HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
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DOSSIER “BUROCRAZIA” |
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tARTICOLI DEL 10-4-2008 #TOP
<Sostegno
alle imprese> Appello ai candidati
( da "Gazzetta
di Parma, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è ancora troppa burocrazia" Lunardini: "Non penalizzate le pmi" CONFINDUSTRIA E.R. ARTONI: "SIAMO UNA REGIONE STRATEGICA" "Sostegno alle imprese" Appello ai candidati BOLOGNA Buia: "C'è ancora troppa burocrazia" Lunardini: "Non penalizzate le pmi" Giorgia Chicarella II "Non dimenticatevi di noi" è il messaggio lanciato da Confindustria Emilia Romagna nella "
Le
tasse frenano la tecnologia ( da "Cittadino, Il"
del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Italia pesano soprattutto il fardello della burocrazia, delle tasse (123) e la bassa priorità data dal governo alle Ict. In pratica ci sono solo tre o quattro paesi al mondo che sul fronte dell'Itc hanno una burocrazia peggiore e tasse più alte. Ma i primati non sono solo negativi. I migliori risultati sono ottenuti dall'Italia per il basso costo delle chiamate di telefonia mobile (
La
Casa Bianca pensa al Manhattan Project dell'IT
( da "Punto
Informatico" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Bush ha garantito 150 milioni di dollari all'iniziativa per la difesa delle infrastrutture cibernetiche, e altri 192 milioni dovrebbero arrivare per il 2009. Soldi che potrebbero alimentare i mille rivoli della burocrazia della sicurezza USA, che ha già portato al fallimento dei lavori sull'altrettanto grandioso e ambizioso progetto ADVISE. Alfonso Maruccia.
I
dirigenti frenano il Comune ( da "Citta' di Salerno, La"
del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: In questo contesto si inserisce anche una dura reprimenda del sindaco Gianpaolo Mazzola nei confronti della burocrazia cittadina. Sotto accusa sono finiti i capi settore, ovvero i responsabili delle U.O.C, le unitá operative complesse. Il primo cittadino ha evidenziato l'atteggiamento poco collaborativo della macchina amministrativa che frenerebbe la crescita della cittá.
Baldovin
punta sul turismo ( da "Corriere delle Alpi"
del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Irrinunciabile è la riduzione della burocrazia, che soffoca soprattutto gli artigiani e i liberi professionisti: "Le tasse ci soffocano e anche se viviamo decentemente non avanza più niente". Uno degli strumenti per cambiare le cose è il federalismo fiscale: "La sensazione è che stavolta la Lega prenderà tanti voti, per noi è l'ultima spiaggia perché conteremo molto al Senato ed è un'
Tasse
e carte frenano l'innovazione ( da "Giornale di Brescia"
del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Italia pesano soprattutto il fardello della burocrazia, delle tasse e la bassa priorità data dal Governo alle Ict. In pratica ci sono solo tre o quattro Paesi al mondo che sul fronte dell'Itc hanno una burocrazia peggiore e tasse più alte. Ma i primati non sono solo negativi. I migliori risultati sono ottenuti dall'Italia per il basso costo delle chiamate di telefonia mobile (
Detrazioni
fiscali: scontrini parlanti dei farmaci
( da "Giornale
di Brescia" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: LETTERE BUROCRAZIA Detrazioni fiscali: scontrini parlanti dei farmaci Alcune sere fa la trasmissione "Mi Manda Rai 3" si è occupata degli scontrini parlanti dei farmaci, indispensabili ai cittadini per ottenere la detrazione fiscale. Per interloquire con i cittadini intervenuti, sono stati invitati in trasmissione i rappresentanti di Federfarma e dell'
Confartigianato:
Rivedere la mobilità cittadina ( da "Giornale di Brescia"
del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: in quanto esigenza fondamentale e non più eludibile Con questo spirito, Confartigianato sollecita poche ma essenziali riforme culturali ed economiche: valorizzare il ruolo della micro e piccola impresa; liberare l'impresa dalla burocrazia; superare la contrapposizione tra lavoro dipendente e lavoro indipendente.
Una
campagna a velocità supersonica per il leader autonomista
( da "MF
Sicilia" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: una semplificazione della burocrazia, una nuova strategia per la sanità e un piano energetico". Ma anche la firma del decreto sul decentramento delle funzioni regionali. Nessun sbilanciamento sulla composizione della giunta: "Lo vedremo a tempo debito"; ma un punto è sicuro, "pretenderemo tutti insieme un alto livello di competenza e capacità".
Sono
pronto a fare il ministro per portare a Roma il mio Veneto
( da "Italia
Oggi" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Sembrava uno dei tanti imprenditori che quotidianamente finiscono nel pantano della burocrazia italiana. Di imprenditore, in effetti, si trattava, ma non di uno qualsiasi. E soprattutto non di uno che si trovava in difficoltà. Era Luca Cordero di Montezemolo, che in quel modo ha deciso di prendere in giro il candidato shock dell'imprenditoria italiana.
Ambiente
e territorio, meno burocrazia ( da "Italia Oggi"
del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: meno burocrazia Meno burocrazia e leggi più chiare. Incentivi e credito agevolato per l'organizzazione e l'innovazione degli studi professionali, in particolare per quelli rivolti ai mercati internazionali. E sempre sul fronte dell'internazionalizzazione, Ice e ministero degli esteri devono sostenere l'ingegno italiano oltre i confini.
Contratti,
montezemolo ai sindacati "possibili anche accordi separati" - marco
marozzi ( da "Repubblica, La"
del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: salari e straordinari su cui abbassare le tasse, sull'inefficienza e i costi della burocrazia hanno fatto da spina dorsale a un ragionamento sul perché l'Ocse dipinga un quadro nerissimo dell'Italia e insieme si assista ad un "grande successo del nostro export". "Superiore alla media Ue, il doppio della Spagna" dice Montezemolo, alla sua 21.
Schiavon
e buso interrogati dagli artigiani
( da "Mattino
di Padova, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: snellire la burocrazia, in accordo su quest'ultimo punto con Buso, che ha in programma la revisione della tassa per l'occupazione del suolo pubblico, tra le più alte del circondario. In materia di viabilità Buso ha promesso un nuovo Piano urbano della mobilità e di mettere in campo tutti gli strumenti necessari perché il completamento del Gra di Padova si allarghi verso il Veneziano;
"rom,
burocrazia e case popolari mi farò valere col nuovo governo" - paolo g.
brera ( da "Repubblica, La"
del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia e case popolari mi farò valere col nuovo governo" La ricetta di Alemanno, candidato sindaco del Pdl è l'effetto di una scarsa attenzione per i luoghi di confronto: così i partiti finiscono per eccedere Che orrori San Cosimato modernista, l'ascensore dell'Altare della Patria e i tubi del Colosseo "Il buco nella sanità non è solo colpa di Storace e al ballottaggio faremo
<La
Rai chiede i soldi del canone tv a un morto>
( da "Secolo
XIX, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La storia di ordinaria burocrazia coinvolge una famiglia di Varese Ligure. A sette anni dalla morte del capofamiglia, N. V., la televisione pubblica continua a inviare a casa della vedova i bollettini di pagamento del canone, anzi ne manda due: il primo intestato al defunto e il secondo alla donna, subentrata al marito nell'intestazione dell'abbonamento.
Sportello
unico per tagliare la burocrazia alle imprese
( da "Nuova
Venezia, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: OPERATIVO TRA UN PAIO DI MESI IN MUNICIPIO Sportello unico per tagliare la burocrazia alle imprese CHIOGGIA. Apre lo sportello unico per le attività produttive (Suap). La giunta ha deciso di semplificare l'iter per l'apertura di nuove attività o per la trasformazione delle esistenti unificando in un solo sportello la presentazione di tutte le domande necessarie.
Il
ruolo dei burocrati nel voto di scambio - mario centorrino
( da "Repubblica,
La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La ricerca del consenso di queste ultime settimane dimostra il legame inestricabile che lega la burocrazia alla politica. Una buona quota del voto clientelare e del voto di scambio nasce da questo legame. Quasi la burocrazia non fosse un sistema neutrale al quale adire sulla base di diritti e regole. Ma piuttosto una gigantesca protesi di alcuni schieramenti politici;
La
francia vuole copiarci il cnao ( da "Provincia Pavese, La"
del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Tutto il ciclo dura due secondi. Il trattamento 3 minuti. Il Cnao conta di trattare il primo paziente a fine anno, al massimo all'inizio del 2009 se la burocrazia - con autorizzazioni che spettano a Comune, Provincia, Asl - dovesse rallentare le pratiche. (m.g.p.).
Pagina
III - Palermo Misure fiscali che agevolano le imprese che si impegnano a non
avere collusioni... ( da "Repubblica, La"
del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Approvare una legge sui "tempi certi" della burocrazia. Favorire i servizi on-line. Prima del Ponte sullo Stretto, sostenere una mobilità interna efficiente e una valida rete ferroviaria. Un piano rifiuti imperniato sulla raccolta differenziata, con la realizzazione di termovalorizzatori a bassissimo impatto ambientale.
Pagina
XIII - Palermo E d è assolutamente causale l'ascesa al Parlamento di eccellenti
pseudo sindac... ( da "Repubblica, La"
del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ci vengono subito in mente modelli di interazione tra burocrazia e politica che non riguardano solo la fase procedimentale ma la preparazione e la predisposizione dell'affare stesso. Come si riflette tutto questo nella competizione elettorale? Il politico rinnova il suo legame con l'apparato burocratico, in qualche caso inserendo sue componenti nella lista dei candidati.
Damiano:
fvg orientato allo sviluppo tesini: ora snelliremo la burocrazia
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Fvg orientato allo sviluppo Tesini: ora snelliremo la burocrazia PALMANOVA. Il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, promuove i cinque anni di governo di Riccardo Illy. Due i risultati messi a segno per il ministro: "collocare il Friuli Vg alla testa dello sviluppo" e "testimoniare gli elementi di crescita ed equità sociale che sono indispensabili".
Convocata
per un rimborso Ilor Ma Roma ha bloccato la pratica
( da "Provincia
di Cremona, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: le ripeto in questa sede ciò che le ho detto ieri pomeriggio al telefono: la burocrazia in questo Paese a volte è folle. Voglio dire: lei non ha chiesto alcun rimborso, l'Agenzia delle entrate le scrive che le è dovuto per un "affaire" del 1994 ? cioè di 14 anni fa! ? eppoi da Roma, giusto un anno fa, le comunicano che la cifra è "bloccata".
La
casa parrocchiale è congelata dalla burocrazia
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: zona pastorale del Breg" La casa parrocchiale è "congelata" dalla burocrazia La parrocchia di S. Ulderico di San Dorligo della Valle è una delle più antiche della diocesi ed un tempo era un importante decanato comprendente più di quaranta comunità; attualmente raccoglie circa 1700 fedeli, comprese le frazioni di Crogole, Brce e Prebenico.
L'ex
ministro Tiziano Treu 'Alleanza impresa e lavoro'
( da "Provincia
di Cremona, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: liberarle dalla burocrazia e incentivare quelle che innovano. Subito dopo, riprendendo l'input dato da Cinzia Fontana, la formazione: "L'Italia deve puntare sulla scuola. Anche la Lombardia ha una dispersione scolastica molto alta. Dobbiamo puntare ad avere tutti diplomati e a incrementare la quota percentuale di laureati.
L'asl
vuole snellire la burocrazia e facilitare l'accesso
( da "Nuova
Sardegna, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Asl vuole
snellire la burocrazia e facilitare l'accesso ORISTANO. L'Asl
Esercenti
a illy e tondo: bar aperti 24 ore
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: bar aperti 24 ore Meno burocrazia per le ristrutturazioni. Flessibilità sulle norme anti-rumore La possibilità di tenere aperto 24 ore su 24, il ripristino degli obblighi formativi per chi vuole aprire un locale, l'esposizione solo all'interno - seppure visibile anche all'esterno - del listino prezzi e un po' di flessibilità nell'applicazione delle norme sull'
La
satira di reggiani "rido sui mali d'amore"
( da "Repubblica,
La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: pressione fiscale, sprechi di denaro pubblico, precariato, burocrazia kafkiana, ambiente. Disagi ed incertezze creano interrogativi al cittadino che si trova impotente rispetto ad un mondo che cambia in maniera troppo veloce. Né capi né code è fatto di brevi monologhi, folgoranti dialoghi, irresistibili atti unici.
Il
pericolo maggiore è la lega di bossi - alfredo franchini
( da "Nuova
Sardegna, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Purtroppo la nostra capacità di decisione e di attuazione è inadeguata: la burocrazia e quella che è, e altrettanto si deve dire del carico di leggi e di vincoli. La nostra proposta è d'intervenire sciogliendo lacci, tagliando leggi. E aggiungo: evitando di introdurne di nuove prima di essersi assicurati che non esistano già.
Tondo:
friuli più forte se vince il centro-destra
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Non credo che il problema sia creare una burocrazia friulana che consenta ai cittadino di avere i documenti tradotti, ma gestire alla friulana: meno liste d'attesa, amministrazione efficace. La nostra proposta non è quella di percorrere la strada di Illy o del centro-sinistra ma fare in modo che Udine inizi un percorso che la porti a essere davvero capitale.
Ma
è giustizia o solo burocrazia giudiziaria?
( da "Giornale
di Vicenza, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: DETENUTI Ma è giustizia o solo burocrazia giudiziaria? Paolo Mele senior avvocato penalista Un tempo si diceva che "la Giustizia è lenta ed inesorabile". Un tempo risalente a un lontanissimo passato di cui si è persa memoria, salvo non voler rimettere tale assioma ad un'eventuale è forse più credibile aspettativa ultraterrena.
Donne
in campo per sostenere il volontariato
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: A livello locale il Comitato avanza da tempo richieste all'Asl di "uno snellimento della burocrazia, un'informazione chiara e diretta su diritti e agevolazioni. Mancano corsie preferenziali per le situazioni acute e urgenti". A supplire a queste mancanze è spesso il volontariato: "A Milano ho scoperto l'importanza di strutture che accolgono i genitori di bambini in cura.
E
ora alzare le pensioni che sono troppo basse
( da "Giornale
di Vicenza, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che liberino le energie vitali dai pesi della burocrazia, delle rendite e della spesa parassitaria, che le aiutino a innovare. Un ministro può essere utile, ma lo è di più la coerenza delle politiche. Da candidato in Lombardia, le tocca il caso Alitalia-Malpensa, diventato materia di campagna elettorale.
Bertha
Bayon: stranieri ma non sudditi ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: snellimento della burocrazia nei rinnovi dei permessi e ricongiungimenti familiari; accompagnamento alla famiglia immigrata in difficoltà nel ricostruire la sua identità, grazie alla creazione di gruppi di sostegno misti, costituiti da italiani e stranieri; la relazione tra genitori italiani e non per promuovere confronto e condivisone di valori,
Ai
sindaci autonomia e più fiducia ( da "Giornale di Vicenza, Il"
del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: non ha pari in altri paesi europei, dove la parola "burocrazia" significa poche norme chiare, e non tante norme ambigue come accade di questi tempi in Italia". Tempi in cui è richiesta più flessibilità anche in ambito pubblico, dove "si continua ad assumere "oves et boves" che poi, producano o no, sempre lì bisogna tenerli.
Essendo
impegnato, con semplici ruoli, nel sindacato dei Pensionati Cisl, ho steso un
appello al can ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: - Meno burocrazia. Le elezioni sono sempre un grande atto di democrazia, ma lo sarebbe di più, se gli elettori fossero chiamati ad eleggere i propri rappresentanti e non vederseli imposti dall'alto. A chi rispondono gli eletti, non certo agli elettori.
Gli
sportelli unici? Esistono sulla carta <Tre mesi per aprire un'azienda>
( da "Libertà"
del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: individualmente affrontato tanti pezzetti di burocrazia". Concorda il direttore della Cna, Giovanni Ambroggi. "I tempi di una pratica normale? Va da azienda ad azienda, servono anche due o tre mesi". E altri ostacoli sono le richieste reiterate di documentazioni ad un'impresa, per esempio in occasione di appalti, che potrebbero essere evitate se i comuni fossero connessi tra loro.
Cinque
candidati in lizza. Spuntano Andrisano e Fantini
( da "Resto
del Carlino, Il (Modena)" del
10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: INFINE la lotta alla burocrazia. "I docenti perdono troppo tempo, sono sempre più impegnati in 'pratiche impiegatizie' che non li riguardano come procedure, bandi assegnazione per le borse di studio. E' necessario potenziare l'ufficio ricerche che già lavora bene e molto, ma che deve essere ampliato.
Giallo
delle telefonate: <Mi chiamo Tarik>
( da "Resto
del Carlino, Il (Ravenna)" del
10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: alla Farnesina è uno dei tanti che sembrano perdersi nella burocrazia delle competenze: "Siamo in costante contatto con l'ambasciata di Ankara", affermano i funzionari del Digit. Ma quelle telefonate strane fanno alzare improvvisamente l'attenzione anche al ministero degli Esteri, facendo dire alla contessa: "Se mi chiedono un riscatto per mia figlia, almeno sono sicura che è viva"
MILANO
DA DUE GIORNI un turco chiama il cellulare di Elena Manzo
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: alla Farnesina è uno dei tanti che sembrano perdersi nella burocrazia delle competenze: "Siamo in costante contatto con l'ambasciata di Ankara", affermano i funzionari del Digit. Ma quelle telefonate strane fanno alzare improvvisamente l'attenzione anche al ministero degli Esteri, facendo dire alla contessa: "Se mi chiedono un riscatto per mia figlia, almeno sono sicura che è viva"
Sul
ponte dei sospiri si può circolare
( da "Nuova
Ferrara, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: mare della burocrazia, c'era rimasta la rimozione dei blocchi di cemento all'ingresso del ponte e l'installazione della segnaletica stradale verticale e orizzontale. Tutto ciò è stato fatto ieri mattina. "Avevo avuto rassicurazione - precisa il vice sindaco di Argenta Antonio Fiorentini che l'altro giorno si è interessato di questa annosa vicenda con una telefonata rassicurante -
Medici
di base, in cura anche i morti ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: disagio sono soprattutto i medici di famiglia che si sentono vittime del cattivo funzionamento della burocrazia. Per l'Usl 9 è una operazione ordinaria di revisione delle liste. "Si tratta di una revisione periodica - spiega la direzione sanitaria guidata da Pierpaolo Faronato - in un'anagrafe di 400 mila assistiti possono accadere errori spesso determinati anche da casi di omonimia.
Tanto
rumore per uno squillo di telefono Giallo comico (con bomba) fra barricate di
scartoffie ( da "Libertà"
del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: corna e burocrazia. E' un storia che si prende allegramente gioco di tutto ciò, con molta ironia e tanto spasso. Un teatrino vivido e colorito di macchiette grottesche e paradossali, una farsa di dispetti, favori, minacce e intrighi, insomma tutta pasticciacci, equivoci e imbrogli, nella saporosa e gagliarda parlata sicula,
Di
BRUNO CANCELLIERI TUTTA AZIENDA, Assindustria e famiglia, la nuova presiden
( da "Resto
del Carlino, Il (R. Emilia)" del
10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la nuova presidente dei giovani reggiani di Assindustria, Giorgia Iasoni, chiede ai politici meno burocrazia; auspica un grande pragmatismo da parte degli industriali che sempre più frequentemente entrano in politica. Adora la cultura d'impresa e crede che la Cina sia un paese interessante da sviluppare. Punta tanto, ovviamente, sui giovani.
La
burocrazia blocca il museo archeologico
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Provincia di Cagliari Pagina 1039 Selargius Sorgerà nelle ex Carceri aragonesi La burocrazia blocca il museo archeologico Selargius. Sorgerà nelle ex Carceri aragonesi --> Slitta l'apertura del museo archeologico. Per poter ammirare i reperti emersi dai villaggi nuragici del territorio, bisognerà aspettare ancora un bel po'.
La
politica col fil di ferro ( da "Unita, L'"
del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Lotta senza quartiere alla burocrazia che complica invece di aiutare la vita. Semplificazione radicale per le piccole e piccolissime imprese (ad esempio con l'imposta secca del 20% fino a 50 mila euro di fatturato). Più telemedicina e meno liste d'attesa. Severi contro il crimine e i criminali.
Serrata
contro i ritardi del nuovo porto ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: una burocrazia ingarbugliata e rimandi di responsabilità tra un'amministrazione e l'altra resta ancora un'incompiuta. Nella sala del Comune, ieri mattina, era presente anche il presidente del Consiglio provinciale, Enrico Piras. "Forse bisognava approfittare del G8 e allacciarsi alla procedura d'urgenza anche per il nostro porto.
<
Per far ripartire il Paese non basta un buon governo>
( da "Giornale.it,
Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: perché il grosso del Pil viene dalla domanda interna, al palo per l'inefficienza di burocrazia, scuola, giustizia, sicurezza. Lo sappia il prossimo governo, o il declino diverrà certezza: "Il tempo dello stellone italiano è finito". E lo capisca anche il sindacato: "Bisogna legare salario a produttività. E il contratto nazionale non basta più.
Faremo
ripartire l'italia ( da "Tirreno, Il"
del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Lucca Faremo ripartire l'Italia Meno vincoli e burocrazia per tornare a crescere MARCUCCI Miglioreremo la viabilità LUCCA. "Il primo dei problemi dell'Italia è che da troppi anni cresciamo poco e comunque meno degli altri. In 15 anni abbiamo perso 11 punti di Pil, non possiamo più permettercelo".
Un
parco tra le terme di S. Mariaquas
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Saranno realizzati servizi e sottoservizi per accogliere espositori, ma anche per liberare il boschetto degli eucalipti, il perimetro del santuario diocesano, della sala congressi, del lavatoio e dell'anfiteatro, da polvere, pozzanghere ed erbacce. "Burocrazia permettendo- dicono in Comune- i lavori verranno assegnati entro l'anno". (s.r.).
Questioni
territoriali / 2 ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ottusità della burocrazia e che spesso finisce nel rancore verso lo Stato e verso la politica, ma che si sviluppa in modi differenti e resta alla ricerca di uno sbocco conclusivo. Il fatto stesso che che non si parli più di triangolo industriale ma del Nord-Ovest e del Nord-Est segnala unarealtàormaicomposita, chenonhatro-vatounnuovocentroenellaqualeproces-
Gli
occhi incontrano l'oscurità ( da "Corriere della Sera"
del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma è trattenuta da qualcosa di più energico di un motore: la forza oscura e tenace, irriflessiva e ottusa della burocrazia di frontiera. La notte è scesa senza che i viaggiatori se ne accorgessero. Fuori non si sentono che i passi dei soldati. Fa caldo nel vagone sprangato. Con Amara viaggiano due uomini e una giovane madre che tiene in braccio una neonata.
Marcegaglia:
il pubblico frena lo sviluppo ( da "Corriere della Sera"
del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: il pubblico frena lo sviluppo Lo Stato e la burocrazia in Italia bloccano le riforme e frenano l'economia. Lo dice Emma Marcegaglia (nella foto), presidente di Confindustria, in due interviste pubblicate ieri dai quotidiani El PaÍs e Le Figaro. "L'Italia dovrebbe imitare il modello spagnolo nell'amministrazione pubblica perché costa meno".
Politica
e lobby frenano la crescita ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ha spiegato ieri la Marcegaglia a "Le Figaro" - e una burocrazia che ci costa un mezzo punto di crescita all'anno". Con uno Stato che "controlla o protegge " troppi settori chiave: l'energia,i trasporti,i servizi alle collettività locali, quello che serve è una nuova stagione di privatizzazioni "per ridurre al massimo il perimetro del settore pubblico".
<Sud
credibile per lo sviluppo ( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: completamento della rete infrastrutturale, fiscalità territoriale, energia ed eccesso di burocrazia. L'incontro che ieri il responsabile per il Mezzogiorno di Forza Italia Raffaele Fitto ha avuto con gli imprenditori di Confindustria Bari ha ripercorso a grandi linee i temi analizzati la scorsa settimana con il vice premier Massimo D'Alema.
L
'Italia ( da "Corriere della Sera"
del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma se si allarga lo sguardo alla burocrazia, al fisco, all'atteggiamento dell'amministrazione pubblica (ma anche di molte aziende private), allora precipitiamo negli abissi delle nazioni tecnologicamente più primitive. Così racconta l'edizione 2007-2008 del Global Information Technology Report elaborato dal World Economic Forum (Wef) di Ginevra.
Interventi
e Repliche ( da "Corriere della Sera"
del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: taglieremo la terrificante burocrazia della macchina pubblica italiana e aumenteremo il numero dei ricercatori, poi introdurremo davvero meritocrazia e valutazione. Pensiamo di meritarcelo e aspettiamo con fiducia, facendo il nostro dovere. Giovanni Fabrizio Bignami Astrofisico, presidente dell'Agenzia spaziale italiana e accademico dei Lincei La nomina degli scrutatori Non sono d'
Una
sfida difficile, ma possibile. Francesco Soro, coordinatore della Lista civica
per Rutelli, ha d ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)"
del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Chi meglio di un imprenditore può impegnarsi contro i ritardi della burocrazia? Chi meglio di una lavoratrice può battersi per ottenere aiuti e servizi per le famiglie? E chi meglio di un cittadino può battere i pugni sul tavolo per ottenere più sicurezza?". Quali sono i progetti della passata amministrazione che vanno riproposti, e quali modificati?
QAncona
UANDO Quando gli enti pubblici e quelli che vivono con soldi pubblici fan
( da "Messaggero,
Il (Ancona)" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: si soffoca per la polvere della burocrazia, ma anche portatrici, per la loro parte, di semi di novità. E' il caso del coraggioso esperimento di Primavera scena, la rassegna - presentata nei dettagli nell'edizione di ieri - che condurrà ad Ancona, tra la fine di aprile e la metà di giugno, mostri sacri del nuovo teatro italiano, come la Societas Raffaello Sanzio e Antonio Latella.
ElezioniInBreve
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dalle tasse all'immigrazione clandestina, dall'importanza della famiglia all'eccessiva burocrazia per le aziende. "Il programma del Pdl - ha sottolineato l'onorevole Germontani - dà risposte concrete e precise ai problemi che quotidianamente ci vengono sottoposti dai cittadini ". MONTECCHIO Elvio Ubaldi al Conte Verde Oggi alle 12.
Pedron:
punto prelievi e vigili sul territorio
( da "Mattino
di Padova, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: riconoscimento del ruolo delle nostre imprese artigiane e non nell'ambito dell'economia, anche al di fuori del territorio comunale - dice Pedron - Questo si deve tradurre in un abbassamento della fiscalità a carico delle piccole aziende ed in un semplificamento della burocrazia. Inoltre puntiamo sull'essere vicini alla gente e sull'ascolto delle problematiche dei cittadini". (l.m.).
Le
categorie economiche interrogano i candidati
( da "Tirreno,
Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Gli imprenditori tendono ad andare altrove - ha spiegato - per una questione di costi inferiori e perché la burocrazia è minore ed è più facile avere le autorizzazioni". Per quanto riguarda la questione del made in Italy, per Lulli, invece, la mancanza di un'etichettatura d'origine obbligatoria è inaccettabile. Anche la legge elettorale al centro del dibattito.
Autorizzazione
in ritardo, sollecito del ministro
( da "Nuova
Venezia, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "La burocrazia ministeriale - sottolinea l'assessore provinciale all'Ambiente, Ezio Da Villa - impedisce di chiudere l'intero ciclo dei rifiuti in casa nostra, senza costruire nuovi inceneritori e riducendo l'utilizzo del più inquinante carbone per produrre energia elettrica a Fusina".
OSIMO
GIANCARLO Alessandrini, assessore all'urbanistica, in
( da "Resto
del Carlino, Il (Ancona)" del
10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ha dato impulso a quel Prg dopo quasi un decennio di sviluppo urbanistico della città bloccato dalle lungaggini della burocrazia". Le varianti apportate dalle Giunte Latini hanno seguito le direttrici del Prg 1996, approvate dagli enti preposti e in particolare dalla Provincia, subentrata alla Regione nel potere di controllo. "Parlare di cementificazione ? conclude Alessandrini ?
Ortis:
finanziamenti a progetto e non più di cinque assessori
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che si ferma ha una concezione vecchia della burocrazia e del rapporto tra indirizzo e gestione. Per questo sono convinto che di fronte alla complessità dell'amministrazione sia necessaria una competenza giuridico-amministrativa". Quale sarà la sua prima opera pubblica? "Tenendo presente il patto di stabilità bisogna fare scelte partendo dai quartieri che hanno maturato un credito.
Le
pratiche urbanistiche? sono on line e le multe si pagheranno su internet
( da "Tirreno,
Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Gran giornata, stamani, per chi pensa che la burocrazia comunale non possa snellirsi. Prende il via, infatti, il primo atto del piano per la semplificazione messo a punto dal consigliere delegato Rachele Nardini. "Esordiamo, infatti, stamani con la digitalizzazione del protocollo comunale.
Banche:
Padoa-Schioppa, necessarie regole comuni per supervisione -2-
( da "Radiocor"
del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: una funzione esecutiva che deve essere condotta costantemente da grandi burocrazie, che operano sul terreno vicino alle autorita' di regolazione, dotate di ampi poteri discrezionali legate a strutture di governo, che hanno la parola finale quando il denaro dei contribuenti puo' essere necessario a sostenere il costo di una crisi".
IHT:
UN' ITALIA DIVISA E IN CRISI ECONOMICA
( da "KataWebFinanza"
del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: maggiori incentivi e uno snellimento della burocrazia, stanno diventando piu' pressanti man mano che ci sia avvicina all' appuntamento elettorale, ma soprattutto confermano che l' Italia e' 'l' uomo malato dell' Europa', come sottolineano anche le stime del Fondo monetario internazionale sull' economia del Paese.
Di
Castro (Credite Agricole): Punto su Napoli
( da "Denaro,
Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: della burocrazia. Nicola Migliore, amministratore di Risanamento e Sviluppo spa, afferma che "per la costruzione del Centro Direzionale di Napoli le autorizzazioni sono arrivate dopo 20 anni ed anche oggi siamo in attesa da 24 mesi per far partire il progetto di riqualificazione edilizia di via Don Bosco".
Pdl
contro il parassitismo ( da "Libertà"
del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: giovedì 10 aprile 2008 Tribuna elettorale Pdl contro il parassitismo Nel nostro Paese c'è ancora una gigantesca Burocrazia dello Stato e degli Enti inutili che sopravvive alle spalle di pochi che lavorano e producono ricchezza: in altri termini il grado di "parassitismo" in Italia è elevato e porta necessariamente a spese insopportabili con sperpero di risorse materiali ma anche umane.
Partono
le opere al centro dell'inchiesta
( da "Corriere
Adriatico" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: bloccato dalle lungaggini della burocrazia". "Attuarlo - sostiene Alessandrini - è stato un atto dovuto per soddisfare le richieste di mercato e le esigenze della città. Parlare di cementificazione selvaggia è contrario alla realtà di quanto avvenuto e alla conformità dello sviluppo urbanistico di Osimo ai piani attuativi vigenti.
Aumentano
le imprese, soprattutto quelle artigiane
( da "Corriere
Adriatico" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: diminuire la pressione fiscale su imprese e famiglie, liberare le imprese dai costi della burocrazia, garantire la governabilità, valorizzare il ruolo della micro e piccola impresa. Alla politica, chiediamo di ascoltare le nostre imprese. Perché sono quelle che trainano l'occupazione: la loro crescita significa quindi crescita sociale ed economica.
PROCESSI
& DETENUTI Ma è giustizia o solo burocrazia giudiziaria? Paolo Mele
senior avvocato p... ( da "Giornale di Vicenza.it, Il"
del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: DETENUTI Ma è giustizia o solo burocrazia giudiziaria? Paolo Mele senior avvocato penalista Un tempo si diceva che "la Giustizia è lenta ed inesorabile". Un tempo risalente a un lontanissimo passato di cui si è persa memoria, salvo non voler rimettere tale assioma ad un'eventuale è forse più credibile aspettativa ultraterrena.
<E
ora alzare le pensioni che sono troppo basse>
( da "Giornale
di Vicenza.it, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che liberino le energie vitali dai pesi della burocrazia, delle rendite e della spesa parassitaria, che le aiutino a innovare. Un ministro può essere utile, ma lo è di più la coerenza delle politiche. Da candidato in Lombardia, le tocca il caso Alitalia-Malpensa, diventato materia di campagna elettorale.
<Ai
sindaci autonomia e più fiducia>
( da "Giornale
di Vicenza.it, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: non ha pari in altri paesi europei, dove la parola "burocrazia" significa poche norme chiare, e non tante norme ambigue come accade di questi tempi in Italia". Tempi in cui è richiesta più flessibilità anche in ambito pubblico, dove "si continua ad assumere "oves et boves" che poi, producano o no, sempre lì bisogna tenerli.
VENETO:
INDUSTRIALI PADOVA, BUROCRAZIA CI COSTA 170 MILIONI EURO
( da "Asca"
del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: risucchiato dalle fauci sempre spalancate della burocrazia. Il dedalo di obblighi e adempimenti fa perdere ogni anno alle aziende padovane 1,6 milioni di giornate di lavoro. Per ogni piccola impresa 63 giornate di lavoro (di un dipendente) perse in un anno per bolli e timbri. Un ''danno'' che, a tre giorni dal voto, fa gridare al presidente di Confindustria Padova,
<Siamo
strangolati dalle tasse Tagli all'Ici e il mercato riparte>
( da "Nazione,
La (Empoli)" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: unico risultato che ogni progetto naufraga sotto il peso delle burocrazie incrociate. La questione va affrontata e secondo linee che, racconta Carini, erano state già abbondantemente tracciate al tavolo di concertazione avviato dal ministro Di Pietro. E poi? "Il Governo non ha ottemperato, nonostante fosse stato raggiunto un protocollo d'intesa".
APERTA
LA NUOVA SEDE DEL LICEO ( da "Mattino, Il (Avellino)"
del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: lunga e faticosa battagli contro la burocrazia. L'importante però è aver raggiunto gli obiettivi. Sono molto contento per gli studenti, cui auguro tutto il bene possibile sia per la cultura che per l'educazione alla legalità. Un ringraziamento per i tanti dipendenti della Provincia che hanno dato una mano, dall'ufficio tecnico al nucleo operativo di Migliano e poi la ditta Vivenzio"
CASORIA,
IL SECONDO CIRCOLO DIDATTICO DA POCO COSTRUITO è STATO GIà RIDOTTO IN PESSIME
CONDIZIONI ( da "Mattino, Il (Circondario Nord)"
del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia a creare disagi. Venticinque anni non sono stati sufficienti per varare il passaggio di proprietà a favore del Comune della scuola media Puccini di 24 aule. L'edificio, realizzato nel 1983, è di fatto ancora proprietà di privati che, attraverso una apposita convenzione, si erano impegnati a realizzare la scuola in cambio di una concessione edilizia per la realizzazione
SI
SVOLGERANNO alle 15 di oggi, nella pieve di Signa, in piazza Cavour, i funerali
di Alessio Beconi ( da "Nazione, La (Firenze)"
del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: storico volontario della Pubblica assistenza signese e molto conosciuto in paese, si era ammalato di Sla quattro anni fa. Da allora aveva iniziato la sua lotta contro questa rara malattia, denunciando, anche attraverso il nostro giornale, le pastoie della burocrazia e le difficoltà nel trovare cure adatte.
HA
SOLO una pensione di nemmeno 200 euro al mese e gli era stata pignorata: il tr
( da "Nazione,
La (Prato)" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma non aveva fatto i conti con i tempi della burocrazia. Soltanto ai primi di aprile infatti, l'Inail ha provveduto a ripristinare la rendita all'uomo ma solo sulla carta: infatti la comunicazione precisa che De Giorgi avrà le somme lui spettanti a titolo di arretrati, oltre gli interessi di legge, ma non prima di giugno.
<Più
sicurezza e sviluppo> ( da "Nazione, La (Firenze)"
del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: difendere la nostra identità culturale e storico-religiosa, che da sempre ruota intorno al campanile della Chiesa; dare maggiore impulso a tutte le attività commerciali e produttive locali; eliminare burocrazia e sprechi; creare sviluppo ed intervenire drasticamente sulla rete viaria.
Frattini:
"Il Centrosinistra ha oppresso il nostro Paese"
( da "Stampa,
La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Italia con la burocrazia e ora Veltroni parla di necessità di tagliare le leggi: evidentemente lo hanno informato male, perchè nel 2005 abbiamo introdotto il decreto taglia-leggi, per cui ogni nuova norma abolisce quelle precedenti in contrasto con essa. Peccato che il Governo Prodi abbia volutamente ignorato questa opportunità.
Traffico
in tilt nella zona sud per l'asfaltatura delle strade
( da "Resto
del Carlino, Il (Fermo)" del
10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ultimo momento per il rifacimento dei manti stradali però la necessità di reperire fondi e la burocrazia hanno un po' inceppato i suoi programmi. Adesso la città è tutta un cantiere. I lavori di asfaltatura riguardavano via Solferino, la prima strada d'ingresso sud alla città. Ed è stato il caos soprattutto tra le 8 e le 9: intasate le rotonde e lunghe file di auto sulla s.
Caro
Carlino, vorrei dire anch'io la mia sulla situazione delle strade della nostra
Provinci ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)"
del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia e le troppe competenze che si sovrappongono, nel nostro Paese, prima che si possa decidere (e finanziare) un intervento. In attesa che questo avvenga, le nostre strade (specchio fedele dello stato del nostro Paese) vanno rapidamenrte in malora e prima che si possa rimediare, in genere, è sempre troppo tardi.
ELEZIONI/
OLIVIERO TOSCANI: NON VOTO, MORIREMO CHIC, MA
( da "Virgilio
Notizie" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Gli incapaci o lavorano nella burocrazia o diventano politici o si trasformano in manager. Per questo l'Italia è ridotta così". Il celebre fotografo, fedele sostenitore dei radicali italiani, dice che andrà al seggio, ritirerà la scheda, ma poi non voterà. E lascerà così vincere Silvio Berlusconi, gli chiede il giornalista: "Non credo che voglia vincere -
Udine
<I dati che fa vedere ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: servono un taglio della burocrazia e agevolazuoi per trasmettere il mestiere alle nuove generazioni. Ci sono mestieri utili e di enorme di conoscenza che vanno privilegiati perchè ul lavoro autonomo genera ricchezza. Tutti voglioni figli laureati, oggi, e bisogna dare un ruolo culturale anche ai mestieri manuali".
