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Articoli
Burocrazia (53)
<Meno convegni e più tempo con gli agricoltori> (
da "Cittadino, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che lo ha visto battagliare con la burocrazia Ue negli anni in cui è stato assessore veneto all'agricoltura. "Andremo a capire cosa si può fare - ha detto Zaia, a margine del suo incontro con gli studenti dell'istituto per l'enologia "Gian Battista Cerletti" di Conegliano, dove lui stesso si è diplomato - ma sicuramente non vado a celebrare funerali di aziende agricole"
L'economia salernitana sempre più giù (
da "Citta' di Salerno, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Edmondo Cirielli, presidente provinciale di An, si è detto ottimista. "Riduzione delle tasse, semplificazione delle burocrazia e interventi specifici per il Sud". Questa la ricetta del nuovo Governo Berlusconi , che punta "ad uno Stato più leggero, per ridurre le spese e non i servizi ai cittadini".
I giudici salvano la tenda della vita (
da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia si è messa di traverso confermando di essere una delle nemiche dei cittadini. Informato della situazione, il sindaco di Palazzolo Silvano Moreschi avrebbe voluto revocare immediatamente l'ordinanza di rimozione ma così facendo avrebbe a sua volta violato il rigido pacchetto di normative della legge Bassanini in materia di rapporti fra primo cittadino e uffici comunali.
Burocrazia e costi frenano la crescita (
da "Arena, L'" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: nel Rapporto 2008 della Camera di commercio e dell'Università Burocrazia e costi frenano la crescita FABIO BORTOLAZZI di Daniela Bruna Adami "Mentre ci arrovelliamo con indici di crescita così bassi, recuperando anche i decimali per convincerci che stiamo crescendo, altri Paesi registrano indici a due cifre e addirittura riducono i dati ufficiali per non spaventarci".
Gli allevatori pronti alla battaglia (
da "Provincia di Cremona, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che lo ha visto battagliare con la burocrazia Ue negli anni in cui è stato assessore veneto all'agricoltura. "Andremo a capire cosa si può fare". Secondo Zaia sulle quote latte l'Italia "è stata mal difesa, a partire dalla fine anni '70". "Ci siamo portati a casa, allora, una quota nazionale di latte in un momento i cui il paese ne consumava il doppio ?
Apa, eletto il nuovo consiglio (
da "Provincia di Cremona, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: della burocrazia, o l'atteggiamento non di rado 'scorretto e criminalizzante' dei media. Analisi in cui la preoccupazione per uno stato di cose oggettivamente pesante non ha mai il sopravvento sulla volontà di rimboccarsi le maniche, testimoniando la vitalità di un comparto, la professionalità degli allevatori e la qualità del loro prodotto.
Strada pericolosa, c'è la petizione (
da "Centro, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: In molti paventano pericoli anche per la fauna selvatica pregiata, tassi e scoiattoli la cui presenza indica un ecosistema da proteggere. "Spero che la petizione spinga la Provincia", è il commento del sindaco Settembrino Giandonato, "a accordarci quelle misure di sicurezza finora negate sul filo di una burocrazia lenta e cavillosa". Francesco Blasi.
Raccolte 400 firme per il no alla cava (
da "Provincia Pavese, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è detto che gli atti approvati dalla burocrazia tutelino l'interesse di un territorio, a maggior ragione ricco d'acqua come quello dell'alta Lomellina - commenta Luciano Nieto, direttore dell'Unione agricoltori -. Crediamo che sia necessario seguire la strada dello sviluppo sostenibile e ci domandiamo se il progetto della cascina Buscagliona sia funzionale allo sviluppo agricolo.
L'urbanistica violata in penisola sorrentina - giuseppe
guida ( da "Repubblica, La"
del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: In pieno accordo con buona parte della burocrazia e della politica regionale, i Comuni sorrentini stanno infatti procedendo ad ambigue varianti ai piani regolatori e ad approntare decine di altri strumenti di deregulation urbanistica. Incapaci di pensare a percorsi di sviluppo nuovi e sostenibili, i Comuni pagano i propri servizi sociali, le manutenzioni,
<Meglio fare tutto alla luce del sole> (
da "Giorno, Il (Lodi)" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Tutta questione di burocrazia: non conosco a fondo le regole in questo caso, ma credo che quando qualcuno prende in affitto un locale, non sia tenuto a chiedere alcun permesso", ribatte. Giuseppe Bruschi, capogruppo di Forza Italia nel Consiglio comunale, è perplesso: "Ora il Comune ha mandato i vigili nel condominio per controllare se tutto è in regola.
Troppe opere incompiute (
da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: soprattutto contro la burocrazia centrale, i ritardi dell'Italia rispetto all'Europa; non mancano nemmeno le contrapposizioni: sull'aeroporto tra Abem e Provincia, sulla stazione della Tav fra la Provincia e il Comune che peraltro ieri non c'era. Ma l'intenzione è di fare sistema o Brescia sarà fanalino di coda di un'Italia fanalino di coda in Europa.
SI CONFERMA un pragmatico Luca Zaia e nel primo giorno da
ministro dell'agricoltura fissa subito i t (
da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che lo ha visto battagliare con la burocrazia Ue negli anni in cui è stato assessore veneto all'agricoltura. "Andremo a capire cosa si può fare ? ha detto Zaia, a margine del suo incontro con gli studenti dell'istituto per l'enologia 'Gian Battista Cerletti' di Conegliano, dove lui stesso si era diplomato ?
GLI SPEZZINI che si sentono vittime incolpevoli di
burocrazia, macroscopici errori finanz (
da "Nazione, La (La Spezia)" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: 3 GLI SPEZZINI che si sentono vittime incolpevoli di burocrazia, macroscopici errori finanz... GLI SPEZZINI che si sentono vittime incolpevoli di burocrazia, macroscopici errori finanziari, gabelle e disagi possono raccontare la loro storia a La Nazione. Lo potranno fare chiamando il nostro numero verde oppure informarci con una e-mail, come indicato nel grafico qui sopra.
Il leghista Zaia: le quote latte al primo posto in agenda (
da "Eco di Bergamo, L'" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La questione dello sforamento delle quote e delle multe agli allevatori del Nord è un tema caro a Zaia, che lo ha visto battagliare con la burocrazia europea negli anni in cui è stato assessore veneto all'Agricoltura. "Andremo a capire cosa si può fare ? ha detto ?, ma certo non vado a celebrare funerali di aziende agricole".
Montezemolo: vedremo i fatti ma per ora segnali positivi (
da "Eco di Bergamo, L'" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: vogliono far bene il proprio mestiere e avere meno burocrazia". Il leader uscente di Confindustria è tornato anche sulla controversa diffusione dei redditi sul web. Più che altro ? ha detto ? "mi sarebbe piaciuto vedere dove vanno a finire questi soldi", definendo la pubblicazione dei redditi on line una "gogna mediatica".
Giovani senza passione per il lavoro e per il mondo, le
imprese danno l'allarme ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: di buone infrastrutture e di una burocrazia amica, la produttività ha poi sempre più bisogno di flessibilità. Flessibilità che ha tante componenti: non è solo fare gli straordinari o le ferie nei periodi richiesti dal mercato. Su questi aspetti nelle nostre valli c'è molto pragmatismo e il più delle volte si trova un accordo con i sindacati e i lavoratori,
Le consulenze dei fedelissimi: La Moratti risarcisca 7
milioni Milano, la magistratura contabile chiede i danni: 23 collaboratori
assunti senza requisiti ma per affidabilità politi (
da "Unita, L'" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: con la burocrazia comunale, che il sindaco ha umiliato inventandosi la necessità di una fitta schiera di collaboratori e di consulenti, fedeli alla sua causa, con costi pesantissimi, denunce, al punto che la Corte dei Conti se n'è dovuta occupare. E questa, dopo la cacciata di Sgarbi, è l'altra notizia del giorno: la Procura della Corte dei Conti avrebbe depositato l'
Zanlari: <Più attenzione al legame col territorio> (
da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ridurre la burocrazia. Gli "ingredienti" per ottenere una diversa distribuzione della ricchezza sono molteplici. Ognuna delle personalità intervenute al convegno detta la propria "ricetta". Andrea Zanlari analizza la questione partendo dalle cause. "Rispetto a cinque anni fa - afferma - il reddito lordo disponibile pro-capite in provincia è diminuito in termini reali dell'
Zaia: <La priorità sono le quote latte> (
da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che lo ha visto battagliare con la burocrazia Ue negli anni in cui è stato assessore veneto all'agricoltura. "Andremo a capire cosa si può fare - ha detto - ma sicuramente non vado a celebrare funerali di aziende agricole". Secondo Zaia sulle quote latte l'I- talia "è stata mal difesa, a partire dalla fine anni '70.
IN COMUNE con i tassisti romani hanno l'ostilità nei
confronti dell ( da "Resto del Carlino, Il
(Ravenna)" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: obiettivo di snellire la burocrazia e agevolare i rapporti dei cittadini con gli uffici pubblici, rischia di creare pericolosi vuoti nei meccanismi di controllo di pratiche delicate e di mettere in discussione centinaia di posti di lavoro. Ora si sono organizzati. Anche sulla scia di un movimento di protesta che ha messo radici a Ravenna,
Il dolore del vuoto incolmabile di una perdita (
da "Giornale di Brescia" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Nel frattempo a mio marito veniva spiegata la burocrazia da seguire, la prenotazione delle visite (con la dottoressa e con l'anestesista) e dell'intervento. Le prime due visite vengono fissate per il mattino seguente alle ore 11 con la dottoressa e subito dopo con l'anestesista. Peccato che dopo la gran puntualità della prima la seconda si è fatta attendere fino alle ore 13.
I costi della politica, potere e responsabilità (
da "Giornale di Brescia" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazie transnazionali, banche centrali potenti e indipendenti, ispettori dell'Unione Europea e del Fondo monetario internazionale, e giudici che legiferano" creano un "deficit democratico", così che gli elettori dell'Occidente hanno perso sovranità politica e popolare sull'economia (Kevin Phillips,
Consulenze d'oro, il Comune sotto processo (
da "Giornale.it, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: alle direttive sul contenimento dei costi della burocrazia". Stralci della citazione a giudizio firmata dal procuratore della Corte dei conti Domenico Spadaro nei confronti di 22 amministratori di Palazzo Marino. In autunno, il processo. Sessantasette pagine per "censurare" una pratica - quella delle consulenze esterne - costata a Palazzo Marino più di 17 milioni e mezzo di euro.
L'edilizia resta settore chiave per la crescita (
da "Giornale di Brescia" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: purtroppo a troppi livelli, una burocrazia di poca efficienza, più sensibile alle procedure ed alle formalità complesse e talvolta irrazionali - spiega ancora il presidente Campana -. La gestione amministrativa, in generale, registra carenze di efficienza, di organizzazione, di assunzione di responsabilità e di celerità.
Il Comune raddoppia le aree di lavoro (
da "Giornale di Brescia" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: intera burocrazia e eliminando le sovrapposizioni oggi presenti. Il secondo obiettivo riguarda proprio le risorse umane presenti all'interno del Comune. Abbiamo scommesso sulla positività già esistente, confermando tutti i 6 capiarea e non ricorrendo, neppure per le nuove aree, ad assunzioni esterne all'Amministrazione".
Infrastrutture: la grande occasione si chiama Expo (
da "Giornale di Brescia" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: BREBEMI E BUROCRAZIA. I
Gli orrori e i nonsense dell'italiano strafalcioni,
anglicismi e burocratese - tiziana cozzi (
da "Repubblica, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dalla burocrazia e dalla politica. Questo piccolo volume di Giuseppe Picciano, cronista sportivo formatosi nel duro e fattivo mondo della provincia, ha il pregio di aver compiuto una ricerca estesa a diversi ambiti dell'espressione linguistica, riportando gli orrori e i nonsense del linguaggio odierno, con un tocco di gradevole ironia.
La città sia il quartiere di una metropoli (
da "Mattino di Padova, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: anche a causa della burocrazia. Per queste cose, è la Regione che dovrebbe fare da guida". Il problema della polverizzazione delle risorse è grave anche secondo Rossi Luciani, che pure guida una realtà importante come Nanotech. La seconda tavola rotonda, moderata da Roberto Papetti, direttore del Gazzettino, è stata introdotta da una relazione di Nicola Ometto,
Prc, è giallo sulla firma di Bertinotti. Mentre Ingrao e
Curzi si defilano ( da "Manifesto, Il"
del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Mentre Ingrao e Curzi si defilano Roma La burocrazia inganna. Dietro i machiavellismi del comitato politico nazionale di Rifondazione comunista che si apre oggi a Roma la "resa dei conti" pare ormai inevitabile. Ma al congresso di luglio (quasi sicuramente dal 24 al 27 luglio a Chianciano) l'ex maggioranza bertinottiana ci arriva malconcia.
Meno burocrazia per le imprese (
da "Stampa, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Da agosto Meno burocrazia per le imprese Un "colpo" ai lacci e lacciuoli della burocrazia. Ieri, durante la Giornata dell'economia, il presidente della Camera di commercio Ferruccio Dardanello ha dato una buona notizia alle imprese. Dal 20 agosto prossimo scatterà la comunicazione unica.
Noi, vincitori sconosciuti al loft (
da "Sole 24 Ore, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il problema è che i partiti sono diventati burocrazia. Ho cercato Veltroni – dice Molteni – ma magari neanche gliel'hanno riferito perché io sono la periferia e la periferia non conta. Forse pensavano avessi bisogno di un favore, boh... Volevo parlare di politica perchè ho bisogno di avere interlocutori reali.
Un piano anti-burocrazia (
da "Sole 24 Ore, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Al vaglio un programma di semplificazione - Priorità anche al federalismo Un piano anti-burocrazia Per il neoministro Zaia subito i dossier quote e riforma Pac Annamaria Capparelli ROMA Lotta all'euroburocrazia e alla "concorrenza asimmetrica ", priorità al federalismo e per cominciare impegno imme-diato sull'annosa questione delle quote latte.
Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: PADOVA - data:
2008-05-10 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONA... (
da "Corriere del Veneto" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia blocca le imprese? Quello che è certo è che una differenza così grande rispetto ad altre province richiede un impegno forte". Ibridazione A condividere la preoccupazione del numero uno della Camera di Commercio è anche l'economista Giovanni Costa.
<Economia al palo, ora servono cure davvero efficaci> (
da "Corriere del Mezzogiorno" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: con una burocrazia ridotta all'essenziale, con imprenditori meno timorosi, un sindacato forte e radicato che sappia innovarsi e un'istituzione locale che aiuti l'investimento e non lo blocchi. Una politica che si faccia da parte per dare spazio all'iniziativa privata e ritorni al suo ruolo originale di dare indirizzo e non di gestire direttamente.
PATRIMONIO DILAPIDATO (
da "Corriere del Mezzogiorno" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: e bisogna tentare di dirlo con pacatezza) una difesa solo formale: quella degli uffici profondi e della burocrazia sorda che segue protocolli chiusi, che non applica l'intelligenza, che cerca la soddisfazione della sospensione, che non entra mai nel merito dei problemi, che non cerca di capire, che svolge un compito giusto in modo impiegatizio.
I tagli di Berlusconi: a Palazzo Chigi comincia la cura
dimagrante ( da "Panorama.it"
del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Impero dell'alta burocrazia: solo alla presidenza del Consiglio si contano 27 dirigenti di prima fascia e 229 dirigenti di seconda fascia. Una nave da crociera, con un bilancio autonomo, sulla quale è stata caricata troppa zavorra: a bordo complessivamente ci sono 4.
GANASCE FISCALI ALLE AMBULANZE (
da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia non fa distinzioni. Anche se si tratta di autoambulanze. Di quattro mezzi di soccorso sui sei disponibili in un ospedale destinato a 500mila utenti, l'unico presidio di una provincia abbandondata ma turbolenta. È il caso del San Giovanni di Dio di Frattaminore, periferia nord a ridosso di Napoli.
<In materia di acque e difesa del suolo la Provincia
accumula troppi ritardi> ( da "Unione Sarda, L'
(Nazionale)" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia continua a voltare le spalle alle imprese, in particolare in agricoltura e artigianato. Il trasferimento di una serie di competenze (in forza della legge 9/2006) dalla Regione alle Province, in materia di acque e difesa del suolo, sta innescando "troppi e inaccettabili ritardi", denuncia Patrizio Buccelli,
E Walter diventa il "premier ombra" (
da "Giornale.it, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.
Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana.
Dì la tua ( da "Giornale.it, Il"
del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.
Lo spettacolo in rivolta (
da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia. E così 28 tra compagnie e associazioni di professionisti si sono rivolte a un avvocato per un attacco alla Regione. Obiettivo: il metodo di gestione del progetto Un'isola in festival , ovvero sei milioni di euro stanziati dal Mibac (Ministero per i beni e le attività culturali) a favore della Regione Sardegna per le attività di spettacolo 2007-
Roberto, Renato e Mara... dura la vita! pag.2 (
da "Affari Italiani (Online)" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: meno spesa pubblica, meno burocrazia, meno fannulloni e così via. E con queste promesse il centrodestra ha conquistato elettori in tutta Italia e soprattutto nel Nord, almeno quanto lo ha fatto con quelle di tagliare le tasse e di aumentare la sicurezza. Ecco, a Brunetta tocca adesso la sfida di farlo davvero.
CONCORRENZA E... VELENI (
da "Azione, L'" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: perché servono un laboratorio, una burocrazia. Meglio cederlo all'ingrosso. Anche se mi piacerebbe vedere dei controlli più severi su chi vende direttamente, per evitare il caso che si venda più di quanto si produce...". Oltre alla concorrenza, anche la moria... "è un problema serio, che va al di là delle api.
TROPPI I PROBLEMI APERTI (
da "Mattino, Il (Avellino)" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia lenta, la politica sembra disinteressarsi perchè impegnata in una discussione che la gente non riesce a comprendere". "Noi abbiamo già presentato la nostra proposta elettorale su fatti concreti - conclude il rappresentante di Alleanza Nazionale -, che sicuramente riusciremo a realizzaere se i cittadini ci daranno il consenso in considerazione della compattezza della nostra
Oderzo NOSTRO SERVIZIO La (
da "Gazzettino, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: intoppi della burocrazia. Non deve accadere, come purtroppo è accaduto per altri casi recenti, che gli imputati vengano rimessi in libertà". Artur Lleshi nel frattempo è morto, impiccandosi nella sua cella del carcere "Due Palazzi" di Padova. L'assassinio dei suoi genitori ha provato duramente Daniele Pelliciardi.
Il figlio: spero prendano pure lui e che non tornino subito
liberi ( da "Gazzettino, Il"
del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: figlio delle due vittime ha commentato la chiusura delle indagini: "Spero che per il processo - ha aggiunto - non saltino fuori cavilli legali, intoppi della burocrazia. Non deve accadere, come purtroppo è accaduto per altri casi recenti, che gli imputati vengano rimessi in libertà".Fregonesea pagina 6.
FIGLIULO: AZIONE ANTICRISI BIPARTISAN (
da "Mattino, Il (Salerno)" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: per mettere mano alle riforme che alleggeriscano il peso della burocrazia sulle imprese", spiega il coordinatore provinciale del Pd. E si rivolge a Cirielli chiedendogli sostanzialmente di vigilare sull'attuazione del federalismo: "Ho letto la proposta della Lega e si prospettano tempi ancor più bui per il Mezzogiorno se quel progetto venisse attuato nella sua interezza".
A Padova non si investe: <Gli stranieri ci snobbano> (
da "Gazzettino, Il (Padova)" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Dobbiamo chiederci perchè la provincia di Padova non ha capacità di attrazione: non sono adeguate - si è chiesto Chiesa - le aree produttive? I trasporti? O è la burocrazia che blocca il percorso di crescita? Circa la capacità di spostamento, Padova occupa nel 2007 la prima posizione nel Veneto per l'insieme delle infrastrutture di servizio. Eppure...A pagina II.
