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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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Report "Burocrazia"

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Indice delle sezioni

Burocrazia (57)


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

Allevatori, obiettivo qualità per superare la crisi ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: le strettoie della burocrazia e un'applicazione della normativa sul benessere animale che vincola i produttori, senza sortire effetti positivi sul bestiame. Senza contare le "emergenze sanitarie, dalla blue tongue alla vescicolare, in grado di condizionare negativamente il mercato, anche quando non si tratta di vera emergenza",

CAMPO E SCHIEVENIN ( da "Corriere delle Alpi" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Questione di giorni e di burocrazia. Il campo-base sarà allestito a Campo, dove la marcia prenderà il via alle 9,30 del mattino. Chi pensa però a una passeggiata tranquilla senza l'incubo cava si sbaglia di grosso. Già, perchè la moratoria regionale - approvata quasi all'unanimità da palazzo Ferro Fini - non è ancora sufficiente.

Cittadinanza, regole da cambiare ( da "Trentino" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 12 tra burocrazia e code agli sportelli. E' poi necessario avere un reddito minimo e la fedina penale pulita. In Parlamento, è depositata una proposta di legge che abbassa gli anni a 5. A illustrare la situazione, l'altra sera, è stato Antonio Mutacate, che collabora con il Cinformi e che ha spiegato, secondo la sua esperienza,

La burocrazia vieta i panini ( da "Trentino" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sportivo operativo solo oggi La burocrazia "vieta" i panini CLES. Tutto pronto alla mostra dell'agricoltura di Cles, ma guai vendere prima dell'inaugurazione prevista per stamattina. Lo ha scoperto con rammarico Fabio Bruni, titolare de "La Baita" che ha punti vendita a Cles, Malé e Dimaro che è presente alla fiera di maggio con un chiosco per la vendita di prodotti tipici trentini.

Tutti in attesa di Berlusconi ( da "MF Sicilia" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia regionale, Salvatore Taormina, segretario generale della Regione, a rappresentare l'istituzione alla cerimonia", ha replicato il presidente Raffaele Lombardo. Che ha aggiunto: "Lamentare a tal proposito un'assenza significa disconoscere l'importante ruolo, a conferma di una strumentalità che rende meno credibili i sentimenti espressi in memoria di Pio La Torre e del suo

Una scelta irresponsabile da barbarie fiscale ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: come la chiama la burocrazia. Roba spesso da ridere, ma a volte anche da piangere. Non è, purtroppo, raro che diventino di dominio pubblico informazioni che dovrebbero restare riservate, come la salute delle persone. Tuttavia, in barba ai tanto declamati principi, ieri l'Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione dell'universo mondo,

Tra un anno ventidue nuovi alloggi ( da "Nazione, La (Firenze)" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Mentre la burocrazia snelliva le procedure per evitare ulteriori "passaggi", Casa Spa ha trovato altri 280.000 euro per completare l'intervento, fortemente lievitato nei costi da quando è stata murata la prima pietra. Ci sono da fare intonaci, pavimenti, rivestimenti e impiantare servizi, e ventidue appartamenti sono tanti,

LA LOTTA alla irregolarità che spesso complica la vita soprattutto ai cittadini normali ( da "Nazione, La (Firenze)" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La verità è che in Italia il toro per le corna non lo si vuole prendere e si finisce per far crescere quella burocrazia che soffoca economia e società. Si procede dunque per tentativi, spesso maldestri, che mettono in croce chi si comporta con correttezza, caricandolo di inutili, quindi dannosi, adempimenti.

ORA LE aziende agricole modenesi, come quelle di tutta la regione, possono richie ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: iniziativa ha lo scopo di semplificare la burocrazia, snellire i tempi e rendere più agevoli per le aziende gli adempimenti amministrativi. Con il nuovo sistema, la domanda presentata via internet segue un percorso più veloce e l'azienda riceve direttamente per raccomandata, il 'libretto' per l'anno 2008, con cui potrà acquistare il carburante.

<Troppa burocrazia, la nuova macchina comunale dovrà velocizzarsi> ( da "Nazione, La (Pisa)" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Troppa burocrazia, la nuova macchina comunale dovrà velocizzarsi" SNELLIRE, velocizzare. Queste le parole d'ordine del neosindaco Marco Filippeschi per la nuova macchina comunale che si rimetterà in moto con la legislatura appena avviata. Ieri, nel corso del passaggio di consegne con il commissario straordinario Maria Laura Simonetti (

Orvieto: negozi aperti per il primo maggio <Per accogliere i turisti nel segno dell'ospitalità> ( da "Nazione, La (Umbria)" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Di parere opposto Stefano Olimpieri del Pdl: "Se i negozi resteranno aperti il merito è dei singoli commercianti che si sono battuti con questo e ai quali abbiamo dato il nostro sostegno mentre le burocrazie associative si erano espresse ufficialmente contro l'apertura".

Onorevoli tra code e burocrazia ( da "Provincia Pavese, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Cronaca Onorevoli tra code e burocrazia Abelli, Nola e Mura raccontano il primo giorno in parlamento L'assessore regionale conferma: "Deciderò tra quindici giorni se restare a Roma" PAVIA. Sull'aereo, in attesa di partire, che lo sta portando a Pavia, Giancarlo Abelli (Pdl-Forza Italia) annuncia: "Deciderò a metà mese se restare in Parlamento".

L'emblema della repubblica un omaggio al lavoro - sante maurizi ( da "Nuova Sardegna, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: un oggetto da burocrazia vessatoria ben poco entusiasmante e coinvolgente. E sarà per questo che la migliore agenzia di produzione simbolica di questi anni, la Lega, se l'è presa solo con "Fratelli d'Italia" e con la bandiera, contrapponendogli tutto il corredo di va pensiero, carrocci, ampolle e alberti da giussano.

Il mondiale j24 annullato alla vigilia ( da "Nuova Sardegna, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia cancella il mondiale di vela J24. L'evento che conivolge 70 imbarcazioni e 400 persone da tutto il pianeta rischia di scaltare. La capitaneria di porto e il responsabile del procedimento della Regione non vogliono concedere il nulla osta.

Gli abusi edilizi? ignorati ( da "Nuova Sardegna, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dice ancora Falchi - abbiamo dovuto fissare delle priorità, così abbiamo preferito occuparci delle famose 3500 pratiche arrivate dopo il condono Berlusconi. Questo non vuol dire che gli uffici non si occuperanno anche degli abusi precedenti: la burocrazia è lenta, ma come dimostra il caso di Orosei, fa il suo corso". (p.s.).

L'identità ambigua del fronte progressista - augusto cavadi ( da "Repubblica, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: come accompagnatori nella giungla della burocrazia e del mercato. è la strategia dell'uovo oggi al posto di una gallina - denigrata come utopica - domani. è la politica ad personam basata sulla risposta alle domande private in cambio del silenzio sulle richieste generali, sulle esigenze del bene comune.

L'addio della giunta ragnedda dedicato al puc ( da "Nuova Sardegna, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ancora più anoressici i metri cubi da sviluppare nelle zone F, quelle che il linguaggio della burocrazia definisce insediamenti turistici. I calcoli degli esperti nelle aree con vista sul mare confermano la mancanza di metri cubi a disposizione per nuovi interventi. Ma per il regno delle vacanze vip non significa la tomba dell'edilizia.

Ora che il quadro è completo attuiamo i progetti di bonifica - pinuccio saba ( da "Nuova Sardegna, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: riparandosi dietro la burocrazia, rinviano ogni decisione e questo nonostante le aziende interessate siano pronte a intervenire". "Credo che non ci sia più niente da capire o scoprire - sostiene ancora il sindaco -. La barriera idraulica sembra che funzioni bene ma ci sono gravi compromissioni nel resto della zona industriale.

<Guerra combattuta giorno per giorno> ( da "Giorno, Il (Sondrio)" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: troppi costi aggiuntivi causati da troppa burocrazia. Sotto questo aspetto forse hanno anche ragione, ma va aggiunto che in fondo si tratta di uno schema da seguire che, una volta appreso, poi forma un quadro di riferimento garantito". "Le morti bianche ci sono sempre state - ammette Ezio Ferrari segretario provinciale della Uil - ma il fenomeno non era così vistoso come adesso.

MASSA CARRARA <QUESTI due signori ha gridato Mario r ( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: un atteggiamento tipico della classe dirigente carrarese che ha sempre lasciato che Massa sviluppasse la burocrazia, salvo poi pentirsi". Più cauto Palandrani, insegnante all'Artistico di Carrara, anch'egli autore di svariate pubblicazioni: "Massa ha un ruolo amministrativo e Carrara un ruolo economico, ma non penso di trattare gli uni da furbi e gli altri da scemi.

TRASFORMARE il Lolli da teatro per i soli soci a teatro pubblico: è il sogno ( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ci sono soprattutto la burocrazia e i soldi: per poter aprire le porte a tutti gli imolesi manca l'agibilità, così per ora in platea possono sedersi solo 99 persone. Il proprietario dello stabile poi, l'Ausl, al momento convoglia tutti i fondi disponibili sul nuovo reparto di pronto soccorso e di trasformare il Lolli in un vero e proprio teatro per ora non ne ha alcuna intenzione.

Di PINO MIGLINO FIRENZE LA NOTIZIA girava da giorni a margin ( da "Nazione, La (Empoli)" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Quello che è certo è che la politica deve abbattere i suoi costi: le burocrazie di partito devono restare un ricordo del passato". Forza Italia è stata visto come un partito anomalo, una sorta di organizzazione di supporto al carisma del leader. "Un carisma che finora ha funzionato visto il 40 per cento che abbiamo preso alle elezioni.

Via napoli ( da "Tirreno, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia, diritti del cittadino... Sergio Matteucci PRATALE Siamo in attesa di risposte concrete PISA. Vorrei replicare alla risposta di Francesco Pierotti circa l'assenza del candidato, all'epoca, (e attuale sindaco) Marco Filippeschi, lamentata dal sottoscritto, in occasione della recente iniziativa del Circolo Pd Pratale -

Mehala la felicità dell'adozione ( da "Eco di Bergamo, L'" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La cosa più difficile "i tempi della burocrazia: non hanno nulla a che vedere con quelli delle emozioni". Un anno e mezzo per poter vedere Mehala in carne ed ossa, per poterla raggiungere fisicamente. Non per caso il primo capitolo del libro è dedicato al tempo. "Per tutto l'iter adottivo un compagno che non ti lascia mai.

L'stl da oggetto misterioso a impresa che fa utili ( da "Nuova Sardegna, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di mostro giuridico calato dall'alto e tenuto insieme dai lacci della burocrazia. Ora l'azienda è corteggiatissima, produce idee, utili e ha una gerarchia corta. Un direttore e un ristretto gruppo di dipendenti. La politica è rimasta a litigare per scegliere i criteri di nomina del cda e del presidente. Discordia delle poltrone.

