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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


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Report "Burocrazia"

<Ottimismo al potere> ( da "EUROPA.it" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alleggerire la burocrazia pubblica. Ma non a vantaggio della burocrazia privata, come dicono i neo-liberali. Bensì a vantaggio del cittadino. Noi vogliamo un cittadino forte. È lui il soggetto che deve avere il potere reale. E cerchiamo di fare questo, per esempio, con delle leggi come quella sui matrimoni gay, oppure la legge di dipendenza,

Povera Francia, senza francesità ( da "EUROPA.it" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: altronde non c'è dibattito possibile e i nostri sistemi si riducono a burocrazie prive di anima come quella europea, il cui compito si limita all'applicazione di una legge che si pretende universale. Ma non è esattamente il contrario: l'universalità è stata svuotata di senso poiché se ne è fatto un elemento di orgoglio nazionale?

Gli studenti: "Il sistema dei debiti era un invito a nozze per fannulloni " ( da "Stampa, La" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Però c'è troppa burocrazia e poco tempo per stare dietro ai corsi di recupero. Soprattutto, gli insegnanti non si sentono abbastanza stimati dalla società". La situazione più grave dal punto di vista dei debiti formativi è senz'altro quella degli istituti professionali.

Costruttori edili contro il nuovo piano regolatore ( da "Stampa, La" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tanta burocrazia, spesso diversa da paese a paese, e la scure delle plusvalenze, introdotte dal nuovo piano regolatore di Verbania col rischio che vengano adottate a cascata in tutta la provincia". Se non è un grido d'allarme, poco ci manca: Rino Porini, presidente provinciale dell'Ance (l'associazione dei costruttori edili),

Palazzo Oddo, apertura a ottobre ( da "Stampa, La" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: logorante attesa delle risposte della burocrazia". Fra i programmi dell'Oddo c'è anche l'apertura permanente della torre civica, con interessanti proposte di laboratori per i ragazzi e di cene storiche. Il sindaco, dopo aver espresso un plauso per i risultati ottenuti, ha ricordato: "Col San Carlo la cultura ha iniziato ad entrare nella mentalità e nella sensibilità degli albenganesi.

Veltroni: Chiesa ok sui salari ( da "Citta' di Salerno, La" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ormai da anni ha un doppio volto: "Annuncia la secessione nei discorsi della domenica, poi il lunedì fa gli accordi a Roma". Del resto, ribadisce, il centrodestra ha governato per 6 anni e non è cambiato niente. "Nessuno ricorda una stagione di liberalizzazioni, modernizzazioni, lotta alla burocrazia".

Luisago Il motivo: <Interferenze dei dipendenti degli uffici comunali>. Il sindaco: <Nessuna rottura con la maggioranza> L'assessore Vadalà sbatte la porta e lascia il consiglio ( da "Provincia di Como, La" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Negli ultimi tempi la burocrazia e le interferenze dei funzionari e degli uffici hanno avuto il sopravvento e dunque non sono più nelle condizioni di potere svolgere il mio ruolo con quella libertà che dovrebbe essere dovuta agli amministratori eletti dai cittadini e ai quali bisogna rispondere.

Traffico come a Napoli ( da "Corriere delle Alpi" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "L'esempio", concludono gli ambientalisti, "è il teatro la Sena, vera attrazione di piazza Maggiore ma ancora incompiuto. Un buco di soldi, una voragine aperta da decenni tra scelte e ripensamenti di progettazione, lavori rifatti con l'aiuto della sonnolenta e ottusa burocrazia tipica del sistema Italia".

L'ex Polveriera ora è un albergo abusivo ( da "Gazzetta di Reggio" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: bastato accelerare i tempi della burocrazia per dare il via alla demolizione di quell'area degradata e permettere ai proprietari di iniziare la costruzione di un nuovo complesso residenziale che dovrebbe dare lustro alla zona. Ma quando si parla invece di ex Polveriera i tempi sono diversi perché la curia non ha ancora deciso che fare di quell'area che ha un potenziale enorme.

S. Maria della Ripa vuole tornare a vivere ( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: attività della burocrazia delle Forze Armate. --- Così giace silenzioso e abbandonato il grande complesso di Santa Maria della Ripa ovvero il monastero della Torre, già sede del distretto militare. Per la sua grandezza e interesse dal punto di vista storico, urbanistico e architettonico potrebbe essere per Forlì un nuovo San Domenico,

Economia ok nel 2007, nubi sul nuovo anno ( da "Gazzetta di Reggio" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: soprattutto attraverso una semplificazione della burocrazia. La crescita del quarto trimestre ha interessato la maggioranza dei comparti, con la meccanica a fare da traino. Ma crescono di più le imprese più grandi: in quelle fino a 49 dipendenti la produzione è salita dello 0,7%, nelle azienda da 50 a 500 dipendenti c'è stato +2,8%.

) BOLLETTE Vittima della burocrazia: ecco quattro esempi<B ( da "Resto del Carlino, Il (Faenza)" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: BOLLETTE Vittima della burocrazia: ecco quattro esempi OGNI VOLTA che mi arriva una bolletta, noto che all'esterno viene scritto con caratteri ben visibili 'Attenti alle truffe. Quando però si va a leggere nei particolari le voci di queste fatture viene subito da pensare di essere ingannati legalmente proprio nei conteggi,

Piccole imprese, è allarme rosso I dati di Confindustria Anna Maria Artoni: 'Servono più investimenti e meno burocrazia: la Regione ci deve aiutare' L'export tira ancora ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: EMILIA ROMAGNA Piccole imprese, è allarme rosso I dati di Confindustria Anna Maria Artoni: 'Servono più investimenti e meno burocrazia: la Regione ci deve aiutare L'export tira ancora - -->.

Cna e Ance d'accordo: Quel decreto ci penalizza ( da "Nazione, La (Grosseto)" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eccessivo aggravio di burocrazia ed un inasprimento delle pene, che porterebbe ad una ulteriore penalizzazione delle imprese regolari. Se non modificato, il decreto interromperebbe di fatto un percorso unitario con il Governo ed i sindacati, avviato per superare l'immagine che bolla l'edilizia come il settore dove il lavoro nero è svolto anche in condizioni di totale insicurezza.

Le famiglie con gli anziani soffocate dalla burocrazia ( da "Nazione, La (Firenze)" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: LA LETTERA Le famiglie con gli anziani soffocate dalla burocrazia SONO un familiare di un'utente di 92 anni, invalida al 100%, relegata in un letto con diffuse piaghe da decubito, assistita da un encomiabile servizio infermieristico che si prodiga con umanità e professionalità. Tutto bene, allora?

VOLTERRASCUOLA E LAVORO 0 Gli studenti-manager del Niccolini ( da "Nazione, La (Pisa)" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: LA BUROCRAZIA e la politica che non si sono rinnovate, sono sempre più lontane dalle esigenze dei cittadini. Pure le infrastrutture, hanno avuto la loro tiratina di orecchi. Devono rinnovarsi e, visto l'attuale ruolo del Cipolletta, sono state annunciate tutta una serie di innovazioni da parte dell'azienda delle ferrovie.

Premi ai provinciali per i voti ( da "Trentino" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: a spartirsi la fetta più grossa della torta sarà la classe dirigenziale, mentre agli impiegati che si occupano delle pratiche amministrative, rimarranno le briciole. Invece di prevedere premi per i dipendenti sarebbe molto più utile prevedere meno burocrazia e una efficace semplificazione amministrativa, ma tutto questo, si sa, non porta voti".

Veltroni nel Nordest: patto tra operai Basta lotta di classe, è caduto un muro. Più salari, meno tasse e burocrazia ( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 12-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Veltroni nel Nordest: patto tra operai "Basta lotta di classe, è caduto un muro. Più salari, meno tasse e burocrazia". - -->.

Imprese, i timori del 2008 Le piccole soffrono di più In Emilia segni di frenata, ma l'export tira ancora ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ci aspettiamo dal governo regionale una intensificazione della già positiva azione su investimenti in ricerca e innovazione, internazionalizzazione, infrastrutture ed energia. E possiamo anche ? conclude Artoni ? ridurre il peso della burocrazia sulle imprese, in particolare le piccole: meno regole, ma più controlli e comunque regole uguali per tutti". Marco Montaguti - -->.

Discesa annullata, "sfera" a Cuche ( da "Giorno, Il (Milano)" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma la burocrazia si annida anche nella neve che qui a Bormio è davvero un miracolo di stagione, considerando le alte temperature di questi giorni. E allora provate ad andarlo a ricordare al "Bode furioso" che nel 2004 fu lui a ritrovarsi in tasca una coppetta di gigante così, senza combattere l'ultima battaglia.

Caro Veltroni, ecco le richieste Confartigianato ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: liberare le imprese dai costi della burocrazia e dei mercati 'protetti, superare la contrapposizione tra lavoro dipendente e lavoro indipendente: sono le sei priorità per la crescita indicate da Giovan Maria Rizzi, vicepresidente nazionale di Confartigianato e presidente della Confartigianato di Brescia, al segretario nazionale del Pd Walter Veltroni durante l'

La maddalena, 8 milioni per il porto turistico - guido piga ( da "Nuova Sardegna, La" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma bloccati dalla burocrazia (e dalle leggi, vedi la valutazione d'impatto ambientale). Il G8 batterà le ultime resistenze, fornendo una corsia preferenziale per la loro realizzazione. A mettere nero su bianco il via libera sarà Guido Bertolaso, il commissario straordinario del G8, con una prossima ordinanza di protezione civile.

Veltroni con bagnasco: abbassare le tasse ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ormai da anni ha un doppio volto: "Annuncia la secessione nei discorsi della domenica, poi il lunedì fa gli accordi a Roma". Del resto, ribadisce, il centrodestra ha governato per 6 anni e non è cambiato niente. "Nessuno ricorda una stagione di liberalizzazioni, modernizzazioni, lotta alla burocrazia".

Brevi, schede e richiami 1 ( da "Repubblica, La" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, lontana dai cittadini. Non è vero, perché esiste un Parlamento europeo eletto a suffragio universale. E, tuttavia, vero che questo parlamento non controlla un governo legittimato dal consenso popolare. La proposta di Ruffolo che i partiti europei, o una coalizione di partiti, designi all'inizio della prossima campagna elettorale europea del 2009 un proprio candidato

Artiglieria, verso il tavolo tecnico - nino bandinu ( da "Nuova Sardegna, La" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Anche perchè le burocrazie locali e ministeriali pare che stiano lavorando alacremente e proprio intorno a questo punto in modo da evitare ulteriori contenziosi con la Pellegrini che già ha chiesto al Comune di Nuoro il pagamento di una penale di oltre un milione di euro per il ritardo di più di un anno dei lavori dalla dalla data dell'

Veltroni è sulla strada giusta, convincerà i miei colleghi imprenditori ( da "Unita, L'" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia che uccide, pensi che ho dovuto fare un'ipoteca. E poi non ci sono aiuti per le piccole imprese che nascono, oggi l'80% dei contributi vengono dati a grosse aziende che senza quei finanziamenti non stanno in piedi: e invece bisogna scegliere, sostenere chi ha la possibilità, a un certo punto,

Cura estetica alla piazza di sant'andrea ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: saranno i tempi della politica e della burocrazia a far scivolare all'autunno il progetto chiavi in mano). "Sarà un progetto su misura sia sul luogo sia sulle persone che lo usano. Certo, il vero problema di quella piazza è il traffico, ma anche architettonico perché lo spazio è ridotto per fare qualcosa che non sia solo una strada", dichiara a caldo l'architetto Luigi Di Dato.

Brevi, schede e richiami 1 ( da "Repubblica, La" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Le enormi risorse sperperate in burocrazie pletoriche ed inutili e in addetti a servizi mai prestati tarpano le ali agli interventi necessari per lo sviluppo. Gli spazi concessi alle speculazioni mafiose creano una cappa oppressiva nemica degli investimenti produttivi e del sogno di riscatto della gioventù.

"le mie condizioni a berlusconi a roma solo per un ministero pesante" - andrea montanari ( da "Repubblica, La" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la modernizzazione, l'alleggerimento del peso fiscale e della burocrazia, la sussidiarietà. Mettere il cittadino al centro. Tutto seguendo il metodo del confronto e del coinvolgimento di tutte le parti. Questo è il metodo Lombardia. Questo è il segreto per governare l'Italia". Quale ministero vorrebbe occupare?

Rizzi: la politica ascolti le imprese artigiane ( da "Giornale di Brescia" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: costi della burocrazia e dei mercati "protetti", superare la contrapposizione tra lavoro dipendente e lavoro indipendente. Questi i temi del confronto avvenuto a Roma tra il vice presidente di Confartigianato nazionale e presidente di Confartigianato Brescia GiovanMaria Rizzi e il segretario del Pd Walter Veltroni durante l'incontro svoltosi a Roma nella sede della Confederazione.

All'Alto Garda il turismo non basta ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: esigenza di sviluppo del settore produttivo spesso si scontra ancora con una burocrazia lenta e macchinosa. Se la convivenza fra territorio e grandi aziende può dirsi riuscita, persistono tuttavia alcuni problemi legati agli spazi, alla logistica e alle vie di comunicazione ". "Nonostante gli sforzi – aggiunge Dirignani –

Pesca, indennità tra un mese ( da "Nuova Venezia, La" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ad esempio la rete telematica è andata in tilt proprio negli ultimi giorni - ma sono dipesi esclusivamente dal ministero". "Anche la burocrazia ci penalizza - dice Antonio Gottardo, responsabile regionale di Lega Pesca - non bastassero le difficoltà internazionali, ma continueremo a sollecitare per chiudere la questione". (Diego Degan).

Le categorie: meno burocrazia in regione ( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: apparato centrale a vantaggio dei servizi sul territorio" Le categorie: meno burocrazia in Regione Valduga: un fondo per la crescita dimensionale. Marchiori: rivediamo le aperture UDINE. Meno burocrazia, maggiore attenzione ai piccoli negozi, regole chiare sui problemi ambientali e un fondo dedicato alla crescita dimensionale delle aziende.

Lettere al direttore ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Inps e burocrazia Egregio direttore, privo di dimestichezza con la burocrazia dell'Inps, ho ritenuto corretto, in occasione del decesso di mia madre, avvenuto l'8 luglio u.s., comunicare tempestivamente l'evento e restituire la pensione accreditatale in conto il 2 dello stesso mese (euro 584, di cui euro 450 per accompagnamento)

Il geppino non vede l'abbonamento ( da "Tribuna di Treviso, La" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Colpa della burocrazia e delle regole che penalizzano i cittadini. Come ci dimostra una lettrice, ragionando sulla sua disavventura. "Sono una residente abbonata al Trevisosta. Con mia grande sorpresa lunedì ho trovato una multa sulla mia auto che recita "Sosta in zona a pagamento senza esporre il prescritto dispositivo" - ci scrive una lettrice via sms -

"la banda" (premiato a cannes) al visionario ( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della rigida burocrazia o per qualche altra strana ragione, nessuno dell'organizzazione va ad accoglierli all'aeroporto e nessuno pare avere l'incarico di trasportare i singoli membri del complesso a destinazione. Sarà così che i musicisti incominceranno ad incamminarsi per conto loro nel tentativo di raggiungere il luogo della manifestazione,

Code e proteste per i questionari del fisco - luca cinotti ( da "Tirreno, Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della burocrazia. Infine, bisogna restituire il tutto spedendolo per posta (ancora una volta spendendo) alla società di servizi oppure consegnandola a mano. Una possibilità diventata assai difficile per gli utenti viareggini di Gaia, che si sono visti chiudere la centralissima sede di via XX settembre, spostata nell'assai più lontana zona delle Bocchette.

Artoni: "l'emilia frena, ma non si ferma" ( da "Repubblica, La" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sostengono Unioncamere e Confindustria da una burocrazia fatta di leggi e leggine, che pesano sui costi di gestione, stornando risorse per gli investimenti. E soffrono pure le aziende del tessile e della moda (meno 1,5 di fatturato, meno 0,6 di produzione), dove ormai a Carpi e dintorni si fa solo design.

Bosco anti-smog, il comune si pente ma aspetta il tar ( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia rallenta e rende complesso ogni intervento: sicuramente bisognerebbe sveltire le procedure, ma questo non significa riferire tutto a un'autorità straordinaria che risolva ogni cosa in modo veloce ma discrezionale. E a chi ha gestito la questione bosco, il referente del "Cigno verde" manda a dire che bisogna pensare meno a tagliare nastri e più a fare con regolarità,

Ogni anno oltre 500 mila turisti ( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ha dovuto fare i conti con una burocrazia asfissiante. Basti pensare che buona parte del territorio è vincolata. Dopo Roma, Milano e Capua, nell'epoca dei suoi fasti la località friulana era la quarta città d'Italia. Le raccolte dei musei rappresentano molto più di quanto si possa desumere dai resti che si vedono in superficie, pari solo al 5% del patrimonio che potrebbe emergere.

Ministro dell'Ambiente a Pechino ( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: cura dimagrante la gigantesca e tentacolare burocrazia; affidare a una regia unica le scelte sui grandi temi su cui si gioca lo sviluppo e la stabilità sociale del Paese. La nona rivoluzione amministrativa nella storia della Cina comunista contiene diverse novità. La più gradita (non solo alle orecchie dei cinesi, ma anche del resto del mondo) è la costituzione di un ministero dell'

Congiuntura, rallenta la crescita ( da "Corriere di Bologna" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Complessità e incertezza del quadro internazionale - ha detto la presidente di Confindustria Anna Maria Artoni - unite al costo dell'energia e alla debolezza del dollaro condizionano le previsioni formulate dagli imprenditori per questo 2008. Sono necessari interventi per abbattere i costi della burocrazia che gravano particolarmente sulle piccole aziende". d.d.

Mini crescita per l'Emilia-Romagna ( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Da alleggerire anche il peso della burocrazia "semplificando le regole". Il caro energia insieme al cambio sfavorevole euro/dollaro e alla concorrenza asiatica sta producendo, secondo Unioncamere, un mix micidiale. In diverse aziende si nota una crescita del fatturato inferiore alla produzione, perchè per rimanere sul mercato i margini vengono ridotti "ai minimi termini"

LA CIVILTA' RITROVATA ( da "Corriere del Veneto" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alle promesse di un fisco più umano, di una burocrazia meno borbonica, di aiuti più consistenti alle famiglie, del riscatto di migliaia di giovani in balia della precarietà. Certo, anche alle parole scritte sui fogli che Silvio Berlusconi, a Milano, aveva incautamente stracciato davanti ai suoi fedeli.

Gli immigrati entrano in studio ( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alle prese con il permesso di soggiorno e la burocrazia italiana. "C'è il problema della lingua, spesso aggravato dal fatto che non hanno un alta scolarizzazione ", racconta Simonetta Furlan, avvocato a Firenze. "Spesso capiscono quello che vogliono capire ma è umano, nelle difficoltà in cui si trovano il desiderio gioca un ruolo fondamentale.

Si marcia anche se si vota ( da "Corriere del Veneto" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: quella contro la burocrazia. Tirano un sospiro di sollievo gli atleti del "Gruppo Podisti Maserà": da mesi stavano preparando la 35ma edizione della "Pian Pianeo", ormai una "classica" del podismo amatoriale. Un'edizione particolare, con oltre 2.500 partecipanti previsti, che però rischiava di saltare.

L'occupazione, le infrastrutture, l'innovazione tecnologica e la riforma del Testo unico delle Auton ( da "Messaggero, Il (Marche)" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Al prossimo Governo è stato chiesto lo snellimento della burocrazia e un rapporto diretto tra Stato e Comuni, evidenziando la scarsa utilità delle Province. Hanno relazionato gli on. Linda Lanzillotta e Pietro Colonnella, il vicepresidente della Regione Luciano Agostini, il sindaco Giovanni Gaspari.

NARNI La ex Spea si allontana, nonostante l'impegno, nonostante il desiderio del Comun ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E si allontana per colpa della burocrazia che mai in Italia, soprattutto, lascia andare un bene dello stato. Il sindaco Stefano Bigaroni ha sostenuto in Consiglio Comunale che sotto certi aspetti la pratica si è snellita in quanto tutti i documenti hanno abbandonato il Ministero della Difesa per arrivare all'Agenzia del Demanio.

Per l'economia romana Gianni Alemanno ha un'idea, con un chiaro sfondo politico: Abb ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Bisogna smantellare la holding Comune di Roma e liberare le piccole e medie imprese dal rapporto negativo che hanno con la burocrazia - spiega l'ex ministro - Inoltre, bisogna intervenire sulla gestione degli appalti in particolare sull'abuso dei grandi gruppi sui mega appalti a scapito delle piccole e medie imprese". Sono due le strade percorribili, secondo Alemanno.

IL VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE CALABRIA CERSOSIMO RICEVE IL CONSOLE RUSSO KOLOMBET ( da "marketpress.info" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con lo specifico intento di facilitare il superamento di questioni legate alla burocrazia. Ma il Console Kolombet si è impegnato, soprattutto, a trovare una compagnia di volo russa disposta a creare collegamenti diretti con la Calabria, così come avviene già in Sicilia dove, attraverso i due aeroporti di Catania e Palermo, esistono già due voli settimanali economici.

Gli imprenditori: Serve una svolta per il rilancio ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: invadenza della burocrazia e degli apparati. Ecco perché è necessario riformare la Regione snellendola liberando le risorse per metterle a disposizione delle attività economiche private che vogliono intraprendere e svilupparsi". Un pensiero in linea con quanto già dichiarato dal presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello proprio al Sole 24Ore:

Veltroni con la chiesa: intervenire sui salari ( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ormai da anni ha un doppio volto: "Annuncia la secessione nei discorsi della domenica, poi il lunedì fa gli accordi a Roma". Del resto, ribadisce, il centro-destra ha governato per 6 anni e non è cambiato niente. "Nessuno ricorda una stagione di liberalizzazioni, modernizzazioni, lotta alla burocrazia". Andrea Palombi.

Divorzi inglesi boom nel capoluogo:bastano solo sei mesi ( da "Secolo XIX, Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: agevole il quotidiano degli imperiesi sottraendoli alle unghie della burocrazia in un momento amaro della vita come quello delle separazioni coniugali E di imperiesi che ora decidono di avviare cause di divorzio sprint ce ne sono davvero molti come conferma l'avvocato Tito Schivo: "Ci sono già molti casi in cui ho ricevuto richieste di pareri in ordine alla validità del procedimento.

Veltroni: bene la Chiesa su salari e famiglie ( da "Libertà" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Nessuno ricorda una stagione di liberalizzazioni, modernizzazioni, lotta alla burocrazia. Non c'è stato in quel quinquennio un periodo come in Inghilterra con la Thatcher o in Spagna con Aznar, ma 5 anni in cui si è pensato più agli interessi particolari che a quelli generali". Andrea Palombi © LIBERTA.

Ora possiamo conquistare i voti del centro-destra ( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, infrastrutture e giustizia che parlano direttamente a quell'elettorato che in passato è stato convinto dal centro-destra, rimediando però delle sonore delusioni. E la risposta c'è e si è vista nel pubblico dell'altra sera: tanti giovani, ma anche molta gente comune, non "inquadrata" nei partiti,

Aumenti record per concimi e mangimi ( da "Libertà" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Oneri pesanti che si traducono in forte ostacolo alla crescita economica delle imprese, con incidenza negativa notevole sull'occupazione e la competitività. Non a caso, la Cia proprio per combattere il "mostro" della burocrazia ha promosso una Petizione popolare raccogliendo migliaia di firme in tutta Italia. © LIBERTA.

Gli industriali: La politica ci ha dimenticati ( da "Denaro, Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tra cui quello della burocrazia, danneggerà ancora di più le imprese". Rummo è preoccupato dalla crescita dell'emigrazione: "Se l'Italia sta andando in declino, il Sud sta morendo. I giovani cervelli preferiscono puntare verso il Nord del Paese per essere tenuti in considerazione, anche come imprenditori".

L'immondizia di Napoli, una questione morale ( da "Denaro, Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Le licenze per nuove discariche sono bloccate dalla burocrazia. Davvero qui c'è una questione morale. La vita umana è a rischio in una comunità con situazione igienica precaria. Per la soluzione, basta guardare al sistema già in atto nel mondo per portare beni e servizi a chi ne ha bisogno. Si tratta del sistema d'impresa e di libera concorrenza.

Nel dossier annuale restano i paesi considerati nemici: dalla corea del nord all'iran dalla bielorussia a cuba ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: uno per le Risorse Umane e la Sicurezza Sociale, uno per le Costruzioni e uno per i Trasporti. Ciascuno sarà formato accorpando agenzie e uffici governativi già esistenti, i cui poteri verranno fortemente ridotti. Per questo si ritiene che il progetto è destinato ad incontrare una forte resistenza da parte della burocrazia.

Ripristinata la circolazione ma restano i dubbi sulla sicurezza interrogazione di insigne ( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Alla prima seduta di consiglio - spiega - presenterò un'interrogazione all'assessore all'Ambiente affinché questo genere di problemi non rimangano sulla carta e la burocrazia non areni ancora una volta i lavori di risanamento del costone roccioso".

GIANLUCA AGATA OTTANTADUE ANNI E NON SENTIRLI. MA IL SEGRETO DELLO STAR BENE QUESTA VOLTA NON ARR ( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Fare atletica viaggiando, fantastico". Tra gli impegni immediati, però, anche una battaglia contro la burocrazia. "Vorrei farmi arrivare la pensione in Croazia. Per ora non è possibile. Ma io sono tenace ed ho incaricato un avvocato". È l'ennesima sfida da vincere.

Lega contro l'azienda unica ( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Siamo d'accordo sul taglio ai costi della burocrazia - ha detto Federico Razzini - ma, allora si faccia un'unica azienda per tutto il Friuli Venezia Giulia. Visto che non si è scelta questa strada, allora se ne facciano quattro, una per provincia e non tre, con l'eliminazione di quella di Gorizia".

Approvato il bilancio, servizi al primo posto ( da "Corriere Adriatico" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: auguriamo che ci sia uno snellimento della burocrazia a favore di concretezza e velocità verso quanto i cittadini ci chiedono. Ci auguriamo anche di sfatare la voce per la quale saremmo noi comunità montane il grande costo della politica. Ma i cittadini sanno e toccano con mano quello che il nostro ente riesce a realizzare e a concretizzare, seppur con le scrse risorse a disposizione.

<Caro Veltroni, ecco le richieste Confartigianato> ( da "Brescia Oggi" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: liberare le imprese dai costi della burocrazia e dei mercati 'protetti, superare la contrapposizione tra lavoro dipendente e lavoro indipendente: sono le sei priorità per la crescita indicate da Giovan Maria Rizzi, vicepresidente nazionale di Confartigianato e presidente della Confartigianato di Brescia, al segretario nazionale del Pd Walter Veltroni durante l'

Parcometri su un'area per residenti ( da "Corriere Adriatico" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tribunale e burocrazia Parcometri su un'area per residenti ASCOLI Parcheggi, la città sembra piombata nel caos. Da una parte, la sentenza del Tar, che ha liberato tutti i posti a pagamento istituiti dopo il 2002; dall'altra, il ricorso al Consiglio di Stato, intentato dall'Arengo per cercare di opporsi allo stesso provvedimento già deliberato dal Tribunale amministrativo regionale.

"Sono le imprese la parte sana dell'Italia" ( da "Corriere Adriatico" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: " Lotta alla burocrazia ed eliminazione degli sprechi, Montezemolo attacca la politiche delle non scelte "Sono le imprese la parte sana dell'Italia" MACERATA - Una toccata e fuga per ribadire la necessità di riforme istituzionali e la centralità della modernizzazione economica nell'agenda della campagna elettorale.

ROMA: ALEMANNO, LIBERALIZZAZIONI E INFRASTRUTTURE PER ROMA CAPITALE MEDITERRANEO ( da "ADN Kronos" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: snellimento della burocrazia, marketing territoriale con l'obiettivo strategico di rilanciare Roma, capitale del Mediterraneo. E quanto ha dichiarato il candidato sindaco di Roma del Pdl Gianni Alemanno, dopo aver incontrato il presidente dell'Unione industriali romani, Luigi Abete con il candidato alla presidenza della Provincia di Roma,

''L'Italia è un buon posto per vivere?'' La severa analisi degli imprenditori stranieri ( da "Redattore sociale" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il peso della burocrazia e i problemi del credito MILANO - L'Italia è un buon posto per vivere? Sì, ma si potrebbe stare meglio. Lo sostiene Josè Galvez, direttore responsabile del sito "Impresa Etnica" (www.impresaetnica.it), la "voce" dei duecentotrentamila immigrati che in Italia sono diventati imprenditori.

Uno dei messaggi più forti che ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: drasticamente la burocrazia statale.Questo messaggio raccoglie molte delle giuste lamentele che da più parti sono pervenute al riguardo e non ultime quelle delle Associazioni imprenditoriali locali.In particolare, in quest'ultimo periodo, tali lamentele si sono focalizzate sull'attuazione del decreto sulla sicurezza e sull'introduzione del modulo necessario per dare le dimissioni da un'

Gallerini punta su diciotto taxi personalizzati ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e pulizia della città, come sono ora e come i candidati vorrebbero fossero), le fiancate e i lunotti posteriori di 18 taxi su cui apparirà il logo della lista e, per chi vorrà, anche il nome. Da sabato, inoltre, l'ufficio in Galleria Antivari verrà messo a disposizione di chi vuole farsi promozione mentre a breve sarà attivo sul web anche un sito internet,

VOUCHER VENDEMMIA: COLDIRETTI, PROVVEDIMENTO CHE ATTENDEVAMO ( da "Agi" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ridurre la burocrazia per le imprese agricole e dare una possibilita di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte al caro vita. La Coldiretti commenta positivamente l'annuncio del via libera alla sperimentazione dei buoni lavoro, reso noto dal Ministro del Lavoro Cesare Damiano, che verranno introdotti per la prima volta in Italia con la prossima raccolta dell'

Commissione d'inchiesta: "Il servizio sanitario soffre di troppa burocrazia" ( da "Dire" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

VINI/ COLDIRETTI: CON VOUCHER PIU' TRASPARENZA CONTRO LAVORO NERO ( da "Virgilio Notizie" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I voucher vendemmia saranno utili a "combattere il lavoro nero, ridurre la burocrazia per le imprese agricole e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte al caro vita". E il commento di Coldiretti dopo il via libera alla sperimentazione dei buoni lavoro annunciati dal ministro del Lavoro, Cesare Damiano.

SANITA' ITALIANA "MALATA" DI BUROCRAZIA, TROPPO DIVARIO TRA NORD E SUD ( da "Agi" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: RELAZIONE FINALE DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA SANITA ITALIANA "MALATA" DI BUROCRAZIA, TROPPO DIVARIO TRA NORD E SUD Troppa burocrazia, liste di attesa eccessive, e un divario nord-sud che resta forte e presenta "situazioni di allarmante degrado" in vaste aree del meridione, riproponendo la necessita di un rinnovato intervento statale centralizzato.

PD: TEAM VELTRONI, META' DONNE, NORDEST E VERONESI PRONTO AL SI' ( da "Agi" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia, uno Stato piu semplice, veloce e che decide. Aumento dei salari, sostegno alle imprese, lotta alla precarieta. Ed oggi, a Verona, Veltroni si e giocato un'altra carta: la sicurezza. Il candidato premier del Pd sceglie proprio Verona, la citta espugnata al centrosinistra dallo 'sceriffo leghista Flavio Tosi -

Leucemia fulminante e malasanità, un cocktail micidiale per la piccola Maria Teresa. La protesta ( da "Quotidiano.it, Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: delle istituzioni e della burocrazia. Sì perché occorre anche un'autorizzazione per protestare il proprio dolore! "Attenti papà e mamme! Potrebbero esserci altri angioletti da spedire in cielo?". Con un cartello inequivocabile al petto, protesta dinanzi l'ospedale civile "Mazzini" di Teramo, nonno Piergiorgio.


