediamenti, tanta
burocrazia, spesso diversa
da paese a paese, e la scure delle plusvalenze, introdotte dal nuovo piano
regolatore di Verbania col rischio che vengano adottate a cascata in tutta la
provincia". Se non è un grido d'allarme, poco ci manca: Rino Porini,
presidente provinciale dell'Ance (l'associazione dei costruttori edili),
punta il dito contro quelle che a suo dire sono le cause della crisi, forse
ancora latente, del mattone. "Il miglior prezzo - afferma - lo si ottiene
con la competizione tra domanda e offerta e nella nostra zona non ci pare di
riscontrare una significativa e qualificata offerta immobiliare, che rimane
quasi esclusivamente nelle mani dai privati che vendono il proprio immobile,
spesso di scarsissima qualità, che per incanto vorrebbero far lievitare come
una torta nel forno: così il mercato si trasforma in speculazione. A Verbania
mancano cantieri, che consentirebbero l'immissione sul mercato di nuove case,
certamente con la qualità edilizia che ne giustifica il prezzo richiesto, e che
alimenterebbero la concorrenza, unica garanzia per il consumatore".
Secondo Porini a Verbania non ci sono nuove costruzioni "per la
complessità applicativa e interpretativa delle norme del recente piano
regolatore e per la conseguente lentezza con la quale gli operatori immobiliari
riescono a ottenere tutte le autorizzazioni, per non parlare dell'aggravio dei
costi derivante non solo dai noti oneri d'urbanizzazione ma anche per la
cosiddetta "plusvalenza" sulle aree". L'ultimo capitolo riguarda
la "sburocratizzazione": "La modulistica sulle pratiche edilizie
deve essere semplificata e resa il più possibile omogenea, senza troppe
differenze da una località all'altra. Su questo argomento, per fortuna, abbiamo
il sostegno anche del prefetto". Ma a Verbania c'è spazio per altri
investimenti immobiliari? "Parecchio per il recupero, meno per le nuove
costruzioni - conclude Porini -, il problema è non far lievitare i costi.
Vorremmo poter vendere agli operai, non solo alla clientela medio-alta".
( da "Stampa, La" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
ALBENGA BILANCIO
POSITIVO DELLE MANIFESTAZIONI ALL'AUDITORIUM SAN CARLO Palazzo Oddo, apertura a
ottobre [FIRMA]ROMANO STRIZIOLI ALBENGA Dopo l'apertura dell'auditorium San
Carlo di Palazzo Oddo, avvenuta giusto un anno fa, la cultura albenganese ha
compiuto un balzo in avanti, anche se i futuri possibili traguardi sono ancora
lontani dall'essere raggiunti. Per dispiegare tutte le potenzialità nel settore
delle manifestazioni culturali, infatti, occorre che avvenga l'apertura del
grande contenitore di Palazzo Oddo, che ieri il sindaco Tabbò ha annunciato
come probabile solo per il prossimo ottobre, anche se i lavori per
l'allestimento della Mostra dei vetri (con l'esibizione, finalmente a casa
propria, del vaso antico più bello del mondo) sono già iniziati. Buon
consuntivo, quindi, da parte di Umberto Airaudi, direttore dell'Oddo
(costituito come una società a responsabilità limitata, finanziata interamente
dal Comune) che vanta in un anno più di un centinaio di aperture
dell'auditorium per convegni, conferenze, presentazione di libri, riunioni,
concerti (persino matrimoni). A parte un auspicato miglioramento
dell'amplificazione microfonica, gli albenganesi sono riusciti a superare una
atavica arretratezza culturale. L'elenco degli eventi ospitati nell'ex chiesa
(con 100 posti a sedere) è lungo e diversificato. Comprende infatti tre mostre,
visitate da oltre 2 mila persone, iniziative varie ove hanno fatto da mattatori
scrittori, musicisti, rievocazioni storiche, teatro, e persino il concorso di
poesia "Albingaunum" e le Giornate europee del Patrimonio (settembre
scorso). "Siamo orgogliosi di quello che abbiamo fatto al San Carlo e
della gestione dell'ufficio informazioni (Iat). Con poco più di 35 mila euro
abbiamo dato servizi prima mancanti", ha ricordato Airaudi, il quale ha
aggiunto: "Gli albenganesi iniziano a riconoscersi nel San Carlo. Abbiamo
lavorato in ristrettezza di mezzi. Spesso abbiamo faticato nella logorante attesa delle risposte della burocrazia". Fra i programmi dell'Oddo c'è anche l'apertura permanente
della torre civica, con interessanti proposte di laboratori per i ragazzi e di
cene storiche. Il sindaco, dopo aver espresso un plauso per i risultati
ottenuti, ha ricordato: "Col San Carlo la cultura ha iniziato ad entrare
nella mentalità e nella sensibilità degli albenganesi. Procediamo ora
serenamente in avanti per valorizzare le grandi ricchezze e attrattive della
nostra città". Il grande appuntamento, quindi, lanciato ieri mattina,
punta ad ottobre quando saranno superate le infinite vicissitudini per ottenere
l'agibilità del complesso Oddo e per lanciare la grande carta (anche turistica)
del piatto blu.
( da "Citta' di Salerno, La" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
E a Vicenza fa
stringere la mano all'industriale Calearo e al sindacalista Nerozzi Veltroni:
Chiesa ok sui salari Sì a Bagnasco, più soldi e meno tasse per le famiglie
ANDREA PALOMBI ROMA. Bene il cardinale Bagnasco: bisogna intervenire subito sui
salari e poi abbassare le tasse. Bisogna far ripartire in fretta l'Italia,
perché spira un vento di recessione e "se stiamo fermi andiamo a
picco". E dunque niente lotta di classe, come predica Bertinotti, ma
piuttosto un "patto fra produttori, fra imprenditori e operai",
perché sono sulla stessa barca. Walter Veltroni fa tappa nel Nord Est, fra
Vicenza e Padova, e sulla questione fiscale esprime sintonia con il presidente
dei vescovi italiani. "Ho ascoltato con grande interesse le parole di
Bagnasco. Ha ragione a dire che l'intervento a favore dei salari e delle
famiglie deve essere un tema di grande convergenza". Ricorda di aver
proposto nelle scorse settimane un intervento immediato, anche prima del voto,
"perché la situazione per le famigle è molto grave". Un emendamento
che però avrebbe avuto bisogno dell'unanimità delle forze politiche, mentre
Forza Italia si è opposta. "Sono davanti a noi mesi difficili a causa di
una congiuntura molto ostica", ha avvertito ieri. Per questo
"dobbiamo far ripartire la domanda interna in modo da sostenere la
crescita. E per farlo è necessario intervenire sulla riduzione della pressione
fiscale". Nello stesso tempo, aggiunge il segretario del Pd, sono
necessarie misure di "sostegno fiscale alle imprese" specie quelle
per incentivare la "stabilizzazione dei precari". A Vicenza Veltroni
chiama a stringersi la mano sul palco Massimo Calearo e Paolo Nerozzi,
imprenditore il primo, segretario confederale Cgil il secondo, tutti e due
candidati del Pd in queste elezioni. Un gesto per simboleggiare il patto fra
produttori di cui c'è bisogno, ma che, assicura, rappresenta anche
"l'identità di un partito nuovo che vuole unire il Paese". Non
esistono più le grandi imprese o i grandi imprenditori di un tempo, sostiene
infatti Veltroni: "E allora con chi si deve fare questa lotta di classe?
Con quei milioni di operai che hanno avuto la forza di rischiare e diventare
imprenditori?". Per il segretario del Pd bisogna chiudere con le
"ideologie di un tempo passato". Perché "non credo che gli
operai di una piccola impresa si sentano contro i padroni". A Vicenza
qualche decina di attivisti del movimento "No Dal Molin", schierato
contro l'allargamento della base americana, contesta però il segretario del Pd
fuori dall'auditorium e qualcuno cerca anche di salire sul pullmann. Veltroni
continua a mostrarsi ottimista sul prossimo voto. "Ora siamo a quattro
punti, quattro punti e mezzo di distanza, manca ancora un mese e cresciamo
quotidianamente. Nel Pdl erano convinti di vincere le elezioni andando a spasso,
ora sono terrorizzati perché tutti i sondaggi ci danno in recupero". A
Ferrara, proprio nel giorno delle polemiche su Ciarrapico, chiama accanto a sé
sul palco Shlomo Venezia, uno degli ebrei sopravvissuti alla deportazione nel
campo di Auschwitz. "Un uomo eccezionale", sottolinea, per cui chiede
l'applauso di tutta l'Italia. Ma nella roccaforte della Lega attacca anche il
Carroccio. La Lega, sostiene infatti, ormai da anni ha un
doppio volto: "Annuncia la secessione nei discorsi della domenica, poi il
lunedì fa gli accordi a Roma". Del resto, ribadisce, il centrodestra ha
governato per 6 anni e non è cambiato niente. "Nessuno ricorda una
stagione di liberalizzazioni, modernizzazioni, lotta alla burocrazia".
( da "Provincia di Como, La" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Luisago Il motivo:
"Interferenze dei dipendenti degli uffici comunali". Il sindaco:
"Nessuna rottura con la maggioranza" L'assessore Vadalà sbatte la
porta e lascia il consiglio Domenico Vadalà LUISAGO Se ne va sbattendo la porta
l'assessore alla pubblica istruzione e allo sport. Clamorose e inaspettate
dimissioni, già registrate al protocollo del municipio, e dunque effettive da
tutte le sue cariche, quelle di Domenico Vadalà. Cinquant'anni, docente della
formazione professionale e figura di spicco del governo cittadino è stato il
consigliere comunale più votato a Luisago con 53 preferenze. Capogruppo della
maggioranza "Insieme per i cittadini", all'indomani delle ultime
elezioni del 2004 venne nominato dal sindaco Adelio Frigerio assessore alla
pubblica istruzione e allo sport. "Lascio perché non sono nelle condizioni
di poter continuare a fare liberamente il mio lavoro di assessore - dichiara
Vadalà -. Negli ultimi tempi la burocrazia e le interferenze dei funzionari e degli uffici hanno avuto il
sopravvento e dunque non sono più nelle condizioni di potere svolgere il mio
ruolo con quella libertà che dovrebbe essere dovuta agli amministratori eletti
dai cittadini e ai quali bisogna rispondere. Oltretutto sono rammaricato
del fatto che né il sindaco Frigerio, né la giunta e nemmeno la maggioranza
consiliare che guidavano abbiano saputo dimostrarmi, come capogruppo,
solidarietà e sostegno pubblico alle mie battaglie che sono sempre giunte nelle
segrete stanze e mai alla luce del sole". Lo sfogo dell'ex assessore ed ex
consigliere comunale rispecchia anche le motivazioni scritte nero su bianco
nella lettera di dimissioni: "Mi preme innanzitutto scusarmi con quei
tanti cittadini che alle ultime elezioni avevano riposto in me la loro fiducia
- scrive Vadalà -. Non disconosco gli importanti risultati raggiunti da questa
amministrazione, ma la mia decisione è stata presa con ponderazione. Non
condividevo più un metodo di governo che non ispirava il programma del gruppo.
Da mesi ero a disagio - ha concluso Vadalà, lasciando con uno slogan che pare
aprire nuovi scenari politici -. Nessun cambiamento potrà essere duraturo se
non consolidato dalla collegialità, dal rispetto dei ruoli e delle persone, da
condivisione e partecipazione". Le prime reazioni del sindaco Adelio
Frigerio sono caute e tendono a sgombrare molti dubbi: "Il consigliere
Vadalà lascia non per visioni urbanistiche non condivise, ma per una sorta di
cattivo rapporto con i dipendenti comunali. Non ha litigato con nessuno dei
suoi colleghi di maggioranza e pur non condividendo il suo gesto con il resto
del gruppo abbiamo politicamente e serenamente accettato la sua decisone. Noi
guardiamo avanti e nelle prossime ore decideremo i successori". Il consiglio
comunale per la surroga e la comunicazione del nuovo assessore e del capogruppo
è stato convocato per domani sera alle 20.30. Primo dei non eletti in consiglio
Federico Carnini con 16 preferenze mentre per la carica di nuovo assessore è
annunciata la ?staffetta? tra Pompeo Enzo Invernizzi e Franco Lazzati. Dario
Lucca.
( da "Corriere delle Alpi" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Gli ambientalisti
contestano le scelte sulla mobilità e le grandi opere "Traffico come a
Napoli" Altre Menti: "Altro che modello austriaco" FELTRE. Più
Napoli che Graz. Il traffico a Feltre, tutto incentrato sugli spostamenti in
auto, senza mobilità alternativa e senza piste ciclabili, finisce ancora nel
mirino degli ambientalisti di Altre Menti. "Il diritto alla mobilità
evocato dalla Lega Nord che amministra la città è più simile alla libertà del
traffico napoletano che al modello di efficienza austriaco spesso
evocato", sostengono Mauro Vettor e Davide De Martini Bonan. "Ed è
singolare che un partito come la Lega applichi una politica
"mediterranea". La libertà e la sicurezza tanto sbandierate dal
Carroccio si traducono in un silenzio sull'inquinamento, sugli scempi edilizi,
sull'uso distorto del territorio". Lo spunto per la critica di Altre Menti
arriva dalla situazione del traffico. Ma anche dal cantiere per l'ascensore,
"un foto che appare come metafora di una politica economica senza senso,
il vuoto come valore, il cui costo sarà certamente pagato dalla comunità".
Erano contrari, gli ambientalisti, all'accesso meccanizzato al colle delle
Capre. E lo ricordano: "Nel percorso del viaggio in ascensore verso piazza
Maggiore, in quattordici secondi contro i quattro minuti e trenta secondi che
servono per farlo a piedi, c'è il paradossi di non sapere individuare neppure
l'utente finale", sostengono Mauro Vettor e Davide De Martini Bonan.
"Se quest'opera è costruita per lo sviluppo turistico, dobbiamo immaginare
un turista pigro che non ama camminare e che vuole soltanto arrivare in vetta
rapidamente, non passeggiare e visitare le meraviglie di una città unica nel
suo genere. Con l'ascensore arriva nel centro della cittadella che si
attraversa in dieci minuti a piedi, senza vedere e senza ammirare. E se ne va
in 14 secondi". E' l'occasione per contestare le scelte amministrative,
della passata e dell'attuale amministrazione, che ha speso tanto in grandi
opere e, per ora, realizzato poco. "L'esempio",
concludono gli ambientalisti, "è il teatro la Sena, vera attrazione di
piazza Maggiore ma ancora incompiuto. Un buco di soldi, una voragine aperta da
decenni tra scelte e ripensamenti di progettazione, lavori rifatti con l'aiuto
della sonnolenta e ottusa burocrazia tipica del sistema Italia".
( da "Gazzetta di Reggio" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
La curia non ha
deciso cosa fare di un'area occupata da sbandati REGGIO. L'ex Polveriera sta
morendo. Lentamente, senza troppo chiasso, come un grande vecchio che si
rannicchia su stesso e si spegne. Ma invece non c'è il rispetto che dovrebbe
essere riservato ad un'opera realizzata a metà Ottocento e che rappresenta uno
dei pochi ricordi di quella Reggio militare. L'ALBERGO. L'ex Polveriera ora è
un albergo abusivo. Perché qualcuno, sfondando uno degli ingressi che due
settimane fa erano stati cementati (c'è voluto circa un anno perché fossero
chiuse le porte laterali) ha deciso di allestire una sorta di camerata con
tanto di letti e coperte. L'edificio, la cui proprietà è della curia, continua
a peggiorare, tanto che una parte del tetto - quella centrale - è ormai
crollata. Ma per coloro che non hanno nulla e che cercano un riparo di fortuna,
basta poco e allora l'ex Polveriera è ormai diventata una sorta di alloggio
comune per chiunque. Anche per coloro che soffrono di tossicodipendenza, tanto
che diversi spazi nel parco che circonda l'edificio sono un tappeto di siringhe
e di quel che resta di una dose. La polizia organizza dei blitz, la Municipale
fa lo stesso e anche i militari della Forestale, la cui sede è a
( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del
12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di PAOLO POPONESSI
E' UNA PARTE sopravvissuta della Forlì del passato, quella degli antichi
conventi (ne resta ancora qualche rovina come quella presso la rotonda di Santa
Chiara), della quale i forlivesi hanno quasi dimenticato l'esistenza, le alte
mura di recinzione la proteggono ma in qualche modo anche la isolano, da quando
i militari non l'hanno più utilizzato a partire dagli ultimi anni del secolo
scorso si è spento anche quel minimo di vita legato all' attività
della burocrazia delle
Forze Armate. --- Così giace silenzioso e abbandonato il grande complesso di
Santa Maria della Ripa ovvero il monastero della Torre, già sede del distretto
militare. Per la sua grandezza e interesse dal punto di vista storico,
urbanistico e architettonico potrebbe essere per Forlì un nuovo San Domenico,
anche se ipotizzare risorse economiche per il suo recupero fa venire i brividi;
dell' ex monastero si è tornato a parlare di recente sia con i lavori del pool
di esperti incaricati dal Comune per un elaborare il piano di riqualificazione
del centro storico sia per i progetti di individuazione di nuovi contenitori
culturali da parte dell'amministrazione comunale. QUELLO CHE FU il convento
oggetto di particolari cure e donazioni da parte di grandi del passato di Forlì
come Pino III Ordelaffi, Gerolamo Riario e Caterina Sforza, signori della città
nella seconda metà del Quattrocento, ha avuto una storia tormentata; tutto
cominciò nel 1472 con l' arrivo di un gruppo di religiose in questa zona ove
sorgeva, ricordata dalla metà del Duecento, una torre (da qui il nome di
monastero della Torre). I lavori per la costruzione iniziarono nel 1479, nel
1494 venne completata la chiesa mentre il chiostro era già in avanzato stato di
costruzione (nel 1484 erano state innalzate le mura perimetrali in coincidenza
con l'istituzione della clausura e l'arrivo di un gruppo di suore da Ferrara);
il 7 maggio 1497 il vescovo monsignor Tomaso Dall' Aste consacrò il complesso
religioso che ebbe una posizione di grande importanza nel panorama cittadino
tanto da custodire l'atto di sottomissione formale di Forlì al Papa sotto il
pontificato di Giulio II. Nel monastero che conobbe nell'arco di trecento anni
ristrutturazioni ed ampliamenti (arrivò a ben cinquanta celle per le monache)
si insediarono le suore di clausura di Santa Chiara che qui vissero
tranquillamente fino all'arrivo delle truppe di Napoleone a fine Settecento;
tra le tante requisizioni che i francesi operarono in città e dintorni ci fu
anche Santa Maria della Ripa dove, scacciate le religiose nell' agosto del 1798
(dopo vario peregrinare le suore si stabilirono a San Biagio dove sono ancora
oggi), in seguito si installarono i militari fino ai giorni nostri. OGGI l'ex
monastero è un'immensa area abbandonata; appare lampante che il suo recupero
sarebbe uno straordinario e benefico volano di riqualificazione sia per un
quartiere bisognoso di interventi e significativo per l'identità cittadina sia
per l'intero centro storico la cui condizione di crisi è incontestabile. Per
questi motivi bisogna cominciare a discutere in maniera non episodica del
recupero di Santa Maria della Ripa e di una sua coerente destinazione;
restituire alla città e sottrarre a un inevitabile e progressivo degrado il suo
grande chiostro, la sua chiesa i suoi ampi spazi interni significa operare per
un complessivo rilancio della qualità cittadina ritrovando un pezzo di identità
e di storia forlivese. - -->.
( da "Gazzetta di Reggio" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Vola la meccanica,
crescono le grandi imprese, frenano moda e legno BOLOGNA. Il 2007 per
l'economia della regione si è chiuso con un bilancio positivo. Nell'ultimo
trimestre la produzione manufatturiera è aumentata tendenzialmente dell'1,7%,
in lieve aumento rispetto al trimestre precedente. Il
( da "Resto del Carlino, Il (Faenza)" del
12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
) BOLLETTE Vittima
della burocrazia: ecco quattro esempi OGNI VOLTA che
mi arriva una bolletta, noto che all'esterno viene scritto con caratteri ben
visibili 'Attenti alle truffe'. Quando però si va a leggere nei particolari le
voci di queste fatture viene subito da pensare di essere ingannati legalmente
proprio nei conteggi, con strani aumenti delle materie prime, varie accise,
addizionali regionali e comunali, e poi su tutto l'Iva, quindi una tassa sulle
tasse! Anzichè perseguire i veri evasori, che esistono, si continua a tassare
il cittadino onesto: basta avere un reddito superiore a 9 mila euri l'anno o
possedere un appartamento, frutto dei risparmi di una vita di lavoro e
sacrifici, per essere considerati 'ricchi', da tassare, cominciando dall'Ici
prima casa. Desidero illustrare quattro esempi di quanto mi accade. 1) A seguito
della rivalutazione catastale, nel
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del
12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
EMILIA ROMAGNA
Piccole imprese, è allarme rosso I dati di Confindustria Anna Maria Artoni:
'Servono più investimenti e meno burocrazia: la
Regione ci deve aiutare' L'export tira ancora - -->.
( da "Nazione, La (Grosseto)" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
SICUREZZA SUL LAVORO
LE REAZIONI DELLE CATEGORIE PRODUTTIVE Cna e Ance d'accordo: "Quel decreto
ci penalizza" PIOVONO CRITICHE sul recente schema di attuazione del
decreto legislativo in materia di tutela e sicurezza nei luoghi di lavoro. Si
dicono contrari, attraverso i propri presidenti, Andrea Brizzi e Gabriele
Fusini, sia l'Ance che la Cna di Grosseto. Secondo l'associazione delle imprese
edili della provincia il testo unico sulla sicurezza comporterà per i cittadini
ed i costruttori un eccessivo aggravio di burocrazia ed un inasprimento delle
pene, che porterebbe ad una ulteriore penalizzazione delle imprese regolari. Se
non modificato, il decreto interromperebbe di fatto un percorso unitario con il
Governo ed i sindacati, avviato per superare l'immagine che bolla l'edilizia
come il settore dove il lavoro nero è svolto anche in condizioni di totale
insicurezza. L'Ance Grosseto rivendica invece l'intenso impegno di
questi anni proprio nel contrastare questi comportamenti. "Ne sono la
prova alcune proposte ? afferma Andrea Brizzi ? come l'introduzione del
documento unico sulla regolarità contributiva, il tesserino di riconoscimento
per i presenti i cantiere, le comunicazioni delle nuove assunzioni da fare un
giorno prima, e i numerosi corsi di formazione organizzati a livello
locale". Ma, secondo l'Ance occorre comunque investire ancora molto sulla
prevenzione, per combattere in modo più incisivo la piaga degli infortuni,
attraverso una maggiore sensibilizzazione e ore annuali di formazione
obbligatoria. "E a proposito del decreto ? continua Brizzi ? sarebbe stato
opportuno che il legislatore, senza criminalizzare soprattutto l'imprenditore,
avesse introdotto più attenzione alla catena della sicurezza che interessa più
soggetti: persone fisiche, giuridiche o enti, inseriti nell'organizzazione
dell'impresa o correlabili ad essa nel processo di produzione". E la
delusione per un decreto sulla sicurezza, percepito dalle organizzazioni di
rappresentanza come un atto di carattere punitivo, arriva anche dalla Cna di
Grosseto, come sottolinea il presidente Andrea Fusini: "Non si può
condividere, pur accettando tutte le responsabilità che ci competono, il
tentativo di risolvere tutto con l'inasprimento delle sanzioni poste in capo ai
piccoli imprenditori". IL PRIMO OBIETTIVO, secondo il presidente della Cna
grossetana, dovrebbe essere quello di mantenere continua e forte la pressione a
tutela non solo del lavoro ma anche delle imprese sane, "anche perché ?
aggiunge ? in Toscana ogni anno sono circa 2 mila i cantieri aperti, di questi
ne vengono controllati dai dipartimenti di prevenzione della Asl appena il
15%". "Mai come in materia di sicurezza ? conclude ? tanto i
lavoratori quanto gli imprenditori puntano allo stesso obiettivo. La forza
lavoro e la professionalità degli addetti sono il vero capitale dell'impresa
artigiana e l'attenzione alla sicurezza dei lavoratori per il titolare di una
piccola azienda è anche e soprattutto attenzione a se stesso". - -->.
( da "Nazione, La (Firenze)" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
LA
LETTERA Le famiglie con gli anziani soffocate dalla burocrazia SONO un
familiare di un'utente di 92 anni, invalida al 100%, relegata in un letto con
diffuse piaghe da decubito, assistita da un encomiabile servizio
infermieristico che si prodiga con umanità e professionalità. Tutto bene,
allora? No,
purtroppo. Sembrerebbe ovvio che il servizio infermieristico preposto alle
medicazioni, nel nostro caso alle piaghe da decubito, fosse dotato anche del
materiale sanitario adatto per le cure. Invece, è l'utente che deve procurarsi
il materiale di medicazione, tramite il medico di base che compila la richiesta
valida per sei mesi, sulla scorta delle necessità richieste dall'infermiere
domiciliare. Con tale richiesta occorre andare dal medico del distretto che
autorizza riducendo per alcuni materiali il quantitativo richiesto che
evidentemente andrà comprato ugualmente nelle farmacie a prezzo di mercato. Ma
l'iter non è concluso, bisogna andare al servizio farmaceutico per la consegna
dei materiali che non sempre sono disponibili obbligando l'utente a ripassare.
Tutti questi passaggi naturalmente rimanendo in attesa del proprio turno.
