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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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tARTICOLI DEL  10-4-2008       #TOP



Report "Burocrazia"

<Sostegno alle imprese> Appello ai candidati ( da "Gazzetta di Parma, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è ancora troppa burocrazia" Lunardini: "Non penalizzate le pmi" CONFINDUSTRIA E.R. ARTONI: "SIAMO UNA REGIONE STRATEGICA" "Sostegno alle imprese" Appello ai candidati BOLOGNA Buia: "C'è ancora troppa burocrazia" Lunardini: "Non penalizzate le pmi" Giorgia Chicarella II "Non dimenticatevi di noi" è il messaggio lanciato da Confindustria Emilia Romagna nella "

Le tasse frenano la tecnologia ( da "Cittadino, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Italia pesano soprattutto il fardello della burocrazia, delle tasse (123) e la bassa priorità data dal governo alle Ict. In pratica ci sono solo tre o quattro paesi al mondo che sul fronte dell'Itc hanno una burocrazia peggiore e tasse più alte. Ma i primati non sono solo negativi. I migliori risultati sono ottenuti dall'Italia per il basso costo delle chiamate di telefonia mobile (

La Casa Bianca pensa al Manhattan Project dell'IT ( da "Punto Informatico" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Bush ha garantito 150 milioni di dollari all'iniziativa per la difesa delle infrastrutture cibernetiche, e altri 192 milioni dovrebbero arrivare per il 2009. Soldi che potrebbero alimentare i mille rivoli della burocrazia della sicurezza USA, che ha già portato al fallimento dei lavori sull'altrettanto grandioso e ambizioso progetto ADVISE. Alfonso Maruccia.

I dirigenti frenano il Comune ( da "Citta' di Salerno, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: In questo contesto si inserisce anche una dura reprimenda del sindaco Gianpaolo Mazzola nei confronti della burocrazia cittadina. Sotto accusa sono finiti i capi settore, ovvero i responsabili delle U.O.C, le unitá operative complesse. Il primo cittadino ha evidenziato l'atteggiamento poco collaborativo della macchina amministrativa che frenerebbe la crescita della cittá.

Baldovin punta sul turismo ( da "Corriere delle Alpi" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Irrinunciabile è la riduzione della burocrazia, che soffoca soprattutto gli artigiani e i liberi professionisti: "Le tasse ci soffocano e anche se viviamo decentemente non avanza più niente". Uno degli strumenti per cambiare le cose è il federalismo fiscale: "La sensazione è che stavolta la Lega prenderà tanti voti, per noi è l'ultima spiaggia perché conteremo molto al Senato ed è un'

Tasse e carte frenano l'innovazione ( da "Giornale di Brescia" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Italia pesano soprattutto il fardello della burocrazia, delle tasse e la bassa priorità data dal Governo alle Ict. In pratica ci sono solo tre o quattro Paesi al mondo che sul fronte dell'Itc hanno una burocrazia peggiore e tasse più alte. Ma i primati non sono solo negativi. I migliori risultati sono ottenuti dall'Italia per il basso costo delle chiamate di telefonia mobile (

Detrazioni fiscali: scontrini parlanti dei farmaci ( da "Giornale di Brescia" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: LETTERE BUROCRAZIA Detrazioni fiscali: scontrini parlanti dei farmaci Alcune sere fa la trasmissione "Mi Manda Rai 3" si è occupata degli scontrini parlanti dei farmaci, indispensabili ai cittadini per ottenere la detrazione fiscale. Per interloquire con i cittadini intervenuti, sono stati invitati in trasmissione i rappresentanti di Federfarma e dell'

Confartigianato: Rivedere la mobilità cittadina ( da "Giornale di Brescia" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in quanto esigenza fondamentale e non più eludibile Con questo spirito, Confartigianato sollecita poche ma essenziali riforme culturali ed economiche: valorizzare il ruolo della micro e piccola impresa; liberare l'impresa dalla burocrazia; superare la contrapposizione tra lavoro dipendente e lavoro indipendente.

Una campagna a velocità supersonica per il leader autonomista ( da "MF Sicilia" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una semplificazione della burocrazia, una nuova strategia per la sanità e un piano energetico". Ma anche la firma del decreto sul decentramento delle funzioni regionali. Nessun sbilanciamento sulla composizione della giunta: "Lo vedremo a tempo debito"; ma un punto è sicuro, "pretenderemo tutti insieme un alto livello di competenza e capacità".

Sono pronto a fare il ministro per portare a Roma il mio Veneto ( da "Italia Oggi" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sembrava uno dei tanti imprenditori che quotidianamente finiscono nel pantano della burocrazia italiana. Di imprenditore, in effetti, si trattava, ma non di uno qualsiasi. E soprattutto non di uno che si trovava in difficoltà. Era Luca Cordero di Montezemolo, che in quel modo ha deciso di prendere in giro il candidato shock dell'imprenditoria italiana.

Ambiente e territorio, meno burocrazia ( da "Italia Oggi" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia Meno burocrazia e leggi più chiare. Incentivi e credito agevolato per l'organizzazione e l'innovazione degli studi professionali, in particolare per quelli rivolti ai mercati internazionali. E sempre sul fronte dell'internazionalizzazione, Ice e ministero degli esteri devono sostenere l'ingegno italiano oltre i confini.

Contratti, montezemolo ai sindacati "possibili anche accordi separati" - marco marozzi ( da "Repubblica, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: salari e straordinari su cui abbassare le tasse, sull'inefficienza e i costi della burocrazia hanno fatto da spina dorsale a un ragionamento sul perché l'Ocse dipinga un quadro nerissimo dell'Italia e insieme si assista ad un "grande successo del nostro export". "Superiore alla media Ue, il doppio della Spagna" dice Montezemolo, alla sua 21.

Schiavon e buso interrogati dagli artigiani ( da "Mattino di Padova, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: snellire la burocrazia, in accordo su quest'ultimo punto con Buso, che ha in programma la revisione della tassa per l'occupazione del suolo pubblico, tra le più alte del circondario. In materia di viabilità Buso ha promesso un nuovo Piano urbano della mobilità e di mettere in campo tutti gli strumenti necessari perché il completamento del Gra di Padova si allarghi verso il Veneziano;

"rom, burocrazia e case popolari mi farò valere col nuovo governo" - paolo g. brera ( da "Repubblica, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e case popolari mi farò valere col nuovo governo" La ricetta di Alemanno, candidato sindaco del Pdl è l'effetto di una scarsa attenzione per i luoghi di confronto: così i partiti finiscono per eccedere Che orrori San Cosimato modernista, l'ascensore dell'Altare della Patria e i tubi del Colosseo "Il buco nella sanità non è solo colpa di Storace e al ballottaggio faremo

<La Rai chiede i soldi del canone tv a un morto> ( da "Secolo XIX, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La storia di ordinaria burocrazia coinvolge una famiglia di Varese Ligure. A sette anni dalla morte del capofamiglia, N. V., la televisione pubblica continua a inviare a casa della vedova i bollettini di pagamento del canone, anzi ne manda due: il primo intestato al defunto e il secondo alla donna, subentrata al marito nell'intestazione dell'abbonamento.

Sportello unico per tagliare la burocrazia alle imprese ( da "Nuova Venezia, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: OPERATIVO TRA UN PAIO DI MESI IN MUNICIPIO Sportello unico per tagliare la burocrazia alle imprese CHIOGGIA. Apre lo sportello unico per le attività produttive (Suap). La giunta ha deciso di semplificare l'iter per l'apertura di nuove attività o per la trasformazione delle esistenti unificando in un solo sportello la presentazione di tutte le domande necessarie.

Il ruolo dei burocrati nel voto di scambio - mario centorrino ( da "Repubblica, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La ricerca del consenso di queste ultime settimane dimostra il legame inestricabile che lega la burocrazia alla politica. Una buona quota del voto clientelare e del voto di scambio nasce da questo legame. Quasi la burocrazia non fosse un sistema neutrale al quale adire sulla base di diritti e regole. Ma piuttosto una gigantesca protesi di alcuni schieramenti politici;

La francia vuole copiarci il cnao ( da "Provincia Pavese, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tutto il ciclo dura due secondi. Il trattamento 3 minuti. Il Cnao conta di trattare il primo paziente a fine anno, al massimo all'inizio del 2009 se la burocrazia - con autorizzazioni che spettano a Comune, Provincia, Asl - dovesse rallentare le pratiche. (m.g.p.).

Pagina III - Palermo Misure fiscali che agevolano le imprese che si impegnano a non avere collusioni... ( da "Repubblica, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Approvare una legge sui "tempi certi" della burocrazia. Favorire i servizi on-line. Prima del Ponte sullo Stretto, sostenere una mobilità interna efficiente e una valida rete ferroviaria. Un piano rifiuti imperniato sulla raccolta differenziata, con la realizzazione di termovalorizzatori a bassissimo impatto ambientale.

Pagina XIII - Palermo E d è assolutamente causale l'ascesa al Parlamento di eccellenti pseudo sindac... ( da "Repubblica, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ci vengono subito in mente modelli di interazione tra burocrazia e politica che non riguardano solo la fase procedimentale ma la preparazione e la predisposizione dell'affare stesso. Come si riflette tutto questo nella competizione elettorale? Il politico rinnova il suo legame con l'apparato burocratico, in qualche caso inserendo sue componenti nella lista dei candidati.

Damiano: fvg orientato allo sviluppo tesini: ora snelliremo la burocrazia ( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Fvg orientato allo sviluppo Tesini: ora snelliremo la burocrazia PALMANOVA. Il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, promuove i cinque anni di governo di Riccardo Illy. Due i risultati messi a segno per il ministro: "collocare il Friuli Vg alla testa dello sviluppo" e "testimoniare gli elementi di crescita ed equità sociale che sono indispensabili".

Convocata per un rimborso Ilor Ma Roma ha bloccato la pratica ( da "Provincia di Cremona, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: le ripeto in questa sede ciò che le ho detto ieri pomeriggio al telefono: la burocrazia in questo Paese a volte è folle. Voglio dire: lei non ha chiesto alcun rimborso, l'Agenzia delle entrate le scrive che le è dovuto per un "affaire" del 1994 ? cioè di 14 anni fa! ? eppoi da Roma, giusto un anno fa, le comunicano che la cifra è "bloccata".

La casa parrocchiale è congelata dalla burocrazia ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: zona pastorale del Breg" La casa parrocchiale è "congelata" dalla burocrazia La parrocchia di S. Ulderico di San Dorligo della Valle è una delle più antiche della diocesi ed un tempo era un importante decanato comprendente più di quaranta comunità; attualmente raccoglie circa 1700 fedeli, comprese le frazioni di Crogole, Brce e Prebenico.

L'ex ministro Tiziano Treu 'Alleanza impresa e lavoro' ( da "Provincia di Cremona, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: liberarle dalla burocrazia e incentivare quelle che innovano. Subito dopo, riprendendo l'input dato da Cinzia Fontana, la formazione: "L'Italia deve puntare sulla scuola. Anche la Lombardia ha una dispersione scolastica molto alta. Dobbiamo puntare ad avere tutti diplomati e a incrementare la quota percentuale di laureati.

L'asl vuole snellire la burocrazia e facilitare l'accesso ( da "Nuova Sardegna, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Asl vuole snellire la burocrazia e facilitare l'accesso ORISTANO. L'Asl 5 ha approvato il piano di comunicazione. Obiettivo del documento, già approvato e presentato agli organismi aziendali, è quello di semplificare le procedure burocratiche, snellire i percorsi di accesso alle strutture sanitarie, ridurre i tempi d'attesa,

Esercenti a illy e tondo: bar aperti 24 ore ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: bar aperti 24 ore Meno burocrazia per le ristrutturazioni. Flessibilità sulle norme anti-rumore La possibilità di tenere aperto 24 ore su 24, il ripristino degli obblighi formativi per chi vuole aprire un locale, l'esposizione solo all'interno - seppure visibile anche all'esterno - del listino prezzi e un po' di flessibilità nell'applicazione delle norme sull'

La satira di reggiani "rido sui mali d'amore" ( da "Repubblica, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: pressione fiscale, sprechi di denaro pubblico, precariato, burocrazia kafkiana, ambiente. Disagi ed incertezze creano interrogativi al cittadino che si trova impotente rispetto ad un mondo che cambia in maniera troppo veloce. Né capi né code è fatto di brevi monologhi, folgoranti dialoghi, irresistibili atti unici.

Il pericolo maggiore è la lega di bossi - alfredo franchini ( da "Nuova Sardegna, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Purtroppo la nostra capacità di decisione e di attuazione è inadeguata: la burocrazia e quella che è, e altrettanto si deve dire del carico di leggi e di vincoli. La nostra proposta è d'intervenire sciogliendo lacci, tagliando leggi. E aggiungo: evitando di introdurne di nuove prima di essersi assicurati che non esistano già.

Tondo: friuli più forte se vince il centro-destra ( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non credo che il problema sia creare una burocrazia friulana che consenta ai cittadino di avere i documenti tradotti, ma gestire alla friulana: meno liste d'attesa, amministrazione efficace. La nostra proposta non è quella di percorrere la strada di Illy o del centro-sinistra ma fare in modo che Udine inizi un percorso che la porti a essere davvero capitale.

Ma è giustizia o solo burocrazia giudiziaria? ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: DETENUTI Ma è giustizia o solo burocrazia giudiziaria? Paolo Mele senior avvocato penalista Un tempo si diceva che "la Giustizia è lenta ed inesorabile". Un tempo risalente a un lontanissimo passato di cui si è persa memoria, salvo non voler rimettere tale assioma ad un'eventuale è forse più credibile aspettativa ultraterrena.

Donne in campo per sostenere il volontariato ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: A livello locale il Comitato avanza da tempo richieste all'Asl di "uno snellimento della burocrazia, un'informazione chiara e diretta su diritti e agevolazioni. Mancano corsie preferenziali per le situazioni acute e urgenti". A supplire a queste mancanze è spesso il volontariato: "A Milano ho scoperto l'importanza di strutture che accolgono i genitori di bambini in cura.

E ora alzare le pensioni che sono troppo basse ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che liberino le energie vitali dai pesi della burocrazia, delle rendite e della spesa parassitaria, che le aiutino a innovare. Un ministro può essere utile, ma lo è di più la coerenza delle politiche. Da candidato in Lombardia, le tocca il caso Alitalia-Malpensa, diventato materia di campagna elettorale.

Bertha Bayon: stranieri ma non sudditi ( da "Eco di Bergamo, L'" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: snellimento della burocrazia nei rinnovi dei permessi e ricongiungimenti familiari; accompagnamento alla famiglia immigrata in difficoltà nel ricostruire la sua identità, grazie alla creazione di gruppi di sostegno misti, costituiti da italiani e stranieri; la relazione tra genitori italiani e non per promuovere confronto e condivisone di valori,

Ai sindaci autonomia e più fiducia ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: non ha pari in altri paesi europei, dove la parola "burocrazia" significa poche norme chiare, e non tante norme ambigue come accade di questi tempi in Italia". Tempi in cui è richiesta più flessibilità anche in ambito pubblico, dove "si continua ad assumere "oves et boves" che poi, producano o no, sempre lì bisogna tenerli.

Essendo impegnato, con semplici ruoli, nel sindacato dei Pensionati Cisl, ho steso un appello al can ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: - Meno burocrazia. Le elezioni sono sempre un grande atto di democrazia, ma lo sarebbe di più, se gli elettori fossero chiamati ad eleggere i propri rappresentanti e non vederseli imposti dall'alto. A chi rispondono gli eletti, non certo agli elettori.

Gli sportelli unici? Esistono sulla carta <Tre mesi per aprire un'azienda> ( da "Libertà" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: individualmente affrontato tanti pezzetti di burocrazia". Concorda il direttore della Cna, Giovanni Ambroggi. "I tempi di una pratica normale? Va da azienda ad azienda, servono anche due o tre mesi". E altri ostacoli sono le richieste reiterate di documentazioni ad un'impresa, per esempio in occasione di appalti, che potrebbero essere evitate se i comuni fossero connessi tra loro.

Cinque candidati in lizza. Spuntano Andrisano e Fantini ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: INFINE la lotta alla burocrazia. "I docenti perdono troppo tempo, sono sempre più impegnati in 'pratiche impiegatizie' che non li riguardano come procedure, bandi assegnazione per le borse di studio. E' necessario potenziare l'ufficio ricerche che già lavora bene e molto, ma che deve essere ampliato.

Giallo delle telefonate: <Mi chiamo Tarik> ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alla Farnesina è uno dei tanti che sembrano perdersi nella burocrazia delle competenze: "Siamo in costante contatto con l'ambasciata di Ankara", affermano i funzionari del Digit. Ma quelle telefonate strane fanno alzare improvvisamente l'attenzione anche al ministero degli Esteri, facendo dire alla contessa: "Se mi chiedono un riscatto per mia figlia, almeno sono sicura che è viva"

MILANO DA DUE GIORNI un turco chiama il cellulare di Elena Manzo ( da "Giorno, Il (Milano)" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alla Farnesina è uno dei tanti che sembrano perdersi nella burocrazia delle competenze: "Siamo in costante contatto con l'ambasciata di Ankara", affermano i funzionari del Digit. Ma quelle telefonate strane fanno alzare improvvisamente l'attenzione anche al ministero degli Esteri, facendo dire alla contessa: "Se mi chiedono un riscatto per mia figlia, almeno sono sicura che è viva"

Sul ponte dei sospiri si può circolare ( da "Nuova Ferrara, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: mare della burocrazia, c'era rimasta la rimozione dei blocchi di cemento all'ingresso del ponte e l'installazione della segnaletica stradale verticale e orizzontale. Tutto ciò è stato fatto ieri mattina. "Avevo avuto rassicurazione - precisa il vice sindaco di Argenta Antonio Fiorentini che l'altro giorno si è interessato di questa annosa vicenda con una telefonata rassicurante -

Medici di base, in cura anche i morti ( da "Tribuna di Treviso, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: disagio sono soprattutto i medici di famiglia che si sentono vittime del cattivo funzionamento della burocrazia. Per l'Usl 9 è una operazione ordinaria di revisione delle liste. "Si tratta di una revisione periodica - spiega la direzione sanitaria guidata da Pierpaolo Faronato - in un'anagrafe di 400 mila assistiti possono accadere errori spesso determinati anche da casi di omonimia.

Tanto rumore per uno squillo di telefono Giallo comico (con bomba) fra barricate di scartoffie ( da "Libertà" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: corna e burocrazia. E' un storia che si prende allegramente gioco di tutto ciò, con molta ironia e tanto spasso. Un teatrino vivido e colorito di macchiette grottesche e paradossali, una farsa di dispetti, favori, minacce e intrighi, insomma tutta pasticciacci, equivoci e imbrogli, nella saporosa e gagliarda parlata sicula,

Di BRUNO CANCELLIERI TUTTA AZIENDA, Assindustria e famiglia, la nuova presiden ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la nuova presidente dei giovani reggiani di Assindustria, Giorgia Iasoni, chiede ai politici meno burocrazia; auspica un grande pragmatismo da parte degli industriali che sempre più frequentemente entrano in politica. Adora la cultura d'impresa e crede che la Cina sia un paese interessante da sviluppare. Punta tanto, ovviamente, sui giovani.

La burocrazia blocca il museo archeologico ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Provincia di Cagliari Pagina 1039 Selargius Sorgerà nelle ex Carceri aragonesi La burocrazia blocca il museo archeologico Selargius. Sorgerà nelle ex Carceri aragonesi --> Slitta l'apertura del museo archeologico. Per poter ammirare i reperti emersi dai villaggi nuragici del territorio, bisognerà aspettare ancora un bel po'.

La politica col fil di ferro ( da "Unita, L'" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Lotta senza quartiere alla burocrazia che complica invece di aiutare la vita. Semplificazione radicale per le piccole e piccolissime imprese (ad esempio con l'imposta secca del 20% fino a 50 mila euro di fatturato). Più telemedicina e meno liste d'attesa. Severi contro il crimine e i criminali.

Serrata contro i ritardi del nuovo porto ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una burocrazia ingarbugliata e rimandi di responsabilità tra un'amministrazione e l'altra resta ancora un'incompiuta. Nella sala del Comune, ieri mattina, era presente anche il presidente del Consiglio provinciale, Enrico Piras. "Forse bisognava approfittare del G8 e allacciarsi alla procedura d'urgenza anche per il nostro porto.

< Per far ripartire il Paese non basta un buon governo> ( da "Giornale.it, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: perché il grosso del Pil viene dalla domanda interna, al palo per l'inefficienza di burocrazia, scuola, giustizia, sicurezza. Lo sappia il prossimo governo, o il declino diverrà certezza: "Il tempo dello stellone italiano è finito". E lo capisca anche il sindacato: "Bisogna legare salario a produttività. E il contratto nazionale non basta più.

Faremo ripartire l'italia ( da "Tirreno, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Lucca Faremo ripartire l'Italia Meno vincoli e burocrazia per tornare a crescere MARCUCCI Miglioreremo la viabilità LUCCA. "Il primo dei problemi dell'Italia è che da troppi anni cresciamo poco e comunque meno degli altri. In 15 anni abbiamo perso 11 punti di Pil, non possiamo più permettercelo".

Un parco tra le terme di S. Mariaquas ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Saranno realizzati servizi e sottoservizi per accogliere espositori, ma anche per liberare il boschetto degli eucalipti, il perimetro del santuario diocesano, della sala congressi, del lavatoio e dell'anfiteatro, da polvere, pozzanghere ed erbacce. "Burocrazia permettendo- dicono in Comune- i lavori verranno assegnati entro l'anno". (s.r.).

Questioni territoriali / 2 ( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ottusità della burocrazia e che spesso finisce nel rancore verso lo Stato e verso la politica, ma che si sviluppa in modi differenti e resta alla ricerca di uno sbocco conclusivo. Il fatto stesso che che non si parli più di triangolo industriale ma del Nord-Ovest e del Nord-Est segnala unarealtàormaicomposita, chenonhatro-vatounnuovocentroenellaqualeproces-

Gli occhi incontrano l'oscurità ( da "Corriere della Sera" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma è trattenuta da qualcosa di più energico di un motore: la forza oscura e tenace, irriflessiva e ottusa della burocrazia di frontiera. La notte è scesa senza che i viaggiatori se ne accorgessero. Fuori non si sentono che i passi dei soldati. Fa caldo nel vagone sprangato. Con Amara viaggiano due uomini e una giovane madre che tiene in braccio una neonata.

Marcegaglia: il pubblico frena lo sviluppo ( da "Corriere della Sera" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il pubblico frena lo sviluppo Lo Stato e la burocrazia in Italia bloccano le riforme e frenano l'economia. Lo dice Emma Marcegaglia (nella foto), presidente di Confindustria, in due interviste pubblicate ieri dai quotidiani El PaÍs e Le Figaro. "L'Italia dovrebbe imitare il modello spagnolo nell'amministrazione pubblica perché costa meno".

Politica e lobby frenano la crescita ( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ha spiegato ieri la Marcegaglia a "Le Figaro" - e una burocrazia che ci costa un mezzo punto di crescita all'anno". Con uno Stato che "controlla o protegge " troppi settori chiave: l'energia,i trasporti,i servizi alle collettività locali, quello che serve è una nuova stagione di privatizzazioni "per ridurre al massimo il perimetro del settore pubblico".

<Sud credibile per lo sviluppo ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: completamento della rete infrastrutturale, fiscalità territoriale, energia ed eccesso di burocrazia. L'incontro che ieri il responsabile per il Mezzogiorno di Forza Italia Raffaele Fitto ha avuto con gli imprenditori di Confindustria Bari ha ripercorso a grandi linee i temi analizzati la scorsa settimana con il vice premier Massimo D'Alema.

L 'Italia ( da "Corriere della Sera" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma se si allarga lo sguardo alla burocrazia, al fisco, all'atteggiamento dell'amministrazione pubblica (ma anche di molte aziende private), allora precipitiamo negli abissi delle nazioni tecnologicamente più primitive. Così racconta l'edizione 2007-2008 del Global Information Technology Report elaborato dal World Economic Forum (Wef) di Ginevra.

Interventi e Repliche ( da "Corriere della Sera" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: taglieremo la terrificante burocrazia della macchina pubblica italiana e aumenteremo il numero dei ricercatori, poi introdurremo davvero meritocrazia e valutazione. Pensiamo di meritarcelo e aspettiamo con fiducia, facendo il nostro dovere. Giovanni Fabrizio Bignami Astrofisico, presidente dell'Agenzia spaziale italiana e accademico dei Lincei La nomina degli scrutatori Non sono d'

Una sfida difficile, ma possibile. Francesco Soro, coordinatore della Lista civica per Rutelli, ha d ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Chi meglio di un imprenditore può impegnarsi contro i ritardi della burocrazia? Chi meglio di una lavoratrice può battersi per ottenere aiuti e servizi per le famiglie? E chi meglio di un cittadino può battere i pugni sul tavolo per ottenere più sicurezza?". Quali sono i progetti della passata amministrazione che vanno riproposti, e quali modificati?

QAncona UANDO Quando gli enti pubblici e quelli che vivono con soldi pubblici fan ( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: si soffoca per la polvere della burocrazia, ma anche portatrici, per la loro parte, di semi di novità. E' il caso del coraggioso esperimento di Primavera scena, la rassegna - presentata nei dettagli nell'edizione di ieri - che condurrà ad Ancona, tra la fine di aprile e la metà di giugno, mostri sacri del nuovo teatro italiano, come la Societas Raffaello Sanzio e Antonio Latella.

ElezioniInBreve ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dalle tasse all'immigrazione clandestina, dall'importanza della famiglia all'eccessiva burocrazia per le aziende. "Il programma del Pdl - ha sottolineato l'onorevole Germontani - dà risposte concrete e precise ai problemi che quotidianamente ci vengono sottoposti dai cittadini ". MONTECCHIO Elvio Ubaldi al Conte Verde Oggi alle 12.

Pedron: punto prelievi e vigili sul territorio ( da "Mattino di Padova, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: riconoscimento del ruolo delle nostre imprese artigiane e non nell'ambito dell'economia, anche al di fuori del territorio comunale - dice Pedron - Questo si deve tradurre in un abbassamento della fiscalità a carico delle piccole aziende ed in un semplificamento della burocrazia. Inoltre puntiamo sull'essere vicini alla gente e sull'ascolto delle problematiche dei cittadini". (l.m.).

Le categorie economiche interrogano i candidati ( da "Tirreno, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Gli imprenditori tendono ad andare altrove - ha spiegato - per una questione di costi inferiori e perché la burocrazia è minore ed è più facile avere le autorizzazioni". Per quanto riguarda la questione del made in Italy, per Lulli, invece, la mancanza di un'etichettatura d'origine obbligatoria è inaccettabile. Anche la legge elettorale al centro del dibattito.

Autorizzazione in ritardo, sollecito del ministro ( da "Nuova Venezia, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "La burocrazia ministeriale - sottolinea l'assessore provinciale all'Ambiente, Ezio Da Villa - impedisce di chiudere l'intero ciclo dei rifiuti in casa nostra, senza costruire nuovi inceneritori e riducendo l'utilizzo del più inquinante carbone per produrre energia elettrica a Fusina".

OSIMO GIANCARLO Alessandrini, assessore all'urbanistica, in ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ha dato impulso a quel Prg dopo quasi un decennio di sviluppo urbanistico della città bloccato dalle lungaggini della burocrazia". Le varianti apportate dalle Giunte Latini hanno seguito le direttrici del Prg 1996, approvate dagli enti preposti e in particolare dalla Provincia, subentrata alla Regione nel potere di controllo. "Parlare di cementificazione ? conclude Alessandrini ?

Ortis: finanziamenti a progetto e non più di cinque assessori ( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che si ferma ha una concezione vecchia della burocrazia e del rapporto tra indirizzo e gestione. Per questo sono convinto che di fronte alla complessità dell'amministrazione sia necessaria una competenza giuridico-amministrativa". Quale sarà la sua prima opera pubblica? "Tenendo presente il patto di stabilità bisogna fare scelte partendo dai quartieri che hanno maturato un credito.

Le pratiche urbanistiche? sono on line e le multe si pagheranno su internet ( da "Tirreno, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Gran giornata, stamani, per chi pensa che la burocrazia comunale non possa snellirsi. Prende il via, infatti, il primo atto del piano per la semplificazione messo a punto dal consigliere delegato Rachele Nardini. "Esordiamo, infatti, stamani con la digitalizzazione del protocollo comunale.

Banche: Padoa-Schioppa, necessarie regole comuni per supervisione -2- ( da "Radiocor" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una funzione esecutiva che deve essere condotta costantemente da grandi burocrazie, che operano sul terreno vicino alle autorita' di regolazione, dotate di ampi poteri discrezionali legate a strutture di governo, che hanno la parola finale quando il denaro dei contribuenti puo' essere necessario a sostenere il costo di una crisi".

IHT: UN' ITALIA DIVISA E IN CRISI ECONOMICA ( da "KataWebFinanza" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: maggiori incentivi e uno snellimento della burocrazia, stanno diventando piu' pressanti man mano che ci sia avvicina all' appuntamento elettorale, ma soprattutto confermano che l' Italia e' 'l' uomo malato dell' Europa', come sottolineano anche le stime del Fondo monetario internazionale sull' economia del Paese.

Di Castro (Credite Agricole): Punto su Napoli ( da "Denaro, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della burocrazia. Nicola Migliore, amministratore di Risanamento e Sviluppo spa, afferma che "per la costruzione del Centro Direzionale di Napoli le autorizzazioni sono arrivate dopo 20 anni ed anche oggi siamo in attesa da 24 mesi per far partire il progetto di riqualificazione edilizia di via Don Bosco".

Pdl contro il parassitismo ( da "Libertà" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: giovedì 10 aprile 2008 Tribuna elettorale Pdl contro il parassitismo Nel nostro Paese c'è ancora una gigantesca Burocrazia dello Stato e degli Enti inutili che sopravvive alle spalle di pochi che lavorano e producono ricchezza: in altri termini il grado di "parassitismo" in Italia è elevato e porta necessariamente a spese insopportabili con sperpero di risorse materiali ma anche umane.

Partono le opere al centro dell'inchiesta ( da "Corriere Adriatico" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: bloccato dalle lungaggini della burocrazia". "Attuarlo - sostiene Alessandrini - è stato un atto dovuto per soddisfare le richieste di mercato e le esigenze della città. Parlare di cementificazione selvaggia è contrario alla realtà di quanto avvenuto e alla conformità dello sviluppo urbanistico di Osimo ai piani attuativi vigenti.

Aumentano le imprese, soprattutto quelle artigiane ( da "Corriere Adriatico" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: diminuire la pressione fiscale su imprese e famiglie, liberare le imprese dai costi della burocrazia, garantire la governabilità, valorizzare il ruolo della micro e piccola impresa. Alla politica, chiediamo di ascoltare le nostre imprese. Perché sono quelle che trainano l'occupazione: la loro crescita significa quindi crescita sociale ed economica.

PROCESSI & DETENUTI Ma è giustizia o solo burocrazia giudiziaria?   Paolo Mele senior avvocato p... ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: DETENUTI Ma è giustizia o solo burocrazia giudiziaria?   Paolo Mele senior avvocato penalista Un tempo si diceva che "la Giustizia è lenta ed inesorabile". Un tempo risalente a un lontanissimo passato di cui si è persa memoria, salvo non voler rimettere tale assioma ad un'eventuale è forse più credibile aspettativa ultraterrena.

<E ora alzare le pensioni che sono troppo basse> ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che liberino le energie vitali dai pesi della burocrazia, delle rendite e della spesa parassitaria, che le aiutino a innovare. Un ministro può essere utile, ma lo è di più la coerenza delle politiche. Da candidato in Lombardia, le tocca il caso Alitalia-Malpensa, diventato materia di campagna elettorale.

<Ai sindaci autonomia e più fiducia> ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: non ha pari in altri paesi europei, dove la parola "burocrazia" significa poche norme chiare, e non tante norme ambigue come accade di questi tempi in Italia". Tempi in cui è richiesta più flessibilità anche in ambito pubblico, dove "si continua ad assumere "oves et boves" che poi, producano o no, sempre lì bisogna tenerli.

VENETO: INDUSTRIALI PADOVA, BUROCRAZIA CI COSTA 170 MILIONI EURO ( da "Asca" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: risucchiato dalle fauci sempre spalancate della burocrazia. Il dedalo di obblighi e adempimenti fa perdere ogni anno alle aziende padovane 1,6 milioni di giornate di lavoro. Per ogni piccola impresa 63 giornate di lavoro (di un dipendente) perse in un anno per bolli e timbri. Un ''danno'' che, a tre giorni dal voto, fa gridare al presidente di Confindustria Padova,

<Siamo strangolati dalle tasse Tagli all'Ici e il mercato riparte> ( da "Nazione, La (Empoli)" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: unico risultato che ogni progetto naufraga sotto il peso delle burocrazie incrociate. La questione va affrontata e secondo linee che, racconta Carini, erano state già abbondantemente tracciate al tavolo di concertazione avviato dal ministro Di Pietro. E poi? "Il Governo non ha ottemperato, nonostante fosse stato raggiunto un protocollo d'intesa".

APERTA LA NUOVA SEDE DEL LICEO ( da "Mattino, Il (Avellino)" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: lunga e faticosa battagli contro la burocrazia. L'importante però è aver raggiunto gli obiettivi. Sono molto contento per gli studenti, cui auguro tutto il bene possibile sia per la cultura che per l'educazione alla legalità. Un ringraziamento per i tanti dipendenti della Provincia che hanno dato una mano, dall'ufficio tecnico al nucleo operativo di Migliano e poi la ditta Vivenzio"

CASORIA, IL SECONDO CIRCOLO DIDATTICO DA POCO COSTRUITO è STATO GIà RIDOTTO IN PESSIME CONDIZIONI ( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia a creare disagi. Venticinque anni non sono stati sufficienti per varare il passaggio di proprietà a favore del Comune della scuola media Puccini di 24 aule. L'edificio, realizzato nel 1983, è di fatto ancora proprietà di privati che, attraverso una apposita convenzione, si erano impegnati a realizzare la scuola in cambio di una concessione edilizia per la realizzazione

SI SVOLGERANNO alle 15 di oggi, nella pieve di Signa, in piazza Cavour, i funerali di Alessio Beconi ( da "Nazione, La (Firenze)" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: storico volontario della Pubblica assistenza signese e molto conosciuto in paese, si era ammalato di Sla quattro anni fa. Da allora aveva iniziato la sua lotta contro questa rara malattia, denunciando, anche attraverso il nostro giornale, le pastoie della burocrazia e le difficoltà nel trovare cure adatte.

HA SOLO una pensione di nemmeno 200 euro al mese e gli era stata pignorata: il tr ( da "Nazione, La (Prato)" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma non aveva fatto i conti con i tempi della burocrazia. Soltanto ai primi di aprile infatti, l'Inail ha provveduto a ripristinare la rendita all'uomo ma solo sulla carta: infatti la comunicazione precisa che De Giorgi avrà le somme lui spettanti a titolo di arretrati, oltre gli interessi di legge, ma non prima di giugno.

<Più sicurezza e sviluppo> ( da "Nazione, La (Firenze)" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: difendere la nostra identità culturale e storico-religiosa, che da sempre ruota intorno al campanile della Chiesa; dare maggiore impulso a tutte le attività commerciali e produttive locali; eliminare burocrazia e sprechi; creare sviluppo ed intervenire drasticamente sulla rete viaria.

Frattini: "Il Centrosinistra ha oppresso il nostro Paese" ( da "Stampa, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Italia con la burocrazia e ora Veltroni parla di necessità di tagliare le leggi: evidentemente lo hanno informato male, perchè nel 2005 abbiamo introdotto il decreto taglia-leggi, per cui ogni nuova norma abolisce quelle precedenti in contrasto con essa. Peccato che il Governo Prodi abbia volutamente ignorato questa opportunità.

Traffico in tilt nella zona sud per l'asfaltatura delle strade ( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ultimo momento per il rifacimento dei manti stradali però la necessità di reperire fondi e la burocrazia hanno un po' inceppato i suoi programmi. Adesso la città è tutta un cantiere. I lavori di asfaltatura riguardavano via Solferino, la prima strada d'ingresso sud alla città. Ed è stato il caos soprattutto tra le 8 e le 9: intasate le rotonde e lunghe file di auto sulla s.

Caro Carlino, vorrei dire anch'io la mia sulla situazione delle strade della nostra Provinci ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia e le troppe competenze che si sovrappongono, nel nostro Paese, prima che si possa decidere (e finanziare) un intervento. In attesa che questo avvenga, le nostre strade (specchio fedele dello stato del nostro Paese) vanno rapidamenrte in malora e prima che si possa rimediare, in genere, è sempre troppo tardi.

ELEZIONI/ OLIVIERO TOSCANI: NON VOTO, MORIREMO CHIC, MA ( da "Virgilio Notizie" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Gli incapaci o lavorano nella burocrazia o diventano politici o si trasformano in manager. Per questo l'Italia è ridotta così". Il celebre fotografo, fedele sostenitore dei radicali italiani, dice che andrà al seggio, ritirerà la scheda, ma poi non voterà. E lascerà così vincere Silvio Berlusconi, gli chiede il giornalista: "Non credo che voglia vincere -

Udine <I dati che fa vedere ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: servono un taglio della burocrazia e agevolazuoi per trasmettere il mestiere alle nuove generazioni. Ci sono mestieri utili e di enorme di conoscenza che vanno privilegiati perchè ul lavoro autonomo genera ricchezza. Tutti voglioni figli laureati, oggi, e bisogna dare un ruolo culturale anche ai mestieri manuali".

Vicenza, partita a sindaco senza troppi scossoni ( da "Gazzettino, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con bilanci tranquilli, una burocrazia amministrativa che obbedisce e garantisce. "A guardare le città del Nordest viene da chiedersi come mai a livello locale emerge una classe dirigente, sia di centrodestra sia di centrosinistra, ma quando si sale più in alto è difficile mantenere questo grado di efficienza?

La moda di successo in Veneto grazie alla cultura del lavoro ( da "Gazzettino, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: da una burocrazia che ha costretto tanti creativi artigiani ad emigrare. Crollato come sappiamo il mercato nazionale, attestato il rifiuto per i multimarket, negozi dove si tengono varie griffes, le aziende hanno optato per il retail e anche noi abbiamo aperto vari punti vendita "monomarca" per le nostre griffes nei paesi che compongono oggi la mappa del mercato più ambita:

Ginevra Le chiamate dal cellulare ( da "Gazzettino, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Italia pesano soprattutto il fardello della burocrazia (124. posto), delle tasse (123) e la bassa priorità data dal governo alle Ict (110). Solo tre o quattro paesi al mondo che sul fronte dell'Itc hanno una burocrazia peggiore e tasse più alte.Ma i primati non sono solo negativi. I migliori risultati sono ottenuti dall'Italia per il basso costo delle chiamate di telefonia mobile (

Imputato sparito, vittima morta: a Milano processo ai fantasmi ( da "Stampa, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: suggerirebbe di chiudere e che invece la burocrazia obbliga a tenere aperto, con spese inutili per lo Stato. Nel settembre 2003 un settantenne di Bergamo decide di vendere l'auto mettendo un annuncio sul giornale. Risponde un senegalese di 44 anni, Ameth, documento di residenza regolare in Italia: dopo una veloce trattativa acquista il veicolo pagandolo con un assegno di 1880 euro.

"Sindaci e assessori: lottiamo per lo sport" ( da "Stampa, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sempre aiutano lo sport di base sempre più avvinghiato da burocrazia, fisco o blocchi di ogni genere. "Il Coni, le federazioni e gli enti di promozione - aggiunge Bensa - hanno già avvertito questo disagio. Ma purtroppo, oggi, il sistema del volontariato e dell'associazionismo sportivo puro, slegato agli interessi economici dello sport professionistico, vacilla in maniera pericolosa.

Montezemolo sui contratti "Accordo con chi ci sta" ( da "Stampa, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: È lì che nasce quello che Montezemolo non chiama il declino italiano: "Il Paese è fermo, non funziona, e ci stiamo abituando alla burocrazia, al malfunzionamento della giustizia per la quale oggi solo il 10 per cento dei condannati sconta la pena, alla cooptazione invece che al merito, alla mancanza di mobilità sociale". Un Paese "chiuso in assurde discussioni politiche".

Fernando Lugo: l'uomo di Dio che infiamma il Paraguay ( da "Articolo21.com" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma la burocrazia è un freno molto potente" conclude sconsolato Lopez Perito. La partita ad Asunción da qui al 20 aprile è comunque apertissima. L'ex-vescovo nei sondaggi ha il 35% circa dei voti, lo seguono con il 23% la candidata ufficiale del Partito Colorado, Blanca Ovelar, prima donna a candidarsi in un Paese che rivendica con forza il suo "

Strano Stato, fra supertasse e mani bucate ( da "Provincia di Sondrio, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con il solito corteo di polemiche, l'Italia sarà infatti chiamata ad affrontare i concretissimi problemi di sempre: servizi disastrati, un Sud che sprofonda, scuola e università dominate da burocrazia e irresponsabilità, un'economia reale soffocata da oneri fiscali e burocratici. (...) segue a pagina 2 10/04/2008.


