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Articoli
Burocrazia (42)
CONCORRENZA E... VELENI (
da "Azione, L'" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: perché servono un laboratorio, una burocrazia. Meglio cederlo all'ingrosso. Anche se mi piacerebbe vedere dei controlli più severi su chi vende direttamente, per evitare il caso che si venda più di quanto si produce...". Oltre alla concorrenza, anche la moria... "è un problema serio, che va al di là delle api.
A fronte di un esecutivo che si profila decisionista, l'opposizione
è indebolita e malandata ( da "Gazzetta del Sud"
del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Non soltanto a causa della burocrazia, patrona indiscussa delle "lungaggini". Per uscire dalle crisi occorrono tempi brevi, ragionevolmente brevi, nella realizzazione degl'impegni. Il fronte delle emergenze, così esteso, richiede precedenza; ma le riforme di sistema non possono avere tempi lunghissimi, perché il "bipolarismo semplificato" è un regalo del 13 aprile,
L'INTERVISTA DELLA DOMENICA (
da "Gazzetta di Modena,La" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia, un po' in tutti i campi, divora soldi, futuro ed energie. Le dico solo questo, per concludere: io ho 150 richieste di giovani che vorrebbero venire qui a a Modena a lavorare con me, a fare apprendistato, potrebbe nascere una scuola modenese di alta cucina, ma io non posso prenderne neanche uno perchè le norme per farlo sono troppo complicate,
Campana: in campo per far crescere il Paese (
da "Giornale di Brescia" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma serve una burocrazia più efficiente ed un fisco meno oneroso" BRESCIA La leva fiscale come strumento moderno e decisivo per risolvere gran parte delle problematiche legate alla necessità di case. È uno dei principali temi affrontati ieri dal presidente del Collegio dei Costruttori edili di Brescia, Giuliano Campana,
Guardiamo all'Europa (
da "Giornale di Brescia" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La risposta è la burocrazia. L'Anas nel
Zaia: Primo impegno saranno le quote latte (
da "Arena, L'" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che lo ha visto battagliare con la burocrazia dell'Unione Europea negli anni in cui è stato assessore veneto all'Agricoltura. "Sicuramente non vado a celebrare funerali di aziende agricole", ha detto Zaia, a margine del suo incontro con gli studenti dell'istituto per l'enologia "Gian Battista Cerletti" di Conegliano, dove lui stesso si era diplomato.
I costruttori: ora servono i fatti (
da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ora servono i fatti di Thomas Bendinelli Opere pubbliche soffocate dalla burocrazia, insufficienti finanziamenti, fiscalità complessa e punitiva: sono i tre nodi da risolvere che il presidente bresciano del Collegio Costruttori, Giuliano Campana, aveva evidenziato nei giorni scorsi e che ieri ha ribadito con la relazione introduttiva all'assemblea annuale, organizzata in Cdc,
Dalle infrastrutture al fisco i nodi cruciali dell'edilizia (
da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: DALLA BUROCRAZIA E DA INSUFFICIENTI FINANZIAMENTI, UNA FISCALITÀ COMPLESSA PESANTE E PUNITIVA: COSÌ SI BLOCCA LO SVILUPPO" Dalle infrastrutture al fisco i nodi cruciali dell'edilizia IL PRESIDENTE DEL COLLEGIO COSTRUTTORI DI BRESCIA ANALIZZA UN ARTICOLATO COMPARTO CHE NECESSITA DI INTERVENTI DECISI Alla vigilia dell'assemblea del Collegio dei Costruttori edili di Brescia e provincia,
<Pannelli solari bocciati per l'estetica> (
da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia che fa sentire il suo peso vessatorio su imprese e cittadini". PER QUESTE RAGIONI le due associazioni artigiane chiedono al Comune "di modificare al più presto questa delibera dando intanto la possibilità di utilizzare in modo ampio, senza tanti ostacoli, le superfici dei tetti dei fabbricati industriali per la produzione di energia elettrica attraverso i pannelli fotovoltaici,
VIAREGGIO ZUCCHERO vuole lo Stadio dei Pini per un grande
concer ( da "Nazione, La (Firenze)"
del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: per questo ha messo in moto la macchina della burocrazia. Oltre a Zucchero, sono stati avviati contatti col promoter Mimmo D'Alessandro per riportare a Viareggio il Summer Festival, ma anche in caso d'accordo l'evento ricadrebbe sul 2009. Invece la città potrebbe riprendersi qualche ribalta televisiva se andranno in porto le intese avviate con la Rai del nuovo corso berlusconiano.
La denuncia di un residente: strada pericolosa, intervenite (
da "Provincia Pavese, La" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: A lamentare le lungaggini della burocrazia è il professor Tiziano Malabarba, originario di Miradolo Terme e residente a Milano, che attende da almeno tre decenni che venga messa in sicurezza la strada che attraversa l'abitato di Camporinaldo: "Si tratta dell'ex Statale 234, ora provinciale, che conduce al Comune di Chignolo Po - spiega - Ho segnalato più volte,
Stranieri, protesta sui permessi lumaca (
da "Eco di Bergamo, L'" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia anche da un numero insufficiente di addetti a tale procedure. Un problema sicuramente non nuovo, ma proprio per questo le associazioni degli immigrati presenti nella nostra provincia e alcune strutture sindacali, tra cui la Cub, la Fiom-Cgil e l'Anolf-Cisl, hanno chiesto e ottenuto di essere ricevute dal questore di Bergamo per trovare possibili soluzioni o quantomeno
Rondò di Villarazzo, ruspe al lavoro con 2 anni di ritardo (
da "Tribuna di Treviso, La" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Una giungla di burocrazia, che ha rimandato l'avvio dei lavori di mese in mese fino allo scorso febbraio, quando il Comune riuscì finalmente a consegnare tutto nelle mani di Veneto Strade. Seguirono oltre 3 mesi di inspiegabile attesa, fino a venerdì pomeriggio, quando la prima ruspa è finalmente comparsa all'incrocio.
Avanti anche senza la regione (
da "Messaggero Veneto, Il" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma la possibilità di operare con rapidità senza essere rallentati dalla burocrazia. Per quanto ci riguarda saremo pronti ad avviare il progetto anche subito. E il Comune è sintonizzato sulla stessa lunghezza d'onda". I tifosi dell'Udinese quindi, secondo Leonardi, possono dormire sonni tranquilli. Anche sul fronte della licenza Uefa.
Cambiamo vita e facciamo le pizze (
da "Adige, L'" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: come racconta Luigi Furini nel suo esilarante libro "Volevo solo vendere la pizza", ci sono di mezzo burocrazia, difficoltà e incognite. Uno si scoraggia. Loro, invece, ci sono riusciti: Chiara Mariotto (nella foto di Anna Da Sacco) e Paolo Prandini, marito e moglie, di Besenello, hanno aperto da poche settimane la pizza al taglio "La Mangiona" in via Paoli.
Stop al pirellone, medici soddisfatti "bocciata la
guerra ideologica alla 194" - laura asnaghi (
da "Repubblica, La" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Tanta burocrazia è solo punitiva per le donne" LAURA ASNAGHI "Ben venga la sospensiva del Tar". Negli ospedali milanesi è stato accolto con favore il provvedimento del Tribunale amministrativo regionale che, dopo il ricorso della Cgil, impone uno stop alle linee guida del Pirellone sulla 194, la legge sull'interruzione volontaria della gravidanza.
Il parco delle cose folli - anna bandettini (
da "Repubblica, La" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: persa in lungaggini e burocrazie anche inspiegabili. Ancora
nel '92, per esempio, al Pini si ricoveravano malati, solo nel '94 iniziano i
primi timidi tentavi di apertura, e la chiusura definitiva del manicomio non
arriva prima del
Sulla Tav non vogliamo l'elemosina dell'Europa (
da "Giornale.it, Il" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Anche allora burocrazia e borghi si misero di mezzo. Ma nessuno ne tenne conto e i lavori procedettero a dispetto degli uni e degli altri. Oggi in sei anni non si tira su nemmeno un ufficio postale. Per venire a noi, un governo che cede - come ha ceduto il precedente - alle sarabande dei "no tav" è un governo del piffero.
La bandiera blu? ce la riprenderemo - luca basile (
da "Tirreno, Il" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: non ci sono problemi sul nostro litorale e che è una burocrazia, restrittiva alla voce parametri e non in linea con la normativa di riferimento, ad averci escluso dall'assegnazione". Anche se la partita, per dirla con le parole di Galli, "resta tutta da giocare. Ci sono aspetti da chiarire. Marina merita la Bandiera Blu ed è quindi giusto e doveroso discuterne nelle sedi preposte"
La prima forma di discriminazione, quella più strisciante,
arriva dall'apparato bu ( da "Messaggero, Il (Rieti)"
del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: far riconoscere il proprio titolo di studio ma i costi e la burocrazia lo hanno convinto a lasciar perdere e a continuare a fare il muratore. Anche se in realtà il suo contratto è nel settore agricolo e se ha un incidente non può dichiararlo perché lui in quel cantiere non dovrebbe proprio esserci. "La storia di quest'uomo, come quella di tutte le persone che abbiamo intervistato -
<Vincoli e burocrazia nel Parco dello Stirone> (
da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Vincoli e burocrazia nel Parco dello Stirone" II I consiglieri provinciali di Forza Italia, Manfredo Pedroni e Bruno Conti, presentano al consiglio provinciale un'interrogazione circa il Parco Fluviale dello Stirone. Pedroni e Conti chiedono perché "alla richiesta di alcuni agricoltori della zona in data 27 marzo 2008 di avere un incontro con l'
Di certo c'è il Tar che decide, di certo c'è un regolamento
da rispettar ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Neanche per sogno perché nella bagarre tra cinghialari ci mette un piede anche la burocrazia. E così le due squadre che non si sono unite, vengono iscritte una dall'Ambito territoriale di caccia numero 3 (Terni-Orvieto) e un'altra dall'Ambito territoriale di caccia numero 2 (Perugia). Ogni ambito che iscrive una squadra esclude l'altra, con lo stesso nome ma caposquadra diverso.
Rubato libretto universitario: <Che ve ne fate?
Ridatemelo> ( da "Libertà"
del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Mi risparmierebbero un bel po' di burocrazia e li considererei dei ladri gentiluomini". In merito Galvani riporta l'esperienza di impiegata alle Poste della madre: "Tante volte, in un passato relativamente prossimo, ha recapitato a qualche malcapitato documenti rubati, dei quali i ladri non sapevano che fare.
<Area ex Falck? I progetti rischiano un nuovo stop> (
da "Corriere della Sera" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Altro progetto affogato nella palude della burocrazia e delle beghe politiche. Sempre sua l'area ex Marelli? "Sono un imprenditore. Avevo comprato l'area, fatto un progetto, un concorso di idee. Vinse Albini. Tutti dissero: bello, molto bello. Si è tirato a campare, niente concessioni.
La salute dell'economia piacentina vista ai raggi X (
da "Libertà" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: come sottolineano soprattutto artigiani e commercianti, da combattere la burocrazia, mentre i consumatori insistono sull'importanza di contenere i costi. Ma i commercianti chiedono, più in genere, anche interventi per rilanciare i consumi e, per quanto riguarda Piacenza, più parcheggi per favorire l'accesso al centro storico.
Allegoria del socialismo reale (
da "Corriere della Sera" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Poiché un uomo è ai vertici della carriera all'interno della burocrazia socialista, c'è una figlia (come Ifigenia) che si deve sacrificare, c'è un sacrificio che si deve compiere, il sacrificio dell'amore: così ci viene raccontato da un altro uomo, che di quella ragazza era fidanzato. Questo il nocciolo della faccenda.
La capitale ha le strade a quattro corsie ed è ben
illuminata, appena fuori si torna al Medio Evo (
da "Arena.it, L'" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: le raccomandazioni velocizzano la burocrazia". Ora ci
resta solo il visto del Kirghistan da prendere a Taskent e poi siamo a posto
perchè quello cinese ha validità un anno e crediamo di farcela ad arrivare in
tempo. Con un'auto di scorta percorriamo
IN BICI A PECHINO.Lasciato alle spalle l'Iran Gianni
Sirotto e Renato Ciravegna proseguono il loro viaggio verso la Cina (
da "Arena.it, L'" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: le raccomandazioni velocizzano la burocrazia". Ora ci
resta solo il visto del Kirghistan da prendere a Taskent e poi siamo a posto
perchè quello cinese ha validità un anno e crediamo di farcela ad arrivare in
tempo. Con un'auto di scorta percorriamo
<Un fondo di garanzia per le imprese> (
da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: aggiunge Carlo Loni - Troppa la burocrazia, troppi i lacci e lacciuoli a cui gli imprenditori, nuovi e non, devono far fronte. Per non parlare del rapporto, ostico da sempre in verità, con gli istituti di credito. Per ottenere un finanziamento bisogna far fronte a tutta una serie di impegni, spesso e volentieri personali".
Viva la crisi quando serve a muovere (
da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Per esempio a quel castigo che si chiama burocrazia. Non è pensabile passare mezze giornate di lavoro correndo da un ufficio all'altro, e compilando carte che non servono a migliorarti la vita. Per non parlare di certe iniziative".- Quali?"Prendiamo il corso sulla sicurezza. Scopro che, secondo la legge, sono tenuta a frequentarlo, anche se ho una sola dipendente.
Una rotatoria in via Valsugana (
da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia aveva fatto saltare i piani. Prima c'erano
stati dei problemi con gli espropri dei terreni dei privati. Successivamente, invece,
si era dovuto fare i conti con un inghippo di carattere burocratico che
riguardava un terreno del Comune: in sostanza un fazzoletto di terreno, un'area
che per la precisione è di
Assocamping contro Comune: <C'è un eccesso di
burocrazia> ( da "Gazzettino, Il
(Venezia)" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è un eccesso di burocrazia" Per l'Assocamping l'amministrazione comunale di Cavallino Treporti è "troppo impastoiata nella burocrazia della propria macchina amministrativa". La denuncia è uscita dall'annuale assemblea dei rappresentanti dei 30 campeggi di Cavallino-Treporti, strutture di prima grandezza in Europa nel turismo all'aria aperta,
Invalidi, la giungla delle patenti (
da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Purtroppo ci si lamenta che noi facciamo medicina e non burocrazia", commenta Sergio Lafisca, medico legale e presidente della Commissione provinciale patenti, cercando di far luce sulle cause della discordia. Lafisca puntualizza che quello del Veneziano non è un caso anomalo: su 10-11 mila richieste di rinnovo annue, ne verrebbero bocciate un sette percento.
In vista dei Campionati europei (
da "Gazzettino, Il (Udine)" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Di contro manca manovalanza semplice e la burocrazia è
ancora piuttosto complessa; grande interesse riveste il settore dell'arredamento
e del design, anche di lusso.La strategia nazionale per la coesione, hanno
illustrato i relatori dell'ICE Polonia, mira, entro il
Cn-At, cantieri ancora fermi (
da "Stampa, La" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Sul fronte della burocrazia manca l'ok da Roma per l'avvio dei cantieri. Teresio Delfino (parlamentare Udc), firmatario di una proposta di legge per la ratifica dell'accordo Italia-Francia sulla gestione del tunnel del Tenda: "Occorre accelerare al massimo le procedure per un rapido avvio della costruzione del nuovo tunnel".
Tubercolosi e burocrazia E' scontro a Pontboset (
da "Stampa, La" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Capre uccise tardi" Tubercolosi e burocrazia E' scontro a Pontboset Stalla bloccata per un focolaio, strage di animali [FIRMA]GIANPAOLO CHARRÈRE PONTBOSET "La mia azienda è bloccata, non posso salire in alpeggio nemmeno con le mucche. Trent'anni di duro lavoro perso in 12 mesi" dice Danilo Colliard, allevatore di Pontboset.
"Il progetto va rivisto" Stop ai lavori del ponte (
da "Stampa, La" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: per la rinnovata immagine del ponte i tempi della burocrazia suggeriscono di armarsi di santa pazienza. E di conseguenza - salvo sorprese - le chiusure al traffico raddoppieranno: in estate, per dar modo ai tecnici di rinforzare i basamenti del "nonno" dei viadotti canavesani, più avanti (chissà quando) per la vera e propria metamorfosi.
<Dateci il diritto di voto, siamo qui per lavorare ma
anche per vivere> ( da "Gazzettino, Il
(Belluno)" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Mohammed Saady ha puntato anche sui tempi eccessivi della burocrazia, che oggi rendono difficoltosi i rapporti tra imprenditori e lavoratori e rischiano di alimentare le scorciatoie della manodopera clandestina. "Siamo qui per lavorare, ma dobbiamo anche vivere".E' il concetto espresso invece da Ivana Petryna in rappresentanza delle bandanti che operano a Belluno.
Rifiuti agricoli, accordo per la raccolta (
da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dispendio di risorse da parte delle aziende agricole che a San Giorgio sono centinaia le quali non dovranno farsi carico di alcun tipo di burocrazia, ma dovranno unicamente consegnare lo scarto alla società che si occuperà di tutto, compresa la compilazione praticamente gratuita (salvo una compartecipazione di tipo economico poco più che simbolica) dei registri di carico e scarico.
Calderoli, cacciatore spietato di leggi inutili (
da "Padania, La" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: di burocrazia inutile, che gravano con costi enormi sulle casse statali e rallentano non solo l attività amministrativa ma anche quella dei cittadini e delle imprese. Meno leggi, meno burocrazia, meno apparati statali, meno perdite di tempo e denaro: è quello che chiedono i cittadini, insieme al cambiamento e alla riforme.
