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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


tARTICOLI DELL’11-4-2008        #TOP


Report "Burocrazia"

EconomiaInBreve ( da "Gazzetta di Parma, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Colpa di tasse e burocrazia - - EconomiaInBreve TESORO Nuovo Btp a 15 anni Emissione da 4 mld Emissione da 4 miliardi di euro per il nuovo Btp a 15 anni: il titolo è stato collocato al prezzo di 99,135, corrispondente ad un rendimento annuo lordo all'emissione del 4,888%.

"Una politica che crei sviluppo" ( da "Giornale di Calabria, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di una burocrazia farraginosa e di una tassazione eccessivamente aggressiva, sono sicuro che in Calabria ci sono tante energie fresche e di qualità pronte a mettersi in gioco per creare sviluppo, ricchezza e posti di lavoro". Fin troppo chiaro il fatto che per Vincenzo Speziali l'idea del cosiddetto posto fisso,

Più fondi per monumenti e strade ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: le necessità di allegerire la burocrazia e di puntare sullo sviluppo, anche tecnologico, dei servizi) lei l'ha sollevata quando ancora era segretario dei Ds. Adesso che si candida al Parlamento resta ancora convinto di questa emergenza? "Correre senza la sinistra radicale ci consente di essere più liberi nell'affrontare certi temi.

Comune più trasparente ( da "Gazzetta di Reggio" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Snellire la burocrazia, rendere trasparente l'amministrazione, mettere il sindaco e la sua squadra a disposizione del cittadino 1 giorno a settimana. Tagliare i costi della politica riducendo da 6 a 4 gli assessori". Come risolvere il nodo della viabilità a San Polo?

Meno Irap e Iva sul turismo e pensioni legate ai costi veri ( da "Corriere delle Alpi" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Alcuni pagano più tasse di quanti utili riescano a realizzare, ma tengono aperto perché qui l'impresa è di famiglia". Costo del lavoro, apprendistato difficile, burocrazia sono i nemici delle imprese e la Polidori si rivolge alle donne che non devono rinunciare a figli e anziani per lavorare. Essenziale anche la sicurezza dei lavoratori. (i.a.).

Benzina agricola Richiesta anche via internet ( da "Gazzetta di Modena,La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: inviare la domanda all'ufficio provinciale Uma, che esegue l'istruttoria e rilascia l'autorizzazione. L'iniziativa ha lo scopo di semplificare la burocrazia, snellire i tempi e rendere più agevoli per le aziende gli adempimenti amministrativi. L'indirizzo è http://agriservizi.regione.emilia-romagna.it/umawizard/jsp/index.jsp.

La Casa del capitano è un cumulo di macerie ( da "Trentino" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è trascinata per cinque anni fra burocrazia ed aule di tribunale. Il reperimento dei fondi sul piano scolastico provinciale risale addirittura al 2003, assessore Claudio Molinari. Salvaterra, che gli è succeduto sulla poltrona di assessore provinciale, ha confermato l'investimento l'anno successivo: abbattuta la vecchia villa -che il comune aveva venduto alla provincia-

Governare l'immigrazione senza buonismi ( da "Giornale di Brescia" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma le priorità sono altre. E il Palagiustizia? Bisognerebbe sferzare la burocrazia del Ministero della giustizia, che ci ha imposto una gara europea per gli impianti di sicurezza quando il Palagiustizia avrebbe già dovuto essere consegnato ai bresciani: una beffa.

Il polo catastale aprirà i battenti lunedì 5 maggio ( da "Giornale di Brescia" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: BUROCRAZIA E TERRITORIO Il polo catastale aprirà i battenti lunedì 5 maggio Dal 5 maggio apre i battenti il Polo Catastale di Brescia. Recentemente Costituito dal Comune, sulla scorta di un decreto della Finanziaria che ha stabilito di delegare ai Comuni le funzioni catastali, la Loggia ha deciso con le Amministrazioni di Bovezzo,

Morgan Stanley boccia Pd e Pdl ( da "Milano Finanza (MF)" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: potenziare le infrastrutture e ridurre la burocrazia. Più nel dettaglio, sia Pd che Pdl puntano ad aumentare il potere d'acquisto delle famiglie riducendo le tasse per le fasce meno abbienti. Le differenze, sulla carta, sono minime: "Come prevedibile, la politica fiscale del centrosinistra ha un'inclinazione più redistributiva", spiega il report.

Confronto tra Fogliardi Brancher e albergatori ( da "Arena, L'" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Nel documento si avanzavano richieste nel campo della fiscalità, burocrazia, viabilità, manifestazioni e gestione delle acque. Non senza dimenticare il problema dell'ospedale di Malcesine con l'impegno rivolto ai due candidati, di "scongiurarne la chiusura". Entrambi hanno ribadito la necessità di un ospedale nell'alto lago.

Burocrazia, spese inutili per 170 milioni ( da "Mattino di Padova, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Cronaca Burocrazia, spese inutili per 170 milioni Gli industriali chiamano in campo i politici Peghin: "La "burotassa" ci sta soffocando" Della serie, come scialacquare la bellezza di 170 milioni di euro all'anno in costi burocratici e giornate perse di lavoro.

Governo stabile per l'Italia ( da "Italia Oggi" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Quello di semplificare il mostro della burocrazia è un fatto non più rimandabile. Ricordo che il viceministro Visco negli ultimi due anni ha prodotto una sequela di nuovi odiosi adempimenti proprio per le imprese: dal reinserimento del registro clienti-fornitori a tutta una serie di vessazioni a scopo di controllo fiscale.

Le trame dei film di prima visione ( da "Mattino di Padova, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma a causa della burocrazia, della sfortuna o per qualche altra ragione, all'aeroporto nessuno li aspetta. Cercano di cavarsela da soli. LA ZONA (Spagna e Messico, 2007), drammatico di Rodrigo Plà Alejandro è un adolescente privilegiato che vive nella "Zona", quartiere benestante nel centro di Città del Messico, protetto da guardie private e circondato da alte mura.

Capitan Ventosa da un mese con i liguri ( da "Secolo XIX, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: disagi, inestricabili problemi della burocrazia. Più tardi, a partire dalle 15, lo studio mobile di Radio19 - che in questi giorni trasmette dalla Fiera Primavera - accoglierà i Sonohra, i due fratelli veronesi che hanno vinto l'ultima edizione di Sanremo Giovani; saranno intervistati da Giovanni Carrara.

Che fine ha fatto mio fratello? ( da "Tirreno, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Italia scontrandosi con il muro della burocrazia e dell'insofferenza. "E lei fa questa ricerca dopo 60 anni?", "Noi ci interessiamo solo degli ufficiali", si sente rispondere finché entra in possesso di un numero telefonico di Roma. "Ho chiamato anche lì - racconta il signor Sabatini - ma non hanno saputo indicarmi niente.

Laigueglia, casa e turismo obiettivi dei tre candidati ( da "Secolo XIX, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è anche lo snellimento della burocrazia nei rapporti con cittadini e attività economiche. Il problema della casa va affrontato con edilizia convenzionata in affitto e in acquisto. Poi ovviamente c'è il turismo, la nostra principale risorsa. Crediamo che il turista debba essere accolto e coinvolto con un sistema di infrastrutture da realizzare e mantenere.

Case di riposo, rivedere le norme ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "La burocrazia che vige nei servizi sanitari e in questo settore è mostruosa - ha concluso Sasco - inoltre, manca totalmente un qualunque tipo di raccordo tra i vari enti, che non comunicano nemmeno tra di loro. Tutto ciò e inaccettabile e fin d'ora dico che, se eletto, cambiarò la situazione".

Elezioni, lo sprint dei candidati - conchita sannino ( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Quando proponevo la medaglia per chi apre un'impresa, sopravvivendo a burocrazia ed ostacoli. Credo che sia la priorità: realizzare un'autostrada a favore di chi investe". Il più franco, sulle ansie del limbo, è Vincenzo D'Anna, biologo casertano, 21esimo del Pdl nella lista alla Camera di Campania 1. "La frustrazione c'è.

L'assemblea agricoltori affronta la crisi ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Troppi vincoli e burocrazia: alla Regione sarà chiesta una Conferenza sull'uso del territorio L'assemblea agricoltori affronta la crisi Oggi a Opicina il sodalizio rinnoverà anche le cariche sociali OPICINA È un'agricoltura nazionale e locale in crisi quella di cui si parlerà oggi nell'assemblea annuale dell'Associazione agricoltori di Trieste.

Metrò, le linee 4 e 5 sono già in ritardo ( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Milano Il mercato che da sette mesi il Comune non riesce a spostare e i tempi della burocrazia bloccano i lavori Metrò, le linee 4 e 5 sono già in ritardo Il mercato dell'Isola che il Comune non riesce a spostare sbarra la strada ai lavori della metrò 5. E i cantieri per la nuova linea 4, attesi al via nel 2007, vengono rimandati dalle lungaggini burocratiche al 2009.

Veltroni infiamma piazza duomo "con milano vogliamo vincere" - stefano rossi ( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di raccomandati e burocrazia. Di leghisti (con l'accenno ai fucili di Bossi) che vestono l'armatura a Pontida e da vent'anni tutti i lunedì promettono la rivoluzione e poi durante la settimana, a Roma, parcheggiano l'auto blu di fronte al ristorante: "Se fossi un militante comincerei a insospettirmi".

Il nuovo metrò parte in ritardo - giuseppina piano ( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la 4 impantanata nella burocrazia In sette mesi il Comune non ha ancora trovato una collocazione per le bancarelle dell'Isola GIUSEPPINA PIANO Le bancarelle di un mercato che da sette mesi Palazzo Marino non riesce a spostare sbarrano la strada alla "talpa" che scava i tunnel della nuova metropolitana 5.

I timori di un verdetto sul filoavvelenano il rush finaletra Berlusconi e Veltroni ( da "Secolo XIX, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma entrambi verrebbero messi subito alla prova con una riforma che non costa ma rende: i tempi della burocrazia e la lotta agli sprechi nel settore pubblico. Tutti l'hanno sempre promesso, nessuno è mai riuscito a farlo. Vedremo. Un'ultima osservazione. Entrambi i contendenti sono apparsi molto motivati e in palla, ma anche - sotto pelle - molto tirati e nervosi.

L'imprenditore non cambia rotta "ho visto prodi, rivoglio berlusconi" ( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Due anni di governo Prodi, però, gli hanno fatto "ritrovare" la strada del centro-destra, dice Viziano: "La burocrazia e i costi della macchina dello Stato sono allucinanti e Prodi non ha fatto nulla ? dice ? non solo, il sistema fiscale è più pesante e farraginoso, il potere d'acquisto degli italiani è colato a picco".

Banca di bientina, l'utile netto a quota 2,2 milioni ( da "Tirreno, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il direttore Valentini ha parlato delle difficoltà che il fare banca comporta oggi - tra cui un eccesso di burocrazia - e ha ricordato che l'istituto di Bientina, pur in una logica prudenziale, ha fatto di tutto per agevolare l'accesso al credito da parte di famiglie, artigiani e piccole imprese in un momento in cui il sistema diventa nel complesso più selettivo.

Una mano per battere la burocrazia ( da "Tirreno, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Livorno Una mano per battere la burocrazia Pratiche più facili grazie all'Apici e poi trasporto e assistenza domiciliare Anche "pony amico" tra le attività dell'associazione LIVORNO. Cambiare il modo di aiutare gli altri. Questo l'obiettivo che si prefigge l'Apici, AssociazionIe provincialI invalidi civili e cittadini anziani.

La burocrazia ci costa 170 milioni ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia è un'emergenza nazionale da affrontare subito. Chiunque governi adotti una terapia d'urto se si vogliono mettere le aziende in condizione di crescere e di reagire a questo momento di difficoltà congiunturale". "La burocrazia è - rileva Peghin - una delle insopportabili anomalie che spiegano il deficit di competitività del nostro Paese.

Business plan, la carta giusta ( da "Giorno, Il (Lodi)" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dalle bollette alla burocrazia), quali e quante attività di promozione e marketing saranno necessarie, rappresenta un autentico test sul proprio grado di imprenditorialità. Il business plan permette di valutare se stessi e l'idea, misurandone la consistenza. Tenendo sempre a mente che l'idea deve andare di pari passo con la definizione della "

VENDITA diretta, mercato dei fiori, centro agroalimentare, acquedotto: sono quest ( da "Nazione, La (Viareggio)" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Troppa burocrazia, troppi tempi morti quelli di una macchina pubblica che fino ad oggi non ha considerato fondamentale l'agricoltura e ha puntato su cantieristica e nautica". Decollato in un clima disteso con l'introduzione del responsabile Coldiretti Versilia, Maurizio Del Chiaro, seguito dal direttore, Raffello Betti e dal presidente provinciale,

Milano - (segue dalla copertina) ettore livini ( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma non ha fatto i conti con la burocrazia e la lobby dei commercianti. Ha iniziato la vendita di michette sottocosto il 4 marzo alle 9.30 e due minuti dopo sono arrivati 4 vigili dell'annonaria e 6 finanzieri su esposto dei panificatori. Una specie di moral dissuasion che non è bastata a scoraggiare questi paladini della lotta contro il pane d'oro.

Di MAILA PAPI <E' necessario rivedere i canoni di locazioni. Non è pensabile aver ( da "Nazione, La (Livorno)" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ente vincolato da burocrazia e leggi restrittive e presentando progetti ed investimenti futuri. Numeri significativi quelli di Casalp in Val di Cornia. Il patrimonio nei cinque comuni è costituito da 957 alloggi di edilizia popolare ubicati in 99 edifici: 73 alloggi a Campiglia, 817 a Piombino, 13 a San Vincenzo, 11 a Sassetta e 43 a Suvereto.

La <rivoluzione> piace alle categorie ( da "Nazione, La (Lucca)" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: piace alle categorie Meno burocrazia per le nuove attività COMMERCIO & ARTIGIANATO CHANCE Il Comune ha un piano per far rientrare le attività in centro di DIEGO CASALI U N CORO di consensi alla proposta dell'assessore al commercio Filippo Candelise di modificare il regolamento comunale per gli esercizi pubblici e i laboratori artigiani,

L'Anas: <Protesta per far sentire la nostra voce> ( da "Provincia di Cremona, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Scontiamo costi di produzione elevati e il peso di una burocrazia oppressiva. Ci sono provvedimenti da chiedere, come l'azzeramento a tempo determinato del costo dei servizi veterinari; ma molto possiamo fare rivedendo il nostro approccio al mercato, quantità e tipologie di produzione. E non credo che il mercato, in cui la domanda complessivamente cresce,

Casa, lavoro e sicurezza <Così cambierei la città> ( da "Nazione, La (Pisa)" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: più sicurezza, valorizzazione del lavoro e meno burocrazia. Sono i punti cardine del programma di Sonia Avolio (nella foto), candidata a sindaco di Pisa per La Destra. Nata a Livorno 44 anni fa, vive a Pisa da oltre 25, è sposata e ha due figli di 8 e 4 anni. Laureata in Medicina, è specializzata in Fisiatria.

<Col Pdl al governo> ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per la sintonia e la convergenza politica soprattutto su quattro punti chiave: snellimento della burocrazia e dei costi della politica a partire dall'abolizione delle Province, rigore nella spesa pubblica e riduzione della pressione fiscale, politica estera ancorata all'Occidentale e all'atlantismo, necessità di riprendere in considerazione l'energia nucleare".

Sudcorea: il presidente vince, ma è in bilico ( da "Eco di Bergamo, L'" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Lee ha promesso sul medio periodo il piano "747" (tasso di crescita al 7%, quarantamila dollari in più di reddito annuale pro capite e un'economia al settimo posto al mondo) oltre a un progetto di canalizzazione del paese per rilanciare i trasporti e all'abbattimento della burocrazia.

<SFUMATO l'arrosto per l'Unigrà della f ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma è lo stesso Martini a dire che tutto è bloccato dalla burocrazia e non per colpa sua". Inoltre, "con una lettera del 25 marzo scorso alle autorità competenti, Martini afferma ancora che 'a seguito del protarsi delle operazioni di montaggio prevediamo che la messa a regime della centrale possa avvenire il 7 agosto 2008'".

Argentin: Voglio rendere il Parlamento accessibile a tutti Il leader Pd ha dichiarato di volerla nella sua squadra. Lei: Spero di stargli vicino sui banchi del governo ( da "Unita, L'" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma la cosa è un po' complicata per via della burocrazia. Da deputata o sottosegretaria ci riproverà? "Certo, i trasporti accessibili per tutti saranno una mia battaglia. E poi mi occuperò di introdurre qualche sanzione: le leggi per l'accessibilità ci sono, ma per funzionare davvero devono avere anche delle clausole penali.

<Taglio delle tasse di tre punti sui redditi> ( da "Giorno, Il (Milano)" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia meno ossessiva. Le Pmi non subiscono solo l'eccessiva pressione fiscale. Sulla capacità di competere e innovare incide la pressione burocratica che se si riuscisse a diminuire di 2,5/3 punti del Pil nei primi tre anni di Governo, aiuterebbe le Pmi a trovare quelle risorse per crescere ed essere all'altezza della domanda mondiale"

Berlusconi offende Napolitano Nessuna camera al Pd, ha già il Colle . Scenate con Vespa e non firma il contratto. Insulti a Totti: non ci sta con la testa ( da "Unita, L'" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: digitalizzazione" della burocrazia mai fatta da Lucio Stanca che però tornerà ministro (al governo anche Gianni Letta). Al comizio di chiusura Fini promette tolleranza zero con gli immigrati ma sembra la spalla della star. Sul palco Alemanno candidato sindaco e Antoniozzi per quella Provincia che Silvio vuol cancellare.

"Non fermate la nostra musica" ( da "Stampa, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma anche lì il problema è la burocrazia: se uno vuole provare a scaricare dall'imponibile una donazione, si trova di fronte ad una tale massa di adempimenti che preferisce mettere mano al portafoglio per vie dirette. Oppure desistere, e mandare tutto in malora". Ci vediamo tutti i venerdì sera, alle nove.

Elezioni 2008, la mia prima volta D omenica dovrò entrare in quelle cabine e decidere a chi dare in mano il mio futuro ( da "Adige, L'" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per la troppa burocrazia, mentre lo si sognava sport "minore" si ma con le carte in regola per affermarsi, confrontarsi. Un grande appassionato della vita e dell'attività sportiva. Un timoniere che ha saputo ridare dignità al disabile (uno di noi), parlare alla politica il linguaggio schietto e fiero del rappresentante,

Spazio a chi lavora ma assoluto rigore ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e maggiore regolamentazione, sì agli immigrati regolari no ai clandestini - sono i punti cardine del programma per l'immigrazione di Miriam Schena, candidata sindaco di Rinascita Democratica. Parte delle nostre fabbriche ha solo lavoratori extracomunitari, per questo la mia politica sarà attenta alle esigenze delle imprese ma rigorosa nei controlli sulla regolarità della

L'ex ministro Gasparri chiude la campagna elettorale del Pdl ( da "Tempo, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la troppa burocrazia, una giustizia che non funziona, il dilagare della immigrazione clandestina e della criminalità hanno messo in ginocchio l'Italia. Lo spettro della 'quarta settimana ', che per anni è stato usato contro il governo Berlusconi, con Prodi e i Democratici al potere è diventata un'amara realtà per la stragrande maggioranza delle famiglie.

Impunità di frode ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: i sofisticatori è stato soffocato dalla disastrosa condizione della burocrazia italiana. Ecco perché non sorprende scoprire che la cantina di Veronella, punto di partenza dell'ultima maxi-inchiesta sul 'vino contaminato', era già stata coinvolta nello scandalo al metanolo. Oggi patteggiare di fatto significa farla franca: pena sotto i due anni, niente carcere né servizi sociali,

Alberto Di Majo a.dimajo@iltempo.it Ventidue anni di ( da "Tempo, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Parlamento lavorerò per dare a Roma una nuova legge per le funzioni di capitale e per abbattere la burocrazia e i privilegi". Come valuta l'impegno di Rutelli per Roma e di Zingaretti per la Provincia? "Il centrosinistra ha dimostrato ancora una volta di tenere molto a Roma e alle sue istituzioni puntando su Nicola Zingaretti, persona di grande livello, e soprattutto su Francesco Rutelli.

Il mattone è in buona SALUTE ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per colpa delle classiche inefficienze della burocrazia politico-sanitaria regionale. Molte Regioni non sono state in grado neppure di avviare le procedure per la gara d'appalto prima di andare fuori tempo, cioé di oltrepassare quei 18 mesi che la normativa considera il periodo massimo per assegnare davvero l'opera.

L'antitaliano ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E in questa ricerca del primato a fini di lucro o di potere si è formata una burocrazia cinica che alleva una gioventù decerebrata e capricciosa Perché i comunisti cinesi vanno pazzi per le Olimpiadi? Per la stessa ragione, diremmo, per cui andavano pazzi gli stalinisti sovietici, i nazisti tedeschi e gli impresari delle università americane.

Bollette non pagate, l'asilo resta al freddo ( da "Corriere della Sera" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è una odissea di burocrazia che non dà scampo. Di attese come questa, datata ieri, con un'addetta dell'azienda che ha risposto così: "Io, con lei, non dovrei neppure parlare. E comunque, perché non comprate delle stufe elettriche?". A PAGINA 7.

Manca il conto corrente Sicurezza, la beffa dei fondi ( da "Corriere della Sera" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Una storia di ordinaria burocrazia o di straordinaria lentezza amministrativa. Sta di fatto che i tre milioni (due dal Comune e uno dalla Provincia) stanziati sei mesi fa per il fondo speciale destinato alla sicurezza non Emergenza rom "Il governo inoltre non ha ancora nominato il commissario straordinario all'emergenza rom".

Lettere@ilmanifesto.it ( da "Manifesto, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia giudiziaria e carceraria italiana e l'Ambasciata di Romania non hanno ancora trovato il modo di far incontrare Doina con i suoi due bambini? Uno scaricabarile? Che "giustizia" è questa che si accanisce contro i poveri? Perché queste sofferenze supplementari, non ragionevoli, oltre la privazione della libertà?

<Chiave di volta federalismo fiscale> ( da "Corriere del Veneto" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eccessiva burocrazia. Però Riello, industriale metalmeccanico veronese, pone la premessa necessaria per questa come per le altre riforme che attendono al varco il prossimo governo. "Anche nella scorsa legislatura non s'è fatto nulla per l'eccessiva frammentazione della coalizione di maggioranza - spiega - i cambiamenti sono possibili solo con un governo coeso.

L'ente: <isolati disguidi tecnici> è già pronta la nuova copia del Cud ( da "Corriere della Sera" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia!). "Per tale anomalia – precisa ancora l'Inpdap – già rilevata e che interessa solo alcuni Comuni, l'Istituto fornirà agli interessati una nuova copia del Cud, con l'esatta denominazione del Comune". Infine l'Istituto fa sapere: "Per ulteriori chiarimenti o per l'immediato rilascio di una copia corretta ci si può rivolgere alle Sedi territoriali Inpdap competenti"

<La burocrazia ci costa due mesi di lavoro> ( da "Corriere del Veneto" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: REDAZIONALE Studio Indagine della Fondazione Nord Est "La burocrazia ci costa due mesi di lavoro" PADOVA - Si vota tra due giorni ed è l'ora dei grandi appelli ai contendenti che si battono per il governo del Paese. Netto quello degli industriali di Padova destinato a chiunque vincerà: semplificare il più possibile la burocrazia che schiaccia imprese e cittadini,

<Per questo scendo in politica> ( da "Corriere del Veneto" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La lotta alla burocrazia? è una delle ragioni del mio impegno politico perché il Partito Democratico ha posto questo tema tra i suoi obiettivi di base". L'appello del presidente di Confindustria Padova Peghin è un invito a nozze per Massimo Calearo (nella foto), punta di diamante dell'avvicinamento del Pd ai ceti produttivi del Nord.

I racconti irriverenti di Eduardo del Llano ( da "Corriere della Sera" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Racconti irriverenti e surreali: i Beatles, la burocrazia cubana, una mela che rischia di distruggere i principi della fisica moderna, i sex-toys, un venditore di pedate nel didietro. Partecipano, con l'autore, Fabio Cremonesi e Filippo La Porta. Libreria Bookàbar, Palaexpò, via Milano 15.

Burocrazia, alle imprese costa 2 mesi di lavoro ( da "Corriere del Veneto" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: REDAZIONALE Burocrazia, alle imprese costa 2 mesi di lavoro Indagine di Confindustria Padova eFondazione Nord Est. Peghin: il governo dovrà semplificare questa "burotassa" Le aziende padovane analizzate perdono in totale 1,6 milioni di giorni all'anno a smaltire pratiche con costi attorno ai 170 milioni PADOVA - Si vota tra due giorni ed è l'

Poliziotto-scrittore, Trevisi ammalia Lerner ( da "Corriere del Veneto" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: diciassette "Fogli di via" che lasciano la freddezza della burocrazia per diventare storie. Storie di uomini e donne che sono molto di più che un fascicolo con foto, impronte e precedenti. E questa volta i racconti del poliziotto scrittore hanno una voce in più. Quella di Gad Lerner, che di "Fogli di via" ha scritto la prefazione.

Fisco, scontro sul <quoziente familiare> Burocrazia, alle imprese costa 2 mesi di lavoro ( da "Corriere del Veneto" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia, alle imprese costa 2 mesi di lavoro Gardini (Pdl): va introdotto. No dell'Udc. Dal Moro (Pd): serve ben altro Indagine di Confindustria Padova eFondazione Nord Est. Peghin: il governo dovrà semplificare questa "burotassa" La beffa Massimo Calearo Il convegno organizzato dalle Acli ha messo a confronto i politici dei diversi schieramenti "

<Mamme in lista> ( da "Corriere del Veneto" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eccessiva burocrazia. Però Riello, industriale metalmeccanico veronese, pone la premessa necessaria per questa come per le altre riforme che attendono al varco il prossimo governo. "Anche nella scorsa legislatura non s'è fatto nulla per l'eccessiva frammentazione della coalizione di maggioranza - spiega - i cambiamenti sono possibili solo con un governo coeso.

CRONACHE 11-04-2008 DallaPRIMA Bruno Vespa >che vogliono decidere sui programmi e non amano che la p... ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma entrambi verrebbero messi subito alla prova con una riforma che non costa ma rende: i tempi della burocrazia e la lotta agli sprechi nel settore pubblico. Tutti l'hanno sempre promesso, nessuno è mai riuscito a farlo. Vedremo. Un'ultima osservazione. Entrambi i contendenti sono apparsi molto motivati e in palla, ma anche sotto pelle molto tirati e nervosi.

Condominio non paga la bolletta. Asilo al freddo ( da "Corriere della Sera" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è una di quelle storie in cui la burocrazia si mette di traverso, in cui qualsiasi numero si chiama c'è una voce pronta a rispondere: "Capisco il suo disagio, ha ragione, la sua è una richiesta sensata e legittima. Ma purtroppo non si può fare nulla". L'asilo di Silvia Foroni è un grande spazio con i passeggini "parcheggiati" di lato,

In un Comune su due lo sportello unico resta solo sulla carta ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Analisi Formez In un Comune su due lo sportello unico resta solo sulla carta Doveva ridurre il peso della burocrazia comunale e consentire alle imprese di assolvere velocemente ai loro adempimenti ammi-nistrativi. Ma a circa nove anni dalla sua introduzione obbligatoria, lo Sportello unico per le attività produttive è ancora poco operativo nel Centro-Nord.

Limitati da viabilità e scuole ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è invece la burocrazia, anche nelle comunità montane il vero "limite alle possibilità di espansione e investimento", il tasto su cui bisogna intervenire, sostiene Laurenzo Zanetti, titolare di un'azienda agricola di Predappio, nel Forlivese. Na. R. L'ESPANSIONE A VALLE L'azienda ha chiuso il 2007 con 3 milioni di fatturato e per crescere ha studiato l'

Flop degli sportelli unici, ne funziona uno su due ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Doveva ridurre il peso della burocrazia comunale e consentire alle imprese di assolvere velocemente ai loro adempimenti amministrativi. Ma a circa nove anni dalla sua introduzione obbligatoria, lo sportello unico per le attività produttive – concepito come unico ufficio comunale interlocutore delle imprese per lo smistamento di tutte le pratiche relative ai procedimenti per l'

Rimini e Viareggio puntano sul web ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sui servizi online per avvicinare gli imprenditori alla burocrazia. A Rimini, nei giorni scorsi è stato siglato un nuovo Protocollo d'intesa tra il Comune e la Consulta delle professioni tecniche della Provincia di Rimini, che impegna entrambi a sviluppare i propri strumenti informatici, istituendo un canale telematico esclusivo per lo Sportello per l'edilizia del Comune di Rimini.

Si conclude una campagna elettorale che ho voluto condurre in modo tranquillo: senza spese ing ( da "Stampa, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: inutile burocrazia tra i diversi uffici. Vogliamo rafforzare l'autonomia fiscale della Provincia, a cui dovrebbe spettare una quota del bollo auto da destinare alla manutenzione e al miglioramento della viabilità. La Provincia può e deve interpretare meglio la volontà del territorio e affiancare i Comuni, per assicurare un corretto uso delle risorse e dell'

Felice ha vinto la sua "battaglia" ( da "Stampa, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: si sono trovati i finanziamenti e le strade da percorrere per superare gli ultimi baluardi della burocrazia. Vittorio Bartolomeo Acquarone, questo il nome completo del personaggio a cui sono stati dedicati i giardini di Largo Ghiglia, rimase tra le fila partigiane fino alla conclusione della Guerra, con incarico di comandante di distaccamento, parificabile a quello di capitano.

11/04/2008 10:04 ROMA: ALEMANNO, SIAMO QUI PER I LAVORATORI E NON PER LE BUROCRAZIE ( da "ITnews.it" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Adnkronos) - "Siamo venuti ad incontrare i lavoratori e non le burocrazie, ci interessano i lavoratori e gli ammalati, e non chi ha amministrato male il Policlinico. L'atteggiamento del direttore e' stato arrogante verso le rappresentanze dei lavoratori. C'e' un ritardo complessivo e siamo critici verso il suo operato".

Business al vento ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: forti resistenze degli ambientalisti e della burocrazia. Ma la differenza più importante è dovuta all'assalto degli speculatori. A presentare le domande per le centrali e per i contributi spesso non sono le grandi società che poi realizzano il campo eolico, ma un sottobosco di 'facilitatori' che vantano buone entrature nel Palazzo e arraffano permessi da vendere al miglior offerente.

IL DOTTORE è IN RETE ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia è stata alla base di trent'anni di riforma sanitaria, oggi è il momento di andare oltre. Il futuro sta nel dialogo tra utenti e medici. E in una burocrazia leggera", commenta Moruzzi. Partendo dall'Emilia Romagna dove l'e-health è finalizzata alla semplificazione dei servizi per i cittadini e allo snellimento del lavoro dei medici di base.

ROMA: ALEMANNO, SIAMO QUI PER I LAVORATORI E NON PER LE BUROCRAZIE ( da "ADN Kronos" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Adnkronos) - "Siamo venuti ad incontrare i lavoratori e non le burocrazie, ci interessano i lavoratori e gli ammalati, e non chi ha amministrato male il Policlinico. L'atteggiamento del direttore e' stato arrogante verso le rappresentanze dei lavoratori. C'e' un ritardo complessivo e siamo critici verso il suo operato".

Andiamo a Pechino e portiamo le nostre idee Di Carlo Devoti* ( da "Libertà" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ricordo la lunga burocrazia da espletare per il rilascio del visto, il particolare ed osteggiato privilegio che era necessariamente concesso a noi atleti nel poter comunicare con altre persone in occasione degli incontri sportivi. Ricordo invece la contrarietà di poter comunicare al di fuori del contesto sportivo e la paura che mostravano i miei amici cecoslovacchi,

Credito, Ascom: I Confidi meglio della Banca ( da "Denaro, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una burocrazia che frena lo sviluppo. E' affiorato tutto il malessere di una categoria, ieri, nel faccia a faccia tra Massimo D'Alema, ministro degli Esteri e capolista del Pd per Campania 1, e i vertici di Confcommercio, il presidente provinciale Antonio Pace e il vicepresidente per il Sud, Maurizio Maddaloni.

La battaglia di Ispani a difesa della costa ( da "Denaro, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per i piccoli Comuni sempre più soli, sempre più poveri, sempre più vittime di una burocrazia della P.A. pesante, asfissiante, indecorosa. Il punto critico è che manca ogni cultura di "sistema", di sinergie tra Enti Pubblici per risolvere i problemi. Invece, tutti contro tutti. Enti come impenetrabili cartelli kafkiani. Secondo.

L'ultimo pasticcio è servito ( da "Corriere Adriatico" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: efficienza della burocrazia e della classe dirigente nel capoluogo è a livelli bassi, una cosa da mani nei capelli. Nonostante da fuori ci dicano che ad Ancona le cose "vanno avanti, piano, ma vanno avanti". Non osiamo immaginare cosa può accadere altrove. Nei giorni scorsi avevamo sottolineato l'intenzione del sindaco di dare un giro di vite alla giunta dopo le elezioni.

Una legge per promuovere i piccoli territori comunali ( da "Corriere Adriatico" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: o la semplificazione della burocrazia per chi vuole avviare determinate attività. Come per esempio consentire al negozio di alimentari di vendere anche sali e tabacchi o offrire il servizio del bar. Attività che sono spesso il fulcro di un'intera comunità. Una legge che non annetta la nozione di piccolo comune a un numero perché i problemi di Frontone non sono quelli di Cortina"

Adozioni: le promesse di Veltroni ( da "Vita non profit online" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è di mezzo troppa burocrazia. Dobbiamo capire se una famiglia che vuole adottare è credibile e attendibile. Per fare questo ci vogliono tre mesi, non tre anni", ha affermato giorni fa, parlando ad una platea di operatori del terzo settore. Tra gli altri impegni che il Pd intende prendere in tema di adozioni, vi è l'istituzione della figura del Garante per l'

Medici, l'Ordine apre una linea per i cittadini ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Infine, Cotrozzi, e due componenti del consiglio, Eleonora Benetti e Chiara Marangon, parlano di una bozza di accordo fra medici ospedalieri e di base per ridurre al minimo burocrazia e tempi lunghi in merito a prescrizione dei farmaci e visite specialistiche. Ora a decidere saranno le 4 Ulss.

Quando la banda non passerà più ( da "Stampa, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma anche lì il problema è la burocrazia: se uno vuole provare a scaricare dall'imponibile una donazione, si trova di fronte ad una tale massa di adempimenti che preferisce mettere mano al portafoglio per vie dirette. Oppure desistere, e mandare tutto in malora". Un vicedirettore donna per la banda dell'Esercito: è la prima volta,

Capoluogo comune, mezzo gaudio ( da "Opinione, L'" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: All'orizzonte c'è un nuovo mostro, l'ultimogenito della burocrazia italiana: la città metropolitana. Per ora sono già 15, ma la grande famiglia potrebbe aumentare. E fortuna che la storia ci ha dato una mano e per strada abbiamo perso qualche provincia: quelle soppresse di Zara, Dalmazia, Terra di Lavoro e Fiume.

LA PAURA DI PERDERE ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma entrambi verrebbero messi subito alla prova con una riforma che non costa ma rende: i tempi della burocrazia e la lotta agli sprechi nel settore pubblico. Tutti l'hanno sempre promesso, nessuno è mai riuscito a farlo. Vedremo. Un'ultima osservazione. Entrambi i contendenti sono apparsi molto motivati e in palla, ma anche - sotto pelle - molto tirati e nervosi.

Ok al Difensore civico ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che possono servire sia per difendersi dai "malanni" della burocrazia, sia per comprendere meglio ed eventualmente essere rassicurati da una persona altamente qualificata, terza e sopra le parti, in merito all'azione amministrativa locale che deve sempre essere rispettosa della legge e dei diritti individuali".

Cittadella Operai esposti all'amianto: rinviata la causa ImaSaf ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per vedere riconosciuti i loro diritti devono aspettare i tempi della burocrazia. Siamo davvero molto rammaricati". La legge è chiara: chi per più di dieci anni è stato esposto a 100 fibre al litro per otto ore al giorno, ha diritto ad andare in pensione anticipata. In pratica, ogni due anni di lavoro viene concesso un anno in più ai fini del conteggio utile per l'età pensionabile.

DALLA PRIMA PAGINA ( da "Gazzettino, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma entrambi verrebbero messi subito alla prova con una riforma che non costa ma rende: i tempi della burocrazia e la lotta agli sprechi nel settore pubblico. Tutti l'hanno sempre promesso, nessuno è mai riuscito a farlo. Vedremo.Un'ultima osservazione. Entrambi i contendenti sono apparsi molto motivati e in palla, ma anche - sotto pelle - molto tirati e nervosi.

Elezioni, i big disertano Belluno ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ascom meno oneri e burocrazia per l'avviamento al lavoro. Ma anche attenzione al lavoro a chiamata, che nel settore turistico stagionale può rappresentare un'integrazione del reddito.Ha sposato le tesi di Sacconi Primo Torresin della Cisl. "Sì alla detassazione alla contrattazione di secondo livello, aumentando i salari dove le aziende vanno bene"

Maurizio Sacconi, i candidati veneti ( da "Gazzettino, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Di qui l'immediata necessità di deregolare burocrazia e fisco, sostenere le infrastrutture e, nel medio periodo, un programma dedicato alla conoscenza e alla concorrenza che vuol dire investimento nell'educazione e nella liberalizzazione dei servizi pubblici locali, dell'energia e delle telecomunicazioni".

Libri / Nord a rischio secessione ( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia inefficiente e spesso arrogante, quello provocato dal senso di isolamento che rischia di dare vita a fenomeni politici pericolosi. Un libro che sin dal titolo lancia un allarme preciso: se non si colma al più presto il divario tra le istanze del Nord e le risposte che vengono da Roma, la parte più produttiva del paese è destinata inesorabilmente ad andare per la sua strada.

Le "lucciole" spose di italiani ( da "Stampa, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per la burocrazia tutto era in ordine: loro, gli accusati, avevano regolare permesso di soggiorno, anche se di professione erano nullatenenti. Anzi, facevano dell'illecito il loro lavoro. Le vittime? Regolari anche loro, almeno in apparenza: venivano fatte sposare ad italiani, per lo più trentenni, che forse le hanno viste una volta sola nella loro vita,

EXPO 2015/ PENATI: SI' A CREAZIONE CABINA DI REGIA ANTIMAFIA ( da "Virgilio Notizie" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: non venga appesantita dalla burocrazia e che permetta di coniugare velocità e trasparenza. In questa cabina ci metterei persone che abbiano un forte senso della responsabilità e che garantiscano che il procedimento sia limpido. Dell'organismo potrebbero entrare a far parte magistrati e intellettuali, ma soprattutto persone qualificate che assicurino non solo trasparenza,

ATTIVITè PRODUTTIVE, ACCELERAZIONE DEI TEMPI PER ( da "Windpress" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: produttive che abbatte i tempi della burocrazia così
drasticamente come non accade in nessun altra regione italiana. Questa nuova norma consente ad esempio l'apertura di un cantiere e/o l'avvio di un'attività commerciale o industriale dopo la presentazione allo Sportello unico per le attività produttive (Suap) di una richiesta di autorizzazione accompagnata dal progetto e dall'

Italiani all'estero, quando votare è impossibile. Una storia esemplare ( da "Panorama.it" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: si è trasferita a Barcellona per un master, e poi è rimasta lì perché la Spagna le offriva più possibilità di lavoro. "Ma seguo sempre le vicende politiche della mia Italia, e per questo ci tenevo moltissimo ad esprimere il mio voto. Purtroppo la burocrazia e l'inefficienza del Consolato italiano qui a Barcellona me l'hanno impedito".

"Italiani Cincali!": La voce straziante di una umanità disperata ( da "Italia Sera" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia italiana diventa efficace in poco tempo con i vari paesi di tutto il mondo, ma con il Belgio si tratta di qualcosa di speciale e di straordinario. Ed è così che migliaia di disoccupati partono per far fortuna in quella terra lontana migliaia di chilometri.

"Per quell'incrocio killer non abbiamo i soldi" ( da "Stampa, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia: dovrebbero essere sufficienti 50 mila euro per tracciare una rotatoria e garantire più tranquillità agli automobilisti. Ma l'assessore provinciale alla viabilità, Giovanni Ossola, dice che i soldi tardano ad arrivare: "Il progetto sta per essere approvato, restano da trovare le risorse.

FVG/ELEZIONI: BERLUSCONI SOTTOSCRIVE CON TONDO PATTO PER REGIONE ( da "Asca" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma anche - ha precisato direttamente Berlusconi - ''il federalismo fiscale, la burocrazia, le tasse. Aggiungo - ha precisato, riferendosi alle continue interruzioni del collegamento telefonico - bisogna rifare anche i telefoni''. fdm/mcc/ss (Asca).

Tempi brevi nell'isola per gli adempimenti amministrativi delle attività produttive ( da "SardegnaIndustriale.it" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: amministrativi delle attività produttive Si abbattono i tempi della burocrazia regionale. Da oggi sarà possibile in Sardegna aprire un cantiere per la costruzione di un'officina, un laboratorio, o di un albergo già venti giorni dopo la richiesta delle autorizzazioni. La Giunta regionale ha approvato infatti, nella seduta odierna, le direttive per l'attuazione immediata dell'art.

Ufficio stranieri in crisi: interviene il prefetto ( da "Provincia di Como, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia Impiegati oberati di pratiche in seguito al decreto flussi. Saranno sveltite le procedure Ufficio stranieri in crisi: interviene il prefetto (M.Cast.) Un ufficio sommerso dalle pratiche e dalle procedure che ogni pratica richiede: è lo sportello unico per l'immigrazione presso la prefettura.

Crescono i reati on line, allarme virus informatici ( da "Provincia di Como, La" del 11-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Italia sono burocrazia e tasse. Tornando agli allarmanti dati Symantec sulla sempre più alta presenza di virus, secondo Elia Florio, Senior security response engineer del centro Symantec di Dublino: "Siamo di fronte a un'escalation di infezioni". I più colpiti sono proprio gli utenti finali d'internet, i computer dei privati.

Scooperation: le notizie "in off" della cooperazione ( da "Vita non profit online" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e la diplomazia della Farnesina sono entrate nell'ansia pre-elettorale che contraddistingue il paese tutto? Chi legge Scooperation lo sa bene. In vista delle elezioni politiche del 13 e 14 aprile? ? le organizzazioni del CINI - ActionAid, AMREF, Save the Children, Terre des hommes, VIS, WWF - avevano proposto a tutti i candidati premier e ai componenti delle Commissioni

Le risposte dei candidati premier alla FISH ( da "Vita non profit online" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Superare inutili burocrazie, favorire la partecipazione, investire nella rete dei servizi sono princìpi alla base di qualsiasi intervento che dovremo fare". In extremis è arrivata anche la risposta del Popolo delle Libertà (PdL), da parte di Leonardo Salvemini, responsabile scientifico del Dipartimento Politiche Sociali,

Malato come Welby accusa "Negato il mio diritto di voto" ( da "Stampa, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: impresa però sembra impossibile e la moglie esprime tutta la sua rabbia: "La burocrazia anche questa volta complica le cose e invece di aiutare si accanisce contro una persona inerme. Chi perde il certificato in poche ore può ottenere un duplicato, per consentire a un invalido grave di votare invece si devono riempire decine di scartoffie e affrontare i cavilli di leggi assurde".

SPAGNA/ ABORTO, VERSO CREAZIONE REGISTRO MEDICI OBIETTORI ( da "Virgilio Notizie" del 11-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: a rilevarlo oggi è il quotidiano di centrosinistra 'El Pais', secondo cui l'inerzia, la burocrazia e l'ideologia di alcuni capireparto, giudici e politici regionali rende urgente la creazione di un registro degli obiettori di coscienza, annunciato dal governo per rendere compatibile il diritto ad abortire con quello ad obiettare.


Articoli

EconomiaInBreve (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma, La" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ict, Italia 42". Colpa di tasse e burocrazia - - EconomiaInBreve TESORO Nuovo Btp a 15 anni Emissione da 4 mld Emissione da 4 miliardi di euro per il nuovo Btp a 15 anni: il titolo è stato collocato al prezzo di 99,135, corrispondente ad un rendimento annuo lordo all'emissione del 4,888%. Si tratta della prima tranche del nuovo Btp a 15 anni, con scadenza primo agosto 2023 e godimento dal primo febbraio 2008, cedola annua del 4,75 %, pagata in due rate semestrali. continua... Per leggere il testo completo dell'articolo, registrati al nuovo "sfogliatore" online.

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"Una politica che crei sviluppo" (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Calabria, Il" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Vincenzo Speziali, candidato al Senato per il PdL, punta su giovani ed imprese per cambiare la Calabria CATANZARO. Per Vincenzo Speziali è un'esperienza del tutto nuova quella che sta vivendo da alcune settimane. Lui, imprenditore a tutto tondo, "uomo del fare" a trecentosessanta gradi, si ritrova proiettato in un mondo che finora non è mai stato suo, quello della politica. E' infatti candidato per il Popolo della Libertà, al Senato, ed è tra i pochi che, a prescindere da quello che sarà il risultato finale delle elezioni, è già sicuro che andrà ad occupare uno degli scranni di Palazzo Madama. E' infatti il quarto in lista ed il Pdl, vincente o perdente che dovesse risultare, quattro senatori calabresi nella cosiddetta Camera Alta li porterà comunque. Ma è proprio questo dato oggettivo che fa capire la filosofia di vita di Vincenzo Speziali. Pur sicuro di diventare senatore, si è tuffato nella nuova esperienza con passione e determinazione. "Non c'è dubbio ?dice Speziali- che a convincere la gran parte degli elettori del PdL a votare per noi sarà il messaggio politico del presidente Berlusconi, la sua carica e la sua voglia di fare dell'Italia un Paese finalmente moderno ed al passo coi tempi, ma ho considerato che fosse doveroso, da parte mia, avere un contatto diretto con la gente e col territorio". Non lo dice, ma il senso della sua frase sta nella voglia di spiegare alla gente non solo quanto sia opportuno votare per il PdL ma anche quel che lui intende fare per la città di Catanzaro, per la sua provincia e per la Calabria. "Essere stati inseriti nella lista del PdL ?dice- è stato per tutti i candidati un grande onore, ma ognuno di noi ha il dovere di corrispondere a questo privilegio impegnandosi senza riserve. D'altro canto ?aggiunge- nella mia vita non sono mai stato con le mani in mano, mi sono sempre impegnato per fare delle cose, per creare sviluppo, per costruire qualcosa di positivo. Non riuscirei a vivere questo nuovo impegno con una filosofia diversa, magari con quella di chi si accontenta di andare a Roma a scaldare la sedia senza fare nulla di concreto per il territorio che lo ha espresso". Vincenzo Speziali invece vuole andare a Roma per portare in Senato le istanze della Calabria e dei calabresi, con il pragmatismo e la determinazione di cui ha dato prova sia come imprenditore privato sia come imprenditore pubblico allorché è stato chiamato a guidare la Sacal, la società che gestisce l'aeroporto di Lamezia Terme. Ed eccoci allora ai problemi concreti, quelli da risolvere per far rialzare la Calabria e per dare alla nostra regione una prospettiva diversa. Il primo, annoso, problema è quello del lavoro, dei tanti calabresi disoccupati, sottoccupati o precari. "Nel programma del PdL ?dice Vincenzo Speziali- c'è un capitolo importante dedicato ai temi del lavoro, con azioni che possono incidere positivamente sul problema stesso. Si va dalla fiscalità di vantaggio, che agevolerà l'avvio di nuove iniziative nella nostra regione, all'idea di prevedere garanzie pubbliche per il prestito d'onore ai giovani e per il finanziamento delle loro imprese, alla sperimentazione di un periodo di "no tax" per le imprese avviate dai giovani. E' in un certo senso l'uovo di Colombo ?sostiene Speziali- perché se si mettono i giovani nella condizione di avviare imprese senza dover passare attraverso le forche caudine di un sistema creditizio quasi sempre diffidente, di una burocrazia farraginosa e di una tassazione eccessivamente aggressiva, sono sicuro che in Calabria ci sono tante energie fresche e di qualità pronte a mettersi in gioco per creare sviluppo, ricchezza e posti di lavoro". Fin troppo chiaro il fatto che per Vincenzo Speziali l'idea del cosiddetto posto fisso, magari mediato dalla politica, sia un fardello psicologico di cui la Calabria ed i giovani calabresi devono definitivamente liberarsi e che debba invece essere l'impresa privata a fungere da volàno dell'economia regionale. "I giovani calabresi ?afferma Speziali- hanno idee e capacità tali che basterà creare le condizioni ideali di start up per avviare un circuito virtuoso fatto di tante nuove ed innovative imprese". Di cos'altro c'è bisogno per puntare al riscatto della Calabria? La ricetta di Speziali è semplice ma immediata: "Intanto deve cambiare il modo di fare e di essere di chi fa politica. Chi fa politica deve essere al servizio del territorio e non asservire il territorio ai propri interessi di partito o di bottega; deve saper ascoltare di più la gente, il mondo delle imprese, delle professioni, del lavoro. Una politica che non ascolta finisce con l'essere assimilata, come ultimamente è accaduto ed accade, ad una casta che tende ad autoconservarsi senza produrre nulla di utile. E' contro la logica della casta, d'altronde, che si batte il Popolo della Libertà. In Calabria c'è poi da risolvere il problema nodale della sicurezza e della legalità. Senza sicurezza il sistema produttivo calabrese non può crescere e non può attrarre investimenti da fuori regione. Senza legalità si rischia che le infiltrazioni della ndrangheta nell'economia diventino sempre più forti condizionando l'economia sana e magari mettendo in ginocchio tanti imprenditori onesti. La battaglia per la legalità, quindi, come frontiera fondamentale, ma lavorando contemporaneamente per rendere più snella la burocrazia e per debellare anche quella che io definisco la mafia dei colletti bianchi che frena lo sviluppo della nostra regione almeno quanto la mafia vera e propria". Ingegnere Speziali, Lei è tra le venti persone che Silvio Berlusconi, in prima persona, ha voluto in Italia nelle liste del PdL. Se lo aspettava? "Guardi, questo fatto rappresenta per me un grande onore. Il presidente Berlusconi mi conosce da tempo e so che ha sempre apprezzato la mia voglia di fare, la mia concretezza. Il fatto che mi abbia voluto inserire nella lista di venti persone scelte direttamente da lui per essere candidate al Parlamento, mi inorgoglisce. Debbo dire, però, che avverto questo fatto come una ulteriore responsabilità che grava sulle mie spalle. Andando a Palazzo Madama, infatti, avrò il compito non solo di non deludere le aspettative di quanti, in Calabria, votando per il PdL, contribuiranno alla mia elezione, ma anche di non deludere il presidente Berlusconi che evidentemente ha riposto in me grande fiducia. Spero, con l'umiltà, con l'impegno e con la concretezza che ha sempre guidato la mia azione, di ripagare Berlusconi della sua fiducia e di ripagare i calabresi che voteranno per le liste del PdL". Ha un sogno nel cassetto da senatore in pectore? "Sarei felice se la Calabria riuscisse ad imprimere una forte accelerazione alla sua crescita civile, sociale ed economica. Sogno una Calabria sempre più vicina all'Europa, sempre meno vittima di mali antichi, sempre più capace di delineare, di scegliere e di determinare il proprio destino. In Calabria ci sono le intelligenze, le competenze e le qualità perché ciò possa avvenire. Basta che la politica e lo Stato riescano a mettere a disposizione dei calabresi le condizioni ed il fertilizzante giusti".