<Investimenti, gli stranieri ci snobbano> (
da "Gazzettino, Il (Padova)" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: O è la burocrazia che blocca il percorso di crescita? Circa la capacità di spostamento, Padova occupa nel 2007 la prima posizione nel Veneto per l'insieme delle infrastrutture di servizio e la seconda posizione per dotazione della rete ferroviaria ed energetica (dopo Venezia).
Ridurre la burocrazia e i costi per combattere la crescita
zero ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: commercio Ridurre la burocrazia e i costi per combattere la crescita zero Il federalismo fiscale darebbe ossigeno al Veneto Meno burocrazia, più rapidità, più efficienza, meno costi: perché c'è da rimettere in moto un'economia ferma alla "crescita a zero". Che comunque in Polesine ha le potenzialità per ripartire presto, attraverso i minori costi immobiliari per i nuovi insediamenti,
GOVERNO: BONAIUTI, MENO TASSE E BUROCRAZIA (
da "ADN Kronos" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: - (Adnkronos) - ''Tagliare le tasse sulle cose utili e semplificare la burocrazia per risolvere i grandi problemi del paese''. E' la ricetta indicata dal sottosegretario in pectore alla presidenza del consiglio con delega alla Comunicazione, Paolo Bonaiuti, oggi a margine del convegno ''Are you my Televisionary?
10/05/2008 16:47 GOVERNO: BONAIUTI, MENO TASSE E BUROCRAZIA (
da "ITnews.it" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: - (Adnkronos) - ''Tagliare le tasse sulle cose utili e semplificare la burocrazia per risolvere i grandi problemi del paese''. E' la ricetta indicata dal sottosegretario in pectore alla presidenza del consiglio con delega alla Comunicazione, Paolo Bonaiuti, oggi a margine del convegno ''Are you my Televisionary?
( da "Cittadino, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Meno
convegni e più tempo con gli agricoltori" n Si conferma un pragmatico Luca
Zaia e nel primo giorno da ministro dell'agricoltura fissa subito i temi della
propria agenda, partendo dalla partita delle quote latte. "Ho una bella
partita da subito - ha spiegato, incontrando i giornalisti a Conegliano - cioè
150 milioni di euro di multe di quote latte, applicate all'Italia assieme a
Germania e Polonia". La questione dello sforamento delle quote e delle
multe agli allevatori del Nord Italia è un tema caro a Zaia, che lo ha visto battagliare con la burocrazia Ue negli anni in cui è stato assessore veneto all'agricoltura.
"Andremo a capire cosa si può fare - ha detto Zaia, a margine del suo
incontro con gli studenti dell'istituto per l'enologia "Gian Battista
Cerletti" di Conegliano, dove lui stesso si è diplomato - ma sicuramente
non vado a celebrare funerali di aziende agricole". Secondo Zaia
sulle quote latte l'Italia "è stata mal difesa, a partire dalla fine anni
'70. Ci siamo portati a casa, allora, una quota nazionale di latte in un
momento i cui il paese ne consumava il doppio. Oggi perciò una confezione su
due che è acquistata nel nostro Paese contiene latte non italiano. Un peccato
originale che scontiamo da 40 anni. Il solo Veneto, ad esempio, paga 34 milioni
di euro l'anno di multe per quote latte, distribuite fra 312 aziende
agricole". Zaia, che farà martedì prossimo il passaggio delle consegne con
il ministro del precedente governo, Paolo De Castro, ha rimarcato le
caratteristiche di concretezza che intende imprimere al proprio mandato:
"Spero - ha detto - che ci siano meno convegni perché chi mi conosce sa che
ho l'allergia alla sedia. Quindi meno conferenze e più campi. Frequentare le
aziende agricole - ha aggiunto - può essere uno stile di lavoro". Lasciata
un attimo la veste istituzionale, con la quale ha chiesto agli studenti di
Conegliano anche un minuto di raccoglimento in memoria di Aldo Moro e della sua
scorta, Zaia si è immedesimato in quella del politico, sponda Lega, per
rispondere a chi si dice preoccupato dal federalismo in salsa lombardo-veneta.
"Dico a tutti non preoccupatevi. Il federalismo - ha affermato - sarà un
bene per tutti. Sento che c'è qualcuno in giro per l'Italia che si preoccupa,
ma il mio partito vuole portare l'ossatura del Paese ad uno Stato federale,
compatibile con l'attuale costituzione. Vi dico che il federalismo è una grande
opportunità per il Nord, per noi veneti e per tutta la comunità del Sud. Si
deve preoccupare solo chi non lavora con onestà e non fa le cose come
dovrebbero essere fatte".
( da "Citta' di Salerno, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Diminuisce
il reddito medio pro capite 16.351 euro annui, a Milano il doppio camera di
commercio Strianese: "Dati spietati Il quadro è davvero sconcertante"
DI GIANNI GIANNATTASIO " L'economia della provincia di Salerno va male. Il
Pil pro-capite nel 2007 è stato di 16.351 euro, l'1,8% in meno rispetto a
quello del 2006. Addirittura si è attestato al di sotto del reddito medio
regionale (16.570euro), che nell'ultimo anno risulta aumentato dell'1.4%. Se si
confronta con il reddito medio nazionale del 2007, che è stato di 25.862 euro,
si comprende che stiamo davvero perdendo quota. La differenza è di oltre 9mila
euro. " Rispetto alla provincia di Milano il nostro reddito medio è
addirittura meno della metá. Le cifre diffuse ieri dalla Camera di Commercio
parlano chiaro: nel 2007 la provincia di Salerno è scesa al 92º posto nella
graduatoria del reddito pro capite delle province italiane, perdendo ben cinque
posizioni rispetto all'anno precedente. "Numeri spietati - ammette il
presidente dell'Ente camerale, Augusto Strianese - che danno un quadro
sconcertante della situazione economica". I settori in calo sono l'agricoltura
(- 3,2%) e l'industria (- 0,3%), ma la flessione ha riguardato anche gli arrivi
dei turisti (- 0,6%), anche se però le giornate di presenza hanno avuto un
incremento dell'1,6%. " Che fare per correre ai ripari? Strianese ha
proposto la costituzione, presso la Prefettura, di un organismo tra i vari enti
che con cadenza mensile verifichi lo stato dei lavori delle infrastrutture in
cantiere. ma soprattutto, nell'augurare buon lavoro al nuovo Governo e al
ministro Mara Carfagna, "di rendere più facile la vita agli italiani
semplificando le procedure". Per il presidente della Provincia Angelo
Villani, "promuovere lo sviluppo dal basso non è sufficiente. Come
Provincia abbiamo investito 600 milioni di euro per scuole e strade, ma le
grandi opere pubbliche al Sud deve farle lo Stato". ma il dato che
maggiormente preoccupa Villani è la difficoltá dell'industria, "perché se
non c'è produzione non si distribuisce ricchezza". " Michele
Figliulo, segretario provinciale del Pd, ha insistito sulla necessitá "di
concentrare su pochi obiettivi strategici le risorse europee" e , poi,
fatte le scelte "a fare squadra, tutti insieme, al di lá delle
appartenenze politiche". Nonostante tutto, l'on. Edmondo
Cirielli, presidente provinciale di An, si è detto ottimista. "Riduzione
delle tasse, semplificazione delle burocrazia e interventi specifici per il Sud". Questa la ricetta del
nuovo Governo Berlusconi , che punta "ad uno Stato più leggero, per
ridurre le spese e non i servizi ai cittadini".
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
PALAZZOLO.
Il Tar sospende l'ordinanza. L'avvocato della famiglia: "È mancato il
buonsenso" I giudici "salvano" la tenda della vita di Giancarlo
Chiari Quella tenda a tunnel montata in giardino rappresentava l'ultimo
contatto con il mondo esterno. Ma il Comune aveva ordinato di rimuoverla
cancellando l'ultimo sprazzo di normalità in una vita segnata da una grave
malattia. IL TAR HA PERO' SOSPESO l'ordinanza dell'Amministrazione civica di
Palazzolo impedendo che la legge commettesse un'ingiustizia. La vicenda dai
contorni kafkiani, risale al gennaio scorso quando il dirigente dei Servizi al
territorio del Comune ordina di rimuovere entro novanta giorni la tenda a
soffietto del tipo di quelle che vengono usate allo stadio per consentire
l'ingresso e l'uscita dal campo in sicurezza della squadre. L'infrastruttura
appartiene alla famiglia di Luigi Smaldone, 71 anni, immobilizzato a letto da
una grave malattia invalidante. La tenda a tunnel gli consente di trascorrere
in sicurezza e lontano da sguardi indiscreti qualche ora nel giardino della sua
abitazione in via Pasubio. La moglie del pensionato Vanda, assistita
dall'avvocato Paolo Macchion di Chiari, impugna il provvedimento comunale
davanti al Tar. IL BUONSENSO AVREBBE a questo punto potuto impedire che il caso
arrivasse davanti ai giudici di via Malta ma la burocrazia si è messa di traverso confermando di essere una delle nemiche
dei cittadini. Informato della situazione, il sindaco di Palazzolo Silvano
Moreschi avrebbe voluto revocare immediatamente l'ordinanza di rimozione ma
così facendo avrebbe a sua volta violato il rigido pacchetto di normative della
legge Bassanini in materia di rapporti fra primo cittadino e uffici comunali.
A mali estremi Moreschi ha scelto di non costituirsi in giudizio
"agevolando" in questo modo la sospensiva del Tar. "L'ORDINANZA
DEL COMUNE - osserva l'avvocato della famiglia Smaldone - è uno sgradevole
effetto collaterale della legge Bassanini che ha attribuito poteri non sempre
usati con umanità e buon senso dalla burocrazia.
L'assurdità della misura dell'Ufficio tecnico è evidente: nel verbale di
ispezione la Polizia locale ha descritto il manufatto come tenda da sole, ma
nell'ordinanza la struttura si trasforma magicamente in pergolato addossato al
fabbricato. È chiaro che ci sono evidenti differenze tra tenda e pergolato,
basta consultare un vocabolario per capirlo". Neppure il documento
sottoscritto su consiglio del Difensore civico che impegnava la famiglia
Smaldone a rimuovere la tenda appena fossero venuti meno i motivi dell'uso ha
convinto l'Ufficio tecnico.L'avvocato Macchion, osserva con amarezza i tecnici "si
siano concentrati sulla presenza della tenda a tunnel ma non hanno i pergolati
presenti in altre abitazioni della zona. In fondo - conclude il legale della
famiglia Smaldone -, sarebbe bastato buonsenso e un dizionario per evitare
un'ordinanza che unisce all'assurdo la mancanza di umanità".
( da "Arena, L'" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
GIORNATA
DELL'ECONOMIA. La fotografia delle imprese produttive veronesi e l'analisi dei
bilanci, nel Rapporto 2008 della Camera di commercio e
dell'Università Burocrazia e costi frenano la crescita FABIO BORTOLAZZI di
Daniela Bruna Adami "Mentre ci arrovelliamo con indici di crescita così
bassi, recuperando anche i decimali per convincerci che stiamo crescendo, altri
Paesi registrano indici a due cifre e addirittura riducono i dati ufficiali per
non spaventarci". Fabio Bortolazzi, presidente della Camera di
commercio di Verona, nell'aprire la sesta "Giornata dell'economia",
va dritto al punto: le difficoltà del mercato internazionale continueranno a
lungo, e occorre quindi puntare sulle peculiarità che mettano Verona in grado
di competere. "Le piccole dimensioni delle aziende, la loro flessibilità,
le nicchie di mercato, la particolarità e la qualità dei prodotti, sono"
continua Bortolazzi, "elementi di forza". E detta un preciso
indirizzo: "far guadagnare di più le aziende diminuendo i costi, così che
possano spendere nel miglioramento del prodotto e nell'affrontare i concorrenti
che non sappiamo più da dove arrivano". Il Rapporto 2008 sull'economia
veronese, realizzato in collaborazione con l'Università di Verona, evidenzia
infatti una realtà frastagliata, con settori in espansione e altri in
difficoltà; più imprese, ma meno redditività; un export che tiene, ma con una
geografia diversa. I COMPARTI. Nel 2007 le imprese veronesi sono
( da "Provincia di Cremona, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione
di Sabato 10 maggio 2008 Benvenuto P.Review srl Dopo la rottura della
trattativa. Sulle quote interviene il neo ministro Zaia Gli allevatori pronti
alla battaglia MILANO ? Nonostante gli sforzi prodotti da Confagricoltura,
Coldiretti e Cia negli incontri che si sono succeduti da gennaio a oggi per
concordare un equo prezzo del latte alla stalla, giovedì si è rotta la
trattativa con Assolatte. Erano presenti alla trattativa Franco Bettoni (Confagricoltura),
Nino Andena (Coldiretti) e Mario Lanzi (Cia). I tre rappresentanti del mondo
agricolo hanno puntato l'attenzione sugli aspetti inflattivi e sugli effetti
sui consumatori. Hanno collegato alle dinamiche di mercato l'andamento del
prezzo nei diversi trimestri dell'anno. "La parte industriale ? recita un
comunicato delle tre organizzazioni agricole ? si è invece arroccata su
posizioni miopi e assolutamente non condivisibili, trascurando i costi di
produzione delle imprese agricole e il peso delle produzioni lattiero-casearie
'made in Italy'. Assolatte ha dimostrato invece di essere intenzionata solo ad
abbassare a livelli inaccettabili il prezzo alla stalla, incurante del fatto
che ormai le imprese agricole sono allo stremo a causa degli altissimi prezzi
raggiunti da tutti i fattori della produzione". Le organizzazioni
ritengono che sia seriamente a rischio il futuro dell'intero settore lattiero
caseario lombardo e quindi quello di tutte le produzioni tipiche e di qualità.
Confagricoltura, Coldiretti e Cia della Lombardia hanno quindi deciso di
invitare tutti i soci a fare riferimento al prezzo fissato per il mese di marzo
scorso per le fatturazioni del latte relative alla campagna produttiva
2008-2009, mentre si stanno già pianificando le iniziative politico-sindacali
ed economico-commerciali più opportune per fronteggiare la rottura della
trattativa, a tutela degli interessi dei produttori e dei consumatori. Intanto
il neo ministro delle Politiche agricole Luca Zaia ha fissato come primo punto
nella sua agenda la partita delle quote latte. "Parlo dei 150 milioni di
euro di multe di quote latte, applicate all'Italia assieme a Germania e
Polonia" ha spiegato ieri a Conegliano. La questione dello sforamento
delle quote e delle multe agli allevatori del Nord Italia è un tema caro a
Zaia, che lo ha visto battagliare con la burocrazia Ue negli anni in cui è stato
assessore veneto all'agricoltura. "Andremo a capire cosa si può
fare". Secondo Zaia sulle quote latte l'Italia "è stata mal difesa, a
partire dalla fine anni '70". "Ci siamo portati a casa, allora, una
quota nazionale di latte in un momento i cui il paese ne consumava il doppio ?
ha aggiunto ?. Oggi una confezione su due che è acquistata nel nostro Paese
contiene latte non italiano. È un peccato originale che scontiamo da 40
anni".
( da "Provincia di Cremona, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione
di Sabato 10 maggio 2008 Benvenuto P.Review srl L'assemblea. Ieri nella sala
Zelioli Lanzini di CremonaFiere; disco verde ai bilanci consuntivo e preventivo
Apa, eletto il nuovo consiglio Entro venti giorni si scelgono il presidente e i
vice di Andrea Gandolfi Disco verde al consuntivo 2007 ed al preventivo 2008, e
nuovo consiglio per l'Apa provinciale, che ieri pomeriggio ha riunito
l'assemblea dei soci nella rinnovata sala Zelioli Lanzini di CremonaFiere.
Nessuna sorpresa dalle urne, nè avrebbe potuto essere diversamente a fronte di
una sola lista, frutto dell'accordo unitario tra le organizzazioni
professionali: così ha debuttato il nuovo 'parlamentino' dell'associazione, che
nel giro di tre settimane nominerà il presidente ed i due vice. Davanti ad una
platea di soci ed ospiti, il presidente uscente Riccardo Crotti (pressochè
certa la sua riconferma) ha tracciato il bilancio dell'attività del triennio e
indicato i principali problemi da affrontare. Sul piano interno, Crotti ha tra
l'altro sottolineato il lavoro svolto per consolidare il ruolo
dell'associazione, e l'impegno di offrire ai soci servizi sempre più
diversificati, erogati con criteri di qualità ed efficienza a costi contenuti.
"Mantenere invariato - ed in qualche caso ridurre - il costo di erogazione
dei servizi è stata la nostra prima preoccupazione, considerato lo stato di
crisi gravissima del comparto zootecnico". Ma ha anche ricordato come il
panorama del settore sia dominato da una grande incertezza; "che
richiederebbe grande comunione d'intenti e invece purtroppo non trova, da parte
dell'agricoltura comunitaria ed in particolare da quella italiana, le
necessarie posizioni univoche, chiare e condivise da tutte le componenti".
Poi la lunga analisi incentrata sulle difficoltà con cui fare i conti; le
questioni generali più scottanti (dagli effetti potenzialmente devastanti della
direttiva nitrati all'irrisolta questione del prezzo del latte), e i problemi
con i quali ogni giorno si scontra l'attività degli allevatori: come il peso
'oppressivo e scoraggiante' della burocrazia, o l'atteggiamento non di rado 'scorretto e criminalizzante' dei
media. Analisi in cui la preoccupazione per uno stato di cose oggettivamente
pesante non ha mai il sopravvento sulla volontà di rimboccarsi le maniche,
testimoniando la vitalità di un comparto, la professionalità degli allevatori e
la qualità del loro prodotto. Dopo la relazione, gli interventi dei
presidenti delle organizzazioni professionali: Antonio Piva (Libera
Agricoltori), Roberto De Angeli (Coldiretti) e Guido Soldi (Cia); seguiti - tra
gli altri - dai rappresentanti delle istituzioni (l'assessore regionale Gianni
Rossoni e quello provinciale, Giorgio Toscani). Infine l'attesa dello scrutinio
che ha 'disegnato', all'unanimità, il nuovo consiglio.
( da "Centro, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
San
Martino sulla Marrucina. Ex statale per Casacanditella. Avviata una raccolta di
firme Strada pericolosa, c'è la petizione "Circuito motoristico".
Appello dei residenti alla Provincia SAN MARTINO. I residenti vogliono farla
finita con le auto che sfrecciano a velocità pazzesca. Ai piedi del centro
storico il tratto della provinciale per Casacanditella, ex Statale 81
Piceno-Aprutina, è ormai diventato un circuito di automobilismo. Situazione
insostenibile che sperano di portare all'attenzione della Provincia con una
petizione. Obiettivo è l'installazione di autovelox automatici, dossi
rallentatori in serie ravvicinate e segnali di limite di velocità, con
avvertenze agli automobilisti che si sta transitando in un centro abitato.
Maurizio Esposito, contitolare del frequentato ristorante "Il gatto e la
volpe", ha cominciato a raccogliere firme. "A molti tra i nostri
clienti", spiega, "piace l'dea di passeggiare ai margini della
strada, attratti dal verde che regna intorno e dall'aria buona. Ma ormai glielo
sconsigliamo perché potrebbe comparire un'auto assassina dietro una curva.
Peggio ancora", aggiunge, "quando a incamminarsi sono famiglie con
bimbi in passeggino". A cento metri dal ristorante, uno schianto ha
svegliato giorni fa in piena notte Pasquale e Giovanna D'Arca, titolari del
B&B "La sorgente". Dopo essersi girata più volte, un'auto fuori
controllo aveva finito la sua corsa contro la cancellata, abbattendo l'ingresso
dove di giorno i clienti si trattengono per respirare l'aria di campagna.