Articoli

<Ottimismo al potere> (sezione: Burocrazia)

( da "EUROPA.it" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA VITTORIA DI ZAPATERO Parla José Andrés Torres Mora, del comitato esecutivo del Psoe "Ottimismo al potere" EMANUELE VALENTI Madrid "Sta per partire una nuova tappa del progetto socialista. Ma nulla di nuovo. Il nostro lavoro, le nostre idee, le nostre priorità sono sempre le stesse. Siamo partiti nel 2000, quando eravamo ancora all'opposizione. Ora gli spagnoli ci hanno chiesto di andare avanti. E noi andremo avanti, continuando a cambiare, in meglio, la Spagna". Dalle parole di José Andrés Torres Mora, membro del comitato esecutivo del Psoe e amico personale di Zapatero, si capisce che l'ottimismo mediatico che trasmette il premier spagnolo non è per nulla casuale. I risultati delle elezioni di domenica scorsa sicuramente aiutano, ma la sensazione è che tra i massimi dirigenti socialisti ci sia una tale carica positiva da rendere quasi scontato il miglior risultato degli ultimi ventidue anni in termini di voti. Carica positiva data proprio dal progetto di lavoro: "Nulla di inventato ? ci racconta José Andrés Torres Mora, nel suo ufficio a una decina di metri da quello del segretario del partito ? nessuna creazione da laboratorio. Abbiamo semplicemente estratto dalla società le linee sulle quali lavorare. Parte tutto dalla vita reale, di tutti i giorni. Noi l'abbiamo semplicemente tradotta in piano politico". Negli ultimi quattro anni il governo Zapatero è diventato un modello per diversi politici europei, almeno a parole. José Andrés Torres Mora non se ne stupisce: "Abbiamo puntato sulla cittadinanza. Il nostro progetto prevede di alleggerire lo stato, alleggerire la burocrazia pubblica. Ma non a vantaggio della burocrazia privata, come dicono i neo-liberali. Bensì a vantaggio del cittadino. Noi vogliamo un cittadino forte. È lui il soggetto che deve avere il potere reale. E cerchiamo di fare questo, per esempio, con delle leggi come quella sui matrimoni gay, oppure la legge di dipendenza, per le persone non autosufficienti ". Ma l'ottimismo del gruppo dirigente socialista spagnolo si è a volte trasformato, almeno secondo alcuni analisti, in un punto di debolezza. La pensa così Enric Juliana, vicedirettore del quotidiano La Vanguardia: "Zapatero ha sempre avuto una grande carica positiva. Ha sempre puntato molto sulla sua personalità, sulla sua capacità di sedurre la gente, di produrre emozioni. Però a volte si lancia in imprese che vanno oltre le sue possibilità. Ha fatto sicuramente delle cose buone. Ma ha fatto anche degli errori. Errori di calcolo. Per esempio sulla questione territoriale e poi con Eta. Si è lanciato nel negoziato senza l'appoggio dei popolari, che rappresentano quasi il 40 per cento della società. Un'impresa praticamente impossibile". E in queste ore, in Spagna, si discute molto proprio della possibilità di un accordo di massima tra i due principali partiti, i socialisti e i popolari, sulle questioni più delicate. Nella notte elettorale Zapatero ha parlato di "questioni di stato". "Io credo che potrebbe essere una delle novità di queste elezioni e dei prossimi quattro anni ? dice Juliana ? tra le altre cose sul nodo basco. L'Eta è molto debole, credo sia destinata a scomparire. Ma fino a quando il Psoe e il Pp non si saranno messi d'accordo sulle modalità non arriveremo alla fine". Il premier spagnolo ha ribadito, ieri, di essere disposto a prendere in considerazione un qualche tipo di intesa con l'opposizione. E tra i suoi l'argomento non è per niente un tabù. Torres Mora lo conferma, puntualizzando però una cosa: "Siamo aperti al dialogo, ma prima sarebbe bello stabilire, una volta per tutte, le regole del gioco. Per esempio non si può mentire come ha fatto il Pp, per parecchio tempo, dopo gli attentati dell'11 marzo del 2004, continuando a puntare il dito contro l'Eta". La questione basca, che fino all'attentato di venerdì scorso a Mondragòn non era mai stata al centro della campagna elettorale, è ora nuovamente un argomento del dibattito politico. Su questo il nostro interlocutore non può ovviamente andare oltre le parole del suo leader. E cioè che non ci sarà più alcun tipo di contatto fino a quando l'Eta, ormai "sconfitta dalla democrazia" non avrà lasciato definitivamente le armi. Ma Torres Mora ci tiene a spiegare la posizione del Psoe su un tema delicatissimo, il nazionalismo: "I problemi, a mio modo di vedere, arrivano tutti da lì. I nazionalisti devono rinunciare all'indipendenza. Un referendum per l'autodeterminazione non fa che dividere quello che sta unito, seppur con tutte le sue particolarità. La maggior parte dei baschi e dei catalani si sentono baschi e catalani ma anche spagnoli. È questo il bello di questo paese. Anch'io sono allo stesso tempo andaluso e spagnolo". Ma il nazionalismo non sta mai in piedi da solo. E uno dei più stretti consiglieri di Zapatero lo sa bene: "Certo, c'è anche il nazionalismo spagnolo, che per alimentarsi ha bisogno del conflitto. Nell'era Aznar, per fare un esempio, gli indipendentisti catalani, Esquerra republicana, sono arrivati a otto seggi al Congresso di Madrid, adesso ne avranno solo tre". Il leader del Psoe, ieri, ha messo in testa alla sua lista di priorità la difficile situazione economica. Scelta obbligata, visti i brutti dati sulla disoccupazione. E in qualche modo dalle parole di Torres Mora sembra che su questo i socialisti abbiano capito l'errore: "Dobbiamo assolutamente diversificare il nostro sistema economico, e non dipendere più solo dal settore delle costruzioni. Punteremo sulla ricerca, lo sviluppo, le nuove tecnologie, l'energia pulita. Perché non lo abbiamo fatto prima? Perché per spostare un paese come la Spagna, l'ottava economia mondiale, ci vuole del tempo". Come si faranno tutte queste cose? Nella sede del Psoe, nella Calle Ferraz di Madrid, risuona solo una parola: ottimismo. Come quello di Zapatero. "Senza ottimismo ? ci saluta il suo amico, Torres Mora ? non si crea nemmeno un posto di lavoro".

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Povera Francia, senza francesità (sezione: Burocrazia)

( da "EUROPA.it" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

INTERVISTA CON ALAIN FINKIELKRAUT Tornare allo stato-nazione, nell'interesse della democrazia Povera Francia, senza francesità In tempi di globalizzazione, l'intellettuale francese sostiene che all'origine della crisi c'è l'abbandono delle proprie radici e della propria storia SIMONE VERDE "Tornare allo stato-nazione". È questa la ricetta di Alain Finkielkraut per aiutare le nostre democrazie a uscire dall'apatia e dalla crisi culturale degli ultimi anni. Incontrato a Roma per l'uscita del suo ultimo libro in traduzione italiana (Che cos'è la Francia, Spirali) e a qualche giorno dalla sconfitta di Nicolas Sarkozy alle elezioni amministrative, il piglio appassionato dell'intellettuale francese rivela tutta la tensione di un paese diviso e sempre più incerto della propria identità. "È vero ? ammette lo scrittore studioso di scienze sociali ? la Francia è in crisi. Ha eletto un presidente qualche mese fa e ora lo demolisce. Sogna un futuro diverso e ha paura di compiere scelte irreversibili. Ma si tratta di un fenomeno europeo". All'origine di tutto, il trionfo del pragmatismo e l'abbandono delle comunità storiche che abitano il nostro continente. "Senza un vero e proprio dibattito tra i cittadini di ogni nazione ? sostiene ? non ci può essere democrazia, ma soltanto una mediocre gestione burocratica e verticista che, sprezzante della storia e dell'identità di ognuno, ci riduce a esseri sociologici". Quali sono i segni della crisi? Innanzitutto, lo svuotamento progressivo di tutte le istituzioni e la scomparsa di ogni dibattito. Al confronto delle idee è stata sostituita un'ideologia del politicamente corretto, priva di contenuti. Tutto ciò in un sistema di cultura sovvenzionata dallo stato che ha fatto di artisti e intellettuali, burocrati culturalmente collusi con l'establishment e con la politica. Quali sono le cause? La convinzione illuminista che gli uomini debbano tagliare le proprie radici per trasformarsi in esseri puramente razionali. Ecco il risultato: intelligenze prive di passioni. Un culto pragmatico della razionalità e un disprezzo per le identità storiche che produce ignoranza. In Francia, si è generalizzata una concezione della politica basata non più sul confronto tra le culture nazionali, ma sulla neutralità della legge. "Siamo la patria dei diritti dell'uomo", si dice, diffondendo un'idea riduttiva della nostra identità. Per riprendere il titolo del suo libro, che cos'è la Francia? È una patria culturale fatta di visioni del mondo sedimentate in un orizzonte linguistico e spirituale proprio a tutti francesi. Se il mio è il paese dei diritti dell'uomo, ciò non lo si deve al sangue sacrificato dalla rivoluzione o a qualche testa mozzata, ma a grandi capolavori come Jacques le fataliste di Diderot o il teatro di Marivaux. Oggi questo legame con la lingua, che è legame con la cultura, si è perso. E così, da terra di Chateaubriand, siamo diventati "patria dei diritti dell'uomo". Eppure, in questa frase non si nasconde soltanto l'esaltazione acritica della legge, ma anche l'attaccamento alla lingua dell'illuminismo. Sì, a una lingua strumento perfetto della ragione. Non credo a questo tipo di utopie razionaliste, peraltro all'origine dei grandi drammi del XX secolo. Non può esistere un sistema politico o linguistico privo di radici storiche e basato soltanto sull'esercizio a priori della ragione. La Francia ha riscoperto negli ultimi mesi la propria identità nazionale. È stata una bella sorpresa scoprirsi esseri storici e non soltanto sociologici. Si è parlato di un ritorno alla monarchia, dicendo molte stupidaggini: Sarkozy non ha voluto reintrodurre il culto della personalità ma si è rifiutato di distinguere tra Francia rivoluzionaria, cristiana e monarchica. La Francia è una sola. È l'intuizione che ha fatto grande Charles De Gaulle. La sua posizione sembra figlia della scuola di Francoforte: la democrazia si nutre dell'attaccamento della comunità alla propria storia? Più che a Horkheimer e Adorno e alla loro critica del razionalismo illuminista, il mio riferimento è a Hannah Arendt. Personalmente ne deduco che la nazione è lo zoccolo su cui poggia qualsiasi sistema democratico: nello stesso modo in cui una lingua è cultura poiché raccoglie tutte le esperienze di un popolo, una democrazia completa rinvia alla nazione, poiché poggia sul sentimento di appartenenza di tutta una comunità culturale. Senza di essa, d'altronde non c'è dibattito possibile e i nostri sistemi si riducono a burocrazie prive di anima come quella europea, il cui compito si limita all'applicazione di una legge che si pretende universale. Ma non è esattamente il contrario: l'universalità è stata svuotata di senso poiché se ne è fatto un elemento di orgoglio nazionale? Non sono d'accordo, l'universalismo non è un'acquisizione definitiva, ma una conquista che va ripetuta attraverso il dialogo e il dibattito tra culture e cittadini. Solo così principi astratti diventano valori praticati. Il dibattito, poi, non può avvenire se non all'interno di un orizzonte culturale condiviso, cioè di una lingua e di una comunità coesa. Allo stesso tempo, però, l'orizzonte nazionale non basta più a governare i processi di un mondo globalizzato. E senza un'Europa più federata si rischia di lasciare ogni potere alla burocrazia che lei contesta. È vero, ma esiste una via di mezzo. L'Europa ha bisogno dei nostri paesi e i nostri paesi hanno bisogno dell'Europa. Non c'è bisogno di sacrifici o di stravolgimenti. Basta trovare un equilibrio, ritornare a coltivare le nostre culture e riscoprire il nostro passato. Soltanto allora si potrà tornare davvero a discutere e a promuovere democrazia.

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Gli studenti: "Il sistema dei debiti era un invito a nozze per fannulloni " (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Inchiesta Maggior severità Giovani e prof sono favorevoli Gli studenti: "Il sistema dei debiti era un invito a nozze per fannulloni " MAURO PIANTA Ma quali insegnanti troppo severi. I risultati negativi affiorati in tutta Italia dagli scrutini di febbraio sono colpa nostra, spiegano gli studenti. Dobbiamo impegnarci di più. E comunque, questo sistema dei "debiti" da recuperare che poi in realtà non si recuperavano sul serio. In fondo, dunque, ben venga il decreto Fioroni che obbliga a "sanare" le lacune entro giugno o al massimo a fine agosto con la riedizione degli esami di riparazione". Sventolare davanti al liceo classico statale Gioberti i dati nazionali del ministero sui giudizi riferiti al primo quadrimestre (7 studenti su 10 delle scuole superiori hanno in media 4 insufficienze a testa) significa imbattersi in qualche sorpresa. Dicono Andrea Oliva, 15 anni, e Simone Tagliento,14: "Le insufficienze? Sì, è vero. Sono colpa nostra. Però, a volte, ci sono dei problemi familiari o personali". "Andare bene o male dipende molto dal fatto se ti piace davvero il tipo di scuola scelto. Credo che sia un aspetto decisivo, non nascondiamoci dietro alle difficoltà familiari o con gli insegnanti", aggiunge Silvia Sorba, 18 anni. "Ho ottimi insegnanti - osserva Alessia Regis, un'altra 18enne - e credo che sarebbe giusto, nei confronti di chi si impegna, bocciare gli alunni che non fanno niente. Valutando caso per caso, senza fare "stragi indiscriminate"". "E' vero comunque - ragiona Alessia Sofo - che negli ultimi anni sono passati quasi tutti, magari studiando solo nell'ultimo mese". "Fioroni ha fatto bene - butta lì Alessandro Ardore, 16 anni, allievo di un istituto tecnico - il sistema dei debiti usato fino a oggi era un "invito a nozze" per i nullafacenti". Giudizi confortati dai "colleghi" universitari delle facoltà umanistiche. Spiega Viviana Pibiri, 25 anni, da Cagliari: "Mi sono diplomata senza mai recuperare veramente il mio debito in matematica: trent'anni fa non sarebbe successo. Il risultato è che promuovono tutti anche all'Università e così il titolo si svaluta. Ormai bisogna per forza frequentare un master post laurea". Gli fa eco un altro universitario, Francesco Pezzini, 22 anni: "Sì, alle superiori non bocciano più. Tanti insegnanti non vogliono grane. Il problema vero è che molti docenti, non tutti per fortuna, non hanno più una vera passione educativa, fanno quel mestiere con piglio impiegatizio". Già, gli insegnanti. Loro come giudicano questa Caporetto della scuola superiore? "Innanzitutto - dice Helen Alterio, docente di italiano all'istituto commerciale Majorana di Moncalieri - non è vero che non si boccia più. La scrematura avviene soprattutto nei primi due anni delle superiori. Certo, senza generalizzare, è innegabile che spesso i ragazzi di oggi appaiono più superficiali, meno motivati, forse perché è la società ad essere più superficiale". Rosalba Fano ha la sua teoria: "La scuola non entusiasma gli studenti, non li incuriosisce. E senza entusiasmo non si impara. Poi la scuola è fatica e i giovani non ci sono più abituati. La "svolta" di Fioroni? Buona, in teoria. Però c'è troppa burocrazia e poco tempo per stare dietro ai corsi di recupero. Soprattutto, gli insegnanti non si sentono abbastanza stimati dalla società". La situazione più grave dal punto di vista dei debiti formativi è senz'altro quella degli istituti professionali. "Non c'è dubbio - spiega Tullio Rapone, vent'anni di insegnamento negli istituti tecnici industriali - perché nei professionali, in genere, le famiglie non seguono i ragazzi. Sono quasi rassegnate, al contrario di quanto avviene invece nei licei".

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Costruttori edili contro il nuovo piano regolatore (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

VERBANIA. INTERVENTO DELL'ASSOCIAZIONE PROVINCIALE Costruttori edili contro il nuovo piano regolatore "Il mercato è fermo perché alle famiglie mancano soldi. Ma anche perché i privati che vendono puntano all'affare della vita, rivendendo in euro quanto comprato a suo tempo in lire senza fare la giusta equivalenza. E soprattutto perché il vero motore dell'edilizia, le imprese, hanno sempre più le mani legate: poche possibilità per nuovi insediamenti, tanta burocrazia, spesso diversa da paese a paese, e la scure delle plusvalenze, introdotte dal nuovo piano regolatore di Verbania col rischio che vengano adottate a cascata in tutta la provincia". Se non è un grido d'allarme, poco ci manca: Rino Porini, presidente provinciale dell'Ance (l'associazione dei costruttori edili), punta il dito contro quelle che a suo dire sono le cause della crisi, forse ancora latente, del mattone. "Il miglior prezzo - afferma - lo si ottiene con la competizione tra domanda e offerta e nella nostra zona non ci pare di riscontrare una significativa e qualificata offerta immobiliare, che rimane quasi esclusivamente nelle mani dai privati che vendono il proprio immobile, spesso di scarsissima qualità, che per incanto vorrebbero far lievitare come una torta nel forno: così il mercato si trasforma in speculazione. A Verbania mancano cantieri, che consentirebbero l'immissione sul mercato di nuove case, certamente con la qualità edilizia che ne giustifica il prezzo richiesto, e che alimenterebbero la concorrenza, unica garanzia per il consumatore". Secondo Porini a Verbania non ci sono nuove costruzioni "per la complessità applicativa e interpretativa delle norme del recente piano regolatore e per la conseguente lentezza con la quale gli operatori immobiliari riescono a ottenere tutte le autorizzazioni, per non parlare dell'aggravio dei costi derivante non solo dai noti oneri d'urbanizzazione ma anche per la cosiddetta "plusvalenza" sulle aree". L'ultimo capitolo riguarda la "sburocratizzazione": "La modulistica sulle pratiche edilizie deve essere semplificata e resa il più possibile omogenea, senza troppe differenze da una località all'altra. Su questo argomento, per fortuna, abbiamo il sostegno anche del prefetto". Ma a Verbania c'è spazio per altri investimenti immobiliari? "Parecchio per il recupero, meno per le nuove costruzioni - conclude Porini -, il problema è non far lievitare i costi. Vorremmo poter vendere agli operai, non solo alla clientela medio-alta".

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Palazzo Oddo, apertura a ottobre (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

ALBENGA BILANCIO POSITIVO DELLE MANIFESTAZIONI ALL'AUDITORIUM SAN CARLO Palazzo Oddo, apertura a ottobre [FIRMA]ROMANO STRIZIOLI ALBENGA Dopo l'apertura dell'auditorium San Carlo di Palazzo Oddo, avvenuta giusto un anno fa, la cultura albenganese ha compiuto un balzo in avanti, anche se i futuri possibili traguardi sono ancora lontani dall'essere raggiunti. Per dispiegare tutte le potenzialità nel settore delle manifestazioni culturali, infatti, occorre che avvenga l'apertura del grande contenitore di Palazzo Oddo, che ieri il sindaco Tabbò ha annunciato come probabile solo per il prossimo ottobre, anche se i lavori per l'allestimento della Mostra dei vetri (con l'esibizione, finalmente a casa propria, del vaso antico più bello del mondo) sono già iniziati. Buon consuntivo, quindi, da parte di Umberto Airaudi, direttore dell'Oddo (costituito come una società a responsabilità limitata, finanziata interamente dal Comune) che vanta in un anno più di un centinaio di aperture dell'auditorium per convegni, conferenze, presentazione di libri, riunioni, concerti (persino matrimoni). A parte un auspicato miglioramento dell'amplificazione microfonica, gli albenganesi sono riusciti a superare una atavica arretratezza culturale. L'elenco degli eventi ospitati nell'ex chiesa (con 100 posti a sedere) è lungo e diversificato. Comprende infatti tre mostre, visitate da oltre 2 mila persone, iniziative varie ove hanno fatto da mattatori scrittori, musicisti, rievocazioni storiche, teatro, e persino il concorso di poesia "Albingaunum" e le Giornate europee del Patrimonio (settembre scorso). "Siamo orgogliosi di quello che abbiamo fatto al San Carlo e della gestione dell'ufficio informazioni (Iat). Con poco più di 35 mila euro abbiamo dato servizi prima mancanti", ha ricordato Airaudi, il quale ha aggiunto: "Gli albenganesi iniziano a riconoscersi nel San Carlo. Abbiamo lavorato in ristrettezza di mezzi. Spesso abbiamo faticato nella logorante attesa delle risposte della burocrazia". Fra i programmi dell'Oddo c'è anche l'apertura permanente della torre civica, con interessanti proposte di laboratori per i ragazzi e di cene storiche. Il sindaco, dopo aver espresso un plauso per i risultati ottenuti, ha ricordato: "Col San Carlo la cultura ha iniziato ad entrare nella mentalità e nella sensibilità degli albenganesi. Procediamo ora serenamente in avanti per valorizzare le grandi ricchezze e attrattive della nostra città". Il grande appuntamento, quindi, lanciato ieri mattina, punta ad ottobre quando saranno superate le infinite vicissitudini per ottenere l'agibilità del complesso Oddo e per lanciare la grande carta (anche turistica) del piatto blu.

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Veltroni: Chiesa ok sui salari (sezione: Burocrazia)

( da "Citta' di Salerno, La" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

E a Vicenza fa stringere la mano all'industriale Calearo e al sindacalista Nerozzi Veltroni: Chiesa ok sui salari Sì a Bagnasco, più soldi e meno tasse per le famiglie ANDREA PALOMBI ROMA. Bene il cardinale Bagnasco: bisogna intervenire subito sui salari e poi abbassare le tasse. Bisogna far ripartire in fretta l'Italia, perché spira un vento di recessione e "se stiamo fermi andiamo a picco". E dunque niente lotta di classe, come predica Bertinotti, ma piuttosto un "patto fra produttori, fra imprenditori e operai", perché sono sulla stessa barca. Walter Veltroni fa tappa nel Nord Est, fra Vicenza e Padova, e sulla questione fiscale esprime sintonia con il presidente dei vescovi italiani. "Ho ascoltato con grande interesse le parole di Bagnasco. Ha ragione a dire che l'intervento a favore dei salari e delle famiglie deve essere un tema di grande convergenza". Ricorda di aver proposto nelle scorse settimane un intervento immediato, anche prima del voto, "perché la situazione per le famigle è molto grave". Un emendamento che però avrebbe avuto bisogno dell'unanimità delle forze politiche, mentre Forza Italia si è opposta. "Sono davanti a noi mesi difficili a causa di una congiuntura molto ostica", ha avvertito ieri. Per questo "dobbiamo far ripartire la domanda interna in modo da sostenere la crescita. E per farlo è necessario intervenire sulla riduzione della pressione fiscale". Nello stesso tempo, aggiunge il segretario del Pd, sono necessarie misure di "sostegno fiscale alle imprese" specie quelle per incentivare la "stabilizzazione dei precari". A Vicenza Veltroni chiama a stringersi la mano sul palco Massimo Calearo e Paolo Nerozzi, imprenditore il primo, segretario confederale Cgil il secondo, tutti e due candidati del Pd in queste elezioni. Un gesto per simboleggiare il patto fra produttori di cui c'è bisogno, ma che, assicura, rappresenta anche "l'identità di un partito nuovo che vuole unire il Paese". Non esistono più le grandi imprese o i grandi imprenditori di un tempo, sostiene infatti Veltroni: "E allora con chi si deve fare questa lotta di classe? Con quei milioni di operai che hanno avuto la forza di rischiare e diventare imprenditori?". Per il segretario del Pd bisogna chiudere con le "ideologie di un tempo passato". Perché "non credo che gli operai di una piccola impresa si sentano contro i padroni". A Vicenza qualche decina di attivisti del movimento "No Dal Molin", schierato contro l'allargamento della base americana, contesta però il segretario del Pd fuori dall'auditorium e qualcuno cerca anche di salire sul pullmann. Veltroni continua a mostrarsi ottimista sul prossimo voto. "Ora siamo a quattro punti, quattro punti e mezzo di distanza, manca ancora un mese e cresciamo quotidianamente. Nel Pdl erano convinti di vincere le elezioni andando a spasso, ora sono terrorizzati perché tutti i sondaggi ci danno in recupero". A Ferrara, proprio nel giorno delle polemiche su Ciarrapico, chiama accanto a sé sul palco Shlomo Venezia, uno degli ebrei sopravvissuti alla deportazione nel campo di Auschwitz. "Un uomo eccezionale", sottolinea, per cui chiede l'applauso di tutta l'Italia. Ma nella roccaforte della Lega attacca anche il Carroccio. La Lega, sostiene infatti, ormai da anni ha un doppio volto: "Annuncia la secessione nei discorsi della domenica, poi il lunedì fa gli accordi a Roma". Del resto, ribadisce, il centrodestra ha governato per 6 anni e non è cambiato niente. "Nessuno ricorda una stagione di liberalizzazioni, modernizzazioni, lotta alla burocrazia".

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Luisago Il motivo: <Interferenze dei dipendenti degli uffici comunali>. Il sindaco: <Nessuna rottura con la maggioranza> L'assessore Vadalà sbatte la porta e lascia il consiglio (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Como, La" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Luisago Il motivo: "Interferenze dei dipendenti degli uffici comunali". Il sindaco: "Nessuna rottura con la maggioranza" L'assessore Vadalà sbatte la porta e lascia il consiglio Domenico Vadalà LUISAGO Se ne va sbattendo la porta l'assessore alla pubblica istruzione e allo sport. Clamorose e inaspettate dimissioni, già registrate al protocollo del municipio, e dunque effettive da tutte le sue cariche, quelle di Domenico Vadalà. Cinquant'anni, docente della formazione professionale e figura di spicco del governo cittadino è stato il consigliere comunale più votato a Luisago con 53 preferenze. Capogruppo della maggioranza "Insieme per i cittadini", all'indomani delle ultime elezioni del 2004 venne nominato dal sindaco Adelio Frigerio assessore alla pubblica istruzione e allo sport. "Lascio perché non sono nelle condizioni di poter continuare a fare liberamente il mio lavoro di assessore - dichiara Vadalà -. Negli ultimi tempi la burocrazia e le interferenze dei funzionari e degli uffici hanno avuto il sopravvento e dunque non sono più nelle condizioni di potere svolgere il mio ruolo con quella libertà che dovrebbe essere dovuta agli amministratori eletti dai cittadini e ai quali bisogna rispondere. Oltretutto sono rammaricato del fatto che né il sindaco Frigerio, né la giunta e nemmeno la maggioranza consiliare che guidavano abbiano saputo dimostrarmi, come capogruppo, solidarietà e sostegno pubblico alle mie battaglie che sono sempre giunte nelle segrete stanze e mai alla luce del sole". Lo sfogo dell'ex assessore ed ex consigliere comunale rispecchia anche le motivazioni scritte nero su bianco nella lettera di dimissioni: "Mi preme innanzitutto scusarmi con quei tanti cittadini che alle ultime elezioni avevano riposto in me la loro fiducia - scrive Vadalà -. Non disconosco gli importanti risultati raggiunti da questa amministrazione, ma la mia decisione è stata presa con ponderazione. Non condividevo più un metodo di governo che non ispirava il programma del gruppo. Da mesi ero a disagio - ha concluso Vadalà, lasciando con uno slogan che pare aprire nuovi scenari politici -. Nessun cambiamento potrà essere duraturo se non consolidato dalla collegialità, dal rispetto dei ruoli e delle persone, da condivisione e partecipazione". Le prime reazioni del sindaco Adelio Frigerio sono caute e tendono a sgombrare molti dubbi: "Il consigliere Vadalà lascia non per visioni urbanistiche non condivise, ma per una sorta di cattivo rapporto con i dipendenti comunali. Non ha litigato con nessuno dei suoi colleghi di maggioranza e pur non condividendo il suo gesto con il resto del gruppo abbiamo politicamente e serenamente accettato la sua decisone. Noi guardiamo avanti e nelle prossime ore decideremo i successori". Il consiglio comunale per la surroga e la comunicazione del nuovo assessore e del capogruppo è stato convocato per domani sera alle 20.30. Primo dei non eletti in consiglio Federico Carnini con 16 preferenze mentre per la carica di nuovo assessore è annunciata la ?staffetta? tra Pompeo Enzo Invernizzi e Franco Lazzati. Dario Lucca.

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Traffico come a Napoli (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Gli ambientalisti contestano le scelte sulla mobilità e le grandi opere "Traffico come a Napoli" Altre Menti: "Altro che modello austriaco" FELTRE. Più Napoli che Graz. Il traffico a Feltre, tutto incentrato sugli spostamenti in auto, senza mobilità alternativa e senza piste ciclabili, finisce ancora nel mirino degli ambientalisti di Altre Menti. "Il diritto alla mobilità evocato dalla Lega Nord che amministra la città è più simile alla libertà del traffico napoletano che al modello di efficienza austriaco spesso evocato", sostengono Mauro Vettor e Davide De Martini Bonan. "Ed è singolare che un partito come la Lega applichi una politica "mediterranea". La libertà e la sicurezza tanto sbandierate dal Carroccio si traducono in un silenzio sull'inquinamento, sugli scempi edilizi, sull'uso distorto del territorio". Lo spunto per la critica di Altre Menti arriva dalla situazione del traffico. Ma anche dal cantiere per l'ascensore, "un foto che appare come metafora di una politica economica senza senso, il vuoto come valore, il cui costo sarà certamente pagato dalla comunità". Erano contrari, gli ambientalisti, all'accesso meccanizzato al colle delle Capre. E lo ricordano: "Nel percorso del viaggio in ascensore verso piazza Maggiore, in quattordici secondi contro i quattro minuti e trenta secondi che servono per farlo a piedi, c'è il paradossi di non sapere individuare neppure l'utente finale", sostengono Mauro Vettor e Davide De Martini Bonan. "Se quest'opera è costruita per lo sviluppo turistico, dobbiamo immaginare un turista pigro che non ama camminare e che vuole soltanto arrivare in vetta rapidamente, non passeggiare e visitare le meraviglie di una città unica nel suo genere. Con l'ascensore arriva nel centro della cittadella che si attraversa in dieci minuti a piedi, senza vedere e senza ammirare. E se ne va in 14 secondi". E' l'occasione per contestare le scelte amministrative, della passata e dell'attuale amministrazione, che ha speso tanto in grandi opere e, per ora, realizzato poco. "L'esempio", concludono gli ambientalisti, "è il teatro la Sena, vera attrazione di piazza Maggiore ma ancora incompiuto. Un buco di soldi, una voragine aperta da decenni tra scelte e ripensamenti di progettazione, lavori rifatti con l'aiuto della sonnolenta e ottusa burocrazia tipica del sistema Italia".

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L'ex Polveriera ora è un albergo abusivo (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Reggio" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

La curia non ha deciso cosa fare di un'area occupata da sbandati REGGIO. L'ex Polveriera sta morendo. Lentamente, senza troppo chiasso, come un grande vecchio che si rannicchia su stesso e si spegne. Ma invece non c'è il rispetto che dovrebbe essere riservato ad un'opera realizzata a metà Ottocento e che rappresenta uno dei pochi ricordi di quella Reggio militare. L'ALBERGO. L'ex Polveriera ora è un albergo abusivo. Perché qualcuno, sfondando uno degli ingressi che due settimane fa erano stati cementati (c'è voluto circa un anno perché fossero chiuse le porte laterali) ha deciso di allestire una sorta di camerata con tanto di letti e coperte. L'edificio, la cui proprietà è della curia, continua a peggiorare, tanto che una parte del tetto - quella centrale - è ormai crollata. Ma per coloro che non hanno nulla e che cercano un riparo di fortuna, basta poco e allora l'ex Polveriera è ormai diventata una sorta di alloggio comune per chiunque. Anche per coloro che soffrono di tossicodipendenza, tanto che diversi spazi nel parco che circonda l'edificio sono un tappeto di siringhe e di quel che resta di una dose. La polizia organizza dei blitz, la Municipale fa lo stesso e anche i militari della Forestale, la cui sede è a 20 metri di distanza, ogni tanto compie qualche controllo. Ma non basta, perché ciclicamente il problema si ripropone e l'edificio continua a soffrire. VIA CASALI. A fianco dell'ex Polveriera, fino a sei mesi fa, in via Casali sorgevano i vecchi alloggi dei militari. Appartamenti fatiscenti e abbandonati che ospitavano clandestini e balordi. In quel caso la soluzione è stata trovata perché dopo l'ennesimo blitz della polizia, il Comune ha invitato la proprietà ad intervenire. E' bastato accelerare i tempi della burocrazia per dare il via alla demolizione di quell'area degradata e permettere ai proprietari di iniziare la costruzione di un nuovo complesso residenziale che dovrebbe dare lustro alla zona. Ma quando si parla invece di ex Polveriera i tempi sono diversi perché la curia non ha ancora deciso che fare di quell'area che ha un potenziale enorme. Tra i corridoi del municipio si vocifera che entro la fine dell'anno, l'area passerà nelle mani del Comune e si sta preparando il plastico che dovrà dimostrare ai reggiani il nuovo volto dello storico edificio. Perché in realtà, su quella zona, sarebbe già pronto un progetto frutto di un concorso di idee tra architetti. Un concorso vero e proprio, già vinto da un giovane professionista che sta aspettando solo una chiamata. Quando? A questa domanda, al momento non c'è risposta. LA TADDEI. Capitolo a parte va riservato all'ex caserma Taddei che sorge in via Emilia San Pietro a fianco dei chiostri. Dopo una lunga trattativa il Comune è riuscito ad ottenere dal demanio la proprietà dell'edificio e ora - ma anche in questo caso sono sconosciuti i tempi - l'amministrazione dovrebbe intervenire per la riqualificazione di un palazzo che al suo interno nasconde un tesoro. Perché nel piccolo cortile dell'ex caserma c'è un affascinante sacrario. Ma anche per quell'angolo di arte del Novecento un destino infame: fino alla scorsa estate era invaso da sacchetti di immondizia. Il futuro dell'ex caserma Taddei per fortuna è diverso e dovrà ospitare nuovi uffici e spazi dedicati all'università. (m.m.).

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S. Maria della Ripa vuole tornare a vivere (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di PAOLO POPONESSI E' UNA PARTE sopravvissuta della Forlì del passato, quella degli antichi conventi (ne resta ancora qualche rovina come quella presso la rotonda di Santa Chiara), della quale i forlivesi hanno quasi dimenticato l'esistenza, le alte mura di recinzione la proteggono ma in qualche modo anche la isolano, da quando i militari non l'hanno più utilizzato a partire dagli ultimi anni del secolo scorso si è spento anche quel minimo di vita legato all' attività della burocrazia delle Forze Armate. --- Così giace silenzioso e abbandonato il grande complesso di Santa Maria della Ripa ovvero il monastero della Torre, già sede del distretto militare. Per la sua grandezza e interesse dal punto di vista storico, urbanistico e architettonico potrebbe essere per Forlì un nuovo San Domenico, anche se ipotizzare risorse economiche per il suo recupero fa venire i brividi; dell' ex monastero si è tornato a parlare di recente sia con i lavori del pool di esperti incaricati dal Comune per un elaborare il piano di riqualificazione del centro storico sia per i progetti di individuazione di nuovi contenitori culturali da parte dell'amministrazione comunale. QUELLO CHE FU il convento oggetto di particolari cure e donazioni da parte di grandi del passato di Forlì come Pino III Ordelaffi, Gerolamo Riario e Caterina Sforza, signori della città nella seconda metà del Quattrocento, ha avuto una storia tormentata; tutto cominciò nel 1472 con l' arrivo di un gruppo di religiose in questa zona ove sorgeva, ricordata dalla metà del Duecento, una torre (da qui il nome di monastero della Torre). I lavori per la costruzione iniziarono nel 1479, nel 1494 venne completata la chiesa mentre il chiostro era già in avanzato stato di costruzione (nel 1484 erano state innalzate le mura perimetrali in coincidenza con l'istituzione della clausura e l'arrivo di un gruppo di suore da Ferrara); il 7 maggio 1497 il vescovo monsignor Tomaso Dall' Aste consacrò il complesso religioso che ebbe una posizione di grande importanza nel panorama cittadino tanto da custodire l'atto di sottomissione formale di Forlì al Papa sotto il pontificato di Giulio II. Nel monastero che conobbe nell'arco di trecento anni ristrutturazioni ed ampliamenti (arrivò a ben cinquanta celle per le monache) si insediarono le suore di clausura di Santa Chiara che qui vissero tranquillamente fino all'arrivo delle truppe di Napoleone a fine Settecento; tra le tante requisizioni che i francesi operarono in città e dintorni ci fu anche Santa Maria della Ripa dove, scacciate le religiose nell' agosto del 1798 (dopo vario peregrinare le suore si stabilirono a San Biagio dove sono ancora oggi), in seguito si installarono i militari fino ai giorni nostri. OGGI l'ex monastero è un'immensa area abbandonata; appare lampante che il suo recupero sarebbe uno straordinario e benefico volano di riqualificazione sia per un quartiere bisognoso di interventi e significativo per l'identità cittadina sia per l'intero centro storico la cui condizione di crisi è incontestabile. Per questi motivi bisogna cominciare a discutere in maniera non episodica del recupero di Santa Maria della Ripa e di una sua coerente destinazione; restituire alla città e sottrarre a un inevitabile e progressivo degrado il suo grande chiostro, la sua chiesa i suoi ampi spazi interni significa operare per un complessivo rilancio della qualità cittadina ritrovando un pezzo di identità e di storia forlivese. - -->.