Vicenza,
partita a sindaco senza troppi scossoni
( da "Gazzettino,
Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: con bilanci tranquilli, una burocrazia amministrativa che obbedisce e garantisce. "A guardare le città del Nordest viene da chiedersi come mai a livello locale emerge una classe dirigente, sia di centrodestra sia di centrosinistra, ma quando si sale più in alto è difficile mantenere questo grado di efficienza?
La
moda di successo in Veneto grazie alla cultura del lavoro
( da "Gazzettino,
Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: da una burocrazia che ha costretto tanti creativi artigiani ad emigrare. Crollato come sappiamo il mercato nazionale, attestato il rifiuto per i multimarket, negozi dove si tengono varie griffes, le aziende hanno optato per il retail e anche noi abbiamo aperto vari punti vendita "monomarca" per le nostre griffes nei paesi che compongono oggi la mappa del mercato più ambita:
Ginevra
Le chiamate dal cellulare ( da "Gazzettino, Il"
del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Italia pesano soprattutto il fardello della burocrazia (124. posto), delle tasse (123) e la bassa priorità data dal governo alle Ict (110). Solo tre o quattro paesi al mondo che sul fronte dell'Itc hanno una burocrazia peggiore e tasse più alte.Ma i primati non sono solo negativi. I migliori risultati sono ottenuti dall'Italia per il basso costo delle chiamate di telefonia mobile (
Imputato
sparito, vittima morta: a Milano processo ai fantasmi
( da "Stampa,
La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: suggerirebbe di chiudere e che invece la burocrazia obbliga a tenere aperto, con spese inutili per lo Stato. Nel settembre 2003 un settantenne di Bergamo decide di vendere l'auto mettendo un annuncio sul giornale. Risponde un senegalese di 44 anni, Ameth, documento di residenza regolare in Italia: dopo una veloce trattativa acquista il veicolo pagandolo con un assegno di 1880 euro.
"Sindaci
e assessori: lottiamo per lo sport"
( da "Stampa,
La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sempre aiutano lo sport di base sempre più avvinghiato da burocrazia, fisco o blocchi di ogni genere. "Il Coni, le federazioni e gli enti di promozione - aggiunge Bensa - hanno già avvertito questo disagio. Ma purtroppo, oggi, il sistema del volontariato e dell'associazionismo sportivo puro, slegato agli interessi economici dello sport professionistico, vacilla in maniera pericolosa.
Montezemolo
sui contratti "Accordo con chi ci sta"
( da "Stampa,
La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: È lì che nasce quello che Montezemolo non chiama il declino italiano: "Il Paese è fermo, non funziona, e ci stiamo abituando alla burocrazia, al malfunzionamento della giustizia per la quale oggi solo il 10 per cento dei condannati sconta la pena, alla cooptazione invece che al merito, alla mancanza di mobilità sociale". Un Paese "chiuso in assurde discussioni politiche".
Fernando
Lugo: l'uomo di Dio che infiamma il Paraguay
( da "Articolo21.com"
del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma la burocrazia è un freno molto potente" conclude sconsolato Lopez Perito. La partita ad Asunción da qui al 20 aprile è comunque apertissima. L'ex-vescovo nei sondaggi ha il 35% circa dei voti, lo seguono con il 23% la candidata ufficiale del Partito Colorado, Blanca Ovelar, prima donna a candidarsi in un Paese che rivendica con forza il suo "
Strano
Stato, fra supertasse e mani bucate
( da "Provincia
di Sondrio, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: con il solito corteo di polemiche, l'Italia sarà infatti chiamata ad affrontare i concretissimi problemi di sempre: servizi disastrati, un Sud che sprofonda, scuola e università dominate da burocrazia e irresponsabilità, un'economia reale soffocata da oneri fiscali e burocratici. (...) segue a pagina 2 10/04/2008.
( da "Gazzetta di Parma, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Sostegno alle
imprese" Appello ai candidati Buia: "C'è ancora
troppa burocrazia"
Lunardini: "Non penalizzate le pmi" CONFINDUSTRIA E.R. ARTONI:
"SIAMO UNA REGIONE STRATEGICA" "Sostegno alle imprese"
Appello ai candidati BOLOGNA Buia: "C'è ancora troppa burocrazia" Lunardini: "Non
penalizzate le pmi" Giorgia Chicarella II "Non dimenticatevi di
noi" è il messaggio lanciato da Confindustria Emilia Romagna nella "lettera
aperta" destinata a tutti i candidati regionali scesi in campo per la
nuova tornata elettorale. Il monito, sottoscritto da tutti gli imprenditori
emiliano-romagnoli, fa appello al buon senso di chi andrà a governare per
ricordare, "che siamo tra i principali motori della crescita economica
italiana ed europea" sottolinea il presidente Anna Maria Artoni.
continua... Per leggere il testo completo dell'articolo, registrati al nuovo
"sfogliatore" online.
( da "Cittadino, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
N Le chiamate dal
cellulare costano poco, ma la burocrazia e le tasse pesano
anche sull'innovazione tecnologica. L'Italia perde così quattro posizioni e
scende al 42esimo posto nell'ultima classifica del Global Information
Technology Report sulle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. In
vetta alla graduatoria - pubblicata ieri a Ginevra dal World Economic Forum
(Wef) - è nuovamente la Danimarca che si "riconferma l'economia con il più
alto livello di preparazione alle tecnologie dell'informazione e della
comunicazione", seguita da Svezia e Svizzera. Tra i primi venti Paesi in
classifica, ben undici sono europei. Gli Stati Uniti, leader mondiali
dell'innovazione in materia di Ict, sono saliti di tre posizioni al quarto
posto su un totale di 127 Paesi, mentre la Corea ha conquistato ben 10
posizioni piazzandosi tra le prime dieci nazioni al mondo, al nono (9) posto.
Rispetto alla classifica dell'anno scorso, quando risultava 38esima, l'Italia è
invece scesa di quattro gradini. Con un punteggio di 4,21 (contro il 5,78 della
prima in classifica) è preceduta da Ungheria, Barbados, Puerto Rico, Tailandia
e Cipro. "In termini assoluti e di punteggio l'Italia non è però
peggiorata. Anzi c'é stato un piccolissimo miglioramento. Ma in termini
relativi altre nazioni sono cresciute più dell'Italia", ha commentato Irene
Mia, Senior Economist del Global Competitiveness Network presso il Wef e
coeditore del Rapporto. Come gli anni scorsi, l'Italia risulta scavalcata dalle
altre grandi nazioni industrializzate. Sul punteggio dell'Italia
pesano soprattutto il fardello della burocrazia, delle tasse (123) e la bassa priorità data dal governo alle
Ict. In pratica ci sono solo tre o quattro paesi al mondo che sul fronte
dell'Itc hanno una burocrazia peggiore e tasse più alte. Ma i primati non sono solo negativi.
I migliori risultati sono ottenuti dall'Italia per il basso costo delle
chiamate di telefonia mobile (seconda al mondo) e della banda larga
(terza), numero di utenti di telefonini (sesta) e uso delle Ict da parte del
governo (quinta).
( da "Punto Informatico" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
San Francisco -
Siamo all'alba di un nuovo, esteso Progetto Manhattan per Internet? Come l'originale
piano di protezione del suolo statunitense portò alla costruzione della Bomba e
all'avvento dell'era atomica, così un rinnovato sforzo di ricerca e
coordinamento da parte del Dipartimento della Homeland Security (DHS) dovrebbe
garantire la salvaguardia delle infrastrutture di rete vitali per gli USA. O
almeno questo è quello che ha annunciato alla conferenza RSA 2008 Michael
Chertoff, gran capo del DHS. Una "guerra devastante" contro i network
a opera di potenze straniere, gruppi terroristici e ayatollah infiammati,
questo ci si aspetta secondo Chertoff sul medio termine, un insieme di azioni
potenzialmente in grado di provocare danni equivalenti alla più ampia
"distruzione fisica". Un'atomica fatta di bit e pacchetti TCP/IP
ostili , a cui bisogna rispondere prima ancora che la minaccia divenga concreta
e visibile. A quel punto, avverte Chertoff, sarebbe già troppo tardi. Per dare
un senso della minaccia il gran commiss di Bush per la sicurezza riporta
l'esempio del recente cyber-attacco nei confronti dell'Estonia, in cui sono
spirati venti di Guerra Fredda che hanno tirato in ballo sicurezza europea,
NATO e Russia. "Immaginate, se volete, un attacco sofisticato contro i
nostri sistemi finanziari che ne provochino la paralisi - ha detto Chertoff
all'apertura della conferenza - L'attacco farebbe vacillare la fiducia su cui
si basa il nostro sistema finanziario". Certo, fino ad ora la crisi
mondiale scatenata dalle ipoteche sui prestiti "subprime" ha fatto
più danni di quanti "qualunque cracker potrebbe mai farne", come
giustamente osserva Valleywag, ma Chertoff appare convinto di quel che dice,
anche se di concreto spiffera veramente poco, oltre a sollevare il pericolo - o
spargere FUD, volendo definire la cosa da un'angolazione diversa - trincerandosi
dietro fumose motivazioni di pubblica sicurezza. Quel che è certo per il gran
capo di DHS è la necessità di approntare un sistema di sicurezza preventivo e
interconnesso, in grado di impedire qualsiasi tentativo di attacco a tutti i
network fondamentali per l'attuale economia USA, dalle reti di
telecomunicazioni a quelle del trasporto. "Il fallimento di ogni singolo
sistema ha effetti a cascata in tutto il paese", avverte Chertoff. I
prodromi del piano sono rappresentati dalla drastica riduzione dei punti di
accesso esterni ai sistemi governativi, da ridurre a 50 dai migliaia
attualmente disponibili. Oltre a questo, il dirigente non fornisce molti altri
dettagli concreti sul nuovo corso della sicurezza telematica statunitense, ma
già si sa che l'amministrazione Bush è a favore dell'amplificazione delle
capacità di controllo sui network da parte degli apparati federali: c'è chi
sogna una NSA estesa a mo' di piovra e con carta bianca per l'intercettazione,
l'analisi e l'infiltrazione all'interno del traffico Internet e delle ricerche
condotte su Google. "Dobbiamo riuscire a cogliere i segnali di un attacco
prima che venga lanciato - continua Chertoff - Penso che il sistema potrebbe
diventare un meccanismo di allarme preventivo. Concedere ad un avversario la
possibilità di lanciare un'aggressione prima che noi si riesca a identificarne
la natura significa dargli un vantaggio di troppo". Avversari, difesa
preventiva, parole che evocano appunto orizzonti da Guerra Fredda, con la
sostanziale differenza che ora il nemico non è più il pericolo russo ma quello
invisibile e sfuggente del terrorismo islamista e degli apparati delle potenze
islamiche e asiatiche. Parole altisonanti, che devono però scontrarsi con il
non indifferente scoglio dei fondi richiesti dalla grandiosità del nuovo
"Manhattan Project" in contrasto a quelli finora stanziati: Bush ha garantito 150 milioni di dollari all'iniziativa per la
difesa delle infrastrutture cibernetiche, e altri 192 milioni dovrebbero
arrivare per il 2009. Soldi che potrebbero alimentare i mille rivoli della burocrazia della sicurezza USA, che ha
già portato al fallimento dei lavori sull'altrettanto grandioso e ambizioso
progetto ADVISE. Alfonso Maruccia.
( da "Citta' di Salerno, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
"I dirigenti
frenano il Comune" Angri, duro sfogo del primo cittadino Gianpaolo Mazzola
"La macchina amministrativa purtroppo rimane ferma" " ANGRI.
Clima infuocato. La tensione cresce giorno dopo giorno. In
questo contesto si inserisce anche una dura reprimenda del sindaco Gianpaolo
Mazzola nei confronti della burocrazia cittadina. Sotto accusa sono finiti i capi settore, ovvero i
responsabili delle U.O.C, le unitá operative complesse. Il primo cittadino ha
evidenziato l'atteggiamento poco collaborativo della macchina amministrativa
che frenerebbe la crescita della cittá. " Il primo cittadino
evidenzia uno scollamento tra la gestione politica del Comune e quella
amministrativa. Mai idilliaco il rapporto tra Mazzola e l'apparato
amministrativo. " E' infatti riportato nel comunicato : "Sono
demoralizzato perché non riesco ad ottimizzare tutti gli strumenti a
disposizione dei capi settore. Strumenti che devono dare una risposta precisa
per la crescita di Angri". Viene criticato l'operato dei capi settore
evidenziando la differenza tra i tempi della politica e quelli amministrativi.
" Ancora: "Nonostante abbiamo dato precise scadenze e indicazioni politiche,
non riusciamo a comprendere perché la macchina amministrativa è allo
stallo". Dalle dichiarazioni del sindaco emerge un atteggiamento non
collaborativo dei dirigenti e degli impiegati, teso a boicottare l'operato
dell'attuale compagine. Il sindaco avvia così una fase aperta di muro contro
muro, attraverso la quale comunicare alla cittadinanza i motivi dei ritardi
operativi e dell'assenza di risultati tangibili ad opera della sua
amministrazione. La politica sarebbe frenata dalla burocrazia
amministrativa. " "Come sindaco sento questo freno, sento questa
distanza che si è creata tra politica e dirigenti. Un muro di gomma che frena
lo sviluppo della cittá. Sto cercando di comprendere le motivazioni di tali
atteggiamenti, che non trovano giustificazioni". " La querelle
evidenzia un corto circuito tra l'attuale compagine targata PdL ed il ceto
impiegatizio comunale, che non risponderebbe agli input ed agli indirizzi della
giunta. Pippo Della Corte.
( da "Corriere delle Alpi" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
LEGA NORD Baldovin
punta sul turismo BELLUNO. E' consigliere comunale di opposizione a Lozzo di
Cadore e, pur essendo un neo militante, sostiene con convinzione le istanze
della Lega Nord. Floro Baldovin, 45 anni, artigiano del legno, è candidato del
Carroccio alla Camera al posto n. 19. "Questo territorio ha bisogno di
tutto", dice Baldovin, "a partire dalle strade e dai finanziamenti
per il turismo, che è l'unica possibilità per la montagna in generale nel
prossimo futuro". Oltre a quello del lavoro, uno dei temi che più
interessano Baldovin riguarda la sicurezza: "Qui si sente un po' meno, ma
soprattutto i giovani sono preoccupati e bisogna fare tanta prevenzione".
Il candidato della Lega si concentra sui giovani nella speranza che restino sul
territorio: "Mio figlio è andato a lavorare via ed è felice, ma sarebbe
bene che restassero qui il più possibile, quindi servono risposte nel campo
professionale". Irrinunciabile è la riduzione della burocrazia, che soffoca soprattutto gli
artigiani e i liberi professionisti: "Le tasse ci soffocano e anche se
viviamo decentemente non avanza più niente". Uno degli strumenti per cambiare
le cose è il federalismo fiscale: "La sensazione è che stavolta la Lega
prenderà tanti voti, per noi è l'ultima spiaggia perché conteremo molto al
Senato ed è un'occasione da non sprecare". (i.a.).
( da "Giornale di Brescia" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 10/04/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:ECONOMIA Tecnologie: l'Italia è 42ª Tasse
e carte frenano l'innovazione Silvana Bassetti GINEVRA Le chiamate dal
cellulare costano poco, ma la burocrazia e le tasse
pesano anche sull'innovazione tecnologica. L'Italia perde così quattro
posizioni e scende al quarantaduesimo posto nell'ultima classifica del Global
information technology report sulle tecnologie dell'informazione e della
comunicazione. In vetta alla graduatoria, pubblicata ieri a Ginevra dal World
economic forum (Wef), è nuovamente la Danimarca che si "riconferma
l'economia con il più alto livello di preparazione alle tecnologie
dell'informazione e della comunicazione (Ict)", seguita da Svezia e
Svizzera. Gli Stati Uniti sono saliti di tre posizioni, al quarto posto, su un
totale di 127 Paesi, mentre la Corea ha conquistato ben dieci posizioni,
piazzandosi tra le prime dieci nazioni al mondo, al nono posto. Rispetto alla
classifica dell'anno scorso, quando risultava trentottesima, l'Italia è invece
scesa di quattro gradini. Con un punteggio di 4,21 (contro il 5,78 della prima
in classifica) è preceduta da Ungheria, Barbados, Puerto Rico, Tailandia e
Cipro. "In termini assoluti e di punteggio l'Italia non è però peggiorata.
Anzi c'è stato un piccolissimo miglioramento. Ma in termini relativi altre
nazioni sono cresciute più dell'Italia", ha commentato Irene Mia del
Global competitiveness network. Sul punteggio dell'Italia
pesano soprattutto il fardello della burocrazia, delle tasse e la bassa priorità data dal Governo alle Ict. In
pratica ci sono solo tre o quattro Paesi al mondo che sul fronte dell'Itc hanno
una burocrazia peggiore e
tasse più alte. Ma i primati non sono solo negativi. I migliori risultati sono
ottenuti dall'Italia per il basso costo delle chiamate di telefonia mobile (seconda
al mondo) e della banda larga (terza), numero di utenti di telefonini (sesta) e
uso delle Ict da parte del Governo (quinta). Il Wef sottolinea quest'anno i
buoni risultati di numerosi Paesi europei e del Nord Europa in particolare.
Dopo Danimarca, Svezia e Svizzera (salita di due posizioni), seguono infatti la
Finlandia (meno due posizioni), Paesi Bassi (-1), Islanda, Norvegia, Regno
Unito (-3), Austria (+2), Germania. La Francia è salita di due posizioni al
ventunesimo posto e la Spagna risulta trentunesima. L'indice usato per la
classifica esamina la preparazione dei singoli Paesi all'uso delle Ict
sostanzialmente da tre punti di vista: il contesto generale economico,
normativo e infrastrutturale per le Ict, il grado di preparazione dei tre
principali soggetti - individui, imprese e Amministrazioni pubbliche - a
utilizzare le Ict e a trarne vantaggio, nonchè l'effettivo utilizzo di tali
tecnologie dell'informazione. Ultimi in classifica: Burundi (126) e Ciad (127).
( da "Giornale di Brescia" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 10/04/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:LETTERE BUROCRAZIA
Detrazioni fiscali: scontrini parlanti dei farmaci Alcune sere fa la
trasmissione "Mi Manda Rai 3" si è occupata degli scontrini parlanti
dei farmaci, indispensabili ai cittadini per ottenere la detrazione fiscale.
Per interloquire con i cittadini intervenuti, sono stati invitati in
trasmissione i rappresentanti di Federfarma e dell'Agenzia delle
Entrate, nonché di una Associazione dei consumatori. Ancora una volta (è
questo, ahimé, il trattamento che ci riserva la Rai) alla rappresentante di
Federfarma è stato concesso pochissimo tempo per esprimersi, per informare che
le farmacie sono state lasciate sole in questo compito di informazione ai
cittadini, alle prese con una normativa non chiarissima e con successive
circolari di chiarimento da parte della Agenzia delle Entrate, l'ultima
addirittura annunciata nel corso della stessa trasmissione. Vorremmo, però,
precisare che compito del farmacista dovrebbe essere consigliare e spiegare il
farmaco, non aiutare a predisporre la dichiarazione dei redditi, che, peraltro,
è così complessa da richiedere, per la compilazione del modello, un manuale di
istruzioni piuttosto corposo. Abbiamo, peraltro, constatato l'intento
demagogico del rappresentante dei consumatori, che, con toni agitati, ha
attirato l'attenzione dei telespettatori minacciando di fare causa a Federfarma
ed alla Agenzia delle Entrate, a difesa di coloro che non otterranno le
detrazioni fiscali. Concludendo, ribadiamo che le farmacie bresciane tengono il
cartello informativo ben visibile sulla cassa e, pur non obbligate dalla legge,
propongono lo scontrino parlante anche al cliente distratto che non lo
richiede. Ci spiace se a livello nazionale alcuni farmacisti si comportano
diversamente. LUIGI CAVALIERI Direttore Federfarma Brescia.
( da "Giornale di Brescia" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 10/04/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:LA CITTA' LE RICHIESTE AL FUTURO SINDACO
Confartigianato: "Rivedere la mobilità cittadina" Giovanmaria Rizzi
"I candidati a sindaco di Brescia e al Parlamento devono promuovere
l'artigianato bresciano, in quanto una delle risorse fondamentali della nostra
economia". A sostenerlo è la Confartigianato imprese unione di Brescia,
che ha stilato una serie di richieste presentate ai vari candidati nel corso di
una conferenza stampa a cui ha preso parte il presidente GiovanMaria Rizzi.
"Sul versante cittadino, vorremmo che Brescia valorizzi il suo ruolo di
città-capoluogo di una provincia laboriosa e produttiva, come polo
d'attrazione, non solo a livello turistico, ma anche e soprattutto sotto
l'aspetto economico, educativo e sanitario". Tra le priorità presentate,
spicca il nodo della viabilità. "Da un lato - spiega Rizzi - la necessità
di diminuire il gap che negli anni ha raggiunto aspetti insostenibili della
mobilità, soprattutto per i collegamenti con le valli e la realizzazione del
nuovo tratto di Sp 19, cosiddetta "corda molle". Dall'altro il caos
della viabilità interna alla città. Per questo si chiede di rivedere il sistema
delle Ztl, il sistema della sosta, i percorsi di ingresso al centro, gli orari
e i costi dei parcheggi. Non solo: ma che si proceda alla realizzazione di un sistema
organizzato completamente per il carico e scarico delle merci per le attività
economiche del centro e per gli autotrasportatori". Viabilità, ma anche
maggiori strutture per il rilancio dell'economia. "Tra queste, il sostegno
reciproco tra l'amministrazione cittadina e la società ABeM, nei confronti
dell'aeroporto di Montichiari. Si dovrà valutare e una volta per tutte definire
anche gli aspetti relativi alla realizzazione della Stazione per la Grande
velocità. Auspichiamo - continua Rizzi - di terminare anche l'aspetto di
antagonismo che vede contrapposto il Centro Fiere di Montichiari a Brescia
(questo anche riguardo alla realizzazioni delle Fiere e delle manifestazioni
collegate)". Un altro capitolo importante è quello relativo al
Palagiustizia. "Riteniamo - spiega il numero uno di Confartigianato - che
il futuro sindaco della città dovrà impegnarsi a far sì che, indipendentemente
dalla connaturale formazione che sarà al Governo, sia completata e messa in
funzione la struttura al più presto". "Proponiamo inoltre che il
completamento dell'area della "Piccola velocità". Ci auguriamo che
non sarà solo una piattaforma siderurgica ma che potrà essere utilizzata anche
per i container e le casse mobili". Ai candidati al parlamento, Rizzi richiede
di garantire la governabilità, in quanto esigenza
fondamentale e non più eludibile Con questo spirito, Confartigianato sollecita
poche ma essenziali riforme culturali ed economiche: valorizzare il ruolo della
micro e piccola impresa; liberare l'impresa dalla burocrazia; superare la contrapposizione tra lavoro dipendente e lavoro
indipendente.
( da "MF Sicilia" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
MF Sicilia Una
campagna a velocità supersonica per il leader autonomista "Una campagna
elettorale condotta a velocità supersonica girando in lungo e in largo per la
Sicilia". Così il candidato del centro-destra alla presidenza della
Regione, Raffaele Lombardo, descrive i quasi due mesi di campagna che si
chiudono domani. "Sono solito condurre le campagne così: non ricevo
telefonate e non leggo e-mail su come stanno le cose della Sicilia. Preferisco
vedere e toccare con mano". Dal punto di vista degli elettori, ha aggiunto
Lombardo, "questi hanno avuto la possibilità di confrontarsi con la
proposta politica autonomistica che io credo costituisca una delle pochissime
alternative al disimpegno e all'astensione". Sui temi della campagna
elettorale Lombardo ha affermato "di avere parlato sempre di
programmi" e di "non avere ceduto alle chiacchiere e alle
stupidità", e tornando sulla polemica dei fucili, "certi vertici
politici non hanno proprio nulla da dire, non hanno idea di quanto succeda in
Italia e si rifuggiano nelle sciocchezze". Non manca inoltre una stoccata
alla sinistra: "Non ho sentito nulla da parte loro che abbia a che fare
con la Sicilia". "La legalità, l'efficienza... Sono concetti condivisibili
ma che sono anche nostri". Evidenziando le contraddizioni dello
schieramento avversario: "Ho sentito un no al Ponte e una rettifica da
parte di Veltroni; un no ai termovalorizzatori e una correzione di rotta dopo
il disastro napoletano". I primi provvedimenti una volta a Palazzo
d'Orléans, saranno incentrati sulla semplificazione amministrativa e sulla
sanità: "Sarà necessario affrontare il piano di rientro sanitario, una semplificazione della burocrazia, una nuova strategia per la sanità e un piano energetico".
Ma anche la firma del decreto sul decentramento delle funzioni regionali.
Nessun sbilanciamento sulla composizione della giunta: "Lo vedremo a tempo
debito"; ma un punto è sicuro, "pretenderemo tutti insieme un alto
livello di competenza e capacità". Presenze di tecnici
nell'esecutivo? "I tecnici fanno bene il loro mestiere", ha detto
Lombardo, "un bravo medico fa il primario ospedaliero o il clinico
universitario, non l'assessore alla sanità". "Certo", ha
aggiunto Lombardo, "ci sono anche buoni esempi di tecnici assessori, ma ci
vuole una sensibilità politica senza la quale, talvolta, la visione del
problema è molto particolare, parziale e settoriale".Antonio Giordano MF
Sicilia - Sicilia Palazzi & Denaro Numero 072, pag. 2 del
10/4/2008 Autore: Antonio Giordano.
( da "Italia Oggi" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Primo Piano Numero 086, pag. 4 del 10/4/2008
Autore: da Verona Stefano Sansonetti Visualizza la pagina in PDF
Il candidato shock del mondo imprenditariale che deve fare i conti pure
con l'invidia dei colleghi Sono pronto a fare il ministro per portare a Roma il
mio Veneto Qualche giorno fa, mentre gli sforzi da campagna elettorale
raggiungevano il loro apice, è arrivato uno squillo di telefono del tutto
particolare. Giusto il tempo di alzare la cornetta, che dall'altro capo della
linea si sente una voce squillante: "Onorevole Calearo, buongiorno, ho una
pratica ferma al ministero, non è che mi può dare una mano?". Sembrava uno dei tanti imprenditori che quotidianamente finiscono
nel pantano della burocrazia italiana. Di imprenditore, in effetti, si trattava, ma non di
uno qualsiasi. E soprattutto non di uno che si trovava in difficoltà. Era Luca
Cordero di Montezemolo, che in quel modo ha deciso di prendere in giro il
candidato shock dell'imprenditoria italiana. Perché tale, al di là degli
assestamenti nel frattempo intervenuti, è Massimo Calearo, oggi capolista per
il Pd alla camera in Veneto, negli ultimi 5 anni arcigno presidente di
Federmeccanica. Uno che nell'ambiente passa per il "falco" di
Confindustria, a causa degli atteggiamenti intransigenti spesso assunti durante
le battaglie per il rinnovo del contratto degli operai metalmeccanici.
"Però io ho chiuso due contratti con tutte e tre le sigle, roba che non
accadeva da 15 anni", dice soddisfatto Calearo durante un giorno di
campagna elettorale che ItaliaOggi ha trascorso con lui in provincia di Verona.
La città non è delle più facili. Basta fare un salto al medievale palazzo della
Ragione per capire che aria tira. Qui c'è un'iscrizione su lastra di marmo che
ricorda come il comune di Verona sia stato "iniziatore della Lega lombarda
giurata a Pontida il 7 aprile del 1167". C'è un sindaco leghista, come
Flavio Tosi, che raccoglie un certo consenso. Insomma, non proprio un posto
semplice per cercare di recuperare quel tessuto imprenditoriale del Nord-Est,
che poi è la missione assegnata da Walter Veltroni al vicentino Calearo. Per
lui, però, la mission non è affatto impossible. L'imprenditoria, infatti, è il
suo pane e sarà sempre quello il suo mondo. Racconta con orgoglio che l'azienda
di famiglia è partita cinquant'anni fa producendo campanelli per bicicletta,
adesso fa sistemi di antenne per le case automobilistiche. Ci scherza anche su:
"Un mio amico mi ha detto che mi vota, perché faccio antenne e so captare
i segnali". In più, tra famiglia e sindacati, è abituato a stare in mezzo
alla gente e a discutere. Sposato, con tre figli, racconta: "Pensi, mio
padre viene da un gruppo di nove frattelli, che da parte di mia madre diventano
otto. Di questi ultimi, i primi tre maschi e tutti preti, gesuiti. E anch'io ho
studiato dai gesuiti". Adesso Calearo ha optato per Montecitorio ma non lo
ha fatto gratis. Ha preteso infatti dal leader del Pd che, in caso di vittoria,
ci sia un ministro veneto, "non necessariamente nella mia persona".
Ma quando ItaliaOggi gli chiede se accetterebbe di entrare nell'esecutivo, la
risposta non lascia adito a dubbi: "Se mi viene chiesto, visto che sono
candidato, sono disponibile": Si parte da Verona feudo leghista La
giornata, a Verona, non è delle migliori, almeno da un punto di vista
climatico. C'è una leggerissima pioggia che più di tanto non dà fastidio. Si
parte con una conferenza stampa nella centralissima piazza Bra, a un passo
dell'Arena. L'affluenza, tra addetti ai lavori e curiosi, è piuttosto scarsina.
Ma Calearo non è tipo da comizi davanti a folle oceaniche. Il suo compito è
quello di spiegare agli imprenditori le proposte contenute del programma del
Pd, "l'unico partito che ha avuto il coraggio di rompere gli steccati, di
far capire che non è più tempo di guerra tra capitale e lavoro, ma di
concorrenza globale". Detto questo, si passa alle novità per le imprese,
in primis la possibilità di costituirne una in un giorno. Giusto il tempo di
farsi venire alla mente l'identica proposta fatta due anni fa dal radicale Daniele
Capezzone, allora nell'Unione e oggi nel Pdl, che si passa a un altro
caposaldo, stavolta in tema di fisco: pagare meno, pagare tutti. "Noi
vogliamo che il cittadino da suddito diventi cliente, esattamente come avviene
in un'impresa", puntualizza il "falco" di Confindustria. E poi
il federalismo fiscale: "I soldi devono rimanere per la maggior parte dove
vengono creati. Naturalmente le zone in difficoltà vanno aiutate". In
questo caso il modello di riferimento, più volte evocato da Calearo, è quel
Riccardo Illy, governatore del Friuli Venezia Giulia, "che usa i soldi dei
cittadini per incrementare la tecnologia delle imprese, per creare centri di
eccellenza e per fare venture capital a favore dei giovani". Tutto ciò
"rappresenta un po' l'idea di euro-regione a cui il Veneto può
richiamarsi". Anche in questo caso c'è spazio per un piccolo déjà vu: ma
il concetto di euro-regione non è stato a più riprese tirato fuori da alcuni
esponenti del Carroccio, su tutti l'ex ministro Roberto Maroni? Risposta lapidaria
di Calearo: "Qualcuno ha governato questo paese con numeri bulgari, ma sul
federalismo fiscale non è riuscito o non ha voluto fare niente". Ogni
riferimento a persone o cose è puramente casuale. Tutti i retroscena della
candidatura Il prossimo appuntamento è fissato a Villafranca. Qui Calearo deve
vedere il sindaco uscente e ricandidato Luciano Zanolli, naturalmente nel Pd.
Ma il breve viaggio da Verona è un'occasione imperdibile per sottrarre a
Calearo qualche segreto sulla sua discesa in campo. Premessa: per chi ha votato
nel 2006? "Per il centro-destra, ma non per la Lega e Forza Italia",
risponde il candidato imprenditore. Quella era la sua area di riferimento,
anche della famiglia. Più tardi, grosso modo a fine giro, racconterà il
trambusto che la sua sceltà ha causato in famiglia. "Figuriamoci, mio papà
legge Il Giornale e vede Rete 4. Quando ha saputo mi ha detto: non credere che
ti voti". Poi però, racconta ancora Calearo, ha cambiato idea e mi ha
detto: "Mandali a casa tutti". Insomma, lo shock c'è stato tutto.
"Sì, c'è stato, ma sono entrato subito nella parte e poi la campagna
elettorale ti prende talmente tanto che sono andato avanti senza danni".
Ma dica la verità, chi c'è dietro la scelta di candidarsi? "è stato il
senatore Paolo Giaretta (Pd e padovano, ndr). Io naturalmente ci ho pensato, ne
ho parlato in famiglia e in azienda e poi sono andato a Roma a incontrare
Walter Veltroni". Siamo al faccia a faccia decisivo: "Mi ha fatto la
proposta di fare il capolista in Veneto, ma io gli ho risposto che non mi
bastava. Lui è rimasto un po' scioccato, e io gli ho spiegato che il Veneto non
ha una rappresentanza forte nel governo da 15 anni. Se vinciamo, gli ho detto,
il Veneto deve avere un ministro, non necessariamente nella mia persona".
Il segretario del Pd "mi ha risposto che ci avrebbe pensato, ma poi mi ha
detto di sì". Poco più tardi, Calearo aggiungerà che c'è un'altra persona
ad averlo spinto "a metterci la faccia", anche se indirettamente. Si
tratta del giuslavorista Piero Ichino, ordinario di diritto del lavoro, ex
sindacalista critico nei confronti della sigle e dell'articolo 18 dello Statuto
dei lavoratori. "Ichino è stato uno dei motivi della mia
candidatura", racconta Calearo, che subito dopo aggiunge: "C'è in lui
un modo nuovo di vedere il paese. Quando è stato minacciato dalla Br, nel
recente processo, l'ho chiamato per esprimergli solidarietà e per dirgli che le
cose che scrive e che dice mi hanno aiutato a capire che dovevo
candidarmi". Si arriva a Villafranca e si parla d'invidia Non c'è niente
da fare, anche quando si approda a Villafranca, dove è previsto un incontro con
un gruppo di imprenditori locali (nel bel museo Nicolis di auto d'epoca), tutti
gli interlocutori chiedono al capolista se lo shock da candidatura sia
superato, soprattutto tra i colleghi. Già, i colleghi. A questa domanda, con un
tono tra il beffardo e l'amareggiato, Calearo risponde raccontando un proverbio
veneto, che merita di essere riportato integralmente. "C'è un signore che
cammina per la strada. Vede una bottiglia e le dà un calcio. Si apre il tappo
ed esce il genio, che si presenta e rivolto al signore dice: 'Sono il genio e
puoi chiedermi quello che vuoi, ma ricordati che al tuo vicino darò il doppio'.
Il signore ci pensa un po' e risponde: 'Cavame 'n ocio (dal veneto: cavami un
occhio)'". Partono le risate, anche queste un po' amare, dal drappello di
imprenditori accorsi ad ascoltare il Calearo pensiero. Bene, secondo l'ex
presidente di Federmeccanica si tratta di un proverbio che sintetizza alla
perfezione l'invidia, che tra gli imprenditori veneti a quanto pare è una
brutta malattia. E questo per dire che i colleghi, a volte, lo guardano ancora
un po' storto, proprio mentre la sua candidatura comincia a riscuotere qualche
consenso anche tra i sindacalisti della Fiom. E pensare che con questi e il
loro leader, Gianni Rinaldini, ci sono stati giorni e notti di battaglia.
"Ma anche gli operai, adesso, stanno capendo che il tempo della lotta di
classe è finita. Detto questo, agli imprenditori di Villafranca Calearo ha
esposto il menù del Pd in campo economico-fiscale. E quindi vai con lo slogan
"un'impresa in un giorno" (a Capezzone son fischiate le orecchie), e
con quello del "pagare tutti, pagare meno". E qui c'è stato un
piccolo lapsus del "falco", nonostante in mattinata lo avesse
pronunciato bene, perché lo slogan imposto da Veltroni è "pagare meno,
pagare tutti", non il contrario. Se capovolta, infatti, la frase ricorda
troppo quella ripetuta più volte dal viceministro dell'economia, Vincenzo
Visco, che da queste parti è meglio non nominare. E per rimanere in tema Visco,
ma da esorcizzare in ogni modo, arriva un altro caposaldo del menù: "Gli
studi di settore sono stati una iattura. L'idea è buona, ma noi proponiamo di
eliminarne la retroattività e vogliamo evitare che siano una spada di Damocle
sulle imprese". Gli imprenditori annuiscono, questo è il loro linguaggio,
peraltro usato anche dal Pdl. Rimane da vedere cosa faranno alle urne.
( da "Italia Oggi" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi
ItaliaOggi - confprofessioni Numero 086, pag. 46 del
10/4/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF Ambiente e
territorio, meno burocrazia Meno burocrazia e leggi più chiare. Incentivi e credito agevolato per
l'organizzazione e l'innovazione degli studi professionali, in particolare per
quelli rivolti ai mercati internazionali. E sempre sul fronte
dell'internazionalizzazione, Ice e ministero degli esteri devono sostenere
l'ingegno italiano oltre i confini. La credibilità del prossimo governo
passa attraverso le politiche che metterà in atto sul fronte delle
infrastrutture, ma soprattutto sui processi di trasformazione e di tutela del
territorio, dell'ambiente, del suolo, delle città, del paesaggio. E su questo
terreno architetti, ingegneri, geologi, agronomi sono pronti a mettere alla
prova le loro capacità nel progettare e nel fare. A patto che la futura classe
politica sappia snellire leggi e procedure amministrative. La piattaforma
politica messa a punto dall'area Ambiente e Territorio di Confprofessioni,
presentata a tutti i partiti in vista delle elezioni del 13-14 aprile, parte
dalla semplificazione e dalla chiarezza legislativa. Le istanze delle categorie
tecniche esigono una drastica riduzione degli apparati, delle procedure e dei
costi della burocrazia per approdare a una sostanziale
delegificazione che, attraverso i testi unici, riduca il numero delle norme
vigenti. Un passaggio che potrebbe essere facilitato dall'adozione di una carta
unica del territorio, valida per tutti i livelli amministrativi. Si potrà
quindi cominciare a ragionare sulle opere pubbliche, con nuove norme negli
appalti che mettano al primo posto la qualità dell'opera rispetto al costo, e
rafforzino ruoli e responsabilità tra appaltante, appaltatore e professionista.
