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Ponti
d'oro in Tirolo alle nostre imprese
( da "Corriere
delle Alpi" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
senza
burocrazia, ci sono scuole dedicate a creare tecnici, con energia a basso
costo, collegamenti stradali. In pratica esiste un clima favorevole alle
imprese, un clima che qui si è perso. Proporre un sindaco bellunese di fare una
azienda nel suo territorio, è come fargli un torto, perchè subito pensa a
quanti si opporranno,
Internet
veloce, la Regione sceglie Feltre
( da "Corriere
delle Alpi" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Tradotto,
meno burocrazia e più velocità nella catalogazione di dati e cifre. Quanto alla
tempistica Venezia avrà due mesi per concordare con il comune le modalità e i
contenuti di dettaglio del progetto. A coordinare le operazioni per il colle
delle Capre sarà il dirigente Giulio Tatto.
De
Luca, via alla missione Usa ( da "Citta' di Salerno, La"
del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
esperienza
traumatica con la burocrazia italiana a Venezia, ad accettare. Si tratta di un
incarico particolare, che dovrá interfacciarsi con la progettazione
impiantistica che sará a cura della societá che si aggiudicherá la concessione.
In pratica a Gehry viene chiesto di confezionare un vestito su misura, "da
realizzarsi quale testimonianza dell'arte contemporanea"
La
discarica e il fronte del no Urge un tavolo di confronto Gli enti locali per
anticipare la Conferenza dei servizi
( da "Giorno,
Il (Lodi)" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ad ostacolare
la sua attività "riversandole addosso il massimo della burocrazia
possibile". Questo appello era stato condiviso anche dall'onorevole della
Lega Nord Andrea Gibelli. La necessità di giungere al più presto alla
conferenza di servizi era stata sottolineata invece anche dal Presidente della
Provincia Lino Osvaldo Felissari.
Costruire
o ristrutturare Pratiche in metà tempo Burocrazia più agile anche grazie al
computer ( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)"
del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
FOSSI
IO ai vertici dell'Atc, cara signora Neva, Le regalerei immediatamente
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
misurati con
il calendario della burocrazia. Ma è solo una speranza, a cui mi piacerebbe
tanto che la pubblicazione della Sua lettera, con tutto il lindore che la
caratterizza, desse maggior forza. D'altra parte, sulle pensiline della nostra
città (disegnate dal giapponese Kazuhide Takahama) ci sarebbe anche
qualcos'altro da ridire: osservando che spesso esse risultano prive di sedile,
CARO
CARLINO, siamo alcuni genitori i cui figli, in h
( da "Resto
del Carlino, Il (Ascoli)" del
11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
perdendo una
infinità di tempo a causa della burocrazia. Arrivati alla fine del mese di
ottobre, la situazione si è sbloccata, aprendo il secondo teatrino. Docenti non
volevano prendersi carico di alunni in handicap, poiché non avevano le
competenze necessarie per poter lavorare con loro, altri hanno rifiutato per
l'esiguità della durata della supplenza,
Mazzi:
Burocrazia troppo lenta per le imprese
( da "Resto
del Carlino, Il (Cesena)" del
11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Mazzi:
"Burocrazia troppo lenta per le imprese" "LE IMPRESE hanno
bisogno di decisioni certe e rapide, la politica invece ragiona su tempi molto
più lunghi e la burocrazia richiede una selva di permessi e autorizzazioni.
Esistono troppi livelli decisionali, occorre snellire questi processi".
LA
POLITICA agricola comune è stata fondamentale per la stabilizzazione dei prezzi
( da "Resto
del Carlino, Il (Ferrara)" del
11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
("purtroppo dedichiamo 11 giornate l'anno alla burocrazia anziché al
mercato"). Grande cautela, ha poi suggerito, va posta sulla questione
biocarburanti: "I cereali vengano coltivati per l'alimentazione umana e
animale". Aproniano Tassinari, presidente nazionale delle imprese
agromeccaniche ha o posto in luce il forte cambiamento dei gusti alimentari e
di conseguenza della
Unieco
ancora in attesa dell'Autorizzazione integrata ambientale
( da "Nazione,
La (Grosseto)" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
BUROCRAZIA A
GENNAIO SEMBRAVA CHE IL RILASCIO DI QUESTO PERMESSO DOVESSE ESSERE QUESTIONE DI
GIORNI Unieco ancora in attesa dell'Autorizzazione integrata ambientale -
-->.
Gallaratese,
Padana e sp 34 nella lista nera delle ambulanze
( da "Giorno,
Il (Legnano)" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
lasciare che
quella strada cada in mano ai tempi cavillosi della burocrazia italiana, ma di
muoversi nel costruire una rotonda per evitare ancora stragi inutili. Per fare
in modo che non ci sia più un altro Rino". È l'accorata richiesta di una
parente dell'ossonese che il 29 febbraio è rimasto vittima assieme alla figlia
di otto anni di un grave incidente in conseguenza del quale,
Nasce
un comitato contro le bollette pazze di abbanoa
( da "Nuova
Sardegna, La" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
che
spaventano gli utenti più anziani non abituati a confrontarsi con una
burocrazia vessatoria. Tra le altre cose si chiede l'esibizione di un documento
di identità in corso di validità. Un ultrasettantenne probabilmente non è in
grado di esibirlo ne di rispondere alle domande di Abbanoa. (t.g.t.).
Inaugurato
3 mesi fa, ma l'asilo è chiuso - giovanni scarpa
( da "Provincia
Pavese, La" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Sono i tempi
lunghissimi della burocrazia, purtroppo - dice -. Per quello che concerne i
compiti del Comune, ci siamo attivati per tempo per avere tutte le
autorizzazioni del caso. L'agibilità c'è. Da quello che so, manca solo l'ultimo
via libera da parte dell'Asl". Di quest'ultima parte, aggiunge Manelli, se
ne dovrebbe occupare la fondazione che poi gestirà il servizio.
Nord,
terra ostile per la sinistra ( da "Provincia Pavese, La"
del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
i tanti
lavori invece del "posto fisso", il rapporto col fisco, le lentezze
della burocrazia e l'emergenza sicurezza sono dimensioni decisive nella scelta
del voto. "Lo sbaglio della sinistra italiana, attardata su logori schemi
fordisti - secondo l'autore - è stato allora quello di non saper leggere questi
mutamenti produttivi".
Quegli
stati che vivono da parassiti - federico rampini
( da "Repubblica,
La" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
a tartassare
il contribuente per mantenere burocrazie pletoriche e spese clientelari,
saranno costretti a disciplinarsi se non vogliono che la loro base imponibile
se la squagli. Ecco alcuni esempi citati dai neoconservatori, per corroborare
la tesi che la concorrenza fiscale fa bene a tutti: prima degli anni Ottanta
nei paesi industrializzati l'imposta sul reddito arrivava a un'
"la
città istituisca un garante dell'handicap per difendere i disabili dalla
burocrazia" ( da "Repubblica, La"
del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
disabili
dalla burocrazia" Ottocento torinesi che hanno un figlio, un nipote, un
parente con una disabilità vorrebbero un garante per l'handicap. Perché la
burocrazia spesso pesa come un macigno e non sempre si hanno gli strumenti
(conoscenza delle leggi, tempo, determinazione, voglia di perdere ore agli
sportelli) per capire come ci si può muovere per veder riconosciuto un diritto.
Violentata,
sulle tracce del colpevole ( da "Nuova Venezia, La"
del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
sempre a
disposizione che aiutino queste donne ad affrontare un percorso irto di
ostacoli, in cui la burocrazia può scoraggiare a denunciare il violentatore.
Ecco perché molte donne preferiscono non raccontare nulla e tenere il segreto
dentro di sé. Purtroppo questi tipi di violenza maturano spesso tra le mura
domestiche, coinvolgendo parenti e conoscenti, ex mariti o conviventi.
Candidature
per le politiche il falso problema degli "esterni" - vincenzo
provenzano ( da "Repubblica, La"
del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
E questo
appare - per quelle aziende - più proficuo che indicare una burocrazia
organizzata e verticistica. Il valore delle imprese, quindi, sta nella capacità
di risolvere i problemi sul territorio in cui sono insediate: ed esse lo fanno
con gli strumenti e gli input locali o esterni che hanno a disposizione.
Addio
al fiorista, ma è pronta un'alternativa
( da "Nuova
Venezia, La" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
"purtroppo
la burocrazia rallenta tutto. Appena saranno pronti i nuovi banchi metteremo a
posto anche il campo di San Giacometo". Un'impresa ardua, quella di
rimettere ordine nell'area realtina. Anche dove il progetto di riordino è stato
portato a termine, come nel caso della Pescheria, i problemi non mancano.
Giusta
l'inchiesta: le colpe ricadono sul vertice
( da "Trentino"
del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
MALEDETTA
BUROCRAZIA/ IL CASO INAIL Giusta l'inchiesta: le colpe ricadono sul vertice In
relazione a quanto apparso sul "Trentino" e con l'intento di fare
chiarezza in merito alle reali condizioni lavorative dell'Inail, la Cisl del
Trentino vuole fare presente che da un po di tempo a questa parte a vari
livelli aveva segnalato la situazione di lavoro dell'
Roncarati
al Lions ( da "Nuova Ferrara, La"
del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
una
spaventosa burocrazia che tarpa le ali agli imprenditori che desidererebbero
scendere in campo, un alto costo energetico e del lavoro, una diffusa
insicurezza sociale, accanto ad uno spiccato individualismo che nuoce
all'economia quanto tutto il resto. "E non stiamo facendo nulla per
migliorare la sitauzione - è stato il suo amaro commento -
Un'odissea
per il sottopasso Il sindaco perde la pazienza
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
è la
burocrazia Un'odissea per il sottopasso Il sindaco perde la pazienza ORSAGO. Si
allungano i tempi per la realizzazione del sottopasso ferroviario di via Borgo
Basso: il sindaco Giancarlo Mion sollecita e cerca risposte in Provincia.
L'opera era prevista da un accordo di programma siglato nel 2001 tra la Regione
Veneto,
"il
parcheggio sarà completato" - paolo russo
( da "Repubblica,
La" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
esasperante
lentezza della burocrazia e la confusione con la quale è stata condotta fino ad
ora questa vicenda, questa sera, incendierà centinaia di torce che sfileranno
attorno al cratere del Murattiano. Un lungo corteo che partirà alle 20 da
piazza Cesare Battisti e attraversando via Sparano si scioglierà sotto al
Comune.
La
pratica edilizia? In soli 10 giorni
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Finalmente
liberi dalla palude della burocrazia a priori, in Comune s'inebriarono
sull'onda del world wide web. Era il 1998, e il geometra i progressi della sua
pratica poteva cercarseli su Internet dribblando lo sportello. Oggi la lumaca
ha messo il turbo e per quel timbro (salvo eccezioni) ci vogliono 10 giorni.
Cgil
e Comune divisi sulla spesa sociale
( da "Gazzetta
di Reggio" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
buona parte
assorbiti dalla spesa per la burocrazia. A dare una mano ci sono infine i
proventi dei servizi (ticket e rette varie) che al Centro Nord sono
sensibilmente lievitati. Non sono stati invece conteggiati gli introiti
provenienti dalle contravvenzioni che comunque rappresentano una voce importante
nei bilanci di tanti Comuni, soprattutti quelli di media grandezza come Reggio.
Marea
di nomi, vincenti già noti ( da "Giornale di Vicenza, Il"
del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
vai con i
soldi spesi in burocrazia, carte, manifesti eccetera. Dopodiché un merito - se
vogliamo ironizzare così - il Porcellum ce l'ha: già ieri pomeriggio si
potevano leggere nelle liste dei partiti medio-grandi, quelli che davvero
avranno posti a Roma, i nomi degli eletti o almeno di gran parte di loro.
Senza
di noi l'Incompiuta è a rischio ( da "Giornale di Vicenza, Il"
del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Purtroppo con
la burocrazia per fare un giorno di lavoro con la ruspa è necessario un mese di
burocrazia per preparare le carte. Per servire il paese ho lasciato il lavoro
che avevo prima: sono più povero economicamente ma molto più ricco
dentro". Gira voce che si ricandiderà come consigliere, è vero?
All'Iraq
resta solo il petrolio ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la burocrazia
divora le buone intenzioni di ricostruire l'Iraq. Qui si può incrociare Ahmed
Chalabi che l'amministrazione Bush presentò come il "George Washington
iracheno". Foraggiato dagli Stati Uniti, Chalabi guidava da Londra l'Iraqi
National Congress, una macchina mangiasoldi accreditata come un fronte di
oppositori che però non aveva nessun peso.
Un
partner per Blue Orchard ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
è quella per
contrastare la pesante burocrazia presente nel Paese, che non agevola l'accesso
a questa forma di prestiti". Speriamo "di trovare un'alleanza nel microcredito
con Blue Orchard per sostenere una cultura di cui l'Italia ha bisogno", ha
aggiunto Morganti, senza escludere una cooperazione anche nei Paesi emergenti
dove il fondo svizzero è molto attivo.
Un
lavoro su misura nel Centro servizi per l'occupazione
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La burocrazia
fredda e distante con cui si trattava prima chi si rivolgeva a noi per cercare
lavoro è solo un brutto ricordo", ha spiegato Speranza Schirru, nuovo
responsabile del servizio. Il disoccupato che si iscrive per la prima volta o
ritorna al Centro perché ha perso il posto dovrà come prima cosa presentare
tutta una serie di documenti.
L'Egitto
apre il mercato ai progetti di qualità
( da "Sole
24 Ore, Il" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
nelle industrie a rapido sviluppo Alfredo Sessa Quando la Banca mondiale lo ha
promosso, qualcuno ha storto il naso. Nel rapporto "Doing Business",
che ogni anno assegna le pagelle ai Paesi che riducono gli ostacoli
all'economia, l'istituzione finanziaria multilaterale ha lodato a fine
Per
le imprese un Paese semplice ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Burocrazia e
fisco. E proprio sul taglio delle tasse mette a confronto il suo programma con
quello del Pdl e, citando uno studio del Sole 24 Ore di ieri, ripete come la
riduzione delle aliquote Irpef targata Partito democratico avvantaggi i redditi
medio bassi (cioè gli scaglioni di reddito fino a 60mila euro che riguardano il
95%
Morandini:
sforbiciare la troppa burocrazia ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
sforbiciare
la troppa burocrazia UDINE. Dal nostro inviato Giuseppe Morandini, 49 anni,
vicepresidente di Confindustria, presidente della piccola industria e a capo
della Fornaci giuliane, da buon udinese è concreto. Come è logico non si
schiera con nessuno, ma sollecitato sulle cose che sono state fatte e su quelle
che mancano per sostenere anche in questa regione le Pmi,
Corriere
dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: LETTERE - data: 2008-03-11 num: - pag: 8
categoria: AL... ( da "Corriere Alto Adige"
del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
per gli
elettori, ma certo la situazione oggi è peggiorata. La ragione prima, non
dimentichiamolo, risiede nella pessima legge elettorale che, togliendo agli
elettori il potere di scegliere tra i candidati, ha lasciato alle burocrazie di
partito la possibilità di liberare ogni appetito.
In
Italia una barca su due è di proprietà campana
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
clandestinità
per il disinteresse della politica e della burocrazia. Cinque miliardi di
fatturato - il 60% destinato ai merati esteri - oltre trentamila addetti e un
moltiplicatore occupazionale altissimo: cinque/sei addetti per ogni posto
barca. La lezione è stata tenuta, nel corso di un incontro alla Canottieri
Napoli, da Maurizio Romiti, presidente di Pentar,
<Non
è radicchio Igp>, diffida alla Bonduelle
( da "Corriere
del Veneto" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Una lotta
contro il tempo e la burocrazia delle certificazioni. Il giorno della
spedizione, dopo il confezionamento e la pesatura, il radicchio viene esaminato
da un tecnico per il rilascio del certificato fitopatologico, documento
obbligatorio per varcare le frontiere. "Ogni settimana esportiamo 500
chili di prodotto, per un totale di circa 120 cassette"
Veltroni:
più sgravi fiscali del Pdl Poi boccia la figlia di Cardinale
( da "Corriere
della Sera" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
promette
lotta dura alla burocrazia e più soldi nelle tasche dei cittadini. "Con il
Pd - giura tabelle alla mano - i contribuenti avranno maggiori sgravi fiscali
che con il Pdl". E a sera, davanti ai tremila di Pordenone, Veltroni
chiede rispetto per il premier uscente: "Prodi resterà presidente del Pd,
perché fin dal
Interventi
e Repliche ( da "Corriere della Sera"
del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Corriere del
6 marzo riguardante la burocrazia dell'Inpdap. Vorrei aggiungere una domanda:
se posso trasmettere alla Agenzia delle Entrate online la mia dichiarazione dei
redditi, evitando così intermediari, appuntamenti e code inutili presso quelli
o altri sportelli, perché, analogamente, non posso dichiarare all'Inpdap con lo
stesso sistema le detrazioni fiscali che mi spettano?
Veltroni
promette: corridoio 5 per il friuli
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Voglio
un'Italia coesa e senza burocrazia" Folla alle due tappe friulane del
candidato democratico "Non farò propaganda a insulti per la destra invece
è la regola" "Siamo a 4,7 punti dal Pdl al Senato, la rimonta
continua" "La Lega inneggia alla secessione poi vuole il potere"
di TOMMASO CERNO e STEFANO POLZOT UDINE.
Veltroni:
taglieremo noi le tasse ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Lotta alla
burocrazia; più infrastrutture; sborsare meno tasse; chi sbaglia deve pagare,
non evitare la galera. Nel cuore del Nord-Est, sul palco di un palazzetto dello
sport gremito da 3.500 persone, Walter Veltroni, fino all'altro giorno sindaco
di quella Roma che la Lega chiamava ladrona, ha parlato al cuore del popolo di
centro-
Veltroni
al forum lancia la rimonta ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Lotta alla
burocrazia, più infrastrutture sborsare meno soldi per le tasse e certezza
della pena: chi sbaglia paghi "La destra non vuole riformare il paese ma
pensa solo a tornare al 2001 Il cambiamento all'estero s'è già visto" Il
candidato premier batte la febbre ed entusiasma Moretton gli lascia spazio, Bolzonello
lo invita a "trasferire i successi locali nelle politiche"
Noasca
e Carema ritornano alla carica ( da "Stampa, La"
del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
prima che il
decreto del giugno 2007 li obbligasse a sentire il parere della Regione
ospitante. Ovvero: altra burocrazia, altri soldi. Finora, come nel caso di
Noasca, l'investimento più oneroso ha riguardato i legali: non più di 2 mila
euro. E il referendum, ameno quello, nessuno ha intenzione di metterlo in
discussione.
Azione
e ottimismo chiavi dello sviluppo
( da "Secolo
XIX, Il" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
dai gruppi
improduttivi all'interno delle imprese, delle istituzioni, delle burocrazie.
Per superare questa fase di collasso sociale è necessario incidere sui moventi
della gente comune e degli imprenditori attuali e potenziali. Istinto,
vitalità, visione ottimistica del futuro, costituiscono la base
dell'espansione.
Giovane
madre, cieca e già vedova cerca lavoro ma trova solo ostacoli
( da "Tirreno,
Il" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Invece si è
imbattuta nella burocrazia. "Notevoli problemi burocratici hanno
rallentato la mia assunzione negli enti indicati; l'ufficio di collocamento
disabili della Provincia di Pisa, l'Asl e persino il provveditorato agli studi
nel quale avrei dovuto lavorare... Non c'è stato niente da fare".
Burocrazia
( da "Tirreno,
Il" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Pisa
BUROCRAZIA E DISCRIMINAZIONI GIOVEDI Interruzione dell'acqua TITIGNANO. Acque
Spa rende noto che, per lavori di collegamento della nuova tubazione realizzata
nel sotto-passo ferroviario di via di Titignano nel Comune di Cascina, giovedì
dalle 8 alle 15, verrà interrotta l'erogazione idrica nelle vie Titignano,
L'IMPENNATA
DEI COSTI DI PRODUZIONE METTE IN GINOCCHIO LE IMPRESE AGRICOLE
( da "Sestopotere.com"
del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
della
burocrazia ha promosso una Petizione popolare raccogliendo migliaia di firme in
tutta Italia. Comunque, la crescita dei costi di produzione, insieme a quelli
previdenziali e burocratici, non mancherà di avere pesanti ripercussioni sui
redditi dei produttori agricoli che -afferma la Cia- già nel 2007 sono scesi
dello 0,
<Difendere
Malpensa per difendere le imprese>
( da "Giornale
di Vimercate" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
il grado di
competitività degli altri paesi europei con meno burocrazia e infrastrutture
migliori". Queste le parole di Briccola, cha ha poi concluso:
"Difendere Malpensa significa difendere le nostre piccole imprese, per le
quali il tempo con cui è possibile raggiungere destinazioni estere è un fattore
molto importante".
Dote
alla Provincia: <Un assordante silenzio>
( da "Giornale
di Vimercate" del 11-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
contro la
burocrazia. I primi passi della Provincia della Brianza sono lenti come quelli
di un pachiderma. E, ancora prima di nascere, la "casa comune" dei
brianzoli ha già accumulato "ritardi su ritardi". A tracciare l'amara
analisi è stato l'assessore regionale con delega alla Provincia di Monza e
Brianza, Massimo Ponzoni.
<Discarica,
si anticipi il confronto> ( da "Libertà"
del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
della
burocrazia possibile". Un appello che era stato condiviso, in una sorta di
patto trasversale tra forze politiche appartenenti anche a schieramenti
differenti, dall'onorevole della Lega Nord Andrea Gibelli, che aveva invitato
le municipalità della Bassa a "boicottare democraticamente fin da subito
la Cre per dare un segnale forte di come non si possa farla franca nel
lodigiano"
C'è
un mattatoio (nuovo) da rottamare
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Troppa
burocrazia e costi di gestione troppo alti. Così, dopo i tentativi (andati a
vuoto) di affidare il mattatoio in gestione, il Comune ha deciso di cambiare
rotta puntando sulla riconversione. Dopo l'idea estemporanea di farne uno
stabilimento per la lavorazione del sughero, ha prevalso la proposta di usare
seicento metri quadrati (
Santa
Croce <Ciclabili? Sì, però...>
( da "Giornale
di Vicenza.it, Il" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
unico
problema è la lentezza della burocrazia italiana ma per il resto non ci sono
problemi". Per un quartiere come S. Croce, in cui la popolazione di
duemila abitanti triplica nel periodo scolastico, come giudica lo stato delle
infrastrutture pubbliche? "Quello delle scuole è un problema molto serio
dato dal fatto che la città è vecchia e le scuole sono nuove.
Poco
Sud nei programmi: Pd e Pdl a confronto
( da "Denaro,
Il" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
nord sul
fronte di burocrazia, sanità, servizi ai cittadini. Un impegno non sufficiente
e privo "di spirito riformista", secondo l'ex numero uno di
Confindustria Antonio D'Amato, che ha motivato così il suo no al Cavaliere che
lo voleva candidato per la circoscrizione Campania 1: "Se devo dare il mio
contributo ha spiegato il patron della Seda in conferenza stampa -
La
Cina avrà un ministero per l'Ambiente
( da "Nuova
Ecologia.it, La" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
incontrare
una forte resistenza da parte della burocrazia. La riforma coincide con l
entrata nel governo di numerosi esponenti della generazione dei cinquantenni
tra cui Li Keqiang, considerato il più probabile successore del primo ministro
Wen Jiabao. Gli analisti affermano che la riforma consentirà a Wen un controllo
più diretto su una serie di settori chiave come quelli dell'
Ciip
spa, è ancora polemica sulla vicenda dei dati catastali
( da "Corriere
Adriatico" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
una
burocrazia sempre più soffocante. Sorge poi qualche altro dubbio questa volta
sulla collaborazione (quasi festosa?) degli utenti; è vero invece che, per non
incorrere in penalità, tutti sono costretti a informarsi, rispondere e,
ancorché aiutati dalla buona disponibilità della Società richiedente, lo fanno
malvolentieri perché tutto ha un costo in termini di tempo e di danaro (
Asili,
più servizi ma meno fondi ( da "Corriere Adriatico"
del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
spiega lo Spi
- hanno mostrato intenzione o capacità di indirizzare verso il welfare parte
delle nuove entrate derivanti dall'aumento dell'imposizione fiscale locale e in
particolare dell'Ici e dell'addizionale Irpef mentre - è la conclusione -
emerge la scarsa capacità dei Comuni di controllare la spesa per la
burocrazia".
Il
Partito Nordest ha detto "no"
( da "Gazzettino,
Il" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
è contro
l'eccesso dalla burocrazia". E poiché, aggiunge il segretario del Pd,
"mi sono battuto perché nel programma nazionale del nostro partito ci
fossero questi punti, il che è visibile a tutti, a differenza dei dieci punti
ipotizzati dal candidato del Pdl Giancarlo Galan, che non compaiono nel
programma del suo partito.
Allagamenti,
la beffa dei rimborsi ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La situazione
poteva essere gestita con più equità, per esempio dispensando dal pagamento
dell'Ici o di altre imposte comunali, e allora magari molti non si sarebbero
scoraggiati di fronte alla burocrazia e non sarebbero avanzati 13.500
euro".
Compie
20 anni la "famiglia" che ha conquistato l'Italia
( da "Gazzettino,
Il (Vicenza)" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ambulatorio
infermieristico di Santissima Trinità dove non si fanno code e non c'è
burocrazia Compie 20 anni la "famiglia" che ha conquistato l'Italia
SchioL'associazione "La famiglia" festeggia i 20 anni
dell'ambulatorio infermieristico di Santissima Trinità. Trentadue volontari,
spesso neopensionati dai vari ospedali, si alternano per prestare la loro
assistenza per piccoli interventi.
Campestre,
risultato "storico" per i 25 anni d'attività
( da "Gazzettino,
Il (Rovigo)" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Secondo le
attese e superate le burocrazie, l'appalto dei lavori di manutenzione sarà
assegnato entro maggio, per concludere gli interventi in settembre: in tempo
per il Memorial Vallin.Nelle foto, le squadre allievi e seniores a
Curtarolo.Nicola Astolfi.
L'ex
sindaco Marin lancia l'allarme: <La tangenziale non va spostata>
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
settimana il
sindaco Roberto Zanchetta si era lamentato della "burocrazia
kafkiana" che sta rendendo arduo il prosieguo dell'iter. Marin risponde:
"Stupore e incredulità per l'improvvisa difficoltà di ordine idraulico
relative alla realizzazione della tangenziale di Ponte. Ricordo che tale
intervento è previsto da un accordo di programma tra i comuni di Oderzo, Motta
di Livenza,
Mastella,
grazie mille: Fioroni e Di Pietro, nomine a gogò. E Rula Jebreal è quasi
analfabeta ( da "Blogosfere"
del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
data la
lentezza della burocrazia, stava prendendo forma definitiva solo ora, man mano
che sono stati varati gli indispensabili regolamenti di organizzazione. Un
ragione in più anche per archiviare Romano Prodi, operazione criticata da Galli
della Loggia, e benedire il suo addio alla politica italiana.
LA
GIUNGLA DELLA BUROCRAZIA ( da "Libertà"
del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
gt Necrologie
LA GIUNGLA DELLA BUROCRAZIA. Il balletto delle bollette: le disavventure di un
utente di FRANCO LOMBARDI Premesso che tutto quanto qui di seguito sarà esposto
risulta assolutamente documentato da bollette, fatture e comunicazioni scritte,
e premesso anche che tutte le bollette e le fatture relative a consumi
domestici di acqua,
Pubblico
e impresa per il rilancio dell'economia
( da "Italia
Sera" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
oltre ai
gravami fiscali e al rallentamento dovuto alla burocrazia, frenano la crescita
economica. A concreto supporto della discussione una recente ricerca
Censis-Confcommercio, che ha analizzato in modo comparato costi e tempi
necessari in Italia e all'estero per realizzare un progetto imprenditoriale.
CALABRIA:
CERSOSIMO INCONTRA CONSOLE RUSSO (2)
( da "Asca"
del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
con lo
specifico intento di facilitare il superamento di questioni legate alla
burocrazia. Ma il Console Kolombet si e impegnato soprattutto per trovare una
compagnia di volo russa disposta a creare collegamenti diretti con la Calabria
cosi come avviene gia in Sicilia, dove attraverso i due aeroporti di Catania e
Palermo, esistono gia due voli settimanali economici.
L'OPINIONE
( da "TGCom"
del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Liberare le
nostre città dalla burocrazia Ma per diventare il Paese nel quale le aziende di
tutto il mondo desiderano delocalizzare il loro management creativo non basta
vivere di ricordi e avere quadri polverosi appesi alle pareti. Le nostre città
sono oggi spente, talvolta invivibili, oppresse dai particolarismi, dal brutto,
dalle nefandezze della politica,
Nomenclatore
tariffario: appello della FISH ( da "Vita non profit online"
del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
no. Un appello della FISH per l'approvazione dei LEA territoriali e del
Nomenclatore Tariffario "In previsione della riunione della Conferenza
Stato Regioni del 20 marzo 2008 ci appelliamo ai rappresentanti del Governo e
delle Regioni affinché i LEA territoriali (Livelli Essenziali di Assistenza
Sanitaria) e il Nomenclatore Tariffario delle Prestazioni Protesiche ivi
contenuto
Opposizioni
scatenate Stop al cemento: Mandello divisa Beppe Grossi
( da "Provincia
di Lecco, La" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il vincolo
ambientale sullo Zucco di Somana scatena le opposizioni consiliari, contrarie
alla scelta della giunta Mariani per vari motivi. Su una cosa però sono tutti
d'accordo: quel vincolo garantisce soltanto tanta burocrazia. servizio a pagina
28.
Cooperazione
in campo turistico ( da "Giornale di Calabria, Il"
del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
con lo
specifico intento di facilitare il superamento di questioni legate alla
burocrazia. Ma il Console Kolombet si è impegnato soprattutto per trovare una
compagnia di volo russa disposta a creare collegamenti diretti con la Calabria
così come avviene già in Sicilia, dove attraverso i due aeroporti di Catania e
Palermo, esistono già due voli settimanali economici.