Articoli

<Sostegno alle imprese> Appello ai candidati (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma, La" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Sostegno alle imprese" Appello ai candidati Buia: "C'è ancora troppa burocrazia" Lunardini: "Non penalizzate le pmi" CONFINDUSTRIA E.R. ARTONI: "SIAMO UNA REGIONE STRATEGICA" "Sostegno alle imprese" Appello ai candidati BOLOGNA Buia: "C'è ancora troppa burocrazia" Lunardini: "Non penalizzate le pmi" Giorgia Chicarella II "Non dimenticatevi di noi" è il messaggio lanciato da Confindustria Emilia Romagna nella "lettera aperta" destinata a tutti i candidati regionali scesi in campo per la nuova tornata elettorale. Il monito, sottoscritto da tutti gli imprenditori emiliano-romagnoli, fa appello al buon senso di chi andrà a governare per ricordare, "che siamo tra i principali motori della crescita economica italiana ed europea" sottolinea il presidente Anna Maria Artoni. continua... Per leggere il testo completo dell'articolo, registrati al nuovo "sfogliatore" online.

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Le tasse frenano la tecnologia (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

N Le chiamate dal cellulare costano poco, ma la burocrazia e le tasse pesano anche sull'innovazione tecnologica. L'Italia perde così quattro posizioni e scende al 42esimo posto nell'ultima classifica del Global Information Technology Report sulle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. In vetta alla graduatoria - pubblicata ieri a Ginevra dal World Economic Forum (Wef) - è nuovamente la Danimarca che si "riconferma l'economia con il più alto livello di preparazione alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione", seguita da Svezia e Svizzera. Tra i primi venti Paesi in classifica, ben undici sono europei. Gli Stati Uniti, leader mondiali dell'innovazione in materia di Ict, sono saliti di tre posizioni al quarto posto su un totale di 127 Paesi, mentre la Corea ha conquistato ben 10 posizioni piazzandosi tra le prime dieci nazioni al mondo, al nono (9) posto. Rispetto alla classifica dell'anno scorso, quando risultava 38esima, l'Italia è invece scesa di quattro gradini. Con un punteggio di 4,21 (contro il 5,78 della prima in classifica) è preceduta da Ungheria, Barbados, Puerto Rico, Tailandia e Cipro. "In termini assoluti e di punteggio l'Italia non è però peggiorata. Anzi c'é stato un piccolissimo miglioramento. Ma in termini relativi altre nazioni sono cresciute più dell'Italia", ha commentato Irene Mia, Senior Economist del Global Competitiveness Network presso il Wef e coeditore del Rapporto. Come gli anni scorsi, l'Italia risulta scavalcata dalle altre grandi nazioni industrializzate. Sul punteggio dell'Italia pesano soprattutto il fardello della burocrazia, delle tasse (123) e la bassa priorità data dal governo alle Ict. In pratica ci sono solo tre o quattro paesi al mondo che sul fronte dell'Itc hanno una burocrazia peggiore e tasse più alte. Ma i primati non sono solo negativi. I migliori risultati sono ottenuti dall'Italia per il basso costo delle chiamate di telefonia mobile (seconda al mondo) e della banda larga (terza), numero di utenti di telefonini (sesta) e uso delle Ict da parte del governo (quinta).

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La Casa Bianca pensa al Manhattan Project dell'IT (sezione: Burocrazia)

( da "Punto Informatico" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

San Francisco - Siamo all'alba di un nuovo, esteso Progetto Manhattan per Internet? Come l'originale piano di protezione del suolo statunitense portò alla costruzione della Bomba e all'avvento dell'era atomica, così un rinnovato sforzo di ricerca e coordinamento da parte del Dipartimento della Homeland Security (DHS) dovrebbe garantire la salvaguardia delle infrastrutture di rete vitali per gli USA. O almeno questo è quello che ha annunciato alla conferenza RSA 2008 Michael Chertoff, gran capo del DHS. Una "guerra devastante" contro i network a opera di potenze straniere, gruppi terroristici e ayatollah infiammati, questo ci si aspetta secondo Chertoff sul medio termine, un insieme di azioni potenzialmente in grado di provocare danni equivalenti alla più ampia "distruzione fisica". Un'atomica fatta di bit e pacchetti TCP/IP ostili , a cui bisogna rispondere prima ancora che la minaccia divenga concreta e visibile. A quel punto, avverte Chertoff, sarebbe già troppo tardi. Per dare un senso della minaccia il gran commiss di Bush per la sicurezza riporta l'esempio del recente cyber-attacco nei confronti dell'Estonia, in cui sono spirati venti di Guerra Fredda che hanno tirato in ballo sicurezza europea, NATO e Russia. "Immaginate, se volete, un attacco sofisticato contro i nostri sistemi finanziari che ne provochino la paralisi - ha detto Chertoff all'apertura della conferenza - L'attacco farebbe vacillare la fiducia su cui si basa il nostro sistema finanziario". Certo, fino ad ora la crisi mondiale scatenata dalle ipoteche sui prestiti "subprime" ha fatto più danni di quanti "qualunque cracker potrebbe mai farne", come giustamente osserva Valleywag, ma Chertoff appare convinto di quel che dice, anche se di concreto spiffera veramente poco, oltre a sollevare il pericolo - o spargere FUD, volendo definire la cosa da un'angolazione diversa - trincerandosi dietro fumose motivazioni di pubblica sicurezza. Quel che è certo per il gran capo di DHS è la necessità di approntare un sistema di sicurezza preventivo e interconnesso, in grado di impedire qualsiasi tentativo di attacco a tutti i network fondamentali per l'attuale economia USA, dalle reti di telecomunicazioni a quelle del trasporto. "Il fallimento di ogni singolo sistema ha effetti a cascata in tutto il paese", avverte Chertoff. I prodromi del piano sono rappresentati dalla drastica riduzione dei punti di accesso esterni ai sistemi governativi, da ridurre a 50 dai migliaia attualmente disponibili. Oltre a questo, il dirigente non fornisce molti altri dettagli concreti sul nuovo corso della sicurezza telematica statunitense, ma già si sa che l'amministrazione Bush è a favore dell'amplificazione delle capacità di controllo sui network da parte degli apparati federali: c'è chi sogna una NSA estesa a mo' di piovra e con carta bianca per l'intercettazione, l'analisi e l'infiltrazione all'interno del traffico Internet e delle ricerche condotte su Google. "Dobbiamo riuscire a cogliere i segnali di un attacco prima che venga lanciato - continua Chertoff - Penso che il sistema potrebbe diventare un meccanismo di allarme preventivo. Concedere ad un avversario la possibilità di lanciare un'aggressione prima che noi si riesca a identificarne la natura significa dargli un vantaggio di troppo". Avversari, difesa preventiva, parole che evocano appunto orizzonti da Guerra Fredda, con la sostanziale differenza che ora il nemico non è più il pericolo russo ma quello invisibile e sfuggente del terrorismo islamista e degli apparati delle potenze islamiche e asiatiche. Parole altisonanti, che devono però scontrarsi con il non indifferente scoglio dei fondi richiesti dalla grandiosità del nuovo "Manhattan Project" in contrasto a quelli finora stanziati: Bush ha garantito 150 milioni di dollari all'iniziativa per la difesa delle infrastrutture cibernetiche, e altri 192 milioni dovrebbero arrivare per il 2009. Soldi che potrebbero alimentare i mille rivoli della burocrazia della sicurezza USA, che ha già portato al fallimento dei lavori sull'altrettanto grandioso e ambizioso progetto ADVISE. Alfonso Maruccia.

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I dirigenti frenano il Comune (sezione: Burocrazia)

( da "Citta' di Salerno, La" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

"I dirigenti frenano il Comune" Angri, duro sfogo del primo cittadino Gianpaolo Mazzola "La macchina amministrativa purtroppo rimane ferma" " ANGRI. Clima infuocato. La tensione cresce giorno dopo giorno. In questo contesto si inserisce anche una dura reprimenda del sindaco Gianpaolo Mazzola nei confronti della burocrazia cittadina. Sotto accusa sono finiti i capi settore, ovvero i responsabili delle U.O.C, le unitá operative complesse. Il primo cittadino ha evidenziato l'atteggiamento poco collaborativo della macchina amministrativa che frenerebbe la crescita della cittá. " Il primo cittadino evidenzia uno scollamento tra la gestione politica del Comune e quella amministrativa. Mai idilliaco il rapporto tra Mazzola e l'apparato amministrativo. " E' infatti riportato nel comunicato : "Sono demoralizzato perché non riesco ad ottimizzare tutti gli strumenti a disposizione dei capi settore. Strumenti che devono dare una risposta precisa per la crescita di Angri". Viene criticato l'operato dei capi settore evidenziando la differenza tra i tempi della politica e quelli amministrativi. " Ancora: "Nonostante abbiamo dato precise scadenze e indicazioni politiche, non riusciamo a comprendere perché la macchina amministrativa è allo stallo". Dalle dichiarazioni del sindaco emerge un atteggiamento non collaborativo dei dirigenti e degli impiegati, teso a boicottare l'operato dell'attuale compagine. Il sindaco avvia così una fase aperta di muro contro muro, attraverso la quale comunicare alla cittadinanza i motivi dei ritardi operativi e dell'assenza di risultati tangibili ad opera della sua amministrazione. La politica sarebbe frenata dalla burocrazia amministrativa. " "Come sindaco sento questo freno, sento questa distanza che si è creata tra politica e dirigenti. Un muro di gomma che frena lo sviluppo della cittá. Sto cercando di comprendere le motivazioni di tali atteggiamenti, che non trovano giustificazioni". " La querelle evidenzia un corto circuito tra l'attuale compagine targata PdL ed il ceto impiegatizio comunale, che non risponderebbe agli input ed agli indirizzi della giunta. Pippo Della Corte.

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Baldovin punta sul turismo (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

LEGA NORD Baldovin punta sul turismo BELLUNO. E' consigliere comunale di opposizione a Lozzo di Cadore e, pur essendo un neo militante, sostiene con convinzione le istanze della Lega Nord. Floro Baldovin, 45 anni, artigiano del legno, è candidato del Carroccio alla Camera al posto n. 19. "Questo territorio ha bisogno di tutto", dice Baldovin, "a partire dalle strade e dai finanziamenti per il turismo, che è l'unica possibilità per la montagna in generale nel prossimo futuro". Oltre a quello del lavoro, uno dei temi che più interessano Baldovin riguarda la sicurezza: "Qui si sente un po' meno, ma soprattutto i giovani sono preoccupati e bisogna fare tanta prevenzione". Il candidato della Lega si concentra sui giovani nella speranza che restino sul territorio: "Mio figlio è andato a lavorare via ed è felice, ma sarebbe bene che restassero qui il più possibile, quindi servono risposte nel campo professionale". Irrinunciabile è la riduzione della burocrazia, che soffoca soprattutto gli artigiani e i liberi professionisti: "Le tasse ci soffocano e anche se viviamo decentemente non avanza più niente". Uno degli strumenti per cambiare le cose è il federalismo fiscale: "La sensazione è che stavolta la Lega prenderà tanti voti, per noi è l'ultima spiaggia perché conteremo molto al Senato ed è un'occasione da non sprecare". (i.a.).

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Tasse e carte frenano l'innovazione (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 10/04/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:ECONOMIA Tecnologie: l'Italia è 42ª Tasse e carte frenano l'innovazione Silvana Bassetti GINEVRA Le chiamate dal cellulare costano poco, ma la burocrazia e le tasse pesano anche sull'innovazione tecnologica. L'Italia perde così quattro posizioni e scende al quarantaduesimo posto nell'ultima classifica del Global information technology report sulle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. In vetta alla graduatoria, pubblicata ieri a Ginevra dal World economic forum (Wef), è nuovamente la Danimarca che si "riconferma l'economia con il più alto livello di preparazione alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (Ict)", seguita da Svezia e Svizzera. Gli Stati Uniti sono saliti di tre posizioni, al quarto posto, su un totale di 127 Paesi, mentre la Corea ha conquistato ben dieci posizioni, piazzandosi tra le prime dieci nazioni al mondo, al nono posto. Rispetto alla classifica dell'anno scorso, quando risultava trentottesima, l'Italia è invece scesa di quattro gradini. Con un punteggio di 4,21 (contro il 5,78 della prima in classifica) è preceduta da Ungheria, Barbados, Puerto Rico, Tailandia e Cipro. "In termini assoluti e di punteggio l'Italia non è però peggiorata. Anzi c'è stato un piccolissimo miglioramento. Ma in termini relativi altre nazioni sono cresciute più dell'Italia", ha commentato Irene Mia del Global competitiveness network. Sul punteggio dell'Italia pesano soprattutto il fardello della burocrazia, delle tasse e la bassa priorità data dal Governo alle Ict. In pratica ci sono solo tre o quattro Paesi al mondo che sul fronte dell'Itc hanno una burocrazia peggiore e tasse più alte. Ma i primati non sono solo negativi. I migliori risultati sono ottenuti dall'Italia per il basso costo delle chiamate di telefonia mobile (seconda al mondo) e della banda larga (terza), numero di utenti di telefonini (sesta) e uso delle Ict da parte del Governo (quinta). Il Wef sottolinea quest'anno i buoni risultati di numerosi Paesi europei e del Nord Europa in particolare. Dopo Danimarca, Svezia e Svizzera (salita di due posizioni), seguono infatti la Finlandia (meno due posizioni), Paesi Bassi (-1), Islanda, Norvegia, Regno Unito (-3), Austria (+2), Germania. La Francia è salita di due posizioni al ventunesimo posto e la Spagna risulta trentunesima. L'indice usato per la classifica esamina la preparazione dei singoli Paesi all'uso delle Ict sostanzialmente da tre punti di vista: il contesto generale economico, normativo e infrastrutturale per le Ict, il grado di preparazione dei tre principali soggetti - individui, imprese e Amministrazioni pubbliche - a utilizzare le Ict e a trarne vantaggio, nonchè l'effettivo utilizzo di tali tecnologie dell'informazione. Ultimi in classifica: Burundi (126) e Ciad (127).

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Detrazioni fiscali: scontrini parlanti dei farmaci (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 10/04/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:LETTERE BUROCRAZIA Detrazioni fiscali: scontrini parlanti dei farmaci Alcune sere fa la trasmissione "Mi Manda Rai 3" si è occupata degli scontrini parlanti dei farmaci, indispensabili ai cittadini per ottenere la detrazione fiscale. Per interloquire con i cittadini intervenuti, sono stati invitati in trasmissione i rappresentanti di Federfarma e dell'Agenzia delle Entrate, nonché di una Associazione dei consumatori. Ancora una volta (è questo, ahimé, il trattamento che ci riserva la Rai) alla rappresentante di Federfarma è stato concesso pochissimo tempo per esprimersi, per informare che le farmacie sono state lasciate sole in questo compito di informazione ai cittadini, alle prese con una normativa non chiarissima e con successive circolari di chiarimento da parte della Agenzia delle Entrate, l'ultima addirittura annunciata nel corso della stessa trasmissione. Vorremmo, però, precisare che compito del farmacista dovrebbe essere consigliare e spiegare il farmaco, non aiutare a predisporre la dichiarazione dei redditi, che, peraltro, è così complessa da richiedere, per la compilazione del modello, un manuale di istruzioni piuttosto corposo. Abbiamo, peraltro, constatato l'intento demagogico del rappresentante dei consumatori, che, con toni agitati, ha attirato l'attenzione dei telespettatori minacciando di fare causa a Federfarma ed alla Agenzia delle Entrate, a difesa di coloro che non otterranno le detrazioni fiscali. Concludendo, ribadiamo che le farmacie bresciane tengono il cartello informativo ben visibile sulla cassa e, pur non obbligate dalla legge, propongono lo scontrino parlante anche al cliente distratto che non lo richiede. Ci spiace se a livello nazionale alcuni farmacisti si comportano diversamente. LUIGI CAVALIERI Direttore Federfarma Brescia.

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Confartigianato: Rivedere la mobilità cittadina (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 10/04/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:LA CITTA' LE RICHIESTE AL FUTURO SINDACO Confartigianato: "Rivedere la mobilità cittadina" Giovanmaria Rizzi "I candidati a sindaco di Brescia e al Parlamento devono promuovere l'artigianato bresciano, in quanto una delle risorse fondamentali della nostra economia". A sostenerlo è la Confartigianato imprese unione di Brescia, che ha stilato una serie di richieste presentate ai vari candidati nel corso di una conferenza stampa a cui ha preso parte il presidente GiovanMaria Rizzi. "Sul versante cittadino, vorremmo che Brescia valorizzi il suo ruolo di città-capoluogo di una provincia laboriosa e produttiva, come polo d'attrazione, non solo a livello turistico, ma anche e soprattutto sotto l'aspetto economico, educativo e sanitario". Tra le priorità presentate, spicca il nodo della viabilità. "Da un lato - spiega Rizzi - la necessità di diminuire il gap che negli anni ha raggiunto aspetti insostenibili della mobilità, soprattutto per i collegamenti con le valli e la realizzazione del nuovo tratto di Sp 19, cosiddetta "corda molle". Dall'altro il caos della viabilità interna alla città. Per questo si chiede di rivedere il sistema delle Ztl, il sistema della sosta, i percorsi di ingresso al centro, gli orari e i costi dei parcheggi. Non solo: ma che si proceda alla realizzazione di un sistema organizzato completamente per il carico e scarico delle merci per le attività economiche del centro e per gli autotrasportatori". Viabilità, ma anche maggiori strutture per il rilancio dell'economia. "Tra queste, il sostegno reciproco tra l'amministrazione cittadina e la società ABeM, nei confronti dell'aeroporto di Montichiari. Si dovrà valutare e una volta per tutte definire anche gli aspetti relativi alla realizzazione della Stazione per la Grande velocità. Auspichiamo - continua Rizzi - di terminare anche l'aspetto di antagonismo che vede contrapposto il Centro Fiere di Montichiari a Brescia (questo anche riguardo alla realizzazioni delle Fiere e delle manifestazioni collegate)". Un altro capitolo importante è quello relativo al Palagiustizia. "Riteniamo - spiega il numero uno di Confartigianato - che il futuro sindaco della città dovrà impegnarsi a far sì che, indipendentemente dalla connaturale formazione che sarà al Governo, sia completata e messa in funzione la struttura al più presto". "Proponiamo inoltre che il completamento dell'area della "Piccola velocità". Ci auguriamo che non sarà solo una piattaforma siderurgica ma che potrà essere utilizzata anche per i container e le casse mobili". Ai candidati al parlamento, Rizzi richiede di garantire la governabilità, in quanto esigenza fondamentale e non più eludibile Con questo spirito, Confartigianato sollecita poche ma essenziali riforme culturali ed economiche: valorizzare il ruolo della micro e piccola impresa; liberare l'impresa dalla burocrazia; superare la contrapposizione tra lavoro dipendente e lavoro indipendente.

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Una campagna a velocità supersonica per il leader autonomista (sezione: Burocrazia)

( da "MF Sicilia" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

MF Sicilia Una campagna a velocità supersonica per il leader autonomista "Una campagna elettorale condotta a velocità supersonica girando in lungo e in largo per la Sicilia". Così il candidato del centro-destra alla presidenza della Regione, Raffaele Lombardo, descrive i quasi due mesi di campagna che si chiudono domani. "Sono solito condurre le campagne così: non ricevo telefonate e non leggo e-mail su come stanno le cose della Sicilia. Preferisco vedere e toccare con mano". Dal punto di vista degli elettori, ha aggiunto Lombardo, "questi hanno avuto la possibilità di confrontarsi con la proposta politica autonomistica che io credo costituisca una delle pochissime alternative al disimpegno e all'astensione". Sui temi della campagna elettorale Lombardo ha affermato "di avere parlato sempre di programmi" e di "non avere ceduto alle chiacchiere e alle stupidità", e tornando sulla polemica dei fucili, "certi vertici politici non hanno proprio nulla da dire, non hanno idea di quanto succeda in Italia e si rifuggiano nelle sciocchezze". Non manca inoltre una stoccata alla sinistra: "Non ho sentito nulla da parte loro che abbia a che fare con la Sicilia". "La legalità, l'efficienza... Sono concetti condivisibili ma che sono anche nostri". Evidenziando le contraddizioni dello schieramento avversario: "Ho sentito un no al Ponte e una rettifica da parte di Veltroni; un no ai termovalorizzatori e una correzione di rotta dopo il disastro napoletano". I primi provvedimenti una volta a Palazzo d'Orléans, saranno incentrati sulla semplificazione amministrativa e sulla sanità: "Sarà necessario affrontare il piano di rientro sanitario, una semplificazione della burocrazia, una nuova strategia per la sanità e un piano energetico". Ma anche la firma del decreto sul decentramento delle funzioni regionali. Nessun sbilanciamento sulla composizione della giunta: "Lo vedremo a tempo debito"; ma un punto è sicuro, "pretenderemo tutti insieme un alto livello di competenza e capacità". Presenze di tecnici nell'esecutivo? "I tecnici fanno bene il loro mestiere", ha detto Lombardo, "un bravo medico fa il primario ospedaliero o il clinico universitario, non l'assessore alla sanità". "Certo", ha aggiunto Lombardo, "ci sono anche buoni esempi di tecnici assessori, ma ci vuole una sensibilità politica senza la quale, talvolta, la visione del problema è molto particolare, parziale e settoriale".Antonio Giordano MF Sicilia  - Sicilia Palazzi & Denaro Numero 072, pag. 2 del 10/4/2008 Autore: Antonio Giordano.

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Sono pronto a fare il ministro per portare a Roma il mio Veneto (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Primo Piano Numero 086, pag. 4 del 10/4/2008 Autore: da Verona Stefano Sansonetti Visualizza la pagina in PDF       Il candidato shock del mondo imprenditariale che deve fare i conti pure con l'invidia dei colleghi Sono pronto a fare il ministro per portare a Roma il mio Veneto Qualche giorno fa, mentre gli sforzi da campagna elettorale raggiungevano il loro apice, è arrivato uno squillo di telefono del tutto particolare. Giusto il tempo di alzare la cornetta, che dall'altro capo della linea si sente una voce squillante: "Onorevole Calearo, buongiorno, ho una pratica ferma al ministero, non è che mi può dare una mano?". Sembrava uno dei tanti imprenditori che quotidianamente finiscono nel pantano della burocrazia italiana. Di imprenditore, in effetti, si trattava, ma non di uno qualsiasi. E soprattutto non di uno che si trovava in difficoltà. Era Luca Cordero di Montezemolo, che in quel modo ha deciso di prendere in giro il candidato shock dell'imprenditoria italiana. Perché tale, al di là degli assestamenti nel frattempo intervenuti, è Massimo Calearo, oggi capolista per il Pd alla camera in Veneto, negli ultimi 5 anni arcigno presidente di Federmeccanica. Uno che nell'ambiente passa per il "falco" di Confindustria, a causa degli atteggiamenti intransigenti spesso assunti durante le battaglie per il rinnovo del contratto degli operai metalmeccanici. "Però io ho chiuso due contratti con tutte e tre le sigle, roba che non accadeva da 15 anni", dice soddisfatto Calearo durante un giorno di campagna elettorale che ItaliaOggi ha trascorso con lui in provincia di Verona. La città non è delle più facili. Basta fare un salto al medievale palazzo della Ragione per capire che aria tira. Qui c'è un'iscrizione su lastra di marmo che ricorda come il comune di Verona sia stato "iniziatore della Lega lombarda giurata a Pontida il 7 aprile del 1167". C'è un sindaco leghista, come Flavio Tosi, che raccoglie un certo consenso. Insomma, non proprio un posto semplice per cercare di recuperare quel tessuto imprenditoriale del Nord-Est, che poi è la missione assegnata da Walter Veltroni al vicentino Calearo. Per lui, però, la mission non è affatto impossible. L'imprenditoria, infatti, è il suo pane e sarà sempre quello il suo mondo. Racconta con orgoglio che l'azienda di famiglia è partita cinquant'anni fa producendo campanelli per bicicletta, adesso fa sistemi di antenne per le case automobilistiche. Ci scherza anche su: "Un mio amico mi ha detto che mi vota, perché faccio antenne e so captare i segnali". In più, tra famiglia e sindacati, è abituato a stare in mezzo alla gente e a discutere. Sposato, con tre figli, racconta: "Pensi, mio padre viene da un gruppo di nove frattelli, che da parte di mia madre diventano otto. Di questi ultimi, i primi tre maschi e tutti preti, gesuiti. E anch'io ho studiato dai gesuiti". Adesso Calearo ha optato per Montecitorio ma non lo ha fatto gratis. Ha preteso infatti dal leader del Pd che, in caso di vittoria, ci sia un ministro veneto, "non necessariamente nella mia persona". Ma quando ItaliaOggi gli chiede se accetterebbe di entrare nell'esecutivo, la risposta non lascia adito a dubbi: "Se mi viene chiesto, visto che sono candidato, sono disponibile": Si parte da Verona feudo leghista La giornata, a Verona, non è delle migliori, almeno da un punto di vista climatico. C'è una leggerissima pioggia che più di tanto non dà fastidio. Si parte con una conferenza stampa nella centralissima piazza Bra, a un passo dell'Arena. L'affluenza, tra addetti ai lavori e curiosi, è piuttosto scarsina. Ma Calearo non è tipo da comizi davanti a folle oceaniche. Il suo compito è quello di spiegare agli imprenditori le proposte contenute del programma del Pd, "l'unico partito che ha avuto il coraggio di rompere gli steccati, di far capire che non è più tempo di guerra tra capitale e lavoro, ma di concorrenza globale". Detto questo, si passa alle novità per le imprese, in primis la possibilità di costituirne una in un giorno. Giusto il tempo di farsi venire alla mente l'identica proposta fatta due anni fa dal radicale Daniele Capezzone, allora nell'Unione e oggi nel Pdl, che si passa a un altro caposaldo, stavolta in tema di fisco: pagare meno, pagare tutti. "Noi vogliamo che il cittadino da suddito diventi cliente, esattamente come avviene in un'impresa", puntualizza il "falco" di Confindustria. E poi il federalismo fiscale: "I soldi devono rimanere per la maggior parte dove vengono creati. Naturalmente le zone in difficoltà vanno aiutate". In questo caso il modello di riferimento, più volte evocato da Calearo, è quel Riccardo Illy, governatore del Friuli Venezia Giulia, "che usa i soldi dei cittadini per incrementare la tecnologia delle imprese, per creare centri di eccellenza e per fare venture capital a favore dei giovani". Tutto ciò "rappresenta un po' l'idea di euro-regione a cui il Veneto può richiamarsi". Anche in questo caso c'è spazio per un piccolo déjà vu: ma il concetto di euro-regione non è stato a più riprese tirato fuori da alcuni esponenti del Carroccio, su tutti l'ex ministro Roberto Maroni? Risposta lapidaria di Calearo: "Qualcuno ha governato questo paese con numeri bulgari, ma sul federalismo fiscale non è riuscito o non ha voluto fare niente". Ogni riferimento a persone o cose è puramente casuale. Tutti i retroscena della candidatura Il prossimo appuntamento è fissato a Villafranca. Qui Calearo deve vedere il sindaco uscente e ricandidato Luciano Zanolli, naturalmente nel Pd. Ma il breve viaggio da Verona è un'occasione imperdibile per sottrarre a Calearo qualche segreto sulla sua discesa in campo. Premessa: per chi ha votato nel 2006? "Per il centro-destra, ma non per la Lega e Forza Italia", risponde il candidato imprenditore. Quella era la sua area di riferimento, anche della famiglia. Più tardi, grosso modo a fine giro, racconterà il trambusto che la sua sceltà ha causato in famiglia. "Figuriamoci, mio papà legge Il Giornale e vede Rete 4. Quando ha saputo mi ha detto: non credere che ti voti". Poi però, racconta ancora Calearo, ha cambiato idea e mi ha detto: "Mandali a casa tutti". Insomma, lo shock c'è stato tutto. "Sì, c'è stato, ma sono entrato subito nella parte e poi la campagna elettorale ti prende talmente tanto che sono andato avanti senza danni". Ma dica la verità, chi c'è dietro la scelta di candidarsi? "è stato il senatore Paolo Giaretta (Pd e padovano, ndr). Io naturalmente ci ho pensato, ne ho parlato in famiglia e in azienda e poi sono andato a Roma a incontrare Walter Veltroni". Siamo al faccia a faccia decisivo: "Mi ha fatto la proposta di fare il capolista in Veneto, ma io gli ho risposto che non mi bastava. Lui è rimasto un po' scioccato, e io gli ho spiegato che il Veneto non ha una rappresentanza forte nel governo da 15 anni. Se vinciamo, gli ho detto, il Veneto deve avere un ministro, non necessariamente nella mia persona". Il segretario del Pd "mi ha risposto che ci avrebbe pensato, ma poi mi ha detto di sì". Poco più tardi, Calearo aggiungerà che c'è un'altra persona ad averlo spinto "a metterci la faccia", anche se indirettamente. Si tratta del giuslavorista Piero Ichino, ordinario di diritto del lavoro, ex sindacalista critico nei confronti della sigle e dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. "Ichino è stato uno dei motivi della mia candidatura", racconta Calearo, che subito dopo aggiunge: "C'è in lui un modo nuovo di vedere il paese. Quando è stato minacciato dalla Br, nel recente processo, l'ho chiamato per esprimergli solidarietà e per dirgli che le cose che scrive e che dice mi hanno aiutato a capire che dovevo candidarmi". Si arriva a Villafranca e si parla d'invidia Non c'è niente da fare, anche quando si approda a Villafranca, dove è previsto un incontro con un gruppo di imprenditori locali (nel bel museo Nicolis di auto d'epoca), tutti gli interlocutori chiedono al capolista se lo shock da candidatura sia superato, soprattutto tra i colleghi. Già, i colleghi. A questa domanda, con un tono tra il beffardo e l'amareggiato, Calearo risponde raccontando un proverbio veneto, che merita di essere riportato integralmente. "C'è un signore che cammina per la strada. Vede una bottiglia e le dà un calcio. Si apre il tappo ed esce il genio, che si presenta e rivolto al signore dice: 'Sono il genio e puoi chiedermi quello che vuoi, ma ricordati che al tuo vicino darò il doppio'. Il signore ci pensa un po' e risponde: 'Cavame 'n ocio (dal veneto: cavami un occhio)'". Partono le risate, anche queste un po' amare, dal drappello di imprenditori accorsi ad ascoltare il Calearo pensiero. Bene, secondo l'ex presidente di Federmeccanica si tratta di un proverbio che sintetizza alla perfezione l'invidia, che tra gli imprenditori veneti a quanto pare è una brutta malattia. E questo per dire che i colleghi, a volte, lo guardano ancora un po' storto, proprio mentre la sua candidatura comincia a riscuotere qualche consenso anche tra i sindacalisti della Fiom. E pensare che con questi e il loro leader, Gianni Rinaldini, ci sono stati giorni e notti di battaglia. "Ma anche gli operai, adesso, stanno capendo che il tempo della lotta di classe è finita. Detto questo, agli imprenditori di Villafranca Calearo ha esposto il menù del Pd in campo economico-fiscale. E quindi vai con lo slogan "un'impresa in un giorno" (a Capezzone son fischiate le orecchie), e con quello del "pagare tutti, pagare meno". E qui c'è stato un piccolo lapsus del "falco", nonostante in mattinata lo avesse pronunciato bene, perché lo slogan imposto da Veltroni è "pagare meno, pagare tutti", non il contrario. Se capovolta, infatti, la frase ricorda troppo quella ripetuta più volte dal viceministro dell'economia, Vincenzo Visco, che da queste parti è meglio non nominare. E per rimanere in tema Visco, ma da esorcizzare in ogni modo, arriva un altro caposaldo del menù: "Gli studi di settore sono stati una iattura. L'idea è buona, ma noi proponiamo di eliminarne la retroattività e vogliamo evitare che siano una spada di Damocle sulle imprese". Gli imprenditori annuiscono, questo è il loro linguaggio, peraltro usato anche dal Pdl. Rimane da vedere cosa faranno alle urne.

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Ambiente e territorio, meno burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - confprofessioni Numero 086, pag. 46 del 10/4/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF     Ambiente e territorio, meno burocrazia Meno burocrazia e leggi più chiare. Incentivi e credito agevolato per l'organizzazione e l'innovazione degli studi professionali, in particolare per quelli rivolti ai mercati internazionali. E sempre sul fronte dell'internazionalizzazione, Ice e ministero degli esteri devono sostenere l'ingegno italiano oltre i confini. La credibilità del prossimo governo passa attraverso le politiche che metterà in atto sul fronte delle infrastrutture, ma soprattutto sui processi di trasformazione e di tutela del territorio, dell'ambiente, del suolo, delle città, del paesaggio. E su questo terreno architetti, ingegneri, geologi, agronomi sono pronti a mettere alla prova le loro capacità nel progettare e nel fare. A patto che la futura classe politica sappia snellire leggi e procedure amministrative. La piattaforma politica messa a punto dall'area Ambiente e Territorio di Confprofessioni, presentata a tutti i partiti in vista delle elezioni del 13-14 aprile, parte dalla semplificazione e dalla chiarezza legislativa. Le istanze delle categorie tecniche esigono una drastica riduzione degli apparati, delle procedure e dei costi della burocrazia per approdare a una sostanziale delegificazione che, attraverso i testi unici, riduca il numero delle norme vigenti. Un passaggio che potrebbe essere facilitato dall'adozione di una carta unica del territorio, valida per tutti i livelli amministrativi. Si potrà quindi cominciare a ragionare sulle opere pubbliche, con nuove norme negli appalti che mettano al primo posto la qualità dell'opera rispetto al costo, e rafforzino ruoli e responsabilità tra appaltante, appaltatore e professionista. Per questo concorsi e gare di progettazione dovranno essere banditi attraverso l'esame di Commissioni estratte a sorte tra tutti gli iscritti agli albi professionali. Su questo punto, Confprofessioni sostiene il disegno di legge quadro sulla valorizzazione della qualità architettonica e la disciplina della progettazione, che delega il governo alla modifica del codice degli appalti, presentato al parlamento nella scorsa legislatura e appoggiato da numerose espressioni del mondo professionale, tra le quali Ala - Assoarchitetti, aderente alla Confprofessioni.

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Contratti, montezemolo ai sindacati "possibili anche accordi separati" - marco marozzi (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Economia Contratti, Montezemolo ai sindacati "Possibili anche accordi separati" Missione italiana al Cairo: accordo Enel sulla importazione di gas naturale MARCO MAROZZI DAL NOSTRO INVIATO IL CAIRO - O si riforma in fretta la struttura dei contratti o Confindustria andrà avanti "con chi è disponibile". Luca Cordero di Montezemolo celebra la sua ultima missione all'estero inviando un ultimatum ai sindacati. Alla Cgil soprattutto. Garbato nei toni, molto esplicito nella sostanza: fino alla dichiarata possibilità di accordi "solo con alcuni sindacati". "Non possiamo permetterci altri quattro anni di immobilismo. Bisogna stringere i tempi" ha detto al Cairo dove insieme a Romano Prodi ed Emma Bonino ha guidato un maxi tour con una serie di accordi pieni di speranze per Eni, Enel, banche, Ferrovie, piccole e medie imprese. Il n. 1 degli imprenditori, che a maggio lascerà il posto ad Emma Marcegaglia, ha rivolto le sue critiche soprattutto alla Cgil, ricordando che già nel 2004 Guglielmo Epifani ruppe la trattativa, quando Montezemolo appena giunto in Confindustria mise senza successo sul tavolo il problema. "Oggi il contratto nazionale non può essere l'unica forma di contrattazione. E' antimoderno. Può fare solo da cornice. La contrattazione si fa in azienda". "Senza una intesa sul modello contrattuale, - ha avvisato dall'Egitto - si profilerebbero due casi limite. O gli imprenditori saranno costretti a rapporti diretti con i loro collaboratori, ma noi vogliamo un sindacato forte in azienda. O si faranno accordi aziendali solo con alcuni sindacati". "In entrambi i casi sarà un fatto molto, molto negativo" è il commento dei presidente degli imprenditori. "Le nostre proposte sono più popolari fra i lavoratori e le lavoratrici che fra i loro rappresentanti". E ancora: "Ci sono più delegati sindacali che carabinieri". Da qui l'invito a Cgil-Cisl-Uil "a un senso di responsabilità per trovare un accordo tra loro". "Io sogno che la competitività aziendale sia più importante per i sindacati che per gli imprenditori. Noi siamo pronti a pagare e vogliamo pagare di più chi lavora e produce di più" ha insistito. Il discorso sulla bassa produttività italiana, la necessità di legare crescita, salari e straordinari su cui abbassare le tasse, sull'inefficienza e i costi della burocrazia hanno fatto da spina dorsale a un ragionamento sul perché l'Ocse dipinga un quadro nerissimo dell'Italia e insieme si assista ad un "grande successo del nostro export". "Superiore alla media Ue, il doppio della Spagna" dice Montezemolo, alla sua 21.ma missione, con al fianco Giuseppe Morandini, presidente delle piccole e medie industrie. "Perché? Perché le imprese italiane hanno capito di operare in un ambiente concorrenziale e si sono dovute ristrutturare". Al Cairo sono arrivati oltre 250 imprenditori. Di tutti i settori. Conti per l'Enel ha firmato un contratto con l'Egas per portare in Italia due miliardi di metri cubi di gas naturale all'anno. Scaroni uno per studi Eni su centrali elettriche. Moretti un altro per la ristrtturazione delle ferrovie egiziane. Passera con Banca Intesa e la Bank of Alessandria finanzierà tre maxi progetti, l'Abi con Faissola ha stanziato un miliardo di euro per imprese italiane decise a sbarcare in Egitto. Altri affari nei mille face-to-face fra imprenditori delle due sponde mediterranee. Con Montezemolo che indica una "diversa cultura" alla politica. "Non compatibile con quello che sembra una campagna elettorale elaborata su promesse che ben difficilmente potranno essere mantenute".

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Schiavon e buso interrogati dagli artigiani (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL VOTO A SAONARA Schiavon e Buso "interrogati" dagli artigiani SAONARA. Quattro domande per altrettanti problemi dell'economia locale: aumento del reddito pro capite, fiscalità, viabilità e qualità della vita. Attorno a questi temi ha ruotato lunedì sera il secondo confronto fra i due candidati sindaci di Saonara, organizzato all'auditorium di Villatora dall'Unione provinciale artigiani. I dati esposti in apertura dal moderatore, il giornalista Gianluigi Naletto, hanno delineato il quadro di un'economia saonarese non proprio in buona salute: 21.976 euro annui di reddito pro capite contro i 25.000 euro della media provinciale, un saldo fra le imprese nate e morte del -0,2% a fronte di un +0,6% in provincia, il settore dell'artigianato in flessione dell'1%, mentre nella vicina Legnaro si registra ad esempio una crescita del 2,6%. Ognuno dei due candidati ha poi sfoderato le proprie ricette anti-crisi: Schiavon ha lanciato l'idea di un tavolo permanente con gli artigiani, puntando inoltre a snellire la burocrazia, in accordo su quest'ultimo punto con Buso, che ha in programma la revisione della tassa per l'occupazione del suolo pubblico, tra le più alte del circondario. In materia di viabilità Buso ha promesso un nuovo Piano urbano della mobilità e di mettere in campo tutti gli strumenti necessari perché il completamento del Gra di Padova si allarghi verso il Veneziano; prioritario invece per Schiavon far osservare con serrati controlli i limiti di velocità, creando a Tombelle una viabilità alternativa alla Vigonovese. In cima alla lista dei tre propositi di Antonio Schiavon per migliorare la qualità della vita a Saonara sta il deciso rifiuto della camionabile lungo l'Idrovia, seguito dall'interramento del previsto nuovo elettrodotto e dal rilancio della raccolta differenziata; perfetto accordo sui primi due punti anche da parte di Buso, che ha infine esposto il suo progetto per la creazione di tre grandi parchi urbani, illuminati e recintati. Infine la questione dell'allargamento della zona industriale di Padova verso Saonara, proposta dal pubblico: contrari entrambi i contendenti. (Patrizia Rossetti).

