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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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Report "Burocrazia"

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Indice delle sezioni

Burocrazia (53)


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

<Meno convegni e più tempo con gli agricoltori> ( da "Cittadino, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che lo ha visto battagliare con la burocrazia Ue negli anni in cui è stato assessore veneto all'agricoltura. "Andremo a capire cosa si può fare - ha detto Zaia, a margine del suo incontro con gli studenti dell'istituto per l'enologia "Gian Battista Cerletti" di Conegliano, dove lui stesso si è diplomato - ma sicuramente non vado a celebrare funerali di aziende agricole"

L'economia salernitana sempre più giù ( da "Citta' di Salerno, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Edmondo Cirielli, presidente provinciale di An, si è detto ottimista. "Riduzione delle tasse, semplificazione delle burocrazia e interventi specifici per il Sud". Questa la ricetta del nuovo Governo Berlusconi , che punta "ad uno Stato più leggero, per ridurre le spese e non i servizi ai cittadini".

I giudici salvano la tenda della vita ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia si è messa di traverso confermando di essere una delle nemiche dei cittadini. Informato della situazione, il sindaco di Palazzolo Silvano Moreschi avrebbe voluto revocare immediatamente l'ordinanza di rimozione ma così facendo avrebbe a sua volta violato il rigido pacchetto di normative della legge Bassanini in materia di rapporti fra primo cittadino e uffici comunali.

Burocrazia e costi frenano la crescita ( da "Arena, L'" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nel Rapporto 2008 della Camera di commercio e dell'Università Burocrazia e costi frenano la crescita FABIO BORTOLAZZI di Daniela Bruna Adami "Mentre ci arrovelliamo con indici di crescita così bassi, recuperando anche i decimali per convincerci che stiamo crescendo, altri Paesi registrano indici a due cifre e addirittura riducono i dati ufficiali per non spaventarci".

Gli allevatori pronti alla battaglia ( da "Provincia di Cremona, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che lo ha visto battagliare con la burocrazia Ue negli anni in cui è stato assessore veneto all'agricoltura. "Andremo a capire cosa si può fare". Secondo Zaia sulle quote latte l'Italia "è stata mal difesa, a partire dalla fine anni '70". "Ci siamo portati a casa, allora, una quota nazionale di latte in un momento i cui il paese ne consumava il doppio ?

Apa, eletto il nuovo consiglio ( da "Provincia di Cremona, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della burocrazia, o l'atteggiamento non di rado 'scorretto e criminalizzante' dei media. Analisi in cui la preoccupazione per uno stato di cose oggettivamente pesante non ha mai il sopravvento sulla volontà di rimboccarsi le maniche, testimoniando la vitalità di un comparto, la professionalità degli allevatori e la qualità del loro prodotto.

Strada pericolosa, c'è la petizione ( da "Centro, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: In molti paventano pericoli anche per la fauna selvatica pregiata, tassi e scoiattoli la cui presenza indica un ecosistema da proteggere. "Spero che la petizione spinga la Provincia", è il commento del sindaco Settembrino Giandonato, "a accordarci quelle misure di sicurezza finora negate sul filo di una burocrazia lenta e cavillosa". Francesco Blasi.

Raccolte 400 firme per il no alla cava ( da "Provincia Pavese, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è detto che gli atti approvati dalla burocrazia tutelino l'interesse di un territorio, a maggior ragione ricco d'acqua come quello dell'alta Lomellina - commenta Luciano Nieto, direttore dell'Unione agricoltori -. Crediamo che sia necessario seguire la strada dello sviluppo sostenibile e ci domandiamo se il progetto della cascina Buscagliona sia funzionale allo sviluppo agricolo.

L'urbanistica violata in penisola sorrentina - giuseppe guida ( da "Repubblica, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: In pieno accordo con buona parte della burocrazia e della politica regionale, i Comuni sorrentini stanno infatti procedendo ad ambigue varianti ai piani regolatori e ad approntare decine di altri strumenti di deregulation urbanistica. Incapaci di pensare a percorsi di sviluppo nuovi e sostenibili, i Comuni pagano i propri servizi sociali, le manutenzioni,

<Meglio fare tutto alla luce del sole> ( da "Giorno, Il (Lodi)" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tutta questione di burocrazia: non conosco a fondo le regole in questo caso, ma credo che quando qualcuno prende in affitto un locale, non sia tenuto a chiedere alcun permesso", ribatte. Giuseppe Bruschi, capogruppo di Forza Italia nel Consiglio comunale, è perplesso: "Ora il Comune ha mandato i vigili nel condominio per controllare se tutto è in regola.

Troppe opere incompiute ( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: soprattutto contro la burocrazia centrale, i ritardi dell'Italia rispetto all'Europa; non mancano nemmeno le contrapposizioni: sull'aeroporto tra Abem e Provincia, sulla stazione della Tav fra la Provincia e il Comune che peraltro ieri non c'era. Ma l'intenzione è di fare sistema o Brescia sarà fanalino di coda di un'Italia fanalino di coda in Europa.

SI CONFERMA un pragmatico Luca Zaia e nel primo giorno da ministro dell'agricoltura fissa subito i t ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che lo ha visto battagliare con la burocrazia Ue negli anni in cui è stato assessore veneto all'agricoltura. "Andremo a capire cosa si può fare ? ha detto Zaia, a margine del suo incontro con gli studenti dell'istituto per l'enologia 'Gian Battista Cerletti' di Conegliano, dove lui stesso si era diplomato ?

GLI SPEZZINI che si sentono vittime incolpevoli di burocrazia, macroscopici errori finanz ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 3 GLI SPEZZINI che si sentono vittime incolpevoli di burocrazia, macroscopici errori finanz... GLI SPEZZINI che si sentono vittime incolpevoli di burocrazia, macroscopici errori finanziari, gabelle e disagi possono raccontare la loro storia a La Nazione. Lo potranno fare chiamando il nostro numero verde oppure informarci con una e-mail, come indicato nel grafico qui sopra.

Il leghista Zaia: le quote latte al primo posto in agenda ( da "Eco di Bergamo, L'" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La questione dello sforamento delle quote e delle multe agli allevatori del Nord è un tema caro a Zaia, che lo ha visto battagliare con la burocrazia europea negli anni in cui è stato assessore veneto all'Agricoltura. "Andremo a capire cosa si può fare ? ha detto ?, ma certo non vado a celebrare funerali di aziende agricole".

Montezemolo: vedremo i fatti ma per ora segnali positivi ( da "Eco di Bergamo, L'" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: vogliono far bene il proprio mestiere e avere meno burocrazia". Il leader uscente di Confindustria è tornato anche sulla controversa diffusione dei redditi sul web. Più che altro ? ha detto ? "mi sarebbe piaciuto vedere dove vanno a finire questi soldi", definendo la pubblicazione dei redditi on line una "gogna mediatica".

Giovani senza passione per il lavoro e per il mondo, le imprese danno l'allarme ( da "Eco di Bergamo, L'" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di buone infrastrutture e di una burocrazia amica, la produttività ha poi sempre più bisogno di flessibilità. Flessibilità che ha tante componenti: non è solo fare gli straordinari o le ferie nei periodi richiesti dal mercato. Su questi aspetti nelle nostre valli c'è molto pragmatismo e il più delle volte si trova un accordo con i sindacati e i lavoratori,

Le consulenze dei fedelissimi: La Moratti risarcisca 7 milioni Milano, la magistratura contabile chiede i danni: 23 collaboratori assunti senza requisiti ma per affidabilità politi ( da "Unita, L'" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con la burocrazia comunale, che il sindaco ha umiliato inventandosi la necessità di una fitta schiera di collaboratori e di consulenti, fedeli alla sua causa, con costi pesantissimi, denunce, al punto che la Corte dei Conti se n'è dovuta occupare. E questa, dopo la cacciata di Sgarbi, è l'altra notizia del giorno: la Procura della Corte dei Conti avrebbe depositato l'

Zanlari: <Più attenzione al legame col territorio> ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ridurre la burocrazia. Gli "ingredienti" per ottenere una diversa distribuzione della ricchezza sono molteplici. Ognuna delle personalità intervenute al convegno detta la propria "ricetta". Andrea Zanlari analizza la questione partendo dalle cause. "Rispetto a cinque anni fa - afferma - il reddito lordo disponibile pro-capite in provincia è diminuito in termini reali dell'

Zaia: <La priorità sono le quote latte> ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che lo ha visto battagliare con la burocrazia Ue negli anni in cui è stato assessore veneto all'agricoltura. "Andremo a capire cosa si può fare - ha detto - ma sicuramente non vado a celebrare funerali di aziende agricole". Secondo Zaia sulle quote latte l'I- talia "è stata mal difesa, a partire dalla fine anni '70.

IN COMUNE con i tassisti romani hanno l'ostilità nei confronti dell ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: obiettivo di snellire la burocrazia e agevolare i rapporti dei cittadini con gli uffici pubblici, rischia di creare pericolosi vuoti nei meccanismi di controllo di pratiche delicate e di mettere in discussione centinaia di posti di lavoro. Ora si sono organizzati. Anche sulla scia di un movimento di protesta che ha messo radici a Ravenna,

Il dolore del vuoto incolmabile di una perdita ( da "Giornale di Brescia" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Nel frattempo a mio marito veniva spiegata la burocrazia da seguire, la prenotazione delle visite (con la dottoressa e con l'anestesista) e dell'intervento. Le prime due visite vengono fissate per il mattino seguente alle ore 11 con la dottoressa e subito dopo con l'anestesista. Peccato che dopo la gran puntualità della prima la seconda si è fatta attendere fino alle ore 13.

I costi della politica, potere e responsabilità ( da "Giornale di Brescia" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazie transnazionali, banche centrali potenti e indipendenti, ispettori dell'Unione Europea e del Fondo monetario internazionale, e giudici che legiferano" creano un "deficit democratico", così che gli elettori dell'Occidente hanno perso sovranità politica e popolare sull'economia (Kevin Phillips,

Consulenze d'oro, il Comune sotto processo ( da "Giornale.it, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alle direttive sul contenimento dei costi della burocrazia". Stralci della citazione a giudizio firmata dal procuratore della Corte dei conti Domenico Spadaro nei confronti di 22 amministratori di Palazzo Marino. In autunno, il processo. Sessantasette pagine per "censurare" una pratica - quella delle consulenze esterne - costata a Palazzo Marino più di 17 milioni e mezzo di euro.

L'edilizia resta settore chiave per la crescita ( da "Giornale di Brescia" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: purtroppo a troppi livelli, una burocrazia di poca efficienza, più sensibile alle procedure ed alle formalità complesse e talvolta irrazionali - spiega ancora il presidente Campana -. La gestione amministrativa, in generale, registra carenze di efficienza, di organizzazione, di assunzione di responsabilità e di celerità.

Il Comune raddoppia le aree di lavoro ( da "Giornale di Brescia" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: intera burocrazia e eliminando le sovrapposizioni oggi presenti. Il secondo obiettivo riguarda proprio le risorse umane presenti all'interno del Comune. Abbiamo scommesso sulla positività già esistente, confermando tutti i 6 capiarea e non ricorrendo, neppure per le nuove aree, ad assunzioni esterne all'Amministrazione".

Infrastrutture: la grande occasione si chiama Expo ( da "Giornale di Brescia" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: BREBEMI E BUROCRAZIA. I 64 chilometri che da Brescia porteranno a Milano, passando da Bergamo dovevano essere, ad oggi, già inaugurati. "Sono stati persi anni per motivi burocratici - spiega Bottiglieri - se si pensa che, per esempio, solo per far approvare la Convenzione alla Corte dei Conti ci sono voluti nove mesi,

Gli orrori e i nonsense dell'italiano strafalcioni, anglicismi e burocratese - tiziana cozzi ( da "Repubblica, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dalla burocrazia e dalla politica. Questo piccolo volume di Giuseppe Picciano, cronista sportivo formatosi nel duro e fattivo mondo della provincia, ha il pregio di aver compiuto una ricerca estesa a diversi ambiti dell'espressione linguistica, riportando gli orrori e i nonsense del linguaggio odierno, con un tocco di gradevole ironia.

La città sia il quartiere di una metropoli ( da "Mattino di Padova, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: anche a causa della burocrazia. Per queste cose, è la Regione che dovrebbe fare da guida". Il problema della polverizzazione delle risorse è grave anche secondo Rossi Luciani, che pure guida una realtà importante come Nanotech. La seconda tavola rotonda, moderata da Roberto Papetti, direttore del Gazzettino, è stata introdotta da una relazione di Nicola Ometto,

Prc, è giallo sulla firma di Bertinotti. Mentre Ingrao e Curzi si defilano ( da "Manifesto, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Mentre Ingrao e Curzi si defilano Roma La burocrazia inganna. Dietro i machiavellismi del comitato politico nazionale di Rifondazione comunista che si apre oggi a Roma la "resa dei conti" pare ormai inevitabile. Ma al congresso di luglio (quasi sicuramente dal 24 al 27 luglio a Chianciano) l'ex maggioranza bertinottiana ci arriva malconcia.

Meno burocrazia per le imprese ( da "Stampa, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Da agosto Meno burocrazia per le imprese Un "colpo" ai lacci e lacciuoli della burocrazia. Ieri, durante la Giornata dell'economia, il presidente della Camera di commercio Ferruccio Dardanello ha dato una buona notizia alle imprese. Dal 20 agosto prossimo scatterà la comunicazione unica.

Noi, vincitori sconosciuti al loft ( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il problema è che i partiti sono diventati burocrazia. Ho cercato Veltroni – dice Molteni – ma magari neanche gliel'hanno riferito perché io sono la periferia e la periferia non conta. Forse pensavano avessi bisogno di un favore, boh... Volevo parlare di politica perchè ho bisogno di avere interlocutori reali.

Un piano anti-burocrazia ( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Al vaglio un programma di semplificazione - Priorità anche al federalismo Un piano anti-burocrazia Per il neoministro Zaia subito i dossier quote e riforma Pac Annamaria Capparelli ROMA Lotta all'euroburocrazia e alla "concorrenza asimmetrica ", priorità al federalismo e per cominciare impegno imme-diato sull'annosa questione delle quote latte.

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: PADOVA - data: 2008-05-10 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONA... ( da "Corriere del Veneto" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia blocca le imprese? Quello che è certo è che una differenza così grande rispetto ad altre province richiede un impegno forte". Ibridazione A condividere la preoccupazione del numero uno della Camera di Commercio è anche l'economista Giovanni Costa.

<Economia al palo, ora servono cure davvero efficaci> ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con una burocrazia ridotta all'essenziale, con imprenditori meno timorosi, un sindacato forte e radicato che sappia innovarsi e un'istituzione locale che aiuti l'investimento e non lo blocchi. Una politica che si faccia da parte per dare spazio all'iniziativa privata e ritorni al suo ruolo originale di dare indirizzo e non di gestire direttamente.

PATRIMONIO DILAPIDATO ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e bisogna tentare di dirlo con pacatezza) una difesa solo formale: quella degli uffici profondi e della burocrazia sorda che segue protocolli chiusi, che non applica l'intelligenza, che cerca la soddisfazione della sospensione, che non entra mai nel merito dei problemi, che non cerca di capire, che svolge un compito giusto in modo impiegatizio.

I tagli di Berlusconi: a Palazzo Chigi comincia la cura dimagrante ( da "Panorama.it" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Impero dell'alta burocrazia: solo alla presidenza del Consiglio si contano 27 dirigenti di prima fascia e 229 dirigenti di seconda fascia. Una nave da crociera, con un bilancio autonomo, sulla quale è stata caricata troppa zavorra: a bordo complessivamente ci sono 4.

GANASCE FISCALI ALLE AMBULANZE ( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia non fa distinzioni. Anche se si tratta di autoambulanze. Di quattro mezzi di soccorso sui sei disponibili in un ospedale destinato a 500mila utenti, l'unico presidio di una provincia abbandondata ma turbolenta. È il caso del San Giovanni di Dio di Frattaminore, periferia nord a ridosso di Napoli.

<In materia di acque e difesa del suolo la Provincia accumula troppi ritardi> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia continua a voltare le spalle alle imprese, in particolare in agricoltura e artigianato. Il trasferimento di una serie di competenze (in forza della legge 9/2006) dalla Regione alle Province, in materia di acque e difesa del suolo, sta innescando "troppi e inaccettabili ritardi", denuncia Patrizio Buccelli,

E Walter diventa il "premier ombra" ( da "Giornale.it, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua ( da "Giornale.it, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

Lo spettacolo in rivolta ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia. E così 28 tra compagnie e associazioni di professionisti si sono rivolte a un avvocato per un attacco alla Regione. Obiettivo: il metodo di gestione del progetto Un'isola in festival , ovvero sei milioni di euro stanziati dal Mibac (Ministero per i beni e le attività culturali) a favore della Regione Sardegna per le attività di spettacolo 2007-

Roberto, Renato e Mara... dura la vita! pag.2 ( da "Affari Italiani (Online)" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno spesa pubblica, meno burocrazia, meno fannulloni e così via. E con queste promesse il centrodestra ha conquistato elettori in tutta Italia e soprattutto nel Nord, almeno quanto lo ha fatto con quelle di tagliare le tasse e di aumentare la sicurezza. Ecco, a Brunetta tocca adesso la sfida di farlo davvero.

CONCORRENZA E... VELENI ( da "Azione, L'" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: perché servono un laboratorio, una burocrazia. Meglio cederlo all'ingrosso. Anche se mi piacerebbe vedere dei controlli più severi su chi vende direttamente, per evitare il caso che si venda più di quanto si produce...". Oltre alla concorrenza, anche la moria... "è un problema serio, che va al di là delle api.

TROPPI I PROBLEMI APERTI ( da "Mattino, Il (Avellino)" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia lenta, la politica sembra disinteressarsi perchè impegnata in una discussione che la gente non riesce a comprendere". "Noi abbiamo già presentato la nostra proposta elettorale su fatti concreti - conclude il rappresentante di Alleanza Nazionale -, che sicuramente riusciremo a realizzaere se i cittadini ci daranno il consenso in considerazione della compattezza della nostra

Oderzo NOSTRO SERVIZIO La ( da "Gazzettino, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: intoppi della burocrazia. Non deve accadere, come purtroppo è accaduto per altri casi recenti, che gli imputati vengano rimessi in libertà". Artur Lleshi nel frattempo è morto, impiccandosi nella sua cella del carcere "Due Palazzi" di Padova. L'assassinio dei suoi genitori ha provato duramente Daniele Pelliciardi.

Il figlio: spero prendano pure lui e che non tornino subito liberi ( da "Gazzettino, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: figlio delle due vittime ha commentato la chiusura delle indagini: "Spero che per il processo - ha aggiunto - non saltino fuori cavilli legali, intoppi della burocrazia. Non deve accadere, come purtroppo è accaduto per altri casi recenti, che gli imputati vengano rimessi in libertà".Fregonesea pagina 6.

FIGLIULO: AZIONE ANTICRISI BIPARTISAN ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per mettere mano alle riforme che alleggeriscano il peso della burocrazia sulle imprese", spiega il coordinatore provinciale del Pd. E si rivolge a Cirielli chiedendogli sostanzialmente di vigilare sull'attuazione del federalismo: "Ho letto la proposta della Lega e si prospettano tempi ancor più bui per il Mezzogiorno se quel progetto venisse attuato nella sua interezza".

A Padova non si investe: <Gli stranieri ci snobbano> ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Dobbiamo chiederci perchè la provincia di Padova non ha capacità di attrazione: non sono adeguate - si è chiesto Chiesa - le aree produttive? I trasporti? O è la burocrazia che blocca il percorso di crescita? Circa la capacità di spostamento, Padova occupa nel 2007 la prima posizione nel Veneto per l'insieme delle infrastrutture di servizio. Eppure...A pagina II.

<Investimenti, gli stranieri ci snobbano> ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: O è la burocrazia che blocca il percorso di crescita? Circa la capacità di spostamento, Padova occupa nel 2007 la prima posizione nel Veneto per l'insieme delle infrastrutture di servizio e la seconda posizione per dotazione della rete ferroviaria ed energetica (dopo Venezia).

Ridurre la burocrazia e i costi per combattere la crescita zero ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: commercio Ridurre la burocrazia e i costi per combattere la crescita zero Il federalismo fiscale darebbe ossigeno al Veneto Meno burocrazia, più rapidità, più efficienza, meno costi: perché c'è da rimettere in moto un'economia ferma alla "crescita a zero". Che comunque in Polesine ha le potenzialità per ripartire presto, attraverso i minori costi immobiliari per i nuovi insediamenti,

GOVERNO: BONAIUTI, MENO TASSE E BUROCRAZIA ( da "ADN Kronos" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: - (Adnkronos) - ''Tagliare le tasse sulle cose utili e semplificare la burocrazia per risolvere i grandi problemi del paese''. E' la ricetta indicata dal sottosegretario in pectore alla presidenza del consiglio con delega alla Comunicazione, Paolo Bonaiuti, oggi a margine del convegno ''Are you my Televisionary?

10/05/2008 16:47 GOVERNO: BONAIUTI, MENO TASSE E BUROCRAZIA ( da "ITnews.it" del 10-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: - (Adnkronos) - ''Tagliare le tasse sulle cose utili e semplificare la burocrazia per risolvere i grandi problemi del paese''. E' la ricetta indicata dal sottosegretario in pectore alla presidenza del consiglio con delega alla Comunicazione, Paolo Bonaiuti, oggi a margine del convegno ''Are you my Televisionary?


