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Ma
la burocrazia frena gli investimenti
( da "Corriere
Economia" del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Sommario
Brambilla è tornato Ma la burocrazia frena gli investimenti a cura di Franco
Morganti I l programma del Pd, l'unico che finora si conosca, dedica un intero
capitolo all"ambientalismo del fare", con menzioni all'energy saving,
agli incentivi anti-CO2, ai rigassificatori, all'energia solare, all'eolico,
con l'obiettivo di portare le ultime due fonti al 20%
An:
Il 13 aprile dobbiamo riprenderci il voto civico
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Altri temi
toccati sono la sicurezza, la burocrazia, "che va snellita", il
precariato. "Si chiederanno sacrifici per far rialzare l'Italia ? chiude ?
ma senza aumentare le tasse, anzi diminuendo la spesa pubblica". Al
dibattito è intervenuto Bignami. "Dopo le elezioni ? sottolinea ?
Dalla
bistecca agli indiani, è l'effetto porcellum
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Raddoppieremo
i posti negli asili nido", "Costruiremo 700 mila case",
"Ridurremo la burocrazia", "Aumenteremo gli stipendi". Una
mezza invasione di campo, o la conferma indiretta che lì al confine c'è quasi
feeling: oppure che il Pd abbia deciso di sfidare il Pdl sul suo campo, in fin
dei conti tra i due ci balla una "elle" di troppo.
L'aeroporto
bloccato: è guerra di comunicati ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
di sacrificio
personale, di scontri con una burocrazia paradossale e con un ambiente
imprenditoriale e politico per buona parte incapace di prendere
decisioni". Le maestranze sottoscrivono il gesto di Balzarini, condividono
del tutto le scelte e lo ringraziano "per aver avuto il coraggio delle
proprie decisioni".
Terminal
traghetti, la bonifica dell'area blocca il progetto da 25 milioni
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il recupero
di ordigni bellici fermo da 5 mesi a causa della burocrazia L'Azienda speciale
per il porto è ancora in attesa di un'autorizzazione Terminal traghetti, la
bonifica dell'area blocca il progetto da 25 milioni Il cantiere per
l'infrastrutturazione delle aree di retrobanchina del futuro terminal traghetti
rimane fermo, com'è da cinque mesi ormai.
I
Lorandi cercano meccanici d'autobus
( da "Giornale
di Brescia" del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
E poi anche
la burocrazia richiesta dall'assunzione è lunga e dispendiosa".
"Tutte le autofficine nella zona hanno lo stesso problema, a volte si
finisce per portarsi via l'una con l'altra i meccanici - dicono i Lorandi -. La
situazione però migliora allontanandosi dall'hinterland, già a Desenzano o in
Valle Sabbia il personale si trova più facilmente,
MALATTIE
RARE: LA POLITICA ITALIANA NON DEVE ABBASSARE LA GUARDIA
( da "marketpress.info"
del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
malattie rare
che giacciono inevasi nei cassetti della burocrazia. Ecco perché è il momento
di sollecitare il mondo politico, quello che sta per lasciare il Palazzo ma
anche gli uomini e le donne che vi si insedieranno, a non dimenticare le
persone affette da patologie rare e le loro famiglie". Maggiori
informazioni sull'applicazione dello "screening neonatale metabolico
allargato"
Big
bang per il mercato ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
se si
sfoltisce la burocrazia, si semplifica la vita delle imprese e dei cittadini.
Forse, a giudicare dagli effetti delle Bersani, per liberalizzare davvero
occorrono dei "big bang" più che norme correttive. Gli interventi
vanno studiati e, se occorre, nulla impedisce di fare il big bang, almeno nei
settori giudicati prioritari.
Meno
corruzione se c'è libertà nell'economia
( da "Sole
24 Ore, Il" del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
inefficiente e invadente. Questa tesi sembra paradossale ma riposa sulla
distinzione che l'autore dell'articolo, Douglas Hudson, traccia tra corruzione
"restrittiva" ed "espansiva". Riassumiamo: tradizionalmente
gli studi economici sono concordi nell'affermare che la corruzione aumenta il
costo dell'intraprendere attività economiche minando il rispetto della legge e
scoraggiando
Trenta
miliardi di investimenti fermi ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Trenta
miliardi di investimenti fermi" è la dotazione delle concessionarie
bloccata dalla burocrazia Marco Morino MILANO Tra le priorità del nuovo Governo
"non potrà mancare la questione delle autostrade", cioè
l'ammodernamento e l'ampliamento ( attraverso la costruzione di nuove tratte)
della rete autostradale nazionale. In particolare –
È
caduto il muro a Nord-Est ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
di tagliare
la burocrazia con lo slogan "un'impresa in un giorno",di garantire la
sicurezza con la certezza della pena, di non avere immigrazione clandestina. In
mattinata era stato a Porto Marghera a incontrare i lavoratori portuali e lì,
come a Mestre, annuncia che la prima legge del suo Governo sarà sulla
precarietà per introdurre "
Duro
monito del rettore: Scuola e Università confuse da troppe riforme inutili
( da "Nuova
Ferrara, La" del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
conclude
Daniela Cappagli, presidente Cidi - discute poco di modelli educativi, manca un
vero scambio culturale e didattico, c'è troppa burocrazia e attenzione alla
dirigenza scolastica. Il nostro obiettivo è stimolare un dialogo sulla scuola a
360º, affinché si crei un'idea solida di scuola del territorio". Silvia
Siano.
Editoriale
/2 ( da "Riformista, Il"
del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
corporative e
le burocrazie stataliste che rendono malato il nostro paese. Espressione di
questo mondo e di questa mentalità sono le Fondazioni culturali trasversali
agli schieramenti che mostrano, con la loro esistenza, come i partiti non
possano essere autoreferenziali, ma debbano esprimere ciò che nasce in luoghi
di dialogo dalle esperienze sociali,
Il
medico in fuga da Palermo e burocrazia <Qui ho potuto aprire subito la mia
clinica> ( da "Corriere della Sera"
del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il medico in
fuga da Palermo e burocrazia "Qui ho potuto aprire subito la mia
clinica" DAL NOSTRO INVIATO MADRID - Zapatero o Rajoy, gl'importava poco.
"La Spagna mi ha permesso di fare quel che in Italia era impossibile. E so
che continuerà a permettermelo". Che cosa sia il modello spagnolo, il
dottor Oreste Lo Iacono è disposto a spiegarlo stamattina a chi vada a
trovarlo.
Sulla
spesa sociale un'Italia a due velocità
( da "Sole
24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia".
I numeri mostrano come, nel periodo considerato, i Comuni abbiano incrementato
le spese destinate ai servizi sociali da
Innovazione
alla svedese: le pareti anti-burocrazia
( da "Sole
24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
si deve la
più poetica definizione di burocrazia: "Quando separerete la gente dai
loro fiumi che cosa otterrete? Burocrazia". Poi, da Max Weber in avanti,
la storia di questo concetto ha accompagnato l'800 e il 900 con accezione
talvolta positiva, talvolta negativa. La burocrazia ha permesso lo sviluppo
degli Stati e il consolidamento del moderno sistema di imprese,
Viva
e vegeta, ma per l'Asl è morta da 25 anni
( da "Corriere
del Veneto" del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ma, si sa, la
burocrazia non si arrende all'evidenza: ha bisogno di prove e così la signora
ha dovuto ingaggiare l'avvocato Giuseppe Incandela che si è messo in contatto
con l'Agenzia delle entrate. "Sto ancora aspettando una risposta, ma non
dovrebbero esserci problemi" si augura il legale.
Taglio
del nastro per l'hotel del Parco ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Lo scoglio
della burocrazia che ha frenato per un anno l'attività della struttura di Cala
d'Oliva sembra essere stato superato. Due nuove attività imprenditoriali
cominciano a fiorire sull'isola; squilli di risveglio e sviluppo per un parco
ancora incatenato e appesantito da vincoli e presidi ministeriali.
<Voglio
la Sicilia nazione, alla faccia di Garibaldi>
( da "Panorama"
del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Poi ci
vogliono meno burocrazia, piccola impresa, un piano per l'energia. E le grandi
opere: ferrovie, autostrade e il ponte sullo Stretto. Il ponte non minerà la
"sicilitudine"? La sicilitudine, nel senso di superiorità fondata sul
poco, è solo una malattia. La spesa regionale è altissima.
In
azienda cresce la burocrazia ( da "ItaliaOggi Sette"
del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
personalmente
In azienda cresce la burocrazia Nella valutazione dei rischi l'analisi completa
delle tutele Maggiori vincoli burocratici e sanzioni più severe. è questa la
ricetta per fermare le morti bianche dettata dal Tu di riforma delle norme in
materia sulla sicurezza del lavoro, approvato in prima lettura dal consiglio
dei ministri il 6 marzo e anche se i tempi sono ridotti per l'
Niente
trasporto per la piccola Giada ( da "Gazzetta della Martesana, La"
del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
combattere
con la burocrazia, in questo caso il Comune di Vimodrone, che non sembra in
grado di garantire il trasporto della bimba alla scuola dei ciechi di via
Vivaio a Milano. "Abbiamo affrontato fin dall'inizio diverse difficoltà
per tentare e sperare in una vita migliore per lei - ha spiegato la madre
Sabina Venturo - ma ci troviamo di fronte ogni giorno a prove sempre più
difficili.
Lombardo
l'autonomista: Voglio la Sicilia nazione, alla faccia di Garibaldi
( da "Panorama.it"
del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Poi ci
vogliono meno burocrazia, piccola impresa, un piano per l'energia. E le grandi
opere: ferrovie, autostrade e il ponte sullo Stretto. Il ponte non minerà la
"sicilitudine"? La sicilitudine, nel senso di superiorità fondata sul
poco, è solo una malattia. La spesa regionale è altissima.
Campese:
Costi energetici, servono sgravi per le Pmi
( da "Denaro,
Il" del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Se così si
vuole, bisogna liberare le imprese da tasse e burocrazia che non consentono la
crescita e lo sviluppo. D. Eliminare le tasse: un sogno.. R. E chiaro che è
impossibile. Ma i mille balzelli comunali, provinciali, regionali e nazionali
si potrebbero ridurre. Ma si rende conto quanto costa l'energia?
Tecnologie:
credito più facile per le Pmi ( da "Denaro, Il"
del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Aiuti con
meno burocrazia La misura in sintesi Obiettivi: L'intervento della sezione
tecnologie digitali è riservato al rilascio di garanzie su finanziamenti, di
importo non superiore a euro 200 mila euro, concessi a fronte di investimenti
in tecnologie digitali finalizzati all'introduzione di innovazioni di prodotti
e di servizi e alla integrazione dei processi aziendali.
Aprire
un'azienda in un giorno: da oggi parte la sperimentazione
( da "Denaro,
Il" del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
rallentamenti
imposti dalla burocrazia. Cecilia Del Gaudio --> A Benevento, in via
sperimentale , le imprese hanno da oggi la possibilità di essere operative in
un giorno e assolvere, entro una settimana, gli adempimenti dichiarativi verso
il Registro delle Imprese, l'Inps, l'Inail e l'Agenzia delle Entrate attraverso
la presentazione telematica di un modello informatico unificato.
AGRICOLTURA:
CIA, IMPENNATA MATERIE PRIME METTE IN GINOCCHIO IMPRESE
( da "Asca"
del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Oneri pesanti
che si traducono in forte ostacolo alla crescita economica delle imprese, con
incidenza negativa notevole sull'occupazione e la competitivita. Non a caso, la
Cia proprio per combattere il ''mostro della burocrazia ha promosso una
Petizione popolare raccogliendo migliaia di firme in tutta Italia.
res-rg/cam/bra.
IMPRESE
AGRICOLE: CIA,IMPENNATA COSTI PRODUZIONE TAGLIA REDDITI
( da "Agi"
del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
della
burocrazia ha promosso una Petizione popolare raccogliendo migliaia di firme in
tutta Italia. Comunque, la crescita dei costi di produzione, insieme a quelli
previdenziali e burocratici, non manchera di avere pesanti ripercussioni sui
redditi dei produttori agricoli che -afferma la Cia- gia nel 2007 sono scesi
dello 0,
<Mio
figlio disabile senza sostegno>
( da "Gazzettino,
Il (Vicenza)" del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Gli
ingranaggi di questi meccanismi sono sempre inceppati. Perché? E soprattutto
perché tanta omertà? Che qualcuno sbrogli in fretta questo intrigo di
burocrazia perché a rimetterci sono sempre loro, i bambini i più
indifesi".Mirko Mezzacasa.
A
CAVALLO NELLA TENUTA CHE SI GODEVA IL BOSS
( da "Mattino,
Il (Circondario Sud2)" del
10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Le
responsabilità non sono solo della burocrazia, ma anche della Giustizia. Su 123
tribunali ben 65 non hanno instaurato alcun procedimento di prevenzione
patrimoniale fra il 2004 e il 2006. I prodotti coltivati sulle terre confiscate
ai boss: il vino Centopassi e la pasta Gusto di Sicilia.
<Amo
la Brianza e ora voglio costruire la Provincia della concretezza>
( da "Giornale
di Monza" del 10-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la sinistra
lo rallenta con le tasse e la burocrazia. La Brianza non si vergogna dei valori
tradizionali: la fede cattolica, la famiglia, il lavoro. La Brianza si fonda su
imprese che sono profondamente impastate di sociale. Ma questi ideali che non
appartengono alla sinistra". Secondo Ponzoni, la costruzione della Brianza
del futuro è una partita da giocare "in casa"
70
miliardi di euro di interessi ( da "Blog Beppe Grillo"
del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Taglio della
burocrazia, delle Province, accorpamento dei Comuni, degli investimenti senza
fondo e senza futuro come la TAV in Val di Susa (15 miliardi di euro) o del
Ponte di Messina (4/5 miliardi di euro), degli enti inutili, eccetera,
eccetera. I governi non devono poter creare buchi di bilancio, le uscite devono
essere uguali (o minori)
AGNELLI:MARGHERITA
E BANCA PROSSIMA INSIEME PER MICROCREDITO
( da "Wall
Street Italia" del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ha proseguito
la signora Agnelli - è combattere la pesante burocrazia presente nel paese che
non agevola l'accesso a questa forma di prestiti". "Il target verso
cui vogliamo rafforzarci sono gli studenti universitari - ha sottolineato
Morganti - che nel nostro paese sono quasi un milione e dal microcredito
potrebbero trovare aiuti significativi".
Impossibile
portare dolci ( da "Libertà"
del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Parola
impossibile portare dolci carnevale e feste in classe rovinate dalla burocrazia
Egregio direttore, l'ultimo Carnevale non è stato per i bambini delle scuole di
Lugagnano e delle frazioni, ma credo anche di tutti gli altri paesi della
provincia, la solita festa gioiosa e speciale come gli altri anni, come ognuno
di noi ha sempre vissuto coi propri compagni il martedì grasso.
L'agonia
del Circolo Artistico ( da "Napoli.com"
del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il periodo
elettorale non è certo dei migliori. La burocrazia governativa ancora una volta
perderà la sua battaglia? Il che significherebbe un ulteriore depauperamento
delle risorse della nostra già massacrata città. E la sindaca? Che dice?.
In
Puglia le aziende di settore sono cresciute del 20,18 nell'ultimo anno
( da "BariSera"
del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
strozzate
dalla burocrazia e dai tanti adempimenti. E stamattina, per valorizzare e promuovere
l'artigianato re_gionale alla luce delle nuove semplificazioni, l'assessore
regionale allo Sviluppo economico Sandro Frisullo ha firmato con le
associazioni di categoria Confartigianato, Cna, Casartigiani e Claai (Libere
associazioni artigiane)
( da "Corriere Economia" del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sommario Brambilla è
tornato Ma la burocrazia frena gli investimenti a cura
di Franco Morganti I l programma del Pd, l'unico che finora si conosca, dedica
un intero capitolo all'"ambientalismo del fare", con menzioni
all'energy saving, agli incentivi anti-CO2, ai rigassificatori, all'energia
solare, all'eolico, con l'obiettivo di portare le ultime due fonti al 20% della
produzione italiana di energia: obiettivo un po' mitico, tenuto conto che in
Italia siamo al 7% di tutte le rinnovabili, compreso l'idroelettrico. Nel mondo
fra solare, eolico e biocarburanti siamo a meno dello 0,1%. Tutto questo
riguarda comunque la prossima legislatura, ma Brambilla guarda invece
all'attualità. Se si vuol promuovere le fonti rinnovabili, finite ormai le
agevolazioni Cip
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'ONOREVOLE ENZO
RAISI INCONTRA I QUADRI DEL PARTITO AL BARACCANO E ILLUSTRA LA STRATEGIA PER LE
POLITICHE An: "Il 13 aprile dobbiamo riprenderci il voto civico"
CHIEDE alla base di Alleanza nazionale "un impegno forte per le
elezioni" e dà un significato preciso al voto del 13 e 14 aprile:
"Servirà per definire i rapporti tra partiti anche a livello locale".
Poi attacca sia gli ex alleati dell'Udc sia La Tua Bologna: "Ora i civici
stanno facendo campagna elettorale per Casini. E lo dimostra la convention di
sabato con l'ex sindaco Giorgio Guazzaloca". Enzo Raisi, deputato e
consigliere comunale di An, ha fatto il punto, in previsione delle politiche,
con gli iscritti del partito. Ieri mattina nella sala del Baraccano, ha
incontrato un gruppo di presidenti dei circoli territoriali e di consiglieri
dei vari comuni della provincia. Al suo fianco, pure Roberto Flaiani, dirigente
nazionale, e i consiglieri, rispettivamente a Palazzo d'Accursio e in Regione,
Galeazzo Bignami e Alberto Vecchi. "IN QUESTE settimane ? afferma Raisi ?