Per questo concorsi e gare di progettazione dovranno essere banditi attraverso
l'esame di Commissioni estratte a sorte tra tutti gli iscritti agli albi
professionali. Su questo punto, Confprofessioni sostiene il disegno di legge
quadro sulla valorizzazione della qualità architettonica e la disciplina della
progettazione, che delega il governo alla modifica del codice degli appalti,
presentato al parlamento nella scorsa legislatura e appoggiato da numerose
espressioni del mondo professionale, tra le quali Ala - Assoarchitetti,
aderente alla Confprofessioni.
( da "Repubblica, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Economia Contratti,
Montezemolo ai sindacati "Possibili anche accordi separati" Missione
italiana al Cairo: accordo Enel sulla importazione di gas naturale MARCO
MAROZZI DAL NOSTRO INVIATO IL CAIRO - O si riforma in fretta la struttura dei
contratti o Confindustria andrà avanti "con chi è disponibile". Luca
Cordero di Montezemolo celebra la sua ultima missione all'estero inviando un
ultimatum ai sindacati. Alla Cgil soprattutto. Garbato nei toni, molto
esplicito nella sostanza: fino alla dichiarata possibilità di accordi
"solo con alcuni sindacati". "Non possiamo permetterci altri
quattro anni di immobilismo. Bisogna stringere i tempi" ha detto al Cairo
dove insieme a Romano Prodi ed Emma Bonino ha guidato un maxi tour con una
serie di accordi pieni di speranze per Eni, Enel, banche, Ferrovie, piccole e
medie imprese. Il n. 1 degli imprenditori, che a maggio lascerà il posto ad
Emma Marcegaglia, ha rivolto le sue critiche soprattutto alla Cgil, ricordando
che già nel 2004 Guglielmo Epifani ruppe la trattativa, quando Montezemolo
appena giunto in Confindustria mise senza successo sul tavolo il problema. "Oggi
il contratto nazionale non può essere l'unica forma di contrattazione. E'
antimoderno. Può fare solo da cornice. La contrattazione si fa in
azienda". "Senza una intesa sul modello contrattuale, - ha avvisato
dall'Egitto - si profilerebbero due casi limite. O gli imprenditori saranno
costretti a rapporti diretti con i loro collaboratori, ma noi vogliamo un
sindacato forte in azienda. O si faranno accordi aziendali solo con alcuni
sindacati". "In entrambi i casi sarà un fatto molto, molto negativo"
è il commento dei presidente degli imprenditori. "Le nostre proposte sono
più popolari fra i lavoratori e le lavoratrici che fra i loro
rappresentanti". E ancora: "Ci sono più delegati sindacali che
carabinieri". Da qui l'invito a Cgil-Cisl-Uil "a un senso di responsabilità
per trovare un accordo tra loro". "Io sogno che la competitività
aziendale sia più importante per i sindacati che per gli imprenditori. Noi
siamo pronti a pagare e vogliamo pagare di più chi lavora e produce di
più" ha insistito. Il discorso sulla bassa produttività italiana, la
necessità di legare crescita, salari e straordinari su cui
abbassare le tasse, sull'inefficienza e i costi della burocrazia hanno fatto da spina dorsale a un ragionamento sul perché l'Ocse
dipinga un quadro nerissimo dell'Italia e insieme si assista ad un "grande
successo del nostro export". "Superiore alla media Ue, il doppio
della Spagna" dice Montezemolo, alla sua 21.ma missione, con al
fianco Giuseppe Morandini, presidente delle piccole e medie industrie.
"Perché? Perché le imprese italiane hanno capito di operare in un ambiente
concorrenziale e si sono dovute ristrutturare". Al Cairo sono arrivati
oltre 250 imprenditori. Di tutti i settori. Conti per l'Enel ha firmato un
contratto con l'Egas per portare in Italia due miliardi di metri cubi di gas
naturale all'anno. Scaroni uno per studi Eni su centrali elettriche. Moretti un
altro per la ristrtturazione delle ferrovie egiziane. Passera con Banca Intesa
e la Bank of Alessandria finanzierà tre maxi progetti, l'Abi con Faissola ha
stanziato un miliardo di euro per imprese italiane decise a sbarcare in Egitto.
Altri affari nei mille face-to-face fra imprenditori delle due sponde
mediterranee. Con Montezemolo che indica una "diversa cultura" alla
politica. "Non compatibile con quello che sembra una campagna elettorale
elaborata su promesse che ben difficilmente potranno essere mantenute".
( da "Mattino di Padova, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL VOTO A SAONARA
Schiavon e Buso "interrogati" dagli artigiani SAONARA. Quattro
domande per altrettanti problemi dell'economia locale: aumento del reddito pro
capite, fiscalità, viabilità e qualità della vita. Attorno a questi temi ha
ruotato lunedì sera il secondo confronto fra i due candidati sindaci di
Saonara, organizzato all'auditorium di Villatora dall'Unione provinciale
artigiani. I dati esposti in apertura dal moderatore, il giornalista Gianluigi
Naletto, hanno delineato il quadro di un'economia saonarese non proprio in
buona salute: 21.976 euro annui di reddito pro capite contro i 25.000 euro
della media provinciale, un saldo fra le imprese nate e morte del -0,2% a
fronte di un +0,6% in provincia, il settore dell'artigianato in flessione
dell'1%, mentre nella vicina Legnaro si registra ad esempio una crescita del
2,6%. Ognuno dei due candidati ha poi sfoderato le proprie ricette anti-crisi:
Schiavon ha lanciato l'idea di un tavolo permanente con gli artigiani, puntando
inoltre a snellire la burocrazia, in accordo su quest'ultimo punto con Buso, che ha in programma
la revisione della tassa per l'occupazione del suolo pubblico, tra le più alte
del circondario. In materia di viabilità Buso ha promesso un nuovo Piano urbano
della mobilità e di mettere in campo tutti gli strumenti necessari perché il
completamento del Gra di Padova si allarghi verso il Veneziano;
prioritario invece per Schiavon far osservare con serrati controlli i limiti di
velocità, creando a Tombelle una viabilità alternativa alla Vigonovese. In cima
alla lista dei tre propositi di Antonio Schiavon per migliorare la qualità
della vita a Saonara sta il deciso rifiuto della camionabile lungo l'Idrovia,
seguito dall'interramento del previsto nuovo elettrodotto e dal rilancio della
raccolta differenziata; perfetto accordo sui primi due punti anche da parte di
Buso, che ha infine esposto il suo progetto per la creazione di tre grandi
parchi urbani, illuminati e recintati. Infine la questione dell'allargamento
della zona industriale di Padova verso Saonara, proposta dal pubblico: contrari
entrambi i contendenti. (Patrizia Rossetti).
( da "Repubblica, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XII - Roma
Manifesti selvaggi Il tour con Sgarbi "Rom, burocrazia e case popolari mi farò valere col nuovo governo" La
ricetta di Alemanno, candidato sindaco del Pdl è l'effetto di una scarsa
attenzione per i luoghi di confronto: così i partiti finiscono per eccedere Che
orrori San Cosimato modernista, l'ascensore dell'Altare della Patria e i tubi
del Colosseo "Il buco nella sanità non è solo colpa di Storace e al
ballottaggio faremo l'accordo" PAOLO G. BRERA Ma come, onorevole
Gianni Alemanno: per il "tour degli orrori" in Centro sceglie Sgarbi?
Un assessore di Milano... "L'orrore è evidente. Da San Cosimato, deturpata
da un arredo modernista di livello infimo; all'Altare della Patria, deturpato
da un ascensore orribile che ha rovinato lo skyline; e al Colosseo, dove da
tanti anni il cantiere per il restauro è fermo, gli sponsor si sono tirati
indietro e il più famoso monumento del mondo è recintato con tubi Innocenti, un
vero scempio che ci siamo impegnati a rimuovere". Per diventare sindaco,
come candidato del Pdl non potrebbe fare a meno di Storace, che creò il buco
nella sanità. Lo arruolerebbe nella sua giunta? "Il buco nella sanità ha
responsabilità ampiamente distribuite tra centrodestra e centrosinistra, non
c'è una colpa esclusiva. Se ci sarà il ballottaggio discuteremo gli accordi
necessari a unificare il centrodestra, senza trovarci però nelle condizioni di
Rutelli che si è legato le mani alla sinistra più estrema". Il Patto per
Roma con Berlusconi siglato a Corviale davanti a pochi, la catena umana per la
legalità senza le mani per unire viale Marconi e Campidoglio: segnali di
freddezza? "La prima è stata la più grossa manifestazione a Corviale negli
ultimi 20 anni: c'erano duemila persone e lì non ne ho mai viste più di
duecento. La catena umana è stata unanimemente giudicata un successo:
( da "Secolo XIX, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
"La Rai chiede
i soldi del canone tv a un morto" Varese ligure È mancato all'affetto dei suoi
cari all'ospedale di Sestri Levante Dante Bruno Devoto di anni 74 Cavaliere del
Lavoro Maresciallo Carabinieri in pensione lo annunciano tristemente: i
fratelli, le cognate, i nipoti ed i parenti tutti. I funerali avranno luogo
venerdì 11 corr., alle ore 15,30 nella chiesa di San Francesco in Chiavari. Un
particolare ringraziamento al personale medico ed infermieristico del Reparto
di Pneumologia dell'ospedale di Sestri Levante per le amorevoli cure prestate.
Sestri Levante, 10 aprile 2008. .x/10/0804 Il titolare de "I tre
merli" vuole sistemare tavolini esterni, l'amministrazione glielo vieta.
"E neppure il Tar trova una soluzione" .x/10/0804 VARESE LIGURE. La
Rai chiede i soldi del canone a un uomo morto da sette anni. La storia di ordinaria burocrazia coinvolge una famiglia di Varese Ligure. A sette anni dalla
morte del capofamiglia, N. V., la televisione pubblica continua a inviare a
casa della vedova i bollettini di pagamento del canone, anzi ne manda due: il
primo intestato al defunto e il secondo alla donna, subentrata al marito
nell'intestazione dell'abbonamento. Inutili l'invio del certificato di
morte e delle lettere di spiegazione, spediti dalla famiglia alla Rai per
chiarire l'equivoco e far cessare il recapito dei bollettini inutili. Anzichè risolversi
la situazione è precipitata e la settimana scorsa nella casa di Varese è
arrivata anche una raccomandata di Equitalia La Spezia, agenzia di riscossione
incaricata dalla Rai di recuperare il debito del defunto: 138,65 euro da
versare entro 60 giorni pena l'accumulo degli interessi di mora e il
pignoramento dei beni. Peccato che i morti non guardino la tv e non abbiano
proprietà. .x/10/0804.
( da "Nuova Venezia, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CHIOGGIA. SARA' OPERATIVO TRA UN PAIO DI MESI IN MUNICIPIO Sportello unico per
tagliare la burocrazia alle
imprese CHIOGGIA. Apre lo sportello unico per le attività produttive (Suap). La
giunta ha deciso di semplificare l'iter per l'apertura di nuove attività o per
la trasformazione delle esistenti unificando in un solo sportello la
presentazione di tutte le domande necessarie. In pratica il titolare della
richiesta la presenterà allo Suap e poi spetterà al Comune convocare tutti gli
enti preposti (Camera commercio, Asl 14, Vigili del fuoco, Genio civile,
Capitaneria) perché partecipino ad una conferenza dei servizi in cui tutti
contemporaneamente dovranno emettere il parere. Le pratiche dovranno chiudersi
perentoriamente entro 90 giorni. "Con lo sportello unico - spiega il
sindaco, Romano Tiozzo - diamo una risposta di efficienza alle imprese del
territorio. I tempi di attesa per una licenza sono troppo lunghi e costringono
spesso i richiedenti a spole da un ufficio all'altro. Sarà il Comune a
sobbarcarsi dell'onere di dover contattare tutti gli enti per il nulla osta e
di farlo in tempi accettabili". Lo Suap sarà collocato nella sede
dell'edilizia privata, in municipio. La giunta ha approvato l'attivazione, ora
si dovrà procedere all'individuazione di un responsabile del servizio, alla
costituzione dello staff e alla predisposizione di un regolamento. "Sarà
operativo in un paio di mesi - assicura Tiozzo - Per l'amministrazione sarà uno
sforzo notevole, ma gli sportelli unici sono ormai una realtà consolidata
(circa 200 nel Veneto) e Chioggia non può rimanere indietro. A regime lo
sportello dovrebbe anche funzionare per via telematica, evitando all'operatore
anche quell'unico giro in Comune per la richiesta". A livello pratico lo
Suap offre anche un altro vantaggio agli imprenditori, quello di poter
richiedere autorizzazioni in deroga al Prg perché permette di operare con
varianti urbanistiche che altrimenti sarebbero bloccate. (e.b.a.).
( da "Repubblica, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina I - Palermo
L'analisi Il ruolo dei burocrati nel voto di scambio MARIO CENTORRINO Ci
auguriamo che in queste elezioni la Sicilia esprima volontà di cambiamento. La ricerca del consenso di queste ultime settimane dimostra il
legame inestricabile che lega la burocrazia alla politica. Una buona quota del voto clientelare e del voto
di scambio nasce da questo legame. Quasi la burocrazia non fosse un sistema neutrale al quale adire sulla base di
diritti e regole. Ma piuttosto una gigantesca protesi di alcuni schieramenti
politici; al loro servizio, in attesa o in ricompensa a riconoscimenti
di varia natura. Parliamo di burocrazia in senso lato
e vi ricomprendiamo anche la burocrazia pseudo
sindacale. Ogni cittadino, nella sua esistenza quotidiana, si rivolge a un
apparato burocratico. Possiamo, con un enorme sforzo di semplificazione,
restringere le sue domande a quattro prevalenti tipologie, di progressiva
complessità, che chiameremo con termini convenzionali: certificazioni, pratiche
a risoluzione monocratica, pratiche a risoluzione trasversale, affari. A prima
vista, l'apparato burocratico dovrebbe assicurare efficienza di risposta nei
primi tre casi e appellarsi a norme vigenti nell'ultimo, qualora fosse chiamato
(e obbligato) a condividere profili di collusione e complicità in relazione
alla non applicazione delle norme stesse. Ci accorgiamo invece che dietro ogni
certificato, persino il più semplice, c'è quasi sempre l'interessamento di un
galoppino di segreteria che fa "rete" con l'apparato burocratico a
livello "sportello". Le pratiche, dal canto loro, hanno bisogno quasi
sempre di un'intermediazione politica che fa leva su collaudate
interconnessioni. Del resto, quale anziano dovendo riscuotere la pensione non
ha bisogno di una forma di "accompagnamento"? SEGUE A PAGINA XIII.
( da "Provincia Pavese, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il vescovo Giudici in
visita benedice il centro di adroterapia che dovrebbe essere pronto per la fine
del 2008 "La Francia vuole copiarci il Cnao" Ieri il sopralluogo del
presidente della fondazione, Erminio Borloni "Il primo paziente potrebbe
essere trattato a Pavia all'inizio del prossimo anno" PAVIA. Tra una
settimana arrivano i francesi. Importano a casa loro la tecnologia del centro
di adroterapia pavese. E a breve li seguiranno gli austriaci. Il Cnao, unica
struttura in italia per la cura dei tumori resistenti alla terapia
tradizionale, è quasi pronto. Il grande anello del ciclotrone si è arricchito
di magneti, strumenti, tubi, accessori. Nella sala convegni, all'ultimo piano,
una gradinata delimitata da pareti di vetro, è stata srotolata la moquette
azzurrina. Tra meno di un anno i primi pazienti. E ieri pomeriggio il vescovo,
monsignor Giovanni Giudici, ha visitato e benedetto il centro di via Campeggi.
A introdurlo nel mondo di ioni carbonio e particelle in grado di combattere un
tumore è stato il fisico Sandro Rossi, direttore tecnico della fondazione Cnao.
Un viaggio lungo il percorso che anche i pazienti seguiranno, accompagnato dal
suo segretario don Stefano Pelosi, dal presidente della fondazione Erminio
Borloni, da Giovanni Azzaretti in rappresentanza della fondazione Cariplo, dal
professor Gianpaolo Calvi. Il cantiere è un brulicare di operai, ingegneri,
fisici che cullano il ciclotrone come un bambino. Entro l'estate arriveranno
anche gli arredi per le camere di trattamento. Ma il cuore pulsante del Cnao è
già tutto lì, attende che siano montanti gli ultimi componenti, stoccati nella
grande sala del ciclotrone. "I francesi del progetto Etoile ci hanno
chiesto di fornire loro il nostro modello per lo start up - spiega Borloni che
non nasconde la soddisfazione dopo mesi e mesi di fatica -. Vuol dire che
produciamo tecnologia di alto livello". Due, tre minuti al massimo dura il
trattamento. Il tempo necessario a irraggiare tutto il tumore. Ma il dietro le
quinte è un dispiego affascinante di energie e particelle infinitesimali. Il
vescovo chiede, si informa. E Rossi spiega il meccanismo che trasforma ioni
carbonio e neutroni in pallottole contro le cellule malate. Un miliardo di ioni
o una decina di miliardi di neutroni diventano una nuvola di gas.
"Convogliata nel tubo di acciaio, la nuvola viaggia sottovuoto, come tra
le stelle. E diventa un fascio. Il fisico misura intensità e composizione,
prende le misure - spiega Rossi indicando, dalla balaustra sopraelevata su cui
si trova insieme alla delegazione in visita, gli strumenti imballati accanto
all'anello del ciclotrone -. Quelli sono gli "occhi"
dell'operatore". Il fascio prende velocità: in
( da "Repubblica, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina III - Palermo
Misure fiscali che agevolano le imprese che si impegnano a non avere collusioni
con la mafia. Certificazione di qualità per le imprese che non pagano il pizzo,
non si avvalgono di capitali mafiosi, non sfruttano il lavoro nero e
garantiscono la sicurezza dei cantieri. Eliminare le assunzioni per chiamata
diretta. Costituire l'Agenzia sanitaria regionale, come organismo di supporto
tecnico all'assessorato. Riforma delle aziende sanitarie locali: le più piccole
possono essere accorpate. Rivedere il rapporto con il settore privato
attraverso forme contrattuali che definiscano chiaramente gli impegni di
offerta. Insediare un comitato che in sei mesi proponga un piano strategico di
miglioramento della macchina burocratica. Legare gli incarichi dirigenziali ai
risultati. Approvare una legge sui "tempi certi"
della burocrazia. Favorire
i servizi on-line. Prima del Ponte sullo Stretto, sostenere una mobilità
interna efficiente e una valida rete ferroviaria. Un piano rifiuti imperniato sulla
raccolta differenziata, con la realizzazione di termovalorizzatori a bassissimo
impatto ambientale.
( da "Repubblica, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XIII -
Palermo E d è assolutamente causale l'ascesa al Parlamento di eccellenti pseudo
sindacalisti ovvero è frutto della loro azione, ovviamente lodevole ma pur
sempre svolta all'interno di padronati "pagati" per di più dallo
Stato? Nel caso della pratica complessa, l'intermediazione richiede soggetti
burocratici e politici di più alto spessore. Nessuno si sognerebbe, in tempi
ragionevoli, di esporre un suo problema a un direttore generale senza essere
segnalato, raccomandato, presentato da un politico che conta. E ammesso che
rifiutasse questo supporto crediamo che difficilmente verrebbe ricevuto dal
direttore, al più da un annoiatissimo applicato di segreteria. Se parliamo di
"affari" ci vengono subito in mente modelli di
interazione tra burocrazia
e politica che non riguardano solo la fase procedimentale ma la preparazione e
la predisposizione dell'affare stesso. Come si riflette tutto questo nella
competizione elettorale? Il politico rinnova il suo legame con l'apparato
burocratico, in qualche caso inserendo sue componenti nella lista dei
candidati. Il cittadino accorto conosce relazioni e intese e viene
rassicurato sul permanere di queste relazioni e intese a patto che egli stesso
cooperi, con il suo voto, al relativo mantenimento. Sostituzioni di politici e
di burocrati risultano sconvolgenti negli equilibri di potere. Occorre
ritessere trame, ridefinire accordi e alleanze, verificare fiducia e
disponibilità. Ecco perché alcune nomine talvolta hanno bisogno di un tempo
enorme per essere decise con un'attenzione mediatica spasmodica alla contesa,
mai basata sul merito, tra i vari concorrenti. Una volta effettuate, sono come
un bollettino di guerra: chi le sa leggere e interpretare intuisce avanzamenti
e ripiegamenti, ascese e declini, tenuta delle posizioni o sconvolgimento delle
stesse per rapporti di forza mutati. A seguire le cronache, sono del resto
proprio gli alti burocrati che occupano le prime file nelle convention
propagandistiche, preoccupandosi di essere ripresi dalle telecamere, in modo
che il contesto si renda conto della fisicità del contatto che intrattengono
con la politica "forte", delle filiere di comando in cui sono
inseriti, della familiarità in grado di ostentare con i rappresentati della
politica. Felici, questi ultimi, ovviamente, dell'omaggio e pronti
all'occasione, a ricambiare secondo codici di difficilissima decriptazione. Una
domanda, a questo punto, sorge intuitiva. Perché questo schema, qui appena
abbozzato, produce adesione ideologica nei confronti di certi schieramenti e
non di altri? La risposta non è facile e richiederebbe maggiori conoscenze e
approfondimenti sul campo. Si può pensare a tre differenziali: produttività,
etica, tradizione. Iniziamo da quest'ultima. Gli organigrammi di vertice, della
burocrazia sono determinati per cooptazione (o, con un
termine più elegante, spoil sistem). Inserirsi in essi ha spesso richiesto
prove di fedeltà, repentini cambi di casacca, riformulazione dei curricula
personali. Se si tiene conto che la Sicilia, negli ultimi sessanta anni, è
stata governata da una coalizione sostanzialmente di centrodestra, salvo pur
significativi intervalli, non possiamo certo attenderci che dalla cooptazione
sia scaturita disomogeneità complessiva tra apparato burocratico e schieramento
politico dominante. C'è poi probabilmente all'interno di una parte della burocrazia una differente concezione etica del proprio
ruolo. Quasi un auto-esclusione da certe pratiche e certi affari. Ed è ovvio
che questa rinunzia non agevola certo scalate di carriera. Veniamo alla
produttività. La qualità del servizio offerto dai patronati, giusto per un
esempio, non è uguale per tutti. E in settori come quello della formazione,
splendido esempio di connubio perverso tra burocrazia
e politica, alcuni operatori pseudo sindacali sono più presenti di altri. Il
che non deve indurre, s'intuisce, a generalizzazioni fuorvianti. Resta il fatto
che anche dietro il voto clientelare e il voto di scambio c'è una forma di
produttività. Il cui andamento premia alcuni e penalizza altri. Buon argomento
per le scuole di formazione politica.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Regione Damiano: Fvg orientato allo sviluppo Tesini: ora snelliremo la burocrazia PALMANOVA. Il ministro del
Lavoro, Cesare Damiano, promuove i cinque anni di governo di Riccardo Illy. Due
i risultati messi a segno per il ministro: "collocare il Friuli Vg alla
testa dello sviluppo" e "testimoniare gli elementi di crescita ed
equità sociale che sono indispensabili". Il ministro approva anche
la coalizione di Intesa Democratica che, a differenza delle scelte a livello
nazionale, conferma l'adesione della Sinistra-Arcobaleno: "A livello
locale è giusto tessere tutte le alleanze che il territorio può ispirare per consentire
alle forze progressiste di governare". Damiano ha visitato ieri la
regione. E a Trieste ha dato la sua ricetta per migliorare la produttività in
Italia. Si tratta, ha detto commentando i dati Ocse, di "prevedere
incentivi verso le imprese, ma non a pioggia" e "incrementare il
salario di produttività". Nel pomeriggio c'è stato il bagno di folla
all'auditorium di Palmanova, in compagnia di Alessandro Tesini. Su quello che,
dopo il lavoro, considera il tema più sentito dall'opinione pubblica friulana
in questa campagna elettorale - la burocrazia - è
proprio tornato, dal palco, il presidente del consiglio e candidato del Pd.
"È sentita come incomprensibile e insopportbaile complicazione, come zeppa
che avvilisce spirito di iniziativa e diritti di cittadinanza, come
contraddittorio freno all'innovazione", ha ricordato Tesini. "Per
questo, dopo avere messo in campo strumenti a favore del lavoro e del sistema
delle imrpese, la priorità strategica sarà quella di rendere la macchina
pubblica molto piú efficente e molto meno costosa". E se alla
riorganizzazione della struttura amministrativa si è già posto mano con le
misure adeguate ("i costi di funzionamento si sono ridotti di quasi il
9%"), ora si dovrà porre mano alla riduzione delle leggi, degli oneri
amministrativi che gravano su imprese e cittadini, e, con una forbice affilata,
tagliare "i costi della politica".
( da "Provincia di Cremona, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione di Giovedì
10 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl Convocata per un rimborso Ilor Ma Roma ha
bloccato la pratica Egregio sig. direttore, premetto che non sono di sinistra e
per un increscioso motivo non lo diventerò mai. Il fatto: un giorno nel
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Don Suard ha trovato
i finanziamenti, ma l'iter non si sblocca. Fermo anche il progetto della "zona pastorale del Breg" La casa parrocchiale è
"congelata" dalla burocrazia La parrocchia di S. Ulderico di San Dorligo della Valle è una
delle più antiche della diocesi ed un tempo era un importante decanato
comprendente più di quaranta comunità; attualmente raccoglie circa 1700 fedeli,
comprese le frazioni di Crogole, Brce e Prebenico. La comunità è guidata
da don Suard, classe 1966. Numerose sono le difficoltà incontrate dal sacerdote
nel corso del suo operato, a cominciare dalla casa parrocchiale. Posta
dirimpetto alla chiesa, don Suard riferisce che essa risulta inagibile per la
mancanza della messa a norma dell'edificio secondo le leggi antinfortunistiche;
malgrado l'impegno del parroco per trovare i finanziamenti necessari per
avviare i lavori, al momento non c'è nessuno spiraglio per poter risolvere
l'annosa questione. La Regione Friuli Venezia Giulia si è resa disponibile a
stanziare del denaro ma purtroppo la burocrazia ha
rallentato il prosieguo dell'iter. Nonostante la mancanza di strutture, nel
2004 è stato avviato un progetto per svolgere la catechesi in modo unitario con
le altre parrocchie, denominato la "Zona pastorale del Breg", (nome
che indica la zona circostante): l'idea di impostare in questo modo l'attività
nasce in seguito al convegno diocesano del 2003, con l'intento di
razionalizzare le forze rimaste in loco e di offrire contemporaneamente un
servizio migliore sul territorio, anche nel tentativo di dare risposte alle
nuove esigenze sociali. Purtroppo il progetto è fallito per la mancanza di
spazi idonei. Inoltre il parroco ricorda che la chiesa di San Dorligo/Dolina è
priva di riscaldamento e di conseguenza d'inverno il numero dei fedeli,
specialmente bambini ed anziani, diminuisce sensibilmente. Per risolvere anche
questo problema la Regione ha stanziato un contributo, ma nonostante sia stata
prodotta la documentazione necessaria, per il momento non si è ancora giunti
all'approvazione del progetto. Le attività per i giovani vengono realizzate
assieme alla Commissione Diocesana della Pastorale Giovanile per i fedeli di
lingua slovena. Numerose sono gli impegni intrapresi: l'anno scorso si sono
svolti tre campi estivi e due campi invernali dedicati agli studenti delle
scuole medie, delle superiori e dell'università. Don Suard è presente in
parrocchia part time, cioè soltanto per coprire le esigenze della comunità; non
ci sono altri sacerdoti nella realtà di Dolina ed egli si avvale della
collaborazione di due suore, suor Doroteja ed suor Efrema, nonché di numerosi
parrocchiani. Il parroco segnala che in quest'area del territorio mancano i
servizi base: basti pensare che l'istituto bancario più vicino è posto in zona
industriale. Il servizio autobus attualmente garantisce gli spostamenti in
città, senza però incentivare l'uso dei mezzi pubblici piuttosto che
dell'automobile. a.d.m.
( da "Provincia di Cremona, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione di Giovedì
10 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl Partito Democratico. Il senatore nel
palazzo della Provincia con i candidati locali L'ex ministro Tiziano Treu
'Alleanza impresa e lavoro' di Antonio Guerini "Impresa e lavoro devono
collaborare. E' un cambiamento, nostro, anche ideologico. Ma necessario".
E', forse, uno dei passaggi più importanti fatti dall'ex ministro del Lavoro
Tiziano Treu, ieri a Crema invitato dal Pd cremasco. Sala del palazzo della
Provincia piena, così come il tavolo a cui sedeva il senatore: c'erano infatti
i candidati cremaschi Cinzia Fontana, Francesco Giubelli e Valentina Gritti.
Tema: lavoro e impresa obiettivi condivisi. Cinzia Fontana ha, in apertura,
voluto aggiungerci anche la formazione, considerata "di vitale
importanza". "Condividere gli obiettivi ? ha argomentato Treu ? è
ricorrente ma non scontato. Diventa quindi strategico farlo". Prima di
entrare nel merito del tema, tuttavia, un paio di passaggi diretti agli
avversari politici: "Ancora non si è capito che il Paese è in difficoltà.
Perché un giorno sui giornali leggiamo che qualcuno incita ad abbracciare i
fucili e un altro giorno ancora qualcuno che chiede la perizia psichiatrica per
tutti i magistrati". Ed eccoci al lavoro. Prima regola, sostenere le
imprese. Come? Tiziano Treu ha indicato due ricette: liberarle
dalla burocrazia e
incentivare quelle che innovano. Subito dopo, riprendendo l'input dato da
Cinzia Fontana, la formazione: "L'Italia deve puntare sulla scuola. Anche
la Lombardia ha una dispersione scolastica molto alta. Dobbiamo puntare ad
avere tutti diplomati e a incrementare la quota percentuale di laureati.
Discorso rivolto ai giovani ovviamente, ma anche chi ha 50 anni deve rimettersi
in gioco. Oggi il tipo di produzione obbliga un lavoratore a cambiare
competenze ogni 5 o 6 anni". Lavoro dunque come risorsa fondamentale per
la crescita, con la consapevolezza che il posto fisso a tempo indeterminato è
sempre più duro da conquistare. "Ma dobbiamo produrre cose 'buone' ? ha
incalzato il docente universitario ? così da arrivare ad una crescita che porti
ad uno sviluppo umano. Fatto questo dobbiamo distribuire la ricchezza,
operazione che deve essere fatta bene. E per far questo tutti i fattori devono
migliorare". Treu ha poi lasciato spazio agli interventi arrivati dalla
platea. Ne è nato un dibattito.
( da "Nuova Sardegna, La" del 10-04-2008)
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VARATO IL PIANO DI
COMUNICAZIONE L'Asl vuole snellire la burocrazia e facilitare l'accesso
ORISTANO. L'Asl
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Le richieste della
Fipe ai candidati alla presidenza della Regione. "Troppa inesperienza
dietro il bancone. Vanno ripristinati gli obblighi di formazione"
Esercenti a Illy e Tondo: bar aperti 24 ore Meno burocrazia per le ristrutturazioni.
Flessibilità sulle norme anti-rumore La possibilità di tenere aperto 24 ore su
24, il ripristino degli obblighi formativi per chi vuole aprire un locale,
l'esposizione solo all'interno - seppure visibile anche all'esterno - del
listino prezzi e un po' di flessibilità nell'applicazione delle norme sull'inquinamento
acustico. Sono queste le principali richieste che la sezione locale della
Federazione italiana pubblici esercizi (Fipe) rivolge, a due giorni dal voto,
ai candidati governatori della Regione, Riccardo Illy e Renzo Tondo. Forte di 5
mila imprese associate e 23 mila dipendenti complessivi, la Fipe del Friuli
Venezia Giulia, con il suo miliardo e 400 milioni di euro di fatturato annuo,
rappresenta uno dei pilastri dell'economia locale. "Anche noi, però, siamo
colpiti da questa fase recessiva - spiegano i dirigente della Fipe nella
lettera inviata ai due contendenti per la poltrona di presidente della Regione
- e ciò nonostante siamo investiti da tributi estremamente onerosi, come la
tassa sulle immondizie, e da costi gestionali in continuo aumento". In questo
quadro, gli esercenti chiedono alcuni cambiamenti nella normativa oggi in
vigore, che potrebbero rendere un po' più semplice la gestione di un locale
pubblico. In particolare si appellano affinchè la prossima giunta regionale
permetta ai Comuni di derogare sul tema degli orari di apertura.
"Attualmente, è possibile tenere alzata la saracinesca dalle 5 del mattino
al 3 del giorno successivo, più un'ora di sgombero, per un totale di 23 ore
complessive giornaliere - osservano i responsabili della Fipe -. Alcune aziende,
però, hanno la capacità imprenditoriale, e la richiesta degli avventori, per
tenere aperto sempre. Chiediamo, quindi, che possa essere data la possibilità
ai Comuni di poter derogare, per le attività che ne fanno richiesta, all'orario
attualmente previsto". Se su questo punto la Fipe promuove una
deregolamentazione del comparto, da un altro l'associazione di categoria
rimarca la necessità di ripristinare i vincoli formativi per coloro che si
accingono a mettersi dietro ad un bancone. "Molti aprono un'attività senza
alcuna conoscenza delle problematiche che la gestione di un pubblico esercizio
comporta - rimarca la Fipe - e con la loro mancanza di professionalità
danneggiano l'intera categoria". Infine, il nodo rumore. "Le nuove
norme antirumore richiedono la predisposizione di una valutazione di impatto
acustico da parte di un tecnico abilitato - osservano i rappresentanti degli
esercenti -. Tale norma prevede che, in caso di ristrutturazioni, di
installazione di impianti rumorosi (come climatizzatori e macinacaffè), ma
anche nel caso di piccoli impianti musicali, si debba produrre una copiosa
documentazione attestante il non superamento dei limiti sonori, sostenendo
costi elevati. Chiediamo che tale obbligo sia indirizzato solo a chi apre una
nuova attività e non a chi effettua delle semplici modifiche, per esempio
sostituendo l'arredamento. Allo stesso modo, chiediamo che questa valutazione
non venga richiesta per impianti stereo di piccole dimensioni o per piccoli
spettacoli temporanei".
( da "Repubblica, La" del 10-04-2008)
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Pagina XIII - Firenze
Teatro Puccini La satira di Reggiani "Rido sui mali d'amore" "Né
capi né code" si divide fra umorismo legato all'attualità e vicende del
privato spesso tratte dal personale dell'attrice E' stata una delle star
qualche anno fa della "Tv delle ragazze": Francesca Reggiani assieme
a Gabriella Germani è protagonista al Teatro Puccini di Firenze dello
spettacolo Né capi né code, regia di Valter Lupo. Due attrici-trasformiste
dialogano fra loro. E' difficile distinguere fra quotidianità e reality. Satira
sociale e di costume puntano il dito su caro vita, pressione
fiscale, sprechi di denaro pubblico, precariato, burocrazia kafkiana, ambiente. Disagi ed incertezze creano interrogativi al
cittadino che si trova impotente rispetto ad un mondo che cambia in maniera
troppo veloce. Né capi né code è fatto di brevi monologhi, folgoranti dialoghi,
irresistibili atti unici. I personaggi creati dalla Reggiani sono rapiti
dalla quotidianità, sembrano fumetti della Bretecher. Ma la Reggiani fa anche
ridere parlando della crisi di coppia, della famiglia, di donne in bilico.
"L'ironia - afferma l'attrice romana - mi ha sempre aiutato, sin da
bambina. Ero sarcastica già allora. Riesco a prendere in giro anche me stessa.
Tant'è vero che molte delle storie a sfondo amoroso che metto in scena le ho
vissute nella realtà come dei drammi: amori irrisolti, uomini che se ne vanno
senza spiegazioni. La mia comicità è anche il risultato di grandi sofferenze
personali". Francesca Reggiani però non è soltanto ironia. "Spesso
vengono a trovarmi in camerino degli spettatori. Alcuni di loro mi hanno detto
di essersi commossi. Per me questa è stata la ricompensa più bella".
(ro.inc.).
( da "Nuova Sardegna, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
PARISI (PD) "Il
pericolo maggiore è la Lega di Bossi" Il G8 alla Maddalena? Sarebbe meglio
spostare la data a settembre ma non può decidere il governo italiano ALFREDO
FRANCHINI - I partiti, in genere, nascono all'opposizione. Il Pd, invece, si è
formato durante il governo Prodi e ora si trova ad affrontare le elezioni
anticipate. "Se il 14 ottobre del 2007 rappresenta la nascita del Pd è a
tutti evidente che è stato l'approdo di una gestazione di tredici anni e fa
parte di un cammino che non considero concluso". - è davvero una risposta
alla semplificazione della politica come chiedevano gli italiani? "Il
segno dell'Ulivo, presente nel simbolo del partito, sta da solo a significare
che il Pd è l'approdo di un processo politico vero e collettivo che si è svolto
sotto gli occhi degli italiani, non l'invenzione di un uomo sul predellino di
un'auto a Piazza San Babila, come è il caso del Pdl. Quella è solo una lista
elettorale. Un partito è un'altra cosa". - C'è ancora chi si chiede se
fosse proprio necessario unificare Ds e Margherita sacrificando la ragione
ideale che si richiama al socialismo. "Che cosa dovremmo dire allora delle
altre tradizioni ideali che sono approdate nel Pd pur non richiamandosi al
socialismo? Non dovremmo parlare anche per loro di sacrificio? Nessuno nel Pd
chiede a nessuno di dimenticare le proprie ragioni ma piuttosto di metterle in
gioco e metterle a frutto pr un obiettivo più grande che si chiama Italia. Il
fine della politica è superare le divisioni senza mortificare le distinzioni.