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Economia ok nel 2007, nubi sul nuovo anno (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Reggio" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Vola la meccanica, crescono le grandi imprese, frenano moda e legno BOLOGNA. Il 2007 per l'economia della regione si è chiuso con un bilancio positivo. Nell'ultimo trimestre la produzione manufatturiera è aumentata tendenzialmente dell'1,7%, in lieve aumento rispetto al trimestre precedente. Il 2007 ha registrato un incremento della produzione del 2,1%, in leggero rallentamento rispetto alla crescita del 2,3 del 2006. In Italia è stata registrata una situazione simile, ma con un tasso di crescita più contenuto (1,2%). Sono queste alcune delle indicazioni che emergono dall'indagine congiunturale realizzata da Unioncamere, Confindustria e Carisbo. Ma se la crescita prosegue, sul 2008 pesano alcune incertezze: il rapporto euro-dollaro, il costo delle materie prime e i costi del sistema. Quindi se per Carisbo non si profila all'orizzonte un rischio di stretta creditizia, per Confindustria complessità e incertezza del quadro internazionale condizionano le previsioni 2008, e occorre fare sforzi per accrescere la competitività delle imprese, soprattutto attraverso una semplificazione della burocrazia. La crescita del quarto trimestre ha interessato la maggioranza dei comparti, con la meccanica a fare da traino. Ma crescono di più le imprese più grandi: in quelle fino a 49 dipendenti la produzione è salita dello 0,7%, nelle azienda da 50 a 500 dipendenti c'è stato +2,8%. Il fatturato è cresciuto dell'1,8%, grazie anche al commercio con l'estero (le esportazioni sono aumentate in un anno del 3,5%, uguagliando il risultato 2006). Nei primi nove mesi del 2007 le esportazioni sono aumentate di oltre il 12%, ma la forza dell'euro sul dollaro ha penalizzato le esportazioni verso gli Usa, mentre è cresciuto il mercato europeo. Per Andrea Zanlari, presidente Unioncamere, nel 2007 sono cresciute soprattutto le imprese per cui innovazione e qualità sono state un differenziale competitivo. "E' stato possibile - ha detto - grazie al fatto di essere inseriti in un contesto di filiera, appartenere ad un gruppo o avere una forte rete di committenza-subfornitura. Questo appare essere il vero fattore di competitività". Ma Zanlari ha anche voluto dare uno sguardo ai cambiamenti che hanno interessato le imprese negli ultimi sette anni. Delle 57.000 manifatturiere del 2007, quasi la metà, il 45%, opera nella metalmeccanica. In flessione invece sistema moda e legno, con un quinto di imprese in meno rispetto al 2000. In quel lasso di tempo le aziende manifatturiere sono diminuite dell'1,9%, mentre il numero totale delle imprese è cresciuto del 5,6%, soprattutto per effetto del settore costruzioni e immobiliari. C'è quindi una ricomposizione del manifatturiero regionale. Inoltre, dal 2000 al 2007 gli imprenditori italiani sono rimasti numericamente invariati, gli stranieri sono cresciuti del 130, passando dal 2,8 del totale al 6,3%. Sul fronte del credito, ha spiegato il presidente di Carisbo, Cavazzuti, la dinamica dei prestiti si è mantenuta vivace. "Continua ad essere buono il tasso di crescita dei finanziamenti alle imprese, soprattutto nel breve termine, nelle aziende medio-grandi, negli investimenti in macchinari e attrezzature".

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) BOLLETTE Vittima della burocrazia: ecco quattro esempi<B (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Faenza)" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

) BOLLETTE Vittima della burocrazia: ecco quattro esempi OGNI VOLTA che mi arriva una bolletta, noto che all'esterno viene scritto con caratteri ben visibili 'Attenti alle truffe'. Quando però si va a leggere nei particolari le voci di queste fatture viene subito da pensare di essere ingannati legalmente proprio nei conteggi, con strani aumenti delle materie prime, varie accise, addizionali regionali e comunali, e poi su tutto l'Iva, quindi una tassa sulle tasse! Anzichè perseguire i veri evasori, che esistono, si continua a tassare il cittadino onesto: basta avere un reddito superiore a 9 mila euri l'anno o possedere un appartamento, frutto dei risparmi di una vita di lavoro e sacrifici, per essere considerati 'ricchi', da tassare, cominciando dall'Ici prima casa. Desidero illustrare quattro esempi di quanto mi accade. 1) A seguito della rivalutazione catastale, nel 2000 mi trovai con questa tassa quasi raddoppiata. Mi rivolsi al Difensore civico, il quale mi disse che non esisteva possibilità di ricorso fino alla data di pubblicazione dei nuovi parametri all'albo pretorio. Questa pubblicazione non fu mai fatta e dopo 4 anni proprio il Comune mi mandò l'avviso di pagamento della differenza arretrata, ma, siccome era trascorso il termine previsto per il ricorso, dovetti pagare. 2) Nel 2002 la Regione Emilia Romagna esentò dal pagamento della tassa sul possesso auto (il bollo) coloro che avevano a carico un ammalato di Alzheimer. Per caso lo imparai solo l'anno successivo. Avendo in casa questo grave disagio feci immediatamente domanda all'Aci di Ravenna. Tramite lettera mi arrivò avviso di esenzione, con validità dalla data della domanda. Così, avendo il bollo in scadenza in agosto, a quella data non lo rinnovai. Dopo 2 anni la Regione mi contestò il mancato pagamento, nonostante la lettera dell'Aci, nei cui uffici mi fu detto che il bollo è considerato annuale da gennaio a dicembre, quindi quello dell'anno precedente non era sufficiente: o mi rivolgevo al tribunale tramite un avvocato o dovevo pagare, quello che alla fine feci, con l'aggiunta di una penale di 35 euro. 3) In conseguenza della malattia di cui sopra, mia moglie morì. Chiesi al servizio pubblico di onoranze funebri un preventivo scritto della spesa per la sepoltura. Ritenuta la spesa affrontabile, accettai quelle onoranze, ma quando mi inviarono la fattura notati un aumento di quasi 500 euro per necrologi. Come spiegazione mi fu detto che nel preventivo la voce 'necrologi' era considerata solo come acconto, pur non essendo assolutamente nè scritta nè in alcun modo evidenziata. O facevo ricorso o pagavo. Anche a causa della situazione, pagai. 4) Per ultimo, a un anno dal decesso della moglie ho ritenuto doveroso dare una sistemazione alla tomba, aggiungendo al tumulo a terra un contorno di sassi con una foto in ceramica. Non eseguendo alcuna opera edile, ritenevo non occorressero permessi particolari. Al momento di chiedere il permesso per entrare nel cimitero con l 'automezzo, specificando per eccesso di zelo che trasportavo sassi, mi fu richiesta la compilazione di un modulo con disegno di cosa eseguivo e pagamento di un bollo di 15 euro. Solo dopo oltre 20 giorni mi è stato rilasciato il permesso di ingresso per quel poco tempo che mi è servito per posare i sassi. Ebbene, dopo quasi 2 mesi mi è arrivata dal gestore del cimitero una fattura di 135 euro. Credevo fosse un errore, nessuno mi aveva parlato o fatto leggere in qualche regolamento che per l'occupazione del suolo dove mia moglie è sepolta occorreva pagare quella cifra, stabilita dal gestore sui 'monumenti' alle sepolture. L'obbligo di pagamento decadeva nel momento in cui avessi rimosso i sassi e la foto. Per non sentirmi in qualsiasi modo causa di una mancanza di rispetto nei confronti di mia moglie... alla fine pagherò. Pio Dall'Olio Ravenna - -->.

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Piccole imprese, è allarme rosso I dati di Confindustria Anna Maria Artoni: 'Servono più investimenti e meno burocrazia: la Regione ci deve aiutare' L'export tira ancora (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

EMILIA ROMAGNA Piccole imprese, è allarme rosso I dati di Confindustria Anna Maria Artoni: 'Servono più investimenti e meno burocrazia: la Regione ci deve aiutare' L'export tira ancora - -->.

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Cna e Ance d'accordo: Quel decreto ci penalizza (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Grosseto)" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

SICUREZZA SUL LAVORO LE REAZIONI DELLE CATEGORIE PRODUTTIVE Cna e Ance d'accordo: "Quel decreto ci penalizza" PIOVONO CRITICHE sul recente schema di attuazione del decreto legislativo in materia di tutela e sicurezza nei luoghi di lavoro. Si dicono contrari, attraverso i propri presidenti, Andrea Brizzi e Gabriele Fusini, sia l'Ance che la Cna di Grosseto. Secondo l'associazione delle imprese edili della provincia il testo unico sulla sicurezza comporterà per i cittadini ed i costruttori un eccessivo aggravio di burocrazia ed un inasprimento delle pene, che porterebbe ad una ulteriore penalizzazione delle imprese regolari. Se non modificato, il decreto interromperebbe di fatto un percorso unitario con il Governo ed i sindacati, avviato per superare l'immagine che bolla l'edilizia come il settore dove il lavoro nero è svolto anche in condizioni di totale insicurezza. L'Ance Grosseto rivendica invece l'intenso impegno di questi anni proprio nel contrastare questi comportamenti. "Ne sono la prova alcune proposte ? afferma Andrea Brizzi ? come l'introduzione del documento unico sulla regolarità contributiva, il tesserino di riconoscimento per i presenti i cantiere, le comunicazioni delle nuove assunzioni da fare un giorno prima, e i numerosi corsi di formazione organizzati a livello locale". Ma, secondo l'Ance occorre comunque investire ancora molto sulla prevenzione, per combattere in modo più incisivo la piaga degli infortuni, attraverso una maggiore sensibilizzazione e ore annuali di formazione obbligatoria. "E a proposito del decreto ? continua Brizzi ? sarebbe stato opportuno che il legislatore, senza criminalizzare soprattutto l'imprenditore, avesse introdotto più attenzione alla catena della sicurezza che interessa più soggetti: persone fisiche, giuridiche o enti, inseriti nell'organizzazione dell'impresa o correlabili ad essa nel processo di produzione". E la delusione per un decreto sulla sicurezza, percepito dalle organizzazioni di rappresentanza come un atto di carattere punitivo, arriva anche dalla Cna di Grosseto, come sottolinea il presidente Andrea Fusini: "Non si può condividere, pur accettando tutte le responsabilità che ci competono, il tentativo di risolvere tutto con l'inasprimento delle sanzioni poste in capo ai piccoli imprenditori". IL PRIMO OBIETTIVO, secondo il presidente della Cna grossetana, dovrebbe essere quello di mantenere continua e forte la pressione a tutela non solo del lavoro ma anche delle imprese sane, "anche perché ? aggiunge ? in Toscana ogni anno sono circa 2 mila i cantieri aperti, di questi ne vengono controllati dai dipartimenti di prevenzione della Asl appena il 15%". "Mai come in materia di sicurezza ? conclude ? tanto i lavoratori quanto gli imprenditori puntano allo stesso obiettivo. La forza lavoro e la professionalità degli addetti sono il vero capitale dell'impresa artigiana e l'attenzione alla sicurezza dei lavoratori per il titolare di una piccola azienda è anche e soprattutto attenzione a se stesso". - -->.

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Le famiglie con gli anziani soffocate dalla burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA LETTERA Le famiglie con gli anziani soffocate dalla burocrazia SONO un familiare di un'utente di 92 anni, invalida al 100%, relegata in un letto con diffuse piaghe da decubito, assistita da un encomiabile servizio infermieristico che si prodiga con umanità e professionalità. Tutto bene, allora? No, purtroppo. Sembrerebbe ovvio che il servizio infermieristico preposto alle medicazioni, nel nostro caso alle piaghe da decubito, fosse dotato anche del materiale sanitario adatto per le cure. Invece, è l'utente che deve procurarsi il materiale di medicazione, tramite il medico di base che compila la richiesta valida per sei mesi, sulla scorta delle necessità richieste dall'infermiere domiciliare. Con tale richiesta occorre andare dal medico del distretto che autorizza riducendo per alcuni materiali il quantitativo richiesto che evidentemente andrà comprato ugualmente nelle farmacie a prezzo di mercato. Ma l'iter non è concluso, bisogna andare al servizio farmaceutico per la consegna dei materiali che non sempre sono disponibili obbligando l'utente a ripassare. Tutti questi passaggi naturalmente rimanendo in attesa del proprio turno. All'umiliazione di dover subire senza sapere neanche con chi reclamare, si aggiunge la beffa, di leggere sul giornale il trionfalismo dell'assessore Cioni che magnificando questa fantomatica Società della Salute, declama l'ottima qualità del servizio agli anziani (?). Ringrazi piuttosto le famiglie encomiabili che li assistono con grande amore e con tante risorse economiche che mettono a repentaglio i già disastrati bilanci economici. Si occupi, questo assessore, di trovare le risorse per permettere il soddisfacimento di un diritto quale è quello di godere della quota sanitaria per i ricoveri nelle residenze sanitarie che a Firenze non vengono erogati se non dopo una attesa che dura più di due anni, spesso quando l'anziano è già mort. Assessore, risolva i problemi della gente, la preghiamo. Lettera firmata - -->.

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VOLTERRASCUOLA E LAVORO 0 Gli studenti-manager del Niccolini (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Pisa)" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

VOLTERRASCUOLA E LAVORO Gli studenti-manager del "Niccolini" ? VOLTERRA ? NONOSTANTE il petrolio sia arrivato a quota 108 dollari al barile e la borsa scenda, Innocenzo Cipolletta, presidente delle Ferrovie dello Stato ed ex direttore generale di Confindustria, ha una visione positiva dell'economia italiana. Cipolletta è intervenuto come ospite d'onore al convegno promosso dalla Cassa di Risparmio di Volterra sul tema "Quali riforme per le imprese innovative?", che si è svolto al Centro Studi Santa Maria Maddalena, (di recente acquisizione della Fondazione Crv, ndr). Il presidente delle Ferrovie ha illustrato a una platea attenta, soprattutto di imprenditori, la sua visione dell'economia nazionale. "Innovazione ? dice Cipolletta ? è la parola chiave. Le innovazioni nascono quando si investono risorse intellettuali e finanziarie per guadagnare soldi. E nascono da un bisogno". Cipolletta ha poi fatto un salto all'indietro nel tempo riportando alla memoria gli anni Settanta, quando ci fu la prima vera crisi ed il prezzo del petrolio andò alle stelle. "Le menti si ingegnarono a trovare nuove soluzioni ? continua Cipolletta ? per il risparmio energetico". Quindi l'innovazione è la linea da seguire, anche se le imprese italiane sono molto reticenti a "lasciare la strada vecchia per la nuova" ma solo chi farà meno resistenza riuscirà ad andare avanti. Sono stati toccati anche altri temi come l'esportazione del prodotto italiano "che deve sempre distinguersi per la qualità e particolarità". Anche l'euro forte è stato osservato da un punto di vista particolare: "L'euro forte permette di dare un maggiore valore al prodotto italiano". LA BUROCRAZIA e la politica che non si sono rinnovate, sono sempre più lontane dalle esigenze dei cittadini. Pure le infrastrutture, hanno avuto la loro tiratina di orecchi. Devono rinnovarsi e, visto l'attuale ruolo del Cipolletta, sono state annunciate tutta una serie di innovazioni da parte dell'azienda delle ferrovie. Ed infine: "E' necessario un paese più stabile politicamente. Si possono cambiare le correnti politiche ma si devono condividere gli scenari politici". Di rimando, i tre imprenditori intervenuti come relatori al convegno, provenienti da Livorno, Perignano e Pisa, hanno illustrato la loro esperienza delle aziende che dirigono: carenza dei servizi e delle infrastrutture, troppe tasse e leggi "assurde". Ma si deve sempre essere consapevoli di una cosa, come ha detto il presidente della Cassa di Risparmio di Volterra Giovanni Manghetti: "Qualunque paese produca innovazione, lavora per la pace". Gianna Fabbrizi - -->.

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Premi ai provinciali per i voti (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Bertolini (Valli Unite) critica la delibera voluta da Dellai "Premi ai provinciali per i voti" TRENTO. Il presidente di Valli Unite Denis Bertolini interviene sui premi ai dipendenti provinciali per lavorare più in fretta. "Si avvicinano le elezioni provinciali - afferma il consigliere - e Dellai inizia la campagna elettorale usando i soldi della comunità per accaparrarsi le simpatie e il consenso elettorale. In questo caso l'attenzione è rivolta ai dipendenti provinciali ai quali vengono promessi lauti compensi se riusciranno ad accorciare i tempi nello sbrigare le pratiche amministrative. Naturalmente anche questa volta, come nel caso delle pagelle, a spartirsi la fetta più grossa della torta sarà la classe dirigenziale, mentre agli impiegati che si occupano delle pratiche amministrative, rimarranno le briciole. Invece di prevedere premi per i dipendenti sarebbe molto più utile prevedere meno burocrazia e una efficace semplificazione amministrativa, ma tutto questo, si sa, non porta voti".

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Veltroni nel Nordest: patto tra operai Basta lotta di classe, è caduto un muro. Più salari, meno tasse e burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 12-03-2008)
Pubblicato anche in: (Resto del Carlino, Il (Nazionale))

Argomenti: Burocrazia

Veltroni nel Nordest: patto tra operai "Basta lotta di classe, è caduto un muro. Più salari, meno tasse e burocrazia". - -->.

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Imprese, i timori del 2008 Le piccole soffrono di più In Emilia segni di frenata, ma l'export tira ancora (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

?BOLOGNA? IL 2007 si è chiuso con risultati positivi per l'economia dell'Emilia-Romagna, mentre la complessità e l'incertezza del quadro internazionale rendono più difficile una previsione di crescita nel 2008 negli stessi termini. Nell'ultimo trimestre del 2007 la produzione manifatturiera è aumentata dell'1,7 per cento, mentre il dato complessivo del 2007 ha registrato un incremento del 2,1 per cento, in leggero rallentamento rispetto al 2,3 del 2006. A fare da locomotiva del sistema produttivo è ancora una volta l'export che, su base annua, segna un incremento del 3,5 per cento e nei primi nove mesi (gennaio-settembre) aumenta di oltre il 12 per cento. QUESTE le indicazioni che emergono dall'indagine congiunturale nel quarto trimestre del 2007 sull'industria manifatturiera in Emilia-Romagna realizzata congiuntamente da Unioncamere, Confindustria e Carisbo. Il 2007 è stato un anno di crescita, ma non per tutte le imprese: si conferma il ruolo trainante delle medie imprese, mentre le piccole faticano a stare sul mercato. "Hanno retto meglio ? dice il presidente di Unioncamere regionale, Andrea Zanlari ? le imprese inserite in una filiera o in una forte rete di committenza e subfornitura. Bisogna puntare su innovazione, qualità e capitale umano ? aggiunge ? per affrontare le difficoltà congiunturali che si prospettano per il 2008". Sul fronte bancario il credito sta seguendo bene le imprese. "E' ancora buono il tasso di crescita dei finanziamenti alle imprese ? precisa Filippo Cavazzuti, presidente di Carisbo ? soprattutto nel breve termine e nelle aziende medio-grandi, per gli investimenti in macchinari e attrezzatura. In particolare, i finanziamenti alle aziende manifatturiere sono saliti dell'11,1%, una crescita a due cifre che non si vedeva da anni". Anna Maria Artoni, numero uno di Confindustria Emilia-Romagna, mette in fila i molti fattori che obbligano gli imprenditori a guardare con più cautela l'anno in corso. "Siamo in un momento di fiducia pari a zero ? spiega ? per il nostro Paese e dobbiamo affrontare fattori di criticità sui quali possiamo ben poco come il dollaro debole e il costo dell'energia. Ma alcune cose importanti possiamo continuare a farle. Ad esempio, ci aspettiamo dal governo regionale una intensificazione della già positiva azione su investimenti in ricerca e innovazione, internazionalizzazione, infrastrutture ed energia. E possiamo anche ? conclude Artoni ? ridurre il peso della burocrazia sulle imprese, in particolare le piccole: meno regole, ma più controlli e comunque regole uguali per tutti". Marco Montaguti - -->.

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Discesa annullata, "sfera" a Cuche (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

BEFFA FURIOSO L'ATLETA STATUNITENSE CHE PUNTAVA ANCHE A QUEL TROFEO Discesa annullata, "sfera" a Cuche ? BORMIO (Sondrio) - ANDATEGLIELO a dire voi. Provate a prenderlo e a fermarlo per spiegargli che la ruota della fortuna a volte gira in un senso e a volte in altro. Bode Miller ieri - saranno state le 10.30 del mattino - si stava preparando, chewing gum in bocca e solita aria sorniona, per le prove di discesa. In classifica lo separavano solo 5 punti dallo svizzero Didier Cuche. La gara sarebbe stata decisiva. Già. Sarebbe stata decisiva se solo non l'avessero annullata, assegnando la coppa di specialità al suo avversario. Il meteo non ha permesso di far disputare il training. E si sa: no prove, no gara. Ci sono regole precise di sicurezza da rispettare. Anche quando annullare una gara a fine stagione, significa scontentare qualcuno. Anche quando si sarebbe forse potuto provare a recuperare la libera nei prossimi giorni di gare, magari annullando il team event, francamente molto meno spettacolare di una libera sulla Stelvio. Ma la burocrazia si annida anche nella neve che qui a Bormio è davvero un miracolo di stagione, considerando le alte temperature di questi giorni. E allora provate ad andarlo a ricordare al "Bode furioso" che nel 2004 fu lui a ritrovarsi in tasca una coppetta di gigante così, senza combattere l'ultima battaglia. Al Sestriere erano in corso le finali ma dopo la prima manche, dove fra l'altro Miller era saltato mestamente, la gara fu annullata per la nebbia mentre al comando c'era il finlandese Palander cui, a quel punto con Bode fuori dai giochi, sarebbe bastato giungere al traguardo per soffiare a Miller la vittoria. Tu chiamala se vuoi rivincita. La sorte il conto te lo presenta sempre. Intanto però l'annullamento della discesa, pur penalizzando Miller in questa specialità, lo favorisce nel computo generale: per riagguantarlo in classifica generale, Cuche, staccato di 169 punti, di una libera avrebbe davvero avuto bisogno. Ora gli restano un superg e un gigante dato che i pali dello slalom non sono il suo forte mentre invece Miller, se è in giornata, è competitivo in tutte e tre le discipline. Lucia Galli - -->.

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Caro Veltroni, ecco le richieste Confartigianato (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'INCONTRO.Il presidente della Confartigianato di Brescia, numero due nazionale, a confronto con il leader del Pd "Caro Veltroni, ecco le richieste Confartigianato" Garantire la governabilità, valorizzare il ruolo della micro e piccola impresa, ridurre la spesa pubblica, diminuire la pressione fiscale su imprese e famiglie, liberare le imprese dai costi della burocrazia e dei mercati 'protetti', superare la contrapposizione tra lavoro dipendente e lavoro indipendente: sono le sei priorità per la crescita indicate da Giovan Maria Rizzi, vicepresidente nazionale di Confartigianato e presidente della Confartigianato di Brescia, al segretario nazionale del Pd Walter Veltroni durante l'incontro che si è svolto ieri a Roma. Le proposte di Confartigianato alle forze politiche sono sintetizzate in un documento dal titolo "Più impresa. Per crescere", il cui filo conduttore è la richiesta di riconoscere il ruolo delle micro e piccole imprese (quelle fino a 20 addetti): che sono il 98,2 per cento del totale delle imprese a Brescia e in Italia, che danno lavoro a quasi il 60 per cento degli addetti, realizzano il 43,9 per cento del valore aggiunto e il 39,4 per cento degli investimenti. "Il 'nuovo' che vogliamo dalla politica è ascoltare queste imprese, perché sono quelle che trainano l'occupazione del Paese - ha sottolineato Rizzi -. La loro crescita significa crescita sociale ed economica di tutto il Paese. Ma proprio su queste imprese oggi si scarica un peso fiscale eccessivo insieme ai costi più alti dei ritardi e delle inefficienze del Paese. Soltanto in adempimenti burocratici ogni anno le imprese italiane 'bruciano' 15 miliardi di euro e sprecano altri 2,3 miliardi a causa dei tempi lunghi della giustizia civile". "PER RESTITUIRE fiducia a cittadini e imprenditori, per far crescere il Paese", Rizzi ha sollecitato a Veltroni "nuove scelte economiche e culturali che pongano la piccola impresa al centro degli interventi per rilanciare la competitività". Il tutto con la garanzia di riforme strutturali, "a partire dalla riforma elettorale che restituisca agli elettori la possibilità di scegliere chi li rappresenta in Parlamento". "Agganciare la crescita - ha detto ancora Rizzi - significa ridurre la spesa pubblica, colpire la spesa improduttiva, diminuire la pressione fiscale su imprese e famiglie. Ma anche compiere scelte culturali e buttarsi definitivamente alle spalle vecchi schemi ideologici che hanno ingessato la nostra economia". Confartigianato chiede quindi agli schieramenti politici impegni precisi su una serie di scelte: sì ai fatti, no alla prassi degli annunci; sì al pragmatismo, no alle ideologie; sì a interventi 'su misura' per la realtà imprenditoriale italiana composta per il 98 per cento da piccole aziende, no a interventi per un modello di impresa 'a taglia unica'; sì alla libera iniziativa imprenditoriale, no all'abitudine al posto di lavoro pubblico garantito a vita; sì all'assunzione del rischio e all'innovazione, no all'assistenzialismo; sì alla flessibilità, no alle rigidità del mercato del lavoro; sì alle liberalizzazioni e alla concorrenza che abbatte i costi a carico di imprese e famiglie, no ai mercati protetti e alle loro tariffe, no alle rendite di posizione; sì, ancora, al coraggio del rinnovamento e del cambiamento tanto necessario al Paese, no all'autolesionismo e alle tesi del declino. "SU QUESTE SCELTE - ha sottolineato Rizzi - valuteremo la capacità della politica di recuperare la fiducia degli elettori, di uscire da un orizzonte autoreferenziale, di imparare a guardare e ascoltare la realtà sociale e produttiva del Paese".

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La maddalena, 8 milioni per il porto turistico - guido piga (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Decise durante un vertice misure d'intervento, deroghe e procedure d'urgenza La Maddalena, 8 milioni per il porto turistico Altri ingenti fondi destinati agli impianti di potabilizzazione e al depuratore GUIDO PIGA LA MADDALENA. E' difficile prevedere se il vertice G8 del 2009 cambierà la faccia della Terra. Di sicuro modificherà l'aspetto (e il cuore) della Maddalena. E lo farà subito. Perché nell'elenco degli interventi straordinari (e in deroga) per il "grande evento" entreranno almeno tre opere pubbliche attualmente bloccate: il porto turistico a Mangiavolpe, il nuovo depuratore e il super potabilizzatore. Vertice sul G8. Interventi milionari, con progetti esecutivi, ma bloccati dalla burocrazia (e dalle leggi, vedi la valutazione d'impatto ambientale). Il G8 batterà le ultime resistenze, fornendo una corsia preferenziale per la loro realizzazione. A mettere nero su bianco il via libera sarà Guido Bertolaso, il commissario straordinario del G8, con una prossima ordinanza di protezione civile. Ma le prime indicazioni sono arrivate ieri, durante un vertice segreto tenuto in Regione. Da Roma è arrivato Giacomo Aiello, avvocato dello Stato, consigliere giuridico di Bertolaso. Con lui, alcuni uomini dello staff di Palazzo Chigi. Ambiente e deroghe. Aiello aveva una missione: verificare tutto il possibile, dalla logistica alla legislazione regionale. Alla fine è tornato nella capitale con una mappa, molto precisa, dei provvedimenti da adottare per avviare l'apertura dei cantieri e delle leggi - eventualmente - da derogare. L'obiettivo tecnico-politico di Bertolaso e della sua squadra è quello di fare in modo che, una volta cominciati i lavori, non ci siano intoppi di nessuna natura. E dunque: tutti quelli che hanno competenze sulla Maddalena sono stati sentiti e lo saranno ancora nei prossimi giorni. Al vertice di Cagliari hanno partecipato il presidente della Regione Renato Soru (ma solo per una parte), i dirigenti degli assessorati regionali all'Urbanistica e all'Ambiente, i soprintendenti, il sindaco della Maddalena Angelo Comiti e uno dei progettisti del restyling, l'architetto Stefano Boeri. L'obiettivo strategico di Bertolaso, condiviso con Soru, è invece un altro: quello di fare tutto in fretta, sì, ma nel massimo rispetto dell'ambiente. Il G8 della Maddalena deve essere ecosostenibile, quindi tutti i lavori passeranno al vaglio della valutazione d'impatto. Una procedura di solito lunghissima, articolata in più fasi. L'unica deroga sarà questa: i termini per dire sì alle opere saranno ridottissimi. Bertolaso in questo caso si avvarrà dei suoi poteri straordinari, cercando di evitare di farlo per gli altri lavori, o di farne un uso quanto più limitato possibile. Una strada che dovrebbe evitare contrasti con le associazioni ambientaliste, già molto agitate: domenica alla Maddalena è previsto lo sbarco degli attivisti di Legambiente. Aiello si è fatto spiegare dai dirigenti regionali quali sono le leggi in materia urbanistica e ambientale: un'infinità, nell'arcipelago. Il piano paesaggistico regionale, il piano del parco, le aree Sic e Zps, i vincoli demaniali e militari, quelli architettonici... Ha preso nota e ora Bertolaso potrà avere un quadro preciso dei poteri cui potrà ricorrere. Le opere pubbliche. Ma il vero colpo grosso è quello del Comune. L'obiettivo politico e sociale del sindaco Comiti è quello di far aprire i cantieri insieme, "per concentrare i disagi in un ristretto lasso di tempo", ma soprattutto di portare a casa tutto quello che serve alla Maddalena, G8 a parte. Missione compiuta. L'isola avrà un nuovo fronte-mare, tutto turistico. Nell'elenco delle opere con procedura accelerata di Bertolaso, entra il porto di Mangiavolpe, accanto a Cala Gavetta. I tecnici di Palazzo Chigi ne hanno discusso con l'assessore regionale ai Lavori pubblici Carlo Mannoni. A disposizione la Regione metterà 8 milioni, uno in più del precedente finanziamento. Ci sarà la valutazione d'impatto ambientale rapida, quella che il sindaco chiederà anche per gli altri due lotti del porto di Cala Balbiano (i lavori per il primo lotto sono partiti proprio in questi giorni). La Maddalena, prima del G8, avrà un unico, grande porto. In attesa della decisione sulla dislocazione di quello commerciale. Sarà un grande biglietto da visita verso il mondo. Ma per il "grande evento" serve anche la sostanza. E così Comiti, accompagnato dal dirigente dell'area tecnica Pasquale Russo, è riuscito a far inserire nella lista di Bertolaso anche il depuratore e il potabilizzatore. Il primo ha un progetto esecutivo e un finanziamento, da 12 milioni di euro, ma è bloccato dentro la grande macchina di Abbanoa. Il G8 gli darà vita immediatamente: è un intervento che permetterà all'isola di recuperare i reflui per utilizzarli per usi irrigui o nella lotta agli incendi. Il potabilizzatore, con un finanziamento da 1 milione di euro, è paralizzato da tempo, ma adesso aumenterà la sua capacità, passando da 65 a 85 litri d'acqua trattati al secondo. Collegato alla diga di Puzzoni, sarà una validissima alternativa per l'approvvigionamento idrico della Maddalena in caso di siccità.

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Veltroni con bagnasco: abbassare le tasse (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Continua il tour nel Nordest del candidato premier del Pd. Sintonia con il presidente della Cei A Vicenza sul palco l'imprenditore Calearo e Nerozzi della Cgil si stringono la mano Veltroni con Bagnasco: abbassare le tasse E insiste sul "patto fra produttori" al posto della lotta di classe ROMA Bene il cardinal Bagnasco: bisogna intervenire subito sui salari e poi abbassare le tasse. Bisogna far ripartire in fretta l'Italia perché spira un vento di recessione e "se stiamo fermi andiamo a picco". E dunque niente lotta di classe, come predica Bertinotti, ma piuttosto un "patto fra produttori, fra imprenditori e operai", perché sono sulla stessa barca. Walter Veltroni fa tappa nel Nordest, fra Vicenza e Padova, e sulla questione fiscale esprime sintonia con il presidente dei vescovi italiani. "Ho ascoltato con grande interesse le parole di Bagnasco. Ha ragione a dire che l'intervento a favore dei salari e delle famiglie deve essere un tema di grande convergenza" osserva il candidato premier del Partito democratico. Ricorda di aver proposto nelle scorse settimane un intervento immediato, anche prima del voto, "perché la situazione per le famiglie è molto grave". Un emendamento che però avrebbe avuto bisogno dell'unanimità delle forze politiche, mentre Forza Italia si è opposta. "Sono davanti a noi mesi difficili a causa di una congiuntura molto ostica", ha avvertito ieri. Per questo "dobbiamo far ripartire la domanda interna in modo da sostenere la crescita. E per farlo è necessario intervenire sulla riduzione della pressione fiscale". Nello stesso tempo, aggiunge il segretario del Pd, sono necessarie misure di "sostegno fiscale alle imprese" specie quelle per incentivare la "stabilizzazione dei precari". "La crescita non può essere solo sulle spalle della metà produttiva del Paese, ma è necessario recuperare la parte meno produttiva" ha detto ancora Veltroni, parlando agli imprenditori vicentini. Per Veltroni infatti non può esserci più una doppia velocità tra Nord e Sud: per il Mezzogiorno bisogna "fare meno conti e più infrastrutture, più formazione e meno illegalità". A Vicenza Veltroni chiama a stringersi la mano sul palco Massimo Calearo e Paolo Nerozzi, imprenditore il primo, segretario confederale Cgil il secondo, tutti e due candidati del Pd in queste elezioni. Un gesto per simboleggiare il patto fra produttori di cui c'è bisogno, ma che, assicura, rappresenta anche "l'identità di un partito nuovo che vuole unire il Paese". Non esistono più le grandi imprese o i grandi imprenditori di un tempo, sostiene infatti Veltroni: "E allora con chi si deve fare questa lotta di classe? Con quei milioni di operai che hanno avuto la forza di rischiare e diventare imprenditori?". Per il segretario del Pd bisogna chiudere con le "ideologie di un tempo passato". Perché "non credo che gli operai di una piccola impresa si sentano contro i padroni". A Vicenza qualche decina di attivisti del movimento "No Dal Molin", schierato contro l'allargamento della base americana, contesta però il segretario del Pd fuori dall'auditorium e qualcuno cerca anche di salire sul pullmann. Veltroni continua a mostrarsi ottimista sul prossimo voto. "Ora siamo a quattro punti, quattro punti e mezzo di distanza, manca ancora un mese e cresciamo quotidianamente. Nel Pdl erano convinti di vincere le elezioni andando a spasso, ora sono terrorizzati perché tutti i sondaggi ci danno in recupero". A Ferrara, proprio nel giorno delle polemiche su Ciarrapico, Veltroni chiama accanto a sè sul palco Shlomo Venezia, uno degli ebrei sopravvissuti alla deportazione nel campo di Auschwitz. "Un uomo eccezionale", sottolinea, per cui chiede l'applauso di tutta l'Italia. Ma nella roccaforte della Lega attacca anche il Carroccio. La Lega, sostiene infatti, ormai da anni ha un doppio volto: "Annuncia la secessione nei discorsi della domenica, poi il lunedì fa gli accordi a Roma". Del resto, ribadisce, il centrodestra ha governato per 6 anni e non è cambiato niente. "Nessuno ricorda una stagione di liberalizzazioni, modernizzazioni, lotta alla burocrazia".