Articoli

<Meno convegni e più tempo con gli agricoltori> (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Meno convegni e più tempo con gli agricoltori" n Si conferma un pragmatico Luca Zaia e nel primo giorno da ministro dell'agricoltura fissa subito i temi della propria agenda, partendo dalla partita delle quote latte. "Ho una bella partita da subito - ha spiegato, incontrando i giornalisti a Conegliano - cioè 150 milioni di euro di multe di quote latte, applicate all'Italia assieme a Germania e Polonia". La questione dello sforamento delle quote e delle multe agli allevatori del Nord Italia è un tema caro a Zaia, che lo ha visto battagliare con la burocrazia Ue negli anni in cui è stato assessore veneto all'agricoltura. "Andremo a capire cosa si può fare - ha detto Zaia, a margine del suo incontro con gli studenti dell'istituto per l'enologia "Gian Battista Cerletti" di Conegliano, dove lui stesso si è diplomato - ma sicuramente non vado a celebrare funerali di aziende agricole". Secondo Zaia sulle quote latte l'Italia "è stata mal difesa, a partire dalla fine anni '70. Ci siamo portati a casa, allora, una quota nazionale di latte in un momento i cui il paese ne consumava il doppio. Oggi perciò una confezione su due che è acquistata nel nostro Paese contiene latte non italiano. Un peccato originale che scontiamo da 40 anni. Il solo Veneto, ad esempio, paga 34 milioni di euro l'anno di multe per quote latte, distribuite fra 312 aziende agricole". Zaia, che farà martedì prossimo il passaggio delle consegne con il ministro del precedente governo, Paolo De Castro, ha rimarcato le caratteristiche di concretezza che intende imprimere al proprio mandato: "Spero - ha detto - che ci siano meno convegni perché chi mi conosce sa che ho l'allergia alla sedia. Quindi meno conferenze e più campi. Frequentare le aziende agricole - ha aggiunto - può essere uno stile di lavoro". Lasciata un attimo la veste istituzionale, con la quale ha chiesto agli studenti di Conegliano anche un minuto di raccoglimento in memoria di Aldo Moro e della sua scorta, Zaia si è immedesimato in quella del politico, sponda Lega, per rispondere a chi si dice preoccupato dal federalismo in salsa lombardo-veneta. "Dico a tutti non preoccupatevi. Il federalismo - ha affermato - sarà un bene per tutti. Sento che c'è qualcuno in giro per l'Italia che si preoccupa, ma il mio partito vuole portare l'ossatura del Paese ad uno Stato federale, compatibile con l'attuale costituzione. Vi dico che il federalismo è una grande opportunità per il Nord, per noi veneti e per tutta la comunità del Sud. Si deve preoccupare solo chi non lavora con onestà e non fa le cose come dovrebbero essere fatte".

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L'economia salernitana sempre più giù (sezione: Burocrazia)

( da "Citta' di Salerno, La" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Diminuisce il reddito medio pro capite 16.351 euro annui, a Milano il doppio camera di commercio Strianese: "Dati spietati Il quadro è davvero sconcertante" DI GIANNI GIANNATTASIO " L'economia della provincia di Salerno va male. Il Pil pro-capite nel 2007 è stato di 16.351 euro, l'1,8% in meno rispetto a quello del 2006. Addirittura si è attestato al di sotto del reddito medio regionale (16.570euro), che nell'ultimo anno risulta aumentato dell'1.4%. Se si confronta con il reddito medio nazionale del 2007, che è stato di 25.862 euro, si comprende che stiamo davvero perdendo quota. La differenza è di oltre 9mila euro. " Rispetto alla provincia di Milano il nostro reddito medio è addirittura meno della metá. Le cifre diffuse ieri dalla Camera di Commercio parlano chiaro: nel 2007 la provincia di Salerno è scesa al 92º posto nella graduatoria del reddito pro capite delle province italiane, perdendo ben cinque posizioni rispetto all'anno precedente. "Numeri spietati - ammette il presidente dell'Ente camerale, Augusto Strianese - che danno un quadro sconcertante della situazione economica". I settori in calo sono l'agricoltura (- 3,2%) e l'industria (- 0,3%), ma la flessione ha riguardato anche gli arrivi dei turisti (- 0,6%), anche se però le giornate di presenza hanno avuto un incremento dell'1,6%. " Che fare per correre ai ripari? Strianese ha proposto la costituzione, presso la Prefettura, di un organismo tra i vari enti che con cadenza mensile verifichi lo stato dei lavori delle infrastrutture in cantiere. ma soprattutto, nell'augurare buon lavoro al nuovo Governo e al ministro Mara Carfagna, "di rendere più facile la vita agli italiani semplificando le procedure". Per il presidente della Provincia Angelo Villani, "promuovere lo sviluppo dal basso non è sufficiente. Come Provincia abbiamo investito 600 milioni di euro per scuole e strade, ma le grandi opere pubbliche al Sud deve farle lo Stato". ma il dato che maggiormente preoccupa Villani è la difficoltá dell'industria, "perché se non c'è produzione non si distribuisce ricchezza". " Michele Figliulo, segretario provinciale del Pd, ha insistito sulla necessitá "di concentrare su pochi obiettivi strategici le risorse europee" e , poi, fatte le scelte "a fare squadra, tutti insieme, al di lá delle appartenenze politiche". Nonostante tutto, l'on. Edmondo Cirielli, presidente provinciale di An, si è detto ottimista. "Riduzione delle tasse, semplificazione delle burocrazia e interventi specifici per il Sud". Questa la ricetta del nuovo Governo Berlusconi , che punta "ad uno Stato più leggero, per ridurre le spese e non i servizi ai cittadini".

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I giudici salvano la tenda della vita (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

PALAZZOLO. Il Tar sospende l'ordinanza. L'avvocato della famiglia: "È mancato il buonsenso" I giudici "salvano" la tenda della vita di Giancarlo Chiari Quella tenda a tunnel montata in giardino rappresentava l'ultimo contatto con il mondo esterno. Ma il Comune aveva ordinato di rimuoverla cancellando l'ultimo sprazzo di normalità in una vita segnata da una grave malattia. IL TAR HA PERO' SOSPESO l'ordinanza dell'Amministrazione civica di Palazzolo impedendo che la legge commettesse un'ingiustizia. La vicenda dai contorni kafkiani, risale al gennaio scorso quando il dirigente dei Servizi al territorio del Comune ordina di rimuovere entro novanta giorni la tenda a soffietto del tipo di quelle che vengono usate allo stadio per consentire l'ingresso e l'uscita dal campo in sicurezza della squadre. L'infrastruttura appartiene alla famiglia di Luigi Smaldone, 71 anni, immobilizzato a letto da una grave malattia invalidante. La tenda a tunnel gli consente di trascorrere in sicurezza e lontano da sguardi indiscreti qualche ora nel giardino della sua abitazione in via Pasubio. La moglie del pensionato Vanda, assistita dall'avvocato Paolo Macchion di Chiari, impugna il provvedimento comunale davanti al Tar. IL BUONSENSO AVREBBE a questo punto potuto impedire che il caso arrivasse davanti ai giudici di via Malta ma la burocrazia si è messa di traverso confermando di essere una delle nemiche dei cittadini. Informato della situazione, il sindaco di Palazzolo Silvano Moreschi avrebbe voluto revocare immediatamente l'ordinanza di rimozione ma così facendo avrebbe a sua volta violato il rigido pacchetto di normative della legge Bassanini in materia di rapporti fra primo cittadino e uffici comunali. A mali estremi Moreschi ha scelto di non costituirsi in giudizio "agevolando" in questo modo la sospensiva del Tar. "L'ORDINANZA DEL COMUNE - osserva l'avvocato della famiglia Smaldone - è uno sgradevole effetto collaterale della legge Bassanini che ha attribuito poteri non sempre usati con umanità e buon senso dalla burocrazia. L'assurdità della misura dell'Ufficio tecnico è evidente: nel verbale di ispezione la Polizia locale ha descritto il manufatto come tenda da sole, ma nell'ordinanza la struttura si trasforma magicamente in pergolato addossato al fabbricato. È chiaro che ci sono evidenti differenze tra tenda e pergolato, basta consultare un vocabolario per capirlo". Neppure il documento sottoscritto su consiglio del Difensore civico che impegnava la famiglia Smaldone a rimuovere la tenda appena fossero venuti meno i motivi dell'uso ha convinto l'Ufficio tecnico.L'avvocato Macchion, osserva con amarezza i tecnici "si siano concentrati sulla presenza della tenda a tunnel ma non hanno i pergolati presenti in altre abitazioni della zona. In fondo - conclude il legale della famiglia Smaldone -, sarebbe bastato buonsenso e un dizionario per evitare un'ordinanza che unisce all'assurdo la mancanza di umanità".

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Burocrazia e costi frenano la crescita (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

GIORNATA DELL'ECONOMIA. La fotografia delle imprese produttive veronesi e l'analisi dei bilanci, nel Rapporto 2008 della Camera di commercio e dell'Università Burocrazia e costi frenano la crescita FABIO BORTOLAZZI di Daniela Bruna Adami "Mentre ci arrovelliamo con indici di crescita così bassi, recuperando anche i decimali per convincerci che stiamo crescendo, altri Paesi registrano indici a due cifre e addirittura riducono i dati ufficiali per non spaventarci". Fabio Bortolazzi, presidente della Camera di commercio di Verona, nell'aprire la sesta "Giornata dell'economia", va dritto al punto: le difficoltà del mercato internazionale continueranno a lungo, e occorre quindi puntare sulle peculiarità che mettano Verona in grado di competere. "Le piccole dimensioni delle aziende, la loro flessibilità, le nicchie di mercato, la particolarità e la qualità dei prodotti, sono" continua Bortolazzi, "elementi di forza". E detta un preciso indirizzo: "far guadagnare di più le aziende diminuendo i costi, così che possano spendere nel miglioramento del prodotto e nell'affrontare i concorrenti che non sappiamo più da dove arrivano". Il Rapporto 2008 sull'economia veronese, realizzato in collaborazione con l'Università di Verona, evidenzia infatti una realtà frastagliata, con settori in espansione e altri in difficoltà; più imprese, ma meno redditività; un export che tiene, ma con una geografia diversa. I COMPARTI. Nel 2007 le imprese veronesi sono 536 in più rispetto al 2006 (+0,5%), arrivando ad un totale di 100.664. Il settore industriale, comprese le costruzioni, assorbe il 29,1% delle aziende, seguito da commercio (20,8%) e agricoltura (19,4%). I servizi rappresentano il 15,8% delle imprese registrate, alberghi e ristoranti il 5,2%, i traporti il 3,8. Il settore trasversale degli artigiani è il 29,4% del totale. Il settore che cresce di più sono i servizi, +43,6%, perdono terreno tessile e calzature: dal 1997 al 2007, sono diminuite del 18,1 e del 34,6%. Crescono invece industrie alimentari (+33,2%), metallo (+23,7%), stabile il commercio. L'EXPORT. L'export veronese è aumentato del 3,8%, ma l'euro forte ha fatto diminuire le vendite verso gli Stati Uniti (-10,9%). Se la Germania rimane il mercato privilegiato, Verona guarda ad Est: in Russia Verona nel 2007 ha esportato merci per 256,4 milioni di euro, +55,1% rispetto al 2006. I BILANCI. La fotografia dell'economia scaligera in base ai bilanci, scattata dall'Università e presentata dalla ricercatrice Silvia Cantele, mostra una performance tutto sommato buona, con fatturato in crescita, ma una produttività economica in flessione, una reddività in miglioramento ma ancora più bassa del 2002. L'analisi ha riguardato 10.538 società di capitali, l'11,7% del totale delle imprese attive, lasciando fuori ad esempio l'agricoltura, dove questo tipo di società sono numericamente irrilevanti: una mancanza sottolineata dal presidente di Coldiretti Damiano Berzacola, che ha chiesto di individuare un modo per analizzare anche questo settore, nel prossimo Rapporto. Sono le costruzioni e i servizi, secondo l'analisi dei dati, che hanno visto la maggiore crescita del fatturato nel triennio 2004-2006, rispettivamente del 27% e del 20%; sono cresciute di più le imprese piccole, quelle fino a 10 milioni di valore della produzione (che costituiscono il 95% dei bilanci analizzati). Riguardo la produttività economica, il dato risulta in calo rispetto al triennio precedente; il rapporto tra valore della produzione e capitale investito è passato da 2,07 a 1,87. La reddittività netta del comparto industria e commercio è tornato positivo nel 2005-2006; il Roe nel 2006 è il 10,2%. In crescita anche la reddittività del capitale investito: il Roi è pari all'8,3%. Le migliori performance si registrano nel distretti grafico cartario (Roe 13,62% e Roi 13,26%) e nell'informatico-tecnologico avanzato (Roe 8,65% e Roi 11,82%). Solidità finanziaria: l'indebitamento delle imprese veronesi è tornato a salire nel 2006, dopo un trend in calo dal 2001 al 2005 e l'indice di indebitamento è del 2,50, il che significa che i debiti finanziari sono due volte e mezzo il capitale proprio. Il settore più indebitato è il commercio, e in generale le piccole imprese più delle grandi. I PROBLEMI. Sono i costi della burocrazia (anche in termini di tempo e di risorse umane) e dell'energia, oltre alla pressione fiscale, i problemi maggiormente rilevati dalle categorie produttive veronesi. Confindustria, riguardo alle piccole imprese, aggiunge anche la solitudine all'estero, dove le iniziative promozionali sono disaggregate e quindi meno efficaci. L'Upa sottolinea la crisi di settori come calzaturiero, abbigliamento, mobile, e anche i primi segni di crisi nell'edilizia, per la concorrenza di imprese di extracomunitari. Confcommercio auspica la collaborazione di tutti i soggetti, anche di aeroporto e fiera, per il sostegno al turismo, e per il commercio, un maggiore controllo sull'espansione della Gdo straniera.

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Gli allevatori pronti alla battaglia (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Cremona, La" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione di Sabato 10 maggio 2008 Benvenuto P.Review srl Dopo la rottura della trattativa. Sulle quote interviene il neo ministro Zaia Gli allevatori pronti alla battaglia MILANO ? Nonostante gli sforzi prodotti da Confagricoltura, Coldiretti e Cia negli incontri che si sono succeduti da gennaio a oggi per concordare un equo prezzo del latte alla stalla, giovedì si è rotta la trattativa con Assolatte. Erano presenti alla trattativa Franco Bettoni (Confagricoltura), Nino Andena (Coldiretti) e Mario Lanzi (Cia). I tre rappresentanti del mondo agricolo hanno puntato l'attenzione sugli aspetti inflattivi e sugli effetti sui consumatori. Hanno collegato alle dinamiche di mercato l'andamento del prezzo nei diversi trimestri dell'anno. "La parte industriale ? recita un comunicato delle tre organizzazioni agricole ? si è invece arroccata su posizioni miopi e assolutamente non condivisibili, trascurando i costi di produzione delle imprese agricole e il peso delle produzioni lattiero-casearie 'made in Italy'. Assolatte ha dimostrato invece di essere intenzionata solo ad abbassare a livelli inaccettabili il prezzo alla stalla, incurante del fatto che ormai le imprese agricole sono allo stremo a causa degli altissimi prezzi raggiunti da tutti i fattori della produzione". Le organizzazioni ritengono che sia seriamente a rischio il futuro dell'intero settore lattiero caseario lombardo e quindi quello di tutte le produzioni tipiche e di qualità. Confagricoltura, Coldiretti e Cia della Lombardia hanno quindi deciso di invitare tutti i soci a fare riferimento al prezzo fissato per il mese di marzo scorso per le fatturazioni del latte relative alla campagna produttiva 2008-2009, mentre si stanno già pianificando le iniziative politico-sindacali ed economico-commerciali più opportune per fronteggiare la rottura della trattativa, a tutela degli interessi dei produttori e dei consumatori. Intanto il neo ministro delle Politiche agricole Luca Zaia ha fissato come primo punto nella sua agenda la partita delle quote latte. "Parlo dei 150 milioni di euro di multe di quote latte, applicate all'Italia assieme a Germania e Polonia" ha spiegato ieri a Conegliano. La questione dello sforamento delle quote e delle multe agli allevatori del Nord Italia è un tema caro a Zaia, che lo ha visto battagliare con la burocrazia Ue negli anni in cui è stato assessore veneto all'agricoltura. "Andremo a capire cosa si può fare". Secondo Zaia sulle quote latte l'Italia "è stata mal difesa, a partire dalla fine anni '70". "Ci siamo portati a casa, allora, una quota nazionale di latte in un momento i cui il paese ne consumava il doppio ? ha aggiunto ?. Oggi una confezione su due che è acquistata nel nostro Paese contiene latte non italiano. È un peccato originale che scontiamo da 40 anni".

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Apa, eletto il nuovo consiglio (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Cremona, La" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione di Sabato 10 maggio 2008 Benvenuto P.Review srl L'assemblea. Ieri nella sala Zelioli Lanzini di CremonaFiere; disco verde ai bilanci consuntivo e preventivo Apa, eletto il nuovo consiglio Entro venti giorni si scelgono il presidente e i vice di Andrea Gandolfi Disco verde al consuntivo 2007 ed al preventivo 2008, e nuovo consiglio per l'Apa provinciale, che ieri pomeriggio ha riunito l'assemblea dei soci nella rinnovata sala Zelioli Lanzini di CremonaFiere. Nessuna sorpresa dalle urne, nè avrebbe potuto essere diversamente a fronte di una sola lista, frutto dell'accordo unitario tra le organizzazioni professionali: così ha debuttato il nuovo 'parlamentino' dell'associazione, che nel giro di tre settimane nominerà il presidente ed i due vice. Davanti ad una platea di soci ed ospiti, il presidente uscente Riccardo Crotti (pressochè certa la sua riconferma) ha tracciato il bilancio dell'attività del triennio e indicato i principali problemi da affrontare. Sul piano interno, Crotti ha tra l'altro sottolineato il lavoro svolto per consolidare il ruolo dell'associazione, e l'impegno di offrire ai soci servizi sempre più diversificati, erogati con criteri di qualità ed efficienza a costi contenuti. "Mantenere invariato - ed in qualche caso ridurre - il costo di erogazione dei servizi è stata la nostra prima preoccupazione, considerato lo stato di crisi gravissima del comparto zootecnico". Ma ha anche ricordato come il panorama del settore sia dominato da una grande incertezza; "che richiederebbe grande comunione d'intenti e invece purtroppo non trova, da parte dell'agricoltura comunitaria ed in particolare da quella italiana, le necessarie posizioni univoche, chiare e condivise da tutte le componenti". Poi la lunga analisi incentrata sulle difficoltà con cui fare i conti; le questioni generali più scottanti (dagli effetti potenzialmente devastanti della direttiva nitrati all'irrisolta questione del prezzo del latte), e i problemi con i quali ogni giorno si scontra l'attività degli allevatori: come il peso 'oppressivo e scoraggiante' della burocrazia, o l'atteggiamento non di rado 'scorretto e criminalizzante' dei media. Analisi in cui la preoccupazione per uno stato di cose oggettivamente pesante non ha mai il sopravvento sulla volontà di rimboccarsi le maniche, testimoniando la vitalità di un comparto, la professionalità degli allevatori e la qualità del loro prodotto. Dopo la relazione, gli interventi dei presidenti delle organizzazioni professionali: Antonio Piva (Libera Agricoltori), Roberto De Angeli (Coldiretti) e Guido Soldi (Cia); seguiti - tra gli altri - dai rappresentanti delle istituzioni (l'assessore regionale Gianni Rossoni e quello provinciale, Giorgio Toscani). Infine l'attesa dello scrutinio che ha 'disegnato', all'unanimità, il nuovo consiglio.

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Strada pericolosa, c'è la petizione (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

San Martino sulla Marrucina. Ex statale per Casacanditella. Avviata una raccolta di firme Strada pericolosa, c'è la petizione "Circuito motoristico". Appello dei residenti alla Provincia SAN MARTINO. I residenti vogliono farla finita con le auto che sfrecciano a velocità pazzesca. Ai piedi del centro storico il tratto della provinciale per Casacanditella, ex Statale 81 Piceno-Aprutina, è ormai diventato un circuito di automobilismo. Situazione insostenibile che sperano di portare all'attenzione della Provincia con una petizione. Obiettivo è l'installazione di autovelox automatici, dossi rallentatori in serie ravvicinate e segnali di limite di velocità, con avvertenze agli automobilisti che si sta transitando in un centro abitato. Maurizio Esposito, contitolare del frequentato ristorante "Il gatto e la volpe", ha cominciato a raccogliere firme. "A molti tra i nostri clienti", spiega, "piace l'dea di passeggiare ai margini della strada, attratti dal verde che regna intorno e dall'aria buona. Ma ormai glielo sconsigliamo perché potrebbe comparire un'auto assassina dietro una curva. Peggio ancora", aggiunge, "quando a incamminarsi sono famiglie con bimbi in passeggino". A cento metri dal ristorante, uno schianto ha svegliato giorni fa in piena notte Pasquale e Giovanna D'Arca, titolari del B&B "La sorgente". Dopo essersi girata più volte, un'auto fuori controllo aveva finito la sua corsa contro la cancellata, abbattendo l'ingresso dove di giorno i clienti si trattengono per respirare l'aria di campagna. L'incidente, per fortuna senza conseguenze per il conducente, era iniziato nella curva di Fonte Giardino, la stessa che il 6 dicembre 2005 venne tagliata dalla Smart condotta da Francesca Pugliese, 26 anni, che morì venti giorni dopo al policlinico Gemelli di Roma. "Abbiamo il terrore di affacciarci alla strada per depositare l'immondizia", lamenta un'anziana donna che abita in un villino. In molti paventano pericoli anche per la fauna selvatica pregiata, tassi e scoiattoli la cui presenza indica un ecosistema da proteggere. "Spero che la petizione spinga la Provincia", è il commento del sindaco Settembrino Giandonato, "a accordarci quelle misure di sicurezza finora negate sul filo di una burocrazia lenta e cavillosa". Francesco Blasi.