è cresciuto il confronto tra noi e Guazzaloca. Dopo le politiche dovremo
rituffarci nella discussione sulle amministrative 2009. Ora l'ex sindaco sta
usando la civicità a favore di Pier Ferdinando Casini. A Bologna con l'Udc è in
corso un confronto importante. Per anni è stata data la città in appalto a Casini,
ma adesso è ora di tornare protagonisti". Il deputato cita la convention
della Tua Bologna al Carlton, dove un migliaio di persone ha ascoltato
Guazzaloca. "Un appuntamento ? spiega ? che aveva il senso di indirizzare
quel voto verso l'Udc. Non dimentichiamo che l'unico politico che ha potuto
parlare è stato Gian Luca Galletti, ex assessore e deputato dei casiniani.
Dobbiamo riprendere quel voto civico, deve tornare nel Popolo della
libertà". IL DEPUTATO, ai quadri di An, ha elencato i punti principali
della campagna elettorale. "Bisogna puntare sulle liberalizzazioni ?
spiega ?, nel campo delle banche, delle assicurazioni e nel settore energetico.
Una liberalizzazione che dovrebbe investire le multiutility, come Hera, ormai
una cassaforte delle cooperative, che sta cercando di aggregarsi con altre
aziende. E su cosa è diventata Hera la colpa ce l'ha anche la giunta
Guazzaloca". Altri temi toccati sono la sicurezza, la burocrazia, "che va snellita", il precariato. "Si
chiederanno sacrifici per far rialzare l'Italia ? chiude ? ma senza aumentare
le tasse, anzi diminuendo la spesa pubblica". Al dibattito è intervenuto
Bignami. "Dopo le elezioni ? sottolinea ? bisognerà aprire il confronto
sul partito unico e capire con che uomini si farà. Non apprezzo che Berlusconi
affermi che il Pdl è un partito di centro. Vedremo chi sarà chiamato a
dirigerlo. Se sarà Fini, mi sta bene, ma soprattutto dovrà esserci una
progettualità politica che lo collochi a destra". Matteo Naccari - -->.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Dino Nikpalj Che
c'azzecca la bistecca? Quella che campeggia sui manifesti di Italia dei Valori
è abbastanza discutibile, quasi pulp, pure troppo... "Abbiamo tagliato il
grasso alla politica" è la scritta che campeggia sul rosseggiante e sanguinolento
tocco di carne, e prima che qualcuno pensi (malevolmente) che non c'è più nulla
da mangiare, sotto arriva un messaggio abbastanza giacobino, versione Tonino Di
Pietro anni di grazia 92-93, quelli di Mani Pulite, per intenderci: "Ora
tagliamo il marcio. Via i condannati dal parlamento". Come inizio di
campagna elettorale non c'è malaccio, manca solo uno "zac" di
sottofondo e il sinistro fruscìo della ghigliottina... La verità è che non ci
sono più le mezze stagioni e nemmeno le preferenze, il che porta a una sorta di
appiattimento generalizzato dei messaggi: niente più sorridenti volti di
politici locali con l'abito della festa e buoni propositi elettorali, basta con
i mitici "santini" croce e delizia dell'aspirante onorevole alla
ricerca dell'immagine più glamour (ma non troppo, che diamine...) e dello
slogan più efficace. Che se poi si azzecca quello giusto, il rischio è che ti
rimanga appiccicato secola secolorum: dice niente il "Dai Mariolina che ce
la fai" che aleggia sulla Moioli da sempre, anche se è passato qualche
lustro? Ebbene sì, il "porcellum" è stato un colpo letale per i
battitori liberi: ora tutte le campagne elettorali sono gestite e pianificate a
livello nazionale, dove Bergamo, Piazza Armerina, Arbatax e Lettomanoppello
pari sono. Quindi percorrendo lo stivale da est a ovest, da nord a sud, il
panorama è lo stesso: comanda il leader, e gli altri non ci sono. C'è
Pierferdinando Casini che oltre allo strepitoso "Io c'entro" (di gran
lunga il miglior slogan da qualche anno in qua, soprattutto per un partito un
po' porto di mare) lancia slogan da corsa in solitudine come "Forti delle
nostre idee". C'è l'ex alleato Silvio Berlusconi che esorta l'Italia a
rialzarsi sotto le insegne del Popolo della libertà, mentre il dirimpettaio
Gianfranco Fini messa nel cassetto ciò che restava della fiamma cerca di
annacquare i rimpianti ricordando che comunque "C'è Alleanza". Un
messaggio nemmeno tanto subliminale agli orfani di An, dove campeggia un
cordone tricolore con nodo che sembra tanto una stretta di mano: finora una
delle migliore simbologie della campagna elettorale. Sul fronte opposto, il Pd
ha scelto invece un approccio monotematico e vagamente yankee (mica l'avranno
soprannominato per caso uolterueltroni...) tutto incentrato sulla figura del
candidato premier. E così il volto di Veltroni campeggia sorridente qua e là
con qualche manifesto a rischio lapsus: "Non cambiate un governo, cambiate
l'Italia", si legge, e a Prodi non deve essere piaciuto moltissimo. Di
certo è garbato assai a Fini, che non si è fatto sfuggire l'occasione di un
rigore a porta vuota... Ma dove la campagna del Pd appare davvero sorprendente
è nel tono di 10 manifesti, come dire, programmatici, molto simile al milione
di posti di lavoro di berlusconiana memoria: "Raddoppieremo
i posti negli asili nido", "Costruiremo 700 mila case",
"Ridurremo la burocrazia", "Aumenteremo gli stipendi". Una mezza invasione
di campo, o la conferma indiretta che lì al confine c'è quasi feeling: oppure
che il Pd abbia deciso di sfidare il Pdl sul suo campo, in fin dei conti tra i
due ci balla una "elle" di troppo. Insomma, in attesa dei
prossimi manifesti dipietristi ? che però da una prima scorsa al sito Internet
appaiono molto più soft, incentrati sul Tonino nazionale e sul motto "Con
te" ?, all'acqua di rose persino quelli della Sinistra Arcobaleno, non ci
resta che la Lega. E qui si va sul velluto, perché il Carroccio è una fabbrica
viaggiante di originalità. Dalla mitica gallina che fa le uova per Roma, al
"Paga e tas somaro lombardo" fino al "Padroni a casa
nostra" che più che un manifesto è un motto stampato su carta da muro per
le falangi padane. Quest'anno pare il turno dell'indiano: no, non quello di
Calcutta e dintorni (hai visto mai? Concorrenza sleale...) ma il nativo
americano che, con tanto di copricapo piumato, campeggia a latere dello slogan
"Non sono riusciti a fermare l'immigrazione. Oggi vivono nelle
riserve!". Segue in calce l'enfatico "Se non vuoi fare la stessa
fine, scegli Lega Nord". Bossi ha rivelato che l'idea è stata presa in
prestito dagli amici della Lega ticinese... Ohibò, dagli indiani metropolitani
a quelli padani con natali nel Canton Ticino: ma c'azzecca?.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
MONTICHIARI. Le
maestranze della Interfly approvano il gesto clamoroso dell'imprenditore
L'aeroporto bloccato: è guerra di comunicati Non si concluderà a breve, e
neppure con facilità la questione sollevata dalla spettacolare
"mossa" di Marco Balzarini, il titolare di "Interfly" che
giovedì scorso ha bloccato l'attività dell'aeroporto "Gabriele
D'Annunzio" di Montichiari lasciando il suo aereo al centro della pista.
Note di protesta e di condanna del gesto sono arrivate dalla veronese Catullo
spa, che detiene la maggioranza (l'85%) nella spa dello scalo bresciano, e
dalla compagnia aerea Air Bee-ItAli Airlines, che ogni giorno collega con un
"Md82" la pista monteclarense con Roma e Napoli (e da maggio con
Olbia). Nel suo comunicato, la Catullo stigmatizza l'atto di Balzarini e
informa il pubblico di aver provveduto "in tempi rapidi, con le azioni di
propria competenza, a salvaguardare la sicurezza dello scalo, a ripristinare l'attività
aeroportuale e quindi il servizio pubblico interrotto dal signor
Balzarini". In merito poi "alle lamentele esposte dall'imprenditore
sulle presunte difficoltà a operare sullo scalo di Brescia-Montichiari",
la Catullo precisa di aver "agito al fine di far rispettare le procedure
previste dalla normativa vigente, e si augura che le autorità competenti
prendano i provvedimenti opportuni e necessari affinché fatti di questo tipo
non si ripetano". ItAli Airlines e Air Bee spa comunicano invece la loro
"completa estraneità ai fatti accaduti", e chiariscono di aver
"messo a disposizione dei propri passeggeri alcuni servizi navetta di
collegamento da e per Brescia" nelle tre ore dell'interruzione del
servizio di giovedì. Inoltre si riservano "ogni azione nei confronti dei
responsabili dei gravi fatti accaduti". Intanto, dopo il blocco della
pista in questi giorni gli aerei di Interfly stanno regolarmente svolgendo il
loro servizio tra gli scali europei, verso i quali la compagnia aerea di
Balzarini trasporta quotidianamente imprenditori bresciani e parmensi con
appuntamenti di lavoro. "Ho ricevuto molte telefonate di solidarietà per i
motivi che hanno scatenato la mia protesta - ha dichiarato Balzarini il giorno
dopo la sua azione -; certo non per il modo scelto, per il quale mi aspetto
alcune gravi conseguenze. Ma spero che tutto ciò sia servito per abbattere quel
muro di gomma che impediva ogni dialogo". Anche i 17 dipendenti della
Interfly hanno inviato alla stampa un messaggio nel quale raccontano la storia
del loro capo, Marco Balzarini e della compagnia aerea fondata 10 anni fa con
anni "di duro lavoro, di sacrificio personale, di
scontri con una burocrazia paradossale e con un ambiente imprenditoriale e politico per
buona parte incapace di prendere decisioni". Le maestranze sottoscrivono
il gesto di Balzarini, condividono del tutto le scelte e lo ringraziano
"per aver avuto il coraggio delle proprie decisioni". Poi
accusano la Catullo spa di "occupare sine titulo l'aeroporto dei
bresciani", e la Provincia di Brescia di aver dato l'aeroporto "in
pasto a veronesi e trentini, ma a nessuno che ne curi il valore territoriale.
Ce ne ricorderemo in campagna elettorale". F.D.C.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il
recupero di ordigni bellici fermo da 5 mesi a causa della burocrazia L'Azienda
speciale per il porto è ancora in attesa di un'autorizzazione Terminal
traghetti, la bonifica dell'area blocca il progetto da 25 milioni Il cantiere
per l'infrastrutturazione delle aree di retrobanchina del futuro terminal
traghetti rimane fermo, com'è da cinque mesi ormai. Manca ancora un'autorizzazione e
l'Azienda speciale per il porto, titolare della creazione del terminale grazie
a un finanziamento di 25 milioni di euro ricevuto dallo Stato, non può ancora
dare il via alla bonifica della zona da eventuali altri residuati bellici. A
imporre lo stop ai lavori, avviati all'inizio del 2007, è stato infatti il
rinvenimento lo scorso autunno di circa 150 proiettili risalenti alla seconda
guerra mondiale. Gli ordigni sono stati trovati interrati a due metri di
profondità dall'impresa che sta realizzando per conto dell'Aspm il piazzale di
40mila metri quadri retrostante gli ormeggi 1 e 2 di Portorosega, destinati
appunto al traffico di cabotaggio, nel corso dello scavo per la posa delle
vasche per la raccolta dell'acqua piovana. L'Aspm aveva quindi dato immediata
comunicazione della scoperta alla Capitaneria di porto che aveva provveduto a
mettere in sicurezza l'area e a contattare il Quinto reparto artificieri di
Padova per la bonifica dell'area. Gli artificieri avevano poi rimosso i 150
proiettili, lunghi 45-
( da "Giornale di Brescia" del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 10/03/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:GdB LAVORO GLI INTROVABILI All'autofficina
di San Zeno Naviglio servono apprendisti. Ma non c'è risposta I Lorandi cercano
meccanici d'autobus Negli anni l'organico è sceso da
( da "marketpress.info" del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Padova, 10 marzo
2008 - Le vicissitudini della politica italiana non devono rallentare né tanto
meno bloccare gli importanti provvedimenti contenuti in Finanziaria
relativamente all'introduzione in tutte le Regioni italiane dello screening
neonatale allargato, che permette l'identificazione precoce di almeno 40
malattie metaboliche ereditarie. E' questa la richiesta dell'Aismme
Associazione Italiana Studio Malattie Metaboliche Ereditarie Onlus, che da
tempo lavora per l'applicazione dello screening in tutta la Penisola e per
sensibilizzare la popolazione sulle tematiche delle malattie rare. "Lo
scorso 29 febbraio ? spiega Cristina Vallotto, Presidente Aismme ? si è
celebrata in tutta Europa la prima giornata europea delle malattie rare.
Un'occasione importante per porre le malattie rare al centro dell'attenzione
pubblica. Ma questa attenzione non deve durare solo un giorno". In Italia
qualcosa si sta muovendo in questi ultimi mesi: è nato il Centro Nazionale
Malattie Rare dell'Istituto Superiore di Sanità, dal 10 marzo il Ministero
attiverà un numero verde per famiglie e malati (800. 896. 949), ed il prossimo
20 marzo la Conferenza Stato-regioni approverà un ampliamento dell'elenco delle
malattie rare che danno diritto alle prestazioni gratuite del servizio
sanitario nazionale. In questo contesto di maggiore attenzione per le malattie
rare, si è inserito anche l'introduzione in Finanziaria di un finanziamento di
3 milioni di Euro necessari per acquistare le apparecchiature necessarie per
estendere a tutti i neonati italiani lo screening allargato, che permette di
avere diagnosi precoci su oltre 40 malattie metaboliche ereditarie, malattie
gravi ed altamente invalidanti e mortali se riconosciute tardivamente, ma
attualmente trattabili con farmaci e dieta che possono cambiare il decorso
clinico della malattia. Una tipologia di screening di massa si identifica 1
bambino malato ogni 2. 000, ed applicata ad oggi purtroppo solo nella Regione
Toscana. "Un provvedimento che avrà una ricaduta positiva sul mondo della
prevenzione, della ricerca e della cura delle malattie metaboliche congenite e
delle malattie rare, ma di cui ancora non si hanno notizie, relativamente ai
tempi ed ai modi di applicazione ? continua la Vallotto ? Inoltre non bisogna
dimenticare nemmeno i vari provvedimenti legislativi a favore delle malattie rare che giacciono inevasi nei cassetti della burocrazia. Ecco perché è il momento di sollecitare il mondo politico,
quello che sta per lasciare il Palazzo ma anche gli uomini e le donne che vi si
insedieranno, a non dimenticare le persone affette da patologie rare e le loro
famiglie". Maggiori informazioni sull'applicazione dello "screening
neonatale metabolico allargato" sul sito di Aismme Onlus www.
Aismme. Org . Tel. 049-936. 61. 29. . <<BACK.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-03-09 - pag: 5 autore: "Big bang per il
mercato" "Ripartiamo dai servizi pubblici locali - Le lenzuolate non
funzionano" di Orazio Carabini H a appena concluso un primo bilancio delle
due "lenzuolate" del Governo Prodi."Ci siamo accorti –dice il
presidente dell'Antitrust Antonio Catricalà, 56 anni, in questa intervista al
Sole 24 Ore – che tutti quei provvedimenti richiedono una costante e attenta
manutenzione. Per esempio, abbiamo avviato un'indagine conoscitiva sui codici
etici degli ordini professionali. è emerso che le tariffe minime rimangono come
mi-sura etica, necessaria per mantenere un livello tariffario adeguato
all'importanza e al decoro della professione. è un tradimento dello spirito
della legge Bersani". Non è un bel segnale. Infatti. Tanto più che anche
la pubblicità è ostacolata: alcuni codici prevedono che sia approvata
preventivamente dagli Ordini. E pure la creazione di società di capitali trova
qualche impedimento. Come intendete muovervi? Stiamo tentando un'operazione di
moral suasion su 12 categorie di professionisti per ottenere alcune modifiche
dopodiché dovremo prendere provvedimenti. Perché equivalgono a decisioni di
associazioni di imprese. Con la moral suasion cominceremo dagli avvocati che
sono 170mila. Poiché sono tanti, la concorrenza non può che far bene al loro
settore. E magari gli altri seguiranno. Almeno i panifici saranno aumentati...
L'apertura è stata liberalizzata ma purtroppo il saldo netto, aperture meno
chiusure, è positivo solo per 40 unità. Su 33mila panifici esistenti in totale.