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Più fondi per monumenti e strade (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Nicola Corradini "Più fondi per monumenti e strade" Carra (Pd) lancia il suo programma: una legge per Sant'Andrea "Più investimenti nell'Alto Mantovano" Oggi in treno con in pendolari partiti da Milano "Rilanciare e sostenere il nostro sistema agricolo e agroalimentare". E' la prima cosa che Marco Carra, candidato alla Camera per il Pd (di cui è segretario provinciale), dice quando gli chiediamo su quali problemi locali intende lavorare in caso d'elezione al parlamento. Ma il leader del Partito Democratico di Mantova cita anche altre questioni particolarmente calde per il nostro territorio, a partire dalla tremenda situazione in cui versano i collegamenti ferroviari alla più generale carenza di di infrastrutture. "Credo anche - dice Carra - che occorra ottenere fondi adeguati per il restauro e la valorizzazione del nostro patrimonio monumentale, come ad esempio palazzo del Podestà, il polo museale di S. Sebastiano e la basilica di S. Andrea". Ma la prima cosa che ha citato è stata l'agricoltura... "L'agricoltura mantovana, negli ultimi sette-otto anni, è rimasta priva di rappresentanza politica. Va tutelata e rilanciata, e la prima cosa da fare è applicare le regole comunitarie, visto che i nostri agricoltori le rispettano mentre altri paesi europei lo fanno molto meno. Occorre poi riequilibrare il prezzo alla produzione con quello sui banchi di vendita". In più occasioni lei ha parlato di necessità di puntare sullo sviluppo del polo chimico. Conferma? "Sicuramente il rilancio e le bonifche del polo chimico sono prioritarie. E va anche dato sostegno adeguato allo sviluppo del polo di Valdaro, con particolare riferimento al trasporto fluviale. C'è poi l'urgente bisogno di sistemare il ponte di S. Benedetto Po: si rischia di spaccare in due la provincia". Anche i collegamenti feroviari sono decisamente deficitari. Sembra un problema irrisolvibile... "I nostri sono treni che potrebbero comparire in qualche film western. E' una situazione vergognosa su cui dobbiamo intervenire. Domani pomeriggio (oggi per chi legge, ndr) salirò sul treno Mantova-Milano per parlare con i viaggiatori". Il Mantovano e la città avrebbero bisogno anche di investimenti statali per la valorizzazione del patrimonio artistico, non trova? "Un parlamentare mantovano non può che essere di sostegno al ministero dei beni culturali per il restauro completo di palazzo del Podestà. Come pure è necessario impegnarsi per la parte restante del polo di S. Sebastiano, mi riferisco all'ex caserma Montanara e Curtatone. Occorre anche intraprendere un'iniziativa legislativa per il restauro e la pulizia degli interni della basilica di Sant'Andrea". Uno dei tormentoni di questi anni è stato il mancato arrivo dei fondi per il palagiustizia. Giudica questa opera una priorità? "Ovvio, la funzionalità della giustizia dipende dalla logistica. Sostengo l'ipotesi di riqualificazione dell'attuale palagiustizia e la realizzazione di una nuova struttura a Fiera Catena, per separare la sezione penale da quella civile. Su questa e altre questioni intendo lavorare in stretto raccordo con l'amministrazione comunale". Ritiene una buona idea fare squadra con gli altri parlamentari mantovani per le questioni locali? "Certamente, taluni problemi territoriali non sono nè di destra nè di sinistra. Occorre fare gioco di squadra e non solo tra parlamentari, ma anche con gli enti locali". Il primo provvedimento di un eventuale governo Pd? "Il sostegno a salari e pensioni per rimettere in moto i consumi e l'economia". La questione settentrionale (le carenze infrastrutturali, le necessità di allegerire la burocrazia e di puntare sullo sviluppo, anche tecnologico, dei servizi) lei l'ha sollevata quando ancora era segretario dei Ds. Adesso che si candida al Parlamento resta ancora convinto di questa emergenza? "Correre senza la sinistra radicale ci consente di essere più liberi nell'affrontare certi temi. Ad esempio le infrastrutture, e se penso al nord della nostra provincia mi viene in mente la tangenziale di Goito. Ma poi c'è anche il nodo sicurezza, che va affrontato garantendo la certezza della pena, la lotta alla clandestinità e destinando più risorse per le forze di polizia e per incrementare i sistemi tecnologicamente avanzati". E per le imprese? "Servono politiche di sostegno alla piccola e media impresa, attraverso la riduzione della pressione fiscale e con la semplificazione della burocrazia. Ma vanno pure stanati i laboratori artigianali clandestini. E poi bisogna pensare all'Alto Mantovano, un territorio che è stato molto generoso elettoralmente con il centrodestra e che da questo schieramento politico non ha ricevuto un'adeguata rappresentanza. Mi impegno, se sarò eletto, ad incontrare periodicamente enti, cittadini, lavoratori e categorie produttive di questa zona".

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Comune più trasparente (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Reggio" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

GIULIANO MAGNARELLI "Comune più trasparente" Ridurre i costi della politica e sostenere i servizi Giuliano Magnarelli, ex comandante della stazione locale carabinieri, corre per Gente per San Polo. Il paese esce dal Commissariamento. Come ridare ai cittadini fiducia nei confronti dell'amministrazione locale? "Snellire la burocrazia, rendere trasparente l'amministrazione, mettere il sindaco e la sua squadra a disposizione del cittadino 1 giorno a settimana. Tagliare i costi della politica riducendo da 6 a 4 gli assessori". Come risolvere il nodo della viabilità a San Polo? "Facendo avanzare la nuova tangenziale e creando la rete di strade interne che non sono state realizzate negli ultimi anni". Anziani. L'Asp risponderà alle nuove domande di assistenza? "Cercheremo di far valere la peculiarità della struttura nata come lascito ai cittadini di San Polo nel rispetto degli accordi vigenti. Collaborazione con le altre strutture che si occupano di anziani/disabili. Incentivare il servizio domiciliare". Sviluppo e tutela dell'ambiente. Come conciliare queste due esigenze? "Verificare la necessità di creare una nuova area industriale, recuperando le strutture esistenti. Incentivare iniziative per un turismo alternativo che valorizzi la nostra splendida valle. Incentivi all'uso delle fonti rinnovabili, sgravi fiscali per la progettazione di edifici a basso consumo energetico. Collaborare con Act per usare la ferrovia come metropolitana". Scuola e giovani. Quali interventi? "Sbloccare il nuovo polo scolastico. Creare un centro per giovani e anziani, aiutando le associazioni che già da anni sono attive. Favorire la piena integrazione degli alunni stranieri (mediatori culturali e progetti per l'apprendimento della lingua italiana)". GENTE PER SAN POLO Candidato sindaco Giuliano Magnarelli candidati consiglieri 1) Livio Carbognani 2) Carlo Metraglia 3) Giordano Castagnoli 4) Giuseppe Zecchetti 5) Alen Carbognani 6) Luciana Guidetti 7) Alessandro Signori 8) Massimo Notari 9) Giampietro De Santi 10) Antonio Fontanesi 11) Marco Fontanili 12) Antonio Torino 13) Davide Cadei 14) Massimo Guarnieri.

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Meno Irap e Iva sul turismo e pensioni legate ai costi veri (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Urso e la Polidori (Pdl) all'aperitivo tricolore di An Meno Irap e Iva sul turismo e pensioni legate ai costi veri BELLUNO. Economia e sociale sono i punti più rappresentativi del programma di governo del Pdl affrontati ieri dall'ex ministro di An Adolfo Urso e da Catia Polidori, candidati alla Camera. I due hanno partecipato all'aperitivo tricolore musicale organizzato alla pizzeria Cibò dal presidente Michele Carbogno. "Il Paese ha bisogno di un governo stabile, omogeneo e responsabile", dice Urso facendo appello al voto utile e smentendo "il luogo comune della Lega sui legami di An con il sud": "Nel 2006 abbiamo preso più voti del Carroccio in Veneto, politicamente contiamo più di loro". Detassare straordinari e premi, pagare l'Iva solo a fattura incassata, graduale riduzione dell'Irap e dell'Iva sul turismo e credito di imposta per incentivare le assunzioni di giovani sono le proposte in campo economico. Nel sociale: aumento delle pensioni minime con la creazione di un meccanismo di aggancio al costo della vita reale e un "paniere anziani". La Polidori ricorda la centralità delle piccole e medie aziende nel Veneto: "Alcuni pagano più tasse di quanti utili riescano a realizzare, ma tengono aperto perché qui l'impresa è di famiglia". Costo del lavoro, apprendistato difficile, burocrazia sono i nemici delle imprese e la Polidori si rivolge alle donne che non devono rinunciare a figli e anziani per lavorare. Essenziale anche la sicurezza dei lavoratori. (i.a.).

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Benzina agricola Richiesta anche via internet (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Servizio della Regione Benzina agricola Richiesta anche via internet Il carburante agricolo può essere richiesto on-line. Le aziende agricole modenesi, come quelle regionali, infatti, possono presentare la domanda per l'assegnazione del carburante agevolato in via telematica, cioè mediante internet, grazie ad una applicazione web messa a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna. Senza più spostarsi da casa o prendere appuntamenti gli agricoltori possono compilare i moduli direttamente al computer, fornendo tutti i dati necessari al calcolo della quota di carburante e, sempre via computer, inviare la domanda all'ufficio provinciale Uma, che esegue l'istruttoria e rilascia l'autorizzazione. L'iniziativa ha lo scopo di semplificare la burocrazia, snellire i tempi e rendere più agevoli per le aziende gli adempimenti amministrativi. L'indirizzo è http://agriservizi.regione.emilia-romagna.it/umawizard/jsp/index.jsp.

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La Casa del capitano è un cumulo di macerie (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Cesare Guardini La Casa del capitano è un cumulo di macerie La demolizione segna l'avvio dei lavori per l'ampliamento dell'istituto tecnico La costruzione del nuovo edificio, che ospiterà quattro laboratori, aule e biblioteca, è rimasta bloccata per tre anni prima che il Consiglio di Stato confermasse l'appalto provinciale all'impresa Debiasi RIVA. Da un paio di giorni una poderosa ruspa è al lavoro per demolire quella che era la casa del capitano, ossia l'abitazione del comandante della caserma Damiano Chiesa prima che fosse trasformata nella sede dell'istituto Floriani. Passa così alla fase esecutiva il progetto, curato e gestito direttamente dalla provincia, per l'ampliamento della scuola che, arrivata a 700 studenti dopo l'innesto dell'Iti sul vecchio tronco di ragionieria e geometri, sta scoppiando ormai da qualche anno a questa parte. Il cantiere pone fine ad una vicenda che s'è trascinata per cinque anni fra burocrazia ed aule di tribunale. Il reperimento dei fondi sul piano scolastico provinciale risale addirittura al 2003, assessore Claudio Molinari. Salvaterra, che gli è succeduto sulla poltrona di assessore provinciale, ha confermato l'investimento l'anno successivo: abbattuta la vecchia villa -che il comune aveva venduto alla provincia- si doveva costruire un edificio di 5500 metri cubi su tre piani: un interrato, e due fuori terra, destinati ad ospitare i quattro nuovi laboratori di elettronica, elettrotecnica, chimica e biologia, più sette aule normali, la biblioteca ed un'aula magna in cui possano svolgersi le riunioni del collegio docenti ora costretto a ricorrere alla palestra, unico locale in grado di ospitare tutti i prof. Nel 2005 pareva che fosse fatta: la provincia aveva stanziato i soldi necessari (1,850 milioni) ed indetto l'appalto; in novembre i lavori erano stati assegnati all'impresa Debiasi di Riva che avrebbe dovuto anche provvedere al nuovo ingresso indipendente al bocciodromo, da raggiungere direttamente da viale dei Tigli. Arrivò a bloccare tutto un ricorso al Tar dell'impresa Edilvanzo di Cavalese, che pur avendo presentato un'offerta migliore rispetto a Debiasi era stata esclusa perchè i funzionari della provincia avevano rilevato delle irregolarità in alcune correzioni di importi. Il Tar aveva accolto la richiesta di sospensiva avanzata dal legale dell'impresa di Fiemme, ed il procedimento rimase bloccato fino alla successiva sentenza del consiglio di Stato che, ribaltando la sentenza dei giudici trentini, confermò la correttezza dell'operato della commissione provinciale per gli appalti, riconsegnando il lavoro a Debiasi. Il resto è cronaca di questi giorni: prima la recinzione del cantiere, poi l'ingresso della ruspa e l'inizio della demolizione dell'immobile. Il preside Flavio De Pascalis non nasconde la soddisfazione per l'avvio dei lavori: "Per qualche giorno la scuola sarà tormentata dal rumore del demolitore all'opera fin dalla mattina, ma è una scocciatura che accettiamo tutti volentieri" in considerazione della sistemazione definitiva dell'istituto ormai sicura. Il dirigente scolastico aveva scelto fin dall'inizio di non prendere in considerazione il ricorso a soluzioni esterne per le classi che, dopo l'avvio dell'intero corso quinquennale dell'Iti, erano cresciute considerevolmente di numero. La politica di puntare dritto all'ampliamento definitivo, senza ricorsi a soluzioni tampone -che dal provvisorio rischiano sempre di scivolare in tempi biblici- stavolta s'è rivelata vincente.

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Governare l'immigrazione senza buonismi (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 11/04/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:BRESCIA E PROVINCIA EMILIO DEL BONO "Ai bresciani dobbiamo dire la verità: non abbiamo gli strumenti per integrare decine di migliaia di stranieri" "Governare l'immigrazione senza buonismi" "Con me una svolta popolare. E auspico un patto con la borghesia imprenditoriale e professionale" Quale città "eredita" e quale vorrebbe? Ci sono tre eredità che vorrei recuperare. Innanzitutto quella di una città di amministratori onesti, che sembrerebbe una precondizione, ma non è una precondizione di poco conto: da Bruno Boni a Paolo Corsini, Brescia ha avuto una lunga tradizione di amministratori onesti. La seconda eredità è quella delle scelte lungimiranti, e porto tre esempi: il teleriscaldamento, il termoutilizzatore che ci ha permesso di non finire come Napoli grazie a una decisione presa con quasi vent'anni di anticipo; e la metropolitana leggera, che per quanto controversa è una scelta che va nella direzione giusta del governo di una mobilità di natura e di stampo europeo. La terza eredità è la non dissipazione del denaro pubblico: in Italia ogni persona appena nata si ritrova indebitata; a Brescia, al contrario, possiede già un patrimonio personale di 20mila euro. Sono invece quattro i punti che vorrei fossero affrontati. Primo: il tema della politica della casa e dell'offerta abitativa, che hanno bisogno di maggiore determinazione perché a Brescia è in corso uno spopolamento che deve preoccupare soprattutto per le sue caratteristiche; basti pensare che soltanto il 15% dei residenti ha meno di 15 anni, e questo vuol dire che in particolare le giovani coppie necessitano di sostegno. Secondo: il tema della mobilità e del traffico. Penso di continuare la linea del rafforzamento del servizio di trasporto pubblico locale insieme all'intermodalità con il metrobus. L'obiettivo è renderlo alternativo all'utilizzo dell'automobile. È inoltre necessario infrastrutturare la città sicuramente di una nuova tangenziale ovest, visto che l'autostrada della Valtrompia mi sembra molto di là da venire. A tal fine, ma anche pensando alla tangenziale est, bisognerà attivare un tavolo interistituzionale strettissimo con i Comuni limitrofi. Senza dimenticare che sarò al fianco del sistema economico-produttivo per la realizzazione della fermata a Brescia dell'Alta velocità e per il lancio vero dell'aeroporto "D'Annunzio". Terzo: più sicurezza. Facendo ciò che è nelle competenze di un sindaco: un maggiore presidio del territorio da parte della Polizia locale soprattutto nei luoghi di aggregazione e una battaglia più dura contro la violazione delle norme igienico-sanitarie nei negozi così come una lotta contro la speculazione e il sovraffollamento degli appartamenti. Aggiungo corsi di educazione alla legalità e al senso civico nelle scuole, per far crescere il senso di rispetto delle regole perché si assiste a una crescita esponenziale dell'inciviltà urbana. Quarto: va affrontato il governo del fenomeno dell'immigrazione, con determinazione, in modo bipartisan, insieme, senza strumentalizzazioni e dicendo la verità ai bresciani. E la verità è che non reggiamo questo ritmo di immigrazione, non abbiamo i mezzi materiali né culturali per integrare così rapidamente decine di migliaia di stranieri che ogni anno aumentano - in ragione delle richieste di Brescia quando si aprono le "quote". Non solo. Non si può pensare di ottimizzare i profitti che dall'immigrazione derivano e scaricare i problemi del governo del fenomeno sulla collettività, sulla politica e sull'Amministrazione. È una questione da affrontare di petto, senza buonismi. Come pensa di gestire su questo tema il rapporto con la Sinistra Arcobaleno? Intanto vorrei sottolineare l'ipocrisia della distinzione delinquenti-regolari. Non è così semplice. Se infatti i delinquenti che commettono gravi reati dovrebbero stare in galera, è vero che la clandestinità - non ancora affrontata con sufficiente capacità a livello nazionale - non coincide necessariamente con la delinquenza, come dimostrano le badanti. In ogni caso non è accettabile. Poi ci sono i regolari. E questo è un problema grande. C'è infatti chi dice "non vado più in città perché lì sono tutti neri"; ma tra questi magari ci sono anche operai che fanno i turni nelle imprese bresciane. Lo stesso discorso vale per le badanti: nelle case vanno bene, ma in tante nei giardini di via dei Mille no. Che cosa ci vuole? Più Stato. Brescia non è mai stata ritenuta un problema dal punto di vista nazionale anche grazie alla nostra capacità di arrangiarci. Serve più Stato sia per la repressione sia per l'integrazione. E su quest'ultimo tema non vedo quali conflittualità potrebbero esserci con la Sinistra Arcobaleno. La sensazione è che nella comprensione di questo fenomeno il Centrosinistra abbia segnato un ritardo e che ora sia soprattutto il livello politico-amministrativo - i sindaci - che sta cercando di recuperare. Ma c'è anche una difficoltà a rapportarsi con il Nord-locomotiva del Paese. Insomma, c'è una questione di tipo sociale e una di tipo economico che voi state in qualche modo scontando. Tanto per cominciare, se c'è stato un ritardo nostro c'è stato anche quello clamoroso del Centrodestra: tutti e due hanno approcciato male il fenomeno dell'immigrazione. Noi stiamo recuperando, anche se io personalmente questo ritardo non lo sento. La strada è quella della legalità e dell'integrazione. Certo bisogna attrezzarsi. Quanto al discorso economico, direi proprio il contrario: che a Brescia la politica del Centrosinistra è stata molto più sintonica con il sistema economico-produttivo, si pensi a temi come le infrastrutture, la Tav, l'aeroporto... Mi sento attrezzato perché possiamo remare insieme nella stessa direzione. E al mondo economico-produttivo l'ho detto: serve un grande patto con la borghesia professionale e imprenditoriale perché dobbiamo ragionare insieme su come si vince la competizione tra sistemi territoriali. Dal punto di vista dell'identità produttiva Brescia è cambiata moltissimo in questi anni, con la delocalizzazione dell'industria pesante. Smetterà di essere città industriale? Difenderò con i denti la vocazione di Brescia a essere anche città di insediamenti produttivi manifatturieri. Non è semplice. Io farò come Boni: convocherò gli imprenditori, ci parlerò. Poi è chiaro che la città si sta trasformando. Quando faremo il Piano di governo del territorio si vedrà. Su che cosa punta per convincere i cittadini scontenti dell'eredità degli amministratori precedenti? Innanzitutto il mio metodo sarà diverso da quello di Paolo Corsini, che è stato un bravissimo sindaco. Anche perché ognuno porta con sé caratteristiche personali e anche una nuova squadra (io intendo realizzare un ricambio generazionale, anche se prevedo alcuni assessori che rappresentino la continuità amministrativa: la convivenza con quelli nuovi farà bene agli uni e agli altri). Salverò comunque tutto quello che di buono è stato fatto. Certo bisogna fare un nuovo salto di qualità: ne abbiamo fatti tanti altri. Entrando nel dettaglio del metodo, intendo passare da una leadership più individuale a una leadership più collettiva. Il metodo, poi, è anche sostanza. Che significa più dialogo con i cittadini, più progettazione partecipata, più coinvolgimento di associazioni, circoscrizioni, professioni. E, ancora, farò una squadra che rassicuri: al ballottaggio si vedrà e sarà convincente. Infine ci sono cose da correggere. Penso al senso unico in via Cremona, così come sono disposto a discutere sulle fasce orarie per le Ztl. I giovani non riescono a uscire di casa, gli anziani con la pensione non arrivano a fine mese... Che risposte si possono dare? Nei prossimi anni spenderemo di più per i servizi alla persona, ce lo possiamo permettere. Qualche esempio. Cento famiglie già ricevono 500 euro per abbattere i costi delle badanti: dovranno diventare 500 e i 500 euro potranno aumentare fino a 700. Poi mi piacerebbe importare il rimborso dei ticket sanitari sperimentato a Lumezzane. E prevedo un milione di euro da spalmare su cinque anni per consentire alle famiglie di far studiare i figli. Perché l'altra sfida, oltre a quella infrastrutturale, è quella umana. Se vuoi competere devi avere anche le intelligenze. Ancora, vorrei istituire due fondi: uno per la natalità, da dare indipendentemente dal colore della pelle; e uno per la non autosufficienza perché quello nazionale non è adeguato. E la politica culturale? Dico una cosa che mi sembra quasi banale: bisogna far convivere le grandi mostre con il sostegno e la valorizzazione della rete culturale della città L'operazione-Goldin, culturale e di marketing, è riuscita. Avrei preferito un maggiore coinvolgimento della rete culturale della città. Ma vorrei continuare a dialogare con Goldin: sui costi, sulla città, sulle sedi espositive (penso alle potenzialità della crociera San Luca). Poi vorrei premiare chi fa cultura. Per questo immagino un festival internazionale dell'editoria bresciana. E mi preoccupo quando vengo a sapere che la banda di Urago Mella, che ha 90 anni, chiude perché non ha 10mila euro con cui comprare gli strumenti e insegnare la musica ai ragazzini. Penso ai giovani - punto di debolezza della precedente Amministrazione -, a un auditorium negli ex Magazzini generali. Mancano anche stadio e Palasport. Il Palasport va fatto: potrebbe realizzarsi nella zona della cave di San Polo. Sullo stadio, non credo che l'Amministrazione comunale possa permettersi di investire 40 milioni di euro. Se c'è un project financing ci ragioniamo da protagonisti. Ma le priorità sono altre. E il Palagiustizia? Bisognerebbe sferzare la burocrazia del Ministero della giustizia, che ci ha imposto una gara europea per gli impianti di sicurezza quando il Palagiustizia avrebbe già dovuto essere consegnato ai bresciani: una beffa.

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Il polo catastale aprirà i battenti lunedì 5 maggio (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 11/04/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:LA CITTA' BUROCRAZIA E TERRITORIO Il polo catastale aprirà i battenti lunedì 5 maggio Dal 5 maggio apre i battenti il Polo Catastale di Brescia. Recentemente Costituito dal Comune, sulla scorta di un decreto della Finanziaria che ha stabilito di delegare ai Comuni le funzioni catastali, la Loggia ha deciso con le Amministrazioni di Bovezzo, Caino, Cellatica, Collebeato, Concesio, Flero, Poncarale e Roncadelle di assumere la gestione diretta ed associata delle funzioni catastali. "Optando - ha spiegato il vicesindaco Luigi Gaffurini - per la possibilità più ampia che comprende oltre ai compiti di sportello catastale decentrato come il rilascio di visure, planimetrie, certificazioni e la gestione delle istanze di rettifica dati, la possibilità di verificare, accettare e registrare le dichiarazioni tecniche. Per arrivare fin qui abbiamo effettuato una serie di operazioni fondamentali, come l'aggiornamento, la digitalizzazione e la mosaicatura delle mappe catastali. A ciò si aggiunge l'apertura, all'indirizzo www.polocatastalebrescia.org (o .it) di un sito a servizio dei cittadini. L'obiettivo futuro è di inserire direttamente in queste pagine le mappe e i documenti per la consultazione immediata". Dunque rimarrà aperto temporaneamente l'ufficio di via Marsala ma dal 5 maggio i cittadini potranno rivolgersi anche all'Ufficio Tributi di piazzale Repubblica e allo Sportello dell'Edilizia e delle imprese di via Marconi. La decisione di aprire a breve gli sportelli gioverà ai cittadini e ai contribuenti che, alla vigilia della denuncia dei redditi e in occasione delle nuove misure di applicazione dell'Ici, potranno chiarire eventuali dubbi sulla categoria catastale dei propri immobili.

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Morgan Stanley boccia Pd e Pdl (sezione: Burocrazia)

( da "Milano Finanza (MF)" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

MF Morgan Stanley boccia Pd e Pdl Elezioni, un report mette in luce le debolezze dei programmi dei due maggiori partiti. Per la banca d'affari Usa, Berlusconi e Veltroni propongono ricette simili ma poco incisive. Le riforme strutturali sarebbero inoltre compromesse da un eventuale pareggio al Senato. E la recessione è alle porte Le ricette sono simili ma troppo generiche e, probabilmente, realizzabili solo in parte. Sullo sfondo, poi, si profila il rischio di un pareggio che paralizzerebbe la vita politica e rimanderebbe sine die le riforme strutturali necessarie per dare stimolo all'economia italiana. Così Morgan Stanley riassume l'imminente scontro tra Pd e Pdl, i due partiti che domenica si contenderanno la guida dell'Italia. La banca d'affari americana ha diffuso ieri un report dal titolo Nuove elezioni, fondamenta traballanti. Nella ricerca l'analista Vladimir Pillonca mette a confronto i programmi di Partito Democratico e Popolo della Libertà con l'attenzione puntata sulle prospettive dell'economia italiana. Emerge il quadro di un paese in declino: "Negli ultimi cinque anni l'Italia ha conosciuto tre recessioni tecniche, mentre la Gran Bretagna non ne ha attraversata nessuna e la Francia solo una. In questo periodo la crescita economica è stata in media dell'1%", è spiegato nel report, dove si aggiunge: "Non c'è da stupirsi se il potere d'acquisto di molti lavoratori si è indebolito". Quali previsioni per il 2008? Morgan Stanley stima una crescita del pil dello 0,6%, a fronte del +1,5% medio atteso per l'Eurozona. Ma la recessione non è l'unico spettro alle porte. Nonostante il ministro Padoa Schioppa abbia portato il deficit-pil al di sotto del 2%, il trend virtuoso potrebbe invertirsi presto. Complice la crisi economica e una spesa pubblica troppo disinvolta, il rapporto potrebbe salire al 2,7% quest'anno e al 2,8% nel 2009, sfiorando il tetto del 3% previsto da Maastricht.Se questa è la malattia, quali cure vengono proposte? Secondo Morgan Stanley, i programmi di Veltroni e Berlusconi convergono su alcuni obiettivi: ridurre la pressione fiscale, aumentare il potere d'acquisto delle famiglie, potenziare le infrastrutture e ridurre la burocrazia. Più nel dettaglio, sia Pd che Pdl puntano ad aumentare il potere d'acquisto delle famiglie riducendo le tasse per le fasce meno abbienti. Le differenze, sulla carta, sono minime: "Come prevedibile, la politica fiscale del centrosinistra ha un'inclinazione più redistributiva", spiega il report. Per esempio, per ridurre le tasse sui redditi più bassi, il Pd propone interventi sui costi dell'amministrazione ma non vuole intaccare la spesa sociale. D'altra parte, il rallentamento dell'economia rende inevitabile un alleggerimento della pressione fiscale. "Ma l'approccio dovrà necessariamente essere selettivo", avverte Morgan Stanley. "Il peso del debito pubblico impedirà tagli aggressivi e indiscriminati". I due schieramenti convergono anche sul tema delle grandi opere. "La necessità di potenziare le infrastrutture, soprattutto al Sud, è condivisa da entrambe le coalizioni, con una particolare attenzione per l'alta velocità". Sulle liberalizzazioni, poi, il centrosinistra punta a realizzare la terza tranche del pacchetto Bersani, irrobustendo il ruolo dell'Antitrust. Berlusconi propone invece incentivi fiscali agli investimenti e una parziale dismissione dei beni demaniali. Comuni obiettivi e anche comuni avversari. Entrambi i programmi puntano l'indice contro l'obsolescenza delle infrastrutture, il fardello della burocrazia e le lungaggini del sistema giudiziario. Comune è anche l'intenzione di scommettere sulla ricerca sia nel settore pubblico che in quello privato. Ma Morgan Stanley avanza alcune perplessità: "Resta da vedere se questi intenti si tradurranno in concrete ed effettive azioni politiche". E infine il delicato tema dei conti pubblici. La riduzione della spesa pubblica è una priorità per entrambi gli schieramenti. Diverse però le ricette: se Berlusconi pone l'accento sulle privatizzazioni e sulla vendita degli asset dello Stato, Veltroni conta soprattutto sulla lotta all'evasione. Complessivamente, per Morgan Stanley, i due programmi peccano di eccessiva vaghezza e non offrono soluzioni precise ai problemi dell'Italia. All'orizzonte, intanto, si profila un pareggio al Senato che paralizzerebbe la politica e l'economia. "I piccoli partiti e la frammentazione", conclude il report, "potrebbero ancora una volta diluire l'incisività e la profondità degli interventi economici necessari all'Italia per prosperare". (riproduzione riservata) MF  - Primo Piano Numero 073, pag. 3 del 11/4/2008 Autore: Luca Gualtieri.

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Confronto tra Fogliardi Brancher e albergatori (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

GARDA. Verso il voto Confronto tra Fogliardi Brancher e albergatori Si è svolto a Garda nella sede dell'Ugav, Unione gardesana albergatori veronesi, l'incontro con candidati benacensi del Pdl e del Pd. A sottoporsi l'uno dopo l'altro alle domande di presidenti e delegati delle associazioni alberghiere sono stati Aldo Brancher e Giampaolo Fogliardi, il primo residente a Bardolino e il secondo a Castelnuovo. Entrambi hanno sposato le richieste avanzate dalla categoria economica della lago, con la promessa di mantenere per l'immediato futuro la collaborazione. Per introduzione la relazione di Antonio Pasotti e Giovanni Altomare, rispettivamente presidente e direttore Ugav. Nel documento si avanzavano richieste nel campo della fiscalità, burocrazia, viabilità, manifestazioni e gestione delle acque. Non senza dimenticare il problema dell'ospedale di Malcesine con l'impegno rivolto ai due candidati, di "scongiurarne la chiusura". Entrambi hanno ribadito la necessità di un ospedale nell'alto lago. Altro tema caldo la viabilità. "Quando ero al governo avevo fatto sottoscrivere al ministro Lunardi l'impegno di aprire un casello a Pastrengo. C'erano i soldi, ma è stato bloccato", ha detto Brancher. "Sull'Affi-Pai", ha concluso, "bisognava prima sentire Torri e Brenzone". "Sono stato per anni sindaco di Castelnuovo e so cosa serve. A volte anziché dare la colpa al Governo occorre ricordare che certe competenze sono regionali. La verità è che a Palazzo Balbi spesso dimenticano questa parte di Veneto", ha detto Fogliardi.

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Burocrazia, spese inutili per 170 milioni (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca Burocrazia, spese inutili per 170 milioni Gli industriali chiamano in campo i politici Peghin: "La "burotassa" ci sta soffocando" Della serie, come scialacquare la bellezza di 170 milioni di euro all'anno in costi burocratici e giornate perse di lavoro. Il tutto, a Padova e provincia. Insomma, una vera "burotassa" tipicamente made in Italy che brucia un potenziale valore aggiunto per la competitività delle imprese, pari al 2,4% del Pil padovano. Anche questo è un modo per andare alla deriva. E' un fardello che soffoca non poco le imprese, una tassa burocratica che oggi può essere annoverata a pieno titolo nel lungo elenco di imposte del nostro Paese e che costa ogni anno alle imprese della provincia di Padova 170 milioni di euro, che corrispondono circa a due punti e mezzo di Pil provinciale, risucchiato dalle fauci sempre spalancate della burocrazia. Il dedalo di obblighi e adempimenti fa perdere ogni anno alle aziende padovane 1,6 milioni di giornate di lavoro, con ogni piccola impresa costretta a rinunciare a 63 giornate di lavoro di un dipendente a causa di bolli e timbri. Un danno che, a tre giorni dal voto, fa gridare al presidente di Confindustria Padova, Francesco Peghin, che "la burocrazia è un'emergenza nazionale da affrontare subito. Chiunque governi, adotti una terapia d'urto se si vogliono mettere le aziende in condizione di crescere e di reagire a questo momento di difficoltà congiunturale". E ancora: "Quasi tutti i partiti - continua Peghin - affermano in campagna elettorale che si tratta di un'emergenza da affrontare subito. Per questo chiedo ai candidati premier di impegnarsi pubblicamente a liberare le aziende dalla gogna burocratica". A certificare l'entità della burotassa è Confindustria Padova che, in collaborazione con la Fondazione Nordest, ha realizzato un'indagine sul peso degli adempimenti burocratici su un campione di 340 piccole e medie imprese padovane. Secondo l'indagine, ogni impresa padovana dedica in media al disbrigo di pratiche burocratiche una giornata e mezza di lavoro (di un dipendente) a settimana. Ma qual è il costo della burotassa in termini di fatturato? Per quasi metà delle aziende intervistate (46,2%) i costi burocratici incidono per l'1,5% dei ricavi, mentre per il 18,2% l'incidenza varia dall'1,5 al 3% del fatturato. Il 12,5% calcola inoltre che la burocrazia bruci ogni anno una fetta dei ricavi superiore al 3%. Peghin non ci sta e precisa come il fenomeno sia "una delle insopportabili anomalie che spiegano il deficit di competitività del nostro Paese". (Massimo Nardin).

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Governo stabile per l'Italia (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Economia e Impresa Numero 087, pag. 15 del 11/4/2008 Autore: di Livia Pandolfi Visualizza la pagina in PDF       L'auspicio di Baldassarri (Pdl), che annuncia: azzereremo i guasti di Prodi Governo stabile per l'Italia Liberalizzare una volta per tutte acqua, luce, gas Dare all'Italia un governo stabile. E che volti pagina rispetto agli insuccessi dei governi di centro-sinistra di cui Veltroni continua a essere espressione. Questo l'auspicio per il voto del 13 e 14 aprile di Mario Baldassarri, senatore uscente di An della commissione bilancio della camera alta. Già viceministro dell'economia e finanze del governo Berlusconi, Baldassarri ha 62 anni ed è capolista per il Pdl nelle Marche. Domanda. Oggi è l'ultimo giorno di campagna elettorale. Cosa si sente di dire agli italiani? Risposta. Dico loro che con il voto hanno la possibilità di fare due scelte. La prima: fare nei fatti la riforma elettorale. Dalle urne potrebbero uscire, infatti, solo quattro partiti, non i 24 della passata legislatura. La seconda è quella di dare all'Italia un governo stabile votando in forze Pdl. D. Il paese negli ultimi anni si è impoverito. Cresciamo meno dei nostri competitori, abbiamo stipendi greci e prezzi tedeschi, mentre l'Ocse ci ha dato la maglia nera della produttività. Perché? R. L'Italia si porta dietro da anni uno zoccolo duro di problemi strutturali. Ne cito tre: paghiamo l'energia il 30% in più della media europea; abbiamo una rete infrastrutturale obsoleta che comporta costi di logistica maggiori del 10-15% dei nostri vicini di casa; sopportiamo un costo del lavoro per le imprese troppo alto che però non si traduce in stipendi corposi, perché tasse e contributi erodono quasi il 50% della busta paga. A questa situazione si è aggiunto l'atteggiamento della Bce, che sull'altare della lotta all'inflazione ha sacrificato tutto e non si è accorta che l'apprezzamento dell'euro ha dato uno spaventoso vantaggio competitivo non solo al dollaro ma anche allo yuan cinese. Cosa di cui la Cina non ha affatto bisogno, considerando il dumping che questo paese pratica. Infine, ci sono stati i due anni disastrosi di Prodi. D. Le tre cose che nel programma del Pdl sono decisive per risanare la nostra economia. R. Dobbiamo azzerare i guasti prodotti da Prodi. Il presidente del consiglio uscente ha aumentato le entrate di 80 miliardi con il prelievo fiscale e contemporaneamente ne ha prodotti 85 di spesa pubblica. Con noi alla fine del 2006, al netto dei debiti pregressi, il deficit era al 2,3%, Prodi lo lascia quasi al 3%. Noi proponiamo di tagliare le spese e le tasse. E di liberalizzare una volta per tutte i servizi pubblici locali, acqua, luce e gas. D. Il Pd dice di essere amico delle imprese e di voler fare un patto con loro e i lavoratori per la crescita. Che ne pensa? R. Pd amico delle imprese? Certo amico delle grandi imprese, come Prodi. Basti guardare l'esperienza dei suoi due periodi di governo 1996-2001 e 2006-2008. Prima Visco ha propinato la Dit e Superdit a vantaggio delle grandi e l'Irap penalizzante per le pmi; quindi nei due anni scorsi ha tartassato le piccole imprese regalando sgravi alle grandi. D. Tutti e due gli schieramenti promettono di abbassare le tasse. Negli ultimi 15 anni però, nei fatti, il fisco è stato sempre più pesante. Spieghi perché, se il Pdl dovesse vincere, a partire dalla prossima settimana dovrebbe cambiare qualcosa. R. Perché Berlusconi ha tagliato le tasse, anche se di poco. Veltroni e il Pd, invece, hanno alle spalle solo esperienze governative in cui le tasse sono aumentate, e di molto. D. Le imprese spendono 14 miliardi all'anno per le spese burocratiche. Tagliare leggi non costa molto. Perché Berlusconi negli anni del suo governo non è riuscito ad agire su questo fronte? R. Quello di semplificare il mostro della burocrazia è un fatto non più rimandabile. Ricordo che il viceministro Visco negli ultimi due anni ha prodotto una sequela di nuovi odiosi adempimenti proprio per le imprese: dal reinserimento del registro clienti-fornitori a tutta una serie di vessazioni a scopo di controllo fiscale. Sono sicuro che il nostro governo userà il machete per sfoltire la giungla della burocrazia che pesa sulla pmi. D. Forza Italia, An, Lega. E alcuni altri nanetti, dalla Mussolini a Rotondi. Sicuri che non ci saranno litigi e ricatti anche quando ci sarà da tagliare la spesa pubblica con scelte impopolari o che l'anima secessionista della Lega non creerà problemi? R. Noi abbiamo garantito dal 2001 al 2006 cinque anni governo anche con la Lega. Continueremo a farlo. Del resto, per esempio, An e Forza Italia non hanno mai avuto differenze né sui valori né sui programmi. Questo è un falso problema. Anzi il Popolo della libertà è il primo grande partito italiano che si colloca nell'area moderata europea occupata dal Partito popolare. D. Le liberalizzazioni servono. Finora nessuno è riuscito veramente a farle. Almeno toccando davvero banche, assicurazioni e servizi pubblici locali. Dica perché stavolta dovrebbe essere diverso. R. Parliamoci chiaro: gli enti locali guidati dal centro-sinistra hanno costituito tante piccole Iri sul territorio per elargire posti di lavoro e non per garantire acqua, luce e gas ai cittadini. Questo è il punto. Non a caso quando, nella scorsa legislatura, stava per essere presentato il disegno di legge Lanzillotta sul riordino dei servizi pubblici locali, noi avevamo dato la disponibilità a dare il nostro contributo e magari poi a votarlo. Quel disegno di legge è stato opportunamente lasciato nel cassetto. Quanto ai tentativi di Bersani, sappiamo tutti che si è cercato di colpire solo gli anelli deboli della catena, come tassisti e benzinai. D. Un motivo per fidarsi di Berlusconi. R. Basta confrontare il governo Prodi con quello Berlusconi. Quest'ultimo ha mantenuto quasi tutti i suoi impegni. Prodi ha mantenuto solo le promesse fatte alle grandi imprese. D. Un motivo per non fidarsi di Veltroni. R. Perché vuole fare l'americano ma è nato in Fgci (Federazione giovanile comunisti italiani, ndr). D. Fra tre giorni il Pdl vince. Come sarà l'Italia fra cinque anni? R. Un'Italia più libera, più prospera e più giusta. D. Fra tre giorni vince il Pd. Come sarà l'Italia fra cinque anni? R. Si moltiplicherebbero per due e mezzo i risultati ottenuti da Prodi negli ultimi 18 mesi. D. Berlusconi parla di brogli e non si fida di Napolitano. Perché? R. Perché il pericolo esiste. La scorsa tornata elettorale alla camera abbiamo perso per soli 24 mila voti e c'è stato un calo sospetto di schede bianche. Al senato, invece, avevamo vinto noi di 240 mila voti ma, a causa della legge elettorale che Ciampi ha corretto con i premi regionali, abbiamo perso. D. Come mai non c'è stato il faccia a faccia Berlusconi-Veltroni? R. Perché la par condicio non lo consente. Si dovrebbero fare una serie di incontri incrociati. Sarebbe stato il caso di cambiare prima questa legge. D. Un giudizio sulla campagna elettorale. R. Veltroni ha fatto una campagna elettorale basata sull'immagine e sul marketing elettorale, noi ci siamo sforzati di andare sui contenuti. Il candidato premier del Pd vuol fare l'americano e ha messo sul suo partito il cartello "nuova gestione" come quei negozi che chiudono e riaprono dopo un fallimento, ma con lo stesso padrone.

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Le trame dei film di prima visione (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Giorno/Notte LE TRAME DEI FILM DI PRIMA VISIONE AMORE, BUGIE & CALCETTO (Italia 2007) durata: 115', genere: commedia, di Luca Lucini con Claudio Bisio, Chiara Mastalli, Max Mazzotta, Claudia Pandolfi, Angela Finocchiaro. Le vicende sentimentali di un gruppo di amici che per nulla rinuncerebbe alla partita del giovedì. In campo come nella vita: "dimmi come giochi e ti dirò chi sei". JUNO (Usa 2007) durata: 92,' commedia, di Jason Reitman con Jennifer Garner, Ellen Page. Juno è una brillante adolescente del Minnesota. Un pomeriggio noioso come tanti si trasforma in qualcosa di diverso quando Juno decide di fare sesso con Bleeker, un ragazzo timido e riservato. Quando scopre di essere incinta escogita un piano per trovare una coppia di genitori per il bambino. NEXT (Usa 2007) durata: 96', genere: thriller, di Lee Tamahori con Nicolas Cage, Julianne Moore Cris Johnson, un mago di Las Vegas che ha un dono segreto che è al tempo stesso una benedizione ma anche una maledizione: è dotato della straordinaria capacità di vedere ciò che accadrà nell'immediato futuro. NON PENSARCI (Italia 2008) durata: 105', genere: commedia, di Gianni Zanasi con Valerio Mastandrea, Caterina Murino, Anita Caprioli Stefano Nardini suona da quando aveva cinque anni e passo dopo passo ecco che dal conservatorio è finito col diventare una piccola star del punk rock indipendente. Ma i tempi delle sue foto in copertina sono passati e adesso a 36 anni si guarda intorno: suona con dei ventenni invasati, a casa non ha più né fidanzata né letto dove dormire, gli è rimasta giusto una chitarra e un'auto con le portiere che non si aprono. Insomma è venuto il momento anche per lui di cercare un riparo. THE EYE (Usa 2008) durata: 97', genere: horror, di David Moreau Xavier Palud con Jessica Alba Sydney Wells è una violinista famosa a Los Angeles. Intelligente, molto dotata, e indipendente; è cieca. Sydney si sta per sottoporre ad un doppio trapianto di cornea che le ridarà la vista. Ma la felicità di Sydney ha vita breve. Inspiegabili e spaventose immagini iniziano a perseguitarla. IL CACCIATORE DI AQUILONI (Afghanistan 2007) durata: 131', drammatico, di Marc Forster Dopo aver trascorso alcuni anni in California, Amir ritorna nel suo paese d'origine l'Afghanistan. Cerca il figlio del suo vecchio amico Hassan. Il viaggio è l'occasione per Amir per riandare ai tempi della sua infanzia e della amicizia con Hassan sullo sfondo delle vicende del suo paese in guerra. UN BACIO ROMANTICO (Usa 2007) durata: 111', genere: drammatico, sentimentale; di Wong Kar-wai con Rachel Weisz, Natalie Portman, Jude Law, Norah Jones, David Strathairn. Elizabeth dopo la dolorosa rottura di una relazione attraversa gli Stati Uniti alla ricerca del vero significato della parola "amore". Si lascia alle spalle un bagaglio di ricordi, un sogno e un nuovo amico ma sulla sua strada incontra strani personaggi: un poliziotto tormentato, sua moglie che lo ha lasciato, una giocatrice d'azzardo. LA BANDA (Israele e Francia, 2007), commedia di Eran Kolirin Una piccola banda musicale della polizia egiziana arriva in Israele. Sono venuti per suonare a una cerimonia, ma a causa della burocrazia, della sfortuna o per qualche altra ragione, all'aeroporto nessuno li aspetta. Cercano di cavarsela da soli. LA ZONA (Spagna e Messico, 2007), drammatico di Rodrigo Plà Alejandro è un adolescente privilegiato che vive nella "Zona", quartiere benestante nel centro di Città del Messico, protetto da guardie private e circondato da alte mura. Oltre i confini e il filo spinato c'è la miseria più nera. LA VOLPE E LA BAMBINA (Francia 2007) durata: 91', genere: avventura, di Luc Jacquet In una mattina d'autunno, alla curva di un sentiero, una bambina scorge una volpe. Comincia la più sbalorditiva delle amicizie.

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Capitan Ventosa da un mese con i liguri (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Radio19 UN APPUNTAMENTO speciale oggi a Radio19, l'emittente del Secolo XIX. Fra le 11 e le 12, durante la consueta ora dedicata al programma "A vostra disposizione", l'appuntamento durante il quale Capitan Ventosa ascolta i problemi dei liguri (e cerca di trovare una soluzione) il popolare personaggio creato da Striscia la Notizia accoglierà gli ascoltatori in diretta e - in compagnia di Lenny - farà un bilancio del primo mese di collaborazione con Radio19. Un mese durante il quale l'iniziativa ha registrato un successo crescente: tantissime le telefonate arrivate per segnalare disfunzioni, disagi, inestricabili problemi della burocrazia. Più tardi, a partire dalle 15, lo studio mobile di Radio19 - che in questi giorni trasmette dalla Fiera Primavera - accoglierà i Sonohra, i due fratelli veronesi che hanno vinto l'ultima edizione di Sanremo Giovani; saranno intervistati da Giovanni Carrara. 11/04/2008.

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Che fine ha fatto mio fratello? (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Dell'uomo, militare nella campagna di Russia, flebili e lontane tracce, come la testimonianza di un compaesano "Che fine ha fatto mio fratello?" L'appello di una donna di 91 anni che da 60 non sa più nulla del congiunto IL CASO Inutili ricerche negli archivi PORTO ERCOLE. Sono passati sessant'anni dalla fine della seconda guerra mondiale, eppure tante storie legate a quel triste periodo sono ancora ben vive nella mente e nel cuore dei protagonisti e dei loro parenti. Gente anziana che vorrebbe terminare la propria esistenza terrena con notizie certe riguardo al destino di congiunti di cui non si è avuta più notizia. Avere una tomba su cui portare un fiore e non restare con il dubbio che quel disperso potrebbe essere ancora vivo, in chissà quale angolo del mondo. Una sofferenza, questa, che sta vivendo la signora Rosa Costagliola, 91 anni, residente a Porto Ercole. Quando si è giovani si hanno mille cose da fare. Prima accudire i fratelli, rimasti orfani presto per la prematura scomparsa della mamma, poi tirare avanti una famiglia numerosa, un marito a quattro figli da sfamare, mandare a scuola e al lavoro sistemati di tutto punto. Ma quando il marito non c'è più ed i figli sono indipendenti, ci si può permettere di ripercorrere la propria vita momento per momento tornando con il pensiero a quel fratello partito per la campagna di Russia e sparito nel nulla. La signora Rosa racconta al genero quella storia dolorosa, una ferita ancora aperta tanto che, mentre parla con voce flebile, dagli occhi scende una lacrima. L'uomo si commuove e decidere che farà di tutto per sollevare, per quanto è possibile, la mamma di sua moglie. Si aggrappa ai due unici documenti ritrovati: la richiesta spedita dalla Regia Marina nel'45 dell'atto notorio per poter liquidare ai parenti del marò Giovanni 24.665 lire. Un assegno di dispersione, soldi maturati dal 23.5.44 al 30.7.46 e arrivati al figlio Erasmo nel'49. Solo questo oltre alla data di nascita dell'allora militaro: l'11 gennaio del 1920. Poco, indubbiamente ma il nipote acquisito di Costagliola non si scoraggia ed inizia una serie di telefonate che partono dall'ufficio anagrafe del Comune di Monte Argentario (quello di Porto S. Stefano, perché a quei tempi la delegazione di Porto Ercole non esisteva) e fanno il giro d'Italia scontrandosi con il muro della burocrazia e dell'insofferenza. "E lei fa questa ricerca dopo 60 anni?", "Noi ci interessiamo solo degli ufficiali", si sente rispondere finché entra in possesso di un numero telefonico di Roma. "Ho chiamato anche lì - racconta il signor Sabatini - ma non hanno saputo indicarmi niente. Sarei andati di persona in quegli uffici ma con queste premesse non mi conviene". Di Giovanni Costagliola, insomma, non si ha più traccia se non nel ricordo della sorella che ha rivelato un particolare. In Russia, con lui, c'era un altro portercolese con il quale si era scambiato la promessa che il primo che sarebbe rientrato avrebbe portato quel tovagliolo in cui riponevano le vivande per dimostrare che l'altro era ancora in vita. E l'altro tornò con il tovagliolo, segno che a quel tempo Giovanni era vivo. Ed allora chi più dire con sicurezza che è morto in guerra? Come tanti, potrebbe aver conosciuto una donna in Russia ed essersi fatto là una famiglia, potrebbe essersi spostato in altri Stati e, perché no?, potrebbe essere ancora vivo, ad 88 anni, chissà dove e chissà in quali condizioni di salute. Un giallo che arrovella la mente ancora sveglia della signora Rosa e di quanti le stanno accanto. La dicitura "morto in guerra" non soddisfa nessuno perché si dà per scontato che Giovanni abbia perso la vita combattendo ma non esiste nessun documento che lo attesta. "Per noi - afferma visbilmente scosso Sabatini - mio zio è disperso, per il fatto che, in caso contrario, la Marina avrebbe dovuto dichiararlo morto dando la possibilità ai parenti di comunicarlo in Comune. Invece non è accaduto niente di tutto questo. Il marò Giovanni Costagliola - conclude - è svanito nel nulla ma io non voglio arrendermi. Continuerò a cercarlo, per mia suocera e per noi tutti. E, se ci sarà bisogno di atti estremi, andrò persino a'Chi l'ha visto?'". Paola Tana.

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Laigueglia, casa e turismo obiettivi dei tre candidati (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il voto per le amministrative Sono gli unici punti comuni dei programmi. L'ultima volta finì in volata QUATTRO anni fa finì con uno scarto di sette voti, un arrivo allo sprint che lasciò presagire ciò che poi sarebbe accaduto, cioè una stagione di divisioni, riunioni, lacerazioni e conflitti, interrotta qualche mese fa dalla scomparsa del sindaco Giuseppe Giuliano. Oggi a contendersi e presumibilmente dividersi i voti di Laigueglia sono tre candidati sindaco, tutti per la prima volta all'assalto dello scranno più alto del palazzo comunale. Franco Maglione guida la lista Uniti per il domani, se vincerà avrà come vice l'ex sindaco Silvano Montaldo. In qualche modo rappresenta la continuità politica con le amministrazioni di quegli anni? "Rappresentiamo soprattutto un gruppo unito, che si riconosce in un unico programma - precisa Maglione - Un gruppo di persone che vivono in questa città, la conoscono e vogliono impegnarsi e lavorare per lei. Non abbiamo fatto accordi all'ultimo istante, non abbiamo presentato tre programmi diversi ma ci siamo presi il preciso impegno di lavorare insieme per crescere tutti insieme". Sul piano programmatico turismo e casa sono i punti più qualificanti. "C'è anche lo snellimento della burocrazia nei rapporti con cittadini e attività economiche. Il problema della casa va affrontato con edilizia convenzionata in affitto e in acquisto. Poi ovviamente c'è il turismo, la nostra principale risorsa. Crediamo che il turista debba essere accolto e coinvolto con un sistema di infrastrutture da realizzare e mantenere. In particolare è necessario che il molo abbia un attracco, per far conoscere Laigueglia anche dalla parte del mare". Se Maglione non manca di inviare qualche stoccata a Giovanni Regesta, il primario che corre sotto le insegne di Rinnovare Laigueglia non si fa pregare a restituire la cortesia. "Il mio è un discorso di innovazione culturale - afferma - Ai cittadini chiedo di impegnarsi con noi per cambiare le cose. Siamo una marea che si oppone al perdurare di interessi personalistici. Noi facciamo solo gli interessi della città e dei cittadini. Siamo laiguegliesi e sono laiguegliese, anche se la mia richiesta di riavere la residenza è da un po' di tempo ferma, ma evidentemente anche questo serve per tentare di arginare la marea. In mente abbiamo una svolta decisa e necessaria, perché in questi giorni Laigueglia è scesa sotto i 2 mila abitanti e dobbiamo pensare a dare la casa ai nostri giovani con progetti precisi, come la trasformazione della clubhouse Mare Uno. Poi c'è il turismo, che deve essere sviluppato anche attraverso lo sport. Siamo la palestra ideale per moltissime discipline, si tratta di creare eventi e occasioni soprattutto nei mesi primaverili e autunnali, per allungare sensibilmente la stagione. Il capannone Sar può essere una risorsa anche per questo, invece di rimanere chiuso 360 giorni l'anno". Alla sfida ora in punta di fioretto ora a colpi di sciabola non si sottrae neppure Alessandro Benazzo (Cap Laigueglia), bagnino che punta su turismo e concretezza. "Io non ho interessi politici né economici a livello personale - esordisce - mi sta a cuore solo il futuro di questo meraviglioso paese e dei suoi giovani. Cittadine meno fortunate di noi a livello paesaggistico hanno costruito sul turismo i presupposti per il rilancio. Laigueglia, invece, vive una fase di stallo. È ora di finirla di fare cose di cui non si vede mai la fine. Il mio programma non è fatto di grandi opere irrealizzabili ma di cose concrete e realizzabili anche a breve termine, a partire dal ripristino del sito internet del Comune. Abbiamo poi bisogno di incentivare gli agriturismi in collina, i barbecue serali, costruire programmi di gite a cavallo e magari un servizio di gommoni per portare a terra chi attracca al largo. Il capannone Sar deve diventare un centro utilizzabile per attività ricreative e di richiamo turistico, perché la crescita della città non può che passare attraverso il turismo". I punti di contatto tra i tre programmi non mancano (a partire da casa e turismo), ma divisioni e rivalità, talvolta personali, terranno il clima infuocato fino allo spoglio dell'ultima scheda. Luca Rebagliati 11/04/2008.