Un giornale per una terra vincente (
da "Provincia di Como, La" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: fra le colline della Brianza e i capannoni della Bassa comasca, dove - nonostante le palle al piede delle infrastrutture, della burocrazia e di un'insopportabile pressione fiscale - il genio e la fatica della nostra gente trovano nuove strade per essere all'altezza (...) segue a pagina 12 11/05/2008.
( da "Azione, L'" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'AZIONE
- Articoli - Concorrenza e... veleni CONCORRENZA E... VELENI "Il 40% del
miele venduto nella nostra regione viene dall'estero!". Non ha dubbi,
Anacleto De Luca, storico e pluripremiato apicoltore di Cison, alle prese pure
lui con il difficile momento delle api, complicato, da qualche tempo, anche
dalla concorrenza estera. Molti apicoltori sono tentati di smettere perché
scoraggiati dalla concorrenza del prodotto che arriva da Cina, Brasile e paesi
dell'est. "Il miele viene comprato dall'estero a 1,8/2 euro al kg -
aggiunge De Luca - quando il nostrano è comprato all'ingrosso a 3 euro. Poi al
pubblico si arriva a 7 euro al kg. Pochi sono gli apicoltori che vendono il
miele direttamente, perché servono un laboratorio, una burocrazia. Meglio cederlo all'ingrosso.
Anche se mi piacerebbe vedere dei controlli più severi su chi vende
direttamente, per evitare il caso che si venda più di quanto si
produce...". Oltre alla concorrenza, anche la moria... "è un problema
serio, che va al di là delle api. Se le api muoiono, non è come qualcuno
vorrebbe far credere solo un problema delle api. è giusto riflettere sul fatto
che in certe zone (come ad esempio la Vallata) la mortalità è bassa, mentre
invece dove ci sono coltivazioni intensive di altro tipo, per esempio vigneti o
radicchio, è molto più alta. Forse bisognerebbe chiedersi se c'è una
spiegazione. E se magari, oltre alle api, stessero male anche gli uomini...
sarebbe interessante che qualcuno studiasse seriamente questo fenomeno".
AT.
( da "Gazzetta del Sud" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Solleone
e miraggi sulla strada del primo governo ombra di Veltroni Dino Basili Primo:
rimuovere le "lungaggini". La parola virgolettata, oggi abbastanza
desueta, è stata riscoperta giorni fa dal presidente Napolitano per una
sottolineatura: nella nascita del Berlusconi IV non c'è stata "alcuna
lungaggine". Nel Paese, invece, ce ne sono molte. Troppe, di ogni genere. Non soltanto a causa della burocrazia, patrona indiscussa delle "lungaggini". Per uscire
dalle crisi occorrono tempi brevi, ragionevolmente brevi, nella realizzazione
degl'impegni. Il fronte delle emergenze, così esteso, richiede precedenza; ma
le riforme di sistema non possono avere tempi lunghissimi, perché il
"bipolarismo semplificato" è un regalo del 13 aprile, quasi un
prestito... Senza dimenticare il referendum pendente sulle norme elettorali che
l'hanno agevolato, pur imperfette. Vedremo presto se le promesse di una
"legislatura costituente" avranno seguito positivo. Di qua e di là.
Non è un buon segno l'attuale travaglio in casa Piddì: aggravato, se possibile,
da una maggioranza di centrodestra (finora) compatta. A un'opposizione
indebolita non sarà facile lavorare, contemporaneamente, per due obiettivi: le
riforme condivise, e il contrasto "duro" a un governo che si profila
decisionista. Le squadre di calcio malandate spesso si rilanciano grazie al
silenzio stampa: perché nel Piddì si continua a disquisire tanto sulla batosta
elettorale? In tanti, ininterrottamente. Dicono che è "un'analisi ampia e
approfondita". Ormai un refrain. Il blocco veltroniano non si sposta di un
millimetro: siamo stati sconfitti, ma poco poco... Massimo D'Alema è di avviso
diverso e chiede, addirittura, un ripensamento del progetto. Il
"caminetto" è sparito, fumo e scintille no. Fioccano le previsioni.
Pierluigi Bersani, "ombra di Tremonti", assicura: "Diventeremo
grandi quando supereremo lo schema di Bibì (ex diessino) e Bibò (ex
popolare)". Giusto che la discussione si allarghi ai più famosi personaggi
dello storico "Corrierino"... Piuttosto, chi aveva fissato
l'asticella minima al 35 per cento, dovrebbe aggiornare le misure. Grandi come
Capitan Coccoricò? Preoccupato Sergio Chiamparino. Afferma il sindaco torinese:
"So che all'interno del partito c'è chi vorrebbe fare un passo indietro,
magari riprendendo in mano le bandiere rosse". Rosse? considerati gli
scambi di complimenti, sarebbero color ruggine. Eterno ritorno, "Che
fare?". Al classico quesito se ne aggiunge un altro: "Con chi?".
L'estrema sinistra, nonostante le acidità post-elettorali, propone le alleanze
di Massa. Sicuro, M maiuscola. Alle elezioni comunali apuane ha vinto un
"piddino" contrapposto al candidato di origine controllata e
sostenuto dagli sconsolati (arco) balenanti. In sintonia con le pregiate cave,
qualcuno già teorizza una "via del marmo". Sai che novità. È scoccata
l'ora della cosiddetta "traversata del deserto" (che, si sa, non ha
scorciatoie). Gli esperti consigliano di alleggerire le bisacce dai logorati
"ma anche", evitando le provviste generose di "tuttavia" e
"non di meno". Scoraggiate le confezioni di "epperò" e
ancor più quelle di "conciossiacosaché". Riusciranno i nostri eroi a
procedere "leggeri" come vuole il Walter-style? Sul cammino, solleone
e miraggi. Oasi e datteri. Gibli e dune che si muovono. Per fortuna nella
carovana democratica non difettano gli esploratori: caccia aperta ai reperti
archeologici del Carroccio, ai tesori elettorali nascosti dai vari Diliberto,
ai fiumi di greggio... Quel che conta è sistemare sotto ciuffi di lussureggianti
palmizi il governo-ombra. A proteggerlo non bastano i larghi sombreri
gentilmente offerti da Luis Zapatero. Fuor di metafora, il fanta-Veltroni I non
aiuterà a combattere le "lungaggini" se mirerà soprattutto alle
paralisi decisionali del governo in carne e ossa, secondo polverosi moduli di
rivincita. Incoerenti con gli apprezzati discorsi sulla "nostra comune
patria".
( da "Gazzetta di Modena,La" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di
Claudio Salvaneschi L'INTERVISTA DELLA DOMENICA Brasile, Usa, Pechino: c'è un
boom dei piatti e dei prodotti modenesi La cucina di Modena è ormai da tempo
sugli altari con il suo chef principe, quel Massimo Bottura della
"Francescana" che è in tutte le Guide e viene regolarmente citato
come uno dei migliori cuochi internazionali. Lui è uno degli emblemi della
scommessa aperta: tradizione e sperimentazione, l'apertura al nuovo e al futuro
su basi antiche. E' la grande sfida di Modena che ritorna anche in cucina. E
l'alta cucina è ormai un business evoluto, uno strepitoso biglietto da visita
del made in Italy e di Modena stessa. La cucina come cultura e business vista
da Modena, terra di tradizioni gastronomiche fortissime: a che punto è l'arte
del mangiar bene a Modena e in Italia? "Questo è un momento magico per la
cucina italiana, dopo quello vissuto negli anni '70- '80 con Gualtiero
Marchesi. Siamo ritornati al top, e Modena è in prima linea. Marchesi ha
rappresentato l'eleganza e lo stile in cucina, è stato un punto di riferimento.
Ha fatto sì che noi potessimo crescere con un senso del palato nuovo. E dalla
sua lezione è nata una generazione che sarebbe esplosa nel 2000, con un gruppo
fortissimo, Cracco, io, Alaimo, Scabin, legati da una profonda stima l'uno per
l'altro. E' una vera e propria scuola italiana che è nata. E anche i giovani
chef, Bartolini, Vinciguerra, crescono con questo spirito". E a Modena in
particolare cosa sta succedendo? "Modena ha una forte tradizione di cucina
come cultura quotidiana, e io sono l'espressione di come si sta sviluppando. La
mia è una cucina a chilometri zero, cioè che ha fortissimi legami con il
territorio, con la tradizione, però è nuova, non segue uno spartito fisso, lo
spartito viene scritto mentre si crea". Grande chef a livello
internazionale ma legatissimo a Modena. Come è nata la passione per la cucina?
"Da noi c'è una fortissima cultura della casa, della famiglia. Se io devo
capire come è nata questa mia passione, credo nasca dallo stare vicino a mia
madre, a mia nonna, mentre cucinavano, i cuochi penso nascano così. Le
osservavo attentamente quando preparavano i pranzi della domenica per la nostra
grande famiglia. Prende origine da lì la passione, da questa cultura, e qui a
Modena è ancora forte il senso dell'invitare a casa propria. Ad esempio,
recentemente sono stato invitato a cena a casa dell'avvocato Borelli, e la sua
mamma ha preparato un patè di fegato di beccaccia straordinario. Lì mi sono
reso conto di quanto a Modena esista una cultura culinaria diffusa". La
cucina italiana è davvero al top a livello internazionale o ci piace crederlo?
"No, siamo davvero ai massimi livelli, ormai c'è una scuola italiana. In
questo periodo si parla ancora molto della Spagna, ma lì c'è un solo genio,
Ferran Adrià, e poi 3-4 bravi chef. Ma il gruppo che c'è in Italia in Spagna
non c'è. Il problema vero gli spagnoli lo affronteranno tra un po': chi cresce
lì cresce con la voglia di stupire di Adrià ma senza averne la superba maestria
tecnica, la cultura di base. E allora ti resta solo il colpo a effetto".
L'arte gastronomica a rischio per un eccesso di sperimentalismo? "Per un
eccesso di disinvoltura. La tecnica senza cultura non può bastare. Invece di
fare un percorso di crescita culturale a volte si preferisce prendere
scorciatoie". Lei come ha fatto, invece? Qual è la strada maestra?
"Io sono cresciuto con la trattoria del Campazzo con la
"razdora" Lidia Cristoni di Nonantola, poi ho seguito Cogny, la nuova
cucina francese con Ducasse, poi Adrià, sono cresciuto a poco a poco". Il
segreto della grande cucina dove si trova, dunque? "Il punto vero, per me,
è sempre puntare sull'alta qualità di base, dei prodotti. A Modena ci sono
bravissimi produttori di materie prime, il nostro è un territorio di
individualisti che ci tengono a primeggiare. E poi, un altro segreto: fare lo
chef è anche un grande bagno di umiltà, sapere lavorare in squadra. Nel
ristorante "Osteria Francescana" io ho mia moglie che mi aiuta nella
concettualizzazione dei piatti, l'amicizia con diversi artisti mi è di aiuto
per pensare a cose nuove, ho un grande sommelier come Giuseppe Palmieri. C'è un
lavoro di èquipe. Pensi che abbiamo anche un chimico in cucina". Come, un
chimico? A fare cosa? "E' un ragazzo che si è laureato in chimica e poi ha
voluto fare il cuoco. Questo ragazzo è utilissimo, per studiare le reazioni
delle carni e delle verdure alla cottura, e poi gli addensanti, le basse
temperature. La cucina è un gioco molto complesso, ormai". Lei citava
prima l'alta qualità dei prodotti. E' una delle grandi ricchezze di Modena. E'
valorizzata al meglio? "I prodotti modenesi e italiani stanno conquistando
il mondo ma bisogna crederci, aiutare i produttori di punta. L'aceto balsamico
della Consorteria di Spilamberto l'ho portato a Salisburgo a una grande
kermesse internazionale e poi ancora recentemente in Brasile, insieme al
parmigiano, con un grandissimo successo. Adesso, tra poche settimane andrò in
Cina a preparare una cena di gala organizzata dalla nostra ambasciata a Pechino
per le istituzioni cinesi e gli altri ambasciatori esteri. L'ambasciatore mi ha
chiamato e porterò tutti i prodotti di Modena. E' una grande opportunità. A
Pechino metterò insieme la Cina e Modena: farò un raviolo al vapore con il
ripieno dei tortellini con fonduta di parmigiano liquido. E il tutto innaffiato
con un lambrusco brut rosso di Bellei che nel colore ricorda la Ferrari".
Cucina come arte, creatività, invenzione. Ma da dove nasce l'ispirazione per
creare piatti nuovi? "Lo spunto viene da un'emozione, dai ricordi, da
sensazioni che vuoi trasmettere. E poi, sotto, c'è la qualità della materia
prima, e la conoscenza tecnica applicata alla materia per sublimarla. Sotto
ancora, infine, c'è la cultura, occorre conoscere anche l'arte, l'architettura,
avere il senso del bello e gusto estetico per fare il cuoco". E dove sono
le nuove frontiere della cucina, nel mondo globalizzato di oggi? "Sono nei
Paesi emergenti, Cina, India e Brasile su tutti. E poi anche gli Usa che stano
lavorando molto seriamente sulle materie prime e i loro chef studiano
moltissimo". L'Italia è in grado di difendere la sua eccellenza? "Sì,
perchè il nostro punto di forza sta nell'avere una dispensa praticamente
inesauribile, il nostro tesoro sta nelle molteplici sfaccettature delle cucine
regionali. Il tortellino di Castelfranco, ad esempio, è diverso da quello di
Modena che a sua volta è diverso da quello di Bologna. Ci sono dispense
regionali sterminate in Italia, come materie prime e preparazioni. Nessuno al
mondo ha questa ricchezza". La sua cucina attrae a Modena tanti personaggi
famosi, chi le è rimasto impresso? "Cosa vuole che le racconti? Di quando
ho messo il grande musicista Sakamoto a cuocere il gnocco fritto? O di quando
Jean Todt e Schumacher sono venuti da me e hanno fatto un "pit stop",
come l'hanno chiamato loro, sui dessert? E ancora mi viene in mente Montalban,
il grande scrittore catalano purtroppo deceduto. Con lui ho cucinato il
"bollito misto thailandese" applicando l'idea della cottura a basse
temperature nel brodo, versando poi questo brodo sopra la carne. Lui poi l'ha
chiamata zuppa thailandese e l'ha descritta in uno dei suoi libri, "Gli
uccelli di Bangkok"". Abbiamo parlato del futuro, della ricchezza
sterminata del nostro patrimonio gastronomico, della scuola italiana al top,
dell'alta qualità, ma ci sarà pure un lato oscuro... Dove sta? Forse proprio
nella qualità, nel rischio delle sofisticazioni? "Bisogna stare attenti.
Io credo che oggi i controlli ci siano e che siano molto più profondi e
accurati di 20 anni. Si è preso finalmente coscienza che si lavora bene solo
sulla qualità. Certo, c'è sempre qualcuno che cerca di arricchirsi con le
frodi, ma sono elementi marginali. Il rischio vero, però, è quello di
generalizzare e di arrecare un danno enorme a un Sistema Italia che punta tutto
sulla qualità". E allora qual è il problema, se c'è? "Il problema sta
nelle complicazioni assurde che spesso bisogna affrontare. Io credo che si
debbano aiutare gli chef a fare il loro lavoro, senza farli impazzire con mille
cavilli burocratici, come invece accade spesso oggi nella gestione dei
ristoranti. La burocrazia, un po' in tutti i campi, divora soldi, futuro ed energie. Le
dico solo questo, per concludere: io ho 150 richieste di giovani che vorrebbero
venire qui a a Modena a lavorare con me, a fare apprendistato, potrebbe nascere
una scuola modenese di alta cucina, ma io non posso prenderne neanche uno
perchè le norme per farlo sono troppo complicate, bizantine,
cervellotiche. Mi sfinirei soltanto per cercare di ottemperare a tutte. Non mi
resterebbe il tempo di fare altro. Peccato, ci sono ottimi, grandi cuochi che
non nasceranno mai, strangolati dalla burocrazia...".
( da "Giornale di Brescia" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione:
11/05/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:COLLEGIO COSTRU Partecipata assemblea
annuale del Collegio costruttori edili di Brescia ieri nel salone della Camera
di Commercio Campana: in campo per far crescere il Paese "L'edilizia
continuerà a fare da traino, ma serve una burocrazia più efficiente ed un fisco
meno oneroso" BRESCIA La leva fiscale come strumento moderno e decisivo
per risolvere gran parte delle problematiche legate alla necessità di case. È
uno dei principali temi affrontati ieri dal presidente del Collegio dei
Costruttori edili di Brescia, Giuliano Campana, nel corso della
partecipata assemblea che si è svolta nel salone della Camera di Commercio.