Ci sono partiti che si limitano a rappresentare la propria parte, a difendere i
propri interessi, a denunciare i problemi. Questo è importante ma a noi non
basta. I problemi vogliamo risolverli, non agitarli. E vogliamo risolverli
coinvolgendo tutti". - Le primarie del Pd sono state le uniche vere: così
le aveva definite lei che scese in campo a sostegno del candidato della
minoranza, Filippo Spanu. Però quelle primarie hanno diviso il partito sardo a
metà. "Perché diviso? Le primarie hanno messo in evidenza che esistevano
ed esistono posizioni diverse ma questo non ci ha impedito di ricondurle ad
unità. Nei partiti democratici l'unità è nei valori e nelle regole. Tutto il
resto è affidato al confronto e alle decisione comune. Se nonostante le
distinzioni siamo riusciti a prendere decisioni vuole dire che l'unità dei
valori e delle regole era ed è forte a sufficienza". - La vertenza
Sardegna con lo Stato si è trascinata per svariati decenni. La Regione non
aveva mai ottenuto quanto ha portato a casa con il governo Prodi. Entrate e
trasferimento dei beni sono una conquista definitiva o potrebbe essere messa in
discussione da un eventuale governo Berlusconi? "Ci provino. Chi si
azzardasse a mettere in discussione le conquiste raggiunte troverebbe
sicuramente i sardi sulla sua strada". - Ma la Lega potrebbe mettersi di
traverso sui maggiori trasferimenti. "Come non preoccuparsi per il ricatto
secessionista che Bossi farebbe sicuramente pesare su un eventuale governo
Berlusconi? Un ricatto forte per di più della presenza di Tremonti alla guida
dell'Economia, l'unico ministro sicuro qualora Berlusconi dovesse
vincere". - Sta arrivando una grave recessione e il futuro governo, al
contrario delle promesse, potrebbe trovarsi nelle condizioni di prendere misure
impopolari. "Il cielo dell'economia globale è pieno di nuvole nere che non
annunciano nulla di buono. Non è un caso che Berlusconi, che tutti riconoscono
come un grande venditore di sogni, annunci per la prima volta "misure dure
e impopolari", e Tremonti auspica una linea economica protezionista".
è anche pensando a questa prospettiva che il governo Prodi ha accettato il
rischio dell'impopolarità per far trovare di fronte alla tempesta che si
avvicinava la nave Italia con i conti in ordine. Cosa accadrebbe alle regioni e
alle categorie sociali più deboli con Berlusconi e Bossi? Quando sentiamo
annunciare protezioni e misure dure e impopolari, dobbiamo chiederci:
"Dure e impopolari per chi"? A protezione di chi"? - C'è una
questione meridionale che dev'essere rivista nel suo insieme. Il Sud e la
Sardegna possono diventare la piattaforma per i traffici che arrivano
dall'Oriente ma occorrono infrastrutture. "è evidente. La geografia e la
storia offrono al Sud e alla Sardegna un'occasione unica. Purtroppo
la nostra capacità di decisione e di attuazione è inadeguata: la burocrazia e quella che è, e altrettanto
si deve dire del carico di leggi e di vincoli. La nostra proposta è
d'intervenire sciogliendo lacci, tagliando leggi. E aggiungo: evitando di
introdurne di nuove prima di essersi assicurati che non esistano già. Ma
soprattutto evitando la demagogia. Qualche giorno fa il Giornale di Berlusconi
accusava il governo Prodi di aver portato a termine dal 2001 solo quattro
opere. Dal 2001! Come se dal 2001 al
( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Con Berlusconi
firmeremo un patto. Illy? Si vergogna della sua coalizione" "Sui
debiti ho dovuto forzare, altrimenti nessuno mi badava" "Ecco il mio
pronostico: da giocatore di dama vi dico che è quasi fatta" Tondo: Friuli
più forte se vince il centro-destra TOLMEZZO. "Macché voto disgiunto. Il
Friuli sarà più forte solo se vince il centro-destra, da Roma a Udine". E'
con questo appello che il candidato della Cdl, Renzo Tondo, parlamentare
uscente di Forza Italia si rivolge agli indecisi. Aspettado la grande kermesse
di domani con Silvio Berlusconi al palasport Carnera. Onorevole Tondo, lei ha
rinunciato al seggio sicuro a Roma per correre contro Illy, che è uno
forte.Perchè? Perché amo questa regione, la mia gente e la mia terra. Non mi
sono chiesto cosa mi conviene fare ma cosa mi piace fare. E cosa le piace fare?
Cose concrete. Lei è stato presidente fino al 2003. Che Regione ha trovato
rispetto a quella che ha lasciato? Ho trovato una regione indebitata e a
livello di emergenza finanziaria. L'ho detto con forza. Qualcuno dice che è
fuggito dal confronto con Illy... Sbaglia. Anche andarmene da Telefriuli è
servito per dire questo. Ora mi impegno a recuperare ciò che Illy ha
deteriorato con il buon governo, che è stato trascurato. La nostra è una
Regione smarrita, che ha bisogno di una guida. Sul debito Illy le ha risposto
esibendo dati di Bocconi e Standard & Poor's. Lui schiva. Dice che è debito
sostenibile, ma ci mancherebbe altro, altrimenti sarebbe la bancarotta. La
verità è che l'economia non è cresciuta. Ci sono lamentazioni e crisi. Eppure
centro-sinistra e centro-destra sembrano invertirsi le parti... Illy contesta i
metalmeccanici sull'A4 e lei, invece, non si presenta a Confindustria. Non è
strano? Per cinque anni il governo regionale è stato sopra la comunità, non
assieme alla comunità. Io invece ho impronto la mia operatività al senso di
ascolto. Ci vuole pazienza e condivisione in politica. Non animismo sciocco, ma
coraggio di prendere decisioni che possono sembrare impopolari. Penso alla
provincia della Carnia e alla vicenda del friulano, o del cementificio di
Torviscosa. Dopo le polemiche del 2003 la Cdl è di nuovo unita attorno a lei?
Sì. Ho lanciato la mia candidatura quando la condivisione era inferiore. Volevo
un modello diverso: un presidente che non si vergogna della sua coalizione. In
questo siamo uniti aldilà delle malinconie e possiamo davvero proporci come
un'alternativa credibile a Illy. A guastare la festa Alessandra Guerra che ha
lasciato la Lega nel bel mezzo della campagna elettorale. Quasi parti
invertite. Le dispiace? Tutto sommato sì. Credo che avrei voluto consigliarle,
come già fatto, che è il caso di fermarsi un attimo a riflettere. Non ero
felice nemmeno io cinque anni fa. Ma come si vede la coerenza paga. Berlusconi
viene domani a chiudere la campagna elettorale a Udine. Scelta forte. Puntate
al traino nazionale? E' certo un segnale molto forte e mi fa piacere. La
chiusura non è una cosa banale. Assieme a Frattini presenteremo il patto che la
Regione sottoscriverà con Berlusconi. Noi ci impegnamo seriamente per alcune
priorità del Friuli Vg. E' un patto di cose da fare. Anche per questo ho un
senso di gratitutdine per Berlusconi. So benissimo gli impegni che ha in questo
momento e avere deciso di venire qui mi gratifica moltissimo. Illydice che lei
si nasconde dietro ai big nazionali per non affrontarlo. E' così? Lei mi sta
intervistando un'ora dopo il faccia a faccia con Illy rispetto al quale non mi
sono certo nascosto e sono riuscito a portare al centro del dibattito. Non mi vergogno
della mia coalizione, lui sì, perché che ha compagni di ventura come Ferrero,
Pecoraro Scanio, Visco. Io sono orgoglioso di avere come leader Berlusconi. Se
verrà eletto qual è la prima cosa che fara? Aprire un tavolo immediato con le
categorie economiche per una riforma del sistema regionale. Poi la riforma
della legge sul reddito di cittadinanza che è un'offesa al buon senso dei
friulani. Garantiremo ai sindaci, sentinelle del territorio, i fondi per gli
assegni ai poveri. Terzo: revisione della legge urbanistica, fatta con una
visione centralista. Illy continua a parlare di voto disgiunto e lei invece di
voto congiunto, cioè di un voto politico a centro-destra dalle politiche alle
comunali. Perché? Perché ci sono dei valori comnuni dalla famiglia, alla
sicurezza, alla solidarietà e allo sviluppo. Se è vera la regola "dimmi
con chi vai e ti dirò chi sei", il mio competitore va con la sinistra. Il
presidente garantì che il voto per Prodi sarebbe stato buono, siamo a una delle
legislature più brevi della storia. No, io credo che solo con un voto chiaro a
centro-destra il Friuli sarà più forte. A centro-destra ha ritrovato vecchi
amici come Saro e ne ha persi altri come Collavini. Non commento chi, nel
momento in cui non è ricandidato, decide di andare dall'altra parte. Nel 2003,
quando non mi ricandidarono, restai nel mio ristorante a fare il mio lavoro.
Come Illy si considera prestato alla politica? Premesso che anch'io sono un
imprenditore, anche se in maniera completamente diversa, questo non significa
che si fa politica solamente se si vince. Illy ha detto che se non viene eletto
abbandona il consiglio regionale. Non mi pare una cosa corretta. Io sono
convinto di vincere e sono ottimista. Anche se decidere spetterà agli elettori.
Con loro faccio un patto: chiedo il voto e confermo che resto anche se perdo.
L'unico che minaccia di abbandonare il campo è lui, non io. Fugge lui. In
questi cinque anni si è parlato di Udine e Trieste al potere. Crede davvero che
il Friuli sia un territorio dimenticato? No, non lo penso. Penso che non
abbiano fatto delle scelte di coesione territoriale, cercando poi di recuperare
a spezzoni il consenso perduto. Non posso dire che ci siano state delle
prevaricazioni, ma si deve guardare oltre. Mi sono battuto per l'unità quando
Illy voleva fare la provincia della montagna. A Rovis ho detto che non ero
d'accordo sulla provincia autonoma di Trieste. Vado avanti così. Lei ha rotto
il tabù della lingua friulano parlando di spreco. "O feveli furlan e lu
cjacari cui mei colaborators". Non credo che il
problema sia creare una burocrazia friulana che consenta ai cittadino di avere i documenti
tradotti, ma gestire alla friulana: meno liste d'attesa, amministrazione
efficace. La nostra proposta non è quella di percorrere la strada di Illy o del
centro-sinistra ma fare in modo che Udine inizi un percorso che la porti a
essere davvero capitale. Illy riconosce che la legge sull'innovazione è
una sua idea. Lei cosa riconosce a Illy? La capacità di potenziare i poli
sciistici. Di segno zodiacale è un leone, re della foresta. Se lo sente
addosso? Gli altri mi vedono così, io non sono appassionato. Ma è appassionato
di dama. E' presidente nazionale. Cosa ha preso dalla dama per la politica e
viceversa? Il gusto del ragionamento e il piacere della sfida. Ma anche
l'azzardo. Non ha il complesso per chi gioca a scacchi? No, assolutamente.
Questa valutazione la fa solo chi non gioca a dama. La strategia è fondamentale
nella dama, più che negli scacchi. E anche la capacità di immaginare come va a
finire. Ha immaginato il finale? Sì', altrimenti mi sarei perso la partita. Ce
lo dice? Beh. Berlusconi? Vince. Lo sa anche Veltroni. Fontanini in Provincia
di Udine? Al primo turno. Cainero a Udine? Anche. E' in rimonta. E soprattutto
offre finalmente un sindaco che sia una cosa concreta. Tondo? Da buon giocatore
ha messo in preventivo di vincere. In giunta che ci mette? No, nessun nome.
L'assessore alla sanità sarà esterno. E sarà una bella sorpresa.
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
PROCESSI & DETENUTI Ma è giustizia o solo burocrazia giudiziaria? Paolo Mele senior avvocato penalista Un tempo si
diceva che "la Giustizia è lenta ed inesorabile". Un tempo risalente
a un lontanissimo passato di cui si è persa memoria, salvo non voler rimettere
tale assioma ad un'eventuale è forse più credibile aspettativa ultraterrena.
La Giustizia, infatti, quella che conosciamo noi, oggigiorno, non è
semplicemente lenta, ma pressoché imbalsamata e per di più di rarissima
inesorabilità. Una situazione per cui la storica scritta tribunalizia "La
legge è uguale per tutti" è sempre più percepita dai tanti come un fatto
fortuito o ancor peggio come un "benefit" per pochi. Una situazione
per cui l'unica ad essere veramente condannata è la Giustizia medesima che, tra
sprechi e lentezze, costate ai contribuenti nel corso del solo 2007 oltre 7
miliardi di euro, si è aggiudicata il triste record europeo di circa 200 mila
prescrizioni. I processi qui da noi, infatti, sembrano spesso di difficile
conclusione. Secondo recenti stime le cause penali pendenti avanti l'Autorità
giudiziaria italiana sono circa 5milioni. La durata media di un processo tra
giudizio di primo grado ed appello è di oltre 3 anni, ma vi sono punte
"d'attesa" che raggiungono i 1.300 giorni per il solo appello, come
sarebbe accaduto presso le Corti di Ancona e della Serenissima Venezia. Tempi
che più volte hanno determinato la liberazione per decorrenza termini di
pericolosi pregiudicati, come è avvenuto qualche giorno fa, con la liberazione
di ben dodici boss mafiosi in attesa di giudizio avanti la Corte d'Appello di
Messina, una dei quali condannato in primo grado a ben 4 ergastoli. Ma non è un
fatto nuovo, poiché già nel 2006 riacquistò la libertà l'erede del clan
camorristico Di Lauro grazie ad una fotocopiatrice rotta ed anche il figlio del
super boss Riina è recentemente uscito per scadenza termini dal carcere di
Sulmona, ove era detenuto nella sezione d'alta sorveglianza. D'altra parte se
per fare una sentenza di primo grado capita - come a Gela - che un giudice ci
impiega la bellezza di 8 anni (!) cosa si può mai sperare? Eppoi le cose
potevano andare anche peggio. Basti pensare che all'inizio di quest'anno erano
detenuti nelle carceri italiane circa 49.000 detenuti, "appena"
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
IMPEGNO. Nella lista
"Brescia con lo sport" Donne in campo per "sostenere il
volontariato" La campagna elettorale, e la candidatura da consigliere
comunale, può essere l'occasione per prolungare e diffondere battaglie civili
combattute da tempo. È questa la convinzione che ha spinto Michela Catalano
Cibaldi, portavoce del Comitato malattie rare della provincia di Brescia, a
candidarsi insieme ad altre due donne impegnate nel sociale, Federica Papa e
Grazia Giuliani, nella lista Brescia con lo sport e il volontariato che
sostiene Adriano Paroli. "Il Comitato - dice Michela Catalano Cibaldi - è
nato quattro anni fa per offrire un punto d'incontro a genitori e malati
affetti da patologie rare. Si tratta di una "valvola di sfogo" per un
fenomeno di cui non sono note neppure le dimensioni. I casi sono numerosi, ma
non è ancora stato istituito il Centro nazionale che dovrebbe unire tutte le
statistiche, tutti gli studi sull'argomento". La prima richiesta del
Comitato è proprio quella di avere una mappatura dei casi: "Il malato raro
vive in un mondo fatto di solitudine, di senso di abbandono". Una
solitudine accresciuta dal fatto che "manca il coordinamento, manca il
quadro di riferimento". A livello locale il Comitato
avanza da tempo richieste all'Asl di "uno snellimento della burocrazia, un'informazione chiara e
diretta su diritti e agevolazioni. Mancano corsie preferenziali per le
situazioni acute e urgenti". A supplire a queste mancanze è spesso il
volontariato: "A Milano ho scoperto l'importanza di strutture che
accolgono i genitori di bambini in cura. Da allora ho deciso di
impegnarmi per dare una mano alle famiglie che hanno questi problemi". E
una candidatura in Comune a cosa può servire? "Adriano Paroli ha garantito
spazio e supporto al volontariato e alle associazioni. Noi donne candidate copn
"Brescia con lo sport e il volontariato" vogliamo essere le garanti
di questo impegno: saremo con lui le "sentinelle" del
volontariato". M.TE.
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
TIZIANO TREU
(Partito democratico). L'ex-ministro del Lavoro dice: "Mantenere la
riforma appena varata: non si possono cambiare le regole ogni 2-3 anni"
"E ora alzare le pensioni che sono troppo basse" di Antonio Trentin
Due mesi fa Tiziano Treu ha rischiato il non-ritorno in Parlamento. Questioni
di equilibri dentro il Partito democratico e di regole (non per tutti) sulla
pluri-rieleggibilità. Poi a Walter Veltroni è stato mostrato bello in chiaro
che - da interlocutore credibile per il mondo del lavoro come per il mondo
delle imprese - il "prof" senatore vicentino-milanese riporterà
esperienza a Palazzo Madama. Ed eccolo collocato fuori casa, in un posto vincente,
nel "pacchetto" dei big che Roma fa ospitare dalle liste Pd in giro
per l'Italia. Nel Pd lei è entrato come liberaldemocratico con Lamberto Dini. E
ci è rimasto. L'ex-premier ha sbattuto la porta, ha fatto cadere il governo
Prodi e se n'è andato con il Popolo della libertà. Un'area come la vostra
perché deve stare di qua anziché di là? Ho motivato anche a Dini le ragioni del
mio rimanere nel Pd. Questo partito ha un programma liberaldemocratico e lo può
attuare perché ha avuto il coraggio di liberarsi dai condizionamenti della
sinistra radicale e di andare da solo alle elezioni. Il centrodestra è più
eterogeneo e poco liberale. Un ministro al Veneto: l'ha promesso Veltroni, lo
rivendica la Lega, ora lo garantisce anche Berlusconi. Lei è stato l'ultimo in
carica. Un ministro può fare davvero molto per la sua regione o è questione
d'immagine? Il Veneto e Nord hanno bisogno di politiche che modernizzino
veramente il paese, che liberino le energie vitali dai pesi
della burocrazia, delle
rendite e della spesa parassitaria, che le aiutino a innovare. Un ministro può
essere utile, ma lo è di più la coerenza delle politiche. Da candidato in
Lombardia, le tocca il caso Alitalia-Malpensa, diventato materia di campagna
elettorale... Il caso è grave per tutta l'Italia, non solo per la
Lombardia. È segno dell'incapacità delle istituzioni e delle parti sociali di
'fare squadra', come invece è stato per l'Expo
( da "Eco di Bergamo, L'" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Slogan, manifesti elettorali
e politiche di chiusura verso lo straniero? No grazie, la risposta del Pd.
L'approccio del nuovo soggetto politico verso l'immigrazione è positivo:
contrario sì all'illegalità, ma benevolo nel riconoscere lo straniero come
risorsa e ricchezza per il Paese. Ieri sera alla Fondazione Serughetti la
Porta, il Pd ha espresso posizioni politiche d'accoglienza e d'integrazione,
per affrontare la complessità del fenomeno migratorio con azioni di convivenza.
Bertha Bayon, boliviana ma cittadina italiana, da 24 anni a Bergamo, assistente
sociale e oggi candidata Pd alla Camera nel collegio Lombardia
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
ANALISI. Gianpaolo
Bizzotto a ruota libera in attesa dell'imminente rinnovo di molte
amministrazioni comunali "Ai sindaci autonomia e più fiducia"
GIANPAOLO BIZZOTTO di Paolo Mariotto Elezioni. In questi giorni si fa un gran
parlare dell'appuntamento elettorale che domenica e lunedì muoverà il Paese per
il rinnovo del Parlamento. Tuttavia, oltre alla Camera e al Senato, in più di
quattrocento comuni italiani si voterà anche per il rinnovo dei Consigli
comunali che, per un motivo o per l'altro, terminano il loro mandato. Ma come
si governa un comune oggi? E come sono i rapporti con le istituzioni superiori?
Lo abbiamo chiesto al primo cittadino di Bassano, Gianpaolo Bizzotto, il quale
non ha offerto un quadro della situazione rassicurante. Anzi. Per risolvere i
problemi della gente in modo puntuale, il Comune avrebbe bisogno di più mezzi e
di più uomini. Insomma, servirebbe più denaro. Ma, oltre al fatto che negli
ultimi tempi questa "materia prima" scarseggia, il problema è che i
Comuni sono costretti a spendere come vogliono le istituzioni superiori.
"In queste condizioni non si può più andare avanti. Serve più autonomia,
libertà e fiducia nei sindaci - denuncia Gianpaolo Bizzotto -. È come
stipendiare un padre di famiglia, e decidere per lui come suddividere le spese
quotidiane. Ma come è possibile governare una città quando lo Stato e la
Regione, se ti finanziano, ti dicono anche come spendere i soldi? Sapremo
meglio noi sindaci come vanno investiti i soldi nelle nostre città e quali sono
le priorità per la nostra gente, o no? Invece, decidono loro. Ma a questo
punto, se non possiamo decidere neanche queste cose, tanto vale che ci siano i
sindaci. Mettiamo i Prefetti a governare, - è la provocazione di Gianpaolo
Bizzotto - loro sì devono rispondere solo allo Stato". I sindaci, invece,
che sono i primi a rispondere alla gente, non possono sopportare ulteriormente
queste restrizioni, e parlano del federalismo fiscale come di un possibile
toccasana per il nostro Paese in cui si delinea una situazione non più
sostenibile che, a detta del sindaco Bizzotto, "non ha
pari in altri paesi europei, dove la parola "burocrazia" significa poche norme chiare, e non tante norme ambigue
come accade di questi tempi in Italia". Tempi in cui è richiesta più
flessibilità anche in ambito pubblico, dove "si continua ad assumere
"oves et boves" che poi, producano o no, sempre lì bisogna tenerli.
Inoltre, - ha continuato il sindaco - abbiamo sempre più deleghe da
amministrare, sempre meno risorse e personale, e come se non bastasse, i
trasferimenti penalizzano i Comuni che producono e vanno a sostenere quelli che
sprecano". La solita storia, i soliti privilegiati e i soliti
"cornuti e mazziati". In questo quadro dalle tinte poco rassicuranti
dipinto da Gianpaolo Bizzotto trovano spazio anche le società partecipate come
l'Etra, che sostenuta inizialmente dal primo cittadino di Bassano in quanto
"era prevista dalle leggi", ora mette un po' di malinconia per gli
anni in cui, in tema di acqua e fognatura, ogni Comune faceva da sé. Alla fine,
con un paragone d'attualità, il sindaco Bizzotto ha affermato: "se
vogliamo ridurre l'Italia come l'Alitalia, allora siamo sulla strada
giusta". L'unico modo per far decollare il nostro Belpaese, quindi,
secondo il primo cittadino, sarebbe passare al sistema tributario federalista e
lasciare più autonomia ai governi locali, in modo che questi possano gestire
meglio le risorse disponibili. Ma se in qualche comune italiano non ci fosse la
capacità di questa gestione? "Allora subentra il giudice per eccellenza:
il popolo". Gianpaolo Bizzotto a ruota libera, alla vigilia di una
importante scadenza elettorale che vedrà il rinnovo di alcune amministrazioni
comunali. Nel Bassanese si voterà a Rossano.[\FIRMA].
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 10-04-2008)
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Lettere pag. 49 Essendo
impegnato, con semplici ruoli, nel sindacato dei Pensionati Cisl, ho steso un
appello al can Essendo impegnato, con semplici ruoli, nel sindacato dei
Pensionati Cisl, ho steso un appello al candidato onorevole, prendendo spunto
da quanto emerso nel contatto con anziani e pensionati. - Dopo le promesse ed i
programmi quando sarà a Roma, non si dimentichi da dove viene, dove ha vissuto
e magari condiviso con la povera gente. - Sono troppi gli anziani e le persone
non autosufficienti, che devono vivere con meno di 500 euro al mese. Come le
famiglie, coniugi e figli, che non dispongono di 500 euro al mese per ogni
componente. Aumentare i salari dei lavoratori e le pensioni è d'obbligo. Lo
hanno detto in questi giorni onorevoli, senatori, politici, bancari,
industriali. Dopo il 13 aprile bisognerà farlo. Non fissiamo cifre mensili, ma
vorremmo che si riflettesse sulla paga dei nostri deputati, senatori,
europarlamentari, e altri che occupano posti indicati dalla politica,
disponibili a parole a rinunciare ai lauti aumenti annuali, ma poi
silenziosamente ad intascarli. Non si potrebbe anche per loro bloccare gli
aumenti, come avviene per certe pensioni alte? - Più equità nelle tassazione e
meno tasse. E' indispensabile una riduzione delle aliquote fiscali e la
ridefinizione degli scaglioni di reddito, per far pagare meno tasse a
lavoratori dipendenti e pensionati, aumentando e equiparando la soglia esente
dall'Irpef. Il reddito considerato, per le varie denunce e richieste, dovrebbe
essere quello al netto di tasse e trattenute, non quello lordo, parte del quale
l'interessato non vede. - Occorre trovare soluzioni idonee all'inflazione,
quella ufficiale è una presa in giro, per mantenere potere di acquisto a salari
e pensioni, chiediamo un paniere adatto alle spese affrontare dai pensionati.
Come bloccare il preoccupante aumento, a volte selvaggio e non giustificato,
dei prezzi pubblici e privati, per salvaguardare il potere di acquisto. Occorre
da subito sterilizzare e quindi non applicare le accise e l'Iva sugli aumenti
dei carburanti e di altri prodotti, gasolio, metano, elettricità. - Per la
non-autosufficienza occorre un fondo che possa in concreto intervenire
sull'assistenza di tali persone, oggi a carico quasi esclusivamente della
famiglia. Un livello minimo di assistenza andrebbe fissato, così come per
l'assistenza socio-sanitaria. - Occorre favorire il lavoro, in particolare per
giovani e donne, per fa crescere la produttività e lo sviluppo. Particolare
attenzione dovrà essere rivolta alla famiglia (da tutti dimenticata).
Riconoscendo ad essa i meriti accumulati in tanti anni, quale primo e quasi
unico ammortizzatore sociale. - Meno burocrazia. Le elezioni sono sempre un
grande atto di democrazia, ma lo sarebbe di più, se gli elettori fossero
chiamati ad eleggere i propri rappresentanti e non vederseli imposti dall'alto.
A chi rispondono gli eletti, non certo agli elettori. Molti di loro si
dimenticano, altri, forse, non l'hanno pensato mai che la politica è "un
servizio per gli altri", non un servirsene. Forse è una espressione
cristiana, ma quasi tutti dite di essere cattolici e chi dice di non esserlo,
giura di essere dedito al bene comune. - Cambiare e rinnovare, sono parole
ormai logore, chiediamo che vengano riscoperte perché la democrazia diventi partecipazione,
trasparenza, onesta, rispetto dell'altro siano visibili nel Parlamentare ogni
giorno e la moralità pubblica coincida con quella privata. Ci fermiamo qui,
disponibili all'approfondimento presso i recapiti e le sedi della Fnp-Cisl
presenti nel nostro territorio, in attesa magari, che qualche candidato si
faccia sentire. Marino Marini CALVISANO.
( da "Libertà" del 10-04-2008)
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13 PIACENZA giovedì
10 aprile 2008 Dati regionali denunciano il "flop" Gli sportelli
unici? Esistono sulla carta "Tre mesi per aprire un'azienda" (p.s.)
"Sarebbero stati istituiti 45 sportelli unici su 48 Comuni
piacentini?!". Cesare Betti, direttore di Confindustria, non trattiene lo
stupore di fronte ai dati pubblicati da "Il Sole 24 Ore" che descrive
il "flop" di questo strumento al servizio delle attività produttive
per sveltire i processi burocratici quando si apre un'attività. In Regione
Emilia Romagna Ravenna ha una situazione virtuosa, altre province, fra cui
Piacenza, sono al palo. Nel caso nostro: 45 sportelli istituiti, 28 operativi.
Ma anche i 45 sembrano troppi. "Succede che si prenda un impiegato
dell'ufficio tecnico e gli si dia anche la giacca di responsabile dello
sportello unico, ma non funziona così" prosegue Betti. Questi sportelli
dovevano provvedere alle documentazioni evitando all'impresa di doversi
avventurare nei labirinti delle autorizzazioni, dall'Arpa all'Ausl ai Vigili
etc. Invece pare che chi fa da sé fa per tre. "Certe realtà funzionano
bene, come in Valnure, dove i Comuni si sono consorziati con uno sportello a
Pontedellolio, va abbastanza bene Castelsangiovanni e benino Fiorenzuola che si
sta associando a Carpaneto, sul resto c'è poco da dire. Non basta l'etichetta,
bisogna farli funzionare". "In Marocco per rendere operativa
un'azienda basta un giorno o due" spiega, a sua volta, Giuseppe Parenti,
presidente della Camera di Commercio che, da presidente confindustriale,
commissionò un'inchiesta sul tema. Da noi prevalgono tempi lunghi e
complicazioni e lo sportello non si è rivelato una strada vincente:
"Doveva sostituire e accelerare procedure, ma si fa prima ad andare individualmente affrontato tanti pezzetti di burocrazia". Concorda il direttore
della Cna, Giovanni Ambroggi. "I tempi di una pratica normale? Va da
azienda ad azienda, servono anche due o tre mesi". E altri ostacoli sono
le richieste reiterate di documentazioni ad un'impresa, per esempio in
occasione di appalti, che potrebbero essere evitate se i comuni fossero
connessi tra loro. L'assessore competente, Anna Maria Fellegara,
conferma che lo sportello a Piacenza è stato sì istituito nella precedente amministrazione
(in via Scalabrini), ma ha operato pochissimo ed è stato unificato con lo
sportello edilizia ("la componente di richieste ed autorizzazioni edilizie
era dominante"). E' nelle intenzioni del Comune ripensare a questo
servizio per dargli maggiore efficacia. "L'obiettivo rientra in una serie
di sportelli unici organizzati in forma più accorpata e interdisciplinare per
facilitare il contatto con i cittadino, le imprese, secondo materie di
competenza". Servirà una revisione del sistema informatico e una
sistemazione logistica migliore, tema che si intreccia però con quello del
Palazzo Uffici. © LIBERTA' © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti sono
riservati Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA 01447930338.
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del
10-04-2008)
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MODENA PRIMO PIANO pag.
4 Cinque candidati in lizza. Spuntano Andrisano e Fantini CORSA AL RETTORATO di
BARBARA MANICARDI DIVENTANO cinque gli aspiranti rettori che, a giugno, si
contenderanno l'ambita poltrona di Giancarlo Pellacani. Oltre ad Aldo Tomasi,
preside di Medicina, Sergio Paba, preside di Economia, Maurizio Ponz De Leon
della facoltà di Medicina, ora corrono anche Angelo Andrisano, 59 anni,
direttore del dipartimento di ingegneria meccanica e civile della facoltà di
Ingegneria e il riservatissimo Fausto Fantini, docente di elettronica alla
facoltà di Ingnegneria. Quest'ultimo, prima di uscire allo scoperto, preferisce
aver pronto il programma. Angelo Andrisano, invece il suo programma lo spiega
con grande chiarezza: "I punti fondamentali sono: la didattica, la ricerca,
il servizio al territorio e la deburocratizzazione dell'ateneo". LA
DIDATTICA, per Andrisano, deve adeguarsi alla nuova legge che vede una
razionalizzazione dei corsi e soprattutto deve raggiungere standard europei.
parlo di alta formazione, dottorati dopo la laurea, qualificazione delle
facoltà e risorse mirate a potenziare le scuole di dottorato. E' poi molto
importante la collaborazione tra i docenti e gli studenti, con una valutazione
efficiente". PER QUANTO riguarda la ricerca "è importante premiare le
linee portanti dell'ateneo, selezionate da reclutatori che tengano conto della
ricaduta della ricerca sul territorio. Un esempio? Il settore delle
biotecnologie". POI PASSA, il professor Andrisano, a un argomento
dibattutissimo da anni: quello della meritocrazia nelle carriere universitarie.
Obiettivo non facile, il direttore lo sa bene. "Ma non impossibile ?
sottolinea con grande ottimismo ? I giovani non vanno penalizzati ma aiutati ad
inserirsi anche in altri ambiti, come i laboratori pdi ricerca di industrie
importanti che possono valorizzare le professionalità di rilievo". E
sempre per restare in tema di valorizzazione, sarebbe "necessario farlo
anche con la sede di Reggio Emilia, dove bisogna procedere a un rapido rinnovo
degli accordi di programma con gli enti locali che prevedono attività congiunte
sul territorio". INFINE la lotta alla burocrazia. "I docenti perdono
troppo tempo, sono sempre più impegnati in 'pratiche impiegatizie' che non li
riguardano come procedure, bandi assegnazione per le borse di studio. E'
necessario potenziare l'ufficio ricerche che già lavora bene e molto, ma che
deve essere ampliato. Solo così si possono garantire progetti di ricerca
complessi come quelli europei". ANGELO ANDRISANO è anche direttore del
master 'Esperti di internazionalizzazione delle imprese' attivato nel
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 6
Giallo delle telefonate: "Mi chiamo Tarik". ? MILANO ? DA DUE GIORNI
un turco chiama il cellulare di Elena Manzoni. "Hanno messo il mio numero
su alcuni volantini. Però mi parla in turco e io non lo capisco". Parla, e
molto, se chiamato da un telefono italiano. Non sa una parola d'inglese, ma non
riattacca. Con l'aiuto di un interprete invece parla pochissimo, risponde solo
a due domande. Sostiene di vivere ad Ankara e di chiamarsi Tarik. Perché chiama
l'Italia? "Per errore", si giustifica nella sua lingua. Quell'errore
però si ripete anche poco dopo, sempre sul numero di cellulare della mamma di Pippa.
"Non parla più, chiama e poi riattacca". E un'altra telefonata arriva
sul numero di casa. È muta e potrebbe non essere della stessa persona: i
commenti sul web sotto le notizie di stampa della sparizione dell'eccentrica
artista non sono stati benevoli. Ma se è sempre del misterioso turco una cosa è
certa: il numero di casa non è stato scritto su alcun volantino né manifesto in
Turchia. LA DIREZIONE generale italiani all'estero del ministero di D'Alema
tiene i contatti con l'ambasciata in Turchia. Della ricerca della cella da cui
parte il segnale di "spento" del cellulare italiano di Pippa si dovrà
occupare la procura di Milano. L'indagine è affidata al sostituto procuratore
Ilda Boccassini. Più passano i giorni, più in corso Garibaldi a Milano, dove vive
la famiglia Manzoni Di Marineo, sale l'angoscia. "Cercatela".
L'APPELLO della mamma alla Farnesina è uno dei tanti che
sembrano perdersi nella burocrazia delle competenze: "Siamo in costante contatto con
l'ambasciata di Ankara", affermano i funzionari del Digit. Ma quelle
telefonate strane fanno alzare improvvisamente l'attenzione anche al ministero
degli Esteri, facendo dire alla contessa: "Se mi chiedono un riscatto per
mia figlia, almeno sono sicura che è viva". b. b.
( da "Giorno, Il (Milano)" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 7 ?
MILANO ? DA DUE GIORNI un turco chiama il cellulare di Elena Manzo... ? MILANO
? DA DUE GIORNI un turco chiama il cellulare di Elena Manzoni. "Hanno
messo il mio numero su alcuni volantini. Però mi parla in turco e io non lo
capisco". Parla, e molto, se chiamato da un telefono italiano. Non sa una
parola d'inglese, ma non riattacca. Con l'aiuto di un interprete invece parla
pochissimo, risponde solo a due domande. Sostiene di vivere ad Ankara e di
chiamarsi Tarik. Perché chiama l'Italia? "Per errore", si giustifica
nella sua lingua. Quell'errore però si ripete anche poco dopo, sempre sul
numero di cellulare della mamma di Pippa. "Non parla più, chiama e poi
riattacca". E un'altra telefonata arriva sul numero di casa. È muta e
potrebbe non essere della stessa persona: i commenti sul web sotto le notizie
di stampa della sparizione dell'eccentrica artista non sono stati benevoli. Ma
se è sempre del misterioso turco una cosa è certa: il numero di casa non è
stato scritto su alcun volantino né manifesto in Turchia. LA DIREZIONE generale
italiani all'estero del ministero di D'Alema tiene i contatti con l'ambasciata
in Turchia. Della ricerca della cella da cui parte il segnale di
"spento" del cellulare italiano di Pippa si dovrà occupare la procura
di Milano. L'indagine è affidata al sostituto procuratore Ilda Boccassini. Più
passano i giorni, più in corso Garibaldi a Milano, dove vive la famiglia
Manzoni Di Marineo, sale l'angoscia. "Cercatela". L'APPELLO della
mamma alla Farnesina è uno dei tanti che sembrano perdersi
nella burocrazia delle
competenze: "Siamo in costante contatto con l'ambasciata di Ankara",
affermano i funzionari del Digit. Ma quelle telefonate strane fanno alzare
improvvisamente l'attenzione anche al ministero degli Esteri, facendo dire alla
contessa: "Se mi chiedono un riscatto per mia figlia, almeno sono sicura
che è viva". b. b.
( da "Nuova Ferrara, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
San Nicolò,
finalmente sono stati rimossi i blocchi di cemento SAN NICOLO'. Ma quanto ha
fatto penare questo ponte baily di San Nicolò, la struttura in ferro sul Po di
Primaro che collega la sponda di Bova di Marrara in comune di Ferrara a quella
della frazione argentana. Alla fine però dopo anni e anni di promesse, si è
arrivati al capolinea. Almeno si spera. Ieri mattina, infatti, alcuni tecnici
hanno rimosso gli ultimi ostacoli che da anni impedivano il passaggio delle
automobili consentendone il transito esclusivamente a motorini e biciclette.
Gli stessi tecnici inoltre, hanno posizionato una nuova segnaletica stradale
indispensabile alla regolarità della circolazione stradale. Dunque, gli ultimi
due adempimenti sono stati portati a termine anche perchè, dopo i lavori di
consolidamento effettuati dalla ditta "Tec" di Ferrara (circa 68 mila
euro di cui 22 sborsati dal Comune di Argenta e i restanti da quello di
Ferrara) e ultimati a gennaio, è servito altro tempo per il collaudo e ora, nel
mare della burocrazia, c'era rimasta la rimozione dei blocchi di cemento all'ingresso
del ponte e l'installazione della segnaletica stradale verticale e orizzontale.