CAMPIDOGLIO/
ALEMANNO: VIA CAPPA PIOMBO DA PICCOLE-MEDIE IMPRESE
( da "Virgilio
Notizie" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
liberare le
pmi da un rapporto con la burocrazia che è negativo e riformare la governance
di Roma con un livello istituzionale nuovo". Quanto alla gestione degli
appalti Alemanno ha registrato la denuncia delle pmi sui mega-appalti:
"Questo tema deve essere risolto, noi cercheremo di permettere alle pmi di
consorziarsi e di non essere schiacciate nelle gare di appalto"
( da "Corriere delle Alpi" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Ponti d'oro in
Tirolo alle nostre imprese" BELLUNO. Non solo turismo. L'altro tema
dell'assemblea è quello del manifatturiero, un settore perfettamente
conciliabile con il turismo. Ma cosa sta il manifatturiero? "Occorre
conservare quello che abbiamo - spiega il presidente degli industriali,
Valentino Vascellari - rendendo appetibile stare qui per le imprese e per i
lavoratori: servono trasporti e servizi migliori. Il rischio, altrimenti, è che
delocalizzare. Ma attenti, non in Cina. Ora i mercati appetibili sono molto più
vicini. Ci sono regioni, Paesi che fanno ponti d'oro alle imprese, perchè si
trasferiscano lì. Penso al Tirolo, ad esempio. Sono venuti in delegazione di
recente da Lienz, per illustrare tutte le facilitazioni che esistono per le
imprese. In tre giorni nasce una ditta, senza burocrazia, ci sono scuole dedicate a
creare tecnici, con energia a basso costo, collegamenti stradali. In pratica
esiste un clima favorevole alle imprese, un clima che qui si è perso. Proporre
un sindaco bellunese di fare una azienda nel suo territorio, è come fargli un
torto, perchè subito pensa a quanti si opporranno, ai problemi che
incontrerà, ai comitati che nasceranno".
( da "Corriere delle Alpi" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Cristian Arboit
Internet veloce, la Regione sceglie Feltre Progetto pilota per l'informatica E
Vaccari rilancia le fibre ottiche FELTRE. Navigare virtualmente tra i monti e
le vallate del Feltrino sarà più facile e soprattutto veloce. E' questo uno degli
obiettivi dell'accordo sottoscritto ieri mattina tra il comune di Feltre e la
Regione per lo sviluppo delle tecnologie informatiche sul territorio. Internet
a parte, il comune metterà a disposizione i suoi uffici per una serie di
progetti pilota che saranno poi estesi a tutte le amministrazioni del Veneto.
Intanto il sindaco Vaccari rilancia le fibre ottiche. Se finora si è navigato a
vista, da oggi in poi i feltrini appassionati di internet e tecnologie varie
potranno ambire a qualcosa di più e diventare così degli autentici skipper.
Almeno queste sono le intenzioni messe nero su bianco ieri mattina dal comune
di Feltre nel documento sottoscritto con la direzione sistema informatico della
regione Veneto. Si tratta di un accordo della durata complessiva di due anni
che farà di Feltre una "cavia" informatica per sperimentazioni che
riguarderanno la rete, i servizi, la formazione virtuale (il cosiddetto
e-learning) e il segnale digitale. A fronte della disponibilità feltrina,
Venezia ha stanziato quarantamila euro. Feltre, "focal point". Stando
alla convenzione il comune di Feltre metterà a disposizione della Regione la
propria struttura informatica, impegnandosi a produrre gli studi di
fattibilità, i software e i documenti di analisi che di volta in volta saranno
richiesti dalla direzione regionale. "L'obiettivo è creare delle
infrastrutture d'appoggio per tutte le amministrazioni pubbliche del
Veneto", afferma Bruno Salomoni, direttore del sistema informatico di
Venezia. "Per questo il ruolo di Feltre sarà cruciale". Per dirla in
gergo tecnico Feltre sarà un "focal point" con tutti gli onori e gli
oneri del caso. Tra i primi per esempio ci sarà la fornitura delle tecnologie
necessarie per la sperimentazione in comodato gratuito. E proprio a Feltre sarà
condotto il secondo ciclo di indagini per lo sviluppo del sistema
"Myportal", il portale degli enti bellunesi adottato ormai dalla
maggior parte delle amministrazioni del territorio. Parla di
"software" e di "protocolli" Elvio Tasso, responsabile
dell'e-government per la Regione: "Individueremo delle forme di gestione
per il ciclo di vita delle carte", annuncia. Tradotto,
meno burocrazia e più
velocità nella catalogazione di dati e cifre. Quanto alla tempistica Venezia
avrà due mesi per concordare con il comune le modalità e i contenuti di
dettaglio del progetto. A coordinare le operazioni per il colle delle Capre
sarà il dirigente Giulio Tatto. Vaccari accelera. Accordo con la Regione
a parte, non vuole lasciarsi sfuggire l'ondata virtuale il sindaco Gianvittore
Vaccari, che rilancia la copertura del territorio comunale mediante fibre
ottiche, tecnologia che permette la trasmissione veloce dei segnali
elettronici. "I soldi per la realizzazione dell'infrastruttura", dice
Vaccari, "potrebbero arrivare dai fondi straordinari previsti per i comuni
confinanti con il Trentino". Capitolo a parte è costituito dai fornitori
privati di servizi, a cominciare dalle grandi compagnie telefoniche che spesso
snobbano - per una logica questioni di numeri - le zone montane scarsamente
popolate. "Dobbiamo promuovere un'azione di forza per convincere questi
colossi a investire sul nostro territorio", conclude il sindaco. Resta da
capire come.
( da "Citta' di Salerno, La" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il sindaco è partito
per Los Angeles. Domani l'incontro con l'architetto sul termovalorizzatore De
Luca, via alla missione Usa Obiettivo: far disegnare a Gehry l'involucro
esterno EMERGENZA RIFIUTI DI GIANNI GIANNATTASIO " E' cominciata ieri
mattina la missione americana del sindaco Vincenzo De Luca che, in qualitá di
commissario delegato per la localizzazione, progettazione e realizzazione
dell'impianto di termovalorizzazione della provincia di Salerno, si è recato a
Los Angeles per incontrare Frank Gehry. " Al famoso architetto il sindaco
intende conferire l'incarico di "progettazione artistica e della qualitá
architettonica" dell'impianto che produrrá energia elettrica dalla
combustione dei rifiuti solidi urbani nella Piana di Sardone, in localitá Cupa
Siglia, un'area del territorio di Salerno a confine con San Cipriano e Giffoni
Valle Piana. " De Luca, che ha terrore dei voli aerei, si è sottoposto a questa
impegnativa trasferta intercontinentale perché vuole che il termovalorizzatore
sia anche un'opera di grande architettura, sulla scia della stazione marittima
progettata da Zaha Hadid, della cittadella giudiziaria di David Chipperfield,
della futura piazza della Libertá disegnata da Ricardo Bofill e delle
abitazioni che saranno firmate da Jean Nouvel a Mercatello. Il
sindaco-commissario è partito ieri mattina, alle 8.30, dall'aeroporto di
Napoli, con un volo della Lufthansa diretto a Monaco. Poco meno di due ore,
giusto per prendere confidenza con il viaggio in aereo, prima di salire
sull'altro più grande con destinazione Lax, l'aeroporto intercontinentale di
Los Angeles, e con arrivo previsto alle 15.40, ora locale. La delegazione
salernitana, oltre a De Luca, è composta dall'ingegnere Domenico Barletta
(dirigente del Settore impianti e servizi tecnologici del Comune), che è
responsabile unico del procedimento per la costruzione del termovalorizzatore,
e da Alberto Di Lorenzo, dirigente del Suap, lo Sportello unico per le attivitá
produttive, che fa parte del gruppo di lavoro del Comune che ha redatto lo
studio di fattibilitá ed è incaricato della progettazione preliminare
dell'impianto. L'arrivo nell'aeroporto californiano era previsto alle 15.40
(ora locale), che corrispondono all'una meno venti di notte in Italia. In
totale, dunque, ben 15 ore di volo. L'incontro con Gehry, negli uffici della
"Gehry Partners LLP, al 12541 di Beatrice Street di Los Angeles, è
previsto per domani. In quella sede verrá fissato anche il programma delle
riunioni del giorno dopo. L'esito non è affatto scontato: De Luca proverá a
convincere Gehry, che ha avuto un'esperienza traumatica con
la burocrazia italiana a
Venezia, ad accettare. Si tratta di un incarico particolare, che dovrá
interfacciarsi con la progettazione impiantistica che sará a cura della societá
che si aggiudicherá la concessione. In pratica a Gehry viene chiesto di
confezionare un vestito su misura, "da realizzarsi quale testimonianza
dell'arte contemporanea". Ed è in questo contesto che viene scelto
e retribuito, facendo ricorso alla legge che destina il 2% dell'importo dei
lavori all'abbellimento mediante opere d'arte.
( da "Giorno, Il (Lodi)" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
SENNA LODIGIANA La
discarica e il fronte del no Urge un tavolo di confronto Gli enti locali per
anticipare la Conferenza dei servizi di TIZIANO TROIANELLO ? SENNA LODIGIANA ?
GLI ENTI LOCALI lodigiani formalizzeranno nei prossimi giorni la richiesta alla
Regione Lombardia di anticipare il più possibile la convocazione della
conferenza di servizi dedicata all'esame del progetto di maxi-discarica in
località Cascina Bellaguarda. Lunedì scorso a Milano infatti, nell'ambito
dell'audizione in Commissione regionale ambiente numero 6, i consiglieri ed i
funzionari del Pirellone avevano ipotizzato, per questo tavolo di confronto,
una data compresa tra la metà e la fine di aprile. Ma la Provincia di Lodi e le
amministrazioni comunali di Senna e di Somaglia intendono ottenere un anticipo
dei tempi perchè vogliono scrivere la parola fine al più presto su questa
angosciante vicenda e temono che la scadenza indicata dalla Regione voglia
appositamente tenere conto dello scenario che si verrà a creare dopo le
elezioni politiche del 13 e 14 aprile. INTANTO, a distanza di tre giorni dalla
grande manifestazione di protesta andata in scena in località Bellaguarda, le
circa mille persone che hanno preso parte all'evento auspicano che la loro
presa di posizione non sia stata un gesto inutile e sperano che la
mobilitazione del territorio sia giunta anche alle orecchie dei vertici della
Cre di Arcore, la ditta che intende accasare l'impianto in grado di accogliere
oltre 2 milioni e 700mila metri cubi di rifiuti (uno dei più grandi d'Europa)
in riva al Po, a Senna Lodigiana. "Sarebbe bello - afferma il consigliere
regionale lodigiano del Partito Democratico Gianfranco Concordati - se fosse la
stessa Cre a rendersi conto dell'assurdità del progetto e decidesse di
ritirarlo senza costringerci ad affrontare le insidie della conferenza di
servizi". Concordati, sabato mattina, aveva anche invitato gli enti locali
della zona, nel territorio dei quali la ditta di Arcore ha già in essere
attività (a Maccastorna in particolare è attivo un suo impianto di trattamento
di fanghi biologici), ad ostacolare la sua attività
"riversandole addosso il massimo della burocrazia possibile". Questo appello era stato condiviso anche
dall'onorevole della Lega Nord Andrea Gibelli. La necessità di giungere al più
presto alla conferenza di servizi era stata sottolineata invece anche dal
Presidente della Provincia Lino Osvaldo Felissari. - -->.
( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del
11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
? BERGAMO ? LE
LUNGHE ATTESE e i "pellegrinaggi" da un ufficio all'altro in cerca
della propria pratica per ristrutturare casa, o costruirne una ex novo, sono ?
per fortuna ? solo un ricordo del passato. L'assessorato all'Edilizia privata
del Comune continua a ridurre i tempi di risposta ai cittadini e si attesta per
efficienza ai primi posti a livello nazionale. Lo dimostrano i dati diffusi
ieri da Palazzo Frizzoni secondo i quali, grazie anche alle possibilità di
autocertificazione da parte dei progettisti dei diversi interventi edilizi
attraverso le denunce d'inizio attività, nel 2007 gli uffici hanno
ulteriormente accelerato il disbrigo delle pratiche rispetto all'anno
precedente. Così, i tempi medi per le 1.795 Dia esaminate (su 1.858 presentate)
si sono limitati a 10 giorni contro i 21 del 2006 e un limite di legge fissato
in 30. MIGLIORI PERFORMANCE anche per quanto riguarda i permessi a costruire:
l'iter, in questo caso, si è concluso per 357 domande (su 377) con una media di
91 giorni rispetto ai 95 del 2006. "Questi risultati sono frutto di scelte
amministrative oculate ? commenta l'assessore Francesco Macario (De Pascale) ?
a cominciare dalla divisione della vecchia Commissione edilizia in Commissione
paesaggistica, per esaminare gli interventi su aree vincolate, e, appunto, in
una Commissione edilizia concepita in maniera innovativa, che si occupa di
tutto il resto". Macario ha però anche ricordato le difficoltà per le aree
del Parco dei Colli, dove opera pure un'autonoma Commissione paesistica: gli
incontri con il Comune per cercare di velocizzare le procedure sono in atto da
tempo e un altro è fissato per domani. A DARE UNA MANO al miglioramento della
tempistica, come sottolineano Massimo Casanova, responsabile della Divisione
gestione del territorio, e Giorgio Cavagnis, che ha ricoperto lo stesso ruolo
fino a pochi mesi fa, "ci si è messa anche l'informatica. Nel 1994
viaggiavamo su tempi d'attesa di 315 giorni. Oggi, attraverso una Dia che può
essere presentata pure attraverso la sezione Edilizia del sito
www.comune.bergamo.it, è possibile cominciare a costruire un palazzo di cinque
piani in una decina di giorni". Ma non è tutto merito del computer:
"Il Comune di Bergamo - osserva Cavagnis ? dispone di una struttura
composta da giovani capaci e professionalmente formati". Sul fronte dei
controlli, nel 2007 gli accertamenti effettuati sono stati 1.748, quelli a
seguito di esposti 188 e le sanzioni contestate 41. Alessandro Borelli -
-->.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Un diploma d'onore e
fedeltà. E sa perché? Per il suo modo di parlare dell'autobus che prende per
andare in centro come se fosse un amico, e per quel Suo riferirsi alla fermata,
al luogo dell'attesa, come a degli amici, a dei pezzi di casa sua, a dei luoghi
tanto più familiari perché simboleggiano ? ma non voglio usare parole troppo
altisonanti ? la Sua voglia autentica di muoversi, di stare in contatto con gli
altri, di 'girellare' per la Sua città. Sempre se fossi ai vertici dell'Atc,
dopo averLe consegnato questo riconoscimento, mi affretterei a disporre perché
venisse ripristinata la pensilina e fosse abbaassata la tabella con gli orari.
A parte la loro collocazione spesso scomoda, tabelle così ? anzi, tabelline,
per le loro ridottissime dimensioni ? sono illeggibili con il buio. Anche
questo c'entra con la qualità della vita. O no? Voglio sperare, gentile amica,
che i tempi extralarge delle opere pubbliche, anche le meno gravose come
questa, siano la causa del disservizio. Gli 'alcuni mesi' che a Lei e a me
sembrano già tanti, sono amaramente pochi se misurati con
il calendario della burocrazia. Ma è solo una speranza, a cui mi piacerebbe tanto che la
pubblicazione della Sua lettera, con tutto il lindore che la caratterizza,
desse maggior forza. D'altra parte, sulle pensiline della nostra città
(disegnate dal giapponese Kazuhide Takahama) ci sarebbe anche qualcos'altro da
ridire: osservando che spesso esse risultano prive di sedile, di
illuminazione e di una riconoscibilità visiva (dunque di una vera comodità) che
le renda utili ai passeggeri. Chiunque rifletta sa che il trasporto pubblico
inizia proprio dall'attesa alla fermata. La Sua richiesta è, oltre che
affabile, anche del tutto ragionevole. E, a ben vedere, non riguarda solo Lei.
Solo un'azienda che non lo capisse potrebbe rispondere negativamente. O fare
orecchie da mercante. cesare.sughi@ilcarlino.net - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del
11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
"CARO CARLINO,
siamo alcuni genitori i cui figli, in handicap, frequentano la scuola primaria
di un Isc della provincia di Ascoli e vorremmo sottoporre alla pubblica
attenzione la situazione in cui la scuola italiana versa oggi, soprattutto in
rapporto ai diritti dei bambini in quanto minori e per di più in difficoltà. A
partire dallo scorso settembre i nostri figli hanno dovuto subire disagi e
difficoltà di adattamento alla realtà scolastica a causa delle nomine dei
supplenti degli insegnanti di sostegno titolari che, per vari motivi, non erano
in grado di ricominciare l'anno scolastico. Da subito la scuola si è mobilitata
per la nomina dei supplenti andando ad attingere nominativi dalla graduatoria
provinciale permanente degli aventi diritto. E' accaduto che tale graduatoria
era, al momento, esaurita, pertanto la scuola ha provveduto a nominare dei
supplenti per il sostegno 'elemosinando' dalle graduatorie di Istituto delle
scuole 'viciniori', perdendo una infinità di tempo a causa
della burocrazia. Arrivati
alla fine del mese di ottobre, la situazione si è sbloccata, aprendo il secondo
teatrino. Docenti non volevano prendersi carico di alunni in handicap, poiché
non avevano le competenze necessarie per poter lavorare con loro, altri hanno
rifiutato per l'esiguità della durata della supplenza, altri ancora
hanno preso servizio per poi, il giorno dopo, mettersi in maternità o in ferie
per matrimonio, dando origine ad altre nomine dei supplenti dei supplenti. NEL
FRATTEMPO i bambini sono stati privati del loro fondamentale e sacrosanto
diritto allo studio, senza considerare che le loro insegnanti di classe si sono
barcamenate in mezzo a molte difficoltà per far fronte non solo allo
svolgimento della normale attività didattica della classe, ma anche alla
gestione delle situazioni di handicap. I bambini interessati, purtroppo, non
hanno vissuto tranquillamente tale situazione. Alcuni hanno perso totalmente
fiducia nelle proprie possibilità, altri hanno incrementato il generale stato
di ansia, le occasioni di isolamento relazionale, di iperattività motoria ed
episodi di eteroaggressività. Quando le graduatorie degli insegnanti
specializzati sono tornate disponibili (il 7 dicembre 2007!) sono andate
esaurite nuovamente poiché non avevano nominativi sufficienti, pertanto la
scuola ha dovuto riattivare la procedura già attuata a partire da settembre e
ci troviamo al primo quadrimestre ormai finito, ancora con insegnanti che vanno
e vengono e comunque non specializzati per il sostegno, e la storia continua...
Siamo stufi di sopportare una situazione simile. Chiediamo di porre fine a
questa scandalosa situazione". - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del
11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Mazzi:
"Burocrazia troppo lenta per le imprese" "LE IMPRESE hanno
bisogno di decisioni certe e rapide, la politica invece ragiona su tempi molto
più lunghi e la burocrazia richiede una selva di permessi e
autorizzazioni. Esistono troppi livelli decisionali, occorre snellire questi
processi".
Sergio Mazzi è al rettilineo conclusivo della sua lunga presidenza ai vertici
della Camera di commercio. Il suo commento ai dati emersi al Rapporto
sull'economia illustrato ieri, si è esteso a considerazioni di carattere
politico, "anche se non mi darò certo alla carriera politica".
L'economia provinciale che procede a una doppia velocità ha suggerito a Mazzi
questo appello: "Bisogna redistribuire la ricchezza. Si allarga la
differenza fra la parte più abbiente della popolazione e quella che invece
soffre per il carovita. Il problema non è diminuire le tasse, ma mettere in
atto dei meccanismi che permettano a questa gente di riprendersi". C'È INFINE
un dato di genere: il tasso di disoccupazione femminile è del 6,2% contro
l'1,1% dei maschi, le donne rappresentano il 64% degli iscritti al Centro per
l'impiego e le loro retribuzioni sono più basse rispetto ai colleghi. La Camera
di commercio farà una ricerca per approfondire il fenomeno. - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del
11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
"LA POLITICA
agricola comune è stata fondamentale per la stabilizzazione dei prezzi". E
ancora: "Il settore ha registrato, in Italia, una crescita del reddito,
nel biennio 2005-2007, superiore a quella di Spagna, Germania e di molti altri
paesi". Ottimismo a piene mani è stato distribuito dal ministro per le
politiche agricole, Paolo De Castro, ospite ieri a Cento della locale Caricento
che ha promosso un convegno su 'La finanza a sostegno dello sviluppo rurale'.
Davanti a una foltaa platea di agricoltori ed esponenti delle categorie produttive,
il ministro ha però aggiunto che la qualità non basta: occorre ovviamente
operare sui prezzi per poter sostenere un export sempre più necessario (nel
2007 è stato fortunatamente gigantesco: 24 milioni di euro). De Castro ha
infine sottolineato che occorre fare sempre più squadra e le divisioni devono
fermarsi a Roma: in Europa ci si deve andare con una sola voce. L'incontro,
condotto dal direttore generale della Caricento, Ivan Damiano, ha avuto come
prologo gli interventi del presidente della Cassa Vilmo Ferioli, del sindaco
Flavio Tuzet e della presidente della Fondazione Milena Cariani. Una 'stoccata'
al mondo politico l'ha data Federico Vecchioni, presidente nazionale di
Confagricoltura: "Nei programmi dei partiti, ha detto, trovo molto poco
che riguardi l'agricoltura. E in ogni caso non se ne può occupare solo nei 45
giorni di campagna elettorale". Il leader degli agricoltori,
applauditissimo, ha chiesto a gran voce il sostegno alla crescita delle imprese
e la lotta alla burocrazia
("purtroppo dedichiamo 11 giornate l'anno alla burocrazia anziché al mercato"). Grande cautela, ha poi suggerito, va
posta sulla questione biocarburanti: "I cereali vengano coltivati per
l'alimentazione umana e animale". Aproniano Tassinari, presidente
nazionale delle imprese agromeccaniche ha o posto in luce il forte cambiamento
dei gusti alimentari e di conseguenza della produzione agricola. -
-->.
( da "Nazione, La (Grosseto)" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
BUROCRAZIA A GENNAIO
SEMBRAVA CHE IL RILASCIO DI QUESTO PERMESSO DOVESSE ESSERE QUESTIONE DI GIORNI
Unieco ancora in attesa dell'Autorizzazione integrata ambientale - -->.
( da "Giorno, Il (Legnano)" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
? BUSCATE ? "MI
APPELLO a tutti coloro che hanno visto qualcosa dell'incidente di farsi avanti,
di denunciare alla polizia locale di Ossona la pericolosità di quella strada.
Chiedo a chi è responsabile, alla Provincia, a tutti se hanno un cuore, di non lasciare che quella strada cada in mano ai tempi cavillosi della burocrazia italiana, ma di muoversi nel
costruire una rotonda per evitare ancora stragi inutili. Per fare in modo che
non ci sia più un altro Rino". È l'accorata richiesta di una parente
dell'ossonese che il 29 febbraio è rimasto vittima assieme alla figlia di otto
anni di un grave incidente in conseguenza del quale, salvo un miracolo,
resterà inchiodato a vita su una sedia a rotelle (la piccola se l'è cavata con
qualche punto e un dito ingessato). "Quella strada" maledetta è la
via Bosi, arteria che collega Ossona ad Arluno. È, purtroppo, solo una delle
tante che costellano il territorio dell'Ovest e dell'Altomilanese, a loro volta
"segnate" dalla presenza di crocifissi, foto e vasi di fiori. Strade
che tutti i giorni, di notte come alla luce del giorno, tengono impegnati i
volontari delle croci e le loro ambulanze. Nel Castanese le arterie più a
rischio, a detta della Croce Azzurra di Buscate che presidia otto Comuni e tre
frazioni della zona, sono senz'ombra di dubbio la statale 341 Gallaratese e la
sp 34. "La prima dal ponte di ferro di Turbigo alla rotonda delle 4
strade" precisa Luca Boldorini dell'Azzurra tra i Comuni di Vanzaghello e
Castano. Accanto alla Gallaratese si aggiunge nella lista nera la provinciale
34 fra Magenta (dove si allaccia alla Padana superiore), Inveruno e Castano.
Adesso gli occhi dei ragazzi dell'Azzurra sono puntati sulla apertura imminente
della bretella Boffalora-aeroporto di Malpensa (il nastro sarà tagliato il 30 marzo):
"Abbiamo compiuto di recente una ricognizione - continua Boldorini -: ci
sono sei uscite fra Castano, Buscate e Vanzaghello che rientrano nel territorio
di nostra competenza. Inoltre, la nuova galleria di Castano è particolarmente
insidiosa, perché appena entrati, dopo circa
( da "Nuova Sardegna, La" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
BORTIGALI Nasce un
comitato contro le bollette pazze di Abbanoa BORTIGALI. Si aspettavano una
bolletta pesante, ma non una mazzata. Abbanoa colpisce pesante anche a
Bortigali. Per molti utenti del servizio idrico è stato come ricevere un pugno
in faccia. In molti hanno deciso di non pagare. Un gruppo si è costituito in
comitato e ha iniziato a raccogliere le adesioni per affidare le bollette a
un'associazione di consumatori. Alla bollettazione assurda (sono stati
fatturati consumi già pagati al comune) si sommano richieste vessatorie
avanzate con toni perentori. Per avere la riduzione prevista per le famiglie
"no tax", infatti, si chiede agli utenti la certificazione Isee
relativa al 2005. Gli utenti non potranno mai presentarla in quanto con il conseguimento
del reddito 2006 decade l'Isee dell'anno precedente. Le bollette ricevute in
questi giorni fanno riferimento ai consumi del 2006 e sono infarcite di errori,
tutti a danno degli utenti. "Il primo - si legge in una nota del comitato
- riguarda la lettura di partenza dei contatori, che è antecedente all'ultima
effettuata dal comune di Bortigali". Il comune, infatti, gestiva il
servito prima che fosse trasferito al gestore unico. L'utente, in pratica, è
stato chiamato a pagare per consumi già pagati e per periodi in cui Abbaona non
gestiva il servizio. Segnalazioni e proteste non hanno sortito risultati. Anche
per questo si andrà dal giudice di pace per chiedere che Abbanoa modifichi le
bollette e paghi il danno che deriva all'utente dalla perdita di tempo dal
fastidio. Ma questo non è tutto. "A tutti viene applicata la tariffa per
le utenze non residenti - si legge nella nota del comitato di cittadini -,
lasciando agli utenti il compito di dimostrare il contrario attraverso la
compilazione di una serie complessa di documenti, mentre i dati relativi ai
residenti sono stati già forniti dagli uffici comunali assieme alla lettura
finale del contatore". Da qui l'invito a non pagare e a mobilitarsi.
"Per questi motivi - prosegue la nota -, si invitano i cittadini ad aderire
al movimento spontaneo. Lo scopo è di non pagare le bollette e di consegnarle
agli uffici comunali, che dovranno poi restituirle al mittente chiedendo la
rettifica e una bollettazione corretta basata sulla lettura annuale dei
contatori, senza acconti forfettizzati e col pagamento rateale delle spettanze
come avviene per altri tributi, tra i quali la Tarsu". I promotori
dell'iniziativa rimarcano i toni perentori delle richieste, che spaventano gli utenti più anziani non abituati a confrontarsi
con una burocrazia
vessatoria. Tra le altre cose si chiede l'esibizione di un documento di
identità in corso di validità. Un ultrasettantenne probabilmente non è in grado
di esibirlo ne di rispondere alle domande di Abbanoa. (t.g.t.).
( da "Provincia Pavese, La" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca Inaugurato 3
mesi fa, ma l'asilo è chiuso Cura Carpignano aspetta ancora la vera apertura
GIOVANNI SCARPA CURA CARPIGNANO. Inaugurazione a dicembre, apertura ancora
tutta da decidere. Tutto fermo, al momento, per la nuovissima sede dell'asilo
nido. Dopo il taglio del nastro, avvenuto oltre tre mesi fa, non se ne è saputo
più nulla. Porte sbarrate, nonostante la struttura sia finita e perfettamente
funzionante. Tanti assessori, qualche onorevole, prelati, consiglieri
provinciali, erano presenti al taglio del nastro per il servizio che doveva
entrare in funzione a gennaio. Poi, qualcosa si è inceppato. A spiegarlo è il
sindaco, Ezio Manelli. "Sono i tempi lunghissimi della
burocrazia, purtroppo -
dice -. Per quello che concerne i compiti del Comune, ci siamo attivati per
tempo per avere tutte le autorizzazioni del caso. L'agibilità c'è. Da quello
che so, manca solo l'ultimo via libera da parte dell'Asl". Di quest'ultima
parte, aggiunge Manelli, se ne dovrebbe occupare la fondazione che poi gestirà
il servizio. Ma nemmeno all'ente è da imputare alcuna responsabilità nel
ritardo. A chi allora? "Per esempio alla Regione - indica il sindaco di
Cura Carpignano -. Se per avere una risposta il Pirellone ha 120 giorni di
tempo, è chiaro che se l'ok arriva proprio all'ultimo anzichè nelle prime
settimane tutto subisce notevoli ritardi". Insomma, fra un'autorizzazione
e un sopralluogo, se ne sono già andati tre mesi. E il ricordo
dell'inaugurazione, intanto, diventa un ricordo sbiadito. "Capisco le
perplessità - ribatte Manelli - ma c'è anche da ricordare una cosa. Molte famiglie
si erano mosse per tempo, cioè all'inizio dell'anno scolastico, per trovare una
sistemazione ai bimbi. Tanto è vero che le richieste per la struttura, che si
sapeva sarebbe venuta pronta ad anno iniziato, non sono molte. Volendo,
potevamo anche aprirla a settembre, cioè in tempo utile per il nuovo anno
scolastico. In ogni caso, posso assicurare che l'asilo sarà pronto a breve. In
questo modo potremo avere a disposizione un periodo di prova sufficiente per
mettere a punto la struttura". Negli ultimi anni, Cura Carpignano ha
vissuto un boom demografico rilevante. Secondo gli ultimi dati Istat, il comune
è passato dai 2145 abitanti del 2001 agli oltre 3600 attuali, con un incremento
pari al 40 per cento. Moltissime, ovviamente, le famiglie formate da coppie
giovani e con bambini piccoli. Molto alta anche la media delle nascite, con
circa 50 all'anno. Da qui la necessità di attivare una serie di servizi per la
famiglia, fra cui l'apertura di un asilo nido.
