HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
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tARTICOLI DELL’11-4-2008 #TOP
EconomiaInBreve
( da "Gazzetta
di Parma, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Colpa di tasse e burocrazia - - EconomiaInBreve TESORO Nuovo Btp a 15 anni Emissione da 4 mld Emissione da 4 miliardi di euro per il nuovo Btp a 15 anni: il titolo è stato collocato al prezzo di 99,135, corrispondente ad un rendimento annuo lordo all'emissione del 4,888%.
"Una
politica che crei sviluppo" ( da "Giornale di Calabria, Il"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: di una burocrazia farraginosa e di una tassazione eccessivamente aggressiva, sono sicuro che in Calabria ci sono tante energie fresche e di qualità pronte a mettersi in gioco per creare sviluppo, ricchezza e posti di lavoro". Fin troppo chiaro il fatto che per Vincenzo Speziali l'idea del cosiddetto posto fisso,
Più
fondi per monumenti e strade ( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: le necessità di allegerire la burocrazia e di puntare sullo sviluppo, anche tecnologico, dei servizi) lei l'ha sollevata quando ancora era segretario dei Ds. Adesso che si candida al Parlamento resta ancora convinto di questa emergenza? "Correre senza la sinistra radicale ci consente di essere più liberi nell'affrontare certi temi.
Comune
più trasparente ( da "Gazzetta di Reggio"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
"Snellire
la burocrazia, rendere trasparente l'amministrazione, mettere il sindaco e la
sua squadra a disposizione del cittadino 1 giorno a settimana. Tagliare i costi
della politica riducendo da
Meno
Irap e Iva sul turismo e pensioni legate ai costi veri
( da "Corriere
delle Alpi" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Alcuni pagano più tasse di quanti utili riescano a realizzare, ma tengono aperto perché qui l'impresa è di famiglia". Costo del lavoro, apprendistato difficile, burocrazia sono i nemici delle imprese e la Polidori si rivolge alle donne che non devono rinunciare a figli e anziani per lavorare. Essenziale anche la sicurezza dei lavoratori. (i.a.).
Benzina
agricola Richiesta anche via internet
( da "Gazzetta
di Modena,La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: inviare la domanda all'ufficio provinciale Uma, che esegue l'istruttoria e rilascia l'autorizzazione. L'iniziativa ha lo scopo di semplificare la burocrazia, snellire i tempi e rendere più agevoli per le aziende gli adempimenti amministrativi. L'indirizzo è http://agriservizi.regione.emilia-romagna.it/umawizard/jsp/index.jsp.
La
Casa del capitano è un cumulo di macerie
( da "Trentino"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è trascinata per cinque anni fra burocrazia ed aule di tribunale. Il reperimento dei fondi sul piano scolastico provinciale risale addirittura al 2003, assessore Claudio Molinari. Salvaterra, che gli è succeduto sulla poltrona di assessore provinciale, ha confermato l'investimento l'anno successivo: abbattuta la vecchia villa -che il comune aveva venduto alla provincia-
Governare
l'immigrazione senza buonismi ( da "Giornale di Brescia"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma le priorità sono altre. E il Palagiustizia? Bisognerebbe sferzare la burocrazia del Ministero della giustizia, che ci ha imposto una gara europea per gli impianti di sicurezza quando il Palagiustizia avrebbe già dovuto essere consegnato ai bresciani: una beffa.
Il
polo catastale aprirà i battenti lunedì 5 maggio
( da "Giornale
di Brescia" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: BUROCRAZIA E TERRITORIO Il polo catastale aprirà i battenti lunedì 5 maggio Dal 5 maggio apre i battenti il Polo Catastale di Brescia. Recentemente Costituito dal Comune, sulla scorta di un decreto della Finanziaria che ha stabilito di delegare ai Comuni le funzioni catastali, la Loggia ha deciso con le Amministrazioni di Bovezzo,
Morgan
Stanley boccia Pd e Pdl ( da "Milano Finanza (MF)"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: potenziare le infrastrutture e ridurre la burocrazia. Più nel dettaglio, sia Pd che Pdl puntano ad aumentare il potere d'acquisto delle famiglie riducendo le tasse per le fasce meno abbienti. Le differenze, sulla carta, sono minime: "Come prevedibile, la politica fiscale del centrosinistra ha un'inclinazione più redistributiva", spiega il report.
Confronto
tra Fogliardi Brancher e albergatori
( da "Arena,
L'" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Nel documento si avanzavano richieste nel campo della fiscalità, burocrazia, viabilità, manifestazioni e gestione delle acque. Non senza dimenticare il problema dell'ospedale di Malcesine con l'impegno rivolto ai due candidati, di "scongiurarne la chiusura". Entrambi hanno ribadito la necessità di un ospedale nell'alto lago.
Burocrazia,
spese inutili per 170 milioni ( da "Mattino di Padova, Il"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Cronaca Burocrazia, spese inutili per 170 milioni Gli industriali chiamano in campo i politici Peghin: "La "burotassa" ci sta soffocando" Della serie, come scialacquare la bellezza di 170 milioni di euro all'anno in costi burocratici e giornate perse di lavoro.
Governo
stabile per l'Italia ( da "Italia Oggi"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Quello di semplificare il mostro della burocrazia è un fatto non più rimandabile. Ricordo che il viceministro Visco negli ultimi due anni ha prodotto una sequela di nuovi odiosi adempimenti proprio per le imprese: dal reinserimento del registro clienti-fornitori a tutta una serie di vessazioni a scopo di controllo fiscale.
Le
trame dei film di prima visione ( da "Mattino di Padova, Il"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma a causa della burocrazia, della sfortuna o per qualche altra ragione, all'aeroporto nessuno li aspetta. Cercano di cavarsela da soli. LA ZONA (Spagna e Messico, 2007), drammatico di Rodrigo Plà Alejandro è un adolescente privilegiato che vive nella "Zona", quartiere benestante nel centro di Città del Messico, protetto da guardie private e circondato da alte mura.
Capitan
Ventosa da un mese con i liguri ( da "Secolo XIX, Il"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: disagi, inestricabili problemi della burocrazia. Più tardi, a partire dalle 15, lo studio mobile di Radio19 - che in questi giorni trasmette dalla Fiera Primavera - accoglierà i Sonohra, i due fratelli veronesi che hanno vinto l'ultima edizione di Sanremo Giovani; saranno intervistati da Giovanni Carrara.
Che
fine ha fatto mio fratello? ( da "Tirreno, Il"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Italia scontrandosi con il muro della burocrazia e dell'insofferenza. "E lei fa questa ricerca dopo 60 anni?", "Noi ci interessiamo solo degli ufficiali", si sente rispondere finché entra in possesso di un numero telefonico di Roma. "Ho chiamato anche lì - racconta il signor Sabatini - ma non hanno saputo indicarmi niente.
Laigueglia,
casa e turismo obiettivi dei tre candidati
( da "Secolo
XIX, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è anche lo snellimento della burocrazia nei rapporti con cittadini e attività economiche. Il problema della casa va affrontato con edilizia convenzionata in affitto e in acquisto. Poi ovviamente c'è il turismo, la nostra principale risorsa. Crediamo che il turista debba essere accolto e coinvolto con un sistema di infrastrutture da realizzare e mantenere.
Case
di riposo, rivedere le norme ( da "Piccolo di Trieste, Il"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "La burocrazia che vige nei servizi sanitari e in questo settore è mostruosa - ha concluso Sasco - inoltre, manca totalmente un qualunque tipo di raccordo tra i vari enti, che non comunicano nemmeno tra di loro. Tutto ciò e inaccettabile e fin d'ora dico che, se eletto, cambiarò la situazione".
Elezioni,
lo sprint dei candidati - conchita sannino
( da "Repubblica,
La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Quando proponevo la medaglia per chi apre un'impresa, sopravvivendo a burocrazia ed ostacoli. Credo che sia la priorità: realizzare un'autostrada a favore di chi investe". Il più franco, sulle ansie del limbo, è Vincenzo D'Anna, biologo casertano, 21esimo del Pdl nella lista alla Camera di Campania 1. "La frustrazione c'è.
L'assemblea
agricoltori affronta la crisi ( da "Piccolo di Trieste, Il"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Troppi vincoli e burocrazia: alla Regione sarà chiesta una Conferenza sull'uso del territorio L'assemblea agricoltori affronta la crisi Oggi a Opicina il sodalizio rinnoverà anche le cariche sociali OPICINA È un'agricoltura nazionale e locale in crisi quella di cui si parlerà oggi nell'assemblea annuale dell'Associazione agricoltori di Trieste.
Metrò,
le linee 4 e 5 sono già in ritardo
( da "Repubblica,
La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Milano Il mercato che da sette mesi il Comune non riesce a spostare e i tempi della burocrazia bloccano i lavori Metrò, le linee 4 e 5 sono già in ritardo Il mercato dell'Isola che il Comune non riesce a spostare sbarra la strada ai lavori della metrò 5. E i cantieri per la nuova linea 4, attesi al via nel 2007, vengono rimandati dalle lungaggini burocratiche al 2009.
Veltroni
infiamma piazza duomo "con milano vogliamo vincere" - stefano rossi
( da "Repubblica,
La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: di raccomandati e burocrazia. Di leghisti (con l'accenno ai fucili di Bossi) che vestono l'armatura a Pontida e da vent'anni tutti i lunedì promettono la rivoluzione e poi durante la settimana, a Roma, parcheggiano l'auto blu di fronte al ristorante: "Se fossi un militante comincerei a insospettirmi".
Il
nuovo metrò parte in ritardo - giuseppina piano
( da "Repubblica,
La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la 4 impantanata nella burocrazia In sette mesi il Comune non ha ancora trovato una collocazione per le bancarelle dell'Isola GIUSEPPINA PIANO Le bancarelle di un mercato che da sette mesi Palazzo Marino non riesce a spostare sbarrano la strada alla "talpa" che scava i tunnel della nuova metropolitana 5.
I
timori di un verdetto sul filoavvelenano il rush finaletra Berlusconi e
Veltroni ( da "Secolo XIX, Il"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma entrambi verrebbero messi subito alla prova con una riforma che non costa ma rende: i tempi della burocrazia e la lotta agli sprechi nel settore pubblico. Tutti l'hanno sempre promesso, nessuno è mai riuscito a farlo. Vedremo. Un'ultima osservazione. Entrambi i contendenti sono apparsi molto motivati e in palla, ma anche - sotto pelle - molto tirati e nervosi.
L'imprenditore
non cambia rotta "ho visto prodi, rivoglio berlusconi"
( da "Repubblica,
La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Due anni di governo Prodi, però, gli hanno fatto "ritrovare" la strada del centro-destra, dice Viziano: "La burocrazia e i costi della macchina dello Stato sono allucinanti e Prodi non ha fatto nulla ? dice ? non solo, il sistema fiscale è più pesante e farraginoso, il potere d'acquisto degli italiani è colato a picco".
Banca
di bientina, l'utile netto a quota 2,2 milioni
( da "Tirreno,
Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il direttore Valentini ha parlato delle difficoltà che il fare banca comporta oggi - tra cui un eccesso di burocrazia - e ha ricordato che l'istituto di Bientina, pur in una logica prudenziale, ha fatto di tutto per agevolare l'accesso al credito da parte di famiglie, artigiani e piccole imprese in un momento in cui il sistema diventa nel complesso più selettivo.
Una
mano per battere la burocrazia ( da "Tirreno, Il"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Livorno Una mano per battere la burocrazia Pratiche più facili grazie all'Apici e poi trasporto e assistenza domiciliare Anche "pony amico" tra le attività dell'associazione LIVORNO. Cambiare il modo di aiutare gli altri. Questo l'obiettivo che si prefigge l'Apici, AssociazionIe provincialI invalidi civili e cittadini anziani.
La
burocrazia ci costa 170 milioni ( da "Giornale di Vicenza, Il"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia è un'emergenza nazionale da affrontare subito. Chiunque governi adotti una terapia d'urto se si vogliono mettere le aziende in condizione di crescere e di reagire a questo momento di difficoltà congiunturale". "La burocrazia è - rileva Peghin - una delle insopportabili anomalie che spiegano il deficit di competitività del nostro Paese.
Business
plan, la carta giusta ( da "Giorno, Il (Lodi)"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dalle bollette alla burocrazia), quali e quante attività di promozione e marketing saranno necessarie, rappresenta un autentico test sul proprio grado di imprenditorialità. Il business plan permette di valutare se stessi e l'idea, misurandone la consistenza. Tenendo sempre a mente che l'idea deve andare di pari passo con la definizione della "
VENDITA
diretta, mercato dei fiori, centro agroalimentare, acquedotto: sono quest
( da "Nazione,
La (Viareggio)" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Troppa burocrazia, troppi tempi morti quelli di una macchina pubblica che fino ad oggi non ha considerato fondamentale l'agricoltura e ha puntato su cantieristica e nautica". Decollato in un clima disteso con l'introduzione del responsabile Coldiretti Versilia, Maurizio Del Chiaro, seguito dal direttore, Raffello Betti e dal presidente provinciale,
Milano
- (segue dalla copertina) ettore livini
( da "Repubblica,
La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma non ha fatto i conti con la burocrazia e la lobby dei commercianti. Ha iniziato la vendita di michette sottocosto il 4 marzo alle 9.30 e due minuti dopo sono arrivati 4 vigili dell'annonaria e 6 finanzieri su esposto dei panificatori. Una specie di moral dissuasion che non è bastata a scoraggiare questi paladini della lotta contro il pane d'oro.
Di
MAILA PAPI <E' necessario rivedere i canoni di locazioni. Non è pensabile
aver ( da "Nazione, La (Livorno)"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ente
vincolato da burocrazia e leggi restrittive e presentando progetti ed
investimenti futuri. Numeri significativi quelli di Casalp in Val di Cornia. Il
patrimonio nei cinque comuni è costituito da 957 alloggi di edilizia popolare
ubicati in 99 edifici: 73 alloggi a Campiglia,
La
<rivoluzione> piace alle categorie
( da "Nazione,
La (Lucca)" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: piace alle categorie Meno burocrazia per le nuove attività COMMERCIO & ARTIGIANATO CHANCE Il Comune ha un piano per far rientrare le attività in centro di DIEGO CASALI U N CORO di consensi alla proposta dell'assessore al commercio Filippo Candelise di modificare il regolamento comunale per gli esercizi pubblici e i laboratori artigiani,
L'Anas:
<Protesta per far sentire la nostra voce>
( da "Provincia
di Cremona, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Scontiamo costi di produzione elevati e il peso di una burocrazia oppressiva. Ci sono provvedimenti da chiedere, come l'azzeramento a tempo determinato del costo dei servizi veterinari; ma molto possiamo fare rivedendo il nostro approccio al mercato, quantità e tipologie di produzione. E non credo che il mercato, in cui la domanda complessivamente cresce,
Casa,
lavoro e sicurezza <Così cambierei la città>
( da "Nazione,
La (Pisa)" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: più sicurezza, valorizzazione del lavoro e meno burocrazia. Sono i punti cardine del programma di Sonia Avolio (nella foto), candidata a sindaco di Pisa per La Destra. Nata a Livorno 44 anni fa, vive a Pisa da oltre 25, è sposata e ha due figli di 8 e 4 anni. Laureata in Medicina, è specializzata in Fisiatria.
<Col
Pdl al governo> ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: per la sintonia e la convergenza politica soprattutto su quattro punti chiave: snellimento della burocrazia e dei costi della politica a partire dall'abolizione delle Province, rigore nella spesa pubblica e riduzione della pressione fiscale, politica estera ancorata all'Occidentale e all'atlantismo, necessità di riprendere in considerazione l'energia nucleare".
Sudcorea:
il presidente vince, ma è in bilico
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Lee ha promesso sul medio periodo il piano "747" (tasso di crescita al 7%, quarantamila dollari in più di reddito annuale pro capite e un'economia al settimo posto al mondo) oltre a un progetto di canalizzazione del paese per rilanciare i trasporti e all'abbattimento della burocrazia.
<SFUMATO
l'arrosto per l'Unigrà della f ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma è lo stesso Martini a dire che tutto è bloccato dalla burocrazia e non per colpa sua". Inoltre, "con una lettera del 25 marzo scorso alle autorità competenti, Martini afferma ancora che 'a seguito del protarsi delle operazioni di montaggio prevediamo che la messa a regime della centrale possa avvenire il 7 agosto 2008'".
Argentin:
Voglio rendere il Parlamento accessibile a tutti Il leader Pd ha dichiarato di volerla
nella sua squadra. Lei: Spero di stargli vicino sui banchi del governo
( da "Unita,
L'" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma la cosa è un po' complicata per via della burocrazia. Da deputata o sottosegretaria ci riproverà? "Certo, i trasporti accessibili per tutti saranno una mia battaglia. E poi mi occuperò di introdurre qualche sanzione: le leggi per l'accessibilità ci sono, ma per funzionare davvero devono avere anche delle clausole penali.
<Taglio
delle tasse di tre punti sui redditi>
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia meno ossessiva. Le Pmi non subiscono solo l'eccessiva pressione fiscale. Sulla capacità di competere e innovare incide la pressione burocratica che se si riuscisse a diminuire di 2,5/3 punti del Pil nei primi tre anni di Governo, aiuterebbe le Pmi a trovare quelle risorse per crescere ed essere all'altezza della domanda mondiale"
Berlusconi
offende Napolitano Nessuna camera al Pd, ha già il Colle . Scenate con Vespa e
non firma il contratto. Insulti a Totti: non ci sta con la testa
( da "Unita,
L'" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: digitalizzazione" della burocrazia mai fatta da Lucio Stanca che però tornerà ministro (al governo anche Gianni Letta). Al comizio di chiusura Fini promette tolleranza zero con gli immigrati ma sembra la spalla della star. Sul palco Alemanno candidato sindaco e Antoniozzi per quella Provincia che Silvio vuol cancellare.
"Non
fermate la nostra musica" ( da "Stampa, La"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma anche lì il problema è la burocrazia: se uno vuole provare a scaricare dall'imponibile una donazione, si trova di fronte ad una tale massa di adempimenti che preferisce mettere mano al portafoglio per vie dirette. Oppure desistere, e mandare tutto in malora". Ci vediamo tutti i venerdì sera, alle nove.
Elezioni
2008, la mia prima volta D omenica dovrò entrare in quelle cabine e decidere a
chi dare in mano il mio futuro ( da "Adige, L'"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: per la troppa burocrazia, mentre lo si sognava sport "minore" si ma con le carte in regola per affermarsi, confrontarsi. Un grande appassionato della vita e dell'attività sportiva. Un timoniere che ha saputo ridare dignità al disabile (uno di noi), parlare alla politica il linguaggio schietto e fiero del rappresentante,
Spazio
a chi lavora ma assoluto rigore ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia e maggiore regolamentazione, sì agli immigrati regolari no ai clandestini - sono i punti cardine del programma per l'immigrazione di Miriam Schena, candidata sindaco di Rinascita Democratica. Parte delle nostre fabbriche ha solo lavoratori extracomunitari, per questo la mia politica sarà attenta alle esigenze delle imprese ma rigorosa nei controlli sulla regolarità della
L'ex
ministro Gasparri chiude la campagna elettorale del Pdl
( da "Tempo,
Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la troppa burocrazia, una giustizia che non funziona, il dilagare della immigrazione clandestina e della criminalità hanno messo in ginocchio l'Italia. Lo spettro della 'quarta settimana ', che per anni è stato usato contro il governo Berlusconi, con Prodi e i Democratici al potere è diventata un'amara realtà per la stragrande maggioranza delle famiglie.
Impunità
di frode ( da "Espresso, L' (abbonati)"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: i sofisticatori è stato soffocato dalla disastrosa condizione della burocrazia italiana. Ecco perché non sorprende scoprire che la cantina di Veronella, punto di partenza dell'ultima maxi-inchiesta sul 'vino contaminato', era già stata coinvolta nello scandalo al metanolo. Oggi patteggiare di fatto significa farla franca: pena sotto i due anni, niente carcere né servizi sociali,
Alberto
Di Majo a.dimajo@iltempo.it Ventidue anni di
( da "Tempo,
Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Parlamento lavorerò per dare a Roma una nuova legge per le funzioni di capitale e per abbattere la burocrazia e i privilegi". Come valuta l'impegno di Rutelli per Roma e di Zingaretti per la Provincia? "Il centrosinistra ha dimostrato ancora una volta di tenere molto a Roma e alle sue istituzioni puntando su Nicola Zingaretti, persona di grande livello, e soprattutto su Francesco Rutelli.
Il
mattone è in buona SALUTE ( da "Espresso, L' (abbonati)"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: per colpa delle classiche inefficienze della burocrazia politico-sanitaria regionale. Molte Regioni non sono state in grado neppure di avviare le procedure per la gara d'appalto prima di andare fuori tempo, cioé di oltrepassare quei 18 mesi che la normativa considera il periodo massimo per assegnare davvero l'opera.
L'antitaliano
( da "Espresso,
L' (abbonati)" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E in questa ricerca del primato a fini di lucro o di potere si è formata una burocrazia cinica che alleva una gioventù decerebrata e capricciosa Perché i comunisti cinesi vanno pazzi per le Olimpiadi? Per la stessa ragione, diremmo, per cui andavano pazzi gli stalinisti sovietici, i nazisti tedeschi e gli impresari delle università americane.
Bollette
non pagate, l'asilo resta al freddo
( da "Corriere
della Sera" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è una odissea di burocrazia che non dà scampo. Di attese come questa, datata ieri, con un'addetta dell'azienda che ha risposto così: "Io, con lei, non dovrei neppure parlare. E comunque, perché non comprate delle stufe elettriche?". A PAGINA 7.
Manca
il conto corrente Sicurezza, la beffa dei fondi
( da "Corriere
della Sera" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Una storia di ordinaria burocrazia o di straordinaria lentezza amministrativa. Sta di fatto che i tre milioni (due dal Comune e uno dalla Provincia) stanziati sei mesi fa per il fondo speciale destinato alla sicurezza non Emergenza rom "Il governo inoltre non ha ancora nominato il commissario straordinario all'emergenza rom".
Lettere@ilmanifesto.it
( da "Manifesto,
Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia giudiziaria e carceraria italiana e l'Ambasciata di Romania non hanno ancora trovato il modo di far incontrare Doina con i suoi due bambini? Uno scaricabarile? Che "giustizia" è questa che si accanisce contro i poveri? Perché queste sofferenze supplementari, non ragionevoli, oltre la privazione della libertà?
<Chiave
di volta federalismo fiscale> ( da "Corriere del Veneto"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: eccessiva burocrazia. Però Riello, industriale metalmeccanico veronese, pone la premessa necessaria per questa come per le altre riforme che attendono al varco il prossimo governo. "Anche nella scorsa legislatura non s'è fatto nulla per l'eccessiva frammentazione della coalizione di maggioranza - spiega - i cambiamenti sono possibili solo con un governo coeso.
L'ente:
<isolati disguidi tecnici> è già pronta la nuova copia del Cud
( da "Corriere
della Sera" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia!). "Per tale anomalia – precisa ancora l'Inpdap – già rilevata e che interessa solo alcuni Comuni, l'Istituto fornirà agli interessati una nuova copia del Cud, con l'esatta denominazione del Comune". Infine l'Istituto fa sapere: "Per ulteriori chiarimenti o per l'immediato rilascio di una copia corretta ci si può rivolgere alle Sedi territoriali Inpdap competenti"
<La
burocrazia ci costa due mesi di lavoro>
( da "Corriere
del Veneto" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: REDAZIONALE Studio Indagine della Fondazione Nord Est "La burocrazia ci costa due mesi di lavoro" PADOVA - Si vota tra due giorni ed è l'ora dei grandi appelli ai contendenti che si battono per il governo del Paese. Netto quello degli industriali di Padova destinato a chiunque vincerà: semplificare il più possibile la burocrazia che schiaccia imprese e cittadini,
<Per
questo scendo in politica> ( da "Corriere del Veneto"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La lotta alla burocrazia? è una delle ragioni del mio impegno politico perché il Partito Democratico ha posto questo tema tra i suoi obiettivi di base". L'appello del presidente di Confindustria Padova Peghin è un invito a nozze per Massimo Calearo (nella foto), punta di diamante dell'avvicinamento del Pd ai ceti produttivi del Nord.
I
racconti irriverenti di Eduardo del Llano
( da "Corriere
della Sera" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Racconti irriverenti e surreali: i Beatles, la burocrazia cubana, una mela che rischia di distruggere i principi della fisica moderna, i sex-toys, un venditore di pedate nel didietro. Partecipano, con l'autore, Fabio Cremonesi e Filippo La Porta. Libreria Bookàbar, Palaexpò, via Milano 15.
Burocrazia,
alle imprese costa 2 mesi di lavoro
( da "Corriere
del Veneto" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: REDAZIONALE Burocrazia, alle imprese costa 2 mesi di lavoro Indagine di Confindustria Padova eFondazione Nord Est. Peghin: il governo dovrà semplificare questa "burotassa" Le aziende padovane analizzate perdono in totale 1,6 milioni di giorni all'anno a smaltire pratiche con costi attorno ai 170 milioni PADOVA - Si vota tra due giorni ed è l'
Poliziotto-scrittore,
Trevisi ammalia Lerner ( da "Corriere del Veneto"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: diciassette "Fogli di via" che lasciano la freddezza della burocrazia per diventare storie. Storie di uomini e donne che sono molto di più che un fascicolo con foto, impronte e precedenti. E questa volta i racconti del poliziotto scrittore hanno una voce in più. Quella di Gad Lerner, che di "Fogli di via" ha scritto la prefazione.
Fisco,
scontro sul <quoziente familiare> Burocrazia, alle imprese costa 2 mesi
di lavoro ( da "Corriere del Veneto"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Burocrazia, alle imprese costa 2 mesi di lavoro Gardini (Pdl): va introdotto. No dell'Udc. Dal Moro (Pd): serve ben altro Indagine di Confindustria Padova eFondazione Nord Est. Peghin: il governo dovrà semplificare questa "burotassa" La beffa Massimo Calearo Il convegno organizzato dalle Acli ha messo a confronto i politici dei diversi schieramenti "
<Mamme
in lista> ( da "Corriere del Veneto"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: eccessiva burocrazia. Però Riello, industriale metalmeccanico veronese, pone la premessa necessaria per questa come per le altre riforme che attendono al varco il prossimo governo. "Anche nella scorsa legislatura non s'è fatto nulla per l'eccessiva frammentazione della coalizione di maggioranza - spiega - i cambiamenti sono possibili solo con un governo coeso.
CRONACHE
11-04-2008 DallaPRIMA Bruno Vespa >che vogliono decidere sui programmi e non
amano che la p... ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma entrambi verrebbero messi subito alla prova con una riforma che non costa ma rende: i tempi della burocrazia e la lotta agli sprechi nel settore pubblico. Tutti l'hanno sempre promesso, nessuno è mai riuscito a farlo. Vedremo. Un'ultima osservazione. Entrambi i contendenti sono apparsi molto motivati e in palla, ma anche sotto pelle molto tirati e nervosi.
Condominio
non paga la bolletta. Asilo al freddo
( da "Corriere
della Sera" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è una di quelle storie in cui la burocrazia si mette di traverso, in cui qualsiasi numero si chiama c'è una voce pronta a rispondere: "Capisco il suo disagio, ha ragione, la sua è una richiesta sensata e legittima. Ma purtroppo non si può fare nulla". L'asilo di Silvia Foroni è un grande spazio con i passeggini "parcheggiati" di lato,
In
un Comune su due lo sportello unico resta solo sulla carta
( da "Sole
24 Ore, Il (Centro Nord)" del
11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Analisi Formez In un Comune su due lo sportello unico resta solo sulla carta Doveva ridurre il peso della burocrazia comunale e consentire alle imprese di assolvere velocemente ai loro adempimenti ammi-nistrativi. Ma a circa nove anni dalla sua introduzione obbligatoria, lo Sportello unico per le attività produttive è ancora poco operativo nel Centro-Nord.
Limitati
da viabilità e scuole ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è invece la burocrazia, anche nelle comunità montane il vero "limite alle possibilità di espansione e investimento", il tasto su cui bisogna intervenire, sostiene Laurenzo Zanetti, titolare di un'azienda agricola di Predappio, nel Forlivese. Na. R. L'ESPANSIONE A VALLE L'azienda ha chiuso il 2007 con 3 milioni di fatturato e per crescere ha studiato l'
Flop
degli sportelli unici, ne funziona uno su due
( da "Sole
24 Ore, Il (Centro Nord)" del
11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Doveva ridurre il peso della burocrazia comunale e consentire alle imprese di assolvere velocemente ai loro adempimenti amministrativi. Ma a circa nove anni dalla sua introduzione obbligatoria, lo sportello unico per le attività produttive – concepito come unico ufficio comunale interlocutore delle imprese per lo smistamento di tutte le pratiche relative ai procedimenti per l'
Rimini
e Viareggio puntano sul web ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sui servizi online per avvicinare gli imprenditori alla burocrazia. A Rimini, nei giorni scorsi è stato siglato un nuovo Protocollo d'intesa tra il Comune e la Consulta delle professioni tecniche della Provincia di Rimini, che impegna entrambi a sviluppare i propri strumenti informatici, istituendo un canale telematico esclusivo per lo Sportello per l'edilizia del Comune di Rimini.
Si
conclude una campagna elettorale che ho voluto condurre in modo tranquillo:
senza spese ing ( da "Stampa, La"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: inutile burocrazia tra i diversi uffici. Vogliamo rafforzare l'autonomia fiscale della Provincia, a cui dovrebbe spettare una quota del bollo auto da destinare alla manutenzione e al miglioramento della viabilità. La Provincia può e deve interpretare meglio la volontà del territorio e affiancare i Comuni, per assicurare un corretto uso delle risorse e dell'
Felice
ha vinto la sua "battaglia"
( da "Stampa,
La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: si sono trovati i finanziamenti e le strade da percorrere per superare gli ultimi baluardi della burocrazia. Vittorio Bartolomeo Acquarone, questo il nome completo del personaggio a cui sono stati dedicati i giardini di Largo Ghiglia, rimase tra le fila partigiane fino alla conclusione della Guerra, con incarico di comandante di distaccamento, parificabile a quello di capitano.
11/04/2008
10:04 ROMA: ALEMANNO, SIAMO QUI PER I LAVORATORI E NON PER LE BUROCRAZIE
( da "ITnews.it"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Adnkronos) - "Siamo venuti ad incontrare i lavoratori e non le burocrazie, ci interessano i lavoratori e gli ammalati, e non chi ha amministrato male il Policlinico. L'atteggiamento del direttore e' stato arrogante verso le rappresentanze dei lavoratori. C'e' un ritardo complessivo e siamo critici verso il suo operato".
Business
al vento ( da "Espresso, L' (abbonati)"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: forti resistenze degli ambientalisti e della burocrazia. Ma la differenza più importante è dovuta all'assalto degli speculatori. A presentare le domande per le centrali e per i contributi spesso non sono le grandi società che poi realizzano il campo eolico, ma un sottobosco di 'facilitatori' che vantano buone entrature nel Palazzo e arraffano permessi da vendere al miglior offerente.
IL
DOTTORE è IN RETE ( da "Espresso, L' (abbonati)"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia è stata alla base di trent'anni di riforma sanitaria, oggi è il momento di andare oltre. Il futuro sta nel dialogo tra utenti e medici. E in una burocrazia leggera", commenta Moruzzi. Partendo dall'Emilia Romagna dove l'e-health è finalizzata alla semplificazione dei servizi per i cittadini e allo snellimento del lavoro dei medici di base.
ROMA:
ALEMANNO, SIAMO QUI PER I LAVORATORI E NON PER LE BUROCRAZIE
( da "ADN
Kronos" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Adnkronos) - "Siamo venuti ad incontrare i lavoratori e non le burocrazie, ci interessano i lavoratori e gli ammalati, e non chi ha amministrato male il Policlinico. L'atteggiamento del direttore e' stato arrogante verso le rappresentanze dei lavoratori. C'e' un ritardo complessivo e siamo critici verso il suo operato".
Andiamo
a Pechino e portiamo le nostre idee Di Carlo Devoti*
( da "Libertà"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ricordo la lunga burocrazia da espletare per il rilascio del visto, il particolare ed osteggiato privilegio che era necessariamente concesso a noi atleti nel poter comunicare con altre persone in occasione degli incontri sportivi. Ricordo invece la contrarietà di poter comunicare al di fuori del contesto sportivo e la paura che mostravano i miei amici cecoslovacchi,
Credito,
Ascom: I Confidi meglio della Banca
( da "Denaro,
Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: una burocrazia che frena lo sviluppo. E' affiorato tutto il malessere di una categoria, ieri, nel faccia a faccia tra Massimo D'Alema, ministro degli Esteri e capolista del Pd per Campania 1, e i vertici di Confcommercio, il presidente provinciale Antonio Pace e il vicepresidente per il Sud, Maurizio Maddaloni.
La
battaglia di Ispani a difesa della costa
( da "Denaro,
Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: per i piccoli Comuni sempre più soli, sempre più poveri, sempre più vittime di una burocrazia della P.A. pesante, asfissiante, indecorosa. Il punto critico è che manca ogni cultura di "sistema", di sinergie tra Enti Pubblici per risolvere i problemi. Invece, tutti contro tutti. Enti come impenetrabili cartelli kafkiani. Secondo.
L'ultimo
pasticcio è servito ( da "Corriere Adriatico"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: efficienza della burocrazia e della classe dirigente nel capoluogo è a livelli bassi, una cosa da mani nei capelli. Nonostante da fuori ci dicano che ad Ancona le cose "vanno avanti, piano, ma vanno avanti". Non osiamo immaginare cosa può accadere altrove. Nei giorni scorsi avevamo sottolineato l'intenzione del sindaco di dare un giro di vite alla giunta dopo le elezioni.
Una
legge per promuovere i piccoli territori comunali
( da "Corriere
Adriatico" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: o la semplificazione della burocrazia per chi vuole avviare determinate attività. Come per esempio consentire al negozio di alimentari di vendere anche sali e tabacchi o offrire il servizio del bar. Attività che sono spesso il fulcro di un'intera comunità. Una legge che non annetta la nozione di piccolo comune a un numero perché i problemi di Frontone non sono quelli di Cortina"
Adozioni:
le promesse di Veltroni ( da "Vita non profit online"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è di mezzo troppa burocrazia. Dobbiamo capire se una famiglia che vuole adottare è credibile e attendibile. Per fare questo ci vogliono tre mesi, non tre anni", ha affermato giorni fa, parlando ad una platea di operatori del terzo settore. Tra gli altri impegni che il Pd intende prendere in tema di adozioni, vi è l'istituzione della figura del Garante per l'
Medici,
l'Ordine apre una linea per i cittadini
( da "Giornale
di Vicenza.it, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Infine, Cotrozzi, e due componenti del consiglio, Eleonora Benetti e Chiara Marangon, parlano di una bozza di accordo fra medici ospedalieri e di base per ridurre al minimo burocrazia e tempi lunghi in merito a prescrizione dei farmaci e visite specialistiche. Ora a decidere saranno le 4 Ulss.
Quando
la banda non passerà più ( da "Stampa, La"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma anche lì il problema è la burocrazia: se uno vuole provare a scaricare dall'imponibile una donazione, si trova di fronte ad una tale massa di adempimenti che preferisce mettere mano al portafoglio per vie dirette. Oppure desistere, e mandare tutto in malora". Un vicedirettore donna per la banda dell'Esercito: è la prima volta,
Capoluogo
comune, mezzo gaudio ( da "Opinione, L'"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: All'orizzonte c'è un nuovo mostro, l'ultimogenito della burocrazia italiana: la città metropolitana. Per ora sono già 15, ma la grande famiglia potrebbe aumentare. E fortuna che la storia ci ha dato una mano e per strada abbiamo perso qualche provincia: quelle soppresse di Zara, Dalmazia, Terra di Lavoro e Fiume.
LA
PAURA DI PERDERE ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma entrambi verrebbero messi subito alla prova con una riforma che non costa ma rende: i tempi della burocrazia e la lotta agli sprechi nel settore pubblico. Tutti l'hanno sempre promesso, nessuno è mai riuscito a farlo. Vedremo. Un'ultima osservazione. Entrambi i contendenti sono apparsi molto motivati e in palla, ma anche - sotto pelle - molto tirati e nervosi.
Ok
al Difensore civico ( da "Gazzettino, Il (Padova)"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che possono servire sia per difendersi dai "malanni" della burocrazia, sia per comprendere meglio ed eventualmente essere rassicurati da una persona altamente qualificata, terza e sopra le parti, in merito all'azione amministrativa locale che deve sempre essere rispettosa della legge e dei diritti individuali".
Cittadella
Operai esposti all'amianto: rinviata la causa ImaSaf
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: per vedere riconosciuti i loro diritti devono aspettare i tempi della burocrazia. Siamo davvero molto rammaricati". La legge è chiara: chi per più di dieci anni è stato esposto a 100 fibre al litro per otto ore al giorno, ha diritto ad andare in pensione anticipata. In pratica, ogni due anni di lavoro viene concesso un anno in più ai fini del conteggio utile per l'età pensionabile.
DALLA
PRIMA PAGINA ( da "Gazzettino, Il"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma entrambi verrebbero messi subito alla prova con una riforma che non costa ma rende: i tempi della burocrazia e la lotta agli sprechi nel settore pubblico. Tutti l'hanno sempre promesso, nessuno è mai riuscito a farlo. Vedremo.Un'ultima osservazione. Entrambi i contendenti sono apparsi molto motivati e in palla, ma anche - sotto pelle - molto tirati e nervosi.
Elezioni,
i big disertano Belluno ( da "Gazzettino, Il (Belluno)"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ascom meno oneri e burocrazia per l'avviamento al lavoro. Ma anche attenzione al lavoro a chiamata, che nel settore turistico stagionale può rappresentare un'integrazione del reddito.Ha sposato le tesi di Sacconi Primo Torresin della Cisl. "Sì alla detassazione alla contrattazione di secondo livello, aumentando i salari dove le aziende vanno bene"
Maurizio
Sacconi, i candidati veneti ( da "Gazzettino, Il"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Di qui l'immediata necessità di deregolare burocrazia e fisco, sostenere le infrastrutture e, nel medio periodo, un programma dedicato alla conoscenza e alla concorrenza che vuol dire investimento nell'educazione e nella liberalizzazione dei servizi pubblici locali, dell'energia e delle telecomunicazioni".
Libri
/ Nord a rischio secessione ( da "Sole 24 Ore Online, Il"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia inefficiente e spesso arrogante, quello provocato dal senso di isolamento che rischia di dare vita a fenomeni politici pericolosi. Un libro che sin dal titolo lancia un allarme preciso: se non si colma al più presto il divario tra le istanze del Nord e le risposte che vengono da Roma, la parte più produttiva del paese è destinata inesorabilmente ad andare per la sua strada.
Le
"lucciole" spose di italiani
( da "Stampa,
La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Per la burocrazia tutto era in ordine: loro, gli accusati, avevano regolare permesso di soggiorno, anche se di professione erano nullatenenti. Anzi, facevano dell'illecito il loro lavoro. Le vittime? Regolari anche loro, almeno in apparenza: venivano fatte sposare ad italiani, per lo più trentenni, che forse le hanno viste una volta sola nella loro vita,
EXPO
2015/ PENATI: SI' A CREAZIONE CABINA DI REGIA ANTIMAFIA
( da "Virgilio
Notizie" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: non venga appesantita dalla burocrazia e che permetta di coniugare velocità e trasparenza. In questa cabina ci metterei persone che abbiano un forte senso della responsabilità e che garantiscano che il procedimento sia limpido. Dell'organismo potrebbero entrare a far parte magistrati e intellettuali, ma soprattutto persone qualificate che assicurino non solo trasparenza,
ATTIVITèÂ
PRODUTTIVE, ACCELERAZIONE DEI TEMPI PER
( da "Windpress"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
produttive
che abbatte i tempi della burocrazia così
drasticamente come non accade in nessun altra regione italiana. Questa nuova
norma consente ad esempio l'apertura di un cantiere e/o l'avvio di un'attività
commerciale o industriale dopo la presentazione allo Sportello unico per le
attività produttive (Suap) di una richiesta di autorizzazione accompagnata dal
progetto e dall'
Italiani
all'estero, quando votare è impossibile. Una storia esemplare
( da "Panorama.it"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: si è trasferita a Barcellona per un master, e poi è rimasta lì perché la Spagna le offriva più possibilità di lavoro. "Ma seguo sempre le vicende politiche della mia Italia, e per questo ci tenevo moltissimo ad esprimere il mio voto. Purtroppo la burocrazia e l'inefficienza del Consolato italiano qui a Barcellona me l'hanno impedito".
"Italiani
Cincali!": La voce straziante di una umanità disperata
( da "Italia
Sera" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia italiana diventa efficace in poco tempo con i vari paesi di tutto il mondo, ma con il Belgio si tratta di qualcosa di speciale e di straordinario. Ed è così che migliaia di disoccupati partono per far fortuna in quella terra lontana migliaia di chilometri.
"Per
quell'incrocio killer non abbiamo i soldi"
( da "Stampa,
La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia: dovrebbero essere sufficienti 50 mila euro per tracciare una rotatoria e garantire più tranquillità agli automobilisti. Ma l'assessore provinciale alla viabilità, Giovanni Ossola, dice che i soldi tardano ad arrivare: "Il progetto sta per essere approvato, restano da trovare le risorse.
FVG/ELEZIONI:
BERLUSCONI SOTTOSCRIVE CON TONDO PATTO PER REGIONE
( da "Asca"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma anche - ha precisato direttamente Berlusconi - ''il federalismo fiscale, la burocrazia, le tasse. Aggiungo - ha precisato, riferendosi alle continue interruzioni del collegamento telefonico - bisogna rifare anche i telefoni''. fdm/mcc/ss (Asca).
Tempi
brevi nell'isola per gli adempimenti amministrativi delle attività produttive
( da "SardegnaIndustriale.it"
del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: amministrativi delle attività produttive Si abbattono i tempi della burocrazia regionale. Da oggi sarà possibile in Sardegna aprire un cantiere per la costruzione di un'officina, un laboratorio, o di un albergo già venti giorni dopo la richiesta delle autorizzazioni. La Giunta regionale ha approvato infatti, nella seduta odierna, le direttive per l'attuazione immediata dell'art.
Ufficio
stranieri in crisi: interviene il prefetto
( da "Provincia
di Como, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Burocrazia Impiegati oberati di pratiche in seguito al decreto flussi. Saranno sveltite le procedure Ufficio stranieri in crisi: interviene il prefetto (M.Cast.) Un ufficio sommerso dalle pratiche e dalle procedure che ogni pratica richiede: è lo sportello unico per l'immigrazione presso la prefettura.
Crescono
i reati on line, allarme virus informatici
( da "Provincia
di Como, La" del 11-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Italia sono burocrazia e tasse. Tornando agli allarmanti dati Symantec sulla sempre più alta presenza di virus, secondo Elia Florio, Senior security response engineer del centro Symantec di Dublino: "Siamo di fronte a un'escalation di infezioni". I più colpiti sono proprio gli utenti finali d'internet, i computer dei privati.
Scooperation:
le notizie "in off" della cooperazione
( da "Vita
non profit online" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia e la diplomazia della Farnesina sono entrate nell'ansia pre-elettorale che contraddistingue il paese tutto? Chi legge Scooperation lo sa bene. In vista delle elezioni politiche del 13 e 14 aprile? ? le organizzazioni del CINI - ActionAid, AMREF, Save the Children, Terre des hommes, VIS, WWF - avevano proposto a tutti i candidati premier e ai componenti delle Commissioni
Le
risposte dei candidati premier alla FISH
( da "Vita
non profit online" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Superare inutili burocrazie, favorire la partecipazione, investire nella rete dei servizi sono princìpi alla base di qualsiasi intervento che dovremo fare". In extremis è arrivata anche la risposta del Popolo delle Libertà (PdL), da parte di Leonardo Salvemini, responsabile scientifico del Dipartimento Politiche Sociali,
Malato
come Welby accusa "Negato il mio diritto di voto"
( da "Stampa,
La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: impresa però sembra impossibile e la moglie esprime tutta la sua rabbia: "La burocrazia anche questa volta complica le cose e invece di aiutare si accanisce contro una persona inerme. Chi perde il certificato in poche ore può ottenere un duplicato, per consentire a un invalido grave di votare invece si devono riempire decine di scartoffie e affrontare i cavilli di leggi assurde".
SPAGNA/
ABORTO, VERSO CREAZIONE REGISTRO MEDICI OBIETTORI
( da "Virgilio
Notizie" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: a rilevarlo oggi è il quotidiano di centrosinistra 'El Pais', secondo cui l'inerzia, la burocrazia e l'ideologia di alcuni capireparto, giudici e politici regionali rende urgente la creazione di un registro degli obiettori di coscienza, annunciato dal governo per rendere compatibile il diritto ad abortire con quello ad obiettare.
( da "Gazzetta di Parma, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ict, Italia
42". Colpa di tasse e burocrazia - - EconomiaInBreve TESORO Nuovo Btp a 15 anni Emissione da 4
mld Emissione da 4 miliardi di euro per il nuovo Btp a 15 anni: il titolo è
stato collocato al prezzo di 99,135, corrispondente ad un rendimento annuo
lordo all'emissione del 4,888%. Si tratta della prima tranche del nuovo
Btp a 15 anni, con scadenza primo agosto 2023 e godimento dal primo febbraio
2008, cedola annua del 4,75 %, pagata in due rate semestrali. continua... Per
leggere il testo completo dell'articolo, registrati al nuovo "sfogliatore"
online.
( da "Giornale di Calabria, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Vincenzo Speziali,
candidato al Senato per il PdL, punta su giovani ed imprese per cambiare la
Calabria CATANZARO. Per Vincenzo Speziali è un'esperienza del tutto nuova
quella che sta vivendo da alcune settimane. Lui, imprenditore a tutto tondo,
"uomo del fare" a trecentosessanta gradi, si ritrova proiettato in un
mondo che finora non è mai stato suo, quello della politica. E' infatti
candidato per il Popolo della Libertà, al Senato, ed è tra i pochi che, a
prescindere da quello che sarà il risultato finale delle elezioni, è già sicuro
che andrà ad occupare uno degli scranni di Palazzo Madama. E' infatti il quarto
in lista ed il Pdl, vincente o perdente che dovesse risultare, quattro senatori
calabresi nella cosiddetta Camera Alta li porterà comunque. Ma è proprio questo
dato oggettivo che fa capire la filosofia di vita di Vincenzo Speziali. Pur
sicuro di diventare senatore, si è tuffato nella nuova esperienza con passione
e determinazione. "Non c'è dubbio ?dice Speziali- che a convincere la gran
parte degli elettori del PdL a votare per noi sarà il messaggio politico del
presidente Berlusconi, la sua carica e la sua voglia di fare dell'Italia un
Paese finalmente moderno ed al passo coi tempi, ma ho considerato che fosse
doveroso, da parte mia, avere un contatto diretto con la gente e col territorio".
Non lo dice, ma il senso della sua frase sta nella voglia di spiegare alla
gente non solo quanto sia opportuno votare per il PdL ma anche quel che lui
intende fare per la città di Catanzaro, per la sua provincia e per la Calabria.