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Case di riposo, rivedere le norme (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Candidati a confronto nella sede Confcommercio sul regolamento di classificazione delle strutture Kocijancic (Sa): agiremo in concertazione con tutte le parti "Case di riposo, rivedere le norme" di Tiziana Carpinelli "Il regolamento varato dalla giunta Illy in merito alla riclassificazione delle case di riposo non s'ha da fare, o meglio, non s'ha da applicare". Su un punto, i candidati di opposto schieramento ieri presenti all'incontro dalla Federazione degli imprenditori della Sanità e assistenza (Fisa) sono sembrati concordare: così come sono state formulate, le diposizioni proposte dall'assessore regionale alla Salute Ezio Beltrame necessitano di ulteriori approfondimenti e modifiche. Perché rischiano di penalizzare le strutture presenti a Trieste, a tutto appannaggio di quelle invece esistenti in Slovenia. Il regolamento detta gli standard minimi che le case di riposo - quasi duecento con oltre diecimila posti letto presenti su tutto il territorio del Friuli Venezia Giulia - dovranno garantire. La Fisa li contesta, per il modo scelto (e non apprezzato) dagli amministratori regionali di ridisegnare sia i profili di bisogno degli anziani, sia i criteri strutturali e organizzativi delle residenze attualmente in attività. Si ritiene infatti che una pedissequa applicazione del regolamento possa aprire uno scenario definito "preoccupante per il territorio triestino", dove "apparentemente risulterebbero non riautorizzabili, con riferimento ai non autosufficienti, circa 45 polifunzionali, per un totale di 750 posti letto: praticamente la metà di quelli oggi attivi". Chiamati nella sede della Confcommercio a esprimere il proprio parere, i tre candidati regionali Piero Camber (Pdl), Igor Kocijancic (Sinistra Arcobaleno) e Edoardo Sasco (Udc) hanno definito ieri le priorità da adottare per risolvere il problema dell'assistenza alla terza età. Che a Trieste ha la sua incidenza vista la percentuale di cittadini over 65. "In linea col programma - così Camber - rivendico la difesa della residenzialità dei nostri anziani, che va migliorata costruendo una rete integrata di assistenza efficiente e rispondente alle esigenze delle famiglie. Tali disposizioni sono inaccettabili e se eletto mi impegnerò a smantellare l'impianto. Propongo meno sperperi e più sostegno ai privati che gestiscono il settore, con l'abbattimento dell'Irap". "La strada intrapresa, almeno sul piano teorico, è valida - ha replicato Kocijancic - ci sono aspetti da approfondire e correggere: lo faremo in concertazione con tutte le parti. Non si tema la concorrenza slovena, perché il fenomeno delle differenze di tariffazione è destinato a scemare con l'assestamento degli equilibri". "La burocrazia che vige nei servizi sanitari e in questo settore è mostruosa - ha concluso Sasco - inoltre, manca totalmente un qualunque tipo di raccordo tra i vari enti, che non comunicano nemmeno tra di loro. Tutto ciò e inaccettabile e fin d'ora dico che, se eletto, cambiarò la situazione".

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Elezioni, lo sprint dei candidati - conchita sannino (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina II - Napoli Elezioni, lo sprint dei candidati Il Pd: vigilanza nei seggi. Il Pdl: dossier sugli sprechi di Bassolino Nella giornata di chiusura arrivano due aspiranti premier: Casini e Boselli CONCHITA SANNINO L'ora X scopre tensioni, il rush dura fino a mezzanotte. C'è chi chiuderà il tour in una discoteca di Chiaia come i giovani del Pdl, chi sul lungomare Caracciolo come i socialisti, chi privilegia incontri più informali tra alberghi e caffè storici. E Napoli registra l'arrivo di due candidati premier, Casini e Boselli, e del capolista Follini. Un ultimo giorno di caccia al consenso che scorre tra gli accorati appelli al voto, le certezze granitiche dei candidati in testa di lista e i privati sudori di coloro che restano fuori dalle quote garantite. è tempo delle offensive finali tra i principali schieramenti. Il leader regionale del Pd lancia alle 12, dal comitato di via Nazario Sauro, la mobilitazione dei suoi 26 mila rappresentanti di lista della Campania (11.200 solo a Napoli e in provincia) spingendoli "alla sorveglianza attiva", promuovendoli "supervisori del voto pulito". Sul petto avranno un badge. "Il Pd ha organizzato una rete capillare di rappresentanti per la rigorosa applicazione delle leggi - spiega Iannuzzi - e soprattutto per la correttezza di voto e scrutinio. Sorveglieremo affinché domenica e lunedì tutto si svolga nel modo più limpido". Iniziativa che ricalca da vicino le "sentinelle" forgiate da Berlusconi. Alla stessa ora il Pdl, ore 11.30, hotel Mediterraneo, con il coordinatore Nicola Cosentino, consegna l'ultimo dossier "sugli scandali in Regione", promettendo dettagli su "nuovi sprechi, e cifre, fallimenti di società e imprese legati al carrozzone bassoliniano". Intanto tre leader nazionali scelgono Napoli per la fine corsa. Il candidato premier Udc Pierferdinando Casini interviene alle 21 (hotel Tiberio, via Galileo Ferraris) ad un incontro con il candidato Gennaro Ferrara, rettore (ex Udeur) dell'Ateneo Parthenope. Il candidato premier dei socialisti Enrico Boselli, con il capolista Marco Di Lello, alle 17.30 incontra gli elettori alla rotonda Diaz. Mentre il capolista Pd al Senato, Marco Follini, arriva nel pomeriggio all'hotel Ramada con il consigliere comunale Emilio Montemarano, figlio dell'assessore regionale e recordman di voti alle amministrative. Basta votare, in fondo: la legge elettorale-capestro fa sì che tutti i giochi siano già determinati. Fatta eccezione, è ovvio, per i meno privilegiati che sapranno solo all'ultimo se c'è il loro seggio in Parlamento. Complessivamente, 20 candidati del "limbo" campano. Nel Pd, tra le più impegnate, veterana di altre campagne elettorali, c'è l'ex assessore regionale Teresa Armato, al numero 8 nella lista Senato, così calata nel ruolo di globetrotter da aver registrato anche un lieve calo di pressione. "Cosa prevale dopo tanti giorni di fatica ed emozione? Oggi dico: non la tensione di sapere come andrà, ma l'entusiasmo. Davvero quell'immagine di piazza Plebiscito dell'altra sera, carica e sincera, è stata un'enorme iniezione. Si può vincere, nuovo slogan. Certo ho girato - ammette la Armato - , ma ci sono abituata, avevo già cominciato da presidente del comitato Veltroni per le primarie. E con onestà aggiungo che i candidati più "sicuri" si sono impegnati come e più di me". Mastica amaro invece Bruno Cesario, sempre Pd, numero 11 in Campania 1. "Non lo nascondo, vivo la tensione dell'ultimo spoglio, ma ora l'obiettivo è possibile. Ho fatto una campagna agile. La cosa che piaceva di più? Quando proponevo la medaglia per chi apre un'impresa, sopravvivendo a burocrazia ed ostacoli. Credo che sia la priorità: realizzare un'autostrada a favore di chi investe". Il più franco, sulle ansie del limbo, è Vincenzo D'Anna, biologo casertano, 21esimo del Pdl nella lista alla Camera di Campania 1. "La frustrazione c'è. Uso spesso un'allegoria: ha presente quando l'auto si spegne? C'è quello che si mette comodo al volante, e stavolta sono tanti al volante, mentre gli altri dietro e ai lati spingono". D'Anna è quello che spinge, niente ipocrisie. "Ce ne sono alcuni che hanno veramente l'impudenza di stare lì fermi a riscuotere la vittoria finale". è anche vero che questa legge l'ha voluta il suo partito. "Io sono tra quelli che se la saranno guadagnata, l'elezione. Di buono, questa legge ha una cosa: spezza la spirale perversa tra chi deve elargire il voto e di chi lo deve ricevere". Mentre Tommaso Pellegrino, numero 3 in Campania 1 per Sinistra Arcobaleno, fa i conti con l'agenda ancora fitta. "Una media di 8 iniziative al giorno. Penso di avere toccato oltre 80 comuni. Però stasera ci dedichiamo alla musica, tanti giovani, canta la nostra amica jazzista Daniela. E quel che sarà, sarà".

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L'assemblea agricoltori affronta la crisi (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Troppi vincoli e burocrazia: alla Regione sarà chiesta una Conferenza sull'uso del territorio L'assemblea agricoltori affronta la crisi Oggi a Opicina il sodalizio rinnoverà anche le cariche sociali OPICINA È un'agricoltura nazionale e locale in crisi quella di cui si parlerà oggi nell'assemblea annuale dell'Associazione agricoltori di Trieste. L'incontro di categoria si terrà a Opicina, al Credito cooperativo del Carso di via del Ricreatorio, dalle 15. Si darà pure corso all'elezione dei nuovi vertici sociali. Con ogni probabilità il presidente Luigi Debelis lascerà la carica dopo diversi anni. È sicura invece la riconferma a segretario di Edi Bukavec, anch'egli ai vertici da più mandati. Diversi i temi in agenda, a iniziare dalla crisi nazionale che si riflette in sede locale. L'agricoltura è ancora una volta in coda rispetto ad altri settori produttivi. In particolare c'è forte preoccupazione da parte del sindacato agricolo per la situazione dei redditi, negli ultimi anni diminuiti quasi del 18%. La causa risiede nel continuo rincaro dei mezzi tecnici e degli strumenti necessari al lavoro nei campi, mentre i prezzi realizzati dalle aziende con la vendita dei prodotti continuano a mantenersi stabili rispetto ai continui rialzi registrati al minuto. Per tentare di rialzare il capo, l'Associazione agricoltori proporrà una nuova politica agraria nazionale e locale, con innovazione, infrastrutture, semplificazione della burocrazia, gestione del territorio più oculata e non solo condizionata da vincoli. Sarà chiesta alla Regione una Conferenza per l'uso del territorio.

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Metrò, le linee 4 e 5 sono già in ritardo (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina III - Milano Il mercato che da sette mesi il Comune non riesce a spostare e i tempi della burocrazia bloccano i lavori Metrò, le linee 4 e 5 sono già in ritardo Il mercato dell'Isola che il Comune non riesce a spostare sbarra la strada ai lavori della metrò 5. E i cantieri per la nuova linea 4, attesi al via nel 2007, vengono rimandati dalle lungaggini burocratiche al 2009. MONESTIROLI E PIANO ALLE PAGINE VI E VII.

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Veltroni infiamma piazza duomo "con milano vogliamo vincere" - stefano rossi (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IV - Milano La piazza La rimonta La sinistra Veltroni infiamma piazza Duomo "Con Milano vogliamo vincere" Sul palco tutti i candidati lombardi: "C'è voglia di futuro" Con il Pdl sabato scorso qui erano in 10mila. Con questa piazza piena possiamo davvero vincere lo scudetto Erano in pole position, ma noi abbiamo fatto una rimonta impressionante e loro hanno il motore cotto Noi siamo di sinistra e saremo sempre per la più forte e sentimentale classe più debole STEFANO ROSSI "La vita è rischio, scoperta, viaggio". Perché l'Italia "ha voglia di futuro e di presente". Malgrado la pioggia e il freddo, Walter Veltroni infiamma piazza del Duomo, nel principale appuntamento della campagna elettorale al Nord. E lo fa con un discorso che più milanese non si può, nel modo di ragionare più ancora che nei riferimenti alla situazione locale. Il segretario del Pd parla di intraprendenza e meritocrazia, di impresa e capitale di rischio (quello francese, che finanzia i giovani imprenditori a differenza del nostro), di raccomandati e burocrazia. Di leghisti (con l'accenno ai fucili di Bossi) che vestono l'armatura a Pontida e da vent'anni tutti i lunedì promettono la rivoluzione e poi durante la settimana, a Roma, parcheggiano l'auto blu di fronte al ristorante: "Se fossi un militante comincerei a insospettirmi". Davanti al palco, la siepe delle bandiere nasconde ? come annuncia l'organizzazione ? centomila persone. Il segretario regionale Maurizio Martina, che dal palco viene citato due volte (specialmente con riferimento alla delicata missione, assolta da Veltroni e da lui, di proporre la candidatura all'oncologo Umberto Veronesi), fa paragoni con le diecimila presenze per Berlusconi, sabato scorso: "Veltroni ha fermato la pioggia... Con questa piazza il Pd può vincere lo scudetto!", esulta l'interista Martina. Milano. Nel discorso del leader del Pd c'è spazio per l'Expo 2015 ("questa vittoria di tutti è stata portata dalla parte di qualcuno") e per il passato remoto con il racconto di un'azienda creata negli anni Sessanta "in una contrada lombarda", dai tre figli di un muratore: "Costruiscono un tornio migliore degli altri, impiantando l'officina nella cucina di casa. Ma la cucina è troppo corta, allora fanno un buco nel muro e si allargano al cortile. Però si applicano di notte, perché di giorno sono lavoratori dipendenti". E il rumore notturno dà fastidio ai vicini. Si scoraggiano, i tre fratelli? "No, riprendono a lavorare in cucina". L'epilogo di questa storia vera è quello che ci si immagina. Anni dopo uno dei fratelli, senza titolo di studio ma con la medaglia di cavaliere del lavoro, "racconta in un misto di italiano e dialetto di come la sua azienda ne ha comperata una americana. Tecnologia e anima, questa è Milano, questa è la Lombardia. Ed è una metafora del Paese che noi dovremmo essere, che noi possiamo essere". Accanto alla storia, con un po' di sapore di favola, Veltroni cala anche i nomi. E sono nomi pesanti. Censura l'attacco a Napolitano. Ricorda un amico milanese d'adozione, Enzo Biagi (ci sono le figlie, Carla e Bice, emozionate), poi "due uomini che a Milano hanno impersonato la legalità", il commissario Luigi Calabresi e il liquidatore del Banco Ambrosiano Giorgio Ambrosoli. E Falcone e Borsellino: "Quelli per me sono gli eroi", e non lo stalliere di Arcore, Vittorio Mangano, come ha dichiarato Marcello Dell'Utri. E Pietro Ichino, nel mirino delle Br, giuslavorista come D'Antona e Marco Biagi: "Voglio dargli solidarietà e dirgli che non solo il Pd ma l'Italia tutta con lui". Il pullman veltroniano riparte, restano i 145 candidati lombardi. I due principali hanno aperto la serata. Umberto Veronesi, capolista al Senato: "Dedicherò il mio tempo e l'attività parlamentare a un grande piano per lo sviluppo della scienza". E Matteo Colaninno, capolista alla Camera (Lombardia 1): "Come in certe gare di Formula 1 siamo partiti dalle ultime file con il nostro avversario in pole position e adesso siamo fianco a fianco all'ultima curva".

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Il nuovo metrò parte in ritardo - giuseppina piano (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VIII - Milano Il nuovo metrò parte in ritardo Il mercato blocca la linea 5, la 4 impantanata nella burocrazia In sette mesi il Comune non ha ancora trovato una collocazione per le bancarelle dell'Isola GIUSEPPINA PIANO Le bancarelle di un mercato che da sette mesi Palazzo Marino non riesce a spostare sbarrano la strada alla "talpa" che scava i tunnel della nuova metropolitana 5. E nel frattempo, l'apertura dei cantieri per la nuova linea 4 viene rimandata di oltre un anno dai tempi biblici della burocrazia comunale. Un paradosso, il destino impervio delle due linee gemelle di cui si parla dal 2000, nella città dell'Expo. E dei 14 miliardi di euro da spendere in cantieri pubblici da qui al 2015. Con lo stesso assessore ai Lavori pubblici Bruno Simini a convenire che "una metropolitana non si può fermare per qualche decina di bancarelle". Cantieri partiti da una parte ma tormentati dal surreale caso del mercato dell'Isola, in attesa di trasloco per far posto ai lavori da qualcosa come sette mesi. E non è detto che giusto oggi la giunta, che tornerà a esaminare la questione, finalmente decida: gli assessori non sono d'accordo sulla destinazione delle bancarelle. E cantieri che non partono dall'altra. In ballo le due uniche, per ora, opere pubbliche nel mare dei miliardi previsti da qui al 2015 di cui si abbia certezza. Perché non è questione di soldi: le due linee sono già tutte finanziate almeno per i primi due tronconi, la 5 da Niguarda a Garibaldi (e da lì è poi previsto che prosegua fino a San Siro), e la 4 da San Cristoforo al Policlinico (con il secondo tratto, da finanziare, fino a Linate). I soldi ci sono ma i problemi restano. La nuova linea 4 ad esempio, paralizzata dalle lungaggini burocratiche. "I cantieri partiranno entro l'anno", diceva a maggio del 2007 l'assessore alla Mobilità Edoardo Croci. è passato un anno e non si è mosso un mattone. Di più: per almeno un altro anno, giurano i tecnici, non si aprirà nessun cantiere. Perché? La pre-qualifica alla gara internazionale per scegliere il partner privato è stata fatta nel 2006 ancora da Albertini, dopo gli uffici dell'assessorato alla Mobilità hanno iniziato a studiarsi progetti e iter. E nel frattempo la gara vera e propria, di fatto, ancora non è partita. Tra farla, scegliere il vincitore, fare il progetto definitivo ed esecutivo, passerà minimo un anno. Arrivederci al 2009. Con un macigno davanti: per fare la linea si ipotizzano cinque anni di lavori, e dunque 2014. Alla linea 5 è invece il mercato dell'Isola a sbarrare la strada. La "talpa" ipertecnologica che scava il tunnel da mesi sta lavorando in viale Zara, dove il cantiere è partito a luglio. Ma lungo il percorso della futura metropolitana c'è, appunto, il mercato. Il Comune già a settembre annuncia il trasloco delle bancarelle ma tra le proteste (i venditori ambulanti, i residenti e i commercianti, il consiglio di zona e il consiglio comunale...) qualcosa come 13 destinazioni vengono esaminate. E affondate. L'unica pezza trovata è spostare un pezzo di mercato in viale Zara, pezza provvisoria, perché lì si sa che sta per arrivare la "talpa". Il Comune aveva l'impegno formale a sbaraccare le bancarelle entro metà marzo. Sono ancora lì. Nel frattempo il Consorzio Metro 5, che fa l'opera in project financing, ha spedito un sollecito facendo ben presente che ogni giorno che passa è un segno meno su una tabella di marcia strettissima, visto che tutto deve essere finito entro il 2012. Finora il cantiere non è stato fermo. Ma bisogna lasciare, subito, libera la strada. L'assessore Simini lo dice chiaro: "Non si può aspettare un giorno di più, ogni settimana che passa ritarda un'opera pubblica di portata strategica". Dall'altra parte l'assessore alle Attività produttive Tiziana Maiolo oggi una soluzione la proporrà alla giunta: "Siamo tornati alla proposta iniziale dopo 13 ipotesi bocciate. Mi spiace se non sarà gradita ai residenti". La complicazione è che l'idea è spostare il mercato in via Borsieri, contro cui ha votato tutto il Consiglio. L'altolà di Simini: "Io mi attengo a quel voto: è la peggiore soluzione possibile".

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I timori di un verdetto sul filoavvelenano il rush finaletra Berlusconi e Veltroni (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Bruno vespa E' finita come doveva finire. Una campagna elettorale educata era stata avvertita dagli elettori come moscia. La decisione di Veltroni di non demonizzare Berlusconi per la prima volta dopo quattordici anni e la conseguente decisione del Cavaliere di abbandonare la crociata anticomunista avevano ricevuto gli applausi dei giornali e di una parte della classe dirigente, ma erano stati mal digeriti dalla base. Soprattutto la base del Partito democratico che doveva deglutire troppe novità in una sola volta: l'abbandono (anche se solo in sede nazionale) di un alleato scomodo ma indispensabile come la sinistra antagonista, la rassegnazione a una probabile sconfitta (anche se al Senato la partita è tutta da giocare) e una improvvisa legittimazione dell'avversario storico indicato dal 1994 puramente e semplicemente come il demonio. Sia Veltroni che Berlusconi avevano fatto mostra di voler deporre le armi non per una improvvisa conversione al pacifismo politico quanto perché entrambi avevano bisogno di rassicurare quella fascia di elettori moderati che vogliono decidere sui programmi e non amano che la politica scada regolarmente nell'insulto. È andata male. I sondaggi riservati delle ultime settimane hanno dimostrato una fase di stanchezza nell'elettorato, in parte rassegnato o consapevole (a torto) che la propria parte politica avrebbe comunque perso o vinto la partita e orientato quindi a non votare. Di qui l'alzarsi dei toni che negli ultimi comizi e nelle due apparizioni di mercoledì e di ieri sera a 'Porta a porta' hanno raggiunto i livelli dei tempi peggiori. Veltroni ha detto nella sostanza che Berlusconi è inadatto a governare in una moderna democrazia e il Cavaliere gli ha dato del bugiardo chiedendosi quale grado di affidabilità abbia un signore che ancora ieri negava di essere mai stato comunista. Non credo, francamente, che nell'ultimo confronto a distanza di stasera su Matrix le cose andranno meglio. L'attacco frontale che ieri sera Berlusconi ha sferrato a Di Pietro ("laurea falsa e carriera costruita dai servizi segreti") porterà verosimilmente a un clamoroso processo, ma va visto come un colpo indiretto a Veltroni accusato dal Cavaliere di alleanze giudicate impresentabili pur di rimontare lo svantaggio iniziale. Sul piano dei programmi, al contrario, sia Veltroni che Berlusconi hanno confermato una serie di provvedimenti ragionevoli che hanno l'unico limite di richiedere complessivamente una serie di risorse attualmente incompatibili con l'economia del paese e destinate quindi ad essere spalmate lungo una intera legislatura. Entrambi, seppure con sfumature diverse, hanno promesso una nuova politica della casa e aiuti alle famiglie, ai giovani, alle imprese, ai pensionati. I punti di forza sono per Veltroni un salario minimo per tutti di 1000/1100 euro al mese, una diminuzione delle aliquote fiscali di un punto all'anno, l'assicurazione per gli infortuni alle casalinghe. Per Berlusconi, l'abolizione totale dell'Ici sulla prima casa, la detassazione degli straordinari e degli aumenti legati alla produttività, il versamento dell'Iva solo al momento dell'incasso, lo scambio terreni/case popolari con i costruttori, una stretta sui clandestini. Ma entrambi verrebbero messi subito alla prova con una riforma che non costa ma rende: i tempi della burocrazia e la lotta agli sprechi nel settore pubblico. Tutti l'hanno sempre promesso, nessuno è mai riuscito a farlo. Vedremo. Un'ultima osservazione. Entrambi i contendenti sono apparsi molto motivati e in palla, ma anche - sotto pelle - molto tirati e nervosi. Si capisce. Se ieri Veltroni ha dovuto chiarire che non si dimetterà se il suo partito andasse sotto il 35 per cento significa che si prepara, in caso di sconfitta, a una severa verifica interna. Per quanto riguarda Berlusconi, si gioca tutto sul Senato. Il divorzio da Casini sarebbe fatale se gli mancassero i numeri per governare. Bruno Vespa è giornalista televisivo e su Raiuno conduce la trasmissione Porta a porta. 11/04/2008.

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L'imprenditore non cambia rotta "ho visto prodi, rivoglio berlusconi" (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IX - Genova Davide Viziano L'imprenditore non cambia rotta "Ho visto Prodi, rivoglio Berlusconi" "Penso che nella vita bisogna essere capaci anche di cambiare idea", Davide Viziano, al vertice del Gruppo Viziano Costruzioni, imprenditore, nella cordata che punta su Erzelli e uomo-manager di Genova 2004 capitale europea della Cultura, alla fine voterà "per il partito della Libertà". Da sempre vicino a Forza Italia, Viziano ammette di aver guardato con curiosità e interesse al governo Prodi, nel 2006. "Mi avevano colpito le dichiarazioni di Prodi sul mondo dell'economia, le aspettative che aveva creato tra gli imprenditori, le sviolinate Prodi-Bersani eseguite a Confindustria ? ammette ? e avevo deciso di mettere da parte le riserve politiche e di prendere seriamente in considerazione quanto il nuovo governo stava annunciando". Anche perché, dice Viziano, gli ultimi anni del governo Berlusconi lo avevano profondamente amareggiato, "una disillusione totale". Due anni di governo Prodi, però, gli hanno fatto "ritrovare" la strada del centro-destra, dice Viziano: "La burocrazia e i costi della macchina dello Stato sono allucinanti e Prodi non ha fatto nulla ? dice ? non solo, il sistema fiscale è più pesante e farraginoso, il potere d'acquisto degli italiani è colato a picco".

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Banca di bientina, l'utile netto a quota 2,2 milioni (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Numeri in crescita per il Credito Cooperativo presieduto da Camillieri. Il 20 aprile il rinnovo degli organi sociali Banca di Bientina, l'utile netto a quota 2,2 milioni BIENTINA. Ammonta a due milioni e 202mila euro (+5,27 per cento) l'utile netto della Banca di Bientina - Credito Cooperativo nell'esercizio 2007. Il bilancio sarà sottoposto il 20 aprile all'assemblea dei soci, chiamata anche a eleggere gli organi sociali al termine della gestione triennale di un istituto che ha settanta dipendenti e ha raggiunto dimensioni provinciali. I numeri che la banca presieduta da Massimo Camillieri e diretta da Stefano Valentini presenterà ai soci sono tutti sotto il segno più rispetto all'esercizio 2006. Il capitale sociale ha raggiunto 4,9 milioni di euro. Il patrimonio toccherà circa 22 milioni di euro (+13 per cento) se l'assemblea approverà la destinazione dell'utile d'esercizio proposta. La raccolta diretta, salita del 10,10 per cento, è arrivata a quota 240 milioni di euro, mentre gli impieghi sono pari a 190 milioni, con un aumento del 26 per cento. "Mai come quest'anno - ha spiegato ieri il presidente Camillieri ai giornalisti - i numeri racchiudono principi che la Banca di Bientina ha saputo incarnare e tradurre in crescita, malgrado le logiche dominanti del mercato disegnino la spregiudicatezza e l'omissione delle esigenze della persona come corsie preferenziali per lo sviluppo". Parole con cui il presidente rivendica la diversità del credito cooperativo, in particolare della Banca di Bientina, "dove - ha aggiunto - ci comportiamo con lo stesso rispetto, la stessa umanità, lo stesso spirito di appartenenza e condivisione e gli stessi valori che viviamo in famiglia e trasmettiamo ai nostri figli". Il presidente Camillieri e il direttore Valentini hanno sottolineato che gli obiettivi indicati nel piano strategico redatto all'indomani delle elezioni del 2005 sono stati tutti raggiunti: l'ampliamento della base sociale (i soci sono oltre 1800 contro i 1326 della fase iniziale), la vicinanza col territorio, lo sviluppo della rete commerciale, la realizzazione della nuova sede che sarà ultimata entro il 2008, il consolidamento della struttura organizzativa (con potenziamento della formazione: oltre 4950 le ore svolte nel 2007), la partecipazione alla vita sociale e culturale della collettività, la crescita delle masse intermediate. La presentazione del bilancio alla stampa è stata l'occasione per fare il punto sull'economia locale, segnata - ha detto Camillieri - da gravi difficoltà che incidono sui bilanci delle famiglie. In provincia i settori trainanti sono quelli storici (metalmeccanica, edilizia, pelle e cuoio) - ha notato il presidente - e non s'intravedono "nuovi motori di sviluppo". Di qui l'invito "al mondo dell'università e della ricerca a essere più propositivo guardando alle esigenze del territorio". Il direttore Valentini ha parlato delle difficoltà che il fare banca comporta oggi - tra cui un eccesso di burocrazia - e ha ricordato che l'istituto di Bientina, pur in una logica prudenziale, ha fatto di tutto per agevolare l'accesso al credito da parte di famiglie, artigiani e piccole imprese in un momento in cui il sistema diventa nel complesso più selettivo.

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Una mano per battere la burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Livorno Una mano per battere la burocrazia Pratiche più facili grazie all'Apici e poi trasporto e assistenza domiciliare Anche "pony amico" tra le attività dell'associazione LIVORNO. Cambiare il modo di aiutare gli altri. Questo l'obiettivo che si prefigge l'Apici, AssociazionIe provincialI invalidi civili e cittadini anziani. Un organismo nuovo che nasce dalla volontà di tutti quei cittadini impegnati in attività sociali a vantaggio di disabili e di quellepersone che hanno maggior bisogno di aiuto, di unire le forze per promuovere e offrire un aiuto diverso e dissociato dalle vecchie impostazioni assistenziali. Un'assistenza nuova e variegata quella che l'Apici propone ai livornesi. A sostenere il progetto sono le varie sedi provinciali sparse sul territorio nazionale, grazie alle quali risulta più semplice promuovere e sviluppare la cultura della solidarietà. La parola chiave è naturalmente volontariato. Un volontariato pensato e realizzato in tutti i suoi numerosi aspetti e forme, al quale ogni cittadino può partecipare e contribuire attivamente. La cosa che sta maggiormente a cuore agli operatori dell'Apici è però il riuscire a privilegiare l'essere umano, in particolare i soggetti svantaggiati cercando di superare tutti quei fattori che fungono da ostacoli impedendo le normali espressioni vitali dei disabili e degli anziani. Per realizzare i suoi numerosi obiettivi l'associazione propone molte attività delle quali i cittadini in difficoltà possono usufruire in qualsiasi momento. Molto utile "Apici informa", servizio di segretariato sociale nato dall'esigenza dei cittadini di una guida nei meandri della burocrazia, in particolare per quanto riguarda pratiche per riconoscimenti dei loro diritti economici come pensioni ed assegni di invalidità, accertamento dell'handicap e molti altri. Gli sportelli sono aperti dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 17,30. Altro rilevante servizio è l' "Sos - trasporto disabili" nato per colmare un vuoto relativo al trasporto di chi ha problemi con la deambulazione. Un'attività che non si limita al semplice trasporto verso strutture sanitarie, ma che svolge numerosi altri servizi come l'accompagnamento dei bambini disabili a scuola o ai centri di riabilitazione. "Il pony solidale" è, invece un servizio di consegne a domicilio di farmaci e alimenti per chi ha problemi a compiere i normali gesti della vita quotidiana. Altro aiuto importante dell'apici è realizzato dal "Progetto Domus", ovvero l'assistenza giornaliera domiciliare. E, infine, ma non certo meno importanti anche i servizi di consulenza legale (attivo tutti i martedì, offre una consulenza gratuita di un professionista) e di consulenza sociale. Un impegno quello dell'Apici che non si limita all'offerta di questi servizi, ma che vuole andare oltre, in particolare, impegnandosi nelle campagne di sensibilizzazione per la conoscenza e la risoluzione dei bisogni. Maria Laura Rossiello Info. 0586/444361 oppure: livorno@apici.org. Sito: www.apici.org.

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La burocrazia ci costa 170 milioni (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

PADOVA. Peghin, presidente degli Industriali "La burocrazia ci costa 170 milioni" PADOVA La tassa "burocratica" costa ogni anno alle imprese della provincia di Padova 170 milioni di euro, circa due punti e mezzo di Pil provinciale (2,4%). Gli obblighi e adempimenti fanno perdere ogni anno 1,6 milioni di giornate di lavoro. Per ogni piccola impresa 63 giornate di lavoro (di un dipendente) perse in un anno per bolli e timbri. La denuncia è del presidente di Confindustria Padova, Francesco Peghin, secondo il quale "la burocrazia è un'emergenza nazionale da affrontare subito. Chiunque governi adotti una terapia d'urto se si vogliono mettere le aziende in condizione di crescere e di reagire a questo momento di difficoltà congiunturale". "La burocrazia è - rileva Peghin - una delle insopportabili anomalie che spiegano il deficit di competitività del nostro Paese. Basta un dato su tutti: in Italia la somma delle leggi oggi vigenti è di 21.691, a fronte delle 9.800 della Francia e delle 4.547 della Germania". Per Peghin "serve un concreto impegno e riforme a costo zero per i conti pubblici. Esistono enormi spazi di riduzione degli oneri burocratici attraverso misure per ridurre ogni anno almeno del 10% i costi".

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Business plan, la carta giusta (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Lodi)" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

LODIGIANO pag. 6 Business plan, la carta giusta È il passaggio fondamentale per chi si mette sul mercato PRIMO PASSO L'IMPRENDITORE E L'IDEA E' LA PROVA del fuoco per chi vuole metter su un'azienda. Il "business plan", per gli italiani il progetto di impresa, è la fotografia più completa possibile dell'impresa che verrà. Tanto più il business plan sarà completo e attendibile, tanto più l'autore avrà la possibilità di ottenere finanziamenti e prestiti. Sapere come sarà e quanto potrà valere il proprio prodotto, quali saranno le spese da affrontare (dalle bollette alla burocrazia), quali e quante attività di promozione e marketing saranno necessarie, rappresenta un autentico test sul proprio grado di imprenditorialità. Il business plan permette di valutare se stessi e l'idea, misurandone la consistenza. Tenendo sempre a mente che l'idea deve andare di pari passo con la definizione della "quota di mercato", i possibili clienti. Utile può essere, per stilare il progetto, chiedere alla Camera di Commercio la composizione della popolazione in una determinata area e i dati relativi ai consumi. La domanda delle domande deve essere: perché dovrebbero preferire il nostro prodotto ad altri? La mia offerta deve essere competitiva nella qualità o nel prezzo, oppure dovrà risultare perfetta per i bisogni di un determinato target di clienti. Secondo passo: la scelta del luogo dove creare l'azienda. È una decisione delicata, e per prenderla l'imprenditore deve valutare tanti fattori: infrastrutture, vicinanza di magazzini e materie prime, possibili incentivi economici. Passiamo ora ai calcoli:un buon imprenditore deve essere in grado di di gestire i costi dell'azienda e quindi un buon business plan deve contenere l'analisi puntuale delle spese necessarie per avviare l'impresa e sostenere il business nei primi tre anni d'attività: costi fissi (costituzione della società, impianto, affitto); costi variabili, legati alla quantità di beni prodotta (materie prime, energia); costi semivariabili, con una quota fissa e una variabile, come certi contratti di fornitura o di stipendio (provvigioni). L'ANALISI deve spiegare il patrimonio della nuova azienda, inclusi mutui, prestiti o finanziamenti agevolati. Il business plan deve spingersi fino al "break even point", cioè il momento in cui i costi per mantenere l'azienda saranno pari ai guadagni. Di solito arriva fra il primo e il secondo anno, ma può spingersi anche più in là. Si arriva poi alla scelta della ragione sociale: impresa individuale o di persone, coop, srl o Spa. Meglio farsi aiutare dalla Camera di Commercio o da consulenti. Il progetto deve essere separata in capitoli, partendo da un riepilogo che spieghi in sintesi il progetto. Si passa poi alla descrizione dell'impresa, previsioni economico-finanziarie, strategia di marketing e clienti.

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VENDITA diretta, mercato dei fiori, centro agroalimentare, acquedotto: sono quest (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Viareggio)" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA VIAREGGIO pag. 4 VENDITA diretta, mercato dei fiori, centro agroalimentare, acquedotto: sono quest... VENDITA diretta, mercato dei fiori, centro agroalimentare, acquedotto: sono queste e richieste fatte dai 400 agricoltori viareggini (che totalizzano 2 mila addetti) ai candidati sindaco durante un incontro organizzato alla Coldiretti.L'incontro s'è tenuto al Mercato dei fiori Sindaco del Comune di Viareggio. "GLI AGRICOLTORI ? scrive la Condiretti ? chiedono non aiuti ma chiarezza e trasparenza sul futuro, ammesso che ci sia, del mercato dei fiori abbandonato nella melma del Comparini, del centro agroalimentare di Camaiore in fase di letargo permanente, dello stesso acquedotto agro-industriale, opera che sulla carta esiste ma non nei bilanci di Regione e ministero. Esigono la vendita diretta e l'allineamento di un piano urbanistico che preveda la possibilità di poter mettere su un angolo espositivo dove vendere direttamente, e senza passaggi di mano, quello che producono come stanno facendo in tutta la Toscana e in tutta Italia. Ma chiedono anche politiche energetiche che favoriscano le energie rinnovabili". Nella nota anche una critica al vicesindaco Gianfrancesco Parenti per il caso del nuovo mercato dei fiori. DURISSIME parole rivolte al comune: "Troppa burocrazia, troppi tempi morti quelli di una macchina pubblica che fino ad oggi non ha considerato fondamentale l'agricoltura e ha puntato su cantieristica e nautica". Decollato in un clima disteso con l'introduzione del responsabile Coldiretti Versilia, Maurizio Del Chiaro, seguito dal direttore, Raffello Betti e dal presidente provinciale, Dina Pierotti, il summit si è via via infuocato. I candidati hanno ascoltato, hanno promesso un maggiore impegno, e Luca Lunardini s'è spinto ad annunciare l'assessorato all'agricoltura. Ma soprattutto gli agricoltori hanno chiesto se il futuro sindaco, a differenza di quello uscente, crede veramente nell'importanza economica dell'agricoltura e della floricoltura. Tensione anche durante la discussione sugli annessi agricoli di nuova costruzione messi sulla graticola dalla legge regionale 41, articolo1, che prevede la loro demolizione quando non più utilizzati. "Ma stiamo scherzando ? sostiene Coldiretti ? Come può una banca finanziare la costruzione di un bene strumentale se una legge regionale ne impone la sua distruzione anche molto prima della fine dell'ammortamento del mutuo? Ci aspettiamo un impegno anche su questo capitolo". E anche sulla promozione dei prodotti floricoli.

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Milano - (segue dalla copertina) ettore livini (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca La capitale dei prezzi Milano êêê Costi alle stelle per la città più ricca d'Italia, dove la gente non riesce più a tenere testa alla spesa quotidiana e agli affitti delle case. Nella metropoli lombarda tutto è più caro: dalla pizza alla tintoria. E il Comune cerca rimedi per fare fronte alla crisi In dodici mesi le cipolle sono aumentate del 68% e gli affitti del 62% in sei anni (SEGUE DALLA COPERTINA) ETTORE LIVINI E Milano, abituata da trent'anni a specchiarsi solo nella sua ricchezza, è stata colta un po' in contropiede da questa bufera che ha fatto saltare i conti di un intero pezzo della città. Letizia Moratti, fresca del suo trionfo personale nella partita dell'Expo, vola alto: "Il problema c'è - ammette - ma si combatte sostenendo il reddito". Lei, va detto, ha tagliato di qualche punto decimale l'Ici. Ma pochi spiccioli in più in tasca non bastano di certo a riempire i frigoriferi di chi, girando con il carrello tra gli scaffali del supermercato, fa i conti ogni giorno con i prezzi da gioielleria della città più cara d'Italia. Una metropoli dove lavare e stirare un abito costa il 62% in più che a Torino, mangiare una pizza Margherita il 60% in più che a Napoli e fare la convergenza delle ruote più del doppio rispetto a Roma. Palazzo Marino, non a caso, si barcamena per il momento con provvedimenti più terra-terra. "Sono gocce nel mare - ammette l'assessore alle attività produttive Tiziana Maiolo - ma da qualche parte bisogna pur cominciare". La ruspantissima salsiccia low cost ad esempio è il prodotto più gettonato del programma "mercati aperti": da fine marzo ogni sabato mattina il magazzino all'ingrosso della carne (come già succedeva per quello di frutta e verdura con 10mila clienti ogni fine settimana) apre i battenti ai cittadini. Sui banconi l'arrosto di vitello a 8,8 euro al chilo, il filetto a 23 euro e la "luganega" sottoprezzo, tutti in pezzature da qualche chilo. E nel giorno d'esordio almeno 2mila milanesi si sono messi in fila per la loro bistecca in saldo. Lo stesso hanno fatto per due settimane sotto Pasqua quando i mercati rionali del Comune hanno venduto decine di prodotti di qualità con sconti fino al 40%. Le distanze tra la Milano più ricca e quella che si sta impoverendo sotto le mazzate del carovita si stanno però accentuando. E a farne le spese ("con il rischio che salti il ceto medio e con lui il patto sociale che ha sempre tenuto insieme la città", teme Don Colmegna) è persino la tradizionale solidarietà ambrosiana che non ha ancora metabolizzato le profonde trasformazioni del tessuto sociale cittadino. L'esempio più lampante è la sufficienza con cui i commercianti meneghini - usciti indenni dalla tornata di rincari scaricati spesso sui clienti - hanno aderito alle iniziative di Palazzo Marino contro l'escalation dei prezzi. Prendiamo il caro-michetta (a Milano costa il doppio rispetto a quella di Napoli). Il Comune ha lanciato nei mesi scorsi in pompa magna il progetto "quarta settimana", sette giorni a fine mese in cui 233 panificatori cittadini avrebbero dovuto vendere un sacchetto da mezzo chilo di pane al prezzo "politico" di 1,5 euro. Alla prova dei fatti però le cose sono andate in un tutt'altro modo visto che solo un negozio su 10 tra quelli che partecipavano al programma ha davvero applicato lo sconto. Stessa fine ha fatto la campagna contro gli hamburger d'oro. Il Comune ha annunciato urbi et orbi un elenco di 68 macellerie pronte a vendere nell'ultima settimana del mese la svizzera a 7,9 euro al chilo invece di 12. Peccato che solo un commerciante su cinque poi abbia davvero tenuto fede al suo impegno. "Si è trattato di disguidi per la coincidenza con la Pasqua. Ora tutto è stato sistemato - promette Maiolo - . E a fine aprile tutto filerà liscio". Le critiche, però, al di là dell'esordio un po' infelice, riguardano anche la filosofia dell'intervento: "I cittadini mangiano quattro settimane al mese... " ricorda Alessandro Miano di Assoconsumatori. E le iniziative spot lasciano il tempo che trovano, "tamponano l'emergenza con l'elemosina invece di provare a prevenirla" come dice Maria Grazia Guida, direttore della Casa della Carità. E allora? Allora, come succede in tutta Italia, di fronte ai buchi delle istituzioni anche all'ombra della Madonnina trionfa il risparmio fai-da-te. Assoconsumatori ad esempio ci ha provato con il pane. Ha scoperto un forno di Trezzano che fornisce la grande distribuzione a 80 centesimi al chilo. E ogni mattina manda un pullmino a comprarne qualche cassone che poi rivende allo stesso prezzo nella sede di Viale Ranzoni. Ma non ha fatto i conti con la burocrazia e la lobby dei commercianti. Ha iniziato la vendita di michette sottocosto il 4 marzo alle 9.30 e due minuti dopo sono arrivati 4 vigili dell'annonaria e 6 finanzieri su esposto dei panificatori. Una specie di moral dissuasion che non è bastata a scoraggiare questi paladini della lotta contro il pane d'oro. Contro il caro-diesel opera invece in maniera semi-clandestina (rischia l'accusa di evasione fiscale) un gruppo di Robin Hood della colza. Gente che sa il giorno preciso in cui sugli scaffali dei supermercati arriva la fornitura di questo olio e si presenta puntuale appena viene disposto sugli scaffali per farne razzia e usarlo come carburante al posto del gasolio. Qualcuno dice faccia male al motore. Ma loro, che risparmiano fino al 50% su ogni pieno, garantiscono che si tratta solo di propaganda delle sette sorelle del petrolio. La lobby della grande distribuzione - che la fa un po' da padrona in città - non è invece riuscita a bloccare la marcia verso il Duomo della frutta e della verdura coltivati dalle 1.350 aziende agricole sparse tra i fontanili del parco agricolo sud. Il merito in questo caso è del Governo Prodi che ha dato il via libera ai Farmers'Market, la legge che consente ai contadini di venire a vendere i loro prodotti (più naturali ed economici) nelle metropoli. Milano debutterà questo sabato quando a Porta Romana arriveranno le bancarelle di ortofrutta di stagione cresciuta fuoriporta, con Coldiretti che sta studiando un vero e proprio outlet per la sua promozione. Sulle cascine punta anche il Comune che nell'ambito delle sue iniziative d'immagine contro il carovita ha portato 400 pensionati milanesi in gita fuori città, per una grigliata in otto aziende agricole seguita da shopping sottocosto dai contadini (uova a 20 centesimi, salame a 12 euro al chilo) tagliando fuori il resto della filiera. Come al solito, però, un'iniziativa una tantum. Con i milanesi più organizzati che - non a caso preferiscono - fare da soli: i 33 distributori di latte alla spina appena munto alle porte di Milano (prezzo un euro al litro) registrano ormai ogni giorno il tutto esaurito. E il numero dei gruppi d'acquisto solidali (gente che compra sottocosto all'ingrosso e poi si divide la spesa) è già lievitato a quota 400. Le iniziative, insomma, non mancano. Il vero problema è la regia, un progetto e una visione comune per affrontare - e soprattutto prevenire - gli effetti del carovita. Milano e le sue contraddizioni sono in effetti un laboratorio anche da questo punto di vista. "Certo il boom dei prezzi per i beni di prima necessità è oggi il problema numero uno per migliaia di persone, noi alla casa della Carità ce ne rendiamo conto ogni giorno di più - conclude Don Colmegna - . Ma ci sono altri nodi da affrontare, ad esempio l'aspettativa legata al consumo indotto di tante costosissime cose inutili. Ci sono tante famiglie a basso reddito che si indebitano per tv sempre più grandi, macchine sempre più potenti. E quando vanno in tensione finanziaria o non se le possono permettere, subentrano i disagi mentali ed emotivi, le ansie". Salsiccia low-cost, gite fuoriporta e latte alla spina, in questo caso, servono davvero a poco.

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Di MAILA PAPI <E' necessario rivedere i canoni di locazioni. Non è pensabile aver (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Livorno)" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

PIOMBINO VAL DI CORNIA pag. 9 di MAILA PAPI "E' necessario rivedere i canoni di locazioni. Non è pensabile aver... di MAILA PAPI "E' necessario rivedere i canoni di locazioni. Non è pensabile avere affitti di 12,91 euro". A denunciare la situazione è il vicepresidente di Casalp Marco Macchioni che con il direttore generale Pietro Marini hanno presentato il piano d'impresa, sottolineando le difficoltà dell'ente vincolato da burocrazia e leggi restrittive e presentando progetti ed investimenti futuri. Numeri significativi quelli di Casalp in Val di Cornia. Il patrimonio nei cinque comuni è costituito da 957 alloggi di edilizia popolare ubicati in 99 edifici: 73 alloggi a Campiglia, 817 a Piombino, 13 a San Vincenzo, 11 a Sassetta e 43 a Suvereto. Maggiori gli appartamenti che vanno da 45 a 65 metri quadrati ben 482, 319 fino a 95 mq. Ma fra le criticità c'è la vetustà degli immobili. "Ben 214 alloggi hanno più di 50 anni (197 sono a Piombino), e le manutenzioni rappresentano un appesantimento economico per Casalp non indifferenze" ha evidenziato Macchioni. Dei 957 alloggi, gli assegnatari in regola sono 917. LA FASCIA d'età che usufruisce maggiormente di edilizia popolare è quella che va dai 18 ai 65 anni. il reddito medio per nucleo familiare dichiarato ammonta a 16281,72 euro, 70 nuclei familiari hanno dichiarato di non percepire alcun reddito. Ma un'altra nota dolente è senza dubbio quella del canone stabilito da una legge regionale, che viene rapportato ai redditi. In Val di Cornia sono ben 123 gli assegnatari che pagano 12,91 euro di affitto, 141 da 12,91 a 51,65 euro, 359 fino a 103,29, 168 assegnatari fino a 154,94 e 126 oltre i 154,94. Il canone medio si aggira intorno ai 90 euro. Soldi che subiscono importanti decurtazioni (fino al 45%) e a Casalp arriva solo una piccola percentuale. Malgrado le evidenti difficoltà in costruzione Casalp ha 265 alloggi, 24 in Val di Cornia e 60 sono in programma, è stato ricordato anche il contratto di quartiere e gli alloggi di Montemazzano. FRA LE ALTRE "storture" poi c'è quella delle vendite: "Noi svendiamo il nostro patrimonio perché poche sono le entrate e molti gli interventi da fare ? incalza Macchioni ? se si considera poi che per fare un nuovo alloggio ne dobbiamo vendere tre, e che il prezzo medio di vendita nostro è di circa 40 mila euro". "Questo è un comparto da riformare e soprattutto chiediamo anche una fluidificazione nell'erogazione dei fondi da parte della Regione che arrivano con eccessiva lentezza" ha concluso Marini.

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La <rivoluzione> piace alle categorie (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Lucca)" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA LUCCA pag. 7 La "rivoluzione" piace alle categorie Meno burocrazia per le nuove attività COMMERCIO & ARTIGIANATO CHANCE Il Comune ha un piano per far rientrare le attività in centro di DIEGO CASALI U N CORO di consensi alla proposta dell'assessore al commercio Filippo Candelise di modificare il regolamento comunale per gli esercizi pubblici e i laboratori artigiani, annunciata ieri in esclusiva dal nostro quotidiano. Nel dettaglio, il piano prevede di limitare alcuni requisiti di superficie, altezza e dei servizi, per favorire l'insediamento delle attività in locali che altrimenti non sarebbero utilizzati. Tutto ciò non solo all'interno dell'arborato cerchio, ma anche in altri centri minori del Comune. Una novità che dovrebbe portare benefici alle attività economiche, ma anche agli stessi residenti che avranno più 'negozi di vicinato'. "NON POSSIAMO che valutare in maniera positiva ? afferma il direttore della Confartigianato Roberto Favilla ? la 'rivoluzione' dell'assessore Candelise per ripopolare il centro storico di negozi e attività artigianali. In passato abbiamo spesso riscontrato molte difficoltà, ad esempio con i laboratori artigiani, a trovare fondi con i 3 metri di altezza consentiti. Limitare queste norme consentirà a molti operatori di valutare l'ipotesi di trasferirsi in città. Adesso il problema si sposta sull'accessibilità. Va bene consentire la nascita di un'attività in centro, ma poi le istituzioni devono anche consentire agli artigiani di operare. Altrimenti tutto il progetto risulterebbe fine a se stesso. Vorrei quindi che si tenessero in considerazione le reali esigenze delle imprese". Umberto Chiesa, direttore di Ascom Confcommercio è sulla stessa lunghezza d'onda. "Tutte quelle agevolazioni che vengono attuate per mettere nelle condizioni di poter aprire nuove imprese ? spiega Chiesa ? non possono che trovarci completamente d'accordo. Siccome effettivamente, nel centro storico, esisteva un problema legato agli spazi, adesso con queste agevolazioni si potrà consentire di sfruttare fondi che altrimenti sarebbero rimasti sfitti e, allo stesso tempo, favorire quel ripopolamento della città tanto auspicato a ogni livello istituzionale". Emanuele Pasquini, direttore di Confesercenti, è fiducioso sul piano, ma chiede di entrare nel merito per capire meglio questa 'rivoluzione'. "Per quello che ci riguarda ? dice Pasquini ? siamo disponibili a verificare qualsiasi iniziativa tesa alla sburocratizzazione e a favorire lo sviluppo imprenditoriale e commerciale. Ci auguriamo di poter avere al più presto un approfondimento". ANCHE Stephano Tesi, direttore della Cna provinciale, vorrebbe conoscere i dettagli del progetto, ma considera le proposte dell'assessore Candelise "interessantissime per favorire il reinserimento delle attività artigianali in centro. In questi anni ? sostiene Tesi ? abbiamo assistito purtroppo al fenomeno inverso. Questo piano va a favore di una città viva, in cui il settore artigiano rappresenta un punto di forza. Bisogna comunque distiguere l'attività artigianale legata al turismo e quella rivolta ai residenti. I presupposti ci sono e siamo pronti a un confronto con il Comune per fornire il nostro fattivo contributo".