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"rom, burocrazia e case popolari mi farò valere col nuovo governo" - paolo g. brera (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XII - Roma Manifesti selvaggi Il tour con Sgarbi "Rom, burocrazia e case popolari mi farò valere col nuovo governo" La ricetta di Alemanno, candidato sindaco del Pdl è l'effetto di una scarsa attenzione per i luoghi di confronto: così i partiti finiscono per eccedere Che orrori San Cosimato modernista, l'ascensore dell'Altare della Patria e i tubi del Colosseo "Il buco nella sanità non è solo colpa di Storace e al ballottaggio faremo l'accordo" PAOLO G. BRERA Ma come, onorevole Gianni Alemanno: per il "tour degli orrori" in Centro sceglie Sgarbi? Un assessore di Milano... "L'orrore è evidente. Da San Cosimato, deturpata da un arredo modernista di livello infimo; all'Altare della Patria, deturpato da un ascensore orribile che ha rovinato lo skyline; e al Colosseo, dove da tanti anni il cantiere per il restauro è fermo, gli sponsor si sono tirati indietro e il più famoso monumento del mondo è recintato con tubi Innocenti, un vero scempio che ci siamo impegnati a rimuovere". Per diventare sindaco, come candidato del Pdl non potrebbe fare a meno di Storace, che creò il buco nella sanità. Lo arruolerebbe nella sua giunta? "Il buco nella sanità ha responsabilità ampiamente distribuite tra centrodestra e centrosinistra, non c'è una colpa esclusiva. Se ci sarà il ballottaggio discuteremo gli accordi necessari a unificare il centrodestra, senza trovarci però nelle condizioni di Rutelli che si è legato le mani alla sinistra più estrema". Il Patto per Roma con Berlusconi siglato a Corviale davanti a pochi, la catena umana per la legalità senza le mani per unire viale Marconi e Campidoglio: segnali di freddezza? "La prima è stata la più grossa manifestazione a Corviale negli ultimi 20 anni: c'erano duemila persone e lì non ne ho mai viste più di duecento. La catena umana è stata unanimemente giudicata un successo: 4 chilometri senza buchi e con un alto valore simbolico perché univa il Campidoglio a uno dei quartieri più colpiti dalla criminalità". Ha annunciato l'espulsione di ventimila nomadi e stranieri che hanno commesso reati. Ma sono comunitari e l'espulsione esula dai poteri del sindaco. "Il sindaco di Roma ha grande influenza, se la vuole esercitare su altre istituzioni. Il mio impegno vale al di là di una visione ristretta dei poteri. Il Patto per Roma è stato firmato con Berlusconi e Fini per avere l'impegno del governo a riprendere il controllo del territorio di Roma". Non la imbarazza avere come alleato Bossi, che vuole imbracciare i fucili contro Roma e i romani? "Questa storia di Bossi è datata, non fa più effetto a nessuno se non a chi come Veltroni e Rutelli si deve aggrappare a qualcosa per polemica politica. Bossi usa un linguaggio censurabile, ma le sue restano parole. Ogni volta che Veltroni ha bussato alla nostra porta, come ha fatto cercando risorse per la metro C, ci ha trovati. Mi faccio garante che Roma non abbia nulla da temere né da un'amministrazione né da un governo di centrodestra. Lo stesso Bossi ha più volte sottolineato che quando attacca Roma attacca i palazzi della politica, i ministeri e non i cittadini". Il rapporto tra destra e cultura è conflittuale: salva qualcosa dell'era Veltroni? "Non butto via tutto: l'Auditorium è positivo, anche se ci battemmo per un'altra localizzazione. Salviamo iniziative culturali come la Festa del Cinema, che però vogliamo modificare connettendola alle cinematografia nazionale. Vogliamo implementare, non cancellare". Chi vorrebbe come assessore alla Cultura? "Sarà corretto parlarne solo dopo il primo turno. Posso dire che ho chiesto a persone di rilievo come Squitieri e Barbareschi di fare da garanti per le politiche audiovisive e culturali". La città è invasa di manifesti abusivi del Pdl. Come concilia questo disordine al decoro? "Il Pd non è secondo al Pdl, è una bella lotta. Questo degrado che coinvolge tutti i partiti è l'effetto di una scarsissima attenzione che l'amministrazione ha avuto sui luoghi di confronto e sui mezzi per diffondere messaggi politici: tutti i partiti finiscono per avvalersi di un uso eccessivo e abusivo dei manifesti". Le prime tre cose che farebbe, da sindaco? "Espulsione di nomadi e clandestini che hanno violato la legge; via al piano di edilizia sociale con i 25mila nuovi alloggi che mancano; cominciare a ridurre vincoli burocratici, tasse e multe che gravano sui romani".

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<La Rai chiede i soldi del canone tv a un morto> (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

"La Rai chiede i soldi del canone tv a un morto" Varese ligure È mancato all'affetto dei suoi cari all'ospedale di Sestri Levante Dante Bruno Devoto di anni 74 Cavaliere del Lavoro Maresciallo Carabinieri in pensione lo annunciano tristemente: i fratelli, le cognate, i nipoti ed i parenti tutti. I funerali avranno luogo venerdì 11 corr., alle ore 15,30 nella chiesa di San Francesco in Chiavari. Un particolare ringraziamento al personale medico ed infermieristico del Reparto di Pneumologia dell'ospedale di Sestri Levante per le amorevoli cure prestate. Sestri Levante, 10 aprile 2008. .x/10/0804 Il titolare de "I tre merli" vuole sistemare tavolini esterni, l'amministrazione glielo vieta. "E neppure il Tar trova una soluzione" .x/10/0804 VARESE LIGURE. La Rai chiede i soldi del canone a un uomo morto da sette anni. La storia di ordinaria burocrazia coinvolge una famiglia di Varese Ligure. A sette anni dalla morte del capofamiglia, N. V., la televisione pubblica continua a inviare a casa della vedova i bollettini di pagamento del canone, anzi ne manda due: il primo intestato al defunto e il secondo alla donna, subentrata al marito nell'intestazione dell'abbonamento. Inutili l'invio del certificato di morte e delle lettere di spiegazione, spediti dalla famiglia alla Rai per chiarire l'equivoco e far cessare il recapito dei bollettini inutili. Anzichè risolversi la situazione è precipitata e la settimana scorsa nella casa di Varese è arrivata anche una raccomandata di Equitalia La Spezia, agenzia di riscossione incaricata dalla Rai di recuperare il debito del defunto: 138,65 euro da versare entro 60 giorni pena l'accumulo degli interessi di mora e il pignoramento dei beni. Peccato che i morti non guardino la tv e non abbiano proprietà. .x/10/0804.

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Sportello unico per tagliare la burocrazia alle imprese (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CHIOGGIA. SARA' OPERATIVO TRA UN PAIO DI MESI IN MUNICIPIO Sportello unico per tagliare la burocrazia alle imprese CHIOGGIA. Apre lo sportello unico per le attività produttive (Suap). La giunta ha deciso di semplificare l'iter per l'apertura di nuove attività o per la trasformazione delle esistenti unificando in un solo sportello la presentazione di tutte le domande necessarie. In pratica il titolare della richiesta la presenterà allo Suap e poi spetterà al Comune convocare tutti gli enti preposti (Camera commercio, Asl 14, Vigili del fuoco, Genio civile, Capitaneria) perché partecipino ad una conferenza dei servizi in cui tutti contemporaneamente dovranno emettere il parere. Le pratiche dovranno chiudersi perentoriamente entro 90 giorni. "Con lo sportello unico - spiega il sindaco, Romano Tiozzo - diamo una risposta di efficienza alle imprese del territorio. I tempi di attesa per una licenza sono troppo lunghi e costringono spesso i richiedenti a spole da un ufficio all'altro. Sarà il Comune a sobbarcarsi dell'onere di dover contattare tutti gli enti per il nulla osta e di farlo in tempi accettabili". Lo Suap sarà collocato nella sede dell'edilizia privata, in municipio. La giunta ha approvato l'attivazione, ora si dovrà procedere all'individuazione di un responsabile del servizio, alla costituzione dello staff e alla predisposizione di un regolamento. "Sarà operativo in un paio di mesi - assicura Tiozzo - Per l'amministrazione sarà uno sforzo notevole, ma gli sportelli unici sono ormai una realtà consolidata (circa 200 nel Veneto) e Chioggia non può rimanere indietro. A regime lo sportello dovrebbe anche funzionare per via telematica, evitando all'operatore anche quell'unico giro in Comune per la richiesta". A livello pratico lo Suap offre anche un altro vantaggio agli imprenditori, quello di poter richiedere autorizzazioni in deroga al Prg perché permette di operare con varianti urbanistiche che altrimenti sarebbero bloccate. (e.b.a.).

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Il ruolo dei burocrati nel voto di scambio - mario centorrino (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina I - Palermo L'analisi Il ruolo dei burocrati nel voto di scambio MARIO CENTORRINO Ci auguriamo che in queste elezioni la Sicilia esprima volontà di cambiamento. La ricerca del consenso di queste ultime settimane dimostra il legame inestricabile che lega la burocrazia alla politica. Una buona quota del voto clientelare e del voto di scambio nasce da questo legame. Quasi la burocrazia non fosse un sistema neutrale al quale adire sulla base di diritti e regole. Ma piuttosto una gigantesca protesi di alcuni schieramenti politici; al loro servizio, in attesa o in ricompensa a riconoscimenti di varia natura. Parliamo di burocrazia in senso lato e vi ricomprendiamo anche la burocrazia pseudo sindacale. Ogni cittadino, nella sua esistenza quotidiana, si rivolge a un apparato burocratico. Possiamo, con un enorme sforzo di semplificazione, restringere le sue domande a quattro prevalenti tipologie, di progressiva complessità, che chiameremo con termini convenzionali: certificazioni, pratiche a risoluzione monocratica, pratiche a risoluzione trasversale, affari. A prima vista, l'apparato burocratico dovrebbe assicurare efficienza di risposta nei primi tre casi e appellarsi a norme vigenti nell'ultimo, qualora fosse chiamato (e obbligato) a condividere profili di collusione e complicità in relazione alla non applicazione delle norme stesse. Ci accorgiamo invece che dietro ogni certificato, persino il più semplice, c'è quasi sempre l'interessamento di un galoppino di segreteria che fa "rete" con l'apparato burocratico a livello "sportello". Le pratiche, dal canto loro, hanno bisogno quasi sempre di un'intermediazione politica che fa leva su collaudate interconnessioni. Del resto, quale anziano dovendo riscuotere la pensione non ha bisogno di una forma di "accompagnamento"? SEGUE A PAGINA XIII.

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La francia vuole copiarci il cnao (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il vescovo Giudici in visita benedice il centro di adroterapia che dovrebbe essere pronto per la fine del 2008 "La Francia vuole copiarci il Cnao" Ieri il sopralluogo del presidente della fondazione, Erminio Borloni "Il primo paziente potrebbe essere trattato a Pavia all'inizio del prossimo anno" PAVIA. Tra una settimana arrivano i francesi. Importano a casa loro la tecnologia del centro di adroterapia pavese. E a breve li seguiranno gli austriaci. Il Cnao, unica struttura in italia per la cura dei tumori resistenti alla terapia tradizionale, è quasi pronto. Il grande anello del ciclotrone si è arricchito di magneti, strumenti, tubi, accessori. Nella sala convegni, all'ultimo piano, una gradinata delimitata da pareti di vetro, è stata srotolata la moquette azzurrina. Tra meno di un anno i primi pazienti. E ieri pomeriggio il vescovo, monsignor Giovanni Giudici, ha visitato e benedetto il centro di via Campeggi. A introdurlo nel mondo di ioni carbonio e particelle in grado di combattere un tumore è stato il fisico Sandro Rossi, direttore tecnico della fondazione Cnao. Un viaggio lungo il percorso che anche i pazienti seguiranno, accompagnato dal suo segretario don Stefano Pelosi, dal presidente della fondazione Erminio Borloni, da Giovanni Azzaretti in rappresentanza della fondazione Cariplo, dal professor Gianpaolo Calvi. Il cantiere è un brulicare di operai, ingegneri, fisici che cullano il ciclotrone come un bambino. Entro l'estate arriveranno anche gli arredi per le camere di trattamento. Ma il cuore pulsante del Cnao è già tutto lì, attende che siano montanti gli ultimi componenti, stoccati nella grande sala del ciclotrone. "I francesi del progetto Etoile ci hanno chiesto di fornire loro il nostro modello per lo start up - spiega Borloni che non nasconde la soddisfazione dopo mesi e mesi di fatica -. Vuol dire che produciamo tecnologia di alto livello". Due, tre minuti al massimo dura il trattamento. Il tempo necessario a irraggiare tutto il tumore. Ma il dietro le quinte è un dispiego affascinante di energie e particelle infinitesimali. Il vescovo chiede, si informa. E Rossi spiega il meccanismo che trasforma ioni carbonio e neutroni in pallottole contro le cellule malate. Un miliardo di ioni o una decina di miliardi di neutroni diventano una nuvola di gas. "Convogliata nel tubo di acciaio, la nuvola viaggia sottovuoto, come tra le stelle. E diventa un fascio. Il fisico misura intensità e composizione, prende le misure - spiega Rossi indicando, dalla balaustra sopraelevata su cui si trova insieme alla delegazione in visita, gli strumenti imballati accanto all'anello del ciclotrone -. Quelli sono gli "occhi" dell'operatore". Il fascio prende velocità: in 7 metri di tubo viaggia a 7 milioni di elettrovolt. La macchina cattura il fascio, lo compatta e lo accelera di nuovo, a una velocità ancora superiore, di 4mila e 800 milioni di elettrovolt. Inimmaginabile a occhio nudo. In mezzo secondo passa un milione di volte. "L'energia viene determinata dal medico per colpire il tumore nel modo che ritiene più efficace" spiega il fisico. Tutto il ciclo dura due secondi. Il trattamento 3 minuti. Il Cnao conta di trattare il primo paziente a fine anno, al massimo all'inizio del 2009 se la burocrazia - con autorizzazioni che spettano a Comune, Provincia, Asl - dovesse rallentare le pratiche. (m.g.p.).

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Pagina III - Palermo Misure fiscali che agevolano le imprese che si impegnano a non avere collusioni... (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina III - Palermo Misure fiscali che agevolano le imprese che si impegnano a non avere collusioni con la mafia. Certificazione di qualità per le imprese che non pagano il pizzo, non si avvalgono di capitali mafiosi, non sfruttano il lavoro nero e garantiscono la sicurezza dei cantieri. Eliminare le assunzioni per chiamata diretta. Costituire l'Agenzia sanitaria regionale, come organismo di supporto tecnico all'assessorato. Riforma delle aziende sanitarie locali: le più piccole possono essere accorpate. Rivedere il rapporto con il settore privato attraverso forme contrattuali che definiscano chiaramente gli impegni di offerta. Insediare un comitato che in sei mesi proponga un piano strategico di miglioramento della macchina burocratica. Legare gli incarichi dirigenziali ai risultati. Approvare una legge sui "tempi certi" della burocrazia. Favorire i servizi on-line. Prima del Ponte sullo Stretto, sostenere una mobilità interna efficiente e una valida rete ferroviaria. Un piano rifiuti imperniato sulla raccolta differenziata, con la realizzazione di termovalorizzatori a bassissimo impatto ambientale.

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Pagina XIII - Palermo E d è assolutamente causale l'ascesa al Parlamento di eccellenti pseudo sindac... (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XIII - Palermo E d è assolutamente causale l'ascesa al Parlamento di eccellenti pseudo sindacalisti ovvero è frutto della loro azione, ovviamente lodevole ma pur sempre svolta all'interno di padronati "pagati" per di più dallo Stato? Nel caso della pratica complessa, l'intermediazione richiede soggetti burocratici e politici di più alto spessore. Nessuno si sognerebbe, in tempi ragionevoli, di esporre un suo problema a un direttore generale senza essere segnalato, raccomandato, presentato da un politico che conta. E ammesso che rifiutasse questo supporto crediamo che difficilmente verrebbe ricevuto dal direttore, al più da un annoiatissimo applicato di segreteria. Se parliamo di "affari" ci vengono subito in mente modelli di interazione tra burocrazia e politica che non riguardano solo la fase procedimentale ma la preparazione e la predisposizione dell'affare stesso. Come si riflette tutto questo nella competizione elettorale? Il politico rinnova il suo legame con l'apparato burocratico, in qualche caso inserendo sue componenti nella lista dei candidati. Il cittadino accorto conosce relazioni e intese e viene rassicurato sul permanere di queste relazioni e intese a patto che egli stesso cooperi, con il suo voto, al relativo mantenimento. Sostituzioni di politici e di burocrati risultano sconvolgenti negli equilibri di potere. Occorre ritessere trame, ridefinire accordi e alleanze, verificare fiducia e disponibilità. Ecco perché alcune nomine talvolta hanno bisogno di un tempo enorme per essere decise con un'attenzione mediatica spasmodica alla contesa, mai basata sul merito, tra i vari concorrenti. Una volta effettuate, sono come un bollettino di guerra: chi le sa leggere e interpretare intuisce avanzamenti e ripiegamenti, ascese e declini, tenuta delle posizioni o sconvolgimento delle stesse per rapporti di forza mutati. A seguire le cronache, sono del resto proprio gli alti burocrati che occupano le prime file nelle convention propagandistiche, preoccupandosi di essere ripresi dalle telecamere, in modo che il contesto si renda conto della fisicità del contatto che intrattengono con la politica "forte", delle filiere di comando in cui sono inseriti, della familiarità in grado di ostentare con i rappresentati della politica. Felici, questi ultimi, ovviamente, dell'omaggio e pronti all'occasione, a ricambiare secondo codici di difficilissima decriptazione. Una domanda, a questo punto, sorge intuitiva. Perché questo schema, qui appena abbozzato, produce adesione ideologica nei confronti di certi schieramenti e non di altri? La risposta non è facile e richiederebbe maggiori conoscenze e approfondimenti sul campo. Si può pensare a tre differenziali: produttività, etica, tradizione. Iniziamo da quest'ultima. Gli organigrammi di vertice, della burocrazia sono determinati per cooptazione (o, con un termine più elegante, spoil sistem). Inserirsi in essi ha spesso richiesto prove di fedeltà, repentini cambi di casacca, riformulazione dei curricula personali. Se si tiene conto che la Sicilia, negli ultimi sessanta anni, è stata governata da una coalizione sostanzialmente di centrodestra, salvo pur significativi intervalli, non possiamo certo attenderci che dalla cooptazione sia scaturita disomogeneità complessiva tra apparato burocratico e schieramento politico dominante. C'è poi probabilmente all'interno di una parte della burocrazia una differente concezione etica del proprio ruolo. Quasi un auto-esclusione da certe pratiche e certi affari. Ed è ovvio che questa rinunzia non agevola certo scalate di carriera. Veniamo alla produttività. La qualità del servizio offerto dai patronati, giusto per un esempio, non è uguale per tutti. E in settori come quello della formazione, splendido esempio di connubio perverso tra burocrazia e politica, alcuni operatori pseudo sindacali sono più presenti di altri. Il che non deve indurre, s'intuisce, a generalizzazioni fuorvianti. Resta il fatto che anche dietro il voto clientelare e il voto di scambio c'è una forma di produttività. Il cui andamento premia alcuni e penalizza altri. Buon argomento per le scuole di formazione politica.

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Damiano: fvg orientato allo sviluppo tesini: ora snelliremo la burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Regione Damiano: Fvg orientato allo sviluppo Tesini: ora snelliremo la burocrazia PALMANOVA. Il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, promuove i cinque anni di governo di Riccardo Illy. Due i risultati messi a segno per il ministro: "collocare il Friuli Vg alla testa dello sviluppo" e "testimoniare gli elementi di crescita ed equità sociale che sono indispensabili". Il ministro approva anche la coalizione di Intesa Democratica che, a differenza delle scelte a livello nazionale, conferma l'adesione della Sinistra-Arcobaleno: "A livello locale è giusto tessere tutte le alleanze che il territorio può ispirare per consentire alle forze progressiste di governare". Damiano ha visitato ieri la regione. E a Trieste ha dato la sua ricetta per migliorare la produttività in Italia. Si tratta, ha detto commentando i dati Ocse, di "prevedere incentivi verso le imprese, ma non a pioggia" e "incrementare il salario di produttività". Nel pomeriggio c'è stato il bagno di folla all'auditorium di Palmanova, in compagnia di Alessandro Tesini. Su quello che, dopo il lavoro, considera il tema più sentito dall'opinione pubblica friulana in questa campagna elettorale - la burocrazia - è proprio tornato, dal palco, il presidente del consiglio e candidato del Pd. "È sentita come incomprensibile e insopportbaile complicazione, come zeppa che avvilisce spirito di iniziativa e diritti di cittadinanza, come contraddittorio freno all'innovazione", ha ricordato Tesini. "Per questo, dopo avere messo in campo strumenti a favore del lavoro e del sistema delle imrpese, la priorità strategica sarà quella di rendere la macchina pubblica molto piú efficente e molto meno costosa". E se alla riorganizzazione della struttura amministrativa si è già posto mano con le misure adeguate ("i costi di funzionamento si sono ridotti di quasi il 9%"), ora si dovrà porre mano alla riduzione delle leggi, degli oneri amministrativi che gravano su imprese e cittadini, e, con una forbice affilata, tagliare "i costi della politica".

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Convocata per un rimborso Ilor Ma Roma ha bloccato la pratica (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Cremona, La" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione di Giovedì 10 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl Convocata per un rimborso Ilor Ma Roma ha bloccato la pratica Egregio sig. direttore, premetto che non sono di sinistra e per un increscioso motivo non lo diventerò mai. Il fatto: un giorno nel 2006 mi arriva una lettera dall'Agenzia delle Entrate di Cremona dicendo di dovermi un rimborso I.L.O.R. riferito all'anno 1994 e di presentarmi con i documenti richiestimi, cosa da me eseguita. Dopo alcune visite al detto Ufficio, alla fine del 2007 mi vengono comunicate testuali parole "da me documentabili" che lo stato del rimborso è stato bloccato dal Centro di Roma il 27-04-2007 quindi niente rimborso. Comunicandomi anche che questa "cosa" è capitata anche a moltissimi altri contribuenti per i quali gli impiegati del detto ufficio provavano molto disagio. Ora io chiedo a quei politici, e sono molti, che fanno promesse sapendo di non poterle mantenere, se poi dopo se ne vergogneranno. Clelia Azzoni (Cremona) Cara Clelia, le ripeto in questa sede ciò che le ho detto ieri pomeriggio al telefono: la burocrazia in questo Paese a volte è folle. Voglio dire: lei non ha chiesto alcun rimborso, l'Agenzia delle entrate le scrive che le è dovuto per un "affaire" del 1994 ? cioè di 14 anni fa! ? eppoi da Roma, giusto un anno fa, le comunicano che la cifra è "bloccata". A me pare una presa in giro. Purtroppo debbo aggiungere che lei non è l'unica in questa situazione, almeno a Cremona. Chissà in Italia! Ci auguriamo di trovare qualche risposta "autorevole" ad un caso così curioso.

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La casa parrocchiale è congelata dalla burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Don Suard ha trovato i finanziamenti, ma l'iter non si sblocca. Fermo anche il progetto della "zona pastorale del Breg" La casa parrocchiale è "congelata" dalla burocrazia La parrocchia di S. Ulderico di San Dorligo della Valle è una delle più antiche della diocesi ed un tempo era un importante decanato comprendente più di quaranta comunità; attualmente raccoglie circa 1700 fedeli, comprese le frazioni di Crogole, Brce e Prebenico. La comunità è guidata da don Suard, classe 1966. Numerose sono le difficoltà incontrate dal sacerdote nel corso del suo operato, a cominciare dalla casa parrocchiale. Posta dirimpetto alla chiesa, don Suard riferisce che essa risulta inagibile per la mancanza della messa a norma dell'edificio secondo le leggi antinfortunistiche; malgrado l'impegno del parroco per trovare i finanziamenti necessari per avviare i lavori, al momento non c'è nessuno spiraglio per poter risolvere l'annosa questione. La Regione Friuli Venezia Giulia si è resa disponibile a stanziare del denaro ma purtroppo la burocrazia ha rallentato il prosieguo dell'iter. Nonostante la mancanza di strutture, nel 2004 è stato avviato un progetto per svolgere la catechesi in modo unitario con le altre parrocchie, denominato la "Zona pastorale del Breg", (nome che indica la zona circostante): l'idea di impostare in questo modo l'attività nasce in seguito al convegno diocesano del 2003, con l'intento di razionalizzare le forze rimaste in loco e di offrire contemporaneamente un servizio migliore sul territorio, anche nel tentativo di dare risposte alle nuove esigenze sociali. Purtroppo il progetto è fallito per la mancanza di spazi idonei. Inoltre il parroco ricorda che la chiesa di San Dorligo/Dolina è priva di riscaldamento e di conseguenza d'inverno il numero dei fedeli, specialmente bambini ed anziani, diminuisce sensibilmente. Per risolvere anche questo problema la Regione ha stanziato un contributo, ma nonostante sia stata prodotta la documentazione necessaria, per il momento non si è ancora giunti all'approvazione del progetto. Le attività per i giovani vengono realizzate assieme alla Commissione Diocesana della Pastorale Giovanile per i fedeli di lingua slovena. Numerose sono gli impegni intrapresi: l'anno scorso si sono svolti tre campi estivi e due campi invernali dedicati agli studenti delle scuole medie, delle superiori e dell'università. Don Suard è presente in parrocchia part time, cioè soltanto per coprire le esigenze della comunità; non ci sono altri sacerdoti nella realtà di Dolina ed egli si avvale della collaborazione di due suore, suor Doroteja ed suor Efrema, nonché di numerosi parrocchiani. Il parroco segnala che in quest'area del territorio mancano i servizi base: basti pensare che l'istituto bancario più vicino è posto in zona industriale. Il servizio autobus attualmente garantisce gli spostamenti in città, senza però incentivare l'uso dei mezzi pubblici piuttosto che dell'automobile. a.d.m.

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L'ex ministro Tiziano Treu 'Alleanza impresa e lavoro' (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Cremona, La" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione di Giovedì 10 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl Partito Democratico. Il senatore nel palazzo della Provincia con i candidati locali L'ex ministro Tiziano Treu 'Alleanza impresa e lavoro' di Antonio Guerini "Impresa e lavoro devono collaborare. E' un cambiamento, nostro, anche ideologico. Ma necessario". E', forse, uno dei passaggi più importanti fatti dall'ex ministro del Lavoro Tiziano Treu, ieri a Crema invitato dal Pd cremasco. Sala del palazzo della Provincia piena, così come il tavolo a cui sedeva il senatore: c'erano infatti i candidati cremaschi Cinzia Fontana, Francesco Giubelli e Valentina Gritti. Tema: lavoro e impresa obiettivi condivisi. Cinzia Fontana ha, in apertura, voluto aggiungerci anche la formazione, considerata "di vitale importanza". "Condividere gli obiettivi ? ha argomentato Treu ? è ricorrente ma non scontato. Diventa quindi strategico farlo". Prima di entrare nel merito del tema, tuttavia, un paio di passaggi diretti agli avversari politici: "Ancora non si è capito che il Paese è in difficoltà. Perché un giorno sui giornali leggiamo che qualcuno incita ad abbracciare i fucili e un altro giorno ancora qualcuno che chiede la perizia psichiatrica per tutti i magistrati". Ed eccoci al lavoro. Prima regola, sostenere le imprese. Come? Tiziano Treu ha indicato due ricette: liberarle dalla burocrazia e incentivare quelle che innovano. Subito dopo, riprendendo l'input dato da Cinzia Fontana, la formazione: "L'Italia deve puntare sulla scuola. Anche la Lombardia ha una dispersione scolastica molto alta. Dobbiamo puntare ad avere tutti diplomati e a incrementare la quota percentuale di laureati. Discorso rivolto ai giovani ovviamente, ma anche chi ha 50 anni deve rimettersi in gioco. Oggi il tipo di produzione obbliga un lavoratore a cambiare competenze ogni 5 o 6 anni". Lavoro dunque come risorsa fondamentale per la crescita, con la consapevolezza che il posto fisso a tempo indeterminato è sempre più duro da conquistare. "Ma dobbiamo produrre cose 'buone' ? ha incalzato il docente universitario ? così da arrivare ad una crescita che porti ad uno sviluppo umano. Fatto questo dobbiamo distribuire la ricchezza, operazione che deve essere fatta bene. E per far questo tutti i fattori devono migliorare". Treu ha poi lasciato spazio agli interventi arrivati dalla platea. Ne è nato un dibattito.

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L'asl vuole snellire la burocrazia e facilitare l'accesso (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

VARATO IL PIANO DI COMUNICAZIONE L'Asl vuole snellire la burocrazia e facilitare l'accesso ORISTANO. L'Asl 5 ha approvato il piano di comunicazione. Obiettivo del documento, già approvato e presentato agli organismi aziendali, è quello di semplificare le procedure burocratiche, snellire i percorsi di accesso alle strutture sanitarie, ridurre i tempi d'attesa, contenere i costi, soddisfare con risposte semplici, dirette ed efficaci i bisogni del cittadino. "Una delle chiavi di volta del documento strategico - spiega il amnager Antonio Onnis - che vedrà la sua progressiva attuazione in un percorso a tappe, è costituita dall'attivazione di un sistema informatico finalizzato allo scambio dei dati, alla diffusione di comunicazioni sui servizi offerti, alla pubblicazione della modulistica on line. Grande importanza rivestirà anche la riqualificazione dei processi informativi più elementari, dalla rivisitazione e semplificazione della cartellonistica presente nelle strutture sanitarie fino alla distribuzione presso farmacie, ambulatori e locali pubblici, di brochure che forniranno informazioni su sedi, orari e modalità di accesso alle strutture stesse". Un capitolo importante sarà dedicato al monitoraggio della qualità percepita dai cittadini: attraverso indagini e questionari, in futuro l'azienda potrà non solo misurare il livello di gradimento dell'offerta sanitaria, ma cogliere suggerimenti e correggere eventuali storture. A questo proposito, fondamentale sarà l'apporto dell'Urp (Ufficio relazioni con il pubblico) che non si occuperà semplicemente di ricevere i reclami ma, funzionando da raccordo fra gli utenti e l'azienda, avrà il compito di analizzarli, redigere delle relazioni periodiche e consegnarle poi ai responsabili amministrativi e tecnici in modo che per le aree di maggiore criticità, poste sotto la lente d'ingrandimento aziendale, sia individuata una soluzione. "Il personale addetto alle relazioni con il pubblico - spiega ancora Antonio Onnis -, in particolare gli addetti al Cup (centro unico di prenotazione), sarà opportunamente formato alla gestione dei rapporti con i cittadini, attraverso modelli di comunicazione standardizzati che garantiscano la certezza una risposta adeguata e qualificata". Ma il piano si muove anche sul fronte interno, dove sarà attivata una rete di accoglienza per i nuovi assunti - per i quali sarà predisposto un kit informativo di benvenuto - e di informazioni condivise tra i dipendenti, grazie alla predisposizione di una rete informatica aziendale. Lo scopo di tale operazione è quello di sviluppare nei dipendenti il senso di appartenenza all'azienda e di migliorare, di conseguenza, la qualità dei servizi offerti al pubblico. Il primo passo per realizzare il progetto è quello istituire una nuova carta dei servizi, un documento che costituisce una sorta di patto tra il sistema sanitario e i cittadini.

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Esercenti a illy e tondo: bar aperti 24 ore (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Le richieste della Fipe ai candidati alla presidenza della Regione. "Troppa inesperienza dietro il bancone. Vanno ripristinati gli obblighi di formazione" Esercenti a Illy e Tondo: bar aperti 24 ore Meno burocrazia per le ristrutturazioni. Flessibilità sulle norme anti-rumore La possibilità di tenere aperto 24 ore su 24, il ripristino degli obblighi formativi per chi vuole aprire un locale, l'esposizione solo all'interno - seppure visibile anche all'esterno - del listino prezzi e un po' di flessibilità nell'applicazione delle norme sull'inquinamento acustico. Sono queste le principali richieste che la sezione locale della Federazione italiana pubblici esercizi (Fipe) rivolge, a due giorni dal voto, ai candidati governatori della Regione, Riccardo Illy e Renzo Tondo. Forte di 5 mila imprese associate e 23 mila dipendenti complessivi, la Fipe del Friuli Venezia Giulia, con il suo miliardo e 400 milioni di euro di fatturato annuo, rappresenta uno dei pilastri dell'economia locale. "Anche noi, però, siamo colpiti da questa fase recessiva - spiegano i dirigente della Fipe nella lettera inviata ai due contendenti per la poltrona di presidente della Regione - e ciò nonostante siamo investiti da tributi estremamente onerosi, come la tassa sulle immondizie, e da costi gestionali in continuo aumento". In questo quadro, gli esercenti chiedono alcuni cambiamenti nella normativa oggi in vigore, che potrebbero rendere un po' più semplice la gestione di un locale pubblico. In particolare si appellano affinchè la prossima giunta regionale permetta ai Comuni di derogare sul tema degli orari di apertura. "Attualmente, è possibile tenere alzata la saracinesca dalle 5 del mattino al 3 del giorno successivo, più un'ora di sgombero, per un totale di 23 ore complessive giornaliere - osservano i responsabili della Fipe -. Alcune aziende, però, hanno la capacità imprenditoriale, e la richiesta degli avventori, per tenere aperto sempre. Chiediamo, quindi, che possa essere data la possibilità ai Comuni di poter derogare, per le attività che ne fanno richiesta, all'orario attualmente previsto". Se su questo punto la Fipe promuove una deregolamentazione del comparto, da un altro l'associazione di categoria rimarca la necessità di ripristinare i vincoli formativi per coloro che si accingono a mettersi dietro ad un bancone. "Molti aprono un'attività senza alcuna conoscenza delle problematiche che la gestione di un pubblico esercizio comporta - rimarca la Fipe - e con la loro mancanza di professionalità danneggiano l'intera categoria". Infine, il nodo rumore. "Le nuove norme antirumore richiedono la predisposizione di una valutazione di impatto acustico da parte di un tecnico abilitato - osservano i rappresentanti degli esercenti -. Tale norma prevede che, in caso di ristrutturazioni, di installazione di impianti rumorosi (come climatizzatori e macinacaffè), ma anche nel caso di piccoli impianti musicali, si debba produrre una copiosa documentazione attestante il non superamento dei limiti sonori, sostenendo costi elevati. Chiediamo che tale obbligo sia indirizzato solo a chi apre una nuova attività e non a chi effettua delle semplici modifiche, per esempio sostituendo l'arredamento. Allo stesso modo, chiediamo che questa valutazione non venga richiesta per impianti stereo di piccole dimensioni o per piccoli spettacoli temporanei".

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La satira di reggiani "rido sui mali d'amore" (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XIII - Firenze Teatro Puccini La satira di Reggiani "Rido sui mali d'amore" "Né capi né code" si divide fra umorismo legato all'attualità e vicende del privato spesso tratte dal personale dell'attrice E' stata una delle star qualche anno fa della "Tv delle ragazze": Francesca Reggiani assieme a Gabriella Germani è protagonista al Teatro Puccini di Firenze dello spettacolo Né capi né code, regia di Valter Lupo. Due attrici-trasformiste dialogano fra loro. E' difficile distinguere fra quotidianità e reality. Satira sociale e di costume puntano il dito su caro vita, pressione fiscale, sprechi di denaro pubblico, precariato, burocrazia kafkiana, ambiente. Disagi ed incertezze creano interrogativi al cittadino che si trova impotente rispetto ad un mondo che cambia in maniera troppo veloce. Né capi né code è fatto di brevi monologhi, folgoranti dialoghi, irresistibili atti unici. I personaggi creati dalla Reggiani sono rapiti dalla quotidianità, sembrano fumetti della Bretecher. Ma la Reggiani fa anche ridere parlando della crisi di coppia, della famiglia, di donne in bilico. "L'ironia - afferma l'attrice romana - mi ha sempre aiutato, sin da bambina. Ero sarcastica già allora. Riesco a prendere in giro anche me stessa. Tant'è vero che molte delle storie a sfondo amoroso che metto in scena le ho vissute nella realtà come dei drammi: amori irrisolti, uomini che se ne vanno senza spiegazioni. La mia comicità è anche il risultato di grandi sofferenze personali". Francesca Reggiani però non è soltanto ironia. "Spesso vengono a trovarmi in camerino degli spettatori. Alcuni di loro mi hanno detto di essersi commossi. Per me questa è stata la ricompensa più bella". (ro.inc.).

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Il pericolo maggiore è la lega di bossi - alfredo franchini (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

PARISI (PD) "Il pericolo maggiore è la Lega di Bossi" Il G8 alla Maddalena? Sarebbe meglio spostare la data a settembre ma non può decidere il governo italiano ALFREDO FRANCHINI - I partiti, in genere, nascono all'opposizione. Il Pd, invece, si è formato durante il governo Prodi e ora si trova ad affrontare le elezioni anticipate. "Se il 14 ottobre del 2007 rappresenta la nascita del Pd è a tutti evidente che è stato l'approdo di una gestazione di tredici anni e fa parte di un cammino che non considero concluso". - è davvero una risposta alla semplificazione della politica come chiedevano gli italiani? "Il segno dell'Ulivo, presente nel simbolo del partito, sta da solo a significare che il Pd è l'approdo di un processo politico vero e collettivo che si è svolto sotto gli occhi degli italiani, non l'invenzione di un uomo sul predellino di un'auto a Piazza San Babila, come è il caso del Pdl. Quella è solo una lista elettorale. Un partito è un'altra cosa". - C'è ancora chi si chiede se fosse proprio necessario unificare Ds e Margherita sacrificando la ragione ideale che si richiama al socialismo. "Che cosa dovremmo dire allora delle altre tradizioni ideali che sono approdate nel Pd pur non richiamandosi al socialismo? Non dovremmo parlare anche per loro di sacrificio? Nessuno nel Pd chiede a nessuno di dimenticare le proprie ragioni ma piuttosto di metterle in gioco e metterle a frutto pr un obiettivo più grande che si chiama Italia. Il fine della politica è superare le divisioni senza mortificare le distinzioni. Ci sono partiti che si limitano a rappresentare la propria parte, a difendere i propri interessi, a denunciare i problemi. Questo è importante ma a noi non basta. I problemi vogliamo risolverli, non agitarli. E vogliamo risolverli coinvolgendo tutti". - Le primarie del Pd sono state le uniche vere: così le aveva definite lei che scese in campo a sostegno del candidato della minoranza, Filippo Spanu. Però quelle primarie hanno diviso il partito sardo a metà. "Perché diviso? Le primarie hanno messo in evidenza che esistevano ed esistono posizioni diverse ma questo non ci ha impedito di ricondurle ad unità. Nei partiti democratici l'unità è nei valori e nelle regole. Tutto il resto è affidato al confronto e alle decisione comune. Se nonostante le distinzioni siamo riusciti a prendere decisioni vuole dire che l'unità dei valori e delle regole era ed è forte a sufficienza". - La vertenza Sardegna con lo Stato si è trascinata per svariati decenni. La Regione non aveva mai ottenuto quanto ha portato a casa con il governo Prodi. Entrate e trasferimento dei beni sono una conquista definitiva o potrebbe essere messa in discussione da un eventuale governo Berlusconi? "Ci provino. Chi si azzardasse a mettere in discussione le conquiste raggiunte troverebbe sicuramente i sardi sulla sua strada". - Ma la Lega potrebbe mettersi di traverso sui maggiori trasferimenti. "Come non preoccuparsi per il ricatto secessionista che Bossi farebbe sicuramente pesare su un eventuale governo Berlusconi? Un ricatto forte per di più della presenza di Tremonti alla guida dell'Economia, l'unico ministro sicuro qualora Berlusconi dovesse vincere". - Sta arrivando una grave recessione e il futuro governo, al contrario delle promesse, potrebbe trovarsi nelle condizioni di prendere misure impopolari. "Il cielo dell'economia globale è pieno di nuvole nere che non annunciano nulla di buono. Non è un caso che Berlusconi, che tutti riconoscono come un grande venditore di sogni, annunci per la prima volta "misure dure e impopolari", e Tremonti auspica una linea economica protezionista". è anche pensando a questa prospettiva che il governo Prodi ha accettato il rischio dell'impopolarità per far trovare di fronte alla tempesta che si avvicinava la nave Italia con i conti in ordine. Cosa accadrebbe alle regioni e alle categorie sociali più deboli con Berlusconi e Bossi? Quando sentiamo annunciare protezioni e misure dure e impopolari, dobbiamo chiederci: "Dure e impopolari per chi"? A protezione di chi"? - C'è una questione meridionale che dev'essere rivista nel suo insieme. Il Sud e la Sardegna possono diventare la piattaforma per i traffici che arrivano dall'Oriente ma occorrono infrastrutture. "è evidente. La geografia e la storia offrono al Sud e alla Sardegna un'occasione unica. Purtroppo la nostra capacità di decisione e di attuazione è inadeguata: la burocrazia e quella che è, e altrettanto si deve dire del carico di leggi e di vincoli. La nostra proposta è d'intervenire sciogliendo lacci, tagliando leggi. E aggiungo: evitando di introdurne di nuove prima di essersi assicurati che non esistano già. Ma soprattutto evitando la demagogia. Qualche giorno fa il Giornale di Berlusconi accusava il governo Prodi di aver portato a termine dal 2001 solo quattro opere. Dal 2001! Come se dal 2001 al 2006 a Palazzo Chigi ci fosse stato Prodi e non Berlusconi. - Il G8 della Maddalena, vetrina della Sardegna come l'Expo per Milano. Perché è nata la polemica sulla data di luglio? "Quale polemica? Anche a me pare che spostare il G8 ai primi giorni dell'autunno sarebbe decisamente meglio. Non è tuttavia una decisione che l'Italia possa prendere da sola. Penso che il nuovo governo potrebbe proporre lo spostamento in occasione del prossimo G8 che si svolgerà a Hokkaido in Giappone nel prossimo mese di luglio. Se la data è stata individuata in luglio è perché, escluso il primo, il G8 si è sempre svolto nel mese di luglio. D'altra parte sarebbe imprudente condizionare l'accettazione al rinvio della data".