"Essere stati inseriti nella lista del PdL ?dice- è stato per tutti i
candidati un grande onore, ma ognuno di noi ha il dovere di corrispondere a
questo privilegio impegnandosi senza riserve. D'altro canto ?aggiunge- nella
mia vita non sono mai stato con le mani in mano, mi sono sempre impegnato per
fare delle cose, per creare sviluppo, per costruire qualcosa di positivo. Non
riuscirei a vivere questo nuovo impegno con una filosofia diversa, magari con
quella di chi si accontenta di andare a Roma a scaldare la sedia senza fare
nulla di concreto per il territorio che lo ha espresso". Vincenzo Speziali
invece vuole andare a Roma per portare in Senato le istanze della Calabria e
dei calabresi, con il pragmatismo e la determinazione di cui ha dato prova sia
come imprenditore privato sia come imprenditore pubblico allorché è stato
chiamato a guidare la Sacal, la società che gestisce l'aeroporto di Lamezia
Terme. Ed eccoci allora ai problemi concreti, quelli da risolvere per far
rialzare la Calabria e per dare alla nostra regione una prospettiva diversa. Il
primo, annoso, problema è quello del lavoro, dei tanti calabresi disoccupati,
sottoccupati o precari. "Nel programma del PdL ?dice Vincenzo Speziali-
c'è un capitolo importante dedicato ai temi del lavoro, con azioni che possono
incidere positivamente sul problema stesso. Si va dalla fiscalità di vantaggio,
che agevolerà l'avvio di nuove iniziative nella nostra regione, all'idea di
prevedere garanzie pubbliche per il prestito d'onore ai giovani e per il
finanziamento delle loro imprese, alla sperimentazione di un periodo di
"no tax" per le imprese avviate dai giovani. E' in un certo senso
l'uovo di Colombo ?sostiene Speziali- perché se si mettono i giovani nella
condizione di avviare imprese senza dover passare attraverso le forche caudine
di un sistema creditizio quasi sempre diffidente, di una burocrazia farraginosa e di una
tassazione eccessivamente aggressiva, sono sicuro che in Calabria ci sono tante
energie fresche e di qualità pronte a mettersi in gioco per creare sviluppo, ricchezza
e posti di lavoro". Fin troppo chiaro il fatto che per Vincenzo Speziali
l'idea del cosiddetto posto fisso, magari mediato dalla politica, sia un
fardello psicologico di cui la Calabria ed i giovani calabresi devono
definitivamente liberarsi e che debba invece essere l'impresa privata a fungere
da volàno dell'economia regionale. "I giovani calabresi ?afferma Speziali-
hanno idee e capacità tali che basterà creare le condizioni ideali di start up
per avviare un circuito virtuoso fatto di tante nuove ed innovative
imprese". Di cos'altro c'è bisogno per puntare al riscatto della Calabria?
La ricetta di Speziali è semplice ma immediata: "Intanto deve cambiare il
modo di fare e di essere di chi fa politica. Chi fa politica deve essere al
servizio del territorio e non asservire il territorio ai propri interessi di
partito o di bottega; deve saper ascoltare di più la gente, il mondo delle
imprese, delle professioni, del lavoro. Una politica che non ascolta finisce
con l'essere assimilata, come ultimamente è accaduto ed accade, ad una casta
che tende ad autoconservarsi senza produrre nulla di utile. E' contro la logica
della casta, d'altronde, che si batte il Popolo della Libertà. In Calabria c'è
poi da risolvere il problema nodale della sicurezza e della legalità. Senza
sicurezza il sistema produttivo calabrese non può crescere e non può attrarre
investimenti da fuori regione. Senza legalità si rischia che le infiltrazioni
della ndrangheta nell'economia diventino sempre più forti condizionando
l'economia sana e magari mettendo in ginocchio tanti imprenditori onesti. La
battaglia per la legalità, quindi, come frontiera fondamentale, ma lavorando
contemporaneamente per rendere più snella la burocrazia
e per debellare anche quella che io definisco la mafia dei colletti bianchi che
frena lo sviluppo della nostra regione almeno quanto la mafia vera e
propria". Ingegnere Speziali, Lei è tra le venti persone che Silvio
Berlusconi, in prima persona, ha voluto in Italia nelle liste del PdL. Se lo
aspettava? "Guardi, questo fatto rappresenta per me un grande onore. Il
presidente Berlusconi mi conosce da tempo e so che ha sempre apprezzato la mia
voglia di fare, la mia concretezza. Il fatto che mi abbia voluto inserire nella
lista di venti persone scelte direttamente da lui per essere candidate al
Parlamento, mi inorgoglisce. Debbo dire, però, che avverto questo fatto come
una ulteriore responsabilità che grava sulle mie spalle. Andando a Palazzo
Madama, infatti, avrò il compito non solo di non deludere le aspettative di quanti,
in Calabria, votando per il PdL, contribuiranno alla mia elezione, ma anche di
non deludere il presidente Berlusconi che evidentemente ha riposto in me grande
fiducia. Spero, con l'umiltà, con l'impegno e con la concretezza che ha sempre
guidato la mia azione, di ripagare Berlusconi della sua fiducia e di ripagare i
calabresi che voteranno per le liste del PdL". Ha un sogno nel cassetto da
senatore in pectore? "Sarei felice se la Calabria riuscisse ad imprimere
una forte accelerazione alla sua crescita civile, sociale ed economica. Sogno
una Calabria sempre più vicina all'Europa, sempre meno vittima di mali antichi,
sempre più capace di delineare, di scegliere e di determinare il proprio
destino. In Calabria ci sono le intelligenze, le competenze e le qualità perché
ciò possa avvenire. Basta che la politica e lo Stato riescano a mettere a
disposizione dei calabresi le condizioni ed il fertilizzante giusti".
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Nicola Corradini
"Più fondi per monumenti e strade" Carra (Pd) lancia il suo
programma: una legge per Sant'Andrea "Più investimenti nell'Alto
Mantovano" Oggi in treno con in pendolari partiti da Milano
"Rilanciare e sostenere il nostro sistema agricolo e agroalimentare".
E' la prima cosa che Marco Carra, candidato alla Camera per il Pd (di cui è
segretario provinciale), dice quando gli chiediamo su quali problemi locali
intende lavorare in caso d'elezione al parlamento. Ma il leader del Partito
Democratico di Mantova cita anche altre questioni particolarmente calde per il
nostro territorio, a partire dalla tremenda situazione in cui versano i
collegamenti ferroviari alla più generale carenza di di infrastrutture.
"Credo anche - dice Carra - che occorra ottenere fondi adeguati per il
restauro e la valorizzazione del nostro patrimonio monumentale, come ad esempio
palazzo del Podestà, il polo museale di S. Sebastiano e la basilica di S.
Andrea". Ma la prima cosa che ha citato è stata l'agricoltura...
"L'agricoltura mantovana, negli ultimi sette-otto anni, è rimasta priva di
rappresentanza politica. Va tutelata e rilanciata, e la prima cosa da fare è applicare
le regole comunitarie, visto che i nostri agricoltori le rispettano mentre
altri paesi europei lo fanno molto meno. Occorre poi riequilibrare il prezzo
alla produzione con quello sui banchi di vendita". In più occasioni lei ha
parlato di necessità di puntare sullo sviluppo del polo chimico. Conferma?
"Sicuramente il rilancio e le bonifche del polo chimico sono prioritarie.
E va anche dato sostegno adeguato allo sviluppo del polo di Valdaro, con
particolare riferimento al trasporto fluviale. C'è poi l'urgente bisogno di
sistemare il ponte di S. Benedetto Po: si rischia di spaccare in due la
provincia". Anche i collegamenti feroviari sono decisamente deficitari.
Sembra un problema irrisolvibile... "I nostri sono treni che potrebbero
comparire in qualche film western. E' una situazione vergognosa su cui dobbiamo
intervenire. Domani pomeriggio (oggi per chi legge, ndr) salirò sul treno
Mantova-Milano per parlare con i viaggiatori". Il Mantovano e la città
avrebbero bisogno anche di investimenti statali per la valorizzazione del
patrimonio artistico, non trova? "Un parlamentare mantovano non può che
essere di sostegno al ministero dei beni culturali per il restauro completo di
palazzo del Podestà. Come pure è necessario impegnarsi per la parte restante
del polo di S. Sebastiano, mi riferisco all'ex caserma Montanara e Curtatone.
Occorre anche intraprendere un'iniziativa legislativa per il restauro e la
pulizia degli interni della basilica di Sant'Andrea". Uno dei tormentoni
di questi anni è stato il mancato arrivo dei fondi per il palagiustizia.
Giudica questa opera una priorità? "Ovvio, la funzionalità della giustizia
dipende dalla logistica. Sostengo l'ipotesi di riqualificazione dell'attuale
palagiustizia e la realizzazione di una nuova struttura a Fiera Catena, per
separare la sezione penale da quella civile. Su questa e altre questioni
intendo lavorare in stretto raccordo con l'amministrazione comunale".
Ritiene una buona idea fare squadra con gli altri parlamentari mantovani per le
questioni locali? "Certamente, taluni problemi territoriali non sono nè di
destra nè di sinistra. Occorre fare gioco di squadra e non solo tra
parlamentari, ma anche con gli enti locali". Il primo provvedimento di un
eventuale governo Pd? "Il sostegno a salari e pensioni per rimettere in
moto i consumi e l'economia". La questione settentrionale (le carenze
infrastrutturali, le necessità di allegerire la burocrazia e di puntare sullo sviluppo,
anche tecnologico, dei servizi) lei l'ha sollevata quando ancora era segretario
dei Ds. Adesso che si candida al Parlamento resta ancora convinto di questa
emergenza? "Correre senza la sinistra radicale ci consente di essere più
liberi nell'affrontare certi temi. Ad esempio le infrastrutture, e se
penso al nord della nostra provincia mi viene in mente la tangenziale di Goito.
Ma poi c'è anche il nodo sicurezza, che va affrontato garantendo la certezza
della pena, la lotta alla clandestinità e destinando più risorse per le forze
di polizia e per incrementare i sistemi tecnologicamente avanzati". E per
le imprese? "Servono politiche di sostegno alla piccola e media impresa,
attraverso la riduzione della pressione fiscale e con la semplificazione della burocrazia. Ma vanno pure stanati i laboratori artigianali
clandestini. E poi bisogna pensare all'Alto Mantovano, un territorio che è
stato molto generoso elettoralmente con il centrodestra e che da questo
schieramento politico non ha ricevuto un'adeguata rappresentanza. Mi impegno,
se sarò eletto, ad incontrare periodicamente enti, cittadini, lavoratori e categorie
produttive di questa zona".
( da "Gazzetta di Reggio" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
GIULIANO MAGNARELLI
"Comune più trasparente" Ridurre i costi della politica e sostenere i
servizi Giuliano Magnarelli, ex comandante della stazione locale carabinieri,
corre per Gente per San Polo. Il paese esce dal Commissariamento. Come ridare
ai cittadini fiducia nei confronti dell'amministrazione locale? "Snellire la burocrazia, rendere trasparente l'amministrazione, mettere il sindaco e la
sua squadra a disposizione del cittadino 1 giorno a settimana. Tagliare i costi
della politica riducendo da
( da "Corriere delle Alpi" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Urso e la Polidori
(Pdl) all'aperitivo tricolore di An Meno Irap e Iva sul turismo e pensioni
legate ai costi veri BELLUNO. Economia e sociale sono i punti più
rappresentativi del programma di governo del Pdl affrontati ieri dall'ex
ministro di An Adolfo Urso e da Catia Polidori, candidati alla Camera. I due
hanno partecipato all'aperitivo tricolore musicale organizzato alla pizzeria
Cibò dal presidente Michele Carbogno. "Il Paese ha bisogno di un governo
stabile, omogeneo e responsabile", dice Urso facendo appello al voto utile
e smentendo "il luogo comune della Lega sui legami di An con il sud":
"Nel 2006 abbiamo preso più voti del Carroccio in Veneto, politicamente
contiamo più di loro". Detassare straordinari e premi, pagare l'Iva solo a
fattura incassata, graduale riduzione dell'Irap e dell'Iva sul turismo e
credito di imposta per incentivare le assunzioni di giovani sono le proposte in
campo economico. Nel sociale: aumento delle pensioni minime con la creazione di
un meccanismo di aggancio al costo della vita reale e un "paniere
anziani". La Polidori ricorda la centralità delle piccole e medie aziende
nel Veneto: "Alcuni pagano più tasse di quanti utili
riescano a realizzare, ma tengono aperto perché qui l'impresa è di
famiglia". Costo del lavoro, apprendistato difficile, burocrazia sono i nemici delle imprese e
la Polidori si rivolge alle donne che non devono rinunciare a figli e anziani
per lavorare. Essenziale anche la sicurezza dei lavoratori. (i.a.).
( da "Gazzetta di Modena,La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Servizio della
Regione Benzina agricola Richiesta anche via internet Il carburante agricolo
può essere richiesto on-line. Le aziende agricole modenesi, come quelle
regionali, infatti, possono presentare la domanda per l'assegnazione del
carburante agevolato in via telematica, cioè mediante internet, grazie ad una
applicazione web messa a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna. Senza più
spostarsi da casa o prendere appuntamenti gli agricoltori possono compilare i
moduli direttamente al computer, fornendo tutti i dati necessari al calcolo
della quota di carburante e, sempre via computer, inviare
la domanda all'ufficio provinciale Uma, che esegue l'istruttoria e rilascia
l'autorizzazione. L'iniziativa ha lo scopo di semplificare la burocrazia, snellire i tempi e rendere
più agevoli per le aziende gli adempimenti amministrativi. L'indirizzo è
http://agriservizi.regione.emilia-romagna.it/umawizard/jsp/index.jsp.
( da "Trentino" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Cesare Guardini
La Casa del capitano è un cumulo di macerie La demolizione segna l'avvio dei
lavori per l'ampliamento dell'istituto tecnico La costruzione del nuovo
edificio, che ospiterà quattro laboratori, aule e biblioteca, è rimasta
bloccata per tre anni prima che il Consiglio di Stato confermasse l'appalto
provinciale all'impresa Debiasi RIVA. Da un paio di giorni una poderosa ruspa è
al lavoro per demolire quella che era la casa del capitano, ossia l'abitazione
del comandante della caserma Damiano Chiesa prima che fosse trasformata nella
sede dell'istituto Floriani. Passa così alla fase esecutiva il progetto, curato
e gestito direttamente dalla provincia, per l'ampliamento della scuola che,
arrivata a 700 studenti dopo l'innesto dell'Iti sul vecchio tronco di
ragionieria e geometri, sta scoppiando ormai da qualche anno a questa parte. Il
cantiere pone fine ad una vicenda che s'è trascinata per
cinque anni fra burocrazia
ed aule di tribunale. Il reperimento dei fondi sul piano scolastico provinciale
risale addirittura al 2003, assessore Claudio Molinari. Salvaterra, che gli è
succeduto sulla poltrona di assessore provinciale, ha confermato l'investimento
l'anno successivo: abbattuta la vecchia villa -che il comune aveva venduto alla
provincia- si doveva costruire un edificio di
( da "Giornale di Brescia" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 11/04/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:BRESCIA E PROVINCIA EMILIO DEL BONO
"Ai bresciani dobbiamo dire la verità: non abbiamo gli strumenti per
integrare decine di migliaia di stranieri" "Governare l'immigrazione
senza buonismi" "Con me una svolta popolare. E auspico un patto con
la borghesia imprenditoriale e professionale" Quale città "eredita"
e quale vorrebbe? Ci sono tre eredità che vorrei recuperare. Innanzitutto
quella di una città di amministratori onesti, che sembrerebbe una
precondizione, ma non è una precondizione di poco conto: da Bruno Boni a Paolo
Corsini, Brescia ha avuto una lunga tradizione di amministratori onesti. La
seconda eredità è quella delle scelte lungimiranti, e porto tre esempi: il
teleriscaldamento, il termoutilizzatore che ci ha permesso di non finire come
Napoli grazie a una decisione presa con quasi vent'anni di anticipo; e la
metropolitana leggera, che per quanto controversa è una scelta che va nella
direzione giusta del governo di una mobilità di natura e di stampo europeo. La
terza eredità è la non dissipazione del denaro pubblico: in Italia ogni persona
appena nata si ritrova indebitata; a Brescia, al contrario, possiede già un
patrimonio personale di 20mila euro. Sono invece quattro i punti che vorrei
fossero affrontati. Primo: il tema della politica della casa e dell'offerta
abitativa, che hanno bisogno di maggiore determinazione perché a Brescia è in
corso uno spopolamento che deve preoccupare soprattutto per le sue
caratteristiche; basti pensare che soltanto il 15% dei residenti ha meno di 15
anni, e questo vuol dire che in particolare le giovani coppie necessitano di
sostegno. Secondo: il tema della mobilità e del traffico. Penso di continuare
la linea del rafforzamento del servizio di trasporto pubblico locale insieme
all'intermodalità con il metrobus. L'obiettivo è renderlo alternativo
all'utilizzo dell'automobile. È inoltre necessario infrastrutturare la città
sicuramente di una nuova tangenziale ovest, visto che l'autostrada della
Valtrompia mi sembra molto di là da venire. A tal fine, ma anche pensando alla
tangenziale est, bisognerà attivare un tavolo interistituzionale strettissimo
con i Comuni limitrofi. Senza dimenticare che sarò al fianco del sistema
economico-produttivo per la realizzazione della fermata a Brescia dell'Alta
velocità e per il lancio vero dell'aeroporto "D'Annunzio". Terzo: più
sicurezza. Facendo ciò che è nelle competenze di un sindaco: un maggiore
presidio del territorio da parte della Polizia locale soprattutto nei luoghi di
aggregazione e una battaglia più dura contro la violazione delle norme
igienico-sanitarie nei negozi così come una lotta contro la speculazione e il
sovraffollamento degli appartamenti. Aggiungo corsi di educazione alla legalità
e al senso civico nelle scuole, per far crescere il senso di rispetto delle
regole perché si assiste a una crescita esponenziale dell'inciviltà urbana.
Quarto: va affrontato il governo del fenomeno dell'immigrazione, con
determinazione, in modo bipartisan, insieme, senza strumentalizzazioni e
dicendo la verità ai bresciani. E la verità è che non reggiamo questo ritmo di
immigrazione, non abbiamo i mezzi materiali né culturali per integrare così
rapidamente decine di migliaia di stranieri che ogni anno aumentano - in
ragione delle richieste di Brescia quando si aprono le "quote". Non
solo. Non si può pensare di ottimizzare i profitti che dall'immigrazione
derivano e scaricare i problemi del governo del fenomeno sulla collettività,
sulla politica e sull'Amministrazione. È una questione da affrontare di petto,
senza buonismi. Come pensa di gestire su questo tema il rapporto con la
Sinistra Arcobaleno? Intanto vorrei sottolineare l'ipocrisia della distinzione
delinquenti-regolari. Non è così semplice. Se infatti i delinquenti che
commettono gravi reati dovrebbero stare in galera, è vero che la clandestinità
- non ancora affrontata con sufficiente capacità a livello nazionale - non coincide
necessariamente con la delinquenza, come dimostrano le badanti. In ogni caso
non è accettabile. Poi ci sono i regolari. E questo è un problema grande. C'è
infatti chi dice "non vado più in città perché lì sono tutti neri";
ma tra questi magari ci sono anche operai che fanno i turni nelle imprese
bresciane. Lo stesso discorso vale per le badanti: nelle case vanno bene, ma in
tante nei giardini di via dei Mille no. Che cosa ci vuole? Più Stato. Brescia
non è mai stata ritenuta un problema dal punto di vista nazionale anche grazie
alla nostra capacità di arrangiarci. Serve più Stato sia per la repressione sia
per l'integrazione. E su quest'ultimo tema non vedo quali conflittualità
potrebbero esserci con la Sinistra Arcobaleno. La sensazione è che nella comprensione
di questo fenomeno il Centrosinistra abbia segnato un ritardo e che ora sia
soprattutto il livello politico-amministrativo - i sindaci - che sta cercando
di recuperare. Ma c'è anche una difficoltà a rapportarsi con il Nord-locomotiva
del Paese. Insomma, c'è una questione di tipo sociale e una di tipo economico
che voi state in qualche modo scontando. Tanto per cominciare, se c'è stato un
ritardo nostro c'è stato anche quello clamoroso del Centrodestra: tutti e due
hanno approcciato male il fenomeno dell'immigrazione. Noi stiamo recuperando,
anche se io personalmente questo ritardo non lo sento. La strada è quella della
legalità e dell'integrazione. Certo bisogna attrezzarsi. Quanto al discorso
economico, direi proprio il contrario: che a Brescia la politica del
Centrosinistra è stata molto più sintonica con il sistema economico-produttivo,
si pensi a temi come le infrastrutture, la Tav, l'aeroporto... Mi sento
attrezzato perché possiamo remare insieme nella stessa direzione. E al mondo
economico-produttivo l'ho detto: serve un grande patto con la borghesia
professionale e imprenditoriale perché dobbiamo ragionare insieme su come si
vince la competizione tra sistemi territoriali. Dal punto di vista
dell'identità produttiva Brescia è cambiata moltissimo in questi anni, con la
delocalizzazione dell'industria pesante. Smetterà di essere città industriale?
Difenderò con i denti la vocazione di Brescia a essere anche città di
insediamenti produttivi manifatturieri. Non è semplice. Io farò come Boni: convocherò
gli imprenditori, ci parlerò. Poi è chiaro che la città si sta trasformando.
Quando faremo il Piano di governo del territorio si vedrà. Su che cosa punta
per convincere i cittadini scontenti dell'eredità degli amministratori
precedenti? Innanzitutto il mio metodo sarà diverso da quello di Paolo Corsini,
che è stato un bravissimo sindaco. Anche perché ognuno porta con sé
caratteristiche personali e anche una nuova squadra (io intendo realizzare un
ricambio generazionale, anche se prevedo alcuni assessori che rappresentino la
continuità amministrativa: la convivenza con quelli nuovi farà bene agli uni e
agli altri). Salverò comunque tutto quello che di buono è stato fatto. Certo
bisogna fare un nuovo salto di qualità: ne abbiamo fatti tanti altri. Entrando
nel dettaglio del metodo, intendo passare da una leadership più individuale a
una leadership più collettiva. Il metodo, poi, è anche sostanza. Che significa
più dialogo con i cittadini, più progettazione partecipata, più coinvolgimento
di associazioni, circoscrizioni, professioni. E, ancora, farò una squadra che
rassicuri: al ballottaggio si vedrà e sarà convincente. Infine ci sono cose da
correggere. Penso al senso unico in via Cremona, così come sono disposto a
discutere sulle fasce orarie per le Ztl. I giovani non riescono a uscire di
casa, gli anziani con la pensione non arrivano a fine mese... Che risposte si
possono dare? Nei prossimi anni spenderemo di più per i servizi alla persona,
ce lo possiamo permettere. Qualche esempio. Cento famiglie già ricevono 500
euro per abbattere i costi delle badanti: dovranno diventare 500 e i 500 euro
potranno aumentare fino a 700. Poi mi piacerebbe importare il rimborso dei
ticket sanitari sperimentato a Lumezzane. E prevedo un milione di euro da
spalmare su cinque anni per consentire alle famiglie di far studiare i figli.
Perché l'altra sfida, oltre a quella infrastrutturale, è quella umana. Se vuoi
competere devi avere anche le intelligenze. Ancora, vorrei istituire due fondi:
uno per la natalità, da dare indipendentemente dal colore della pelle; e uno
per la non autosufficienza perché quello nazionale non è adeguato. E la
politica culturale? Dico una cosa che mi sembra quasi banale: bisogna far
convivere le grandi mostre con il sostegno e la valorizzazione della rete
culturale della città L'operazione-Goldin, culturale e di marketing, è
riuscita. Avrei preferito un maggiore coinvolgimento della rete culturale della
città. Ma vorrei continuare a dialogare con Goldin: sui costi, sulla città,
sulle sedi espositive (penso alle potenzialità della crociera San Luca). Poi
vorrei premiare chi fa cultura. Per questo immagino un festival internazionale
dell'editoria bresciana. E mi preoccupo quando vengo a sapere che la banda di
Urago Mella, che ha 90 anni, chiude perché non ha 10mila euro con cui comprare
gli strumenti e insegnare la musica ai ragazzini. Penso ai giovani - punto di
debolezza della precedente Amministrazione -, a un auditorium negli ex
Magazzini generali. Mancano anche stadio e Palasport. Il Palasport va fatto:
potrebbe realizzarsi nella zona della cave di San Polo. Sullo stadio, non credo
che l'Amministrazione comunale possa permettersi di investire 40 milioni di
euro. Se c'è un project financing ci ragioniamo da protagonisti. Ma le priorità sono altre. E il Palagiustizia? Bisognerebbe
sferzare la burocrazia del
Ministero della giustizia, che ci ha imposto una gara europea per gli impianti
di sicurezza quando il Palagiustizia avrebbe già dovuto essere consegnato ai
bresciani: una beffa.
( da "Giornale di Brescia" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 11/04/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:LA CITTA' BUROCRAZIA E
TERRITORIO Il polo catastale aprirà i battenti lunedì 5 maggio Dal 5 maggio
apre i battenti il Polo Catastale di Brescia. Recentemente Costituito dal
Comune, sulla scorta di un decreto della Finanziaria che ha stabilito di
delegare ai Comuni le funzioni catastali, la Loggia ha deciso con le
Amministrazioni di Bovezzo, Caino, Cellatica, Collebeato, Concesio,
Flero, Poncarale e Roncadelle di assumere la gestione diretta ed associata
delle funzioni catastali. "Optando - ha spiegato il vicesindaco Luigi
Gaffurini - per la possibilità più ampia che comprende oltre ai compiti di
sportello catastale decentrato come il rilascio di visure, planimetrie,
certificazioni e la gestione delle istanze di rettifica dati, la possibilità di
verificare, accettare e registrare le dichiarazioni tecniche. Per arrivare fin
qui abbiamo effettuato una serie di operazioni fondamentali, come
l'aggiornamento, la digitalizzazione e la mosaicatura delle mappe catastali. A
ciò si aggiunge l'apertura, all'indirizzo www.polocatastalebrescia.org (o .it)
di un sito a servizio dei cittadini. L'obiettivo futuro è di inserire
direttamente in queste pagine le mappe e i documenti per la consultazione
immediata". Dunque rimarrà aperto temporaneamente l'ufficio di via Marsala
ma dal 5 maggio i cittadini potranno rivolgersi anche all'Ufficio Tributi di
piazzale Repubblica e allo Sportello dell'Edilizia e delle imprese di via
Marconi. La decisione di aprire a breve gli sportelli gioverà ai cittadini e ai
contribuenti che, alla vigilia della denuncia dei redditi e in occasione delle
nuove misure di applicazione dell'Ici, potranno chiarire eventuali dubbi sulla
categoria catastale dei propri immobili.
( da "Milano Finanza (MF)" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
MF Morgan Stanley
boccia Pd e Pdl Elezioni, un report mette in luce le debolezze dei programmi
dei due maggiori partiti. Per la banca d'affari Usa, Berlusconi e Veltroni
propongono ricette simili ma poco incisive. Le riforme strutturali sarebbero
inoltre compromesse da un eventuale pareggio al Senato. E la recessione è alle
porte Le ricette sono simili ma troppo generiche e, probabilmente, realizzabili
solo in parte. Sullo sfondo, poi, si profila il rischio di un pareggio che
paralizzerebbe la vita politica e rimanderebbe sine die le riforme strutturali
necessarie per dare stimolo all'economia italiana. Così Morgan Stanley riassume
l'imminente scontro tra Pd e Pdl, i due partiti che domenica si contenderanno
la guida dell'Italia. La banca d'affari americana ha diffuso ieri un report dal
titolo Nuove elezioni, fondamenta traballanti. Nella ricerca l'analista
Vladimir Pillonca mette a confronto i programmi di Partito Democratico e Popolo
della Libertà con l'attenzione puntata sulle prospettive dell'economia
italiana. Emerge il quadro di un paese in declino: "Negli ultimi cinque
anni l'Italia ha conosciuto tre recessioni tecniche, mentre la Gran Bretagna
non ne ha attraversata nessuna e la Francia solo una. In questo periodo la
crescita economica è stata in media dell'1%", è spiegato nel report, dove
si aggiunge: "Non c'è da stupirsi se il potere d'acquisto di molti
lavoratori si è indebolito". Quali previsioni per il 2008? Morgan Stanley
stima una crescita del pil dello 0,6%, a fronte del +1,5% medio atteso per
l'Eurozona. Ma la recessione non è l'unico spettro alle porte. Nonostante il
ministro Padoa Schioppa abbia portato il deficit-pil al di sotto del 2%, il
trend virtuoso potrebbe invertirsi presto. Complice la crisi economica e una
spesa pubblica troppo disinvolta, il rapporto potrebbe salire al 2,7%
quest'anno e al 2,8% nel 2009, sfiorando il tetto del 3% previsto da
Maastricht.Se questa è la malattia, quali cure vengono proposte? Secondo Morgan
Stanley, i programmi di Veltroni e Berlusconi convergono su alcuni obiettivi:
ridurre la pressione fiscale, aumentare il potere d'acquisto delle famiglie, potenziare le infrastrutture e ridurre la burocrazia. Più nel dettaglio, sia Pd
che Pdl puntano ad aumentare il potere d'acquisto delle famiglie riducendo le
tasse per le fasce meno abbienti. Le differenze, sulla carta, sono minime:
"Come prevedibile, la politica fiscale del centrosinistra ha
un'inclinazione più redistributiva", spiega il report. Per esempio,
per ridurre le tasse sui redditi più bassi, il Pd propone interventi sui costi
dell'amministrazione ma non vuole intaccare la spesa sociale. D'altra parte, il
rallentamento dell'economia rende inevitabile un alleggerimento della pressione
fiscale. "Ma l'approccio dovrà necessariamente essere selettivo",
avverte Morgan Stanley. "Il peso del debito pubblico impedirà tagli
aggressivi e indiscriminati". I due schieramenti convergono anche sul tema
delle grandi opere. "La necessità di potenziare le infrastrutture,
soprattutto al Sud, è condivisa da entrambe le coalizioni, con una particolare
attenzione per l'alta velocità". Sulle liberalizzazioni, poi, il
centrosinistra punta a realizzare la terza tranche del pacchetto Bersani,
irrobustendo il ruolo dell'Antitrust. Berlusconi propone invece incentivi
fiscali agli investimenti e una parziale dismissione dei beni demaniali. Comuni
obiettivi e anche comuni avversari. Entrambi i programmi puntano l'indice
contro l'obsolescenza delle infrastrutture, il fardello della burocrazia e le lungaggini del sistema giudiziario. Comune è
anche l'intenzione di scommettere sulla ricerca sia nel settore pubblico che in
quello privato. Ma Morgan Stanley avanza alcune perplessità: "Resta da
vedere se questi intenti si tradurranno in concrete ed effettive azioni
politiche". E infine il delicato tema dei conti pubblici. La riduzione
della spesa pubblica è una priorità per entrambi gli schieramenti. Diverse però
le ricette: se Berlusconi pone l'accento sulle privatizzazioni e sulla vendita
degli asset dello Stato, Veltroni conta soprattutto sulla lotta all'evasione.
Complessivamente, per Morgan Stanley, i due programmi peccano di eccessiva
vaghezza e non offrono soluzioni precise ai problemi dell'Italia.
All'orizzonte, intanto, si profila un pareggio al Senato che paralizzerebbe la
politica e l'economia. "I piccoli partiti e la frammentazione",
conclude il report, "potrebbero ancora una volta diluire l'incisività e la
profondità degli interventi economici necessari all'Italia per
prosperare". (riproduzione riservata) MF - Primo Piano Numero
073, pag. 3 del 11/4/2008 Autore: Luca Gualtieri.
( da "Arena, L'" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
GARDA. Verso il voto
Confronto tra Fogliardi Brancher e albergatori Si è svolto a Garda nella sede
dell'Ugav, Unione gardesana albergatori veronesi, l'incontro con candidati
benacensi del Pdl e del Pd. A sottoporsi l'uno dopo l'altro alle domande di
presidenti e delegati delle associazioni alberghiere sono stati Aldo Brancher e
Giampaolo Fogliardi, il primo residente a Bardolino e il secondo a Castelnuovo.
Entrambi hanno sposato le richieste avanzate dalla categoria economica della
lago, con la promessa di mantenere per l'immediato futuro la collaborazione.
Per introduzione la relazione di Antonio Pasotti e Giovanni Altomare,
rispettivamente presidente e direttore Ugav. Nel documento
si avanzavano richieste nel campo della fiscalità, burocrazia, viabilità, manifestazioni e gestione delle acque. Non senza
dimenticare il problema dell'ospedale di Malcesine con l'impegno rivolto ai due
candidati, di "scongiurarne la chiusura". Entrambi hanno ribadito la
necessità di un ospedale nell'alto lago. Altro tema caldo la viabilità.
"Quando ero al governo avevo fatto sottoscrivere al ministro Lunardi
l'impegno di aprire un casello a Pastrengo. C'erano i soldi, ma è stato
bloccato", ha detto Brancher. "Sull'Affi-Pai", ha concluso,
"bisognava prima sentire Torri e Brenzone". "Sono stato per anni
sindaco di Castelnuovo e so cosa serve. A volte anziché dare la colpa al
Governo occorre ricordare che certe competenze sono regionali. La verità è che
a Palazzo Balbi spesso dimenticano questa parte di Veneto", ha detto
Fogliardi.
( da "Mattino di Padova, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca
Burocrazia, spese inutili per 170 milioni Gli industriali chiamano in campo i
politici Peghin: "La "burotassa" ci sta soffocando" Della
serie, come scialacquare la bellezza di 170 milioni di euro all'anno in costi
burocratici e giornate perse di lavoro. Il tutto, a Padova e provincia. Insomma, una vera
"burotassa" tipicamente made in Italy che brucia un potenziale valore
aggiunto per la competitività delle imprese, pari al 2,4% del Pil padovano.
Anche questo è un modo per andare alla deriva. E' un fardello che soffoca non
poco le imprese, una tassa burocratica che oggi può essere annoverata a pieno
titolo nel lungo elenco di imposte del nostro Paese e che costa ogni anno alle
imprese della provincia di Padova 170 milioni di euro, che corrispondono circa
a due punti e mezzo di Pil provinciale, risucchiato dalle fauci sempre
spalancate della burocrazia. Il dedalo di obblighi e
adempimenti fa perdere ogni anno alle aziende padovane 1,6 milioni di giornate
di lavoro, con ogni piccola impresa costretta a rinunciare a 63 giornate di
lavoro di un dipendente a causa di bolli e timbri. Un danno che, a tre giorni
dal voto, fa gridare al presidente di Confindustria Padova, Francesco Peghin,
che "la burocrazia è un'emergenza nazionale da
affrontare subito. Chiunque governi, adotti una terapia d'urto se si vogliono
mettere le aziende in condizione di crescere e di reagire a questo momento di
difficoltà congiunturale". E ancora: "Quasi tutti i partiti -
continua Peghin - affermano in campagna elettorale che si tratta di
un'emergenza da affrontare subito. Per questo chiedo ai candidati premier di
impegnarsi pubblicamente a liberare le aziende dalla gogna burocratica". A
certificare l'entità della burotassa è Confindustria Padova che, in
collaborazione con la Fondazione Nordest, ha realizzato un'indagine sul peso
degli adempimenti burocratici su un campione di 340 piccole e medie imprese
padovane. Secondo l'indagine, ogni impresa padovana dedica in media al disbrigo
di pratiche burocratiche una giornata e mezza di lavoro (di un dipendente) a
settimana. Ma qual è il costo della burotassa in termini di fatturato? Per
quasi metà delle aziende intervistate (46,2%) i costi burocratici incidono per
l'1,5% dei ricavi, mentre per il 18,2% l'incidenza varia dall'1,5 al 3% del
fatturato. Il 12,5% calcola inoltre che la burocrazia
bruci ogni anno una fetta dei ricavi superiore al 3%. Peghin non ci sta e
precisa come il fenomeno sia "una delle insopportabili anomalie che
spiegano il deficit di competitività del nostro Paese". (Massimo Nardin).
( da "Italia Oggi" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Economia e Impresa Numero 087, pag. 15 del
11/4/2008 Autore: di Livia Pandolfi Visualizza la pagina in PDF
L'auspicio di Baldassarri (Pdl), che annuncia: azzereremo i guasti di
Prodi Governo stabile per l'Italia Liberalizzare una volta per tutte acqua,
luce, gas Dare all'Italia un governo stabile. E che volti pagina rispetto agli
insuccessi dei governi di centro-sinistra di cui Veltroni continua a essere
espressione. Questo l'auspicio per il voto del 13 e 14 aprile di Mario
Baldassarri, senatore uscente di An della commissione bilancio della camera
alta. Già viceministro dell'economia e finanze del governo Berlusconi,
Baldassarri ha 62 anni ed è capolista per il Pdl nelle Marche. Domanda. Oggi è
l'ultimo giorno di campagna elettorale. Cosa si sente di dire agli italiani?
Risposta. Dico loro che con il voto hanno la possibilità di fare due scelte. La
prima: fare nei fatti la riforma elettorale. Dalle urne potrebbero uscire,
infatti, solo quattro partiti, non i 24 della passata legislatura. La seconda è
quella di dare all'Italia un governo stabile votando in forze Pdl. D. Il paese
negli ultimi anni si è impoverito. Cresciamo meno dei nostri competitori,
abbiamo stipendi greci e prezzi tedeschi, mentre l'Ocse ci ha dato la maglia
nera della produttività. Perché? R. L'Italia si porta dietro da anni uno
zoccolo duro di problemi strutturali. Ne cito tre: paghiamo l'energia il 30% in
più della media europea; abbiamo una rete infrastrutturale obsoleta che
comporta costi di logistica maggiori del 10-15% dei nostri vicini di casa;
sopportiamo un costo del lavoro per le imprese troppo alto che però non si
traduce in stipendi corposi, perché tasse e contributi erodono quasi il 50%
della busta paga. A questa situazione si è aggiunto l'atteggiamento della Bce,
che sull'altare della lotta all'inflazione ha sacrificato tutto e non si è
accorta che l'apprezzamento dell'euro ha dato uno spaventoso vantaggio
competitivo non solo al dollaro ma anche allo yuan cinese. Cosa di cui la Cina
non ha affatto bisogno, considerando il dumping che questo paese pratica.
Infine, ci sono stati i due anni disastrosi di Prodi. D. Le tre cose che nel
programma del Pdl sono decisive per risanare la nostra economia. R. Dobbiamo azzerare
i guasti prodotti da Prodi. Il presidente del consiglio uscente ha aumentato le
entrate di 80 miliardi con il prelievo fiscale e contemporaneamente ne ha
prodotti 85 di spesa pubblica. Con noi alla fine del 2006, al netto dei debiti
pregressi, il deficit era al 2,3%, Prodi lo lascia quasi al 3%. Noi proponiamo
di tagliare le spese e le tasse. E di liberalizzare una volta per tutte i
servizi pubblici locali, acqua, luce e gas. D. Il Pd dice di essere amico delle
imprese e di voler fare un patto con loro e i lavoratori per la crescita. Che
ne pensa? R. Pd amico delle imprese? Certo amico delle grandi imprese, come
Prodi. Basti guardare l'esperienza dei suoi due periodi di governo 1996-2001 e
2006-2008. Prima Visco ha propinato la Dit e Superdit a vantaggio delle grandi
e l'Irap penalizzante per le pmi; quindi nei due anni scorsi ha tartassato le
piccole imprese regalando sgravi alle grandi. D. Tutti e due gli schieramenti
promettono di abbassare le tasse. Negli ultimi 15 anni però, nei fatti, il fisco
è stato sempre più pesante. Spieghi perché, se il Pdl dovesse vincere, a
partire dalla prossima settimana dovrebbe cambiare qualcosa. R. Perché
Berlusconi ha tagliato le tasse, anche se di poco. Veltroni e il Pd, invece,
hanno alle spalle solo esperienze governative in cui le tasse sono aumentate, e
di molto. D. Le imprese spendono 14 miliardi all'anno per le spese
burocratiche. Tagliare leggi non costa molto. Perché Berlusconi negli anni del
suo governo non è riuscito ad agire su questo fronte? R. Quello
di semplificare il mostro della burocrazia è un fatto non più rimandabile. Ricordo che il viceministro
Visco negli ultimi due anni ha prodotto una sequela di nuovi odiosi adempimenti
proprio per le imprese: dal reinserimento del registro clienti-fornitori a
tutta una serie di vessazioni a scopo di controllo fiscale. Sono sicuro
che il nostro governo userà il machete per sfoltire la giungla della burocrazia che pesa sulla pmi. D. Forza Italia, An, Lega. E
alcuni altri nanetti, dalla Mussolini a Rotondi. Sicuri che non ci saranno
litigi e ricatti anche quando ci sarà da tagliare la spesa pubblica con scelte
impopolari o che l'anima secessionista della Lega non creerà problemi? R. Noi
abbiamo garantito dal 2001 al 2006 cinque anni governo anche con la Lega. Continueremo
a farlo. Del resto, per esempio, An e Forza Italia non hanno mai avuto
differenze né sui valori né sui programmi. Questo è un falso problema. Anzi il
Popolo della libertà è il primo grande partito italiano che si colloca
nell'area moderata europea occupata dal Partito popolare. D. Le
liberalizzazioni servono. Finora nessuno è riuscito veramente a farle. Almeno
toccando davvero banche, assicurazioni e servizi pubblici locali. Dica perché
stavolta dovrebbe essere diverso. R. Parliamoci chiaro: gli enti locali guidati
dal centro-sinistra hanno costituito tante piccole Iri sul territorio per
elargire posti di lavoro e non per garantire acqua, luce e gas ai cittadini.
Questo è il punto. Non a caso quando, nella scorsa legislatura, stava per
essere presentato il disegno di legge Lanzillotta sul riordino dei servizi
pubblici locali, noi avevamo dato la disponibilità a dare il nostro contributo
e magari poi a votarlo. Quel disegno di legge è stato opportunamente lasciato
nel cassetto. Quanto ai tentativi di Bersani, sappiamo tutti che si è cercato
di colpire solo gli anelli deboli della catena, come tassisti e benzinai. D. Un
motivo per fidarsi di Berlusconi. R. Basta confrontare il governo Prodi con
quello Berlusconi. Quest'ultimo ha mantenuto quasi tutti i suoi impegni. Prodi
ha mantenuto solo le promesse fatte alle grandi imprese. D. Un motivo per non
fidarsi di Veltroni. R. Perché vuole fare l'americano ma è nato in Fgci
(Federazione giovanile comunisti italiani, ndr). D. Fra tre giorni il Pdl
vince. Come sarà l'Italia fra cinque anni? R. Un'Italia più libera, più
prospera e più giusta. D. Fra tre giorni vince il Pd. Come sarà l'Italia fra
cinque anni? R. Si moltiplicherebbero per due e mezzo i risultati ottenuti da
Prodi negli ultimi 18 mesi. D. Berlusconi parla di brogli e non si fida di
Napolitano. Perché? R. Perché il pericolo esiste. La scorsa tornata elettorale
alla camera abbiamo perso per soli 24 mila voti e c'è stato un calo sospetto di
schede bianche. Al senato, invece, avevamo vinto noi di 240 mila voti ma, a
causa della legge elettorale che Ciampi ha corretto con i premi regionali,
abbiamo perso. D. Come mai non c'è stato il faccia a faccia
Berlusconi-Veltroni? R. Perché la par condicio non lo consente. Si dovrebbero
fare una serie di incontri incrociati. Sarebbe stato il caso di cambiare prima
questa legge. D. Un giudizio sulla campagna elettorale. R. Veltroni ha fatto
una campagna elettorale basata sull'immagine e sul marketing elettorale, noi ci
siamo sforzati di andare sui contenuti. Il candidato premier del Pd vuol fare
l'americano e ha messo sul suo partito il cartello "nuova gestione"
come quei negozi che chiudono e riaprono dopo un fallimento, ma con lo stesso
padrone.
( da "Mattino di Padova, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Giorno/Notte LE
TRAME DEI FILM DI PRIMA VISIONE AMORE, BUGIE & CALCETTO (Italia 2007)
durata: 115', genere: commedia, di Luca Lucini con Claudio Bisio, Chiara
Mastalli, Max Mazzotta, Claudia Pandolfi, Angela Finocchiaro. Le vicende
sentimentali di un gruppo di amici che per nulla rinuncerebbe alla partita del
giovedì. In campo come nella vita: "dimmi come giochi e ti dirò chi
sei". JUNO (Usa 2007) durata: 92,' commedia, di Jason Reitman con Jennifer
Garner, Ellen Page. Juno è una brillante adolescente del Minnesota. Un
pomeriggio noioso come tanti si trasforma in qualcosa di diverso quando Juno
decide di fare sesso con Bleeker, un ragazzo timido e riservato. Quando scopre
di essere incinta escogita un piano per trovare una coppia di genitori per il
bambino. NEXT (Usa 2007) durata: 96', genere: thriller, di Lee Tamahori con
Nicolas Cage, Julianne Moore Cris Johnson, un mago di Las Vegas che ha un dono
segreto che è al tempo stesso una benedizione ma anche una maledizione: è
dotato della straordinaria capacità di vedere ciò che accadrà nell'immediato
futuro. NON PENSARCI (Italia 2008) durata: 105', genere: commedia, di Gianni
Zanasi con Valerio Mastandrea, Caterina Murino, Anita Caprioli Stefano Nardini
suona da quando aveva cinque anni e passo dopo passo ecco che dal conservatorio
è finito col diventare una piccola star del punk rock indipendente. Ma i tempi
delle sue foto in copertina sono passati e adesso a 36 anni si guarda intorno:
suona con dei ventenni invasati, a casa non ha più né fidanzata né letto dove
dormire, gli è rimasta giusto una chitarra e un'auto con le portiere che non si
aprono. Insomma è venuto il momento anche per lui di cercare un riparo. THE EYE
(Usa 2008) durata: 97', genere: horror, di David Moreau Xavier Palud con
Jessica Alba Sydney Wells è una violinista famosa a Los Angeles. Intelligente,
molto dotata, e indipendente; è cieca. Sydney si sta per sottoporre ad un
doppio trapianto di cornea che le ridarà la vista. Ma la felicità di Sydney ha
vita breve. Inspiegabili e spaventose immagini iniziano a perseguitarla. IL
CACCIATORE DI AQUILONI (Afghanistan 2007) durata: 131', drammatico, di Marc
Forster Dopo aver trascorso alcuni anni in California, Amir ritorna nel suo
paese d'origine l'Afghanistan. Cerca il figlio del suo vecchio amico Hassan. Il
viaggio è l'occasione per Amir per riandare ai tempi della sua infanzia e della
amicizia con Hassan sullo sfondo delle vicende del suo paese in guerra. UN
BACIO ROMANTICO (Usa 2007) durata: 111', genere: drammatico, sentimentale; di
Wong Kar-wai con Rachel Weisz, Natalie Portman, Jude Law, Norah Jones, David
Strathairn. Elizabeth dopo la dolorosa rottura di una relazione attraversa gli
Stati Uniti alla ricerca del vero significato della parola "amore".
Si lascia alle spalle un bagaglio di ricordi, un sogno e un nuovo amico ma
sulla sua strada incontra strani personaggi: un poliziotto tormentato, sua moglie
che lo ha lasciato, una giocatrice d'azzardo. LA BANDA (Israele e Francia,
2007), commedia di Eran Kolirin Una piccola banda musicale della polizia
egiziana arriva in Israele. Sono venuti per suonare a una cerimonia, ma a causa della burocrazia, della sfortuna o per qualche altra ragione, all'aeroporto
nessuno li aspetta. Cercano di cavarsela da soli. LA ZONA (Spagna e Messico,
2007), drammatico di Rodrigo Plà Alejandro è un adolescente privilegiato che
vive nella "Zona", quartiere benestante nel centro di Città del
Messico, protetto da guardie private e circondato da alte mura. Oltre i
confini e il filo spinato c'è la miseria più nera. LA VOLPE E LA BAMBINA
(Francia 2007) durata: 91', genere: avventura, di Luc Jacquet In una mattina
d'autunno, alla curva di un sentiero, una bambina scorge una volpe. Comincia la
più sbalorditiva delle amicizie.