Meno burocrazia per installare le insegne dei negozi ( da "Tirreno, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Pistoia Meno burocrazia per installare le insegne dei negozi La giunta ha approvato le nuove norme: basterà la dichiarazione di inizio attività PISTOIA. Sarà più semplice d'ora in poi per i commercianti e gli esercenti installare le proprie insegne d'esercizio.

Milkout festival allo sperone notti di passione su tre palchi - mattia brighenti ( da "Repubblica, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Organizzare un festival in un posto del genere porta a scontrarsi con la burocrazia". Ma ne vale la pena perché Quaglia e compagni sanno come invogliare la gente. "La formula vincente?", prosegue l'organizzatore, "con anni di esperienza abbiamo capito quello che vuole il pubblico. Il festival con un solo megapalco ha sempre meno appeal.

Sì alla trasparenza No alla curiosità e al pettegolezzo ( da "Giornale di Brescia" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ora ci troviamo in un contesto in cui la burocrazia richiede ai cittadini un sacco di adempimenti a costi piuttosto elevati e la pubblicazione dei loro redditi pare proprio una provocazione nei loro confronti. Mi sembra più una boutade del Governo uscente che non una vera azione di trasparenza.

Export, ponte robusto tra Piacenza e Nord Africa ( da "Libertà" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: a dare man forte agli scambi commerciali è anche una burocrazia più snella in Nord Africa rispetto ad altri Paesi. Il codice del commercio e quello civile sono molto evoluti e si rifanno in parte alla legislazione francese, le leggi islamiche non riguardano il commercio e quindi non sono di ostacolo a chi vuole intraprendere in questo paese.

<La burocrazia rischia di uccidere le rassegne dei cavalli bardigiani> ( da "Libertà" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia rischia di uccidere le rassegne dei cavalli bardigiani" Domenica scorsa è stata la volta di Bettola; domenica prossima sarà il turno proprio di Morfasso. A proporre queste rassegne della durata di un giorno, dove gli appassionati mettono in mostra i loro esemplari di cavalli bardigiani, anche i Comuni di Farini e Ferriere.

MORFASSO - ( da "Libertà" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia trasformerà i nostri magnifici esemplari di cavalli bardigiani in bistecche, alla faccia di tutte le belle leggi sul benessere animale": è un grido d'allarme ironico e provocatorio quello che il sindaco di Morfasso Marco Rigolli lancia dal nostro quotidiano, prendendo posizione rispetto alle cosiddette "norme del benessere animale"

Dopo il voto ( da "Tirreno, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e vieni risucchiato da tasse e burocrazia? Quello per cui hai costituzionalmente diritto e nessuno ti dà, oppure quello che per tre spiccioli ti toglie la vita? Cari signori, è arrivata l'ora di capire cosa rappresentate oggi, tutti a strillare sui palchi, e cosa rappresentate e chi quando vi fate vivi solo per ciò che fa comodo alla vostra visibilità.

Resa nota ieri sentenza a favore del Briga tenuta nel cassetto ( da "Stampa, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sembrava una questione di ordinaria burocrazia se non fosse che almeno due squadre del girone A del campionato di Prima categoria a 90 minuti dal fischio finale della regular season mantenevano il fiato in sospeso. Il pronunciamento della Cdn infatti influisce sul risultato finale della partita Briga-Sanmauriziese della 3ª giornata di ritorno.

Caccia grossa sul mare di Beirut ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: impasse sta paralizzando la burocrazia statale libanese. E il generale Suleiman, che mostra insofferenza per la situazione, minaccia un gesto clamoroso: le dimissioni dal vertice delle Forze armate entro giugno. Un gesto che lascerebbe il Paese senza capo dello Stato e senza guida delle Forze armate: un doppio vuoto di poteri mai accaduto prima in quella che resta,

Se la birmania dice no ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sono stati scelti all'interno della burocrazia statale, per evitare sorprese. Nonostante le richieste dell'Onu, non sono stati ammessi osservatori internazionali e quindi nessuno può sapere quali e quanti brogli verranno effettuati. Negli ospedali i medici sono stati minacciati di licenziamento se non faranno votare 'sì' i malati.

Consultorio <bloccato>: c'è la firma ( da "Corriere della Sera" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: perché anche la più ostica burocrazia può essere scardinata o almeno a volte capita. Ecco, ieri, dopo quattro mesi, l'Asl ha siglato la convenzione che consentirà al consultorio "Il caminetto" di Bruzzano di operare. Il consultorio, che offre tante prestazioni sanitarie con particolare occhio per poveri, immigrati, gente in difficoltà,

Manager stile CAYMAN ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La scelta di Algebris, in verità, non è isolata. Molti altri fondi speculativi hanno uffici e base operativa a Londra, ma fanno capo a società con base al sole dei Caraibi. Da quelle parti imposte zero. E niente burocrazia. Con buona pace della trasparenza. n.

Alemanno, esordio bipartisan Via a una <commissione Attali> ( da "Corriere della Sera" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Da Berlusconi consigli preziosi per snellire la burocrazia". Il comitato sarà guidato da Fara, presidente Eurispes ROMA - Quando prima del ballottaggio era volato a Parigi per incontrare alcuni esponenti del governo Sarkozy, Alemanno aveva scatenato l'ironia di Rutelli. L'ex ministro, però, da quella trasferta ha portato indietro qualcosa.

ORDINE PUBBLICO? NO PRIVATO ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che devono fare i conti con risorse limitate e una burocrazia centrale percepita come ostile. Sono soprattutto loro a spingere per la privatizzazione dell'ordine pubblico. Uno dei primi esperimenti è stato lanciato a Ponzano Veneto, 10 mila abitanti e oltre 1.400 aziende incluso il quartier generale Benetton, dove il sindaco ulivista difende l'accordo con i metronotte.

Telefonata ( da "Corriere della Sera" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-30 num: - pag: 2 categoria: BREVI Telefonata \\ Berlusconi mi ha dato consigli sullo snellimento della burocrazia.

Alemanno s'insedia: <Al lavoro senza pietà> ( da "Corriere della Sera" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dare un segnale forte sullo snellimento della burocrazia comunale". Nel corso della giornata, Alemanno ha rilasciato alcune interviste, come quella ad un quotidiano rumeno on-line: "Con tolleranza zero, intendo lo smantellamento immediato dei campi nomadi abusivi e delle baraccopoli che si trovano nella metropoli, dove si stanno amplificando da un giorno all'altro la criminalità,

TERAMO - Proprio all'ingresso dell'ex Genio civile, dapprima ha posizionato meticolosament ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia che si morde la coda. Da troppo tempo sta aspettando un sopralluogo per ottenere l'abitabilità: dall'altra parte il Genio civile provinciale fa sapere che per averla tutto deve essere in regola. La vicenda ebbe inizio nel 1991, quando la giuliese presentò il progetto di ristrutturazione, affidando ad un tecnico i necessari lavori da cui però emersero alcune difformità

Il successo L'iniziativa di Alain Elkann chiede più risorse, meno tasse, meno burocrazia, meno sprechi. Ha raccolto consensi bipartisan ( da "Stampa, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia, meno sprechi. In una parola: crederci, visto che il nostro patrimonio storico-artistico è il più importante del mondo. In nome della creatività e della bellezza, sono ormai più di mille gli "addetti ai lavori" che hanno firmato il manifesto-appello di Alain Elkann, lanciato attraverso le fondazioni Mecenate 90 e Rosselli.

La falsa trasparenza della demagogia ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: come la chiama la burocrazia (anzi, la "bureaucracy", visto che essa non sa che esista il termine privatezza in lingua italiana). Roba spesso da ridere, ma a volte anche da piangere. Non è, purtroppo, raro che diventino di dominio pubblico informazioni che dovrebbero restare riservate, come la salute delle persone.

<Emergenza> e le leggi si aggirano ( da "Corriere.it" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Punto secondo: sappiamo che è un Paese paralizzato dalla burocrazia, dai veti incrociati, dalla cultura del rinvio. Punto terzo: sappiamo che in questo Paese occorre uscire da questa paralisi. Dunque è necessaria una data catenaccio. Che ci costringa a fare le cose nei tempi stabiliti". (.) L'emergenza giustifica sempre tutto.

Una scelta irresponsabile da <barbarie fiscale> ( da "Arena.it, L'" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: come la chiama la burocrazia. Con tanto di struttura ad hoc - il Garante - pagata per tutelare la riservatezza dei cittadini, si riunisce e delibera in continuazione, anche se nessuno ha ancora ben capito che potere sanzionatorio eserciti. Tuttavia, in barba ai tanto declamati principi, ieri l'Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione dell'

"Una valutazione per favorire lo sviluppo sostenibile" ( da "Corriere Adriatico" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: In Italia la Vas è percepita solo come burocrazia aggiuntiva. Lo dimostrano chiaramente le parole del presidente Ucchielli, che fa un sollecito appello alla "semplificazione", per "non aggravare e ritardare l'attività di imprese e operatori nel settore edilizio e imprenditoriale".

Paga una bolletta di un euro ( da "Corriere Adriatico" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia della Ciip per una semplice voltura Paga una bolletta di un euro ASCOLI - Che la Ciip abbia necessità di soldi, non è una novità: quale ente non ne ha? Certe volte, però, il gioco non vale la candela. No, non è un puzzle, è semplicemente l'atteggiamento da Miserabili.

La crisi non va in ferie la vacanza si accorcia ( da "Stampa, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Caselli procuratore capo Le Acli contro Viano "Lavori in ritardo per la burocrazia" "Finito il mito di agosto meglio il mordi e fuggi" Beppe Minello Alessandro Mondo Gli operatori: media sotto le 2 settimane. Boom delle rate La nomina del Csm "La città chiede legalità, cercherò di rispondere" Marina Cassi Monica Perosino servizio.

PRIMO MAGGIO, PALAZZO REALE CHIUSO: INSORGONO GLI OPERATORI. E CONFINDUSTRIA CASERTA COMMENTA: « ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: i nostri investimenti - ha aggiunto Coppola - a che serve andare per fiere a promuovere i nostri monumenti, i nostri prodotti, le nostre bellezze se alla prima occasione utile li lasciamo tutto chiuso dietro ai portoni di una burocrazia ottusa e irresponsabile e di una politica colpevolmente assente".

VIOLENZA SESSUALE/ MARZIALE: CASO PADOVA,GIUSTIZIA CON G ( da "Virgilio Notizie" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in attesa che la burocrazia faccia il suo corso, chiediamo al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, di intervenire con l'autorità del proprio ruolo di garante dei diritti costituzionali di ogni cittadino per porre rimedio a tutti questi errori di sorta che finiscono per premiare, come nei videogiochi più violenti, chi meglio delinque".