Il 75% dei nuovi esercizi ha seguito la strada semplificata, il 25% ha chiesto
la consueta autorizzazione. Che dire?Forse l'offerta è satura. Ma in generale
tutto procede lentamente. A che cosa si riferisce? Per esempio,la norma che
consente l'apertura di esercizi commerciali senza iscrizione al registro
regionale è stata recepita solo dal Friuli e dalla provincia autonoma di
Trento. In un caso però sembra che non ci siano dubbi sull'efficacia del
provvedimento: i farmaci da banco. I farmaci da banco rappresentano tra l'8 e
il 12% del fatturato di una farmacia: su quel segmento si registrano sconti del
20%, quindi l'apertura di canali di vendita alternativi ha funzionato. Ma, a
proposito di manutenzione, siamo dovuti intervenire in quattro regioni con
azioni cautelari perché i grossisti di farmaci, per lo più consorzi di
farmacie, non fornivano le medicine da banco alle parafarmacie. Le norme sui
taxi non si possono invece considerare un successo. Abbiamo verificato qualche
effetto curioso. Per esempio, la possibilità di concordare le tariffe su tratte
specifiche ha provocato aumenti a Firenze e a Napoli. Almeno è finita la
vergogna dei costi di ricarica dei telefonini. Le tariffe sono scese del 14%,
poi hanno ricominciato a crescere per effetto dei nuovi piani tariffari. Ma era
inevitabile. Si parla abbastanza, secondo lei, di queste cose nella campagna
elettorale? Non si parla abbastanza di quello che è successo perché non giova
né al centro-destra né al centro-sinistra. Ma noi tecnici dobbiamo valutare
come è andata. Comunque non si può tornare indietro, anche se cambia la
maggioranza. E allora bisogna aggiustare là dove non c'è stato un intervento
abbastanza deciso e studiare che cosa si può fare in altri settori. Lei da dove
ripartirebbe? Dai servizi pubblici locali, anche se non si può ignorare che il
Parlamento è stato impegnato per due anni in un dibattito che non ha prodotto
risultati. E allora bisogna fare prima un'attenta analisi costi-benefici delle
misure da adottare. Per esempio, i servizi idrici li vogliamo liberalizzare o
no? Cerchiamo di capire prima quali sono le conseguenze, poi, eventualmente, il
Governo prepari l'articolato e avvii l'iter parlamentare. A questo proposito
aggiungo che l'Esecutivo dovrebbe attrezzarsi con un ufficio in grado di
valutare l'impatto delle misure di liberalizzazione. L'Antitrust può
collaborare, non può fare da ufficio legislativo del ministero. Altrimenti si
rischia un'inopportuna confusione di ruoli. Insomma, il metodo delle lenzuolate
non ha funzionato granché bene... Io dico che bisogna scegliere delle priorità,
valutando i costi sociali e i benefici potenziali. Poi bisogna studiare
provvedimenti che riguardino settori omogenei. Non credo alla legge annuale,
prevista dalla terza lenzuolata che non è passata in Parlamento. E c'è sempre
il problema che per ogni norma abrogata se ne approvano tre nuove. Solo se si
riducono gli uffici, se si sfoltisce la burocrazia, si semplifica la vita delle imprese e dei cittadini. Forse, a
giudicare dagli effetti delle Bersani, per liberalizzare davvero occorrono dei
"big bang" più che norme correttive. Gli interventi vanno studiati e,
se occorre, nulla impedisce di fare il big bang, almeno nei settori giudicati
prioritari. Come i servizi pubblici locali. Anche l'RcAuto resta un
problema: tanti sforzi, pochi risultati. I cittadini segnalano aumenti
ingiustificati delle tariffe nonostante miglioramenti nella posizione
bonus-malus. Stiamo studiando le condizioni contrattuali per capire se ci sono
clausole che rendono più onerose le polizze. Certo,con l'indennizzo diretto i
costi dovrebbero scendere. Che dire? Non abbiamo centrato l'obiettivo con gli
strumenti di cui disponiamo. D'altra parte non rileviamo posizioni dominanti,
né al momento abbiamo la prova di intese anticoncorrenziali. Non funziona
neanche il plurimandato per gli agenti... Gli agenti hanno difficoltà ad avere
un mandato da più compagnie. Talvolta hanno anche contratti molto vincolanti
che li costringerebbero a cambiar sede perché i locali in cui lavorano sono
cointestati alle compagnie. E adesso l'Ania si fonde con l'Abi: un bel
concentrato di potere. Collusivo? Siamo del tutto contrari a questa fusione,
che è quasi un pactum sceleris. Ma almeno le banche hanno fatto progressi verso
la concorrenza? è passato sotto silenzio il secondo anniversario della legge
sul risparmio che sta funzionando perché ha chiarito competenze e
responsabilità delle authority. Comunque dalle banche qualche segnale positivo
arriva: i costi del Bancomat scendono, è stato abolito lo ius variandi,
cancellate le spese di chiusura conto, la portabilità dei mutui ha prodotto
molte ricontrattazioni che consentono di spalmare nel tempo l'aumento delle
rate. Con il petrolio a 106 dollari servirebbe un po' più di concorrenza tra le
compagnie. Il 20% della capacità di stoccaggio del maggior produtore (
l'Eni,ndr)è a disposizione degli indipendenti. Bisogna rimuovere punto per
punto gli ostacoli presenti nelle legislazioni regionali. La Corte costituzionale
nel dicembre scorso ha stabilito che, quando si tratta di liberalizzazioni, la
legislazione centraleè esecutiva e quindi lo Stato può invadere le competenze
regionali. Poste, ferrovie, televisione: è giusto mettere all'asta il servizio
universale? è doveroso. Non solo. Le imprese che nel settore lavorano con dei
margini dovrebbero partecipare a un fondo destinato a coprire i costi del
servizio universale. IMAGOECONOMICA Liberalizzazioni avanti pianissimo. Il
presidente dell'Autorità Antitrust, Antonio Catricalà.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-03-2008)
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Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-03-09 - pag: 8 autore: LA MANO
VISIBILE ... Meno corruzione se c'è libertà nell'economia di Alessandro De
Nicola "C orruptio optimi pessima ". La corruzione del migliore porta
al peggio: quello che valeva per il dittatore romano Silla, uomo di notevoli
qualità, ma crudele e corrotto, si applica anche oggi. In che senso? Secondo un
recente studio pubblicato dal Cato Journal tale degenerazione è dannosissima
per i Paesi virtuosi, Stati di diritto con un'economia di mercato, ma può avere
effetti meno disastrosi per quelle nazioni con istituzioni debolissime, leggi
farraginose e burocrazia inefficiente e invadente. Questa tesi sembra paradossale ma
riposa sulla distinzione che l'autore dell'articolo, Douglas Hudson, traccia
tra corruzione "restrittiva" ed "espansiva". Riassumiamo:
tradizionalmente gli studi economici sono concordi nell'affermare che la
corruzione aumenta il costo dell'intraprendere attività economiche minando il
rispetto della legge e scoraggiando gli investimenti. Il tutto con
conseguenze negative sia sulla crescita economica che sullo sviluppo umano.
Tuttavia, un particolare tipo di corruzione viene definita restrittiva e si
verifica, ad esempio, quando le imprese cercano protezione dal Governo o
tentano di aggiudicarsi appalti pubblici pur essendo più inefficienti dei
concorrenti. In altri casi, invece, questo particolare tipo di depravazione
economica ha effetti espansivi dell'attività produttiva, il che accade quando
uno Stato interventista e deteriorato ha un ordinamento che pone limiti
eccessivamente restrittivi e discrezionali al commercio, per di più lasciati in
mano a burocrati inetti. In queste situazioni la corruzione appare l'unico
sistema per far sorgere un'economia sommersa e far arrivare ai consumatori dei
beni che altrimenti sarebbero assenti dal mercato. D'altra parte, pure questa
corruzione "espansiva" potrebbe avere dei costi indiretti superiori
ai benefici, quali l'eccessivo investimento per ungere le ruote del potere
invece che a produrre, creare una potente classe di corrotti con un forte
interesse a mantenere lo status quo e aumentare il disprezzo della legge
rendendo ancor più difficili le riforme (a meno che non sia il rispetto di una
cattiva normativa a incoraggiare il Governo a perseverare nel mantenerla).
Hudson ha allora provato a prendere il livello di corruzione così come misurato
da Transparency International come variabile indipendente rispetto ad altre
variabili quali livello di educazione della popolazione, età media, prodotto
nazionale lordo, risorse naturali, libertà economiche, politiche e sociali.
Attraverso una regressione statistica viene fuori che in 12 Paesi a istituzioni
particolarmente deboli (in testa Haiti, seguita da Bangladesh, Congo, Ciad,
Venezuela ed altri) la corruzione aiuta lo sviluppo economico, mentre in altri
107 lo deprime. In Stati come Danimarca, Finlandia, Svezia per ogni euro di
effetto positivo ce ne sono addirittura cento di perdita. Naturalmente, anche
questo modello econometrico va preso con le pinze, però è indubitabile che più
c'è libertà economica e politica meno la corruzione è diffusa e che, quindi, la
lotta contro questo tipo di degrado morale ha più successo cambiando la
governance e la struttura del Paese in senso liberale più che attraverso
draconiane leggi penali. Poiché l'Italia ha in Occidente una posizione assai
deludente nella classifica della pulizia, in tempo di elezioni è bene
ricordarlo ai tanti giustizialisti e dirigisti che si aggirano per i comizi.
adenicola@adamsmith.it PARADOSSI Ma in dieci Stati con istituzioni deboli
"ungere il sistema" aiuta lo sviluppo.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-03-2008)
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Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-03-09 - pag: 19 autore: INTERVISTA
Fabrizio Palenzona Asecap "Trenta miliardi di
investimenti fermi" è la dotazione delle concessionarie bloccata dalla burocrazia Marco Morino MILANO Tra le priorità del nuovo Governo "non
potrà mancare la questione delle autostrade", cioè l'ammodernamento e
l'ampliamento ( attraverso la costruzione di nuove tratte) della rete
autostradale nazionale. In particolare –avverte Fabrizio Palenzona,
54enne presidente di Asecap (l'associazione europea delle società
concessionarie di autostrade, ponti e tunnel a pedaggio) – gli operatori del
settore si attendono risposte chiare e impegni precisi su due aspetti cruciali:
sbloccare i circa 30 miliardi di euro che le concessionarie italiane sono
pronte a investire sulla rete fin dal 2004, ma che restano congelati per colpa
di "pastoie burocratiche "; creare le condizioni affinché il mercato
dei capitali si convinca a investire nel settore delle autostrade italiane così
come avviene nei Paesi più evoluti. Sono questi i messaggi forti – assieme alla
necessità di "garantire il rispetto assoluto dei contratti in essere,
perché la violazione in modo unilaterale dei contratti è il peggiore degli
autogol di fronte alla comunità finanziaria, nazionale e internazionale "
– che Palenzona lancerà oggi, a Venezia, al summit internazionale dell'Asecap.
Al convegno sulle autostrade europee interverranno tra gli altri Massimo
D'Alema,Franco Frattini, Alessandro Profumo e Maurizio Beretta, oltre a numerosi
ospiti stranieri. Presidente, conferma la cifra dei 30 miliardi di euro che
potrebbero essere messi sul mercato dalle concessionarie? La cifra è corretta.
I 30 miliardi rappresentano la somma dei progetti contenuti nei singoli piani
finanziari delle concessionarie e che sono bloccati dal 2004. Opere essenziali
per la mobilità, la cui copertura finanziaria è garantita. Perché i progetti
sono bloccati? Per colpa di beghe tra i ministeri, che hanno impedito alle
concessionarie, potenzialmente il più grande investitore infrastrutturale
nazionale, di mettere in cantiere i nuovi interventi. Però non c'è solo il nodo
burocratico. Il problema dei finanziamenti è cruciale nel settore delle opere
pubbliche, stante l'insufficienza delle risorse pubbliche. Come ovviare alla
carenza di fondi? Spingendo i capitali privati a investire nella realizzazione
delle opere. Ma per ottenere questo risultato, cioè il partenariato pubblico-
privato per le infrastrutture, il Governo dovrà garantire almeno quattro
condizioni, che al momento sono assenti nel nostro Paese. Quali condizioni?
Prima di tutto la certezza delle regole. I contratti di concessione, una volta
sottoscritti non debbono poter essere modificati se non consensualmente e non
certo unilateralmente tramite la forzatura di provvedimenti normativi, tipo un
decreto del Governo. In altre parole: per richiamare capitali occorre seguire
regole di correttezza e comportamenti comprensibili alla comunità
internazionale. In secondo luogo è necessario garantire all'investitore una
adeguata remunerazione. Oggi in Italia gli investimenti in infrastrutture hanno
un ritorno troppo modesto? In Francia il tasso medio di ritorno
dell'investimento nel campo delle grandi infrastrutture è dell'8 per cento. In
Italia, il tasso di ritorno sulla Pedemontana è del 6% e sulla Brebemi del 4,5
per cento. Dobbiamo allinearci alle normali condizioni di mercato, senza
condizionamenti da parte dei Governi. E le altre condizioni? è necessario
ridurre il numero dei soggetti coinvolti nel processo decisionale. La quarta
condizione riguarda le regole sugli appalti. I grandi lavori hanno bisogno di
grandi contraenti. Spezzettare i lavori in micro lotti può essere
controproducente, perché è la condizione ideale per alimentare i contenziosi.
Cito un caso: in Spagna è stata bandita una gara per un maxi-tunnel che aveva,
come base d'asta, 480 milioni di euro. I lavori sono stati assegnati per 520
milioni, perché quel tipo di offerta è stata giudicata la soluzione più
soddisfacente per il progetto in gara. Mi piacerebbe che anche in Italia, dove
spesso domina il ricorso al massimo ribasso, prendesse piede questo tipo di
cultura. Nel resto d'Europa cosa succede? Si realizzano infrastrutture
efficienti in lassi di tempo che in Italia sono richiesti per ottenere le sole
autorizzazioni preliminari alla costruzione. In Francia o nel Regno Unito per
la realizzazione di opere di medio importo (fino a 100 milioni di euro) sono
necessari circa due anni e mezzo, il tempo che in Italia viene impiegato per le
sole procedure di valutazione ambientale. Lei, che è anche presidente
dell'Aiscat (l'associazione delle concessionarie autostradali italiane), si
presenta a Venezia con il cappello europeo dell'Asecap. Quale messaggio rivolge
all'Europa? Niente è più europeo delle reti di trasporto. E allora chiediamo
che vi sia omogeneità di regole, atti e comportamenti nelle procedure
realizzative in tutti i Paesi europei. Ma soprattutto chiediamo all'Europa di
essere più efficace e incisiva nel far rispettare e applicare le sue direttiva
in materia. E del rapporto tra infrastrutture e ambiente cosa ne pensa? Noi
condividiamo la politica europea sull'ambiente, che vogliamo sviluppare
ulteriormente. Ma il rispetto dell'ambiente non può tradursi in un elemento
frenante per gli investimenti. L'obiettivo è collegare tra di loro tutti gli
operatori economici e tutti i cittadini europei, perché tutti possano
beneficiare dei vantaggi derivanti dalla creazione di uno spazio senza
frontiere. IMAGOECONOMICA Ai vertici europei. Fabrizio Palenzona, presidente di
Asecap "Tra le priorità del nuovo Governo non potrà mancare il tema
autostradale" "Favorire l'ingresso dei privati? Regole certe,
adeguati ritorni e decisioni snelle".
( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-03-09 - pag: 12 autore: "è caduto
il muro a Nord-Est" Veltroni: sorpreso per i consensi a Treviso - "I
programmi noi li rispettiamo" Lina Palmerini TREVISO. Dal nostro inviato è
forse la città più ostile, quella che al centro-sinistra non regala da anni
nemmeno una minima chance. Un gelo totale che è sceso subito dopo Tangentopoli
e la frantumazione della Dc: tredici anni in cui a dominare è stata la Cdl e la
Lega, soprattutto. Treviso, prima città del Veneto per Pil e numero di
immigrati ieri è stata la 35esima tappa del tour in pullman di Walter Veltroni.
E, dati gli anni di sconfitte a tavolino, vedere tanta gente dentro e fuori il
teatro Eden – a qualche chilometro dal centro cittadino – qualche curiosità la
metteva. Forse perché le aspettative qui sono talmente basse per il Partito
democratico che anche riempire un teatro diventa un fatto nuovo. E così lo
interpretavano non solo il segretario regionale del Pd, Paolo Giaretta, ma
anche una delle senatrici democratiche più battagliere come Simonetta Rubinato
che quasi un anno fa ingaggiò una battaglia contro Vincenzo Visco sugli studi
di settore dopo la rivolta di artigiani e piccole imprese di queste parti. E
anche su questo fronte – sul fisco come sulla sicurezza – che Veltroni non deve
ricucire ma deve tessere proprio una tela tutta nuova. è quello che ha
cominciato a fare. Preceduto dall'annuncio della candidatura di Massimo Calearo
– che qui è un imprenditore- simbolo anche della diffidenza verso il centro-
sinistra – ieri ha usato i tasti più adatti. Ha bandito la lotta di classe, ha
chiuso con la Sinistra, ha archiviato l'argomento dei veneti come evasori, ha
promesso un "fisco amico" e ha rivendicato l'esigenza di uno Stato
che "non sia di ostacolo a chi rischia in proprio". Il
"rischio" entra nel vocabolario del Pd. E qui nella terra che ha più
densità di piccola impresa, è proprio il luogo più adatto per farlo diventare
un valore anche politico. "Esisteva un muro tra il NordEst e il
centro-sinistra, costruito per degli errori fatti negli anni, ma anche per il
fatto che la coalizione aveva delle contraddizioni che gli impedivano di
esprimere il suo riformismo ". è questo lo snodo politico su cui Veltroni
comincia la sua traversata nel Nord-Est: la rottura con i comunisti.