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Raccolte 400 firme per il no alla cava (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca Raccolte 400 firme per il "no" alla cava Petizione contro la realizzazione dell'impianto alla cascina Buscagliona GRAVELLONA Gli agricoltori in prima linea GRAVELLONA. Quasi 400 firme di cittadini, agricoltori e ambientalisti contro la cava alla cascina Buscagliona, che ha già ricevuto il parere favorevole di massima della Provincia. Si estende la protesta contro l'iniziativa della società Itinera di Tortona che, secondo molti, metterebbe a rischio l'acqua di superficie e le falde sotterranee in una zona completamente agricola. Un gruppo di agricoltori e di ecologisti ha dato il via a una sottoscrizione pubblica: "La quantità di materiale estratto, 800mila metri cubi e alla profondità di 25 metri dal piano campagna, comporterebbe danni non prevedibili". La contrarietà dei firmatari è ben vista anche dall'Unione agricoltori, da Legambiente e dall'associazione Paese vivo. "Ci sentiamo di esprimere il nostro no alla realizzazione della cava-lago a causa della fragilità delle acque di falda, esposte per 25 metri di profondità in un territorio geologicamente molto permeabile, e per un senso civico in difesa del del nostro paese, in virtù del diritto costituzionale di liberamente manifestare la propria opinione", si legge nel testo sottoscritto già da circa 400 persone. La raccolta di firme sarà depositata in municipio all'inizio della prossima settimana. "Protestiamo anche perché non siamo stati invitati all'ultima conferenza dei servizi: c'era solamente l'Unione agricoltori, ma in qualità di uditore. A Pavia non è stato convocato nemmeno il proprietario dell'area in questione - protesta l'agricoltore Giuseppe Pavesi - Questo progetto mette a rischio i fontanili in una vasta zona a cavallo fra i territori di Gravellona e Vigevano: il danno ambientale sarebbe irreparabile". Gli agricoltori, appoggiati dagli ambientalisti, pretendono garanzie per i pozzi privati, per i numerosi fontanili della zona e per l'acqua delle falde. L'area di 70mila metri quadrati scelta dalla società del gruppo Gavio si trova al centro di una superficie ricchissima di acqua, sia superficiale sia sotterranea, che fra l'altro va ad alimentare gli acquedotti dei Comuni circostanti. "Non è detto che gli atti approvati dalla burocrazia tutelino l'interesse di un territorio, a maggior ragione ricco d'acqua come quello dell'alta Lomellina - commenta Luciano Nieto, direttore dell'Unione agricoltori -. Crediamo che sia necessario seguire la strada dello sviluppo sostenibile e ci domandiamo se il progetto della cascina Buscagliona sia funzionale allo sviluppo agricolo. In ogni caso, è indispensabile che si adottino provvedimenti di natura politica, non burocratica". Umberto De Agostino.

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L'urbanistica violata in penisola sorrentina - giuseppe guida (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XIV - Napoli L'urbanistica violata in penisola sorrentina A Vico Equense un'impresa privata ha costruito garage pertinenziali in centro, ma i box, a dispetto delle norme, possono essere acquistati da chi abita in tutto il territorio GIUSEPPE GUIDA n un generale silenzio e nel torpore colpevole di chi dovrebbe controllare e non lo fa, la Penisola Sorrentina, da paesaggio-simbolo delle bellezze italiane, sta pericolosamente assurgendo a caso-studio di come, in un territorio tutelato, sia possibile approvare norme tanto incredibili quanto vessatorie per il paesaggio e remunerative per l'investimento privato, che viene di fatto trasformato nella vera priorità delle azioni amministrative. In pieno accordo con buona parte della burocrazia e della politica regionale, i Comuni sorrentini stanno infatti procedendo ad ambigue varianti ai piani regolatori e ad approntare decine di altri strumenti di deregulation urbanistica. Incapaci di pensare a percorsi di sviluppo nuovi e sostenibili, i Comuni pagano i propri servizi sociali, le manutenzioni, l'illuminazione, le scuole, i lavori pubblici ordinari e soprattutto lo sproporzionato numero di dipendenti a bassa produttività, in "moneta urbanistica": si cerca di fare cassa con gli sbancamenti per i box, con gli oneri di urbanizzazione, con gli introiti dei permessi a costruire. Intanto il nuovo piano regolatore adottato a Sorrento, consente di costruire persino nelle Zone di tutela 1B del Put (il piano paesistico della penisola sorrentina) e la magistratura è già dovuta intervenire per le continue irregolarità riscontrate nei colossali cantieri per garage interrati. A Meta di Sorrento hanno messo mano al piano regolatore. Con una delibera dei primi mesi di quest'anno sì è proceduto ad una variante che riscrive le norme tecniche di attuazione del piano, progettato dall'urbanista Vezio De Lucia, limandole e smussandole nei punti più fastidiosi e trasformando con un arzigogolo lessicale e una giravolta giuridica, la speculazione di pochi privati in "attrezzature di interesse generale". Sono stati cassati, così, indici di fabbricabilità, altezze massime, rapporti di copertura tra costruito e aree libere, eccetera. Il tutto in un grande preludio alla realizzazione di sterminati parcheggi interrati, negozi, bar, chioschi e via costruendo, per garantire "il sostegno economico all'iniziativa privata", concludendo con l'incredibile affermazione che queste costruzioni "sono consentite in tutto il territorio comunale". Infine, in un eccesso di protervia, al comma 7 dell'articolo 24 delle nuove norme, si stabilisce che "nell'ambito della pianificazione esecutiva potranno essere individuati ulteriori spazi ad integrazione delle quantità reperite in sede di pianificazione generale, senza che ciò costituisca variante al piano regolatore". L'ultima parola, comunque, tocca alla Provincia di Napoli, il mese prossimo. A Vico Equense, la città del "mostro" urbanistico di Alimuri, si è inventato il garage pertinenziale in riva al mare. Dopo aver fatto costruire da un'impresa privata le solite centinaia di box auto al di sotto di una grande piazza nel centro cittadino, il comune ha organizzato un sorteggio per la vendita dei box pertinenziali a prezzo calmierato. La norma sulla pertinenzialità prevede che ogni acquirente dovrà apporre un vincolo pertinenziale, appunto, con l'abitazione di proprietà. La ratio della norma è quella di fornire un posto auto alle abitazioni che ne sono sprovviste e, sempre secondo questa ratio, tutti i comuni stabiliscono una distanza ragionevole tra il box e l'abitazione, mediamente 500 metri. Ebbene il Comune di Vico Equense ha dilatato questa distanza a tutto il territorio comunale (tra i più estesi della Campania). Decine di fortunati residenti sul Monte Faito la settimana scorsa si sono visti assegnare il loro garage pertinenziale a molti chilometri da casa, ma a poche centinaia di metri dal mare, mentre chi abita nella piazza dove sono stati costruiti i box non ha goduto di nessuna priorità e continuerà a mettere l'auto per strada. Un criterio assurdo e comico, che consente il massimo agio e potere contrattuale all'imprenditore privato e ai politicanti in cerca di consenso spicciolo e che sta per essere adottato per decine di parcheggi interrati in approvazione al Comune. A fronte di queste enormità, la Regione, nonostante il nuovo codice Urbani-Rutelli imponesse la formazione delle commissioni per il paesaggio, ha preferito glissare con uno scarno comunicato apparso pochi giorni fa sul suo sito internet, in cui si precisa che "la competenza all'esercizio delle funzioni amministrative attive, volte al rilascio delle autorizzazioni ed all'irrogazione delle sanzioni in materia paesaggistica, resta ancora in capo ai Comuni", almeno fino al prossimo anno. O al prossimo comunicato.

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<Meglio fare tutto alla luce del sole> (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Lodi)" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 3 "Meglio fare tutto alla luce del sole" Lega e Azzurri: no alla segretezza di FABRIZIO LUCIDI ? LODI ? LA POLEMICA sulla seconda moschea d'Italia nel quartiere San Fereolo, progetto partorito durante l'amministrazione del sindaco Ferrari e naufragato con l'arrivo della Giunta Guerini, aleggia sullo sfondo del centro di preghiera "segreto" nato a due passi dall'Adda, al piano terra di un condominio di via Po. Mauro Rossi, capogruppo della Lega Nord in Provincia, fu uno dei più accaniti oppositori del progetto di mega-moschea. Ma di fronte al centro di preghiera di via Po la sua posizione è più sfumata, i toni più lievi: "A prescindere dal solito "utile idiota", che di fronte alla nostra richiesta di rispettare le regole urlerà che noi della Lega vogliamo solo negare la libertà di culto, mi risulta che prima di aprire un centro di preghiera bisogna chiedere autorizzazioni all'Amministrazione, perché possano essere fatti i necessari controlli". Il consigliere della Lega passa a esempi pungenti: "Qua non siamo mica nel Bronx. Se domani mi sveglio e voglio aprire una sinagoga, una chiesa o un centro di una qualsiasi religione, devo chiedere le autorizzazioni". Le regole devono valere per tutti. Lodigiani e stranieri, senza eccezioni. "Non siamo né razzisti né xenofobi, facciamo solo una battaglia per la legalità", argomenta. E passa dai concetti astratti al concreto: "A quanto mi risulta, la moschea di via Lodi Vecchio ha una capacità di dieci volte superiore al numero di stranieri di religione islamica che vivono nel Lodigiano? Che senso ha allora il centro di via Po". L'Associazione locale della comunità islamica ha spiegato che la moschea di via Po è frequentata da chi vive "oltreadda" e - non avendo l'auto - non può andare a pregare in centro storico. Rossi ribatte serafico: "Allora a maggior ragione si potrebbe valutare la reale esigenza di un secondo centro. Senza pregiudizi. Ma non è giusto che si faccia tutto di nascosto, affittando un negozio e poi mettendo su una moschea senza dire nulla". Il rispetto delle regole: è questa la "linea Maginot" innalzata dalla Lega Nord. "Le esigenze dei musulmani devono essere compatibili con quelle dei lodigiani", dice, con lo sguardo rivolto alle proteste dei tanti residenti nel condominio di via Po. Quel che Rossi vorrebbe indagare è il perché del nuovo centro: "La prima cosa che mi è venuta in mente è che ci siano delle spaccature all'interno della Comunità islamica lodigiana", paventa. OPPOSTA LA diagnosi di Franco Tonon, rappresentante della Sinistra Arcobaleno lodigiana. "Il centro di via Po? Non vedo il problema, dico che va bene. Anzi, benissimo così, è un buon sistema per aumentare l'integrazione degli stranieri", assicura. Autorizzazioni e permessi? "Tutta questione di burocrazia: non conosco a fondo le regole in questo caso, ma credo che quando qualcuno prende in affitto un locale, non sia tenuto a chiedere alcun permesso", ribatte. Giuseppe Bruschi, capogruppo di Forza Italia nel Consiglio comunale, è perplesso: "Ora il Comune ha mandato i vigili nel condominio per controllare se tutto è in regola. Ma i promotori del centro nei mesi scorsi avranno fatto i lavori di ristrutturazione, avranno alzato pareti per separare uomini e donne. Possibile che nessuno sapesse nulla? Si è dovuto intervenire quando già i buoi sono usciti dalla stalla?". Bruschi mette le mani avanti: "Se gli stranieri sono regolari, lavorano e pagano le tasse, vivano e preghino come vogliono. Ma un controllo ci deve essere, come il controllo c'è su un qualsiasi cittadino italiano che vuole aprire un'attività e si ritrova subbissato dalla carte da firmare".

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Troppe opere incompiute (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

BRESCIA pag. 7 Troppe opere incompiute Il nodo delle infrastrutture locali decisivo per lo sviluppo CDC, SESTA GIORNATA DELL'ECONOMIA di MAGDA BIGLIA ? BRESCIA ? BREBEMI, treni veloci, autostrada della Valtrompia, proprietà della rete delle telecomunicazioni: nodi irrisolti, persi nel futuro. Aeroporto di Montichiari che non decolla, metrò in costruzione che sarà da gestire, nuovo palazzo di Giustizia pronto da quattro anni e vuoto: ci sono, ma.... In mezzo a questo disastro però qualcosa di buono, il cantiere per la riqualificazione della tangenziale che rispetta i tempi e abbatte i costi, il Centro di trasferimento tecnologico, Csmt, in fase di partenza, la nuova società Abem che sfata la leggenda dei ceti produttivi bresciani capaci solo di parlare, mai di tirare fuori i soldi. Questo è stato ieri il punto di partenza per la tavola rotonda sulle infrastrutture bresciane che ha preso una piega concreta e propositiva sia nelle esposizioni sia nel finale affidato a Franco Bettoni, presidente della Camera di Commercio, padrone di casa della 'Sesta giornata dell'economia' promossa da Union Camere a coinvolgere contemporaneamente 104 Cdc italiane. C'erano con lui Mauro Parolini, assessore provinciale ai Lavori pubblici (assessorato titolare di quel cantiere della tangenziale positiva mosca bianca), Valerio Prignachi, assessore provinciale ai Trasporti, Franco Tamburini, presidente di Abem società nata per ottenere la gestione dello scalo di Montichiari, Bruno Bottiglieri direttore generale della Brebemi spa, Ettore Fermi presidente di Brescia Mobilità, Ennio Franceschetti e Mirano Sancin a rappresentare due poli di ricerca tecnologica. Coordinati dal giornalista Massimo Venturelli, ognuno ha detto la sua ma la convinzione della necessità di collaborare li ha portati alla fine a darsi un nuovo appuntamento tra un mese "per cominciare a lavorare sodo su cinque obiettivi - ha concluso Bettoni - l'autostrada della Valtrompia, il rilancio del D'Annunzio, la tangenziale est di Brescia, la collaborazione fra i due centri di ricerca e tra le fiere di Brescia e Montichiari". CERTO LE LAMENTELE non sono mancate in sala, soprattutto contro la burocrazia centrale, i ritardi dell'Italia rispetto all'Europa; non mancano nemmeno le contrapposizioni: sull'aeroporto tra Abem e Provincia, sulla stazione della Tav fra la Provincia e il Comune che peraltro ieri non c'era. Ma l'intenzione è di fare sistema o Brescia sarà fanalino di coda di un'Italia fanalino di coda in Europa. In tutto questo entusiasmo programmatorio, note dolenti per i cittadini sono risuonate però nelle parole di Fermi e Prignachi, che si occupano del trasporto pubblico urbano ed extra. Parte dei soldi che non ci sono per una corretta e integrata organizzazione della rete non potrà non derivare da un aumento dei biglietti. E il metrò potrà costare 1.90 euro.

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SI CONFERMA un pragmatico Luca Zaia e nel primo giorno da ministro dell'agricoltura fissa subito i t (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

VENETO pag. 18 SI CONFERMA un pragmatico Luca Zaia e nel primo giorno da ministro dell'agricoltura fissa subito i t... SI CONFERMA un pragmatico Luca Zaia e nel primo giorno da ministro dell'agricoltura fissa subito i temi della propria agenda, partendo dalla partita delle quote latte. "Ho una bella partita da subito - ha spiegato, incontrando i giornalisti a Conegliano - cioè 150 milioni di euro di multe di quote latte, applicate all'Italia assieme a Germania e Polonia". La questione dello sforamento delle quote e delle multe agli allevatori del Nord Italia è un tema caro a Zaia, che lo ha visto battagliare con la burocrazia Ue negli anni in cui è stato assessore veneto all'agricoltura. "Andremo a capire cosa si può fare ? ha detto Zaia, a margine del suo incontro con gli studenti dell'istituto per l'enologia 'Gian Battista Cerletti' di Conegliano, dove lui stesso si era diplomato ? ma sicuramente non vado a celebrare funerali di aziende agricole". Secondo Zaia sulle quote latte l'Italia "è stata mal difesa, a partire dalla fine anni '70. Ci siamo portati a casa, allora, una quota nazionale di latte in un momento i cui il paese ne consumava il doppio. Oggi perciò una confezione su due che è acquistata nel nostro Paese contiene latte non italiano. E' un peccato originale - ha evidenziato che scontiamo da 40 anni. Il solo Veneto, ad esempio, paga 34 milioni di euro l'anno di multe per quote latte, distribuite fra 312 aziende agricole". Zaia, che farà martedì prossimo il passaggio delle consegne con il ministro del precedente governo, Paolo De Castro, ha rimarcato le caratteristiche di concretezza che intende imprimere al proprio mandato: "spero - ha detto - che ci siano meno convegni perché chi mi conosce sa che ho l'allergia alla sedia. Quindi meno conferenze e più campi. Frequentare le aziende agricole - ha aggiunto - può essere uno stile di lavoro".

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GLI SPEZZINI che si sentono vittime incolpevoli di burocrazia, macroscopici errori finanz (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 3 GLI SPEZZINI che si sentono vittime incolpevoli di burocrazia, macroscopici errori finanz... GLI SPEZZINI che si sentono vittime incolpevoli di burocrazia, macroscopici errori finanziari, gabelle e disagi possono raccontare la loro storia a La Nazione. Lo potranno fare chiamando il nostro numero verde oppure informarci con una e-mail, come indicato nel grafico qui sopra.

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Il leghista Zaia: le quote latte al primo posto in agenda (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il leghista Zaia: le quote latte al primo posto in agenda Si conferma un pragmatico l'esponente della Lega Luca Zaia e, nel primo giorno da ministro dell'Agricoltura, fissa subito i temi dell'agenda, partendo dalle quote latte. "Ho una bella partita da subito ? ha spiegato ai giornalisti a Conegliano (Treviso) ?, cioè 150 milioni di euro di multe di quote latte applicate all'Italia assieme a Germania e Polonia". La questione dello sforamento delle quote e delle multe agli allevatori del Nord è un tema caro a Zaia, che lo ha visto battagliare con la burocrazia europea negli anni in cui è stato assessore veneto all'Agricoltura. "Andremo a capire cosa si può fare ? ha detto ?, ma certo non vado a celebrare funerali di aziende agricole".

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Montezemolo: vedremo i fatti ma per ora segnali positivi (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Valuteremo il governo su fatti precisi, ma già sentir parlare di detassazione degli straordinari e di coinvolgere chi lavora nei risultati dell'impresa è un fatto positivo". Così il presidente uscente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo si è rivolto all'assemblea di Unindustria Bologna. Nella sua ultima uscita da presidente, Montezemolo ha ribadito quello che gli imprenditori si aspettano dal governo del Paese, a cominciare dalla riforma dello Stato. "Gli imprenditori ? ha detto ? vogliono far bene il proprio mestiere e avere meno burocrazia". Il leader uscente di Confindustria è tornato anche sulla controversa diffusione dei redditi sul web. Più che altro ? ha detto ? "mi sarebbe piaciuto vedere dove vanno a finire questi soldi", definendo la pubblicazione dei redditi on line una "gogna mediatica". "Mi avrebbe fatto più piacere ? ha aggiunto ? sapere chi non paga le tasse. Chi non paga le tasse, chi evade, ruba. Ma proprio perché noi le paghiamo abbiamo non solo il diritto, ma il dovere di sapere dove vanno a finire questi soldi".

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Giovani senza passione per il lavoro e per il mondo, le imprese danno l'allarme (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Segue da pagina 1 Di queste difficoltà ci deve essere più consapevolezza. Noi imprese abbiamo bisogno, non solo di più tifo, ma soprattutto di una più profonda comprensione dei fattori della nostra competitività da parte del mondo politico, delle istituzioni, degli enti locali, dei sindacati e dei media. Cosa stanno facendo le nostre imprese, qual è la nostra strategia? Non possiamo basarci su una competizione di prezzo, ma dobbiamo competere sull'innovazione di prodotto, sulla qualità, sul servizio al cliente, sulla risposta veloce in un mercato in continuo cambiamento, sulla comunicazione e sul marketing. Bisogna però fare squadra e sistema. Purtroppo il nostro sistema Paese è debole: abbiamo pertanto disperato bisogno di aumentare la produttività. In primo luogo, produttività è qualità e preparazione delle risorse umane. Ci sono eccezioni, ma io non sono soddisfatto di molti giovani che entrano nella mia azienda. Spesso è una questione di scarsa preparazione (rimpiangiamo i vecchi Istituti tecnici come l'Esperia), ma ancora di più è questione di un atteggiamento verso il lavoro e l'impresa stessa. A molti di questi ragazzi mancano ambizione e curiosità, cultura del mercato, voglia di buttarsi nel mondo, di andare all'estero. Non sanno l'inglese, la lingua non solo del lavoro, ma della tecnologia e della comunicazione del 21° secolo. Hanno poca cultura dello sviluppo, sono impauriti. Non vorrei generalizzare, ma questa è la mia esperienza. Poi, certo, questi atteggiamenti iniziali vengono superati, ma sul miglioramento del livello della scuola dobbiamo riflettere, perché è un'emergenza nazionale e locale. È poi difficilissimo trovare il personale necessario alle imprese. Alcune aziende letteralmente perdono ordini per mancanza di queste figure. Abbiamo bisogno di bravi operai, ma anche di figure elevate: ingegneri, logistici, uomini di marketing e commerciali, ragazzi e ragazze che sappiano affrontare il mondo. E poi, detto fra parentesi, anche noi imprenditori abbiamo bisogno di formazione continua, di tornare a scuola. Da qui la necessità di approfondire il più possibile i rapporti fra imprese, università e ricerca. E ora vorrei parlare di infrastrutture. Alle elementari mi insegnavano che l'Italia, dopo la Germania, era il Paese con la rete di autostrade più sviluppata d'Europa. Con il passare degli anni abbiamo perso posizioni e oggi siamo in fondo alla classifica. Negli ultimi tempi da noi qualche opera importante è stata realizzata, dopo lungaggini infinite, e anche la nostra vita personale e di azienda è cambiata. Basti un fatto. Il nostro gruppo ha in progetto di realizzare un importante investimento in alta Valle Seriana, che non avrebbe mai avuto ragione d'essere senza la nuova strada. Ma per uno stabilimento che probabilmente nascerà, un'altra storia esprime molto bene come si può bloccare lo sviluppo. A Brebbia (Varese) abbiamo bisogno di allargare il nostro stabilimento di finissaggio. Ma c'è un problema con il demanio: alcune centinaia di metri quadrati di terreno demaniale si intersecano con il nostro. Ebbene, è più di cinque anni che stiamo cercando di arrivare a una soluzione e poter ampliare lo stabilimento. Oltre che di risorse umane adeguate, di buone infrastrutture e di una burocrazia amica, la produttività ha poi sempre più bisogno di flessibilità. Flessibilità che ha tante componenti: non è solo fare gli straordinari o le ferie nei periodi richiesti dal mercato. Su questi aspetti nelle nostre valli c'è molto pragmatismo e il più delle volte si trova un accordo con i sindacati e i lavoratori, che capiscono queste cose se ci sono trasparenza e dialogo sistematico. La flessibilità è però anche il frutto di importanti investimenti in hardware e in software. Si devono assolutamente incentivare le aziende a investire di più: anche le fabbriche devono essere rinnovate. Per migliorare l'efficienza, e per aumentare la produttività, ma anche perché molto spesso i nuovi macchinari sono più flessibili, consentono cioè migliore qualità. Tutti questi investimenti devono essere finanziati. Il sistema bancario bergamasco è molto vicino al territorio, nei fatti e nelle parole. Nonostante il difficilissimo momento sui mercati finanziari internazionali, non credo che nella nostra provincia manchi il credito per buoni progetti industriali. Anche se i costi del credito sono oggi decisamente alti. Ma oltre che alle banche, le imprese devono potere fare ricorso all'autofinanziamento. Vengo così al tema delle tasse. E su questo punto ritengo fondamentale almeno questo: che le aliquote di tassazione degli utili reinvestiti in azienda siano sostanzialmente più basse. Un ultimo accenno. Il leader della Cisl, Gigi Petteni, ed io siamo orgogliosi degli accordi aziendali di secondo livello basati su qualità e produttività siglati fin dai primi anni '90. Sento però che bisognerebbe fare un passo avanti. Soprattutto in termini di coinvolgimento di ogni lavoratore sui valori, sui fattori di competitività e di eccellenza di un'azienda. Silvio Albini imprenditore tessile.