All'umiliazione di dover subire senza sapere neanche con chi reclamare, si
aggiunge la beffa, di leggere sul giornale il trionfalismo dell'assessore Cioni
che magnificando questa fantomatica Società della Salute, declama l'ottima
qualità del servizio agli anziani (?). Ringrazi piuttosto le famiglie
encomiabili che li assistono con grande amore e con tante risorse economiche
che mettono a repentaglio i già disastrati bilanci economici. Si occupi, questo
assessore, di trovare le risorse per permettere il soddisfacimento di un
diritto quale è quello di godere della quota sanitaria per i ricoveri nelle
residenze sanitarie che a Firenze non vengono erogati se non dopo una attesa
che dura più di due anni, spesso quando l'anziano è già mort. Assessore,
risolva i problemi della gente, la preghiamo. Lettera firmata - -->.
( da "Nazione, La (Pisa)" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
VOLTERRASCUOLA E
LAVORO Gli studenti-manager del "Niccolini" ? VOLTERRA ? NONOSTANTE
il petrolio sia arrivato a quota 108 dollari al barile e la borsa scenda,
Innocenzo Cipolletta, presidente delle Ferrovie dello Stato ed ex direttore
generale di Confindustria, ha una visione positiva dell'economia italiana.
Cipolletta è intervenuto come ospite d'onore al convegno promosso dalla Cassa
di Risparmio di Volterra sul tema "Quali riforme per le imprese
innovative?", che si è svolto al Centro Studi Santa Maria Maddalena, (di
recente acquisizione della Fondazione Crv, ndr). Il presidente delle Ferrovie
ha illustrato a una platea attenta, soprattutto di imprenditori, la sua visione
dell'economia nazionale. "Innovazione ? dice Cipolletta ? è la parola
chiave. Le innovazioni nascono quando si investono risorse intellettuali e
finanziarie per guadagnare soldi. E nascono da un bisogno". Cipolletta ha
poi fatto un salto all'indietro nel tempo riportando alla memoria gli anni
Settanta, quando ci fu la prima vera crisi ed il prezzo del petrolio andò alle
stelle. "Le menti si ingegnarono a trovare nuove soluzioni ? continua
Cipolletta ? per il risparmio energetico". Quindi l'innovazione è la linea
da seguire, anche se le imprese italiane sono molto reticenti a "lasciare
la strada vecchia per la nuova" ma solo chi farà meno resistenza riuscirà
ad andare avanti. Sono stati toccati anche altri temi come l'esportazione del
prodotto italiano "che deve sempre distinguersi per la qualità e
particolarità". Anche l'euro forte è stato osservato da un punto di vista
particolare: "L'euro forte permette di dare un maggiore valore al prodotto
italiano". LA BUROCRAZIA e la politica che non si sono
rinnovate, sono sempre più lontane dalle esigenze dei cittadini. Pure le
infrastrutture, hanno avuto la loro tiratina di orecchi. Devono rinnovarsi e,
visto l'attuale ruolo del Cipolletta, sono state annunciate tutta una serie di
innovazioni da parte dell'azienda delle ferrovie. Ed infine: "E'
necessario un paese più stabile politicamente. Si possono cambiare le correnti
politiche ma si devono condividere gli scenari politici". Di rimando, i
tre imprenditori intervenuti come relatori al convegno, provenienti da Livorno,
Perignano e Pisa, hanno illustrato la loro esperienza delle aziende che
dirigono: carenza dei servizi e delle infrastrutture, troppe tasse e leggi
"assurde". Ma si deve sempre essere consapevoli di una cosa, come ha
detto il presidente della Cassa di Risparmio di Volterra Giovanni Manghetti:
"Qualunque paese produca innovazione, lavora per la pace". Gianna
Fabbrizi - -->.
( da "Trentino" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Bertolini (Valli
Unite) critica la delibera voluta da Dellai "Premi ai provinciali per i
voti" TRENTO. Il presidente di Valli Unite Denis Bertolini interviene sui
premi ai dipendenti provinciali per lavorare più in fretta. "Si avvicinano
le elezioni provinciali - afferma il consigliere - e Dellai inizia la campagna
elettorale usando i soldi della comunità per accaparrarsi le simpatie e il
consenso elettorale. In questo caso l'attenzione è rivolta ai dipendenti
provinciali ai quali vengono promessi lauti compensi se riusciranno ad
accorciare i tempi nello sbrigare le pratiche amministrative. Naturalmente
anche questa volta, come nel caso delle pagelle, a
spartirsi la fetta più grossa della torta sarà la classe dirigenziale, mentre
agli impiegati che si occupano delle pratiche amministrative, rimarranno le
briciole. Invece di prevedere premi per i dipendenti sarebbe molto più utile
prevedere meno burocrazia e
una efficace semplificazione amministrativa, ma tutto questo, si sa, non porta
voti".
( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 12-03-2008)
Pubblicato anche in: (Resto del Carlino, Il (Nazionale))
Argomenti: Burocrazia
Veltroni nel
Nordest: patto tra operai "Basta lotta di classe, è caduto un muro. Più
salari, meno tasse e burocrazia". - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
?BOLOGNA? IL 2007 si
è chiuso con risultati positivi per l'economia dell'Emilia-Romagna, mentre la
complessità e l'incertezza del quadro internazionale rendono più difficile una
previsione di crescita nel 2008 negli stessi termini. Nell'ultimo trimestre del
2007 la produzione manifatturiera è aumentata dell'1,7 per cento, mentre il
dato complessivo del
( da "Giorno, Il (Milano)" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
BEFFA FURIOSO
L'ATLETA STATUNITENSE CHE PUNTAVA ANCHE A QUEL TROFEO Discesa annullata,
"sfera" a Cuche ? BORMIO (Sondrio) - ANDATEGLIELO a dire voi. Provate
a prenderlo e a fermarlo per spiegargli che la ruota della fortuna a volte gira
in un senso e a volte in altro. Bode Miller ieri - saranno state le 10.30 del
mattino - si stava preparando, chewing gum in bocca e solita aria sorniona, per
le prove di discesa. In classifica lo separavano solo 5 punti dallo svizzero
Didier Cuche. La gara sarebbe stata decisiva. Già. Sarebbe stata decisiva se
solo non l'avessero annullata, assegnando la coppa di specialità al suo
avversario. Il meteo non ha permesso di far disputare il training. E si sa: no
prove, no gara. Ci sono regole precise di sicurezza da rispettare. Anche quando
annullare una gara a fine stagione, significa scontentare qualcuno. Anche
quando si sarebbe forse potuto provare a recuperare la libera nei prossimi
giorni di gare, magari annullando il team event, francamente molto meno
spettacolare di una libera sulla Stelvio. Ma la burocrazia si annida anche nella neve
che qui a Bormio è davvero un miracolo di stagione, considerando le alte
temperature di questi giorni. E allora provate ad andarlo a ricordare al
"Bode furioso" che nel 2004 fu lui a ritrovarsi in tasca una coppetta
di gigante così, senza combattere l'ultima battaglia. Al Sestriere erano
in corso le finali ma dopo la prima manche, dove fra l'altro Miller era saltato
mestamente, la gara fu annullata per la nebbia mentre al comando c'era il
finlandese Palander cui, a quel punto con Bode fuori dai giochi, sarebbe
bastato giungere al traguardo per soffiare a Miller la vittoria. Tu chiamala se
vuoi rivincita. La sorte il conto te lo presenta sempre. Intanto però
l'annullamento della discesa, pur penalizzando Miller in questa specialità, lo
favorisce nel computo generale: per riagguantarlo in classifica generale,
Cuche, staccato di 169 punti, di una libera avrebbe davvero avuto bisogno. Ora
gli restano un superg e un gigante dato che i pali dello slalom non sono il suo
forte mentre invece Miller, se è in giornata, è competitivo in tutte e tre le
discipline. Lucia Galli - -->.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'INCONTRO.Il
presidente della Confartigianato di Brescia, numero due nazionale, a confronto
con il leader del Pd "Caro Veltroni, ecco le richieste
Confartigianato" Garantire la governabilità, valorizzare il ruolo della
micro e piccola impresa, ridurre la spesa pubblica, diminuire la pressione
fiscale su imprese e famiglie, liberare le imprese dai costi della burocrazia e dei mercati 'protetti', superare la
contrapposizione tra lavoro dipendente e lavoro indipendente: sono le sei
priorità per la crescita indicate da Giovan Maria Rizzi, vicepresidente
nazionale di Confartigianato e presidente della Confartigianato di Brescia, al
segretario nazionale del Pd Walter Veltroni durante l'incontro che si è svolto
ieri a Roma. Le proposte di Confartigianato alle forze politiche sono
sintetizzate in un documento dal titolo "Più impresa. Per crescere",
il cui filo conduttore è la richiesta di riconoscere il ruolo delle micro e
piccole imprese (quelle fino a 20 addetti): che sono il 98,2 per cento del
totale delle imprese a Brescia e in Italia, che danno lavoro a quasi il 60 per
cento degli addetti, realizzano il 43,9 per cento del valore aggiunto e il 39,4
per cento degli investimenti. "Il 'nuovo' che vogliamo dalla politica è
ascoltare queste imprese, perché sono quelle che trainano l'occupazione del
Paese - ha sottolineato Rizzi -. La loro crescita significa crescita sociale ed
economica di tutto il Paese. Ma proprio su queste imprese oggi si scarica un
peso fiscale eccessivo insieme ai costi più alti dei ritardi e delle
inefficienze del Paese. Soltanto in adempimenti burocratici ogni anno le
imprese italiane 'bruciano' 15 miliardi di euro e sprecano altri 2,3 miliardi a
causa dei tempi lunghi della giustizia civile". "PER RESTITUIRE
fiducia a cittadini e imprenditori, per far crescere il Paese", Rizzi ha
sollecitato a Veltroni "nuove scelte economiche e culturali che pongano la
piccola impresa al centro degli interventi per rilanciare la
competitività". Il tutto con la garanzia di riforme strutturali, "a
partire dalla riforma elettorale che restituisca agli elettori la possibilità
di scegliere chi li rappresenta in Parlamento". "Agganciare la
crescita - ha detto ancora Rizzi - significa ridurre la spesa pubblica, colpire
la spesa improduttiva, diminuire la pressione fiscale su imprese e famiglie. Ma
anche compiere scelte culturali e buttarsi definitivamente alle spalle vecchi
schemi ideologici che hanno ingessato la nostra economia". Confartigianato
chiede quindi agli schieramenti politici impegni precisi su una serie di
scelte: sì ai fatti, no alla prassi degli annunci; sì al pragmatismo, no alle
ideologie; sì a interventi 'su misura' per la realtà imprenditoriale italiana
composta per il 98 per cento da piccole aziende, no a interventi per un modello
di impresa 'a taglia unica'; sì alla libera iniziativa imprenditoriale, no
all'abitudine al posto di lavoro pubblico garantito a vita; sì all'assunzione
del rischio e all'innovazione, no all'assistenzialismo; sì alla flessibilità,
no alle rigidità del mercato del lavoro; sì alle liberalizzazioni e alla
concorrenza che abbatte i costi a carico di imprese e famiglie, no ai mercati
protetti e alle loro tariffe, no alle rendite di posizione; sì, ancora, al
coraggio del rinnovamento e del cambiamento tanto necessario al Paese, no
all'autolesionismo e alle tesi del declino. "SU QUESTE SCELTE - ha
sottolineato Rizzi - valuteremo la capacità della politica di recuperare la
fiducia degli elettori, di uscire da un orizzonte autoreferenziale, di imparare
a guardare e ascoltare la realtà sociale e produttiva del Paese".
( da "Nuova Sardegna, La" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Decise durante un
vertice misure d'intervento, deroghe e procedure d'urgenza La Maddalena, 8
milioni per il porto turistico Altri ingenti fondi destinati agli impianti di
potabilizzazione e al depuratore GUIDO PIGA LA MADDALENA. E' difficile
prevedere se il vertice G8 del 2009 cambierà la faccia della Terra. Di sicuro
modificherà l'aspetto (e il cuore) della Maddalena. E lo farà subito. Perché
nell'elenco degli interventi straordinari (e in deroga) per il "grande
evento" entreranno almeno tre opere pubbliche attualmente bloccate: il
porto turistico a Mangiavolpe, il nuovo depuratore e il super potabilizzatore.
Vertice sul G8. Interventi milionari, con progetti esecutivi, ma bloccati dalla burocrazia (e dalle leggi, vedi la valutazione d'impatto ambientale). Il G8
batterà le ultime resistenze, fornendo una corsia preferenziale per la loro
realizzazione. A mettere nero su bianco il via libera sarà Guido Bertolaso, il
commissario straordinario del G8, con una prossima ordinanza di protezione
civile. Ma le prime indicazioni sono arrivate ieri, durante un vertice
segreto tenuto in Regione. Da Roma è arrivato Giacomo Aiello, avvocato dello
Stato, consigliere giuridico di Bertolaso. Con lui, alcuni uomini dello staff
di Palazzo Chigi. Ambiente e deroghe. Aiello aveva una missione: verificare
tutto il possibile, dalla logistica alla legislazione regionale. Alla fine è
tornato nella capitale con una mappa, molto precisa, dei provvedimenti da
adottare per avviare l'apertura dei cantieri e delle leggi - eventualmente - da
derogare. L'obiettivo tecnico-politico di Bertolaso e della sua squadra è
quello di fare in modo che, una volta cominciati i lavori, non ci siano intoppi
di nessuna natura. E dunque: tutti quelli che hanno competenze sulla Maddalena
sono stati sentiti e lo saranno ancora nei prossimi giorni. Al vertice di
Cagliari hanno partecipato il presidente della Regione Renato Soru (ma solo per
una parte), i dirigenti degli assessorati regionali all'Urbanistica e
all'Ambiente, i soprintendenti, il sindaco della Maddalena Angelo Comiti e uno
dei progettisti del restyling, l'architetto Stefano Boeri. L'obiettivo
strategico di Bertolaso, condiviso con Soru, è invece un altro: quello di fare
tutto in fretta, sì, ma nel massimo rispetto dell'ambiente. Il G8 della
Maddalena deve essere ecosostenibile, quindi tutti i lavori passeranno al
vaglio della valutazione d'impatto. Una procedura di solito lunghissima,
articolata in più fasi. L'unica deroga sarà questa: i termini per dire sì alle
opere saranno ridottissimi. Bertolaso in questo caso si avvarrà dei suoi poteri
straordinari, cercando di evitare di farlo per gli altri lavori, o di farne un uso
quanto più limitato possibile. Una strada che dovrebbe evitare contrasti con le
associazioni ambientaliste, già molto agitate: domenica alla Maddalena è
previsto lo sbarco degli attivisti di Legambiente. Aiello si è fatto spiegare
dai dirigenti regionali quali sono le leggi in materia urbanistica e
ambientale: un'infinità, nell'arcipelago. Il piano paesaggistico regionale, il
piano del parco, le aree Sic e Zps, i vincoli demaniali e militari, quelli
architettonici... Ha preso nota e ora Bertolaso potrà avere un quadro preciso
dei poteri cui potrà ricorrere. Le opere pubbliche. Ma il vero colpo grosso è
quello del Comune. L'obiettivo politico e sociale del sindaco Comiti è quello
di far aprire i cantieri insieme, "per concentrare i disagi in un ristretto
lasso di tempo", ma soprattutto di portare a casa tutto quello che serve
alla Maddalena, G8 a parte. Missione compiuta. L'isola avrà un nuovo
fronte-mare, tutto turistico. Nell'elenco delle opere con procedura accelerata
di Bertolaso, entra il porto di Mangiavolpe, accanto a Cala Gavetta. I tecnici
di Palazzo Chigi ne hanno discusso con l'assessore regionale ai Lavori pubblici
Carlo Mannoni. A disposizione la Regione metterà 8 milioni, uno in più del
precedente finanziamento. Ci sarà la valutazione d'impatto ambientale rapida,
quella che il sindaco chiederà anche per gli altri due lotti del porto di Cala
Balbiano (i lavori per il primo lotto sono partiti proprio in questi giorni).
La Maddalena, prima del G8, avrà un unico, grande porto. In attesa della decisione
sulla dislocazione di quello commerciale. Sarà un grande biglietto da visita
verso il mondo. Ma per il "grande evento" serve anche la sostanza. E
così Comiti, accompagnato dal dirigente dell'area tecnica Pasquale Russo, è
riuscito a far inserire nella lista di Bertolaso anche il depuratore e il
potabilizzatore. Il primo ha un progetto esecutivo e un finanziamento, da 12
milioni di euro, ma è bloccato dentro la grande macchina di Abbanoa. Il G8 gli
darà vita immediatamente: è un intervento che permetterà all'isola di
recuperare i reflui per utilizzarli per usi irrigui o nella lotta agli incendi.
Il potabilizzatore, con un finanziamento da 1 milione di euro, è paralizzato da
tempo, ma adesso aumenterà la sua capacità, passando da
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Continua il tour nel
Nordest del candidato premier del Pd. Sintonia con il presidente della Cei A
Vicenza sul palco l'imprenditore Calearo e Nerozzi della Cgil si stringono la
mano Veltroni con Bagnasco: abbassare le tasse E insiste sul "patto fra
produttori" al posto della lotta di classe ROMA Bene il cardinal Bagnasco:
bisogna intervenire subito sui salari e poi abbassare le tasse. Bisogna far ripartire
in fretta l'Italia perché spira un vento di recessione e "se stiamo fermi
andiamo a picco". E dunque niente lotta di classe, come predica
Bertinotti, ma piuttosto un "patto fra produttori, fra imprenditori e
operai", perché sono sulla stessa barca. Walter Veltroni fa tappa nel
Nordest, fra Vicenza e Padova, e sulla questione fiscale esprime sintonia con
il presidente dei vescovi italiani. "Ho ascoltato con grande interesse le
parole di Bagnasco. Ha ragione a dire che l'intervento a favore dei salari e
delle famiglie deve essere un tema di grande convergenza" osserva il
candidato premier del Partito democratico. Ricorda di aver proposto nelle
scorse settimane un intervento immediato, anche prima del voto, "perché la
situazione per le famiglie è molto grave". Un emendamento che però avrebbe
avuto bisogno dell'unanimità delle forze politiche, mentre Forza Italia si è
opposta. "Sono davanti a noi mesi difficili a causa di una congiuntura
molto ostica", ha avvertito ieri. Per questo "dobbiamo far ripartire la
domanda interna in modo da sostenere la crescita. E per farlo è necessario
intervenire sulla riduzione della pressione fiscale". Nello stesso tempo,
aggiunge il segretario del Pd, sono necessarie misure di "sostegno fiscale
alle imprese" specie quelle per incentivare la "stabilizzazione dei
precari". "La crescita non può essere solo sulle spalle della metà
produttiva del Paese, ma è necessario recuperare la parte meno produttiva"
ha detto ancora Veltroni, parlando agli imprenditori vicentini. Per Veltroni
infatti non può esserci più una doppia velocità tra Nord e Sud: per il
Mezzogiorno bisogna "fare meno conti e più infrastrutture, più formazione
e meno illegalità". A Vicenza Veltroni chiama a stringersi la mano sul
palco Massimo Calearo e Paolo Nerozzi, imprenditore il primo, segretario
confederale Cgil il secondo, tutti e due candidati del Pd in queste elezioni.
Un gesto per simboleggiare il patto fra produttori di cui c'è bisogno, ma che,
assicura, rappresenta anche "l'identità di un partito nuovo che vuole
unire il Paese". Non esistono più le grandi imprese o i grandi
imprenditori di un tempo, sostiene infatti Veltroni: "E allora con chi si
deve fare questa lotta di classe? Con quei milioni di operai che hanno avuto la
forza di rischiare e diventare imprenditori?". Per il segretario del Pd
bisogna chiudere con le "ideologie di un tempo passato". Perché
"non credo che gli operai di una piccola impresa si sentano contro i
padroni". A Vicenza qualche decina di attivisti del movimento "No Dal
Molin", schierato contro l'allargamento della base americana, contesta
però il segretario del Pd fuori dall'auditorium e qualcuno cerca anche di
salire sul pullmann. Veltroni continua a mostrarsi ottimista sul prossimo voto.
"Ora siamo a quattro punti, quattro punti e mezzo di distanza, manca
ancora un mese e cresciamo quotidianamente. Nel Pdl erano convinti di vincere
le elezioni andando a spasso, ora sono terrorizzati perché tutti i sondaggi ci
danno in recupero". A Ferrara, proprio nel giorno delle polemiche su
Ciarrapico, Veltroni chiama accanto a sè sul palco Shlomo Venezia, uno degli
ebrei sopravvissuti alla deportazione nel campo di Auschwitz. "Un uomo
eccezionale", sottolinea, per cui chiede l'applauso di tutta l'Italia. Ma
nella roccaforte della Lega attacca anche il Carroccio. La Lega, sostiene
infatti, ormai da anni ha un doppio volto: "Annuncia
la secessione nei discorsi della domenica, poi il lunedì fa gli accordi a
Roma". Del resto, ribadisce, il centrodestra ha governato per 6 anni e non
è cambiato niente. "Nessuno ricorda una stagione di liberalizzazioni,
modernizzazioni, lotta alla burocrazia".
( da "Repubblica, La" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Se il presidente
europeo fosse direttamente eletto Guido Montani Pres. Mov. Federalista Europeo
Giorgio Ruffolo (su Repubblica del 6 marzo) solleva un problema decisivo per
l'Europa: quello della legittimità delle istituzioni dell'Unione. Gli
euroscettici non si stancano di ripetere che l'Europa è una burocrazia,
lontana dai cittadini. Non è vero, perché esiste un Parlamento europeo eletto a
suffragio universale. E', tuttavia, vero che questo parlamento non controlla un
governo legittimato dal consenso popolare. La proposta di Ruffolo che i partiti
europei, o una coalizione di partiti, designi all'inizio della prossima
campagna elettorale europea del 2009 un proprio candidato a Presidente della
Commissione europea potrebbe rilanciare la costruzione europea, dopo il
Trattato di Lisbona. I federalisti europei hanno già avviato iniziative in
questo senso. E' previsto, il 3 aprile prossimo, un incontro a Bruxelles nel
corso del quale si inviteranno i parlamentari europei a sostenere la proposta
"Ruffolo" nei rispettivi organi. Questa proposta potrebbe mutare
significativamente la partecipazione elettorale per le prossime elezioni
europee del 2009. Non ci si deve, infatti, sorprendere se la partecipazione
popolare alle elezioni europee è in costante calo. I cittadini, sino ad ora,
non hanno avuto la possibilità di scegliere chi li governa. Nel loro comune
eleggono un sindaco. Al livello nazionale scelgono il capo del governo. Deve
essere loro riconosciuto questo fondamentale potere democratico anche al
livello europeo. Dai dati scolastici monito a rimboccarsi le maniche Renato
Cimino rencim@tin.it I risultati deludenti del primo quadrimestre della scuola
statale, per quanto concerne la quantità di "debiti" maturati da gran
parte degli studenti, dovrebbe convincere tutti a rimboccarsi le maniche. Direi
anche a far rivedere il numero, incrementato negli ultimi anni, delle attività
extrascolastiche. Le visite ai musei, la visione di spettacoli teatrali e non
solo, le gite in località nazionali od estere di particolare interesse
turistico e così via, hanno innescato, tra l'altro, un business economico
rilevante, in taluni casi del tutto sproporzionato alle ricadute positive
culturali nella popolazione scolastica, con un bagaglio di conoscenze insufficiente
e poco competitivo in un mercato sempre più globalizzato. Un tetto di massima
per queste attività extrascolastiche dovrebbe essere una delle misure da
adottare per migliorare la qualità del nostro standard scolastico. Noi bilingui
alle prese con la burocrazia Helen Pringle
Traduttrice, Roma Ho avuto un'esperienza simile a quella della signora Nicla
(lettera del 6 marzo us). Mio marito, cittadino australiano residente in
Inghilterra, è morto a Parigi nel 2000. Io, cittadina Usa residente a Roma, nel
2006 ho bisogno di un certificato di stato di famiglia e risulto ancora
sposata, però sul permesso di soggiorno risulto vedova. Vado alla
circoscrizione con un certificato di morte di mio marito per chiedere la
'vedovanza'. Niente da fare perché sul certificato francese il mio nome è
scritto alla francese Héléne invece di Helen. Perciò io non sono vedova il
defunto non era mio marito e aveva sposato una con un nome quasi uguale al mio!
Alla circoscrizione mi hanno detto che loro non ci potevano fare nulla e mi
hanno detto di fare "correggere" il certificato di morte dai francesi
che avevano sbagliato. E non scherzavano. Sono riuscita a diventare
ufficialmente vedova nel mese di agosto: in quel periodo c'è poco pubblico e
gli impiegati sono più gentili. Sottobanco, hanno corretto tutto (no, non ho
pagato) e alla fine sono anche riuscita ad essere nata in un solo posto invece
di due (la patente riportava Pittsburgh e il passaporto Pennsylvania no
comment). E' possibile che ancora oggi le autorità italiane hanno i paraocchi?
Chi non può permettersi le settimane bianche Marina Zanchi Roma solo due parole
in difesa della signora di Roma che ha protestato per la chiusura per
"settimana bianca" della scuola elementare frequentata dai figli.
Vorrei dire alla lettrice che ha replicato a tale lettera (il 7 marzo),
definendo alcuni genitori "assenti e disinteressati" ai problemi
della scuola, che chiedere alla Preside fin da settembre la chiusura per
"settimana bianca" della scuola non mi pare tanto un comportamento da
genitore "attento ai problemi della scuola" quanto interessato a
cose, certamente legittime, ma di tutt'altro genere. E non mi sembra nemmeno
giusto che chi ha maggiore disponibilità di tempo, fossero pure in maggioranza,
decida anche per chi non ne ha. In questi casi, un modulo da consegnare alle
famiglie chiedendo di esprimersi a favore o contro, in caso di decisioni
rilevanti da prendere, potrebbe essere una giusta soluzione.