( da "Secolo XIX, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Radio19 UN
APPUNTAMENTO speciale oggi a Radio19, l'emittente del Secolo XIX. Fra le 11 e
le 12, durante la consueta ora dedicata al programma "A vostra
disposizione", l'appuntamento durante il quale Capitan Ventosa ascolta i
problemi dei liguri (e cerca di trovare una soluzione) il popolare personaggio
creato da Striscia la Notizia accoglierà gli ascoltatori in diretta e - in
compagnia di Lenny - farà un bilancio del primo mese di collaborazione con
Radio19. Un mese durante il quale l'iniziativa ha registrato un successo
crescente: tantissime le telefonate arrivate per segnalare disfunzioni, disagi, inestricabili problemi della burocrazia. Più tardi, a partire dalle 15, lo studio mobile di Radio19 -
che in questi giorni trasmette dalla Fiera Primavera - accoglierà i Sonohra, i
due fratelli veronesi che hanno vinto l'ultima edizione di Sanremo Giovani;
saranno intervistati da Giovanni Carrara. 11/04/2008.
( da "Tirreno, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Dell'uomo, militare
nella campagna di Russia, flebili e lontane tracce, come la testimonianza di un
compaesano "Che fine ha fatto mio fratello?" L'appello di una donna
di 91 anni che da 60 non sa più nulla del congiunto IL CASO Inutili ricerche
negli archivi PORTO ERCOLE. Sono passati sessant'anni dalla fine della seconda
guerra mondiale, eppure tante storie legate a quel triste periodo sono ancora
ben vive nella mente e nel cuore dei protagonisti e dei loro parenti. Gente
anziana che vorrebbe terminare la propria esistenza terrena con notizie certe
riguardo al destino di congiunti di cui non si è avuta più notizia. Avere una
tomba su cui portare un fiore e non restare con il dubbio che quel disperso
potrebbe essere ancora vivo, in chissà quale angolo del mondo. Una sofferenza,
questa, che sta vivendo la signora Rosa Costagliola, 91 anni, residente a Porto
Ercole. Quando si è giovani si hanno mille cose da fare. Prima accudire i
fratelli, rimasti orfani presto per la prematura scomparsa della mamma, poi
tirare avanti una famiglia numerosa, un marito a quattro figli da sfamare,
mandare a scuola e al lavoro sistemati di tutto punto. Ma quando il marito non
c'è più ed i figli sono indipendenti, ci si può permettere di ripercorrere la
propria vita momento per momento tornando con il pensiero a quel fratello
partito per la campagna di Russia e sparito nel nulla. La signora Rosa racconta
al genero quella storia dolorosa, una ferita ancora aperta tanto che, mentre
parla con voce flebile, dagli occhi scende una lacrima. L'uomo si commuove e
decidere che farà di tutto per sollevare, per quanto è possibile, la mamma di
sua moglie. Si aggrappa ai due unici documenti ritrovati: la richiesta spedita
dalla Regia Marina nel'45 dell'atto notorio per poter liquidare ai parenti del
marò Giovanni 24.665 lire. Un assegno di dispersione, soldi maturati dal
23.5.44 al 30.7.46 e arrivati al figlio Erasmo nel'49. Solo questo oltre alla
data di nascita dell'allora militaro: l'11 gennaio del 1920. Poco,
indubbiamente ma il nipote acquisito di Costagliola non si scoraggia ed inizia
una serie di telefonate che partono dall'ufficio anagrafe del Comune di Monte
Argentario (quello di Porto S. Stefano, perché a quei tempi la delegazione di
Porto Ercole non esisteva) e fanno il giro d'Italia
scontrandosi con il muro della burocrazia e dell'insofferenza. "E lei fa questa ricerca dopo 60
anni?", "Noi ci interessiamo solo degli ufficiali", si sente
rispondere finché entra in possesso di un numero telefonico di Roma. "Ho
chiamato anche lì - racconta il signor Sabatini - ma non hanno saputo indicarmi
niente. Sarei andati di persona in quegli uffici ma con queste premesse
non mi conviene". Di Giovanni Costagliola, insomma, non si ha più traccia
se non nel ricordo della sorella che ha rivelato un particolare. In Russia, con
lui, c'era un altro portercolese con il quale si era scambiato la promessa che
il primo che sarebbe rientrato avrebbe portato quel tovagliolo in cui
riponevano le vivande per dimostrare che l'altro era ancora in vita. E l'altro
tornò con il tovagliolo, segno che a quel tempo Giovanni era vivo. Ed allora
chi più dire con sicurezza che è morto in guerra? Come tanti, potrebbe aver
conosciuto una donna in Russia ed essersi fatto là una famiglia, potrebbe
essersi spostato in altri Stati e, perché no?, potrebbe essere ancora vivo, ad
88 anni, chissà dove e chissà in quali condizioni di salute. Un giallo che
arrovella la mente ancora sveglia della signora Rosa e di quanti le stanno
accanto. La dicitura "morto in guerra" non soddisfa nessuno perché si
dà per scontato che Giovanni abbia perso la vita combattendo ma non esiste
nessun documento che lo attesta. "Per noi - afferma visbilmente scosso
Sabatini - mio zio è disperso, per il fatto che, in caso contrario, la Marina
avrebbe dovuto dichiararlo morto dando la possibilità ai parenti di comunicarlo
in Comune. Invece non è accaduto niente di tutto questo. Il marò Giovanni
Costagliola - conclude - è svanito nel nulla ma io non voglio arrendermi.
Continuerò a cercarlo, per mia suocera e per noi tutti. E, se ci sarà bisogno
di atti estremi, andrò persino a'Chi l'ha visto?'". Paola Tana.
( da "Secolo XIX, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il voto per le
amministrative Sono gli unici punti comuni dei programmi. L'ultima volta finì
in volata QUATTRO anni fa finì con uno scarto di sette voti, un arrivo allo
sprint che lasciò presagire ciò che poi sarebbe accaduto, cioè una stagione di
divisioni, riunioni, lacerazioni e conflitti, interrotta qualche mese fa dalla
scomparsa del sindaco Giuseppe Giuliano. Oggi a contendersi e presumibilmente
dividersi i voti di Laigueglia sono tre candidati sindaco, tutti per la prima
volta all'assalto dello scranno più alto del palazzo comunale. Franco Maglione
guida la lista Uniti per il domani, se vincerà avrà come vice l'ex sindaco
Silvano Montaldo. In qualche modo rappresenta la continuità politica con le
amministrazioni di quegli anni? "Rappresentiamo soprattutto un gruppo
unito, che si riconosce in un unico programma - precisa Maglione - Un gruppo di
persone che vivono in questa città, la conoscono e vogliono impegnarsi e
lavorare per lei. Non abbiamo fatto accordi all'ultimo istante, non abbiamo
presentato tre programmi diversi ma ci siamo presi il preciso impegno di
lavorare insieme per crescere tutti insieme". Sul piano programmatico
turismo e casa sono i punti più qualificanti. "C'è
anche lo snellimento della burocrazia nei rapporti con cittadini e attività economiche. Il problema
della casa va affrontato con edilizia convenzionata in affitto e in acquisto.
Poi ovviamente c'è il turismo, la nostra principale risorsa. Crediamo che il
turista debba essere accolto e coinvolto con un sistema di infrastrutture da
realizzare e mantenere. In particolare è necessario che il molo abbia un
attracco, per far conoscere Laigueglia anche dalla parte del mare". Se
Maglione non manca di inviare qualche stoccata a Giovanni Regesta, il primario
che corre sotto le insegne di Rinnovare Laigueglia non si fa pregare a
restituire la cortesia. "Il mio è un discorso di innovazione culturale -
afferma - Ai cittadini chiedo di impegnarsi con noi per cambiare le cose. Siamo
una marea che si oppone al perdurare di interessi personalistici. Noi facciamo
solo gli interessi della città e dei cittadini. Siamo laiguegliesi e sono laiguegliese,
anche se la mia richiesta di riavere la residenza è da un po' di tempo ferma,
ma evidentemente anche questo serve per tentare di arginare la marea. In mente
abbiamo una svolta decisa e necessaria, perché in questi giorni Laigueglia è
scesa sotto i 2 mila abitanti e dobbiamo pensare a dare la casa ai nostri
giovani con progetti precisi, come la trasformazione della clubhouse Mare Uno.
Poi c'è il turismo, che deve essere sviluppato anche attraverso lo sport. Siamo
la palestra ideale per moltissime discipline, si tratta di creare eventi e
occasioni soprattutto nei mesi primaverili e autunnali, per allungare
sensibilmente la stagione. Il capannone Sar può essere una risorsa anche per
questo, invece di rimanere chiuso 360 giorni l'anno". Alla sfida ora in
punta di fioretto ora a colpi di sciabola non si sottrae neppure Alessandro
Benazzo (Cap Laigueglia), bagnino che punta su turismo e concretezza. "Io
non ho interessi politici né economici a livello personale - esordisce - mi sta
a cuore solo il futuro di questo meraviglioso paese e dei suoi giovani.
Cittadine meno fortunate di noi a livello paesaggistico hanno costruito sul
turismo i presupposti per il rilancio. Laigueglia, invece, vive una fase di
stallo. È ora di finirla di fare cose di cui non si vede mai la fine. Il mio
programma non è fatto di grandi opere irrealizzabili ma di cose concrete e
realizzabili anche a breve termine, a partire dal ripristino del sito internet
del Comune. Abbiamo poi bisogno di incentivare gli agriturismi in collina, i
barbecue serali, costruire programmi di gite a cavallo e magari un servizio di
gommoni per portare a terra chi attracca al largo. Il capannone Sar deve
diventare un centro utilizzabile per attività ricreative e di richiamo
turistico, perché la crescita della città non può che passare attraverso il
turismo". I punti di contatto tra i tre programmi non mancano (a partire
da casa e turismo), ma divisioni e rivalità, talvolta personali, terranno il
clima infuocato fino allo spoglio dell'ultima scheda. Luca Rebagliati
11/04/2008.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Candidati a confronto
nella sede Confcommercio sul regolamento di classificazione delle strutture
Kocijancic (Sa): agiremo in concertazione con tutte le parti "Case di
riposo, rivedere le norme" di Tiziana Carpinelli "Il regolamento
varato dalla giunta Illy in merito alla riclassificazione delle case di riposo
non s'ha da fare, o meglio, non s'ha da applicare". Su un punto, i
candidati di opposto schieramento ieri presenti all'incontro dalla Federazione
degli imprenditori della Sanità e assistenza (Fisa) sono sembrati concordare:
così come sono state formulate, le diposizioni proposte dall'assessore
regionale alla Salute Ezio Beltrame necessitano di ulteriori approfondimenti e
modifiche. Perché rischiano di penalizzare le strutture presenti a Trieste, a
tutto appannaggio di quelle invece esistenti in Slovenia. Il regolamento detta
gli standard minimi che le case di riposo - quasi duecento con oltre diecimila
posti letto presenti su tutto il territorio del Friuli Venezia Giulia -
dovranno garantire. La Fisa li contesta, per il modo scelto (e non apprezzato)
dagli amministratori regionali di ridisegnare sia i profili di bisogno degli
anziani, sia i criteri strutturali e organizzativi delle residenze attualmente
in attività. Si ritiene infatti che una pedissequa applicazione del regolamento
possa aprire uno scenario definito "preoccupante per il territorio
triestino", dove "apparentemente risulterebbero non riautorizzabili,
con riferimento ai non autosufficienti, circa 45 polifunzionali, per un totale
di 750 posti letto: praticamente la metà di quelli oggi attivi". Chiamati
nella sede della Confcommercio a esprimere il proprio parere, i tre candidati
regionali Piero Camber (Pdl), Igor Kocijancic (Sinistra Arcobaleno) e Edoardo
Sasco (Udc) hanno definito ieri le priorità da adottare per risolvere il
problema dell'assistenza alla terza età. Che a Trieste ha la sua incidenza
vista la percentuale di cittadini over 65. "In linea col programma - così
Camber - rivendico la difesa della residenzialità dei nostri anziani, che va migliorata
costruendo una rete integrata di assistenza efficiente e rispondente alle
esigenze delle famiglie. Tali disposizioni sono inaccettabili e se eletto mi
impegnerò a smantellare l'impianto. Propongo meno sperperi e più sostegno ai
privati che gestiscono il settore, con l'abbattimento dell'Irap". "La
strada intrapresa, almeno sul piano teorico, è valida - ha replicato Kocijancic
- ci sono aspetti da approfondire e correggere: lo faremo in concertazione con
tutte le parti. Non si tema la concorrenza slovena, perché il fenomeno delle
differenze di tariffazione è destinato a scemare con l'assestamento degli
equilibri". "La burocrazia che vige nei servizi sanitari e in questo settore è mostruosa -
ha concluso Sasco - inoltre, manca totalmente un qualunque tipo di raccordo tra
i vari enti, che non comunicano nemmeno tra di loro. Tutto ciò e inaccettabile
e fin d'ora dico che, se eletto, cambiarò la situazione".
( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina II - Napoli
Elezioni, lo sprint dei candidati Il Pd: vigilanza nei seggi. Il Pdl: dossier
sugli sprechi di Bassolino Nella giornata di chiusura arrivano due aspiranti
premier: Casini e Boselli CONCHITA SANNINO L'ora X scopre tensioni, il rush
dura fino a mezzanotte. C'è chi chiuderà il tour in una discoteca di Chiaia
come i giovani del Pdl, chi sul lungomare Caracciolo come i socialisti, chi
privilegia incontri più informali tra alberghi e caffè storici. E Napoli
registra l'arrivo di due candidati premier, Casini e Boselli, e del capolista
Follini. Un ultimo giorno di caccia al consenso che scorre tra gli accorati
appelli al voto, le certezze granitiche dei candidati in testa di lista e i
privati sudori di coloro che restano fuori dalle quote garantite. è tempo delle
offensive finali tra i principali schieramenti. Il leader regionale del Pd
lancia alle 12, dal comitato di via Nazario Sauro, la mobilitazione dei suoi 26
mila rappresentanti di lista della Campania (11.200 solo a Napoli e in
provincia) spingendoli "alla sorveglianza attiva", promuovendoli
"supervisori del voto pulito". Sul petto avranno un badge. "Il
Pd ha organizzato una rete capillare di rappresentanti per la rigorosa
applicazione delle leggi - spiega Iannuzzi - e soprattutto per la correttezza
di voto e scrutinio. Sorveglieremo affinché domenica e lunedì tutto si svolga
nel modo più limpido". Iniziativa che ricalca da vicino le
"sentinelle" forgiate da Berlusconi. Alla stessa ora il Pdl, ore
11.30, hotel Mediterraneo, con il coordinatore Nicola Cosentino, consegna
l'ultimo dossier "sugli scandali in Regione", promettendo dettagli su
"nuovi sprechi, e cifre, fallimenti di società e imprese legati al
carrozzone bassoliniano". Intanto tre leader nazionali scelgono Napoli per
la fine corsa. Il candidato premier Udc Pierferdinando Casini interviene alle
21 (hotel Tiberio, via Galileo Ferraris) ad un incontro con il candidato
Gennaro Ferrara, rettore (ex Udeur) dell'Ateneo Parthenope. Il candidato
premier dei socialisti Enrico Boselli, con il capolista Marco Di Lello, alle
17.30 incontra gli elettori alla rotonda Diaz. Mentre il capolista Pd al Senato,
Marco Follini, arriva nel pomeriggio all'hotel Ramada con il consigliere
comunale Emilio Montemarano, figlio dell'assessore regionale e recordman di
voti alle amministrative. Basta votare, in fondo: la legge elettorale-capestro
fa sì che tutti i giochi siano già determinati. Fatta eccezione, è ovvio, per i
meno privilegiati che sapranno solo all'ultimo se c'è il loro seggio in
Parlamento. Complessivamente, 20 candidati del "limbo" campano. Nel
Pd, tra le più impegnate, veterana di altre campagne elettorali, c'è l'ex
assessore regionale Teresa Armato, al numero 8 nella lista Senato, così calata
nel ruolo di globetrotter da aver registrato anche un lieve calo di pressione.
"Cosa prevale dopo tanti giorni di fatica ed emozione? Oggi dico: non la tensione
di sapere come andrà, ma l'entusiasmo. Davvero quell'immagine di piazza
Plebiscito dell'altra sera, carica e sincera, è stata un'enorme iniezione. Si
può vincere, nuovo slogan. Certo ho girato - ammette la Armato - , ma ci sono
abituata, avevo già cominciato da presidente del comitato Veltroni per le
primarie. E con onestà aggiungo che i candidati più "sicuri" si sono
impegnati come e più di me". Mastica amaro invece Bruno Cesario, sempre
Pd, numero
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Troppi
vincoli e burocrazia: alla Regione sarà chiesta una
Conferenza sull'uso del territorio L'assemblea agricoltori affronta la crisi
Oggi a Opicina il sodalizio rinnoverà anche le cariche sociali OPICINA È
un'agricoltura nazionale e locale in crisi quella di cui si parlerà oggi
nell'assemblea annuale dell'Associazione agricoltori di Trieste. L'incontro di categoria si terrà a
Opicina, al Credito cooperativo del Carso di via del Ricreatorio, dalle 15. Si
darà pure corso all'elezione dei nuovi vertici sociali. Con ogni probabilità il
presidente Luigi Debelis lascerà la carica dopo diversi anni. È sicura invece
la riconferma a segretario di Edi Bukavec, anch'egli ai vertici da più mandati.
Diversi i temi in agenda, a iniziare dalla crisi nazionale che si riflette in
sede locale. L'agricoltura è ancora una volta in coda rispetto ad altri settori
produttivi. In particolare c'è forte preoccupazione da parte del sindacato
agricolo per la situazione dei redditi, negli ultimi anni diminuiti quasi del
18%. La causa risiede nel continuo rincaro dei mezzi tecnici e degli strumenti
necessari al lavoro nei campi, mentre i prezzi realizzati dalle aziende con la
vendita dei prodotti continuano a mantenersi stabili rispetto ai continui
rialzi registrati al minuto. Per tentare di rialzare il capo, l'Associazione
agricoltori proporrà una nuova politica agraria nazionale e locale, con
innovazione, infrastrutture, semplificazione della burocrazia,
gestione del territorio più oculata e non solo condizionata da vincoli. Sarà
chiesta alla Regione una Conferenza per l'uso del territorio.
( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina III - Milano Il mercato che da sette mesi il Comune non riesce a
spostare e i tempi della burocrazia bloccano i lavori Metrò, le linee 4 e 5 sono già in ritardo Il
mercato dell'Isola che il Comune non riesce a spostare sbarra la strada ai
lavori della metrò 5. E i cantieri per la nuova linea 4, attesi al via nel
2007, vengono rimandati dalle lungaggini burocratiche al 2009.
MONESTIROLI E PIANO ALLE PAGINE VI E VII.
( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina IV - Milano
La piazza La rimonta La sinistra Veltroni infiamma piazza Duomo "Con
Milano vogliamo vincere" Sul palco tutti i candidati lombardi: "C'è
voglia di futuro" Con il Pdl sabato scorso qui erano in 10mila. Con questa
piazza piena possiamo davvero vincere lo scudetto Erano in pole position, ma
noi abbiamo fatto una rimonta impressionante e loro hanno il motore cotto Noi
siamo di sinistra e saremo sempre per la più forte e sentimentale classe più
debole STEFANO ROSSI "La vita è rischio, scoperta, viaggio". Perché
l'Italia "ha voglia di futuro e di presente". Malgrado la pioggia e
il freddo, Walter Veltroni infiamma piazza del Duomo, nel principale
appuntamento della campagna elettorale al Nord. E lo fa con un discorso che più
milanese non si può, nel modo di ragionare più ancora che nei riferimenti alla
situazione locale. Il segretario del Pd parla di intraprendenza e meritocrazia,
di impresa e capitale di rischio (quello francese, che finanzia i giovani
imprenditori a differenza del nostro), di raccomandati e burocrazia. Di leghisti (con l'accenno
ai fucili di Bossi) che vestono l'armatura a Pontida e da vent'anni tutti i
lunedì promettono la rivoluzione e poi durante la settimana, a Roma,
parcheggiano l'auto blu di fronte al ristorante: "Se fossi un militante
comincerei a insospettirmi". Davanti al palco, la siepe delle
bandiere nasconde ? come annuncia l'organizzazione ? centomila persone. Il
segretario regionale Maurizio Martina, che dal palco viene citato due volte
(specialmente con riferimento alla delicata missione, assolta da Veltroni e da
lui, di proporre la candidatura all'oncologo Umberto Veronesi), fa paragoni con
le diecimila presenze per Berlusconi, sabato scorso: "Veltroni ha fermato
la pioggia... Con questa piazza il Pd può vincere lo scudetto!", esulta
l'interista Martina. Milano. Nel discorso del leader del Pd c'è spazio per l'Expo
2015 ("questa vittoria di tutti è stata portata dalla parte di
qualcuno") e per il passato remoto con il racconto di un'azienda creata
negli anni Sessanta "in una contrada lombarda", dai tre figli di un
muratore: "Costruiscono un tornio migliore degli altri, impiantando
l'officina nella cucina di casa. Ma la cucina è troppo corta, allora fanno un
buco nel muro e si allargano al cortile. Però si applicano di notte, perché di
giorno sono lavoratori dipendenti". E il rumore notturno dà fastidio ai
vicini. Si scoraggiano, i tre fratelli? "No, riprendono a lavorare in
cucina". L'epilogo di questa storia vera è quello che ci si immagina. Anni
dopo uno dei fratelli, senza titolo di studio ma con la medaglia di cavaliere
del lavoro, "racconta in un misto di italiano e dialetto di come la sua
azienda ne ha comperata una americana. Tecnologia e anima, questa è Milano,
questa è la Lombardia. Ed è una metafora del Paese che noi dovremmo essere, che
noi possiamo essere". Accanto alla storia, con un po' di sapore di favola,
Veltroni cala anche i nomi. E sono nomi pesanti. Censura l'attacco a
Napolitano. Ricorda un amico milanese d'adozione, Enzo Biagi (ci sono le
figlie, Carla e Bice, emozionate), poi "due uomini che a Milano hanno
impersonato la legalità", il commissario Luigi Calabresi e il liquidatore
del Banco Ambrosiano Giorgio Ambrosoli. E Falcone e Borsellino: "Quelli
per me sono gli eroi", e non lo stalliere di Arcore, Vittorio Mangano,
come ha dichiarato Marcello Dell'Utri. E Pietro Ichino, nel mirino delle Br, giuslavorista
come D'Antona e Marco Biagi: "Voglio dargli solidarietà e dirgli che non
solo il Pd ma l'Italia tutta con lui". Il pullman veltroniano riparte,
restano i 145 candidati lombardi. I due principali hanno aperto la serata.
Umberto Veronesi, capolista al Senato: "Dedicherò il mio tempo e
l'attività parlamentare a un grande piano per lo sviluppo della scienza".
E Matteo Colaninno, capolista alla Camera (Lombardia 1): "Come in certe
gare di Formula 1 siamo partiti dalle ultime file con il nostro avversario in
pole position e adesso siamo fianco a fianco all'ultima curva".
( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina VIII - Milano
Il nuovo metrò parte in ritardo Il mercato blocca la linea 5, la 4 impantanata nella burocrazia In sette mesi il Comune non ha ancora trovato una collocazione
per le bancarelle dell'Isola GIUSEPPINA PIANO Le bancarelle di un mercato che
da sette mesi Palazzo Marino non riesce a spostare sbarrano la strada alla
"talpa" che scava i tunnel della nuova metropolitana 5. E nel
frattempo, l'apertura dei cantieri per la nuova linea 4 viene rimandata di
oltre un anno dai tempi biblici della burocrazia
comunale. Un paradosso, il destino impervio delle due linee gemelle di cui si
parla dal 2000, nella città dell'Expo. E dei 14 miliardi di euro da spendere in
cantieri pubblici da qui al 2015. Con lo stesso assessore ai Lavori pubblici
Bruno Simini a convenire che "una metropolitana non si può fermare per
qualche decina di bancarelle". Cantieri partiti da una parte ma tormentati
dal surreale caso del mercato dell'Isola, in attesa di trasloco per far posto
ai lavori da qualcosa come sette mesi. E non è detto che giusto oggi la giunta,
che tornerà a esaminare la questione, finalmente decida: gli assessori non sono
d'accordo sulla destinazione delle bancarelle. E cantieri che non partono
dall'altra. In ballo le due uniche, per ora, opere pubbliche nel mare dei
miliardi previsti da qui al 2015 di cui si abbia certezza. Perché non è
questione di soldi: le due linee sono già tutte finanziate almeno per i primi
due tronconi, la 5 da Niguarda a Garibaldi (e da lì è poi previsto che prosegua
fino a San Siro), e la 4 da San Cristoforo al Policlinico (con il secondo
tratto, da finanziare, fino a Linate). I soldi ci sono ma i problemi restano.
La nuova linea 4 ad esempio, paralizzata dalle lungaggini burocratiche. "I
cantieri partiranno entro l'anno", diceva a maggio del
( da "Secolo XIX, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Bruno vespa E'
finita come doveva finire. Una campagna elettorale educata era stata avvertita
dagli elettori come moscia. La decisione di Veltroni di non demonizzare
Berlusconi per la prima volta dopo quattordici anni e la conseguente decisione
del Cavaliere di abbandonare la crociata anticomunista avevano ricevuto gli
applausi dei giornali e di una parte della classe dirigente, ma erano stati mal
digeriti dalla base. Soprattutto la base del Partito democratico che doveva
deglutire troppe novità in una sola volta: l'abbandono (anche se solo in sede
nazionale) di un alleato scomodo ma indispensabile come la sinistra
antagonista, la rassegnazione a una probabile sconfitta (anche se al Senato la
partita è tutta da giocare) e una improvvisa legittimazione dell'avversario
storico indicato dal 1994 puramente e semplicemente come il demonio. Sia
Veltroni che Berlusconi avevano fatto mostra di voler deporre le armi non per
una improvvisa conversione al pacifismo politico quanto perché entrambi avevano
bisogno di rassicurare quella fascia di elettori moderati che vogliono decidere
sui programmi e non amano che la politica scada regolarmente nell'insulto. È
andata male. I sondaggi riservati delle ultime settimane hanno dimostrato una
fase di stanchezza nell'elettorato, in parte rassegnato o consapevole (a torto)
che la propria parte politica avrebbe comunque perso o vinto la partita e
orientato quindi a non votare. Di qui l'alzarsi dei toni che negli ultimi
comizi e nelle due apparizioni di mercoledì e di ieri sera a 'Porta a porta'
hanno raggiunto i livelli dei tempi peggiori. Veltroni ha detto nella sostanza
che Berlusconi è inadatto a governare in una moderna democrazia e il Cavaliere
gli ha dato del bugiardo chiedendosi quale grado di affidabilità abbia un
signore che ancora ieri negava di essere mai stato comunista. Non credo,
francamente, che nell'ultimo confronto a distanza di stasera su Matrix le cose
andranno meglio. L'attacco frontale che ieri sera Berlusconi ha sferrato a Di
Pietro ("laurea falsa e carriera costruita dai servizi segreti")
porterà verosimilmente a un clamoroso processo, ma va visto come un colpo
indiretto a Veltroni accusato dal Cavaliere di alleanze giudicate impresentabili
pur di rimontare lo svantaggio iniziale. Sul piano dei programmi, al contrario,
sia Veltroni che Berlusconi hanno confermato una serie di provvedimenti
ragionevoli che hanno l'unico limite di richiedere complessivamente una serie
di risorse attualmente incompatibili con l'economia del paese e destinate
quindi ad essere spalmate lungo una intera legislatura. Entrambi, seppure con
sfumature diverse, hanno promesso una nuova politica della casa e aiuti alle
famiglie, ai giovani, alle imprese, ai pensionati. I punti di forza sono per
Veltroni un salario minimo per tutti di 1000/1100 euro al mese, una diminuzione
delle aliquote fiscali di un punto all'anno, l'assicurazione per gli infortuni
alle casalinghe. Per Berlusconi, l'abolizione totale dell'Ici sulla prima casa,
la detassazione degli straordinari e degli aumenti legati alla produttività, il
versamento dell'Iva solo al momento dell'incasso, lo scambio terreni/case
popolari con i costruttori, una stretta sui clandestini. Ma
entrambi verrebbero messi subito alla prova con una riforma che non costa ma
rende: i tempi della burocrazia e la lotta agli sprechi nel settore pubblico. Tutti l'hanno
sempre promesso, nessuno è mai riuscito a farlo. Vedremo. Un'ultima
osservazione. Entrambi i contendenti sono apparsi molto motivati e in palla, ma
anche - sotto pelle - molto tirati e nervosi. Si capisce. Se ieri
Veltroni ha dovuto chiarire che non si dimetterà se il suo partito andasse
sotto il 35 per cento significa che si prepara, in caso di sconfitta, a una
severa verifica interna. Per quanto riguarda Berlusconi, si gioca tutto sul
Senato. Il divorzio da Casini sarebbe fatale se gli mancassero i numeri per
governare. Bruno Vespa è giornalista televisivo e su Raiuno conduce la
trasmissione Porta a porta. 11/04/2008.
( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina IX - Genova
Davide Viziano L'imprenditore non cambia rotta "Ho visto Prodi, rivoglio
Berlusconi" "Penso che nella vita bisogna essere capaci anche di
cambiare idea", Davide Viziano, al vertice del Gruppo Viziano Costruzioni,
imprenditore, nella cordata che punta su Erzelli e uomo-manager di Genova 2004
capitale europea della Cultura, alla fine voterà "per il partito della
Libertà". Da sempre vicino a Forza Italia, Viziano ammette di aver
guardato con curiosità e interesse al governo Prodi, nel 2006. "Mi avevano
colpito le dichiarazioni di Prodi sul mondo dell'economia, le aspettative che
aveva creato tra gli imprenditori, le sviolinate Prodi-Bersani eseguite a
Confindustria ? ammette ? e avevo deciso di mettere da parte le riserve
politiche e di prendere seriamente in considerazione quanto il nuovo governo
stava annunciando". Anche perché, dice Viziano, gli ultimi anni del
governo Berlusconi lo avevano profondamente amareggiato, "una disillusione
totale". Due anni di governo Prodi, però, gli hanno
fatto "ritrovare" la strada del centro-destra, dice Viziano: "La
burocrazia e i costi della
macchina dello Stato sono allucinanti e Prodi non ha fatto nulla ? dice ? non
solo, il sistema fiscale è più pesante e farraginoso, il potere d'acquisto
degli italiani è colato a picco".
( da "Tirreno, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Numeri in crescita
per il Credito Cooperativo presieduto da Camillieri. Il 20 aprile il rinnovo
degli organi sociali Banca di Bientina, l'utile netto a quota 2,2 milioni
BIENTINA. Ammonta a due milioni e 202mila euro (+5,27 per cento) l'utile netto
della Banca di Bientina - Credito Cooperativo nell'esercizio 2007. Il bilancio
sarà sottoposto il 20 aprile all'assemblea dei soci, chiamata anche a eleggere
gli organi sociali al termine della gestione triennale di un istituto che ha
settanta dipendenti e ha raggiunto dimensioni provinciali. I numeri che la
banca presieduta da Massimo Camillieri e diretta da Stefano Valentini
presenterà ai soci sono tutti sotto il segno più rispetto all'esercizio 2006.
Il capitale sociale ha raggiunto 4,9 milioni di euro. Il patrimonio toccherà
circa 22 milioni di euro (+13 per cento) se l'assemblea approverà la
destinazione dell'utile d'esercizio proposta. La raccolta diretta, salita del
10,10 per cento, è arrivata a quota 240 milioni di euro, mentre gli impieghi
sono pari a 190 milioni, con un aumento del 26 per cento. "Mai come
quest'anno - ha spiegato ieri il presidente Camillieri ai giornalisti - i
numeri racchiudono principi che la Banca di Bientina ha saputo incarnare e
tradurre in crescita, malgrado le logiche dominanti del mercato disegnino la spregiudicatezza
e l'omissione delle esigenze della persona come corsie preferenziali per lo
sviluppo". Parole con cui il presidente rivendica la diversità del credito
cooperativo, in particolare della Banca di Bientina, "dove - ha aggiunto -
ci comportiamo con lo stesso rispetto, la stessa umanità, lo stesso spirito di
appartenenza e condivisione e gli stessi valori che viviamo in famiglia e
trasmettiamo ai nostri figli". Il presidente Camillieri e il direttore
Valentini hanno sottolineato che gli obiettivi indicati nel piano strategico
redatto all'indomani delle elezioni del 2005 sono stati tutti raggiunti:
l'ampliamento della base sociale (i soci sono oltre 1800 contro i 1326 della
fase iniziale), la vicinanza col territorio, lo sviluppo della rete commerciale,
la realizzazione della nuova sede che sarà ultimata entro il 2008, il
consolidamento della struttura organizzativa (con potenziamento della
formazione: oltre 4950 le ore svolte nel 2007), la partecipazione alla vita
sociale e culturale della collettività, la crescita delle masse intermediate.
La presentazione del bilancio alla stampa è stata l'occasione per fare il punto
sull'economia locale, segnata - ha detto Camillieri - da gravi difficoltà che
incidono sui bilanci delle famiglie. In provincia i settori trainanti sono
quelli storici (metalmeccanica, edilizia, pelle e cuoio) - ha notato il
presidente - e non s'intravedono "nuovi motori di sviluppo". Di qui
l'invito "al mondo dell'università e della ricerca a essere più
propositivo guardando alle esigenze del territorio". Il
direttore Valentini ha parlato delle difficoltà che il fare banca comporta oggi
- tra cui un eccesso di burocrazia - e ha ricordato che l'istituto di Bientina, pur in una logica
prudenziale, ha fatto di tutto per agevolare l'accesso al credito da parte di
famiglie, artigiani e piccole imprese in un momento in cui il sistema diventa
nel complesso più selettivo.
( da "Tirreno, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Livorno
Una mano per battere la burocrazia Pratiche più facili grazie
all'Apici e poi trasporto e assistenza domiciliare Anche "pony amico"
tra le attività dell'associazione LIVORNO. Cambiare il modo di aiutare gli
altri. Questo l'obiettivo che si prefigge l'Apici, AssociazionIe provincialI
invalidi civili e cittadini anziani. Un organismo nuovo che nasce dalla volontà di tutti quei
cittadini impegnati in attività sociali a vantaggio di disabili e di
quellepersone che hanno maggior bisogno di aiuto, di unire le forze per
promuovere e offrire un aiuto diverso e dissociato dalle vecchie impostazioni
assistenziali. Un'assistenza nuova e variegata quella che l'Apici propone ai
livornesi. A sostenere il progetto sono le varie sedi provinciali sparse sul
territorio nazionale, grazie alle quali risulta più semplice promuovere e
sviluppare la cultura della solidarietà. La parola chiave è naturalmente
volontariato. Un volontariato pensato e realizzato in tutti i suoi numerosi
aspetti e forme, al quale ogni cittadino può partecipare e contribuire
attivamente. La cosa che sta maggiormente a cuore agli operatori dell'Apici è
però il riuscire a privilegiare l'essere umano, in particolare i soggetti
svantaggiati cercando di superare tutti quei fattori che fungono da ostacoli
impedendo le normali espressioni vitali dei disabili e degli anziani. Per
realizzare i suoi numerosi obiettivi l'associazione propone molte attività
delle quali i cittadini in difficoltà possono usufruire in qualsiasi momento.
Molto utile "Apici informa", servizio di segretariato sociale nato
dall'esigenza dei cittadini di una guida nei meandri della burocrazia,
in particolare per quanto riguarda pratiche per riconoscimenti dei loro diritti
economici come pensioni ed assegni di invalidità, accertamento dell'handicap e
molti altri. Gli sportelli sono aperti dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e
dalle 16 alle 17,30. Altro rilevante servizio è l' "Sos - trasporto
disabili" nato per colmare un vuoto relativo al trasporto di chi ha
problemi con la deambulazione. Un'attività che non si limita al semplice
trasporto verso strutture sanitarie, ma che svolge numerosi altri servizi come
l'accompagnamento dei bambini disabili a scuola o ai centri di riabilitazione.
"Il pony solidale" è, invece un servizio di consegne a domicilio di
farmaci e alimenti per chi ha problemi a compiere i normali gesti della vita
quotidiana. Altro aiuto importante dell'apici è realizzato dal "Progetto
Domus", ovvero l'assistenza giornaliera domiciliare. E, infine, ma non
certo meno importanti anche i servizi di consulenza legale (attivo tutti i
martedì, offre una consulenza gratuita di un professionista) e di consulenza
sociale. Un impegno quello dell'Apici che non si limita all'offerta di questi
servizi, ma che vuole andare oltre, in particolare, impegnandosi nelle campagne
di sensibilizzazione per la conoscenza e la risoluzione dei bisogni. Maria
Laura Rossiello Info. 0586/444361 oppure: livorno@apici.org. Sito: www.apici.org.
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
PADOVA. Peghin,
presidente degli Industriali "La burocrazia ci
costa 170 milioni" PADOVA La tassa "burocratica" costa ogni anno
alle imprese della provincia di Padova 170 milioni di euro, circa due punti e
mezzo di Pil provinciale (2,4%). Gli obblighi e adempimenti fanno perdere ogni
anno 1,6 milioni di giornate di lavoro. Per ogni piccola impresa 63 giornate di
lavoro (di un dipendente) perse in un anno per bolli e timbri. La denuncia è
del presidente di Confindustria Padova, Francesco Peghin, secondo il quale
"la burocrazia è un'emergenza nazionale da affrontare subito. Chiunque governi
adotti una terapia d'urto se si vogliono mettere le aziende in condizione di
crescere e di reagire a questo momento di difficoltà congiunturale".
"La burocrazia è -
rileva Peghin - una delle insopportabili anomalie che spiegano il deficit di
competitività del nostro Paese. Basta un dato su tutti: in Italia la
somma delle leggi oggi vigenti è di
( da "Giorno, Il (Lodi)" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
LODIGIANO pag. 6
Business plan, la carta giusta È il passaggio fondamentale per chi si mette sul
mercato PRIMO PASSO L'IMPRENDITORE E L'IDEA E' LA PROVA del fuoco per chi vuole
metter su un'azienda. Il "business plan", per gli italiani il
progetto di impresa, è la fotografia più completa possibile dell'impresa che
verrà. Tanto più il business plan sarà completo e attendibile, tanto più
l'autore avrà la possibilità di ottenere finanziamenti e prestiti. Sapere come
sarà e quanto potrà valere il proprio prodotto, quali saranno le spese da
affrontare (dalle bollette alla burocrazia), quali e quante attività di promozione e marketing saranno necessarie,
rappresenta un autentico test sul proprio grado di imprenditorialità. Il
business plan permette di valutare se stessi e l'idea, misurandone la
consistenza. Tenendo sempre a mente che l'idea deve andare di pari passo con la
definizione della "quota di mercato", i possibili clienti.
Utile può essere, per stilare il progetto, chiedere alla Camera di Commercio la
composizione della popolazione in una determinata area e i dati relativi ai
consumi. La domanda delle domande deve essere: perché dovrebbero preferire il
nostro prodotto ad altri? La mia offerta deve essere competitiva nella qualità
o nel prezzo, oppure dovrà risultare perfetta per i bisogni di un determinato
target di clienti. Secondo passo: la scelta del luogo dove creare l'azienda. È
una decisione delicata, e per prenderla l'imprenditore deve valutare tanti
fattori: infrastrutture, vicinanza di magazzini e materie prime, possibili
incentivi economici. Passiamo ora ai calcoli:un buon imprenditore deve essere
in grado di di gestire i costi dell'azienda e quindi un buon business plan deve
contenere l'analisi puntuale delle spese necessarie per avviare l'impresa e
sostenere il business nei primi tre anni d'attività: costi fissi (costituzione
della società, impianto, affitto); costi variabili, legati alla quantità di
beni prodotta (materie prime, energia); costi semivariabili, con una quota
fissa e una variabile, come certi contratti di fornitura o di stipendio
(provvigioni). L'ANALISI deve spiegare il patrimonio della nuova azienda,
inclusi mutui, prestiti o finanziamenti agevolati. Il business plan deve
spingersi fino al "break even point", cioè il momento in cui i costi
per mantenere l'azienda saranno pari ai guadagni. Di solito arriva fra il primo
e il secondo anno, ma può spingersi anche più in là. Si arriva poi alla scelta
della ragione sociale: impresa individuale o di persone, coop, srl o Spa.
Meglio farsi aiutare dalla Camera di Commercio o da consulenti. Il progetto
deve essere separata in capitoli, partendo da un riepilogo che spieghi in
sintesi il progetto. Si passa poi alla descrizione dell'impresa, previsioni
economico-finanziarie, strategia di marketing e clienti.
( da "Nazione, La (Viareggio)" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA VIAREGGIO
pag. 4 VENDITA diretta, mercato dei fiori, centro agroalimentare, acquedotto: sono
quest... VENDITA diretta, mercato dei fiori, centro agroalimentare, acquedotto:
sono queste e richieste fatte dai 400 agricoltori viareggini (che totalizzano 2
mila addetti) ai candidati sindaco durante un incontro organizzato alla
Coldiretti.L'incontro s'è tenuto al Mercato dei fiori Sindaco del Comune di
Viareggio. "GLI AGRICOLTORI ? scrive la Condiretti ? chiedono non aiuti ma
chiarezza e trasparenza sul futuro, ammesso che ci sia, del mercato dei fiori
abbandonato nella melma del Comparini, del centro agroalimentare di Camaiore in
fase di letargo permanente, dello stesso acquedotto agro-industriale, opera che
sulla carta esiste ma non nei bilanci di Regione e ministero. Esigono la
vendita diretta e l'allineamento di un piano urbanistico che preveda la
possibilità di poter mettere su un angolo espositivo dove vendere direttamente,
e senza passaggi di mano, quello che producono come stanno facendo in tutta la
Toscana e in tutta Italia. Ma chiedono anche politiche energetiche che
favoriscano le energie rinnovabili". Nella nota anche una critica al
vicesindaco Gianfrancesco Parenti per il caso del nuovo mercato dei fiori.
DURISSIME parole rivolte al comune: "Troppa burocrazia, troppi tempi morti quelli di
una macchina pubblica che fino ad oggi non ha considerato fondamentale
l'agricoltura e ha puntato su cantieristica e nautica". Decollato in un
clima disteso con l'introduzione del responsabile Coldiretti Versilia, Maurizio
Del Chiaro, seguito dal direttore, Raffello Betti e dal presidente provinciale,
Dina Pierotti, il summit si è via via infuocato. I candidati hanno ascoltato,
hanno promesso un maggiore impegno, e Luca Lunardini s'è spinto ad annunciare
l'assessorato all'agricoltura. Ma soprattutto gli agricoltori hanno chiesto se
il futuro sindaco, a differenza di quello uscente, crede veramente
nell'importanza economica dell'agricoltura e della floricoltura. Tensione anche
durante la discussione sugli annessi agricoli di nuova costruzione messi sulla
graticola dalla legge regionale 41, articolo1, che prevede la loro demolizione
quando non più utilizzati. "Ma stiamo scherzando ? sostiene Coldiretti ?
Come può una banca finanziare la costruzione di un bene strumentale se una
legge regionale ne impone la sua distruzione anche molto prima della fine dell'ammortamento
del mutuo? Ci aspettiamo un impegno anche su questo capitolo". E anche
sulla promozione dei prodotti floricoli.
( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca La capitale
dei prezzi Milano êêê Costi alle stelle per la città più ricca d'Italia, dove
la gente non riesce più a tenere testa alla spesa quotidiana e agli affitti
delle case. Nella metropoli lombarda tutto è più caro: dalla pizza alla
tintoria. E il Comune cerca rimedi per fare fronte alla crisi In dodici mesi le
cipolle sono aumentate del 68% e gli affitti del 62% in sei anni (SEGUE DALLA
COPERTINA) ETTORE LIVINI E Milano, abituata da trent'anni a specchiarsi solo
nella sua ricchezza, è stata colta un po' in contropiede da questa bufera che
ha fatto saltare i conti di un intero pezzo della città. Letizia Moratti,
fresca del suo trionfo personale nella partita dell'Expo, vola alto: "Il
problema c'è - ammette - ma si combatte sostenendo il reddito". Lei, va
detto, ha tagliato di qualche punto decimale l'Ici. Ma pochi spiccioli in più
in tasca non bastano di certo a riempire i frigoriferi di chi, girando con il
carrello tra gli scaffali del supermercato, fa i conti ogni giorno con i prezzi
da gioielleria della città più cara d'Italia. Una metropoli dove lavare e
stirare un abito costa il 62% in più che a Torino, mangiare una pizza
Margherita il 60% in più che a Napoli e fare la convergenza delle ruote più del
doppio rispetto a Roma. Palazzo Marino, non a caso, si barcamena per il momento
con provvedimenti più terra-terra. "Sono gocce nel mare - ammette
l'assessore alle attività produttive Tiziana Maiolo - ma da qualche parte bisogna
pur cominciare". La ruspantissima salsiccia low cost ad esempio è il
prodotto più gettonato del programma "mercati aperti": da fine marzo
ogni sabato mattina il magazzino all'ingrosso della carne (come già succedeva
per quello di frutta e verdura con 10mila clienti ogni fine settimana) apre i
battenti ai cittadini. Sui banconi l'arrosto di vitello a 8,8 euro al chilo, il
filetto a 23 euro e la "luganega" sottoprezzo, tutti in pezzature da
qualche chilo. E nel giorno d'esordio almeno 2mila milanesi si sono messi in
fila per la loro bistecca in saldo. Lo stesso hanno fatto per due settimane
sotto Pasqua quando i mercati rionali del Comune hanno venduto decine di
prodotti di qualità con sconti fino al 40%. Le distanze tra la Milano più ricca
e quella che si sta impoverendo sotto le mazzate del carovita si stanno però
accentuando. E a farne le spese ("con il rischio che salti il ceto medio e
con lui il patto sociale che ha sempre tenuto insieme la città", teme Don
Colmegna) è persino la tradizionale solidarietà ambrosiana che non ha ancora
metabolizzato le profonde trasformazioni del tessuto sociale cittadino.
L'esempio più lampante è la sufficienza con cui i commercianti meneghini -
usciti indenni dalla tornata di rincari scaricati spesso sui clienti - hanno
aderito alle iniziative di Palazzo Marino contro l'escalation dei prezzi.
Prendiamo il caro-michetta (a Milano costa il doppio rispetto a quella di
Napoli). Il Comune ha lanciato nei mesi scorsi in pompa magna il progetto
"quarta settimana", sette giorni a fine mese in cui 233 panificatori
cittadini avrebbero dovuto vendere un sacchetto da mezzo chilo di pane al
prezzo "politico" di 1,5 euro. Alla prova dei fatti però le cose sono
andate in un tutt'altro modo visto che solo un negozio su 10 tra quelli che
partecipavano al programma ha davvero applicato lo sconto. Stessa fine ha fatto
la campagna contro gli hamburger d'oro. Il Comune ha annunciato urbi et orbi un
elenco di 68 macellerie pronte a vendere nell'ultima settimana del mese la
svizzera a 7,9 euro al chilo invece di 12. Peccato che solo un commerciante su
cinque poi abbia davvero tenuto fede al suo impegno. "Si è trattato di
disguidi per la coincidenza con la Pasqua. Ora tutto è stato sistemato -
promette Maiolo - . E a fine aprile tutto filerà liscio". Le critiche,
però, al di là dell'esordio un po' infelice, riguardano anche la filosofia
dell'intervento: "I cittadini mangiano quattro settimane al mese... "
ricorda Alessandro Miano di Assoconsumatori. E le iniziative spot lasciano il
tempo che trovano, "tamponano l'emergenza con l'elemosina invece di
provare a prevenirla" come dice Maria Grazia Guida, direttore della Casa
della Carità. E allora? Allora, come succede in tutta Italia, di fronte ai
buchi delle istituzioni anche all'ombra della Madonnina trionfa il risparmio
fai-da-te. Assoconsumatori ad esempio ci ha provato con il pane. Ha scoperto un
forno di Trezzano che fornisce la grande distribuzione a 80 centesimi al chilo.