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Brevi, schede e richiami 1 (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Se il presidente europeo fosse direttamente eletto Guido Montani Pres. Mov. Federalista Europeo Giorgio Ruffolo (su Repubblica del 6 marzo) solleva un problema decisivo per l'Europa: quello della legittimità delle istituzioni dell'Unione. Gli euroscettici non si stancano di ripetere che l'Europa è una burocrazia, lontana dai cittadini. Non è vero, perché esiste un Parlamento europeo eletto a suffragio universale. E', tuttavia, vero che questo parlamento non controlla un governo legittimato dal consenso popolare. La proposta di Ruffolo che i partiti europei, o una coalizione di partiti, designi all'inizio della prossima campagna elettorale europea del 2009 un proprio candidato a Presidente della Commissione europea potrebbe rilanciare la costruzione europea, dopo il Trattato di Lisbona. I federalisti europei hanno già avviato iniziative in questo senso. E' previsto, il 3 aprile prossimo, un incontro a Bruxelles nel corso del quale si inviteranno i parlamentari europei a sostenere la proposta "Ruffolo" nei rispettivi organi. Questa proposta potrebbe mutare significativamente la partecipazione elettorale per le prossime elezioni europee del 2009. Non ci si deve, infatti, sorprendere se la partecipazione popolare alle elezioni europee è in costante calo. I cittadini, sino ad ora, non hanno avuto la possibilità di scegliere chi li governa. Nel loro comune eleggono un sindaco. Al livello nazionale scelgono il capo del governo. Deve essere loro riconosciuto questo fondamentale potere democratico anche al livello europeo. Dai dati scolastici monito a rimboccarsi le maniche Renato Cimino rencim@tin.it I risultati deludenti del primo quadrimestre della scuola statale, per quanto concerne la quantità di "debiti" maturati da gran parte degli studenti, dovrebbe convincere tutti a rimboccarsi le maniche. Direi anche a far rivedere il numero, incrementato negli ultimi anni, delle attività extrascolastiche. Le visite ai musei, la visione di spettacoli teatrali e non solo, le gite in località nazionali od estere di particolare interesse turistico e così via, hanno innescato, tra l'altro, un business economico rilevante, in taluni casi del tutto sproporzionato alle ricadute positive culturali nella popolazione scolastica, con un bagaglio di conoscenze insufficiente e poco competitivo in un mercato sempre più globalizzato. Un tetto di massima per queste attività extrascolastiche dovrebbe essere una delle misure da adottare per migliorare la qualità del nostro standard scolastico. Noi bilingui alle prese con la burocrazia Helen Pringle Traduttrice, Roma Ho avuto un'esperienza simile a quella della signora Nicla (lettera del 6 marzo us). Mio marito, cittadino australiano residente in Inghilterra, è morto a Parigi nel 2000. Io, cittadina Usa residente a Roma, nel 2006 ho bisogno di un certificato di stato di famiglia e risulto ancora sposata, però sul permesso di soggiorno risulto vedova. Vado alla circoscrizione con un certificato di morte di mio marito per chiedere la 'vedovanza'. Niente da fare perché sul certificato francese il mio nome è scritto alla francese Héléne invece di Helen. Perciò io non sono vedova il defunto non era mio marito e aveva sposato una con un nome quasi uguale al mio! Alla circoscrizione mi hanno detto che loro non ci potevano fare nulla e mi hanno detto di fare "correggere" il certificato di morte dai francesi che avevano sbagliato. E non scherzavano. Sono riuscita a diventare ufficialmente vedova nel mese di agosto: in quel periodo c'è poco pubblico e gli impiegati sono più gentili. Sottobanco, hanno corretto tutto (no, non ho pagato) e alla fine sono anche riuscita ad essere nata in un solo posto invece di due (la patente riportava Pittsburgh e il passaporto Pennsylvania no comment). E' possibile che ancora oggi le autorità italiane hanno i paraocchi? Chi non può permettersi le settimane bianche Marina Zanchi Roma solo due parole in difesa della signora di Roma che ha protestato per la chiusura per "settimana bianca" della scuola elementare frequentata dai figli. Vorrei dire alla lettrice che ha replicato a tale lettera (il 7 marzo), definendo alcuni genitori "assenti e disinteressati" ai problemi della scuola, che chiedere alla Preside fin da settembre la chiusura per "settimana bianca" della scuola non mi pare tanto un comportamento da genitore "attento ai problemi della scuola" quanto interessato a cose, certamente legittime, ma di tutt'altro genere. E non mi sembra nemmeno giusto che chi ha maggiore disponibilità di tempo, fossero pure in maggioranza, decida anche per chi non ne ha. In questi casi, un modulo da consegnare alle famiglie chiedendo di esprimersi a favore o contro, in caso di decisioni rilevanti da prendere, potrebbe essere una giusta soluzione.

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Artiglieria, verso il tavolo tecnico - nino bandinu (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca Artiglieria, verso il tavolo tecnico L'obiettivo: sdemanializzare le aree per la caserma e il campus NINO BANDINU NUORO. Artiglieria, ora si lavora per la Conferenza di servizi. Da questa infatti dovrebbe arrivare il primo atto per l'inizio dei lavori della nuova caserma a Pratosardo, anche in conseguenza del nuovo impegno assunto dal ministro della Difesa, Arturo Parisi, che ha garantito per Nuoro la disponibilità di un reparto formato da 150 soldati professionisti. Subito dopo l'impegno di Parisi il sindaco di Nuoro, sindacati e altri soggetti interessati alla nuova caserna e di riflesso al Campus universitario, hanno cominciato a tessere la tela dei rapporti finalizzati alla Conferenza di servizio e al cosiddetto "tavolo tecnico" tra le parti. Una tela, per il momento alquanto sommersa, perchè non se ne conoscono i particolari. Ma negli ambienti comunale, soprattutto, viene garantito tutto l'impegno per arrivare quanto prima pronti ai due appuntamenti. Naturalmente non c'è da sperare che la campagna elettorali in atto agisca da propellente. Tutt'altro. Tutte le energie in questa fase saranno concentrate nello scontro tra gli schieramenti elettorali. Con ogni probabilità, quindi, tutto salterà a dopo il 13 aprile. E così la partita potrebbe finite nelle mani del prossimo governo, che può essere anche un altro governo. Comunque vadano le cose tuttavia un fatto è certo: che a giugno la direttiva di Parisi finirà sul tavolo dello Stato maggiore dell'esercito italiano riunito per decidere la programmazione della nuova dislocazione delle truppe e anche delle caserme nel Paese. Sarà dunque lo Stato maggiore a dire se Pratosardo entrerà nel nuovo progetto. E se il nuovo reparto potrà essere previsto nel programma nazionale. A questo punto, dando per scontato che la direttiva del ministro verrà accolta, il problema che si pone è quello della modifica del progetto: il primo infatti era un progetto finalizzato a truppe del cosidetto esercito di massa, mentre il nuovo reparto presuppone una logistica per professionisti. Le strutture dunque dovranno essere modificate. Per fare un esempio, le vecchie camerate dei militari di truppa dovranno essere trasformate in locali idonei ai singoli soldati professionisti. Ma per fare questo tipo di modifica occorrerà anche rifare una gara d'appalto oppure sarà la stessa società che ha vinto il primo appalto, cioè la Pellegrini di Cagliari, a subentrare automaticamente e a concludere i nuovi lavori? La domanda è d'obbligo. Anche perchè le burocrazie locali e ministeriali pare che stiano lavorando alacremente e proprio intorno a questo punto in modo da evitare ulteriori contenziosi con la Pellegrini che già ha chiesto al Comune di Nuoro il pagamento di una penale di oltre un milione di euro per il ritardo di più di un anno dei lavori dalla dalla data dell'appalto vinto. Ultimo problema, quello della sdemanializzazione dell'area di Pratosardo e dell'area dell'Artiglieria dove dovrà sorgere il Campus universitario. Insomma, essendo ancora tutto in mano al demanio è necessario che, prima di qualsiasi intervento, i militari e il ministro decidano di sbloccare le aree e di metterle a dispozione del Comune. Altrimenti tutto resterà fermo. La Conferenza di servizi e il tavolo tecnico sono stati previsti anche a questo scopo. Ma si farà in tempo?.

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Veltroni è sulla strada giusta, convincerà i miei colleghi imprenditori (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del GUGLIELMO FONTANELLI L'allevatore di Bologna dove è stato a pranzo il leader Pd "Veltroni è sulla strada giusta, convincerà i miei colleghi imprenditori" di Andrea Carugati / Roma Guglielmo Fontanelli, classe 1963, è uno di quegli italiani che ha rischiato e, con mille sacrifici, ha costruito un'azienda: alleva mucche sulle colline bolognesi, dai 12 animali è passato ai 180 attuali, produce latte ad alta qualità e lo porta direttamente, col furgone, in alcuni punti vendita della provincia. Sulle bottiglie c'è la sua faccia: la sua e quella della mucca Vocilla. Venerdì scorso ha avuto a pranzo un ospite d'eccezione: Veltroni. Il leader del Pd ha ascoltato la sua storia, e la racconta nei comizi in giro per l'Italia. Guglielmo, simbolo di quell'Italia che non ha bisogno di rialzarsi, visto che lui si alza alle 4 del mattino. Semmai di una politica più concreta. Guglielmo ha sempre votato a sinistra, non è un padroncino veneto di simpatie leghiste. "Ma le ultime volte -racconta- ho votato con sempre minor convinzione, non li sentivo particolarmente vicini alle esigenze di chi vuole fare impresa". E il pranzo con Veltroni? "Confesso che questo pranzo in famiglia all'inizio mi suonava un po' come un'americanata. E invece sono rimasto sorpreso: lui è stato molto più attento e concreto di quanto sperassi, gli ho parlato di cosa ci è successo all'inizio, quando abbiamo messo su l'azienda: le difficoltà enormi per partire, la burocrazia che uccide, pensi che ho dovuto fare un'ipoteca. E poi non ci sono aiuti per le piccole imprese che nascono, oggi l'80% dei contributi vengono dati a grosse aziende che senza quei finanziamenti non stanno in piedi: e invece bisogna scegliere, sostenere chi ha la possibilità, a un certo punto, di stare in piedi con le sue gambe. Ho parlato anche dei tempi: quando eravamo pronti per partire abbiamo dovuto aspettare 15 mesi perché i permessi non arrivavano. In questa situazione molti sarebbero falliti. Mi ero abituato a una politica sempre più lontana dai problemi concreti delle persone: per questo mi ha entusiasmato la discussione con Veltroni, mi ha un po' ricordato il vecchio Pci, quando i politici andavano davvero di casa in casa a parlare con la gente". Crede che tra i suoi "colleghi" piccoli imprenditori il messaggio di Veltroni possa fare breccia? "L'attenzione di oggi prima non c'era nella sinistra, se la gente capisce la sua serietà e il suo impegno credo che possa funzionare. Forse non in un mese, ma Veltroni è sulla strada giusta per parlare con tante persone serie che ci sono in Italia. Per chi ha fatto molti sacrifici, come è capitato a me, avere un interlocutore che capisce è molto importante". Qual è la prima cosa che vorrebbe da Veltroni premier? "Lo snellimento della burocrazia: non c'è bisogno di rivoluzioni, basta organizzare meglio le cose. Forse un giorno per aprire un'impresa è uno slogan, ma 60 giorni sarebbe già una cosa seria per far ripartire l'economia". E le tasse? "A me basta che si eliminino gli sprechi, che i soldi delle tasse vengano spesi bene e che i servizi siano migliori. Se lo Stato mi mette in condizione di lavorare bene, a partire dalla burocrazia ma anche sostenendo chi ha delle idee innovative, non mi preoccupo di pagare le tasse".

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Cura estetica alla piazza di sant'andrea (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

A tappe forzate l'elaborazione della nuova area antistante la chiesa: il preliminare deve essere presentato in Regione entro il 30 giugno I professionisti: "Sarà un intervento a misura di chi utilizza quegli spazi, automobilisti compresi" Il presidente Brescia: "Parcheggi nelle vie Natisone e Tagliamento e davanti al cimitero" Cura estetica alla piazza di Sant'Andrea Il progetto da 600mila euro affidato ieri agli architetti goriziani Di Dato e Meninno di Luigi Turel È avanti tutta per la cura di bellezza della piazza di Sant'Andrea. Ed anche per la riqualificazione dell'area restrostante la chiesa della frazione. Entro il 30 giugno, infatti, deve essere presentato in Regione il progetto preliminare per bloccare quel finanziamento di 600mila euro che era arrivato grazie al pressing del compianto consigliere Mirko Spacapan. Deve andare di corsa il pool di professionisti che ieri si è aggiudicata la progettazione, un'équipe della quale fanno parte anche gli architetti goriziani Luigi Di Dato e Claudio Meninno. Alla gara per l'incarico si erano presentati 14 concorrenti ma ben otto erano stati esclusi: tra i sei "sopravvissuti", la commissione presieduta dal dirigente del settore Gestione del territorio Ignazio Spanò e composta dai funzionari Mauro Ussai e Maurino Meden con Marino Golob verbalizzante, dopo aver incrociato dati (qualità tecnica, ribasso della parcella e riduzione dei tempi di progettazione) ha assegnato l'elaborazione della nuova piazza all'associazione temporanea tra Asstecaa di Udine, mP settanta ingegneri e architetti associati, 3S studio associato e lo studio associato Di Dato&Meninno. I vincitori, tra l'altro, hanno assicurato di ultimare il progetto fin nei dettagli in 50 giorni complessivi (saranno i tempi della politica e della burocrazia a far scivolare all'autunno il progetto chiavi in mano). "Sarà un progetto su misura sia sul luogo sia sulle persone che lo usano. Certo, il vero problema di quella piazza è il traffico, ma anche architettonico perché lo spazio è ridotto per fare qualcosa che non sia solo una strada", dichiara a caldo l'architetto Luigi Di Dato. Aggiunge: "La piazza è il cuore pulsante della comunità di Sant'Andrea. È lì, oltre alle celebrazioni religiose che si tengono manifestazioni nelle quali si identifica la comunità, e la prima che mi viene in mente è il "maj". Oggi la piazza altro non è che un incrocio, come l'area retrostante la chiesa è uno slargo, un altro incrocio anonimo. Il nostro obiettivo è di creare spazi che siano per tutti, pedoni e automobilisti compresi, a meno che l'Amministrazione non ci dia indicazioni di scelte drastiche. Noi, al momento non abbiamo fatto alcuna ipotesi di modifica dei flussi di traffico, certo è che l'automobilista che imboccherà la piazza si renderà conto di trovarsi in un altro luogo e non in autostrada dove preme sull'acceleratore". Mette le mani avanti Di Dato: "Elaboreremo il progetto della nuova piazza confrontandoci con chi ci abita". Parole come musica per le orecchie di Mario Brescia. Rimarca il presidente del consiglio di quartiere: "Parlarne adesso è troppo presto, e avventato. Aspettiamo che sia pronta la bozza con le linee guide alla riqualificazione della piazza per esaminarla in consiglio. Mi auguro di poter indire la riunione subito dopo Pasqua, anche se auspico un confronto ancora prima della stesura della bozza. Sì, perché bisogna tirare fuori i vecchi progetti, non ultimo quello dell'illuminazione fatto da Iris che però deve essere aggiornato alle nuove norne della Regione in materia di inquinamento luminoso". E mette le mani avanti anche Brescia: "Grazie a Mirko Spacapan sono arrivati due finanziamenti, entrambi di 600mila euro. Ma sia chiaro che una cosa è l'intervento estetico sulla piazza da fare con il primo contributo, altra cosa è la riqualificazione del paese da fare con gli altri 600mila euro. Già, non deve essere intesa come opera di riqualificazione l'asfaltatura di qualche strada o il rifacimento di tratti di marciapiede. Questi interventi, infatti, sono ordinaria manutenzione che è dovuta su strade che sono direttrici principali del traffico, camion compresi. Il secondo finanziamento deve essere investito nel portare avanti le indicazioni della cosiddetta "variante servizi", ovvero nella realizzazione di parcheggi. Servono aree di sosta in via Abetti, Trivigiano e nelle vicinanze del cimitero dove le aree sono del Comune mentre bisogna passare agli espropri nelle vie Natisone e Tagliamento".

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Brevi, schede e richiami 1 (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il parere dei cittadini e le liste elettorali Arcangelo Falzone Caltanissetta Come cittadino e come sostenitore del Pd, nelle ultime ore mi sto ponendo diversi interrogativi, ai quali purtroppo, non riesco a dare una risposta concreta e razionale. Passata la prima fase costituente del partito, che ha chiamato all'appello milioni di cittadini facendo convogliare un messaggio concreto di partecipazione attraverso le primarie, mi ritrovo con un partito che per compilare le liste per le elezioni alla Camera e il Senato, ha utilizzato metodi che probabilmente erano e sono tuttora in uso in altri raggruppamenti politici, ma che non erano certo insite nella mentalità di chi ha contribuito alla nascita e alla crescita fino adesso del "nuovo" modo di fare politica. Certo i tempi che ci vedranno coinvolti nelle ormai prossime competizioni non permettevano un processo consultivo capillare come potevano essere le primarie, ma francamente fra la consultazione capillare e l'imposizione di candidati dalle origini familiari blasonate come quella della figlia dell'onorevole Cardinale (senza volere naturalmente entrare nel merito del valore personale della signorina che non conosco), passa tanta differenza. Povera provincia di Caltanissetta e povera Sicilia, se i quartieri generali del partito non sono riusciti ad esprimere di meglio. Che considerazione avranno di noi? Forse ci saranno altri giochi che noi miseri mortali, cittadini votanti, non riusciamo a capire. Ma francamente mi piacerebbe capirlo. I pass della Ztl e la normativa Sergio Ignizio Palermo Volevo raccontare l'avventura che mi è capitata per fare il pass della mia auto acquistata nel luglio 2004. Il punto autorizzato dove mi sono recato è in viale Strasburgo. Premesso che hanno mostrato molta gentilezza, mi hanno detto che non potevano rilasciarmi il pass per le zone Ztl A e B ma solamente quello della B. La motivazione? Secondo il tabulato fornito loro dalla Td Group, la normativa 2003/76/CE-A rispetta la normativa euro 2. Dopo due giorni ho accertato che ciò è palesemente errato; la mia auto è una euro 3 e rispetta la normativa comunitaria 2003/76/CE-A: tale direttiva classifica come èuro 3 la mia automobile e questo mi consente di avere il diritto di circolare liberamente sia nella zona A e nella zona B e di ottenere il permesso "ZTL A+B" e non solo quello della zona B come quello che mi hanno rilasciato. La classificazione euro 3 e non euro 2 mi viene assolutamente confermata dal sito delle Agenzia delle Entrate, nella sezione calcola il bollo, e dal sito del governo italiano. Pertanto si tratta di un grave errore della società che ha avuto in gestione la classificazione ed il rilascio dei pass che sicuramente provocherà a cittadini non consapevoli, se non viene posto un rimedio urgente, disagi e limitazione della circolazione non giustificati. Il riscatto dell'Isola che sembra lontano Antonio Carollo Palermo Lotta alla mafia? I politici ne parlano, ma gli impegni veri dove sono? Si dovrebbe cominciare dalle candidature: il semplice sospetto di complicità con mafiosi dovrebbe essere una discriminante insormontabile; in realtà avviene l'esatto contrario. I politici più chiacchierati sono i più in sella nella dirigenza dei partiti perché proprio loro sono i campioni della raccolta dei voti. Che valore hanno le loro roboanti dichiarazioni di condanna del fenomeno mafioso? Purtroppo non ne hanno proprio nessuno. A livello regionale i partiti sono in mano a questi capipopolo abilissimi nel creare consenso con il più sfacciato clientelismo. C'è da aspettarsi emancipazione e sviluppo della Sicilia da questa gente? L'esercito dei dipendenti degli enti pubblici, delle cooperative, dei consorzi, delle aziende partecipate, cresce di pari passo con la moltiplicazione delle stesse aziende, cooperative. La rete del sistema parassitario avanza e s'ingrossa fino ad inghiottire ogni prospettiva di rinascita di una terra da sempre calpestata e sempre in attesa di qualcosa che non arriva mai. Le enormi risorse sperperate in burocrazie pletoriche ed inutili e in addetti a servizi mai prestati tarpano le ali agli interventi necessari per lo sviluppo. Gli spazi concessi alle speculazioni mafiose creano una cappa oppressiva nemica degli investimenti produttivi e del sogno di riscatto della gioventù. Qualunque sia il numero dei beneficiati delle clientele, la massa dei senza lavoro e senza futuro viene appena scalfita. Per tanti giovani si fa strada l'angoscia dell'emigrazione. Se guardo alle condizioni della Sicilia, ai torrenti di retorica e demagogia che stanno per rovesciarsi sui siciliani, ai volti e ai curricula di alcuni personaggi molto influenti, ci sarebbe da mettersi le mani ai capelli. Lo scetticismo però non deve prevalere. Le parole dettate dalla ragione non sono mai vane. La Sicilia cambierà. Il corteo dell'8 marzo e i gesti d'intolleranza Daniela Dioguardi Palermo Anche noi come donne della Sinistra l'Arcobaleno deprechiamo e condanniamo il deplorevole l'episodio di intolleranza verbale contro le donne del Pd avvenuto nel corso del corteo dell'8 Marzo. Siamo convinte che in una manifestazione che ha per obbiettivi la difesa della laicità e l'affermazione dei diritti e della libertà deve essere garantita la più ampia espressione delle posizioni dei movimenti, delle associazioni e di tutte le forze politiche del centro sinistra. Nella cronaca dell'iniziativa pubblicata, sembra che le donne del Pd parlino genericamente di aggressione proveniente da parte "delle aderenti ad un'associazione della sinistra radicale". Vorremmo fare notare che, nel linguaggio comune, con sinistra radicale si identificano quei partiti che oggi costituiscono la Sinistra l'Arcobaleno e che nulla hanno a che vedere con l'episodio di intolleranza in questione. Le donne della Sinistra Arcobaleno, invece, hanno lavorato perché la manifestazione rappresentasse una pluralità di voci. L'impegno dell'Amia per la differenziata Ufficio stampa Amia Palermo In riferimento alla lettera di Iano Monaco pubblicata nella rubrica delle lettere di sabato 8 marzo dal titolo "Raccolta differenziata questa sconosciuta", l'ufficio stampa dell'Amia desidera dare delle informazioni in merito. La raccolta differenziata porta a porta si effettua già in cinque quartieri: Libertà, Politeama, Resuttana/San Lorenzo, Sferracavallo/Tommaso Natale, Partanna Mondello. Sono attualmente serviti dal servizio 61 mila cittadini, 26 mila famiglie e 1.500 condomini. Da giugno la raccolta porta a porta coinvolgerà altri 3 quartieri cittadini (in fase di individuazione); con i bidoni presso i condomini l'azienda ritira il 20 per cento del materiale avviato a riciclo.

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"le mie condizioni a berlusconi a roma solo per un ministero pesante" - andrea montanari (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VII - Milano Le liti per le liste Le dimissioni Duello con Veronesi Formigoni: "Voglio esportare il modello lombardo, sono due o tre le poltrone che contano" "Le mie condizioni a Berlusconi a Roma solo per un ministero pesante" Se Podestà ritiene di doversi dimettere, per motivi che non conosco, esiste certamente un suo vice che può assumerne le funzioni Se ci sarà l'occasione di un confronto personale, non mi sottrarrò certamente. Ma farò campagna elettorale parlando soprattutto con la gente La richiesta di scegliere subito tra Roma e Lombardia non esiste. Farò come Veltroni, anzi impiegherò due minuti meno di lui ANDREA MONTANARI "Portare il metodo Lombardia al servizio del Paese. Tre anni di collaborazione bipartisan che ci hanno permesso di fare cose importanti per risolverei problemi reali. Ci stanno gli altri"? Questo il progetto del governatore Roberto Formigoni, capolista al Senato del Pdl: "Berlusconi mi ha promesso un posto di peso nel governo. Solo così potrò continuare la mia esperienza". Presidente Formigoni, lei la fa semplice. Per cominciare il segretario provinciale di Forza Italia Guido Podestà si è appena dimesso perché non è stato messo in lista. "Lo apprendo da lei, e non ne conosco i motivi. Penso però che avevamo previsto ed eletto un organismo di coordinamento di Forza Italia a livello provinciale. Se Podestà ritiene di dimettersi, esiste un vice che può prenderne le funzioni. Punto". Per la serie le cattive notizie non arrivano mai sole, il Consiglio di Stato ha bocciato il ricordo su Air One sulla vendita di Alitalia. "La Regione ha appoggiato il ricorso solo perché era stata chiamata in causa. Il nostro interesse era e rimane solo salvaguardare la natura di hub di Malpensa. Che lo faccia questa o quella compagnia, a noi non interessa. Per questo oggi più che mai è importante la nostra richiesta ad Air France di concedere una moratoria di tre anni. Hanno messo dei paletti loro alla trattativa, perché non dovrebbe metterne il nostro governo"? Iniziata la campagna elettorale è finito il fair play. Ha accusato il Pd di candidare figurine, specchietti per le allodole. "Per parte mia mi auguro che il confronto avvenga sempre nel rispetto reciproco, ma senza infingimenti. Le nostre due proposte sono alternative e abbiamo il dovere di non nascondere le differenze. Dopodichè non posso sottrarmi alle domande e negare che gli esponenti del Pd sono gli stessi che hanno sostenuto in questi anni il governo Prodi, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti". Dovrà vedersela con il professor Umberto Veronesi. "Se ci sarà un confronto personale non mi sottrarrò certo, ma penso che questi quaranta giorni li passerò soprattutto confrontandomi con la gente e parlando con i cittadini di tutta la Lombardia". Due anni fa lei è stato eletto, ma ha poi lasciato il Senato. Perché un elettore dovrebbe rivotarla oggi? "Per consentirmi di dare una mano al governo del Paese. Veniamo da un periodo negativo. Dobbiamo dare una svolta al governo. Dobbiamo essere capaci di dare una spinta al Paese e essere in sintonia con i ceti produttivi". Si spieghi meglio. "Quando Silvio Berlusconi mi ha chiesto di candidarmi ho posto due condizioni: più Lombardia nel governo e di poter rappresentare nel futuro governo i valori che ci hanno permesso in questi anni di raggiungere in Lombardia i risultati che sono sotto gli occhi di tutti". Per esempio? "L'innovazione, la modernizzazione, l'alleggerimento del peso fiscale e della burocrazia, la sussidiarietà. Mettere il cittadino al centro. Tutto seguendo il metodo del confronto e del coinvolgimento di tutte le parti. Questo è il metodo Lombardia. Questo è il segreto per governare l'Italia". Quale ministero vorrebbe occupare? "Non dire gatto finchè non ce l'hai nel sacco, ma se le cose andranno bene sono poche le posizioni di peso forte e molto forte nel governo. Due o tre. Solo così potrà continuare la mia esperienza. Lo debbo ai lombardi". Le basterebbe il ministero dell'Istruzione? Berlusconi ha già detto che darà l'Economia a Tremonti e gli Interni a Frattini. "Non so se Berlusconi ha veramente deciso quelle cariche. Ne abbiamo parlato, sono riflessioni che stiamo facendo. Credo che gli sia ben presente anche il nome di Formigoni. L'opposizione le chiede di dimettersi subito, questa volta. "è una richiesta inesistente. Veltroni si è tenuto fino all'ultimo minuto la possibilità di decidere. Prometto che io lo faro due minuti prima di lui. Nei termini di legge". Non rischia di provocare un vuoto di potere in Lombardia? "Non ci sarà alcun vuoto di potere. Semmai, le elezioni anticipate". Il suo successore? "Lo vedremo. Finora ci sono state solo molte chiacchiere giornalistiche". Lei lo avrebbe candidato Giuseppe Ciarrapico, per il Pdl? "No comment. Ma quando andava alla convention del Pd non dava fastidio a nessuno".

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Rizzi: la politica ascolti le imprese artigiane (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 12/03/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO Rizzi: la politica ascolti le imprese artigiane BRESCIA Garantire la governabilità, valorizzare il ruolo della micro e piccola impresa, ridurre la spesa pubblica, diminuire la pressione fiscale su imprese e famiglie, liberare le imprese dai costi della burocrazia e dei mercati "protetti", superare la contrapposizione tra lavoro dipendente e lavoro indipendente. Questi i temi del confronto avvenuto a Roma tra il vice presidente di Confartigianato nazionale e presidente di Confartigianato Brescia GiovanMaria Rizzi e il segretario del Pd Walter Veltroni durante l'incontro svoltosi a Roma nella sede della Confederazione. Più in generale va detto che le proposte di Confartigianato alle forze politiche sono sintetizzate in un documento dal titolo "Più impresa. Per crescere" il cui filo conduttore è la richiesta di riconoscere il ruolo delle micro e piccole imprese (fino a 20 addetti): che sono circa il 98,2% del totale delle imprese a Brescia ed in Italia realizzano il 39,4% degli investimenti. "Il nuovo che vogliamo dalla politica è ascoltare queste imprese. Perché sono quelle - ha detto il Presidente Rizzi - che trainano l'occupazione del Paese. La loro crescita significa quindi crescita sociale ed economica di tutto il Paese. "Ma proprio su di esse si scarica un peso fiscale eccessivo insieme ai costi più alti dei ritardi e delle inefficienze del Paese". Rizzi ha sollecitato Veltroni a cercare e intraprendere "nuove scelte economiche e culturali che pongano la piccola impresa al centro degli interventi per rilanciare la competitività". Il tutto con la garanzia di riforme strutturali. "Agganciare la crescita - ha aggiunto Rizzi - significa ridurre la spesa pubblica, colpire la spesa improduttiva, diminuire la pressione fiscale su imprese e famiglie. Ma significa anche compiere scelte culturali e buttarsi definitivamente alle spalle vecchi schemi ideologici che hanno ingessato la nostra economia". "Su queste scelte - ha concluso Rizzi - valuteremo la capacità della politica di recuperare la fiducia degli elettori, di uscire da un orizzonte autoreferenziale, di imparare a guardare ed ascoltare la realtà sociale e produttiva del Paese".

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All'Alto Garda il turismo non basta (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-03-12 - pag: 7 autore: Poli produttivi. Le potenzialità della zona restano ridotte a causa delle esigenze della principale risorsa del territorio All'Alto Garda il turismo non basta Le aziende dell'area puntano su investimenti ambientali, qualità e know-how Alessandra Saletti TRENTO Ottimizzare le risorse esistenti e creare nuove sinergie basate sul rispetto e la valorizzazione dell'ambiente. Questo è da alcuni anni l'obiettivo comune di amministratori pubblici e imprenditori dell'area dell'Alto Garda trentino, uno tra i maggiori poli produttivi dell'intera regione. Con le sue aziende, impegnate soprattutto nella meccanica di precisione, nell'impiantistica, nella produzione di componenti chimici e materie plastiche, nella lavorazione del legno e nell'edilizia, l'Alto Garda punta più sul know how e sulla qualità, che sui grandi numeri. Negli ultimi anni, gli investimenti consistenti che le amministrazioni comunali e i privati hanno promosso per interventi di depurazione, insonorizzazione, rimozione delle coperture di amianto, e certificazione dell'impatto ambientale, hanno permesso di superare gli ostacoli che impedivano la convivenza con il turismo, la principale risorsa del territorio. "Inserirsi in questo territorio in passato non è stato certo facile – spiega Daniele Dirignani, delegato comprensoriale di Confindustria per l'Alto Garda e Ledro –. L'autonomia di cui gode la nostra Provincia ha moltiplicato i vincoli, soprattutto in fase di insediamento. Ma l'esigenza di sviluppo del settore produttivo spesso si scontra ancora con una burocrazia lenta e macchinosa. Se la convivenza fra territorio e grandi aziende può dirsi riuscita, persistono tuttavia alcuni problemi legati agli spazi, alla logistica e alle vie di comunicazione ". "Nonostante gli sforzi – aggiunge Dirignani – l'indotto generato sul territorio è ancora limitato rispetto alle potenzialità offerte dalle grandi imprese presenti in zona ed è per ora impossibile parlare di filiere di prodotto. Inoltre è ancora necessario rivolgersi verso le province vicine per trovare non soltanto fornitori, ma anche manodopera specializzata". Un problema, quello del reclutamento, sentito anche nel comparto turistico e tra gli artigiani, ormai costretti ad assumere operai e tecnici specializzati nell'Est Europa."La manualità e la professionalità sono divenute sempre più rare tra i nostri giovani – concorda Ilos Parisi, presidente del Coordinamento imprenditori dell'Alto Garda e dell'Associazione Artigiani e piccole imprese per il comprensorio –. Occorre promuovere una campagna di sensibilizzazione a partire dalla scuola a favore delle professioni tecniche e intraprendere azioni che facilitino l'avvio di attività in proprio". Accanto alla tradizione secolare dell'industria cartaria e al turismo, sono infatti le attività produttive di piccola dimensione a prevalere nell'Alto Garda, con 910 aziende artigiane e circa 3.500 dipendenti a caccia di nuovi spazi per crescere. "Da anni non si registrano interventi a favore delle aree produttive – prosegue Parisi –. Tuttavia il dialogo con le istituzioni è sempre stato costante e proficuo e oggi possiamo dire di reggere bene la situazione di crisi globale perché abbiamo creato le basi per una buona convivenza tra comunità e imprenditorialità". "Da sempre puntiamo sulla valorizzazione dei settori produttivi di dimensioni contenute, con aziende di 50 o 60 addetti – aggiunge Adalberto Mosaner, assessore alle attività economiche del Comune di Riva del Garda –. La lunga trattativa, conclusa di recente con i sindacati, ha inoltre sventato i rischi legati alla rilocalizzazione della forza lavoro, che spesso mettono in crisi tanti territori come il nostro. Ora stiamo lavorando ad una variante al Piano Regolatore per individuare una nuova area di sviluppo di uno o due ettari, destinata proprio alle attività artigianali. Credo che sia l'amministrazione comunale, insieme alle associazioni di categoria, a doversi far carico della pianificazione del territorio, per evitare speculazioni o interventi dannosi per l'equilibrio ambientale". FRENO ALLO SVILUPPO L'industria fatica a reperire manodopera specializzata In aumento le assunzioni di operai e tecnici dell'Est Europa.