( da "Nuova Sardegna, La" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca Artiglieria,
verso il tavolo tecnico L'obiettivo: sdemanializzare le aree per la caserma e
il campus NINO BANDINU NUORO. Artiglieria, ora si lavora per la Conferenza di
servizi. Da questa infatti dovrebbe arrivare il primo atto per l'inizio dei
lavori della nuova caserma a Pratosardo, anche in conseguenza del nuovo impegno
assunto dal ministro della Difesa, Arturo Parisi, che ha garantito per Nuoro la
disponibilità di un reparto formato da 150 soldati professionisti. Subito dopo
l'impegno di Parisi il sindaco di Nuoro, sindacati e altri soggetti interessati
alla nuova caserna e di riflesso al Campus universitario, hanno cominciato a
tessere la tela dei rapporti finalizzati alla Conferenza di servizio e al
cosiddetto "tavolo tecnico" tra le parti. Una tela, per il momento
alquanto sommersa, perchè non se ne conoscono i particolari. Ma negli ambienti
comunale, soprattutto, viene garantito tutto l'impegno per arrivare quanto
prima pronti ai due appuntamenti. Naturalmente non c'è da sperare che la
campagna elettorali in atto agisca da propellente. Tutt'altro. Tutte le energie
in questa fase saranno concentrate nello scontro tra gli schieramenti
elettorali. Con ogni probabilità, quindi, tutto salterà a dopo il 13 aprile. E
così la partita potrebbe finite nelle mani del prossimo governo, che può essere
anche un altro governo. Comunque vadano le cose tuttavia un fatto è certo: che a
giugno la direttiva di Parisi finirà sul tavolo dello Stato maggiore
dell'esercito italiano riunito per decidere la programmazione della nuova
dislocazione delle truppe e anche delle caserme nel Paese. Sarà dunque lo Stato
maggiore a dire se Pratosardo entrerà nel nuovo progetto. E se il nuovo reparto
potrà essere previsto nel programma nazionale. A questo punto, dando per
scontato che la direttiva del ministro verrà accolta, il problema che si pone è
quello della modifica del progetto: il primo infatti era un progetto
finalizzato a truppe del cosidetto esercito di massa, mentre il nuovo reparto
presuppone una logistica per professionisti. Le strutture dunque dovranno
essere modificate. Per fare un esempio, le vecchie camerate dei militari di
truppa dovranno essere trasformate in locali idonei ai singoli soldati
professionisti. Ma per fare questo tipo di modifica occorrerà anche rifare una
gara d'appalto oppure sarà la stessa società che ha vinto il primo appalto,
cioè la Pellegrini di Cagliari, a subentrare automaticamente e a concludere i
nuovi lavori? La domanda è d'obbligo. Anche perchè le
burocrazie locali e ministeriali pare che stiano lavorando alacremente e
proprio intorno a questo punto in modo da evitare ulteriori contenziosi con la
Pellegrini che già ha chiesto al Comune di Nuoro il pagamento di una penale di
oltre un milione di euro per il ritardo di più di un anno dei lavori dalla
dalla data dell'appalto vinto. Ultimo problema, quello della
sdemanializzazione dell'area di Pratosardo e dell'area dell'Artiglieria dove
dovrà sorgere il Campus universitario. Insomma, essendo ancora tutto in mano al
demanio è necessario che, prima di qualsiasi intervento, i militari e il
ministro decidano di sbloccare le aree e di metterle a dispozione del Comune.
Altrimenti tutto resterà fermo. La Conferenza di servizi e il tavolo tecnico
sono stati previsti anche a questo scopo. Ma si farà in tempo?.
( da "Unita, L'" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stai consultando
l'edizione del GUGLIELMO FONTANELLI L'allevatore di Bologna dove è stato a
pranzo il leader Pd "Veltroni è sulla strada giusta, convincerà i miei
colleghi imprenditori" di Andrea Carugati / Roma Guglielmo Fontanelli,
classe 1963, è uno di quegli italiani che ha rischiato e, con mille sacrifici,
ha costruito un'azienda: alleva mucche sulle colline bolognesi, dai 12 animali
è passato ai 180 attuali, produce latte ad alta qualità e lo porta
direttamente, col furgone, in alcuni punti vendita della provincia. Sulle
bottiglie c'è la sua faccia: la sua e quella della mucca Vocilla. Venerdì
scorso ha avuto a pranzo un ospite d'eccezione: Veltroni. Il leader del Pd ha
ascoltato la sua storia, e la racconta nei comizi in giro per l'Italia.
Guglielmo, simbolo di quell'Italia che non ha bisogno di rialzarsi, visto che
lui si alza alle 4 del mattino. Semmai di una politica più concreta. Guglielmo
ha sempre votato a sinistra, non è un padroncino veneto di simpatie leghiste.
"Ma le ultime volte -racconta- ho votato con sempre minor convinzione, non
li sentivo particolarmente vicini alle esigenze di chi vuole fare
impresa". E il pranzo con Veltroni? "Confesso che questo pranzo in
famiglia all'inizio mi suonava un po' come un'americanata. E invece sono
rimasto sorpreso: lui è stato molto più attento e concreto di quanto sperassi,
gli ho parlato di cosa ci è successo all'inizio, quando abbiamo messo su l'azienda:
le difficoltà enormi per partire, la burocrazia che uccide, pensi che ho
dovuto fare un'ipoteca. E poi non ci sono aiuti per le piccole imprese che
nascono, oggi l'80% dei contributi vengono dati a grosse aziende che senza quei
finanziamenti non stanno in piedi: e invece bisogna scegliere, sostenere chi ha
la possibilità, a un certo punto, di stare in piedi con le sue gambe. Ho
parlato anche dei tempi: quando eravamo pronti per partire abbiamo dovuto
aspettare 15 mesi perché i permessi non arrivavano. In questa situazione molti
sarebbero falliti. Mi ero abituato a una politica sempre più lontana dai
problemi concreti delle persone: per questo mi ha entusiasmato la discussione
con Veltroni, mi ha un po' ricordato il vecchio Pci, quando i politici andavano
davvero di casa in casa a parlare con la gente". Crede che tra i suoi
"colleghi" piccoli imprenditori il messaggio di Veltroni possa fare
breccia? "L'attenzione di oggi prima non c'era nella sinistra, se la gente
capisce la sua serietà e il suo impegno credo che possa funzionare. Forse non
in un mese, ma Veltroni è sulla strada giusta per parlare con tante persone
serie che ci sono in Italia. Per chi ha fatto molti sacrifici, come è capitato
a me, avere un interlocutore che capisce è molto importante". Qual è la
prima cosa che vorrebbe da Veltroni premier? "Lo snellimento della burocrazia: non c'è bisogno di rivoluzioni, basta
organizzare meglio le cose. Forse un giorno per aprire un'impresa è uno slogan,
ma 60 giorni sarebbe già una cosa seria per far ripartire l'economia". E
le tasse? "A me basta che si eliminino gli sprechi, che i soldi delle
tasse vengano spesi bene e che i servizi siano migliori. Se lo Stato mi mette
in condizione di lavorare bene, a partire dalla burocrazia
ma anche sostenendo chi ha delle idee innovative, non mi preoccupo di pagare le
tasse".
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
A tappe forzate
l'elaborazione della nuova area antistante la chiesa: il preliminare deve
essere presentato in Regione entro il 30 giugno I professionisti: "Sarà un
intervento a misura di chi utilizza quegli spazi, automobilisti compresi"
Il presidente Brescia: "Parcheggi nelle vie Natisone e Tagliamento e
davanti al cimitero" Cura estetica alla piazza di Sant'Andrea Il progetto
da 600mila euro affidato ieri agli architetti goriziani Di Dato e Meninno di
Luigi Turel È avanti tutta per la cura di bellezza della piazza di Sant'Andrea.
Ed anche per la riqualificazione dell'area restrostante la chiesa della
frazione. Entro il 30 giugno, infatti, deve essere presentato in Regione il
progetto preliminare per bloccare quel finanziamento di 600mila euro che era
arrivato grazie al pressing del compianto consigliere Mirko Spacapan. Deve
andare di corsa il pool di professionisti che ieri si è aggiudicata la
progettazione, un'équipe della quale fanno parte anche gli architetti goriziani
Luigi Di Dato e Claudio Meninno. Alla gara per l'incarico si erano presentati
14 concorrenti ma ben otto erano stati esclusi: tra i sei
"sopravvissuti", la commissione presieduta dal dirigente del settore
Gestione del territorio Ignazio Spanò e composta dai funzionari Mauro Ussai e
Maurino Meden con Marino Golob verbalizzante, dopo aver incrociato dati
(qualità tecnica, ribasso della parcella e riduzione dei tempi di
progettazione) ha assegnato l'elaborazione della nuova piazza all'associazione
temporanea tra Asstecaa di Udine, mP settanta ingegneri e architetti associati,
3S studio associato e lo studio associato Di Dato&Meninno. I vincitori, tra
l'altro, hanno assicurato di ultimare il progetto fin nei dettagli in 50 giorni
complessivi (saranno i tempi della politica e della burocrazia a far scivolare all'autunno
il progetto chiavi in mano). "Sarà un progetto su misura sia sul luogo sia
sulle persone che lo usano. Certo, il vero problema di quella piazza è il
traffico, ma anche architettonico perché lo spazio è ridotto per fare qualcosa
che non sia solo una strada", dichiara a caldo l'architetto Luigi Di Dato.
Aggiunge: "La piazza è il cuore pulsante della comunità di Sant'Andrea. È
lì, oltre alle celebrazioni religiose che si tengono manifestazioni nelle quali
si identifica la comunità, e la prima che mi viene in mente è il
"maj". Oggi la piazza altro non è che un incrocio, come l'area
retrostante la chiesa è uno slargo, un altro incrocio anonimo. Il nostro
obiettivo è di creare spazi che siano per tutti, pedoni e automobilisti compresi,
a meno che l'Amministrazione non ci dia indicazioni di scelte drastiche. Noi,
al momento non abbiamo fatto alcuna ipotesi di modifica dei flussi di traffico,
certo è che l'automobilista che imboccherà la piazza si renderà conto di
trovarsi in un altro luogo e non in autostrada dove preme
sull'acceleratore". Mette le mani avanti Di Dato: "Elaboreremo il
progetto della nuova piazza confrontandoci con chi ci abita". Parole come
musica per le orecchie di Mario Brescia. Rimarca il presidente del consiglio di
quartiere: "Parlarne adesso è troppo presto, e avventato. Aspettiamo che
sia pronta la bozza con le linee guide alla riqualificazione della piazza per
esaminarla in consiglio. Mi auguro di poter indire la riunione subito dopo
Pasqua, anche se auspico un confronto ancora prima della stesura della bozza.
Sì, perché bisogna tirare fuori i vecchi progetti, non ultimo quello
dell'illuminazione fatto da Iris che però deve essere aggiornato alle nuove
norne della Regione in materia di inquinamento luminoso". E mette le mani
avanti anche Brescia: "Grazie a Mirko Spacapan sono arrivati due
finanziamenti, entrambi di 600mila euro. Ma sia chiaro che una cosa è
l'intervento estetico sulla piazza da fare con il primo contributo, altra cosa
è la riqualificazione del paese da fare con gli altri 600mila euro. Già, non
deve essere intesa come opera di riqualificazione l'asfaltatura di qualche
strada o il rifacimento di tratti di marciapiede. Questi interventi, infatti,
sono ordinaria manutenzione che è dovuta su strade che sono direttrici
principali del traffico, camion compresi. Il secondo finanziamento deve essere
investito nel portare avanti le indicazioni della cosiddetta "variante
servizi", ovvero nella realizzazione di parcheggi. Servono aree di sosta in
via Abetti, Trivigiano e nelle vicinanze del cimitero dove le aree sono del
Comune mentre bisogna passare agli espropri nelle vie Natisone e
Tagliamento".
( da "Repubblica, La" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il parere dei
cittadini e le liste elettorali Arcangelo Falzone Caltanissetta Come cittadino
e come sostenitore del Pd, nelle ultime ore mi sto ponendo diversi
interrogativi, ai quali purtroppo, non riesco a dare una risposta concreta e
razionale. Passata la prima fase costituente del partito, che ha chiamato
all'appello milioni di cittadini facendo convogliare un messaggio concreto di
partecipazione attraverso le primarie, mi ritrovo con un partito che per
compilare le liste per le elezioni alla Camera e il Senato, ha utilizzato
metodi che probabilmente erano e sono tuttora in uso in altri raggruppamenti
politici, ma che non erano certo insite nella mentalità di chi ha contribuito
alla nascita e alla crescita fino adesso del "nuovo" modo di fare
politica. Certo i tempi che ci vedranno coinvolti nelle ormai prossime
competizioni non permettevano un processo consultivo capillare come potevano
essere le primarie, ma francamente fra la consultazione capillare e
l'imposizione di candidati dalle origini familiari blasonate come quella della
figlia dell'onorevole Cardinale (senza volere naturalmente entrare nel merito
del valore personale della signorina che non conosco), passa tanta differenza.
Povera provincia di Caltanissetta e povera Sicilia, se i quartieri generali del
partito non sono riusciti ad esprimere di meglio. Che considerazione avranno di
noi? Forse ci saranno altri giochi che noi miseri mortali, cittadini votanti,
non riusciamo a capire. Ma francamente mi piacerebbe capirlo. I pass della Ztl
e la normativa Sergio Ignizio Palermo Volevo raccontare l'avventura che mi è
capitata per fare il pass della mia auto acquistata nel luglio 2004. Il punto
autorizzato dove mi sono recato è in viale Strasburgo. Premesso che hanno
mostrato molta gentilezza, mi hanno detto che non potevano rilasciarmi il pass
per le zone Ztl A e B ma solamente quello della B. La motivazione? Secondo il
tabulato fornito loro dalla Td Group, la normativa 2003/76/CE-A rispetta la
normativa euro 2. Dopo due giorni ho accertato che ciò è palesemente errato; la
mia auto è una euro 3 e rispetta la normativa comunitaria 2003/76/CE-A: tale
direttiva classifica come èuro 3 la mia automobile e questo mi consente di
avere il diritto di circolare liberamente sia nella zona A e nella zona B e di
ottenere il permesso "ZTL A+B" e non solo quello della zona B come
quello che mi hanno rilasciato. La classificazione euro 3 e non euro
( da "Repubblica, La" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina VII - Milano
Le liti per le liste Le dimissioni Duello con Veronesi Formigoni: "Voglio
esportare il modello lombardo, sono due o tre le poltrone che contano"
"Le mie condizioni a Berlusconi a Roma solo per un ministero pesante"
Se Podestà ritiene di doversi dimettere, per motivi che non conosco, esiste
certamente un suo vice che può assumerne le funzioni Se ci sarà l'occasione di
un confronto personale, non mi sottrarrò certamente. Ma farò campagna
elettorale parlando soprattutto con la gente La richiesta di scegliere subito
tra Roma e Lombardia non esiste. Farò come Veltroni, anzi impiegherò due minuti
meno di lui ANDREA MONTANARI "Portare il metodo Lombardia al servizio del
Paese. Tre anni di collaborazione bipartisan che ci hanno permesso di fare cose
importanti per risolverei problemi reali. Ci stanno gli altri"? Questo il
progetto del governatore Roberto Formigoni, capolista al Senato del Pdl:
"Berlusconi mi ha promesso un posto di peso nel governo. Solo così potrò
continuare la mia esperienza". Presidente Formigoni, lei la fa semplice.
Per cominciare il segretario provinciale di Forza Italia Guido Podestà si è
appena dimesso perché non è stato messo in lista. "Lo apprendo da lei, e
non ne conosco i motivi. Penso però che avevamo previsto ed eletto un organismo
di coordinamento di Forza Italia a livello provinciale. Se Podestà ritiene di
dimettersi, esiste un vice che può prenderne le funzioni. Punto". Per la
serie le cattive notizie non arrivano mai sole, il Consiglio di Stato ha
bocciato il ricordo su Air One sulla vendita di Alitalia. "La Regione ha
appoggiato il ricorso solo perché era stata chiamata in causa. Il nostro
interesse era e rimane solo salvaguardare la natura di hub di Malpensa. Che lo
faccia questa o quella compagnia, a noi non interessa. Per questo oggi più che
mai è importante la nostra richiesta ad Air France di concedere una moratoria
di tre anni. Hanno messo dei paletti loro alla trattativa, perché non dovrebbe
metterne il nostro governo"? Iniziata la campagna elettorale è finito il
fair play. Ha accusato il Pd di candidare figurine, specchietti per le
allodole. "Per parte mia mi auguro che il confronto avvenga sempre nel
rispetto reciproco, ma senza infingimenti. Le nostre due proposte sono
alternative e abbiamo il dovere di non nascondere le differenze. Dopodichè non
posso sottrarmi alle domande e negare che gli esponenti del Pd sono gli stessi
che hanno sostenuto in questi anni il governo Prodi, con i risultati che sono
sotto gli occhi di tutti". Dovrà vedersela con il professor Umberto
Veronesi. "Se ci sarà un confronto personale non mi sottrarrò certo, ma
penso che questi quaranta giorni li passerò soprattutto confrontandomi con la
gente e parlando con i cittadini di tutta la Lombardia". Due anni fa lei è
stato eletto, ma ha poi lasciato il Senato. Perché un elettore dovrebbe
rivotarla oggi? "Per consentirmi di dare una mano al governo del Paese.
Veniamo da un periodo negativo. Dobbiamo dare una svolta al governo. Dobbiamo
essere capaci di dare una spinta al Paese e essere in sintonia con i ceti
produttivi". Si spieghi meglio. "Quando Silvio Berlusconi mi ha
chiesto di candidarmi ho posto due condizioni: più Lombardia nel governo e di
poter rappresentare nel futuro governo i valori che ci hanno permesso in questi
anni di raggiungere in Lombardia i risultati che sono sotto gli occhi di
tutti". Per esempio? "L'innovazione, la
modernizzazione, l'alleggerimento del peso fiscale e della burocrazia, la sussidiarietà. Mettere il
cittadino al centro. Tutto seguendo il metodo del confronto e del
coinvolgimento di tutte le parti. Questo è il metodo Lombardia. Questo è il
segreto per governare l'Italia". Quale ministero vorrebbe occupare?
"Non dire gatto finchè non ce l'hai nel sacco, ma se le cose andranno bene
sono poche le posizioni di peso forte e molto forte nel governo. Due o tre.
Solo così potrà continuare la mia esperienza. Lo debbo ai lombardi". Le
basterebbe il ministero dell'Istruzione? Berlusconi ha già detto che darà
l'Economia a Tremonti e gli Interni a Frattini. "Non so se Berlusconi ha
veramente deciso quelle cariche. Ne abbiamo parlato, sono riflessioni che
stiamo facendo. Credo che gli sia ben presente anche il nome di Formigoni.
L'opposizione le chiede di dimettersi subito, questa volta. "è una
richiesta inesistente. Veltroni si è tenuto fino all'ultimo minuto la
possibilità di decidere. Prometto che io lo faro due minuti prima di lui. Nei
termini di legge". Non rischia di provocare un vuoto di potere in
Lombardia? "Non ci sarà alcun vuoto di potere. Semmai, le elezioni anticipate".
Il suo successore? "Lo vedremo. Finora ci sono state solo molte
chiacchiere giornalistiche". Lei lo avrebbe candidato Giuseppe Ciarrapico,
per il Pdl? "No comment. Ma quando andava alla convention del Pd non dava
fastidio a nessuno".
( da "Giornale di Brescia" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 12/03/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO Rizzi: la politica ascolti
le imprese artigiane BRESCIA Garantire la governabilità, valorizzare il ruolo
della micro e piccola impresa, ridurre la spesa pubblica, diminuire la pressione
fiscale su imprese e famiglie, liberare le imprese dai costi
della burocrazia e dei
mercati "protetti", superare la contrapposizione tra lavoro
dipendente e lavoro indipendente. Questi i temi del confronto avvenuto a Roma
tra il vice presidente di Confartigianato nazionale e presidente di
Confartigianato Brescia GiovanMaria Rizzi e il segretario del Pd Walter
Veltroni durante l'incontro svoltosi a Roma nella sede della Confederazione.
Più in generale va detto che le proposte di Confartigianato alle forze
politiche sono sintetizzate in un documento dal titolo "Più impresa. Per
crescere" il cui filo conduttore è la richiesta di riconoscere il ruolo
delle micro e piccole imprese (fino a 20 addetti): che sono circa il 98,2% del
totale delle imprese a Brescia ed in Italia realizzano il 39,4% degli
investimenti. "Il nuovo che vogliamo dalla politica è ascoltare queste
imprese. Perché sono quelle - ha detto il Presidente Rizzi - che trainano
l'occupazione del Paese. La loro crescita significa quindi crescita sociale ed
economica di tutto il Paese. "Ma proprio su di esse si scarica un peso
fiscale eccessivo insieme ai costi più alti dei ritardi e delle inefficienze
del Paese". Rizzi ha sollecitato Veltroni a cercare e intraprendere
"nuove scelte economiche e culturali che pongano la piccola impresa al
centro degli interventi per rilanciare la competitività". Il tutto con la
garanzia di riforme strutturali. "Agganciare la crescita - ha aggiunto
Rizzi - significa ridurre la spesa pubblica, colpire la spesa improduttiva,
diminuire la pressione fiscale su imprese e famiglie. Ma significa anche
compiere scelte culturali e buttarsi definitivamente alle spalle vecchi schemi
ideologici che hanno ingessato la nostra economia". "Su queste scelte
- ha concluso Rizzi - valuteremo la capacità della politica di recuperare la
fiducia degli elettori, di uscire da un orizzonte autoreferenziale, di imparare
a guardare ed ascoltare la realtà sociale e produttiva del Paese".
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del
12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Est sezione:
NORD EST data: 2008-03-12 - pag: 7 autore: Poli produttivi. Le potenzialità della
zona restano ridotte a causa delle esigenze della principale risorsa del
territorio All'Alto Garda il turismo non basta Le aziende dell'area puntano su
investimenti ambientali, qualità e know-how Alessandra Saletti TRENTO
Ottimizzare le risorse esistenti e creare nuove sinergie basate sul rispetto e
la valorizzazione dell'ambiente. Questo è da alcuni anni l'obiettivo comune di
amministratori pubblici e imprenditori dell'area dell'Alto Garda trentino, uno
tra i maggiori poli produttivi dell'intera regione. Con le sue aziende,
impegnate soprattutto nella meccanica di precisione, nell'impiantistica, nella
produzione di componenti chimici e materie plastiche, nella lavorazione del
legno e nell'edilizia, l'Alto Garda punta più sul know how e sulla qualità, che
sui grandi numeri. Negli ultimi anni, gli investimenti consistenti che le
amministrazioni comunali e i privati hanno promosso per interventi di
depurazione, insonorizzazione, rimozione delle coperture di amianto, e
certificazione dell'impatto ambientale, hanno permesso di superare gli ostacoli
che impedivano la convivenza con il turismo, la principale risorsa del
territorio. "Inserirsi in questo territorio in passato non è stato certo
facile – spiega Daniele Dirignani, delegato comprensoriale di Confindustria per
l'Alto Garda e Ledro –. L'autonomia di cui gode la nostra Provincia ha
moltiplicato i vincoli, soprattutto in fase di insediamento. Ma l'esigenza di sviluppo del settore produttivo spesso si scontra
ancora con una burocrazia
lenta e macchinosa. Se la convivenza fra territorio e grandi aziende può dirsi
riuscita, persistono tuttavia alcuni problemi legati agli spazi, alla logistica
e alle vie di comunicazione ". "Nonostante gli sforzi – aggiunge
Dirignani – l'indotto generato sul territorio è ancora limitato rispetto
alle potenzialità offerte dalle grandi imprese presenti in zona ed è per ora
impossibile parlare di filiere di prodotto. Inoltre è ancora necessario
rivolgersi verso le province vicine per trovare non soltanto fornitori, ma
anche manodopera specializzata". Un problema, quello del reclutamento,
sentito anche nel comparto turistico e tra gli artigiani, ormai costretti ad
assumere operai e tecnici specializzati nell'Est Europa."La manualità e la
professionalità sono divenute sempre più rare tra i nostri giovani – concorda
Ilos Parisi, presidente del Coordinamento imprenditori dell'Alto Garda e
dell'Associazione Artigiani e piccole imprese per il comprensorio –. Occorre
promuovere una campagna di sensibilizzazione a partire dalla scuola a favore
delle professioni tecniche e intraprendere azioni che facilitino l'avvio di
attività in proprio". Accanto alla tradizione secolare dell'industria
cartaria e al turismo, sono infatti le attività produttive di piccola
dimensione a prevalere nell'Alto Garda, con 910 aziende artigiane e circa 3.500
dipendenti a caccia di nuovi spazi per crescere. "Da anni non si
registrano interventi a favore delle aree produttive – prosegue Parisi –.
Tuttavia il dialogo con le istituzioni è sempre stato costante e proficuo e
oggi possiamo dire di reggere bene la situazione di crisi globale perché
abbiamo creato le basi per una buona convivenza tra comunità e
imprenditorialità". "Da sempre puntiamo sulla valorizzazione dei
settori produttivi di dimensioni contenute, con aziende di 50 o 60 addetti –
aggiunge Adalberto Mosaner, assessore alle attività economiche del Comune di
Riva del Garda –. La lunga trattativa, conclusa di recente con i sindacati, ha
inoltre sventato i rischi legati alla rilocalizzazione della forza lavoro, che
spesso mettono in crisi tanti territori come il nostro. Ora stiamo lavorando ad
una variante al Piano Regolatore per individuare una nuova area di sviluppo di
uno o due ettari, destinata proprio alle attività artigianali. Credo che sia
l'amministrazione comunale, insieme alle associazioni di categoria, a doversi
far carico della pianificazione del territorio, per evitare speculazioni o
interventi dannosi per l'equilibrio ambientale". FRENO ALLO SVILUPPO
L'industria fatica a reperire manodopera specializzata In aumento le assunzioni
di operai e tecnici dell'Est Europa.