"Infrastrutture, casa e ambiente", questo il titolo scelto dal
Collegio - secondo per importanza in Italia per numero di imprese iscritte e
contributi versati - che fa giusta sintesi del dibattito oggi sul tappeto nel
nostro Paese. "Sono anche i primi temi nell'agenda del nuovo Governo - ha
detto Campana nel corso della sua applaudita relazione -. Ci attendiamo
moltissimo dal nuovo esecutivo. Nel programma del presidente Berlusconi, nonché
in quello dell'attuale opposizione, la soluzione dei problemi legati alla casa
ed alle infrastrutture è primaria". Una modernizzazione del Paese che
secondo Campana passa obbligatoriamente attraverso una maggiore efficienza
della burocrazia, ma anche un fisco più semplice e
meno oneroso. "Il settore delle costruzioni è stato investito da politiche
fiscali pesanti: oggi vendere e comprare una casa è diventato difficile ed
ancora più costoso, con regole burocratiche troppo confuse. Chi poi acquista da
un'impresa, e questo è un'assurdità riservata solo a noi costruttori, corre il
rischio di contenziosi ed accertamenti fiscali". "Proponiamo al
Governo - ha proseguito Campana - una sorta di patto fiscale, che riduca
l'onerosità e semplifichi le procedure, per un rapporto più corretto ed
equilibrato tra il contribuente ed il Ministero delle finanze. L'obiettivo è
rendere dinamico il mercato della casa, ampliare e migliorare il mercato delle
locazioni, attirare capitali di investimento, occorre modificare la politica
fiscale. Per questo occorre una normativa semplice e virtuosa che convinca gli
investitori, che preveda una tassazione con imposta fissa e piena detraibilità
per le manutenzioni. Mi sento di aggiungere che si potrebbero porre allo studio
agevolazioni anche per gli inquilini, riguardanti il canone e le manutenzioni a
loro carico". In questi ultimi anni il comparto dell'edilizia è stato
trainante ed ha costituito un'autentica trave portante per i livelli
occupazionali. In dieci anni, nella sola Lombardia, gli occupati in edilizia
sono cresciuti di 80.000 addetti, pari al 33%, in netta controtendenza rispetto
al restante sistema economico regionale. "Mi auguro vivamente che si possa
continuare con questo trend - ha detto Campana -, per modernizzare il nostro
Paese, per rinnovare strategicamente le città, per rispondere alle
indifferibili esigenze di risparmio energetico di una edilizia maggiormente
sostenibile". Il settore edile, nel suo complesso, sta attraversando una
fase delicata ed assestamento dopo nove anni consecutivi di crescita del
mercato. "Molte speranze si appuntano sull'Expo 2015. Sono previsti
investimenti significativi con la speranza di registrare una forte
accelerazione dei numerosi progetti che riguardano Milano ma anche parte
dell'Italia settentrionale. Bisogna premere l'acceleratore, per ridurre i
ritardi accumulati nelle infrastrutture e nell'ammodernamento delle città.
Assistiamo ad una cronica carenza dei finanziamenti per le opere pubbliche:
mentre l'Italia destina solo il 2% del prodotto lordo, l'Europa investe il
2,9%. Abbiamo a troppi livelli, una burocrazia di poca
efficienza, più sensibile alle procedure ed alle formalità complesse e talvolta
irrazionali". Campana invoca una svolta. Che non potrà che vedere nuovamente
al centro l'opera dei costruttori. E quelli bresciani, c'è da esserne certi,
sono pronti a fare la loro parte.
( da "Giornale di Brescia" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione:
11/05/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:COLLEGIO COSTRU Le proposte del
presidente dell'Ance, Paolo Buzzetti "Guardiamo all'Europa" I vice
presidenti del Collegio costruttori: Giuliano Paterlini e Mario Parolini
BRESCIA "L'ottimista è colui che di fronte alle difficoltà riesce subito a
vedere le opportunità che si possono cogliere". La frase di Winston
Churchill citata da Paolo Buzzetti, presidente dell'Ance, suggerisce l'animo
con il quale i costruttori devono far fronte alle difficoltà che sta vivendo il
comparto. "Siamo condannati all'ottimismo per riuscire a reagire alle
inefficenze dell'Italia. Negli anni Settanta - ha detto - eravamo i primi in
Europa per rete autostradale, ora siamo fanalino di coda. Anche la nostra rete
ferroviaria fa acqua e questo si traduce per i cittadini in una peggiore
qualità della vita, in difficoltà nello sviluppo del turismo, nei prodotti più
cari perché più alta è l'incidenza del costo di trasporto". Il nodo delle
infrastrutture e degli investimenti resta centrale: "Il governo precedente
aveva aumentato gli stanziamenti per le grandi opere del 20 per cento rispetto
all'ultimo periodo del Governo Berlusconi, quando la dotazione per le
infrastrutture fu tagliata drasticamente. Peccato che la buona volontà
dell'esecutivo Prodi sia rimasta sulla carta, materialmente quei soldi non si
sono visti". Ma i finanziamenti da soli non bastano a fare ripartire le
grandi opere. "È tutto il sistema che non funziona più e va rivisto, se
non vogliamo accentuare il ritardo che ci allontana dall'Europa. Negli anni
Settanta del secolo passato eravamo all'avanguardia per autostrade e alta
velocità, poi ci siamo fermati. Vi chiederete come mai ci siamo fermati? La risposta è la burocrazia. L'Anas nel
( da "Arena, L'" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL
NEOMINISTRO. Il titolare dell'Agricoltura promette di risolvere l'annoso problema
delle multe europee, che pesano sulle stalle venete per 34 milioni di euro
l'anno Zaia: "Primo impegno saranno le quote latte" TREVISO Si
conferma un pragmatico Luca Zaia e nel primo giorno da ministro
dell'Agricoltura fissa subito i temi della propria agenda, partendo dalle quote
latte. "Ho una bella partita da subito" spiega, "cioè 150
milioni di euro di multe di quote latte, applicate all'Italia assieme a
Germania e Polonia". La questione dello sforamento delle quote e delle
multe agli allevatori del Nord Italia è un tema caro a Zaia, che lo ha visto battagliare con la burocrazia dell'Unione Europea negli anni in cui è stato assessore veneto
all'Agricoltura. "Sicuramente non vado a celebrare funerali di aziende
agricole", ha detto Zaia, a margine del suo incontro con gli studenti
dell'istituto per l'enologia "Gian Battista Cerletti" di Conegliano,
dove lui stesso si era diplomato. Secondo Zaia sulle quote latte
l'Italia "è stata mal difesa, a partire dalla fine anni '70. Ci siamo
portati a casa, allora, una quota nazionale di latte in un momento i cui il
paese ne consumava il doppio. Oggi perciò una confezione su due che è
acquistata nel nostro Paese contiene latte non italiano". "È un
peccato originale" ha evidenziato "che scontiamo da 40 anni. Il solo
Veneto, ad esempio, paga 34 milioni di euro l'anno di multe per quote latte,
distribuite fra 312 aziende agricole". Zaia, che farà martedì prossimo il
passaggio delle consegne con il ministro del precedente governo, Paolo De
Castro, ha rimarcato le caratteristiche di concretezza che intende imprimere al
proprio mandato: "Spero che ci siano meno convegni perché chi mi conosce
sa che ho l'allergia alla sedia". "Quindi meno conferenze e più
campi. Frequentare le aziende agricole può essere uno stile di lavoro". E
il leghista Zaia ha rassicurato sul federalismo in salsa lombardo-veneta.
"Dico a tutti non preoccupatevi. Il federalismo" ha affermato,
"sarà un bene per tutti. Sento che c'è qualcuno in giro per l'Italia che
si preoccupa, ma il mio partito vuole portare l'ossatura del Paese ad uno Stato
federale, compatibile con l'attuale costituzione". "Vi dico" ha
concluso "che il federalismo è una grande opportunità per il Nord, per noi
veneti e per tutta la comunità del Sud. Si deve preoccupare solo chi non lavora
con onestà e non fa le cose come dovrebbero essere fatte".
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'ASSEMBLEA.
Dopo l'appello le prime risposte dal mondo politico bresciano, ma il Collegio e
l'Ance chiedono tempi rapidi e atti concreti I costruttori: ora servono i fatti di Thomas Bendinelli Opere pubbliche
soffocate dalla burocrazia,
insufficienti finanziamenti, fiscalità complessa e punitiva: sono i tre nodi da
risolvere che il presidente bresciano del Collegio Costruttori, Giuliano
Campana, aveva evidenziato nei giorni scorsi e che ieri ha ribadito con la
relazione introduttiva all'assemblea annuale, organizzata in Cdc,
mettendo "il successo dell'edilizia al centro del rilancio del
Paese". DAL NUOVO sindaco di Brescia, Adriano Paroli, parlamentare del
Popolo della Libertà, una prima risposta. "È doveroso cambiare pagina - ha
detto Paroli -: è un impegno che la politica si è presa e che deve essere
mantenuto". Un discorso che vale sia sul piano nazionale che su quello
locale. Ed è in particolare su quest'ultimo aspetto che Paroli, parlando
soprattutto in veste di nuovo Sindaco della città, ha soffermato la propria
attenzione. "Dobbiamo essere in grado di guardare e valorizzare le
potenzialità economiche del nostro territorio - ha osservato -. La città di
Brescia deve tornare a essere il centro attrattivo dell'intera provincia".
E due sono gli strumenti per muoversi in questa direzione: il piano di governo
del territorio e il regolamento edilizio. Il primo, per il momento solo
abbozzato, deve essere per Paroli rivisto per fare in modo che Brescia sia
centro di funzioni e servizi. "Abbiamo bisogno di risorse e investimenti -
ha sottolineato Paroli -. La città ha bisogno di progetti di respiro ampio e di
grande coraggio, a partire dal Pgt che deve dare risposte anche su questo
piano". Partendo quindi da questo quadro di riferimento il centro storico
dovrà essere il cuore pulsante di tale cambiamento ed è soprattutto su questo
fronte che Paroli immagina le modifiche al regolamento edilizio. Capire quindi
cosa, del patrimonio esistente, debba essere conservato ma anche dove e come si
possa al contrario intervenire, prevedendo anche l'utilizzo di nuovi materiali
quali il vetro e l'acciaio. "Sono ottimista - ha concluso Paroli -,
convinto che abbiamo una grande occasione per dimostrare che l'interesse
particolare può coniugarsi con il bene comune". Ma se a Paroli è spettato
l'onere di annunciare il che fare dei prossimi anni, tra gli intervenuti
all'assemblea di ieri anche il presidente della Provincia Alberto Cavalli, che
ha voluto invece tracciare un resoconto delle tante opere messe in campo negli
ultimi otto anni dall'ente, in primis la tangenziale Sud. In tutto sono oltre
500 i milioni di euro spesi dalla Provincia e, a titolo di esempio, 80 i
cantieri conclusi sulle strade della provincia nel solo 2007. Nuovi cantieri,
alcuni dei quali di un certo rilievo, apriranno a breve e tra questi anche la
cosiddetta "corda molle". Da parte del presidente della Provincia,
un'ultima notazione anche su Expo 2015, definita una "grande opportunità
per avviare e velocizzare" le pratiche delle tante cose che ancora restano
da fare, dalla direttissima Brescia-Milano, all'alta velocità, all'aeroporto di
Montichiari. UN APPELLO forte "affinché la politica ascolti e poi prenda
le decisioni" è arrivato anche dal presidente nazionale dei costruttori
Paolo Buzzetti. L'edilizia produce il 10 percento del Pil, ha due milioni di
addetti (2.5 con l'indotto) ma se questo è il quadro, perché non si riesce a
dare la scossa necessaria? Per Bozzetti c'è un problema di risorse che non
vengono date con continuità, la lentezza delle procedure burocratiche, la
necessità di ridare a chi amministra il potere decisionale. "Eravamo primi
in Europa per strade e ferrovie negli anni '70 - ha ricordato -, ora stiamo
arretrando sempre più e se andiamo avanti così fra non molto verranno in Italia
per vedere come si viaggiava una volta". Il quadro tratteggiato da
Bozzetti è cupo. L'Europa è una barca che, con difficoltà, riesce comunque a
navigare nel mare della globalizzazione. Il problema è che l'Italia non è su
quella barca, è su una scialuppa di salvataggio e bisogna trovare il modo, in
tempi rapidi, di risalire almeno su quella barca. "Dobbiamo essere
ottimisti", ha però ribadito più volte Bozzetti nel corso del suo
intervento. Convinti cioè che si possa risalire la china.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
CAMPANA:
"OPERE PUBBLICHE SOFFOCATE DALLA BUROCRAZIA E DA INSUFFICIENTI
FINANZIAMENTI, UNA FISCALITÀ COMPLESSA PESANTE E PUNITIVA: COSÌ SI BLOCCA LO
SVILUPPO" Dalle infrastrutture al fisco i nodi cruciali dell'edilizia IL
PRESIDENTE DEL COLLEGIO COSTRUTTORI DI BRESCIA ANALIZZA UN ARTICOLATO COMPARTO
CHE NECESSITA DI INTERVENTI DECISI Alla vigilia dell'assemblea del Collegio dei
Costruttori edili di Brescia e provincia, il presidente Giuliano Campana
ha analizzato la complessa situazione del settore edile. "I problemi sono
molteplici - sottolinea Campana -. Partiamo dalle infrastrutture, frenate da
insufficienti finanziamenti, dalla burocrazia e dai
comitati spontanei che dilatano i tempi di realizzazione: ci vogliono undici
anni di media per realizzare un'opera pubblica. Si passa poi alla leva fiscale,
che è decisiva per risolvere il problema della casa: l'edilizia negli ultimi
due anni è stata investita da un fisco pesante, complesso, punitivo e contorto
che sta rappresenta una cappa pesante". Tutto questo si inserisce in una
situazione di crisi: "Stiamo vivendo una crisi economica internazionale
diffusa e di dimensioni preoccupanti. Il nostro Paese affronta la situazione
con troppe debolezze e può restare colpito più di altri. Poco più di un mese fa
l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico ha sottolineato la
scarsa produttività italiana rispetto a quella degli altri paesi
industrializzati occidentali. Siamo stati indicati come una nazione con bassi
salari e crescita vicina allo zero, senza mezzi termini una nazione
"fiacca" - spiega il presidente -. Abbiamo un debito pubblico
elevatissimo con conseguenti oneri pesantissimi sul bilancio statale. In dieci
Regioni italiane il numero di pensionati supera il 40% della popolazione. Il
settore produttivo è gravato da oneri sociali e da una tassazione che non ha
eguali tra i nostri competitori. Inoltre, va aggiunto un frequente
atteggiamento, quasi congenito ad una parte della struttura burocratica,
tendente a moltiplicare gli adempimenti formali ed a nascondersi nell'assenza
di decisioni". In Europa non mancano però esempi illuminanti: "Molto
spesso per rimarcare i nostri ritardi viene evocato il paragone con la Spagna,
paese in crescita costante e con il prodotto pro capite ormai pari, o
superiore, al nostro. Ebbene, la Spagna sta progredendo soprattutto grazie alle
corrette privatizzazioni e all'impegno nella predisposizione di ogni tipo di
infrastrutture, obiettivi perseguiti da tutti i Governi, di destra o di
sinistra, che si sono alternati alla guida del Paese". Le infrastrutture
sono un problema tutto italiano: "Va rimarcato l'insufficiente
finanziamento delle opere pubbliche, alle quali è destinato in Italia solo il
2% del prodotto lordo, a fronte del 2,9% dell'Unione Europea. La cronica
carenza dei finanziamenti non è comunque la sola causa di ostacoli al
miglioramento della competitività del Paese, e nemmeno la più significativa.
Abbiamo infatti, purtroppo a troppi livelli, una burocrazia
di poca efficienza, più sensibile alle procedure ed alle formalità complesse e
talvolta irrazionali". "Un recente studio del ministero per lo
Sviluppo economico - continua Campana - ha reso noto che il tempo medio per la
realizzazione di un'opera pubblica è di 11 anni. Dalla decisione amministrativa
di realizzare una struttura al momento di utilizzo da parte dei cittadini
passano 11 anni. Ma non basta. Gli 11 anni sono una media tra i 4 anni per
lavori di piccole dimensioni, 7 per medie dimensioni ed un tempo indefinito, ma
sempre lunghissimo, per le opere più rilevanti. Ma le lentezze burocratiche non
bastano, ci sono enti locali che per "ospitare" indifferibili
infrastrutture di necessità generale non solo richiedono, come giusto, un
impatto ambientale ridottissimo, ma pretendono, in aggiunta, scuole o parchi,
case e strade con ampi e fantasiosi ventagli di richieste. Infine, ci sono i
comitati "contro tutto e contro tutti". Intendiamoci, ogni cittadino,
da solo o insieme ad altri, ha il sacrosanto diritto di esprimere il proprio
parere e di essere ascoltato. ma chi governa, esaminati tecnicamente tutti gli
aspetti, ha il dovere di scegliere e di perseguire la scelta senza
tentennamenti. Negli Stati Uniti, dove non mancano le contestazioni, questo
fenomeno è etichettato con una frase molto centrata: "non nel mio
cortile". Quindi, pur senza dirlo espressamente ma trincerandosi dietro la
bandiera della tutela dell'ambiente o di altre istanze, strade e ferrovie,
centrali o cave, per non parlare di discariche, vanno sì realizzati, ma solo
nel "cortile" altrui". "Nel programma del nuovo Governo è
esplicitamente previsto che il tempo delle "non decisioni" e del
rinvio è finito. Mi pare che anche il Paese abbia preso le distanze da chi,
quasi sempre per motivi egoistici, vuol rallentare sviluppo e progresso -
conclude il presidente Giuliano Campana -. Nel programma di Governo del
presidente Berlusconi, nonché in quello dell'attuale opposizione, l'importanza
di questi temi era primaria e la necessità di offrire una soluzione ai primi
posti. Sulla necessità di premere l'acceleratore, per ridurre i ritardi
accumulati nelle infrastrutture e nell'ammodernamento delle città, c'era una
piena e generale condivisione".
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
CARPI
pag. 15 "Pannelli solari bocciati per l'estetica" SOLIERA, LAPAM E
CNA ATTACCANO IL COMUNE CONTRO LO SMOG Un tecnico installa pannelli solari su
un tetto. A Soliera una delibera comunale blocca queste soluzioni ? SOLIERA ?