( da "Provincia Pavese, La" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cultura e Spettacoli
Nord, terra ostile per la sinistra Un giornalista s'interroga sulle ragioni
delle sconfitte politiche PAVIA. Si intitola "Nord terra ostile. Perché la
sinistra non vince" l'ultimo saggio di Marco Alfieri in cui l'autore spiega
perché a suo dire il centrosinistra è politicamente fuorigioco al nord,
scontando così una marginalità culturale e antropologica. La sua tesi è
sostenuta a colpi di cifre, analisi di esperti, fatti concreti e una discreta
bibliografia. Attraverso un'analisi acuta e disincantata il libro racconta in
presa diretta il processo di modernizzazione, spesso caotico ma vitale, di
territori a capitalismo diffuso, dove la qualità delle infrastrutture, la
competitività della propria azienda, i tanti lavori invece
del "posto fisso", il rapporto col fisco, le lentezze della burocrazia e l'emergenza sicurezza sono
dimensioni decisive nella scelta del voto. "Lo sbaglio della sinistra
italiana, attardata su logori schemi fordisti - secondo l'autore - è stato
allora quello di non saper leggere questi mutamenti produttivi".
Marco Alfieri, "Nord terra ostile. Perché la sinistra non vince",
2008 I Grilli, Marsilio Editori.
( da "Repubblica, La" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cultura Quegli stati
che vivono da parassiti Dopo lo scandalo dei conti in liechtenstein La fuga dei
grandi patrimoni ha un prezzo: aumenta l'oppressione sui redditi da lavoro
Nelle casseforti offshore si nascondono dai 4 agli 8 mila miliardi di dollari FEDERICO
RAMPINI Nelle loro casseforti nascondono dai quattromila agli ottomila miliardi
di euro, secondo le stime di istituzioni internazionali come l'Ocse. Se quelle
ricchezze pagassero le tasse, il gettito basterebbe da solo a finanziare il
Millennium Development Goal, il piano delle Nazioni Unite per sradicare la
povertà del Terzo mondo. A custodire quel tesoro sono i paradisi bancari e
fiscali. Si trovano ai quattro angoli del pianeta, dai Caraibi a Singapore, ma
molti sono a pochi chilometri dalle nostre frontiere: Liechtenstein e Monaco,
Andorra e le isole della Manica (Jersey, Man), anacronistici staterelli la cui
indipendenza è puramente simbolica in ogni altro campo, ma che appaiono
impenetrabili alle magistrature e alle autorità fiscali dei paesi vicini. Una
breccia storica si è aperta poche settimane fa, con il clamoroso blitz-krieg
organizzato dai servizi segreti tedeschi a Vaduz, la capitale del
Liechtenstein. In un colpo solo il governo di Berlino ha messo le mani su 1.400
conti intestati a ricchi evasori tedeschi. Arresti e interrogatori a tappeto
possono riportare nelle casse dell'erario tedesco centinaia di milioni di euro
di imposte. L'irruzione tedesca nel segreto bancario di Vaduz ha regalato
informazioni utili anche ad altri paesi: Italia, Francia, Svezia hanno ricevuto
a loro volta elenchi su cui sono in corso gli accertamenti. Nell'eterna gara a
"guardie e ladri" che oppone le autorità fiscali e i contribuenti, i
paradisi fiscali sono santuari la cui immunità viene raramente violata. Perfino
l'autorità fiscale più potente del pianeta, lo US Internal Revenue Service, nel
2006 dovette confessare la sua frustrazione per la fuga di capitali nelle
piazze offshore: "Ci scontriamo con giurisdizioni sovrane su cui non
abbiamo possibilità d'intervento". Anche se i contribuenti italiani
figurano tra i più propensi all'evasione - con il 15 per cento del Pil
nazionale "in nero" - nessun paese è del tutto immune dal virus che
corrode l'etica della responsabilità fiscale. L'Operazione Wickenby in Australia
portò alla luce una vasta rete di celebrità i cui redditi sparivano nei porti
franchi. La Gran Bretagna ha recuperato mezzo miliardo di sterline in una sola
piazza offshore che ospitava migliaia di conti bancari intestati a contribuenti
di Sua Maestà. Ma finora si trattava di vittorie di Pirro: le somme recuperate
erano modeste rispetto alle ricchezze nascoste. Il rischio di essere scoperti
era così limitato da non scoraggiare le fughe di capitali. La guerra-lampo tra
Berlino e il piccolo principato sul confine svizzero potrebbe aprire una pagina
nuova: l'inizio della fine per gli Stati-parassita che prosperano sui reati
fiscali. La Germania ha sfoderato armi pesanti. La sua intelligence ha comprato
una "gola profonda", un funzionario della banca Lgt di Vaduz che in
cambio di 4,2 milioni di euro ha ceduto la lista segreta dei conti bancari.
Berlino minaccia una escalation di rappresaglie contro il Liechtenstein:
nell'ipotesi estrema le autorità tedesche potrebbero reintrodurre una
restrizione mirata sui movimenti di capitali, bloccando ogni versamento dalle
banche tedesche verso Vaduz. Sarebbe la rovina per il principato che si
vedrebbe costretto a campare vendendo il latte delle sue mucche. Visti i
risultati ottenuti da Angela Merkel altri governi ora possono aver voglia di
seguire il precedente tedesco applicando ai paradisi fiscali i metodi del
controspionaggio o della guerra alla mafia: infiltrazione di "talpe",
incentivi al pentitismo. Ma attenzione a gridare vittoria troppo presto. Nel
1962 uno statista a cui non mancava la grinta, il generale Charles De Gaulle,
organizzò un autentico assedio militare di Monaco stringendolo in un cordone di
agenti francesi delle dogane. Sotto la minaccia di chiudere le frontiere e di
strangolare Montecarlo, il presidente ottenne dal principato l'impegno a
tassare tutti i residenti francesi. Eppure 46 anni dopo le autorità fiscali di
Parigi sono ben lungi dall'aver trionfato nella battaglia contro l'evasione
offshore. La vitalità dei paradisi fiscali ha molte facce. Da una parte la
lobby degli evasori offshore è potente e ramificata, ha radici nel mondo della
finanza e delle grandi multinazionali, include la criminalità organizzata, il
narcotraffico e il terrorismo: sono forze che possono mobilitare risorse
considerevoli per "convincere" politici amici, creare indulgenze e
collusioni in favore dei paradisi fiscali. Come non bastasse, in loro soccorso
è arrivata anche l'ideologia neoliberista, che li legittima e ne vanta gli
effetti positivi. La controffensiva in difesa del Liechtenstein è già in atto.
Pierre Mirabaud, presidente della Confederazione bancaria svizzera, ha accusato
i servizi segreti tedeschi di "usare i metodi della Gestapo". Sul
Wall Street Journal il guru neoliberista Daniel Mitchell del Cato Institute di
Washington (think tank neoconservatore) è sceso in campo per illustrare il
ruolo virtuoso dei paradisi fiscali. La tesi neoliberista è questa: anche nella
tassazione è positivo che esista una concorrenza. In questo caso si tratta di
una concorrenza fra Stati. I paesi meno ingordi di gettito fiscale attirano
contribuenti in fuga dalle nazioni ad alta pressione tributaria. In tal modo i
governi più efficienti e meno spendaccioni sono premiati da un afflusso di
capitali. Prima o poi anche gli altri, cioè i governi abituati a tartassare il contribuente per mantenere burocrazie pletoriche
e spese clientelari, saranno costretti a disciplinarsi se non vogliono che la
loro base imponibile se la squagli. Ecco alcuni esempi citati dai
neoconservatori, per corroborare la tesi che la concorrenza fiscale fa bene a
tutti: prima degli anni Ottanta nei paesi industrializzati l'imposta sul
reddito arrivava a un'aliquota marginale massima del 67 per cento, poi
Reagan e la Thatcher iniziarono a "dimagrire" lo Stato assistenziale
e a tagliare le tasse in casa propria; il risultato è che oggi l'aliquota
massima è scesa al 40 per cento nella media dei paesi sviluppati. L'imposta
sulle società fino agli anni Ottanta era in media del 50 per cento; ma grazie
al buon esempio di paesi a bassa pressione fiscale come l'Irlanda oggi è scesa
un po' ovunque attestandosi attorno al 27. Sempre grazie alla spinta della
concorrenza fiscale, quasi tutti i paesi hanno ridotto anche le imposte di
successione e patrimoniali. In quest'ottica la crociata contro i paradisi
fiscali è malefica, è il tentativo dei governi più ingordi di creare una
"Opec dell'alta pressione fiscale", un super-cartello statalista
delle tasse. Queste argomentazioni liberiste hanno molte falle. Un conto è la
legittima competizione fra nazioni che perseguono politiche economiche
alternative, ciascuna con l'obiettivo di incentivare gli investimenti, favorire
lo sviluppo e creare occupazione. Ben altro è il comportamento di staterelli
sanguisughe, che fondano la loro prosperità quasi esclusivamente sull'offerta
di opacità e impunità agli evasori fiscali. Inoltre nella concorrenza fiscale
emerge un'asimmetria evidente: a goderne sono solo i ricchi e le imprese. Se si
eccettua una élite di cervelli scientifici o manageriali che possono offrire i
propri talenti su un job market globale, la maggioranza dei lavoratori
dipendenti non hanno l'opzione di trasferirsi laddove il loro reddito è meno
tassato. Il fattore produttivo più mobile è il capitale, che fugge con facilità
dove è trattato meglio. Per trattenere i capitali, l'effetto della competizione
fiscale tra Stati è un abbassamento progressivo del prelievo sulle rendite
finanziarie e sui profitti. La fuga dei grandi patrimoni e delle holding
finanziarie verso i paradisi fiscali ha un prezzo: aumenta ulteriormente
l'oppressione degli Stati sulle prede indifese, i redditi fissi da lavoro
dipendente.
( da "Repubblica, La" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina V - Torino
L'appello Le associazioni delle famiglie lanciano una petizione: troppe volte
passano mesi per avere una risposta "La città istituisca un garante
dell'handicap per difendere i disabili dalla burocrazia" Ottocento torinesi che
hanno un figlio, un nipote, un parente con una disabilità vorrebbero un garante
per l'handicap. Perché la burocrazia spesso pesa come un macigno e non sempre si hanno gli strumenti
(conoscenza delle leggi, tempo, determinazione, voglia di perdere ore agli
sportelli) per capire come ci si può muovere per veder riconosciuto un diritto.
E poi perché, scrivono, "in questo paese un occhio vigile
sull'applicazione delle leggi e le normative (lavoro, istruzione, formazione,
cultura, assistenza, tutela della salute) davvero non sarebbe una
ridondanza". Un pungolo per l'amministrazione anche: il lui o lei garante
segnala eventuali fattori di rischio, e suggerisce interventi. In ottocento
hanno già firmato l'appello che da giorni circola nelle scuole e fra le
associazioni di familiari. Entro fine mese le firme saranno oltre mille e
saranno consegnate a Palazzo di Città. Ne bastano in realtà 800 per la
presentazione della petizione. Torino non sarebbe la prima città ad istituire
questa figura. A Roma il garante per l'handicap c'è già e si chiama
"consigliere delegato per l'handicap". La domanda sarà inoltrata al
Consiglio comunale, sperando che una risposta arrivi in tempi brevi. La proposta
parte da Marina Cometto, dell'associazione Claudia Bottigelli, e le adesioni
sono arrivate non soltanto dalle famiglie che hanno in casa persone disabili.
"Facciamo due esempi - dice Cometto - quando un caso è assegnato a una
assistente sociale solo lei può seguirlo. Se questa non c'è, o è impegnata, non
c'è nessun altro in grado di dare risposte. Che spesso arrivano dopo
mesi". Un'altra difficoltà riguarda i redditi di inserimento se si perde
il lavoro, o di mantenimento per chi ha difficoltà economiche. "Anche in
questo caso passano mesi prima di avere risposte. Ogni volta si aggiunge un
documento in più da presentare". L'assessore all'assistenza di Palazzo
Civico Marco Borgione non ha nulla in contrario a discutere di questa eventualità:
"Si può fare. Credo però che prima sia necessario capire se questa figura
è davvero necessaria o se i problemi segnalati potrebbero più utilmente essere
risolti in altro modo, ad esempio con un potenziamento dei servizi
sociali". (s.str.).
( da "Nuova Venezia, La" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
PAURA IN CITTA'
Violentata, sulle tracce del colpevole La donna era stata minacciata con un
coltello alla gola da un conoscente SAN DONA'. Violenza sessuale, indagini in
corso dei carabinieri di San Donà. Non trapela alcun particolare dalla
compagnia. Intanto in città ha destato una profonda impressione la notizia
della violenza subita da una donna, a due passi da casa. Dopo la terribile
esperienza vissuta, la signora, minacciata con un coltello e costretta ad un
rapporto sessuale da un conoscente che non frequentava più da tempo, ha
presentato una denuncia ai carabinieri di San Donà che, appresa la notizia di
reato, hanno avviato le indagini per accertare la violenza subita mantenendo il
massimo riserbo sull'accaduto. La donna, come avviene in questi casi, è stata
sottoposta ad una specifica visita medica per accertare la violenza sessuale,
come previsto. Bisogna accertare con precisione i segni della violenza rimasti
sul corpo e, nel caso in particolare, il segno sul collo che sarebbe rimasto
dopo l'uso del coltello da parte dell'aggressore. La violenza sessuale è un
turpe reato che per fortuna in queste zone non è frequente. Ma San Donà è una
città ormai in crescita e ha raggiunto e superato i 40 mila abitanti. Il mondo
delle associazioni ed anche della politica adesso invoca strutture ed enti che
possano essere di supporto in questi casi alle donne che hanno subito tragiche
esperienze quali violenza sessuale e molestie. Solo qualche mese fa un'altra
ragazza aveva denunciato il fatto di essere stata molestata da un possibile
datore di lavoro che non si era limitato ad esaminare il suo curriculum e aveva
anche allungato le mani provocando la reazione della giovane. Anche le molestie
nei luoghi di lavoro sono a quanto pare molto diffuse, come confermano le
organizzazioni sindacali. In questi casi l'informazione è molto importante,
magari attraverso uno sportello informativo o degli assistenti preparati e sempre a disposizione che aiutino queste donne ad affrontare un
percorso irto di ostacoli, in cui la burocrazia può scoraggiare a denunciare il violentatore. Ecco perché molte
donne preferiscono non raccontare nulla e tenere il segreto dentro di sé.
Purtroppo questi tipi di violenza maturano spesso tra le mura domestiche,
coinvolgendo parenti e conoscenti, ex mariti o conviventi. E in questi
casi denunciare è ancora più difficile. (g.ca.).
( da "Repubblica, La" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina IX - Palermo
Candidature per le politiche il falso problema degli "esterni"
VINCENZO PROVENZANO (segue dalla prima di cronaca) Un modo piatto e comodo per
affrontare i problemi a testimonianza di come i partiti, per interesse e poca
sensibilità, siano al di fuori di una realtà che cambia velocemente e che non
comprendono. Ma perché assistiamo a una discussione in cui liste politiche e
territorio di riferimento assumono una valenza di altri tempi? Un esempio dalle
scienze manageriali - poi vedremo in che misura applicabile alla politica e ai
partiti - ci può aiutare. Geoffrey G. Jones, storico, ha scritto nel 2006 un
articolo per la Harvard Business Review, una delle riviste di management
americane più autorevoli, sull'importanza della nazionalità per le imprese
multinazionali. A partire degli anni Novanta, infatti, è divenuto irrilevante
speculare sulla nazionalità delle multinazionali poiché le imprese moderne sono
organizzate secondo meccanismi di rete. E questo appare -
per quelle aziende - più proficuo che indicare una burocrazia organizzata e verticistica. Il valore delle imprese, quindi, sta
nella capacità di risolvere i problemi sul territorio in cui sono insediate: ed
esse lo fanno con gli strumenti e gli input locali o esterni che hanno a disposizione.
Il luogo da cui queste imprese provengono è in qualche modo irrilevante. La
conclusione è evidente: imprese anche se esterne contribuiscono alla crescita
delle regioni in cui di insediano. Allo stesso modo i partiti dovrebbero
proporre candidati secondo una scala complessiva di ragionamento che esula da
situazioni particolari ma utilizzando i suoi uomini migliori senza etichette di
provenienza. Una immediata obiezione si contrappone a questo ragionamento. I
candidati prendono voti dai territori e dalle comunità da cui provengono,
mentre gli "stranieri" sfruttano rendite a cui non hanno contribuito.
E dunque - questa la tesi degli oppositori alle candidature esterne -
probabilmente di certi problemi quei candidati esterni poi eletti non se ne
faranno carico. Non è così. A parte il fatto che con questo sistema elettorale
la scelta del cittadino è vincolata dalle liste imposte dai partiti, un
candidato, da qualsiasi regione provenga, dovrebbe essere semplicemente
competente e onesto, perché solo così potrà gestire bene il suo mandato. Si
occupi dei rifiuti di Napoli, della mafia in Sicilia o dell'alta velocità in
Piemonte. Nulla vieta a questo punto - e infatti è accaduto anche in passato -
che un partito candidi un competente candidato siciliano in un collegio che con
la Sicilia nulla a che vedere e viceversa. Un candidato che ha già dimostrato
abilità amministrative e politiche, in un partito attento e flessibile,
dovrebbe sempre trovare posto sia nel collegio di origine che in un altro
riservato ad hoc. Molto pericoloso, invece, è il sicilianismo estremo, troppo
simile allo schema quasi xenofobo dei leghisti, ammantato di tutta quella
melensa retorica sulla Sicilia, sull'Autonomia che tanti guasti ha portato in
questi anni. Il miglior esempio aziendale siciliano di questi mesi è stato
probabilmente la pantomima del Banco di Sicilia. La sicilianità evocata dal
past president Mancuso è sembrata francamente ridicola nella forma e nella
sostanza con un consiglio durato il tempo di una notte, mentre ovviamente i
vertici di Unicredit, che hanno comprato l'azienda, hanno fatto quello che in
qualsiasi parte del mondo ci si aspetta: sostituire di immediatamente i
dirigenti ribelli. L'uso della sicilianità per giustificare assunzioni e
operazioni di piccolo cabotaggio non è la migliore strategia per proteggere le
professionalità di molti addetti, così come non fa onore alla Sicilia avere
osservato onorevoli catanesi con mortadella e spumante festeggiare a
Montecitorio la sconfitta in aula del governo Prodi.
( da "Nuova Venezia, La" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL RIORDINO DEL
COMMERCIO NELL'AREA DI RIALTO Addio al fiorista, ma è pronta un'alternativa
L'assessore propone campo Bella Vienna. E in Pescheria degrado in vista Tende
multicolori legate alle storiche colonne: si pensa a un intervento per regolare
l'impatto del mercato del pesce E c'è chi chiede più controlli sulla qualità
della merce in vendita Dopo la demolizione del chiosco, storico ma abusivo, per
il fiorista dei Camerlenghi è pronta l'alternativa. "Se ci sta, firmiamo
subito l'autorizzazione per uno spazio in campo Bella Vienna", assicura
l'assessore alle attività Produttive del Comune Giuseppe Bortolussi, "chi
accetta le regole non deve essere punito dall'amministrazione".
Alternativa pronta, che per la famiglia Urbani potrebbe rapprsentare la
continuità di un'attività che veniva svolta ai piedi del ponte di Rialto fin
dal 1920. Dopo 15 anni di ricorsi e controricorsi, il chiosco e i magazzini a
ridosso del palazzo dei Camerlenghi sono stati smantellati. "Perché con
lui è stata usata la mano pesante? E gli altri?", si chiede un operatore
della zona. "Rialto negli ultimi anni è diventata una casbah". Merci
anche di dubbio gusto esposte fin sulla strada, superfici dei plateatici che si
allargano, colonne e monumenti seminascosti da magliette e altri articoli mordi
e fuggi. "Stiamo provando a mettere ordine", dice Bortolussi, "purtroppo la burocrazia rallenta tutto. Appena saranno pronti i nuovi banchi metteremo a
posto anche il campo di San Giacometo". Un'impresa ardua, quella di
rimettere ordine nell'area realtina. Anche dove il progetto di riordino è stato
portato a termine, come nel caso della Pescheria, i problemi non mancano.
Tende multicolori addossate alle colonne della Pescheria che anche di sera non
lasciano intravedere la forma dell'edificio. Tende multicolori legate spesso
anche alle colonne in pietra d'Istria. Insomma, una babele. Pian piano le
tipologìe dei negozi di Rialto si sono trasformate. Calano i residenti e
aumentano i turisti. Dunque gli antichi negozi di alimentari si traformano in
botteghe per turisti e souvenir. C'è anche chi chiede di introdurre un
"controllo di qualità" sulle merci esposte e sui cibi venduti.
"Lavoro per i vigili urbani", dice un oste di Rialto, "se
controllano la qualità noi siamo contenti". L'assessore al Commercio
promette: saranno fatti controlli a campione". Intanto a essere sgombrato
è stato il solo fiorista dei Camerlenghi. Era abusivo da 15 anni. Non solo con
il chiosco ma anche con i magazzini, anch'essi su suolo pubblico e addossati ai
marmi del palazzo dei Camerlenghi, sede della Corte dei Conti. Che adesso si
può ammirare anche dalla parte di Rialto. (a.v.).
( da "Trentino" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
MALEDETTA
BUROCRAZIA/ IL CASO INAIL Giusta l'inchiesta: le colpe ricadono sul vertice In
relazione a quanto apparso sul "Trentino" e con l'intento di fare
chiarezza in merito alle reali condizioni lavorative dell'Inail, la Cisl del
Trentino vuole fare presente che da un po' di tempo a questa parte a vari
livelli aveva segnalato la situazione di lavoro dell'ente. Non è corretto fare
difese ad oltranza che lasciano il tempo che trovano e non servono a nulla. Il
personale Inail è fortemente sotto organico, la politica aziendale non ha
previsto né di promuovere nuove assunzioni né di incentivare la mobilità tra
enti. Anzi, ha accentuato questa carenza di personale creando forme di lavoro a
distanza che hanno impoverito ancora maggiormente l'organico in Trentino. A
fronte di queste realtà inoppugnabili, in più occasioni la Cisl ha sottolineato
come l'organizzazione del lavoro non fosse così incisiva da sopperire anche
minimamente alle carenze di cui abbiamo fatto riferimento sopra. A nostro
parere se ci sono responsabilità (e ci sono) non possono essere imputate al
lavoratore, che opera con dedizione e abnegazione nonostante le carenze, ma ad
un vertice, sia nazionale che locale, il quale anziché accettare la sfida in
maniera propositiva l'ha subita con una modalità di gestione di vecchio stampo
e non più corrispondente alle situazioni oggettive. Questi dirigenti sono stati
per anni abituati a lavorare con tanto personale e con un'utenza diversa da
quella attuale, dando risposte diverse al territorio: tutto questo ora non va
più bene. La collettività, giustamente, pretende di più da queste enti ed il
concetto di efficacia ed efficienza e di diritto del consumatore è un vero
patrimonio del cittadino. E' facile fare il manager quando va tutto bene, ma il
vero manager si vede quando ci sono situazioni difficili. Purtroppo, i vertici
dell'Inail stanno agendo in modo obsoleto in un momento, ad esempio, nel quale
vi sarebbe l'esigenza di lanciare iniziative finalizzate alla prevenzione degli
infortuni sul lavoro ed in relazione al quale si sta assistendo ad un silenzio
assordante da parte dell'ente. Di fronte a questa latitanza evidente della
dirigenza i dipendenti si attrezzano come meglio possono, si sforzano di
offrire una grande disponibilità ed un servizio adeguato ai cittadini, un
servizio che comunque risente di una cabina di regia praticamente inesistente e
che non riesce a coordinare adeguatamente il tutto. Fps Cisl del Trentino.
( da "Nuova Ferrara, La" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
VITA DEI CLUB
Roncarati al Lions In una recente intervista l'arcivescovo di Ferrara Mons.
Paolo Rabitti ha espresso una sua opinione sulla nostra città, che gli appare
adagiata in una sonnolenta passività e malinconia. E' partito da queste parole
il presidente del Lions Club Ferrara Poggio Renatico Francesco Sproccati al
Duca d'Este per introdurre la relazione di Carlo Alberto Roncarati presidente
della Camera di Commercio, proprio dedicata all'economia del nostro territorio.
"Mala tempora currunt - è stato il suo efficace esordio anche se nel corso
della sua conversazione ha introdotto diverse note di ottimismo - perchè il
mondo è cambiato molto ed in fretta. Non si può quindi più prescindere
dall'accelerazione della tecnologia e dalla globalizzazione che hanno portato
un grande sconvolgimento nel mercato, ed una nuova distribuzione della
ricchezza; la Cina, l'India e la Corea sono gli esempi più lampanti tanto che
oggi il futuro è l'Oriente che ha costi più contenuti ed è quindi più
competitivo". Prima di affrontare la situazione della realtà ferrarese
Roncarati ha tracciato però un quadro negativo di quella nazionale, di un paese
cioè dove vi sono grossissimi problemi come un difficile sistema di leggi, una spaventosa burocrazia che tarpa le ali agli imprenditori che desidererebbero scendere
in campo, un alto costo energetico e del lavoro, una diffusa insicurezza
sociale, accanto ad uno spiccato individualismo che nuoce all'economia quanto
tutto il resto. "E non stiamo facendo nulla per migliorare la sitauzione -
è stato il suo amaro commento - ed invece se non metteremo insieme una
serie di provvedimenti sarà il declino. Ferrara è poi considerata una provincia
di retroguardia al 30º o al 50º posto a seconda degli indicatori con cui la si
giudica. Attualmente conta un 69% di imprese, ma dovrebbero fare rete fra loro
anche perché si sta verificando una nuova stagione positiva legata a richieste
di prodotti tra cui i cereali che con un efficace coordinamento fra le filiere
potrebbero risollevare l'economia locale insieme all'azione catalizzatrice
della Camera di Commercio". Ed in attesa che le elezioni portino nuovo
slancio, Roncarati ha auspicato che se non si possono licenziare i dipendenti
per ridurre i costi, almeno li si faccia lavorare di più. Fra gli ospiti della
serata vi era il vice governatore Giancarlo Vancini che pur risiedendo a
Bologna è nativo di Cento ed ha molto apprezzato l'intervento del relatore.
Margherita Goberti.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Un'opera attesa da
decenni, ma c'è la burocrazia Un'odissea per il sottopasso Il sindaco perde la pazienza
ORSAGO. Si allungano i tempi per la realizzazione del sottopasso ferroviario di
via Borgo Basso: il sindaco Giancarlo Mion sollecita e cerca risposte in
Provincia. L'opera era prevista da un accordo di programma siglato nel 2001 tra
la Regione Veneto, la Provincia di Treviso, Rete ferroviaria italiana ed
alcuni Comuni della Marca, per l'eliminazione di una serie di passaggi a
livello. Il sottopasso di via Borgo Basso ad Orsago è una struttura da oltre
due milioni e mezzo di euro, è previsto lungo la provinciale 43, che collega il
paese con Gaiarine. Il consiglio comunale di Orsago approvò la variante
urbanistica, per poter dare così il via all'inter progettuale, nel maggio del
2005. La prima conferenza dei servizi si svolse il 4 maggio del 2006, quindi
l'opera fu approvata l'8 settembre dello scorso anno, dopo alcune correzioni.
Nel frattempo i costi per la sua realizzazione sono aumentati, così la
Provincia ha dovuto attendere i fondi per finanziarla. Il primo cittadino di
Orsago è rammaricato per il dilatarsi dei tempi per la realizzazione della
struttura, con la quale potrà essere bypassata la linea ferroviaria
Udine-Venezia. "C'è troppa burocrazia, basti
pensare che nelle conferenze dei servizi erano presenti oltre una ventina di
enti, compresi gli americani perché nelle vicinanze c'è una loro antenna -
spiega il sindaco Mion - sono stato in Provincia per avere informazioni,
l'appalto dovrebbe essere assegnato entro aprile ed i lavori partire per giugno,
ma non dipende da noi". Il sindaco ha più volte contatto gli uffici della
Provincia, per cercare di ottenere delle date certe. Ora il sottopasso è in
fase di appalto, ma prima dell'estate non arriveranno le ruspe, per un'opera
che potrebbe vedere la luce nel 2009. Nella zona è prevista anche la
realizzazione di una pista ciclopedonale, per la messa in sicurezza degli
utenti più deboli. (di.b.).
( da "Repubblica, La" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina IV - Bari
Piazza Cesare Battisti, la Provincia non ha ancora deciso se occorre una nuova
Via per riprendere i lavori bloccati da 8 mesi "Il parcheggio sarà completato"
Ma sulla data è fumata nera. Stasera fiaccolata nel Murattiano Il corteo si
muoverà dal cratere e giungerà sino al Municipio: "Siamo esasperati
qualcuno dovrà pagare i danni" PAOLO RUSSO L'unica certezza è che la
grande opera incompiuta di piazza Cesare Battisti sarà portata a termine. Non
si sa ancora come e, soprattutto, quando. A otto mesi dal blocco dei lavori, la
Provincia non è ancora in grado di stabilire se per ultimare il suo progetto la
Dec abbia bisogno, oppure no, di una nuova valutazione d'impatto ambientale.