( da "Nuova Venezia, La" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Provincia Pesca,
indennità tra un mese Le previsioni della Capitaneria per i pagamenti del fermo
CHIOGGIA. "In base alle valutazioni dei tecnici spero che entro un mese i
pescatori chioggiotti possano incassare l'indennità di fermo pesca". Franco
Maltese, comandante della capitaneria di porto di Chioggia è molto prudente
nelle previsioni ma fa intravedere la possibile soluzione del problema. Si
tratta, appunto, dell'indennità per la sospensione estiva dell'attività di
pesca, circa 900 euro a testa per quasi 800 pescatori del compartimento di
Chioggia. Una cifra, alla fine, modesta, ma preziosissima in un momento di
crisi generalizzata del settore, sempre più stretto tra il caro-gasolio e le
"ordinarie" difficoltà di gestione delle imprese di pesca. Si aggiunga
che Chioggia è, probabilmente, il solo compartimento a non aver ancora ricevuto
l'indennizzo ed è facile capire il clima che regna tra i pescatori. In una loro
recente assemblea qualcuno ha imputato proprio alla capitaneria la colpa del
ritardo. Ma Maltese assicura che "il nostro personale si è impegnato al
massimo, lavorando senza risparmio. E quando, a pochi giorni dalla scadenza, il
Ministero ci ha informato che nel conteggio dei giorni andavano inserite anche
le domeniche (che prima ci avevano detto di non considerare) abbiamo rifatto
tutto a tempo di record e completato le pratiche entro i termini, proprio per
non penalizzare i pescatori. Ritardi ce ne sono stati - ad
esempio la rete telematica è andata in tilt proprio negli ultimi giorni - ma
sono dipesi esclusivamente dal ministero". "Anche la burocrazia ci penalizza - dice Antonio
Gottardo, responsabile regionale di Lega Pesca - non bastassero le difficoltà
internazionali, ma continueremo a sollecitare per chiudere la questione".
(Diego Degan).
( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Le richieste di
industriali, commercianti e artigiani. "Alleggerire l'apparato
centrale a vantaggio dei servizi sul territorio" Le categorie: meno burocrazia in Regione Valduga: un fondo
per la crescita dimensionale. Marchiori: rivediamo le aperture UDINE. Meno burocrazia, maggiore attenzione ai
piccoli negozi, regole chiare sui problemi ambientali e un fondo dedicato alla
crescita dimensionale delle aziende. Sono alcune delle richieste che i
vertici regionali di Confindustria, Confcommercio, Confartigianato, Legacoop e
Unioncamere hanno avanzato ieri al presidente della Regione Riccardo Illy e
all'assessore alle Attività Produttive, Enrico Bertossi. "La situazione
economica generale non è quella di alcuni anni fa - ha spiegato il presidente
di Confindustria, Adalberto Valduga -. E' peggiorata; gli Usa sono vicini alla
stagnazione se non addirittura in recessione. Crescono solo India e Cina. In
questo contesto gli interventi di Regioni e Stato incidono in modo importante
nel medio periodo. Restano, però, decisivi tutti quegli interventi che puntano
a ridurre la spesa pubblica. E' dai quei risparmi che si recuperano le risorse
necessarie per aumentare gli stipendi dei lavoratori. In questo senso può
muoversi anche la Regione Fvg che potrebbe alleggerire l'apparato centrale
spostando sul territorio le attività operative; a vantaggio dell'efficienza.
Per esempio - ha aggiunto Valduga -, non è possibile che le aziende ogni giorno
debbano avere a che fare con problemi aziendali. Ecco che l'intervento in loco
della Regione e della Provincia possono aiutare l'imprenditore". "Un
altro problema è quello della crescita dimensionale delle aziende: la Regione
potrebbe pensare a un fondo dedicato in Friulia". Valduga ha anche un
suggerimento per Renzo Tondo: "Friulia, Mediocredito e Frie non possono
essere aboliti o limitare. Tutto è migliorabile, ma questi strumenti hanno dato
un grande apporto all'economia del territorio. Non possiamo liberarcene
soltanto perché gli "altri" non ce l'hanno. Sono strumenti che
consentono alla Regione di fare politica industriale". "Le apertura
indiscriminate dei negozi sono state un imbarbarimento e non una conquista - ha
ribadito il presidente di Confcommercio, Alberto Marchiori -. Su questo punto
riaprirei un confronto così come spero che non continuino a nascere grandi
centri. Certo il problema non è imputabile a questa giunta, ma resta un
problema da seguire con attenzione. Quindi per il futuro chiediamo il blocco
della grande distribuzione e maggiori investimenti nei centri storici e nei
centri montani. Indispensabili, poi, corsi professionali: ci sono persone che
aprono attività senza conoscere quello che propongono a scapito della qualità
del servizio". Infine, il presidente di Confartigianato, Graziano Tilatti
ha puntato il dito sul problema fiscale. "La Regione Friuli Vg ha fatto
molto, a cominciare dallo sconto Irap per le aziende virtuose. La richiesta che
vorrei avanzare andrebbe indirizzata al governo Nazionale: serve maggiore
coerenza fra le scelte locali e quelle nazionali. Se gli enti locali
s'impegnano per avvantaggiare il sistema economico, lo stesso deve fare lo
Stato".
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
LETTERE AL DIRETTORE
12-03-2008 Lettere al direttore L'incarico all'Ausl Dottor Molossi, mi è stata
segnalata una stranezza comparsa sul suo giornale dal 21/2, non certamente
dovuta a lei o ai suoi collaboratori. L'Ausl ha chiesto la correzione di alcuni
punti di un articolo pubblicato il 19/2 col titolo "Educazione alimentare
per sconfiggere l'obesità". Gli errori rilevati dall'Ausl, e di cui ha
chiesto la rettifica, riguardavano il cognome di uno dei relatori del progetto,
Pirondi anziché Pierondi, e la percentuale dei bambini obesi di Parma. Ha
stupito che l'Ausl non abbia chiesto la correzione di un errore molto più
importante presente nell'articolo in cui la Alessandra Tessoni veniva definita
psicologa mentre è laureata in pedagogia alla facoltà di Magistero di Parma. La
cosa non è di poco conto in quanto lo psicologo può svolgere attività molto
delicate riguardanti l'equilibrio psicologico delle persone, attività che non
possono essere svolte da un pedagogista. Viene fatto molto, specie dai Nas, per
combattere l'abusivismo sanitario: odontotecnici che si spacciano per dentisti,
osteopati non laureati e, anche nella nostra zona, medici psichiatri che non
avevano neanche la laurea in medicina. Penso che le aziende sanitarie, gli
ordini e le associazione professionali dovrebbero vigilare per impedire
l'attribuzione di qualifiche e competenze a persone che non ne hanno i titoli.
Non risulta che la signora Tessoni abbia mai conseguito la laurea in
Psicologia. Penso quindi che per l'Ausl di Parma sarebbe stato più importante
correggere questa errata qualifica professionale piuttosto che la banale
storpiatura di un cognome. Mi auguro che questo errore non sia stato rilevato
dalla Ausl in buona fede e per distrazione di chi ha letto l'articolo del 19/2,
perché in caso contrario avrebbe contribuito a mettere a rischio la tutela
della salute della popolazione portata a credere che la signora fosse davvero
una psicologa. Inoltre non sarebbe stata rispettata la dignità professionale
dei veri psicologi, anche quelli dipendenti dalla Ausl, che hanno faticato
tanto per raggiungere la laurea e la competenza professionale. Lettera firmata
Parma, 5 marzo (Risponde l'Ausl, alla quale abbiamo trasmesso la sua lettera)
La Dott.ssa Alessandra Tessoni è laureata in pedagogia. A seguito della riforma
del Servizio Sanitario Nazionale, la Professionista è stata inquadrata come
dirigente psicologa nel ruolo sanitario, per effetto del decreto della Regione
Emilia Romagna n. 300 del 27/03/1984, in quanto in possesso di laurea equipollente.
Attualmente, la Dott.ssa Tessoni è responsabile metodologa dell'Ufficio
Formazione di questa Azienda USL. Inoltre, svolge - e ha svolto - a pieno
titolo, attività di educazione sanitaria nelle scuole di Parma e provincia. Inps e burocrazia Egregio direttore, privo di dimestichezza con la burocrazia dell'Inps, ho ritenuto
corretto, in occasione del decesso di mia madre, avvenuto l'8 luglio u.s.,
comunicare tempestivamente l'evento e restituire la pensione accreditatale in
conto il 2 dello stesso mese (euro 584, di cui euro 450 per accompagnamento),
al fine di mettere l'Ente in condizione di.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Automobilista
rinuncia al ricorso contro la multa A volte conviene pagare una multa anche se
ingiusta. Colpa della burocrazia e delle regole che penalizzano i cittadini. Come ci dimostra una
lettrice, ragionando sulla sua disavventura. "Sono una residente abbonata
al Trevisosta. Con mia grande sorpresa lunedì ho trovato una multa sulla mia
auto che recita "Sosta in zona a pagamento senza esporre il prescritto
dispositivo" - ci scrive una lettrice via sms - il mio abbonamento
regolarmente posizionato su un lato del parabrezza è valido fino al 31 luglio
2008 e mi è costato poco meno di 200 euro anticipati. Per evitare di pagare una
multa ingiusta ho contattato vigili urbani, Actt e un legale e così mi hanno
risposto: 1) Vigili: "Aspetti che arrivi il verbale, poi sentiremo il
geppino (cosa mai avrà da dire di diverso da quello che ha scritto, a distanza
di tempo?), poi si opponga con un ricorso al prefetto o al giudice di pace, se
ritengono che lei ha ragione la sanzione viene annullata, altrimenti pagherà il
doppio e anche le spese legali"; 2) Actt: "Se sul suo tagliando c'è
un solo numero di targa possiamo sostenere le sue ragioni e intercedere per
annullare la multa. Sfortunatamente nel suo caso, che di targhe ne ha due";
3) Il legale: "Può rivolgersi al tribunale e querelare il geppino per aver
dichiarato il falso aprendo così una causa penale pluriennale dall'esito
incerto, dal domento che dovrà dimostrare (come?) che il tagliando era
esposto". Basta. Pagherò la multa. Che il mio denaro faccia buon pro a
Comune e Actt". (sa.b.).
( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cultura e spettacoli
"La banda" (premiato a Cannes) al Visionario UDINE. Premiata a Cannes
nella sezione Un certain regard, in anteprima al Visionario stasera alle 20.30
arriverà La banda, una piccola grande produzione franco-israeliana in proiezione
in lingua originale (occasione davvero rara dalle nostre parti!) e
sottotitolata in italiano. Continuano, infatti, le anteprime proposte presso
Visionario dal Cec. Dopo la vicenda tutta libanese di Caramel, la storia ricca
di umanità di Irina Palm e il cult cartoon Persepolis ora è il momento de La
banda, storia ricca di musica, nel senso più completo del termine. È la storia
vera ma surreale di una piccola banda musicale della polizia egiziana invitata
in Israele a suonare in occasione dell'apertura di un centro culturale arabo. I
musicisti sono entusiasti e impazienti ma, a causa di uno sfortunato disguido, della rigida burocrazia o per qualche altra strana ragione, nessuno dell'organizzazione
va ad accoglierli all'aeroporto e nessuno pare avere l'incarico di trasportare
i singoli membri del complesso a destinazione. Sarà così che i musicisti
incominceranno ad incamminarsi per conto loro nel tentativo di raggiungere il
luogo della manifestazione, finendo per ritrovarsi in un paesino
sperduto in mezzo al deserto, isolato e dimenticato da tutto e tutti, proprio
come loro. Poche persone ricordano questo avvenimento ma, a volte, le storie
come questa, che sembrano senza importanza, possono riservare qualche sorpresa.
( da "Tirreno, Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Viareggio Code e
proteste per i questionari del fisco Chiesti a tutti i dati catastali Sanzioni
fino a 2.000 euro Lucchesi (Pdci) "Non potevano incrociare i dati?"
LUCA CINOTTI VIAREGGIO. Bollette della luce, dell'acqua e del gas più pesanti.
Non perché più salate ma - stavolta - in senso materiale: nella buste in arrivo
in questi giorni ci sono un paio di paginette che si sono trasformate nel
calvario di tanti cittadini, soprattutto anziani. Come quelli (tanti) che ieri
si sono presentati al "punto Gaia" all'ufficio del cittadino del
comune. Tutti alle prese con la richiesta del fisco di indicare i dati
catastali della propria abitazione, e con la necessità di evitare pesanti
sanzioni. Per carità, l'intento dell'Agenzia delle entrate (alla quale le
società di servizi "girano" i dati) è lodevole: stanare chi affitta
in nero. Il problema è che il sistema adottato (stabilito già nella finanziaria
del 2005) è ricaduto per intero sulle spalle dei cittadini. Che devono,
innanzitutto, trovare il modo di procurarsi i dati catastali della propria
abitazione. In caso di proprietari, possono trovare questi dati sulle cartelle
Ici. O, in alternativa, rivolgersi a un geometra. Che, ovviamente, per questo
servizio si farà pagare qualche decina di euro. Nel caso sia un affittuario,
invece, la strada è quello di chiedere i dati al padrone di casa. Il passo
successivo è quello della compilazione. Come si saranno resi conto gli utenti
di Gaia che hanno ricevuto il questionario in questi giorni, può essere un
compito non facilissimo, soprattutto per chi non è abituato alle
"trappole" della burocrazia. Infine, bisogna restituire il tutto spedendolo per posta
(ancora una volta spendendo) alla società di servizi oppure consegnandola a
mano. Una possibilità diventata assai difficile per gli utenti viareggini di
Gaia, che si sono visti chiudere la centralissima sede di via XX settembre,
spostata nell'assai più lontana zona delle Bocchette. Un
"compito" che conviene svolgere con attenzione, visto che le sanzioni
nelle quali si può incorrere sono pesanti: dal
( da "Repubblica, La" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina X - Bologna
Artoni: "L'Emilia frena, ma non si ferma" Stringe i denti il mondo
delle imprese emiliano romagnole, rimanda a tempi migliori più alti margini di
guadagno, ma non perde quote di mercato e continua ad investire. Parlare di isola
felice, davanti ad un pil regionale che anche secondo i dati relativi
all'ultimo quadrimestre del 2007, cresce comunque di uno
( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pozzuolo. Il primo
cittadino: distruggere gli alberi dell'Abs sarebbe vandalismo, ma ogni regola
dev'essere rispettata, l'ordinanza era un atto dovuto Bosco anti-smog, il
Comune si pente ma aspetta il Tar POZZUOLO. "Un atto dovuto, ma
disponibili a trovare soluzioni positive: distruggere il bosco dell'Abs sarebbe
un atto di vandalismo". Il sindaco di Pozzuolo Mario Geatti fa il punto in
merito all'ordinanza comunale che ha bloccato i lavori, promossi
dall'acciaieria di Cargnacco, per realizzare un grande polmone verde in funzione
antipolvere e antirumore. L'ordinanza è conseguente a difformità rilevate
rispetto alla concessione edilizia, che prescriveva una sopraelevazione massima
di
( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Udine Ogni anno
oltre 500 mila turisti LA SCHEDA AQUILEIA. Un'unica regia per Aquileia,
patrimonio dell'Unesco ma anche città viva. A condurla, sarà la neonata
Fondazione che farà dialogare attorno allo stesso tavolo Ministero, Regione,
Provincia e Comune. Uno speciale ente, di natura privatistica, che si occuperà
di tutto: tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, ma anche economico,
del comprensorio. A prevederla è la legge regionale 2572006, dedicata proprio
all'istituzione della fondazione per la valorizzazione archeologica,
monumentale e urbana di Aquileia e per i finanziamenti per lo sviluppo
turistico dell'area. La programmazione della Fondazione (che sarà triennale)
terrà conto che la città non è solo un "museo a cielo aperto", ma una
città. Aquileia conta circa 3.500 abitanti, a cui si aggiungono circa 500mila
visitatori all'anno. Un intenso flusso di visitatori che comporta la necessità
di poter intervenire con la costruzione di parcheggi, con la vigilanza, verde
pubblico, servizio biblioteca, servizi igienici delocalizzati. Una serie
importante di esigenze che fino ad oggi ha dovuto fare i
conti con una burocrazia
asfissiante. Basti pensare che buona parte del territorio è vincolata. Dopo
Roma, Milano e Capua, nell'epoca dei suoi fasti la località friulana era la
quarta città d'Italia. Le raccolte dei musei rappresentano molto più di quanto
si possa desumere dai resti che si vedono in superficie, pari solo al 5% del
patrimonio che potrebbe emergere. E uno dei problemi a cui la Fondazione
dovrà dare risposta riguarda non solo l'esigenza di nuovi scavi, ma anche la
conservazione e la valorizzazione delle opere. Ad Aquileia ci sono, inoltre,
beni demaniali, strutture che lo Stato - ha denunciato in passato il sindaco Scarel
- o non ha mai terminato di ristrutturare (ad esempio l'essiccatoio del tabacco
che doveva aprire con il Giubileo del 2000) oppure non sono usufruibili (come
il museo della ceramica, finito 10 anni fa e mai aperto). La Fondazione dovrà
dare risposte anche a questo. (s.s.).
( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: MONDO data: 2008-03-12 - pag: 8 autore: Riforme. Le autorità corrono
ai ripari per l'allarme inquinamento, che getta un'ombra sulle Olimpiadi
Ministro dell'Ambiente a Pechino Creata d'urgenza la nuova figura, che
risponderà direttamente al premier Luca Vinciguerra SHANGHAI. Dal nostro
corrispondente Ambiente, energia, industria, trasporti, lavoro, edilizia e
sanità: il Governo cinese accorcia la catena di comando nei settori strategici
della politica nazionale. Ieri il primo ministro, Wen Jiabao, ha alzato il velo
sulla tanto attesa riforma amministrativa che sarà sottoposta nei prossimi
giorni all'Assemblea nazionale del popolo. Dopo l'approvazione del Parlamento
(un passaggio scontato), la Cina si ritroverà con 5 nuovi super- ministeri, una
Commissione energetica nazionale e un dicastero della Sanità con competenze
allargate al controllo di alimenti e medicinali. Frattanto, spariranno quattro
ministeri: alla fine il loro numero complessivo scenderà da
( da "Corriere di Bologna" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere di Bologna
- BOLOGNA - sezione: VUOTA - data: 2008-03-12 num: - pag: 8 categoria:
REDAZIONALE Regione Congiuntura, rallenta la crescita L'economia
dell'Emilia-Romagna continua a crescere oltre la media nazionale, ma rallenta
le performance rispetto al 2006. è quanto emerge dall'analisi congiunturale
presentata ieri da Unioncamere insieme a Confindustria e Carisbo. Lo scorso
2007 si è chiuso con Pil regionale in crescita dell'1,9 per cento: un dato
positivo (la media nazionale è +1,5) che però è inferiore di 0,2 punti
percentuali rispetto al 2006 e che ha risentito in particolare della crisi
determinata dal crollo americano dei mutui subprime e della debolezza del
dollaro. Reggono meglio l'urto le imprese inserite in un contesto di filiera.
"è da qui che bisogna ripartire", ha spiegato il presidente regionale
di Unioncamere, Andrea Zanlari. "Complessità e
incertezza del quadro internazionale - ha detto la presidente di Confindustria
Anna Maria Artoni - unite al costo dell'energia e alla debolezza del dollaro
condizionano le previsioni formulate dagli imprenditori per questo 2008. Sono
necessari interventi per abbattere i costi della burocrazia che gravano particolarmente sulle piccole aziende". d.d.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-03-12 - pag: 21 autore: Aziende caute
sulle prospettive
( da "Corriere del Veneto" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- VERONA - sezione: PRIMAPAGINA - data: 2008-03-12 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE IL VENETO E IL TOUR DI VELTRONI LA CIVILTA' RITROVATA di FAUSTO
PEZZATO C' è un'aria strana, in giro, e il Veneto l'aspira cautamente, con un
misto di diffidenza e di speranza. Sentendo che nei polmoni entra, assieme alle
polveri sottili, qualcosa di diverso. Da Rovigo a Mestre a Treviso a Padova,
dove ha pronunciato i suoi discorsi incontrando gli "indigeni" di una
terra ostile, Walter Veltroni ha avuto platee inaspettatamente folte e ben
disposte. A Treviso, soprattutto, nelle fauci del leghismo, la gente lo ha
ascoltato volentieri e non gli ha lesinato gli applausi. Dubitiamo, noi
cronisti, che questa accoglienza nella terra degli sceriffi e delle ronde, sia
dovuta, prevalentemente, al programma del Partito democratico, alle promesse di un fisco più umano, di una burocrazia meno borbonica, di aiuti più
consistenti alle famiglie, del riscatto di migliaia di giovani in balia della
precarietà. Certo, anche alle parole scritte sui fogli che Silvio Berlusconi, a
Milano, aveva incautamente stracciato davanti ai suoi fedeli. Chi
scrive, pensa piuttosto che se tanti veneti non mostrano all'ex sindaco di Roma
la faccia dell'arme ciò dipenda da un dettaglio, formale e sostanziale al tempo
stesso: è la prima volta, da oltre un decennio, che un leader di rango arriva
quassù e si comporta, si esprime, si atteggia come se, da una settimana
all'altra, la politica fosse diventata una cosa normale. Come se i nemici, gli
odiati nemici, si fossero trasformati in concorrenti con i quali si può,
pensate un po', dialogare. Senza infangarli, minacciarli, diffamarli, trattarli
da mentecatti, esporli al pubblico ludibrio nelle gogne televisive. Non
sappiamo ancora se questo ritorno alla buona educazione sia soltanto una scelta
strategica agevolata dall'indole del personaggio. Staremo a vedere. Come
staremo a vedere quanto pesano le parole da lui indirizzate agli elettori. Ma
l'arte perduta di rivolgersi agli ascoltatori con accenti e gesti civili, con
lo stile che ci si aspetterebbe da ogni persona con pubbliche responsabilità, è
andata in scena davvero nelle città e nei teatri del Veneto, in questo avvio di
campagna elettorale: ovviamente, lo spettacolo, per quanto gradevole, non è di
per sé una anticipazione del risultato. Possiamo ammettere che a una lotta
leale e senza sostanze tossiche non eravamo più abituati? Sottoscrivendo anche
la certezza che ci siano ancora, da noi e nel resto della Penisola, milioni di
italiani che non si erano affatto rassegnati all'aggressività, al sopruso ,
allo spargimento di veleni, al "divide et impera" che hanno inquinato
anche le istituzioni e caratterizzato questo decennio. Per ora, il
comportamento delle platee veltroniane testimonia appunto che siamo stanchi dei
bollettini di guerra e nostalgici di quel garbo non ruffiano, severo,
conosciuto in tempi lontani ma non dimenticato.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-03-12 - pag: 36 autore: INCHIESTA
Professioni e integrazione Le frontiere del mercato Gli immigrati entrano in
studio Sono clienti esigenti che non si fanno bloccare dalla cultura d'origine
Angela Manganaro MILANO Sta per firmare un mutuo da 100mila euro ma vuole in
cambio la penna che sta sul tavolo. è pakistano e musulmano, vive a Milano da
anni: ha iniziato come cuoco e poi ha fatto di tutto. Adesso, davanti al notaio
e i documenti pronti, si blocca. Dice al funzionario di banca: "Io firmo
solo se mi vende questa penna". Subito lo tranquillizza: "Non si
preoccupi, si tratta solo di fare una scritturina privata, devo risolvere un
problema ". Il self made man osservante trova così il modo di comprare
casa senza violare la Shari'a, la legge islamica fondata sul Corano: la sua
personale "via da seguire" ( Shari'a, in arabo) è considerare gli
interessi sul mutuo il costo della penna. Quella biro poggiata
provvidenzialmente lì lo mette al riparo dal divieto della riba, il precetto
che vieta il pagamento di tassi di interesse su denaro dato o ricevuto in
prestito. Il notaio Letterio Scordo lo racconta a "Migranti, diritto e
mediazione", convegno che si è svolto lunedì a Milano, organizzato dal
sindacato dei notai della Lombardia. Si parla dell'immigrazione che entra negli
studi e si portano casi come questo. è la prima volta che i notai organizzano
un convegno sugli immigrati e i numeri spiegano facilmente il perché: secondo
una stima Abi del gennaio scorso, il 10% dei mutui è concesso a stranieri.