Tutto ciò è stato fatto ieri mattina. "Avevo avuto rassicurazione -
precisa il vice sindaco di Argenta Antonio Fiorentini che l'altro giorno si è
interessato di questa annosa vicenda con una telefonata rassicurante -
che entro venerdì avrebbero sistemato il tutto. Mi dicono che stamane
(ieri,ndr) i blocchi sono stati rimossi, meglio così". (g.c.).
( da "Tribuna di Treviso, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sorpresa per i professionisti,
invitati a rendere le quote ricevute per errore. La direzione sanitaria:
"La legge impone revisioni periodiche delle liste" Medici di base, in
cura anche i morti L'Usl a 15 dottori: restituite i soldi. E risultano deceduti
anziani vivi e vegeti Tra gli utenti persone passate a miglior vita anche 10-15
anni fa Sono morti da anni eppure risultano ancora iscritti dal medico di
famiglia. Ma ci sono anche persone vive che vengono considerate morte e
depennate dagli elenchi. L'anagrafe dell'Usl 9 va in tilt. Nell'era
dell'informatica e degli aggiornamenti in rete, l'azienda si è accorta di aver
pagato l'assistenza a pazienti deceduti anche da 9, 10 anni. E ora chiede
indietro i soldi ai medici di base. Almeno una quindicina i professionisti
interessati, per alcune decine di pazienti. Ma non basta. Il recente censimento
aggiunge errore su errore e dà come morti dieci anni fa anziani ancora oggi
vivi e vegeti. Ora è caos. I medici che si sono visti recapitare la richiesta
di restituire i soldi percepiti indebitamente, sono caduti dalle nuvole. Ma la
sorpresa è ancora più grande per coloro che dovrebbero restituite la quota di
persone che all'Usl risultano decedute, ma che in realtà continuano a
frequentare l'ambulatorio. Ogni medico percepisce una quota base per paziente
che si aggira tra i 23 e i 25 euro all'anno. C'è chi è morto tre, quattro anni
fa, ma ci sono pazienti mancati anche nel 1998 e nel 1995. Di fronte al
censimento e alla lunga lista di "errori" è inevitabile lo sconcerto.
A denunciare il disagio sono soprattutto i medici di
famiglia che si sentono vittime del cattivo funzionamento della burocrazia. Per l'Usl 9 è una operazione
ordinaria di revisione delle liste. "Si tratta di una revisione periodica
- spiega la direzione sanitaria guidata da Pierpaolo Faronato - in un'anagrafe
di 400 mila assistiti possono accadere errori spesso determinati anche da casi
di omonimia. Come previsto dalla legge, dagli accordi regionali e dal
patto aziendale con gli stessi professionisti, l'azienda ha provveduto a
chiedere la restituzione delle quote". Il sistema che garantisce
l'assistenza medica di base gratuita prevede l'iscrizione alla lista di un
medico di famiglia del distretto Usl di residenza. Il medico viene pagato
dall'Usl con una quota fissa per paziente, che varia in base all'età e alle
patologie croniche gravi. Nel momento del decesso spetta al Comune passare la
segnalazione all'anagrafe dell'Usl. Ma è proprio qui che qualcosa non ha
funzionato. Il meccanismo prevede aggiornamenti sistematici ogni mese. Chi ha
sbagliato? Alcuni medici confermano di aver loro stessi in alcuni casi
segnalato i decessi. Questo avviene per le persone in assistenza domiciliare,
per le quali il professionista è tenuto ad inviare un report periodico sulle
cure. E' accaduto che la "dichiarazione di morte" è stata recepita
dell'ufficio Usl che si occupa di assistenza a domicilio, ma non dall'anagrafe
generale. Il paziente quindi risulterebbe morto per un ufficio ma vivo per
l'altro. Una cosa sembra certa: non spetta al medico aggiornare l'anagrafe Usl.
Impossibile per i medici anche controllare la corrispondenza degli elenchi.
Questi vengono inviati semestralmente. Ma poiché ciascuno ha tra i 1000 e i
1500 pazienti è impossibile avere presenti tutti, i vivi e i morti. Un vero e
proprio enigma, complicato da procedure di pagamento complicatissime, dense di
variabili. Della questione si sta interessando il sindacato dei medici Fimmg
che non si pronunicia pubblicamente per ora, fiducioso su una soluzione
concordata.
( da "Libertà" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
29 SPETTACOLI
giovedì 10 aprile 2008 municipale Avventura a Vigata con Camilleri e lo Stabile
di Catania, folto pubblico ed applausi Tanto rumore per uno squillo di telefono
Giallo comico (con bomba) fra barricate di scartoffie E i carabinieri indagano
sul giallo di Vigata. Un giallo da ridere, anche se c'è scappato il morto.
Tutto è male quel che finisce male, e qui di morti ce ne sono scappati due, un
suocero e un genero dilaniati da una bomba. Una sciagura? Un delitto d'onore?
Gelosia, vendetta? I regi carabinieri indagano. Siamo in Sicilia, ma non in un
posto qualsiasi. In un posto fantastico. Siamo a Vigata, un luogo che se lo
cercaste su una carta geografica non lo trovereste mai. Non esiste, se l'è
inventato per un gioco letterario Andrea Camilleri. Qui ha voluto che molti anni
prima che vi nascesse Montalbano vi vivesse, verso la fine dell'800, Filippo
Genuardi detto Pippo, che se la faceva con la giovane moglie del vecchio
suocero e che un bel giorno fece domanda al prefetto per ottenere una linea
telefonica. Ecco La concessione del telefono, un giallo comico, tanto rumore
per uno squillo di telefono in scena al Municipale per la stagione di prosa Tre
per Te, calorosamente applaudito da un teatro al completo. Regia di Giuseppe
Dipasquale (che ha curato insieme all'autore la trasposizione dalla pagina al
palcoscenico dell'omonimo romanzo di Camilleri), lo spettacolo vede in scena 13
affiatatissimi attori dello Stabile di Catania. La geniale scena di Antonio
Fiorentino suggerisce a prima vista la bianca immagine di un porto di un lontano
Paese con gli scaricatori alle prese con balle di carte e di incartamenti
invece che di cotone, ma fa pensare anche a barricate di documenti,
regolamenti, statuti, verbali? Queste pile di scartoffie fanno da sfondo e da
quinte, fungono da arredi, tavoli, sedie, scrivanie e scale. In un posto così,
vecchio polveroso deposito di cartacce, paradiso dei topi d'archivio, in questo
regno dei burocrati dove sono ammucchiati e ammassati miliardi di parole, la
gente sembra fatta di carta, ritagliata (fantasiosa idea di Angela Gallaro
sintonizzata con l'apparato scenografico) dalle pagine di un vecchio registro,
e vestita di parole scritte nella floreale calligrafia degli scritturali di un
tempo. E' stato probabilmente più facile per Meucci inventare il telefono che
per il nostro Pippo installare un apparecchio. Tutta colpa delle carte bollate
e dei timbri, che più sono, più fanno la felicità delle mezzemaniche. Ma anche
colpa di una P al posto sbagliato. Per avere la concessione, Genuardi scrive
tre lettere a Sua Eccellenza il Prefetto, e tutte e tre le volte commette un
imperdonabile errore: sbaglia il nome, scrivendo Parascianno invece di
Marascianno. Il prefetto, napoletano perfetto nel dare i numeri del lotto, l'ha
presa molto male per quel Parascianno, che fra il popolino di Napoli ha un
significato per niente elegante. Cominciano così le disgrazie di Pippo da
Vigata, di professione commerciante, ma in paese stimato un buonanulla,
nullafacente e nullatenente, men che meno tenente idee politiche. Ma per quel
fatale Parascianno invece di Marascianno finirà per essere ammanettato dai
gendarmi e finire dentro come socialista, anarchico, sovversivo, sedizioso,
spia e senzadio. Mentre lui, in tutt'altre faccende affaccendato, non pensa ad
altro che alla sua Lillina. Non per niente siamo in Sicilia, dentro un giallo
siciliano, con protagonisti siciliani, l'autore siciliano, il sole siciliano.
Stando così le cose, a cosa può servire il telefono richiesto? A consentire ai
due amanti di comunicare più agevolmente e segretamente fra loro, inviarsi
messaggi, dirsi ti amo e darsi gli appuntamenti. Ecco a cosa poteva servire a
Vigata nel 1891 la concessione del telefono. Questo apparecchio prima ancora di
arrivare porta un sacco di guai, non solo all'impaziente richiedente. Come su
una carta moschicida, ci si attaccano prefettura e questura, perfino il prete
del paese e il capomafia locale. E mentre Pippo è tutto perso dietro alla sua
Lillina, è sempre più preso di mezzo tra i mafiosi e i gendarmi, i primi
arrivano con un punitivo secchio dell'acido, i secondi a cavalcioni di un
manico di scopa con la testa da cavallo. Non è però una storia del Sud tutta
mafia, corna e burocrazia. E' un storia che si prende allegramente gioco di tutto ciò, con
molta ironia e tanto spasso. Un teatrino vivido e colorito di macchiette
grottesche e paradossali, una farsa di dispetti, favori, minacce e intrighi,
insomma tutta pasticciacci, equivoci e imbrogli, nella saporosa e gagliarda
parlata sicula, con ostentata e felice esaltazione di tic, manie e
ridicolaggini. Uno dei momenti più gustosi di questo pasticcio alla siciliana è
l'esilarante scena a due fra Tuccio Musumeci e Pippo Pattavina con la lettura
della lettera e il dialogo zeppo di quiproquo e malintesi. In azione fra le
montagne di carta della Sicilia di Camilleri anche Angelo Tosto (il Pippo della
Concessione), Alessandra Costanzo (la moglie Taniné), Laura Tornambene
(l'amante Lillina), Gian Paolo Poddighe ed altri. Umberto Fava © LIBERTA' Sopra
Tuccio Musumeci (a sinistra) e Pippo Pattavina nell'esilarante scena della
lettera. Accanto al titolo e in alto altre scene di "La concessione del
telefono" di Camilleri Sopra Tuccio Musumeci (a sinistra) e Pippo
Pattavina nell'esilarante scena della lettera. Accanto al titolo e in alto
altre scene di "La concessione del telefono" di Camilleri © 1996 -
2007 Libertà On Line - Tutti i diritti sono riservati Editoriale LIBERTA'
S.p.A. - P.IVA 01447930338.
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del
10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
SPECIALE REGGIO
ECONOMIA pag. 9 di BRUNO CANCELLIERI TUTTA AZIENDA, Assindustria e famiglia, la
nuova presiden... di BRUNO CANCELLIERI TUTTA AZIENDA, Assindustria e famiglia, la nuova presidente dei giovani reggiani di Assindustria, Giorgia
Iasoni, chiede ai politici meno burocrazia; auspica un grande pragmatismo da parte degli industriali che
sempre più frequentemente entrano in politica. Adora la cultura d'impresa e
crede che la Cina sia un paese interessante da sviluppare. Punta tanto,
ovviamente, sui giovani. Elegante senza eccessi, non fa delle quote rosa
una bandiera ma nella sua azienda occupa molte donne. Signora Iasoni, cosa può
fare l'industria per l'ambiente? "La mia azienda è un esempio perché il
nostro business è concentrato sull'ambiente. Bilancio ambientale, economico e
sociale sono valori fondamentali". Cosa possono fare politici e istituzioni
per l'impresa? "C'è bisogno di avere un supporto dai politici, bisogno che
i tempi della burocrazia corrispondano ai tempi delle
imprese. Se abbiamo progetti e non riusciamo a realizzarli, questo provoca
blocchi per la crescita economica, produttrice di ricchezza non solo per le
imprese, ma per l'intero sistema Paese". La Cina è davvero vicina?
"L'abbiamo colta come un'opportunità di esportazione ed importazione,
anche noi di "Ecologia Soluzione Ambiente", ma non abbiamo per ora
intenzione di delocalizzare. Il sistema, è logico, deve migliorare sennò gli
imprenditori italiani saranno sempre più costretti ad andarsene". Cosa
pensa degli industriali che entrano in politica? "Fanno scelte molto
personali. Certo, anche in politica c'è bisogno di persone pragmatiche. Gli
industriali sono abituati a realizzare le loro idee. Spesso, invece, in
politica esistono molte ideologie, ma non si arriva a concretizzare. Mi auguro
che questi imprenditori, ben al corrente di cosa ciò vuol dire, portino un
contributo positivo ed innovativo". Lei è tentata dalla politica?
"No, assolutamente. Adoro la cultura d'impresa, amo la mia azienda e mi
piace tantissimo l'associazionismo come responsabilità di servizio e momento di
crescita professionale". Come uscire dalla stagnazione economica? "Ho
letto che i momenti di crisi servono proprio per riemergere, per avviare
comunque una rinascita che mi auguro proprio ci sia perché ne abbiamo veramente
bisogno. Soprattutto abbiamo bisogno di attrarre giovani talenti, non lasciare
che i ricercatori se ne vadano". Crede nei passaggi generazionali alla
guida delle aziende? "Dipende molto dal merito e dalla volontà dei
giovani. Quando l'imprenditore si accorge che il figlio non ha la volontà di
portare avanti l'impresa, non deve insistere, passi l'azienda ai manager. Ma
fortunatamente ci sono anche tanti figli di industriali che, quando entrano in
fabbrica, portano svolte innovative, grazie anche ai genitori che hanno dato
loro la possibilità di farlo". La ricetta del successo? "Ci sono valori
troppo importanti come merito, trasparenza, onestà, responsabilità, spirito di
sacrificio, certezza delle regole. Con questi principi, il successo è a portata
di mano. Marcegaglia, Artoni, Iasoni: il futuro dell'associazionismo
industriale è donna? "E' nelle persone veramente capaci, senza
differenziazione di sesso, ma solo di merito". Oggi ci sono più donne
nell'associazionismo perché ce ne sono di più nelle imprese". "Hobby?
Mi piace molto viaggiare, ma adesso il principale hobby è giocare con mio figlio
Achille". Donna sportiva o elegante? "Entrambe, però io non sono
molto sportiva. Troppo pigra. Il look giusto dell'imprenditrice? L'eleganza
interiore". Cosa pensa della moda Made in Reggio? "Ritengo che il
palcoscenico dell'imprenditoria reggiana sia un esempio eccellente per
valorizzare lo stile del Made in Italy in tutto il mondo. A questo proposito è
stata organizzata una visita presso Mariella Burani Fashion Group con il Gruppo
dei Giovani Industriali di Reggio ed i colleghi di Pesaro e Urbino. Durante il
confronto ? riferisce Giorgia Iasoni ? l'imprenditore Giovanni Burani ha
sottolineato in particolar modo come il raggiungimento dell'obiettivo del
Gruppo ? diventare uno dei principali player mondiali nel mercato del lusso
accessibile ? sia basato sul valore che il Made in Italy ha acquisito a livello
internazionale".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Provincia di
Cagliari Pagina 1039 Selargius Sorgerà nelle ex Carceri aragonesi La burocrazia blocca il museo archeologico Selargius. Sorgerà
nelle ex Carceri aragonesi --> Slitta l'apertura del museo archeologico. Per
poter ammirare i reperti emersi dai villaggi nuragici del territorio, bisognerà
aspettare ancora un bel po'. Nessuno si sbilancia sui tempi: l'unico dato certo
è che la fine degli interventi, prevista per lo scorso febbraio, è stata
inevitabilmente rimandata. Colpa di alcuni problemi legati all'assegnazione
dell'appalto che hanno rallentato l'intervento per la sistemazione delle teche
e per il completamento dell'impianto di illuminazione, negli spazi delle ex
carceri aragonesi, che ospiteranno il museo. "Purtroppo i lavori si sono
arenati per alcune difficoltà burocratiche", spiega l'assessore alla
Cultura Andrea Delpin: "Ora, comunque, è tutto risolto ed entro la fine di
maggio l'intervento dovrebbe essere concluso". Questo però non vuol dire
che i visitatori potranno subito affollare le sale. "La fine dei lavori è
solo un primo passo", aggiunge Delpin, "poi dovremo metterci in
contatto con la Soprintendenza che dovrà raccogliere i reperti da esporre.
Inoltre dovremo fare un regolamento per la gestione. Cercheremo di attivarci al
più presto, ma ci vorrà tempo". Ancora attese, quindi, per quello che sarà
uno dei musei più importanti dell'hinterland cagliaritano. Nelle ex carceri
troveranno spazio tantissimi reperti che simboleggiano la ricchezza
archeologica del territorio. Le tracce della presenza umana in età neolitica
sono testimoniate dai siti di Su Coddu e Matt'e Masonis. Presenza che continua
in età nuragica e poi in epoca punica fino alla dominazione romana. Una volta
aperto il museo, saranno organizzati itinerari culturali congiunti con
Cagliari. (g. da.).
( da "Unita, L'" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stai consultando
l'edizione del La politica col fil di ferro Maurizio Martina * "Nord terra
ostile. Perché la sinistra non vince", Marco Alfieri fissa il rapporto fra
la sinistra e la parte più produttiva e moderna del Paese: un nord immaginato,
evocato, tratteggiato con dovizia sociologica, ma mai realmente vissuto e
sofferto nelle sue "viscere" e nelle pulsioni di tutti i giorni. Sono
convinto che oggi possiamo riporre quell'istantanea nel cassetto dei ricordi di
un tempo cronologicamente tanto vicino ma politicamente lontanissimo. Il lombardo
Ermanno Olmi ama ripetere che "il cinema vero si fa col fil di
ferro". Anche la politica - qui più che altrove - sente quanto mai il
bisogno dell'uso di quel prezioso strumento, perchè anche qui si percepisce
ormai la drammatica inadeguatezza di una destra roboante a parole ma alla fine
sempre inconcludente, quando non dannosa, nei fatti. Poiché anche qui è ormai
evidente il senso di smarrimento e sfiducia indotto dalle riforme solo
annunciate, che delegittimano ciò che c'è, senza nulla offrire di concreto in
alternativa. Ebbene, quanto fil di ferro innerva la proposta nuova cresciuta
con il Partito Democratico? Oggi noi possiamo dire chiaramente "un
partito, un programma, un leader" e con questa scelta di libertà torniamo
a dare valore alla democrazia quale strumento efficace per assumere
responsabilità e decisioni, non per consentire, come spesso è avvenuto in
questi anni, alle estreme minoranze il quotidiano diritto di veto. È
innanzitutto da questa chiara scelta che si può comprendere, soprattutto al
nord, il cambio di passo dei Democratici. D'altro canto, non è un caso se i
riverberi positivi di questa nostra decisione sono stati avvertiti
quotidianamente nei tanti incontri di questa campagna elettorale. Per noi il
nord non è più terra di missione perché oggi più che mai, con le tenaci cose
della sue realtà, è entrato nel sangue e nelle vene della politica che abbiamo
proposto e vogliamo affermare. Crescita come obiettivo prioritario, senza la
quale non vi può essere alcuna politica redistributiva e di lotta alla
precarietà. Ambientalismo del fare e non del negare: sì alle infrastrutture
utili, ai temovalorizzatori e alla Tav. Lotta alla povertà e alla ricchezza.
Più mobilità sociale, più spazio al merito e ai talenti, e meno chiusure
corporative. Più legalità e meno furbizia. Basta col fondo perduto: tutto per
la ricerca e l'innovazione. Federalismo fiscale. Pagare meno e pagare tutti.
Considerare imprese e lavoratori non certo come soggetti uguali, ma certamente
come soggetti accomunati e partecipi delle medesime sorti, nei guadagni come
nei momenti difficili. Lotta senza quartiere alla burocrazia che complica invece di
aiutare la vita. Semplificazione radicale per le piccole e piccolissime imprese
(ad esempio con l'imposta secca del 20% fino a 50 mila euro di fatturato). Più
telemedicina e meno liste d'attesa. Severi contro il crimine e i criminali.
Governare l'immigrazione per non subirla. Non solo banda larga e Wi-Fi ma anche
l'agricoltura (la terra) come fattore essenziale per la modernità e lo sviluppo
dei territori. Nordisti immaginari? Chi poteva solo immaginare un simile
cambiamento di asse e di linguaggio qualche mese fa? Si badi, però. Le
aspettative e le pulsioni del nord in carne e ossa sono entrate a pieno titolo
nel programma e nei cromosomi del PD con le proprie gambe e con un proprio
profilo, destinato a durare e a mantenere, al di là delle contingenze
elettorali, la tensione di questo partito verso l'innovazione e la sfida. Anche
in questo spero si possa riconoscere il segno di una oggettiva discontinuità
per la quale vale la pena di ringraziare tutte quelle donne e quegli uomini che
con la loro disponibilità e il loro impegno hanno dato volto e contenuto a
questo sforzo collettivo. Fra pochi giorni il primo verdetto passerà poi alle
urne. Il Paese sceglierà se rivedere un film già visto, con stessi attori e
comparse di vent'anni fa, oppure premiare l'unica novità politica in campo. La
mia convinzione profonda è che le basi per una nuova stagione politica anche al
nord siano ormai irreversibilmente tracciate. *Segretario Partito Democratico
della Lombardia.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Provincia di Sassari
Pagina 7050 Porto Torres. I traghetti attraccano allo scalo industriale,
lontano dal centro città Serrata contro i ritardi del nuovo porto Porto
Torres.. I traghetti attraccano allo scalo industriale, lontano dal centro
città Commercianti sul piede di guerra: "Non ce la facciamo più"
--> Commercianti sul piede di guerra: "Non ce la facciamo più"
L'assessore Rum ha assicurato che "entro la fine di giugno saranno portati
a termine i lavori nelle banchine del molo di ponente". Serrande abbassate
contro i ritardi sui lavori del porto che ridimensionano il volume d'affari. I
titolari dei negozi del Corso Vittorio Emanuele hanno aderito in massa
all'invito dei rappresentanti del centro commerciale naturale "Le botteghe
turritane". La serrata è stata pressoché totale: quasi tutte le attività
commerciali hanno chiuso i battenti. Se le casse ristagnano, secondo i
negozianti la colpa è anche di quel porto civico in cui non sbarca un
passeggero di Tirrenia e Grimaldi da circa otto anni: i traghetti approdano
ancora al porto industriale. L'assessore alla Portualità, Giacomo Rum, ha
ricevuto nell'aula consiliare tutti i manifestanti. Si sono fatti sentire:
cartelli in alto e mormorio facile dopo le spiegazioni, a loro parere poco
convincenti, dell'assessore. "I turisti sbarcano nello scalo industriale e
girano al largo, perché il traffico confluisce sulla Camionale e sulla 131. Non
entrano in città e vediamo sfumare anche quei guadagni che potrebbero farci
respirare un piccola boccata d'ossigeno", hanno affermato. Rum ha
assicurato che "entro la fine di giugno saranno portati a termine i lavori
nelle banchine del molo di ponente". Un nodo al fazzoletto, l'ennesimo,
che arriva dopo il turbinio di scadenze comunicato dall'amministrazione a
partire dal 2006. Ora aspetta solo di essere sciolto definitivamente. Le navi
potrebbero entrare nel nuovo scalo nella prima settimana di luglio. Il
condizionale è d'obbligo quando si parla di un'opera pubblica che tra denari
erogati a tappe, una burocrazia ingarbugliata e rimandi di responsabilità tra un'amministrazione
e l'altra resta ancora un'incompiuta. Nella sala del Comune, ieri mattina, era
presente anche il presidente del Consiglio provinciale, Enrico Piras.
"Forse bisognava approfittare del G8 e allacciarsi alla procedura
d'urgenza anche per il nostro porto. Bertolaso in questi giorni è qui in
Sardegna, si può sempre provare", ha suggerito. Rum ha nicchiato di fronte
alla proposta, ma ha precisato che "con l'avvio del dragaggio, la cui
pratica è in via di definizione, nella banchina Dogana-Segni e nell'ex
Teleferica ci saranno a disposizione altri spazi. La stazione marittima
riaprirà definitivamente e cercheremo di portare subito i servizi ai
passeggeri". I commercianti ricominciano a sperare. All'orizzonte,
intanto, c'è un consiglio comunale straordinario, aperto proprio a loro, per
affrontare tutti i problemi. Se ne parlerà, però, solo dopo le elezioni.
SAMUELE SCHIRRA.
( da "Giornale.it, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
N. 86 del 2008-04-10
pagina 10 " Per far ripartire il Paese non basta un buon governo" di
Redazione nostro inviato al Cairo A due giorni dalla fine della campagna
elettorale, Luca di Montezemolo si guarda bene da sbilanciarsi. Dal Cairo, dove
guida la missione di Confindustria e Abi, non nomina né Veltroni né Berlusconi.
Ma manda un messaggio forte che è, nello stesso tempo, il suo commiato da
Confindustria e un allarme. "Il tempo dell'ordinaria amministrazione è
finito - dice - dobbiamo trovare il coraggio per avviare la ricostruzione del
Paese". Un'opera che richiederà "la collaborazione di tutte le forze,
di maggioranza e opposizione". E non è un appello a una grande coalizione.
Il punto è un altro: qualunque sia il prossimo premier, non basterà più un
"buon governo". Ci vorrà "un'amministrazione
straordinaria", una ricostruzione nazionale "partendo dalla riforma
dello Stato". La prova? Montezemolo la fornisce con un dato: quello
dell'export: "Nel 2004 il Paese cresceva zero, un po' come ora. Ma da
allora è stata fatta molta strada: eravamo al quarto posto in Europa per
esportazioni in Paesi extra Ue. Oggi siamo secondi dietro alla Germania. Siamo
cresciuti più di Spagna, Francia, della media Ue e in molti Paesi più della
Germania. Eppure i dati che vengono da Fmi e Ocse ci dicono ancora che il Paese
è fermo e che ha la più bassa produttività dell'Ue". Un paradosso per cui
c'è una spiegazione: "Le imprese hanno accettato la competizione e si sono
ristrutturate. Il resto del sistema-Paese no". Ma oggi le imprese non
bastano più, perché il grosso del Pil viene dalla domanda
interna, al palo per l'inefficienza di burocrazia, scuola, giustizia, sicurezza. Lo sappia il prossimo governo, o
il declino diverrà certezza: "Il tempo dello stellone italiano è
finito". E lo capisca anche il sindacato: "Bisogna legare salario a
produttività. E il contratto nazionale non basta più. Resti una cornice
- aggiunge - dentro cui consentire la contrattazione aziendale".
Viceversa, bisognerà pensare all'"ipotesi estrema di chiudere un accordo
con chi ci sta". Leggi: senza la Cgil. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA -
Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Tirreno, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lucca
Faremo ripartire l'Italia Meno vincoli e burocrazia per tornare a
crescere MARCUCCI Miglioreremo la viabilità LUCCA. "Il primo dei problemi
dell'Italia è che da troppi anni cresciamo poco e comunque meno degli altri. In
15 anni abbiamo perso 11 punti di Pil, non possiamo più permettercelo". è l'analisi di Andrea Marcucci,
sottosegretario alla cultura e candidato alla Camera per il Pd. "Il paese
deve voltare pagina, per tornare a crescere, per avere meno vincoli,
burocrazie, conservatorismi. Per questo il Pd ha scelto di presentarsi libero
da condizionamenti, con il voto dei cittadini, potremo fare un governo di soli
12 ministri sostenuto da un unico gruppo parlamentare. "La prossima
legislatura dovrà scrivere le riforme istituzionali, con uno spirito non
partigiano. Bisognerà cambiare la legge elettorale, il "Porcellum"
allontana i cittadini dalla politica e rischia di rendere l'Italia nuovamente
instabile. "Nelle liste del Pd comunque la provincia di Lucca c'è e conta
ben 5 candidati. La nostra presenza sarà così garanzia di decisioni a favore
della comunità locale. "Nel periodo che ho trascorso al servizio dei beni
e delle attività culturali come sottosegretario, mi sono impegnato per
assicurare a Lucca e alla sua provincia l'opportunità di competere in mercati
strategici quali la cultura e il turismo. "Da questo punto di vista, uno
dei provvedimenti più urgenti di cui ci faremo carico riguarda la riduzione
delle aliquote Iva al pari degli altri paesi europei per le imprese turistiche
e per i prodotti culturali. "La cultura genera ricchezza, lo dimostrano le
celebrazioni di Puccini e di Batoni, che hanno risvegliato un interesse
internazionale per le nostre terre, a tutto vantaggio del sistema economico.
"Lucca deve avere un ruolo di primo piano, sviluppando, dopo gli anni
persi dal centro destra ad inseguire improbabili progetti, un piano della
mobilità che garantisca finalmente trasporti efficienti e sostenibili. Dobbiamo
impegnarci tutti, oltre le appartenenze partitiche, per trovare i finanziamenti
che serviranno ad aprire i cantieri. "Un programma finalmente concreto
anche per la nostra città e per i nostri paesi. Il Pd, con Walter Veltroni,
potrà governare l'Italia con responsabilità ed efficacia".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Prov Medio Camp
Pagina 3040 sardara Un parco tra le terme di S. Mariaquas Sardara --> Architetti
ed ingegneri. Trenta in tutto. Professionisti arrivati a Sardara da tutta
Italia per aggiudicarsi il progetto per la valorizzazione dell'area esterna
alle terme di Santa Mariaquas. Una sfida che ha obbligato la Commissione
esaminatrice a una maratona di quattro giorni per l'apertura delle buste e la
verifica dei requisiti richiesti dal bando di gara. Importo a base d'asta: 105
mila euro. Ieri l'ultima offerta: ha vinto una società temporanea di tecnici di
Cagliari. A giorni l'affidamento dell'incarico. Trattandosi, poi, di un'area
protetta dalla Sovrintendenza e dalla Regione, via subito alla richiesta del
lasciapassare. L'intervento, per un totale di 717 mila euro, punta soprattutto
sulla fruibilità dell'area in occasione della fiera di Santa Maria. Saranno realizzati servizi e sottoservizi per accogliere
espositori, ma anche per liberare il boschetto degli eucalipti, il perimetro
del santuario diocesano, della sala congressi, del lavatoio e dell'anfiteatro,
da polvere, pozzanghere ed erbacce. "Burocrazia permettendo- dicono in
Comune- i lavori verranno assegnati entro l'anno". (s.r.).
( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-04-2008)
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Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-04-10 - pag: 14 autore: Questioni
territoriali / 2. La tesi di Berta: necessario un progetto di sviluppo che
riguardi il Paese Il Nord? Torni motore d'Italia di Franco Locatelli P uò anche
darsi che le elezioni del 13e 14 aprile non si decidano al Nord ma soprattutto
al Centro. Ma questo non riduce la valenza della questione settentrionale e,
proprio perché la separa dai risultati immediati, la colloca nella giusta
dimensione di una metamorfosi, economica e politica, in corso da decenni.
Raccontare il Settentrione nelle sue impressionanti trasformazioni che
investono l'impresa, il lavoro, la città e la rappresentanza politica in un
arco di tempo che occupa mezzo secolo,imparare a considerarlo non più come una
realtà omogenea ma come un insieme composto da tanti Nord e, infine,
individuare una soluzione possibile per le paure e le speranze che attraversano
le regioni al di sopra del Po: tutto questo è l'obiettivo dell'ultimo libro di
Giuseppe Berta,docente di storia contemporanea alla Bocconi e saggista ben
noto, il cui titolo Nord, dal triangolo industriale alla megalopoli padana 1950
2000 è già di per sé illuminante. Tra i tanti libri usciti di recente sulla
questione settentrionale, il saggio di Berta si distingue per due aspetti
fondamentali. In primo luogo per la prospettiva storica nella quale la
questione settentrionale viene collocata e letta e inoltre perché il libro
cerca il percorso che potrebbe finalmente dare uno sbocco vincente al malessere
del Nord. La convinzione dell'autore è che la questione settentrionale potrà
risolversi solo in chiave nazionale e non, come spesso si crede, sul piano
esclusivamente locale. Il Nord vincerà solo se saprà andare al di là di se
stesso e si porrà come il motore di un progresso e di un progetto di sviluppo
che deve riguardare l'Italia intera. In realtà, il male del Nord ha radici
antiche ma esplode con la crisi della grande impresa e delle sue certezze e con
la paura del futuro che accompagna la scoperta del capitalismo personale e
l'avvio di un'intensa terziarizzazione e s'intreccia con l'invecchiamento della
popolazione e con i fenomeni di immigrazione. è un male che viene alimentato
dall'insostenibile pesantezza delle tasse e dall'ottusità
della burocrazia e che
spesso finisce nel rancore verso lo Stato e verso la politica, ma che si
sviluppa in modi differenti e resta alla ricerca di uno sbocco conclusivo. Il
fatto stesso che che non si parli più di triangolo industriale ma del
Nord-Ovest e del Nord-Est segnala unarealtàormaicomposita,
chenonhatro-vatounnuovocentroenellaqualeproces-sispessoparalleliditrasformazioneecono-micaesocialehannoricevutorispostepoli-tic
eprofondamentediverse. Berta analizza i cambiamenti epocali che in mezzo secolo
hanno accompagnato le imprese (trale quali spicca l'exploit della media
industria), il lavoro (dove il call center ma anche l'imprenditorialità
personale hanno sostituito il posto fisso) e la forma urbana ( che ha visto la
città industriale trasformarsi in megalopoli terziaria). Ma tra le tante
dimensioni della questione settentrionale, quella della rappresentanza politica
è tra le più intriganti. Dalla freddezza tra la borghesia del Nord e Alcide De
Gasperi alle inquietudini politiche di Cesare Merzagora, fino all'ambizioso
schema Vanoni e allo scalpitante dinamismo dell'Eni di Enrico Mattei per
arrivare alle suggestioni di Giorgio Amendola e all'impossibile svolta
socialdemocratica del Pci, la rilettura della storia politica del Nord proposta
dal libro offre spunti inediti e nuovi interrogativi. Se questo era il
retroterra politico, c'è da chiedersi come mai la questione settentrionale non
sia esplosa prima e se la presenza di partiti di massa che cercavano di
rappresentare il Nord in chiave nazionale non abbia costituito l'ultimo
tentativo di governare il malessere nordico all'interno delle istituzioni.
Giustamente il libro identifica nella parabola del Psi di Bettino Craxi,
nell'exploit della Lega di Umberto Bossi e nella discesa in campo di Berlusconi
con Forza Italia i tre tentativi che negli ultimi trent'anni hannomaggiormente
cercato di raccogliere e tradurre sul piano politico l'inquietudine del Nord e
la sua voglia di sottrarsi all'influenza politico-burocratica della Capitale.
Nessuno dei tre, pur avendo spiazzato una sinistra spesso assente o in ritardo,
è riuscito però a individuare la soluzione vincente per dare uno sbocco al mal
del Nord facendone la locomotiva del Paese. "L'ansia del Settentrione -
scrive Berta non può essere placata dall'offerta politica corrente" perché
"non basta né darle voce né pretendere di sopirla dichiarando intenzioni
virtuose ". Certo "il dinamismo del Nord va assecondato, al pari
della sua inesauribile attitudine alla metamorfosi, ma entrambi devono essere
recuperati a una prospettiva di futuro, in cui lo sviluppo della società
settentrionale torni a essere un reagente per l'Italia nel suo
complesso".Ecco il punto cruciale: o il Nord torna a essere il cuore e la
mente di un progetto di sviluppo nazionale o la questione settentrionale
resterà aperta ancora a lungo, perché solo in parte i problemi del Nord di oggi
si possono realmente risolvere al Nord.
( da "Corriere della Sera" del 10-04-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cultura - data: 2008-04-10 num: - pag: 45 categoria:
REDAZIONALE Il brano Al confine tra Austria e Cecoslovacchia Gli occhi
incontrano l'oscurità di DACIA MARAINI è un treno lento che arranca sulle
rotaie. Si dirige verso Nord. Amara se ne sta seduta composta, in preda a una
sorta di eccitazione sonnolenta. Il primo lungo viaggio della sua vita. Un
treno che si ferma a ogni stazione, ha i sedili decorati da centrini fatti a
mano e puzza di capra bollita e di sapone al permanganato. Sono gli odori della
Guerra fredda che ha diviso i Paesi dell'Ovest da quelli dell'Est, segregandoli
con muri, fili spinati e soldati armati di fucile. "La separazione ha
visto affermarsi un comunismo sospettoso e aggressivo. E dall'altra parte un
anticomunismo altrettanto sospettoso e irruente. Alla fine una parte non sa
niente dell'altra. Vogliamo raccontare ai nostri lettori come si vive veramente
oltre la cortina di ferro? cosa rimane delle sofferenze della Seconda guerra
mondiale? cosa del ricordo della Shoah?". è la voce del direttore del suo
giornale che le raccomanda di osservare i dettagli, di parlare con le persone,
di rendere conto della vita quotidiana di coloro che stanno nell'Est
dell'Europa e poi scrivere. Il direttore è un uomo giovane e bello,
completamente calvo. Le ha regalato un sorriso seducente nell'aggiungere che la
paga degli articoli sarà bassissima. (...) Il treno è stato bloccato per ore
alla frontiera fra l'Italia e l'Austria, e ora si trova al confine fra
l'Austria e la Cecoslovacchia. I militari si sono impossessati dei passaporti e
hanno lasciato gli sparuti passeggeri dentro i vagoni chiusi a chiave, al buio,
con una sola minuscola luce di servizio. La locomotiva sbuffa impaziente,
pronta a partire, ma è trattenuta da qualcosa di più
energico di un motore: la forza oscura e tenace, irriflessiva e ottusa della burocrazia di frontiera. La notte è
scesa senza che i viaggiatori se ne accorgessero. Fuori non si sentono che i
passi dei soldati. Fa caldo nel vagone sprangato. Con Amara viaggiano due
uomini e una giovane madre che tiene in braccio una neonata. Il più
anziano fra i due uomini, che indossa una giacca a vento celeste, abbassa a
fatica il vetro cigolante. Nell'allungare le braccia mostra ai polsi dei
braccialetti di pelliccia. Una folata di vento fresco entra allegra nella
vettura. Amara si affaccia per tirare su col naso un poco di aria pulita. Gli
occhi incontrano solo l'oscurità di una notte senza stelle. Lontano, sulla
destra, spasimano delle minuscole luci. Un paese? Non si sentono cani abbaiare,
né asini ragliare. Sembra di stare sospesi nel vuoto. Un soldato urla. Si
avvicina al vagone e batte col calcio del fucile sul finestrino abbassato. è
proibito tenere i vetri aperti! Non sono previsti varchi né fessure verso
l'esterno su quel treno che tenta di sgusciare, più che da un Paese all'altro,
da una civiltà all'altra, da una ideologia all'altra, da una mentalità
all'altra. L'opera Il romanzo di Dacia Maraini, "Il treno dell'ultima
notte" (Rizzoli, pagg. 432, e 19), sarà in libreria mercoledì 16 aprile.