L'incidente, per fortuna senza conseguenze per il conducente, era iniziato
nella curva di Fonte Giardino, la stessa che il 6 dicembre 2005 venne tagliata
dalla Smart condotta da Francesca Pugliese, 26 anni, che morì venti giorni dopo
al policlinico Gemelli di Roma. "Abbiamo il terrore di affacciarci alla
strada per depositare l'immondizia", lamenta un'anziana donna che abita in
un villino. In molti paventano pericoli anche per la fauna
selvatica pregiata, tassi e scoiattoli la cui presenza indica un ecosistema da
proteggere. "Spero che la petizione spinga la Provincia", è il
commento del sindaco Settembrino Giandonato, "a accordarci quelle misure
di sicurezza finora negate sul filo di una burocrazia lenta e cavillosa". Francesco Blasi.
( da "Provincia Pavese, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca
Raccolte 400 firme per il "no" alla cava Petizione contro la
realizzazione dell'impianto alla cascina Buscagliona GRAVELLONA Gli agricoltori
in prima linea GRAVELLONA. Quasi 400 firme di cittadini, agricoltori e
ambientalisti contro la cava alla cascina Buscagliona, che ha già ricevuto il
parere favorevole di massima della Provincia. Si estende la protesta contro
l'iniziativa della società Itinera di Tortona che, secondo molti, metterebbe a
rischio l'acqua di superficie e le falde sotterranee in una zona completamente
agricola. Un gruppo di agricoltori e di ecologisti ha dato il via a una
sottoscrizione pubblica: "La quantità di materiale estratto, 800mila metri
cubi e alla profondità di
( da "Repubblica, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina
XIV - Napoli L'urbanistica violata in penisola sorrentina A Vico Equense
un'impresa privata ha costruito garage pertinenziali in centro, ma i box, a
dispetto delle norme, possono essere acquistati da chi abita in tutto il
territorio GIUSEPPE GUIDA n un generale silenzio e nel torpore colpevole di chi
dovrebbe controllare e non lo fa, la Penisola Sorrentina, da paesaggio-simbolo
delle bellezze italiane, sta pericolosamente assurgendo a caso-studio di come,
in un territorio tutelato, sia possibile approvare norme tanto incredibili
quanto vessatorie per il paesaggio e remunerative per l'investimento privato,
che viene di fatto trasformato nella vera priorità delle azioni amministrative.
In pieno accordo con buona parte della burocrazia e della politica regionale, i
Comuni sorrentini stanno infatti procedendo ad ambigue varianti ai piani
regolatori e ad approntare decine di altri strumenti di deregulation
urbanistica. Incapaci di pensare a percorsi di sviluppo nuovi e sostenibili, i
Comuni pagano i propri servizi sociali, le manutenzioni, l'illuminazione,
le scuole, i lavori pubblici ordinari e soprattutto lo sproporzionato numero di
dipendenti a bassa produttività, in "moneta urbanistica": si cerca di
fare cassa con gli sbancamenti per i box, con gli oneri di urbanizzazione, con
gli introiti dei permessi a costruire. Intanto il nuovo piano regolatore
adottato a Sorrento, consente di costruire persino nelle Zone di tutela 1B del
Put (il piano paesistico della penisola sorrentina) e la magistratura è già
dovuta intervenire per le continue irregolarità riscontrate nei colossali
cantieri per garage interrati. A Meta di Sorrento hanno messo mano al piano
regolatore. Con una delibera dei primi mesi di quest'anno sì è proceduto ad una
variante che riscrive le norme tecniche di attuazione del piano, progettato
dall'urbanista Vezio De Lucia, limandole e smussandole nei punti più fastidiosi
e trasformando con un arzigogolo lessicale e una giravolta giuridica, la
speculazione di pochi privati in "attrezzature di interesse
generale". Sono stati cassati, così, indici di fabbricabilità, altezze
massime, rapporti di copertura tra costruito e aree libere, eccetera. Il tutto
in un grande preludio alla realizzazione di sterminati parcheggi interrati,
negozi, bar, chioschi e via costruendo, per garantire "il sostegno economico
all'iniziativa privata", concludendo con l'incredibile affermazione che
queste costruzioni "sono consentite in tutto il territorio comunale".
Infine, in un eccesso di protervia, al comma 7 dell'articolo 24 delle nuove
norme, si stabilisce che "nell'ambito della pianificazione esecutiva
potranno essere individuati ulteriori spazi ad integrazione delle quantità
reperite in sede di pianificazione generale, senza che ciò costituisca variante
al piano regolatore". L'ultima parola, comunque, tocca alla Provincia di
Napoli, il mese prossimo. A Vico Equense, la città del "mostro"
urbanistico di Alimuri, si è inventato il garage pertinenziale in riva al mare.
Dopo aver fatto costruire da un'impresa privata le solite centinaia di box auto
al di sotto di una grande piazza nel centro cittadino, il comune ha organizzato
un sorteggio per la vendita dei box pertinenziali a prezzo calmierato. La norma
sulla pertinenzialità prevede che ogni acquirente dovrà apporre un vincolo
pertinenziale, appunto, con l'abitazione di proprietà. La ratio della norma è
quella di fornire un posto auto alle abitazioni che ne sono sprovviste e,
sempre secondo questa ratio, tutti i comuni stabiliscono una distanza
ragionevole tra il box e l'abitazione, mediamente
( da "Giorno, Il (Lodi)" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO
PIANO pag. 3 "Meglio fare tutto alla luce del sole" Lega e Azzurri: no
alla segretezza di FABRIZIO LUCIDI ? LODI ? LA POLEMICA sulla seconda moschea
d'Italia nel quartiere San Fereolo, progetto partorito durante
l'amministrazione del sindaco Ferrari e naufragato con l'arrivo della Giunta
Guerini, aleggia sullo sfondo del centro di preghiera "segreto" nato
a due passi dall'Adda, al piano terra di un condominio di via Po. Mauro Rossi,
capogruppo della Lega Nord in Provincia, fu uno dei più accaniti oppositori del
progetto di mega-moschea. Ma di fronte al centro di preghiera di via Po la sua
posizione è più sfumata, i toni più lievi: "A prescindere dal solito
"utile idiota", che di fronte alla nostra richiesta di rispettare le
regole urlerà che noi della Lega vogliamo solo negare la libertà di culto, mi
risulta che prima di aprire un centro di preghiera bisogna chiedere
autorizzazioni all'Amministrazione, perché possano essere fatti i necessari
controlli". Il consigliere della Lega passa a esempi pungenti: "Qua
non siamo mica nel Bronx. Se domani mi sveglio e voglio aprire una sinagoga,
una chiesa o un centro di una qualsiasi religione, devo chiedere le
autorizzazioni". Le regole devono valere per tutti. Lodigiani e stranieri,
senza eccezioni. "Non siamo né razzisti né xenofobi, facciamo solo una
battaglia per la legalità", argomenta. E passa dai concetti astratti al
concreto: "A quanto mi risulta, la moschea di via Lodi Vecchio ha una
capacità di dieci volte superiore al numero di stranieri di religione islamica
che vivono nel Lodigiano? Che senso ha allora il centro di via Po". L'Associazione
locale della comunità islamica ha spiegato che la moschea di via Po è
frequentata da chi vive "oltreadda" e - non avendo l'auto - non può
andare a pregare in centro storico. Rossi ribatte serafico: "Allora a
maggior ragione si potrebbe valutare la reale esigenza di un secondo centro.
Senza pregiudizi. Ma non è giusto che si faccia tutto di nascosto, affittando
un negozio e poi mettendo su una moschea senza dire nulla". Il rispetto
delle regole: è questa la "linea Maginot" innalzata dalla Lega Nord.
"Le esigenze dei musulmani devono essere compatibili con quelle dei
lodigiani", dice, con lo sguardo rivolto alle proteste dei tanti residenti
nel condominio di via Po. Quel che Rossi vorrebbe indagare è il perché del
nuovo centro: "La prima cosa che mi è venuta in mente è che ci siano delle
spaccature all'interno della Comunità islamica lodigiana", paventa.
OPPOSTA LA diagnosi di Franco Tonon, rappresentante della Sinistra Arcobaleno
lodigiana. "Il centro di via Po? Non vedo il problema, dico che va bene.
Anzi, benissimo così, è un buon sistema per aumentare l'integrazione degli
stranieri", assicura. Autorizzazioni e permessi? "Tutta questione di burocrazia: non conosco a fondo le regole in questo caso, ma credo che
quando qualcuno prende in affitto un locale, non sia tenuto a chiedere alcun
permesso", ribatte. Giuseppe Bruschi, capogruppo di Forza Italia nel
Consiglio comunale, è perplesso: "Ora il Comune ha mandato i vigili nel
condominio per controllare se tutto è in regola. Ma i promotori del centro
nei mesi scorsi avranno fatto i lavori di ristrutturazione, avranno alzato
pareti per separare uomini e donne. Possibile che nessuno sapesse nulla? Si è
dovuto intervenire quando già i buoi sono usciti dalla stalla?". Bruschi
mette le mani avanti: "Se gli stranieri sono regolari, lavorano e pagano
le tasse, vivano e preghino come vogliono. Ma un controllo ci deve essere, come
il controllo c'è su un qualsiasi cittadino italiano che vuole aprire
un'attività e si ritrova subbissato dalla carte da firmare".
( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
BRESCIA
pag. 7 Troppe opere incompiute Il nodo delle infrastrutture locali decisivo per
lo sviluppo CDC, SESTA GIORNATA DELL'ECONOMIA di MAGDA BIGLIA ? BRESCIA ?
BREBEMI, treni veloci, autostrada della Valtrompia, proprietà della rete delle
telecomunicazioni: nodi irrisolti, persi nel futuro. Aeroporto di Montichiari
che non decolla, metrò in costruzione che sarà da gestire, nuovo palazzo di
Giustizia pronto da quattro anni e vuoto: ci sono, ma.... In mezzo a questo
disastro però qualcosa di buono, il cantiere per la riqualificazione della
tangenziale che rispetta i tempi e abbatte i costi, il Centro di trasferimento
tecnologico, Csmt, in fase di partenza, la nuova società Abem che sfata la
leggenda dei ceti produttivi bresciani capaci solo di parlare, mai di tirare
fuori i soldi. Questo è stato ieri il punto di partenza per la tavola rotonda
sulle infrastrutture bresciane che ha preso una piega concreta e propositiva
sia nelle esposizioni sia nel finale affidato a Franco Bettoni, presidente
della Camera di Commercio, padrone di casa della 'Sesta giornata dell'economia'
promossa da Union Camere a coinvolgere contemporaneamente 104 Cdc italiane.
C'erano con lui Mauro Parolini, assessore provinciale ai Lavori pubblici
(assessorato titolare di quel cantiere della tangenziale positiva mosca
bianca), Valerio Prignachi, assessore provinciale ai Trasporti, Franco
Tamburini, presidente di Abem società nata per ottenere la gestione dello scalo
di Montichiari, Bruno Bottiglieri direttore generale della Brebemi spa, Ettore
Fermi presidente di Brescia Mobilità, Ennio Franceschetti e Mirano Sancin a
rappresentare due poli di ricerca tecnologica. Coordinati dal giornalista
Massimo Venturelli, ognuno ha detto la sua ma la convinzione della necessità di
collaborare li ha portati alla fine a darsi un nuovo appuntamento tra un mese "per
cominciare a lavorare sodo su cinque obiettivi - ha concluso Bettoni -
l'autostrada della Valtrompia, il rilancio del D'Annunzio, la tangenziale est
di Brescia, la collaborazione fra i due centri di ricerca e tra le fiere di
Brescia e Montichiari". CERTO LE LAMENTELE non sono mancate in sala, soprattutto contro la burocrazia centrale, i ritardi dell'Italia rispetto all'Europa; non mancano
nemmeno le contrapposizioni: sull'aeroporto tra Abem e Provincia, sulla
stazione della Tav fra la Provincia e il Comune che peraltro ieri non c'era. Ma
l'intenzione è di fare sistema o Brescia sarà fanalino di coda di un'Italia
fanalino di coda in Europa. In tutto questo entusiasmo programmatorio,
note dolenti per i cittadini sono risuonate però nelle parole di Fermi e Prignachi,
che si occupano del trasporto pubblico urbano ed extra. Parte dei soldi che non
ci sono per una corretta e integrata organizzazione della rete non potrà non
derivare da un aumento dei biglietti. E il metrò potrà costare 1.90 euro.
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
VENETO
pag. 18 SI CONFERMA un pragmatico Luca Zaia e nel primo giorno da ministro
dell'agricoltura fissa subito i t... SI CONFERMA un pragmatico Luca Zaia e nel
primo giorno da ministro dell'agricoltura fissa subito i temi della propria
agenda, partendo dalla partita delle quote latte. "Ho una bella partita da
subito - ha spiegato, incontrando i giornalisti a Conegliano - cioè 150 milioni
di euro di multe di quote latte, applicate all'Italia assieme a Germania e
Polonia". La questione dello sforamento delle quote e delle multe agli
allevatori del Nord Italia è un tema caro a Zaia, che lo ha
visto battagliare con la burocrazia Ue negli anni in cui è stato assessore veneto all'agricoltura.
"Andremo a capire cosa si può fare ? ha detto Zaia, a margine del suo incontro
con gli studenti dell'istituto per l'enologia 'Gian Battista Cerletti' di
Conegliano, dove lui stesso si era diplomato ? ma sicuramente non vado a
celebrare funerali di aziende agricole". Secondo Zaia sulle quote latte
l'Italia "è stata mal difesa, a partire dalla fine anni '70. Ci siamo
portati a casa, allora, una quota nazionale di latte in un momento i cui il
paese ne consumava il doppio. Oggi perciò una confezione su due che è
acquistata nel nostro Paese contiene latte non italiano. E' un peccato
originale - ha evidenziato che scontiamo da 40 anni. Il solo Veneto, ad
esempio, paga 34 milioni di euro l'anno di multe per quote latte, distribuite
fra 312 aziende agricole". Zaia, che farà martedì prossimo il passaggio
delle consegne con il ministro del precedente governo, Paolo De Castro, ha
rimarcato le caratteristiche di concretezza che intende imprimere al proprio
mandato: "spero - ha detto - che ci siano meno convegni perché chi mi
conosce sa che ho l'allergia alla sedia. Quindi meno conferenze e più campi.
Frequentare le aziende agricole - ha aggiunto - può essere uno stile di
lavoro".
( da "Nazione, La (La Spezia)" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO
PIANO pag. 3 GLI SPEZZINI che si sentono vittime
incolpevoli di burocrazia,
macroscopici errori finanz... GLI SPEZZINI che si sentono vittime incolpevoli
di burocrazia, macroscopici
errori finanziari, gabelle e disagi possono raccontare la loro storia a La
Nazione. Lo potranno fare chiamando il nostro numero verde oppure informarci
con una e-mail, come indicato nel grafico qui sopra.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il
leghista Zaia: le quote latte al primo posto in agenda Si conferma un
pragmatico l'esponente della Lega Luca Zaia e, nel primo giorno da ministro
dell'Agricoltura, fissa subito i temi dell'agenda, partendo dalle quote latte.
"Ho una bella partita da subito ? ha spiegato ai giornalisti a Conegliano
(Treviso) ?, cioè 150 milioni di euro di multe di quote latte applicate
all'Italia assieme a Germania e Polonia". La questione
dello sforamento delle quote e delle multe agli allevatori del Nord è un tema
caro a Zaia, che lo ha visto battagliare con la burocrazia europea negli anni in cui è stato assessore veneto
all'Agricoltura. "Andremo a capire cosa si può fare ? ha detto ?, ma certo
non vado a celebrare funerali di aziende agricole".
( da "Eco di Bergamo, L'" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Valuteremo
il governo su fatti precisi, ma già sentir parlare di detassazione degli
straordinari e di coinvolgere chi lavora nei risultati dell'impresa è un fatto
positivo". Così il presidente uscente di Confindustria Luca Cordero di
Montezemolo si è rivolto all'assemblea di Unindustria Bologna. Nella sua ultima
uscita da presidente, Montezemolo ha ribadito quello che gli imprenditori si
aspettano dal governo del Paese, a cominciare dalla riforma dello Stato.
"Gli imprenditori ? ha detto ? vogliono far bene il
proprio mestiere e avere meno burocrazia". Il leader uscente di Confindustria è tornato anche sulla
controversa diffusione dei redditi sul web. Più che altro ? ha detto ? "mi
sarebbe piaciuto vedere dove vanno a finire questi soldi", definendo la
pubblicazione dei redditi on line una "gogna mediatica".
"Mi avrebbe fatto più piacere ? ha aggiunto ? sapere chi non paga le
tasse. Chi non paga le tasse, chi evade, ruba. Ma proprio perché noi le
paghiamo abbiamo non solo il diritto, ma il dovere di sapere dove vanno a
finire questi soldi".
( da "Eco di Bergamo, L'" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Segue da
pagina 1 Di queste difficoltà ci deve essere più consapevolezza. Noi imprese
abbiamo bisogno, non solo di più tifo, ma soprattutto di una più profonda
comprensione dei fattori della nostra competitività da parte del mondo
politico, delle istituzioni, degli enti locali, dei sindacati e dei media. Cosa
stanno facendo le nostre imprese, qual è la nostra strategia? Non possiamo
basarci su una competizione di prezzo, ma dobbiamo competere sull'innovazione
di prodotto, sulla qualità, sul servizio al cliente, sulla risposta veloce in
un mercato in continuo cambiamento, sulla comunicazione e sul marketing.
Bisogna però fare squadra e sistema. Purtroppo il nostro sistema Paese è
debole: abbiamo pertanto disperato bisogno di aumentare la produttività. In
primo luogo, produttività è qualità e preparazione delle risorse umane. Ci sono
eccezioni, ma io non sono soddisfatto di molti giovani che entrano nella mia
azienda. Spesso è una questione di scarsa preparazione (rimpiangiamo i vecchi
Istituti tecnici come l'Esperia), ma ancora di più è questione di un
atteggiamento verso il lavoro e l'impresa stessa. A molti di questi ragazzi
mancano ambizione e curiosità, cultura del mercato, voglia di buttarsi nel
mondo, di andare all'estero. Non sanno l'inglese, la lingua non solo del
lavoro, ma della tecnologia e della comunicazione del 21° secolo. Hanno poca
cultura dello sviluppo, sono impauriti. Non vorrei generalizzare, ma questa è
la mia esperienza. Poi, certo, questi atteggiamenti iniziali vengono superati,
ma sul miglioramento del livello della scuola dobbiamo riflettere, perché è un'emergenza
nazionale e locale. È poi difficilissimo trovare il personale necessario alle
imprese. Alcune aziende letteralmente perdono ordini per mancanza di queste
figure. Abbiamo bisogno di bravi operai, ma anche di figure elevate: ingegneri,
logistici, uomini di marketing e commerciali, ragazzi e ragazze che sappiano
affrontare il mondo. E poi, detto fra parentesi, anche noi imprenditori abbiamo
bisogno di formazione continua, di tornare a scuola. Da qui la necessità di
approfondire il più possibile i rapporti fra imprese, università e ricerca. E
ora vorrei parlare di infrastrutture. Alle elementari mi insegnavano che
l'Italia, dopo la Germania, era il Paese con la rete di autostrade più
sviluppata d'Europa. Con il passare degli anni abbiamo perso posizioni e oggi
siamo in fondo alla classifica. Negli ultimi tempi da noi qualche opera
importante è stata realizzata, dopo lungaggini infinite, e anche la nostra vita
personale e di azienda è cambiata. Basti un fatto. Il nostro gruppo ha in
progetto di realizzare un importante investimento in alta Valle Seriana, che
non avrebbe mai avuto ragione d'essere senza la nuova strada. Ma per uno
stabilimento che probabilmente nascerà, un'altra storia esprime molto bene come
si può bloccare lo sviluppo. A Brebbia (Varese) abbiamo bisogno di allargare il
nostro stabilimento di finissaggio. Ma c'è un problema con il demanio: alcune
centinaia di metri quadrati di terreno demaniale si intersecano con il nostro.