"E' ASSURDO vietare l'installazione di pannelli solari, pannelli
fotovoltaici e pompe di calore sui fabbricati civili e industriali solo per
ragioni estetiche, quando invece è consentito installare ad esmpio un
condizionatore dell'aria". Lo affermano Cna e Lapam di fronte ad una
delibera della giunta comunale di Soliera che vieta, appunto, l'installazione
di questi dispositivi "e proprio nel momento in cui viene sollecitata
anche a livello nazionale l'incentivazione dell'utilizzo di energie alternative,
tra cui quella solare". "CI PARE che la decisione della giunta
comunale solierese vada contro il buon senso ? incalzano Cna e Lapam ? e
soprattutto vada a frustrare le intenzioni di quanti hanno l'intenzione di
investire per tutelare l'ambiente. Ci troviamo insomma di fronte all'ennesimo
caso di una burocrazia che fa
sentire il suo peso vessatorio su imprese e cittadini". PER QUESTE RAGIONI
le due associazioni artigiane chiedono al Comune "di modificare al più
presto questa delibera dando intanto la possibilità di utilizzare in modo
ampio, senza tanti ostacoli, le superfici dei tetti dei fabbricati industriali
per la produzione di energia elettrica attraverso i pannelli fotovoltaici,
fornendo invece incentivi alle imprese che vogliano mettere e disposizione
della comunità le proprie strutture, perché risulta risibile che le zone
industriali o artigianali di Soliera, Limidi e Sozzigalli possano essere
ritenute 'deturpate' dalla presenza di pannelli solari sui tetti dei
fabbricati". c.p. Image: 20080511/foto/4864.jpg.
( da "Nazione, La (Firenze)" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
CULTURA
& SPETTACOLI pag. 34 ? VIAREGGIO ? ZUCCHERO vuole lo Stadio dei Pini per un
grande concer... ? VIAREGGIO ? ZUCCHERO vuole lo Stadio dei Pini per un grande
concerto versiliese nella prima decade di agosto e la nuova giunta comunale
farebbe carte false per farlo cantare. Ma c'è di mezzo l'agibilità
dell'impianto sportivo, da anni appesa a proroghe e rinvii della messa a norma
definitiva. Per questo il sindaco Luca Lunardini appena eletto ha messo in moto
la commissione di vigilanza sul pubblico spettacolo. Zucchero ha chiesto
all'amministrazione comunale di tenere il concerto l'8 o il 10 agosto: sarebbe
un'occasione storica per Viareggio, dove da anni non si tengono grandi
concerti. Per lo meno, non eventi da 10-15 mila spettatori, che non possono
essere ospitati alla Cittadella del Carnevale. Le ultime occasioni sono state
lontane: Roberto Benigni, Renato Zero, Back Street Boys. Il nuovo sindaco di
centrodestra, alle prese con una stagione turistica a rischio, vorrebbe tentare
la carta immediata delle grandi attrazioni e per questo ha
messo in moto la macchina della burocrazia. Oltre a Zucchero, sono stati avviati contatti col promoter
Mimmo D'Alessandro per riportare a Viareggio il Summer Festival, ma anche in caso
d'accordo l'evento ricadrebbe sul 2009. Invece la città potrebbe riprendersi
qualche ribalta televisiva se andranno in porto le intese avviate con la Rai
del nuovo corso berlusconiano.
( da "Provincia Pavese, La" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
MIRADOLO
- CAMPORINALDO La denuncia di un residente: "Strada pericolosa,
intervenite" MIRADOLO. Una protesta lunga almeno trent'anni. A lamentare le lungaggini della burocrazia è il professor Tiziano Malabarba, originario di Miradolo Terme e
residente a Milano, che attende da almeno tre decenni che venga messa in
sicurezza la strada che attraversa l'abitato di Camporinaldo: "Si tratta
dell'ex Statale 234, ora provinciale, che conduce al Comune di Chignolo Po -
spiega - Ho segnalato più volte, negli anni scorsi, la pericolosità di
questo tratto, soprattutto per i pedoni. Non ci sono protezioni e le macchine,
che passano spesso a velocità elevata, rischiano di investire qualcuno. In
passato, ho contattato personalmente anche l'Anas e la stessa Amministrazione
comunale, ma senza risultati: sembrava impossibile chiarire chi fosse
responsabile di questa strada. L'ex sindaco Marazzi aveva fatto a suo tempo
costruire un marciapiede, ma si è trattato di un palliativo. In caso di
incidente, non serve certo a riparare i passanti". Proprio un incidente,
verificatosi il 27 aprile scorso, ha spinto di nuovo il professor Malabarba a
chiedere l'intervento dell'amministrazione competente: "Un automobilista
ha abbattuto un palo dell'Enel - spiega il professore - che, cadendo, si è
schiantato sulla mia abitazione. Non ero a casa, ma i vicini mi hanno
raccontato l'accaduto. Ovviamente, a parte l'arrabbiatura per il danno subito,
mi sono preoccupato del fatto che ci fosse stato qualche ferito. Questa volta è
andata bene, ma la prossima? Torno a ripetere che, prima che ci scappi il morto
e ci si ritrovi a piangere sul latte versato, è opportuno che il Comune
intervenga per chiarire a chi competono i lavori di messa in sicurezza".
La richiesta di Malabarba non ha comunque intenzioni polemiche: "Vorrei
semplicemente evitare che, in questo continuo rimpallare di responsabilità fra
Enti pubblici di vario livello, ci andasse di mezzo qualche inerme
cittadino". (mel.b.).
( da "Eco di Bergamo, L'" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Tempi
troppo lunghi per il rilascio dei permessi di soggiorno in gran parte motivati
oltre che dall'eccessiva burocrazia anche da un numero insufficiente di addetti a tale procedure. Un
problema sicuramente non nuovo, ma proprio per questo le associazioni degli
immigrati presenti nella nostra provincia e alcune strutture sindacali, tra cui
la Cub, la Fiom-Cgil e l'Anolf-Cisl, hanno chiesto e ottenuto di essere
ricevute dal questore di Bergamo per trovare possibili soluzioni o quantomeno
arrivare a uno snellimento dell'iter. Il faccia a faccia tra i rappresentanti
degli extracomunitari e alcuni sindacalisti da un lato e dall'altro il questore
Dario Rotondi, accompagnato dal dirigente dell'Ufficio immigrazione Anna Maria
Villano e dal vice Francesco Accetta, si è tenuto ieri mattina in via Noli. La
novità più significativa emersa durante l'incontro riguarda la riorganizzazione
del servizio agli sportelli, annunciata dal questore, che prenderà il via a
partire da giugno. "Il nodo più importante da sciogliere ? ha sottolineato
Mirco Rota, segretario provinciale Fiom-Cgil ? riguarda la tempistica sul
rinnovo dei permessi di soggiorno. Gli immigrati vorrebbero poter ottenere la
documentazione di cui hanno bisogno in tempi ragionevoli, senza dover
aspettare, in un clima di grande incertezza, dei mesi e il più delle volte
oltre un anno". Nell'incontro in questura è stato purtroppo evidenziato
che "attualmente non ci sono ancora dei segnali in grado di ipotizzare una
riduzione di questi tempi". L'attesa per ottenere le pratiche richieste
risulta oggi ancora piuttosto lunga in quanto vincolata a meccanismi
legislativi e quindi burocratici, accentuati dalla carenza di organico. Senza
contare che la questura ha comunque una serie di compiti quotidiani da
affrontare e quindi non può dedicare tutte le proprie risorse alle esigenze
degli immigrati. È comunque positivo che le parti abbiano deciso di istituire
un tavolo tecnico, che sarà convocato periodicamente per cercare di risolvere
almeno i problemi più ricorrenti. "Il quadro politico è preoccupante ? ha
aggiunto Mirco Rota ? così come qualche atteggiamento assunto da taluni Comuni
bergamaschi. Però ritengo ci sia attenzione da parte della questura ai problemi
degli immigrati". "A giugno ? ha annunciato il questore Dario Rotondi
? cambieremo le modalità di accesso del pubblico ai nostri sportelli per
evitare attese estenuanti e code interminabili. Ridurre subito i tempi per il
rilascio dei permessi di soggiorno non è possibile, ma riuscire quantomeno a
razionalizzare l'affluenza può già rappresentare un piccolo successo. Un
segnale che conferma come ci sia grande attenzione, da parte nostra, verso gli
immigrati proprio perché rappresentano una notevole risorsa". Francesco
Lamberini.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL CANTIERE
Rondò di Villarazzo, ruspe al lavoro con 2 anni di ritardo CASTELFRANCO. E'
destinata a chiudersi la lunga odissea dell'incrocio tra la Regionale 53 e la
Regionale 245, che sarà sostituito da rondò. Venerdì dopo due anni di rinvii
sono iniziati i lavori. Si tratta del primo stralcio della trasformazione in
rotatorie dei quattro semafori della circonvallazione. La 53 è una delle strade
più trafficate della regione, un asse fondamentale sia per i normali
spostamenti degli automobilisti sia per il trasporto delle merci. Il traffico è
sostenuto a tutte le ore e i quattro semafori agli incroci con via Montebelluna
di Salvarosa, via San Pio X, via Bella Venezia e via Valsugana costituiscono
blocchi insormontabili. Da ciò nacque la richiesta del Comune alla Regione,
proprietaria della 53, di trasformare i quattro incroci in altrettante
rotatorie. L'operazione fu prevista per stralci e il primo avrebbe dovuto
essere quello riguardante l'incrocio di via Valsugana, alle porte di
Villarazzo. I lavori avrebbero dovuto iniziare nel giugno 2006, secondo il
cronoprogramma stabilito nella conferenza di servizi di Venezia. Ma le
procedure di esproprio comportarono tempi più lunghi del previsto e l'opera è
stata via via rimandata. Lo scorso anno le variazioni al progetto imposte dalla
Regione fecero ripartire da zero gli espropri, a cui seguì un disguido sulla
proprietà di un terreno. Una giungla di burocrazia, che ha rimandato l'avvio dei
lavori di mese in mese fino allo scorso febbraio, quando il Comune riuscì
finalmente a consegnare tutto nelle mani di Veneto Strade. Seguirono oltre 3
mesi di inspiegabile attesa, fino a venerdì pomeriggio, quando la prima ruspa è
finalmente comparsa all'incrocio. (l.z.).
( da "Messaggero Veneto, Il" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Udine
"Avanti anche senza la Regione" IL DG LEONARDI E IL NUOVO IMPIANTO L'Udinese
non intende rinunciare al nuovo stadio Friuli. Con o senza il contributo della
Regione, il direttore generale dei bianconeri, Pietro Leonardi ha assicurato
che il progetto per realizzare un impianto futuristico andrà avanti. E poco
importa se a parere del vicepresidente dell'Udinese, l'avvocato Stefano
Campoccia "i 30 milioni di euro promessi da Illy sono un tassello
fondamentale per dare il via al nuovo stadio". Perché - ha detto Leonardi
- "lasciare i nostri tifosi sotto l'acqua al giorno d'oggi è ridicolo e
vergognoso e quindi se la Regione non vuole intervenire faremo diversamente.
Vorrà dire che invece di realizzare un impianto da 137 milioni ne realizzeremo
uno da 100. Andremo avanti anche senza soldi pubblici, questo è sicuro, anche
se dovremo percorrere strade diverse". Leonardi non nasconde però che le
parole di Tondo non sono piaciute alla dirigenza bianconera e nemmeno ai tifosi
che hanno fatto sentire la loro voce attraverso il sito www.udineseblog.it per
criticare la scelta del nuovo presidente della Regione. "Quello che non
capisco - ha detto Leonardi - è perché invece di preoccuparsi di risolvere i
problemi c'è qualcuno che continua a fare campagna elettorale anche quando la
campagna elettorale è finita. Personalmente ritengo che gli amministratori e i
politici eletti debbano rappresentare la gente e fare delle scelte per conto
cui poi devono assumersi le responsabilità". "Se la Regione deciderà
che il nostro progetto per il futuro dello stadio, che è un'opportunità di
sviluppo per un intero quartiere e più in generale per tutto il Friuli, non
merita un sostegno economico, ne prenderemo atto ha proseguito - . Quello che
chiediamo più di tutto non sono i contributi, ma la
possibilità di operare con rapidità senza essere rallentati dalla burocrazia. Per quanto ci riguarda
saremo pronti ad avviare il progetto anche subito. E il Comune è sintonizzato
sulla stessa lunghezza d'onda". I tifosi dell'Udinese quindi, secondo
Leonardi, possono dormire sonni tranquilli. Anche sul fronte della licenza
Uefa. "Lunedì la documentazione necessaria sarà già sul tavolo di
chi la deve valutare - ha concluso Leonardi - , siamo certi che la situazione
si risolverà nell'arco di cinque giorni". (c.r.).
( da "Adige, L'" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
La
storia Lei restauratrice d'arte, lui rappresentante: hanno aperto "La
Mangiona" in via Paoli Cambiamo vita e facciamo le pizze gigi zoppello
Diciamo la verità: almeno una volta, nella vita, abbiamo tutti sognato di
cambiare lavoro e metterci in proprio. Ma poi, come
racconta Luigi Furini nel suo esilarante libro "Volevo solo vendere la
pizza", ci sono di mezzo burocrazia, difficoltà e incognite. Uno si scoraggia. Loro, invece, ci sono
riusciti: Chiara Mariotto (nella foto di Anna Da Sacco) e Paolo Prandini,
marito e moglie, di Besenello, hanno aperto da poche settimane la pizza al taglio
"La Mangiona" in via Paoli. "Effettivamente - ci spiega
lui - il carico burocratico c'è, ma era previsto. Tutti e due avevamo già
lavorato in proprio, quindi eravamo pronti. Io facevo l'agente di commercio ma
l'ultima ditta per cui lavoravo ha chiuso e mi sono trovato a guardarmi
intorno". "Io invece facevo la restauratrice d'arte lignea"
spiega Chiara. Crocifissi del Trecento e altari del Settecento. Ma la crisi li
ha colpiti entrambi: "Nei nostri settori la crisi si è fatta sentire, e
allora prima di essere scoraggiati del tutto, abbiamo deciso di fare il salto,
a cavallo dei 50 anni di età. Sì, è stata una scelta coraggiosa". Non è,
però, che si sono improvvisati pizzaioli: "Diciamo che avevamo esperienza
casalinga. L'idea della pizzeria ci è nata perché entrambi amiamo mangiare
bene. A me piace il pane e lo facevo in casa - spiega Paolo - e lei ha sempre
avuto la passione della cucina. Inoltre io ho origini emiliane, mi è sempre
piaciuta la cultura del cibo sano e buono". Interviene Chiara: "Lì da
lui hanno un culto per gli ingredienti buoni, per il pane...". Paolo
conferma: "Fa parte della mia cultura, e vedo che la gente apprezza".
Perché aprire a Rovereto? "Abbiamo tre figli, vengono a scuola qui... era
naturale, da Besenello si gravita qui. E poi Rovereto è meno inflazionata di
Trento. Abbiamo cercato un po', poi abbiamo trovato il locale giusto. Devo dire
- spiega Chiara - che siamo stati accolti con una grandissima simpatia ed
entusiasmo da parte dei commercianti di via Paoli. Sono venuti a trovarci, a
chiedere come va, a fare gli auguri. Un inizio entusiasmante, davvero". Ma
il locale, in sè, non basta. Quel che conta è il prodotto. "Facciamo due
tipi di pizza - spiega Paolo - quella alta e quella bassa". Inevitabile la
domanda: qual'è meglio? "Ci sono sempre stati due partiti - afferma lui
con filosofia - e diciamo che dipende. La pizza bassa è più di moda fra i
giovani. Quella alta ha la sua valenza e i suoi estimatori, e va meglio per
l'asporto: se la porti a casa e la metti in forno, rinviene come appena
fatta". La restauratrice, intanto, si mette a impastare: "Prima di
aprire il locale, ho studiato. Mi sono guardata intorno e mi sono iscritta alla
Scuola Italiana Pizzaioli, a Caorle. Dieci giorni, ottanta ore di lezione
pratica e teorica, un corso con i fiocchi". Cosa c'è da imparare, di
teorico? "Invece è importante - spiega Chiara - perchè tu puoi essere
bravissimo a fare le pizze, ma devi anche capire cosa stai facendo, quali sono
i meccanismi, e come correggere eventuali difetti della pasta. In tanti fanno
pratica nelle pizzerie, ma la teoria non la insegna nessuno. Con noi ad esempio
lavora Edmond, un pizzaiolo con una lunga esperienza. La fa buonissima, ma
quando fa la pizza non ha la minima idea del perchè si faccia in un modo o
nell'altro". La verità è che non esiste una pizza uguale all'altra:
"Dipende dal tempo che fa, dall'umidità dell'aria, dalla temperatura. Ogni
giorno è una sfida. Però puoi intervenire e correggere. Ma non solo: la cosa
fondamentale sono gli ingredienti" dice Chiara. "La nostra idea è
quella di fare la miglior pizza di Rovereto. All'insegna della genuinità, degli
ingredienti non artefatti - spiega Paolo - il che vuol dire, ad esempio, usare
farina, acqua, olio e lievito. Non certi mix industriali già pronti che ti propinano.
Certo, magari costa di più, ma noi vogliamo fare le cose per bene. Ci teniamo a
fare la pizza con amore, come quando ce la facevamo in casa per noi". Il
vero segreto, però, è la lievitazione. Conferma Paolo: "C'è gente che mi
dice: a me la pizza sta indigesta. Io spiego loro che se la pizza viene fatta
lievitare tutto il tempo che serve, cioè 48 ore, non è indigesta. È indigesta
se la fai lievitare 12 o 24 ore... è una questione di processi enzimatici. Lo
dico sempre: venite a provare la nostra e poi ditemi". Pizza per tutti,
quindi, in via Paoli. "Ma non solo - dicono Paolo e Chiara - visto che
dall'autunno proveremo altri prodotti da forno, come quelli emiliani, e alcuni
dolci semplici". 11/05/2008.
