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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


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Report "Burocrazia"

Ponti d'oro in Tirolo alle nostre imprese ( da "Corriere delle Alpi" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: senza burocrazia, ci sono scuole dedicate a creare tecnici, con energia a basso costo, collegamenti stradali. In pratica esiste un clima favorevole alle imprese, un clima che qui si è perso. Proporre un sindaco bellunese di fare una azienda nel suo territorio, è come fargli un torto, perchè subito pensa a quanti si opporranno,

Internet veloce, la Regione sceglie Feltre ( da "Corriere delle Alpi" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tradotto, meno burocrazia e più velocità nella catalogazione di dati e cifre. Quanto alla tempistica Venezia avrà due mesi per concordare con il comune le modalità e i contenuti di dettaglio del progetto. A coordinare le operazioni per il colle delle Capre sarà il dirigente Giulio Tatto.

De Luca, via alla missione Usa ( da "Citta' di Salerno, La" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: esperienza traumatica con la burocrazia italiana a Venezia, ad accettare. Si tratta di un incarico particolare, che dovrá interfacciarsi con la progettazione impiantistica che sará a cura della societá che si aggiudicherá la concessione. In pratica a Gehry viene chiesto di confezionare un vestito su misura, "da realizzarsi quale testimonianza dell'arte contemporanea"

La discarica e il fronte del no Urge un tavolo di confronto Gli enti locali per anticipare la Conferenza dei servizi ( da "Giorno, Il (Lodi)" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ad ostacolare la sua attività "riversandole addosso il massimo della burocrazia possibile". Questo appello era stato condiviso anche dall'onorevole della Lega Nord Andrea Gibelli. La necessità di giungere al più presto alla conferenza di servizi era stata sottolineata invece anche dal Presidente della Provincia Lino Osvaldo Felissari.

Costruire o ristrutturare Pratiche in metà tempo Burocrazia più agile anche grazie al computer ( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

FOSSI IO ai vertici dell'Atc, cara signora Neva, Le regalerei immediatamente ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: misurati con il calendario della burocrazia. Ma è solo una speranza, a cui mi piacerebbe tanto che la pubblicazione della Sua lettera, con tutto il lindore che la caratterizza, desse maggior forza. D'altra parte, sulle pensiline della nostra città (disegnate dal giapponese Kazuhide Takahama) ci sarebbe anche qualcos'altro da ridire: osservando che spesso esse risultano prive di sedile,

CARO CARLINO, siamo alcuni genitori i cui figli, in h ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: perdendo una infinità di tempo a causa della burocrazia. Arrivati alla fine del mese di ottobre, la situazione si è sbloccata, aprendo il secondo teatrino. Docenti non volevano prendersi carico di alunni in handicap, poiché non avevano le competenze necessarie per poter lavorare con loro, altri hanno rifiutato per l'esiguità della durata della supplenza,

Mazzi: Burocrazia troppo lenta per le imprese ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Mazzi: "Burocrazia troppo lenta per le imprese" "LE IMPRESE hanno bisogno di decisioni certe e rapide, la politica invece ragiona su tempi molto più lunghi e la burocrazia richiede una selva di permessi e autorizzazioni. Esistono troppi livelli decisionali, occorre snellire questi processi".

LA POLITICA agricola comune è stata fondamentale per la stabilizzazione dei prezzi ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia ("purtroppo dedichiamo 11 giornate l'anno alla burocrazia anziché al mercato"). Grande cautela, ha poi suggerito, va posta sulla questione biocarburanti: "I cereali vengano coltivati per l'alimentazione umana e animale". Aproniano Tassinari, presidente nazionale delle imprese agromeccaniche ha o posto in luce il forte cambiamento dei gusti alimentari e di conseguenza della

Unieco ancora in attesa dell'Autorizzazione integrata ambientale ( da "Nazione, La (Grosseto)" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: BUROCRAZIA A GENNAIO SEMBRAVA CHE IL RILASCIO DI QUESTO PERMESSO DOVESSE ESSERE QUESTIONE DI GIORNI Unieco ancora in attesa dell'Autorizzazione integrata ambientale - -->.

Gallaratese, Padana e sp 34 nella lista nera delle ambulanze ( da "Giorno, Il (Legnano)" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: lasciare che quella strada cada in mano ai tempi cavillosi della burocrazia italiana, ma di muoversi nel costruire una rotonda per evitare ancora stragi inutili. Per fare in modo che non ci sia più un altro Rino". È l'accorata richiesta di una parente dell'ossonese che il 29 febbraio è rimasto vittima assieme alla figlia di otto anni di un grave incidente in conseguenza del quale,

Nasce un comitato contro le bollette pazze di abbanoa ( da "Nuova Sardegna, La" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che spaventano gli utenti più anziani non abituati a confrontarsi con una burocrazia vessatoria. Tra le altre cose si chiede l'esibizione di un documento di identità in corso di validità. Un ultrasettantenne probabilmente non è in grado di esibirlo ne di rispondere alle domande di Abbanoa. (t.g.t.).

Inaugurato 3 mesi fa, ma l'asilo è chiuso - giovanni scarpa ( da "Provincia Pavese, La" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sono i tempi lunghissimi della burocrazia, purtroppo - dice -. Per quello che concerne i compiti del Comune, ci siamo attivati per tempo per avere tutte le autorizzazioni del caso. L'agibilità c'è. Da quello che so, manca solo l'ultimo via libera da parte dell'Asl". Di quest'ultima parte, aggiunge Manelli, se ne dovrebbe occupare la fondazione che poi gestirà il servizio.

Nord, terra ostile per la sinistra ( da "Provincia Pavese, La" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: i tanti lavori invece del "posto fisso", il rapporto col fisco, le lentezze della burocrazia e l'emergenza sicurezza sono dimensioni decisive nella scelta del voto. "Lo sbaglio della sinistra italiana, attardata su logori schemi fordisti - secondo l'autore - è stato allora quello di non saper leggere questi mutamenti produttivi".

Quegli stati che vivono da parassiti - federico rampini ( da "Repubblica, La" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: a tartassare il contribuente per mantenere burocrazie pletoriche e spese clientelari, saranno costretti a disciplinarsi se non vogliono che la loro base imponibile se la squagli. Ecco alcuni esempi citati dai neoconservatori, per corroborare la tesi che la concorrenza fiscale fa bene a tutti: prima degli anni Ottanta nei paesi industrializzati l'imposta sul reddito arrivava a un'

"la città istituisca un garante dell'handicap per difendere i disabili dalla burocrazia" ( da "Repubblica, La" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: disabili dalla burocrazia" Ottocento torinesi che hanno un figlio, un nipote, un parente con una disabilità vorrebbero un garante per l'handicap. Perché la burocrazia spesso pesa come un macigno e non sempre si hanno gli strumenti (conoscenza delle leggi, tempo, determinazione, voglia di perdere ore agli sportelli) per capire come ci si può muovere per veder riconosciuto un diritto.

Violentata, sulle tracce del colpevole ( da "Nuova Venezia, La" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sempre a disposizione che aiutino queste donne ad affrontare un percorso irto di ostacoli, in cui la burocrazia può scoraggiare a denunciare il violentatore. Ecco perché molte donne preferiscono non raccontare nulla e tenere il segreto dentro di sé. Purtroppo questi tipi di violenza maturano spesso tra le mura domestiche, coinvolgendo parenti e conoscenti, ex mariti o conviventi.

Candidature per le politiche il falso problema degli "esterni" - vincenzo provenzano ( da "Repubblica, La" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E questo appare - per quelle aziende - più proficuo che indicare una burocrazia organizzata e verticistica. Il valore delle imprese, quindi, sta nella capacità di risolvere i problemi sul territorio in cui sono insediate: ed esse lo fanno con gli strumenti e gli input locali o esterni che hanno a disposizione.

Addio al fiorista, ma è pronta un'alternativa ( da "Nuova Venezia, La" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "purtroppo la burocrazia rallenta tutto. Appena saranno pronti i nuovi banchi metteremo a posto anche il campo di San Giacometo". Un'impresa ardua, quella di rimettere ordine nell'area realtina. Anche dove il progetto di riordino è stato portato a termine, come nel caso della Pescheria, i problemi non mancano.

Giusta l'inchiesta: le colpe ricadono sul vertice ( da "Trentino" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: MALEDETTA BUROCRAZIA/ IL CASO INAIL Giusta l'inchiesta: le colpe ricadono sul vertice In relazione a quanto apparso sul "Trentino" e con l'intento di fare chiarezza in merito alle reali condizioni lavorative dell'Inail, la Cisl del Trentino vuole fare presente che da un po di tempo a questa parte a vari livelli aveva segnalato la situazione di lavoro dell'

Roncarati al Lions ( da "Nuova Ferrara, La" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una spaventosa burocrazia che tarpa le ali agli imprenditori che desidererebbero scendere in campo, un alto costo energetico e del lavoro, una diffusa insicurezza sociale, accanto ad uno spiccato individualismo che nuoce all'economia quanto tutto il resto. "E non stiamo facendo nulla per migliorare la sitauzione - è stato il suo amaro commento -

Un'odissea per il sottopasso Il sindaco perde la pazienza ( da "Tribuna di Treviso, La" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è la burocrazia Un'odissea per il sottopasso Il sindaco perde la pazienza ORSAGO. Si allungano i tempi per la realizzazione del sottopasso ferroviario di via Borgo Basso: il sindaco Giancarlo Mion sollecita e cerca risposte in Provincia. L'opera era prevista da un accordo di programma siglato nel 2001 tra la Regione Veneto,

"il parcheggio sarà completato" - paolo russo ( da "Repubblica, La" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: esasperante lentezza della burocrazia e la confusione con la quale è stata condotta fino ad ora questa vicenda, questa sera, incendierà centinaia di torce che sfileranno attorno al cratere del Murattiano. Un lungo corteo che partirà alle 20 da piazza Cesare Battisti e attraversando via Sparano si scioglierà sotto al Comune.

La pratica edilizia? In soli 10 giorni ( da "Eco di Bergamo, L'" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Finalmente liberi dalla palude della burocrazia a priori, in Comune s'inebriarono sull'onda del world wide web. Era il 1998, e il geometra i progressi della sua pratica poteva cercarseli su Internet dribblando lo sportello. Oggi la lumaca ha messo il turbo e per quel timbro (salvo eccezioni) ci vogliono 10 giorni.

Cgil e Comune divisi sulla spesa sociale ( da "Gazzetta di Reggio" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: buona parte assorbiti dalla spesa per la burocrazia. A dare una mano ci sono infine i proventi dei servizi (ticket e rette varie) che al Centro Nord sono sensibilmente lievitati. Non sono stati invece conteggiati gli introiti provenienti dalle contravvenzioni che comunque rappresentano una voce importante nei bilanci di tanti Comuni, soprattutti quelli di media grandezza come Reggio.

Marea di nomi, vincenti già noti ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: vai con i soldi spesi in burocrazia, carte, manifesti eccetera. Dopodiché un merito - se vogliamo ironizzare così - il Porcellum ce l'ha: già ieri pomeriggio si potevano leggere nelle liste dei partiti medio-grandi, quelli che davvero avranno posti a Roma, i nomi degli eletti o almeno di gran parte di loro.

Senza di noi l'Incompiuta è a rischio ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Purtroppo con la burocrazia per fare un giorno di lavoro con la ruspa è necessario un mese di burocrazia per preparare le carte. Per servire il paese ho lasciato il lavoro che avevo prima: sono più povero economicamente ma molto più ricco dentro". Gira voce che si ricandiderà come consigliere, è vero?

All'Iraq resta solo il petrolio ( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia divora le buone intenzioni di ricostruire l'Iraq. Qui si può incrociare Ahmed Chalabi che l'amministrazione Bush presentò come il "George Washington iracheno". Foraggiato dagli Stati Uniti, Chalabi guidava da Londra l'Iraqi National Congress, una macchina mangiasoldi accreditata come un fronte di oppositori che però non aveva nessun peso.

Un partner per Blue Orchard ( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è quella per contrastare la pesante burocrazia presente nel Paese, che non agevola l'accesso a questa forma di prestiti". Speriamo "di trovare un'alleanza nel microcredito con Blue Orchard per sostenere una cultura di cui l'Italia ha bisogno", ha aggiunto Morganti, senza escludere una cooperazione anche nei Paesi emergenti dove il fondo svizzero è molto attivo.

Un lavoro su misura nel Centro servizi per l'occupazione ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia fredda e distante con cui si trattava prima chi si rivolgeva a noi per cercare lavoro è solo un brutto ricordo", ha spiegato Speranza Schirru, nuovo responsabile del servizio. Il disoccupato che si iscrive per la prima volta o ritorna al Centro perché ha perso il posto dovrà come prima cosa presentare tutta una serie di documenti.

L'Egitto apre il mercato ai progetti di qualità ( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia nelle industrie a rapido sviluppo Alfredo Sessa Quando la Banca mondiale lo ha promosso, qualcuno ha storto il naso. Nel rapporto "Doing Business", che ogni anno assegna le pagelle ai Paesi che riducono gli ostacoli all'economia, l'istituzione finanziaria multilaterale ha lodato a fine 2007 l'Egitto perché il Paese nordafricano è riuscito a dimezzare i tempi e i costi

Per le imprese un Paese semplice ( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia e fisco. E proprio sul taglio delle tasse mette a confronto il suo programma con quello del Pdl e, citando uno studio del Sole 24 Ore di ieri, ripete come la riduzione delle aliquote Irpef targata Partito democratico avvantaggi i redditi medio bassi (cioè gli scaglioni di reddito fino a 60mila euro che riguardano il 95%

Morandini: sforbiciare la troppa burocrazia ( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sforbiciare la troppa burocrazia UDINE. Dal nostro inviato Giuseppe Morandini, 49 anni, vicepresidente di Confindustria, presidente della piccola industria e a capo della Fornaci giuliane, da buon udinese è concreto. Come è logico non si schiera con nessuno, ma sollecitato sulle cose che sono state fatte e su quelle che mancano per sostenere anche in questa regione le Pmi,

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: LETTERE - data: 2008-03-11 num: - pag: 8 categoria: AL... ( da "Corriere Alto Adige" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per gli elettori, ma certo la situazione oggi è peggiorata. La ragione prima, non dimentichiamolo, risiede nella pessima legge elettorale che, togliendo agli elettori il potere di scegliere tra i candidati, ha lasciato alle burocrazie di partito la possibilità di liberare ogni appetito.

In Italia una barca su due è di proprietà campana ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: clandestinità per il disinteresse della politica e della burocrazia. Cinque miliardi di fatturato - il 60% destinato ai merati esteri - oltre trentamila addetti e un moltiplicatore occupazionale altissimo: cinque/sei addetti per ogni posto barca. La lezione è stata tenuta, nel corso di un incontro alla Canottieri Napoli, da Maurizio Romiti, presidente di Pentar,

<Non è radicchio Igp>, diffida alla Bonduelle ( da "Corriere del Veneto" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Una lotta contro il tempo e la burocrazia delle certificazioni. Il giorno della spedizione, dopo il confezionamento e la pesatura, il radicchio viene esaminato da un tecnico per il rilascio del certificato fitopatologico, documento obbligatorio per varcare le frontiere. "Ogni settimana esportiamo 500 chili di prodotto, per un totale di circa 120 cassette"

Veltroni: più sgravi fiscali del Pdl Poi boccia la figlia di Cardinale ( da "Corriere della Sera" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: promette lotta dura alla burocrazia e più soldi nelle tasche dei cittadini. "Con il Pd - giura tabelle alla mano - i contribuenti avranno maggiori sgravi fiscali che con il Pdl". E a sera, davanti ai tremila di Pordenone, Veltroni chiede rispetto per il premier uscente: "Prodi resterà presidente del Pd, perché fin dal 1996 ha creduto per primo in questa ipotesi"

Interventi e Repliche ( da "Corriere della Sera" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Corriere del 6 marzo riguardante la burocrazia dell'Inpdap. Vorrei aggiungere una domanda: se posso trasmettere alla Agenzia delle Entrate online la mia dichiarazione dei redditi, evitando così intermediari, appuntamenti e code inutili presso quelli o altri sportelli, perché, analogamente, non posso dichiarare all'Inpdap con lo stesso sistema le detrazioni fiscali che mi spettano?

Veltroni promette: corridoio 5 per il friuli ( da "Messaggero Veneto, Il" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Voglio un'Italia coesa e senza burocrazia" Folla alle due tappe friulane del candidato democratico "Non farò propaganda a insulti per la destra invece è la regola" "Siamo a 4,7 punti dal Pdl al Senato, la rimonta continua" "La Lega inneggia alla secessione poi vuole il potere" di TOMMASO CERNO e STEFANO POLZOT UDINE.

Veltroni: taglieremo noi le tasse ( da "Messaggero Veneto, Il" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Lotta alla burocrazia; più infrastrutture; sborsare meno tasse; chi sbaglia deve pagare, non evitare la galera. Nel cuore del Nord-Est, sul palco di un palazzetto dello sport gremito da 3.500 persone, Walter Veltroni, fino all'altro giorno sindaco di quella Roma che la Lega chiamava ladrona, ha parlato al cuore del popolo di centro-

Veltroni al forum lancia la rimonta ( da "Messaggero Veneto, Il" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Lotta alla burocrazia, più infrastrutture sborsare meno soldi per le tasse e certezza della pena: chi sbaglia paghi "La destra non vuole riformare il paese ma pensa solo a tornare al 2001 Il cambiamento all'estero s'è già visto" Il candidato premier batte la febbre ed entusiasma Moretton gli lascia spazio, Bolzonello lo invita a "trasferire i successi locali nelle politiche"

Noasca e Carema ritornano alla carica ( da "Stampa, La" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: prima che il decreto del giugno 2007 li obbligasse a sentire il parere della Regione ospitante. Ovvero: altra burocrazia, altri soldi. Finora, come nel caso di Noasca, l'investimento più oneroso ha riguardato i legali: non più di 2 mila euro. E il referendum, ameno quello, nessuno ha intenzione di metterlo in discussione.

Azione e ottimismo chiavi dello sviluppo ( da "Secolo XIX, Il" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dai gruppi improduttivi all'interno delle imprese, delle istituzioni, delle burocrazie. Per superare questa fase di collasso sociale è necessario incidere sui moventi della gente comune e degli imprenditori attuali e potenziali. Istinto, vitalità, visione ottimistica del futuro, costituiscono la base dell'espansione.

Giovane madre, cieca e già vedova cerca lavoro ma trova solo ostacoli ( da "Tirreno, Il" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Invece si è imbattuta nella burocrazia. "Notevoli problemi burocratici hanno rallentato la mia assunzione negli enti indicati; l'ufficio di collocamento disabili della Provincia di Pisa, l'Asl e persino il provveditorato agli studi nel quale avrei dovuto lavorare... Non c'è stato niente da fare".

Burocrazia ( da "Tirreno, Il" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Pisa BUROCRAZIA E DISCRIMINAZIONI GIOVEDI Interruzione dell'acqua TITIGNANO. Acque Spa rende noto che, per lavori di collegamento della nuova tubazione realizzata nel sotto-passo ferroviario di via di Titignano nel Comune di Cascina, giovedì dalle 8 alle 15, verrà interrotta l'erogazione idrica nelle vie Titignano,

L'IMPENNATA DEI COSTI DI PRODUZIONE METTE IN GINOCCHIO LE IMPRESE AGRICOLE ( da "Sestopotere.com" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della burocrazia ha promosso una Petizione popolare raccogliendo migliaia di firme in tutta Italia. Comunque, la crescita dei costi di produzione, insieme a quelli previdenziali e burocratici, non mancherà di avere pesanti ripercussioni sui redditi dei produttori agricoli che -afferma la Cia- già nel 2007 sono scesi dello 0,

<Difendere Malpensa per difendere le imprese> ( da "Giornale di Vimercate" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il grado di competitività degli altri paesi europei con meno burocrazia e infrastrutture migliori". Queste le parole di Briccola, cha ha poi concluso: "Difendere Malpensa significa difendere le nostre piccole imprese, per le quali il tempo con cui è possibile raggiungere destinazioni estere è un fattore molto importante".

Dote alla Provincia: <Un assordante silenzio> ( da "Giornale di Vimercate" del 11-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: contro la burocrazia. I primi passi della Provincia della Brianza sono lenti come quelli di un pachiderma. E, ancora prima di nascere, la "casa comune" dei brianzoli ha già accumulato "ritardi su ritardi". A tracciare l'amara analisi è stato l'assessore regionale con delega alla Provincia di Monza e Brianza, Massimo Ponzoni.

<Discarica, si anticipi il confronto> ( da "Libertà" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della burocrazia possibile". Un appello che era stato condiviso, in una sorta di patto trasversale tra forze politiche appartenenti anche a schieramenti differenti, dall'onorevole della Lega Nord Andrea Gibelli, che aveva invitato le municipalità della Bassa a "boicottare democraticamente fin da subito la Cre per dare un segnale forte di come non si possa farla franca nel lodigiano"

C'è un mattatoio (nuovo) da rottamare ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Troppa burocrazia e costi di gestione troppo alti. Così, dopo i tentativi (andati a vuoto) di affidare il mattatoio in gestione, il Comune ha deciso di cambiare rotta puntando sulla riconversione. Dopo l'idea estemporanea di farne uno stabilimento per la lavorazione del sughero, ha prevalso la proposta di usare seicento metri quadrati (

Santa Croce <Ciclabili? Sì, però...> ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: unico problema è la lentezza della burocrazia italiana ma per il resto non ci sono problemi". Per un quartiere come S. Croce, in cui la popolazione di duemila abitanti triplica nel periodo scolastico, come giudica lo stato delle infrastrutture pubbliche? "Quello delle scuole è un problema molto serio dato dal fatto che la città è vecchia e le scuole sono nuove.

Poco Sud nei programmi: Pd e Pdl a confronto ( da "Denaro, Il" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nord sul fronte di burocrazia, sanità, servizi ai cittadini. Un impegno non sufficiente e privo "di spirito riformista", secondo l'ex numero uno di Confindustria Antonio D'Amato, che ha motivato così il suo no al Cavaliere che lo voleva candidato per la circoscrizione Campania 1: "Se devo dare il mio contributo ha spiegato il patron della Seda in conferenza stampa -

La Cina avrà un ministero per l'Ambiente ( da "Nuova Ecologia.it, La" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: incontrare una forte resistenza da parte della burocrazia. La riforma coincide con l entrata nel governo di numerosi esponenti della generazione dei cinquantenni tra cui Li Keqiang, considerato il più probabile successore del primo ministro Wen Jiabao. Gli analisti affermano che la riforma consentirà a Wen un controllo più diretto su una serie di settori chiave come quelli dell'

Ciip spa, è ancora polemica sulla vicenda dei dati catastali ( da "Corriere Adriatico" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una burocrazia sempre più soffocante. Sorge poi qualche altro dubbio questa volta sulla collaborazione (quasi festosa?) degli utenti; è vero invece che, per non incorrere in penalità, tutti sono costretti a informarsi, rispondere e, ancorché aiutati dalla buona disponibilità della Società richiedente, lo fanno malvolentieri perché tutto ha un costo in termini di tempo e di danaro (

Asili, più servizi ma meno fondi ( da "Corriere Adriatico" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: spiega lo Spi - hanno mostrato intenzione o capacità di indirizzare verso il welfare parte delle nuove entrate derivanti dall'aumento dell'imposizione fiscale locale e in particolare dell'Ici e dell'addizionale Irpef mentre - è la conclusione - emerge la scarsa capacità dei Comuni di controllare la spesa per la burocrazia".

Il Partito Nordest ha detto "no" ( da "Gazzettino, Il" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è contro l'eccesso dalla burocrazia". E poiché, aggiunge il segretario del Pd, "mi sono battuto perché nel programma nazionale del nostro partito ci fossero questi punti, il che è visibile a tutti, a differenza dei dieci punti ipotizzati dal candidato del Pdl Giancarlo Galan, che non compaiono nel programma del suo partito.

Allagamenti, la beffa dei rimborsi ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La situazione poteva essere gestita con più equità, per esempio dispensando dal pagamento dell'Ici o di altre imposte comunali, e allora magari molti non si sarebbero scoraggiati di fronte alla burocrazia e non sarebbero avanzati 13.500 euro".

Compie 20 anni la "famiglia" che ha conquistato l'Italia ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ambulatorio infermieristico di Santissima Trinità dove non si fanno code e non c'è burocrazia Compie 20 anni la "famiglia" che ha conquistato l'Italia SchioL'associazione "La famiglia" festeggia i 20 anni dell'ambulatorio infermieristico di Santissima Trinità. Trentadue volontari, spesso neopensionati dai vari ospedali, si alternano per prestare la loro assistenza per piccoli interventi.

Campestre, risultato "storico" per i 25 anni d'attività ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Secondo le attese e superate le burocrazie, l'appalto dei lavori di manutenzione sarà assegnato entro maggio, per concludere gli interventi in settembre: in tempo per il Memorial Vallin.Nelle foto, le squadre allievi e seniores a Curtarolo.Nicola Astolfi.

L'ex sindaco Marin lancia l'allarme: <La tangenziale non va spostata> ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: settimana il sindaco Roberto Zanchetta si era lamentato della "burocrazia kafkiana" che sta rendendo arduo il prosieguo dell'iter. Marin risponde: "Stupore e incredulità per l'improvvisa difficoltà di ordine idraulico relative alla realizzazione della tangenziale di Ponte. Ricordo che tale intervento è previsto da un accordo di programma tra i comuni di Oderzo, Motta di Livenza,

Mastella, grazie mille: Fioroni e Di Pietro, nomine a gogò. E Rula Jebreal è quasi analfabeta ( da "Blogosfere" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: data la lentezza della burocrazia, stava prendendo forma definitiva solo ora, man mano che sono stati varati gli indispensabili regolamenti di organizzazione. Un ragione in più anche per archiviare Romano Prodi, operazione criticata da Galli della Loggia, e benedire il suo addio alla politica italiana.

LA GIUNGLA DELLA BUROCRAZIA ( da "Libertà" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: gt Necrologie LA GIUNGLA DELLA BUROCRAZIA. Il balletto delle bollette: le disavventure di un utente di FRANCO LOMBARDI Premesso che tutto quanto qui di seguito sarà esposto risulta assolutamente documentato da bollette, fatture e comunicazioni scritte, e premesso anche che tutte le bollette e le fatture relative a consumi domestici di acqua,

Pubblico e impresa per il rilancio dell'economia ( da "Italia Sera" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: oltre ai gravami fiscali e al rallentamento dovuto alla burocrazia, frenano la crescita economica. A concreto supporto della discussione una recente ricerca Censis-Confcommercio, che ha analizzato in modo comparato costi e tempi necessari in Italia e all'estero per realizzare un progetto imprenditoriale.

CALABRIA: CERSOSIMO INCONTRA CONSOLE RUSSO (2) ( da "Asca" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con lo specifico intento di facilitare il superamento di questioni legate alla burocrazia. Ma il Console Kolombet si e impegnato soprattutto per trovare una compagnia di volo russa disposta a creare collegamenti diretti con la Calabria cosi come avviene gia in Sicilia, dove attraverso i due aeroporti di Catania e Palermo, esistono gia due voli settimanali economici.

L'OPINIONE ( da "TGCom" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Liberare le nostre città dalla burocrazia Ma per diventare il Paese nel quale le aziende di tutto il mondo desiderano delocalizzare il loro management creativo non basta vivere di ricordi e avere quadri polverosi appesi alle pareti. Le nostre città sono oggi spente, talvolta invivibili, oppresse dai particolarismi, dal brutto, dalle nefandezze della politica,

Nomenclatore tariffario: appello della FISH ( da "Vita non profit online" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia no. Un appello della FISH per l'approvazione dei LEA territoriali e del Nomenclatore Tariffario "In previsione della riunione della Conferenza Stato Regioni del 20 marzo 2008 ci appelliamo ai rappresentanti del Governo e delle Regioni affinché i LEA territoriali (Livelli Essenziali di Assistenza Sanitaria) e il Nomenclatore Tariffario delle Prestazioni Protesiche ivi contenuto

Opposizioni scatenate Stop al cemento: Mandello divisa Beppe Grossi ( da "Provincia di Lecco, La" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il vincolo ambientale sullo Zucco di Somana scatena le opposizioni consiliari, contrarie alla scelta della giunta Mariani per vari motivi. Su una cosa però sono tutti d'accordo: quel vincolo garantisce soltanto tanta burocrazia. servizio a pagina 28.

Cooperazione in campo turistico ( da "Giornale di Calabria, Il" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con lo specifico intento di facilitare il superamento di questioni legate alla burocrazia. Ma il Console Kolombet si è impegnato soprattutto per trovare una compagnia di volo russa disposta a creare collegamenti diretti con la Calabria così come avviene già in Sicilia, dove attraverso i due aeroporti di Catania e Palermo, esistono già due voli settimanali economici.

CAMPIDOGLIO/ ALEMANNO: VIA CAPPA PIOMBO DA PICCOLE-MEDIE IMPRESE ( da "Virgilio Notizie" del 11-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: liberare le pmi da un rapporto con la burocrazia che è negativo e riformare la governance di Roma con un livello istituzionale nuovo". Quanto alla gestione degli appalti Alemanno ha registrato la denuncia delle pmi sui mega-appalti: "Questo tema deve essere risolto, noi cercheremo di permettere alle pmi di consorziarsi e di non essere schiacciate nelle gare di appalto"


Articoli

Ponti d'oro in Tirolo alle nostre imprese (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Ponti d'oro in Tirolo alle nostre imprese" BELLUNO. Non solo turismo. L'altro tema dell'assemblea è quello del manifatturiero, un settore perfettamente conciliabile con il turismo. Ma cosa sta il manifatturiero? "Occorre conservare quello che abbiamo - spiega il presidente degli industriali, Valentino Vascellari - rendendo appetibile stare qui per le imprese e per i lavoratori: servono trasporti e servizi migliori. Il rischio, altrimenti, è che delocalizzare. Ma attenti, non in Cina. Ora i mercati appetibili sono molto più vicini. Ci sono regioni, Paesi che fanno ponti d'oro alle imprese, perchè si trasferiscano lì. Penso al Tirolo, ad esempio. Sono venuti in delegazione di recente da Lienz, per illustrare tutte le facilitazioni che esistono per le imprese. In tre giorni nasce una ditta, senza burocrazia, ci sono scuole dedicate a creare tecnici, con energia a basso costo, collegamenti stradali. In pratica esiste un clima favorevole alle imprese, un clima che qui si è perso. Proporre un sindaco bellunese di fare una azienda nel suo territorio, è come fargli un torto, perchè subito pensa a quanti si opporranno, ai problemi che incontrerà, ai comitati che nasceranno".