Ieri doveva essere il giorno delle grandi decisioni, ma è arrivata l'ennesima
fumata nera. L'esasperante lentezza della burocrazia e la confusione con la quale
è stata condotta fino ad ora questa vicenda, questa sera, incendierà centinaia
di torce che sfileranno attorno al cratere del Murattiano. Un lungo corteo che
partirà alle 20 da piazza Cesare Battisti e attraversando via Sparano si
scioglierà sotto al Comune. "L'unico punto fermo - sospira Michele
Losappio - è racchiuso in una battuta del sindaco: alla fine della giostra, il
modo più ecologico per riempire questo buco è costruire questo benedetto
parcheggio. Su questo, almeno, siamo tutti d'accordo". Sono le quattro del
pomeriggio. Davanti alla scrivania dell'assessore regionale all'Ecologia sono
sfilati tutti gli attori che ruotano attorno al pasticcio di piazza Cesare
Battisti. Dal rettore Corrado Petrocelli, ai tecnici della provincia, dal
presidente della circoscrizione Ferorelli ai commercianti ridotti in miseria,
dai responsabili della ditta De Gennaro a quelli della capitaneria di porto,
dagli assessori comunali a Michele Emiliano, piombato a sorpresa negli uffici
della Regione. Michele Losappio, alla vigilia della manifestazione che questa
sera percorrerà le strade attorno al cantiere infinito, ha tentato di tirare i
fili di questa vicenda che dallo scorso giugno è avvolta da una nebbia molto
fitta. Ma dopo sei ore di colloqui e incontri con le parti in causa,
l'assessore non è in grado di dare certezze. "La Regione - premette - è
responsabile di questo procedimento dall'inizio del 2008. Ma senza il parere
obbligatorio della Provincia e del Comune non può decidere da sola. Il Comune
ha fatto pervenire la sua documentazione lo scorso 6 febbraio. La Provincia,
invece, ancora non è in grado di venire a capo di questa situazione nè ha
saputo dirci quando potrà inviarci il suo parere". Hanno ascoltato con
pazienza i rappresentanti dei cittadini e dei commercianti invitati alla
riunione. E hanno apprezzato l'impegno dell'assessore Losappio: "Ma la
sostanza non cambia mai - sbotta Stefano Milano, portavoce del dissenso
popolare - il cantiere è ancora bloccato. Alla fine di questa vicenda qualcuno
dovrà pagare per tutto questo tempo che è stato perso". Anche il rettore
dell'università di Bari ha rimarcato ancora una volta l'entità dei danni subiti
da palazzo Ateneo e dalla sede di Giurisprudenza. A giugno partirà la class
action. "Il cortocircuito del procedimento è avvenuto nei primi mesi -
spiega Losappio - quando dei problemi di comunicazione tra comune, provincia e
Dec hanno rallentato il procedimento. Ora, però, abbiamo tutta l'intenzione di
andare avanti nel minor tempo possibile". L'amministrazione comunale, per
voce di Maria Maugeri e Simonetta Lorusso, ha proposto la strada dello
screening ambientale abbreviato, una procedura che consentirebbe tempi più
rapidi rispetto alla Via. In ogni caso per sbloccare i lavori ci vorranno
ancora diversi mesi. Ammesso che alla procura bastino le carte così
faticosamente raccolte in questo anno di calvario. Ai commercianti e ai
residenti non resta che manifestare: anche il sindaco, l'assessore Losappio e i
vertici dell'università parteciperanno al corteo organizzato dai commercianti e
dalla circoscrizione.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Anna Gandolfi
Pronti, partenza, via. Ma quando a Palafrizzoni hanno deciso di prendere il tempo
alla corsa delle concessioni edilizie, hanno scoperto che più che del
cronometro c'era bisogno del calendario. Correva (almeno lui) l'anno 1995, e il
verdetto arrivava impietoso: a Bergamo per ottenere il timbro e iniziare a
mettere insieme tre mattoni occorrevano qualcosa come 315 giorni. Non che
mancassero i segnali dall'umanità in coda agli sportelli: lo scoramento è vivo
ricordo nella mente dei dirigenti. I quali si dissero che sì, era ora: alla
pratica lumaca bisognava dichiarare guerra. Tanto più che la pratica, ancorché
volenterosa, di strada da fare ne aveva parecchia: una volta depositata in
Comune, iniziava un temibile viaggio, ai posteri come "tour
burocratico". Dagli uffici alla circoscrizione, all'Asl, all'ufficio
commercio a chi più ne ha più ne metta. Via posta o via messo, un fiume di
carta s'inabissava come neanche il Morla, per poi riemergere ai quattro angoli
della città. Ma un bel giorno la lumaca (o la tartaruga, tant'è) diventò lepre.
Ci si mise la legge, sforbiciando una massa di cavilli. Ci si misero gli
uffici, sfoltendo anche loro. Finalmente liberi dalla
palude della burocrazia a
priori, in Comune s'inebriarono sull'onda del world wide web. Era il 1998, e il
geometra i progressi della sua pratica poteva cercarseli su Internet dribblando
lo sportello. Oggi la lumaca ha messo il turbo e per quel timbro (salvo
eccezioni) ci vogliono 10 giorni. In Comune bruciano sul tempo anche i
colleghi lombardi, viaggiano che è un piacere. Tanto che il pubblico arranca:
l'ultimo ritrovato on-line anti-code è lì bell'e pronto da due anni ma nessuno
se lo fila. Ormai la lumaca è avanti, pure troppo.
( da "Gazzetta di Reggio" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Per il sindacato è
"media", per sala del Tricolore è "altissima" La spesa
sociale del Comune di Reggio nel 2006 è stata medio-alta se si ritengono validi
i dati raccolti dall'Osservatorio delle politiche sociali redatto dalla
Spi-Cgil (pubblicati dal quotidiano economico Il Sole 24 Ore); diventa
altissima se si tiene conto anche di spese che la ricerca, come spiega il
Comune capoluogo, non ha considerato. La differenza è piuttosto marcata. Il welfare
locale indicato dalla Spi Cgil parla di un onere pro-capite di 155,22 euro; un
costo che colloca l'amministrazione reggiana al trentesimo posto nella
graduatoria nazionale dei comuni capoluogo di città. Se si tiene invece conto
della precisazione del Comune con 318,44 euro pro capite, Reggio balza al
quinto posto in assoluto preceduta solo da Bolzano, Trento, Modena e Trieste
classificate nell'ordine. Perchè tanta differenza? Il rapporto annuale dello
Spi Cgil dice di tener conto delle spese per il settore sociale, lo sport e la
cultura. Purtroppo, spiega un comunicato del Comune, non sono state comprese
tutte le uscite. Vanno aggiunti infatti agli oneri 7 milioni di euro per le
assistenze che fanno parte dei servizi svolti dalle Farmacie Comunali Riunite e
destinati a disabili, anziani, minori e per servizi educativi. Analogo importo
va poi considerato per il costo dei Nidi e delle scuole d'infanzia comunali,
così come altri 11 milioni e 300 mila euro di spese erroneamente addebitati
alla funzione "istruzione pubblica" e non al welfare. Nel consuntivo
del 2006, conclude la nota comunale, vanno infine aggiunte alcune spese per
investimenti. In totale, quindi, ci sono altri 25 milioni di euro che vanno
compresi e che, in rapporto al numero degli abitanti, fanno salire la spesa
sociale pro capite a 318,44 euro, sensibilmente più elevata di quella riportata
nella graduatoria. Dobbiamo dunque considerarci quinti e non trentesimi in
Italia per l'impegno sul fronte del welfare locale. La ricerca dello Spi Cgil spazia
inoltre su altri aspetti e dimensioni territoriali. Per confermare il divario
fra il Nord, cresciuto del 20/22% in sei anni, e il Sud della penisola rimasto
ancorato a valori molto più contenuti. Poi individua le fonti dalle quali gli
enti locali traggono le risorse, vale a dire l'Ici e l'Irpef, che hanno
consentito introiti elevati che sono stati però in buona
parte assorbiti dalla spesa per la burocrazia. A dare una mano ci sono infine i proventi dei servizi (ticket e
rette varie) che al Centro Nord sono sensibilmente lievitati. Non sono stati
invece conteggiati gli introiti provenienti dalle contravvenzioni che comunque
rappresentano una voce importante nei bilanci di tanti Comuni, soprattutti
quelli di media grandezza come Reggio.
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
ELEZIONI: LISTE PER
TUTTI I GUSTI. Ecco le squadre: un paio di falci-e-martelli sfidano
l'Arcobaleno, c'è un "finto" Grillo, doppia concorrenza a destra
della fu-An Marea di nomi, vincenti già noti WALTER VELTRONI di Antonio Trentin
Hai voglia a dire - pensando che l'Italia diventi finalmente simile al resto
d'Europa - che si va verso la chiarezza degli schieramenti, la semplificazione
politica, il poco-partitismo se non proprio il bi-partitismo... La doppia
lenzuolata delle pagine precedenti - con la marea di candidature per Camera e
Senato in Veneto - mostra l'insistente voglia di frammentazione che resta
alimentata dal Porcellum, la legge-porcata voluta a destra nel 2006, mantenuta
quest'anno, della quale beneficiano capi, capetti e gregari anche al centro, a
sinistra e in ogni altro luogo partitico. Per Montecitorio 20 simboli, 19 per
Palazzo Madama, neanche tutti coincidenti. Qualcuno ha raccolto firme
faticosamente: non gli si può imputare nulla, perché la democrazia è bella
anche quando è fin troppo varia. Ma la maggior parte approda sulle schede del
13-14 aprile grazie al grasso istituzionale che cola dal Porcellum: basta che
due onorevoli nel Parlamento uscente siano aderenti, veri o presunti, a un vero
o presunto partito, e il marchio - con sotto nomi a piacere - può correre in
giro dalle Alpi alla Sicilia. [\FIRMA]BASTAVANO DUE "ON.". E così
ecco spuntare la falce-e-martello frutto di una scissioncina rifondarola
(Sinistra critica che farà concorrenza anche al Partito comunista dei lavoratori),
la lista anti-abortista di Giuliano Ferrara ("regalo" di alcuni
parlamentari forzisti) l'Unione democratica (fatta di un paio di scissionisti
dal Pd), la Destra-Fiamma (che farà concorrenza alla fu-An insieme con Forza
Nuova) e i Grilli Parlanti (in Lombardia hanno dichiarato di essere stati
miracolati da due deputati del centrodestra). Qualcuno otterrà magari miserie
alle urne, ma intanto... vai con i soldi spesi in burocrazia, carte, manifesti eccetera.
Dopodiché un merito - se vogliamo ironizzare così - il Porcellum ce l'ha: già
ieri pomeriggio si potevano leggere nelle liste dei partiti medio-grandi,
quelli che davvero avranno posti a Roma, i nomi degli eletti o almeno di gran
parte di loro. Le liste sono "bloccate". Gli elettori non
daranno preferenze. Passano quelli in testa, quelli in coda fanno atto di
presenza. I big sono lì per fare da richiamo (Berlusconi-Fini e Bossi
dappertutto, Casini e Storace quasi, Veltroni spesso) e poi si dimetteranno per
lasciare il posto, da una parte all'altra d'Italia, a chi meglio conviene. I
VICENTINI A ROMA. Per Vicenza, quindi, si può star certi certissimi che
"vinceranno" Calearo capolista Pd; Stefani, Franco e Dal Lago tenuti
alti in classifica dalla Lega; Zanettin e Hüllweck forzisti nel Pdl insieme con
l'aennista Conte; poi si può ragionevolmente scommettere sulla promozione - a
scalare nell'ordine - di Filippi (LN), D'Agrò (Udc) e Sbrollini (Pd) tutti più
o meno border-line nelle loro squadre; e si potrebbe fare una puntatina minore
pure sulla Filippin (Pd). Il resto è spirito olimpico decoubertiniano, a futura
memoria, messo a disposizione da chi partecipa e spera in allori futuri. Oggi
intanto Vicenza vive il suo primo appuntamento con i Vip in arrivo per la
campagna elettorale. A metà mattina c'è Walter Veltroni, in arrivo con il suo
pullman dell'Italia Viva in tour nel Nord Est. Fiduciosi che si ripeta
l'afflusso di fans visto altrove, i democratici vicentini trasferiscono
l'incontro col leader da S. Corona a una platea più capiente e lo anticipano.
L'agenda di oggi dice: alle 10 nell'auditorium Canneti. Veltroni si annuncia
così: "C'è un clima di grande novità, spiegabile perchè noi del Pd abbiamo
corretto e innovato. E soprattutto perchè appariamo una forza in sintonia con
quello che il Nord Est chiede. E cioè uno Stato più leggero, un fisco meno
opprimente e al tempo stesso una capacità di innovazione e una promozione del
lavoro vero delle persone, a cominciare da quello dei piccoli e medi
imprenditori, con lo spirito di solidarietà che qui la gente ha sempre avuto".
"Il fatto poi che ci presentiamo da soli - ha aggiunto ieri - e le novità
programmatiche ci mettono naturalmente in una nuova relazione con questa parte
produttiva del paese". CALEARO E L'ANAGRAFE. Il numero 1 per la Camera,
Massimo Calearo, oggi accoglie in città Veltroni e gli organizza un meeting con
alcuni colleghi imprenditori, che precederà la partenza per Padova, dove il
segretario del Pd incontrerà gruppi volontariato internazionale. E si prepara
ad argomentare così la scelta di candidarsi: "Nel Partito democratico, che
ha avuto il coraggio di rompere con la sinistra antagonista e radicale e di
aprirsi al mondo dell'impresa, ho trovato l'unico vero luogo dell'innovazione
politica. I leader dei maggiori schieramenti europei appartengono ad una generazione
che non aveva ruoli di comando 10 anni fa. L'Italia, sino ad ora, è l'unico
paese che ha visto una medesima coppia di sfidanti, Berlusconi e Prodi, per 13
anni. Il paese vuole voltare pagina. E ha finalmente la possibilità di farlo
con il Pd. Non si può dire altrettanto per il Popolo della libertà:
l'incapacità di rinnovare la classe dirigente è dimostrata dal fatto che il
Cavaliere, anziché investire su una nuova generazione di leader, è costretto
per la quinta volta a puntare su se stesso. La scelta sarà anche questa: tra
l'ossessiva riproposizione di uomini e slogan immutati da 15 anni e una classe
dirigente rinnovata, tra un leader nato negli anni '30 del secolo scorso e uno
sfidante con 18 anni d'età in meno".
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Mario Dal Monte
"Senza di noi l'Incompiuta è a rischio" Non si è annoiato Mario Dal
Monte in dieci anni da primo cittadino di Brendola. A un mese dalla scadenza
del secondo mandato il sindaco snocciola le cifre: 114 consigli comunali, 600
giunte e 1.300 provvedimenti approvati. Dal Monte si prepara al passaggio di
consegne, prosegue il suo impegno di consigliere in Provincia, fa un pensierino
ad una nuova candidatura come consigliere in Comune, ma ascolta con attenzione
anche le sirene che vorrebbero metterlo in lista alle nazionali per l'Udc. Qual
è il bilancio dopo dieci anni da sindaco? "Non ho mai lavorato così tanto
per produrre così poco. Purtroppo con la burocrazia per fare un giorno di lavoro
con la ruspa è necessario un mese di burocrazia per preparare le carte. Per servire il paese ho lasciato il
lavoro che avevo prima: sono più povero economicamente ma molto più ricco
dentro". Gira voce che si ricandiderà come consigliere, è vero?
"A me converrebbe chiudere dopo dieci anni da sindaco, perché fare il
consigliere ha meno importanza. Ma se me lo chiedono sono disponibile ad appoggiare
la squadra che mi ha affiancato fino ad ora. Mi ha dato molta soddisfazione
perché è rimasta sempre unita, un cosa non facile per Brendola. Comunque non
farò come Gentilini a Treviso: non sarò condizionante". La più grande
soddisfazione da sindaco? "Riuscire a tenere unita la squadra. Dieci anni
fa dicevano che eravamo la coalizione "minestrone" con dentro di
tutto e che saremmo durati solo pochi mesi. Non è stato così". E la
delusione? "La caduta del governo Prodi ha anticipato le elezioni. Se
fossero state a maggio sarei riuscito a portare a termine la vendita
dell'Incompiuta". Senza di lei l'Incompiuta arriverà a compimento?
"Se ci sarà continuità amministrativa credo di sì, altrimenti non lo so.
Ho però la sensazione che la Cassa Rurale che la vuole acquistare stia perdendo
la pazienza. Altri ostacoli potrebbero farle cambiare idea". Come è
cambiata Brendola? "Mi sembra più unita, forse grazie anche all'unità
pastorale raggiunta dalle parrocchie. Credo ci siano stati molti progressi nei
servizi e nel sociale con il centro socio sanitario. Inoltre, è stato fatto
molto per il recupero e la conservazione delle bellezze del territorio". E
lei cosa farà ora? Sono consigliere in Provincia, forse mi ricandiderò in
Comune. Comunque voglio dedicare più tempo alla famiglia che fino ad ora ha
avuto molta pazienza con me".
( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: MONDO data: 2008-03-11 - pag: 8 autore: REPORTAGE Economia in
ginocchio a cinque anni dalla caduta di Saddam All'Iraq resta solo il petrolio
Dal greggio l'85% del Pil - Agricoltura azzerata, imprenditori in fuga Alberto
Negri BAGHDAD. Dal nostro inviato Per qualche misteriosa ragione la Banca
centrale irachena, che dovrebbe custodire i tesori dell'Iraq, non è stata
trasferita nella iperprotetta Zona Verde ma rimane a Rashid Street, il cuore
della Baghdad fondata dai califfi abbasidi, la via dei caffè e delle librerie.
Per una ragione ancora più misteriosa qui è divampato un incendio che ha
divorato tre piani e l'archivio con centinaia di documenti sulla gestione del
vecchio regime e della nuova classe dirigente. Sono andate in fumo le carte che
provavano la corruzione dei funzionari del Governo e del ministero del
Petrolio, le malversazioni nella ricostruzione e i dossier sulle tangenti
pagate nello scandalo Oil for food. "I pompieri sono arrivati troppo tardi
a spegnere le fiamme mentre l'inchiesta sulle cause del disastro è stata
affossata dal Governo ancora prima di cominciare ", spiega Alì, uno dei
pochi funzionari assunti con un concorso regolare. Dopo l'entrata dei marines
americani, il 9 aprile del 2003, nei saccheggi fu incendiata la Biblioteca di
Baghdad, con gli archivi del regime baathi-sta, e fece scalpore in tutto il
mondo la devastazione del Museo nazionale dove peraltro, come testimonia
Giovanni Porzio nelle sue "Cronache dalle terre di nessuno", gran
parte dei reperti assiro- babilonesi erano già stati nascosti proprio nei
caveau della Banca centrale. Cinque anni dopo, il sacco di Baghdad continua,
bruciando i dossier e, soprattutto, miliardi di dollari di aiuti ed entrate
petrolifere. "Il budget dello Stato quest'anno è di 48 miliardi di
dollari, più del doppio di quello alla vigilia della caduta di Saddam, quando
il Paese era sotto embargo. Questa è sicuramente una buona notizia. Ma adesso
arriva quella cattiva: è improbabile che il nuovo bilancio porti dei benefici
agli iracheni. Il problema è come vengono spesi i soldi: corruzione e
incompetenza dilagano", dice l'economista Walid Khalid. Un'opinione che
trova confermanei documenti dell'Ispettorato americano ( Sigir) che controlla
come vengono investiti i fondi e redige un rapporto trimestrale sulla
ricostruzione. Questo è un Paese dove squillano dieci milioni di portatili, ma
ronzano anche senza sosta 50mila generatori privati, perché l'elettricità è un
lusso, così come l'acqua corrente che non arriva al 70% degli iracheni. A
migliaia, ogni giorno, attraversano a piedi e in auto il ponte della
Joumouriya, ormai sempre aperto al traffico, che conduce al ministero degli
Interni e alla Zona Verde, due delle principali fonti di lavoro per un
popolazione con il 40% di disoccupati. Le file degli aspiranti poliziotti, che
ambiscono a un salario mensile di 7.800 dinari (600 dollari), sono ordinate e
tranquille, davanti alla Green Zone è diminuita la tensione al "Cancello
degli assassini", l'ingresso della roccaforte dove esplodevano con macabra
cadenza ondate di autobomba. Gli attentatori suicidi scelgono bersagli più
vulnerabili, i mercati affollati o le zone commerciali, come è accaduto giovedì
con una strage di 70 morti nel quartiere di Karrada, un segnale che la
battaglia per Baghdad è tutt'altro che vinta.Karrada è un ritrovo anche per i
giovani. Ma cosa vuol dire oggi avere vent'anni in Iraq? "Prima di tutto
avere paura di uscire: si sta in casa, davanti alla tv satellitare e a
internet; ai tempi di Saddam c'era solo il canale di Stato,i telefonini erano
proibiti e niente computer, ma a scuola ci andavo senza scorta ", dice
Leyla, studentessa universitaria. Dentro l'area fortificata, che protegge
comandi americani, Governo, ambasciate, dove all'Hotel Rashid - sono ospiti,
senza mettere mai il naso fuori, i politici iracheni, la burocrazia divora le buone intenzioni di
ricostruire l'Iraq. Qui si può incrociare Ahmed Chalabi che l'amministrazione
Bush presentò come il "George Washington iracheno". Foraggiato dagli
Stati Uniti, Chalabi guidava da Londra l'Iraqi National Congress, una macchina
mangiasoldi accreditata come un fronte di oppositori che però non aveva nessun
peso. Condannato a 22 anni di carcere in Giordania per bancarotta,
Chalabi asserisce di essere "un perseguitato politico". Alle elezioni
del 2005 non è neppure entrato in Parlamento. Lo vediamo ora passeggiare
sorridente nella Green Zone. Il Governo Maliki gli ha affidato nuovi incarichi.
"Svolge un lavoro prezioso - dice il colonnello Steven Boylan, portavoce
del generale Petraeus - è un uomo pieno di energie". E forse dalle risorse
nascoste, verrebbe da aggiungere. Ma il problema dell'affidabilità della classe
dirigente irachena non si risolve con una battuta ironica su Chalabi. Tredici
anni di embargo e la guerra hanno messo in ginocchio il Paese con la fuga dei
cervelli: professori universitari, tecnici, medici. Almeno tre-quattro milioni
di iracheni vivono all'estero e anche quelli che dovrebbero essere qui stanno
da un'altra parte. "Imprenditori manager, impauriti da rapimenti e
uccisioni, hanno trasferito i loro affari in Giordania dove ci sono 700mila
iracheni", dice Fakir Karim, editore del quotidiano al-Mahda che fa la
spola tra Amman e Baghdad. Lo Stato resta quindi il principale datore di
lavoro: quattro milioni di dipendenti. Il petrolio è ovviamente la fonte
d'entrata più importante, l'85% del Pil; l'agricoltura, un tempo fiorente nella
Terra dei due Fiumi, è crollata e si importano anche i pomodori dalla Siria; il
settore manifatturiero conta per un magro 2%, in un Paese che era, dopo Israele
e la Turchia, il più industrializzato della regione. Da Ankara, Damasco,
Teheran, si importa quasi tutto: dai succhi di frutta ai frigoriferi, alle
Peugeot di fabbricazione iraniana. Persino i libri di scuola, per un'incomprensibile
decisione del ministero dell'Istruzione, sono stampati in Iran, ma qui le
tipografie funzionano perché vengono editati 250 tra giornali e riviste, per
tre quarti sostenuti da partiti e fazioni. Certo la loro periodicità non è
assicurata, come non lo è neppure la vita dei giornalisti: dal 2003 ne sono
stati assassinati
( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-03-11 - pag: 22 autore: Microcredito.
Collaborazione con Banca Prossima Un partner per Blue Orchard MILANO Alleanza
in vista, o almeno possibilità di collaborare nel microcredito, tra il fondo
elvetico Blue Orchard, di cui è socio fondatore Margherita Agnelli de Pahlen,e
Banca Prossima,l'organizzazione del non profit di Intesa Sanpaolo guidata
dall'amministratore delegato Marco Morganti. Il possibile accordo è emerso ieri
a Milano, a margine dell'incontro sulla Cultura d'impresa organizzato dal Sole
24 Ore. "L'obiettivo è far sì che anche i piccoli possano diventare
grandi" ha detto Margherita Agnelli de Pahlen, da quasi dieci anni
testimone di numerose esperienze dirette sul campo. "La prima battaglia da
intraprendere – ha detto – è quella per contrastare la
pesante burocrazia presente
nel Paese, che non agevola l'accesso a questa forma di prestiti". Speriamo
"di trovare un'alleanza nel microcredito con Blue Orchard per sostenere
una cultura di cui l'Italia ha bisogno", ha aggiunto Morganti, senza
escludere una cooperazione anche nei Paesi emergenti dove il fondo svizzero è
molto attivo. "Il target verso cui vogliamo indirizzarci – ha
quindi sottolineato Morganti – sono gli studenti universitari che nel nostro
Paese sfiorano il milione di unità e dal microcredito potrebbero trovare aiuti
significativi ". Ma in termini generali come potrebbe articolarsi questa
intesa? L'amministratore delegato di Banca Prossima ha precisato che il
"founder" svizzero è specializzato nel concedere la liquidità agli
istituti del microcredito, mentre "noi come banca siamo
"accompagnatori" delle organizzazioni del Terzo settore che svolgono
attività di microcredito. Spesso si pensa, ed è un errore, che basti andare in
un Paese in via di sviluppo con un po' di quattrini. Occorre invece muovere i
primi passi con delle organizzazioni consolidate che conoscano bene il
territorio e sappiano fare dei progetti su misura, tenendo conto delle esigenze
e delle peculiarità locali". Durante la tavola rotonda conclusiva sul
sistema dei microcrediti come incentivo per l'imprenditoria femminile, moderata
da Salvatore Carrubba, direttore Strategie editoriali del Sole 24 Ore,
Margherita Agnelli de Pahlen ha aggiunto al-tri dettagli sull'iniziativa. Ha
raccontato una toccante esperienza bosniaca e ha precisato che la sua"non
è un'iniziativa filantropica e che il rendimento di chi investe è simile a
quello di tenere i soldi in banca". R.E. IL FONDO SVIZZERO Margherita
Agnelli: "L'obiettivo è che anche i piccoli possano diventare
economicamente grandi".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Carbonia Pagina 2022
I disoccupati sono 30 mila Un lavoro su misura nel Centro servizi per
l'occupazione I disoccupati sono 30 mila --> Il vecchio ufficio di
collocamento ha cambiato nome e volto. Le novità sono state illustrate ieri
negli uffici di via Dalmazia. Ora si chiama Centro servizi per il lavoro e
offre ai disoccupati nuove opportunità e prestazioni. Il nuovo corso è
cominciato ufficialmente lunedì. A chi da oggi si recherà al Centro per il
lavoro non saranno più chiesti solo documenti e qualifiche. "La burocrazia
fredda e distante con cui si trattava prima chi si rivolgeva a noi per cercare
lavoro è solo un brutto ricordo", ha spiegato Speranza Schirru, nuovo
responsabile del servizio. Il disoccupato che si iscrive per la prima volta o
ritorna al Centro perché ha perso il posto dovrà come prima cosa presentare
tutta una serie di documenti. Questa prima fase viene chiamata di
accoglienza. Poi nel passaggio successivo (quello dell'orientamento), dovrà
affrontare un colloquio con personale specializzato che lo aiuterà a capire
cosa vuole fare, quali sono le sue potenzialità, se ha bisogno di corsi di aggiornamento
o ulteriore formazione professionale. Questa è la fase più innovativa e
delicata in cui si cercherà di fare emergere le potenzialità del lavoratore.
Una volta terminato il colloquio si viene indirizzati ad altri tre servizi. Uno
è quello di inclusione socio lavorativa ed è riservato a disoccupati di lungo
corso senza qualifiche professionali, disabili, lavoratori in mobilità, ex
tossicodipendenti, donne che vogliono reinserirsi nel mondo del lavoro e altre
fasce deboli per le quali trovare un impiego è molto difficile. Il secondo è
quello dell'autoimpiego per tutti coloro che vogliono mettersi in proprio per
fare impresa, creare un'azienda, avviarla e gestirla. Le altre categorie
avranno a disposizione il servizio incontro domanda offerta, funziona come
tramite tra le aziende in cerca di personale e i lavoratori a spasso ed offre
opportunità di occupazione (ma anche di stage e corsi di formazione) a livello
locale, regionale, nazionale ed internazionale. I cinque servizi sono curati da
personale specializzato. Tutti i 30 mila iscritti agli uffici di Carbonia e
Iglesias (il servizio è provinciale ed è attivo anche nell'altro capoluogo)
verranno effettuati mano a mano che gli iscritti si presenteranno agli
sportelli. MARCO VENTURI.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: MONDO E MERCATI data: 2008-03-11 - pag: 29 autore: L'Egitto apre il
mercato ai progetti di qualità Il Cairo riduce la burocrazia nelle industrie a rapido sviluppo Alfredo Sessa Quando la Banca
mondiale lo ha promosso, qualcuno ha storto il naso. Nel rapporto "Doing
Business", che ogni anno assegna le pagelle ai Paesi che riducono gli
ostacoli all'economia, l'istituzione finanziaria multilaterale ha lodato a fine
( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICE E SOCIETA data: 2008-03-11 - pag: 17 autore: "Per le
imprese un Paese semplice" Veltroni a Udine: il Fisco deve aumentare la
crescita, va capovolto il rapporto Stato-cittadini Lina Palmerini UDINE. Dal
nostro inviato Nella terra di Riccardo Illy spira un'aria diversa per Walter
Veltroni. Se l'ultima tappa era stata nel difficile Veneto – in quel di Treviso
– ieri il pullman ha ripreso la strada verso NordEst ma questa volta facendo la
prima fermata a Udine. E l'accoglienza qui è stata davvero calda. Teatro pieno,
1.200 persone dentro, molte sono rimaste fuori ad aspettarlo ma è anche vero
che in Friuli il 13 aprile sarà un election day completo: elezioni nazionali,
regionali, provinciali e comunali. E lì, in teatro, accanto a Veltroni c'erano
tutti i candidati che il Partito democratico schiera. Uno di loro diventa
l'assist per riprendere quello che già aveva detto a Treviso: cioè, che la
lotta di classe è uno "zot neo-ideologico", che con la sinistra
massimalista la rottura è definitiva. Il candidato alla Provincia è infatti un
imprenditore – Diego Travan – che dice "non mi sento uno di troppo nel Pd:
anzi è questo il luogo del riformismo ". Veltroni non si lascia sfuggire
quelle parole e le abbina alla freschissima vittoria di Josè Luis Zapatero per
rilanciare quello che a Nord-Est è diventato il suo slogan: "Mi ribello
all'equazione ideologica per cui bisogna mettere gli imprenditori contro i
lavoratori e rispolverare la lotta di classe. La vittoria in Spagna e il risultato
negativo per la sinistra sta a dimostrare, anche lì, che non ha più senso
questa contrapposizione. Ora mi arriverà qualche strale neoidelogico ma non
importa perchè il "correre da soli" vuol dire anche questo: non
misurare più le parole". E se un "nuovo vento della speranza" è
partito da Madrid, Veltroni promette all'Italia "un radicale
riformismo". è così che il candidato premier declina la questione
settentrionale: la vicinanza alle imprese e ai lavoratori che sono "due
facce di una stessa medaglia e di uno stesso destino". Per loro ha due
promesse. "La mia ossessione è un Paese semplice. Uno Stato che non
appesantisca la vita delle imprese con la richiesta di 80 adempimenti: tanti
sono quelli necessari per aprire un'officina di carrozzeria, non una centrale
termonucleare. Oggi un artigiano spende mezza giornata ogni settimana in
pratiche burocratiche, questo deve finire. Voglio un capovolgimento del
rapporto tra Stato e cittadini ". Burocrazia e fisco.