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Le consulenze dei fedelissimi: La Moratti risarcisca 7 milioni Milano, la magistratura contabile chiede i danni: 23 collaboratori assunti senza requisiti ma per affidabilità politi (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del Le consulenze dei fedelissimi: "La Moratti risarcisca 7 milioni" Milano, la magistratura contabile chiede i danni: 23 collaboratori assunti senza requisiti ma per "affidabilità politica" di Marco Tedeschi / Milano ACCUSE Vittorio Sgarbi, appena licenziato dal posto di assessore alla cultura del Comune di Milano, ci offre la sintesi della questione, al di là dei pretesti e delle contingenze: "La visione della Moratti non è democratica. È padronale. È abituata ad avere a che fare con dei camerieri e tratta gli assessori come tali". La mentalità padronale della Moratti si sta manifestando da tempo: con gli assessori, con il consiglio, tagliato fuori da ogni decisione, con la burocrazia comunale, che il sindaco ha umiliato inventandosi la necessità di una fitta schiera di collaboratori e di consulenti, fedeli alla sua causa, con costi pesantissimi, denunce, al punto che la Corte dei Conti se n'è dovuta occupare. E questa, dopo la cacciata di Sgarbi, è l'altra notizia del giorno: la Procura della Corte dei Conti avrebbe depositato l'atto di citazione in giudizio per il Comune di Milano per la nomina, considerata illegittima sotto il profilo statutario, di 23 dirigenti esterni, con la richiesta di 7 milioni di euro per danno erariale, di fronte alla quale Letizia Moratti ha solo registrato: "Per rispetto alla magistratura non faccio commenti. Spiace però apprendere dai giornali di un atto che non mi è ancora stato notificato". Da un giornale in particolare, dal Corriere della Sera, che non le è di certo ostile. La notizia fa riferimento all'indagine avviata l'anno scorso dalla magistratura contabile, sulla quale si è poi innestata anche un'inchiesta della Procura della Repubblica di Milano che ha già portato all'iscrizione nel registro degli indagati del sindaco e di quattro importanti dirigenti dell'amministrazione. Esaminata, sulla base di un esposto dei consiglieri di opposizione, la posizione di una novantina tra dirigenti e consulenti, la Corte dei Conti ha contestato l'assunzione di ventitrè collaboratori esterni a cui mancherebbero i requisiti di professionalità, aggirati attraverso un'illegittima modifica del regolamento degli uffici e dei servizi del Comune. Tra i dirigenti in causa spiccano i nomi del city manager Gian Pietro Borghini e del capo di gabinetto del sindaco Alberto Bonetti Baroggi, la cui assunzione è stata valutata incompatibile con il loro ruolo di consiglieri regionali. Letizia Moratti si era difesa sostenendo che tra i tanti dirigenti del Comune non era riuscita a trovare persone d'alta professionalità, con le quali per giunta potesse esistere un "rapporto fiduciario". La Corte dei Conti ha risposto spiegando che pareva strano che non si trovassero professionalità adeguate e come non si dovesse confondere il rapporto fiduciario con la "fiducia politica" o peggio ancora con la "fedeltà politica". La prossima puntata è attesa in autunno (insieme con il procedere dell'inchiesta penale, mentre si attende l'esito di altre denunce a proposito di "derivati"). Tornando a Sgarbi, il critico d'arte ha fatto sapere che si rivolgerà a Berlusconi. Ma intanto stanno pensando al suo sostituto: in lizza Rampello, ex regista di Mediaset e ora presidente della Triennale (che ha fatto sapere: "Molti percepiscono me come assessore alla cultura della città"), Stefano Zecchi, un altro ex assessore, l'ex socialista Ugo Finetti. Il Partito democratico milanese, attraverso il consigliere Pierfrancesco Majorino, ha chiesto che la scelta sia di alto profilo e che, per risparmiare, alla Cultura vengano accorpati gli assessorati del Tempo libero e del Turismo: un assessorato forte anche in vista dell'Expo. L'Expo è il vero piatto forte e la Moratti, alla luce della sua "visione padronale", s'era preoccupata di farsi consegnare l'evento, reclamando il titolo (concesso) di "commissario". Ma il sindaco-commissario si ritroverà tra i piedi Formigoni, di nuovo silurato da Berlusconi, che lo ha rispedito al Nord con lo scopo di vigilare sulla organizzazione dell'esposizione. Si profila un bello scontro.

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Zanlari: <Più attenzione al legame col territorio> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

ECONOMIA 10-05-2008 LE RICETTE BERNAZZOLI: "STRATEGIA UNICA" Zanlari: "Più attenzione al legame col territorio" II Puntare sul binomio impreseterritorio, porre la persona al centro dell'attenzione, ridurre la burocrazia. Gli "ingredienti" per ottenere una diversa distribuzione della ricchezza sono molteplici. Ognuna delle personalità intervenute al convegno detta la propria "ricetta". Andrea Zanlari analizza la questione partendo dalle cause. "Rispetto a cinque anni fa - afferma - il reddito lordo disponibile pro-capite in provincia è diminuito in termini reali dell'8,4%. E ciò è dovuto in parte al periodo di crisi che abbiamo attraversato, ma anche a mutamenti sociali e demografici che si possono sintetizzare in un aumento della popolazione extracomunitaria e la maggior incidenza della popolazione anziana ". Importante anche valutare "i segnali - prosegue - di sperequazione fra economia delle imprese e benessere del territorio; segnali che ci suggeriscono come forse questo legame tra impresa e territorio si stia affievolendo e stiano venendo meno vincoli sociali che prima erano dati per acquisiti". Secondo il vicesindaco Paolo Buzzi sono da ridurre "gli ostacoli burocratici con cui deve fare i conti il mondo dell'economia. Va in questa direzione l'iniziativa Comune Amico lanciata dal Comune di Parma". Vincenzo Bernazzoli, presidente della Provincia, rimarca invece l'importanza di dar vita "ad una strategia comune, definendo alcuni punti cardine condivisi da tutti". Per il vescovo Enrico Solmi "quando un'impresa pone al centro la persona si rivela vincente e ha un futuro. Viceversa, il dimenticarsene si rivela un effetto boomerang ". Necessaria anche "una più equa distribuzione della ricchezza - sottolinea - dato che negli ultimi anni parte della popolazione si è impoverita". L.M.

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Zaia: <La priorità sono le quote latte> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

ECONOMIA 10-05-2008 AGRICOLTURA L'AGENDA DEL NEO-MINISTRO Zaia: "La priorità sono le quote latte" CONEGLIANO (Treviso) II Si conferma un pragmatico Luca Zaia e nel primo giorno da ministro dell'agricoltura fissa subito i temi della propria agenda, partendo dalla partita delle quote latte. "Ho una bella partita da subito - ha spiegato, incontrando i giornalisti a Conegliano - cioè 150 milioni di euro di multe di quote latte, applicate all'Italia assieme a Germania e Polonia". La questione dello sforamento delle quote e delle multe agli allevatori del Nord Italia è un tema caro a Zaia, che lo ha visto battagliare con la burocrazia Ue negli anni in cui è stato assessore veneto all'agricoltura. "Andremo a capire cosa si può fare - ha detto - ma sicuramente non vado a celebrare funerali di aziende agricole". Secondo Zaia sulle quote latte l'I- talia "è stata mal difesa, a partire dalla fine anni '70. Ci siamo portati a casa, allora, una quota nazionale di latte in un momento in cui il Paese ne consumava il doppio. Oggi perciò una confezione su due che è acquistata nel nostro Paese contiene latte non italiano. "E' un peccato originale che scontiamo da 40 anni. Il solo Veneto, ad esempio, paga 34 milioni di euro l'anno di multe per quote latte, distribuite fra 312 aziende". Zaia ha rimarcato le caratteristiche di concretezza che intende imprimere al proprio mandato: "spero che ci siano meno convegni perché chi mi conosce sa che ho l'allergia alla sedia. Quindi meno conferenze e più campi. Frequentare le aziende agricole può essere uno stile di lavoro".

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IN COMUNE con i tassisti romani hanno l'ostilità nei confronti dell (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

RAVENNA CRONACA pag. 11 IN COMUNE con i tassisti romani hanno l'ostilità nei confronti dell ... IN COMUNE con i tassisti romani hanno l'ostilità nei confronti dell'ormai ex ministro Bersani, quello delle 'lenzuolate' e delle liberalizzazioni. Condividono con gli autisti della Capitale la grinta e lo spirito battagliero. Le somiglianze si fermano qui. Perché loro, impiegate e impiegati degli studi notarili, non usano toni grevi e si dichiarano assolutamente indipendenti dai partiti. Ce l'hanno invece con chi, pur avendo l'obiettivo di snellire la burocrazia e agevolare i rapporti dei cittadini con gli uffici pubblici, rischia di creare pericolosi vuoti nei meccanismi di controllo di pratiche delicate e di mettere in discussione centinaia di posti di lavoro. Ora si sono organizzati. Anche sulla scia di un movimento di protesta che ha messo radici a Ravenna, hanno dato vita a 'Unic@', Associazione nazionale dei dipendenti studi notarili italiani. A livello nazionale sono ormai tremila. Ravenna, appunto, è uno dei punti di impegno più marcato. Non a caso sarà la nostra città ad accogliere la prima assemblea regionale dell'associazione. L'appuntamento è per oggi alle 10.30 all'Albergo Cappello. Introdurrà i lavori Patrizia Amici, consigliere nazionale. Seguiranno gli interventi di Gabriele Rossetti, referente regionale, del presidente nazionale Maurizia Bertoncino e dei consiglieri nazionali Paolo Chiarappa e Federico Fraschetti. IL 'MOVIMENTO' è nato per contrastare gli effetti della liberalizzazioni che avrebbero sottratto molte competenze ai notai ? al momento la riforma si è limitata ai passaggi di proprietà delle auto e alla cancellazione delle ipoteche ? e quindi inciso pesantemente sull'occupazione. Strada facendo le impiegate e gli impiegati hanno acquisito consapevolezza del proprio ruolo. E in assenza di un albo, di un sindacato che li tutelasse e rappresentasse hanno fatto nascere l'associazione. "Il suo scopo primario ? spiega Paolo Chiarappa ? è far comprendere ai dipendenti ed assistenti dei notai, ma non solo a loro, che quando parliamo di 'impiegati notarili' parliamo di veri professionisti che, quotidianamente tra cambiamenti ed evoluzione continua del proprio lavoro, riescono a collaborare con il notaio-pubblico ufficiale figura che garantisce, oggi più di ieri, qualità e legalità all'interno del sistema economico-sociale del nostro paese". NEL FRATTEMPO l'orizzonte si è allargato. Così ora 'Unic@' si propone di creare un nuovo contratto collettivo nazionale, specifico "con la definizione di qualifiche professionali che rappresentino in maniera ufficiale, sia in termini di riconoscimento professionale che economico, quelli che già oggi sono gli incarichi di fatto ricoperti".

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Il dolore del vuoto incolmabile di una perdita (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 10/05/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:LETTERE ABORTO SPONTANEO Il dolore del vuoto incolmabile di una perdita Certa della sensibilità sua e del giornale da lei diretto, la porto a conoscenza di una mia recente esperienza dolorosa, che solo il tempo, la speranza e l'amore delle persone care potranno aiutarmi a superare. Di seguito sintetizzo i fatti e mi auguro vivamente che i limiti insiti in quest'esperienza possano mutare in opportunità per le donne che in futuro si troveranno in situazioni analoghe. Dopo un anno di grandi ricerche e vani tentativi, la seconda linea rossa dell'ennesimo test di gravidanza è finalmente comparsa. Inspiegabili le infinite emozioni che hanno pervaso, se pur in modo diverso, me e mio marito. È finalmente arrivato il giorno tanto atteso e desiderato fin dai sogni più puri. Il 5 aprile la prima ecografia è chiara ed un piccolo cuoricino di sei settimane ed un giorno batte dentro di me. Solo una donna che ha provato quest'esperienza sa cosa si prova e spiegarlo è praticamente impossibile, le parole non sono all'altezza. Il 17 aprile la corsa in ospedale con perdite ematiche risulta vana. La terza ecografia a cui mi sottopongono nei 15 minuti che susseguono il mio arrivo, conferma ciò che le due precedenti avevano già individuato: "Non c'è la presenza del battito fetale cardiaco". A queste parole ne seguono tante altre, tra le lacrime ed i singhiozzi ne percepisco solo alcune: "La percentuale di aborto spontaneo nei primi tre mesi nella prima gravidanza è altissima... ecc.". Ma chi se ne frega, questa era la mia gravidanza, il mio bambino! Questo era l'unico pensiero che ripetevo dentro di me. Nel frattempo a mio marito veniva spiegata la burocrazia da seguire, la prenotazione delle visite (con la dottoressa e con l'anestesista) e dell'intervento. Le prime due visite vengono fissate per il mattino seguente alle ore 11 con la dottoressa e subito dopo con l'anestesista. Peccato che dopo la gran puntualità della prima la seconda si è fatta attendere fino alle ore 13.10, due ore in cui nella sala d'attesa posso ammirare il sorriso di donne che con la mano sostengono un bel pancione di circa 7/8 mesi. A questo punto mi domando: mai a nessuno è venuta la brillante idea, o meglio la sensibilità di creare due spazi separati e distinti? Uno spazio dove una donna con il suo dolore non turbi la felicità della donna accanto o viceversa la sua felicità non infastidisca (è un brutto termine ma in questa circostanza con il dolore nel cuore, credetemi, si prova solo fastidio e tanta rabbia) colei che accanto soffre. Spero che questa possa essere una proposta da tenere in considerazione. Comunque alla fine delle visite l'intervento viene fissato per il 22 aprile. Da questa data ci separano 5 lunghi interminabili giorni. Giorni in cui il dolore fisico e morale è indescrivibile, giorni in cui la mano continua a scorrere involontariamente e naturalmente sul ventre, un ventre che da culla si è trasformato in una bara. Giorni in cui il terrore di poter perdere il feto in un bagno è più forte dello stimolo di scaricarsi e allora trattieni anche le feci. Giorni di sfogo, di rabbia e lacrime di dolore. "Finalmente" arriva il giorno programmato, ricovero in day hospital alle 7 del mattino. Ovviamente mio marito mi accompagna, ma non gli è permesso stare in stanza con me, quindi attende in sala d'attesa il mio passaggio verso la sala operatoria che avviene alle ore 10 circa. Verso le 10.30 esco dalla sala operatoria e mi riportano in camera dove sarò sola con un "vuoto incolmabile" ed a mio marito ancora non gli è permesso entrare, sostenendo che l'intervento è stato semplice e veloce quindi non richiede la presenza dei parenti in camera. Alle 13 scatta la visita parenti, a questo punto posso stringere la mano di mio marito, leggere sul suo viso l'ansia dell'attesa e il dolore. Ritengo che quest'atteggiamento da parte dell'azienda ospedaliera sia alquanto inconcepibile e mi domando se la sensibilità delle persone esiste ancora oppure è una prerogativa di pochi. Non è la complessità o meno dell'intervento che richiede la presenza del marito o chi per lui, ma il dolore e la sofferenza interiore. Il bisogno di una donna di sentire una carezza mentre esprime tra le lacrime il suo dolore e il suo "fallimento". In questo ritengo che l'azienda ospedaliera "Spedali Civili di Brescia", più nel dettaglio il reparto "2ª ginecologia degli Spedali Civili di Brescia", modifichi queste dure e insensibili regole. Una donna ha il bisogno e il diritto in un momento così delicato e complicato di non sentirsi abbandonata, sola e vuota... Come il vuoto che solo un raschiamento può lasciare. SILVANA BARONI Brescia.

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I costi della politica, potere e responsabilità (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 10/05/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO I costi della politica, potere e responsabilità e per il controllo dell'inflazione, sarà pure una iperbole, ma proprio i giorni nostri si stanno incaricando di dimostrare che essa contiene un consistente fondo di verità. L'economista K. Phillips ha scritto che "organi normativi d'origine non elettiva, burocrazie transnazionali, banche centrali potenti e indipendenti, ispettori dell'Unione Europea e del Fondo monetario internazionale, e giudici che legiferano" creano un "deficit democratico", così che gli elettori dell'Occidente hanno perso sovranità politica e popolare sull'economia (Kevin Phillips, Ricchezza e Democrazia, Garzanti, 2005). Kenichi Ohmae nel suo famoso volume "La fine dello Stato-Nazione" ha sostenuto che lo Stato nazionale non è più in grado di dare adeguato spazio alle ragioni della politica e della sovranità popolare mentre sarebbero le "regioni economiche" ad avere un ruolo di protagoniste dell'economia in riferimento allo sviluppo ed agli investimenti. Viene con ciò implicitamente evocato un riposizionamento degli ambiti elettivi. Portando il ragionamento a livello locale del nostro Paese, appare evidente che l'intero comparto delle Autonomie ha bisogno di riorganizzazione delle proprie funzioni e di ampliamento dei suoi confini, a cominciare dalle regioni, molte delle quali, nel corrente tempo della globalizzazione, "governano" territori di dimensione infime. Ma che significa, rebus sic stantibus, togliere gli amministratori locali dalla gestione delle loro aziende? Forse che, nell'obiettivo della riduzione del costo della politica, un compenso erogato dall'azienda pubblica ad un amministratore locale fa parte del costo della politica mentre se pagato a persona estranea ne è escluso? È fin troppo chiaro che questa sarebbe una pura finzione!. Il punto nevralgico della situazione sta tuttavia nel nesso tra potere rappresentativo e responsabilità. L'Amministratore locale è elettivo e risponde al popolo del suo operato, comprendendo in esso anche l'attività delle aziende dell'ente che rappresenta. Però in esse l'amministratore locale non decide specie se le aziende, nel trascorrere del tempo, vanno ad ingrossare il novero delle grandi società pubbliche che molto spesso non rispondono né al mercato né ai cittadini. Si crea così un gap di legittimazione: il cittadino elegge i propri rappresentanti ma a comandare, nei servizi pubblici più rilevanti, sono altri, che l'elettore non ha né conosciuto né tanto meno eletto. Veniamo ora al secondo argomento: la retribuzione degli amministratori locali. La legge finanziaria 2008, sempre nel filone della riduzione del costo della politica, ha diminuito questa retribuzione. Da una ricerca eseguita nel maggio 2007 dalla società "publica RS" del gruppo Swg è emerso che i cittadini considerano eccessivi i costi e gli sprechi a livello del governo centrale (46%) e a livello parlamentare (33%). Il livello comunale è invece giudicato negativamente, da questo punto di vista, solo dal 2% dei cittadini. Si è tuttavia incominciato (e per ora solo operato) a quest'ultimo livello, creano in tal modo, anche in questo campo, un "deficit democratico". E sono anche, se non soprattutto, i tanti "deficit democratici" ad alimentare nell'opinione pubblica il rifiuto della politica. Massimo Pollini Presidente Dipartimento finanza, personale e sicurezza Anci Lombardia.