( da "Repubblica, La" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina
IV - Milano A San Paolo, Niguarda e Mangiagalli resta il limite di 22
settimane. "Ma così è la scienza a deciderlo" Stop al Pirellone,
medici soddisfatti "Bocciata la guerra ideologica alla 194" Anna
Maria Marconi "Assurdo imporre la firma di due medici per procedere
all'aborto. Tanta burocrazia è solo punitiva per le donne" LAURA ASNAGHI "Ben venga
la sospensiva del Tar". Negli ospedali milanesi è stato accolto con favore
il provvedimento del Tribunale amministrativo regionale che, dopo il ricorso
della Cgil, impone uno stop alle linee guida del Pirellone sulla 194, la legge
sull'interruzione volontaria della gravidanza. In attesa di conoscere il
testo dell'ordinanza del Tar, che sarà reso noto domani, l'assessore regionale
alla Sanità, Luciano Bresciani, ribadisce che "ci siamo limitati ad
applicare la 194, garantendo la libertà delle donne", mentre il presidente
Formigoni non esclude l'ipotesi di fare ricorso contro la sospensiva. Se il
Pirellone affila le armi sulla 194, negli ospedali si parla invece di un
"importante risultato raggiunto" con lo stop delle norme regionali,
anche se nella pratica il limite dell'aborto terapeutico fissato a 22 settimane
resta tale e quale e indietro non si torna. "Ormai da anni in molti
ospedali nessuno fa più aborti alla 24esima settimana perché il feto rischia di
nascere vivo - spiega Anna Maria Marconi, primario al San Paolo, dove 9 medici
su 20 sono abortisti - . Il limite delle 22 settimane resta valido e non si
tocca. Ma questa decisione nasce, come abbiamo spiegato in più occasioni, da
valutazioni medico scientifiche, che in molti hanno cavalcato
politicamente". Le linee guida della Regione sulla 194 bocciate dal Tar
non riguardano infatti solo il limite a 22 settimane per l'aborto terapeutico,
restrizione sostenuta anche da Claudio Fabris, il presidente della Società
italiana di neonatologia. Nelle norme bocciate c'è molto di più, e l'aspetto
che aveva suscitato malumori e polemiche tra i camici bianchi pro-194 è
l'inghippo burocratico che impone, per il via libera all'aborto, la doppia
firma di due medici abortisti, con la controfirma del primario del reparto.
"Questa prassi, per noi medici, suona quasi come un insulto e in più
moltiplica le difficoltà per le donne - continua Anna Maria Marconi - . Forse i
politici non sanno che tutte le scelte dei medici sono sempre e comunque
condivise con i primari. E poi che bisogno c'è di una seconda firma di un
medico abortista? Questa è solo burocrazia a carattere
punitivo, nulla di più, con danni incredibili nei piccoli centri, dove spesso
c'è solo un medico abortista". Anche al Niguarda, dove le interruzioni di
gravidanza sono garantite da 5 medici su 17, nulla cambia sul fronte delle 22
settimane. Al Niguarda, come del resto alla Mangiagalli che dal
( da "Repubblica, La" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina
XI - Milano Trent'anni di 180 Il parco delle cose folli Paolo pini, il manicomio
che diverte e fa cultura A trent'anni dalla legge Basaglia nell'ex-ospedale
milanese dei pazzi sono nati un ristorante, un ostello e un teatro dove
lavorano anche persone con disagi psichici ANNA BANDETTINI La prova è questo
posto strano e affascinante, sprofondato tra le storiche casette di Affori, nel
nord della città, in via Ippocrate 45 che è il Paolo Pini: un tempo simbolo
crudele di detenzione (nella metà degli anni Cinquanta c'erano oltre mille
matti), oggi è diventato un luogo di incontro, divertimento, lavoro, un luogo
speciale per bellezza e senso profondo. Ci sono voluti più di dieci anni per
riconvertire l'area enorme del "manicomio di Milano" ma soprattutto
per spezzare la diffidenza, la paura, i dubbi e lo scetticismo della città, per
convincere "gli altri", quelli di fuori, che al Pini accadevano cose
importanti. Per tutti. Oggi nei vecchi padiglioni funziona un ostello a prezzi
contenuti e il bar-ristorante. C'è il piccolo giardino botanico, gli uffici
della cooperativa Olinda che, nelle stanze dei vecchi reparti, con pazienza e
intraprendenza gestisce, organizza e inventa le varie attività di questo vero e
proprio "sistema culturale" nell'ex manicomio a cui sta per
aggiungersi una novità importante, il Teatro Cucina, realizzato dalle ex-cucine
e dalla mensa degli operatori del manicomio. "Un luogo di forte identità
che andava lasciato come era. L'abbiamo solo ripulito, reso meno rigido",
spiega l'architetto Carlo Carbone. Il Teatro Cucina inaugurerà martedì (vedi
box) con una festa di tre giorni per la città offrendo l'occasione di
festeggiare e ricordare la legge Basaglia nei giorni esatti del suo compleanno.
"Il modello per noi tutti è stato Trieste, il centro della riforma
basagliana. L'obiettivo che ha guidato tutto quello che abbiamo fatto qui al
Pini è fare qualcosa che ha senso per la città e per chi ha problemi psichici.
Qualcosa che possa creare delle prospettive per i malati. Ma anche per i
"sani". L'idea cioè è combinare progetti per la città (spettacoli, il
ristorante...), e per chi ha problemi psichici che qui trova un lavoro, un
luogo di socialità", spiega Thomas Emmenegger, psichiatra svizzero,
artefice con Rosita Volani e altri volontari della Cooperativa Olinda di tutto
quello che è successo al Pini dalla metà degli anni Novanta. Sì, perché a
Milano la legge Basaglia non è stata fulminea, persa in
lungaggini e burocrazie anche inspiegabili. Ancora nel '92, per esempio, al
Pini si ricoveravano malati, solo nel '94 iniziano i primi timidi tentavi di
apertura, e la chiusura definitiva del manicomio non arriva prima del
( da "Giornale.it, Il" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
N. 112
del 2008-05-11 pagina 42 Sulla Tav non vogliamo l'elemosina dell'Europa di
Paolo Granzotto Caro Granzotto, sono un affezionato divoratore della
concretezza e profondità delle sue risposte sempre azzeccate. Mi consenta
quindi di non essere d'accordo quando lei sembra dare un giudizio di inutilità
alla realizzazione della Tav Torino-Lione, argomentando che la linea attuale è
sottoutilizzata e che la sua mancata realizzazione non inciderebbe granché sui
tempi totali della percorrenza del futuro corridoio 5. Un solo argomento mi
trova d'accordo: la priorità rispetto al tratto Trieste-Torino, anche se è un
argomento simile a quello del commerciante che, rimproverato da un amico per
non avere ancora aperto il negozio, risponde: "non vorrai che apra quando
nessuno sta aspettando che io apra!". Il fatto è che in Italia ognuno
trova mille scuse per proteggere la propria ignavia. Sette coltivatori di
asparagi di Bassano bloccano per anni la Pedemontana; la piccola proprietà
contadina e l'amore per la villa nella campagna veneta rendono biblici i tempi
di realizzazione del passante di Mestre. A Napoli nessuno vuole le discariche e
così i napoletani vivono in un'enorme discarica; il ponte di Messina non si
deve fare perché c'è la mafia e via dicendo. La Tav Torino-Lione si finanzia
perché c'è il tratto francese e la Francia sa come imporsi e ottenere fiducia e
rispetto dei cittadini. Quindi in questa circostanza bisogna capire i burocrati
di Bruxelles: i soldi si danno a chi li sa e li vuole adoperare. Penso che se
cediamo anche su questo punto, faremo un altro passo indietro nella nostra
credibilità in Europa. Non demordo, caro Della Francesca. È un fatto che qui da
noi bastano sette coltivatori di asparagi di Bassano per bloccare la Pedemontana.
Ed è un fatto che l'alta velocità ci costa, per chilometro, il sestuplo di
quanto costa in Francia o in Ispagna. Questo perché anche il più piccolo borgo
che verrebbe a trovarsi nei paraggi della costruenda linea minaccia barricate,
presidi di mamme con bambini e relativo blocco dei lavori se in cambio non gli
si costruisce un centro polifunzionale, una piscina olimpionica e una sala
congressi. Il tratto Milano-Napoli dell'Autostrada del Sole fu portato a
termine - con tutto il valico appenninico - in sei anni. Anche
allora burocrazia e borghi
si misero di mezzo. Ma nessuno ne tenne conto e i lavori procedettero a
dispetto degli uni e degli altri. Oggi in sei anni non si tira su nemmeno un
ufficio postale. Per venire a noi, un governo che cede - come ha ceduto il
precedente - alle sarabande dei "no tav" è un governo del piffero.
Resta il fatto, però, che la Lione-Torino è l'ennesima bufala rifilataci
dall'Europa. E non mi tiri fuori l'argomento dei contributi e dunque del costo
zero. L'elemosina comunitaria copre appena il 12 per cento del costo totale
dell'opera, a carico nostro, di noi contribuenti. Soldi che non sarebbero
buttati a condizione d'aver prima realizzato la Torino-Trieste e la
Milano-Taranto (o Reggio). Ovvero d'aver prima, nel pieno rispetto delle
direttive europee e del tracciato dei suoi "corridoi", sistemato le
cose entro i confini. Fatto ciò si accontentino pure i milioni e milioni di
lionesi che agognano di raggiungere velocissimamente Torino. E i milioni e
milioni di torinesi che aspettano, con la valigia in mano, di riversarsi
velocissimamente su Lione. Mi creda, caro Della Francesca: così facendo la
nostra credibilità in Europa non scemerà ma, al contrario, ne guadagnerà.
Diranno, a Bruxelles: perbacco, 'sti italiani! Stavolta non siamo riusciti a
farli fessi. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Tirreno, Il" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'amministrazione
comunale contesta gli esiti degli esami a Motrone: in quel periodo c'erano dei
lavori "La bandiera blu? Ce la riprenderemo" Bacci e Galli: le
analisi del mare adesso sono positive, la Fee ci ripenserà LUCA BASILE
PIETRASANTA. La Bandiera Blu negata? L'amministrazione comunale non riesce a
farsene una ragione. "Ci spetta: abbiamo tutti i parametri in regola,
siamo un comune virtuoso per servizi e balneabilità e i 3 campionamenti, datati
2007, che avevano evidenziato il superamento dei livelli microbiologici, sono
stati poi smentiti da analisi successive dall'esito favorevole. Mai avuto, a
differenza di altri, problemi di balneazione e gli ultimi campionamenti,
risalenti alla scorsa settimana, hanno ribadito lo splendido stato di salute
del nostro mare"" certificano Pietro Bacci, funzionario delegato
dell'ufficio ambiente del Comune e Dante Galli, dirigente responsabile del
settore. "A breve sarà valutata la nostra posizione: produrremo la
documentazione necessaria e siamo ottimisti per un ripensamento della Fee -
l'organismo che assegna la bandiera blu - per quanto riguarda Marina",
rilancia Adamo Bernardi, capo-gabinetto dell'ufficio del sindaco. Per il
momento però fanno fede quelle analisi effettuate, nel maggio 2007, al fosso di
Motrone e ancora nello specchio d'acqua di Tonfano dove la soglia relativa ai
coliformi fecali risultò oltre il parametro lecito. "Come da normativa
l'Arpat ha ripetuto le analisi che, come detto, hanno prodotto risultati nella
norma per tutto il litorale. Risultati che però la Fee, causa un regolamento a
nostro avviso contraddittorio, non ha preso in considerazione. Quello che deve
emergere - insiste Bacci - è che il nostro mare non ha mai avuto alcun tipo di
problema, perché la legge prevede, in caso di campionamento negativo, appunto
nuovi rilievi in mare e se questi rilievi producono parametri nella norma, non
esiste problema di balneazione. Sembrerà un paradosso ma con l'attuale
regolamento a firma Fee un litorale può vedersi assegnare la Bandiera Blu anche
in caso di un problema di balneazione". Ma perché quei campionamenti
negativi a Motrone? "A nostro avviso, nella prima rilevazione ha inciso la
presenza, in quel periodo, di forti piogge e lavori di arginatura al fosso Motrone,
mentre negli altri due campionamenti, ancora Motrone e Tonfano, vista la
distanza fra le due zone oggetto di esami, è possibile pensare ad errori
tecnici di laboratorio. Comparando, poi la media dei risultati delle analisi
sulle acque di balneazione di Pietrasanta, nel 2007, emerge un quadro più che
rassicurante del mare di Marina, addirittura migliore di comuni vicini che
comunque hanno ottenuto il vessillo della Fee - chiarisce Bacci - tutto questo
per ribadire che non ci sono problemi sul nostro litorale e
che è una burocrazia,
restrittiva alla voce parametri e non in linea con la normativa di riferimento,
ad averci escluso dall'assegnazione". Anche se la partita, per dirla con
le parole di Galli, "resta tutta da giocare. Ci sono aspetti da chiarire.
Marina merita la Bandiera Blu ed è quindi giusto e doveroso discuterne nelle
sedi preposte".
( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di
ILARIA STRINATI La prima forma di discriminazione, quella più strisciante,
arriva dall'apparato burocratico: moduli, permessi, certificati. Un rebus di
carte sempre più complesso da districare, tant'è che il 35 per cento degli
immigrati che si sono rivolti allo Sportello antidiscriminazione dell'Arci di
Rieti - in funzione da un anno - lo ha fatto per avere informazioni sulle
possibilità di regolarizzare la propria permanenza in Italia e sulle modalità
di assunzione di cittadini stranieri. Il 15 per cento cercava lavoro
(nonostante si trattasse di un servizio non previsto dal progetto), il 5 per
cento indicazioni sin merito ad un rifiuto avuto su una richiesta di assegno di
invalidità, il 5 per cento informazioni sulla partecipazione al bando pubblico
del Cotral riservato solo a italiani. Ma c'è poi un'ampia fetta di stranieri -
40 per cento - che hanno chiesto all'Arci aiuto per il riconoscimento dei
titoli di studio. In quest'ultimo caso si è trattato "soprattutto di donne
laureate, quasi tutte impiegate nel settore dell'assistenza agli anziani",
ha spiegato la responsabile dello Sportello, Anna Matteocci, in occasione della
presentazione del rapporto "Lo Stato da garante a discriminante" che
ha visto anche la partecipazione di Luisa Laurelli, presidente dalla
commissione sicurezza della Regione Lazio. "Dopo molti anni di lavoro in
Italia in un settore totalmente estraneo alla loro formazione molte persone
tentano di utilizzare il titolo di studio per trovare un lavoro più
interessante ma l'iter è lungo e costoso". Venti i casi trattati
complessivamente dagli operatori dell'Arci. E dietro ad ognuno c'è una storia
da raccontare. Come quella di un albanese di 35 anni sbarcato in Italia dieci
anni fa, senza documenti e con una laurea in geologia. E' finito a fare il
pastore a Posta, dove viveva in una baracca. Dopo qualche anno ha trovato posto
in un'impresa edile come muratore e un contratto che gli ha permesso di
ottenere il soggiorno. Ha provato a far riconoscere il
proprio titolo di studio ma i costi e la burocrazia lo hanno convinto a lasciar perdere e a continuare a fare il
muratore. Anche se in realtà il suo contratto è nel settore agricolo e se ha un
incidente non può dichiararlo perché lui in quel cantiere non dovrebbe proprio
esserci. "La storia di quest'uomo, come quella di tutte le persone che
abbiamo intervistato - riferisce Anna Matteocci - mostra come i diritti
siano qualcosa di troppo distante dalla vita reale e quotidiana di molti
migranti". Anche in una realtà piccola come Rieti dove le presenze
straniere, secondo gli ultimi dati dalla Caritas, hanno toccato quota 7.500.
"Per questo - ha rimarcato Valentina Roversi (presidente Arci) - è assurdo
elemosinare finanziamenti per organizzare corsi di italiano che rappresentano
il primo passo per l'integrazione".
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
SALSOMAGGIORE
11-05-2008 CONSIGLIO PROVINCIALE PEDRONI E CONTI "Vincoli
e burocrazia nel Parco
dello Stirone" II I consiglieri provinciali di Forza Italia, Manfredo Pedroni
e Bruno Conti, presentano al consiglio provinciale un'interrogazione circa il
Parco Fluviale dello Stirone. Pedroni e Conti chiedono perché "alla
richiesta di alcuni agricoltori della zona in data 27 marzo 2008 di avere un
incontro con l'amministrazione provinciale e i comuni di pertinenza per
discutere le problematiche inerenti alle criticità, conseguenti alla gestione
dell'Ente Parco", non sia ancora stato organizzato tale incontro. Una
serie di problematiche attanagliano gli agricoltori: l'ecces - siva burocrazia per ottenere permessi e autorizzazioni, il blocco
delle attività sportive e ricreative nel Parco e l'eccessiva presenza di
animali nocivi che nuocciono alle coltivazioni, nonchè un inquinamento visivo
certamente non degno di un'area protetta. Forse, considerano Pedroni e Conti,
"non si considera positivo instaurare un rapporto collaborativi con gli
abitanti residenti all'interno del Parco Fluviale dello Stirone, soggetti a
vincoli ambientali, o non si considera necessario un incontro tra i comuni di
Salso, Alseno, Vernasca e Fidenza, il presidente dell'ente parco ed gli
agricoltori".