"Andare da soli ci permette di essere liberi e di liberare quella forza di
cui questa terra è carica". Certo, restano tanti chilometri da fare per
smontare una diffidenza sedimentata da quegli "errori" di cui parla
Veltroni ma già questa autocritica appare una novità. "Nessuno aveva
parlato così, nemmeno Prodi", dice Giaretta che sottolinea come "con
Calearo candidato, Veltroni dà la dimostrazione di una scelta di campo
diversa". Già, Calearo, il test è pure questo. Vedere se una
candidatura-bandiera possa trasformarsi in uno spostamento di consensi. Vicenza
sarà una tappa dei prossimi giorni e lì, sul palco con Veltroni,ci sarà pure
l'imprenditore metalmeccanico. Intanto c'è la soddisfazione per il segretario
Pd di dire che "Andrea Riello e Antonio D'Amato hanno detto no al Pdl con
la motivazione che loro non faranno riforme". La gente è tanta e non è
potuta entrare tutta. Così improvvisa un breve comizio anche fuori dal teatro:
Veltroni prende il microfono e proprio mentre parla di "problemi di
comunicazione con il Nord- Est" va via l'amplificazione. Si ride, c'è
entusiasmo.C'è la promessa di ridurre la pressione fiscale, di tagliare la burocrazia con lo slogan
"un'impresa in un giorno",di garantire la sicurezza con la certezza
della pena, di non avere immigrazione clandestina. In mattinata era stato a
Porto Marghera a incontrare i lavoratori portuali e lì, come a Mestre, annuncia
che la prima legge del suo Governo sarà sulla precarietà per introdurre "il
compenso minimo legale di mille euro al mese perché la precarizzazione della
vita è una condizione inaccettabile". E anticipa che tra qualche giorno
farà una proposta sulle pensioni. Ad ascoltarlo c'è Massimo Cacciari: si
abbracciano a beneficio dei flash. Il resto della giornata va via per
rispondere a Silvio Berlusconi che da Milano apre la sua campagna elettorale
stracciando il programma Pd. Veltroni ce la fa a mantenere i toni da fair play:
"Strappare i programmi altrui fa tristezza, ma la cosa peggiore è quando
si stracciano i propri programmi non realizzandoli. Noi invece li leggiamo e li
rispettiamo". E "né Sarkozy né Aznar" li hanno mai stracciati.
Niente scontri, insomma. Piuttosto l'ironia quando dice che ha incontrato
"impreditori che si spaccano la schiena e che la mattina alle 4.30 sono
già a lavoro mentre qualche politico torna dalle discoteche. E allora lo slogan
"rialzati Italia" vale per la politica che deve correre, non per gli
italiani che sono già belli svegli e in piedi". Se la prende anche con
quel "linguaggio da '800" della Pdl che dice "che l'Italia non è
pronta per il 50% di donne in Parlamento, che candida il capo della rivolta dei
tassisti e rispolvera le partecipazioni statali per Alitalia". Poi ci sono
i sondaggi: l'Ipsos che dà il Pd in recupero con sei punti di distacco
"mentre aumentano gli indecisi". E allora "convinciamo gli
altri, la politica è divertimento e si fa tra la gente, non è una soap
opera". ANSA Missione Nord-Est. Walter Veltroni ieri durante il comizio al
teatro Eden di Treviso OBIETTIVO PMI "Lo Stato deve essere vicino e non di
ostacolo per chi rischia: non ha senso la lotta di classe. Subito sgravi
fiscali e misure sulla precarietà".
( da "Nuova Ferrara, La" del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Duro monito del
rettore: "Scuola e Università confuse da troppe riforme inutili"
ISTRUZIONE La riflessione proposta dal Cidi "L'Università e penso anche la
scuola vivono con i bagagli in mano. Non c'è Ministro che da una decina di anni
a questa parte, non desideri stravolgere quanto fatto dal collega precedente,
pur di associare il proprio nome all'ennesima riforma. L'auspicio è che il
prossimo Ministro decida di non inventarsene un'altra". Così Patrizio
Bianchi, rettore dell'Università di Ferrara, commenta la sitazione nella quale
versano gli atenei italiani, durante la giornata di riflessione sulle novità
legislative che coinvolgono l'istruzione, organizzata dal Centro di iniziativa
Democratica degli insegnanti. Università e scuola vivono una sorta di
confusione, dovuta all'alternarsi di novità legislative continue e mascherata
sotto forma di un'autonomia, che rimane tuttora sulla carta. "Il problema
della scuola - prosegue Vincenzo Viglione dirigente dell'Ufficio Scolastico
Provinciale - è che non può più attendere decisioni calate dall'alto. E' molto
difficile per i docenti avere come punto di riferimento la riforma Moratti, che
è tuttora legge vigente e contemporaneamente dover seguire le indicazioni
sperimentali date dall'attuale ministro Fioroni". La scuola deve trovare
al suo interno, le risposte ai propri bisogni, partendo da una reale attuazione
del principio dell'autonomia. Purtroppo a oggi questo non accade, perché la
Costituzione non viene applicata e non esiste nemmeno una legge nazionale che
stabilisca quali siano gli standard ai quali la scuola si deve attenere".
L'autonomia è tuttora una utopia, un fantasma non solo a scuola, ma anche
all'Università. "Fino a oggi - continua Bianchi - l'attenzione delle
riforme è stata puntata a risolvere i problemi di organizzazione interna agli
atenei, e non ad adeguare l'offerta formativa al contesto sociale. Fino a tre
generazioni fa, l'Università serviva a formare l'elite territoriale, oggi
parlare di un'offerta formativa legata solo al territorio è un limite. A ciò
possono essere deputati i primi tre anni, ma i successivi due e i tre di
dottorato devono formare esperti di caratura internazionale. L'errore nel
panorama formativo è stato quello di puntare molto sui primi tre anni, che
altro non sono se non formazione di base, invece che su quelli successivi.
Bisogna per questo rivendicare l'autonomia del sistema educativo, se necessario
anche con forza". "Il territorio - conclude
Daniela Cappagli, presidente Cidi - discute poco di modelli educativi, manca un
vero scambio culturale e didattico, c'è troppa burocrazia e
attenzione alla dirigenza scolastica. Il nostro obiettivo è stimolare un
dialogo sulla scuola a 360º, affinché si crei un'idea solida di scuola del
territorio". Silvia Siano.
( da "Riformista, Il" del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Editoriale /2
Biodiversità istituzionali E pensare che solo due anni fa un clima politico
come quello attuale non andava di moda. Era il tempo degli endorsement a favore
di uno o dell'altro schieramento, dei peana al bipolarismo muscolare che
finalmente avrebbe reso l'Italia un paese al passo delle democrazie più
avanzate. Si inneggiava alle componenti più radicali degli schieramenti che, in
certi casi, oggi si sono squagliate come neve al sole, si denominava come
inciucio ogni ipotesi di collaborazione tra esponenti di diversi schieramenti.
Oggi come allora, però, c'era chi pensava che bastasse qualche vecchio o nuovo
demiurgo, con il solo supporto di certi intellettuali o opinionisti, per
risolvere magicamente i problemi del paese, riducendo il ruolo dei parlamentari
a quello di marionette che alzano e abbassano le mani a comando, e soprattutto
ignorando la società civile, le realtà economiche, i corpi intermedi, le
autonomie funzionali. C'è però chi, oggi come allora, non è d'accordo e pensa
che il benessere e lo sviluppo italiano nascano dal basso, dal cooperare
ordinato di mille forze che permettono di rilanciare lo sviluppo, che,
attraverso le realtà sociali, danno vita a un welfare moderno e tentano di
controbilanciare le spinte clientelari, corporative e le
burocrazie stataliste che rendono malato il nostro paese. Espressione di questo
mondo e di questa mentalità sono le Fondazioni culturali trasversali agli
schieramenti che mostrano, con la loro esistenza, come i partiti non possano
essere autoreferenziali, ma debbano esprimere ciò che nasce in luoghi di
dialogo dalle esperienze sociali, economiche e culturali più
interessanti che si incontrano nel panorama nazionale e internazionale.
Occasione di un loro incontro più approfondito è stata la comune frequentazione
dell'Intergruppo parlamentare per la sussidiarietà, formato da politici di
tutte le provenienze, che riteneva necessario, per fare le riforme, un dialogo
attento alle diverse esperienze culturali. Con questa premessa si è giunti ad
individuare alcuni temi su cui un accordo tra filoni ideali diversi per il bene
comune è già possibile: la necessità di larghe intese per riforme istituzionali
di lungo periodo; la riforma dei regolamenti parlamentari che ridia centralità
al potere legislativo e si opponga ad ogni tentativo ostruzionistico;
l'adozione di un reale e non confuso federalismo che permetta l'attuazione
della sussidiarietà orizzontale e il rilancio della welfare society;
l'incremento di quello sviluppo diffuso che è una delle principali
caratteristiche del nostro paese. Questi primi passi verso una vera democrazia
matura, fatta non di monoculture ideologiche, ma di biodiversità istituzionali,
saranno recepiti dal mondo politico che conta? È l'auspicio in questo momento
di passaggio che purtroppo deve registrare ancora una elezione dove la volontà
degli italiani non è ritenuta all'altezza di esprimere attraverso preferenze o
primarie il nome dei suoi rappresentanti. Giorgio Vittadini Presidente
Fondazione per la Sussidiarietà 10/03/2008.
( da "Corriere della Sera" del 10-03-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-10 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Gli italiani e il "modello spagnolo" Il
medico in fuga da Palermo e burocrazia "Qui ho potuto
aprire subito la mia clinica" DAL NOSTRO INVIATO MADRID - Zapatero o
Rajoy, gl'importava poco. "La Spagna mi ha permesso di fare quel che in
Italia era impossibile. E so che continuerà a permettermelo". Che cosa sia
il modello spagnolo, il dottor Oreste Lo Iacono è disposto a spiegarlo stamattina
a chi vada a trovarlo. A 48 anni, una vita a studiare, oggi finalmente
ce la farà: s'inaugura un reparto nuovo di zecca, l'endoscopia, in un ospedale
nuovo di zecca, l'Hospital del Tajo di Aranjuez, periferia di Madrid. Il dottor
Lo Iacono avrebbe voluto farlo nella sua Palermo, se le caste gliel'avessero
permesso. Quattro anni fa ha abbandonato tutto ed è venuto in Spagna: ne sono
bastati meno di tre per tirare su i muri, convincere le burocrazie, mettere in
piedi una clinica di gastroenterologia. Storie di sorpassi. La fuga dei
cervelli non arriva fino in America, Differenze "Qui posso fare ciò che in
Italia non era possibile: anni di ricerche e concorsi vinti, e i soliti noti mi
passavano davanti" spesso si ferma prima. La comunità italiana a Madrid è una
città di 80 mila abitanti e in mezzo ci sono studiosi che non erano figli di,
amanti di o protetti da, solo gente di talento che chiedeva un'occasione e qui
l'ha trovata. Lo Iacono è uno di loro: "Io non voglio sputare nel piatto,
devo tutto all'università di Palermo. Però non posso dimenticare quel che ho
passato: concorsi vinti e ignorati, 12 anni di ricerche e poi vedermi passare
davanti i soliti noti. L'università italiana funziona per liste d'attesa. Una
volta capitò che riuscii ad avere il mio spazio. Venne un cattedratico e mi
disse: Lo Iacono, questo posto l'ha avuto per un errore... Facevo già il
pendolare con Madrid, mia moglie è spagnola. Ho capito che era meglio cambiare
aria". Un'altra aria: "Hanno visto i miei titoli, mi hanno fatto
subito un contratto in università. Sono stato inserito nel Ciber, una specie di
Cnr in rete che permette di finanziare progetti. E quando s'è deciso di
costruire sei nuovi ospedali, hanno scelto anche me". Italia o Spagna,
chiaro che se magna: "Non sono meglio di noi. Talvolta ci sono le
mazzette. Ma una cosa almeno qui c'è: il vero scandalo, se qualcuno intasca
soldi, è che poi non realizzi l'opera". F. Bat.
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-03-10 - pag: 4 autore: Sulla spesa
sociale un'Italia a due velocità Cresce il divario Nord-Sud sulle risorse in
bilancio PAGINA A CURA DI Francesco Montemurro Gli sforzi realizzati da
Trapani, Siracusa e Lecce non sono bastati. Anche nel welfare locale, misurato
sulla base della spesa dei Comuni per il settore sociale, lo sport e la
cultura, l'Italia è divisa in due. E i divari classici, fra Nord e Sud e fra
territori a Statuto speciale e resto del Paese, si allargano. Nel 2006, secondo
i dati degli ultimi bilanci consuntivi disponibili, ogni italiano ha ricevuto
in media dal proprio Comune servizi sociali per 176 euro. Ma se abita nel
Nord-Est, il territorio più generoso d'Italia, la sua "dote" sale a
240 euro. Nulla in confronto a quanto spetta a trentini e altoatesini, che con
quasi 500 euro a testa svettano inarrivabili nella graduatoria. E mentre, tra
2000e 2006, il Nord è cresciuto a ritmi del 20-22%, il Mezzogiorno ha
continuato ad arrancare e sono ancora molti i capoluoghi in cui il conto finale
non supera le poche decine di euro. Ad aumentare generosamente, invece, è stata
la spesa per l'amministrazione generale, che copre i costi di segreterie
comunali e uffici amministrativi e assorbe ormai il 30% della spesa corrente.
Segno che una cura all'insegna dell'efficienza potrebbe liberare risorse anche
per questo settore. Le tendenze emergono dalle anticipazioni del Rapporto
annuale sulla spesa sociale dei Comuni dell'Osservatorio politiche sociali
dello Spi-Cgil, che si basa sull'analisi dei consuntivi. "Senza il
Federalismo fiscale, che dovrebbe garantire risorse certe a tutti gli enti
locali, i Comuni hanno utilizzato il freno a mano per una parte importante
delle spese di welfare, che finanziano ad esempio le biblioteche e gli altri
interventi per la cultura, le scuole materne e la refezione scolastica, e anche
la promozione dello sport ", spiega Celina Cesari dello Spi.
"Tuttavia – prosegue – le stesse amministrazioni non hanno mostrato
intenzione o avuto capacità di indirizzare verso tali interventi parte delle
nuove entrate derivanti dall'aumento dell'imposizione fiscale locale e in
particolare dell'Ici e dell'addizionale Irpef, mentre emerge la scarsa capacità
dei Comuni di controllare la spesa per la burocrazia".
I numeri mostrano come, nel periodo considerato, i Comuni abbiano incrementato
le spese destinate ai servizi sociali da
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: ECONOMIA E IMPRESE MEDIA E MA data: 2008-03-10 - pag: 21
autore: NEXT ... Innovazione alla svedese: le pareti anti-burocrazia
L o scrittore Jack Kerouac è passato alla storia per essere stato l'apostolo
della beat generation con il libro On the Road. Una volta ho sentito una sua
intervista in cui diceva che, quando era ragazzo, passava il tempo a correre
sulle rive del fiume. Viveva a Lowell a quei tempi e andava a scuola dai
gesuiti. La riva del fiume era - credo - la sua prima metafora della libertà
dai vincoli, poi venne la strada. Bene, a Kerouac (che aveva frequentato la
Columbia University) si deve la più poetica definizione di burocrazia: "Quando separerete la gente dai loro fiumi che cosa
otterrete? Burocrazia". Poi, da Max Weber in avanti, la storia di questo
concetto ha accompagnato l'800 e il 900 con accezione talvolta positiva,
talvolta negativa. La burocrazia ha permesso lo sviluppo degli Stati e il consolidamento del
moderno sistema di imprese, ma ha anche immobilizzato o rallentato molti
processi di sviluppo. è un fatto che all'interno delle imprese la burocrazia si coniuga quasi sempre con l'incapacità di innovare.
Poi arrivò Alvin Toffler negli anni 70 e ci introdusse al concetto di
adhocrazia, che della burocrazia è l'esatto contrario
e prevede team mirati ( ad hoc, appunto) creati e sciolti e ricomposti, per la
soluzione dei problemi e il conseguimento degli obiettivi. Ma l'adhocrazia non
ha ancora una casa in cui abitare, perché le imprese in Italia sono rimaste
prevalentemente identiche. Fino a oggi, quando dalla Svezia è arrivato un fiume
di flessibilità organizzativa che sta contagiando tutta l'Europa. Infatti in
Italia l'adhocrazia è sbarcata a Modena, dove gli svedesi di Tetra Pak sono
presenti da tempo con il proprio centro mondiale di Ricerca & sviluppo e
hanno deciso di convertirne lo spazio di lavoro nel primo ambiente totalmente
flessibile al mondo. Un geniale progetto innovativo, in grado di garantire la
riconfigurazione digitale di ogni spazio. Basta spostare una scrivania per fare
spazio a un nuovo gruppo di lavoro e i collegamenti elettrici, telematici,
d'illuminazione e temperatura si adattano al nuovo ambiente. Bene, cosa è
successo? Lo stabilimento di Modena è diventato meta di pellegrinaggio per
manager e imprenditori illuminati come l'edificio (altrettanto geniale e
innovativo) di Telefonica in Spagna? No, è diventato meta di visite ispettive
per l'applicazione della legge edilizia (la 31/2002, per la cronaca) ed è stato
dichiarato inagibile per diverso posizionamento delle pareti interne. "Ma
come?- direbbe Toffler, e forse anche Kerouack - è proprio l'avere pareti
flessibili che può dare, mese dopo mese, all'organizzazione la possibilità di
riformularsi in nuovi gruppi di lavoro e in nuovi tavoli di progetto". Ma
la normativa richiede esplicitamente di segnalare la posizione immobile delle
pareti interne. Per una volta, però, la storia ha un lieto fine: Tetra Pak ha
invitato le autorità comunali a visitare lo stabilimento per comprenderne la
diversità ed è arrivata l'agibilità. www.vitodibari.net "L'adhocrazia si
basa sulla totale flessibilità di team e spazi creati e ricreati di continuo"
di Vito Di Bari.