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Internet veloce, la Regione sceglie Feltre (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Cristian Arboit Internet veloce, la Regione sceglie Feltre Progetto pilota per l'informatica E Vaccari rilancia le fibre ottiche FELTRE. Navigare virtualmente tra i monti e le vallate del Feltrino sarà più facile e soprattutto veloce. E' questo uno degli obiettivi dell'accordo sottoscritto ieri mattina tra il comune di Feltre e la Regione per lo sviluppo delle tecnologie informatiche sul territorio. Internet a parte, il comune metterà a disposizione i suoi uffici per una serie di progetti pilota che saranno poi estesi a tutte le amministrazioni del Veneto. Intanto il sindaco Vaccari rilancia le fibre ottiche. Se finora si è navigato a vista, da oggi in poi i feltrini appassionati di internet e tecnologie varie potranno ambire a qualcosa di più e diventare così degli autentici skipper. Almeno queste sono le intenzioni messe nero su bianco ieri mattina dal comune di Feltre nel documento sottoscritto con la direzione sistema informatico della regione Veneto. Si tratta di un accordo della durata complessiva di due anni che farà di Feltre una "cavia" informatica per sperimentazioni che riguarderanno la rete, i servizi, la formazione virtuale (il cosiddetto e-learning) e il segnale digitale. A fronte della disponibilità feltrina, Venezia ha stanziato quarantamila euro. Feltre, "focal point". Stando alla convenzione il comune di Feltre metterà a disposizione della Regione la propria struttura informatica, impegnandosi a produrre gli studi di fattibilità, i software e i documenti di analisi che di volta in volta saranno richiesti dalla direzione regionale. "L'obiettivo è creare delle infrastrutture d'appoggio per tutte le amministrazioni pubbliche del Veneto", afferma Bruno Salomoni, direttore del sistema informatico di Venezia. "Per questo il ruolo di Feltre sarà cruciale". Per dirla in gergo tecnico Feltre sarà un "focal point" con tutti gli onori e gli oneri del caso. Tra i primi per esempio ci sarà la fornitura delle tecnologie necessarie per la sperimentazione in comodato gratuito. E proprio a Feltre sarà condotto il secondo ciclo di indagini per lo sviluppo del sistema "Myportal", il portale degli enti bellunesi adottato ormai dalla maggior parte delle amministrazioni del territorio. Parla di "software" e di "protocolli" Elvio Tasso, responsabile dell'e-government per la Regione: "Individueremo delle forme di gestione per il ciclo di vita delle carte", annuncia. Tradotto, meno burocrazia e più velocità nella catalogazione di dati e cifre. Quanto alla tempistica Venezia avrà due mesi per concordare con il comune le modalità e i contenuti di dettaglio del progetto. A coordinare le operazioni per il colle delle Capre sarà il dirigente Giulio Tatto. Vaccari accelera. Accordo con la Regione a parte, non vuole lasciarsi sfuggire l'ondata virtuale il sindaco Gianvittore Vaccari, che rilancia la copertura del territorio comunale mediante fibre ottiche, tecnologia che permette la trasmissione veloce dei segnali elettronici. "I soldi per la realizzazione dell'infrastruttura", dice Vaccari, "potrebbero arrivare dai fondi straordinari previsti per i comuni confinanti con il Trentino". Capitolo a parte è costituito dai fornitori privati di servizi, a cominciare dalle grandi compagnie telefoniche che spesso snobbano - per una logica questioni di numeri - le zone montane scarsamente popolate. "Dobbiamo promuovere un'azione di forza per convincere questi colossi a investire sul nostro territorio", conclude il sindaco. Resta da capire come.

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De Luca, via alla missione Usa (sezione: Burocrazia)

( da "Citta' di Salerno, La" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il sindaco è partito per Los Angeles. Domani l'incontro con l'architetto sul termovalorizzatore De Luca, via alla missione Usa Obiettivo: far disegnare a Gehry l'involucro esterno EMERGENZA RIFIUTI DI GIANNI GIANNATTASIO " E' cominciata ieri mattina la missione americana del sindaco Vincenzo De Luca che, in qualitá di commissario delegato per la localizzazione, progettazione e realizzazione dell'impianto di termovalorizzazione della provincia di Salerno, si è recato a Los Angeles per incontrare Frank Gehry. " Al famoso architetto il sindaco intende conferire l'incarico di "progettazione artistica e della qualitá architettonica" dell'impianto che produrrá energia elettrica dalla combustione dei rifiuti solidi urbani nella Piana di Sardone, in localitá Cupa Siglia, un'area del territorio di Salerno a confine con San Cipriano e Giffoni Valle Piana. " De Luca, che ha terrore dei voli aerei, si è sottoposto a questa impegnativa trasferta intercontinentale perché vuole che il termovalorizzatore sia anche un'opera di grande architettura, sulla scia della stazione marittima progettata da Zaha Hadid, della cittadella giudiziaria di David Chipperfield, della futura piazza della Libertá disegnata da Ricardo Bofill e delle abitazioni che saranno firmate da Jean Nouvel a Mercatello. Il sindaco-commissario è partito ieri mattina, alle 8.30, dall'aeroporto di Napoli, con un volo della Lufthansa diretto a Monaco. Poco meno di due ore, giusto per prendere confidenza con il viaggio in aereo, prima di salire sull'altro più grande con destinazione Lax, l'aeroporto intercontinentale di Los Angeles, e con arrivo previsto alle 15.40, ora locale. La delegazione salernitana, oltre a De Luca, è composta dall'ingegnere Domenico Barletta (dirigente del Settore impianti e servizi tecnologici del Comune), che è responsabile unico del procedimento per la costruzione del termovalorizzatore, e da Alberto Di Lorenzo, dirigente del Suap, lo Sportello unico per le attivitá produttive, che fa parte del gruppo di lavoro del Comune che ha redatto lo studio di fattibilitá ed è incaricato della progettazione preliminare dell'impianto. L'arrivo nell'aeroporto californiano era previsto alle 15.40 (ora locale), che corrispondono all'una meno venti di notte in Italia. In totale, dunque, ben 15 ore di volo. L'incontro con Gehry, negli uffici della "Gehry Partners LLP, al 12541 di Beatrice Street di Los Angeles, è previsto per domani. In quella sede verrá fissato anche il programma delle riunioni del giorno dopo. L'esito non è affatto scontato: De Luca proverá a convincere Gehry, che ha avuto un'esperienza traumatica con la burocrazia italiana a Venezia, ad accettare. Si tratta di un incarico particolare, che dovrá interfacciarsi con la progettazione impiantistica che sará a cura della societá che si aggiudicherá la concessione. In pratica a Gehry viene chiesto di confezionare un vestito su misura, "da realizzarsi quale testimonianza dell'arte contemporanea". Ed è in questo contesto che viene scelto e retribuito, facendo ricorso alla legge che destina il 2% dell'importo dei lavori all'abbellimento mediante opere d'arte.

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La discarica e il fronte del no Urge un tavolo di confronto Gli enti locali per anticipare la Conferenza dei servizi (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Lodi)" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

SENNA LODIGIANA La discarica e il fronte del no Urge un tavolo di confronto Gli enti locali per anticipare la Conferenza dei servizi di TIZIANO TROIANELLO ? SENNA LODIGIANA ? GLI ENTI LOCALI lodigiani formalizzeranno nei prossimi giorni la richiesta alla Regione Lombardia di anticipare il più possibile la convocazione della conferenza di servizi dedicata all'esame del progetto di maxi-discarica in località Cascina Bellaguarda. Lunedì scorso a Milano infatti, nell'ambito dell'audizione in Commissione regionale ambiente numero 6, i consiglieri ed i funzionari del Pirellone avevano ipotizzato, per questo tavolo di confronto, una data compresa tra la metà e la fine di aprile. Ma la Provincia di Lodi e le amministrazioni comunali di Senna e di Somaglia intendono ottenere un anticipo dei tempi perchè vogliono scrivere la parola fine al più presto su questa angosciante vicenda e temono che la scadenza indicata dalla Regione voglia appositamente tenere conto dello scenario che si verrà a creare dopo le elezioni politiche del 13 e 14 aprile. INTANTO, a distanza di tre giorni dalla grande manifestazione di protesta andata in scena in località Bellaguarda, le circa mille persone che hanno preso parte all'evento auspicano che la loro presa di posizione non sia stata un gesto inutile e sperano che la mobilitazione del territorio sia giunta anche alle orecchie dei vertici della Cre di Arcore, la ditta che intende accasare l'impianto in grado di accogliere oltre 2 milioni e 700mila metri cubi di rifiuti (uno dei più grandi d'Europa) in riva al Po, a Senna Lodigiana. "Sarebbe bello - afferma il consigliere regionale lodigiano del Partito Democratico Gianfranco Concordati - se fosse la stessa Cre a rendersi conto dell'assurdità del progetto e decidesse di ritirarlo senza costringerci ad affrontare le insidie della conferenza di servizi". Concordati, sabato mattina, aveva anche invitato gli enti locali della zona, nel territorio dei quali la ditta di Arcore ha già in essere attività (a Maccastorna in particolare è attivo un suo impianto di trattamento di fanghi biologici), ad ostacolare la sua attività "riversandole addosso il massimo della burocrazia possibile". Questo appello era stato condiviso anche dall'onorevole della Lega Nord Andrea Gibelli. La necessità di giungere al più presto alla conferenza di servizi era stata sottolineata invece anche dal Presidente della Provincia Lino Osvaldo Felissari. - -->.

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Costruire o ristrutturare Pratiche in metà tempo Burocrazia più agile anche grazie al computer (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

? BERGAMO ? LE LUNGHE ATTESE e i "pellegrinaggi" da un ufficio all'altro in cerca della propria pratica per ristrutturare casa, o costruirne una ex novo, sono ? per fortuna ? solo un ricordo del passato. L'assessorato all'Edilizia privata del Comune continua a ridurre i tempi di risposta ai cittadini e si attesta per efficienza ai primi posti a livello nazionale. Lo dimostrano i dati diffusi ieri da Palazzo Frizzoni secondo i quali, grazie anche alle possibilità di autocertificazione da parte dei progettisti dei diversi interventi edilizi attraverso le denunce d'inizio attività, nel 2007 gli uffici hanno ulteriormente accelerato il disbrigo delle pratiche rispetto all'anno precedente. Così, i tempi medi per le 1.795 Dia esaminate (su 1.858 presentate) si sono limitati a 10 giorni contro i 21 del 2006 e un limite di legge fissato in 30. MIGLIORI PERFORMANCE anche per quanto riguarda i permessi a costruire: l'iter, in questo caso, si è concluso per 357 domande (su 377) con una media di 91 giorni rispetto ai 95 del 2006. "Questi risultati sono frutto di scelte amministrative oculate ? commenta l'assessore Francesco Macario (De Pascale) ? a cominciare dalla divisione della vecchia Commissione edilizia in Commissione paesaggistica, per esaminare gli interventi su aree vincolate, e, appunto, in una Commissione edilizia concepita in maniera innovativa, che si occupa di tutto il resto". Macario ha però anche ricordato le difficoltà per le aree del Parco dei Colli, dove opera pure un'autonoma Commissione paesistica: gli incontri con il Comune per cercare di velocizzare le procedure sono in atto da tempo e un altro è fissato per domani. A DARE UNA MANO al miglioramento della tempistica, come sottolineano Massimo Casanova, responsabile della Divisione gestione del territorio, e Giorgio Cavagnis, che ha ricoperto lo stesso ruolo fino a pochi mesi fa, "ci si è messa anche l'informatica. Nel 1994 viaggiavamo su tempi d'attesa di 315 giorni. Oggi, attraverso una Dia che può essere presentata pure attraverso la sezione Edilizia del sito www.comune.bergamo.it, è possibile cominciare a costruire un palazzo di cinque piani in una decina di giorni". Ma non è tutto merito del computer: "Il Comune di Bergamo - osserva Cavagnis ? dispone di una struttura composta da giovani capaci e professionalmente formati". Sul fronte dei controlli, nel 2007 gli accertamenti effettuati sono stati 1.748, quelli a seguito di esposti 188 e le sanzioni contestate 41. Alessandro Borelli - -->.

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FOSSI IO ai vertici dell'Atc, cara signora Neva, Le regalerei immediatamente (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Un diploma d'onore e fedeltà. E sa perché? Per il suo modo di parlare dell'autobus che prende per andare in centro come se fosse un amico, e per quel Suo riferirsi alla fermata, al luogo dell'attesa, come a degli amici, a dei pezzi di casa sua, a dei luoghi tanto più familiari perché simboleggiano ? ma non voglio usare parole troppo altisonanti ? la Sua voglia autentica di muoversi, di stare in contatto con gli altri, di 'girellare' per la Sua città. Sempre se fossi ai vertici dell'Atc, dopo averLe consegnato questo riconoscimento, mi affretterei a disporre perché venisse ripristinata la pensilina e fosse abbaassata la tabella con gli orari. A parte la loro collocazione spesso scomoda, tabelle così ? anzi, tabelline, per le loro ridottissime dimensioni ? sono illeggibili con il buio. Anche questo c'entra con la qualità della vita. O no? Voglio sperare, gentile amica, che i tempi extralarge delle opere pubbliche, anche le meno gravose come questa, siano la causa del disservizio. Gli 'alcuni mesi' che a Lei e a me sembrano già tanti, sono amaramente pochi se misurati con il calendario della burocrazia. Ma è solo una speranza, a cui mi piacerebbe tanto che la pubblicazione della Sua lettera, con tutto il lindore che la caratterizza, desse maggior forza. D'altra parte, sulle pensiline della nostra città (disegnate dal giapponese Kazuhide Takahama) ci sarebbe anche qualcos'altro da ridire: osservando che spesso esse risultano prive di sedile, di illuminazione e di una riconoscibilità visiva (dunque di una vera comodità) che le renda utili ai passeggeri. Chiunque rifletta sa che il trasporto pubblico inizia proprio dall'attesa alla fermata. La Sua richiesta è, oltre che affabile, anche del tutto ragionevole. E, a ben vedere, non riguarda solo Lei. Solo un'azienda che non lo capisse potrebbe rispondere negativamente. O fare orecchie da mercante. cesare.sughi@ilcarlino.net - -->.

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CARO CARLINO, siamo alcuni genitori i cui figli, in h (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

"CARO CARLINO, siamo alcuni genitori i cui figli, in handicap, frequentano la scuola primaria di un Isc della provincia di Ascoli e vorremmo sottoporre alla pubblica attenzione la situazione in cui la scuola italiana versa oggi, soprattutto in rapporto ai diritti dei bambini in quanto minori e per di più in difficoltà. A partire dallo scorso settembre i nostri figli hanno dovuto subire disagi e difficoltà di adattamento alla realtà scolastica a causa delle nomine dei supplenti degli insegnanti di sostegno titolari che, per vari motivi, non erano in grado di ricominciare l'anno scolastico. Da subito la scuola si è mobilitata per la nomina dei supplenti andando ad attingere nominativi dalla graduatoria provinciale permanente degli aventi diritto. E' accaduto che tale graduatoria era, al momento, esaurita, pertanto la scuola ha provveduto a nominare dei supplenti per il sostegno 'elemosinando' dalle graduatorie di Istituto delle scuole 'viciniori', perdendo una infinità di tempo a causa della burocrazia. Arrivati alla fine del mese di ottobre, la situazione si è sbloccata, aprendo il secondo teatrino. Docenti non volevano prendersi carico di alunni in handicap, poiché non avevano le competenze necessarie per poter lavorare con loro, altri hanno rifiutato per l'esiguità della durata della supplenza, altri ancora hanno preso servizio per poi, il giorno dopo, mettersi in maternità o in ferie per matrimonio, dando origine ad altre nomine dei supplenti dei supplenti. NEL FRATTEMPO i bambini sono stati privati del loro fondamentale e sacrosanto diritto allo studio, senza considerare che le loro insegnanti di classe si sono barcamenate in mezzo a molte difficoltà per far fronte non solo allo svolgimento della normale attività didattica della classe, ma anche alla gestione delle situazioni di handicap. I bambini interessati, purtroppo, non hanno vissuto tranquillamente tale situazione. Alcuni hanno perso totalmente fiducia nelle proprie possibilità, altri hanno incrementato il generale stato di ansia, le occasioni di isolamento relazionale, di iperattività motoria ed episodi di eteroaggressività. Quando le graduatorie degli insegnanti specializzati sono tornate disponibili (il 7 dicembre 2007!) sono andate esaurite nuovamente poiché non avevano nominativi sufficienti, pertanto la scuola ha dovuto riattivare la procedura già attuata a partire da settembre e ci troviamo al primo quadrimestre ormai finito, ancora con insegnanti che vanno e vengono e comunque non specializzati per il sostegno, e la storia continua... Siamo stufi di sopportare una situazione simile. Chiediamo di porre fine a questa scandalosa situazione". - -->.

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Mazzi: Burocrazia troppo lenta per le imprese (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Mazzi: "Burocrazia troppo lenta per le imprese" "LE IMPRESE hanno bisogno di decisioni certe e rapide, la politica invece ragiona su tempi molto più lunghi e la burocrazia richiede una selva di permessi e autorizzazioni. Esistono troppi livelli decisionali, occorre snellire questi processi". Sergio Mazzi è al rettilineo conclusivo della sua lunga presidenza ai vertici della Camera di commercio. Il suo commento ai dati emersi al Rapporto sull'economia illustrato ieri, si è esteso a considerazioni di carattere politico, "anche se non mi darò certo alla carriera politica". L'economia provinciale che procede a una doppia velocità ha suggerito a Mazzi questo appello: "Bisogna redistribuire la ricchezza. Si allarga la differenza fra la parte più abbiente della popolazione e quella che invece soffre per il carovita. Il problema non è diminuire le tasse, ma mettere in atto dei meccanismi che permettano a questa gente di riprendersi". C'È INFINE un dato di genere: il tasso di disoccupazione femminile è del 6,2% contro l'1,1% dei maschi, le donne rappresentano il 64% degli iscritti al Centro per l'impiego e le loro retribuzioni sono più basse rispetto ai colleghi. La Camera di commercio farà una ricerca per approfondire il fenomeno. - -->.

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LA POLITICA agricola comune è stata fondamentale per la stabilizzazione dei prezzi (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

"LA POLITICA agricola comune è stata fondamentale per la stabilizzazione dei prezzi". E ancora: "Il settore ha registrato, in Italia, una crescita del reddito, nel biennio 2005-2007, superiore a quella di Spagna, Germania e di molti altri paesi". Ottimismo a piene mani è stato distribuito dal ministro per le politiche agricole, Paolo De Castro, ospite ieri a Cento della locale Caricento che ha promosso un convegno su 'La finanza a sostegno dello sviluppo rurale'. Davanti a una foltaa platea di agricoltori ed esponenti delle categorie produttive, il ministro ha però aggiunto che la qualità non basta: occorre ovviamente operare sui prezzi per poter sostenere un export sempre più necessario (nel 2007 è stato fortunatamente gigantesco: 24 milioni di euro). De Castro ha infine sottolineato che occorre fare sempre più squadra e le divisioni devono fermarsi a Roma: in Europa ci si deve andare con una sola voce. L'incontro, condotto dal direttore generale della Caricento, Ivan Damiano, ha avuto come prologo gli interventi del presidente della Cassa Vilmo Ferioli, del sindaco Flavio Tuzet e della presidente della Fondazione Milena Cariani. Una 'stoccata' al mondo politico l'ha data Federico Vecchioni, presidente nazionale di Confagricoltura: "Nei programmi dei partiti, ha detto, trovo molto poco che riguardi l'agricoltura. E in ogni caso non se ne può occupare solo nei 45 giorni di campagna elettorale". Il leader degli agricoltori, applauditissimo, ha chiesto a gran voce il sostegno alla crescita delle imprese e la lotta alla burocrazia ("purtroppo dedichiamo 11 giornate l'anno alla burocrazia anziché al mercato"). Grande cautela, ha poi suggerito, va posta sulla questione biocarburanti: "I cereali vengano coltivati per l'alimentazione umana e animale". Aproniano Tassinari, presidente nazionale delle imprese agromeccaniche ha o posto in luce il forte cambiamento dei gusti alimentari e di conseguenza della produzione agricola. - -->.

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Unieco ancora in attesa dell'Autorizzazione integrata ambientale (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Grosseto)" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

BUROCRAZIA A GENNAIO SEMBRAVA CHE IL RILASCIO DI QUESTO PERMESSO DOVESSE ESSERE QUESTIONE DI GIORNI Unieco ancora in attesa dell'Autorizzazione integrata ambientale - -->.

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Gallaratese, Padana e sp 34 nella lista nera delle ambulanze (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Legnano)" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

? BUSCATE ? "MI APPELLO a tutti coloro che hanno visto qualcosa dell'incidente di farsi avanti, di denunciare alla polizia locale di Ossona la pericolosità di quella strada. Chiedo a chi è responsabile, alla Provincia, a tutti se hanno un cuore, di non lasciare che quella strada cada in mano ai tempi cavillosi della burocrazia italiana, ma di muoversi nel costruire una rotonda per evitare ancora stragi inutili. Per fare in modo che non ci sia più un altro Rino". È l'accorata richiesta di una parente dell'ossonese che il 29 febbraio è rimasto vittima assieme alla figlia di otto anni di un grave incidente in conseguenza del quale, salvo un miracolo, resterà inchiodato a vita su una sedia a rotelle (la piccola se l'è cavata con qualche punto e un dito ingessato). "Quella strada" maledetta è la via Bosi, arteria che collega Ossona ad Arluno. È, purtroppo, solo una delle tante che costellano il territorio dell'Ovest e dell'Altomilanese, a loro volta "segnate" dalla presenza di crocifissi, foto e vasi di fiori. Strade che tutti i giorni, di notte come alla luce del giorno, tengono impegnati i volontari delle croci e le loro ambulanze. Nel Castanese le arterie più a rischio, a detta della Croce Azzurra di Buscate che presidia otto Comuni e tre frazioni della zona, sono senz'ombra di dubbio la statale 341 Gallaratese e la sp 34. "La prima dal ponte di ferro di Turbigo alla rotonda delle 4 strade" precisa Luca Boldorini dell'Azzurra tra i Comuni di Vanzaghello e Castano. Accanto alla Gallaratese si aggiunge nella lista nera la provinciale 34 fra Magenta (dove si allaccia alla Padana superiore), Inveruno e Castano. Adesso gli occhi dei ragazzi dell'Azzurra sono puntati sulla apertura imminente della bretella Boffalora-aeroporto di Malpensa (il nastro sarà tagliato il 30 marzo): "Abbiamo compiuto di recente una ricognizione - continua Boldorini -: ci sono sei uscite fra Castano, Buscate e Vanzaghello che rientrano nel territorio di nostra competenza. Inoltre, la nuova galleria di Castano è particolarmente insidiosa, perché appena entrati, dopo circa 50 metri, c'è una curva stretta, a gomito, che se affrontata a una velocità impropria può essere causa di incidenti". "PIÙ CHE DI STRADE pericolose bisogna parlare di comportamenti pericolosi - precisa Sabrina Rossi, presidente del Cvps, Comitato volontari di pronto soccorso di Arluno -. Molte strade della zona sono state messe in sicurezza. Migliorate. La provinciale 34, ad esempio, aveva un punto pericoloso al curvone dei depositi della Sarpom Esso, a Ossona. Ora la nuova segnaletica introdotta ha dato dei buoni risultati. Fino a un paio di anni fa, invece, c'erano mortali a ripetizione. Poi ci sono la statale 11 e l'arteria per Casorezzo. Ma, ripeto, è la prudenza che ti fa arrivare a casa sano e salvo, tu e gli altri". I.A. - -->.

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Nasce un comitato contro le bollette pazze di abbanoa (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

BORTIGALI Nasce un comitato contro le bollette pazze di Abbanoa BORTIGALI. Si aspettavano una bolletta pesante, ma non una mazzata. Abbanoa colpisce pesante anche a Bortigali. Per molti utenti del servizio idrico è stato come ricevere un pugno in faccia. In molti hanno deciso di non pagare. Un gruppo si è costituito in comitato e ha iniziato a raccogliere le adesioni per affidare le bollette a un'associazione di consumatori. Alla bollettazione assurda (sono stati fatturati consumi già pagati al comune) si sommano richieste vessatorie avanzate con toni perentori. Per avere la riduzione prevista per le famiglie "no tax", infatti, si chiede agli utenti la certificazione Isee relativa al 2005. Gli utenti non potranno mai presentarla in quanto con il conseguimento del reddito 2006 decade l'Isee dell'anno precedente. Le bollette ricevute in questi giorni fanno riferimento ai consumi del 2006 e sono infarcite di errori, tutti a danno degli utenti. "Il primo - si legge in una nota del comitato - riguarda la lettura di partenza dei contatori, che è antecedente all'ultima effettuata dal comune di Bortigali". Il comune, infatti, gestiva il servito prima che fosse trasferito al gestore unico. L'utente, in pratica, è stato chiamato a pagare per consumi già pagati e per periodi in cui Abbaona non gestiva il servizio. Segnalazioni e proteste non hanno sortito risultati. Anche per questo si andrà dal giudice di pace per chiedere che Abbanoa modifichi le bollette e paghi il danno che deriva all'utente dalla perdita di tempo dal fastidio. Ma questo non è tutto. "A tutti viene applicata la tariffa per le utenze non residenti - si legge nella nota del comitato di cittadini -, lasciando agli utenti il compito di dimostrare il contrario attraverso la compilazione di una serie complessa di documenti, mentre i dati relativi ai residenti sono stati già forniti dagli uffici comunali assieme alla lettura finale del contatore". Da qui l'invito a non pagare e a mobilitarsi. "Per questi motivi - prosegue la nota -, si invitano i cittadini ad aderire al movimento spontaneo. Lo scopo è di non pagare le bollette e di consegnarle agli uffici comunali, che dovranno poi restituirle al mittente chiedendo la rettifica e una bollettazione corretta basata sulla lettura annuale dei contatori, senza acconti forfettizzati e col pagamento rateale delle spettanze come avviene per altri tributi, tra i quali la Tarsu". I promotori dell'iniziativa rimarcano i toni perentori delle richieste, che spaventano gli utenti più anziani non abituati a confrontarsi con una burocrazia vessatoria. Tra le altre cose si chiede l'esibizione di un documento di identità in corso di validità. Un ultrasettantenne probabilmente non è in grado di esibirlo ne di rispondere alle domande di Abbanoa. (t.g.t.).

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Inaugurato 3 mesi fa, ma l'asilo è chiuso - giovanni scarpa (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca Inaugurato 3 mesi fa, ma l'asilo è chiuso Cura Carpignano aspetta ancora la vera apertura GIOVANNI SCARPA CURA CARPIGNANO. Inaugurazione a dicembre, apertura ancora tutta da decidere. Tutto fermo, al momento, per la nuovissima sede dell'asilo nido. Dopo il taglio del nastro, avvenuto oltre tre mesi fa, non se ne è saputo più nulla. Porte sbarrate, nonostante la struttura sia finita e perfettamente funzionante. Tanti assessori, qualche onorevole, prelati, consiglieri provinciali, erano presenti al taglio del nastro per il servizio che doveva entrare in funzione a gennaio. Poi, qualcosa si è inceppato. A spiegarlo è il sindaco, Ezio Manelli. "Sono i tempi lunghissimi della burocrazia, purtroppo - dice -. Per quello che concerne i compiti del Comune, ci siamo attivati per tempo per avere tutte le autorizzazioni del caso. L'agibilità c'è. Da quello che so, manca solo l'ultimo via libera da parte dell'Asl". Di quest'ultima parte, aggiunge Manelli, se ne dovrebbe occupare la fondazione che poi gestirà il servizio. Ma nemmeno all'ente è da imputare alcuna responsabilità nel ritardo. A chi allora? "Per esempio alla Regione - indica il sindaco di Cura Carpignano -. Se per avere una risposta il Pirellone ha 120 giorni di tempo, è chiaro che se l'ok arriva proprio all'ultimo anzichè nelle prime settimane tutto subisce notevoli ritardi". Insomma, fra un'autorizzazione e un sopralluogo, se ne sono già andati tre mesi. E il ricordo dell'inaugurazione, intanto, diventa un ricordo sbiadito. "Capisco le perplessità - ribatte Manelli - ma c'è anche da ricordare una cosa. Molte famiglie si erano mosse per tempo, cioè all'inizio dell'anno scolastico, per trovare una sistemazione ai bimbi. Tanto è vero che le richieste per la struttura, che si sapeva sarebbe venuta pronta ad anno iniziato, non sono molte. Volendo, potevamo anche aprirla a settembre, cioè in tempo utile per il nuovo anno scolastico. In ogni caso, posso assicurare che l'asilo sarà pronto a breve. In questo modo potremo avere a disposizione un periodo di prova sufficiente per mettere a punto la struttura". Negli ultimi anni, Cura Carpignano ha vissuto un boom demografico rilevante. Secondo gli ultimi dati Istat, il comune è passato dai 2145 abitanti del 2001 agli oltre 3600 attuali, con un incremento pari al 40 per cento. Moltissime, ovviamente, le famiglie formate da coppie giovani e con bambini piccoli. Molto alta anche la media delle nascite, con circa 50 all'anno. Da qui la necessità di attivare una serie di servizi per la famiglia, fra cui l'apertura di un asilo nido.

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Nord, terra ostile per la sinistra (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cultura e Spettacoli Nord, terra ostile per la sinistra Un giornalista s'interroga sulle ragioni delle sconfitte politiche PAVIA. Si intitola "Nord terra ostile. Perché la sinistra non vince" l'ultimo saggio di Marco Alfieri in cui l'autore spiega perché a suo dire il centrosinistra è politicamente fuorigioco al nord, scontando così una marginalità culturale e antropologica. La sua tesi è sostenuta a colpi di cifre, analisi di esperti, fatti concreti e una discreta bibliografia. Attraverso un'analisi acuta e disincantata il libro racconta in presa diretta il processo di modernizzazione, spesso caotico ma vitale, di territori a capitalismo diffuso, dove la qualità delle infrastrutture, la competitività della propria azienda, i tanti lavori invece del "posto fisso", il rapporto col fisco, le lentezze della burocrazia e l'emergenza sicurezza sono dimensioni decisive nella scelta del voto. "Lo sbaglio della sinistra italiana, attardata su logori schemi fordisti - secondo l'autore - è stato allora quello di non saper leggere questi mutamenti produttivi". Marco Alfieri, "Nord terra ostile. Perché la sinistra non vince", 2008 I Grilli, Marsilio Editori.