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di LUCA
BENEDETTI Di certo c'è il Tar che decide, di certo c'è un regolamento da
rispettare, di certo ci sono i nomi delle squadre. Si chiamano
"Ceccanibbi" e "Falconi" e nasce la storia di caccia che
esce da una cena come tante e infila una guerra di posizione tra avvocati e
ricorsi. Davanti a una buona bottiglia si celebra l'accordo con una stretta di
mano: due squadre che diventano una ("Ceccanibbi e i Falconi"). Si dice
per superare il limite di 35 iscritti per comporre la squadra, si promette di
sottoporre il caso all'assemblea dei due gruppi ma chi corre verso il ricorso
dice che così non è successo. La stagione incalza, i regolamenti fissano
regole, scadenze e paletti, l'assemblea per decidere arriva, ma lì scoppia il
caso. C'è chi sventola l'accordo per il grande gruppo, chi non lo prende in
considerazione. E le assemblee si moltiplicano, come le maggioranze che
certificano una convivenza impossibile sotto lo stesso tetto. Non mancano, come
ogni love story che si spezza, puntate mica male visto che alcuni iscritti alle
squadre chiamati a votare per il matrimonio o il divorzio, vengono indicati,
nei verbali, con i soprannomi. Il Tar dirà che non si può. Alla fine vengono
scelti due capisquadra e ogni squadra si iscrive per la stagione di caccia. I
nomi sono fotocopia e "Ceccanibbi e i Falconi" campeggia in tutte le
richieste per poter fare le battute. Il divorzio consensuale è l'uovo di
Colombo per cacciare felici e contenti. Tutto a posto? Neanche
per sogno perché nella bagarre tra cinghialari ci mette un piede anche la burocrazia. E così le due squadre che
non si sono unite, vengono iscritte una dall'Ambito territoriale di caccia
numero 3 (Terni-Orvieto) e un'altra dall'Ambito territoriale di caccia numero 2
(Perugia). Ogni ambito che iscrive una squadra esclude l'altra, con lo stesso
nome ma caposquadra diverso. Roba da mal di testa e una beffa: quel
matrimonio che doveva essere celebrato per raddoppiare forze e capacità di fare
le battute, non ha dato i figli sperati. I fucili si inceppano, la carta
bollata deborda fino a che il Tar non ci mette una pezza. Bocciato l'Atc n.3,
via libera alle scelte dell'Atc Perugino, un caposquadra(Sergio Moriconi,
difeso dall'avvocato Marzio Vaccari)che festeggia e il rivale che perde.
Vincono e perdono "Ceccanibbi e i Falconi", stesso nome, amore
tramontato e divorzio consumato nel nome del dio cinghiale.
( da "Libertà" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Rubato
libretto universitario: "Che ve ne fate? Ridatemelo" Borgonovo - Cosa
se ne faranno i ladri di una borsa piena di libri di ingegneria e di un
libretto universitario? Se lo chiede Filippo Galvani studente di Borgonovo
iscritto all'università di Pavia: la sua speranza è che i ladri gli facciano
riavere il maltolto. "Nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi -
racconta - i ladri hanno visitato la mia abitazione. A tal proposito un
consiglio che mi è stato rivolto, anche se coi buoi già fuori dalla stalla. Mai
lasciare le chiavi nella serratura: se vogliono entrare, almeno dovranno sudare
molto di più. Gli intrusi sono stati messi in fuga dal mio allarme repentino e
hanno avuto modo di sottrarmi "solamente" la borsa che uso per i miei
impegni universitari. L'aspetto simpatico del fattaccio è che dentro c'erano i
libri di studio di una materia a me poco gradita: se se la vogliono sbrigare
loro al posto mio ben venga. Ma oltre ai libri, la borsa conteneva il mio
libretto universitario. Il valore morale e affettivo che attribuisco a
quell'oggetto è elevato, quindi faccio appello alla galanteria di questi
signori: visto che non vale nulla, perchè non fare il gesto di farmelo
ritrovare in qualche modo? Mi risparmierebbero un bel po'
di burocrazia e li
considererei dei ladri gentiluomini". In merito Galvani riporta
l'esperienza di impiegata alle Poste della madre: "Tante volte, in un passato
relativamente prossimo, ha recapitato a qualche malcapitato documenti rubati,
dei quali i ladri non sapevano che fare. Per farli ritrovare venivano
lasciati nelle cassette postali. Questa consuetudine è sempre più rara. Che
tristezza, non ci sono più i ladri di una volta... O forse qualcuno è
rimasto?" 11/05/2008.
( da "Corriere della Sera" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere
della Sera - MILANO - sezione: Grande Milano - data: 2008-05-11 num: - pag: 10
categoria: REDAZIONALE Il costruttore "Sesto sta perdendo una grande
occasione" "Area ex Falck? I progetti rischiano un nuovo stop"
Pasini: l'intervento di Piano non si farà mai "Questa era la città più
industrializzata del Nord, la città del lavoro per eccellenza. Ora rischia di
rimanere indietro" Sono trascorsi cinque mesi da quando Renzo Piano
illustrò la sfida insita nel suo progetto per la riqualificazione dell'ex area
Falck davanti al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ospite della ex
Stalingrado d'Italia: da "città delle fabbriche" a "fabbrica
delle idee". Piano mostrò un progetto audace che mixava negozi, residenze e
uffici, ma anche centri di ricerche, università, giovani al lavoro e un vivaio
di imprese. E a distanza di cinque mesi Giuseppe Pasini, il nonno dei
costruttori sestesi, che qui arrivò da San Donà di Piave nel '51, negli anni
del dopoguerra e della ricostruzione, denuncia: "Sesto sta perdendo il
treno. Era la città più industrializzata del Nord, la città del lavoro per
eccellenza. Ora rischia di rimanere indietro". A chi gli chiede la ragione
di tanto pessimismo, Pasini risponde secco: "Non si farà mai il progetto di
Piano. Ma sarebbe opportuno che il nostro sindaco ci dicesse cosa sarà
dell'immensa area ex Falck". Sembra saperla lunga quest'uomo che, alle
scorse comunali, ha accettato all'ultimo minuto di correre con una lista civica
sostenuta dal centrodestra, candidato sindaco contro il sindaco uscente Giorgio
Oldrini. "Stupido io a non candidarmi prima e ad accettare di scendere in
campo con una coalizione che non riusciva a mettersi d'accordo", dice
oggi. E la sa lunga perché l'area ex Falck, dieci anni fa, l'aveva comprata
lui. "Non mi hanno dato le concessioni che chiedevo, 600 mila metri
quadrati di superficie lorda, più 150 mila di recupero di vecchie strutture.
Dopo 3 anni l'ho dovuta vendere a Risanamento di Zunino, perché i costi per
tenere ferma un'area erano esagerati. Sono un costruttore non uno
speculatore". E ora, dopo altri sei anni, aggiunge, "sono convinto
che anche Zunino passerà la mano. Non hanno dato niente neppure a lui anche se,
perlomeno, hanno trattato. Ma quel progetto, 25 torri di 28 piani… è quello che
serve a Sesto? ". La sua preoccupazione, confida, prima ancora come
cittadino che come costruttore, è "sapere cosa immagina il sindaco per
l'area degli ex stabilimenti. Non si muove foglia. E mi preoccupo, perché a
questa città ho sempre voluto bene. Qui sono nati i miei figli e i miei nove
nipoti". Non è più il tempo dei sogni. "Sono vecchio - dice Pasini -,
anche se ho l'impressione di essere giovane non sono più un ragazzo, vorrei
vedere il cambiamento, quella città metropolitana che portò l'ex sindaco di
Milano Albertini a convincere Banca Intesa a trasferirsi qui, nell'area ex
Marelli". Altro progetto affogato nella palude della burocrazia e delle beghe politiche.
Sempre sua l'area ex Marelli? "Sono un imprenditore. Avevo comprato
l'area, fatto un progetto, un concorso di idee. Vinse Albini. Tutti dissero:
bello, molto bello. Si è tirato a campare, niente concessioni. Nel 2003
è cambiato ammini-stratore delegato e Banca Intesa ha cambiato strategia e non
ha più decentrato a Sesto il suo cuore operativo". Poi è toccato a Sky.
C'era chi, come l'ex sindaco di Sesto, Filippo Penati, aveva intuito per la sua
città l'importanza di Milano città metropolitana. E ora c'è alle porte l'Expo.
"Possiamo noi perdere il treno, dormire sugli allori? Sesto non può rimanere
fuori". Giuseppe Pasini costruendo case, non lo nega, ha fatto i
quattrini. "Ma ho sempre costruito per il piacere di lavorare. E per
cambiare in bello la mia città". Ripete, con orgoglio, che "se c'è
qualche bel fabbricato a Sesto è perché l'abbiamo fatto noi, io e i miei
fratelli. L'Abb, le Medtronic, la General Electric, l'Alitalia, tutta la via
Carducci". E l'amore per la loro città i Pasini l'hanno manifestato anche
nella squadra di calcio, la Pro Sesto, presidente Elisabetta Pasini, "Abbiamo
dato le scuole alla città quando non ce n'erano e i nostri figli facevano i
doppi e tripli turni. Abbiamo vissuto la vita della città noi Pasini. Il mio
appello, ora, è che l'amministrazione non perda altre possibilità. Suoni la
sveglia a Sesto ". La fabbrica L'area ex Falck di Sesto dovrebbe essere
riqualificata nel segno dell'architetto Renzo Piano. Nel tondo, l'imprenditore
immobiliare Giuseppe Pasini Paola D'Amico.
( da "Libertà" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Bene
occupazione e esportazioni. L'importante ruolo dell'imprenditoria femminile di
PIER CARLO MARCOCCIA "Il
( da "Corriere della Sera" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Spettacoli - data: 2008-05-11 num: - pag: 38
categoria: REDAZIONALE La figlia di Agamennone Di Scanno "rilegge"
Kadaré: testo ambiguo, bello spettacolo Allegoria del socialismo reale di
FRANCO CORDELLI S empre per continuare il discorso sul Sessantotto, ho tra le
mani un rosso libretto in quell'anno pubblicato dalla casa editrice Naim
FrashËri di Tirana. è intitolato Poemi e poesie scelte, ne è autore Ismail
Kadaré. Come tutti sanno, a un certo punto della sua vita Kadaré se ne andò a
Parigi e ivi da poeta si trasformò in narratore. In particolare, si trasformò
in narratore allegorico. Le sue allegorie erano tutte denunce del regime
tirannico di Enver Hoxha. Con ogni evidenza, nell'animo del giovane scrittore
era avvenuta una metamorfosi. Prima, come poeta, in Le aquile volano alto (al
Partito del Lavoro nel XXVmo anniversario) scriveva: "Questo mio canto/Per
te/Nel suo venticinquesimo autunno/ Sia/Quale purpurea rosa sulla canna del
fucile". L'ultimo verso è Sessantotto allo stato puro. Non vi fa pensare
agli hippies? Forse spiega la metamorfosi di Kadaré: da un punto di vista
poetico, le allegorie pirandellianamente funzionano "come tu mi
vuoi". "Anche noi verremo,/ I poeti del realismo socialista,/ Con in
tasca un quaderno di poesie": versi simili possono essere rubricati come
errori di gioventù. Ma le allegorie no, le allegorie sono altra cosa. Ciò che
si riteneva rivolto a sinistra era rivolto a destra, o viceversa. Alla fine
dello spettacolo La figlia di Agamennone messo in scena da Claudio Di Scanno,
proprio mentre a Siracusa va in scena l'Agamennone eschileo, incontro due
giornalisti albanesi venuti apposta a Pescara per assistervi. Sono consapevoli
che la posizione di Kadaré si può definire ambigua. Ma, così dicono, i suoi
romanzi hanno il merito di aver posto all'attenzione del mondo il problema
dell'Albania. Lo difendono a spada tratta. In quanto a me, riferisco tutto ciò
perché mi considero un cronista, nella fattispecie un cronista di guerra - sul
fronte del teatro: in guerra contro le rendite di posizione e contro le lobbie
(drammaturgico-letterarie e produttive). Forse Kadaré è, egli stesso, una rendita
di posizione. Ed è sicuramente a causa delle lobbie che non conoscevo Claudio
Di Scanno. In quell'allegoria che è La figlia di Agamennone s'infiltra, come
viene detto nel testo, un'analogia. Poiché un uomo è ai
vertici della carriera all'interno della burocrazia socialista, c'è una figlia (come Ifigenia) che si deve
sacrificare, c'è un sacrificio che si deve compiere, il sacrificio dell'amore:
così ci viene raccontato da un altro uomo, che di quella ragazza era fidanzato.
Questo il nocciolo della faccenda. Inutile dica come una tale allegoria
potrebbe essere letta in modi molteplici, da destra e da sinistra. Però Di
Scanno, che viene dal Terzo Teatro e che ha elaborato una sua poetica
tutt'altro che ambigua, ha capacità di visione. In uno spazio cadente, tutto
bianco, una casa povera e tuttavia sfarzosa, che potrebbe essere greca o
albanese, si muovono i personaggi, nei loro diversi sembianti (è impressionante
l'apparizione di Stalin). Quadri di superne autorità vengono appesi e staccati
dalle pareti, rose si disfano misteriosamente, topi meccanici sbucano dal
sottosuolo; e poi una donna ubriaca, un uomo disperato, specchi e bandiere in
ogni dove, uno scheletrino sullo sfondo, il socialismo reale o lo stesso autore
che, sempre in termini allegorici, ci parla di un'aquila (come nella poesia!)
che finisce col divorare se stessa. Forse manca, in senso concettuale, una
sintesi; ma lo spettacolo ha una sua indubitabile potenza, in specie per merito
dei tre interpreti, la sofferta Susanna Costaglione, l'istrionico Roberto Negri
e, alla viola, Irida Mero. Spazio Alici di Pescara In scena Susanna Costaglione
e Roberto Negri (Foto Carlo Pavone) La figlia di Agamennone di Kadaré/Di
Scanno.
( da "Arena.it, L'" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
IN BICI
A PECHINO.Lasciato alle spalle l'Iran Gianni Sirotto e Renato Ciravegna
proseguono il loro viaggio verso la Cina Nel Turkmenistan vietato La capitale
ha le strade a quattro corsie ed è ben illuminata, appena fuori si torna al
Medio Evo Prosegue senza intoppi il viaggio in bicicletta di Gianni Sirotto
e Renato Ciravegna, che sono partiti a metà febbraio da Verona con l'intenzione
di raggiungere Pechino. I due biker si sono lasciati alle spalle l'Iran. Ecco
il racconto di Sirotto. --------------------------- Dopo giorni di attesa per
il visto siamo entrati in Turkmenistan, fino a pochi anni fa chiuso agli
stranieri, pagando una tassa di ingresso di 24 dollari, passando da un medico
per il controllo sanitario e rispondendo alla curiosità di poliziotti e
doganieri. Iniziamo così una bella discesa per arrivare nella capitale Ashgabat
(
( da "Arena.it, L'" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nel Turkmenistan
vietato La capitale ha le strade a quattro corsie ed è ben illuminata, appena
fuori si torna al Medio Evo Prosegue senza intoppi il viaggio in
bicicletta di Gianni Sirotto e Renato Ciravegna, che sono partiti a metà
febbraio da Verona con l'intenzione di raggiungere Pechino. I due biker si sono
lasciati alle spalle l'Iran. Ecco il racconto di Sirotto.
--------------------------- Dopo giorni di attesa per il visto siamo entrati in
Turkmenistan, fino a pochi anni fa chiuso agli stranieri, pagando una tassa di
ingresso di 24 dollari, passando da un medico per il controllo sanitario e
rispondendo alla curiosità di poliziotti e doganieri. Iniziamo così una bella
discesa per arrivare nella capitale Ashgabat (
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Prov
Sulcis Pagina 2045 Iglesias. La proposta della Cna al Comune per favorire la
nascita di nuove attività produttive "Un fondo di garanzia per le
imprese" Iglesias.. La proposta della Cna al Comune per favorire la
nascita di nuove attività produttive --> Non è facile avviare un'attività,
né farla sopravvivere. Soprattutto quando ci si scontra con le difficoltà per
ottenere un finanziamento. Lo sanno bene gli imprenditori che, seppure armati
di entusiasmo e ottime idee, vedono fallire i propri progetti per mancanza di
fondi. Nasce da questa consapevolezza la proposta della Cna, la Confederazione
nazionale dell'artigianato, che si rivolge all'amministrazione comunale per la
creazione di un fondo di garanzia a sostegno dello sviluppo locale.
"Questo fondo - spiega Carlo Loni, segretario Cna del Sulcis Iglesiente -
servirà per offrire alle banche la restante parte delle garanzie richieste che
non possono essere offerte dai consorzi fidi. Non sono quindi cifre che
l'amministrazione deve materialmente spendere, ma solo impegnare". Il
rappresentante dell'associazione degli artigiani fa un esempio concreto,
supportato da alcuni dati: "Supponendo che il Comune garantisca l'investimento
per il 50 per cento e il Consorzio fidi per il restante 50 il progetto può
andare avanti tranquillamente senza che l'imprenditore debba ipotecare i beni
di famiglia o chiedere costosissime fideiussioni a destra e a manca". Si
tratta di una proposta concreta che, se accolta dall'amministrazione, darebbe
una boccata d'ossigeno alla categoria. "Fare investimenti al giorno d'oggi
per avviare o potenziare e rinnovare un'attività è sempre più difficile - aggiunge Carlo Loni - Troppa la burocrazia, troppi i lacci e lacciuoli a cui gli imprenditori, nuovi e non,
devono far fronte. Per non parlare del rapporto, ostico da sempre in verità,
con gli istituti di credito. Per ottenere un finanziamento bisogna far fronte a
tutta una serie di impegni, spesso e volentieri personali".