Ebbene, è più di cinque anni che stiamo cercando di arrivare a una soluzione e
poter ampliare lo stabilimento. Oltre che di risorse umane adeguate, di buone infrastrutture e di una burocrazia amica, la produttività ha poi sempre più bisogno di
flessibilità. Flessibilità che ha tante componenti: non è solo fare gli straordinari
o le ferie nei periodi richiesti dal mercato. Su questi aspetti nelle nostre
valli c'è molto pragmatismo e il più delle volte si trova un accordo con i
sindacati e i lavoratori, che capiscono queste cose se ci sono
trasparenza e dialogo sistematico. La flessibilità è però anche il frutto di
importanti investimenti in hardware e in software. Si devono assolutamente
incentivare le aziende a investire di più: anche le fabbriche devono essere
rinnovate. Per migliorare l'efficienza, e per aumentare la produttività, ma
anche perché molto spesso i nuovi macchinari sono più flessibili, consentono
cioè migliore qualità. Tutti questi investimenti devono essere finanziati. Il
sistema bancario bergamasco è molto vicino al territorio, nei fatti e nelle
parole. Nonostante il difficilissimo momento sui mercati finanziari
internazionali, non credo che nella nostra provincia manchi il credito per
buoni progetti industriali. Anche se i costi del credito sono oggi decisamente
alti. Ma oltre che alle banche, le imprese devono potere fare ricorso
all'autofinanziamento. Vengo così al tema delle tasse. E su questo punto
ritengo fondamentale almeno questo: che le aliquote di tassazione degli utili
reinvestiti in azienda siano sostanzialmente più basse. Un ultimo accenno. Il leader
della Cisl, Gigi Petteni, ed io siamo orgogliosi degli accordi aziendali di
secondo livello basati su qualità e produttività siglati fin dai primi anni
'90. Sento però che bisognerebbe fare un passo avanti. Soprattutto in termini
di coinvolgimento di ogni lavoratore sui valori, sui fattori di competitività e
di eccellenza di un'azienda. Silvio Albini imprenditore tessile.
( da "Unita, L'" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stai
consultando l'edizione del Le consulenze dei fedelissimi: "La Moratti
risarcisca 7 milioni" Milano, la magistratura contabile chiede i danni: 23
collaboratori assunti senza requisiti ma per "affidabilità politica"
di Marco Tedeschi / Milano ACCUSE Vittorio Sgarbi, appena licenziato dal posto
di assessore alla cultura del Comune di Milano, ci offre la sintesi della
questione, al di là dei pretesti e delle contingenze: "La visione della
Moratti non è democratica. È padronale. È abituata ad avere a che fare con dei
camerieri e tratta gli assessori come tali". La mentalità padronale della
Moratti si sta manifestando da tempo: con gli assessori, con il consiglio,
tagliato fuori da ogni decisione, con la burocrazia comunale, che il sindaco ha
umiliato inventandosi la necessità di una fitta schiera di collaboratori e di
consulenti, fedeli alla sua causa, con costi pesantissimi, denunce, al punto
che la Corte dei Conti se n'è dovuta occupare. E questa, dopo la cacciata di
Sgarbi, è l'altra notizia del giorno: la Procura della Corte dei Conti avrebbe
depositato l'atto di citazione in giudizio per il Comune di Milano per
la nomina, considerata illegittima sotto il profilo statutario, di 23 dirigenti
esterni, con la richiesta di 7 milioni di euro per danno erariale, di fronte
alla quale Letizia Moratti ha solo registrato: "Per rispetto alla
magistratura non faccio commenti. Spiace però apprendere dai giornali di un
atto che non mi è ancora stato notificato". Da un giornale in particolare,
dal Corriere della Sera, che non le è di certo ostile. La notizia fa
riferimento all'indagine avviata l'anno scorso dalla magistratura contabile,
sulla quale si è poi innestata anche un'inchiesta della Procura della
Repubblica di Milano che ha già portato all'iscrizione nel registro degli
indagati del sindaco e di quattro importanti dirigenti dell'amministrazione.
Esaminata, sulla base di un esposto dei consiglieri di opposizione, la
posizione di una novantina tra dirigenti e consulenti, la Corte dei Conti ha
contestato l'assunzione di ventitrè collaboratori esterni a cui mancherebbero i
requisiti di professionalità, aggirati attraverso un'illegittima modifica del
regolamento degli uffici e dei servizi del Comune. Tra i dirigenti in causa
spiccano i nomi del city manager Gian Pietro Borghini e del capo di gabinetto
del sindaco Alberto Bonetti Baroggi, la cui assunzione è stata valutata
incompatibile con il loro ruolo di consiglieri regionali. Letizia Moratti si
era difesa sostenendo che tra i tanti dirigenti del Comune non era riuscita a
trovare persone d'alta professionalità, con le quali per giunta potesse
esistere un "rapporto fiduciario". La Corte dei Conti ha risposto
spiegando che pareva strano che non si trovassero professionalità adeguate e
come non si dovesse confondere il rapporto fiduciario con la "fiducia
politica" o peggio ancora con la "fedeltà politica". La prossima
puntata è attesa in autunno (insieme con il procedere dell'inchiesta penale,
mentre si attende l'esito di altre denunce a proposito di
"derivati"). Tornando a Sgarbi, il critico d'arte ha fatto sapere che
si rivolgerà a Berlusconi. Ma intanto stanno pensando al suo sostituto: in
lizza Rampello, ex regista di Mediaset e ora presidente della Triennale (che ha
fatto sapere: "Molti percepiscono me come assessore alla cultura della città"),
Stefano Zecchi, un altro ex assessore, l'ex socialista Ugo Finetti. Il Partito
democratico milanese, attraverso il consigliere Pierfrancesco Majorino, ha
chiesto che la scelta sia di alto profilo e che, per risparmiare, alla Cultura
vengano accorpati gli assessorati del Tempo libero e del Turismo: un
assessorato forte anche in vista dell'Expo. L'Expo è il vero piatto forte e la
Moratti, alla luce della sua "visione padronale", s'era preoccupata
di farsi consegnare l'evento, reclamando il titolo (concesso) di
"commissario". Ma il sindaco-commissario si ritroverà tra i piedi
Formigoni, di nuovo silurato da Berlusconi, che lo ha rispedito al Nord con lo
scopo di vigilare sulla organizzazione dell'esposizione. Si profila un bello
scontro.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
ECONOMIA
10-05-2008 LE RICETTE BERNAZZOLI: "STRATEGIA UNICA" Zanlari:
"Più attenzione al legame col territorio" II Puntare sul binomio
impreseterritorio, porre la persona al centro dell'attenzione, ridurre la burocrazia. Gli "ingredienti" per ottenere una diversa
distribuzione della ricchezza sono molteplici. Ognuna delle personalità
intervenute al convegno detta la propria "ricetta". Andrea Zanlari
analizza la questione partendo dalle cause. "Rispetto a cinque anni fa -
afferma - il reddito lordo disponibile pro-capite in provincia è diminuito in termini
reali dell'8,4%. E ciò è dovuto in parte al periodo di crisi che abbiamo
attraversato, ma anche a mutamenti sociali e demografici che si possono
sintetizzare in un aumento della popolazione extracomunitaria e la maggior
incidenza della popolazione anziana ". Importante anche valutare "i
segnali - prosegue - di sperequazione fra economia delle imprese e benessere
del territorio; segnali che ci suggeriscono come forse questo legame tra
impresa e territorio si stia affievolendo e stiano venendo meno vincoli sociali
che prima erano dati per acquisiti". Secondo il vicesindaco Paolo Buzzi
sono da ridurre "gli ostacoli burocratici con cui deve fare i conti il
mondo dell'economia. Va in questa direzione l'iniziativa Comune Amico lanciata
dal Comune di Parma". Vincenzo Bernazzoli, presidente della Provincia,
rimarca invece l'importanza di dar vita "ad una strategia comune,
definendo alcuni punti cardine condivisi da tutti". Per il vescovo Enrico
Solmi "quando un'impresa pone al centro la persona si rivela vincente e ha
un futuro. Viceversa, il dimenticarsene si rivela un effetto boomerang ".
Necessaria anche "una più equa distribuzione della ricchezza - sottolinea
- dato che negli ultimi anni parte della popolazione si è impoverita".
L.M.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 10-05-2008)
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ECONOMIA
10-05-2008 AGRICOLTURA L'AGENDA DEL NEO-MINISTRO Zaia: "La priorità sono le
quote latte" CONEGLIANO (Treviso) II Si conferma un pragmatico Luca Zaia e
nel primo giorno da ministro dell'agricoltura fissa subito i temi della propria
agenda, partendo dalla partita delle quote latte. "Ho una bella partita da
subito - ha spiegato, incontrando i giornalisti a Conegliano - cioè 150 milioni
di euro di multe di quote latte, applicate all'Italia assieme a Germania e
Polonia". La questione dello sforamento delle quote e delle multe agli
allevatori del Nord Italia è un tema caro a Zaia, che lo ha
visto battagliare con la burocrazia Ue negli anni in cui è stato assessore veneto all'agricoltura.
"Andremo a capire cosa si può fare - ha detto - ma sicuramente non vado a
celebrare funerali di aziende agricole". Secondo Zaia sulle quote latte
l'I- talia "è stata mal difesa, a partire dalla fine anni '70. Ci
siamo portati a casa, allora, una quota nazionale di latte in un momento in cui
il Paese ne consumava il doppio. Oggi perciò una confezione su due che è
acquistata nel nostro Paese contiene latte non italiano. "E' un peccato
originale che scontiamo da 40 anni. Il solo Veneto, ad esempio, paga 34 milioni
di euro l'anno di multe per quote latte, distribuite fra 312 aziende".
Zaia ha rimarcato le caratteristiche di concretezza che intende imprimere al
proprio mandato: "spero che ci siano meno convegni perché chi mi conosce
sa che ho l'allergia alla sedia. Quindi meno conferenze e più campi.
Frequentare le aziende agricole può essere uno stile di lavoro".
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
10-05-2008)
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RAVENNA
CRONACA pag.
( da "Giornale di Brescia" del 10-05-2008)
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Edizione:
10/05/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:LETTERE ABORTO SPONTANEO Il
dolore del vuoto incolmabile di una perdita Certa della sensibilità sua e del
giornale da lei diretto, la porto a conoscenza di una mia recente esperienza
dolorosa, che solo il tempo, la speranza e l'amore delle persone care potranno
aiutarmi a superare. Di seguito sintetizzo i fatti e mi auguro vivamente che i
limiti insiti in quest'esperienza possano mutare in opportunità per le donne
che in futuro si troveranno in situazioni analoghe. Dopo un anno di grandi
ricerche e vani tentativi, la seconda linea rossa dell'ennesimo test di
gravidanza è finalmente comparsa. Inspiegabili le infinite emozioni che hanno pervaso,
se pur in modo diverso, me e mio marito. È finalmente arrivato il giorno tanto
atteso e desiderato fin dai sogni più puri. Il 5 aprile la prima ecografia è
chiara ed un piccolo cuoricino di sei settimane ed un giorno batte dentro di
me. Solo una donna che ha provato quest'esperienza sa cosa si prova e spiegarlo
è praticamente impossibile, le parole non sono all'altezza. Il 17 aprile la
corsa in ospedale con perdite ematiche risulta vana. La terza ecografia a cui
mi sottopongono nei 15 minuti che susseguono il mio arrivo, conferma ciò che le
due precedenti avevano già individuato: "Non c'è la presenza del battito
fetale cardiaco". A queste parole ne seguono tante altre, tra le lacrime
ed i singhiozzi ne percepisco solo alcune: "La percentuale di aborto
spontaneo nei primi tre mesi nella prima gravidanza è altissima... ecc.".
Ma chi se ne frega, questa era la mia gravidanza, il mio bambino! Questo era
l'unico pensiero che ripetevo dentro di me. Nel frattempo a
mio marito veniva spiegata la burocrazia da seguire, la prenotazione delle visite (con la dottoressa e
con l'anestesista) e dell'intervento. Le prime due visite vengono fissate per
il mattino seguente alle ore 11 con la dottoressa e subito dopo con
l'anestesista. Peccato che dopo la gran puntualità della prima la seconda si è
fatta attendere fino alle ore 13.10, due ore in cui nella sala d'attesa
posso ammirare il sorriso di donne che con la mano sostengono un bel pancione
di circa 7/8 mesi. A questo punto mi domando: mai a nessuno è venuta la brillante
idea, o meglio la sensibilità di creare due spazi separati e distinti? Uno
spazio dove una donna con il suo dolore non turbi la felicità della donna
accanto o viceversa la sua felicità non infastidisca (è un brutto termine ma in
questa circostanza con il dolore nel cuore, credetemi, si prova solo fastidio e
tanta rabbia) colei che accanto soffre. Spero che questa possa essere una
proposta da tenere in considerazione. Comunque alla fine delle visite
l'intervento viene fissato per il 22 aprile. Da questa data ci separano 5
lunghi interminabili giorni. Giorni in cui il dolore fisico e morale è
indescrivibile, giorni in cui la mano continua a scorrere involontariamente e
naturalmente sul ventre, un ventre che da culla si è trasformato in una bara.
Giorni in cui il terrore di poter perdere il feto in un bagno è più forte dello
stimolo di scaricarsi e allora trattieni anche le feci. Giorni di sfogo, di
rabbia e lacrime di dolore. "Finalmente" arriva il giorno
programmato, ricovero in day hospital alle 7 del mattino. Ovviamente mio marito
mi accompagna, ma non gli è permesso stare in stanza con me, quindi attende in
sala d'attesa il mio passaggio verso la sala operatoria che avviene alle ore 10
circa. Verso le 10.30 esco dalla sala operatoria e mi riportano in camera dove
sarò sola con un "vuoto incolmabile" ed a mio marito ancora non gli è
permesso entrare, sostenendo che l'intervento è stato semplice e veloce quindi
non richiede la presenza dei parenti in camera. Alle 13 scatta la visita
parenti, a questo punto posso stringere la mano di mio marito, leggere sul suo
viso l'ansia dell'attesa e il dolore. Ritengo che quest'atteggiamento da parte
dell'azienda ospedaliera sia alquanto inconcepibile e mi domando se la
sensibilità delle persone esiste ancora oppure è una prerogativa di pochi. Non
è la complessità o meno dell'intervento che richiede la presenza del marito o
chi per lui, ma il dolore e la sofferenza interiore. Il bisogno di una donna di
sentire una carezza mentre esprime tra le lacrime il suo dolore e il suo
"fallimento". In questo ritengo che l'azienda ospedaliera
"Spedali Civili di Brescia", più nel dettaglio il reparto "2ª
ginecologia degli Spedali Civili di Brescia", modifichi queste dure e
insensibili regole. Una donna ha il bisogno e il diritto in un momento così
delicato e complicato di non sentirsi abbandonata, sola e vuota... Come il
vuoto che solo un raschiamento può lasciare. SILVANA BARONI Brescia.
( da "Giornale di Brescia" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione:
10/05/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO I costi della
politica, potere e responsabilità e per il controllo dell'inflazione, sarà pure
una iperbole, ma proprio i giorni nostri si stanno incaricando di dimostrare
che essa contiene un consistente fondo di verità. L'economista K. Phillips ha
scritto che "organi normativi d'origine non elettiva, burocrazie
transnazionali, banche centrali potenti e indipendenti, ispettori dell'Unione
Europea e del Fondo monetario internazionale, e giudici che legiferano"
creano un "deficit democratico", così che gli elettori dell'Occidente
hanno perso sovranità politica e popolare sull'economia (Kevin Phillips,
Ricchezza e Democrazia, Garzanti, 2005). Kenichi Ohmae nel suo famoso volume
"La fine dello Stato-Nazione" ha sostenuto che lo Stato nazionale non
è più in grado di dare adeguato spazio alle ragioni della politica e della
sovranità popolare mentre sarebbero le "regioni economiche" ad avere
un ruolo di protagoniste dell'economia in riferimento allo sviluppo ed agli
investimenti. Viene con ciò implicitamente evocato un riposizionamento degli
ambiti elettivi. Portando il ragionamento a livello locale del nostro Paese,
appare evidente che l'intero comparto delle Autonomie ha bisogno di
riorganizzazione delle proprie funzioni e di ampliamento dei suoi confini, a
cominciare dalle regioni, molte delle quali, nel corrente tempo della globalizzazione,
"governano" territori di dimensione infime. Ma che significa, rebus
sic stantibus, togliere gli amministratori locali dalla gestione delle loro
aziende? Forse che, nell'obiettivo della riduzione del costo della politica, un
compenso erogato dall'azienda pubblica ad un amministratore locale fa parte del
costo della politica mentre se pagato a persona estranea ne è escluso? È fin
troppo chiaro che questa sarebbe una pura finzione!. Il punto nevralgico della
situazione sta tuttavia nel nesso tra potere rappresentativo e responsabilità.
L'Amministratore locale è elettivo e risponde al popolo del suo operato,
comprendendo in esso anche l'attività delle aziende dell'ente che rappresenta.
Però in esse l'amministratore locale non decide specie se le aziende, nel
trascorrere del tempo, vanno ad ingrossare il novero delle grandi società
pubbliche che molto spesso non rispondono né al mercato né ai cittadini. Si
crea così un gap di legittimazione: il cittadino elegge i propri rappresentanti
ma a comandare, nei servizi pubblici più rilevanti, sono altri, che l'elettore
non ha né conosciuto né tanto meno eletto. Veniamo ora al secondo argomento: la
retribuzione degli amministratori locali. La legge finanziaria 2008, sempre nel
filone della riduzione del costo della politica, ha diminuito questa
retribuzione. Da una ricerca eseguita nel maggio 2007 dalla società
"publica RS" del gruppo Swg è emerso che i cittadini considerano
eccessivi i costi e gli sprechi a livello del governo centrale (46%) e a
livello parlamentare (33%). Il livello comunale è invece giudicato
negativamente, da questo punto di vista, solo dal 2% dei cittadini. Si è
tuttavia incominciato (e per ora solo operato) a quest'ultimo livello, creano
in tal modo, anche in questo campo, un "deficit democratico". E sono
anche, se non soprattutto, i tanti "deficit democratici" ad
alimentare nell'opinione pubblica il rifiuto della politica. Massimo Pollini
Presidente Dipartimento finanza, personale e sicurezza Anci Lombardia.