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Quegli stati che vivono da parassiti - federico rampini (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cultura Quegli stati che vivono da parassiti Dopo lo scandalo dei conti in liechtenstein La fuga dei grandi patrimoni ha un prezzo: aumenta l'oppressione sui redditi da lavoro Nelle casseforti offshore si nascondono dai 4 agli 8 mila miliardi di dollari FEDERICO RAMPINI Nelle loro casseforti nascondono dai quattromila agli ottomila miliardi di euro, secondo le stime di istituzioni internazionali come l'Ocse. Se quelle ricchezze pagassero le tasse, il gettito basterebbe da solo a finanziare il Millennium Development Goal, il piano delle Nazioni Unite per sradicare la povertà del Terzo mondo. A custodire quel tesoro sono i paradisi bancari e fiscali. Si trovano ai quattro angoli del pianeta, dai Caraibi a Singapore, ma molti sono a pochi chilometri dalle nostre frontiere: Liechtenstein e Monaco, Andorra e le isole della Manica (Jersey, Man), anacronistici staterelli la cui indipendenza è puramente simbolica in ogni altro campo, ma che appaiono impenetrabili alle magistrature e alle autorità fiscali dei paesi vicini. Una breccia storica si è aperta poche settimane fa, con il clamoroso blitz-krieg organizzato dai servizi segreti tedeschi a Vaduz, la capitale del Liechtenstein. In un colpo solo il governo di Berlino ha messo le mani su 1.400 conti intestati a ricchi evasori tedeschi. Arresti e interrogatori a tappeto possono riportare nelle casse dell'erario tedesco centinaia di milioni di euro di imposte. L'irruzione tedesca nel segreto bancario di Vaduz ha regalato informazioni utili anche ad altri paesi: Italia, Francia, Svezia hanno ricevuto a loro volta elenchi su cui sono in corso gli accertamenti. Nell'eterna gara a "guardie e ladri" che oppone le autorità fiscali e i contribuenti, i paradisi fiscali sono santuari la cui immunità viene raramente violata. Perfino l'autorità fiscale più potente del pianeta, lo US Internal Revenue Service, nel 2006 dovette confessare la sua frustrazione per la fuga di capitali nelle piazze offshore: "Ci scontriamo con giurisdizioni sovrane su cui non abbiamo possibilità d'intervento". Anche se i contribuenti italiani figurano tra i più propensi all'evasione - con il 15 per cento del Pil nazionale "in nero" - nessun paese è del tutto immune dal virus che corrode l'etica della responsabilità fiscale. L'Operazione Wickenby in Australia portò alla luce una vasta rete di celebrità i cui redditi sparivano nei porti franchi. La Gran Bretagna ha recuperato mezzo miliardo di sterline in una sola piazza offshore che ospitava migliaia di conti bancari intestati a contribuenti di Sua Maestà. Ma finora si trattava di vittorie di Pirro: le somme recuperate erano modeste rispetto alle ricchezze nascoste. Il rischio di essere scoperti era così limitato da non scoraggiare le fughe di capitali. La guerra-lampo tra Berlino e il piccolo principato sul confine svizzero potrebbe aprire una pagina nuova: l'inizio della fine per gli Stati-parassita che prosperano sui reati fiscali. La Germania ha sfoderato armi pesanti. La sua intelligence ha comprato una "gola profonda", un funzionario della banca Lgt di Vaduz che in cambio di 4,2 milioni di euro ha ceduto la lista segreta dei conti bancari. Berlino minaccia una escalation di rappresaglie contro il Liechtenstein: nell'ipotesi estrema le autorità tedesche potrebbero reintrodurre una restrizione mirata sui movimenti di capitali, bloccando ogni versamento dalle banche tedesche verso Vaduz. Sarebbe la rovina per il principato che si vedrebbe costretto a campare vendendo il latte delle sue mucche. Visti i risultati ottenuti da Angela Merkel altri governi ora possono aver voglia di seguire il precedente tedesco applicando ai paradisi fiscali i metodi del controspionaggio o della guerra alla mafia: infiltrazione di "talpe", incentivi al pentitismo. Ma attenzione a gridare vittoria troppo presto. Nel 1962 uno statista a cui non mancava la grinta, il generale Charles De Gaulle, organizzò un autentico assedio militare di Monaco stringendolo in un cordone di agenti francesi delle dogane. Sotto la minaccia di chiudere le frontiere e di strangolare Montecarlo, il presidente ottenne dal principato l'impegno a tassare tutti i residenti francesi. Eppure 46 anni dopo le autorità fiscali di Parigi sono ben lungi dall'aver trionfato nella battaglia contro l'evasione offshore. La vitalità dei paradisi fiscali ha molte facce. Da una parte la lobby degli evasori offshore è potente e ramificata, ha radici nel mondo della finanza e delle grandi multinazionali, include la criminalità organizzata, il narcotraffico e il terrorismo: sono forze che possono mobilitare risorse considerevoli per "convincere" politici amici, creare indulgenze e collusioni in favore dei paradisi fiscali. Come non bastasse, in loro soccorso è arrivata anche l'ideologia neoliberista, che li legittima e ne vanta gli effetti positivi. La controffensiva in difesa del Liechtenstein è già in atto. Pierre Mirabaud, presidente della Confederazione bancaria svizzera, ha accusato i servizi segreti tedeschi di "usare i metodi della Gestapo". Sul Wall Street Journal il guru neoliberista Daniel Mitchell del Cato Institute di Washington (think tank neoconservatore) è sceso in campo per illustrare il ruolo virtuoso dei paradisi fiscali. La tesi neoliberista è questa: anche nella tassazione è positivo che esista una concorrenza. In questo caso si tratta di una concorrenza fra Stati. I paesi meno ingordi di gettito fiscale attirano contribuenti in fuga dalle nazioni ad alta pressione tributaria. In tal modo i governi più efficienti e meno spendaccioni sono premiati da un afflusso di capitali. Prima o poi anche gli altri, cioè i governi abituati a tartassare il contribuente per mantenere burocrazie pletoriche e spese clientelari, saranno costretti a disciplinarsi se non vogliono che la loro base imponibile se la squagli. Ecco alcuni esempi citati dai neoconservatori, per corroborare la tesi che la concorrenza fiscale fa bene a tutti: prima degli anni Ottanta nei paesi industrializzati l'imposta sul reddito arrivava a un'aliquota marginale massima del 67 per cento, poi Reagan e la Thatcher iniziarono a "dimagrire" lo Stato assistenziale e a tagliare le tasse in casa propria; il risultato è che oggi l'aliquota massima è scesa al 40 per cento nella media dei paesi sviluppati. L'imposta sulle società fino agli anni Ottanta era in media del 50 per cento; ma grazie al buon esempio di paesi a bassa pressione fiscale come l'Irlanda oggi è scesa un po' ovunque attestandosi attorno al 27. Sempre grazie alla spinta della concorrenza fiscale, quasi tutti i paesi hanno ridotto anche le imposte di successione e patrimoniali. In quest'ottica la crociata contro i paradisi fiscali è malefica, è il tentativo dei governi più ingordi di creare una "Opec dell'alta pressione fiscale", un super-cartello statalista delle tasse. Queste argomentazioni liberiste hanno molte falle. Un conto è la legittima competizione fra nazioni che perseguono politiche economiche alternative, ciascuna con l'obiettivo di incentivare gli investimenti, favorire lo sviluppo e creare occupazione. Ben altro è il comportamento di staterelli sanguisughe, che fondano la loro prosperità quasi esclusivamente sull'offerta di opacità e impunità agli evasori fiscali. Inoltre nella concorrenza fiscale emerge un'asimmetria evidente: a goderne sono solo i ricchi e le imprese. Se si eccettua una élite di cervelli scientifici o manageriali che possono offrire i propri talenti su un job market globale, la maggioranza dei lavoratori dipendenti non hanno l'opzione di trasferirsi laddove il loro reddito è meno tassato. Il fattore produttivo più mobile è il capitale, che fugge con facilità dove è trattato meglio. Per trattenere i capitali, l'effetto della competizione fiscale tra Stati è un abbassamento progressivo del prelievo sulle rendite finanziarie e sui profitti. La fuga dei grandi patrimoni e delle holding finanziarie verso i paradisi fiscali ha un prezzo: aumenta ulteriormente l'oppressione degli Stati sulle prede indifese, i redditi fissi da lavoro dipendente.

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"la città istituisca un garante dell'handicap per difendere i disabili dalla burocrazia" (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina V - Torino L'appello Le associazioni delle famiglie lanciano una petizione: troppe volte passano mesi per avere una risposta "La città istituisca un garante dell'handicap per difendere i disabili dalla burocrazia" Ottocento torinesi che hanno un figlio, un nipote, un parente con una disabilità vorrebbero un garante per l'handicap. Perché la burocrazia spesso pesa come un macigno e non sempre si hanno gli strumenti (conoscenza delle leggi, tempo, determinazione, voglia di perdere ore agli sportelli) per capire come ci si può muovere per veder riconosciuto un diritto. E poi perché, scrivono, "in questo paese un occhio vigile sull'applicazione delle leggi e le normative (lavoro, istruzione, formazione, cultura, assistenza, tutela della salute) davvero non sarebbe una ridondanza". Un pungolo per l'amministrazione anche: il lui o lei garante segnala eventuali fattori di rischio, e suggerisce interventi. In ottocento hanno già firmato l'appello che da giorni circola nelle scuole e fra le associazioni di familiari. Entro fine mese le firme saranno oltre mille e saranno consegnate a Palazzo di Città. Ne bastano in realtà 800 per la presentazione della petizione. Torino non sarebbe la prima città ad istituire questa figura. A Roma il garante per l'handicap c'è già e si chiama "consigliere delegato per l'handicap". La domanda sarà inoltrata al Consiglio comunale, sperando che una risposta arrivi in tempi brevi. La proposta parte da Marina Cometto, dell'associazione Claudia Bottigelli, e le adesioni sono arrivate non soltanto dalle famiglie che hanno in casa persone disabili. "Facciamo due esempi - dice Cometto - quando un caso è assegnato a una assistente sociale solo lei può seguirlo. Se questa non c'è, o è impegnata, non c'è nessun altro in grado di dare risposte. Che spesso arrivano dopo mesi". Un'altra difficoltà riguarda i redditi di inserimento se si perde il lavoro, o di mantenimento per chi ha difficoltà economiche. "Anche in questo caso passano mesi prima di avere risposte. Ogni volta si aggiunge un documento in più da presentare". L'assessore all'assistenza di Palazzo Civico Marco Borgione non ha nulla in contrario a discutere di questa eventualità: "Si può fare. Credo però che prima sia necessario capire se questa figura è davvero necessaria o se i problemi segnalati potrebbero più utilmente essere risolti in altro modo, ad esempio con un potenziamento dei servizi sociali". (s.str.).

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Violentata, sulle tracce del colpevole (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

PAURA IN CITTA' Violentata, sulle tracce del colpevole La donna era stata minacciata con un coltello alla gola da un conoscente SAN DONA'. Violenza sessuale, indagini in corso dei carabinieri di San Donà. Non trapela alcun particolare dalla compagnia. Intanto in città ha destato una profonda impressione la notizia della violenza subita da una donna, a due passi da casa. Dopo la terribile esperienza vissuta, la signora, minacciata con un coltello e costretta ad un rapporto sessuale da un conoscente che non frequentava più da tempo, ha presentato una denuncia ai carabinieri di San Donà che, appresa la notizia di reato, hanno avviato le indagini per accertare la violenza subita mantenendo il massimo riserbo sull'accaduto. La donna, come avviene in questi casi, è stata sottoposta ad una specifica visita medica per accertare la violenza sessuale, come previsto. Bisogna accertare con precisione i segni della violenza rimasti sul corpo e, nel caso in particolare, il segno sul collo che sarebbe rimasto dopo l'uso del coltello da parte dell'aggressore. La violenza sessuale è un turpe reato che per fortuna in queste zone non è frequente. Ma San Donà è una città ormai in crescita e ha raggiunto e superato i 40 mila abitanti. Il mondo delle associazioni ed anche della politica adesso invoca strutture ed enti che possano essere di supporto in questi casi alle donne che hanno subito tragiche esperienze quali violenza sessuale e molestie. Solo qualche mese fa un'altra ragazza aveva denunciato il fatto di essere stata molestata da un possibile datore di lavoro che non si era limitato ad esaminare il suo curriculum e aveva anche allungato le mani provocando la reazione della giovane. Anche le molestie nei luoghi di lavoro sono a quanto pare molto diffuse, come confermano le organizzazioni sindacali. In questi casi l'informazione è molto importante, magari attraverso uno sportello informativo o degli assistenti preparati e sempre a disposizione che aiutino queste donne ad affrontare un percorso irto di ostacoli, in cui la burocrazia può scoraggiare a denunciare il violentatore. Ecco perché molte donne preferiscono non raccontare nulla e tenere il segreto dentro di sé. Purtroppo questi tipi di violenza maturano spesso tra le mura domestiche, coinvolgendo parenti e conoscenti, ex mariti o conviventi. E in questi casi denunciare è ancora più difficile. (g.ca.).

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Candidature per le politiche il falso problema degli "esterni" - vincenzo provenzano (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IX - Palermo Candidature per le politiche il falso problema degli "esterni" VINCENZO PROVENZANO (segue dalla prima di cronaca) Un modo piatto e comodo per affrontare i problemi a testimonianza di come i partiti, per interesse e poca sensibilità, siano al di fuori di una realtà che cambia velocemente e che non comprendono. Ma perché assistiamo a una discussione in cui liste politiche e territorio di riferimento assumono una valenza di altri tempi? Un esempio dalle scienze manageriali - poi vedremo in che misura applicabile alla politica e ai partiti - ci può aiutare. Geoffrey G. Jones, storico, ha scritto nel 2006 un articolo per la Harvard Business Review, una delle riviste di management americane più autorevoli, sull'importanza della nazionalità per le imprese multinazionali. A partire degli anni Novanta, infatti, è divenuto irrilevante speculare sulla nazionalità delle multinazionali poiché le imprese moderne sono organizzate secondo meccanismi di rete. E questo appare - per quelle aziende - più proficuo che indicare una burocrazia organizzata e verticistica. Il valore delle imprese, quindi, sta nella capacità di risolvere i problemi sul territorio in cui sono insediate: ed esse lo fanno con gli strumenti e gli input locali o esterni che hanno a disposizione. Il luogo da cui queste imprese provengono è in qualche modo irrilevante. La conclusione è evidente: imprese anche se esterne contribuiscono alla crescita delle regioni in cui di insediano. Allo stesso modo i partiti dovrebbero proporre candidati secondo una scala complessiva di ragionamento che esula da situazioni particolari ma utilizzando i suoi uomini migliori senza etichette di provenienza. Una immediata obiezione si contrappone a questo ragionamento. I candidati prendono voti dai territori e dalle comunità da cui provengono, mentre gli "stranieri" sfruttano rendite a cui non hanno contribuito. E dunque - questa la tesi degli oppositori alle candidature esterne - probabilmente di certi problemi quei candidati esterni poi eletti non se ne faranno carico. Non è così. A parte il fatto che con questo sistema elettorale la scelta del cittadino è vincolata dalle liste imposte dai partiti, un candidato, da qualsiasi regione provenga, dovrebbe essere semplicemente competente e onesto, perché solo così potrà gestire bene il suo mandato. Si occupi dei rifiuti di Napoli, della mafia in Sicilia o dell'alta velocità in Piemonte. Nulla vieta a questo punto - e infatti è accaduto anche in passato - che un partito candidi un competente candidato siciliano in un collegio che con la Sicilia nulla a che vedere e viceversa. Un candidato che ha già dimostrato abilità amministrative e politiche, in un partito attento e flessibile, dovrebbe sempre trovare posto sia nel collegio di origine che in un altro riservato ad hoc. Molto pericoloso, invece, è il sicilianismo estremo, troppo simile allo schema quasi xenofobo dei leghisti, ammantato di tutta quella melensa retorica sulla Sicilia, sull'Autonomia che tanti guasti ha portato in questi anni. Il miglior esempio aziendale siciliano di questi mesi è stato probabilmente la pantomima del Banco di Sicilia. La sicilianità evocata dal past president Mancuso è sembrata francamente ridicola nella forma e nella sostanza con un consiglio durato il tempo di una notte, mentre ovviamente i vertici di Unicredit, che hanno comprato l'azienda, hanno fatto quello che in qualsiasi parte del mondo ci si aspetta: sostituire di immediatamente i dirigenti ribelli. L'uso della sicilianità per giustificare assunzioni e operazioni di piccolo cabotaggio non è la migliore strategia per proteggere le professionalità di molti addetti, così come non fa onore alla Sicilia avere osservato onorevoli catanesi con mortadella e spumante festeggiare a Montecitorio la sconfitta in aula del governo Prodi.

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Addio al fiorista, ma è pronta un'alternativa (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL RIORDINO DEL COMMERCIO NELL'AREA DI RIALTO Addio al fiorista, ma è pronta un'alternativa L'assessore propone campo Bella Vienna. E in Pescheria degrado in vista Tende multicolori legate alle storiche colonne: si pensa a un intervento per regolare l'impatto del mercato del pesce E c'è chi chiede più controlli sulla qualità della merce in vendita Dopo la demolizione del chiosco, storico ma abusivo, per il fiorista dei Camerlenghi è pronta l'alternativa. "Se ci sta, firmiamo subito l'autorizzazione per uno spazio in campo Bella Vienna", assicura l'assessore alle attività Produttive del Comune Giuseppe Bortolussi, "chi accetta le regole non deve essere punito dall'amministrazione". Alternativa pronta, che per la famiglia Urbani potrebbe rapprsentare la continuità di un'attività che veniva svolta ai piedi del ponte di Rialto fin dal 1920. Dopo 15 anni di ricorsi e controricorsi, il chiosco e i magazzini a ridosso del palazzo dei Camerlenghi sono stati smantellati. "Perché con lui è stata usata la mano pesante? E gli altri?", si chiede un operatore della zona. "Rialto negli ultimi anni è diventata una casbah". Merci anche di dubbio gusto esposte fin sulla strada, superfici dei plateatici che si allargano, colonne e monumenti seminascosti da magliette e altri articoli mordi e fuggi. "Stiamo provando a mettere ordine", dice Bortolussi, "purtroppo la burocrazia rallenta tutto. Appena saranno pronti i nuovi banchi metteremo a posto anche il campo di San Giacometo". Un'impresa ardua, quella di rimettere ordine nell'area realtina. Anche dove il progetto di riordino è stato portato a termine, come nel caso della Pescheria, i problemi non mancano. Tende multicolori addossate alle colonne della Pescheria che anche di sera non lasciano intravedere la forma dell'edificio. Tende multicolori legate spesso anche alle colonne in pietra d'Istria. Insomma, una babele. Pian piano le tipologìe dei negozi di Rialto si sono trasformate. Calano i residenti e aumentano i turisti. Dunque gli antichi negozi di alimentari si traformano in botteghe per turisti e souvenir. C'è anche chi chiede di introdurre un "controllo di qualità" sulle merci esposte e sui cibi venduti. "Lavoro per i vigili urbani", dice un oste di Rialto, "se controllano la qualità noi siamo contenti". L'assessore al Commercio promette: saranno fatti controlli a campione". Intanto a essere sgombrato è stato il solo fiorista dei Camerlenghi. Era abusivo da 15 anni. Non solo con il chiosco ma anche con i magazzini, anch'essi su suolo pubblico e addossati ai marmi del palazzo dei Camerlenghi, sede della Corte dei Conti. Che adesso si può ammirare anche dalla parte di Rialto. (a.v.).

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Giusta l'inchiesta: le colpe ricadono sul vertice (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

MALEDETTA BUROCRAZIA/ IL CASO INAIL Giusta l'inchiesta: le colpe ricadono sul vertice In relazione a quanto apparso sul "Trentino" e con l'intento di fare chiarezza in merito alle reali condizioni lavorative dell'Inail, la Cisl del Trentino vuole fare presente che da un po' di tempo a questa parte a vari livelli aveva segnalato la situazione di lavoro dell'ente. Non è corretto fare difese ad oltranza che lasciano il tempo che trovano e non servono a nulla. Il personale Inail è fortemente sotto organico, la politica aziendale non ha previsto né di promuovere nuove assunzioni né di incentivare la mobilità tra enti. Anzi, ha accentuato questa carenza di personale creando forme di lavoro a distanza che hanno impoverito ancora maggiormente l'organico in Trentino. A fronte di queste realtà inoppugnabili, in più occasioni la Cisl ha sottolineato come l'organizzazione del lavoro non fosse così incisiva da sopperire anche minimamente alle carenze di cui abbiamo fatto riferimento sopra. A nostro parere se ci sono responsabilità (e ci sono) non possono essere imputate al lavoratore, che opera con dedizione e abnegazione nonostante le carenze, ma ad un vertice, sia nazionale che locale, il quale anziché accettare la sfida in maniera propositiva l'ha subita con una modalità di gestione di vecchio stampo e non più corrispondente alle situazioni oggettive. Questi dirigenti sono stati per anni abituati a lavorare con tanto personale e con un'utenza diversa da quella attuale, dando risposte diverse al territorio: tutto questo ora non va più bene. La collettività, giustamente, pretende di più da queste enti ed il concetto di efficacia ed efficienza e di diritto del consumatore è un vero patrimonio del cittadino. E' facile fare il manager quando va tutto bene, ma il vero manager si vede quando ci sono situazioni difficili. Purtroppo, i vertici dell'Inail stanno agendo in modo obsoleto in un momento, ad esempio, nel quale vi sarebbe l'esigenza di lanciare iniziative finalizzate alla prevenzione degli infortuni sul lavoro ed in relazione al quale si sta assistendo ad un silenzio assordante da parte dell'ente. Di fronte a questa latitanza evidente della dirigenza i dipendenti si attrezzano come meglio possono, si sforzano di offrire una grande disponibilità ed un servizio adeguato ai cittadini, un servizio che comunque risente di una cabina di regia praticamente inesistente e che non riesce a coordinare adeguatamente il tutto. Fps Cisl del Trentino.

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Roncarati al Lions (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Ferrara, La" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

VITA DEI CLUB Roncarati al Lions In una recente intervista l'arcivescovo di Ferrara Mons. Paolo Rabitti ha espresso una sua opinione sulla nostra città, che gli appare adagiata in una sonnolenta passività e malinconia. E' partito da queste parole il presidente del Lions Club Ferrara Poggio Renatico Francesco Sproccati al Duca d'Este per introdurre la relazione di Carlo Alberto Roncarati presidente della Camera di Commercio, proprio dedicata all'economia del nostro territorio. "Mala tempora currunt - è stato il suo efficace esordio anche se nel corso della sua conversazione ha introdotto diverse note di ottimismo - perchè il mondo è cambiato molto ed in fretta. Non si può quindi più prescindere dall'accelerazione della tecnologia e dalla globalizzazione che hanno portato un grande sconvolgimento nel mercato, ed una nuova distribuzione della ricchezza; la Cina, l'India e la Corea sono gli esempi più lampanti tanto che oggi il futuro è l'Oriente che ha costi più contenuti ed è quindi più competitivo". Prima di affrontare la situazione della realtà ferrarese Roncarati ha tracciato però un quadro negativo di quella nazionale, di un paese cioè dove vi sono grossissimi problemi come un difficile sistema di leggi, una spaventosa burocrazia che tarpa le ali agli imprenditori che desidererebbero scendere in campo, un alto costo energetico e del lavoro, una diffusa insicurezza sociale, accanto ad uno spiccato individualismo che nuoce all'economia quanto tutto il resto. "E non stiamo facendo nulla per migliorare la sitauzione - è stato il suo amaro commento - ed invece se non metteremo insieme una serie di provvedimenti sarà il declino. Ferrara è poi considerata una provincia di retroguardia al 30º o al 50º posto a seconda degli indicatori con cui la si giudica. Attualmente conta un 69% di imprese, ma dovrebbero fare rete fra loro anche perché si sta verificando una nuova stagione positiva legata a richieste di prodotti tra cui i cereali che con un efficace coordinamento fra le filiere potrebbero risollevare l'economia locale insieme all'azione catalizzatrice della Camera di Commercio". Ed in attesa che le elezioni portino nuovo slancio, Roncarati ha auspicato che se non si possono licenziare i dipendenti per ridurre i costi, almeno li si faccia lavorare di più. Fra gli ospiti della serata vi era il vice governatore Giancarlo Vancini che pur risiedendo a Bologna è nativo di Cento ed ha molto apprezzato l'intervento del relatore. Margherita Goberti.

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Un'odissea per il sottopasso Il sindaco perde la pazienza (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Un'opera attesa da decenni, ma c'è la burocrazia Un'odissea per il sottopasso Il sindaco perde la pazienza ORSAGO. Si allungano i tempi per la realizzazione del sottopasso ferroviario di via Borgo Basso: il sindaco Giancarlo Mion sollecita e cerca risposte in Provincia. L'opera era prevista da un accordo di programma siglato nel 2001 tra la Regione Veneto, la Provincia di Treviso, Rete ferroviaria italiana ed alcuni Comuni della Marca, per l'eliminazione di una serie di passaggi a livello. Il sottopasso di via Borgo Basso ad Orsago è una struttura da oltre due milioni e mezzo di euro, è previsto lungo la provinciale 43, che collega il paese con Gaiarine. Il consiglio comunale di Orsago approvò la variante urbanistica, per poter dare così il via all'inter progettuale, nel maggio del 2005. La prima conferenza dei servizi si svolse il 4 maggio del 2006, quindi l'opera fu approvata l'8 settembre dello scorso anno, dopo alcune correzioni. Nel frattempo i costi per la sua realizzazione sono aumentati, così la Provincia ha dovuto attendere i fondi per finanziarla. Il primo cittadino di Orsago è rammaricato per il dilatarsi dei tempi per la realizzazione della struttura, con la quale potrà essere bypassata la linea ferroviaria Udine-Venezia. "C'è troppa burocrazia, basti pensare che nelle conferenze dei servizi erano presenti oltre una ventina di enti, compresi gli americani perché nelle vicinanze c'è una loro antenna - spiega il sindaco Mion - sono stato in Provincia per avere informazioni, l'appalto dovrebbe essere assegnato entro aprile ed i lavori partire per giugno, ma non dipende da noi". Il sindaco ha più volte contatto gli uffici della Provincia, per cercare di ottenere delle date certe. Ora il sottopasso è in fase di appalto, ma prima dell'estate non arriveranno le ruspe, per un'opera che potrebbe vedere la luce nel 2009. Nella zona è prevista anche la realizzazione di una pista ciclopedonale, per la messa in sicurezza degli utenti più deboli. (di.b.).

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"il parcheggio sarà completato" - paolo russo (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IV - Bari Piazza Cesare Battisti, la Provincia non ha ancora deciso se occorre una nuova Via per riprendere i lavori bloccati da 8 mesi "Il parcheggio sarà completato" Ma sulla data è fumata nera. Stasera fiaccolata nel Murattiano Il corteo si muoverà dal cratere e giungerà sino al Municipio: "Siamo esasperati qualcuno dovrà pagare i danni" PAOLO RUSSO L'unica certezza è che la grande opera incompiuta di piazza Cesare Battisti sarà portata a termine. Non si sa ancora come e, soprattutto, quando. A otto mesi dal blocco dei lavori, la Provincia non è ancora in grado di stabilire se per ultimare il suo progetto la Dec abbia bisogno, oppure no, di una nuova valutazione d'impatto ambientale. Ieri doveva essere il giorno delle grandi decisioni, ma è arrivata l'ennesima fumata nera. L'esasperante lentezza della burocrazia e la confusione con la quale è stata condotta fino ad ora questa vicenda, questa sera, incendierà centinaia di torce che sfileranno attorno al cratere del Murattiano. Un lungo corteo che partirà alle 20 da piazza Cesare Battisti e attraversando via Sparano si scioglierà sotto al Comune. "L'unico punto fermo - sospira Michele Losappio - è racchiuso in una battuta del sindaco: alla fine della giostra, il modo più ecologico per riempire questo buco è costruire questo benedetto parcheggio. Su questo, almeno, siamo tutti d'accordo". Sono le quattro del pomeriggio. Davanti alla scrivania dell'assessore regionale all'Ecologia sono sfilati tutti gli attori che ruotano attorno al pasticcio di piazza Cesare Battisti. Dal rettore Corrado Petrocelli, ai tecnici della provincia, dal presidente della circoscrizione Ferorelli ai commercianti ridotti in miseria, dai responsabili della ditta De Gennaro a quelli della capitaneria di porto, dagli assessori comunali a Michele Emiliano, piombato a sorpresa negli uffici della Regione. Michele Losappio, alla vigilia della manifestazione che questa sera percorrerà le strade attorno al cantiere infinito, ha tentato di tirare i fili di questa vicenda che dallo scorso giugno è avvolta da una nebbia molto fitta. Ma dopo sei ore di colloqui e incontri con le parti in causa, l'assessore non è in grado di dare certezze. "La Regione - premette - è responsabile di questo procedimento dall'inizio del 2008. Ma senza il parere obbligatorio della Provincia e del Comune non può decidere da sola. Il Comune ha fatto pervenire la sua documentazione lo scorso 6 febbraio. La Provincia, invece, ancora non è in grado di venire a capo di questa situazione nè ha saputo dirci quando potrà inviarci il suo parere". Hanno ascoltato con pazienza i rappresentanti dei cittadini e dei commercianti invitati alla riunione. E hanno apprezzato l'impegno dell'assessore Losappio: "Ma la sostanza non cambia mai - sbotta Stefano Milano, portavoce del dissenso popolare - il cantiere è ancora bloccato. Alla fine di questa vicenda qualcuno dovrà pagare per tutto questo tempo che è stato perso". Anche il rettore dell'università di Bari ha rimarcato ancora una volta l'entità dei danni subiti da palazzo Ateneo e dalla sede di Giurisprudenza. A giugno partirà la class action. "Il cortocircuito del procedimento è avvenuto nei primi mesi - spiega Losappio - quando dei problemi di comunicazione tra comune, provincia e Dec hanno rallentato il procedimento. Ora, però, abbiamo tutta l'intenzione di andare avanti nel minor tempo possibile". L'amministrazione comunale, per voce di Maria Maugeri e Simonetta Lorusso, ha proposto la strada dello screening ambientale abbreviato, una procedura che consentirebbe tempi più rapidi rispetto alla Via. In ogni caso per sbloccare i lavori ci vorranno ancora diversi mesi. Ammesso che alla procura bastino le carte così faticosamente raccolte in questo anno di calvario. Ai commercianti e ai residenti non resta che manifestare: anche il sindaco, l'assessore Losappio e i vertici dell'università parteciperanno al corteo organizzato dai commercianti e dalla circoscrizione.

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La pratica edilizia? In soli 10 giorni (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Anna Gandolfi Pronti, partenza, via. Ma quando a Palafrizzoni hanno deciso di prendere il tempo alla corsa delle concessioni edilizie, hanno scoperto che più che del cronometro c'era bisogno del calendario. Correva (almeno lui) l'anno 1995, e il verdetto arrivava impietoso: a Bergamo per ottenere il timbro e iniziare a mettere insieme tre mattoni occorrevano qualcosa come 315 giorni. Non che mancassero i segnali dall'umanità in coda agli sportelli: lo scoramento è vivo ricordo nella mente dei dirigenti. I quali si dissero che sì, era ora: alla pratica lumaca bisognava dichiarare guerra. Tanto più che la pratica, ancorché volenterosa, di strada da fare ne aveva parecchia: una volta depositata in Comune, iniziava un temibile viaggio, ai posteri come "tour burocratico". Dagli uffici alla circoscrizione, all'Asl, all'ufficio commercio a chi più ne ha più ne metta. Via posta o via messo, un fiume di carta s'inabissava come neanche il Morla, per poi riemergere ai quattro angoli della città. Ma un bel giorno la lumaca (o la tartaruga, tant'è) diventò lepre. Ci si mise la legge, sforbiciando una massa di cavilli. Ci si misero gli uffici, sfoltendo anche loro. Finalmente liberi dalla palude della burocrazia a priori, in Comune s'inebriarono sull'onda del world wide web. Era il 1998, e il geometra i progressi della sua pratica poteva cercarseli su Internet dribblando lo sportello. Oggi la lumaca ha messo il turbo e per quel timbro (salvo eccezioni) ci vogliono 10 giorni. In Comune bruciano sul tempo anche i colleghi lombardi, viaggiano che è un piacere. Tanto che il pubblico arranca: l'ultimo ritrovato on-line anti-code è lì bell'e pronto da due anni ma nessuno se lo fila. Ormai la lumaca è avanti, pure troppo.