E proprio sul taglio delle tasse mette a confronto il suo programma con quello
del Pdl e, citando uno studio del Sole 24 Ore di ieri, ripete come la riduzione
delle aliquote Irpef targata Partito democratico avvantaggi i redditi medio
bassi (cioè gli scaglioni di reddito fino a 60mila euro che riguardano il 95%
dei contribuenti). E parla anche delle agevolazioni fiscali per le imprese a
una platea ormai abituata a una politica vicina all'impresa dopo tanti anni di
gestione targata Illy. Per questo qui è più semplice toccare anche il tasto
"banche". "Bisognerà rivedere il rapporto tra banche e aziende
per lanciare una nuova stagione di imprenditoria giovanile". Veltroni si
fruga nelle tasche e tira fuori un foglietto: c'è il nome di un giovane di
Treviso che gli racconta il suo tentativo di mettere su un'impresa che si è
scontrata contro la richiesta di garanzie della banca. "Non è possibile
che quello che in Francia si può fare da noi è impossibile". Economia e
sicurezza. Il binomio, in terra di Nord-Est, è proprio questo. E allora c'è di
nuovo lo slogan sulla "certezza della pena " e sui "poliziotti
che devono stare in strada e non negli uffici ". La gente applaude. Qui
non si è spezzato il dialogo con il centro- sinistra. Ed è per questo che sale
un applauso per Romano Prodi quando Veltroni parla di "riconoscenza per un
uomo che ha dato una prova di disinteresse personale ". Punto. Si va
avanti a parlare di campagna elettorale e di Silvio Berlusconi che il
segretario non cita mai per nome ma con uno scioglilingua "il principale
leader dello schieramento a noi avverso". Bene, lui "ne farà di tutti
i colori perchè non sono capaci di fare una campagna elettorale civile ".
E poi le ironie per la candidatura di Ciarrapico e di quei senatori di An che
mangiarono mortadella nel giorno della caduta di Prodi. "Avevano promesso
di non ricandidarli e invece è la prima promessa non mantenuta ancora prima
delle elezioni". La polemica è anche con la Sinistra, quella che per
Veltroni è in disgrazia come dimostrano le elezioni spagnole. Ovvio che Fausto
Bertnotti non ci stia e gli risponde: "A Madrid ha vinto un partito
socialista, in Italia non c'è". La serata a Udine finisce con un appello.
"La politica è divertente e la possono fare tutti. Anche voi: invitate
qualcuno a pranzo oppure offritegli un caffè e convincete gli indecisi!".
E certo un caffè nella terra di Illy è l'invito più adatto. A BERTINOTTI
"Basta equazioni ideologiche, la vittoria in Spagna dimostra che non
servono". La replica: "Lì vince il partito socialista, da noi non
c'è" SUL PREMIER Scatta l'applauso quando il leader Pd dice: "Massima
riconoscenza verso un uomo che ha dato prova di grande disinteresse
personale".
( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-03-2008)
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Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICE E SOCIETA data: 2008-03-11 - pag: 17 autore: Morandini: sforbiciare la troppa burocrazia UDINE. Dal nostro inviato Giuseppe Morandini, 49 anni,
vicepresidente di Confindustria, presidente della piccola industria e a capo
della Fornaci giuliane, da buon udinese è concreto. Come è logico non si
schiera con nessuno, ma sollecitato sulle cose che sono state fatte e su quelle
che mancano per sostenere anche in questa regione le Pmi, spina dorsale
del Paese, non si tira certo indietro. "Quando vado fuori regione – spiega
Morandini – i miei colleghi mi chiedono come prima cosa come funziona la
finanziaria regionale Friulia. Va dato atto che è una realtà che aiuta le
piccole e medie imprese, così come del resto la legge Sabatini che da noi è
decambializzata e a tasso zero e la legge per le Pmi che non finanzia più a
pioggia ma a progetto. Benissimo anche la riduzione di un punto dell'Irap per
le imprese che aumentano fatturato e occupazione rispetto alla media dei tre
anni precedenti". Posto un punto fermo, c'è però ancora molto da lavorare.
"Innovazione e ricerca vanno benissimo – spiega – anche se bisogna
intervenire sul passaggio più delicato e dispendioso per le imprese,
soprattutto medie e piccole, vale a dire il trasferimento tecnologico. Per
essere competitive però, le aziende hanno anche bisogno di una sforbiciata
netta alla burocrazia e di libertà di impresa. Faccio
un esempio. Sono attualmente bloccati 10 progetti di intreconnessione con
l'estero per acquistare energia elettrica nei quali sono pronti a investire
grandi imprese con capitali privati. Perché questo blocco? E perché sono giunte
57 osservazioni a una vetreria che voleva investire e creare posti di lavoro e
perché è stato fermato un cementificio dai soliti cavilli ambientali?". Lo
sviluppo, anche qui,non fa rima con burocrazia. R.Gal.
( da "Corriere Alto Adige" del 11-03-2008)
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Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: LETTERE - data: 2008-03-11 num: - pag: 8 categoria:
ALTRI OGGETTI Il caso di Enrico Franco LA LEGGE ELETTORALE NON AIUTA GLI
INDECISI Caro direttore, ho vent'anni e una forte passione politica. Finora ho
sempre resistito alle sirene dell'antipolitica, convinto che non fosse vero che
“sono tutti uguali”. Per questo ho sempre criticato chi non andava a votare o
lo faceva comunque controvoglia. Ma adesso, lo confesso, anch'io sento il
richiamo della tentazione, non sono più così sicuro che abbia senso recarsi
alle urne. Non solo ci hanno tolto il potere della preferenza, ma hanno
spostato i candidati di qua e di là quasi servissero solo a riempire delle
caselle e a comporre un puzzle che risponde unicamente alla logica degli
apparati. Ha ragione Simone Casalini quando, sul giornale di domenica, rileva
la sconfitta dei territori nella composizione delle liste, ma io aggiungo che
questa è anche la sconfitta degli elettori. Pare che le Marche non avranno
neppure un parlamentare realmente locale (solo il Trentino con Tonini e De
Torre occupa due dei posti a loro disposizione), mentre nessuno è riuscito a
spiegare che ci azzeccano la Biancofiore in Campania e la Di Centa in Alto
Adige. Neppure i cosiddetti duri e puri si sottraggono a certe cattive logiche:
perfino il no global Caruso, pur di salvarsi il posto, accetta di essere
paracadutato da Benevento al Veneto, suscitando la comprensibile ira di Luca
Casarini. Cosa posso dire? Sono disgustato. Gianni T. Caro Gianni, la
composizione delle liste elettorali ha sempre avuto aspetti difficilmente
“digeribili” per gli elettori, ma certo la situazione oggi
è peggiorata. La ragione prima, non dimentichiamolo, risiede nella pessima
legge elettorale che, togliendo agli elettori il potere di scegliere tra i
candidati, ha lasciato alle burocrazie di partito la possibilità di liberare
ogni appetito.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 11-03-2008)
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Corriere del
Mezzogiorno - CASERTA - sezione: ECONOMIA - data: 2008-03-11 num: - pag: 15
categoria: REDAZIONALE Nautica e finanza Ieri la presentazione del dossier In
Italia una barca su due è di proprietà campana Romiti (Pentar): il business del
futuro Maurizio Romiti, presidente di Pentar, ha presentato a Napoli il secondo
dossier del suo "Osservatorio" su Nautica e Finanza. NAPOLI - Lezione
di finanza applicata alla nautica da diporto. Che continua a produrre in ricchezza,
anche in Campania, nonostante sia costretta a produrre in regime di semi-clandestinità per il disinteresse della politica e della burocrazia. Cinque miliardi di fatturato
- il 60% destinato ai merati esteri - oltre trentamila addetti e un moltiplicatore
occupazionale altissimo: cinque/sei addetti per ogni posto barca. La lezione è
stata tenuta, nel corso di un incontro alla Canottieri Napoli, da Maurizio
Romiti, presidente di Pentar, che ha voluto presentare a Napoli il
secondo dossier del suo "Osservatorio" su Nautica e Finanza che è una
indagine analitica sulla produzione, sulla proprietà e sulle partecipazioni di
un settore che continua a mostrare, anche per gli anni avvenire, una forte
propensione alla crescita. "La Campania - ha detto Romiti - è una delle
regioni più interessanti della nautica da diporto: per quello che la Regione
sta realizzando nella portualità turistica, per una antichissima e consolidata
tradizione produttiva, anche a livello di microimprese, e per le potenzialità
inespresse della costa napoletana priva di infrastrutture e di servizi per la
nautica. Se si sveglia Napoli la nautica farà boom e darà una mano a risolvere
anche gli altri problemi di ambiente e di vivibilità". Romiti, che è socio
della Canottieri ed ha un rapporto di consolidata amicizia con il presidente
Curzio Buonaiuti, fa previsione di moderato ottimismo, ma l'uditorio va in
fibrillazione per un annuncio-choc del professore Antonio Ricciardi che ha
collaborato all'analisi dell' "Osservatorio Pentar": il 39% delle
barche battenti bandiera italiana ha un proprietario campano. Roba da non
credere, neanche la Liguria e la Lombardia scalano simili vette. Ma è tutto oro
quello che luccica? C'è un forte imbarazzo tra gli esperti e Massimo Franchini,
raggiante per lo straordinario successo di "Emozione '74" l'ultima
creazione del suo cantiere che è diventata la regina del Nauticsusd, si concede
una battuta: "Se il mio amico Romiti conferma questa notizia quasi quasi
mi trasferisco in Campania". La conferma è immediata e, per giunta, è
seguita da una chiosa: "Il problema è interrogarsi sull'identità dei
proprietari perchè il settore del diportismol ha una scarsa trasparenza e, come
se non bastasse, le aziende quotate in borsa sono poche e alcune di quelle che
avevano sceltop la strada della visibilità hanno fatto precipitosamente marcia
indietro". Una lezione molto proficua, insomma, che è terminata con
l'impegno di Romiti dare frequeza annuale all'Osservatorio "per colmare i
vuoti di una comunicazione finanziaria spesso precaria e sempre
improvvisata". Il discorso, naturalmente, non poteva prescindere dal
Nauticsud e sull'accoglienza che i napolertani hanno riservato al salone che ha
la casa madre alla Mostra e una costola a mare nella darsena di Mergellina. Gli
esperti non hanno gradito questa doppia strategia e per gli anni a venire
l'augurio è che si riesca a trovare una soluzione unitaria, naturalmenrte con
sbocco a mare. "Il problema, ha detto Giovannella Russo di
"Industrial risk management", è sempre Napoli che deve credere e
investire di più nel diportismo che può dare molto in termini di sviluppo. Come
sta accadendo a Castellammare grazie al decollo di Marina di Stabia, a Procida
e nel Cilento". E qui, sono fioccate le domande inquieta nti: "a che
punto è il progetto del marina di Vigliena"? E perchè, si chiede ancora
Romiti, non si interviene lungo la linea di costa dal Beverello a Mergellina?
Leggo che i progetti non mancano, perchè chi ha la responsabilità di decidere
continua a perdersi in chiacchiere"? Un'ultima notizia. Il futuro del
Nauticsud, secondo Pentar, viene visto anche in relazione all'attacco che Roma,
con l'appoggio di Genova e di Venezia, sta portando a Napoli. "E'
sbagliato - dice con forza Maurizio Romiti - prendersela con le cose che vanno
bene per crearne di nuove che non si sa se e come potranno trovare spazio. Roma
che già fa il pieno con la politica, il cinema e la moda, lasci la nautica da
diporto a Napoli che è una città matrigna per questo settore". Qualcuno
ascolterà? Carlo Franco Manager Maurizio Romiti, presidente di Pentar, era ieri
a Napoli, alla Canottieri Napoli, per parlare di nautica e finanza.
( da "Corriere del Veneto" del 11-03-2008)
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Corriere del Veneto
- TREVISO - sezione: REGIONE - data: 2008-03-11 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Treviso I produttori contro la multinazionale delle insalate
confezionate "Non è radicchio Igp", diffida alla Bonduelle TREVISO -
Pratiche, salutari, veloci. Ma non a qualità certificata, almeno secondo la
Confederazione italiana agricoltori di Treviso. Nel mirino dell'associazione
trevigiana e del Consorzio di tutela del radicchio, le confezioni di insalate
pronte al consumo di "Bonduelle". Già pronta la diffida a carico
della multinazionale francese. "Nell'etichetta – accusa il vicepresidente
della Cia di Treviso Giorgio Feston – scrivono che utilizzano radicchio rosso
di Treviso, ma in realtà non usano l'Igp". Produttori trevigiani contro il
colosso francese delle insalate. Inaccettabile, a detta degli agricoltori della
Marca, l'utilizzo della dicitura "radicchio rosso di Treviso"
nell'etichetta delle confezioni di insalate julienne pronte al consumo di
"Bonduelle". L'ortaggio in questione, infatti, non sarebbe
contraddistinto dal marchio dell'indicazione geografica protetta,
certificazione a garanzia della qualità di un prodotto del quale il Consorzio
tutela tutte le fasi di produzione e commercializzazione. "Abbiamo
segnalato il caso – sottolinea Feston – all'Istituto repressione frodi che fa
capo all'Istituto superiore per il controllo della qualità del ministero per le
Politiche agricole". Nei prossimi giorni, la Confederazione agricoltori di
Treviso e il Consorzio di tutela del radicchio intimeranno all'azienda
francese, con sedi anche in Italia, una diffida. La richiesta è quella di
cessare immediatamente la produzione delle insalate in questione. Dopodichè,
potrebbe scattare una denuncia. E va nella direzione della tutela della qualità
anche l'iniziativa di export messa in piedi dall'azienda familiare di Lino
Franchetto, a Quinto di Treviso. è qui, quando il sole ancora deve sorgere, che
si comincia a togliere il “rosso” dalle vasche, a pulirlo e a confezionarlo.
Ogni settimana, una spedizione. 120 cassette del “fiore che si mangia” vengono
imballate, certificate e caricate in un container che dall'aeroporto di Tessera
– partenza ore 10 – raggiungerà il John F. Kennedy. Arrivo previsto, 19 e 30.
Appena in tempo per finire nelle cucine dei più rinomati ristoranti di New
York. "Siamo produttori da trent'anni – spiega Franchetto - , e qualche
tempo fa abbiamo avuto un'illuminazione, quella di provare a esportare parte
del prodotto negli Stati Uniti". La sfida non è stata solo quella
del-l'export, ma l'idea di far arrivare nelle mani degli chef della Grande Mela
il prodotto fresco, come appena raccolto. Una lotta contro
il tempo e la burocrazia
delle certificazioni. Il giorno della spedizione, dopo il confezionamento e la
pesatura, il radicchio viene esaminato da un tecnico per il rilascio del
certificato fitopatologico, documento obbligatorio per varcare le frontiere.
"Ogni settimana esportiamo 500 chili di prodotto, per un totale di circa
120 cassette". Federica Baretti Lo "spadone" Il radicchio
di Treviso.
( da "Corriere della Sera" del 11-03-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-11 num: - pag: 11 categoria:
REDAZIONALE Veltroni: più sgravi fiscali del Pdl Poi boccia la figlia di
Cardinale "L'addio di Prodi? Così è la vita. Ma resta il nostro
presidente" DAL NOSTRO INVIATO UDINE - Da quando Berlusconi lo ha invitato
a coprirsi per non buscarsi un malanno Walter Veltroni è passato da una
provincia all'altra rigorosamente senza cappotto e quando arriva a Fiumicino, il
segretario del Pd non fa che tirar su col naso. "Sono raffreddatissimo...
". Si mette in fila al gate numero 8 e finalmente lo riconoscono,
"buongiorno presidente, davvero se pò fa'?". Davvero, spera lui e più
che all'aspirina si affida a quei sondaggi che al Senato lo danno a "4,7
punti dal Pdl". E se pure Renato Mannheimer dice che la grande rimonta
sembra essersi arrestata, lui giura di crederci ancora: "Il dato più
importante è che aumentano gli italiani convinti che noi possiamo vincere".
Un'ora più tardi, giù dal volo Alitalia che lo ha portato a Venezia in transito
verso Udine, lo sfidante del Cavaliere stringe mani, incassa esortazioni in
terra tradizionalmente non amica ("è così ovunque, pure nel Nord
Est") e commenta le liste dell'avversario: "Candidare veline e
fisioterapiste...". Scusi segretario, ma dov'è la differenza tra le
bellezze di Berlusconi e le segretarie del Pd? "Guardi, l'unica scelta che
mi dispiace nelle nostre liste è la figlia di Totò Cardinale". Eh già,
l'ormai celebre casella con scritto "Cardinale donna", poi riempita
dalla rampolla dell'ex ministro su esplicita richiesta di Fioroni... "Io
l'ho saputo solo a cose fatte", scuote la testa il leader democratico. E
la vignetta di Giannelli sul Corriere, quella "cerimonia d'addio" con
Romano Prodi che saluta dal palco un teatro completamente vuoto? "Io le
vignette non le guardo mai - prende le distanze Veltroni -. E comunque, così è
la vita". Ed è ancora convinto di voler tenere i toni bassi con chi fa a
pezzi il programma del Pd? "Se lo avessi fatto io i grandi quotidiani
avrebbero fatto a pezzi me, invece lo fa Berlusconi e non succede nulla".
Un addetto allo scalo lo riconosce e sprona "forza Walter, la cambiamo
davvero l'Italia?". Sì, "se non scoppia prima" scherzano i
ragazzi dello staff e Claudio Novelli, il ghost writer che per la prima volta
lo segue nel giro d'Italia, suggerisce di "fare come Obama, che in qualche
provincia si ferma solo per un caffè". Macché. Gliene mancano una
settantina, si dice "giunto ai confini delle possibilità fisiche"
eppure non intende mollare. A Udine in 1500 aspettano lui e nell'attesa gli
autografi li firma il capolista, Cesare Damiano. Il presidente Illy non c'è ma
ecco Veltroni, festeggia la vittoria dell'"amico Zapatero" al quale
ha inviato una lettera, guarda a Parigi e agli Stati Uniti e sospira di
ottimismo: "Ha preso a soffiare un vento nuovo, dice che il pendolo della
storia sta tornando a oscillare verso la nostra direzione ". E poiché è
convinto che "si può vincere anche nel Nord Est", Veltroni loda le
"belle storie" di artigiani e piccoli imprenditori, promette lotta dura alla burocrazia e più soldi nelle tasche dei cittadini. "Con il Pd - giura
tabelle alla mano - i contribuenti avranno maggiori sgravi fiscali che con il
Pdl". E a sera, davanti ai tremila di Pordenone, Veltroni chiede rispetto
per il premier uscente: "Prodi resterà presidente del Pd, perché fin dal
( da "Corriere della Sera" del 11-03-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-03-11 num: - pag: 43
categoria: BREVI Interventi e Repliche Man Ray, Isgrò e il gioco ottico In
quanto storico dell'arte, mi preme molto la precisione, anche se solo a proposito
di un semplice aneddoto. Nell'articolo "I geni copiano. Parola di
Picasso" (Corriere del 9 marzo), Sebastiano Grasso scrive che Emilio Isgrò
non solo ha copiato l'idea della cancellatura da Man Ray ma che, inoltre,
"s'è ben guardato dallo svelare la sua fonte" al contrario di Man
Ray, che aveva dichiarato di essersi ispirato al "Canto notturno di un
pesce" (1905) di Morgensen. In questo caso si trattava, come detto dallo
stesso Morgensen, di un "poema-partitura" (lautgedicht): sul foglio,
il poeta tedesco aveva disegnato una serie di mezze lune per mimare, appunto,
la bocca d'un pesce che stesse, paradossalmente, cantando. Se Isgrò non ha
svelato la sua fonte è perché non vi è alcuna cancellatura nel testo di Man
Ray. Nella sua "Poesia senza parole" del 1924 (tale il titolo
attribuito da Man Ray al "Poema ottico" citato) non appare l'ombra di
una cancellatura - se non vi sono parole, è ovvio che non vi è nulla da
cancellare - ma soltanto trattini più o meno lunghi, tipo alfabeto Morse,
allora molto in voga. L'intento era, come ebbe a chiarire sarcasticamente lo
stesso Man Ray, "di far vedere come apparirebbe a un lettore miope una
poesia" (cfr. il mio " Man Ray - Il rigore dell'immaginazione",
Feltrinelli, Milano 1977, pp. 26-28). Arturo Schwarz, Milano Per documentare
ciò che dice, Schwarz cita il suo libro edito da Feltrinelli nel
( da "Messaggero Veneto, Il" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Attualità Veltroni
promette: Corridoio 5 per il Friuli "Il mio fisco prevede più sgravi di
Berlusconi. Voglio un'Italia coesa e senza burocrazia" Folla alle due tappe
friulane del candidato democratico "Non farò propaganda a insulti per la
destra invece è la regola" "Siamo a 4,7 punti dal Pdl al Senato, la
rimonta continua" "La Lega inneggia alla secessione poi vuole il
potere" di TOMMASO CERNO e STEFANO POLZOT UDINE. "Questa
terra, il Friuli, ha un urgente bisogno del Corridoio 5. E' un'opera
fondamentale per unire l'Italia e l'Europa e il Pd si impegna a
realizzarla". Con questa promessa, pronunciata poco prima di salire sul
pullman con cui sta facendo il suo giro d'Italia, il candidato premier del Pd,
Walter Veltroni, ha salutato Udine. E ha risposto, seppur a distanza, agli
striscioni no Tav, per la verità pochi, che lo attendevano fuori dal teatro
Giovanni da Udine. Prima di partire alla volta della tappa numero trentanove:
Pordenone. Il programma del Pd si completa, dunque, con la garanzia del
candidato premier sul via libera alla grande opera viaria e ferroviaria che
dovrà unire Ovest ed Est dell'Unione europea. Un tema caro anche a Intesa
democratica e al governatore Riccardo Illy. "Il Corridoio 5 - dice
Veltroni - è un'opera strategica e decisiva per collegare Italia e Europa. E'
una di quelle opere infrastrutturali fondamentali - prosegue Veltroni - per la
competitività del Paese, opera che il Pd si impegna a realizzare". Un tema
rilanciato anche dal palco pordenonese, dove il leader del Pd ha aggiunto:
"Sulle infrastrutture sono contrario all'oppressione delle minoranze che
impediscono alla maggioranza di prendere decisioni". Dialogo, dunque, ma
anche decisioni. "E' per questo - spiega il leader del Pd - che abbiamo
deciso di correre soli, anzi liberi. Senza nessuno che possa ricattarci".
Ma Veltroni sceglie il Friuli, lembo estremo di quel Nord-est che il leader
democratico è certo di poter convincere della sua ricetta per l'Italia, anche
per lanciare la sua controriforma fiscale. Niente libro dei sogni, come il Pd
ha deciso di ripetere agli italiani e come ieri lui ha fatto con i friulani, ma
l'idea di un fisco "sostegno della crescita, con più sgravi di quelli
proposti dal Pdl", dice dal palco dove è accolto dalla giovane Eleonora.
In un Giovanni da Udine gremito da più di duemila persone, con altre centinaia
che premevano alle porte per entrare (senza riuscirci), Veltroni legge cifre e
numeri. Dalla tasca della giacca ("ormai sono come quelle di Eta
Beta", scherza dal palco rivolgendosi alle prime file, puntellate di
candidati del Pd) una tabella e comincia a leggere. "Confrontiamo i numeri
- dice -. La proposta del Pd ha una sua copertura mentre quella del Pdl è
coperta solo per un terzo". Poi fa i conti in tasca alla platea: fino a 30
mila euro di reddito il Pdl prevede 6.900 euro di tasse mentre il Pd si ferma a
6 mila; per i redditi fino a 40 mila euro, il Pdl prevede tasse per 9.200 euro
mentre il Pd non va oltre 8.400 euro e, infine, per chi guadagna fino a 60 mila
euro, le tasse proposte dal Pdl sono per 14.400 euro, quelle del Pd si fermano
a 13.640". Il leader del Pd critica anche il sistema bancario italiano.
"Se tre giovani hanno un'idea per aprire un'impresa - cita ad esempio -
devono poterlo fare in un giorno, dimostrando di essere in grado di garantire
la sicurezza dei lavoratori". Guardando agli Stati uniti, "l'Italia -
aggiunge - non ha bisogno del sogno americano, ha già vissuto il sogno italiano
e l'ha trasformato in realtà" con la crescita straordinaria del
Dopoguerra. "Dobbiamo dare speranza al Paese", dice Veltroni che,
senza mezzi termini aggiunge che "a Destra c'è voglia di vincere le
elezioni, non di cambiare il Paese", mentre il Pd propone un' Italia nella
quale "lavoro e impresa stanno insieme", la crescita economica si
coniuga con la giustizia sociale, l'equità sociale, la compatibilità ambientale
e "una parola forse fuori moda - sottolinea - lo spirito solidale".
Dagli Usa alla Spagna, Veltroni annuncia che "il tempo dell'egoismo e del
populismo è finito. Il pendolo della storia sta tornando a oscillare verso la
direzione che noi rappresentiamo", sottolinea fra gli applausi ricordando
la rimonta del Partito democratico. "Al Senato la differenza è passata dal
20 al 4,7% e - aggiunge - manca ancora un mese. Gli indecisi sono passati dal
26 al 36% e al Senato è sempre più probabile una situazione di pareggio. Ciascuno
di noi lavori per unire il Paese". Unire il Paese ricucendo le
contrapposizioni degli ultimi quindici anni, ma anche unire il Paese al resto
del mondo con le nuove tecnologie e Internet per un'Italia "più moderna e
più semplice", dice Veltroni prima a Udine, poi al palasport di Pordenone.
"Portare la banda larga in tutte le case degli italiani è come portare la
luce o l'acqua". Ma Veltroni è entrato anche nel vivo della campagna
elettorale, pur senza mai citare Silvio Berlusconi (che ha sempre chiamato il
numero uno dello schieramento contrapposto al nostro") ha accusato il
leader del Pdl di avere segnato un record negativo nella politica italiana:
quello di essersi assunto "l'impegno solenne" a non ricandidare chi
era stato protagonista di scene non edificanti in aula al Senato, nella
giornata in cui è caduto Prodi, con bottiglie stappate e mortadella tagliata.
"Ma vedo invece che quelle persone sono state candidate: conosco tante
promesse non mantenute dopo il voto, questo è il primo caso di promessa non
mantenuta prima del voto", ironizza. A Pordenone, che è stata per anni
l'epicentro dell'impero leghista in Friuli Venezia Giulia, ha anche ironizzato
sui continui richiami alla divisione dell'Italia: "Ogni 6 mesi la Lega
annuncia che si fa la secessione, poi vengono presi dalla bellezza della
gestione del potere ordinario e se ne dimenticano". La distanza politica
sostanziale con il centro-destra è quella della prospettiva: "Loro pensano
alla riedizione del passato, del Governo del 2001; noi abbiamo consensualmente
rescisso il rapporto con la Sinistra radicale come avviene in tutta Europa. Ci
prepariamo a realizzare un cambiamento che hanno già fatto Zapatero in Spagna e
la Thatcher e Blair in Inghilterra". Ma a Nordest le dichiarazioni
d'intenti non bastano e per questo che, oltre alla riforma fiscale, va aggiunta
la lotta alla burocrazia. "Oggi se devi aprire
un'impresa - ha detto Veltroni - lo Stato sembra dirti "mo' ti sistemo
io" e ti chiede le analisi del sangue fino alla quart'ultima generazione. La
nostra risposta è l'autocertificazione delle richieste, a eccezione delle
garanzie sulla sicurezza del lavoro, accompagnate dai giusti controlli". E
guardando la platea del Palasport di Pordenone, gremito da 3 mila 500 persone,
ha chiuso in maniera ottimista, nonostante la febbre a 38 che lo ha colpito:
"Si può fare".
( da "Messaggero Veneto, Il" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Palazzetto dello
sport gremito. Il sindaco Bolzonello lo incita a trasferire in Parlamento i
successi delle amministrazioni locali Fvg, 17 liste per la Camera e 16 per il
Senato. Nel Pdl scoppia il caso Ciarrapico Veltroni: taglieremo noi le tasse Il
candidato premier del Pd a Pordenone punta su fisco leggero e infrastrutture.