Malattia rara, farmaco non rimborsato ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: farmaco non rimborsato Malattia di Behçet in Friuli Venezia Giulia: i malati condannati alla cecità per colpa della burocrazia. Appello di medici e pazienti: "Le Istituzioni non ci devono più negare il farmaco che arresta la malattia e salva la vista"."I malati della malattia rara di Behçet, anche in Friuli Venezia Giulia, rischiano di diventare ciechi per colpa della burocrazia.

Trasparenza va bene, ma il "nudismo" è troppo ( da "Gazzettino, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il buon contribuente è ammazzato dalla burocrazia. La tua parola non basta, se perdi dopo un anno la ricevuta di una raccomandata, non è sufficiente avere tutta la documentazione, ci vuole per forza quella raccomandata che nessuno dall'altra parte registrerà e conserverà. La legge ti consente di autocertificare chi sei e che non sei mafioso,

Valle del Chiampo La provincia ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Se ci si ferma, è come dare spazio alla burocrazia", ha tuonato Dal Zovo, per i sindacati, annunciando per lunedì un tavolo con i lavoratori. Ne convocherà uno anche il sindaco Fracasso. Il senatore Paolo Franco ha dato la sua disponibilità come il consigliere regionale Giuliana Fontanella.

Prima sposa due fidanzati con i capelli bianchi, poi prende in consegna la cassa con 34,5 milioni ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Dai confetti alla burocrazia. La mattinata di Honsell è continuata con la verifica di cassa, che viene fatta ogni sei mesi di norma e, ai sensi del testo unico, anche al cambio di amministrazione. Al passaggio di consegne "finanziarie" c'erano Honsell e Cecotti (che hanno firmato entrambi), il segretario generale Cipriano,

"Le Acli strozzate dalla burocrazia" ( da "Stampa, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: strozzate dalla burocrazia" MONICA PEROSINO La bufera dopo l'esposto dei residenti del Villaretto, che da 8 anni vivono tra cantieri e opere di urbanizzazione ancora in alto mare - è arrivata fino ai "piani alti" delle Acli. Il presidente Stefano Tassinari difende a spada tratta il progetto e l'operato del consorzio: "Al Villaretto siamo stati bloccati dalla follia della burocrazia"

<Secessione anche da Milano> Cantù ci crede e cerca alleati ( da "Provincia di Como, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: regioni così come sono oggi non fanno altro che aggiungere burocrazia a burocrazia. Se Roma è ladrona, dunque, lo è anche Milano. Quindi, poteri alle province, con la possibilità di legiferare su tutto (a esclusione di polizia e giustizia) e di mantenere sul territorio "insubrico" tra il 40 e il 90% di tutte le imposte (così come previsto dallo statuto della provincia di Bolzano)


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Allevatori, obiettivo qualità per superare la crisi (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'ASSEMBLEA Allevatori, obiettivo qualità per superare la crisi Cercano consolazione nei primati ormai consolidati da 61 anni di attività e riconosciuti a livello nazionale, gli iscritti all'Associazione allevatori. Migliorano i servizi, l'attenzione al benessere animale e ai controlli funzionali, cresce il numero dei capi monitorati e garantiti all'interno del circuito dell'Apa, la vita associativa è scandita da una totale condivisione di intenti a livello di organizzazioni sindacali e l'esperienza pilota dell'assicurazione del bestiame ha avuto un tale esito positivo che è stata adottata anche da altre province. Successi, quelli elencati dal presidente Alberto Zilocchi, nel corso dell'assemblea annuale, che permeano di un timido ottimismo il futuro. "Certo, non mancano le difficoltà nel settore agro-zootecnico - dichiara Zilocchi - con mercati in altalena, come quello del latte, i rincari delle materie prime che hanno fatto impennare i costi di produzione, la difficoltà degli allevatori di carne bovina e dei formaggi Grana e Parmigiano Reggiano e la depressione del comparto suinicolo". Restano le incognite per il futuro della Pac, l'applicazione della direttiva nitrati che minaccia il patrimonio zootecnico della pianura padana, le strettoie della burocrazia e un'applicazione della normativa sul benessere animale che vincola i produttori, senza sortire effetti positivi sul bestiame. Senza contare le "emergenze sanitarie, dalla blue tongue alla vescicolare, in grado di condizionare negativamente il mercato, anche quando non si tratta di vera emergenza", ammonisce il numero uno dell'Ama. "E' arrivato il momento di riflettere sul futuro dell'agricoltura e stabilire nuovi rapporti all'interno della filiera, del mondo agricolo, nel rapporto con le istituzioni - chiede Zilocchi - ispirandosi al buon senso, alla collaborazione, ad un visione strategica dell'agricoltura nel Paese e verso l'esterno". Parole che hanno strappato gli applausi degli oltre 350 allevatori presenti, ma anche il consenso del mondo agricolo e delle istituzioni (Maurizio Fontanili e Maurizio Castelli per la Provincia, Carlo Maccari per la Regione Ercole Montanari per la Camera di commercio) presenti. E mentre si sta lavorando, come annuncia Castelli, "al progetto dell'Osservatorio per la suinicoltura, strumento per sviluppare pianificazioni di lungo termine", c'è spazio anche per le premiazioni - in collaborazione con la Bam - dei migliori allevatori del 2007: Franco e Sandro Savoia, Carlo e Giuseppe Lusetti, Romano e Ismea Simonazzi, Italo Formigoni, la Società agricola cooperativa di Casalmoro e per la suinicoltura Giulio Sereni. (m.b.).

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CAMPO E SCHIEVENIN (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Cristian Arboit CAMPO E SCHIEVENIN PROTESTA NEL BASSO FELTRINO La passeggiata avrà due itinerari e sarà un evento annuale ALANO DI PIAVE. Nonostante la moratoria gli ambientalisti del comitato Col di Roro non sono ancora tranquilli. A due mesi dall'atto politico che ha di fatto bloccato l'escavazione nel Basso feltrino gli uomini della protesta rilanciano: "Siamo in attesa che la Regione approvi una delibera definitiva". Intanto è stata confermata per il 25 maggio la marcia Campo-Schievenin, la manifestazione che nel 2007 portò tra Alano e Quero oltre mille persone. Diventerà un appuntamento fisso con la protesta, ma soprattutto con l'ambiente e lo sviluppo turistico di un'area troppo spesso snobata ma di indubbio fascino. La marcia Campo-Schievenin, promossa esattamente un anno fa al culmine della battaglia anti-cave, è destinata a diventare un classico. L'edizione 2008 dell'evento sarà però profondamente diversa dall'evento madre e non solo perchè gli animi dei promotori del blocco si sono rasserenati dopo la sudatissima moratoria regionale. "Presteremo maggiore attenzione alle bellezze dei luoghi", anticipa Paolo Di Natale. Quest'anno si potrà anche scegliere. Ci saranno infatti sia un percorso per famiglie e semplici appassionati che un itinerario ispirato dagli amatori del Cai, il club alpino italiano, la realtà che fin dall'inizio della vicenda ha sempre appoggiato il comitato Col di Roro e le sue iniziative. Che si tratti di un evento sociale, culturale, e perchè no ambientale, di belle speranze lo si capisce dalla macchina organizzativa che vede schierate tutte e quattro le pro loco dei due comuni coinvolti dal movimento: Alano, Quero, Schievenin e Fener. Non solo. Ad appoggiare i ragazzi e le ragazze del Col del roro ci saranno anche tanti enti. Se la provincia di Belluno e molti comuni dell'alto Trevigiano - zona che si abbevera con le acque dello Schievenin - hanno già dato il loro patrocinio, a breve arriverà anche quello della provincia di Treviso e delle amministrazioni di Alano e Quero. Questione di giorni e di burocrazia. Il campo-base sarà allestito a Campo, dove la marcia prenderà il via alle 9,30 del mattino. Chi pensa però a una passeggiata tranquilla senza l'incubo cava si sbaglia di grosso. Già, perchè la moratoria regionale - approvata quasi all'unanimità da palazzo Ferro Fini - non è ancora sufficiente. "Siamo in attesa che all'atto politico del consiglio segua una delibera della giunta. Solo così potremmo essere davvero certi che il nostro territorio è indenne dagli attacchi esterni", afferma Di Natale. Il tono però non è rivendicativo, almeno per ora: "Penso che non ci sia nessun temporeggiamento. Forse sono i tempi della burocrazia. Stiamo alla finestra ancora per un po'". E in attesa di sviluppi il popolo anti-cava cammina.

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Cittadinanza, regole da cambiare (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nel 2006 sono diventati italiani 113 stranieri che vivono in Trentino, tre anni fa il numero era stato più alto: 161 "Cittadinanza, regole da cambiare" Dagli immigrati la richiesta comune di ridurre gli anni di attesa Anche l'amara ironia tra le voci emerse in una riunione a cura di Migrantes: "Uguali solo nel pagare le tasse" PAOLO PIFFER TRENTO. Secondo gli ultimi dati disponibili, due anni fa 113 stranieri che vivono in Trentino hanno ottenuto la cittadinanza italiana. Più uomini (76) che donne (37). Soprattutto sudamericani: 68 brasiliani e 18 argentini. Nel 2005 erano stati 161 gli immigrati diventati italiani: 95 uomini e 66 donne. Di cittadinanza si è discusso a Trento in un incontro organizzato dalla Fondazione Migrantes. Con varie sfumature, unanime il pensiero: "Le regole per ottenere la cittadinanza vanno cambiate". La sala del Centro Bernardo Clesio di via Barbacovi l'altra sera era affollata di stranieri per parlare delle difficoltà nell'ottenere la cittadinanza, della necessità di cambiare le regole. Un incontro promosso dalla Fondazione Migrantes dell'Arcidiocesi, guidata da don Giuseppe Caldera, in vista della 9ª edizione della Festa dei Popoli, a fine mese. A coordinare il dibattito, c'era Massimo Giordani, direttore dell'Upipa (l'Unione provinciale delle istituzioni per l'assistenza). Oggi, ci vogliono 10 anni di residenza sul territorio nazionale per diventare italiani, ma spesso gli anni di attesa diventano 11-12 tra burocrazia e code agli sportelli. E' poi necessario avere un reddito minimo e la fedina penale pulita. In Parlamento, è depositata una proposta di legge che abbassa gli anni a 5. A illustrare la situazione, l'altra sera, è stato Antonio Mutacate, che collabora con il Cinformi e che ha spiegato, secondo la sua esperienza, quali sono i motivi che portano lo straniero a chiedere di diventare italiano: "Comodità, stabilità per i figli, senso di appartenenza alla società in cui vive, possibilità di partecipare a concorsi, diritto di voto". Alcuni interventi hanno sottolineato che la cittadinanza dovrebbe essere legata al contributo (di carattere economico, culturale o sociale) che l'immigrato dà alla società, altri hanno sostenuto che i figli degli immigrati che sono nati in Italia dovrebbero essere automaticamente italiani. Altri hanno affermato, con amara ironia, che "quando si tratta di pagare le tasse siamo tutti cittadini". Qualcuno ha sostenuto: "Quando si lavora e si contribuisce alla ricchezza del Paese pagando le tasse, la cittadinanza deve essere un diritto". "La verità - ha aggiunto una voce - è che gli stranieri non hanno tutti i diritti degli italiani, ad esempio non possono votare e partecipare ai concorsi pubblici". In definitiva, i vari interventi, pur con accenti diversi, hanno sottolineato che gli anni per ottenere la cittadinanza italiana dovrebbero essere di meno, come in altri Paesi europei, e che è giusto che si tenga conto della fedina penale, ma, è stato aggiunto, solo se i reati commessi sono gravi: "Non si può essere penalizzati magari per una sciocchezza commessa in gioventù". Più di un intervento si è soffermato sul diritto di voto e sull'importanza che lo straniero, per potersi integrare, debba imparare la lingua italiana, ma pure la storia e la cultura del Paese che lo ospita. "Le leggi ci sono - si è detto - ma vanno migliorate".