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Tondo: friuli più forte se vince il centro-destra (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Con Berlusconi firmeremo un patto. Illy? Si vergogna della sua coalizione" "Sui debiti ho dovuto forzare, altrimenti nessuno mi badava" "Ecco il mio pronostico: da giocatore di dama vi dico che è quasi fatta" Tondo: Friuli più forte se vince il centro-destra TOLMEZZO. "Macché voto disgiunto. Il Friuli sarà più forte solo se vince il centro-destra, da Roma a Udine". E' con questo appello che il candidato della Cdl, Renzo Tondo, parlamentare uscente di Forza Italia si rivolge agli indecisi. Aspettado la grande kermesse di domani con Silvio Berlusconi al palasport Carnera. Onorevole Tondo, lei ha rinunciato al seggio sicuro a Roma per correre contro Illy, che è uno forte.Perchè? Perché amo questa regione, la mia gente e la mia terra. Non mi sono chiesto cosa mi conviene fare ma cosa mi piace fare. E cosa le piace fare? Cose concrete. Lei è stato presidente fino al 2003. Che Regione ha trovato rispetto a quella che ha lasciato? Ho trovato una regione indebitata e a livello di emergenza finanziaria. L'ho detto con forza. Qualcuno dice che è fuggito dal confronto con Illy... Sbaglia. Anche andarmene da Telefriuli è servito per dire questo. Ora mi impegno a recuperare ciò che Illy ha deteriorato con il buon governo, che è stato trascurato. La nostra è una Regione smarrita, che ha bisogno di una guida. Sul debito Illy le ha risposto esibendo dati di Bocconi e Standard & Poor's. Lui schiva. Dice che è debito sostenibile, ma ci mancherebbe altro, altrimenti sarebbe la bancarotta. La verità è che l'economia non è cresciuta. Ci sono lamentazioni e crisi. Eppure centro-sinistra e centro-destra sembrano invertirsi le parti... Illy contesta i metalmeccanici sull'A4 e lei, invece, non si presenta a Confindustria. Non è strano? Per cinque anni il governo regionale è stato sopra la comunità, non assieme alla comunità. Io invece ho impronto la mia operatività al senso di ascolto. Ci vuole pazienza e condivisione in politica. Non animismo sciocco, ma coraggio di prendere decisioni che possono sembrare impopolari. Penso alla provincia della Carnia e alla vicenda del friulano, o del cementificio di Torviscosa. Dopo le polemiche del 2003 la Cdl è di nuovo unita attorno a lei? Sì. Ho lanciato la mia candidatura quando la condivisione era inferiore. Volevo un modello diverso: un presidente che non si vergogna della sua coalizione. In questo siamo uniti aldilà delle malinconie e possiamo davvero proporci come un'alternativa credibile a Illy. A guastare la festa Alessandra Guerra che ha lasciato la Lega nel bel mezzo della campagna elettorale. Quasi parti invertite. Le dispiace? Tutto sommato sì. Credo che avrei voluto consigliarle, come già fatto, che è il caso di fermarsi un attimo a riflettere. Non ero felice nemmeno io cinque anni fa. Ma come si vede la coerenza paga. Berlusconi viene domani a chiudere la campagna elettorale a Udine. Scelta forte. Puntate al traino nazionale? E' certo un segnale molto forte e mi fa piacere. La chiusura non è una cosa banale. Assieme a Frattini presenteremo il patto che la Regione sottoscriverà con Berlusconi. Noi ci impegnamo seriamente per alcune priorità del Friuli Vg. E' un patto di cose da fare. Anche per questo ho un senso di gratitutdine per Berlusconi. So benissimo gli impegni che ha in questo momento e avere deciso di venire qui mi gratifica moltissimo. Illydice che lei si nasconde dietro ai big nazionali per non affrontarlo. E' così? Lei mi sta intervistando un'ora dopo il faccia a faccia con Illy rispetto al quale non mi sono certo nascosto e sono riuscito a portare al centro del dibattito. Non mi vergogno della mia coalizione, lui sì, perché che ha compagni di ventura come Ferrero, Pecoraro Scanio, Visco. Io sono orgoglioso di avere come leader Berlusconi. Se verrà eletto qual è la prima cosa che fara? Aprire un tavolo immediato con le categorie economiche per una riforma del sistema regionale. Poi la riforma della legge sul reddito di cittadinanza che è un'offesa al buon senso dei friulani. Garantiremo ai sindaci, sentinelle del territorio, i fondi per gli assegni ai poveri. Terzo: revisione della legge urbanistica, fatta con una visione centralista. Illy continua a parlare di voto disgiunto e lei invece di voto congiunto, cioè di un voto politico a centro-destra dalle politiche alle comunali. Perché? Perché ci sono dei valori comnuni dalla famiglia, alla sicurezza, alla solidarietà e allo sviluppo. Se è vera la regola "dimmi con chi vai e ti dirò chi sei", il mio competitore va con la sinistra. Il presidente garantì che il voto per Prodi sarebbe stato buono, siamo a una delle legislature più brevi della storia. No, io credo che solo con un voto chiaro a centro-destra il Friuli sarà più forte. A centro-destra ha ritrovato vecchi amici come Saro e ne ha persi altri come Collavini. Non commento chi, nel momento in cui non è ricandidato, decide di andare dall'altra parte. Nel 2003, quando non mi ricandidarono, restai nel mio ristorante a fare il mio lavoro. Come Illy si considera prestato alla politica? Premesso che anch'io sono un imprenditore, anche se in maniera completamente diversa, questo non significa che si fa politica solamente se si vince. Illy ha detto che se non viene eletto abbandona il consiglio regionale. Non mi pare una cosa corretta. Io sono convinto di vincere e sono ottimista. Anche se decidere spetterà agli elettori. Con loro faccio un patto: chiedo il voto e confermo che resto anche se perdo. L'unico che minaccia di abbandonare il campo è lui, non io. Fugge lui. In questi cinque anni si è parlato di Udine e Trieste al potere. Crede davvero che il Friuli sia un territorio dimenticato? No, non lo penso. Penso che non abbiano fatto delle scelte di coesione territoriale, cercando poi di recuperare a spezzoni il consenso perduto. Non posso dire che ci siano state delle prevaricazioni, ma si deve guardare oltre. Mi sono battuto per l'unità quando Illy voleva fare la provincia della montagna. A Rovis ho detto che non ero d'accordo sulla provincia autonoma di Trieste. Vado avanti così. Lei ha rotto il tabù della lingua friulano parlando di spreco. "O feveli furlan e lu cjacari cui mei colaborators". Non credo che il problema sia creare una burocrazia friulana che consenta ai cittadino di avere i documenti tradotti, ma gestire alla friulana: meno liste d'attesa, amministrazione efficace. La nostra proposta non è quella di percorrere la strada di Illy o del centro-sinistra ma fare in modo che Udine inizi un percorso che la porti a essere davvero capitale. Illy riconosce che la legge sull'innovazione è una sua idea. Lei cosa riconosce a Illy? La capacità di potenziare i poli sciistici. Di segno zodiacale è un leone, re della foresta. Se lo sente addosso? Gli altri mi vedono così, io non sono appassionato. Ma è appassionato di dama. E' presidente nazionale. Cosa ha preso dalla dama per la politica e viceversa? Il gusto del ragionamento e il piacere della sfida. Ma anche l'azzardo. Non ha il complesso per chi gioca a scacchi? No, assolutamente. Questa valutazione la fa solo chi non gioca a dama. La strategia è fondamentale nella dama, più che negli scacchi. E anche la capacità di immaginare come va a finire. Ha immaginato il finale? Sì', altrimenti mi sarei perso la partita. Ce lo dice? Beh. Berlusconi? Vince. Lo sa anche Veltroni. Fontanini in Provincia di Udine? Al primo turno. Cainero a Udine? Anche. E' in rimonta. E soprattutto offre finalmente un sindaco che sia una cosa concreta. Tondo? Da buon giocatore ha messo in preventivo di vincere. In giunta che ci mette? No, nessun nome. L'assessore alla sanità sarà esterno. E sarà una bella sorpresa.

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Ma è giustizia o solo burocrazia giudiziaria? (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

PROCESSI & DETENUTI Ma è giustizia o solo burocrazia giudiziaria? Paolo Mele senior avvocato penalista Un tempo si diceva che "la Giustizia è lenta ed inesorabile". Un tempo risalente a un lontanissimo passato di cui si è persa memoria, salvo non voler rimettere tale assioma ad un'eventuale è forse più credibile aspettativa ultraterrena. La Giustizia, infatti, quella che conosciamo noi, oggigiorno, non è semplicemente lenta, ma pressoché imbalsamata e per di più di rarissima inesorabilità. Una situazione per cui la storica scritta tribunalizia "La legge è uguale per tutti" è sempre più percepita dai tanti come un fatto fortuito o ancor peggio come un "benefit" per pochi. Una situazione per cui l'unica ad essere veramente condannata è la Giustizia medesima che, tra sprechi e lentezze, costate ai contribuenti nel corso del solo 2007 oltre 7 miliardi di euro, si è aggiudicata il triste record europeo di circa 200 mila prescrizioni. I processi qui da noi, infatti, sembrano spesso di difficile conclusione. Secondo recenti stime le cause penali pendenti avanti l'Autorità giudiziaria italiana sono circa 5milioni. La durata media di un processo tra giudizio di primo grado ed appello è di oltre 3 anni, ma vi sono punte "d'attesa" che raggiungono i 1.300 giorni per il solo appello, come sarebbe accaduto presso le Corti di Ancona e della Serenissima Venezia. Tempi che più volte hanno determinato la liberazione per decorrenza termini di pericolosi pregiudicati, come è avvenuto qualche giorno fa, con la liberazione di ben dodici boss mafiosi in attesa di giudizio avanti la Corte d'Appello di Messina, una dei quali condannato in primo grado a ben 4 ergastoli. Ma non è un fatto nuovo, poiché già nel 2006 riacquistò la libertà l'erede del clan camorristico Di Lauro grazie ad una fotocopiatrice rotta ed anche il figlio del super boss Riina è recentemente uscito per scadenza termini dal carcere di Sulmona, ove era detenuto nella sezione d'alta sorveglianza. D'altra parte se per fare una sentenza di primo grado capita - come a Gela - che un giudice ci impiega la bellezza di 8 anni (!) cosa si può mai sperare? Eppoi le cose potevano andare anche peggio. Basti pensare che all'inizio di quest'anno erano detenuti nelle carceri italiane circa 49.000 detenuti, "appena" 5.000 in più della capienza ordinaria e se non ci fosse stato il tanto contestato indulto, l'esubero oggi sarebbe di oltre 24.000. Pura follia. Ma i tempi della Giustizia, che a questo punto è più esatto definire burocrazia giudiziaria, non sono così per tutti, per i piccoli delinquenti quelli "on the road": tossici, ladruncoli truffatorelli etc. sono per fortuna molto più spediti ed inesorabili. Una "discriminazione" che, tuttavia, proprio in ragione del diverso trattamento acuisce quel senso generale di giustizia incompiuta, per cui a pagare sono sempre i piccoli, mentre i grandi - talvolta resisi responsabili di reati più gravi e complessi - sembrano godere di un trattamento di favore. Una situazione che appare ancora più evidente quando la lunga attesa si conclude in un nulla di fatto, grazie alle sopravvenute prescrizioni di cui, come si è detto, siamo campioni d'Europa. Eppure paradossalmente tra la galera e le prescrizioni vi è spesso un elemento comune: il silenzio. Il silenzio doloroso ed impotente di chi la galera deve piangersela tutta e quello compiaciuto e talvolta complice di chi beneficiando delle prescrizioni, talvolta ad hoc, di galera non si fa nemmeno un giorno. Senza dimenticare le vittime, le parti offese di ogni reato per le quali, esaurita la vana attesa di un giudizio mai celebratosi, resta l'amara attesa di un progetto di Giustizia tuttora incompiuta.

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Donne in campo per sostenere il volontariato (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

IMPEGNO. Nella lista "Brescia con lo sport" Donne in campo per "sostenere il volontariato" La campagna elettorale, e la candidatura da consigliere comunale, può essere l'occasione per prolungare e diffondere battaglie civili combattute da tempo. È questa la convinzione che ha spinto Michela Catalano Cibaldi, portavoce del Comitato malattie rare della provincia di Brescia, a candidarsi insieme ad altre due donne impegnate nel sociale, Federica Papa e Grazia Giuliani, nella lista Brescia con lo sport e il volontariato che sostiene Adriano Paroli. "Il Comitato - dice Michela Catalano Cibaldi - è nato quattro anni fa per offrire un punto d'incontro a genitori e malati affetti da patologie rare. Si tratta di una "valvola di sfogo" per un fenomeno di cui non sono note neppure le dimensioni. I casi sono numerosi, ma non è ancora stato istituito il Centro nazionale che dovrebbe unire tutte le statistiche, tutti gli studi sull'argomento". La prima richiesta del Comitato è proprio quella di avere una mappatura dei casi: "Il malato raro vive in un mondo fatto di solitudine, di senso di abbandono". Una solitudine accresciuta dal fatto che "manca il coordinamento, manca il quadro di riferimento". A livello locale il Comitato avanza da tempo richieste all'Asl di "uno snellimento della burocrazia, un'informazione chiara e diretta su diritti e agevolazioni. Mancano corsie preferenziali per le situazioni acute e urgenti". A supplire a queste mancanze è spesso il volontariato: "A Milano ho scoperto l'importanza di strutture che accolgono i genitori di bambini in cura. Da allora ho deciso di impegnarmi per dare una mano alle famiglie che hanno questi problemi". E una candidatura in Comune a cosa può servire? "Adriano Paroli ha garantito spazio e supporto al volontariato e alle associazioni. Noi donne candidate copn "Brescia con lo sport e il volontariato" vogliamo essere le garanti di questo impegno: saremo con lui le "sentinelle" del volontariato". M.TE.

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E ora alzare le pensioni che sono troppo basse (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

TIZIANO TREU (Partito democratico). L'ex-ministro del Lavoro dice: "Mantenere la riforma appena varata: non si possono cambiare le regole ogni 2-3 anni" "E ora alzare le pensioni che sono troppo basse" di Antonio Trentin Due mesi fa Tiziano Treu ha rischiato il non-ritorno in Parlamento. Questioni di equilibri dentro il Partito democratico e di regole (non per tutti) sulla pluri-rieleggibilità. Poi a Walter Veltroni è stato mostrato bello in chiaro che - da interlocutore credibile per il mondo del lavoro come per il mondo delle imprese - il "prof" senatore vicentino-milanese riporterà esperienza a Palazzo Madama. Ed eccolo collocato fuori casa, in un posto vincente, nel "pacchetto" dei big che Roma fa ospitare dalle liste Pd in giro per l'Italia. Nel Pd lei è entrato come liberaldemocratico con Lamberto Dini. E ci è rimasto. L'ex-premier ha sbattuto la porta, ha fatto cadere il governo Prodi e se n'è andato con il Popolo della libertà. Un'area come la vostra perché deve stare di qua anziché di là? Ho motivato anche a Dini le ragioni del mio rimanere nel Pd. Questo partito ha un programma liberaldemocratico e lo può attuare perché ha avuto il coraggio di liberarsi dai condizionamenti della sinistra radicale e di andare da solo alle elezioni. Il centrodestra è più eterogeneo e poco liberale. Un ministro al Veneto: l'ha promesso Veltroni, lo rivendica la Lega, ora lo garantisce anche Berlusconi. Lei è stato l'ultimo in carica. Un ministro può fare davvero molto per la sua regione o è questione d'immagine? Il Veneto e Nord hanno bisogno di politiche che modernizzino veramente il paese, che liberino le energie vitali dai pesi della burocrazia, delle rendite e della spesa parassitaria, che le aiutino a innovare. Un ministro può essere utile, ma lo è di più la coerenza delle politiche. Da candidato in Lombardia, le tocca il caso Alitalia-Malpensa, diventato materia di campagna elettorale... Il caso è grave per tutta l'Italia, non solo per la Lombardia. È segno dell'incapacità delle istituzioni e delle parti sociali di 'fare squadra', come invece è stato per l'Expo 2015. L'Alitalia è fallita per colpe congiunte della politica, dei manager e dei sindacati. Per ora Air France è l'unica offerta presente. Se ce n'è un'altra a brevissimo termine, ben venga, purchè sia di mercato e non faccia conto su sostegni statali: già abbiamo sprecato troppi soldi pubblici. Altrimenti c'è il commissariamento o il fallimento. Secondo lei, che è stato anche ministro dei Trasporti, come si risolve la situazione? Malpensa è stata 'cannibalizzata' da troppi aeroporti vicini e svantaggiata dalla mancanza di collegamenti veloci come hanno tutti i grandi hub. Se si vuole rilanciarla occorre riparare a questi handicap e liberalizzare le rotte aeree. Da fuori Veneto può intervenire con più libertà su questo quesito e le relative controversie: un leader confindustriale come Massimo Calearo che cosa porta dentro il Pd riformista? La candidatura di Calearo, come quella di Colaninno in Lombardia, è un segnale di apertura e di coinvolgimento verso il mondo delle imprese, che il centrosinistra ha finora trascurato. Ovviamente non basta. Occorrono politiche convincenti di sviluppo e di sostegno alle imprese e all'occupazione. I voti dipendono dalle nostre proposte e dalla nostra credibilità. Restando in tema di lavoro: funzionerà l'idea del centrodestra sulla detassazione degli straordinari? Da parte vostra che cosa si propone in alternativa? Il Pd propone di detassare i premi di produzione piuttosto che gli straordinari. Gli straordinari sono già stati resi meno costosi dal governo Prodi, riducendo i contributi sociali. Detassare i premi è preferibile, perché stimola a lavorare non solo di più, come con gli straordinari, ma anche meglio, con maggiore produttività. Inoltre gli straordinari li fanno una minoranza di lavoratori, quasi sempre maschi adulti e quasi mai donne. Il suo nome resta legato a due fasi-clou della riforma pensionistica e dell'operazione-flessibilità sul lavoro. Quali aggiornamenti nella prossima legislatura? La riforma pensionistica appena varata va mantenuta. Non si possono cambiare queste regole ogni 2-3 anni. Ora è necessario alzare le pensioni che sono troppo basse, detassandole e prevedendo una indicizzazione adeguata, rendendola semestrale e legandola a un paniere adatto ai consumi. Sul mercato del lavoro vanno finalmente riformati gli ammortizzatori sociali, estendendoli a tutti, anche alle piccole imprese, e rendendoli attivi per rendere la flessibilità sostenibile, secondo il modello della flexicurity europea. Inoltre vanno combattuti gli abusi che portano alla precarietà: i contratti precari vanno scoraggiati e le imprese che stabilizzano i lavoratori vanno premiate.

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Bertha Bayon: stranieri ma non sudditi (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Slogan, manifesti elettorali e politiche di chiusura verso lo straniero? No grazie, la risposta del Pd. L'approccio del nuovo soggetto politico verso l'immigrazione è positivo: contrario sì all'illegalità, ma benevolo nel riconoscere lo straniero come risorsa e ricchezza per il Paese. Ieri sera alla Fondazione Serughetti la Porta, il Pd ha espresso posizioni politiche d'accoglienza e d'integrazione, per affrontare la complessità del fenomeno migratorio con azioni di convivenza. Bertha Bayon, boliviana ma cittadina italiana, da 24 anni a Bergamo, assistente sociale e oggi candidata Pd alla Camera nel collegio Lombardia 2, ha sottolineato come il patto di cittadinanza con gli stranieri, basato su diritti e doveri, non è solo questione giuridica, ma anche "riconoscimento del senso d'appartenenza dello straniero nella vita quotidiana, a partire dalla scuola. L'esito scolastico può favorire o bloccare l'integrazione e la mobilità sociale di un giovane immigrato". Per Bayon "il salto di qualità: immigrato uguale portatore di cultura" si raggiunge con le proposte del Pd: diritto di voto amministrativo; riconoscimento dei titoli professionali; snellimento della burocrazia nei rinnovi dei permessi e ricongiungimenti familiari; accompagnamento alla famiglia immigrata in difficoltà nel ricostruire la sua identità, grazie alla creazione di gruppi di sostegno misti, costituiti da italiani e stranieri; la relazione tra genitori italiani e non per promuovere confronto e condivisone di valori, scambio interculturale; il contrasto alle irregolarità sul lavoro; la modifica della Bossi-Fini, perseguendo le proposte Amato-Ferrero, per cui il primo ingresso dello straniero è sostenuto da sponsor o organizzazioni certificate o enti locali nella ricerca di lavoro, a seconda della richieste di mercato. Daniela Morandi.

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Ai sindaci autonomia e più fiducia (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ANALISI. Gianpaolo Bizzotto a ruota libera in attesa dell'imminente rinnovo di molte amministrazioni comunali "Ai sindaci autonomia e più fiducia" GIANPAOLO BIZZOTTO di Paolo Mariotto Elezioni. In questi giorni si fa un gran parlare dell'appuntamento elettorale che domenica e lunedì muoverà il Paese per il rinnovo del Parlamento. Tuttavia, oltre alla Camera e al Senato, in più di quattrocento comuni italiani si voterà anche per il rinnovo dei Consigli comunali che, per un motivo o per l'altro, terminano il loro mandato. Ma come si governa un comune oggi? E come sono i rapporti con le istituzioni superiori? Lo abbiamo chiesto al primo cittadino di Bassano, Gianpaolo Bizzotto, il quale non ha offerto un quadro della situazione rassicurante. Anzi. Per risolvere i problemi della gente in modo puntuale, il Comune avrebbe bisogno di più mezzi e di più uomini. Insomma, servirebbe più denaro. Ma, oltre al fatto che negli ultimi tempi questa "materia prima" scarseggia, il problema è che i Comuni sono costretti a spendere come vogliono le istituzioni superiori. "In queste condizioni non si può più andare avanti. Serve più autonomia, libertà e fiducia nei sindaci - denuncia Gianpaolo Bizzotto -. È come stipendiare un padre di famiglia, e decidere per lui come suddividere le spese quotidiane. Ma come è possibile governare una città quando lo Stato e la Regione, se ti finanziano, ti dicono anche come spendere i soldi? Sapremo meglio noi sindaci come vanno investiti i soldi nelle nostre città e quali sono le priorità per la nostra gente, o no? Invece, decidono loro. Ma a questo punto, se non possiamo decidere neanche queste cose, tanto vale che ci siano i sindaci. Mettiamo i Prefetti a governare, - è la provocazione di Gianpaolo Bizzotto - loro sì devono rispondere solo allo Stato". I sindaci, invece, che sono i primi a rispondere alla gente, non possono sopportare ulteriormente queste restrizioni, e parlano del federalismo fiscale come di un possibile toccasana per il nostro Paese in cui si delinea una situazione non più sostenibile che, a detta del sindaco Bizzotto, "non ha pari in altri paesi europei, dove la parola "burocrazia" significa poche norme chiare, e non tante norme ambigue come accade di questi tempi in Italia". Tempi in cui è richiesta più flessibilità anche in ambito pubblico, dove "si continua ad assumere "oves et boves" che poi, producano o no, sempre lì bisogna tenerli. Inoltre, - ha continuato il sindaco - abbiamo sempre più deleghe da amministrare, sempre meno risorse e personale, e come se non bastasse, i trasferimenti penalizzano i Comuni che producono e vanno a sostenere quelli che sprecano". La solita storia, i soliti privilegiati e i soliti "cornuti e mazziati". In questo quadro dalle tinte poco rassicuranti dipinto da Gianpaolo Bizzotto trovano spazio anche le società partecipate come l'Etra, che sostenuta inizialmente dal primo cittadino di Bassano in quanto "era prevista dalle leggi", ora mette un po' di malinconia per gli anni in cui, in tema di acqua e fognatura, ogni Comune faceva da sé. Alla fine, con un paragone d'attualità, il sindaco Bizzotto ha affermato: "se vogliamo ridurre l'Italia come l'Alitalia, allora siamo sulla strada giusta". L'unico modo per far decollare il nostro Belpaese, quindi, secondo il primo cittadino, sarebbe passare al sistema tributario federalista e lasciare più autonomia ai governi locali, in modo che questi possano gestire meglio le risorse disponibili. Ma se in qualche comune italiano non ci fosse la capacità di questa gestione? "Allora subentra il giudice per eccellenza: il popolo". Gianpaolo Bizzotto a ruota libera, alla vigilia di una importante scadenza elettorale che vedrà il rinnovo di alcune amministrazioni comunali. Nel Bassanese si voterà a Rossano.[\FIRMA].

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Essendo impegnato, con semplici ruoli, nel sindacato dei Pensionati Cisl, ho steso un appello al can (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lettere pag. 49 Essendo impegnato, con semplici ruoli, nel sindacato dei Pensionati Cisl, ho steso un appello al can Essendo impegnato, con semplici ruoli, nel sindacato dei Pensionati Cisl, ho steso un appello al candidato onorevole, prendendo spunto da quanto emerso nel contatto con anziani e pensionati. - Dopo le promesse ed i programmi quando sarà a Roma, non si dimentichi da dove viene, dove ha vissuto e magari condiviso con la povera gente. - Sono troppi gli anziani e le persone non autosufficienti, che devono vivere con meno di 500 euro al mese. Come le famiglie, coniugi e figli, che non dispongono di 500 euro al mese per ogni componente. Aumentare i salari dei lavoratori e le pensioni è d'obbligo. Lo hanno detto in questi giorni onorevoli, senatori, politici, bancari, industriali. Dopo il 13 aprile bisognerà farlo. Non fissiamo cifre mensili, ma vorremmo che si riflettesse sulla paga dei nostri deputati, senatori, europarlamentari, e altri che occupano posti indicati dalla politica, disponibili a parole a rinunciare ai lauti aumenti annuali, ma poi silenziosamente ad intascarli. Non si potrebbe anche per loro bloccare gli aumenti, come avviene per certe pensioni alte? - Più equità nelle tassazione e meno tasse. E' indispensabile una riduzione delle aliquote fiscali e la ridefinizione degli scaglioni di reddito, per far pagare meno tasse a lavoratori dipendenti e pensionati, aumentando e equiparando la soglia esente dall'Irpef. Il reddito considerato, per le varie denunce e richieste, dovrebbe essere quello al netto di tasse e trattenute, non quello lordo, parte del quale l'interessato non vede. - Occorre trovare soluzioni idonee all'inflazione, quella ufficiale è una presa in giro, per mantenere potere di acquisto a salari e pensioni, chiediamo un paniere adatto alle spese affrontare dai pensionati. Come bloccare il preoccupante aumento, a volte selvaggio e non giustificato, dei prezzi pubblici e privati, per salvaguardare il potere di acquisto. Occorre da subito sterilizzare e quindi non applicare le accise e l'Iva sugli aumenti dei carburanti e di altri prodotti, gasolio, metano, elettricità. - Per la non-autosufficienza occorre un fondo che possa in concreto intervenire sull'assistenza di tali persone, oggi a carico quasi esclusivamente della famiglia. Un livello minimo di assistenza andrebbe fissato, così come per l'assistenza socio-sanitaria. - Occorre favorire il lavoro, in particolare per giovani e donne, per fa crescere la produttività e lo sviluppo. Particolare attenzione dovrà essere rivolta alla famiglia (da tutti dimenticata). Riconoscendo ad essa i meriti accumulati in tanti anni, quale primo e quasi unico ammortizzatore sociale. - Meno burocrazia. Le elezioni sono sempre un grande atto di democrazia, ma lo sarebbe di più, se gli elettori fossero chiamati ad eleggere i propri rappresentanti e non vederseli imposti dall'alto. A chi rispondono gli eletti, non certo agli elettori. Molti di loro si dimenticano, altri, forse, non l'hanno pensato mai che la politica è "un servizio per gli altri", non un servirsene. Forse è una espressione cristiana, ma quasi tutti dite di essere cattolici e chi dice di non esserlo, giura di essere dedito al bene comune. - Cambiare e rinnovare, sono parole ormai logore, chiediamo che vengano riscoperte perché la democrazia diventi partecipazione, trasparenza, onesta, rispetto dell'altro siano visibili nel Parlamentare ogni giorno e la moralità pubblica coincida con quella privata. Ci fermiamo qui, disponibili all'approfondimento presso i recapiti e le sedi della Fnp-Cisl presenti nel nostro territorio, in attesa magari, che qualche candidato si faccia sentire. Marino Marini CALVISANO.

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Gli sportelli unici? Esistono sulla carta <Tre mesi per aprire un'azienda> (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

13 PIACENZA giovedì 10 aprile 2008 Dati regionali denunciano il "flop" Gli sportelli unici? Esistono sulla carta "Tre mesi per aprire un'azienda" (p.s.) "Sarebbero stati istituiti 45 sportelli unici su 48 Comuni piacentini?!". Cesare Betti, direttore di Confindustria, non trattiene lo stupore di fronte ai dati pubblicati da "Il Sole 24 Ore" che descrive il "flop" di questo strumento al servizio delle attività produttive per sveltire i processi burocratici quando si apre un'attività. In Regione Emilia Romagna Ravenna ha una situazione virtuosa, altre province, fra cui Piacenza, sono al palo. Nel caso nostro: 45 sportelli istituiti, 28 operativi. Ma anche i 45 sembrano troppi. "Succede che si prenda un impiegato dell'ufficio tecnico e gli si dia anche la giacca di responsabile dello sportello unico, ma non funziona così" prosegue Betti. Questi sportelli dovevano provvedere alle documentazioni evitando all'impresa di doversi avventurare nei labirinti delle autorizzazioni, dall'Arpa all'Ausl ai Vigili etc. Invece pare che chi fa da sé fa per tre. "Certe realtà funzionano bene, come in Valnure, dove i Comuni si sono consorziati con uno sportello a Pontedellolio, va abbastanza bene Castelsangiovanni e benino Fiorenzuola che si sta associando a Carpaneto, sul resto c'è poco da dire. Non basta l'etichetta, bisogna farli funzionare". "In Marocco per rendere operativa un'azienda basta un giorno o due" spiega, a sua volta, Giuseppe Parenti, presidente della Camera di Commercio che, da presidente confindustriale, commissionò un'inchiesta sul tema. Da noi prevalgono tempi lunghi e complicazioni e lo sportello non si è rivelato una strada vincente: "Doveva sostituire e accelerare procedure, ma si fa prima ad andare individualmente affrontato tanti pezzetti di burocrazia". Concorda il direttore della Cna, Giovanni Ambroggi. "I tempi di una pratica normale? Va da azienda ad azienda, servono anche due o tre mesi". E altri ostacoli sono le richieste reiterate di documentazioni ad un'impresa, per esempio in occasione di appalti, che potrebbero essere evitate se i comuni fossero connessi tra loro. L'assessore competente, Anna Maria Fellegara, conferma che lo sportello a Piacenza è stato sì istituito nella precedente amministrazione (in via Scalabrini), ma ha operato pochissimo ed è stato unificato con lo sportello edilizia ("la componente di richieste ed autorizzazioni edilizie era dominante"). E' nelle intenzioni del Comune ripensare a questo servizio per dargli maggiore efficacia. "L'obiettivo rientra in una serie di sportelli unici organizzati in forma più accorpata e interdisciplinare per facilitare il contatto con i cittadino, le imprese, secondo materie di competenza". Servirà una revisione del sistema informatico e una sistemazione logistica migliore, tema che si intreccia però con quello del Palazzo Uffici. © LIBERTA' © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti sono riservati Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA 01447930338.

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Cinque candidati in lizza. Spuntano Andrisano e Fantini (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

MODENA PRIMO PIANO pag. 4 Cinque candidati in lizza. Spuntano Andrisano e Fantini CORSA AL RETTORATO di BARBARA MANICARDI DIVENTANO cinque gli aspiranti rettori che, a giugno, si contenderanno l'ambita poltrona di Giancarlo Pellacani. Oltre ad Aldo Tomasi, preside di Medicina, Sergio Paba, preside di Economia, Maurizio Ponz De Leon della facoltà di Medicina, ora corrono anche Angelo Andrisano, 59 anni, direttore del dipartimento di ingegneria meccanica e civile della facoltà di Ingegneria e il riservatissimo Fausto Fantini, docente di elettronica alla facoltà di Ingnegneria. Quest'ultimo, prima di uscire allo scoperto, preferisce aver pronto il programma. Angelo Andrisano, invece il suo programma lo spiega con grande chiarezza: "I punti fondamentali sono: la didattica, la ricerca, il servizio al territorio e la deburocratizzazione dell'ateneo". LA DIDATTICA, per Andrisano, deve adeguarsi alla nuova legge che vede una razionalizzazione dei corsi e soprattutto deve raggiungere standard europei. parlo di alta formazione, dottorati dopo la laurea, qualificazione delle facoltà e risorse mirate a potenziare le scuole di dottorato. E' poi molto importante la collaborazione tra i docenti e gli studenti, con una valutazione efficiente". PER QUANTO riguarda la ricerca "è importante premiare le linee portanti dell'ateneo, selezionate da reclutatori che tengano conto della ricaduta della ricerca sul territorio. Un esempio? Il settore delle biotecnologie". POI PASSA, il professor Andrisano, a un argomento dibattutissimo da anni: quello della meritocrazia nelle carriere universitarie. Obiettivo non facile, il direttore lo sa bene. "Ma non impossibile ? sottolinea con grande ottimismo ? I giovani non vanno penalizzati ma aiutati ad inserirsi anche in altri ambiti, come i laboratori pdi ricerca di industrie importanti che possono valorizzare le professionalità di rilievo". E sempre per restare in tema di valorizzazione, sarebbe "necessario farlo anche con la sede di Reggio Emilia, dove bisogna procedere a un rapido rinnovo degli accordi di programma con gli enti locali che prevedono attività congiunte sul territorio". INFINE la lotta alla burocrazia. "I docenti perdono troppo tempo, sono sempre più impegnati in 'pratiche impiegatizie' che non li riguardano come procedure, bandi assegnazione per le borse di studio. E' necessario potenziare l'ufficio ricerche che già lavora bene e molto, ma che deve essere ampliato. Solo così si possono garantire progetti di ricerca complessi come quelli europei". ANGELO ANDRISANO è anche direttore del master 'Esperti di internazionalizzazione delle imprese' attivato nel 2007 in collaborazione con l'istituto nazionale commercio estero, con la Regione e con la banca popolare dell'Emilia Romagna. E' responsabile scientifico del laboratorio regionale Simech (simulazione meccanica e progettazione integrata) attivato nell'ambito del distretto regionale della meccanica avanzata ed è membro del consiglio d'amministrazione del centro servizi Democenter-Sipe.

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Giallo delle telefonate: <Mi chiamo Tarik> (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 6 Giallo delle telefonate: "Mi chiamo Tarik". ? MILANO ? DA DUE GIORNI un turco chiama il cellulare di Elena Manzoni. "Hanno messo il mio numero su alcuni volantini. Però mi parla in turco e io non lo capisco". Parla, e molto, se chiamato da un telefono italiano. Non sa una parola d'inglese, ma non riattacca. Con l'aiuto di un interprete invece parla pochissimo, risponde solo a due domande. Sostiene di vivere ad Ankara e di chiamarsi Tarik. Perché chiama l'Italia? "Per errore", si giustifica nella sua lingua. Quell'errore però si ripete anche poco dopo, sempre sul numero di cellulare della mamma di Pippa. "Non parla più, chiama e poi riattacca". E un'altra telefonata arriva sul numero di casa. È muta e potrebbe non essere della stessa persona: i commenti sul web sotto le notizie di stampa della sparizione dell'eccentrica artista non sono stati benevoli. Ma se è sempre del misterioso turco una cosa è certa: il numero di casa non è stato scritto su alcun volantino né manifesto in Turchia. LA DIREZIONE generale italiani all'estero del ministero di D'Alema tiene i contatti con l'ambasciata in Turchia. Della ricerca della cella da cui parte il segnale di "spento" del cellulare italiano di Pippa si dovrà occupare la procura di Milano. L'indagine è affidata al sostituto procuratore Ilda Boccassini. Più passano i giorni, più in corso Garibaldi a Milano, dove vive la famiglia Manzoni Di Marineo, sale l'angoscia. "Cercatela". L'APPELLO della mamma alla Farnesina è uno dei tanti che sembrano perdersi nella burocrazia delle competenze: "Siamo in costante contatto con l'ambasciata di Ankara", affermano i funzionari del Digit. Ma quelle telefonate strane fanno alzare improvvisamente l'attenzione anche al ministero degli Esteri, facendo dire alla contessa: "Se mi chiedono un riscatto per mia figlia, almeno sono sicura che è viva". b. b.

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MILANO DA DUE GIORNI un turco chiama il cellulare di Elena Manzo (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 7 ? MILANO ? DA DUE GIORNI un turco chiama il cellulare di Elena Manzo... ? MILANO ? DA DUE GIORNI un turco chiama il cellulare di Elena Manzoni. "Hanno messo il mio numero su alcuni volantini. Però mi parla in turco e io non lo capisco". Parla, e molto, se chiamato da un telefono italiano. Non sa una parola d'inglese, ma non riattacca. Con l'aiuto di un interprete invece parla pochissimo, risponde solo a due domande. Sostiene di vivere ad Ankara e di chiamarsi Tarik. Perché chiama l'Italia? "Per errore", si giustifica nella sua lingua. Quell'errore però si ripete anche poco dopo, sempre sul numero di cellulare della mamma di Pippa. "Non parla più, chiama e poi riattacca". E un'altra telefonata arriva sul numero di casa. È muta e potrebbe non essere della stessa persona: i commenti sul web sotto le notizie di stampa della sparizione dell'eccentrica artista non sono stati benevoli. Ma se è sempre del misterioso turco una cosa è certa: il numero di casa non è stato scritto su alcun volantino né manifesto in Turchia. LA DIREZIONE generale italiani all'estero del ministero di D'Alema tiene i contatti con l'ambasciata in Turchia. Della ricerca della cella da cui parte il segnale di "spento" del cellulare italiano di Pippa si dovrà occupare la procura di Milano. L'indagine è affidata al sostituto procuratore Ilda Boccassini. Più passano i giorni, più in corso Garibaldi a Milano, dove vive la famiglia Manzoni Di Marineo, sale l'angoscia. "Cercatela". L'APPELLO della mamma alla Farnesina è uno dei tanti che sembrano perdersi nella burocrazia delle competenze: "Siamo in costante contatto con l'ambasciata di Ankara", affermano i funzionari del Digit. Ma quelle telefonate strane fanno alzare improvvisamente l'attenzione anche al ministero degli Esteri, facendo dire alla contessa: "Se mi chiedono un riscatto per mia figlia, almeno sono sicura che è viva". b. b.

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Sul ponte dei sospiri si può circolare (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Ferrara, La" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

San Nicolò, finalmente sono stati rimossi i blocchi di cemento SAN NICOLO'. Ma quanto ha fatto penare questo ponte baily di San Nicolò, la struttura in ferro sul Po di Primaro che collega la sponda di Bova di Marrara in comune di Ferrara a quella della frazione argentana. Alla fine però dopo anni e anni di promesse, si è arrivati al capolinea. Almeno si spera. Ieri mattina, infatti, alcuni tecnici hanno rimosso gli ultimi ostacoli che da anni impedivano il passaggio delle automobili consentendone il transito esclusivamente a motorini e biciclette. Gli stessi tecnici inoltre, hanno posizionato una nuova segnaletica stradale indispensabile alla regolarità della circolazione stradale. Dunque, gli ultimi due adempimenti sono stati portati a termine anche perchè, dopo i lavori di consolidamento effettuati dalla ditta "Tec" di Ferrara (circa 68 mila euro di cui 22 sborsati dal Comune di Argenta e i restanti da quello di Ferrara) e ultimati a gennaio, è servito altro tempo per il collaudo e ora, nel mare della burocrazia, c'era rimasta la rimozione dei blocchi di cemento all'ingresso del ponte e l'installazione della segnaletica stradale verticale e orizzontale. Tutto ciò è stato fatto ieri mattina. "Avevo avuto rassicurazione - precisa il vice sindaco di Argenta Antonio Fiorentini che l'altro giorno si è interessato di questa annosa vicenda con una telefonata rassicurante - che entro venerdì avrebbero sistemato il tutto. Mi dicono che stamane (ieri,ndr) i blocchi sono stati rimossi, meglio così". (g.c.).