E ogni mattina manda un pullmino a comprarne qualche cassone che poi rivende
allo stesso prezzo nella sede di Viale Ranzoni. Ma non ha
fatto i conti con la burocrazia e la lobby dei commercianti. Ha iniziato la vendita di michette
sottocosto il 4 marzo alle 9.30 e due minuti dopo sono arrivati 4 vigili
dell'annonaria e 6 finanzieri su esposto dei panificatori. Una specie di moral
dissuasion che non è bastata a scoraggiare questi paladini della lotta contro
il pane d'oro. Contro il caro-diesel opera invece in maniera
semi-clandestina (rischia l'accusa di evasione fiscale) un gruppo di Robin Hood
della colza. Gente che sa il giorno preciso in cui sugli scaffali dei
supermercati arriva la fornitura di questo olio e si presenta puntuale appena
viene disposto sugli scaffali per farne razzia e usarlo come carburante al
posto del gasolio. Qualcuno dice faccia male al motore. Ma loro, che
risparmiano fino al 50% su ogni pieno, garantiscono che si tratta solo di
propaganda delle sette sorelle del petrolio. La lobby della grande
distribuzione - che la fa un po' da padrona in città - non è invece riuscita a
bloccare la marcia verso il Duomo della frutta e della verdura coltivati dalle
1.350 aziende agricole sparse tra i fontanili del parco agricolo sud. Il merito
in questo caso è del Governo Prodi che ha dato il via libera ai Farmers'Market,
la legge che consente ai contadini di venire a vendere i loro prodotti (più
naturali ed economici) nelle metropoli. Milano debutterà questo sabato quando a
Porta Romana arriveranno le bancarelle di ortofrutta di stagione cresciuta
fuoriporta, con Coldiretti che sta studiando un vero e proprio outlet per la
sua promozione. Sulle cascine punta anche il Comune che nell'ambito delle sue
iniziative d'immagine contro il carovita ha portato 400 pensionati milanesi in
gita fuori città, per una grigliata in otto aziende agricole seguita da
shopping sottocosto dai contadini (uova a 20 centesimi, salame a 12 euro al
chilo) tagliando fuori il resto della filiera. Come al solito, però,
un'iniziativa una tantum. Con i milanesi più organizzati che - non a caso
preferiscono - fare da soli: i 33 distributori di latte alla spina appena munto
alle porte di Milano (prezzo un euro al litro) registrano ormai ogni giorno il
tutto esaurito. E il numero dei gruppi d'acquisto solidali (gente che compra
sottocosto all'ingrosso e poi si divide la spesa) è già lievitato a quota 400.
Le iniziative, insomma, non mancano. Il vero problema è la regia, un progetto e
una visione comune per affrontare - e soprattutto prevenire - gli effetti del
carovita. Milano e le sue contraddizioni sono in effetti un laboratorio anche
da questo punto di vista. "Certo il boom dei prezzi per i beni di prima
necessità è oggi il problema numero uno per migliaia di persone, noi alla casa
della Carità ce ne rendiamo conto ogni giorno di più - conclude Don Colmegna -
. Ma ci sono altri nodi da affrontare, ad esempio l'aspettativa legata al
consumo indotto di tante costosissime cose inutili. Ci sono tante famiglie a
basso reddito che si indebitano per tv sempre più grandi, macchine sempre più
potenti. E quando vanno in tensione finanziaria o non se le possono permettere,
subentrano i disagi mentali ed emotivi, le ansie". Salsiccia low-cost,
gite fuoriporta e latte alla spina, in questo caso, servono davvero a poco.
( da "Nazione, La (Livorno)" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
PIOMBINO VAL DI
CORNIA pag. 9 di MAILA PAPI "E' necessario rivedere i canoni di locazioni.
Non è pensabile aver... di MAILA PAPI "E' necessario rivedere i canoni di
locazioni. Non è pensabile avere affitti di 12,91 euro". A denunciare la
situazione è il vicepresidente di Casalp Marco Macchioni che con il direttore
generale Pietro Marini hanno presentato il piano d'impresa, sottolineando le
difficoltà dell'ente vincolato da burocrazia e leggi restrittive e presentando progetti ed investimenti
futuri. Numeri significativi quelli di Casalp in Val di Cornia. Il patrimonio
nei cinque comuni è costituito da 957 alloggi di edilizia popolare ubicati in
99 edifici: 73 alloggi a Campiglia,
( da "Nazione, La (Lucca)" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA LUCCA pag. 7
La "rivoluzione" piace alle categorie Meno burocrazia per le nuove attività
COMMERCIO & ARTIGIANATO CHANCE Il Comune ha un piano per far rientrare le
attività in centro di DIEGO CASALI U N CORO di consensi alla proposta
dell'assessore al commercio Filippo Candelise di modificare il regolamento
comunale per gli esercizi pubblici e i laboratori artigiani, annunciata
ieri in esclusiva dal nostro quotidiano. Nel dettaglio, il piano prevede di
limitare alcuni requisiti di superficie, altezza e dei servizi, per favorire
l'insediamento delle attività in locali che altrimenti non sarebbero
utilizzati. Tutto ciò non solo all'interno dell'arborato cerchio, ma anche in
altri centri minori del Comune. Una novità che dovrebbe portare benefici alle
attività economiche, ma anche agli stessi residenti che avranno più 'negozi di
vicinato'. "NON POSSIAMO che valutare in maniera positiva ? afferma il
direttore della Confartigianato Roberto Favilla ? la 'rivoluzione'
dell'assessore Candelise per ripopolare il centro storico di negozi e attività
artigianali. In passato abbiamo spesso riscontrato molte difficoltà, ad esempio
con i laboratori artigiani, a trovare fondi con i
( da "Provincia di Cremona, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione di Venerdì 11
aprile 2008 Benvenuto P.Review srl Crotti: "Molto dipende da noi"
L'Anas: "Protesta per far sentire la nostra voce" MILANO ? Toni
allarmati da Giandomenico Gusmaroli, presidente dell'Anas: "Le aziende
sono a rischio sopravvivenza, a Cremona porteremo la richiesta di risposte
chiare, probabilmente anche con una manifestazione di protesta". Più
ottimisti Silvio Ferrari (numero uno di Assalzoo), che pure non si nasconde i
pericoli di tenuta economica delle aziende; lo stesso Gozzi ("i nostri prodotti
restano vincenti in campo internazionale per qualità"), e Riccardo Crotti,
presidente dell'Apa cremonese. "Scontiamo costi di
produzione elevati e il peso di una burocrazia oppressiva. Ci sono provvedimenti da chiedere, come
l'azzeramento a tempo determinato del costo dei servizi veterinari; ma molto
possiamo fare rivedendo il nostro approccio al mercato, quantità e tipologie di
produzione. E non credo che il mercato, in cui la domanda complessivamente
cresce, voglia rinunciare ai nostri standard di qualità e sicurezza".
( da "Nazione, La (Pisa)" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA PISA pag. 6
Casa, lavoro e sicurezza "Così cambierei la città" LA DESTRA LE
PROPOSTE DI SONIA AVOLIO DIRITTO alla casa, più sicurezza,
valorizzazione del lavoro e meno burocrazia. Sono i punti cardine del programma di Sonia Avolio (nella
foto), candidata a sindaco di Pisa per La Destra. Nata a Livorno 44 anni fa,
vive a Pisa da oltre 25, è sposata e ha due figli di 8 e 4 anni. Laureata in
Medicina, è specializzata in Fisiatria. Per molti anni è stata medico di
bordo sulle navi da crociera. Dottoressa Avolio, qual è la prima cosa che farebbe
se fosse eletta sindaco? "Seguirei gli iter burocratici bloccati". In
che senso? "Ci sono pratiche ferme da anni, dimenticate in un cassetto.
Prima di tutto farei in modo che venissero risolte. E, soprattutto, darei una
mano a chi si inventa un lavoro. Aiuterei le persone che attendono i permessi
per svolgere la propria attività". Qual è, secondo lei, il problema più
grave che affligge Pisa? "I costi delle casa. Sono folli. La casa è un
diritto, avere un tetto dà quella dignità che permette di creare una
famiglia". Perché in città i costi sono così alti? "Il mercato
immobiliare è viziato dall'enorme richiesta degli studenti. Una delle nostre
battaglie sarà quella di creare un campus universitario al posto del Santa
Chiara per ridimensionare il mercato". I prezzi alti delle case sono la
causa dello spopolamento della città? "Non solo. Non esiste solo il centro
storico. Ci sono periferie bellissime, come Riglione dove abito io, che
dovrebbero essere valorizzate". Lei ha parlato spesso di agevolazioni sull'Ici...
"Sì. La mia idea è di far pagare l'Ici in base alla proprietà effettiva,
sottraendo la parte coperta dal mutuo ipotecario. Non è giusto far pagare l'Ici
su un immobile che è delle banche". Si è scagliata più volte contro i
campi rom... "Non esattamente. Sono contro il parassitismo, o meglio
contro chi non lavora. Gli stranieri che vengono in Italia per lavorare e che
pagano le tasse vanno benissimo". Dunque basta avere un lavoro?
"Certo. La nostra è una Repubblica fondata sul lavoro. Chi non fa nulla e
sfrutta i nostri servizi senza dare nulla in cambio non ha diritto a stare qui.
A volte si fa il razzismo al contrario: gli stranieri ottengono una visita
medica prima di un italiano. Questo lo dico da medico: non è giusto".
Perché un medico decide di entrare in politica? "Mi è stato chiesto da
molte persone, soprattutto giovani. Ho raccolto la sfida". In caso di
ballottaggio cosa farete? "Andremo con la parte più vicina alla
nostra". L.N. Image: 20080411/foto/4991.jpg.
( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del
11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CESENA PRIMO PIANO
pag. 2 "Col Pdl al governo" Il candidato Mazzuca scalda i
repubblicani FOLTO PUBBLICO Tanti partecipanti ieri pomeriggio all'incontro
organizzato dal Pri cesenate con il candidato del Pdl alla Camera Giancarlo
Mazzuca di ANDREA ALESSANDRINI DI FRONTE a una sala convegni dell'hotel Casali
senza posti vuoti Giancarlo Mazzuca, ex direttore del Resto del Carlino
candidato alla camera per il Pdl, è stato protagonista ieri pomeriggio
dell'incontro sul tema "Una cultura di Governo" organizzato dal Pri,
alleato del Pdl alle elezioni. Nei panni di intervistatori il segretario
comunale Denis Ugolini e quello comprensoriale Mario Guidazzi. Saluto della
senatrice azzurra Laura Bianconi che ha avuto parole di encomio per la storia e
il peso rivestito dal Pri nel territorio auspicando intese in vista delle
amministrative del 2009. Un saluto a Mazzuca è stato fatto pervenire anche dal
patriarca dei repubblicani, Oddo Biasini. "A queste elezioni il Pri
sostiene il Pdl ? hanno detto Ugolini e Guidazzi ? per la
sintonia e la convergenza politica soprattutto su quattro punti chiave:
snellimento della burocrazia e dei costi della politica a partire dall'abolizione delle
Province, rigore nella spesa pubblica e riduzione della pressione fiscale,
politica estera ancorata all'Occidentale e all'atlantismo, necessità di
riprendere in considerazione l'energia nucleare". Dopo il prologo,
scena tutta per Mazzuca. Ma chi gliel'ha fatto fare al direttore del Resto del
Carlino e del Qn, di scendere in politica? "Ho seguito la strada che credo
mi avrebbe indicato il mio maestro Spadolini ? ha risposto Mazzuca ?, che era
direttore del Carlino quando da ragazzo muovevo i primi passi nella redazione
di Forlì. Secondo un altro mio grande maestro, Montanelli, avrei fatto meglio
invece a rimanere fuori evitando la contaminazione. E' stata una scelta
sofferta, ma questo è un momento molto difficile e richiede un impegno
concreto. Ho sentito di dover fare questo passo. Entro nella casta? No: i
privilegi li avevo come direttore di giornale e a quelli ho rinunciato".
"Manterrò anche da Roma un collegamento molto stretto con la regione e la
Romagna ? ha aggiunto Mazzuca ? e non solo perchè sono forlivese. Con Michela
Vittoria Brambilla apriremo tre uffici a Bologna, Parma e in Romagna, per avere
contatti stretti con gli elettori". GUIDAZZI gli ha servito l'assist sulla
Regione Emilia-Romagna governata da "forze sedicenti progressiste e in
realtà conservatrici" e Mazzuca è andato a rete così: "In questa
regione rossa da oltre sessant'anni agiscono forze conservatrici e gangli del
potere radicati con monoliti come le cooperative rosse divenute holding
finanziarie. Ma anche altri oligopoli sono da combattere, a partire da Hera che
doveva diventare una holding privata e invece è un colosso pubblico con il
monopolio sui settori di acqua, gas e rifiuti. Una situazione stagnante che danneggia
in particolare il tessuto portante delle piccole imprese". MAZZUCA è
quindi sceso nel dettaglio del programma economico e fiscale del Pdl e degli
interventi a sostegno di piccole imprese e famiglie. La chiusura è stata per il
territorio emiliano-romagnolo: "Fin da ora bisogna pensare a come
tesorizzare il grande evento di Expo 2015 ? ha sottolineato l'ex direttore del
Resto del Carlino ? per promuovere il turismo regionale e la nostra specificità
di capitale del business alimentare". Image: 20080411/foto/1482.jpg.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
SEUL Il presidente
Lee-Myung-bak vince le elezioni parlamentari in Corea del Sud, ma il suo
partito, il Grand national party (Gnp), ottiene la maggioranza all'assemblea
unicamerale solo per un pugno di seggi: 153 sul totale di 299. I risultati
finali, resi noti con un ritardo di diverse ore per motivi tecnici, rivedono
nella parte bassa delle previsioni degli exit poll (di 155-178 seggi) i
parlamentari sui quali Lee potrà fare conto per portare avanti l'impegnativo
pacchetto di riforme promesso durante la campagna elettorale. Se il Gnp guadagna
32 parlamentari rispetto alla legislatura precedente, il futuro cammino dell'ex
sindaco decisionista di Seul non si presenta come una marcia trionfale. A
partire dal ruolo dell'opposizione interna che vede in Park Geun-hye, ex
presidente del partito e figlia dell'ultimo dittatore militare Park Chung-hee,
una leader pronta a dare battaglia su alcuni punti eccessivamente liberisti del
programma. Secondo i media avrebbe alle sue spalle più una cinquantina di
neodeputati ribelli. A questo si aggiunge anche il fatto che molti dei più
stretti collaboratori del presidente sono stati sconfitti, pagando la più bassa
affluenza alle urne nella storia del Paese: 46% dei 37,8 milioni di aventi
diritto. I liberali dello United democratic party (Udp), il principale rivale
del Gnp e componente più forte delle forze di centrosinistra, perdono il 40%
dei seggi e scendono a quota 81. È la prima sconfitta per lo schieramento da
quando il Paese ha avuto più di 20 anni fa elezioni democratiche. Il mondo
degli affari brinda alla svolta elettorale. "Questo risultato sembra
essere un forte mandato a favore della nuova amministrazione per le politiche
pro-mercato e pro-crescita", rileva ad esempio Goldman Sachs in una nota.
"La vittoria sarà probabilmente un positivo catalizzatore per la Borsa di
Seul (ieri l'indice Kospi è salito dello 0,2%, ndr), ma crediamo che un
sostenuto rally richiede visibili passi in avanti nella attuazione dei
progetti". Lee ha promesso sul medio periodo il piano
"747" (tasso di crescita al 7%, quarantamila dollari in più di
reddito annuale pro capite e un'economia al settimo posto al mondo) oltre a un
progetto di canalizzazione del paese per rilanciare i trasporti e
all'abbattimento della burocrazia.
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
LUGO pag. 21
"SFUMATO l'arrosto per l'Unigrà della f... "SFUMATO l'arrosto per
l'Unigrà della famiglia Martini rimarrebbero i fumi per i cittadini". Ad
affermarlo è Luciano Lama, capogruppo consigliare dei Verdi per la pace a
Conselice, che torna a parlare della centrale elettrica alimentata ad olio
vegetale che sta per entrare in funzione. Ieri su queste pagine
l'amministratore delegato Gianmaria Martini aveva affermato che l'accensione
della centrale slitta all'estate per problemi tecnici e burocratici. "Ma
sulla vicenda di questa centrale elettrica ? afferma Lama ? ci sono tante versioni,
anche se una sola è la verità. Ad esempio la Provincia di Ravenna il 26
febbraio, in una lettera inviata al Comune di Conselice, cerca di far passare
il monitoraggio volontario effettuato da Unigrà prima dell'avvio della
centrale, previsto dalla prescrizione numero 43, come il Piano di monitoraggio
degli impatti esterni derivanti dall'entrata in funzione della centrale. Ma la
Provincia viene smentita dallo stesso Martini che due giorni dopo, il 28
febbraio, ha trasmesso il Piano di monitoraggio della prescrizione 43, quindi
con due mesi di ritardo". Poi, "PD lughese, sindaco di Conselice e
assessore regionale all'ambiente Zanichelli hanno dichiarato che l'Unigrà è in
regola con le prescrizioni dell'allacciamento all'acquedotto industriale e al
progetto definitivo del raccordo ferroviario, ma è lo
stesso Martini a dire che tutto è bloccato dalla burocrazia e non per colpa sua". Inoltre, "con una lettera del 25
marzo scorso alle autorità competenti, Martini afferma ancora che 'a seguito
del protarsi delle operazioni di montaggio prevediamo che la messa a regime
della centrale possa avvenire il 7 agosto 2008'". E' questa allora
la verità? Anche perchè occorre tenere conto "che il prezzo dell'olio di
palma è molto cresciuto, passando da
( da "Unita, L'" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
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l'edizione del Argentin: "Voglio rendere il Parlamento accessibile a
tutti" Il leader Pd ha dichiarato di volerla nella sua squadra. Lei:
"Spero di stargli vicino sui banchi del governo" di Mariagrazia
Gerina / Roma "Ancora non è iniziata la legislatura e già ho scatenato il
panico", osserva con una certa soddisfazione Ileana Argentin, ex delegata
all'handicap in Campidoglio, reduce da un sopralluogo a Montecitorio, dove
fervono i preparativi per adeguare l'aula all'ingresso della sua carrozzina
targata Pd. Prossima tappa, Palazzo Chigi. Dove Veltroni ha promesso di
portarla se vincerà le elezioni. Ci racconti intanto del primo sopralluogo.
Come è andata? "Benissimo: abbiamo scardinato la cabina per il voto
segreto, che era troppo stretta, abbiamo visto i bagni della Camera e dei gruppi
parlamentari: due su tre non avevano l'accesso per i disabili e stanno
rifacendo anche quelli. A proposito se Vladimir Luxuria vorrà, potrà venire nel
mio bagno, noi disabili siamo aperti. Ah e poi il cortile dove si va a fumare:
era inaccessibile e da fumatrice ho chiesto di metterci una rampa". In
aula dove siederà? "Mi hanno costruito uno scranno accessibile... io però
spero di stare vicino a Walter, tra i banchi del governo...". Ambiziosa...
"Mi chiamavano Nilde Iotti, perché in tutte le associazioni facevo la
presidente... Quando sono entrata in aula ho guardato lo scranno della
presidenza, ho visto tutte quelle scale e ho pensato che il massimo sarebbe
proprio stare lì in cima...". Forse anche per salire ai banchi del governo
ci sarà bisogno di qualche modifica. "Vedremo dopo le elezioni...".
Da sottosegretaria all'handicap qual è la prima cosa che farebbe? "La
possibilità di prepensionamento per i genitori di disabili gravi che non che la
fanno più a lavorare e stare dietro ai figli, ne ho parlato anche con Walter.
L'altra cosa che vorrei cambiare sono le tariffe e le regole per gli ausili ai
disabili: la carrozzina te la cambiano ogni cinque anni! Sarebbe come se ti si
rompesse il tacco della scarpa e non te la potessi ricomprare. E poi continuerò
a occuparmi di Dopo di noi, ovvero come assistere i ragazzi disabili dopo la
morte dei genitori. So che lei sogna di volare su un aereo con la sua
carrozzina, ma la cosa è un po' complicata per via della burocrazia. Da deputata o
sottosegretaria ci riproverà? "Certo, i trasporti accessibili per tutti
saranno una mia battaglia. E poi mi occuperò di introdurre qualche sanzione: le
leggi per l'accessibilità ci sono, ma per funzionare davvero devono avere anche
delle clausole penali... Prima però ci sono le ultime fatiche della
campagna elettorale. La mia la chiuderò questa sera (ieri per chi legge ndr)
insieme a Marianna Madia. Magari però troveremo il tempo anche di parlare delle
conquiste delle donne...".
( da "Giorno, Il (Milano)" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
DOSSIER pag. 25
"Taglio delle tasse di tre punti sui redditi" ERMINIO QUARTIANI
PARTITO DEMOCRATICO Stare sul mercato significa anche far fronte alla
concorrenza mondiale e tutelare l'eccellenza italiana. Come? "Occorre
un'iniziativa nazionale che, purtroppo, tarda ad arrivare in Parlamento. Da
anni attendiamo un'adeguata legislazione sul Made in Italy per garantire
l'etichetta di provenienza, per essere certi che i prodotti italiani siano
realizzati effettivamente nel nostro Paese. La tracciabilità è una delle
battaglie da intraprendere in Italia e in Europa per garantire al prodotto
italiano l'affermazione sui mercati internazionali". Adeguamento
tecnologico e ricerca; perché l'impresa italiana è così arretrata rispetto agli
scenari mondiali? "Le ditte italiane non sono particolarmente arretrate,
anzi in certi momenti il nostro modello è stato copiato. Oggi c'è bisogno di un
impulso ulteriore: nuove risorse, crediti agevolati e di imposta per la ricerca
e sviluppo, banche e fisco amico, la burocrazia meno ossessiva. Le Pmi non
subiscono solo l'eccessiva pressione fiscale. Sulla capacità di competere e
innovare incide la pressione burocratica che se si riuscisse a diminuire di
2,5/3 punti del Pil nei primi tre anni di Governo, aiuterebbe le Pmi a trovare
quelle risorse per crescere ed essere all'altezza della domanda mondiale".
Capitolo tasse e tassazione sulle piccole imprese. "Proponiamo la
riduzione sui redditi personali di tre punti, corrispondenti a 45 miliardi di
euro: saranno interessati i redditi medi, cioè chi ha responsabilità in Pmi e
ditte artigiane. Per le Pmi si deve agire su due livelli: riformare gli studi
di settore, che non possono essere retroattivi ma devono adattarsi alla
specificità territoriale ed essere costruiti in modo che la prova sia in capo
all'amministrazione fiscale dello Stato e non al cittadino o all'impresa. Abbiamo
introdotto con la Finanziaria un importante elemento: il limite di 30mila euro
entro cui optare per il forfettone, cioè l'imposta pari al 20%, unica e
sostitutiva di tutte le tasse. Così si tagliano burocrazia
e spese per libri contabili. Vogliamo portare a 50mila euro di ricavi il limite
per usare il forfettone". Giusto detassare gli straordinari? "Le
associazioni delle piccole imprese propongono di arrivare a una contrattazione
nuova, territoriale, con la singola azienda e con le imprese nel loro insieme.
Un modo nuovo di trattare, con il lavoro dipendente protagonista assieme
all'azienda per crescere e innovare. Imprenditore e lavoratore hanno lo stesso
obiettivo: detassando il secondo livello di contrattazione migliorerà il
salario e aiuteremo le aziende a crescere. Più lavoratori e imprenditori
costruiranno un obiettivo comune, più crescerà la produttività e sarà possibile
che le Pmi, soprattutto al Nord, nel Milanese e in Lombardia, possano
rilanciare la nostra economia che rischia una crisi internazionale partita
dall'America". Sistema Paese: che bisogno hanno le imprese di
infrastrutture? "Le grandi infrastrutture non possono attendere anni per
essere autorizzate. Il Pd propone che la Valutazione di impatto ambientale duri
solo tre mesi e che i responsabili pubblici e privati siano obbligati a portare
a termine l'opera".
( da "Unita, L'" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stai consultando
l'edizione del Berlusconi offende Napolitano "Nessuna camera al Pd, ha già
il Colle". "Scenate" con Vespa e non firma il contratto. Insulti
a Totti: non ci sta con la testa di Natalia Lombardo/ Roma NERVOSO al punto da
battibeccare con Vespa, Silvio Berlusconi continua ad attaccare il Quirinale:
"La presidenza del Senato al Pd? No, ha già il Colle", poi augura a
Napolitano un "meraviglioso settennato". Le istituzioni come merce di
scambio. Sono gli ultimi fuochi della campagna elettorale sparata tutta in tv e
nell'ultimo comizio con Fini sotto al Colosseo, che è quasi un flop per il
centrodestra a Roma. La mattina, registrando Otto e Mezzo per La7, il leader
del Pdl ribadisce quanto detto il giorno prima: "Non daremo il Senato alla
sinistra perchè delle tre cariche più importanti ha quella più importante, il
Quirinale". E mette in dubbio di poter affidare, un avolta a Palazzo
Chigi, incarichi europei per Massimo D'Alema o Giuliano Amato. Il Caimano
appare spompato, con la faccia gonfia per il cortisone assunto per far tornare
la voce (il medico Zangrillo lo sorveglia dietro al palco). Evita di pensare a
un eventuale pareggio: "Non c'è questo rischio, al Senato abbiamo quasi
tre milioni di voti in più" ed esclude grandi intese alla
"Veltrusconi". Prevede di avere 20 senatori in più ma rivela un
dubbio: il pareggio? "Se ci sarà vedremo cosa fare". Perfeziona le
offese a Di Pietro sulla "laurea presa dai Servizi", e a Veltroni dà
del "bugiardo di professione" del quale vorrebbe controbattere una
per una "le 43 bugie" consegnate dal leader Pd a Porta a Porta la
sera prima. Un Bruno Vespa in versione indeita e pungolante, ieri, senza il
solito tacito feeling con Silvio. Anzi, il cavaliere lo punzecchia, irritato
perché non s'è vista la scrivania firma-contratto modello 2001: "Vespa non
me l'ha chiesto, non voleva roba vecchia...", ha detto Berlusconi
lasciando via Teulada. In compenso si riserva uno slogan "sorpresa"
da sparare stasera a Matrix, una promessa contro carovita e tasse. In studio
Vespa blocca gli applausi e lui: "Come si chiama la tv sovietica?".
"Questa", risponde il conduttore, "il suo amico Putin qualcosa
mi ha insegnato". Poi il leader Pdl, inarrestabile, ripete la litania del
Pd erede dei comunisti. "Ma presidente, c'è anche la Margherita...".
"Macché, sono cattocomunisti". "La Binetti comunista?"
azzarda Vespa che si becca l'editto bulgaro versione romana: "Siccome
vincerò io e sarò presidente del Consiglio lei stia bene attento al suo
posto...". E Piero Sansonetti, direttore di Liberazione che per la sua
"barba rinascimentale" e il tifo milanista sta simpatico a Silvio
anche se è comunista, scherza: "Attento Vespa, ti ha già sostituito con
Santoro...". E il cavaliere come i giapponesi copia la battuta: "il
prossimo anno Porta a Porta la farà Santoro". Ma il nervosismo di
Berlusconi sbotta con Stefano Folli, editorialista del Sole24Ore che gli chiede
conto dei tagli della spesa pubblica per coprire il suo programma oneroso:
"Folli, si è distratto...", risponde il leader del Pdl che non sa
promettere altro che la "digitalizzazione" della burocrazia mai fatta da Lucio Stanca che
però tornerà ministro (al governo anche Gianni Letta). Al comizio di chiusura
Fini promette tolleranza zero con gli immigrati ma sembra la spalla della star.
Sul palco Alemanno candidato sindaco e Antoniozzi per quella Provincia che
Silvio vuol cancellare. Via San Gregorio non si riempie, per gli
organizzatori 30-40mila persone, ma a occhio saranno 5mila. Maligna Storace:
"Un flop, forse i loro militanti sono andati a un comizio di Dini?".
Sotto l'Arco di Costantino, Berlusconi si mette le braccia sui fianchi in posa
mussoliniana. La Nipote del Duce, Alessandra, accanto a lui gli sussurra,
"ma che stai a fa'?", poi ammette: "M'è venuto da
ridere...". Ma Berlusconi a Roma ha sbagliato un rigore: ha offeso il
Pupone giallorosso: Totti sostiene Rutelli? "Quando uno non ci sta con la
testa, non ci sta....".
( da "Stampa, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
[FIRMA]RAFFAELLO
MASCI ROMA "Arriva la banda, arriva la banda,/ arriva la banda coi
suonator,/coi suonator, coi suonator./O Caterina, Caterina che batticuor".
E ancora oltre: "È il tamburo principal della banda d'Affori / che comanda
cinquecentocinquanta pifferi / che passion, che emozion, / quando fa "Bom
bom"". Il testo è celeberrimo. Oggi Affori è un quartiere di Milano,
ma fino alla riforma amministrativa del 1923 era un comune a parte, e la sua
celebre banda, a cui la canzone fa riferimento (e che è tutt'ora in attività),
ne era vessillo e campanile. Di queste bande, emblema di piccole realtà locali,
in Italia ce ne sono 4.500. Ad esse si associano anche 2.700 corali. Un numero
spropositato di realtà musicali, se si considera che i comuni sono 8.200, e di
questi 5.500 hanno meno di 3000 abitanti. Non c'è cittadino, nato e cresciuto
in provincia, che non associ la banda ad una manifestazione collettiva della
sua infanzia: commemorazioni dei caduti e processioni, sagre paesane e taglio
dei nastri, ricorrenze e viste ufficiali, raduni e concerti di piazza. La banda
è stata per molti anche il primo approccio alla grande musica, al brivido,
all'emozione ineffabile: l'unica e vera iniziazione musicale, per i più, è
avvenuta così. Eppure tutto questo sta morendo. "Siamo veramente allo
spasimo. Di più: siamo "scannati" - dice con realismo tutto ciociaro
Antonio Corsi, direttore di varie bande, padre fondatore del Museo delle bande
musicali, direttore artistico di Assomusica, l'associazione di categoria,
nonché ex sindaco di Sgurgola - la musica popolare, quella di piazza, che
avvicina le grandi masse al più alto repertorio della nostra tradizione, sta
svanendo, soffocata dalla carenza cronica di fondi, dalle scoraggianti pastoie
burocratiche per chiedere contributi, che costano più di quanto rendono,
dall'interesse discontinuo delle amministrazioni locali e regionali. A fronte
di tutto questo - conclude il maestro - la buona volontà dei singoli non può
fare miracoli e, a un certo punto, alza le mani e si arrende". Ciò
nonostante, a guardare il sito di settore (bandamusicale.it) la crisi
sembrerebbe una ipotesi remota: a Collegno si sta organizzando il corso per
direzione di banda, a Novi Ligure un concorso internazionale di composizione,
Monterosi (provincia di Viterbo) sta allestendo un concorso bandistico, un
altro è in itinere a Gissi (Chieti), un concerto pluribanda è in cartellone a
Chianciano Terme (Siena), e così a Collesalvetti (Livorno), Soncino (Cremona),
Villacidro (Modena), Peccioli (Pisa), eccetera. E questo solo per stare
all'agenda dei prossimi dieci giorni. Internet è anche pieno di una quantità di
siti che offrono alle bande strumenti musicali, spartiti, divise,
organizzazione di eventi, libri, cd e quant'altro: un mondo, un piccolo
(piccolissimo) indotto che alimenta un ancora più piccolo business. Ma si
tratta solo di una vitalità residuale e languente. "Quello che si sta
consumando ai danni delle bande è un delitto culturale", ha dichiarato il
maestro Riccardo Muti che il 14 giugno prossimo, nell'ambito del Ravenna Festival,
ha deciso di dirigere la banda musicale di Delianuova, una realtà culturale che
coinvolge 80 ragazzi in una delle zone della Calabria a più alta infiltrazione
malavitosa. "Occuparsi di una banda - racconta ancora il maestro Corsi -
significa oggi dover fare di conto mille volte al giorno. Bisogna pagare la
sala-musica, il maestro, le divise, l'abbonamento alla Siae per i diritti
d'autore, e soprattutto le trasferte, che sono un vero salasso, non sempre
adeguatamente coperto dai rimborsi delle pro loco". In realtà, il
ministero dei Beni culturali un finanziamento per le bande lo prevede, ma
all'interno del fondo unico per lo spettacolo e con una voce di spesa, fissata
di anno in anno, praticamente irrisoria rispetto alla vastità del fenomeno.
"Riceviamo all'incirca 1.500-1.800 domande l'anno - dicono al ministero -
e riusciamo a dare qualcosa ad almeno i due terzi dei richiedenti. Si tratta,
però, di cifre modeste, che difficilmente superano i 400 euro l'anno a
complesso bandistico, senza dire che molte domande non possono essere evase
perché carenti di documentazione". In effetti - dicono ad Assomusica - il
più delle volte il gioco non vale la candela: per ottenere un contributo di
quattro lire, si deve allestire una documentazione come se si trattasse di un
grande teatro lirico e allora che si fa? Si rinuncia. "La nostra proposta
- conclude Corsi - è che vengano agevolate le "elargizioni liberali"
da parte dei privati, ma anche lì il problema è la burocrazia: se uno vuole provare a
scaricare dall'imponibile una donazione, si trova di fronte ad una tale massa
di adempimenti che preferisce mettere mano al portafoglio per vie dirette.
Oppure desistere, e mandare tutto in malora". Ci vediamo tutti i venerdì
sera, alle nove. In sala prove abbiamo anche arrangiato una cucina e
d'inverno, quando qui fa freddo, ci prepariamo la cena: un po' di pasta alla
carbonara, un bicchiere di vino. Siamo una famiglia. Stiamo insieme a facciamo
musica". Questo racconta Carlo Luciano Cimei, direttore della banda
musicale di Casperia, borgo di mille abitanti, in provincia di Rieti. Che
cos'è, maestro Cimei, la banda musicale per una piccola realtà come quella del
suo paese? "E' una esperienza collettiva di grande valore sociale. Oggi
abbiamo 35 elementi, ma siamo arrivati ad averne anche cinquanta o sessanta.
Dentro la banda sono passati tutti in questo nostro borgo, e ancora oggi a
suonare si ritrovano i nonni e i nipoti insieme, madri di famiglia e ragazze.
Ed è anche una esperienza culturale: l'approccio alla musica fatto per vie dirette,
suonando. Una realtà bellissima e di grande soddisfazione". Maestro, come
recluta i suoi musicisti? "Ho insegnato molti anni alla scuola media di un
istituto comprensivo in cui il piano dell'offerta formativa prevedeva
l'educazione musicale anche alle elementari. Il mio lavoro è iniziato da lì: mi
sono sentito come un allenatore di calcio che cerca talenti tra i bambini e le
bambine. Non li ho ammorbati con troppa teoria e troppo solfeggio, ho invece
dato loro subito la possibilità di misurarsi con uno strumento, perché
imparassero immediatamente la bellezza del fare musica". E con quali
problemi ha dovuto fare i conti? "Con i soldi. La gente suona perché ama
farlo e quindi il grosso dell'intervento economico è l'autofinanziamento. Se
però si va a suonare fuori, nessuno vuole guadagnarci, ma neppure rimetterci. E
qualche difficoltà c'è stata sempre e continua ad esserci". Che cosa resta
del suo lavoro? "Intanto siamo una presenza importante nella vita
collettiva. Poi quello della banda è un lavoro di semina. Molti scoprono la
loro vocazione musicale e vanno quindi al conservatorio. Io, per esempio, ho
tre figli ormai grandi che hanno cominciato così: una ora è cantante lirica, un
altro è orchestrale di corno inglese e un terzo è direttore d'orchestra in Australia".
Meglio di così? "Certamente. Viva la banda. Almeno finché ce la facciamo a
tenerla in piedi".\.
( da "Adige, L'" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Elezioni 2008, la
mia prima volta D omenica dovrò entrare in quelle cabine e decidere a chi dare
in mano il mio futuro. Questo è un periodo in cui dove mi pongo molte
domande,domande che riguardano quello che mi aspetterà quando sarò grande,
quando sarò io a prendere la maggior parte delle decisioni e non mamma e papà.
Cosi m'aspetto che quella crocetta su quel foglio pieno di simbolini cambi la
situazione?dove chi ha merito e lavora dalla mattina alla sera venga ripagato,
chi studia e si impegna possa avere nella scuola degli stimoli per coltivare e
affinare le proprie qualità, dove essere donna non sia più un disagio e una
situazione di svantaggio. Ma forse mi aspetto troppo da una semplice croce,
forse non cambierà nulla o quasi, e solo chi avrà i soldi e il potere farà
strada. Allora avrà senso andare a votare? Valentina Brusco - Pilcante di Ala
Non affidiamo l'Italia a uno come Berlusconi H o appena sentito quanto
dichiarato dall'on.(?) Silvio Berlusconi circa la necessità, in caso di
vittoria del Popolo delle Libertà, di varare una legge che obblighi i
magistrati a sottoporsi periodicamente ad un test di idoneità non soltanto
fisica, ma anche mentale. Ora, che Berlusconi si ritenga vittima e perseguitato
da una magistratura marxista e stalinista (ma quando mai? non siamo mai stati
un Paese socialista. Berlusconi si vada a rileggere la storia: benché molti
suoi membri siano più o meno manifestamente di Sinistra, la nostra magistratura
è - per sua stessa origine e formazione - tradizionalmente liberale e moderata)
è un conto, ma che sostenga che i nostri magistrati siano tutti minorati mentali
è veramente il colmo! A questo punto due sono le soluzioni: Berlusconi
riconosca di essere un malato di mente, e - di conseguenza - smetta di fare non
solo il politico, ma anche l'imprenditore e sinanco il presidente del Milan
(squadra di cui sono sempre stato tifoso anche prima che Berlusconi ne
assumesse la guida e di cui continuerò - sino a quando mi sarà possibile - a
essere aperto sostenitore); qualcuno gli imponga di ritirarsi e lo rinchiuda in
un ricovero, visto che neppure nelle peggiori dittature ho mai sentito
proferire affermazioni del genere; semmai si poteva dire che "un"
magistrato poteva essere psichicamente ritardato perché non in linea con
l'ordinamento vigente, ma non che "tutta" la magistratura del Paese
era una massa di minorati mentali! Spero con questo di non apparire
assolutamente fazioso, ma - anzi - di dimostrare che non si può affidare la
Repubblica Italiana nelle mani di una persona come Berlusconi (e, peggio
ancora, al suo degno e fido alleato Umberto Bossi, che in una democrazia
veramente avanzata sarebbe già stato murato vivo nella sua cella) uno come lui
pensa che il nostro sia un Paese di me...a e i suoi abitanti siano tutti dei
cog...ni solo perché molti di essi continuano a votare per gente che, a suo
dire, scorticherebbe vivi solo perché la pensano diversamente da lui (basti
pensare a quante volte usa a sproposito le parole "Comunismo" e
"Comunista"). Enrico Emilitri - Malosco La posta in gioco è alta E io
scommetto su Veltroni D i questa campagna elettorale è stato detto molto. Nuova
nella forma, ma vecchia nei nomi e nella sostanza per alcuni, di portata
innovativa e radicale per altri. Volendo evitare letture ingenue o manicheiste,
a seconda della quali o siamo ancora proiettati in clima da prima repubblica o
ci troviamo in un avamposto della rivoluzione, è forse possibile descrivere la
realtà che stiamo vivendo come certamente complessa, ambigua, con un impianto
sostanzialmente innovativo, ma anche con numerosi elementi che ci ricordano
ancora il passato. Per esempio ad oggi è vero che a sinistra è stato fondato un
nuovo partito, ma è anche vero che parte delle logiche delle vecchie gerarchie
partitiche sono state mantenute e reintrodotte a partire dai criteri nella
scelta dei delegati alla costituente e dalla conduzione dei lavori della
stessa. Ma la cosa non deve scandalizzarci troppo, poiché la portata del
cambiamento che è stato innescato è tale da apparire fisiologico che abbia
incontrato notevoli resistenze. Una ragione di questo carattere contraddittorio
del clima politico può essere certamente individuata nel fatto che stiamo
ancora attraversando una sofferta e delicata fase di transizione che, iniziata
nel '92 , non si è ancora conclusa. Per questo motivo la scelta che si è
compiuta con la nascita del partito democratico (e il suo travagliato processo
costituente), è una scelta che ha l'ambizione di andare oltre il tentativo di
riformare un partito, di riqualificare il centrosinistra: si tratta di
riformare il sistema, di fare uscire l'Italia dalla crisi di transizione che ha
vissuto negli ultimi anni per fornirle finalmente un apparato stabile in cui
chi va al governo abbia il diritto, gli strumenti e le possibilità per
governare, e dunque possa anche essere responsabile delle proprie scelte di
fronte al giudizio del cittadino. La scelta coraggiosa del partito democratico
di correre da solo ponendo fine alle logiche opportunistiche di coalizione per
premiare invece la coerenza di programma indica in modo tangibile la volontà di
seguire questa via alta. La legislazione che avrà inizio dovrà inaugurare una
stagione di grandi riforme per garantire al paese la stabilità e l'efficienza
necessarie per le sfide sempre più complesse che devono essere affrontate in
modo imminente: dal rilancio economico del paese in un congiuntura
internazionale particolarmente difficile, alle politiche legate
all'immigrazione, alla riaffermazione dei valori della laicità propria di un
paese civile e moderno. Per tutti questi motivi serve un soggetto riformatore
che sia ponte tra diverse culture riformiste, sensibilità e appartenenze
storiche, poiché solo abbandonando l'idea di certezze assolute è possibile
creare il dialogo ed il confronto per costruire il più ampio consenso attorno
alla gestione della cosa pubblica. Il partito democratico si presenta oggi come
una seria e coraggiosa scommessa di carattere collettivo. Vale la pena di
rischiare perché la posta in gioco, questa volta, non si esaurisce nel cambiare
i nomi delle persone, ma nel modificare il modo di intendere e di fare la politica.
Elisa Filippi L'invasione di cormorani è un problema da affrontare N ello
stesso giorno ho contato due diversi stormi di cormorani, di 40/50 uccelli
ciascuno, spostarsi lungo il torrente Novella in Val di Non. Gruppi così
numerosi, che risalgono piccoli corsi d'acqua, sono o non sono un problema per
la fauna ittica? Dai libri risulta che un cormorano mangia circa un chilo di
pesce al giorno; una semplice moltiplicazione e si capisce che, per il bacino
cui fa riferimento l'Associazione Pescatori in C 6, parliamo di quintali di
trote. Da parte di Sergio Merz, delegato della Lipu, non è il caso di trattare
con supponente ironia chi afferma che questo è un problema; per di più è
scoppiato assai improvvisamente negli ultimi due anni e ha colto di sorpresa i
pescatori nonesi (mille circa). L'esperto di uccelli ha perso un'occasione per
spiegarci il perché di questa invasione, se era prevedibile, cosa succederà se
nessuno farà niente. Nella sua lettera al giornale il delegato Lipu ha
disapprovato gli abbattimenti come unica soluzione: la responsabilità di questa
scelta (sempre la solita, dice lui) non va addossata a pescatori e cacciatori
(che ci riprovano, dice sempre lui). Distrattamente butta lì che ci sono altre
scelte meno distruttive, ma non si degna di fare un solo piccolo esempio. Se è
tutto qui quel che ha da dirci, allora lo invitiamo, come novello S.Francesco,
a percorrere scalzo le rive dei nostri torrenti, parlando agli uccelli, per
convincere i cormorani al digiuno o a cambiare valle. Roberto Luchini - Cles Ho
potuto rivedere le stelle grazie al Santa Chiara C olpito da una grave
patologia medica, con nere prospettive future, ho potuto "riveder le
stelle" grazie agli interventi del professor Filippo Sogaro, primario
dell'Unità operativa di chirurgia vascolare dell'ospedale Santa Chiara di
Trento, in collaborazione con l'équipe medica, tutta di elevata professionalità
e di alta specializzazione; un ricordo particolare di quelli a me più vicini: i
dottori Bassi, Guella, Passerini, Guerra. Lunghi giorni e altrettanto lunghe
notti di sofferenza, condivisa con quella di altri amici di sventura degenti in
un letto di corsia, con la soddisfazione della riscoperta della solidarietà
umana, quella vera. Lunghi giorni e lunghe notti, spesso insopportabili, anche
se alleviati in parte dalla costante vicinanza, dalla umanità e carità
cristiana di tutto il personale parasanitario; nello specifico le infermiere
professionali Ida del reparto e Norma dell'ambulatorio specialistico. E come
dimenticare quella che ho definito "la buona traghettatrice": la
segretaria Tiziana, con il suo sorriso, la sua pacata e dolce persuasione, il
suo aiutare a oltrepassare la fatidica linea di demarcazione: quella tra il
mondo esterno libero e sano e quello controllato, chiuso e di sofferenza
dell'ospedale. A tutti gli operatori sanitari che ho avuto modo di incontrare
il mio più sentito riconoscimento e un sincero grazie. Gianmartino Iddau - Cles
Ricordo Silvio Segnana col cuore gonfio di tristezza C aro dottore e amico
Silvio Segnana, te ne sei andato improvvisamente lasciandoci tutti attoniti. Io
e la mia famiglia abbiamo buoni ricordi di te. Ti ricordiamo sopratutto per
averci aiutato durante un periodo non troppo felice e complesso della nostra
vita. Ti ricordo per le chiacchierate che facevamo assieme e per la schiettezza
con cui parlavi con noi. Ti ricordo per le discussioni che facevi con mia
figlia più piccola che si arrabbiava quando la chiamavi con altri nomi e ti
diceva che a casa sua non ci dovevi più entrare. Ti ringrazio per avere curato
e aiutato tutti i miei familiari. Non ho altre parole da scrivere anche perché
il cuore mi si riempie di tristezza. Ma io e i miei ti ricorderemo sempre con
affetto. Ricordati che non manchi solo a noi ma anche a tanta altra gente.
Eugenio, Monica, Fabiola e Costanza Chiesa - Novaledo Vincenzo Loss tenace
difensore dei deboli I naspettatamente, senza che ci si renda conto, senza che
il tempo conceda all'attesa dell'irreparabile momento della condoglianza e al
dolore del distacco di mischiarsi con la rassegnazione e dunque di rallentarne
la sua efficacia in un confine che è di protezione della vita e di continuità,
Vincenzo ci ha lasciato. Quasi in sintonia con il suo impegno terreno rivolto
agli altri, fatto di tanto e silenzioso lavoro, così la sua dipartita: in
silenzio senza che si senta il peso della Sua assenza. Lo ricordo da quando,
arrivato a Trento(1980), desideroso di riavvicinarmi al ciclismo (lo sport che
più ho praticato da giovane), mi sono imbattuto per caso nello sport disabile
attraverso lo sci da fondo nazionale(Asiago)e ne ero uscito disgustato. Io che
ho sempre rifiutato la mia condizione di disabile ("disabile per
forza") ho tentato timidi contatti con lo sport disabile locale, solo per
portare un contributo di esperienza, senza volerne prenderne parte attivamente,
trovavo in Vincenzo un ardente sostenitore ed un immediato appoggio. Ricordo il
suo fare contadino, l'immediata e reciproca simpatia, pur nello scarno uso
della parola e il trovarsi d'accordo nel far in modo che lo sport disabile sia
uno strumento che aiuti la ripresa della speranza di vita a chi l'ha persa per
le vicissitudini della sorte. Ricordo anche la sua autorevole mediazione quando
nelle discussioni con "altri" del settore si andava oltre le righe,
ricordo i convegni,le tavole rotonde, i suoi interventi in un italiano
dialettizzato sullo sport disabile, su come doveva essere e non essere, perché
somigliava troppo "all'altro" per i comportamenti e le troppe
ambizioni della federazione; per la troppa burocrazia, mentre lo si sognava sport
"minore" si ma con le carte in regola per affermarsi, confrontarsi.