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La burocrazia vieta i panini (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cles. Il chiosco di Fabio Bruni al Centro sportivo operativo solo oggi La burocrazia "vieta" i panini CLES. Tutto pronto alla mostra dell'agricoltura di Cles, ma guai vendere prima dell'inaugurazione prevista per stamattina. Lo ha scoperto con rammarico Fabio Bruni, titolare de "La Baita" che ha punti vendita a Cles, Malé e Dimaro che è presente alla fiera di maggio con un chiosco per la vendita di prodotti tipici trentini. Ieri il Centro per lo Sport e il Tempo libero di Cles brulicava di addetti ai lavori impegnati ad allestire gli stand, e molti si sono affacciati al chiosco di Bruni per chidere un panino o una bevanda. "Glieli avrei dati ben volentieri ma i vigili mi hanno preventivamente diffidato dal vendere alcunché prima dell'apertura ufficiale. Mi sembra un atteggiamento assolutamente ridicolo oltre che offensivo: si impedisce di lavorare quando è possibile farlo, è ora che chi parla di flessibilità dia un colpo a questa burocrazia che ci sta strozzando tutti", si lamenta il baffuto salumiere noneso, alcuni anni fa alla ribalta della cronaca per il braccio di ferro con Comune e Provincia sull'apertura domenicale del suo negozio alla periferia della borgata. (g.e.).

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Tutti in attesa di Berlusconi (sezione: Burocrazia)

( da "MF Sicilia" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

MF Sicilia Numero 087  pag. 2 del 1/5/2008 | Indietro Tutti in attesa di Berlusconi Sicilia Palazzi & Denaro Di Antonio Giordano Giochi fermi per la giunta regionale, si guarda all'esecutivo romano. Dalla composizione del governo nazionale dipenderà anche il peso dei partiti a Palazzo d'Orléans. Ancora plausi al neopresidente Lo Bello. Polemiche su La Torre La politica regionale siciliana si prende una pausa di riflessione prima del rush finale della prossima settimana che porterà alla formazione del governo nazionale, di quello regionale e la chiusura di due partite importanti come quella della presidenza della Ars e le candidature per le amministrative di metà giugno quando si dovranno rinnovare otto provincie e un centinaio di comuni dell'Isola. Abbastanza definito appare lo scacchiere delle presenze politiche nell'esecutivo regionale. Al Pdl dovrebbero andare sei assessorati oltre alla presidenza dell'Ars, all'Udc e all'Mpa tre per ciascuno. Ma prima di questi calcoli bisognerà vedere quale sarà il ruolo (e il peso) dei politici siciliani nel governo nazionale. E sarà anche necessario capire la presenza o meno dell'Mpa nell'esecutivo guidato da Silvio Berlusconi. E sempre nella prossima settimana, si dovrà risolvere il nodo legato alla composizione della Assemblea regionale dopo che Anna Finocchiaro ha scelto di guidare l'opposizione a Palazzo Madama. A chi andrà quel seggio? Al Pd, oppure a Sonia Alfano, la terza candidata alla presidenza per numero di voti? Gli esperti sono al lavoro. Nell'attesa di trovare queste risposte i politici siciliani continuano a complimentarsi con il presidente degli industriali siciliani, Ivan Lo Bello, per la nomina a presidente del Banco di Sicilia. Tra questi il segretario dell'Udc siciliano, Saverio Romano che dice che la nomina rappresenta un "ottimo segnale per lo sviluppo dello stesso sistema imprenditoriale e per la fiducia che il Banco di Sicilia merita, in quanto protagonista della crescita economica e del territorio". Dello stesso tono la dichiarazione del coordinatore siciliano di An, Pippo Scalia: "Lo Bello si è caratterizzato per il suo impegno a favore della legalità, attitudine, questa, che egli saprà ricondurre alle dinamiche interne ed esterne del Banco di Sicilia". E infine, per il capogruppo uscente di Fi all'Ars, Francesco Cascio, in Lo Bello "si saldano una visione lungimirante dello sviluppo dell'Isola, caratterizzata cioè da innovazione e internazionalizzazione, e una grande capacità organizzativa, che costituiranno un binomio vincente per il rilancio del Banco e affinché Unicredit possa contribuire alla crescita delle imprese siciliane e renderle sempre più competitive nel mercato". Ieri, infine, si ricordava il 26esimo anniversario dell'uccisione del segretario del Pci siciliano, Pio La Torre e del suo collaboratore Rosario di Salvo. E, nel corso della manifestazione, non sono mancate le polemiche. La prima vede protagonista l'eurodeputato del Prc Giusto Catania che ha dichiarato che oggi "La Torre non sarebbe iscritto al Pd". La seconda polemica riguarda invece le presenze alla cerimonia che si è tenuta ieri mattina a Palermo. Il capogruppo uscente del Pd alla Assemblea regionale, Antonello Cracolici, ha accusato i vertici della Regione di avere disertato la cerimonia. "Non potendo essere onnipresente, ho delegato la più alta figura della burocrazia regionale, Salvatore Taormina, segretario generale della Regione, a rappresentare l'istituzione alla cerimonia", ha replicato il presidente Raffaele Lombardo. Che ha aggiunto: "Lamentare a tal proposito un'assenza significa disconoscere l'importante ruolo, a conferma di una strumentalità che rende meno credibili i sentimenti espressi in memoria di Pio La Torre e del suo collaboratore Rosario Di Salvo". (riproduzione riservata).   Alias Prima di lasciare un commento e' necessario scegliere un alias Inserisci Alias* Strumenti Invia il tuo commento  |   Leggi i commenti        Ricevi RSS    |  .

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Una scelta irresponsabile da barbarie fiscale (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'EDITORIALE Una scelta irresponsabile da "barbarie fiscale" Federico Guiglia Dalla scuola alla sanità, dalle banche ai club sportivi, perfino ai supermercati. Dovunque ti giri, non c'è scampo: bisogna compilare e firmare la famosa "dichiarazione per la privacy", come la chiama la burocrazia. Roba spesso da ridere, ma a volte anche da piangere. Non è, purtroppo, raro che diventino di dominio pubblico informazioni che dovrebbero restare riservate, come la salute delle persone. Tuttavia, in barba ai tanto declamati principi, ieri l'Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione dell'universo mondo, letteralmente, i redditi dei cittadini italiani del 2005, pubblicandoli su Internet. Con un semplice clic sul computer, chiunque poteva andare a vedere dal buco della serratura tecnologica. Un divertimento durato poche ore, perché il Garante, del tutto ignaro dell'iniziativa, l'ha fatta subito bloccare. Secondo Visco, vice-ministro del governo scaduto, la novità introdotta per la prima volta sarebbe la semplice applicazione di una legge. Ma sull'esecutivo-Prodi s'è abbattuta la bufera. Insomma, gli italiani sono stati messi alla berlina non solo dell'invidioso vicino di casa, ma pure del delinquente che può selezionare, comodo in poltrona, quelli da insidiare. Dunque, legalità o barbarie fiscale? Un mezzo per smascherare i disonesti che evadono o per bersagliare gli onesti.? E poi: qual è l'"interesse pubblico" nel sapere il guadagno del barbiere sotto casa? 7.

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Tra un anno ventidue nuovi alloggi (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

VALDARNO pag. 20 Tra un anno ventidue nuovi alloggi Sono diverse decine le famiglie sotto sfratto e in lista d'attesa FIGLINE di PAOLO FABIANI INIZIATI nel 2002 potrebbero essere ultimati nella primavera del 2009 i ventidue appartamenti che Casa Spa intende realizzare a Figline, dove la crisi delle abitazioni è sempre più acuta con sfratti esecutivi all'ordine del giorno. Dopo una serie infinita di intoppi burocratici dovuti al cambio della ditta impegnata nella costruzione alla quale è stato rescisso il contratto, la prossima settimana verranno consegnati i lavori alla nuova impresa che si è aggiudicata l'appalto per le "rifiniture", anche se al momento in via Fratelli Cervi ci sono soltanto i solai, il tetto e le pareti esterne. Tanto è vero che il contratto prevede il completamento dell'opera in 300 giorni, quindi nei primi mesi dell'anno prossimo. Altre scadenze erano state fissate in passato, ma tutti sono disposti a scommettere che questa sarà la volta buona e che gli appartamenti saranno finiti entro la nuova data. "L'impresa che si è aggiudicata i lavori ? spiega Carlo Artini, vicesindaco di Figline con deleghe alle politiche sociali ? è stata scelta proprio perché ha fissato scadenze precise e credibili, visto che di questi appartamenti c'è un grande bisogno per dare risposte concrete a tante famiglie in difficoltà". Mentre la burocrazia snelliva le procedure per evitare ulteriori "passaggi", Casa Spa ha trovato altri 280.000 euro per completare l'intervento, fortemente lievitato nei costi da quando è stata murata la prima pietra. Ci sono da fare intonaci, pavimenti, rivestimenti e impiantare servizi, e ventidue appartamenti sono tanti, comunque il cantiere è già stato affidato all'impresa e fra qualche giorno potrà iniziare anche la fase di costruzione. Sono diverse decine le famiglie figlinesi in lista di attesa con emergenza abitativa: "Addirittura ? precisa il vicesindaco ? una di queste ha in casa un bambino disabile che non può uscire fuori a causa delle barriere architettoniche. Pertanto sono soddisfatto che la situazione si sia avviata verso una conclusione certa, purtroppo contrattempi tecnici hanno fatto dilatare i tempi e ritardare gli interventi che possono riguardare tutti gli affidatari di case popolari. Infatti ? sottolinea Artini ? l'uso dei nuovi appartamenti ci consente di effettuare una revisione fra i concessionari, gente che magari ha avuto la casa quando la famiglia era numerosa, che adesso risulta troppo grande per due persone sole. Poi bisogna mettere a norma l'appartamento lasciato vuoto da assegnare ad altri. Quindi ? conclude ? più tempo si perde e più soldi dovranno essere spesi per gli adeguamenti, senza contare che tutti i mesi ci sono famiglie con l'ufficiale giudiziario alla porta".