( da "Corriere del Veneto" del 10-03-2008)
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Corriere del Veneto
- PADOVA - sezione: PADOVA2A - data: 2008-03-09 num: - pag: 8 categoria:
REDAZIONALE La storia Viva e vegeta, ma per l'Asl è morta da 25 anni
VIGODARZERE - Chiede all'Asl perché non le hanno ancora spedito a casa il
tesserino sanitario e così scopre di essere... morta da 25 anni. Le dicono
perfino quand'è avvenuto il suo decesso: il primo gennaio
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
10-03-2008)
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Provincia di Sassari
Pagina 7055 Asinara. A dieci anni dalla sua istituzione l'Ente si dota di
servizi per i visitatori Taglio del nastro per l'hotel del Parco Asinara.. A
dieci anni dalla sua istituzione l'Ente si dota di servizi per i visitatori La
prima struttura ricettiva dell'Isola avrà novanta posti letto --> La prima
struttura ricettiva dell'Isola avrà novanta posti letto Novanta posti letto,
camere allestite per due, quattro e sei persone, un punto di ristoro. Questi i
numeri e i servizi del primo albergo sull'isola. I lustrini sono stati riposti
nel cassetto sabato scorso: l'Asinara, a dieci anni dall'istituzione del Parco,
ha finalmente un ristorante riservato agli ospiti, inaugurato in pompa magna.
Ma per vedere un'altra struttura dedicata ai turisti non occorrerà attendere
ancora un decennio: i nastri rispunteranno fuori il mese prossimo, quando
aprirà i battenti l'ostello. Novanta posti letto, camere allestite per due,
quattro e sei persone, un punto di ristoro e locali accessibili ai disabili.
Questi i numeri e i servizi del primo albergo sull'isola. Era stato tirato a
lucido già lo scorso anno. L'apertura sembrava imminente. Tutti a contare i
giorni: dal sindaco al presidente dell'Ente parco, passando per gli operatori e
i turisti. Poi, purtroppo, gli ormai tradizionali intoppi burocratici che
ingabbiano l'isola carcere sin dalla sua "liberazione". Rinvii su
rinvii, i ragazzi della cooperativa SognAsinara (gli stessi che gestiscono il
nuovo ristorante su prenotazione), ancora disoccupati sul più bello e lì a
chiedersi se non abbiano commesso un grosso errore a investire passione e
risorse in un progetto dai mille intoppi. Che ora può partire, per la gioia di
neolavoratori e, finalmente, dei visitatori. L'opportunità di trascorrere la
notte al Parco non passerà di certo inosservata. I corridoi dell'ex caserma
agenti saranno attraversati da ragazzi, famiglie e bambini. Niente più divise o
stellette, solo gente in costume da bagno e canottiera. Ma anche studiosi,
convegnisti e studenti. Vacanze e ricerca, questo pare essere il futuro
dell'Asinara. Lo scoglio della burocrazia che ha
frenato per un anno l'attività della struttura di Cala d'Oliva sembra essere
stato superato. Due nuove attività imprenditoriali cominciano a fiorire
sull'isola; squilli di risveglio e sviluppo per un parco ancora incatenato e
appesantito da vincoli e presidi ministeriali. Ora c'è un nuovo passo da
compiere, la nuova continuità territoriale. Con l'approvazione della
finanziaria, secondo gli accordi siglati dall'assessore regionale ai Trasporti,
Broccia, e il sindaco di Porto Torres, Mura, la Regione trasferirà al Comune
circa un milione di euro per l'avvio di un nuovo servizio di trasporto dalla
città all'isola. Ci sarà un bando e regole precise. Il Camogli, la tartaruga
ferrosa targata Regione, Provincia e Comune che arranca sulle onde, andrà in
pensione. Impiega novanta minuti per raggiungere l'altra metà del territorio
comunale: l'ansia per l'approdo sull'isola non ci mette molto a trasformarsi in
stress da traversata. Poi c'è da sciogliere il nodo del trasporto via terra: il
parco mezzi è decisamente datato, i bus - d'estate autentici forni su quattro
ruote - non bastano più. E ci sono anche le scuole vela da varare. Bene il
ristorante e l'ostello, ma l'Asinara, dopo dieci anni, rimane ancora un
cantiere aperto. SAMUELE SCHIRRA.
( da "Panorama" del 10-03-2008)
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"Voglio la
Sicilia nazione, alla faccia di Garibaldi" "Voglio la Sicilia
nazione, alla faccia di Garibaldi" CARLO PUCA A tutto campo Il caso
Cuffaro, le clientele, la mafia: parla Raffaele Lombardo. Che non risparmia
nessuno. Neppure la classe dirigente meridionale. "Gradisce
un'arancia?". Banditi i cannoli, nella sede romana del Movimento per
l'autonomia offrono agrumi. Di Catania, naturalmente, "polposi e grandi
come Raffaele Lombardo". Polposo, sì, perché l'"amico" Raffaele
ha sempre badato al sodo, secondo i detrattori anche troppo. Grande no, ancora
non lo è. Almeno fin quando il "politico" Lombardo non batterà, se
batterà, Anna Finocchiaro nella corsa a governatore. Che in Sicilia è come
essere un capo di stato. Partiamo da un paradosso. Mentre il Partito
democratico la rispetta, la sua parte politica l'ha marchiata. Gianfranco
Miccichè dice che lei è in continuità con Totò Cuffaro. Che dire? Gli eventi
gli hanno preso la mano. Prima Miccichè mi implorava di candidarmi; poi ha
cambiato idea ed è diventato pure un po' sguaiato. È una sorta di incontinenza
dalla quale spero prima o poi guarisca. Più prima che poi. Ma la continuità c'è
o non c'è? Io custodisco prezioso il valore dell'amicizia. Il mio atteggiamento
verso Cuffaro è ispirato soltanto da questo. Dietro la sua porta, a perorare
cose men che nobili, ci sono stati uomini di tutti i partiti che oggi,
ipocritamente, lo accusano. Ma Totò è lontano mille miglia dalla mafia.
Ovviamente cosa diversa è avere sbagliato nell'aiutare amici finiti nelle trame
della criminalità. Confondere la mia lealtà con la continuità, o addirittura la
complicità su certe cose, come sostiene qualche carogna dell'informazione, è
disonesto. La stampa militante mi dà il voltastomaco. Lei ce l'ha con i
giornalisti che la accusano di gestione clientelare del potere. Però quegli
articoli riportano un dato innegabile: nel Mezzogiorno si ottiene consenso
anzitutto con le clientele. Questa sarà la vera rivoluzione siciliana, cambiare
lo stato delle cose: è il primo punto del mio programma, lo attuerò se Dio e
gli elettori vorranno. L'ho dimostrato proprio a Catania, con efficienza,
trasparenza e rigore finanziario. Sulla provincia non grava alcun sospetto
giudiziario. E tra i miei elettori ho conquistato primati di fiducia a livello
nazionale. Fiducia e voti, lei sta diventando sempre più potente. Qui fuori c'è
la fila per salire sul carro del vincitore. Noi facciamo salire chi riteniamo.
Preferiamo non ottenere seggi piuttosto che imbarcare tutti. I nomi che
circolano sono tutti di ex potenti democristiani. Chi, Enzo Scotti? È uomo di
grande intelligenza, si è lasciato alle spalle il passato, senza nostalgia.
Poi, al di là della candidatura, voglio citare l'intelligenza vivacissima di
Paolo Cirino Pomicino. Di Pomicino farei il massimo pensatore meridionale, se
solo smettesse con l'idea di rifare la Dc. Che fa, abiura la sua storia? Io ho
militato nella Democrazia cristiana. Ricordo la degenerazione, il correntismo,
le lotte spaventose per il potere. La Dc finì male anche per colpa dei
democristiani, non capirono che era cambiato tutto. L'Mpa è nuovo perché
postideologico. E comunque, dopo di me ci sarà il passaggio del testimone a
giovani sostenitori della fiamma autonomistica spentasi nel dopoguerra. Era
l'Isola degli indipendentisti... I siciliani si accorsero che l'unità d'Italia
era stata una truffa, una violenza, una conquista orchestrata da Cavour, voluta
dai Savoia ed eseguita brutalmente da Garibaldi. Dopo ottant'anni di
sfruttamento la Sicilia nutrì la grande speranza dell'indipendenza. Poi si è
risolto tutto in un pezzo di carta, ma di grandissima importanza: lo statuto
speciale. Purtroppo l'autonomia funziona solo se c'è un partito territoriale.
Ora c'è l'Mpa. Lei pensa alla secessione? Assolutamente no, non ce n'è bisogno,
bastano l'autonomia e la devoluzione delle risorse economiche. Al Sud conviene?
Dallo stato centrale ha sempre preso. Molto meno di quanto gli spettasse. Però
ha complessivamente sperperato il denaro. La classe dirigente meridionale ha
preferito costruire sulle risorse le basi, spesso illecite, del suo consenso.
Anche in Sicilia. Lei sembra non volersi fermare, vuol diventare il Bossi del
Sud? Accettando il ministero che mi era stato offerto mi sarei sentito uno
spiantato. In questa fase storica era giusto che l'Mpa concorresse per
l'autonomia della regione. Avremo anche una nostra pattuglia di parlamentari,
ma conta di più recuperare lo spirito autonomistico. Poi il futuro è di Dio.
Con Silvio Berlusconi lei ha condotto una trattativa formidabile. Ma no, l'ho
solo portato a riconoscere la nuova questione meridionale, che dall'agenda
politica era scomparsa da tempo. Romano Prodi disprezzava il Sud. E però sono
proprio quelli alla Pomicino gli accusati del disastro. In passato di errori ne
sono stati fatti tanti. La nostra linea è del tutto diversa. Basta
assistenzialismo: se solo impieghiamo bene i 15 miliardi dei fondi strutturali,
otteniamo la fiscalità di vantaggio e incassiamo le tasse locali, siamo a
cavallo. Poi ci vogliono meno burocrazia, piccola
impresa, un piano per l'energia. E le grandi opere: ferrovie, autostrade e il
ponte sullo Stretto. Il ponte non minerà la "sicilitudine"? La
sicilitudine, nel senso di superiorità fondata sul poco, è solo una malattia.
La spesa regionale è altissima. Il rigore finanziario è fondamentale.
Oggi la spesa corrente assorbe gran parte delle uscite. Abbiamo una caterva di
dipendenti, li ridurrò. La regione dovrà avere una élite burocratica, ma poi
sarà opportuno esternalizzare una serie di servizi. Certo, non si può nemmeno
licenziare chicchessia, ma lavorare pian piano sui prepensionamenti. In caso di
vittoria ripescherà assessori uscenti? No, pure loro non sono interessati. Ma
se la dottoressa Agata Consoli volesse... La sua avversaria principale è Anna
Finocchiaro del Pd. Le riconosco grandi capacità, ma ha mostrato poco interesse
per il territorio. Però la sua vice, Rita Borsellino sul territorio c'è, per di
più a combattere la mafia. In Sicilia ci sono tante persone rispettabilissime.
Ma non si può governare andando avanti per simboli e miti. Parliamoci chiaro:
iniziò Leoluca Orlando con il professionismo dell'antimafia. Questa è una
precondizione, poi ci vuole anche la capacità di governare. La mafia le fa
schifo? Non ho condiviso questo slogan. So bene quanto costi ai siciliani la
mafia, è una stimmata che ci portiamo addosso, dovunque andiamo. Ma la
criminalità va combattuta facendo ciascuno il proprio dovere. Io non faccio il
magistrato. Berlusconi premier garantirebbe la guerra alla mafia? La sicurezza
è un capitolo fondamentali del programma: lotta senza quartiere alla
criminalità organizzata, ma anche ai clandestini che sgozzano, agli immigrati
che avvelenano, agli italiani che delinquono, del Nord, del Sud e del Centro.
Lei chiederà più polizia? Io mi responsabilizzerei sempre di più. All'articolo
31 lo statuto speciale conferisce al presidente della regione i poteri di guida
della polizia e delle forze armate. Certo, fa paura, ma è così: in Sicilia la
polizia dovrebbe governarla il presidente regionale in accordo con le province,
piuttosto che con i prefetti. Da governatore potrà far valere quest'opzione.
Quando si comincia a gustare il piatto dell'autonomia, non ci si ferma più.
L'appetito viene mangiando. Con lei la "Sicilia nazione" finirebbe di
essere soltanto una teoria. Naturale. Dobbiamo riprendere a scrivere un pezzo
di storia dell'umanità: la nostra terra fu capitale del Mediterraneo, è stata
ridotta a colonia.
( da "ItaliaOggi Sette" del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi Sette
ItaliaOggi Sette - Impresa&lavoro Numero 059, pag.
5 del 10/3/2008 Autore: di Daniele Cirioli Visualizza la pagina in PDF
Nel decreto sono specificati gli obblighi per i quali il datore
di lavoro risponde personalmente In azienda cresce la burocrazia Nella valutazione dei rischi l'analisi completa delle tutele
Maggiori vincoli burocratici e sanzioni più severe. è questa la ricetta per
fermare le morti bianche dettata dal Tu di riforma delle norme in materia sulla
sicurezza del lavoro, approvato in prima lettura dal consiglio dei ministri il
6 marzo e anche se i tempi sono ridotti per l'approvazione sta di fatto
che il provvedimento fornisce una nuova bussola su compiti e responsabilità con
sensibile inasprimento delle relative sanzioni. Punto centrale diventa la
"valutazione di rischi", il documento che diventa unico per tutti i
rischi (anche quelli da stress da lavoro, si veda altro articolo in pagina) al
fine di garantire l'effettività delle tutele in ogni ambiente di lavoro e che
deve essere redatto esclusivamente dal datore di lavoro senza possibilità di
delega. Le misure generali. L'operazione di riforma aumenta vincoli e
adempimenti in azienda, sulla scia di quanto già operato dalla legge n.
123/2007. Rispetto al passato, diventa più chiara l'individuazione dei
responsabili delle misure sulla sicurezza. In tabella sono riportate le misure
relative alla sicurezza, all'igiene e alla salute durante il lavoro con la
precisazione che esse non devono in nessun caso comportare oneri finanziari per
i lavoratori. A ciascuno i propri compiti. Il Tu, in primo luogo, stabilisce
quali sono gli obblighi ai quali il datore di lavoro deve rispondere
personalmente (ossia gli obblighi non delegabili). Sono la valutazione di tutti
i rischi con la conseguente adozione dei previsti documenti e la designazione
del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi. Obblighi
del datore di lavoro e del dirigente. Il datore di lavoro e i dirigenti devono
nominare il medico competente per l'effettuazione della sorveglianza sanitaria,
designare preventivamente i lavoratori incaricati dell'attuazione delle misure
di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro
in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e,
comunque, di gestione dell'emergenza. Nell'affidare i compiti ai lavoratori,
devono tenere conto delle capacità e delle condizioni degli stessi in rapporto
alla loro salute e alla sicurezza. Ancora, datore di lavoro e dirigenti sono
tenuti a fornire ai lavoratori i necessari e idonei dispositivi di protezione
individuale, sentito il responsabile del servizio di prevenzione e protezione e
il medico competente, ove presente; a prendere le misure appropriate affinché
soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni e specifico addestramento
accedano alle zone che li espongono a un rischio grave e specifico; a
richiedere l'osservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme vigenti,
nonché delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza e di igiene del
lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di
protezione individuali messi a loro disposizione; a richiedere al medico
competente l'osservanza degli obblighi previsti a suo carico nel presente
decreto; ad adottare le misure per il controllo delle situazioni di rischio in
caso di emergenza e dare istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo
grave, immediato e inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona
pericolosa; a informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio
di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni
prese o da prendere in materia di protezione. Obblighi dei lavoratori. In via
di principio, il Tu stabilisce che ogni lavoratore deve prendersi cura della
propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti sul luogo
di lavoro, su cui ricadono gli effetti delle sue azioni od omissioni,
conformemente alla sua formazione, alle istruzioni e ai mezzi forniti dal
datore di lavoro. Nel dettaglio, poi, stabilisce che devono contribuire,
insieme al datore di lavoro, ai dirigenti e ai preposti, all'adempimento degli
obblighi previsti a tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro;
osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro, dai
dirigenti e dai preposti, ai fini della protezione collettiva e individuale;
utilizzare correttamente le attrezzature di lavoro, le sostanze e i preparati
pericolosi, i mezzi di trasporto, nonché i dispositivi di sicurezza; utilizzare
in modo appropriato i dispositivi di protezione messi a loro disposizione;
segnalare immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o al preposto le
deficienze dei mezzi e dei dispositivi, nonché qualsiasi eventuale condizione
di pericolo di cui vengano a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di
urgenza, nell'ambito delle proprie competenze e possibilità per eliminare o
ridurre le situazioni di pericolo grave e incombente, dandone notizia al
rappresentante dei lavoratori per la sicurezza; non rimuovere o modificare
senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di
controllo.
( da "Gazzetta della Martesana, La" del
10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL CASO La bimba, 13
anni, non comunica, non vede e non cammina. E non può andare a scuola NIENTE
TRASPORTO PER LA PICCOLA GIADA I genitori accusano il Comune. La replica
dell'assessore: "Le nostre proposte respinte dalla famiglia" Giada Compierchio,
13 anni Vimodrone - Giada Compierchio, 13 anni, è una bellissima bimba affetta
dalla nascita da deficit cognitivo (non parla o comunica in alcun modo), non
vede, non cammina ed è incontinente. E, in più, i genitori si trovano a combattere con la burocrazia, in
questo caso il Comune di Vimodrone, che non sembra in grado di garantire il
trasporto della bimba alla scuola dei ciechi di via Vivaio a Milano.