L'intervento dell'amministrazione permetterebbe alle imprese di lavorare con
maggiore tranquillità. "Se solo il Comune decidesse di impegnare una somma
pari a centomila euro, uniti alle garanzie offerte dal consorzio fidi per
ulteriori centomila euro, si sarebbe in grado di garantire investimenti dai due
ai tre milioni di euro". CINZIA SIMBULA.
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Viva la
crisi quando serve a muovere le acque. Anche in quel mondo orafo che è da
sempre cassaforte dell'economia vicentina, per altro bisognosa di profondi
lavori con cui adattarsi ai tempi. Meno volumi e più qualità, meno marketing e
più talento, meno opulenza e più grazia, meno computer e più manualità, meno
glamour e più famiglia. Tutti valori che appartengono ad Adelina Scalzotto,
artigiana con bottega-laboratorio da poco trasferita in piazza Matteotti dopo
dodici anni di vetrine su Santa Caterina. Tanto da farla segnalare alla giuria
del Premio Donna bandito dall'Inner Wheel di Padova, con cerimonia il 17 maggio
in un ristorante della provincia.Quarant'anni abbelliti dalla tipica leggerezza
di chi, creando, non invecchia mai, e moglie di un avvocato con cui ha messo al
mondo tre splendidi bimbi, questa inesauribile inventrice di "gioie"
trasparenti e giocose parla della sua avventura fra uno scambio con la preziosa
assistente Daniela Paolucci, un'occhiata al pc carico di foto, e la classica
telefonata di una nonna baby sitter. Braghe nere e golfino bianco con banda
rossa sono quanto basta per intonarsi alla lucente franchezza degli occhi
verdi, e al brio del taglio corto, da donna che a pettini e trucco riserva il
minimo.- Signora Scalzotto, cosa significa questo riconoscimento?"Una
sensazione molto piacevole, anche perché totalmente inattesa. Sono state alcune
clienti a segnalarmi, senza che io sapessi nulla".- Si vede che se lo
meritava."Di sicuro è un premio alla mia resistenza".- Ci
spieghi."Oh, è cominciata subito, non appena decisi di mettermi in
proprio, una dozzina di anni fa. All'epoca l'oro era quotato 11mila lire al
grammo, ma già si parlava di crisi. Infatti nessuno mi incoraggiava a partire.
Oggi l'oro costa quattro volte di più, e attorno a me vedo facce molto più
cupe".- È ancora convinta della sua scelta?"A volte, di fronte ai
conti di fine mese, mi chiedo se ne valeva la pena. Per fortuna mio marito
continua a darmi fiducia, a insistere che questa è la strada giusta".- E
che strada è?"Nasce dalle mani che ho ereditato da mio padre Luigi,
operaio alla Lowara di Montecchio con un'eccezionale passione per il
modellismo. Il suo tema prediletto è il mondo contadino, e in casa ha una
stanza-museo piena di trebbiatrici, trattori, macchine agricole".- Quando
era ragazza pensava già all'oro per le sue mani?"Neanche per sogno, e
nemmeno lo desideravo come regalo".- Finché..."Dopo avere provato la
via della scultura, mi diplomo alla Scuola d'Arte e Mestieri di Vicenza e trovo
posto da apprendista in un laboratorio orafo".- Lì cosa scopre?"Che i
gioielli sono un prodotto troppo maschile, ideato da uomini per i quali i
preziosi diventano doni da esibire, da far indossare a donne come vistosi status
symbol di ricchezza. Al limite possono anche essere prodotti in serie se
servono a un riconoscimento di tipo sociale".- La sua alternativa qual
è?"Ecco qui un diaspro siciliano. Il rappresentante ne aveva portati sei,
ma io ho scelto solo questo, perché il disegno creato dalla Natura sul silice
mi ricordava un quadro astratto. Gli ho applicato una montatura d'argento e,
per farne un pendaglio, ho creato un gioco di fili marrone e viola uniti da una
chiusura molto bizzarra. Adesso è in vetrina, in attesa della persona che,
guardandolo, lo riconoscerà come una cosa fatta per lei e basta".- Senza
temere di vederne un altro in giro, dunque."In dodici anni ho realizzato
solo pezzi unici, tanto che li riconosco sempre alla prima occhiata, se ne vedo
in giro. E come fossero miei figli".- Quanti ne ha fatti in tutto questo
tempo?"Diverse migliaia, non sono più in grado di contarli".- Mai
avuta la tentazione di produrre in serie?"No, e credo sia stata la mia
fortuna. Nel mio giro di conoscenze tutti quelli che lo hanno fatto, hanno
chiuso".- Perché?"Perché lavorare per conto terzi distrugge la
creatività e, non appena si profila la crisi, nessuno ti paga più".-
Meglio la sua trincea, allora?"Per lo meno si alimenta attraverso il
contatto personale con gli acquirenti. Non ho bisogno di andare in giro a fiere
per vendere gioielli come questa collana di perle d'acqua dolce, o questo
smalto in rame".- Ha forse bisogno di clienti danarosi?"Anche questa
tradizione dell'oreficeria intesa esclusivamente come lusso è qualcosa contro
cui combatto da sempre. Io mi rivolgo a chi, per fare un regalo, ha migliaia di
euro da spendere, ma anche a quanti cercano orecchini d'argento da 35 euro. In
qualsiasi pezzo c'è sempre dentro la mia anima".- Ma mercato e anima vanno
d'accordo?"Chissà, di sicuro ci vorrebbe un'organizzazione migliore, per
capirlo".- A cosa si riferisce?"Per esempio a
quel castigo che si chiama burocrazia. Non è pensabile passare mezze giornate di lavoro correndo da un
ufficio all'altro, e compilando carte che non servono a migliorarti la vita.
Per non parlare di certe iniziative".- Quali?"Prendiamo il corso
sulla sicurezza. Scopro che, secondo la legge, sono tenuta a frequentarlo,
anche se ho una sola dipendente. E, tanto per incoraggiarmi, chi lo
organizza mi chiede perché mai ho deciso di farlo. Come fossi lì per
divertimi".- Fortuna che c'è la famiglia."La mia è meravigliosa,
anche se per mandare avanti il laboratorio ho passato tre maternità attaccata
al telefono, a parlare con Daniela e i clienti".- Impossibile
mollare?"Devo dire che, in questo impegno continuo, oltre alla durezza,
c'è anche la bellezza del mio lavoro. Che si basa sul dialogo, sulla curiosità,
sulle possibilità infinite offerte dalla materia alla creatività".- Ha
cambiato qualcosa una vetrina su un luogo così centrale come piazza
Matteotti?"Potenzialmente è stato un trasferimento carico di implicazioni
positive. Ma è anche vero che al giorno d'oggi l'economia è come paralizzata e,
anche quando può spendere, la gente ha paura di farlo".- Pentita di
essersi buttata sui gioielli?"No, soprattutto perché l'ho fatto nel
momento in cui smettevano di essere un regalo obbligato, buono per Natale, il
compleanno o San Valentino. Adesso sono i telefonini ad avere occupato questo
posto, mentre i preziosi sono diventati una scelta fra le tante. Qualcosa di
libero, che fa decisamente per me".- Anima, libertà, creatività: signora
Scalzotto, con lei è inevitabile tornare a certe parole."È una sfida
solitaria, lo so, e da sola posso perderla. Ma anche vincerla, come ripete mio
marito".Stefano Ferrio.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Dopo due
anni di attesa sono iniziati i lavori per la realizzazione della struttura per
decongestionare il traffico Una rotatoria in via Valsugana Il cantiere resterà
aperto per un anno. Bergamin: "Sarà realizzato anche un nuovo ponte sul
Muson" CastelfrancoDopo due anni di ritardo, i lavori sono partiti. Si
tratta di un'opera nevralgica per la viabilità castellana. La prima delle
quattro rotatorie necessarie per liberare la Circonvallazione di Castelfranco
da un traffico insostenibile, un traffico che non lascia scampo e che costringe
ad andare a passo d'uomo in una strada nata come arteria a scorrimento veloce.
L'opera è la rotatoria che dovrebbe essere realizzata al posto dell'incrocio
tra la Circonvallazione e via Valsugana, la strada per Villarazzo. Il cantiere è
stato aperto l'altro ieri. I lavori proseguiranno per circa un anno. "Si
tratterà di 265 giorni lavorativi - dichiara l'assessore ai lavori pubblici
Plionio Bergamin -. Si partirà dalla realizzazione di un nuovo ponte sul Muson
in prossimità della strada. Non ci dovrebbero essere particolari complicazioni
alla viabilità, dato che verrà mantenuto il doppio senso di marcia". I
lavori dovevano partire durante l'estate di due anni fa. L'appalto era stato
assegnato i primi di luglio del 2006. Poco dopo, teoricamente, doveva essere
aperto il cantiere. Ma all'epoca si era cantata vittoria prematuramente: i
soldi c'erano, i lavori sarebbero dovuti partire da lì a poco, ma si è arrivati
a maggio 2008 prima di vedere la prima ruspa al lavoro. L'opera è cofinanziata da
Regione Veneto e Comune di Castelfranco. Il finanziamento è così ripartito:
2.065.827 euro Regione, 516 mila euro Comune. La burocrazia aveva fatto saltare i piani.
Prima c'erano stati dei problemi con gli espropri dei terreni dei privati.
Successivamente, invece, si era dovuto fare i conti con un inghippo di
carattere burocratico che riguardava un terreno del Comune: in sostanza un
fazzoletto di terreno, un'area che per la precisione è di
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
CAVALLINO-TREPORTI
Assocamping contro Comune: "C'è un eccesso di burocrazia" Per l'Assocamping
l'amministrazione comunale di Cavallino Treporti è "troppo impastoiata
nella burocrazia della
propria macchina amministrativa". La denuncia è uscita dall'annuale
assemblea dei rappresentanti dei 30 campeggi di Cavallino-Treporti, strutture
di prima grandezza in Europa nel turismo all'aria aperta, capaci di fornire
alloggio e servizi a ben 65 mila ospiti al giorno, per un totale di 5 milioni
di presenze turistiche a stagione. É stato il presidente dell'Assocamping,
Armando Ballarin, a puntare il dito contro il funzionamento dell'apparato
comunale, in rapporto all'attività delle aziende turistiche. I costi per le
attività sociali hanno superato i 100mila euro, la metà circa del bilancio
annuale di un'associazione a carattere sindacalistico "che ha sostenuto
interventi diversi a favore della comunità - ha puntualizzato Ballarin - sia in
forma diretta, sia attraverso il Comune". Ma un po' tutti i soci di
Assocamping hanno manifestato il loro malcontento per il funzionamento
dell'apparato comunale, e dei servizi che interessano il turismo. Sotto accusa
l'adozione di norme e provvedimenti comunali giudicati inopportuni e nocivi per
i campeggi e le loro attività turistiche in generale: "Alcuni atti
dell'amministrazione comunale sono eccessivamente minuziosi, finalizzati più a
favorire l'ingerenza del Comune nella gestione delle attività economiche, che a
tutelare gli interessi generali della comuinità". Il riferimento è a
uffici comunali di settori diversi: urbanistica, edilizia privata, igiene
urbana, attività produttive, ambiente, impianti e lavori pubblici. "Tutte
materie - ha sottolineato Ballarin - che nel bene e nel male influenzano e
condizionano il funzionamento delle aziende e la loro capacità di tenere il
mercato".Egidio Bergamo.
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Diecimila
circa le richieste di rinnovo annue: a volte si tratta di una vera odissea
Impedire a qualcuno di guidare a volte è peggio che privarlo dell'uso delle
gambe. La questione si complica, in tema di rinnovo delle patenti, se ad essere
coinvolte sono persone che hanno già dalla loro invalidità o disabilità con cui
convivere. In provincia di Venezia la questione è quantomai calda, con le
associazioni di invalidi e disabili che hanno fatto fronte comune, accusando di
eccessiva severità la Commissione provinciale preposta. "Purtroppo ci si lamenta che noi facciamo medicina e non burocrazia", commenta Sergio
Lafisca, medico legale e presidente della Commissione provinciale patenti,
cercando di far luce sulle cause della discordia. Lafisca puntualizza che
quello del Veneziano non è un caso anomalo: su 10-11 mila richieste di rinnovo
annue, ne verrebbero bocciate un sette percento. "Siamo in linea
con la media nazionale e regionale - sottolinea Lafisca ma non è gradito che
facciamo controlli incrociati con la commissione invalidi, per avere un quadro
completo delle patologie". Secondo il presidente della Commissione
patenti, il problema va analizzato su due fronti: quello della sicurezza sulla
strada, e quello delle risposte di cui necessita chi è affetto da una
disabilità o da una invalidità. "Il principio fondamentale è che si deve
tutelare non solo chi vuole guidare, ma tutti coloro che viaggiano in strada
afferma Lafisca mentre la tendenza è quella di considerare l'automobile una
terapia". La Commissione si è più volte trovata davanti a certificazione
di specialisti ammorbidite rispetto a quelle che constatavano l'invalidità,
oppure soggetti che non si sottoponevano alle cure previste, mentre altrettanto
spesso si sono alzati i toni, fino a diventare vere e proprie minacce per i
medici. "Chi corre il rischio di vedersi togliere la patente ha sempre un
atteggiamento diffidente, aggressivo spiega il medico legale oppure non
riconosce deficit evidenti". C'è da dire però che per i disabili e
pazienti il rinnovo della patente si trasforma in una vera e propria odissea
fra ambulatori, con tempi lunghi e costi che superano facilmente i 300 euro,
dal momento che la normativa prevede che le visite specialistiche per il
rinnovo della patente debbano essere esclusivamente a pagamento. "Il
problema dei costi delle visite è reale, ma torneremo presto alla carica con il
nuovo Ministero alla Sanità come abbiamo fatto con quello passato rimarca
Lafisca si deve finire di considerare le visite per la patente un qualcosa di
accessorio perché, di fatto, è medicina preventiva". La commissione non
nega che non poter guidare possa mettere in seria difficoltà molte persone,
soprattutto anziane o residenti in piccole frazioni. "Bisogna parlare di
che risposte si vogliono dare, se concedere in modo indiscriminato patenti per
sopperire ad altre mancanze dichiara Lafisca oppure dare risposte a livello di
servizi sociali, come navette a chiamata al servizio di chi non può più stare
al volante".Giulia Da Lio.
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
In vista
dei Campionati europei di calcio 2012, sono previsti in Polonia ed Ucraina
forti investimenti nei settori della costruzione/ristrutturazione di strutture
sportive e turistiche, nel settore dei trasporti e del rifornimento di
energia.Per approfondire l'argomento ConCentro ha organizzato un seminario di
approfondimento sulle opportunità di investimento nei due Paesi.L'obiettivo del
progetto è quello di favorire ed intensificare i contatti tra imprenditori
della regione Friuli Venezia Giulia e dell'area in considerazione (Repubbliche
Baltiche, Polonia, Ucraina e Bielorussia), presentando le eccellenze del
territorio regionale.I settori particolarmente interessati nella prima
annualità del progetto sono costruzioni, legno-arredo e contract, meccanica,
ambiente, multi utilities, impiantistica, refrigerazione, condizionamento e
agroalimentare.Nell'ambito del progetto, ha detto Primo Pizzioli in qualità di
membro di giunta della Cciaa, saranno realizzate, in sinergia con iniziative a
livello regionale o nazionale avviate su tali aree da altri enti quali ICE e
Unioncamere, alcune azioni:una diffusa informazione alle imprese regionali
sulle potenzialità offerte dai Paesi, un servizio di assistenza e consulenza
individuale da parte di esperti attraverso il quale l'imprenditore potrà avere
informazioni "su misura" su problematiche societarie, fiscali,
opportunità commerciali, d'investimento e agevolazioni disponibili,
partecipazioni a fiere e missioni imprenditoriali con l'organizzazione di
incontri bilaterali tra imprese regionali ed estere.I settori particolarmente
interessati nella prima annualità del progetto sono costruzioni, legno-arredo e
contract, meccanica, ambiente, multi utilities, impiantistica, refrigerazione,
condizionamento e agroalimentare.Nell'ultimo anno nell'area dell'Europa
nord-orientale si sono registrati ritmi di sviluppo decisamente elevati, ed in
netta accelerazione rispetto all'anno precedente. Polonia e Ucraina non sono
più da considerarsi mercati prettamente produttivi ma anche di sbocco.Le
piccole e medie imprese edilizie che costellano il panorama pordenonese, al
rafforzarsi del mercato globale, hanno voglia e necessità di andare all'estero,
è intervenuto Valerio Pontarolo, Presidente del Collegio Costruttori Provincia
di Pordenone, ma da sole sarebbe difficile; il Collegio si sta perciò attivando
per capire quali sono le gare d'appalto a cui partecipare e costituire
associazioni temporanee d'impresa.Agnieszka Turek, consigliere economico
dell'Ambasciata Polacca in Italia, ha illustrato alcune caratteristiche
economiche della Polonia, sottolineando come nel Paese siano in forte crescita
Pil e consumi interni. Importante è la produzione di piastrelle, televisori e
yacht, esiste un forte polo automobilistico, e il sistema bancario e dei
servizi è ben sviluppato. Di contro manca manovalanza
semplice e la burocrazia è
ancora piuttosto complessa; grande interesse riveste il settore
dell'arredamento e del design, anche di lusso.La strategia nazionale per la coesione,
hanno illustrato i relatori dell'ICE Polonia, mira, entro il
( da "Stampa, La" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
AUTOSTRADA.