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L'Anas: <Protesta per far sentire la nostra voce> (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Cremona, La" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione di Venerdì 11 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl Crotti: "Molto dipende da noi" L'Anas: "Protesta per far sentire la nostra voce" MILANO ? Toni allarmati da Giandomenico Gusmaroli, presidente dell'Anas: "Le aziende sono a rischio sopravvivenza, a Cremona porteremo la richiesta di risposte chiare, probabilmente anche con una manifestazione di protesta". Più ottimisti Silvio Ferrari (numero uno di Assalzoo), che pure non si nasconde i pericoli di tenuta economica delle aziende; lo stesso Gozzi ("i nostri prodotti restano vincenti in campo internazionale per qualità"), e Riccardo Crotti, presidente dell'Apa cremonese. "Scontiamo costi di produzione elevati e il peso di una burocrazia oppressiva. Ci sono provvedimenti da chiedere, come l'azzeramento a tempo determinato del costo dei servizi veterinari; ma molto possiamo fare rivedendo il nostro approccio al mercato, quantità e tipologie di produzione. E non credo che il mercato, in cui la domanda complessivamente cresce, voglia rinunciare ai nostri standard di qualità e sicurezza".

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Casa, lavoro e sicurezza <Così cambierei la città> (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Pisa)" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA PISA pag. 6 Casa, lavoro e sicurezza "Così cambierei la città" LA DESTRA LE PROPOSTE DI SONIA AVOLIO DIRITTO alla casa, più sicurezza, valorizzazione del lavoro e meno burocrazia. Sono i punti cardine del programma di Sonia Avolio (nella foto), candidata a sindaco di Pisa per La Destra. Nata a Livorno 44 anni fa, vive a Pisa da oltre 25, è sposata e ha due figli di 8 e 4 anni. Laureata in Medicina, è specializzata in Fisiatria. Per molti anni è stata medico di bordo sulle navi da crociera. Dottoressa Avolio, qual è la prima cosa che farebbe se fosse eletta sindaco? "Seguirei gli iter burocratici bloccati". In che senso? "Ci sono pratiche ferme da anni, dimenticate in un cassetto. Prima di tutto farei in modo che venissero risolte. E, soprattutto, darei una mano a chi si inventa un lavoro. Aiuterei le persone che attendono i permessi per svolgere la propria attività". Qual è, secondo lei, il problema più grave che affligge Pisa? "I costi delle casa. Sono folli. La casa è un diritto, avere un tetto dà quella dignità che permette di creare una famiglia". Perché in città i costi sono così alti? "Il mercato immobiliare è viziato dall'enorme richiesta degli studenti. Una delle nostre battaglie sarà quella di creare un campus universitario al posto del Santa Chiara per ridimensionare il mercato". I prezzi alti delle case sono la causa dello spopolamento della città? "Non solo. Non esiste solo il centro storico. Ci sono periferie bellissime, come Riglione dove abito io, che dovrebbero essere valorizzate". Lei ha parlato spesso di agevolazioni sull'Ici... "Sì. La mia idea è di far pagare l'Ici in base alla proprietà effettiva, sottraendo la parte coperta dal mutuo ipotecario. Non è giusto far pagare l'Ici su un immobile che è delle banche". Si è scagliata più volte contro i campi rom... "Non esattamente. Sono contro il parassitismo, o meglio contro chi non lavora. Gli stranieri che vengono in Italia per lavorare e che pagano le tasse vanno benissimo". Dunque basta avere un lavoro? "Certo. La nostra è una Repubblica fondata sul lavoro. Chi non fa nulla e sfrutta i nostri servizi senza dare nulla in cambio non ha diritto a stare qui. A volte si fa il razzismo al contrario: gli stranieri ottengono una visita medica prima di un italiano. Questo lo dico da medico: non è giusto". Perché un medico decide di entrare in politica? "Mi è stato chiesto da molte persone, soprattutto giovani. Ho raccolto la sfida". In caso di ballottaggio cosa farete? "Andremo con la parte più vicina alla nostra". L.N. Image: 20080411/foto/4991.jpg.

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<Col Pdl al governo> (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CESENA PRIMO PIANO pag. 2 "Col Pdl al governo" Il candidato Mazzuca scalda i repubblicani FOLTO PUBBLICO Tanti partecipanti ieri pomeriggio all'incontro organizzato dal Pri cesenate con il candidato del Pdl alla Camera Giancarlo Mazzuca di ANDREA ALESSANDRINI DI FRONTE a una sala convegni dell'hotel Casali senza posti vuoti Giancarlo Mazzuca, ex direttore del Resto del Carlino candidato alla camera per il Pdl, è stato protagonista ieri pomeriggio dell'incontro sul tema "Una cultura di Governo" organizzato dal Pri, alleato del Pdl alle elezioni. Nei panni di intervistatori il segretario comunale Denis Ugolini e quello comprensoriale Mario Guidazzi. Saluto della senatrice azzurra Laura Bianconi che ha avuto parole di encomio per la storia e il peso rivestito dal Pri nel territorio auspicando intese in vista delle amministrative del 2009. Un saluto a Mazzuca è stato fatto pervenire anche dal patriarca dei repubblicani, Oddo Biasini. "A queste elezioni il Pri sostiene il Pdl ? hanno detto Ugolini e Guidazzi ? per la sintonia e la convergenza politica soprattutto su quattro punti chiave: snellimento della burocrazia e dei costi della politica a partire dall'abolizione delle Province, rigore nella spesa pubblica e riduzione della pressione fiscale, politica estera ancorata all'Occidentale e all'atlantismo, necessità di riprendere in considerazione l'energia nucleare". Dopo il prologo, scena tutta per Mazzuca. Ma chi gliel'ha fatto fare al direttore del Resto del Carlino e del Qn, di scendere in politica? "Ho seguito la strada che credo mi avrebbe indicato il mio maestro Spadolini ? ha risposto Mazzuca ?, che era direttore del Carlino quando da ragazzo muovevo i primi passi nella redazione di Forlì. Secondo un altro mio grande maestro, Montanelli, avrei fatto meglio invece a rimanere fuori evitando la contaminazione. E' stata una scelta sofferta, ma questo è un momento molto difficile e richiede un impegno concreto. Ho sentito di dover fare questo passo. Entro nella casta? No: i privilegi li avevo come direttore di giornale e a quelli ho rinunciato". "Manterrò anche da Roma un collegamento molto stretto con la regione e la Romagna ? ha aggiunto Mazzuca ? e non solo perchè sono forlivese. Con Michela Vittoria Brambilla apriremo tre uffici a Bologna, Parma e in Romagna, per avere contatti stretti con gli elettori". GUIDAZZI gli ha servito l'assist sulla Regione Emilia-Romagna governata da "forze sedicenti progressiste e in realtà conservatrici" e Mazzuca è andato a rete così: "In questa regione rossa da oltre sessant'anni agiscono forze conservatrici e gangli del potere radicati con monoliti come le cooperative rosse divenute holding finanziarie. Ma anche altri oligopoli sono da combattere, a partire da Hera che doveva diventare una holding privata e invece è un colosso pubblico con il monopolio sui settori di acqua, gas e rifiuti. Una situazione stagnante che danneggia in particolare il tessuto portante delle piccole imprese". MAZZUCA è quindi sceso nel dettaglio del programma economico e fiscale del Pdl e degli interventi a sostegno di piccole imprese e famiglie. La chiusura è stata per il territorio emiliano-romagnolo: "Fin da ora bisogna pensare a come tesorizzare il grande evento di Expo 2015 ? ha sottolineato l'ex direttore del Resto del Carlino ? per promuovere il turismo regionale e la nostra specificità di capitale del business alimentare". Image: 20080411/foto/1482.jpg.

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Sudcorea: il presidente vince, ma è in bilico (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

SEUL Il presidente Lee-Myung-bak vince le elezioni parlamentari in Corea del Sud, ma il suo partito, il Grand national party (Gnp), ottiene la maggioranza all'assemblea unicamerale solo per un pugno di seggi: 153 sul totale di 299. I risultati finali, resi noti con un ritardo di diverse ore per motivi tecnici, rivedono nella parte bassa delle previsioni degli exit poll (di 155-178 seggi) i parlamentari sui quali Lee potrà fare conto per portare avanti l'impegnativo pacchetto di riforme promesso durante la campagna elettorale. Se il Gnp guadagna 32 parlamentari rispetto alla legislatura precedente, il futuro cammino dell'ex sindaco decisionista di Seul non si presenta come una marcia trionfale. A partire dal ruolo dell'opposizione interna che vede in Park Geun-hye, ex presidente del partito e figlia dell'ultimo dittatore militare Park Chung-hee, una leader pronta a dare battaglia su alcuni punti eccessivamente liberisti del programma. Secondo i media avrebbe alle sue spalle più una cinquantina di neodeputati ribelli. A questo si aggiunge anche il fatto che molti dei più stretti collaboratori del presidente sono stati sconfitti, pagando la più bassa affluenza alle urne nella storia del Paese: 46% dei 37,8 milioni di aventi diritto. I liberali dello United democratic party (Udp), il principale rivale del Gnp e componente più forte delle forze di centrosinistra, perdono il 40% dei seggi e scendono a quota 81. È la prima sconfitta per lo schieramento da quando il Paese ha avuto più di 20 anni fa elezioni democratiche. Il mondo degli affari brinda alla svolta elettorale. "Questo risultato sembra essere un forte mandato a favore della nuova amministrazione per le politiche pro-mercato e pro-crescita", rileva ad esempio Goldman Sachs in una nota. "La vittoria sarà probabilmente un positivo catalizzatore per la Borsa di Seul (ieri l'indice Kospi è salito dello 0,2%, ndr), ma crediamo che un sostenuto rally richiede visibili passi in avanti nella attuazione dei progetti". Lee ha promesso sul medio periodo il piano "747" (tasso di crescita al 7%, quarantamila dollari in più di reddito annuale pro capite e un'economia al settimo posto al mondo) oltre a un progetto di canalizzazione del paese per rilanciare i trasporti e all'abbattimento della burocrazia.

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<SFUMATO l'arrosto per l'Unigrà della f (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

LUGO pag. 21 "SFUMATO l'arrosto per l'Unigrà della f... "SFUMATO l'arrosto per l'Unigrà della famiglia Martini rimarrebbero i fumi per i cittadini". Ad affermarlo è Luciano Lama, capogruppo consigliare dei Verdi per la pace a Conselice, che torna a parlare della centrale elettrica alimentata ad olio vegetale che sta per entrare in funzione. Ieri su queste pagine l'amministratore delegato Gianmaria Martini aveva affermato che l'accensione della centrale slitta all'estate per problemi tecnici e burocratici. "Ma sulla vicenda di questa centrale elettrica ? afferma Lama ? ci sono tante versioni, anche se una sola è la verità. Ad esempio la Provincia di Ravenna il 26 febbraio, in una lettera inviata al Comune di Conselice, cerca di far passare il monitoraggio volontario effettuato da Unigrà prima dell'avvio della centrale, previsto dalla prescrizione numero 43, come il Piano di monitoraggio degli impatti esterni derivanti dall'entrata in funzione della centrale. Ma la Provincia viene smentita dallo stesso Martini che due giorni dopo, il 28 febbraio, ha trasmesso il Piano di monitoraggio della prescrizione 43, quindi con due mesi di ritardo". Poi, "PD lughese, sindaco di Conselice e assessore regionale all'ambiente Zanichelli hanno dichiarato che l'Unigrà è in regola con le prescrizioni dell'allacciamento all'acquedotto industriale e al progetto definitivo del raccordo ferroviario, ma è lo stesso Martini a dire che tutto è bloccato dalla burocrazia e non per colpa sua". Inoltre, "con una lettera del 25 marzo scorso alle autorità competenti, Martini afferma ancora che 'a seguito del protarsi delle operazioni di montaggio prevediamo che la messa a regime della centrale possa avvenire il 7 agosto 2008'". E' questa allora la verità? Anche perchè occorre tenere conto "che il prezzo dell'olio di palma è molto cresciuto, passando da 350 a 1.000 euro alla tonnellata. Quindi sembra sfumare l'affare per l'Unigrà. Di certo ? conclude Lama ? l'Unigrà non è al passo con le prescrizioni e la Regione dovrebbe quindi diffidare l'azienda. Oppure se ritiene le sue argomentazioni valide le venga a sostenere in quella assemblea pubblica che da tempo noi chiediamo e che il sindaco di Conselice ha promesso si terrà dopo le elezioni". l.m.

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Argentin: Voglio rendere il Parlamento accessibile a tutti Il leader Pd ha dichiarato di volerla nella sua squadra. Lei: Spero di stargli vicino sui banchi del governo (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del Argentin: "Voglio rendere il Parlamento accessibile a tutti" Il leader Pd ha dichiarato di volerla nella sua squadra. Lei: "Spero di stargli vicino sui banchi del governo" di Mariagrazia Gerina / Roma "Ancora non è iniziata la legislatura e già ho scatenato il panico", osserva con una certa soddisfazione Ileana Argentin, ex delegata all'handicap in Campidoglio, reduce da un sopralluogo a Montecitorio, dove fervono i preparativi per adeguare l'aula all'ingresso della sua carrozzina targata Pd. Prossima tappa, Palazzo Chigi. Dove Veltroni ha promesso di portarla se vincerà le elezioni. Ci racconti intanto del primo sopralluogo. Come è andata? "Benissimo: abbiamo scardinato la cabina per il voto segreto, che era troppo stretta, abbiamo visto i bagni della Camera e dei gruppi parlamentari: due su tre non avevano l'accesso per i disabili e stanno rifacendo anche quelli. A proposito se Vladimir Luxuria vorrà, potrà venire nel mio bagno, noi disabili siamo aperti. Ah e poi il cortile dove si va a fumare: era inaccessibile e da fumatrice ho chiesto di metterci una rampa". In aula dove siederà? "Mi hanno costruito uno scranno accessibile... io però spero di stare vicino a Walter, tra i banchi del governo...". Ambiziosa... "Mi chiamavano Nilde Iotti, perché in tutte le associazioni facevo la presidente... Quando sono entrata in aula ho guardato lo scranno della presidenza, ho visto tutte quelle scale e ho pensato che il massimo sarebbe proprio stare lì in cima...". Forse anche per salire ai banchi del governo ci sarà bisogno di qualche modifica. "Vedremo dopo le elezioni...". Da sottosegretaria all'handicap qual è la prima cosa che farebbe? "La possibilità di prepensionamento per i genitori di disabili gravi che non che la fanno più a lavorare e stare dietro ai figli, ne ho parlato anche con Walter. L'altra cosa che vorrei cambiare sono le tariffe e le regole per gli ausili ai disabili: la carrozzina te la cambiano ogni cinque anni! Sarebbe come se ti si rompesse il tacco della scarpa e non te la potessi ricomprare. E poi continuerò a occuparmi di Dopo di noi, ovvero come assistere i ragazzi disabili dopo la morte dei genitori. So che lei sogna di volare su un aereo con la sua carrozzina, ma la cosa è un po' complicata per via della burocrazia. Da deputata o sottosegretaria ci riproverà? "Certo, i trasporti accessibili per tutti saranno una mia battaglia. E poi mi occuperò di introdurre qualche sanzione: le leggi per l'accessibilità ci sono, ma per funzionare davvero devono avere anche delle clausole penali... Prima però ci sono le ultime fatiche della campagna elettorale. La mia la chiuderò questa sera (ieri per chi legge ndr) insieme a Marianna Madia. Magari però troveremo il tempo anche di parlare delle conquiste delle donne...".

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<Taglio delle tasse di tre punti sui redditi> (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

DOSSIER pag. 25 "Taglio delle tasse di tre punti sui redditi" ERMINIO QUARTIANI PARTITO DEMOCRATICO Stare sul mercato significa anche far fronte alla concorrenza mondiale e tutelare l'eccellenza italiana. Come? "Occorre un'iniziativa nazionale che, purtroppo, tarda ad arrivare in Parlamento. Da anni attendiamo un'adeguata legislazione sul Made in Italy per garantire l'etichetta di provenienza, per essere certi che i prodotti italiani siano realizzati effettivamente nel nostro Paese. La tracciabilità è una delle battaglie da intraprendere in Italia e in Europa per garantire al prodotto italiano l'affermazione sui mercati internazionali". Adeguamento tecnologico e ricerca; perché l'impresa italiana è così arretrata rispetto agli scenari mondiali? "Le ditte italiane non sono particolarmente arretrate, anzi in certi momenti il nostro modello è stato copiato. Oggi c'è bisogno di un impulso ulteriore: nuove risorse, crediti agevolati e di imposta per la ricerca e sviluppo, banche e fisco amico, la burocrazia meno ossessiva. Le Pmi non subiscono solo l'eccessiva pressione fiscale. Sulla capacità di competere e innovare incide la pressione burocratica che se si riuscisse a diminuire di 2,5/3 punti del Pil nei primi tre anni di Governo, aiuterebbe le Pmi a trovare quelle risorse per crescere ed essere all'altezza della domanda mondiale". Capitolo tasse e tassazione sulle piccole imprese. "Proponiamo la riduzione sui redditi personali di tre punti, corrispondenti a 45 miliardi di euro: saranno interessati i redditi medi, cioè chi ha responsabilità in Pmi e ditte artigiane. Per le Pmi si deve agire su due livelli: riformare gli studi di settore, che non possono essere retroattivi ma devono adattarsi alla specificità territoriale ed essere costruiti in modo che la prova sia in capo all'amministrazione fiscale dello Stato e non al cittadino o all'impresa. Abbiamo introdotto con la Finanziaria un importante elemento: il limite di 30mila euro entro cui optare per il forfettone, cioè l'imposta pari al 20%, unica e sostitutiva di tutte le tasse. Così si tagliano burocrazia e spese per libri contabili. Vogliamo portare a 50mila euro di ricavi il limite per usare il forfettone". Giusto detassare gli straordinari? "Le associazioni delle piccole imprese propongono di arrivare a una contrattazione nuova, territoriale, con la singola azienda e con le imprese nel loro insieme. Un modo nuovo di trattare, con il lavoro dipendente protagonista assieme all'azienda per crescere e innovare. Imprenditore e lavoratore hanno lo stesso obiettivo: detassando il secondo livello di contrattazione migliorerà il salario e aiuteremo le aziende a crescere. Più lavoratori e imprenditori costruiranno un obiettivo comune, più crescerà la produttività e sarà possibile che le Pmi, soprattutto al Nord, nel Milanese e in Lombardia, possano rilanciare la nostra economia che rischia una crisi internazionale partita dall'America". Sistema Paese: che bisogno hanno le imprese di infrastrutture? "Le grandi infrastrutture non possono attendere anni per essere autorizzate. Il Pd propone che la Valutazione di impatto ambientale duri solo tre mesi e che i responsabili pubblici e privati siano obbligati a portare a termine l'opera".

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Berlusconi offende Napolitano Nessuna camera al Pd, ha già il Colle . Scenate con Vespa e non firma il contratto. Insulti a Totti: non ci sta con la testa (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del Berlusconi offende Napolitano "Nessuna camera al Pd, ha già il Colle". "Scenate" con Vespa e non firma il contratto. Insulti a Totti: non ci sta con la testa di Natalia Lombardo/ Roma NERVOSO al punto da battibeccare con Vespa, Silvio Berlusconi continua ad attaccare il Quirinale: "La presidenza del Senato al Pd? No, ha già il Colle", poi augura a Napolitano un "meraviglioso settennato". Le istituzioni come merce di scambio. Sono gli ultimi fuochi della campagna elettorale sparata tutta in tv e nell'ultimo comizio con Fini sotto al Colosseo, che è quasi un flop per il centrodestra a Roma. La mattina, registrando Otto e Mezzo per La7, il leader del Pdl ribadisce quanto detto il giorno prima: "Non daremo il Senato alla sinistra perchè delle tre cariche più importanti ha quella più importante, il Quirinale". E mette in dubbio di poter affidare, un avolta a Palazzo Chigi, incarichi europei per Massimo D'Alema o Giuliano Amato. Il Caimano appare spompato, con la faccia gonfia per il cortisone assunto per far tornare la voce (il medico Zangrillo lo sorveglia dietro al palco). Evita di pensare a un eventuale pareggio: "Non c'è questo rischio, al Senato abbiamo quasi tre milioni di voti in più" ed esclude grandi intese alla "Veltrusconi". Prevede di avere 20 senatori in più ma rivela un dubbio: il pareggio? "Se ci sarà vedremo cosa fare". Perfeziona le offese a Di Pietro sulla "laurea presa dai Servizi", e a Veltroni dà del "bugiardo di professione" del quale vorrebbe controbattere una per una "le 43 bugie" consegnate dal leader Pd a Porta a Porta la sera prima. Un Bruno Vespa in versione indeita e pungolante, ieri, senza il solito tacito feeling con Silvio. Anzi, il cavaliere lo punzecchia, irritato perché non s'è vista la scrivania firma-contratto modello 2001: "Vespa non me l'ha chiesto, non voleva roba vecchia...", ha detto Berlusconi lasciando via Teulada. In compenso si riserva uno slogan "sorpresa" da sparare stasera a Matrix, una promessa contro carovita e tasse. In studio Vespa blocca gli applausi e lui: "Come si chiama la tv sovietica?". "Questa", risponde il conduttore, "il suo amico Putin qualcosa mi ha insegnato". Poi il leader Pdl, inarrestabile, ripete la litania del Pd erede dei comunisti. "Ma presidente, c'è anche la Margherita...". "Macché, sono cattocomunisti". "La Binetti comunista?" azzarda Vespa che si becca l'editto bulgaro versione romana: "Siccome vincerò io e sarò presidente del Consiglio lei stia bene attento al suo posto...". E Piero Sansonetti, direttore di Liberazione che per la sua "barba rinascimentale" e il tifo milanista sta simpatico a Silvio anche se è comunista, scherza: "Attento Vespa, ti ha già sostituito con Santoro...". E il cavaliere come i giapponesi copia la battuta: "il prossimo anno Porta a Porta la farà Santoro". Ma il nervosismo di Berlusconi sbotta con Stefano Folli, editorialista del Sole24Ore che gli chiede conto dei tagli della spesa pubblica per coprire il suo programma oneroso: "Folli, si è distratto...", risponde il leader del Pdl che non sa promettere altro che la "digitalizzazione" della burocrazia mai fatta da Lucio Stanca che però tornerà ministro (al governo anche Gianni Letta). Al comizio di chiusura Fini promette tolleranza zero con gli immigrati ma sembra la spalla della star. Sul palco Alemanno candidato sindaco e Antoniozzi per quella Provincia che Silvio vuol cancellare. Via San Gregorio non si riempie, per gli organizzatori 30-40mila persone, ma a occhio saranno 5mila. Maligna Storace: "Un flop, forse i loro militanti sono andati a un comizio di Dini?". Sotto l'Arco di Costantino, Berlusconi si mette le braccia sui fianchi in posa mussoliniana. La Nipote del Duce, Alessandra, accanto a lui gli sussurra, "ma che stai a fa'?", poi ammette: "M'è venuto da ridere...". Ma Berlusconi a Roma ha sbagliato un rigore: ha offeso il Pupone giallorosso: Totti sostiene Rutelli? "Quando uno non ci sta con la testa, non ci sta....".

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"Non fermate la nostra musica" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

[FIRMA]RAFFAELLO MASCI ROMA "Arriva la banda, arriva la banda,/ arriva la banda coi suonator,/coi suonator, coi suonator./O Caterina, Caterina che batticuor". E ancora oltre: "È il tamburo principal della banda d'Affori / che comanda cinquecentocinquanta pifferi / che passion, che emozion, / quando fa "Bom bom"". Il testo è celeberrimo. Oggi Affori è un quartiere di Milano, ma fino alla riforma amministrativa del 1923 era un comune a parte, e la sua celebre banda, a cui la canzone fa riferimento (e che è tutt'ora in attività), ne era vessillo e campanile. Di queste bande, emblema di piccole realtà locali, in Italia ce ne sono 4.500. Ad esse si associano anche 2.700 corali. Un numero spropositato di realtà musicali, se si considera che i comuni sono 8.200, e di questi 5.500 hanno meno di 3000 abitanti. Non c'è cittadino, nato e cresciuto in provincia, che non associ la banda ad una manifestazione collettiva della sua infanzia: commemorazioni dei caduti e processioni, sagre paesane e taglio dei nastri, ricorrenze e viste ufficiali, raduni e concerti di piazza. La banda è stata per molti anche il primo approccio alla grande musica, al brivido, all'emozione ineffabile: l'unica e vera iniziazione musicale, per i più, è avvenuta così. Eppure tutto questo sta morendo. "Siamo veramente allo spasimo. Di più: siamo "scannati" - dice con realismo tutto ciociaro Antonio Corsi, direttore di varie bande, padre fondatore del Museo delle bande musicali, direttore artistico di Assomusica, l'associazione di categoria, nonché ex sindaco di Sgurgola - la musica popolare, quella di piazza, che avvicina le grandi masse al più alto repertorio della nostra tradizione, sta svanendo, soffocata dalla carenza cronica di fondi, dalle scoraggianti pastoie burocratiche per chiedere contributi, che costano più di quanto rendono, dall'interesse discontinuo delle amministrazioni locali e regionali. A fronte di tutto questo - conclude il maestro - la buona volontà dei singoli non può fare miracoli e, a un certo punto, alza le mani e si arrende". Ciò nonostante, a guardare il sito di settore (bandamusicale.it) la crisi sembrerebbe una ipotesi remota: a Collegno si sta organizzando il corso per direzione di banda, a Novi Ligure un concorso internazionale di composizione, Monterosi (provincia di Viterbo) sta allestendo un concorso bandistico, un altro è in itinere a Gissi (Chieti), un concerto pluribanda è in cartellone a Chianciano Terme (Siena), e così a Collesalvetti (Livorno), Soncino (Cremona), Villacidro (Modena), Peccioli (Pisa), eccetera. E questo solo per stare all'agenda dei prossimi dieci giorni. Internet è anche pieno di una quantità di siti che offrono alle bande strumenti musicali, spartiti, divise, organizzazione di eventi, libri, cd e quant'altro: un mondo, un piccolo (piccolissimo) indotto che alimenta un ancora più piccolo business. Ma si tratta solo di una vitalità residuale e languente. "Quello che si sta consumando ai danni delle bande è un delitto culturale", ha dichiarato il maestro Riccardo Muti che il 14 giugno prossimo, nell'ambito del Ravenna Festival, ha deciso di dirigere la banda musicale di Delianuova, una realtà culturale che coinvolge 80 ragazzi in una delle zone della Calabria a più alta infiltrazione malavitosa. "Occuparsi di una banda - racconta ancora il maestro Corsi - significa oggi dover fare di conto mille volte al giorno. Bisogna pagare la sala-musica, il maestro, le divise, l'abbonamento alla Siae per i diritti d'autore, e soprattutto le trasferte, che sono un vero salasso, non sempre adeguatamente coperto dai rimborsi delle pro loco". In realtà, il ministero dei Beni culturali un finanziamento per le bande lo prevede, ma all'interno del fondo unico per lo spettacolo e con una voce di spesa, fissata di anno in anno, praticamente irrisoria rispetto alla vastità del fenomeno. "Riceviamo all'incirca 1.500-1.800 domande l'anno - dicono al ministero - e riusciamo a dare qualcosa ad almeno i due terzi dei richiedenti. Si tratta, però, di cifre modeste, che difficilmente superano i 400 euro l'anno a complesso bandistico, senza dire che molte domande non possono essere evase perché carenti di documentazione". In effetti - dicono ad Assomusica - il più delle volte il gioco non vale la candela: per ottenere un contributo di quattro lire, si deve allestire una documentazione come se si trattasse di un grande teatro lirico e allora che si fa? Si rinuncia. "La nostra proposta - conclude Corsi - è che vengano agevolate le "elargizioni liberali" da parte dei privati, ma anche lì il problema è la burocrazia: se uno vuole provare a scaricare dall'imponibile una donazione, si trova di fronte ad una tale massa di adempimenti che preferisce mettere mano al portafoglio per vie dirette. Oppure desistere, e mandare tutto in malora". Ci vediamo tutti i venerdì sera, alle nove. In sala prove abbiamo anche arrangiato una cucina e d'inverno, quando qui fa freddo, ci prepariamo la cena: un po' di pasta alla carbonara, un bicchiere di vino. Siamo una famiglia. Stiamo insieme a facciamo musica". Questo racconta Carlo Luciano Cimei, direttore della banda musicale di Casperia, borgo di mille abitanti, in provincia di Rieti. Che cos'è, maestro Cimei, la banda musicale per una piccola realtà come quella del suo paese? "E' una esperienza collettiva di grande valore sociale. Oggi abbiamo 35 elementi, ma siamo arrivati ad averne anche cinquanta o sessanta. Dentro la banda sono passati tutti in questo nostro borgo, e ancora oggi a suonare si ritrovano i nonni e i nipoti insieme, madri di famiglia e ragazze. Ed è anche una esperienza culturale: l'approccio alla musica fatto per vie dirette, suonando. Una realtà bellissima e di grande soddisfazione". Maestro, come recluta i suoi musicisti? "Ho insegnato molti anni alla scuola media di un istituto comprensivo in cui il piano dell'offerta formativa prevedeva l'educazione musicale anche alle elementari. Il mio lavoro è iniziato da lì: mi sono sentito come un allenatore di calcio che cerca talenti tra i bambini e le bambine. Non li ho ammorbati con troppa teoria e troppo solfeggio, ho invece dato loro subito la possibilità di misurarsi con uno strumento, perché imparassero immediatamente la bellezza del fare musica". E con quali problemi ha dovuto fare i conti? "Con i soldi. La gente suona perché ama farlo e quindi il grosso dell'intervento economico è l'autofinanziamento. Se però si va a suonare fuori, nessuno vuole guadagnarci, ma neppure rimetterci. E qualche difficoltà c'è stata sempre e continua ad esserci". Che cosa resta del suo lavoro? "Intanto siamo una presenza importante nella vita collettiva. Poi quello della banda è un lavoro di semina. Molti scoprono la loro vocazione musicale e vanno quindi al conservatorio. Io, per esempio, ho tre figli ormai grandi che hanno cominciato così: una ora è cantante lirica, un altro è orchestrale di corno inglese e un terzo è direttore d'orchestra in Australia". Meglio di così? "Certamente. Viva la banda. Almeno finché ce la facciamo a tenerla in piedi".\.

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Elezioni 2008, la mia prima volta D omenica dovrò entrare in quelle cabine e decidere a chi dare in mano il mio futuro (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Elezioni 2008, la mia prima volta D omenica dovrò entrare in quelle cabine e decidere a chi dare in mano il mio futuro. Questo è un periodo in cui dove mi pongo molte domande,domande che riguardano quello che mi aspetterà quando sarò grande, quando sarò io a prendere la maggior parte delle decisioni e non mamma e papà. Cosi m'aspetto che quella crocetta su quel foglio pieno di simbolini cambi la situazione?dove chi ha merito e lavora dalla mattina alla sera venga ripagato, chi studia e si impegna possa avere nella scuola degli stimoli per coltivare e affinare le proprie qualità, dove essere donna non sia più un disagio e una situazione di svantaggio. Ma forse mi aspetto troppo da una semplice croce, forse non cambierà nulla o quasi, e solo chi avrà i soldi e il potere farà strada. Allora avrà senso andare a votare? Valentina Brusco - Pilcante di Ala Non affidiamo l'Italia a uno come Berlusconi H o appena sentito quanto dichiarato dall'on.(?) Silvio Berlusconi circa la necessità, in caso di vittoria del Popolo delle Libertà, di varare una legge che obblighi i magistrati a sottoporsi periodicamente ad un test di idoneità non soltanto fisica, ma anche mentale. Ora, che Berlusconi si ritenga vittima e perseguitato da una magistratura marxista e stalinista (ma quando mai? non siamo mai stati un Paese socialista. Berlusconi si vada a rileggere la storia: benché molti suoi membri siano più o meno manifestamente di Sinistra, la nostra magistratura è - per sua stessa origine e formazione - tradizionalmente liberale e moderata) è un conto, ma che sostenga che i nostri magistrati siano tutti minorati mentali è veramente il colmo! A questo punto due sono le soluzioni: Berlusconi riconosca di essere un malato di mente, e - di conseguenza - smetta di fare non solo il politico, ma anche l'imprenditore e sinanco il presidente del Milan (squadra di cui sono sempre stato tifoso anche prima che Berlusconi ne assumesse la guida e di cui continuerò - sino a quando mi sarà possibile - a essere aperto sostenitore); qualcuno gli imponga di ritirarsi e lo rinchiuda in un ricovero, visto che neppure nelle peggiori dittature ho mai sentito proferire affermazioni del genere; semmai si poteva dire che "un" magistrato poteva essere psichicamente ritardato perché non in linea con l'ordinamento vigente, ma non che "tutta" la magistratura del Paese era una massa di minorati mentali! Spero con questo di non apparire assolutamente fazioso, ma - anzi - di dimostrare che non si può affidare la Repubblica Italiana nelle mani di una persona come Berlusconi (e, peggio ancora, al suo degno e fido alleato Umberto Bossi, che in una democrazia veramente avanzata sarebbe già stato murato vivo nella sua cella) uno come lui pensa che il nostro sia un Paese di me...a e i suoi abitanti siano tutti dei cog...ni solo perché molti di essi continuano a votare per gente che, a suo dire, scorticherebbe vivi solo perché la pensano diversamente da lui (basti pensare a quante volte usa a sproposito le parole "Comunismo" e "Comunista"). Enrico Emilitri - Malosco La posta in gioco è alta E io scommetto su Veltroni D i questa campagna elettorale è stato detto molto. Nuova nella forma, ma vecchia nei nomi e nella sostanza per alcuni, di portata innovativa e radicale per altri. Volendo evitare letture ingenue o manicheiste, a seconda della quali o siamo ancora proiettati in clima da prima repubblica o ci troviamo in un avamposto della rivoluzione, è forse possibile descrivere la realtà che stiamo vivendo come certamente complessa, ambigua, con un impianto sostanzialmente innovativo, ma anche con numerosi elementi che ci ricordano ancora il passato. Per esempio ad oggi è vero che a sinistra è stato fondato un nuovo partito, ma è anche vero che parte delle logiche delle vecchie gerarchie partitiche sono state mantenute e reintrodotte a partire dai criteri nella scelta dei delegati alla costituente e dalla conduzione dei lavori della stessa. Ma la cosa non deve scandalizzarci troppo, poiché la portata del cambiamento che è stato innescato è tale da apparire fisiologico che abbia incontrato notevoli resistenze. Una ragione di questo carattere contraddittorio del clima politico può essere certamente individuata nel fatto che stiamo ancora attraversando una sofferta e delicata fase di transizione che, iniziata nel '92 , non si è ancora conclusa. Per questo motivo la scelta che si è compiuta con la nascita del partito democratico (e il suo travagliato processo costituente), è una scelta che ha l'ambizione di andare oltre il tentativo di riformare un partito, di riqualificare il centrosinistra: si tratta di riformare il sistema, di fare uscire l'Italia dalla crisi di transizione che ha vissuto negli ultimi anni per fornirle finalmente un apparato stabile in cui chi va al governo abbia il diritto, gli strumenti e le possibilità per governare, e dunque possa anche essere responsabile delle proprie scelte di fronte al giudizio del cittadino. La scelta coraggiosa del partito democratico di correre da solo ponendo fine alle logiche opportunistiche di coalizione per premiare invece la coerenza di programma indica in modo tangibile la volontà di seguire questa via alta. La legislazione che avrà inizio dovrà inaugurare una stagione di grandi riforme per garantire al paese la stabilità e l'efficienza necessarie per le sfide sempre più complesse che devono essere affrontate in modo imminente: dal rilancio economico del paese in un congiuntura internazionale particolarmente difficile, alle politiche legate all'immigrazione, alla riaffermazione dei valori della laicità propria di un paese civile e moderno. Per tutti questi motivi serve un soggetto riformatore che sia ponte tra diverse culture riformiste, sensibilità e appartenenze storiche, poiché solo abbandonando l'idea di certezze assolute è possibile creare il dialogo ed il confronto per costruire il più ampio consenso attorno alla gestione della cosa pubblica. Il partito democratico si presenta oggi come una seria e coraggiosa scommessa di carattere collettivo. Vale la pena di rischiare perché la posta in gioco, questa volta, non si esaurisce nel cambiare i nomi delle persone, ma nel modificare il modo di intendere e di fare la politica. Elisa Filippi L'invasione di cormorani è un problema da affrontare N ello stesso giorno ho contato due diversi stormi di cormorani, di 40/50 uccelli ciascuno, spostarsi lungo il torrente Novella in Val di Non. Gruppi così numerosi, che risalgono piccoli corsi d'acqua, sono o non sono un problema per la fauna ittica? Dai libri risulta che un cormorano mangia circa un chilo di pesce al giorno; una semplice moltiplicazione e si capisce che, per il bacino cui fa riferimento l'Associazione Pescatori in C 6, parliamo di quintali di trote. Da parte di Sergio Merz, delegato della Lipu, non è il caso di trattare con supponente ironia chi afferma che questo è un problema; per di più è scoppiato assai improvvisamente negli ultimi due anni e ha colto di sorpresa i pescatori nonesi (mille circa). L'esperto di uccelli ha perso un'occasione per spiegarci il perché di questa invasione, se era prevedibile, cosa succederà se nessuno farà niente. Nella sua lettera al giornale il delegato Lipu ha disapprovato gli abbattimenti come unica soluzione: la responsabilità di questa scelta (sempre la solita, dice lui) non va addossata a pescatori e cacciatori (che ci riprovano, dice sempre lui). Distrattamente butta lì che ci sono altre scelte meno distruttive, ma non si degna di fare un solo piccolo esempio. Se è tutto qui quel che ha da dirci, allora lo invitiamo, come novello S.Francesco, a percorrere scalzo le rive dei nostri torrenti, parlando agli uccelli, per convincere i cormorani al digiuno o a cambiare valle. Roberto Luchini - Cles Ho potuto rivedere le stelle grazie al Santa Chiara C olpito da una grave patologia medica, con nere prospettive future, ho potuto "riveder le stelle" grazie agli interventi del professor Filippo Sogaro, primario dell'Unità operativa di chirurgia vascolare dell'ospedale Santa Chiara di Trento, in collaborazione con l'équipe medica, tutta di elevata professionalità e di alta specializzazione; un ricordo particolare di quelli a me più vicini: i dottori Bassi, Guella, Passerini, Guerra. Lunghi giorni e altrettanto lunghe notti di sofferenza, condivisa con quella di altri amici di sventura degenti in un letto di corsia, con la soddisfazione della riscoperta della solidarietà umana, quella vera. Lunghi giorni e lunghe notti, spesso insopportabili, anche se alleviati in parte dalla costante vicinanza, dalla umanità e carità cristiana di tutto il personale parasanitario; nello specifico le infermiere professionali Ida del reparto e Norma dell'ambulatorio specialistico. E come dimenticare quella che ho definito "la buona traghettatrice": la segretaria Tiziana, con il suo sorriso, la sua pacata e dolce persuasione, il suo aiutare a oltrepassare la fatidica linea di demarcazione: quella tra il mondo esterno libero e sano e quello controllato, chiuso e di sofferenza dell'ospedale. A tutti gli operatori sanitari che ho avuto modo di incontrare il mio più sentito riconoscimento e un sincero grazie. Gianmartino Iddau - Cles Ricordo Silvio Segnana col cuore gonfio di tristezza C aro dottore e amico Silvio Segnana, te ne sei andato improvvisamente lasciandoci tutti attoniti. Io e la mia famiglia abbiamo buoni ricordi di te. Ti ricordiamo sopratutto per averci aiutato durante un periodo non troppo felice e complesso della nostra vita. Ti ricordo per le chiacchierate che facevamo assieme e per la schiettezza con cui parlavi con noi. Ti ricordo per le discussioni che facevi con mia figlia più piccola che si arrabbiava quando la chiamavi con altri nomi e ti diceva che a casa sua non ci dovevi più entrare. Ti ringrazio per avere curato e aiutato tutti i miei familiari. Non ho altre parole da scrivere anche perché il cuore mi si riempie di tristezza. Ma io e i miei ti ricorderemo sempre con affetto. Ricordati che non manchi solo a noi ma anche a tanta altra gente. Eugenio, Monica, Fabiola e Costanza Chiesa - Novaledo Vincenzo Loss tenace difensore dei deboli I naspettatamente, senza che ci si renda conto, senza che il tempo conceda all'attesa dell'irreparabile momento della condoglianza e al dolore del distacco di mischiarsi con la rassegnazione e dunque di rallentarne la sua efficacia in un confine che è di protezione della vita e di continuità, Vincenzo ci ha lasciato. Quasi in sintonia con il suo impegno terreno rivolto agli altri, fatto di tanto e silenzioso lavoro, così la sua dipartita: in silenzio senza che si senta il peso della Sua assenza. Lo ricordo da quando, arrivato a Trento(1980), desideroso di riavvicinarmi al ciclismo (lo sport che più ho praticato da giovane), mi sono imbattuto per caso nello sport disabile attraverso lo sci da fondo nazionale(Asiago)e ne ero uscito disgustato. Io che ho sempre rifiutato la mia condizione di disabile ("disabile per forza") ho tentato timidi contatti con lo sport disabile locale, solo per portare un contributo di esperienza, senza volerne prenderne parte attivamente, trovavo in Vincenzo un ardente sostenitore ed un immediato appoggio. Ricordo il suo fare contadino, l'immediata e reciproca simpatia, pur nello scarno uso della parola e il trovarsi d'accordo nel far in modo che lo sport disabile sia uno strumento che aiuti la ripresa della speranza di vita a chi l'ha persa per le vicissitudini della sorte. Ricordo anche la sua autorevole mediazione quando nelle discussioni con "altri" del settore si andava oltre le righe, ricordo i convegni,le tavole rotonde, i suoi interventi in un italiano dialettizzato sullo sport disabile, su come doveva essere e non essere, perché somigliava troppo "all'altro" per i comportamenti e le troppe ambizioni della federazione; per la troppa burocrazia, mentre lo si sognava sport "minore" si ma con le carte in regola per affermarsi, confrontarsi. Un grande appassionato della vita e dell'attività sportiva. Un timoniere che ha saputo ridare dignità al disabile (uno di noi), parlare alla politica il linguaggio schietto e fiero del rappresentante, dalla parte dei diritti del più debole e della sofferenza del meno protetto e, attraverso l'associazione (Anmic)e il suo periodico, rendere più presente all'indifferente opinione pubblica i problemi e le problematiche che colpiscono chiunque di noi colpito dalla mala-sorte. Caro Vincenzo, grazie per il tuo impegno. Un piacere averti conosciuto. Antonio Marchi 11/04/2008.

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Spazio a chi lavora ma assoluto rigore (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca pag. 16 "Spazio a chi lavora ma assoluto rigore" "Meno burocrazia e maggiore regolamentazione, sì agli immigrati regolari no ai clandestini - sono i punti cardine del programma per l'immigrazione di Miriam Schena, candidata sindaco di Rinascita Democratica. Parte delle nostre fabbriche ha solo lavoratori extracomunitari, per questo la mia politica sarà attenta alle esigenze delle imprese ma rigorosa nei controlli sulla regolarità della presenza straniera. IL RIGORE non significa xenofobia ma rispetto delle regole. L'immigrazione è un fenomeno mondiale che non può essere fermato, ma va regolamentato nel modo giusto, sia a livello nazionale, sia a livello locale con maggiori controlli in grado di svelare situazioni di sfruttamento e speculazione. Bisogna favorire una politica abitativa che tuteli al massimo i diritti dei bresciani e che tuttavia scongiuri la nascita di ghetti per stranieri e dei problemi di sicurezza connessi. Dico basta alle code fuori le questure, le poste e i comuni. Bisogna aprire sportelli nelle circoscrizioni per agevolare il rinnovo dei permessi di soggiorno, e mi impegno a discutere questa proposta in sede Anci e con il prefetto. Inoltre, per favorire l'inserimento, propongo più corsi di italiano".

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L'ex ministro Gasparri chiude la campagna elettorale del Pdl (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stampa Questa sera in piazzale Porta Pia grande festa con tutti gli iscritti L'ex ministro Gasparri chiude la campagna elettorale del Pdl Vincenzo Caramadre PONTECORVO L'ex ministro delle Telecomunicazioni, Maurizio Gasparri, chiude la campagna elettorale del Pdl in città. I coordinatori locali, Rosalba Agenori e Salvatore Posta, insieme al consigliere comunale Valerio Pecchioli e a tutti gli iscritti, invitano i cittadini a partecipare alla festa di chiusura della campagna elettorale che si terrà questa sera in piazzale Porta Pia a partire dalle ore 18. Oltre a Gasparri interverrà l'euro parlamentare Foglietta, i candidati alla Camera Iannarilli e Fabio De Angelis, i candidati al Senato Tofani e Giuseppe Ciarrapico. "Le scelte scellerate del governo Prodi hanno amplificato gli effetti della crisi economica che sta colpendo il nostro Paese. In questi due anni l'oppressione fiscale, le troppe leggi, la troppa burocrazia, una giustizia che non funziona, il dilagare della immigrazione clandestina e della criminalità hanno messo in ginocchio l'Italia. Lo spettro della 'quarta settimana ', che per anni è stato usato contro il governo Berlusconi, con Prodi e i Democratici al potere è diventata un'amara realtà per la stragrande maggioranza delle famiglie. Dobbiamo dare forza al nostro leader Berlusconi che saprà far riprendere al Paese , il cammino interrotto due anni fa . Solo con la vittoria del Popolo della Libertà potrà iniziare un nuovo percorso politico che saprà: ridurre le tasse sul lavoro per dare più soldi in tasca agli italiani e così combattere il carovita, dare più risorse alle forze di polizia per ridare sicurezza alle nostre città e contrastare l'immigrazione clandestina, far ripartire le grandi opere che apporteranno grande sviluppo economico all'Italia. Bisogna dare un voto utile alla governabilità - spiega Agenori - e non votare chi ha tradito i nostri valori, non dimentichiamo che chi oggi si presenta come candidata locale ha permesso in questi anni la spogliazione dell'ospedale". Tornando a stasera, chiusura della campagna con tutti questi postivi pronostici. Gli interessati hanno tutta l'intenzione di portare avanti un discorso oggettivo circa numerose problematiche che riguardano la città.