Un grande appassionato della vita e dell'attività sportiva. Un timoniere che ha
saputo ridare dignità al disabile (uno di noi), parlare alla politica il
linguaggio schietto e fiero del rappresentante, dalla parte dei diritti
del più debole e della sofferenza del meno protetto e, attraverso
l'associazione (Anmic)e il suo periodico, rendere più presente all'indifferente
opinione pubblica i problemi e le problematiche che colpiscono chiunque di noi
colpito dalla mala-sorte. Caro Vincenzo, grazie per il tuo impegno. Un piacere
averti conosciuto. Antonio Marchi 11/04/2008.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca pag. 16
"Spazio a chi lavora ma assoluto rigore" "Meno burocrazia e maggiore regolamentazione, sì
agli immigrati regolari no ai clandestini - sono i punti cardine del programma
per l'immigrazione di Miriam Schena, candidata sindaco di Rinascita
Democratica. Parte delle nostre fabbriche ha solo lavoratori extracomunitari,
per questo la mia politica sarà attenta alle esigenze delle imprese ma rigorosa
nei controlli sulla regolarità della presenza straniera. IL RIGORE non
significa xenofobia ma rispetto delle regole. L'immigrazione è un fenomeno
mondiale che non può essere fermato, ma va regolamentato nel modo giusto, sia a
livello nazionale, sia a livello locale con maggiori controlli in grado di
svelare situazioni di sfruttamento e speculazione. Bisogna favorire una
politica abitativa che tuteli al massimo i diritti dei bresciani e che tuttavia
scongiuri la nascita di ghetti per stranieri e dei problemi di sicurezza
connessi. Dico basta alle code fuori le questure, le poste e i comuni. Bisogna
aprire sportelli nelle circoscrizioni per agevolare il rinnovo dei permessi di
soggiorno, e mi impegno a discutere questa proposta in sede Anci e con il
prefetto. Inoltre, per favorire l'inserimento, propongo più corsi di
italiano".
( da "Tempo, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stampa Questa sera
in piazzale Porta Pia grande festa con tutti gli iscritti L'ex ministro
Gasparri chiude la campagna elettorale del Pdl Vincenzo Caramadre PONTECORVO
L'ex ministro delle Telecomunicazioni, Maurizio Gasparri, chiude la campagna
elettorale del Pdl in città. I coordinatori locali, Rosalba Agenori e Salvatore
Posta, insieme al consigliere comunale Valerio Pecchioli e a tutti gli
iscritti, invitano i cittadini a partecipare alla festa di chiusura della
campagna elettorale che si terrà questa sera in piazzale Porta Pia a partire
dalle ore 18. Oltre a Gasparri interverrà l'euro parlamentare Foglietta, i
candidati alla Camera Iannarilli e Fabio De Angelis, i candidati al Senato
Tofani e Giuseppe Ciarrapico. "Le scelte scellerate del governo Prodi
hanno amplificato gli effetti della crisi economica che sta colpendo il nostro
Paese. In questi due anni l'oppressione fiscale, le troppe leggi, la troppa burocrazia, una giustizia che non funziona, il dilagare della immigrazione
clandestina e della criminalità hanno messo in ginocchio l'Italia. Lo spettro
della 'quarta settimana ', che per anni è stato usato contro il governo
Berlusconi, con Prodi e i Democratici al potere è diventata un'amara realtà per
la stragrande maggioranza delle famiglie. Dobbiamo dare forza al nostro
leader Berlusconi che saprà far riprendere al Paese , il cammino interrotto due
anni fa . Solo con la vittoria del Popolo della Libertà potrà iniziare un nuovo
percorso politico che saprà: ridurre le tasse sul lavoro per dare più soldi in
tasca agli italiani e così combattere il carovita, dare più risorse alle forze
di polizia per ridare sicurezza alle nostre città e contrastare l'immigrazione
clandestina, far ripartire le grandi opere che apporteranno grande sviluppo
economico all'Italia. Bisogna dare un voto utile alla governabilità - spiega
Agenori - e non votare chi ha tradito i nostri valori, non dimentichiamo che
chi oggi si presenta come candidata locale ha permesso in questi anni la
spogliazione dell'ospedale". Tornando a stasera, chiusura della campagna
con tutti questi postivi pronostici. Gli interessati hanno tutta l'intenzione
di portare avanti un discorso oggettivo circa numerose problematiche che riguardano
la città.
( da "Espresso, L' (abbonati)" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO impunità
di frode Di gianluca di feo ed emiliano fittipaldi Sconti di pena,
patteggiamenti, benefici: così chi contamina gli alimenti se la cava sempre. E
soltanto ora il ministero divulga la lista nera dei condannati I soliti
sospetti della frode alimentare hanno la vita facile. Perché l'impunità è
sostanzialmente garantita: basta patteggiare per tornare in fabbrica, nella
stalla o in cantina e ricominciare con i trucchi. Nessuno finisce in carcere e
quasi mai gli italiani vengono informati sulla malafede di chi produce,
confeziona, custodisce o cucina quello che mangiano e bevono. Lo Stato è di
manica larga con chi mette a rischio la salute dei cittadini o inganna la
fiducia dei consumatori: sconti di pena o libertà condizionale per tutti,
fedine sbiancate con la 'non menzione' delle condanne. Eppure lo choc per le 19
persone uccise dal metanolo, con il blocco delle esportazioni e la crisi dei
vini italiani, aveva impartito una lezione unica: pochi criminali erano
riusciti a distruggere la credibilità di un'intera categoria. Subito venne
varata una legislazione severissima, che introduceva anche la gogna per i
banditi del cibo. Sì, la legge metteva al primo posto la salute rispetto alla
tutela di marchi, aziende, ristoranti e negozi. Un principio fondamentale, che poi
è stato costantemente disatteso anche di fronte a situazioni di grande allarme
sociale: i nomi delle ditte coinvolte diventano sempre una sorta di segreto di
Stato, esponendo così l'intero settore alla psicosi e i consumatori al pericolo
di bocconi indigesti. Dopo il metanolo, il Parlamento aveva scelto una strada
diversa. Dal 1986 per legge il ministero della Sanità è stato incaricato di
rendere noto ogni anno 'l'elenco pubblico' dei condannati per frode o
sofisticazione. Una lista nera che però i governi si sono guardati bene dal
propagandare. Finora si è trattato di un documento introvabile: veniva inserito
nella 'Gazzetta ufficiale', senza scadenze fisse. Con un aspetto beffardo: i
dati risalivano in genere a cinque anni prima. Nel 2003, per esempio, sono
state rese note le sentenze diventate definitive del 1998. Nel frattempo le
ditte potevano avere cambiato nome, logo, titolare. Per tornare a colpire come
e più di prima. Nei giorni scorsi il ministero della Sanità ha deciso - anche
dopo la richiesta formale de 'L'espresso' - di rendere disponibile sul suo sito
web la lista degli ultimi verdetti. Una scelta di trasparenza, a cui si è
aggiunto un elenco sugli anni precedenti. Si tratta però di informazioni molto
parziali. Anzitutto le comunicazioni più rapide riguardano le infrazioni
minime, che diventano subito esecutive con il pagamento della multa: sono
soprattutto trattorie, bar e banchi con cibi mal conservati. I processi veri
richiedono invece anni prima della Cassazione. C'è poi il problema del ritardo
nella trasmissione da parte dei giudici. Le punizioni recenti riguardano in
massima parte il tribunale di Milano e poche altre sedi giudiziarie: non c'è
nulla su Roma e sulla Sicilia, per esempio. Ma la colpa non è del dicastero
guidato da Livia Turco, dove spiegano che spesso la magistratura fornisce
l'elenco "ad intervalli pluriennali ed ha per oggetto provvedimenti emessi
nell'arco di 3-4 anni". Insomma, anche questo deterrente introdotto dal
legislatore contro i sofisticatori è stato soffocato dalla
disastrosa condizione della burocrazia italiana. Ecco perché non sorprende scoprire che la cantina di
Veronella, punto di partenza dell'ultima maxi-inchiesta sul 'vino contaminato',
era già stata coinvolta nello scandalo al metanolo. Oggi patteggiare di fatto
significa farla franca: pena sotto i due anni, niente carcere né servizi
sociali, nessuna menzione sul certificato penale. Insomma, nulla di
nulla. Lo rivela in modo impressionante uno studio condotto da cinque
ricercatori dell'Università di Parma, dipartimento di salute animale, che
evidenzia tutti i lati oscuri della nostra industria più ghiotta. In cinque
anni, tra il 1995 e il '99, ci sono state 2.540 sentenze definitive. In massima
parte, però, si tratta di alimenti conservati male, sporchi, corretti con
sostanze proibite: minacce secondarie alla salute, sanzionate con una multa. Ma
anche quando il tribunale ordina la reclusione, pochi scontano la pena. In 207
casi è stata concessa la sospensione condizionale. Per non parlare dell'ultimo
indulto, un'ondata di piena nello spazzare via gli effetti di questi crimini.
La statistica diventa paradossale quando si esamina la 'non menzione', ossia i
condannati a cui non viene nemmeno macchiata la fedina penale: ben 1.215 che
quindi restano totalmente impuniti. Sono colpevoli di avere lucrato su carne,
latte, verdura o altri cibi fuorilegge, ma all'indomani della sentenza possono
addirittura partecipare alla gara per rifornire un asilo o un ospedale. C'è
persino la beffa: vengono sostenuti con denaro pubblico tutti i produttori di
un settore danneggiato dall'effetto delle truffe, ma non si risarciscono le
vittime. è quello che è accaduto con l'eccidio del metanolo, che uccise 19
persone e ne rese cieche altre 15. Dopo più di 22 anni le vittime non hanno visto
una lira e nemmeno un euro. Lo schema è lo stesso: gli arrestati diventano
nullatenenti prima del giudizio, le aziende falliscono e al momento della
sentenza i quattrini si sono dissolti. Ricorda Paolo Martinello, presidente di
Altroconsumo e al tempo rappresentante legale delle famiglie: "Al processo
ottenemmo provvisionali alte, anche 300 milioni di lire, ma rimasero sulla
carta. L'incredibile è che lo Stato stanziò decine di miliardi per aiutare il
settore vitinicolo, duramente provato dallo scandalo. Furono spesi pacchi di
denaro per campagne pubblicitarie, per potenziare i controlli, perfino per
riparare i danni subiti dai supermercati stranieri, ma nemmeno una lira fu
destinata alle vittime". Nella macchina impazzita della giustiza si
scoprono altri due incentivi a delinquere. Il primo è la clemenza automatica,
con sconti elargiti anche a chi non risarcisce i danni o non mostra nemmeno
rimorso: il principale responsabile della strage da metanolo, da una pena
iniziale di 16 anni alla fine ne ha passati in cella meno della metà. E c'è la
questione delle analisi di laboratorio. Perché il gioco dei parametri sulle
sostanze chimiche e la valutazione dei livelli di pericolosità diventano
complessi da valutare in tribunale, animando guerre di perizie. Spesso, poi,
sul banco degli imputati ci sono multinazionali che possono schierare collegi
di luminari. La vicenda del latte all'inchiostro è paradigmatica. L'Asl di
Ascoli Piceno nell'agosto 2005 scoprì nel latte per l'infanzia quantità non
previste di Itx, una sostanza usata (e grazie a questa indagine successivamente
vietata in tutta l'Ue) per fissare l'inchiostro sulle confezioni di cartone. Il
pm di Ascoli Piceno, avvertito il ministero della Salute, dispose il sequestro
in tutta Italia di milioni di litri, tutti i lotti che scadevano nel settembre
2006. Ma per due mesi non succede nulla: solo quando la vicenda arriva sui
giornali il prodotto incriminato viene ritirato. Una costante: gli organismi di
controllo non si muovono finché non scoppia lo scandalo o interviene un
magistrato. Il processo per l'Itx finisce a Milano, sede legale della Nestlé. A
dicembre l'Europa getta acqua sul fuoco: l'Efsa, l'autorità europea per la
sicurezza alimentare, esclude la possibilità che l'Itx interagisca con il Dna
delle cellule. Non si espone su eventuali altri rischi tossici: non ci sono
studi sufficienti. La procura di Milano chiede dunque al farmacologo Silvio
Garattini una perizia, che di fatto chiude l'inchiesta. Il gip la ricalca nelle
sue conclusioni: "Non esiste prova che l'assunzione di Itx per via
alimentare rappresenti, da subito, un pericolo significativo in termini di
tossicità". Tutti assolti perché non è provata la minaccia alla salute.
Giusto. Il gip non può non sottolineare però che Garattini non ha nemmeno escluso
che "la tossicità possa essere rilevata in caso di assunzione per lunghi
periodi, essendo necessari ulteriori studi per valutare gli effetti del
bioaccumulo". Quel latte era l'alimento principale dei neonati: chi li
tutelerà dagli eventuali effetti futuri che non sono mai stati studiati? n Il
web è l'esercito dei monaci di Moises Naim In Cina tutto è grande. E di sicuro
è grande anche il rimorso di molti dirigenti cinesi per essersi comprati a caro
prezzo questi Giochi olimpici che stanno proiettando un'immagine tutt'altro che
positiva del loro Paese. Questi dirigenti non si immaginavano che i
protagonisti delle Olimpiadi non sarebbero stati gli atleti, ma i monaci
buddisti. Né che con il prestigio dei Giochi olimpici sarebbero venuti anche
contrasti di portata planetaria con l'aristocrazia di Hollywood - da Stephen
Spielberg a Richard Gere - la comunità buddista mondiale e due premi Nobel per
la Pace, il Dalai Lama e Aung San Suu Kyi, oltre che con milioni di altre
persone. Quello che sta succedendo oggi in Tibet è simile a ciò che è accaduto
in Birmania qualche mese fa: si assiste allo scontro tra i vecchi metodi
repressivi di burocrazie autoritarie e i nuovi modi di organizzazione politica,
al tempo stesso profondamente locali e ampiamente globali. I monaci del Tibet o
della Birmania, pur così locali, oggi hanno un'influenza globale grazie a
Internet. E alle Olimpiadi. Il 10 marzo del 1959, il Dalai Lama fu costretto
all'esilio in India dalla repressione del governo cinese della sollevazione
tibetana. Due settimane fa, un gruppo di monaci buddisti aveva commemorato
questo anniversario con una marcia pacifica a Lhasa. I monaci erano stati
arrestati e per questo motivo altri monaci erano poi scesi nelle strade a
protestare, scatenando la repressione cinese. Il governo cinese ha lanciato una
campagna per dare la sua versione dei fatti: la rivolta sarebbe stata
orchestrata dal Dalai Lama, e i tibetani stessi sarebbero stati autori dei più
brutali atti di violenza, saccheggiando e bruciando case e negozi di commercianti
cinesi. Il governo cinese ha anche organizzato una visita controllata di Lhasa
per un piccolo gruppo di giornalisti stranieri. Nel tempio di Jokhang, però,
mentre le autorità spiegavano ai corrispondenti che nei monasteri era tornata
la normalità, 30 giovani monaci hanno interrotto la conferenza stampa gridando
'Tibet libero'. Piangendo, i monaci anticipavano le gravi conseguenze personali
che avrebbe comportato la loro protesta. Gli agenti di sicurezza hanno subito
cacciato a spintoni gli ospiti stranieri. Da un punto di vista mediatico, il
governo cinese si è dimostrato goffo rispetto all'agilità e all'efficacia dei
suoi avversari. Nonostante il severo blocco nelle comunicazioni imposto in
Tibet dalle autorità, le foto e i video di quello che è successo sono
immediatamente comparsi su Internet. La rete internazionale pro Tibet conta più
di 153 gruppi di sostegno in tutto il mondo e la sua pressione politica si fa
già sentire nelle principali capitali. E in Facebook. Quello che sta succedendo
in Tibet ha molto in comune con quanto accadde in Birmania l'anno scorso. Anche
lì i monaci buddisti protestarono e il governo tentò di impedire che il mondo
sapesse che cosa stava avvenendo. Ma non ci riuscì. E anche lì la Cina gioca un
ruolo cruciale come fedele alleato della giunta di governo. Quando, nel 1988,
il governo della Birmania uccise più di 3 mila persone che manifestavano nelle
strade, il mondo lo seppe solo alcune settimane più tardi. L'8 agosto del 2008
è l'anniversario di quell'eccidio. E anche il giorno dell'inaugurazione delle
Olimpiadi di Pechino.
( da "Tempo, Il" del 11-04-2008)
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Stampa Alberto Di
Majo a.dimajo@iltempo.it Ventidue anni di ... Alberto Di Majo
a.dimajo@iltempo.it Ventidue anni di amministrazione pubblica (da quando,
appena maggiorenne, fu eletto consigliere in primo Municipio) e ancora la
voglia di ricucire. Di confrontarsi con l'opposizione, di pretendere che i
politici "diano il buon esempio", di ringraziare chi continua a fare
il proprio dovere. Adesso il salto. Enrico Gasbarra, nella lista del Pd alla
Camera, non rinnega niente. Anzi. Ringrazia la sua squadra alla Provincia di
Roma, l'attuale commissario di Palazzo Valentini Marisa Troise Zotta che
"sta assicurando continuità e funzionalità all'istituzione", e anche
i protagonisti del mondo produttivo, "a partire dal presidente Mondello",
sindacale e sociale che hanno permesso "i successi del nostro
territorio". Presidente Gasbarra, presto andrà in Parlamento. Quali sono i
suoi progetti? "Ho avuto l'onore di servire la mia comunità anche con
ruoli importanti come vicesindaco di Roma e presidente della Provincia. Ora
sono fiero di essere stato chiamato da Veltroni, Bettini, Rutelli e Marini a
partecipare al battesimo del Partito democratico, che è stato sempre il mio
sogno. In Parlamento lavorerò per dare a Roma una nuova
legge per le funzioni di capitale e per abbattere la burocrazia e i privilegi". Come valuta l'impegno di Rutelli per Roma e
di Zingaretti per la Provincia? "Il centrosinistra ha dimostrato ancora
una volta di tenere molto a Roma e alle sue istituzioni puntando su Nicola
Zingaretti, persona di grande livello, e soprattutto su Francesco Rutelli.
Accettando la candidatura a sindaco ha mostrato non solo il suo amore per la
città ma anche il suo altruismo. Troppo spesso la classe politica pensa
soltanto a se stessa. Rutelli no, è sceso in campo: credo che gli elettori si
siano accorti che l'ha fatto per amore e non per strategia. Del resto la
capitale merita scelte importanti, mai fatte dal centrodestra". Perché gli
elettori dovrebbero votare il Pd? "Perché propone al Paese un cambio radicale,
perché usa un linguaggio diverso da quello degli ultimi quindici anni e perché
ha una classe politica vicina ai problemi delle persone. Ma anche perché vuole
semplificare la vita degli italiani e perché candida come premier Veltroni, una
persona che ha le capacità e l'età giusta per cambiare le cose. Per fare tutto
questo il Pd ha scelto di rompere l'alleanza con la Sinistra Arcobaleno.
Un'alleanza che invece, a livello locale, può ottenere ancora ottimi
risultati". Come è andata la campagna elettorale? Dicono che lei ha
percorso
( da "Espresso, L' (abbonati)" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
ECONOMIA SANITA'
PUBBLICA / NUOVI FONDI IN ARRIVO Il mattone è in buona SALUTE di Maurizio maggi
Parte il piano Turco da due miliardi per realizzare ospedali, sale operatorie e
ambulatori. Caccia a oltre 300 appalti Quasi due miliardi di euro da spendere
per costruire nuovi ospedali, ammodernare reparti, ristrutturare ambulatori,
comprare macchinari sanitari tecnologicamente avanzati per le sale operatorie,
la riabilitazione, la degenza. Tutti soldi destinati all'edilizia pubblica. Ci
ha dato dentro, il ministro della Sanità uscente, Livia Turco, per rilanciare
l'edilizia ospedaliera. Una raffica di accordi di programma - tredici in venti
mesi, coinvolgendo undici regioni - per finanziare opere che devono contribuire
a cambiare il volto del sistema ospedaliero pubblico. A ricevere i
finanziamenti più corposi è la Lombardia di Roberto Formigoni (centrodestra)
con 561 milioni di euro, seguita dalla Puglia di Nichi Vendola (centrosinistra)
con 432 milioni. A debita distanza il Veneto di un altro governatore forzista
di lungo corso, Giancarlo Galan, con 245 milioni, e dietro due regioni rette
dal centrosinistra: la Calabria di Agazio Loiero (196 milioni) e il Piemonte di
Mercedes Bresso (195 milioni). Una distribuzione di fondi assolutamente
bipartisan. Gli accordi di programma non servono a reperire quattrini: quelli
dovrebbero esserci già, stanziati ogni anno nell'ambito della legge
finanziaria. Senza gli accordi. con il governo che discute e accetta le
proposte delle Regioni, i denari non escono però dalle casse statali. La Turco
ha schiacciato sull'acceleratore e adesso progetti in gestazione da anni potrebbero
finalmente mettersi in moto. I gruppi delle costruzioni storicamente attivi nel
campo ospedaliero, come Impregilo, Matarrese, Techint, sono pronti ad andare a
caccia dei molti appalti finanziati dagli accordi di programma. Gli oltre 300
interventi approvati nelle intese tra ministero e regioni sono in realtà
l'ennesima puntata di un programma ambizioso e ancora assai lontano dalla
conclusione. Quando partì, esattamente vent'anni fa, veniva orgogliosamente
definito 'il piano da 30 mila miliardi di lire'. La cifra si è gonfiata strada
facendo, anche se non sempre tutto è filato liscio, anzi. Come ha segnalato la
Corte dei Conti, nell'edilizia pubblica i tempi di realizzazione tendono ad
allungarsi e la spesa a lievitare. In una fotografia dell'avanzamento lavori
risalente al 2006, secondo la Corte c'erano in Italia 126 ospedali iniziati e
mai finiti. Un danno, per le pubbliche casse che all'epoca la Confesercenti
stimò in 8 miliardi di euro. Prima degli stanziamenti previsti dalle ultime due
leggi finanziarie (per complessivi 5,4 miliardi di euro), alla rimessa a nuovo
della rete ospedaliera pubblica erano stati destinati 17,6 miliardi di euro. Il
ministero della Salute ha autorizzato la spesa del 77 per cento di questa
somma. Il restante 23 per cento - pari a 4 miliardi di euro - è rimasto
incredibilmente al palo, per colpa delle classiche
inefficienze della burocrazia politico-sanitaria regionale. Molte Regioni non sono state in
grado neppure di avviare le procedure per la gara d'appalto prima di andare fuori
tempo, cioé di oltrepassare quei 18 mesi che la normativa considera il periodo
massimo per assegnare davvero l'opera. Se cambia idea una giunta
regionale di segno politico diverso, o se arriva un nuovo direttore
dell'Azienda sanitaria locale - la 'stazione appaltante', come si dice in gergo
burocratese - che non ritiene necessario quell'ambulatorio o quella nuova sala
operatoria, il progetto si blocca. Il tempo scorre e i soldi non arrivano. Con
l'ultima infornata di stanziamenti stabilita con le leggi finanziarie per il
2007 e il 2008 - ancora sulla carta, però - il totale arriva a quota 23
miliardi di euro tondi tondi. Il tetto dei 30 mila miliardi di lire dello
storico piano è stato sfondato, eppure in molti casi la situazione degli
ospedali pubblici resta insoddisfacente, specie in alcune regioni meridionali,
le stesse che potrebbero presto beneficiare di altre 3 miliardi di euro di
fondi in arrivo dall'Unione europea. "Un fiume di denaro di cui c'è in
teoria un gran bisogno proprio in quelle regioni del Sud che finora si sono
mostrate incapaci di spendere i quattrini pubblici", nota Vittorio
Mapelli, titolare della cattedra di Economia sanitaria alla Statale di Milano.
Sempre da Milano, versante Politecnico, rincara la dose Marcello Crivellini:
"Non direi che ci sia un problema di mancanza di denaro, quanto di
incapacità nello spenderlo". Spiega il professore, che insegna analisi dei
sistemi sanitari: "Non sono un tifoso degli ospedali privati, però finora
la costruzione di ospedali pubblici si è rivelata un'infinità corsa a ostacoli.
A parità di fondi disponibili e di progetti, il privato sceglie l'impresa e
parte. Nel pubblico, appena aggiudicato l'appalto, il secondo concorrente
classificato fa ricorso al Tar. Il meccanismo s'inceppa e per un'opera che
richiede due anni di lavori ce ne vogliono anche dieci, senza considerare i
molti casi in cui un ospedale non viene praticamente mai ultimato, oppure
quand'è pronto e già drammaticamente obsoleto". Per evitare le
infiltrazioni malavitose e la partecipazione alle gare di imprese inadatte, la
normativa sugli appalti nell'edilizia sanitaria pubblica s'è fatta via via
sempre più stringente. Secondo alcuni, anche troppo. Dice Alberto De Negri,
responsabile della business unit sanità della società di consulenza Kpmg:
"In Inghilterra e in Spagna le regole sono un po' più flessibili e infatti
in questi due paesi i tempi per progettare, assegnare e compiere i lavori sono
più rapidi dei nostri e c'è molto più spazio per il project-financing che
coinvolge investimenti privati". I quasi due miliardi del pacchetto Turco
coprono il 95 per cento delle opere approvate. Il 5 per cento ce lo mettono le
Regioni, che possono anche ricorrere al project-financing ma non per le
attività ospedaliere tradizionali, ma solo per il cosiddetto no-core: mense,
bar, lavanderie. Una strada che piace alla Regione Lombardia ma non troppo al
professor Mapelli della Statale: "Credo che alla fine possa risultare più
cara rispetto a una gestione diretta". Sul fatto che ci sia bisogno di
svecchiare la rete sanitaria pubblica non ci sono comunque dubbi: l'età media
degli ospedali italiani è di oltre 70 anni, con picchi di 145 anni per l'Umbria
e di 110 anni nel Lazio; il dieci per cento è stato addirittura edificato prima
del 1800. "Il sistema sanitario nel suo complesso costa cento miliardi di
euro l'anno: destinare il 3 per cento di questa cifra alla realizzazione di
nuove strutture e a radicali ammodernamenti e ampliamenti non è affatto
insensato. Però occorre anche stare molto attenti a come li si fa, gli
ospedali, senza cadere negli estremi opposti: evitando sia il modello-Sicilia,
con un nosocomio in ogni paese, sia i maxi-impianti da 1.500 posti letto",
mette in guardia Francesco Longo, direttore del Cergas, il centro di ricerche
sulla gestione dell'assistenza sanitaria. Longo apprezza la filosofia toscana,
dove si sono creati quattro ospedali 'hub' accorpandone otto e non ha dubbi:
"Prima si realizzano i nuovi ospedali, meglio è. Forse la gente non sa che
costruire da zero una struttura costa come gestirla per un anno". I
quattrini 'liberati' dall'attivismo del ministro Turco riguardano 312
interventi disseminati sul territorio di undici regioni. Non mancano curiosità
e coincidenze di carattere geopolitico. In Veneto, per esempio, l'intervento
più rilevante è quello del nuovo ospedale di Este e Monselice (72 milioni a
carico dello Stato), in provincia di Padova, città natale del governatore
Galan. In Sardegna, lo stanziamento più corposo (42,9 miliardi di importo
statale) è destinato al nuovo polo ospedaliero di San Gavino, località del
Campidano che dipende dall'Azienda sanitaria locale di Sanluri, dove è nato il
governatore Renato Soru. Nel Molise non sono previste opere ragguardevoli -
l'accordo fornisce 11,1 milioni di finanziamento statale - ma su cinque
interventi programmati, uno è l'ampliamento del Poliambulatorio di Montenero di
Bisaccia, il paese di Antonio Di Pietro. n Pioggia di euro I maggiori
finanziamenti pubblici per gli ospedali Regione Importo a carico Opere da
realizzare dello Stato Puglia 111,1 Nuovo reparto e ampliamento ospedali Fazzi
di Lecce Puglia 92,5 Ampliamento e ristrutturazioni Policlinico di Bari Veneto
72 Nuovo ospedale di Este e Monselice (Padova) Puglia 61,7 Ampliamento Ospedali
Riuniti di Foggia Calabria 57 Nuovo ospedale della Sibaritide (Cosenza)
Calabria 57 Nuovo ospedale della Piana (Reggio Calabria) Lombardia 47,6 Nuovo
ospedale Sant'Anna (Como) Sardegna 42,9 Nuovo ospedale di San Gavino (Cagliari)
Emilia Romagna 28 Ampliamento ospedali di Parma e Reggio Emilia Piemonte 16,2
Nuovo reparto e ampliamento presidio ospedaliero di Chivasso (Torino) Abruzzo
15,7 Ampliamento del presidio ospedaliero di Giulianova (Teramo) Piemonte 12
Nuova Città della Salute di Novara Molise 5,7 Nuova residenza sanitaria per
anziani di Colletorto (Campobasso) Gli investimenti sono stanziati dallo Stato
a favore di undici regioni italiane sulla base degli accordi di programma
sottoscritti nel 2007 e nei primi tre mesi del 2008.
( da "Espresso, L' (abbonati)" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
OPINIONI
L'ANTITALIANO I dannati dello sport estremo di Giorgio Bocca I resoconti sulla
preparazione olimpica degli atleti sfiorano a volte l'orrore. E in questa ricerca del primato a fini di lucro o di potere si è
formata una burocrazia
cinica che alleva una gioventù decerebrata e capricciosa Perché i comunisti
cinesi vanno pazzi per le Olimpiadi? Per la stessa ragione, diremmo, per cui andavano
pazzi gli stalinisti sovietici, i nazisti tedeschi e gli impresari delle
università americane. Perché lo sport ossessivo dei record è il modo
migliore per fabbricare dei giovani fanatici, contenti di esserlo, felici di
non pensare, di non essere liberi, di non amare, e soprattutto di sopportare le
burocrazie che campano alle loro spalle. Cosa sono queste Olimpiadi per cui si
è pronti a sacrificare i diritti umani? La libera partecipazione di de
Coubertin, o la fabbrica di nuovi autoritarismi? Giornali e televisioni
raccontano la preparazione degli atleti, dei campioni famosi. Chi sono? Che
vita fanno? Una vita da forzati, infantiloide, fra rinunce alle cose piacevoli
della vita, isolamenti, capricci divistici, deformazioni fisiche. Prendiamo una
giovane nuotatrice. Sveglia alle sette del mattino, mezz'ora di ginnastica e
riscaldamento muscolare, colazione spartana, poi in piscina per ore, per
chilometri, con aggiunta di torture specialistiche come nuotare tirandosi
dietro un secchiello forato per rinforzare le gambe, o fare sottacqua metà
piscina per avere delle partenze e virate migliori, spaccarsi la schiena per
delle nuotate innaturali come quella a delfino. In un ambiente dominato dai
moralismi ipocriti che guidano la ricerca ossessiva dei primati. La burocrazia moralista considera diabolico l'uso delle droghe
e degli eccitanti, il 'dopaggio', come lo chiamano; ma che altro è uno sport
che ti obbliga a continui superamenti dei limiti naturali? Si è spietati con
chi fa uso di droghe, ma che altro è costringere degli adolescenti a esercizi
da circo equestre, o un saltatore in lungo a esercizi scimmieschi per
'migliorare la spinta'? I resoconti sulla preparazione olimpica sfiorano a
volte l'orrore. Dai maratoneti etiopici o abissini costretti a vivere correndo,
alle ginnaste-bambine obbligate a diventare mostruosi fasci muscolari per una
vita di contorsioni e di salti mortali. E il tuffatore bambino che a 13 anni
salta dal trampolino di dieci metri e se sbaglia resterà invalido a vita? Ma
c'è qualcosa di peggio. In questa ricerca del primato a fini di lucro o di
potere, estranea allo sport, si è formata una burocrazia
cinica, che pur di avere successo e prebende alleva una gioventù decerebrata,
capricciosa, che torna a credere nei feticci, negli amuleti, nei finti amori e
nelle finte passioni, nei finti fidanzatini. Le nuotatrici famose se li
scambiano per andare più forte, gli allenatori li usano. E attorno a questa
umanità di bambini muscolari, ecco fiorire un giornalismo di super-esperti, dal
linguaggio gergale, composto da luoghi comuni comprensibili solo ai cercatori
di record, ma incapace di parlare, di raccontare. In questa abbondanza di
primati eccelsi, sempre più lontani dai limiti umani, viene poi fuori la
poltiglia delle frasi ripetute, dei sentimenti inespressi. Non una nuova epica,
una nuova letteratura, ma le ridicole rievocazioni della Olimpia greca, con le
cerimonie delle danzatrici in tuniche bianche che accendono fiaccole da spedire
in aereo per il giro del mondo. Giorgio Ruffolo ha scritto un bel libro sul
capitalismo estremo, che per vari motivi sembra avviato all'autodistruzione. Ma
lo sport estremo non segue forse la stessa parabola? Sono in vendita per i
computer dei filmini sullo sci estremo ambientato nelle montagne americane
sempre coperte da neve fresca e farinosa. Gli sciatori estremi come gladiatori,
disposti a ferirsi e a morire per lo spettacolo. Pare abbiano successo.
L'orrore è arrivato anche nel mondo innocente e silenzioso della neve.
( da "Corriere della Sera" del 11-04-2008)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-04-11 num: - pag: 1 autore: di
GIANNI SANTUCCI categoria: REDAZIONALE Via Battaglia Condominio non salda il
debito per il gas, bimbi senza riscaldamento Bollette non pagate, l'asilo resta
al freddo Il vecchio amministratore ha accumulato con l'Aem un debito di 11mila
euro. E un asilo nido, quello di via Battaglia, zona Loreto, è al freddo. Con
cinquanta bambini costretti a giocare con due, anche tre maglioni addosso.
Silvia Foroni, la titolare del nido: "Quanto peseranno, sul bilancio
dell'Azienda energetica, quattro giorni di riscaldamento? ". è una odissea di burocrazia che non dà scampo. Di attese come questa, datata ieri, con
un'addetta dell'azienda che ha risposto così: "Io, con lei, non dovrei
neppure parlare. E comunque, perché non comprate delle stufe elettriche?".
A PAGINA 7.
( da "Corriere della Sera" del 11-04-2008)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-04-11 num: - pag: 2
categoria: REDAZIONALE La denuncia De Corato: i soldi servono per pagare Manca
il conto corrente Sicurezza, la beffa dei fondi I soldi ci sono, peccato solo
che manchi il conto corrente da dove prelevarli. Una storia
di ordinaria burocrazia o
di straordinaria lentezza amministrativa. Sta di fatto che i tre milioni (due
dal Comune e uno dalla Provincia) stanziati sei mesi fa per il fondo speciale
destinato alla sicurezza non Emergenza rom "Il governo inoltre non ha
ancora nominato il commissario straordinario all'emergenza rom".
( da "Manifesto, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lettere@ilmanifesto.it
Un voto per difendere Io voto. Perché la preoccupazione per il dopo è molto più
grande della delusione per il prima. In verità la delusione per il fatto e il non
fatto dal governo Prodi non è nemmeno così tremenda. Di sicuro conta che da
Prodi non mi aspettavo molto: i rapporti di forza non sono un'invenzione dei
filosofi, le condizioni materiali non erano certamente favorevoli e gli
equilibri parlamentari fin troppo stiracchiati. In questo quadro la sinistra,
le sinistre, sono state messe all'angolo e hanno fatto errori, anche gravi, di
analisi e di strategia. Ma il quadro era quello, non altro, e nasceva dalla
fragilità politica dell'alleanza realizzata per cacciare Berlusconi. La
preoccupazione per il dopo ha tante facce. C'è quella del rafforzamento del
sistema maggioritario, secondo lo schema del bi-partito unico, con l'affermarsi
della delega blindata al capo/all'oligarchia di turno, l'imporsi del decisionismo
e la pulsione a soffocare/cancellare le minoranze (non solo quelle
istituzionali). E riforme (istituzionali), senza le minoranze, mirate a
consolidare tale tendenza. C'è la faccia dell'aumento del potere delle lobby
che, tanto per non correre rischi, si preparano a occupare direttamente gli
spazi parlamentari (eclatante la presenza trasversale di Confindustria nelle
varie liste) e, dall'altra parte, quella dell'impotenza della società
(civile?), sempre più frammentata, impaurita, ridotta a mucillagine, senza più
coesione e incapace di solidarietà. Poi c'è quella della crescita della
povertà, delle disuguaglianze, della precarietà e della montagna di immondizia
che non si riesce più a smaltire - scusate se metto tutto insieme - e la
prospettiva che ci viene indicata è sempre e solo quella della crescita e dello
sviluppo, magari con qualche modesto correttivo, cioè la stessa strada che ha
prodotto povertà, disuguaglianze, precarietà e immondizia. E, nella visione
Pil-dipendente, si impongono liberalizzazioni e privatizzazioni sempre più
spinte, dall'economia alla scuola, alla sanità, ai trasporti, all'acqua e a
tutti i beni comuni mentre guai a toccare la rendita, immobiliare o finanziaria
che sia. Per sostenere il tutto informazione sempre più piatta e asservita e
bavaglio (o cianuro) alle voci libere e indipendenti. Per finire, molto
concretamente, vedo l'attacco ai diritti sociali e civili, vedo l'attacco alla
laicità dello stato e della società e l'invadenza della chiesa nelle sue
tendenze più oscurantiste, vedo mettere in discussione conquiste che sembravano
consolidate (Statuto dei lavoratori, legge 194, uscita dal nucleare,...) e vedo
la demonizzazione di tutte le diversità. Se tutto questo è vero allora chiedo:
può essere utile, con tutti i limiti che potrà avere, una rappresentanza
parlamentare di sinistra, delle sinistre? Io ho pochi dubbi in proposito. E se
poi il percorso unitario a sinistra non si fermerà il 14 aprile e dopo la forma
(elettorale) riuscirà a realizzare anche la sostanza (politica), senza rimanere
ingabbiato nelle stanze del potere (?) sarà un bene per tutti. Marco Onorati,
Roma Solidarietà a Dino Greco Parlare di rinnovamento in Cgil di questi tempi,
è una bestemmia. Definire "l'altra casta" Cgil Cisl Uil, (come ha
fatto l'Espresso) vuol dire quasi essere buoni. Nonostante tutto, sono ancora
un iscritto. La Fiom ancora è un pezzo della mia vita. Il lungo ostracismo ai
danni di Dino Greco, mi induce a ribadire che ciò è solo una delle tante
storture che si sono ingenerate nel sindacato e nella Cgil da anni. Un
sindacato che gestisce un bilancio enorme, una quantità di dirigenti Cgil, Cisl
e Uil a tempo pieno di circa 20 mila persone, di cui oltre 3 mila sono
dipendenti degli enti pubblici. Centinaia di valorosi dirigenti come Dino Greco,
sono tenuti in naftalina, ti paghiamo, hai la scrivania, ma per cortesia non
fare niente, non utilizzare la testa. Non è superfluo ricordare che nel 1990 le
tre Confederazioni si fecero approvare dal parlamento, una legge che, nel caso
un dipendente del sindacato venga licenziato, non ha possibilità di ricorrere
alla giusta causa, e cioè al famoso art. 18 della legge 300 statuto dei
lavoratori. Questo è il panorama. Dino Greco è sempre stato dalla parte dei
delegati, anche in modo problematico, sapendo che questi erano tanto più forti
nel trarre il consenso liberamente dai lavoratori e non da qualche Direttivo.
La mia solidarietà a Dino Greco è senza riserve. Un sindacato basato
sull'eliminazione seppur soft delle migliori teste pensanti, e di tutti quei quadri
non obbedienti, potrò sbagliarmi ma non ha futuro. Il caso Dino Greco parla per
tutti quelli che si trovano nella medesima condizione. Seri dubbi nutro sulla
volontà dell'attuale gruppo dirigente di autoriformarsi. Nessuna Casta da sola
è disposta a perdere qualcosa. Solo una rivolta dal basso, potrà modificare
questo stato di cose. Fausto Pettinato ex delegato Fiom-Cgil Soverato I figli
di Doina Da oltre un anno non vede i suoi due bambini di 4 e 7 anni; dopo la
grave condanna a 16 anni per la terribile disgrazia nella metropolitana in cui
è morta la sua povera giovane coetanea Vanessa: Doina, la ragazza rumena in
carcere a Roma, attende il processo d'appello con speranza, come si sa dai
giornali, perché anche i giudici hanno elementi per sapere che si è trattato
del drammatico incidente di un istante, con ogni probabilità un gesto
istintivo, di autodifesa a causa di un malinteso, ma che purtroppo ha avuto
l'imprevedibile tragica conseguenza che ci ha tanto impressionato e commosso.
Resta comunque un interrogativo: perché a distanza di tanto tempo, ormai un
anno, la burocrazia giudiziaria e carceraria italiana e l'Ambasciata di Romania non
hanno ancora trovato il modo di far incontrare Doina con i suoi due bambini?
Uno scaricabarile? Che "giustizia" è questa che si accanisce contro i
poveri? Perché queste sofferenze supplementari, non ragionevoli, oltre la
privazione della libertà? Oltretutto ci si chiede perché la condanna è
sempre dover stare in carcere, quando esistono invece comunità
"chiuse" come carceri e "protette", dove la giovane donna
debba sì scontare una condanna, ma possa lavorare e vivere insieme ai suoi
bambini? Si sa che è venuta in Italia e ha fatto una vita tanto brutta e
rischiosa proprio pensando a loro, dopo essere stata abbandonata dal marito...
Una maggiore attenzione a queste realtà di sofferenza sarebbe di conforto anche
ai familiari della vittima che certamente vogliono giustizia, ma non vendette e
feroci pene supplementari che certi giudici e troppi mass media fingono di
ignorare. E non sono permesse dalla legge in Italia, paese civile, giustamente
assai sensibile ai diritti e al benessere di mamme e bambini. Cordialmente.
Marzia Canitto Prosperi Lutto E' venuto a mancare Silvio Serino. Un militante
comunista, un internazionalista che si è sempre battuto contro l'eurocentrismo
e per la liberazione dei popoli oppressi. Ha partecipato attivamente alla
costruzione del movimento anticapitalista dal '
( da "Corriere del Veneto" del 11-04-2008)
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Corriere del Veneto
- TREVISO - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-11 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Ettore Riello "Chiave di volta federalismo fiscale"
VERONA - "Avere meno lacci e lacciuoli per imprese e cittadini è una delle
priorità del programma del Partito delle Libertà. Fa bene il presidente di
Confindustria Padova Peghin a insistere su questo tema prima delle elezioni.
Siamo con lui". Si sfonda una porta aperta con Ettore Riello (nella foto),
candidato a Montecitorio nel collegio Veneto 2 (Venezia, Treviso e Belluno) per
il Pdl, quando si parla di lotta all'eccessiva burocrazia. Però Riello, industriale
metalmeccanico veronese, pone la premessa necessaria per questa come per le
altre riforme che attendono al varco il prossimo governo. "Anche nella
scorsa legislatura non s'è fatto nulla per l'eccessiva frammentazione della
coalizione di maggioranza - spiega - i cambiamenti sono possibili solo con un
governo coeso. E la chiave di volta di tutte le riforme sarà il
federalismo fiscale". Gi. Sc.
( da "Corriere della Sera" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Lettere - data: 2008-04-11 num: - pag: 12 categoria:
REDAZIONALE La risposta L'ente: "isolati disguidi tecnici" è già
pronta la nuova copia del Cud Gentile signor Spezia, ecco la risposta
dell'Ufficio stampa Inpdap: "In febbraio l'Inpdap ha inviato ai
contribuenti, dipendenti e pensionati pubblici, il modello Cud
( da "Corriere del Veneto" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto -
VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-11 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Studio Indagine della Fondazione Nord Est "La burocrazia ci costa due mesi di
lavoro" PADOVA - Si vota tra due giorni ed è l'ora dei grandi appelli ai
contendenti che si battono per il governo del Paese. Netto quello degli
industriali di Padova destinato a chiunque vincerà: semplificare il più
possibile la burocrazia che
schiaccia imprese e cittadini, liberando tempo e risorse per rilanciare
lo sviluppo. E per dare più forza all'iniziativa Confindustria Padova ha
commissionato un'indagine a Fondazione Nord Est per certificare quanto le
imprese in provincia bruciano ogni anno per adempimenti e costi burocratici.
Numeri da capogiro: perse 1,6 milioni di giornate di lavoro, 63 di un
dipendente per ogni piccola azienda; costi per 170 milioni di euro, circa due
punti e mezzo di Pil provinciale (2,4%). Una "burotassa" che fa
urlare il presidente degli industriali padovani, Francesco Peghin: "In
Italia ci sono 21.691 leggi contro le
( da "Corriere del Veneto" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- VENEZIA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-11 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Massimo Calearo "Per questo scendo in politica" VICENZA -
"La lotta alla burocrazia? è una delle ragioni del mio impegno politico perché il Partito Democratico
ha posto questo tema tra i suoi obiettivi di base". L'appello del
presidente di Confindustria Padova Peghin è un invito a nozze per Massimo
Calearo (nella foto), punta di diamante dell'avvicinamento del Pd ai ceti
produttivi del Nord. E l'ex presidente degli industriali di Vicenza e
nazionale di Federmeccanica raccoglie l'invito a fare dell'eliminazione, o
almeno della riduzione, della "burotassa" una priorità di governo in
caso di vittoria alle Politiche. "Facciamo proposte serie - spiega il capolista
del Pd nel collegio Veneto 1 (Verona, Vicenza, Padova e Rovigo) alla Camera -
Non solo "un'impresa in un giorno", ma anche tagliare subito
cinquemila delle oltre 21 mila leggi italiane. Il cittadino-imprenditore non
dev'essere più un suddito dello Stato, ma un cliente da soddisfare". Gi.
Sc.
( da "Corriere della Sera" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Tempo Libero - data: 2008-04-11 num: - pag: 16 categoria:
REDAZIONALE IL LIBRO I racconti irriverenti di Eduardo del Llano Incontro alle
18.30 con Eduardo del Llano (Gran Via Edizioni), uno dei più brillanti
scrittori satirici cubani, autore di "Unplugged". Racconti irriverenti e surreali: i Beatles, la burocrazia cubana, una mela che rischia
di distruggere i principi della fisica moderna, i sex-toys, un venditore di
pedate nel didietro. Partecipano, con l'autore, Fabio Cremonesi e Filippo La
Porta. Libreria Bookàbar, Palaexpò, via Milano 15.