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LA LOTTA alla irregolarità che spesso complica la vita soprattutto ai cittadini normali (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA PAGINA DEI LETTORI pag. 35 LA LOTTA alla irregolarità che spesso complica la vita soprattutto ai cittadini normali... LA LOTTA alla irregolarità che spesso complica la vita soprattutto ai cittadini normali, la stragrande maggioranza, è effettivamente un controsenso. Anche perché chi si comporta sostanzialmente bene avrebbe bisogno di essere non dico premiato, ma almeno rispettato, per differenziarlo davvero da furbi, furbetti e altro. La verità è che in Italia il toro per le corna non lo si vuole prendere e si finisce per far crescere quella burocrazia che soffoca economia e società. Si procede dunque per tentativi, spesso maldestri, che mettono in croce chi si comporta con correttezza, caricandolo di inutili, quindi dannosi, adempimenti.

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ORA LE aziende agricole modenesi, come quelle di tutta la regione, possono richie (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

MODENA E AGENDA pag. 13 ORA LE aziende agricole modenesi, come quelle di tutta la regione, possono richie... ORA LE aziende agricole modenesi, come quelle di tutta la regione, possono richiedere per via telematica, cioè mediante internet, la domanda per l'assegnazione del carburante agevolato, grazie a un'applicazione web messa a disposizione dalla Regione. Senza più spostarsi da casa o prendere appuntamenti, gli agricoltori possono compilare i moduli on line, fornendo tutti i dati necessari al calcolo della quota di carburante e, sempre via computer, inviare immediatamente la domanda all'ufficio provinciale Uma (Utenti motori agricoli), che esegue l'istruttoria e rilascia l'autorizzazione. Il percorso è guidato passo passo, non occorre installare sul computer alcun programma, ma è necessario possedere la firma digitale: si tratta di un certificato rilasciato su appositi supporti, la cosiddetta smart card (da usare con un adeguato lettore) o la business key, che consentono l'identificazione e la sicurezza della transazione. I dispositivi per la firma digitale si possono ottenere tramite la Camera di commercio, le Poste o alcune banche. La Provincia di Modena, anticipando l'applicazione di questo servizio, negli ultimi due anni ha privilegiato nei i bandi per l'informatizzazione delle aziende agricole proprio i finanziamenti per la dotazione di kit per la firma digitale. L'iniziativa ha lo scopo di semplificare la burocrazia, snellire i tempi e rendere più agevoli per le aziende gli adempimenti amministrativi. Con il nuovo sistema, la domanda presentata via internet segue un percorso più veloce e l'azienda riceve direttamente per raccomandata, il 'libretto' per l'anno 2008, con cui potrà acquistare il carburante. L'indirizzo internet dal quale partire per svolgere le operazioni è http://agriservizi.regione.emilia-romagna.it/umawizard/jsp/index.jsp.

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<Troppa burocrazia, la nuova macchina comunale dovrà velocizzarsi> (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Pisa)" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA PISA pag. 7 "Troppa burocrazia, la nuova macchina comunale dovrà velocizzarsi" SNELLIRE, velocizzare. Queste le parole d'ordine del neosindaco Marco Filippeschi per la nuova macchina comunale che si rimetterà in moto con la legislatura appena avviata. Ieri, nel corso del passaggio di consegne con il commissario straordinario Maria Laura Simonetti (entrambi nella foto) , che ha guidato negli ultimi due mesi Palazzo Gambacorti, Filippeschi ? che ha espresso apprezzamento per la prova positiva fornita dalla struttura anche in questo ultimo periodo di gestione commissariale ? ha incontrato i dipendenti e tracciato le linee di lavoro per il futuro. "Vi chiedo ? ha dichiarato il neosindaco ? di semplificare, di lavorare per risolvere i problemi e superare la lentezza e le complicazioni della burocrazia. Abbiamo visto i segni delle scelte positive fatte finora e su questa strada dobbiamo continuare. Non sarò un sindaco distante dal lavoro di tutti i giorni. Un sindaco deve essere accessibile per fare bene il proprio lavoro. La macchina comunale può riprendere a correre ? ha concluso ?. Partiamo bene nell'interesse della città". Sempre ieri Filippeschi ha incontrato il ministro della solidarietà sociale del Brukina Faso, Tamini Pascaline, ospite del "Movimento Shalom".

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Orvieto: negozi aperti per il primo maggio <Per accogliere i turisti nel segno dell'ospitalità> (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

ORVIETO / CONCA TERNANA pag. 20 Orvieto: negozi aperti per il primo maggio "Per accogliere i turisti nel segno dell'ospitalità" AL TERMINE di un lungo tira e molla, si è finalmente deciso che i negozi potranno rimanere aperti oggi, primo maggio. Confcommercio e Confesercenti orvietane per bocca dei rispettivi presidenti Giuseppe Santi e Sandro Gulino accolgono con apprezzamento questa decisione assunta dal sindaco pur avendo esse stesse approvato il regolamento che imponeva la chiusura il primo maggio e a Natale. "Sono state riconosciute valide le motivazioni da noi esposte ? dicono Gulino e Santi ? rispetto alla necessità di dare un'accoglienza ai turisti degna di una città come Orvieto che tutti vogliamo, appunto, accogliente, ospitale ed aperta; l'Amministrazione ha condiviso con noi esigenze ed obiettivi per rendere Orvieto una sempre più adeguata destinazione turistica, non facendoci invischiare né l'Amministrazione né la categoria in diatribe e strumentalizzazioni quelle si da bottega, anzi da retrobottega". Di parere opposto Stefano Olimpieri del Pdl: "Se i negozi resteranno aperti il merito è dei singoli commercianti che si sono battuti con questo e ai quali abbiamo dato il nostro sostegno mentre le burocrazie associative si erano espresse ufficialmente contro l'apertura".

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Onorevoli tra code e burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca Onorevoli tra code e burocrazia Abelli, Nola e Mura raccontano il primo giorno in parlamento L'assessore regionale conferma: "Deciderò tra quindici giorni se restare a Roma" PAVIA. Sull'aereo, in attesa di partire, che lo sta portando a Pavia, Giancarlo Abelli (Pdl-Forza Italia) annuncia: "Deciderò a metà mese se restare in Parlamento". Ma già ora, la sua "prima volta" al Senato dice di avergli procurato una fastidiosa sensazione: "Quella dei tempi lunghi tra una votazione e l'altra". "Sono una recluta particolare - precisa Abelli - Avevo già avuto modo di vedere l'ambiente in occasione della votazione del presidente della Repubblica, a cui ho partecipato come rappresentante della Regione Lombardia. Direi che le ore vuote sono la cosa peggiore: le passeggiate tra una votazione e l'altra sono un tormento. Ho notato invece, nota positiva, l'estrema puntualità con cui iniziano le sedute. Riconosco comunque che l'esperienza in aula è sicuramente affascinante rispetto al consiglio regionale. E' più solenne. Ora torno a Milano e passo a trovare Roberto Formigoni". Per Carlo Nola (Pdl-An) la prima sensazione è stata "che il Paese si aspetti molto da questo Parlamento". "C'è un certo timore, e non sarà facile - prosegue - Nel contempo abbiamo avuto la consapevolezza che gli strumenti di lavoro sono, per così dire, un po' superati. Del resto lo stesso Gianfranco Fini ha preso l'impegno di rendere più efficiente il lavoro". "Sicuramente la presenza femminile, cresciuta rispetto al passato, è una nota positiva del neonato Parlamento - conclude Nola - Per il resto il mio "primo giorno" da deputato, come del resto anche per gli altri, è stato contrassegnato dal caos: il Transatlantico e la buvette erano sovraffollati tanto che risultava impossibile muoversi. Sale e saloni erano pieni di gente, oltre che di volti noti della politica, anche se molti dei parlamentari lombardi già li conoscevo". "Sommerso dalle incombenze burocratiche", questo sottolinea invece Roberto Mura, neo-senatore di impronta leghista. "La prima giornata a Montecitorio mi ricorda l'arrivo a militare - sottolinea - Ti seguono perchè hanno bisogno di conoscerti; appena arrivato ti danno un sacchetto pieno di buste per l'accesso a rete Internet, telefoni, posta elettronica. Ti lasciano parecchi fogli da compilare: c'è voluta mezza giornata per farlo. Un grande Palazzo in cui girare è un grande problema perchè non c'è un cartello. In compenso sei accompagnato continuamente nei percorsi". "Forse perchè ho 53 anni, e perchè ho già avuto contatti grazie al partito, il Palazzo non mi ha impressionato - conclude Mura - Io sono lì per fare il mio lavoro. Ho chiesto di poter entrare nella commissione Industria, commercio e turismo e in subordine nella commissione Agricoltura, perchè sono settori che sento più vicini. Spero di potermi occupare di aspetti che interessano la provincia di Pavia". (d. z.).