"Sarà una rimonta storica" Regionali, Tondo presenta il suo
manifesto: meno soldi alla casta e più alle famiglie I SERVIZI ALLE PAGINE 2,
3, 4, 5 E 6 E IN CRONACA PORDENONE. Lotta alla burocrazia; più infrastrutture; sborsare
meno tasse; chi sbaglia deve pagare, non evitare la galera. Nel cuore del
Nord-Est, sul palco di un palazzetto dello sport gremito da 3.500 persone,
Walter Veltroni, fino all'altro giorno sindaco di quella Roma che la Lega
chiamava ladrona, ha parlato al cuore del popolo di centro-sinistra
guardando al futuro e distinguendosi da un centro-destra che, a suo giudizio,
"è la riedizione del passato". Ha infine promesso un successo
caratterizzato dalla "più grande rimonta della storia politica".
( da "Messaggero Veneto, Il" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lotta
alla burocrazia, più infrastrutture sborsare meno soldi per le
tasse e certezza della pena: chi sbaglia paghi "La destra non vuole
riformare il paese ma pensa solo a tornare al 2001 Il cambiamento all'estero
s'è già visto" Il candidato premier batte la febbre ed entusiasma Moretton
gli lascia spazio, Bolzonello lo invita a "trasferire i successi locali
nelle politiche" Veltroni al Forum lancia la rimonta "Sarà la più grande della
storia politica". E sul Pdl: "È la riedizione del vecchio" IL
PROGRAMMA GLI AVVERSARI L'arrivo del leader del Pd. In 3.500 al palasport,
tanti applausi " " Lotta alla burocrazia;
più infrastrutture; sborsare meno tasse; chi sbaglia deve pagare, non evitare
la galera. Nel cuore del Nordest, sul palco di un palazzetto dello sport
gremito da 3 mila 500 persone, Walter Veltroni, fino all'altro giorno sindaco
di quella Roma che la Lega chiamava ladrona, ha parlato al cuore del popolo di
centro-sinistra guardando al futuro e distinguendosi da un centro-destra che, a
suo giudizio, "è la riedizione del passato". Con lo strappo dalla
sinistra radicale, ha promesso un cambiamento che potrebbe essere determinato
"dalla più grande rimonta della storia politica". Il pensiero va ai
sondaggi del settembre scorso quando la distanza con la Casa delle libertà era
di 20 punti percentuali. Abissale. "Ora al Senato - ha affermato ieri sera
davanti al Palasport gremito - la differenza è di soli 4,7 punti e così quel
"si può fare" che abbiamo scelto come slogan della nostra campagna,
quasi a consolarci, è diventato una realtà. Quella del Pd sul Pdl potrebbe
essere la più grande rimonta della storia politica del nostro Paese". Lo
schema illustrato in un'ora di discorso, penalizzato per incisività da una
febbre a 38 gradi che lo aggredito, è tipicamente veltroniano: "La destra
non vuole cambiare il Paese, ma tornare al 2001. Lo sta ripetendo. Berlusconi è
da quando Roberto Baggio ha sbagliato il rigore alla finale dei mondiali del
'94 che afferma che non si ricandiderà la prossima volta. La logica è quella di
mettere insieme tutti contro gli altri, per nuovi cinque anni di contorcimenti
e crisi". La logica del Pd è diversa: "Non vogliamo altri due anni
con l'incubo di un'epidemia influenzale al Senato. Insieme alla Sinistra
radicale abbiamo convenuto che, come succede in tutta Europa, le nostre
proposte si differenzino. Siamo pronti a realizzare un cambiamento che si è già
visto in Inghilterra con la Thatcher e Blair e in Spagna con Zapatero".
Una rimonta nel segno del futuro che passa anche a Nordest, terreno ostico per
il centro-sinistra. Glielo aveva fatto presente, nel suo intervento di pochi
minuti, il sindaco di Pordenone, Sergio Bolzonello. "Gran parte dei Comuni
in provincia sono amministrati dal centro-sinistra ma non riusciamo - ha
affermato - a trasferire questo voto sulle politiche". Per questo Veltroni
ha ammiccato al popolo delle partite Iva. "Oggi quando apri un'impresa -
ha sostenuto - lo Stato sembra dirti "mo' ti sistemo io" e ti chiede
l'analisi del sangue fino alla quart'ultima generazione. Il meccanismo deve
essere invece quello delle autocertificazioni con i giusti controlli". Ma
anche sulla sicurezza "ci deve essere la certezza della pena: chi sbaglia
paga. E norme più severe sulla pedofilia, un reato che non può essere
prescritto". Quindi le infrastrutture, il salario minimo contro la
precarietà, la riduzione della pressione fiscale, la realizzazione delle
infrastrutture. Riforme in un'Italia unita, tant'è che dopo il discorso è stato
suonato l'inno di Mameli. "La Lega - ha giocato di fioretto il leader del
Pd - annuncia ogni sei mesi che fa la secessione, poi, però, presi dalla
bellezza nella gestione del potere ordinario lasciano stare". A parlare
prima di Veltroni, dopo l'esordio della segretaria provinciale, Francesca
Papais, è stato solo Bolzonello. Il capolista Gianfranco Moretton ha preferito
declinare l'invito, per lasciare spazio al protagonista, ma anche il sindaco ha
abbandonato il discorso che aveva limato nel pomeriggio. Il riferimento più
forte è alla società, in una città "che ha il 14 per cento di immigrati e
che è ottava in Italia per spesa nel welfare, avendo avuto il coraggio di
capire quanto è importante la coesione sociale".
( da "Stampa, La" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Inchiesta Voglia di
dire addio al Piemonte Sognano di cambiare e sperano nel nuovo governo Noasca e
Carema ritornano alla carica IVREA ALESSANDRO BALLESIO Così diversi, eppure mai
così vicini. Carema e suoi i confini, che sembrano tagliati con il coltello
tanto Pont Saint-Martin è lì, a un passo. E poi Noasca e le sue montagne, che
non bastano per tenerla lontana dal sogno valdostano, tanti sono i punti in
comune e le opportunità. Con il Governo è caduto anche il disegno di legge
costituzionale che doveva segnare una svolta nella battaglia per l'annessione
ai "cugini" della Vallée. E le due amministrazioni che tutti hanno
definito "secessioniste" ("ma noi rivendichiamo diritti storici
sacrosanti", ripetono i sindaci) aspettano fiduciose che da Roma si
riparta daccapo. Loro come Cortina d'Ampezzo, città che potrebbe fare da
prestigioso apripista al progetto di annessione a un'altra regione (in questo
caso il Trentino Alto Adige). Intanto i due borghi canavesani si tengono
stretti i risultati del referendum popolare. "E' la gente che chiede di
lasciare il Piemonte", ripetono in coro i due sindaci, Giovanni Aldighieri
e Pier Sergio Cucciatti. In effetti è così, basta scorrere i numeri. Noasca, 8
e 9 ottobre 2006: alle urne, i "sì" sconfiggono i "no" per
( da "Secolo XIX, Il" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Giorgio oldoini In
questa campagna elettorale, i partiti mettono al primo posto la questione dei
bassi salari proponendo la detassazione dei redditi da lavoro e la riduzione
dei vincoli burocratici all'iniziativa privata. Tenuto conto delle esigenze
erariali e del fatto che la classe lavoratrice contribuisce per una gran fetta
al gettito complessivo, la prima idea darà modesti risultati. Una politica di
deregulation appare utopistica per la chiara tendenza al moltiplicarsi delle
norme in ambito europeo. L'obiettivo principale resta dunque quello di produrre
beni e servizi per innescare l'espansione economica, l'unica dalla quale potrà
derivare l'aumento del potere d'acquisto dei salari. Non si vuole con questo
disconoscere i problemi legati alla giustizia e all'equa distribuzione del
reddito. Tuttavia, anche la più equilibrata ripartizione delle risorse può
lasciarci poveri se l'impegno produttivo è insufficiente. In una democrazia,
l'obiettivo dell'espansione deve basarsi sugli atteggiamenti generali della gente
comune, che è in gran parte condizionata da fardelli ideologici, nonostante le
buone intenzioni dei leader di centrosinistra. È infatti molto più comodo
affermare che il profitto di un gruppo sociale si ottiene a scapito di un
altro. Ne emerge un sistema condannato al conflitto tra capitalisti e
lavoratori, venditori e consumatori, ricchi e poveri. Un popolo progredisce se
riconosce la reciproca dipendenza degli interessi. Si tratta di creare un
ambiente che procuri incentivi per l'avvio di nuove aziende e lo sviluppo di
quelle vecchie, nella consapevolezza che il tenore di vita dei lavoratori
dipende dal volume di produzione da essi realizzato. La legge del progresso
economico si fonda su questo principio. La questione dell'equa divisione del
reddito nazionale, è generalmente mal posta. Il vero problema non è l'evasione
fiscale, ma il parassitismo diffuso. La perdita di conoscenza del meccanismo
produttivo determina la spartizione del risultato a favore di soggetti diversi
da quelli che più vi hanno diritto. La schiera degli organizzatori che
sfruttano il lavoro altrui è ormai un esercito: il vecchio caporalato si
nobilita di nuova etica e spesso si mimetizza dietro sigle professionali di
matrice anglosassone. Il lavoratore è espropriato del frutto della sua fatica, dai gruppi improduttivi all'interno delle imprese, delle
istituzioni, delle burocrazie. Per superare questa fase di collasso sociale è
necessario incidere sui moventi della gente comune e degli imprenditori attuali
e potenziali. Istinto, vitalità, visione ottimistica del futuro, costituiscono
la base dell'espansione. Una nazione di gente senza entusiasmo è quasi
certa di soffrire di disoccupazione cronica. Nessuna politica fiscale e
contributiva, nessuna finanza creativa, potranno proteggere dalla crescita
piatta o dal ristagno. Per combattere il pessimismo dilagante occorre
convincere le persone che esse non sono entità irrilevanti condannate a
lavorare in un sistema imposto dai tecnici della legge e della finanza
speculativa. Le prossime elezioni saranno vinte dalla parte che saprà esaltare
le caratteristiche naturali della popolazione attiva, da sempre fondamento del
benessere economico. Su questa strada, opposta al "legalismo becero"
che ha prodotto l'inazione di massa, c'è ampio spazio per progresso, riforme,
sviluppo e avventura. Giorgio Oldoini è manager d'impresa. 11/03/2008.
( da "Tirreno, Il" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pisa Giovane madre,
cieca e già vedova cerca lavoro ma trova solo ostacoli Patrizia racconta la sua
odissea per ottenere un posto da centralinista Tanti mesi di attesa ma nessuna
risposta concreta anche se ha una figlia di 12 anni CASCIAVOLA. Ha solo 35 anni
ed è già vedova. Una malattia agli occhi l'ha resa quasi cieca fin da bambina.
è difficile per Patrizia Carlotti, di Casciavola, andare avanti. è senza
lavoro, vive con la pensione e l'aiuto dei genitori e deve pensare a una figlia
di 12 anni. Patrizia vorrebbe lavorare ma trova tanti ostacoli. Patrizia fin
dalla nascita ha avuto problemi di vista: un glaucoma le ha lasciato solo
"un residuo visivo all'occhio sinistro", come racconta lei stessa. Una
decisione sofferta, quella di rendere pubblico un certo disagio. "Spero
solo che possa servire ad altre persone che si trovano nella mia situazione.
Giovedì sono stata convocata dall'Asl per una visita. Ma a questo punto, dopo
tante difficoltà, non mi aspetto molto". Nel 2005 il marito, Emanuele, è
morto e per la giovane madre sono aumentati i problemi. "Io e Ilaria
abbiamo dovuto tirare avanti da sole. Dopo la morte di mio marito l'Unione
italiana ciechi mi è stata di supporto, consigliandomi di frequentare un corso
di centralinista telefonico specifico per non vedenti". Un concorso, della
durata di un anno circa. "Serve per ottenere un attestato che consente di
usufruire dei benefici della legge 113 del 1985 - spiega Patrizia - che
permette di trovare un collocamento lavorativo negli enti che abbiano un
impianto a centralino". Negli anni molti non vedenti hanno trovato impiego
in varie amministrazioni dopo essersi iscritti nelle liste che prevede la
legge. Così ha fatto anche Patrizia. "Ho iniziato questo corso che non mi
è costato poca fatica poiché si svolgeva cinque giorni alla settimana a
Firenze; pochi amici e i genitori mi hanno aiutata con mia figlia quando non
c'ero perché dovevo seguire le lezioni". Dovendo spostarsi con i mezzi
pubblici, Patrizia stava fuori casa praticamente tutto il giorno. "Ho
finito il corso il 6 luglio scorso. Da lì all'assunzione in un qualsiasi ente
solitamente non passa molto tempo. Le categorie protette come i primi della
lista hanno un canale preferenziale. Inoltre mi aspettavo che il mio stato di
vedova con una figlia a carico contasse qualcosa". Invece non è stato
così. "Ero entusiasta di questo corso perché lavorare, oltre
all'indipendenza economica, mi avrebbe dato un impegno quotidiano e una dignità
come persona". Invece si è imbattuta nella burocrazia. "Notevoli problemi
burocratici hanno rallentato la mia assunzione negli enti indicati; l'ufficio
di collocamento disabili della Provincia di Pisa, l'Asl e persino il
provveditorato agli studi nel quale avrei dovuto lavorare... Non c'è stato
niente da fare". Patrizia si è rivolta all'Unione ciechi senza però
riuscire a ottenere un lavoro. "Nemmeno il presidente dell'associazione
può fare molto per velocizzare le pratiche, questo ping pong con le
istituzioni". La donna ha l'impressione che le lunghe attese siano un
metodo: "è comodo che questo iter burocratico - dice - duri il più a lungo
possibile. Non voglio corsie preferenziali, chiedo soltanto quello che mi
spetta - ripete - In fondo, mi sembra che la mia situazione richieda una certa
attenzione". Patrizia racconta alcune situazioni paradossali di cui è
stata testimone, suo malgrado. "Tanti bei discorsi, tante promesse
all'inizio di questa vicenda. Alla fine, quando le mie domande sono diventate
più insistenti, soltanto voci seccate che dicono che bisogna aspettare i tempi
di legge, che l'Asl è indietro con i tempi nel chiamare a visita le persone per
il lavoro, che non c'è personale a sufficienza e quindi aumentano i tempi per
sbrigare queste pratiche. Tempo, tempo, tempo. Che cosa devo fare per dare una
smossa a questo sistema? Nessuno di questi uffici che chiamo di tanto in tanto
fa previsioni su date e scadenze, forse sono scocciati dalle mie richieste,
peraltro lecite, e che non farei se le cose andassero per il verso
giusto". Patrizia pensa che casi come il suo dovrebbero essere risolti
semplicemente, senza tante lungaggini.(s.c.).
( da "Tirreno, Il" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pisa BUROCRAZIA E
DISCRIMINAZIONI GIOVEDI' Interruzione dell'acqua TITIGNANO. Acque Spa rende
noto che, per lavori di collegamento della nuova tubazione realizzata nel
sotto-passo ferroviario di via di Titignano nel Comune di Cascina, giovedì
dalle 8 alle 15, verrà interrotta l'erogazione idrica nelle vie Titignano,
Meliani, Di Scorno, Romoli, Di Quarto, Pratello, Toscana e Pistelli. Con la
ripresa del servizio potrebbero determinarsi in rete fenomeni d'intorbidamento
dell'acqua, destinati tuttavia a scomparire rapidamente con il ripristino delle
normali condizioni di funzionamento. Acque spa, scusandosi per i disagi,
informa per ogni ulteriore chiarimento è possibile contattare il numero verde:
800 983 389. ORARI Sportello Tia CASCINA. L'amministrazione comunale informa
che sono cambiati i giorni e gli orari di apertura al pubblico dello sportello
Tia (tariffa di igiene ambientale) presso i locali dalla Mostra del Mobilio in
via Tosco Romagnola a Cascina, gestito da Geofor spa. Lo sportello sarà aperto
il lunedì e il venerdì dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 17.15.
( da "Sestopotere.com" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
(11:05) (11/3/2008
09:07) | L'IMPENNATA DEI COSTI DI PRODUZIONE METTE IN GINOCCHIO LE IMPRESE
AGRICOLE (Sesto Potere) - Roma - 11 marzo 2008 - L'impennata delle materie
prime sui mercati internazionali, in particolare il petrolio, stanno mettendo
in ginocchio le imprese agricole, sempre più strette nella morsa degli aumenti
dei costi di produzione, che nel solo mese di gennaio hanno fatto registrare
una crescita dell'8,5 per cento rispetto all'analogo periodo dell'anno
precedente. Una cifra ben più consistente di quella che si è avuta nell'intero
2007: più 6,1. A sottolinearlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori
sulla base dei dati Ismea. Un trend che ha visto segnare record -avverte la
Cia- come quelli dei concimi (più 26,1 per cento) e dei mangimi (più 23,6 per
cento). Da non sottovalutare anche gli effetti del "caro-petrolio"
che, sempre a gennaio, ha determinato un incremento dei prezzi dei carburanti
(più 4,4 per cento), dell'energia elettrica (più 3,4 per cento) e dei
lubrificanti (più 12,3 per cento). A questi si aggiunge la lievitazione delle
sementi (più 4,5 per cento). I settori che hanno maggiormente risentito di
questa frenetica corsa al rialzo delle materie prime sono state le imprese di
allevamento (soprattutto bovini e bufalini con un più 18,1 per cento) e quelle
che coltivano frumento (più 9,2 per cento), riso (più 8,2 per cento), mais (più
9 per cento) e ortofrutta (più 4 per cento). Non solo. Ad aggravare la
situazione, peraltro, già difficile per gli agricoltori, si sono aggiunti gli
oneri previdenziali e quelli di carattere burocratico. Oneri pesanti che si
traducono in forte ostacolo alla crescita economica delle imprese, con
incidenza negativa notevole sull'occupazione e la competitività. Non a caso, la
Cia proprio per combattere il "mostro" della burocrazia ha promosso una Petizione
popolare raccogliendo migliaia di firme in tutta Italia. Comunque, la crescita
dei costi di produzione, insieme a quelli previdenziali e burocratici, non
mancherà di avere pesanti ripercussioni sui redditi dei produttori agricoli che
-afferma la Cia- già nel 2007 sono scesi dello 0,9 per cento. Gli
agricoltori italiani -rileva la Cia- rischiano, purtroppo, di continuare a
registrare un andamento fortemente negativo sotto il profilo dei redditi. Una
tendenza che, ormai, si protrae da anni (meno 10,4 per cento nel 2005 e meno
3,4 per cento nel 2006) e, almeno per il momento, non si intravede una svolta
positiva. Analogo andamento non si riscontra, però, in Europa, dove la maggior
parte dei paesi mette a segno un aumento reddituale agricolo. Nella classifica
Ue occupiamo un posto da fine classifica. Dietro di noi abbiamo soltanto Malta,
Grecia, Portogallo, Romania e Bulgaria. Di diverso tenore, invece, i dati
relativi ai nostri principali concorrenti, Spagna e Francia. Il reddito
agricolo spagnolo è, infatti, aumentato, nel 2007 rispetto al 2006, del 10,4
per cento; mentre quello francese ha registrato un miglioramento nell'ordine
del 7,5 per cento. La ragione di questa discrepanza tra l'Italia e gli altri
partner europei sta nel fatto che, nel 2007, il nostro Paese -conclude la Cia-
non ha recepito i benefici di un corso favorevole dei prezzi dei prodotti
agricoli a livello internazionale. La corsa dei rincari a gennaio 2008 rispetto
a gennaio 2007 Var. % Sementi +4,5% Concimi +26,1% Antiparassitari +2,4%
Carburanti +4,4% Energia elettrica +3,4% Lubrificanti +12,3% Mangimi +23,6%
Fonte Cia-Confederazione italiana agricoltori su dati Ismea.
( da "Giornale di Vimercate" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
CARATE Buona
partecipazione all'incontro promosso da "Costruiamo il futuro
Brianza", che si è tenuto mercoledì scorso nella sede della Bcc 'DIFENDERE
MALPENSA PER DIFENDERE LE IMPRESE' richiedi la foto richiedi la foto i relatori
intervenuti alla serata CARATE - Difendere Malpensa nel difficile periodo che
dovrà affrontare nei prossimi due anni. Questo l'argomento dell'incontro dal
titolo "Difendiamo Malpensa e l'Italia che produce" che si è tenuto
nella serata di mercoledì scorso, 4 marzo, nll'auditorium della locale Banca di
Credito Cooperativo. La conferenza, promossa dall'associazione "Costruiamo
il futuro Brianza", è stata la risposta alla preoccupazione di diversi
imprenditori del territorio a seguito della decisione di Alitalia di trasferire
il traffico aereo intercontinentale dall'hub milanese a quello romano di
Fiumicino. Parecchi i presenti, che hanno ascoltato i relatori con viva
partecipazione. A causa dell'assenza dell'onorevole Maurizio Lupi, presidente
dell'associazione promotrice della serata, trattenuto a Roma da impegni
politici, l'incontro è stato introdotto da Simone Frigerio, direttore
dell'azienda giussanese "Frigerio Viaggi". Importanti le personalità
intervenute nel corso della conferenza. Il primo a prendere la parola è stato
Giuseppe Bonomi, presidente di Sea aeroporti Milano, che ha svolto una
minuziosa analisi sulla situazione dell'aeroporto lombardo. "La
disgiunzione di destini tra Alitalia e Malpensa comporterà una riduzione del
flusso di passeggeri e l'inizio di un periodo difficile. Tale disgiunzione si
potrà rivelare un'opportunità, ma solo a medio termine - ha affermato Bonomi -
nel breve periodo occorre ragionare in termini di sano realismo contenendo le
perdite nonostante la mancanza di un vettore di riferimento e cambiando la
tipologia di traffico. Fiducia e ottimismo non devono mancare anche in questo
periodo di sofferenza". A seguire è stato espresso il punto di vista
negativo degli imprenditori sulla complicata faccenda, attraverso le parole di
Luigi Maderna, presidente di Fiavet Lombardia e di Attilio Briccola, sales
manager Asia-Italia di Bric's Spa. "La richiesta come imprenditore è
quella di raggiungere, a livello aeroportuale, il grado di
competitività degli altri paesi europei con meno burocrazia e infrastrutture migliori". Queste le parole di Briccola,
cha ha poi concluso: "Difendere Malpensa significa difendere le nostre
piccole imprese, per le quali il tempo con cui è possibile raggiungere
destinazioni estere è un fattore molto importante". La serata si è
conclusa con l'intervento di Oscar Giannino, direttore di Liberomercato che,
ribadendo l'irreversibilità del processo messo in moto da Alitalia, ha speso
parole dure contro lo Stato, azionista di riferimento della compagnia aerea
italiana, che: "non ha mai voluto scegliere la direzione in cui
agire". Articolo pubblicato il 11/03/08.
( da "Giornale di Vimercate" del 11-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giornale di Monza)
Argomenti: Burocrazia
POLEMICA Duro
attacco dell'assessore regionale con delega alla Brianza sullo stato di
attuazione del futuro ente sovracomunale brianteo DOTE ALLA PROVINCIA: 'UN
ASSORDANTE SILENZIO' Massimo Ponzoni: "L'Istituzione di tutti i brianzoli
rischia di nascere dimezzata e senza sedi" richiedi la foto L'assessore
regionale Massimo Ponzoni Monza - Altro che ente snello e "vaccinato"
contro la burocrazia. I primi passi della Provincia della Brianza sono lenti come
quelli di un pachiderma. E, ancora prima di nascere, la "casa comune"
dei brianzoli ha già accumulato "ritardi su ritardi". A tracciare
l'amara analisi è stato l'assessore regionale con delega alla Provincia di
Monza e Brianza, Massimo Ponzoni. Grande sostenitore della Provincia di
Monza, il neo coordinatore provinciale di Forza Italia non era mai stato così
duro. E non ha risparmiato fendenti al commissario di Governo, Luigi Piscopo, e
all'assessore con delega all'Istituzione della Provincia di Monza e Brianza,
Pietro Luigi Ponti. "A un anno dalle elezioni che nomineranno il primo
Consiglio e il primo presidente provinciale - ha attaccato Ponzoni - non un
solo mattone è stato ancora posato. Sappiamo da tempo che le sedi provinciali
non saranno pronte entro l'aprile 2009. Questo vale per la cittadella istituzionale
sull'area IV novembre, ma anche per Questura e Prefettura. Il rischio è che le
sedi provinciali accumulino un ritardo eccessivo, e si arrivi all'inaugurazione
ben oltre il 2011. Non possiamo permetterci che la nuova Provincia nasca
"dimezzata" e trasmetta un'immagine negativa del nostro territorio.
"Ma c'è un problema ancora più grave - ha proseguito la sua requisitoria
Ponzoni -: da Palazzo Isimbardi c'è un assordante silenzio sul problema della
dote. Ancora non si sa quando Milano assegnerà la dotazione economica a Monza e
a quanto ammonterà con precisione sia la cifra in denaro sia la quota di beni
immobili. Penso che i brianzoli non meritino di essere trattati così e abbiano
diritto di sapere quale sarà il loro futuro. "Solo pochi mesi fa - ha aggiunto
Ponzoni - lamentavo che da troppo tempo non viene più riunito il tavolo inter
istituzionale. Nonostante le promesse, nessun gruppo di lavoro è stato mai
convocato e da tempo la Regione Lombardia non viene neppure più informata di
come stanno andando i lavori. Questo non mi pare corretto. "E' stata
aperta la sede provvisoria di piazza Diaz - ha concluso Ponzoni -. Eppure, le
insegne sono ancora quelle della Provincia di Milano. A pochi mesi dal debutto
della Provincia MB, manca perfino il vessillo ufficiale". Articolo
pubblicato il 11/03/08 Marco Mologni.
( da "Libertà" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Quotidiano partner
di Gruppo Espresso LIBERTA' di martedì 11 marzo 2008 > Lodigiano
"Discarica, si anticipi il confronto" Comuni e Provincia al
Pirellone: stringete i tempi del "tavolo" SENNA LODIGIANA - Non si
ferma, dopo la grande manifestazione di protesta di sabato mattina a Mirabello
di Senna Lodigiana, la battaglia contro l'ipotesi dell'insediamento, a Cascina
Bellaguarda, di una maxidiscarica in grado di accogliere oltre 2 milioni e
700mila metri cubi di pattume. Gli enti locali lodigiani si preparano ora a
formalizzare, nero su bianco, la richiesta alla Regione Lombardia di anticipare
il più possibile la conferenza di servizi dedicata all'esame del progetto
elaborato dalla Cre di Arcore. Questo perché lunedì della scorsa settimana a
Milano, nell'audizione davanti alla commissione regionale ambiente, i
consiglieri e i funzionari del Pirellone avevano prospettato per questo tavolo
di confronto una data compresa tra la metà e la fine di aprile. Una data che
però, a detta di Provincia di Lodi e amministrazioni comunali di Senna e di
Somaglia, potrebbe essere stata indicata dalla Regione appositamente per tenere
conto dello scenario che si verrà a creare dopo le elezioni politiche del 13 e
14 aprile. "Noi - sostengono invece Provincia e Comuni - vogliamo scrivere
la parola fine al più presto su questa angosciante vicenda. Vogliamo poter
esprimere un rifiuto definitivo e immediato". Nel frattempo le circa mille
persone che hanno preso parte alla manifestazione di protesta di sabato mattina
auspicano che la loro presa di posizione non sia stata un gesto inutile e
sperano che sia giunta anche alle orecchie della Regione e dei vertici della
Cre di Arcore. "Sarebbe bello - aveva affermato sabato il consigliere
regionale lodigiano del Partito Democratico Gianfranco Concordati dal palco
allestito davanti alla cava di Bellaguarda - se fosse la stessa Cre a rendersi
conto dell'assurdità del suo progetto e decidesse di ritirarlo senza
costringerci ad affrontare le insidie della conferenza di servizi".
Concordati aveva poi anche invitato gli enti locali della zona, nel territorio
dei quali la ditta di Arcore ha già in essere attività (a Maccastorna in
particolare è attivo un suo impianto di trattamento di fanghi biologici in
agricoltura), ad ostacolare la sua attività "riversandole addosso il
massimo della burocrazia possibile". Un appello che era stato condiviso, in una
sorta di patto trasversale tra forze politiche appartenenti anche a
schieramenti differenti, dall'onorevole della Lega Nord Andrea Gibelli, che
aveva invitato le municipalità della Bassa a "boicottare democraticamente
fin da subito la Cre per dare un segnale forte di come non si possa farla
franca nel lodigiano". Il territorio, quindi, si mostra sempre più
compatto nel rigettare questo sito di smaltimento da più parti definito
"avulso dalla realtà locale ed assolutamente non necessario a soddisfare
le esigenze di smaltimento lodigiane". La discarica si estenderebbe su
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Prov Sulcis Pagina
2024 Santadi. Il Comune vorrebbe farne uno stabilimento per imbottigliare l'olio
d'oliva C'è un mattatoio (nuovo) da rottamare Santadi.. Il Comune vorrebbe
farne uno stabilimento per imbottigliare l'olio d'oliva È costato due milioni
di euro, mai aperto: da smantellare --> È costato due milioni di euro, mai
aperto: da smantellare È costato due milioni di euro ma non ha funzionato un
solo giorno. Ora il Comune ha deciso si smantellare il mattatoio di Santadi.
C'è un mattatoio nuovo di zecca da rottamare. È quello di Bau Arena, alla
periferia di Santadi: è costato quasi due milioni di euro, non è mai entrato in
funzione, è da buttare. Il Comune ha infatti deciso di rinunciare all'idea di
farne un polo per la lavorazione delle carni del Basso Sulcis. Troppo costoso,
nessuno ha voluto prenderlo in gestione. Allora è stato deciso, il mattatoio
verrà trasformato in un impianto per l'imbottigliamento dell'olio extravergine.
E i macchinari per la macellazione? Saranno smantellate e messe all'asta,
sempre che si trovi qualcuno disposto a comprarle. LA TRASFORMAZIONE Insomma,
l'impianto di macellazione diventa un oleificio per Santadi, Nuxis e dintorni.