( da "Giornale.it, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
N. 111
del 2008-05-10 pagina 5 Consulenze d'oro, il Comune sotto processo di Enrico Lagattolla
(...) con conseguente raddoppio dei direttori e, a cascata, dei direttori di
settore, dei servizi e così via, in spregio alle direttive
sul contenimento dei costi della burocrazia". Stralci della citazione a giudizio firmata dal procuratore
della Corte dei conti Domenico Spadaro nei confronti di 22 amministratori di
Palazzo Marino. In autunno, il processo. Sessantasette pagine per
"censurare" una pratica - quella delle consulenze esterne - costata a
Palazzo Marino più di 17 milioni e mezzo di euro. Perché "Milano -
sottolinea - è l'ente con il più alto numero di dirigenti a tempo determinato
dell'intero Paese". Una parte di quel denaro, chiede il magistrato, dovrà
essere risarcita dalla giunta, per un danno erariale di 7 milioni e 141mila
euro. L'inchiesta, nata da un esposto di alcuni consiglieri comunali e condotta
dal Nucleo di polizia tributaria della Gdf, ruota inizialmente su 91 incarichi
dirigenziali. Le accuse, ora, si limitano a 23 casi. Al capo di gabinetto del
sindaco Alberto Bonetti Baroggi e al direttore generale Giampiero Borghini
("era ben consapevole di violare i propri fondamentali doveri") si
addebita di aver accumulato due incarichi, a Palazzo Marino e in Regione. Agli
altri, la procura contesta l'"assoluta mancanza della necessaria elevata
qualificazione professionale richiesta" per ricoprire gli incarichi. La
laurea innanzitutto, o - in secondo luogo - una provata competenza. Così, il
dirigente del "servizio coordinamento centrale decentramento" è un
maestro elementare diplomato Isef, pagato 95mila euro l'anno, un ragioniere è
responsabile del settore Demanio (189mila euro), alla direzione centrale
polizia locale e sicurezza c'è un diplomato con contratto da 149mila euro
l'anno), o - ancora - un perito elettronico diventato responsabile della
direzione centrale Sport e tempo libero. Gettone, 203mila euro l'anno. Ma non
sfugge nemmeno l'incarico affidato a Carmela Madaffari, già sospesa dalla Asl
di Lametia Terme e Locri per presunte irregolarità nella gestione finanziaria.
"Dei cittadini - scrive Spadaro - deve essere rispettata l'esigenza di
essere amministrati da dirigenti senza ombre". Infine, l'Ufficio stampa.
Aumenta il numero degli addetti (da
( da "Giornale di Brescia" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione:
10/05/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:ECONOMIA Questa mattina nel
salone della Camera di commercio di Brescia l'annuale assemblea ordinaria del
Collegio costruttori edili "L'edilizia resta settore chiave per la
crescita" Dopo la relazione di Campana, gli interventi del sindaco Paroli,
del presidente Cavalli e di Buzzetti dell'Ance Il presidente Giuliano Campana,
ed i vice presidenti Giuliano Paterlini e Mario Parolini BRESCIA Un comparto
trainante per l'economia italiana e bresciana, autentica trave portante per i
livelli occupazionali. In dieci anni, nella sola Lombardia, gli occupati
nell'edilizia sono cresciuti di 80.000 addetti, pari al 33%, in netta
controtendenza rispetto al restante sistema economico regionale. "Mi
auguro vivamente che si possa continuare con questo trend, per modernizzare il
nostro Paese, per rinnovare strategicamente le città, per rispondere alle
indifferibili esigenze di risparmio energetico di una edilizia maggiormente
sostenibile". Il presidente del Collegio Costruttori edili, Giuliano
Campana, è ottimista. Nonostante il comparto, nel complesso, stia attraversando
una fase delicata dopo nove anni consecutivi di crescita imponente del mercato.
I dati e le problematiche del settore edile bresciano verranno discussi questa
mattina, nel corso dell'assemblea ordinaria che si svolgerà nel salone della
Camera di Commercio di Brescia a partire dalle ore 10. Alla relazione del
presidente Campana seguiranno gli interventi del sindaco di Brescia, Adriano
Paroli; del presidente dell'Amministrazione provinciale, Alberto Cavalli; e di
Paolo Buzzetti, presidente Ance, l'associazione nazionale costruttori edili.
"Probabilmente ora saranno necessari un paio di anni di assestamento e
proprio questo momento di stasi è il più idoneo per progettare una vera svolta
di qualità - spiega Campana -. Per la nostra Regione molte speranze si
appuntano sull'Expo 2015. Sono previsti investimenti significativi con la
speranza di registrare una forte accelerazione dei numerosi progetti che
riguardano Milano ma anche parte dell'Italia settentrionale". I
costruttori edili si aspettano da questo Governo provvedimenti in grado di
ridare fiato al comparto edile in Italia, ma soprattutto sulla necessità di
premere l'acceleratore, per ridurre i ritardi accumulati nelle infrastrutture e
nell'ammodernamento delle città. "Nel programma di Governo del presidente
Berlusconi, nonché in quello dell'attuale opposizione, l'importanza di questi
temi era primaria e la necessità di offrire una soluzione ai primi posti. Il
nostro Paese si è in parte terziarizzato, ma presenta ancora un forte comparto
industriale e manifatturiero, ancorché modificato negli ultimi quindici anni.
Proprio queste modifiche produttive ed organizzative hanno incrementato il
trasporto di merci e persone per via ferroviaria, marittima ed aerea, ma
soprattutto su gomma e quindi con l'utilizzo di strade ed autostrade". I
dati danno ragione a Campana: al finanziamento delle opere pubbliche il nostro
Paese destina solo il 2% del prodotto lordo, a fronte del 2,9% dell'Unione
Europea. La cronica carenza dei finanziamenti non è comunque la sola causa di
ostacoli al miglioramento della competitività del Paese, e nemmeno la più
significativa. "Abbiamo infatti, purtroppo a troppi
livelli, una burocrazia di
poca efficienza, più sensibile alle procedure ed alle formalità complesse e
talvolta irrazionali - spiega ancora il presidente Campana -. La gestione
amministrativa, in generale, registra carenze di efficienza, di organizzazione,
di assunzione di responsabilità e di celerità. Un recente studio del
Ministero per lo sviluppo economico ha reso noto che il tempo medio per la
realizzazione di un'opera pubblica è di 11 anni. Dalla decisione amministrativa
di realizzare una struttura al momento di utilizzo da parte dei cittadini
passano 11 anni. Ma non basta. Gli 11 anni sono una media tra i 4 anni per
lavori di piccole dimensioni, 7 per medie dimensioni ed un tempo indefinito, ma
sempre lungo, per le opere più rilevanti. Per quanto ci riguarda, dalla Valle
Camonica alla Valle Trompia, dalla Valle Sabbia al collegamento con Milano, lo
studio del Ministero purtroppo è senz'altro vero, se non addirittura ottimista.
Una eccezione in merito è la metropolitana leggera automatica della città i cui
ritardi, mi pare, sono poco più che fisiologici". Alla necessità di
infrastrutture, si affianca l'impellente bisogno di case, bene primario per la
dignità ed il benessere dei cittadini. Il quadro disegnato da Campana degli
problematiche da affrontare sul tema "casa" è ampio ed articolato.
"Nonostante in questi anni si sia costruito molto, c'è ancora necessità di
nuove abitazioni. La popolazione è stabile, ma il numero delle famiglie è in
crescita e, per fortuna, la coabitazione ridotta. Servono case per le nuove
famiglie, di giovani coppie o frutto di separazioni, per temporanee necessità
di studio o di lavoro, per gli stranieri, per le fasce sociali più deboli. Per
quanto riguarda l'ultima categoria, le fasce più deboli, la richiesta è
notevole, frutto anche di una lunga assenza di interventi pubblici e di
finanziamenti. Nella città di Brescia le abitazioni di proprietà pubblica in
locazione sono circa il 7% di quelle utilizzate. Si tratta di una misura
modesta. Nell'intera provincia questa percentuale è circa la metà: una quantità
chiaramente non sufficiente. Sono quindi necessarie iniezioni di liquidità,
peraltro non facilmente reperibili, che possono essere favorite da discipline
urbanistiche coadiuvanti e amministrazioni locali che mettano a disposizione
proprietà a prezzi calmierati. È anche indifferibile una corretta gestione del
patrimonio pubblico, difficoltosa ma non impossibile, che supporti chi
realmente è in stato di necessità. La quantità di abitazioni pubbliche per la
residenza deve dunque crescere. Potrebbe crescere anche in una misura ridotta
ma solo a condizione che venga ampliata, diversificata e agevolata la offerta
di abitazioni private in locazione". Negli ultimi dieci anni, si rileva da
uno studio dell'Assonime, i canoni di locazione degli appartamenti italiani
sono cresciuti sensibilmente più dei costi degli immobili, che pur hanno
registrato un incremento non lontano dal 100%. "Significa che vi è una
evidente, e notevole, scarsità di offerta. Ma qui si tocca purtroppo il tasto più
dolente, il vero nervo scoperto del sistema: una politica fiscale
disincentivante e punitiva, per di più contorta ed a tratti confusa, nettamente
peggiorata con il Governo degli ultimi due anni. In altre parole la leva
fiscale è, e resta, la decisiva chiave moderna e propulsiva per risolvere gran
parte dei problemi legati alla necessità di case. Occorre, quindi, una
normativa semplice e virtuosa che convinca gli investitori, che preveda una
tassazione con imposta fissa e piena detraibilità per le manutenzioni. Mi sento
di aggiungere che si potrebbero porre allo studio agevolazioni anche per gli
inquilini, riguardanti il canone e le manutenzioni a loro carico".
( da "Giornale di Brescia" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione:
10/05/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:LA CITTA' Il Comune raddoppia
le aree di lavoro Passano da sei a dodici. Roberto Novelli è il nuovo comandante
della Polizia locale Novelli al comando della Polizia locale Adriano Paroli ha
presentato ieri in Loggia i nuovi settori La riorganizzazione della macchina
comunale ha rimodellato il campo d'azione degli uffici cittadini, portando da
( da "Giornale di Brescia" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione:
10/05/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:BRESCIA E PROVINCIA Moltissime
le opere che sono in via di realizzazione nella nostra provincia: una scommessa
da non mancare per l'appuntamento del 2015 Infrastrutture: la grande occasione
si chiama Expo Durante la Giornata dell'Economia il punto sui progetti locali -
in corso e da avviare - legati alla mobilità Cecilia Bertolazzi Expo 2015.
Sull'agenda della mobilità, declinata nelle varie accezioni - strade,
autostrade, ferrovie, aeroporti, ricerca - la data è cerchiata con il rosso, ad
indicare l'estrema importanza dell'appuntamento. Si chiude così, indicando il
banco di prova e contenitore dei tanti progetti in progress - operazione Valtrompia,
progetto Fiere, aeroporto di Montichiari, Brebemi, tangenziale est - la sesta
Giornata dell'economia, promossa dall'Unione italiana delle Camere di Commercio
che ha coinvolto insieme a quella bresciana anche le altre 103 Camere di
Commercio italiane. Una giornata che si è delineata fin dalle prime battute
come un confronto tra imprese, istituzioni e attori economici impegnati sul
tema dello sviluppo del territorio. Il presidente della Camera di Commercio
Francesco Bettoni, l'assessore ai Lavori pubblici della Provincia, Mauro
Parolini, il collega al Trasporto pubblico locale, Valerio Prignachi, il
presidente di AbeM Franco Tamburini, il direttore generale della società di
progetto Brebemi Bruno Bottiglieri, il presidente di Brescia Mobilità Ettore Fermi,
il presidente del Csmt, Centro servizi multisettoriale e tecnologico, Ennio
Franceschetti e il direttore generale del Parco scientifico e tecnologico
Kilometro Rosso Mirano Sancin si sono così misurati sul macro tema delle
infrastrutture sollecitati dalle domande del nostro giornalista Claudio
Venturelli. BREBEMI E BUROCRAZIA. I
( da "Repubblica, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XIX
- Napoli Saggio Gli orrori e i nonsense dell'italiano strafalcioni, anglicismi
e burocratese TIZIANA COZZI Nell'elenco delle parole da non usare, compilato da
Cesare Marchi nelle sue guide all'italiano puro, già comparivano più di dieci
anni fa gli anglicismi, intervenuti a "contaminare" la lingua.
"Quel verboso ciarpame di cui i mass media hanno imbottito il nostro
cervello" a cui il linguista alludeva agli inizi degli anni Novanta, si è
mescolato oggi a neologismi e spesso strampalati bizantinismi presi a prestito
dal barnum televisivo, dal mondo del calcio, dalla burocrazia e dalla politica. Questo
piccolo volume di Giuseppe Picciano, cronista sportivo formatosi nel duro e
fattivo mondo della provincia, ha il pregio di aver compiuto una ricerca estesa
a diversi ambiti dell'espressione linguistica, riportando gli orrori e i
nonsense del linguaggio odierno, con un tocco di gradevole ironia. La
penna del censore indugia sull'universo degli strafalcioni prima declamati con
orgoglio da esperti di pressing e goliardici allenatori, poi entrati, fuor di
ogni previsione, nel linguaggio quotidiano, con palese diserzione della lingua
italiana corretta. Passano in rassegna l'"italiese" da curva B di
Arrigo Sacchi, che definisce "l'avversario ostico e anche agnostico"
e quello dei filosofi-opinionisti tv a cui si devono espressioni come "la
squadra si è autogollata". L'autore elenca anglicismi sportivi come
playmaker, team manager e altre arbitrarie quanto inutili traduzioni di termini
italiani già efficaci. Spiega eleganti definizioni esterofile usate in politica
(welfare invece che benessere sociale, question time al posto di botta e
risposta, bipartisan invece che bipolare), spesso rimaste incomprensibili. E
scrive una piccola storia dei nomi di alcune professioni invano tradotte in
"burocratese". Lo spazzino prima netturbino, poi operatore ecologico;
il bidello, non docente e collaboratore scolastico; i disoccupati o "forza
lavoro disponibile". Nel breve vademecum degli innesti linguistici non
autorizzati, si ritrova anche qualche aneddoto nostrano, esempio dell'uso
scorretto dell'italiano. "Nella nursery di un ospedale napoletano -
riporta l'autore - un cartello avverte che: I bambini sono visibili tutti i
giorni dalle 16 alle 18. Dopodichè, la fata Turchina li farà sparire e li
renderà di nuovo invisibili".
( da "Mattino di Padova, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Marco
de' Francesco "La città sia il quartiere di una metropoli" La sfida
del presidente Jacopo Silva in prospettiva futura "Troppe frammentazioni,
serve un'agenzia che aggreghi" La sfida è stata lanciata. Nel corso del
convegno "Padova 2.0, un quartiere nel sistema metropoli" Jacopo
Silva, presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria Padova, ha proposto
la realizzazione di una "Agenzia per la metropoli", una vera Spa con
capitale pubblico e privato, da fondare entro un anno, in grado di integrare le
multi utility e favorire l'aggregazione di servizi territoriali a ogni livello:
dall'università ai piani regolatori, dal turismo ai trasporti. Insomma, un ente
per una dimensione "cooperativa" di servizi, infrastrutture e
relazioni. Lo scopo è quello di sopprimere gli enti inutili e valorizzare le
eccellenze. Secondo Silva il campanilismo e il policentrismo amministrativo
vanno superati e, in una visione del Veneto come un'unica area metropolitana,
le città devono considerarsi come singoli "quartieri", parti di
un'istituzione più grande, la metropoli. Dell'Agenzia farebbero parte i comuni
e le province di Padova, Venezia e Treviso, il capitale privato e le grandi
banche del Nord-Est. Il convegno si è tenuto in occasione delle assemblee
ordinarie congiunte dei Giovani imprenditori e dell'Ance (costruttori edili).
Dopo l'apertura dei lavori da parte di Jacopo Silva e di Ippolito Fabris,
responsabile sviluppo Nord-Est di Banca Popolare di Verona, si è articolato in
due tavole rotonde: "Padova delle eccellenze" e "Padova e le sue
infrastrutture". Alla prima, moderata da Omar Monestier, direttore del
nostro giornale, hanno partecipato il rettore dell'Università di Padova
Vincenzo Milanesi, il presidente del Parco scientifico Vega Massimo Colomban e
il presidente Veneto di Nanotech, Luigi Rossi Luciani. "Il nostro ateneo -
ha dichiarato Milanesi - non ha rinunciato all'idea di una realtà integrata, di
un "Politecnico del Veneto" tra le quattro università della regione
allargato anche alle sedi di Trento e Udine. E' una questione di sopravvivenza:
è necessario raggiungere una certa massa critica. Ma ad alcuni dà fastidio
rinunciare al nome della ditta. Ci vuole una governance che imponga i tagli, e
questa non può essere che la Regione". Dello stesso avviso Massimo
Colomban, secondo il quale non esiste una rete connettiva tra i vari parchi
scientifici e i laboratori di ricerca del Veneto. "C'era un piano per la
condivisione dei progetti scientifici - ha affermato Colomban - ma è stato
ignorato, anche a causa della burocrazia. Per queste cose, è la Regione che dovrebbe fare da guida".
Il problema della polverizzazione delle risorse è grave anche secondo Rossi
Luciani, che pure guida una realtà importante come Nanotech. La seconda tavola
rotonda, moderata da Roberto Papetti, direttore del Gazzettino, è stata
introdotta da una relazione di Nicola Ometto, presidente del Gruppo
giovani imprenditori edili - Ance Padova. "E' necessario - ha affermato -
ripensare allo sviluppo del territorio urbano ed extraurbano superando il
localismo provinciale, ormai inadeguato. La creazione di un'area metropolitana
comporterebbe la fusione di tanti piccoli comuni realizzando economie di
scala". Dopo la relazione, hanno partecipato il presidente della Provincia
di Padova Vittorio Casarin, il sindaco Flavio Zanonato e Giada Michetti,
amministratore delegato di Padova Fiere Spa. "In Italia - ha affermato
quest'ultima - c'è una situazione anomala. In Germania di fiere ce sono sei, in
Francia due e in Italia un migliaio". La Michetti ha poi accennato ad un
progetto, in fase già avanzata di ideazione, per la realizzazione di un Centro
congressi in Fiera che comporterebbe il recupero dello storico Palazzo delle
Nazioni e la costruzione di sale da diverse centinaia di posti. Diversi
incontri tra GL Events (che possiede l'80% della società di gestione della
fiera di Padova) e il sindaco Zanonato si sono tenuti, l'investimento sarebbe
finanziato dalla società privata. Secondo il sindaco "bisogna trovare
delle forze, delle spinte verso la concentrazione e la fusione di diversi
enti".
( da "Manifesto, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Prc, è
"giallo" sulla firma di Bertinotti. Mentre Ingrao
e Curzi si defilano Roma La burocrazia inganna. Dietro i machiavellismi del comitato politico nazionale
di Rifondazione comunista che si apre oggi a Roma la "resa dei conti"
pare ormai inevitabile. Ma al congresso di luglio (quasi sicuramente dal 24 al
27 luglio a Chianciano) l'ex maggioranza bertinottiana ci arriva malconcia.
Per dire, il giallo della vigilia, che agita non poco i sonni a via del
Policlinico, è se Fausto Bertinotti firmerà o no il documento di Franco
Giordano e Nichi Vendola. Per ora gli indizi sono contrari. l'ex presidente
della camera sarà a Torino alla Fiera del libro e una recente intervista a
Repubblica della signora Bertinotti - contraria allo scioglimento di Rifondazione
e alla nascita della Sinistra arcobaleno - è parsa una sconfessione plateale
dello scontro congressuale. Ma a ridosso della presentazione ufficiale delle
varie mozioni, le carte paiono mescolarsi ancora. Perfino due grandi saggi
della sinistra come Pietro Ingrao o Sandro Curzi non hanno più alcuna voglia di
prestarsi a un regolamento di conti a uso interno. Ufficialmente Ingrao
sospende ogni giudizio. Ma Sandro Curzi - l'ex direttore di Liberazione che si
è dimesso dal comitato politico nazionale proprio in polemica con la piega
della discussione - invece è un fiume in piena. "In questi giorni -
racconta - ci hanno chiesto di firmare di tutto. Giovedì ne ho discusso anche
con Pietro (Ingrao, ndr) e ci siamo detti che abbiamo fatto tanto, perfino firmato
l'appello al voto per Rutelli. Ora basta, non possiamo partecipare a questa
resa dei conti. In giro tutti vogliono capire, ti chiedono che fa la sinistra,
come si può contrastare la destra, e noi come rispondiamo? Dividendoci su
mozioni e vecchi rancori. Basta. Io mi chiamo fuori". "La Sinistra
arcobaleno - insiste - era un cartello elettorale ma la fretta con cui è stata
fatta non spiega il fallimento totale. E' mancata del tutto la spinta nella
società. E noi che facciamo? Siamo diventati un partito del 3% che si spacca su
documenti che bene che vada saranno accolti dalla metà degli iscritti. Già lo
so, diranno e scriveranno che se non firmo per Vendola allora sto con Ferrero,
oppure che voglio fare il mediatore per conto di Bertinotti. Ma la sai una
cosa? E' puro gossip, voglio dire come la penso veramente". E Curzi lo
dice, ne ha per tutti. "Siamo quelli che più hanno parlato di unità a
sinistra e poi leggo Liberazione che titola 'Gulag Cgil'. Non per intromettermi
ma la giudico una scelta offensiva e sbagliata, che fa riflettere".