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L'emblema della repubblica un omaggio al lavoro - sante maurizi (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Compie sessant'anni il terzo simbolo dello Stato L'emblema della Repubblica un omaggio al lavoro SANTE MAURIZI L'abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni e non ci facciamo caso. Eppure è stampigliato su un'infinità di carte e oggetti diversi, ad esempio sulle targhe dei veicoli. Forse è proprio per questo, perché è un marchio, un bollo, un suggello notarile; un oggetto da burocrazia vessatoria ben poco entusiasmante e coinvolgente. E sarà per questo che la migliore agenzia di produzione simbolica di questi anni, la Lega, se l'è presa solo con "Fratelli d'Italia" e con la bandiera, contrapponendogli tutto il corredo di va pensiero, carrocci, ampolle e alberti da giussano. Eppure è l'unico segno dei fondamenti nazionali realizzato dal 1890 e stabilito come ufficiale. Assieme alla Costituzione compie sessant'anni il simbolo della Repubblica, anzi l'emblema: perché simboli della nazione sono anche il tricolore e l'inno di Mameli. Una stella e una ruota dentata circondate da un ramo d'ulivo e uno d'alloro; legati, questi, da un nastro sul quale è scritto "Repubblica Italiana" in caratteri che richiamano la grafica della latinità (maiuscoli con l'equivalenza V-U). L'Italia uscita dal fascismo, dalla guerra e dal referendum monarchia/repubblica sentiva la necessità di un segno grafico che esprimesse con sintesi e forza i nuovi valori del patto nazionale. Nell'ottobre del 1946 il governo De Gasperi chiamò Ivanoe Bonomi a presiedere una commissione per un concorso nazionale che avrebbe assegnato ai primi cinque classificati un premio di diecimila lire (l'incredibile cifra di 280 euro di oggi) secondo poche tracce fra le quali due fondamentali: esclusione dei simboli di partito e inserimento di una stella. Quando il linguaggio della pubblicità o l'attualità politica ribadisce modi dire magari un po' desueti ("le stelle sono tante, milioni di milioni" o - ricordate? - "lo stellone di Prodi") c'è al fondo qualcosa che è vero patrimonio comune; come appunto la stella, presente nell'iconografia risorgimentale (splendente anche sul capo dell'allegoria donna-Italia) e nello stemma dei Savoia. Fra artisti e dilettanti risposero al concorso 341 candidati, con 637 disegni in bianco e nero. La commissione invitò i cinque vincitori a preparare nuovi bozzetti, stavolta secondo un tema preciso: "una cinta turrita che abbia forma di corona", con fronde della vegetazione italiana. Altri elementi obbligatori: il mare, le parole Unità e Libertà, e ancora la stella. La scelta cadde sull'opera di Paolo Paschetto, un artista valdese professore di ornato all'Istituto di Belle Arti di Roma, al quale andarono ulteriori 50.000 lire e l'incarico di preparare il disegno definitivo. Il lavoro di Paschetto, però, esposto con altri bozzetti non piacque - qualcuno ci vide 'una tinozza' - e fu perciò bandito, attraverso la radio, un secondo concorso che privilegiasse il legame con il lavoro. Paschetto risultò ancora vincitore, e dopo altri ritocchi da parte della commissione la proposta approdò all'Assemblea Costituente dove fu approvata il 31 gennaio 1948. Il 5 maggio il presidente Enrico De Nicola firmò il decreto legislativo 535 che ne stabiliva ufficialmente l'adozione. L'ulivo: la pace e la concordia. La quercia: la forza e la dignità del popolo. La stella-Italia poggia su una ruota dentata d'acciaio, traduzione anche un po' pedante del primo articolo della Costituzione: "L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro". A Craxi quel segno non piaceva, e nel 1987, forte della sostituzione del vecchio armamentario socialista col garofano, da presidente del Consiglio lanciò un concorso per il nuovo emblema, primo premio dieci milioni e commissione con nomi illustri (Umberto Eco, Paolo Portoghesi, Armando Testa) che si trovarono in grande imbarazzo nel ricevere centinaia di elaborati farciti di tutto il repertorio più retorico o, al contrario, freddi come cartelli stradali. C'è qualcosa che parla dell'oggi e all'oggi, in quel simbolo. Pensate per un momento di abolirlo, di trovare la traduzione visiva di un principio fondante la Repubblica più aderente all'attualità di quanto non sia il derelitto primo articolo della Carta costituzionale ("padroni in casa propria" pare di un certo successo). Ridotto il lavoro allo stato liquido (e la sua tradizionale rappresentanza a quello aeriforme) il primo elemento a sparire sarebbe la ruota, l'ingranaggio, ciò che ha trasformato l'Italia da paese contadino a potenza economica: l'industria. Compiuto definitivamente il Novecento, arrancante l'Italia come potenza industriale, finita la fabbrica: finita la Repubblica?.

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Il mondiale j24 annullato alla vigilia (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Manca il nulla osta per il porto Il mondiale J24 annullato alla vigilia CANNIGIONE. La burocrazia cancella il mondiale di vela J24. L'evento che conivolge 70 imbarcazioni e 400 persone da tutto il pianeta rischia di scaltare. La capitaneria di porto e il responsabile del procedimento della Regione non vogliono concedere il nulla osta. Il diniego è legato ai lavori a rilento nel porto di Cannigione. La Regione ha portato avanti i lavori in questi anni per creare un vero porto turistico nel golfo di Arzachena. Dopo una corsa contro il tempo tutta l'area dovrebbe essere consegnata il 5 maggio, il mondiale dovrebbe partire il 20. Ma la capitaneria e la Regione non vogliono concedere il nulla osta perché il nuovo porto turistico non è stato collaudato. Il danno per gli organizzatori è incalcolabile. Al di là della figuraccia mondiale c'è il rischio di un crack economico. "Credo ci sia stata una volontà precisa di non far svolgere qua il mondiale - accusa Pietrino Demuro, uno degli organizzatori -. Spero si possa ancora intervenire. Si deve mobilitare la politica per salvare un evento che porterà in Gallura migliaia di persone e non può essere cancellato".

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Gli abusi edilizi? ignorati (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cagliari Gli abusi edilizi? Ignorati A Quartu 2300 pratiche ferme, molti casi insanabili QUARTU. Che fine hanno fatto le pratiche di condono edilizio arrivate a valanga in comune dopo l'ultimo condono firmato dal governo Berlusconi? Giacciono al sesto piano di via Porcu, in attesa di essere esaminate da un ufficio urbanistico la cui efficienza continua ad essere minata da un organico ridotto all'osso. E questo è un dato di fatto. Quel che fa specie, semmai, è che i professionisti chiamati dall'amministrazione ad occuparsi esclusivamente del capitolo "mattone selvaggio" non abbiano ancora prodotto uno straccio di incartamento da sottoporre al consiglio comunale. Come dire: le domande di condono edilizio arrivate in comune sono state poco più di 3500 e ad oggi quante ne sono state esaminate? Appena 1200. Non solo: mesi fa i tecnici di via Porcu avevano accertato che in almeno una decina di casi si trattava di abusi totalmente insanabili. Secondo quanto riferito a metà gennaio dall'assessore all'Urbanistica Vittorio Falchi, le procedure di rito sono state avviate alla fine dello scorso anno e dunque "i proprietari hanno ora a disposizione novanta giorni per demolire gli abusi, ovvero tra marzo e aprile 2008 le costruzioni devono essere sparite e i luoghi ripristinati". Peccato che in comune nessuno sappia se questo è effettivamente accaduto. I dati certi non li ha in tasca neppure l'assessore Falchi, che per ovviare al problema ha chiesto agli uffici di rendicontare circa l'avanzamento delle pratiche. Di sicuro c'è solo un particolare: il consiglio comunale dovrà aspettare ancora parecchio tempo prima di potersi pronunciare sugli abusi che negli ultimi decenni hanno martoriato il territorio quartese e decidere così se far arrivare le ruspe o acquisire al patrimonio comunale gli immobili tirati su senza licenza. E i tempi si allungano sempre di più, a discapito delle statistiche che parlano di oltre trecento abusi edilizi all'anno, quasi uno al giorno. Vada per le ultime pratiche, ma perché non si è fatto ancora nulla per gli edifici giudicati insanabili nonostante la sfilza di condoni degli anni '90? "Visto l'organico risicato - dice ancora Falchi - abbiamo dovuto fissare delle priorità, così abbiamo preferito occuparci delle famose 3500 pratiche arrivate dopo il condono Berlusconi. Questo non vuol dire che gli uffici non si occuperanno anche degli abusi precedenti: la burocrazia è lenta, ma come dimostra il caso di Orosei, fa il suo corso". (p.s.).

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L'identità ambigua del fronte progressista - augusto cavadi (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina X - Palermo L'IDENTITà AMBIGUA DEL FRONTE PROGRESSISTA AUGUSTO CAVADI S cegliere una lista o un candidato è un atto che sintetizza ed esprime un modo di vivere: un modo di vivere maturo quando è una scelta ponderata, un modo di vivere superficiale quando si tratta di una opzione emotiva. La qualità del proprio voto misura il grado di consapevolezza del proprio modo di essere nel mondo. Ci si potrebbe chiedere che livello di consapevolezza media si possa ragionevolmente presupporre nell'elettorato siciliano. Non mi risultano sull'argomento studi sociologici aggiornati, ma un'attenta osservazione condotta da anni in più ambiti della società può suggerire qualche ipotesi analitica. Innanzitutto c'è il sottogruppo consistente degli astensionisti (oscillante fra il 20 e il 30 per cento): tra questi solo una percentuale trascurabile decide di non decidere in maniera lucida, meditata. Molto più della metà si astiene per pulsioni viscerali, senza un ragionamento complessivo, strategico. Chi - e come - si rivolge a questi concittadini per invitarli a rivedere criticamente la propria propensione a non prendere posizione e a restare fuori dall'agone? A questi non-elettori occorrerebbe poter mostrare almeno alcuni esempi di politici puliti e laboriosi che si impegnano con serietà, senza sfruttare per sé e per la propria tribù i privilegi del potere. Sappiamo che questi volti puliti ci sono ma proprio per la loro serietà restano in seconda fila, considerati dagli stessi compagni di partito degli ingenui destinati a restare "mediani" sino al pensionamento. Eppure costituiscono una risorsa tanto preziosa quanto nascosta: valorizzarli, esporli, sarebbe strategicamente - oltre che moralmente - opportuno. Ma che ne è del 70-80 per cento dei votanti? Una metà vota - a destra come a sinistra - sapendo per chi e perché. Sono i fedelissimi che difficilmente cambiano bandiera. Votano in coerenza con i propri principi e soprattutto con i propri interessi. L'altra metà vota, quasi sempre a favore del moderatismo, per motivi umorali: per conformismo, tradizione, fiducia in promesse elettorali, paura di schieramenti che vengono ad arte dipinti come diabolici e così via. Ed è questa metà dei votanti che decide, alla fine, l'esito delle votazioni. Per catturarne il consenso ci sono essenzialmente due strade. La prima è la strategia del paternalismo: partiti e singoli esponenti di partito si offrono come protettori, come benefattori, come accompagnatori nella giungla della burocrazia e del mercato. è la strategia dell'uovo oggi al posto di una gallina - denigrata come utopica - domani. è la politica ad personam basata sulla risposta alle domande private in cambio del silenzio sulle richieste generali, sulle esigenze del bene comune. Questa strategia, in cui in ogni parte del mondo i conservatori sono maestri (dunque anche i partiti di sinistra là dove detengono da tempo il potere), parla il linguaggio dell'immediatezza e non presuppone nell'elettore un'elevata maturità etico-politica: anzi, funziona meglio con un basso tasso di senso civico. Differente la strategia della progettualità condivisa: partiti e singoli esponenti di partito si astengono dal curare gli interessi individuali dei propri elettori per concentrarsi sulle priorità pubbliche, collettive. è la strategia della gallina domani anche a costo di rinunziare all'uovo oggi. è una strategia che combatte il clientelismo immediato per favorire un'equità sociale; che combatte l'abusivismo sulle coste per favorire la qualità della vita di tutti e il turismo; che combatte le camarille mafiose per dare ai cittadini la pari dignità. è una politica che può essere capita e condivisa solo se la gente trova dei luoghi per informarsi correttamente, per riflettere, per confrontarsi democraticamente. Il fronte progressista non può illudersi di continuare ad andare avanti intrecciando, a seconda dei momenti e dei contesti, la politica paternalistica e la politica progettuale: deve operare una scelta. Non può candidare sotto lo stesso simbolo il ras che controlla appalti ed assunzioni pubbliche e private nella sua provincia e la donna che spende la maggior parte del tempo a organizzare formazione politica per altre donne; non può candidare la figlia del sultano che avanza diritti d'eredità e il giovane animatore sociale che apre centri per i bambini dei quartieri disagiati. Con questa incertezza strategica continuerà a illudersi di pescare da bacini opposti: in realtà sarà abbandonato sia dagli elettori maturi sia dagli elettori socialmente deboli che trovano nella prassi di altri schieramenti politici un apparato assistenzialistico molto più organizzato.