( da "Corriere del Veneto" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- VICENZA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-11 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Burocrazia, alle imprese costa 2 mesi di lavoro
Indagine di Confindustria Padova eFondazione Nord Est. Peghin: il governo dovrà
semplificare questa "burotassa" Le aziende padovane analizzate
perdono in totale 1,6 milioni di giorni all'anno a smaltire pratiche con costi
attorno ai 170 milioni PADOVA - Si vota tra due giorni ed è l'ora dei grandi
appelli ai contendenti che si battono per il governo del Paese. Netto quello
degli industriali di Padova destinato a chiunque vincerà: semplificare il più
possibile la burocrazia che schiaccia imprese e
cittadini, liberando tempo e risorse per rilanciare lo sviluppo. E per dare più
forza all'iniziativa Confindustria Padova ha commissionato un'indagine a
Fondazione Nord Est per certificare quanto le imprese in provincia bruciano
ogni anno per adempimenti e costi burocratici. Numeri da capogiro: perse 1,6
milioni di giornate di lavoro, 63 di un dipendente per ogni piccola azienda;
costi per 170 milioni di euro, circa due punti e mezzo di Pil provinciale
(2,4%). Una "burotassa" che fa urlare il presidente degli industriali
padovani, Francesco Peghin: "In Italia ci sono 21.691 leggi contro le
( da "Corriere del Veneto" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- VERONA - sezione: CRONACAVERONA - data: 2008-04-11 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE
La storia Pubblicata una nuova raccolta di racconti Poliziotto-scrittore,
Trevisi ammalia Lerner Il giornalista scrive la prefazione al libro del vice
questore VERONA - "... Questa volta voglio scrivere con parole e epensieri
miei, perchè non lo faccio per doverosa conoscenza, ma perchè mi va, perchè so
che queste pagine non saranno infilate dentro qualche cassetto o in mezzo ad un
fascicolo impolverato e soprattutto non dovranno mai essere decretate o
corrette, perchè nessuno più o meno alto in grado di me, potrà scrivere in
qualche angolo del primo foglio "parlarne con urgenza",
"atti" o qualche altra cosa del genere....". E da quella volta,
da quel racconto, non ha più smesso di scrivere. Probabilmente potrebbe farlo
per oltre 70mila volte. Tanti quanti sono gli immigrati regolari a Verona. E
probabilmente potrebbe farlo per altrettante volte, quanti sono i clandestini.
Ha cambiato mansione, il vice questore Gianpaolo Trevisi. Da qualche mese non è
più il dirigente dell'ufficio stranieri di Verona. E' stato trasferito alla
squadra mobile, ma non smette di scrivere. Da quel primo racconto,
"L'Africa in un cassonetto " che gli è valso un premio letterario
nazionale, ne sono nati altri. Uno è stato inserito in un libro di Meridiano
Zero sui sessant'anni della Costituzione. Ma altri sono diventati un nuovo
volume, edito dall'Emi, l'editrice missionaria italiana. Diciassette racconti, diciassette "Fogli di via" che lasciano la freddezza
della burocrazia per
diventare storie. Storie di uomini e donne che sono molto di più che un
fascicolo con foto, impronte e precedenti. E questa volta i racconti del
poliziotto scrittore hanno una voce in più. Quella di Gad Lerner, che di
"Fogli di via" ha scritto la prefazione. "Sapere che
esistono ufficiali di polizia "armati" dell'umanità di Gianpaolo
Trevisi - spiega Lerner - capaci di scrivere storie belle come queste non è di
per sè motivo di stupore. Ci mancherebbe: gli uomini e le donne impegnati a
garantire il rispetto della legalità e della sicurezza pubblica vivono su una
speciale frontiera della condizione umana dov'è impossibile restare a lungo
indifferenti. O per legittima difesa anestetizzi i tuoi sentimenti, oppure
sviluppi una sensibilità dolente, speciale, difficile da reggere ". Ha la
penna, il vice questore Gianpaolo Trevisi per esorcizzare quella frontiera
della condizione umana. "Di fronte ad un foglio di carta - scrive - siamo
tutti uguali e tra ettori, doppie mancate, virgole buttate a caso, come gocce
di pioggia su un prato, ci sentiamo improvvisamente liberi e straordinariamente
noi stessi". E Lerner, che gli uffici stranieri di varie questure li
conosce bene perchè ci ha dovuto rinnovare il suo permesso di soggiorno, lo
capisce. "Raccomanderei come profilassi dell'anima o ogni cittadino
veronese, milanese, romano di trascorrere un paio di mezze giornate
nell'ambiente di lavoro di Trevisi... Spero che tanti suoi colleghi leggano i
suoi racconti e ci si identifichino. Non serviranno certo per classificarli fra
buoni e cattivi. La letteratura, quando vale, riesce a farci capire i perchè
delle nostre reazioni. Trevisi non distribuisce pagelle, ma lacrime e
sorrisi". Angiola Petronio Il libro Sopra la copertina del nuovo libro di
Trevisi ( a sinistra) con la prefazione di Lerner ( sotto).
( da "Corriere del Veneto" del 11-04-2008)
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Corriere del Veneto
- VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-11 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Fisco, scontro sul "quoziente familiare" Burocrazia, alle imprese costa 2 mesi di lavoro Gardini (Pdl): va
introdotto. No dell'Udc. Dal Moro (Pd): serve ben altro Indagine di
Confindustria Padova eFondazione Nord Est. Peghin: il governo dovrà
semplificare questa "burotassa" La beffa Massimo Calearo Il convegno
organizzato dalle Acli ha messo a confronto i politici dei diversi schieramenti
"Per questo scendo in politica" VERONA - Sono le ultime ore di
campagna elettorale ma non tutti i politici sono impegnati nei comizi di
partito. Il circolo Acli Verona Sud-Ovest, per iniziativa del presidente
Francesco Roncone, ieri sera ha organizzato un incontro bipartisan per parlare di
economia e famiglia. A confrontarsi sono stati due imprenditori entrambi
candidati del Pd, Gianni Dal Moro e Massimo Calearo, la parlamentare forzista
Elisabetta Gardini del Pdl e Stefano Costanzo dell'Udc, che ha sostituito il
collega di partito e assessore regionale alle Politiche Sociali, Stefano
Valdegamberi. Dal Moro pensa che su questo tema vi possano essere punti di
contatto anche con la coalizione avversa. "E' interesse di tutti –
sostiene – che in Italia si ritorni a fare figli. Naturalmente occorrono
politiche di incentivazione e il Pd pensa sia opportuno attuare un
riconoscimento della paternità, oltre che della maternità. In questo modo i
padri si occuperanno VICENZA - "La lotta alla burocrazia?
è una delle ragioni del mio impegno politico perché il Partito Democratico ha
posto questo tema tra i suoi obiettivi di base". L'appello del presidente
di Confindustria Padova Peghin è un invito a nozze per Massimo Calearo (nella
foto), punta di diamante dell'avvicinamento del Pd ai ceti produttivi del Nord.
E l'ex presidente degli industriali di Vicenza e nazionale di Federmeccanica
raccoglie l'invito a fare dell'eliminazione, o almeno della riduzione, della
"burotassa" una priorità di governo in caso di vittoria alle
Politiche. "Facciamo proposte serie - spiega il capolista del Pd nel
collegio Veneto 1 (Verona, Vicenza, Padova e Rovigo) alla Camera - Non solo
"un'impresa in un giorno", ma anche tagliare subito cinquemila delle
oltre 21 mila leggi italiane. Il cittadino-imprenditore non dev'essere più un
suddito dello Stato, ma un cliente da soddisfare". Le aziende padovane
analizzate perdono in totale 1,6 milioni di giorni all'anno a smaltire pratiche
con costi attorno ai 170 milioni dei figli e le madri avranno modo di tornare a
dedicarsi al lavoro. Ma in generale, la priorità è creare le infrastrutture
adeguate per sostenere le famiglie e non introdurre misure assistenziali".
Elisabetta Gardini, invece, non vede le condizioni di un dialogo Pd. "La
sinistra – attacca – è riuscita a inventarsi i Dico, che se introdotti
scardinerebbero tutta la legislazione vigente sulla famiglia. Noi pensiamo che,
salvaguardato l'interesse dei figli che sono tutti uguali anche se nati fuori
dal matrimonio, la famiglia sia quella fondata proprio sul matrimonio PADOVA -
Si vota tra due giorni ed è l'ora dei grandi appelli ai contendenti che si
battono per il governo del Paese. Netto quello degli industriali di Padova
destinato a chiunque vincerà: semplificare il più possibile la burocrazia che schiaccia imprese e cittadini, liberando
tempo e risorse per rilanciare lo sviluppo. E per dare più forza all'iniziativa
Confindustria Padova ha commissionato un'indagine a Fondazione Nord Est per
certificare quanto le imprese in provincia bruciano ogni anno per adempimenti e
costi burocratici. Numeri da capogiro: perse 1,6 milioni di giornate di lavoro,
63 di un dipendente per ogni piccola azienda; costi per 170 milioni di euro,
circa due punti e mezzo di Pil provinciale (2,4%). Una "burotassa"
che fa urlare il presidente degli industriali padovani, Francesco Peghin:
"In Italia ci sono 21.691 leggi contro le
( da "Corriere del Veneto" del 11-04-2008)
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Corriere del Veneto
- VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-11 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Ettore Riello Aborto? No grazie "Chiave di volta federalismo
fiscale" "Mamme in lista" VERONA - Mamme. Che hanno avuto un
aiuto concreto per far vincere la vita. E che ora hanno scelto la lista
"Aborto? No grazie Per la moratoria Con Giuliano Ferrara". Si chiamano
Lina e Zinadia. "Ho voluto mostrare così - precisa Maria Luisa Tezza
un'attenzione concreta e reale a quelle donne che trovano difficoltà nel
portare avanti la loro gravidanza". VERONA - "Avere meno lacci e
lacciuoli per imprese e cittadini è una delle priorità del programma del
Partito delle Libertà. Fa bene il presidente di Confindustria Padova Peghin a
insistere su questo tema prima delle elezioni. Siamo con lui". Si sfonda
una porta aperta con Ettore Riello (nella foto), candidato a Montecitorio nel
collegio Veneto 2 (Venezia, Treviso e Belluno) per il Pdl, quando si parla di
lotta all'eccessiva burocrazia. Però Riello, industriale metalmeccanico veronese, pone la
premessa necessaria per questa come per le altre riforme che attendono al varco
il prossimo governo. "Anche nella scorsa legislatura non s'è fatto nulla
per l'eccessiva frammentazione della coalizione di maggioranza - spiega - i
cambiamenti sono possibili solo con un governo coeso. E la chiave di
volta di tutte le riforme sarà il federalismo fiscale". Assessore Maria Tezza.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
11-04-2008)
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CRONACHE 11-04-2008
DallaPRIMA Bruno Vespa >che vogliono decidere sui programmi e non amano che
la politica scada regolarmente nell'insulto. E' andata male. I sondaggi
riservati delle ultime settimane hanno dimostrato una fase di stanchezza
nell'elettorato, in parte rassegnato o consapevole (a torto) che la propria
parte politica avrebbe comunque perso o vinto la partita e orientato quindi a
non votare. Di qui l'alzarsi dei toni che negli ultimi comizi e nelle due
apparizioni di mercoledì e di ieri sera a 'Porta a porta' hanno raggiunto i
livelli dei tempi peggiori. Veltroni ha detto nella sostanza che Berlusconi è
inadatto a governare in una moderna democrazia e il Cavaliere gli ha dato del
bugiardo chiedendosi quale grado di affidabilità abbia un signore che ancora
ieri negava di essere mai stato comunista. Non credo, francamente, che
nell'ultimo confronto a distanza di stasera su Matrix le cose andranno meglio.
L'attacco frontale che ieri sera Berlusconi ha sferrato a Di Pietro ("laurea
falsa e carriera costruite dai servizi segreti") porterà verosimilmente a
un clamoroso processo, ma va visto come un colpo indiretto a Veltroni accusato
dal Cavaliere di alleanze giudicate impresentabili pur di rimontare lo
svantaggio iniziale. Sul piano dei programmi, al contrario, sia Veltroni che
Berlusconi hanno confermato una serie di provvedimenti ragionevoli che hanno
l'unico limite di richiedere complessivamente una serie di risorse attualmente
incompatibili con l'economia del paese e destinate quindi ad essere spalmate
lungo una intera legislatura. Entrambi, seppure con sfumature diverse, hanno
promesso una nuova politica della casa e aiuti alle famiglie, ai giovani, alle
imprese, ai pensionati. I punti di forza sono per Veltroni un salario minimo
per tutti di 1000/1100 euro al mese, una diminuzione delle aliquote fiscali di
un punto all'anno, l'assicurazione per gli infortuni alle casalinghe . Per
Berlusconi, l'abolizione totale dell'Ici sulla prima casa, la detassazione
degli straordinari e degli aumenti legati alla produttività, il versamento
dell'Iva solo al momento dell'incasso, lo scambio terreni/case popolari con i
costruttori, una stretta sui clandestini. Ma entrambi
verrebbero messi subito alla prova con una riforma che non costa ma rende: i
tempi della burocrazia e la
lotta agli sprechi nel settore pubblico. Tutti l'hanno sempre promesso, nessuno
è mai riuscito a farlo. Vedremo. Un'ultima osservazione. Entrambi i contendenti
sono apparsi molto motivati e in palla, ma anche sotto pelle molto tirati e
nervosi. Si capisce. Se ieri Veltroni ha dovuto chiarire che non si
dimetterà se il suo partito andasse sotto il 35 per cento significa che si
prepara, in caso di sconfitta, a una severa verifica interna. Per quanto
riguarda Berlusconi, si gioca tutto sul Senato. Il divorzio da Casini sarebbe
fatale se gli mancassero i numeri per governare.
( da "Corriere della Sera" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-04-11 num: - pag: 7
categoria: REDAZIONALE Via Battaglia Disagi per bimbi del nido.
L'amministratore del palazzo doveva all'Aem 11 mila euro Condominio non paga la
bolletta. Asilo al freddo "L'Aem lascia l'asilo nido al freddo".
D'accordo, le procedure vanno rispettate. Chi non paga, prima o poi, si ritrova
i tecnici a staccare il gas o la luce. E però ci sono cinquanta bambini senza
riscaldamento, piccoli da otto mesi a tre anni costretti a giocare con due, tre
maglioni addosso. Loro, ovviamente, non sono responsabili, né lo sono le loro
famiglie, né la titolare dell'asilo di via Natale Battaglia, zona Loreto. Lei,
Silvia Foroni, le spese le ha sempre pagate fino all'ultimo centesimo. Solo che
il vecchio ammini-stratore, nessuno finora sa bene perché, ha accumulato con
l'Aem un buco da 11 mila euro. E ora Silvia Foroni, che ha lo spazio in
affitto, si chiede: "Quanto peseranno, sul bilancio dell'Aem, quattro
giorni di riscaldamento? Perché preferiscono lasciare i bambini al
freddo?". è una di quelle storie in cui la burocrazia si mette di traverso, in cui
qualsiasi numero si chiama c'è una voce pronta a rispondere: "Capisco il
suo disagio, ha ragione, la sua è una richiesta sensata e legittima. Ma
purtroppo non si può fare nulla". L'asilo di Silvia Foroni è un grande
spazio con i passeggini "parcheggiati" di lato, i bambini che
giocano in due grandi sale. "Ma al mattino - spiega la titolare - la
temperatura di questi giorni si sente. Per noi è mortificante accogliere le
famiglie che portano i bambini in questa situazione ". Ci sono una serie
di domande, a cui nessuno sembra potere o voler dare una risposta: "Perché
non c'è rispetto per i bambini? Perché non c'è tutela per un asilo, che
comunque è un servizio sociale?". In particolare, sembra che il mancato
pagamento sia legato a un errore di calcolo, piuttosto che a una negligenza.
Comunque involontario. Ieri le ultime telefonate. Sono state quasi beffarde.
Un'addetta dell'azienda ha risposto con una premessa: "Io con lei non
dovrei neppure parlare". Poi ha dato un consiglio: "Perché non compra
delle stufe elettriche, poi potrà fare una richiesta e le potrebbero risarcire
le spese per l'energia elettrica ". Peccato che di stufe ce ne vorrebbero
una ventina. Il freddo dovrebbe passare entro i prossimi tre, quattro giorni.
Conclusione: "Metteremo qualche maglioncino in più, ma con un po' di
tristezza nel cuore". I disagi Un arretrato nei confronti dell'Aem di
11mila euro E cinquanta bambini di un asilo nido sono costretti a rimanere
senza riscaldamento G. San.
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Centro-Nord sezione:
CENTRO NORD data: 2008-04-09 - pag: 1 autore: Semplificazione. Analisi Formez In un Comune su due lo sportello unico resta solo
sulla carta Doveva ridurre il peso della burocrazia comunale e consentire alle imprese di assolvere velocemente ai
loro adempimenti ammi-nistrativi. Ma a circa nove anni dalla sua introduzione
obbligatoria, lo Sportello unico per le attività produttive è ancora poco
operativo nel Centro-Nord. Tanto che, complessivamente, nei circa mille
Comuni dell'area, il servizio alle imprese risulta funzionante praticamente in
un ente su due. E anche quando funziona, lo Sportello risulta poco utilizzato:
sia dalle imprese appartenenti ai settori strategici, come industria e ricerca
e sviluppo che rappresentano appena il 15% dell'utenza degli sportelli, sia
relativamente alle procedure amministrative più complesse, come la valutazione
di impatto ambientale o le varianti urbanistiche. Montemurro u pagina
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
11-04-2008)
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Centro-Nord sezione:
CENTRO NORD data: 2008-04-09 - pag: 6 autore: Le Pmi. La "lotta" di
Silmac per restare a Gaggio Montano Limitati da viabilità e scuole BOLOGNA Una
rete viaria inadeguata alle necessità delle aziende e un rapporto debole tra
sistema produttivo e scuola per la formazione di personale. Sono queste secondo
Orlando Masini, ad e presidente della Silmac di Gaggio Montano, piccola azienda
dell'Appennino bolognese che produce pezzi meccanici per l'industria delle
macchine automatiche, le principali criticità che deve affrontare un'impresa di
una zona di montagna. L'azienda, nata nel
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Centro-Nord sezione:
CENTRO NORD data: 2008-04-09 - pag: 18 autore: Semplificazione. Indagine Formez
sui servizi comunali accentrati alle imprese Flop degli sportelli unici, ne
funziona uno su due La palma d'oro va a Ravenna: ufficio operativo nel 94% dei
casi Francesco Montemurro Doveva ridurre il peso della burocrazia comunale e consentire alle
imprese di assolvere velocemente ai loro adempimenti amministrativi. Ma a circa
nove anni dalla sua introduzione obbligatoria, lo sportello unico per le
attività produttive – concepito come unico ufficio comunale interlocutore delle
imprese per lo smistamento di tutte le pratiche relative ai procedimenti per l'apertura
e l'ampliamento degli impianti – è ancora poco operativo nel Centro- Nord.
Tanto che, complessivamente, nei circa mille Comuni dell'area, il servizio alle
imprese risulta funzionante praticamente in un ente su due. E anche quando
funziona, lo sportello risulta poco utilizzato: sia dalle imprese appartenenti
ai settori strategici, come industria e ricerca e sviluppo che rappresentano
appena il 15% dell'utenza degli sportelli,sia relativamente alle procedure
amministrative più complesse, come la valutazione di impatto ambientale o le
varianti urbanistiche. A dirlo sono i dati e le stime provenienti dal Formez,
l'ente nazionale che fornisce assistenza tecnica agli enti locali per la
realizzazione e il funzionamento dello Suap, curando il monitoraggio
sull'attuazione della riforma varata con il Dpr 447/ 98, poi modificato. Alla
fine di marzo, nei 966 Comuni del Centro- Nord lo sportello unico risulta
istituito in 799 enti, pari all'82,7% del totale. Tuttavia le strutture davvero
operative (cioè con almeno un procedimento amministrativo di impresa
effettivamente attivato) si riducono a 524. Il che significa che appena il 54%
dei Comuni è dotato di un servizio alle imprese funzionante. Una percentuale
che però si alza in Emilia-Romagna, fino al 65,1% (record del 94,4% a Ravenna);
mentre si abbassa notevolmente tra Marche e Umbria, dove solo il 44-45% dei
Comuni risulta adempiente. Lo sportello è funzionante nel 51% dei Comuni
toscani, ma a Livorno spetta la maglia nera, con appena il 10% di comuni in
regola. In base alle rilevazioni effettuate dal Formez, tra i Comuni più grandi
per dimensioni demografiche, in Umbria, Gubbio e Amelia non hanno ancora reso
operativo il servizio; in Toscana mancano all'appello, tra gli altri,
Sinalunga, Cecina e Sansepolcro, nelle Marche Tolentino e San Benedetto del
Tronto guidano il gruppo dei Comuni inadempienti. I dati sullo stato dell'arte
dello sportello unico per le attività produttive sono di enorme importanza,
tenuto conto che è uno degli obiettivi prioritari della strategia comunitaria,
recepito dalla direttiva cosiddetta "Servizi" per la semplificazione
normativa e amministrativa del mercato (ma ancora non recepita dalla normativa
italiana), al fine di eliminare gli ostacoli alla libertà di stabilimento dei
prestatori di servizi e alla libera circolazione dei servizi tra gli Stati
membri. La semplificazione amministrativa, peraltro, costituisce una delle
priorità dell'Ue che ha stabilito il taglio degli oneri amministrativi del 25%
quale obiettivo entro il 2012. I ritardi accumulati anche nel Centro-Nord
derivano sia dalla complessità delle procedure sia dalla scarsa propensione
alla collaborazione istituzionale messa in mostra dagli uffici tecnici dei
Comuni e dai diversi partner pubblici, sia, infine, dalla scarsa incisività
delle politiche pubbliche di assistenza tecnica nei confronti Comuni, in
particolare i più piccoli. A questo proposito, proprio in Regione
Emilia-Romagna è cresciuto soprattutto negli ultimi anni il numero dei Comuni
dotati di sportelli funzionanti, grazie alla formula della gestione associata
del servizio, caldeggiata dall'intervento regionale.
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Centro-Nord sezione:
CENTRO NORD data: 2008-04-09 - pag: 18 autore: In Romagna aggregate le pratiche
edilizie e in Toscana gli iter per la nautica da diporto Rimini e Viareggio
puntano sul web Lo sportello unico per le attività produttive ha puntato sui servizi online per avvicinare gli imprenditori alla burocrazia. A Rimini, nei giorni scorsi
è stato siglato un nuovo Protocollo d'intesa tra il Comune e la Consulta delle
professioni tecniche della Provincia di Rimini, che impegna entrambi a
sviluppare i propri strumenti informatici, istituendo un canale telematico
esclusivo per lo Sportello per l'edilizia del Comune di Rimini.
Obiettivo prioritario è consentire via web all'utenza la gestione delle agende,
la consultazione delle pratiche edilizie, il calcolo degli oneri, compilazione
della modulistica, al fine di un miglioramento del servizio, della sua
efficienza e di una riduzione dei tempi d'attesa. In sostanza entra pochi mesi
sarà operativo un vero e proprio ufficio virtuale, dedicato alla comunicazione
e all'interazione con l'utente, per semplificare e velocizzare il lavoro e
l'attività amministrativa . Il progetto prevede comunque la frequentazione dei
cittadini presso la sede del servizio e l'ampliamento dell'orario di
ricevimento. In Toscana è entrato a regime lo "Sportello unico per la
nautica da diporto", un luogo fisico e virtuale promosso dalla Cna Nautica
e dal Comune di Viareggio. Obiettivo prioritario del progetto è contribuire
allo snellimento delle pratiche burocratiche e favorire l'accesso ai servizi
online offerti dalla Pa, nello sviluppo e nella gestione operativa delle
imprese del settore della nautica da diporto (6 province, 10 comuni principali
e circa 700 imprese coinvolti). Oltre che rivolgersi direttamente agli uffici
dello Sportello unico del Comune di Viareggio, le imprese della nautica hanno
la possibilità di essere supportate attraverso il portale www.sund.it. Questo
sportello telematico è rivolto a tutta la filiera della nautica da diporto e
fornisce servizi e informazioni alle imprese, sia provenienti dall'interno
dell'associazione di categoria, sia da altri servizi pubblici locali.
Collegandosi al sito le imprese hanno accesso a tutte le informazioni e alla
documentazione contenuta nelle pagine telematiche dello sportello del Comune di
Viareggio. Le imprese della nautica possono ricevere ulteriore assistenza
diretta online anche richiedendo password o smartcard, allo scopo di attivare
funzioni di firma elettronica, autocertificazioni e concessione di atti. Fr.
Mo.
( da "Stampa, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Si conclude
una campagna elettorale che ho voluto condurre in modo tranquillo: senza spese
ingenti, ma con la filosofia del porta a porta che, a mio giudizio, disturba
meno, in un momento di crisi di fiducia nella politica. La mia scelta di andare
tra la gente, nelle vie di Asti, sulle piazze dei paesi, nei mercati e nei
negozi mi ha ripagata della "fatica": ho ricevuto molte attestazioni
di fiducia per il mio operato di questi anni e per l'impegno concreto che,
secondo molti, sarò in grado di mettere in campo. Ho preferito parlare di
programmi e fare cose utili, come ristampare la cartina della Provincia, che
gli astigiani potranno utilizzare anche per riscoprire il nostro territorio. Ho
voluto puntare l'attenzione su due aspetti con due slogan: "Amici della
gente", per sottolineare la scelta che sta a monte di questa avventura,
ovvero la decisione di correre libera da condizionamenti, a fianco dei
cittadini; "Una Provincia che funzioni è un tuo diritto", perché mi
sono resa conto che la macchina dell'amministrazione provinciale ha bisogno di
un rinnovamento. Rispetto ai partiti e alle poltrone, con due liste civiche ho
scelto l'interesse dei cittadini. La parola chiave del nostro impegno è
semplificazione. Con una battuta, posso garantire che il mio primo obiettivo
sarà aprire lo sportello "semplificazione cose difficili", per
eliminare l'inutile burocrazia tra i diversi uffici. Vogliamo rafforzare l'autonomia fiscale
della Provincia, a cui dovrebbe spettare una quota del bollo auto da destinare
alla manutenzione e al miglioramento della viabilità. La Provincia può e deve
interpretare meglio la volontà del territorio e affiancare i Comuni, per
assicurare un corretto uso delle risorse e dell'ambiente. I cittadini
devono poter vivere e lavorare in sicurezza, le imprese devono essere sostenute
nello sviluppo e nella crescita, senza "lasciare indietro" nessuno.
Ai giovani e agli anziani, ai lavoratori e agli imprenditori, alle donne e agli
uomini che credono nel nostro impegno chiedo un voto per una "Provincia
amica della gente".
( da "Stampa, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
IMPERIA IL 18
INTITOLAZIONE UFFICIALE DEI GIARDINI DI LARGO GHIGLIA ALLO ZIO VITTORIO
ACQUARONE Felice ha vinto la sua "battaglia" [FIRMA]MAURIZIO VEZZARO
IMPERIA Ci sono voluti su per giù due anni ma alla fine la costanza di Felice
Acquarone, un ragazzone alto, con grande orgoglio famigliare, ha vinto la sua
battaglia. E' riuscito, non senza difficoltà burocratiche e superando lo
scoglio dell'indifferenza, a far dedicare i giardini di Largo Ghiglia, a
Imperia, a suo zio, Vittorio Acquarone, figura importante della Resistenza, che
fu sottoprefetto e consigliere comunale dalla Liberazione fino al 1951 (prese
addirittura 6894 voti, 50 più di Alessandro Natta e oltre cento in più di
Ferdinando Scajola, futuro sindaco). La targa commemorativa sarà inaugurata venerdì
( da "ITnews.it" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Roma, 11 apr. (Adnkronos) - "Siamo venuti ad incontrare i lavoratori e non
le burocrazie, ci interessano i lavoratori e gli ammalati, e non chi ha
amministrato male il Policlinico. L'atteggiamento del direttore e' stato
arrogante verso le rappresentanze dei lavoratori. C'e' un ritardo complessivo e
siamo critici verso il suo operato". Lo ha dichiarato il candidato
del Pdl a sindaco per il Comune di Roma Gianni Alemanno riferendosi al
direttore generale del policlinico Umberto I Ubaldo Montaguti, a margine
dell'incontro con i lavoratori del policlinico di Roma.
( da "Espresso, L' (abbonati)" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Attualità ENERGIE
ALTERNATIVE / IL BOOM DELLE PALE business al vento Di marco lillo SOVVENZIONI
PI ALTE D'EUROPA. PREZZO GENEROSO DEI CERTIFICATI VERDI. COS IN ITALIA GLI
IMPIANTI EOLICI SONO DIVENTATI UN AFFARE. CHE ATTRAE GRANDI AZIENDE
INTERNAZIONALI. MA ANCHE LA CRIMINALIT La data in cui tutti hanno capito che le
turbine non sono un giochino per ambientalisti, ma uno dei più grandi affari
del secolo, è il 6 agosto del 2007. Quella mattina il 'Wall Street Journal'
raccontava che il colosso britannico IP, International Power, aveva comprato al
prezzo enorme di un miliardo e 830 milioni di euro una parte dei parchi eolici
sviluppati nel Mezzogiorno dal principale operatore italiano: la Ivpc fondata
da Oreste Vigorito. Per avere un ordine di grandezza, nella classifica dei
dieci contratti più importanti del 2007, la cessione figurava al nono posto,
mentre all'ottavo c'era lo stilista Valentino con una valutazione di 2,1
miliardi. Tutto il mondo conosce Valentino, pochi sanno chi è Vigorito. E
invece questo avvocato di Ercolano in soli 15 anni ha costruito un impero in
uno dei settori più importanti per il futuro del nostro Paese. La ragione per
cui International Power e gli altri colossi europei scalpitano per afferrare il
vento italiano è l'incredibile massa di incentivi che piove sulla Penisola. La
legge impone alle società che inquinano di compensare i propri peccati
comprando i cosiddetti certificati verdi dai produttori di energia pulita.
Grazie al prezzo generoso dei certificati italiani e alla riduzione dei costi
di produzione, l'utile lordo delle imprese è aumentato di otto volte in quattro
anni. Ecco perché l'Italia viene descritta nei report delle banche d'affari
come la nuova frontiera, l'isola del tesoro, il paese della cuccagna. Tutte le
società nostrane cercano di cavalcare l'onda quotandosi in Borsa. Ivpc dovrebbe
farsi accompagnare a Piazza Affari da Unicredit mentre la Fri-El di Bolzano,
che è il quarto operatore italiano (dietro Ivpc, Enel ed Edison), ha già
annunciato la quotazione con una valorizzazione oscillante tra i 900 milioni e
il miliardo e 300 milioni di euro. Mulini di carte La ragione di questi prezzi
miliardari è spiegata nella tabella di pagina 71: lo Stato italiano paga 200
euro per lo stesso megawatt che nei maggiori paesi europei vale 80. Una simile
abbondanza di sovvenzioni farebbe pensare a un paese che corre con il vento in
poppa. E invece no. Nonostante i 500 milioni di euro pubblici versati dai
cittadini con i sovrapprezzi delle bollette e con le tasse, la quota di energia
eolica italiana non è paragonabile a quella dei leader europei che sono
Germania, Spagna e Danimarca. Certo l'eolico italiano sta crescendo grazie a un
gran numero di aziende serie. Ma il peso della politica e dei troppi
speculatori rischia di farlo somigliare a un castello di carte: ci sono
tantissime autorizzazioni concesse, un buon numero di turbine montate e pochi
megawatt davvero funzionanti. Dieci anni fa non eravamo lontani dalla Spagna.
Ora il confronto mette tristezza: nelle giornate di vento, la fonte eolica
copre il 25 per cento del fabbisogno energetico iberico, mentre l'Italia,
quando va bene, si ferma al 3,3 per cento. Nonostante gli incentivi più bassi,
gli spagnoli hanno installato 15 mila megawatt contro i 2 mila e 700 italiani.
Certo, ci sono altri fattori: in Spagna le condizioni meteorologiche sono
migliori e da noi ci sono forti resistenze degli
ambientalisti e della burocrazia. Ma la differenza più importante è dovuta all'assalto degli
speculatori. A presentare le domande per le centrali e per i contributi spesso
non sono le grandi società che poi realizzano il campo eolico, ma un sottobosco
di 'facilitatori' che vantano buone entrature nel Palazzo e arraffano permessi
da vendere al miglior offerente. L'autorizzazione per un impianto vale oro:
500 mila euro per ogni megawatt. La firma dei dirigenti regionali sul pezzo di
carta che dà il via libera a una centrale da 30 megawatt vale quindi 15 milioni
di euro. Le chiavi di questo forziere sono in mano alla politica. Che ha
partorito un sistema sballato: gli impianti nascono in posti inadatti, vicino
ai centri abitati o dove non ci sono cavi per trasportare l'energia pulita.
Prendiamo la Sicilia: la rete non è in grado di sopportare gli impianti attuali
ma, invece di costruire gli elettrodotti, Stato e Regione continuano a regalare
centinaia di milioni a imprese che ingolfano il sistema. In questo Far west, le
turbine spesso non nascono dove c'è più vento, ma dove c'è un sindaco che si fa
'convincere' con l'assunzione dei figli, c'è l'interesse di un politico che
conta o peggio una famiglia di mafia alla quale non si può dire di no. Lupare e
turbine La capitale dell'energia alternativa sta diventando Isola Capo Rizzuto.
In questo paese della costa calabrese di 12 mila abitanti sorge già un campo eolico
costruito da Erg-Cesa. Ora stanno partendo i lavori per il più grande parco
eolico d'Europa: 48 torri per 120 megawatt. Vista la concentrazione di pale ci
si aspetterebbe di incrociare un uragano di vento e invece il mare qui è spesso
calmo. In effetti il luogo non è famoso per lo scirocco, ma per le spiagge
dorate. E per una famiglia di 'ndrangheta: gli Arena. Il campo eolico più
grande d'Europa nascerà sui terreni della famiglia. Il boss Nicola Arena, 70
anni, è recluso al 41 bis, come Riina e Provenzano. Mentre Nicola junior
(figlio del fratello) è incensurato e segue una delle opere più importanti
della Calabria. La costruzione della centrale è stata finanziata da una banca
tedesca con 33 milioni garantiti da un pegno sulle quote della società che ha
avuto l'autorizzazione. Si chiama Vent1 Capo Rizzuto Srl ed è partecipata dalla
Purena di Nicola Arena che ne detiene il 10 per cento e da un gruppo di
azionisti tedeschi rappresentati da Martin Josef Frick. 'L'espresso' ha
verificato che diversi ettari del terreno sul quale sorgerà il parco sono
intestati ai fratelli del padrino Arena, Carmine, Francesco e Raffaele e al
figlio di quest'ultimo, Nicola junior. La presenza della famiglia potrebbe
destare preoccupazione, visto che in passato il Comune è stato sciolto per le
infiltrazioni di questo clan nel municipio. Eppure il commissario prefettizio,
Giustino Di Santo, sembra tranquillo: "Il Comune svolge semplicemente
un'attività amministrativa. L'azienda ha il certificato antimafia e non si può
negare un permesso per il cognome di uno dei soci". Alle cosche, comunque,
il vento piace. Due settimane fa sono stati arrestati gli uomini del clan Bruno
di Brindisi che volevano costruire un parco eolico sui terreni del boss. Mentre
a Vicari, in provincia di Palermo, il Comune è stato sciolto per mafia anche
per le turbine che stavano sorgendo sui terreni di presunti picciotti. In fondo
le pale girano in cielo, ma si piantano nel territorio. E con le logiche del
territorio devono fare i conti. Non sarà un caso se la principale società
eolica nel paese di Zapatero, la Iberdrola, sta diventando un gigante mondiale
grazie alla sua capacità industriale di produrre turbine con la consorella
Gamesa. Mentre in Italia il campione nazionale è un avvocato amministrativista che,
secondo la Guardia di Finanza, avrebbe brigato con i contributi della legge
488. Un mago delle domande, più che delle eliche. L'avvocato del Bene-vento
Oreste Vigorito, il padre dell'energia eolica italiana, oltre a essere
presidente dell'Anev, l'associazione industriale di categoria, è uno degli
uomini più ricchi e potenti della Campania. Presidente del Benevento Calcio e
finanziatore di Clemente Mastella con un contributo della Ivpc Sardegna da 25
mila euro, con il suo accento campano e la sua travolgente cordialità è un buon
esempio di imprenditore che pensa globale e agisce locale. I capitali per
iniziare li ha avuti da americani e giapponesi, ma alcune controllate della sua
Ivpc si sono viste assegnare finanziamenti pubblici per un centinaio di milioni
di euro. Al riguardo 'L'espresso' è in grado di rivelare che il pm Maria Luisa
Buono di Avellino ha iscritto da mesi Vigorito nel registro degli indagati per
truffa aggravata finalizzata alla percezione dei fondi pubblici della legge
( da "Espresso, L' (abbonati)" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Attualità IL DOTTORE
è IN RETE di Paola emilia cicerone Quattro milioni di pazienti. Collegati via
Internet con 3.800 medici di famiglia. Per controllare cure e analisi Oltre
quattro milioni di cittadini dotati di cartella clinica informatizzata, 3.800
medici in grado di gestire analisi e ricoveri via Internet: è il progetto Sole
(l'acronimo sta per Sanità On LinE) che punta a mettere in rete i medici di
famiglia e i pediatri di Bologna, dotandoli di pc, stampante e connessione a
banda larga. "Già più di 2 mila medici sono collegati con ambulatori e
ospedali", spiega Mauro Moruzzi, docente di E-care e salute all'Università
di Bologna e responsabile di Cup 2000, unica società in Italia a produrre
esclusivamente reti per la sanità. E possono richiedere direttamente le analisi
cliniche per i loro pazienti, ricevendo poi, sempre on line, i risultati. In
questo modo i medici potranno mettere insieme, per ogni paziente, una cartella
clinica informatizzata, la sua vera storia sanitaria che rende conto di
ricoveri e degenze, con un'attenzione particolare a chi richiede un
monitoraggio costante perché affetto da malattie croniche come il diabete. Non
solo. Spiega Moruzzi: "Vogliamo che il sistema sia direttamente accessibile
ai pazienti. Che per ora possono consultarlo presso il medico e interagire con
la Rete attraverso sportelli polifunzionali. Presto potranno avere la cartella
clinica disponibile sul pc di casa". Peraltro, già oggi i medici che
lavorano nei centri di cure primarie aperti in città sette giorni su sette
hanno accesso, con il consenso degli interessati, ai dati clinici di tutti i
cittadini che si rivolgono alla struttura, anche se non sono loro pazienti. E
le prime reazioni sono tutte positive: "La burocrazia è stata alla base di
trent'anni di riforma sanitaria, oggi è il momento di andare oltre. Il futuro
sta nel dialogo tra utenti e medici. E in una burocrazia leggera", commenta Moruzzi. Partendo dall'Emilia Romagna
dove l'e-health è finalizzata alla semplificazione dei servizi per i cittadini
e allo snellimento del lavoro dei medici di base. "Il Centro unico
prenotazioni di Bologna, è una realtà unica in Europa, in grado di erogare 12
milioni di prestazioni l'anno", chiosa Moruzzi. E tra poche settimane
l'ospedale Sant'Orsola di Bologna offrirà ai ricoverati la possibilità di
ricevere direttamente la cartella clinica sul pc di casa. Mentre il progetto
E-care offre agli ultrasettantacinquenni bolognesi una rete di telemedicina e
assistenza socio sanitaria via telefono, che va dalla semplice chiamata
settimanale di monitoraggio alla prenotazione di visite mediche, alla
consulenza per il disbrigo di pratiche e altri problemi. n Lombardia al
microchip di Vincenzo Petraglia L'E-health in Lombardia si chiama Carta regionale
dei servizi-Sistema informativo socio-sanitario (Crs-Siss), un'infrastruttura
telematica che partita nel 1999 entrerà a pieno regime nel 2010. Diversi i
servizi già fruibili: la possibilità di prenotare visite specialistiche ed
esami dallo studio del proprio medico curante o presso alcune farmacie. In
quattro ospedali è possibile la refertazione on line, cioè la possibilità da
parte del medico di base di visualizzare a video i risultati di visite ed esami
specialistici, che libera il paziente dal dover andare a ritirarli fisicamente.
Infine è partita la costituzione di reti di patologia, come malattie rare e
oncologiche, che permettono ai pazienti senza spostarsi di ottenere i pareri
dei medici dei centri specialistici lombardi più prestigiosi in grado telematicamente
di visionare referti o scambiarsi pareri. A rendere possibile tutto ciò è la
carta regionale dei servizi che rispetto alla comune tessera sanitaria
nazionale ha un microprocessore che veicola e contiene informazioni e diventa,
inserita negli appositi lettori di smart card in possesso di tutti gli
operatori sanitari, chiave d'accesso, previa autorizzazione del cittadino, alla
piattaforma. L'obiettivo entro il 2010 è quello di munire tutti i lombardi di
questi lettori in modo che possano usufruire dei servizi da casa.
( da "ADN Kronos" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ascolta la notizia
commenta 0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA Roma, 11 apr. (Adnkronos) - "Siamo venuti ad incontrare i lavoratori e non
le burocrazie, ci interessano i lavoratori e gli ammalati, e non chi ha
amministrato male il Policlinico. L'atteggiamento del direttore e' stato
arrogante verso le rappresentanze dei lavoratori. C'e' un ritardo complessivo e
siamo critici verso il suo operato". Lo ha dichiarato il candidato
del Pdl a sindaco per il Comune di Roma Gianni Alemanno riferendosi al direttore
generale del policlinico Umberto I Ubaldo Montaguti, a margine dell'incontro
con i lavoratori del policlinico di Roma.
( da "Libertà" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il dibattito Andiamo
a Pechino e portiamo le nostre idee Di Carlo Devoti* Mi riferisco
all'importante dibattito in atto in tutto il mondo a proposito della
partecipazione o del boicottaggio delle prossime Olimpiadi in Cina. Si tratta
di un'importante occasione che va al di là dell'avvenimento Olimpico, e che ci
educa a pensare come oggi si debba agire per far valere i valori universali di
libertà e di pace senza incorrere nella guerra. La ricorrenza olimpica e la
Cina offrono uno scenario ideale per tali riflessioni e dunque un'occasione da
non perdere. Il giornale Libertà sta seguendo con particolare interesse la
vicenda olimpica, accogliendo opinioni diverse. Ieri ho avuto modo di leggere
in un'articolo comparso sul "Giornale delle Opinioni", una tesi che
invitava al boicottaggio olimpico. La lettura mi ha portato da subito agli anni
'70, agli anni della cortina di ferro, e ai miei frequenti viaggi nei Paesi
dell'Est. Ricordo la lunga burocrazia da espletare per il rilascio del visto, il particolare ed
osteggiato privilegio che era necessariamente concesso a noi atleti nel poter
comunicare con altre persone in occasione degli incontri sportivi. Ricordo
invece la contrarietà di poter comunicare al di fuori del contesto sportivo e
la paura che mostravano i miei amici cecoslovacchi, bulgari, rumeni e
comunque dell'est, quando si apprestavano a confidarsi. Si guardavano
sospettosi e timorosi intorno, come se anche le mura avessero orecchie per
ascoltare. Le ritorsioni ad ogni atto di contestazione erano punite
severamente. Ricordo a Berlino Est nel 1969 la finale di Coppa del Mondo di
pallavolo tra Cecoslovacchia e Russia, appena dopo la Primavera di Praga. Un
caro amico Jiri Svoboda, ottimo giocatore della Nazionale Cecoslovacca, che
aveva militato nel campionato 1968-69 nella Pallavolo Parma, vincendo lo
scudetto, girò le spalle, insieme al compagno di squadra Prokaska, alle
bandiere della Russia e della DDR e nel momento dell'alzabandiera e degli inni
nazionali. Jiri Svoboda perse da subito tutti i suoi diritti e i suoi
privilegi. Fu allontanato dalla squadra nazionale cecoslovacca e nonostante
fosse uno dei migliori giocatori del mondo, il suo club, l'Ostrawa, si rifiutò
di farlo giocare e lui dovette lasciare il suo posto di lavoro a cui si
aggiunse il mancato ottenimento del visto per poter ritornare in Italia a
giocare nella squadra di Parma. Ecco di che cosa aveva e ha paura il regime
totalitario: ha paura della circolazione di idee, ha paura di gesti plateali,
di contestazioni e ancor più se queste sono sotto gli occhi del mondo. Ed ecco
il motivo per cui sono convinto che alle Olimpiadi di Pechino ci si debba
andare, e ciò proprio perché sono convinto che gran parte del popolo cinese non
comprende appieno le ragioni per cui il mondo difende il popolo tibetano. Se è
vero che la comprensione reciproca è l'educazione al futuro, come sostenuto dai
più illuminati sociologi del nostro tempo, questa non può che realizzarsi
attraverso contatti, confronti, dialoghi e quella delle Olimpiadi può essere
per la Cina, per il Tibet e per il mondo intero una grande opportunità da non
perdere. (Non per niente, in occasione delle olimpiadi del
( da "Denaro, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Campania politica
Credito, Ascom: I Confidi meglio della Banca Difficoltà di accesso al credito
per le Pmi, sicurezza inesistente, una burocrazia che frena lo sviluppo. E'
affiorato tutto il malessere di una categoria, ieri, nel faccia a faccia tra
Massimo D'Alema, ministro degli Esteri e capolista del Pd per Campania 1, e i
vertici di Confcommercio, il presidente provinciale Antonio Pace e il
vicepresidente per il Sud, Maurizio Maddaloni. Che alla Banca per il
mezzogiorno rilanciata da Giulio Tremonti, preferiscono i confidi. "Meglio
un movimento che consenta sia di facilitare l'accesso al credito che di
ottenerlo a condizioni economiche simili a quelle del resto del paese dice Pace
-. Vorremmo soluzioni magari meno efficaci, ma più veloci". Discorso
simile a quello proposto in mattinata dal presidente dell'Unione industriali di
Napoli Giovanni Lettieri, durante l'incontro con Tremonti (vedere altro
servizio a pagina 9). Punto d'incontro tra i due, che divergono
sull'opportunità di una banca per il mezzogiorno, la proposta di mettere in
rete le piccole banche di credito cooperativo. Antonella Autero E'un grido
d'allarme bipartisan quello che si leva dai commercianti napoletani, che ieri
hanno incontrato prima Massimo D'Alema e poi Giulio Tremonti. Sul tappeto le
difficoltà di sempre: criminalità, burocrazia, costo
del denaro. "I ministri degli Interni ci hanno promesso sicurezza, ma
erano solo parole esordisce Antonio Pace, presidente provinciale
dell'Ascom-Confcommercio -. Gli impegni finanziari per il Sud sono stati
deviati in altri rivoli. Qui abbiamo a che fare con una burocrazia
arrogante e a volte corrotta". Critiche anche alla composizione delle
liste elettorali. "Ci sono troppi esponenti che non appartengono ai nostri
territori". Il vicepresidente per il Sud, Maurizio Maddaloni chiede al Pd
"azioni di profonda discontinuità rispetto agli anni scorsi". Ma è la
difficoltà di accesso al credito, il fil rouge delle richieste avanzate dai
commercialisti. "E' risaputo che al Sud è più costoso e difficile accedere
ai prestiti lamenta Pace - al punto tale che assistiamo a uno sviluppo anomalo
del sistema, stretto tra usure e altre anomalie. La soluzione? Si chiama
Confidi. Un movimento che consenta sia di facilitare l'accesso al credito che
di ottenerlo a condizioni economiche simili a quelle del resto del paese".
La Banca del Mezzogiorno? "E' una soluzione ribadiscano in pomeriggio
dall'Ascom all'ideatore del progetto, Giulio Tremonti - ma la vediamo troppo
lontana. Se ne parla da troppo tempoi spiega pace - e siamo un po' stanchi
delle chiacchiere. Vorremmo vedere soluzioni meno efficaci, magari, ma più
veloce. E poi conclude se vogliamo dirla tutta, mi sembra un tantino
anacronistico pensare a una banca tutta per il Sud. E le altre che fanno,
operano solo per il Nord?". Le lamentele dei commercianti non si fermano
qui. Nel mirino c'è anche la politica locale che, dice Pace, "ha mostrato
un'eccessiva tolleranza verso le forme di illegalità piccole e grandi. Così
siamo arrivati al punto in cui fare impresa è davvero impossibile. Lotta alla
criminalità non deve essere solo una bella dichiarazione di intenti. Il patto
per la sicurezza, ad esempio, è stato inconsistente. Anzi, le visite del
ministro dell'Interno ci hanno portato solo disagi per organizzare la sua sicurezza".