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Pesca, indennità tra un mese (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Provincia Pesca, indennità tra un mese Le previsioni della Capitaneria per i pagamenti del fermo CHIOGGIA. "In base alle valutazioni dei tecnici spero che entro un mese i pescatori chioggiotti possano incassare l'indennità di fermo pesca". Franco Maltese, comandante della capitaneria di porto di Chioggia è molto prudente nelle previsioni ma fa intravedere la possibile soluzione del problema. Si tratta, appunto, dell'indennità per la sospensione estiva dell'attività di pesca, circa 900 euro a testa per quasi 800 pescatori del compartimento di Chioggia. Una cifra, alla fine, modesta, ma preziosissima in un momento di crisi generalizzata del settore, sempre più stretto tra il caro-gasolio e le "ordinarie" difficoltà di gestione delle imprese di pesca. Si aggiunga che Chioggia è, probabilmente, il solo compartimento a non aver ancora ricevuto l'indennizzo ed è facile capire il clima che regna tra i pescatori. In una loro recente assemblea qualcuno ha imputato proprio alla capitaneria la colpa del ritardo. Ma Maltese assicura che "il nostro personale si è impegnato al massimo, lavorando senza risparmio. E quando, a pochi giorni dalla scadenza, il Ministero ci ha informato che nel conteggio dei giorni andavano inserite anche le domeniche (che prima ci avevano detto di non considerare) abbiamo rifatto tutto a tempo di record e completato le pratiche entro i termini, proprio per non penalizzare i pescatori. Ritardi ce ne sono stati - ad esempio la rete telematica è andata in tilt proprio negli ultimi giorni - ma sono dipesi esclusivamente dal ministero". "Anche la burocrazia ci penalizza - dice Antonio Gottardo, responsabile regionale di Lega Pesca - non bastassero le difficoltà internazionali, ma continueremo a sollecitare per chiudere la questione". (Diego Degan).

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Le categorie: meno burocrazia in regione (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Le richieste di industriali, commercianti e artigiani. "Alleggerire l'apparato centrale a vantaggio dei servizi sul territorio" Le categorie: meno burocrazia in Regione Valduga: un fondo per la crescita dimensionale. Marchiori: rivediamo le aperture UDINE. Meno burocrazia, maggiore attenzione ai piccoli negozi, regole chiare sui problemi ambientali e un fondo dedicato alla crescita dimensionale delle aziende. Sono alcune delle richieste che i vertici regionali di Confindustria, Confcommercio, Confartigianato, Legacoop e Unioncamere hanno avanzato ieri al presidente della Regione Riccardo Illy e all'assessore alle Attività Produttive, Enrico Bertossi. "La situazione economica generale non è quella di alcuni anni fa - ha spiegato il presidente di Confindustria, Adalberto Valduga -. E' peggiorata; gli Usa sono vicini alla stagnazione se non addirittura in recessione. Crescono solo India e Cina. In questo contesto gli interventi di Regioni e Stato incidono in modo importante nel medio periodo. Restano, però, decisivi tutti quegli interventi che puntano a ridurre la spesa pubblica. E' dai quei risparmi che si recuperano le risorse necessarie per aumentare gli stipendi dei lavoratori. In questo senso può muoversi anche la Regione Fvg che potrebbe alleggerire l'apparato centrale spostando sul territorio le attività operative; a vantaggio dell'efficienza. Per esempio - ha aggiunto Valduga -, non è possibile che le aziende ogni giorno debbano avere a che fare con problemi aziendali. Ecco che l'intervento in loco della Regione e della Provincia possono aiutare l'imprenditore". "Un altro problema è quello della crescita dimensionale delle aziende: la Regione potrebbe pensare a un fondo dedicato in Friulia". Valduga ha anche un suggerimento per Renzo Tondo: "Friulia, Mediocredito e Frie non possono essere aboliti o limitare. Tutto è migliorabile, ma questi strumenti hanno dato un grande apporto all'economia del territorio. Non possiamo liberarcene soltanto perché gli "altri" non ce l'hanno. Sono strumenti che consentono alla Regione di fare politica industriale". "Le apertura indiscriminate dei negozi sono state un imbarbarimento e non una conquista - ha ribadito il presidente di Confcommercio, Alberto Marchiori -. Su questo punto riaprirei un confronto così come spero che non continuino a nascere grandi centri. Certo il problema non è imputabile a questa giunta, ma resta un problema da seguire con attenzione. Quindi per il futuro chiediamo il blocco della grande distribuzione e maggiori investimenti nei centri storici e nei centri montani. Indispensabili, poi, corsi professionali: ci sono persone che aprono attività senza conoscere quello che propongono a scapito della qualità del servizio". Infine, il presidente di Confartigianato, Graziano Tilatti ha puntato il dito sul problema fiscale. "La Regione Friuli Vg ha fatto molto, a cominciare dallo sconto Irap per le aziende virtuose. La richiesta che vorrei avanzare andrebbe indirizzata al governo Nazionale: serve maggiore coerenza fra le scelte locali e quelle nazionali. Se gli enti locali s'impegnano per avvantaggiare il sistema economico, lo stesso deve fare lo Stato".

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Lettere al direttore (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

LETTERE AL DIRETTORE 12-03-2008 Lettere al direttore L'incarico all'Ausl Dottor Molossi, mi è stata segnalata una stranezza comparsa sul suo giornale dal 21/2, non certamente dovuta a lei o ai suoi collaboratori. L'Ausl ha chiesto la correzione di alcuni punti di un articolo pubblicato il 19/2 col titolo "Educazione alimentare per sconfiggere l'obesità". Gli errori rilevati dall'Ausl, e di cui ha chiesto la rettifica, riguardavano il cognome di uno dei relatori del progetto, Pirondi anziché Pierondi, e la percentuale dei bambini obesi di Parma. Ha stupito che l'Ausl non abbia chiesto la correzione di un errore molto più importante presente nell'articolo in cui la Alessandra Tessoni veniva definita psicologa mentre è laureata in pedagogia alla facoltà di Magistero di Parma. La cosa non è di poco conto in quanto lo psicologo può svolgere attività molto delicate riguardanti l'equilibrio psicologico delle persone, attività che non possono essere svolte da un pedagogista. Viene fatto molto, specie dai Nas, per combattere l'abusivismo sanitario: odontotecnici che si spacciano per dentisti, osteopati non laureati e, anche nella nostra zona, medici psichiatri che non avevano neanche la laurea in medicina. Penso che le aziende sanitarie, gli ordini e le associazione professionali dovrebbero vigilare per impedire l'attribuzione di qualifiche e competenze a persone che non ne hanno i titoli. Non risulta che la signora Tessoni abbia mai conseguito la laurea in Psicologia. Penso quindi che per l'Ausl di Parma sarebbe stato più importante correggere questa errata qualifica professionale piuttosto che la banale storpiatura di un cognome. Mi auguro che questo errore non sia stato rilevato dalla Ausl in buona fede e per distrazione di chi ha letto l'articolo del 19/2, perché in caso contrario avrebbe contribuito a mettere a rischio la tutela della salute della popolazione portata a credere che la signora fosse davvero una psicologa. Inoltre non sarebbe stata rispettata la dignità professionale dei veri psicologi, anche quelli dipendenti dalla Ausl, che hanno faticato tanto per raggiungere la laurea e la competenza professionale. Lettera firmata Parma, 5 marzo (Risponde l'Ausl, alla quale abbiamo trasmesso la sua lettera) La Dott.ssa Alessandra Tessoni è laureata in pedagogia. A seguito della riforma del Servizio Sanitario Nazionale, la Professionista è stata inquadrata come dirigente psicologa nel ruolo sanitario, per effetto del decreto della Regione Emilia Romagna n. 300 del 27/03/1984, in quanto in possesso di laurea equipollente. Attualmente, la Dott.ssa Tessoni è responsabile metodologa dell'Ufficio Formazione di questa Azienda USL. Inoltre, svolge - e ha svolto - a pieno titolo, attività di educazione sanitaria nelle scuole di Parma e provincia. Inps e burocrazia Egregio direttore, privo di dimestichezza con la burocrazia dell'Inps, ho ritenuto corretto, in occasione del decesso di mia madre, avvenuto l'8 luglio u.s., comunicare tempestivamente l'evento e restituire la pensione accreditatale in conto il 2 dello stesso mese (euro 584, di cui euro 450 per accompagnamento), al fine di mettere l'Ente in condizione di.

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Il geppino non vede l'abbonamento (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Automobilista rinuncia al ricorso contro la multa A volte conviene pagare una multa anche se ingiusta. Colpa della burocrazia e delle regole che penalizzano i cittadini. Come ci dimostra una lettrice, ragionando sulla sua disavventura. "Sono una residente abbonata al Trevisosta. Con mia grande sorpresa lunedì ho trovato una multa sulla mia auto che recita "Sosta in zona a pagamento senza esporre il prescritto dispositivo" - ci scrive una lettrice via sms - il mio abbonamento regolarmente posizionato su un lato del parabrezza è valido fino al 31 luglio 2008 e mi è costato poco meno di 200 euro anticipati. Per evitare di pagare una multa ingiusta ho contattato vigili urbani, Actt e un legale e così mi hanno risposto: 1) Vigili: "Aspetti che arrivi il verbale, poi sentiremo il geppino (cosa mai avrà da dire di diverso da quello che ha scritto, a distanza di tempo?), poi si opponga con un ricorso al prefetto o al giudice di pace, se ritengono che lei ha ragione la sanzione viene annullata, altrimenti pagherà il doppio e anche le spese legali"; 2) Actt: "Se sul suo tagliando c'è un solo numero di targa possiamo sostenere le sue ragioni e intercedere per annullare la multa. Sfortunatamente nel suo caso, che di targhe ne ha due"; 3) Il legale: "Può rivolgersi al tribunale e querelare il geppino per aver dichiarato il falso aprendo così una causa penale pluriennale dall'esito incerto, dal domento che dovrà dimostrare (come?) che il tagliando era esposto". Basta. Pagherò la multa. Che il mio denaro faccia buon pro a Comune e Actt". (sa.b.).

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"la banda" (premiato a cannes) al visionario (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cultura e spettacoli "La banda" (premiato a Cannes) al Visionario UDINE. Premiata a Cannes nella sezione Un certain regard, in anteprima al Visionario stasera alle 20.30 arriverà La banda, una piccola grande produzione franco-israeliana in proiezione in lingua originale (occasione davvero rara dalle nostre parti!) e sottotitolata in italiano. Continuano, infatti, le anteprime proposte presso Visionario dal Cec. Dopo la vicenda tutta libanese di Caramel, la storia ricca di umanità di Irina Palm e il cult cartoon Persepolis ora è il momento de La banda, storia ricca di musica, nel senso più completo del termine. È la storia vera ma surreale di una piccola banda musicale della polizia egiziana invitata in Israele a suonare in occasione dell'apertura di un centro culturale arabo. I musicisti sono entusiasti e impazienti ma, a causa di uno sfortunato disguido, della rigida burocrazia o per qualche altra strana ragione, nessuno dell'organizzazione va ad accoglierli all'aeroporto e nessuno pare avere l'incarico di trasportare i singoli membri del complesso a destinazione. Sarà così che i musicisti incominceranno ad incamminarsi per conto loro nel tentativo di raggiungere il luogo della manifestazione, finendo per ritrovarsi in un paesino sperduto in mezzo al deserto, isolato e dimenticato da tutto e tutti, proprio come loro. Poche persone ricordano questo avvenimento ma, a volte, le storie come questa, che sembrano senza importanza, possono riservare qualche sorpresa.

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Code e proteste per i questionari del fisco - luca cinotti (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Viareggio Code e proteste per i questionari del fisco Chiesti a tutti i dati catastali Sanzioni fino a 2.000 euro Lucchesi (Pdci) "Non potevano incrociare i dati?" LUCA CINOTTI VIAREGGIO. Bollette della luce, dell'acqua e del gas più pesanti. Non perché più salate ma - stavolta - in senso materiale: nella buste in arrivo in questi giorni ci sono un paio di paginette che si sono trasformate nel calvario di tanti cittadini, soprattutto anziani. Come quelli (tanti) che ieri si sono presentati al "punto Gaia" all'ufficio del cittadino del comune. Tutti alle prese con la richiesta del fisco di indicare i dati catastali della propria abitazione, e con la necessità di evitare pesanti sanzioni. Per carità, l'intento dell'Agenzia delle entrate (alla quale le società di servizi "girano" i dati) è lodevole: stanare chi affitta in nero. Il problema è che il sistema adottato (stabilito già nella finanziaria del 2005) è ricaduto per intero sulle spalle dei cittadini. Che devono, innanzitutto, trovare il modo di procurarsi i dati catastali della propria abitazione. In caso di proprietari, possono trovare questi dati sulle cartelle Ici. O, in alternativa, rivolgersi a un geometra. Che, ovviamente, per questo servizio si farà pagare qualche decina di euro. Nel caso sia un affittuario, invece, la strada è quello di chiedere i dati al padrone di casa. Il passo successivo è quello della compilazione. Come si saranno resi conto gli utenti di Gaia che hanno ricevuto il questionario in questi giorni, può essere un compito non facilissimo, soprattutto per chi non è abituato alle "trappole" della burocrazia. Infine, bisogna restituire il tutto spedendolo per posta (ancora una volta spendendo) alla società di servizi oppure consegnandola a mano. Una possibilità diventata assai difficile per gli utenti viareggini di Gaia, che si sono visti chiudere la centralissima sede di via XX settembre, spostata nell'assai più lontana zona delle Bocchette. Un "compito" che conviene svolgere con attenzione, visto che le sanzioni nelle quali si può incorrere sono pesanti: dal 103 a 2.065 euro in caso si ometta di comunicare i dati o, semplicemente, si comunichino in maniera non corretta. In sostanza, ogni società indica all'Agenzia delle entrate i nominativi di chi non ha restituito il questionario: quest'ultima, poi, emetterà un accertamento (e solo uno) per chi non ha comunicato i dati della propria abitazione. Poca la chiarezza anche sulle scadenze. Nel modulo di Gaia si parla del 31 marzo prossimo. L'azienda, poi, dovrebbe girare il tutto al fisco entro il 30 aprile. In realtà, dopo le pressanti richieste delle società di utility, l'Agenzia delle entrate ha fatto slittare i termini per le ditte al 31 dicembre 2008 (per i gestori dello smaltimento rifiuti) e al 30 aprile 2009 (per le altre). Nessuna menzione, però, per i termini imposti ai cittadini. Che dunque, in mancanza di comunicazioni contrarie, sono tenuti a rispettare i termini indicati nei moduli. Uno tsunami che non riguarda solo Viareggio. La Sermas, ad esempio, sta spedendo i moduli anche a Massarosa. "Vengono in tanti nella mia cartolibreria, e si lamentano" dice Lucio Lucchesi, consigliere provinciale della Sinistra Arcobaleno. "Mi domando se non poteva essere evitato. Più logico sarebbe stato che gli uffici delle società incrociassero i propri dati con quelli del Catasto, per spedire l'accertamento là dove i dati non risultavano o non erano aggiornati - prosegue Lucchesi -. Mi auguro che i Comuni si organizzino, per trovare i modi per creare meno disagi nei confronti degli utenti".

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Artoni: "l'emilia frena, ma non si ferma" (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina X - Bologna Artoni: "L'Emilia frena, ma non si ferma" Stringe i denti il mondo delle imprese emiliano romagnole, rimanda a tempi migliori più alti margini di guadagno, ma non perde quote di mercato e continua ad investire. Parlare di isola felice, davanti ad un pil regionale che anche secondo i dati relativi all'ultimo quadrimestre del 2007, cresce comunque di uno 0,4 in più della media nazionale è azzardato. Ma qui anche grazie alla politica di organizzarsi in rete, le regine del mercato, le metalmeccaniche (il 45% delle 57.000 aziende emiliano romagnole) e le alimentari, continuano a crescere. Le aziende con oltre 50 addetti nel 2007 hanno visto crescere i propri fatturati del 3,1%, e la produzione del 2,7%. Problemi più grossi invece hanno le piccole e medie industrie (quasi al palo con un fatturato del 0,3% e una produzione dello 0,7%) ormai logorate, sostengono Unioncamere e Confindustria da una burocrazia fatta di leggi e leggine, che pesano sui costi di gestione, stornando risorse per gli investimenti. E soffrono pure le aziende del tessile e della moda (meno 1,5 di fatturato, meno 0,6 di produzione), dove ormai a Carpi e dintorni si fa solo design. "Il sistema, quello degli imprenditori che operano giorno per giorno, tiene - ha detto Anna Maria Artoni, presidente di Confindustria Emilia-Romagna - Resta il problema della fiducia di mercato e consumatori e qui siamo allo zero. Ci consola il fatto che gli imprenditori continuano ugualmente ad investire in innovazione, qualità e formazione. Elementi che ci fanno ben sperare per il consolidamento del sistema produttivo". Immancabile poi a pesare come incognita sul futuro, il costo delle materie prime. Non intravedendo un rientro a breve del caro petrolio e dell'energia, la ricetta di Confindustria resta quella di un'ulteriore spinta verso le liberalizzazioni in questo campo e una riduzione delle accise sulle tariffe. Questo fattore e pure gli echi sempre più vicini di una possibile crisi internazionale preoccupano, anche se, ha voluto sottolineare Artoni: "Il 48% delle medie e grandi imprese si attende un aumento della produzione". Infine il rapporto tra mondo del credito e imprese. Un dato positivo è una crescita degli impieghi per il finanziamento di investimenti in macchine e attrezzature arrivato dalle aziende al sistema creditizio: un 9,5% in più rispetto al + 6,6% del Nord est. Più in generale, con dati relativi agli ultimi quattro mesi del 2007, c'è stato un leggero rallentamento degli impieghi verso famiglie ed imprese (dal 11,1% di ottobre al 10,6% di dicembre), ma che hanno fatto dire al presidente di Carisbo, Filippo Cavazzuti: "Non siamo davanti ad una fase di recessione, perché le richieste continuano ad avere tassi positivi e non dobbiamo quindi aspettarci anche in futuro una stretta creditizia". (luca sancini).

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Bosco anti-smog, il comune si pente ma aspetta il tar (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pozzuolo. Il primo cittadino: distruggere gli alberi dell'Abs sarebbe vandalismo, ma ogni regola dev'essere rispettata, l'ordinanza era un atto dovuto Bosco anti-smog, il Comune si pente ma aspetta il Tar POZZUOLO. "Un atto dovuto, ma disponibili a trovare soluzioni positive: distruggere il bosco dell'Abs sarebbe un atto di vandalismo". Il sindaco di Pozzuolo Mario Geatti fa il punto in merito all'ordinanza comunale che ha bloccato i lavori, promossi dall'acciaieria di Cargnacco, per realizzare un grande polmone verde in funzione antipolvere e antirumore. L'ordinanza è conseguente a difformità rilevate rispetto alla concessione edilizia, che prescriveva una sopraelevazione massima di 50 centimetri del suolo da alberare, mentre in realtà si sono realizzati rilievi fino a 5 metri. Il cantiere è stato sequestrato e la partita si giocherà al Tar, cui l'azienda ha fatto ricorso, sperando di salvare dalla distruzione i 4 ettari di terreno già articolato in collinette e piantumato. "Non siamo contro l'intervento che Abs sta portando avanti, anzi - dice il sindaco Geatti - l'amministrazione è sensibile a questo impegno assunto in favore della sostenibilità". "Però - continua il primo cittadino di Pozzuolo - di fronte a un evidente abuso non potevamo chiudere gli occhi, e di questo Abs è consapevole; in seguito alla segnalazione abbiamo dovuto prendere atto della mancata osservanza". Geatti si dice disponibile a trovare soluzione, in quanto "sarebbe vandalismo distruggere il bosco", ma attende la sentenza del Tar, che indicherà quale procedura applicare. Sulla necessità di mantenere il rispetto delle norme è anche Marino Visintini del circolo udinese della Legambiente: "Tutto ciò che va a vantaggio dell'ambiente ben venga - dice -, ma bisogna che sia nel rispetto delle norme, altrimenti si crea un precedente e ciascuno può fare qualsiasi cosa anche senza autorizzazione; questo vale per Abs come per tutti". Visintini è d'accordo che la burocrazia rallenta e rende complesso ogni intervento: sicuramente bisognerebbe sveltire le procedure, ma questo non significa riferire tutto a un'autorità straordinaria che risolva ogni cosa in modo veloce ma discrezionale. E a chi ha gestito la questione bosco, il referente del "Cigno verde" manda a dire che bisogna pensare meno a tagliare nastri e più a fare con regolarità, e non dare poi la colpa agli ambientalisti se il progetto si è arenato. Luciano Zorzenone, del Coordinamento dei Comitati cittadini, pure d'accordo sulla necessità di rispettare le norme, così commenta: "Sono interventi gradevoli all'occhio, ma non riducono la gravità ambientale dell'impatto Abs, non risolvono i veri problemi; non vediamo miglioramento della qualità della vita, e se continua così non c'è altra soluzione che abbandonare il paese e trasferirsi". E ce n'è anche per il presidente della Regione, intervenuto a difendere l'Abs "perseguitata" dall'ennesimo sequestro giudiziario: "Dov'era Illy - chiede Zorzenone -, quando un sindaco è stato denunciato ingiustamente, per avere difeso la salute dei suoi cittadini?". (p.b.).

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Ogni anno oltre 500 mila turisti (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Udine Ogni anno oltre 500 mila turisti LA SCHEDA AQUILEIA. Un'unica regia per Aquileia, patrimonio dell'Unesco ma anche città viva. A condurla, sarà la neonata Fondazione che farà dialogare attorno allo stesso tavolo Ministero, Regione, Provincia e Comune. Uno speciale ente, di natura privatistica, che si occuperà di tutto: tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, ma anche economico, del comprensorio. A prevederla è la legge regionale 2572006, dedicata proprio all'istituzione della fondazione per la valorizzazione archeologica, monumentale e urbana di Aquileia e per i finanziamenti per lo sviluppo turistico dell'area. La programmazione della Fondazione (che sarà triennale) terrà conto che la città non è solo un "museo a cielo aperto", ma una città. Aquileia conta circa 3.500 abitanti, a cui si aggiungono circa 500mila visitatori all'anno. Un intenso flusso di visitatori che comporta la necessità di poter intervenire con la costruzione di parcheggi, con la vigilanza, verde pubblico, servizio biblioteca, servizi igienici delocalizzati. Una serie importante di esigenze che fino ad oggi ha dovuto fare i conti con una burocrazia asfissiante. Basti pensare che buona parte del territorio è vincolata. Dopo Roma, Milano e Capua, nell'epoca dei suoi fasti la località friulana era la quarta città d'Italia. Le raccolte dei musei rappresentano molto più di quanto si possa desumere dai resti che si vedono in superficie, pari solo al 5% del patrimonio che potrebbe emergere. E uno dei problemi a cui la Fondazione dovrà dare risposta riguarda non solo l'esigenza di nuovi scavi, ma anche la conservazione e la valorizzazione delle opere. Ad Aquileia ci sono, inoltre, beni demaniali, strutture che lo Stato - ha denunciato in passato il sindaco Scarel - o non ha mai terminato di ristrutturare (ad esempio l'essiccatoio del tabacco che doveva aprire con il Giubileo del 2000) oppure non sono usufruibili (come il museo della ceramica, finito 10 anni fa e mai aperto). La Fondazione dovrà dare risposte anche a questo. (s.s.).

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Ministro dell'Ambiente a Pechino (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: MONDO data: 2008-03-12 - pag: 8 autore: Riforme. Le autorità corrono ai ripari per l'allarme inquinamento, che getta un'ombra sulle Olimpiadi Ministro dell'Ambiente a Pechino Creata d'urgenza la nuova figura, che risponderà direttamente al premier Luca Vinciguerra SHANGHAI. Dal nostro corrispondente Ambiente, energia, industria, trasporti, lavoro, edilizia e sanità: il Governo cinese accorcia la catena di comando nei settori strategici della politica nazionale. Ieri il primo ministro, Wen Jiabao, ha alzato il velo sulla tanto attesa riforma amministrativa che sarà sottoposta nei prossimi giorni all'Assemblea nazionale del popolo. Dopo l'approvazione del Parlamento (un passaggio scontato), la Cina si ritroverà con 5 nuovi super- ministeri, una Commissione energetica nazionale e un dicastero della Sanità con competenze allargate al controllo di alimenti e medicinali. Frattanto, spariranno quattro ministeri: alla fine il loro numero complessivo scenderà da 28 a 27. Sotto il profilo quantitativo, non cambierà granché. Ma sotto quello qualitativo la ristrutturazione prossima ventura renderà molto più efficiente l'apparato statale del Dragone, promette la leadership cinese. Che ricorda gli obiettivi della riforma: snellire la macchina statale dalle Agenzie ministeriali inutili e ridondanti; mettere in cura dimagrante la gigantesca e tentacolare burocrazia; affidare a una regia unica le scelte sui grandi temi su cui si gioca lo sviluppo e la stabilità sociale del Paese. La nona rivoluzione amministrativa nella storia della Cina comunista contiene diverse novità. La più gradita (non solo alle orecchie dei cinesi, ma anche del resto del mondo) è la costituzione di un ministero dell'Ambiente. Negli ultimi due anni, la necessità di armonizzare la crescita economica e la modernizzazione con la tutela dell'ecosistema era diventato un leit motiv del Governo. Da qui è scaturita la decisione di elevare la vecchia agenzia per l'Ambiente al rango di ministero: in questo modo, il responsabile del nuovo dicastero risponderà del suo operato direttamente al primo ministro. è un segno inequivocabile che sulla questione ambientale Pechino intende fare sul serio. L'altra novità importante riguarda l'energia. Sarà creata una Commissione energetica nazionale incaricata di gestire la politica energetica del Paese. La nuova Commissione sarà affiancata da un Ufficio per l'Energia frutto dell'accorpamento di agenzie,comitati e commissioni facenti capo a diversi ministeri che fino a oggi si sono occupati a vario titolo di politica energetica. L'Ufficio per l'Energia risponderà direttamente alla National Development and Reform Commission, la potente istituzione governativa responsabile per la pianificazione economica. Tuttavia, non è ancora ben chiaro chi farà che cosa, visto che su questo punto Wen Jiabao non ha fornito dettagli. Secondo le interpretazioni, la Commissione energetica nazionale avrà il compito di elaborare le linee guida della politica energetica (dallo sviluppo del nucleare alla ricerca delle fonti di approvvigionamen-to), mentre l'Ufficio per l'Energia avrà una funzione più operativae gestionale. Bisognerà vedere fino a che punto i nuovi super-enti riusciranno dove i loro predecessori hanno fallito: tenere a bada i colossi nazionali dell'energia (Petrochina, China National Petroleum e Cnooc) e cercare di coordinare la loro frenetica attività. Oltre al ministero dell'Ambiente, la riforma prevede la costituzione di altri quattro dicasteri frutto di fusioni, tagli e accorpamenti. Ministero dell'Industria: assorbirà al suo interno una serie di enti tra cui la Commissione delle scienze e tecnologie e il Monopolio dei tabacchi. Ministero dei Trasporti: incorporerà l'Ufficio postale di Stato e l'Amministrazione generale dell'aviazione civile. Ministero delle Risorse umane: sarà la risultante dell'integrazione tra gli attuali ministeri del Lavoro e della Sicurezza sociale. Ministero dell'Edilizia: rimpiazzerà il vecchio dicastero delle Costruzioni e avrà competenze specifiche anche sulla politica edilizia nelle aree rurali. Tra le tante novità, ci sono anche due sorprese. La prima è che il ministero delle Ferrovie, alla vigilia indicato da tutti in cima alla lista dei dicasteri da cancellare, ha salvato la pelle: segno che in Cina i poteri forti paralleli al Governo, come i militari che nelle strade ferrate del Dragone hanno una presenza pesante, contano ancora molto. La seconda è che, salvo sorprese dell'ultima ora, il superministero delle Finanze non si farà: le tre Commissioni che disciplinano il funzionamento delle banche ( Cbrc), delle case di brokeraggio (Csrc) e delle assicurazioni (Circ) continueranno quindi a svolgere le loro funzioni. lucavin@attglobal.net BUROCRAZIA PIù SNELLA Con la creazione di cinque superdicasteri si accorcia la catena di comando nei settori strategici della politica nazionale A pieni polmoni. Un gruppo di ciclisti nello smog in piazza Tienanmen, a Pechino REUTERS.

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Congiuntura, rallenta la crescita (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere di Bologna" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere di Bologna - BOLOGNA - sezione: VUOTA - data: 2008-03-12 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Regione Congiuntura, rallenta la crescita L'economia dell'Emilia-Romagna continua a crescere oltre la media nazionale, ma rallenta le performance rispetto al 2006. è quanto emerge dall'analisi congiunturale presentata ieri da Unioncamere insieme a Confindustria e Carisbo. Lo scorso 2007 si è chiuso con Pil regionale in crescita dell'1,9 per cento: un dato positivo (la media nazionale è +1,5) che però è inferiore di 0,2 punti percentuali rispetto al 2006 e che ha risentito in particolare della crisi determinata dal crollo americano dei mutui subprime e della debolezza del dollaro. Reggono meglio l'urto le imprese inserite in un contesto di filiera. "è da qui che bisogna ripartire", ha spiegato il presidente regionale di Unioncamere, Andrea Zanlari. "Complessità e incertezza del quadro internazionale - ha detto la presidente di Confindustria Anna Maria Artoni - unite al costo dell'energia e alla debolezza del dollaro condizionano le previsioni formulate dagli imprenditori per questo 2008. Sono necessari interventi per abbattere i costi della burocrazia che gravano particolarmente sulle piccole aziende". d.d.

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Mini crescita per l'Emilia-Romagna (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-03-12 - pag: 21 autore: Aziende caute sulle prospettive 2008 a causa dei costi record dell'energia Mini crescita per l'Emilia-Romagna Emilio Bonicelli BOLOGNA La crescita rallenta, ma non si ferma.All'orizzonte non ci sono segni di recessione nè di stretta creditizia, ma le previsioni degli imprenditori in EmiliaRomagna si sono fatte più caute, a causa, innanzi tutto, dei costi record dell'energia. Interrogati su come andrà il 2008, prevalgono i giudizi di "stazionarietà " rispetto a quelli di "aumento ". Solo l'11%, tuttavia, prevede un calo nella produzione e negli ordini esteri. Solo il 9% una flessione nell'occupazione. L'export, cresciuto nel 2007 del 12%, continua a essere la spina dorsale dello sviluppo, nonostante il dollaro debole, perchè il 70% delle vendite in Paesi stranieri avviene verso l'area dell'euro. Penalizzate in questo scenario sono soprattutto le piccole aziende, delle quali solo il 14% esporta. Brilla invece il comparto della meccanica (+3,6% la produzione 2007). Sono questi alcuni degli indicatori emersi da un'inchiesta realizzata da Confindustria Emilia- Romagna su un campione di 700 aziende.L'analisi è stata presentata ieri a Bologna insieme all'indagine congiunturale Unioncamere e Carisbo. La "decelerazione " avvertita dagli imprenditori dovrebbe portare nel 2008 a un'economia regionale in crescita di un solo punto percentuale, contro i quasi due punti messi a segno nello scorso anno. Per il 2009, però, è già atteso un recupero. Ci sono tuttavia dei "fattori critici" che potrebbero compromettere oltre il previsto la competitività delle imprese. Lo spiega il presidente di Confindustria Emilia-Romagna, Anna Maria Artoni, che mette al primo posto tra gli elementi di allarme il costo del petrolio e dell'energia. Di qui l'indicazione di interventi che possono avere ricadute immediate anche a livello regionale. Si parte da "investimenti per l'efficienza energetica delle imprese e le fonti alternative", poi nuove dotazioni infrastrutturali come i rigassificatori. Infine la "diversificazione delle fonti" con approfondimenti che "devono essere fatti a 360 gradi, senza pregiudizi di alcun tipo, anche ritornando ad acquisire competenze e conoscenze nel settore nucleare ". Da alleggerire anche il peso della burocrazia "semplificando le regole". Il caro energia insieme al cambio sfavorevole euro/dollaro e alla concorrenza asiatica sta producendo, secondo Unioncamere, un mix micidiale. In diverse aziende si nota una crescita del fatturato inferiore alla produzione, perchè per rimanere sul mercato i margini vengono ridotti "ai minimi termini".

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LA CIVILTA' RITROVATA (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VERONA - sezione: PRIMAPAGINA - data: 2008-03-12 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE IL VENETO E IL TOUR DI VELTRONI LA CIVILTA' RITROVATA di FAUSTO PEZZATO C' è un'aria strana, in giro, e il Veneto l'aspira cautamente, con un misto di diffidenza e di speranza. Sentendo che nei polmoni entra, assieme alle polveri sottili, qualcosa di diverso. Da Rovigo a Mestre a Treviso a Padova, dove ha pronunciato i suoi discorsi incontrando gli "indigeni" di una terra ostile, Walter Veltroni ha avuto platee inaspettatamente folte e ben disposte. A Treviso, soprattutto, nelle fauci del leghismo, la gente lo ha ascoltato volentieri e non gli ha lesinato gli applausi. Dubitiamo, noi cronisti, che questa accoglienza nella terra degli sceriffi e delle ronde, sia dovuta, prevalentemente, al programma del Partito democratico, alle promesse di un fisco più umano, di una burocrazia meno borbonica, di aiuti più consistenti alle famiglie, del riscatto di migliaia di giovani in balia della precarietà. Certo, anche alle parole scritte sui fogli che Silvio Berlusconi, a Milano, aveva incautamente stracciato davanti ai suoi fedeli. Chi scrive, pensa piuttosto che se tanti veneti non mostrano all'ex sindaco di Roma la faccia dell'arme ciò dipenda da un dettaglio, formale e sostanziale al tempo stesso: è la prima volta, da oltre un decennio, che un leader di rango arriva quassù e si comporta, si esprime, si atteggia come se, da una settimana all'altra, la politica fosse diventata una cosa normale. Come se i nemici, gli odiati nemici, si fossero trasformati in concorrenti con i quali si può, pensate un po', dialogare. Senza infangarli, minacciarli, diffamarli, trattarli da mentecatti, esporli al pubblico ludibrio nelle gogne televisive. Non sappiamo ancora se questo ritorno alla buona educazione sia soltanto una scelta strategica agevolata dall'indole del personaggio. Staremo a vedere. Come staremo a vedere quanto pesano le parole da lui indirizzate agli elettori. Ma l'arte perduta di rivolgersi agli ascoltatori con accenti e gesti civili, con lo stile che ci si aspetterebbe da ogni persona con pubbliche responsabilità, è andata in scena davvero nelle città e nei teatri del Veneto, in questo avvio di campagna elettorale: ovviamente, lo spettacolo, per quanto gradevole, non è di per sé una anticipazione del risultato. Possiamo ammettere che a una lotta leale e senza sostanze tossiche non eravamo più abituati? Sottoscrivendo anche la certezza che ci siano ancora, da noi e nel resto della Penisola, milioni di italiani che non si erano affatto rassegnati all'aggressività, al sopruso , allo spargimento di veleni, al "divide et impera" che hanno inquinato anche le istituzioni e caratterizzato questo decennio. Per ora, il comportamento delle platee veltroniane testimonia appunto che siamo stanchi dei bollettini di guerra e nostalgici di quel garbo non ruffiano, severo, conosciuto in tempi lontani ma non dimenticato.