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Cgil e Comune divisi sulla spesa sociale (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Reggio" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Per il sindacato è "media", per sala del Tricolore è "altissima" La spesa sociale del Comune di Reggio nel 2006 è stata medio-alta se si ritengono validi i dati raccolti dall'Osservatorio delle politiche sociali redatto dalla Spi-Cgil (pubblicati dal quotidiano economico Il Sole 24 Ore); diventa altissima se si tiene conto anche di spese che la ricerca, come spiega il Comune capoluogo, non ha considerato. La differenza è piuttosto marcata. Il welfare locale indicato dalla Spi Cgil parla di un onere pro-capite di 155,22 euro; un costo che colloca l'amministrazione reggiana al trentesimo posto nella graduatoria nazionale dei comuni capoluogo di città. Se si tiene invece conto della precisazione del Comune con 318,44 euro pro capite, Reggio balza al quinto posto in assoluto preceduta solo da Bolzano, Trento, Modena e Trieste classificate nell'ordine. Perchè tanta differenza? Il rapporto annuale dello Spi Cgil dice di tener conto delle spese per il settore sociale, lo sport e la cultura. Purtroppo, spiega un comunicato del Comune, non sono state comprese tutte le uscite. Vanno aggiunti infatti agli oneri 7 milioni di euro per le assistenze che fanno parte dei servizi svolti dalle Farmacie Comunali Riunite e destinati a disabili, anziani, minori e per servizi educativi. Analogo importo va poi considerato per il costo dei Nidi e delle scuole d'infanzia comunali, così come altri 11 milioni e 300 mila euro di spese erroneamente addebitati alla funzione "istruzione pubblica" e non al welfare. Nel consuntivo del 2006, conclude la nota comunale, vanno infine aggiunte alcune spese per investimenti. In totale, quindi, ci sono altri 25 milioni di euro che vanno compresi e che, in rapporto al numero degli abitanti, fanno salire la spesa sociale pro capite a 318,44 euro, sensibilmente più elevata di quella riportata nella graduatoria. Dobbiamo dunque considerarci quinti e non trentesimi in Italia per l'impegno sul fronte del welfare locale. La ricerca dello Spi Cgil spazia inoltre su altri aspetti e dimensioni territoriali. Per confermare il divario fra il Nord, cresciuto del 20/22% in sei anni, e il Sud della penisola rimasto ancorato a valori molto più contenuti. Poi individua le fonti dalle quali gli enti locali traggono le risorse, vale a dire l'Ici e l'Irpef, che hanno consentito introiti elevati che sono stati però in buona parte assorbiti dalla spesa per la burocrazia. A dare una mano ci sono infine i proventi dei servizi (ticket e rette varie) che al Centro Nord sono sensibilmente lievitati. Non sono stati invece conteggiati gli introiti provenienti dalle contravvenzioni che comunque rappresentano una voce importante nei bilanci di tanti Comuni, soprattutti quelli di media grandezza come Reggio.

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Marea di nomi, vincenti già noti (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

ELEZIONI: LISTE PER TUTTI I GUSTI. Ecco le squadre: un paio di falci-e-martelli sfidano l'Arcobaleno, c'è un "finto" Grillo, doppia concorrenza a destra della fu-An Marea di nomi, vincenti già noti WALTER VELTRONI di Antonio Trentin Hai voglia a dire - pensando che l'Italia diventi finalmente simile al resto d'Europa - che si va verso la chiarezza degli schieramenti, la semplificazione politica, il poco-partitismo se non proprio il bi-partitismo... La doppia lenzuolata delle pagine precedenti - con la marea di candidature per Camera e Senato in Veneto - mostra l'insistente voglia di frammentazione che resta alimentata dal Porcellum, la legge-porcata voluta a destra nel 2006, mantenuta quest'anno, della quale beneficiano capi, capetti e gregari anche al centro, a sinistra e in ogni altro luogo partitico. Per Montecitorio 20 simboli, 19 per Palazzo Madama, neanche tutti coincidenti. Qualcuno ha raccolto firme faticosamente: non gli si può imputare nulla, perché la democrazia è bella anche quando è fin troppo varia. Ma la maggior parte approda sulle schede del 13-14 aprile grazie al grasso istituzionale che cola dal Porcellum: basta che due onorevoli nel Parlamento uscente siano aderenti, veri o presunti, a un vero o presunto partito, e il marchio - con sotto nomi a piacere - può correre in giro dalle Alpi alla Sicilia. [\FIRMA]BASTAVANO DUE "ON.". E così ecco spuntare la falce-e-martello frutto di una scissioncina rifondarola (Sinistra critica che farà concorrenza anche al Partito comunista dei lavoratori), la lista anti-abortista di Giuliano Ferrara ("regalo" di alcuni parlamentari forzisti) l'Unione democratica (fatta di un paio di scissionisti dal Pd), la Destra-Fiamma (che farà concorrenza alla fu-An insieme con Forza Nuova) e i Grilli Parlanti (in Lombardia hanno dichiarato di essere stati miracolati da due deputati del centrodestra). Qualcuno otterrà magari miserie alle urne, ma intanto... vai con i soldi spesi in burocrazia, carte, manifesti eccetera. Dopodiché un merito - se vogliamo ironizzare così - il Porcellum ce l'ha: già ieri pomeriggio si potevano leggere nelle liste dei partiti medio-grandi, quelli che davvero avranno posti a Roma, i nomi degli eletti o almeno di gran parte di loro. Le liste sono "bloccate". Gli elettori non daranno preferenze. Passano quelli in testa, quelli in coda fanno atto di presenza. I big sono lì per fare da richiamo (Berlusconi-Fini e Bossi dappertutto, Casini e Storace quasi, Veltroni spesso) e poi si dimetteranno per lasciare il posto, da una parte all'altra d'Italia, a chi meglio conviene. I VICENTINI A ROMA. Per Vicenza, quindi, si può star certi certissimi che "vinceranno" Calearo capolista Pd; Stefani, Franco e Dal Lago tenuti alti in classifica dalla Lega; Zanettin e Hüllweck forzisti nel Pdl insieme con l'aennista Conte; poi si può ragionevolmente scommettere sulla promozione - a scalare nell'ordine - di Filippi (LN), D'Agrò (Udc) e Sbrollini (Pd) tutti più o meno border-line nelle loro squadre; e si potrebbe fare una puntatina minore pure sulla Filippin (Pd). Il resto è spirito olimpico decoubertiniano, a futura memoria, messo a disposizione da chi partecipa e spera in allori futuri. Oggi intanto Vicenza vive il suo primo appuntamento con i Vip in arrivo per la campagna elettorale. A metà mattina c'è Walter Veltroni, in arrivo con il suo pullman dell'Italia Viva in tour nel Nord Est. Fiduciosi che si ripeta l'afflusso di fans visto altrove, i democratici vicentini trasferiscono l'incontro col leader da S. Corona a una platea più capiente e lo anticipano. L'agenda di oggi dice: alle 10 nell'auditorium Canneti. Veltroni si annuncia così: "C'è un clima di grande novità, spiegabile perchè noi del Pd abbiamo corretto e innovato. E soprattutto perchè appariamo una forza in sintonia con quello che il Nord Est chiede. E cioè uno Stato più leggero, un fisco meno opprimente e al tempo stesso una capacità di innovazione e una promozione del lavoro vero delle persone, a cominciare da quello dei piccoli e medi imprenditori, con lo spirito di solidarietà che qui la gente ha sempre avuto". "Il fatto poi che ci presentiamo da soli - ha aggiunto ieri - e le novità programmatiche ci mettono naturalmente in una nuova relazione con questa parte produttiva del paese". CALEARO E L'ANAGRAFE. Il numero 1 per la Camera, Massimo Calearo, oggi accoglie in città Veltroni e gli organizza un meeting con alcuni colleghi imprenditori, che precederà la partenza per Padova, dove il segretario del Pd incontrerà gruppi volontariato internazionale. E si prepara ad argomentare così la scelta di candidarsi: "Nel Partito democratico, che ha avuto il coraggio di rompere con la sinistra antagonista e radicale e di aprirsi al mondo dell'impresa, ho trovato l'unico vero luogo dell'innovazione politica. I leader dei maggiori schieramenti europei appartengono ad una generazione che non aveva ruoli di comando 10 anni fa. L'Italia, sino ad ora, è l'unico paese che ha visto una medesima coppia di sfidanti, Berlusconi e Prodi, per 13 anni. Il paese vuole voltare pagina. E ha finalmente la possibilità di farlo con il Pd. Non si può dire altrettanto per il Popolo della libertà: l'incapacità di rinnovare la classe dirigente è dimostrata dal fatto che il Cavaliere, anziché investire su una nuova generazione di leader, è costretto per la quinta volta a puntare su se stesso. La scelta sarà anche questa: tra l'ossessiva riproposizione di uomini e slogan immutati da 15 anni e una classe dirigente rinnovata, tra un leader nato negli anni '30 del secolo scorso e uno sfidante con 18 anni d'età in meno".

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Senza di noi l'Incompiuta è a rischio (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Mario Dal Monte "Senza di noi l'Incompiuta è a rischio" Non si è annoiato Mario Dal Monte in dieci anni da primo cittadino di Brendola. A un mese dalla scadenza del secondo mandato il sindaco snocciola le cifre: 114 consigli comunali, 600 giunte e 1.300 provvedimenti approvati. Dal Monte si prepara al passaggio di consegne, prosegue il suo impegno di consigliere in Provincia, fa un pensierino ad una nuova candidatura come consigliere in Comune, ma ascolta con attenzione anche le sirene che vorrebbero metterlo in lista alle nazionali per l'Udc. Qual è il bilancio dopo dieci anni da sindaco? "Non ho mai lavorato così tanto per produrre così poco. Purtroppo con la burocrazia per fare un giorno di lavoro con la ruspa è necessario un mese di burocrazia per preparare le carte. Per servire il paese ho lasciato il lavoro che avevo prima: sono più povero economicamente ma molto più ricco dentro". Gira voce che si ricandiderà come consigliere, è vero? "A me converrebbe chiudere dopo dieci anni da sindaco, perché fare il consigliere ha meno importanza. Ma se me lo chiedono sono disponibile ad appoggiare la squadra che mi ha affiancato fino ad ora. Mi ha dato molta soddisfazione perché è rimasta sempre unita, un cosa non facile per Brendola. Comunque non farò come Gentilini a Treviso: non sarò condizionante". La più grande soddisfazione da sindaco? "Riuscire a tenere unita la squadra. Dieci anni fa dicevano che eravamo la coalizione "minestrone" con dentro di tutto e che saremmo durati solo pochi mesi. Non è stato così". E la delusione? "La caduta del governo Prodi ha anticipato le elezioni. Se fossero state a maggio sarei riuscito a portare a termine la vendita dell'Incompiuta". Senza di lei l'Incompiuta arriverà a compimento? "Se ci sarà continuità amministrativa credo di sì, altrimenti non lo so. Ho però la sensazione che la Cassa Rurale che la vuole acquistare stia perdendo la pazienza. Altri ostacoli potrebbero farle cambiare idea". Come è cambiata Brendola? "Mi sembra più unita, forse grazie anche all'unità pastorale raggiunta dalle parrocchie. Credo ci siano stati molti progressi nei servizi e nel sociale con il centro socio sanitario. Inoltre, è stato fatto molto per il recupero e la conservazione delle bellezze del territorio". E lei cosa farà ora? Sono consigliere in Provincia, forse mi ricandiderò in Comune. Comunque voglio dedicare più tempo alla famiglia che fino ad ora ha avuto molta pazienza con me".

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All'Iraq resta solo il petrolio (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: MONDO data: 2008-03-11 - pag: 8 autore: REPORTAGE Economia in ginocchio a cinque anni dalla caduta di Saddam All'Iraq resta solo il petrolio Dal greggio l'85% del Pil - Agricoltura azzerata, imprenditori in fuga Alberto Negri BAGHDAD. Dal nostro inviato Per qualche misteriosa ragione la Banca centrale irachena, che dovrebbe custodire i tesori dell'Iraq, non è stata trasferita nella iperprotetta Zona Verde ma rimane a Rashid Street, il cuore della Baghdad fondata dai califfi abbasidi, la via dei caffè e delle librerie. Per una ragione ancora più misteriosa qui è divampato un incendio che ha divorato tre piani e l'archivio con centinaia di documenti sulla gestione del vecchio regime e della nuova classe dirigente. Sono andate in fumo le carte che provavano la corruzione dei funzionari del Governo e del ministero del Petrolio, le malversazioni nella ricostruzione e i dossier sulle tangenti pagate nello scandalo Oil for food. "I pompieri sono arrivati troppo tardi a spegnere le fiamme mentre l'inchiesta sulle cause del disastro è stata affossata dal Governo ancora prima di cominciare ", spiega Alì, uno dei pochi funzionari assunti con un concorso regolare. Dopo l'entrata dei marines americani, il 9 aprile del 2003, nei saccheggi fu incendiata la Biblioteca di Baghdad, con gli archivi del regime baathi-sta, e fece scalpore in tutto il mondo la devastazione del Museo nazionale dove peraltro, come testimonia Giovanni Porzio nelle sue "Cronache dalle terre di nessuno", gran parte dei reperti assiro- babilonesi erano già stati nascosti proprio nei caveau della Banca centrale. Cinque anni dopo, il sacco di Baghdad continua, bruciando i dossier e, soprattutto, miliardi di dollari di aiuti ed entrate petrolifere. "Il budget dello Stato quest'anno è di 48 miliardi di dollari, più del doppio di quello alla vigilia della caduta di Saddam, quando il Paese era sotto embargo. Questa è sicuramente una buona notizia. Ma adesso arriva quella cattiva: è improbabile che il nuovo bilancio porti dei benefici agli iracheni. Il problema è come vengono spesi i soldi: corruzione e incompetenza dilagano", dice l'economista Walid Khalid. Un'opinione che trova confermanei documenti dell'Ispettorato americano ( Sigir) che controlla come vengono investiti i fondi e redige un rapporto trimestrale sulla ricostruzione. Questo è un Paese dove squillano dieci milioni di portatili, ma ronzano anche senza sosta 50mila generatori privati, perché l'elettricità è un lusso, così come l'acqua corrente che non arriva al 70% degli iracheni. A migliaia, ogni giorno, attraversano a piedi e in auto il ponte della Joumouriya, ormai sempre aperto al traffico, che conduce al ministero degli Interni e alla Zona Verde, due delle principali fonti di lavoro per un popolazione con il 40% di disoccupati. Le file degli aspiranti poliziotti, che ambiscono a un salario mensile di 7.800 dinari (600 dollari), sono ordinate e tranquille, davanti alla Green Zone è diminuita la tensione al "Cancello degli assassini", l'ingresso della roccaforte dove esplodevano con macabra cadenza ondate di autobomba. Gli attentatori suicidi scelgono bersagli più vulnerabili, i mercati affollati o le zone commerciali, come è accaduto giovedì con una strage di 70 morti nel quartiere di Karrada, un segnale che la battaglia per Baghdad è tutt'altro che vinta.Karrada è un ritrovo anche per i giovani. Ma cosa vuol dire oggi avere vent'anni in Iraq? "Prima di tutto avere paura di uscire: si sta in casa, davanti alla tv satellitare e a internet; ai tempi di Saddam c'era solo il canale di Stato,i telefonini erano proibiti e niente computer, ma a scuola ci andavo senza scorta ", dice Leyla, studentessa universitaria. Dentro l'area fortificata, che protegge comandi americani, Governo, ambasciate, dove all'Hotel Rashid - sono ospiti, senza mettere mai il naso fuori, i politici iracheni, la burocrazia divora le buone intenzioni di ricostruire l'Iraq. Qui si può incrociare Ahmed Chalabi che l'amministrazione Bush presentò come il "George Washington iracheno". Foraggiato dagli Stati Uniti, Chalabi guidava da Londra l'Iraqi National Congress, una macchina mangiasoldi accreditata come un fronte di oppositori che però non aveva nessun peso. Condannato a 22 anni di carcere in Giordania per bancarotta, Chalabi asserisce di essere "un perseguitato politico". Alle elezioni del 2005 non è neppure entrato in Parlamento. Lo vediamo ora passeggiare sorridente nella Green Zone. Il Governo Maliki gli ha affidato nuovi incarichi. "Svolge un lavoro prezioso - dice il colonnello Steven Boylan, portavoce del generale Petraeus - è un uomo pieno di energie". E forse dalle risorse nascoste, verrebbe da aggiungere. Ma il problema dell'affidabilità della classe dirigente irachena non si risolve con una battuta ironica su Chalabi. Tredici anni di embargo e la guerra hanno messo in ginocchio il Paese con la fuga dei cervelli: professori universitari, tecnici, medici. Almeno tre-quattro milioni di iracheni vivono all'estero e anche quelli che dovrebbero essere qui stanno da un'altra parte. "Imprenditori manager, impauriti da rapimenti e uccisioni, hanno trasferito i loro affari in Giordania dove ci sono 700mila iracheni", dice Fakir Karim, editore del quotidiano al-Mahda che fa la spola tra Amman e Baghdad. Lo Stato resta quindi il principale datore di lavoro: quattro milioni di dipendenti. Il petrolio è ovviamente la fonte d'entrata più importante, l'85% del Pil; l'agricoltura, un tempo fiorente nella Terra dei due Fiumi, è crollata e si importano anche i pomodori dalla Siria; il settore manifatturiero conta per un magro 2%, in un Paese che era, dopo Israele e la Turchia, il più industrializzato della regione. Da Ankara, Damasco, Teheran, si importa quasi tutto: dai succhi di frutta ai frigoriferi, alle Peugeot di fabbricazione iraniana. Persino i libri di scuola, per un'incomprensibile decisione del ministero dell'Istruzione, sono stampati in Iran, ma qui le tipografie funzionano perché vengono editati 250 tra giornali e riviste, per tre quarti sostenuti da partiti e fazioni. Certo la loro periodicità non è assicurata, come non lo è neppure la vita dei giornalisti: dal 2003 ne sono stati assassinati 270, l'ultimo dieci giorni fa, Shibab al Timimi, presidente del sindacato. La benzina viene dal Kuwait, perché le raffinerie, come quella di Dora, lavorano con un capacità inferiore al 30 per cento. Ma anche dall'Iran, dove al confine con Bassora c'è un traffico di greggio e carburante che ha scatenato lotte feroci tra gli sciiti. Per mettere pace il presidente iraniano Ahmadinejad, nella sua storica visita in Iraq, ha trovato la soluzione: Teheran e Baghdad svilupperanno insieme due pozzi di confine. L'oro nero rimane la vera posta in gioco per cui la la comunità internazionale guarda ancora all'Iraq con interesse. Circa 150 società straniere si sono registrate al ministero del Petrolio, secondo il quale la produzione ha raggiunto, con 2,5 milioni di barili al giorno, i livelli di prima della guerra, mentre le esportazioni sono di 1,9 milioni. Ma la resa dei conti, cioè la spartizione dell'oro nero tra curdi, sciiti e sunniti, deve ancora arrivare, la grandi società del Big Oil, americane, europee e cinesi, hanno già scelto però di trattare con il Governo centrale, lasciando alle più piccole l'oro nero dei curdi. Non vogliono irritare i sunniti e soprattutto gli sciiti perché nel Sud si trova l'80%delle clamorose riserve irachene. Le major del petrolio vogliono fare i profitti, non la guerra. Anche se in Medio Oriente, come diceva nel secolo scorso il proconsole britannico Lord Curzon, ogni goccia di petrolio equivale a una goccia di sangue. alberto.negri@ilsole24ore.com Secondodi due articoli Il primo è stato pubblicato a pag. 8 del 6 marzo 2008 CORRUZIONE E INEFFICIENZA Dal 2003 sono arrivati oltre cento miliardi di dollari di aiuti, ma la popolazione (con il 40% di disoccupati) non ne ha ricavato benefici L'oro di Baghdad. Un giacimento petrolifero a Rumailah, vicino a Bassora. Il greggio rimane la vera posta in gioco per cui la comunità internazionale guarda ancora all'Iraq. Ma non basta a risollevare il Paese dalla povertà AP.

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Un partner per Blue Orchard (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-03-11 - pag: 22 autore: Microcredito. Collaborazione con Banca Prossima Un partner per Blue Orchard MILANO Alleanza in vista, o almeno possibilità di collaborare nel microcredito, tra il fondo elvetico Blue Orchard, di cui è socio fondatore Margherita Agnelli de Pahlen,e Banca Prossima,l'organizzazione del non profit di Intesa Sanpaolo guidata dall'amministratore delegato Marco Morganti. Il possibile accordo è emerso ieri a Milano, a margine dell'incontro sulla Cultura d'impresa organizzato dal Sole 24 Ore. "L'obiettivo è far sì che anche i piccoli possano diventare grandi" ha detto Margherita Agnelli de Pahlen, da quasi dieci anni testimone di numerose esperienze dirette sul campo. "La prima battaglia da intraprendere – ha detto – è quella per contrastare la pesante burocrazia presente nel Paese, che non agevola l'accesso a questa forma di prestiti". Speriamo "di trovare un'alleanza nel microcredito con Blue Orchard per sostenere una cultura di cui l'Italia ha bisogno", ha aggiunto Morganti, senza escludere una cooperazione anche nei Paesi emergenti dove il fondo svizzero è molto attivo. "Il target verso cui vogliamo indirizzarci – ha quindi sottolineato Morganti – sono gli studenti universitari che nel nostro Paese sfiorano il milione di unità e dal microcredito potrebbero trovare aiuti significativi ". Ma in termini generali come potrebbe articolarsi questa intesa? L'amministratore delegato di Banca Prossima ha precisato che il "founder" svizzero è specializzato nel concedere la liquidità agli istituti del microcredito, mentre "noi come banca siamo "accompagnatori" delle organizzazioni del Terzo settore che svolgono attività di microcredito. Spesso si pensa, ed è un errore, che basti andare in un Paese in via di sviluppo con un po' di quattrini. Occorre invece muovere i primi passi con delle organizzazioni consolidate che conoscano bene il territorio e sappiano fare dei progetti su misura, tenendo conto delle esigenze e delle peculiarità locali". Durante la tavola rotonda conclusiva sul sistema dei microcrediti come incentivo per l'imprenditoria femminile, moderata da Salvatore Carrubba, direttore Strategie editoriali del Sole 24 Ore, Margherita Agnelli de Pahlen ha aggiunto al-tri dettagli sull'iniziativa. Ha raccontato una toccante esperienza bosniaca e ha precisato che la sua"non è un'iniziativa filantropica e che il rendimento di chi investe è simile a quello di tenere i soldi in banca". R.E. IL FONDO SVIZZERO Margherita Agnelli: "L'obiettivo è che anche i piccoli possano diventare economicamente grandi".

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Un lavoro su misura nel Centro servizi per l'occupazione (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Carbonia Pagina 2022 I disoccupati sono 30 mila Un lavoro su misura nel Centro servizi per l'occupazione I disoccupati sono 30 mila --> Il vecchio ufficio di collocamento ha cambiato nome e volto. Le novità sono state illustrate ieri negli uffici di via Dalmazia. Ora si chiama Centro servizi per il lavoro e offre ai disoccupati nuove opportunità e prestazioni. Il nuovo corso è cominciato ufficialmente lunedì. A chi da oggi si recherà al Centro per il lavoro non saranno più chiesti solo documenti e qualifiche. "La burocrazia fredda e distante con cui si trattava prima chi si rivolgeva a noi per cercare lavoro è solo un brutto ricordo", ha spiegato Speranza Schirru, nuovo responsabile del servizio. Il disoccupato che si iscrive per la prima volta o ritorna al Centro perché ha perso il posto dovrà come prima cosa presentare tutta una serie di documenti. Questa prima fase viene chiamata di accoglienza. Poi nel passaggio successivo (quello dell'orientamento), dovrà affrontare un colloquio con personale specializzato che lo aiuterà a capire cosa vuole fare, quali sono le sue potenzialità, se ha bisogno di corsi di aggiornamento o ulteriore formazione professionale. Questa è la fase più innovativa e delicata in cui si cercherà di fare emergere le potenzialità del lavoratore. Una volta terminato il colloquio si viene indirizzati ad altri tre servizi. Uno è quello di inclusione socio lavorativa ed è riservato a disoccupati di lungo corso senza qualifiche professionali, disabili, lavoratori in mobilità, ex tossicodipendenti, donne che vogliono reinserirsi nel mondo del lavoro e altre fasce deboli per le quali trovare un impiego è molto difficile. Il secondo è quello dell'autoimpiego per tutti coloro che vogliono mettersi in proprio per fare impresa, creare un'azienda, avviarla e gestirla. Le altre categorie avranno a disposizione il servizio incontro domanda offerta, funziona come tramite tra le aziende in cerca di personale e i lavoratori a spasso ed offre opportunità di occupazione (ma anche di stage e corsi di formazione) a livello locale, regionale, nazionale ed internazionale. I cinque servizi sono curati da personale specializzato. Tutti i 30 mila iscritti agli uffici di Carbonia e Iglesias (il servizio è provinciale ed è attivo anche nell'altro capoluogo) verranno effettuati mano a mano che gli iscritti si presenteranno agli sportelli. MARCO VENTURI.

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L'Egitto apre il mercato ai progetti di qualità (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: MONDO E MERCATI data: 2008-03-11 - pag: 29 autore: L'Egitto apre il mercato ai progetti di qualità Il Cairo riduce la burocrazia nelle industrie a rapido sviluppo Alfredo Sessa Quando la Banca mondiale lo ha promosso, qualcuno ha storto il naso. Nel rapporto "Doing Business", che ogni anno assegna le pagelle ai Paesi che riducono gli ostacoli all'economia, l'istituzione finanziaria multilaterale ha lodato a fine 2007 l'Egitto perché il Paese nordafricano è riuscito a dimezzare i tempi e i costi dell'avvio di un'attività: 72 ore. Eccesso di ottimismo di fronte alla tortuosa burocrazia egiziana? Non proprio. Che l'impegno dell'Egitto per le riforme economiche sia reale, e che sia destinato a durare, quantomeno per proteggere l'economia dalla feroce concorrenza asiatica, è testimoniato dagli attestati di fiducia che arrivano dagli stranieri. Sicuramente le riforme politiche non seguono il passo delle riforme economiche, ma 9-10 miliardi di dollari all'anno di investimenti diretti esteri, quanti ne ha raccolti negli ultimi due anni l'Egitto, non arrivano casualmente in una regione promettente e complicata come il Nordafrica. A ben vedere, i vicini di area dovranno rimboccarsi le maniche per adeguarsi al cambio di passo dei figli dei faraoni. Nessuno di loro osa sognare, come fa invece l'economia del Cairo, di avvicinarsi a quota 8% nella crescita del Pil (la previsione, per quest'anno, è di arrivare al 7,4%). E poi l'Egitto sta riuscendo a poco a poco a connotarsi in maniera attraente, sia a livello settoriale sia di sviluppo del settore privato. Soprattutto rispetto all'Algeria, il Paese più paragonabile per estensione e risorse naturali. Ad Algeri il programma di dismissioni si è inceppato, il ministero delle Privatizzazioni ha passato la mano ai ministeri settoriali, non c'è chiarezza su tempi e competenze, al Cairo invece la vendita delle imprese statali va avanti. Altri Paesi interessanti come la Tunisia, specializzati nel tessile ad assortimento rapido, non possono vantare un grande mercato interno come quello egiziano. Che si pone anche come hub manifat-turiero, come mercato-ponte per esportare su altri mercati, e inizia ad avere una vocazione di hub manifatturiero ad alta tecnologia. è una direzione verso la quale spinge, tra gli altri, il ministro del Commercio e industria egiziano Rachid Mohamed Rachid. "L'anno chiave è il 2004: è una specie di spartiacque della politica economica egiziana, in direzione della modernizzazione delle infrastrutture industriali e verso il training dei quadri tecnici – dice Antonino Mafodda, direttore dell'ufficio del Cairo del nostro Istituto italiano per il commercio estero –. C'è molta richiesta di know-how, e noi siamo i primi fornitori di meccanica in Egitto".L'export italiano è in crescita: nel periodo gennaio-novembre 2007, secondo i dati Istat, ha quasi raggiunto i 2 miliardi di euro, con un incremento del 42% rispetto allo stesso periodo del 2006. Nel 2008-09 sono previsti investimenti nelle infrastrutture e altre privatizzazioni. Crescono export e turismo. L'aspetto nuovo è una forte attenzione per la qualità degli investimenti stranieri che non ha riscontri in altri Paesi dell'area.Sono quattro i settori- chiave che presentano trend di crescita particolarmente sostenuti: si tratta del tessile, dell'energia rinnovabile,del turismo, della logistica. Quattro comparti cui aggiungere altri settori di interesse per gli italiani come l'agroalimentare, la filiera del freddo per la conservazione e il trasporto dei prodotti, la lavorazione della pelle (sta per diventare operativa la zona industriale nei pressi del Cairo dedicata alla filiera del pellame, organizzata con la consulenza degli industriali italiani), i materiali per l'edilizia, la chimica. Sulla logistica dei prodotti freschi si gioca una partita importante, che vede in primo piano i porti del Mediterraneo:"L'Egitto punta a esportare biologico, fiori, frutta. L'Italia per noi è strategica perché in tre giorni i nostri prodotti possono arrivare nei supermercati, oppure dall'Italia raggiugere altri mercati europei" dice Ahmed El Behery,dell'Agricultural engineering research institute del Cairo. La presenza italiana è significativa non solo in termini numerici, ma anche di qualità. Sono circa 50 le imprese italiane con una stabile presenza in Egitto, concentrate soprattutto nell'impiantistica-costruzioni, nel manifatturiero e nella petrolchimica. Molte le grandi imprese, che possono aiutare le piccole a trovare la rotta sulla sponda Sud del Mediterraneo. alfredo.sessa@ilsole24ore.com.

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Per le imprese un Paese semplice (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICE E SOCIETA data: 2008-03-11 - pag: 17 autore: "Per le imprese un Paese semplice" Veltroni a Udine: il Fisco deve aumentare la crescita, va capovolto il rapporto Stato-cittadini Lina Palmerini UDINE. Dal nostro inviato Nella terra di Riccardo Illy spira un'aria diversa per Walter Veltroni. Se l'ultima tappa era stata nel difficile Veneto – in quel di Treviso – ieri il pullman ha ripreso la strada verso NordEst ma questa volta facendo la prima fermata a Udine. E l'accoglienza qui è stata davvero calda. Teatro pieno, 1.200 persone dentro, molte sono rimaste fuori ad aspettarlo ma è anche vero che in Friuli il 13 aprile sarà un election day completo: elezioni nazionali, regionali, provinciali e comunali. E lì, in teatro, accanto a Veltroni c'erano tutti i candidati che il Partito democratico schiera. Uno di loro diventa l'assist per riprendere quello che già aveva detto a Treviso: cioè, che la lotta di classe è uno "zot neo-ideologico", che con la sinistra massimalista la rottura è definitiva. Il candidato alla Provincia è infatti un imprenditore – Diego Travan – che dice "non mi sento uno di troppo nel Pd: anzi è questo il luogo del riformismo ". Veltroni non si lascia sfuggire quelle parole e le abbina alla freschissima vittoria di Josè Luis Zapatero per rilanciare quello che a Nord-Est è diventato il suo slogan: "Mi ribello all'equazione ideologica per cui bisogna mettere gli imprenditori contro i lavoratori e rispolverare la lotta di classe. La vittoria in Spagna e il risultato negativo per la sinistra sta a dimostrare, anche lì, che non ha più senso questa contrapposizione. Ora mi arriverà qualche strale neoidelogico ma non importa perchè il "correre da soli" vuol dire anche questo: non misurare più le parole". E se un "nuovo vento della speranza" è partito da Madrid, Veltroni promette all'Italia "un radicale riformismo". è così che il candidato premier declina la questione settentrionale: la vicinanza alle imprese e ai lavoratori che sono "due facce di una stessa medaglia e di uno stesso destino". Per loro ha due promesse. "La mia ossessione è un Paese semplice. Uno Stato che non appesantisca la vita delle imprese con la richiesta di 80 adempimenti: tanti sono quelli necessari per aprire un'officina di carrozzeria, non una centrale termonucleare. Oggi un artigiano spende mezza giornata ogni settimana in pratiche burocratiche, questo deve finire. Voglio un capovolgimento del rapporto tra Stato e cittadini ". Burocrazia e fisco. E proprio sul taglio delle tasse mette a confronto il suo programma con quello del Pdl e, citando uno studio del Sole 24 Ore di ieri, ripete come la riduzione delle aliquote Irpef targata Partito democratico avvantaggi i redditi medio bassi (cioè gli scaglioni di reddito fino a 60mila euro che riguardano il 95% dei contribuenti). E parla anche delle agevolazioni fiscali per le imprese a una platea ormai abituata a una politica vicina all'impresa dopo tanti anni di gestione targata Illy. Per questo qui è più semplice toccare anche il tasto "banche". "Bisognerà rivedere il rapporto tra banche e aziende per lanciare una nuova stagione di imprenditoria giovanile". Veltroni si fruga nelle tasche e tira fuori un foglietto: c'è il nome di un giovane di Treviso che gli racconta il suo tentativo di mettere su un'impresa che si è scontrata contro la richiesta di garanzie della banca. "Non è possibile che quello che in Francia si può fare da noi è impossibile". Economia e sicurezza. Il binomio, in terra di Nord-Est, è proprio questo. E allora c'è di nuovo lo slogan sulla "certezza della pena " e sui "poliziotti che devono stare in strada e non negli uffici ". La gente applaude. Qui non si è spezzato il dialogo con il centro- sinistra. Ed è per questo che sale un applauso per Romano Prodi quando Veltroni parla di "riconoscenza per un uomo che ha dato una prova di disinteresse personale ". Punto. Si va avanti a parlare di campagna elettorale e di Silvio Berlusconi che il segretario non cita mai per nome ma con uno scioglilingua "il principale leader dello schieramento a noi avverso". Bene, lui "ne farà di tutti i colori perchè non sono capaci di fare una campagna elettorale civile ". E poi le ironie per la candidatura di Ciarrapico e di quei senatori di An che mangiarono mortadella nel giorno della caduta di Prodi. "Avevano promesso di non ricandidarli e invece è la prima promessa non mantenuta ancora prima delle elezioni". La polemica è anche con la Sinistra, quella che per Veltroni è in disgrazia come dimostrano le elezioni spagnole. Ovvio che Fausto Bertnotti non ci stia e gli risponde: "A Madrid ha vinto un partito socialista, in Italia non c'è". La serata a Udine finisce con un appello. "La politica è divertente e la possono fare tutti. Anche voi: invitate qualcuno a pranzo oppure offritegli un caffè e convincete gli indecisi!". E certo un caffè nella terra di Illy è l'invito più adatto. A BERTINOTTI "Basta equazioni ideologiche, la vittoria in Spagna dimostra che non servono". La replica: "Lì vince il partito socialista, da noi non c'è" SUL PREMIER Scatta l'applauso quando il leader Pd dice: "Massima riconoscenza verso un uomo che ha dato prova di grande disinteresse personale".