Passando dai temi locali a quelli nazionali, tante le perplessità anche nei
confronti del "tanto sbandierato federalismo fiscale". Perplessità
condivise da Massimo D'Alema. Il federalismo è una parola "da consegnare
al passato" e il federalismo fiscale "una vera follia". Quanto
alla questione settentrionale, "non esiste, ma domina il dibattito
politico per il peso che ha la Lega Nord", dice ai commercianti il
ministro degli Esteri. Che boccia nuovamente la proposta di Giulio Tremonti di
costituire una Banca del Sud. "Se presta denaro ai tassi di quelle del
Nord non serve - dice D'Alema - se lo regala fallisce. Questa proposta è una
demagogia". del 11-04-2008 num.
( da "Denaro, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Commenti ambiente La
battaglia di Ispani a difesa della costa Nando Morra Premessa. Questo
intervento ha carattere particolare e straordinario. Una "lettera
aperta", una denuncia-appello ai due leaders del Pd e della CdL, Veltroni
e Berlusconi ed al Presidente della Giunta Regionale della Campania, Antonio
Bassolino. Tra Veltroni e Berlusconi, quale che sia il risultato elettorale,
uno sarà Capo del Governo e l'altro della opposizione. Saranno, in posizioni
diverse, comunque in campo e dovranno farsi carico di scelte politiche e di
responsabilità. Bassolino è, allo stato, il punto fisso. Come Capo del Governo
della Campania è titolare del diritto-potere-dovere di decidere sul "che
fare" per tutelare il territorio regionale e determinare le condizioni per
lo sviluppo. Nel caso specifico, si tratta di salvaguardare la sicurezza dei
cittadini, l'economia locale, le condizioni, le potenzialità di un piccolo Comune
della Campania: Ispani, provincia di Salerno. E' atto dovuto proporre ai
candidati Presidenti del Consiglio dei Ministri ed all'on. Bassolino, il quadro
drammatico e per certi aspetti surreale, che delinea la condizione dei piccoli
Comuni italiani e ancora di più del Mezzogiorno e della Campania. Il caso del
Comune di Ispani può essere il caso di qualsiasi altro piccolo Comune d'Italia.
E' significativo ed emblematico di molte, troppe questioni che impediscono
tuttora all'Italia di essere un "paese normale". Un caso esemplare di
disastro annunciato e di ordinaria disamministrazione in un paese scollato. In
primo luogo, è da sottolineare che i problemi del Sud in generale ed in
particolare dei piccoli Comuni sono stati fuori dalla agenda e dai programmi
elettorali. Certo, per chi come Berlusconi è aduso a considerare solo le
dimensioni "mega", può essere comprensibile anche se non
condivisibile. Mai in campagna elettorale la CdL ha parlato di piccoli Comuni.
E' un dato oggettivo. Un segnale importante di attenzione e di impegno per la
riproposizione della Legge bloccata in Senato, è venuto da Veltroni con la
"lettera ai Sindaci dei piccoli Comuni". Passaggio insufficiente Un
passaggio giusto ma insufficiente rispetto alla dimensione ed alla qualità dei
problemi che investono i piccoli Comuni e le comunità locali. I piccoli Comuni
italiani con poche eccezioni sono allo stremo. Nel Mezzogiorno e nelle aree
interne il quadro è ancora più drammatico. Mancanza di risorse, spopolamento,
emigrazione giovanile operaia ed intellettuale, disimpegno dei governi, Regione
compresa. Figli di un "dio minore", ignorati dai media, non fanno
audience e restano senza voce e peso politico, ma con tutti i problemi gravi di
bilancio, per il taglio dei trasferimenti e nella quasi impossibilità di
erogare servizi adeguati ai cittadini. Costituicono l'ossaturasana, portante e
articolata del paese ma per la "politica" contano poco. Contano molto
solo nelle tornate elettorali. Un bacino di utenza rilevante da blandire senza
effetti concreti. Purtroppo, è questa la realtà. E' l'unica par-condicio sulla
quale si ritrovano destra e sinistra. Ci sarebbero tante questioni da
sollevare. Lo faremo. Ma oggi, proponiamo un caso emblematico e specifico che
costiuisce la "summa" dei problemi e, al tempo stesso, delle
difficoltà da rimuovere per fare del "sistema Italia" un sistema che
funziona, razionale e produttivo. Un sistema che non decolla anche perchè
asfissiato dalle assurde e tortuose pastoie burocatriche che paralizzano il paese.
Apparati e meccanismi burocratici che hanno la meglio sulla ragione, sulla
efficienza, sull'interesse generale della collettività nazionale. I fatti. Da
anni il Comune di Ispani, piccolo ridente centro del basso Cilento, si batte
per la salvaguardia del litorale, unica risorsa produttiva del territorio,
contro la erosione marina che metro dopo metro, ha letteralmente mangiato la
spiaggia. Una battaglia durissima sostenuta dal Sindaco Marilinda Martino, con
tenacia e passione che ha conseguito risultati positivi. Un progetto per la
protezione ed il ripascimento del litorale, approntato e sperimentato dalle
Università Federico II, con prove scientifiche all'Istituto Marino di Londra e
altro. Un solo alleato Una battaglia difficile, quasi disperata nella quale il
Comune ha avuto un solo alleato, un solo riferimento positivo: la Provincia di
Salerno. Tutti gli altri Enti sottotraccia. Dalla Regione, all'Autorità di
Bacino. Senza parlare del Genio Civile o della Protezione Civile, organi
burocraticamente pesanti ma inconsistenti ed evanescenti quando si tratta di
intervenire. Due Presidenti, Alfonso Andria e Angelo Villani, attivi e
sensibili, un solo Assessore all'Ambiente, Angelo Paladino, dinamico e
competente, gli artefici di un autentico "miracolo" di concretezza e
operatività. Progetti approvati velocemente, risorse impegnate, interventi. E'
anche per questo che la Provincia di Salerno è pure in una fase di ulteriore
arretramento del Sud, tra le prime in Italia e in pool-position nel
Mezzogiorno. Dal Pil, alla occupazione, alle infrastrutture, agli investimenti
produttivi. Oggi, si ripropone un quadro allarmante con aspetti diversi ma
convergenti. Una serie di mareggiate hanno provocato una ulteriore erosione del
litorale con il cedimento di opere strutturali a sostegno della S.S. 18 Tirrena
Inferiore. Un grave fenomeno con potenziale situazione di imminente pericolo
che interessa il muro di contenimento della SS18, strategica arteria che
connette Nord e Sud. Allarme L'allarme del Sindaco scatta subito. Allerta e denuncia
alle competenti ed incompetenti autorità, "la drammaticità del caso e la
urgenza di interventi per l'evidente pericolo incombente sulla privata e
pubblica incolumità ed il rischio di potenziale aggravamento". Nulla si
muove. Marilinda Martino incalza. Scrive nuovamente a tutte le Autorità, dalla
Presidenza del Consiglio dei Ministri, alla Regione, alla Procura della
Repubblica, ed in particolare, all'Anas, alla Protezione Civile ed al Genio
Civile. Enti competenti e deputati alla esecuzione degli interventi
assolutamente urgenti, di muoversi sollecitamente, prima che il livello di
emergenza superi la soglia del "troppo tardi". E' da non crederci. Il
Sindaco è costretto a scrivere a diciotto Enti e Autorità. Diciotto
lettere-denuncia-appello, alle quali ancora mancano risposte concrete e
coerenti. Con forza sottolinea che "allo stato sono inconcepibili e
incomprensibili questioni e lungaggini burocratiche che mettono a grave rischio
e pericolo la vita dei cittadini. Non si può attendere oltre. Nessuno, domani,
dovrà e potrà dire di non avere saputo. Domani il disastro annunciato potrebbe
essere totale anche a rischio di vite umane e ciascuno dovrà assumersi le
proprie responsabilità". Rispondono tutti con cartoffie. L'unica risposta
L'unica risposta concreta viene dalla Provincia. L'Assessore all'Ambiente
scatta. Convoca una riunione "in loco" con tutti gli Enti interessati
per assumere le decisioni irrinviabili e necessarie. L'incontro si è svolto
lunedì 7 u.s., a Capitello di Ispani. Allucinante. C'erano tutti gli Enti
interessati. L'Anas, responsabile proprietaria della strada e delle strutture,
scarica sul Comune interpretando unilateralmente l'art. 4 della Legge 59,
trincerandosi dietro un silenzio assordante. Come se il muro di sostegno della
SS 18 fosse corpo estraneo al manto stradale che, senza muro, non potrebbe
sussistere. Una posizione assurda, un pervicace atteggiamento sostenuto in
burocratese perfetto dal funzionario di turno. Come se una strada statale di
importanza rilevante fosse proprietà del Comune. Risulta che l'Anas di Salerno
dopo il precedente dirigente, è praticamente acefala, ma burocraticamente
presente. Impegni zero Ancora. Genio Civile e Protezione Civile hanno
rappresentato problemi e valutazioni, impegni zero. Tutti. Si sono dichiarati
impossibilitati ad intervenire. Stesso copione e stessa musica dalla Autorità
di Bacino. Contributo attento della Capitaneria. Una riunione kafkiana. Tanti a
parlare, risultato nullo. Sul campo a rappresentare le Istituzioni e ad
assumersi responsabilità anche improprie ed impegni concreti, solo la Provincia
di Salerno con l'Assessore Paladino. E' la verità. Eravamo lì. Non ci fosse
stata e non ci fosse la Provincia, Ispani, il litorale, le attività economiche,
gli operatori turistici, il cimitero, le case, sarebbero, da tempo, tutte
sott'acqua. Morale: lo Stato in fuga, gli Enti Locali soli, come sempre. Ed
allora, signori Berlusconi, Veltroni, Bassolino, è tempo di svolte vere. In
primo luogo, per i piccoli Comuni sempre più soli, sempre
più poveri, sempre più vittime di una burocrazia della P.A. pesante, asfissiante, indecorosa. Il punto critico è
che manca ogni cultura di "sistema", di sinergie tra Enti Pubblici
per risolvere i problemi. Invece, tutti contro tutti. Enti come impenetrabili
cartelli kafkiani. Secondo. Certo, non si sfugge al dato reale e grave
della indisponibilità di risorse. Ma se il Genio Civile non interviene in
occasioni gravi, c'è da chiedersi la ragione per la quale (...) (...) non
dismettere Enti che, vale anche per le Autorità di Bacino, si configurano ormai
come Enti inutili. Se l'unica funzione è mantenere "corpi separati"
dalla realtà e dai problemi delle collettività, con costi enormi, c'è da
riflettere sulla esigenza di innovare radicalmente. Anche così si riducono i
costi della P.A. e, per molti aspetti, anche quelli impropri della
"politica". Certo, urge snellire, modernizzare, affrontare come
necessario il nodo economico-sociale della produttività ed efficienza del
sistema. Ma altro che eliminare con tratto di penna le Province o Comunità
Montane, come qualcuno pensa. E' opportuno, invece, razionalizzare, assegnare
funzioni, poteri e risorse nuove per semplificare la macchina ancora assurda
della P.A. dando davvero un robusto e positivo contributo alla
"sussidiarietà" ed al rapporto cittadini-Istituzioni. L'Italia minore
Ai candidati premier diciamo: dedicate un minuto del vostro tempo all'Italia
"minore". Pensateci. E ci pensi anche Bassolino. Il tempo antico di
liquidare gli Enti inutili (Consorzi, Bacini, Agenzie) e società parapubbliche
parassitarie e improduttive, è ritornato di stringente attualità. Urge snellire
e liberare anche la Campania da fardelli pesanti e onerosi per la collettività.
Infine, un appello ed una considerazione. L'appello a tutti a chi vince ed a chi
perde è: muoversi subito. Non si aspetti la catastrofe o l'incidente per
intervenire. All'Anas va detto: se ci sei, batti un colpo. Ma un caso del
genere in Europa, in Svezia, in Gran Bretagna, in Francia viene affrontato con
analoghe modalità ed obiettivi? Lasciando il cerino acceso nelle mani del più
debole e del più piccolo? Un piccolo Comune, appunto. O avrebbero già aperto e
attivato i cantieri? La considerazione è semplice: così funziona e deve
funzionare l'Italia? A corpi separati e con colpevoli silenzi ed omissioni. Gli
unici a dare conto ai cittadini debbono essere solo e sempre gli Enti Locali?
del 11-04-2008 num.
( da "Corriere Adriatico" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
IMPAREGGIABILI.
Avevamo appena mandato in archivio l'inchiesta sugli imprenditori forestieri
che stanno ricostruendo Ancona evidenziando, in controluce, la scarsa capacità
di incidenza del corrispondente ceto locale sul territorio che gli
amministratori si sono subito ripresi la prima pagina. Con un raro senso della
tempestività (solo in questi casi, purtroppo), il pasticcio di corso Garibaldi
- di cui trovate ampio resoconto - rappresenta l'ennesima dimostrazione della
tesi, ormai da tempo sostenuta da questo giornale, che l'efficienza
della burocrazia e della
classe dirigente nel capoluogo è a livelli bassi, una cosa da mani nei capelli.
Nonostante da fuori ci dicano che ad Ancona le cose "vanno avanti, piano,
ma vanno avanti". Non osiamo immaginare cosa può accadere altrove. Nei
giorni scorsi avevamo sottolineato l'intenzione del sindaco di dare un giro di
vite alla giunta dopo le elezioni. E un tarlo dentro ci rodeva: ma
perchè solo "dopo le elezioni"? Non si può chiedere un cambio di
passo allo staff già da oggi, o domani? D'accordo, era un modo di dire del
sindaco - va da sè - ma la controprova che a questa giunta non si può regalare
neanche un centimetro di fiducia è nuovamente in piazza. Anzi, per il Corso.
Ormai sono diversi gli episodi... al passivo del dream team di Sturani e a
questo punto l'ironia si è consumata, oltre che sprecata intorno alle gaffe,
alcune davvero disdicevoli. Ma questo è quello che ci meritiamo: il lamento dei
commercianti si specchia nella opacità degli amministratori, inabili a fornire
anche il minimo sindacale di quanto si richiede loro. In attesa della prossima
gaffe. A. T.,.
( da "Corriere Adriatico" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Vannucci sostiene le
comunità periferiche Una legge per promuovere i piccoli territori comunali
FRONTONE - Massimo Vannucci, il candidato del Partito democratico, era a
Frontone mercoledì sera. Un incontro a tu per tu con la gente nel quale
Vannucci si è presentato nelle sue veste di ex sindaco di Macerata Feltria
ovvero nei panni di un'amministratore particolarmente consapevole dei perenni
disagi che subiscono i residenti dei piccoli borghi. Relatore durante la
precedente legislatura di un'importante legge sui piccoli comuni che, sia
Veltroni che Rutelli hanno classificato come prioritaria per il dopo elezioni,
Vannucci ne ha approfittato per spiegarne lo spirito: Questa legge, votata tra
l'altro all'unanimità alla Camera, rimasta intrappolata al Senato, mira a
rivedere lo sviluppo che finora ha caratterizzato il nostro Paese. Uno sviluppo
lungo i principali assi viari e ferroviari che si concentra molto sulle coste.
Una legge che vuole decongestionare i centri urbani e premiare chi decide di
trasferirsi nei piccoli borghi. Cercando di spezzare un circolo vizioso che
spiega lo spopolamento di alcune aree perché non ci sono servizi e dall'altra
provoca il vuoto di investimenti, caso conclamato della banda larga per
Internet, perché non c'è bacino d'utenza. Per cambiare questa deleteria logica
abbiamo pertanto studiato varie misure a sostegno di chi decide di andare a
vivere nei piccoli comuni. Come una fiscalità di vantaggio per i residenti o la semplificazione della burocrazia per chi vuole avviare determinate attività. Come per esempio
consentire al negozio di alimentari di vendere anche sali e tabacchi o offrire
il servizio del bar. Attività che sono spesso il fulcro di un'intera comunità.
Una legge che non annetta la nozione di piccolo comune a un numero perché i
problemi di Frontone non sono quelli di Cortina". V.A.,.
( da "Vita non profit online" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Redazione
(redazione@vita.it) 11/04/2008 --> Portare a 2500 euro il rimborso per le
spese e stringere i tempi burocratici dell'iter adottivo Walter Veltroni si
sbilancia sulle adozioni internazionali. "Di tutte le aree deboli della
società, i più deboli sono i bambini. Per adottare non ci possono volere tre
anni che è un tempo medio e ottimistico. C'è di mezzo
troppa burocrazia. Dobbiamo
capire se una famiglia che vuole adottare è credibile e attendibile. Per fare
questo ci vogliono tre mesi, non tre anni", ha affermato giorni fa,
parlando ad una platea di operatori del terzo settore. Tra gli altri impegni
che il Pd intende prendere in tema di adozioni, vi è l'istituzione della figura
del Garante per l'infanzia con il compito, tra gli altri, di vigilare
sul rispetto dei tempi e di sanzionare i ritardi. E ancora, lavorare per
sbloccare in tempi rapidi le adozioni nelle diverse situazioni 'problematiche',
come ad esempio la Bielorussia o la Romania, attraverso nuovi accordi e
protocolli internazionali. Infine, tra i punti caratterizzanti l'azione del
governo del Pd in tema di adozioni, vi sarà la riduzione dei costi per le
famiglie, con il raddoppio del bonus da
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
ORDINE. Altre due
iniziative: pagine gestite dai sanitari sul nostro giornale e un campus per
studenti delle superiori Medici, l'Ordine apre una linea per i cittadini
Attivato un numero verde: ogni giovedì risponderà agli utenti. Cotrozzi:
"Promessa mantenuta" Franco Pepe Dal primo maggio il
numero verde 24 ore su 24 per il cittadino. Dalla prossima settimana uno spazio
a pagamento di educazione sanitaria sul nostro Giornale. Dal 15 al 19 giugno il
primo corso di educazione alla salute per la formazione di tutor nella scuola
superiore. L'Ordine dei medici dà il via alle iniziative preannunciate il 27
ottobre scorso al teatro Olimpico durante la Giornata dedicata ogni anno ai
camici bianchi. "Visto che abbiamo mantenuto la parola?". Il presidente
Ezio Cotrozzi annuncia con soddisfazione i termini organizzativi di una tripla
operazione che si pone sulla scia di quella che ha sempre definito
l'ispirazione dominante del suo mandato, il colloquio con il cittadino, un
ordine non chiuso e settario, ma aperto all'esterno, alla gente. Il numero
verde 800027999 sarà a viva voce, con un operatore che risponde in diretta,
ogni giovedì dalle 10 alle 12, ma se la cosa funzionerà l'orario verrà esteso,
e per il resto andrà avanti con la segreteria telefonica. L'apparecchio è
infatti collegato a un computer che consentirà la registrazione fedele di ogni
chiamata, e, nei giorni successivi, la persona verrà contattata da un esperto
dell'ordine di via Lioy che fornirà i chiarimenti richiesti. "Vogliamo
guidare, aiutare e informare l'utente su leggi, regole, su percorsi
assistenziali. La nostra sanità è considerata fra le prime d'Europa, ma
fraintendimenti e cattivo uso delle risorse, spesso per mancata informazione,
possono portare a disguidi e incomprensioni. Non vogliamo sovrapporci alle
associazioni per i diritti dei malati ma solo collaborare. A quanto ci risulta,
è il primo esperimento del genere in Italia". Accanto a lui il presidente
della conferenza dei sindaci Eleutherios Prezalis: "Vi siamo vicini".
Poi la pagina gestita liberamente da medici specialisti sul Giornale di Vicenza
su temi di largo interesse attorno al pianeta-salute. Ne uscirà una al mese.
Prima puntata: le allergie. Infine, il progetto ideato dal chirurgo plastico
Basilio Dalle Carbonare. Entro aprile le scuole segnaleranno i nominativi di
una trentina di studenti delle classi terze e quarte ritenuti meritevoli per
profitto e per interessi personali di fare parte gratuitamente del campus
pre-universitario allo Sporting Hotel di Asiago. Un lotto di medici, psicologi,
educatori ospedalieri, universitari, di cliniche private come relatori. Lezioni
interattive, conversazioni e discussioni plenarie su quattro argomenti-guida:
droga e dipendenze; pelle, fra lampade abbronzanti, tatuaggi, piercing; aids,
epatiti, malattie sessualmente trasmissibili; disturbi del comportamento
alimentare fra anoressia, bulimia e obesità. Obiettivo: formare i ragazzi
perché poi diventino a loro volta formatori nei confronti dei propri compagni.
"L'esperienza degli anni scorsi - spiega Cotrozzi - dimostra che le
campagne generaliste dirette a tutta la popolazione scolastica non portano a
grandi risultati. Così abbiamo pensato di coinvolgere un gruppo scelto di
studenti interessati all'attività medica perché diventino moltiplicatori di
messaggi". Dalle Carbonare è entusiasta. L'iniziativa è nuova per Vicenza.
Ci crede molto. "Creeremo un sito informatico. Vedremo come sarà recepita,
che risultati darà, quali suggerimenti arriveranno per la seconda
edizione". Infine, Cotrozzi, e due componenti del
consiglio, Eleonora Benetti e Chiara Marangon, parlano di una bozza di accordo
fra medici ospedalieri e di base per ridurre al minimo burocrazia e tempi lunghi in merito a
prescrizione dei farmaci e visite specialistiche. Ora a decidere saranno le 4
Ulss.
( da "Stampa, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Esercito Muti:
salirò sul podio per fermare un delitto culturale Una bacchetta al femminile
Quando la banda non passerà più [FIRMA]RAFFAELLO MASCI ROMA "Arriva la
banda, arriva la banda,/ arriva la banda coi suonator,/coi suonator, coi
suonator./O Caterina, Caterina che batticuor". E ancora oltre: "È il
tamburo principal della banda d'Affori / che comanda cinquecentocinquanta
pifferi / che passion, che emozion, / quando fa "Bom bom"". Il
testo è celeberrimo. Oggi Affori è un quartiere di Milano, ma fino alla riforma
amministrativa del 1923 era un comune a parte, e la sua celebre banda, a cui la
canzone fa riferimento (e che è tutt'ora in attività), ne era vessillo e
campanile. Di queste bande, emblema di piccole realtà locali, in Italia ce ne
sono 4.500. Ad esse si associano anche 2.700 corali. Un numero spropositato di
realtà musicali, se si considera che i comuni sono 8.200, e di questi 5.500
hanno meno di 3000 abitanti. Non c'è cittadino, nato e cresciuto in provincia,
che non associ la banda ad una manifestazione collettiva della sua infanzia:
commemorazioni dei caduti e processioni, sagre paesane e taglio dei nastri,
ricorrenze e viste ufficiali, raduni e concerti di piazza. La banda è stata per
molti anche il primo approccio alla grande musica, al brivido, all'emozione
ineffabile: l'unica e vera iniziazione musicale, per i più, è avvenuta così.
Eppure tutto questo sta morendo. "Siamo veramente allo spasimo. Di più:
siamo "scannati" - dice con realismo tutto ciociaro Antonio Corsi,
direttore di varie bande, padre fondatore del Museo delle bande musicali,
direttore artistico di Assomusica, l'associazione di categoria, nonché ex
sindaco di Sgurgola - la musica popolare, quella di piazza, che avvicina le
grandi masse al più alto repertorio della nostra tradizione, sta svanendo, soffocata
dalla carenza cronica di fondi, dalle scoraggianti pastoie burocratiche per
chiedere contributi, che costano più di quanto rendono, dall'interesse
discontinuo delle amministrazioni locali e regionali. A fronte di tutto questo
- conclude il maestro - la buona volontà dei singoli non può fare miracoli e, a
un certo punto, alza le mani e si arrende". Ciò nonostante, a guardare il
sito di settore (bandamusicale.it) la crisi sembrerebbe una ipotesi remota: a
Collegno si sta organizzando il corso per direzione di banda, a Novi Ligure un
concorso internazionale di composizione, Monterosi (provincia di Viterbo) sta
allestendo un concorso bandistico, un altro è in itinere a Gissi (Chieti), un
concerto pluribanda è in cartellone a Chianciano Terme (Siena), e così a
Collesalvetti (Livorno), Soncino (Cremona), Villacidro (Modena), Peccioli
(Pisa), eccetera. E questo solo per stare all'agenda dei prossimi dieci giorni.
Internet è anche pieno di una quantità di siti che offrono alle bande strumenti
musicali, spartiti, divise, organizzazione di eventi, libri, cd e quant'altro:
un mondo, un piccolo (piccolissimo) indotto che alimenta un ancora più piccolo
business. Ma si tratta solo di una vitalità residuale e languente. "Quello
che si sta consumando ai danni delle bande è un delitto culturale", ha
dichiarato il maestro Riccardo Muti che il 14 giugno prossimo, nell'ambito del
Ravenna Festival, ha deciso di dirigere la banda musicale di Delianuova, una
realtà culturale che coinvolge 80 ragazzi in una delle zone della Calabria a
più alta infiltrazione malavitosa. "Occuparsi di una banda - racconta
ancora il maestro Corsi - significa oggi dover fare di conto mille volte al
giorno. Bisogna pagare la sala-musica, il maestro, le divise, l'abbonamento
alla Siae per i diritti d'autore, e soprattutto le trasferte, che sono un vero
salasso, non sempre adeguatamente coperto dai rimborsi delle pro loco". In
realtà, il ministero dei Beni culturali un finanziamento per le bande lo
prevede, ma all'interno del fondo unico per lo spettacolo e con una voce di
spesa, fissata di anno in anno, praticamente irrisoria rispetto alla vastità
del fenomeno. "Riceviamo all'incirca 1.500-1.800 domande l'anno - dicono
al ministero - e riusciamo a dare qualcosa ad almeno i due terzi dei richiedenti.
Si tratta, però, di cifre modeste, che difficilmente superano i 400 euro l'anno
a complesso bandistico, senza dire che molte domande non possono essere evase
perché carenti di documentazione". In effetti - dicono ad Assomusica - il
più delle volte il gioco non vale la candela: per ottenere un contributo di
quattro lire, si deve allestire una documentazione come se si trattasse di un
grande teatro lirico e allora che si fa? Si rinuncia. "La nostra proposta
- conclude Corsi - è che vengano agevolate le "elargizioni liberali"
da parte dei privati, ma anche lì il problema è la burocrazia: se uno vuole provare a
scaricare dall'imponibile una donazione, si trova di fronte ad una tale massa
di adempimenti che preferisce mettere mano al portafoglio per vie dirette. Oppure
desistere, e mandare tutto in malora". Un vicedirettore donna per la banda
dell'Esercito: è la prima volta, all'interno di un complesso musicale
militare, che questo importante incarico viene coniugato al femminile. Ci sarà
anche lei - il tenente Antonella Bona (nella foto) - al concerto che la banda
dell'Esercito diretta dal tenente colonnello Fulvio Creux terrà oggi
all'Auditorium di Roma, nell'ambito delle celebrazioni per il 147/o
anniversario della fondazione della Forza armata.
( da "Opinione, L'" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Oggi è Ven, 11 Apr
2008 Edizione 71 del 11-04-2008 LE PROVINCE Nel
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
La paura di perdere
Soprattutto la base del Partito democratico che doveva deglutire troppe novità
in una sola volta: l'abbandono (anche se solo in sede nazionale) di un alleato
scomodo ma indispensabile come la sinistra antagonista, la rassegnazione a una
probabile sconfitta (anche se al Senato la partita è tutta da giocare) e una
improvvisa legittimazione dell'avversario storico indicato dal 1994 puramente e
semplicemente come il demonio. Sia Veltroni che Berlusconi avevano fatto mostra
di voler deporre le armi non per una improvvisa conversione al pacifismo
politico quanto perché entrambi avevano bisogno di rassicurare quella fascia di
elettori moderati che vogliono decidere sui programmi e non amano che la
politica scada regolarmente nell'insulto. È andata male. I sondaggi riservati
delle ultime settimane hanno dimostrato una fase di stanchezza nell'elettorato,
in parte rassegnato o consapevole (a torto) che la propria parte politica avrebbe
comunque perso o vinto la partita e orientato quindi a non votare. Di qui
l'alzarsi dei toni che negli ultimi comizi e nelle due apparizioni di mercoledì
e di ieri sera a "Porta a porta" hanno raggiunto i livelli dei tempi
peggiori. Veltroni ha detto nella sostanza che Berlusconi è inadatto a
governare in una moderna democrazia e il Cavaliere gli ha dato del bugiardo
chiedendosi quale grado di affidabilità abbia un signore che ancora ieri negava
di essere mai stato comunista. Non credo, francamente, che nell'ultimo
confronto a distanza di stasera su Matrix le cose andranno meglio. L'attacco
frontale che ieri sera Berlusconi ha sferrato a Di Pietro ("laurea falsa e
carriera costruite dai servizi segreti") porterà verosimilmente a un
clamoroso processo, ma va visto come un colpo indiretto a Veltroni accusato dal
Cavaliere di alleanze giudicate impresentabili pur di rimontare lo svantaggio
iniziale. Sul piano dei programmi, al contrario, sia Veltroni che Berlusconi
hanno confermato una serie di provvedimenti ragionevoli che hanno l'unico
limite di richiedere complessivamente una serie di risorse attualmente
incompatibili con l'economia del Paese e destinate quindi a essere spalmate
lungo una intera legislatura. Entrambi, seppure con sfumature diverse, hanno
promesso una nuova politica della casa e aiuti alle famiglie, ai giovani, alle
imprese, ai pensionati. I punti di forza sono per Veltroni un salario minimo
per tutti di 1.000/1.100 euro al mese, una diminuzione delle aliquote fiscali
di un punto all'anno, l'assicurazione per gli infortuni alle casalinghe. Per
Berlusconi, l'abolizione totale dell'Ici sulla prima casa, la detassazione
degli straordinari e degli aumenti legati alla produttività, il versamento
dell'Iva solo al momento dell'incasso, lo scambio terreni-case popolari con i
costruttori, una stretta sui clandestini. Ma entrambi
verrebbero messi subito alla prova con una riforma che non costa ma rende: i
tempi della burocrazia e la
lotta agli sprechi nel settore pubblico. Tutti l'hanno sempre promesso, nessuno
è mai riuscito a farlo. Vedremo. Un'ultima osservazione. Entrambi i contendenti
sono apparsi molto motivati e in palla, ma anche - sotto pelle - molto tirati e
nervosi. Si capisce. Se ieri Veltroni ha dovuto chiarire che non si
dimetterà se il suo partito andasse sotto il 35 per cento significa che si
prepara, in caso di sconfitta, a una severa verifica interna. Per quanto
riguarda Berlusconi, si gioca tutto sul Senato. Il divorzio da Casini sarebbe
fatale se gli mancassero i numeri per governare. Bruno Vespa.
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
TOMBOLO. RICEVE A GALLIERA
Ok al Difensore civico Tombolo(M.C.) Nell'ultimo consiglio comunale è stata
deliberata l'istituzione della figura del Difensore Civico in forma associata
proposto dalla Provincia di Padova. Il Difensore Civico è un importante
strumento messo gratuitamente a disposizione della cittadinanza, a tutela ed
assistenza dei cittadini oltre che mezzo per la partecipazione degli stessi
all'attività politico-amministrativa dell'ente locale, di collaborazione e di
mediazione tra collettività, uffici ed amministratori. In attesa
dell'attivazione nella sede municipale, la funzione è svolta, previo
appuntamento, nel municipio di Galliera Veneta che ha già attivato il servizio.
L'incarico è ricoperto da Raffaele Bartolomeo. "E' un ennesimo strumento
che abbiamo voluto mettere in campo per i nostri concittadini commenta il
sindaco Franco Zorzo - a dimostrazione di quanto la Giunta comunale sia
trasparente ed aperta alle istanze degli stessi, arrivando ad offrire loro
gratuitamente strumenti, come il difensore civico, che
possono servire sia per difendersi dai "malanni" della burocrazia, sia per comprendere meglio
ed eventualmente essere rassicurati da una persona altamente qualificata, terza
e sopra le parti, in merito all'azione amministrativa locale che deve sempre essere
rispettosa della legge e dei diritti individuali".
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CittadellaSi sarebbe
dovuta tenere questa mattina dinnanzi al giudice del lavoro di Padova l'udienza
per riconoscere a quindici dipendenti della ImaSaf di Cittadella che per più di
dieci anni sono stati esposti all'amianto il diritto di andare in pensione
anticipata. Invece è stata rinviata a data da destinarsi. Il ricorso è stato
depositato dallo studio legale Miazzi, Rossi Cester nel lontano 1999. Nel
frattempo, nelle more del giudizio, due dei lavoratori interessati sono già
andati in pensione con il regime ordinario, e poco manca anche ai restanti
tredici. "È l'ennesima beffa della giustizia italiana - afferma indignato
Gregorio Loreggian, componente della segreteria FIM CISL di Padova, che si
occupa dell'Alta padovana - Quindici lavoratori sono stati esposti all'amianto
per più di dieci anni, come ha accertato anche la consulenza tecnica disposta
dal giudice, ma per vedere riconosciuti i loro diritti
devono aspettare i tempi della burocrazia. Siamo davvero molto rammaricati". La legge è chiara: chi
per più di dieci anni è stato esposto a 100 fibre al litro per otto ore al
giorno, ha diritto ad andare in pensione anticipata. In pratica, ogni due anni
di lavoro viene concesso un anno in più ai fini del conteggio utile per l'età
pensionabile. In origine, il ricorso era stato presentato per
novantasette lavoratori dell'ImaSaf, ma le due perizie del consulente tecnico
d'ufficio hanno stabilito che solo quindici di loro hanno diritto a godere dei
benefici previdenziali. E cosa succede a chi vedrà riconosciuto il suo diritto
alla pensione anticipata troppo tardi, quando ormai è già andato in pensione
con il regime ordinario? Sarà risarcito economicamente visto che non ha goduto
dell'anticipazione prevista dalla normativa sul lavoro a causa delle lungaggini
della giustizia? "No - spiega l'avvocato Rossi - Ma una volta accertato il
diritto al beneficio, la pensione che percepisce verrà ricalcolata in
considerazione dei maggiori contributi accreditabili".Giovanna Frigo.
( da "Gazzettino, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'attacco frontale
che ieri sera Berlusconi ha sferrato a Di Pietro ("laurea falsa e carriera
costruite dai servizi segreti") porterà verosimilmente a un clamoroso
processo, ma va visto come un colpo indiretto a Veltroni accusato dal Cavaliere
di alleanze giudicate impresentabili pur di rimontare lo svantaggio
iniziale.Sul piano dei programmi, al contrario, sia Veltroni che Berlusconi
hanno confermato una serie di provvedimenti ragionevoli che hanno l'unico
limite di richiedere complessivamente una serie di risorse attualmente
incompatibili con l'economia del paese e destinate quindi ad essere spalmate
lungo una intera legislatura. Entrambi, seppure con sfumature diverse, hanno
promesso una nuova politica della casa e aiuti alle famiglie, ai giovani, alle
imprese, ai pensionati. I punti di forza sono per Veltroni un salario minimo
per tutti di 1000/1100 euro al mese, una diminuzione delle aliquote fiscali di
un punto all'anno, l'assicurazione per gli infortuni alle casalinghe . Per
Berlusconi, l'abolizione totale dell'Ici sulla prima casa, la detassazione
degli straordinari e degli aumenti legati alla produttività, il versamento
dell'Iva solo al momento dell'incasso, lo scambio terreni/case popolari con i
costruttori, una stretta sui clandestini. Ma entrambi
verrebbero messi subito alla prova con una riforma che non costa ma rende: i
tempi della burocrazia e la
lotta agli sprechi nel settore pubblico. Tutti l'hanno sempre promesso, nessuno
è mai riuscito a farlo. Vedremo.Un'ultima osservazione. Entrambi i contendenti
sono apparsi molto motivati e in palla, ma anche - sotto pelle - molto tirati e
nervosi. Si capisce. Se ieri Veltroni ha dovuto chiarire che non si
dimetterà se il suo partito andasse sotto il 35per cento significa che si
prepara, in caso di sconfitta, a una severa verifica interna. Per quanto
riguarda Berlusconi, si gioca tutto sul Senato. Il divorzio da Casini sarebbe
fatale se gli mancassero i numeri per governare.Bruno Vespa.
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sacconi ha
incontrato le categorie economiche e spiegato la proposta di detassazione degli
straordinari Si chiude oggi con una grande manifestazione itinerante la
campagna elettorale dei 4 candidati bellunesi del Partito Democratico, Denis
Dal Soler, Enrica Maria Zanin, Maria Teresa Cassol e Maurizio Fistarol.
Appuntamento per i simpatizzanti del Pd in 4 piazze bellunesi: a Sappada alle
11.30, Sovramonte alle 17, Sedico alle 19 e Ponte Nelle Alpi alle 21. "Una
scelta - spiega una nota del Pd - che conferma la grande attenzione rivolta al
territorio, come dimostrano i numeri di questa campagna elettorale: oltre 3500
i chilometri percorsi dal furgone del Pd (che significa aver attraversato 30
volte l'intera provincia), 55 i comuni toccati, 16 i mercati, 39 gli incontri
con la popolazione e le categorie, 5 le zone industriali in cui i candidati
sono stati presenti".Una mobilitazione che ha vissuto il suo momento clou
domenica 30 marzo in occasione del Democratic Day. Oltre 4 mila i "kit
democratici" distribuiti in tutti i 23 seggi in cui si è votato per le
primarie del 14 ottobre. Il tour, che ha preso il via martedì 18 marzo al
mercato di Feltre, si chiuderà stasera nella sala cooperativa di Polpet in
comune di Ponte Nelle Alpi.Tour de force oggi anche per Maurizio Paniz,
candidato "forte" del Pdl, che sarà alle 16 nella sala parrocchiale
di Cavarzano ad un incontro con i periti industriali della provincia, alle 18
alla sala Popoli d'Europa di Longarone e infine alle 20.30 al centro Giovanni
XXIII di Belluno per l'incontro elettorale di chiusura.Intanto sempre sul
fronte Pdl ieri pomeriggio Maurizio Sacconi ha parlato al Centro diocesano di
Belluno. "Inutile nasconderlo, molte imprese ricorrono a straordinari,
incentivi e premi di produzione in nero. E questo succede perché c'è troppa
tassazione. Ma poi scattano anche gli indicatori di reddito per i lavoratori
che pagano di più gli asili nido o le tasse universitarie". E' un sistema
che va cambiato, secondo l'ex sottosegretario del governo Berlusconi, che ieri
ha chiamato le categorie economiche per spiegare la proposta del Pdl di
detassazione degli straordinari. "Questo permetterà davvero di premiare
l'impegno dei lavoratori e spingere verso accordi individuali, facendo crescere
il salario quando si raggiunge un risultato. Un dialogo naturale tra azienda e
lavoratore oggi impossibile per la contrattazione collettiva nazionale - ha
spiegato Sacconi - ma oggi i lavoratori stanno dalla parte dell'impresa che non
vuole chiudere, si prendono i rischi dei loro datori di lavoro".Critica la
Cgil, Sacconi, che teme in questo modo un aumento dello straordinario
penalizzando la nuova occupazione. "Ma non si pensa che se l'azienda
cresce anche con gli straordinari, può dare nuova occupazione?". Il
confronto ha portato a nuovi spunti per tarare ancor più la politica per le
imprese. Gli industriali hanno chiesto una spinta per sbloccare i fondi per la
formazione, soprattutto all'interno delle aziende, l'Ascom meno
oneri e burocrazia per
l'avviamento al lavoro. Ma anche attenzione al lavoro a chiamata, che nel
settore turistico stagionale può rappresentare un'integrazione del reddito.Ha
sposato le tesi di Sacconi Primo Torresin della Cisl. "Sì alla
detassazione alla contrattazione di secondo livello, aumentando i salari dove
le aziende vanno bene". Torresin ha detto che ormai molti operai
votano centrodestra. "Non vogliono più che li rappresentiamo
politicamente".Maurizio Dorigo.
( da "Gazzettino, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Maurizio Sacconi, i
candidati veneti del Pd dicono che sono loro i veri liberisti, non certo il Pdl."Una
cosa so: in due anni, con una intensità straordinaria, il governo Prodi,
presidente del Pd, ha realizzato una eccezionale oppressione fiscale e
burocratica sulle imprese" risponde il senatore trevigiano del Pdl,
ricandidato a Palazzo Madama.Pressione che il Pdl vuole allentare."Certo,
con maggiore intensità e nell'arco di un anno, dovremo deregolare la pressione
fiscale".Deregolare?"Abbattere la pressione burocratica sul
sistema-impresa per cancellare molte disposizioni fiscali...".La
prima?"Tutte le transazioni uguali o superiori a 100 euro devono avvenire
con moneta elettronica o assegni non trasferibili. Basta con le molestie
burocratiche-fiscali.Imprese meno oppresse."Già, attraverso la
detassazione di premi, incentivi e straordinari così da determinare l'aumento
di salari e produttività; introduzione del quoziente familiare; riduzione della
pressione fiscale sulle imprese per gli utili re-investiti; pagamento dell'Iva
solo dopo la riscossione dell'importo".È d'accordo sulla contrattazione di
secondo livello?"È la conseguenza dell'abbattimento fiscale per le
imprese. Quello che al Pdl interessa è togliere le tasse su premi, incentivi,
straordinari che genererà automaticamente un maggiore peso del rapporto
aziendale individuale oltre che collettivo".Il Pd propone il salario
garantito (1200 euro), per ogni tipo d'attività e a prescindere dal
contratto."Ideologia pura...".Veltroni dice che a Nordest è caduto il
"muro" tra impresa e lavoratore..."Per noi non c'é mai stato.
Per il Pd, invece, che ha come azionista di riferimento la Cgil, questo muro
resta in piedi perché la Cgil ha scelto il Pd e questa è un'ipoteca che peserà
su Veltroni & C.".Resta anche da coniugare la flessibilità con la
libertà delle scelte di vita dei lavoratori."Tra i punti del nostro
programma è previsto un piano straordinario di formazione, con un presupposto:
l'impresa è potenzialmente un luogo formativo, e come tale va valorizzata
attraverso azioni di tutoraggio, di certificazione...".È la vostra
risposta all'insicurezza del lavoro?"Sì, solo la competenza della persona
le consente di essere occupabile dalla giovane età e per tutta la
vita".C'è anche la sofferenza delle imprese del Nordest per il mancato
accompagnamento da parte della finanza nei mercati internazionale."Va
rivalutato il ruolo della diplomazia. Nel governo Berlusconi si era iniziato a
qualificare la diplomazia a supporto degli interessi italiani
all'estero".Ambasciatori-manager."Sì, il progetto va ripreso sul
modello di Paesi come la Francia".Lei ha denunciato la mancanza di
condizioni per lo sviluppo, che vanno create."Le opportunità ci sono, ma
l'Italia è incapace di crescere per antichi vizi che derivano dal lungo '68 e
per la tremenda botta data alla competitività dal governo Prodi. Di qui l'immediata necessità di deregolare burocrazia e fisco, sostenere le
infrastrutture e, nel medio periodo, un programma dedicato alla conoscenza e
alla concorrenza che vuol dire investimento nell'educazione e nella
liberalizzazione dei servizi pubblici locali, dell'energia e delle
telecomunicazioni".Non dimentica il federalismo fiscale?"Ho
fatto un giuramento come impegno...".Per la Lega lei copia, e
male."Gli unici copy-right del federalismo fiscale li hanno i presidenti
di regione che si sono battuti per questo, cioé Galan e Formigoni. Rassicuro la
Lega: il federalismo fiscale va fatto prima della riforma costituzionale, con
legge ordinaria. Vede, diciamo le stesse cose. Ma non vorrei che si preferisse
agitare il federalismo fiscale per non farlo, quindi campare sul dissenso".Giorgio
Gasco.
( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Stefano Natoli
commenti - | | 10 APRILE 2008 "Siamo circondati. E quando uno è
circondato, mira alla sopravvivenza. Cerca una via di fuga, una strada che lo
conduca alla salvezza. Non importa quale. L'importante è scampare, rompere
l'assedio". È l'incipit provocatorio di 'Cosi' perdiamo il Nord', l'ultimo
libro di Riccardo Illy, imprenditore attivo nel comparto del caffè, nonché uomo
politico di successo: due volte - a partire dal 1993 - sindaco di Trieste, la
sua città, e una volta - dal 2001 al 2003 - deputato. Un
"accerchiamento", quello lamentato dall'autore de 'La rana cinese',
che avviene su più livelli: c'è quello messo in atto dai molti paesi europei
che crescono a velocità doppia rispetto a noi e godono di trattamenti fiscali
per noi impensabili; quello di una burocrazia inefficiente e spesso arrogante, quello provocato dal senso di
isolamento che rischia di dare vita a fenomeni politici pericolosi. Un libro
che sin dal titolo lancia un allarme preciso: se non si colma al più presto il
divario tra le istanze del Nord e le risposte che vengono da Roma, la parte più
produttiva del paese è destinata inesorabilmente ad andare per la sua strada.
Esiste, infatti, secondo il presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia
Giulia, un rischio secessionista che è bene non sottovalutare, anche perché non
è più caratterizzato solo da connotazioni folcloristiche - le gite a Pontida
con le 'bandiere padane' e gli elmi da vichingo della Lega Nord - ma è ormai
spinto anche dalla convenienza economica. Il federalismo e gli altri fronti sui
quali intervenire Perché "Stiamo perdendo il Nord", Illy lo dice
senza mezzi termini: "perché questa parte d'Italia è già in Europa. A
differenza del resto del Paese, che vive questa condizione come una mera
collocazione geografica". Cosa significa essere in Europa emerge altrettanto
chiaramente sin dai primi passaggi del libro edito da Mondadori:
"significa confrontarsi con un mercato dove i confini sono ormai linee
tracciate su una cartina e nulla più". Questo 'mercato senza più
frontiere' consente in altre parole all'imprenditore di creare ricchezza
scegliendo dove produrre a costi più convenienti. E senza fare necessariamente
tanta strada: "già in paesi quali la Slovenia, la Croazia o l'Austria - fa
notare Illy - l'energia elettrica e il gas costano di meno, gli oneri previdenziali
sugli stipendi sono inferiori ai nostri e la tassazione del reddito d'impresa è
più bassa che in Italia". La tentazione per un imprenditore di
"attraversare la strada" è insomma sempre più forte, anzi "non
ha mai avuto terreno tanto fertile come oggi". Per fargli cambiare idea è
opportuno che l'apparato amministrativo sia più snello e che 'la politica'
cambi registro attuando innanzitutto il federalismo fiscale. Un federalismo che
non è sinonimo di egoismo, "una sorta di esaltazione dello spiritus loci
destinata a vellicare le mire territoriali delle singole comunità in spregio (o
quasi) all'interesse nazionale", quanto piuttosto "una scelta
necessaria e non soltanto un'opzione fra le tante o, peggio, un trucco per
addomesticare il malcontento". Una chiave insomma: "quando le Regioni
potranno usufruire di una quota delle imposte saranno stimolate a favorire
politiche di sviluppo e cresceranno". L'importante è non perdere altro
tempo, dice l'imprenditore prestato alla politica: "è ormai chiaro che può
bastare la scintilla di un fiammifero ad appiccare l'incendio". Per ridare
slancio, ottimismo e fiducia a quelle regioni da cui dipende il benessere e la
crescita economica del Paese, l'autore prescrive una ricetta con cinque
'medicine': riduzione dell'imposizione sul reddito d'impresa, riforma
previdenziale, infrastrutture, liberalizzazioni e semplificazione burocratica.
Una ricetta che conviene 'tradurre' senza esitazioni per evitare che l'Italia
diventi come la copertina del libro di Illy: un'isola alla deriva composta da
due meridioni speculari. Senza Nord. (Riccardo Illy, Così perdiamo il nord,
Mondadori, pagg 98 - euro 14,50).
( da "Stampa, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL BLITZ Restano
domande alle quali dare risposta: i mariti ricevevano "ricompense"?
LA BANDA NELLA RETE Ottobre 2007. Tutto era partito con indagini per
contrastare il fenomeno dei furti in abitazioni del Novarese Le
"lucciole" spose di italiani [FIRMA]MARCO BENVENUTI NOVARA Arrivano
dal Nord d'Albania, distretto settentrionale di Tropojie: il più povero
economicamente e, al tempo stesso, quello con il più alto tasso di criminalità.