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Gli immigrati entrano in studio (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-03-12 - pag: 36 autore: INCHIESTA Professioni e integrazione Le frontiere del mercato Gli immigrati entrano in studio Sono clienti esigenti che non si fanno bloccare dalla cultura d'origine Angela Manganaro MILANO Sta per firmare un mutuo da 100mila euro ma vuole in cambio la penna che sta sul tavolo. è pakistano e musulmano, vive a Milano da anni: ha iniziato come cuoco e poi ha fatto di tutto. Adesso, davanti al notaio e i documenti pronti, si blocca. Dice al funzionario di banca: "Io firmo solo se mi vende questa penna". Subito lo tranquillizza: "Non si preoccupi, si tratta solo di fare una scritturina privata, devo risolvere un problema ". Il self made man osservante trova così il modo di comprare casa senza violare la Shari'a, la legge islamica fondata sul Corano: la sua personale "via da seguire" ( Shari'a, in arabo) è considerare gli interessi sul mutuo il costo della penna. Quella biro poggiata provvidenzialmente lì lo mette al riparo dal divieto della riba, il precetto che vieta il pagamento di tassi di interesse su denaro dato o ricevuto in prestito. Il notaio Letterio Scordo lo racconta a "Migranti, diritto e mediazione", convegno che si è svolto lunedì a Milano, organizzato dal sindacato dei notai della Lombardia. Si parla dell'immigrazione che entra negli studi e si portano casi come questo. è la prima volta che i notai organizzano un convegno sugli immigrati e i numeri spiegano facilmente il perché: secondo una stima Abi del gennaio scorso, il 10% dei mutui è concesso a stranieri. Oltre a comprar casa, molti dei 4 milioni di extracomunitari che vivono regolarmente in Italia (e producono l'8,8%del Pil)diventano imprenditori e vanno dal commercialista, si sposano, si separano e cercano un avvocato. I professionisti li osservano e imparano a conoscerli. "Sono svegli, si muovono meglio degli italiani e sono già integrati, altrimenti non sarebbero arrivati fino a noi", spiega l'avvocato Massimo Salin che presta gratuito patrocinio a Milano. "Sono esigenti, pronti a cambiare subito avvocato se pensano che i loro interessi non siano tutelati; se aspettano un po' di giorni per un appuntamento sospettano di essere discriminati. Non sembrano condizionati da cultura o religione. In un caso di separazione – ricorda Salin – c'era in ballo anche la circoncisione del figlio: i due non erano d'accordo ma alla fine si sono scannati sui soldi, come una normale coppia italiana". "Hanno grinta, voglia, fame. Mancano di esperienza e conoscenze tecniche ma ci surclassano in velocità e rapidità. Per loro non è mai una passeggiata: hanno messo le unghie dentro un muro ", racconta Roberto Corciulo, dottore commercialista a Udine che cura gli interessi di imprendi-tori senegalesi, serbi, russi, bosniaci, albanesi. "Sono arrivati a metà degli Anni '90 e hanno aperto aziende di servizi e commercio con il Paese d'origine: si comportano bene, pagano tutto e in tempo, hanno il ricordo del permesso di soggiorno e vogliono fare tutto in regola: non vogliono guai con la giustizia. Non capiscono perché devono pagare tutte le nostre tasse ma forse perchè non accedono ai servizi, come gli italiani, e non vengono accolti a braccia aperte". Altro discorso si fa per i nuovi arrivati, alle prese con il permesso di soggiorno e la burocrazia italiana. "C'è il problema della lingua, spesso aggravato dal fatto che non hanno un alta scolarizzazione ", racconta Simonetta Furlan, avvocato a Firenze. "Spesso capiscono quello che vogliono capire ma è umano, nelle difficoltà in cui si trovano il desiderio gioca un ruolo fondamentale. Spesso capita che mi mettano in bocca cose che non ho detto: sono in realtà le loro speranze. Altre volte ho la sensazione che non si fidano perché sono una donna ". La differenza uomo-donna salta fuori spesso, soprattutto tra gli islamici che non conoscono la comunione dei beni. "Una coppia di marocchini deve comprare un immobile a uso commerciale – racconta il notaio Gianfranco Benetti – la signora si presenta con il volto coperto, ma occhi scuri e attenti. Si rivolge costantemente al marito prima di ogni frase, si esprime in perfetto italiano e mostra di conoscere bene l'attività che dovrà svolgere. Alla mia richiesta di identificazione alza per alcuni secondi il velo: non prima però di aver rivolto uno sguardo al marito e ottenuto un tacito assenso". "Un portiere cingalese, sposato con una filippina, vuole comprare casa e chiedere un mutuo senza dire niente alla moglie", dice il notaio Giampaolo Cesati, che non sapendo se applicare il diritto dello Sri Lanka o quello delle Filippine opta per la legge italiana. "Malgrado le vibranti proteste del marito ho imposto di comprare casa a metà". A volte capita però che sia il diritto italiano a piegarsi alle leggi islamiche. è successo un anno fa: una sentenza del Tribunale di Milano ha riconosciuto valido il matrimonio al telefono tra due pakistani, nullo in Italia ma valido in Pakistan. Con la mancanza di tempo che c'è in giro, potrebbe fare scuola. angela.manganaro@ilsole24ore.com GLI OSTACOLI Chi arriva nel nostro Paese deve misurarsi con la burocrazia a partire dal rilascio del permesso di soggiorno.

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Si marcia anche se si vota (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: PADOVA2A - data: 2008-03-12 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Maserà Si marcia anche se si vota MASERA' - Ce l'hanno fatta. Hanno vinto la gara più importante combattuta quest'anno, quella contro la burocrazia. Tirano un sospiro di sollievo gli atleti del "Gruppo Podisti Maserà": da mesi stavano preparando la 35ma edizione della "Pian Pianeo", ormai una "classica" del podismo amatoriale. Un'edizione particolare, con oltre 2.500 partecipanti previsti, che però rischiava di saltare. La data fissata, quella del 13 aprile, coincide con le elezioni politiche e amministrative e il commissario prefettizzio, nemmeno un mese fa, aveva annunciato che tutto doveva saltare. Troppi problemi nel garantire l'ordine pubblico, aveva sentenziato il commissario che regge il Comune fino al voto. Una doccia fredda che aveva provocato una mezza rivolta: pubblicità già partita in tutto il Veneto, le sponsorizzazioni che rischiano di saltare. A molti era pure sembrata un'assurdità "burocratica": nello stesso giorno infatti a Mira si tiene una manifestazione podistica anche più grande e negli stadi di tutta Italia si giocano le partite del campionato. Nonostante il voto. Proprio per questo, appelli erano stati fatti a tutti i livelli. Ed evidentemente hanno avuto effetto. "Siamo contentissimi - annuncia Antonio Qualdi, il presidente del gruppo podisti - . Tutta la macchina può ripartire. Ci faremo aiutare da tre vigili urbani presi in prestito dai comuni vicini e schiereremo tutti i volontari, dalla Protezione civile ai donatori di sangue, ai ciclisti che hanno deciso di darci una mano. Sono loro che voglio ringraziare assieme a tutti i dipendenti comunali che ci hanno aiutato a far capire al commissario prefettizio che le elezioni non potevano impedire lo svolgimento di una manifestazione sportiva che è ormai diventata un appuntamento fisso per la nostra comunità ".

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L'occupazione, le infrastrutture, l'innovazione tecnologica e la riforma del Testo unico delle Auton (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Marche)" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Omie locali sono stati dibattuti nella pubblica assemblea del Pd sul tema La Regione e gli Enti Locali per lo sviluppo dei territori, che ha avuto luogo nell'Auditorium della Biblioteca Comunale. Al prossimo Governo è stato chiesto lo snellimento della burocrazia e un rapporto diretto tra Stato e Comuni, evidenziando la scarsa utilità delle Province. Hanno relazionato gli on. Linda Lanzillotta e Pietro Colonnella, il vicepresidente della Regione Luciano Agostini, il sindaco Giovanni Gaspari. Sono intervenuti i dipendenti della Foodinvest di Porto d'Ascoli e della cartiera Ahlstrom di Ascoli, sollecitando il ministro a garantire il lavoro agli 86 operai della Foodinvest e ai 296 della Ahlstrom. L'on. Lanzillotta ha assicurato che informerà il ministro del lavoro Cesare Damiano, mentre l'on. Colonnella ha ricordato che al dicastero delle Attività Produttive è stato istituito un tavolo sulla crisi dell'agroindustria. Dal pubblico è stato sollevato il caso della gestione delle candidature, sottolineando che la mancata riconferma di Colonnella farà perdere un rappresentante del territorio a Roma. Con la candidatura di Agostini, invece, in Regione mancherà un importante riferimento per il piceno. La Lanzillotta ha parlato di una riforma degli Enti locali tendente a rendere autonome le Regioni "che sia da pungolo a quelle rimaste indietro, per mettersi al passo con i tempi". Gaspari ha fatto presente che l'ente Provincia allunga i tempi delle pratiche, soprattutto quelle urbanistiche. Ha lamentato che il Comune nel 2007 ha speso quasi 400 milioni per i minori ospiti delle case famiglie "questo impegno dovrebbe assumerlo il ministero di Giustizia". Colonnella ha annunciato che il Governo ha firmato il patto con la Regione, per erogare 46 milioni per l'innovazione tecnologica. Infine la Lanzillotta ha auspicato che nel prossimo Governo vengano riconfermati i politici del territorio. F.Cam.

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NARNI La ex Spea si allontana, nonostante l'impegno, nonostante il desiderio del Comun (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di MARCELLO GUERRIERI NARNI La ex Spea si allontana, nonostante l'impegno, nonostante il desiderio del Comune di Narni di poterla far diventare elemento di produzione. E si allontana per colpa della burocrazia che mai in Italia, soprattutto, lascia andare un bene dello stato. Il sindaco Stefano Bigaroni ha sostenuto in Consiglio Comunale che sotto certi aspetti la pratica si è snellita in quanto tutti i documenti hanno abbandonato il Ministero della Difesa per arrivare all'Agenzia del Demanio. Gli ostacoli, se possibile, sono comunque diventati più ardui in quanto se dovesse essere il Comune a presentare un'offertaper l'acquisto, l'Agenzia darebbe immediatamente le chiavi. Ma si parla di milioni di euro che il Comune al momento non ha, anche se potrebbe trovarli con un mutuo. Se invece fosse un privato ad essere interessato a quell'area, come spesso si era ipotizzato, ecco che scatta la burocrazia: ci sarebbe la necessità di una gara pubblica per l'aggiudicazione: "I tempi sarebbero lunghissimi", spiega il Sindaco. Che fare allora? E' questo che il Sindaco ed il suo legale vanno cercando in questi giorni alla sede centrale dell'agenzia del demanio, a Roma, per chiedere lumi, per cercare di comprendere quello che si dovrà costruire. Il Comune è ancora interessato ad una sorta di parco giochi ed in tal senso ha adattato il proprio Piano regolatore ma dai tempi di Mirabilandia Due troppa acqua è passata sotto i ponti, troppi pretendenti si sono affacciati e poi spariti di fronte al muro di gomma della burocrazia, che era stata attaccata sia quando al governo c'era il centro sinistra che quando era presente il centro destra: risultato identico. Di certo quella vocazione rimane appetibile ma dopo trent'anni di battaglie senza che nessuno sia riuscito a cavare fuori un ragno da un buco sembrano fiaccare la resistenza anche dei più ottimisti, anche di quelli convinti che una volta la ex Spea ed i suoi 75 ettari potessero diventare luogo di divertimento e di ricchezza.

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Per l'economia romana Gianni Alemanno ha un'idea, con un chiaro sfondo politico: Abb (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Per l'economia romana Gianni Alemanno ha un'idea, con un chiaro sfondo politico: "Abbiamo preso un impegno con le piccole e medie imprese per liberarle dalla cappa di piombo del sistema di potere del centrosinistra". Dopo l'incontro con i rappresentanti della Federlazio - associazione che raggruppa le Pmi della regione - il candidato sindaco del Pdl riferisce di due grandi problemi da risolvere per il sistema imprenditoriale romano: "Bisogna smantellare la holding Comune di Roma e liberare le piccole e medie imprese dal rapporto negativo che hanno con la burocrazia - spiega l'ex ministro - Inoltre, bisogna intervenire sulla gestione degli appalti in particolare sull'abuso dei grandi gruppi sui mega appalti a scapito delle piccole e medie imprese". Sono due le strade percorribili, secondo Alemanno. E cioè "un dialogo diretto con i grandi gruppi oppure far crescere le piccole e medie imprese perché possano consorziarsi per partecipare ai grandi appalti in un'ottica che privilegi il marketing territoriale". Precondizione a tutto questo, ci tiene a ribadire il candidato sindaco, "è la sicurezza e il controllo del territorio, temi su cui ci confronteremo anche con i nostri sfidanti: infatti abbiamo ottenuto che ci siano confronti diretti prima del voto". Sul tema della sicurezza sul lavoro Alemanno ha intenzione di aprire con Rutelli un dialogo su cinque proposte: completare i regolamenti attuativi del protocollo sulla sicurezza; convocare una conferenza sulla sicurezza nei luoghi di lavoro fra Comune, Regione e Provincia, e da questa tracciare un percorso per costituire un'anagrafe informatica unificata delle infrazioni accertate e sanzionate. Secondo Alemanno è importante definire un valore premiante per le imprese che hanno sempre rispettato la legge alle quali andrà anche un riconoscimento della qualità e della sicurezza. Infine, "bisogna costituire un'unità specializzata della polizia municipale in grado di programmare, con le altre forze di polizia un'azione non improvvisata per porre fine al problema del caporalato". Il candidato del Popolo della libertà parla anche di programma: "Il nostro lavoro programmatico si concluderà sabato con la firma del "Patto con Roma" a Corviale, con Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. Di questo ci saranno alcuni punti, tra cui la sicurezza sul lavoro, che vogliamo tentare di condividere con Francesco Rutelli, perché questi devono essere una certezza per i cittadini romani". Una volta firmato il patto con Roma, aggiunge Alemanno, "chiederemo a Rutelli di condividerli". Tra i temi che il candidato a sindaco per il Pdl ha proposto di far condividere anche al candidato del centrosinistra, c'è quello legato a "Roma Capitale", con una "riforma della governance, riducendo a uno", per l'area romana, "il livello degli enti istituzionali di Comune, Provincia e Regione". Una riduzione Alemanno la prevede anche per il numero degli assessori capitolini: "L'idea dello snellimento è prevalente nella nostra testa, sia a livello nazionale, sia a livello locale" dove "la giunta Veltroni è stata abbastanza ipertrofica". Ieri il candidato sindaco del Pdl ha incontrato anche il sindacato Ugl: "Valutiamo positivamente l'idea di fare un tavolo condiviso dagli schieramenti - commenta il segretario della Ugl di Roma e Lazio, Luca Malcotti - che assuma impegni precisi sulla sicurezza nei posti di lavoro e su un modello di concertazione non formale, ma dove le proposte delle forze sociali siano tenute nella giusta considerazione". Fa.Ro.

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IL VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE CALABRIA CERSOSIMO RICEVE IL CONSOLE RUSSO KOLOMBET (sezione: Burocrazia)

( da "marketpress.info" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Reggio Calabria, 12 marzo 2008 - Il Vicepresidente della Giunta regionale Domenico Cersosimo ha ricevuto il Console generale della Federazione russa in Sicilia e in Calabria, Mikhail Kolombet. All'incontro hanno anche partecipato il Capo ed il vece Capo di Gabinetto Michele Lanzo e Roberta Porcelli, il dirigente "Promozione turistica" dell'Assessorato regionale al turismo Pasquale Anastasi, il presidente dell'Aeroporto Sacal di Lamezia Terme ed il consulente della Sacal Osvaldo Spagnoli. Nel corso della riunione sono stati affrontati, in modo particolare, i temi della cooperazione legati al turistico, ai trasporti ed all'agricoltura. Il vicepresidente Cersosimo, dal canto suo, ha parlato di due linee di intervento nei rapporti tra la Regione e la Russia: la prima ? ha detto ? deve essere l'istituzione di un volo diretto tra la Calabria e la Russia. "È la cosa primaria da fare - ha detto - perché crediamo che quando arriva un nuovo volo in Calabria, un nuovo collegamento, si apre una prospettiva, un solco da cui far nascere occasioni di sviluppo economico. La seconda via da seguire ? ha aggiunto Cersosimo ? è legata agli scambi, alla cooperazione già esistente tra la Regione Calabria e il Krasnodar. Rapporti rivolti soprattutto agli scambi del settore agroalimentare". Il presidente della Sacal, da tempo impegnato nella ricerca di un vettore che colleghi direttamente Lamezia Terme alla Russia, ha chiesto al Console Mikhail Kolombet di avviare ogni utile iniziativa tendente a superare i problemi burocratici talvolta legati al rilascio dei visti per giungere in Russia o per sbarcare in Calabria. Problemi che lo stesso Console ha dichiarato di voler affrontare istituendo, proprio all'interno della stazione aeroportuale di Lamezia Terme, un ufficio del Consolato russo, con lo specifico intento di facilitare il superamento di questioni legate alla burocrazia. Ma il Console Kolombet si è impegnato, soprattutto, a trovare una compagnia di volo russa disposta a creare collegamenti diretti con la Calabria, così come avviene già in Sicilia dove, attraverso i due aeroporti di Catania e Palermo, esistono già due voli settimanali economici. "la Calabria ? ha detto il Console ? è una terra che può offrire le giuste opportunità ai turisti russi in quanto ha una qualità insita nel territorio molto alta ma anche uno standard di prezzi molto bassi. Entro pochissimo tempo ? ha concluso il Console Kolombet ? avvieremo certamente un collegamento diretto con la Russia". . <<BACK.

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Gli imprenditori: Serve una svolta per il rilancio (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sud sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-03-12 - pag: 4 autore: Gli imprenditori: "Serve una svolta per il rilancio" PALERMO I vertici sono al lavoro ma già forze economiche e sociali hanno ben chiaro quali debbano essere le priorità del prossimo governo regionale. Le parole che circolano con più insistenza sono due: modernizzazione e discontinuità. Di discontinuità rispetto al passato recente e meno recente parla per esempio Mario Filippello, segretario regionale della Confederazione naziona-le dell'artigianato ( Cna):"Bisogna – dice Filippello – rompere con la tradizione della Regione- Stato che è invadente e interventista ed è straripata nell'ambito dell'economia. è necessario abbattere questo Moloch e combattere l'invadenza della burocrazia e degli apparati. Ecco perché è necessario riformare la Regione snellendola liberando le risorse per metterle a disposizione delle attività economiche private che vogliono intraprendere e svilupparsi". Un pensiero in linea con quanto già dichiarato dal presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello proprio al Sole 24Ore: un'intervista in cui il presidente degli industriali siciliani chiedeva alla politica di fare un passo indietro rispetto all'economia. Per le imprese, soprattutto quelle medio-piccole, è tempo di svolta. Lo Bello ha anche annunciato che Confindustria Sicilia presenterà nei prossimi giorni un decalogo sulla scia di quanto avvenuto a livello nazionale con il documento presentato alle parti in corsa per Palazzo Chigi da Confindustria nazionale. Intanto sui temi dello sviluppo interviene chiaramente Marco Venturi, presidente della Piccola industria di Confindustria: "Finora alle imprese è mancato il mercato – dice Venturi – e molte aziende sono cresciute confidando solo nei finanziamenti pubblici. Noi oggi diciamo che alle imprese serve il mercato con regole chiare e trasparenti e non servono più finanziamenti a fondo perduto. E poi servono una vera sburocratizzazione con alleggerimento degli apparati e semplificazione amministrativa". Gli imprenditori chiedono dunque riforme, a partire dai Consorzi Asi: "Noi –dice Venturi –sosteniamo che le aree di sviluppo industriale debbano essere gestite dalle imprese che vi sono insediate. Ma interventi sono necessari anche per quanto riguarda Camere di commercio e Province. Soprattutto per definire con chiarezza i compiti nel settore del marketing territoriale". Da non sottovalutare, per il presidente dei costruttori siciliani Salvatore Arcovito "l'importanza delle infrastrutture su cui è necessario intervenire con urgenza potenziando lì dove è necessario potenziare. Ma va detto anche che è necessario approvare la legge urbanistica di cui si parla da anni ma che è rimasta un a grande incompiuta ". Non è un caso che al tema della legge urbanistica dedichi ampi passaggi la Consulta degli ordini degli ingegneri al cui vertice c'è Gaetano Fede: "Nel corso delle ultime due legislature –si legge nel documento preparato dalla Consulta – è stata data grande importanza al varo di una nuova legge regionale in campo urbanistico che, dovendo rappresentare un testo unico sulle problematiche del territorio in senso lato, sarebbe più opportuno definire del Governo del territorio. Purtroppo il disegno di legge governativo proposto già dalla prima Giunta Cuffaro non è riuscito a giungere ancora in aula, e pertanto sarà necessario impegnarsi, a nostro avviso, nella prossima legislatura, con priorità assoluta su tale argomento". Confindustria Sicilia. Il presidente Ivan Lo Bello IMAGOECONOMICA Gli artigiani. Il segretario della Cna Mario Filippello.

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Veltroni con la chiesa: intervenire sui salari (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Attualità Veltroni con la Chiesa: intervenire sui salari Ma per il leader del Pd bisogna ridurre anche le tasse: "Se stiamo fermi andiamo a picco" Il candidato premier a Vicenza con Calearo e Nerozzi Anche una contestazione degli attivisti contro la base Usa ROMA. Bene il cardinal Bagnasco: bisogna intervenire subito sui salari e poi abbassare le tasse. Bisogna far ripartire in fretta l'Italia perché spira un vento di recessione e "se stiamo fermi andiamo a picco". E, dunque, niente lotta di classe, come predica Bertinotti, ma piuttosto un "patto fra produttori, fra imprenditori e operai", perché sono sulla stessa barca. Walter Veltroni fa tappa nel Nord-Est, fra Vicenza e Padova, e sulla questione fiscale esprime sintonia con il presidente dei vescovi italiani. "Ho ascoltato con grande interesse le parole di Bagnasco. Ha ragione a dire che l'intervento a favore dei salari e delle famiglie deve essere un tema di grande convergenza". Ricorda di aver proposto nelle scorse settimane un intervento immediato, anche prima del voto, "perché la situazione per le famigle è molto grave". Un emendamento che però avrebbe avuto bisogno dell'unanimità delle forze politiche, mentre Forza Italia si è opposta. "Sono davanti a noi mesi difficili a causa di una congiuntura molto ostica", ha avvertito ieri. Per questo "dobbiamo far ripartire la domanda interna in modo da sostenere la crescita. E per farlo è necessario intervenire sulla riduzione della pressione fiscale". Nello stesso tempo, aggiunge il segretario del Pd, sono necessarie misure di "sostegno fiscale alle imprese" specie quelle per incentivare la "stabilizzazione dei precari". A Vicenza Veltroni chiama a stringersi la mano sul palco Massimo Calearo e Paolo Nerozzi, imprenditore il primo, segretario confederale Cgil il secondo, tutti e due candidati del Pd in queste elezioni. Un gesto per simboleggiare il patto fra produttori di cui c'è bisogno, ma che, assicura, rappresenta anche "l'identità di un partito nuovo che vuole unire il Paese". Non esistono più le grandi imprese o i grandi imprenditori di un tempo, sostiene infatti Veltroni: "E allora con chi si deve fare questa lotta di classe? Con quei milioni di operai che hanno avuto la forza di rischiare e diventare imprenditori?". Per il segretario del Pd bisogna chiudere con le "ideologie di un tempo passato". Perché "non credo che gli operai di una piccola impresa si sentano contro i padroni". A Vicenza qualche decina di attivisti del movimento "No Dal Molin", schierato contro l'allargamento della base americana, contesta però il segretario del Pd fuori dall'auditorium e qualcuno cerca anche di salire sul pullman. Veltroni continua a mostrarsi ottimista sul prossimo voto. "Ora siamo a quattro punti, quattro punti e mezzo di distanza, manca ancora un mese e cresciamo quotidianamente. Nel Pdl erano convinti di vincere le elezioni andando a spasso, ora sono terrorizzati perché tutti i sondaggi ci danno in recupero". A Ferrara, proprio nel giorno delle polemiche su Ciarrapico, chiama accanto a sè sul palco Shlomo Venezia, uno degli ebrei sopravvissuti alla deportazione nel campo di Auschwitz. "Un uomo eccezionale", sottolinea, per cui chiede l'applauso di tutta l'Italia. Sul risanamento dei conti pubblici, nonostante la situazione drammatica e l'handicap della coalizione, "Prodi ha fatto un lavoro eroico", ha detto Veltroni dal palco della piazza di Ferrara, nel giorno in cui Bankitalia ha fornito i dati sul miglioramento dei conti pubblici e sul calo del debito pubblico, tributa gli onori al presidente del Consiglio. "Ha fatto un lavoro eroico in condizioni politiche difficilissime" - ha detto il candidato premier del Partito democratico -, non solo con ministri che scendevano in piazza contro il loro stesso governo, ma con "dichiarazioni che sembravano fatte come se stessero in un altro posto a prendere il sole". Ma nella roccaforte della Lega attacca anche il Carroccio. La Lega, sostiene infatti, ormai da anni ha un doppio volto: "Annuncia la secessione nei discorsi della domenica, poi il lunedì fa gli accordi a Roma". Del resto, ribadisce, il centro-destra ha governato per 6 anni e non è cambiato niente. "Nessuno ricorda una stagione di liberalizzazioni, modernizzazioni, lotta alla burocrazia". Andrea Palombi.

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Divorzi inglesi boom nel capoluogo:bastano solo sei mesi (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

C'eravamo tanto amati Gli imperiesi ricorrono sempre più spesso ai tribunali di Sua Maestà. E la sentenza è valida anche in Italia Imperia. Gli imperiesi preferiscono divorziare all'estero, in Inghilterra soprattutto, dove il Tribunale di Sua Maestà in sei mesi apre e chiude la pratica, facendo risparmiare molto tempo agli ex coniugi senza dover attendere anni come una "normale" causa istruita in Italia. Bastano poche firme, aspettare le decisioni del giudice direttamente in Italia senza neppure andare in Inghilterra e ognuno uscirà libero di aprire una nuova fase della propria vita. Tutto ciò contribuisce a rendere più agevole il quotidiano degli imperiesi sottraendoli alle unghie della burocrazia in un momento amaro della vita come quello delle separazioni coniugali E di imperiesi che ora decidono di avviare cause di divorzio sprint ce ne sono davvero molti come conferma l'avvocato Tito Schivo: "Ci sono già molti casi in cui ho ricevuto richieste di pareri in ordine alla validità del procedimento. Questa formula è possibile, ma è assolutamente necessario - evidenzia il legale imperiese - che uno dei due coniugi abbia il domicilio in Inghilterra, cioè il luogo dei propri interessi. In questo caso il procedimento viene avviato da uno studio legale britannico con il quale abbiamo già avuto contatti". Affinché le cause di divorzio vengano legittimate dalla County Court è assolutamente necessario avere prima di tutto un proprio domicilio in Inghilterra. Viceversa le istanze rischiano di essere rigettate dal giudice. Una volta che il magistrato esamina gli atti del procedimento emette un "decree nisi". E' bene precisare però che non si tratta della sentenza finale, ma di una pre sentenza che attesta che si può ottenere il divorzio. Dopo sei settimane e un giorno dalla data di notifica del nullaosta si presenta una petizione per richiedere l'emissione della sentenza di divorzio definitiva che generalmente arriva dopo qualche settimana. "Una sentenza inappellabile, passata in giudicato e quindi trascrivibile anche in Italia senza dover farla riconoscere da nessun tribunale - aggiunge il legale imperiese - E' infatti lo stesso tribunale inglese alla luce, del Regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio del 27/11/2003 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea numero 338 del 23/12/2003, a inviare la trascrizione agli uffici comunali competenti". I divorzi veloci sembrano essere diventati quindi il sistema più gradito dalle coppie in crisi imperiesi. Altri studi legali della provincia, infatti, hanno ricevuto diverse richieste di informazioni per avviare "cause sprint" all'inglese. "Non c'è da stupirsi - dice l'avvocato Tito Schivo - le procedure per ottenere il divorzio nel nostro Paese obbligano quasi sempre i coniugi ad attendere oltre tre anni di tempo dalla separazione. Quindi per evitare questo calvario, molte coppie scelgono di vivere separati senza divorziare. In Inghilterra, invece, questo sistema funziona diversamente tanto che non è neppure necessario avviare un procedimento di separazione prima del divorzio. Certo, nessuno auspica che i divorzi aumentino, tuttavia dobbiamo prendere atto che non è la complessità della legge che può fermare la libertà di scelta. Anche di quelle più difficili". Giò Barbera 12/03/2008 ' 12/03/2008 CAUSE SPRINTa londraIn Gran Bretagna non è neppure necessario avviare il processo di separazione Tito Schivoavvocato 12/03/2008.

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Veltroni: bene la Chiesa su salari e famiglie (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

2 ATTUALITÀ mercoledì 12 marzo 2008 Veltroni: bene la Chiesa su salari e famiglie Il leader democratico a Vicenza contestato da attivisti del "No Dal Molin" ROMA - Bene il cardinal Bagnasco: bisogna intervenire subito sui salari e poi abbassare le tasse. Bisogna far ripartire in fretta l'Italia perché spira un vento di recessione e "se stiamo fermi andiamo a picco". E dunque niente lotta di classe, come predica Bertinotti, ma piuttosto un "patto fra produttori, fra imprenditori e operai", perché sono sulla stessa barca. Walter Veltroni fa tappa nel Nord Est, fra Vicenza e Padova, e sulla questione fiscale esprime sintonia con il presidente dei vescovi italiani. "Ho ascoltato con grande interesse le parole di Bagnasco. Ha ragione a dire che l'intervento a favore dei salari e delle famiglie deve essere un tema di grande convergenza". Ricorda di aver proposto nelle scorse settimane un intervento immediato, anche prima del voto, "perché la situazione per le famigle è molto grave". Un emendamento che però avrebbe avuto bisogno dell'unanimità delle forze politiche, mentre Forza Italia si è opposta. "Sono davanti a noi mesi difficili a causa di una congiuntura molto ostica", ha avvertito ieri. Per questo "dobbiamo far ripartire la domanda interna in modo da sostenere la crescita. E per farlo è necessario intervenire sulla riduzione della pressione fiscale". Nello stesso tempo, aggiunge il segretario del Pd, sono necessarie misure di "sostegno fiscale alle imprese" specie quelle per incentivare la "stabilizzazione dei precari". A Vicenza Veltroni chiama a stringersi la mano sul palco Massimo Calearo e Paolo Nerozzi, imprenditore il primo, segretario confederale Cgil il secondo, tutti e due candidati del Pd in queste elezioni. Un gesto per simboleggiare il patto fra produttori di cui c'è bisogno, ma che, assicura, rappresenta anche "l'identità di un partito nuovo che vuole unire il Paese". Non esistono più le grandi imprese o i grandi imprenditori di un tempo, sostiene infatti Veltroni: "E allora con chi si deve fare questa lotta di classe? Con quei milioni di operai che hanno avuto la forza di rischiare e diventare imprenditori?". Per il segretario del Pd bisogna chiudere con le "ideologie di un tempo passato". Perché "non credo che gli operai di una piccola impresa si sentano contro i padroni". A Vicenza qualche decina di attivisti del movimento "No Dal Molin", schierato contro l'allargamento della base americana, contesta però il segretario del Pd fuori dall'auditorium e qualcuno cerca anche di salire sul pullmann. Riguardo al prossimo voto continua a mostrarsi ottimista. "Ora siamo a quattro punti, quattro punti e mezzo di distanza, manca ancora un mese e cresciamo quotidianamente. Nel Pdl erano convinti di vincere le elezioni andando a spasso, ora sono terrorizzati perché tutti i sondaggi ci danno in recupero". A Ferrara, proprio nel giorno delle polemiche su Ciarrapico, chiama accanto a sè sul palco Shlomo Venezia, uno degli ebrei sopravvissuti alla deportazione nel campo di Auschwitz. "Un uomo eccezionale", sottolinea, per cui chiede l'applauso di tutta l'Italia. Ma nella roccaforte della Lega attacca anche il Carroccio. La Lega, sostiene infatti, ormai da anni ha un doppio volto: "Annuncia la secessione nei discorsi della domenica, poi il lunedì fa gli accordi a Roma". Del resto, ribadisce, il centrodestra ha governato per 6 anni e non è cambiato niente. "Nessuno ricorda una stagione di liberalizzazioni, modernizzazioni, lotta alla burocrazia. Non c'è stato in quel quinquennio un periodo come in Inghilterra con la Thatcher o in Spagna con Aznar, ma 5 anni in cui si è pensato più agli interessi particolari che a quelli generali". Andrea Palombi © LIBERTA'.

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Ora possiamo conquistare i voti del centro-destra (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pordenone "Ora possiamo conquistare i voti del centro-destra" Bolzonello dopo il comizio al Forum: con la svolta di Veltroni, la provincia può cambiare "colore" politico "E' vero, si può fare, ci sono tutte le condizioni perché il buongoverno che il centro-sinistra ha prodotto in questi anni nel territorio della provincia di Pordenone e in Regione si possa tradurre in un consenso alle elezioni politiche". Il giorno dopo il comizio di Walter Veltroni al Forum di Pordenone, gremito da 3 mila 500 persone, il sindaco Sergio Bolzonello non nasconde la sua soddisfazione. E indica una meta per il Partito democratico che è lo sfondamento verso il centro politico che negli anni passati ha guardato a destra. "Il 13 e 14 aprile - afferma - ritengo sia possibile fare quello che siamo riusciti a compiere a Pordenone nel 2006. Alle comunali la nostra coalizione ha ottenuto il 64 per cento dei consensi, erodendo in maniera significativa il bacino del centro-destra. Non altrettanto è avvenuto, lo stesso giorno, con le politiche, che hanno visto primeggiare in città il centro-destra". Secondo Bolzonello lo strabismo degli elettori questa volta può essere "corretto" a vantaggio del centro-sinistra. "Quella di Veltroni - afferma - è una proposta forte di cambiamento della politica. Lo strappo dalla sinistra radicale ci ha consentito di poter liberare energie e proposte programmatiche importanti e innovative. Veltroni a Pordenone ha avanzato dei concetti su fisco, burocrazia, infrastrutture e giustizia che parlano direttamente a quell'elettorato che in passato è stato convinto dal centro-destra, rimediando però delle sonore delusioni. E la risposta c'è e si è vista nel pubblico dell'altra sera: tanti giovani, ma anche molta gente comune, non "inquadrata" nei partiti, che è venuta ad ascoltare Veltroni". Bolzonello non lo dice, ma la soddisfazione è stata notevole quando il leader del Pd ha riconosciuto il ruolo da lui svolto come referente regionale dei veltroniani in occasione delle primarie. (ste.pol.).