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Consulenze d'oro, il Comune sotto processo (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 111 del 2008-05-10 pagina 5 Consulenze d'oro, il Comune sotto processo di Enrico Lagattolla (...) con conseguente raddoppio dei direttori e, a cascata, dei direttori di settore, dei servizi e così via, in spregio alle direttive sul contenimento dei costi della burocrazia". Stralci della citazione a giudizio firmata dal procuratore della Corte dei conti Domenico Spadaro nei confronti di 22 amministratori di Palazzo Marino. In autunno, il processo. Sessantasette pagine per "censurare" una pratica - quella delle consulenze esterne - costata a Palazzo Marino più di 17 milioni e mezzo di euro. Perché "Milano - sottolinea - è l'ente con il più alto numero di dirigenti a tempo determinato dell'intero Paese". Una parte di quel denaro, chiede il magistrato, dovrà essere risarcita dalla giunta, per un danno erariale di 7 milioni e 141mila euro. L'inchiesta, nata da un esposto di alcuni consiglieri comunali e condotta dal Nucleo di polizia tributaria della Gdf, ruota inizialmente su 91 incarichi dirigenziali. Le accuse, ora, si limitano a 23 casi. Al capo di gabinetto del sindaco Alberto Bonetti Baroggi e al direttore generale Giampiero Borghini ("era ben consapevole di violare i propri fondamentali doveri") si addebita di aver accumulato due incarichi, a Palazzo Marino e in Regione. Agli altri, la procura contesta l'"assoluta mancanza della necessaria elevata qualificazione professionale richiesta" per ricoprire gli incarichi. La laurea innanzitutto, o - in secondo luogo - una provata competenza. Così, il dirigente del "servizio coordinamento centrale decentramento" è un maestro elementare diplomato Isef, pagato 95mila euro l'anno, un ragioniere è responsabile del settore Demanio (189mila euro), alla direzione centrale polizia locale e sicurezza c'è un diplomato con contratto da 149mila euro l'anno), o - ancora - un perito elettronico diventato responsabile della direzione centrale Sport e tempo libero. Gettone, 203mila euro l'anno. Ma non sfugge nemmeno l'incarico affidato a Carmela Madaffari, già sospesa dalla Asl di Lametia Terme e Locri per presunte irregolarità nella gestione finanziaria. "Dei cittadini - scrive Spadaro - deve essere rispettata l'esigenza di essere amministrati da dirigenti senza ombre". Infine, l'Ufficio stampa. Aumenta il numero degli addetti (da 19 a 20), con un conferimento "arbitrario delle qualifiche". Una struttura che "appare non giustificata" (ne fanno parte tra gli altri il fotografo personale del sindaco Moratti a 79mila euro, e un perito elettronico a 69mila). Qualcosa di "irrazionale e pletorica". Un quadro che, in conclusione, causa al Comune "un danno di immagine" e una "grave perdita di prestigio". Un ultimo rilievo. Sindaco e giunta, nelle memorie difensive, parlano di un "rapporto fiduciario" tra dirigenti e politica, che "ricade nella sfera delle scelte discrezionali dell'amministrazione". Non così per la Procura. Perché un conto è la fiducia, altra cosa sono la "fiducia politica" o "peggio ancora la fedeltà politica". In altre parole, "i pubblici dipendenti sono al servizio esclusivo della nazione e non dell'ente di appartenenza e, tanto meno, dei sindaci". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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L'edilizia resta settore chiave per la crescita (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 10/05/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:ECONOMIA Questa mattina nel salone della Camera di commercio di Brescia l'annuale assemblea ordinaria del Collegio costruttori edili "L'edilizia resta settore chiave per la crescita" Dopo la relazione di Campana, gli interventi del sindaco Paroli, del presidente Cavalli e di Buzzetti dell'Ance Il presidente Giuliano Campana, ed i vice presidenti Giuliano Paterlini e Mario Parolini BRESCIA Un comparto trainante per l'economia italiana e bresciana, autentica trave portante per i livelli occupazionali. In dieci anni, nella sola Lombardia, gli occupati nell'edilizia sono cresciuti di 80.000 addetti, pari al 33%, in netta controtendenza rispetto al restante sistema economico regionale. "Mi auguro vivamente che si possa continuare con questo trend, per modernizzare il nostro Paese, per rinnovare strategicamente le città, per rispondere alle indifferibili esigenze di risparmio energetico di una edilizia maggiormente sostenibile". Il presidente del Collegio Costruttori edili, Giuliano Campana, è ottimista. Nonostante il comparto, nel complesso, stia attraversando una fase delicata dopo nove anni consecutivi di crescita imponente del mercato. I dati e le problematiche del settore edile bresciano verranno discussi questa mattina, nel corso dell'assemblea ordinaria che si svolgerà nel salone della Camera di Commercio di Brescia a partire dalle ore 10. Alla relazione del presidente Campana seguiranno gli interventi del sindaco di Brescia, Adriano Paroli; del presidente dell'Amministrazione provinciale, Alberto Cavalli; e di Paolo Buzzetti, presidente Ance, l'associazione nazionale costruttori edili. "Probabilmente ora saranno necessari un paio di anni di assestamento e proprio questo momento di stasi è il più idoneo per progettare una vera svolta di qualità - spiega Campana -. Per la nostra Regione molte speranze si appuntano sull'Expo 2015. Sono previsti investimenti significativi con la speranza di registrare una forte accelerazione dei numerosi progetti che riguardano Milano ma anche parte dell'Italia settentrionale". I costruttori edili si aspettano da questo Governo provvedimenti in grado di ridare fiato al comparto edile in Italia, ma soprattutto sulla necessità di premere l'acceleratore, per ridurre i ritardi accumulati nelle infrastrutture e nell'ammodernamento delle città. "Nel programma di Governo del presidente Berlusconi, nonché in quello dell'attuale opposizione, l'importanza di questi temi era primaria e la necessità di offrire una soluzione ai primi posti. Il nostro Paese si è in parte terziarizzato, ma presenta ancora un forte comparto industriale e manifatturiero, ancorché modificato negli ultimi quindici anni. Proprio queste modifiche produttive ed organizzative hanno incrementato il trasporto di merci e persone per via ferroviaria, marittima ed aerea, ma soprattutto su gomma e quindi con l'utilizzo di strade ed autostrade". I dati danno ragione a Campana: al finanziamento delle opere pubbliche il nostro Paese destina solo il 2% del prodotto lordo, a fronte del 2,9% dell'Unione Europea. La cronica carenza dei finanziamenti non è comunque la sola causa di ostacoli al miglioramento della competitività del Paese, e nemmeno la più significativa. "Abbiamo infatti, purtroppo a troppi livelli, una burocrazia di poca efficienza, più sensibile alle procedure ed alle formalità complesse e talvolta irrazionali - spiega ancora il presidente Campana -. La gestione amministrativa, in generale, registra carenze di efficienza, di organizzazione, di assunzione di responsabilità e di celerità. Un recente studio del Ministero per lo sviluppo economico ha reso noto che il tempo medio per la realizzazione di un'opera pubblica è di 11 anni. Dalla decisione amministrativa di realizzare una struttura al momento di utilizzo da parte dei cittadini passano 11 anni. Ma non basta. Gli 11 anni sono una media tra i 4 anni per lavori di piccole dimensioni, 7 per medie dimensioni ed un tempo indefinito, ma sempre lungo, per le opere più rilevanti. Per quanto ci riguarda, dalla Valle Camonica alla Valle Trompia, dalla Valle Sabbia al collegamento con Milano, lo studio del Ministero purtroppo è senz'altro vero, se non addirittura ottimista. Una eccezione in merito è la metropolitana leggera automatica della città i cui ritardi, mi pare, sono poco più che fisiologici". Alla necessità di infrastrutture, si affianca l'impellente bisogno di case, bene primario per la dignità ed il benessere dei cittadini. Il quadro disegnato da Campana degli problematiche da affrontare sul tema "casa" è ampio ed articolato. "Nonostante in questi anni si sia costruito molto, c'è ancora necessità di nuove abitazioni. La popolazione è stabile, ma il numero delle famiglie è in crescita e, per fortuna, la coabitazione ridotta. Servono case per le nuove famiglie, di giovani coppie o frutto di separazioni, per temporanee necessità di studio o di lavoro, per gli stranieri, per le fasce sociali più deboli. Per quanto riguarda l'ultima categoria, le fasce più deboli, la richiesta è notevole, frutto anche di una lunga assenza di interventi pubblici e di finanziamenti. Nella città di Brescia le abitazioni di proprietà pubblica in locazione sono circa il 7% di quelle utilizzate. Si tratta di una misura modesta. Nell'intera provincia questa percentuale è circa la metà: una quantità chiaramente non sufficiente. Sono quindi necessarie iniezioni di liquidità, peraltro non facilmente reperibili, che possono essere favorite da discipline urbanistiche coadiuvanti e amministrazioni locali che mettano a disposizione proprietà a prezzi calmierati. È anche indifferibile una corretta gestione del patrimonio pubblico, difficoltosa ma non impossibile, che supporti chi realmente è in stato di necessità. La quantità di abitazioni pubbliche per la residenza deve dunque crescere. Potrebbe crescere anche in una misura ridotta ma solo a condizione che venga ampliata, diversificata e agevolata la offerta di abitazioni private in locazione". Negli ultimi dieci anni, si rileva da uno studio dell'Assonime, i canoni di locazione degli appartamenti italiani sono cresciuti sensibilmente più dei costi degli immobili, che pur hanno registrato un incremento non lontano dal 100%. "Significa che vi è una evidente, e notevole, scarsità di offerta. Ma qui si tocca purtroppo il tasto più dolente, il vero nervo scoperto del sistema: una politica fiscale disincentivante e punitiva, per di più contorta ed a tratti confusa, nettamente peggiorata con il Governo degli ultimi due anni. In altre parole la leva fiscale è, e resta, la decisiva chiave moderna e propulsiva per risolvere gran parte dei problemi legati alla necessità di case. Occorre, quindi, una normativa semplice e virtuosa che convinca gli investitori, che preveda una tassazione con imposta fissa e piena detraibilità per le manutenzioni. Mi sento di aggiungere che si potrebbero porre allo studio agevolazioni anche per gli inquilini, riguardanti il canone e le manutenzioni a loro carico".

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Il Comune raddoppia le aree di lavoro (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 10/05/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:LA CITTA' Il Comune raddoppia le aree di lavoro Passano da sei a dodici. Roberto Novelli è il nuovo comandante della Polizia locale Novelli al comando della Polizia locale Adriano Paroli ha presentato ieri in Loggia i nuovi settori La riorganizzazione della macchina comunale ha rimodellato il campo d'azione degli uffici cittadini, portando da 6 a 12 le aree di intervento amministrativo e confermando la maggior parte delle dirigenze. La nuova Giunta ha individuato dieci aree che riferiranno direttamente agli Assessorati, le altre due risulteranno trasversali all'intera attività gestionale. Tra le novità l'area Centro storico e servizi tecnici (prima solo servizi tecnici), che sarà diretta da Silvano Benzoni; l'area Pubblica istruzione (prima inclusa nell'area servizi alla Persona), diretta da Francesco Falconi; l'area Mobilità e traffico (prima gestita dall'area Territorio), diretta da Giandomenico Brambilla, l'area Servizi al cittadino e innovazione, diretta da Nunzio Pisano, e l'area Attività economiche, diretta da Silvano Franzoni. Le due aree trasversali, Programmazione, integrazione e controllo e Capitale umano e innovazione dell'ente locale, saranno gestite dal direttore generale Danilo Maiocchi. Le altre aree di intervento, le cui dirigenze rimarranno in carica 5 anni con verifica a metà mandato, sono: Risorse economiche e finanziarie (responsabile Francesco Falasco); Servizi alla famiglia ed alla persona (responsabile Irene Marchina); Sicurezza e Polizia locale (responsabile Giandomenico Brambilla); Cultura, musei e turismo (responsabile Antonio Grassi); Gestione del territorio (responsabile Daria Rossi). Irene Marchina, Nunzio Pisano e Daria Rossi sono alla prima esperienza come capiarea. Le motivazioni alla base di questa scelta organizzativa sono state individuate dal sindaco Paroli nella necessità di rinnovare la macchina comunale e nella valorizzazione delle risorse interne all'Amministrazione. "I cittadini attendono delle riposte e degli interventi precisi - ha aggiunto Paroli -. Da oggi ha inizio il lavoro di questa nuova Amministrazione, che sarà compiuto individuando le risorse interne che meritano di essere protagoniste indipendentemente dall'appartenenza politica". "Lo spirito è quello di allineare le deleghe politiche alle attività amministrative - ha continuato Paroli -, semplificando l'intera burocrazia e eliminando le sovrapposizioni oggi presenti. Il secondo obiettivo riguarda proprio le risorse umane presenti all'interno del Comune. Abbiamo scommesso sulla positività già esistente, confermando tutti i 6 capiarea e non ricorrendo, neppure per le nuove aree, ad assunzioni esterne all'Amministrazione". L'intenzione della nuova Giunta è dunque quella di accrescere le professionalità dei dipendenti, "per migliorarne l'efficienza ma anche per offrire sempre migliori opportunità, con corsi di formazione e affiancamenti". Questo per ciò che riguarda le aree amministrative, mentre nessuna notizia è trapelata sulla composizione dell'ufficio di Gabinetto del sindaco, ancora in fase di definizione. In merito alle prossime azioni di governo cittadino, Paroli ha confermato l'impegno a continuare nelle operazioni di riqualificazione della stazione, iniziate la settimana scorsa, e ad accelerare lo sgombero e la chiusura del residence Prealpino. Alla conferenza stampa di presentazione del riordino amministrativo era presente anche Roberto Novelli, nuovo capo della Polizia municipale, che succede a Elsa Boemi, chiamata a un nuovo incarico nel settore Mobilità e traffico. Nato a Salò il 7 ottobre 1960, e residente a Gavardo, Novelli è dottore in Giurisprudenza e titolare di un master in Sicurezza urbana conseguito all'Università Cattolica di Milano. Assunto presso il Comando di Brescia nel 1996, ha ricoperto numerosi incarichi, fino a quello di vicecomandante dal 2007. Docente e formatore all'istituto di Formazione regionale Novelli è autore e coautore di pubblicazioni specialistiche per conto della Regione, del Comune e de "Il Sole24 Ore". Luisa Roda.

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Infrastrutture: la grande occasione si chiama Expo (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 10/05/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:BRESCIA E PROVINCIA Moltissime le opere che sono in via di realizzazione nella nostra provincia: una scommessa da non mancare per l'appuntamento del 2015 Infrastrutture: la grande occasione si chiama Expo Durante la Giornata dell'Economia il punto sui progetti locali - in corso e da avviare - legati alla mobilità Cecilia Bertolazzi Expo 2015. Sull'agenda della mobilità, declinata nelle varie accezioni - strade, autostrade, ferrovie, aeroporti, ricerca - la data è cerchiata con il rosso, ad indicare l'estrema importanza dell'appuntamento. Si chiude così, indicando il banco di prova e contenitore dei tanti progetti in progress - operazione Valtrompia, progetto Fiere, aeroporto di Montichiari, Brebemi, tangenziale est - la sesta Giornata dell'economia, promossa dall'Unione italiana delle Camere di Commercio che ha coinvolto insieme a quella bresciana anche le altre 103 Camere di Commercio italiane. Una giornata che si è delineata fin dalle prime battute come un confronto tra imprese, istituzioni e attori economici impegnati sul tema dello sviluppo del territorio. Il presidente della Camera di Commercio Francesco Bettoni, l'assessore ai Lavori pubblici della Provincia, Mauro Parolini, il collega al Trasporto pubblico locale, Valerio Prignachi, il presidente di AbeM Franco Tamburini, il direttore generale della società di progetto Brebemi Bruno Bottiglieri, il presidente di Brescia Mobilità Ettore Fermi, il presidente del Csmt, Centro servizi multisettoriale e tecnologico, Ennio Franceschetti e il direttore generale del Parco scientifico e tecnologico Kilometro Rosso Mirano Sancin si sono così misurati sul macro tema delle infrastrutture sollecitati dalle domande del nostro giornalista Claudio Venturelli. BREBEMI E BUROCRAZIA. I 64 chilometri che da Brescia porteranno a Milano, passando da Bergamo dovevano essere, ad oggi, già inaugurati. "Sono stati persi anni per motivi burocratici - spiega Bottiglieri - se si pensa che, per esempio, solo per far approvare la Convenzione alla Corte dei Conti ci sono voluti nove mesi, si capisce come le cose si siano dilungate. A questo punto però il nostro cronoprogramma è molto rigoroso: nel giugno 2009 apriremo i cantieri, tre anni dopo l'autostrada". Se il programma è stabilito, l'invito "per renderci competitivo è quello di cambiare le procedure - commenta Bettoni - non è un caso se da una nostra ricerca emerge che l'imprenditore straniero non viene in Italia perché vede proprio nei tempi della burocrazia e nella mancanza di infrastrutture gli ostacoli insormontabili". In tema di gestione di Brebemi, Bottiglieri anticipa che "ci si muoverà sfruttando la professionalità delle concessionarie del territorio da un lato e dall'altro contando su una squadra di non più di quaranta dipendenti". METROPOLITANA, ESEMPIO DI DIALOGO. "Il progetto preliminare della metropolitana è datato 1986 - inizia Fermi - in questi 22 anni si sono consumati due referendum abrogativi a livello locale ed una notevole alternanza politica, eppure la fresa è al lavoro. Questo è senza dubbio la dimostrazione del valore del progetto, in termini economici e di fattibilità, e del lavoro di dialogo. Un esempio per la mobilità bresciana". Per la gestione futura poi "bisognerà considerare un adeguamento del costo del biglietto che lo porterà a 1.90 euro, se si vogliono ottenere degli utili". Sulla bontà metodologica basata anche sulla collaborazione di pubblico e privato si è espresso anche l'assessore Prignachi. "Il sistema della mobilità è fatto di parti che si integrano ed è seguendo le logiche del territorio, con le proprie necessità, che vanno portati avanti gli interventi futuri come quello che interesserà la Valtrompia, senza dimenticare la necessità di un sistema che sappia integrare gli snodi ferroviari con quelli stradali". TANGENZIALI, AVANTI COSÌ. "L'esperienza positiva della Tangenziale Sud - dice Parolini - nasce da due fattori fondamentali: un disegno di rete chiaro che integri le necessità funzionali a quelle, ad esempio ambientali, e l'avere amministratori e tecnici competenti che abbiano gestito il cantiere con grande responsabilità, senza dimenticare la grande pazienza bresciana".

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Gli orrori e i nonsense dell'italiano strafalcioni, anglicismi e burocratese - tiziana cozzi (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XIX - Napoli Saggio Gli orrori e i nonsense dell'italiano strafalcioni, anglicismi e burocratese TIZIANA COZZI Nell'elenco delle parole da non usare, compilato da Cesare Marchi nelle sue guide all'italiano puro, già comparivano più di dieci anni fa gli anglicismi, intervenuti a "contaminare" la lingua. "Quel verboso ciarpame di cui i mass media hanno imbottito il nostro cervello" a cui il linguista alludeva agli inizi degli anni Novanta, si è mescolato oggi a neologismi e spesso strampalati bizantinismi presi a prestito dal barnum televisivo, dal mondo del calcio, dalla burocrazia e dalla politica. Questo piccolo volume di Giuseppe Picciano, cronista sportivo formatosi nel duro e fattivo mondo della provincia, ha il pregio di aver compiuto una ricerca estesa a diversi ambiti dell'espressione linguistica, riportando gli orrori e i nonsense del linguaggio odierno, con un tocco di gradevole ironia. La penna del censore indugia sull'universo degli strafalcioni prima declamati con orgoglio da esperti di pressing e goliardici allenatori, poi entrati, fuor di ogni previsione, nel linguaggio quotidiano, con palese diserzione della lingua italiana corretta. Passano in rassegna l'"italiese" da curva B di Arrigo Sacchi, che definisce "l'avversario ostico e anche agnostico" e quello dei filosofi-opinionisti tv a cui si devono espressioni come "la squadra si è autogollata". L'autore elenca anglicismi sportivi come playmaker, team manager e altre arbitrarie quanto inutili traduzioni di termini italiani già efficaci. Spiega eleganti definizioni esterofile usate in politica (welfare invece che benessere sociale, question time al posto di botta e risposta, bipartisan invece che bipolare), spesso rimaste incomprensibili. E scrive una piccola storia dei nomi di alcune professioni invano tradotte in "burocratese". Lo spazzino prima netturbino, poi operatore ecologico; il bidello, non docente e collaboratore scolastico; i disoccupati o "forza lavoro disponibile". Nel breve vademecum degli innesti linguistici non autorizzati, si ritrova anche qualche aneddoto nostrano, esempio dell'uso scorretto dell'italiano. "Nella nursery di un ospedale napoletano - riporta l'autore - un cartello avverte che: I bambini sono visibili tutti i giorni dalle 16 alle 18. Dopodichè, la fata Turchina li farà sparire e li renderà di nuovo invisibili".

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La città sia il quartiere di una metropoli (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Marco de' Francesco "La città sia il quartiere di una metropoli" La sfida del presidente Jacopo Silva in prospettiva futura "Troppe frammentazioni, serve un'agenzia che aggreghi" La sfida è stata lanciata. Nel corso del convegno "Padova 2.0, un quartiere nel sistema metropoli" Jacopo Silva, presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria Padova, ha proposto la realizzazione di una "Agenzia per la metropoli", una vera Spa con capitale pubblico e privato, da fondare entro un anno, in grado di integrare le multi utility e favorire l'aggregazione di servizi territoriali a ogni livello: dall'università ai piani regolatori, dal turismo ai trasporti. Insomma, un ente per una dimensione "cooperativa" di servizi, infrastrutture e relazioni. Lo scopo è quello di sopprimere gli enti inutili e valorizzare le eccellenze. Secondo Silva il campanilismo e il policentrismo amministrativo vanno superati e, in una visione del Veneto come un'unica area metropolitana, le città devono considerarsi come singoli "quartieri", parti di un'istituzione più grande, la metropoli. Dell'Agenzia farebbero parte i comuni e le province di Padova, Venezia e Treviso, il capitale privato e le grandi banche del Nord-Est. Il convegno si è tenuto in occasione delle assemblee ordinarie congiunte dei Giovani imprenditori e dell'Ance (costruttori edili). Dopo l'apertura dei lavori da parte di Jacopo Silva e di Ippolito Fabris, responsabile sviluppo Nord-Est di Banca Popolare di Verona, si è articolato in due tavole rotonde: "Padova delle eccellenze" e "Padova e le sue infrastrutture". Alla prima, moderata da Omar Monestier, direttore del nostro giornale, hanno partecipato il rettore dell'Università di Padova Vincenzo Milanesi, il presidente del Parco scientifico Vega Massimo Colomban e il presidente Veneto di Nanotech, Luigi Rossi Luciani. "Il nostro ateneo - ha dichiarato Milanesi - non ha rinunciato all'idea di una realtà integrata, di un "Politecnico del Veneto" tra le quattro università della regione allargato anche alle sedi di Trento e Udine. E' una questione di sopravvivenza: è necessario raggiungere una certa massa critica. Ma ad alcuni dà fastidio rinunciare al nome della ditta. Ci vuole una governance che imponga i tagli, e questa non può essere che la Regione". Dello stesso avviso Massimo Colomban, secondo il quale non esiste una rete connettiva tra i vari parchi scientifici e i laboratori di ricerca del Veneto. "C'era un piano per la condivisione dei progetti scientifici - ha affermato Colomban - ma è stato ignorato, anche a causa della burocrazia. Per queste cose, è la Regione che dovrebbe fare da guida". Il problema della polverizzazione delle risorse è grave anche secondo Rossi Luciani, che pure guida una realtà importante come Nanotech. La seconda tavola rotonda, moderata da Roberto Papetti, direttore del Gazzettino, è stata introdotta da una relazione di Nicola Ometto, presidente del Gruppo giovani imprenditori edili - Ance Padova. "E' necessario - ha affermato - ripensare allo sviluppo del territorio urbano ed extraurbano superando il localismo provinciale, ormai inadeguato. La creazione di un'area metropolitana comporterebbe la fusione di tanti piccoli comuni realizzando economie di scala". Dopo la relazione, hanno partecipato il presidente della Provincia di Padova Vittorio Casarin, il sindaco Flavio Zanonato e Giada Michetti, amministratore delegato di Padova Fiere Spa. "In Italia - ha affermato quest'ultima - c'è una situazione anomala. In Germania di fiere ce sono sei, in Francia due e in Italia un migliaio". La Michetti ha poi accennato ad un progetto, in fase già avanzata di ideazione, per la realizzazione di un Centro congressi in Fiera che comporterebbe il recupero dello storico Palazzo delle Nazioni e la costruzione di sale da diverse centinaia di posti. Diversi incontri tra GL Events (che possiede l'80% della società di gestione della fiera di Padova) e il sindaco Zanonato si sono tenuti, l'investimento sarebbe finanziato dalla società privata. Secondo il sindaco "bisogna trovare delle forze, delle spinte verso la concentrazione e la fusione di diversi enti".