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Medici di base, in cura anche i morti (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sorpresa per i professionisti, invitati a rendere le quote ricevute per errore. La direzione sanitaria: "La legge impone revisioni periodiche delle liste" Medici di base, in cura anche i morti L'Usl a 15 dottori: restituite i soldi. E risultano deceduti anziani vivi e vegeti Tra gli utenti persone passate a miglior vita anche 10-15 anni fa Sono morti da anni eppure risultano ancora iscritti dal medico di famiglia. Ma ci sono anche persone vive che vengono considerate morte e depennate dagli elenchi. L'anagrafe dell'Usl 9 va in tilt. Nell'era dell'informatica e degli aggiornamenti in rete, l'azienda si è accorta di aver pagato l'assistenza a pazienti deceduti anche da 9, 10 anni. E ora chiede indietro i soldi ai medici di base. Almeno una quindicina i professionisti interessati, per alcune decine di pazienti. Ma non basta. Il recente censimento aggiunge errore su errore e dà come morti dieci anni fa anziani ancora oggi vivi e vegeti. Ora è caos. I medici che si sono visti recapitare la richiesta di restituire i soldi percepiti indebitamente, sono caduti dalle nuvole. Ma la sorpresa è ancora più grande per coloro che dovrebbero restituite la quota di persone che all'Usl risultano decedute, ma che in realtà continuano a frequentare l'ambulatorio. Ogni medico percepisce una quota base per paziente che si aggira tra i 23 e i 25 euro all'anno. C'è chi è morto tre, quattro anni fa, ma ci sono pazienti mancati anche nel 1998 e nel 1995. Di fronte al censimento e alla lunga lista di "errori" è inevitabile lo sconcerto. A denunciare il disagio sono soprattutto i medici di famiglia che si sentono vittime del cattivo funzionamento della burocrazia. Per l'Usl 9 è una operazione ordinaria di revisione delle liste. "Si tratta di una revisione periodica - spiega la direzione sanitaria guidata da Pierpaolo Faronato - in un'anagrafe di 400 mila assistiti possono accadere errori spesso determinati anche da casi di omonimia. Come previsto dalla legge, dagli accordi regionali e dal patto aziendale con gli stessi professionisti, l'azienda ha provveduto a chiedere la restituzione delle quote". Il sistema che garantisce l'assistenza medica di base gratuita prevede l'iscrizione alla lista di un medico di famiglia del distretto Usl di residenza. Il medico viene pagato dall'Usl con una quota fissa per paziente, che varia in base all'età e alle patologie croniche gravi. Nel momento del decesso spetta al Comune passare la segnalazione all'anagrafe dell'Usl. Ma è proprio qui che qualcosa non ha funzionato. Il meccanismo prevede aggiornamenti sistematici ogni mese. Chi ha sbagliato? Alcuni medici confermano di aver loro stessi in alcuni casi segnalato i decessi. Questo avviene per le persone in assistenza domiciliare, per le quali il professionista è tenuto ad inviare un report periodico sulle cure. E' accaduto che la "dichiarazione di morte" è stata recepita dell'ufficio Usl che si occupa di assistenza a domicilio, ma non dall'anagrafe generale. Il paziente quindi risulterebbe morto per un ufficio ma vivo per l'altro. Una cosa sembra certa: non spetta al medico aggiornare l'anagrafe Usl. Impossibile per i medici anche controllare la corrispondenza degli elenchi. Questi vengono inviati semestralmente. Ma poiché ciascuno ha tra i 1000 e i 1500 pazienti è impossibile avere presenti tutti, i vivi e i morti. Un vero e proprio enigma, complicato da procedure di pagamento complicatissime, dense di variabili. Della questione si sta interessando il sindacato dei medici Fimmg che non si pronunicia pubblicamente per ora, fiducioso su una soluzione concordata.

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Tanto rumore per uno squillo di telefono Giallo comico (con bomba) fra barricate di scartoffie (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

29 SPETTACOLI giovedì 10 aprile 2008 municipale Avventura a Vigata con Camilleri e lo Stabile di Catania, folto pubblico ed applausi Tanto rumore per uno squillo di telefono Giallo comico (con bomba) fra barricate di scartoffie E i carabinieri indagano sul giallo di Vigata. Un giallo da ridere, anche se c'è scappato il morto. Tutto è male quel che finisce male, e qui di morti ce ne sono scappati due, un suocero e un genero dilaniati da una bomba. Una sciagura? Un delitto d'onore? Gelosia, vendetta? I regi carabinieri indagano. Siamo in Sicilia, ma non in un posto qualsiasi. In un posto fantastico. Siamo a Vigata, un luogo che se lo cercaste su una carta geografica non lo trovereste mai. Non esiste, se l'è inventato per un gioco letterario Andrea Camilleri. Qui ha voluto che molti anni prima che vi nascesse Montalbano vi vivesse, verso la fine dell'800, Filippo Genuardi detto Pippo, che se la faceva con la giovane moglie del vecchio suocero e che un bel giorno fece domanda al prefetto per ottenere una linea telefonica. Ecco La concessione del telefono, un giallo comico, tanto rumore per uno squillo di telefono in scena al Municipale per la stagione di prosa Tre per Te, calorosamente applaudito da un teatro al completo. Regia di Giuseppe Dipasquale (che ha curato insieme all'autore la trasposizione dalla pagina al palcoscenico dell'omonimo romanzo di Camilleri), lo spettacolo vede in scena 13 affiatatissimi attori dello Stabile di Catania. La geniale scena di Antonio Fiorentino suggerisce a prima vista la bianca immagine di un porto di un lontano Paese con gli scaricatori alle prese con balle di carte e di incartamenti invece che di cotone, ma fa pensare anche a barricate di documenti, regolamenti, statuti, verbali? Queste pile di scartoffie fanno da sfondo e da quinte, fungono da arredi, tavoli, sedie, scrivanie e scale. In un posto così, vecchio polveroso deposito di cartacce, paradiso dei topi d'archivio, in questo regno dei burocrati dove sono ammucchiati e ammassati miliardi di parole, la gente sembra fatta di carta, ritagliata (fantasiosa idea di Angela Gallaro sintonizzata con l'apparato scenografico) dalle pagine di un vecchio registro, e vestita di parole scritte nella floreale calligrafia degli scritturali di un tempo. E' stato probabilmente più facile per Meucci inventare il telefono che per il nostro Pippo installare un apparecchio. Tutta colpa delle carte bollate e dei timbri, che più sono, più fanno la felicità delle mezzemaniche. Ma anche colpa di una P al posto sbagliato. Per avere la concessione, Genuardi scrive tre lettere a Sua Eccellenza il Prefetto, e tutte e tre le volte commette un imperdonabile errore: sbaglia il nome, scrivendo Parascianno invece di Marascianno. Il prefetto, napoletano perfetto nel dare i numeri del lotto, l'ha presa molto male per quel Parascianno, che fra il popolino di Napoli ha un significato per niente elegante. Cominciano così le disgrazie di Pippo da Vigata, di professione commerciante, ma in paese stimato un buonanulla, nullafacente e nullatenente, men che meno tenente idee politiche. Ma per quel fatale Parascianno invece di Marascianno finirà per essere ammanettato dai gendarmi e finire dentro come socialista, anarchico, sovversivo, sedizioso, spia e senzadio. Mentre lui, in tutt'altre faccende affaccendato, non pensa ad altro che alla sua Lillina. Non per niente siamo in Sicilia, dentro un giallo siciliano, con protagonisti siciliani, l'autore siciliano, il sole siciliano. Stando così le cose, a cosa può servire il telefono richiesto? A consentire ai due amanti di comunicare più agevolmente e segretamente fra loro, inviarsi messaggi, dirsi ti amo e darsi gli appuntamenti. Ecco a cosa poteva servire a Vigata nel 1891 la concessione del telefono. Questo apparecchio prima ancora di arrivare porta un sacco di guai, non solo all'impaziente richiedente. Come su una carta moschicida, ci si attaccano prefettura e questura, perfino il prete del paese e il capomafia locale. E mentre Pippo è tutto perso dietro alla sua Lillina, è sempre più preso di mezzo tra i mafiosi e i gendarmi, i primi arrivano con un punitivo secchio dell'acido, i secondi a cavalcioni di un manico di scopa con la testa da cavallo. Non è però una storia del Sud tutta mafia, corna e burocrazia. E' un storia che si prende allegramente gioco di tutto ciò, con molta ironia e tanto spasso. Un teatrino vivido e colorito di macchiette grottesche e paradossali, una farsa di dispetti, favori, minacce e intrighi, insomma tutta pasticciacci, equivoci e imbrogli, nella saporosa e gagliarda parlata sicula, con ostentata e felice esaltazione di tic, manie e ridicolaggini. Uno dei momenti più gustosi di questo pasticcio alla siciliana è l'esilarante scena a due fra Tuccio Musumeci e Pippo Pattavina con la lettura della lettera e il dialogo zeppo di quiproquo e malintesi. In azione fra le montagne di carta della Sicilia di Camilleri anche Angelo Tosto (il Pippo della Concessione), Alessandra Costanzo (la moglie Taniné), Laura Tornambene (l'amante Lillina), Gian Paolo Poddighe ed altri. Umberto Fava © LIBERTA' Sopra Tuccio Musumeci (a sinistra) e Pippo Pattavina nell'esilarante scena della lettera. Accanto al titolo e in alto altre scene di "La concessione del telefono" di Camilleri Sopra Tuccio Musumeci (a sinistra) e Pippo Pattavina nell'esilarante scena della lettera. Accanto al titolo e in alto altre scene di "La concessione del telefono" di Camilleri © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti sono riservati Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA 01447930338.

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Di BRUNO CANCELLIERI TUTTA AZIENDA, Assindustria e famiglia, la nuova presiden (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

SPECIALE REGGIO ECONOMIA pag. 9 di BRUNO CANCELLIERI TUTTA AZIENDA, Assindustria e famiglia, la nuova presiden... di BRUNO CANCELLIERI TUTTA AZIENDA, Assindustria e famiglia, la nuova presidente dei giovani reggiani di Assindustria, Giorgia Iasoni, chiede ai politici meno burocrazia; auspica un grande pragmatismo da parte degli industriali che sempre più frequentemente entrano in politica. Adora la cultura d'impresa e crede che la Cina sia un paese interessante da sviluppare. Punta tanto, ovviamente, sui giovani. Elegante senza eccessi, non fa delle quote rosa una bandiera ma nella sua azienda occupa molte donne. Signora Iasoni, cosa può fare l'industria per l'ambiente? "La mia azienda è un esempio perché il nostro business è concentrato sull'ambiente. Bilancio ambientale, economico e sociale sono valori fondamentali". Cosa possono fare politici e istituzioni per l'impresa? "C'è bisogno di avere un supporto dai politici, bisogno che i tempi della burocrazia corrispondano ai tempi delle imprese. Se abbiamo progetti e non riusciamo a realizzarli, questo provoca blocchi per la crescita economica, produttrice di ricchezza non solo per le imprese, ma per l'intero sistema Paese". La Cina è davvero vicina? "L'abbiamo colta come un'opportunità di esportazione ed importazione, anche noi di "Ecologia Soluzione Ambiente", ma non abbiamo per ora intenzione di delocalizzare. Il sistema, è logico, deve migliorare sennò gli imprenditori italiani saranno sempre più costretti ad andarsene". Cosa pensa degli industriali che entrano in politica? "Fanno scelte molto personali. Certo, anche in politica c'è bisogno di persone pragmatiche. Gli industriali sono abituati a realizzare le loro idee. Spesso, invece, in politica esistono molte ideologie, ma non si arriva a concretizzare. Mi auguro che questi imprenditori, ben al corrente di cosa ciò vuol dire, portino un contributo positivo ed innovativo". Lei è tentata dalla politica? "No, assolutamente. Adoro la cultura d'impresa, amo la mia azienda e mi piace tantissimo l'associazionismo come responsabilità di servizio e momento di crescita professionale". Come uscire dalla stagnazione economica? "Ho letto che i momenti di crisi servono proprio per riemergere, per avviare comunque una rinascita che mi auguro proprio ci sia perché ne abbiamo veramente bisogno. Soprattutto abbiamo bisogno di attrarre giovani talenti, non lasciare che i ricercatori se ne vadano". Crede nei passaggi generazionali alla guida delle aziende? "Dipende molto dal merito e dalla volontà dei giovani. Quando l'imprenditore si accorge che il figlio non ha la volontà di portare avanti l'impresa, non deve insistere, passi l'azienda ai manager. Ma fortunatamente ci sono anche tanti figli di industriali che, quando entrano in fabbrica, portano svolte innovative, grazie anche ai genitori che hanno dato loro la possibilità di farlo". La ricetta del successo? "Ci sono valori troppo importanti come merito, trasparenza, onestà, responsabilità, spirito di sacrificio, certezza delle regole. Con questi principi, il successo è a portata di mano. Marcegaglia, Artoni, Iasoni: il futuro dell'associazionismo industriale è donna? "E' nelle persone veramente capaci, senza differenziazione di sesso, ma solo di merito". Oggi ci sono più donne nell'associazionismo perché ce ne sono di più nelle imprese". "Hobby? Mi piace molto viaggiare, ma adesso il principale hobby è giocare con mio figlio Achille". Donna sportiva o elegante? "Entrambe, però io non sono molto sportiva. Troppo pigra. Il look giusto dell'imprenditrice? L'eleganza interiore". Cosa pensa della moda Made in Reggio? "Ritengo che il palcoscenico dell'imprenditoria reggiana sia un esempio eccellente per valorizzare lo stile del Made in Italy in tutto il mondo. A questo proposito è stata organizzata una visita presso Mariella Burani Fashion Group con il Gruppo dei Giovani Industriali di Reggio ed i colleghi di Pesaro e Urbino. Durante il confronto ? riferisce Giorgia Iasoni ? l'imprenditore Giovanni Burani ha sottolineato in particolar modo come il raggiungimento dell'obiettivo del Gruppo ? diventare uno dei principali player mondiali nel mercato del lusso accessibile ? sia basato sul valore che il Made in Italy ha acquisito a livello internazionale".

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La burocrazia blocca il museo archeologico (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Provincia di Cagliari Pagina 1039 Selargius Sorgerà nelle ex Carceri aragonesi La burocrazia blocca il museo archeologico Selargius. Sorgerà nelle ex Carceri aragonesi --> Slitta l'apertura del museo archeologico. Per poter ammirare i reperti emersi dai villaggi nuragici del territorio, bisognerà aspettare ancora un bel po'. Nessuno si sbilancia sui tempi: l'unico dato certo è che la fine degli interventi, prevista per lo scorso febbraio, è stata inevitabilmente rimandata. Colpa di alcuni problemi legati all'assegnazione dell'appalto che hanno rallentato l'intervento per la sistemazione delle teche e per il completamento dell'impianto di illuminazione, negli spazi delle ex carceri aragonesi, che ospiteranno il museo. "Purtroppo i lavori si sono arenati per alcune difficoltà burocratiche", spiega l'assessore alla Cultura Andrea Delpin: "Ora, comunque, è tutto risolto ed entro la fine di maggio l'intervento dovrebbe essere concluso". Questo però non vuol dire che i visitatori potranno subito affollare le sale. "La fine dei lavori è solo un primo passo", aggiunge Delpin, "poi dovremo metterci in contatto con la Soprintendenza che dovrà raccogliere i reperti da esporre. Inoltre dovremo fare un regolamento per la gestione. Cercheremo di attivarci al più presto, ma ci vorrà tempo". Ancora attese, quindi, per quello che sarà uno dei musei più importanti dell'hinterland cagliaritano. Nelle ex carceri troveranno spazio tantissimi reperti che simboleggiano la ricchezza archeologica del territorio. Le tracce della presenza umana in età neolitica sono testimoniate dai siti di Su Coddu e Matt'e Masonis. Presenza che continua in età nuragica e poi in epoca punica fino alla dominazione romana. Una volta aperto il museo, saranno organizzati itinerari culturali congiunti con Cagliari. (g. da.).

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La politica col fil di ferro (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del La politica col fil di ferro Maurizio Martina * "Nord terra ostile. Perché la sinistra non vince", Marco Alfieri fissa il rapporto fra la sinistra e la parte più produttiva e moderna del Paese: un nord immaginato, evocato, tratteggiato con dovizia sociologica, ma mai realmente vissuto e sofferto nelle sue "viscere" e nelle pulsioni di tutti i giorni. Sono convinto che oggi possiamo riporre quell'istantanea nel cassetto dei ricordi di un tempo cronologicamente tanto vicino ma politicamente lontanissimo. Il lombardo Ermanno Olmi ama ripetere che "il cinema vero si fa col fil di ferro". Anche la politica - qui più che altrove - sente quanto mai il bisogno dell'uso di quel prezioso strumento, perchè anche qui si percepisce ormai la drammatica inadeguatezza di una destra roboante a parole ma alla fine sempre inconcludente, quando non dannosa, nei fatti. Poiché anche qui è ormai evidente il senso di smarrimento e sfiducia indotto dalle riforme solo annunciate, che delegittimano ciò che c'è, senza nulla offrire di concreto in alternativa. Ebbene, quanto fil di ferro innerva la proposta nuova cresciuta con il Partito Democratico? Oggi noi possiamo dire chiaramente "un partito, un programma, un leader" e con questa scelta di libertà torniamo a dare valore alla democrazia quale strumento efficace per assumere responsabilità e decisioni, non per consentire, come spesso è avvenuto in questi anni, alle estreme minoranze il quotidiano diritto di veto. È innanzitutto da questa chiara scelta che si può comprendere, soprattutto al nord, il cambio di passo dei Democratici. D'altro canto, non è un caso se i riverberi positivi di questa nostra decisione sono stati avvertiti quotidianamente nei tanti incontri di questa campagna elettorale. Per noi il nord non è più terra di missione perché oggi più che mai, con le tenaci cose della sue realtà, è entrato nel sangue e nelle vene della politica che abbiamo proposto e vogliamo affermare. Crescita come obiettivo prioritario, senza la quale non vi può essere alcuna politica redistributiva e di lotta alla precarietà. Ambientalismo del fare e non del negare: sì alle infrastrutture utili, ai temovalorizzatori e alla Tav. Lotta alla povertà e alla ricchezza. Più mobilità sociale, più spazio al merito e ai talenti, e meno chiusure corporative. Più legalità e meno furbizia. Basta col fondo perduto: tutto per la ricerca e l'innovazione. Federalismo fiscale. Pagare meno e pagare tutti. Considerare imprese e lavoratori non certo come soggetti uguali, ma certamente come soggetti accomunati e partecipi delle medesime sorti, nei guadagni come nei momenti difficili. Lotta senza quartiere alla burocrazia che complica invece di aiutare la vita. Semplificazione radicale per le piccole e piccolissime imprese (ad esempio con l'imposta secca del 20% fino a 50 mila euro di fatturato). Più telemedicina e meno liste d'attesa. Severi contro il crimine e i criminali. Governare l'immigrazione per non subirla. Non solo banda larga e Wi-Fi ma anche l'agricoltura (la terra) come fattore essenziale per la modernità e lo sviluppo dei territori. Nordisti immaginari? Chi poteva solo immaginare un simile cambiamento di asse e di linguaggio qualche mese fa? Si badi, però. Le aspettative e le pulsioni del nord in carne e ossa sono entrate a pieno titolo nel programma e nei cromosomi del PD con le proprie gambe e con un proprio profilo, destinato a durare e a mantenere, al di là delle contingenze elettorali, la tensione di questo partito verso l'innovazione e la sfida. Anche in questo spero si possa riconoscere il segno di una oggettiva discontinuità per la quale vale la pena di ringraziare tutte quelle donne e quegli uomini che con la loro disponibilità e il loro impegno hanno dato volto e contenuto a questo sforzo collettivo. Fra pochi giorni il primo verdetto passerà poi alle urne. Il Paese sceglierà se rivedere un film già visto, con stessi attori e comparse di vent'anni fa, oppure premiare l'unica novità politica in campo. La mia convinzione profonda è che le basi per una nuova stagione politica anche al nord siano ormai irreversibilmente tracciate. *Segretario Partito Democratico della Lombardia.

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Serrata contro i ritardi del nuovo porto (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Provincia di Sassari Pagina 7050 Porto Torres. I traghetti attraccano allo scalo industriale, lontano dal centro città Serrata contro i ritardi del nuovo porto Porto Torres.. I traghetti attraccano allo scalo industriale, lontano dal centro città Commercianti sul piede di guerra: "Non ce la facciamo più" --> Commercianti sul piede di guerra: "Non ce la facciamo più" L'assessore Rum ha assicurato che "entro la fine di giugno saranno portati a termine i lavori nelle banchine del molo di ponente". Serrande abbassate contro i ritardi sui lavori del porto che ridimensionano il volume d'affari. I titolari dei negozi del Corso Vittorio Emanuele hanno aderito in massa all'invito dei rappresentanti del centro commerciale naturale "Le botteghe turritane". La serrata è stata pressoché totale: quasi tutte le attività commerciali hanno chiuso i battenti. Se le casse ristagnano, secondo i negozianti la colpa è anche di quel porto civico in cui non sbarca un passeggero di Tirrenia e Grimaldi da circa otto anni: i traghetti approdano ancora al porto industriale. L'assessore alla Portualità, Giacomo Rum, ha ricevuto nell'aula consiliare tutti i manifestanti. Si sono fatti sentire: cartelli in alto e mormorio facile dopo le spiegazioni, a loro parere poco convincenti, dell'assessore. "I turisti sbarcano nello scalo industriale e girano al largo, perché il traffico confluisce sulla Camionale e sulla 131. Non entrano in città e vediamo sfumare anche quei guadagni che potrebbero farci respirare un piccola boccata d'ossigeno", hanno affermato. Rum ha assicurato che "entro la fine di giugno saranno portati a termine i lavori nelle banchine del molo di ponente". Un nodo al fazzoletto, l'ennesimo, che arriva dopo il turbinio di scadenze comunicato dall'amministrazione a partire dal 2006. Ora aspetta solo di essere sciolto definitivamente. Le navi potrebbero entrare nel nuovo scalo nella prima settimana di luglio. Il condizionale è d'obbligo quando si parla di un'opera pubblica che tra denari erogati a tappe, una burocrazia ingarbugliata e rimandi di responsabilità tra un'amministrazione e l'altra resta ancora un'incompiuta. Nella sala del Comune, ieri mattina, era presente anche il presidente del Consiglio provinciale, Enrico Piras. "Forse bisognava approfittare del G8 e allacciarsi alla procedura d'urgenza anche per il nostro porto. Bertolaso in questi giorni è qui in Sardegna, si può sempre provare", ha suggerito. Rum ha nicchiato di fronte alla proposta, ma ha precisato che "con l'avvio del dragaggio, la cui pratica è in via di definizione, nella banchina Dogana-Segni e nell'ex Teleferica ci saranno a disposizione altri spazi. La stazione marittima riaprirà definitivamente e cercheremo di portare subito i servizi ai passeggeri". I commercianti ricominciano a sperare. All'orizzonte, intanto, c'è un consiglio comunale straordinario, aperto proprio a loro, per affrontare tutti i problemi. Se ne parlerà, però, solo dopo le elezioni. SAMUELE SCHIRRA.

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< Per far ripartire il Paese non basta un buon governo> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 86 del 2008-04-10 pagina 10 " Per far ripartire il Paese non basta un buon governo" di Redazione nostro inviato al Cairo A due giorni dalla fine della campagna elettorale, Luca di Montezemolo si guarda bene da sbilanciarsi. Dal Cairo, dove guida la missione di Confindustria e Abi, non nomina né Veltroni né Berlusconi. Ma manda un messaggio forte che è, nello stesso tempo, il suo commiato da Confindustria e un allarme. "Il tempo dell'ordinaria amministrazione è finito - dice - dobbiamo trovare il coraggio per avviare la ricostruzione del Paese". Un'opera che richiederà "la collaborazione di tutte le forze, di maggioranza e opposizione". E non è un appello a una grande coalizione. Il punto è un altro: qualunque sia il prossimo premier, non basterà più un "buon governo". Ci vorrà "un'amministrazione straordinaria", una ricostruzione nazionale "partendo dalla riforma dello Stato". La prova? Montezemolo la fornisce con un dato: quello dell'export: "Nel 2004 il Paese cresceva zero, un po' come ora. Ma da allora è stata fatta molta strada: eravamo al quarto posto in Europa per esportazioni in Paesi extra Ue. Oggi siamo secondi dietro alla Germania. Siamo cresciuti più di Spagna, Francia, della media Ue e in molti Paesi più della Germania. Eppure i dati che vengono da Fmi e Ocse ci dicono ancora che il Paese è fermo e che ha la più bassa produttività dell'Ue". Un paradosso per cui c'è una spiegazione: "Le imprese hanno accettato la competizione e si sono ristrutturate. Il resto del sistema-Paese no". Ma oggi le imprese non bastano più, perché il grosso del Pil viene dalla domanda interna, al palo per l'inefficienza di burocrazia, scuola, giustizia, sicurezza. Lo sappia il prossimo governo, o il declino diverrà certezza: "Il tempo dello stellone italiano è finito". E lo capisca anche il sindacato: "Bisogna legare salario a produttività. E il contratto nazionale non basta più. Resti una cornice - aggiunge - dentro cui consentire la contrattazione aziendale". Viceversa, bisognerà pensare all'"ipotesi estrema di chiudere un accordo con chi ci sta". Leggi: senza la Cgil. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Faremo ripartire l'italia (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lucca Faremo ripartire l'Italia Meno vincoli e burocrazia per tornare a crescere MARCUCCI Miglioreremo la viabilità LUCCA. "Il primo dei problemi dell'Italia è che da troppi anni cresciamo poco e comunque meno degli altri. In 15 anni abbiamo perso 11 punti di Pil, non possiamo più permettercelo". è l'analisi di Andrea Marcucci, sottosegretario alla cultura e candidato alla Camera per il Pd. "Il paese deve voltare pagina, per tornare a crescere, per avere meno vincoli, burocrazie, conservatorismi. Per questo il Pd ha scelto di presentarsi libero da condizionamenti, con il voto dei cittadini, potremo fare un governo di soli 12 ministri sostenuto da un unico gruppo parlamentare. "La prossima legislatura dovrà scrivere le riforme istituzionali, con uno spirito non partigiano. Bisognerà cambiare la legge elettorale, il "Porcellum" allontana i cittadini dalla politica e rischia di rendere l'Italia nuovamente instabile. "Nelle liste del Pd comunque la provincia di Lucca c'è e conta ben 5 candidati. La nostra presenza sarà così garanzia di decisioni a favore della comunità locale. "Nel periodo che ho trascorso al servizio dei beni e delle attività culturali come sottosegretario, mi sono impegnato per assicurare a Lucca e alla sua provincia l'opportunità di competere in mercati strategici quali la cultura e il turismo. "Da questo punto di vista, uno dei provvedimenti più urgenti di cui ci faremo carico riguarda la riduzione delle aliquote Iva al pari degli altri paesi europei per le imprese turistiche e per i prodotti culturali. "La cultura genera ricchezza, lo dimostrano le celebrazioni di Puccini e di Batoni, che hanno risvegliato un interesse internazionale per le nostre terre, a tutto vantaggio del sistema economico. "Lucca deve avere un ruolo di primo piano, sviluppando, dopo gli anni persi dal centro destra ad inseguire improbabili progetti, un piano della mobilità che garantisca finalmente trasporti efficienti e sostenibili. Dobbiamo impegnarci tutti, oltre le appartenenze partitiche, per trovare i finanziamenti che serviranno ad aprire i cantieri. "Un programma finalmente concreto anche per la nostra città e per i nostri paesi. Il Pd, con Walter Veltroni, potrà governare l'Italia con responsabilità ed efficacia".

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Un parco tra le terme di S. Mariaquas (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prov Medio Camp Pagina 3040 sardara Un parco tra le terme di S. Mariaquas Sardara --> Architetti ed ingegneri. Trenta in tutto. Professionisti arrivati a Sardara da tutta Italia per aggiudicarsi il progetto per la valorizzazione dell'area esterna alle terme di Santa Mariaquas. Una sfida che ha obbligato la Commissione esaminatrice a una maratona di quattro giorni per l'apertura delle buste e la verifica dei requisiti richiesti dal bando di gara. Importo a base d'asta: 105 mila euro. Ieri l'ultima offerta: ha vinto una società temporanea di tecnici di Cagliari. A giorni l'affidamento dell'incarico. Trattandosi, poi, di un'area protetta dalla Sovrintendenza e dalla Regione, via subito alla richiesta del lasciapassare. L'intervento, per un totale di 717 mila euro, punta soprattutto sulla fruibilità dell'area in occasione della fiera di Santa Maria. Saranno realizzati servizi e sottoservizi per accogliere espositori, ma anche per liberare il boschetto degli eucalipti, il perimetro del santuario diocesano, della sala congressi, del lavatoio e dell'anfiteatro, da polvere, pozzanghere ed erbacce. "Burocrazia permettendo- dicono in Comune- i lavori verranno assegnati entro l'anno". (s.r.).

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Questioni territoriali / 2 (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-04-10 - pag: 14 autore: Questioni territoriali / 2. La tesi di Berta: necessario un progetto di sviluppo che riguardi il Paese Il Nord? Torni motore d'Italia di Franco Locatelli P uò anche darsi che le elezioni del 13e 14 aprile non si decidano al Nord ma soprattutto al Centro. Ma questo non riduce la valenza della questione settentrionale e, proprio perché la separa dai risultati immediati, la colloca nella giusta dimensione di una metamorfosi, economica e politica, in corso da decenni. Raccontare il Settentrione nelle sue impressionanti trasformazioni che investono l'impresa, il lavoro, la città e la rappresentanza politica in un arco di tempo che occupa mezzo secolo,imparare a considerarlo non più come una realtà omogenea ma come un insieme composto da tanti Nord e, infine, individuare una soluzione possibile per le paure e le speranze che attraversano le regioni al di sopra del Po: tutto questo è l'obiettivo dell'ultimo libro di Giuseppe Berta,docente di storia contemporanea alla Bocconi e saggista ben noto, il cui titolo Nord, dal triangolo industriale alla megalopoli padana 1950 2000 è già di per sé illuminante. Tra i tanti libri usciti di recente sulla questione settentrionale, il saggio di Berta si distingue per due aspetti fondamentali. In primo luogo per la prospettiva storica nella quale la questione settentrionale viene collocata e letta e inoltre perché il libro cerca il percorso che potrebbe finalmente dare uno sbocco vincente al malessere del Nord. La convinzione dell'autore è che la questione settentrionale potrà risolversi solo in chiave nazionale e non, come spesso si crede, sul piano esclusivamente locale. Il Nord vincerà solo se saprà andare al di là di se stesso e si porrà come il motore di un progresso e di un progetto di sviluppo che deve riguardare l'Italia intera. In realtà, il male del Nord ha radici antiche ma esplode con la crisi della grande impresa e delle sue certezze e con la paura del futuro che accompagna la scoperta del capitalismo personale e l'avvio di un'intensa terziarizzazione e s'intreccia con l'invecchiamento della popolazione e con i fenomeni di immigrazione. è un male che viene alimentato dall'insostenibile pesantezza delle tasse e dall'ottusità della burocrazia e che spesso finisce nel rancore verso lo Stato e verso la politica, ma che si sviluppa in modi differenti e resta alla ricerca di uno sbocco conclusivo. Il fatto stesso che che non si parli più di triangolo industriale ma del Nord-Ovest e del Nord-Est segnala unarealtàormaicomposita, chenonhatro-vatounnuovocentroenellaqualeproces-sispessoparalleliditrasformazioneecono-micaesocialehannoricevutorispostepoli-tic eprofondamentediverse. Berta analizza i cambiamenti epocali che in mezzo secolo hanno accompagnato le imprese (trale quali spicca l'exploit della media industria), il lavoro (dove il call center ma anche l'imprenditorialità personale hanno sostituito il posto fisso) e la forma urbana ( che ha visto la città industriale trasformarsi in megalopoli terziaria). Ma tra le tante dimensioni della questione settentrionale, quella della rappresentanza politica è tra le più intriganti. Dalla freddezza tra la borghesia del Nord e Alcide De Gasperi alle inquietudini politiche di Cesare Merzagora, fino all'ambizioso schema Vanoni e allo scalpitante dinamismo dell'Eni di Enrico Mattei per arrivare alle suggestioni di Giorgio Amendola e all'impossibile svolta socialdemocratica del Pci, la rilettura della storia politica del Nord proposta dal libro offre spunti inediti e nuovi interrogativi. Se questo era il retroterra politico, c'è da chiedersi come mai la questione settentrionale non sia esplosa prima e se la presenza di partiti di massa che cercavano di rappresentare il Nord in chiave nazionale non abbia costituito l'ultimo tentativo di governare il malessere nordico all'interno delle istituzioni. Giustamente il libro identifica nella parabola del Psi di Bettino Craxi, nell'exploit della Lega di Umberto Bossi e nella discesa in campo di Berlusconi con Forza Italia i tre tentativi che negli ultimi trent'anni hannomaggiormente cercato di raccogliere e tradurre sul piano politico l'inquietudine del Nord e la sua voglia di sottrarsi all'influenza politico-burocratica della Capitale. Nessuno dei tre, pur avendo spiazzato una sinistra spesso assente o in ritardo, è riuscito però a individuare la soluzione vincente per dare uno sbocco al mal del Nord facendone la locomotiva del Paese. "L'ansia del Settentrione - scrive Berta non può essere placata dall'offerta politica corrente" perché "non basta né darle voce né pretendere di sopirla dichiarando intenzioni virtuose ". Certo "il dinamismo del Nord va assecondato, al pari della sua inesauribile attitudine alla metamorfosi, ma entrambi devono essere recuperati a una prospettiva di futuro, in cui lo sviluppo della società settentrionale torni a essere un reagente per l'Italia nel suo complesso".Ecco il punto cruciale: o il Nord torna a essere il cuore e la mente di un progetto di sviluppo nazionale o la questione settentrionale resterà aperta ancora a lungo, perché solo in parte i problemi del Nord di oggi si possono realmente risolvere al Nord.

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Gli occhi incontrano l'oscurità (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cultura - data: 2008-04-10 num: - pag: 45 categoria: REDAZIONALE Il brano Al confine tra Austria e Cecoslovacchia Gli occhi incontrano l'oscurità di DACIA MARAINI è un treno lento che arranca sulle rotaie. Si dirige verso Nord. Amara se ne sta seduta composta, in preda a una sorta di eccitazione sonnolenta. Il primo lungo viaggio della sua vita. Un treno che si ferma a ogni stazione, ha i sedili decorati da centrini fatti a mano e puzza di capra bollita e di sapone al permanganato. Sono gli odori della Guerra fredda che ha diviso i Paesi dell'Ovest da quelli dell'Est, segregandoli con muri, fili spinati e soldati armati di fucile. "La separazione ha visto affermarsi un comunismo sospettoso e aggressivo. E dall'altra parte un anticomunismo altrettanto sospettoso e irruente. Alla fine una parte non sa niente dell'altra. Vogliamo raccontare ai nostri lettori come si vive veramente oltre la cortina di ferro? cosa rimane delle sofferenze della Seconda guerra mondiale? cosa del ricordo della Shoah?". è la voce del direttore del suo giornale che le raccomanda di osservare i dettagli, di parlare con le persone, di rendere conto della vita quotidiana di coloro che stanno nell'Est dell'Europa e poi scrivere. Il direttore è un uomo giovane e bello, completamente calvo. Le ha regalato un sorriso seducente nell'aggiungere che la paga degli articoli sarà bassissima. (...) Il treno è stato bloccato per ore alla frontiera fra l'Italia e l'Austria, e ora si trova al confine fra l'Austria e la Cecoslovacchia. I militari si sono impossessati dei passaporti e hanno lasciato gli sparuti passeggeri dentro i vagoni chiusi a chiave, al buio, con una sola minuscola luce di servizio. La locomotiva sbuffa impaziente, pronta a partire, ma è trattenuta da qualcosa di più energico di un motore: la forza oscura e tenace, irriflessiva e ottusa della burocrazia di frontiera. La notte è scesa senza che i viaggiatori se ne accorgessero. Fuori non si sentono che i passi dei soldati. Fa caldo nel vagone sprangato. Con Amara viaggiano due uomini e una giovane madre che tiene in braccio una neonata. Il più anziano fra i due uomini, che indossa una giacca a vento celeste, abbassa a fatica il vetro cigolante. Nell'allungare le braccia mostra ai polsi dei braccialetti di pelliccia. Una folata di vento fresco entra allegra nella vettura. Amara si affaccia per tirare su col naso un poco di aria pulita. Gli occhi incontrano solo l'oscurità di una notte senza stelle. Lontano, sulla destra, spasimano delle minuscole luci. Un paese? Non si sentono cani abbaiare, né asini ragliare. Sembra di stare sospesi nel vuoto. Un soldato urla. Si avvicina al vagone e batte col calcio del fucile sul finestrino abbassato. è proibito tenere i vetri aperti! Non sono previsti varchi né fessure verso l'esterno su quel treno che tenta di sgusciare, più che da un Paese all'altro, da una civiltà all'altra, da una ideologia all'altra, da una mentalità all'altra. L'opera Il romanzo di Dacia Maraini, "Il treno dell'ultima notte" (Rizzoli, pagg. 432, e 19), sarà in libreria mercoledì 16 aprile.

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Marcegaglia: il pubblico frena lo sviluppo (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-10 num: - pag: 31 categoria: REDAZIONALE A "El PaÍs" e "Le Figaro" Marcegaglia: il pubblico frena lo sviluppo Lo Stato e la burocrazia in Italia bloccano le riforme e frenano l'economia. Lo dice Emma Marcegaglia (nella foto), presidente di Confindustria, in due interviste pubblicate ieri dai quotidiani El PaÍs e Le Figaro. "L'Italia dovrebbe imitare il modello spagnolo nell'amministrazione pubblica perché costa meno".

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Politica e lobby frenano la crescita (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-04-10 - pag: 18 autore: Marcegaglia. Interviste sulla stampa estera "Politica e lobby frenano la crescita" ROMA Doppia intervista sulla stampa estera per Emma Marcegaglia. A quattro giorni dal voto il presidente designato di Confindustria ha scelto il francese "Le Figaro" e lo spagnolo "El Paìs" per ricordare quali sono i nodi che pesano sull'economia italiana e indicare le politiche necessarie per sbloccare la crescita. "Abbiamo un settore pubblico molto costoso e inefficace, che frena l'economia – ha spiegato ieri la Marcegaglia a "Le Figaro" - e una burocrazia che ci costa un mezzo punto di crescita all'anno". Con uno Stato che "controlla o protegge " troppi settori chiave: l'energia,i trasporti,i servizi alle collettività locali, quello che serve è una nuova stagione di privatizzazioni "per ridurre al massimo il perimetro del settore pubblico". In questa prospettiva la vicenda Alitalia non vale tuttavia come una buona rappresentazione della crisi italiana quanto piuttosto un'eccezione. "Sono convinta che alla fine qualcuno comprerà Alitalia" è la riflessione della Marcegaglia "ma questo è un caso unico di malagestione in cui si sono sommate responsabilità politiche e di un sindacato che è molto più forte e contrario alle riforme di quanto non lo sia in Francia". A frenare l'economia nazionale non c'è solo una politica debole, molto costosa e "un sistema di privilegi e lobby molto forti". Pesa anche il rafforzamento dell'euro. Se la moneta unica continuerà a viaggiare a livelli così alti avrà un impatto "molto negativo e la Bce- spiega ancora l'imprenditrice - dovrebbe abbassare i tassi". Sono due i modelli europei cui dovrebbe guardare chi prenderà la guida del prossimo governo, dice poi la Marcegaglia nella seconda intervista pubblicata su El Paìs: "Quello tedesco nell'industria tecnologica e quello spagnolo nell'efficienza dell'amministrazione pubblica, che costa decisamente meno di quella italiana". Parlando della scarsa presenza di donne nei quadri dirigenziali e nei centri decisionali, Marcegaglia ha detto di non apprezzare un sistema di "quote rigide". L'auspicio è invece per un sistema di Welfare capace davvero di agevolare la partecipazione delle donne al mondo del lavoro "visto che l'Italia – ha concluso – è uno dei paesi con la più bassa occupazione femminile europea".

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<Sud credibile per lo sviluppo (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2008-04-10 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE "Sud credibile per lo sviluppo Fitto agli imprenditori: "Bisogna sfruttare meglio le risorse" " Il responsabile per il Mezzogiorno di Forza Italia: "Occorre un esame critico per migliorare i risultati modesti del passato" BARI - Credito d'imposta, completamento della rete infrastrutturale, fiscalità territoriale, energia ed eccesso di burocrazia. L'incontro che ieri il responsabile per il Mezzogiorno di Forza Italia Raffaele Fitto ha avuto con gli imprenditori di Confindustria Bari ha ripercorso a grandi linee i temi analizzati la scorsa settimana con il vice premier Massimo D'Alema. Del resto, i quesiti posti dagli industriali erano gli stessi, in quanto hanno ricalcato, allora come ieri, le orme tracciate dal decalogo di Luca Cordero di Montezemolo e dal documento per il Sud recentemente sottoscritto da Confindustria con i sindacati. Le novità sostanziali di Fitto sono state tre: ha ribadito e rilanciato l'approccio bipartisan sottoscrivendo la proposta del presidente degli industriali baresi Alessandro Laterza di rivedersi, dopo le elezioni, nella stessa sala con tutti gli eletti pugliesi; ha sottolineato la necessità di uno spirito autocritico delle classi dirigenti meridionali per far emergere cosa non ha funzionato in questi anni nei cicli di programmazione comunitaria per il Sud; ha assicurato che gli investimenti per il ponte di Messina non sottrarranno risorse ad altre infrastrutture meridionali. "Mi ha particolarmente colpito - ha spiegato Laterza - lo spirito autocritico necessario per avere credibilità anche in futuro. In sostanza, Fitto ha sottolineato che è vero che il Sud ha avuto minori risorse, ma è altrettanto vero che il problema è come sono state spese o non spese quelle risorse". "I problemi posti dagli imprenditori sul tema della riorganizzazione del modello dello Stato con la riforma costituzionale, una riduzione dei passaggi burocratici incompatibili con i tempi dell'impresa e un utilizzo adeguato delle risorse - ha dal suo canto spiegato Fitto al termine del confronto - sono punti centrali della nostra azione. Così come la riduzione della pressione fiscale. Il nostro è un programma molto realista, responsabile, senza promesse irrealizzabili e soprattutto guarda a ciò che il Mezzogiorno può fare per se stesso", ha proseguito aggiungendo: "Sull'incontro di oggi esprimo un giudizio molto positivo e credo ci siano tutte le condizioni affinché dopo la campagna elettorale, fuori dalla legittima espressione delle posizioni di parte, si lavori con uno spirito responsabile nell'interesse complessivo del Mezzogiorno". "L'interlocuzione con Confindustria ha aggiunto il responsabile per Fi delle questioni del Mezzogiorno - credo sia una tassello importante per costruire un progetto di sviluppo del territorio partendo dall'analisi dei problemi e da quello che ognuno di noi deve iniziare a fare per il Sud". "Agiremo - ha concluso Fitto - sullo snellimento della burocrazia, sulla diminuzione della pressione fiscale e aggrediremo alcuni centri di spesa per recuperare risorse da liberare per un progetto di sviluppo da realizzare assieme al mondo imprenditoriale e che riporti il Sud al centro dell'attenzione della vita politica italiana". Michelangelo Borrillo Alessandro Laterza e Raffaele Fitto.