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Impunità di frode (sezione: Burocrazia)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO impunità di frode Di gianluca di feo ed emiliano fittipaldi Sconti di pena, patteggiamenti, benefici: così chi contamina gli alimenti se la cava sempre. E soltanto ora il ministero divulga la lista nera dei condannati I soliti sospetti della frode alimentare hanno la vita facile. Perché l'impunità è sostanzialmente garantita: basta patteggiare per tornare in fabbrica, nella stalla o in cantina e ricominciare con i trucchi. Nessuno finisce in carcere e quasi mai gli italiani vengono informati sulla malafede di chi produce, confeziona, custodisce o cucina quello che mangiano e bevono. Lo Stato è di manica larga con chi mette a rischio la salute dei cittadini o inganna la fiducia dei consumatori: sconti di pena o libertà condizionale per tutti, fedine sbiancate con la 'non menzione' delle condanne. Eppure lo choc per le 19 persone uccise dal metanolo, con il blocco delle esportazioni e la crisi dei vini italiani, aveva impartito una lezione unica: pochi criminali erano riusciti a distruggere la credibilità di un'intera categoria. Subito venne varata una legislazione severissima, che introduceva anche la gogna per i banditi del cibo. Sì, la legge metteva al primo posto la salute rispetto alla tutela di marchi, aziende, ristoranti e negozi. Un principio fondamentale, che poi è stato costantemente disatteso anche di fronte a situazioni di grande allarme sociale: i nomi delle ditte coinvolte diventano sempre una sorta di segreto di Stato, esponendo così l'intero settore alla psicosi e i consumatori al pericolo di bocconi indigesti. Dopo il metanolo, il Parlamento aveva scelto una strada diversa. Dal 1986 per legge il ministero della Sanità è stato incaricato di rendere noto ogni anno 'l'elenco pubblico' dei condannati per frode o sofisticazione. Una lista nera che però i governi si sono guardati bene dal propagandare. Finora si è trattato di un documento introvabile: veniva inserito nella 'Gazzetta ufficiale', senza scadenze fisse. Con un aspetto beffardo: i dati risalivano in genere a cinque anni prima. Nel 2003, per esempio, sono state rese note le sentenze diventate definitive del 1998. Nel frattempo le ditte potevano avere cambiato nome, logo, titolare. Per tornare a colpire come e più di prima. Nei giorni scorsi il ministero della Sanità ha deciso - anche dopo la richiesta formale de 'L'espresso' - di rendere disponibile sul suo sito web la lista degli ultimi verdetti. Una scelta di trasparenza, a cui si è aggiunto un elenco sugli anni precedenti. Si tratta però di informazioni molto parziali. Anzitutto le comunicazioni più rapide riguardano le infrazioni minime, che diventano subito esecutive con il pagamento della multa: sono soprattutto trattorie, bar e banchi con cibi mal conservati. I processi veri richiedono invece anni prima della Cassazione. C'è poi il problema del ritardo nella trasmissione da parte dei giudici. Le punizioni recenti riguardano in massima parte il tribunale di Milano e poche altre sedi giudiziarie: non c'è nulla su Roma e sulla Sicilia, per esempio. Ma la colpa non è del dicastero guidato da Livia Turco, dove spiegano che spesso la magistratura fornisce l'elenco "ad intervalli pluriennali ed ha per oggetto provvedimenti emessi nell'arco di 3-4 anni". Insomma, anche questo deterrente introdotto dal legislatore contro i sofisticatori è stato soffocato dalla disastrosa condizione della burocrazia italiana. Ecco perché non sorprende scoprire che la cantina di Veronella, punto di partenza dell'ultima maxi-inchiesta sul 'vino contaminato', era già stata coinvolta nello scandalo al metanolo. Oggi patteggiare di fatto significa farla franca: pena sotto i due anni, niente carcere né servizi sociali, nessuna menzione sul certificato penale. Insomma, nulla di nulla. Lo rivela in modo impressionante uno studio condotto da cinque ricercatori dell'Università di Parma, dipartimento di salute animale, che evidenzia tutti i lati oscuri della nostra industria più ghiotta. In cinque anni, tra il 1995 e il '99, ci sono state 2.540 sentenze definitive. In massima parte, però, si tratta di alimenti conservati male, sporchi, corretti con sostanze proibite: minacce secondarie alla salute, sanzionate con una multa. Ma anche quando il tribunale ordina la reclusione, pochi scontano la pena. In 207 casi è stata concessa la sospensione condizionale. Per non parlare dell'ultimo indulto, un'ondata di piena nello spazzare via gli effetti di questi crimini. La statistica diventa paradossale quando si esamina la 'non menzione', ossia i condannati a cui non viene nemmeno macchiata la fedina penale: ben 1.215 che quindi restano totalmente impuniti. Sono colpevoli di avere lucrato su carne, latte, verdura o altri cibi fuorilegge, ma all'indomani della sentenza possono addirittura partecipare alla gara per rifornire un asilo o un ospedale. C'è persino la beffa: vengono sostenuti con denaro pubblico tutti i produttori di un settore danneggiato dall'effetto delle truffe, ma non si risarciscono le vittime. è quello che è accaduto con l'eccidio del metanolo, che uccise 19 persone e ne rese cieche altre 15. Dopo più di 22 anni le vittime non hanno visto una lira e nemmeno un euro. Lo schema è lo stesso: gli arrestati diventano nullatenenti prima del giudizio, le aziende falliscono e al momento della sentenza i quattrini si sono dissolti. Ricorda Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo e al tempo rappresentante legale delle famiglie: "Al processo ottenemmo provvisionali alte, anche 300 milioni di lire, ma rimasero sulla carta. L'incredibile è che lo Stato stanziò decine di miliardi per aiutare il settore vitinicolo, duramente provato dallo scandalo. Furono spesi pacchi di denaro per campagne pubblicitarie, per potenziare i controlli, perfino per riparare i danni subiti dai supermercati stranieri, ma nemmeno una lira fu destinata alle vittime". Nella macchina impazzita della giustiza si scoprono altri due incentivi a delinquere. Il primo è la clemenza automatica, con sconti elargiti anche a chi non risarcisce i danni o non mostra nemmeno rimorso: il principale responsabile della strage da metanolo, da una pena iniziale di 16 anni alla fine ne ha passati in cella meno della metà. E c'è la questione delle analisi di laboratorio. Perché il gioco dei parametri sulle sostanze chimiche e la valutazione dei livelli di pericolosità diventano complessi da valutare in tribunale, animando guerre di perizie. Spesso, poi, sul banco degli imputati ci sono multinazionali che possono schierare collegi di luminari. La vicenda del latte all'inchiostro è paradigmatica. L'Asl di Ascoli Piceno nell'agosto 2005 scoprì nel latte per l'infanzia quantità non previste di Itx, una sostanza usata (e grazie a questa indagine successivamente vietata in tutta l'Ue) per fissare l'inchiostro sulle confezioni di cartone. Il pm di Ascoli Piceno, avvertito il ministero della Salute, dispose il sequestro in tutta Italia di milioni di litri, tutti i lotti che scadevano nel settembre 2006. Ma per due mesi non succede nulla: solo quando la vicenda arriva sui giornali il prodotto incriminato viene ritirato. Una costante: gli organismi di controllo non si muovono finché non scoppia lo scandalo o interviene un magistrato. Il processo per l'Itx finisce a Milano, sede legale della Nestlé. A dicembre l'Europa getta acqua sul fuoco: l'Efsa, l'autorità europea per la sicurezza alimentare, esclude la possibilità che l'Itx interagisca con il Dna delle cellule. Non si espone su eventuali altri rischi tossici: non ci sono studi sufficienti. La procura di Milano chiede dunque al farmacologo Silvio Garattini una perizia, che di fatto chiude l'inchiesta. Il gip la ricalca nelle sue conclusioni: "Non esiste prova che l'assunzione di Itx per via alimentare rappresenti, da subito, un pericolo significativo in termini di tossicità". Tutti assolti perché non è provata la minaccia alla salute. Giusto. Il gip non può non sottolineare però che Garattini non ha nemmeno escluso che "la tossicità possa essere rilevata in caso di assunzione per lunghi periodi, essendo necessari ulteriori studi per valutare gli effetti del bioaccumulo". Quel latte era l'alimento principale dei neonati: chi li tutelerà dagli eventuali effetti futuri che non sono mai stati studiati? n Il web è l'esercito dei monaci di Moises Naim In Cina tutto è grande. E di sicuro è grande anche il rimorso di molti dirigenti cinesi per essersi comprati a caro prezzo questi Giochi olimpici che stanno proiettando un'immagine tutt'altro che positiva del loro Paese. Questi dirigenti non si immaginavano che i protagonisti delle Olimpiadi non sarebbero stati gli atleti, ma i monaci buddisti. Né che con il prestigio dei Giochi olimpici sarebbero venuti anche contrasti di portata planetaria con l'aristocrazia di Hollywood - da Stephen Spielberg a Richard Gere - la comunità buddista mondiale e due premi Nobel per la Pace, il Dalai Lama e Aung San Suu Kyi, oltre che con milioni di altre persone. Quello che sta succedendo oggi in Tibet è simile a ciò che è accaduto in Birmania qualche mese fa: si assiste allo scontro tra i vecchi metodi repressivi di burocrazie autoritarie e i nuovi modi di organizzazione politica, al tempo stesso profondamente locali e ampiamente globali. I monaci del Tibet o della Birmania, pur così locali, oggi hanno un'influenza globale grazie a Internet. E alle Olimpiadi. Il 10 marzo del 1959, il Dalai Lama fu costretto all'esilio in India dalla repressione del governo cinese della sollevazione tibetana. Due settimane fa, un gruppo di monaci buddisti aveva commemorato questo anniversario con una marcia pacifica a Lhasa. I monaci erano stati arrestati e per questo motivo altri monaci erano poi scesi nelle strade a protestare, scatenando la repressione cinese. Il governo cinese ha lanciato una campagna per dare la sua versione dei fatti: la rivolta sarebbe stata orchestrata dal Dalai Lama, e i tibetani stessi sarebbero stati autori dei più brutali atti di violenza, saccheggiando e bruciando case e negozi di commercianti cinesi. Il governo cinese ha anche organizzato una visita controllata di Lhasa per un piccolo gruppo di giornalisti stranieri. Nel tempio di Jokhang, però, mentre le autorità spiegavano ai corrispondenti che nei monasteri era tornata la normalità, 30 giovani monaci hanno interrotto la conferenza stampa gridando 'Tibet libero'. Piangendo, i monaci anticipavano le gravi conseguenze personali che avrebbe comportato la loro protesta. Gli agenti di sicurezza hanno subito cacciato a spintoni gli ospiti stranieri. Da un punto di vista mediatico, il governo cinese si è dimostrato goffo rispetto all'agilità e all'efficacia dei suoi avversari. Nonostante il severo blocco nelle comunicazioni imposto in Tibet dalle autorità, le foto e i video di quello che è successo sono immediatamente comparsi su Internet. La rete internazionale pro Tibet conta più di 153 gruppi di sostegno in tutto il mondo e la sua pressione politica si fa già sentire nelle principali capitali. E in Facebook. Quello che sta succedendo in Tibet ha molto in comune con quanto accadde in Birmania l'anno scorso. Anche lì i monaci buddisti protestarono e il governo tentò di impedire che il mondo sapesse che cosa stava avvenendo. Ma non ci riuscì. E anche lì la Cina gioca un ruolo cruciale come fedele alleato della giunta di governo. Quando, nel 1988, il governo della Birmania uccise più di 3 mila persone che manifestavano nelle strade, il mondo lo seppe solo alcune settimane più tardi. L'8 agosto del 2008 è l'anniversario di quell'eccidio. E anche il giorno dell'inaugurazione delle Olimpiadi di Pechino.

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Alberto Di Majo a.dimajo@iltempo.it Ventidue anni di (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stampa Alberto Di Majo a.dimajo@iltempo.it Ventidue anni di ... Alberto Di Majo a.dimajo@iltempo.it Ventidue anni di amministrazione pubblica (da quando, appena maggiorenne, fu eletto consigliere in primo Municipio) e ancora la voglia di ricucire. Di confrontarsi con l'opposizione, di pretendere che i politici "diano il buon esempio", di ringraziare chi continua a fare il proprio dovere. Adesso il salto. Enrico Gasbarra, nella lista del Pd alla Camera, non rinnega niente. Anzi. Ringrazia la sua squadra alla Provincia di Roma, l'attuale commissario di Palazzo Valentini Marisa Troise Zotta che "sta assicurando continuità e funzionalità all'istituzione", e anche i protagonisti del mondo produttivo, "a partire dal presidente Mondello", sindacale e sociale che hanno permesso "i successi del nostro territorio". Presidente Gasbarra, presto andrà in Parlamento. Quali sono i suoi progetti? "Ho avuto l'onore di servire la mia comunità anche con ruoli importanti come vicesindaco di Roma e presidente della Provincia. Ora sono fiero di essere stato chiamato da Veltroni, Bettini, Rutelli e Marini a partecipare al battesimo del Partito democratico, che è stato sempre il mio sogno. In Parlamento lavorerò per dare a Roma una nuova legge per le funzioni di capitale e per abbattere la burocrazia e i privilegi". Come valuta l'impegno di Rutelli per Roma e di Zingaretti per la Provincia? "Il centrosinistra ha dimostrato ancora una volta di tenere molto a Roma e alle sue istituzioni puntando su Nicola Zingaretti, persona di grande livello, e soprattutto su Francesco Rutelli. Accettando la candidatura a sindaco ha mostrato non solo il suo amore per la città ma anche il suo altruismo. Troppo spesso la classe politica pensa soltanto a se stessa. Rutelli no, è sceso in campo: credo che gli elettori si siano accorti che l'ha fatto per amore e non per strategia. Del resto la capitale merita scelte importanti, mai fatte dal centrodestra". Perché gli elettori dovrebbero votare il Pd? "Perché propone al Paese un cambio radicale, perché usa un linguaggio diverso da quello degli ultimi quindici anni e perché ha una classe politica vicina ai problemi delle persone. Ma anche perché vuole semplificare la vita degli italiani e perché candida come premier Veltroni, una persona che ha le capacità e l'età giusta per cambiare le cose. Per fare tutto questo il Pd ha scelto di rompere l'alleanza con la Sinistra Arcobaleno. Un'alleanza che invece, a livello locale, può ottenere ancora ottimi risultati". Come è andata la campagna elettorale? Dicono che lei ha percorso 5.500 chilometri con una media di quattro comizi al giorno. Ma servirà? "A volte sono andato negli stessi posti della campagna elettorale di due anni fa e ho trovato il doppio delle persone ad ascoltare Veltroni. Vorrà dire qualcosa...". Il Lazio è una delle Regioni decisive per il Senato... "Nel Lazio vinceremo, al Senato, alla Provincia, al Comune di Roma e in tante altre località. Vinceremo perché abbiamo messo in campo una classe dirigente preparata e ricca di idee, anche forte dei traguardi già raggiunti. Ora si può aprire la seconda fase del modello Roma: da qui, del resto, sono partiti i progetti più grandi del centrosinistra, grazie soprattutto all'impegno di Goffredo Bettini. Al contrario il centrodestra ha proposte vecchie, insufficienti per risolvere i problemi del Paese". Perché due giorni fa, di fronte a tremila anziani, ha voluto stringere un patto sui valori della Costituzione? "Il mio gesto non è stato solo in polemica con le solite sceneggiate di Bossi. Credo che l'Italia debba ritrovare lo stile e il buon esempio. Berlusconi ha fatto un errore a rimandare al mittente la lettera di Veltroni che gli chiedeva l'impegno a rispettare i valori che fondano il nostro Paese. Penso che il Parlamento, oltre ad avere meno privilegi, debba tornare a dare il buon esempio. Onorevoli si deve essere nel comportamento e non nel biglietto da visita. Non voglio più vedere parlamentari che si offendono, si sputano e si picchiano".

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Il mattone è in buona SALUTE (sezione: Burocrazia)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ECONOMIA SANITA' PUBBLICA / NUOVI FONDI IN ARRIVO Il mattone è in buona SALUTE di Maurizio maggi Parte il piano Turco da due miliardi per realizzare ospedali, sale operatorie e ambulatori. Caccia a oltre 300 appalti Quasi due miliardi di euro da spendere per costruire nuovi ospedali, ammodernare reparti, ristrutturare ambulatori, comprare macchinari sanitari tecnologicamente avanzati per le sale operatorie, la riabilitazione, la degenza. Tutti soldi destinati all'edilizia pubblica. Ci ha dato dentro, il ministro della Sanità uscente, Livia Turco, per rilanciare l'edilizia ospedaliera. Una raffica di accordi di programma - tredici in venti mesi, coinvolgendo undici regioni - per finanziare opere che devono contribuire a cambiare il volto del sistema ospedaliero pubblico. A ricevere i finanziamenti più corposi è la Lombardia di Roberto Formigoni (centrodestra) con 561 milioni di euro, seguita dalla Puglia di Nichi Vendola (centrosinistra) con 432 milioni. A debita distanza il Veneto di un altro governatore forzista di lungo corso, Giancarlo Galan, con 245 milioni, e dietro due regioni rette dal centrosinistra: la Calabria di Agazio Loiero (196 milioni) e il Piemonte di Mercedes Bresso (195 milioni). Una distribuzione di fondi assolutamente bipartisan. Gli accordi di programma non servono a reperire quattrini: quelli dovrebbero esserci già, stanziati ogni anno nell'ambito della legge finanziaria. Senza gli accordi. con il governo che discute e accetta le proposte delle Regioni, i denari non escono però dalle casse statali. La Turco ha schiacciato sull'acceleratore e adesso progetti in gestazione da anni potrebbero finalmente mettersi in moto. I gruppi delle costruzioni storicamente attivi nel campo ospedaliero, come Impregilo, Matarrese, Techint, sono pronti ad andare a caccia dei molti appalti finanziati dagli accordi di programma. Gli oltre 300 interventi approvati nelle intese tra ministero e regioni sono in realtà l'ennesima puntata di un programma ambizioso e ancora assai lontano dalla conclusione. Quando partì, esattamente vent'anni fa, veniva orgogliosamente definito 'il piano da 30 mila miliardi di lire'. La cifra si è gonfiata strada facendo, anche se non sempre tutto è filato liscio, anzi. Come ha segnalato la Corte dei Conti, nell'edilizia pubblica i tempi di realizzazione tendono ad allungarsi e la spesa a lievitare. In una fotografia dell'avanzamento lavori risalente al 2006, secondo la Corte c'erano in Italia 126 ospedali iniziati e mai finiti. Un danno, per le pubbliche casse che all'epoca la Confesercenti stimò in 8 miliardi di euro. Prima degli stanziamenti previsti dalle ultime due leggi finanziarie (per complessivi 5,4 miliardi di euro), alla rimessa a nuovo della rete ospedaliera pubblica erano stati destinati 17,6 miliardi di euro. Il ministero della Salute ha autorizzato la spesa del 77 per cento di questa somma. Il restante 23 per cento - pari a 4 miliardi di euro - è rimasto incredibilmente al palo, per colpa delle classiche inefficienze della burocrazia politico-sanitaria regionale. Molte Regioni non sono state in grado neppure di avviare le procedure per la gara d'appalto prima di andare fuori tempo, cioé di oltrepassare quei 18 mesi che la normativa considera il periodo massimo per assegnare davvero l'opera. Se cambia idea una giunta regionale di segno politico diverso, o se arriva un nuovo direttore dell'Azienda sanitaria locale - la 'stazione appaltante', come si dice in gergo burocratese - che non ritiene necessario quell'ambulatorio o quella nuova sala operatoria, il progetto si blocca. Il tempo scorre e i soldi non arrivano. Con l'ultima infornata di stanziamenti stabilita con le leggi finanziarie per il 2007 e il 2008 - ancora sulla carta, però - il totale arriva a quota 23 miliardi di euro tondi tondi. Il tetto dei 30 mila miliardi di lire dello storico piano è stato sfondato, eppure in molti casi la situazione degli ospedali pubblici resta insoddisfacente, specie in alcune regioni meridionali, le stesse che potrebbero presto beneficiare di altre 3 miliardi di euro di fondi in arrivo dall'Unione europea. "Un fiume di denaro di cui c'è in teoria un gran bisogno proprio in quelle regioni del Sud che finora si sono mostrate incapaci di spendere i quattrini pubblici", nota Vittorio Mapelli, titolare della cattedra di Economia sanitaria alla Statale di Milano. Sempre da Milano, versante Politecnico, rincara la dose Marcello Crivellini: "Non direi che ci sia un problema di mancanza di denaro, quanto di incapacità nello spenderlo". Spiega il professore, che insegna analisi dei sistemi sanitari: "Non sono un tifoso degli ospedali privati, però finora la costruzione di ospedali pubblici si è rivelata un'infinità corsa a ostacoli. A parità di fondi disponibili e di progetti, il privato sceglie l'impresa e parte. Nel pubblico, appena aggiudicato l'appalto, il secondo concorrente classificato fa ricorso al Tar. Il meccanismo s'inceppa e per un'opera che richiede due anni di lavori ce ne vogliono anche dieci, senza considerare i molti casi in cui un ospedale non viene praticamente mai ultimato, oppure quand'è pronto e già drammaticamente obsoleto". Per evitare le infiltrazioni malavitose e la partecipazione alle gare di imprese inadatte, la normativa sugli appalti nell'edilizia sanitaria pubblica s'è fatta via via sempre più stringente. Secondo alcuni, anche troppo. Dice Alberto De Negri, responsabile della business unit sanità della società di consulenza Kpmg: "In Inghilterra e in Spagna le regole sono un po' più flessibili e infatti in questi due paesi i tempi per progettare, assegnare e compiere i lavori sono più rapidi dei nostri e c'è molto più spazio per il project-financing che coinvolge investimenti privati". I quasi due miliardi del pacchetto Turco coprono il 95 per cento delle opere approvate. Il 5 per cento ce lo mettono le Regioni, che possono anche ricorrere al project-financing ma non per le attività ospedaliere tradizionali, ma solo per il cosiddetto no-core: mense, bar, lavanderie. Una strada che piace alla Regione Lombardia ma non troppo al professor Mapelli della Statale: "Credo che alla fine possa risultare più cara rispetto a una gestione diretta". Sul fatto che ci sia bisogno di svecchiare la rete sanitaria pubblica non ci sono comunque dubbi: l'età media degli ospedali italiani è di oltre 70 anni, con picchi di 145 anni per l'Umbria e di 110 anni nel Lazio; il dieci per cento è stato addirittura edificato prima del 1800. "Il sistema sanitario nel suo complesso costa cento miliardi di euro l'anno: destinare il 3 per cento di questa cifra alla realizzazione di nuove strutture e a radicali ammodernamenti e ampliamenti non è affatto insensato. Però occorre anche stare molto attenti a come li si fa, gli ospedali, senza cadere negli estremi opposti: evitando sia il modello-Sicilia, con un nosocomio in ogni paese, sia i maxi-impianti da 1.500 posti letto", mette in guardia Francesco Longo, direttore del Cergas, il centro di ricerche sulla gestione dell'assistenza sanitaria. Longo apprezza la filosofia toscana, dove si sono creati quattro ospedali 'hub' accorpandone otto e non ha dubbi: "Prima si realizzano i nuovi ospedali, meglio è. Forse la gente non sa che costruire da zero una struttura costa come gestirla per un anno". I quattrini 'liberati' dall'attivismo del ministro Turco riguardano 312 interventi disseminati sul territorio di undici regioni. Non mancano curiosità e coincidenze di carattere geopolitico. In Veneto, per esempio, l'intervento più rilevante è quello del nuovo ospedale di Este e Monselice (72 milioni a carico dello Stato), in provincia di Padova, città natale del governatore Galan. In Sardegna, lo stanziamento più corposo (42,9 miliardi di importo statale) è destinato al nuovo polo ospedaliero di San Gavino, località del Campidano che dipende dall'Azienda sanitaria locale di Sanluri, dove è nato il governatore Renato Soru. Nel Molise non sono previste opere ragguardevoli - l'accordo fornisce 11,1 milioni di finanziamento statale - ma su cinque interventi programmati, uno è l'ampliamento del Poliambulatorio di Montenero di Bisaccia, il paese di Antonio Di Pietro. n Pioggia di euro I maggiori finanziamenti pubblici per gli ospedali Regione Importo a carico Opere da realizzare dello Stato Puglia 111,1 Nuovo reparto e ampliamento ospedali Fazzi di Lecce Puglia 92,5 Ampliamento e ristrutturazioni Policlinico di Bari Veneto 72 Nuovo ospedale di Este e Monselice (Padova) Puglia 61,7 Ampliamento Ospedali Riuniti di Foggia Calabria 57 Nuovo ospedale della Sibaritide (Cosenza) Calabria 57 Nuovo ospedale della Piana (Reggio Calabria) Lombardia 47,6 Nuovo ospedale Sant'Anna (Como) Sardegna 42,9 Nuovo ospedale di San Gavino (Cagliari) Emilia Romagna 28 Ampliamento ospedali di Parma e Reggio Emilia Piemonte 16,2 Nuovo reparto e ampliamento presidio ospedaliero di Chivasso (Torino) Abruzzo 15,7 Ampliamento del presidio ospedaliero di Giulianova (Teramo) Piemonte 12 Nuova Città della Salute di Novara Molise 5,7 Nuova residenza sanitaria per anziani di Colletorto (Campobasso) Gli investimenti sono stanziati dallo Stato a favore di undici regioni italiane sulla base degli accordi di programma sottoscritti nel 2007 e nei primi tre mesi del 2008.

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L'antitaliano (sezione: Burocrazia)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

OPINIONI L'ANTITALIANO I dannati dello sport estremo di Giorgio Bocca I resoconti sulla preparazione olimpica degli atleti sfiorano a volte l'orrore. E in questa ricerca del primato a fini di lucro o di potere si è formata una burocrazia cinica che alleva una gioventù decerebrata e capricciosa Perché i comunisti cinesi vanno pazzi per le Olimpiadi? Per la stessa ragione, diremmo, per cui andavano pazzi gli stalinisti sovietici, i nazisti tedeschi e gli impresari delle università americane. Perché lo sport ossessivo dei record è il modo migliore per fabbricare dei giovani fanatici, contenti di esserlo, felici di non pensare, di non essere liberi, di non amare, e soprattutto di sopportare le burocrazie che campano alle loro spalle. Cosa sono queste Olimpiadi per cui si è pronti a sacrificare i diritti umani? La libera partecipazione di de Coubertin, o la fabbrica di nuovi autoritarismi? Giornali e televisioni raccontano la preparazione degli atleti, dei campioni famosi. Chi sono? Che vita fanno? Una vita da forzati, infantiloide, fra rinunce alle cose piacevoli della vita, isolamenti, capricci divistici, deformazioni fisiche. Prendiamo una giovane nuotatrice. Sveglia alle sette del mattino, mezz'ora di ginnastica e riscaldamento muscolare, colazione spartana, poi in piscina per ore, per chilometri, con aggiunta di torture specialistiche come nuotare tirandosi dietro un secchiello forato per rinforzare le gambe, o fare sottacqua metà piscina per avere delle partenze e virate migliori, spaccarsi la schiena per delle nuotate innaturali come quella a delfino. In un ambiente dominato dai moralismi ipocriti che guidano la ricerca ossessiva dei primati. La burocrazia moralista considera diabolico l'uso delle droghe e degli eccitanti, il 'dopaggio', come lo chiamano; ma che altro è uno sport che ti obbliga a continui superamenti dei limiti naturali? Si è spietati con chi fa uso di droghe, ma che altro è costringere degli adolescenti a esercizi da circo equestre, o un saltatore in lungo a esercizi scimmieschi per 'migliorare la spinta'? I resoconti sulla preparazione olimpica sfiorano a volte l'orrore. Dai maratoneti etiopici o abissini costretti a vivere correndo, alle ginnaste-bambine obbligate a diventare mostruosi fasci muscolari per una vita di contorsioni e di salti mortali. E il tuffatore bambino che a 13 anni salta dal trampolino di dieci metri e se sbaglia resterà invalido a vita? Ma c'è qualcosa di peggio. In questa ricerca del primato a fini di lucro o di potere, estranea allo sport, si è formata una burocrazia cinica, che pur di avere successo e prebende alleva una gioventù decerebrata, capricciosa, che torna a credere nei feticci, negli amuleti, nei finti amori e nelle finte passioni, nei finti fidanzatini. Le nuotatrici famose se li scambiano per andare più forte, gli allenatori li usano. E attorno a questa umanità di bambini muscolari, ecco fiorire un giornalismo di super-esperti, dal linguaggio gergale, composto da luoghi comuni comprensibili solo ai cercatori di record, ma incapace di parlare, di raccontare. In questa abbondanza di primati eccelsi, sempre più lontani dai limiti umani, viene poi fuori la poltiglia delle frasi ripetute, dei sentimenti inespressi. Non una nuova epica, una nuova letteratura, ma le ridicole rievocazioni della Olimpia greca, con le cerimonie delle danzatrici in tuniche bianche che accendono fiaccole da spedire in aereo per il giro del mondo. Giorgio Ruffolo ha scritto un bel libro sul capitalismo estremo, che per vari motivi sembra avviato all'autodistruzione. Ma lo sport estremo non segue forse la stessa parabola? Sono in vendita per i computer dei filmini sullo sci estremo ambientato nelle montagne americane sempre coperte da neve fresca e farinosa. Gli sciatori estremi come gladiatori, disposti a ferirsi e a morire per lo spettacolo. Pare abbiano successo. L'orrore è arrivato anche nel mondo innocente e silenzioso della neve.

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Bollette non pagate, l'asilo resta al freddo (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-04-11 num: - pag: 1 autore: di GIANNI SANTUCCI categoria: REDAZIONALE Via Battaglia Condominio non salda il debito per il gas, bimbi senza riscaldamento Bollette non pagate, l'asilo resta al freddo Il vecchio amministratore ha accumulato con l'Aem un debito di 11mila euro. E un asilo nido, quello di via Battaglia, zona Loreto, è al freddo. Con cinquanta bambini costretti a giocare con due, anche tre maglioni addosso. Silvia Foroni, la titolare del nido: "Quanto peseranno, sul bilancio dell'Azienda energetica, quattro giorni di riscaldamento? ". è una odissea di burocrazia che non dà scampo. Di attese come questa, datata ieri, con un'addetta dell'azienda che ha risposto così: "Io, con lei, non dovrei neppure parlare. E comunque, perché non comprate delle stufe elettriche?". A PAGINA 7.

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Manca il conto corrente Sicurezza, la beffa dei fondi (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-04-11 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE La denuncia De Corato: i soldi servono per pagare Manca il conto corrente Sicurezza, la beffa dei fondi I soldi ci sono, peccato solo che manchi il conto corrente da dove prelevarli. Una storia di ordinaria burocrazia o di straordinaria lentezza amministrativa. Sta di fatto che i tre milioni (due dal Comune e uno dalla Provincia) stanziati sei mesi fa per il fondo speciale destinato alla sicurezza non Emergenza rom "Il governo inoltre non ha ancora nominato il commissario straordinario all'emergenza rom".

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Lettere@ilmanifesto.it (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lettere@ilmanifesto.it Un voto per difendere Io voto. Perché la preoccupazione per il dopo è molto più grande della delusione per il prima. In verità la delusione per il fatto e il non fatto dal governo Prodi non è nemmeno così tremenda. Di sicuro conta che da Prodi non mi aspettavo molto: i rapporti di forza non sono un'invenzione dei filosofi, le condizioni materiali non erano certamente favorevoli e gli equilibri parlamentari fin troppo stiracchiati. In questo quadro la sinistra, le sinistre, sono state messe all'angolo e hanno fatto errori, anche gravi, di analisi e di strategia. Ma il quadro era quello, non altro, e nasceva dalla fragilità politica dell'alleanza realizzata per cacciare Berlusconi. La preoccupazione per il dopo ha tante facce. C'è quella del rafforzamento del sistema maggioritario, secondo lo schema del bi-partito unico, con l'affermarsi della delega blindata al capo/all'oligarchia di turno, l'imporsi del decisionismo e la pulsione a soffocare/cancellare le minoranze (non solo quelle istituzionali). E riforme (istituzionali), senza le minoranze, mirate a consolidare tale tendenza. C'è la faccia dell'aumento del potere delle lobby che, tanto per non correre rischi, si preparano a occupare direttamente gli spazi parlamentari (eclatante la presenza trasversale di Confindustria nelle varie liste) e, dall'altra parte, quella dell'impotenza della società (civile?), sempre più frammentata, impaurita, ridotta a mucillagine, senza più coesione e incapace di solidarietà. Poi c'è quella della crescita della povertà, delle disuguaglianze, della precarietà e della montagna di immondizia che non si riesce più a smaltire - scusate se metto tutto insieme - e la prospettiva che ci viene indicata è sempre e solo quella della crescita e dello sviluppo, magari con qualche modesto correttivo, cioè la stessa strada che ha prodotto povertà, disuguaglianze, precarietà e immondizia. E, nella visione Pil-dipendente, si impongono liberalizzazioni e privatizzazioni sempre più spinte, dall'economia alla scuola, alla sanità, ai trasporti, all'acqua e a tutti i beni comuni mentre guai a toccare la rendita, immobiliare o finanziaria che sia. Per sostenere il tutto informazione sempre più piatta e asservita e bavaglio (o cianuro) alle voci libere e indipendenti. Per finire, molto concretamente, vedo l'attacco ai diritti sociali e civili, vedo l'attacco alla laicità dello stato e della società e l'invadenza della chiesa nelle sue tendenze più oscurantiste, vedo mettere in discussione conquiste che sembravano consolidate (Statuto dei lavoratori, legge 194, uscita dal nucleare,...) e vedo la demonizzazione di tutte le diversità. Se tutto questo è vero allora chiedo: può essere utile, con tutti i limiti che potrà avere, una rappresentanza parlamentare di sinistra, delle sinistre? Io ho pochi dubbi in proposito. E se poi il percorso unitario a sinistra non si fermerà il 14 aprile e dopo la forma (elettorale) riuscirà a realizzare anche la sostanza (politica), senza rimanere ingabbiato nelle stanze del potere (?) sarà un bene per tutti. Marco Onorati, Roma Solidarietà a Dino Greco Parlare di rinnovamento in Cgil di questi tempi, è una bestemmia. Definire "l'altra casta" Cgil Cisl Uil, (come ha fatto l'Espresso) vuol dire quasi essere buoni. Nonostante tutto, sono ancora un iscritto. La Fiom ancora è un pezzo della mia vita. Il lungo ostracismo ai danni di Dino Greco, mi induce a ribadire che ciò è solo una delle tante storture che si sono ingenerate nel sindacato e nella Cgil da anni. Un sindacato che gestisce un bilancio enorme, una quantità di dirigenti Cgil, Cisl e Uil a tempo pieno di circa 20 mila persone, di cui oltre 3 mila sono dipendenti degli enti pubblici. Centinaia di valorosi dirigenti come Dino Greco, sono tenuti in naftalina, ti paghiamo, hai la scrivania, ma per cortesia non fare niente, non utilizzare la testa. Non è superfluo ricordare che nel 1990 le tre Confederazioni si fecero approvare dal parlamento, una legge che, nel caso un dipendente del sindacato venga licenziato, non ha possibilità di ricorrere alla giusta causa, e cioè al famoso art. 18 della legge 300 statuto dei lavoratori. Questo è il panorama. Dino Greco è sempre stato dalla parte dei delegati, anche in modo problematico, sapendo che questi erano tanto più forti nel trarre il consenso liberamente dai lavoratori e non da qualche Direttivo. La mia solidarietà a Dino Greco è senza riserve. Un sindacato basato sull'eliminazione seppur soft delle migliori teste pensanti, e di tutti quei quadri non obbedienti, potrò sbagliarmi ma non ha futuro. Il caso Dino Greco parla per tutti quelli che si trovano nella medesima condizione. Seri dubbi nutro sulla volontà dell'attuale gruppo dirigente di autoriformarsi. Nessuna Casta da sola è disposta a perdere qualcosa. Solo una rivolta dal basso, potrà modificare questo stato di cose. Fausto Pettinato ex delegato Fiom-Cgil Soverato I figli di Doina Da oltre un anno non vede i suoi due bambini di 4 e 7 anni; dopo la grave condanna a 16 anni per la terribile disgrazia nella metropolitana in cui è morta la sua povera giovane coetanea Vanessa: Doina, la ragazza rumena in carcere a Roma, attende il processo d'appello con speranza, come si sa dai giornali, perché anche i giudici hanno elementi per sapere che si è trattato del drammatico incidente di un istante, con ogni probabilità un gesto istintivo, di autodifesa a causa di un malinteso, ma che purtroppo ha avuto l'imprevedibile tragica conseguenza che ci ha tanto impressionato e commosso. Resta comunque un interrogativo: perché a distanza di tanto tempo, ormai un anno, la burocrazia giudiziaria e carceraria italiana e l'Ambasciata di Romania non hanno ancora trovato il modo di far incontrare Doina con i suoi due bambini? Uno scaricabarile? Che "giustizia" è questa che si accanisce contro i poveri? Perché queste sofferenze supplementari, non ragionevoli, oltre la privazione della libertà? Oltretutto ci si chiede perché la condanna è sempre dover stare in carcere, quando esistono invece comunità "chiuse" come carceri e "protette", dove la giovane donna debba sì scontare una condanna, ma possa lavorare e vivere insieme ai suoi bambini? Si sa che è venuta in Italia e ha fatto una vita tanto brutta e rischiosa proprio pensando a loro, dopo essere stata abbandonata dal marito... Una maggiore attenzione a queste realtà di sofferenza sarebbe di conforto anche ai familiari della vittima che certamente vogliono giustizia, ma non vendette e feroci pene supplementari che certi giudici e troppi mass media fingono di ignorare. E non sono permesse dalla legge in Italia, paese civile, giustamente assai sensibile ai diritti e al benessere di mamme e bambini. Cordialmente. Marzia Canitto Prosperi Lutto E' venuto a mancare Silvio Serino. Un militante comunista, un internazionalista che si è sempre battuto contro l'eurocentrismo e per la liberazione dei popoli oppressi. Ha partecipato attivamente alla costruzione del movimento anticapitalista dal '68 in poi. La sua esperienza, il suo enorme bagaglio culturale, i suoi insegnamenti e la sua umanità rimangono una risorsa importante per le lotte future. Ciao Silvio. Giacomo Russo Spena.

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<Chiave di volta federalismo fiscale> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-11 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Ettore Riello "Chiave di volta federalismo fiscale" VERONA - "Avere meno lacci e lacciuoli per imprese e cittadini è una delle priorità del programma del Partito delle Libertà. Fa bene il presidente di Confindustria Padova Peghin a insistere su questo tema prima delle elezioni. Siamo con lui". Si sfonda una porta aperta con Ettore Riello (nella foto), candidato a Montecitorio nel collegio Veneto 2 (Venezia, Treviso e Belluno) per il Pdl, quando si parla di lotta all'eccessiva burocrazia. Però Riello, industriale metalmeccanico veronese, pone la premessa necessaria per questa come per le altre riforme che attendono al varco il prossimo governo. "Anche nella scorsa legislatura non s'è fatto nulla per l'eccessiva frammentazione della coalizione di maggioranza - spiega - i cambiamenti sono possibili solo con un governo coeso. E la chiave di volta di tutte le riforme sarà il federalismo fiscale". Gi. Sc.

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L'ente: <isolati disguidi tecnici> è già pronta la nuova copia del Cud (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Lettere - data: 2008-04-11 num: - pag: 12 categoria: REDAZIONALE La risposta L'ente: "isolati disguidi tecnici" è già pronta la nuova copia del Cud Gentile signor Spezia, ecco la risposta dell'Ufficio stampa Inpdap: "In febbraio l'Inpdap ha inviato ai contribuenti, dipendenti e pensionati pubblici, il modello Cud 2008 in duplice copia, attestante l'ammontare delle somme corrisposte a vario titolo dall'Istituto nel 2007. L'inesatta denominazione del Comune di nascita del contribuente è stata purtroppo causata da isolati disguidi tecnici, che non compromettono in alcun modo la correttezza dei dati fiscali riportati nel Cud". Pare dunque di capire che non ci sarà alcuna ripercussione sulla sua dichiarazione dei redditi (magnanima burocrazia!). "Per tale anomalia – precisa ancora l'Inpdap – già rilevata e che interessa solo alcuni Comuni, l'Istituto fornirà agli interessati una nuova copia del Cud, con l'esatta denominazione del Comune". Infine l'Istituto fa sapere: "Per ulteriori chiarimenti o per l'immediato rilascio di una copia corretta ci si può rivolgere alle Sedi territoriali Inpdap competenti"”. Speriamo però che stavolta gli addetti allo sportello siano messi al corrente… Simona De Santis Pagina a cura di Ester Palma.

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<La burocrazia ci costa due mesi di lavoro> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 11-04-2008)

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Corriere del Veneto - VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-11 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Studio Indagine della Fondazione Nord Est "La burocrazia ci costa due mesi di lavoro" PADOVA - Si vota tra due giorni ed è l'ora dei grandi appelli ai contendenti che si battono per il governo del Paese. Netto quello degli industriali di Padova destinato a chiunque vincerà: semplificare il più possibile la burocrazia che schiaccia imprese e cittadini, liberando tempo e risorse per rilanciare lo sviluppo. E per dare più forza all'iniziativa Confindustria Padova ha commissionato un'indagine a Fondazione Nord Est per certificare quanto le imprese in provincia bruciano ogni anno per adempimenti e costi burocratici. Numeri da capogiro: perse 1,6 milioni di giornate di lavoro, 63 di un dipendente per ogni piccola azienda; costi per 170 milioni di euro, circa due punti e mezzo di Pil provinciale (2,4%). Una "burotassa" che fa urlare il presidente degli industriali padovani, Francesco Peghin: "In Italia ci sono 21.691 leggi contro le 9.800 in Francia e 4.547 in Germania. Siamo stufi di fare gli imprenditori parttime. Serve una terapia d'urto a base di semplificazione se si vogliono mettere le aziende in condizione di crescere e di reagire a questo momento di difficoltà congiunturale". Peghin ci va giù duro: "Ai candidati premier e a chi si candida a rappresentare il Veneto chiedo di impegnarsi pubblicamente a liberare le aziende dalla gogna burocratica. Su questo impegno vi giocate la faccia". E il presidente di Confindustria Padova dà anche indicazioni pratiche: "Servono riforme a costo zero per i conti pubblici. Esistono enormi spazi di riduzione degli oneri burocratici, con misure efficaci per ridurre ogni anno almeno del 10% i costi: semplificazione dei controlli per le imprese certificate, rinnovo automatico delle autorizzazioni, uti.

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<Per questo scendo in politica> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-11 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Massimo Calearo "Per questo scendo in politica" VICENZA - "La lotta alla burocrazia? è una delle ragioni del mio impegno politico perché il Partito Democratico ha posto questo tema tra i suoi obiettivi di base". L'appello del presidente di Confindustria Padova Peghin è un invito a nozze per Massimo Calearo (nella foto), punta di diamante dell'avvicinamento del Pd ai ceti produttivi del Nord. E l'ex presidente degli industriali di Vicenza e nazionale di Federmeccanica raccoglie l'invito a fare dell'eliminazione, o almeno della riduzione, della "burotassa" una priorità di governo in caso di vittoria alle Politiche. "Facciamo proposte serie - spiega il capolista del Pd nel collegio Veneto 1 (Verona, Vicenza, Padova e Rovigo) alla Camera - Non solo "un'impresa in un giorno", ma anche tagliare subito cinquemila delle oltre 21 mila leggi italiane. Il cittadino-imprenditore non dev'essere più un suddito dello Stato, ma un cliente da soddisfare". Gi. Sc.

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I racconti irriverenti di Eduardo del Llano (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 11-04-2008)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: Tempo Libero - data: 2008-04-11 num: - pag: 16 categoria: REDAZIONALE IL LIBRO I racconti irriverenti di Eduardo del Llano Incontro alle 18.30 con Eduardo del Llano (Gran Via Edizioni), uno dei più brillanti scrittori satirici cubani, autore di "Unplugged". Racconti irriverenti e surreali: i Beatles, la burocrazia cubana, una mela che rischia di distruggere i principi della fisica moderna, i sex-toys, un venditore di pedate nel didietro. Partecipano, con l'autore, Fabio Cremonesi e Filippo La Porta. Libreria Bookàbar, Palaexpò, via Milano 15.

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Burocrazia, alle imprese costa 2 mesi di lavoro (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VICENZA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-11 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Burocrazia, alle imprese costa 2 mesi di lavoro Indagine di Confindustria Padova eFondazione Nord Est. Peghin: il governo dovrà semplificare questa "burotassa" Le aziende padovane analizzate perdono in totale 1,6 milioni di giorni all'anno a smaltire pratiche con costi attorno ai 170 milioni PADOVA - Si vota tra due giorni ed è l'ora dei grandi appelli ai contendenti che si battono per il governo del Paese. Netto quello degli industriali di Padova destinato a chiunque vincerà: semplificare il più possibile la burocrazia che schiaccia imprese e cittadini, liberando tempo e risorse per rilanciare lo sviluppo. E per dare più forza all'iniziativa Confindustria Padova ha commissionato un'indagine a Fondazione Nord Est per certificare quanto le imprese in provincia bruciano ogni anno per adempimenti e costi burocratici. Numeri da capogiro: perse 1,6 milioni di giornate di lavoro, 63 di un dipendente per ogni piccola azienda; costi per 170 milioni di euro, circa due punti e mezzo di Pil provinciale (2,4%). Una "burotassa" che fa urlare il presidente degli industriali padovani, Francesco Peghin: "In Italia ci sono 21.691 leggi contro le 9.800 in Francia e 4.547 in Germania. Siamo stufi di fare gli imprenditori part-time. Serve una terapia d'urto a base di semplificazione se si vogliono mettere le aziende in condizione di crescere e di reagire a questo momento di difficoltà congiunturale". Peghin ci va giù duro: "Vogliamo stare in azienda, a sviluppare prodotti e cercare mercati, non perdere metà del nostro tempo in scartoffie. Ai candidati premier e a chi si candida a rappresentare il Veneto chiedo di impegnarsi pubblicamente a liberare le aziende dalla gogna burocratica. Su questo impegno vi giocate la faccia". E il presidente di Confindustria Padova dà anche indicazioni pratiche: "Servono riforme a costo zero per i conti pubblici. Esistono enormi spazi di riduzione degli oneri burocratici, con misure efficaci per ridurre ogni anno almeno del 10% i costi: semplificazione dei controlli per le imprese certificate, rinnovo automatico delle autorizzazioni, utilizzo delle procedure on line, riduzione degli adempimenti in materia di privacy". Peghin chiede anche un gesto simbolico: "Il primo Consiglio dei ministri del prossimo governo dia un segnale netto. Noi imprenditori vigileremo affinché gli impegni elettorali non cadano nel cimitero delle promesse, ma diventino una priorità delle azioni di governo ". Un mossa quella confindustriale dettata dai risultati impietosi dell'indagine su un campione di 340 piccole e medie imprese padovane. Ogni azienda "dedica ", in media, al disbrigo di pratiche burocratiche una giornata e mezza di lavoro (di un dipendente) a settimana. I tempi si dilatano per le aziende più grandi che devono gestire un maggior carico di adempimenti: il 33,2% di quelle con più di 50 addetti perde due o più giornate a settimana. Il peso relativo è invece maggiormente gravoso nelle realtà più piccole che hanno meno persone da adibire a questa funzione. Significativo il costo della "burotassa" in termini di fatturato. Per quasi metà delle aziende intervistate (46,2%) i costi burocratici incidono per l'1,5% dei ricavi, per il 18,2% dall'1,5 al 3%, nel 12,5% dei casi oltre il 3 per cento. Tra le aziende di media dimensione, quasi una su dieci lamenta un'incidenza superiore al 5 per cento. Pesanti pure i costi organizzativi. Oltre il 55% delle aziende deve dirottare un dipendente al disbrigo di pratiche e oneri vari, sottraendolo alle mansioni principali. Pieno l'appoggio all'appello padovano da parte di Andrea Riello, presidente di Confindustria Veneto, seppure con un distinguo. "L'eccessiva burocrazia è da tempo una tassa indiretta - conclude - è un'emergenza dell'Italia, però non la principale. La prima cosa che il governo dovrà fare è tagliare la spesa pubblica, sul versante pensioni, sanità e costi amministrativi impropri come enti inutili e spese clientelari, tipo le decine di migliaia di forestali concentrati in Calabria. Solo così si potranno liberare risorse da dirottare altrove, allo sviluppo vero". Gianni Sciancalepore.

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Poliziotto-scrittore, Trevisi ammalia Lerner (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VERONA - sezione: CRONACAVERONA - data: 2008-04-11 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE La storia Pubblicata una nuova raccolta di racconti Poliziotto-scrittore, Trevisi ammalia Lerner Il giornalista scrive la prefazione al libro del vice questore VERONA - "... Questa volta voglio scrivere con parole e epensieri miei, perchè non lo faccio per doverosa conoscenza, ma perchè mi va, perchè so che queste pagine non saranno infilate dentro qualche cassetto o in mezzo ad un fascicolo impolverato e soprattutto non dovranno mai essere decretate o corrette, perchè nessuno più o meno alto in grado di me, potrà scrivere in qualche angolo del primo foglio "parlarne con urgenza", "atti" o qualche altra cosa del genere....". E da quella volta, da quel racconto, non ha più smesso di scrivere. Probabilmente potrebbe farlo per oltre 70mila volte. Tanti quanti sono gli immigrati regolari a Verona. E probabilmente potrebbe farlo per altrettante volte, quanti sono i clandestini. Ha cambiato mansione, il vice questore Gianpaolo Trevisi. Da qualche mese non è più il dirigente dell'ufficio stranieri di Verona. E' stato trasferito alla squadra mobile, ma non smette di scrivere. Da quel primo racconto, "L'Africa in un cassonetto " che gli è valso un premio letterario nazionale, ne sono nati altri. Uno è stato inserito in un libro di Meridiano Zero sui sessant'anni della Costituzione. Ma altri sono diventati un nuovo volume, edito dall'Emi, l'editrice missionaria italiana. Diciassette racconti, diciassette "Fogli di via" che lasciano la freddezza della burocrazia per diventare storie. Storie di uomini e donne che sono molto di più che un fascicolo con foto, impronte e precedenti. E questa volta i racconti del poliziotto scrittore hanno una voce in più. Quella di Gad Lerner, che di "Fogli di via" ha scritto la prefazione. "Sapere che esistono ufficiali di polizia "armati" dell'umanità di Gianpaolo Trevisi - spiega Lerner - capaci di scrivere storie belle come queste non è di per sè motivo di stupore. Ci mancherebbe: gli uomini e le donne impegnati a garantire il rispetto della legalità e della sicurezza pubblica vivono su una speciale frontiera della condizione umana dov'è impossibile restare a lungo indifferenti. O per legittima difesa anestetizzi i tuoi sentimenti, oppure sviluppi una sensibilità dolente, speciale, difficile da reggere ". Ha la penna, il vice questore Gianpaolo Trevisi per esorcizzare quella frontiera della condizione umana. "Di fronte ad un foglio di carta - scrive - siamo tutti uguali e tra ettori, doppie mancate, virgole buttate a caso, come gocce di pioggia su un prato, ci sentiamo improvvisamente liberi e straordinariamente noi stessi". E Lerner, che gli uffici stranieri di varie questure li conosce bene perchè ci ha dovuto rinnovare il suo permesso di soggiorno, lo capisce. "Raccomanderei come profilassi dell'anima o ogni cittadino veronese, milanese, romano di trascorrere un paio di mezze giornate nell'ambiente di lavoro di Trevisi... Spero che tanti suoi colleghi leggano i suoi racconti e ci si identifichino. Non serviranno certo per classificarli fra buoni e cattivi. La letteratura, quando vale, riesce a farci capire i perchè delle nostre reazioni. Trevisi non distribuisce pagelle, ma lacrime e sorrisi". Angiola Petronio Il libro Sopra la copertina del nuovo libro di Trevisi ( a sinistra) con la prefazione di Lerner ( sotto).

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Fisco, scontro sul <quoziente familiare> Burocrazia, alle imprese costa 2 mesi di lavoro (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 11-04-2008)

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Corriere del Veneto - VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-11 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Fisco, scontro sul "quoziente familiare" Burocrazia, alle imprese costa 2 mesi di lavoro Gardini (Pdl): va introdotto. No dell'Udc. Dal Moro (Pd): serve ben altro Indagine di Confindustria Padova eFondazione Nord Est. Peghin: il governo dovrà semplificare questa "burotassa" La beffa Massimo Calearo Il convegno organizzato dalle Acli ha messo a confronto i politici dei diversi schieramenti "Per questo scendo in politica" VERONA - Sono le ultime ore di campagna elettorale ma non tutti i politici sono impegnati nei comizi di partito. Il circolo Acli Verona Sud-Ovest, per iniziativa del presidente Francesco Roncone, ieri sera ha organizzato un incontro bipartisan per parlare di economia e famiglia. A confrontarsi sono stati due imprenditori entrambi candidati del Pd, Gianni Dal Moro e Massimo Calearo, la parlamentare forzista Elisabetta Gardini del Pdl e Stefano Costanzo dell'Udc, che ha sostituito il collega di partito e assessore regionale alle Politiche Sociali, Stefano Valdegamberi. Dal Moro pensa che su questo tema vi possano essere punti di contatto anche con la coalizione avversa. "E' interesse di tutti – sostiene – che in Italia si ritorni a fare figli. Naturalmente occorrono politiche di incentivazione e il Pd pensa sia opportuno attuare un riconoscimento della paternità, oltre che della maternità. In questo modo i padri si occuperanno VICENZA - "La lotta alla burocrazia? è una delle ragioni del mio impegno politico perché il Partito Democratico ha posto questo tema tra i suoi obiettivi di base". L'appello del presidente di Confindustria Padova Peghin è un invito a nozze per Massimo Calearo (nella foto), punta di diamante dell'avvicinamento del Pd ai ceti produttivi del Nord. E l'ex presidente degli industriali di Vicenza e nazionale di Federmeccanica raccoglie l'invito a fare dell'eliminazione, o almeno della riduzione, della "burotassa" una priorità di governo in caso di vittoria alle Politiche. "Facciamo proposte serie - spiega il capolista del Pd nel collegio Veneto 1 (Verona, Vicenza, Padova e Rovigo) alla Camera - Non solo "un'impresa in un giorno", ma anche tagliare subito cinquemila delle oltre 21 mila leggi italiane. Il cittadino-imprenditore non dev'essere più un suddito dello Stato, ma un cliente da soddisfare". Le aziende padovane analizzate perdono in totale 1,6 milioni di giorni all'anno a smaltire pratiche con costi attorno ai 170 milioni dei figli e le madri avranno modo di tornare a dedicarsi al lavoro. Ma in generale, la priorità è creare le infrastrutture adeguate per sostenere le famiglie e non introdurre misure assistenziali". Elisabetta Gardini, invece, non vede le condizioni di un dialogo Pd. "La sinistra – attacca – è riuscita a inventarsi i Dico, che se introdotti scardinerebbero tutta la legislazione vigente sulla famiglia. Noi pensiamo che, salvaguardato l'interesse dei figli che sono tutti uguali anche se nati fuori dal matrimonio, la famiglia sia quella fondata proprio sul matrimonio PADOVA - Si vota tra due giorni ed è l'ora dei grandi appelli ai contendenti che si battono per il governo del Paese. Netto quello degli industriali di Padova destinato a chiunque vincerà: semplificare il più possibile la burocrazia che schiaccia imprese e cittadini, liberando tempo e risorse per rilanciare lo sviluppo. E per dare più forza all'iniziativa Confindustria Padova ha commissionato un'indagine a Fondazione Nord Est per certificare quanto le imprese in provincia bruciano ogni anno per adempimenti e costi burocratici. Numeri da capogiro: perse 1,6 milioni di giornate di lavoro, 63 di un dipendente per ogni piccola azienda; costi per 170 milioni di euro, circa due punti e mezzo di Pil provinciale (2,4%). Una "burotassa" che fa urlare il presidente degli industriali padovani, Francesco Peghin: "In Italia ci sono 21.691 leggi contro le 9.800 in Francia e 4.547 in Germania. Siamo stufi di fare gli imprenditori part-time. Serve una terapia d'urto a base di semplificazione se si vogliono mettere le aziende in condizione di crescere e di reagire a questo momento di difficoltà congiunturale". Peghin ci va giù duro: "Vogliamo stare in azienda, a sviluppare prodotti e cercare mercati, non perdere metà del nostro tempo in scartoffie. Ai candidati premier e a chi si candida a rappresentare il Veneto chiedo di impegnarsi pubblicamente a liberare le aziende dalla gogna burocratica. Su questo impegno vi giocate la faccia". E il presidente di Confindustria Padova dà anche indicazioni pratiche: "Servono riforme a costo zero per i conti pubblici. Esistono enormi spazi di riduzione degli oneri burocratici, con misure efficaci per ridurre ogni anno almeno del 10% i costi: semplificazione dei controlli per le imprese certificate, rinnovo automatico delle autorizzazioni, utilizzo delle procedure on line, riduzione degli adempimenti in materia di privacy". Peghin chiede anche un gesto simbolico: "Il primo Consiglio dei ministri del prossimo governo dia un segnale netto. Noi imprenditori vigileremo affinché gli impegni elettorali non cadano nel cimitero delle promesse, ma diventino una e vogliamo introdurre il quoziente familiare. Cioè l'idea per cui un reddito va tassato a seconda di quante sono le persone che con quei soldi vivono. Il ministro Bindi ha bocciato questa proposta dicendo che questo è un modo per tenere le donne in casa lontane dal lavoro". A sorpresa, non crede nella bontà del quoziente familiare nemmeno Stefano Costanzo candidato dell'Udc: "Quello – spiega – era un vecchio cavallo di battaglia del nostro partito. Ora però abbiamo rivisto la nostra posizione perché il quoziente familiare premia soprattutto le famiglie agiate e meno quelle in difficoltà. Inoltre c'è la possibilità che sia incostituzionale. Molto meglio pensare una seria politica di detrazioni per i figli. Al di là delle proposte, però, io invito gli elettori a guardare alle persone. L'Udc candida figure come Pezzotta e Valdegamberi, il Pdl mi risulta abbia in lista anche un regista di film porno". Massimo Calearo, invece, riassume il suo programma in una battuta: "Il Pd propone un modo nuovo di guardare al Paese e chiede a tutti gli italiani un patto tra produttori. E ogni produttore tiene famiglia". \\ L'appello Serve una terapia d'urto per ridare competitività alle nostre aziende \\ Davide Pyriochos La motivazione Imprenditori stanchi di esserlo part-time per star dietro a scartoffie e scadenze striali di Padova analizza i costi dei dipendenti che sbrigano le pratiche burocratiche Sala Marani Candidati.