( da "Corriere della Sera" del 10-04-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-10 num: - pag: 31 categoria:
REDAZIONALE A "El PaÍs" e "Le Figaro" Marcegaglia: il pubblico frena lo sviluppo Lo Stato e la burocrazia in Italia bloccano le riforme
e frenano l'economia. Lo dice Emma Marcegaglia (nella foto), presidente di
Confindustria, in due interviste pubblicate ieri dai quotidiani El PaÍs e Le
Figaro. "L'Italia dovrebbe imitare il modello spagnolo nell'amministrazione
pubblica perché costa meno".
( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-04-2008)
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Il Sole-24 Ore sezione:
POLITICA E SOCIETA data: 2008-04-10 - pag: 18 autore: Marcegaglia. Interviste
sulla stampa estera "Politica e lobby frenano la crescita" ROMA
Doppia intervista sulla stampa estera per Emma Marcegaglia. A quattro giorni
dal voto il presidente designato di Confindustria ha scelto il francese
"Le Figaro" e lo spagnolo "El Paìs" per ricordare quali
sono i nodi che pesano sull'economia italiana e indicare le politiche
necessarie per sbloccare la crescita. "Abbiamo un settore pubblico molto
costoso e inefficace, che frena l'economia – ha spiegato
ieri la Marcegaglia a "Le Figaro" - e una burocrazia che ci costa un mezzo punto di crescita all'anno". Con uno
Stato che "controlla o protegge " troppi settori chiave: l'energia,i
trasporti,i servizi alle collettività locali, quello che serve è una nuova
stagione di privatizzazioni "per ridurre al massimo il perimetro del
settore pubblico". In questa prospettiva la vicenda Alitalia non
vale tuttavia come una buona rappresentazione della crisi italiana quanto
piuttosto un'eccezione. "Sono convinta che alla fine qualcuno comprerà
Alitalia" è la riflessione della Marcegaglia "ma questo è un caso
unico di malagestione in cui si sono sommate responsabilità politiche e di un
sindacato che è molto più forte e contrario alle riforme di quanto non lo sia
in Francia". A frenare l'economia nazionale non c'è solo una politica
debole, molto costosa e "un sistema di privilegi e lobby molto
forti". Pesa anche il rafforzamento dell'euro. Se la moneta unica
continuerà a viaggiare a livelli così alti avrà un impatto "molto negativo
e la Bce- spiega ancora l'imprenditrice - dovrebbe abbassare i tassi".
Sono due i modelli europei cui dovrebbe guardare chi prenderà la guida del
prossimo governo, dice poi la Marcegaglia nella seconda intervista pubblicata
su El Paìs: "Quello tedesco nell'industria tecnologica e quello spagnolo
nell'efficienza dell'amministrazione pubblica, che costa decisamente meno di
quella italiana". Parlando della scarsa presenza di donne nei quadri
dirigenziali e nei centri decisionali, Marcegaglia ha detto di non apprezzare
un sistema di "quote rigide". L'auspicio è invece per un sistema di
Welfare capace davvero di agevolare la partecipazione delle donne al mondo del
lavoro "visto che l'Italia – ha concluso – è uno dei paesi con la più
bassa occupazione femminile europea".
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 10-04-2008)
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Corriere del
Mezzogiorno - BARI - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2008-04-10 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE "Sud credibile per lo sviluppo Fitto agli
imprenditori: "Bisogna sfruttare meglio le risorse" " Il
responsabile per il Mezzogiorno di Forza Italia: "Occorre un esame critico
per migliorare i risultati modesti del passato" BARI - Credito d'imposta, completamento della rete infrastrutturale, fiscalità
territoriale, energia ed eccesso di burocrazia. L'incontro che ieri il responsabile per il Mezzogiorno di Forza
Italia Raffaele Fitto ha avuto con gli imprenditori di Confindustria Bari ha
ripercorso a grandi linee i temi analizzati la scorsa settimana con il vice
premier Massimo D'Alema. Del resto, i quesiti posti dagli industriali
erano gli stessi, in quanto hanno ricalcato, allora come ieri, le orme
tracciate dal decalogo di Luca Cordero di Montezemolo e dal documento per il
Sud recentemente sottoscritto da Confindustria con i sindacati. Le novità
sostanziali di Fitto sono state tre: ha ribadito e rilanciato l'approccio
bipartisan sottoscrivendo la proposta del presidente degli industriali baresi
Alessandro Laterza di rivedersi, dopo le elezioni, nella stessa sala con tutti
gli eletti pugliesi; ha sottolineato la necessità di uno spirito autocritico delle
classi dirigenti meridionali per far emergere cosa non ha funzionato in questi
anni nei cicli di programmazione comunitaria per il Sud; ha assicurato che gli
investimenti per il ponte di Messina non sottrarranno risorse ad altre
infrastrutture meridionali. "Mi ha particolarmente colpito - ha spiegato
Laterza - lo spirito autocritico necessario per avere credibilità anche in
futuro. In sostanza, Fitto ha sottolineato che è vero che il Sud ha avuto
minori risorse, ma è altrettanto vero che il problema è come sono state spese o
non spese quelle risorse". "I problemi posti dagli imprenditori sul
tema della riorganizzazione del modello dello Stato con la riforma
costituzionale, una riduzione dei passaggi burocratici incompatibili con i
tempi dell'impresa e un utilizzo adeguato delle risorse - ha dal suo canto
spiegato Fitto al termine del confronto - sono punti centrali della nostra
azione. Così come la riduzione della pressione fiscale. Il nostro è un
programma molto realista, responsabile, senza promesse irrealizzabili e
soprattutto guarda a ciò che il Mezzogiorno può fare per se stesso", ha
proseguito aggiungendo: "Sull'incontro di oggi esprimo un giudizio molto
positivo e credo ci siano tutte le condizioni affinché dopo la campagna
elettorale, fuori dalla legittima espressione delle posizioni di parte, si
lavori con uno spirito responsabile nell'interesse complessivo del
Mezzogiorno". "L'interlocuzione con Confindustria ha aggiunto il
responsabile per Fi delle questioni del Mezzogiorno - credo sia una tassello
importante per costruire un progetto di sviluppo del territorio partendo
dall'analisi dei problemi e da quello che ognuno di noi deve iniziare a fare
per il Sud". "Agiremo - ha concluso Fitto - sullo snellimento della burocrazia, sulla diminuzione della pressione fiscale e
aggrediremo alcuni centri di spesa per recuperare risorse da liberare per un
progetto di sviluppo da realizzare assieme al mondo imprenditoriale e che
riporti il Sud al centro dell'attenzione della vita politica italiana".
Michelangelo Borrillo Alessandro Laterza e Raffaele Fitto.
( da "Corriere della Sera" del 10-04-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-10 num: - pag: 37 categoria:
REDAZIONALE Sotto la lente Tecnologia, ecco dove l'Italia vince ancora L
'Italia è il secondo miglior Paese al mondo per i (bassi) prezzi delle
telecomunicazioni cellulari. E il terzo per le connessioni a banda larga. Ma se si allarga lo sguardo alla burocrazia, al fisco, all'atteggiamento dell'amministrazione pubblica (ma
anche di molte aziende private), allora precipitiamo negli abissi delle nazioni
tecnologicamente più primitive. Così racconta l'edizione 2007-2008 del Global
Information Technology Report elaborato dal World Economic Forum (Wef) di
Ginevra. Il risultato è che nella classifica globale, su 127 nazioni,
l'Italia precipita al 42mo posto (dal 38mo dello scorso anno), superata anche
da Ungheria, Barbados, Puerto Rico, Thailandia, Cipro. In vetta alla
classifica, i Paesi dell'eccellenza tecnologica: Danimarca, Svezia, Svizzera,
Stati Uniti, Singapore. Nelle prime 20 posizioni ci sono ben 11 Paesi europei.
L'immagine dell'Italia è quella di una nazione dove le singole persone hanno un
discreto livello nell'uso delle tecnologie, mentre Stato, amministrazioni
pubbliche e anche le aziende restano molto indietro. Esempio: il fardello della
burocrazia ci pone al 124mo posto complessivo, il
carico fiscale al 123mo. (g.r.).
( da "Corriere della Sera" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-04-10 num: - pag: 43
categoria: BREVI Interventi e Repliche Senza la ricerca il Paese non ha futuro
Si parla poco di ricerca in questa campagna elettorale tra mozzarelle, Alitalia
e futili polemiche sulle schede. Qualcuno pensa che gli elettori siano al
livello di scolaretti. Smettiamola, non è così. Gli elettori sanno, per
esempio, che senza la ricerca il Paese non ha futuro. Sanno che non siamo in
Europa solo per cercare di ricevere aiuti, ma per stare alla pari con i Paesi
che fanno ricerca e innovazione. E sanno che sono i ricercatori italiani (bravi
come gli altri) a farci giocare nella Champions League della ricerca europea.
Prendiamo lo spazio e la Agenzia spaziale italiana, che in questi giorni compie
20 anni. Negli ultimi dodici mesi ha messo in orbita tre satelliti interamente
nazionali ad altissima tecnologia, per l'osservazione della Terra e
dell'universo profondo. Ha contribuito con tre lanci alla costruzione della
Stazione spaziale, dove il volume abitato dagli astronauti, anche italiani, è
per il 40% made in Italy. Nei prossimi 18 mesi prevediamo altri tre lanci di
satelliti nazionali e altrettanti verso la Stazione spaziale. Per dopo abbiamo
piani ancora più arditi. Molto merito va alla industria spaziale italiana, con
una ottima reputazione in Europa. In più, nonostante la crisi di governo, la
presidenza della prossima Conferenza europea ministeriale sullo spazio è stata
assegnata all'Italia, per la prima volta dal 1975. Forse, non è per caso:
l'Europa si è accorta che ci siamo. E allora vorremmo che anche il nuovo
governo si accorgesse di noi. A nome di tutti i ricercatori italiani chiedo,
molto prima di fondi, attenzione. Chiedo che il nuovo governo ci dica: crediamo
nella ricerca e nella cultura, vi prendiamo sul serio. E aggiunga: taglieremo la terrificante burocrazia della macchina pubblica italiana e aumenteremo il numero dei
ricercatori, poi introdurremo davvero meritocrazia e valutazione. Pensiamo di
meritarcelo e aspettiamo con fiducia, facendo il nostro dovere. Giovanni
Fabrizio Bignami Astrofisico, presidente dell'Agenzia spaziale italiana e
accademico dei Lincei La nomina degli scrutatori Non sono d'accordo con
il lettore che, sul Corriere del 9 aprile, ritiene sia meglio che gli scrutatori
vengano nominati dalla commissione elettorale di ogni Comune per evitare che si
verifichino molte rinunce. Secondo me, dato che in Italia votiamo
ricorrentemente, basterebbe una semplice legge dello Stato che delegasse i
Comuni a organizzare dei corsi di formazione solo per (i molti) giovani
disoccupati e disponibili a svolgere le mansioni di scrutatore. E poi
sorteggiare da questo nuovo albo i membri dei seggi elettorali, sperando che
possano così possedere una maggiore competenza in materia. E dato che in futuro
sicuramente si arriverà al voto elettronico, credo si debba sin da ora tener
conto di dover affidare a una migliore professionalità lo svolgimento di questo
delicato compito. Giovanni Papandrea, Ardore Marina (Rc) Iniziative a favore dei
giovani Il richiamo di don Mazzi ( Corriere, 8 aprile) ai politici a occuparsi
dei giovani va bene, ma non basta. Quello che serve a una efficace politica a
favore dei giovani sono gli stessi candidati giovani che si sono prodigati a
fondo all'interno delle loro città per la realizzazione di iniziative. Bruno
Mardegan, Milano Agenzia delle entrate: i rimborsi Leggo nel Corriere del 6
aprile che un lettore ha già ricevuto il rimborso per il 2005, mentre io sono
ancora in attesa del rimborso per il 2002 e pertanto ravviso una lampante
disparità di trattamento da parte della Agenzia delle entrate. Mi domando:
quale delle due situazioni rappresenta la normalità o l'eccezione? Filippo
Boldrino, Milano.
( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del
10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Eciso di
abbracciarla, per fornire il valore aggiunto della società civile alla
coalizione che appoggia il vice premier. Con Rutelli, nel '97, è nato a Roma il
coinvolgimento diretto della società civile nelle liste civiche. Oggi con quali
novità scendete in campo? "La novità principale è nelle motivazioni per
cui è nata questa Lista Civica: siamo un gruppo di cittadini che crede che i
partiti abbiano completamente perduto il rapporto con la vita di tutti i
giorni. Ne abbiamo parlato con Rutelli, che ha accettato la nostra proposta di
dare vita ad una lista civica che fosse lontana dai partiti e vicina,
vicinissima, ai cittadini". Quali sono i punti che lei ritiene
irrinunciabili, nel vostro programma? "Noi dobbiamo migliorare la vita dei
cittadini, questo è irrinunciabile. Per questo ci vogliono più cittadini in
Comune e ci vuole una forte politica di aiuti alle famiglie romane che arrivano
alla fine del mese con sempre maggiore fatica. Aiuti economici, e non solo.
Penso, ad esempio, al fatto che, sulle strisce blu, bisogna venire incontro
alle esigenze dei lavoratori che tengono la macchina ferma per molte ore al
giorno sotto il posto di lavoro". Sicurezza, decoro, servizi pubblici:
quali sono le priorità della lista civica per Rutelli su questi temi?
"Sicurezza e decoro sono due temi strettamente connessi perché muovono da
un impegno fondamentale di questa Lista Civica: una nuova stagione di legalità.
Questo significa il diritto ad avere una città pulita, per cui dobbiamo essere
però i primi ad impegnarci, ma soprattutto il diritto di camminare sereni per
strade più sicure e molto più controllate. I delinquenti vanno perseguiti con
fermezza, non tollerati. E legalità significa anche il diritto ad avere servizi
pubblici efficienti e competitivi. Per questo ci vogliono le
liberalizzazioni". Perché un elettore dovrebbe votare una lista civica,
invece di un partito? "Perché la nostra non è una lista di politici ma è
una lista di cittadini, di imprenditori, di professionisti, di casalinghe, di
commercianti, di impiegati. Chi meglio di un commerciante può impegnarsi contro
il commercio abusivo? Chi meglio di un imprenditore può
impegnarsi contro i ritardi della burocrazia? Chi meglio di una lavoratrice può battersi per ottenere aiuti e
servizi per le famiglie? E chi meglio di un cittadino può battere i pugni sul
tavolo per ottenere più sicurezza?". Quali sono i progetti della passata
amministrazione che vanno riproposti, e quali modificati? "Su molti
temi, la continuità con Veltroni ci consentirà di partire a spron battuto. Per
citarne solo uno, penso alla grande attenzione che Veltroni ha avuto per le
fasce deboli, incrementando i servizi sociali. Ma noi chiediamo il voto dei
nostri concittadini per rinnovare Roma, con nuove proposte: penso al difensore
civico in ogni Municipio, o all'infomobilità che consentirà dal telefonino di
conoscere la situazione del traffico in tutta Roma. Con le liberalizzazioni
abbasseremo le tariffe dei servizi pubblici e con un grande impulso alla
conciliazione nel settore degli incidenti stradali faremo in modo di abbassare
le tariffe dell'assicurazione auto. Le competenze ci sono, ora la sfida è
portarle in Comune". Fa.Ro.
( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di PIERFRANCESCO
GIANNANGELI QAncona UANDO Quando gli enti pubblici e quelli che vivono con
soldi pubblici fanno la scelta di valorizzare, anche rischiando, le novità
autentiche e i giovani di talento, allora vanno applauditi. Perché questa è una
delle loro funzioni fondamentali, una di quelle cose che fanno sperare che le
strutture pubbliche non siano solo luoghi dove si soffoca
per la polvere della burocrazia, ma anche portatrici, per la loro parte, di semi di novità. E'
il caso del coraggioso esperimento di Primavera scena, la rassegna - presentata
nei dettagli nell'edizione di ieri - che condurrà ad Ancona, tra la fine di
aprile e la metà di giugno, mostri sacri del nuovo teatro italiano, come la
Societas Raffaello Sanzio e Antonio Latella. Ma Amat e Teatro Stabile
delle Marche, che organizzano con il sostegno dell'assessorato alla Cultura,
hanno puntato anche su un paio di interessantissimi giovani, uno marchigiano di
nascita e un altro che in questa terra ha trovato terreno fertile per il
proprio lavoro. Sono ragazzi con un bagaglio umano e culturale profondo, per
questo vale la pena di conoscerli meglio. Matteo Ripari è nato a Macerata 29
anni fa e a Primavera scena presentarà A_M_O, un testo che, per raccontare
delitti e orrori reali, attinge alla grande e immortale lezione di Shakespeare,
quello di Amleto, Macbeth e Otello. Matteo ha cominciato a fare teatro negli
anni dell'università (mai finita, era iscritto a Psicologia) a Parma. Lì ha
conosciuto il Teatro delle Briciole e partecipato ai suoi seminari. E' scoccata
la scintilla, amore a prima vista mai abbandonato. "Se vuoi avere uno
sguardo sulla vita - dice - allora il teatro permette una sensibilità maggiore:
restringendo il campo della visione, rispetto ad esempio al cinema, al
contrario lo allarghi perché attraverso il teatro arrivi all'essenza delle
cose. Da parte mia, sto cercando di prendere la mira". Ripari, prima di
questo adattamento da Shakespeare, ha lavorato su Pirandello. "E' il più
grande autore italiano, anche se i giovani teatranti lo disprezzano. Io,
invece, penso che devo conoscerlo se voglio distruggerlo. Da lì devo partire,
perché le parole sono tutto, anche se poi negli spettacoli si tolgono".
L'amore per la parola che racconta lo accomuna a Tommaso Pitta. Milanese, poco
più che ventenne, ha vinto il concorso Nuove sensibilità e il suo Interviste
con uomini schifosi, un adattamento dal testo di David Foster Wallace, arriva
alla rassegna di Ancona prodotto dallo Stabile delle Marche. "Ho sempre
voluto fare il regista, di teatro e cinema". Il teatro l'ha studiato alla
Paolo Grassi di Milano, un'istituzione storica. "Mi piace pensare al
rapporto con la narrazione, a patto che sia una narrazione per immagini"
spiega. "Mi interessa raccontare storie e il teatro lo rende possibile con
caratteristiche specifiche che vanno rispettate. Allo stesso tempo, a scrivere
qualunque parola di mio mi sembro incapace. Mi trovo molto meglio a
riorganizzare il materiale altrui: prendo quello che mi interessa". Un
bocca al lupo a entrambi. Lo meritano.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
PROVINCIA 10-04-2008
-- ElezioniInBreve MEDESANO Il senatore Libè al mercato Oggi alle 11, il
senatore Mauro Libè, candidato alla Camera per l'Unione di Centro, incontrerà i
cittadini al mercato di Medesano. L'esponente del partito che candida a premier
Pier Ferdinando Casini esporrà il programma elettorale e risponderà alle
domande dei presenti. LANGHIRANO Errani incontra la cittadinanza Oggi alle 11
la senatrice Albertina Soliani sarà con il presidente della Regione Vasco
Errani al Centro Culturale di Langhirano per un incontro pubblico con la
cittadinanza organizzato dal Pd locale. La Soliani guiderà poi Errani nella
visita al Museo del prosciutto. All'appuntamento di Langhirano saranno presenti
anche i candidati alla Camera Luca Marcora e Carmen Motta. MONTECHIARUGOLO
Marcora fra gli agricoltori Domani mattina alle 9 Luca Marcora sarà al mercato
di Collecchio. Alle 10 si trasferirà a Montechiarugolo per un incontro con gli
agricoltori della zona. L'incontro è promosso dal Pd locale. NEL POMERIGGIO
Motta e Marcora a Solignano Oggi alle 15 i candidati alla Camera del Partito
democratico, Carmen Motta e Luca Marcora saranno a Collecchio per una visita
all'azienda Copador; alle 17 parteciperanno ad una iniziativa pubblica che si
terrà a Solignano, dove si vota anche per l'elezione del primo cittadino. Il
Partito democratico appoggia il sindaco uscente Gaetano Carpena. FELINO La
Germontani fra gli imprenditori L'onorevole Maria Ida Germontani, candidata
nella lista del Pdl al Senato nella circoscrizione Emilia Romagna, ieri ha
visitato alcuni imprenditori nella zona di Felino. Sono stati trattati diversi
argomenti, dalle tasse all'immigrazione clandestina,
dall'importanza della famiglia all'eccessiva burocrazia per le aziende. "Il programma del Pdl - ha sottolineato
l'onorevole Germontani - dà risposte concrete e precise ai problemi che
quotidianamente ci vengono sottoposti dai cittadini ". MONTECCHIO Elvio
Ubaldi al Conte Verde Oggi alle 12.30 Elvio Ubaldi, candidato come
capolista al Senato per l'Unione di Centro nella circoscrizione Emilia Romagna,
incontra un gruppo di elettori all'Hotel Conte Verde di Montecchio, in strada
Barco 1. SORAGNA Ubaldi fra la gente della Bassa A Castellina, nella Villa
Castellina, stasera alle 21.30 Elvio Ubaldi, candidato come capolista al Senato
per l'Unio - ne di Centro nella circoscrizione Emilia Romagna, incontra i
cittadini dei Comuni di Soragna, Busseto, Zibello e Polesine. IN SERATA Soliani
e Marcora a Polesine Questa sera, alle 21 Albertina Soliani, candidata al Senato,
e Luca Marcora, candidato alla Camera, saranno a Polesine per partecipare ad un
incontro organizzato dal Pd locale. LESIGNANO Il finanziamento del Pd ll
circolo del Pd di Lesignano Bagni si è riunito al ristorante "La vecchia
fucina " di Bannone per la cena di autofinanziamento. Per informazioni sui
prossimi appuntamenti: pdlesignanobagni@ hotmail.it.
( da "Mattino di Padova, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Provincia Pedron:
punto prelievi e vigili sul territorio MESTRINO. "Per Mestrino Pedron
Sindaco" è la civica che candida a governare il paese Marco Valerio
Pedron, medico di base da circa 20 anni. Pedron è stato candidato dalla Lega
Nord, della quale è simpatizzante, e da An, alle quali si sono aggiunte parte
di FI con Leonardo Padrin e dell'Udc con Stefano Peraro. Pedron punta sulla
sicurezza e sul sociale, oltre che a fare del capoluogo e delle frazioni un
territorio unito. Molta importanza viene data alla Sanità, a partire dalla
realizzazione di un punto prelievi che possa facilitare i cittadini più anziani
o che abbiano difficoltà a raggiungere il distretto sanitario di Rubano.
"Il mio programma può sembrare più striminzito rispetto a quello delle
altre liste - sottolinea il candidato sindaco - ma è studiato sul fattibile per
non illudere i cittadini con false e grandi promesse, che in seguito non si
sarebbero potute mantenere". I punti fondamentali sono la sicurezza con
l'eventuale uscita dal Consorzio Polizia Municipale Padova Ovest per riportare
il Comando sul territorio comunale. La lista pensa poi all'applicazione di
provvedimenti a norma di legge, come ad esempio il cosiddetto Editto Bitonci.
Nel sociale grande attenzione ed un programma di aiuti alle famiglie in
difficoltà, ma anche la creazione della Consulta degli Anziani la cui
esperienza può essere preziosa perb il bene della comunità. Massima vicinanza e
collaborazione con le associazioni presenti sul territorio. Si punta al
riordino urbano sia del capoluogo che delle frazioni, in particolare di
Arlesega, quest'ultima "dimenticata dall'amministrazione uscente negli
ultimi 15 anni" e alla viabilità troppo trascurata che deve dare respiro
al centro paese, collegare le frazioni ed essere soprattutto sicura. "Ci
faremo promotori del riconoscimento del ruolo delle nostre
imprese artigiane e non nell'ambito dell'economia, anche al di fuori del
territorio comunale - dice Pedron - Questo si deve tradurre in un abbassamento
della fiscalità a carico delle piccole aziende ed in un semplificamento della burocrazia. Inoltre puntiamo sull'essere
vicini alla gente e sull'ascolto delle problematiche dei cittadini".
(l.m.).
( da "Tirreno, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Prato Le categorie
economiche interrogano i candidati PRATO. Il mondo economico pratese ha bisogno
degli strumenti necessari per superare le difficoltà della situazione attuale.
Riguardo a questo, in vista delle imminenti elezioni del 13 e 14 aprile, le
associazioni di categoria pratesi (Cia, Cna, Coldiretti, Confartigianato
Imprese Prato, Confcooperative, Confesercenti, Legacoop, Unione Commercianti,
Unione Industriale Pratese) hanno stilato un documento condiviso, presentato ai
candidati pratesi. L'incontro si è svolto nell'auditorium del Palazzo
dell'Industria e ha accolto gli interventi di Fabio Roggiolani (Sinistra
Arcobaleno), Riccardo Mazzoni (PdL), Andrea Lulli (Pd) e Nedo Poli (Udc),
moderati dal giornalista Umberto Cecchi. I punti principali nel documento:
fisco, sburocratizzazione, sicurezza e legalità, energia, infrastrutture, made
in Italy. Fabio Roggiolani, della Sinistra Arbobaleno, ha puntato l'attenzione
sulla questione del risparmio energetico. "E' una chance positiva per le
imprese, ma richiede incentivi e chiarezza - ha detto - Investire nelle
rinnovabili è la chiave di volta, che può dare occupazione e competitività. Per
questo abbiamo introdotto il conto energia, un incentivo per investire nel
fotovoltaico e riuscire anche a guadagnarci". Di legalità ha invece
parlato il candidato Pdl, Riccardo Mazzoni: "Il blocco dei consumi che si
registra un po' ovunque - ha spiegato - è ancora più sensibile qui a Prato,
dove le imprese pagano il prezzo della concorrenza sleale straniera esterna e
interna, con un distretto parallelo illegale. Tanti artigiani sono alla fine
del proprio percorso lavorativo e si accontentano di sopravvivere anche a
condizioni non regolari. Fino a oggi si è avuta una spremitura fiscale che non
ha creato ricchezza ma solo tesoretti. L'evasione fiscale è il male endemico da
combattere". Per Andrea Lulli, Pd, invece, è arrivato il momento di
ricostruire un comune senso civico ma anche di reintrodurre la responsabilità
patrimoniale per chi gestisce aziende pubbliche. "Deve cambiare il
rapporto tra Stato e cittadino - ha precisato - che deve essere guardato con
più fiducia. Prato deve ritrovare il senso della propria missione: proporremo
sgravi fiscali per chi fa investimenti in acquedotti industriali e acque
reflue". Nedo Poli dell'Udc ha introdotto l'argomento della
sburocratizzazione: "Gli imprenditori tendono ad
andare altrove - ha spiegato - per una questione di costi inferiori e perché la
burocrazia è minore ed è
più facile avere le autorizzazioni". Per quanto riguarda la questione del
made in Italy, per Lulli, invece, la mancanza di un'etichettatura d'origine obbligatoria
è inaccettabile. Anche la legge elettorale al centro del dibattito.
"Una campagna elettorale con un grosso punto interrogativo", l'ha
definita Nedo Poli. "Un'alleanza stabile al potere" è invece
l'auspicio di Mazzoni.
( da "Nuova Venezia, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca Autorizzazione
in ritardo, sollecito del ministro Raddoppio del cdr, Cacciari si era lamentato
delle lentezze "romane" MARGHERA. Nuovo sollecito alla Commissione
competente del ministro Pecoraro Scanio, dopo la denuncia pubblica del sindaco
Cacciari fatta l'altro ieri durante la cerimonia di inaugurazione del cantiere
per la nuova centrale ad idrogeno sui ritardi dell'autorizzazione integrata
ambientale (Aia). Cacciari aveva lamentato che i ritardi del ministero
dell'Ambiente impediscono di raddoppiare la quantità di cdr (combustibile da
rifiuti) bruciata nella centrale termoelettrica dell'Enel di Fusina, con una
perdita di quasi 4 milioni di euro. "Il ministero ha ribadito di ritenere
indispensabile velocizzare il pronunciamento della Commissione Aia, relativo al
potenziamento dell'impianto di produzione Cdr a Fusina - spiega una nota
dell'ufficio stampa di Pecoraro Scanio - La Commissione Aia è autonoma e
sovrana nei tempi e nel merito della procedura, tuttavia il ministro ritiene
che vadano tenuti in debito conto i forti solleciti pervenuti da tutte le
istituzioni locali che hanno sottolineato l'importanza dell'impianto di Fusina.
Per questo ha ribadito l'auspicio che la procedura si concluda nel più breve
tempo possibile". Già nel febbraio scorso il ministro - dopo una lettera
di Cacciari e di altri 25 sindaci che chiedevano tempi celeri alla Commissione
Aia - aveva sollecitato "tempi più celeri possibili per l'autorizzazione
riguardante la centrale termoelettrica di Fusina". Ma a tutt'oggi la Commissione
Aia non ha concluso l'iter autorizzativo. "La burocrazia ministeriale - sottolinea
l'assessore provinciale all'Ambiente, Ezio Da Villa - impedisce di chiudere
l'intero ciclo dei rifiuti in casa nostra, senza costruire nuovi inceneritori e
riducendo l'utilizzo del più inquinante carbone per produrre energia elettrica
a Fusina". (g.fav.).
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del
10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
OSIMO pag. 9 ? OSIMO
? GIANCARLO Alessandrini, assessore all'urbanistica, in... ? OSIMO ? GIANCARLO
Alessandrini, assessore all'urbanistica, interviene sul Prg, dopo le polemiche
seguite al convegno del Comitato Cittadino, sebbene avesse preferito esaminare
prima le controdeduzioni della Provincia sulla nuova variante al Prg, e in
attesa del convegno indetto in merito dalle civiche per il 18 aprile.
Alessandrini ricorda che il Prg adottato dal Comune nel 1989 e approvato allora
dalla Regione, che fece consistenti tagli, era adeguato a quel tempo: era in
atto il passaggio da una vocazione economica agricola a città
artigianale-industriale, con l'inurbamento di tante famiglie che abbandonavano
i terreni. "Le direttive di quel piano ? spiega l'assessore ? furono di
salvaguardare il centro storico, di sviluppare la città soprattutto verso sud,
di incrementare la capacità abitativa delle frazioni e in particolare a Osimo
Stazione, di Campocavallo, Passatempo. La prima giunta Latini, come la seconda,
ha dato impulso a quel Prg dopo quasi un decennio di
sviluppo urbanistico della città bloccato dalle lungaggini della burocrazia". Le varianti apportate
dalle Giunte Latini hanno seguito le direttrici del Prg 1996, approvate dagli
enti preposti e in particolare dalla Provincia, subentrata alla Regione nel
potere di controllo. "Parlare di cementificazione ? conclude Alessandrini
? è contrario alla realtà di quanto avvenuto e alla conformità dello
sviluppo urbanistico della città ai piani attuativi vigenti. Né possono tacersi
i tanti piani di recupero, attuati per la salvaguardia di zone disagiate e di
fabbricati fatiscenti, riportati ai vecchi splendori non per interessi di
qualcuno, ma nell'interesse collettivo della comunità".
( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Udine Ortis: finanziamenti
a progetto e non più di cinque assessori di GIACOMINA PELLIZZARI Gianni Ortis,
avvocato, già assessore comunale esterno con la giunta Barazza dal 1995 al
marzo '98, è il candidato sindaco della sua lista civica "Domani è Udine
con Ortis", Pensionati e Partito socialista. Lei sta puntando molto sul
dialogo, ma come intende caratterizzarlo se sarà eletto a palazzo D'Aronco?
"Dialogo significa trasparenza, vale a dire giunte aperte dove i cittadini
possono partecipare alle decisioni ed esercitare il controllo". Qual è la
sua idea di Zona a traffico limitato? "La Ztl è un ibrido. Va estesa con
la possibilità di avere un sistema di parcheggi a livello dei viali e uno in
struttura nella zona del teatro. Quando entrerà a regime, l'area interna sarà
pedonalizzata. Per farlo, però, sarà necessario riportare in città una serie di
eventi culturali quotidiani tutto l'anno, realizzare un arredo urbano
compatibile e un sistema di trasporto leggero". Dove pensa di estendere la
pedonalizzazione? "Parte della Ztl, come via Mercatovecchio, va
pedonalizzata con la messa a disposizione del suolo pubblico, risolvendo il
problema dell'eliminazione dell'autobus. Anche piazza XX Settembre, a regime,
può essere pedonalizzata per ospitare, come piazza Matteotti, mercati ambulanti
alimentari. Il mercato dell'antiquariato, invece, può trovar spazio in via
Mercatovecchio". In queste decisioni ritiene indispensabile il
coinvolgimento dei commercianti? "Tutto ciò dovrà essere realizzato
attraverso il dialogo diretto con i commercianti e gli operatori economici del
centro, gli stessi che dovranno far parte di un tavolo di concertazione
permanente". Dal punto di vista gestionale prevede cambiamenti a palazzo
D'Aronco? "Penso a qualche cambiamento di sistema che, ad eccezione delle
rate di mutuo e dei costi del personale, prevede l'azzeramento della spesa
storica corrente. Gli assessorati dovranno rinegoziare i loro bilanci per
deliberare a progetto. In questo modo si qualifica la spesa". Se sarà
eletto, la sua giunta da quanti componenti sarà composta? "Da cinque
assessori, non di più. Sono convinto che l'amministrazione va ottimizzata. Pur
avendo un'opinione molto positiva del personale, tra le priorità prevedo anche
la valutazione dei dirigenti. Farò un esame rigoroso dei tempi: il mio
obiettivo è quello di eliminare i tempi tecnici che etimologicamente significa
insindacabile". A Udine c'è una questione urbanistica? "La variante
generale al Piano regolatore va fatta assieme ai comuni vicini. Bisogna porsi
il problema dell'intensità abitativa per evitare il solo rapporto in metri
cubi". Il recupero delle aree dismesse può contribuire a qualificare la
città? "Certamente. In una può essere realizzata la cittadella delle
associazioni, una scelta questa che consentirebbe un'economia di scala
attraverso l'istituzione di una segreteria unica che potrebbe dare informazioni
su tutte le realtà presenti". In città l'inquinamento si può ridurre?
"Considerato che le targhe alterne sono un palliativo ritengo più sensato
responsabilizzare i cittadini sull'uso dell'auto e degli impianti di
riscaldamento. A tutto ciò si può introdurre il lavaggio delle strade,
l'utilizzo di asfalti speciali e l'estensione delle rilevazioni nei comuni
contermini. Operare congiuntamente consentirebbe di non chiudere la città al
traffico". Nel suo programma c'è anche il potenziamento dell'assistenza
sociale e sanitaria? "Dal momento che il sindaco è il responsabile della
salute dei cittadini spetta a lui fare pressione in tutte le sedi competenti
per incrementare i servizi. Un sindaco che si ferma ha una
concezione vecchia della burocrazia e del rapporto tra indirizzo e gestione. Per questo sono
convinto che di fronte alla complessità dell'amministrazione sia necessaria una
competenza giuridico-amministrativa". Quale sarà la sua prima opera
pubblica? "Tenendo presente il patto di stabilità bisogna fare scelte
partendo dai quartieri che hanno maturato un credito. San Gottardo, a
esempio, ha subito la discarica e quindi ritengo che la prima opera vada
proprio realizzata in quella zona". Lei è favorevole o contrario al
progetto della nuova discarica? "Sono per la raccolta differenziata
spinta, ma se c'è la necessità di fare un'altra discarica credo che Udine debba
assumersi la responsabilità di autorizzare l'impianto". Perché gli
elettori dovrebbero votarla? "Perché credo di dire cose poco tradizionali
nell'appetibilità della comunicazione, amo la mia città e sono impegnato a fare
senza risparmio. Proprio perché la legge elettorale prevede il doppio turno al
primo non deve essere posto un problema di voto utile e votare il candidato che
si vorrebbe come sindaco, nel secondo, invece, si può votare anche il sindaco
che non si vorrebbe".
( da "Tirreno, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Viareggio Le
pratiche urbanistiche? Sono on line E le multe si pagheranno su Internet Da
stamattina via alla sperimentazione curata da Rachele Nardini: per i cittadini
sarà più facile accedere ai documenti degli uffici comunali FORTE. Gran giornata, stamani, per chi pensa che la burocrazia comunale non possa snellirsi.
Prende il via, infatti, il primo atto del piano per la semplificazione messo a
punto dal consigliere delegato Rachele Nardini. "Esordiamo, infatti,
stamani con la digitalizzazione del protocollo comunale. Raccogliendo
l'invito dell'assessore all'urbanistica Michele Molino e del dirigente Sandro
Giannecchini abbiamo guardato soprattutto, in questa prima fase, alle pratiche
urbanistiche ed edilizie, quelle stesse che legittimamente provocano solleciti
e critiche da parte dei professionisti e dei cittadini". Come funziona
concretamente questo primo provvedimento? "E'semplice: il protocollo
digitale in uscita permette che ogni singola pratica che venga recapitata al
municipio, e posso garantire sono tantissime, e che debba essere inoltrata poi
all'ufficio urbanistica di Vittoria Apuana, vedrà azzerati i tempi di trasmissione,
in quanto grazie al software e alla digit alizzazione, tutta la documentazione
presentata sarà visualizzabile, pressoché in tempo reale, proprio nell'ufficio
destinatario. E analogamente accadrà per le pratiche in uscita dal settore
Urbanistica - ha continuato Nardini - che grazie all'informatizzazione
salteranno l'invio materiale alla sede comunale per la fase di
protocollo". Detto così sembra l'uovo di Colombo, ma non la pensano certo
nello stesso modo coloro che abbiano avuto modo di provare snervanti attese,
anche solo per la trasmissione di una pratica da un ufficio all'altro. "Il
passo successivo sarà l'allargamento di questa digitalizzazione del protocollo
- ha continuato Nardini - che è un passaggio fondamentale per le pratiche dei
cittadini e dell'ente, a tutti gli altri uffici, che così vedranno arrivare
direttamente sui rispettivi computer le pratiche loro indirizzate nel momento
stesso in cui il cittadino le consegnerà in municipio. In ogni ufficio poi sarà
individuato un responsabile del trattamento di questi documenti digitali per
garantirne la riservatezza e soprattutto per consentire il proseguimento
dell'iter verso la sua conclusione". E della firma digitale? "Stiamo
lavorando anche su questo fronte a diretto contatto con la Regione Toscana che
intende sviluppare accuratamente il problema. E l'obiettivo è di attuarla con
ogni singolo cittadino del nostro comune. Attualmente le procedure della firma
digitale sono abbastanza complesse e la Regione intende migliorarne la
funzionalità, dopodichè l'applicheremo subito". Ma questo vento di novità
non si limita alle pratiche, ma interesserà presto anche i pagamenti.