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L 'Italia (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-10 num: - pag: 37 categoria: REDAZIONALE Sotto la lente Tecnologia, ecco dove l'Italia vince ancora L 'Italia è il secondo miglior Paese al mondo per i (bassi) prezzi delle telecomunicazioni cellulari. E il terzo per le connessioni a banda larga. Ma se si allarga lo sguardo alla burocrazia, al fisco, all'atteggiamento dell'amministrazione pubblica (ma anche di molte aziende private), allora precipitiamo negli abissi delle nazioni tecnologicamente più primitive. Così racconta l'edizione 2007-2008 del Global Information Technology Report elaborato dal World Economic Forum (Wef) di Ginevra. Il risultato è che nella classifica globale, su 127 nazioni, l'Italia precipita al 42mo posto (dal 38mo dello scorso anno), superata anche da Ungheria, Barbados, Puerto Rico, Thailandia, Cipro. In vetta alla classifica, i Paesi dell'eccellenza tecnologica: Danimarca, Svezia, Svizzera, Stati Uniti, Singapore. Nelle prime 20 posizioni ci sono ben 11 Paesi europei. L'immagine dell'Italia è quella di una nazione dove le singole persone hanno un discreto livello nell'uso delle tecnologie, mentre Stato, amministrazioni pubbliche e anche le aziende restano molto indietro. Esempio: il fardello della burocrazia ci pone al 124mo posto complessivo, il carico fiscale al 123mo. (g.r.).

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Interventi e Repliche (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-04-10 num: - pag: 43 categoria: BREVI Interventi e Repliche Senza la ricerca il Paese non ha futuro Si parla poco di ricerca in questa campagna elettorale tra mozzarelle, Alitalia e futili polemiche sulle schede. Qualcuno pensa che gli elettori siano al livello di scolaretti. Smettiamola, non è così. Gli elettori sanno, per esempio, che senza la ricerca il Paese non ha futuro. Sanno che non siamo in Europa solo per cercare di ricevere aiuti, ma per stare alla pari con i Paesi che fanno ricerca e innovazione. E sanno che sono i ricercatori italiani (bravi come gli altri) a farci giocare nella Champions League della ricerca europea. Prendiamo lo spazio e la Agenzia spaziale italiana, che in questi giorni compie 20 anni. Negli ultimi dodici mesi ha messo in orbita tre satelliti interamente nazionali ad altissima tecnologia, per l'osservazione della Terra e dell'universo profondo. Ha contribuito con tre lanci alla costruzione della Stazione spaziale, dove il volume abitato dagli astronauti, anche italiani, è per il 40% made in Italy. Nei prossimi 18 mesi prevediamo altri tre lanci di satelliti nazionali e altrettanti verso la Stazione spaziale. Per dopo abbiamo piani ancora più arditi. Molto merito va alla industria spaziale italiana, con una ottima reputazione in Europa. In più, nonostante la crisi di governo, la presidenza della prossima Conferenza europea ministeriale sullo spazio è stata assegnata all'Italia, per la prima volta dal 1975. Forse, non è per caso: l'Europa si è accorta che ci siamo. E allora vorremmo che anche il nuovo governo si accorgesse di noi. A nome di tutti i ricercatori italiani chiedo, molto prima di fondi, attenzione. Chiedo che il nuovo governo ci dica: crediamo nella ricerca e nella cultura, vi prendiamo sul serio. E aggiunga: taglieremo la terrificante burocrazia della macchina pubblica italiana e aumenteremo il numero dei ricercatori, poi introdurremo davvero meritocrazia e valutazione. Pensiamo di meritarcelo e aspettiamo con fiducia, facendo il nostro dovere. Giovanni Fabrizio Bignami Astrofisico, presidente dell'Agenzia spaziale italiana e accademico dei Lincei La nomina degli scrutatori Non sono d'accordo con il lettore che, sul Corriere del 9 aprile, ritiene sia meglio che gli scrutatori vengano nominati dalla commissione elettorale di ogni Comune per evitare che si verifichino molte rinunce. Secondo me, dato che in Italia votiamo ricorrentemente, basterebbe una semplice legge dello Stato che delegasse i Comuni a organizzare dei corsi di formazione solo per (i molti) giovani disoccupati e disponibili a svolgere le mansioni di scrutatore. E poi sorteggiare da questo nuovo albo i membri dei seggi elettorali, sperando che possano così possedere una maggiore competenza in materia. E dato che in futuro sicuramente si arriverà al voto elettronico, credo si debba sin da ora tener conto di dover affidare a una migliore professionalità lo svolgimento di questo delicato compito. Giovanni Papandrea, Ardore Marina (Rc) Iniziative a favore dei giovani Il richiamo di don Mazzi ( Corriere, 8 aprile) ai politici a occuparsi dei giovani va bene, ma non basta. Quello che serve a una efficace politica a favore dei giovani sono gli stessi candidati giovani che si sono prodigati a fondo all'interno delle loro città per la realizzazione di iniziative. Bruno Mardegan, Milano Agenzia delle entrate: i rimborsi Leggo nel Corriere del 6 aprile che un lettore ha già ricevuto il rimborso per il 2005, mentre io sono ancora in attesa del rimborso per il 2002 e pertanto ravviso una lampante disparità di trattamento da parte della Agenzia delle entrate. Mi domando: quale delle due situazioni rappresenta la normalità o l'eccezione? Filippo Boldrino, Milano.

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Una sfida difficile, ma possibile. Francesco Soro, coordinatore della Lista civica per Rutelli, ha d (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Eciso di abbracciarla, per fornire il valore aggiunto della società civile alla coalizione che appoggia il vice premier. Con Rutelli, nel '97, è nato a Roma il coinvolgimento diretto della società civile nelle liste civiche. Oggi con quali novità scendete in campo? "La novità principale è nelle motivazioni per cui è nata questa Lista Civica: siamo un gruppo di cittadini che crede che i partiti abbiano completamente perduto il rapporto con la vita di tutti i giorni. Ne abbiamo parlato con Rutelli, che ha accettato la nostra proposta di dare vita ad una lista civica che fosse lontana dai partiti e vicina, vicinissima, ai cittadini". Quali sono i punti che lei ritiene irrinunciabili, nel vostro programma? "Noi dobbiamo migliorare la vita dei cittadini, questo è irrinunciabile. Per questo ci vogliono più cittadini in Comune e ci vuole una forte politica di aiuti alle famiglie romane che arrivano alla fine del mese con sempre maggiore fatica. Aiuti economici, e non solo. Penso, ad esempio, al fatto che, sulle strisce blu, bisogna venire incontro alle esigenze dei lavoratori che tengono la macchina ferma per molte ore al giorno sotto il posto di lavoro". Sicurezza, decoro, servizi pubblici: quali sono le priorità della lista civica per Rutelli su questi temi? "Sicurezza e decoro sono due temi strettamente connessi perché muovono da un impegno fondamentale di questa Lista Civica: una nuova stagione di legalità. Questo significa il diritto ad avere una città pulita, per cui dobbiamo essere però i primi ad impegnarci, ma soprattutto il diritto di camminare sereni per strade più sicure e molto più controllate. I delinquenti vanno perseguiti con fermezza, non tollerati. E legalità significa anche il diritto ad avere servizi pubblici efficienti e competitivi. Per questo ci vogliono le liberalizzazioni". Perché un elettore dovrebbe votare una lista civica, invece di un partito? "Perché la nostra non è una lista di politici ma è una lista di cittadini, di imprenditori, di professionisti, di casalinghe, di commercianti, di impiegati. Chi meglio di un commerciante può impegnarsi contro il commercio abusivo? Chi meglio di un imprenditore può impegnarsi contro i ritardi della burocrazia? Chi meglio di una lavoratrice può battersi per ottenere aiuti e servizi per le famiglie? E chi meglio di un cittadino può battere i pugni sul tavolo per ottenere più sicurezza?". Quali sono i progetti della passata amministrazione che vanno riproposti, e quali modificati? "Su molti temi, la continuità con Veltroni ci consentirà di partire a spron battuto. Per citarne solo uno, penso alla grande attenzione che Veltroni ha avuto per le fasce deboli, incrementando i servizi sociali. Ma noi chiediamo il voto dei nostri concittadini per rinnovare Roma, con nuove proposte: penso al difensore civico in ogni Municipio, o all'infomobilità che consentirà dal telefonino di conoscere la situazione del traffico in tutta Roma. Con le liberalizzazioni abbasseremo le tariffe dei servizi pubblici e con un grande impulso alla conciliazione nel settore degli incidenti stradali faremo in modo di abbassare le tariffe dell'assicurazione auto. Le competenze ci sono, ora la sfida è portarle in Comune". Fa.Ro.

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QAncona UANDO Quando gli enti pubblici e quelli che vivono con soldi pubblici fan (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di PIERFRANCESCO GIANNANGELI QAncona UANDO Quando gli enti pubblici e quelli che vivono con soldi pubblici fanno la scelta di valorizzare, anche rischiando, le novità autentiche e i giovani di talento, allora vanno applauditi. Perché questa è una delle loro funzioni fondamentali, una di quelle cose che fanno sperare che le strutture pubbliche non siano solo luoghi dove si soffoca per la polvere della burocrazia, ma anche portatrici, per la loro parte, di semi di novità. E' il caso del coraggioso esperimento di Primavera scena, la rassegna - presentata nei dettagli nell'edizione di ieri - che condurrà ad Ancona, tra la fine di aprile e la metà di giugno, mostri sacri del nuovo teatro italiano, come la Societas Raffaello Sanzio e Antonio Latella. Ma Amat e Teatro Stabile delle Marche, che organizzano con il sostegno dell'assessorato alla Cultura, hanno puntato anche su un paio di interessantissimi giovani, uno marchigiano di nascita e un altro che in questa terra ha trovato terreno fertile per il proprio lavoro. Sono ragazzi con un bagaglio umano e culturale profondo, per questo vale la pena di conoscerli meglio. Matteo Ripari è nato a Macerata 29 anni fa e a Primavera scena presentarà A_M_O, un testo che, per raccontare delitti e orrori reali, attinge alla grande e immortale lezione di Shakespeare, quello di Amleto, Macbeth e Otello. Matteo ha cominciato a fare teatro negli anni dell'università (mai finita, era iscritto a Psicologia) a Parma. Lì ha conosciuto il Teatro delle Briciole e partecipato ai suoi seminari. E' scoccata la scintilla, amore a prima vista mai abbandonato. "Se vuoi avere uno sguardo sulla vita - dice - allora il teatro permette una sensibilità maggiore: restringendo il campo della visione, rispetto ad esempio al cinema, al contrario lo allarghi perché attraverso il teatro arrivi all'essenza delle cose. Da parte mia, sto cercando di prendere la mira". Ripari, prima di questo adattamento da Shakespeare, ha lavorato su Pirandello. "E' il più grande autore italiano, anche se i giovani teatranti lo disprezzano. Io, invece, penso che devo conoscerlo se voglio distruggerlo. Da lì devo partire, perché le parole sono tutto, anche se poi negli spettacoli si tolgono". L'amore per la parola che racconta lo accomuna a Tommaso Pitta. Milanese, poco più che ventenne, ha vinto il concorso Nuove sensibilità e il suo Interviste con uomini schifosi, un adattamento dal testo di David Foster Wallace, arriva alla rassegna di Ancona prodotto dallo Stabile delle Marche. "Ho sempre voluto fare il regista, di teatro e cinema". Il teatro l'ha studiato alla Paolo Grassi di Milano, un'istituzione storica. "Mi piace pensare al rapporto con la narrazione, a patto che sia una narrazione per immagini" spiega. "Mi interessa raccontare storie e il teatro lo rende possibile con caratteristiche specifiche che vanno rispettate. Allo stesso tempo, a scrivere qualunque parola di mio mi sembro incapace. Mi trovo molto meglio a riorganizzare il materiale altrui: prendo quello che mi interessa". Un bocca al lupo a entrambi. Lo meritano.

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ElezioniInBreve (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

PROVINCIA 10-04-2008 -- ElezioniInBreve MEDESANO Il senatore Libè al mercato Oggi alle 11, il senatore Mauro Libè, candidato alla Camera per l'Unione di Centro, incontrerà i cittadini al mercato di Medesano. L'esponente del partito che candida a premier Pier Ferdinando Casini esporrà il programma elettorale e risponderà alle domande dei presenti. LANGHIRANO Errani incontra la cittadinanza Oggi alle 11 la senatrice Albertina Soliani sarà con il presidente della Regione Vasco Errani al Centro Culturale di Langhirano per un incontro pubblico con la cittadinanza organizzato dal Pd locale. La Soliani guiderà poi Errani nella visita al Museo del prosciutto. All'appuntamento di Langhirano saranno presenti anche i candidati alla Camera Luca Marcora e Carmen Motta. MONTECHIARUGOLO Marcora fra gli agricoltori Domani mattina alle 9 Luca Marcora sarà al mercato di Collecchio. Alle 10 si trasferirà a Montechiarugolo per un incontro con gli agricoltori della zona. L'incontro è promosso dal Pd locale. NEL POMERIGGIO Motta e Marcora a Solignano Oggi alle 15 i candidati alla Camera del Partito democratico, Carmen Motta e Luca Marcora saranno a Collecchio per una visita all'azienda Copador; alle 17 parteciperanno ad una iniziativa pubblica che si terrà a Solignano, dove si vota anche per l'elezione del primo cittadino. Il Partito democratico appoggia il sindaco uscente Gaetano Carpena. FELINO La Germontani fra gli imprenditori L'onorevole Maria Ida Germontani, candidata nella lista del Pdl al Senato nella circoscrizione Emilia Romagna, ieri ha visitato alcuni imprenditori nella zona di Felino. Sono stati trattati diversi argomenti, dalle tasse all'immigrazione clandestina, dall'importanza della famiglia all'eccessiva burocrazia per le aziende. "Il programma del Pdl - ha sottolineato l'onorevole Germontani - dà risposte concrete e precise ai problemi che quotidianamente ci vengono sottoposti dai cittadini ". MONTECCHIO Elvio Ubaldi al Conte Verde Oggi alle 12.30 Elvio Ubaldi, candidato come capolista al Senato per l'Unione di Centro nella circoscrizione Emilia Romagna, incontra un gruppo di elettori all'Hotel Conte Verde di Montecchio, in strada Barco 1. SORAGNA Ubaldi fra la gente della Bassa A Castellina, nella Villa Castellina, stasera alle 21.30 Elvio Ubaldi, candidato come capolista al Senato per l'Unio - ne di Centro nella circoscrizione Emilia Romagna, incontra i cittadini dei Comuni di Soragna, Busseto, Zibello e Polesine. IN SERATA Soliani e Marcora a Polesine Questa sera, alle 21 Albertina Soliani, candidata al Senato, e Luca Marcora, candidato alla Camera, saranno a Polesine per partecipare ad un incontro organizzato dal Pd locale. LESIGNANO Il finanziamento del Pd ll circolo del Pd di Lesignano Bagni si è riunito al ristorante "La vecchia fucina " di Bannone per la cena di autofinanziamento. Per informazioni sui prossimi appuntamenti: pdlesignanobagni@ hotmail.it.

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Pedron: punto prelievi e vigili sul territorio (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Provincia Pedron: punto prelievi e vigili sul territorio MESTRINO. "Per Mestrino Pedron Sindaco" è la civica che candida a governare il paese Marco Valerio Pedron, medico di base da circa 20 anni. Pedron è stato candidato dalla Lega Nord, della quale è simpatizzante, e da An, alle quali si sono aggiunte parte di FI con Leonardo Padrin e dell'Udc con Stefano Peraro. Pedron punta sulla sicurezza e sul sociale, oltre che a fare del capoluogo e delle frazioni un territorio unito. Molta importanza viene data alla Sanità, a partire dalla realizzazione di un punto prelievi che possa facilitare i cittadini più anziani o che abbiano difficoltà a raggiungere il distretto sanitario di Rubano. "Il mio programma può sembrare più striminzito rispetto a quello delle altre liste - sottolinea il candidato sindaco - ma è studiato sul fattibile per non illudere i cittadini con false e grandi promesse, che in seguito non si sarebbero potute mantenere". I punti fondamentali sono la sicurezza con l'eventuale uscita dal Consorzio Polizia Municipale Padova Ovest per riportare il Comando sul territorio comunale. La lista pensa poi all'applicazione di provvedimenti a norma di legge, come ad esempio il cosiddetto Editto Bitonci. Nel sociale grande attenzione ed un programma di aiuti alle famiglie in difficoltà, ma anche la creazione della Consulta degli Anziani la cui esperienza può essere preziosa perb il bene della comunità. Massima vicinanza e collaborazione con le associazioni presenti sul territorio. Si punta al riordino urbano sia del capoluogo che delle frazioni, in particolare di Arlesega, quest'ultima "dimenticata dall'amministrazione uscente negli ultimi 15 anni" e alla viabilità troppo trascurata che deve dare respiro al centro paese, collegare le frazioni ed essere soprattutto sicura. "Ci faremo promotori del riconoscimento del ruolo delle nostre imprese artigiane e non nell'ambito dell'economia, anche al di fuori del territorio comunale - dice Pedron - Questo si deve tradurre in un abbassamento della fiscalità a carico delle piccole aziende ed in un semplificamento della burocrazia. Inoltre puntiamo sull'essere vicini alla gente e sull'ascolto delle problematiche dei cittadini". (l.m.).

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Le categorie economiche interrogano i candidati (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prato Le categorie economiche interrogano i candidati PRATO. Il mondo economico pratese ha bisogno degli strumenti necessari per superare le difficoltà della situazione attuale. Riguardo a questo, in vista delle imminenti elezioni del 13 e 14 aprile, le associazioni di categoria pratesi (Cia, Cna, Coldiretti, Confartigianato Imprese Prato, Confcooperative, Confesercenti, Legacoop, Unione Commercianti, Unione Industriale Pratese) hanno stilato un documento condiviso, presentato ai candidati pratesi. L'incontro si è svolto nell'auditorium del Palazzo dell'Industria e ha accolto gli interventi di Fabio Roggiolani (Sinistra Arcobaleno), Riccardo Mazzoni (PdL), Andrea Lulli (Pd) e Nedo Poli (Udc), moderati dal giornalista Umberto Cecchi. I punti principali nel documento: fisco, sburocratizzazione, sicurezza e legalità, energia, infrastrutture, made in Italy. Fabio Roggiolani, della Sinistra Arbobaleno, ha puntato l'attenzione sulla questione del risparmio energetico. "E' una chance positiva per le imprese, ma richiede incentivi e chiarezza - ha detto - Investire nelle rinnovabili è la chiave di volta, che può dare occupazione e competitività. Per questo abbiamo introdotto il conto energia, un incentivo per investire nel fotovoltaico e riuscire anche a guadagnarci". Di legalità ha invece parlato il candidato Pdl, Riccardo Mazzoni: "Il blocco dei consumi che si registra un po' ovunque - ha spiegato - è ancora più sensibile qui a Prato, dove le imprese pagano il prezzo della concorrenza sleale straniera esterna e interna, con un distretto parallelo illegale. Tanti artigiani sono alla fine del proprio percorso lavorativo e si accontentano di sopravvivere anche a condizioni non regolari. Fino a oggi si è avuta una spremitura fiscale che non ha creato ricchezza ma solo tesoretti. L'evasione fiscale è il male endemico da combattere". Per Andrea Lulli, Pd, invece, è arrivato il momento di ricostruire un comune senso civico ma anche di reintrodurre la responsabilità patrimoniale per chi gestisce aziende pubbliche. "Deve cambiare il rapporto tra Stato e cittadino - ha precisato - che deve essere guardato con più fiducia. Prato deve ritrovare il senso della propria missione: proporremo sgravi fiscali per chi fa investimenti in acquedotti industriali e acque reflue". Nedo Poli dell'Udc ha introdotto l'argomento della sburocratizzazione: "Gli imprenditori tendono ad andare altrove - ha spiegato - per una questione di costi inferiori e perché la burocrazia è minore ed è più facile avere le autorizzazioni". Per quanto riguarda la questione del made in Italy, per Lulli, invece, la mancanza di un'etichettatura d'origine obbligatoria è inaccettabile. Anche la legge elettorale al centro del dibattito. "Una campagna elettorale con un grosso punto interrogativo", l'ha definita Nedo Poli. "Un'alleanza stabile al potere" è invece l'auspicio di Mazzoni.

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Autorizzazione in ritardo, sollecito del ministro (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca Autorizzazione in ritardo, sollecito del ministro Raddoppio del cdr, Cacciari si era lamentato delle lentezze "romane" MARGHERA. Nuovo sollecito alla Commissione competente del ministro Pecoraro Scanio, dopo la denuncia pubblica del sindaco Cacciari fatta l'altro ieri durante la cerimonia di inaugurazione del cantiere per la nuova centrale ad idrogeno sui ritardi dell'autorizzazione integrata ambientale (Aia). Cacciari aveva lamentato che i ritardi del ministero dell'Ambiente impediscono di raddoppiare la quantità di cdr (combustibile da rifiuti) bruciata nella centrale termoelettrica dell'Enel di Fusina, con una perdita di quasi 4 milioni di euro. "Il ministero ha ribadito di ritenere indispensabile velocizzare il pronunciamento della Commissione Aia, relativo al potenziamento dell'impianto di produzione Cdr a Fusina - spiega una nota dell'ufficio stampa di Pecoraro Scanio - La Commissione Aia è autonoma e sovrana nei tempi e nel merito della procedura, tuttavia il ministro ritiene che vadano tenuti in debito conto i forti solleciti pervenuti da tutte le istituzioni locali che hanno sottolineato l'importanza dell'impianto di Fusina. Per questo ha ribadito l'auspicio che la procedura si concluda nel più breve tempo possibile". Già nel febbraio scorso il ministro - dopo una lettera di Cacciari e di altri 25 sindaci che chiedevano tempi celeri alla Commissione Aia - aveva sollecitato "tempi più celeri possibili per l'autorizzazione riguardante la centrale termoelettrica di Fusina". Ma a tutt'oggi la Commissione Aia non ha concluso l'iter autorizzativo. "La burocrazia ministeriale - sottolinea l'assessore provinciale all'Ambiente, Ezio Da Villa - impedisce di chiudere l'intero ciclo dei rifiuti in casa nostra, senza costruire nuovi inceneritori e riducendo l'utilizzo del più inquinante carbone per produrre energia elettrica a Fusina". (g.fav.).

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OSIMO GIANCARLO Alessandrini, assessore all'urbanistica, in (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

OSIMO pag. 9 ? OSIMO ? GIANCARLO Alessandrini, assessore all'urbanistica, in... ? OSIMO ? GIANCARLO Alessandrini, assessore all'urbanistica, interviene sul Prg, dopo le polemiche seguite al convegno del Comitato Cittadino, sebbene avesse preferito esaminare prima le controdeduzioni della Provincia sulla nuova variante al Prg, e in attesa del convegno indetto in merito dalle civiche per il 18 aprile. Alessandrini ricorda che il Prg adottato dal Comune nel 1989 e approvato allora dalla Regione, che fece consistenti tagli, era adeguato a quel tempo: era in atto il passaggio da una vocazione economica agricola a città artigianale-industriale, con l'inurbamento di tante famiglie che abbandonavano i terreni. "Le direttive di quel piano ? spiega l'assessore ? furono di salvaguardare il centro storico, di sviluppare la città soprattutto verso sud, di incrementare la capacità abitativa delle frazioni e in particolare a Osimo Stazione, di Campocavallo, Passatempo. La prima giunta Latini, come la seconda, ha dato impulso a quel Prg dopo quasi un decennio di sviluppo urbanistico della città bloccato dalle lungaggini della burocrazia". Le varianti apportate dalle Giunte Latini hanno seguito le direttrici del Prg 1996, approvate dagli enti preposti e in particolare dalla Provincia, subentrata alla Regione nel potere di controllo. "Parlare di cementificazione ? conclude Alessandrini ? è contrario alla realtà di quanto avvenuto e alla conformità dello sviluppo urbanistico della città ai piani attuativi vigenti. Né possono tacersi i tanti piani di recupero, attuati per la salvaguardia di zone disagiate e di fabbricati fatiscenti, riportati ai vecchi splendori non per interessi di qualcuno, ma nell'interesse collettivo della comunità".

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Ortis: finanziamenti a progetto e non più di cinque assessori (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Udine Ortis: finanziamenti a progetto e non più di cinque assessori di GIACOMINA PELLIZZARI Gianni Ortis, avvocato, già assessore comunale esterno con la giunta Barazza dal 1995 al marzo '98, è il candidato sindaco della sua lista civica "Domani è Udine con Ortis", Pensionati e Partito socialista. Lei sta puntando molto sul dialogo, ma come intende caratterizzarlo se sarà eletto a palazzo D'Aronco? "Dialogo significa trasparenza, vale a dire giunte aperte dove i cittadini possono partecipare alle decisioni ed esercitare il controllo". Qual è la sua idea di Zona a traffico limitato? "La Ztl è un ibrido. Va estesa con la possibilità di avere un sistema di parcheggi a livello dei viali e uno in struttura nella zona del teatro. Quando entrerà a regime, l'area interna sarà pedonalizzata. Per farlo, però, sarà necessario riportare in città una serie di eventi culturali quotidiani tutto l'anno, realizzare un arredo urbano compatibile e un sistema di trasporto leggero". Dove pensa di estendere la pedonalizzazione? "Parte della Ztl, come via Mercatovecchio, va pedonalizzata con la messa a disposizione del suolo pubblico, risolvendo il problema dell'eliminazione dell'autobus. Anche piazza XX Settembre, a regime, può essere pedonalizzata per ospitare, come piazza Matteotti, mercati ambulanti alimentari. Il mercato dell'antiquariato, invece, può trovar spazio in via Mercatovecchio". In queste decisioni ritiene indispensabile il coinvolgimento dei commercianti? "Tutto ciò dovrà essere realizzato attraverso il dialogo diretto con i commercianti e gli operatori economici del centro, gli stessi che dovranno far parte di un tavolo di concertazione permanente". Dal punto di vista gestionale prevede cambiamenti a palazzo D'Aronco? "Penso a qualche cambiamento di sistema che, ad eccezione delle rate di mutuo e dei costi del personale, prevede l'azzeramento della spesa storica corrente. Gli assessorati dovranno rinegoziare i loro bilanci per deliberare a progetto. In questo modo si qualifica la spesa". Se sarà eletto, la sua giunta da quanti componenti sarà composta? "Da cinque assessori, non di più. Sono convinto che l'amministrazione va ottimizzata. Pur avendo un'opinione molto positiva del personale, tra le priorità prevedo anche la valutazione dei dirigenti. Farò un esame rigoroso dei tempi: il mio obiettivo è quello di eliminare i tempi tecnici che etimologicamente significa insindacabile". A Udine c'è una questione urbanistica? "La variante generale al Piano regolatore va fatta assieme ai comuni vicini. Bisogna porsi il problema dell'intensità abitativa per evitare il solo rapporto in metri cubi". Il recupero delle aree dismesse può contribuire a qualificare la città? "Certamente. In una può essere realizzata la cittadella delle associazioni, una scelta questa che consentirebbe un'economia di scala attraverso l'istituzione di una segreteria unica che potrebbe dare informazioni su tutte le realtà presenti". In città l'inquinamento si può ridurre? "Considerato che le targhe alterne sono un palliativo ritengo più sensato responsabilizzare i cittadini sull'uso dell'auto e degli impianti di riscaldamento. A tutto ciò si può introdurre il lavaggio delle strade, l'utilizzo di asfalti speciali e l'estensione delle rilevazioni nei comuni contermini. Operare congiuntamente consentirebbe di non chiudere la città al traffico". Nel suo programma c'è anche il potenziamento dell'assistenza sociale e sanitaria? "Dal momento che il sindaco è il responsabile della salute dei cittadini spetta a lui fare pressione in tutte le sedi competenti per incrementare i servizi. Un sindaco che si ferma ha una concezione vecchia della burocrazia e del rapporto tra indirizzo e gestione. Per questo sono convinto che di fronte alla complessità dell'amministrazione sia necessaria una competenza giuridico-amministrativa". Quale sarà la sua prima opera pubblica? "Tenendo presente il patto di stabilità bisogna fare scelte partendo dai quartieri che hanno maturato un credito. San Gottardo, a esempio, ha subito la discarica e quindi ritengo che la prima opera vada proprio realizzata in quella zona". Lei è favorevole o contrario al progetto della nuova discarica? "Sono per la raccolta differenziata spinta, ma se c'è la necessità di fare un'altra discarica credo che Udine debba assumersi la responsabilità di autorizzare l'impianto". Perché gli elettori dovrebbero votarla? "Perché credo di dire cose poco tradizionali nell'appetibilità della comunicazione, amo la mia città e sono impegnato a fare senza risparmio. Proprio perché la legge elettorale prevede il doppio turno al primo non deve essere posto un problema di voto utile e votare il candidato che si vorrebbe come sindaco, nel secondo, invece, si può votare anche il sindaco che non si vorrebbe".

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Le pratiche urbanistiche? sono on line e le multe si pagheranno su internet (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Viareggio Le pratiche urbanistiche? Sono on line E le multe si pagheranno su Internet Da stamattina via alla sperimentazione curata da Rachele Nardini: per i cittadini sarà più facile accedere ai documenti degli uffici comunali FORTE. Gran giornata, stamani, per chi pensa che la burocrazia comunale non possa snellirsi. Prende il via, infatti, il primo atto del piano per la semplificazione messo a punto dal consigliere delegato Rachele Nardini. "Esordiamo, infatti, stamani con la digitalizzazione del protocollo comunale. Raccogliendo l'invito dell'assessore all'urbanistica Michele Molino e del dirigente Sandro Giannecchini abbiamo guardato soprattutto, in questa prima fase, alle pratiche urbanistiche ed edilizie, quelle stesse che legittimamente provocano solleciti e critiche da parte dei professionisti e dei cittadini". Come funziona concretamente questo primo provvedimento? "E'semplice: il protocollo digitale in uscita permette che ogni singola pratica che venga recapitata al municipio, e posso garantire sono tantissime, e che debba essere inoltrata poi all'ufficio urbanistica di Vittoria Apuana, vedrà azzerati i tempi di trasmissione, in quanto grazie al software e alla digit alizzazione, tutta la documentazione presentata sarà visualizzabile, pressoché in tempo reale, proprio nell'ufficio destinatario. E analogamente accadrà per le pratiche in uscita dal settore Urbanistica - ha continuato Nardini - che grazie all'informatizzazione salteranno l'invio materiale alla sede comunale per la fase di protocollo". Detto così sembra l'uovo di Colombo, ma non la pensano certo nello stesso modo coloro che abbiano avuto modo di provare snervanti attese, anche solo per la trasmissione di una pratica da un ufficio all'altro. "Il passo successivo sarà l'allargamento di questa digitalizzazione del protocollo - ha continuato Nardini - che è un passaggio fondamentale per le pratiche dei cittadini e dell'ente, a tutti gli altri uffici, che così vedranno arrivare direttamente sui rispettivi computer le pratiche loro indirizzate nel momento stesso in cui il cittadino le consegnerà in municipio. In ogni ufficio poi sarà individuato un responsabile del trattamento di questi documenti digitali per garantirne la riservatezza e soprattutto per consentire il proseguimento dell'iter verso la sua conclusione". E della firma digitale? "Stiamo lavorando anche su questo fronte a diretto contatto con la Regione Toscana che intende sviluppare accuratamente il problema. E l'obiettivo è di attuarla con ogni singolo cittadino del nostro comune. Attualmente le procedure della firma digitale sono abbastanza complesse e la Regione intende migliorarne la funzionalità, dopodichè l'applicheremo subito". Ma questo vento di novità non si limita alle pratiche, ma interesserà presto anche i pagamenti. "Entro 30 giorni - è l'impegno di Rachele Nardini - si potranno finalmente pagare le multe stradali e le varie sanzioni per le quali si deve versare un'oblazione al municipio direttamente attraverso il sito web del comune". Franco A. Calotti.

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Banche: Padoa-Schioppa, necessarie regole comuni per supervisione -2- (sezione: Burocrazia)

( da "Radiocor" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Bruxelles, 09 apr - Secondo Padoa-Schioppa e' molto piu' difficile esercitare la supervisione che la regolazione nella quale sono stati compiuti molti progressi relativamente alle disposizioni per il patrimonio delle banche, la supervisione su base consolidata, i criteri per le licenze, l'assicurazione dei depositi. "Progressi equivalenti non sono stati compiuti nel campo della supervisione". Cio' e' comprensibile poiche' "l'attuazione delle regole e' una funzione esecutiva che deve essere condotta costantemente da grandi burocrazie, che operano sul terreno vicino alle autorita' di regolazione, dotate di ampi poteri discrezionali legate a strutture di governo, che hanno la parola finale quando il denaro dei contribuenti puo' essere necessario a sostenere il costo di una crisi". Ma non si puo' stare fermi. "La recente turbolenza dei mercati e' stata un test rivelatore: mentre in campo monetario la Bce ha agito rapidamente e in modo decisivo, la funzione di supervisione e' stati quasi assente". Nessun incontro speciale per giungere a una valutazione comune tra autorita' nazionali sia sugli eventi in corso sia sui rischi, niente scambi di informazioni tra Bce e supervisori dell'eurozona. "La banca non aveva informazioni chiave sulla affidabilita' della controparte che e' normalmente disponibile per le banche centrali nazionali". Aps (RADIOCOR) 09-04-08 16:44:47 (0290) 5 NNNN.

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IHT: UN' ITALIA DIVISA E IN CRISI ECONOMICA (sezione: Burocrazia)

( da "KataWebFinanza" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

(AGI) - Roma, 10 apr. - 'Una campagna pubblicitaria promossa dall' associazione degli imprenditori veneziani compara il costo del lavoro in quattro paesi europei e lo fa per 'lanciare un messaggio forte ai politici prima del voto di questo fine settimana'. Lo scrive l' International Herald Tribune che dedica ampio spazio a questa iniziativa degli industriale del Nord: 'La domanda 'ma siamo veramente in Europa?' sintetizza infatti il pensiero di Massimo Donato di Unindustria Treviso che chiede ai candidati premier di spiegare cosa faranno per i lavoratori una volta vinte le elezioni'. Per il quotidiano statunitense 'le richieste degli imprenditori e dei businessman, ovvero l' abbassamento della pressione fiscale, maggiori incentivi e uno snellimento della burocrazia, stanno diventando piu' pressanti man mano che ci sia avvicina all' appuntamento elettorale, ma soprattutto confermano che l' Italia e' 'l' uomo malato dell' Europa', come sottolineano anche le stime del Fondo monetario internazionale sull' economia del Paese. A questo punto l' International Herald Tribune paragona il Bel Paese alla sua compagnia di bandiera, ormai sull' orlo della bancarotta. Un' Italia quindi in crisi e affetta da un eterno paradosso: 'cio' che e' bene per l' industrializzato Nord non va invece sempre bene per l' agrario Sud'. 10/04/2008 - 10:10.

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Di Castro (Credite Agricole): Punto su Napoli (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Napoli mercato immobiliare Di Castro (Credite Agricole): Punto su Napoli Cariparma Crèdit Agricole punta su Napoli. Ad affermarlo è Emilio Di Castro, responsabile Centro Imprese di Cariparma Crèdit Agricole, durante il dinner forum di Palazzo Turchini, promosso da Holding All Together di Nino Attanasio e dal Denaro. Tema dell'incontro "Il mercato immobiliare dopo la crisi dei mutui subprime". Sotto la lente la carenza di alloggi di edilizia residenziale e le difficoltà di investimento nel comparto. La crisi dei mutui subprime, è stato rilevato, è stata uno tsunami per i mercati immobiliare e finanziario, anche se in Italia l'onda lunga si è avvertita in maniera inferiore rispetto agli Stati Uniti o ad altri Paesi maggiormente coinvolti. La crisi dei mutui subprime ha travolto le banche, esposte a un elevato tasso di non rimborso delle rate dei mutui concessi alle famiglie meno abbienti, ha messo alle corde i mercati finanziari e fatto tremare il mercato immobiliare. In un mercato complesso come quello della Campania basta poco per alterare le dinamiche di una situazione economica difficile. Un territorio difficile, certo, sul quale però c'è chi ha deciso di investire. Nonostante tutto. Emilio Di Castro, responsabile Centro Imprese di Cariparma Crèdit Agricole, assicura che la sua banca "ha intenzione di puntare su Napoli con investimenti consistenti per rispondere alla forte domanda locale, nonostante i cicli economici non sempre comprensibili e la difficoltà di lavorare in questo contesto". Non è un caso, del resto, che i vertici del Crèdit Agricole siano ogni mese all'ombra del Vesuvio "perchè qui ci sono tutte le condizioni per la ripresa". Sponsorizza il Mezzogiorno anche Amedeo Giurazza, al vertice della Vertis, società di gestione napoletana che ha messo recentemente sul mercato due fondi per le piccole imprese del Sud: "Investo solo al Sud dice perchè se da un lato ci sono tante diseconomie, dall'altro ci sono possibilità di sviluppo elevate. Tuttavia, andrebbe promosso un premio per chi opera sul territorio, perchè i rischi sono maggiori". I due manager del credito sono intervenuti nel corso del dinner forum di Palazzo Turchini. Un incontro in cui è emerso che la crisi dei mutui ha determinato un aumento del tasso di interesse e secondo Ambrogio Prezioso, presidente dell'Acen, "gli investimenti vengono scoraggiati proprio dall'incremento dei tassi". In Campania ed in particolare a Napoli, mancano interventi consistenti per l'edilizia residenziale: "C'è uno squilibrio tra domanda e offerta di alloggi dice Prezioso e ci sono migliaia di persone che hanno lasciato la città per la mancanza di vani disponibili. Solo a Napoli afferma c'è bisogno di 200mila vani". L'emergenza casa è stata sottolineata anche da Clemente Del Gaudio, presidente della Borsa Immobiliare di Napoli, che parla però anche della difficoltà di accesso ai mutui: "Le giovani coppie afferma non hanno modo di sostenere rate troppo alte. Per l'acquisto di una abitazione in città si spendono anche 1300 euro di rata mensile. A queste condizioni si preferisce l'affitto, anche per non essere vincolati da un contratto tren Nel dinner forum è emerso anche che la Campania non ha appeal e sono pochi i fondi immobiliari e gli imprenditori che puntano sulla regione. Achille D'Avanzo, amministratore della Solido Spa, ritiene che "le banche preferiscono investire da Roma in su e che chi opera nel settore immobiliare viene penalizzato sia dalla diffidenza degli istituti di credito verso il comparto, sia dalle condizioni del mercato locale". Conferma lo scarso interesse dei Fondi per il Mezzogiorno Mauro Pulega, amministratore della East Capital Sgr, che afferma: "la nostra struttura non ha interesse a raccogliere soldi da investire al Sud. Tuttavia, nel meridione c'è necessità di sviluppare la politica del private equity, magari creando un fondo dedicato". Un territorio difficile, certo, sul quale però c'è chi ha deciso di investire. Frenano gli investimenti anche i tempi, troppo lunghi, della burocrazia. Nicola Migliore, amministratore di Risanamento e Sviluppo spa, afferma che "per la costruzione del Centro Direzionale di Napoli le autorizzazioni sono arrivate dopo 20 anni ed anche oggi siamo in attesa da 24 mesi per far partire il progetto di riqualificazione edilizia di via Don Bosco". Amministrazioni lumaca anche per i pagamenti: "La media italiana spiega Emilio Alfano, presidente dell'Api Napoli è di 180 giorni. Al Sud, invece, i tempi si dilatano ed arrivano fino a 18 mesi". del 10-04-2008 num.