Diliberto? "Dice l'unità dei comunisti, ma i comunisti chi sono? E' il
solito giro di valzer". E D'Alema? "Svolge sempre ragionamenti
interessanti ma se si ferma al nominalismo o alle etichette di partito non porta
da nessuna parte. Non si è accorto che se non si cambia registro ci vedono
tutti come la 'casta' e ci tagliano fuori". E poi i socialisti: "Ma
per piacere, hanno preso lo 0,9% e vanno al congresso con 4 mozioni. La nostra
gente non ne può più di applausometri tra leader o di lacerazioni da vecchia
politica. Di sinistra c'è un bisogno vero, lo sanno tutti, lo sa D'Alema ma lo
riconosce anche Veltroni quando organizza un'apposita fondazione nel Pd".
Eppure i partiti politici ormai sono extraparlamentari. "E alcuni dei
nostri hanno pure goduto - racconta Curzi - dicevano che così si torna alla
base. Io no, nella mia vita sono stato nel Pci, nel Pdup e nel Prc ma la
sinistra per me deve sempre ambire a essere una forza di governo".
Soprattutto se a palazzo Chigi c'è una destra arrembante e preoccupante.
"A me Berlusconi non fa sorridere - conclude Curzi - in una situazione
così complessa, degradata e violenta ha offerto un volto autoritario a un paese
che ne aveva bisogno e che l'ha scelto consapevolmente". Insomma, il Prc
va a congresso diviso tra forma e sostanza, paralizzato in schieramenti
contrapposti che si paleseranno oggi con la ratifica dello scontro tra mozioni.
In tanti giurano che alla fine i documenti principali saranno quasi
indistinguibili se non per gli addetti ai lavori. La nuova maggioranza
Ferrero-Grassi-Mantovani pare più pronta alla conta. La loro mozione (titolo
provvisorio "Rifondazione per la sinistra") sarà firmata in ordine
alfabetico, in modo da non cadere nel "cortocircuito plebiscitario del
leader" e proporrà una leadership doppia uomo-donna. Di parere opposto
invece pare essere l'area di Giordano, ancora alle prese con le ultime limature
a un documento che punta proprio sull'"effetto Vendola" per vincere
il congresso. La scelta del nome del segretario, comunque, sarà dopo luglio,
perché viene eletto dal cpn e non dalle assise. E c'è chi, come Franco Russo e
un dirigente capace come l'ex coordinatore della segreteria Walter De Cesaris,
non nasconde il disgusto per la conta e propone alle due fazioni il "disarmo",
cioè di non eleggere nessun segretario. Ma non hanno le firme necessarie e
dunque si appellano "alla solidarietà dei compagni". Da oggi il
congresso è iniziato. M. Ba.
( da "Stampa, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Da agosto Meno burocrazia
per le imprese Un "colpo" ai lacci e lacciuoli della burocrazia. Ieri,
durante la Giornata dell'economia, il presidente della Camera di commercio
Ferruccio Dardanello ha dato una buona notizia alle imprese. Dal 20 agosto
prossimo scatterà la comunicazione unica. Chi vuole aprire un'attività economica
avrà l'ente camerale come solo punto di riferimento per tutte le pratiche. Una
piccola "rivoluzione" in un Paese che sembra fare di tutto per
mettere i bastoni fra le ruote agli operatori, con costi sempre maggiori. Dalla
burocrazia al lavoro femminile. Il rapporto conferma il
profondo divario tra gli uomini e le donne, con queste ultime distanziate di
oltre 15 punti. Tuttavia Cuneo inizia a "vedere rosa" per
l'occupazione femminile, che nel 2007, con il 60,9%, ha raggiunto e superato
l'obiettivo di Lisbona, quantificato nel 60% entro il 2010. Per quanto riguarda
l'imprenditorialità al femminile la "Granda", con 17.496 imprese in
rosa è numericamente seconda soltanto a Torino. Sul dato complessivo della
disoccupazione (2,2%) le perplessità di Costa hanno indotto a molte riflessioni.
Dal pubblico sono state sottolineate le crisi industriali (dalle Falci
all'Alstom) che fanno un po' a pugni con i numeri confortanti del rapporto.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il
Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-05-10 - pag: 14 autore: Il
futuro del Pd. Variati (Vicenza): nessuno mi ha chiesto come ho fatto - Molteni:
ho cercato invano Veltroni "Noi, vincitori sconosciuti al loft" I
sindaci del Nord: basta con i caminetti e i dualismi, ripartire dal territorio
Lina Palmerini ROMA "Se sono stato a Roma? Se vado al loft manco mi
riconoscono. Io sono niente per il Pd, nulla. Nemmeno una telefontata mi hanno
fatto per dirmi: bravo, ce l'hai fatta. Niente. Capisco che erano impegnati a
discutere di altro. Di correnti. Ma, così, ho paura che il Pd non ce la farà
mai. In questi giorni sfoglio i giornali nazionali, leggo i titoli:
"D'Alema contro Veltroni" oppure "Le correnti sono una
realtà". Giro pagina, passo avanti, quegli articoli – a me – non
interessano, pensi a un cittadino normale. Non ci importa niente delle lotte
tra oligarchie, sono tanto insignificanti quanto dannose". A parlare è
Achille Variati, 55 anni, sindaco di Vicenza. Lui al Partito democratico ha
regalato una vittoria e la possibilità, per i leader del Pd, di rivendicare
qualche breccia nel muro del Nord.è un'eccezione insieme a pochissimi altri che
l'hanno spuntata nella terra più ostile dove sventola la bandiera del
Carroccio. E se a Roma ora si parla di un Pd con "forte radicamento
territoriale ", qui nei territori non è arrivata nemmeno una telefonata
dal leader. Né a lui né ad Alcide Molteni, altro vincente in terra di Sondrio,
la provincia più leghista della Lombardia. "Il
problema è che i partiti sono diventati burocrazia. Ho cercato Veltroni – dice Molteni – ma magari neanche
gliel'hanno riferito perché io sono la periferia e la periferia non conta.
Forse pensavano avessi bisogno di un favore, boh... Volevo parlare di politica
perchè ho bisogno di avere interlocutori reali. O pensano che mi debba
vedere Porta a Porta o Ballarò? Se è così, "me scapa da rid". Io ho
vinto stando sui marciapiedi e fuori dalle fabbriche, beccandomi gli insulti
degli operai che mi dicevano: vai a lavorare! Li ho rincorsie gli ho spiegato
che ero ai cancelli dopo aver finito la mia attività medica". Molteni è un
medico sportivo e il suo nome per intero racconta già un destino: si chiama
Alcide Palmiro. Un compromesso storico sancito all'anagrafe, un vero
antesignano del Pd. "Mi chiamo Alcide Fiorenzo Palmiro, l'ultimo nome me
l'ha dato in chiesa mio nonno". Le "radici" del Pd, per il
momento, restano più in ombra del Governo ombra. E forse per alcuni è anche un
bene perché a vincere non è stata "la ditta" Pd ma quelle individuali
di ciascuno degli sfidanti. Il punto è che pure chi rappresenta il Pd nei
territori non si sente rappresentato dalla classe dirigente nazionale. Cioè, lo
scollamento rischia di essere non solo quello tra cittadini e politica ma tra
politici locali e quelli nazionali. Lo ritroviamo nei discorsi di Variati, in
quelli di Molteni e anche in quelli di Furio Honsell, primo cittadino di Udine
che ha vinto senza rivendicare appartenenze politiche, sostenuto da Pd e
sinistra, ma artefice di una sua lista "Innovare con Honsell". E a
lui chiediamo: lei si sente rappresentato dalla classe dirigente del Pd?
"La mia è un'esperienza bottom up, nasce dal basso. Io non ho rapporti con
i dirigenti nazionali. E poi la mia politica non dipende da loro". Ex
rettore dell'Università di Udine, matematico riconosciuto nella comunità
scientifica internazionale – ma noto anche per la sua partecipazione televisiva
al programma di Fabio Fazio – ha scelto di lasciare in anticipo il suo mandato
con la crisi di governo di febbraio. "Sono rimasto turbato da quella che
mi è sembrata una vera crisi istituzionale perché non c'era una seria ragione
politica a quella fine, anzi, quella crisi dimostrava l'inutilità della
politica diventata fine a se stessa. Ho sentito come imperativo morale mettermi
in gioco e proporre qualcosa di nuovo. Mi sarei sentito un vigliacco a restare
all'università e criticare i politici. Così mi sono impegnato, convinto che ci
sia bisogno di chi parla di risultato, competenza e qualità in politica. Ma io
non sono un politico e non so se lo diventerò". Le vittorie sono frutto
delle storie personali, di chi, nella propria città ha dato il buon esempio. E
che ora chiede buoni esempi dai propri leader. "Il Pd non ha speranza se
non rifonda la classe dirigente partendo dalle radici profonde dei territori.
Sono talmente lontani dai cittadini che nemmeno se ne rendono conto. Per di più
questa legge elettorale che garantisce l'autoconservazione e autoperpetuazione
dei gruppi dirigenti porterà il Pd al rinsecchimento. è molto pericoloso questo
percorso. Io dico: attenti, sveglia. Riconosco il grande merito di Veltroni ma
non basta un bravo capo per andare avanti". Lo dice "senza
spocchia" Achille Variati, 55 anni, ex Dc, che è stato sindaco la prima
volta dal '90 al '95: unico, nelle amministrazioni del veneto ai tempi di
Tangentopoli, a non essere sfiorato dalle inchieste e a finire il mandato.
Questa volta è tornato a gareggiare con i panni del Pd. è tornato per affetto.
"Venga a fare una passeggiata con mea Vicenza e capirà che tipo di
rapporto ho con i cittadini". Anche se i sentimenti sembrano la cosa più
lontana dalla politica, c'è da credergli se non altro perché ha rifiutato un
posto sicuro da parlamentare per fare il sindaco. "Io ci sono nato qui, di
questa città conosco ogni marciapiede, le file per entrare negli asili nido, il
prezzo del latte e degli affitti". Lui ha interrotto 10 anni di governo di
centro-destra, ha corso da solo – con il Pd più la sua lista civica – e qualche
consiglio lo può anche dare. Per esempio, come suggerisce anche Honsell,
smettere con queste querelle sulle correnti che – se pure sono
"realtà" – sembra una realtà per pochi intimi. "Il futuro
politico è di chi è capace di eccellere nell'amministrare. Chi gira a vuoto tra
dibattiti, chi ragiona ancora per aree di influenza, è spacciato. Può durare
ancora una stagione ma non ha prospettiva. Coloro che non si trasformano e non
capiscono che la politica è un impegno civilee sociale sono destinati a
sparire. Ormai – continua Honsell – il disinteresse in giro è così alto che se
si cerca solo di galleggiare prima o poi si affonda. Servono risposte sulle
grandi questioni: l'ambiente, l'energia, le infrastrutture i nuovi
cittadini". E le prime risposte concrete, quelle che non arrivano fino a
Roma, loro le devono pensare e attuare. "Io do il mio contributo come
amministratore e mi sento estraneo a tutto questo dibattito di correnti, di
dualismi. Lavoro per la comunità di Udine e queste sono cose astratte, senza
senso. Sintomo di cosa? Di una visione che guarda al passato. Le correnti sono
roba da storici dei partiti del secolo scorso. Mi hanno chiesto come mai non
avevo messo tra gli assessori un ex-margherita: ma per me il Pd è già qualcosa
di diverso! Ci sono miei collaboratori di 40 anni che nemmeno sanno cosa sono
le correnti. Se il dibattito interno diventa incomprensibile porta alla
disfatta: è un gioco inutile che dovrebbero smettere in fretta perché molto
autoreferenziale nel senso peggiore del termine". Il fatto è che non è
solo la rappresentanza a fare difetto. è pure quel senso di appartenenza cheè
sparito. "Qui rischia di essere tutto un caminetto. Il Governo ombra?
Guardi non so niente. Noi non ci sentiamo parte di qualcosa. Non ci sentiamo
coinvolti in un progetto politico. E noi, a livello locale, andiamo per conto
nostro ", racconta Alcide Molteni, 56 anni, medico sportivo, al suo terzo
mandato da sindaco dopo l'interruzione del 2003. Insomma, una storia simile a
quella di Francesco Rutelli ma a lui è andata bene. E del resto si era
costruito già nel '94 (suo primo mandato) una lista civica "Sondrio
Democratica" che dura da 13 anni. Un'operazione politica che è solida, non
cotta e mangiata. Ma allora, non vale la pena mettersi in rete e condividere
quello che le singole ditte individuali Pd sono state capaci di fare? Creare un
franchising di sindaci è un'idea che alletta Variati. "Sì dovremmo
metterci in rete noi che abbiamo vinto delle battaglie e che rappresentiamo
qualcosa di nuovo. Se non altro siamo stati capaci di dare una lettura della
domanda della società. Senza trasformarci in eroi o professori, forse qualcosa
da dire ce l'abbiamo. E magari lo faremo tutti insieme nelle prossime settimane".
MODELLO HONSELL Il sindaco di Udine: il futuro politico è di chi sa eccellere
nell'amministrazione, le correnti sono roba da storici del XX secolo.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il
Sole-24 Ore sezione: AGROINDUSTRIA MERCATI ITALIA data: 2008-05-10 - pag: 22
autore: Politiche agricole. Al vaglio un programma di semplificazione
- Priorità anche al federalismo Un piano anti-burocrazia Per il neoministro Zaia subito i dossier quote e riforma Pac
Annamaria Capparelli ROMA Lotta all'euroburocrazia e alla "concorrenza asimmetrica ", priorità al
federalismo e per cominciare impegno imme-diato sull'annosa questione delle
quote latte. Il nuovo ministro delle Politiche agricole, alimentari e
forestali, Luca Zaia, 40 anni, mette le prime carte sul tavolo. Anche se per
entrare nei dettagli aspetta di vedere i dossier che martedì prossimo gli
consegnerà il ministro uscente Paolo De Castro. Il primo attacco Zaia lo
riserva agli eccessi dei "burocrati europei". E naturalmente il
pensiero corre alle odiate multe latte. La prima partita che dovrà affrontare:
per la campagna 2007-2008, secondo le stime Ue, il conto sarà di oltre 150
milioni (si veda altro servizio in pagina). "Andremo a capire cosa si può
fare - ha detto ieri il ministro - ma sicuramente non vado a celebrare funerali
di aziende agricole ". Quella del latte, soprattutto per il pregresso, è
il tema più scottante, ma non sarà il solo argomento di trattativa con
Bruxelles. Presto il neoministro italiano dovrà confrontarsi con i partenr
Ue.Il 19 maggio c'è un Consiglio dei ministri europei e il 20 maggio la
Commissione Ue presenterà le proposte di riforma della Politica agricola
comunitaria. Ufficialmente una verifica sullo stato di salute della Pac, di
fatto la riscrittura delle regole dalla modulazione agli aiuti forfetari, fino
alla cancellazione dei premi rimasti accoppiati. Un negoziato impegnativo per
il ministro che dovrà definire una strategia italiana. Per ora c'è solo un
documento firmato da 11 organizzazioni, con l'esclusione della Coldiretti, con
alcune critiche e la richiesta di non smantellare le misure di mercato. La
posizione della filiera italiana è tutta da costruire. Nel dossier Ue c'è anche
la cancellazione delle multe latte: già per quest'anno è stato deliberato un
aumento del 2% delle quote, in vista di uno smantellamento nel 2015. Ma la
scadenza è lontana ed è scontato che il ministro Zaia cercherà comunque di
correre ai ripari per sanare quello che ha definito "un peccato originale
che scontiamo da 40 anni" e che al solo Veneto costa 34 milioni. Ma non si
batteranno i pugni sul tavolo: la carta che si giocherà – fa sapere il ministro
– è quella della diplomazia. Le quote latte si inseriscono in un processo di
semplificazione che presumibilmente verrà avviato anche in casa, dove però non
si parte da zero. Tra le carte che saranno consegnate al nuovo ministro ci sarà
un progetto di semplificazione per il settore del vino e un'iniziativa analoga
per la zootecnia. Un intervento, tra l'altro, sollecitato dalle organizzazioni
agricole che denunciano da tempo l'insostenibile peso delle
"scartoffie". Tra le priorità il ministro ha posto anche la tutela
del made in Italy dalla concorrenza sleale dei Paesi asiatici. Zaia ha promesso
una strategia d'attacco contro chi non si incardina nella politica della
qualità e "non ha ancora compreso che qualità significa garanzia della
salute pubblica e del made in Italy". Sotto accusa ci sono anche le scelte
politiche che hanno consentito. per esempio in Campania, di fare scempio dei
terreni agricoli. E naturalmente in primo piano resta il federalismo. Che in
agricoltura, anche se in forma imperfetta, è pienamente operativo. Tutti i
provvedimenti passano infatti con il timbro della Conferenza Stato-Regioni e
gli assessori, in via ufficiale o informale, si riuniscono praticamente ogni
settimana. Ma i problemi nella gestione agricola non sono superati e proprio
nel precedente Governo Berlusconi partì un tentativo, da parte del ministero
agricolo, di riaffermare le competenze varando alcune riforme, dalle figure
professionali all'interprofessione, su cui c'è stato un braccio di ferro con le
Regioni escluse dai negoziati. Un sistema che Zaia conosce bene anche se ora
continuerà a frequentare quel tavolo dall'altra parte.
( da "Corriere del Veneto" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere
del Veneto - PADOVA - sezione: PADOVA - data: 2008-05-10 num: - pag: 9
categoria: REDAZIONALE I capitali stranieri snobbano Padova Sistema incapace di
attrarre investimenti. Chiesa: "Colpa delle infrastrutture" Solo il
6% del totale veneto contro il 55% di Verona e il 23% di Treviso. Chiesa:
"Rafforzare i servizi" PADOVA - Le imprese straniere "snobbano"
Padova. La sesta giornata dell'economica, celebrata in Camera di commercio
riserva una conferma amara per la città del Santo e la sua provincia.
Cenerentola Se si eccettuano infatti realtà come il Rodigino o il Bellunese,
Padova si conferma infatti la "Cenerentola" per quel che riguarda gli
investimenti internazionali. "Sul totale degli investimenti fatti dalle
imprese estere nel Veneto- ammette nella sua relazione il presidente uscente
della Camera Gianfranco Chiesa-, Padova si deve accontentare di un misero 6 per
cento, una cifra assolutamente modesta. Infatti a Verona è andato il 55 per
cento, a Treviso il 23, 7 per cento e a Vicenza l'11,6 per cento".
"Si tratta di una dato preoccupante- continua Chiesa-. Dobbiamo chiederci
perché la nostra provincia non ha capacità di attrazione. Non sono adeguate le
aree produttive? Sono carenti i trasporti? La burocrazia blocca le imprese? Quello che
è certo è che una differenza così grande rispetto ad altre province richiede un
impegno forte". Ibridazione A condividere la preoccupazione del numero uno
della Camera di Commercio è anche l'economista Giovanni Costa. "La
tendenza delle imprese straniere è quella di scommettere su territori dove la
presenza internazionale è già consolidata - aggiunge Costa -, per questo è
necessario promuovere sempre di più anche a Padova un'ibridazione che veda
presenti sul territorio realtà italiane assieme a soggetti stranieri".