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<Mamme in lista> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 11-04-2008)

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Corriere del Veneto - VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-11 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Ettore Riello Aborto? No grazie "Chiave di volta federalismo fiscale" "Mamme in lista" VERONA - Mamme. Che hanno avuto un aiuto concreto per far vincere la vita. E che ora hanno scelto la lista "Aborto? No grazie Per la moratoria Con Giuliano Ferrara". Si chiamano Lina e Zinadia. "Ho voluto mostrare così - precisa Maria Luisa Tezza un'attenzione concreta e reale a quelle donne che trovano difficoltà nel portare avanti la loro gravidanza". VERONA - "Avere meno lacci e lacciuoli per imprese e cittadini è una delle priorità del programma del Partito delle Libertà. Fa bene il presidente di Confindustria Padova Peghin a insistere su questo tema prima delle elezioni. Siamo con lui". Si sfonda una porta aperta con Ettore Riello (nella foto), candidato a Montecitorio nel collegio Veneto 2 (Venezia, Treviso e Belluno) per il Pdl, quando si parla di lotta all'eccessiva burocrazia. Però Riello, industriale metalmeccanico veronese, pone la premessa necessaria per questa come per le altre riforme che attendono al varco il prossimo governo. "Anche nella scorsa legislatura non s'è fatto nulla per l'eccessiva frammentazione della coalizione di maggioranza - spiega - i cambiamenti sono possibili solo con un governo coeso. E la chiave di volta di tutte le riforme sarà il federalismo fiscale". Assessore Maria Tezza.

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CRONACHE 11-04-2008 DallaPRIMA Bruno Vespa >che vogliono decidere sui programmi e non amano che la p... (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 11-04-2008)

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CRONACHE 11-04-2008 DallaPRIMA Bruno Vespa >che vogliono decidere sui programmi e non amano che la politica scada regolarmente nell'insulto. E' andata male. I sondaggi riservati delle ultime settimane hanno dimostrato una fase di stanchezza nell'elettorato, in parte rassegnato o consapevole (a torto) che la propria parte politica avrebbe comunque perso o vinto la partita e orientato quindi a non votare. Di qui l'alzarsi dei toni che negli ultimi comizi e nelle due apparizioni di mercoledì e di ieri sera a 'Porta a porta' hanno raggiunto i livelli dei tempi peggiori. Veltroni ha detto nella sostanza che Berlusconi è inadatto a governare in una moderna democrazia e il Cavaliere gli ha dato del bugiardo chiedendosi quale grado di affidabilità abbia un signore che ancora ieri negava di essere mai stato comunista. Non credo, francamente, che nell'ultimo confronto a distanza di stasera su Matrix le cose andranno meglio. L'attacco frontale che ieri sera Berlusconi ha sferrato a Di Pietro ("laurea falsa e carriera costruite dai servizi segreti") porterà verosimilmente a un clamoroso processo, ma va visto come un colpo indiretto a Veltroni accusato dal Cavaliere di alleanze giudicate impresentabili pur di rimontare lo svantaggio iniziale. Sul piano dei programmi, al contrario, sia Veltroni che Berlusconi hanno confermato una serie di provvedimenti ragionevoli che hanno l'unico limite di richiedere complessivamente una serie di risorse attualmente incompatibili con l'economia del paese e destinate quindi ad essere spalmate lungo una intera legislatura. Entrambi, seppure con sfumature diverse, hanno promesso una nuova politica della casa e aiuti alle famiglie, ai giovani, alle imprese, ai pensionati. I punti di forza sono per Veltroni un salario minimo per tutti di 1000/1100 euro al mese, una diminuzione delle aliquote fiscali di un punto all'anno, l'assicurazione per gli infortuni alle casalinghe . Per Berlusconi, l'abolizione totale dell'Ici sulla prima casa, la detassazione degli straordinari e degli aumenti legati alla produttività, il versamento dell'Iva solo al momento dell'incasso, lo scambio terreni/case popolari con i costruttori, una stretta sui clandestini. Ma entrambi verrebbero messi subito alla prova con una riforma che non costa ma rende: i tempi della burocrazia e la lotta agli sprechi nel settore pubblico. Tutti l'hanno sempre promesso, nessuno è mai riuscito a farlo. Vedremo. Un'ultima osservazione. Entrambi i contendenti sono apparsi molto motivati e in palla, ma anche sotto pelle molto tirati e nervosi. Si capisce. Se ieri Veltroni ha dovuto chiarire che non si dimetterà se il suo partito andasse sotto il 35 per cento significa che si prepara, in caso di sconfitta, a una severa verifica interna. Per quanto riguarda Berlusconi, si gioca tutto sul Senato. Il divorzio da Casini sarebbe fatale se gli mancassero i numeri per governare.

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Condominio non paga la bolletta. Asilo al freddo (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-04-11 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Via Battaglia Disagi per bimbi del nido. L'amministratore del palazzo doveva all'Aem 11 mila euro Condominio non paga la bolletta. Asilo al freddo "L'Aem lascia l'asilo nido al freddo". D'accordo, le procedure vanno rispettate. Chi non paga, prima o poi, si ritrova i tecnici a staccare il gas o la luce. E però ci sono cinquanta bambini senza riscaldamento, piccoli da otto mesi a tre anni costretti a giocare con due, tre maglioni addosso. Loro, ovviamente, non sono responsabili, né lo sono le loro famiglie, né la titolare dell'asilo di via Natale Battaglia, zona Loreto. Lei, Silvia Foroni, le spese le ha sempre pagate fino all'ultimo centesimo. Solo che il vecchio ammini-stratore, nessuno finora sa bene perché, ha accumulato con l'Aem un buco da 11 mila euro. E ora Silvia Foroni, che ha lo spazio in affitto, si chiede: "Quanto peseranno, sul bilancio dell'Aem, quattro giorni di riscaldamento? Perché preferiscono lasciare i bambini al freddo?". è una di quelle storie in cui la burocrazia si mette di traverso, in cui qualsiasi numero si chiama c'è una voce pronta a rispondere: "Capisco il suo disagio, ha ragione, la sua è una richiesta sensata e legittima. Ma purtroppo non si può fare nulla". L'asilo di Silvia Foroni è un grande spazio con i passeggini "parcheggiati" di lato, i bambini che giocano in due grandi sale. "Ma al mattino - spiega la titolare - la temperatura di questi giorni si sente. Per noi è mortificante accogliere le famiglie che portano i bambini in questa situazione ". Ci sono una serie di domande, a cui nessuno sembra potere o voler dare una risposta: "Perché non c'è rispetto per i bambini? Perché non c'è tutela per un asilo, che comunque è un servizio sociale?". In particolare, sembra che il mancato pagamento sia legato a un errore di calcolo, piuttosto che a una negligenza. Comunque involontario. Ieri le ultime telefonate. Sono state quasi beffarde. Un'addetta dell'azienda ha risposto con una premessa: "Io con lei non dovrei neppure parlare". Poi ha dato un consiglio: "Perché non compra delle stufe elettriche, poi potrà fare una richiesta e le potrebbero risarcire le spese per l'energia elettrica ". Peccato che di stufe ce ne vorrebbero una ventina. Il freddo dovrebbe passare entro i prossimi tre, quattro giorni. Conclusione: "Metteremo qualche maglioncino in più, ma con un po' di tristezza nel cuore". I disagi Un arretrato nei confronti dell'Aem di 11mila euro E cinquanta bambini di un asilo nido sono costretti a rimanere senza riscaldamento G. San.

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In un Comune su due lo sportello unico resta solo sulla carta (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-04-09 - pag: 1 autore: Semplificazione. Analisi Formez In un Comune su due lo sportello unico resta solo sulla carta Doveva ridurre il peso della burocrazia comunale e consentire alle imprese di assolvere velocemente ai loro adempimenti ammi-nistrativi. Ma a circa nove anni dalla sua introduzione obbligatoria, lo Sportello unico per le attività produttive è ancora poco operativo nel Centro-Nord. Tanto che, complessivamente, nei circa mille Comuni dell'area, il servizio alle imprese risulta funzionante praticamente in un ente su due. E anche quando funziona, lo Sportello risulta poco utilizzato: sia dalle imprese appartenenti ai settori strategici, come industria e ricerca e sviluppo che rappresentano appena il 15% dell'utenza degli sportelli, sia relativamente alle procedure amministrative più complesse, come la valutazione di impatto ambientale o le varianti urbanistiche. Montemurro u pagina 18 l'articolo prosegue in altra pagina.

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Limitati da viabilità e scuole (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 11-04-2008)

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Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-04-09 - pag: 6 autore: Le Pmi. La "lotta" di Silmac per restare a Gaggio Montano Limitati da viabilità e scuole BOLOGNA Una rete viaria inadeguata alle necessità delle aziende e un rapporto debole tra sistema produttivo e scuola per la formazione di personale. Sono queste secondo Orlando Masini, ad e presidente della Silmac di Gaggio Montano, piccola azienda dell'Appennino bolognese che produce pezzi meccanici per l'industria delle macchine automatiche, le principali criticità che deve affrontare un'impresa di una zona di montagna. L'azienda, nata nel 1971, ha chiuso il 2007 con un bilancio di 3 milioni di euro e prevede quest'anno di raggiungere 5 milioni di fatturato grazie a un piano di sviluppo che ha in programma l'ingresso di nuovi soci, come il gruppo Ima,e l'apertura di una nuova unità produttiva a San Pietro in Casale. "A San Pietro – dice Masini – ci sono meno problemi a reperire personale da formare rispetto a Gaggio Montano, dove negli ultimi cinque anni abbiamo incontrato molte difficoltà a trovare manodopera. Il polo scolastico della zona è stato in grado di preparare e mettere sul mercato ottimi tecnici per lungo tempo. Ma è un compito a cui ora non assolve più: è venuta a mancare la cultura tecnica. Operare in montagna significa anche affrontare costi di produzione più alti, in un contesto di globalizzazione che penalizza le marginalità". Obiettivo di Silmac, 35 dipendenti, è però mantenere il cuore produttivo nello stabilimento di Gaggio Montano. "Ma abbiamo sempre dovuto lottare per conservare la produzione in questa zona – prosegue Masini –. Paghiamo il prezzo di una rete di infrastrutture viarie carenti che si riflette sulla logistica e sui costi di trasporto e di magazzino, che sono molto alti". è perciò necessario, rimarca, intervenire sulla viabilità e migliorare il rapporto tra aziende e scuole per favorire la formazione di tecnici qualificati. è invece la burocrazia, anche nelle comunità montane il vero "limite alle possibilità di espansione e investimento", il tasto su cui bisogna intervenire, sostiene Laurenzo Zanetti, titolare di un'azienda agricola di Predappio, nel Forlivese. Na. R. L'ESPANSIONE A VALLE L'azienda ha chiuso il 2007 con 3 milioni di fatturato e per crescere ha studiato l'apertura di un'unità a nord a San Pietro in Casale.

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Flop degli sportelli unici, ne funziona uno su due (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-04-09 - pag: 18 autore: Semplificazione. Indagine Formez sui servizi comunali accentrati alle imprese Flop degli sportelli unici, ne funziona uno su due La palma d'oro va a Ravenna: ufficio operativo nel 94% dei casi Francesco Montemurro Doveva ridurre il peso della burocrazia comunale e consentire alle imprese di assolvere velocemente ai loro adempimenti amministrativi. Ma a circa nove anni dalla sua introduzione obbligatoria, lo sportello unico per le attività produttive – concepito come unico ufficio comunale interlocutore delle imprese per lo smistamento di tutte le pratiche relative ai procedimenti per l'apertura e l'ampliamento degli impianti – è ancora poco operativo nel Centro- Nord. Tanto che, complessivamente, nei circa mille Comuni dell'area, il servizio alle imprese risulta funzionante praticamente in un ente su due. E anche quando funziona, lo sportello risulta poco utilizzato: sia dalle imprese appartenenti ai settori strategici, come industria e ricerca e sviluppo che rappresentano appena il 15% dell'utenza degli sportelli,sia relativamente alle procedure amministrative più complesse, come la valutazione di impatto ambientale o le varianti urbanistiche. A dirlo sono i dati e le stime provenienti dal Formez, l'ente nazionale che fornisce assistenza tecnica agli enti locali per la realizzazione e il funzionamento dello Suap, curando il monitoraggio sull'attuazione della riforma varata con il Dpr 447/ 98, poi modificato. Alla fine di marzo, nei 966 Comuni del Centro- Nord lo sportello unico risulta istituito in 799 enti, pari all'82,7% del totale. Tuttavia le strutture davvero operative (cioè con almeno un procedimento amministrativo di impresa effettivamente attivato) si riducono a 524. Il che significa che appena il 54% dei Comuni è dotato di un servizio alle imprese funzionante. Una percentuale che però si alza in Emilia-Romagna, fino al 65,1% (record del 94,4% a Ravenna); mentre si abbassa notevolmente tra Marche e Umbria, dove solo il 44-45% dei Comuni risulta adempiente. Lo sportello è funzionante nel 51% dei Comuni toscani, ma a Livorno spetta la maglia nera, con appena il 10% di comuni in regola. In base alle rilevazioni effettuate dal Formez, tra i Comuni più grandi per dimensioni demografiche, in Umbria, Gubbio e Amelia non hanno ancora reso operativo il servizio; in Toscana mancano all'appello, tra gli altri, Sinalunga, Cecina e Sansepolcro, nelle Marche Tolentino e San Benedetto del Tronto guidano il gruppo dei Comuni inadempienti. I dati sullo stato dell'arte dello sportello unico per le attività produttive sono di enorme importanza, tenuto conto che è uno degli obiettivi prioritari della strategia comunitaria, recepito dalla direttiva cosiddetta "Servizi" per la semplificazione normativa e amministrativa del mercato (ma ancora non recepita dalla normativa italiana), al fine di eliminare gli ostacoli alla libertà di stabilimento dei prestatori di servizi e alla libera circolazione dei servizi tra gli Stati membri. La semplificazione amministrativa, peraltro, costituisce una delle priorità dell'Ue che ha stabilito il taglio degli oneri amministrativi del 25% quale obiettivo entro il 2012. I ritardi accumulati anche nel Centro-Nord derivano sia dalla complessità delle procedure sia dalla scarsa propensione alla collaborazione istituzionale messa in mostra dagli uffici tecnici dei Comuni e dai diversi partner pubblici, sia, infine, dalla scarsa incisività delle politiche pubbliche di assistenza tecnica nei confronti Comuni, in particolare i più piccoli. A questo proposito, proprio in Regione Emilia-Romagna è cresciuto soprattutto negli ultimi anni il numero dei Comuni dotati di sportelli funzionanti, grazie alla formula della gestione associata del servizio, caldeggiata dall'intervento regionale.

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Rimini e Viareggio puntano sul web (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 11-04-2008)

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Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-04-09 - pag: 18 autore: In Romagna aggregate le pratiche edilizie e in Toscana gli iter per la nautica da diporto Rimini e Viareggio puntano sul web Lo sportello unico per le attività produttive ha puntato sui servizi online per avvicinare gli imprenditori alla burocrazia. A Rimini, nei giorni scorsi è stato siglato un nuovo Protocollo d'intesa tra il Comune e la Consulta delle professioni tecniche della Provincia di Rimini, che impegna entrambi a sviluppare i propri strumenti informatici, istituendo un canale telematico esclusivo per lo Sportello per l'edilizia del Comune di Rimini. Obiettivo prioritario è consentire via web all'utenza la gestione delle agende, la consultazione delle pratiche edilizie, il calcolo degli oneri, compilazione della modulistica, al fine di un miglioramento del servizio, della sua efficienza e di una riduzione dei tempi d'attesa. In sostanza entra pochi mesi sarà operativo un vero e proprio ufficio virtuale, dedicato alla comunicazione e all'interazione con l'utente, per semplificare e velocizzare il lavoro e l'attività amministrativa . Il progetto prevede comunque la frequentazione dei cittadini presso la sede del servizio e l'ampliamento dell'orario di ricevimento. In Toscana è entrato a regime lo "Sportello unico per la nautica da diporto", un luogo fisico e virtuale promosso dalla Cna Nautica e dal Comune di Viareggio. Obiettivo prioritario del progetto è contribuire allo snellimento delle pratiche burocratiche e favorire l'accesso ai servizi online offerti dalla Pa, nello sviluppo e nella gestione operativa delle imprese del settore della nautica da diporto (6 province, 10 comuni principali e circa 700 imprese coinvolti). Oltre che rivolgersi direttamente agli uffici dello Sportello unico del Comune di Viareggio, le imprese della nautica hanno la possibilità di essere supportate attraverso il portale www.sund.it. Questo sportello telematico è rivolto a tutta la filiera della nautica da diporto e fornisce servizi e informazioni alle imprese, sia provenienti dall'interno dell'associazione di categoria, sia da altri servizi pubblici locali. Collegandosi al sito le imprese hanno accesso a tutte le informazioni e alla documentazione contenuta nelle pagine telematiche dello sportello del Comune di Viareggio. Le imprese della nautica possono ricevere ulteriore assistenza diretta online anche richiedendo password o smartcard, allo scopo di attivare funzioni di firma elettronica, autocertificazioni e concessione di atti. Fr. Mo.

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Si conclude una campagna elettorale che ho voluto condurre in modo tranquillo: senza spese ing (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Si conclude una campagna elettorale che ho voluto condurre in modo tranquillo: senza spese ingenti, ma con la filosofia del porta a porta che, a mio giudizio, disturba meno, in un momento di crisi di fiducia nella politica. La mia scelta di andare tra la gente, nelle vie di Asti, sulle piazze dei paesi, nei mercati e nei negozi mi ha ripagata della "fatica": ho ricevuto molte attestazioni di fiducia per il mio operato di questi anni e per l'impegno concreto che, secondo molti, sarò in grado di mettere in campo. Ho preferito parlare di programmi e fare cose utili, come ristampare la cartina della Provincia, che gli astigiani potranno utilizzare anche per riscoprire il nostro territorio. Ho voluto puntare l'attenzione su due aspetti con due slogan: "Amici della gente", per sottolineare la scelta che sta a monte di questa avventura, ovvero la decisione di correre libera da condizionamenti, a fianco dei cittadini; "Una Provincia che funzioni è un tuo diritto", perché mi sono resa conto che la macchina dell'amministrazione provinciale ha bisogno di un rinnovamento. Rispetto ai partiti e alle poltrone, con due liste civiche ho scelto l'interesse dei cittadini. La parola chiave del nostro impegno è semplificazione. Con una battuta, posso garantire che il mio primo obiettivo sarà aprire lo sportello "semplificazione cose difficili", per eliminare l'inutile burocrazia tra i diversi uffici. Vogliamo rafforzare l'autonomia fiscale della Provincia, a cui dovrebbe spettare una quota del bollo auto da destinare alla manutenzione e al miglioramento della viabilità. La Provincia può e deve interpretare meglio la volontà del territorio e affiancare i Comuni, per assicurare un corretto uso delle risorse e dell'ambiente. I cittadini devono poter vivere e lavorare in sicurezza, le imprese devono essere sostenute nello sviluppo e nella crescita, senza "lasciare indietro" nessuno. Ai giovani e agli anziani, ai lavoratori e agli imprenditori, alle donne e agli uomini che credono nel nostro impegno chiedo un voto per una "Provincia amica della gente".

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Felice ha vinto la sua "battaglia" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

IMPERIA IL 18 INTITOLAZIONE UFFICIALE DEI GIARDINI DI LARGO GHIGLIA ALLO ZIO VITTORIO ACQUARONE Felice ha vinto la sua "battaglia" [FIRMA]MAURIZIO VEZZARO IMPERIA Ci sono voluti su per giù due anni ma alla fine la costanza di Felice Acquarone, un ragazzone alto, con grande orgoglio famigliare, ha vinto la sua battaglia. E' riuscito, non senza difficoltà burocratiche e superando lo scoglio dell'indifferenza, a far dedicare i giardini di Largo Ghiglia, a Imperia, a suo zio, Vittorio Acquarone, figura importante della Resistenza, che fu sottoprefetto e consigliere comunale dalla Liberazione fino al 1951 (prese addirittura 6894 voti, 50 più di Alessandro Natta e oltre cento in più di Ferdinando Scajola, futuro sindaco). La targa commemorativa sarà inaugurata venerdì 18 a mezzogiorno alle presenza delle autorità. Felice aveva nutrito il sospetto, durante i mesi trascorsi a cercare consensi e a raccogliere la documentazione, muovendosi non senza apprensione in ambienti di storici e politici, che la figura dell'illustre zio, appartenuto alla formazione partigiana Cascione, risultasse scomoda. Il personaggio è di quelli super partes. Felice nutriva il timore che la sua memoria interessasse poco o punto se non a lui, che va in giro mostrando le foto di zio in tenuta da partigiano. Alla fine però si sono mossi sia il Comune che l'Istituto storico della Resistenza e, pur tra mille difficoltà, si sono trovati i finanziamenti e le strade da percorrere per superare gli ultimi baluardi della burocrazia. Vittorio Bartolomeo Acquarone, questo il nome completo del personaggio a cui sono stati dedicati i giardini di Largo Ghiglia, rimase tra le fila partigiane fino alla conclusione della Guerra, con incarico di comandante di distaccamento, parificabile a quello di capitano. Ottenne il certificato di patriota numero 167892, vidimato e firmato dal generale Usa Alexander. Venne nominato sottoprefetto dal Comitato di Liberazione e rimase in carica dal 26 aprile al 19 giugno 1945. Nel 1950 fu tra i fondatori dell'Istituto storico della Resistenza. Famosa una foto che lo ritrae in compagnia di Silvio Bonfante, quest'ultimo immortalato con l'immancabile pipa. Hanno un atteggiamento serio ma anche sereno, di chi sa di battersi per una giusta causa. Una foto che Felice porta sempre con sè: sono le sue radici e ne va fiero.

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11/04/2008 10:04 ROMA: ALEMANNO, SIAMO QUI PER I LAVORATORI E NON PER LE BUROCRAZIE (sezione: Burocrazia)

( da "ITnews.it" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Roma, 11 apr. (Adnkronos) - "Siamo venuti ad incontrare i lavoratori e non le burocrazie, ci interessano i lavoratori e gli ammalati, e non chi ha amministrato male il Policlinico. L'atteggiamento del direttore e' stato arrogante verso le rappresentanze dei lavoratori. C'e' un ritardo complessivo e siamo critici verso il suo operato". Lo ha dichiarato il candidato del Pdl a sindaco per il Comune di Roma Gianni Alemanno riferendosi al direttore generale del policlinico Umberto I Ubaldo Montaguti, a margine dell'incontro con i lavoratori del policlinico di Roma.

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Business al vento (sezione: Burocrazia)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Attualità ENERGIE ALTERNATIVE / IL BOOM DELLE PALE business al vento Di marco lillo SOVVENZIONI PI ALTE D'EUROPA. PREZZO GENEROSO DEI CERTIFICATI VERDI. COS IN ITALIA GLI IMPIANTI EOLICI SONO DIVENTATI UN AFFARE. CHE ATTRAE GRANDI AZIENDE INTERNAZIONALI. MA ANCHE LA CRIMINALIT La data in cui tutti hanno capito che le turbine non sono un giochino per ambientalisti, ma uno dei più grandi affari del secolo, è il 6 agosto del 2007. Quella mattina il 'Wall Street Journal' raccontava che il colosso britannico IP, International Power, aveva comprato al prezzo enorme di un miliardo e 830 milioni di euro una parte dei parchi eolici sviluppati nel Mezzogiorno dal principale operatore italiano: la Ivpc fondata da Oreste Vigorito. Per avere un ordine di grandezza, nella classifica dei dieci contratti più importanti del 2007, la cessione figurava al nono posto, mentre all'ottavo c'era lo stilista Valentino con una valutazione di 2,1 miliardi. Tutto il mondo conosce Valentino, pochi sanno chi è Vigorito. E invece questo avvocato di Ercolano in soli 15 anni ha costruito un impero in uno dei settori più importanti per il futuro del nostro Paese. La ragione per cui International Power e gli altri colossi europei scalpitano per afferrare il vento italiano è l'incredibile massa di incentivi che piove sulla Penisola. La legge impone alle società che inquinano di compensare i propri peccati comprando i cosiddetti certificati verdi dai produttori di energia pulita. Grazie al prezzo generoso dei certificati italiani e alla riduzione dei costi di produzione, l'utile lordo delle imprese è aumentato di otto volte in quattro anni. Ecco perché l'Italia viene descritta nei report delle banche d'affari come la nuova frontiera, l'isola del tesoro, il paese della cuccagna. Tutte le società nostrane cercano di cavalcare l'onda quotandosi in Borsa. Ivpc dovrebbe farsi accompagnare a Piazza Affari da Unicredit mentre la Fri-El di Bolzano, che è il quarto operatore italiano (dietro Ivpc, Enel ed Edison), ha già annunciato la quotazione con una valorizzazione oscillante tra i 900 milioni e il miliardo e 300 milioni di euro. Mulini di carte La ragione di questi prezzi miliardari è spiegata nella tabella di pagina 71: lo Stato italiano paga 200 euro per lo stesso megawatt che nei maggiori paesi europei vale 80. Una simile abbondanza di sovvenzioni farebbe pensare a un paese che corre con il vento in poppa. E invece no. Nonostante i 500 milioni di euro pubblici versati dai cittadini con i sovrapprezzi delle bollette e con le tasse, la quota di energia eolica italiana non è paragonabile a quella dei leader europei che sono Germania, Spagna e Danimarca. Certo l'eolico italiano sta crescendo grazie a un gran numero di aziende serie. Ma il peso della politica e dei troppi speculatori rischia di farlo somigliare a un castello di carte: ci sono tantissime autorizzazioni concesse, un buon numero di turbine montate e pochi megawatt davvero funzionanti. Dieci anni fa non eravamo lontani dalla Spagna. Ora il confronto mette tristezza: nelle giornate di vento, la fonte eolica copre il 25 per cento del fabbisogno energetico iberico, mentre l'Italia, quando va bene, si ferma al 3,3 per cento. Nonostante gli incentivi più bassi, gli spagnoli hanno installato 15 mila megawatt contro i 2 mila e 700 italiani. Certo, ci sono altri fattori: in Spagna le condizioni meteorologiche sono migliori e da noi ci sono forti resistenze degli ambientalisti e della burocrazia. Ma la differenza più importante è dovuta all'assalto degli speculatori. A presentare le domande per le centrali e per i contributi spesso non sono le grandi società che poi realizzano il campo eolico, ma un sottobosco di 'facilitatori' che vantano buone entrature nel Palazzo e arraffano permessi da vendere al miglior offerente. L'autorizzazione per un impianto vale oro: 500 mila euro per ogni megawatt. La firma dei dirigenti regionali sul pezzo di carta che dà il via libera a una centrale da 30 megawatt vale quindi 15 milioni di euro. Le chiavi di questo forziere sono in mano alla politica. Che ha partorito un sistema sballato: gli impianti nascono in posti inadatti, vicino ai centri abitati o dove non ci sono cavi per trasportare l'energia pulita. Prendiamo la Sicilia: la rete non è in grado di sopportare gli impianti attuali ma, invece di costruire gli elettrodotti, Stato e Regione continuano a regalare centinaia di milioni a imprese che ingolfano il sistema. In questo Far west, le turbine spesso non nascono dove c'è più vento, ma dove c'è un sindaco che si fa 'convincere' con l'assunzione dei figli, c'è l'interesse di un politico che conta o peggio una famiglia di mafia alla quale non si può dire di no. Lupare e turbine La capitale dell'energia alternativa sta diventando Isola Capo Rizzuto. In questo paese della costa calabrese di 12 mila abitanti sorge già un campo eolico costruito da Erg-Cesa. Ora stanno partendo i lavori per il più grande parco eolico d'Europa: 48 torri per 120 megawatt. Vista la concentrazione di pale ci si aspetterebbe di incrociare un uragano di vento e invece il mare qui è spesso calmo. In effetti il luogo non è famoso per lo scirocco, ma per le spiagge dorate. E per una famiglia di 'ndrangheta: gli Arena. Il campo eolico più grande d'Europa nascerà sui terreni della famiglia. Il boss Nicola Arena, 70 anni, è recluso al 41 bis, come Riina e Provenzano. Mentre Nicola junior (figlio del fratello) è incensurato e segue una delle opere più importanti della Calabria. La costruzione della centrale è stata finanziata da una banca tedesca con 33 milioni garantiti da un pegno sulle quote della società che ha avuto l'autorizzazione. Si chiama Vent1 Capo Rizzuto Srl ed è partecipata dalla Purena di Nicola Arena che ne detiene il 10 per cento e da un gruppo di azionisti tedeschi rappresentati da Martin Josef Frick. 'L'espresso' ha verificato che diversi ettari del terreno sul quale sorgerà il parco sono intestati ai fratelli del padrino Arena, Carmine, Francesco e Raffaele e al figlio di quest'ultimo, Nicola junior. La presenza della famiglia potrebbe destare preoccupazione, visto che in passato il Comune è stato sciolto per le infiltrazioni di questo clan nel municipio. Eppure il commissario prefettizio, Giustino Di Santo, sembra tranquillo: "Il Comune svolge semplicemente un'attività amministrativa. L'azienda ha il certificato antimafia e non si può negare un permesso per il cognome di uno dei soci". Alle cosche, comunque, il vento piace. Due settimane fa sono stati arrestati gli uomini del clan Bruno di Brindisi che volevano costruire un parco eolico sui terreni del boss. Mentre a Vicari, in provincia di Palermo, il Comune è stato sciolto per mafia anche per le turbine che stavano sorgendo sui terreni di presunti picciotti. In fondo le pale girano in cielo, ma si piantano nel territorio. E con le logiche del territorio devono fare i conti. Non sarà un caso se la principale società eolica nel paese di Zapatero, la Iberdrola, sta diventando un gigante mondiale grazie alla sua capacità industriale di produrre turbine con la consorella Gamesa. Mentre in Italia il campione nazionale è un avvocato amministrativista che, secondo la Guardia di Finanza, avrebbe brigato con i contributi della legge 488. Un mago delle domande, più che delle eliche. L'avvocato del Bene-vento Oreste Vigorito, il padre dell'energia eolica italiana, oltre a essere presidente dell'Anev, l'associazione industriale di categoria, è uno degli uomini più ricchi e potenti della Campania. Presidente del Benevento Calcio e finanziatore di Clemente Mastella con un contributo della Ivpc Sardegna da 25 mila euro, con il suo accento campano e la sua travolgente cordialità è un buon esempio di imprenditore che pensa globale e agisce locale. I capitali per iniziare li ha avuti da americani e giapponesi, ma alcune controllate della sua Ivpc si sono viste assegnare finanziamenti pubblici per un centinaio di milioni di euro. Al riguardo 'L'espresso' è in grado di rivelare che il pm Maria Luisa Buono di Avellino ha iscritto da mesi Vigorito nel registro degli indagati per truffa aggravata finalizzata alla percezione dei fondi pubblici della legge 488. L'inchiesta del nucleo di polizia tributaria di Avellino, guidato dal colonnello Maurizio Guarino, ricostruisce i sistemi disinvolti adottati dalle controllate di Ivpc (e dai suoi partner siciliani) per acquisire contributi per una trentina di milioni. I finanzieri hanno già perquisito il ministero dello Sviluppo economico, la sede dell'Ivpc e quella di Centrobanca. L'estate scorsa, nel più completo riserbo, hanno sequestrato l'ultima tranche dei finanziamenti: 9 milioni che sarebbero andati a tre società, ora cedute al gruppo International Power. Secondo l'ipotesi dell'accusa, Vigorito e il suo rappresentante in Sicilia, Vito Nicastri, avrebbero prodotto nella domanda per i contributi pubblici "falsi contratti di locazione dei terreni su cui si sarebbero dovute installare le turbine eoliche" in modo da ingannare i funzionari del ministero. "Il Parco è stato realizzato ed è in funzione", ribatte Vigorito, "e comunque le domande dei contributi in questione sono state presentate da Nicastri, che non ha più rapporti con il gruppo". Professione sviluppatore Vito Nicastri è il personaggio chiave dell'indagine. Questo imprenditore di Alcamo è il classico esemplare di 'sviluppatore', una figura tutta italiana che ottiene le autorizzazioni e poi le cede a un prezzo profumato. Nei primi anni Novanta è stato coinvolto in una storia di corruzione e ne è uscito indenne raccontando le mazzette pagate ai politici per costruire impianti di energia solare. Un patteggiamento e la prescrizione hanno cancellato quelle vicende penali e così, all'inizio del nuovo Millennio Nicastri si è lanciato sull'eolico. Secondo la Procura di Avellino avrebbe taroccato i dati sul vento e i contratti di affitto, dichiarando anche la disponibilità di capitali che non aveva. Eppure al ministero dello Sviluppo non si erano mai accorti di nulla. Complessivamente si è interessato di una dozzina di pratiche e ha ottenuto un centinaio di milioni di agevolazioni, rivendendo poi i progetti approvati a colossi come Ivpc ed Endesa. Ogni regione ha i suoi sviluppatori. Quelli calabresi sono finiti nel mirino della Procura di Paola insieme ai loro referenti politici. Il pm Eugenio Facciolla ha iscritto nel registro degli indagati l'ex assessore alle Attività produttive dei Ds Nicola Adamo e il suo amico Nicola D'Agni. A metterli nei guai è stato un altro imprenditore del settore, Mario Nucaro, uno che conosce bene il sistema perché ne è stato un protagonista. Nucaro, nel periodo d'oro nel quale con la benedizione dei Ds locali era presidente del Cosenza calcio, è riuscito a firmare addirittura una convenzione con la Regione Calabria che stabiliva una corsia preferenziale per la sua società, la Cesp. Leggendola si apprende che in meno di tre anni la Cesp aveva ottenuto autorizzazioni per 230 megawatt, tutte girate al colosso italo-spagnolo Erg-Cesa. Non solo. Cesp dichiarava di avere in ballo altri progetti per ulteriori 500 megawatt. Invece di interrogarsi su questo mostro che stava crescendo sotto i suoi occhi, la Regione Calabria quel giorno si impegna con la convenzione ad aiutare Nucaro a realizzare tutti i suoi progetti: praticamente una selva di turbine pari a a un terzo di quelle esistenti in Italia. Poi Nucaro ha fatto bancarotta, ha litigato con i suoi referenti politici e ha raccontato tutto al pm. Il risultato di questo dispiego di carte e inchieste è il solito: la Calabria produce solo 4 mila kwh sui 4 milioni prodotti in tutta Italia. E Moncada disse no Anche il gruppo siciliano Moncada ha deciso di varcare lo stretto. Il gruppo di Aragona è una realtà industriale importante, protagonista della svolta antimafia di Confindustria, che sta sviluppando una propria turbina con lungimiranza industriale unica tra le imprese italiane. Moncada ha costruito cinque impianti grazie al contributo di 28 milioni della Regione Sicilia e tre anni dopo l'inaugurazione del primo impianto sta cedendo una quota della società, che oggi potrebbe valere centinaia di milioni, a un gruppo straniero. L'incasso potrebbe essere investito in Calabria. A questo fine Moncada aveva creato la Sibaris New Energy, una società con sede a Cosenza e una compagine interessante. Tra i soci fondatori troviamo due cari amici dell'ex ministro Enrico La Loggia di Forza Italia. Sono l'ex dirigente Enel Francesco Massa e Maria Concetta Caldara, una collaboratrice dell'ex ministro che è indagata a Palermo in un procedimento di mafia per i terreni ereditati dal padre e cointestati a un prestanome vicino a Provenzano. L'altro socio della Sibaris è Ferdinando Marini, consulente che ha seguito alcune richieste di contributi per la legge 488 finiti nel mirino della Finanza e di un'inchiesta di 'Report'. Marini compare su Internet come presidente della Federazione della massoneria europea di Lugano e ha creato nel dicembre scorso una seconda società a Milano con un avvocato vicino ai verdi, Angelo Gangi, esperto di energia rinnovabile e collaboratore dell'assessore all'Ambiente della Calabria Diego Tommasi. Nella società, a sorpresa, troviamo anche Maria Elena Woodrow, moglie di Enrico La Loggia. Quando 'L'espresso' lo ha contattato, Salvatore Moncada ha risposto: "Non conosco questa società milanese. Comunque, dopo aver parlato con 'L'espresso' il mio gruppo ha deciso di cedere le quote della Sibaris New Energy, che voleva costruire tre centrali eoliche nell'alto Ionio. Non c'è niente di male, ma preferiamo perdere un'occasione di profitto piuttosto che lasciare adito a critiche". n E In Europa mw Germania 22.247 Spagna 15.145 Danimarca 3.125 Italia 2.726 Francia 2.454 Regno Unito 2.389 Portogallo 2.150 Olanda 1.746 Austria 982 Grecia 871 Irlanda 805 Svezia 788 Norvegia 333 Belgio 287 Polonia 276 Altri 812 Totale 57.136 Fonte: Anev.

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IL DOTTORE è IN RETE (sezione: Burocrazia)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Attualità IL DOTTORE è IN RETE di Paola emilia cicerone Quattro milioni di pazienti. Collegati via Internet con 3.800 medici di famiglia. Per controllare cure e analisi Oltre quattro milioni di cittadini dotati di cartella clinica informatizzata, 3.800 medici in grado di gestire analisi e ricoveri via Internet: è il progetto Sole (l'acronimo sta per Sanità On LinE) che punta a mettere in rete i medici di famiglia e i pediatri di Bologna, dotandoli di pc, stampante e connessione a banda larga. "Già più di 2 mila medici sono collegati con ambulatori e ospedali", spiega Mauro Moruzzi, docente di E-care e salute all'Università di Bologna e responsabile di Cup 2000, unica società in Italia a produrre esclusivamente reti per la sanità. E possono richiedere direttamente le analisi cliniche per i loro pazienti, ricevendo poi, sempre on line, i risultati. In questo modo i medici potranno mettere insieme, per ogni paziente, una cartella clinica informatizzata, la sua vera storia sanitaria che rende conto di ricoveri e degenze, con un'attenzione particolare a chi richiede un monitoraggio costante perché affetto da malattie croniche come il diabete. Non solo. Spiega Moruzzi: "Vogliamo che il sistema sia direttamente accessibile ai pazienti. Che per ora possono consultarlo presso il medico e interagire con la Rete attraverso sportelli polifunzionali. Presto potranno avere la cartella clinica disponibile sul pc di casa". Peraltro, già oggi i medici che lavorano nei centri di cure primarie aperti in città sette giorni su sette hanno accesso, con il consenso degli interessati, ai dati clinici di tutti i cittadini che si rivolgono alla struttura, anche se non sono loro pazienti. E le prime reazioni sono tutte positive: "La burocrazia è stata alla base di trent'anni di riforma sanitaria, oggi è il momento di andare oltre. Il futuro sta nel dialogo tra utenti e medici. E in una burocrazia leggera", commenta Moruzzi. Partendo dall'Emilia Romagna dove l'e-health è finalizzata alla semplificazione dei servizi per i cittadini e allo snellimento del lavoro dei medici di base. "Il Centro unico prenotazioni di Bologna, è una realtà unica in Europa, in grado di erogare 12 milioni di prestazioni l'anno", chiosa Moruzzi. E tra poche settimane l'ospedale Sant'Orsola di Bologna offrirà ai ricoverati la possibilità di ricevere direttamente la cartella clinica sul pc di casa. Mentre il progetto E-care offre agli ultrasettantacinquenni bolognesi una rete di telemedicina e assistenza socio sanitaria via telefono, che va dalla semplice chiamata settimanale di monitoraggio alla prenotazione di visite mediche, alla consulenza per il disbrigo di pratiche e altri problemi. n Lombardia al microchip di Vincenzo Petraglia L'E-health in Lombardia si chiama Carta regionale dei servizi-Sistema informativo socio-sanitario (Crs-Siss), un'infrastruttura telematica che partita nel 1999 entrerà a pieno regime nel 2010. Diversi i servizi già fruibili: la possibilità di prenotare visite specialistiche ed esami dallo studio del proprio medico curante o presso alcune farmacie. In quattro ospedali è possibile la refertazione on line, cioè la possibilità da parte del medico di base di visualizzare a video i risultati di visite ed esami specialistici, che libera il paziente dal dover andare a ritirarli fisicamente. Infine è partita la costituzione di reti di patologia, come malattie rare e oncologiche, che permettono ai pazienti senza spostarsi di ottenere i pareri dei medici dei centri specialistici lombardi più prestigiosi in grado telematicamente di visionare referti o scambiarsi pareri. A rendere possibile tutto ciò è la carta regionale dei servizi che rispetto alla comune tessera sanitaria nazionale ha un microprocessore che veicola e contiene informazioni e diventa, inserita negli appositi lettori di smart card in possesso di tutti gli operatori sanitari, chiave d'accesso, previa autorizzazione del cittadino, alla piattaforma. L'obiettivo entro il 2010 è quello di munire tutti i lombardi di questi lettori in modo che possano usufruire dei servizi da casa.

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ROMA: ALEMANNO, SIAMO QUI PER I LAVORATORI E NON PER LE BUROCRAZIE (sezione: Burocrazia)

( da "ADN Kronos" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA Roma, 11 apr. (Adnkronos) - "Siamo venuti ad incontrare i lavoratori e non le burocrazie, ci interessano i lavoratori e gli ammalati, e non chi ha amministrato male il Policlinico. L'atteggiamento del direttore e' stato arrogante verso le rappresentanze dei lavoratori. C'e' un ritardo complessivo e siamo critici verso il suo operato". Lo ha dichiarato il candidato del Pdl a sindaco per il Comune di Roma Gianni Alemanno riferendosi al direttore generale del policlinico Umberto I Ubaldo Montaguti, a margine dell'incontro con i lavoratori del policlinico di Roma.

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Andiamo a Pechino e portiamo le nostre idee Di Carlo Devoti* (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il dibattito Andiamo a Pechino e portiamo le nostre idee Di Carlo Devoti* Mi riferisco all'importante dibattito in atto in tutto il mondo a proposito della partecipazione o del boicottaggio delle prossime Olimpiadi in Cina. Si tratta di un'importante occasione che va al di là dell'avvenimento Olimpico, e che ci educa a pensare come oggi si debba agire per far valere i valori universali di libertà e di pace senza incorrere nella guerra. La ricorrenza olimpica e la Cina offrono uno scenario ideale per tali riflessioni e dunque un'occasione da non perdere. Il giornale Libertà sta seguendo con particolare interesse la vicenda olimpica, accogliendo opinioni diverse. Ieri ho avuto modo di leggere in un'articolo comparso sul "Giornale delle Opinioni", una tesi che invitava al boicottaggio olimpico. La lettura mi ha portato da subito agli anni '70, agli anni della cortina di ferro, e ai miei frequenti viaggi nei Paesi dell'Est. Ricordo la lunga burocrazia da espletare per il rilascio del visto, il particolare ed osteggiato privilegio che era necessariamente concesso a noi atleti nel poter comunicare con altre persone in occasione degli incontri sportivi. Ricordo invece la contrarietà di poter comunicare al di fuori del contesto sportivo e la paura che mostravano i miei amici cecoslovacchi, bulgari, rumeni e comunque dell'est, quando si apprestavano a confidarsi. Si guardavano sospettosi e timorosi intorno, come se anche le mura avessero orecchie per ascoltare. Le ritorsioni ad ogni atto di contestazione erano punite severamente. Ricordo a Berlino Est nel 1969 la finale di Coppa del Mondo di pallavolo tra Cecoslovacchia e Russia, appena dopo la Primavera di Praga. Un caro amico Jiri Svoboda, ottimo giocatore della Nazionale Cecoslovacca, che aveva militato nel campionato 1968-69 nella Pallavolo Parma, vincendo lo scudetto, girò le spalle, insieme al compagno di squadra Prokaska, alle bandiere della Russia e della DDR e nel momento dell'alzabandiera e degli inni nazionali. Jiri Svoboda perse da subito tutti i suoi diritti e i suoi privilegi. Fu allontanato dalla squadra nazionale cecoslovacca e nonostante fosse uno dei migliori giocatori del mondo, il suo club, l'Ostrawa, si rifiutò di farlo giocare e lui dovette lasciare il suo posto di lavoro a cui si aggiunse il mancato ottenimento del visto per poter ritornare in Italia a giocare nella squadra di Parma. Ecco di che cosa aveva e ha paura il regime totalitario: ha paura della circolazione di idee, ha paura di gesti plateali, di contestazioni e ancor più se queste sono sotto gli occhi del mondo. Ed ecco il motivo per cui sono convinto che alle Olimpiadi di Pechino ci si debba andare, e ciò proprio perché sono convinto che gran parte del popolo cinese non comprende appieno le ragioni per cui il mondo difende il popolo tibetano. Se è vero che la comprensione reciproca è l'educazione al futuro, come sostenuto dai più illuminati sociologi del nostro tempo, questa non può che realizzarsi attraverso contatti, confronti, dialoghi e quella delle Olimpiadi può essere per la Cina, per il Tibet e per il mondo intero una grande opportunità da non perdere. (Non per niente, in occasione delle olimpiadi del 1980 a Mosca, i giovani moscoviti furono allontanati dalla città ed "invitati" a trascorrere un periodo di vacanza nelle dacie). Sono d'accordo dunque con quelle forme di boicottaggio significative che hanno il compito di far intendere che non siamo d'accordo con i loro sistemi repressivi, ma tali formule non devono offendere l'intelligenza dei cinesi, che hanno una cultura di 5000 anni di storia. Non possiamo da una parte sfruttarli, come stiamo facendo noi occidentali, e per soli fini economici, e dall'altra invitarli a considerare i nostri nobili ideali di giustizia, libertà e pace. I marchi pubblicitari, che oggi accompagnano le Olimpiadi in qualità di sponsor, non sono immuni da colpe e non sempre promuovono valori etici. Ci vuole dunque un momento di riflessione e lo studio di una strategia coerente con ciò che il mondo onesto vuole ottenere da loro. A tal proposito penso che gli Stati del mondo più democratici e le organizzazioni internazionali che promuovono la pace, dovrebbero preoccuparsi di ricevere garanzie, da parte del Governo Cinese, affinché vengano assicurate, in occasione delle Olimpiadi, la circolazione di idee, il confronto e il dibattito, capaci di suscitare nei cinesi quelle sensibilità positive verso i problemi del Tibet, che chiede solo garanzie di autonomia, e questo nel rispetto delle leggi cinesi e senza esasperazioni. Questo atteggiamento positivo potrebbe aiutare anche i popoli occidentali, da una parte a riflettere su quali siano le azioni più giuste e rispettose da intraprendere nei confronti della Cina, e dall'altra a guardarsi al proprio interno per verificare che ciò, che chiediamo agli altri, noi stessi siamo disposti a farlo. Scopriremmo così che nel nostro mondo occidentale ci sono molte contraddizioni e ciò aiuterebbe anche noi a migliorarci. Resto dunque convinto sull'opportunità di partecipare alle Olimpiadi, con quello spirito critico e costruttivo, capace di utilizzare tale importante occasione per la crescita della civiltà tutta. Carlo Devoti *Maestro di Sport © LIBERTA' © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti sono riservati Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA 01447930338.

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Credito, Ascom: I Confidi meglio della Banca (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Campania politica Credito, Ascom: I Confidi meglio della Banca Difficoltà di accesso al credito per le Pmi, sicurezza inesistente, una burocrazia che frena lo sviluppo. E' affiorato tutto il malessere di una categoria, ieri, nel faccia a faccia tra Massimo D'Alema, ministro degli Esteri e capolista del Pd per Campania 1, e i vertici di Confcommercio, il presidente provinciale Antonio Pace e il vicepresidente per il Sud, Maurizio Maddaloni. Che alla Banca per il mezzogiorno rilanciata da Giulio Tremonti, preferiscono i confidi. "Meglio un movimento che consenta sia di facilitare l'accesso al credito che di ottenerlo a condizioni economiche simili a quelle del resto del paese dice Pace -. Vorremmo soluzioni magari meno efficaci, ma più veloci". Discorso simile a quello proposto in mattinata dal presidente dell'Unione industriali di Napoli Giovanni Lettieri, durante l'incontro con Tremonti (vedere altro servizio a pagina 9). Punto d'incontro tra i due, che divergono sull'opportunità di una banca per il mezzogiorno, la proposta di mettere in rete le piccole banche di credito cooperativo. Antonella Autero E'un grido d'allarme bipartisan quello che si leva dai commercianti napoletani, che ieri hanno incontrato prima Massimo D'Alema e poi Giulio Tremonti. Sul tappeto le difficoltà di sempre: criminalità, burocrazia, costo del denaro. "I ministri degli Interni ci hanno promesso sicurezza, ma erano solo parole esordisce Antonio Pace, presidente provinciale dell'Ascom-Confcommercio -. Gli impegni finanziari per il Sud sono stati deviati in altri rivoli. Qui abbiamo a che fare con una burocrazia arrogante e a volte corrotta". Critiche anche alla composizione delle liste elettorali. "Ci sono troppi esponenti che non appartengono ai nostri territori". Il vicepresidente per il Sud, Maurizio Maddaloni chiede al Pd "azioni di profonda discontinuità rispetto agli anni scorsi". Ma è la difficoltà di accesso al credito, il fil rouge delle richieste avanzate dai commercialisti. "E' risaputo che al Sud è più costoso e difficile accedere ai prestiti lamenta Pace - al punto tale che assistiamo a uno sviluppo anomalo del sistema, stretto tra usure e altre anomalie. La soluzione? Si chiama Confidi. Un movimento che consenta sia di facilitare l'accesso al credito che di ottenerlo a condizioni economiche simili a quelle del resto del paese". La Banca del Mezzogiorno? "E' una soluzione ribadiscano in pomeriggio dall'Ascom all'ideatore del progetto, Giulio Tremonti - ma la vediamo troppo lontana. Se ne parla da troppo tempoi spiega pace - e siamo un po' stanchi delle chiacchiere. Vorremmo vedere soluzioni meno efficaci, magari, ma più veloce. E poi conclude se vogliamo dirla tutta, mi sembra un tantino anacronistico pensare a una banca tutta per il Sud. E le altre che fanno, operano solo per il Nord?". Le lamentele dei commercianti non si fermano qui. Nel mirino c'è anche la politica locale che, dice Pace, "ha mostrato un'eccessiva tolleranza verso le forme di illegalità piccole e grandi. Così siamo arrivati al punto in cui fare impresa è davvero impossibile. Lotta alla criminalità non deve essere solo una bella dichiarazione di intenti. Il patto per la sicurezza, ad esempio, è stato inconsistente. Anzi, le visite del ministro dell'Interno ci hanno portato solo disagi per organizzare la sua sicurezza". Passando dai temi locali a quelli nazionali, tante le perplessità anche nei confronti del "tanto sbandierato federalismo fiscale". Perplessità condivise da Massimo D'Alema. Il federalismo è una parola "da consegnare al passato" e il federalismo fiscale "una vera follia". Quanto alla questione settentrionale, "non esiste, ma domina il dibattito politico per il peso che ha la Lega Nord", dice ai commercianti il ministro degli Esteri. Che boccia nuovamente la proposta di Giulio Tremonti di costituire una Banca del Sud. "Se presta denaro ai tassi di quelle del Nord non serve - dice D'Alema - se lo regala fallisce. Questa proposta è una demagogia". del 11-04-2008 num.