"Abbiamo affrontato fin dall'inizio diverse difficoltà per tentare e
sperare in una vita migliore per lei - ha spiegato la madre Sabina Venturo - ma
ci troviamo di fronte ogni giorno a prove sempre più difficili. L'ultimo
problema ce l'ha dato il Comune, che lo scorso settembre non è riuscito a
garantire il mezzo di trasporto per invalidi per Giada, nonostante ci fossimo
attivati l'anno prima con l'assistente sociale, le maestre elementari e i
centri per organizzare tutto, informando il Comune a gennaio della necessità
del trasporto e dove sarebbe andata la bambina. La responsabile dei servizi sociali
solo a inizio ottobre ci ha chiesto se avevamo la possibilità di effettuare il
trasporto con un mezzo del Comune e persone della famiglia o fidate come
accompagnatori, proposta subito rifiutata perché di difficile
realizzazione". Ma le incomprensioni sono proseguite: "La seconda
opzione è stata quella del trasporto di un'associazione che, però, non aveva
una seconda persona a disposizione per il controllo della sicurezza di mia
figlia, come accade in ogni centro trasporti che effettua questo tipo di servizi
per portatori di handicap - ha aggiunto il padre di Giada, Antonio Compierchio
- al costo, sostenuto dal Comune per il servizio di una sola persona, di 1.700
euro mensili. Ma Giada soffre anche di attacchi epilettici e, se l'autista
guida, non può controllarla; inoltre, non veniva garantito che l'autista fosse
sempre lo stesso e, quindi, era impossibile controllare se avesse nozioni di
pronto soccorso e se fosse degno di fiducia. Abbiamo deciso, allora, di
accettare la proposta iniziale dell'offerta di una somma di denaro affinché ci
occupassimo noi del trasporto, ma qui c'è stato un tira e molla sulla cifra (la
richiesta era di 700 euro a mese, il Comune arrivava a 500), non sufficiente
nel caso in cui avessi dovuto lasciare il lavoro". Eppure i genitori non
sembrano chiedere la luna: "Vorremmo solo una soluzione che preveda un
autista e un assistente per l'incolumità di Giada, o un contributo economico
diverso. Io faccio il tassista e, ormai, accompagnano da settembre Giada a
scuola, riducendo il mio orario di lavoro con tutti i problemi che ne
conseguono. Oggi mia figlia rinuncia al suo diritto di frequentare la scuola
per colpa di un Comune sordo alle nostre necessità; la trasportiamo il martedì,
il mercoledì e il giovedì, compatibilmente con gli altri impegni. Il sindaco
Dario Veneroni ci aveva garantito un suo interessamento che, però, non è mai
avvenuto: sono passati ben tre mesi dalle ultime comunicazioni con gli
uffici". "Il Comune ha sempre cercato di trovare una soluzione".
Questa la posizione dell'assessore alle Politiche sociali Luigi Verderio.
"Da quando ci è stata sottoposta la questione abbiamo prospettato diverse
alternative alla famiglia, ma nessuna è stata di loro gradimento per questioni
economiche o logistiche e, alla fine, sono spariti dalla scena. Le soluzioni
erano l'offerta di un contributo economico o il trasporto alternativo che,
però, deve avvenire su proposta scritta di soggetti abilitati, in modo da
coprire il costo secondo i parametri di legge; era a disposizione una persona che
avrebbe frequentato per un mese il corso apposito, ma la famiglia ci ha
richiesto anche qualcuno che badasse a Giada. Non hanno accettato le nostre
offerte perché volevano che si facesse a modo loro, col trasporto effettuato da
un amico, ma il Comune deve seguire le regole. E noi siamo nel giusto. Il
trasporto poteva essere realizzato in diversi modi, ma nessuno di questi è
stato accettato; è diventata una questione economica, ma coi disabili non si
dovrebbe parlare di soldi, ma di servizi". Articolo pubblicato il
10/03/08.
( da "Panorama.it" del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Italia -
http://blog.panorama.it/italia - Lombardo l'autonomista: Voglio la Sicilia
nazione, alla faccia di Garibaldi Posted By redazione On 10/3/2008 @ 10:41 In
Apertura#1 | No Comments di Carlo Puca "Gradisce un'arancia?".
Banditi i cannoli, nella sede romana del [1] Movimento per l'autonomia offrono
agrumi. Di Catania, naturalmente, "polposi e grandi come Raffaele
Lombardo". Polposo, sì, perché l'amico Raffaele ha sempre badato al sodo,
secondo i detrattori anche troppo. Grande no, ancora non lo è. Almeno fin
quando il politico Lombardo non batterà, se batterà, Anna Finocchiaro nella
corsa a governatore. Che in Sicilia è come essere un capo di stato. Partiamo da
un paradosso. Mentre il Partito democratico la rispetta, la sua parte politica
l'ha marchiata. Gianfranco Miccichè dice che lei è in continuità con Totò
Cuffaro. Che dire? Gli eventi gli hanno preso la mano. Prima Miccichè mi
implorava di candidarmi; poi ha cambiato idea ed è diventato pure un po'
sguaiato. È una sorta di incontinenza dalla quale spero prima o poi guarisca.
Più prima che poi. Ma la continuità c'è o non c'è? Io custodisco prezioso il
valore dell'amicizia. Il mio atteggiamento verso Cuffaro è ispirato soltanto da
questo. Dietro la sua porta, a perorare cose men che nobili, ci sono stati
uomini di tutti i partiti che oggi, ipocritamente, lo accusano. Ma Totò è
lontano mille miglia dalla mafia. Ovviamente cosa diversa è avere sbagliato
nell'aiutare amici finiti nelle trame della criminalità. Confondere la mia
lealtà con la continuità, o addirittura la complicità su certe cose, come
sostiene qualche carogna dell'informazione, è disonesto. La stampa militante mi
dà il voltastomaco. Lei ce l'ha con i giornalisti che la accusano di gestione
clientelare del potere. Però quegli articoli riportano un dato innegabile: nel
Mezzogiorno si ottiene consenso anzitutto con le clientele. Questa sarà la vera
rivoluzione siciliana, cambiare lo stato delle cose: è il primo punto del mio
programma, lo attuerò se Dio e gli elettori vorranno. L'ho dimostrato proprio a
Catania, con efficienza, trasparenza e rigore finanziario. Sulla provincia non
grava alcun sospetto giudiziario. E tra i miei elettori ho conquistato primati
di fiducia a livello nazionale. Fiducia e voti, lei sta diventando sempre più
potente. Qui fuori c'è la fila per salire sul carro del vincitore. Noi facciamo
salire chi riteniamo. Preferiamo non ottenere seggi piuttosto che imbarcare
tutti. I nomi che circolano sono tutti di ex potenti democristiani. Chi, Enzo
Scotti? È uomo di grande intelligenza, si è lasciato alle spalle il passato,
senza nostalgia. Poi, al di là della candidatura, voglio citare l'intelligenza
vivacissima di Paolo Cirino Pomicino. Di Pomicino farei il massimo pensatore
meridionale, se solo smettesse con l'idea di rifare la Dc. Che fa, abiura la
sua storia? Io ho militato nella Democrazia cristiana. Ricordo la
degenerazione, il correntismo, le lotte spaventose per il potere. La Dc finì
male anche per colpa dei democristiani, non capirono che era cambiato tutto.
L'Mpa è nuovo perché postideologico. E comunque, dopo di me ci sarà il
passaggio del testimone a giovani sostenitori della fiamma autonomistica
spentasi nel dopoguerra. Era l'Isola degli indipendentisti. I siciliani si
accorsero che l'unità d'Italia era stata una truffa, una violenza, una
conquista orchestrata da Cavour, voluta dai Savoia ed eseguita brutalmente da
Garibaldi. Dopo ottant'anni di sfruttamento la Sicilia nutrì la grande speranza
dell'indipendenza. Poi si è risolto tutto in un pezzo di carta, ma di grandissima
importanza: lo statuto speciale. Purtroppo l'autonomia funziona solo se c'è un
partito territoriale. Ora c'è l'Mpa. Lei pensa alla secessione? Assolutamente
no, non ce n'è bisogno, bastano l'autonomia e la devoluzione delle risorse
economiche. Al Sud conviene? Dallo stato centrale ha sempre preso. Molto meno
di quanto gli spettasse. Però ha complessivamente sperperato il denaro. La
classe dirigente meridionale ha preferito costruire sulle risorse le basi,
spesso illecite, del suo consenso. Anche in Sicilia. Lei sembra non volersi
fermare, vuol diventare il Bossi del Sud? Accettando il ministero che mi era
stato offerto mi sarei sentito uno spiantato. In questa fase storica era giusto
che l'Mpa concorresse per l'autonomia della regione. Avremo anche una nostra
pattuglia di parlamentari, ma conta di più recuperare lo spirito autonomistico.
Poi il futuro è di Dio. Con Silvio Berlusconi lei ha condotto una trattativa
formidabile. Ma no, l'ho solo portato a riconoscere la nuova questione
meridionale, che dall'agenda politica era scomparsa da tempo. Romano Prodi
disprezzava il Sud. E però sono proprio quelli alla Pomicino gli accusati del
disastro. In passato di errori ne sono stati fatti tanti. La nostra linea è del
tutto diversa. Basta assistenzialismo: se solo impieghiamo bene i 15 miliardi
dei fondi strutturali, otteniamo la fiscalità di vantaggio e incassiamo le
tasse locali, siamo a cavallo. Poi ci vogliono meno burocrazia, piccola impresa, un piano per l'energia. E le grandi opere:
ferrovie, autostrade e il ponte sullo Stretto. Il ponte non minerà la
"sicilitudine"? La sicilitudine, nel senso di superiorità fondata sul
poco, è solo una malattia. La spesa regionale è altissima. Il rigore
finanziario è fondamentale. Oggi la spesa corrente assorbe gran parte delle
uscite. Abbiamo una caterva di dipendenti, li ridurrò. La regione dovrà avere
una élite burocratica, ma poi sarà opportuno esternalizzare una serie di
servizi. Certo, non si può nemmeno licenziare chicchessia, ma lavorare pian
piano sui prepensionamenti. In caso di vittoria ripescherà assessori uscenti?
No, pure loro non sono interessati. Ma se la dottoressa Agata Consoli volesse.
La sua avversaria principale è Anna Finocchiaro del Pd. Le riconosco grandi
capacità, ma ha mostrato poco interesse per il territorio. Però la sua vice,
Rita Borsellino sul territorio c'è, per di più a combattere la mafia. In
Sicilia ci sono tante persone rispettabilissime. Ma non si può governare
andando avanti per simboli e miti. Parliamoci chiaro: iniziò Leoluca Orlando con
il professionismo dell'antimafia. Questa è una precondizione, poi ci vuole
anche la capacità di governare. La mafia le fa schifo? Non ho condiviso questo
slogan. So bene quanto costi ai siciliani la mafia, è una stimmata che ci
portiamo addosso, dovunque andiamo. Ma la criminalità va combattuta facendo
ciascuno il proprio dovere. Io non faccio il magistrato. Berlusconi premier
garantirebbe la guerra alla mafia? La sicurezza è un capitolo fondamentale del
programma: lotta senza quartiere alla criminalità organizzata, ma anche ai
clandestini che sgozzano, agli immigrati che avvelenano, agli italiani che
delinquono, del Nord, del Sud e del Centro. Lei chiederà più polizia? Io mi
responsabilizzerei sempre di più. All'articolo 31 lo statuto speciale
conferisce al presidente della regione i poteri di guida della polizia e delle
forze armate. Certo, fa paura, ma è così: in Sicilia la polizia dovrebbe
governarla il presidente regionale in accordo con le province, piuttosto che
con i prefetti. Da governatore potrà far valere quest'opzione. Quando si
comincia a gustare il piatto dell'autonomia, non ci si ferma più. L'appetito
viene mangiando. Con lei la "Sicilia nazione" finirebbe di essere
soltanto una teoria. Naturale. Dobbiamo riprendere a scrivere un pezzo di
storia dell'umanità: la nostra terra fu capitale del Mediterraneo, è stata
ridotta a colonia.
( da "Denaro, Il" del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Campania Campese:
Costi energetici, servono sgravi per le Pmi Una seria politica di sgravi
fiscali per consentire alle piccole imprese di poter investire e svilupparsi.
Antonio Campese, presidente di Confartigianato Campania, commenta con amarezza
i dati sulle addizionali per il consumo di energia elettrica: "Ci sono
tante imposte - afferma - di cui si ignora l'esistenza. Anzichè i soliti
incentivi per aiutare le piccole realtà bisogna abbassare le tasse e semplificare
gli adempimenti burocratici". --> Domanda. Le imprese campane pagano
23,5 mln l'anno di addizionale per l'elettricità: un bel salasso... Risposta.
E' una di quelle tasse di cui le piccole realtà ignorano persino l'esistenza.
Eppure i costi sono altissimi. Così non si può andare avanti. D. Come fare? R.
Bisogna decidere se il sistema economico nazionale deve essere basato sulle
Pmi. Se così si vuole, bisogna liberare le imprese da tasse e burocrazia che non consentono la crescita e lo sviluppo. D.
Eliminare le tasse: un sogno.. R. E' chiaro che è impossibile. Ma i mille
balzelli comunali, provinciali, regionali e nazionali si potrebbero ridurre. Ma
si rende conto quanto costa l'energia? Se poi ci aggiungiamo le tasse diventa
impossibile sopravvivere. Mi chiedo a cose servano le Province e perchè debbano
essere finanziate con le tasse delle Pmi. a.v. --> del 08-03-2008 num.
( da "Denaro, Il" del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Soldi & Imprese
incentivi Tecnologie: credito più facile per le Pmi Credito più facile per le
piccole e medie imprese che decidono di investire nelle nuove tecnologie
digitali: il Fondo di garanzia per le Pmi dedicato al settore prevede l'aumento
dell'importo erogabile nel caso di crescita del fatturato dell'azienda di
almeno il 10 per cento negli ultimi due esercizi. Altra novità: l'innalzamento
dell'importo minimo ammissibile, che sale da 10 mila a 20 mila euro. Quello
massimo ammonta a 200 mila euro. Lo strumento di agevolazione del credito è
stato istituito dai ministeri dello Sviluppo Economico e dell'Innovazione e
Tecnologie in base alla legge 662/96. Jenny Giordano --> Le piccole e medie
imprese che vogliono investire in tecnologie digitali possono contare sul Fondo
di garanzia alle Pmi istituito dal ministero per lo Sviluppo Economico. Due
novità rendono ancora più utile lo strumento e agevolano le aziende che hanno
intenzione di accedere al credito per tali interventi. Innanzitutto, le imprese
che negli ultimi due anni hanno registrato un aumento del fatturato di almeno
il 10 per cento potranno contare su un maggiore importo erogabile. Inoltre,
l'importo minimo ammissibile della garanzia, che prima si attestava sui 10 mila
euro, è stato innalzato a 20 mila. L'importo massimo è invece fissato per 200
mila euro. La sezione "Tecnologie digitali" del fondo concede una
garanzia pari all'80 per cento dell'investimento ammissibile sui finanziamenti
alle Pmi, da banche o confidi, per progetti volti ad introdurre innovazioni di
prodotto, processo e di servizi mediante l'utilizzo di tecnologie digitali. La
novità in termini di maggiore facilità nell'accesso al credito consiste nel
fatto che in caso di finanziamento a fronte di investimenti in beni
ammortizzabili l'importo base erogabile viene incrementato del 20 per cento del
valore dei beni, con un limite di 20 mila euro. Nel caso di investimenti da
avviare successivamente alla data di richiesta del finanziamento, la
valutazione viene basata sui preventivi di spesa nella misura del 10 per cento
del valore dei beni, con un limite di 15 mila euro. Viene mantenuto, invece un
incremento dell'importo base nel caso di crescita del fatturato di almeno il 10
per cento negli ultimi due esercizi, prevedendo però che anche nel caso di una
crescita del fatturato almeno del 5 per cento negli ultimi due esercizi venga
elevato l'importo ammissibile (in misura pari al 50 per cento dell'importo
base). L'intervento del fondo di garanzia per le tecnologie digitali riguarda
il rilascio di garanzie su finanziamenti, di importo non superiore a 200 mila
euro, concessi a piccole e medie imprese a fronte di investimenti nel settore
finalizzati all'introduzione di innovazioni di prodotti e di servizi e alla
integrazione dei processi aziendali. La garanzia è diretta a banche e
intermediari finanziari ovvero concedendo controgaranzia a confidi o a fondi di
garanzia gestiti da banche da intermediari finanziari. Sono ammessi a garanzia
i finanziamenti di durata tra trentasei mesi e dieci anni utilizzati per
concedere dilazioni di pagamento a favore di Pmi a fronte di specifiche
forniture di applicazioni tecnologiche digitali. Il limite massimo di
finanziamento può essere coperto al 50 per cento dell'importo nel caso di
garanzia diretta, e fino al 90 per cento dell'importo nel caso di
controgaranzia. L'agevolazione e' concessa in base al regime de minimis, vale a
dire che l'aiuto, cumulato con altri ricevuti o da ricevere nell'arco di tre
anni, non potrà superare i 200 mila euro. Investimenti Il fondo è previsto
dalla legge 662/96, articolo 2, che riguarda le misure in materia di servizi di
pubblica utilità e per il sostegno dell'occupazione e dello sviluppo. Gli
investimenti ammissibili sono quelli materiali e immateriali. Nella prima
categoria rientra qualsiasi investimento fisso in tecnologie dell'informazione
e della comunicazione (Ict) finalizzato all'introduzione di innovazioni di
prodotti e di servizi e all' integrazione dei processi aziendali:
organizzazione, ideazione, produzione, commercializzazione, logistica,
distribuzione. Negli investimenti immateriali rientrano invece i servizi di
consulenza per lo studio e la realizzazione di processi, prodotti o servizi
innovativi finalizzati al recupero di competitività. Della stessa categoria
fanno parte anche i servizi per la realizzazione di applicazioni informatiche o
contenuti innovativi a supporto dell'azione di reingegnerizzazione di processi
critici aziendale, come ad esempio l'e-marketplace o l'e-banking. Fra gli
investimenti immateriali bisogna ricordare poi quelli volti all'acquisizione di
servizi finalizzati alla formazione del personale in materia di innovazione
digitale dell'impresa; servizi finalizzati alla abilitazione della
partecipazione a reti digitali di distretto. Domande Le imprese possono
presentare domanda fino a esaurimento del Fondo. La procedura per la richiesta
dei crediti è esclusivamente telematica e consente di presentare on-line le
richieste di ammissione al Fondo di garanzia e alla Sezione Tecnologie
Digitali. Le disposizioni operative e i moduli di domanda sono disponibili sul
sito del Medio credito centrale www.incentivi.mcc.it. La procedura permette
l'inserimento delle richieste con assegnazione in tempo reale del numero di
posizione. I soggetti richiedenti devono inviare a Mcc la richiesta di accesso
al sistema informatico sull'apposito modulo. Aiuti con meno
burocrazia La misura in sintesi Obiettivi: L'intervento della sezione
tecnologie digitali è riservato al rilascio di garanzie su finanziamenti, di
importo non superiore a euro 200 mila euro, concessi a fronte di investimenti
in tecnologie digitali finalizzati all'introduzione di innovazioni di prodotti
e di servizi e alla integrazione dei processi aziendali. Beneficiari:
piccole e medie imprese Azioni: La garanzia è diretta a banche e ad
intermediari finanziari ovvero concedendo controgaranzia a confidi o a fondi di
garanzia gestiti da banche, da intermediari finanziari. Sono ammessi a garanzia
i finanziamenti di durata tra 36 mesi e 10 anni. Vincoli: Il limite massimo di
finanziamento può essere coperto al 50 per cento dell'importo nel caso di
garanzia diretta, e fino al 90 per cento dell'importo nel caso di
controgaranzia. L'agevolazione e' concessa in de minimis. Domande: format da
scaricare sul sito www.incentivi.mcc.it Gli investimenti ammissibili -
acquisizione di tecnologie ICT - integrazione dei processi aziendali
nell'ambito organizzativo, produttivo, commerciale, logistico e distributivo; -
investimenti immateriali - acquisizione di servizi di consulenza, -
acquisizione di servizi per la realizzazione di applicazioni informatiche -
acquisizione di contenuti innovativi a supporto dell'E-Marketplace, E-Banking -
investimenti per la formazione del personale. Tra gli investimenti ammissibili,
la formazione del personale, l'acquisizione di servizi di consulenza e di
informatica. --> del 08-03-2008 num.