SI COMPLETANO GLI ESPROPRI Tunnel del Tenda Cn-At, cantieri ancora fermi Senso
alternato anche di giorno L'avvio dei lavori verso il capoluogo era stato
annunciato per maggio [FIRMA]ALBERTO PRIERI MONTANERA Cuneo resta lontana
dall'autostrada: maggio sarà il mese decisivo, ma per ora non si vedono
cantieri tra il capoluogo e il casello di Sant'Albano della Cuneo-Asti. Unico
indizio è la strada sterrata che dalla vecchia provinciale, poco oltre
Montanera in direzione nord, scende verso lo Stura. Arriva alla "Fag",
una cava privata. "Dove ora c'è quest'ufficio passerà la nuova autostrada,
siamo in fase di esproprio", dice Remo Filippi, amministratore della
"Fag". L'altro giorno ha ricevuto la visita dei tecnici
dell'Asti-Cuneo spa. Prima di mettere all'opera camion, ruspe e operai, la
nuova società sta completando la bonifica bellica (per legge vanno ricercati
eventuali ordigni inesplosi lungo tutto il tracciato) e ha quasi terminato
l'acquisto dei terreni. La strada che porta alla cava sarà quella utilizzata per
aprire il cantiere, così i mezzi pesanti non dovranno attraversare il centro di
Montanera. Bisogna fare presto: secondo il contratto, la Cuneo-Asti dovrà
essere completata entro l'11 febbraio 2012, vale a dire 4 anni dopo la
formalizzazione della "spa", di cui fanno parte Anas e imprese del
gruppo Gavio di Tortona, dov'è insediata la sede operativa. "A fine mese
il comitato di monitoraggio si riunirà per verificare la partenza effettiva dei
lavori nel tratto cuneese - dice Giuseppe Rossetto, sindaco di Alba e
presidente del comitato -: non vogliamo perdere altro tempo. Per questo i
progetti nell'area albese sono stati confermati". Sì alle gallerie di Alba
e Verduno, quindi, ma ci vorrà una nuova valutazione d'impatto ambientale.
"Il ministero dell'Ambiente e quello dei Beni Culturali chiedono
integrazioni - conferma il presidente della Provincia Raffaele Costa - avranno
tempo fino a settembre per giudicarne la validità: chiusa la procedura di
formazione del governo, convocherò parlamentari e consiglieri regionali per
chiedere di velocizzare la procedura". Entro la fine del mese il Consiglio
di amministrazione dell'Anas rilascerà l'autorizzazione finale alla costruzione
del lotto Cuneo-Sant'Albano. Il piano cave per garantire l'approvvigionamento
di materiale con cui preparare il fondo strada è già autorizzato: due sono i
siti previsti per l'estrazione a Montanera, uno a Sant'Albano. Lo scavo dei
tunnel nell'area albese richiederà più tempo: sarà eseguito da una sola grande
"talpa", che dovrà creare 4 trafori per due corsie di marcia e una
d'emergenza. E 4 anni potrebbero non bastare. Galleria del Tenda a senso unico
alternato sempre, giorno e notte. Per ora è un'ipotesi o meglio una proposta
dell'Anas condivisa francesi, ma potrebbe diventare realtà già entro l'estate.
Fra 10 giorni si riunirà la conferenza Italia-Francia e in quell'occasione sarà
analizzato il progetto. In sostanza il semaforo - ora funziona di notte e in
due fasce orarie (11-12 e 15-16) - sarebbe attivo sempre, con attese di 15
minuti. Obiettivo è migliorare la sicurezza nel tunnel costruito nel 1886.
"Si eviterebbero incroci di veicoli - dicono i tecnici Anas -. In questo
modo potrebbe essere nuovamente permesso il transito dei camion". Sul fronte della burocrazia manca l'ok da Roma per l'avvio dei cantieri. Teresio Delfino
(parlamentare Udc), firmatario di una proposta di legge per la ratifica
dell'accordo Italia-Francia sulla gestione del tunnel del Tenda: "Occorre
accelerare al massimo le procedure per un rapido avvio della costruzione del
nuovo tunnel". Intanto la galleria resta chiusa di notte per lavori
nel tratto francese, fino al 28 giugno, weekend esclusi. \.
( da "Stampa, La" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
LA
POLEMICA.ALLEVAMENTO NEL CAOS "Nel giro di dodici mesi persi 30 anni di
lavoro" La replica dell'Usl "Capre uccise
tardi" Tubercolosi e burocrazia E' scontro a Pontboset Stalla bloccata per un focolaio, strage
di animali [FIRMA]GIANPAOLO CHARRÈRE PONTBOSET "La mia azienda è bloccata,
non posso salire in alpeggio nemmeno con le mucche. Trent'anni di duro lavoro
perso in 12 mesi" dice Danilo Colliard, allevatore di Pontboset.
Risposta di Marco Ragionieri, direttore dell'Unità sanità animale: "La
situazione è in mano alla procura di Aosta, non sono state rispettate delle
ordinanze emesse dal sindaco". La vicenda riguarda un allevamento (in
parte gestito da Danilo Colliard e dal fratello Marco) di bovini e caprini. Di
mezzo c'è la tubercolosi, malattia che viene catalogata come
"zoonosi", che colpisce sia l'uomo sia gli animali. Già nel
( da "Stampa, La" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
In breve
il caso STORIA INFINITA Tutto da rifare a Cuorgnè per il restyling "Il
progetto va rivisto" Stop ai lavori del ponte ALESSANDRO BALLESIO E'
dall'alluvione del 2000 che si attende di mettere in sicurezza il viadotto
Soprintendenza: "Più rispetto dell'antica architettura" CUORGNÈ Gita
In Normandia e in Bretagna Dal 30 maggio al 4 giugno gita in Bretagna e
Normandia (comprese le spiagge del D day). Info Levador Viaggi 0124/26704.
Bollengo Carolina Angelo compie cento anni La Comunità di Bollengo festeggia
questa mattina Angela Carolina Angelo, che il 6 maggio ha compiuto 100 anni. E'
l'unica centenaria del paese, l'ultimo caso risale agli anni '70. Alla signora
Angela verrà consegnata una targa come ricordo dall'amministrazione comunale.
Ivrea Escursioni nel territorio In occasione delle "Settimane della
Cultura Scientifica 2008" l'Ecomuseo dell'AMI (Anfiteatro Morenico Ivrea),
vuole far riscoprire l'importanza che ricopre l'Anfiteatro Morenico come
testimonianza e archivio della storia del nostro pianeta. A partire da oggi ci
saranno una serie di escursioni. Locana Movimento Giovani Padani Nella sezione
Lega Nord di Locana sono stati fondati due gruppi del Movimento Giovani Padani:
uno per la zona di Locana e l'altro di tutto il resto del territorio
altocanavesano. Farmacie Aperte oggi per turno Sono di turno: Borgomasino (via
Torino 43), Burolo (via Lago di Viverone 3), Cuorgnè (piazza Resistenza 4), San
Giusto (via Libertà 1), Vico (via Novareglio 10).Troppo cemento? Mattoni troppo
moderni sulla facciata che lambisce il torrente Orco? Di certo c'è il
"no" della Soprintendenza ai beni architettonici che ha bocciato il
progetto della Provincia di Torino per il restyling del vecchio ponte di
Cuorgnè. Quello, per intenderci, dell'ingresso in città "da
cartolina": da un lato spunta la Filanda, dall'altro le torri medievali di
via Arduino. Tutto da rifare, dunque. Anche se l'assessore alla viabilità
Giovanni Ossola assicura: "Apporteremo soltanto qualche modifica al piano,
infatti siamo quasi in dirittura d'arrivo. Si tratta di particolari che non
possono bloccare a lungo l'inizio dei lavori". E' dall'alluvione 2000 che
da queste parti aspettano la messa in sicurezza del viadotto, danneggiato dalla
furia degli eventi: ma se per il consolidamento dei piloni di sostegno dovrebbe
essere questione di settimane (è un altro progetto: nei mesi scorsi la strada è
già stata chiusa per consentire i carotaggi), per la
rinnovata immagine del ponte i tempi della burocrazia suggeriscono di armarsi di santa pazienza. E di conseguenza -
salvo sorprese - le chiusure al traffico raddoppieranno: in estate, per dar
modo ai tecnici di rinforzare i basamenti del "nonno" dei viadotti
canavesani, più avanti (chissà quando) per la vera e propria metamorfosi.
Se verrà rispettato il progetto della Provincia: una carreggiata più larga, per
un totale di
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
GLI
EXTRACOMUNITARI "Dateci il diritto di voto, siamo qui per lavorare ma
anche per vivere" Doveri di pari passo con i diritti. Come il voto agli
immigrati, almeno quello amministrativo. Lo ha chiesto Mohamed Saady,
copresidente nazionale Anolf-Cisl. "Ma soprattutto omologando i contenuti
agi obiettivi delle leggi, eliminando le contraddizioni della legge Bossi Fini
che si ripercuotono su alcune tipologie di contratto della legge 30.
Sganciando, quindi, i permessi di soggiorno dalla durata del lavoro". Mohammed Saady ha puntato anche sui tempi eccessivi della burocrazia, che oggi rendono difficoltosi
i rapporti tra imprenditori e lavoratori e rischiano di alimentare le
scorciatoie della manodopera clandestina. "Siamo qui per lavorare, ma
dobbiamo anche vivere".E' il concetto espresso invece da Ivana Petryna in
rappresentanza delle bandanti che operano a Belluno. "Siamo sotto
una legge - ha spiegato - ma spesso anche senza leggi. Il nostro contratto è
molto particolare, i flussi con i quali veniamo in Italia non ci permettono di
lavorare in altri luoghi". Ma le bandanti "bellunesi" rivendicano
anche il fatto di poter avere una vita digitosa. "Non abbiamo alloggi
nostri, noi viviamo a casa degli anziani dove lavoriamo, chiediamo almeno un
posto dove incontrarci nelle poche ore libere. Fateci dei corsi ci lingua,
cucina, storia del vostro paese". Chiedono integrazione: "Abbiamo
sentito anche dire che al parco non siamo benvenute, ma che fastidio diamo?
Forse si dimentica che un anche voi italiani, come noi, oggi, siete andati
all'estero per lavoro".M.D.
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
SAN
GIORGIO DELLA RICHINVELDA L'incarico è stato affidato alla società Ambiente servizi
Rifiuti agricoli, accordo per la raccolta San Giorgio della RichinveldaÈ stata
la prima delibera della Giunta municipale guidata da Anna Maria Papais in
questo secondo mandato di governo di San Giorgio della Richinvelda: si tratta
dell'affidamento della raccolta dei rifiuti agricoli alla società Ambiente
servizi, di San Vito al Tagliamento, con la quale c'era già un accordo per lo
smaltimento generico dei rifiuti.Questo patto garantirà un duplice beneficio:
innanzitutto di tipo ambientale, perché eviterà che qualcuno possa pensare di
liberarsi del problema abbandonando il rifiuto agricolo in discariche non
autorizzate o peggio dove gli capita. Secondariamente ci sarà il beneficio in
termini di dispendio di risorse da parte delle aziende
agricole che a San Giorgio sono centinaia le quali non dovranno farsi carico di
alcun tipo di burocrazia,
ma dovranno unicamente consegnare lo scarto alla società che si occuperà di
tutto, compresa la compilazione praticamente gratuita (salvo una
compartecipazione di tipo economico poco più che simbolica) dei registri di
carico e scarico. Insomma, ambiente più curato e sburocratizzazione
dell'apparato.Il ritiro avverrà porta a porta, come già accade in numerosi
comuni della provincia di Pordenone, anche perché da tempo era già stato
vietato il conferimento diretto nelle piazzole ecologiche. L'unico adempimento
obbligato per le imprese interessate da questa che può essere considerata una
mini rivoluzione è la stipula di una convenzione non onerosa, come prevedono
gli accordi sottoscritti tra amministrazione comunale e associazioni di
categoria.Oltre all'esonero della tenuta dei registri di carico e scarico, gli
utenti non dovranno nemmeno presentare la comunicazione annuale Mud, a patto
che conferiscano la totalità dei rifiuti prodotti nel corso dell'anno alla
stessa Ambiente Servizi, conservando naturalmente copia del formulario
rifiuti."Siamo soddisfatti di questa soluzione ha commentato il
rinconfermatissimo primo cittadino perché garantisce tutele al territorio e un
importante supporto alle aziende, che non dovranno occuparsi di redigere
documentazioni di sorta, ma lasceranno il compito direttamente a chi si recherà
da loro per prelevare i rifiuti".Lor.Pad.
( da "Padania, La" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
PER LUI
UNA MISSIONE CERCA E DISTRUGGI Calderoli, cacciatore spietato di leggi inutili
Roma - L altra faccia del cambiamento, insieme alle riforme, è la
semplificazione, ovvero l eliminazione di leggi, regolamenti, adempimenti
burocratici e tutto quanto fa perdere tempo e denaro ai cittadini e al mondo
produttivo e imprenditoriale. Per questa ragione il ministero per la Semplificazione,
una novità di questa legislatura, affidato a Roberto Calderoli avrà un compito
complementare e parallelo a quello per il Federalismo e le Riforme di Umberto
Bossi. Il Senatur infatti dovrà realizzare quelle riforme indispensabili per
far ripartire il Paese e la sua economia, mentre il Coordinatore leghista dovrà
intervenire per semplificare, tagliare, eliminare i tanti centri di spreco
della macchina statale. Dalla burocrazia che soffoca
le attività produttive alla macchinosità complessa, e conseguentemente costosa,
degli apparati statali con strutture elefantiache ed obsolete. Delegificare e
semplificare, questo il difficile ma fondamentale compito richiesto a
Calderoli, un compito che Bossi ha sintetizzato con queste parole:
"Calderoli? Avrà il compito di semplificare un po la confusione, le cose
inutili, il coacervo delle leggi che rendono così difficoltosa la vita degli
italiani". In Francia il presidente Nicolas Sarkozy nei mesi scorsi ha
dato vita ad una commissione, guidata dal giurista Jacques Attalì incaricata di
mettere in cantiere le riforme necessarie per ammodernare il sistema
istituzionale transalpino e tagliare appunto i troppi sprechi che rallentano e
rendono dispendiosa l attività amministrativa. Il nuovo dicastero per la Semplificazione
avrà quindi una funzione analoga. Del resto lo stesso Calderoli conversando con
i cronisti ha definito il suo come il dicastero della Semplicità. "Il mio
ministero? Sarà cosa buona attesa da tutti gli italiani. Voglio ridurre le
leggi, voglio eliminare le burocrazie inutili, voglio fare le riforme che
servono ai cittadini perché è questo il ruolo che può avere la Lega", ha
spiegato qualche giorno fa il neo titolare di questo dicastero innovativo che
dovrà appunto sforbiciare nel groviglio delle oltre ventimila leggi attualmente
vigenti nel nostro ordinamento e nelle decine di migliaia di regolamenti che
intasano il corpus normativo. Un passaggio fondamentale, perché se da un lato
solo con il Federalismo il Paese può rimettersi in moto, dall altro è necessario
tagliare ed eliminare le troppe sacche di spreco, di assistenzialismo, di burocrazia
inutile, che gravano con costi enormi sulle casse statali e rallentano non solo
l attività amministrativa ma anche quella dei cittadini e delle imprese. Meno
leggi, meno burocrazia,
meno apparati statali, meno perdite di tempo e denaro: è quello che chiedono i
cittadini, insieme al cambiamento e alla riforme. Fabrizio Carcano [Data
pubblicazione: 09/05/2008].
( da "Provincia di Como, La" del 11-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
E' bello
guardare, appese al muro, certe immortali foto in bianco e nero. E' struggente
soffermarsi a pensare al passato e accorgersi che la tonalità dominante è
seppiata. Ma il mondo è a colori. Nei sogni di ciascuno di noi la vita, gli
amori, i figli, le gioie hanno la dolcezza pastello di un colore che le
accompagna. Persino il tramonto, in tutte le sue tonalità di malinconia, è a
colori. E allora benvenuti dentro la nuova Provincia tutta a colori. Più
pratica, più maneggevole, più leggibile, con più peso per il maggior numero di
pagine, di notizie, di opinioni. In definitiva più completa. Trenta milioni di
euro di investimento non sono propriamente noccioline. Ma questa terra meritava
un'attenzione così grande e i nostri lettori, che in numero sempre maggiore ci
scelgono tutte le mattine, meritavano questo gesto d'affetto. Un giornale
cambia e migliora quando sta bene di salute. E noi non ci siamo mai sentiti
così bene. Un giornale non è soltanto testimone del presente, non è soltanto
custode del passato. Ma deve essere soprattutto punto di riferimento per il
futuro di un territorio. Stimolo a guardare avanti, a interpretare meglio i
segnali che arrivano dalla modernità. Ci siamo, usateci come cannocchiale per
guardare meglio la vita che scorre fra villa Geno e Cernobbio, fra le colline della Brianza e i capannoni della Bassa comasca,
dove - nonostante le palle al piede delle infrastrutture, della burocrazia e di un'insopportabile
pressione fiscale - il genio e la fatica della nostra gente trovano nuove
strade per essere all'altezza (...) segue a pagina 12 11/05/2008.