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La battaglia di Ispani a difesa della costa (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Commenti ambiente La battaglia di Ispani a difesa della costa Nando Morra Premessa. Questo intervento ha carattere particolare e straordinario. Una "lettera aperta", una denuncia-appello ai due leaders del Pd e della CdL, Veltroni e Berlusconi ed al Presidente della Giunta Regionale della Campania, Antonio Bassolino. Tra Veltroni e Berlusconi, quale che sia il risultato elettorale, uno sarà Capo del Governo e l'altro della opposizione. Saranno, in posizioni diverse, comunque in campo e dovranno farsi carico di scelte politiche e di responsabilità. Bassolino è, allo stato, il punto fisso. Come Capo del Governo della Campania è titolare del diritto-potere-dovere di decidere sul "che fare" per tutelare il territorio regionale e determinare le condizioni per lo sviluppo. Nel caso specifico, si tratta di salvaguardare la sicurezza dei cittadini, l'economia locale, le condizioni, le potenzialità di un piccolo Comune della Campania: Ispani, provincia di Salerno. E' atto dovuto proporre ai candidati Presidenti del Consiglio dei Ministri ed all'on. Bassolino, il quadro drammatico e per certi aspetti surreale, che delinea la condizione dei piccoli Comuni italiani e ancora di più del Mezzogiorno e della Campania. Il caso del Comune di Ispani può essere il caso di qualsiasi altro piccolo Comune d'Italia. E' significativo ed emblematico di molte, troppe questioni che impediscono tuttora all'Italia di essere un "paese normale". Un caso esemplare di disastro annunciato e di ordinaria disamministrazione in un paese scollato. In primo luogo, è da sottolineare che i problemi del Sud in generale ed in particolare dei piccoli Comuni sono stati fuori dalla agenda e dai programmi elettorali. Certo, per chi come Berlusconi è aduso a considerare solo le dimensioni "mega", può essere comprensibile anche se non condivisibile. Mai in campagna elettorale la CdL ha parlato di piccoli Comuni. E' un dato oggettivo. Un segnale importante di attenzione e di impegno per la riproposizione della Legge bloccata in Senato, è venuto da Veltroni con la "lettera ai Sindaci dei piccoli Comuni". Passaggio insufficiente Un passaggio giusto ma insufficiente rispetto alla dimensione ed alla qualità dei problemi che investono i piccoli Comuni e le comunità locali. I piccoli Comuni italiani con poche eccezioni sono allo stremo. Nel Mezzogiorno e nelle aree interne il quadro è ancora più drammatico. Mancanza di risorse, spopolamento, emigrazione giovanile operaia ed intellettuale, disimpegno dei governi, Regione compresa. Figli di un "dio minore", ignorati dai media, non fanno audience e restano senza voce e peso politico, ma con tutti i problemi gravi di bilancio, per il taglio dei trasferimenti e nella quasi impossibilità di erogare servizi adeguati ai cittadini. Costituicono l'ossaturasana, portante e articolata del paese ma per la "politica" contano poco. Contano molto solo nelle tornate elettorali. Un bacino di utenza rilevante da blandire senza effetti concreti. Purtroppo, è questa la realtà. E' l'unica par-condicio sulla quale si ritrovano destra e sinistra. Ci sarebbero tante questioni da sollevare. Lo faremo. Ma oggi, proponiamo un caso emblematico e specifico che costiuisce la "summa" dei problemi e, al tempo stesso, delle difficoltà da rimuovere per fare del "sistema Italia" un sistema che funziona, razionale e produttivo. Un sistema che non decolla anche perchè asfissiato dalle assurde e tortuose pastoie burocatriche che paralizzano il paese. Apparati e meccanismi burocratici che hanno la meglio sulla ragione, sulla efficienza, sull'interesse generale della collettività nazionale. I fatti. Da anni il Comune di Ispani, piccolo ridente centro del basso Cilento, si batte per la salvaguardia del litorale, unica risorsa produttiva del territorio, contro la erosione marina che metro dopo metro, ha letteralmente mangiato la spiaggia. Una battaglia durissima sostenuta dal Sindaco Marilinda Martino, con tenacia e passione che ha conseguito risultati positivi. Un progetto per la protezione ed il ripascimento del litorale, approntato e sperimentato dalle Università Federico II, con prove scientifiche all'Istituto Marino di Londra e altro. Un solo alleato Una battaglia difficile, quasi disperata nella quale il Comune ha avuto un solo alleato, un solo riferimento positivo: la Provincia di Salerno. Tutti gli altri Enti sottotraccia. Dalla Regione, all'Autorità di Bacino. Senza parlare del Genio Civile o della Protezione Civile, organi burocraticamente pesanti ma inconsistenti ed evanescenti quando si tratta di intervenire. Due Presidenti, Alfonso Andria e Angelo Villani, attivi e sensibili, un solo Assessore all'Ambiente, Angelo Paladino, dinamico e competente, gli artefici di un autentico "miracolo" di concretezza e operatività. Progetti approvati velocemente, risorse impegnate, interventi. E' anche per questo che la Provincia di Salerno è pure in una fase di ulteriore arretramento del Sud, tra le prime in Italia e in pool-position nel Mezzogiorno. Dal Pil, alla occupazione, alle infrastrutture, agli investimenti produttivi. Oggi, si ripropone un quadro allarmante con aspetti diversi ma convergenti. Una serie di mareggiate hanno provocato una ulteriore erosione del litorale con il cedimento di opere strutturali a sostegno della S.S. 18 Tirrena Inferiore. Un grave fenomeno con potenziale situazione di imminente pericolo che interessa il muro di contenimento della SS18, strategica arteria che connette Nord e Sud. Allarme L'allarme del Sindaco scatta subito. Allerta e denuncia alle competenti ed incompetenti autorità, "la drammaticità del caso e la urgenza di interventi per l'evidente pericolo incombente sulla privata e pubblica incolumità ed il rischio di potenziale aggravamento". Nulla si muove. Marilinda Martino incalza. Scrive nuovamente a tutte le Autorità, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, alla Regione, alla Procura della Repubblica, ed in particolare, all'Anas, alla Protezione Civile ed al Genio Civile. Enti competenti e deputati alla esecuzione degli interventi assolutamente urgenti, di muoversi sollecitamente, prima che il livello di emergenza superi la soglia del "troppo tardi". E' da non crederci. Il Sindaco è costretto a scrivere a diciotto Enti e Autorità. Diciotto lettere-denuncia-appello, alle quali ancora mancano risposte concrete e coerenti. Con forza sottolinea che "allo stato sono inconcepibili e incomprensibili questioni e lungaggini burocratiche che mettono a grave rischio e pericolo la vita dei cittadini. Non si può attendere oltre. Nessuno, domani, dovrà e potrà dire di non avere saputo. Domani il disastro annunciato potrebbe essere totale anche a rischio di vite umane e ciascuno dovrà assumersi le proprie responsabilità". Rispondono tutti con cartoffie. L'unica risposta L'unica risposta concreta viene dalla Provincia. L'Assessore all'Ambiente scatta. Convoca una riunione "in loco" con tutti gli Enti interessati per assumere le decisioni irrinviabili e necessarie. L'incontro si è svolto lunedì 7 u.s., a Capitello di Ispani. Allucinante. C'erano tutti gli Enti interessati. L'Anas, responsabile proprietaria della strada e delle strutture, scarica sul Comune interpretando unilateralmente l'art. 4 della Legge 59, trincerandosi dietro un silenzio assordante. Come se il muro di sostegno della SS 18 fosse corpo estraneo al manto stradale che, senza muro, non potrebbe sussistere. Una posizione assurda, un pervicace atteggiamento sostenuto in burocratese perfetto dal funzionario di turno. Come se una strada statale di importanza rilevante fosse proprietà del Comune. Risulta che l'Anas di Salerno dopo il precedente dirigente, è praticamente acefala, ma burocraticamente presente. Impegni zero Ancora. Genio Civile e Protezione Civile hanno rappresentato problemi e valutazioni, impegni zero. Tutti. Si sono dichiarati impossibilitati ad intervenire. Stesso copione e stessa musica dalla Autorità di Bacino. Contributo attento della Capitaneria. Una riunione kafkiana. Tanti a parlare, risultato nullo. Sul campo a rappresentare le Istituzioni e ad assumersi responsabilità anche improprie ed impegni concreti, solo la Provincia di Salerno con l'Assessore Paladino. E' la verità. Eravamo lì. Non ci fosse stata e non ci fosse la Provincia, Ispani, il litorale, le attività economiche, gli operatori turistici, il cimitero, le case, sarebbero, da tempo, tutte sott'acqua. Morale: lo Stato in fuga, gli Enti Locali soli, come sempre. Ed allora, signori Berlusconi, Veltroni, Bassolino, è tempo di svolte vere. In primo luogo, per i piccoli Comuni sempre più soli, sempre più poveri, sempre più vittime di una burocrazia della P.A. pesante, asfissiante, indecorosa. Il punto critico è che manca ogni cultura di "sistema", di sinergie tra Enti Pubblici per risolvere i problemi. Invece, tutti contro tutti. Enti come impenetrabili cartelli kafkiani. Secondo. Certo, non si sfugge al dato reale e grave della indisponibilità di risorse. Ma se il Genio Civile non interviene in occasioni gravi, c'è da chiedersi la ragione per la quale (...) (...) non dismettere Enti che, vale anche per le Autorità di Bacino, si configurano ormai come Enti inutili. Se l'unica funzione è mantenere "corpi separati" dalla realtà e dai problemi delle collettività, con costi enormi, c'è da riflettere sulla esigenza di innovare radicalmente. Anche così si riducono i costi della P.A. e, per molti aspetti, anche quelli impropri della "politica". Certo, urge snellire, modernizzare, affrontare come necessario il nodo economico-sociale della produttività ed efficienza del sistema. Ma altro che eliminare con tratto di penna le Province o Comunità Montane, come qualcuno pensa. E' opportuno, invece, razionalizzare, assegnare funzioni, poteri e risorse nuove per semplificare la macchina ancora assurda della P.A. dando davvero un robusto e positivo contributo alla "sussidiarietà" ed al rapporto cittadini-Istituzioni. L'Italia minore Ai candidati premier diciamo: dedicate un minuto del vostro tempo all'Italia "minore". Pensateci. E ci pensi anche Bassolino. Il tempo antico di liquidare gli Enti inutili (Consorzi, Bacini, Agenzie) e società parapubbliche parassitarie e improduttive, è ritornato di stringente attualità. Urge snellire e liberare anche la Campania da fardelli pesanti e onerosi per la collettività. Infine, un appello ed una considerazione. L'appello a tutti a chi vince ed a chi perde è: muoversi subito. Non si aspetti la catastrofe o l'incidente per intervenire. All'Anas va detto: se ci sei, batti un colpo. Ma un caso del genere in Europa, in Svezia, in Gran Bretagna, in Francia viene affrontato con analoghe modalità ed obiettivi? Lasciando il cerino acceso nelle mani del più debole e del più piccolo? Un piccolo Comune, appunto. O avrebbero già aperto e attivato i cantieri? La considerazione è semplice: così funziona e deve funzionare l'Italia? A corpi separati e con colpevoli silenzi ed omissioni. Gli unici a dare conto ai cittadini debbono essere solo e sempre gli Enti Locali? del 11-04-2008 num.

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L'ultimo pasticcio è servito (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

IMPAREGGIABILI. Avevamo appena mandato in archivio l'inchiesta sugli imprenditori forestieri che stanno ricostruendo Ancona evidenziando, in controluce, la scarsa capacità di incidenza del corrispondente ceto locale sul territorio che gli amministratori si sono subito ripresi la prima pagina. Con un raro senso della tempestività (solo in questi casi, purtroppo), il pasticcio di corso Garibaldi - di cui trovate ampio resoconto - rappresenta l'ennesima dimostrazione della tesi, ormai da tempo sostenuta da questo giornale, che l'efficienza della burocrazia e della classe dirigente nel capoluogo è a livelli bassi, una cosa da mani nei capelli. Nonostante da fuori ci dicano che ad Ancona le cose "vanno avanti, piano, ma vanno avanti". Non osiamo immaginare cosa può accadere altrove. Nei giorni scorsi avevamo sottolineato l'intenzione del sindaco di dare un giro di vite alla giunta dopo le elezioni. E un tarlo dentro ci rodeva: ma perchè solo "dopo le elezioni"? Non si può chiedere un cambio di passo allo staff già da oggi, o domani? D'accordo, era un modo di dire del sindaco - va da sè - ma la controprova che a questa giunta non si può regalare neanche un centimetro di fiducia è nuovamente in piazza. Anzi, per il Corso. Ormai sono diversi gli episodi... al passivo del dream team di Sturani e a questo punto l'ironia si è consumata, oltre che sprecata intorno alle gaffe, alcune davvero disdicevoli. Ma questo è quello che ci meritiamo: il lamento dei commercianti si specchia nella opacità degli amministratori, inabili a fornire anche il minimo sindacale di quanto si richiede loro. In attesa della prossima gaffe. A. T.,.

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Una legge per promuovere i piccoli territori comunali (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Vannucci sostiene le comunità periferiche Una legge per promuovere i piccoli territori comunali FRONTONE - Massimo Vannucci, il candidato del Partito democratico, era a Frontone mercoledì sera. Un incontro a tu per tu con la gente nel quale Vannucci si è presentato nelle sue veste di ex sindaco di Macerata Feltria ovvero nei panni di un'amministratore particolarmente consapevole dei perenni disagi che subiscono i residenti dei piccoli borghi. Relatore durante la precedente legislatura di un'importante legge sui piccoli comuni che, sia Veltroni che Rutelli hanno classificato come prioritaria per il dopo elezioni, Vannucci ne ha approfittato per spiegarne lo spirito: Questa legge, votata tra l'altro all'unanimità alla Camera, rimasta intrappolata al Senato, mira a rivedere lo sviluppo che finora ha caratterizzato il nostro Paese. Uno sviluppo lungo i principali assi viari e ferroviari che si concentra molto sulle coste. Una legge che vuole decongestionare i centri urbani e premiare chi decide di trasferirsi nei piccoli borghi. Cercando di spezzare un circolo vizioso che spiega lo spopolamento di alcune aree perché non ci sono servizi e dall'altra provoca il vuoto di investimenti, caso conclamato della banda larga per Internet, perché non c'è bacino d'utenza. Per cambiare questa deleteria logica abbiamo pertanto studiato varie misure a sostegno di chi decide di andare a vivere nei piccoli comuni. Come una fiscalità di vantaggio per i residenti o la semplificazione della burocrazia per chi vuole avviare determinate attività. Come per esempio consentire al negozio di alimentari di vendere anche sali e tabacchi o offrire il servizio del bar. Attività che sono spesso il fulcro di un'intera comunità. Una legge che non annetta la nozione di piccolo comune a un numero perché i problemi di Frontone non sono quelli di Cortina". V.A.,.

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Adozioni: le promesse di Veltroni (sezione: Burocrazia)

( da "Vita non profit online" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Redazione (redazione@vita.it) 11/04/2008 --> Portare a 2500 euro il rimborso per le spese e stringere i tempi burocratici dell'iter adottivo Walter Veltroni si sbilancia sulle adozioni internazionali. "Di tutte le aree deboli della società, i più deboli sono i bambini. Per adottare non ci possono volere tre anni che è un tempo medio e ottimistico. C'è di mezzo troppa burocrazia. Dobbiamo capire se una famiglia che vuole adottare è credibile e attendibile. Per fare questo ci vogliono tre mesi, non tre anni", ha affermato giorni fa, parlando ad una platea di operatori del terzo settore. Tra gli altri impegni che il Pd intende prendere in tema di adozioni, vi è l'istituzione della figura del Garante per l'infanzia con il compito, tra gli altri, di vigilare sul rispetto dei tempi e di sanzionare i ritardi. E ancora, lavorare per sbloccare in tempi rapidi le adozioni nelle diverse situazioni 'problematiche', come ad esempio la Bielorussia o la Romania, attraverso nuovi accordi e protocolli internazionali. Infine, tra i punti caratterizzanti l'azione del governo del Pd in tema di adozioni, vi sarà la riduzione dei costi per le famiglie, con il raddoppio del bonus da 1.200 a 2.500 euro e l'ampliamento del sistema di deducibilità delle spese. In definitiva, il Pd intende invertire le priorità e mettere al centro l'interesse del bambino a trovare una famiglia, con tutte le garanzie e tutele del caso.

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Medici, l'Ordine apre una linea per i cittadini (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ORDINE. Altre due iniziative: pagine gestite dai sanitari sul nostro giornale e un campus per studenti delle superiori Medici, l'Ordine apre una linea per i cittadini Attivato un numero verde: ogni giovedì risponderà agli utenti. Cotrozzi: "Promessa mantenuta"     Franco Pepe Dal primo maggio il numero verde 24 ore su 24 per il cittadino. Dalla prossima settimana uno spazio a pagamento di educazione sanitaria sul nostro Giornale. Dal 15 al 19 giugno il primo corso di educazione alla salute per la formazione di tutor nella scuola superiore. L'Ordine dei medici dà il via alle iniziative preannunciate il 27 ottobre scorso al teatro Olimpico durante la Giornata dedicata ogni anno ai camici bianchi. "Visto che abbiamo mantenuto la parola?". Il presidente Ezio Cotrozzi annuncia con soddisfazione i termini organizzativi di una tripla operazione che si pone sulla scia di quella che ha sempre definito l'ispirazione dominante del suo mandato, il colloquio con il cittadino, un ordine non chiuso e settario, ma aperto all'esterno, alla gente. Il numero verde 800027999 sarà a viva voce, con un operatore che risponde in diretta, ogni giovedì dalle 10 alle 12, ma se la cosa funzionerà l'orario verrà esteso, e per il resto andrà avanti con la segreteria telefonica. L'apparecchio è infatti collegato a un computer che consentirà la registrazione fedele di ogni chiamata, e, nei giorni successivi, la persona verrà contattata da un esperto dell'ordine di via Lioy che fornirà i chiarimenti richiesti. "Vogliamo guidare, aiutare e informare l'utente su leggi, regole, su percorsi assistenziali. La nostra sanità è considerata fra le prime d'Europa, ma fraintendimenti e cattivo uso delle risorse, spesso per mancata informazione, possono portare a disguidi e incomprensioni. Non vogliamo sovrapporci alle associazioni per i diritti dei malati ma solo collaborare. A quanto ci risulta, è il primo esperimento del genere in Italia". Accanto a lui il presidente della conferenza dei sindaci Eleutherios Prezalis: "Vi siamo vicini". Poi la pagina gestita liberamente da medici specialisti sul Giornale di Vicenza su temi di largo interesse attorno al pianeta-salute. Ne uscirà una al mese. Prima puntata: le allergie. Infine, il progetto ideato dal chirurgo plastico Basilio Dalle Carbonare. Entro aprile le scuole segnaleranno i nominativi di una trentina di studenti delle classi terze e quarte ritenuti meritevoli per profitto e per interessi personali di fare parte gratuitamente del campus pre-universitario allo Sporting Hotel di Asiago. Un lotto di medici, psicologi, educatori ospedalieri, universitari, di cliniche private come relatori. Lezioni interattive, conversazioni e discussioni plenarie su quattro argomenti-guida: droga e dipendenze; pelle, fra lampade abbronzanti, tatuaggi, piercing; aids, epatiti, malattie sessualmente trasmissibili; disturbi del comportamento alimentare fra anoressia, bulimia e obesità. Obiettivo: formare i ragazzi perché poi diventino a loro volta formatori nei confronti dei propri compagni. "L'esperienza degli anni scorsi - spiega Cotrozzi - dimostra che le campagne generaliste dirette a tutta la popolazione scolastica non portano a grandi risultati. Così abbiamo pensato di coinvolgere un gruppo scelto di studenti interessati all'attività medica perché diventino moltiplicatori di messaggi". Dalle Carbonare è entusiasta. L'iniziativa è nuova per Vicenza. Ci crede molto. "Creeremo un sito informatico. Vedremo come sarà recepita, che risultati darà, quali suggerimenti arriveranno per la seconda edizione". Infine, Cotrozzi, e due componenti del consiglio, Eleonora Benetti e Chiara Marangon, parlano di una bozza di accordo fra medici ospedalieri e di base per ridurre al minimo burocrazia e tempi lunghi in merito a prescrizione dei farmaci e visite specialistiche. Ora a decidere saranno le 4 Ulss.

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Quando la banda non passerà più (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Esercito Muti: salirò sul podio per fermare un delitto culturale Una bacchetta al femminile Quando la banda non passerà più [FIRMA]RAFFAELLO MASCI ROMA "Arriva la banda, arriva la banda,/ arriva la banda coi suonator,/coi suonator, coi suonator./O Caterina, Caterina che batticuor". E ancora oltre: "È il tamburo principal della banda d'Affori / che comanda cinquecentocinquanta pifferi / che passion, che emozion, / quando fa "Bom bom"". Il testo è celeberrimo. Oggi Affori è un quartiere di Milano, ma fino alla riforma amministrativa del 1923 era un comune a parte, e la sua celebre banda, a cui la canzone fa riferimento (e che è tutt'ora in attività), ne era vessillo e campanile. Di queste bande, emblema di piccole realtà locali, in Italia ce ne sono 4.500. Ad esse si associano anche 2.700 corali. Un numero spropositato di realtà musicali, se si considera che i comuni sono 8.200, e di questi 5.500 hanno meno di 3000 abitanti. Non c'è cittadino, nato e cresciuto in provincia, che non associ la banda ad una manifestazione collettiva della sua infanzia: commemorazioni dei caduti e processioni, sagre paesane e taglio dei nastri, ricorrenze e viste ufficiali, raduni e concerti di piazza. La banda è stata per molti anche il primo approccio alla grande musica, al brivido, all'emozione ineffabile: l'unica e vera iniziazione musicale, per i più, è avvenuta così. Eppure tutto questo sta morendo. "Siamo veramente allo spasimo. Di più: siamo "scannati" - dice con realismo tutto ciociaro Antonio Corsi, direttore di varie bande, padre fondatore del Museo delle bande musicali, direttore artistico di Assomusica, l'associazione di categoria, nonché ex sindaco di Sgurgola - la musica popolare, quella di piazza, che avvicina le grandi masse al più alto repertorio della nostra tradizione, sta svanendo, soffocata dalla carenza cronica di fondi, dalle scoraggianti pastoie burocratiche per chiedere contributi, che costano più di quanto rendono, dall'interesse discontinuo delle amministrazioni locali e regionali. A fronte di tutto questo - conclude il maestro - la buona volontà dei singoli non può fare miracoli e, a un certo punto, alza le mani e si arrende". Ciò nonostante, a guardare il sito di settore (bandamusicale.it) la crisi sembrerebbe una ipotesi remota: a Collegno si sta organizzando il corso per direzione di banda, a Novi Ligure un concorso internazionale di composizione, Monterosi (provincia di Viterbo) sta allestendo un concorso bandistico, un altro è in itinere a Gissi (Chieti), un concerto pluribanda è in cartellone a Chianciano Terme (Siena), e così a Collesalvetti (Livorno), Soncino (Cremona), Villacidro (Modena), Peccioli (Pisa), eccetera. E questo solo per stare all'agenda dei prossimi dieci giorni. Internet è anche pieno di una quantità di siti che offrono alle bande strumenti musicali, spartiti, divise, organizzazione di eventi, libri, cd e quant'altro: un mondo, un piccolo (piccolissimo) indotto che alimenta un ancora più piccolo business. Ma si tratta solo di una vitalità residuale e languente. "Quello che si sta consumando ai danni delle bande è un delitto culturale", ha dichiarato il maestro Riccardo Muti che il 14 giugno prossimo, nell'ambito del Ravenna Festival, ha deciso di dirigere la banda musicale di Delianuova, una realtà culturale che coinvolge 80 ragazzi in una delle zone della Calabria a più alta infiltrazione malavitosa. "Occuparsi di una banda - racconta ancora il maestro Corsi - significa oggi dover fare di conto mille volte al giorno. Bisogna pagare la sala-musica, il maestro, le divise, l'abbonamento alla Siae per i diritti d'autore, e soprattutto le trasferte, che sono un vero salasso, non sempre adeguatamente coperto dai rimborsi delle pro loco". In realtà, il ministero dei Beni culturali un finanziamento per le bande lo prevede, ma all'interno del fondo unico per lo spettacolo e con una voce di spesa, fissata di anno in anno, praticamente irrisoria rispetto alla vastità del fenomeno. "Riceviamo all'incirca 1.500-1.800 domande l'anno - dicono al ministero - e riusciamo a dare qualcosa ad almeno i due terzi dei richiedenti. Si tratta, però, di cifre modeste, che difficilmente superano i 400 euro l'anno a complesso bandistico, senza dire che molte domande non possono essere evase perché carenti di documentazione". In effetti - dicono ad Assomusica - il più delle volte il gioco non vale la candela: per ottenere un contributo di quattro lire, si deve allestire una documentazione come se si trattasse di un grande teatro lirico e allora che si fa? Si rinuncia. "La nostra proposta - conclude Corsi - è che vengano agevolate le "elargizioni liberali" da parte dei privati, ma anche lì il problema è la burocrazia: se uno vuole provare a scaricare dall'imponibile una donazione, si trova di fronte ad una tale massa di adempimenti che preferisce mettere mano al portafoglio per vie dirette. Oppure desistere, e mandare tutto in malora". Un vicedirettore donna per la banda dell'Esercito: è la prima volta, all'interno di un complesso musicale militare, che questo importante incarico viene coniugato al femminile. Ci sarà anche lei - il tenente Antonella Bona (nella foto) - al concerto che la banda dell'Esercito diretta dal tenente colonnello Fulvio Creux terrà oggi all'Auditorium di Roma, nell'ambito delle celebrazioni per il 147/o anniversario della fondazione della Forza armata.

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Capoluogo comune, mezzo gaudio (sezione: Burocrazia)

( da "Opinione, L'" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oggi è Ven, 11 Apr 2008 Edizione 71 del 11-04-2008 LE PROVINCE Nel 2001 in Sardegna sono raddoppiate E ne hanno già proposte un'altra quarantina Capoluogo comune, mezzo gaudio di Francesco Blasilli Benvenuti a Malitalia, il paese delle 110 province. Oppure delle meraviglie, se voi siete uno dei tanti Alice che se la godono alle nostre spalle. Perché se pensavate di aver visto tutto con gli sprechi dei nostri parlamentari, mettetevi comodi: c'è di meglio. Ci sono le province. Oddio, in tanti ne hanno già parlato, questo è vero. E c'è stata pure una indagine Eurispes del 2006, secondo la quale gli enti provinciali sono costati, in quell'anno, ben 13 miliardi di euro. Certo non tutti soldi sprecati (anche se secondo la ricerca una decina potrebbero essere i miliardi risparmiati), ma è una cifra che rende bene l'idea di quale sia la portata di questo business, perché di business stiamo parlando. Un "affare" che da lavoro ad oltre 62 mila persone, più tutto il numero di consiglieri ed assessori, ai quali vanno sommati i relativi staff (più il personale rigorosamente in nero). Servissero a qualcosa, pure pure, ma qui stiamo parlando di un ente che si occupa principalmente della costruzione delle scuole, dei corsi di formazione professionale (uno dei metodi migliori per "intascare" i contributi statali e/o europei) e delle strade di propria competenza. Insomma, la Provincia svolge compiti che potrebbero benissimo adempire le Regioni. La dimostrazione dell'inutilità delle province è data dal fatto che solo l'Italia è dotata di una simile struttura burocratica. All'estero tutto è più snello ed economico. Abolire le province sarebbe una cosa naturale in un paese civile, ma a Malitalia no. A Malitalia esiste anche la polizia provinciale, una sorta di vigili urbani che presidiano le strade di competenza provinciale. E certo, anche le province hanno bisogno di qualche multa per rimpinguare le loro casse. Abolendo le province certo non si potrebbero mandare a casa i 62 mila dipendenti già assunti, ma tutti i piccoli boss locali, presidenti, assessori e consiglieri, quelli si. Un esempio su tutti la provincia di Roma, dove qualche mese fa il Corriere della Sera denunciò un simpatico giochetto. La provincia aveva deciso di rimborsare alle aziende lo stipendio dei consiglieri che non andavano al lavoro per prestare servizio a favore della comunità: subito, qualche consigliere si fece assumere dal fratello o dalla moglie. Insomma, le province altro non sono che un ammortizzatore sociale e politico. Si danno posti di lavoro, incarichi politici e poltrone di vario tipo. Per questo la "casta" fa di tutto per non abolirle. Fin qui nulla di nuovo. Ma visto che allo schifo non c'è mai fine, le province sono destinate ad aumentare. Anche perché se un parlamentare riesce a far diventare la sua città di origine capoluogo di provincia, campa da signore lui e tutti i suoi eredi. Per questo diffidate del politico che dice di voler abolire le province, perché la verità è un'altra: ne vogliono istituire almeno altre quaranta. Tutto questo dopo che nel 2001 la Sardegna ha visto raddoppiato il numero delle sue province, creando tra l'altro quella dell'Ogliastra, appena 57 mila abitanti e un doppio capoluogo: Tortolì e Lanusei, rispettivamente 10mila e 5mila abitanti. Roba da ridere. Bontà loro, le quattro new entry sarde non avranno necessariamente gli uffici statali tipo la Questura, ma sono sede degli organi provinciali e di uffici regionali decentrati. Insomma, l'unica cosa importante è aumentare il numero di poltrone da distribuire. Tant'è che dopo la moltiplicazione della Sardegna, il nostro Parlamento ci ha donato altre tre province che diventeranno operative dal prossimo anno: Barletta-Andria-Trani, Fermo e Monza. Nel primo caso siamo di fronte ad un vero e proprio capolavoro all'italiana: una provincia, tre capoluogo. Una sorta di offerta speciale al contrario, "prendi uno, paghi per tre". Poi ci sono anche cinque province con il capoluogo doppio e il numero sale a 117 sedi provinciali, con 110 Province. Se non avete ancora trovato una poltrona, però, non disperate: c'è qualche deputato che sta lavorando per voi. Agli atti del Parlamento, infatti, risultano una quarantina (quantificare le nuove province non è facile, perché alcune si sovrappongono, mentre in altri casi varia solo il nome, ma il territorio più o meno coincide) di proposte di istituzione di nuove province. E pensare, che a sentirli, le vogliono abolire, vogliono abbattere i costi della politica. Forze, l'unica soluzione è abbattere loro, i politici. Tra le città candidate ad assurgere allo status di capoluogo, segnaliamo Sala Consilina (12mila abitanti) e l'Arcipelago campano, con le sue 6 isole e 9 comuni. Se, alle brutte, non si riesce a fare una provincia nuova, ecco allora che si ripiega nel cambio di nome, con la nuova provincia di Monza ? ad esempio - che potrebbe diventare Monza-Desio-Seregno-Vimercate. Quattro capoluoghi e tutti si sentono un po' più fighi. E soprattutto qualche politico può rivendersi la cosa. Insomma, se con la mano destra dicono di voler abolire le province, con la sinistra cercano di incrementarle. E se, per caso, volete per una volta credere ai politici "anticasta", anche stavolta rimarrete delusi. All'orizzonte c'è un nuovo mostro, l'ultimogenito della burocrazia italiana: la città metropolitana. Per ora sono già 15, ma la grande famiglia potrebbe aumentare. E fortuna che la storia ci ha dato una mano e per strada abbiamo perso qualche provincia: quelle soppresse di Zara, Dalmazia, Terra di Lavoro e Fiume. Quelle di occupazione come Lubiana, Spalato e Cattaro; quelle coloniali di Tripoli, Bengasi, Rodi, Derna e Misurata più le tredici in territorio albanese. Tranquilli, però, qualche parlamentare prima o poi chiederà di istituirle di nuovo.

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LA PAURA DI PERDERE (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

La paura di perdere Soprattutto la base del Partito democratico che doveva deglutire troppe novità in una sola volta: l'abbandono (anche se solo in sede nazionale) di un alleato scomodo ma indispensabile come la sinistra antagonista, la rassegnazione a una probabile sconfitta (anche se al Senato la partita è tutta da giocare) e una improvvisa legittimazione dell'avversario storico indicato dal 1994 puramente e semplicemente come il demonio. Sia Veltroni che Berlusconi avevano fatto mostra di voler deporre le armi non per una improvvisa conversione al pacifismo politico quanto perché entrambi avevano bisogno di rassicurare quella fascia di elettori moderati che vogliono decidere sui programmi e non amano che la politica scada regolarmente nell'insulto. È andata male. I sondaggi riservati delle ultime settimane hanno dimostrato una fase di stanchezza nell'elettorato, in parte rassegnato o consapevole (a torto) che la propria parte politica avrebbe comunque perso o vinto la partita e orientato quindi a non votare. Di qui l'alzarsi dei toni che negli ultimi comizi e nelle due apparizioni di mercoledì e di ieri sera a "Porta a porta" hanno raggiunto i livelli dei tempi peggiori. Veltroni ha detto nella sostanza che Berlusconi è inadatto a governare in una moderna democrazia e il Cavaliere gli ha dato del bugiardo chiedendosi quale grado di affidabilità abbia un signore che ancora ieri negava di essere mai stato comunista. Non credo, francamente, che nell'ultimo confronto a distanza di stasera su Matrix le cose andranno meglio. L'attacco frontale che ieri sera Berlusconi ha sferrato a Di Pietro ("laurea falsa e carriera costruite dai servizi segreti") porterà verosimilmente a un clamoroso processo, ma va visto come un colpo indiretto a Veltroni accusato dal Cavaliere di alleanze giudicate impresentabili pur di rimontare lo svantaggio iniziale. Sul piano dei programmi, al contrario, sia Veltroni che Berlusconi hanno confermato una serie di provvedimenti ragionevoli che hanno l'unico limite di richiedere complessivamente una serie di risorse attualmente incompatibili con l'economia del Paese e destinate quindi a essere spalmate lungo una intera legislatura. Entrambi, seppure con sfumature diverse, hanno promesso una nuova politica della casa e aiuti alle famiglie, ai giovani, alle imprese, ai pensionati. I punti di forza sono per Veltroni un salario minimo per tutti di 1.000/1.100 euro al mese, una diminuzione delle aliquote fiscali di un punto all'anno, l'assicurazione per gli infortuni alle casalinghe. Per Berlusconi, l'abolizione totale dell'Ici sulla prima casa, la detassazione degli straordinari e degli aumenti legati alla produttività, il versamento dell'Iva solo al momento dell'incasso, lo scambio terreni-case popolari con i costruttori, una stretta sui clandestini. Ma entrambi verrebbero messi subito alla prova con una riforma che non costa ma rende: i tempi della burocrazia e la lotta agli sprechi nel settore pubblico. Tutti l'hanno sempre promesso, nessuno è mai riuscito a farlo. Vedremo. Un'ultima osservazione. Entrambi i contendenti sono apparsi molto motivati e in palla, ma anche - sotto pelle - molto tirati e nervosi. Si capisce. Se ieri Veltroni ha dovuto chiarire che non si dimetterà se il suo partito andasse sotto il 35 per cento significa che si prepara, in caso di sconfitta, a una severa verifica interna. Per quanto riguarda Berlusconi, si gioca tutto sul Senato. Il divorzio da Casini sarebbe fatale se gli mancassero i numeri per governare. Bruno Vespa.

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Ok al Difensore civico (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

TOMBOLO. RICEVE A GALLIERA Ok al Difensore civico Tombolo(M.C.) Nell'ultimo consiglio comunale è stata deliberata l'istituzione della figura del Difensore Civico in forma associata proposto dalla Provincia di Padova. Il Difensore Civico è un importante strumento messo gratuitamente a disposizione della cittadinanza, a tutela ed assistenza dei cittadini oltre che mezzo per la partecipazione degli stessi all'attività politico-amministrativa dell'ente locale, di collaborazione e di mediazione tra collettività, uffici ed amministratori. In attesa dell'attivazione nella sede municipale, la funzione è svolta, previo appuntamento, nel municipio di Galliera Veneta che ha già attivato il servizio. L'incarico è ricoperto da Raffaele Bartolomeo. "E' un ennesimo strumento che abbiamo voluto mettere in campo per i nostri concittadini commenta il sindaco Franco Zorzo - a dimostrazione di quanto la Giunta comunale sia trasparente ed aperta alle istanze degli stessi, arrivando ad offrire loro gratuitamente strumenti, come il difensore civico, che possono servire sia per difendersi dai "malanni" della burocrazia, sia per comprendere meglio ed eventualmente essere rassicurati da una persona altamente qualificata, terza e sopra le parti, in merito all'azione amministrativa locale che deve sempre essere rispettosa della legge e dei diritti individuali".

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Cittadella Operai esposti all'amianto: rinviata la causa ImaSaf (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CittadellaSi sarebbe dovuta tenere questa mattina dinnanzi al giudice del lavoro di Padova l'udienza per riconoscere a quindici dipendenti della ImaSaf di Cittadella che per più di dieci anni sono stati esposti all'amianto il diritto di andare in pensione anticipata. Invece è stata rinviata a data da destinarsi. Il ricorso è stato depositato dallo studio legale Miazzi, Rossi Cester nel lontano 1999. Nel frattempo, nelle more del giudizio, due dei lavoratori interessati sono già andati in pensione con il regime ordinario, e poco manca anche ai restanti tredici. "È l'ennesima beffa della giustizia italiana - afferma indignato Gregorio Loreggian, componente della segreteria FIM CISL di Padova, che si occupa dell'Alta padovana - Quindici lavoratori sono stati esposti all'amianto per più di dieci anni, come ha accertato anche la consulenza tecnica disposta dal giudice, ma per vedere riconosciuti i loro diritti devono aspettare i tempi della burocrazia. Siamo davvero molto rammaricati". La legge è chiara: chi per più di dieci anni è stato esposto a 100 fibre al litro per otto ore al giorno, ha diritto ad andare in pensione anticipata. In pratica, ogni due anni di lavoro viene concesso un anno in più ai fini del conteggio utile per l'età pensionabile. In origine, il ricorso era stato presentato per novantasette lavoratori dell'ImaSaf, ma le due perizie del consulente tecnico d'ufficio hanno stabilito che solo quindici di loro hanno diritto a godere dei benefici previdenziali. E cosa succede a chi vedrà riconosciuto il suo diritto alla pensione anticipata troppo tardi, quando ormai è già andato in pensione con il regime ordinario? Sarà risarcito economicamente visto che non ha goduto dell'anticipazione prevista dalla normativa sul lavoro a causa delle lungaggini della giustizia? "No - spiega l'avvocato Rossi - Ma una volta accertato il diritto al beneficio, la pensione che percepisce verrà ricalcolata in considerazione dei maggiori contributi accreditabili".Giovanna Frigo.

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DALLA PRIMA PAGINA (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'attacco frontale che ieri sera Berlusconi ha sferrato a Di Pietro ("laurea falsa e carriera costruite dai servizi segreti") porterà verosimilmente a un clamoroso processo, ma va visto come un colpo indiretto a Veltroni accusato dal Cavaliere di alleanze giudicate impresentabili pur di rimontare lo svantaggio iniziale.Sul piano dei programmi, al contrario, sia Veltroni che Berlusconi hanno confermato una serie di provvedimenti ragionevoli che hanno l'unico limite di richiedere complessivamente una serie di risorse attualmente incompatibili con l'economia del paese e destinate quindi ad essere spalmate lungo una intera legislatura. Entrambi, seppure con sfumature diverse, hanno promesso una nuova politica della casa e aiuti alle famiglie, ai giovani, alle imprese, ai pensionati. I punti di forza sono per Veltroni un salario minimo per tutti di 1000/1100 euro al mese, una diminuzione delle aliquote fiscali di un punto all'anno, l'assicurazione per gli infortuni alle casalinghe . Per Berlusconi, l'abolizione totale dell'Ici sulla prima casa, la detassazione degli straordinari e degli aumenti legati alla produttività, il versamento dell'Iva solo al momento dell'incasso, lo scambio terreni/case popolari con i costruttori, una stretta sui clandestini. Ma entrambi verrebbero messi subito alla prova con una riforma che non costa ma rende: i tempi della burocrazia e la lotta agli sprechi nel settore pubblico. Tutti l'hanno sempre promesso, nessuno è mai riuscito a farlo. Vedremo.Un'ultima osservazione. Entrambi i contendenti sono apparsi molto motivati e in palla, ma anche - sotto pelle - molto tirati e nervosi. Si capisce. Se ieri Veltroni ha dovuto chiarire che non si dimetterà se il suo partito andasse sotto il 35per cento significa che si prepara, in caso di sconfitta, a una severa verifica interna. Per quanto riguarda Berlusconi, si gioca tutto sul Senato. Il divorzio da Casini sarebbe fatale se gli mancassero i numeri per governare.Bruno Vespa.

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Elezioni, i big disertano Belluno (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sacconi ha incontrato le categorie economiche e spiegato la proposta di detassazione degli straordinari Si chiude oggi con una grande manifestazione itinerante la campagna elettorale dei 4 candidati bellunesi del Partito Democratico, Denis Dal Soler, Enrica Maria Zanin, Maria Teresa Cassol e Maurizio Fistarol. Appuntamento per i simpatizzanti del Pd in 4 piazze bellunesi: a Sappada alle 11.30, Sovramonte alle 17, Sedico alle 19 e Ponte Nelle Alpi alle 21. "Una scelta - spiega una nota del Pd - che conferma la grande attenzione rivolta al territorio, come dimostrano i numeri di questa campagna elettorale: oltre 3500 i chilometri percorsi dal furgone del Pd (che significa aver attraversato 30 volte l'intera provincia), 55 i comuni toccati, 16 i mercati, 39 gli incontri con la popolazione e le categorie, 5 le zone industriali in cui i candidati sono stati presenti".Una mobilitazione che ha vissuto il suo momento clou domenica 30 marzo in occasione del Democratic Day. Oltre 4 mila i "kit democratici" distribuiti in tutti i 23 seggi in cui si è votato per le primarie del 14 ottobre. Il tour, che ha preso il via martedì 18 marzo al mercato di Feltre, si chiuderà stasera nella sala cooperativa di Polpet in comune di Ponte Nelle Alpi.Tour de force oggi anche per Maurizio Paniz, candidato "forte" del Pdl, che sarà alle 16 nella sala parrocchiale di Cavarzano ad un incontro con i periti industriali della provincia, alle 18 alla sala Popoli d'Europa di Longarone e infine alle 20.30 al centro Giovanni XXIII di Belluno per l'incontro elettorale di chiusura.Intanto sempre sul fronte Pdl ieri pomeriggio Maurizio Sacconi ha parlato al Centro diocesano di Belluno. "Inutile nasconderlo, molte imprese ricorrono a straordinari, incentivi e premi di produzione in nero. E questo succede perché c'è troppa tassazione. Ma poi scattano anche gli indicatori di reddito per i lavoratori che pagano di più gli asili nido o le tasse universitarie". E' un sistema che va cambiato, secondo l'ex sottosegretario del governo Berlusconi, che ieri ha chiamato le categorie economiche per spiegare la proposta del Pdl di detassazione degli straordinari. "Questo permetterà davvero di premiare l'impegno dei lavoratori e spingere verso accordi individuali, facendo crescere il salario quando si raggiunge un risultato. Un dialogo naturale tra azienda e lavoratore oggi impossibile per la contrattazione collettiva nazionale - ha spiegato Sacconi - ma oggi i lavoratori stanno dalla parte dell'impresa che non vuole chiudere, si prendono i rischi dei loro datori di lavoro".Critica la Cgil, Sacconi, che teme in questo modo un aumento dello straordinario penalizzando la nuova occupazione. "Ma non si pensa che se l'azienda cresce anche con gli straordinari, può dare nuova occupazione?". Il confronto ha portato a nuovi spunti per tarare ancor più la politica per le imprese. Gli industriali hanno chiesto una spinta per sbloccare i fondi per la formazione, soprattutto all'interno delle aziende, l'Ascom meno oneri e burocrazia per l'avviamento al lavoro. Ma anche attenzione al lavoro a chiamata, che nel settore turistico stagionale può rappresentare un'integrazione del reddito.Ha sposato le tesi di Sacconi Primo Torresin della Cisl. "Sì alla detassazione alla contrattazione di secondo livello, aumentando i salari dove le aziende vanno bene". Torresin ha detto che ormai molti operai votano centrodestra. "Non vogliono più che li rappresentiamo politicamente".Maurizio Dorigo.

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Maurizio Sacconi, i candidati veneti (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Maurizio Sacconi, i candidati veneti del Pd dicono che sono loro i veri liberisti, non certo il Pdl."Una cosa so: in due anni, con una intensità straordinaria, il governo Prodi, presidente del Pd, ha realizzato una eccezionale oppressione fiscale e burocratica sulle imprese" risponde il senatore trevigiano del Pdl, ricandidato a Palazzo Madama.Pressione che il Pdl vuole allentare."Certo, con maggiore intensità e nell'arco di un anno, dovremo deregolare la pressione fiscale".Deregolare?"Abbattere la pressione burocratica sul sistema-impresa per cancellare molte disposizioni fiscali...".La prima?"Tutte le transazioni uguali o superiori a 100 euro devono avvenire con moneta elettronica o assegni non trasferibili. Basta con le molestie burocratiche-fiscali.Imprese meno oppresse."Già, attraverso la detassazione di premi, incentivi e straordinari così da determinare l'aumento di salari e produttività; introduzione del quoziente familiare; riduzione della pressione fiscale sulle imprese per gli utili re-investiti; pagamento dell'Iva solo dopo la riscossione dell'importo".È d'accordo sulla contrattazione di secondo livello?"È la conseguenza dell'abbattimento fiscale per le imprese. Quello che al Pdl interessa è togliere le tasse su premi, incentivi, straordinari che genererà automaticamente un maggiore peso del rapporto aziendale individuale oltre che collettivo".Il Pd propone il salario garantito (1200 euro), per ogni tipo d'attività e a prescindere dal contratto."Ideologia pura...".Veltroni dice che a Nordest è caduto il "muro" tra impresa e lavoratore..."Per noi non c'é mai stato. Per il Pd, invece, che ha come azionista di riferimento la Cgil, questo muro resta in piedi perché la Cgil ha scelto il Pd e questa è un'ipoteca che peserà su Veltroni & C.".Resta anche da coniugare la flessibilità con la libertà delle scelte di vita dei lavoratori."Tra i punti del nostro programma è previsto un piano straordinario di formazione, con un presupposto: l'impresa è potenzialmente un luogo formativo, e come tale va valorizzata attraverso azioni di tutoraggio, di certificazione...".È la vostra risposta all'insicurezza del lavoro?"Sì, solo la competenza della persona le consente di essere occupabile dalla giovane età e per tutta la vita".C'è anche la sofferenza delle imprese del Nordest per il mancato accompagnamento da parte della finanza nei mercati internazionale."Va rivalutato il ruolo della diplomazia. Nel governo Berlusconi si era iniziato a qualificare la diplomazia a supporto degli interessi italiani all'estero".Ambasciatori-manager."Sì, il progetto va ripreso sul modello di Paesi come la Francia".Lei ha denunciato la mancanza di condizioni per lo sviluppo, che vanno create."Le opportunità ci sono, ma l'Italia è incapace di crescere per antichi vizi che derivano dal lungo '68 e per la tremenda botta data alla competitività dal governo Prodi. Di qui l'immediata necessità di deregolare burocrazia e fisco, sostenere le infrastrutture e, nel medio periodo, un programma dedicato alla conoscenza e alla concorrenza che vuol dire investimento nell'educazione e nella liberalizzazione dei servizi pubblici locali, dell'energia e delle telecomunicazioni".Non dimentica il federalismo fiscale?"Ho fatto un giuramento come impegno...".Per la Lega lei copia, e male."Gli unici copy-right del federalismo fiscale li hanno i presidenti di regione che si sono battuti per questo, cioé Galan e Formigoni. Rassicuro la Lega: il federalismo fiscale va fatto prima della riforma costituzionale, con legge ordinaria. Vede, diciamo le stesse cose. Ma non vorrei che si preferisse agitare il federalismo fiscale per non farlo, quindi campare sul dissenso".Giorgio Gasco.

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Libri / Nord a rischio secessione (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Stefano Natoli commenti - | | 10 APRILE 2008 "Siamo circondati. E quando uno è circondato, mira alla sopravvivenza. Cerca una via di fuga, una strada che lo conduca alla salvezza. Non importa quale. L'importante è scampare, rompere l'assedio". È l'incipit provocatorio di 'Cosi' perdiamo il Nord', l'ultimo libro di Riccardo Illy, imprenditore attivo nel comparto del caffè, nonché uomo politico di successo: due volte - a partire dal 1993 - sindaco di Trieste, la sua città, e una volta - dal 2001 al 2003 - deputato. Un "accerchiamento", quello lamentato dall'autore de 'La rana cinese', che avviene su più livelli: c'è quello messo in atto dai molti paesi europei che crescono a velocità doppia rispetto a noi e godono di trattamenti fiscali per noi impensabili; quello di una burocrazia inefficiente e spesso arrogante, quello provocato dal senso di isolamento che rischia di dare vita a fenomeni politici pericolosi. Un libro che sin dal titolo lancia un allarme preciso: se non si colma al più presto il divario tra le istanze del Nord e le risposte che vengono da Roma, la parte più produttiva del paese è destinata inesorabilmente ad andare per la sua strada. Esiste, infatti, secondo il presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, un rischio secessionista che è bene non sottovalutare, anche perché non è più caratterizzato solo da connotazioni folcloristiche - le gite a Pontida con le 'bandiere padane' e gli elmi da vichingo della Lega Nord - ma è ormai spinto anche dalla convenienza economica. Il federalismo e gli altri fronti sui quali intervenire Perché "Stiamo perdendo il Nord", Illy lo dice senza mezzi termini: "perché questa parte d'Italia è già in Europa. A differenza del resto del Paese, che vive questa condizione come una mera collocazione geografica". Cosa significa essere in Europa emerge altrettanto chiaramente sin dai primi passaggi del libro edito da Mondadori: "significa confrontarsi con un mercato dove i confini sono ormai linee tracciate su una cartina e nulla più". Questo 'mercato senza più frontiere' consente in altre parole all'imprenditore di creare ricchezza scegliendo dove produrre a costi più convenienti. E senza fare necessariamente tanta strada: "già in paesi quali la Slovenia, la Croazia o l'Austria - fa notare Illy - l'energia elettrica e il gas costano di meno, gli oneri previdenziali sugli stipendi sono inferiori ai nostri e la tassazione del reddito d'impresa è più bassa che in Italia". La tentazione per un imprenditore di "attraversare la strada" è insomma sempre più forte, anzi "non ha mai avuto terreno tanto fertile come oggi". Per fargli cambiare idea è opportuno che l'apparato amministrativo sia più snello e che 'la politica' cambi registro attuando innanzitutto il federalismo fiscale. Un federalismo che non è sinonimo di egoismo, "una sorta di esaltazione dello spiritus loci destinata a vellicare le mire territoriali delle singole comunità in spregio (o quasi) all'interesse nazionale", quanto piuttosto "una scelta necessaria e non soltanto un'opzione fra le tante o, peggio, un trucco per addomesticare il malcontento". Una chiave insomma: "quando le Regioni potranno usufruire di una quota delle imposte saranno stimolate a favorire politiche di sviluppo e cresceranno". L'importante è non perdere altro tempo, dice l'imprenditore prestato alla politica: "è ormai chiaro che può bastare la scintilla di un fiammifero ad appiccare l'incendio". Per ridare slancio, ottimismo e fiducia a quelle regioni da cui dipende il benessere e la crescita economica del Paese, l'autore prescrive una ricetta con cinque 'medicine': riduzione dell'imposizione sul reddito d'impresa, riforma previdenziale, infrastrutture, liberalizzazioni e semplificazione burocratica. Una ricetta che conviene 'tradurre' senza esitazioni per evitare che l'Italia diventi come la copertina del libro di Illy: un'isola alla deriva composta da due meridioni speculari. Senza Nord. (Riccardo Illy, Così perdiamo il nord, Mondadori, pagg 98 - euro 14,50).