"Ormai non ci sono più i presupposti perchè il macello possa aprire",
ha commentato Elio Sundas, sindaco di Santadi. Chiusa da decenni e con nessun
pretendente mai fattosi avanti per gestirla, la struttura è costata più di due
milioni. Somma ingenti, spese per tentare di soddisfare le richieste e le
esigenze di centinaia di allevatori del Basso Sulcis, altrimenti costretti a
costose trasferte verso i mattatoi di Iglesias, Uta, Selargius, Sanluri e
Guasila. SPESA INUTILE Ma inutili, dal momento che la struttura non ha mai
aperto i battenti. I motivi? Troppa burocrazia e costi di gestione troppo
alti. Così, dopo i tentativi (andati a vuoto) di affidare il mattatoio in
gestione, il Comune ha deciso di cambiare rotta puntando sulla riconversione.
Dopo l'idea estemporanea di farne uno stabilimento per la lavorazione del
sughero, ha prevalso la proposta di usare seicento metri quadrati (su
oltre mille) per installare attrezzature e macchinari per la lavorazione e
l'imbottigliamento dell'olio d'oliva. "Sarebbe la strada più percorribile.
A Santadi si sta sviluppando un interesse sempre crescente per l'olio. Diversi
produttori sarebbero pronti a mettersi insieme per dare vita a una cooperativa
per la produzione e l'imbottigliamento di olio di qualità. Una scelta che, come
amministrazione, - ha aggiunto Sundas - vediamo con molto favore". DALLA
CARNE ALL'OLIO Tutto però resta legato al futuro del mattatoio. Un destino che,
nei prossimi giorni, potrebbe essere un po' meno incerto. Il Comune, infatti,
avanzerà la richiesta di cambio di destinazione d'uso della struttura nel corso
di una conferenza di servizi con la Provincia, gli assessorati regionali alla
Sanità e ai Lavori pubblici, il Centro servizi della Camera di commercio e la
Asl 7. MAURIZIO LOCCI.
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
QUARTIERI. Il più
giovane consiglio di zona, a sud del centro Santa Croce "Ciclabili? Sì,
però..." La presidentessa di quartiere Gabriella Careddu Turcato su
viabilità, scuole, droga e impianti sportivi. L'utilità del comitato
"Strade e istituti scolastici: serve un nuovo piano. Noi avevamo proposto
siti di sosta dei bus" Paolo Mariotto Da molti anni ormai
sono stati istituiti a Bassano i Consigli di quartiere con l'intento di rendere
tutti i cittadini partecipi della vita politica della città. Questi organi di
volontariato hanno la funzione di promuovere il dialogo con l'Amministrazione e
possono avanzare proposte o istanze al comune. Dei ventidue quartieri presenti,
il più giovane è quello che comprende il Centro Studi, il quartiere S. Croce,
appena a sud del centro. Abbiamo intervistato il presidente, Gabriella Careddu
Turcato per capire meglio com'è la situazione. Come sono i rapporti con
l'Amministrazione comunale? "I rapporti che ci uniscono
all'Amministrazione sono buoni: ci ascoltano e ci consultano quando c'è da fare
un intervento importante. L'unico problema è la lentezza
della burocrazia italiana
ma per il resto non ci sono problemi". Per un quartiere come S. Croce, in
cui la popolazione di duemila abitanti triplica nel periodo scolastico, come giudica
lo stato delle infrastrutture pubbliche? "Quello delle scuole è un
problema molto serio dato dal fatto che la città è vecchia e le scuole sono
nuove. Il punto critico riguarda la viabilità: un esempio è il traffico
presente in via Rosmini. Bisogna ripensare totalmente la viabilità della zona.
Avevamo proposto di trovare dei siti che fungessero da terminal per gli
autobus, ma i terreni disponibili sono in proprietà private, e non si può far
nulla". E per quanto riguarda le piste ciclabili? "Ritengo siano
utili quando vengono costruite insieme alle strade. Se nascono dopo rischiano
di essere pericolose togliendo spazio alle auto. Sulla questione di via
Ognissanti, ritengo che Dario Bortolini, intervenuto sulle pagine del Giornale
di Vicenza nei scorsi, avrebbe dovuto parlare a titolo personale e non come
segretario di quartiere, anche perché c'è già un accordo con l'Amministrazione
secondo cui, entro il 2008, verrà sostituito il cordolo giallo". Altra
questione sentita è quella delle isole ecologiche. "Su questo punto sono
ottimista, visto che dal primo luglio inizierà la raccolta differenziata porta
a porta. Non reputo, però, positiva la decisione di spostare i cassonetti da
via Sibelius a piazzetta Bach di fronte al liceo Da Ponte". Pulizia e viabilità
sono due questioni legate alla concentrazione delle scuole. E la sicurezza?
"Premettendo che trovo giusta la creazione di un polo scolastico
cittadino, devo ammettere che ci sono i pro e i contro. Tra questi ultimi c'è
anche quello dello spaccio di droga tra i giovani. Solo qualche mese fa abbiamo
trovato un chilo di stupefacenti nella siepe lungo via S. Croce. Si sa che le
scuole attirano molti spacciatori, così la polizia cerca di essere presente
nella zona, anche se dubito che il passaggio di qualche volante sia un buon
deterrente. Per quanto riguarda i furti nelle abitazioni, da noi sono rari e la
gente oramai si è attrezzata con validi antifurti". Centro studi,
ospedale, palazzetto e, in futuro, piscine. Come giudica la presenza di questi
servizi in questa zona della città? "Anche qui ci sono dei pro e dei
contro. Ma se si riferisce alle dicerie secondo cui gli amministratori
favoriscono il quartiere in cui vivono, questa è una falsità assoluta. Dove
potrebbero sorgere altrimenti i cantieri? E poi, altra falsità è quella secondo
cui l'istituzione dei Consigli di quartiere è solo un modo per assicurarsi
parte dei voti alle prossime elezioni. Tutto ciò non è vero". Qual è la
cosa che più le piace del quartiere S. Croce? "La tranquillità, soprattutto
quella estiva, e il verde molto presente anche tra le nostre case". Il
consiglio di quartiere è, secondo lei, uno strumento valido? "Io penso che
i consigli di quartiere siano molto validi, mentre le assemblee, per essere
utili, dovrebbero essere più partecipate".
( da "Denaro, Il" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Campania politica
Poco Sud nei programmi: Pd e Pdl a confronto Quattordici volte in tutto. Dieci
per il Pd, quattro per il Pdl. Le parole Mezzogiorno e Sud non abbondano nei
programmi elettorali di Walter Veltroni e Silvio Berlusconi, che puntano per lo
più a superare il gap rispetto al centro-nord sul fronte di
burocrazia, sanità, servizi
ai cittadini. Un impegno non sufficiente e privo "di spirito
riformista", secondo l'ex numero uno di Confindustria Antonio D'Amato, che
ha motivato così il suo no al Cavaliere che lo voleva candidato per la
circoscrizione Campania 1: "Se devo dare il mio contributo ha spiegato il
patron della Seda in conferenza stampa - ci devono essere le condizioni
per un cambiamento reale, soprattutto per il Mezzogiorno, attanagliato da
un'emergenza grave e drammatica che è stata sottovalutata dalla politica e che
invece richiederebbe un impegno molto forte". Antonella Autero -->
Completamento delle infrastrutture, lotta alla criminalità, riduzione del gap
Nord-Sud nei servizi al cittadino. Sono quattordici i riferimenti al
Mezzogiorno nelle quarantasette pagine di cui si compongono in tutto i
programmi di Pd (il più compatto con le sue dodici pagine) e Pdl (trentacinque
pagine). Insomma, non si tratta esattamente di una corsia preferenziale, come
ha denun ciato sabato scorso Antonio D'Amato, facendo riferimento a entrambi
gli schieramenti. La disuguaglianza Partiamo dagli impegni assunti da Walter
Veltroni: la prima volta che ci si imbatte nella parola Sud è nel capitolo
dedicato alla "disuguaglianza". Il Pd, almeno nelle dichiarazioni di
intento, punta a "cambiare profondamente qualità e quantità
dell'intervento pubblico, per renderlo capace di aiutare i più poveri ad uscire
con le loro gambe dalla situazione in cui si trovano. Deve favorire - si legge
nel programma il rapido innalzamento della partecipazione dei giovani e delle
donne, specie nel Sud, alle forze di lavoro". Una questione, quella
occupazionale, che si salda al Mezzogiorno anche nel capitolo del "credito
di imposta". Credito di imposta Qui Veltroni punta su un bonus fiscale
rimborsabile per le donne che lavorano, adeguato a sostenere le spese di cura.
Con una precisazione: "Nei primi due anni della Legislatura, il credito
d'imposta potrà essere applicato alle donne lavoratrici del Sud, per poi essere
esteso a tutto il territorio nazionale". Servizi al cittadino Per far
ripartire il Sud e renderlo una opportunità-Paese, secondo Veltroni, bisogna
"ricordare, innanzitutto, che dove sta bene un cittadino sta bene
un'impresa. Ciò significa riduzione degli incentivi finanziari a vantaggio
degli investimenti sul capitale sociale e, in particolare, dare rilevanza
strategica agli obiettivi di servizio, finanziando con adeguate premialità
target misurabili in campi come acqua, istruzione di base, servizi di cura per
infanzia e anziani". Fondi Ue Per raggiungere questi scopi, Veltroni mira
a un "drastico" accentramento delle risorse su pochi obiettivi,
quantificabili e controllabili. "Il nostro scopo spiega - è quello di
portare entro il 2013 la rete delle infrastrutture e dei servizi per i
cittadini, le imprese e le istituzioni del Mezzogiorno a dimezzare il gap
accumulato rispetto al Centro-Nord. Si tratta, in primo luogo, delle
infrastrutture della mobilità: strade, ferrovie, porti, aeroporti,autostrade
del mare. Almeno il 50 per cento delle risorse comunitarie sarà impegnato su
questi progetti. E poi, servizi pubblici essenziali: da quello idrico
all'ambiente, dall'energia alla scuola, dalla giustizia alle università".
Per realizzare questa strategia secondo il programma del Pd, "è
indispensabile rafforzare il ruolo di coordinamento e di indirizzo del Governo
nazionale." Insomma, le Regioni del Mezzogiorno non devono essere lasciate
sole, "ma non devono neppure rifiutare un aiuto, sempre più necessario,
per migliorare la qualità dei risultati dell'intervento pubblico ". Sanità
Segue il capitolo Sanità, in cui il sistema nazionale viene definito "un
patrimonio da valorizzare e rafforzare". In che modo? "Correggendo
spiega Veltroni - gli squilibri territoriali che limitano il diritto alla
salute in alcune Regioni del Paese, specie nel Mezzogiorno, nonchè le rigidità
organizzative e le lentezze burocratiche che provocano file di attesa".
Parla di Sanità anche il programma del Pdl che punta essenzialmente su
completamento del piano del Governo Berlusconi per l'eliminazione delle liste
d'attesa, incentivazione del rinnovamento tecnologico delle strutture
ospedaliere e realizzazione di nuove strutture, in particolare al Sud. La
quinta missione Dedica al Mezzogiorno una delle sette missioni di cui si
compone il suo programma Silvio Berlusconi. Che parte dalla infrastrutture,
assicurando un piano decennale straordinario concordato con le Regioni per il
potenziamento, completamento e realizzazione di porti, reti stradali e
autostradali, alta capacità ferroviaria, ponte sullo stretto. L'elenco delle
priorità prosegue con la creazione di zone e porti franchi; "Leggi
Obiettivo" speciali concentrate su turismo e beni culturali,
agroalimentare e risorse idriche, infrastrutture e logistica, poli di
eccellenza per la ricerca e l'innovazione. E ancora: la realizzazione di un
piano strategico di riconversione dell'industria chimica pesante ispirato alle
nuove tecnologie; il "pieno e tempestivo" utilizzo dei fondi
comunitari; la realizzazione della Banca del Sud. Per concludere con
federalismo fiscale e misure di fiscalità di sviluppo a favore delle aree
svantaggiate; contrasto alla criminalità organizzata e piano per la sicurezza e
la legalità. --> del 11-03-2008 num.
( da "Nuova Ecologia.it, La" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
ECOSVILUPPO| La Cina
avrà un ministero per l'Ambiente Per la prima volta un dicastero sarà dedicato
alle politiche ambientali. Il "superministero" è frutto
dell'accorpamento dell'attuale ufficio per l'ambiente con altre agenzie
governative e avrà poteri rafforzati/ Olimpiadi, Gebre rinuncia La Cina creerà
per la prima volta un ministero per l'Ambiente, fondendo l'attuale ufficio per
l'ambiente con altre agenzie governative e dotandolo di maggiori poteri. Lo ha
annunciato oggi il segretario del Consiglio di Stato (il governo) Hua Jianmin
parlando agli oltre duemila deputati all'Assemblea nazionale del Popolo (Npc),
il Parlamento di Pechino. La creazione del nuovo ministero è parte di una
riforma della struttura del governo che vedrà anche la nascita di altri quattro
"superministeri" costruiti con lo stesso criterio: uno per
l'Industria e l'Informatica, uno per le Risorse umane e la sicurezza sociale,
uno per le Costruzioni e uno per i Trasporti. Ciascuno dei
"superministeri" sarà formato accorpando agenzie ed uffici
governativi già esistenti, i cui poteri verranno fortemente ridotti dalla
riforma. Per questo si ritiene che il progetto è destinato ad incontrare una
forte resistenza da parte della burocrazia. La riforma
coincide con l' entrata nel governo di numerosi esponenti della generazione dei
cinquantenni tra cui Li Keqiang, considerato il più probabile successore del
primo ministro Wen Jiabao. Gli analisti affermano che la riforma consentirà a
Wen un controllo più diretto su una serie di settori chiave come quelli
dell'Ambiente e dell'Energia. 11 marzo 2008 Articoli collegati: > Gebre
rinuncia alla maratona per lo smog > Pechino 2008, targhe alterne contro lo
smog > Pechino 2008, canottaggio libero da smog > Pechino, il villaggio
olimpico è sostenibile > Import radioattivo > Cina 200mila senz'acqua per
fiume rosso > Smog, Pechino chiude le pompe di benzina > Ogm, Bruxelles
chiede test sul riso cinese > Smog, Gebre potrebbe rinunciare ai Giochi >
Pechino dimezzerà le auto circolanti > Pechino nella morsa dello smog >
Lotta alle buste > A Shangai protesta contro treno superveloce.
( da "Corriere Adriatico" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
ASCOLI - La vicenda
dei dati catastali richiesti agli utenti dalle Aziende che erogano servizi
primari tiene banco perché essa poteva essere gestita, almeno nel caso della
Società erogante acqua, con maggior precisione informativa. Infatti, è vero che
i dati catastali identificativi dell'immobile servito sono richiesti da una
legge statale e debbono pervenire all'Anagrafe tributaria tramite l'Ente
fornitore (che lo richiede al suo utente; tu guarda che giro!), ma le note
informative sulle bollette sono state stilate dalla Società che gestisce il
servizio e sarebbero dovuto essere più esaurienti. Infatti: 1) nella
comunicazione manca il dato essenziale della scadenza per l'invio dei dati
catastali oltre cui scattano le penalità pecuniarie; informazione necessaria in
ogni circostanza, massimamente quando l'importo delle sanzioni è elevato come
nel caso in questione (da
( da "Corriere Adriatico" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Welfare, in testa
Pesaro e AnconaMacerata aumenta la spesa del 42,3%, Ascoli la riduce dell'8,3%
Comuni sotto sforzo, la maggior parte dei costi è sulle loro spalle Asili, più
servizi ma meno fondi E' in costante riduzione il contributo pubblico ANCONA -
Nelle Marche crescono i servizi per la prima infanzia (asili nido e servizi
integrativi). Con 9.034 bambini accolti nei servizi per la prima infanzia, le
Marche coprono il 22,9% dell'utenza potenziale e si collocano al quarto posto
in Italia dopo la Valle d'Aosta, l'Emilia Romagna, e la Toscana. Un buon
risultato secondo l'Anoss, l'Associazione nazionale operatori sociali e
sociosanitari, dovuto però in gran parte allo sforzo di Comuni e famiglie,
visto che il contributo finanziario della Regione è in costante riduzione.
Secondo l'Anoss, il contributo concesso ai Comuni con più di 15 mila abitanti
per ogni posto negli asili nido è sceso dai 1.300 euro del 2004 agli 829 euro
del 2007, con una riduzione del 36%. Una scelta in controtendenza con quella
adottata dal Governo nazionale. "Le politiche per le famiglie sembrano
essere per l'enfasi posta dalle forze politiche e dalle istituzioni. Chiediamo
che a questa enfasi seguano atti concreti e conseguenti" dice
l'associazione. In generale, nella classifica nazionale dei Comuni che
maggiormente indirizzano le proprie per il welfare, Pesaro è in testa nelle
Marche e 32 posto in Italia. La spesa pro capite è di 170,95 euro per il
settore sociale, di 341,9 per il welfare in generale. Per un aumento - secondo
i dati degli ultimi bilanci consuntivi disponibili risalenti al 2006 - del 2,8%
rispetto al 2000. Seconda è Ancona (45 nella classifica nazionale). Nel
capoluogo dorico ogni cittadino ha ricevuto in media dal Comune servizi sociali
per 141,33 euro, per un totale di servizi complessivo per 311,3 euro. In
generale, un aumento di spesa rispetto al 2000 del 17,6%. Segue Macerata (49
posto in Italia) con una spesa di 148,84 euro pro capite (301,3 il totale per
il welfare) con un consistente aumento rispetto al 2000 del 42,3%. In coda
Ascoli. Il Comune piceno ha distribuito fra i suoi cittadini servizi per 98,92
euro a cittadino, ovvero 226,9 di totale per il welfare, ben l'8,3% in meno
rispetto al 2000. Alti e bassi fra nord e sud della regione come emergono dalle
anticipazioni del Rapporto annuale sulla spesa sociale dei Comuni
dell'Osservatorio politiche sociali dello Spi-Cgil elaborato sulla base delle
analisi dei consuntivi. Un quadro non del tutto positivo. "Non tutte le
amministrazioni . spiega lo Spi - hanno mostrato intenzione
o capacità di indirizzare verso il welfare parte delle nuove entrate derivanti
dall'aumento dell'imposizione fiscale locale e in particolare dell'Ici e
dell'addizionale Irpef mentre - è la conclusione - emerge la scarsa capacità
dei Comuni di controllare la spesa per la burocrazia".
( da "Gazzettino, Il" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Partito Nordest
ha detto "no" a Berlusconi e non si presenta alle elezioni politiche.
E il Pd apre una linea di dialogo con il movimento fondato dallo scomparso
Giorgio Panto.Due circostanze per nulla disgiunte, almeno stando a quanto
spiega il segretario veneto dei Democratici Paolo Giaretta, al quale poco
importa che del Pne faccia parte Giorgio Bettio, consigliere comunale di
Treviso, passato dalla Lega al Pne per contrasti con la linea del Carroccio in
merito all'ordinanza anti-sbandati. Partendo da "un fatto personale"
Bettio ebbe modo di denunciare "lo strapotere degli extracomunitari"
e che "se uno tocca un mio familiare io applico la legge delle SS, non del
taglione: uno a dieci"."Abbiamo più volte preso le distanze da questo
comportamento" ammette Giaretta. Bene, però ora siete disposti a dialogare
anche con Bettio. "Senta un po', la campagna elettorale è il momento della
verità. E il Pne, che non è solo Bettio, ha dimostrato che, nonostante le
diversità che ci distinguono, è per l'autonomia del Veneto, per il federalismo
fiscale, è contro l'eccesso dalla burocrazia". E poiché, aggiunge il segretario del Pd, "mi sono
battuto perché nel programma nazionale del nostro partito ci fossero questi
punti, il che è visibile a tutti, a differenza dei dieci punti ipotizzati dal
candidato del Pdl Giancarlo Galan, che non compaiono nel programma del suo
partito. Quindi, per quanto ci riguarda dialogo aperto con la società
veneta. E sia chiaro, non per convenienza elettorale".Il direttivo del
Pne, conferma che "la nostra richiesta programmatica, pur dopo lunga e
attenta valutazione, non ha avuto accoglimento da parte del Pdl, con la
motivazione dell'impossibilità a contrarre un impegno così puntuale e
vincolante a fronte dell'incognita della situazione dei conti pubblici, non
prevedibile". Per questo "non aderiamo ad alcuna coalizione
elettorale, né parteciperemo al voto con una lista".
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
PORTO TOLLE
Quarantaquattro famiglie erano finite sotto acqua nell'ottobre 2005
Allagamenti, la beffa dei rimborsi Erano stati stimati danni per 300mila euro,
ne sono stati liquidati 15mila (e.g.) Per gli allagamenti dell'ottobre
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
SCHIO Ricorrenza
significativa per l'ambulatorio infermieristico di
Santissima Trinità dove non si fanno code e non c'è burocrazia Compie 20 anni la "famiglia" che ha conquistato
l'Italia SchioL'associazione "La famiglia" festeggia i 20 anni
dell'ambulatorio infermieristico di Santissima Trinità. Trentadue volontari,
spesso neopensionati dai vari ospedali, si alternano per prestare la loro
assistenza per piccoli interventi. Anche la Rai si è occupata, in
passato, di questo fenomeno di solidarietà. Oltre 25 persone al giorno, per lo
più anziani del quartiere che si muovono con difficoltà e perciò trovano molto
utile questo servizio per la facilità di accesso, ricorrono all'ambulatorio
infermieristico dove trovano anche calore umano; qui non si fanno code e non
c'è burocrazia. E poi le prestazioni sono grauite. Il
distretto di base n.2, infatti, fornisce il materiale sanitario per le attività
che vengono espletate, dalle siringhe per le iniezioni intramuscolari, al
cotone, alle garze per piccole medicazioni. L'amministrazione comunale, da
parte sua, fornisce i locali. L'ambulatorio infermieristico, infatti, è
ospitato nella sede del consiglio di quartiere n.3. Il valore sociale di questa
attività ha ottenuto parecchi riconoscimenti: nel
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
GRUPPO ATLETICO
ASSINDISTRIA Campestre, risultato "storico" per i 25 anni d'attività
Il Gruppo atletico Assindustria Rovigo taglia il traguardo dei 25 anni
d'attività con la vittoria nel Campionato regionale assoluto di corsa campestre
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Polemica a Ponte di
Piave L'ex sindaco Marin lancia l'allarme: "La tangenziale non va
spostata" Ponte di Piave(g.r.)Attacco dell'ex sindaco Gianni Marin
all'amministrazione comunale sul tema tangenziale. La scorsa settimana il sindaco Roberto Zanchetta si era lamentato della
"burocrazia
kafkiana" che sta rendendo arduo il prosieguo dell'iter. Marin risponde:
"Stupore e incredulità per l'improvvisa difficoltà di ordine idraulico
relative alla realizzazione della tangenziale di Ponte. Ricordo che tale
intervento è previsto da un accordo di programma tra i comuni di Oderzo, Motta
di Livenza, Gorgo al Monticano e Ponte di Piave; coinvolte Regione,
Provincia, Ferrovie ed Anas, l'accordo ha consentito di risolvere problemi
viari complessi con risparmio di tempo e di risorse. L'accordo è stato
sottoscritto da tutti gli enti coinvolti in un'apposita conferenza di servizi.
Regolarmente appaltata la progettazione ed iniziata l'esecuzione dei lavori. La
fase successiva è stata affidata alla Provincia che ha redatto uno studio di
fattibilità in collaborazione col Comune di Ponte, presentato due volte in
Regione senza rilievi. Il procedimento, interrotto con il cambio di
amministrazione comunale, di recente è stato riavviato con il sorprendente
riscontro di anomalie procedurali e strane amnesie di organi tecnici che non
potevano non conoscere la situazione. Sembra un alibi per cambiare
completamente il tracciato, con spreco di risorse. L'ipotesi di spostare la
circonvallazione in territorio di Salgareda è stata proposta dal candidato
sindaco della Lega Nord in campagna elettorale e successivamente ripresa dal
presidente della Provincia con la giustificazione di realizzare il raccordo con
la grande viabilità a Quarto d'Altino. È una proposta "civetta"
quella di creare una nuova Postumia parallela a quella esistente; e non esclude
una possibile relazione fra il cambio tracciato ed il fantomatico progetto di
navigabilità del Piave. Mutare opinione è legittimo, ma non sperperando risorse
pubbliche e prolungando un disagio a causa del traffico non più tollerabile dai
cittadini" conclude Marin.
( da "Blogosfere" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Mar 0811 Mastella,
grazie mille: Fioroni e Di Pietro, nomine a gogò. E Rula Jebreal è quasi
analfabeta Pubblicato da Eleonora, Blogosfere Staff alle 12:52 in Tribuna
elettorale L'era di Prodi è finita, scrive Roma2011. Aveva ragione Calearo,
quando su Ballarò cantò le lodi di Mastella che fece cadere il governo Prodi.
Calearo ha doppiamente ragione, specie a fronte delle supernomine poche ore
prima della caduta di Romano. Nel giorno in cui il gip chiede l'archiviazione
del caso Visco, lo scorso gennaio Fioroni e Di Pietro sono partiti a raffica
con 25-30 nomine a testa di dirigenti che nella prossima legislatura non
andranno a casa, anche se i dicasteri non esisteranno più. Pazzesco. Sul
Corriere della Sera Enrico Marro spiega che la corsa alle nomine in extremis
prima delle elezioni è il risultato di due fenomeni. 1) La premiazione di fedeli
e fedelissimi dei ministri prima del cambio di governo (e questo avviene a ogni
fine di legislatura). 2) La conseguenza dello spacchettamento dei dicasteri,
deciso quasi due anni fa dal governo Prodi. La divisione di alcuni ministeri in
due (Istruzione e Università, Infrastrutture e Trasporti, Sviluppo e Commercio
internazionale) o in tre (Lavoro, Solidarietà, Famiglia), data
la lentezza della burocrazia, stava prendendo forma definitiva solo ora, man mano che sono
stati varati gli indispensabili regolamenti di organizzazione. Un ragione in
più anche per archiviare Romano Prodi, operazione criticata da Galli della
Loggia, e benedire il suo addio alla politica italiana. Per una
panoramica più ampia sulla campagna elettorale, Vistidalontano ci aggiorna sui
titoli dei tg, mentre prosegue l'imbarazzante polemica intorno alla candidatura
di Ciarrapico e Veltroni si sente soltanto della candidatura della Cardinale
(figlia del senatore Totò). Sul fronte del Popolo della Libertà, pare che la
militanza di Capezzone non dia buoni frutti secondo Orizzonteliberale; in
realtà, a fronte di una vittoria del Pdl lo attende una poltrona da
sottosegretario, promessa da Silvio Berlusconi in persona. Piovono polemiche
anche sulla Lega dopo l'attacco a Rula Jebreal, prima signora abbronzata per
Calderoli e ora quasi analfabeta per Zanella. Se la politica delude,
l'antipolitica non è da meno: calano ombre su Serenetta Monti che pare abbia
fatto di tutto per salvare il posto di lavoro ad una persona coinvolta in
procedimenti penali per ricettazione di opere d'arte (fonte Dagospia).
Fragmenta scrive che forse, di Beppe Grillo, non ne abbiamo proprio bisogno.
( da "Libertà" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Quotidiano partner
di Gruppo Espresso LIBERTA' di martedì 11 marzo 2008 >
Necrologie LA GIUNGLA DELLA BUROCRAZIA. Il balletto delle bollette: le
disavventure di un utente di FRANCO LOMBARDI Premesso che tutto quanto qui di
seguito sarà esposto risulta assolutamente documentato da bollette, fatture e
comunicazioni scritte, e premesso anche che tutte le bollette e le fatture
relative a consumi domestici di acqua, luce, telefono e gas vengono
direttamente addebitate su conto corrente bancario (il che, a volte, purtroppo,
non consente un immediato ed opportuno controllo da parte dell'utente?) sento
il dovere di?.lanciare un doveroso allarme a tutti coloro che ? stupidamente
come me e penso che siano tanti ? non hanno mai controllato e continuano a non
controllare da vicino i vari addebiti. ATTO PRIMO: L'ACQUA La prima disavventura
? se così si può chiamare, ma non mi riesce di definirla in altro modo ? è
iniziata qualche mese fa quando, da parte della società "Enìa - Servizio
idrico", a titolo di conguaglio per l'anno 2006 è stata emessa una fattura
per un importo superiore a settecento euro. Poiché i consumi indicati in
fattura non corrispondevano affatto con la lettura del contatore (mc 169 contro
544) si è reso necessario l'intervento di un tecnico "lettore" che ha
effettivamente riscontrato un "banale errore di lettura al contatore":
Nulla di male, si dirà (ed è vero: tutti si può "sbagliare?"), ma
cosa ha comportato il banale errore? Un viaggio a Piacenza alla sede di
Borgoforte per una verifica bilaterale dell'errore, l'andare in banca ad
annullare la delega per il pagamento di una fattura sbagliata, l'aspettare
l'arrivo della nota di credito e l'emissione della nuova fattura esatta (che
registrava una differenza di 506 euro) e, alla fine, il tornare nuovamente in
banca per ripristinare la delega per il pagamento. Il tutto nel giro di un
mesetto. ATTO SECONDO: ENERGIA ELETTRICA La fattura di "fine anno"
emessa dalla Società Enel per i consumi di energia elettrica ad uso domestico,
si è presentata con un addebito bimestrale di un certo rilievo (circa 200 euro)
e molto più alto rispetto agli addebiti dei bimestri precedenti: Da un più
attento esame del documento contabile rilevo un "conguaglio" per
l'applicazione della tariffa riservata ai "non residenti": Se risiedo
nello stesso comune da quando sono nato e se abito nella stessa casa da oltre
mezzo secolo, come mai vengo improvvisamente ed inspiegabilmente considerato un
"non residente"? Strano, anzi incredibile! Per i chiarimenti del caso
mi rivolgo ad un ufficio "Quì-Enel" dove trovo personale gentile e
disponibile, ma anche in questo caso la soluzione del problema non è semplice.