"Anche chi fa impresa - dice l'economista -, deve convincersi che a fare
la differenza non è un'azienda è veneta o meno, ma se è solida oppure no.
Quindi è importante promuovere ogni sforzo per attirare capitali
stranieri". Infrastrutture carenti Chiesa cerca invece di analizzare le
cause della disaffezione degli investitori non italiani nei confronti della
realtà padovana: "I dati disponibili ci spiegano come Padova nel
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 10-05-2008)
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Corriere
del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: ECONOMIA - data: 2008-05-10 num: - pag: 11
categoria: REDAZIONALE L'intervento "Economia al palo, ora servono cure
davvero efficaci" di ANNA REA * Il 6Ë? rapporto sull'economia della
provincia di Napoli presentato ieri dalla Camera di Commercio, puntuale e crudo
nei dati statistici, ha confermato quello che gli altri Istituti - come Istat,
Unioncamere nazionale e Svimez - hanno nei giorni scorsi rappresentato. Non si
respira assolutamente aria nuova in Campania e in particolare nella provincia
di Napoli. Un'economia al palo che, per quanto condizionata dai riflessi della
congiuntura negativa internazionale, paga forti responsabilità locali. Il
paradosso infatti è a differenza del passato la nostra regione ha per tutti gli
indicatori il segno negativo rispetto al resto del Sud: Pil, investimenti
interni ed esteri, occupazione e produttività sono tra i più bassi, mentre
l'inflazione è tra le più alte. Uno spiraglio ce lo regala l'export, aumentato
del 9,3%, ma è magra consolazione se lo rapportiamo al punto di partenza,
fortemente inferiore al resto del Paese e soprattutto se lo bilanciamo con
l'aumento dell'import. Biosgna essere realisti: questa diagnosi infelice ci
conferma uno stato di salute dell'economia fragile, malato e bisognoso di cure
appropriate ed efficaci, a differenza di quanto è stato fatto finora. Cure sane
a partire da investimenti di qualità che guardino al territorio, alla sua
principale risorsa che è quella umana, bloccando di fatto le emigrazioni in
forte ascesa e puntando sulle sue reali potenzialità. Così come è necessario
sostenere settori innovativi e centri di eccellenza, avendo la capacità di
attrarne dei nuovi. Un territorio gestito con efficienza e trasparenza, con una burocrazia ridotta all'essenziale, con imprenditori meno timorosi, un
sindacato forte e radicato che sappia innovarsi e un'istituzione locale che
aiuti l'investimento e non lo blocchi. Una politica che si faccia da parte per
dare spazio all'iniziativa privata e ritorni al suo ruolo originale di dare
indirizzo e non di gestire direttamente. Ecco cosa serve. Sono più che
convinta, in un'era in cui i federalisti all'italiana diventano sempre più
numerosi nei diversi schieramenti politici (lo dimostra anche la legge approvata
all'unanimità nella ricca Lombardia) i meridionalisti che parlano all'Italia
intera lo potranno fare solo se non assumono atteggiamenti pietistici. *
Segretaria generale Uil Napoli e Campania Uil La segretaria Anna Rea.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 10-05-2008)
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Corriere
del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: 1PAGINA - data: 2008-05-10 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE IL CENTRO ANTICO DI NAPOLI E L'UNESCO PATRIMONIO DILAPIDATO di
DIEGO LAMA I l Centro Antico di Napoli potrebbe essere cancellato dalla lista
del Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco. Il rischio deriverebbe da alcune
recenti proteste a Parigi di associazioni partenopee (come l'Inarch Campania)
contro il degrado in cui verte oggi la città antica. Il problema è che
un'eventuale cancellazione non sortirebbe alcun effetto utile per la città
(così come nessun effetto ha avuto la sua iscrizione nel 1994) visto che nel
cuore antico di Napoli, con o senza l'etichetta "Patrimonio ", niente
di buono viene fatto per una generale passività del sistema. Per la stessa
indifferenza vengono però costruite abusivamente verande, sopraelevazioni,
finestre, balconi, recinti: alla faccia del cartellino dell'Unesco. Se
potessimo scegliere tra il non possedere alcun marchio di qualità ma al
contrario avere un Centro Antico di pregio, tutelato dai napoletani con
intelligenza e civiltà, nessuno avrebbe dubbi. Il guaio è che non possiamo
scegliere: ci tocca essere Patrimonio dell'Umanità così come ci toccano Miseria
e Disumanità. Però la richiesta di aiuto all'Unesco è segnale della
disperazione generale nella quale verte Napoli. La disperazione dei napoletani
è inversamente proporzionale, purtroppo, alla soddisfazione di coloro che
lavorano sul fronte opposto, quello dei vincoli e della tutela. Se è vero che
esiste una difesa opportuna, condivisibile, giusta, che deriva da un attacco
autentico al Patrimonio dell'Umanità, è anche certo che esiste (e bisogna tentare di dirlo con pacatezza) una difesa solo
formale: quella degli uffici profondi e della burocrazia sorda che segue protocolli chiusi, che non applica
l'intelligenza, che cerca la soddisfazione della sospensione, che non entra mai
nel merito dei problemi, che non cerca di capire, che svolge un compito giusto
in modo impiegatizio. E c'è anche una difesa ideologica attuata dai
professionisti del "no", la cui esistenza, la cui visibilità, è
legata solo a questa sillaba magica: no. Diciamoci la verità, la difesa
d'ufficio o quella ideologica diventano col passare del tempo solo un
imbarazzante freno per lo sviluppo della città. Molti sono gli esempi a
proposito. L'ultimo è quello di piazza Santa Maria degli Angeli dove sono stati
recentemente abbattuti alcuni alberi per consentire lo scavo della
metropolitana. Anche in questo caso si è assistito ad azioni di protesta e
d'indignazione. Ma cosa c'è da sdegnarsi? Non la vogliono tutti una stazione
della metropolitana in quel punto, al servizio di una fetta enorme di utenti?
Non sono tutti pronti a scandalizzarsi per il traffico, per le troppe auto, per
l'inquinamento? Le stesse proteste si accesero negli anni '70 quando si
cominciò a costruire la tangenziale di Napoli: chi potrebbe rinunciarci oggi?
Nessuno, pochi però sono disposti a sporcarsi le mani. C'è chi è pronto a
sacrificare qualche albero per il progresso (forse anche qualcosa di più) e c'è
chi non è capace di sacrificare niente, neanche un cespuglio: "è Patrimonio
dell'Umanità! " urla, dimenticando che si ha il dovere di conservare il
passato dei nostri avi, ma si ha anche il diritto di pensare al futuro dei
nostri figli.
( da "Panorama.it" del 10-05-2008)
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Italia -
http://blog.panorama.it/italia - I tagli di Berlusconi: a Palazzo Chigi comincia
la cura dimagrante Posted By mario.sechi On 10/5/2008 @ 10:24 In Apertura#1,
NotiziaHome | No Comments Sarà un [1] governo del premier? Silvio Berlusconi
dopo le elezioni e durante le consultazioni ha preferito mantenere un ruolo più
silente e istituzionale rispetto alle precedenti esperienze. Prima di
presentare la lista dei ministri è salito due volte al Quirinale per parlare
con Giorgio Napolitano. Un metodo apprezzato dal capo dello Stato e da quanti
sperano in una legislatura di rottura rispetto alla fase cominciata nel 1994 e
chiusa con la rivoluzione del voto del 13 e 14 aprile. Berlusconi è salito sul
Colle con Gianni Letta e con la lista dei ministri già in tasca (riquadro a
pagina 63). [2] Operazione lampo, ma fatta [3] la squadra il Cavaliere deve
affrontare il problema del metodo di governo, cioè il modo in cui il presidente
del Consiglio interpreta il suo ruolo nel collegio dei ministri e guida la
macchina di Palazzo Chigi. E se è vero che i ministri sono autonomi e
fisiologicamente in cerca di spazi politici (e risorse), è altrettanto certo
che Berlusconi ha a disposizione una potente organizzazione di uffici,
strutture e dipartimenti che possono consentirgli di timonare, forse con
qualche rollio e beccheggio in meno rispetto al passato, il governo sulla rotta
tracciata. Nel passato spesso è mancata la collegialità e non pochi sono stati
i casi di ministri dissidenti rispetto alla maggioranza. La riduzione del
numero di partiti rappresentati in Consiglio dei ministri aiuterà Berlusconi, ma
per il resto (non essendoci regole) la tenuta della collegialità dipende dal
presidente del Consiglio, dal suo carisma ed equilibrio. In teoria, le norme
prevedono la creazione di comitati interministeriali, ma non hanno mai
funzionato granché. Per questo chi conosce bene la macchina dell'esecutivo
pensa che quello del coordinamento sia ancora un tema aperto e che occorra
ripensare la legge. Berlusconi dovrà dunque far leva sul suo ascendente (il
risultato elettorale è un altro balsamo) e nello stesso tempo contare sulla
consumata esperienza di Gianni Letta, sottosegretario di Palazzo Chigi che
svolgerà il ruolo di segretario del Consiglio dei ministri, figura senza la
quale il governo non può riunirsi. A Letta andrà anche il delicato compito di
controllare e coordinare quello che i tecnici del diritto chiamano
"drafting legislativo", ossia la scrittura dei decreti e delle leggi
di iniziativa del governo. Il ritorno alla legge Bassanini ha ridotto a 12 i
ministeri con portafoglio, numero che cresce a 21 (
( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 10-05-2008)
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La Asl è
morosa: bloccati quattro veicoli dell'ospedale di Frattaminore Ganasce fiscali
alle ambulanze Rosa Palomba Il numero di targa non svela "segni
particolari", i morosi vanno fermati come da indicazioni elettroniche. E
il blocco è uguale per tutti i veicoli, la burocrazia non fa distinzioni. Anche se
si tratta di autoambulanze. Di quattro mezzi di soccorso sui sei disponibili in
un ospedale destinato a 500mila utenti, l'unico presidio di una provincia
abbandondata ma turbolenta. È il caso del San Giovanni di Dio di Frattaminore,
periferia nord a ridosso di Napoli. Negli uffici dell'amministrazione
qualche impiegato si è accorto che per ben tre anni non era stato pagato il
bollo auto. Motivo? "Questione di privacy", dice l'amministrazione
dell'Asl Napoli 3. "Faccende di debiti", procede senza mezzi termini
la società napoletana di riscossione Equitalia Polis. E le ganasce fiscali sono
scattate senza appello e senza che nessuno lo sapesse. SEGUE A PAGINA 16.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 10-05-2008)
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Economia
Pagina 211 Imprese "In materia di acque e difesa del suolo la Provincia
accumula troppi ritardi" Imprese --> La burocrazia continua a voltare le spalle
alle imprese, in particolare in agricoltura e artigianato. Il trasferimento di una
serie di competenze (in forza della legge 9/2006) dalla Regione alle Province,
in materia di acque e difesa del suolo, sta innescando "troppi e
inaccettabili ritardi", denuncia Patrizio Buccelli, consigliere
provinciale dell'Udc ma anche sindaco di San Vito. La causa? "Da quando la
Regione ha trasferito le competenze, la Provincia di Cagliari non ha provveduto
a organizzarsi in termini di risorse umane e di strumenti in grado di dare
risposte alle imprese". L'ELENCO Disagi che si sommano a quelli di chi è
alle prese con finanziamenti, in agricoltura, per i miglioramenti tecnologici
con pozzi e vasconi d'accumulo (legge regionale 21/2000 e misura 4.9 del Por).
Problemi anche per la 488-Turismo (sistemi di gestione ambientale, con
dimostrazione di dotazione idrica autonoma da pozzi regolarmente utilizzati con
concessione d'uso), per la sanatoria ex art. 10 Dlgs 275/1993, per richieste di
approvvigionamento idrico (privati, agricoltori, artigiani, industrie, enti
pubblici) e per l'autorizzazione di barriere idrauliche con pozzi di
emungimento nei progetti di bonifiche e inquinamento. Buccelli, sul problema,
ha presentato una mozione.
( da "Giornale.it, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Dopo
Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra
ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il
"governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata
ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha
ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci
sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo
dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e
riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla
fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini)
il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di
stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il
processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei
ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte -
Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui
Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché
bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza
e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel
suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione
ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli
ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che
sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il
"caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che
affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di
rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra
nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti (
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08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul
governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e
stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere
che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che
contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella
chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini
nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra
31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è
riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma
molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che
potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario
alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci
sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23
giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente
Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della
Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace
"decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno
semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più
"decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del
"fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da
"fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla
vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da
poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione
clandestina, rilancio del sistema paese, costi della
politica e della burocrazia,
federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una
volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli
italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora
ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e
le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto
la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto
da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi
problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto,
mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il
governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal
Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò
andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la
maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri),
Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà
(giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra
non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga
il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in
Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A
questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in
nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi
no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche
interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci
sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e
che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da
Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un
punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo
in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare
allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie
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a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E
"L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e
terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è
apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in
Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima
sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di
partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché
la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel
centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve
quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra
Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo
colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si
oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra
radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a
correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali
diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo.
Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale,
fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei
leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna
carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso
perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.".
Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare
attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo)
Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora
Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al
congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere
un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche
lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non
sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira
contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta
feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni,
"matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA
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Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che
diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni
Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo
Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha
aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta
senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita
del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato
spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a
volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo
lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale
i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal
parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di
San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a
lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi,
perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano",
politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare
proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande
partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di
lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua
Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie
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a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra
A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a
fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd
Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza,
campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono
i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i
ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto
Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha
sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella
Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di
sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma
come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la
vostra Scritto in Varie Commenti ( 90 ) " (88 votes, average: 1.5 out of
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Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita
della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme
del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro
partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di
emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più
bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita
della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti
sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog
ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non
troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è
la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno"
di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la
partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo
sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi
un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al
"Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel
giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (128 votes,
average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni,
Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7
Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del
leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang
"padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita
un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso,
pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più
attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi
democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt
, ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato,
lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti
demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"?
Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da
farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il
realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è
andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema
Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei
clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia
Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò
in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli
altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come
come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo
dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader
del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire
che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni
vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si
scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del
ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale
Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il
giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo
farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI
CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 55 ) " (55 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse
ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima
vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del
Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E'
troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel
blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa:
quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese)
compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter
Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita
al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere
costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e
"affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La
traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la
vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali.
Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati
spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare.
E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il
bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli
rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno
deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti
politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli
italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che
faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato
da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito
"voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un
consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire
"no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico.
Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in
molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di
protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far
ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla
più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è
trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta
propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche
politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri,
dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di
Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente
legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia
anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo
dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che
nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si
nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti
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07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li
vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano,
sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi
dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia
Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della
Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese.
Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande.
Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del
genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del
dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare
un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica
dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed
avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su
questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e
cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento,
migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto:
"punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e
multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con
l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna
alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di
cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia
Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito
sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla
riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie,
alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga,
Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo
un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste
per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 60 ) " (96
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr
( da "Giornale.it, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Dopo
Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra
ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo
ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di
quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato
Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis).
Veltroni diventa "premier ombra" del "governo
dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e
riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla
fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini)
il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di
stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il
processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei
ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte -
Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui
Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché
bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza
e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel
suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione
ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli
ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che
sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il
"caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che
affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di
rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra
nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti (
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08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul
governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e
stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere
che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che
contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella
chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini
nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra
31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è
riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma
molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che
potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario
alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci
sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23
giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il
presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della
Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace
"decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno
semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più
"decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del
"fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da
"fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla
vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da
poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione
clandestina, rilancio del sistema paese, costi della
politica e della burocrazia,
federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una
volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli
italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora
ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e
le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto
la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto
da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi
problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto,
mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il
governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal
Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò
andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la
maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri),
Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà
(giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo
ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si
aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due
come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione.
A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in
nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi
no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche
interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci
sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e
che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da
Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un
punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo
in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare
allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie
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a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E
"L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e
terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è
apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in
Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima
sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di
partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché
la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel
centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve
quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra
Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo
colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si
oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra
radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a
correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali
diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo.
Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale,
fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei
leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna
carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più
pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani
libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che
sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e
furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo
sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione
di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è
da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno.
In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha
mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto
"L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il
nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare
vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra.
E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 10 ) "
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08
Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la
straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro"
di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie
(politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti
all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni
politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che
venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni.
E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del
bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da
Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra
defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E
Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal
centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In
fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche
soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già,
perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una.
Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo
europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate?
Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare
il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (120 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali
sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la
conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato
sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono
scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico,
periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi
della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e
Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha
attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini:
"Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e
i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle
politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità
che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti
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23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport
del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario
Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio,
quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro
ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli
articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla
diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e
buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di
ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta
divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato
1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con
il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo
aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a
mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai
il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito,
sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 18 )
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21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua
Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la
parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang
"padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita
un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso,
pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più
attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi
democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt
, ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato,
lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti
demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"?
Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da
farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il
realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è
andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema
Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei
clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato
Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei
sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale
davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della
sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi
giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv
Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone,
assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa.
Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza
e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista"
toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa
sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con
che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia,
come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"?
GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 55 ) " (55
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le
bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della
larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo
ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa
estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho
più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma
autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il
Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche
Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari
dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni)
dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea
moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi.
La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la
vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali.
Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati
spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare.
E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il
bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli
rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno
deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti
politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli
italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia
le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non
sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito
"voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un
consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire
"no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico.
Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in
molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di
protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far
ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla
più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è
trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta
propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche
politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri,
dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di
Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente
legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia
anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo
dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che
nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si
nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti
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07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li
vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano,
sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi
dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia
Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della
Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese.
Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande.
Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del
genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del
dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare
un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica
dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed
avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su
questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e
cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento,
migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo
su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e multiculturale". Poi
il sindaco ha ribadito che intende collaborare con l'opposizione. Risposta
indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife
proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a
onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un
altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si
allarga alla qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e
inquinamento, alla riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di
cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si
schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo un un referendum
civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste per il 2015?
Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 60 ) " (96 votes,
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( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
> Per
difendere i propri diritti, negli anni Settanta erano arrivati a incatenarsi
davanti al palazzo della Regione. Ma i tempi son cambiati e oggi una buona
parte delle compagnie di danza e teatro isolane ha deciso di protestare
utilizzando la stessa arma con cui, spesso, vengono messe in difficoltà: la burocrazia.