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Le "lucciole" spose di italiani (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL BLITZ Restano domande alle quali dare risposta: i mariti ricevevano "ricompense"? LA BANDA NELLA RETE Ottobre 2007. Tutto era partito con indagini per contrastare il fenomeno dei furti in abitazioni del Novarese Le "lucciole" spose di italiani [FIRMA]MARCO BENVENUTI NOVARA Arrivano dal Nord d'Albania, distretto settentrionale di Tropojie: il più povero economicamente e, al tempo stesso, quello con il più alto tasso di criminalità. Una zona isolata: piccoli paesini, tanti omicidi, anche di natura politica, pochi ceppi familiari. E gli arrestati, tutti con lo stesso cognome: Marku. Nell'area è comune. Pare che i 4 non siano parenti. Sono arrivati in blocco in Italia negli ultimi cinque o sei anni, e dell'unione hanno fatto la loro forza. Una forza violenta, crudele, che è riuscita in breve tempo a conquistare il mercato dell'illecito tra Piemonte e Lombardia, nel traffico di droga, nello sfruttamento della prostituzione, anche nei furti. Insomma, un intreccio incredibile di reati, che ha avuto come vittime giovani donne dell'Est Europeo, ucraine, romene e albanesi, e che non ha risparmiato collaborazioni con soggetti italiani, spesso insospettabili, residenti a Milano o nell'hinterland. Per la burocrazia tutto era in ordine: loro, gli accusati, avevano regolare permesso di soggiorno, anche se di professione erano nullatenenti. Anzi, facevano dell'illecito il loro lavoro. Le vittime? Regolari anche loro, almeno in apparenza: venivano fatte sposare ad italiani, per lo più trentenni, che forse le hanno viste una volta sola nella loro vita, e che per quel favore, probabilmente, sono stati adeguatamente ricompensati. Le indagini, ha sottolineato ieri il tenente colonnello dei carabinieri Francesco Capone (reparto operativo), proseguono per capire se si trattasse effettivamente di matrimoni di comodo. Del resto, i sospetti ci sono: le prostitute non vivevano con i rispettivi coniugi, ma in un unico appartamento, con i loro "protettori". Lo stesso sospetto venuto alle forze dell'ordine dopo che, la scorsa settimana, era venuto alla ribalta il caso di un novarese di 68 anni che stava per sposare una nigeriana di 28, sul punto di essere espulsa. Amore finito o matrimonio finto? E' quello che i militari del reparto operativo stanno cercando di capire a proposito delle prostitute gestite dalla gang di albanesi. Dietro la facciata di regolarità, però, stava ben altro. Di giorno in casa a Milano, la sera lungo la statale 32 nel Novarese. Lì le ragazze venivano accompagnate dagli sfruttatori per una notte di facili guadagni; poi gli uomini si dedicavano ad altro, a qualche "colpo" in appartamento, ad esempio (vedi Vladimir Marku già arrestato) o allo spaccio. Sull'asse Novara-Milano non c'erano solo lucciole, infatti, c'era anche la droga. E non più solo cocaina, anche eroina: "Sta ricomparendo sul mercato: la gente preferisce non bucarsi più, ma sniffare, fumare" ha detto Capone. Erano più di dieci anni che in provincia l'Arma non si riusciva a sequestrare un tale quantitativo di questo stupefacente. Un sequestro più o meno analogo (quasi 2 chili di eroina) a quello effettuato dalla Finanza lo scorso settembre a conclusione dell'operazione "Assuero". Anche in questo caso stessi ingredienti: collegamento del traffico tra Lombardia e Piemonte attraverso il Novarese dove risiedevano 2 dei 6 arrestati, e una gang di cittadini albanesi. Da ricordare anche l'operazione "La Sconosciuta" condotta della Questura: al centro sempre una banda di albanesi che gestiva la prostituzione in città.

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EXPO 2015/ PENATI: SI' A CREAZIONE CABINA DI REGIA ANTIMAFIA (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Architetti di sinistra hanno distrutto i quartieri operai postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Il presidente della Provincia di Milano è favorevole alla creazione di una cabina di regia contro i rischi di infiltrazioni mafiose in occasione dell'Expo 2015, soprattutto per garantire la trasparenza degli appalti. "Bisognerebbe creare un comitato, una sorta di cabina di regia -ha spiegato Penati intervistato da Klaus Davi - che, però, non venga appesantita dalla burocrazia e che permetta di coniugare velocità e trasparenza. In questa cabina ci metterei persone che abbiano un forte senso della responsabilità e che garantiscano che il procedimento sia limpido. Dell'organismo potrebbero entrare a far parte magistrati e intellettuali, ma soprattutto persone qualificate che assicurino non solo trasparenza, ma anche efficienza". Entrando poi nel merito del dibattito sull'aspetto architettonico della città di Milano Penati che affermato che "certi architetti di sinistra hanno distrutto i quartieri operai delle grandi città italiane. Il degrado di alcune periferie si è verificato anche a seguito dei loro interventi". "Se dipendesse da me - ha aggiunto - li costringerei a vivere nelle case che hanno costruito nei quartieri della povera gente, case e quartieri pensati in maniera sbagliata. Le città hanno bisogno di un sogno. Ed è stato sbagliato affidarlo alla casta degli architetti, dove ognuno impone la propria visione. A questa stregua, meglio i geometri degli architetti".

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ATTIVITè PRODUTTIVE, ACCELERAZIONE DEI TEMPI PER (sezione: Burocrazia)

( da "Windpress" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

11-04-2008 Da oggi è¨ possibile in Sardegna aprire un cantiere per la costruzione di un'officina, un laboratorio, o di un albergo già  venti giorni dopo la richiesta delle autorizzazioni. La Giunta regionale approva oggi le direttive per l'attuazione immediata dell'art. 1 della Finanziaria regionale sulla semplificazione e accelerazione degli adempimenti amministrativi per le attività  produttive che abbatte i tempi della burocrazia così¬ drasticamente come non accade in nessun altra regione italiana. Questa nuova norma consente ad esempio l'apertura di un cantiere e/o l'avvio di un'attività  commerciale o industriale dopo la presentazione allo Sportello unico per le attività  produttive (Suap) di una richiesta di autorizzazione accompagnata dal progetto e dall'autocertificazione con i quali impresa e progettista si assumono la responsabilità  di rispettare tutte le regole, comprese naturalmente le condizioni previste dal piano urbanistico comunale. In alcuni casi, in cui è¨ necessario provvedere ad un'analisi più¹ approfondita della richiesta, viene convocata una Conferenza di servizi con tempi "contingentati", durante la quale viene esaminata la documentazione. Se un'amministrazione pubblica non interviene alla seduta e le altre amministrazioni danno invece parere positivo, anche il parere dell'Ente assente si intende come positivo e il titolare dell'impresa può² dare inizio ai lavori. Il Suap diventa l'unico interlocutore dell'imprenditore e i tempi per l'avvio dell'attività  di impresa non dipendono più¹ dai tempi autorizzati dalle pubbliche Amministrazioni. Le amministrazioni pubbliche diventano così¬ non più¹ i soggetti che autorizzano ma gli Enti che si fidano controllano ed eventualmente sanzionano. La presentazione della domanda e del progetto potrà  a breve essere fatta anche on line all'indirizzo www.sardegnasuap.it e si potrà  verificare via web il progresso delle pratiche.

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Italiani all'estero, quando votare è impossibile. Una storia esemplare (sezione: Burocrazia)

( da "Panorama.it" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Italia - http://blog.panorama.it/italia - Italiani all'estero, quando votare è impossibile. Una storia esemplare Posted By eleonora.voltolina On 11/4/2008 @ 16:31 In Apertura#1 | 1 Comment Sono in calo rispetto al 2006 i dati sul voto degli italiani all'estero: la percentuale dei votanti nelle diverse circoscrizioni è stata pari del 41,66 per cento (rispetto al 42,07 per cento del 2006). Gli aventi diritto al voto erano 2.924.202 (rispetto ai 2.707.988 del 2006), mentre il numero dei plichi restituiti con le schede votate è stato 1.204.720 (rispetto a 1.135.617 del 2006). Ma tra rischi di brogli, schede annullate o, in certi casi, neppure recapitate ai destinatari, il voto degli italiani all'estero sta creando non pochi problemi: dopo i plichi scomparsi in Costarica e in Venezuela, lo sciopero del servizio postale che in Brasile tiene bloccate migliaia di schede, ora arrivano lamentele anche dalla ben più vicina Spagna. Chi risiede fuori dall'Italia, stabilmente o temporaneamente, ha infatti il diritto di esprimere il suo voto per le elezioni politiche, attraverso il sistema del voto per corrispondenza. Basta iscriversi all'Aire, l'Anagrafe degli italiani all'estero. Detta così sembra facile: ma per qualcuno si è trasformato in una piccola odissea. La denuncia arriva da Serena Sciarratta, ventinovenne siciliana ormai da due anni residente a Barcellona, in Spagna. Che a Panorama.it racconta: "Mi sono mossa a novembre per fare tutte le pratiche: ho cercato informazioni sul [1] sito internet, ho messo insieme il contratto d'affitto, il contratto di lavoro e tutti gli altri documenti richiesti per attestare l'effettiva residenza all'estero. La ricevuta di ritorno della raccomandata che ho inviato all'ufficio Anagrafe del Consolato di Barcellona porta la data del 14 novembre". Ma passano i mesi e Serena non riceve risposta. "Ho provato anche a chiamare, trovando molto spesso i telefoni staccati" continua: "Le poche volte che sono riuscita a parlare con un addetto, mi è sempre stato risposto che se non arrivava la conferma dell'iscrizione all'Aire dall'Italia non potevo fare niente". Quella conferma ad oggi non è ancora arrivata: evidentemente quattro mesi e mezzo non son bastati a chi di dovere per risolvere la pratica. Il caso non deve essere così isolato, se all'ultimo momento (un mese fa) il Consolato ha deciso di aprire una "via alternativa": tutti coloro ancora in attesa di conferma, come Serena, hanno avuto una settimana per recarsi al Consolato e ricevere il plico per il voto. "Sì, ma a me non l'ha detto nessuno. La comunicazione è arrivata in Italia, mica in Spagna" si rammarica Serena: "Per la precisione, è arrivata all'ufficio Anagrafe del mio paesino d'origine il 5 aprile: peccato che la possibilità di ritirare il plico al Consolato, qui a Barcellona, ci fosse solo dal 30 marzo al 6 aprile. Quindi quando io finalmente l'ho saputo ero già fuori tempo massimo. E così mi hanno levato il diritto di voto: ora l'unico modo per me di poter votare sarebbe quello di prendere un aereo e tornare al mio paese, in Sicilia". Serena, dopo la laurea in Scienze della comunicazione a Roma, si è trasferita a Barcellona per un master, e poi è rimasta lì perché la Spagna le offriva più possibilità di lavoro. "Ma seguo sempre le vicende politiche della mia Italia, e per questo ci tenevo moltissimo ad esprimere il mio voto. Purtroppo la burocrazia e l'inefficienza del Consolato italiano qui a Barcellona me l'hanno impedito".

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"Italiani Cincali!": La voce straziante di una umanità disperata (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Sera" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Spettacoli terza pagina "Italiani Cincali!": La voce straziante di una umanità disperata di Vincenza Fava Mario Perrotta sul palco. Una sedia al centro della scena. Abiti consunti, sbiaditi, di un uomo che conosce la dura realtà della terra, il sacrificio e l'immane povertà dell'Italia del secondo dopoguerra. Un attore, molteplici voci, una maestria istintiva del sapere scenico, una padronanza naturale ed al tempo stesso consapevole di quella straordinaria attorialità che coinvolge il pubblico in una serie di drammatiche e a volte ironiche narrazioni corali. Venerdì scorso al Teatro Il Rivellino di Tuscania, è stato rappresentato con successo Italiani Cincali! scritto (insieme a Nicola Bonazzi), diretto e interpretato dallo stesso Perrotta. L'attore dà corpo e voce a Pinuccio, un postino di un piccolo paese del Sud, precisamente della Puglia meridionale. Un postino ossia l'emblema della comunicazione, il portavoce degli emigrati italiani in Belgio durante il secondo dopoguerra. Lui, uno dei pochi che sa leggere e scrivere. Dopo un breve racconto storico dell'Italia del Sud, comincia il vero e proprio monologo: "Io, all'età di quattordici anni, iniziai a fare il postino". Povertà, fame, disperazione, la cosiddetta malìa imperversano tra la gente. Niente lavoro. Poi il miracolo: l'annuncio pubblico di un'occasione di lavoro da non perdere nelle miniere del Belgio. Il 23/06/46 l'Italia aveva appunto stipulato un accordo con Il Belgio, per cui, in cambio di manodopera, avrebbe ricevuto una certa quantità di carbone. La burocrazia italiana diventa efficace in poco tempo con i vari paesi di tutto il mondo, ma con il Belgio si tratta di qualcosa di speciale e di straordinario. Ed è così che migliaia di disoccupati partono per far fortuna in quella terra lontana migliaia di chilometri. Un'avventura che sin dall'inizio sembra nascondere un risvolto amaro per i sogni di migliaia di persone: a volte il viaggio, su treni stracolmi, dura persino 52 ore per motivi di sicurezza. Ed una volta arrivati a destinazione le illusioni crollano: gli operai italiani vengono sistemati per il soggiorno in baracche simili a quelle dei lager nazisti. Ma una volta stipulato il contratto, non si può più tornare indietro: bisogna lavorare per almeno cinque anni. Perrotta si fa drammatico, cambi di tono, altezze e discese vocali accompagnano il pubblico nell'inferno delle miniere: buio, caldo insopportabile, sporcizia, senso di soffocamento ed il dolore esplicito di dover sopportare la geenna di un lavoro disumano a 1.200 metri di profondità sotto terra, al di là di ogni ragionevole rassegnazione. Pinuccio poi ricorda, torna indietro con la memoria, ai tempi dei bagni al mare con il suo amico Michele, più che un amico, un fratello, ora intrappolato sotto un chilometro di roccia. Mario Perrotta riesce incredibilmente a trascinarci proprio lì, in quel luogo terribile, sentiamo l'angoscia, il patimento ma al tempo stesso la forza fisica e morale di chi non vuol cedere, anche per orgoglio, alla più nera disperazione, quella che cancella ogni seppur minima speranza di poter rivedere un giorno la luce simbolica di una nuova vita. Il sole dei mari del Sud si contrappone alle tenebre delle maledette miniere che ormai hanno rapito quasi tutti gli uomini della cittadina. A lui non resta che leggere le lettere alle donne, ai bambini e ai vecchi, gli unici abitanti di un villaggio ormai fantasma. A lui, il compito di consolare tutte le femmine rimaste sole. Tra i fortunati invece c'è Franco che è riuscito ad andare a lavorare in Svizzera in una fabbrica di cioccolata. Gli Svizzeri sembrano gentili e fanno dei complimenti veramente insoliti agli immigrati: Italiani Cìncali! esclamano. La verità invece è che Cìncali sta a significare zingari: gli Svizzeri non stimano gli Italiani, al contrario, li odiano a morte perché sono andati nella loro terra a rubare i posti di lavoro. Perrotta incalza il pubblico: non è forse quello che sta succedendo adesso in Italia con gli immigrati dei paesi dell'Est e di ogni parte del mondo? Noi Italiani non ci stiamo forse comportando nello stesso modo in cui si sono comportati gli Svizzeri con noi? La verità ci dirà l'attore alla fine, riportando un aneddoto, è che chi è stato schiavo per troppo tempo, una volta libero cercherà inevitabilmente di schiavizzare qualcun altro. Chi riceve il male, darà indietro lo stesso male. Perrotta poi, comincia ad elencare il numero dei morti annuali nelle miniere del Belgio, dal 1946 al 1956, in soli dieci anni, quindi, si arriva a seicento vittime. Fino ad arrivare a quella tragica giornata dell'8 agosto 1956 a Marcinelle: a causa di un errore umano, un incendio scoppiato in uno dei pozzi della miniera di carbon fossile del Bois du Cazier, provoca la morte di 262 persone di diversa nazionalità tra cui 136 vittime italiane. Fu il primo scoop della televisione italiana. Una tragedia inverosimile, agghiacciante: i soccorsi non possono essere tempestivi, sono disperati fino al 23 agosto giorno in cui si scopre che gli operai sono ormai tutti morti per le esalazioni di gas. Memoria storica, memoria di un passato che non deve essere dimenticato. Un'ora e mezza di spettacolo per ricordare. Bravissimo Mario Perrotta: brevemente riprende fiato, una carrellata di immagini rese vive dalle parole incalzanti, convulsive. All'italiano alterna il dialetto pugliese per rendere ancora tutto molto più reale, per riportarci in quel periodo storico in cui l'Italia commise il grave errore di vendere i sogni della propria povera gente all'allucinazione sconvolgente del lavoro delle miniere per ricevere semplicemente in cambio del carbone. Non possiamo dimenticare. Edizione n. 883 del 11/04/2008.

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"Per quell'incrocio killer non abbiamo i soldi" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Polemica A Ozegna sono morti due ventenni "Per quell'incrocio killer non abbiamo i soldi" ALESSANDRO BALLESIO OZEGNA Il progetto c'è, il denaro ancora no. Gli automobilisti, lo stesso Comune di Ozegna devono aspettare: la messa in sicurezza dell'incrocio con la provinciale Rivarolo-Castellamonte dove l'altra mattina hanno perso la vita due ragazzi di Agliè è rimandata.Da una parte c'è la rabbia del sindaco Ivo Chiarabaglio, che ripete: "Sono dieci anni che promettono una rotonda, quante persone devono morire ancora?". Dall'altra, la burocrazia: dovrebbero essere sufficienti 50 mila euro per tracciare una rotatoria e garantire più tranquillità agli automobilisti. Ma l'assessore provinciale alla viabilità, Giovanni Ossola, dice che i soldi tardano ad arrivare: "Il progetto sta per essere approvato, restano da trovare le risorse. Se mi mettono subito a disposizione quel denaro, alla prima variazione di bilancio finanziamo la rotonda". Nella migliore delle ipotesi, del cantiere si parlerà in autunno. Nel frattempo, la giunta Chiarabaglio è costretta a correre ai ripari. A sue spese: "Potenzieremo l'uso degli autovelox, per ora non possiamo far altro che puntare tutto sulla prevenzione". Chi spinge troppo il piede sull'acceleratore è avvertito. Ancora non si sa se la Provincia darà una mano a Comuni canavesani come Ozegna che quotidianamente devono affrontare la piaga della velocità e sono circondati da affollate vie di comunicazione. "Stiamo predisponendo un bando per dotare le strade più pericolose di segnalatori fissi - spiega Ossola - ma per sapere quali saranno le provinciali coinvolte nell'iniziativa, dovremo attendere i dati e gli elenchi stilati dall'osservatorio per l'incidentalità". Sull'utilizzo di questo deterrente, l'assessore ha un pensiero ben preciso: "E' utile e va sostenuto, perché l'esperienza insegna che la velocità e la disattenzione finiscono per provocare incidenti come quello dell'altro giorno - sottolinea - per quanto una strada sia pericolosa, non è pensabile addossare tutta la colpa di una tragedia alle sue condizioni strutturali". Ma comprensibilmente, ad Ozegna vogliono mettersi al sicuro. C'è l'incrocio con la Rivarolo-Castellamonte, e anche quello con la vecchia provinciale di Agliè, che sbuca sulla provinciale per Caluso. "E' da un anno e mezzo che parlano di appalti, perché non sono ancora partiti i lavori?", chiede Chiarabaglio. Da Ossola arriva la promessa che "tra due-tre mesi si vedrà il cantiere". Intanto non è stata fissata la data del funerale dei due amici di Agliè morti nell'incidente: occorrerà prima attendere l'esito dell'autopsia. Massimo Maione, 24 anni, verrà sepolto nel comune canavesano. Il corpo di Samad Mouaddine, 29 anni, invece, tornerà in Marocco, suo Paese d'origine.

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FVG/ELEZIONI: BERLUSCONI SOTTOSCRIVE CON TONDO PATTO PER REGIONE (sezione: Burocrazia)

( da "Asca" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

(ASCA) - Udine, 11 apr - ''Grande apprezzamento e profonda amicizia''. Lo ha espresso Silvio Berlusconi a Renzo Tondo, candidato del Centrodestra alla presidenza della Regione Fvg. Berlusconi e' intervenuto per telefono alla chiusura della campagna elettorale a Udine. ''Sei una persona solare, schietta - ha detto Berlusconi a Tondo -. Credo che sarai uno stupendo presidente della Regione''. Il leader del Pdl ha sottoscritto, sempre via telefono, il Patto per il Friuli, che riguarda i temi delle infrastrutture (compresa la nomina del commissario per la terza corsia dell'A4), della sicurezza, dell'immigraziazione (consolidamento del Cpt di Gorizia). Ma anche - ha precisato direttamente Berlusconi - ''il federalismo fiscale, la burocrazia, le tasse. Aggiungo - ha precisato, riferendosi alle continue interruzioni del collegamento telefonico - bisogna rifare anche i telefoni''. fdm/mcc/ss (Asca).

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Tempi brevi nell'isola per gli adempimenti amministrativi delle attività produttive (sezione: Burocrazia)

( da "SardegnaIndustriale.it" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

SardegnaIndustriale.it - News 11/4/2008 ? Tempi brevi nell'isola per gli adempimenti amministrativi delle attività produttive Si abbattono i tempi della burocrazia regionale. Da oggi sarà possibile in Sardegna aprire un cantiere per la costruzione di un'officina, un laboratorio, o di un albergo già venti giorni dopo la richiesta delle autorizzazioni. La Giunta regionale ha approvato infatti, nella seduta odierna, le direttive per l'attuazione immediata dell'art. 1 della Finanziaria regionale sulla semplificazione e accelerazione degli adempimenti amministrativi per le attività produttive che abbattono i tempi della burocrazia così drasticamente ? sottolinea un comunicato ? come non accade in nessun altra regione italiana. Questa nuova norma consente, ad esempio, l'apertura di un cantiere e/o l'avvio di un'attività commerciale o industriale dopo la presentazione allo Sportello unico per le attività produttive (Suap) di una richiesta di autorizzazione accompagnata dal progetto e dall'autocertificazione con i quali impresa e progettista si assumono la responsabilità di rispettare tutte le regole, comprese naturalmente le condizioni previste dal piano urbanistico comunale. In alcuni casi, in cui è necessario provvedere ad un'analisi più approfondita della richiesta, viene convocata una Conferenza di servizi con tempi "contingentati", durante la quale viene esaminata la documentazione. Se un'amministrazione pubblica non interviene alla seduta e le altre amministrazioni danno invece parere positivo, anche il parere dell'Ente assente si intende come positivo e il titolare dell'impresa può dare inizio ai lavori. Il Suap diventa l'unico interlocutore dell'imprenditore e i tempi per l'avvio dell'attività di impresa non dipendono più dai tempi autorizzati dalle pubbliche Amministrazioni. Le amministrazioni pubbliche ? conclude la nota regionale ? diventano così non più i soggetti che autorizzano ma gli Enti che si fidano controllano ed eventualmente sanzionano. La presentazione della domanda e del progetto potrà a breve essere fatta anche on line all'indirizzo www.sardegnasuap.ite si potrà verificare via web il progresso delle pratiche.

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Ufficio stranieri in crisi: interviene il prefetto (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Como, La" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Burocrazia Impiegati oberati di pratiche in seguito al decreto flussi. Saranno sveltite le procedure Ufficio stranieri in crisi: interviene il prefetto (M.Cast.) Un ufficio sommerso dalle pratiche e dalle procedure che ogni pratica richiede: è lo sportello unico per l'immigrazione presso la prefettura. Sul decreto flussi 2007 sono pervenute 8.146 domande a fronte di 916 posti disponibili. Per valutare le modifiche che si possono apportare per accelerare i tempi, nei prossimi giorni il prefetto, Sante Frantellizzi, convocherà i funzionari della questura e della direzione provinciale del lavoro che partecipano allo Sportello, trattando ogni pratica per la parte di competenza. Nel corso del 2007, sono state smaltite tutte le procedure relative al 2006, con sforzo notevole del personale per affrontare e supplire alle disfunzioni del sistema telematico. Ma la causa principale dell'allungamento dei tempi consiste nei supplementi d'istruttoria, in quanto l'80% delle domande è risultato sbagliato o incompleto e per l'integrazione dei documenti, i tempi si allungano. Per le domande relative al decreto flussi 2007, fino al 7 aprile scorso ne sono state definite in modo positivo 79, con l'emissione del nulla-osta per il lavoro subordinato; 36 domande sono state rigettate per parere negativo, di cui 29 dalla questura e sette dalla direzione provinciale del lavoro: 105 sono state trattate per supplemento d'istruttoria, a causa dei dati forniti in modo incompleto dal richiedente e 140 sono in attesa della scadenza dei termini al centro per l'impiego. Entro 20 giorni, in caso di mancato riscontro, scatta il silenzio-assenso. Il totale dei procedimenti relativi ai flussi 2007 già trattati dallo Sportello unico per l'immigrazione è di 360 pratiche. Sono già in atto misure organizzative che consentono una definizione più veloce delle procedure, ma nella riunione dei prossimi giorni saranno esaminati i punti del meccanismo che potrebbero essere ancora migliorati. Alle pratiche per i nulla osta, si sono aggiunte quelle per i ricongiungimenti familiari: ne sono state definite 590; in corso di definizione sono 290. Sono circa 35.000 gli stranieri residenti in provincia di Como e sarebbero destinate ad aumentare le richieste per riunire le famiglie. 11/04/2008.

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Crescono i reati on line, allarme virus informatici (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Como, La" del 11-04-2008)
Pubblicato anche in: (Provincia di Lecco, La)

Argomenti: Burocrazia

Mozzarelle alla diossina, vino adulterato e computer infettati da virus informatici. L'Italia nell'ultimo periodo non si distingue per il sole, il mare e la cordialità della gente, ma per altre e meno nobili peculiarità. Il nostro paese, secondo il rapporto dell'azienda leader per i programmi antivirus, la Symantec, piazza tre città nei primi dieci posti per numero di computer contagiati, con Cagliari sul gradino più basso di un podio che di certo non premia l'eccellenza, Roma al sesto posto e Milano all'ottavo. L'incremento della banda larga in Europa sta portando con sé un maggior numero di rischi informatici, nell'ultimo trimestre 2007, sempre secondo i dati Symantec, si sono verificate circa mezzo milione di infezioni, in un solo trimestre un numero superiore alle infezioni registrate negli ultimi cinque anni. Cambia anche la metodica dell'attacco dei virus, non più assalti alle reti aziendali, la cui sicurezza è maggiormente curata, ma ai singoli siti, specialmente se di relazioni sociali, e all'utente finale, al computer privato. I computer più colpiti nell'area dell'Emea (Europa, Medio Oriente e Africa) sono quelli di Madrid in Spagna, seguiti dai terminali di Ankara in Turchia. Le due città si stanno distinguendo anche per la loro grande espansione, la capitale spagnola e il traino di un'economia nazionale in forte crescita. Al terzo posto si attesta, a sorpresa, Cagliari la città sarda non ha certo caratteristiche tali da trovarsi così in alto in questa strana classifica dei virus, e invece si guadagna la medaglia di bronzo. Altre due città italiane entrano nella speciale top ten, Roma con il suo sesto posto e Milano con l'ottavo. Una ulteriore dimostrazione che la vulnerabilità dei sistemi informatici non è direttamente correlata alla informatizzazione presente nella città. Se stupisce vedere Cagliari tra le città più attaccate, altrettanto strano confrontare i dati Symantec con quelli del Global Information Technology Report, che stila anche una classifica per nazioni relativa al livello di preparazione alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, dove internet occupa un ruolo preponderante. L'Italia in questo caso scala all'inverso la classifica, scendendo al 42° posto, dietro Porto Rico, Cipro e Tailandia. Il paese più avanzato in questo campo è la Danimarca, seguita da Svezia e Svizzera. A determinare la posizione non eccelsa dell'Italia sono burocrazia e tasse. Tornando agli allarmanti dati Symantec sulla sempre più alta presenza di virus, secondo Elia Florio, Senior security response engineer del centro Symantec di Dublino: "Siamo di fronte a un'escalation di infezioni". I più colpiti sono proprio gli utenti finali d'internet, i computer dei privati. Gli attacchi avvengono più difficilmente su larga scala, grazie al maggior controllo della rete, gli aggressori adottano tattiche furtive operando sul singolo computer. Se colpendo le reti aziendali gli hacker hanno maggiori probabilità di essere fermati e scoperti, più facile è muoversi verso i siti web e gli utenti privati. Gli attacchi a siti web preoccupano maggiormente, perché spesso i portali colpiti sono in possesso d'informazioni personali degli utenti, dati che possono essere carpiti e usati per frodi online o furti d'identità. Per questo motivo le pagine scelte sono spesso quelle di relazioni personali tra utenti, chat, forum, link d'incontri più in generale. Questi spazi hanno una minore protezione dei siti che conservano dati sensibili più importanti: banche, poste, assicurazioni, ma sono comunque in possesso di diverse informazioni da usare in modo fraudolento. L'importanza della rete informatica va al di là dell'utilizzo abituale di noi utenti, come spiega il commissario Ue Viviane Reading: "Presenterò una comunicazione sulla protezione delle infrastrutture informatiche critiche che punta a migliorare la prevenzione e la capacità di risposta di fronte agli attacchi in tutti i Paesi dell'Ue. Del resto - ha spiegato il commissario lussemburghese - le tecnologie dell'informazione e della comunicazione sono diventate il sistema nevralgico della nostra società e un problema nel settore può avere un impatto su altri, come quello della fornitura di energia e quello dei servizi finanziari". Il commissario ha ricordato l'attacco massiccio alla rete informatica realizzato lo scorso anno in Estonia, spiegando che da soli non si può far fronte a simili assalti, ma si devono coordinare i vari stati. Anche Bruxelles insomma dichiara guerra ai pirati informatici, sempre più attenti e subdoli, una guerra che viaggerà si può stare certi anche attraverso i nostri pc. Giovanni Cristiani 11/04/2008.

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Scooperation: le notizie "in off" della cooperazione (sezione: Burocrazia)

( da "Vita non profit online" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Paolo Manzo (p.manzo@vita.it) 11/04/2008 --> La rubrica della Cooperazione Internazionale, ogni venerdì in versione esclusivamente online Al via il Tg della Farnesina. E' stato infatti annunciato dal... ... Servizio Stampa del ministero degli Esteri un progetto di comunicazione con la rete televisiva Class Cnbc, la tv digitale finanziaria globale in lingua italiana di Class Editori, con l'obiettivo di "far meglio conoscere al pubblico le molteplici attività e progetti promossi dalla Farnesina come gestore della vasta rete all'estero che conta 358 sedi". Dalla Farnesina in un comunicato si spiegano anche i contenuti: "dall'impegno nelle Organizzazioni Internazionali ai rapporti bilaterali con i vari Paesi del mondo, dalla partecipazione ai principali eventi internazionali alla trattazione dei grandi temi del disarmo, dell'ambiente, dell'energia e della lotta al terrorismo; dalla diplomazia economica alla cultura; dalle iniziative di cooperazione allo sviluppo alla promozione dei diritti umani; dai temi migratori e sociali ai servizi offerti ai cittadini italiani". Il progetto prevede la realizzazione di un 'Notiziario della diplomazia italiana' dal titolo 'Esteri News', trasmesso con cadenza settimanale, che va in onda ogni giovedì su Class CNBC e che sarà disponibile anche sul portale istituzionale della Farnesina, www.esteri.it. Il rischio è che la macchina Farnesina-ONG si stia inceppando di nuovo? ?per motivi meramente burocratici. Il motivo dell'inceppamento? Un'azione della ragioneria, più correttamente l'ufficio centrale di bilancio, che ha bloccato i pagamenti dei saldi finali sui progetti delle ONG. Essendo questi dei progetti già chiusi e rendicontati si ripropone dunque la situazione per cui le ONG che vanno a credito con il Ministero degli Esteri (MAE) poi si espongono con le banche. Perché quei soldi sono già stati anticipati dalle stesse ONG. Questo problema sbloccato nel 2006-2007 rischia di riproporsi anche perché è oramai quasi certo che la convenzione scaduta lo scorso 31 marzo con Formez, una struttura contrattata dal MAE lo scorso anno e che aveva consentito l'espletamento delle pratiche sui rendiconti, non sarà rinnovata. Come mai? Per l'opposizione sindacale interna alla Farnesina, che non vuole siano presi collaboratori esterni e che, invece, vuole sia assunto del personale interno. In tempi di riduzione dei costi una battaglia sindacale di retroguardia, puramente ideologica. Insomma, interessa di più la salvaguardia del principio astratto che la soluzione concreta del problema. La convenzione con Formez era importante anche perché i suoi tecnici aiutavano oltre che a gestire le pratiche delle ONG anche a gestire i fondi delle ambasciate. Insomma, sia le ONG che quanto fatto all'estero dalla cooperazione italiana perde parecchia funzionalità? Il risultato finale è che l'azione della ragioneria e la fine della convenzione con Formez rischiano di portarci al dramma dei ritardi nelle erogazioni MAE degli anni scorsi... Mercoledì 9 aprile l'Associazione ONG italiane ha avuto una riunione con Giuseppe Morabito, il vice alla Direzione Generale Cooperazione allo Sviluppo (DGCS) di Alain Giorgio Maria Economides. Obiettivo discutere del rischio inceppamento. Ebbene, l'impressione di sintesi dopo l'incontro spiegano a Scooperation fonti bene informate è che stia capitando il peggio. L'aria è quella che si stiano aspettando i prossimi "padroni del vapore". Addirittura sono state messe in discussione le risorse per le ong del prossimo anno. Insomma, anche la burocrazia e la diplomazia della Farnesina sono entrate nell'ansia pre-elettorale che contraddistingue il paese tutto? Chi legge Scooperation lo sa bene. In vista delle elezioni politiche del 13 e 14 aprile? ? le organizzazioni del CINI - ActionAid, AMREF, Save the Children, Terre des hommes, VIS, WWF - avevano proposto a tutti i candidati premier e ai componenti delle Commissioni Esteri di Camera e Senato, un "Controsondaggio elettorale" sul futuro della cooperazione internazionale. Il CINI aveva inviato 50 questionari rivolgendo 10 domande precise e concrete su 3 nodi critici della cooperazione: la quantità delle risorse pubbliche per lo sviluppo, la qualità della cooperazione allo sviluppo e i suoi strumenti di gestione. A due giorni dal voto le risposte pervenute sono appena 13, una percentuale del 27% che non deve esaltare nessuno in merito all'interesse del mondo politico sul tema della cooperazione internazionale. Tra i 13 sensibili al tema tre aspiranti premier ? Fausto Bertinotti (Sinistra Arcobaleno, SA), Enrico Boselli (Partito Socialista, PS) e Walter Veltroni (Partito Democratico, PD) - e 10 altri candidati: Emma Bonino (PD), Rocco Buttiglione (UDC), Barbara Contini (Popolo delle Libertà, PDL), Roberto Della Seta (PD), Bruno Ferrante (PD), Pietro Marcenaro (PD), Ignazio Marino (PD), Alfredo Mantica (PDL), Sabina Siniscalchi (SA) e Jean-Léonard Touadi (Italia dei Valori). Ma cosa hanno detto i 13 che hanno risposto? Tra tutti è emersa unanimità d'intenti sulla necessità di aumentare le risorse pubbliche per l'aiuto pubblico allo sviluppo per raggiungere l'obiettivo europeo dello 0,51% del PIL entro il 2010; sulla necessità di perseguire la coerenza tra le politiche che hanno conseguenze sui paesi del sud del mondo; la gestione unificata di tutte le risorse che costituiscono l'APS (con 1 "non so" di Bonino) e sul sostegno al terzo settore attraverso l'istituzione di incentivi alla donazione dei privati. Divergenze, invece, sugli altri punti. Quali? Sull'indipendenza degli interventi di cooperazione dall'agenda commerciale e dalla politica di sicurezza (9 favorevoli - 2 contrari Buttiglione e Contini - 2 distinguo Bonino e Mantica); immediato slegamento dell'Aiuto (10 favorevoli, 2 contrari Buttiglione e Mantica e 1 risposta con riserva Bonino); la nomina di una figura di livello governativo con delega per la cooperazione che sieda in Consiglio dei Ministro (11 favorevoli, 1 contrario Boselli e 1 non so Bonino -auspicato ma poco compatibile con governo leggero); l'istituzione di un ente indipendente, unico responsabile dell'attuazione della politica di cooperazione (11 favorevoli, 1 contrario Bonino e 1 risposta con riserva Mantica) e il riconoscimento del ruolo istituzionale della società civile su questioni strategiche e d'indirizzo (12 favorevoli, 1 contrario Mantica). Il G8 e le promesse da marinai. Al Summit di Tokio di aprile... ... gli 8 Grandi hanno affermato (per l'ennesima volta) la volontà di aumentare gli aiuti allo sviluppo di Paesi poveri e Africa. Il summit giapponese che ha visto come protagonisti Giappone, Stati Uniti, Germania, Regno Unito, Francia, Italia, Canada e Russia, oltre ai cosiddetti 'nuovi donatori' (Sud Africa, Cina, Brasile, Corea del Sud, India, Indonesia, Malesia e Messico), si è chiuso con la conferma che ''ognuno dei Paesi del G8 si vincola a rafforzare l'assistenza alla cooperazione internazionale''. Obiettivi primari per combattere la povertà e avvicinarsi ai Millennium Goals ''sanità, istruzione e accesso all'acqua nei Paesi poveri''. Ce la faranno? Per ora di certo c'è che al vertice di Gleneagles del 2005 il G8 aveva deciso di portare da 80 miliardi di dollari del 2004 a 130 miliardi del 2009 i fondi per le nazioni più povere, ma proprio lo scorso 4 aprile l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) ha diffuso il rapporto sugli aiuti rimarcando che nel 2007 si è addirittura avuta una flessione dell'8,4% da parte delle risorse concesse dai 22 paesi ricchi, con cali rilevanti per Regno Unito, Francia e Giappone. ''Una vera delusione'', secondo il segretario generale dell'Ocse ed è difficile dargli torto. La spagnola Telefonica ha aderito all'associazione Eubrasil... ... che promuove lo sviluppo dei rapporti economici e politici tra l'UE e il Brasile. ''Il sostegno e la partecipazione di Telefonica, che è un leader di primo piano nel settore strategico delle telecomunicazioni sia in Europa che in Brasile - ha dichiarato Luigi Gambardella, presidente di Eubrasil - è per noi di fondamentale importanza. L'obiettivo di Eubrasil è infatti lo sviluppo di solide relazioni di collaborazione bilaterale tra l'Unione europea e il Brasile. L'impegno di Telefonica nell'associazione - ha aggiunto Gambardella - aiuterà a raggiungere questi obiettivi e a valorizzare, in un momento di forte ripresa della cooperazione tra l'Europa e il Brasile, le forme originali di sviluppo che caratterizzano l'attuale fase di crescita economica del Paese latino americano''. Al di là degli slogan, la speranza tra la multinazionale del telefono e Bruxelles porti ad incrementare i progetti di cooperazione della UE in Brasile.

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Le risposte dei candidati premier alla FISH (sezione: Burocrazia)

( da "Vita non profit online" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Redazione (redazione@vita.it) 11/04/2008 --> Hanno risposto al messaggio inviato nei giorni scorsi da Pietro Barbieri, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap, ove si indicavano al prossimo Governo dieci punti pri Hanno risposto, le principali forze politiche, al messaggio inviato nei giorni scorsi da Pietro Barbieri, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), ove si indicavano al prossimo Governo - qualunque esso sarà - dieci punti prioritari da perseguire in ambito di disabilità, dalla ratifica della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità alle statistiche; dalla presenza delle associazioni nei tavoli di confronto ai criteri di valutazione della disabilità; dai diritti esigibili alla scuola; dal lavoro alla vita indipendente delle persone con disabilità; da pensioni più dignitose alla comunicazione. Lo ha fatto per primo il gruppo della Sinistra l'Arcobaleno, per tramite di Walter De Cesaris, coordinatore del programma di questa lista, dichiarando di "condividere completamente i punti evidenziati dalla FISH", ritenendo fondamentale "l'uguaglianza di opportunità e di partecipazione alla vita della comunità" da parte delle persone con disabilità. Successivamente La Sinistra l'Arcobaleno ha a propria volta indicato come prioritari alcuni punti già presenti nel proprio programma, vale a dire "portare a termine la procedura parlamentare di ratifica della Convenzione Internazionale sui Diritti delle Persone con Disabilità; rivedere le modalità di accertamento sanitario tenendo conto dell'evoluzione degli strumenti di valutazione della persona; definire i livelli essenziali delle prestazioni sociali omogenei su tutto il territorio nazionale; associare alla riabilitazione medica la riabilitazione sociale e l'abilitazione per valorizzare tutte le potenzialità della persona; incrementare il fondo sulla non autosufficienza fino ad almeno 1,5 miliardi di euro, prevedendo un canale differenziato specifico per la disabilità; migliorare la qualità dell'integrazione scolastica; rifinanziare la Legge 13/89 sull'eliminazione delle barriere architettoniche; incentivare l'accessibilità ai mezzi di comunicazione e informazione, rivedendo anche la Legge 4/04". Successivamente, a scrivere al presidente della FISH è stato il candidato premier dell'Unione di Centro (UDC), Pierferdinando Casini, dichiarando il proprio impegno "a ratificare entro i primi cento giorni di legislatura la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità; ad adoperarsi per la chiusura degli istituti, sia in Italia che all'estero, ove sia presente la cooperazione internazionale; ad "universalizzare" il diritto all'assistenza individuale, rendendola esigibile su tutto il territorio nazionale e definendo i LIVEAS, i Livelli Essenziali di Assistenza Sociale e il loro "incrocio" con i LEA, il Livelli Essenziali di Assistenza Sanitaria". "Le persone con disabilità e i progetti del cosiddetto "dopo di noi" - ha concluso Casini - saranno al centro delle politiche del nostro partito, perché dall'attenzione riservata a questa priorità si misura la civiltà di un Paese". Quasi contemporaneamente, a rivolgersi alla FISH con una nota personale è stato il candidato del Partito Democratico (PD), Walter Veltroni, che ha innanzitutto voluto sottolineare come, "durante il mio viaggio nelle 110 Province italiane ho potuto riscontrare direttamente moltissime delle cose espresse nel vostro documento e sono fermamente convinto che sia arrivato il momento di dare risposte e di avviare riforme concrete". "Stiamo parlando di persone, non di numeri né di statistiche - continua il messaggio di Veltroni - e non devo certo dirlo alla FISH quanto alla politica. Dobbiamo dunque saper superare l'indifferenza e l'approccio paternalistico, avviando un confronto reale e permanente con le associazioni e le Federazioni che da anni, troppo spesso in solitudine, cercano di inserire nell'agenda della politica queste tematiche". "Comprendo il valore e l'importanza delle vostre proposte - conclude il leader del PD - ed è per questo che ritengo indispensabile aprire un confronto serio e soprattutto permanente, perché si possano dare risposte veloci e coerenti partendo dalla ratifica della Convenzione ONU che potrà aiutarci anche a semplificare la "giungla" legislativa in questo settore (proposta che abbiamo avanzato con forza in relazione a tutto il nostro sistema legislativo e che a maggior ragione deve trovare applicazione in questo ambito). Superare inutili burocrazie, favorire la partecipazione, investire nella rete dei servizi sono princìpi alla base di qualsiasi intervento che dovremo fare". In extremis è arrivata anche la risposta del Popolo delle Libertà (PdL), da parte di Leonardo Salvemini, responsabile scientifico del Dipartimento Politiche Sociali, a nome del responsabile di quest'ultimo Mario Mantovani e del coordinatore nazionale Sandro Bondi. "L'onorevole Mantovani - si scrive nella nota - per quanto riferibile alle fondate e legittime istanze contenute nella vostra comunicazione, onde evitare promesse che appaiano più come aridi spot elettorali che impegni politici precisi e concreti, propone, in caso di vittoria della coalizione guidata dal Presidente Silvio Berlusconi: 1. di evitare di incidere su leggi di settori esistenti, ma di istituire, con un provvedimento adottato dal primo Consiglio dei Ministri, un tavolo tecnico costituito da rappresentanti delle associazioni, Governo e Regioni per l'elaborazione di un "Testo Unico delle Tutele Sociali" che disciplini nel dettaglio le puntuali esigenze evidenziate nella scheda della FISH, dopo aver effettuato la ricognizione di tutta la normativa esistente". "Tale esigenza - continua il messaggio - appare necessaria perché a seguito della riforma del Titolo V della Costituzione, i soggetti responsabili degli ambiti afferenti le Politiche Sociali sono lo Stato, per quanto riconducibile ai livelli essenziali, e anche le Regioni, per quanto riferibile alla normativa di dettaglio. Non solo, l'occasione del tavolo potrebbe valere per una completa riforma della legislazione esistente Secondo la lettera dei rappresentanti del Pdl, i "pilastri fondamentali" di questo "Testo Unico delle Tutele Sociali", proponendo "un elenco non esaustivo ma indicativo", potrebbero essere "il lavoro, l'educazione, i trasporti, le strutture residenziali e non, i servizi amministrativi". oggi disorganica, ambigua e di difficile applicazione e interpretazione".

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Malato come Welby accusa "Negato il mio diritto di voto" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il caso L'ultima volontà di un ex artigiano affetto da Sla Malato come Welby accusa "Negato il mio diritto di voto" MAURIZIO FICO BERGEGGI Adue giorni dalle elezioni scoppia il caso di un "voto negato" a un uomo di 64 anni affetto da una grave forma di sclerosi laterale amiotrofica, la stessa di Piergiorgio Welby. Per dire sì chiude gli occhi, per dire no gira la testa di lato, verso l'armadio della camera. E' tutto il suo mondo, sempre più stretto, che osserva quasi immobile da letto, al secondo piano di una casa nel centro di Bergeggi, sotto la chiesa, da quando la malattia gli ha reso sempre più più complicate e rare le uscite in carrozzella. G. F., una vita da artigiano specializzato ("il suo calvario è iniziato nell'estate del 2005 quando hanno cominciato a cadergli oggetti e attrezzi da lavoro dalle mani", racconta la moglie C., ex commerciante savonese) in questi giorni ha espresso un desiderio che è allo stesso tempo il riconoscimento di un diritto e una sorta di ultima volontà: votare alle prossime elezioni. L'impresa però sembra impossibile e la moglie esprime tutta la sua rabbia: "La burocrazia anche questa volta complica le cose e invece di aiutare si accanisce contro una persona inerme. Chi perde il certificato in poche ore può ottenere un duplicato, per consentire a un invalido grave di votare invece si devono riempire decine di scartoffie e affrontare i cavilli di leggi assurde". La donna (la coppia non ha figli) è stata tra le fondatrici della nuova associazione Aisla di Savona, a cui possono rivolgersi tutte le persone "più numerose di quanto si immagini" che hanno un familiare affetto da Sla. "Ma questa è una battaglia che porto avanti a livello personale. E faccio un'altra precisazione: in Comune, a cominciare dal sindaco, tutti hanno sempre fatto il possibile per aiutarci e già due anni fa c'era stata la massima disponibilità anche da parte del presidente del seggio. Mio marito però non vuole farsi intubare e per chi non è legato a macchine "salvavita" poter votare è praticamente impossibile". Perchè, come vorrebbe il buon senso, non delegare la moglie? "Dovevo essere nominata amministratore di sostegno ma anche qui, dopo quintali di burocrazia, per il pronunciamento definitivo è risultato che doveva essere presente in Tribunale anche mio marito. Non trovo aggettivi per definire una sciocchezza simile. Si doveva altrimenti seguire la procedura usata per i sordomuti, con due interpreti, un notaio e un avvocato, spendando circa 4 mila euro. Forse il 14 maggio sarà la volta buona, ma intanto non posso portare avanti operazioni importanti, compresa la delega per il voto". Difficilmente l'ex artigiano potrà vedere esaudita la sua volontà di votare. "Mio marito, nelle condizioni in cui è, non ha piacere di farsi vedere in pubblico, senza contare le difficoltà e i rischi di un'uscita in carrozzella. Riesce però a esprimersi bene attraverso un computer visivo, possibile che non si possa trovare una soluzione?".

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SPAGNA/ ABORTO, VERSO CREAZIONE REGISTRO MEDICI OBIETTORI (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 11-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Solo 2,5% aborti in centri pubblici, anche per cattiva gestione postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri In Spagna la sanità pubblica effettua solo il 2,5% degli aborti: a rilevarlo oggi è il quotidiano di centrosinistra 'El Pais', secondo cui l'inerzia, la burocrazia e l'ideologia di alcuni capireparto, giudici e politici regionali rende urgente la creazione di un registro degli obiettori di coscienza, annunciato dal governo per rendere compatibile il diritto ad abortire con quello ad obiettare. In alcune regioni, come Murcia, Navarra e Castilla-La Mancha nessun centro pubblico pratica aborti, mentre in tutto il paese ci sono stati 100.000 aborti nel 2006. Nelle cliniche private gli aborti sono praticati con frequenza, tanto da aver provocato polemiche a seguito di indagini in alcune cliniche di Madrid e Barcellona sospettate di violare la legge spagnola, che prevede l'interruzione di gravidanza solo in alcuni casi tassativi. Teoricamente infatti per la legge spagnola l'aborto non è un diritto, ma viene consentito dietro parere medico in alcuni casi. Ma che succede se la donna è in pericolo di vita? Il quotidiano madrileno riporta il caso di un'amniocentesi fallita nel grande ospedale pubblico 'Hospital de la Paz' della capitale, dopo cui la donna è stata inviata ad abortire in una clinica privata nonostante la situazione fosse molto pericolosa, e altri esempi che riguardano personale medico. Solo il 50% dei medici in Spagna sarebbero però obiettori, secondo il capo di ginecologia di un altro grande ospedale madrileno, il Severo Ochoa. Secondo questo professionista con 20 anni di esperienza, Javier Martinez Salmean, in certi casi i dottori si rifiutano di praticare aborti più per questioni emotive che per convinzioni ideologico-religiose. "Forse dovrebbero chiedersi se possono lavorare in un sistema pubblico", osserva Salmean. L'aborto inoltre è un'operazione urgente che spesso contrasta con ritmi e programmazioni settimanali in grandi centri. Ma ci sono poi altri casi, in cui il caporeparto obiettore impone le sue convinzioni ai subordinati. La legge spagnola - approvata subito dopo il ritorno della democrazia ma in seguito mai modificata - prevede la possibilità di ricorrere all'aborto in tre soli casi: stupro (entro le 12 settimane), "gravi tare fisiche o psichiche" del nascituro (entro le 22 settimane e con il parere di uno specialista) e "grave pericolo per la vita o la salute psichica della madre" (senza limiti temporali, ma anche in questo caso con il parere di un medico). Secondo le statistiche, gli aborti del 2006 sono stati motivati con lo stupro solo in 13 casi, con il rischio per il feto in 2.875 casi e con il rischio per la salute della madre in 98.523 casi. Buona parte del problema, secondo 'El Pais', sta proprio qui: la legge è generica e molti psichiatri preferiscono non rischiare. In alcune cliniche private invece, come quella di Barcellona del dottor Carlos Morin, indagato e attualmente agli arresti domiciliari, si effettuano aborti compilando test psicologici su carta, con valutazioni numeriche, da uno a cinque. Il governo socialista di José Luis Zapatero per ora ha evitato di proporre riforme della legge, ma si è detto favorevole a un dibattito 'consensuale', che però appare difficile da realizzare data la posizione apertamente ostile dell'opposizione di centrodestra del Partido popular (Pp). Per ora, dopo molti casi di donne chiamate a testimoniare in indagini della polizia con metodi intimidatori, il governo ha deciso di adottare due misure: definire "un quadro comune di base che garantisca l'equità, la qualità, il rispetto e il diritto all'intimità" per le donne che interrompono volontariamente la propria gravidanza; e creare un registro dei medici obiettori, per cercare di facilitare l'applicazione della legge sull'aborto nelle strutture pubbliche. L'ordine professionale dei medici ha chiesto di poter gestire questo registro, per vegliare sul "codice etico e il buon esercizio della professione".

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