Oltre a comprar casa, molti dei 4 milioni di extracomunitari che vivono
regolarmente in Italia (e producono l'8,8%del Pil)diventano imprenditori e
vanno dal commercialista, si sposano, si separano e cercano un avvocato. I
professionisti li osservano e imparano a conoscerli. "Sono svegli, si
muovono meglio degli italiani e sono già integrati, altrimenti non sarebbero
arrivati fino a noi", spiega l'avvocato Massimo Salin che presta gratuito
patrocinio a Milano. "Sono esigenti, pronti a cambiare subito avvocato se
pensano che i loro interessi non siano tutelati; se aspettano un po' di giorni
per un appuntamento sospettano di essere discriminati. Non sembrano
condizionati da cultura o religione. In un caso di separazione – ricorda Salin
– c'era in ballo anche la circoncisione del figlio: i due non erano d'accordo
ma alla fine si sono scannati sui soldi, come una normale coppia
italiana". "Hanno grinta, voglia, fame. Mancano di esperienza e
conoscenze tecniche ma ci surclassano in velocità e rapidità. Per loro non è
mai una passeggiata: hanno messo le unghie dentro un muro ", racconta
Roberto Corciulo, dottore commercialista a Udine che cura gli interessi di
imprendi-tori senegalesi, serbi, russi, bosniaci, albanesi. "Sono arrivati
a metà degli Anni '90 e hanno aperto aziende di servizi e commercio con il
Paese d'origine: si comportano bene, pagano tutto e in tempo, hanno il ricordo
del permesso di soggiorno e vogliono fare tutto in regola: non vogliono guai
con la giustizia. Non capiscono perché devono pagare tutte le nostre tasse ma
forse perchè non accedono ai servizi, come gli italiani, e non vengono accolti
a braccia aperte". Altro discorso si fa per i nuovi arrivati, alle prese con il permesso di soggiorno e la burocrazia italiana. "C'è il
problema della lingua, spesso aggravato dal fatto che non hanno un alta
scolarizzazione ", racconta Simonetta Furlan, avvocato a Firenze.
"Spesso capiscono quello che vogliono capire ma è umano, nelle difficoltà
in cui si trovano il desiderio gioca un ruolo fondamentale. Spesso
capita che mi mettano in bocca cose che non ho detto: sono in realtà le loro
speranze. Altre volte ho la sensazione che non si fidano perché sono una donna
". La differenza uomo-donna salta fuori spesso, soprattutto tra gli
islamici che non conoscono la comunione dei beni. "Una coppia di
marocchini deve comprare un immobile a uso commerciale – racconta il notaio
Gianfranco Benetti – la signora si presenta con il volto coperto, ma occhi
scuri e attenti. Si rivolge costantemente al marito prima di ogni frase, si
esprime in perfetto italiano e mostra di conoscere bene l'attività che dovrà
svolgere. Alla mia richiesta di identificazione alza per alcuni secondi il
velo: non prima però di aver rivolto uno sguardo al marito e ottenuto un tacito
assenso". "Un portiere cingalese, sposato con una filippina, vuole
comprare casa e chiedere un mutuo senza dire niente alla moglie", dice il
notaio Giampaolo Cesati, che non sapendo se applicare il diritto dello Sri
Lanka o quello delle Filippine opta per la legge italiana. "Malgrado le
vibranti proteste del marito ho imposto di comprare casa a metà". A volte
capita però che sia il diritto italiano a piegarsi alle leggi islamiche. è
successo un anno fa: una sentenza del Tribunale di Milano ha riconosciuto
valido il matrimonio al telefono tra due pakistani, nullo in Italia ma valido
in Pakistan. Con la mancanza di tempo che c'è in giro, potrebbe fare scuola.
angela.manganaro@ilsole24ore.com GLI OSTACOLI Chi arriva nel nostro Paese deve
misurarsi con la burocrazia a partire dal rilascio del
permesso di soggiorno.
( da "Corriere del Veneto" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- PADOVA - sezione: PADOVA2A - data: 2008-03-12 num: - pag: 7 categoria:
REDAZIONALE Maserà Si marcia anche se si vota MASERA' - Ce l'hanno fatta. Hanno
vinto la gara più importante combattuta quest'anno, quella
contro la burocrazia.
Tirano un sospiro di sollievo gli atleti del "Gruppo Podisti Maserà":
da mesi stavano preparando la 35ma edizione della "Pian Pianeo",
ormai una "classica" del podismo amatoriale. Un'edizione particolare,
con oltre 2.500 partecipanti previsti, che però rischiava di saltare. La
data fissata, quella del 13 aprile, coincide con le elezioni politiche e
amministrative e il commissario prefettizzio, nemmeno un mese fa, aveva
annunciato che tutto doveva saltare. Troppi problemi nel garantire l'ordine
pubblico, aveva sentenziato il commissario che regge il Comune fino al voto.
Una doccia fredda che aveva provocato una mezza rivolta: pubblicità già partita
in tutto il Veneto, le sponsorizzazioni che rischiano di saltare. A molti era
pure sembrata un'assurdità "burocratica": nello stesso giorno infatti
a Mira si tiene una manifestazione podistica anche più grande e negli stadi di
tutta Italia si giocano le partite del campionato. Nonostante il voto. Proprio
per questo, appelli erano stati fatti a tutti i livelli. Ed evidentemente hanno
avuto effetto. "Siamo contentissimi - annuncia Antonio Qualdi, il
presidente del gruppo podisti - . Tutta la macchina può ripartire. Ci faremo
aiutare da tre vigili urbani presi in prestito dai comuni vicini e schiereremo tutti
i volontari, dalla Protezione civile ai donatori di sangue, ai ciclisti che
hanno deciso di darci una mano. Sono loro che voglio ringraziare assieme a
tutti i dipendenti comunali che ci hanno aiutato a far capire al commissario
prefettizio che le elezioni non potevano impedire lo svolgimento di una
manifestazione sportiva che è ormai diventata un appuntamento fisso per la
nostra comunità ".
( da "Messaggero, Il (Marche)" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Omie locali sono
stati dibattuti nella pubblica assemblea del Pd sul tema La Regione e gli Enti
Locali per lo sviluppo dei territori, che ha avuto luogo nell'Auditorium della
Biblioteca Comunale. Al prossimo Governo è stato chiesto lo
snellimento della burocrazia e un rapporto diretto tra Stato e Comuni, evidenziando la scarsa
utilità delle Province. Hanno relazionato gli on. Linda Lanzillotta e Pietro
Colonnella, il vicepresidente della Regione Luciano Agostini, il sindaco
Giovanni Gaspari. Sono intervenuti i dipendenti della Foodinvest di
Porto d'Ascoli e della cartiera Ahlstrom di Ascoli, sollecitando il ministro a
garantire il lavoro agli 86 operai della Foodinvest e ai 296 della Ahlstrom.
L'on. Lanzillotta ha assicurato che informerà il ministro del lavoro Cesare
Damiano, mentre l'on. Colonnella ha ricordato che al dicastero delle Attività
Produttive è stato istituito un tavolo sulla crisi dell'agroindustria. Dal
pubblico è stato sollevato il caso della gestione delle candidature,
sottolineando che la mancata riconferma di Colonnella farà perdere un
rappresentante del territorio a Roma. Con la candidatura di Agostini, invece,
in Regione mancherà un importante riferimento per il piceno. La Lanzillotta ha
parlato di una riforma degli Enti locali tendente a rendere autonome le Regioni
"che sia da pungolo a quelle rimaste indietro, per mettersi al passo con i
tempi". Gaspari ha fatto presente che l'ente Provincia allunga i tempi
delle pratiche, soprattutto quelle urbanistiche. Ha lamentato che il Comune nel
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di MARCELLO
GUERRIERI NARNI La ex Spea si allontana, nonostante l'impegno, nonostante il
desiderio del Comune di Narni di poterla far diventare elemento di produzione. E si allontana per colpa della burocrazia che mai in Italia, soprattutto, lascia andare un bene dello
stato. Il sindaco Stefano Bigaroni ha sostenuto in Consiglio Comunale che sotto
certi aspetti la pratica si è snellita in quanto tutti i documenti hanno
abbandonato il Ministero della Difesa per arrivare all'Agenzia del Demanio.
Gli ostacoli, se possibile, sono comunque diventati più ardui in quanto se
dovesse essere il Comune a presentare un'offertaper l'acquisto, l'Agenzia
darebbe immediatamente le chiavi. Ma si parla di milioni di euro che il Comune
al momento non ha, anche se potrebbe trovarli con un mutuo. Se invece fosse un
privato ad essere interessato a quell'area, come spesso si era ipotizzato, ecco
che scatta la burocrazia: ci sarebbe la necessità di
una gara pubblica per l'aggiudicazione: "I tempi sarebbero
lunghissimi", spiega il Sindaco. Che fare allora? E' questo che il Sindaco
ed il suo legale vanno cercando in questi giorni alla sede centrale
dell'agenzia del demanio, a Roma, per chiedere lumi, per cercare di comprendere
quello che si dovrà costruire. Il Comune è ancora interessato ad una sorta di
parco giochi ed in tal senso ha adattato il proprio Piano regolatore ma dai
tempi di Mirabilandia Due troppa acqua è passata sotto i ponti, troppi
pretendenti si sono affacciati e poi spariti di fronte al muro di gomma della burocrazia, che era stata attaccata sia quando al governo
c'era il centro sinistra che quando era presente il centro destra: risultato
identico. Di certo quella vocazione rimane appetibile ma dopo trent'anni di
battaglie senza che nessuno sia riuscito a cavare fuori un ragno da un buco
sembrano fiaccare la resistenza anche dei più ottimisti, anche di quelli
convinti che una volta la ex Spea ed i suoi
( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del
12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Per l'economia
romana Gianni Alemanno ha un'idea, con un chiaro sfondo politico: "Abbiamo
preso un impegno con le piccole e medie imprese per liberarle dalla cappa di
piombo del sistema di potere del centrosinistra". Dopo l'incontro con i
rappresentanti della Federlazio - associazione che raggruppa le Pmi della
regione - il candidato sindaco del Pdl riferisce di due grandi problemi da
risolvere per il sistema imprenditoriale romano: "Bisogna
smantellare la holding Comune di Roma e liberare le piccole e medie imprese dal
rapporto negativo che hanno con la burocrazia - spiega l'ex ministro - Inoltre, bisogna intervenire sulla
gestione degli appalti in particolare sull'abuso dei grandi gruppi sui mega
appalti a scapito delle piccole e medie imprese". Sono due le strade
percorribili, secondo Alemanno. E cioè "un dialogo diretto con i
grandi gruppi oppure far crescere le piccole e medie imprese perché possano
consorziarsi per partecipare ai grandi appalti in un'ottica che privilegi il
marketing territoriale". Precondizione a tutto questo, ci tiene a ribadire
il candidato sindaco, "è la sicurezza e il controllo del territorio, temi
su cui ci confronteremo anche con i nostri sfidanti: infatti abbiamo ottenuto
che ci siano confronti diretti prima del voto". Sul tema della sicurezza
sul lavoro Alemanno ha intenzione di aprire con Rutelli un dialogo su cinque
proposte: completare i regolamenti attuativi del protocollo sulla sicurezza;
convocare una conferenza sulla sicurezza nei luoghi di lavoro fra Comune,
Regione e Provincia, e da questa tracciare un percorso per costituire
un'anagrafe informatica unificata delle infrazioni accertate e sanzionate.
Secondo Alemanno è importante definire un valore premiante per le imprese che
hanno sempre rispettato la legge alle quali andrà anche un riconoscimento della
qualità e della sicurezza. Infine, "bisogna costituire un'unità
specializzata della polizia municipale in grado di programmare, con le altre
forze di polizia un'azione non improvvisata per porre fine al problema del
caporalato". Il candidato del Popolo della libertà parla anche di
programma: "Il nostro lavoro programmatico si concluderà sabato con la
firma del "Patto con Roma" a Corviale, con Silvio Berlusconi e
Gianfranco Fini. Di questo ci saranno alcuni punti, tra cui la sicurezza sul
lavoro, che vogliamo tentare di condividere con Francesco Rutelli, perché
questi devono essere una certezza per i cittadini romani". Una volta
firmato il patto con Roma, aggiunge Alemanno, "chiederemo a Rutelli di
condividerli". Tra i temi che il candidato a sindaco per il Pdl ha
proposto di far condividere anche al candidato del centrosinistra, c'è quello
legato a "Roma Capitale", con una "riforma della governance,
riducendo a uno", per l'area romana, "il livello degli enti
istituzionali di Comune, Provincia e Regione". Una riduzione Alemanno la
prevede anche per il numero degli assessori capitolini: "L'idea dello
snellimento è prevalente nella nostra testa, sia a livello nazionale, sia a
livello locale" dove "la giunta Veltroni è stata abbastanza
ipertrofica". Ieri il candidato sindaco del Pdl ha incontrato anche il
sindacato Ugl: "Valutiamo positivamente l'idea di fare un tavolo condiviso
dagli schieramenti - commenta il segretario della Ugl di Roma e Lazio, Luca
Malcotti - che assuma impegni precisi sulla sicurezza nei posti di lavoro e su
un modello di concertazione non formale, ma dove le proposte delle forze
sociali siano tenute nella giusta considerazione". Fa.Ro.
( da "marketpress.info" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Reggio Calabria, 12
marzo 2008 - Il Vicepresidente della Giunta regionale Domenico Cersosimo ha
ricevuto il Console generale della Federazione russa in Sicilia e in Calabria,
Mikhail Kolombet. All'incontro hanno anche partecipato il Capo ed il vece Capo di
Gabinetto Michele Lanzo e Roberta Porcelli, il dirigente "Promozione
turistica" dell'Assessorato regionale al turismo Pasquale Anastasi, il
presidente dell'Aeroporto Sacal di Lamezia Terme ed il consulente della Sacal
Osvaldo Spagnoli. Nel corso della riunione sono stati affrontati, in modo
particolare, i temi della cooperazione legati al turistico, ai trasporti ed
all'agricoltura. Il vicepresidente Cersosimo, dal canto suo, ha parlato di due
linee di intervento nei rapporti tra la Regione e la Russia: la prima ? ha
detto ? deve essere l'istituzione di un volo diretto tra la Calabria e la
Russia. "È la cosa primaria da fare - ha detto - perché crediamo che
quando arriva un nuovo volo in Calabria, un nuovo collegamento, si apre una
prospettiva, un solco da cui far nascere occasioni di sviluppo economico. La
seconda via da seguire ? ha aggiunto Cersosimo ? è legata agli scambi, alla
cooperazione già esistente tra la Regione Calabria e il Krasnodar. Rapporti
rivolti soprattutto agli scambi del settore agroalimentare". Il presidente
della Sacal, da tempo impegnato nella ricerca di un vettore che colleghi
direttamente Lamezia Terme alla Russia, ha chiesto al Console Mikhail Kolombet
di avviare ogni utile iniziativa tendente a superare i problemi burocratici
talvolta legati al rilascio dei visti per giungere in Russia o per sbarcare in
Calabria. Problemi che lo stesso Console ha dichiarato di voler affrontare
istituendo, proprio all'interno della stazione aeroportuale di Lamezia Terme,
un ufficio del Consolato russo, con lo specifico intento di
facilitare il superamento di questioni legate alla burocrazia. Ma il Console Kolombet si è impegnato, soprattutto, a trovare
una compagnia di volo russa disposta a creare collegamenti diretti con la
Calabria, così come avviene già in Sicilia dove, attraverso i due aeroporti di
Catania e Palermo, esistono già due voli settimanali economici. "la
Calabria ? ha detto il Console ? è una terra che può offrire le giuste
opportunità ai turisti russi in quanto ha una qualità insita nel territorio
molto alta ma anche uno standard di prezzi molto bassi. Entro pochissimo tempo
? ha concluso il Console Kolombet ? avvieremo certamente un collegamento
diretto con la Russia". . <<BACK.
( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sud sezione: IN
PRIMO PIANO data: 2008-03-12 - pag: 4 autore: Gli imprenditori: "Serve una
svolta per il rilancio" PALERMO I vertici sono al lavoro ma già forze
economiche e sociali hanno ben chiaro quali debbano essere le priorità del
prossimo governo regionale. Le parole che circolano con più insistenza sono
due: modernizzazione e discontinuità. Di discontinuità rispetto al passato
recente e meno recente parla per esempio Mario Filippello, segretario regionale
della Confederazione naziona-le dell'artigianato ( Cna):"Bisogna – dice
Filippello – rompere con la tradizione della Regione- Stato che è invadente e
interventista ed è straripata nell'ambito dell'economia. è necessario abbattere
questo Moloch e combattere l'invadenza della burocrazia e degli apparati. Ecco perché
è necessario riformare la Regione snellendola liberando le risorse per metterle
a disposizione delle attività economiche private che vogliono intraprendere e
svilupparsi". Un pensiero in linea con quanto già dichiarato dal
presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello proprio al Sole 24Ore:
un'intervista in cui il presidente degli industriali siciliani chiedeva alla
politica di fare un passo indietro rispetto all'economia. Per le imprese,
soprattutto quelle medio-piccole, è tempo di svolta. Lo Bello ha anche
annunciato che Confindustria Sicilia presenterà nei prossimi giorni un decalogo
sulla scia di quanto avvenuto a livello nazionale con il documento presentato
alle parti in corsa per Palazzo Chigi da Confindustria nazionale. Intanto sui
temi dello sviluppo interviene chiaramente Marco Venturi, presidente della
Piccola industria di Confindustria: "Finora alle imprese è mancato il
mercato – dice Venturi – e molte aziende sono cresciute confidando solo nei
finanziamenti pubblici. Noi oggi diciamo che alle imprese serve il mercato con
regole chiare e trasparenti e non servono più finanziamenti a fondo perduto. E
poi servono una vera sburocratizzazione con alleggerimento degli apparati e
semplificazione amministrativa". Gli imprenditori chiedono dunque riforme,
a partire dai Consorzi Asi: "Noi –dice Venturi –sosteniamo che le aree di
sviluppo industriale debbano essere gestite dalle imprese che vi sono
insediate. Ma interventi sono necessari anche per quanto riguarda Camere di
commercio e Province. Soprattutto per definire con chiarezza i compiti nel
settore del marketing territoriale". Da non sottovalutare, per il
presidente dei costruttori siciliani Salvatore Arcovito "l'importanza
delle infrastrutture su cui è necessario intervenire con urgenza potenziando lì
dove è necessario potenziare. Ma va detto anche che è necessario approvare la
legge urbanistica di cui si parla da anni ma che è rimasta un a grande
incompiuta ". Non è un caso che al tema della legge urbanistica dedichi
ampi passaggi la Consulta degli ordini degli ingegneri al cui vertice c'è
Gaetano Fede: "Nel corso delle ultime due legislature –si legge nel
documento preparato dalla Consulta – è stata data grande importanza al varo di
una nuova legge regionale in campo urbanistico che, dovendo rappresentare un
testo unico sulle problematiche del territorio in senso lato, sarebbe più
opportuno definire del Governo del territorio. Purtroppo il disegno di legge
governativo proposto già dalla prima Giunta Cuffaro non è riuscito a giungere
ancora in aula, e pertanto sarà necessario impegnarsi, a nostro avviso, nella
prossima legislatura, con priorità assoluta su tale argomento".
Confindustria Sicilia. Il presidente Ivan Lo Bello IMAGOECONOMICA Gli
artigiani. Il segretario della Cna Mario Filippello.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Attualità Veltroni
con la Chiesa: intervenire sui salari Ma per il leader del Pd bisogna ridurre
anche le tasse: "Se stiamo fermi andiamo a picco" Il candidato
premier a Vicenza con Calearo e Nerozzi Anche una contestazione degli attivisti
contro la base Usa ROMA. Bene il cardinal Bagnasco: bisogna intervenire subito
sui salari e poi abbassare le tasse. Bisogna far ripartire in fretta l'Italia
perché spira un vento di recessione e "se stiamo fermi andiamo a
picco". E, dunque, niente lotta di classe, come predica Bertinotti, ma
piuttosto un "patto fra produttori, fra imprenditori e operai",
perché sono sulla stessa barca. Walter Veltroni fa tappa nel Nord-Est, fra
Vicenza e Padova, e sulla questione fiscale esprime sintonia con il presidente
dei vescovi italiani. "Ho ascoltato con grande interesse le parole di Bagnasco.
Ha ragione a dire che l'intervento a favore dei salari e delle famiglie deve
essere un tema di grande convergenza". Ricorda di aver proposto nelle
scorse settimane un intervento immediato, anche prima del voto, "perché la
situazione per le famigle è molto grave". Un emendamento che però avrebbe
avuto bisogno dell'unanimità delle forze politiche, mentre Forza Italia si è
opposta. "Sono davanti a noi mesi difficili a causa di una congiuntura
molto ostica", ha avvertito ieri. Per questo "dobbiamo far ripartire
la domanda interna in modo da sostenere la crescita. E per farlo è necessario
intervenire sulla riduzione della pressione fiscale". Nello stesso tempo,
aggiunge il segretario del Pd, sono necessarie misure di "sostegno fiscale
alle imprese" specie quelle per incentivare la "stabilizzazione dei
precari". A Vicenza Veltroni chiama a stringersi la mano sul palco Massimo
Calearo e Paolo Nerozzi, imprenditore il primo, segretario confederale Cgil il
secondo, tutti e due candidati del Pd in queste elezioni. Un gesto per
simboleggiare il patto fra produttori di cui c'è bisogno, ma che, assicura,
rappresenta anche "l'identità di un partito nuovo che vuole unire il
Paese". Non esistono più le grandi imprese o i grandi imprenditori di un
tempo, sostiene infatti Veltroni: "E allora con chi si deve fare questa
lotta di classe? Con quei milioni di operai che hanno avuto la forza di
rischiare e diventare imprenditori?". Per il segretario del Pd bisogna
chiudere con le "ideologie di un tempo passato". Perché "non credo
che gli operai di una piccola impresa si sentano contro i padroni". A
Vicenza qualche decina di attivisti del movimento "No Dal Molin",
schierato contro l'allargamento della base americana, contesta però il
segretario del Pd fuori dall'auditorium e qualcuno cerca anche di salire sul
pullman. Veltroni continua a mostrarsi ottimista sul prossimo voto. "Ora
siamo a quattro punti, quattro punti e mezzo di distanza, manca ancora un mese
e cresciamo quotidianamente. Nel Pdl erano convinti di vincere le elezioni
andando a spasso, ora sono terrorizzati perché tutti i sondaggi ci danno in
recupero". A Ferrara, proprio nel giorno delle polemiche su Ciarrapico,
chiama accanto a sè sul palco Shlomo Venezia, uno degli ebrei sopravvissuti
alla deportazione nel campo di Auschwitz. "Un uomo eccezionale",
sottolinea, per cui chiede l'applauso di tutta l'Italia. Sul risanamento dei
conti pubblici, nonostante la situazione drammatica e l'handicap della
coalizione, "Prodi ha fatto un lavoro eroico", ha detto Veltroni dal
palco della piazza di Ferrara, nel giorno in cui Bankitalia ha fornito i dati
sul miglioramento dei conti pubblici e sul calo del debito pubblico, tributa
gli onori al presidente del Consiglio. "Ha fatto un lavoro eroico in
condizioni politiche difficilissime" - ha detto il candidato premier del
Partito democratico -, non solo con ministri che scendevano in piazza contro il
loro stesso governo, ma con "dichiarazioni che sembravano fatte come se
stessero in un altro posto a prendere il sole". Ma nella roccaforte della
Lega attacca anche il Carroccio. La Lega, sostiene infatti, ormai da anni ha un doppio volto: "Annuncia la secessione
nei discorsi della domenica, poi il lunedì fa gli accordi a Roma". Del
resto, ribadisce, il centro-destra ha governato per 6 anni e non è cambiato
niente. "Nessuno ricorda una stagione di liberalizzazioni,
modernizzazioni, lotta alla burocrazia". Andrea Palombi.
( da "Secolo XIX, Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
C'eravamo tanto
amati Gli imperiesi ricorrono sempre più spesso ai tribunali di Sua Maestà. E
la sentenza è valida anche in Italia Imperia. Gli imperiesi preferiscono
divorziare all'estero, in Inghilterra soprattutto, dove il Tribunale di Sua
Maestà in sei mesi apre e chiude la pratica, facendo risparmiare molto tempo
agli ex coniugi senza dover attendere anni come una "normale" causa
istruita in Italia. Bastano poche firme, aspettare le decisioni del giudice
direttamente in Italia senza neppure andare in Inghilterra e ognuno uscirà
libero di aprire una nuova fase della propria vita. Tutto ciò contribuisce a
rendere più agevole il quotidiano degli imperiesi
sottraendoli alle unghie della burocrazia in un momento amaro della vita come quello delle separazioni
coniugali E di imperiesi che ora decidono di avviare cause di divorzio sprint
ce ne sono davvero molti come conferma l'avvocato Tito Schivo: "Ci sono
già molti casi in cui ho ricevuto richieste di pareri in ordine alla validità
del procedimento. Questa formula è possibile, ma è assolutamente
necessario - evidenzia il legale imperiese - che uno dei due coniugi abbia il
domicilio in Inghilterra, cioè il luogo dei propri interessi. In questo caso il
procedimento viene avviato da uno studio legale britannico con il quale abbiamo
già avuto contatti". Affinché le cause di divorzio vengano legittimate
dalla County Court è assolutamente necessario avere prima di tutto un proprio
domicilio in Inghilterra. Viceversa le istanze rischiano di essere rigettate
dal giudice. Una volta che il magistrato esamina gli atti del procedimento
emette un "decree nisi". E' bene precisare però che non si tratta
della sentenza finale, ma di una pre sentenza che attesta che si può ottenere
il divorzio. Dopo sei settimane e un giorno dalla data di notifica del
nullaosta si presenta una petizione per richiedere l'emissione della sentenza
di divorzio definitiva che generalmente arriva dopo qualche settimana.
"Una sentenza inappellabile, passata in giudicato e quindi trascrivibile
anche in Italia senza dover farla riconoscere da nessun tribunale - aggiunge il
legale imperiese - E' infatti lo stesso tribunale inglese alla luce, del
Regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio del 27/11/2003 pubblicato sulla
Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea numero 338 del 23/12/2003, a inviare
la trascrizione agli uffici comunali competenti". I divorzi veloci
sembrano essere diventati quindi il sistema più gradito dalle coppie in crisi
imperiesi. Altri studi legali della provincia, infatti, hanno ricevuto diverse
richieste di informazioni per avviare "cause sprint" all'inglese.