( da "Denaro, Il" del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Benevento camera di
commercio Aprire un'azienda in un giorno: da oggi parte la sperimentazione
Impresa in un giorno: da oggi anche a Benevento si può. La locale Camera di
Commercio, guidata da Gennaro Masiello, sperimenta la "Comunicazione Unica
per l'avvio dell'attività d'impresa". Il capoluogo sannita è una delle
province pilota in Italia dell'iniziativa. La procedura consente di accompagnare
le pratiche relative alla nascita di un'azienda, evitando i rallentamenti
imposti dalla burocrazia. Cecilia Del Gaudio --> A
Benevento, in via sperimentale , le imprese hanno da oggi la possibilità di
essere operative in un giorno e assolvere, entro una settimana, gli adempimenti
dichiarativi verso il Registro delle Imprese, l'Inps, l'Inail e l'Agenzia delle
Entrate attraverso la presentazione telematica di un modello informatico
unificato. E'quanto emerge nell'ambito della presentazione della "Comunicazione
Unica per l'avvio dell'attività d'impresa". La sperimentazione attiva nel
capoluogo sannita è destinata ad essere estesa al resto del paese. Nel corso
del dibattito, il numero uno dell'ente camerale, Gennaro Masiello, propone una
task force composta da imprenditori, associazioni e professionisti per
sperimentare le modalità della Comunicazione unica in questa prima fase.
"La Comunicazione Unica è uno strumento innovativo- spiega - già con la
comunicazione attivata per le imprese del settore vitivinicolo, abbiamo avuto
modo di constatare come il supporto digitale renda la comunicazione più rapida
ed economica". "In tal modo-prosegue Masiello -la Camera di Commercio
si pone quale interlocutore privilegiato di coloro che vogliono dare l'avvio ad
un'attività imprenditoriale". "La comunicazione Unica inoltre, si
avvale della collaborazione di enti come l'Agenzia delle Entrate, l'Inps e
l'Inail - spiega il presidente - in tal modo proseguiamo verso il nostro
obiettivo principale che è il raggiungimento delle tre E': efficacia,
efficienza, economicità". La procedura di Comunicazione Unica prevede la
trasmissione della pratica per via telematica o presentata direttamente al
Registro imprese delle Camere di Commercio. Vale come assolvimento della maggior
parte degli adempimenti amministrativi previsti per l'iscrizione al Registro
imprese oltre che ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali e per
l'ottenimento del codice fiscale e della partita Iva. In base al nuovo dettato
normativo, l'Ufficio del Registro imprese rilascia subito una ricevuta che
costituisce titolo per l'immediato avvio dell'attività imprenditoriale e
informa le amministrazioni competenti dell'avvenuta presentazione della
comunicazione unica. Queste ultime comunicano immediatamente all'interessato e
all'Ufficio del Registro imprese delle Camere di commercio, anche per via
telematica, il codice fiscale e la partita Iva ed entro sette giorni gli
ulteriori dati definitivi relativi alle posizioni registrate. La stessa
procedura si applica anche in caso di modifiche o cessazione dell'attività
d'impresa. --> del 08-03-2008 num.
( da "Asca" del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
(ASCA) - Roma, 10
mar - L'impennata delle materie prime sui mercati internazionali, in
particolare il petrolio, stanno mettendo in ginocchio le imprese agricole,
sempre piu' strette nella morsa degli aumenti dei costi di produzione, che nel
solo mese di gennaio hanno fatto registrare una crescita dell'8,5 per cento
rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente. Una cifra ben piu'
consistente di quella che si e' avuta nell'intero 2007: piu' 6,1. A
sottolinearlo e' la Cia-Confederazione italiana agricoltori sulla base dei dati
Ismea. Un trend che ha visto segnare record -avverte la Cia- come quelli dei
concimi (piu' 26,1 per cento) e dei mangimi (piu' 23,6 per cento). Da non
sottovalutare anche gli effetti del ''caro-petrolio'' che, sempre a gennaio, ha
determinato un incremento dei prezzi dei carburanti (piu' 4,4 per cento),
dell'energia elettrica (piu' 3,4 per cento) e dei lubrificanti (piu' 12,3 per
cento). A questi si aggiunge la lievitazione delle sementi (piu' 4,5 per
cento). I settori che hanno maggiormente risentito di questa frenetica corsa al
rialzo delle materie prime sono state le imprese di allevamento (soprattutto
bovini e bufalini con un piu' 18,1 per cento) e quelle che coltivano frumento
(piu' 9,2 per cento), riso (piu' 8,2 per cento), mais (piu' 9 per cento) e
ortofrutta (piu' 4 per cento). Non solo. Ad aggravare la situazione, peraltro,
gia' difficile per gli agricoltori, si sono aggiunti gli oneri previdenziali e
quelli di carattere burocratico. Oneri pesanti che si traducono in forte
ostacolo alla crescita economica delle imprese, con incidenza negativa notevole
sull'occupazione e la competitivita'. Non a caso, la Cia proprio per combattere
il ''mostro'' della burocrazia ha promosso una
Petizione popolare raccogliendo migliaia di firme in tutta Italia.
res-rg/cam/bra.
( da "Agi" del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Food IMPRESE
AGRICOLE: CIA,IMPENNATA COSTI PRODUZIONE TAGLIA REDDITI (AGI) - Roma, 10 mar -
L'impennata delle materie prime sui mercati internazionali, in particolare il
petrolio, stanno mettendo in ginocchio le imprese agricole, sempre piu' strette
nella morsa degli aumenti dei costi di produzione, che nel solo mese di gennaio
hanno fatto registrare una crescita dell'8,5 per cento rispetto all'analogo
periodo dell'anno precedente. Una cifra ben piu' consistente di quella che si
e' avuta nell'intero 2007: piu' 6,1. A sottolinearlo e' la Cia-Confederazione
italiana agricoltori sulla base dei dati Ismea. Un trend che ha visto segnare
record -avverte la Cia- come quelli dei concimi (piu' 26,1 per cento) e dei
mangimi (piu' 23,6 per cento). Da non sottovalutare anche gli effetti del
"caro-petrolio" che, sempre a gennaio, ha determinato un incremento
dei prezzi dei carburanti (piu' 4,4 per cento), dell'energia elettrica (piu'
3,4 per cento) e dei lubrificanti (piu' 12,3 per cento). A questi si aggiunge
la lievitazione delle sementi (piu' 4,5 per cento). I settori che hanno
maggiormente risentito di questa frenetica corsa al rialzo delle materie prime
sono state le imprese di allevamento (soprattutto bovini e bufalini con un piu'
18,1 per cento) e quelle che coltivano frumento (piu' 9,2 per cento), riso
(piu' 8,2 per cento), mais (piu' 9 per cento) e ortofrutta (piu' 4 per cento).
Non solo. Ad aggravare la situazione, peraltro, gia' difficile per gli
agricoltori, si sono aggiunti gli oneri previdenziali e quelli di carattere
burocratico. Oneri pesanti che si traducono in forte ostacolo alla crescita
economica delle imprese, con incidenza negativa notevole sull'occupazione e la
competitivita'. Non a caso, la Cia proprio per combattere il "mostro"
della burocrazia ha promosso una Petizione popolare
raccogliendo migliaia di firme in tutta Italia. Comunque, la crescita dei costi
di produzione, insieme a quelli previdenziali e burocratici, non manchera' di
avere pesanti ripercussioni sui redditi dei produttori agricoli che -afferma la
Cia- gia' nel 2007 sono scesi dello 0,9 per cento. Una tendenza che, ormai, si
protrae da anni (meno 10,4 per cento nel 2005 e meno 3,4 per cento nel 2006) e,
almeno per il momento, non si intravede una svolta positiva. Analogo andamento
non si riscontra, pero', in Europa, dove la maggior parte dei paesi mette a
segno un aumento reddituale agricolo. Nella classifica Ue occupiamo un posto da
fine classifica. Dietro di noi abbiamo soltanto Malta, Grecia, Portogallo,
Romania e Bulgaria. Di diverso tenore, invece, i dati relativi ai nostri
principali concorrenti, Spagna e Francia. Il reddito agricolo spagnolo e',
infatti, aumentato, nel 2007 rispetto al 2006, del 10,4 per cento; mentre
quello francese ha registrato un miglioramento nell'ordine del 7,5 per cento.
La ragione di questa discrepanza tra l'Italia e gli altri partner europei sta
nel fatto che, nel 2007, il nostro Paese -conclude la Cia- non ha recepito i
benefici di un corso favorevole dei prezzi dei prodotti agricoli a livello
internazionale.(AGI).
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
AGORDINO L'accusa
giunge dalla mamma di un bambino che denuncia il continuo cambiamento dei
docenti "Mio figlio disabile senza sostegno" "A scuola è
continuamente "sballottato" da una classe all'altra, da un insegnante
all'altro" Agordino"Sono una mamma di un bimbo diversamente abile, di
11 anni, che frequenta la seconda elementare presso uno degli istituti
dell'Agordino. Volevo lamentare il mio disagio, la mia perplessità, nel
comprendere il perché tante cose non funzionano in ambito scolastico per i nostri
figli".Si apre così la lettera di una mamma dell'Agordino che non vuole
essere una denuncia, bensì uno sfogo sicuramente giustificato. La mamma scrive
al plurale "perché - afferma - sono molti i bimbi diversamente abili, che
frequentano la scuola, ognuno con problemi diversi".Problemi che ricadono
sulle famiglie creando spesso malessere soprattutto all'inizio dell'anno
scolastico."È vero, ogni anno le stesse domande: mio figlio avrà
l'insegnante di sostegno? Sarà definitiva? Quanti mesi trascorrerà con mio
figlio? Sarà presente? Sarà all'altezza della situazione?. Il più delle volte
l'insegnante viene nominato dopo tre o quattro mesi dall'avvio dell'anno
scolastico. Durante l'attesa i bimbi continuano a cambiare insegnanti con
conseguenti e comprensibili disagi. Nel mio caso il primo anno era stato molto
incoraggiante. L'insegnante era arrivato quasi subito, oltretutto un ottimo
insegnante. Nel corso di una riunione mi era stato detto che dovevo ritenermi
fortunata per come era andata. Ma mi chiedo: fortunata per cosa? Perché mio
figlio ha avuto quello che gli spetta? Non credo sia una fortuna, per mio
figlio è un diritto e non penso di dover ringraziare nessuno per
questo".Tutto è poi proseguito nel migliore dei modi, l'anno successivo
non è andato nello stesso modo."L'anno dopo il problema dell'insegnante si
è ripresentato, non siamo più stati fortunati. Perché una persona si prende
l'impegno di fare l'insegnante di sostegno se il suo unico pensiero è
"tirare fine mese"? Accuse azzardate? È esattamente quello che
percepisco, mio figlio non riesce a parlare, ma i gesti sono comprensibili, il
suo umore, il suo atteggiamento. In questo ultimo periodo ho avuto a che fare
con un menefreghismo di prim'ordine e mi sono sentita presa in giro. Conosco le
capacità di mio figlio più di chiunque altro e creare false illusioni è
vergognoso, anche se noi genitori sappiamo costruirci una corazza difficile da
abbattere".Ma cosa ha fatto arrabbiare la mamma agordina?"Mi ritrovo
con mio figlio "sballottato" da una classe all'altra, da
un'insegnante all'altra per le continue assenze del docente di sostegno. Il
bambino si irrita, gli mancano le sicurezze, non vive in serenità. Mi chiedo se
vale la pena che noi genitori combattiamo giorno dopo giorno per cercare di
dare a loro una vita più normale possibile. Chiediamo solo che i loro diritti
vengano rispettati, non chiediamo nulla di più. Anche i nostri figli hanno
diritto all'istruzione seppure con i loro limiti. Gli
ingranaggi di questi meccanismi sono sempre inceppati. Perché? E soprattutto
perché tanta omertà? Che qualcuno sbrogli in fretta questo intrigo di burocrazia perché a rimetterci sono sempre loro, i bambini i più
indifesi".Mirko Mezzacasa.
( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del
10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
A cavallo nella
tenuta che si godeva il boss RAFFAELE INDOLFI In Sicilia andremo in vacanza
nelle ville dei clan, il casale di Riina funzionerà da questa primavera come
agriturismo. In Campania Bertinotti ha aperto la campagna elettorale di
Rifondazione nel palazzo dei Medici ad Ottaviano, che una volta era noto come
il castello del boss Raffaele Cutolo ed oggi è la sede dell'Ente Parco del
Vesuvio. In Calabria, ad Oppido Mamertina, dagli uliveti confiscati alla
'ndrangheta una cooperativa di giovani produce un olio di qualità. I beni di
mafia, camorra e 'ndrangheta vengono così recuperati e concessi in uso alla collettività.
L'indicazione del giudice antimafia Giovanni Falcone che era solito ripetere
che i mafiosi andavano colpiti "nel loro punto debole: ricchezze e
guadagni" è stata raccolta negli anni dalla magistratura italiana che ha
sequestrato alle mafie beni per quasi quattro miliardi di euro. Una somma
spropositata in lire ma, purtroppo, solo una goccia nel mare delle ricchezze
dei boss. Se è vera la stima che attribuisce alle mafie un giro d'affari di
40mila miliardi di euro. Ma quasi 4 miliardi (per la precisione 3 miliardi 910
milioni e 453,730 euro) sono pur sempre una cifra notevole. Di questi,
tuttavia, solo 700 milioni vengono alla fine confiscati. Ritornano, cioè, in
uso della collettività. Ciò significa che sono stati restituiti negli anni alle
persone sospettate di appartenere alla mafia circa 80 per cento dei beni
sequestrati. Un bel record - non c'è che dire! - anche se non positivo come
quello fatto registrare con i sequestri dei beni mafiosi. Sì, perché quella
delle confische dei beni mafiosi è una storia che ha tante luci, ma anche
moltissime ombre. Ma quali sono le cause dei ritardi? La principale è la
farraginosità delle procedure. Non ci sono tuttora norme che permettono di
velocizzare i tempi. Così fra il sequestro e la confisca possono passare anche
dieci anni. E c'è di più. I mafiosi difendono la loro "robba" con le
unghie e i denti, usando tutte le tutele che la legge mette a disposizione per
la difesa della proprietà privata. E anche quella dei boss lo è, nonostante i
loro soldi, le ville, le case, i capannoni, le aziende, i terreni siano stati
accumulati con il sudore della fronte degli altri. E, molto spesso, con il
sangue degli altri: le vittime. Ed è così che, nonostante l'insegnamento di
Giovanni Falcone, le procedure per la confisca dei beni sono diminuite negli
anni. Si è passati dalle 212 del 2001 alle 28 del 2006. Non solo. Se il mafioso
muore prima che si concluda la procedura, lo Stato è costretto a restituire
agli eredi i beni divenuti "inoffensivi" per il decesso della persona
pericolosa. Succede anche questo! È il caso di Gaetano Badalamenti, il boss di
Cinisi morto nel 2004: gli eredi hanno chiesto il dissequestro dei beni del
valore di centinaia di migliaia di euro che erano stati sequestrati nel 1985 da
Falcone e Borsellino. Ma veniamo ai dati. Sono quelli ufficiali della
commissione parlamentare antimafia. "Al 31 dicembre del 2006 i beni
immobili definitivamente confiscati risultano in totale essere 7.328. Di questi
3.493 sono stati già destinati o, in minima parte dichiarati formalmente non
destinabili. e 3.835 sono, invece, censiti come beni ancora in gestione. La
metà dei beni confiscati è costituita da appartamenti o altri tipi di
abitazioni, il 26 per cento da terreni e il resto da pertinenze, locali ed
altre tipologie di immobili. L'83 per cento dei beni confiscati si trova nelle
quattro regioni meridionali, con una netta prevalenza della Sicilia (45 per
cento), mentre Campania e Calabria si attestano intorno al 15 per cento. E la
Puglia sul 7 per cento. Il restante 17 per cento è concentrato in Lombardia e
nel Lazio". Per accelerare le procedure l'Antimafia propone un'Agenzia per
la gestione delle confische e una nuova normativa. Lo Stato nel frattempo
continua a sequestrare beni alla mafia e fa benissimo. Ma quanti di quei beni
entreranno, poi, nelle disponibilità dello Stato? E, soprattutto, quando? Le responsabilità non sono solo della burocrazia, ma
anche della Giustizia. Su 123 tribunali ben 65 non hanno instaurato alcun
procedimento di prevenzione patrimoniale fra il 2004 e il 2006. I prodotti
coltivati sulle terre confiscate ai boss: il vino Centopassi e la pasta Gusto
di Sicilia.