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Prc, è giallo sulla firma di Bertinotti. Mentre Ingrao e Curzi si defilano (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prc, è "giallo" sulla firma di Bertinotti. Mentre Ingrao e Curzi si defilano Roma La burocrazia inganna. Dietro i machiavellismi del comitato politico nazionale di Rifondazione comunista che si apre oggi a Roma la "resa dei conti" pare ormai inevitabile. Ma al congresso di luglio (quasi sicuramente dal 24 al 27 luglio a Chianciano) l'ex maggioranza bertinottiana ci arriva malconcia. Per dire, il giallo della vigilia, che agita non poco i sonni a via del Policlinico, è se Fausto Bertinotti firmerà o no il documento di Franco Giordano e Nichi Vendola. Per ora gli indizi sono contrari. l'ex presidente della camera sarà a Torino alla Fiera del libro e una recente intervista a Repubblica della signora Bertinotti - contraria allo scioglimento di Rifondazione e alla nascita della Sinistra arcobaleno - è parsa una sconfessione plateale dello scontro congressuale. Ma a ridosso della presentazione ufficiale delle varie mozioni, le carte paiono mescolarsi ancora. Perfino due grandi saggi della sinistra come Pietro Ingrao o Sandro Curzi non hanno più alcuna voglia di prestarsi a un regolamento di conti a uso interno. Ufficialmente Ingrao sospende ogni giudizio. Ma Sandro Curzi - l'ex direttore di Liberazione che si è dimesso dal comitato politico nazionale proprio in polemica con la piega della discussione - invece è un fiume in piena. "In questi giorni - racconta - ci hanno chiesto di firmare di tutto. Giovedì ne ho discusso anche con Pietro (Ingrao, ndr) e ci siamo detti che abbiamo fatto tanto, perfino firmato l'appello al voto per Rutelli. Ora basta, non possiamo partecipare a questa resa dei conti. In giro tutti vogliono capire, ti chiedono che fa la sinistra, come si può contrastare la destra, e noi come rispondiamo? Dividendoci su mozioni e vecchi rancori. Basta. Io mi chiamo fuori". "La Sinistra arcobaleno - insiste - era un cartello elettorale ma la fretta con cui è stata fatta non spiega il fallimento totale. E' mancata del tutto la spinta nella società. E noi che facciamo? Siamo diventati un partito del 3% che si spacca su documenti che bene che vada saranno accolti dalla metà degli iscritti. Già lo so, diranno e scriveranno che se non firmo per Vendola allora sto con Ferrero, oppure che voglio fare il mediatore per conto di Bertinotti. Ma la sai una cosa? E' puro gossip, voglio dire come la penso veramente". E Curzi lo dice, ne ha per tutti. "Siamo quelli che più hanno parlato di unità a sinistra e poi leggo Liberazione che titola 'Gulag Cgil'. Non per intromettermi ma la giudico una scelta offensiva e sbagliata, che fa riflettere". Diliberto? "Dice l'unità dei comunisti, ma i comunisti chi sono? E' il solito giro di valzer". E D'Alema? "Svolge sempre ragionamenti interessanti ma se si ferma al nominalismo o alle etichette di partito non porta da nessuna parte. Non si è accorto che se non si cambia registro ci vedono tutti come la 'casta' e ci tagliano fuori". E poi i socialisti: "Ma per piacere, hanno preso lo 0,9% e vanno al congresso con 4 mozioni. La nostra gente non ne può più di applausometri tra leader o di lacerazioni da vecchia politica. Di sinistra c'è un bisogno vero, lo sanno tutti, lo sa D'Alema ma lo riconosce anche Veltroni quando organizza un'apposita fondazione nel Pd". Eppure i partiti politici ormai sono extraparlamentari. "E alcuni dei nostri hanno pure goduto - racconta Curzi - dicevano che così si torna alla base. Io no, nella mia vita sono stato nel Pci, nel Pdup e nel Prc ma la sinistra per me deve sempre ambire a essere una forza di governo". Soprattutto se a palazzo Chigi c'è una destra arrembante e preoccupante. "A me Berlusconi non fa sorridere - conclude Curzi - in una situazione così complessa, degradata e violenta ha offerto un volto autoritario a un paese che ne aveva bisogno e che l'ha scelto consapevolmente". Insomma, il Prc va a congresso diviso tra forma e sostanza, paralizzato in schieramenti contrapposti che si paleseranno oggi con la ratifica dello scontro tra mozioni. In tanti giurano che alla fine i documenti principali saranno quasi indistinguibili se non per gli addetti ai lavori. La nuova maggioranza Ferrero-Grassi-Mantovani pare più pronta alla conta. La loro mozione (titolo provvisorio "Rifondazione per la sinistra") sarà firmata in ordine alfabetico, in modo da non cadere nel "cortocircuito plebiscitario del leader" e proporrà una leadership doppia uomo-donna. Di parere opposto invece pare essere l'area di Giordano, ancora alle prese con le ultime limature a un documento che punta proprio sull'"effetto Vendola" per vincere il congresso. La scelta del nome del segretario, comunque, sarà dopo luglio, perché viene eletto dal cpn e non dalle assise. E c'è chi, come Franco Russo e un dirigente capace come l'ex coordinatore della segreteria Walter De Cesaris, non nasconde il disgusto per la conta e propone alle due fazioni il "disarmo", cioè di non eleggere nessun segretario. Ma non hanno le firme necessarie e dunque si appellano "alla solidarietà dei compagni". Da oggi il congresso è iniziato. M. Ba.

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Meno burocrazia per le imprese (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Da agosto Meno burocrazia per le imprese Un "colpo" ai lacci e lacciuoli della burocrazia. Ieri, durante la Giornata dell'economia, il presidente della Camera di commercio Ferruccio Dardanello ha dato una buona notizia alle imprese. Dal 20 agosto prossimo scatterà la comunicazione unica. Chi vuole aprire un'attività economica avrà l'ente camerale come solo punto di riferimento per tutte le pratiche. Una piccola "rivoluzione" in un Paese che sembra fare di tutto per mettere i bastoni fra le ruote agli operatori, con costi sempre maggiori. Dalla burocrazia al lavoro femminile. Il rapporto conferma il profondo divario tra gli uomini e le donne, con queste ultime distanziate di oltre 15 punti. Tuttavia Cuneo inizia a "vedere rosa" per l'occupazione femminile, che nel 2007, con il 60,9%, ha raggiunto e superato l'obiettivo di Lisbona, quantificato nel 60% entro il 2010. Per quanto riguarda l'imprenditorialità al femminile la "Granda", con 17.496 imprese in rosa è numericamente seconda soltanto a Torino. Sul dato complessivo della disoccupazione (2,2%) le perplessità di Costa hanno indotto a molte riflessioni. Dal pubblico sono state sottolineate le crisi industriali (dalle Falci all'Alstom) che fanno un po' a pugni con i numeri confortanti del rapporto.

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Noi, vincitori sconosciuti al loft (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-05-10 - pag: 14 autore: Il futuro del Pd. Variati (Vicenza): nessuno mi ha chiesto come ho fatto - Molteni: ho cercato invano Veltroni "Noi, vincitori sconosciuti al loft" I sindaci del Nord: basta con i caminetti e i dualismi, ripartire dal territorio Lina Palmerini ROMA "Se sono stato a Roma? Se vado al loft manco mi riconoscono. Io sono niente per il Pd, nulla. Nemmeno una telefontata mi hanno fatto per dirmi: bravo, ce l'hai fatta. Niente. Capisco che erano impegnati a discutere di altro. Di correnti. Ma, così, ho paura che il Pd non ce la farà mai. In questi giorni sfoglio i giornali nazionali, leggo i titoli: "D'Alema contro Veltroni" oppure "Le correnti sono una realtà". Giro pagina, passo avanti, quegli articoli – a me – non interessano, pensi a un cittadino normale. Non ci importa niente delle lotte tra oligarchie, sono tanto insignificanti quanto dannose". A parlare è Achille Variati, 55 anni, sindaco di Vicenza. Lui al Partito democratico ha regalato una vittoria e la possibilità, per i leader del Pd, di rivendicare qualche breccia nel muro del Nord.è un'eccezione insieme a pochissimi altri che l'hanno spuntata nella terra più ostile dove sventola la bandiera del Carroccio. E se a Roma ora si parla di un Pd con "forte radicamento territoriale ", qui nei territori non è arrivata nemmeno una telefonata dal leader. Né a lui né ad Alcide Molteni, altro vincente in terra di Sondrio, la provincia più leghista della Lombardia. "Il problema è che i partiti sono diventati burocrazia. Ho cercato Veltroni – dice Molteni – ma magari neanche gliel'hanno riferito perché io sono la periferia e la periferia non conta. Forse pensavano avessi bisogno di un favore, boh... Volevo parlare di politica perchè ho bisogno di avere interlocutori reali. O pensano che mi debba vedere Porta a Porta o Ballarò? Se è così, "me scapa da rid". Io ho vinto stando sui marciapiedi e fuori dalle fabbriche, beccandomi gli insulti degli operai che mi dicevano: vai a lavorare! Li ho rincorsie gli ho spiegato che ero ai cancelli dopo aver finito la mia attività medica". Molteni è un medico sportivo e il suo nome per intero racconta già un destino: si chiama Alcide Palmiro. Un compromesso storico sancito all'anagrafe, un vero antesignano del Pd. "Mi chiamo Alcide Fiorenzo Palmiro, l'ultimo nome me l'ha dato in chiesa mio nonno". Le "radici" del Pd, per il momento, restano più in ombra del Governo ombra. E forse per alcuni è anche un bene perché a vincere non è stata "la ditta" Pd ma quelle individuali di ciascuno degli sfidanti. Il punto è che pure chi rappresenta il Pd nei territori non si sente rappresentato dalla classe dirigente nazionale. Cioè, lo scollamento rischia di essere non solo quello tra cittadini e politica ma tra politici locali e quelli nazionali. Lo ritroviamo nei discorsi di Variati, in quelli di Molteni e anche in quelli di Furio Honsell, primo cittadino di Udine che ha vinto senza rivendicare appartenenze politiche, sostenuto da Pd e sinistra, ma artefice di una sua lista "Innovare con Honsell". E a lui chiediamo: lei si sente rappresentato dalla classe dirigente del Pd? "La mia è un'esperienza bottom up, nasce dal basso. Io non ho rapporti con i dirigenti nazionali. E poi la mia politica non dipende da loro". Ex rettore dell'Università di Udine, matematico riconosciuto nella comunità scientifica internazionale – ma noto anche per la sua partecipazione televisiva al programma di Fabio Fazio – ha scelto di lasciare in anticipo il suo mandato con la crisi di governo di febbraio. "Sono rimasto turbato da quella che mi è sembrata una vera crisi istituzionale perché non c'era una seria ragione politica a quella fine, anzi, quella crisi dimostrava l'inutilità della politica diventata fine a se stessa. Ho sentito come imperativo morale mettermi in gioco e proporre qualcosa di nuovo. Mi sarei sentito un vigliacco a restare all'università e criticare i politici. Così mi sono impegnato, convinto che ci sia bisogno di chi parla di risultato, competenza e qualità in politica. Ma io non sono un politico e non so se lo diventerò". Le vittorie sono frutto delle storie personali, di chi, nella propria città ha dato il buon esempio. E che ora chiede buoni esempi dai propri leader. "Il Pd non ha speranza se non rifonda la classe dirigente partendo dalle radici profonde dei territori. Sono talmente lontani dai cittadini che nemmeno se ne rendono conto. Per di più questa legge elettorale che garantisce l'autoconservazione e autoperpetuazione dei gruppi dirigenti porterà il Pd al rinsecchimento. è molto pericoloso questo percorso. Io dico: attenti, sveglia. Riconosco il grande merito di Veltroni ma non basta un bravo capo per andare avanti". Lo dice "senza spocchia" Achille Variati, 55 anni, ex Dc, che è stato sindaco la prima volta dal '90 al '95: unico, nelle amministrazioni del veneto ai tempi di Tangentopoli, a non essere sfiorato dalle inchieste e a finire il mandato. Questa volta è tornato a gareggiare con i panni del Pd. è tornato per affetto. "Venga a fare una passeggiata con mea Vicenza e capirà che tipo di rapporto ho con i cittadini". Anche se i sentimenti sembrano la cosa più lontana dalla politica, c'è da credergli se non altro perché ha rifiutato un posto sicuro da parlamentare per fare il sindaco. "Io ci sono nato qui, di questa città conosco ogni marciapiede, le file per entrare negli asili nido, il prezzo del latte e degli affitti". Lui ha interrotto 10 anni di governo di centro-destra, ha corso da solo – con il Pd più la sua lista civica – e qualche consiglio lo può anche dare. Per esempio, come suggerisce anche Honsell, smettere con queste querelle sulle correnti che – se pure sono "realtà" – sembra una realtà per pochi intimi. "Il futuro politico è di chi è capace di eccellere nell'amministrare. Chi gira a vuoto tra dibattiti, chi ragiona ancora per aree di influenza, è spacciato. Può durare ancora una stagione ma non ha prospettiva. Coloro che non si trasformano e non capiscono che la politica è un impegno civilee sociale sono destinati a sparire. Ormai – continua Honsell – il disinteresse in giro è così alto che se si cerca solo di galleggiare prima o poi si affonda. Servono risposte sulle grandi questioni: l'ambiente, l'energia, le infrastrutture i nuovi cittadini". E le prime risposte concrete, quelle che non arrivano fino a Roma, loro le devono pensare e attuare. "Io do il mio contributo come amministratore e mi sento estraneo a tutto questo dibattito di correnti, di dualismi. Lavoro per la comunità di Udine e queste sono cose astratte, senza senso. Sintomo di cosa? Di una visione che guarda al passato. Le correnti sono roba da storici dei partiti del secolo scorso. Mi hanno chiesto come mai non avevo messo tra gli assessori un ex-margherita: ma per me il Pd è già qualcosa di diverso! Ci sono miei collaboratori di 40 anni che nemmeno sanno cosa sono le correnti. Se il dibattito interno diventa incomprensibile porta alla disfatta: è un gioco inutile che dovrebbero smettere in fretta perché molto autoreferenziale nel senso peggiore del termine". Il fatto è che non è solo la rappresentanza a fare difetto. è pure quel senso di appartenenza cheè sparito. "Qui rischia di essere tutto un caminetto. Il Governo ombra? Guardi non so niente. Noi non ci sentiamo parte di qualcosa. Non ci sentiamo coinvolti in un progetto politico. E noi, a livello locale, andiamo per conto nostro ", racconta Alcide Molteni, 56 anni, medico sportivo, al suo terzo mandato da sindaco dopo l'interruzione del 2003. Insomma, una storia simile a quella di Francesco Rutelli ma a lui è andata bene. E del resto si era costruito già nel '94 (suo primo mandato) una lista civica "Sondrio Democratica" che dura da 13 anni. Un'operazione politica che è solida, non cotta e mangiata. Ma allora, non vale la pena mettersi in rete e condividere quello che le singole ditte individuali Pd sono state capaci di fare? Creare un franchising di sindaci è un'idea che alletta Variati. "Sì dovremmo metterci in rete noi che abbiamo vinto delle battaglie e che rappresentiamo qualcosa di nuovo. Se non altro siamo stati capaci di dare una lettura della domanda della società. Senza trasformarci in eroi o professori, forse qualcosa da dire ce l'abbiamo. E magari lo faremo tutti insieme nelle prossime settimane". MODELLO HONSELL Il sindaco di Udine: il futuro politico è di chi sa eccellere nell'amministrazione, le correnti sono roba da storici del XX secolo.

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Un piano anti-burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: AGROINDUSTRIA MERCATI ITALIA data: 2008-05-10 - pag: 22 autore: Politiche agricole. Al vaglio un programma di semplificazione - Priorità anche al federalismo Un piano anti-burocrazia Per il neoministro Zaia subito i dossier quote e riforma Pac Annamaria Capparelli ROMA Lotta all'euroburocrazia e alla "concorrenza asimmetrica ", priorità al federalismo e per cominciare impegno imme-diato sull'annosa questione delle quote latte. Il nuovo ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Luca Zaia, 40 anni, mette le prime carte sul tavolo. Anche se per entrare nei dettagli aspetta di vedere i dossier che martedì prossimo gli consegnerà il ministro uscente Paolo De Castro. Il primo attacco Zaia lo riserva agli eccessi dei "burocrati europei". E naturalmente il pensiero corre alle odiate multe latte. La prima partita che dovrà affrontare: per la campagna 2007-2008, secondo le stime Ue, il conto sarà di oltre 150 milioni (si veda altro servizio in pagina). "Andremo a capire cosa si può fare - ha detto ieri il ministro - ma sicuramente non vado a celebrare funerali di aziende agricole ". Quella del latte, soprattutto per il pregresso, è il tema più scottante, ma non sarà il solo argomento di trattativa con Bruxelles. Presto il neoministro italiano dovrà confrontarsi con i partenr Ue.Il 19 maggio c'è un Consiglio dei ministri europei e il 20 maggio la Commissione Ue presenterà le proposte di riforma della Politica agricola comunitaria. Ufficialmente una verifica sullo stato di salute della Pac, di fatto la riscrittura delle regole dalla modulazione agli aiuti forfetari, fino alla cancellazione dei premi rimasti accoppiati. Un negoziato impegnativo per il ministro che dovrà definire una strategia italiana. Per ora c'è solo un documento firmato da 11 organizzazioni, con l'esclusione della Coldiretti, con alcune critiche e la richiesta di non smantellare le misure di mercato. La posizione della filiera italiana è tutta da costruire. Nel dossier Ue c'è anche la cancellazione delle multe latte: già per quest'anno è stato deliberato un aumento del 2% delle quote, in vista di uno smantellamento nel 2015. Ma la scadenza è lontana ed è scontato che il ministro Zaia cercherà comunque di correre ai ripari per sanare quello che ha definito "un peccato originale che scontiamo da 40 anni" e che al solo Veneto costa 34 milioni. Ma non si batteranno i pugni sul tavolo: la carta che si giocherà – fa sapere il ministro – è quella della diplomazia. Le quote latte si inseriscono in un processo di semplificazione che presumibilmente verrà avviato anche in casa, dove però non si parte da zero. Tra le carte che saranno consegnate al nuovo ministro ci sarà un progetto di semplificazione per il settore del vino e un'iniziativa analoga per la zootecnia. Un intervento, tra l'altro, sollecitato dalle organizzazioni agricole che denunciano da tempo l'insostenibile peso delle "scartoffie". Tra le priorità il ministro ha posto anche la tutela del made in Italy dalla concorrenza sleale dei Paesi asiatici. Zaia ha promesso una strategia d'attacco contro chi non si incardina nella politica della qualità e "non ha ancora compreso che qualità significa garanzia della salute pubblica e del made in Italy". Sotto accusa ci sono anche le scelte politiche che hanno consentito. per esempio in Campania, di fare scempio dei terreni agricoli. E naturalmente in primo piano resta il federalismo. Che in agricoltura, anche se in forma imperfetta, è pienamente operativo. Tutti i provvedimenti passano infatti con il timbro della Conferenza Stato-Regioni e gli assessori, in via ufficiale o informale, si riuniscono praticamente ogni settimana. Ma i problemi nella gestione agricola non sono superati e proprio nel precedente Governo Berlusconi partì un tentativo, da parte del ministero agricolo, di riaffermare le competenze varando alcune riforme, dalle figure professionali all'interprofessione, su cui c'è stato un braccio di ferro con le Regioni escluse dai negoziati. Un sistema che Zaia conosce bene anche se ora continuerà a frequentare quel tavolo dall'altra parte.

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Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: PADOVA - data: 2008-05-10 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONA... (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 10-05-2008)

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Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: PADOVA - data: 2008-05-10 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE I capitali stranieri snobbano Padova Sistema incapace di attrarre investimenti. Chiesa: "Colpa delle infrastrutture" Solo il 6% del totale veneto contro il 55% di Verona e il 23% di Treviso. Chiesa: "Rafforzare i servizi" PADOVA - Le imprese straniere "snobbano" Padova. La sesta giornata dell'economica, celebrata in Camera di commercio riserva una conferma amara per la città del Santo e la sua provincia. Cenerentola Se si eccettuano infatti realtà come il Rodigino o il Bellunese, Padova si conferma infatti la "Cenerentola" per quel che riguarda gli investimenti internazionali. "Sul totale degli investimenti fatti dalle imprese estere nel Veneto- ammette nella sua relazione il presidente uscente della Camera Gianfranco Chiesa-, Padova si deve accontentare di un misero 6 per cento, una cifra assolutamente modesta. Infatti a Verona è andato il 55 per cento, a Treviso il 23, 7 per cento e a Vicenza l'11,6 per cento". "Si tratta di una dato preoccupante- continua Chiesa-. Dobbiamo chiederci perché la nostra provincia non ha capacità di attrazione. Non sono adeguate le aree produttive? Sono carenti i trasporti? La burocrazia blocca le imprese? Quello che è certo è che una differenza così grande rispetto ad altre province richiede un impegno forte". Ibridazione A condividere la preoccupazione del numero uno della Camera di Commercio è anche l'economista Giovanni Costa. "La tendenza delle imprese straniere è quella di scommettere su territori dove la presenza internazionale è già consolidata - aggiunge Costa -, per questo è necessario promuovere sempre di più anche a Padova un'ibridazione che veda presenti sul territorio realtà italiane assieme a soggetti stranieri". "Anche chi fa impresa - dice l'economista -, deve convincersi che a fare la differenza non è un'azienda è veneta o meno, ma se è solida oppure no. Quindi è importante promuovere ogni sforzo per attirare capitali stranieri". Infrastrutture carenti Chiesa cerca invece di analizzare le cause della disaffezione degli investitori non italiani nei confronti della realtà padovana: "I dati disponibili ci spiegano come Padova nel 2007, a livello regionale si attesti in prima posizione per quanto riguarda le strutture di servizio e al secondo posto, dopo Venezia, per la rete ferroviaria e quella energetica. Invece in quanto ai collegamenti stradali arriviamo dopo Verona, Treviso e Vicenza ". "Qui si tratta di rafforzare il primato dei servizi- conclude il presidente della Camera-, con l'università, le strutture sanitarie, le telecomunicazioni riteniamo ancora di essere vincenti. Dobbiamo dunque valorizzare al massimo queste potenzialità proprio per coprire il deficit di capacità di attrazione dei capitali internazionali". Se Padova risulta ostica per gli investimenti stranieri, gli imprenditori padovani non sembrano invece resistere al fascino dell'"espatrio". La città del Santo si posiziona infatti al secondo posto a livello regionale per gli investimenti effettuati dagli operatori padovani all'estero con il 27,7 per cento del totale, preceduta per un soffio solo da Treviso con il 28,8 per cento. Alberto Rodighiero.