E così 28 tra compagnie e associazioni di professionisti si sono rivolte a un avvocato
per un attacco alla Regione. Obiettivo: il metodo di gestione del progetto
Un'isola in festival , ovvero sei milioni di euro stanziati dal Mibac
(Ministero per i beni e le attività culturali) a favore della Regione Sardegna
per le attività di spettacolo 2007-2009. Il primo passo: un esposto
presentato l'altro ieri al governatore, Renato Soru, con cui si invita la
Regione ad annullare l'intero procedimento. Un procedimento che nel
( da "Affari Italiani (Online)" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Roberto,
Renato e Mara... dura la vita! Sabato 10.05.2008 10:00 --> Quattro ministre
su 21 è un vero record, perfettamente coerente con l'idea del ruolo delle donne
che il Presidente Berlusconi non nasconde di avere. Un record che dovrebbe
portare la Carfagna ad una ancora più misurabile e reale sfida sul terreno
delle cosiddette quote rosa, per dimostrare che non è il centrodestra a
considerare le donne indegne di fare carriera (soprattutto politica) ma, al
limite, solo il suo leader. Terza e ultima ragione tutta personale e di clima
delle difficoltà del ministro Carfagna è che dovrà abbattere tutti i gossip e i
toni rosa e gli stereotipi che l'hanno disegnata così leggera e ribaltarli in
punti di forza, di normalità, anticasta e vicini alla gente. Una bella sfida
per tutte e tre le ragioni. Buon lavoro. Il secondo ministro che dovrà
rimboccarsi le maniche alla grande è quel simpatico scontroso e umorale signore
che risponde al nome di Renato Brunetta. Il nemico numero uno di Giulio
Tremonti ha per le mani la gatta da pelare più complicata per i conti e per il
profilo realmente rivoluzionario e riformista del governo Berlusconi IV. A
Brunetta spetta il compito di intervenire sulla macchina pubblica nel Paese che
ha proprio in casa dello Stato uno dei nodi che ne bloccano lo sviluppo, sia
per costi che per lentezza e efficienza. Berlusconi promette da quindici anni
la rivoluzione dello Stato, meno spesa pubblica, meno burocrazia, meno fannulloni e così via.
E con queste promesse il centrodestra ha conquistato elettori in tutta Italia e
soprattutto nel Nord, almeno quanto lo ha fatto con quelle di tagliare le tasse
e di aumentare la sicurezza. Ecco, a Brunetta tocca adesso la sfida di farlo
davvero. Avendo come punto di riferimento peraltro il precedente governo
Berlusconi che tra il 2001 e il 2006 tutto fece tranne che ridurre la spesa
pubblica (che aumentò a livelli di record) e intervenire sulla burocrazia e le inefficienze del pachiderma pubblico,
fannulloni inclusi. Il pugnace Renato sarà decisamente messo alla prova.
Vedremo.
( da "Azione, L'" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'AZIONE
- Articoli - Concorrenza e... veleni CONCORRENZA E... VELENI "Il 40% del
miele venduto nella nostra regione viene dall'estero!". Non ha dubbi,
Anacleto De Luca, storico e pluripremiato apicoltore di Cison, alle prese pure
lui con il difficile momento delle api, complicato, da qualche tempo, anche
dalla concorrenza estera. Molti apicoltori sono tentati di smettere perché
scoraggiati dalla concorrenza del prodotto che arriva da Cina, Brasile e paesi
dell'est. "Il miele viene comprato dall'estero a 1,8/2 euro al kg -
aggiunge De Luca - quando il nostrano è comprato all'ingrosso a 3 euro. Poi al
pubblico si arriva a 7 euro al kg. Pochi sono gli apicoltori che vendono il
miele direttamente, perché servono un laboratorio, una burocrazia. Meglio cederlo all'ingrosso.
Anche se mi piacerebbe vedere dei controlli più severi su chi vende
direttamente, per evitare il caso che si venda più di quanto si
produce...". Oltre alla concorrenza, anche la moria... "è un problema
serio, che va al di là delle api. Se le api muoiono, non è come qualcuno
vorrebbe far credere solo un problema delle api. è giusto riflettere sul fatto
che in certe zone (come ad esempio la Vallata) la mortalità è bassa, mentre
invece dove ci sono coltivazioni intensive di altro tipo, per esempio vigneti o
radicchio, è molto più alta. Forse bisognerebbe chiedersi se c'è una
spiegazione. E se magari, oltre alle api, stessero male anche gli uomini...
sarebbe interessante che qualcuno studiasse seriamente questo fenomeno".
AT.
( da "Mattino, Il (Avellino)" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'OPPOSIZIONE:
DAI FONDI PER LA RICOSTRUZIONE AI PARCHEGGI, È TUTTO FERMO "Troppi i
problemi aperti" Le tensioni nell'amministrazione comunale hanno - per ora
- fermato le decisioni su una serie di provvedimenti. Le fibrillazioni che si
stanno registrando, oramai da tre mesi, a Palazzo di Città "hanno messo in
secondo piano tante importanti questioni", evidenzia il capogruppo di
Alleanza Nazionale, Giovanni D'Ercole. "Il Piano strategico - spiega
l'esponente An - è fermo al palo. Così come la differenziata, che non è mai entrata
in funzione a dovere e e le modifiche annunciate non hanno ancora ricevuto
l'approvazione dalla giunta comunale". Altro argomento è il teatro:
"Nonostante gli annunci ancora non si capisce quale sia il futuro
gestionale della struttura, dove, peraltro, non s'è provveduto ad integrare i
due componenti del Consiglio di Amministrazione che si sono dimessi",
accusa D'Ercole. Ed ancora, i nodi della Mobilità: "Nessuno rispetta più
l'obbligo del pagamento dei parcheggi. Parimenti le targhe alterne. Gli incassi
sono in crollo verticale, perchè mancano i controlli ed in tanti casi i
parchimetri sono stati rimossi per i cantieri. Eppoi, c'è la questione
incompiuta degli ausiliari del traffico. Da quattro anni se ne parla, ma nulla
è stato fatto". Il capogruppo di Alleanza Nazionale punta, poi, i
riflettori sui "fondi del post-terremoto. La ripartizione Cipe, che è
passata tre mesi fa in Consiglio, è rimasta bloccata. E sono oscuri i
motivi", spiega D'Ercole. E non sono pochi i proprietari e i costruttori
in attesa dello stanziamento di quei fondi che rimangono "fermi" al
Comune, dopo che era stato "sbandierato" il loro arrivo, per
completare importanti opere ancora in corso nel processo di ricostruzione
cittadina. Nell'elenco finiscono, inoltre, la "Città della
Conoscenza", lo Statuto che non è stato modificato. Il tutto quando
all'appello mancano tre assessori. "C'è una incredibile distonia - accusa
D'Ercole - tra i problemi concreti che la gente si trova ad affrontare, con le
tante urgenze della città di Avellino e l'alchimia nella quale si perde la
ex-maggioranza di centrosinistra. Esiste una forma di drammatica contraddizione
che è espressa dal fatto che mentre le persone vivono la tragedia dei rifiuti,
sono intruppate nel trafico abnorme, nella burocrazia lenta, la politica sembra disinteressarsi perchè impegnata in
una discussione che la gente non riesce a comprendere". "Noi abbiamo
già presentato la nostra proposta elettorale su fatti concreti - conclude il
rappresentante di Alleanza Nazionale -, che sicuramente riusciremo a
realizzaere se i cittadini ci daranno il consenso in considerazione della
compattezza della nostra coalizione".
( da "Gazzettino, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
OderzoNOSTRO
SERVIZIOLa sua speranza adesso è che la giustizia sia veloce nel fare il suo
corso. Senza sconti per coloro che hanno ucciso suo padre e sua madre. Quanto
alla presenza di un quarto uomo sulla scena dell'orribile uccisione di Guido e
Lucia Pelliciardi, essa non cambia per Daniele Pelliciardi la sostanza delle
cose. Per il figlio della coppia massacrata, almeno un pericolo è stato
scongiurato: quello che i due assassini venissero rimessi in libertà per
decorrenza dei termini, come purtroppo è accaduto di recente per altri casi.
"Diciamo - commenta il figlio della coppia massacrata - che da tempo si
sospettava che un quarto uomo avesse partecipato al delitto, dopo i due
albanesi che hanno ucciso i miei genitori ed il rumeno che ha fornito le
informazioni. A quanto ne so c'erano degli indizi che non combaciavano con la
presenza di sole due persone, agli investigatori il quadro della situazione non
compariva completo. Il fatto che adesso le prove confermino la presenza di
questo quarto uomo avvalora il lavoro svolto dalle Forze dell'Ordine. Significa
che esse hanno compiuto molto bene il loro lavoro, non lasciando sfuggire
nulla". Tutto ciò per Daniele Pelliciardi rappresenta pur sempre una consolazione
nel mare di dolore che ha dovuto affrontare in seguito alla morte di sua madre
e suo padre. "Ho discusso dell'argomento con il mio avvocato - continua
l'uomo - e mi auguro che adesso i giudici agiscano in modo celere, dato che le
indagini sono chiuse, almeno per Stafa e Lleshi. In merito al quarto uomo (che
dovrebbe rientrare fra la cerchia delle "conoscenze" di Stafa),
bisogna vedere se si riuscirà ad individuare dov'è e ad arrestarlo. Penso che
sia fuggito all'estero e non mi faccio illusioni su una sua cattura. Ma questo
non dovrebbe andare a influire sul processo contro Stafa e Lleshi. Spero non
saltino fuori cavilli legali, intoppi della burocrazia. Non deve accadere, come
purtroppo è accaduto per altri casi recenti, che gli imputati vengano rimessi
in libertà". Artur Lleshi nel frattempo è morto, impiccandosi nella sua
cella del carcere "Due Palazzi" di Padova. L'assassinio dei suoi
genitori ha provato duramente Daniele Pelliciardi. Egli ha dovuto
cambiare lavoro: faceva la guardia giurata e non gli riusciva più di rimanere
solo di notte. Daniele Pelliciardi ripone molta fiducia nel giudice Valeria
Sanzari: "Non sono competente in queste materie - continua Pelliciardi -
ma ho grande fiducia nella dottoressa Sanzari la quale, oltre ad essere una valida
professionista e questo lo riconoscono tutti, è pure una persona di profonda
umanità. Mi auguro che le cose si risolvano per luglio. Il risultato delle
indagini è corposo, il mio avvocato m'ha riferito che sono circa un migliaio di
pagine. Spero dimostrino, una volta per tutte, la colpevolezza di chi ha ucciso
i miei genitori".Annalisa Fregonese.
( da "Gazzettino, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Da
tempo si sospettava che un quarto uomo avesse partecipato al delitto. A quanto
ne so c'erano degli indizi che secondo gli investigatori non combaciavano con
la presenza di sole due persone. Il fatto che ora le prove confermino la
presenza di questo quarto uomo avvalora il lavoro svolto dagli investigatori,
che non si sono lasciati sfuggire nulla". Così Daniele Pelliciardi, figlio delle due vittime ha commentato la chiusura delle
indagini: "Spero che per il processo - ha aggiunto - non saltino fuori
cavilli legali, intoppi della burocrazia. Non deve accadere, come purtroppo è accaduto per altri casi
recenti, che gli imputati vengano rimessi in libertà".Fregonesea pagina 6.
( da "Mattino, Il (Salerno)" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Figliulo:
azione anticrisi bipartisan Non esita ad aspettarsi un impegno dal nuovo
governo, dal neo ministro Carfagna al "quasi" sottosegretario
Cirielli, Michele Figliulo. "Si tratta di lavorare per il sud, per
spendere al meglio i residui fondi europei, per mettere
mano alle riforme che alleggeriscano il peso della burocrazia sulle imprese", spiega il coordinatore provinciale del Pd.
E si rivolge a Cirielli chiedendogli sostanzialmente di vigilare
sull'attuazione del federalismo: "Ho letto la proposta della Lega e si
prospettano tempi ancor più bui per il Mezzogiorno se quel progetto venisse
attuato nella sua interezza". Cirielli lo rassicura e condivide la
preoccupazione per il peso della burocrazia. Figliulo
ricorda il nuovo ministero per la semplificazione legislativa (e però non
nomina mai il titolare Calderoli). Cirielli richiama le parole di Figliulo:
"Vedo che concordiamo su molta parte della lettura delle difficoltà in cui
ci dibattiamo oggi". E poi si compiace per come "la conclusione della
corsa alla poltrona di sindaco a Valva (il paese di Figliulo, ndr), che dopo 40
anni è stata vinta da An sulle sinistre, non abbia fatto velo al dialogo
bipartisan".
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 10-05-2008)
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A Padova
non si investe: "Gli stranieri ci snobbano" Non è ripresa vera, ma
insomma... Abbastanza buono il quadro tracciato ieri dalla Camera di commercio
in occasione della giornata dell'Economia. Ma c'è una grave nota dolente: gli
investimenti a Padova di operatori esteri sono appena il 6\% rispetto al resto
del Veneto (a Verona è andato il 55,5\%, a Treviso il 23,7\%, a Vicenza
l'11,6\%). "E' un dato preoccupante. Dobbiamo
chiederci perchè la provincia di Padova non ha capacità di attrazione: non sono
adeguate - si è chiesto Chiesa - le aree produttive? I trasporti? O è la burocrazia che blocca il percorso di
crescita? Circa la capacità di spostamento, Padova occupa nel 2007 la prima
posizione nel Veneto per l'insieme delle infrastrutture di servizio. Eppure...A
pagina II.
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 10-05-2008)
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"Investimenti,
gli stranieri ci snobbano" Solo il 6\% rispetto al resto del Veneto: gli
operatori stranieri preferiscono Verona (55\%) o Treviso (23,7\%) (F.C.) Per
camminare, cammina ma l'incedere rallenta. Lo stato di salute dell'economia
padovana è buono, ma non troppo. Nel mercato del lavoro si registra una
crescita complessiva dell'occupazione più alta rispetto al Veneto, soprattutto
per l'incremento registrato dalle attività terziarie. Segno positivo per i
servizi e le costruzioni, in calo il numero delle imprese manifatturiere, e
questo in conseguenza della flessione nella metalmeccanica, nella chimica e del
legno-mobile. Stazionario il comparto artigiano. Aumentano le imprese a
prevalente partecipazione femminile con una crescita superiore al Veneto e
all'Italia, e le imprese con titolari o soci stranieri (soprattutto cinesi e
romeni), si riducono invece le aziende costituite da giovani al di sotto dei 29
anni, ma il fenomeno si rileva pure nel Veneto.In ascesa l'export che agguanta
il valore più elevato dell'ultimo decennio, in particolare rivolto ai mercati
asiatici (con un aumento delle vendite verso Cina e India), arretramento invece
nei confronti dei mercati americani (Usa, ma anche Canada e Messico).
Metalmeccanica, sistema moda, legno-mobile e chimica sono le voci merceologiche
più dinamiche. Le destinazioni europee rimangono ancora quelle prevalenti (76\%
del totale delle vendite all'estero) con aumenti che interessano in particolare
i paesi dell'area centro-orientale e soprattutto la Russia (per la forte
crescita di metalmeccanica, mobile, abbigliamento e
calzature)."L'andamento del 2007 è stato nel complesso positivo, anche se
nella seconda parte dell'anno sono emersi alcuni segnali di preoccupazione,
conseguenza dei fattori di instabilità che hanno compromesso le prospettive sia
per l'Italia sia per gran parte dell'Europa", ha tirato le somme
Gianfranco Chiesa ieri, "VI Giornata dell'economia", celebrata in
contemporanea a livello nazionale in tutte le Camere di Commercio d'Italia e
occasione per tracciare le prospettive padovane per il triennio 2008-2011, così
come ipotizzate da Unioncamere. Una tendenza in chiaro-scuro: "Prevediamo
le seguenti variazioni, confrontate con i risultati conseguiti nel biennio
2005-2007: la crescita del valore aggiunto e quindi della ricchezza prodotta a
livello provinciale, passerà dal +1,5 al +1,1\%, la quota delle esportazioni
sul valore aggiunto dal 28,8 al 30,8\%, l'occupazione calerà dal +1,2 al
+0,9\%, il tasso di occupazione salirà dal 45,3 al 46,7\%, il tasso di
disoccupazione dal 3,2 al 2,7\%".Nota dolente, gli investimenti a Padova
di operatori esteri: il 6\% rispetto al resto del Veneto (a Verona è andato il
55,5\%, a Treviso il 23,7\%, a Vicenza l'11,6\%). "E' un dato
preoccupante. Dobbiamo chiederci perchè la provincia di Padova non ha capacità
di attrazione: non sono adeguate - si è chiesto Chiesa - le aree produttive? I
trasporti? O è la burocrazia che blocca il percorso di crescita? Circa la capacità di
spostamento, Padova occupa nel 2007 la prima posizione nel Veneto per l'insieme
delle infrastrutture di servizio e la seconda posizione per dotazione della
rete ferroviaria ed energetica (dopo Venezia). Invece quanto ad
infrastrutture stradali, Padova viene preceduta da Verona, Treviso e Vicenza.
"Qui si tratta di rafforzare il primato nei servizi: con l'Università, le
strutture sanitarie, le telecomunicazioni riteniamo di essere ancora vincenti e
dobbiamo utilizzarle proprio per coprire il deficit di capacità di attrazione
di investimenti dall'estero", ha chiuso Chiesa. Per Giovanni Costa,
professore ordinario alla facoltà di Economia, "ormai le previsioni di
crescita, per essere valide, devono essere aggiornate a scadenza ravvicinata,
se non quotidiana".
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 10-05-2008)
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La
Giornata dell'economia in Camera di commercio Ridurre la burocrazia e i costi per combattere la
crescita zero Il federalismo fiscale darebbe ossigeno al Veneto Meno burocrazia, più rapidità, più
efficienza, meno costi: perché c'è da rimettere in moto un'economia ferma alla
"crescita a zero". Che comunque in Polesine ha le potenzialità per
ripartire presto, attraverso i minori costi immobiliari per i nuovi
insediamenti, e attraverso le nuove infrastrutture stradali e le vie d'acqua
navigabili. A cominciare dal Po, da riscoprire come risorsa e da dimenticare
come "questione", che tuttavia ha bisogno per essere risolta di
essere considerata a livello nazionale ed europeo: un obiettivo che se fosse
raggiunto, farebbe scoprire al Polesine di essere al centro dell'area
produttiva-industriale più importante d'Europa.A Rovigo la sesta Giornata
dell'economia ha ragionato sullo stato e sulle prospettive del sistema locale,
riunendo in Camera di commercio la classe imprenditoriale in platea, e al
tavolo dei relatori il presidente del Consiglio regionale del Veneto Marino
Finozzi, il direttore di Unioncamere Veneto Gian Angelo Bellati, il professore
di Diritto costituzionale dell'università di Padova Luca Antonini e lo studioso
di Economia politica Edoardo Panizza, responsabile marketing del Cantone dei
Grigioni e della Regione svizzera della Mesolcina, intorno al tema
"Federalismo e competitività del territorio".Se il Polesine ha chiuso
il 2007 con saldi negativi sia nel numero delle imprese registrate all'anagrafe
camerale (meno 0,7 per cento), sia nel numero degli occupati (meno duemila
unità rispetto al 2006), pagando così la congiuntura economica sfavorevole, nel
2008 è ora di realizzare gli investimenti sui fattori di base, sulle infrastrutture.
E poi di rispondere alla domanda: quale rapporto intercorre tra sviluppo e un
assetto federalista?Il presidente della Camera di commercio di Rovigo Loredano
Zampini, nella relazione sull'economia polesana e sulle prospettive nel
( da "ADN Kronos" del 10-05-2008)
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la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA Portofino (Genova),
10 mag. - (Adnkronos) - ''Tagliare le tasse sulle cose
utili e semplificare la burocrazia per risolvere i grandi problemi del paese''. E' la ricetta
indicata dal sottosegretario in pectore alla presidenza del consiglio con
delega alla Comunicazione, Paolo Bonaiuti, oggi a margine del convegno ''Are
you my Televisionary?'', organizzato dalla Ericsson all'Hotel Splendid
di Portofino (Genova).
( da "ITnews.it" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Portofino
(Genova), 10 mag. - (Adnkronos) - ''Tagliare le tasse sulle
cose utili e semplificare la burocrazia per risolvere i grandi problemi del paese''. E' la ricetta
indicata dal sottosegretario in pectore alla presidenza del consiglio con
delega alla Comunicazione, Paolo Bonaiuti, oggi a margine del convegno ''Are
you my Televisionary?'', organizzato dalla Ericsson all'Hotel Splendid
di Portofino (Genova).