"Entro 30 giorni - è l'impegno di Rachele Nardini - si potranno finalmente
pagare le multe stradali e le varie sanzioni per le quali si deve versare
un'oblazione al municipio direttamente attraverso il sito web del comune".
Franco A. Calotti.
( da "Radiocor" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
(Il Sole 24 Ore
Radiocor) - Bruxelles, 09 apr - Secondo Padoa-Schioppa e' molto piu' difficile
esercitare la supervisione che la regolazione nella quale sono stati compiuti molti
progressi relativamente alle disposizioni per il patrimonio delle banche, la
supervisione su base consolidata, i criteri per le licenze, l'assicurazione dei
depositi. "Progressi equivalenti non sono stati compiuti nel campo della
supervisione". Cio' e' comprensibile poiche' "l'attuazione delle
regole e' una funzione esecutiva che deve essere condotta
costantemente da grandi burocrazie, che operano sul terreno vicino alle
autorita' di regolazione, dotate di ampi poteri discrezionali legate a
strutture di governo, che hanno la parola finale quando il denaro dei
contribuenti puo' essere necessario a sostenere il costo di una crisi".
Ma non si puo' stare fermi. "La recente turbolenza dei mercati e' stata un
test rivelatore: mentre in campo monetario la Bce ha agito rapidamente e in
modo decisivo, la funzione di supervisione e' stati quasi assente". Nessun
incontro speciale per giungere a una valutazione comune tra autorita' nazionali
sia sugli eventi in corso sia sui rischi, niente scambi di informazioni tra Bce
e supervisori dell'eurozona. "La banca non aveva informazioni chiave sulla
affidabilita' della controparte che e' normalmente disponibile per le banche
centrali nazionali". Aps (RADIOCOR) 09-04-08 16:44:47 (0290) 5 NNNN.
( da "KataWebFinanza" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
(AGI) - Roma, 10
apr. - 'Una campagna pubblicitaria promossa dall' associazione degli imprenditori
veneziani compara il costo del lavoro in quattro paesi europei e lo fa per
'lanciare un messaggio forte ai politici prima del voto di questo fine
settimana'. Lo scrive l' International Herald Tribune che dedica ampio spazio a
questa iniziativa degli industriale del Nord: 'La domanda 'ma siamo veramente
in Europa?' sintetizza infatti il pensiero di Massimo Donato di Unindustria
Treviso che chiede ai candidati premier di spiegare cosa faranno per i
lavoratori una volta vinte le elezioni'. Per il quotidiano statunitense 'le
richieste degli imprenditori e dei businessman, ovvero l' abbassamento della
pressione fiscale, maggiori incentivi e uno snellimento
della burocrazia, stanno
diventando piu' pressanti man mano che ci sia avvicina all' appuntamento
elettorale, ma soprattutto confermano che l' Italia e' 'l' uomo malato dell'
Europa', come sottolineano anche le stime del Fondo monetario internazionale
sull' economia del Paese. A questo punto l' International Herald Tribune
paragona il Bel Paese alla sua compagnia di bandiera, ormai sull' orlo della
bancarotta. Un' Italia quindi in crisi e affetta da un eterno paradosso: 'cio'
che e' bene per l' industrializzato Nord non va invece sempre bene per l'
agrario Sud'. 10/04/2008 - 10:10.
( da "Denaro, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Napoli mercato immobiliare
Di Castro (Credite Agricole): Punto su Napoli Cariparma Crèdit Agricole punta
su Napoli. Ad affermarlo è Emilio Di Castro, responsabile Centro Imprese di
Cariparma Crèdit Agricole, durante il dinner forum di Palazzo Turchini,
promosso da Holding All Together di Nino Attanasio e dal Denaro. Tema
dell'incontro "Il mercato immobiliare dopo la crisi dei mutui
subprime". Sotto la lente la carenza di alloggi di edilizia residenziale e
le difficoltà di investimento nel comparto. La crisi dei mutui subprime, è
stato rilevato, è stata uno tsunami per i mercati immobiliare e finanziario,
anche se in Italia l'onda lunga si è avvertita in maniera inferiore rispetto
agli Stati Uniti o ad altri Paesi maggiormente coinvolti. La crisi dei mutui
subprime ha travolto le banche, esposte a un elevato tasso di non rimborso
delle rate dei mutui concessi alle famiglie meno abbienti, ha messo alle corde
i mercati finanziari e fatto tremare il mercato immobiliare. In un mercato
complesso come quello della Campania basta poco per alterare le dinamiche di
una situazione economica difficile. Un territorio difficile, certo, sul quale
però c'è chi ha deciso di investire. Nonostante tutto. Emilio Di Castro,
responsabile Centro Imprese di Cariparma Crèdit Agricole, assicura che la sua
banca "ha intenzione di puntare su Napoli con investimenti consistenti per
rispondere alla forte domanda locale, nonostante i cicli economici non sempre
comprensibili e la difficoltà di lavorare in questo contesto". Non è un
caso, del resto, che i vertici del Crèdit Agricole siano ogni mese all'ombra
del Vesuvio "perchè qui ci sono tutte le condizioni per la ripresa".
Sponsorizza il Mezzogiorno anche Amedeo Giurazza, al vertice della Vertis,
società di gestione napoletana che ha messo recentemente sul mercato due fondi
per le piccole imprese del Sud: "Investo solo al Sud dice perchè se da un
lato ci sono tante diseconomie, dall'altro ci sono possibilità di sviluppo
elevate. Tuttavia, andrebbe promosso un premio per chi opera sul territorio,
perchè i rischi sono maggiori". I due manager del credito sono intervenuti
nel corso del dinner forum di Palazzo Turchini. Un incontro in cui è emerso che
la crisi dei mutui ha determinato un aumento del tasso di interesse e secondo
Ambrogio Prezioso, presidente dell'Acen, "gli investimenti vengono
scoraggiati proprio dall'incremento dei tassi". In Campania ed in
particolare a Napoli, mancano interventi consistenti per l'edilizia
residenziale: "C'è uno squilibrio tra domanda e offerta di alloggi dice Prezioso
e ci sono migliaia di persone che hanno lasciato la città per la mancanza di
vani disponibili. Solo a Napoli afferma c'è bisogno di 200mila vani".
L'emergenza casa è stata sottolineata anche da Clemente Del Gaudio, presidente
della Borsa Immobiliare di Napoli, che parla però anche della difficoltà di
accesso ai mutui: "Le giovani coppie afferma non hanno modo di sostenere
rate troppo alte. Per l'acquisto di una abitazione in città si spendono anche
1300 euro di rata mensile. A queste condizioni si preferisce l'affitto, anche
per non essere vincolati da un contratto tren Nel dinner forum è emerso anche
che la Campania non ha appeal e sono pochi i fondi immobiliari e gli
imprenditori che puntano sulla regione. Achille D'Avanzo, amministratore della
Solido Spa, ritiene che "le banche preferiscono investire da Roma in su e
che chi opera nel settore immobiliare viene penalizzato sia dalla diffidenza
degli istituti di credito verso il comparto, sia dalle condizioni del mercato
locale". Conferma lo scarso interesse dei Fondi per il Mezzogiorno Mauro
Pulega, amministratore della East Capital Sgr, che afferma: "la nostra
struttura non ha interesse a raccogliere soldi da investire al Sud. Tuttavia,
nel meridione c'è necessità di sviluppare la politica del private equity,
magari creando un fondo dedicato". Un territorio difficile, certo, sul
quale però c'è chi ha deciso di investire. Frenano gli investimenti anche i
tempi, troppo lunghi, della burocrazia. Nicola Migliore, amministratore di Risanamento e Sviluppo spa,
afferma che "per la costruzione del Centro Direzionale di Napoli le
autorizzazioni sono arrivate dopo 20 anni ed anche oggi siamo in attesa da 24
mesi per far partire il progetto di riqualificazione edilizia di via Don
Bosco". Amministrazioni lumaca anche per i pagamenti: "La
media italiana spiega Emilio Alfano, presidente dell'Api Napoli è di 180
giorni. Al Sud, invece, i tempi si dilatano ed arrivano fino a 18 mesi".
del 10-04-2008 num.
( da "Libertà" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
37 AGENDA giovedì 10 aprile 2008 Tribuna elettorale Pdl contro il
parassitismo Nel nostro Paese c'è ancora una gigantesca Burocrazia dello Stato
e degli Enti inutili che sopravvive alle spalle di pochi che lavorano e
producono ricchezza: in altri termini il grado di "parassitismo" in
Italia è elevato e porta necessariamente a spese insopportabili con sperpero di
risorse materiali ma anche umane. Ci sono esempi di società scomparse a
causa di un eccesso di parassitismo, e, secondo me, il nostro Paese è a
rischio. Anche la gallina dalle uova d'oro ad un certo punto non ce la farà
più! Quale forza politica trae vantaggi elettorali da un così alto grado di
parassitismo? La Sinistra tutta, dal partito Democratico di Veltroni a
Turigliatto, quando invoca il centralismo statale e usa l'aggettivo
"statale" a sproposito come sinonimo di "pubblico". Per
esempio non c'è nessuno che non condivida la finalità pubblica della scuola ed
università. Eppure questo fine non è necessariamente perseguito solo dalla
scuola di Stato e dal pedagogismo di Stato, così come intende pervicacemente la
Sinistra senza esclusione del PD, che, in sostanza, ricorre a mistificazioni e
chiacchiere demagogiche solo per conservare il consenso di un carrozzone
elettorale, il Ministero della Pubblica Istruzione, che ha soddisfatto le
clientele della Triplice Sindacale, ma che è stato mantenuto da sessanta anni
da chi lavora e produce. Di carrozzoni elettorali ne troviamo parcheggiati in
ogni luogo e l'elenco è molto lungo. Al lettore vorrei fare notare che
Veltroni, ammiccando ogni giorno ai suoi clienti e promettendo soldi agli
infanti, ai giovani, alle donne casalinghe, ai "poveri", ai pensionati,
va solo nella direzione di aumentare il parassitismo in Italia perché, come
Bertinotti e la Sinistra estrema, propone un modello di "redistribuzione
dei redditi" di puro consumo prodotti dal lavoro di altri, quelli, poveri
davvero, che sudano dalla mattina alla sera, per mantenere sé, la famiglia, la
moglie casalinga, il parente invalido, siano essi lavoratori autonomi e
dipendenti, spremuti dalla politica del "tassa e spendi!" tanto cara
a Prodi. Vizio di famiglia: prelevare dalle tasche di chi lavora per soddisfare
gli elettori nullafacenti? A questo serve lo Stato? La gente non arriva ora
alla terza settimana, ma con Veltroni non arriverà alla seconda. Farei ancora
notare che Prodi e Veltroni, presidente il primo e segretario l'altro del
Partito Democratico, presentano agli italiani il peggiore dei partiti
statalisti che si sia candidato alle elezioni del nostro Paese dal dopo guerra
ad oggi, per la ambiguità, la falsità e la fumosità di cui è infarcito! E' un
imbroglio per la gente, soprattutto la "loro" gente, ma è lo
strumento per salvare se stessi. A questa specie di zattera si stanno
aggrappando gli ex DS , Margherita, Partito Radicale e Cattocomunisti che male
hanno governato negli ultimi venti anni senza mai azzeccarne una. Sbagliano e,
per non essere spazzati via, si trasformano in continuazione. Altro vizio di
famiglia. L'unica costante? Lo statalismo. Chiaramente un Paese malato deve
essere curato affinché non continuino a proliferare le colonie di parassiti.
Per arrivare alla soluzione servono Federalismo e Libertà, meno Stato e più
Società, così come prevede il programma che noi del Popolo della Libertà
abbiamo spiegato nelle piazze e nei mercati ai cittadini. Il programma del
Popolo della Libertà, infatti, ha tra le sue sette missioni il Federalismo per
rovesciare la piramide fiscale e clientelare ed arrivare a rapporti diretti fra
i centri di potere territoriali e i cittadini affinché si riconoscano le
responsabilità degli amministratori e affinché le risorse derivate dalle tasse
restino prevalentemente sul territorio. Per chi amministra, alimentando
clientele parassitarie con i soldi degli altri, purtroppo finora non ci sono
state sanzioni, ma premi perché i clienti, ahimè, rispondono ancora con il voto
di scambio. La faccenda però diventa dura se le risorse mancano perché chi le
produce potrebbe "arrabbiarsi" e allora per i clienti e i loro
"signori" sarebbe finalmente la fine. Bruna Bartolini Consigliere del
Popolo della Libertà Circoscrizione 2 © LIBERTA' © 1996 - 2007 Libertà On Line
- Tutti i diritti sono riservati Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA
01447930338.
( da "Corriere Adriatico" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Al via i cantieri
per la scuola di Passatempo e l'asilo di San Sabino. "Tutto in
regola" OSIMO - Nonostante l'indagine della Procura riguardi anche i due
ambiti di trasformazione strategica di Passatempo e San Sabino, il Comune ha
ugualmente avviato i cantieri delle opere pubbliche ad essi collegati. Per
l'Ats 23 i costruttori edili si sono impegnati a realizzare una nuova scuola
elementare, un campo da calciotto e la rotatoria fra via Montefanese e via
Cola, tutto a Passatempo, area interessata dall'insediamento edilizio. Per
l'Ats 20, invece, i costruttori hanno già aperto da due settimane il cantiere
per la nuova scuola materna e asilo nido di San Sabino. "Nonostante gli
esposti dei Comitati cittadini ambientalisti ha detto ieri Latini-, abbiamo voluto
dare, con coraggio, avvio a queste opere sicuri della nostra correttezza".
Il rischio, oltre all'indagine, proveniva dalle nuove prescrizioni della
Provincia sul Prg, "ma su questi Ats- precisa il sindaco -, non ci sono
rilievi e difatti già domani (oggi per chi legge, ndr) avvieremo i
picchettamenti nel cantiere della nuova elementare di Passatempo", che
sorgerà vicino alla palestra Europa. La scuola, che ai costruttori costerà 1,39
milioni di euro, ha superficie lorda di
( da "Corriere Adriatico" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
La nota di Cicconi
Massi: la categoria ha però bisogno di essere sostenuta diminuendo la pressione
fiscale Aumentano le imprese, soprattutto quelle artigiane SENIGALLIA - Negli ultimi
cinque anni il numero delle imprese attive nel Senigalliese è cresciuto
dell'1,7%, passando dalle 7.107 unità del 2003 alle 7.228 del 2007. Il comune
di Senigallia si è caratterizzato per un incremento del 3,7%. E' quanto emerge
da una analisi del centro studi della Confartigianato. Il peso delle imprese
attive nell'area sul totale delle imprese con sede nella provincia di Ancona
nel 2007 è pari al 17,1%. Nell'area il numero delle imprese artigiane è rimasto
pressoché invariato nel periodo dal 2003 al 2007 (+0,2%). Il 30,4% delle
imprese attive con sede nell'area senigalliese è un'impresa artigiana. In
alcuni comuni tale percentuale risulta maggiore; nel caso di Ripe è del 45,8%.
Analizzando i dati relativi al numero di imprese per classi di addetti, si
osserva che oltre la metà di esse è di tipo individuale (55.6%). Nel comune di
Castel Colonna la percentuale delle imprese individuali sul numero totale di
imprese è pari al 73,8%. Nel periodo dal 2003 al 2007 tra i settori in cui si
sono verificati aumenti più significativi del numero di imprese attive
nell'area, si rilevano quelli delle costruzioni (+14,2%), degli alberghi e
ristoranti (+8,1%). Il peso delle imprese di questa area nel settore
"alberghi e ristoranti" a livello provinciale è pari al 23,6%.
"Anche per quanto concerne le imprese artigiane - sottolinea il segretario
della Confartigianato di Senigallia Giacomo Cicconi Massi - nel periodo
considerato il settore in cui si riscontra un incremento significativo è
rappresentato dalle costruzioni (+12,5%) mentre in calo il commercio e
riparazione di beni". Secondo i dati elaborati da Confartigianato, circa 1
impresa su 3 nel settore "alberghi e ristoranti" della provincia di
Ancona ha sede in questa area. "Confartigianato - continua Cicconi Massi -
ha indicato le priorità della Confederazione: ridurre la spesa pubblica,
eliminare gli sprechi, diminuire la pressione fiscale su
imprese e famiglie, liberare le imprese dai costi della burocrazia, garantire la governabilità,
valorizzare il ruolo della micro e piccola impresa. Alla politica, chiediamo di
ascoltare le nostre imprese. Perché sono quelle che trainano l'occupazione: la
loro crescita significa quindi crescita sociale ed economica. Ma proprio
su queste imprese oggi si scarica un peso fiscale eccessivo insieme ai costi
più alti dei ritardi e delle inefficienze del Paese".
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
PROCESSI & DETENUTI Ma è giustizia o solo burocrazia giudiziaria? Paolo Mele senior avvocato penalista Un
tempo si diceva che "la Giustizia è lenta ed inesorabile". Un tempo
risalente a un lontanissimo passato di cui si è persa memoria, salvo non voler
rimettere tale assioma ad un'eventuale è forse più credibile aspettativa
ultraterrena. La Giustizia, infatti, quella che conosciamo noi,
oggigiorno, non è semplicemente lenta, ma pressoché imbalsamata e per di più di
rarissima inesorabilità. Una situazione per cui la storica scritta tribunalizia
"La legge è uguale per tutti" è sempre più percepita dai tanti come
un fatto fortuito o ancor peggio come un "benefit" per pochi. Una
situazione per cui l'unica ad essere veramente condannata è la Giustizia
medesima che, tra sprechi e lentezze, costate ai contribuenti nel corso del
solo 2007 oltre 7 miliardi di euro, si è aggiudicata il triste record europeo
di circa 200 mila prescrizioni. I processi qui da noi, infatti, sembrano spesso
di difficile conclusione. Secondo recenti stime le cause penali pendenti avanti
l'Autorità giudiziaria italiana sono circa 5milioni. La durata media di un
processo tra giudizio di primo grado ed appello è di oltre 3 anni, ma vi sono
punte "d'attesa" che raggiungono i 1.300 giorni per il solo appello,
come sarebbe accaduto presso le Corti di Ancona e della Serenissima Venezia.
Tempi che più volte hanno determinato la liberazione per decorrenza termini di
pericolosi pregiudicati, come è avvenuto qualche giorno fa, con la liberazione
di ben dodici boss mafiosi in attesa di giudizio avanti la Corte d'Appello di
Messina, una dei quali condannato in primo grado a ben 4 ergastoli. Ma non è un
fatto nuovo, poiché già nel 2006 riacquistò la libertà l'erede del clan
camorristico Di Lauro grazie ad una fotocopiatrice rotta ed anche il figlio del
super boss Riina è recentemente uscito per scadenza termini dal carcere di
Sulmona, ove era detenuto nella sezione d'alta sorveglianza. D'altra parte se
per fare una sentenza di primo grado capita - come a Gela - che un giudice ci
impiega la bellezza di 8 anni (!) cosa si può mai sperare? Eppoi le cose
potevano andare anche peggio. Basti pensare che all'inizio di quest'anno erano
detenuti nelle carceri italiane circa 49.000 detenuti, "appena"
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
TIZIANO TREU
(Partito democratico). L'ex-ministro del Lavoro dice: "Mantenere la riforma
appena varata: non si possono cambiare le regole ogni 2-3 anni" "E
ora alzare le pensioni che sono troppo basse" "Combattere gli abusi
che portano alla precarietà: le imprese che stabilizzano i lavoratori vanno
premiate" Antonio Trentin Due mesi fa Tiziano Treu ha
rischiato il non-ritorno in Parlamento. Questioni di equilibri dentro il
Partito democratico e di regole (non per tutti) sulla pluri-rieleggibilità. Poi
a Walter Veltroni è stato mostrato bello in chiaro che - da interlocutore
credibile per il mondo del lavoro come per il mondo delle imprese - il
"prof" senatore vicentino-milanese riporterà esperienza a Palazzo
Madama. Ed eccolo collocato fuori casa, in un posto vincente, nel
"pacchetto" dei big che Roma fa ospitare dalle liste Pd in giro per
l'Italia. Nel Pd lei è entrato come liberaldemocratico con Lamberto Dini. E ci
è rimasto. L'ex-premier ha sbattuto la porta, ha fatto cadere il governo Prodi
e se n'è andato con il Popolo della libertà. Un'area come la vostra perché deve
stare di qua anziché di là? Ho motivato anche a Dini le ragioni del mio
rimanere nel Pd. Questo partito ha un programma liberaldemocratico e lo può
attuare perché ha avuto il coraggio di liberarsi dai condizionamenti della
sinistra radicale e di andare da solo alle elezioni. Il centrodestra è più
eterogeneo e poco liberale. Un ministro al Veneto: l'ha promesso Veltroni, lo
rivendica la Lega, ora lo garantisce anche Berlusconi. Lei è stato l'ultimo in
carica. Un ministro può fare davvero molto per la sua regione o è questione
d'immagine? Il Veneto e Nord hanno bisogno di politiche che modernizzino
veramente il paese, che liberino le energie vitali dai pesi
della burocrazia, delle
rendite e della spesa parassitaria, che le aiutino a innovare. Un ministro può
essere utile, ma lo è di più la coerenza delle politiche. Da candidato in
Lombardia, le tocca il caso Alitalia-Malpensa, diventato materia di campagna
elettorale... Il caso è grave per tutta l'Italia, non solo per la
Lombardia. È segno dell'incapacità delle istituzioni e delle parti sociali di
'fare squadra', come invece è stato per l'Expo
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
ANALISI. Gianpaolo
Bizzotto a ruota libera in attesa dell'imminente rinnovo di molte
amministrazioni comunali "Ai sindaci autonomia e più fiducia" "Non
è possibile governare una città quando Stato e Regione, se ti finanziano, ti
dicono come devi spendere le risorse" Abbiamo sempre meno risorse e
personale ed il sostegno spesso va a chi spreca" GIANPAOLO BIZZOTTO
Sindaco di Bassano Paolo Mariotto Elezioni. In questi giorni si
fa un gran parlare dell'appuntamento elettorale che domenica e lunedì muoverà
il Paese per il rinnovo del Parlamento. Tuttavia, oltre alla Camera e al
Senato, in più di quattrocento comuni italiani si voterà anche per il rinnovo
dei Consigli comunali che, per un motivo o per l'altro, terminano il loro
mandato. Ma come si governa un comune oggi? E come sono i rapporti con le
istituzioni superiori? Lo abbiamo chiesto al primo cittadino di Bassano,
Gianpaolo Bizzotto, il quale non ha offerto un quadro della situazione
rassicurante. Anzi. Per risolvere i problemi della gente in modo puntuale, il
Comune avrebbe bisogno di più mezzi e di più uomini. Insomma, servirebbe più
denaro. Ma, oltre al fatto che negli ultimi tempi questa "materia
prima" scarseggia, il problema è che i Comuni sono costretti a spendere
come vogliono le istituzioni superiori. "In queste condizioni non si può
più andare avanti. Serve più autonomia, libertà e fiducia nei sindaci -
denuncia Gianpaolo Bizzotto -. È come stipendiare un padre di famiglia, e
decidere per lui come suddividere le spese quotidiane. Ma come è possibile
governare una città quando lo Stato e la Regione, se ti finanziano, ti dicono
anche come spendere i soldi? Sapremo meglio noi sindaci come vanno investiti i
soldi nelle nostre città e quali sono le priorità per la nostra gente, o no?
Invece, decidono loro. Ma a questo punto, se non possiamo decidere neanche
queste cose, tanto vale che ci siano i sindaci. Mettiamo i Prefetti a
governare, - è la provocazione di Gianpaolo Bizzotto - loro sì devono
rispondere solo allo Stato". I sindaci, invece, che sono i primi a
rispondere alla gente, non possono sopportare ulteriormente queste restrizioni,
e parlano del federalismo fiscale come di un possibile toccasana per il nostro
Paese in cui si delinea una situazione non più sostenibile che, a detta del
sindaco Bizzotto, "non ha pari in altri paesi europei,
dove la parola "burocrazia" significa poche norme chiare, e non tante norme ambigue
come accade di questi tempi in Italia". Tempi in cui è richiesta più
flessibilità anche in ambito pubblico, dove "si continua ad assumere
"oves et boves" che poi, producano o no, sempre lì bisogna tenerli.
Inoltre, - ha continuato il sindaco - abbiamo sempre più deleghe da amministrare,
sempre meno risorse e personale, e come se non bastasse, i trasferimenti
penalizzano i Comuni che producono e vanno a sostenere quelli che
sprecano". La solita storia, i soliti privilegiati e i soliti
"cornuti e mazziati". In questo quadro dalle tinte poco rassicuranti
dipinto da Gianpaolo Bizzotto trovano spazio anche le società partecipate come
l'Etra, che sostenuta inizialmente dal primo cittadino di Bassano in quanto
"era prevista dalle leggi", ora mette un po' di malinconia per gli
anni in cui, in tema di acqua e fognatura, ogni Comune faceva da sé. Alla fine,
con un paragone d'attualità, il sindaco Bizzotto ha affermato: "se
vogliamo ridurre l'Italia come l'Alitalia, allora siamo sulla strada
giusta". L'unico modo per far decollare il nostro Belpaese, quindi,
secondo il primo cittadino, sarebbe passare al sistema tributario federalista e
lasciare più autonomia ai governi locali, in modo che questi possano gestire
meglio le risorse disponibili. Ma se in qualche comune italiano non ci fosse la
capacità di questa gestione? "Allora subentra il giudice per eccellenza:
il popolo". Gianpaolo Bizzotto a ruota libera, alla vigilia di una
importante scadenza elettorale che vedrà il rinnovo di alcune amministrazioni
comunali. Nel Bassanese si voterà a Rossano.
( da "Asca" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
(ASCA) - Padova, 10 apr
- C'e' un fardello che soffoca le imprese. Una tassa un tempo definita
''occulta'' o ''invisibile'', ma che oggi puo' essere annoverata a pieno titolo
nel lungo elenco di imposte del nostro Paese. La tassa burocratica costa ogni
anno alle imprese della provincia di Padova 170 milioni di euro. Come dire:
circa due punti e mezzo di Pil provinciale (2,4%) risucchiato
dalle fauci sempre spalancate della burocrazia. Il dedalo di obblighi e adempimenti fa perdere ogni anno alle
aziende padovane 1,6 milioni di giornate di lavoro. Per ogni piccola impresa 63
giornate di lavoro (di un dipendente) perse in un anno per bolli e timbri. Un
''danno'' che, a tre giorni dal voto, fa gridare al presidente di Confindustria
Padova, Francesco Peghin, che ''la burocrazia
e' un'emergenza nazionale da affrontare subito''. ''Chiunque governi - aggiunge
Peghin - adotti una terapia d'urto se si vogliono mettere le aziende in
condizione di crescere e di reagire a questo momento di difficolta'
congiunturale. Siamo stufi di essere costretti a fare gli imprenditori
part-time. Vogliamo stare in azienda, a sviluppare prodotti e cercare mercati,
non perdere meta' del nostro tempo a inseguire le complicazioni burocratiche''.
''Quasi tutti i partiti - continua Peghin - affermano in campagna elettorale
che si tratta di un'emergenza da affrontare subito. Intanto alle Pmi padovane
capita di vedersi sottratti 170 milioni solo per obblighi e carte. Ai candidati
premier, e a chi si candida a rappresentare il Veneto, chiedo di impegnarsi
pubblicamente a liberare le aziende dalla gogna burocratica. Su questo impegno
vi giocate la faccia''. A certificare l'entita' del ''danno'' e' Confindustria
Padova che ha realizzato un'indagine sul peso degli adempimenti burocratici su
un campione di 340 piccole e medie imprese padovane, in collaborazione con la
Fondazione Nord Est. Secondo l'indagine Confindustria Padova-Fondazione Nord
Est, ogni impresa padovana ''dedica'' in media al disbrigo di pratiche
burocratiche una giornata e mezza di lavoro (di un dipendente) a settimana. I
tempi si dilatano per le aziende piu' strutturate che devono gestire un maggior
carico di adempimenti: il 33,2% di quelle con piu' di 50 addetti perde due o
piu' giornate a settimana. Il peso relativo e' invece piu' gravoso nelle realta'
piu' piccole che hanno meno persone da adibire a questa funzione. Il conto
delle giornate di lavoro perse in un anno per adempimenti e bolli e' di 63
giornate per azienda. Che proiettato sul complesso delle imprese manifatturiere
padovane fa un conto salatissimo di 1 milione 652 mila giornate di lavoro
''sacrificate'' alla burocrazia in un anno. Ma qual e'
il costo della burotassa in termini di fatturato'? Per quasi meta' delle
aziende intervistate (46,2%) i costi burocratici incidono per l'1,5% dei ricavi,
per il 18,2% l'incidenza varia dall'1,5 al 3% del fatturato. Il 12,5% calcola
che la burocrazia bruci ogni anno una fetta dei ricavi
superiore al 3 per cento. Tra le aziende di media dimensione, quasi una su
dieci lamenta un'incidenza superiore al 5 per cento. fdm/sam/bra (Asca).
( da "Nazione, La (Empoli)" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 2
"Siamo strangolati dalle tasse Tagli all'Ici e il mercato riparte" I
PICCOLI PROPRIETARI SITUAZIONE INSOSTENIBILE: IL GOVERNO INTERVENGA ? ROMA ?
GIÀ. Come se ci fosse bisogno di un altro ministero. Eppure Giacomo Carini,
presidente nazionale dell'Unione piccoli proprietari, è convinto. Su tutto può
ipotizzare un risparmio, il Governo a venire, meno che su questo: serve un
ministero per la Casa. "Dove finalmente vengano riunite le competenze ora
frammentate in tanti dicasteri diversi". Con l'unico
risultato che ogni progetto naufraga sotto il peso delle burocrazie incrociate.
La questione va affrontata e secondo linee che, racconta Carini, erano state
già abbondantemente tracciate al tavolo di concertazione avviato dal ministro
Di Pietro. E poi? "Il Governo non ha ottemperato, nonostante fosse stato
raggiunto un protocollo d'intesa". Su quali punti? "Una
premessa: gli affitti aumentano perché aumenta il costo della vita e,
soprattutto, la pressione fiscale. Primo passo, la riduzione delle tasse sui
proprietari che, inevitabilmente, riverberano gli aumenti sui locatari.
Prendiamo l'Ici e la revisione degli estimi catastali. Si paga. Poi c'è il
ricavo dall'affitto della casa che si aggiunge agli altri redditi e fa crescere
l'aliquota Irpef. Tutto questo non può che finire sulla controparte, ma in
realtà il piccolo proprietario ha tutto l'interesse a mantenere basso il canone
perché la morosità dell'inquilino per lui è un dramma". Stiamo parlando di
persone che hanno acquistato un appartamento come bene rifugio...
"Appunto. E una causa per morosità significa mesi e mesi senza introiti.
Ridurre l'Ici non tanto per la prima casa, ma per la casa data in locazione, è
nell'interesse della collettività. Al tavolo si era anche ipotizzata una separazione
delle rendite immobiliari dagli altri redditi, con un'aliquota fissa al
20%". E i contratti in nero? "Non esistono più. Dopo la Finanziaria
2005 non è possibile fare trucchi, perché se c'è una quota dell'affitto non
registrata l'inquilino ne può chiedere la restituzione al proprietario fino a
sei mesi dopo aver lasciato l'appartamento. Non conviene a nessuno. Altro punto
sviscerato al tavolo, quello dei tempi per la liberazione di un immobile. Se ho
comperato una casa perché tra qualche anno serve a mio figlio, come faccio ad
affittarla? I tempi esageratamente lunghi mi trattengono dal darla in
locazione, perché rischio di non poterla utilizzare al momento del bisogno.
Tempi rapidi e sicuri convincerebbero molti proprietari e questo aumenterebbe
l'offerta, con conseguente riduzione dei canoni. È una legge di mercato".
Poi c'è il tema dell'edilizia popolare pubblica... "Occorre riprendere in
mano questo settore. Abbiamo la percentuale più bassa del mondo: il 6% contro
il 30% della Germania. Inoltre c'è stato il grande errore della dismissione del
patrimonio pubblico che ha complicato le cose. Non esistono più neanche quelle
soluzioni di fortuna alle quali ricorrevano gli enti locali. Davvero non si può
più aspettare, si tratta di un problema cruciale per la vita dell'Italia. Ci
vuole proprio un ministero". Silvia Mastrantonio.
( da "Mattino, Il (Avellino)" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Aperta la nuova sede
del liceo GIOVANNI SPERANDEO Lauro. La battaglia è finita, finalmente gli
studenti del liceo scientifico Mancini di Lauro hanno una vera sede. Dopo anni
tra edifici temporanei e container, i ragazzi del liceo hanno potuto finalmente
metter piede nella loro nuova e definitiva struttura: quella di via Nazionale,
dove ha avuto sede per anni il magistrale. Un edificio quindi già parzialmente
idoneo, acquistato dalla Provincia di Avellino e ristrutturato fino a pochi
giorni fa, quando è stato consegnato agli studenti. Dieci aule con laboratori e
palestra per 150 studenti che potranno far incrementare le iscrizioni. "È
un avvenimento importante - spiega il consigliere provinciale Pasquale Bossone
- storicamente valido per il Vallo di Lauro. Sono orgoglioso di aver
contribuito per consentire agli alunni la possibilità di entrare in un edifico
nuovo ed accogliente. Questo era una degli impegni presi in campagna elettorale
e siamo riusciti a portarlo a termine. Stiamo già lavorando per la
Moschiano-Forino, la strada denominata Santa Cristina e l'allargamento di via
Casoria a Lauro". Stessa soddisfazione esprime l'altro rappresentante in
seno all'ente provinciale, Trifone Greco: "Finalmente i ragazzi hanno una
sede scolastica degna di questo nome dopo una lunga e
faticosa battagli contro la burocrazia. L'importante però è aver raggiunto gli obiettivi. Sono molto
contento per gli studenti, cui auguro tutto il bene possibile sia per la
cultura che per l'educazione alla legalità. Un ringraziamento per i tanti
dipendenti della Provincia che hanno dato una mano, dall'ufficio tecnico al
nucleo operativo di Migliano e poi la ditta Vivenzio". Ma è già
pronta la prossima sfida da parte della Provincia di Avellino per gli studenti
del liceo di Lauro: acquistare l'area circostante per ampliare le attività
didattiche. Sotto, l'edificio che ospita la nuova sede del liceo scientifico di
Lauro.
( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del
10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Casoria, il secondo
circolo didattico da poco costruito è stato già ridotto in pessime condizioni
DOMENICO MAGLIONE Casoria. "È una scuola nuova ma sembra vecchia di anni e
i raid vandalici a ripetizione rischiano di ridurla ancora peggio". Non ci
sta a subire passivamente il declino dell'edificio scolastico che ospita il II
circolo didattico in via Martiri d'Otranto la preside Angela Vitale. "In
tre giorni abbiamo subito due assalti - dice il capo d'istituto - i ladri hanno
pure rubato il videoproiettore che ci consentiva di proseguire nell'attività di
cineforum già bene avviata da qualche tempo. Il sistema d'allarme purtroppo
continua a non funzionare nonostante le ripetute segnalazioni: siamo veramente
indignati". Va invece meglio per il liceo Ghandhi: dopo le proteste degli
alunni, sono pronti a partire i lavori di adeguamento ed ampliamento della sede
dell'istituto polispecialistico di via Aldo Moro. Il complesso scolastico
disporrà, a lavori conclusi, di un totale di 30 aule per attività normali, 3
aule per attività speciali nonché di nuovi spazi per attività sportive ed
uffici amministrativi. Prevista anche la ristrutturazione degli accessi e delle
vie di fuga: una volta ultimati i lavori gli alunni potranno contare su una
scuola moderna, accogliente e priva di barriere architettoniche. Ma se i
problemi del Ghandi, seppure con lentezza, si avviano verso la soluzione
giusta, si attende la svolta anche per la scuola media Cardinale Maglione dove
i ragazzi aspettano che inizino i lavori per la ricostruzione dell'auditorium
crollato ad aprile di tre anni fa, quando al termine della proiezione di un
video sulla vita di Papa Giovanni XXIII il tetto dell'edificio, che era stato
peraltro di recente sottoposto ad alcuni lavori di coibentazione, crollò come
cartapesta. Una frazione di secondi salvò la vita ad una ventina di alunni che
erano appena usciti dalla struttura. "Tanto ritardo determina una
situazione assai penalizzante che frena lo svolgimento di attività collaterali
molto importanti per la formazione dei ragazzi", fanno rilevare alcuni
insegnanti. Ad Arpino, invece, è la burocrazia a creare disagi. Venticinque anni non sono stati sufficienti per
varare il passaggio di proprietà a favore del Comune della scuola media Puccini
di 24 aule. L'edificio, realizzato nel 1983, è di fatto ancora proprietà di
privati che, attraverso una apposita convenzione, si erano impegnati a
realizzare la scuola in cambio di una concessione edilizia per la realizzazione
di strutture commerciali e artigianali nel quartiere periferico cittadino,
cresciuto a dismisura anche sotto la spinta del mattone selvaggio. Il passaggio
di proprietà dello stabile non è mai avvenuto, nonostante le dichiarazioni di
reciproca disponibilità, perché la struttura non risulta ancora accatastata.
Gli oneri, per questo, spettano per legge al comune di Casoria in quanto
"soggetto attivo di progetto, direzione lavori e collaudo".