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Pdl contro il parassitismo (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

37 AGENDA giovedì 10 aprile 2008 Tribuna elettorale Pdl contro il parassitismo Nel nostro Paese c'è ancora una gigantesca Burocrazia dello Stato e degli Enti inutili che sopravvive alle spalle di pochi che lavorano e producono ricchezza: in altri termini il grado di "parassitismo" in Italia è elevato e porta necessariamente a spese insopportabili con sperpero di risorse materiali ma anche umane. Ci sono esempi di società scomparse a causa di un eccesso di parassitismo, e, secondo me, il nostro Paese è a rischio. Anche la gallina dalle uova d'oro ad un certo punto non ce la farà più! Quale forza politica trae vantaggi elettorali da un così alto grado di parassitismo? La Sinistra tutta, dal partito Democratico di Veltroni a Turigliatto, quando invoca il centralismo statale e usa l'aggettivo "statale" a sproposito come sinonimo di "pubblico". Per esempio non c'è nessuno che non condivida la finalità pubblica della scuola ed università. Eppure questo fine non è necessariamente perseguito solo dalla scuola di Stato e dal pedagogismo di Stato, così come intende pervicacemente la Sinistra senza esclusione del PD, che, in sostanza, ricorre a mistificazioni e chiacchiere demagogiche solo per conservare il consenso di un carrozzone elettorale, il Ministero della Pubblica Istruzione, che ha soddisfatto le clientele della Triplice Sindacale, ma che è stato mantenuto da sessanta anni da chi lavora e produce. Di carrozzoni elettorali ne troviamo parcheggiati in ogni luogo e l'elenco è molto lungo. Al lettore vorrei fare notare che Veltroni, ammiccando ogni giorno ai suoi clienti e promettendo soldi agli infanti, ai giovani, alle donne casalinghe, ai "poveri", ai pensionati, va solo nella direzione di aumentare il parassitismo in Italia perché, come Bertinotti e la Sinistra estrema, propone un modello di "redistribuzione dei redditi" di puro consumo prodotti dal lavoro di altri, quelli, poveri davvero, che sudano dalla mattina alla sera, per mantenere sé, la famiglia, la moglie casalinga, il parente invalido, siano essi lavoratori autonomi e dipendenti, spremuti dalla politica del "tassa e spendi!" tanto cara a Prodi. Vizio di famiglia: prelevare dalle tasche di chi lavora per soddisfare gli elettori nullafacenti? A questo serve lo Stato? La gente non arriva ora alla terza settimana, ma con Veltroni non arriverà alla seconda. Farei ancora notare che Prodi e Veltroni, presidente il primo e segretario l'altro del Partito Democratico, presentano agli italiani il peggiore dei partiti statalisti che si sia candidato alle elezioni del nostro Paese dal dopo guerra ad oggi, per la ambiguità, la falsità e la fumosità di cui è infarcito! E' un imbroglio per la gente, soprattutto la "loro" gente, ma è lo strumento per salvare se stessi. A questa specie di zattera si stanno aggrappando gli ex DS , Margherita, Partito Radicale e Cattocomunisti che male hanno governato negli ultimi venti anni senza mai azzeccarne una. Sbagliano e, per non essere spazzati via, si trasformano in continuazione. Altro vizio di famiglia. L'unica costante? Lo statalismo. Chiaramente un Paese malato deve essere curato affinché non continuino a proliferare le colonie di parassiti. Per arrivare alla soluzione servono Federalismo e Libertà, meno Stato e più Società, così come prevede il programma che noi del Popolo della Libertà abbiamo spiegato nelle piazze e nei mercati ai cittadini. Il programma del Popolo della Libertà, infatti, ha tra le sue sette missioni il Federalismo per rovesciare la piramide fiscale e clientelare ed arrivare a rapporti diretti fra i centri di potere territoriali e i cittadini affinché si riconoscano le responsabilità degli amministratori e affinché le risorse derivate dalle tasse restino prevalentemente sul territorio. Per chi amministra, alimentando clientele parassitarie con i soldi degli altri, purtroppo finora non ci sono state sanzioni, ma premi perché i clienti, ahimè, rispondono ancora con il voto di scambio. La faccenda però diventa dura se le risorse mancano perché chi le produce potrebbe "arrabbiarsi" e allora per i clienti e i loro "signori" sarebbe finalmente la fine. Bruna Bartolini Consigliere del Popolo della Libertà Circoscrizione 2 © LIBERTA' © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti sono riservati Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA 01447930338.

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Partono le opere al centro dell'inchiesta (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Al via i cantieri per la scuola di Passatempo e l'asilo di San Sabino. "Tutto in regola" OSIMO - Nonostante l'indagine della Procura riguardi anche i due ambiti di trasformazione strategica di Passatempo e San Sabino, il Comune ha ugualmente avviato i cantieri delle opere pubbliche ad essi collegati. Per l'Ats 23 i costruttori edili si sono impegnati a realizzare una nuova scuola elementare, un campo da calciotto e la rotatoria fra via Montefanese e via Cola, tutto a Passatempo, area interessata dall'insediamento edilizio. Per l'Ats 20, invece, i costruttori hanno già aperto da due settimane il cantiere per la nuova scuola materna e asilo nido di San Sabino. "Nonostante gli esposti dei Comitati cittadini ambientalisti ha detto ieri Latini-, abbiamo voluto dare, con coraggio, avvio a queste opere sicuri della nostra correttezza". Il rischio, oltre all'indagine, proveniva dalle nuove prescrizioni della Provincia sul Prg, "ma su questi Ats- precisa il sindaco -, non ci sono rilievi e difatti già domani (oggi per chi legge, ndr) avvieremo i picchettamenti nel cantiere della nuova elementare di Passatempo", che sorgerà vicino alla palestra Europa. La scuola, che ai costruttori costerà 1,39 milioni di euro, ha superficie lorda di 860 metri quadrati a piano unico. Due cicli didattici, uno da 3 aule e uno da 4, più una sala mensa, una di preparazione pasti, una di attività interciclo e una di attività collettive, più 1.655 metri quadrati di verde. Altra opera che sarà realizzata in virtù dell'Ats 23 è il campo polivalente da 45x28 metri adiacente al campo sportivo Muzio Gallo in via Amendola: sarà il primo campo da calciotto di Osimo completamente al coperto, dal costo di 313 mila euro. Dall'Ats di San Sabino, invece, sta già venendo alla luce il nuovo asilo-materna in via Santa Cecilia dal costo di 1,85 milioni di euro. All'occhio non si vedrà altro che un bel giardino, punta di un iceberg che nasconderà una scuola ad un unico piano seminterrato. L'edificio, che così sarà ad impatto ambientale zero, avrà ampiezza di 900 metri quadrati, di cui 450 per il nido, in grado d'ospitare 30 neonati. Il verde esterno che nasconderà l'immobile sarà di 2.730 metri quadrati. Sul Prg finito nell'occhio del ciclone di Comitati, Provincia e Procura, cerca ora di fornire chiarimenti l'assessore all'Urbanistica Giancarlo Alessandrini. "Il Prg che venne adottato dal Consiglio comunale nel 1989 spiega Alessandrini - e che venne poi approvato con tagli dalla Regione, era figlio del suo tempo: negli anni 80 Osimo si stava trasformando da piccola cittadina a preminente vocazione economica agricola a città con vocazione artigianale-industriale. Le direttive di quel piano, pertanto, furono di salvaguardare il centro storico, di sviluppare la città preminentemente verso sud e incrementare la capacità abitativa delle frazioni". Le giunte Latini, secondo l'assessore all'Urbanistica, "hanno dato impulso allo sviluppo di quel Prg dopo quasi un decennio che lo sviluppo urbanistico della città era fermo, bloccato dalle lungaggini della burocrazia". "Attuarlo - sostiene Alessandrini - è stato un atto dovuto per soddisfare le richieste di mercato e le esigenze della città. Parlare di cementificazione selvaggia è contrario alla realtà di quanto avvenuto e alla conformità dello sviluppo urbanistico di Osimo ai piani attuativi vigenti. Certo non si ha il dono dell'infallibilità: sicuramente qualcosa poteva essere fatto meglio soprattutto in sede esecutiva, o qualcosa poteva essere evitato, ma l'attuazione delle direttrici del Prg sono state puntuali e lo sviluppo urbanistico non ha subito deroghe a quelle che erano le previsioni generali approvate nel 96". GIACOMO QUATTRINI,.

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Aumentano le imprese, soprattutto quelle artigiane (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

La nota di Cicconi Massi: la categoria ha però bisogno di essere sostenuta diminuendo la pressione fiscale Aumentano le imprese, soprattutto quelle artigiane SENIGALLIA - Negli ultimi cinque anni il numero delle imprese attive nel Senigalliese è cresciuto dell'1,7%, passando dalle 7.107 unità del 2003 alle 7.228 del 2007. Il comune di Senigallia si è caratterizzato per un incremento del 3,7%. E' quanto emerge da una analisi del centro studi della Confartigianato. Il peso delle imprese attive nell'area sul totale delle imprese con sede nella provincia di Ancona nel 2007 è pari al 17,1%. Nell'area il numero delle imprese artigiane è rimasto pressoché invariato nel periodo dal 2003 al 2007 (+0,2%). Il 30,4% delle imprese attive con sede nell'area senigalliese è un'impresa artigiana. In alcuni comuni tale percentuale risulta maggiore; nel caso di Ripe è del 45,8%. Analizzando i dati relativi al numero di imprese per classi di addetti, si osserva che oltre la metà di esse è di tipo individuale (55.6%). Nel comune di Castel Colonna la percentuale delle imprese individuali sul numero totale di imprese è pari al 73,8%. Nel periodo dal 2003 al 2007 tra i settori in cui si sono verificati aumenti più significativi del numero di imprese attive nell'area, si rilevano quelli delle costruzioni (+14,2%), degli alberghi e ristoranti (+8,1%). Il peso delle imprese di questa area nel settore "alberghi e ristoranti" a livello provinciale è pari al 23,6%. "Anche per quanto concerne le imprese artigiane - sottolinea il segretario della Confartigianato di Senigallia Giacomo Cicconi Massi - nel periodo considerato il settore in cui si riscontra un incremento significativo è rappresentato dalle costruzioni (+12,5%) mentre in calo il commercio e riparazione di beni". Secondo i dati elaborati da Confartigianato, circa 1 impresa su 3 nel settore "alberghi e ristoranti" della provincia di Ancona ha sede in questa area. "Confartigianato - continua Cicconi Massi - ha indicato le priorità della Confederazione: ridurre la spesa pubblica, eliminare gli sprechi, diminuire la pressione fiscale su imprese e famiglie, liberare le imprese dai costi della burocrazia, garantire la governabilità, valorizzare il ruolo della micro e piccola impresa. Alla politica, chiediamo di ascoltare le nostre imprese. Perché sono quelle che trainano l'occupazione: la loro crescita significa quindi crescita sociale ed economica. Ma proprio su queste imprese oggi si scarica un peso fiscale eccessivo insieme ai costi più alti dei ritardi e delle inefficienze del Paese".

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PROCESSI & DETENUTI Ma è giustizia o solo burocrazia giudiziaria?   Paolo Mele senior avvocato p... (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

PROCESSI & DETENUTI Ma è giustizia o solo burocrazia giudiziaria?   Paolo Mele senior avvocato penalista Un tempo si diceva che "la Giustizia è lenta ed inesorabile". Un tempo risalente a un lontanissimo passato di cui si è persa memoria, salvo non voler rimettere tale assioma ad un'eventuale è forse più credibile aspettativa ultraterrena. La Giustizia, infatti, quella che conosciamo noi, oggigiorno, non è semplicemente lenta, ma pressoché imbalsamata e per di più di rarissima inesorabilità. Una situazione per cui la storica scritta tribunalizia "La legge è uguale per tutti" è sempre più percepita dai tanti come un fatto fortuito o ancor peggio come un "benefit" per pochi. Una situazione per cui l'unica ad essere veramente condannata è la Giustizia medesima che, tra sprechi e lentezze, costate ai contribuenti nel corso del solo 2007 oltre 7 miliardi di euro, si è aggiudicata il triste record europeo di circa 200 mila prescrizioni. I processi qui da noi, infatti, sembrano spesso di difficile conclusione. Secondo recenti stime le cause penali pendenti avanti l'Autorità giudiziaria italiana sono circa 5milioni. La durata media di un processo tra giudizio di primo grado ed appello è di oltre 3 anni, ma vi sono punte "d'attesa" che raggiungono i 1.300 giorni per il solo appello, come sarebbe accaduto presso le Corti di Ancona e della Serenissima Venezia. Tempi che più volte hanno determinato la liberazione per decorrenza termini di pericolosi pregiudicati, come è avvenuto qualche giorno fa, con la liberazione di ben dodici boss mafiosi in attesa di giudizio avanti la Corte d'Appello di Messina, una dei quali condannato in primo grado a ben 4 ergastoli. Ma non è un fatto nuovo, poiché già nel 2006 riacquistò la libertà l'erede del clan camorristico Di Lauro grazie ad una fotocopiatrice rotta ed anche il figlio del super boss Riina è recentemente uscito per scadenza termini dal carcere di Sulmona, ove era detenuto nella sezione d'alta sorveglianza. D'altra parte se per fare una sentenza di primo grado capita - come a Gela - che un giudice ci impiega la bellezza di 8 anni (!) cosa si può mai sperare? Eppoi le cose potevano andare anche peggio. Basti pensare che all'inizio di quest'anno erano detenuti nelle carceri italiane circa 49.000 detenuti, "appena" 5.000 in più della capienza ordinaria e se non ci fosse stato il tanto contestato indulto, l'esubero oggi sarebbe di oltre 24.000. Pura follia. Ma i tempi della Giustizia, che a questo punto è più esatto definire burocrazia giudiziaria, non sono così per tutti, per i piccoli delinquenti quelli "on the road": tossici, ladruncoli truffatorelli etc. sono per fortuna molto più spediti ed inesorabili. Una "discriminazione" che, tuttavia, proprio in ragione del diverso trattamento acuisce quel senso generale di giustizia incompiuta, per cui a pagare sono sempre i piccoli, mentre i grandi - talvolta resisi responsabili di reati più gravi e complessi - sembrano godere di un trattamento di favore. Una situazione che appare ancora più evidente quando la lunga attesa si conclude in un nulla di fatto, grazie alle sopravvenute prescrizioni di cui, come si è detto, siamo campioni d'Europa. Eppure paradossalmente tra la galera e le prescrizioni vi è spesso un elemento comune: il silenzio. Il silenzio doloroso ed impotente di chi la galera deve piangersela tutta e quello compiaciuto e talvolta complice di chi beneficiando delle prescrizioni, talvolta ad hoc, di galera non si fa nemmeno un giorno. Senza dimenticare le vittime, le parti offese di ogni reato per le quali, esaurita la vana attesa di un giudizio mai celebratosi, resta l'amara attesa di un progetto di Giustizia tuttora incompiuta.  .

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<E ora alzare le pensioni che sono troppo basse> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

TIZIANO TREU (Partito democratico). L'ex-ministro del Lavoro dice: "Mantenere la riforma appena varata: non si possono cambiare le regole ogni 2-3 anni" "E ora alzare le pensioni che sono troppo basse" "Combattere gli abusi che portano alla precarietà: le imprese che stabilizzano i lavoratori vanno premiate"     Antonio Trentin Due mesi fa Tiziano Treu ha rischiato il non-ritorno in Parlamento. Questioni di equilibri dentro il Partito democratico e di regole (non per tutti) sulla pluri-rieleggibilità. Poi a Walter Veltroni è stato mostrato bello in chiaro che - da interlocutore credibile per il mondo del lavoro come per il mondo delle imprese - il "prof" senatore vicentino-milanese riporterà esperienza a Palazzo Madama. Ed eccolo collocato fuori casa, in un posto vincente, nel "pacchetto" dei big che Roma fa ospitare dalle liste Pd in giro per l'Italia. Nel Pd lei è entrato come liberaldemocratico con Lamberto Dini. E ci è rimasto. L'ex-premier ha sbattuto la porta, ha fatto cadere il governo Prodi e se n'è andato con il Popolo della libertà. Un'area come la vostra perché deve stare di qua anziché di là? Ho motivato anche a Dini le ragioni del mio rimanere nel Pd. Questo partito ha un programma liberaldemocratico e lo può attuare perché ha avuto il coraggio di liberarsi dai condizionamenti della sinistra radicale e di andare da solo alle elezioni. Il centrodestra è più eterogeneo e poco liberale. Un ministro al Veneto: l'ha promesso Veltroni, lo rivendica la Lega, ora lo garantisce anche Berlusconi. Lei è stato l'ultimo in carica. Un ministro può fare davvero molto per la sua regione o è questione d'immagine? Il Veneto e Nord hanno bisogno di politiche che modernizzino veramente il paese, che liberino le energie vitali dai pesi della burocrazia, delle rendite e della spesa parassitaria, che le aiutino a innovare. Un ministro può essere utile, ma lo è di più la coerenza delle politiche. Da candidato in Lombardia, le tocca il caso Alitalia-Malpensa, diventato materia di campagna elettorale... Il caso è grave per tutta l'Italia, non solo per la Lombardia. È segno dell'incapacità delle istituzioni e delle parti sociali di 'fare squadra', come invece è stato per l'Expo 2015. L'Alitalia è fallita per colpe congiunte della politica, dei manager e dei sindacati. Per ora Air France è l'unica offerta presente. Se ce n'è un'altra a brevissimo termine, ben venga, purchè sia di mercato e non faccia conto su sostegni statali: già abbiamo sprecato troppi soldi pubblici. Altrimenti c'è il commissariamento o il fallimento. Secondo lei, che è stato anche ministro dei Trasporti, come si risolve la situazione? Malpensa è stata 'cannibalizzata' da troppi aeroporti vicini e svantaggiata dalla mancanza di collegamenti veloci come hanno tutti i grandi hub. Se si vuole rilanciarla occorre riparare a questi handicap e liberalizzare le rotte aeree. Da fuori Veneto può intervenire con più libertà su questo quesito e le relative controversie: un leader confindustriale come Massimo Calearo che cosa porta dentro il Pd riformista? La candidatura di Calearo, come quella di Colaninno in Lombardia, è un segnale di apertura e di coinvolgimento verso il mondo delle imprese, che il centrosinistra ha finora trascurato. Ovviamente non basta. Occorrono politiche convincenti di sviluppo e di sostegno alle imprese e all'occupazione. I voti dipendono dalle nostre proposte e dalla nostra credibilità. Restando in tema di lavoro: funzionerà l'idea del centrodestra sulla detassazione degli straordinari? Da parte vostra che cosa si propone in alternativa? Il Pd propone di detassare i premi di produzione piuttosto che gli straordinari. Gli straordinari sono già stati resi meno costosi dal governo Prodi, riducendo i contributi sociali. Detassare i premi è preferibile, perché stimola a lavorare non solo di più, come con gli straordinari, ma anche meglio, con maggiore produttività. Inoltre gli straordinari li fanno una minoranza di lavoratori, quasi sempre maschi adulti e quasi mai donne. Il suo nome resta legato a due fasi-clou della riforma pensionistica e dell'operazione-flessibilità sul lavoro. Quali aggiornamenti nella prossima legislatura? La riforma pensionistica appena varata va mantenuta. Non si possono cambiare queste regole ogni 2-3 anni. Ora è necessario alzare le pensioni che sono troppo basse, detassandole e prevedendo una indicizzazione adeguata, rendendola semestrale e legandola a un paniere adatto ai consumi. Sul mercato del lavoro vanno finalmente riformati gli ammortizzatori sociali, estendendoli a tutti, anche alle piccole imprese, e rendendoli attivi per rendere la flessibilità sostenibile, secondo il modello della flexicurity europea. Inoltre vanno combattuti gli abusi che portano alla precarietà: i contratti precari vanno scoraggiati e le imprese che stabilizzano i lavoratori vanno premiate.

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<Ai sindaci autonomia e più fiducia> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ANALISI. Gianpaolo Bizzotto a ruota libera in attesa dell'imminente rinnovo di molte amministrazioni comunali "Ai sindaci autonomia e più fiducia" "Non è possibile governare una città quando Stato e Regione, se ti finanziano, ti dicono come devi spendere le risorse" Abbiamo sempre meno risorse e personale ed il sostegno spesso va a chi spreca" GIANPAOLO BIZZOTTO Sindaco di Bassano     Paolo Mariotto Elezioni. In questi giorni si fa un gran parlare dell'appuntamento elettorale che domenica e lunedì muoverà il Paese per il rinnovo del Parlamento. Tuttavia, oltre alla Camera e al Senato, in più di quattrocento comuni italiani si voterà anche per il rinnovo dei Consigli comunali che, per un motivo o per l'altro, terminano il loro mandato. Ma come si governa un comune oggi? E come sono i rapporti con le istituzioni superiori? Lo abbiamo chiesto al primo cittadino di Bassano, Gianpaolo Bizzotto, il quale non ha offerto un quadro della situazione rassicurante. Anzi. Per risolvere i problemi della gente in modo puntuale, il Comune avrebbe bisogno di più mezzi e di più uomini. Insomma, servirebbe più denaro. Ma, oltre al fatto che negli ultimi tempi questa "materia prima" scarseggia, il problema è che i Comuni sono costretti a spendere come vogliono le istituzioni superiori. "In queste condizioni non si può più andare avanti. Serve più autonomia, libertà e fiducia nei sindaci - denuncia Gianpaolo Bizzotto -. È come stipendiare un padre di famiglia, e decidere per lui come suddividere le spese quotidiane. Ma come è possibile governare una città quando lo Stato e la Regione, se ti finanziano, ti dicono anche come spendere i soldi? Sapremo meglio noi sindaci come vanno investiti i soldi nelle nostre città e quali sono le priorità per la nostra gente, o no? Invece, decidono loro. Ma a questo punto, se non possiamo decidere neanche queste cose, tanto vale che ci siano i sindaci. Mettiamo i Prefetti a governare, - è la provocazione di Gianpaolo Bizzotto - loro sì devono rispondere solo allo Stato". I sindaci, invece, che sono i primi a rispondere alla gente, non possono sopportare ulteriormente queste restrizioni, e parlano del federalismo fiscale come di un possibile toccasana per il nostro Paese in cui si delinea una situazione non più sostenibile che, a detta del sindaco Bizzotto, "non ha pari in altri paesi europei, dove la parola "burocrazia" significa poche norme chiare, e non tante norme ambigue come accade di questi tempi in Italia". Tempi in cui è richiesta più flessibilità anche in ambito pubblico, dove "si continua ad assumere "oves et boves" che poi, producano o no, sempre lì bisogna tenerli. Inoltre, - ha continuato il sindaco - abbiamo sempre più deleghe da amministrare, sempre meno risorse e personale, e come se non bastasse, i trasferimenti penalizzano i Comuni che producono e vanno a sostenere quelli che sprecano". La solita storia, i soliti privilegiati e i soliti "cornuti e mazziati". In questo quadro dalle tinte poco rassicuranti dipinto da Gianpaolo Bizzotto trovano spazio anche le società partecipate come l'Etra, che sostenuta inizialmente dal primo cittadino di Bassano in quanto "era prevista dalle leggi", ora mette un po' di malinconia per gli anni in cui, in tema di acqua e fognatura, ogni Comune faceva da sé. Alla fine, con un paragone d'attualità, il sindaco Bizzotto ha affermato: "se vogliamo ridurre l'Italia come l'Alitalia, allora siamo sulla strada giusta". L'unico modo per far decollare il nostro Belpaese, quindi, secondo il primo cittadino, sarebbe passare al sistema tributario federalista e lasciare più autonomia ai governi locali, in modo che questi possano gestire meglio le risorse disponibili. Ma se in qualche comune italiano non ci fosse la capacità di questa gestione? "Allora subentra il giudice per eccellenza: il popolo". Gianpaolo Bizzotto a ruota libera, alla vigilia di una importante scadenza elettorale che vedrà il rinnovo di alcune amministrazioni comunali. Nel Bassanese si voterà a Rossano.

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VENETO: INDUSTRIALI PADOVA, BUROCRAZIA CI COSTA 170 MILIONI EURO (sezione: Burocrazia)

( da "Asca" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

(ASCA) - Padova, 10 apr - C'e' un fardello che soffoca le imprese. Una tassa un tempo definita ''occulta'' o ''invisibile'', ma che oggi puo' essere annoverata a pieno titolo nel lungo elenco di imposte del nostro Paese. La tassa burocratica costa ogni anno alle imprese della provincia di Padova 170 milioni di euro. Come dire: circa due punti e mezzo di Pil provinciale (2,4%) risucchiato dalle fauci sempre spalancate della burocrazia. Il dedalo di obblighi e adempimenti fa perdere ogni anno alle aziende padovane 1,6 milioni di giornate di lavoro. Per ogni piccola impresa 63 giornate di lavoro (di un dipendente) perse in un anno per bolli e timbri. Un ''danno'' che, a tre giorni dal voto, fa gridare al presidente di Confindustria Padova, Francesco Peghin, che ''la burocrazia e' un'emergenza nazionale da affrontare subito''. ''Chiunque governi - aggiunge Peghin - adotti una terapia d'urto se si vogliono mettere le aziende in condizione di crescere e di reagire a questo momento di difficolta' congiunturale. Siamo stufi di essere costretti a fare gli imprenditori part-time. Vogliamo stare in azienda, a sviluppare prodotti e cercare mercati, non perdere meta' del nostro tempo a inseguire le complicazioni burocratiche''. ''Quasi tutti i partiti - continua Peghin - affermano in campagna elettorale che si tratta di un'emergenza da affrontare subito. Intanto alle Pmi padovane capita di vedersi sottratti 170 milioni solo per obblighi e carte. Ai candidati premier, e a chi si candida a rappresentare il Veneto, chiedo di impegnarsi pubblicamente a liberare le aziende dalla gogna burocratica. Su questo impegno vi giocate la faccia''. A certificare l'entita' del ''danno'' e' Confindustria Padova che ha realizzato un'indagine sul peso degli adempimenti burocratici su un campione di 340 piccole e medie imprese padovane, in collaborazione con la Fondazione Nord Est. Secondo l'indagine Confindustria Padova-Fondazione Nord Est, ogni impresa padovana ''dedica'' in media al disbrigo di pratiche burocratiche una giornata e mezza di lavoro (di un dipendente) a settimana. I tempi si dilatano per le aziende piu' strutturate che devono gestire un maggior carico di adempimenti: il 33,2% di quelle con piu' di 50 addetti perde due o piu' giornate a settimana. Il peso relativo e' invece piu' gravoso nelle realta' piu' piccole che hanno meno persone da adibire a questa funzione. Il conto delle giornate di lavoro perse in un anno per adempimenti e bolli e' di 63 giornate per azienda. Che proiettato sul complesso delle imprese manifatturiere padovane fa un conto salatissimo di 1 milione 652 mila giornate di lavoro ''sacrificate'' alla burocrazia in un anno. Ma qual e' il costo della burotassa in termini di fatturato'? Per quasi meta' delle aziende intervistate (46,2%) i costi burocratici incidono per l'1,5% dei ricavi, per il 18,2% l'incidenza varia dall'1,5 al 3% del fatturato. Il 12,5% calcola che la burocrazia bruci ogni anno una fetta dei ricavi superiore al 3 per cento. Tra le aziende di media dimensione, quasi una su dieci lamenta un'incidenza superiore al 5 per cento. fdm/sam/bra (Asca).

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<Siamo strangolati dalle tasse Tagli all'Ici e il mercato riparte> (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Empoli)" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 2 "Siamo strangolati dalle tasse Tagli all'Ici e il mercato riparte" I PICCOLI PROPRIETARI SITUAZIONE INSOSTENIBILE: IL GOVERNO INTERVENGA ? ROMA ? GIÀ. Come se ci fosse bisogno di un altro ministero. Eppure Giacomo Carini, presidente nazionale dell'Unione piccoli proprietari, è convinto. Su tutto può ipotizzare un risparmio, il Governo a venire, meno che su questo: serve un ministero per la Casa. "Dove finalmente vengano riunite le competenze ora frammentate in tanti dicasteri diversi". Con l'unico risultato che ogni progetto naufraga sotto il peso delle burocrazie incrociate. La questione va affrontata e secondo linee che, racconta Carini, erano state già abbondantemente tracciate al tavolo di concertazione avviato dal ministro Di Pietro. E poi? "Il Governo non ha ottemperato, nonostante fosse stato raggiunto un protocollo d'intesa". Su quali punti? "Una premessa: gli affitti aumentano perché aumenta il costo della vita e, soprattutto, la pressione fiscale. Primo passo, la riduzione delle tasse sui proprietari che, inevitabilmente, riverberano gli aumenti sui locatari. Prendiamo l'Ici e la revisione degli estimi catastali. Si paga. Poi c'è il ricavo dall'affitto della casa che si aggiunge agli altri redditi e fa crescere l'aliquota Irpef. Tutto questo non può che finire sulla controparte, ma in realtà il piccolo proprietario ha tutto l'interesse a mantenere basso il canone perché la morosità dell'inquilino per lui è un dramma". Stiamo parlando di persone che hanno acquistato un appartamento come bene rifugio... "Appunto. E una causa per morosità significa mesi e mesi senza introiti. Ridurre l'Ici non tanto per la prima casa, ma per la casa data in locazione, è nell'interesse della collettività. Al tavolo si era anche ipotizzata una separazione delle rendite immobiliari dagli altri redditi, con un'aliquota fissa al 20%". E i contratti in nero? "Non esistono più. Dopo la Finanziaria 2005 non è possibile fare trucchi, perché se c'è una quota dell'affitto non registrata l'inquilino ne può chiedere la restituzione al proprietario fino a sei mesi dopo aver lasciato l'appartamento. Non conviene a nessuno. Altro punto sviscerato al tavolo, quello dei tempi per la liberazione di un immobile. Se ho comperato una casa perché tra qualche anno serve a mio figlio, come faccio ad affittarla? I tempi esageratamente lunghi mi trattengono dal darla in locazione, perché rischio di non poterla utilizzare al momento del bisogno. Tempi rapidi e sicuri convincerebbero molti proprietari e questo aumenterebbe l'offerta, con conseguente riduzione dei canoni. È una legge di mercato". Poi c'è il tema dell'edilizia popolare pubblica... "Occorre riprendere in mano questo settore. Abbiamo la percentuale più bassa del mondo: il 6% contro il 30% della Germania. Inoltre c'è stato il grande errore della dismissione del patrimonio pubblico che ha complicato le cose. Non esistono più neanche quelle soluzioni di fortuna alle quali ricorrevano gli enti locali. Davvero non si può più aspettare, si tratta di un problema cruciale per la vita dell'Italia. Ci vuole proprio un ministero". Silvia Mastrantonio.

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APERTA LA NUOVA SEDE DEL LICEO (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Avellino)" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Aperta la nuova sede del liceo GIOVANNI SPERANDEO Lauro. La battaglia è finita, finalmente gli studenti del liceo scientifico Mancini di Lauro hanno una vera sede. Dopo anni tra edifici temporanei e container, i ragazzi del liceo hanno potuto finalmente metter piede nella loro nuova e definitiva struttura: quella di via Nazionale, dove ha avuto sede per anni il magistrale. Un edificio quindi già parzialmente idoneo, acquistato dalla Provincia di Avellino e ristrutturato fino a pochi giorni fa, quando è stato consegnato agli studenti. Dieci aule con laboratori e palestra per 150 studenti che potranno far incrementare le iscrizioni. "È un avvenimento importante - spiega il consigliere provinciale Pasquale Bossone - storicamente valido per il Vallo di Lauro. Sono orgoglioso di aver contribuito per consentire agli alunni la possibilità di entrare in un edifico nuovo ed accogliente. Questo era una degli impegni presi in campagna elettorale e siamo riusciti a portarlo a termine. Stiamo già lavorando per la Moschiano-Forino, la strada denominata Santa Cristina e l'allargamento di via Casoria a Lauro". Stessa soddisfazione esprime l'altro rappresentante in seno all'ente provinciale, Trifone Greco: "Finalmente i ragazzi hanno una sede scolastica degna di questo nome dopo una lunga e faticosa battagli contro la burocrazia. L'importante però è aver raggiunto gli obiettivi. Sono molto contento per gli studenti, cui auguro tutto il bene possibile sia per la cultura che per l'educazione alla legalità. Un ringraziamento per i tanti dipendenti della Provincia che hanno dato una mano, dall'ufficio tecnico al nucleo operativo di Migliano e poi la ditta Vivenzio". Ma è già pronta la prossima sfida da parte della Provincia di Avellino per gli studenti del liceo di Lauro: acquistare l'area circostante per ampliare le attività didattiche. Sotto, l'edificio che ospita la nuova sede del liceo scientifico di Lauro.

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CASORIA, IL SECONDO CIRCOLO DIDATTICO DA POCO COSTRUITO è STATO GIà RIDOTTO IN PESSIME CONDIZIONI (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Casoria, il secondo circolo didattico da poco costruito è stato già ridotto in pessime condizioni DOMENICO MAGLIONE Casoria. "È una scuola nuova ma sembra vecchia di anni e i raid vandalici a ripetizione rischiano di ridurla ancora peggio". Non ci sta a subire passivamente il declino dell'edificio scolastico che ospita il II circolo didattico in via Martiri d'Otranto la preside Angela Vitale. "In tre giorni abbiamo subito due assalti - dice il capo d'istituto - i ladri hanno pure rubato il videoproiettore che ci consentiva di proseguire nell'attività di cineforum già bene avviata da qualche tempo. Il sistema d'allarme purtroppo continua a non funzionare nonostante le ripetute segnalazioni: siamo veramente indignati". Va invece meglio per il liceo Ghandhi: dopo le proteste degli alunni, sono pronti a partire i lavori di adeguamento ed ampliamento della sede dell'istituto polispecialistico di via Aldo Moro. Il complesso scolastico disporrà, a lavori conclusi, di un totale di 30 aule per attività normali, 3 aule per attività speciali nonché di nuovi spazi per attività sportive ed uffici amministrativi. Prevista anche la ristrutturazione degli accessi e delle vie di fuga: una volta ultimati i lavori gli alunni potranno contare su una scuola moderna, accogliente e priva di barriere architettoniche. Ma se i problemi del Ghandi, seppure con lentezza, si avviano verso la soluzione giusta, si attende la svolta anche per la scuola media Cardinale Maglione dove i ragazzi aspettano che inizino i lavori per la ricostruzione dell'auditorium crollato ad aprile di tre anni fa, quando al termine della proiezione di un video sulla vita di Papa Giovanni XXIII il tetto dell'edificio, che era stato peraltro di recente sottoposto ad alcuni lavori di coibentazione, crollò come cartapesta. Una frazione di secondi salvò la vita ad una ventina di alunni che erano appena usciti dalla struttura. "Tanto ritardo determina una situazione assai penalizzante che frena lo svolgimento di attività collaterali molto importanti per la formazione dei ragazzi", fanno rilevare alcuni insegnanti. Ad Arpino, invece, è la burocrazia a creare disagi. Venticinque anni non sono stati sufficienti per varare il passaggio di proprietà a favore del Comune della scuola media Puccini di 24 aule. L'edificio, realizzato nel 1983, è di fatto ancora proprietà di privati che, attraverso una apposita convenzione, si erano impegnati a realizzare la scuola in cambio di una concessione edilizia per la realizzazione di strutture commerciali e artigianali nel quartiere periferico cittadino, cresciuto a dismisura anche sotto la spinta del mattone selvaggio. Il passaggio di proprietà dello stabile non è mai avvenuto, nonostante le dichiarazioni di reciproca disponibilità, perché la struttura non risulta ancora accatastata. Gli oneri, per questo, spettano per legge al comune di Casoria in quanto "soggetto attivo di progetto, direzione lavori e collaudo".

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SI SVOLGERANNO alle 15 di oggi, nella pieve di Signa, in piazza Cavour, i funerali di Alessio Beconi (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

SCANDICCI / SIGNA / LASTRA A SIGNA pag. 13 SI SVOLGERANNO alle 15 di oggi, nella pieve di Signa, in piazza Cavour, i funerali di Alessio Beconi... SI SVOLGERANNO alle 15 di oggi, nella pieve di Signa, in piazza Cavour, i funerali di Alessio Beconi, scomparso mercoledì scorso, a 55 anni, dopo anni di lotta contro la Sla. Le esequie erano state rinviate per poter effettuare ulteriori accertamenti sulle cause della morte e per escludere che nella tragedia avessero inciso errori medici o problemi nei macchinari. Alessio Beconi, storico volontario della Pubblica assistenza signese e molto conosciuto in paese, si era ammalato di Sla quattro anni fa. Da allora aveva iniziato la sua lotta contro questa rara malattia, denunciando, anche attraverso il nostro giornale, le pastoie della burocrazia e le difficoltà nel trovare cure adatte.

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HA SOLO una pensione di nemmeno 200 euro al mese e gli era stata pignorata: il tr (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Prato)" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA PRATO pag. 5 HA SOLO una pensione di nemmeno 200 euro al mese e gli era stata pignorata: il tr... HA SOLO una pensione di nemmeno 200 euro al mese e gli era stata pignorata: il tribunale civile di Prato gli ha dato ragione, ma ora dovrà attendere almeno quattro mesi prima di vedersi assegnare di nuovo la suo piccola rendita. Francesco De Giorgi ha 50 anni, abita nella case di via Sotto l'Organo e tira avanti grazie alla rendita mensile di 191,74 euro erogata dall'Inail in seguito all'infortunio sul lavoro che l'uomo ha sofferto il 16 gennaio 1990. Nel corso del tempo si sono accumulate tasse non pagate tanto che De Giorgi ha finito con l'accumulare un debito nei confronti di Equitalia Polis spa per oltre quindicimila euro fra dovuto e diritti di mora. Equitalia ha quindi tentato di ottenere il saldo di quanto dovuto tramite il pignoramento dell'unico bene posseduto dal debitore: la pensione Inail. Così il 29 ottobre ne è stata disposta la sospensione fino all'estinzione di 15 mila euro. Nell'udienza del 27 febbraio scorso il giudice dell'esecuzione Moretti ha però accolto la tesi sostenuta dal legale di Francesco De Giorgi, ovvero che le pensioni rendita per inabilità al lavoro non sono sequestrabili, né pignorabili, come tutti i sussidi di grazia e di sostentamento elargiti da casse di assicurazione, enti di assistenza o da istituti di beneficenza. A sostegno di questa tesi, il legale ha prodotto anche una sentenza della corte di cassazione che precisa proprio che la rendita per l'inabilità lavorativa da infortunio è rivolto all'attuazione di finalità alimentari. Il giudice si è dichiarato d'accordo dichiarando l'estinzione delle procedura esecutiva. Francesco De Giorgi a quel punto ha pensato di poter tirare un respiro di sollievo, ma non aveva fatto i conti con i tempi della burocrazia. Soltanto ai primi di aprile infatti, l'Inail ha provveduto a ripristinare la rendita all'uomo ma solo sulla carta: infatti la comunicazione precisa che De Giorgi avrà le somme lui spettanti a titolo di arretrati, oltre gli interessi di legge, ma non prima di giugno. Il problema è che l'assistito dichiara di non avere altre entrate né fonti di reddito, tanto che attualmente starebbe anche lottando per evitare lo sfratto e il distacco della fornitura del gas. lau.g.

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<Più sicurezza e sviluppo> (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

BAGNO A RIPOLI/FIESOLE/IMPRUNETA pag. 16 "Più sicurezza e sviluppo" "Difenderò le nostre radici e combatterò tutti gli sprechi" ELEZIONI LA CANDIDATA DEL PDL LOMBARDINI PRESENTA IL PROGRAMMA di LEANDRO GIANI SICUREZZA, tutela del territorio e delle attività produttive, salvaguardia delle identità culturali e religiose, meno sprechi e più efficienza. Sono alcune proposte, insieme al sostegno psicologico e finanziario per far restare in famiglia gli anziani e l'incremento dei servizi igienici-sanitari, della lista del Popolo della Libertà. Teresa Lombardini, la sua campagna elettorale è fatta con molta grinta:è lo specchio delle battaglie condotte per An, o l'orgoglio di essere ora candidata sindaco per il Pdl? "E' solo la volontà di proseguire nell'impegno profuso nella passata legislatura, contassegnato da ben 135 fra mozioni, interrogazioni e interpellanze, rivolte alle vere necessità della gente e alla tutela dell'ambiente. Come candidata sindaco del Pdl, intendo continuare a lottare per definire i tanti problemi irrisolti, nell'ottica di una vera alternativa al Governo cittadino che ha fatto sinora acqua da tutte le parti". Diminuerà, secondo lei, la forza elettorale di An dopo che una frangia del partito ha scelto, anche a Impruneta, il volto della Santanchè? "Penso proprio di no. La gente, quella che ha sofferto le distorsioni della sinistra, resta fedelmente attaccata al nostro simbolo. Ho riscontrato peraltro, nei miei tanti incontri con la cittadinanza, che soprattutto nei giovani c'è la volontà di mantenere i propri ideali, ma anche la voglia di allargare i loro orizzonti verso un futuro meno precario.Anche a Impruneta, il Pdl può dar loro questa certezza". A proposito, quando lei dichiara che il Pdl rappresenta l'unica alternativa al Pd e alla sinistra locale, a quale paese pensa per gli imprunetini? "Vorrei riproporre l'Impruneta di un tempo, quando la vita delle persone era molto più sana e vivibile. Per farlo, occorre maggior sicurezza per tutti, rendendo più visibile la presenza sul territorio anche della Polizia muncipale; difendere la nostra identità culturale e storico-religiosa, che da sempre ruota intorno al campanile della Chiesa; dare maggiore impulso a tutte le attività commerciali e produttive locali; eliminare burocrazia e sprechi; creare sviluppo ed intervenire drasticamente sulla rete viaria.