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Aumenti record per concimi e mangimi (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

7 ECONOMIA mercoledì 12 marzo 2008 Allarme Cia Aumenti record per concimi e mangimi ROMA - L'impennata delle materie prime sui mercati internazionali, in particolare il petrolio, stanno mettendo in ginocchio le imprese agricole, sempre più strette nella morsa degli aumenti dei costi di produzione, che nel solo mese di gennaio hanno fatto registrare una crescita dell'8,5 per cento rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente. Una cifra ben più consistente di quella che si è avuta nell'intero 2007: più 6,1. A sottolinearlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori sulla base dei dati Ismea. Un trend che ha visto segnare record -avverte la Cia- come quelli dei concimi (più 26,1 per cento) e dei mangimi (più 23,6 per cento). Da non sottovalutare anche gli effetti del "caro-petrolio" che, sempre a gennaio, ha determinato un incremento dei prezzi dei carburanti (più 4,4 per cento), dell'energia elettrica (più 3,4 per cento) e dei lubrificanti (più 12,3 per cento). A questi si aggiunge la lievitazione delle sementi (più 4,5 per cento). I settori che hanno maggiormente risentito di questa frenetica corsa al rialzo delle materie prime sono state le imprese di allevamento (soprattutto bovini e bufalini con un più 18,1 per cento) e quelle che coltivano frumento (più 9,2 per cento), riso (più 8,2 per cento), mais (più 9 per cento) e ortofrutta (più 4 per cento). Ad aggravare la situazione, peraltro, già difficile per gli agricoltori, si sono aggiunti gli oneri previdenziali e quelli di carattere burocratico. Oneri pesanti che si traducono in forte ostacolo alla crescita economica delle imprese, con incidenza negativa notevole sull'occupazione e la competitività. Non a caso, la Cia proprio per combattere il "mostro" della burocrazia ha promosso una Petizione popolare raccogliendo migliaia di firme in tutta Italia. © LIBERTA'.

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Gli industriali: La politica ci ha dimenticati (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Campania Gli industriali: La politica ci ha dimenticati "E' inaccettabile. Il Mezzogiorno ancora una volta escluso dai programmi politici di centrodestra e centrosinistra. Di questo passo il Sud morirà". E' un coro unanime quello che si leva dalle fila degli imprenditori, che sostengono le accuse dell'ex leader di Confindustria Antonio D'Amato ai programmi elettorali, poco incisivi sui temi delle riforme e del Mezzogiorno. E in effetti, gli impegni scritti dei due schieramenti nominano le parole "Sud" e "Mezzogiorno" quattordici volte in tutto. Un po' poco, secondo gli imprenditori, per consentire una rilancio territorio. Genny Giordano --> Gli imprenditori non sono soddisfatti. Rivendicano un'attenzione maggiore per il Sud da parte dei due schieramenti elettorali. Pretendono di più delle quattordici volte in cui le parole "Mezzogiorno" e "Sud" vengono utilizzate da Veltroni e Berlusconi nei loro programmi. Temono che, continuando così, la Campania possa "morire definitivamente". E' l'impressione che se ne ricava a sentirli, uniti anche dall'appoggio alla scelta dell'ex numero uno di Confindustria, Antonio D'Amato, di rifiutare la proposta del leader del Pdl, Silvio Berlusconi, che lo voleva candidato nella Circoscrizione Campania 1. Carlo Boffa, vicepresidente Confindustria Campania, è preoccupato: "Che nei programmi di entrambi gli schieramenti il Mezzogiorno manchi è un fatto estremamente negativo. Il discorso viene con ostinazione ignorato dalla politica. Eppure versiamo in una situazione molto grave". Boffa insiste: "Siamo completamente allo sbando. Mi preoccupano soprattutto le giovani generazioni, che non riescono a trovare collocazione nel lavoro. Come industriali ci saremmo inoltre aspettati una maggiore attenzione all'ambiente, al territorio e agli investimenti per le Pmi. E sono d'accordo con D'Amato quando ha rifiutato la proposta di Berlusconi. Se si deve impostare una strategia politica, lo si deve fare con una squadra coerente". Posizione condivisa da Carlo Cicala, presidente di Confindustria Caserta, che ricorda come "qui del Sud non c'è traccia, non solo nei programmi di Pd e Pdl, ma anche nelle azioni dei governi che si sono succeduti negli ultimi dieci anni. ". Qual è il nodo da sciogliere, allora? "Al Sud governi e partiti guardano solo alla capacità di consenso, ma non pensano a mettere in campo politiche capaci di ridurre il gap con il Nord. Anche in questa campagna elettorale i leader hanno scelto il Sud solo per fare vetrina". Poi scende in dettaglio: "Mancano progetti concreti a sostegno del credito, delle politiche sull'energia, delle forme di premialità, produttività e detassazione del reddito da lavoro dipendente". Costanzo Iannotti Pecci, presidente nazionale di Federterme, fa invece notare la genericità dei due programmi: "Pd e Pdl presentano proposte molto simili, senza nessuna particolarità" dice -. "Si parla di piani di investimento, ma nessuno accenna a dove prendere i soldi per quei piani. Il tema centrale, però, va inquadrato nella mancanza di una forza politica che ponga al centro del suo interesse lo sviluppo del Mezzogiorno. In questo senso va inquadrato il rifiuto di D'Amato". Quando dal Sud ci si sposta a parlare di Campania, Iannotti Pecci si incupisce: "Per la Campania il dato diventa ancora più grave, a causa della drammaticità dell'ultima emergenza rifiuti che ha danneggiato anche il settore turismo. Mi auguro comunque che dopo il passaggio elettorale si riesca in un'opera di sensibilizzazione per rilanciare le imprese. Guardando, però, alle liste, mi sembra che manchino personalità in grado di fare questo". Altrettanto sfiduciato è Cosimo Rummo, presidente di Confindustria Benevento, che analizza la situazione delle Pmi: "Non ci sono in atto strategie, e mancano del tutto riforme strutturali. I veri problemi sono quelli arrecati alle piccole e medie imprese, che al Sud costituiscono quasi il 99 per cento del tessuto produttivo. Non risolvere i problemi legati al Mezzogiorno , tra cui quello della burocrazia, danneggerà ancora di più le imprese". Rummo è preoccupato dalla crescita dell'emigrazione: "Se l'Italia sta andando in declino, il Sud sta morendo. I giovani cervelli preferiscono puntare verso il Nord del Paese per essere tenuti in considerazione, anche come imprenditori". Ribadisce il problema, Paolo Scudieri, vicepresidente Unione Industriali di Napoli: " Trascurare il Sud significa trascurare gran parte d'Italia. Il meridione è, infatti, l'unica parte ancora industrializzabile del Paese. Dimenticarsi di questo fatto è deleterio per le industrie di tutta l'Italia". Scudieri lancia quella che potrebbe essere una soluzione: "E' necessario puntare maggiormente sui mercati internazionali, sui quali si investe troppo poco. Si tratta invece di una nuova frontiera su cui le aziende del Sud dovranno insistere se vogliono rialzarsi". --> del 12-03-2008 num.

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L'immondizia di Napoli, una questione morale (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Commenti opinioni L'immondizia di Napoli, una questione morale Robert A. Sirico* --> Osservare l'emergenza rifiuti a Napoli ricorda la fragilità della civilizzazione e di come sia facile che forze imprevedibili la sconvolgano. Nel caso di Napoli, i rifiuti si accumulano sulle strade, decine e decine di migliaia di tonnellate, esito di un problema incancrenito nel tempo. Gli incaricati della raccolta non sono in grado di svolgere il lavoro poichè, essi dicono, non vi sono siti dove portare i rifiuti. Le licenze per nuove discariche sono bloccate dalla burocrazia. Davvero qui c'è una questione morale. La vita umana è a rischio in una comunità con situazione igienica precaria. Per la soluzione, basta guardare al sistema già in atto nel mondo per portare beni e servizi a chi ne ha bisogno. Si tratta del sistema d'impresa e di libera concorrenza. Dopo tutto, lo smaltimento dei rifiuti è un problema che non presen-ta più difficoltà di altri servizi. Basti pensare come accade che un oggetto così semplice come un orologio od un computer contiene componenti costruite con risorse acquisite in varie parti del mondo, assemblati in parti e pezzi in dozzine di diverse fabbriche, passa attraverso varie fasi di produzione ed arriva alla fine ad un negoziante che lo vende a basso prezzo. Quel che sembra un miracolo è null'altro che il coordinato modo di funzionare del processo di mercato. Istituti quali il sistema dei prezzi libero di fluttuare, l'efficacia vincolante dei contratti, la capacità di calcolare utili e perdite, e la libertà di entrare e di uscire dai mercati rendono possibile quello che sembra un miracolo. Furono gli antichi economisti del basso medioevo i primi a scoprire come opera questo meccanismo, ed iniziarono a dare un significato alla mano invisibile del mercato. Ogni grande passo in avanti della civilizzazione ha alla sua radice il meccanismo del mercato. E' ciò che porta il petrolio da sottoterra nei paesi più remoti e lo trasforma in benzina alla stazione di servizio più vicina. E' quel che porta alimenti da tutti le parti del globo fino al nostro negozio presso casa. E' quanto rende possibile ed efficiente l'innovazione.Come si applica quanto sopra allo smaltimento dei rifiuti ? Il primo passo avanti nella raccolta dell'immondizia che fu attuato nel mondo antico fu lo smaltimento dei rifiuti. Il problema riguardava essenzialmente i rifiuti organici prodotti dall'uomo, che ponevano a rischio la salute di tutti. La soluzione fu un buon sistema fognario che teneva pulite le strade e l'immondizia in aree separate, che venivano trattate da lavoratori appositamente istruiti. Lo storico Plinio scrive che il più grande contributo di Roma alla civiltà è stato il sistema fognario. I rifiuti solidi per parte loro ponevano un problema più complicato, accresciuto, paradossalmente, dalla diffusione della ricchezza conseguente alla capacità di produzione del capitalismo. In qualche modo, avere questo problema è di per sè un segno positivo, sintomo di sviluppo. E tuttavia è necessario risolverlo. A dispetto dell'avanzamento nella raccolta rifiuti nel corso dei secoli, una strana presupposizione si è fatta strada come parte integrante della soluzione, cioè che la raccolta rifiuti debba essere una funzione pubblica. Ciò significa che viene svolta da un'azienda vuoi posseduta dall'ente pubblico locale, ovvero da un'azienda privata in posizione di monopolio su tale servizio. Allo stesso modo con riguardo alle discariche ed agli inceneritori: essi sono in via esclusivi di proprietà o comunque gestiti o concessi in licenza da enti governativi. Ciò comporta un'inefficienza inerente al sistema che non sarebbe presente se fosse all'opera un sistema di libera competizione tra imprese private. Il caso di Napoli è emblematico. La raccolta rifiuti è affidata ad una sola società in posizione di monopolio. E' connessa con lo stato in una misura assai rilevante. Quando corruzione e tangenti fanno la loro comparsa, il prezzo è pagato dal pubblico, e non vi è alternativa perchè l'impresa privata non può competere nella fornitura del servizio. Tanto meno i privati possono costruire inceneritori o discariche. E ci meravigliamo che vi sia un problema! La capacità dell'impresa privata è di offrire soluzioni a tutte le forme di problemi rilevanti. In questo caso, il miglior approccio per Napoli sarebbe uno molto semplice, in realtà: consentire a qualsiasi società che intenda assumersi la responsabilità della raccolta rifiuti, di farlo. I rifiuti per strada non hanno un proprietario, ma tali società dimostrerebbero la loro efficienza e competenza nella raccolta e smaltimento, e potrebbe anche realizzare utili trasformando o riciclando i rifiuti per poi rivenderli. Come organizzarsi sarebbe questione di loro esclusiva competenza, a condizione che non facciano in qualche modo pagare costi al pubblico. Le aziende che si occupano della cosa devono essere le esclusive proprietarie delle discariche e degli inceneritori e responsabili in via esclusiva di organizzare la raccolta rifiuti. Come facciamo a sapere che questa soluzione funziona? Perchè ce lo dicono sia la ragione che l'esperienza. E' semplice. C'è una necessità disperata di servizi di raccolta rifiuti in questa comunità. E' evidente che questo è un servizio che la gente è più che disponibile a pagare. Quando entra in gioco l'economia di mercato, se c'è una volontà c'è una via di realizzarla in modo da generare utili. Il governo non può conoscere in anticipo quale metodo di preciso sarà realizzato. Ma liberato il mercato da controlli monopolistici e divieti regolamentari, una soluzione verrà realizzata. Quando ero ragazzo a New York, ricordo molti scioperi degli addetti alla raccolta rifiuti, ma nulla di più. New York ha un sistema privato di raccolta rifiuti, così come molti altri stati negli Stati Uniti, così come in altri paesi. In un certo senso non vi è nulla di speciale nella raccolta rifiuti. E' un servizio come qualunque altro, di natura non differente rispetto al servizio di distribuzione dei generi alimentari e domestici e degli altri beni che vanno poi a costituire i rifiuti da raccogliere. Sia il canale di partenza che quello di arrivo della struttura di produzione devono essere liberati dai vincoli governativi: dalla distribuzione, al consumo, allo smaltimento rifiuti. Se dobbiamo dire che vivere in un ambiente pulito è un diritto dell'uomo, così anche il diritto di smaltire i rifiuti dovrebbe essere considerato parte integrante della libera iniziativa d'impresa. Questo punto di vista si inquadra nella missione dell'Istituto Acton, che è quella di contribuire a far conoscere il valore e il significato morale del sistema di libero scambio: l'Istituto non si occupa di politica, come già segnalato su questo giornale dopo l'errata attribuzione della qualifica di membro dell'Istituto Acton all'autore di un articolo sulla politica italiana pubblicato il 2 febbraio scorso con il titolo "Il tramonto del prodismo e l'impegno dei cattolici". L'autore di tale articolo non fa più parte dell'Istituto Acton, secondo quanto già precisato dal Denaro, e le opinioni ivi espresse a titolo personale su alcuni politici italiani non sono comunque condivise dall'Istituto Acton. *presidente di Acton Institute (Usa) e dell'Istituto Acton di Roma --> del 12-03-2008 num.

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Nel dossier annuale restano i paesi considerati nemici: dalla corea del nord all'iran dalla bielorussia a cuba (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

DIRITTI UMANI E DIPLOMAZIA Nel dossier annuale restano i Paesi considerati nemici: dalla Corea del Nord all'Iran dalla Bielorussia a Cuba La Cina creerà per la prima volta un ministero per l'Ambiente, fondendo l'attuale "ufficio per l'ambiente" con altre agenzie governative e dotandolo di maggiori poteri. La nascita del nuovo ministero è parte di una riforma della struttura del governo che vedrà anche altri quattro nuovi "superministeri" costruiti con lo stesso criterio: uno per l'Industria e l'Informatica, uno per le Risorse Umane e la Sicurezza Sociale, uno per le Costruzioni e uno per i Trasporti. Ciascuno sarà formato accorpando agenzie e uffici governativi già esistenti, i cui poteri verranno fortemente ridotti. Per questo si ritiene che il progetto è destinato ad incontrare una forte resistenza da parte della burocrazia.

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Ripristinata la circolazione ma restano i dubbi sulla sicurezza interrogazione di insigne (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'ALLARME VIABILITÀ Ripristinata la circolazione ma restano i dubbi sulla sicurezza Interrogazione di Insigne CIRO SACCARDI Castellammare. Dopo la frana rientra nei limiti di sicurezza la viabilità sulla statale sorrentina, ma rimangono le polemiche per i mancati interventi di bonifica radicale del costone calcareo. È stata riaperta in entrambi i sensi di marcia la strada costiera che collega la penisola con il territorio della provincia, in seguito ai tempestivi interventi operati da Protezione Civile e Anas. Un riavvio della rete stradale che però non placa il coro di polemiche dopo la frana della scorsa mattina. "Regione e Provincia devono rendersi conto che il rischio frane lungo la statale rappresenta un grave problema, sia per l'incolumità delle persone che per la tutela dell'economia dell'intera penisola, e non può essere trascurato". A criticare il mancato intervento degli enti responsabili della difesa del suolo è il vicesindaco di Vico Equense, Giuseppe Dilengite, delegato all'urbanistica e al turismo. Si tratta dell'ennesima polemica venuta a galla dopo una frana lungo la statale. In un recente studio sul "dissesto idrogeologico del territorio sorrentino", curato da Antonino De Angelis, si può rilevare che va avanti da più di 150 anni la storia delle frane e della caduta di pietre dal costone calcareo sulla statale sorrentina. Fin dall'epoca della sua realizzazione, non ha conosciuto pace questo nastro d'asfalto di importanza fondamentale nella realtà socio-economica locale, perché consente ogni giorno l'arrivo in penisola di centinaia di turisti italiani e stranieri. "Il problema per questo genere di interventi sono sempre i fondi - aggiunge il vicesindaco -, non possiamo più andare avanti con lavori palliativi per mancanza di finanziamenti. Occorrono misure idonee a garantire una sicurezza costante, intervenendo sull'intero costone a rischio, non solo sul fronte stabiese". Non bastano, dunque, le rassicurazioni dei tecnici dell'Anas, che dalla centrale operativa di Roma, fanno sapere che "la viabilità sulla Statale 145 è rientrata nei limiti di sicurezza". Nell'estate del 1986 fu registrata la prima vittima provocata da una frana del costone, una tragedia ancora viva nella memoria del comprensorio. "L'evento della scorsa mattina va sottoposto all'attenzione di geologi e tecnici - spiega Giovanni Barile, l'assessore stabiese alla viabilità intervenuto pochi minuti dopo la frana di domenica - affinché possano verificare se si tratta di un fatto isolato o c'è un fronte più ampio di pericolo. Occorrono accertamenti approfonditi, volti a garantire la sicurezza delle persone e della viabilità, con l'approssimarsi della stagione balneare". Infine, dall'assise di palazzo Santa Lucia, a sollevare ulteriori polemiche è il consigliere Tiberio Insigne. "Alla prima seduta di consiglio - spiega - presenterò un'interrogazione all'assessore all'Ambiente affinché questo genere di problemi non rimangano sulla carta e la burocrazia non areni ancora una volta i lavori di risanamento del costone roccioso".

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GIANLUCA AGATA OTTANTADUE ANNI E NON SENTIRLI. MA IL SEGRETO DELLO STAR BENE QUESTA VOLTA NON ARR (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

GIANLUCA AGATA Ottantadue anni e non sentirli. Ma il segreto dello star bene questa volta non arriva da una vita tutta casa e campagna, anzi. Il romanzo porta la firma di Philip Lalic, nato a Spalato, arrivato a Battipaglia nel '43 con le truppe di re Pietro assieme agli inglesi, sposato in Inghilterra con Teresa dopo un soggiorno in Germania, ed infine tornato a Portici come dirigente dell'Algida dove dal 1964 ad oggi sono cresciute tre figlie e sei nipoti. Tra un trasloco e l'altro uno scudetto con la Partenope rugby conquistato nel 1965, gli allenamenti quotidiani di atletica e tre titoli italiani master di atletica: nell'eptathlon, nel salto in alto e domenica scorsa, ad Ancona, l'ultimo nel lancio del peso sotto le insegne del Budokan club Portici di Giovanni Cangiano. "Una soddisfazione grandissima - racconta Lalic - anche se, devo dire la verità, appena ho finito non vedevo l'ora di correre a Portici per abbracciare le mie figlie e i miei nipoti". Già, perché Lalic divide la sua vita tra la provincia di Napoli, dove ci sono tutti gli affetti, e Spalato, dove ha trasferito la sua residenza e dove "voglio passare gli ultimi giorni della mia vita". Ma di ritirarsi a vita privata proprio non c'è voglia, almeno per ora. "In Croazia le persone anziane non hanno la possibilità di fare atletica agonistica. Ed allora la federazione italiana mi manda periodicamente i calendari con gli incontri internazionali. Prossimamente andrò a Lubiana, poi a Clermont Ferrand. Fare atletica viaggiando, fantastico". Tra gli impegni immediati, però, anche una battaglia contro la burocrazia. "Vorrei farmi arrivare la pensione in Croazia. Per ora non è possibile. Ma io sono tenace ed ho incaricato un avvocato". È l'ennesima sfida da vincere.

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Lega contro l'azienda unica (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sanità. Per una settimana saranno distribuiti volantini davanti agli ospedali della provincia Lega contro l'Azienda unica Il Carroccio presenta candidati e programmi per le regionali Morandini: "Diminuiremo le tasse alle imprese" La Lega Nord presenta i suoi candidati isontini per le regionali di aprile e annuncia subito la battagli contro l'accorpamento delle aziende sanitarie di Gorizia e di Trieste. "Siamo d'accordo sul taglio ai costi della burocrazia - ha detto Federico Razzini - ma, allora si faccia un'unica azienda per tutto il Friuli Venezia Giulia. Visto che non si è scelta questa strada, allora se ne facciano quattro, una per provincia e non tre, con l'eliminazione di quella di Gorizia". Ha, quindi annunciato la "Sanità week", ovvero una settimana di mobilitazione, davanti agli ospedali isontini e ad altre strutture, con la distribuzione di volantini con la scritta "Fermiamo Illy", contro la fusione dell'azienda di Gorizia con Trieste. Sono intervenuti anche gli altri candidati, ovvero Carlo Morandini, che ha annunciato la riduzione dell'Irap per le imprese isontina "come è stato fatto a Tolmezzo"; Michela Costantini, che ha evidenziatole conseguenze del proliferare della grande distribuzione "che provoca lo svuotamento dei centri cittadini", Stefano Ceretta, che ha sottolineato la necessità "di incentivare i finanziamenti per le iniziative che vedono protagonisti i giovani", Adriano Ceccherini, il quale ha auspicato che l'Italia segua "il cambiamento di rotta sulle politiche per l'immigrazione avvenuto in Inghilterra con l'avvento della Destra", e Ljubov Alekseevna Mikhajlova, di origine russa ma residente da diversi anni a Grado, che, oltre a sollecitare "un rispetto delle regole e degli usi e costumi degli italiani da parte degli immigrati ha parlato della necessità di aiutare le famiglie. "I contributi, dalla casa ai figli - ha quindi aggiunto - devono tener conto del tempo di residenza in Italia, ovvero almeno cinque anni". Sono stati quindi illustrati i programmi sulla sicurezza, con la riforma "dei corpi di polizia municipale, l'attivazione di nuove telecamere e l'erogazione di contributi per sistemi d'allarme e porte blindate". Il programma prevede anche diversi altri interventi da attuare in caso di vittoria del centro destra, che candida alla presidenza Renzo Tondo, alle prossime elezioni. Il Carroccio prevede, fra le altre cose, anche un fondo regionale contro il caro affitti per le famiglie monoreddito o, comunque a basso reddito. Ma anche un piano straordinario di edificazione di asili nido "per consentire a mamme e papà di lavorare sapendo che i figli sono in una struttura sicura e adeguata. Per quanto riguarda l'immigrazione viene nuovamente proposto "un censimento, così come avviene per la popolazione autoctona, nell'interesse degli immigrati stessi". Stefano Ceretta, attuale assessore del Comune di Gorizia nella giunta Romoli, dovrebbe parlare oggi con lo stesso sindaco per verificare la sua posizione all'interno dell'esecutivo. Il primo cittadino ha infatti sempre dichiarato che se u no dei suoi assessori si fosse candidato alle regionali avrebbe dovuto autosospendersi per tutta la campagna elettorale. "Renderò nota la mia decisione - ha detto ieri Ceretta- solo dopo che avrò parlato con il sindaco". (p.a.).

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Approvato il bilancio, servizi al primo posto (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Comunità montana, intanto il 31 maggio è stata fissata la Giornata per l'Admo Approvato il bilancio, servizi al primo posto Il presidente Feliciotti: "L'ente ha una forte tranquillità economica" SAN GINESIO - La Comunità montana dei Monti Azzurri ha approvato nei giorni scorsi il bilancio di previsione 2008 e, nel corso della stessa seduta, ha stabilito che il 31 maggio sarà la Giornata Comunitaria per l'Associazione donatori midollo osseo (Admo). Il consiglio comunitario si è riunito a San Ginesio a seguito della convocazione del presidente Pietro Enrico Parrucci. Seppur in tempi di ristrettezza, l'ente mantiene una tranquillità economica e approfitta ha affermato il presidente Giampiero Feliciotti di questa stasi per organizzare una piattaforma di rilancio ed un controllo di gestione a 360 gradi affinché non ci siano solo azioni di facciata, ma ci si muova con una programmazione di investimenti alla luce di un monitoraggio capillare delle varie comunità locali e dei loro interessi. Al primo posto ha spiegato Feliciotti restano i servizi sociali e per questo vale la pena ricordare il mantenimento delle percentuali di compartecipazione con i Comuni, ancora inalterate negli ultimi due anni. E' necessario anche ricordare che il centro diurno di Gabella si sta trasformando in residenziale e ci sono ulteriori lavori in corso. Sono stati distribuiti oltre 130 telesoccorsi e si mantiene l'animazione e la musicoterapia nelle quattro case di riposo del territorio comunitario. Il Sistema Informativo Territoriale ha proseguito il presidente già vede on-line otto dei quattordici piani regolatori, tutti in fase di adeguamento al Ptc. A giorni consegneremo ai Comuni tecnologie per la videoconferenza da utilizzare anche per la protezione civile e per i suoi aggiornamenti. Il Piano energetico è in fase di affidamento per tutti i 15 comuni: stiamo soltanto attendendo direttive più precise dalla Regione. Per quanto riguarda la cooperazione, abbiamo ben venticinque ragazzi che si stanno formando per andare in Angola nella prossima estate ed ora, dopo la costituzione di una sezione dell'Associazione Donatori Midollo Ossei dei 15 enti, abbiamo deciso di dedicare ogni anno, insieme alle scuole e ai Comuni, il 31 maggio a tali problemi di donazione per sensibilizzare i giovani sull'argomento. Nel bilancio, inoltre, ci sono oltre 4 milioni di euro in cantieri di forestazione e ripristini di fossi, per non parlare del mattatoio comunitario che è in procinto di ottenere il bollino CEE. Ora ha concluso Feliciotti attendiamo solo la Legge Regionale di riordino delle Comunità montane e ci auguriamo che ci sia uno snellimento della burocrazia a favore di concretezza e velocità verso quanto i cittadini ci chiedono. Ci auguriamo anche di sfatare la voce per la quale saremmo noi comunità montane il grande costo della politica. Ma i cittadini sanno e toccano con mano quello che il nostro ente riesce a realizzare e a concretizzare, seppur con le scrse risorse a disposizione.

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<Caro Veltroni, ecco le richieste Confartigianato> (sezione: Burocrazia)

( da "Brescia Oggi" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'INCONTRO.Il presidente della Confartigianato di Brescia, numero due nazionale, a confronto con il leader del Pd "Caro Veltroni, ecco le richieste Confartigianato" Rizzi: "Ridurre il peso fiscale e aiutare le piccole imprese"   Garantire la governabilità, valorizzare il ruolo della micro e piccola impresa, ridurre la spesa pubblica, diminuire la pressione fiscale su imprese e famiglie, liberare le imprese dai costi della burocrazia e dei mercati 'protetti', superare la contrapposizione tra lavoro dipendente e lavoro indipendente: sono le sei priorità per la crescita indicate da Giovan Maria Rizzi, vicepresidente nazionale di Confartigianato e presidente della Confartigianato di Brescia, al segretario nazionale del Pd Walter Veltroni durante l'incontro che si è svolto ieri a Roma. Le proposte di Confartigianato alle forze politiche sono sintetizzate in un documento dal titolo "Più impresa. Per crescere", il cui filo conduttore è la richiesta di riconoscere il ruolo delle micro e piccole imprese (quelle fino a 20 addetti): che sono il 98,2 per cento del totale delle imprese a Brescia e in Italia, che danno lavoro a quasi il 60 per cento degli addetti, realizzano il 43,9 per cento del valore aggiunto e il 39,4 per cento degli investimenti. "Il 'nuovo' che vogliamo dalla politica è ascoltare queste imprese, perché sono quelle che trainano l'occupazione del Paese - ha sottolineato Rizzi -. La loro crescita significa crescita sociale ed economica di tutto il Paese. Ma proprio su queste imprese oggi si scarica un peso fiscale eccessivo insieme ai costi più alti dei ritardi e delle inefficienze del Paese. Soltanto in adempimenti burocratici ogni anno le imprese italiane 'bruciano' 15 miliardi di euro e sprecano altri 2,3 miliardi a causa dei tempi lunghi della giustizia civile". "PER RESTITUIRE fiducia a cittadini e imprenditori, per far crescere il Paese", Rizzi ha sollecitato a Veltroni "nuove scelte economiche e culturali che pongano la piccola impresa al centro degli interventi per rilanciare la competitività". Il tutto con la garanzia di riforme strutturali, "a partire dalla riforma elettorale che restituisca agli elettori la possibilità di scegliere chi li rappresenta in Parlamento". "Agganciare la crescita - ha detto ancora Rizzi - significa ridurre la spesa pubblica, colpire la spesa improduttiva, diminuire la pressione fiscale su imprese e famiglie. Ma anche compiere scelte culturali e buttarsi definitivamente alle spalle vecchi schemi ideologici che hanno ingessato la nostra economia". Confartigianato chiede quindi agli schieramenti politici impegni precisi su una serie di scelte: sì ai fatti, no alla prassi degli annunci; sì al pragmatismo, no alle ideologie; sì a interventi 'su misura' per la realtà imprenditoriale italiana composta per il 98 per cento da piccole aziende, no a interventi per un modello di impresa 'a taglia unica'; sì alla libera iniziativa imprenditoriale, no all'abitudine al posto di lavoro pubblico garantito a vita; sì all'assunzione del rischio e all'innovazione, no all'assistenzialismo; sì alla flessibilità, no alle rigidità del mercato del lavoro; sì alle liberalizzazioni e alla concorrenza che abbatte i costi a carico di imprese e famiglie, no ai mercati protetti e alle loro tariffe, no alle rendite di posizione; sì, ancora, al coraggio del rinnovamento e del cambiamento tanto necessario al Paese, no all'autolesionismo e alle tesi del declino. "SU QUESTE SCELTE - ha sottolineato Rizzi - valuteremo la capacità della politica di recuperare la fiducia degli elettori, di uscire da un orizzonte autoreferenziale, di imparare a guardare e ascoltare la realtà sociale e produttiva del Paese".

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Parcometri su un'area per residenti (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pago 7 euro al giorno per il posto auto e ogni due settimane trovo sul parabrezzauna contravvenzione per sforamento dell'orario di sosta Il piano sosta nel caos, le linee guida affondano tra ricorsi in tribunale e burocrazia Parcometri su un'area per residenti ASCOLI Parcheggi, la città sembra piombata nel caos. Da una parte, la sentenza del Tar, che ha liberato tutti i posti a pagamento istituiti dopo il 2002; dall'altra, il ricorso al Consiglio di Stato, intentato dall'Arengo per cercare di opporsi allo stesso provvedimento già deliberato dal Tribunale amministrativo regionale. Da un lato, lo slittamento dell'introduzione del nuovo sistema sanzionatorio (del piano, cioè, che prevede l'abolizione delle multe per sforamento dell'orario di sosta), che dal primo marzo è stata posticipata al primo di aprile; dall'altro, le pressioni esercitate dalla Saba, che minaccia di andare a "colpire" anche i residenti che vanno a parcheggiare (muniti di regolare permesso) sulle zone miste. Il risultato è che gli automobilisti ascolani non sanno più a che Santo votarsi per districarsi nella "giungla d' asfalto" del parcheggio selvaggio. E mentre, per il momento, l'Amministrazione comunale non sembra affatto disposta a venire in aiuto degli ascolani, c'è chi, in mezzo a tutta questa confusione, continua a pagare il parcheggio anche nelle zone che, già da alcuni mesi, sono state liberate dalla sentenza del Tar. A mettere in guardia, per primo, sul "tranello" teso dall'ambiguità del piano sosta, è Pierfrancesco Andolfi. "A Campo Parignano, per esempio, sono in tanti gli automobilisti che continuano a pagare il parcheggio in via Piave. Le colonnine blu, infatti, continuano a funzionare lo stesso, sebbene quella zona sia stata già di fatto assegnata ai residenti. Non è presente nessuna indicazione lungo la strada, quindi, l'automobilista che passa di lì, scende dalla macchina, vede la colonnina blu, inserisce le monete e continua a ritirare uno scontrino che, ormai, non serve più a niente!". "Occorre fare maggiore chiarezza ha, poi, concluso il nostro interlocutore parcheggiare in centro sta diventando sempre più difficile, anche dal punto di vista economico, così la gente si scoraggia e preferisce andare a parcheggiare nei grandi centri commerciali". Di fronte a tutta questa confusione scoppiata intorno ai parcheggi, Stefania Del Vecchio preferisce tagliare la testa al toro. "Vengo a piedi tutte le mattine, proprio per evitare di incorrere nel problema del parcheggio". A mettere il dito nella piaga ci pensa poi, Romina Ruggeri, titolare di un esercizio pubblico in via Dino Angelini. "Ad Ascoli si affronta il problema dei parcheggi solo dal punto di vista dei residenti. E noi che ci svegliamo tutte le mattine per venire a lavorare al centro, che cosa dovremmo dire? Pago circa 7 euro di parcheggio al giorno, più, ogni due settimane in media, ricevo una contravvenzione per sforamento dell'orario di sosta. Da segnalare che, in via Dino Angelini, gli automobilisti continuano a pagare il parcheggio, anche se da un pezzo non è più a pagamento". "Capisco le difficoltà degli addetti ai lavori ha rincarato, poi, Claudio Tempera ma i cittadini da tempo sono molto delusi. L'Amministrazione comunale avrebbe dovuto provvedere ad informare la cittadinanza, sugli sviluppi della vicenda dei parcheggi, adoperando opuscoli, volantini ed una più efficace strategia di comunicazione. Oggi, invece, spesso e volentieri ti ritrovi una multa e non sai neanche il perché". Riguardo alla Saba, poi, l'ex presidente della circoscrizione del Centro storico è perentorio. "L'Amministrazione comunale, per caso, non conta più niente? Come si fa a sottostare alle minacce della Saba quando alla concessionaria è stato affidato solo e soltanto un appalto per la gestione di un servizio da erogare alla cittadinanza?". Della stessa opinione anche Pierfrancesco De Luca. Molto critico anche Francesco De Gennaro. "Siamo l'unica città in cui si paga il parcheggio la domenica, con delle tariffe che sono tra le più alte in Italia. Sono molto pochi, inoltre, i parcheggi riservati ai disabili, che non possono nemmeno parcheggiare sulle strisce blu perché, altrimenti, rischiano la multa. Si parla tanto di carovita e non andiamo a guardare il costo dei parcheggi?" "Molti clienti vengono da me in banca per chiudere il proprio conto corrente. Il motivo? Il parcheggio va ad incidere troppo sulla spesa giornaliera ed, alla fine, non conviene tenere aperto un conto al centro". Laconico, infine, il commento rilasciato, nella circostanza, da Andrea Sestili. "C'è una sentenza che impone di liberare i parcheggi a pagamento istituiti dopo il 2002? Bene, e allora che venga rispettata senza tante storie!". PAOLO CLERICI,.