Una zona isolata: piccoli paesini, tanti omicidi, anche di natura politica,
pochi ceppi familiari. E gli arrestati, tutti con lo stesso cognome: Marku.
Nell'area è comune. Pare che i 4 non siano parenti. Sono arrivati in blocco in
Italia negli ultimi cinque o sei anni, e dell'unione hanno fatto la loro forza.
Una forza violenta, crudele, che è riuscita in breve tempo a conquistare il
mercato dell'illecito tra Piemonte e Lombardia, nel traffico di droga, nello
sfruttamento della prostituzione, anche nei furti. Insomma, un intreccio
incredibile di reati, che ha avuto come vittime giovani donne dell'Est Europeo,
ucraine, romene e albanesi, e che non ha risparmiato collaborazioni con
soggetti italiani, spesso insospettabili, residenti a Milano o nell'hinterland.
Per la burocrazia tutto era in ordine: loro, gli accusati, avevano regolare
permesso di soggiorno, anche se di professione erano nullatenenti. Anzi,
facevano dell'illecito il loro lavoro. Le vittime? Regolari anche loro, almeno
in apparenza: venivano fatte sposare ad italiani, per lo più trentenni, che
forse le hanno viste una volta sola nella loro vita, e che per quel
favore, probabilmente, sono stati adeguatamente ricompensati. Le indagini, ha
sottolineato ieri il tenente colonnello dei carabinieri Francesco Capone (reparto
operativo), proseguono per capire se si trattasse effettivamente di matrimoni
di comodo. Del resto, i sospetti ci sono: le prostitute non vivevano con i
rispettivi coniugi, ma in un unico appartamento, con i loro
"protettori". Lo stesso sospetto venuto alle forze dell'ordine dopo
che, la scorsa settimana, era venuto alla ribalta il caso di un novarese di 68
anni che stava per sposare una nigeriana di 28, sul punto di essere espulsa.
Amore finito o matrimonio finto? E' quello che i militari del reparto operativo
stanno cercando di capire a proposito delle prostitute gestite dalla gang di
albanesi. Dietro la facciata di regolarità, però, stava ben altro. Di giorno in
casa a Milano, la sera lungo la statale 32 nel Novarese. Lì le ragazze venivano
accompagnate dagli sfruttatori per una notte di facili guadagni; poi gli uomini
si dedicavano ad altro, a qualche "colpo" in appartamento, ad esempio
(vedi Vladimir Marku già arrestato) o allo spaccio. Sull'asse Novara-Milano non
c'erano solo lucciole, infatti, c'era anche la droga. E non più solo cocaina,
anche eroina: "Sta ricomparendo sul mercato: la gente preferisce non
bucarsi più, ma sniffare, fumare" ha detto Capone. Erano più di dieci anni
che in provincia l'Arma non si riusciva a sequestrare un tale quantitativo di
questo stupefacente. Un sequestro più o meno analogo (quasi 2 chili di eroina)
a quello effettuato dalla Finanza lo scorso settembre a conclusione
dell'operazione "Assuero". Anche in questo caso stessi ingredienti:
collegamento del traffico tra Lombardia e Piemonte attraverso il Novarese dove
risiedevano 2 dei 6 arrestati, e una gang di cittadini albanesi. Da ricordare
anche l'operazione "La Sconosciuta" condotta della Questura: al
centro sempre una banda di albanesi che gestiva la prostituzione in città.
( da "Virgilio Notizie" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Architetti di
sinistra hanno distrutto i quartieri operai postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA
Altri Il presidente della Provincia di Milano è favorevole alla creazione di
una cabina di regia contro i rischi di infiltrazioni mafiose in occasione
dell'Expo 2015, soprattutto per garantire la trasparenza degli appalti.
"Bisognerebbe creare un comitato, una sorta di cabina di regia -ha
spiegato Penati intervistato da Klaus Davi - che, però, non
venga appesantita dalla burocrazia e che permetta di coniugare velocità e trasparenza. In questa cabina
ci metterei persone che abbiano un forte senso della responsabilità e che
garantiscano che il procedimento sia limpido. Dell'organismo potrebbero entrare
a far parte magistrati e intellettuali, ma soprattutto persone qualificate che
assicurino non solo trasparenza, ma anche efficienza". Entrando poi
nel merito del dibattito sull'aspetto architettonico della città di Milano
Penati che affermato che "certi architetti di sinistra hanno distrutto i
quartieri operai delle grandi città italiane. Il degrado di alcune periferie si
è verificato anche a seguito dei loro interventi". "Se dipendesse da
me - ha aggiunto - li costringerei a vivere nelle case che hanno costruito nei
quartieri della povera gente, case e quartieri pensati in maniera sbagliata. Le
città hanno bisogno di un sogno. Ed è stato sbagliato affidarlo alla casta
degli architetti, dove ognuno impone la propria visione. A questa stregua,
meglio i geometri degli architetti".
( da "Windpress" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
11-04-2008 Da oggi
è¨ possibile in Sardegna aprire un cantiere per la costruzione di un'officina,
un laboratorio, o di un albergo già venti giorni dopo la richiesta delle
autorizzazioni. La Giunta regionale approva oggi le direttive per l'attuazione
immediata dell'art. 1 della Finanziaria regionale sulla semplificazione e
accelerazione degli adempimenti amministrativi per le attività produttive
che abbatte i tempi della burocrazia così¬
drasticamente come non accade in nessun altra regione italiana. Questa nuova
norma consente ad esempio l'apertura di un cantiere e/o l'avvio di
un'attività commerciale o industriale dopo la presentazione allo
Sportello unico per le attività produttive (Suap) di una richiesta di
autorizzazione accompagnata dal progetto e dall'autocertificazione con i quali
impresa e progettista si assumono la responsabilità di rispettare tutte
le regole, comprese naturalmente le condizioni previste dal piano urbanistico
comunale. In alcuni casi, in cui è¨ necessario provvedere ad un'analisi più¹
approfondita della richiesta, viene convocata una Conferenza di servizi con
tempi "contingentati", durante la quale viene esaminata la
documentazione. Se un'amministrazione pubblica non interviene alla seduta e le
altre amministrazioni danno invece parere positivo, anche il parere dell'Ente
assente si intende come positivo e il titolare dell'impresa può² dare inizio ai
lavori. Il Suap diventa l'unico interlocutore dell'imprenditore e i tempi per
l'avvio dell'attività di impresa non dipendono più¹ dai tempi autorizzati
dalle pubbliche Amministrazioni. Le amministrazioni pubbliche diventano così¬
non più¹ i soggetti che autorizzano ma gli Enti che si fidano controllano ed
eventualmente sanzionano. La presentazione della domanda e del progetto
potrà a breve essere fatta anche on line all'indirizzo
www.sardegnasuap.it e si potrà verificare via web il progresso delle
pratiche.
( da "Panorama.it" del 11-04-2008)
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Italia -
http://blog.panorama.it/italia - Italiani all'estero, quando votare è
impossibile. Una storia esemplare Posted By eleonora.voltolina On 11/4/2008 @
16:31 In Apertura#1 | 1 Comment Sono in calo rispetto al 2006 i dati sul voto
degli italiani all'estero: la percentuale dei votanti nelle diverse
circoscrizioni è stata pari del 41,66 per cento (rispetto al 42,07 per cento
del 2006). Gli aventi diritto al voto erano 2.924.202 (rispetto ai 2.707.988
del 2006), mentre il numero dei plichi restituiti con le schede votate è stato
1.204.720 (rispetto a 1.135.617 del 2006). Ma tra rischi di brogli, schede
annullate o, in certi casi, neppure recapitate ai destinatari, il voto degli
italiani all'estero sta creando non pochi problemi: dopo i plichi scomparsi in
Costarica e in Venezuela, lo sciopero del servizio postale che in Brasile tiene
bloccate migliaia di schede, ora arrivano lamentele anche dalla ben più vicina
Spagna. Chi risiede fuori dall'Italia, stabilmente o temporaneamente, ha
infatti il diritto di esprimere il suo voto per le elezioni politiche,
attraverso il sistema del voto per corrispondenza. Basta iscriversi all'Aire,
l'Anagrafe degli italiani all'estero. Detta così sembra facile: ma per qualcuno
si è trasformato in una piccola odissea. La denuncia arriva da Serena
Sciarratta, ventinovenne siciliana ormai da due anni residente a Barcellona, in
Spagna. Che a Panorama.it racconta: "Mi sono mossa a novembre per fare
tutte le pratiche: ho cercato informazioni sul [1] sito internet, ho messo
insieme il contratto d'affitto, il contratto di lavoro e tutti gli altri
documenti richiesti per attestare l'effettiva residenza all'estero. La ricevuta
di ritorno della raccomandata che ho inviato all'ufficio Anagrafe del Consolato
di Barcellona porta la data del 14 novembre". Ma passano i mesi e Serena
non riceve risposta. "Ho provato anche a chiamare, trovando molto spesso i
telefoni staccati" continua: "Le poche volte che sono riuscita a
parlare con un addetto, mi è sempre stato risposto che se non arrivava la conferma
dell'iscrizione all'Aire dall'Italia non potevo fare niente". Quella
conferma ad oggi non è ancora arrivata: evidentemente quattro mesi e mezzo non
son bastati a chi di dovere per risolvere la pratica. Il caso non deve essere
così isolato, se all'ultimo momento (un mese fa) il Consolato ha deciso di
aprire una "via alternativa": tutti coloro ancora in attesa di
conferma, come Serena, hanno avuto una settimana per recarsi al Consolato e
ricevere il plico per il voto. "Sì, ma a me non l'ha detto nessuno. La
comunicazione è arrivata in Italia, mica in Spagna" si rammarica Serena:
"Per la precisione, è arrivata all'ufficio Anagrafe del mio paesino
d'origine il 5 aprile: peccato che la possibilità di ritirare il plico al
Consolato, qui a Barcellona, ci fosse solo dal 30 marzo al 6 aprile. Quindi
quando io finalmente l'ho saputo ero già fuori tempo massimo. E così mi hanno
levato il diritto di voto: ora l'unico modo per me di poter votare sarebbe
quello di prendere un aereo e tornare al mio paese, in Sicilia". Serena,
dopo la laurea in Scienze della comunicazione a Roma, si è
trasferita a Barcellona per un master, e poi è rimasta lì perché la Spagna le
offriva più possibilità di lavoro. "Ma seguo sempre le vicende politiche
della mia Italia, e per questo ci tenevo moltissimo ad esprimere il mio voto.
Purtroppo la burocrazia e
l'inefficienza del Consolato italiano qui a Barcellona me l'hanno
impedito".
( da "Italia Sera" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Spettacoli terza
pagina "Italiani Cincali!": La voce straziante di una umanità
disperata di Vincenza Fava Mario Perrotta sul palco. Una sedia al centro della
scena. Abiti consunti, sbiaditi, di un uomo che conosce la dura realtà della
terra, il sacrificio e l'immane povertà dell'Italia del secondo dopoguerra. Un
attore, molteplici voci, una maestria istintiva del sapere scenico, una
padronanza naturale ed al tempo stesso consapevole di quella straordinaria
attorialità che coinvolge il pubblico in una serie di drammatiche e a volte
ironiche narrazioni corali. Venerdì scorso al Teatro Il Rivellino di Tuscania,
è stato rappresentato con successo Italiani Cincali! scritto (insieme a Nicola
Bonazzi), diretto e interpretato dallo stesso Perrotta. L'attore dà corpo e
voce a Pinuccio, un postino di un piccolo paese del Sud, precisamente della
Puglia meridionale. Un postino ossia l'emblema della comunicazione, il
portavoce degli emigrati italiani in Belgio durante il secondo dopoguerra. Lui,
uno dei pochi che sa leggere e scrivere. Dopo un breve racconto storico
dell'Italia del Sud, comincia il vero e proprio monologo: "Io, all'età di
quattordici anni, iniziai a fare il postino". Povertà, fame, disperazione,
la cosiddetta malìa imperversano tra la gente. Niente lavoro. Poi il miracolo:
l'annuncio pubblico di un'occasione di lavoro da non perdere nelle miniere del
Belgio. Il 23/06/46 l'Italia aveva appunto stipulato un accordo con Il Belgio,
per cui, in cambio di manodopera, avrebbe ricevuto una certa quantità di
carbone. La burocrazia italiana diventa efficace in poco tempo con i vari paesi di
tutto il mondo, ma con il Belgio si tratta di qualcosa di speciale e di straordinario.
Ed è così che migliaia di disoccupati partono per far fortuna in quella terra
lontana migliaia di chilometri. Un'avventura che sin dall'inizio sembra
nascondere un risvolto amaro per i sogni di migliaia di persone: a volte il
viaggio, su treni stracolmi, dura persino 52 ore per motivi di sicurezza. Ed
una volta arrivati a destinazione le illusioni crollano: gli operai italiani
vengono sistemati per il soggiorno in baracche simili a quelle dei lager
nazisti. Ma una volta stipulato il contratto, non si può più tornare indietro:
bisogna lavorare per almeno cinque anni. Perrotta si fa drammatico, cambi di
tono, altezze e discese vocali accompagnano il pubblico nell'inferno delle
miniere: buio, caldo insopportabile, sporcizia, senso di soffocamento ed il
dolore esplicito di dover sopportare la geenna di un lavoro disumano a
( da "Stampa, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Polemica A Ozegna
sono morti due ventenni "Per quell'incrocio killer non abbiamo i
soldi" ALESSANDRO BALLESIO OZEGNA Il progetto c'è, il denaro ancora no.
Gli automobilisti, lo stesso Comune di Ozegna devono aspettare: la messa in
sicurezza dell'incrocio con la provinciale Rivarolo-Castellamonte dove l'altra
mattina hanno perso la vita due ragazzi di Agliè è rimandata.Da una parte c'è la
rabbia del sindaco Ivo Chiarabaglio, che ripete: "Sono dieci anni che
promettono una rotonda, quante persone devono morire ancora?". Dall'altra,
la burocrazia: dovrebbero essere sufficienti 50 mila euro per tracciare una
rotatoria e garantire più tranquillità agli automobilisti. Ma l'assessore
provinciale alla viabilità, Giovanni Ossola, dice che i soldi tardano ad
arrivare: "Il progetto sta per essere approvato, restano da trovare le
risorse. Se mi mettono subito a disposizione quel denaro, alla prima variazione
di bilancio finanziamo la rotonda". Nella migliore delle ipotesi, del
cantiere si parlerà in autunno. Nel frattempo, la giunta Chiarabaglio è
costretta a correre ai ripari. A sue spese: "Potenzieremo l'uso degli
autovelox, per ora non possiamo far altro che puntare tutto sulla
prevenzione". Chi spinge troppo il piede sull'acceleratore è avvertito.
Ancora non si sa se la Provincia darà una mano a Comuni canavesani come Ozegna
che quotidianamente devono affrontare la piaga della velocità e sono circondati
da affollate vie di comunicazione. "Stiamo predisponendo un bando per
dotare le strade più pericolose di segnalatori fissi - spiega Ossola - ma per
sapere quali saranno le provinciali coinvolte nell'iniziativa, dovremo
attendere i dati e gli elenchi stilati dall'osservatorio per
l'incidentalità". Sull'utilizzo di questo deterrente, l'assessore ha un
pensiero ben preciso: "E' utile e va sostenuto, perché l'esperienza
insegna che la velocità e la disattenzione finiscono per provocare incidenti
come quello dell'altro giorno - sottolinea - per quanto una strada sia
pericolosa, non è pensabile addossare tutta la colpa di una tragedia alle sue
condizioni strutturali". Ma comprensibilmente, ad Ozegna vogliono mettersi
al sicuro. C'è l'incrocio con la Rivarolo-Castellamonte, e anche quello con la
vecchia provinciale di Agliè, che sbuca sulla provinciale per Caluso. "E'
da un anno e mezzo che parlano di appalti, perché non sono ancora partiti i
lavori?", chiede Chiarabaglio. Da Ossola arriva la promessa che "tra
due-tre mesi si vedrà il cantiere". Intanto non è stata fissata la data
del funerale dei due amici di Agliè morti nell'incidente: occorrerà prima
attendere l'esito dell'autopsia. Massimo Maione, 24 anni, verrà sepolto nel
comune canavesano. Il corpo di Samad Mouaddine, 29 anni, invece, tornerà in
Marocco, suo Paese d'origine.
( da "Asca" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
(ASCA) - Udine, 11
apr - ''Grande apprezzamento e profonda amicizia''. Lo ha espresso Silvio
Berlusconi a Renzo Tondo, candidato del Centrodestra alla presidenza della
Regione Fvg. Berlusconi e' intervenuto per telefono alla chiusura della
campagna elettorale a Udine. ''Sei una persona solare, schietta - ha detto
Berlusconi a Tondo -. Credo che sarai uno stupendo presidente della Regione''.
Il leader del Pdl ha sottoscritto, sempre via telefono, il Patto per il Friuli,
che riguarda i temi delle infrastrutture (compresa la nomina del commissario
per la terza corsia dell'A4), della sicurezza, dell'immigraziazione
(consolidamento del Cpt di Gorizia). Ma anche - ha
precisato direttamente Berlusconi - ''il federalismo fiscale, la burocrazia, le tasse. Aggiungo - ha
precisato, riferendosi alle continue interruzioni del collegamento telefonico -
bisogna rifare anche i telefoni''. fdm/mcc/ss (Asca).
( da "SardegnaIndustriale.it" del 11-04-2008)
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SardegnaIndustriale.it
- News 11/4/2008 ? Tempi brevi nell'isola per gli adempimenti amministrativi delle attività produttive Si abbattono i tempi
della burocrazia regionale.
Da oggi sarà possibile in Sardegna aprire un cantiere per la costruzione di
un'officina, un laboratorio, o di un albergo già venti giorni dopo la richiesta
delle autorizzazioni. La Giunta regionale ha approvato infatti, nella seduta
odierna, le direttive per l'attuazione immediata dell'art. 1 della
Finanziaria regionale sulla semplificazione e accelerazione degli adempimenti
amministrativi per le attività produttive che abbattono i tempi della burocrazia così drasticamente ? sottolinea un comunicato ?
come non accade in nessun altra regione italiana. Questa nuova norma consente,
ad esempio, l'apertura di un cantiere e/o l'avvio di un'attività commerciale o
industriale dopo la presentazione allo Sportello unico per le attività
produttive (Suap) di una richiesta di autorizzazione accompagnata dal progetto
e dall'autocertificazione con i quali impresa e progettista si assumono la
responsabilità di rispettare tutte le regole, comprese naturalmente le
condizioni previste dal piano urbanistico comunale. In alcuni casi, in cui è
necessario provvedere ad un'analisi più approfondita della richiesta, viene
convocata una Conferenza di servizi con tempi "contingentati",
durante la quale viene esaminata la documentazione. Se un'amministrazione
pubblica non interviene alla seduta e le altre amministrazioni danno invece
parere positivo, anche il parere dell'Ente assente si intende come positivo e
il titolare dell'impresa può dare inizio ai lavori. Il Suap diventa l'unico
interlocutore dell'imprenditore e i tempi per l'avvio dell'attività di impresa
non dipendono più dai tempi autorizzati dalle pubbliche Amministrazioni. Le
amministrazioni pubbliche ? conclude la nota regionale ? diventano così non più
i soggetti che autorizzano ma gli Enti che si fidano controllano ed
eventualmente sanzionano. La presentazione della domanda e del progetto potrà a
breve essere fatta anche on line all'indirizzo www.sardegnasuap.ite si potrà
verificare via web il progresso delle pratiche.
( da "Provincia di Como, La" del 11-04-2008)
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Burocrazia
Impiegati oberati di pratiche in seguito al decreto flussi. Saranno sveltite le
procedure Ufficio stranieri in crisi: interviene il prefetto (M.Cast.) Un
ufficio sommerso dalle pratiche e dalle procedure che ogni pratica richiede: è
lo sportello unico per l'immigrazione presso la prefettura. Sul decreto flussi 2007 sono
pervenute 8.146 domande a fronte di 916 posti disponibili. Per valutare le
modifiche che si possono apportare per accelerare i tempi, nei prossimi giorni
il prefetto, Sante Frantellizzi, convocherà i funzionari della questura e della
direzione provinciale del lavoro che partecipano allo Sportello, trattando ogni
pratica per la parte di competenza. Nel corso del 2007, sono state smaltite
tutte le procedure relative al 2006, con sforzo notevole del personale per
affrontare e supplire alle disfunzioni del sistema telematico. Ma la causa
principale dell'allungamento dei tempi consiste nei supplementi d'istruttoria,
in quanto l'80% delle domande è risultato sbagliato o incompleto e per
l'integrazione dei documenti, i tempi si allungano. Per le domande relative al
decreto flussi 2007, fino al 7 aprile scorso ne sono state definite in modo
positivo 79, con l'emissione del nulla-osta per il lavoro subordinato; 36 domande
sono state rigettate per parere negativo, di cui 29 dalla questura e sette
dalla direzione provinciale del lavoro: 105 sono state trattate per supplemento
d'istruttoria, a causa dei dati forniti in modo incompleto dal richiedente e
140 sono in attesa della scadenza dei termini al centro per l'impiego. Entro 20
giorni, in caso di mancato riscontro, scatta il silenzio-assenso. Il totale dei
procedimenti relativi ai flussi 2007 già trattati dallo Sportello unico per
l'immigrazione è di 360 pratiche. Sono già in atto misure organizzative che
consentono una definizione più veloce delle procedure, ma nella riunione dei
prossimi giorni saranno esaminati i punti del meccanismo che potrebbero essere
ancora migliorati. Alle pratiche per i nulla osta, si sono aggiunte quelle per
i ricongiungimenti familiari: ne sono state definite 590; in corso di
definizione sono 290. Sono circa 35.000 gli stranieri residenti in provincia di
Como e sarebbero destinate ad aumentare le richieste per riunire le famiglie.
11/04/2008.
( da "Provincia di Como, La" del 11-04-2008)
Pubblicato anche in: (Provincia di Lecco, La)
Argomenti: Burocrazia
Mozzarelle alla
diossina, vino adulterato e computer infettati da virus informatici. L'Italia
nell'ultimo periodo non si distingue per il sole, il mare e la cordialità della
gente, ma per altre e meno nobili peculiarità. Il nostro paese, secondo il
rapporto dell'azienda leader per i programmi antivirus, la Symantec, piazza tre
città nei primi dieci posti per numero di computer contagiati, con Cagliari sul
gradino più basso di un podio che di certo non premia l'eccellenza, Roma al
sesto posto e Milano all'ottavo. L'incremento della banda larga in Europa sta
portando con sé un maggior numero di rischi informatici, nell'ultimo trimestre
2007, sempre secondo i dati Symantec, si sono verificate circa mezzo milione di
infezioni, in un solo trimestre un numero superiore alle infezioni registrate
negli ultimi cinque anni. Cambia anche la metodica dell'attacco dei virus, non
più assalti alle reti aziendali, la cui sicurezza è maggiormente curata, ma ai
singoli siti, specialmente se di relazioni sociali, e all'utente finale, al
computer privato. I computer più colpiti nell'area dell'Emea (Europa, Medio
Oriente e Africa) sono quelli di Madrid in Spagna, seguiti dai terminali di
Ankara in Turchia. Le due città si stanno distinguendo anche per la loro grande
espansione, la capitale spagnola e il traino di un'economia nazionale in forte
crescita. Al terzo posto si attesta, a sorpresa, Cagliari la città sarda non ha
certo caratteristiche tali da trovarsi così in alto in questa strana classifica
dei virus, e invece si guadagna la medaglia di bronzo. Altre due città italiane
entrano nella speciale top ten, Roma con il suo sesto posto e Milano con
l'ottavo. Una ulteriore dimostrazione che la vulnerabilità dei sistemi
informatici non è direttamente correlata alla informatizzazione presente nella
città. Se stupisce vedere Cagliari tra le città più attaccate, altrettanto
strano confrontare i dati Symantec con quelli del Global Information Technology
Report, che stila anche una classifica per nazioni relativa al livello di
preparazione alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, dove
internet occupa un ruolo preponderante. L'Italia in questo caso scala
all'inverso la classifica, scendendo al 42° posto, dietro Porto Rico, Cipro e
Tailandia. Il paese più avanzato in questo campo è la Danimarca, seguita da
Svezia e Svizzera. A determinare la posizione non eccelsa dell'Italia sono burocrazia e tasse. Tornando agli allarmanti dati Symantec sulla sempre più
alta presenza di virus, secondo Elia Florio, Senior security response engineer
del centro Symantec di Dublino: "Siamo di fronte a un'escalation di
infezioni". I più colpiti sono proprio gli utenti finali d'internet, i
computer dei privati. Gli attacchi avvengono più difficilmente su larga
scala, grazie al maggior controllo della rete, gli aggressori adottano tattiche
furtive operando sul singolo computer. Se colpendo le reti aziendali gli hacker
hanno maggiori probabilità di essere fermati e scoperti, più facile è muoversi
verso i siti web e gli utenti privati. Gli attacchi a siti web preoccupano
maggiormente, perché spesso i portali colpiti sono in possesso d'informazioni
personali degli utenti, dati che possono essere carpiti e usati per frodi
online o furti d'identità. Per questo motivo le pagine scelte sono spesso
quelle di relazioni personali tra utenti, chat, forum, link d'incontri più in
generale. Questi spazi hanno una minore protezione dei siti che conservano dati
sensibili più importanti: banche, poste, assicurazioni, ma sono comunque in
possesso di diverse informazioni da usare in modo fraudolento. L'importanza
della rete informatica va al di là dell'utilizzo abituale di noi utenti, come
spiega il commissario Ue Viviane Reading: "Presenterò una comunicazione
sulla protezione delle infrastrutture informatiche critiche che punta a
migliorare la prevenzione e la capacità di risposta di fronte agli attacchi in
tutti i Paesi dell'Ue. Del resto - ha spiegato il commissario lussemburghese -
le tecnologie dell'informazione e della comunicazione sono diventate il sistema
nevralgico della nostra società e un problema nel settore può avere un impatto
su altri, come quello della fornitura di energia e quello dei servizi
finanziari". Il commissario ha ricordato l'attacco massiccio alla rete
informatica realizzato lo scorso anno in Estonia, spiegando che da soli non si
può far fronte a simili assalti, ma si devono coordinare i vari stati. Anche
Bruxelles insomma dichiara guerra ai pirati informatici, sempre più attenti e
subdoli, una guerra che viaggerà si può stare certi anche attraverso i nostri
pc. Giovanni Cristiani 11/04/2008.
( da "Vita non profit online" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Paolo Manzo
(p.manzo@vita.it) 11/04/2008 --> La rubrica della Cooperazione
Internazionale, ogni venerdì in versione esclusivamente online Al via il Tg
della Farnesina. E' stato infatti annunciato dal... ... Servizio Stampa del
ministero degli Esteri un progetto di comunicazione con la rete televisiva
Class Cnbc, la tv digitale finanziaria globale in lingua italiana di Class
Editori, con l'obiettivo di "far meglio conoscere al pubblico le
molteplici attività e progetti promossi dalla Farnesina come gestore della
vasta rete all'estero che conta 358 sedi". Dalla Farnesina in un
comunicato si spiegano anche i contenuti: "dall'impegno nelle
Organizzazioni Internazionali ai rapporti bilaterali con i vari Paesi del
mondo, dalla partecipazione ai principali eventi internazionali alla
trattazione dei grandi temi del disarmo, dell'ambiente, dell'energia e della
lotta al terrorismo; dalla diplomazia economica alla cultura; dalle iniziative
di cooperazione allo sviluppo alla promozione dei diritti umani; dai temi
migratori e sociali ai servizi offerti ai cittadini italiani". Il progetto
prevede la realizzazione di un 'Notiziario della diplomazia italiana' dal
titolo 'Esteri News', trasmesso con cadenza settimanale, che va in onda ogni
giovedì su Class CNBC e che sarà disponibile anche sul portale istituzionale
della Farnesina, www.esteri.it. Il rischio è che la macchina Farnesina-ONG si
stia inceppando di nuovo? ?per motivi meramente burocratici. Il motivo
dell'inceppamento? Un'azione della ragioneria, più correttamente l'ufficio
centrale di bilancio, che ha bloccato i pagamenti dei saldi finali sui progetti
delle ONG. Essendo questi dei progetti già chiusi e rendicontati si ripropone
dunque la situazione per cui le ONG che vanno a credito con il Ministero degli
Esteri (MAE) poi si espongono con le banche. Perché quei soldi sono già stati
anticipati dalle stesse ONG. Questo problema sbloccato nel 2006-2007 rischia di
riproporsi anche perché è oramai quasi certo che la convenzione scaduta lo
scorso 31 marzo con Formez, una struttura contrattata dal MAE lo scorso anno e
che aveva consentito l'espletamento delle pratiche sui rendiconti, non sarà
rinnovata. Come mai? Per l'opposizione sindacale interna alla Farnesina, che
non vuole siano presi collaboratori esterni e che, invece, vuole sia assunto
del personale interno. In tempi di riduzione dei costi una battaglia sindacale
di retroguardia, puramente ideologica. Insomma, interessa di più la
salvaguardia del principio astratto che la soluzione concreta del problema. La
convenzione con Formez era importante anche perché i suoi tecnici aiutavano
oltre che a gestire le pratiche delle ONG anche a gestire i fondi delle
ambasciate. Insomma, sia le ONG che quanto fatto all'estero dalla cooperazione
italiana perde parecchia funzionalità? Il risultato finale è che l'azione della
ragioneria e la fine della convenzione con Formez rischiano di portarci al
dramma dei ritardi nelle erogazioni MAE degli anni scorsi... Mercoledì 9 aprile
l'Associazione ONG italiane ha avuto una riunione con Giuseppe Morabito, il
vice alla Direzione Generale Cooperazione allo Sviluppo (DGCS) di Alain Giorgio
Maria Economides. Obiettivo discutere del rischio inceppamento. Ebbene,
l'impressione di sintesi dopo l'incontro spiegano a Scooperation fonti bene
informate è che stia capitando il peggio. L'aria è quella che si stiano
aspettando i prossimi "padroni del vapore". Addirittura sono state
messe in discussione le risorse per le ong del prossimo anno. Insomma, anche la
burocrazia e la diplomazia della
Farnesina sono entrate nell'ansia pre-elettorale che contraddistingue il paese
tutto? Chi legge Scooperation lo sa bene. In vista delle elezioni politiche del
13 e 14 aprile? ? le organizzazioni del CINI - ActionAid, AMREF, Save the
Children, Terre des hommes, VIS, WWF - avevano proposto a tutti i candidati
premier e ai componenti delle Commissioni Esteri di Camera e Senato, un
"Controsondaggio elettorale" sul futuro della cooperazione
internazionale. Il CINI aveva inviato 50 questionari rivolgendo 10 domande precise
e concrete su 3 nodi critici della cooperazione: la quantità delle risorse
pubbliche per lo sviluppo, la qualità della cooperazione allo sviluppo e i suoi
strumenti di gestione. A due giorni dal voto le risposte pervenute sono appena
13, una percentuale del 27% che non deve esaltare nessuno in merito
all'interesse del mondo politico sul tema della cooperazione internazionale.
Tra i 13 sensibili al tema tre aspiranti premier ? Fausto Bertinotti (Sinistra
Arcobaleno, SA), Enrico Boselli (Partito Socialista, PS) e Walter Veltroni
(Partito Democratico, PD) - e 10 altri candidati: Emma Bonino (PD), Rocco
Buttiglione (UDC), Barbara Contini (Popolo delle Libertà, PDL), Roberto Della
Seta (PD), Bruno Ferrante (PD), Pietro Marcenaro (PD), Ignazio Marino (PD),
Alfredo Mantica (PDL), Sabina Siniscalchi (SA) e Jean-Léonard Touadi (Italia
dei Valori). Ma cosa hanno detto i 13 che hanno risposto? Tra tutti è emersa
unanimità d'intenti sulla necessità di aumentare le risorse pubbliche per
l'aiuto pubblico allo sviluppo per raggiungere l'obiettivo europeo dello 0,51%
del PIL entro il 2010; sulla necessità di perseguire la coerenza tra le
politiche che hanno conseguenze sui paesi del sud del mondo; la gestione
unificata di tutte le risorse che costituiscono l'APS (con 1 "non so"
di Bonino) e sul sostegno al terzo settore attraverso l'istituzione di
incentivi alla donazione dei privati. Divergenze, invece, sugli altri punti.
Quali? Sull'indipendenza degli interventi di cooperazione dall'agenda
commerciale e dalla politica di sicurezza (9 favorevoli - 2 contrari
Buttiglione e Contini - 2 distinguo Bonino e Mantica); immediato slegamento
dell'Aiuto (10 favorevoli, 2 contrari Buttiglione e Mantica e 1 risposta con
riserva Bonino); la nomina di una figura di livello governativo con delega per
la cooperazione che sieda in Consiglio dei Ministro (11 favorevoli, 1 contrario
Boselli e 1 non so Bonino -auspicato ma poco compatibile con governo leggero);
l'istituzione di un ente indipendente, unico responsabile dell'attuazione della
politica di cooperazione (11 favorevoli, 1 contrario Bonino e 1 risposta con
riserva Mantica) e il riconoscimento del ruolo istituzionale della società
civile su questioni strategiche e d'indirizzo (12 favorevoli, 1 contrario
Mantica). Il G8 e le promesse da marinai. Al Summit di Tokio di aprile... ...
gli 8 Grandi hanno affermato (per l'ennesima volta) la volontà di aumentare gli
aiuti allo sviluppo di Paesi poveri e Africa. Il summit giapponese che ha visto
come protagonisti Giappone, Stati Uniti, Germania, Regno Unito, Francia,
Italia, Canada e Russia, oltre ai cosiddetti 'nuovi donatori' (Sud Africa,
Cina, Brasile, Corea del Sud, India, Indonesia, Malesia e Messico), si è chiuso
con la conferma che ''ognuno dei Paesi del G8 si vincola a rafforzare l'assistenza
alla cooperazione internazionale''. Obiettivi primari per combattere la povertà
e avvicinarsi ai Millennium Goals ''sanità, istruzione e accesso all'acqua nei
Paesi poveri''. Ce la faranno? Per ora di certo c'è che al vertice di
Gleneagles del 2005 il G8 aveva deciso di portare da 80 miliardi di dollari del
( da "Vita non profit online" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Redazione
(redazione@vita.it) 11/04/2008 --> Hanno risposto al messaggio inviato nei
giorni scorsi da Pietro Barbieri, presidente della Federazione Italiana per il
Superamento dell'Handicap, ove si indicavano al prossimo Governo dieci punti
pri Hanno risposto, le principali forze politiche, al messaggio inviato nei
giorni scorsi da Pietro Barbieri, presidente della FISH (Federazione Italiana
per il Superamento dell'Handicap), ove si indicavano al prossimo Governo -
qualunque esso sarà - dieci punti prioritari da perseguire in ambito di
disabilità, dalla ratifica della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con
Disabilità alle statistiche; dalla presenza delle associazioni nei tavoli di
confronto ai criteri di valutazione della disabilità; dai diritti esigibili
alla scuola; dal lavoro alla vita indipendente delle persone con disabilità; da
pensioni più dignitose alla comunicazione. Lo ha fatto per primo il gruppo
della Sinistra l'Arcobaleno, per tramite di Walter De Cesaris, coordinatore del
programma di questa lista, dichiarando di "condividere completamente i
punti evidenziati dalla FISH", ritenendo fondamentale "l'uguaglianza
di opportunità e di partecipazione alla vita della comunità" da parte
delle persone con disabilità. Successivamente La Sinistra l'Arcobaleno ha a
propria volta indicato come prioritari alcuni punti già presenti nel proprio
programma, vale a dire "portare a termine la procedura parlamentare di
ratifica della Convenzione Internazionale sui Diritti delle Persone con
Disabilità; rivedere le modalità di accertamento sanitario tenendo conto
dell'evoluzione degli strumenti di valutazione della persona; definire i
livelli essenziali delle prestazioni sociali omogenei su tutto il territorio
nazionale; associare alla riabilitazione medica la riabilitazione sociale e
l'abilitazione per valorizzare tutte le potenzialità della persona;
incrementare il fondo sulla non autosufficienza fino ad almeno 1,5 miliardi di
euro, prevedendo un canale differenziato specifico per la disabilità;
migliorare la qualità dell'integrazione scolastica; rifinanziare la Legge 13/89
sull'eliminazione delle barriere architettoniche; incentivare l'accessibilità
ai mezzi di comunicazione e informazione, rivedendo anche la Legge 4/04".
Successivamente, a scrivere al presidente della FISH è stato il candidato premier
dell'Unione di Centro (UDC), Pierferdinando Casini, dichiarando il proprio
impegno "a ratificare entro i primi cento giorni di legislatura la
Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità; ad adoperarsi per la
chiusura degli istituti, sia in Italia che all'estero, ove sia presente la
cooperazione internazionale; ad "universalizzare" il diritto
all'assistenza individuale, rendendola esigibile su tutto il territorio
nazionale e definendo i LIVEAS, i Livelli Essenziali di Assistenza Sociale e il
loro "incrocio" con i LEA, il Livelli Essenziali di Assistenza
Sanitaria". "Le persone con disabilità e i progetti del cosiddetto
"dopo di noi" - ha concluso Casini - saranno al centro delle
politiche del nostro partito, perché dall'attenzione riservata a questa priorità
si misura la civiltà di un Paese". Quasi contemporaneamente, a rivolgersi
alla FISH con una nota personale è stato il candidato del Partito Democratico
(PD), Walter Veltroni, che ha innanzitutto voluto sottolineare come,
"durante il mio viaggio nelle 110 Province italiane ho potuto riscontrare
direttamente moltissime delle cose espresse nel vostro documento e sono
fermamente convinto che sia arrivato il momento di dare risposte e di avviare
riforme concrete". "Stiamo parlando di persone, non di numeri né di
statistiche - continua il messaggio di Veltroni - e non devo certo dirlo alla
FISH quanto alla politica. Dobbiamo dunque saper superare l'indifferenza e
l'approccio paternalistico, avviando un confronto reale e permanente con le
associazioni e le Federazioni che da anni, troppo spesso in solitudine, cercano
di inserire nell'agenda della politica queste tematiche". "Comprendo
il valore e l'importanza delle vostre proposte - conclude il leader del PD - ed
è per questo che ritengo indispensabile aprire un confronto serio e soprattutto
permanente, perché si possano dare risposte veloci e coerenti partendo dalla
ratifica della Convenzione ONU che potrà aiutarci anche a semplificare la
"giungla" legislativa in questo settore (proposta che abbiamo avanzato
con forza in relazione a tutto il nostro sistema legislativo e che a maggior
ragione deve trovare applicazione in questo ambito). Superare
inutili burocrazie, favorire la partecipazione, investire nella rete dei
servizi sono princìpi alla base di qualsiasi intervento che dovremo fare".
In extremis è arrivata anche la risposta del Popolo delle Libertà (PdL), da
parte di Leonardo Salvemini, responsabile scientifico del Dipartimento
Politiche Sociali, a nome del responsabile di quest'ultimo Mario
Mantovani e del coordinatore nazionale Sandro Bondi. "L'onorevole
Mantovani - si scrive nella nota - per quanto riferibile alle fondate e
legittime istanze contenute nella vostra comunicazione, onde evitare promesse
che appaiano più come aridi spot elettorali che impegni politici precisi e
concreti, propone, in caso di vittoria della coalizione guidata dal Presidente
Silvio Berlusconi: 1. di evitare di incidere su leggi di settori esistenti, ma
di istituire, con un provvedimento adottato dal primo Consiglio dei Ministri,
un tavolo tecnico costituito da rappresentanti delle associazioni, Governo e
Regioni per l'elaborazione di un "Testo Unico delle Tutele Sociali"
che disciplini nel dettaglio le puntuali esigenze evidenziate nella scheda
della FISH, dopo aver effettuato la ricognizione di tutta la normativa
esistente". "Tale esigenza - continua il messaggio - appare
necessaria perché a seguito della riforma del Titolo V della Costituzione, i
soggetti responsabili degli ambiti afferenti le Politiche Sociali sono lo
Stato, per quanto riconducibile ai livelli essenziali, e anche le Regioni, per
quanto riferibile alla normativa di dettaglio. Non solo, l'occasione del tavolo
potrebbe valere per una completa riforma della legislazione esistente Secondo
la lettera dei rappresentanti del Pdl, i "pilastri fondamentali" di
questo "Testo Unico delle Tutele Sociali", proponendo "un elenco
non esaustivo ma indicativo", potrebbero essere "il lavoro,
l'educazione, i trasporti, le strutture residenziali e non, i servizi
amministrativi". oggi disorganica, ambigua e di difficile applicazione e
interpretazione".
( da "Stampa, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il caso L'ultima
volontà di un ex artigiano affetto da Sla Malato come Welby accusa "Negato
il mio diritto di voto" MAURIZIO FICO BERGEGGI Adue giorni dalle elezioni
scoppia il caso di un "voto negato" a un uomo di 64 anni affetto da
una grave forma di sclerosi laterale amiotrofica, la stessa di Piergiorgio
Welby. Per dire sì chiude gli occhi, per dire no gira la testa di lato, verso
l'armadio della camera. E' tutto il suo mondo, sempre più stretto, che osserva
quasi immobile da letto, al secondo piano di una casa nel centro di Bergeggi,
sotto la chiesa, da quando la malattia gli ha reso sempre più più complicate e
rare le uscite in carrozzella. G. F., una vita da artigiano specializzato
("il suo calvario è iniziato nell'estate del 2005 quando hanno cominciato
a cadergli oggetti e attrezzi da lavoro dalle mani", racconta la moglie
C., ex commerciante savonese) in questi giorni ha espresso un desiderio che è
allo stesso tempo il riconoscimento di un diritto e una sorta di ultima
volontà: votare alle prossime elezioni. L'impresa però
sembra impossibile e la moglie esprime tutta la sua rabbia: "La burocrazia anche questa volta complica
le cose e invece di aiutare si accanisce contro una persona inerme. Chi perde
il certificato in poche ore può ottenere un duplicato, per consentire a un
invalido grave di votare invece si devono riempire decine di scartoffie e
affrontare i cavilli di leggi assurde". La donna (la coppia non ha
figli) è stata tra le fondatrici della nuova associazione Aisla di Savona, a
cui possono rivolgersi tutte le persone "più numerose di quanto si
immagini" che hanno un familiare affetto da Sla. "Ma questa è una
battaglia che porto avanti a livello personale. E faccio un'altra precisazione:
in Comune, a cominciare dal sindaco, tutti hanno sempre fatto il possibile per
aiutarci e già due anni fa c'era stata la massima disponibilità anche da parte
del presidente del seggio. Mio marito però non vuole farsi intubare e per chi
non è legato a macchine "salvavita" poter votare è praticamente
impossibile". Perchè, come vorrebbe il buon senso, non delegare la moglie?
"Dovevo essere nominata amministratore di sostegno ma anche qui, dopo
quintali di burocrazia, per il pronunciamento
definitivo è risultato che doveva essere presente in Tribunale anche mio
marito. Non trovo aggettivi per definire una sciocchezza simile. Si doveva
altrimenti seguire la procedura usata per i sordomuti, con due interpreti, un
notaio e un avvocato, spendando circa 4 mila euro. Forse il 14 maggio sarà la
volta buona, ma intanto non posso portare avanti operazioni importanti,
compresa la delega per il voto". Difficilmente l'ex artigiano potrà vedere
esaudita la sua volontà di votare. "Mio marito, nelle condizioni in cui è,
non ha piacere di farsi vedere in pubblico, senza contare le difficoltà e i
rischi di un'uscita in carrozzella. Riesce però a esprimersi bene attraverso un
computer visivo, possibile che non si possa trovare una soluzione?".
( da "Virgilio Notizie" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Solo 2,5% aborti in
centri pubblici, anche per cattiva gestione postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA
Altri In Spagna la sanità pubblica effettua solo il 2,5% degli aborti: a rilevarlo oggi è il quotidiano di centrosinistra 'El Pais',
secondo cui l'inerzia, la burocrazia e l'ideologia di alcuni capireparto, giudici e politici
regionali rende urgente la creazione di un registro degli obiettori di
coscienza, annunciato dal governo per rendere compatibile il diritto ad
abortire con quello ad obiettare. In alcune regioni, come Murcia,
Navarra e Castilla-La Mancha nessun centro pubblico pratica aborti, mentre in
tutto il paese ci sono stati 100.000 aborti nel 2006. Nelle cliniche private
gli aborti sono praticati con frequenza, tanto da aver provocato polemiche a
seguito di indagini in alcune cliniche di Madrid e Barcellona sospettate di
violare la legge spagnola, che prevede l'interruzione di gravidanza solo in
alcuni casi tassativi. Teoricamente infatti per la legge spagnola l'aborto non
è un diritto, ma viene consentito dietro parere medico in alcuni casi. Ma che
succede se la donna è in pericolo di vita? Il quotidiano madrileno riporta il
caso di un'amniocentesi fallita nel grande ospedale pubblico 'Hospital de la
Paz' della capitale, dopo cui la donna è stata inviata ad abortire in una
clinica privata nonostante la situazione fosse molto pericolosa, e altri esempi
che riguardano personale medico. Solo il 50% dei medici in Spagna sarebbero
però obiettori, secondo il capo di ginecologia di un altro grande ospedale
madrileno, il Severo Ochoa. Secondo questo professionista con 20 anni di
esperienza, Javier Martinez Salmean, in certi casi i dottori si rifiutano di
praticare aborti più per questioni emotive che per convinzioni
ideologico-religiose. "Forse dovrebbero chiedersi se possono lavorare in
un sistema pubblico", osserva Salmean. L'aborto inoltre è un'operazione
urgente che spesso contrasta con ritmi e programmazioni settimanali in grandi
centri. Ma ci sono poi altri casi, in cui il caporeparto obiettore impone le
sue convinzioni ai subordinati. La legge spagnola - approvata subito dopo il ritorno
della democrazia ma in seguito mai modificata - prevede la possibilità di
ricorrere all'aborto in tre soli casi: stupro (entro le 12 settimane),
"gravi tare fisiche o psichiche" del nascituro (entro le 22 settimane
e con il parere di uno specialista) e "grave pericolo per la vita o la
salute psichica della madre" (senza limiti temporali, ma anche in questo
caso con il parere di un medico). Secondo le statistiche, gli aborti del 2006
sono stati motivati con lo stupro solo in 13 casi, con il rischio per il feto
in 2.875 casi e con il rischio per la salute della madre in 98.523 casi. Buona
parte del problema, secondo 'El Pais', sta proprio qui: la legge è generica e
molti psichiatri preferiscono non rischiare. In alcune cliniche private invece,
come quella di Barcellona del dottor Carlos Morin, indagato e attualmente agli
arresti domiciliari, si effettuano aborti compilando test psicologici su carta,
con valutazioni numeriche, da uno a cinque. Il governo socialista di José Luis
Zapatero per ora ha evitato di proporre riforme della legge, ma si è detto
favorevole a un dibattito 'consensuale', che però appare difficile da
realizzare data la posizione apertamente ostile dell'opposizione di
centrodestra del Partido popular (Pp). Per ora, dopo molti casi di donne chiamate
a testimoniare in indagini della polizia con metodi intimidatori, il governo ha
deciso di adottare due misure: definire "un quadro comune di base che
garantisca l'equità, la qualità, il rispetto e il diritto all'intimità"
per le donne che interrompono volontariamente la propria gravidanza; e creare
un registro dei medici obiettori, per cercare di facilitare l'applicazione
della legge sull'aborto nelle strutture pubbliche. L'ordine professionale dei
medici ha chiesto di poter gestire questo registro, per vegliare sul
"codice etico e il buon esercizio della professione".