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<Economia al palo, ora servono cure davvero efficaci> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: ECONOMIA - data: 2008-05-10 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE L'intervento "Economia al palo, ora servono cure davvero efficaci" di ANNA REA * Il 6Ë? rapporto sull'economia della provincia di Napoli presentato ieri dalla Camera di Commercio, puntuale e crudo nei dati statistici, ha confermato quello che gli altri Istituti - come Istat, Unioncamere nazionale e Svimez - hanno nei giorni scorsi rappresentato. Non si respira assolutamente aria nuova in Campania e in particolare nella provincia di Napoli. Un'economia al palo che, per quanto condizionata dai riflessi della congiuntura negativa internazionale, paga forti responsabilità locali. Il paradosso infatti è a differenza del passato la nostra regione ha per tutti gli indicatori il segno negativo rispetto al resto del Sud: Pil, investimenti interni ed esteri, occupazione e produttività sono tra i più bassi, mentre l'inflazione è tra le più alte. Uno spiraglio ce lo regala l'export, aumentato del 9,3%, ma è magra consolazione se lo rapportiamo al punto di partenza, fortemente inferiore al resto del Paese e soprattutto se lo bilanciamo con l'aumento dell'import. Biosgna essere realisti: questa diagnosi infelice ci conferma uno stato di salute dell'economia fragile, malato e bisognoso di cure appropriate ed efficaci, a differenza di quanto è stato fatto finora. Cure sane a partire da investimenti di qualità che guardino al territorio, alla sua principale risorsa che è quella umana, bloccando di fatto le emigrazioni in forte ascesa e puntando sulle sue reali potenzialità. Così come è necessario sostenere settori innovativi e centri di eccellenza, avendo la capacità di attrarne dei nuovi. Un territorio gestito con efficienza e trasparenza, con una burocrazia ridotta all'essenziale, con imprenditori meno timorosi, un sindacato forte e radicato che sappia innovarsi e un'istituzione locale che aiuti l'investimento e non lo blocchi. Una politica che si faccia da parte per dare spazio all'iniziativa privata e ritorni al suo ruolo originale di dare indirizzo e non di gestire direttamente. Ecco cosa serve. Sono più che convinta, in un'era in cui i federalisti all'italiana diventano sempre più numerosi nei diversi schieramenti politici (lo dimostra anche la legge approvata all'unanimità nella ricca Lombardia) i meridionalisti che parlano all'Italia intera lo potranno fare solo se non assumono atteggiamenti pietistici. * Segretaria generale Uil Napoli e Campania Uil La segretaria Anna Rea.

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PATRIMONIO DILAPIDATO (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: 1PAGINA - data: 2008-05-10 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE IL CENTRO ANTICO DI NAPOLI E L'UNESCO PATRIMONIO DILAPIDATO di DIEGO LAMA I l Centro Antico di Napoli potrebbe essere cancellato dalla lista del Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco. Il rischio deriverebbe da alcune recenti proteste a Parigi di associazioni partenopee (come l'Inarch Campania) contro il degrado in cui verte oggi la città antica. Il problema è che un'eventuale cancellazione non sortirebbe alcun effetto utile per la città (così come nessun effetto ha avuto la sua iscrizione nel 1994) visto che nel cuore antico di Napoli, con o senza l'etichetta "Patrimonio ", niente di buono viene fatto per una generale passività del sistema. Per la stessa indifferenza vengono però costruite abusivamente verande, sopraelevazioni, finestre, balconi, recinti: alla faccia del cartellino dell'Unesco. Se potessimo scegliere tra il non possedere alcun marchio di qualità ma al contrario avere un Centro Antico di pregio, tutelato dai napoletani con intelligenza e civiltà, nessuno avrebbe dubbi. Il guaio è che non possiamo scegliere: ci tocca essere Patrimonio dell'Umanità così come ci toccano Miseria e Disumanità. Però la richiesta di aiuto all'Unesco è segnale della disperazione generale nella quale verte Napoli. La disperazione dei napoletani è inversamente proporzionale, purtroppo, alla soddisfazione di coloro che lavorano sul fronte opposto, quello dei vincoli e della tutela. Se è vero che esiste una difesa opportuna, condivisibile, giusta, che deriva da un attacco autentico al Patrimonio dell'Umanità, è anche certo che esiste (e bisogna tentare di dirlo con pacatezza) una difesa solo formale: quella degli uffici profondi e della burocrazia sorda che segue protocolli chiusi, che non applica l'intelligenza, che cerca la soddisfazione della sospensione, che non entra mai nel merito dei problemi, che non cerca di capire, che svolge un compito giusto in modo impiegatizio. E c'è anche una difesa ideologica attuata dai professionisti del "no", la cui esistenza, la cui visibilità, è legata solo a questa sillaba magica: no. Diciamoci la verità, la difesa d'ufficio o quella ideologica diventano col passare del tempo solo un imbarazzante freno per lo sviluppo della città. Molti sono gli esempi a proposito. L'ultimo è quello di piazza Santa Maria degli Angeli dove sono stati recentemente abbattuti alcuni alberi per consentire lo scavo della metropolitana. Anche in questo caso si è assistito ad azioni di protesta e d'indignazione. Ma cosa c'è da sdegnarsi? Non la vogliono tutti una stazione della metropolitana in quel punto, al servizio di una fetta enorme di utenti? Non sono tutti pronti a scandalizzarsi per il traffico, per le troppe auto, per l'inquinamento? Le stesse proteste si accesero negli anni '70 quando si cominciò a costruire la tangenziale di Napoli: chi potrebbe rinunciarci oggi? Nessuno, pochi però sono disposti a sporcarsi le mani. C'è chi è pronto a sacrificare qualche albero per il progresso (forse anche qualcosa di più) e c'è chi non è capace di sacrificare niente, neanche un cespuglio: "è Patrimonio dell'Umanità! " urla, dimenticando che si ha il dovere di conservare il passato dei nostri avi, ma si ha anche il diritto di pensare al futuro dei nostri figli.

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I tagli di Berlusconi: a Palazzo Chigi comincia la cura dimagrante (sezione: Burocrazia)

( da "Panorama.it" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Italia - http://blog.panorama.it/italia - I tagli di Berlusconi: a Palazzo Chigi comincia la cura dimagrante Posted By mario.sechi On 10/5/2008 @ 10:24 In Apertura#1, NotiziaHome | No Comments Sarà un [1] governo del premier? Silvio Berlusconi dopo le elezioni e durante le consultazioni ha preferito mantenere un ruolo più silente e istituzionale rispetto alle precedenti esperienze. Prima di presentare la lista dei ministri è salito due volte al Quirinale per parlare con Giorgio Napolitano. Un metodo apprezzato dal capo dello Stato e da quanti sperano in una legislatura di rottura rispetto alla fase cominciata nel 1994 e chiusa con la rivoluzione del voto del 13 e 14 aprile. Berlusconi è salito sul Colle con Gianni Letta e con la lista dei ministri già in tasca (riquadro a pagina 63). [2] Operazione lampo, ma fatta [3] la squadra il Cavaliere deve affrontare il problema del metodo di governo, cioè il modo in cui il presidente del Consiglio interpreta il suo ruolo nel collegio dei ministri e guida la macchina di Palazzo Chigi. E se è vero che i ministri sono autonomi e fisiologicamente in cerca di spazi politici (e risorse), è altrettanto certo che Berlusconi ha a disposizione una potente organizzazione di uffici, strutture e dipartimenti che possono consentirgli di timonare, forse con qualche rollio e beccheggio in meno rispetto al passato, il governo sulla rotta tracciata. Nel passato spesso è mancata la collegialità e non pochi sono stati i casi di ministri dissidenti rispetto alla maggioranza. La riduzione del numero di partiti rappresentati in Consiglio dei ministri aiuterà Berlusconi, ma per il resto (non essendoci regole) la tenuta della collegialità dipende dal presidente del Consiglio, dal suo carisma ed equilibrio. In teoria, le norme prevedono la creazione di comitati interministeriali, ma non hanno mai funzionato granché. Per questo chi conosce bene la macchina dell'esecutivo pensa che quello del coordinamento sia ancora un tema aperto e che occorra ripensare la legge. Berlusconi dovrà dunque far leva sul suo ascendente (il risultato elettorale è un altro balsamo) e nello stesso tempo contare sulla consumata esperienza di Gianni Letta, sottosegretario di Palazzo Chigi che svolgerà il ruolo di segretario del Consiglio dei ministri, figura senza la quale il governo non può riunirsi. A Letta andrà anche il delicato compito di controllare e coordinare quello che i tecnici del diritto chiamano "drafting legislativo", ossia la scrittura dei decreti e delle leggi di iniziativa del governo. Il ritorno alla legge Bassanini ha ridotto a 12 i ministeri con portafoglio, numero che cresce a 21 (4 in meno dell'esecutivo Prodi) con i dicasteri senza portafoglio che dipendono direttamente dalla presidenza del Consiglio. È una salutare riduzione in termini di efficienza della politica e costi per lo Stato, anche se l'eredità del governo Prodi si fa sentire. A un gabinetto di oltre 100 persone infatti è corrisposta un'organizzazione del lavoro che gli esperti non fanno fatica a giudicare elefantiaca. I cittadini conoscono il presidente del Consiglio, i suoi più stretti collaboratori, i ministri, ma la nave del governo è un vero e proprio transatlantico: l'esecutivo Prodi aveva 27 dipartimenti e uffici direttamente dipendenti dalla presidenza, 11 strutture di missione e cinque commissariati straordinari. Impero dell'alta burocrazia: solo alla presidenza del Consiglio si contano 27 dirigenti di prima fascia e 229 dirigenti di seconda fascia. Una nave da crociera, con un bilancio autonomo, sulla quale è stata caricata troppa zavorra: a bordo complessivamente ci sono 4.237 persone e, al di là delle indiscutibili capacità del personale dipendente, è chiaro che ha bisogno di essere snellita e alleggerita nell'equipaggio e nelle procedure di navigazione. Il governo Prodi ha cercato di tagliare alcuni costi di funzionamento, consulenze, missioni, studi e spese di rappresentanza, ma la politica di proliferazione delle poltrone ministeriali ha prodotto un'equazione micidiale: troppi uffici, troppi dipendenti, spese per il personale in progressione (nel bilancio di previsione 2006 erano pari a 208 milioni di euro, balzati a quota 236 milioni l'anno successivo) e un bilancio complessivo di oltre 3 miliardi 600 milioni di euro, di cui 1 miliardo 767 milioni destinati alla Protezione civile, uno degli elementi critici nell'organizzazione di Palazzo Chigi. Anche qui non si discute la professionalità della struttura, ma il dipartimento nel corso degli anni ha mutato la sua natura ampliando le sue aree di intervento dalle emergenze ai grandi eventi, costa quasi il doppio rispetto al nucleo centrale della presidenza del Consiglio (968 milioni di euro nel 2007) e apre un dilemma: qual è la sua missione? Diciotto milioni di euro se ne vanno in stipendi, metà dei fondi è impegnata nel pagamento dei mutui contratti dalle regioni colpite da calamità, il resto è disperso in vari interventi che si sovrappongono a quelli di altre istituzioni come, per esempio, il Corpo forestale. Altri 400 milioni di euro della presidenza del Consiglio sono destinati agli interventi e investimenti per l'editoria e, lasciando perdere la demagogia e le "grillate", non vi sono dubbi che si tratta di un settore in cui servono una riforma e una selezione dei soggetti destinatari degli aiuti. Primo compito del nuovo segretario generale (il posto di Carlo Malinconico verrà preso da Mauro Masi, che torna alla guida della macchina di Palazzo Chigi dopo esser stato capo di gabinetto dell'ex ministro degli Esteri Massimo D'Alema) sarà quello di razionalizzare una struttura monstre e dare un coordinamento a uffici che sono apparsi spesso scollegati. Quella del governo è una macchina complicata e delicata da gestire, poco nota ai cittadini e per questo considerata opaca. Se il Parlamento è la casa degli italiani, il governo è la cucina. Visto al lavoro lo chef Prodi, forse è il caso di comunicare bene gli ingredienti che si usano, il prezzo nel menù e magari far vedere anche i fornelli.

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GANASCE FISCALI ALLE AMBULANZE (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

La Asl è morosa: bloccati quattro veicoli dell'ospedale di Frattaminore Ganasce fiscali alle ambulanze Rosa Palomba Il numero di targa non svela "segni particolari", i morosi vanno fermati come da indicazioni elettroniche. E il blocco è uguale per tutti i veicoli, la burocrazia non fa distinzioni. Anche se si tratta di autoambulanze. Di quattro mezzi di soccorso sui sei disponibili in un ospedale destinato a 500mila utenti, l'unico presidio di una provincia abbandondata ma turbolenta. È il caso del San Giovanni di Dio di Frattaminore, periferia nord a ridosso di Napoli. Negli uffici dell'amministrazione qualche impiegato si è accorto che per ben tre anni non era stato pagato il bollo auto. Motivo? "Questione di privacy", dice l'amministrazione dell'Asl Napoli 3. "Faccende di debiti", procede senza mezzi termini la società napoletana di riscossione Equitalia Polis. E le ganasce fiscali sono scattate senza appello e senza che nessuno lo sapesse. SEGUE A PAGINA 16.

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<In materia di acque e difesa del suolo la Provincia accumula troppi ritardi> (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Economia Pagina 211 Imprese "In materia di acque e difesa del suolo la Provincia accumula troppi ritardi" Imprese --> La burocrazia continua a voltare le spalle alle imprese, in particolare in agricoltura e artigianato. Il trasferimento di una serie di competenze (in forza della legge 9/2006) dalla Regione alle Province, in materia di acque e difesa del suolo, sta innescando "troppi e inaccettabili ritardi", denuncia Patrizio Buccelli, consigliere provinciale dell'Udc ma anche sindaco di San Vito. La causa? "Da quando la Regione ha trasferito le competenze, la Provincia di Cagliari non ha provveduto a organizzarsi in termini di risorse umane e di strumenti in grado di dare risposte alle imprese". L'ELENCO Disagi che si sommano a quelli di chi è alle prese con finanziamenti, in agricoltura, per i miglioramenti tecnologici con pozzi e vasconi d'accumulo (legge regionale 21/2000 e misura 4.9 del Por). Problemi anche per la 488-Turismo (sistemi di gestione ambientale, con dimostrazione di dotazione idrica autonoma da pozzi regolarmente utilizzati con concessione d'uso), per la sanatoria ex art. 10 Dlgs 275/1993, per richieste di approvvigionamento idrico (privati, agricoltori, artigiani, industrie, enti pubblici) e per l'autorizzazione di barriere idrauliche con pozzi di emungimento nei progetti di bonifiche e inquinamento. Buccelli, sul problema, ha presentato una mozione.

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E Walter diventa il "premier ombra" (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (6 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 52 ) " (33 votes, average: 1.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 10 ) " (107 votes, average: 1.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (120 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 90 ) " (88 votes, average: 1.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (128 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 55 ) " (55 votes, average: 1.53 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (59 votes, average: 1.8 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese. Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande. Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 60 ) " (96 votes, average: 1.22 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr 08 L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Milano ce l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua Milano. Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. E si riaccende il dibattito sui grattacieli, sui simboli della modernità internazionale. A Silvio Berlusconi non piacciono, sono "storti e sbilenchi, in totale contrasto con il contesto milanese e la sua tradizione urbanistica". L'architetto Fuksas per una volta è d'accordo col Cavaliere. "Meglio il modello Central Park". L'ex sindaco Albertini difende le sue "creature" e dice: "No, saranno un simbolo". Il dibattito si riaccende con Letia Moratti che vuol fare non della Torre ma del Centro per lo sviluppo sostenibile il simbolo dell'Expo 2015. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concreto con la capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno ed eccellenze. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor sindaco". L'orgoglio della milanesità è sempre stato la forza di Milano. E' l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Grattacieli sì o no? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (222 votes, average: 1.32 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (34) Ultime discussioni Riccardo Boncinelli: Niente di nuovo purtroppo.Veltroni oltre alle elezioni ha perso anche la testa, come un... gioluri: non sono capaci di governare (lo hanno dimostrato). fare un governo ombra, richiama metodi da oltretomba... Beppe: Siamo in democrazia, può essere uno stimolo al vero governo per fare bene. Qualche persona seria c'è... Roberto: Grande Walter purtroppo gli italiani non ti hanno capito fino in fondo. Dobbiamo rivedere ancora una volta... Claudio: Corsi e ricorsi storici.Illo tempore (il "Migliore" imperante)era il P.C.I. che faceva i Governo... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 1 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Ultime News "I rom sono la nuova mafia del nord"Veltroni gioca a fare il premier, ma il governo ombra fa già flopMatteoli: "Subito il via a Pedemontana, Tav e ferrovie del Veneto"Strangola la moglie: l'ho uccisa per gelosiaTremonti: sacrifici per banche e petrolieri con i sindacati si parte dagli straordinariBeirut, ancora scontri a fuoco e morti Data alle fiamme la radio armena Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (3) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (6 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 52 ) " (33 votes, average: 1.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 10 ) " (107 votes, average: 1.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (120 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 90 ) " (88 votes, average: 1.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (128 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 55 ) " (55 votes, average: 1.53 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (59 votes, average: 1.8 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese. Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande. Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 60 ) " (96 votes, average: 1.22 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr 08 L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Milano ce l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua Milano. Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. E si riaccende il dibattito sui grattacieli, sui simboli della modernità internazionale. A Silvio Berlusconi non piacciono, sono "storti e sbilenchi, in totale contrasto con il contesto milanese e la sua tradizione urbanistica". L'architetto Fuksas per una volta è d'accordo col Cavaliere. "Meglio il modello Central Park". L'ex sindaco Albertini difende le sue "creature" e dice: "No, saranno un simbolo". Il dibattito si riaccende con Letia Moratti che vuol fare non della Torre ma del Centro per lo sviluppo sostenibile il simbolo dell'Expo 2015. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concreto con la capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno ed eccellenze. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor sindaco". L'orgoglio della milanesità è sempre stato la forza di Milano. E' l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Grattacieli sì o no? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (222 votes, average: 1.32 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (34) Ultime discussioni Riccardo Boncinelli: Niente di nuovo purtroppo.Veltroni oltre alle elezioni ha perso anche la testa, come un... gioluri: non sono capaci di governare (lo hanno dimostrato). fare un governo ombra, richiama metodi da oltretomba... Beppe: Siamo in democrazia, può essere uno stimolo al vero governo per fare bene. Qualche persona seria c'è... Roberto: Grande Walter purtroppo gli italiani non ti hanno capito fino in fondo. Dobbiamo rivedere ancora una volta... Claudio: Corsi e ricorsi storici.Illo tempore (il "Migliore" imperante)era il P.C.I. che faceva i Governo... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 1 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Ultime News "I rom sono la nuova mafia del nord"Veltroni gioca a fare il premier, ma il governo ombra fa già flopMatteoli: "Subito il via a Pedemontana, Tav e ferrovie del Veneto"Strangola la moglie: l'ho uccisa per gelosiaTremonti: sacrifici per banche e petrolieri con i sindacati si parte dagli straordinariBeirut, ancora scontri a fuoco e morti Data alle fiamme la radio armena Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (3) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Lo spettacolo in rivolta (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

> Per difendere i propri diritti, negli anni Settanta erano arrivati a incatenarsi davanti al palazzo della Regione. Ma i tempi son cambiati e oggi una buona parte delle compagnie di danza e teatro isolane ha deciso di protestare utilizzando la stessa arma con cui, spesso, vengono messe in difficoltà: la burocrazia. E così 28 tra compagnie e associazioni di professionisti si sono rivolte a un avvocato per un attacco alla Regione. Obiettivo: il metodo di gestione del progetto Un'isola in festival , ovvero sei milioni di euro stanziati dal Mibac (Ministero per i beni e le attività culturali) a favore della Regione Sardegna per le attività di spettacolo 2007-2009. Il primo passo: un esposto presentato l'altro ieri al governatore, Renato Soru, con cui si invita la Regione ad annullare l'intero procedimento. Un procedimento che nel 2007 ha visto la messa in scena di oltre 260 progetti e altrettanti per quest'anno (ingresso gratuito) nei teatri di tutta l'Isola. La protesta è partita da un coordinamento che ieri a Cagliari ha presentato un documento sottoscritto da 28 compagnie. Dicono di condividere lo spirito del progetto ma allo stesso tempo sono deluse da una gestione che "mette dentro persino le Pro Loco". Il paradosso è che, questa volta, a protestare sono molte di quelle associazioni che hanno visto approvato il proprio spettacolo. "Al progetto manca una politica culturale comprensibile e qualificante - spiega Maria Assunta Calvisi ( L'Effimero Meraviglioso ) - e se le cose non cambiano siamo pronti a rinunciare ai contributi". Le compagnie denunciano una mancanza di trasparenza del procedimento, "tanto che - spiegano i portavoce, tra cui Stefano Ledda ( Teatro del Sale ) - non siamo ancora riusciti a conoscere i criteri di selezione e chi sono i componenti della commissione". Durante l'incontro è stato sottolineato che il primo bando (dicembre 2007) è partito "senza pubblicità: soltanto una serie di e-mail spedite a macchia di leopardo". La protesta, però, non cavalca il disappunto di chi non sapeva ("i tempi erano strettissimi", giustificano) ma si basa sul fatto che " Un'Isola in festival non tiene conto della distinzione tra operatori professionisti e amatoriali". E che, "così come lo stanno realizzando, è in contraddizione con gli obiettivi stabiliti dal Mibac". EMILIANO FARINA.