( da "Nazione, La (Firenze)" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
SCANDICCI / SIGNA /
LASTRA A SIGNA pag. 13 SI SVOLGERANNO alle 15 di oggi, nella pieve di Signa, in
piazza Cavour, i funerali di Alessio Beconi... SI SVOLGERANNO alle 15 di oggi,
nella pieve di Signa, in piazza Cavour, i funerali di Alessio Beconi, scomparso
mercoledì scorso, a 55 anni, dopo anni di lotta contro la Sla. Le esequie erano
state rinviate per poter effettuare ulteriori accertamenti sulle cause della
morte e per escludere che nella tragedia avessero inciso errori medici o
problemi nei macchinari. Alessio Beconi, storico volontario
della Pubblica assistenza signese e molto conosciuto in paese, si era ammalato
di Sla quattro anni fa. Da allora aveva iniziato la sua lotta contro questa
rara malattia, denunciando, anche attraverso il nostro giornale, le pastoie
della burocrazia e le
difficoltà nel trovare cure adatte.
( da "Nazione, La (Prato)" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA PRATO pag.
( da "Nazione, La (Firenze)" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
BAGNO A
RIPOLI/FIESOLE/IMPRUNETA pag. 16 "Più sicurezza e sviluppo"
"Difenderò le nostre radici e combatterò tutti gli sprechi" ELEZIONI
LA CANDIDATA DEL PDL LOMBARDINI PRESENTA IL PROGRAMMA di LEANDRO GIANI
SICUREZZA, tutela del territorio e delle attività produttive, salvaguardia
delle identità culturali e religiose, meno sprechi e più efficienza. Sono
alcune proposte, insieme al sostegno psicologico e finanziario per far restare
in famiglia gli anziani e l'incremento dei servizi igienici-sanitari, della
lista del Popolo della Libertà. Teresa Lombardini, la sua campagna elettorale è
fatta con molta grinta:è lo specchio delle battaglie condotte per An, o
l'orgoglio di essere ora candidata sindaco per il Pdl? "E' solo la volontà
di proseguire nell'impegno profuso nella passata legislatura, contassegnato da
ben 135 fra mozioni, interrogazioni e interpellanze, rivolte alle vere
necessità della gente e alla tutela dell'ambiente. Come candidata sindaco del
Pdl, intendo continuare a lottare per definire i tanti problemi irrisolti,
nell'ottica di una vera alternativa al Governo cittadino che ha fatto sinora
acqua da tutte le parti". Diminuerà, secondo lei, la forza elettorale di
An dopo che una frangia del partito ha scelto, anche a Impruneta, il volto
della Santanchè? "Penso proprio di no. La gente, quella che ha sofferto le
distorsioni della sinistra, resta fedelmente attaccata al nostro simbolo. Ho
riscontrato peraltro, nei miei tanti incontri con la cittadinanza, che
soprattutto nei giovani c'è la volontà di mantenere i propri ideali, ma anche
la voglia di allargare i loro orizzonti verso un futuro meno precario.Anche a
Impruneta, il Pdl può dar loro questa certezza". A proposito, quando lei
dichiara che il Pdl rappresenta l'unica alternativa al Pd e alla sinistra
locale, a quale paese pensa per gli imprunetini? "Vorrei riproporre
l'Impruneta di un tempo, quando la vita delle persone era molto più sana e
vivibile. Per farlo, occorre maggior sicurezza per tutti, rendendo più visibile
la presenza sul territorio anche della Polizia muncipale; difendere
la nostra identità culturale e storico-religiosa, che da sempre ruota intorno
al campanile della Chiesa; dare maggiore impulso a tutte le attività
commerciali e produttive locali; eliminare burocrazia e sprechi; creare sviluppo ed intervenire drasticamente sulla
rete viaria.
( da "Stampa, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Il
centrosinistra ha affondato l'Italia sotto il profilo economico con una
tassazione impossibile e ha completamente affossato il diritto alla sicurezza
dei cittadini": così Franco Frattini, per tre anni commissario europeo su
sicurezza e terrorismo, ex ministro del governo Berlusconi. Ha parlato ieri
sera per il Popolo della Libertà, introdotto dal parlamentare uscente Daniele
Galli e dal coordinatore regionale Guido Crosetto. "Il centrosinistra ha
oppresso l'Italia con la burocrazia e ora Veltroni parla di necessità di tagliare le leggi:
evidentemente lo hanno informato male, perchè nel 2005 abbiamo introdotto il
decreto taglia-leggi, per cui ogni nuova norma abolisce quelle precedenti in
contrasto con essa. Peccato che il Governo Prodi abbia volutamente ignorato
questa opportunità. Lo stesso Governo che ha invertito i ruoli tra
vittime e colpevoli, privilegiando questi ultimi: dobbiamo tornare a dare
sicurezza ai cittadini e dignità alle forze dell'ordine. Il centrosinistra parla
di micromininalità quando qualcuno rapina, scippa, ruba: andate a dire che è
microcriminalità alle persone che sono state segnate per tutta la vita dalla
devastazione di una casa o da una rapina". E sul ruolo di Malpensa,
Frattini ha ricordato che l'aeroporto "in due anni potrà tornare a riavere
il suo traffico; l'importante è risolvere la questione Alitalia. Il Novarese è
una delle zone che possono ricevere molto dall'economia di Malpensa, così come
tutto il Nord Italia".
( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del
10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
P.S. GIORGIO pag. 6 Traffico
in tilt nella zona sud per l'asfaltatura delle strade IERI MATTINA, all'altezza
delle rotonde presso l'uscita dell'autostrada, traffico in tilt per il fatto
che si stavano eseguendo lavori di asfaltatura. Il sindaco Brignocchi non si
sarebbe voluto ridurre all'ultimo momento per il
rifacimento dei manti stradali però la necessità di reperire fondi e la burocrazia hanno un po' inceppato i suoi
programmi. Adesso la città è tutta un cantiere. I lavori di asfaltatura
riguardavano via Solferino, la prima strada d'ingresso sud alla città. Ed è
stato il caos soprattutto tra le 8 e le 9: intasate le rotonde e lunghe file di
auto sulla s.s. 16 Adriatica, sulla provinciale Val d'Ete e sul casello
dell'A14. Nel corso della mattinata la situazione è andata migliorando, grazie
anche all'intervento dei vigili urbani.
( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del
10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
LETTERE E OPINIONI
pag. 12 Caro Carlino, vorrei dire anch'io la mia sulla situazione delle strade
della nostra Provinci... Caro Carlino, vorrei dire anch'io la mia sulla
situazione delle strade della nostra Provincia. Ho letto la lettera della
Provincia che spiega le ragioni di tanto ritardo nella manutenzione. Il guaio è
proprio questo: la burocrazia e le troppe competenze che si sovrappongono, nel nostro Paese,
prima che si possa decidere (e finanziare) un intervento. In attesa che questo
avvenga, le nostre strade (specchio fedele dello stato del nostro Paese) vanno
rapidamenrte in malora e prima che si possa rimediare, in genere, è sempre
troppo tardi. Basta dare un'occhiata alla Romea... Lettera firmata.
( da "Virgilio Notizie" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
IDIOTI Intervistato dal
Paìs: i politici peggio prodotto in Italia postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA
Altri "L'Italia è oggi il contrario del Rinascimento. Non c'è energia, nè
coraggio, il rischio è disprezzato. La creatività è morta per colpa della
sicurezza, l'unico cosa certa è il fallimento": parole amare quelle di
Oliviero Toscani, il fotografo di Benetton e pubblicista milanese, che promette
- in un'intervista al quotidiano "el Paìs" - di non andare a votare,
per la prima volta in cinquant'anni. Il titolo dell'intervista è abbastanza
irriverente: "Moriremo vestiti all'ultima moda, ma idioti". Toscani è
proprio deluso: "Il peggior prodotto in Italia è la politica. I
professionisti peggiori del paese sono i politici. Gli
incapaci o lavorano nella burocrazia o diventano politici o si trasformano in manager. Per questo
l'Italia è ridotta così". Il celebre fotografo, fedele sostenitore dei
radicali italiani, dice che andrà al seggio, ritirerà la scheda, ma poi non
voterà. E lascerà così vincere Silvio Berlusconi, gli chiede il giornalista:
"Non credo che voglia vincere - spiega - non lo vedo molto
entusiasta". Per Toscani la Spagna è il nuovo Eden: "Espana,
Zapatero, voi sì che siete illuminati!", commenta. La crisi in Italia
invece è gravissima: "In cinquant'anni non c'è stata architettura, la
precarietà degli intellettuali è la norma, le mamme continuano ad essere grandi
'castratrici' e i professori guadagnano meno degli operai. Non è possibile
rifondare il paese, perchè la decadenza non è solo economica, è morale e si
trasmette a tutte le ore in tv. Abbiamo vinto per la volgarità. Moriremo
eleganti, vestiti all'ultima moda, volgari, vuoti e idioti dentro".
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Udine "I dati
che fa vedere ... Udine"I dati che fa vedere Illy non sono completamente
veriteri, corrispondono a una descrizione quasi virtuale della realtà. Fa
riferimento a dati statistici che hanno come base di partenza il 2001, periodo
che ha visto fatti concomitanti che hanno influenzato il sistema nazionale ed
europeo: l'11 settembre e l'ingresso dell'Italia all'Euro, che ha corrisposto
al dimezzamento del potere d'acquisto delle famiglie e a una grande fase
recessiva europea. Migliorare quindi, non è stato poi difficile. Semmai è
l'indebitamento che è aumentato. L'economia, fortunatamente non è legata alle
scelte dei politici, ma alla bravura degli imprenditori che chiedono meno vincoli
burocratici e meno tasse per operare con tranquillità e serenità". Così il
consigliere regionale della Lega nord, Maurizio Franz, muove critiche a Intesa
democratica.- In questi anni è stato introdotto il taglio selettivo dell'Irap e
effettuati investimenti nell'innovazione. È giusto aiutare le imprese
virtuose?"Più che virtuose, parlarei di pochi eletti: banche,
assicurazioni e grandi imprese, beneficiate in particolare dal taglio
dell'Irap. A questa opportunitità le piccole e medie imprese non hanno
partecipato, perchè risultava più costoso pagare il consulente o commercialista
per fare il calcolo rispetto a rinunciare a vantaggio. La legge
sull'innovazione, invece, è una versione aggiornata dell'ultimo provvedimento
dell'amministrazione Tondo, come quella per favorire lo sviluppo delle piccole
e medie imprese, votata anche dalla Lega perchè ha visto accolta anche la mia
proposta per la tutela dei marchi, specie delle piccole imprese"- Cosa
sarebbe necessario?"Ci sono settori in grande sofferenza, specie nel
commercio. La proliferazione dei grandi centri commerciali (vedi Udine) e
nessun limite alle aperture domenicali, metteranno in ginocchio i centri
storici, con danno anche per mla edia distribuzione, costi aggiuntivi, e per il
consumatore. Pensiamo anche alle commesse con figli piccoli, che nei weekend
non dispongono di scuole e asili nido. È squallido che le famiglie, la
domenica, si chiudano in un centro commerciale".- Per il settore in
generale?"Servono efficaci tagli fiscali; le risorse ci sarebbero
azzerando alcune leggi e interventi molto onerosi, come la legge per
l'accoglienza degli extracomunitari e il reddito di cittadinanza. Ci sarebbero
risorse anche per favorire i servizi e generare nuove imprese".- Anche
l'artigianato chiede attenzioni..."Oltre a una riduzione fiscale, servono un taglio della burocrazia e agevolazuoi per trasmettere il mestiere alle nuove
generazioni. Ci sono mestieri utili e di enorme di conoscenza che vanno
privilegiati perchè ul lavoro autonomo genera ricchezza. Tutti voglioni figli
laureati, oggi, e bisogna dare un ruolo culturale anche ai mestieri
manuali".- In provincia di Udine, sta soffrendo il distretto della
sedia. Ci sono rimedi?"Il Manzanese fa i conti con la concorrenza sleale
da Cina, India e altri paesi amergenti. Avevamo già chiesto l'intervento
dell'Unione europea con dazi e misure che consentissero alle nostre piccole
realtà di avere il tempo per aggregarsi e difendersi da questa concorrenza, che
dispone di manodopera sottopagata e disposta a lavorare a turni insostenibili.
La svalutazione del dollaro sull'euro ha poi invertito ciò che un tempo era un
fattore competitivo. L'insieme di interventi che o esposto nelle altre risposte
consentirebbero di tenere il mercato".- Il centrodestra critica anche la
politica regionale in materia turistica. Perchè?"Serve una gestione più
oculata delle spese per la promozione turistica e i grandi progetti. Inoltre è
inaudito che in cinque anni nelle nostre località di mare, montagna e città,
non si sia riusciti a realizzare centri termali o di benessere che hanno un
forte richiamo turistico. Lo stesso vale per gli investimenti nel settore
alberghiero per aumentare ricettività e attirare grandi gruppi, scappati dal
progetto per Pramollo. Questo è una grande incompiuta della giunta Illy,
prodiga di dichiarazioni e incontri, ma incapace di mettere ancora la prima
pietra".Lo.Ma.
( da "Gazzettino, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il rischio è il
ballottaggio, che cade a metà del lungo ponte di fine aprile Vicenza è la porta
del doppio voto nel Veneto.Città simbolo del centrodestra:Silvio Berlusconi
l'ha scelta per parlare alle imprese eUmberto Bossi per farne la sede del
Parlamento del Nord. È stata l'unica tappa elettorale del cavaliere nella
regione.Città simbolo del centrosinistra che cerca la rivincita da dove una
vicenda tempestosa come quella della base americana ne ha incrinato rapporti e
credibilità. QuiWalter Veltroniha voluto come capolista alla Camera
l'industrialeMassimo Calearo anche per dimostrare attenzione alla questione
settentrionale.È il classico capoluogo con struttura di voto politico ben
delineata: 54\% contro 46\%, ma alle comunali la frammentazione eccessiva di
liste può portare direttamente al doppio turno. E c'è un rischio, legato alla
partecipazione: il ballottaggio del 27 aprile cade nel mezzo di un ponte lungo,
tra la Festa della Liberazione e la Festa del Lavoro.L'ultima voltaEnrico
Hullweckdella Casa delle Libertà col 53,8\% superò al secondo turno il
candidato dell'Ulivo, ma fu determinante il dieci per cento portato in dote
dalla Lega. Adesso il Pdl presenta un candidato unico,Lia Sartori, eurodeputato,
già presidente del Consiglio regionale. Il Pd schieraAchille Variati, sindaco
della città negli Anni Novanta. Scontro forte e in mezzo incognite che
potrebbero far saltare equilibri fragili: da una parte la lista Cicero, ex
assessore di An al traffico; dall'altra la lista del no al Dal Molin. In
qualche modo il risultato dipenderà dalla capacità del centrodestra di
ricompattarsi.Come la maggior parte dei capoluoghi del Veneto, Vicenza non ha
grandi problemi. Sono città pulite, solide, con bilanci
tranquilli, una burocrazia
amministrativa che obbedisce e garantisce. "A guardare le città del
Nordest viene da chiedersi come mai a livello locale emerge una classe
dirigente, sia di centrodestra sia di centrosinistra, ma quando si sale più in
alto è difficile mantenere questo grado di efficienza?", domanda il
politologoPaolo Feltrin. Elezioni non particolarmente combattute. Forse
schiacciate dalla campagna elettorale nazionale, dal clamore mediatico; forse
addormentate dall'aria di un aprile impazzito che porta il gelo dell'inverno
pieno, rovescia pioggia come la primavera e riscalda di colpo quasi fosse
arrivata l'estate.La città è forte di colori chiari, fastosa di archi, di
logge, di colonne. Il segno di Palladio è ovunque, dalla Basilica alla Rotonda;
e non solo perché si celebrano i 500 anni dalla nascita dell'architetto del
Rinascimento. Città Unesco, patrimonio dell'umanità, ma insolitamente nessuno
ha mai chiesto un euro di contributo all'Unione Europea. Sorta in un angolo del
Veneto, dove già si vedono le montagne, quasi come un'invenzione scenografica e
per capire basta entrare nel palladiano Teatro Olimpico. Guido Piovene trovava
per i suoi concittadini un unico aggettivo e lo ripeteva: "Vanitosi".
E senza nemmeno il compiacimento che viene attribuito ai veneti.Una città di
quasi 115 mila abitanti, il 12\% è costituito da immigrati in gran parte
giovani. Ma un terzo della popolazione è fatto di gente di oltre 65 anni. E c'è
un problema: la solitudine; su 50 mila famiglie quasi la metà è composta da una
sola persona, in maggioranza di tratta di donne; 13 mila da due persone. Anche
città inquinata: per 200 giorni all'anno è la terza in Italia per smog.Città
che ha paura degli scossoni, che fatica a spiegarsi ciò che esce dai confini
prestabiliti. È bastato che l'industriale Massimo Calearo si candidasse col Pd
perché i toni della polemica salissero. Dice Calearo: "Ne vale la pena,
anche se è strano scoprire che c'è ancora chi ha paura dei comunisti. Mi sono
fatto l'idea che la gente ha voglia di politica, però è stata abbandonata dalla
politica".Che effetto da trovarsi in una lista di sinistra per quello che
era chiamato il "falco" di Confindustria? "Preferisco essere
chiamato il falco che la pecora. Quando uno ha un ruolo deve portarlo sino in
fondo e questo ho fatto nella vertenza per il contratto dei
metalmeccanici".Su Vicenza, Calearo ha la sua idea: "Occorre bloccare
certe velleità di poteri forti che vorrebbero comprarsi la città. Vicenza non è
mai stata veramente capoluogo di provincia, soffocata spesso da realtà forti
come Bassano, Schio, Thiene".Ed ecco che la città viene avanti, un po'
sospesa, quasi faccia fatica ad affermare la propria identità. Il sospetto
rischia di trasformarsi in certezza: vogliono far passare a Vicenza i treni ad
alta velocità, ma non farli fermare. Sempre e per tutti una città di
transito.DiceAchille Variati, candidato del Pd: "Questa è una città che
ospita da oltre cinquant'anni una grande base americana che occupa in tutto
( da "Gazzettino, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
COSTUME &
SOCIETÀ La moda di successo in Veneto grazie alla cultura del lavoro TREVISO -
La differenza tra il Veneto e il mondo? "Molta" - risponde uno dei
più accreditati imprenditori che nel Nordest ha dato vita a un 'impresa di
abbigliamento che piano piano si è trasformata in un impero.Cinquantenne o poco
più,Rinaldo Lorenzon è un industriale che muove fili importanti nel made
-in-Italy di linguaggio alto. "Usciamo dal periodo più nefasto, il
peggiore che io ricordi per il settore dell'abbigliamento" - precisa
l'industriale trevigiano nel corso del meeting organizzato per stampa e
specializzati presso la Dressing, che produce in Veneto griffes prestigiose."Il
nostro è un successo di produzione e di distribuzione che si deve alla
organizzazione del lavoro, all'attenzione per ogni piccolo dettaglio: in poche
parole al fatto che siamo in Veneto dove il "modo" di lavorare è di
per sé una formula vincente. Tutti i tentativi fatti in altre regioni mi hanno
deluso: ovunque veniva a mancare quel valore aggiunto che i Veneti sanno dare
al lavoro. L'imprenditore per il quale si lavora viene considerato da noi uno
che come te cerca di dare il meglio: e se anche l'ultimo addetto ai servizi
comprende di far parte comunque dell'ingranaggio, il successo - che in questi
casi è garantito - diventa anche suo: "nostro". E' una forma di
dignità culturale che impone di identificarsi con il proprio lavoro".In
questa come in altre importanti aziende venete, quando si entra si ha
l'impressione di arrivare a casa. Pacati i modi, bandite le nevrosi da stress
"termine foresto poco impiegato" , sereno l'approccio anche quando si
deve affrontare un problema che esige soluzioni drastiche e
improcrastinabili.In un contesto economico che ha toccato punte al ribasso
pesanti, il mondo dell'abbigliamento in generale manifesta uno scetticismo
pericoloso, una caduta di speranze nei confronti della ripresa del lavoro in
Italia "umiliato da mille vessazioni, colpito da costi esorbitanti,
paralizzato - sottolinea Lorenzon - da una burocrazia che ha costretto tanti
creativi artigiani ad emigrare. Crollato come sappiamo il mercato nazionale,
attestato il rifiuto per i multimarket, negozi dove si tengono varie griffes,
le aziende hanno optato per il retail e anche noi abbiamo aperto vari punti
vendita "monomarca" per le nostre griffes nei paesi che compongono
oggi la mappa del mercato più ambita: in Europa, da Mosca a Istanbul, in
Giappone, in Australia, in Asia, nel Medioriente, Abu Dhabi,
Dubai".Creature "Dressing" sono Roberto Cavalli Street , Ermanno
Scervino (uomo e donna) e "Roberta Scarpa" (moglie di Rinaldo
Lorenzon): stilista di grinta allineata al trendy della moda, apprezzata con
standing ovations soprattutto per le stampe inimitabili che la aiutano a
raccontare per immagini la sua venezianità.Luciana Boccardi.
( da "Gazzettino, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
GinevraLe chiamate
dal cellulare costano poco, ma la burocrazia e le
tasse pesano anche sull'innovazione tecnologica. L'Italia perde così quattro posizioni
e scende al 42. posto nell'ultima classifica del Global Information Technology
Report sulle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. In vetta alla
graduatoria -pubblicata a Ginevra dal World Economic Forum (Wef)- è nuovamente
la Danimarca che si "riconferma l'economia con il più alto livello di
preparazione alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione
(Ict)", seguita da Svezia e Svizzera.Tra i primi venti Paesi in
classifica, ben undici sono europei, osserva il Wef. Gli Stati Uniti, leader
mondiali dell'innovazione in materia di Ict, sono saliti di tre posizioni al
quarto posto su un totale di 127 Paesi, mentre la Corea del Sud ha conquistato
10 posizioni piazzandosi tra le prime dieci nazioni al mondo, al nono (9)
posto.Rispetto alla classifica dell'anno scorso, quando risultava
( da "Stampa, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL DIBATTIMENTO PIÙ
SURREALE DEL MONDO OBBLIGATORIO PER LEGGE Imputato sparito, vittima morta: a
Milano processo ai fantasmi Un colossale spreco che nessuno riesce a fermare
MILANO L'ennesimo paradosso della giustizia italiana. Un senegalese di cui da
anni si sono perse le tracce è da ieri a giudizio in un processo in cui è
accusato di calunnia nei confronti di un bergamasco deceduto. Un processo a
fantasmi. Tra obbligatorietà dell'azione penale, lentezze varie e leggi
contraddittorie, veri giudici e veri avvocati si dovranno confrontare su un
caso che il buon senso suggerirebbe di chiudere e che
invece la burocrazia
obbliga a tenere aperto, con spese inutili per lo Stato. Nel settembre 2003 un
settantenne di Bergamo decide di vendere l'auto mettendo un annuncio sul
giornale. Risponde un senegalese di 44 anni, Ameth, documento di residenza
regolare in Italia: dopo una veloce trattativa acquista il veicolo pagandolo
con un assegno di 1880 euro. Ma è scoperto, staccato da un libretto di
cui il senegalese ha denunciato la scomparsa alla polizia. Così quando
l'anziano si reca in banca non solo non può incassare ma viene denunciato per
furto e ricettazione. Il senegalese scompare assieme all'auto. All'anziano non
resta che affrontare la legge. Nel maggio 2004 spiega ai carabinieri di essere
stato vittima di un raggiro e presenta una controdenuncia per calunnia. Scatta
l'indagine, il fascicolo dopo una giacenza di qualche anno nella procura di
Bergamo viene passato per competenza a quella di Milano. Si apre un nuovo
fascicolo, numero 34343, che rimane a prender polvere in attesa che le ricerche
del senegalese si svolgano sul territorio nazionale. Accertato che Ameth non si
troverà, scaduti i tempi delle indagini dopo diverse proroghe, l'inchiesta è
formalmente chiusa lo scorso 6 settembre. La conclusione delle indagini viene
notificata un mese dopo a un avvocato d'ufficio nominato dalla procura: il suo
studio, nel cuore di Milano, per Ameth l'irreperibile, diventa domicilio. A
metà novembre il bergamasco muore, perlomeno con la soddisfazione di aver visto
rinviare a giudizio il suo truffatore. Il 30 gennaio il gup manda a processo il
senegalese ben sapendo che l'anziano è deceduto e quindi non potrà mai
costituirsi parte offesa nè vedersi risarcire il danno, a meno che - in teoria
- qualche parente decida di far valere i diritti. Il processo va avanti. Ieri
prima udienza, poi il rinvio a settembre. Oltre alle spese di giustizia che lo
Stato è costretto a pagare (avvocati d'ufficio: 52,50 euro a udienza; ufficiali
giudiziari: 1 euro a notifica) alla beffa non c'è fine. In caso di condanna
definitiva se l'imputato non sarà rintracciato sarà impossibile eseguire la
sentenza. Se invece qualcuno mai lo troverà, il senegalese - sostenendo di non
essere stato messo al corrente del procedimento a suo carico - potrà far valere
la cosidetta "restituzione in termini" che, se accolta dalla Corte
Europea dei diritti dell'uomo, rischierebbe di azzerare il processo in tutti i
gradi. E di farlo ripartire, tutto da capo.\.
( da "Stampa, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Colloquio Luigi Ivo Bensa
presidente del Coni di Imperia BRUNO MONTICONE "Sindaci e assessori:
lottiamo per lo sport" SANREMO Sport in provincia di Imperia: come vanno
le cose? "Per certi versi bene. Quella di Imperia è una provincia che sta
cambiando, che gioca, si impegna ed è capace di scoprire, giorno dopo giorno,
lo stupendo mondo dello sport. Ci sono dirigenti affidabili e tecnici esperti
che si sacrificano quotidianamente per far crescere i nostri vivai. Ed è
proprio per questo che non dobbiamo disperdere questo nostro patrimonio, per
non vanificare tanti sforzi". A parlare è Luigi Ivo Bensa che dello sport,
in provincia di Imperia, è l'emblema. Un presidente di lungo corso del Coni
provinciale. Un record di durata e longevità dirigenziale. Bensa è un
entusiasta. Non potrebbe esserlo diversamente per reggere tanti anni di
pressione su una poltrona sicuramente prestigiosa, non sempre comoda. E il suo
è un osservatorio privilegiato per valutare lo stato di salute dello sport
imperiese. Dove tutto sembra andare bene. "Sì, ma è proprio questo
crescente interesse e sviluppo dello sport che va tutelato - dice - Perchè c'è
anche il rovescio della medaglia, le difficoltà che incontra l'avviare i
giovani alla pratica sportiva. Non è un problema imperiese, è un problema
nazionale". "La realtà - continua Bensa - che tutti noi, operatori
sportivi, sperimentiamo ogni giorno è che, purtroppo, oggi, diviene sempre più
difficile stimolare i giovani all'avviamento dello sport: ormai stanno davanti
ai loro computer, la sera vanno in discoteca e la sirena dello sport sembra
interessare sempre meno". Un problema non da poco perchè coinvolge il
problema dei valori. Con conseguenze di ordine sociale. Le istituzioni non sempre aiutano lo sport di base sempre più avvinghiato da burocrazia, fisco o blocchi di ogni
genere. "Il Coni, le federazioni e gli enti di promozione - aggiunge Bensa
- hanno già avvertito questo disagio. Ma purtroppo, oggi, il sistema del
volontariato e dell'associazionismo sportivo puro, slegato agli interessi
economici dello sport professionistico, vacilla in maniera pericolosa.
Aggravi fiscali, obblighi burocratici sempre più numerosi, mancanza di risorse
economiche, anche sul piano dei contributi di enti locali e sponsor, stanno
uccidendo un sistema che, da sempre, ha permesso, a giovani e meno giovani, di
praticare lo sport. Siamo arrivati, probabilmente, ad un punto di non ritorno.
Se si continua così, l'intera impalcatura sportiva rischia di
collassarsi". Un'analisi preoccupante che sembra stridere con i
"numeri", abbastanza ottimistici, dello sport provinciale sul fronte
più strettamente agonistico. Non sempre altrettanto ottimistici, però, sul
fronte finanziario ed organizzativo. Rimedi possibili? "Occorre - è
l'appello di Bensa - che sindaci e assessori si impegnino a trovare soluzioni
idonee, occorre sedersi attorno ad un tavolo e lavorare con lungimiranza e
grande impegno. Rivolgo un forte appello di responsabilità ad istituzioni ed
enti locali. Il Coni sarà al loro fianco in questa battaglia. Che ha un
obiettivo importante: la vita dei nostri club e del nostro sport".
( da "Stampa, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRESSING SUI
SINDACATI DURANTE LA MISSIONE IN EGITTO GOVERNO-CONFINDUSTRIA Montezemolo sui
contratti "Accordo con chi ci sta" "Non possiamo permetterci
altri 4 anni di immobilismo" [FIRMA]ANTONELLA RAMPINO INVIATA AL CAIRO Un
abbraccio tra Prodi e Montezemolo sotto gli occhi di Passera, Scaroni,
Colaninno (senior), Conti, Moretti, Vattani, Faissola spersi in una folla di
imprenditori. Prodi "commosso", e Montezemolo che sospira, "mi
mancherano queste missioni". Un elogio di entrambi a Emma Bonino. Hanno
lavorato bene insieme, "abbiamo fatto squadra" dice Montezemolo. Per
tutti e tre, è l'ultima missione governo-Confindustria all'estero. Per
Montezemolo è la ventunesima, "in quattro anni abbiamo portato nel mondo
7mila imprese italiane, nel 2004 faticammo a metterne insieme cento per
Pechino: oggi qui al Cairo in un solo pomeriggio ci saranno mille one-to-one di
imprenditori italiani con colleghi egiziani". Un successo, "gli
egiziani ci hanno accolti come neanche Sarkozy". Vale anche per Prodi, che
si produce in una bilaterale piena, con tanto di faccia-a-faccia con Mubarak
che gli ha chiesto di recuperare in giugno la visita a Roma saltata, lo scorso
29 gennaio, per la caduta del governo. Che cosa non si fa per l'export
italiano. Gli ultimi dati del Fondo Monetario Internazionale confermano la
crescita italiana inchiodata a un misero 0,3 per cento, anche se non ci sarà
recessione. Ma "mentre la competitività del Paese cala, l'export rimonta
in maniera straordinaria, ben superiore alla media europea". I due dati
sembrano un'ulteriore "anomalia italiana", ma non è così. Significano
che "le imprese italiane hanno accettato la globalizzazione e la
concorrenza, che si sono rimesse in moto". E che intanto invece il sistema
politico è fermo, non decide, "culla gli italiani nell'illusione che si
possa ignorare il mondo in cui anche le nazioni, oltre che le imprese,
competono per attrarre investimenti". È lì che nasce
quello che Montezemolo non chiama il declino italiano: "Il Paese è fermo,
non funziona, e ci stiamo abituando alla burocrazia, al malfunzionamento della giustizia per la quale oggi solo il
10 per cento dei condannati sconta la pena, alla cooptazione invece che al
merito, alla mancanza di mobilità sociale". Un Paese "chiuso in
assurde discussioni politiche". Quando invece "il tempo
dell'ordinaria amministrazione è finito". Il messaggio è alla politica,
che illude il Paese "evocando il futuro come risorsa per realizzare il
presente: sapete qual è il costo della mancata crescita degli ultimi 15 anni? 210
miliardi di euro. Quanti asili nido, quante strade, quanto ripianamento del
debito pubblico si sarebbe potuto realizzare?". Dunque, "occorre un
nuovo patriottismo". Le cose da fare sono chiare, "opposizione e
maggioranza lavorino assieme per il bene dell'Italia, qualunque sia il
risultato del voto perchè star fermi nel mondo di oggi vuol dire andare
indietro". Non vuol parlare di politica, Montezemolo, a quattro giorni
dalle elezioni allontana da sé potenziali endorsement e fantomatiche scese in
campo, "ma siamo chiamati a ricostruire il Paese dalle fondamenta, e
dobbiamo contribuire tutti, tutta la classe dirigente è chiamata a
un'assunzione di responsabilità". Ci vuole "una politica forte,
coraggiosa, che sappia decidere, e uno Stato autorevole, profondamente
riformato". Ci vuole "un nuovo patriottismo". Anche i sindacati,
soprattutto i sindacati debbono fare la propria parte. "Il contratto
nazionale non può essere l'unica forma di contrattazione, ma solo una cornice.
Il confronto su questo deve avvenire senza sbornie ideologiche, o le imprese
saranno costrette a rapporti diretti coi lavoratori". Che la Cgil apra
alla contrattazione di secondo livello, anche perché "nel 2008 le
condizioni a Bergamo o a Ragusa non sono le stesse".
( da "Articolo21.com" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
ELEZIONI IN AMERICA LATINA
Fernando Lugo: l'uomo di Dio che infiamma il Paraguay di Mariavittoria Orsolato
(Asunciòn 8 aprile 2008) - Il ciclone che sta scuotendo la politica paraguayana
ha il volto, la voce e il carisma di Fernando Lugo, teologo della liberazione
con il sogno del socialismo. Cinquantaseienne ed ex vescovo di San Pedro, una
delle diocesi più povere del Paese, Lugo si è imposto all'attenzione mondiale
dopo aver guidato una manifestazione di protesta contro il governo del Partido
Colorado e aver ufficializzato di lì a poco la sua candidatura alle elezioni
presidenziali che si terranno il prossimo 20 aprile. La sua Alianza Patriotica
para el Cambio (APC) sembra essere la risposta concreta a 60 anni di egemonia
del partito ultraconservatore più longevo della storia dell'America
meridionale. Dopo 35 anni di dittatura e 17 di "democradura", come la
chiamano qui ad Asunciòn, il "vescovo rebelde" vuole pareggiare i
conti con quelle 500 famiglie che detengono il 90% della ricchezza del Paese e
instradare il Paraguay verso un futuro di equità sociale e diritti civili. In
molti vedono in lui la prosecuzione di quel processo radicale che sta cambiando
la morfologia politica dell'America Latina, ma se per il Partido Colorado è il
"Chavez paraguayano", altri preferiscono definirlo semplicemente il
vescovo dei poveri perchè, come cantano a squarciagola i suoi fedelissimi,
"Lugo tiene corazon !". Recentemente sospeso a divinis da Santa Madre
Chiesa a causa della sua discesa in campo, Fernando Lugo è appoggiato da quello
che rimane della sinistra paraguayana dopo le purghe dittatoriali dell'era
Stroessner, 20 piccoli partiti tra cui il movimento indigeno Tekojoja, che in
guaranì, la lingua indigena, significa "uguaglianza". La sua
candidatura, acclamata a gran voce con la raccolta di 100.000 firme, ha il
vantaggio di essere sostenuta da larghi strati della popolazione paraguayana,
dai campesinos agli studenti universitari, dai senza terra agli indigeni.
Nonostante le numerose minacce di morte e la massiccia campagna denigratoria che
il Partido Colorado sta portando avanti nei suoi confronti, Lugo sembra
confidare molto nella vittoria. "Il problema qui sono i brogli - spiega
Miguel Angel Lopez Perito, capo della campagna elettorale dell'APC - esistono
26 modi diversi di falsare il risultato delle elezioni. Il più gettonato è
quello di di comprare i voti, solo che il Partido Colorado qui si compra
direttamente il seggio, 1500 dollari circa a seggio". Per evitare questa
eventualità, l'APC sta cercando di ottenere il permesso di pubblicare i
risultati degli spogli su internet, in modo da renderli trasparenti alla
comunità internazionale, "Ma la burocrazia è un freno molto
potente" conclude sconsolato Lopez Perito. La partita ad Asunción da qui
al 20 aprile è comunque apertissima. L'ex-vescovo nei sondaggi ha il 35% circa
dei voti, lo seguono con il 23% la candidata ufficiale del Partito Colorado,
Blanca Ovelar, prima donna a candidarsi in un Paese che rivendica con forza il
suo "machismo", e il candidato indipendente, l'ex golpista ed
ex capo delle Forze Armate paraguayane Lino Oviedo che conta sul 20% delle
preferenze e che sta conquistando terreno a forza di offrire pasti gratuiti
agli indigenti di Asunciòn. Proprio la rivalità tra Lugo e Oviedo, scarcerato
ad hoc dopo una pesante accusa di omicidio ai danni dell'ex vicepresidente
paraguayano Luis Maria Argana, sarà il quid delle ultime settimane dell'accesa
campagna che ha già raggiunto un risultato: quelli che sempre hanno stravinto,
questa volta rischiano di perdere. 10/04/2008 - Letto 14 volte.
( da "Provincia di Sondrio, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Può sembrare
contraddittorio, ma gli ultimi dati ci trasmettono l'immagine di un'Italia che
al tempo stesso conosce entrate pubbliche crescenti (+ 10,5% nel periodo
gennaio-febbraio) mentre pure il debito pubblico aumenta sempre più:
attestandosi a gennaio a 1.621 miliardi di euro, rispetto ai 1.596 miliardi del
dicembre 2007. Com'è possibile? Si tratta dell'effetto combinato di una
maggiore tassazione accompagnata da un incremento ancora più alto della spesa.
Perché se lo Stato ci spreme più che in passato ma con velocità perfino
maggiore dispensa risorse, è chiaro che i conti pubblici peggiorano. Questa
impennata delle uscite può anche essere collegata all'imminenza delle elezioni.
Da tempo, gli studiosi di finanza pubblica hanno rilevato quello che chiamano
"ciclo elettorale": perché è comprensibile, anche se deprecabile, che
nei pressi del voto i politici di ogni colore cerchino il favore popolare
distribuendo favori e prebende: sia al centro che in periferia. A questo punto
c'è solo da augurarsi che si volti pagina. Dopo la sbornia di risultati che si
annuncia per i prossimi giorni, con il solito corteo di
polemiche, l'Italia sarà infatti chiamata ad affrontare i concretissimi
problemi di sempre: servizi disastrati, un Sud che sprofonda, scuola e
università dominate da burocrazia e irresponsabilità, un'economia reale soffocata da oneri fiscali
e burocratici. (...) segue a pagina 2 10/04/2008.