"Non c'è da stupirsi - dice l'avvocato Tito Schivo - le procedure per
ottenere il divorzio nel nostro Paese obbligano quasi sempre i coniugi ad
attendere oltre tre anni di tempo dalla separazione. Quindi per evitare questo
calvario, molte coppie scelgono di vivere separati senza divorziare. In
Inghilterra, invece, questo sistema funziona diversamente tanto che non è
neppure necessario avviare un procedimento di separazione prima del divorzio.
Certo, nessuno auspica che i divorzi aumentino, tuttavia dobbiamo prendere atto
che non è la complessità della legge che può fermare la libertà di scelta.
Anche di quelle più difficili". Giò Barbera 12/03/2008 ' 12/03/2008 CAUSE
SPRINTa londraIn Gran Bretagna non è neppure necessario avviare il processo di
separazione Tito Schivoavvocato 12/03/2008.
( da "Libertà" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
2 ATTUALITÀ
mercoledì 12 marzo 2008 Veltroni: bene la Chiesa su salari e famiglie Il leader
democratico a Vicenza contestato da attivisti del "No Dal Molin" ROMA
- Bene il cardinal Bagnasco: bisogna intervenire subito sui salari e poi
abbassare le tasse. Bisogna far ripartire in fretta l'Italia perché spira un
vento di recessione e "se stiamo fermi andiamo a picco". E dunque
niente lotta di classe, come predica Bertinotti, ma piuttosto un "patto
fra produttori, fra imprenditori e operai", perché sono sulla stessa
barca. Walter Veltroni fa tappa nel Nord Est, fra Vicenza e Padova, e sulla
questione fiscale esprime sintonia con il presidente dei vescovi italiani.
"Ho ascoltato con grande interesse le parole di Bagnasco. Ha ragione a
dire che l'intervento a favore dei salari e delle famiglie deve essere un tema
di grande convergenza". Ricorda di aver proposto nelle scorse settimane un
intervento immediato, anche prima del voto, "perché la situazione per le
famigle è molto grave". Un emendamento che però avrebbe avuto bisogno
dell'unanimità delle forze politiche, mentre Forza Italia si è opposta.
"Sono davanti a noi mesi difficili a causa di una congiuntura molto
ostica", ha avvertito ieri. Per questo "dobbiamo far ripartire la
domanda interna in modo da sostenere la crescita. E per farlo è necessario
intervenire sulla riduzione della pressione fiscale". Nello stesso tempo,
aggiunge il segretario del Pd, sono necessarie misure di "sostegno fiscale
alle imprese" specie quelle per incentivare la "stabilizzazione dei precari".
A Vicenza Veltroni chiama a stringersi la mano sul palco Massimo Calearo e
Paolo Nerozzi, imprenditore il primo, segretario confederale Cgil il secondo,
tutti e due candidati del Pd in queste elezioni. Un gesto per simboleggiare il
patto fra produttori di cui c'è bisogno, ma che, assicura, rappresenta anche
"l'identità di un partito nuovo che vuole unire il Paese". Non
esistono più le grandi imprese o i grandi imprenditori di un tempo, sostiene
infatti Veltroni: "E allora con chi si deve fare questa lotta di classe?
Con quei milioni di operai che hanno avuto la forza di rischiare e diventare
imprenditori?". Per il segretario del Pd bisogna chiudere con le
"ideologie di un tempo passato". Perché "non credo che gli
operai di una piccola impresa si sentano contro i padroni". A Vicenza
qualche decina di attivisti del movimento "No Dal Molin", schierato
contro l'allargamento della base americana, contesta però il segretario del Pd
fuori dall'auditorium e qualcuno cerca anche di salire sul pullmann. Riguardo al
prossimo voto continua a mostrarsi ottimista. "Ora siamo a quattro punti,
quattro punti e mezzo di distanza, manca ancora un mese e cresciamo
quotidianamente. Nel Pdl erano convinti di vincere le elezioni andando a
spasso, ora sono terrorizzati perché tutti i sondaggi ci danno in
recupero". A Ferrara, proprio nel giorno delle polemiche su Ciarrapico,
chiama accanto a sè sul palco Shlomo Venezia, uno degli ebrei sopravvissuti
alla deportazione nel campo di Auschwitz. "Un uomo eccezionale",
sottolinea, per cui chiede l'applauso di tutta l'Italia. Ma nella roccaforte
della Lega attacca anche il Carroccio. La Lega, sostiene infatti, ormai da anni
ha un doppio volto: "Annuncia la secessione nei discorsi della domenica,
poi il lunedì fa gli accordi a Roma". Del resto, ribadisce, il
centrodestra ha governato per 6 anni e non è cambiato niente. "Nessuno
ricorda una stagione di liberalizzazioni, modernizzazioni, lotta alla burocrazia. Non c'è stato in quel quinquennio un periodo
come in Inghilterra con la Thatcher o in Spagna con Aznar, ma 5 anni in cui si
è pensato più agli interessi particolari che a quelli generali". Andrea
Palombi © LIBERTA'.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pordenone "Ora
possiamo conquistare i voti del centro-destra" Bolzonello dopo il comizio
al Forum: con la svolta di Veltroni, la provincia può cambiare
"colore" politico "E' vero, si può fare, ci sono tutte le
condizioni perché il buongoverno che il centro-sinistra ha prodotto in questi
anni nel territorio della provincia di Pordenone e in Regione si possa tradurre
in un consenso alle elezioni politiche". Il giorno dopo il comizio di Walter
Veltroni al Forum di Pordenone, gremito da 3 mila 500 persone, il sindaco
Sergio Bolzonello non nasconde la sua soddisfazione. E indica una meta per il
Partito democratico che è lo sfondamento verso il centro politico che negli
anni passati ha guardato a destra. "Il 13 e 14 aprile - afferma - ritengo
sia possibile fare quello che siamo riusciti a compiere a Pordenone nel 2006.
Alle comunali la nostra coalizione ha ottenuto il 64 per cento dei consensi,
erodendo in maniera significativa il bacino del centro-destra. Non altrettanto
è avvenuto, lo stesso giorno, con le politiche, che hanno visto primeggiare in
città il centro-destra". Secondo Bolzonello lo strabismo degli elettori
questa volta può essere "corretto" a vantaggio del centro-sinistra.
"Quella di Veltroni - afferma - è una proposta forte di cambiamento della
politica. Lo strappo dalla sinistra radicale ci ha consentito di poter liberare
energie e proposte programmatiche importanti e innovative. Veltroni a Pordenone
ha avanzato dei concetti su fisco, burocrazia, infrastrutture e giustizia che parlano direttamente a
quell'elettorato che in passato è stato convinto dal centro-destra, rimediando
però delle sonore delusioni. E la risposta c'è e si è vista nel pubblico
dell'altra sera: tanti giovani, ma anche molta gente comune, non
"inquadrata" nei partiti, che è venuta ad ascoltare
Veltroni". Bolzonello non lo dice, ma la soddisfazione è stata notevole
quando il leader del Pd ha riconosciuto il ruolo da lui svolto come referente
regionale dei veltroniani in occasione delle primarie. (ste.pol.).
( da "Libertà" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
7 ECONOMIA mercoledì
12 marzo 2008 Allarme Cia Aumenti record per concimi e mangimi ROMA -
L'impennata delle materie prime sui mercati internazionali, in particolare il
petrolio, stanno mettendo in ginocchio le imprese agricole, sempre più strette
nella morsa degli aumenti dei costi di produzione, che nel solo mese di gennaio
hanno fatto registrare una crescita dell'8,5 per cento rispetto all'analogo
periodo dell'anno precedente. Una cifra ben più consistente di quella che si è
avuta nell'intero 2007: più 6,1. A sottolinearlo è la Cia-Confederazione
italiana agricoltori sulla base dei dati Ismea. Un trend che ha visto segnare
record -avverte la Cia- come quelli dei concimi (più 26,1 per cento) e dei
mangimi (più 23,6 per cento). Da non sottovalutare anche gli effetti del "caro-petrolio"
che, sempre a gennaio, ha determinato un incremento dei prezzi dei carburanti
(più 4,4 per cento), dell'energia elettrica (più 3,4 per cento) e dei
lubrificanti (più 12,3 per cento). A questi si aggiunge la lievitazione delle
sementi (più 4,5 per cento). I settori che hanno maggiormente risentito di
questa frenetica corsa al rialzo delle materie prime sono state le imprese di
allevamento (soprattutto bovini e bufalini con un più 18,1 per cento) e quelle
che coltivano frumento (più 9,2 per cento), riso (più 8,2 per cento), mais (più
9 per cento) e ortofrutta (più 4 per cento). Ad aggravare la situazione,
peraltro, già difficile per gli agricoltori, si sono aggiunti gli oneri
previdenziali e quelli di carattere burocratico. Oneri pesanti che si traducono
in forte ostacolo alla crescita economica delle imprese, con incidenza negativa
notevole sull'occupazione e la competitività. Non a caso, la Cia proprio per
combattere il "mostro" della burocrazia ha
promosso una Petizione popolare raccogliendo migliaia di firme in tutta Italia.
© LIBERTA'.
( da "Denaro, Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Campania Gli
industriali: La politica ci ha dimenticati "E' inaccettabile. Il
Mezzogiorno ancora una volta escluso dai programmi politici di centrodestra e
centrosinistra. Di questo passo il Sud morirà". E' un coro unanime quello
che si leva dalle fila degli imprenditori, che sostengono le accuse dell'ex
leader di Confindustria Antonio D'Amato ai programmi elettorali, poco incisivi
sui temi delle riforme e del Mezzogiorno. E in effetti, gli impegni scritti dei
due schieramenti nominano le parole "Sud" e "Mezzogiorno"
quattordici volte in tutto. Un po' poco, secondo gli imprenditori, per
consentire una rilancio territorio. Genny Giordano --> Gli imprenditori non
sono soddisfatti. Rivendicano un'attenzione maggiore per il Sud da parte dei
due schieramenti elettorali. Pretendono di più delle quattordici volte in cui
le parole "Mezzogiorno" e "Sud" vengono utilizzate da
Veltroni e Berlusconi nei loro programmi. Temono che, continuando così, la
Campania possa "morire definitivamente". E' l'impressione che se ne
ricava a sentirli, uniti anche dall'appoggio alla scelta dell'ex numero uno di
Confindustria, Antonio D'Amato, di rifiutare la proposta del leader del Pdl,
Silvio Berlusconi, che lo voleva candidato nella Circoscrizione Campania 1.
Carlo Boffa, vicepresidente Confindustria Campania, è preoccupato: "Che
nei programmi di entrambi gli schieramenti il Mezzogiorno manchi è un fatto
estremamente negativo. Il discorso viene con ostinazione ignorato dalla
politica. Eppure versiamo in una situazione molto grave". Boffa insiste:
"Siamo completamente allo sbando. Mi preoccupano soprattutto le giovani
generazioni, che non riescono a trovare collocazione nel lavoro. Come
industriali ci saremmo inoltre aspettati una maggiore attenzione all'ambiente,
al territorio e agli investimenti per le Pmi. E sono d'accordo con D'Amato
quando ha rifiutato la proposta di Berlusconi. Se si deve impostare una
strategia politica, lo si deve fare con una squadra coerente". Posizione
condivisa da Carlo Cicala, presidente di Confindustria Caserta, che ricorda
come "qui del Sud non c'è traccia, non solo nei programmi di Pd e Pdl, ma
anche nelle azioni dei governi che si sono succeduti negli ultimi dieci anni.
". Qual è il nodo da sciogliere, allora? "Al Sud governi e partiti
guardano solo alla capacità di consenso, ma non pensano a mettere in campo
politiche capaci di ridurre il gap con il Nord. Anche in questa campagna
elettorale i leader hanno scelto il Sud solo per fare vetrina". Poi scende
in dettaglio: "Mancano progetti concreti a sostegno del credito, delle
politiche sull'energia, delle forme di premialità, produttività e detassazione
del reddito da lavoro dipendente". Costanzo Iannotti Pecci, presidente
nazionale di Federterme, fa invece notare la genericità dei due programmi:
"Pd e Pdl presentano proposte molto simili, senza nessuna
particolarità" dice -. "Si parla di piani di investimento, ma nessuno
accenna a dove prendere i soldi per quei piani. Il tema centrale, però, va
inquadrato nella mancanza di una forza politica che ponga al centro del suo
interesse lo sviluppo del Mezzogiorno. In questo senso va inquadrato il rifiuto
di D'Amato". Quando dal Sud ci si sposta a parlare di Campania, Iannotti
Pecci si incupisce: "Per la Campania il dato diventa ancora più grave, a
causa della drammaticità dell'ultima emergenza rifiuti che ha danneggiato anche
il settore turismo. Mi auguro comunque che dopo il passaggio elettorale si
riesca in un'opera di sensibilizzazione per rilanciare le imprese. Guardando,
però, alle liste, mi sembra che manchino personalità in grado di fare
questo". Altrettanto sfiduciato è Cosimo Rummo, presidente di
Confindustria Benevento, che analizza la situazione delle Pmi: "Non ci
sono in atto strategie, e mancano del tutto riforme strutturali. I veri
problemi sono quelli arrecati alle piccole e medie imprese, che al Sud
costituiscono quasi il 99 per cento del tessuto produttivo. Non risolvere i
problemi legati al Mezzogiorno , tra cui quello della burocrazia, danneggerà ancora di più le
imprese". Rummo è preoccupato dalla crescita dell'emigrazione: "Se
l'Italia sta andando in declino, il Sud sta morendo. I giovani cervelli
preferiscono puntare verso il Nord del Paese per essere tenuti in
considerazione, anche come imprenditori". Ribadisce il problema,
Paolo Scudieri, vicepresidente Unione Industriali di Napoli: " Trascurare
il Sud significa trascurare gran parte d'Italia. Il meridione è, infatti,
l'unica parte ancora industrializzabile del Paese. Dimenticarsi di questo fatto
è deleterio per le industrie di tutta l'Italia". Scudieri lancia quella
che potrebbe essere una soluzione: "E' necessario puntare maggiormente sui
mercati internazionali, sui quali si investe troppo poco. Si tratta invece di
una nuova frontiera su cui le aziende del Sud dovranno insistere se vogliono
rialzarsi". --> del 12-03-2008 num.
( da "Denaro, Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Commenti opinioni
L'immondizia di Napoli, una questione morale Robert A. Sirico* --> Osservare
l'emergenza rifiuti a Napoli ricorda la fragilità della civilizzazione e di
come sia facile che forze imprevedibili la sconvolgano. Nel caso di Napoli, i
rifiuti si accumulano sulle strade, decine e decine di migliaia di tonnellate,
esito di un problema incancrenito nel tempo. Gli incaricati della raccolta non
sono in grado di svolgere il lavoro poichè, essi dicono, non vi sono siti dove
portare i rifiuti. Le licenze per nuove discariche sono
bloccate dalla burocrazia.
Davvero qui c'è una questione morale. La vita umana è a rischio in una comunità
con situazione igienica precaria. Per la soluzione, basta guardare al sistema
già in atto nel mondo per portare beni e servizi a chi ne ha bisogno. Si tratta
del sistema d'impresa e di libera concorrenza. Dopo tutto, lo
smaltimento dei rifiuti è un problema che non presen-ta più difficoltà di altri
servizi. Basti pensare come accade che un oggetto così semplice come un
orologio od un computer contiene componenti costruite con risorse acquisite in
varie parti del mondo, assemblati in parti e pezzi in dozzine di diverse
fabbriche, passa attraverso varie fasi di produzione ed arriva alla fine ad un
negoziante che lo vende a basso prezzo. Quel che sembra un miracolo è
null'altro che il coordinato modo di funzionare del processo di mercato.
Istituti quali il sistema dei prezzi libero di fluttuare, l'efficacia
vincolante dei contratti, la capacità di calcolare utili e perdite, e la libertà
di entrare e di uscire dai mercati rendono possibile quello che sembra un
miracolo. Furono gli antichi economisti del basso medioevo i primi a scoprire
come opera questo meccanismo, ed iniziarono a dare un significato alla mano
invisibile del mercato. Ogni grande passo in avanti della civilizzazione ha
alla sua radice il meccanismo del mercato. E' ciò che porta il petrolio da
sottoterra nei paesi più remoti e lo trasforma in benzina alla stazione di
servizio più vicina. E' quel che porta alimenti da tutti le parti del globo
fino al nostro negozio presso casa. E' quanto rende possibile ed efficiente
l'innovazione.Come si applica quanto sopra allo smaltimento dei rifiuti ? Il
primo passo avanti nella raccolta dell'immondizia che fu attuato nel mondo
antico fu lo smaltimento dei rifiuti. Il problema riguardava essenzialmente i
rifiuti organici prodotti dall'uomo, che ponevano a rischio la salute di tutti.
La soluzione fu un buon sistema fognario che teneva pulite le strade e
l'immondizia in aree separate, che venivano trattate da lavoratori
appositamente istruiti. Lo storico Plinio scrive che il più grande contributo
di Roma alla civiltà è stato il sistema fognario. I rifiuti solidi per parte
loro ponevano un problema più complicato, accresciuto, paradossalmente, dalla
diffusione della ricchezza conseguente alla capacità di produzione del
capitalismo. In qualche modo, avere questo problema è di per sè un segno
positivo, sintomo di sviluppo. E tuttavia è necessario risolverlo. A dispetto
dell'avanzamento nella raccolta rifiuti nel corso dei secoli, una strana
presupposizione si è fatta strada come parte integrante della soluzione, cioè
che la raccolta rifiuti debba essere una funzione pubblica. Ciò significa che
viene svolta da un'azienda vuoi posseduta dall'ente pubblico locale, ovvero da
un'azienda privata in posizione di monopolio su tale servizio. Allo stesso modo
con riguardo alle discariche ed agli inceneritori: essi sono in via esclusivi
di proprietà o comunque gestiti o concessi in licenza da enti governativi. Ciò
comporta un'inefficienza inerente al sistema che non sarebbe presente se fosse
all'opera un sistema di libera competizione tra imprese private. Il caso di
Napoli è emblematico. La raccolta rifiuti è affidata ad una sola società in
posizione di monopolio. E' connessa con lo stato in una misura assai rilevante.
Quando corruzione e tangenti fanno la loro comparsa, il prezzo è pagato dal
pubblico, e non vi è alternativa perchè l'impresa privata non può competere
nella fornitura del servizio. Tanto meno i privati possono costruire
inceneritori o discariche. E ci meravigliamo che vi sia un problema! La
capacità dell'impresa privata è di offrire soluzioni a tutte le forme di
problemi rilevanti. In questo caso, il miglior approccio per Napoli sarebbe uno
molto semplice, in realtà: consentire a qualsiasi società che intenda assumersi
la responsabilità della raccolta rifiuti, di farlo. I rifiuti per strada non
hanno un proprietario, ma tali società dimostrerebbero la loro efficienza e
competenza nella raccolta e smaltimento, e potrebbe anche realizzare utili
trasformando o riciclando i rifiuti per poi rivenderli. Come organizzarsi
sarebbe questione di loro esclusiva competenza, a condizione che non facciano
in qualche modo pagare costi al pubblico. Le aziende che si occupano della cosa
devono essere le esclusive proprietarie delle discariche e degli inceneritori e
responsabili in via esclusiva di organizzare la raccolta rifiuti. Come facciamo
a sapere che questa soluzione funziona? Perchè ce lo dicono sia la ragione che
l'esperienza. E' semplice. C'è una necessità disperata di servizi di raccolta
rifiuti in questa comunità. E' evidente che questo è un servizio che la gente è
più che disponibile a pagare. Quando entra in gioco l'economia di mercato, se
c'è una volontà c'è una via di realizzarla in modo da generare utili. Il
governo non può conoscere in anticipo quale metodo di preciso sarà realizzato.
Ma liberato il mercato da controlli monopolistici e divieti regolamentari, una
soluzione verrà realizzata. Quando ero ragazzo a New York, ricordo molti
scioperi degli addetti alla raccolta rifiuti, ma nulla di più. New York ha un
sistema privato di raccolta rifiuti, così come molti altri stati negli Stati
Uniti, così come in altri paesi. In un certo senso non vi è nulla di speciale
nella raccolta rifiuti. E' un servizio come qualunque altro, di natura non
differente rispetto al servizio di distribuzione dei generi alimentari e
domestici e degli altri beni che vanno poi a costituire i rifiuti da
raccogliere. Sia il canale di partenza che quello di arrivo della struttura di
produzione devono essere liberati dai vincoli governativi: dalla distribuzione,
al consumo, allo smaltimento rifiuti. Se dobbiamo dire che vivere in un
ambiente pulito è un diritto dell'uomo, così anche il diritto di smaltire i
rifiuti dovrebbe essere considerato parte integrante della libera iniziativa
d'impresa. Questo punto di vista si inquadra nella missione dell'Istituto
Acton, che è quella di contribuire a far conoscere il valore e il significato morale
del sistema di libero scambio: l'Istituto non si occupa di politica, come già
segnalato su questo giornale dopo l'errata attribuzione della qualifica di
membro dell'Istituto Acton all'autore di un articolo sulla politica italiana
pubblicato il 2 febbraio scorso con il titolo "Il tramonto del prodismo e
l'impegno dei cattolici". L'autore di tale articolo non fa più parte
dell'Istituto Acton, secondo quanto già precisato dal Denaro, e le opinioni ivi
espresse a titolo personale su alcuni politici italiani non sono comunque
condivise dall'Istituto Acton. *presidente di Acton Institute (Usa) e
dell'Istituto Acton di Roma --> del 12-03-2008 num.
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
DIRITTI UMANI E
DIPLOMAZIA Nel dossier annuale restano i Paesi considerati nemici: dalla Corea
del Nord all'Iran dalla Bielorussia a Cuba La Cina creerà per la prima volta un
ministero per l'Ambiente, fondendo l'attuale "ufficio per l'ambiente"
con altre agenzie governative e dotandolo di maggiori poteri. La nascita del
nuovo ministero è parte di una riforma della struttura del governo che vedrà
anche altri quattro nuovi "superministeri" costruiti con lo stesso
criterio: uno per l'Industria e l'Informatica, uno per le
Risorse Umane e la Sicurezza Sociale, uno per le Costruzioni e uno per i
Trasporti. Ciascuno sarà formato accorpando agenzie e uffici governativi già
esistenti, i cui poteri verranno fortemente ridotti. Per questo si ritiene che
il progetto è destinato ad incontrare una forte resistenza da parte della burocrazia.
( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del
12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'ALLARME VIABILITÀ
Ripristinata la circolazione ma restano i dubbi sulla sicurezza Interrogazione
di Insigne CIRO SACCARDI Castellammare. Dopo la frana rientra nei limiti di
sicurezza la viabilità sulla statale sorrentina, ma rimangono le polemiche per
i mancati interventi di bonifica radicale del costone calcareo. È stata
riaperta in entrambi i sensi di marcia la strada costiera che collega la
penisola con il territorio della provincia, in seguito ai tempestivi interventi
operati da Protezione Civile e Anas. Un riavvio della rete stradale che però
non placa il coro di polemiche dopo la frana della scorsa mattina.
"Regione e Provincia devono rendersi conto che il rischio frane lungo la
statale rappresenta un grave problema, sia per l'incolumità delle persone che
per la tutela dell'economia dell'intera penisola, e non può essere
trascurato". A criticare il mancato intervento degli enti responsabili
della difesa del suolo è il vicesindaco di Vico Equense, Giuseppe Dilengite,
delegato all'urbanistica e al turismo. Si tratta dell'ennesima polemica venuta
a galla dopo una frana lungo la statale. In un recente studio sul
"dissesto idrogeologico del territorio sorrentino", curato da
Antonino De Angelis, si può rilevare che va avanti da più di 150 anni la storia
delle frane e della caduta di pietre dal costone calcareo sulla statale
sorrentina. Fin dall'epoca della sua realizzazione, non ha conosciuto pace
questo nastro d'asfalto di importanza fondamentale nella realtà socio-economica
locale, perché consente ogni giorno l'arrivo in penisola di centinaia di
turisti italiani e stranieri. "Il problema per questo genere di interventi
sono sempre i fondi - aggiunge il vicesindaco -, non possiamo più andare avanti
con lavori palliativi per mancanza di finanziamenti. Occorrono misure idonee a
garantire una sicurezza costante, intervenendo sull'intero costone a rischio,
non solo sul fronte stabiese". Non bastano, dunque, le rassicurazioni dei
tecnici dell'Anas, che dalla centrale operativa di Roma, fanno sapere che
"la viabilità sulla Statale 145 è rientrata nei limiti di sicurezza".
Nell'estate del 1986 fu registrata la prima vittima provocata da una frana del
costone, una tragedia ancora viva nella memoria del comprensorio.
"L'evento della scorsa mattina va sottoposto all'attenzione di geologi e
tecnici - spiega Giovanni Barile, l'assessore stabiese alla viabilità
intervenuto pochi minuti dopo la frana di domenica - affinché possano
verificare se si tratta di un fatto isolato o c'è un fronte più ampio di pericolo.
Occorrono accertamenti approfonditi, volti a garantire la sicurezza delle
persone e della viabilità, con l'approssimarsi della stagione balneare".
Infine, dall'assise di palazzo Santa Lucia, a sollevare ulteriori polemiche è
il consigliere Tiberio Insigne. "Alla prima seduta di
consiglio - spiega - presenterò un'interrogazione all'assessore all'Ambiente
affinché questo genere di problemi non rimangano sulla carta e la burocrazia non areni ancora una volta i
lavori di risanamento del costone roccioso".
( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del
12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
GIANLUCA AGATA
Ottantadue anni e non sentirli. Ma il segreto dello star bene questa volta non
arriva da una vita tutta casa e campagna, anzi. Il romanzo porta la firma di
Philip Lalic, nato a Spalato, arrivato a Battipaglia nel '43 con le truppe di
re Pietro assieme agli inglesi, sposato in Inghilterra con Teresa dopo un
soggiorno in Germania, ed infine tornato a Portici come dirigente dell'Algida
dove dal 1964 ad oggi sono cresciute tre figlie e sei nipoti. Tra un trasloco e
l'altro uno scudetto con la Partenope rugby conquistato nel 1965, gli
allenamenti quotidiani di atletica e tre titoli italiani master di atletica:
nell'eptathlon, nel salto in alto e domenica scorsa, ad Ancona, l'ultimo nel
lancio del peso sotto le insegne del Budokan club Portici di Giovanni Cangiano.
"Una soddisfazione grandissima - racconta Lalic - anche se, devo dire la
verità, appena ho finito non vedevo l'ora di correre a Portici per abbracciare
le mie figlie e i miei nipoti". Già, perché Lalic divide la sua vita tra
la provincia di Napoli, dove ci sono tutti gli affetti, e Spalato, dove ha
trasferito la sua residenza e dove "voglio passare gli ultimi giorni della
mia vita". Ma di ritirarsi a vita privata proprio non c'è voglia, almeno
per ora. "In Croazia le persone anziane non hanno la possibilità di fare
atletica agonistica. Ed allora la federazione italiana mi manda periodicamente
i calendari con gli incontri internazionali. Prossimamente andrò a Lubiana, poi
a Clermont Ferrand. Fare atletica viaggiando, fantastico".
Tra gli impegni immediati, però, anche una battaglia contro la burocrazia. "Vorrei farmi arrivare
la pensione in Croazia. Per ora non è possibile. Ma io sono tenace ed ho
incaricato un avvocato". È l'ennesima sfida da vincere.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sanità. Per una
settimana saranno distribuiti volantini davanti agli ospedali della provincia
Lega contro l'Azienda unica Il Carroccio presenta candidati e programmi per le
regionali Morandini: "Diminuiremo le tasse alle imprese" La Lega Nord
presenta i suoi candidati isontini per le regionali di aprile e annuncia subito
la battagli contro l'accorpamento delle aziende sanitarie di Gorizia e di
Trieste. "Siamo d'accordo sul taglio ai costi della burocrazia - ha detto Federico Razzini -
ma, allora si faccia un'unica azienda per tutto il Friuli Venezia Giulia. Visto
che non si è scelta questa strada, allora se ne facciano quattro, una per
provincia e non tre, con l'eliminazione di quella di Gorizia". Ha,
quindi annunciato la "Sanità week", ovvero una settimana di
mobilitazione, davanti agli ospedali isontini e ad altre strutture, con la
distribuzione di volantini con la scritta "Fermiamo Illy", contro la
fusione dell'azienda di Gorizia con Trieste. Sono intervenuti anche gli altri
candidati, ovvero Carlo Morandini, che ha annunciato la riduzione dell'Irap per
le imprese isontina "come è stato fatto a Tolmezzo"; Michela
Costantini, che ha evidenziatole conseguenze del proliferare della grande
distribuzione "che provoca lo svuotamento dei centri cittadini",
Stefano Ceretta, che ha sottolineato la necessità "di incentivare i
finanziamenti per le iniziative che vedono protagonisti i giovani",
Adriano Ceccherini, il quale ha auspicato che l'Italia segua "il
cambiamento di rotta sulle politiche per l'immigrazione avvenuto in Inghilterra
con l'avvento della Destra", e Ljubov Alekseevna Mikhajlova, di origine
russa ma residente da diversi anni a Grado, che, oltre a sollecitare "un
rispetto delle regole e degli usi e costumi degli italiani da parte degli
immigrati ha parlato della necessità di aiutare le famiglie. "I contributi,
dalla casa ai figli - ha quindi aggiunto - devono tener conto del tempo di
residenza in Italia, ovvero almeno cinque anni". Sono stati quindi
illustrati i programmi sulla sicurezza, con la riforma "dei corpi di
polizia municipale, l'attivazione di nuove telecamere e l'erogazione di
contributi per sistemi d'allarme e porte blindate". Il programma prevede
anche diversi altri interventi da attuare in caso di vittoria del centro
destra, che candida alla presidenza Renzo Tondo, alle prossime elezioni. Il
Carroccio prevede, fra le altre cose, anche un fondo regionale contro il caro
affitti per le famiglie monoreddito o, comunque a basso reddito. Ma anche un
piano straordinario di edificazione di asili nido "per consentire a mamme
e papà di lavorare sapendo che i figli sono in una struttura sicura e adeguata.
Per quanto riguarda l'immigrazione viene nuovamente proposto "un
censimento, così come avviene per la popolazione autoctona, nell'interesse
degli immigrati stessi". Stefano Ceretta, attuale assessore del Comune di
Gorizia nella giunta Romoli, dovrebbe parlare oggi con lo stesso sindaco per
verificare la sua posizione all'interno dell'esecutivo. Il primo cittadino ha
infatti sempre dichiarato che se u no dei suoi assessori si fosse candidato
alle regionali avrebbe dovuto autosospendersi per tutta la campagna elettorale.
"Renderò nota la mia decisione - ha detto ieri Ceretta- solo dopo che avrò
parlato con il sindaco". (p.a.).
( da "Corriere Adriatico" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Comunità montana,
intanto il 31 maggio è stata fissata la Giornata per l'Admo Approvato il
bilancio, servizi al primo posto Il presidente Feliciotti: "L'ente ha una
forte tranquillità economica" SAN GINESIO - La Comunità montana dei Monti
Azzurri ha approvato nei giorni scorsi il bilancio di previsione 2008 e, nel
corso della stessa seduta, ha stabilito che il 31 maggio sarà la Giornata
Comunitaria per l'Associazione donatori midollo osseo (Admo). Il consiglio
comunitario si è riunito a San Ginesio a seguito della convocazione del
presidente Pietro Enrico Parrucci. Seppur in tempi di ristrettezza, l'ente
mantiene una tranquillità economica e approfitta ha affermato il presidente
Giampiero Feliciotti di questa stasi per organizzare una piattaforma di
rilancio ed un controllo di gestione a 360 gradi affinché non ci siano solo
azioni di facciata, ma ci si muova con una programmazione di investimenti alla
luce di un monitoraggio capillare delle varie comunità locali e dei loro
interessi. Al primo posto ha spiegato Feliciotti restano i servizi sociali e per
questo vale la pena ricordare il mantenimento delle percentuali di
compartecipazione con i Comuni, ancora inalterate negli ultimi due anni. E'
necessario anche ricordare che il centro diurno di Gabella si sta trasformando
in residenziale e ci sono ulteriori lavori in corso. Sono stati distribuiti
oltre 130 telesoccorsi e si mantiene l'animazione e la musicoterapia nelle
quattro case di riposo del territorio comunitario. Il Sistema Informativo
Territoriale ha proseguito il presidente già vede on-line otto dei quattordici
piani regolatori, tutti in fase di adeguamento al Ptc. A giorni consegneremo ai
Comuni tecnologie per la videoconferenza da utilizzare anche per la protezione
civile e per i suoi aggiornamenti. Il Piano energetico è in fase di affidamento
per tutti i 15 comuni: stiamo soltanto attendendo direttive più precise dalla
Regione. Per quanto riguarda la cooperazione, abbiamo ben venticinque ragazzi
che si stanno formando per andare in Angola nella prossima estate ed ora, dopo
la costituzione di una sezione dell'Associazione Donatori Midollo Ossei dei 15
enti, abbiamo deciso di dedicare ogni anno, insieme alle scuole e ai Comuni, il
31 maggio a tali problemi di donazione per sensibilizzare i giovani
sull'argomento. Nel bilancio, inoltre, ci sono oltre 4 milioni di euro in
cantieri di forestazione e ripristini di fossi, per non parlare del mattatoio
comunitario che è in procinto di ottenere il bollino CEE. Ora ha concluso
Feliciotti attendiamo solo la Legge Regionale di riordino delle Comunità montane
e ci auguriamo che ci sia uno snellimento della burocrazia a favore di concretezza e
velocità verso quanto i cittadini ci chiedono. Ci auguriamo anche di sfatare la
voce per la quale saremmo noi comunità montane il grande costo della politica.
Ma i cittadini sanno e toccano con mano quello che il nostro ente riesce a
realizzare e a concretizzare, seppur con le scrse risorse a disposizione.
( da "Brescia Oggi" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'INCONTRO.Il
presidente della Confartigianato di Brescia, numero due nazionale, a confronto
con il leader del Pd "Caro Veltroni, ecco le richieste
Confartigianato" Rizzi: "Ridurre il peso fiscale e aiutare le piccole
imprese" Garantire la governabilità, valorizzare il ruolo della
micro e piccola impresa, ridurre la spesa pubblica, diminuire la pressione
fiscale su imprese e famiglie, liberare le imprese dai costi della burocrazia e dei mercati 'protetti', superare la
contrapposizione tra lavoro dipendente e lavoro indipendente: sono le sei
priorità per la crescita indicate da Giovan Maria Rizzi, vicepresidente
nazionale di Confartigianato e presidente della Confartigianato di Brescia, al
segretario nazionale del Pd Walter Veltroni durante l'incontro che si è svolto
ieri a Roma. Le proposte di Confartigianato alle forze politiche sono
sintetizzate in un documento dal titolo "Più impresa. Per crescere",
il cui filo conduttore è la richiesta di riconoscere il ruolo delle micro e
piccole imprese (quelle fino a 20 addetti): che sono il 98,2 per cento del totale
delle imprese a Brescia e in Italia, che danno lavoro a quasi il 60 per cento
degli addetti, realizzano il 43,9 per cento del valore aggiunto e il 39,4 per
cento degli investimenti. "Il 'nuovo' che vogliamo dalla politica è
ascoltare queste imprese, perché sono quelle che trainano l'occupazione del
Paese - ha sottolineato Rizzi -. La loro crescita significa crescita sociale ed
economica di tutto il Paese. Ma proprio su queste imprese oggi si scarica un
peso fiscale eccessivo insieme ai costi più alti dei ritardi e delle
inefficienze del Paese. Soltanto in adempimenti burocratici ogni anno le
imprese italiane 'bruciano' 15 miliardi di euro e sprecano altri 2,3 miliardi a
causa dei tempi lunghi della giustizia civile". "PER RESTITUIRE
fiducia a cittadini e imprenditori, per far crescere il Paese", Rizzi ha
sollecitato a Veltroni "nuove scelte economiche e culturali che pongano la
piccola impresa al centro degli interventi per rilanciare la
competitività". Il tutto con la garanzia di riforme strutturali, "a
partire dalla riforma elettorale che restituisca agli elettori la possibilità
di scegliere chi li rappresenta in Parlamento". "Agganciare la
crescita - ha detto ancora Rizzi - significa ridurre la spesa pubblica, colpire
la spesa improduttiva, diminuire la pressione fiscale su imprese e famiglie. Ma
anche compiere scelte culturali e buttarsi definitivamente alle spalle vecchi
schemi ideologici che hanno ingessato la nostra economia". Confartigianato
chiede quindi agli schieramenti politici impegni precisi su una serie di
scelte: sì ai fatti, no alla prassi degli annunci; sì al pragmatismo, no alle
ideologie; sì a interventi 'su misura' per la realtà imprenditoriale italiana
composta per il 98 per cento da piccole aziende, no a interventi per un modello
di impresa 'a taglia unica'; sì alla libera iniziativa imprenditoriale, no
all'abitudine al posto di lavoro pubblico garantito a vita; sì all'assunzione
del rischio e all'innovazione, no all'assistenzialismo; sì alla flessibilità,
no alle rigidità del mercato del lavoro; sì alle liberalizzazioni e alla
concorrenza che abbatte i costi a carico di imprese e famiglie, no ai mercati
protetti e alle loro tariffe, no alle rendite di posizione; sì, ancora, al
coraggio del rinnovamento e del cambiamento tanto necessario al Paese, no
all'autolesionismo e alle tesi del declino. "SU QUESTE SCELTE - ha
sottolineato Rizzi - valuteremo la capacità della politica di recuperare la
fiducia degli elettori, di uscire da un orizzonte autoreferenziale, di imparare
a guardare e ascoltare la realtà sociale e produttiva del Paese".
( da "Corriere Adriatico" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pago 7 euro al
giorno per il posto auto e ogni due settimane trovo sul parabrezzauna
contravvenzione per sforamento dell'orario di sosta Il piano sosta nel caos, le
linee guida affondano tra ricorsi in tribunale e burocrazia Parcometri su un'area per
residenti ASCOLI Parcheggi, la città sembra piombata nel caos. Da una parte, la
sentenza del Tar, che ha liberato tutti i posti a pagamento istituiti dopo il
2002; dall'altra, il ricorso al Consiglio di Stato, intentato dall'Arengo per
cercare di opporsi allo stesso provvedimento già deliberato dal Tribunale
amministrativo regionale. Da un lato, lo slittamento dell'introduzione
del nuovo sistema sanzionatorio (del piano, cioè, che prevede l'abolizione
delle multe per sforamento dell'orario di sosta), che dal primo marzo è stata
posticipata al primo di aprile; dall'altro, le pressioni esercitate dalla Saba,
che minaccia di andare a "colpire" anche i residenti che vanno a
parcheggiare (muniti di regolare permesso) sulle zone miste. Il risultato è che
gli automobilisti ascolani non sanno più a che Santo votarsi per districarsi
nella "giungla d' asfalto" del parcheggio selvaggio. E mentre, per il
momento, l'Amministrazione comunale non sembra affatto disposta a venire in
aiuto degli ascolani, c'è chi, in mezzo a tutta questa confusione, continua a
pagare il parcheggio anche nelle zone che, già da alcuni mesi, sono state
liberate dalla sentenza del Tar. A mettere in guardia, per primo, sul
"tranello" teso dall'ambiguità del piano sosta, è Pierfrancesco
Andolfi. "A Campo Parignano, per esempio, sono in tanti gli automobilisti
che continuano a pagare il parcheggio in via Piave. Le colonnine blu, infatti,
continuano a funzionare lo stesso, sebbene quella zona sia stata già di fatto
assegnata ai residenti. Non è presente nessuna indicazione lungo la strada,
quindi, l'automobilista che passa di lì, scende dalla macchina, vede la
colonnina blu, inserisce le monete e continua a ritirare uno scontrino che,
ormai, non serve più a niente!". "Occorre fare maggiore chiarezza ha,
poi, concluso il nostro interlocutore parcheggiare in centro sta diventando
sempre più difficile, anche dal punto di vista economico, così la gente si
scoraggia e preferisce andare a parcheggiare nei grandi centri
commerciali". Di fronte a tutta questa confusione scoppiata intorno ai
parcheggi, Stefania Del Vecchio preferisce tagliare la testa al toro.
"Vengo a piedi tutte le mattine, proprio per evitare di incorrere nel
problema del parcheggio". A mettere il dito nella piaga ci pensa poi,
Romina Ruggeri, titolare di un esercizio pubblico in via Dino Angelini.
"Ad Ascoli si affronta il problema dei parcheggi solo dal punto di vista
dei residenti. E noi che ci svegliamo tutte le mattine per venire a lavorare al
centro, che cosa dovremmo dire? Pago circa 7 euro di parcheggio al giorno, più,
ogni due settimane in media, ricevo una contravvenzione per sforamento
dell'orario di sosta. Da segnalare che, in via Dino Angelini, gli automobilisti
continuano a pagare il parcheggio, anche se da un pezzo non è più a
pagamento". "Capisco le difficoltà degli addetti ai lavori ha
rincarato, poi, Claudio Tempera ma i cittadini da tempo sono molto delusi.
L'Amministrazione comunale avrebbe dovuto provvedere ad informare la
cittadinanza, sugli sviluppi della vicenda dei parcheggi, adoperando opuscoli,
volantini ed una più efficace strategia di comunicazione. Oggi, invece, spesso
e volentieri ti ritrovi una multa e non sai neanche il perché". Riguardo
alla Saba, poi, l'ex presidente della circoscrizione del Centro storico è
perentorio. "L'Amministrazione comunale, per caso, non conta più niente?
Come si fa a sottostare alle minacce della Saba quando alla concessionaria è
stato affidato solo e soltanto un appalto per la gestione di un servizio da
erogare alla cittadinanza?". Della stessa opinione anche Pierfrancesco De
Luca. Molto critico anche Francesco De Gennaro. "Siamo l'unica città in
cui si paga il parcheggio la domenica, con delle tariffe che sono tra le più
alte in Italia. Sono molto pochi, inoltre, i parcheggi riservati ai disabili,
che non possono nemmeno parcheggiare sulle strisce blu perché, altrimenti,
rischiano la multa. Si parla tanto di carovita e non andiamo a guardare il
costo dei parcheggi?" "Molti clienti vengono da me in banca per
chiudere il proprio conto corrente. Il motivo? Il parcheggio va ad incidere
troppo sulla spesa giornaliera ed, alla fine, non conviene tenere aperto un
conto al centro". Laconico, infine, il commento rilasciato, nella
circostanza, da Andrea Sestili. "C'è una sentenza che impone di liberare i
parcheggi a pagamento istituiti dopo il 2002? Bene, e allora che venga
rispettata senza tante storie!". PAOLO CLERICI,.
( da "Corriere Adriatico" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Se l'Italia
fosse cresciuta dagli anni '90 fino ad oggi come gli altri paesi europei ora
avremmo 225 miliardi di euro da spendere Quante strade, asili nido,
investimenti per la ricerca avremmo avuto?" Lotta alla
burocrazia ed eliminazione
degli sprechi, Montezemolo attacca la politiche delle non scelte "Sono le
imprese la parte sana dell'Italia" MACERATA - Una toccata e fuga per
ribadire la necessità di riforme istituzionali e la centralità della modernizzazione
economica nell'agenda della campagna elettorale. Un modo per ribadire
anche il ruolo di Confindustria come organo di rappresentanza di tutte le
imprese italiane, dalla più grande alla più piccola. Luca Cordero di
Montezemolo, presidente nazionale di Confindustria in scadenza di mandato, ha
voluto onorare l'impegno che aveva preso con Germano Ercoli, presidente di
Confindustria Macerata, e nonostante un improvviso problema famigliare, ha
preso parte ai lavori del convegno organizzato sulle piccole e medie imprese
nell'ottica di modernizzazione del sistema Confindustria. Le sopraggiunte
necessità hanno stravolto la scaletta dei lavori ma il segno del passaggio di
Montezemolo l'ha comunque voluto lasciare. In platea, tra gli altri, il
presidente di Confindustria Marche Federico Vitali; l'imprenditore jesino
Gennaro Pieralisi; Franco Moschini, socio di Montezemolo in Poltrona Frau;
Iginio Straffi, ad di Rainbow; don Lamberto Pigini; Silvano Lattanzi,
presidente di Confindustria Fermo; il presidente della Camera di commercio di
Ancona Giampaolo Giampaoli. Alla platea Montezemolo ha ribadito la centralità
del ruolo di Confindustria, citando anche, non senza soddisfazione, il
riconoscimento del Financial Times. "Il più importante quotidiano finanziario
del mondo - ha detto - ha riconosciuto che noi siamo un punto di riferimento
per il Paese". In un articolo, dal titolo "Le speranze italiane di
unità probabilmente verranno infrante", il quotidiano britannico ha
scritto che "l'Italia ha bisogno di un nuovo accordo che preveda riforme
istituzionali e modernizzazione economica. Può raggiungerlo - prosegue
l'articolo - solo attraverso una grande coalizione che crei consenso, non solo
tra i diversi partiti politici ma anche con la partecipazione di figure come
quella di Luca di Montezemolo, che è diventato voce autorevole sui temi del
declino di competitività e della stagnazione economica delle ultime
settimane". Il presidente di Confindustria ha ribadito che il sistema
delle imprese è la parte che ha funzionato dell'Italia "in questi anni di
non scelte" nella politica energetica, nelle riforme, nella ricerca, che
hanno portato "ad una stagnazione della crescita". "Se l'Italia
fosse cresciuta dall'inizio degli anni '90 fino ad oggi come gli altri paesi
europei - ha osservato - oggi avremmo 225 miliardi di euro da spendere Quante
strade, asili nido, investimenti per la ricerca avremmo avuto?". "Le
imprese hanno reagito e sono cresciute - ha detto ancora - ma da sole non ce la
fanno". Per Montezemolo "il problema numero uno è la riforma dello
Stato", con l'alleggerimento della burocrazia e
l'eliminazione degli sprechi. La crescita economica va tutelata e favorita
perchè "è un bene comune, se non si cresce non c'è niente da
redistribuire". Bacchettate alla legge elettorale "che rende i
cittadini notai di liste precotte". Uscendo ha poi ribadito la netta
contrarietà al recente Testo unico del Governo in materia di sicurezza sul
lavoro e quello sui lavori usuranti. "Auspico - ha detto - seri ripensamenti:
la fretta e le sirene della campagna elettorale sono evidentemente cattive
consigliere". Infine, non è mancato lo slogan che ha contraddistinto la
presidenza di Montezemolo. "Produttività e competitività - ha concluso -
sono le uniche strade che consentono alle aziende di stare sul mercato; di
poter pagare meglio i propri collaboratori e di giocare un ruolo fondamentale
per la crescita economica, il vero obiettivo che tutti dovrebbero porsi".
EDOARDO DANIELI,.
( da "ADN Kronos" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
ATTRARRE
INVESTIMENTI DALL'ESTERO, FAR CRESCERE PICCOLE E MEDIE IMPRESE ascolta la
notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA Roma, 12 mar. -
(Adnkronos) - ''Sicurezza, infrastrutture, liberalizzazione, snellimento della burocrazia, marketing territoriale con l'obiettivo
strategico di rilanciare Roma, capitale del Mediterraneo''. E' quanto ha
dichiarato il candidato sindaco di Roma del Pdl Gianni Alemanno, dopo aver
incontrato il presidente dell'Unione industriali romani, Luigi Abete con il
candidato alla presidenza della Provincia di Roma, Alfredo Antoniozzi.
( da "Redattore sociale" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
IMMIGRAZIONE
11.2912/03/2008 ''L'Italia è un buon posto per vivere?'' La severa analisi
degli imprenditori stranieri A Milano un convegno organizzato dal British
Council e dalla Fondazione Ismu. In discussione i dati sulle Politiche per
l'integrazione Mipex, che vedono l'Italia al sesto posto in Europa. Il peso della burocrazia e i problemi del credito MILANO - L'Italia è un buon posto per
vivere? Sì, ma si potrebbe stare meglio. Lo sostiene Josè Galvez, direttore
responsabile del sito "Impresa Etnica" (www.impresaetnica.it), la
"voce" dei duecentotrentamila immigrati che in Italia sono diventati
imprenditori. Galvez ha partecipato l'11 marzo a un dibattito durante il
convegno "L'Italia è un buon posto per vivere?", organizzato al
Circolo della Stampa dal British Council e dalla Fondazione ISMU. In
discussione i dati dell'Indice delle Politiche per l'Integrazione degli
Immigrati MIPEX, che vedono l'Italia al settimo posto in Europa. Secondo Galvez,
l'imprenditoria degli immigrati in Italia può essere volano di integrazione
anche per chi imprenditore non è perché "chi ha già capito le regole del
gioco, chi ha già un rapporto con gli istituti di credito può rappresentare un
modello per gli altri". A sentire la testimonianza di Galvez, si ha però
l'impressione che il processo di integrazione, per chi desidera percorrere la
via dell'imprenditorialità, sia qualcosa di simile alle proverbiali fatiche di
Ercole: superata una prova, ce n'è subito un'altra da affrontare. E chi mette i
bastoni tra le ruote, chi appende del piombo alle ali degli imprenditori
immigrati è lo Stato: "Ottenere la cittadinanza è un processo difficile e
molto lento e, senza la cittadinanza, è complicato accedere al credito e trovarsi
una casa", denuncia Josè Galvez. Tutto questo può rappresentare un
incoraggiamento a percorrere la via dell'illegalità: l'imprenditoria cinese in
Italia è molto fiorente, osserva il direttore di "Impresa Etnica",
anche se i rapporti con gli istituti di credito sono pressoché nulli. I soldi
arrivano agli imprenditori in modo poco trasparente: "Se si tengono gli
imprenditori immigrati fuori dal credito legale, diventano inutili tutte le
iniziative per salvaguardare la legalità nelle comunità straniere", aggiunge
Galvez. Un altro problema che gli imprenditori immigrati si trovano
inevitabilmente ad affrontare è la mancanza di riconoscimento, da parte delle
istituzioni italiane, della qualifica, del titolo, del livello di formazione
che l'immigrato ha raggiunto nel proprio Paese. Non è giusto costringere le
persone a ricominciare da capo, né è un buon investimento per l'Italia
obbligare gli immigrati a lavorare in una condizione di sotto-qualifica. Josè
Galvez, dopo aver rilevato che l'imprenditoria immigrata è alla ricerca di una
reputazione positiva, ha aggiunto che il portale che dirige, in lingua
italiana, ha la missione di favorire l'integrazione tra l'Italia e questa nuova
forza imprenditoriale e promuovere un'unione di intenti tra gli stessi
immigrati che svolgono un'attività autonoma: "Le istituzioni italiane
devono migliorare il dialogo con le imprese condotte da immigrati, facendo
conoscere in modo più approfondito le opportunità che via via si presentano.