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"Sono le imprese la parte sana dell'Italia" (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Se l'Italia fosse cresciuta dagli anni '90 fino ad oggi come gli altri paesi europei ora avremmo 225 miliardi di euro da spendere Quante strade, asili nido, investimenti per la ricerca avremmo avuto?" Lotta alla burocrazia ed eliminazione degli sprechi, Montezemolo attacca la politiche delle non scelte "Sono le imprese la parte sana dell'Italia" MACERATA - Una toccata e fuga per ribadire la necessità di riforme istituzionali e la centralità della modernizzazione economica nell'agenda della campagna elettorale. Un modo per ribadire anche il ruolo di Confindustria come organo di rappresentanza di tutte le imprese italiane, dalla più grande alla più piccola. Luca Cordero di Montezemolo, presidente nazionale di Confindustria in scadenza di mandato, ha voluto onorare l'impegno che aveva preso con Germano Ercoli, presidente di Confindustria Macerata, e nonostante un improvviso problema famigliare, ha preso parte ai lavori del convegno organizzato sulle piccole e medie imprese nell'ottica di modernizzazione del sistema Confindustria. Le sopraggiunte necessità hanno stravolto la scaletta dei lavori ma il segno del passaggio di Montezemolo l'ha comunque voluto lasciare. In platea, tra gli altri, il presidente di Confindustria Marche Federico Vitali; l'imprenditore jesino Gennaro Pieralisi; Franco Moschini, socio di Montezemolo in Poltrona Frau; Iginio Straffi, ad di Rainbow; don Lamberto Pigini; Silvano Lattanzi, presidente di Confindustria Fermo; il presidente della Camera di commercio di Ancona Giampaolo Giampaoli. Alla platea Montezemolo ha ribadito la centralità del ruolo di Confindustria, citando anche, non senza soddisfazione, il riconoscimento del Financial Times. "Il più importante quotidiano finanziario del mondo - ha detto - ha riconosciuto che noi siamo un punto di riferimento per il Paese". In un articolo, dal titolo "Le speranze italiane di unità probabilmente verranno infrante", il quotidiano britannico ha scritto che "l'Italia ha bisogno di un nuovo accordo che preveda riforme istituzionali e modernizzazione economica. Può raggiungerlo - prosegue l'articolo - solo attraverso una grande coalizione che crei consenso, non solo tra i diversi partiti politici ma anche con la partecipazione di figure come quella di Luca di Montezemolo, che è diventato voce autorevole sui temi del declino di competitività e della stagnazione economica delle ultime settimane". Il presidente di Confindustria ha ribadito che il sistema delle imprese è la parte che ha funzionato dell'Italia "in questi anni di non scelte" nella politica energetica, nelle riforme, nella ricerca, che hanno portato "ad una stagnazione della crescita". "Se l'Italia fosse cresciuta dall'inizio degli anni '90 fino ad oggi come gli altri paesi europei - ha osservato - oggi avremmo 225 miliardi di euro da spendere Quante strade, asili nido, investimenti per la ricerca avremmo avuto?". "Le imprese hanno reagito e sono cresciute - ha detto ancora - ma da sole non ce la fanno". Per Montezemolo "il problema numero uno è la riforma dello Stato", con l'alleggerimento della burocrazia e l'eliminazione degli sprechi. La crescita economica va tutelata e favorita perchè "è un bene comune, se non si cresce non c'è niente da redistribuire". Bacchettate alla legge elettorale "che rende i cittadini notai di liste precotte". Uscendo ha poi ribadito la netta contrarietà al recente Testo unico del Governo in materia di sicurezza sul lavoro e quello sui lavori usuranti. "Auspico - ha detto - seri ripensamenti: la fretta e le sirene della campagna elettorale sono evidentemente cattive consigliere". Infine, non è mancato lo slogan che ha contraddistinto la presidenza di Montezemolo. "Produttività e competitività - ha concluso - sono le uniche strade che consentono alle aziende di stare sul mercato; di poter pagare meglio i propri collaboratori e di giocare un ruolo fondamentale per la crescita economica, il vero obiettivo che tutti dovrebbero porsi". EDOARDO DANIELI,.

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ROMA: ALEMANNO, LIBERALIZZAZIONI E INFRASTRUTTURE PER ROMA CAPITALE MEDITERRANEO (sezione: Burocrazia)

( da "ADN Kronos" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

ATTRARRE INVESTIMENTI DALL'ESTERO, FAR CRESCERE PICCOLE E MEDIE IMPRESE ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA Roma, 12 mar. - (Adnkronos) - ''Sicurezza, infrastrutture, liberalizzazione, snellimento della burocrazia, marketing territoriale con l'obiettivo strategico di rilanciare Roma, capitale del Mediterraneo''. E' quanto ha dichiarato il candidato sindaco di Roma del Pdl Gianni Alemanno, dopo aver incontrato il presidente dell'Unione industriali romani, Luigi Abete con il candidato alla presidenza della Provincia di Roma, Alfredo Antoniozzi.

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''L'Italia è un buon posto per vivere?'' La severa analisi degli imprenditori stranieri (sezione: Burocrazia)

( da "Redattore sociale" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

IMMIGRAZIONE 11.2912/03/2008 ''L'Italia è un buon posto per vivere?'' La severa analisi degli imprenditori stranieri A Milano un convegno organizzato dal British Council e dalla Fondazione Ismu. In discussione i dati sulle Politiche per l'integrazione Mipex, che vedono l'Italia al sesto posto in Europa. Il peso della burocrazia e i problemi del credito MILANO - L'Italia è un buon posto per vivere? Sì, ma si potrebbe stare meglio. Lo sostiene Josè Galvez, direttore responsabile del sito "Impresa Etnica" (www.impresaetnica.it), la "voce" dei duecentotrentamila immigrati che in Italia sono diventati imprenditori. Galvez ha partecipato l'11 marzo a un dibattito durante il convegno "L'Italia è un buon posto per vivere?", organizzato al Circolo della Stampa dal British Council e dalla Fondazione ISMU. In discussione i dati dell'Indice delle Politiche per l'Integrazione degli Immigrati MIPEX, che vedono l'Italia al settimo posto in Europa. Secondo Galvez, l'imprenditoria degli immigrati in Italia può essere volano di integrazione anche per chi imprenditore non è perché "chi ha già capito le regole del gioco, chi ha già un rapporto con gli istituti di credito può rappresentare un modello per gli altri". A sentire la testimonianza di Galvez, si ha però l'impressione che il processo di integrazione, per chi desidera percorrere la via dell'imprenditorialità, sia qualcosa di simile alle proverbiali fatiche di Ercole: superata una prova, ce n'è subito un'altra da affrontare. E chi mette i bastoni tra le ruote, chi appende del piombo alle ali degli imprenditori immigrati è lo Stato: "Ottenere la cittadinanza è un processo difficile e molto lento e, senza la cittadinanza, è complicato accedere al credito e trovarsi una casa", denuncia Josè Galvez. Tutto questo può rappresentare un incoraggiamento a percorrere la via dell'illegalità: l'imprenditoria cinese in Italia è molto fiorente, osserva il direttore di "Impresa Etnica", anche se i rapporti con gli istituti di credito sono pressoché nulli. I soldi arrivano agli imprenditori in modo poco trasparente: "Se si tengono gli imprenditori immigrati fuori dal credito legale, diventano inutili tutte le iniziative per salvaguardare la legalità nelle comunità straniere", aggiunge Galvez. Un altro problema che gli imprenditori immigrati si trovano inevitabilmente ad affrontare è la mancanza di riconoscimento, da parte delle istituzioni italiane, della qualifica, del titolo, del livello di formazione che l'immigrato ha raggiunto nel proprio Paese. Non è giusto costringere le persone a ricominciare da capo, né è un buon investimento per l'Italia obbligare gli immigrati a lavorare in una condizione di sotto-qualifica. Josè Galvez, dopo aver rilevato che l'imprenditoria immigrata è alla ricerca di una reputazione positiva, ha aggiunto che il portale che dirige, in lingua italiana, ha la missione di favorire l'integrazione tra l'Italia e questa nuova forza imprenditoriale e promuovere un'unione di intenti tra gli stessi immigrati che svolgono un'attività autonoma: "Le istituzioni italiane devono migliorare il dialogo con le imprese condotte da immigrati, facendo conoscere in modo più approfondito le opportunità che via via si presentano. Anche la Confindustria deve finalmente accorgersi di queste 230mila persone che producono ricchezza e benessere. Se gli imprenditori immigrati pagano regolarmente le tasse, perché non viene ancora riconosciuto il diritto alla rappresentanza dei loro interessi?". Al dibattito, moderato da Farian Sabahi (editorialista de La Stampa e docente universitaria), hanno partecipato anche lo scrittore e poeta di origine romena Mihai Mircea Butcovan e Ainom Maricos, presidente della cooperativa sociale "Il Tropico". Il primo ha tra l'altro posto l'accento sui tempi biblici che servono per le formalità finali di acquisizione della cittadinanza: "Ho ricevuto soltanto nei giorni scorsi i nuovi documenti, nove mesi dopo la presentazione della pratica: questo inaccettabile ritardo ha leso i miei diritti politici, perché non potrò votare alle prossime elezioni. Inaccettabile anche che nella Prefettura di Milano si limitino a un'alzata di spalle, senza impegnarsi più di tanto per abbreviare l'attesa di chi chiede la cittadinanza italiana. Non è più il tempo di parlare di immigrazione sulla testa degli immigrati, che vanno finalmente ascoltati e di cui vanno tenuti in considerazione i bisogni. Se l'Italia sarà un buon posto per vivere dipenderà soltanto dagli italiani "insieme" agli immigrati". Ainom Maricos ha infine sostenuto che dietro all'indice MIPEX, tramite il quale l'Italia "autoassolve" i propri problemi sul fronte dell'integrazione, ci sono immigrati in carne e ossa, costretti a convivere con estreme difficoltà: "Questo non è accettabile - dice la presidente de "Il Tropico" - perché la storia dell'immigrazione in Italia ormai non può più essere definita recente. A Milano, per esempio, il regolamento per l'accesso alle case popolari costringe a una guerra tra poveri, mentre in Germania, addirittura, le amministrazioni comunali, tenendo conto del numero dei componenti della famiglia, permettono di scegliere la casa più adatta alle varie esigenze. Bisogna lottare contro la burocrazia, i cui eccessi in Italia sono sotto gli occhi di tutti, e contro l'ipocrisia che non permette di riconoscere i problemi reali". (Sandra Tognarini).

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Uno dei messaggi più forti che (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Uno dei messaggi più forti che Veltroni ha voluto dare al "popolo del Nordest" nella sua recente visita a Treviso è stato quello della necessità di ridurre drasticamente la burocrazia statale.Questo messaggio raccoglie molte delle giuste lamentele che da più parti sono pervenute al riguardo e non ultime quelle delle Associazioni imprenditoriali locali.In particolare, in quest'ultimo periodo, tali lamentele si sono focalizzate sull'attuazione del decreto sulla sicurezza e sull'introduzione del modulo necessario per dare le dimissioni da un'azienda.La burocrazia "statalista" è un male che non scopriamo oggi e rappresenta uno dei comportamenti più odiati dai cittadini di Treviso e del Veneto.Su questo siamo tutti d'accordo ma - pare - le cose fanno un'enorme fatica a cambiare. Peraltro all'introduzione di norme sempre più rigide e vincolanti, non ha quasi mai corrisposto una positiva modifica del comportamento da parte dei cittadini.Perché allora in Italia si ricorre sempre a legislazioni e regolamentazioni "bizantine e barocche" senza pervenire quasi mai ad alcun concreto risultato?Per almeno tre ragioni: ci sono pochi controlli, il contenzioso è infinito, non c'è la certezza della sanzione.Ma c'è un'altra ragione che riguarda noi stessi e non gli altri, ed è il generale e spesso condiviso assenso ad una "cultura dell'illegalità".Se si introducono norme burocratiche come quella del modulo per le dimissioni, non è forse perché qualcuno ha prima ecceduto in un utilizzo discriminatorio e poco rispettoso della persona delle cosiddette "dimissioni in bianco"?E sulla sicurezza sul lavoro, è proprio vero che tutte le imprese rispettano le prescrizioni legislative, oppure ce ne sono ancora moltissime che le evadono?E non è forse vero che chi rispetta le regole viene dai più ritenuto un "mona", mentre chi le aggira viene ritenuto un "furbo"?Secondo me la sacrosanta battaglia contro la "burocrazia statalista" acquisterebbe una grandissima credibilità se fosse accompagnata anche da comportamenti più rispettosi della legalità.Questa è una cultura che le Associazioni di Rappresentanza dovrebbero maggiormente e concretamente perseguire nel rapporto con i propri associati.Se non altro per tutelare quelli tra loro che le regole le rispettano veramente.Franco LorenzonSegretario generaleCisl di Treviso.

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Gallerini punta su diciotto taxi personalizzati (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

I CANDIDATI DELLA LISTA "PER UDINE" Gallerini punta su diciotto taxi personalizzati (al.pi.) Diciotto taxi personalizzati per la squadra di Gallerini. Il capolista del gruppo "Per Udine" ha presentato ieri i suoi 40 candidati che porta a sostegno della candidatura di Cainero, annunciando che dalla prossima settimana partirà la vera e propria campagna che utilizzerà, oltre ai tradizionali manifesti e ai volantini focalizzati su 4 temi chiave del programma (sicurezza, patrimonio, burocrazia e pulizia della città, come sono ora e come i candidati vorrebbero fossero), le fiancate e i lunotti posteriori di 18 taxi su cui apparirà il logo della lista e, per chi vorrà, anche il nome. Da sabato, inoltre, l'ufficio in Galleria Antivari verrà messo a disposizione di chi vuole farsi promozione mentre a breve sarà attivo sul web anche un sito internet, completo di blog e di sondaggio elettorale on line. Nel gruppo "Per Udine", ci sono 7 donne e 13 candidati con meno di 40 anni: quasi tutti liberi professionisti o imprenditori. "La gente che ha aderito alla mia lista - ha detto Gallerini - ha la consapevolezza che è necessario dare una svolta politica alla città". Poi è intervenuto l'agente immobiliare Mario Bile, terzo in lista: "Non è nostra intenzione mettere le mani sulla città come qualcuno teme. Non vogliamo impadronirci di nulla. Anzi. Vogliamo una città vivibile, volitiva, compatta e tollerante". "Vogliamo restituire Udine ai cittadini" ha concluso il manager Paolo Pizzocaro, anche lui nella squadra di Gallerini da quando fu fondata l'associazione che poi ha dato il nome alla lista. Tra gli altri candidati ci sono gli avvocati Davide Agosto e Virio Nuzzolese, il commercialista Andrea Boemo, l'editore Gianfranco Bruni, gli imprenditori Giuseppe Caporale, Silvio Casanova, Giuseppe Difrancesco, Nella Dosso, Daniele Franzolini,Gianluca Morassi, Marco Sanna, Fulvio Santi, Franco Serafini Claudio Visentini e Sandro Zorzini; i geometri Giuliano Cossettini, Andrea Florit, Marco Pellegrino e Alessandra Vizzutti. Gli studenti universitari Eleonora Zoratto, Federico Lotta e Rubina Romanello. E ancora i dirigenti Roberto Del Stabile, Valter Diplotti e Antonella Tosti; l'agente di commercio Marco Devoti, gli architetti Barbara Dissette, Maurizio Gerussi (che è anche candidato Pdl alla Provincia) e Alberto Guerini; Alberto di Caporiacco (già uomo forte del Movimento Friuli), il tecnico manutentore Fortunato Garufi; Marco Mitri, Marco Patat, gli agenti immobiliari Luigino Pettoello e Luca Tropina, il commerciante Gianni Trevisan e Maria Grazia Maronese, fisioterapista e presidente delle associaizoni tra le pro loco di centro città.

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VOUCHER VENDEMMIA: COLDIRETTI, PROVVEDIMENTO CHE ATTENDEVAMO (sezione: Burocrazia)

( da "Agi" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Food VOUCHER VENDEMMIA: COLDIRETTI, PROVVEDIMENTO CHE ATTENDEVAMO (AGI) - Roma, 12 mar. - 'Voucher vendemmia' per combattere il lavoro nero, ridurre la burocrazia per le imprese agricole e dare una possibilita' di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte al caro vita. La Coldiretti commenta positivamente l'annuncio del via libera alla sperimentazione dei buoni lavoro, reso noto dal Ministro del Lavoro Cesare Damiano, che verranno introdotti per la prima volta in Italia con la prossima raccolta dell'uva. "Un provvedimento lungamente atteso, ma che va incontro alle proposte avanzate da Coldiretti in materia di trasparenza e legalita' oltre ad offrire nuove opportunita' di reddito a categorie particolarmente deboli senza per questo destrutturare il mercato del lavoro agricolo". Il meccanismo prevede che chi e' interessato a partecipare alla vendemmia si rechi presso i servizi per l'impiego della propria provincia o nelle sedi dell'Inps, dove gli verra' rilasciato un codice di identificazione personale. Alle imprese agricole bastera' acquistare un blocchetto di voucher e distribuirli poi a seconda delle ore di lavoro effettuate. Ogni buono avra' un valore nominale di 10 euro (7,5 euro al netto), comprensivo del costo dell'assicurazione e sara' utilizzato per le retribuzioni. Studenti e pensionati potranno quindi ritirare il denaro presentando il voucher presso uno dei soggetti convenzionati con il concessionario del servizio. "In questo modo si garantiscono tutele assicurative e previdenziali - sottolinea Coldiretti - a tutti quei lavoratori occasionali che trovano nella vendemmia un'opportunita' di guadagnare qualcosa per integrare il proprio reddito, evitando la piaga del lavoro nero". (AGI).

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Commissione d'inchiesta: "Il servizio sanitario soffre di troppa burocrazia" (sezione: Burocrazia)

( da "Dire" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

ROMA - "Uno dei problemi che maggiormente attanaglia il Servizio sanitario nazionale è rappresentato da una eccessiva complicazione burocratica". L'atto d'accusa è contenuto nella relazione finale della commissione d'Inchiesta sul Servizio sanitario nazionale, approvata oggi all'unanimità. Viene confermata una Sanità "a due velocità". E si chiede, per rimediare a inefficienze e ritardi, un ruolo più interventista dello Stato nei confronti delle Regioni: "Bisogna definire meglio il ruolo dello Stato- spiega il presidente della commissione, Antonio Tomassini- un ruolo di indirizzo, ma anche di controllo e di sostituzione dove le cose non vanno bene". L'origine dell'ipertofia burocratica della Sanità italiana va ricercata, si legge nella relazione, "presso gli uffici del governo centrale e nella conseguente sovrapposizione di competenze, funzioni e ruoli che inevitabilmente finisce per degenerare in concorrenza e, in pochi casi, in vero e proprio antagonismo". Alcune difficoltà, secondo la commissione, nascono "da una distorta interpretazione del quadro costituzionale delineato in seguito alla riforma del titolo V". Che si è tradotta "molto spesso in un amplificazione, senza il dovuto coordinamento, dei livelli di intervento dello Stato e delle Regioni". Ancora una volta, "si è di fonte ad un'Italia che si presenta a due velocità". Un Nord efficiente, e un Sud in cui "si riscontrano purtroppo situazioni di allarmante degrado", come in Calabria. "Le difficoltà organizzative, la bassa qualità assistenziale, gli standard inadeguati, sembrano talvolta imporre interventi di natura esterna, dal momento che il sistema non sembra nelle condizioni di autoriformarsi e correggersi". Eccola richiesta di uno Stato che non sia solo spettatore: "Si avverte l'esigenza di una necessaria rivalutazione del ruolo dello Stato, soprattutto per quanto riguarda i compiti di controllo e di intervento che si rende indispensabile azionare nei casi di cattivo funzionamento e spreco delle risorse finanziarie". 12 marzo 2008.

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VINI/ COLDIRETTI: CON VOUCHER PIU' TRASPARENZA CONTRO LAVORO NERO (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

12-03-2008 18:18 E' occasione per integrare reddito da estendere ad altre attività Roma, 12 mar. (Apcom) - I voucher vendemmia saranno utili a "combattere il lavoro nero, ridurre la burocrazia per le imprese agricole e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte al caro vita". E' il commento di Coldiretti dopo il via libera alla sperimentazione dei buoni lavoro annunciati dal ministro del Lavoro, Cesare Damiano. "Un provvedimento lungamente atteso - dice Coldiretti -, che va incontro alle proposte avanzate da noi in materia di trasparenza e legalità, e che non destruttura il mercato del lavoro agricolo". Dopo la fase sperimentale, il voucher "andrebbe esteso ad altre attività agricole, come ad esempio la raccolta delle olive, della frutta". Il meccanismo prevede che chi è interessato a partecipare alla vendemmia si rechi presso i servizi per l'impiego della propria provincia o nelle sedi dell'Inps, dove gli verrà rilasciato un codice di identificazione personale. Per le imprese, spiega l'organizzazione degli agricoltori, basterà acquistare un blocchetto di voucher e distribuirli poi a seconda delle ore di lavoro effettuate. Ogni buono avrà un valore nominale di 10 euro (7,5 euro al netto), comprensivo del costo dell'assicurazione e sarà utilizzato per le retribuzioni. Studenti e pensionati potranno quindi ritirare il denaro presentando il voucher presso uno dei soggetti convenzionati con il concessionario del servizio. "In questo modo si garantiscono tutele assicurative e previdenziali - sottolinea Coldiretti - a tutti quei lavoratori occasionali che trovano nella vendemmia un'opportunità di guadagnare qualcosa per integrare il proprio reddito, evitando la piaga del lavoro nero". Allo stesso tempo, il sistema dei voucher "porterà una semplificazione degli adempimenti burocratici a carico delle imprese agricole, facilitando anche la lotta al lavoro illegale".

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SANITA' ITALIANA "MALATA" DI BUROCRAZIA, TROPPO DIVARIO TRA NORD E SUD (sezione: Burocrazia)

( da "Agi" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

RELAZIONE FINALE DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA SANITA' ITALIANA "MALATA" DI BUROCRAZIA, TROPPO DIVARIO TRA NORD E SUD Troppa burocrazia, liste di attesa eccessive, e un divario nord-sud che resta forte e presenta "situazioni di allarmante degrado" in vaste aree del meridione, riproponendo la necessita' di un rinnovato intervento statale centralizzato. E' il quadro della sanita' italiana che emerge dalla relazione finale della Commissione parlamentare d'inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del servizio sanitario nazionale. Presieduta dal senatore Antonio Tomassini (Fi), la Commissione ha concluso sei inchieste, effettuando indagini e sopralluoghi in 13 ospedali in tutto il territorio. Punto dolente della sanita' italiana e' soprattutto la burocrazia: "Non si puo' non sottolineare - si legge nel documento - come uno dei problemi che maggiormente attanaglia il Servizio sanitario nazionale sia rappresentato da una eccessiva complicazione burocratica, che trova la sua origine presso gli uffici del Governo centrale e nella conseguente sovrapposizione di competenze, funzioni e ruoli che inevitabilmente finisce per degenerare in concorrenza ed, in non pochi casi, in un vero e proprio antagonismo". Ad esempio e riprova dell'eccessiva burocratizzazione, la Commissione cita "il sistema di educazione continua in medicina (ECM), oggetto di una specifica inchiesta che ha posto in risalto le contraddizioni che scaturiscono da un sistema di accreditamenti a livello nazionale e regionale alquanto farraginoso". Nel denunciare ed evidenziare tali criticita' - appurate soprattutto con riferimento all'inchiesta sull'attuazione del Piano nazionale della prevenzione e delle emergenze sanitarie con ripartizione delle spese, sul funzionamento del Sistema nazionale di verifica e controllo sull'assistenza sanitaria (SiVeAS) e sulla Commissione unica sui dispositivi medici (CUD) - la Commissione "ritiene di aver assolto pienamente il proprio mandato, sebbene, in ordine a tali aspetti, appare auspicabile l'istituzione di un organismo che garantisca un controllo imparziale e permanente che, a causa di diversi motivi, gli organi parlamentari non sono sempre in grado di assicurare con la massima tempestivita'". Altra piaga del sistema, l'eccessivo divario ancora esistente tra nord e sud: la Commissione parla di "un'Italia che si presenta a due velocita': se nella parte settentrionale e centrale sussistono adeguate condizioni di efficacia ed efficienza, in linea con gli indicatori dell'OMS che pongono ad alti livelli il Sistema sanitario italiano, nella parte meridionale si riscontrano purtroppo situazioni di allarmante degrado, come la stessa Commissione ha avuto modo di verificare nella regione Calabria o in quelle occasioni in cui ha ritenuto di prospettare alle autorita' preposte una serie di prescrizioni e suggerimenti sia di breve, che di medio-lungo periodo". Si tratta di difficolta' organizzative, bassa qualita' assistenziale, inadeguati standard per le diverse prestazioni che "sembrano talvolta imporre interventi di natura esterna, dal momento che il sistema non sembra nelle condizioni di autoriformarsi e correggersi". Un divario acuito dalla riforma federalista del Titolo V: "Non si puo' nascondere - sottolinea il documento - che alcune difficolta' e criticita' nascono anche da una distorta interpretazione del quadro costituzionale delineato in seguito alla riforma del Titolo V della Costituzione, riforma tradottasi molto spesso in una amplificazione, senza il dovuto coordinamento, dei livelli di intervento dello Stato e delle Regioni. Si avverte, pertanto, l'esigenza di una necessaria rivalutazione del ruolo dello Stato, soprattutto per quanto riguarda i compiti di controllo e di intervento che si rende indispensabile azionare nei casi di cattivo funzionamento e di spreco delle risorse finanziarie". Grandi criticita' anche nel sistema delle liste d'attesa, giudicate "eccessive", problema che "la Commissione ha avuto modo di toccare con mano nei numerosi sopralluoghi svolti in varie strutture e nelle audizioni tenute nell'ambito dell'inchiesta in merito all'orga.

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PD: TEAM VELTRONI, META' DONNE, NORDEST E VERONESI PRONTO AL SI' (sezione: Burocrazia)

( da "Agi" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Venezia PD: TEAM VELTRONI, META' DONNE, NORDEST E VERONESI PRONTO AL SI' (AGI) - Bolzano, 12 mar. - Walter Veltroni macina chilometri, delinea l'Italia che sara', snocciola il suo programma e guarda in avanti, verso un nuovo ciclo politico per attuare quella stagione di riforme e cambiamenti radicali che il Paese non ha mai visto. Ma il cambiamento passa anche attraverso nomi e persone, ecco perche' il candidato premier del Pd sta valutando con cura la sua futura squadra di Governo in caso di vittoria alle elezioni. Una squadra che sara' snella, altamente innovativa e, soprattutto, capace di conquistare consenso. Per questo, l'idea e' di annunciare i futuri ministri di peso nelle ultime due settimane di campagna elettorale, come un asso tirato fuori dalla manica per la volata dell'ultimo miglio. Oggi il primo annuncio: uno dei suoi ministri sara' del Nord-Est. Nessun nome e cognome, ma inevitabile pensare all'ex leader di Federmeccanica, Massimo Calearo, anche se di esponenti di spicco provenienti dal Veneto il Pd ne ha altri. Ma certo, il Nord-Est va conquistato: se e' vero che "un muro e' caduto", come ripete da piu' giorni Veltroni, e' altrettanto vero che le diffidenze di questa terra operosa, di piccole imprese, di partite Iva, dopo la "delusione" del governo Prodi, sono difficili da cancellare. Veltroni, nella tappa del tour in Nord-Est, ci ha provato e riprovato. Ce l'ha messa tutta: ha usato parole semplici ma chiare, proprio quelle che il Nord-Est voleva sentirsi dire. Crescita, meno tasse, meno burocrazia, uno Stato piu' semplice, veloce e che decide. Aumento dei salari, sostegno alle imprese, lotta alla precarieta'. Ed oggi, a Verona, Veltroni si e' giocato un'altra carta: la sicurezza. Il candidato premier del Pd sceglie proprio Verona, la citta' espugnata al centrosinistra dallo 'sceriffo' leghista Flavio Tosi - famoso per la raccolta firme anti-zingari - per dire che i Democratici useranno le maniere forti contro la criminalita'. Certezza della pena, piu' forze dell'ordine in strada, una stretta sull'immigrazione clandestina ma braccia aperte per chi viene in Italia per lavorare. Misure che camminano di pari passo con politiche sociali volte all'abbattimento delle disuguaglianze a favore dell'inclusione e dell'eliminazione delle cause del disagio. Questa e' la ricetta del Pd sulla sicurezza, ricetta che non assomiglia neanche lontanamente a quelle "ideologiche" proposte sia da destra che da sinistra, perche' ormai e' sotto gli occhi di tutti - afferma Veltroni - che queste soluzioni "non funzionano". (AGI) Ser/Rst (Segue).

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Leucemia fulminante e malasanità, un cocktail micidiale per la piccola Maria Teresa. La protesta (sezione: Burocrazia)

( da "Quotidiano.it, Il" del 12-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Teramo | Protesta contro la malasanità il nonno della piccola Maria Teresa morta di leucemia fulminante. La protesta civile di nonno Piergiorgio: "Perché i medici sono ancora al loro posto?". La Asl di Teramo ha aperto un'inchiesta ufficiale. di Nicola Facciolini Nonno Piergiorgio continuerà a protestare per giorni dinanzi l'ospedale Mazzini di Teramo, nel rispetto della legge, delle istituzioni e della burocrazia. Sì perché occorre anche un'autorizzazione per protestare il proprio dolore! "Attenti papà e mamme! Potrebbero esserci altri angioletti da spedire in cielo?". Con un cartello inequivocabile al petto, protesta dinanzi l'ospedale civile "Mazzini" di Teramo, nonno Piergiorgio. Il nonno materno della piccola Maria Teresa, morta di leucemia fulminante giovedì 6 marzo 2008. Una protesta civile contro la malasanità e contro i presunti responsabili che, secondo la famiglia della piccola, non avrebbero prestato a Maria Teresa tutte le possibili cure, tanto da scongiurarne prima il trasferimento a Pescara e poi la morte. La bimba di soli 6 anni di Montorio al Vomano (Te), era stata accompagnata due volte al "Mazzini" di Teramo ma, come raccontano i familiari, era stata dimessa con le cure per una sindrome influenzale. In realtà la piccola era affetta da leucemia che l'ha uccisa. Nonno Piergiorgio, nel frattempo, continuerà a protestare dinanzi l'ospedale Mazzini di Teramo, nel rispetto della legge, delle istituzioni e della burocrazia. Sì perché occorre anche un'autorizzazione per protestare il proprio dolore! La protesta del nonno che non vuole rassegnarsi alla perdita della bambina, è dunque indirizzata ai quanti non avrebbero effettuato all'ospedale di Teramo tutte le analisi scientificamente possibili per giungere in tempo utile alla giusta diagnosi. Che probabilmente avrebbe potuto salvare la piccola Maria Teresa. "Una negligenza molto grossolana dei medici di Pediatria, è stata fatale alla piccola - ha detto nonno Piergiorgio ai giornalisti convenuti al Mazzini - perché non solo non le hanno eseguito subito alcun esame ma hanno rifiutato alla piccola il ricovero. L'hanno rispedita a casa due volte, eppure il sonno continuo della bimba, il non mangiare, il non bere, i dolori al pancino, erano segnali che avrebbero dovuto allertare i sanitari. Rispedita a casa, nonostante il papà avesse in mano la richiesta di un emocromo prescritta dal pediatra di famiglia". Esame poi effettivamente eseguito e che avrebbe consigliato ai medici aprutini l'immediato ricovero della piccola all'ospedale di Pescara. L'Asl di Teramo ha aperto un'indagine ufficiale sulle cause della morte. Nei giorni precedenti la piccola sarebbe stata ricoverata tre volte nell'ospedale civile "Mazzini" di Teramo. Le prime due volte la piccola sarebbe stata dimessa con la diagnosi di una sindrome influenzale intestinale; gli esami eseguiti al terzo ricovero avevano evidenziato, domenica scorsa, la leucemia. La direzione sanitaria della Asl 106 di Teramo ha avviato una indagine interna per chiarire gli aspetti clinico-sanitari che hanno accompagnato gli accessi all'ospedale della bambina di 6 anni di Montorio al Vomano (Teramo) morta all'ospedale di Pescara dove era stata trasferita perchè affetta da una leucemia fulminante. Il direttore sanitario Pier Luca Bonazzi del Poggetto, ha infatti richiesto una relazione tecnica al direttore dell'Unità operativa di Pediatria, Mario Di Pietro, per conoscere i passaggi delle tre visite di consulenza svolte dai pediatri a sostegno del pronto soccorso sulla piccola paziente. I genitori della bambina, che lamentava dolori addominali e sonnolenza, avevano accompagnato la piccola al pronto soccorso del "Mazzini" di Teramo il 26 febbraio scorso e per ben altre due volte fino a sabato scorso 1° marzo quando chiesero e ottennero il ricovero della bambina. Nei precedenti casi i medici avrebbero diagnosticato la presenza di un virus influenzale. Subito dopo il ricovero, le analisi cliniche avevano rilevato un picco di presenza di globuli bianchi nel sangue della piccola che ne aveva consigliato il trasferimento d'urgenza al reparto di ematologia pediatrica dell'ospedale di Pescara, dove era stata sottoposta alle prime cure intensive. Martedì 4 marzo la bambina aveva però subito un aggravamento delle sue condizioni, entrando in coma irreversibile, fino al decesso. "Solo chi ha provato il dolore per la perdita di un figlio, può comprendere il dolore per questa mia sofferenza - ha dichiarato nonno Piergiorgio - è come se morisse buona parte di se stessi. Non era solo la mia nipotina perché viveva con me, era la mia luce, la mia vita". Ma se una nipotina di soli 6 anni muore a causa di una terribile malattia che forse poteva essere diagnosticata in tempo, se quella vita probabilmente avrebbe potuto salvarsi, se un genitore ha assistito a una lenta agonia che ha portato alla morte di quell'angelo, si può forse capire quanto dolore si provi, quanta rabbia e disperazione, e purtroppo non si può far nulla di fronte alla crudele realtà. Si può solo protestare civilmente, stremati dal dolore, con il cuore in gola, "in attesa che la giustizia faccia il suo corso". 12/03/2008.

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