( da "Giornale di Monza" del 10-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giornale di Vimercate)
Argomenti: Burocrazia
IL PRIMO DISCORSO
DEL NEO COORDINATORE PROVINCIALE DI FORZA ITALIA MASSIMO PONZONI 'AMO LA
BRIANZA E ORA VOGLIO COSTRUIRE LA PROVINCIA DELLA CONCRETEZZA' richiedi la foto
Arcore - "Avevo poco più di vent'anni quando Berlusconi scese in campo.
Rimasi affascinato dalla sua dichiarazione programmatica: "Io amo il mio
Paese". Sentii il bisogno di fare qualcosa per rispondere alla richiesta
di impegno di questo grande uomo". Non poteva che ripartire da Silvio
Berlusconi "brianzolo doc e unico politico italiano da esportazione"
il primo discorso del coordinatore provinciale di Forza Italia, Massimo
Ponzoni. "Berlusconi parlò di lungimirante e visionaria follia. Ebbene,
noi siamo quei "matti" di cui Berlusconi parlò nel 1994. Sento ancora
in me tutto l'entusiasmo del primo giorno. Penso che ancora oggi Berlusconi sia
l'unico politico italiano capace di restituire importanza e prestigio
all'Italia e agli Italiani dopo le umiliazioni subite con il governo di
sinistra. Penso che Forza Italia sia il partito delle grandi opportunità. Se un
giovane vuole darsi da fare, vuole misurare le proprie capacità, ecco: qui c'è
posto per lui. Qui potrà crescere, avere successo e realizzare le sue
aspirazioni. Con un solo avvertimento: per un giovane di Forza Italia, la
gavetta non finirà mai". Ha poi spiegato come i fatti abbiano dato ragione
a quelle che a molti apparivano come "intuizioni visionarie" di
Berlusconi: "Ha rivoluzionato la politica italiana, dando vita a un
partito nuovo che tre mesi dopo la sua nascita ha vinto le elezioni. Aveva
detto: Prodi cadrà. Ci credeva solo lui. Ed ecco, Romano è caduto
davvero". Il neo coordinatore ha poi spiegato perché secondo lui la
sinistra non è adatta a governare la Brianza: "Siamo di fronte a un motore
economico da 80mila aziende per 774mila abitanti. Eppure, la
sinistra lo rallenta con le tasse e la burocrazia. La
Brianza non si vergogna dei valori tradizionali: la fede cattolica, la
famiglia, il lavoro. La Brianza si fonda su imprese che sono profondamente
impastate di sociale. Ma questi ideali che non appartengono alla
sinistra". Secondo Ponzoni, la costruzione della Brianza del futuro è una
partita da giocare "in casa" e "liberi da Milano".
Infine, un attacco frontale a Pietro Luigi Ponti, assessore provinciale e
probabile suo sfidante nella corsa alla presidenza della Provincia MB:
"Sta perdendo tempo con comprensori, tavoli di concertazione, consulte,
agenzie di sviluppo. Spiace dirlo, ma sta accumulando ritardi su ritardi. Noi
invece vogliamo la Provincia della concretezza: quella che assomiglia davvero
ai brianzoli". Articolo pubblicato il 04/03/08.
( da "Blog Beppe Grillo" del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Firme per il WiMax
firme per "Ammastellati" firme per "Forza Clementina"
--> 3 Marzo 2008 70 miliardi di euro di interessi Clicca il video 70
miliardi di euro di interessi. Li avete pagati voi insieme a tutti gli
italiani. E l'anno che verrà saranno di più. La sera, prima di chiudere gli
occhi e di dormire, pensate agli interessi del VOSTRO debito pubblico. Mettete
da parte dieci euro nel bicchiere sopra il comodino. Lo Stato, prima di
investire nelle strutture sociali o nella sicurezza, ha dovuto pagare lo scorso
anno 70 miliardi di euro. Lo Stato siamo noi, gli interessi li abbiamo pagati
attraverso le tasse. Per ogni euro dato al fisco, una parte è stata usata per
gli interessi. E' come se doveste pagare, con il vostro stipendio, uno
strozzino prima del mutuo della casa, dell'asilo, della spesa e delle bollette
del gas e dalla luce. La differenza tra lo Stato e lo strozzino è che lo Stato
vi ha indebitato senza chiedervi il permesso. Lo strozzino vi ha almeno
prestato i soldi. Se però comprate un po' di debito pubblico attraverso le
nuove emissioni di titoli di Stato potreste anche andare a pari. Le tasse
pagate per gli interessi del debito pubblico si trasformeranno in interessi da
titoli di Stato. Il debito è arrivato a 1.629,7 miliardi di euro (nel settembre
2005 era di 1.542,4 miliardi di euro). Ogni anno aumenta grazie ai nuovi
interessi da pagare e al deficit di bilancio (la differenza tra entrate e
uscite dello Stato). E' un treno impazzito che va fermato con il contenimento
dei costi dello Stato. Taglio della burocrazia, delle Province, accorpamento dei Comuni, degli investimenti
senza fondo e senza futuro come la TAV in Val di Susa (15 miliardi di euro) o
del Ponte di Messina (4/5 miliardi di euro), degli enti inutili, eccetera,
eccetera. I governi non devono poter creare buchi di bilancio, le uscite devono
essere uguali (o minori) alle entrate. Se sono superiori la differenza
la mette il presidente del Consiglio. Le giovani generazioni sono le vittime
del debito pubblico. Meno soldi per la ricerca, per la scuola, per
l'innovazione significano meno opportunità di lavoro. E' la società dei
bamboccioni, quella venuta dopo la società dei magnaccioni. Per tranquillizzare
gli italiani, il debito pubblico è sempre confrontato con il PIL. Oggi il
rapporto debito/PIL è 105. Se il PIL, quindi il prodotto interno lordo italiano
in un anno, aumenta, la catastrofe si allontana. Ma il PIL rallenta, si ferma,
e nel 2008 potrebbe diminuire. E nel rapporto debito/PIL siamo penultimi in
Europa su 27 Paesi, seguiti solo dall'Ungheria. La spesa pubblica è la risorsa
principale della politica italiana: spendono anche i soldi che non hanno per
lobby, voti e clientele . Indebitano noi e, soprattutto, i nostri figli. Leggi
tutti i post della "Casta dei giornali" V2-day, 25 aprile, per
un'informazione libera: 1. Inserisci le tue foto su www.flickr.com con il tag
V2-day 2. Inserisci tuoi video su www.youtube.com con il tag V2-day 3. Sostieni
il V2 day Clicca l'immagine.
( da "Wall Street Italia" del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di ANSA - -->(ANSA)
- MILANO, 10 MAR - Banca Prossima e Blue Orchard insieme nel microcredito. E'
questa l'alleanza allo studio tra l'istituto dedicato al Non profit che fa capo
a Intesa San Paolo e il fondo partecipato da Margherita Agnelli De Pahlen. Ad
annunciarlo sono l'amministratore delegato del gruppo controllato dalla Cà De
Sass, Marco Morganti, e la figlia dell'Avvocato, che oggi hanno presenziato un
convegno sulla leadership al femminile organizzato da 'Il Sole 24 Ore'.
"Speriamo di trovare un'alleanza nel microcredito con Blue Orchard per
sostenere una cultura di cui l'Italia ha bisogno", ha annunciato Morganti,
senza escludere una cooperazione anche nei paesi emergenti dove il fondo
svizzero è particolarmente attivo. "L'obiettivo è di far si che anche i
piccoli possano diventare grandi", ha sottolineato la signora Agnelli, da
anni testimone in diverse esperienze dirette sul campo e progetti di cui è
stata testimone. "La prima battaglia da intraprendere - ha proseguito la signora Agnelli - è combattere la pesante burocrazia presente nel paese che non agevola l'accesso a questa forma di
prestiti". "Il target verso cui vogliamo rafforzarci sono gli
studenti universitari - ha sottolineato Morganti - che nel nostro paese sono
quasi un milione e dal microcredito potrebbero trovare aiuti
significativi". Banca Prossima proprio in questi giorni ha lanciato
un altro progetto a sostegno delle organizzazioni no-profit mediante l'anticipo
a quest'ultime delle donazioni del 5x1000. (ANSA).
( da "Libertà" del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Quotidiano partner
di Gruppo Espresso LIBERTA' di lunedì 10 marzo 2008 > Liberta di Parola impossibile portare dolci carnevale e feste in classe
rovinate dalla burocrazia Egregio direttore, l'ultimo Carnevale non è stato per i bambini
delle scuole di Lugagnano e delle frazioni, ma credo anche di tutti gli altri
paesi della provincia, la solita festa gioiosa e speciale come gli altri anni,
come ognuno di noi ha sempre vissuto coi propri compagni il martedì grasso.
Quest'anno infatti il servizio sanitario regionale ha pensato bene di diramare
una direttiva che vietava di fatto di portare in classe quei dolci e quelle
squisitezze tipiche del Carnevale per evitare che qualcuno possa mangiare
qualcosa che lo faccia stare male, come se da decenni ormai tutto ciò fosse
stata una frequente possibilità. Come Consiglio d'Istituto abbiamo chiesto chiarimenti
alla Ausl provinciale, ma le risposte sono state sempre poco chiare e
sinceramente evasive. Pertanto giustamente in un mondo in cui la responsabilità
civile e penale di chi sovrintende a tutto è diventata importantissima e
rischiosissima quei dirigenti scolastici che hanno emanato le circolari con le
quali si dava indicazioni precise nel merito bene hanno fatto, ma hanno messo
le insegnanti nelle condizioni di dover annullare tutte le festicciole e i
momenti di sano divertimento. Il problema è che quando scrivono questi servizi
non sono chiari, lasciano sempre spazio a interpretazioni che non dovrebbero
esserci, usano espressioni sovente burocratiche e complicate e poi magari dopo
se ne lavano le mani "ah no, ma noi non intendevamo questo". Quello
che vorrei sapere in fondo è se è così pericoloso per i bambini mangiare le
sprelle, i biscotti, le torte preparate a casa. Non dimentichiamo che questi
divieti valgono anche per i compleanni. Qui invece di andare avanti stiamo
tornando indietro. Invece di favorire il coinvolgimento e la condivisione tra i
bambini li si vuole ghettizzare, diversificare, allontanare, si arriverà al
paradosso che a scuola si potranno mangiare solo cose estremamente dietetiche e
biologiche che sanno di nulla prese dai distributori automatici. Ma ve lo
immaginate cosa significano questi momenti di gioia, di allegria, di gioco per
un asilo di una frazione o la scuola di un piccolo paese? Ma lo sapete quanto i
bambini aspettino queste giornate e l'importanza che danno al vivere insieme la
loro festa? Ma quelli che fanno le leggi sono così convinti che i genitori e
gli insegnanti siano così sprovveduti e non conoscano i problemi alimentari dei
figli, non abbiano l'accortezza di controllare, non sappiano dare garanzie
forti che non succeda nulla? Ciò che vorrei sapere dall'Ausl di Piacenza è se
non sarà possibile per il futuro magari evitare i cibi portati da casa, ma dare
la possibilità di portare quelli comprati in modo da conoscerne provenienza e
igienicità garantita. A Carnevale era vietato anche andare a scuola mascherati
perché i vestiti sono quasi sempre incendiabili. Ma noi ci controlliamo forse
ogni giorno cosa indossiamo? E non sarebbe ora di vivere più serenamente e
spensieratamente pur senza perdere di vista la sicurezza e l'incolumità dei
nostri figli a scuola? Noi vogliamo tornare a dare ai nostri bambini queste
indimenticabili emozioni. Carlo Raggi Lugagnano [.
( da "Napoli.com" del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Alessandra
Giordano "Vendere ad un privato è un danno per tutta la
comunità!". A lanciare il grido d'allarme è Arnaldo Sciarelli,
commissario straordinario per l'Ente Ville Vesuviane, ma soprattutto socio del
Circolo Artistico Politecnico che sta in questi giorni vivendo una delle
stagioni più tristi della sua pluricentenaria storia. Nel corso della
conferenza stampa, coordinata da Pasquale Esposito, urgentemente convocata dal
presidente benemerito Adriano Gaito e alla quale hanno partecipato l'onorevole
prof. Fulvio Tessitore, quale presidente onorario, il Sovrintendente ai beni
ambientali e architettonici Enrico Guglielmo e l'avv. Marinella de Nigris, si è
fatto il punto sulla grave situazione in cui versa il Circolo, di cui fu socio
nientemeno che il primo presidente della Repubblica, Enrico de Nicola. Fondato
nel 1888 e frequentato da personaggi celebri, artisti, musicisti, filosofi,
letterati, scrittori e giornalisti, l'Artistico è da tempo al centro di
un'esecuzione immobiliare che mette a serio rischio la continuità della sua
stessa esistenza. La diffusa crisi dell'associazionismo ha colpito anche il
Circolo che nel corso degli anni non è riuscito a far fronte, con i proventi
derivanti dalle attività sociali, ai costi di gestione resi ingenti dalle
dimensioni della sede e dell'organizzazione delle manifestazioni. I creditori
allora hanno chiesto la messa all'incanto dell'immobile di proprietà
dell'associazione ad un valore che appare manifestamente sottostimato rispetto
al prezzo di mercato: ma tant'è. Sembrano davvero pochi i 3.410.000 euro di
aggiudicazione per 1700mq di superficie (in pratica appena 2000 euro al mq),
500 opere d'arte, 3500 volumi della storica biblioteca, più di mille immagini e
numerosi strumenti musicali, nonché un'ubicazione e un affaccio fra i più
strepitosi di Napoli. Ben diversa la stima della Sovrintendenza: non meno di
dieci milioni di euro. E così, dopo alcune tornate andate deserte, la Nuova
Edificatrice s.r.l. di Afragola (!) che fa riferimento all'avv. Prof. Domenico
Buonomo, si è aggiudicata il bene per il prezzo di cui sopra e senza alcuna
garanzia che l'acquirente rispetti non solo la destinazione d'uso, ma anche e
soprattutto la conservazione dell'importante monumento di architettura e di
storia della nostra città. Il tutto dimostrato dalla richiesta presentata per
l'annullamento del vicolo di tutela. Nel corso della conferenza stampa è stato
altresì annunciato che all'avv. De Nigris è stato affidato il compito di
sostenere in sede giudiziaria le ragioni dell'associazione. Cosa fare? Tutto è
nelle mani di Francesco Rutelli, Ministro per i Beni e le Attività Culturali
chiamato ad intervenire perché il ministero eserciti il diritto di prelazione,
mettendo a profitto l'eseguità del valore di aggiudicazione e restituendo alla
collettività lo storico bene. Occorre far presto: la scadenza è alle porte
poiché il 27 aprile spira il termine per l'esercizio di questa prelazione. Il periodo elettorale non è certo dei migliori. La burocrazia governativa ancora una volta perderà la sua battaglia? Il che
significherebbe un ulteriore depauperamento delle risorse della nostra già
massacrata città. E la sindaca? Che dice?.
( da "BariSera" del 10-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Si può diventare
artigiani in un giorno grazie ad un accordo con la Regione Michele Signorello
BARI - Oggi, è possibile diventare artigiani in un giorno: basta un'unica
comunicazione alla Commissione provinciale per l'Artigianato. Lo permette la
legge regionale 1 del 2008, che si adegua alle previsioni dell'articolo 9 del
Decreto Bersani in materia di liberalizzazioni. Nuove regole che significano
una boccata d'ossigeno per le imprese artigiane pugliesi, strozzate
dalla burocrazia e dai tanti adempimenti. E stamattina, per valorizzare e
promuovere l'artigianato re_gionale alla luce delle nuove semplificazioni,
l'assessore regionale allo Sviluppo economico Sandro Frisullo ha firmato con le
associazioni di categoria Confartigianato, Cna, Casartigiani e Claai (Libere
associazioni artigiane) di Puglia un protocollo d'intesa a sostegno di
un comparto, quello artigiano, "di importanza vitale per l'economia
pugliese", come hanno osservato Frisullo e il presidente regionale Nichi
Vendola. Secondo un'indagine Infocamere, al 31 dicembre scorso le aziende
artigiane pugliesi sono cresciute, in un anno, di 251 unità, passando da