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Morandini: sforbiciare la troppa burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-03-2008)

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Il Sole-24 Ore sezione: POLITICE E SOCIETA data: 2008-03-11 - pag: 17 autore: Morandini: sforbiciare la troppa burocrazia UDINE. Dal nostro inviato Giuseppe Morandini, 49 anni, vicepresidente di Confindustria, presidente della piccola industria e a capo della Fornaci giuliane, da buon udinese è concreto. Come è logico non si schiera con nessuno, ma sollecitato sulle cose che sono state fatte e su quelle che mancano per sostenere anche in questa regione le Pmi, spina dorsale del Paese, non si tira certo indietro. "Quando vado fuori regione – spiega Morandini – i miei colleghi mi chiedono come prima cosa come funziona la finanziaria regionale Friulia. Va dato atto che è una realtà che aiuta le piccole e medie imprese, così come del resto la legge Sabatini che da noi è decambializzata e a tasso zero e la legge per le Pmi che non finanzia più a pioggia ma a progetto. Benissimo anche la riduzione di un punto dell'Irap per le imprese che aumentano fatturato e occupazione rispetto alla media dei tre anni precedenti". Posto un punto fermo, c'è però ancora molto da lavorare. "Innovazione e ricerca vanno benissimo – spiega – anche se bisogna intervenire sul passaggio più delicato e dispendioso per le imprese, soprattutto medie e piccole, vale a dire il trasferimento tecnologico. Per essere competitive però, le aziende hanno anche bisogno di una sforbiciata netta alla burocrazia e di libertà di impresa. Faccio un esempio. Sono attualmente bloccati 10 progetti di intreconnessione con l'estero per acquistare energia elettrica nei quali sono pronti a investire grandi imprese con capitali privati. Perché questo blocco? E perché sono giunte 57 osservazioni a una vetreria che voleva investire e creare posti di lavoro e perché è stato fermato un cementificio dai soliti cavilli ambientali?". Lo sviluppo, anche qui,non fa rima con burocrazia. R.Gal.

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Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: LETTERE - data: 2008-03-11 num: - pag: 8 categoria: AL... (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 11-03-2008)

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Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: LETTERE - data: 2008-03-11 num: - pag: 8 categoria: ALTRI OGGETTI Il caso di Enrico Franco LA LEGGE ELETTORALE NON AIUTA GLI INDECISI Caro direttore, ho vent'anni e una forte passione politica. Finora ho sempre resistito alle sirene dell'antipolitica, convinto che non fosse vero che “sono tutti uguali”. Per questo ho sempre criticato chi non andava a votare o lo faceva comunque controvoglia. Ma adesso, lo confesso, anch'io sento il richiamo della tentazione, non sono più così sicuro che abbia senso recarsi alle urne. Non solo ci hanno tolto il potere della preferenza, ma hanno spostato i candidati di qua e di là quasi servissero solo a riempire delle caselle e a comporre un puzzle che risponde unicamente alla logica degli apparati. Ha ragione Simone Casalini quando, sul giornale di domenica, rileva la sconfitta dei territori nella composizione delle liste, ma io aggiungo che questa è anche la sconfitta degli elettori. Pare che le Marche non avranno neppure un parlamentare realmente locale (solo il Trentino con Tonini e De Torre occupa due dei posti a loro disposizione), mentre nessuno è riuscito a spiegare che ci azzeccano la Biancofiore in Campania e la Di Centa in Alto Adige. Neppure i cosiddetti duri e puri si sottraggono a certe cattive logiche: perfino il no global Caruso, pur di salvarsi il posto, accetta di essere paracadutato da Benevento al Veneto, suscitando la comprensibile ira di Luca Casarini. Cosa posso dire? Sono disgustato. Gianni T. Caro Gianni, la composizione delle liste elettorali ha sempre avuto aspetti difficilmente “digeribili” per gli elettori, ma certo la situazione oggi è peggiorata. La ragione prima, non dimentichiamolo, risiede nella pessima legge elettorale che, togliendo agli elettori il potere di scegliere tra i candidati, ha lasciato alle burocrazie di partito la possibilità di liberare ogni appetito.

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In Italia una barca su due è di proprietà campana (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 11-03-2008)

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Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: ECONOMIA - data: 2008-03-11 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE Nautica e finanza Ieri la presentazione del dossier In Italia una barca su due è di proprietà campana Romiti (Pentar): il business del futuro Maurizio Romiti, presidente di Pentar, ha presentato a Napoli il secondo dossier del suo "Osservatorio" su Nautica e Finanza. NAPOLI - Lezione di finanza applicata alla nautica da diporto. Che continua a produrre in ricchezza, anche in Campania, nonostante sia costretta a produrre in regime di semi-clandestinità per il disinteresse della politica e della burocrazia. Cinque miliardi di fatturato - il 60% destinato ai merati esteri - oltre trentamila addetti e un moltiplicatore occupazionale altissimo: cinque/sei addetti per ogni posto barca. La lezione è stata tenuta, nel corso di un incontro alla Canottieri Napoli, da Maurizio Romiti, presidente di Pentar, che ha voluto presentare a Napoli il secondo dossier del suo "Osservatorio" su Nautica e Finanza che è una indagine analitica sulla produzione, sulla proprietà e sulle partecipazioni di un settore che continua a mostrare, anche per gli anni avvenire, una forte propensione alla crescita. "La Campania - ha detto Romiti - è una delle regioni più interessanti della nautica da diporto: per quello che la Regione sta realizzando nella portualità turistica, per una antichissima e consolidata tradizione produttiva, anche a livello di microimprese, e per le potenzialità inespresse della costa napoletana priva di infrastrutture e di servizi per la nautica. Se si sveglia Napoli la nautica farà boom e darà una mano a risolvere anche gli altri problemi di ambiente e di vivibilità". Romiti, che è socio della Canottieri ed ha un rapporto di consolidata amicizia con il presidente Curzio Buonaiuti, fa previsione di moderato ottimismo, ma l'uditorio va in fibrillazione per un annuncio-choc del professore Antonio Ricciardi che ha collaborato all'analisi dell' "Osservatorio Pentar": il 39% delle barche battenti bandiera italiana ha un proprietario campano. Roba da non credere, neanche la Liguria e la Lombardia scalano simili vette. Ma è tutto oro quello che luccica? C'è un forte imbarazzo tra gli esperti e Massimo Franchini, raggiante per lo straordinario successo di "Emozione '74" l'ultima creazione del suo cantiere che è diventata la regina del Nauticsusd, si concede una battuta: "Se il mio amico Romiti conferma questa notizia quasi quasi mi trasferisco in Campania". La conferma è immediata e, per giunta, è seguita da una chiosa: "Il problema è interrogarsi sull'identità dei proprietari perchè il settore del diportismol ha una scarsa trasparenza e, come se non bastasse, le aziende quotate in borsa sono poche e alcune di quelle che avevano sceltop la strada della visibilità hanno fatto precipitosamente marcia indietro". Una lezione molto proficua, insomma, che è terminata con l'impegno di Romiti dare frequeza annuale all'Osservatorio "per colmare i vuoti di una comunicazione finanziaria spesso precaria e sempre improvvisata". Il discorso, naturalmente, non poteva prescindere dal Nauticsud e sull'accoglienza che i napolertani hanno riservato al salone che ha la casa madre alla Mostra e una costola a mare nella darsena di Mergellina. Gli esperti non hanno gradito questa doppia strategia e per gli anni a venire l'augurio è che si riesca a trovare una soluzione unitaria, naturalmenrte con sbocco a mare. "Il problema, ha detto Giovannella Russo di "Industrial risk management", è sempre Napoli che deve credere e investire di più nel diportismo che può dare molto in termini di sviluppo. Come sta accadendo a Castellammare grazie al decollo di Marina di Stabia, a Procida e nel Cilento". E qui, sono fioccate le domande inquieta nti: "a che punto è il progetto del marina di Vigliena"? E perchè, si chiede ancora Romiti, non si interviene lungo la linea di costa dal Beverello a Mergellina? Leggo che i progetti non mancano, perchè chi ha la responsabilità di decidere continua a perdersi in chiacchiere"? Un'ultima notizia. Il futuro del Nauticsud, secondo Pentar, viene visto anche in relazione all'attacco che Roma, con l'appoggio di Genova e di Venezia, sta portando a Napoli. "E' sbagliato - dice con forza Maurizio Romiti - prendersela con le cose che vanno bene per crearne di nuove che non si sa se e come potranno trovare spazio. Roma che già fa il pieno con la politica, il cinema e la moda, lasci la nautica da diporto a Napoli che è una città matrigna per questo settore". Qualcuno ascolterà? Carlo Franco Manager Maurizio Romiti, presidente di Pentar, era ieri a Napoli, alla Canottieri Napoli, per parlare di nautica e finanza.

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<Non è radicchio Igp>, diffida alla Bonduelle (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: REGIONE - data: 2008-03-11 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Treviso I produttori contro la multinazionale delle insalate confezionate "Non è radicchio Igp", diffida alla Bonduelle TREVISO - Pratiche, salutari, veloci. Ma non a qualità certificata, almeno secondo la Confederazione italiana agricoltori di Treviso. Nel mirino dell'associazione trevigiana e del Consorzio di tutela del radicchio, le confezioni di insalate pronte al consumo di "Bonduelle". Già pronta la diffida a carico della multinazionale francese. "Nell'etichetta – accusa il vicepresidente della Cia di Treviso Giorgio Feston – scrivono che utilizzano radicchio rosso di Treviso, ma in realtà non usano l'Igp". Produttori trevigiani contro il colosso francese delle insalate. Inaccettabile, a detta degli agricoltori della Marca, l'utilizzo della dicitura "radicchio rosso di Treviso" nell'etichetta delle confezioni di insalate julienne pronte al consumo di "Bonduelle". L'ortaggio in questione, infatti, non sarebbe contraddistinto dal marchio dell'indicazione geografica protetta, certificazione a garanzia della qualità di un prodotto del quale il Consorzio tutela tutte le fasi di produzione e commercializzazione. "Abbiamo segnalato il caso – sottolinea Feston – all'Istituto repressione frodi che fa capo all'Istituto superiore per il controllo della qualità del ministero per le Politiche agricole". Nei prossimi giorni, la Confederazione agricoltori di Treviso e il Consorzio di tutela del radicchio intimeranno all'azienda francese, con sedi anche in Italia, una diffida. La richiesta è quella di cessare immediatamente la produzione delle insalate in questione. Dopodichè, potrebbe scattare una denuncia. E va nella direzione della tutela della qualità anche l'iniziativa di export messa in piedi dall'azienda familiare di Lino Franchetto, a Quinto di Treviso. è qui, quando il sole ancora deve sorgere, che si comincia a togliere il “rosso” dalle vasche, a pulirlo e a confezionarlo. Ogni settimana, una spedizione. 120 cassette del “fiore che si mangia” vengono imballate, certificate e caricate in un container che dall'aeroporto di Tessera – partenza ore 10 – raggiungerà il John F. Kennedy. Arrivo previsto, 19 e 30. Appena in tempo per finire nelle cucine dei più rinomati ristoranti di New York. "Siamo produttori da trent'anni – spiega Franchetto - , e qualche tempo fa abbiamo avuto un'illuminazione, quella di provare a esportare parte del prodotto negli Stati Uniti". La sfida non è stata solo quella del-l'export, ma l'idea di far arrivare nelle mani degli chef della Grande Mela il prodotto fresco, come appena raccolto. Una lotta contro il tempo e la burocrazia delle certificazioni. Il giorno della spedizione, dopo il confezionamento e la pesatura, il radicchio viene esaminato da un tecnico per il rilascio del certificato fitopatologico, documento obbligatorio per varcare le frontiere. "Ogni settimana esportiamo 500 chili di prodotto, per un totale di circa 120 cassette". Federica Baretti Lo "spadone" Il radicchio di Treviso.

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Veltroni: più sgravi fiscali del Pdl Poi boccia la figlia di Cardinale (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-11 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Veltroni: più sgravi fiscali del Pdl Poi boccia la figlia di Cardinale "L'addio di Prodi? Così è la vita. Ma resta il nostro presidente" DAL NOSTRO INVIATO UDINE - Da quando Berlusconi lo ha invitato a coprirsi per non buscarsi un malanno Walter Veltroni è passato da una provincia all'altra rigorosamente senza cappotto e quando arriva a Fiumicino, il segretario del Pd non fa che tirar su col naso. "Sono raffreddatissimo... ". Si mette in fila al gate numero 8 e finalmente lo riconoscono, "buongiorno presidente, davvero se pò fa'?". Davvero, spera lui e più che all'aspirina si affida a quei sondaggi che al Senato lo danno a "4,7 punti dal Pdl". E se pure Renato Mannheimer dice che la grande rimonta sembra essersi arrestata, lui giura di crederci ancora: "Il dato più importante è che aumentano gli italiani convinti che noi possiamo vincere". Un'ora più tardi, giù dal volo Alitalia che lo ha portato a Venezia in transito verso Udine, lo sfidante del Cavaliere stringe mani, incassa esortazioni in terra tradizionalmente non amica ("è così ovunque, pure nel Nord Est") e commenta le liste dell'avversario: "Candidare veline e fisioterapiste...". Scusi segretario, ma dov'è la differenza tra le bellezze di Berlusconi e le segretarie del Pd? "Guardi, l'unica scelta che mi dispiace nelle nostre liste è la figlia di Totò Cardinale". Eh già, l'ormai celebre casella con scritto "Cardinale donna", poi riempita dalla rampolla dell'ex ministro su esplicita richiesta di Fioroni... "Io l'ho saputo solo a cose fatte", scuote la testa il leader democratico. E la vignetta di Giannelli sul Corriere, quella "cerimonia d'addio" con Romano Prodi che saluta dal palco un teatro completamente vuoto? "Io le vignette non le guardo mai - prende le distanze Veltroni -. E comunque, così è la vita". Ed è ancora convinto di voler tenere i toni bassi con chi fa a pezzi il programma del Pd? "Se lo avessi fatto io i grandi quotidiani avrebbero fatto a pezzi me, invece lo fa Berlusconi e non succede nulla". Un addetto allo scalo lo riconosce e sprona "forza Walter, la cambiamo davvero l'Italia?". Sì, "se non scoppia prima" scherzano i ragazzi dello staff e Claudio Novelli, il ghost writer che per la prima volta lo segue nel giro d'Italia, suggerisce di "fare come Obama, che in qualche provincia si ferma solo per un caffè". Macché. Gliene mancano una settantina, si dice "giunto ai confini delle possibilità fisiche" eppure non intende mollare. A Udine in 1500 aspettano lui e nell'attesa gli autografi li firma il capolista, Cesare Damiano. Il presidente Illy non c'è ma ecco Veltroni, festeggia la vittoria dell'"amico Zapatero" al quale ha inviato una lettera, guarda a Parigi e agli Stati Uniti e sospira di ottimismo: "Ha preso a soffiare un vento nuovo, dice che il pendolo della storia sta tornando a oscillare verso la nostra direzione ". E poiché è convinto che "si può vincere anche nel Nord Est", Veltroni loda le "belle storie" di artigiani e piccoli imprenditori, promette lotta dura alla burocrazia e più soldi nelle tasche dei cittadini. "Con il Pd - giura tabelle alla mano - i contribuenti avranno maggiori sgravi fiscali che con il Pdl". E a sera, davanti ai tremila di Pordenone, Veltroni chiede rispetto per il premier uscente: "Prodi resterà presidente del Pd, perché fin dal 1996 ha creduto per primo in questa ipotesi". Monica Guerzoni.

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Interventi e Repliche (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-03-11 num: - pag: 43 categoria: BREVI Interventi e Repliche Man Ray, Isgrò e il gioco ottico In quanto storico dell'arte, mi preme molto la precisione, anche se solo a proposito di un semplice aneddoto. Nell'articolo "I geni copiano. Parola di Picasso" (Corriere del 9 marzo), Sebastiano Grasso scrive che Emilio Isgrò non solo ha copiato l'idea della cancellatura da Man Ray ma che, inoltre, "s'è ben guardato dallo svelare la sua fonte" al contrario di Man Ray, che aveva dichiarato di essersi ispirato al "Canto notturno di un pesce" (1905) di Morgensen. In questo caso si trattava, come detto dallo stesso Morgensen, di un "poema-partitura" (lautgedicht): sul foglio, il poeta tedesco aveva disegnato una serie di mezze lune per mimare, appunto, la bocca d'un pesce che stesse, paradossalmente, cantando. Se Isgrò non ha svelato la sua fonte è perché non vi è alcuna cancellatura nel testo di Man Ray. Nella sua "Poesia senza parole" del 1924 (tale il titolo attribuito da Man Ray al "Poema ottico" citato) non appare l'ombra di una cancellatura - se non vi sono parole, è ovvio che non vi è nulla da cancellare - ma soltanto trattini più o meno lunghi, tipo alfabeto Morse, allora molto in voga. L'intento era, come ebbe a chiarire sarcasticamente lo stesso Man Ray, "di far vedere come apparirebbe a un lettore miope una poesia" (cfr. il mio " Man Ray - Il rigore dell'immaginazione", Feltrinelli, Milano 1977, pp. 26-28). Arturo Schwarz, Milano Per documentare ciò che dice, Schwarz cita il suo libro edito da Feltrinelli nel 1977. Mi adeguo. Da " Man Ray: tutti gli scritti", a cura di Janus (Feltrinelli, 1981), che riproduce la "Poesia visiva" di Man Ray: "Il titolo qui adottato è arbitrario. Sulla rivista 391 (...) dove è apparsa nel giugno 1924, non vi è alcun titolo (...). Nell'indice curato da Michele Sanouillet per il reprint della rivista 391, l'opera viene chiamata "Poema ottico" e, in un secondo indice, ma assai più arbitrariamente "Messaggio in Morse"". Il 17 giugno '54 Man Ray dice: "E' così che i miopi vedono una poesia prima di mettersi gli occhiali". Scrive Janus: "In realtà la spiegazione di Man Ray non è una spiegazione, ma una interpretazione a posteriori, o meglio ancora una sua invenzione mentale a distanza di molti anni (...). La parola viene cancellata prima della sua esistenza (...) possiamo solo guardarla, non leggerla (...) finge di essere un sonetto". Quindi, l'effetto ottico è quello di un poema cancellato. Insisto: è evidente che Isgrò ha copiato Man Ray. Basta confrontare il "Poema ottico" (o "Poesia senza parole", o "Messaggio Morse", come lo si voglia chiamare) con le "cancellature" operate dall'artista siciliano. Che cosa importa se sotto c'è, o meno, la parola? E' tutto un gioco dell'occhio: il fatto che sia stato praticato per oltre 40 anni non gli dà certo la patente di linguaggio. Sebastiano Grasso Se l'Inpdap copiasse dall'Inps Condivido l'intervento di Raffaele Bernardini pubblicato sul Corriere del 6 marzo riguardante la burocrazia dell'Inpdap. Vorrei aggiungere una domanda: se posso trasmettere alla Agenzia delle Entrate online la mia dichiarazione dei redditi, evitando così intermediari, appuntamenti e code inutili presso quelli o altri sportelli, perché, analogamente, non posso dichiarare all'Inpdap con lo stesso sistema le detrazioni fiscali che mi spettano? Il codice Pin che anche l'Inpdap mi ha assegnato a che cosa mi può servire se non lo posso utilizzare a tal fine? Si potrebbe suggerire all'Inpdap di copiare non solo dall'Inps per affinità di competenze, ma anche da chi utilizza al meglio i mezzi che l'informatica ci mette a disposizione? Pierangela Gaggini pierangela.gaggini@virgilio.it.

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Veltroni promette: corridoio 5 per il friuli (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Attualità Veltroni promette: Corridoio 5 per il Friuli "Il mio fisco prevede più sgravi di Berlusconi. Voglio un'Italia coesa e senza burocrazia" Folla alle due tappe friulane del candidato democratico "Non farò propaganda a insulti per la destra invece è la regola" "Siamo a 4,7 punti dal Pdl al Senato, la rimonta continua" "La Lega inneggia alla secessione poi vuole il potere" di TOMMASO CERNO e STEFANO POLZOT UDINE. "Questa terra, il Friuli, ha un urgente bisogno del Corridoio 5. E' un'opera fondamentale per unire l'Italia e l'Europa e il Pd si impegna a realizzarla". Con questa promessa, pronunciata poco prima di salire sul pullman con cui sta facendo il suo giro d'Italia, il candidato premier del Pd, Walter Veltroni, ha salutato Udine. E ha risposto, seppur a distanza, agli striscioni no Tav, per la verità pochi, che lo attendevano fuori dal teatro Giovanni da Udine. Prima di partire alla volta della tappa numero trentanove: Pordenone. Il programma del Pd si completa, dunque, con la garanzia del candidato premier sul via libera alla grande opera viaria e ferroviaria che dovrà unire Ovest ed Est dell'Unione europea. Un tema caro anche a Intesa democratica e al governatore Riccardo Illy. "Il Corridoio 5 - dice Veltroni - è un'opera strategica e decisiva per collegare Italia e Europa. E' una di quelle opere infrastrutturali fondamentali - prosegue Veltroni - per la competitività del Paese, opera che il Pd si impegna a realizzare". Un tema rilanciato anche dal palco pordenonese, dove il leader del Pd ha aggiunto: "Sulle infrastrutture sono contrario all'oppressione delle minoranze che impediscono alla maggioranza di prendere decisioni". Dialogo, dunque, ma anche decisioni. "E' per questo - spiega il leader del Pd - che abbiamo deciso di correre soli, anzi liberi. Senza nessuno che possa ricattarci". Ma Veltroni sceglie il Friuli, lembo estremo di quel Nord-est che il leader democratico è certo di poter convincere della sua ricetta per l'Italia, anche per lanciare la sua controriforma fiscale. Niente libro dei sogni, come il Pd ha deciso di ripetere agli italiani e come ieri lui ha fatto con i friulani, ma l'idea di un fisco "sostegno della crescita, con più sgravi di quelli proposti dal Pdl", dice dal palco dove è accolto dalla giovane Eleonora. In un Giovanni da Udine gremito da più di duemila persone, con altre centinaia che premevano alle porte per entrare (senza riuscirci), Veltroni legge cifre e numeri. Dalla tasca della giacca ("ormai sono come quelle di Eta Beta", scherza dal palco rivolgendosi alle prime file, puntellate di candidati del Pd) una tabella e comincia a leggere. "Confrontiamo i numeri - dice -. La proposta del Pd ha una sua copertura mentre quella del Pdl è coperta solo per un terzo". Poi fa i conti in tasca alla platea: fino a 30 mila euro di reddito il Pdl prevede 6.900 euro di tasse mentre il Pd si ferma a 6 mila; per i redditi fino a 40 mila euro, il Pdl prevede tasse per 9.200 euro mentre il Pd non va oltre 8.400 euro e, infine, per chi guadagna fino a 60 mila euro, le tasse proposte dal Pdl sono per 14.400 euro, quelle del Pd si fermano a 13.640". Il leader del Pd critica anche il sistema bancario italiano. "Se tre giovani hanno un'idea per aprire un'impresa - cita ad esempio - devono poterlo fare in un giorno, dimostrando di essere in grado di garantire la sicurezza dei lavoratori". Guardando agli Stati uniti, "l'Italia - aggiunge - non ha bisogno del sogno americano, ha già vissuto il sogno italiano e l'ha trasformato in realtà" con la crescita straordinaria del Dopoguerra. "Dobbiamo dare speranza al Paese", dice Veltroni che, senza mezzi termini aggiunge che "a Destra c'è voglia di vincere le elezioni, non di cambiare il Paese", mentre il Pd propone un' Italia nella quale "lavoro e impresa stanno insieme", la crescita economica si coniuga con la giustizia sociale, l'equità sociale, la compatibilità ambientale e "una parola forse fuori moda - sottolinea - lo spirito solidale". Dagli Usa alla Spagna, Veltroni annuncia che "il tempo dell'egoismo e del populismo è finito. Il pendolo della storia sta tornando a oscillare verso la direzione che noi rappresentiamo", sottolinea fra gli applausi ricordando la rimonta del Partito democratico. "Al Senato la differenza è passata dal 20 al 4,7% e - aggiunge - manca ancora un mese. Gli indecisi sono passati dal 26 al 36% e al Senato è sempre più probabile una situazione di pareggio. Ciascuno di noi lavori per unire il Paese". Unire il Paese ricucendo le contrapposizioni degli ultimi quindici anni, ma anche unire il Paese al resto del mondo con le nuove tecnologie e Internet per un'Italia "più moderna e più semplice", dice Veltroni prima a Udine, poi al palasport di Pordenone. "Portare la banda larga in tutte le case degli italiani è come portare la luce o l'acqua". Ma Veltroni è entrato anche nel vivo della campagna elettorale, pur senza mai citare Silvio Berlusconi (che ha sempre chiamato il numero uno dello schieramento contrapposto al nostro") ha accusato il leader del Pdl di avere segnato un record negativo nella politica italiana: quello di essersi assunto "l'impegno solenne" a non ricandidare chi era stato protagonista di scene non edificanti in aula al Senato, nella giornata in cui è caduto Prodi, con bottiglie stappate e mortadella tagliata. "Ma vedo invece che quelle persone sono state candidate: conosco tante promesse non mantenute dopo il voto, questo è il primo caso di promessa non mantenuta prima del voto", ironizza. A Pordenone, che è stata per anni l'epicentro dell'impero leghista in Friuli Venezia Giulia, ha anche ironizzato sui continui richiami alla divisione dell'Italia: "Ogni 6 mesi la Lega annuncia che si fa la secessione, poi vengono presi dalla bellezza della gestione del potere ordinario e se ne dimenticano". La distanza politica sostanziale con il centro-destra è quella della prospettiva: "Loro pensano alla riedizione del passato, del Governo del 2001; noi abbiamo consensualmente rescisso il rapporto con la Sinistra radicale come avviene in tutta Europa. Ci prepariamo a realizzare un cambiamento che hanno già fatto Zapatero in Spagna e la Thatcher e Blair in Inghilterra". Ma a Nordest le dichiarazioni d'intenti non bastano e per questo che, oltre alla riforma fiscale, va aggiunta la lotta alla burocrazia. "Oggi se devi aprire un'impresa - ha detto Veltroni - lo Stato sembra dirti "mo' ti sistemo io" e ti chiede le analisi del sangue fino alla quart'ultima generazione. La nostra risposta è l'autocertificazione delle richieste, a eccezione delle garanzie sulla sicurezza del lavoro, accompagnate dai giusti controlli". E guardando la platea del Palasport di Pordenone, gremito da 3 mila 500 persone, ha chiuso in maniera ottimista, nonostante la febbre a 38 che lo ha colpito: "Si può fare".

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Veltroni: taglieremo noi le tasse (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Palazzetto dello sport gremito. Il sindaco Bolzonello lo incita a trasferire in Parlamento i successi delle amministrazioni locali Fvg, 17 liste per la Camera e 16 per il Senato. Nel Pdl scoppia il caso Ciarrapico Veltroni: taglieremo noi le tasse Il candidato premier del Pd a Pordenone punta su fisco leggero e infrastrutture. "Sarà una rimonta storica" Regionali, Tondo presenta il suo manifesto: meno soldi alla casta e più alle famiglie I SERVIZI ALLE PAGINE 2, 3, 4, 5 E 6 E IN CRONACA PORDENONE. Lotta alla burocrazia; più infrastrutture; sborsare meno tasse; chi sbaglia deve pagare, non evitare la galera. Nel cuore del Nord-Est, sul palco di un palazzetto dello sport gremito da 3.500 persone, Walter Veltroni, fino all'altro giorno sindaco di quella Roma che la Lega chiamava ladrona, ha parlato al cuore del popolo di centro-sinistra guardando al futuro e distinguendosi da un centro-destra che, a suo giudizio, "è la riedizione del passato". Ha infine promesso un successo caratterizzato dalla "più grande rimonta della storia politica".