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L'addio della giunta ragnedda dedicato al puc (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Serena Lullia L'addio della giunta Ragnedda dedicato al Puc Nell'ultimo Consiglio prima delle elezioni arrivano le linee del piano urbanistico ARZACHENA. Il Comune mostra al pubblico le linee di indirizzo del piano urbanistico comunale, le fondamenta sui cui verrà costruito il codice del mattone. L'ultima seduta del consiglio della giunta Ragnedda svela il lavoro svolto dallo staff di architetti e ingegneri. Per loro la difficile missione di addomesticare lo sviluppo con le norme del piano paesaggistico, la fame di metri cubi con la tutela dell'ambiente. La città delineata nel puc è un centro leader in Gallura nei servizi e nel turismo in cui gli stazzi sono la nuova frontiera della ricettività. Obiettivi ambiziosi che secondo il delegato all'Urbanistica Giovanni Pileri, supervisore delle linee generali del puc, passano prima di tutto attraverso il miglioramento della viabilità. "Arzachena è il centro del turismo di eccellenza in Gallura ma a questo suo ruolo da leader delle vacanze non corrisponde un adeguato sistema di collegamenti - spiega Pileri -. Nel puc abbiamo indicato alcuni obiettivi, tra cui il potenziamento della viabilità con Palau e Santa Teresa ma anche con i paesi dell'interno. Abbiamo inoltre inserito la realizzazione di un asse viario attrezzato con marciapiedi e piste ciclabili che unisca Arzachena con Cannigione e con Porto Cervo via Abbiadori. In questo modo la costa rappresenterà a tutti gli effetti il fronte mare di Arzachena". Nelle linee di indirizzo del Puc è previsto anche la valorizzazione del porto di Cannigione con la creazione di un centro congressi e un polo fieristico, lo spostamento della linea di sviluppo della città verso i borghi rurali di Monti Canaglia, Santa Teresina, Pulicinu e Farina. "Le zone C di espansione nel centro urbano di Cannigione - precisa Pileri - sono attuate per oltre l'80% di quanto previsto nel piano di fabbricazione. Sarà necessario completare gli interventi per poi ultimare la rete viaria alternativa, indispensabile per decongestionare il traffico sul lungomare. Sulla base del ppr il potenziamento delle attività ricettive potrà avvenire vicino al tessuto urbano già consolidato. Per fare di Cannigione un importante polo ricettivo bisognerà indirizzare le nuove volumetrie prevalentemente alla creazione di hotel e servizi". Ancora più anoressici i metri cubi da sviluppare nelle zone F, quelle che il linguaggio della burocrazia definisce insediamenti turistici. I calcoli degli esperti nelle aree con vista sul mare confermano la mancanza di metri cubi a disposizione per nuovi interventi. Ma per il regno delle vacanze vip non significa la tomba dell'edilizia. "Gli indirizzi del puc su questo punto mirano a completare le lottizzazioni esistenti - precisa il delegato Pileri -. Sarà opportuno anche censire i lotti interclusi, che si trovano cioè all'interno di aree urbanizzate, per verificare se sia possibile oppure no edificare in futuro. Verranno invece favoriti gli interventi di riqualificazione delle strutture ricettive già esistenti. Gli imprenditori che decideranno di elevare la qualità del servizio offerto potranno contare su un aumento volumetrico del 25%". Ma il puc prova ad andare oltre alla asettica logica del mattone e cerca di coniugare sviluppo turistico e recupero dell'identità. In questa ottica va il piano di valorizzazione degli stazzi, identificati come la nuova frontiera del turismo. Il piano urbanistico è pronto a concedere nuovi metri cubi a chi sceglierà di restaurare le storiche case coloniche e farle diventare suite per vacanzieri.

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Ora che il quadro è completo attuiamo i progetti di bonifica - pinuccio saba (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il sindaco Luciano Mura e i confederali sollecitano l'apertura dei cantieri "Ora che il quadro è completo attuiamo i progetti di bonifica" PINUCCIO SABA PORTO TORRES. "Finalmente potremo avere un quadro completo della situazione". Questo il commento del sindaco di Porto Torres Luciano Mura, alla notizia della chiusura dell'inchiesta sull'inquinamento della zona industriale. Niente da dire sull'aspetto giudiziario ("sono garantista e poi questo è un compito che spetta alla magistratura"), ha invece, e molto, da ridire sui ritardi che stanno accompagnando le procedure per le bonfiche industriali. "Non si può andare avanti con questi tempi inumani - sbotta Luciano Mura -. Abbiamo protestato con il cosidetto "governo amico", se sarà necessario protesteremo anche con il nuovo governo. Che la zona industriale fosse compromessa lo sapevamo, e l'inchiesta della magistratura lo conferma, soprattutto per quanto riguarda sottosuolo e falde acquifere. Non sappiamo invece quando partiranno le bonifiche e questo è l'altro grande problema". E contro i ritardi per l'avvio delle bonifiche si scagliano i segretari territoriali di Femca-Cisl Gian Piero Murgia e di Filcem-Cgil Pier Franco Delogu. "In Italia si muore di rinvii, di "non decisioni" - sostiene quest'ultimo -. Le bonifiche? Sono bloccate da formule burocratiche che non si attivano e che dovrebbe sbloccare il ministero". "C'è molta amarezza - gli fa eco Gian Piero Murgia - perché se ne parla tanto e le stesse persone che dovrebbero farle fare, riparandosi dietro la burocrazia, rinviano ogni decisione e questo nonostante le aziende interessate siano pronte a intervenire". "Credo che non ci sia più niente da capire o scoprire - sostiene ancora il sindaco -. La barriera idraulica sembra che funzioni bene ma ci sono gravi compromissioni nel resto della zona industriale. Rimane da vedere (come ipotizza la magistratura bdc) se si tratta di inquinamento provocato in tempi recenti oppure se gli sversamenti a mare risalgono a quando di regole ce n'erano poche. E soprattutto deve esser fatta chiarezza sulla contaminazione, se c'è, nei tratti di mare distanti dal petrolchimico". "Meno male che c'è la magistratura - è il commento del portavoce dei Verdi Gigi Pittalis - che si assume responsabilità e compiti che sono di enti pubblici e della politica. Ed è proprio l'atteggiamento della politica che lascia perplessi, soprattutto quando decide di scaricare su questo territorio altre intraprese industriali che non può più sopportare". Industria sotto tiro, quindi, e chimica che rischia di essere criminalizzta. "Non rischia, è già criminalizzata - replica Gian Piero Murgia -. Le campagne portate avanti da verdi e ambientalisti hanno prodotto gravi danni alla struttura produttiva del paese. E nel frattempo, ripeto, non si affronta il tema delle bonfiche che potrebbe restituire alle imprese nuove aree produttive, liberate dai veleni". "è la strada più semplice per tutti, scaricare le responsabilità sull'industria - aggiunge Pier Franco Delogu - ed è un sistema per deresponsabilizzarsi e autoassolversi da parte di quella classe dirigente che dovrebbe prendere decisioni realmente a favore dell'ambiente. Un esempio? I termovalorizzatori. Non è che non inquinino, ma gli impianti di ultima generazione hanno emissioni bassissime e fra gli effetti collaterali hanno quello di "spegnere" migliaia di impianti per il riscaldamento domestico grazie al teleriscaldamento. Ma di questo non si parla, è più facile sparare sulla chimica".

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<Guerra combattuta giorno per giorno> (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Sondrio)" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

VALTELLINA: PRIMO PIANO pag. 3 "Guerra combattuta giorno per giorno" Per Romeri servono più controlli ? SONDRIO ? "TROPPE LE MORTI BIANCHE: è una guerra che viene combattuta ogni anno per andare a lavorare". Mauro Romeri, segretario territoriale della Cgil sottolinea che i controlli devono essere intensificati, sia sui cantieri che a livello legislativo. "Il Governo intende rivedere il testo unico sulle norme per la sicurezza. Attenzione, però: siamo disponibili a rivedere le pene ma non a stravolgere l'impianto della legge che intendiamo difendere senza riserve, e questo primo maggio deve valere come momento di mobilitazione nazionale sul triste fenomeno dell'aumento dei morti sul lavoro ma anche delle invalidità conseguenti a incidenti e delle malattie professionali causate da scarsa attenzione negli ambienti lavorativi. Nel confronto con l'Europa emerge un dato preoccupante sulla non applicazione delle regole, e, in questo, anche la provincia di Sondrio si allinea al dato nazionale: c'è una idea davvero aberrante che per lavorare bisogna anche rischiare, così, in questo Paese, pur di lavorare, si rischia troppo. E' un problema culturale complessivo". IN PROVINCIA di Sondrio qualcosa è stato fatto. Lo sottolinea Daniele Tavasci segretario territoriale della Cisl: "Riconosciamo al Prefetto Chiara Marolla il merito di aver organizzato una Task-force che, nel corso di una riunione di un mese e mezzo fa ha coinvolto tutte le parti invitandole a produrre iniziative che incidano sul fenomeno riducendone l'impatto. In quella riunione abbiamo però dovuto registrare le lamentele degli imprenditori perché la prevenzione degli infortuni comporterebbe troppi costi aggiuntivi causati da troppa burocrazia. Sotto questo aspetto forse hanno anche ragione, ma va aggiunto che in fondo si tratta di uno schema da seguire che, una volta appreso, poi forma un quadro di riferimento garantito". "Le morti bianche ci sono sempre state - ammette Ezio Ferrari segretario provinciale della Uil - ma il fenomeno non era così vistoso come adesso. La spiegazione è semplice: a parte il fatto che se ne parlava di meno perché le si considerava con fatalismo, va però aggiunto che c'era un modo di lavorare meno frenetico e molto meno impostato sulla concorrenza sfrenata imposta da un modello di vita disumanizzato. Tutto ciò porta spesso a trascurare la prevenzione e le più elementari norme di sicurezza.Ci sono poi ricadute sociali per chi more ma anche per chi resta, mogli, figli o genitori, anche nel caso di chi rimane invalido e necessita di cure continue per tutta la vita. Il nostro compito, assieme a quello degli imprenditori, è quello di rilanciare la formazione del personale: più quest'ultimo è preparato e consapevole dei rischi, meno sono le cause di incidenti". "La soluzione non è a portata di mano, come se avessimo la bacchetta magica subito dopo che avviene un incidente grave che scuote l'opinione pubblica - dice Giovanni Spini del settore edili Cisl - ma almeno c'è adesso un Testo unico che pone delle norme che possono ridurre ridurre al minimo i rischi. Infatti richiama la responsabilità di tutti i soggetti e, in questo senso, anche in provincia dobbiamo rilanciare gli Organi bilaterali che hanno dimostrato di essere molto importanti proprio per la sicurezza. Durante la contrrattazione, ad esempio, la sicurezza deve ritornare al primo posto". Paride Dioli.