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Roberto, Renato e Mara... dura la vita! pag.2 (sezione: Burocrazia)

( da "Affari Italiani (Online)" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Roberto, Renato e Mara... dura la vita! Sabato 10.05.2008 10:00 --> Quattro ministre su 21 è un vero record, perfettamente coerente con l'idea del ruolo delle donne che il Presidente Berlusconi non nasconde di avere. Un record che dovrebbe portare la Carfagna ad una ancora più misurabile e reale sfida sul terreno delle cosiddette quote rosa, per dimostrare che non è il centrodestra a considerare le donne indegne di fare carriera (soprattutto politica) ma, al limite, solo il suo leader. Terza e ultima ragione tutta personale e di clima delle difficoltà del ministro Carfagna è che dovrà abbattere tutti i gossip e i toni rosa e gli stereotipi che l'hanno disegnata così leggera e ribaltarli in punti di forza, di normalità, anticasta e vicini alla gente. Una bella sfida per tutte e tre le ragioni. Buon lavoro. Il secondo ministro che dovrà rimboccarsi le maniche alla grande è quel simpatico scontroso e umorale signore che risponde al nome di Renato Brunetta. Il nemico numero uno di Giulio Tremonti ha per le mani la gatta da pelare più complicata per i conti e per il profilo realmente rivoluzionario e riformista del governo Berlusconi IV. A Brunetta spetta il compito di intervenire sulla macchina pubblica nel Paese che ha proprio in casa dello Stato uno dei nodi che ne bloccano lo sviluppo, sia per costi che per lentezza e efficienza. Berlusconi promette da quindici anni la rivoluzione dello Stato, meno spesa pubblica, meno burocrazia, meno fannulloni e così via. E con queste promesse il centrodestra ha conquistato elettori in tutta Italia e soprattutto nel Nord, almeno quanto lo ha fatto con quelle di tagliare le tasse e di aumentare la sicurezza. Ecco, a Brunetta tocca adesso la sfida di farlo davvero. Avendo come punto di riferimento peraltro il precedente governo Berlusconi che tra il 2001 e il 2006 tutto fece tranne che ridurre la spesa pubblica (che aumentò a livelli di record) e intervenire sulla burocrazia e le inefficienze del pachiderma pubblico, fannulloni inclusi. Il pugnace Renato sarà decisamente messo alla prova. Vedremo.

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CONCORRENZA E... VELENI (sezione: Burocrazia)

( da "Azione, L'" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'AZIONE - Articoli - Concorrenza e... veleni CONCORRENZA E... VELENI "Il 40% del miele venduto nella nostra regione viene dall'estero!". Non ha dubbi, Anacleto De Luca, storico e pluripremiato apicoltore di Cison, alle prese pure lui con il difficile momento delle api, complicato, da qualche tempo, anche dalla concorrenza estera. Molti apicoltori sono tentati di smettere perché scoraggiati dalla concorrenza del prodotto che arriva da Cina, Brasile e paesi dell'est. "Il miele viene comprato dall'estero a 1,8/2 euro al kg - aggiunge De Luca - quando il nostrano è comprato all'ingrosso a 3 euro. Poi al pubblico si arriva a 7 euro al kg. Pochi sono gli apicoltori che vendono il miele direttamente, perché servono un laboratorio, una burocrazia. Meglio cederlo all'ingrosso. Anche se mi piacerebbe vedere dei controlli più severi su chi vende direttamente, per evitare il caso che si venda più di quanto si produce...". Oltre alla concorrenza, anche la moria... "è un problema serio, che va al di là delle api. Se le api muoiono, non è come qualcuno vorrebbe far credere solo un problema delle api. è giusto riflettere sul fatto che in certe zone (come ad esempio la Vallata) la mortalità è bassa, mentre invece dove ci sono coltivazioni intensive di altro tipo, per esempio vigneti o radicchio, è molto più alta. Forse bisognerebbe chiedersi se c'è una spiegazione. E se magari, oltre alle api, stessero male anche gli uomini... sarebbe interessante che qualcuno studiasse seriamente questo fenomeno". AT.

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TROPPI I PROBLEMI APERTI (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Avellino)" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'OPPOSIZIONE: DAI FONDI PER LA RICOSTRUZIONE AI PARCHEGGI, È TUTTO FERMO "Troppi i problemi aperti" Le tensioni nell'amministrazione comunale hanno - per ora - fermato le decisioni su una serie di provvedimenti. Le fibrillazioni che si stanno registrando, oramai da tre mesi, a Palazzo di Città "hanno messo in secondo piano tante importanti questioni", evidenzia il capogruppo di Alleanza Nazionale, Giovanni D'Ercole. "Il Piano strategico - spiega l'esponente An - è fermo al palo. Così come la differenziata, che non è mai entrata in funzione a dovere e e le modifiche annunciate non hanno ancora ricevuto l'approvazione dalla giunta comunale". Altro argomento è il teatro: "Nonostante gli annunci ancora non si capisce quale sia il futuro gestionale della struttura, dove, peraltro, non s'è provveduto ad integrare i due componenti del Consiglio di Amministrazione che si sono dimessi", accusa D'Ercole. Ed ancora, i nodi della Mobilità: "Nessuno rispetta più l'obbligo del pagamento dei parcheggi. Parimenti le targhe alterne. Gli incassi sono in crollo verticale, perchè mancano i controlli ed in tanti casi i parchimetri sono stati rimossi per i cantieri. Eppoi, c'è la questione incompiuta degli ausiliari del traffico. Da quattro anni se ne parla, ma nulla è stato fatto". Il capogruppo di Alleanza Nazionale punta, poi, i riflettori sui "fondi del post-terremoto. La ripartizione Cipe, che è passata tre mesi fa in Consiglio, è rimasta bloccata. E sono oscuri i motivi", spiega D'Ercole. E non sono pochi i proprietari e i costruttori in attesa dello stanziamento di quei fondi che rimangono "fermi" al Comune, dopo che era stato "sbandierato" il loro arrivo, per completare importanti opere ancora in corso nel processo di ricostruzione cittadina. Nell'elenco finiscono, inoltre, la "Città della Conoscenza", lo Statuto che non è stato modificato. Il tutto quando all'appello mancano tre assessori. "C'è una incredibile distonia - accusa D'Ercole - tra i problemi concreti che la gente si trova ad affrontare, con le tante urgenze della città di Avellino e l'alchimia nella quale si perde la ex-maggioranza di centrosinistra. Esiste una forma di drammatica contraddizione che è espressa dal fatto che mentre le persone vivono la tragedia dei rifiuti, sono intruppate nel trafico abnorme, nella burocrazia lenta, la politica sembra disinteressarsi perchè impegnata in una discussione che la gente non riesce a comprendere". "Noi abbiamo già presentato la nostra proposta elettorale su fatti concreti - conclude il rappresentante di Alleanza Nazionale -, che sicuramente riusciremo a realizzaere se i cittadini ci daranno il consenso in considerazione della compattezza della nostra coalizione".

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Oderzo NOSTRO SERVIZIO La (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

OderzoNOSTRO SERVIZIOLa sua speranza adesso è che la giustizia sia veloce nel fare il suo corso. Senza sconti per coloro che hanno ucciso suo padre e sua madre. Quanto alla presenza di un quarto uomo sulla scena dell'orribile uccisione di Guido e Lucia Pelliciardi, essa non cambia per Daniele Pelliciardi la sostanza delle cose. Per il figlio della coppia massacrata, almeno un pericolo è stato scongiurato: quello che i due assassini venissero rimessi in libertà per decorrenza dei termini, come purtroppo è accaduto di recente per altri casi. "Diciamo - commenta il figlio della coppia massacrata - che da tempo si sospettava che un quarto uomo avesse partecipato al delitto, dopo i due albanesi che hanno ucciso i miei genitori ed il rumeno che ha fornito le informazioni. A quanto ne so c'erano degli indizi che non combaciavano con la presenza di sole due persone, agli investigatori il quadro della situazione non compariva completo. Il fatto che adesso le prove confermino la presenza di questo quarto uomo avvalora il lavoro svolto dalle Forze dell'Ordine. Significa che esse hanno compiuto molto bene il loro lavoro, non lasciando sfuggire nulla". Tutto ciò per Daniele Pelliciardi rappresenta pur sempre una consolazione nel mare di dolore che ha dovuto affrontare in seguito alla morte di sua madre e suo padre. "Ho discusso dell'argomento con il mio avvocato - continua l'uomo - e mi auguro che adesso i giudici agiscano in modo celere, dato che le indagini sono chiuse, almeno per Stafa e Lleshi. In merito al quarto uomo (che dovrebbe rientrare fra la cerchia delle "conoscenze" di Stafa), bisogna vedere se si riuscirà ad individuare dov'è e ad arrestarlo. Penso che sia fuggito all'estero e non mi faccio illusioni su una sua cattura. Ma questo non dovrebbe andare a influire sul processo contro Stafa e Lleshi. Spero non saltino fuori cavilli legali, intoppi della burocrazia. Non deve accadere, come purtroppo è accaduto per altri casi recenti, che gli imputati vengano rimessi in libertà". Artur Lleshi nel frattempo è morto, impiccandosi nella sua cella del carcere "Due Palazzi" di Padova. L'assassinio dei suoi genitori ha provato duramente Daniele Pelliciardi. Egli ha dovuto cambiare lavoro: faceva la guardia giurata e non gli riusciva più di rimanere solo di notte. Daniele Pelliciardi ripone molta fiducia nel giudice Valeria Sanzari: "Non sono competente in queste materie - continua Pelliciardi - ma ho grande fiducia nella dottoressa Sanzari la quale, oltre ad essere una valida professionista e questo lo riconoscono tutti, è pure una persona di profonda umanità. Mi auguro che le cose si risolvano per luglio. Il risultato delle indagini è corposo, il mio avvocato m'ha riferito che sono circa un migliaio di pagine. Spero dimostrino, una volta per tutte, la colpevolezza di chi ha ucciso i miei genitori".Annalisa Fregonese.

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Il figlio: spero prendano pure lui e che non tornino subito liberi (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Da tempo si sospettava che un quarto uomo avesse partecipato al delitto. A quanto ne so c'erano degli indizi che secondo gli investigatori non combaciavano con la presenza di sole due persone. Il fatto che ora le prove confermino la presenza di questo quarto uomo avvalora il lavoro svolto dagli investigatori, che non si sono lasciati sfuggire nulla". Così Daniele Pelliciardi, figlio delle due vittime ha commentato la chiusura delle indagini: "Spero che per il processo - ha aggiunto - non saltino fuori cavilli legali, intoppi della burocrazia. Non deve accadere, come purtroppo è accaduto per altri casi recenti, che gli imputati vengano rimessi in libertà".Fregonesea pagina 6.

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FIGLIULO: AZIONE ANTICRISI BIPARTISAN (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Figliulo: azione anticrisi bipartisan Non esita ad aspettarsi un impegno dal nuovo governo, dal neo ministro Carfagna al "quasi" sottosegretario Cirielli, Michele Figliulo. "Si tratta di lavorare per il sud, per spendere al meglio i residui fondi europei, per mettere mano alle riforme che alleggeriscano il peso della burocrazia sulle imprese", spiega il coordinatore provinciale del Pd. E si rivolge a Cirielli chiedendogli sostanzialmente di vigilare sull'attuazione del federalismo: "Ho letto la proposta della Lega e si prospettano tempi ancor più bui per il Mezzogiorno se quel progetto venisse attuato nella sua interezza". Cirielli lo rassicura e condivide la preoccupazione per il peso della burocrazia. Figliulo ricorda il nuovo ministero per la semplificazione legislativa (e però non nomina mai il titolare Calderoli). Cirielli richiama le parole di Figliulo: "Vedo che concordiamo su molta parte della lettura delle difficoltà in cui ci dibattiamo oggi". E poi si compiace per come "la conclusione della corsa alla poltrona di sindaco a Valva (il paese di Figliulo, ndr), che dopo 40 anni è stata vinta da An sulle sinistre, non abbia fatto velo al dialogo bipartisan".

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A Padova non si investe: <Gli stranieri ci snobbano> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

A Padova non si investe: "Gli stranieri ci snobbano" Non è ripresa vera, ma insomma... Abbastanza buono il quadro tracciato ieri dalla Camera di commercio in occasione della giornata dell'Economia. Ma c'è una grave nota dolente: gli investimenti a Padova di operatori esteri sono appena il 6\% rispetto al resto del Veneto (a Verona è andato il 55,5\%, a Treviso il 23,7\%, a Vicenza l'11,6\%). "E' un dato preoccupante. Dobbiamo chiederci perchè la provincia di Padova non ha capacità di attrazione: non sono adeguate - si è chiesto Chiesa - le aree produttive? I trasporti? O è la burocrazia che blocca il percorso di crescita? Circa la capacità di spostamento, Padova occupa nel 2007 la prima posizione nel Veneto per l'insieme delle infrastrutture di servizio. Eppure...A pagina II.

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<Investimenti, gli stranieri ci snobbano> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Investimenti, gli stranieri ci snobbano" Solo il 6\% rispetto al resto del Veneto: gli operatori stranieri preferiscono Verona (55\%) o Treviso (23,7\%) (F.C.) Per camminare, cammina ma l'incedere rallenta. Lo stato di salute dell'economia padovana è buono, ma non troppo. Nel mercato del lavoro si registra una crescita complessiva dell'occupazione più alta rispetto al Veneto, soprattutto per l'incremento registrato dalle attività terziarie. Segno positivo per i servizi e le costruzioni, in calo il numero delle imprese manifatturiere, e questo in conseguenza della flessione nella metalmeccanica, nella chimica e del legno-mobile. Stazionario il comparto artigiano. Aumentano le imprese a prevalente partecipazione femminile con una crescita superiore al Veneto e all'Italia, e le imprese con titolari o soci stranieri (soprattutto cinesi e romeni), si riducono invece le aziende costituite da giovani al di sotto dei 29 anni, ma il fenomeno si rileva pure nel Veneto.In ascesa l'export che agguanta il valore più elevato dell'ultimo decennio, in particolare rivolto ai mercati asiatici (con un aumento delle vendite verso Cina e India), arretramento invece nei confronti dei mercati americani (Usa, ma anche Canada e Messico). Metalmeccanica, sistema moda, legno-mobile e chimica sono le voci merceologiche più dinamiche. Le destinazioni europee rimangono ancora quelle prevalenti (76\% del totale delle vendite all'estero) con aumenti che interessano in particolare i paesi dell'area centro-orientale e soprattutto la Russia (per la forte crescita di metalmeccanica, mobile, abbigliamento e calzature)."L'andamento del 2007 è stato nel complesso positivo, anche se nella seconda parte dell'anno sono emersi alcuni segnali di preoccupazione, conseguenza dei fattori di instabilità che hanno compromesso le prospettive sia per l'Italia sia per gran parte dell'Europa", ha tirato le somme Gianfranco Chiesa ieri, "VI Giornata dell'economia", celebrata in contemporanea a livello nazionale in tutte le Camere di Commercio d'Italia e occasione per tracciare le prospettive padovane per il triennio 2008-2011, così come ipotizzate da Unioncamere. Una tendenza in chiaro-scuro: "Prevediamo le seguenti variazioni, confrontate con i risultati conseguiti nel biennio 2005-2007: la crescita del valore aggiunto e quindi della ricchezza prodotta a livello provinciale, passerà dal +1,5 al +1,1\%, la quota delle esportazioni sul valore aggiunto dal 28,8 al 30,8\%, l'occupazione calerà dal +1,2 al +0,9\%, il tasso di occupazione salirà dal 45,3 al 46,7\%, il tasso di disoccupazione dal 3,2 al 2,7\%".Nota dolente, gli investimenti a Padova di operatori esteri: il 6\% rispetto al resto del Veneto (a Verona è andato il 55,5\%, a Treviso il 23,7\%, a Vicenza l'11,6\%). "E' un dato preoccupante. Dobbiamo chiederci perchè la provincia di Padova non ha capacità di attrazione: non sono adeguate - si è chiesto Chiesa - le aree produttive? I trasporti? O è la burocrazia che blocca il percorso di crescita? Circa la capacità di spostamento, Padova occupa nel 2007 la prima posizione nel Veneto per l'insieme delle infrastrutture di servizio e la seconda posizione per dotazione della rete ferroviaria ed energetica (dopo Venezia). Invece quanto ad infrastrutture stradali, Padova viene preceduta da Verona, Treviso e Vicenza. "Qui si tratta di rafforzare il primato nei servizi: con l'Università, le strutture sanitarie, le telecomunicazioni riteniamo di essere ancora vincenti e dobbiamo utilizzarle proprio per coprire il deficit di capacità di attrazione di investimenti dall'estero", ha chiuso Chiesa. Per Giovanni Costa, professore ordinario alla facoltà di Economia, "ormai le previsioni di crescita, per essere valide, devono essere aggiornate a scadenza ravvicinata, se non quotidiana".

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Ridurre la burocrazia e i costi per combattere la crescita zero (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

La Giornata dell'economia in Camera di commercio Ridurre la burocrazia e i costi per combattere la crescita zero Il federalismo fiscale darebbe ossigeno al Veneto Meno burocrazia, più rapidità, più efficienza, meno costi: perché c'è da rimettere in moto un'economia ferma alla "crescita a zero". Che comunque in Polesine ha le potenzialità per ripartire presto, attraverso i minori costi immobiliari per i nuovi insediamenti, e attraverso le nuove infrastrutture stradali e le vie d'acqua navigabili. A cominciare dal Po, da riscoprire come risorsa e da dimenticare come "questione", che tuttavia ha bisogno per essere risolta di essere considerata a livello nazionale ed europeo: un obiettivo che se fosse raggiunto, farebbe scoprire al Polesine di essere al centro dell'area produttiva-industriale più importante d'Europa.A Rovigo la sesta Giornata dell'economia ha ragionato sullo stato e sulle prospettive del sistema locale, riunendo in Camera di commercio la classe imprenditoriale in platea, e al tavolo dei relatori il presidente del Consiglio regionale del Veneto Marino Finozzi, il direttore di Unioncamere Veneto Gian Angelo Bellati, il professore di Diritto costituzionale dell'università di Padova Luca Antonini e lo studioso di Economia politica Edoardo Panizza, responsabile marketing del Cantone dei Grigioni e della Regione svizzera della Mesolcina, intorno al tema "Federalismo e competitività del territorio".Se il Polesine ha chiuso il 2007 con saldi negativi sia nel numero delle imprese registrate all'anagrafe camerale (meno 0,7 per cento), sia nel numero degli occupati (meno duemila unità rispetto al 2006), pagando così la congiuntura economica sfavorevole, nel 2008 è ora di realizzare gli investimenti sui fattori di base, sulle infrastrutture. E poi di rispondere alla domanda: quale rapporto intercorre tra sviluppo e un assetto federalista?Il presidente della Camera di commercio di Rovigo Loredano Zampini, nella relazione sull'economia polesana e sulle prospettive nel 2008, ha affermato davanti alle autorità civili e militari e agli onorevoli Luca Bellotti ed Emanuela Munerato, che alla politica spetta ora il compito di avviare le riforme necessarie all'economia. Che chiede meno oneri finanziari, burocratici, minori costi dell'energia, per affrontare la competitività globale.Tra i relatori è intervenuto anche il direttore di Unioncamere Veneto Gian Angelo Bellati, che dall'Osservatorio regionale sul federalismo e la finanza pubblica, ha proposto "idee e numeri" in tema di federalismo fiscale, per il programma di lavoro del nuovo governo Berlusconi. Tra questi, ha lasciato anche un appunto. Il Veneto è tra le sei Regioni italiane su venti a evidenziare un residuo fiscale positivo: il saldo, cioè, tra entrate fiscali e spese, che è pari a un attivo di 2.513 euro per residente (dati 2003).Supponendo che il federalismo fiscale lasciasse al Veneto l'autonomia di trattenere l'intero "residuo fiscale", le amministrazioni locali aumenterebbero del 58 per cento la loro disponibilità di spesa, a parità di entrate e al netto degli interessi passivi sulle voci "in uscita". Quanto e come cambierebbe la vita locale se raddoppiasse la capacità di spesa delle amministrazioni?Nicola Astolfi.

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GOVERNO: BONAIUTI, MENO TASSE E BUROCRAZIA (sezione: Burocrazia)

( da "ADN Kronos" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA Portofino (Genova), 10 mag. - (Adnkronos) - ''Tagliare le tasse sulle cose utili e semplificare la burocrazia per risolvere i grandi problemi del paese''. E' la ricetta indicata dal sottosegretario in pectore alla presidenza del consiglio con delega alla Comunicazione, Paolo Bonaiuti, oggi a margine del convegno ''Are you my Televisionary?'', organizzato dalla Ericsson all'Hotel Splendid di Portofino (Genova).

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10/05/2008 16:47 GOVERNO: BONAIUTI, MENO TASSE E BUROCRAZIA (sezione: Burocrazia)

( da "ITnews.it" del 10-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Portofino (Genova), 10 mag. - (Adnkronos) - ''Tagliare le tasse sulle cose utili e semplificare la burocrazia per risolvere i grandi problemi del paese''. E' la ricetta indicata dal sottosegretario in pectore alla presidenza del consiglio con delega alla Comunicazione, Paolo Bonaiuti, oggi a margine del convegno ''Are you my Televisionary?'', organizzato dalla Ericsson all'Hotel Splendid di Portofino (Genova).

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