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Frattini: "Il Centrosinistra ha oppresso il nostro Paese" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Il centrosinistra ha affondato l'Italia sotto il profilo economico con una tassazione impossibile e ha completamente affossato il diritto alla sicurezza dei cittadini": così Franco Frattini, per tre anni commissario europeo su sicurezza e terrorismo, ex ministro del governo Berlusconi. Ha parlato ieri sera per il Popolo della Libertà, introdotto dal parlamentare uscente Daniele Galli e dal coordinatore regionale Guido Crosetto. "Il centrosinistra ha oppresso l'Italia con la burocrazia e ora Veltroni parla di necessità di tagliare le leggi: evidentemente lo hanno informato male, perchè nel 2005 abbiamo introdotto il decreto taglia-leggi, per cui ogni nuova norma abolisce quelle precedenti in contrasto con essa. Peccato che il Governo Prodi abbia volutamente ignorato questa opportunità. Lo stesso Governo che ha invertito i ruoli tra vittime e colpevoli, privilegiando questi ultimi: dobbiamo tornare a dare sicurezza ai cittadini e dignità alle forze dell'ordine. Il centrosinistra parla di micromininalità quando qualcuno rapina, scippa, ruba: andate a dire che è microcriminalità alle persone che sono state segnate per tutta la vita dalla devastazione di una casa o da una rapina". E sul ruolo di Malpensa, Frattini ha ricordato che l'aeroporto "in due anni potrà tornare a riavere il suo traffico; l'importante è risolvere la questione Alitalia. Il Novarese è una delle zone che possono ricevere molto dall'economia di Malpensa, così come tutto il Nord Italia".

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Traffico in tilt nella zona sud per l'asfaltatura delle strade (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

P.S. GIORGIO pag. 6 Traffico in tilt nella zona sud per l'asfaltatura delle strade IERI MATTINA, all'altezza delle rotonde presso l'uscita dell'autostrada, traffico in tilt per il fatto che si stavano eseguendo lavori di asfaltatura. Il sindaco Brignocchi non si sarebbe voluto ridurre all'ultimo momento per il rifacimento dei manti stradali però la necessità di reperire fondi e la burocrazia hanno un po' inceppato i suoi programmi. Adesso la città è tutta un cantiere. I lavori di asfaltatura riguardavano via Solferino, la prima strada d'ingresso sud alla città. Ed è stato il caos soprattutto tra le 8 e le 9: intasate le rotonde e lunghe file di auto sulla s.s. 16 Adriatica, sulla provinciale Val d'Ete e sul casello dell'A14. Nel corso della mattinata la situazione è andata migliorando, grazie anche all'intervento dei vigili urbani.

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Caro Carlino, vorrei dire anch'io la mia sulla situazione delle strade della nostra Provinci (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

LETTERE E OPINIONI pag. 12 Caro Carlino, vorrei dire anch'io la mia sulla situazione delle strade della nostra Provinci... Caro Carlino, vorrei dire anch'io la mia sulla situazione delle strade della nostra Provincia. Ho letto la lettera della Provincia che spiega le ragioni di tanto ritardo nella manutenzione. Il guaio è proprio questo: la burocrazia e le troppe competenze che si sovrappongono, nel nostro Paese, prima che si possa decidere (e finanziare) un intervento. In attesa che questo avvenga, le nostre strade (specchio fedele dello stato del nostro Paese) vanno rapidamenrte in malora e prima che si possa rimediare, in genere, è sempre troppo tardi. Basta dare un'occhiata alla Romea... Lettera firmata.

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ELEZIONI/ OLIVIERO TOSCANI: NON VOTO, MORIREMO CHIC, MA (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

IDIOTI Intervistato dal Paìs: i politici peggio prodotto in Italia postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri "L'Italia è oggi il contrario del Rinascimento. Non c'è energia, nè coraggio, il rischio è disprezzato. La creatività è morta per colpa della sicurezza, l'unico cosa certa è il fallimento": parole amare quelle di Oliviero Toscani, il fotografo di Benetton e pubblicista milanese, che promette - in un'intervista al quotidiano "el Paìs" - di non andare a votare, per la prima volta in cinquant'anni. Il titolo dell'intervista è abbastanza irriverente: "Moriremo vestiti all'ultima moda, ma idioti". Toscani è proprio deluso: "Il peggior prodotto in Italia è la politica. I professionisti peggiori del paese sono i politici. Gli incapaci o lavorano nella burocrazia o diventano politici o si trasformano in manager. Per questo l'Italia è ridotta così". Il celebre fotografo, fedele sostenitore dei radicali italiani, dice che andrà al seggio, ritirerà la scheda, ma poi non voterà. E lascerà così vincere Silvio Berlusconi, gli chiede il giornalista: "Non credo che voglia vincere - spiega - non lo vedo molto entusiasta". Per Toscani la Spagna è il nuovo Eden: "Espana, Zapatero, voi sì che siete illuminati!", commenta. La crisi in Italia invece è gravissima: "In cinquant'anni non c'è stata architettura, la precarietà degli intellettuali è la norma, le mamme continuano ad essere grandi 'castratrici' e i professori guadagnano meno degli operai. Non è possibile rifondare il paese, perchè la decadenza non è solo economica, è morale e si trasmette a tutte le ore in tv. Abbiamo vinto per la volgarità. Moriremo eleganti, vestiti all'ultima moda, volgari, vuoti e idioti dentro".

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Udine <I dati che fa vedere (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Udine "I dati che fa vedere ... Udine"I dati che fa vedere Illy non sono completamente veriteri, corrispondono a una descrizione quasi virtuale della realtà. Fa riferimento a dati statistici che hanno come base di partenza il 2001, periodo che ha visto fatti concomitanti che hanno influenzato il sistema nazionale ed europeo: l'11 settembre e l'ingresso dell'Italia all'Euro, che ha corrisposto al dimezzamento del potere d'acquisto delle famiglie e a una grande fase recessiva europea. Migliorare quindi, non è stato poi difficile. Semmai è l'indebitamento che è aumentato. L'economia, fortunatamente non è legata alle scelte dei politici, ma alla bravura degli imprenditori che chiedono meno vincoli burocratici e meno tasse per operare con tranquillità e serenità". Così il consigliere regionale della Lega nord, Maurizio Franz, muove critiche a Intesa democratica.- In questi anni è stato introdotto il taglio selettivo dell'Irap e effettuati investimenti nell'innovazione. È giusto aiutare le imprese virtuose?"Più che virtuose, parlarei di pochi eletti: banche, assicurazioni e grandi imprese, beneficiate in particolare dal taglio dell'Irap. A questa opportunitità le piccole e medie imprese non hanno partecipato, perchè risultava più costoso pagare il consulente o commercialista per fare il calcolo rispetto a rinunciare a vantaggio. La legge sull'innovazione, invece, è una versione aggiornata dell'ultimo provvedimento dell'amministrazione Tondo, come quella per favorire lo sviluppo delle piccole e medie imprese, votata anche dalla Lega perchè ha visto accolta anche la mia proposta per la tutela dei marchi, specie delle piccole imprese"- Cosa sarebbe necessario?"Ci sono settori in grande sofferenza, specie nel commercio. La proliferazione dei grandi centri commerciali (vedi Udine) e nessun limite alle aperture domenicali, metteranno in ginocchio i centri storici, con danno anche per mla edia distribuzione, costi aggiuntivi, e per il consumatore. Pensiamo anche alle commesse con figli piccoli, che nei weekend non dispongono di scuole e asili nido. È squallido che le famiglie, la domenica, si chiudano in un centro commerciale".- Per il settore in generale?"Servono efficaci tagli fiscali; le risorse ci sarebbero azzerando alcune leggi e interventi molto onerosi, come la legge per l'accoglienza degli extracomunitari e il reddito di cittadinanza. Ci sarebbero risorse anche per favorire i servizi e generare nuove imprese".- Anche l'artigianato chiede attenzioni..."Oltre a una riduzione fiscale, servono un taglio della burocrazia e agevolazuoi per trasmettere il mestiere alle nuove generazioni. Ci sono mestieri utili e di enorme di conoscenza che vanno privilegiati perchè ul lavoro autonomo genera ricchezza. Tutti voglioni figli laureati, oggi, e bisogna dare un ruolo culturale anche ai mestieri manuali".- In provincia di Udine, sta soffrendo il distretto della sedia. Ci sono rimedi?"Il Manzanese fa i conti con la concorrenza sleale da Cina, India e altri paesi amergenti. Avevamo già chiesto l'intervento dell'Unione europea con dazi e misure che consentissero alle nostre piccole realtà di avere il tempo per aggregarsi e difendersi da questa concorrenza, che dispone di manodopera sottopagata e disposta a lavorare a turni insostenibili. La svalutazione del dollaro sull'euro ha poi invertito ciò che un tempo era un fattore competitivo. L'insieme di interventi che o esposto nelle altre risposte consentirebbero di tenere il mercato".- Il centrodestra critica anche la politica regionale in materia turistica. Perchè?"Serve una gestione più oculata delle spese per la promozione turistica e i grandi progetti. Inoltre è inaudito che in cinque anni nelle nostre località di mare, montagna e città, non si sia riusciti a realizzare centri termali o di benessere che hanno un forte richiamo turistico. Lo stesso vale per gli investimenti nel settore alberghiero per aumentare ricettività e attirare grandi gruppi, scappati dal progetto per Pramollo. Questo è una grande incompiuta della giunta Illy, prodiga di dichiarazioni e incontri, ma incapace di mettere ancora la prima pietra".Lo.Ma.

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Vicenza, partita a sindaco senza troppi scossoni (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il rischio è il ballottaggio, che cade a metà del lungo ponte di fine aprile Vicenza è la porta del doppio voto nel Veneto.Città simbolo del centrodestra:Silvio Berlusconi l'ha scelta per parlare alle imprese eUmberto Bossi per farne la sede del Parlamento del Nord. È stata l'unica tappa elettorale del cavaliere nella regione.Città simbolo del centrosinistra che cerca la rivincita da dove una vicenda tempestosa come quella della base americana ne ha incrinato rapporti e credibilità. QuiWalter Veltroniha voluto come capolista alla Camera l'industrialeMassimo Calearo anche per dimostrare attenzione alla questione settentrionale.È il classico capoluogo con struttura di voto politico ben delineata: 54\% contro 46\%, ma alle comunali la frammentazione eccessiva di liste può portare direttamente al doppio turno. E c'è un rischio, legato alla partecipazione: il ballottaggio del 27 aprile cade nel mezzo di un ponte lungo, tra la Festa della Liberazione e la Festa del Lavoro.L'ultima voltaEnrico Hullweckdella Casa delle Libertà col 53,8\% superò al secondo turno il candidato dell'Ulivo, ma fu determinante il dieci per cento portato in dote dalla Lega. Adesso il Pdl presenta un candidato unico,Lia Sartori, eurodeputato, già presidente del Consiglio regionale. Il Pd schieraAchille Variati, sindaco della città negli Anni Novanta. Scontro forte e in mezzo incognite che potrebbero far saltare equilibri fragili: da una parte la lista Cicero, ex assessore di An al traffico; dall'altra la lista del no al Dal Molin. In qualche modo il risultato dipenderà dalla capacità del centrodestra di ricompattarsi.Come la maggior parte dei capoluoghi del Veneto, Vicenza non ha grandi problemi. Sono città pulite, solide, con bilanci tranquilli, una burocrazia amministrativa che obbedisce e garantisce. "A guardare le città del Nordest viene da chiedersi come mai a livello locale emerge una classe dirigente, sia di centrodestra sia di centrosinistra, ma quando si sale più in alto è difficile mantenere questo grado di efficienza?", domanda il politologoPaolo Feltrin. Elezioni non particolarmente combattute. Forse schiacciate dalla campagna elettorale nazionale, dal clamore mediatico; forse addormentate dall'aria di un aprile impazzito che porta il gelo dell'inverno pieno, rovescia pioggia come la primavera e riscalda di colpo quasi fosse arrivata l'estate.La città è forte di colori chiari, fastosa di archi, di logge, di colonne. Il segno di Palladio è ovunque, dalla Basilica alla Rotonda; e non solo perché si celebrano i 500 anni dalla nascita dell'architetto del Rinascimento. Città Unesco, patrimonio dell'umanità, ma insolitamente nessuno ha mai chiesto un euro di contributo all'Unione Europea. Sorta in un angolo del Veneto, dove già si vedono le montagne, quasi come un'invenzione scenografica e per capire basta entrare nel palladiano Teatro Olimpico. Guido Piovene trovava per i suoi concittadini un unico aggettivo e lo ripeteva: "Vanitosi". E senza nemmeno il compiacimento che viene attribuito ai veneti.Una città di quasi 115 mila abitanti, il 12\% è costituito da immigrati in gran parte giovani. Ma un terzo della popolazione è fatto di gente di oltre 65 anni. E c'è un problema: la solitudine; su 50 mila famiglie quasi la metà è composta da una sola persona, in maggioranza di tratta di donne; 13 mila da due persone. Anche città inquinata: per 200 giorni all'anno è la terza in Italia per smog.Città che ha paura degli scossoni, che fatica a spiegarsi ciò che esce dai confini prestabiliti. È bastato che l'industriale Massimo Calearo si candidasse col Pd perché i toni della polemica salissero. Dice Calearo: "Ne vale la pena, anche se è strano scoprire che c'è ancora chi ha paura dei comunisti. Mi sono fatto l'idea che la gente ha voglia di politica, però è stata abbandonata dalla politica".Che effetto da trovarsi in una lista di sinistra per quello che era chiamato il "falco" di Confindustria? "Preferisco essere chiamato il falco che la pecora. Quando uno ha un ruolo deve portarlo sino in fondo e questo ho fatto nella vertenza per il contratto dei metalmeccanici".Su Vicenza, Calearo ha la sua idea: "Occorre bloccare certe velleità di poteri forti che vorrebbero comprarsi la città. Vicenza non è mai stata veramente capoluogo di provincia, soffocata spesso da realtà forti come Bassano, Schio, Thiene".Ed ecco che la città viene avanti, un po' sospesa, quasi faccia fatica ad affermare la propria identità. Il sospetto rischia di trasformarsi in certezza: vogliono far passare a Vicenza i treni ad alta velocità, ma non farli fermare. Sempre e per tutti una città di transito.DiceAchille Variati, candidato del Pd: "Questa è una città che ospita da oltre cinquant'anni una grande base americana che occupa in tutto 1.200.000 metri quadrati, con caserme, quartieri, villaggi. Adesso è stato chiesto di consegnare un'altra grande area verde a nord per altri 400 mila metri quadri, senza che nessuno - a qualsiasi livello - abbia avvertito il dovere di informare i vicentini. Se verrò eletto aprirò una consultazione per sapere se si può negoziare la nuova concezione. Intanto, ho firmato un impegno di battermi contro la costruzione. Vicenza oggi è divisa, arrabbiata, è una città senza rappresentanza".Città divisa, anche nelle categorie. È difficile mettersi d'accordo, così la Camera di Commercio è commissariata, come l'Unione Industriali, come lo è stata la Banca Popolare. Fingono di non capirsi, quasi che parlino linguaggi diversi, che ognuno s'inventi una propria lingua e la eserciti in forma parossistica di narcisismo. Vanitosi persino nelle parole, anche in quelle che servono solo a prendere tempo, a ingannare. Città che, però, negli equilibri apparentemente fragili consolida i poteri che contano realmente. Due esempi: il gruppoGiuseppe Maltauro, storica impresa vicentina, ha appena vinto l'appalto della Fiera per 67 milioni di euro; leCoop rosse si sono aggiudicate l'appalto per il Dal Molin, valore 245 milioni di euro. InvanoDario Foè arrivato per gridare allo scandalo.Lia Sartori, candidato sindaco del Pdl, ha uno slogan: "Fare di Vicenza una città nella quale tutti vorrebbero vivere". Spiega: "Non è una città che ha grandi problemi, i miei sono obiettivi di buona amministrazione: gestire l'azienda municipalizzata che è rimasta indietro rispetto ad altre realtà; garantire la sicurezza, ma anche spingere i vicentini a non chiudersi in casa alle sette di sera; rompere la solitudine degli anziani; avere più attenzione per i nuovi poveri".E sul Dal Molin? "Si può rivedere la localizzazione, non la decisione. È una scelta chiusa, sono già stati assegnati gli appalti, ma spero ci resti la possibilità di ridiscutere alcune cose per rendere minore l'impatto sul territorio urbano".Nel mezzo due liste che rischiano di scompaginare i giochi.Claudio Cicero è stato assessore di An alla mobilità e al traffico. Lo hanno soprannominato "assessore rotatoria" e lui ha messo la rotatoria nel simbolo elettorale. Cicero dà per scontato il ballottaggio: "Il Comune di Vicenza ha oggi oltre allo storico Palazzo Trissino la bellezza di sei sedi! Una macchina che va messa assieme". In caso di ballottaggio? "Chiederemo un confronto sui programmi, ma è più facile che il programma del centrodestra sia più affine al nostro".La differenza è soprattutto sul Dal Molin.Cinzia Bottene spiega la presenza della lista "No Dal Molin" così: "È stata una pagina nera e non solo per la politica cittadina. Nel silenzio, senza trasparenza, è stato imposto alla città un ruolo totalmente subalterno. Dal Molin è un cantiere che abbiamo tenuto aperto perché la città ci ripensi. Il Comune ha la possibilità di ridiscutere, di fare una consultazione".Fernando Bandini è la voce critica di Vicenza, l'intellettuale che cerca di risvegliare la città. Il poeta, famoso anche per i concorsi internazionali vinti con i versi in latino, lo fa quasi in solitudine. La città che è stata diGoffredo Parise, diNeri Pozza e diVirgilio Scapin, da tempo si è assopita. Dice Bandini: "Il buco più terribile è quello della memoria, ormai nessuno conosce più la città. Vicenza si dimentica in modo totale. Ci vuole al governo gente che abbia giocato all'interno degli oratori, abbia percorso le strade e ci sia cresciuta in mezzo. Non gente nata sotto i cavoli. Avere memoria vuol dire conoscere".Pessimista? "So che a un certo momento bisogna credere come Giobbe "in spe contra spem". So che bisogna tentare di scegliere strade migliori, cercarle affannosamente. Parlo di problemi concreti non di suggestioni intellettuali. Noi intellettuali oggi valiamo come il due di coppe, nessuno ci consulta, nemmeno quelli per i quali diciamo di votare".Questa era la città simbolo della "Balena bianca" al tempo in cui la Dc alle elezioni superava il 60 per cento dei voti. Questa era la città diMariano Rumor, il solo veneto che nell'Italia repubblicana sia stato Presidente del Consiglio e segretario nazionale della Democrazia Cristiana."Qualche volta rimpiango la Dc, con la sua funzione educatrice democratica", chiude Bandini.

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La moda di successo in Veneto grazie alla cultura del lavoro (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

COSTUME & SOCIETÀ La moda di successo in Veneto grazie alla cultura del lavoro TREVISO - La differenza tra il Veneto e il mondo? "Molta" - risponde uno dei più accreditati imprenditori che nel Nordest ha dato vita a un 'impresa di abbigliamento che piano piano si è trasformata in un impero.Cinquantenne o poco più,Rinaldo Lorenzon è un industriale che muove fili importanti nel made -in-Italy di linguaggio alto. "Usciamo dal periodo più nefasto, il peggiore che io ricordi per il settore dell'abbigliamento" - precisa l'industriale trevigiano nel corso del meeting organizzato per stampa e specializzati presso la Dressing, che produce in Veneto griffes prestigiose."Il nostro è un successo di produzione e di distribuzione che si deve alla organizzazione del lavoro, all'attenzione per ogni piccolo dettaglio: in poche parole al fatto che siamo in Veneto dove il "modo" di lavorare è di per sé una formula vincente. Tutti i tentativi fatti in altre regioni mi hanno deluso: ovunque veniva a mancare quel valore aggiunto che i Veneti sanno dare al lavoro. L'imprenditore per il quale si lavora viene considerato da noi uno che come te cerca di dare il meglio: e se anche l'ultimo addetto ai servizi comprende di far parte comunque dell'ingranaggio, il successo - che in questi casi è garantito - diventa anche suo: "nostro". E' una forma di dignità culturale che impone di identificarsi con il proprio lavoro".In questa come in altre importanti aziende venete, quando si entra si ha l'impressione di arrivare a casa. Pacati i modi, bandite le nevrosi da stress "termine foresto poco impiegato" , sereno l'approccio anche quando si deve affrontare un problema che esige soluzioni drastiche e improcrastinabili.In un contesto economico che ha toccato punte al ribasso pesanti, il mondo dell'abbigliamento in generale manifesta uno scetticismo pericoloso, una caduta di speranze nei confronti della ripresa del lavoro in Italia "umiliato da mille vessazioni, colpito da costi esorbitanti, paralizzato - sottolinea Lorenzon - da una burocrazia che ha costretto tanti creativi artigiani ad emigrare. Crollato come sappiamo il mercato nazionale, attestato il rifiuto per i multimarket, negozi dove si tengono varie griffes, le aziende hanno optato per il retail e anche noi abbiamo aperto vari punti vendita "monomarca" per le nostre griffes nei paesi che compongono oggi la mappa del mercato più ambita: in Europa, da Mosca a Istanbul, in Giappone, in Australia, in Asia, nel Medioriente, Abu Dhabi, Dubai".Creature "Dressing" sono Roberto Cavalli Street , Ermanno Scervino (uomo e donna) e "Roberta Scarpa" (moglie di Rinaldo Lorenzon): stilista di grinta allineata al trendy della moda, apprezzata con standing ovations soprattutto per le stampe inimitabili che la aiutano a raccontare per immagini la sua venezianità.Luciana Boccardi.

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Ginevra Le chiamate dal cellulare (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

GinevraLe chiamate dal cellulare costano poco, ma la burocrazia e le tasse pesano anche sull'innovazione tecnologica. L'Italia perde così quattro posizioni e scende al 42. posto nell'ultima classifica del Global Information Technology Report sulle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. In vetta alla graduatoria -pubblicata a Ginevra dal World Economic Forum (Wef)- è nuovamente la Danimarca che si "riconferma l'economia con il più alto livello di preparazione alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (Ict)", seguita da Svezia e Svizzera.Tra i primi venti Paesi in classifica, ben undici sono europei, osserva il Wef. Gli Stati Uniti, leader mondiali dell'innovazione in materia di Ict, sono saliti di tre posizioni al quarto posto su un totale di 127 Paesi, mentre la Corea del Sud ha conquistato 10 posizioni piazzandosi tra le prime dieci nazioni al mondo, al nono (9) posto.Rispetto alla classifica dell'anno scorso, quando risultava 38. l'Italia è invece scesa di quattro gradini. Con un punteggio di 4,21 (contro il 5,78 della prima in classifica) è preceduta da Ungheria (37), Barbados, Puerto Rico, Tailandia e Cipro. "In termini assoluti e di punteggio l'Italia non è però peggiorata. Anzi c'è stato un piccolissimo miglioramento.Ma in termini relativi altre nazioni sono cresciute più dell'Italia", ha commentato Irene Mia, Senior Economist del Global Competitiveness Network presso il Wef e coeditore del Rapporto. Come gli anni scorsi, l'Italia risulta scavalcata dalle altre grandi nazioni industrializzate.Sul punteggio dell'Italia pesano soprattutto il fardello della burocrazia (124. posto), delle tasse (123) e la bassa priorità data dal governo alle Ict (110). Solo tre o quattro paesi al mondo che sul fronte dell'Itc hanno una burocrazia peggiore e tasse più alte.Ma i primati non sono solo negativi. I migliori risultati sono ottenuti dall'Italia per il basso costo delle chiamate di telefonia mobile (seconda al mondo) e della banda larga (terza), numero di utenti di telefonini (sesta) e uso delle Ict da parte del governo (quinta)."In generale, l'Italia ha buoni indicatori di penetrazione ed i problemi sono soprattutto di carattere strutturale", ha analizzato Irene Mia sottolineando punti deboli quali i mercati troppo regolamentati e le carenze nella ricerca (94. posto per la qualità delle istituzioni di ricerca scentifica) e dell'educazione.Il Wef sottolinea quest'anno i buoni i risultati di numerosi Paesi europei e del Nord Europa in particolare. Dopo Danimarca, Svezia e Svizzera (salita di due posizioni), seguono infatti la Finlandia (6, meno due posizioni), Paesi Bassi (7, -1), Islanda (8), Norvegia (10), Regno Unito (12, -3), Austria (15, +2), Germania (16), Estonia (20). La Francia è salita di due posizioni al 21. posto e la Spagna risulta 31ma."Negli ultimi sette anni le nazioni del Nord Europa si sono regolarmente piazzate fra le prime dieci della classifica, mettendo in evidenza considerevoli tassi di penetrazione e diffusione delle Ict. Risultato riconducibile soprattutto alla costante focalizzazione sull'educazione e sistemi di formazione nazionali di prim'ordine, a una cultura dell'innovazione con una spiccata predisposizione pubblica e privata allo sviluppo e all'impiego di nuove tecnologie, nonché a un contesto economico e normativo favorevole", ha affermato Mia.Nella classifica 2007-2008, la Cina si piazza 57. (+2), il Brasile è 59. (-6), l'India è 50. (-6) e la Russia 72. (-2). Ultimi in classifica Burundi (126) e Ciad (127).

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Imputato sparito, vittima morta: a Milano processo ai fantasmi (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL DIBATTIMENTO PIÙ SURREALE DEL MONDO OBBLIGATORIO PER LEGGE Imputato sparito, vittima morta: a Milano processo ai fantasmi Un colossale spreco che nessuno riesce a fermare MILANO L'ennesimo paradosso della giustizia italiana. Un senegalese di cui da anni si sono perse le tracce è da ieri a giudizio in un processo in cui è accusato di calunnia nei confronti di un bergamasco deceduto. Un processo a fantasmi. Tra obbligatorietà dell'azione penale, lentezze varie e leggi contraddittorie, veri giudici e veri avvocati si dovranno confrontare su un caso che il buon senso suggerirebbe di chiudere e che invece la burocrazia obbliga a tenere aperto, con spese inutili per lo Stato. Nel settembre 2003 un settantenne di Bergamo decide di vendere l'auto mettendo un annuncio sul giornale. Risponde un senegalese di 44 anni, Ameth, documento di residenza regolare in Italia: dopo una veloce trattativa acquista il veicolo pagandolo con un assegno di 1880 euro. Ma è scoperto, staccato da un libretto di cui il senegalese ha denunciato la scomparsa alla polizia. Così quando l'anziano si reca in banca non solo non può incassare ma viene denunciato per furto e ricettazione. Il senegalese scompare assieme all'auto. All'anziano non resta che affrontare la legge. Nel maggio 2004 spiega ai carabinieri di essere stato vittima di un raggiro e presenta una controdenuncia per calunnia. Scatta l'indagine, il fascicolo dopo una giacenza di qualche anno nella procura di Bergamo viene passato per competenza a quella di Milano. Si apre un nuovo fascicolo, numero 34343, che rimane a prender polvere in attesa che le ricerche del senegalese si svolgano sul territorio nazionale. Accertato che Ameth non si troverà, scaduti i tempi delle indagini dopo diverse proroghe, l'inchiesta è formalmente chiusa lo scorso 6 settembre. La conclusione delle indagini viene notificata un mese dopo a un avvocato d'ufficio nominato dalla procura: il suo studio, nel cuore di Milano, per Ameth l'irreperibile, diventa domicilio. A metà novembre il bergamasco muore, perlomeno con la soddisfazione di aver visto rinviare a giudizio il suo truffatore. Il 30 gennaio il gup manda a processo il senegalese ben sapendo che l'anziano è deceduto e quindi non potrà mai costituirsi parte offesa nè vedersi risarcire il danno, a meno che - in teoria - qualche parente decida di far valere i diritti. Il processo va avanti. Ieri prima udienza, poi il rinvio a settembre. Oltre alle spese di giustizia che lo Stato è costretto a pagare (avvocati d'ufficio: 52,50 euro a udienza; ufficiali giudiziari: 1 euro a notifica) alla beffa non c'è fine. In caso di condanna definitiva se l'imputato non sarà rintracciato sarà impossibile eseguire la sentenza. Se invece qualcuno mai lo troverà, il senegalese - sostenendo di non essere stato messo al corrente del procedimento a suo carico - potrà far valere la cosidetta "restituzione in termini" che, se accolta dalla Corte Europea dei diritti dell'uomo, rischierebbe di azzerare il processo in tutti i gradi. E di farlo ripartire, tutto da capo.\.

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"Sindaci e assessori: lottiamo per lo sport" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Colloquio Luigi Ivo Bensa presidente del Coni di Imperia BRUNO MONTICONE "Sindaci e assessori: lottiamo per lo sport" SANREMO Sport in provincia di Imperia: come vanno le cose? "Per certi versi bene. Quella di Imperia è una provincia che sta cambiando, che gioca, si impegna ed è capace di scoprire, giorno dopo giorno, lo stupendo mondo dello sport. Ci sono dirigenti affidabili e tecnici esperti che si sacrificano quotidianamente per far crescere i nostri vivai. Ed è proprio per questo che non dobbiamo disperdere questo nostro patrimonio, per non vanificare tanti sforzi". A parlare è Luigi Ivo Bensa che dello sport, in provincia di Imperia, è l'emblema. Un presidente di lungo corso del Coni provinciale. Un record di durata e longevità dirigenziale. Bensa è un entusiasta. Non potrebbe esserlo diversamente per reggere tanti anni di pressione su una poltrona sicuramente prestigiosa, non sempre comoda. E il suo è un osservatorio privilegiato per valutare lo stato di salute dello sport imperiese. Dove tutto sembra andare bene. "Sì, ma è proprio questo crescente interesse e sviluppo dello sport che va tutelato - dice - Perchè c'è anche il rovescio della medaglia, le difficoltà che incontra l'avviare i giovani alla pratica sportiva. Non è un problema imperiese, è un problema nazionale". "La realtà - continua Bensa - che tutti noi, operatori sportivi, sperimentiamo ogni giorno è che, purtroppo, oggi, diviene sempre più difficile stimolare i giovani all'avviamento dello sport: ormai stanno davanti ai loro computer, la sera vanno in discoteca e la sirena dello sport sembra interessare sempre meno". Un problema non da poco perchè coinvolge il problema dei valori. Con conseguenze di ordine sociale. Le istituzioni non sempre aiutano lo sport di base sempre più avvinghiato da burocrazia, fisco o blocchi di ogni genere. "Il Coni, le federazioni e gli enti di promozione - aggiunge Bensa - hanno già avvertito questo disagio. Ma purtroppo, oggi, il sistema del volontariato e dell'associazionismo sportivo puro, slegato agli interessi economici dello sport professionistico, vacilla in maniera pericolosa. Aggravi fiscali, obblighi burocratici sempre più numerosi, mancanza di risorse economiche, anche sul piano dei contributi di enti locali e sponsor, stanno uccidendo un sistema che, da sempre, ha permesso, a giovani e meno giovani, di praticare lo sport. Siamo arrivati, probabilmente, ad un punto di non ritorno. Se si continua così, l'intera impalcatura sportiva rischia di collassarsi". Un'analisi preoccupante che sembra stridere con i "numeri", abbastanza ottimistici, dello sport provinciale sul fronte più strettamente agonistico. Non sempre altrettanto ottimistici, però, sul fronte finanziario ed organizzativo. Rimedi possibili? "Occorre - è l'appello di Bensa - che sindaci e assessori si impegnino a trovare soluzioni idonee, occorre sedersi attorno ad un tavolo e lavorare con lungimiranza e grande impegno. Rivolgo un forte appello di responsabilità ad istituzioni ed enti locali. Il Coni sarà al loro fianco in questa battaglia. Che ha un obiettivo importante: la vita dei nostri club e del nostro sport".

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Montezemolo sui contratti "Accordo con chi ci sta" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRESSING SUI SINDACATI DURANTE LA MISSIONE IN EGITTO GOVERNO-CONFINDUSTRIA Montezemolo sui contratti "Accordo con chi ci sta" "Non possiamo permetterci altri 4 anni di immobilismo" [FIRMA]ANTONELLA RAMPINO INVIATA AL CAIRO Un abbraccio tra Prodi e Montezemolo sotto gli occhi di Passera, Scaroni, Colaninno (senior), Conti, Moretti, Vattani, Faissola spersi in una folla di imprenditori. Prodi "commosso", e Montezemolo che sospira, "mi mancherano queste missioni". Un elogio di entrambi a Emma Bonino. Hanno lavorato bene insieme, "abbiamo fatto squadra" dice Montezemolo. Per tutti e tre, è l'ultima missione governo-Confindustria all'estero. Per Montezemolo è la ventunesima, "in quattro anni abbiamo portato nel mondo 7mila imprese italiane, nel 2004 faticammo a metterne insieme cento per Pechino: oggi qui al Cairo in un solo pomeriggio ci saranno mille one-to-one di imprenditori italiani con colleghi egiziani". Un successo, "gli egiziani ci hanno accolti come neanche Sarkozy". Vale anche per Prodi, che si produce in una bilaterale piena, con tanto di faccia-a-faccia con Mubarak che gli ha chiesto di recuperare in giugno la visita a Roma saltata, lo scorso 29 gennaio, per la caduta del governo. Che cosa non si fa per l'export italiano. Gli ultimi dati del Fondo Monetario Internazionale confermano la crescita italiana inchiodata a un misero 0,3 per cento, anche se non ci sarà recessione. Ma "mentre la competitività del Paese cala, l'export rimonta in maniera straordinaria, ben superiore alla media europea". I due dati sembrano un'ulteriore "anomalia italiana", ma non è così. Significano che "le imprese italiane hanno accettato la globalizzazione e la concorrenza, che si sono rimesse in moto". E che intanto invece il sistema politico è fermo, non decide, "culla gli italiani nell'illusione che si possa ignorare il mondo in cui anche le nazioni, oltre che le imprese, competono per attrarre investimenti". È lì che nasce quello che Montezemolo non chiama il declino italiano: "Il Paese è fermo, non funziona, e ci stiamo abituando alla burocrazia, al malfunzionamento della giustizia per la quale oggi solo il 10 per cento dei condannati sconta la pena, alla cooptazione invece che al merito, alla mancanza di mobilità sociale". Un Paese "chiuso in assurde discussioni politiche". Quando invece "il tempo dell'ordinaria amministrazione è finito". Il messaggio è alla politica, che illude il Paese "evocando il futuro come risorsa per realizzare il presente: sapete qual è il costo della mancata crescita degli ultimi 15 anni? 210 miliardi di euro. Quanti asili nido, quante strade, quanto ripianamento del debito pubblico si sarebbe potuto realizzare?". Dunque, "occorre un nuovo patriottismo". Le cose da fare sono chiare, "opposizione e maggioranza lavorino assieme per il bene dell'Italia, qualunque sia il risultato del voto perchè star fermi nel mondo di oggi vuol dire andare indietro". Non vuol parlare di politica, Montezemolo, a quattro giorni dalle elezioni allontana da sé potenziali endorsement e fantomatiche scese in campo, "ma siamo chiamati a ricostruire il Paese dalle fondamenta, e dobbiamo contribuire tutti, tutta la classe dirigente è chiamata a un'assunzione di responsabilità". Ci vuole "una politica forte, coraggiosa, che sappia decidere, e uno Stato autorevole, profondamente riformato". Ci vuole "un nuovo patriottismo". Anche i sindacati, soprattutto i sindacati debbono fare la propria parte. "Il contratto nazionale non può essere l'unica forma di contrattazione, ma solo una cornice. Il confronto su questo deve avvenire senza sbornie ideologiche, o le imprese saranno costrette a rapporti diretti coi lavoratori". Che la Cgil apra alla contrattazione di secondo livello, anche perché "nel 2008 le condizioni a Bergamo o a Ragusa non sono le stesse".

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Fernando Lugo: l'uomo di Dio che infiamma il Paraguay (sezione: Burocrazia)

( da "Articolo21.com" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ELEZIONI IN AMERICA LATINA Fernando Lugo: l'uomo di Dio che infiamma il Paraguay di Mariavittoria Orsolato (Asunciòn 8 aprile 2008) - Il ciclone che sta scuotendo la politica paraguayana ha il volto, la voce e il carisma di Fernando Lugo, teologo della liberazione con il sogno del socialismo. Cinquantaseienne ed ex vescovo di San Pedro, una delle diocesi più povere del Paese, Lugo si è imposto all'attenzione mondiale dopo aver guidato una manifestazione di protesta contro il governo del Partido Colorado e aver ufficializzato di lì a poco la sua candidatura alle elezioni presidenziali che si terranno il prossimo 20 aprile. La sua Alianza Patriotica para el Cambio (APC) sembra essere la risposta concreta a 60 anni di egemonia del partito ultraconservatore più longevo della storia dell'America meridionale. Dopo 35 anni di dittatura e 17 di "democradura", come la chiamano qui ad Asunciòn, il "vescovo rebelde" vuole pareggiare i conti con quelle 500 famiglie che detengono il 90% della ricchezza del Paese e instradare il Paraguay verso un futuro di equità sociale e diritti civili. In molti vedono in lui la prosecuzione di quel processo radicale che sta cambiando la morfologia politica dell'America Latina, ma se per il Partido Colorado è il "Chavez paraguayano", altri preferiscono definirlo semplicemente il vescovo dei poveri perchè, come cantano a squarciagola i suoi fedelissimi, "Lugo tiene corazon !". Recentemente sospeso a divinis da Santa Madre Chiesa a causa della sua discesa in campo, Fernando Lugo è appoggiato da quello che rimane della sinistra paraguayana dopo le purghe dittatoriali dell'era Stroessner, 20 piccoli partiti tra cui il movimento indigeno Tekojoja, che in guaranì, la lingua indigena, significa "uguaglianza". La sua candidatura, acclamata a gran voce con la raccolta di 100.000 firme, ha il vantaggio di essere sostenuta da larghi strati della popolazione paraguayana, dai campesinos agli studenti universitari, dai senza terra agli indigeni. Nonostante le numerose minacce di morte e la massiccia campagna denigratoria che il Partido Colorado sta portando avanti nei suoi confronti, Lugo sembra confidare molto nella vittoria. "Il problema qui sono i brogli - spiega Miguel Angel Lopez Perito, capo della campagna elettorale dell'APC - esistono 26 modi diversi di falsare il risultato delle elezioni. Il più gettonato è quello di di comprare i voti, solo che il Partido Colorado qui si compra direttamente il seggio, 1500 dollari circa a seggio". Per evitare questa eventualità, l'APC sta cercando di ottenere il permesso di pubblicare i risultati degli spogli su internet, in modo da renderli trasparenti alla comunità internazionale, "Ma la burocrazia è un freno molto potente" conclude sconsolato Lopez Perito. La partita ad Asunción da qui al 20 aprile è comunque apertissima. L'ex-vescovo nei sondaggi ha il 35% circa dei voti, lo seguono con il 23% la candidata ufficiale del Partito Colorado, Blanca Ovelar, prima donna a candidarsi in un Paese che rivendica con forza il suo "machismo", e il candidato indipendente, l'ex golpista ed ex capo delle Forze Armate paraguayane Lino Oviedo che conta sul 20% delle preferenze e che sta conquistando terreno a forza di offrire pasti gratuiti agli indigenti di Asunciòn. Proprio la rivalità tra Lugo e Oviedo, scarcerato ad hoc dopo una pesante accusa di omicidio ai danni dell'ex vicepresidente paraguayano Luis Maria Argana, sarà il quid delle ultime settimane dell'accesa campagna che ha già raggiunto un risultato: quelli che sempre hanno stravinto, questa volta rischiano di perdere. 10/04/2008 - Letto 14 volte.

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Strano Stato, fra supertasse e mani bucate (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Sondrio, La" del 10-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Può sembrare contraddittorio, ma gli ultimi dati ci trasmettono l'immagine di un'Italia che al tempo stesso conosce entrate pubbliche crescenti (+ 10,5% nel periodo gennaio-febbraio) mentre pure il debito pubblico aumenta sempre più: attestandosi a gennaio a 1.621 miliardi di euro, rispetto ai 1.596 miliardi del dicembre 2007. Com'è possibile? Si tratta dell'effetto combinato di una maggiore tassazione accompagnata da un incremento ancora più alto della spesa. Perché se lo Stato ci spreme più che in passato ma con velocità perfino maggiore dispensa risorse, è chiaro che i conti pubblici peggiorano. Questa impennata delle uscite può anche essere collegata all'imminenza delle elezioni. Da tempo, gli studiosi di finanza pubblica hanno rilevato quello che chiamano "ciclo elettorale": perché è comprensibile, anche se deprecabile, che nei pressi del voto i politici di ogni colore cerchino il favore popolare distribuendo favori e prebende: sia al centro che in periferia. A questo punto c'è solo da augurarsi che si volti pagina. Dopo la sbornia di risultati che si annuncia per i prossimi giorni, con il solito corteo di polemiche, l'Italia sarà infatti chiamata ad affrontare i concretissimi problemi di sempre: servizi disastrati, un Sud che sprofonda, scuola e università dominate da burocrazia e irresponsabilità, un'economia reale soffocata da oneri fiscali e burocratici. (...) segue a pagina 2 10/04/2008.

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