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Veltroni al forum lancia la rimonta (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lotta alla burocrazia, più infrastrutture sborsare meno soldi per le tasse e certezza della pena: chi sbaglia paghi "La destra non vuole riformare il paese ma pensa solo a tornare al 2001 Il cambiamento all'estero s'è già visto" Il candidato premier batte la febbre ed entusiasma Moretton gli lascia spazio, Bolzonello lo invita a "trasferire i successi locali nelle politiche" Veltroni al Forum lancia la rimonta "Sarà la più grande della storia politica". E sul Pdl: "È la riedizione del vecchio" IL PROGRAMMA GLI AVVERSARI L'arrivo del leader del Pd. In 3.500 al palasport, tanti applausi " " Lotta alla burocrazia; più infrastrutture; sborsare meno tasse; chi sbaglia deve pagare, non evitare la galera. Nel cuore del Nordest, sul palco di un palazzetto dello sport gremito da 3 mila 500 persone, Walter Veltroni, fino all'altro giorno sindaco di quella Roma che la Lega chiamava ladrona, ha parlato al cuore del popolo di centro-sinistra guardando al futuro e distinguendosi da un centro-destra che, a suo giudizio, "è la riedizione del passato". Con lo strappo dalla sinistra radicale, ha promesso un cambiamento che potrebbe essere determinato "dalla più grande rimonta della storia politica". Il pensiero va ai sondaggi del settembre scorso quando la distanza con la Casa delle libertà era di 20 punti percentuali. Abissale. "Ora al Senato - ha affermato ieri sera davanti al Palasport gremito - la differenza è di soli 4,7 punti e così quel "si può fare" che abbiamo scelto come slogan della nostra campagna, quasi a consolarci, è diventato una realtà. Quella del Pd sul Pdl potrebbe essere la più grande rimonta della storia politica del nostro Paese". Lo schema illustrato in un'ora di discorso, penalizzato per incisività da una febbre a 38 gradi che lo aggredito, è tipicamente veltroniano: "La destra non vuole cambiare il Paese, ma tornare al 2001. Lo sta ripetendo. Berlusconi è da quando Roberto Baggio ha sbagliato il rigore alla finale dei mondiali del '94 che afferma che non si ricandiderà la prossima volta. La logica è quella di mettere insieme tutti contro gli altri, per nuovi cinque anni di contorcimenti e crisi". La logica del Pd è diversa: "Non vogliamo altri due anni con l'incubo di un'epidemia influenzale al Senato. Insieme alla Sinistra radicale abbiamo convenuto che, come succede in tutta Europa, le nostre proposte si differenzino. Siamo pronti a realizzare un cambiamento che si è già visto in Inghilterra con la Thatcher e Blair e in Spagna con Zapatero". Una rimonta nel segno del futuro che passa anche a Nordest, terreno ostico per il centro-sinistra. Glielo aveva fatto presente, nel suo intervento di pochi minuti, il sindaco di Pordenone, Sergio Bolzonello. "Gran parte dei Comuni in provincia sono amministrati dal centro-sinistra ma non riusciamo - ha affermato - a trasferire questo voto sulle politiche". Per questo Veltroni ha ammiccato al popolo delle partite Iva. "Oggi quando apri un'impresa - ha sostenuto - lo Stato sembra dirti "mo' ti sistemo io" e ti chiede l'analisi del sangue fino alla quart'ultima generazione. Il meccanismo deve essere invece quello delle autocertificazioni con i giusti controlli". Ma anche sulla sicurezza "ci deve essere la certezza della pena: chi sbaglia paga. E norme più severe sulla pedofilia, un reato che non può essere prescritto". Quindi le infrastrutture, il salario minimo contro la precarietà, la riduzione della pressione fiscale, la realizzazione delle infrastrutture. Riforme in un'Italia unita, tant'è che dopo il discorso è stato suonato l'inno di Mameli. "La Lega - ha giocato di fioretto il leader del Pd - annuncia ogni sei mesi che fa la secessione, poi, però, presi dalla bellezza nella gestione del potere ordinario lasciano stare". A parlare prima di Veltroni, dopo l'esordio della segretaria provinciale, Francesca Papais, è stato solo Bolzonello. Il capolista Gianfranco Moretton ha preferito declinare l'invito, per lasciare spazio al protagonista, ma anche il sindaco ha abbandonato il discorso che aveva limato nel pomeriggio. Il riferimento più forte è alla società, in una città "che ha il 14 per cento di immigrati e che è ottava in Italia per spesa nel welfare, avendo avuto il coraggio di capire quanto è importante la coesione sociale".

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Noasca e Carema ritornano alla carica (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Inchiesta Voglia di dire addio al Piemonte Sognano di cambiare e sperano nel nuovo governo Noasca e Carema ritornano alla carica IVREA ALESSANDRO BALLESIO Così diversi, eppure mai così vicini. Carema e suoi i confini, che sembrano tagliati con il coltello tanto Pont Saint-Martin è lì, a un passo. E poi Noasca e le sue montagne, che non bastano per tenerla lontana dal sogno valdostano, tanti sono i punti in comune e le opportunità. Con il Governo è caduto anche il disegno di legge costituzionale che doveva segnare una svolta nella battaglia per l'annessione ai "cugini" della Vallée. E le due amministrazioni che tutti hanno definito "secessioniste" ("ma noi rivendichiamo diritti storici sacrosanti", ripetono i sindaci) aspettano fiduciose che da Roma si riparta daccapo. Loro come Cortina d'Ampezzo, città che potrebbe fare da prestigioso apripista al progetto di annessione a un'altra regione (in questo caso il Trentino Alto Adige). Intanto i due borghi canavesani si tengono stretti i risultati del referendum popolare. "E' la gente che chiede di lasciare il Piemonte", ripetono in coro i due sindaci, Giovanni Aldighieri e Pier Sergio Cucciatti. In effetti è così, basta scorrere i numeri. Noasca, 8 e 9 ottobre 2006: alle urne, i "sì" sconfiggono i "no" per 95 a 25. Carema, 18 e 19 marzo 2007: il plebiscito è addirittura da record con 432 schede a favore dell'annessione su 483 votanti. Dopo le consultazioni, a scatenare la bufera è stata la proposta di legge approvata dal Consiglio dei Ministri. Perché il presidente della Regione Valle d'Aosta, Luciano Caveri, continua (ancora oggi) a ribadire in più occasioni il suo "no". Dopo il ricorso contro il referendum, arriva quello contro il disegno di legge. Arriva a firmare - è il novembre 2007 - un documento comune con la collega del Piemonte Mercedes Bresso: "Riaffermiamo la volontà di mantenere inalterati i rispettivi territori". Ma a Noasca e Carema non si spaventano: "Tutte le azioni legali finora sono state respinte. E non esiste solo il parere di Caveri: le due Regioni non si sono ancora espresse ufficialmente, e il fronte dei sostenitori non ci manca". Nella regione autonoma sono gli avversari politici del presidente ad appoggiare i due paesi "fuggitivi", in Piemonte succede altrettanto. Ma sono anche battaglie in solitaria. Carema non si sognerebbe mai di coinvolgere i Comuni vicini, vista la sua "unicità"; invece Noasca è stato il primo paese ad andare alle urne tra quelli del Gran Paradiso mobilitati da un apposito comitato spontaneo per la riannessione, che si è costituito alla fine del 2005. Anche il capitolo spese è a favore dei due Comuni ribelli. Si sono messi al lavoro per tempo, prima che il decreto del giugno 2007 li obbligasse a sentire il parere della Regione ospitante. Ovvero: altra burocrazia, altri soldi. Finora, come nel caso di Noasca, l'investimento più oneroso ha riguardato i legali: non più di 2 mila euro. E il referendum, ameno quello, nessuno ha intenzione di metterlo in discussione.

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Azione e ottimismo chiavi dello sviluppo (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Giorgio oldoini In questa campagna elettorale, i partiti mettono al primo posto la questione dei bassi salari proponendo la detassazione dei redditi da lavoro e la riduzione dei vincoli burocratici all'iniziativa privata. Tenuto conto delle esigenze erariali e del fatto che la classe lavoratrice contribuisce per una gran fetta al gettito complessivo, la prima idea darà modesti risultati. Una politica di deregulation appare utopistica per la chiara tendenza al moltiplicarsi delle norme in ambito europeo. L'obiettivo principale resta dunque quello di produrre beni e servizi per innescare l'espansione economica, l'unica dalla quale potrà derivare l'aumento del potere d'acquisto dei salari. Non si vuole con questo disconoscere i problemi legati alla giustizia e all'equa distribuzione del reddito. Tuttavia, anche la più equilibrata ripartizione delle risorse può lasciarci poveri se l'impegno produttivo è insufficiente. In una democrazia, l'obiettivo dell'espansione deve basarsi sugli atteggiamenti generali della gente comune, che è in gran parte condizionata da fardelli ideologici, nonostante le buone intenzioni dei leader di centrosinistra. È infatti molto più comodo affermare che il profitto di un gruppo sociale si ottiene a scapito di un altro. Ne emerge un sistema condannato al conflitto tra capitalisti e lavoratori, venditori e consumatori, ricchi e poveri. Un popolo progredisce se riconosce la reciproca dipendenza degli interessi. Si tratta di creare un ambiente che procuri incentivi per l'avvio di nuove aziende e lo sviluppo di quelle vecchie, nella consapevolezza che il tenore di vita dei lavoratori dipende dal volume di produzione da essi realizzato. La legge del progresso economico si fonda su questo principio. La questione dell'equa divisione del reddito nazionale, è generalmente mal posta. Il vero problema non è l'evasione fiscale, ma il parassitismo diffuso. La perdita di conoscenza del meccanismo produttivo determina la spartizione del risultato a favore di soggetti diversi da quelli che più vi hanno diritto. La schiera degli organizzatori che sfruttano il lavoro altrui è ormai un esercito: il vecchio caporalato si nobilita di nuova etica e spesso si mimetizza dietro sigle professionali di matrice anglosassone. Il lavoratore è espropriato del frutto della sua fatica, dai gruppi improduttivi all'interno delle imprese, delle istituzioni, delle burocrazie. Per superare questa fase di collasso sociale è necessario incidere sui moventi della gente comune e degli imprenditori attuali e potenziali. Istinto, vitalità, visione ottimistica del futuro, costituiscono la base dell'espansione. Una nazione di gente senza entusiasmo è quasi certa di soffrire di disoccupazione cronica. Nessuna politica fiscale e contributiva, nessuna finanza creativa, potranno proteggere dalla crescita piatta o dal ristagno. Per combattere il pessimismo dilagante occorre convincere le persone che esse non sono entità irrilevanti condannate a lavorare in un sistema imposto dai tecnici della legge e della finanza speculativa. Le prossime elezioni saranno vinte dalla parte che saprà esaltare le caratteristiche naturali della popolazione attiva, da sempre fondamento del benessere economico. Su questa strada, opposta al "legalismo becero" che ha prodotto l'inazione di massa, c'è ampio spazio per progresso, riforme, sviluppo e avventura. Giorgio Oldoini è manager d'impresa. 11/03/2008.

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Giovane madre, cieca e già vedova cerca lavoro ma trova solo ostacoli (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pisa Giovane madre, cieca e già vedova cerca lavoro ma trova solo ostacoli Patrizia racconta la sua odissea per ottenere un posto da centralinista Tanti mesi di attesa ma nessuna risposta concreta anche se ha una figlia di 12 anni CASCIAVOLA. Ha solo 35 anni ed è già vedova. Una malattia agli occhi l'ha resa quasi cieca fin da bambina. è difficile per Patrizia Carlotti, di Casciavola, andare avanti. è senza lavoro, vive con la pensione e l'aiuto dei genitori e deve pensare a una figlia di 12 anni. Patrizia vorrebbe lavorare ma trova tanti ostacoli. Patrizia fin dalla nascita ha avuto problemi di vista: un glaucoma le ha lasciato solo "un residuo visivo all'occhio sinistro", come racconta lei stessa. Una decisione sofferta, quella di rendere pubblico un certo disagio. "Spero solo che possa servire ad altre persone che si trovano nella mia situazione. Giovedì sono stata convocata dall'Asl per una visita. Ma a questo punto, dopo tante difficoltà, non mi aspetto molto". Nel 2005 il marito, Emanuele, è morto e per la giovane madre sono aumentati i problemi. "Io e Ilaria abbiamo dovuto tirare avanti da sole. Dopo la morte di mio marito l'Unione italiana ciechi mi è stata di supporto, consigliandomi di frequentare un corso di centralinista telefonico specifico per non vedenti". Un concorso, della durata di un anno circa. "Serve per ottenere un attestato che consente di usufruire dei benefici della legge 113 del 1985 - spiega Patrizia - che permette di trovare un collocamento lavorativo negli enti che abbiano un impianto a centralino". Negli anni molti non vedenti hanno trovato impiego in varie amministrazioni dopo essersi iscritti nelle liste che prevede la legge. Così ha fatto anche Patrizia. "Ho iniziato questo corso che non mi è costato poca fatica poiché si svolgeva cinque giorni alla settimana a Firenze; pochi amici e i genitori mi hanno aiutata con mia figlia quando non c'ero perché dovevo seguire le lezioni". Dovendo spostarsi con i mezzi pubblici, Patrizia stava fuori casa praticamente tutto il giorno. "Ho finito il corso il 6 luglio scorso. Da lì all'assunzione in un qualsiasi ente solitamente non passa molto tempo. Le categorie protette come i primi della lista hanno un canale preferenziale. Inoltre mi aspettavo che il mio stato di vedova con una figlia a carico contasse qualcosa". Invece non è stato così. "Ero entusiasta di questo corso perché lavorare, oltre all'indipendenza economica, mi avrebbe dato un impegno quotidiano e una dignità come persona". Invece si è imbattuta nella burocrazia. "Notevoli problemi burocratici hanno rallentato la mia assunzione negli enti indicati; l'ufficio di collocamento disabili della Provincia di Pisa, l'Asl e persino il provveditorato agli studi nel quale avrei dovuto lavorare... Non c'è stato niente da fare". Patrizia si è rivolta all'Unione ciechi senza però riuscire a ottenere un lavoro. "Nemmeno il presidente dell'associazione può fare molto per velocizzare le pratiche, questo ping pong con le istituzioni". La donna ha l'impressione che le lunghe attese siano un metodo: "è comodo che questo iter burocratico - dice - duri il più a lungo possibile. Non voglio corsie preferenziali, chiedo soltanto quello che mi spetta - ripete - In fondo, mi sembra che la mia situazione richieda una certa attenzione". Patrizia racconta alcune situazioni paradossali di cui è stata testimone, suo malgrado. "Tanti bei discorsi, tante promesse all'inizio di questa vicenda. Alla fine, quando le mie domande sono diventate più insistenti, soltanto voci seccate che dicono che bisogna aspettare i tempi di legge, che l'Asl è indietro con i tempi nel chiamare a visita le persone per il lavoro, che non c'è personale a sufficienza e quindi aumentano i tempi per sbrigare queste pratiche. Tempo, tempo, tempo. Che cosa devo fare per dare una smossa a questo sistema? Nessuno di questi uffici che chiamo di tanto in tanto fa previsioni su date e scadenze, forse sono scocciati dalle mie richieste, peraltro lecite, e che non farei se le cose andassero per il verso giusto". Patrizia pensa che casi come il suo dovrebbero essere risolti semplicemente, senza tante lungaggini.(s.c.).

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Burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pisa BUROCRAZIA E DISCRIMINAZIONI GIOVEDI' Interruzione dell'acqua TITIGNANO. Acque Spa rende noto che, per lavori di collegamento della nuova tubazione realizzata nel sotto-passo ferroviario di via di Titignano nel Comune di Cascina, giovedì dalle 8 alle 15, verrà interrotta l'erogazione idrica nelle vie Titignano, Meliani, Di Scorno, Romoli, Di Quarto, Pratello, Toscana e Pistelli. Con la ripresa del servizio potrebbero determinarsi in rete fenomeni d'intorbidamento dell'acqua, destinati tuttavia a scomparire rapidamente con il ripristino delle normali condizioni di funzionamento. Acque spa, scusandosi per i disagi, informa per ogni ulteriore chiarimento è possibile contattare il numero verde: 800 983 389. ORARI Sportello Tia CASCINA. L'amministrazione comunale informa che sono cambiati i giorni e gli orari di apertura al pubblico dello sportello Tia (tariffa di igiene ambientale) presso i locali dalla Mostra del Mobilio in via Tosco Romagnola a Cascina, gestito da Geofor spa. Lo sportello sarà aperto il lunedì e il venerdì dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 17.15.

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L'IMPENNATA DEI COSTI DI PRODUZIONE METTE IN GINOCCHIO LE IMPRESE AGRICOLE (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

(11:05) (11/3/2008 09:07) | L'IMPENNATA DEI COSTI DI PRODUZIONE METTE IN GINOCCHIO LE IMPRESE AGRICOLE (Sesto Potere) - Roma - 11 marzo 2008 - L'impennata delle materie prime sui mercati internazionali, in particolare il petrolio, stanno mettendo in ginocchio le imprese agricole, sempre più strette nella morsa degli aumenti dei costi di produzione, che nel solo mese di gennaio hanno fatto registrare una crescita dell'8,5 per cento rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente. Una cifra ben più consistente di quella che si è avuta nell'intero 2007: più 6,1. A sottolinearlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori sulla base dei dati Ismea. Un trend che ha visto segnare record -avverte la Cia- come quelli dei concimi (più 26,1 per cento) e dei mangimi (più 23,6 per cento). Da non sottovalutare anche gli effetti del "caro-petrolio" che, sempre a gennaio, ha determinato un incremento dei prezzi dei carburanti (più 4,4 per cento), dell'energia elettrica (più 3,4 per cento) e dei lubrificanti (più 12,3 per cento). A questi si aggiunge la lievitazione delle sementi (più 4,5 per cento). I settori che hanno maggiormente risentito di questa frenetica corsa al rialzo delle materie prime sono state le imprese di allevamento (soprattutto bovini e bufalini con un più 18,1 per cento) e quelle che coltivano frumento (più 9,2 per cento), riso (più 8,2 per cento), mais (più 9 per cento) e ortofrutta (più 4 per cento). Non solo. Ad aggravare la situazione, peraltro, già difficile per gli agricoltori, si sono aggiunti gli oneri previdenziali e quelli di carattere burocratico. Oneri pesanti che si traducono in forte ostacolo alla crescita economica delle imprese, con incidenza negativa notevole sull'occupazione e la competitività. Non a caso, la Cia proprio per combattere il "mostro" della burocrazia ha promosso una Petizione popolare raccogliendo migliaia di firme in tutta Italia. Comunque, la crescita dei costi di produzione, insieme a quelli previdenziali e burocratici, non mancherà di avere pesanti ripercussioni sui redditi dei produttori agricoli che -afferma la Cia- già nel 2007 sono scesi dello 0,9 per cento. Gli agricoltori italiani -rileva la Cia- rischiano, purtroppo, di continuare a registrare un andamento fortemente negativo sotto il profilo dei redditi. Una tendenza che, ormai, si protrae da anni (meno 10,4 per cento nel 2005 e meno 3,4 per cento nel 2006) e, almeno per il momento, non si intravede una svolta positiva. Analogo andamento non si riscontra, però, in Europa, dove la maggior parte dei paesi mette a segno un aumento reddituale agricolo. Nella classifica Ue occupiamo un posto da fine classifica. Dietro di noi abbiamo soltanto Malta, Grecia, Portogallo, Romania e Bulgaria. Di diverso tenore, invece, i dati relativi ai nostri principali concorrenti, Spagna e Francia. Il reddito agricolo spagnolo è, infatti, aumentato, nel 2007 rispetto al 2006, del 10,4 per cento; mentre quello francese ha registrato un miglioramento nell'ordine del 7,5 per cento. La ragione di questa discrepanza tra l'Italia e gli altri partner europei sta nel fatto che, nel 2007, il nostro Paese -conclude la Cia- non ha recepito i benefici di un corso favorevole dei prezzi dei prodotti agricoli a livello internazionale. La corsa dei rincari a gennaio 2008 rispetto a gennaio 2007 Var. % Sementi +4,5% Concimi +26,1% Antiparassitari +2,4% Carburanti +4,4% Energia elettrica +3,4% Lubrificanti +12,3% Mangimi +23,6% Fonte Cia-Confederazione italiana agricoltori su dati Ismea.

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<Difendere Malpensa per difendere le imprese> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vimercate" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

CARATE Buona partecipazione all'incontro promosso da "Costruiamo il futuro Brianza", che si è tenuto mercoledì scorso nella sede della Bcc 'DIFENDERE MALPENSA PER DIFENDERE LE IMPRESE' richiedi la foto richiedi la foto i relatori intervenuti alla serata CARATE - Difendere Malpensa nel difficile periodo che dovrà affrontare nei prossimi due anni. Questo l'argomento dell'incontro dal titolo "Difendiamo Malpensa e l'Italia che produce" che si è tenuto nella serata di mercoledì scorso, 4 marzo, nll'auditorium della locale Banca di Credito Cooperativo. La conferenza, promossa dall'associazione "Costruiamo il futuro Brianza", è stata la risposta alla preoccupazione di diversi imprenditori del territorio a seguito della decisione di Alitalia di trasferire il traffico aereo intercontinentale dall'hub milanese a quello romano di Fiumicino. Parecchi i presenti, che hanno ascoltato i relatori con viva partecipazione. A causa dell'assenza dell'onorevole Maurizio Lupi, presidente dell'associazione promotrice della serata, trattenuto a Roma da impegni politici, l'incontro è stato introdotto da Simone Frigerio, direttore dell'azienda giussanese "Frigerio Viaggi". Importanti le personalità intervenute nel corso della conferenza. Il primo a prendere la parola è stato Giuseppe Bonomi, presidente di Sea aeroporti Milano, che ha svolto una minuziosa analisi sulla situazione dell'aeroporto lombardo. "La disgiunzione di destini tra Alitalia e Malpensa comporterà una riduzione del flusso di passeggeri e l'inizio di un periodo difficile. Tale disgiunzione si potrà rivelare un'opportunità, ma solo a medio termine - ha affermato Bonomi - nel breve periodo occorre ragionare in termini di sano realismo contenendo le perdite nonostante la mancanza di un vettore di riferimento e cambiando la tipologia di traffico. Fiducia e ottimismo non devono mancare anche in questo periodo di sofferenza". A seguire è stato espresso il punto di vista negativo degli imprenditori sulla complicata faccenda, attraverso le parole di Luigi Maderna, presidente di Fiavet Lombardia e di Attilio Briccola, sales manager Asia-Italia di Bric's Spa. "La richiesta come imprenditore è quella di raggiungere, a livello aeroportuale, il grado di competitività degli altri paesi europei con meno burocrazia e infrastrutture migliori". Queste le parole di Briccola, cha ha poi concluso: "Difendere Malpensa significa difendere le nostre piccole imprese, per le quali il tempo con cui è possibile raggiungere destinazioni estere è un fattore molto importante". La serata si è conclusa con l'intervento di Oscar Giannino, direttore di Liberomercato che, ribadendo l'irreversibilità del processo messo in moto da Alitalia, ha speso parole dure contro lo Stato, azionista di riferimento della compagnia aerea italiana, che: "non ha mai voluto scegliere la direzione in cui agire". Articolo pubblicato il 11/03/08.

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Dote alla Provincia: <Un assordante silenzio> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vimercate" del 11-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giornale di Monza)

Argomenti: Burocrazia

POLEMICA Duro attacco dell'assessore regionale con delega alla Brianza sullo stato di attuazione del futuro ente sovracomunale brianteo DOTE ALLA PROVINCIA: 'UN ASSORDANTE SILENZIO' Massimo Ponzoni: "L'Istituzione di tutti i brianzoli rischia di nascere dimezzata e senza sedi" richiedi la foto L'assessore regionale Massimo Ponzoni Monza - Altro che ente snello e "vaccinato" contro la burocrazia. I primi passi della Provincia della Brianza sono lenti come quelli di un pachiderma. E, ancora prima di nascere, la "casa comune" dei brianzoli ha già accumulato "ritardi su ritardi". A tracciare l'amara analisi è stato l'assessore regionale con delega alla Provincia di Monza e Brianza, Massimo Ponzoni. Grande sostenitore della Provincia di Monza, il neo coordinatore provinciale di Forza Italia non era mai stato così duro. E non ha risparmiato fendenti al commissario di Governo, Luigi Piscopo, e all'assessore con delega all'Istituzione della Provincia di Monza e Brianza, Pietro Luigi Ponti. "A un anno dalle elezioni che nomineranno il primo Consiglio e il primo presidente provinciale - ha attaccato Ponzoni - non un solo mattone è stato ancora posato. Sappiamo da tempo che le sedi provinciali non saranno pronte entro l'aprile 2009. Questo vale per la cittadella istituzionale sull'area IV novembre, ma anche per Questura e Prefettura. Il rischio è che le sedi provinciali accumulino un ritardo eccessivo, e si arrivi all'inaugurazione ben oltre il 2011. Non possiamo permetterci che la nuova Provincia nasca "dimezzata" e trasmetta un'immagine negativa del nostro territorio. "Ma c'è un problema ancora più grave - ha proseguito la sua requisitoria Ponzoni -: da Palazzo Isimbardi c'è un assordante silenzio sul problema della dote. Ancora non si sa quando Milano assegnerà la dotazione economica a Monza e a quanto ammonterà con precisione sia la cifra in denaro sia la quota di beni immobili. Penso che i brianzoli non meritino di essere trattati così e abbiano diritto di sapere quale sarà il loro futuro. "Solo pochi mesi fa - ha aggiunto Ponzoni - lamentavo che da troppo tempo non viene più riunito il tavolo inter istituzionale. Nonostante le promesse, nessun gruppo di lavoro è stato mai convocato e da tempo la Regione Lombardia non viene neppure più informata di come stanno andando i lavori. Questo non mi pare corretto. "E' stata aperta la sede provvisoria di piazza Diaz - ha concluso Ponzoni -. Eppure, le insegne sono ancora quelle della Provincia di Milano. A pochi mesi dal debutto della Provincia MB, manca perfino il vessillo ufficiale". Articolo pubblicato il 11/03/08 Marco Mologni.

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<Discarica, si anticipi il confronto> (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Quotidiano partner di Gruppo Espresso LIBERTA' di martedì 11 marzo 2008 > Lodigiano "Discarica, si anticipi il confronto" Comuni e Provincia al Pirellone: stringete i tempi del "tavolo" SENNA LODIGIANA - Non si ferma, dopo la grande manifestazione di protesta di sabato mattina a Mirabello di Senna Lodigiana, la battaglia contro l'ipotesi dell'insediamento, a Cascina Bellaguarda, di una maxidiscarica in grado di accogliere oltre 2 milioni e 700mila metri cubi di pattume. Gli enti locali lodigiani si preparano ora a formalizzare, nero su bianco, la richiesta alla Regione Lombardia di anticipare il più possibile la conferenza di servizi dedicata all'esame del progetto elaborato dalla Cre di Arcore. Questo perché lunedì della scorsa settimana a Milano, nell'audizione davanti alla commissione regionale ambiente, i consiglieri e i funzionari del Pirellone avevano prospettato per questo tavolo di confronto una data compresa tra la metà e la fine di aprile. Una data che però, a detta di Provincia di Lodi e amministrazioni comunali di Senna e di Somaglia, potrebbe essere stata indicata dalla Regione appositamente per tenere conto dello scenario che si verrà a creare dopo le elezioni politiche del 13 e 14 aprile. "Noi - sostengono invece Provincia e Comuni - vogliamo scrivere la parola fine al più presto su questa angosciante vicenda. Vogliamo poter esprimere un rifiuto definitivo e immediato". Nel frattempo le circa mille persone che hanno preso parte alla manifestazione di protesta di sabato mattina auspicano che la loro presa di posizione non sia stata un gesto inutile e sperano che sia giunta anche alle orecchie della Regione e dei vertici della Cre di Arcore. "Sarebbe bello - aveva affermato sabato il consigliere regionale lodigiano del Partito Democratico Gianfranco Concordati dal palco allestito davanti alla cava di Bellaguarda - se fosse la stessa Cre a rendersi conto dell'assurdità del suo progetto e decidesse di ritirarlo senza costringerci ad affrontare le insidie della conferenza di servizi". Concordati aveva poi anche invitato gli enti locali della zona, nel territorio dei quali la ditta di Arcore ha già in essere attività (a Maccastorna in particolare è attivo un suo impianto di trattamento di fanghi biologici in agricoltura), ad ostacolare la sua attività "riversandole addosso il massimo della burocrazia possibile". Un appello che era stato condiviso, in una sorta di patto trasversale tra forze politiche appartenenti anche a schieramenti differenti, dall'onorevole della Lega Nord Andrea Gibelli, che aveva invitato le municipalità della Bassa a "boicottare democraticamente fin da subito la Cre per dare un segnale forte di come non si possa farla franca nel lodigiano". Il territorio, quindi, si mostra sempre più compatto nel rigettare questo sito di smaltimento da più parti definito "avulso dalla realtà locale ed assolutamente non necessario a soddisfare le esigenze di smaltimento lodigiane". La discarica si estenderebbe su 39 ettari, a ridosso del Po, e sarebbe dotata di tre vasche (destinate a ricevere materiali inerti e rifiuti organici e inorganici). I conferimenti proseguirebbero per nove anni e in base, alle stime effettuate, comporterebbero il transito di 170 tir in più al giorno carichi di pattume. Leonardo Giansante [.

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C'è un mattatoio (nuovo) da rottamare (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prov Sulcis Pagina 2024 Santadi. Il Comune vorrebbe farne uno stabilimento per imbottigliare l'olio d'oliva C'è un mattatoio (nuovo) da rottamare Santadi.. Il Comune vorrebbe farne uno stabilimento per imbottigliare l'olio d'oliva È costato due milioni di euro, mai aperto: da smantellare --> È costato due milioni di euro, mai aperto: da smantellare È costato due milioni di euro ma non ha funzionato un solo giorno. Ora il Comune ha deciso si smantellare il mattatoio di Santadi. C'è un mattatoio nuovo di zecca da rottamare. È quello di Bau Arena, alla periferia di Santadi: è costato quasi due milioni di euro, non è mai entrato in funzione, è da buttare. Il Comune ha infatti deciso di rinunciare all'idea di farne un polo per la lavorazione delle carni del Basso Sulcis. Troppo costoso, nessuno ha voluto prenderlo in gestione. Allora è stato deciso, il mattatoio verrà trasformato in un impianto per l'imbottigliamento dell'olio extravergine. E i macchinari per la macellazione? Saranno smantellate e messe all'asta, sempre che si trovi qualcuno disposto a comprarle. LA TRASFORMAZIONE Insomma, l'impianto di macellazione diventa un oleificio per Santadi, Nuxis e dintorni. "Ormai non ci sono più i presupposti perchè il macello possa aprire", ha commentato Elio Sundas, sindaco di Santadi. Chiusa da decenni e con nessun pretendente mai fattosi avanti per gestirla, la struttura è costata più di due milioni. Somma ingenti, spese per tentare di soddisfare le richieste e le esigenze di centinaia di allevatori del Basso Sulcis, altrimenti costretti a costose trasferte verso i mattatoi di Iglesias, Uta, Selargius, Sanluri e Guasila. SPESA INUTILE Ma inutili, dal momento che la struttura non ha mai aperto i battenti. I motivi? Troppa burocrazia e costi di gestione troppo alti. Così, dopo i tentativi (andati a vuoto) di affidare il mattatoio in gestione, il Comune ha deciso di cambiare rotta puntando sulla riconversione. Dopo l'idea estemporanea di farne uno stabilimento per la lavorazione del sughero, ha prevalso la proposta di usare seicento metri quadrati (su oltre mille) per installare attrezzature e macchinari per la lavorazione e l'imbottigliamento dell'olio d'oliva. "Sarebbe la strada più percorribile. A Santadi si sta sviluppando un interesse sempre crescente per l'olio. Diversi produttori sarebbero pronti a mettersi insieme per dare vita a una cooperativa per la produzione e l'imbottigliamento di olio di qualità. Una scelta che, come amministrazione, - ha aggiunto Sundas - vediamo con molto favore". DALLA CARNE ALL'OLIO Tutto però resta legato al futuro del mattatoio. Un destino che, nei prossimi giorni, potrebbe essere un po' meno incerto. Il Comune, infatti, avanzerà la richiesta di cambio di destinazione d'uso della struttura nel corso di una conferenza di servizi con la Provincia, gli assessorati regionali alla Sanità e ai Lavori pubblici, il Centro servizi della Camera di commercio e la Asl 7. MAURIZIO LOCCI.