Implica, infatti, un primo viaggio in città (in via Camia), la successiva
esibizione di un certificato di residenza "storico" (indicante la
data dell'inizio della residenza) e di uno stato di famiglia per documentare il
numero delle persone conviventi (i soli due coniugi), il ritorno in città, la
presentazione di fotocopie di documenti di identità e la sottoscrizione di
altre richieste. In questa occasione, su consiglio della cortese impiegata che
ha fatto di tutto per risolvere il problema P ed annullare l'errore, non viene
annullata la delega bancaria perché il maggiore addebito dovrebbe (è
auspicabile !!) essere conguagliato con i prossimi consumi. ATTO TERZO: IL
TELEFONO I disguidi delle due precedenti fatturazioni consigliano un più
attento esame di tutte le altre "bollette" per cui viene posta una
certa attenzione anche sulla più recente fattrura della Telecom e cosa si
rileva? Si rileva un "addebito" non dovuto. E sì, perché tra le righe
seminascoste della seconda facciata si trova un addebito di (12,50 + iva 2,50)
15,00 euro per una " telefonata ad un numero speciale Telecom " di
cui vengono indicati solamente i primi numeri. 8998787+++. Non è tanto
l'ammontare dell'importo, ma è la curiosità di conoscere la destinazione della
telefonata che spinge a fare l'indagine. Dopo le numerose telefonate al tanto
reclamizzato numero verde 187 che non dà mai risposte certe e contatti scritti
con il Servizio Clienti Residenziali ? c. p. 211 - 14100 Asti, viene confermato
un errore di fatturazione (inesistenti contatti con internet e/o acquisti fatti
per vie telematiche?.). Ma attenzione: non pagare la bolletta in questione
perché, una volta pagata, viene precluso qualsiasi rimborso. E allora? Allora ?
sempre su consiglio del 187 ? annullare la delega alla banca, non pagare la
bolletta ormai in via di scadenza, togliere dall'addebito la somma non dovuta,
compilare un bollettino di c.c. postale, pagare con il sistema suggerito,
inviarne fotocopia del versamento al numero di fax 800 555 952 e dare
definitiva conferma all'indirizzo di Asti. Sembra poco? Non sembra!! ATTO
QUARTO: IL GAS PER USO DOMESTICO L'ultimo atto della telenovela semestrale si
riferisce alla fattura emessa dalla Società "Tesa-Energia" Servizio
Gas che addebita un consumo di gas per uso domestico stimato in poco meno di
mille metri cubi per un importo complessivo di 708,94 euro. Nessuno ha mai
fatto caso al dettaglio dei conteggi? Nessuno si è mai accorto della varie
"voci" che formano il totale fatturato? Nessuno ha mai fatto caso che
nelle fatture della Tesa-Energia si pagano tasse sulle tasse? Eccone la chiara
e lampante dimostrazione: Corrispettivo per il servizio euro 400,62 Imposta
consumo e addizionale regionale 190,16 Imponibile soggetto I.V.A. 590,78 (somma
degli importi precedenti: costo gas + Imposta + addizionale regionale) I.V.A.
20% 118,16 (calcolata su euro 590,78) Totale fattura 708,94 Chiaro il concetto?
Chiara la dimostrazione? Nella fattura viene calcolata e pagata dal
contribuente l'Imposta sul Valore Aggiunto (I.V.A.) anche sull'imposta di
consumo dovuta al fisco e sulla addizionale regionale dovuta alla Regione
Emilia Romagna. Ovviamente non sono mancate le richieste di informazioni e di
opportuni chiarimenti, ma la cortese risposta è stata unica: è una regola che
viene dal Governo. 11/03/2008 8.56.00 [.
( da "Italia Sera" del 11-03-2008)
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Cronaca Roma
Convegno a Villa Madama Pubblico e impresa per il rilancio dell'economia Per
l'innovazione e la crescita di Lucilla Guidi Nella splendida Casina che
sovrasta Villa Madama, non lontano dallo stadio olimpico, si è svolto un dibattito
su numerosi temi di natura economica, finalizzato in particolare a mettere in
rilievo gli elementi necessari al rilancio dell'impresa italiana promuovendo un
dialogo attivo e prolifico tra politica e mondo imprenditoriale. L'evento,
organizzato da "Innovare per Crescere", giovane gruppo legato al
mondo confindustriale romano presieduto dal Dott. Roberto Santori, e
sponsorizzato da "Proxima", azienda informatica innovativa nel
Technological Business Solving, ha portato all'attenzione tre questioni chiave:
innovazione, fiscalità e competitività. Il dibattito, moderato dal giornalista
Rai Stefano Ziantoni, ha visto quali protagonisti in Sen. Augello e il Prof.
Baldassarre, già Vice Ministro per l'Economia del governo Berlusconi. Al centro
la crescita dei costi di una serie di servizi necessari alle imprese che, oltre ai gravami fiscali e al rallentamento dovuto alla burocrazia, frenano la crescita
economica. A concreto supporto della discussione una recente ricerca
Censis-Confcommercio, che ha analizzato in modo comparato costi e tempi
necessari in Italia e all'estero per realizzare un progetto imprenditoriale.
Il quadro che emerge dai dati raccolti è allarmante. Le spese che un
imprenditore italiano deve sostenere per dare vita ad una impresa sono 11 volte
maggiori di quelle che gravano su un imprenditore francese. In Gran Bretagna i
costi sono addirittura minori, 17 volte in meno rispetto all'Italia. Anche per
quanto riguarda i tempi i risultati non sono confortanti. Per aprire un
qualsiasi esercizio commerciale in Italia il tempo stimato è di 184 giorni. Il
decentramento del sistema burocratico crea una notevole frammentazione
decisionale che a sua volta rallenta il funzionamento della macchina
amministrativa. In tal senso è stata evidenziata la necessità di sinergia
d'azione tra politica e impresa, con particolare riferimento a quelle riforme
costituzionali in grado di dare nuovi stimoli al sistema produttivo. Ad esempio
attraverso la semplificazione amministrativa, con la rivisitazione
dell'articolo 5. Tra le proposte anche quella di creare all'interno del sistema
burocratico un unico interlocutore di riferimento per le imprese. Inoltre è
stato fortemente dibattuto il problema energetico, sia in relazione agli
investimenti su fonti alternative rinnovabili sia rispetto alla riapertura
seria e responsabile di tavoli di discussione sul nucleare. L'evento ha messo
l'accento sulla necessità di un'azione sintetica frutto di un continuo dialogo
sia all'interno dell'impresa, passando dunque attraverso i lavoratori, sia
all'esterno, coinvolgendo il mondo politico, nel comune obiettivo di rilanciare
l'economia italiana. Edizione n. 858 del 11/03/2008.
( da "Asca" del 11-03-2008)
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(ASCA) - Catanzaro,
11 mar - Il vicepresidente Cersosimo ha parlato di due linee di intervento nei
rapporti tra la Regione Calabria e la Russia: la prima - ha detto - deve essere
l'istituzione di un volo diretto tra la Calabria e la Russia. E' la cosa primaria
da fare, perche' crediamo che quando arriva un nuovo volo in Calabria, un nuovo
collegamento, si apre una prospettiva, un solco da cui far nascere occasioni di
sviluppo economico. La seconda via da seguire - ha aggiunto il vicepresidente
della Giunta - e' legata agli scambi, alla cooperazione gia' esistente tra la
Regione Calabria e il Krasnodar. Rapporti rivolti soprattutto agli scambi del
settore agroalimentare''. Il presidente della Sacal, presente nell'occasione
perche' da tempo impegnato nella ricerca di un vettore che colleghi
direttamente Lamezia Terme alla Russia, ha chiesto al Console Mikhail Kolombet
di intraprendere iniziative per superare i problemi burocratici talvolta legati
al rilascio dei visti per giungere in Russia o per sbarcare in Calabria.
Problemi che lo stesso Console ha dichiarato di voler affrontare istituendo
proprio all'interno della stazione aeroportuale di Lamezia Terme un ufficio del
Consolato russo, con lo specifico intento di facilitare il superamento di
questioni legate alla burocrazia. Ma il Console
Kolombet si e' impegnato soprattutto per trovare una compagnia di volo russa
disposta a creare collegamenti diretti con la Calabria cosi' come avviene gia'
in Sicilia, dove attraverso i due aeroporti di Catania e Palermo, esistono gia'
due voli settimanali economici. ''la Calabria - ha detto il Console - e' una
terra che puo' offrire le giuste opportunita' ai turisti russi in quanto ha una
qualita' insita nel territorio molto alta ma anche uno standard di prezzi molto
bassi. Entro pochissimo tempo - ha concluso il Console Kolombet - avvieremo
certamente un collegamento diretto con la Russia''. red/sam/rob (Asca).
( da "TGCom" del 11-03-2008)
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Bellezza al centro
della politica Angelo Crespi sul Domenicale Viviamo in un'epoca di crisi. Come
però suggerisce l'etimologia, "crisi" (dal verbo greco krino,
"giudico") è il momento in cui bisogna giudicare e dunque scegliere.
Il nostro Paese si trova ad un bivio. Davanti ha due opzioni. Una strada larga,
ma pericolosa è quella di competere con gli altri Paesi accampandosi sullo
stesso terreno di battaglia: e cioè il terreno della globalizzazione. L'altra
strada più stretta, ma forse più lungimirante, è quella di rivolgerci al nostro
"particulare", quel quid che ci differenzia da tutte le altre nazioni
e ci pone al vertice di una ipotetica classifica: cioè il patrimonio artistico
e ambientale. Ovviamente, in tutte le campagne elettorali il tema torna alla
ribalta, ed è usato in modo strumentale. I politici si esibiscono in proclami
magniloquenti, ma alla fine le proposte si limitano a un generico convincimento
che i beni culturali sono potenzialmente un motore di sviluppo imprescindibile
per la nostra economia, soprattutto in virtù del turismo. Nessuno però che dia
poi seguito a una politica realmente imperniata sul tema. Il primato degli
italiani sul resto del mondo Nel tentativo di fondare i criteri di un'azione di
governo centrata sui beni culturali, innanzitutto valgono alcune premesse. Per
prima cosa è necessario capire e sentire il primato dell'Italia ed esserne
orgogliosi. Non bisogna vantarsi a sproposito, ma neppure continuare in un
atteggiamento punitivo al limite del masochismo. Il nostro Paese per un paio di
millenni è stato considerato dagli stranieri la culla della civiltà. è utile
ricordare per sommi capi che possiamo arrogarci in epoca romana l'invenzione
del diritto, ma anche in epoca medievale la rinascita della spiritualità
monastica. Se esiste l'Europa e un'idea di Europa, dobbiamo ringraziare san
Benedetto e la sua Regola. L'umanesimo è una questione soprattutto italiana. Il
Rinascimento, che da noi dura un secolo, si prolunga per centinaia di anni oltre
confine grazie ai nostri ingegni che migrano e civilizzano, nel senso vero del
termine, le altre regioni. D'altronde abbiamo avuto i più grandi artisti, i più
grandi pittori, i più grandi architetti e musicisti, i più grandi poeti, i più
grandi miniatori e scultori. Perfino i più grandi cuochi. Quelli che da noi
avevano la fortuna di esser considerati al massimo come valenti artigiani,
all'estero furono riconosciuti come grandi artisti. Nonostante fossimo sempre
sotto il tallone della dominazione straniera, la nostra cultura è stata
vincente, la nostra lingua la più usata nelle arti e nei mestieri. Persino i
geni stranieri, pensiamo a Mozart, scrivevano musica per parole italiane. Se
non bastasse l'arte, durante l'epoca comunale le nostre città hanno primeggiato
nel mondo per bellezza e ricchezza, insegnando la scienza dell'economia e del
commercio. Anche quando la grande civiltà italiana era ormai ridotta al
lumicino, nel Settecento e nell'Ottocento, stuoli di stranieri visitavano la
penisola per studiare, formarsi, crescere. Ed è dunque da questo che dobbiamo
ripartire, cioè dall'orgoglio del nostro passato, dalla capacità sempre
dimostrata di mantenere e conservare le nostre tradizioni e il nostro
patrimonio accrescendolo anno dopo anno, secolo dopo secolo. In una parola
abbiamo bisogno di Patriottimismo, cioè di una consapevole riscoperta della
nostre radici e dell'ottimismo che esse per natura generano. Da sempre siamo
stati i migliori in questo campo, da sempre abbiamo trovato soluzioni migliori,
da sempre abbiamo usato il nostro ingegno per migliorare il mondo. Il nostro
core business è la conservazione Il nostro core business, come spiegano i
sociologi, vedi per esempio La sindrome di Meucci di Giuliano da Empoli
(Marsilio, Venezia 2006), non è dunque l'innovazione. è velleitario pensare di
competere nello scenario della globalizzazione con Cina e India su questo piano
come fanno Usa e Germania, ed è stupido parimenti non capire che Usa e Germania
non hanno le nostre possibilità. Più intelligente invece sarebbe convincersi
che il vero rilancio dell'Italia passa attraverso la conservazione del nostro
paesaggio e dei nostri beni culturali, che sono la specificità riconosciutaci
da tutto il mondo. Conservazione peraltro che in passato è sempre stata foriera
di discussioni e di scontri i cui risultati sono visibili a tutti: città
storiche sufficientemente preservate, ma anche devastazioni definitive di
alcuni luoghi sacri della nostra storia. Ovviamente focalizzarsi sulla
conservazione non significa impedire che nuovi progetti arricchiscano il nostro
patrimonio. Ma questi devono essere studiati con attenzione. L'idea del non
plus ultra, cioè che non ci sia più possibilità di costruire cose belle
eguagliando gli antichi, è figlia del nichilismo. Un tempo con somma fiducia
nelle capacità umane, gli artisti del Quattrocento biaccavano gli affreschi del
Trecento convinti di fare meglio, gli artisti del Cinquecento biaccavano quelli
del Quattrocento e così via. Certo oggi nessuno sarebbe così folle di chiamare i
graffitari a ridipingere la Cappella Sistina, eppure se nascesse una nuova
tensione al bello, se questa tensione fosse accompagnata dall'umiltà di
riconoscersi figli di una comune tradizione, non ci sarebbero problemi a
erigere a fianco degli edifici antichi splendidi edifici moderni. L'ideale a
cui dobbiamo tendere è la bellezza Facciamo un passo avanti. Nel nostro
ragionamento, ad un certo punto, è comparsa la parola Bello. Che non è un
refuso. Bensì l'ideale a cui dobbiamo tendere per vincere la competizione
globale. La Bellezza, con la B maiuscola, è uno dei valori che deve imperniare
l'azione politica, non fosse altro perché come ricordava Antonio Socci, qualche
giorno fa su Libero, essa "dà senso alla vita". Stefano Zecchi le cui
riflessioni sul tema restano fondanti (La Bellezza, Bollati Boringhieri, 1990),
acutamente osservava che la bellezza è una forma simbolica che invece di
procedere verso l'insignificanza e l'annullamento, produce continuità nel
sistema, mutamenti di forma, nuovi significati. In un tempo di vari nichilismi,
bisogna dunque esaltarne l'ideale regolativo, la capacità di trasformazione
nella persistenza, la sua funzione sociale, il carattere educativo. La Bellezza
in questo senso è preminentemente un valore politico, perché individua modi di
progettare e di intervenire sulla realtà circostante, trasmette valori, induce
all'imitazione positiva, offre soluzioni alla società. La creatività è una
capacità diffusa Ora facciamo un passo indietro. Abbiamo precedentemente
spiegato perché è giusto essere orgogliosi del nostro passato, sublimato nelle
migliaia di opere d'arte e di monumenti sparsi nella penisola, e perché
parimenti è giusto porre molta vigilanza nella conservazione di questo
patrimonio. Ora dobbiamo convincerci che questo patrimonio è utile. Tralasciamo
per un attimo l'idea scontata di legare il patrimonio artistico al turismo. Ci
torneremo. E focalizziamo la nostra attenzione sul vero quid che ci distingue
dagli altri Paesi: la creatività. Che non è uno stereotipo da barzelletta,
bensì una capacità realmente diffusa tra gli italiani, una peculiarità di cui
spesso abusiamo, ma che talvolta disprezziamo. La creatività che è l'unica arma
a nostra disposizione per sopperire all'endemiche mancanze (di materie prime,
di grandi industrie, di grandi capitali, di un mercato davvero libero...) è
frutto della tradizione e della possibilità costante di confrontarsi con il
Bello della natura e dell'arte. Bello che come abbiamo detto è metro regolatore
ed ispiratore di ogni attività che si concretizza nel "fare". La
Bellezza è dunque sistema di riferimento e generatore della capacità degli
italiani di essere creativi soprattutto nell'artigianato (sia quando si tratti
di artigianato di lusso o ad alto contenuto tecnologico). E non è un caso che
proprio in alcuni comparti dell'artigianato siamo leader . Riescono a competere
sullo scenario mondiale le nostre piccole e medie imprese in cui l'apporto
creativo è fondamentale per sopperire alle dimensioni, riescono a competere le
grandi industrie comunque legate all'artigianato e alla creatività, per esempio
quelle della moda e del design. Dobbiamo preservare il genius loci Da queste
prime considerazioni discende dunque la necessità di preservare il genius loci,
cioè quello spirito della tradizione che si è incarnato nel paesaggio italiano,
sublime composizione armoniosa di natura e arte, e di preservarlo attraverso la
conservazione appunto del paesaggio, più in generale dell'ambiente e del
patrimonio artistico che devono diventare il centro di un'azione politica
intelligente e responsabile. In questo senso l'Italia è il più grande museo a
cielo aperto del globo e come tale va trattato. Scontato adoperarsi perché esso
sia visitabile e fruibile nel migliore dei modi e da più gente possibile. Il
turismo deve essere agito come un comparto strategico della nostra economia.
Non è però sufficiente tirare a campare come si è fatto fino ad oggi, contando
solamente su un patrimonio unico e irripetibile. L'azienda turismo deve essere
migliorata, possibilmente puntando su una clientela di alta qualità che cerca
da noi quello che non può trovare altrove: cioè, lo ripetiamo, bellezza della
natura compenetrata a bellezza dell'arte. A cui si affianca una secolare
tradizione del bien vivre, espressa con la gastronomia, la cultura, la capacità
di generare emozioni. Attenzione però: bisogna non cadere nel tranello e
proporre un sistema che conduca il Paese a una definitiva musealizzazione. La
sfida non è quella solo di attirare più turisti, proponendo loro un classico
tour nel parco a tema (vedi Venezia) o nel grande museo (vedi gli Uffizi), un
tipo di prodotto cioè che si acquista e si consuma il più velocemente
possibile. Bensì ideare un modello di fruizione che esalti l'unicità del luogo.
E costringa gli stranieri a gustarlo con lentezza e consapevolezza. In soldoni
ciò che dobbiamo vendere non è solo il luogo ma il modo, non lo spazio
geografico ma la civiltà che lo ha costruito, il modello di vita da cui esso è
generato. Think in Italy work in China Questo però non è sufficiente: benché
per via della globalizzazione decine di milioni di nuovi ricchi si affaccino
sul mercato, dopo aver assolto gli istinti primari avranno bisogno di chi li
educhi al bel vivere. Oggi, in epoca di globalizzazione, anche la forza lavoro
si sposta a seconda delle esigenze. Molte società occidentali ormai tendono a
esternalizzare i propri servizi nei Paesi meno sviluppati, che hanno un costo
del lavoro minore. Dapprima il fenomeno interessava servizi a basso contenuto
tecnologico: pensiamo alle aziende americane che per esempio delocalizzavano i
propri call center in India, dove esisteva una manodopera a basso costo
comunque educata nella lingua inglese. Da qualche anno stiamo però assistendo a
un fenomeno ancora più stravolgente: le società occidentali delocalizzano
settori strategici perché in Paesi come l'India e la Cina, che hanno investito
sull'istruzione, trovano ingegneri più preparati e a meno costo. L'Italia è
lapalissianamente il posto migliore per delocalizzare il management creativo
che ha bisogno di un confronto quotidiano con la Bellezza, e che potrebbe
giovarsi degli stimoli provenienti da una cultura millenaria improntata al
Bello. L'Italia (citiamo ancora Da Empoli) potrebbe attirare tutti quei nomadi
della creatività che sono i veri generatori di innovazione e ricchezza nei
campi in cui il made in Italy è già oggi all'avanguardia e sinonimo di qualità
(moda, design, ma anche ricerca, tecnologia...). Lo slogan è presto detto:
Think in Italy, work in China. Liberare le nostre città
dalla burocrazia Ma per
diventare il Paese nel quale le aziende di tutto il mondo desiderano
delocalizzare il loro management creativo non basta vivere di ricordi e avere
quadri polverosi appesi alle pareti. Le nostre città sono oggi spente, talvolta
invivibili, oppresse dai particolarismi, dal brutto, dalle nefandezze della
politica, dagli orrori della malavita. Non ci sono nuovi progetti
architettonici decenti e quei pochi rischiano di deturpare la bellezza salvata
fino ad ora. Non c'è più traccia, se non in via residuale, di quell'energia che
ha sempre contraddistinto i nostri distretti fin dall'epoca comunale, passando
per il Rinascimento, e arrivando al boom economico del Dopoguerra. La burocrazia ha ucciso le nostre città. La politica coi suoi
ritardi impedisce che si esplichi la nostra naturale capacità di trovare
soluzioni geniali e proporre stili di vita consoni alla Bellezza. Fortificare
il marchio Italia Prima di proporre soluzioni, tentiamo di ricapitolare il ragionamento.
Noi siamo gli eredi spesso inconsapevoli di una grande civiltà. Senza
presunzione, ma con umiltà, possiamo dire che in Occidente abbiamo, e ci è
stato riconosciuto, un ruolo naturale di indirizzo e progettazione degli stili
di vita. Dobbiamo riscoprire il nostro ruolo e per far ciò dobbiamo tornare ad
essere orgogliosi della nostra identità e della nostra tradizione. Lo specifico
della nostra tradizione è la Bellezza, che è un valore politico. Alla luce di
questo, è chiaro che il consolidamento degli strumenti legislativi e
amministrativi per migliorare la tutela del paesaggio e dei beni culturali deve
diventare il centro dell'azione di un governo il cui fine sia rilanciare il
Paese. Per far questo, il paesaggio, le tradizioni, il patrimonio artistico
devono essere percepiti da tutti gli italiani come il tratto distintivo della
nostra nazione rispetto al resto del mondo. E come tali vanno valorizzati, con
iniziative che proteggano e sviluppino all'estero il marchio Italia (per
esempio unificando e fortificando l'azione degli istituti italiani di cultura,
degli istituti per il commercio estero, delle ambasciate). E con iniziative che
sviluppino il turismo di qualità. Ma anche con politiche fiscali adeguate al
rilancio di un Paese in cui nessuno vuole più investire. Invia ad un amico.
( da "Vita non profit online" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Redazione (redazione@vita.it)
11/03/2008 --> La tecnologia avanza, la politica e la burocrazia no. Un appello della FISH per l'approvazione dei LEA
territoriali e del Nomenclatore Tariffario "In previsione della riunione
della Conferenza Stato Regioni del 20 marzo 2008 ci appelliamo ai
rappresentanti del Governo e delle Regioni affinché i LEA territoriali (Livelli
Essenziali di Assistenza Sanitaria) e il Nomenclatore Tariffario delle
Prestazioni Protesiche ivi contenuto vengano approvati in via definitiva
e divengano operativi al più presto". Questo l'Appello al Governo e alle
Regioni promosso da Pietro Barbieri, presidente della FISH (Federazione
Italiana per il Superamento dell'Handicap), cui hanno già aderito associazioni,
operatori e produttori dei quali riportiamo in calce l'elenco completo.
"Le persone con disabilità, le loro famiglie, i professionisti sanitari, i
centri ausili, e molte aziende produttrici - continua l'Appello - attendono dal
1999 che le innovazioni tecniche e tecnologiche possano diventare ausili erogabili
dal Sistema Sanitario Nazionale. Il tempo trascorso rappresenta un'era intera
in campo tecnologico: non è più accettabile il rinvio dell'adozione di tale
strumento, ancorché dovuto ad interessi che non riguardano il raggiungimento
della massima autonomia delle persone con disabilità". Un'iniziativa,
dunque, quanto mai importante, che merita certamente l'attenzione di tutte le
persone con disabilità del nostro Paese e dei loro familiari. Ed è soprattutto
a loro che pensa l'Appello della FISH, quando vi si scrive: "Un eventuale
rinvio comporterebbe la frustrazione delle aspettative delle persone con
disabilità e dei loro familiari i quali sarebbero costretti a proseguire
nell'acquisto diretto di ausili tecnologici indispensabili alla loro autonomia.
Gli stessi operatori si vedrebbero costretti a consigliare ausili non
contemporanei, svuotando il progetto riabilitativo individuale. I produttori
dovrebbero rivedere il loro piano di sviluppo, ritornando a produrre e a
mettere in commercio prodotti datati, con buona pace della necessità di
innovazione tecnologica finalizzata alla crescita economica". Necessaria e
utile anche la parte conclusiva del documento, ove si chiede "che il
dispositivo normativo contenga gli strumenti necessari alla puntuale definizione
del repertorio e all'aggiornamento dei codici come già accade per i farmaci con
l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). L'innovazione necessita infatti di
aggiornamenti costanti e ravvicinati nel tempo".
( da "Provincia di Lecco, La" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il
vincolo ambientale sullo Zucco di Somana scatena le opposizioni consiliari,
contrarie alla scelta della giunta Mariani per vari motivi. Su una cosa però
sono tutti d'accordo: quel vincolo garantisce soltanto tanta burocrazia. servizio a
pagina 28.
( da "Giornale di Calabria, Il" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il vicepresidente
Cersosimo ha incontrato a palazzo Alemanni il Console generale della
Federazione russa CATANZARO. Il vicepresidente della Giunta regionale, Domenico
Cersosimo, ha ricevuto a Catanzaro il Console generale della Federazione russa
in Sicilia e in Calabria, Mikhail Kolombet. All'incontro, che si è tenuto a
Palazzo Alemanni, hanno preso parte il capo di gabinetto Michele Lanzo, il vice
capo di gabinetto Roberta Porcelli, il dirigente al dipartimento turismo della
Regione Calabria Pasquale Anastasi, il presidente della Sacal, la società di
gestione dell'aeroporto di Lamezia Terme, Eugenio Ripepe, e il consulente della
Sacal, Osvaldo Spagnoli. "Durante le due ore di riunione - è scritto in un
comunicato della Regione - sono stati affrontati principalmente i temi della
cooperazione in campo turistico, dei trasporti e nel settore dell'agricoltura.
Il vicepresidente Cersosimo ha parlato di due linee di intervento nei rapporti
tra la Regione Calabria e la Russia: la prima - ha detto - deve essere l'istituzione
di un volo diretto tra la Calabria e la Russia. È la cosa primaria da fare,
perché crediamo che quando arriva un nuovo volo in Calabria, un nuovo
collegamento, si apre una prospettiva, un solco da cui far nascere occasioni di
sviluppo economico". "La seconda via da seguire - ha aggiunto il
vicepresidente della Giunta - è legata agli scambi, alla cooperazione già
esistente tra la Regione Calabria e il Krasnodar. Rapporti rivolti soprattutto
agli scambi del settore agroalimentare". Il presidente della Sacal,
presente nell'occasione perché da tempo impegnato nella ricerca di un vettore
che colleghi direttamente Lamezia Terme alla Russia, ha chiesto al Console
Mikhail Kolombet di intraprendere iniziative per superare i problemi
burocratici talvolta legati al rilascio dei visti per giungere in Russia o per
sbarcare in Calabria. Problemi che lo stesso Console ha dichiarato di voler
affrontare istituendo proprio all'interno della stazione aeroportuale di
Lamezia Terme un ufficio del Consolato russo, con lo specifico
intento di facilitare il superamento di questioni legate alla burocrazia. Ma il Console Kolombet si è
impegnato soprattutto per trovare una compagnia di volo russa disposta a creare
collegamenti diretti con la Calabria così come avviene già in Sicilia, dove
attraverso i due aeroporti di Catania e Palermo, esistono già due voli
settimanali economici. "La Calabria - ha detto il console - è una
terra che può offrire le giuste opportunità ai turisti russi in quanto ha una
qualità insita nel territorio molto alta ma anche uno standard di prezzi molto
bassi. Entro pochissimo tempo - ha concluso Kolombet - avvieremo certamente un
collegamento diretto con la Russia".
( da "Virgilio Notizie" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
11-03-2008 19:05
"Sistema di potere instaurato dal centrosinistra" Roma, 11 mar.
(Apcom) - "Abbiamo proseguito il nostro lavoro di concertazione preventiva
perché abbiamo voluto ascoltare tutte le istanze sociali di Roma per presentare
il nostro programma". Lo ha detto il candidato del Pdl al Campidoglio,
Gianni Alemanno, nel corso della conferenza stampa organizzata nella sede di
Federlazio. Questa mattina Alemanno ha incontrato i rappresentanti delle sigle
sindacali, Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Durante questi incontri il candidato del Pdl
ha ribadito l'idea "di riconfermare un rapporto costruttivo con le forze
sociali della città". Quanto all'incontro con i rappresentanti di
Federlazio, Alemanno ha commentato: "Abbiamo ribadito l'impegno di
liberarli da una cappa di piombo instaurata dal sistema di poteri del
centrosinistra". Tre i passaggi significativi che il candidato del Pdl ha
proposto per rilanciare il ruolo delle piccole e medie imprese della capitale:
"Smantellare la Holding Comune di Roma, liberare le
pmi da un rapporto con la burocrazia che è negativo e riformare la governance di Roma con un livello
istituzionale nuovo". Quanto alla gestione degli appalti Alemanno ha
registrato la denuncia delle pmi sui mega-appalti: "Questo tema deve
essere risolto, noi cercheremo di permettere alle pmi di consorziarsi e di non
essere schiacciate nelle gare di appalto".