Anche la Confindustria deve finalmente accorgersi di queste 230mila persone che
producono ricchezza e benessere. Se gli imprenditori immigrati pagano
regolarmente le tasse, perché non viene ancora riconosciuto il diritto alla
rappresentanza dei loro interessi?". Al dibattito, moderato da Farian Sabahi
(editorialista de La Stampa e docente universitaria), hanno partecipato anche
lo scrittore e poeta di origine romena Mihai Mircea Butcovan e Ainom Maricos,
presidente della cooperativa sociale "Il Tropico". Il primo ha tra
l'altro posto l'accento sui tempi biblici che servono per le formalità finali
di acquisizione della cittadinanza: "Ho ricevuto soltanto nei giorni
scorsi i nuovi documenti, nove mesi dopo la presentazione della pratica: questo
inaccettabile ritardo ha leso i miei diritti politici, perché non potrò votare
alle prossime elezioni. Inaccettabile anche che nella Prefettura di Milano si
limitino a un'alzata di spalle, senza impegnarsi più di tanto per abbreviare
l'attesa di chi chiede la cittadinanza italiana. Non è più il tempo di parlare
di immigrazione sulla testa degli immigrati, che vanno finalmente ascoltati e
di cui vanno tenuti in considerazione i bisogni. Se l'Italia sarà un buon posto
per vivere dipenderà soltanto dagli italiani "insieme" agli
immigrati". Ainom Maricos ha infine sostenuto che dietro all'indice MIPEX,
tramite il quale l'Italia "autoassolve" i propri problemi sul fronte
dell'integrazione, ci sono immigrati in carne e ossa, costretti a convivere con
estreme difficoltà: "Questo non è accettabile - dice la presidente de
"Il Tropico" - perché la storia dell'immigrazione in Italia ormai non
può più essere definita recente. A Milano, per esempio, il regolamento per
l'accesso alle case popolari costringe a una guerra tra poveri, mentre in
Germania, addirittura, le amministrazioni comunali, tenendo conto del numero
dei componenti della famiglia, permettono di scegliere la casa più adatta alle
varie esigenze. Bisogna lottare contro la burocrazia,
i cui eccessi in Italia sono sotto gli occhi di tutti, e contro l'ipocrisia che
non permette di riconoscere i problemi reali". (Sandra Tognarini).
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Uno dei messaggi più
forti che Veltroni ha voluto dare al "popolo del Nordest" nella sua
recente visita a Treviso è stato quello della necessità di ridurre drasticamente la burocrazia statale.Questo messaggio raccoglie molte delle giuste lamentele
che da più parti sono pervenute al riguardo e non ultime quelle delle
Associazioni imprenditoriali locali.In particolare, in quest'ultimo periodo,
tali lamentele si sono focalizzate sull'attuazione del decreto sulla sicurezza
e sull'introduzione del modulo necessario per dare le dimissioni da un'azienda.La
burocrazia "statalista" è un male che non
scopriamo oggi e rappresenta uno dei comportamenti più odiati dai cittadini di
Treviso e del Veneto.Su questo siamo tutti d'accordo ma - pare - le cose fanno
un'enorme fatica a cambiare. Peraltro all'introduzione di norme sempre più
rigide e vincolanti, non ha quasi mai corrisposto una positiva modifica del comportamento
da parte dei cittadini.Perché allora in Italia si ricorre sempre a legislazioni
e regolamentazioni "bizantine e barocche" senza pervenire quasi mai
ad alcun concreto risultato?Per almeno tre ragioni: ci sono pochi controlli, il
contenzioso è infinito, non c'è la certezza della sanzione.Ma c'è un'altra
ragione che riguarda noi stessi e non gli altri, ed è il generale e spesso
condiviso assenso ad una "cultura dell'illegalità".Se si introducono
norme burocratiche come quella del modulo per le dimissioni, non è forse perché
qualcuno ha prima ecceduto in un utilizzo discriminatorio e poco rispettoso
della persona delle cosiddette "dimissioni in bianco"?E sulla
sicurezza sul lavoro, è proprio vero che tutte le imprese rispettano le prescrizioni
legislative, oppure ce ne sono ancora moltissime che le evadono?E non è forse
vero che chi rispetta le regole viene dai più ritenuto un "mona",
mentre chi le aggira viene ritenuto un "furbo"?Secondo me la
sacrosanta battaglia contro la "burocrazia
statalista" acquisterebbe una grandissima credibilità se fosse
accompagnata anche da comportamenti più rispettosi della legalità.Questa è una
cultura che le Associazioni di Rappresentanza dovrebbero maggiormente e
concretamente perseguire nel rapporto con i propri associati.Se non altro per
tutelare quelli tra loro che le regole le rispettano veramente.Franco
LorenzonSegretario generaleCisl di Treviso.
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
I CANDIDATI DELLA
LISTA "PER UDINE" Gallerini punta su diciotto taxi personalizzati
(al.pi.) Diciotto taxi personalizzati per la squadra di Gallerini. Il capolista
del gruppo "Per Udine" ha presentato ieri i suoi 40 candidati che
porta a sostegno della candidatura di Cainero, annunciando che dalla prossima
settimana partirà la vera e propria campagna che utilizzerà, oltre ai
tradizionali manifesti e ai volantini focalizzati su 4 temi chiave del
programma (sicurezza, patrimonio, burocrazia e pulizia della città, come sono ora e come i candidati
vorrebbero fossero), le fiancate e i lunotti posteriori di 18 taxi su cui
apparirà il logo della lista e, per chi vorrà, anche il nome. Da sabato,
inoltre, l'ufficio in Galleria Antivari verrà messo a disposizione di chi vuole
farsi promozione mentre a breve sarà attivo sul web anche un sito internet,
completo di blog e di sondaggio elettorale on line. Nel gruppo "Per
Udine", ci sono 7 donne e 13 candidati con meno di 40 anni: quasi tutti
liberi professionisti o imprenditori. "La gente che ha aderito alla mia
lista - ha detto Gallerini - ha la consapevolezza che è necessario dare una
svolta politica alla città". Poi è intervenuto l'agente immobiliare Mario
Bile, terzo in lista: "Non è nostra intenzione mettere le mani sulla città
come qualcuno teme. Non vogliamo impadronirci di nulla. Anzi. Vogliamo una
città vivibile, volitiva, compatta e tollerante". "Vogliamo restituire
Udine ai cittadini" ha concluso il manager Paolo Pizzocaro, anche lui
nella squadra di Gallerini da quando fu fondata l'associazione che poi ha dato
il nome alla lista. Tra gli altri candidati ci sono gli avvocati Davide Agosto
e Virio Nuzzolese, il commercialista Andrea Boemo, l'editore Gianfranco Bruni,
gli imprenditori Giuseppe Caporale, Silvio Casanova, Giuseppe Difrancesco,
Nella Dosso, Daniele Franzolini,Gianluca Morassi, Marco Sanna, Fulvio Santi,
Franco Serafini Claudio Visentini e Sandro Zorzini; i geometri Giuliano
Cossettini, Andrea Florit, Marco Pellegrino e Alessandra Vizzutti. Gli studenti
universitari Eleonora Zoratto, Federico Lotta e Rubina Romanello. E ancora i
dirigenti Roberto Del Stabile, Valter Diplotti e Antonella Tosti; l'agente di
commercio Marco Devoti, gli architetti Barbara Dissette, Maurizio Gerussi (che
è anche candidato Pdl alla Provincia) e Alberto Guerini; Alberto di Caporiacco
(già uomo forte del Movimento Friuli), il tecnico manutentore Fortunato Garufi;
Marco Mitri, Marco Patat, gli agenti immobiliari Luigino Pettoello e Luca
Tropina, il commerciante Gianni Trevisan e Maria Grazia Maronese,
fisioterapista e presidente delle associaizoni tra le pro loco di centro città.
( da "Agi" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Food VOUCHER
VENDEMMIA: COLDIRETTI, PROVVEDIMENTO CHE ATTENDEVAMO (AGI) - Roma, 12 mar. -
'Voucher vendemmia' per combattere il lavoro nero, ridurre la burocrazia per le imprese agricole e dare una possibilita'
di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte al caro vita. La
Coldiretti commenta positivamente l'annuncio del via libera alla
sperimentazione dei buoni lavoro, reso noto dal Ministro del Lavoro Cesare
Damiano, che verranno introdotti per la prima volta in Italia con la prossima
raccolta dell'uva. "Un provvedimento lungamente atteso, ma che va incontro
alle proposte avanzate da Coldiretti in materia di trasparenza e legalita'
oltre ad offrire nuove opportunita' di reddito a categorie particolarmente
deboli senza per questo destrutturare il mercato del lavoro agricolo". Il
meccanismo prevede che chi e' interessato a partecipare alla vendemmia si rechi
presso i servizi per l'impiego della propria provincia o nelle sedi dell'Inps,
dove gli verra' rilasciato un codice di identificazione personale. Alle imprese
agricole bastera' acquistare un blocchetto di voucher e distribuirli poi a
seconda delle ore di lavoro effettuate. Ogni buono avra' un valore nominale di
10 euro (7,5 euro al netto), comprensivo del costo dell'assicurazione e sara'
utilizzato per le retribuzioni. Studenti e pensionati potranno quindi ritirare
il denaro presentando il voucher presso uno dei soggetti convenzionati con il
concessionario del servizio. "In questo modo si garantiscono tutele
assicurative e previdenziali - sottolinea Coldiretti - a tutti quei lavoratori
occasionali che trovano nella vendemmia un'opportunita' di guadagnare qualcosa
per integrare il proprio reddito, evitando la piaga del lavoro nero".
(AGI).
( da "Dire" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
ROMA - "Uno dei
problemi che maggiormente attanaglia il Servizio sanitario nazionale è
rappresentato da una eccessiva complicazione burocratica". L'atto d'accusa
è contenuto nella relazione finale della commissione d'Inchiesta sul Servizio
sanitario nazionale, approvata oggi all'unanimità. Viene confermata una Sanità
"a due velocità". E si chiede, per rimediare a inefficienze e
ritardi, un ruolo più interventista dello Stato nei confronti delle Regioni:
"Bisogna definire meglio il ruolo dello Stato- spiega il presidente della
commissione, Antonio Tomassini- un ruolo di indirizzo, ma anche di controllo e
di sostituzione dove le cose non vanno bene". L'origine dell'ipertofia
burocratica della Sanità italiana va ricercata, si legge nella relazione,
"presso gli uffici del governo centrale e nella conseguente
sovrapposizione di competenze, funzioni e ruoli che inevitabilmente finisce per
degenerare in concorrenza e, in pochi casi, in vero e proprio
antagonismo". Alcune difficoltà, secondo la commissione, nascono "da
una distorta interpretazione del quadro costituzionale delineato in seguito
alla riforma del titolo V". Che si è tradotta "molto spesso in un
amplificazione, senza il dovuto coordinamento, dei livelli di intervento dello
Stato e delle Regioni". Ancora una volta, "si è di fonte ad un'Italia
che si presenta a due velocità". Un Nord efficiente, e un Sud in cui
"si riscontrano purtroppo situazioni di allarmante degrado", come in
Calabria. "Le difficoltà organizzative, la bassa qualità assistenziale,
gli standard inadeguati, sembrano talvolta imporre interventi di natura
esterna, dal momento che il sistema non sembra nelle condizioni di
autoriformarsi e correggersi". Eccola richiesta di uno Stato che non sia
solo spettatore: "Si avverte l'esigenza di una necessaria rivalutazione
del ruolo dello Stato, soprattutto per quanto riguarda i compiti di controllo e
di intervento che si rende indispensabile azionare nei casi di cattivo funzionamento
e spreco delle risorse finanziarie". 12 marzo 2008.
( da "Virgilio Notizie" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
12-03-2008 18:18 E'
occasione per integrare reddito da estendere ad altre attività Roma, 12 mar.
(Apcom) - I voucher vendemmia saranno utili a "combattere il lavoro nero,
ridurre la burocrazia per le imprese agricole e dare
una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte
al caro vita". E' il commento di Coldiretti dopo il via libera alla
sperimentazione dei buoni lavoro annunciati dal ministro del Lavoro, Cesare
Damiano. "Un provvedimento lungamente atteso - dice Coldiretti -, che va
incontro alle proposte avanzate da noi in materia di trasparenza e legalità, e
che non destruttura il mercato del lavoro agricolo". Dopo la fase
sperimentale, il voucher "andrebbe esteso ad altre attività agricole, come
ad esempio la raccolta delle olive, della frutta". Il meccanismo prevede
che chi è interessato a partecipare alla vendemmia si rechi presso i servizi
per l'impiego della propria provincia o nelle sedi dell'Inps, dove gli verrà
rilasciato un codice di identificazione personale. Per le imprese, spiega
l'organizzazione degli agricoltori, basterà acquistare un blocchetto di voucher
e distribuirli poi a seconda delle ore di lavoro effettuate. Ogni buono avrà un
valore nominale di 10 euro (7,5 euro al netto), comprensivo del costo
dell'assicurazione e sarà utilizzato per le retribuzioni. Studenti e pensionati
potranno quindi ritirare il denaro presentando il voucher presso uno dei
soggetti convenzionati con il concessionario del servizio. "In questo modo
si garantiscono tutele assicurative e previdenziali - sottolinea Coldiretti - a
tutti quei lavoratori occasionali che trovano nella vendemmia un'opportunità di
guadagnare qualcosa per integrare il proprio reddito, evitando la piaga del
lavoro nero". Allo stesso tempo, il sistema dei voucher "porterà una
semplificazione degli adempimenti burocratici a carico delle imprese agricole,
facilitando anche la lotta al lavoro illegale".
( da "Agi" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
RELAZIONE FINALE
DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA SANITA' ITALIANA "MALATA"
DI BUROCRAZIA, TROPPO DIVARIO TRA NORD E SUD Troppa burocrazia,
liste di attesa eccessive, e un divario nord-sud che resta forte e presenta
"situazioni di allarmante degrado" in vaste aree del meridione,
riproponendo la necessita' di un rinnovato intervento statale centralizzato. E'
il quadro della sanita' italiana che emerge dalla relazione finale della
Commissione parlamentare d'inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del servizio
sanitario nazionale. Presieduta dal senatore Antonio Tomassini (Fi), la
Commissione ha concluso sei inchieste, effettuando indagini e sopralluoghi in
13 ospedali in tutto il territorio. Punto dolente della sanita' italiana e'
soprattutto la burocrazia: "Non si puo' non
sottolineare - si legge nel documento - come uno dei problemi che maggiormente
attanaglia il Servizio sanitario nazionale sia rappresentato da una eccessiva
complicazione burocratica, che trova la sua origine presso gli uffici del
Governo centrale e nella conseguente sovrapposizione di competenze, funzioni e
ruoli che inevitabilmente finisce per degenerare in concorrenza ed, in non
pochi casi, in un vero e proprio antagonismo". Ad esempio e riprova
dell'eccessiva burocratizzazione, la Commissione cita "il sistema di
educazione continua in medicina (ECM), oggetto di una specifica inchiesta che
ha posto in risalto le contraddizioni che scaturiscono da un sistema di
accreditamenti a livello nazionale e regionale alquanto farraginoso". Nel
denunciare ed evidenziare tali criticita' - appurate soprattutto con
riferimento all'inchiesta sull'attuazione del Piano nazionale della prevenzione
e delle emergenze sanitarie con ripartizione delle spese, sul funzionamento del
Sistema nazionale di verifica e controllo sull'assistenza sanitaria (SiVeAS) e
sulla Commissione unica sui dispositivi medici (CUD) - la Commissione
"ritiene di aver assolto pienamente il proprio mandato, sebbene, in ordine
a tali aspetti, appare auspicabile l'istituzione di un organismo che garantisca
un controllo imparziale e permanente che, a causa di diversi motivi, gli organi
parlamentari non sono sempre in grado di assicurare con la massima
tempestivita'". Altra piaga del sistema, l'eccessivo divario ancora
esistente tra nord e sud: la Commissione parla di "un'Italia che si
presenta a due velocita': se nella parte settentrionale e centrale sussistono
adeguate condizioni di efficacia ed efficienza, in linea con gli indicatori
dell'OMS che pongono ad alti livelli il Sistema sanitario italiano, nella parte
meridionale si riscontrano purtroppo situazioni di allarmante degrado, come la
stessa Commissione ha avuto modo di verificare nella regione Calabria o in
quelle occasioni in cui ha ritenuto di prospettare alle autorita' preposte una serie
di prescrizioni e suggerimenti sia di breve, che di medio-lungo periodo".
Si tratta di difficolta' organizzative, bassa qualita' assistenziale,
inadeguati standard per le diverse prestazioni che "sembrano talvolta
imporre interventi di natura esterna, dal momento che il sistema non sembra
nelle condizioni di autoriformarsi e correggersi". Un divario acuito dalla
riforma federalista del Titolo V: "Non si puo' nascondere - sottolinea il
documento - che alcune difficolta' e criticita' nascono anche da una distorta
interpretazione del quadro costituzionale delineato in seguito alla riforma del
Titolo V della Costituzione, riforma tradottasi molto spesso in una
amplificazione, senza il dovuto coordinamento, dei livelli di intervento dello
Stato e delle Regioni. Si avverte, pertanto, l'esigenza di una necessaria
rivalutazione del ruolo dello Stato, soprattutto per quanto riguarda i compiti
di controllo e di intervento che si rende indispensabile azionare nei casi di
cattivo funzionamento e di spreco delle risorse finanziarie". Grandi
criticita' anche nel sistema delle liste d'attesa, giudicate
"eccessive", problema che "la Commissione ha avuto modo di
toccare con mano nei numerosi sopralluoghi svolti in varie strutture e nelle
audizioni tenute nell'ambito dell'inchiesta in merito all'orga.
( da "Agi" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Venezia PD: TEAM
VELTRONI, META' DONNE, NORDEST E VERONESI PRONTO AL SI' (AGI) - Bolzano, 12
mar. - Walter Veltroni macina chilometri, delinea l'Italia che sara', snocciola
il suo programma e guarda in avanti, verso un nuovo ciclo politico per attuare
quella stagione di riforme e cambiamenti radicali che il Paese non ha mai
visto. Ma il cambiamento passa anche attraverso nomi e persone, ecco perche' il
candidato premier del Pd sta valutando con cura la sua futura squadra di
Governo in caso di vittoria alle elezioni. Una squadra che sara' snella,
altamente innovativa e, soprattutto, capace di conquistare consenso. Per
questo, l'idea e' di annunciare i futuri ministri di peso nelle ultime due
settimane di campagna elettorale, come un asso tirato fuori dalla manica per la
volata dell'ultimo miglio. Oggi il primo annuncio: uno dei suoi ministri sara'
del Nord-Est. Nessun nome e cognome, ma inevitabile pensare all'ex leader di
Federmeccanica, Massimo Calearo, anche se di esponenti di spicco provenienti
dal Veneto il Pd ne ha altri. Ma certo, il Nord-Est va conquistato: se e' vero
che "un muro e' caduto", come ripete da piu' giorni Veltroni, e'
altrettanto vero che le diffidenze di questa terra operosa, di piccole imprese,
di partite Iva, dopo la "delusione" del governo Prodi, sono difficili
da cancellare. Veltroni, nella tappa del tour in Nord-Est, ci ha provato e
riprovato. Ce l'ha messa tutta: ha usato parole semplici ma chiare, proprio
quelle che il Nord-Est voleva sentirsi dire. Crescita, meno tasse, meno burocrazia, uno Stato piu' semplice, veloce e che decide.
Aumento dei salari, sostegno alle imprese, lotta alla precarieta'. Ed oggi, a
Verona, Veltroni si e' giocato un'altra carta: la sicurezza. Il candidato
premier del Pd sceglie proprio Verona, la citta' espugnata al centrosinistra
dallo 'sceriffo' leghista Flavio Tosi - famoso per la raccolta firme
anti-zingari - per dire che i Democratici useranno le maniere forti contro la
criminalita'. Certezza della pena, piu' forze dell'ordine in strada, una
stretta sull'immigrazione clandestina ma braccia aperte per chi viene in Italia
per lavorare. Misure che camminano di pari passo con politiche sociali volte
all'abbattimento delle disuguaglianze a favore dell'inclusione e
dell'eliminazione delle cause del disagio. Questa e' la ricetta del Pd sulla
sicurezza, ricetta che non assomiglia neanche lontanamente a quelle
"ideologiche" proposte sia da destra che da sinistra, perche' ormai
e' sotto gli occhi di tutti - afferma Veltroni - che queste soluzioni "non
funzionano". (AGI) Ser/Rst (Segue).
( da "Quotidiano.it, Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Teramo | Protesta
contro la malasanità il nonno della piccola Maria Teresa morta di leucemia
fulminante. La protesta civile di nonno Piergiorgio: "Perché i medici sono
ancora al loro posto?". La Asl di Teramo ha aperto un'inchiesta ufficiale.
di Nicola Facciolini Nonno Piergiorgio continuerà a protestare per giorni
dinanzi l'ospedale Mazzini di Teramo, nel rispetto della legge, delle istituzioni e della burocrazia. Sì perché occorre anche un'autorizzazione per protestare il
proprio dolore! "Attenti papà e mamme! Potrebbero esserci altri angioletti
da spedire in cielo?". Con un cartello inequivocabile al petto, protesta
dinanzi l'ospedale civile "Mazzini" di Teramo, nonno Piergiorgio.
Il nonno materno della piccola Maria Teresa, morta di leucemia fulminante
giovedì 6 marzo 2008. Una protesta civile contro la malasanità e contro i
presunti responsabili che, secondo la famiglia della piccola, non avrebbero
prestato a Maria Teresa tutte le possibili cure, tanto da scongiurarne prima il
trasferimento a Pescara e poi la morte. La bimba di soli 6 anni di Montorio al
Vomano (Te), era stata accompagnata due volte al "Mazzini" di Teramo
ma, come raccontano i familiari, era stata dimessa con le cure per una sindrome
influenzale. In realtà la piccola era affetta da leucemia che l'ha uccisa.
Nonno Piergiorgio, nel frattempo, continuerà a protestare dinanzi l'ospedale
Mazzini di Teramo, nel rispetto della legge, delle istituzioni e della burocrazia. Sì perché occorre anche un'autorizzazione per
protestare il proprio dolore! La protesta del nonno che non vuole rassegnarsi
alla perdita della bambina, è dunque indirizzata ai quanti non avrebbero
effettuato all'ospedale di Teramo tutte le analisi scientificamente possibili
per giungere in tempo utile alla giusta diagnosi. Che probabilmente avrebbe
potuto salvare la piccola Maria Teresa. "Una negligenza molto grossolana
dei medici di Pediatria, è stata fatale alla piccola - ha detto nonno Piergiorgio
ai giornalisti convenuti al Mazzini - perché non solo non le hanno eseguito
subito alcun esame ma hanno rifiutato alla piccola il ricovero. L'hanno
rispedita a casa due volte, eppure il sonno continuo della bimba, il non
mangiare, il non bere, i dolori al pancino, erano segnali che avrebbero dovuto
allertare i sanitari. Rispedita a casa, nonostante il papà avesse in mano la
richiesta di un emocromo prescritta dal pediatra di famiglia". Esame poi
effettivamente eseguito e che avrebbe consigliato ai medici aprutini
l'immediato ricovero della piccola all'ospedale di Pescara. L'Asl di Teramo ha
aperto un'indagine ufficiale sulle cause della morte. Nei giorni precedenti la
piccola sarebbe stata ricoverata tre volte nell'ospedale civile
"Mazzini" di Teramo. Le prime due volte la piccola sarebbe stata
dimessa con la diagnosi di una sindrome influenzale intestinale; gli esami
eseguiti al terzo ricovero avevano evidenziato, domenica scorsa, la leucemia.
La direzione sanitaria della Asl 106 di Teramo ha avviato una indagine interna
per chiarire gli aspetti clinico-sanitari che hanno accompagnato gli accessi
all'ospedale della bambina di 6 anni di Montorio al Vomano (Teramo) morta
all'ospedale di Pescara dove era stata trasferita perchè affetta da una
leucemia fulminante. Il direttore sanitario Pier Luca Bonazzi del Poggetto, ha
infatti richiesto una relazione tecnica al direttore dell'Unità operativa di
Pediatria, Mario Di Pietro, per conoscere i passaggi delle tre visite di
consulenza svolte dai pediatri a sostegno del pronto soccorso sulla piccola
paziente. I genitori della bambina, che lamentava dolori addominali e
sonnolenza, avevano accompagnato la piccola al pronto soccorso del
"Mazzini" di Teramo il 26 febbraio scorso e per ben altre due volte
fino a sabato scorso 1° marzo quando chiesero e ottennero il ricovero della
bambina. Nei precedenti casi i medici avrebbero diagnosticato la presenza di un
virus influenzale. Subito dopo il ricovero, le analisi cliniche avevano
rilevato un picco di presenza di globuli bianchi nel sangue della piccola che
ne aveva consigliato il trasferimento d'urgenza al reparto di ematologia
pediatrica dell'ospedale di Pescara, dove era stata sottoposta alle prime cure
intensive. Martedì 4 marzo la bambina aveva però subito un aggravamento delle
sue condizioni, entrando in coma irreversibile, fino al decesso. "Solo chi
ha provato il dolore per la perdita di un figlio, può comprendere il dolore per
questa mia sofferenza - ha dichiarato nonno Piergiorgio - è come se morisse
buona parte di se stessi. Non era solo la mia nipotina perché viveva con me,
era la mia luce, la mia vita". Ma se una nipotina di soli 6 anni muore a
causa di una terribile malattia che forse poteva essere diagnosticata in tempo,
se quella vita probabilmente avrebbe potuto salvarsi, se un genitore ha
assistito a una lenta agonia che ha portato alla morte di quell'angelo, si può
forse capire quanto dolore si provi, quanta rabbia e disperazione, e purtroppo
non si può far nulla di fronte alla crudele realtà. Si può solo protestare
civilmente, stremati dal dolore, con il cuore in gola, "in attesa che la
giustizia faccia il suo corso". 12/03/2008.