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Santa Croce <Ciclabili? Sì, però...> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

QUARTIERI. Il più giovane consiglio di zona, a sud del centro Santa Croce "Ciclabili? Sì, però..." La presidentessa di quartiere Gabriella Careddu Turcato su viabilità, scuole, droga e impianti sportivi. L'utilità del comitato "Strade e istituti scolastici: serve un nuovo piano. Noi avevamo proposto siti di sosta dei bus"     Paolo Mariotto Da molti anni ormai sono stati istituiti a Bassano i Consigli di quartiere con l'intento di rendere tutti i cittadini partecipi della vita politica della città. Questi organi di volontariato hanno la funzione di promuovere il dialogo con l'Amministrazione e possono avanzare proposte o istanze al comune. Dei ventidue quartieri presenti, il più giovane è quello che comprende il Centro Studi, il quartiere S. Croce, appena a sud del centro. Abbiamo intervistato il presidente, Gabriella Careddu Turcato per capire meglio com'è la situazione. Come sono i rapporti con l'Amministrazione comunale? "I rapporti che ci uniscono all'Amministrazione sono buoni: ci ascoltano e ci consultano quando c'è da fare un intervento importante. L'unico problema è la lentezza della burocrazia italiana ma per il resto non ci sono problemi". Per un quartiere come S. Croce, in cui la popolazione di duemila abitanti triplica nel periodo scolastico, come giudica lo stato delle infrastrutture pubbliche? "Quello delle scuole è un problema molto serio dato dal fatto che la città è vecchia e le scuole sono nuove. Il punto critico riguarda la viabilità: un esempio è il traffico presente in via Rosmini. Bisogna ripensare totalmente la viabilità della zona. Avevamo proposto di trovare dei siti che fungessero da terminal per gli autobus, ma i terreni disponibili sono in proprietà private, e non si può far nulla". E per quanto riguarda le piste ciclabili? "Ritengo siano utili quando vengono costruite insieme alle strade. Se nascono dopo rischiano di essere pericolose togliendo spazio alle auto. Sulla questione di via Ognissanti, ritengo che Dario Bortolini, intervenuto sulle pagine del Giornale di Vicenza nei scorsi, avrebbe dovuto parlare a titolo personale e non come segretario di quartiere, anche perché c'è già un accordo con l'Amministrazione secondo cui, entro il 2008, verrà sostituito il cordolo giallo". Altra questione sentita è quella delle isole ecologiche. "Su questo punto sono ottimista, visto che dal primo luglio inizierà la raccolta differenziata porta a porta. Non reputo, però, positiva la decisione di spostare i cassonetti da via Sibelius a piazzetta Bach di fronte al liceo Da Ponte". Pulizia e viabilità sono due questioni legate alla concentrazione delle scuole. E la sicurezza? "Premettendo che trovo giusta la creazione di un polo scolastico cittadino, devo ammettere che ci sono i pro e i contro. Tra questi ultimi c'è anche quello dello spaccio di droga tra i giovani. Solo qualche mese fa abbiamo trovato un chilo di stupefacenti nella siepe lungo via S. Croce. Si sa che le scuole attirano molti spacciatori, così la polizia cerca di essere presente nella zona, anche se dubito che il passaggio di qualche volante sia un buon deterrente. Per quanto riguarda i furti nelle abitazioni, da noi sono rari e la gente oramai si è attrezzata con validi antifurti". Centro studi, ospedale, palazzetto e, in futuro, piscine. Come giudica la presenza di questi servizi in questa zona della città? "Anche qui ci sono dei pro e dei contro. Ma se si riferisce alle dicerie secondo cui gli amministratori favoriscono il quartiere in cui vivono, questa è una falsità assoluta. Dove potrebbero sorgere altrimenti i cantieri? E poi, altra falsità è quella secondo cui l'istituzione dei Consigli di quartiere è solo un modo per assicurarsi parte dei voti alle prossime elezioni. Tutto ciò non è vero". Qual è la cosa che più le piace del quartiere S. Croce? "La tranquillità, soprattutto quella estiva, e il verde molto presente anche tra le nostre case". Il consiglio di quartiere è, secondo lei, uno strumento valido? "Io penso che i consigli di quartiere siano molto validi, mentre le assemblee, per essere utili, dovrebbero essere più partecipate".

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Poco Sud nei programmi: Pd e Pdl a confronto (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Campania politica Poco Sud nei programmi: Pd e Pdl a confronto Quattordici volte in tutto. Dieci per il Pd, quattro per il Pdl. Le parole Mezzogiorno e Sud non abbondano nei programmi elettorali di Walter Veltroni e Silvio Berlusconi, che puntano per lo più a superare il gap rispetto al centro-nord sul fronte di burocrazia, sanità, servizi ai cittadini. Un impegno non sufficiente e privo "di spirito riformista", secondo l'ex numero uno di Confindustria Antonio D'Amato, che ha motivato così il suo no al Cavaliere che lo voleva candidato per la circoscrizione Campania 1: "Se devo dare il mio contributo ha spiegato il patron della Seda in conferenza stampa - ci devono essere le condizioni per un cambiamento reale, soprattutto per il Mezzogiorno, attanagliato da un'emergenza grave e drammatica che è stata sottovalutata dalla politica e che invece richiederebbe un impegno molto forte". Antonella Autero --> Completamento delle infrastrutture, lotta alla criminalità, riduzione del gap Nord-Sud nei servizi al cittadino. Sono quattordici i riferimenti al Mezzogiorno nelle quarantasette pagine di cui si compongono in tutto i programmi di Pd (il più compatto con le sue dodici pagine) e Pdl (trentacinque pagine). Insomma, non si tratta esattamente di una corsia preferenziale, come ha denun ciato sabato scorso Antonio D'Amato, facendo riferimento a entrambi gli schieramenti. La disuguaglianza Partiamo dagli impegni assunti da Walter Veltroni: la prima volta che ci si imbatte nella parola Sud è nel capitolo dedicato alla "disuguaglianza". Il Pd, almeno nelle dichiarazioni di intento, punta a "cambiare profondamente qualità e quantità dell'intervento pubblico, per renderlo capace di aiutare i più poveri ad uscire con le loro gambe dalla situazione in cui si trovano. Deve favorire - si legge nel programma il rapido innalzamento della partecipazione dei giovani e delle donne, specie nel Sud, alle forze di lavoro". Una questione, quella occupazionale, che si salda al Mezzogiorno anche nel capitolo del "credito di imposta". Credito di imposta Qui Veltroni punta su un bonus fiscale rimborsabile per le donne che lavorano, adeguato a sostenere le spese di cura. Con una precisazione: "Nei primi due anni della Legislatura, il credito d'imposta potrà essere applicato alle donne lavoratrici del Sud, per poi essere esteso a tutto il territorio nazionale". Servizi al cittadino Per far ripartire il Sud e renderlo una opportunità-Paese, secondo Veltroni, bisogna "ricordare, innanzitutto, che dove sta bene un cittadino sta bene un'impresa. Ciò significa riduzione degli incentivi finanziari a vantaggio degli investimenti sul capitale sociale e, in particolare, dare rilevanza strategica agli obiettivi di servizio, finanziando con adeguate premialità target misurabili in campi come acqua, istruzione di base, servizi di cura per infanzia e anziani". Fondi Ue Per raggiungere questi scopi, Veltroni mira a un "drastico" accentramento delle risorse su pochi obiettivi, quantificabili e controllabili. "Il nostro scopo spiega - è quello di portare entro il 2013 la rete delle infrastrutture e dei servizi per i cittadini, le imprese e le istituzioni del Mezzogiorno a dimezzare il gap accumulato rispetto al Centro-Nord. Si tratta, in primo luogo, delle infrastrutture della mobilità: strade, ferrovie, porti, aeroporti,autostrade del mare. Almeno il 50 per cento delle risorse comunitarie sarà impegnato su questi progetti. E poi, servizi pubblici essenziali: da quello idrico all'ambiente, dall'energia alla scuola, dalla giustizia alle università". Per realizzare questa strategia secondo il programma del Pd, "è indispensabile rafforzare il ruolo di coordinamento e di indirizzo del Governo nazionale." Insomma, le Regioni del Mezzogiorno non devono essere lasciate sole, "ma non devono neppure rifiutare un aiuto, sempre più necessario, per migliorare la qualità dei risultati dell'intervento pubblico ". Sanità Segue il capitolo Sanità, in cui il sistema nazionale viene definito "un patrimonio da valorizzare e rafforzare". In che modo? "Correggendo spiega Veltroni - gli squilibri territoriali che limitano il diritto alla salute in alcune Regioni del Paese, specie nel Mezzogiorno, nonchè le rigidità organizzative e le lentezze burocratiche che provocano file di attesa". Parla di Sanità anche il programma del Pdl che punta essenzialmente su completamento del piano del Governo Berlusconi per l'eliminazione delle liste d'attesa, incentivazione del rinnovamento tecnologico delle strutture ospedaliere e realizzazione di nuove strutture, in particolare al Sud. La quinta missione Dedica al Mezzogiorno una delle sette missioni di cui si compone il suo programma Silvio Berlusconi. Che parte dalla infrastrutture, assicurando un piano decennale straordinario concordato con le Regioni per il potenziamento, completamento e realizzazione di porti, reti stradali e autostradali, alta capacità ferroviaria, ponte sullo stretto. L'elenco delle priorità prosegue con la creazione di zone e porti franchi; "Leggi Obiettivo" speciali concentrate su turismo e beni culturali, agroalimentare e risorse idriche, infrastrutture e logistica, poli di eccellenza per la ricerca e l'innovazione. E ancora: la realizzazione di un piano strategico di riconversione dell'industria chimica pesante ispirato alle nuove tecnologie; il "pieno e tempestivo" utilizzo dei fondi comunitari; la realizzazione della Banca del Sud. Per concludere con federalismo fiscale e misure di fiscalità di sviluppo a favore delle aree svantaggiate; contrasto alla criminalità organizzata e piano per la sicurezza e la legalità. --> del 11-03-2008 num.

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La Cina avrà un ministero per l'Ambiente (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Ecologia.it, La" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

ECOSVILUPPO| La Cina avrà un ministero per l'Ambiente Per la prima volta un dicastero sarà dedicato alle politiche ambientali. Il "superministero" è frutto dell'accorpamento dell'attuale ufficio per l'ambiente con altre agenzie governative e avrà poteri rafforzati/ Olimpiadi, Gebre rinuncia La Cina creerà per la prima volta un ministero per l'Ambiente, fondendo l'attuale ufficio per l'ambiente con altre agenzie governative e dotandolo di maggiori poteri. Lo ha annunciato oggi il segretario del Consiglio di Stato (il governo) Hua Jianmin parlando agli oltre duemila deputati all'Assemblea nazionale del Popolo (Npc), il Parlamento di Pechino. La creazione del nuovo ministero è parte di una riforma della struttura del governo che vedrà anche la nascita di altri quattro "superministeri" costruiti con lo stesso criterio: uno per l'Industria e l'Informatica, uno per le Risorse umane e la sicurezza sociale, uno per le Costruzioni e uno per i Trasporti. Ciascuno dei "superministeri" sarà formato accorpando agenzie ed uffici governativi già esistenti, i cui poteri verranno fortemente ridotti dalla riforma. Per questo si ritiene che il progetto è destinato ad incontrare una forte resistenza da parte della burocrazia. La riforma coincide con l' entrata nel governo di numerosi esponenti della generazione dei cinquantenni tra cui Li Keqiang, considerato il più probabile successore del primo ministro Wen Jiabao. Gli analisti affermano che la riforma consentirà a Wen un controllo più diretto su una serie di settori chiave come quelli dell'Ambiente e dell'Energia. 11 marzo 2008 Articoli collegati: > Gebre rinuncia alla maratona per lo smog > Pechino 2008, targhe alterne contro lo smog > Pechino 2008, canottaggio libero da smog > Pechino, il villaggio olimpico è sostenibile > Import radioattivo > Cina 200mila senz'acqua per fiume rosso > Smog, Pechino chiude le pompe di benzina > Ogm, Bruxelles chiede test sul riso cinese > Smog, Gebre potrebbe rinunciare ai Giochi > Pechino dimezzerà le auto circolanti > Pechino nella morsa dello smog > Lotta alle buste > A Shangai protesta contro treno superveloce.

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Ciip spa, è ancora polemica sulla vicenda dei dati catastali (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

ASCOLI - La vicenda dei dati catastali richiesti agli utenti dalle Aziende che erogano servizi primari tiene banco perché essa poteva essere gestita, almeno nel caso della Società erogante acqua, con maggior precisione informativa. Infatti, è vero che i dati catastali identificativi dell'immobile servito sono richiesti da una legge statale e debbono pervenire all'Anagrafe tributaria tramite l'Ente fornitore (che lo richiede al suo utente; tu guarda che giro!), ma le note informative sulle bollette sono state stilate dalla Società che gestisce il servizio e sarebbero dovuto essere più esaurienti. Infatti: 1) nella comunicazione manca il dato essenziale della scadenza per l'invio dei dati catastali oltre cui scattano le penalità pecuniarie; informazione necessaria in ogni circostanza, massimamente quando l'importo delle sanzioni è elevato come nel caso in questione (da 103,00 a 2065,00 euro). 2) una richiesta che in caso di mancata risposta comporta salate sanzioni avrebbe dovuto richiamare subito l'attenzione del destinatario e non essere scritta in caratteri minuti, in calce alla bolletta. Occorre anche pensare alle persone sole, anziane messe di fronte a una burocrazia sempre più soffocante. Sorge poi qualche altro dubbio questa volta sulla collaborazione (quasi festosa?) degli utenti; è vero invece che, per non incorrere in penalità, tutti sono costretti a informarsi, rispondere e, ancorché aiutati dalla buona disponibilità della Società richiedente, lo fanno malvolentieri perché tutto ha un costo in termini di tempo e di danaro (andare per uffici, telefonare, spedire e tante altre incombenze). A chiusura del cerchio, infine, due domande: 1) non sarebbe stato più semplice impegnare due soli soggetti, l'Ente erogante e il Catasto? 2) il riferimento è la Legge 311/2004 (Legge Finanziaria 2005) : perché la richiesta avviene solo ora? MARCELLA ROSSI SPADEA,.

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Asili, più servizi ma meno fondi (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Welfare, in testa Pesaro e AnconaMacerata aumenta la spesa del 42,3%, Ascoli la riduce dell'8,3% Comuni sotto sforzo, la maggior parte dei costi è sulle loro spalle Asili, più servizi ma meno fondi E' in costante riduzione il contributo pubblico ANCONA - Nelle Marche crescono i servizi per la prima infanzia (asili nido e servizi integrativi). Con 9.034 bambini accolti nei servizi per la prima infanzia, le Marche coprono il 22,9% dell'utenza potenziale e si collocano al quarto posto in Italia dopo la Valle d'Aosta, l'Emilia Romagna, e la Toscana. Un buon risultato secondo l'Anoss, l'Associazione nazionale operatori sociali e sociosanitari, dovuto però in gran parte allo sforzo di Comuni e famiglie, visto che il contributo finanziario della Regione è in costante riduzione. Secondo l'Anoss, il contributo concesso ai Comuni con più di 15 mila abitanti per ogni posto negli asili nido è sceso dai 1.300 euro del 2004 agli 829 euro del 2007, con una riduzione del 36%. Una scelta in controtendenza con quella adottata dal Governo nazionale. "Le politiche per le famiglie sembrano essere per l'enfasi posta dalle forze politiche e dalle istituzioni. Chiediamo che a questa enfasi seguano atti concreti e conseguenti" dice l'associazione. In generale, nella classifica nazionale dei Comuni che maggiormente indirizzano le proprie per il welfare, Pesaro è in testa nelle Marche e 32 posto in Italia. La spesa pro capite è di 170,95 euro per il settore sociale, di 341,9 per il welfare in generale. Per un aumento - secondo i dati degli ultimi bilanci consuntivi disponibili risalenti al 2006 - del 2,8% rispetto al 2000. Seconda è Ancona (45 nella classifica nazionale). Nel capoluogo dorico ogni cittadino ha ricevuto in media dal Comune servizi sociali per 141,33 euro, per un totale di servizi complessivo per 311,3 euro. In generale, un aumento di spesa rispetto al 2000 del 17,6%. Segue Macerata (49 posto in Italia) con una spesa di 148,84 euro pro capite (301,3 il totale per il welfare) con un consistente aumento rispetto al 2000 del 42,3%. In coda Ascoli. Il Comune piceno ha distribuito fra i suoi cittadini servizi per 98,92 euro a cittadino, ovvero 226,9 di totale per il welfare, ben l'8,3% in meno rispetto al 2000. Alti e bassi fra nord e sud della regione come emergono dalle anticipazioni del Rapporto annuale sulla spesa sociale dei Comuni dell'Osservatorio politiche sociali dello Spi-Cgil elaborato sulla base delle analisi dei consuntivi. Un quadro non del tutto positivo. "Non tutte le amministrazioni . spiega lo Spi - hanno mostrato intenzione o capacità di indirizzare verso il welfare parte delle nuove entrate derivanti dall'aumento dell'imposizione fiscale locale e in particolare dell'Ici e dell'addizionale Irpef mentre - è la conclusione - emerge la scarsa capacità dei Comuni di controllare la spesa per la burocrazia".

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Il Partito Nordest ha detto "no" (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Partito Nordest ha detto "no" a Berlusconi e non si presenta alle elezioni politiche. E il Pd apre una linea di dialogo con il movimento fondato dallo scomparso Giorgio Panto.Due circostanze per nulla disgiunte, almeno stando a quanto spiega il segretario veneto dei Democratici Paolo Giaretta, al quale poco importa che del Pne faccia parte Giorgio Bettio, consigliere comunale di Treviso, passato dalla Lega al Pne per contrasti con la linea del Carroccio in merito all'ordinanza anti-sbandati. Partendo da "un fatto personale" Bettio ebbe modo di denunciare "lo strapotere degli extracomunitari" e che "se uno tocca un mio familiare io applico la legge delle SS, non del taglione: uno a dieci"."Abbiamo più volte preso le distanze da questo comportamento" ammette Giaretta. Bene, però ora siete disposti a dialogare anche con Bettio. "Senta un po', la campagna elettorale è il momento della verità. E il Pne, che non è solo Bettio, ha dimostrato che, nonostante le diversità che ci distinguono, è per l'autonomia del Veneto, per il federalismo fiscale, è contro l'eccesso dalla burocrazia". E poiché, aggiunge il segretario del Pd, "mi sono battuto perché nel programma nazionale del nostro partito ci fossero questi punti, il che è visibile a tutti, a differenza dei dieci punti ipotizzati dal candidato del Pdl Giancarlo Galan, che non compaiono nel programma del suo partito. Quindi, per quanto ci riguarda dialogo aperto con la società veneta. E sia chiaro, non per convenienza elettorale".Il direttivo del Pne, conferma che "la nostra richiesta programmatica, pur dopo lunga e attenta valutazione, non ha avuto accoglimento da parte del Pdl, con la motivazione dell'impossibilità a contrarre un impegno così puntuale e vincolante a fronte dell'incognita della situazione dei conti pubblici, non prevedibile". Per questo "non aderiamo ad alcuna coalizione elettorale, né parteciperemo al voto con una lista".

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Allagamenti, la beffa dei rimborsi (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

PORTO TOLLE Quarantaquattro famiglie erano finite sotto acqua nell'ottobre 2005 Allagamenti, la beffa dei rimborsi Erano stati stimati danni per 300mila euro, ne sono stati liquidati 15mila (e.g.) Per gli allagamenti dell'ottobre 2005, l'amministrazione comunale ha risarcito solo nove dei quarantaquattro danneggiati e a fronte di danni stimati per 300mila euro, ha finito col liquidare solo poco più della metà dei 30mila euro stanziati. Colpa del mancato rispetto del regolamento che prevedeva di dimostrare attraverso regolari fatture i lavori di ripristino eseguiti, aveva spiegato l'assessore all'ambiente Gianluca Fattorini, ma ora tra i tanti cittadini rimasti senza risarcimenti c'è chi contesta i criteri adottati dall'amministrazione comunale per gestire l'emergenza."Sindaco, assessori e tecnici comunali hanno visto di persona qual era la situazione in quei giorni - esordiscono Antonio e Roberto Finotti, le cui case poco fuori Boccasette portano ancora i segni dell'allagamento - anzi proprio da loro ci sono venuti alcuni consigli per puntellare le strutture e su come avviare la pratica per il risarcimento. Se su quarantaquattro richieste di risarcimento ne sono state liquidate solo nove, significa che le cose non sono state fatte nel migliore dei modi. Anzi, per chi come noi ha avuto danni rilevanti e non solo non ha ricevuto nulla, ma scopre anche che è avanzata parte dei fondi stanziati, si tratta di una beffa".Secondo Antonio e Roberto Finotti, "veterani" degli allagamenti che hanno subito per ben tre volte nel giro di dieci anni (1995, 2000 e 2005), il problema è stato sicuramente l'esiguità dei fondi stanziati (lo Stato non ha riconosciuto la calamità naturale e la Regione non aveva fondi), ma soprattutto l'individuazione dei criteri per ripartirli."Le zone colpite erano ben delimitate e i danni di ognuno documentabili - continuano i due cittadini di Boccasette - ma di fronte all'esiguità dei risarcimenti prospettati per i danni reali (Antonio mostra i pavimenti e i muri che si sgretolano, le porte gonfiate, il cedimento del vano entrata della sua casa, ndr), non era possibile eseguire lavori costosi. Abbiamo documentato i danni con foto, perizie e preventivi, ma la nostra "colpa" è stata quella di eseguire parte dei lavori in economia e di autocertificarli. Cosa che, peraltro, un regolamento della Regione prende in considerazione per risarcire i danni e il Comune no. La situazione poteva essere gestita con più equità, per esempio dispensando dal pagamento dell'Ici o di altre imposte comunali, e allora magari molti non si sarebbero scoraggiati di fronte alla burocrazia e non sarebbero avanzati 13.500 euro".

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Compie 20 anni la "famiglia" che ha conquistato l'Italia (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

SCHIO Ricorrenza significativa per l'ambulatorio infermieristico di Santissima Trinità dove non si fanno code e non c'è burocrazia Compie 20 anni la "famiglia" che ha conquistato l'Italia SchioL'associazione "La famiglia" festeggia i 20 anni dell'ambulatorio infermieristico di Santissima Trinità. Trentadue volontari, spesso neopensionati dai vari ospedali, si alternano per prestare la loro assistenza per piccoli interventi. Anche la Rai si è occupata, in passato, di questo fenomeno di solidarietà. Oltre 25 persone al giorno, per lo più anziani del quartiere che si muovono con difficoltà e perciò trovano molto utile questo servizio per la facilità di accesso, ricorrono all'ambulatorio infermieristico dove trovano anche calore umano; qui non si fanno code e non c'è burocrazia. E poi le prestazioni sono grauite. Il distretto di base n.2, infatti, fornisce il materiale sanitario per le attività che vengono espletate, dalle siringhe per le iniezioni intramuscolari, al cotone, alle garze per piccole medicazioni. L'amministrazione comunale, da parte sua, fornisce i locali. L'ambulatorio infermieristico, infatti, è ospitato nella sede del consiglio di quartiere n.3. Il valore sociale di questa attività ha ottenuto parecchi riconoscimenti: nel 1990 l'associazione commercianti di Schio conferì al centro infermieristico il premio della bontà "Mamma Teresina Pizzolato", alla presenza del sindaco di allora Giuseppe Berlato Sella. Nello stesso anno la Rai trasmise sul programma "Mattina Due" l'intervista sulla solidarietà sociale rilasciata dalla prima coordinatrice del gruppo ambulatoriale Antonina Racchelli. Furono, inoltre, pubblicati vari articoli su questa attività che allora rappresentava una novità nel campo della solidarietà sociale e un esempio da imitare. Sabato 8 marzo l'associazione "La Famiglia" ha festeggiato il ventennale della costituzione dell'ambulatorio con l'intento di ringraziare pubblicamente le volontarie che hanno reso possibile questo prezioso servizio agli anziani. Nel corso della manifestazione sono state consegnate delle targhe ai fondatori Mario Griffani e mons. Davide Disconzi e alle coordinatrici Antonina Racchelli e Adalgisa Manzardo. Una storia lunga 20 anni iniziata alla fine degli anni Ottanta con un'indagine della Caritas parrocchiale che aveva lo scopo di individuare quali fossero i reali problemi delle persone che avevano superato i sessant'anni. A seguito dell'indagine furono messe in atto alcune iniziative: la creazione di un centro di ritrovo e di accoglienza, un luogo in cui gli anziani, accompagnati da animatori, avrebbero avuto modo di dedicarsi ad attività ricreative, manuali e culturali; apertura di un servizio ambulatoriale gestito da infermiere volontarie per offrire una serie di mini servizi sanitari quali la misurazione della pressione, iniezioni, piccole medicazioni e pedicure. Il servizio trovò la sua sede nel centro civico; nel 1994 al centro civico subentrò l'associazione "La Famiglia" Onlus di volontariato iscritta all'albo regionale.Fiorì Palmeri.

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Campestre, risultato "storico" per i 25 anni d'attività (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

GRUPPO ATLETICO ASSINDISTRIA Campestre, risultato "storico" per i 25 anni d'attività Il Gruppo atletico Assindustria Rovigo taglia il traguardo dei 25 anni d'attività con la vittoria nel Campionato regionale assoluto di corsa campestre 10 km cross lungo. È un risultato "storico" costruito sulla forza di squadra il titolo di specialità ottenuto, nettamente, a Curtarolo. "Questa vittoria è un risultato eccezionale, che dà soddisfazione a tutto il mondo sportivo provinciale", commenta Sergio Pascucci, presidente onorario del G.A. Assindustria. Era già da un paio di stagioni che la società polesana mirava all'ambizioso traguardo, raggiunto "grazie al grande impegno profuso da tutti gli atleti della formazione", aggiunge il presidente Paolo Fantinato, responsabile del settore mezzofondo.A Curtarolo, nell'ultima prova in calendario valida per l'assegnazione dei titoli regionali di società, l'Assindustria Rovigo ha conquistato un altro podio, confermando nella classifica finale delle 29 società maschili in gara il secondo posto che aveva già raggiunto nell'edizione 2007 dei Campionati regionali. Il 2008 s'è aperto nel modo migliore per il Gruppo atletico dell'Associazione industriali della provincia di Rovigo, fondato nel 1983 per promuovere la pratica sportiva dell'atletica leggera. "Alle prossime finali nazionali di corsa campestre - continua il presidente Fantinato - parteciperemo con tre squadre Allievi Senior cross lungo e Senior cross corto. Anche questo è un segnale - spiega - che l'atletica sta tornando a essere protagonista a Rovigo, in particolare nel settore giovanile".A superare le difficoltà incontrate negli ultimi anni, e a portare nuovi atleti sulla pista di atletica rodigina, contribuirà anche la manutenzione straordinaria del campo Coni, a cura della Fondazione Cariparo. Secondo le attese e superate le burocrazie, l'appalto dei lavori di manutenzione sarà assegnato entro maggio, per concludere gli interventi in settembre: in tempo per il Memorial Vallin.Nelle foto, le squadre allievi e seniores a Curtarolo.Nicola Astolfi.

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L'ex sindaco Marin lancia l'allarme: <La tangenziale non va spostata> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Polemica a Ponte di Piave L'ex sindaco Marin lancia l'allarme: "La tangenziale non va spostata" Ponte di Piave(g.r.)Attacco dell'ex sindaco Gianni Marin all'amministrazione comunale sul tema tangenziale. La scorsa settimana il sindaco Roberto Zanchetta si era lamentato della "burocrazia kafkiana" che sta rendendo arduo il prosieguo dell'iter. Marin risponde: "Stupore e incredulità per l'improvvisa difficoltà di ordine idraulico relative alla realizzazione della tangenziale di Ponte. Ricordo che tale intervento è previsto da un accordo di programma tra i comuni di Oderzo, Motta di Livenza, Gorgo al Monticano e Ponte di Piave; coinvolte Regione, Provincia, Ferrovie ed Anas, l'accordo ha consentito di risolvere problemi viari complessi con risparmio di tempo e di risorse. L'accordo è stato sottoscritto da tutti gli enti coinvolti in un'apposita conferenza di servizi. Regolarmente appaltata la progettazione ed iniziata l'esecuzione dei lavori. La fase successiva è stata affidata alla Provincia che ha redatto uno studio di fattibilità in collaborazione col Comune di Ponte, presentato due volte in Regione senza rilievi. Il procedimento, interrotto con il cambio di amministrazione comunale, di recente è stato riavviato con il sorprendente riscontro di anomalie procedurali e strane amnesie di organi tecnici che non potevano non conoscere la situazione. Sembra un alibi per cambiare completamente il tracciato, con spreco di risorse. L'ipotesi di spostare la circonvallazione in territorio di Salgareda è stata proposta dal candidato sindaco della Lega Nord in campagna elettorale e successivamente ripresa dal presidente della Provincia con la giustificazione di realizzare il raccordo con la grande viabilità a Quarto d'Altino. È una proposta "civetta" quella di creare una nuova Postumia parallela a quella esistente; e non esclude una possibile relazione fra il cambio tracciato ed il fantomatico progetto di navigabilità del Piave. Mutare opinione è legittimo, ma non sperperando risorse pubbliche e prolungando un disagio a causa del traffico non più tollerabile dai cittadini" conclude Marin.

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Mastella, grazie mille: Fioroni e Di Pietro, nomine a gogò. E Rula Jebreal è quasi analfabeta (sezione: Burocrazia)

( da "Blogosfere" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Mar 0811 Mastella, grazie mille: Fioroni e Di Pietro, nomine a gogò. E Rula Jebreal è quasi analfabeta Pubblicato da Eleonora, Blogosfere Staff alle 12:52 in Tribuna elettorale L'era di Prodi è finita, scrive Roma2011. Aveva ragione Calearo, quando su Ballarò cantò le lodi di Mastella che fece cadere il governo Prodi. Calearo ha doppiamente ragione, specie a fronte delle supernomine poche ore prima della caduta di Romano. Nel giorno in cui il gip chiede l'archiviazione del caso Visco, lo scorso gennaio Fioroni e Di Pietro sono partiti a raffica con 25-30 nomine a testa di dirigenti che nella prossima legislatura non andranno a casa, anche se i dicasteri non esisteranno più. Pazzesco. Sul Corriere della Sera Enrico Marro spiega che la corsa alle nomine in extremis prima delle elezioni è il risultato di due fenomeni. 1) La premiazione di fedeli e fedelissimi dei ministri prima del cambio di governo (e questo avviene a ogni fine di legislatura). 2) La conseguenza dello spacchettamento dei dicasteri, deciso quasi due anni fa dal governo Prodi. La divisione di alcuni ministeri in due (Istruzione e Università, Infrastrutture e Trasporti, Sviluppo e Commercio internazionale) o in tre (Lavoro, Solidarietà, Famiglia), data la lentezza della burocrazia, stava prendendo forma definitiva solo ora, man mano che sono stati varati gli indispensabili regolamenti di organizzazione. Un ragione in più anche per archiviare Romano Prodi, operazione criticata da Galli della Loggia, e benedire il suo addio alla politica italiana. Per una panoramica più ampia sulla campagna elettorale, Vistidalontano ci aggiorna sui titoli dei tg, mentre prosegue l'imbarazzante polemica intorno alla candidatura di Ciarrapico e Veltroni si sente soltanto della candidatura della Cardinale (figlia del senatore Totò). Sul fronte del Popolo della Libertà, pare che la militanza di Capezzone non dia buoni frutti secondo Orizzonteliberale; in realtà, a fronte di una vittoria del Pdl lo attende una poltrona da sottosegretario, promessa da Silvio Berlusconi in persona. Piovono polemiche anche sulla Lega dopo l'attacco a Rula Jebreal, prima signora abbronzata per Calderoli e ora quasi analfabeta per Zanella. Se la politica delude, l'antipolitica non è da meno: calano ombre su Serenetta Monti che pare abbia fatto di tutto per salvare il posto di lavoro ad una persona coinvolta in procedimenti penali per ricettazione di opere d'arte (fonte Dagospia). Fragmenta scrive che forse, di Beppe Grillo, non ne abbiamo proprio bisogno.

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LA GIUNGLA DELLA BUROCRAZIA (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Quotidiano partner di Gruppo Espresso LIBERTA' di martedì 11 marzo 2008 &gt Necrologie LA GIUNGLA DELLA BUROCRAZIA. Il balletto delle bollette: le disavventure di un utente di FRANCO LOMBARDI Premesso che tutto quanto qui di seguito sarà esposto risulta assolutamente documentato da bollette, fatture e comunicazioni scritte, e premesso anche che tutte le bollette e le fatture relative a consumi domestici di acqua, luce, telefono e gas vengono direttamente addebitate su conto corrente bancario (il che, a volte, purtroppo, non consente un immediato ed opportuno controllo da parte dell'utente?) sento il dovere di?.lanciare un doveroso allarme a tutti coloro che ? stupidamente come me e penso che siano tanti ? non hanno mai controllato e continuano a non controllare da vicino i vari addebiti. ATTO PRIMO: L'ACQUA La prima disavventura ? se così si può chiamare, ma non mi riesce di definirla in altro modo ? è iniziata qualche mese fa quando, da parte della società "Enìa - Servizio idrico", a titolo di conguaglio per l'anno 2006 è stata emessa una fattura per un importo superiore a settecento euro. Poiché i consumi indicati in fattura non corrispondevano affatto con la lettura del contatore (mc 169 contro 544) si è reso necessario l'intervento di un tecnico "lettore" che ha effettivamente riscontrato un "banale errore di lettura al contatore": Nulla di male, si dirà (ed è vero: tutti si può "sbagliare?"), ma cosa ha comportato il banale errore? Un viaggio a Piacenza alla sede di Borgoforte per una verifica bilaterale dell'errore, l'andare in banca ad annullare la delega per il pagamento di una fattura sbagliata, l'aspettare l'arrivo della nota di credito e l'emissione della nuova fattura esatta (che registrava una differenza di 506 euro) e, alla fine, il tornare nuovamente in banca per ripristinare la delega per il pagamento. Il tutto nel giro di un mesetto. ATTO SECONDO: ENERGIA ELETTRICA La fattura di "fine anno" emessa dalla Società Enel per i consumi di energia elettrica ad uso domestico, si è presentata con un addebito bimestrale di un certo rilievo (circa 200 euro) e molto più alto rispetto agli addebiti dei bimestri precedenti: Da un più attento esame del documento contabile rilevo un "conguaglio" per l'applicazione della tariffa riservata ai "non residenti": Se risiedo nello stesso comune da quando sono nato e se abito nella stessa casa da oltre mezzo secolo, come mai vengo improvvisamente ed inspiegabilmente considerato un "non residente"? Strano, anzi incredibile! Per i chiarimenti del caso mi rivolgo ad un ufficio "Quì-Enel" dove trovo personale gentile e disponibile, ma anche in questo caso la soluzione del problema non è semplice. Implica, infatti, un primo viaggio in città (in via Camia), la successiva esibizione di un certificato di residenza "storico" (indicante la data dell'inizio della residenza) e di uno stato di famiglia per documentare il numero delle persone conviventi (i soli due coniugi), il ritorno in città, la presentazione di fotocopie di documenti di identità e la sottoscrizione di altre richieste. In questa occasione, su consiglio della cortese impiegata che ha fatto di tutto per risolvere il problema P ed annullare l'errore, non viene annullata la delega bancaria perché il maggiore addebito dovrebbe (è auspicabile !!) essere conguagliato con i prossimi consumi. ATTO TERZO: IL TELEFONO I disguidi delle due precedenti fatturazioni consigliano un più attento esame di tutte le altre "bollette" per cui viene posta una certa attenzione anche sulla più recente fattrura della Telecom e cosa si rileva? Si rileva un "addebito" non dovuto. E sì, perché tra le righe seminascoste della seconda facciata si trova un addebito di (12,50 + iva 2,50) 15,00 euro per una " telefonata ad un numero speciale Telecom " di cui vengono indicati solamente i primi numeri. 8998787+++. Non è tanto l'ammontare dell'importo, ma è la curiosità di conoscere la destinazione della telefonata che spinge a fare l'indagine. Dopo le numerose telefonate al tanto reclamizzato numero verde 187 che non dà mai risposte certe e contatti scritti con il Servizio Clienti Residenziali ? c. p. 211 - 14100 Asti, viene confermato un errore di fatturazione (inesistenti contatti con internet e/o acquisti fatti per vie telematiche?.). Ma attenzione: non pagare la bolletta in questione perché, una volta pagata, viene precluso qualsiasi rimborso. E allora? Allora ? sempre su consiglio del 187 ? annullare la delega alla banca, non pagare la bolletta ormai in via di scadenza, togliere dall'addebito la somma non dovuta, compilare un bollettino di c.c. postale, pagare con il sistema suggerito, inviarne fotocopia del versamento al numero di fax 800 555 952 e dare definitiva conferma all'indirizzo di Asti. Sembra poco? Non sembra!! ATTO QUARTO: IL GAS PER USO DOMESTICO L'ultimo atto della telenovela semestrale si riferisce alla fattura emessa dalla Società "Tesa-Energia" Servizio Gas che addebita un consumo di gas per uso domestico stimato in poco meno di mille metri cubi per un importo complessivo di 708,94 euro. Nessuno ha mai fatto caso al dettaglio dei conteggi? Nessuno si è mai accorto della varie "voci" che formano il totale fatturato? Nessuno ha mai fatto caso che nelle fatture della Tesa-Energia si pagano tasse sulle tasse? Eccone la chiara e lampante dimostrazione: Corrispettivo per il servizio euro 400,62 Imposta consumo e addizionale regionale 190,16 Imponibile soggetto I.V.A. 590,78 (somma degli importi precedenti: costo gas + Imposta + addizionale regionale) I.V.A. 20% 118,16 (calcolata su euro 590,78) Totale fattura 708,94 Chiaro il concetto? Chiara la dimostrazione? Nella fattura viene calcolata e pagata dal contribuente l'Imposta sul Valore Aggiunto (I.V.A.) anche sull'imposta di consumo dovuta al fisco e sulla addizionale regionale dovuta alla Regione Emilia Romagna. Ovviamente non sono mancate le richieste di informazioni e di opportuni chiarimenti, ma la cortese risposta è stata unica: è una regola che viene dal Governo. 11/03/2008 8.56.00 [.

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Pubblico e impresa per il rilancio dell'economia (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Sera" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca Roma Convegno a Villa Madama Pubblico e impresa per il rilancio dell'economia Per l'innovazione e la crescita di Lucilla Guidi Nella splendida Casina che sovrasta Villa Madama, non lontano dallo stadio olimpico, si è svolto un dibattito su numerosi temi di natura economica, finalizzato in particolare a mettere in rilievo gli elementi necessari al rilancio dell'impresa italiana promuovendo un dialogo attivo e prolifico tra politica e mondo imprenditoriale. L'evento, organizzato da "Innovare per Crescere", giovane gruppo legato al mondo confindustriale romano presieduto dal Dott. Roberto Santori, e sponsorizzato da "Proxima", azienda informatica innovativa nel Technological Business Solving, ha portato all'attenzione tre questioni chiave: innovazione, fiscalità e competitività. Il dibattito, moderato dal giornalista Rai Stefano Ziantoni, ha visto quali protagonisti in Sen. Augello e il Prof. Baldassarre, già Vice Ministro per l'Economia del governo Berlusconi. Al centro la crescita dei costi di una serie di servizi necessari alle imprese che, oltre ai gravami fiscali e al rallentamento dovuto alla burocrazia, frenano la crescita economica. A concreto supporto della discussione una recente ricerca Censis-Confcommercio, che ha analizzato in modo comparato costi e tempi necessari in Italia e all'estero per realizzare un progetto imprenditoriale. Il quadro che emerge dai dati raccolti è allarmante. Le spese che un imprenditore italiano deve sostenere per dare vita ad una impresa sono 11 volte maggiori di quelle che gravano su un imprenditore francese. In Gran Bretagna i costi sono addirittura minori, 17 volte in meno rispetto all'Italia. Anche per quanto riguarda i tempi i risultati non sono confortanti. Per aprire un qualsiasi esercizio commerciale in Italia il tempo stimato è di 184 giorni. Il decentramento del sistema burocratico crea una notevole frammentazione decisionale che a sua volta rallenta il funzionamento della macchina amministrativa. In tal senso è stata evidenziata la necessità di sinergia d'azione tra politica e impresa, con particolare riferimento a quelle riforme costituzionali in grado di dare nuovi stimoli al sistema produttivo. Ad esempio attraverso la semplificazione amministrativa, con la rivisitazione dell'articolo 5. Tra le proposte anche quella di creare all'interno del sistema burocratico un unico interlocutore di riferimento per le imprese. Inoltre è stato fortemente dibattuto il problema energetico, sia in relazione agli investimenti su fonti alternative rinnovabili sia rispetto alla riapertura seria e responsabile di tavoli di discussione sul nucleare. L'evento ha messo l'accento sulla necessità di un'azione sintetica frutto di un continuo dialogo sia all'interno dell'impresa, passando dunque attraverso i lavoratori, sia all'esterno, coinvolgendo il mondo politico, nel comune obiettivo di rilanciare l'economia italiana. Edizione n. 858 del 11/03/2008.

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CALABRIA: CERSOSIMO INCONTRA CONSOLE RUSSO (2) (sezione: Burocrazia)

( da "Asca" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

(ASCA) - Catanzaro, 11 mar - Il vicepresidente Cersosimo ha parlato di due linee di intervento nei rapporti tra la Regione Calabria e la Russia: la prima - ha detto - deve essere l'istituzione di un volo diretto tra la Calabria e la Russia. E' la cosa primaria da fare, perche' crediamo che quando arriva un nuovo volo in Calabria, un nuovo collegamento, si apre una prospettiva, un solco da cui far nascere occasioni di sviluppo economico. La seconda via da seguire - ha aggiunto il vicepresidente della Giunta - e' legata agli scambi, alla cooperazione gia' esistente tra la Regione Calabria e il Krasnodar. Rapporti rivolti soprattutto agli scambi del settore agroalimentare''. Il presidente della Sacal, presente nell'occasione perche' da tempo impegnato nella ricerca di un vettore che colleghi direttamente Lamezia Terme alla Russia, ha chiesto al Console Mikhail Kolombet di intraprendere iniziative per superare i problemi burocratici talvolta legati al rilascio dei visti per giungere in Russia o per sbarcare in Calabria. Problemi che lo stesso Console ha dichiarato di voler affrontare istituendo proprio all'interno della stazione aeroportuale di Lamezia Terme un ufficio del Consolato russo, con lo specifico intento di facilitare il superamento di questioni legate alla burocrazia. Ma il Console Kolombet si e' impegnato soprattutto per trovare una compagnia di volo russa disposta a creare collegamenti diretti con la Calabria cosi' come avviene gia' in Sicilia, dove attraverso i due aeroporti di Catania e Palermo, esistono gia' due voli settimanali economici. ''la Calabria - ha detto il Console - e' una terra che puo' offrire le giuste opportunita' ai turisti russi in quanto ha una qualita' insita nel territorio molto alta ma anche uno standard di prezzi molto bassi. Entro pochissimo tempo - ha concluso il Console Kolombet - avvieremo certamente un collegamento diretto con la Russia''. red/sam/rob (Asca).

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L'OPINIONE (sezione: Burocrazia)

( da "TGCom" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Bellezza al centro della politica Angelo Crespi sul Domenicale Viviamo in un'epoca di crisi. Come però suggerisce l'etimologia, "crisi" (dal verbo greco krino, "giudico") è il momento in cui bisogna giudicare e dunque scegliere. Il nostro Paese si trova ad un bivio. Davanti ha due opzioni. Una strada larga, ma pericolosa è quella di competere con gli altri Paesi accampandosi sullo stesso terreno di battaglia: e cioè il terreno della globalizzazione. L'altra strada più stretta, ma forse più lungimirante, è quella di rivolgerci al nostro "particulare", quel quid che ci differenzia da tutte le altre nazioni e ci pone al vertice di una ipotetica classifica: cioè il patrimonio artistico e ambientale. Ovviamente, in tutte le campagne elettorali il tema torna alla ribalta, ed è usato in modo strumentale. I politici si esibiscono in proclami magniloquenti, ma alla fine le proposte si limitano a un generico convincimento che i beni culturali sono potenzialmente un motore di sviluppo imprescindibile per la nostra economia, soprattutto in virtù del turismo. Nessuno però che dia poi seguito a una politica realmente imperniata sul tema. Il primato degli italiani sul resto del mondo Nel tentativo di fondare i criteri di un'azione di governo centrata sui beni culturali, innanzitutto valgono alcune premesse. Per prima cosa è necessario capire e sentire il primato dell'Italia ed esserne orgogliosi. Non bisogna vantarsi a sproposito, ma neppure continuare in un atteggiamento punitivo al limite del masochismo. Il nostro Paese per un paio di millenni è stato considerato dagli stranieri la culla della civiltà. è utile ricordare per sommi capi che possiamo arrogarci in epoca romana l'invenzione del diritto, ma anche in epoca medievale la rinascita della spiritualità monastica. Se esiste l'Europa e un'idea di Europa, dobbiamo ringraziare san Benedetto e la sua Regola. L'umanesimo è una questione soprattutto italiana. Il Rinascimento, che da noi dura un secolo, si prolunga per centinaia di anni oltre confine grazie ai nostri ingegni che migrano e civilizzano, nel senso vero del termine, le altre regioni. D'altronde abbiamo avuto i più grandi artisti, i più grandi pittori, i più grandi architetti e musicisti, i più grandi poeti, i più grandi miniatori e scultori. Perfino i più grandi cuochi. Quelli che da noi avevano la fortuna di esser considerati al massimo come valenti artigiani, all'estero furono riconosciuti come grandi artisti. Nonostante fossimo sempre sotto il tallone della dominazione straniera, la nostra cultura è stata vincente, la nostra lingua la più usata nelle arti e nei mestieri. Persino i geni stranieri, pensiamo a Mozart, scrivevano musica per parole italiane. Se non bastasse l'arte, durante l'epoca comunale le nostre città hanno primeggiato nel mondo per bellezza e ricchezza, insegnando la scienza dell'economia e del commercio. Anche quando la grande civiltà italiana era ormai ridotta al lumicino, nel Settecento e nell'Ottocento, stuoli di stranieri visitavano la penisola per studiare, formarsi, crescere. Ed è dunque da questo che dobbiamo ripartire, cioè dall'orgoglio del nostro passato, dalla capacità sempre dimostrata di mantenere e conservare le nostre tradizioni e il nostro patrimonio accrescendolo anno dopo anno, secolo dopo secolo. In una parola abbiamo bisogno di Patriottimismo, cioè di una consapevole riscoperta della nostre radici e dell'ottimismo che esse per natura generano. Da sempre siamo stati i migliori in questo campo, da sempre abbiamo trovato soluzioni migliori, da sempre abbiamo usato il nostro ingegno per migliorare il mondo. Il nostro core business è la conservazione Il nostro core business, come spiegano i sociologi, vedi per esempio La sindrome di Meucci di Giuliano da Empoli (Marsilio, Venezia 2006), non è dunque l'innovazione. è velleitario pensare di competere nello scenario della globalizzazione con Cina e India su questo piano come fanno Usa e Germania, ed è stupido parimenti non capire che Usa e Germania non hanno le nostre possibilità. Più intelligente invece sarebbe convincersi che il vero rilancio dell'Italia passa attraverso la conservazione del nostro paesaggio e dei nostri beni culturali, che sono la specificità riconosciutaci da tutto il mondo. Conservazione peraltro che in passato è sempre stata foriera di discussioni e di scontri i cui risultati sono visibili a tutti: città storiche sufficientemente preservate, ma anche devastazioni definitive di alcuni luoghi sacri della nostra storia. Ovviamente focalizzarsi sulla conservazione non significa impedire che nuovi progetti arricchiscano il nostro patrimonio. Ma questi devono essere studiati con attenzione. L'idea del non plus ultra, cioè che non ci sia più possibilità di costruire cose belle eguagliando gli antichi, è figlia del nichilismo. Un tempo con somma fiducia nelle capacità umane, gli artisti del Quattrocento biaccavano gli affreschi del Trecento convinti di fare meglio, gli artisti del Cinquecento biaccavano quelli del Quattrocento e così via. Certo oggi nessuno sarebbe così folle di chiamare i graffitari a ridipingere la Cappella Sistina, eppure se nascesse una nuova tensione al bello, se questa tensione fosse accompagnata dall'umiltà di riconoscersi figli di una comune tradizione, non ci sarebbero problemi a erigere a fianco degli edifici antichi splendidi edifici moderni. L'ideale a cui dobbiamo tendere è la bellezza Facciamo un passo avanti. Nel nostro ragionamento, ad un certo punto, è comparsa la parola Bello. Che non è un refuso. Bensì l'ideale a cui dobbiamo tendere per vincere la competizione globale. La Bellezza, con la B maiuscola, è uno dei valori che deve imperniare l'azione politica, non fosse altro perché come ricordava Antonio Socci, qualche giorno fa su Libero, essa "dà senso alla vita". Stefano Zecchi le cui riflessioni sul tema restano fondanti (La Bellezza, Bollati Boringhieri, 1990), acutamente osservava che la bellezza è una forma simbolica che invece di procedere verso l'insignificanza e l'annullamento, produce continuità nel sistema, mutamenti di forma, nuovi significati. In un tempo di vari nichilismi, bisogna dunque esaltarne l'ideale regolativo, la capacità di trasformazione nella persistenza, la sua funzione sociale, il carattere educativo. La Bellezza in questo senso è preminentemente un valore politico, perché individua modi di progettare e di intervenire sulla realtà circostante, trasmette valori, induce all'imitazione positiva, offre soluzioni alla società. La creatività è una capacità diffusa Ora facciamo un passo indietro. Abbiamo precedentemente spiegato perché è giusto essere orgogliosi del nostro passato, sublimato nelle migliaia di opere d'arte e di monumenti sparsi nella penisola, e perché parimenti è giusto porre molta vigilanza nella conservazione di questo patrimonio. Ora dobbiamo convincerci che questo patrimonio è utile. Tralasciamo per un attimo l'idea scontata di legare il patrimonio artistico al turismo. Ci torneremo. E focalizziamo la nostra attenzione sul vero quid che ci distingue dagli altri Paesi: la creatività. Che non è uno stereotipo da barzelletta, bensì una capacità realmente diffusa tra gli italiani, una peculiarità di cui spesso abusiamo, ma che talvolta disprezziamo. La creatività che è l'unica arma a nostra disposizione per sopperire all'endemiche mancanze (di materie prime, di grandi industrie, di grandi capitali, di un mercato davvero libero...) è frutto della tradizione e della possibilità costante di confrontarsi con il Bello della natura e dell'arte. Bello che come abbiamo detto è metro regolatore ed ispiratore di ogni attività che si concretizza nel "fare". La Bellezza è dunque sistema di riferimento e generatore della capacità degli italiani di essere creativi soprattutto nell'artigianato (sia quando si tratti di artigianato di lusso o ad alto contenuto tecnologico). E non è un caso che proprio in alcuni comparti dell'artigianato siamo leader . Riescono a competere sullo scenario mondiale le nostre piccole e medie imprese in cui l'apporto creativo è fondamentale per sopperire alle dimensioni, riescono a competere le grandi industrie comunque legate all'artigianato e alla creatività, per esempio quelle della moda e del design. Dobbiamo preservare il genius loci Da queste prime considerazioni discende dunque la necessità di preservare il genius loci, cioè quello spirito della tradizione che si è incarnato nel paesaggio italiano, sublime composizione armoniosa di natura e arte, e di preservarlo attraverso la conservazione appunto del paesaggio, più in generale dell'ambiente e del patrimonio artistico che devono diventare il centro di un'azione politica intelligente e responsabile. In questo senso l'Italia è il più grande museo a cielo aperto del globo e come tale va trattato. Scontato adoperarsi perché esso sia visitabile e fruibile nel migliore dei modi e da più gente possibile. Il turismo deve essere agito come un comparto strategico della nostra economia. Non è però sufficiente tirare a campare come si è fatto fino ad oggi, contando solamente su un patrimonio unico e irripetibile. L'azienda turismo deve essere migliorata, possibilmente puntando su una clientela di alta qualità che cerca da noi quello che non può trovare altrove: cioè, lo ripetiamo, bellezza della natura compenetrata a bellezza dell'arte. A cui si affianca una secolare tradizione del bien vivre, espressa con la gastronomia, la cultura, la capacità di generare emozioni. Attenzione però: bisogna non cadere nel tranello e proporre un sistema che conduca il Paese a una definitiva musealizzazione. La sfida non è quella solo di attirare più turisti, proponendo loro un classico tour nel parco a tema (vedi Venezia) o nel grande museo (vedi gli Uffizi), un tipo di prodotto cioè che si acquista e si consuma il più velocemente possibile. Bensì ideare un modello di fruizione che esalti l'unicità del luogo. E costringa gli stranieri a gustarlo con lentezza e consapevolezza. In soldoni ciò che dobbiamo vendere non è solo il luogo ma il modo, non lo spazio geografico ma la civiltà che lo ha costruito, il modello di vita da cui esso è generato. Think in Italy work in China Questo però non è sufficiente: benché per via della globalizzazione decine di milioni di nuovi ricchi si affaccino sul mercato, dopo aver assolto gli istinti primari avranno bisogno di chi li educhi al bel vivere. Oggi, in epoca di globalizzazione, anche la forza lavoro si sposta a seconda delle esigenze. Molte società occidentali ormai tendono a esternalizzare i propri servizi nei Paesi meno sviluppati, che hanno un costo del lavoro minore. Dapprima il fenomeno interessava servizi a basso contenuto tecnologico: pensiamo alle aziende americane che per esempio delocalizzavano i propri call center in India, dove esisteva una manodopera a basso costo comunque educata nella lingua inglese. Da qualche anno stiamo però assistendo a un fenomeno ancora più stravolgente: le società occidentali delocalizzano settori strategici perché in Paesi come l'India e la Cina, che hanno investito sull'istruzione, trovano ingegneri più preparati e a meno costo. L'Italia è lapalissianamente il posto migliore per delocalizzare il management creativo che ha bisogno di un confronto quotidiano con la Bellezza, e che potrebbe giovarsi degli stimoli provenienti da una cultura millenaria improntata al Bello. L'Italia (citiamo ancora Da Empoli) potrebbe attirare tutti quei nomadi della creatività che sono i veri generatori di innovazione e ricchezza nei campi in cui il made in Italy è già oggi all'avanguardia e sinonimo di qualità (moda, design, ma anche ricerca, tecnologia...). Lo slogan è presto detto: Think in Italy, work in China. Liberare le nostre città dalla burocrazia Ma per diventare il Paese nel quale le aziende di tutto il mondo desiderano delocalizzare il loro management creativo non basta vivere di ricordi e avere quadri polverosi appesi alle pareti. Le nostre città sono oggi spente, talvolta invivibili, oppresse dai particolarismi, dal brutto, dalle nefandezze della politica, dagli orrori della malavita. Non ci sono nuovi progetti architettonici decenti e quei pochi rischiano di deturpare la bellezza salvata fino ad ora. Non c'è più traccia, se non in via residuale, di quell'energia che ha sempre contraddistinto i nostri distretti fin dall'epoca comunale, passando per il Rinascimento, e arrivando al boom economico del Dopoguerra. La burocrazia ha ucciso le nostre città. La politica coi suoi ritardi impedisce che si esplichi la nostra naturale capacità di trovare soluzioni geniali e proporre stili di vita consoni alla Bellezza. Fortificare il marchio Italia Prima di proporre soluzioni, tentiamo di ricapitolare il ragionamento. Noi siamo gli eredi spesso inconsapevoli di una grande civiltà. Senza presunzione, ma con umiltà, possiamo dire che in Occidente abbiamo, e ci è stato riconosciuto, un ruolo naturale di indirizzo e progettazione degli stili di vita. Dobbiamo riscoprire il nostro ruolo e per far ciò dobbiamo tornare ad essere orgogliosi della nostra identità e della nostra tradizione. Lo specifico della nostra tradizione è la Bellezza, che è un valore politico. Alla luce di questo, è chiaro che il consolidamento degli strumenti legislativi e amministrativi per migliorare la tutela del paesaggio e dei beni culturali deve diventare il centro dell'azione di un governo il cui fine sia rilanciare il Paese. Per far questo, il paesaggio, le tradizioni, il patrimonio artistico devono essere percepiti da tutti gli italiani come il tratto distintivo della nostra nazione rispetto al resto del mondo. E come tali vanno valorizzati, con iniziative che proteggano e sviluppino all'estero il marchio Italia (per esempio unificando e fortificando l'azione degli istituti italiani di cultura, degli istituti per il commercio estero, delle ambasciate). E con iniziative che sviluppino il turismo di qualità. Ma anche con politiche fiscali adeguate al rilancio di un Paese in cui nessuno vuole più investire. Invia ad un amico.

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Nomenclatore tariffario: appello della FISH (sezione: Burocrazia)

( da "Vita non profit online" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Redazione (redazione@vita.it) 11/03/2008 --> La tecnologia avanza, la politica e la burocrazia no. Un appello della FISH per l'approvazione dei LEA territoriali e del Nomenclatore Tariffario "In previsione della riunione della Conferenza Stato Regioni del 20 marzo 2008 ci appelliamo ai rappresentanti del Governo e delle Regioni affinché i LEA territoriali (Livelli Essenziali di Assistenza Sanitaria) e il Nomenclatore Tariffario delle Prestazioni Protesiche ivi contenuto vengano approvati in via definitiva e divengano operativi al più presto". Questo l'Appello al Governo e alle Regioni promosso da Pietro Barbieri, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), cui hanno già aderito associazioni, operatori e produttori dei quali riportiamo in calce l'elenco completo. "Le persone con disabilità, le loro famiglie, i professionisti sanitari, i centri ausili, e molte aziende produttrici - continua l'Appello - attendono dal 1999 che le innovazioni tecniche e tecnologiche possano diventare ausili erogabili dal Sistema Sanitario Nazionale. Il tempo trascorso rappresenta un'era intera in campo tecnologico: non è più accettabile il rinvio dell'adozione di tale strumento, ancorché dovuto ad interessi che non riguardano il raggiungimento della massima autonomia delle persone con disabilità". Un'iniziativa, dunque, quanto mai importante, che merita certamente l'attenzione di tutte le persone con disabilità del nostro Paese e dei loro familiari. Ed è soprattutto a loro che pensa l'Appello della FISH, quando vi si scrive: "Un eventuale rinvio comporterebbe la frustrazione delle aspettative delle persone con disabilità e dei loro familiari i quali sarebbero costretti a proseguire nell'acquisto diretto di ausili tecnologici indispensabili alla loro autonomia. Gli stessi operatori si vedrebbero costretti a consigliare ausili non contemporanei, svuotando il progetto riabilitativo individuale. I produttori dovrebbero rivedere il loro piano di sviluppo, ritornando a produrre e a mettere in commercio prodotti datati, con buona pace della necessità di innovazione tecnologica finalizzata alla crescita economica". Necessaria e utile anche la parte conclusiva del documento, ove si chiede "che il dispositivo normativo contenga gli strumenti necessari alla puntuale definizione del repertorio e all'aggiornamento dei codici come già accade per i farmaci con l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). L'innovazione necessita infatti di aggiornamenti costanti e ravvicinati nel tempo".

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Opposizioni scatenate Stop al cemento: Mandello divisa Beppe Grossi (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Lecco, La" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il vincolo ambientale sullo Zucco di Somana scatena le opposizioni consiliari, contrarie alla scelta della giunta Mariani per vari motivi. Su una cosa però sono tutti d'accordo: quel vincolo garantisce soltanto tanta burocrazia. servizio a pagina 28.

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Cooperazione in campo turistico (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Calabria, Il" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il vicepresidente Cersosimo ha incontrato a palazzo Alemanni il Console generale della Federazione russa CATANZARO. Il vicepresidente della Giunta regionale, Domenico Cersosimo, ha ricevuto a Catanzaro il Console generale della Federazione russa in Sicilia e in Calabria, Mikhail Kolombet. All'incontro, che si è tenuto a Palazzo Alemanni, hanno preso parte il capo di gabinetto Michele Lanzo, il vice capo di gabinetto Roberta Porcelli, il dirigente al dipartimento turismo della Regione Calabria Pasquale Anastasi, il presidente della Sacal, la società di gestione dell'aeroporto di Lamezia Terme, Eugenio Ripepe, e il consulente della Sacal, Osvaldo Spagnoli. "Durante le due ore di riunione - è scritto in un comunicato della Regione - sono stati affrontati principalmente i temi della cooperazione in campo turistico, dei trasporti e nel settore dell'agricoltura. Il vicepresidente Cersosimo ha parlato di due linee di intervento nei rapporti tra la Regione Calabria e la Russia: la prima - ha detto - deve essere l'istituzione di un volo diretto tra la Calabria e la Russia. È la cosa primaria da fare, perché crediamo che quando arriva un nuovo volo in Calabria, un nuovo collegamento, si apre una prospettiva, un solco da cui far nascere occasioni di sviluppo economico". "La seconda via da seguire - ha aggiunto il vicepresidente della Giunta - è legata agli scambi, alla cooperazione già esistente tra la Regione Calabria e il Krasnodar. Rapporti rivolti soprattutto agli scambi del settore agroalimentare". Il presidente della Sacal, presente nell'occasione perché da tempo impegnato nella ricerca di un vettore che colleghi direttamente Lamezia Terme alla Russia, ha chiesto al Console Mikhail Kolombet di intraprendere iniziative per superare i problemi burocratici talvolta legati al rilascio dei visti per giungere in Russia o per sbarcare in Calabria. Problemi che lo stesso Console ha dichiarato di voler affrontare istituendo proprio all'interno della stazione aeroportuale di Lamezia Terme un ufficio del Consolato russo, con lo specifico intento di facilitare il superamento di questioni legate alla burocrazia. Ma il Console Kolombet si è impegnato soprattutto per trovare una compagnia di volo russa disposta a creare collegamenti diretti con la Calabria così come avviene già in Sicilia, dove attraverso i due aeroporti di Catania e Palermo, esistono già due voli settimanali economici. "La Calabria - ha detto il console - è una terra che può offrire le giuste opportunità ai turisti russi in quanto ha una qualità insita nel territorio molto alta ma anche uno standard di prezzi molto bassi. Entro pochissimo tempo - ha concluso Kolombet - avvieremo certamente un collegamento diretto con la Russia".

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CAMPIDOGLIO/ ALEMANNO: VIA CAPPA PIOMBO DA PICCOLE-MEDIE IMPRESE (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 11-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

11-03-2008 19:05 "Sistema di potere instaurato dal centrosinistra" Roma, 11 mar. (Apcom) - "Abbiamo proseguito il nostro lavoro di concertazione preventiva perché abbiamo voluto ascoltare tutte le istanze sociali di Roma per presentare il nostro programma". Lo ha detto il candidato del Pdl al Campidoglio, Gianni Alemanno, nel corso della conferenza stampa organizzata nella sede di Federlazio. Questa mattina Alemanno ha incontrato i rappresentanti delle sigle sindacali, Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Durante questi incontri il candidato del Pdl ha ribadito l'idea "di riconfermare un rapporto costruttivo con le forze sociali della città". Quanto all'incontro con i rappresentanti di Federlazio, Alemanno ha commentato: "Abbiamo ribadito l'impegno di liberarli da una cappa di piombo instaurata dal sistema di poteri del centrosinistra". Tre i passaggi significativi che il candidato del Pdl ha proposto per rilanciare il ruolo delle piccole e medie imprese della capitale: "Smantellare la Holding Comune di Roma, liberare le pmi da un rapporto con la burocrazia che è negativo e riformare la governance di Roma con un livello istituzionale nuovo". Quanto alla gestione degli appalti Alemanno ha registrato la denuncia delle pmi sui mega-appalti: "Questo tema deve essere risolto, noi cercheremo di permettere alle pmi di consorziarsi e di non essere schiacciate nelle gare di appalto".

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