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MASSA CARRARA <QUESTI due signori ha gridato Mario r (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

AGENDA MASSA CARRARA pag. 22 ? MASSA CARRARA ? "QUESTI due signori ? ha gridato Mario r... ? MASSA CARRARA ? "QUESTI due signori ? ha gridato Mario rivolgendosi a Claudio Palandrani e Pietro Di Pierro ? sono come lucertole che non vogliono uscire dal buco. La verità è che i politici di Carrara si sono venduti ai massesi: loro sono stati furbi, e noi scemi!". Dopo 40 minuti di battibecchi garbati, è un telespettatore carrarese a mettere un po' di pepe sulla coda della? Pulce (la rubrica di Massimo Binelli su Teleriviera, replica domani, venerdì, alle 13). E Di Pierro, segretario della Circoscrizione 4 Avenza, autore di numerose pubblicazioni di carattere storico, ha preso la palla al balzo: "Mario ha ragione! E' un atteggiamento tipico della classe dirigente carrarese che ha sempre lasciato che Massa sviluppasse la burocrazia, salvo poi pentirsi". Più cauto Palandrani, insegnante all'Artistico di Carrara, anch'egli autore di svariate pubblicazioni: "Massa ha un ruolo amministrativo e Carrara un ruolo economico, ma non penso di trattare gli uni da furbi e gli altri da scemi. Nel tempo è emerso un complesso di inferiorità da parte dei carraresi, che francamente mi pare ingiustificato...". PRIMA di queste scaramucce, gli ospiti hanno raccontato le vicissitudini delle due città. "Maria Beatrice si firmava duchessa di Massa e Carrara, dunque riconosceva pari dignità alle due realtà, non è così?", è stata la miccia accesa dal conduttore. "La duchessa ? ha puntualizzato Palandrani ? ha abusato delle sue prerogative. Lei era erede di due stati separati, Massa e Carrara, e tale distinzione risale al 1475 quando Giacomo Malaspina acquistò da Antonietto Campofregoso le proprietà di Carrara, Avenza e Moneta per 3mila ducati. Poi Massa nel 1565 diventa principato e Carrara marchesato; ancora Massa nel 1668 diventa ducato e Carrara principato: sempre un gradino sotto e sempre due stati distinti". Flemmatico Di Pierro: "Ai carraresi non è mai interessato tutto ciò, loro pensavano al sodo!". Altro "scontro" sulla provincia. "Nel 1856 Massa e Carrara erano unite da una "e" le cui origini ? ha spiegato Palandrani ? non le ho trovate, forse si è trattato di un? refuso! Nel '27 scompare la "e" e compare il trattino, reiterato dopo la seconda guerra mondiale, per decreto". "Non è così ? si è acceso Di Pierro ?, qualcuno volle fare il birbone, come già nel 1862, quando Massa decise di chiamarsi Massa-Carrara, salvo che il re rimise le cose a posto. I massesi hanno sempre tentato di allargarsi: forse fu un errore sciogliere il comune di Apuania, ma era opera del fascismo...". Nella foto: Claudio Palandrani (a sinistra) e Pietro Di Pierro.

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TRASFORMARE il Lolli da teatro per i soli soci a teatro pubblico: è il sogno (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

IMOLA pag. 4 TRASFORMARE il Lolli da teatro per i soli soci a teatro pubblico: è il sogno... TRASFORMARE il Lolli da teatro per i soli soci a teatro pubblico: è il sogno accarezzato dall'assessore alla cultura Valter Galavotti e in parte anche dal presidente del Tilt Massimiliano Buldrini. A separare i sogni dalla realtà però, ci sono soprattutto la burocrazia e i soldi: per poter aprire le porte a tutti gli imolesi manca l'agibilità, così per ora in platea possono sedersi solo 99 persone. Il proprietario dello stabile poi, l'Ausl, al momento convoglia tutti i fondi disponibili sul nuovo reparto di pronto soccorso e di trasformare il Lolli in un vero e proprio teatro per ora non ne ha alcuna intenzione. L'ASSESSORE Galavotti sottolinea che con l'apertura dell'Ebe Stignani, Imola avrà già due teatri ma non gli dispiace pensare in futuro di accedere a fondi pubblici che permettano di finanziare i lavori di agibilità. A Buldrini l'idea non dispiace ma, chiarisce, "questo spazio è nato con funzioni di laboratorio: durante la settimana teniamo corsi per giovani e adulti ed è importante che questa attività possa essere portata avanti e che questo spazio sia finalizzato a tale uso". E' il motivo, prosegue il responsabile del Tilt, "per cui anche quando facciamo delle rappresentazioni, generalmente le fissiamo nel fine settimana quando non ci sono i laboratori". Per il responsabile del Tilt è già un passo avanti aver realizzato 'Invisibili', una piccola rassegna che permette di aprire la sala e far conoscere agli imolesi l'associazione, l'attività svolta e forme teatrale originali. NATO all'interno dell'ospedale vecchio, il Lolli aveva perso la sua funzione di teatro negli anni '80. Per lungo tempo l'Ausl lo utilizzò solo per farci conferenze e corsi. Poi lo ha ridipinto, ha sistemato le uscite di sicurezza e lo ha messo a disposizione del Tilt. Galavotti ricorda che dal 2005 il Tilt gestisce questo spazio grazie a una convenzione con l'Ausl che ha ceduto il teatro in comodato gratuito: "Mi opposi quando Ivan Trenti, l'allora direttore generale, pensò di portare in questo stabile gli uffici dell'azienda. Così è proseguita la storia di questo particolare teatro, nato in un contesto sanitario". Oggi il teatro Lolli è una grande stanza con un palco di dieci metri per otto e, oltre a ospitare le attività del Tilt, l'Ausl lo usa ancora a volte per organizzare conferenze o corsi di formazione. Laura Dall'Olio.

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Di PINO MIGLINO FIRENZE LA NOTIZIA girava da giorni a margin (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Empoli)" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACHE pag. 16 di PINO MIGLINO ? FIRENZE ? LA NOTIZIA girava da giorni a margin... di PINO MIGLINO ? FIRENZE ? LA NOTIZIA girava da giorni a margine del totoministri. Ieri sera la conferma ufficiale: Denis Verdini sarà il nuovo cooordinatore nazionale di Forza Italia al posto di Sandro Bondi chiamato probabilmente a un incarico di governo. Un toscano di Fivizzano che fa la staffetta con un altro toscano di Fivizzano alla guida del partito di Berlusconi che si avvia a confluire nel Pdl con An e altre formazioni minori. Sì perchè il caso vuole che i due uomini di punta del Cavaliere siano nati nello stesso paese in provincia di Massa. Lui Verdini, nel 1951, per poi trasferirsi a Firenze dove si è laureato in scienze politiche al Cesare Alfieri, dove è diventato banchiere col Credito cooperativo ed editore. E dove ha debuttato in politica con i repubblicani per poi entrare negli azzurri di cui è stato fino a ora il leader regionale. Sposato, tre figli, Verdini si divide tra attività e passioni multiformi. A quelle già elencate va aggiunta una cattedra di economia alla Luiss di Roma e la presidenza in passato di svariate società sportive. E ora l'incarico più alto... "Sì ? risponde Verdini al cellulare, mentre si appresta a una riunione fiume a Palazzo Grazioli con Berlusconi e il vertice di Forza Italia ? credo sia il riconoscimento del lavoro che ho svolto in Toscana ma anche a Roma accanto a Bondi e Cicchitto". La attende la fase delicata della transizione verso il Pdl... "Una fase delicata certo, ma anche esaltante: formare un partito nuovo, un soggetto che non potrà basarsi sul passato e che dovrà mettere insieme tanti altri partiti. Non c'è solo An. C'è la Mussolini, i repubblicani, la nuova Dc, i socialisti... Tante realtà, spesso con una grande tradizione, per cui andrà trovata una sintesi senza umiliarne passato e valori" Partito pesante o leggero? "Certamente abbiamo bisogno di radicarci ulteriormente nel territorio, anche se visto il risultato elettorale passi avanti ne abbiamo fatti. Non rifaremo le vecchie sezioni dei partiti della Prima Republica. Andranno inventati organismi nuovi. Quello che è certo è che la politica deve abbattere i suoi costi: le burocrazie di partito devono restare un ricordo del passato". Forza Italia è stata visto come un partito anomalo, una sorta di organizzazione di supporto al carisma del leader. "Un carisma che finora ha funzionato visto il 40 per cento che abbiamo preso alle elezioni. E' chiaro comunque che il Pdl sarà qualcosa di diverso. A cominciare dalla gestazione che si concluderà con la fase costituente". Vi convertirete alle primarie? "Ne discuteremo. Dobbiamo confrontari con tante realtà, come ho detto. E' ancora presto per una decisione" Le sparate di Bossi: è già una spina nel fianco? "Ma no. Quello è il suo modo di esprimersi, il linguaggio che lui sa essere rivolto soprattutto ai suoi. Il suo modo di pensare è un altro, è quello dimostrato dalla lealtà alle istituzioni in tutti questi anni, sia quando era all'opposizione sia quando era in maggioranza". La Toscana rossa non è più inespugnabile. "E' quello che sono tornati a dire gli scrutini nelle amministrative. Non c'è solo il trionfo a Viareggio. Anche dove non abbiamo vinto, a Pisa o Massa, si è visto ormai un elettorato in movimento, pronto ad abbandonare la sinistra quando questa malgoverna". A proposito, chi prenderà il suo posto alla guida di Forza Italia in Toscana? "La mia nomina nazionale è fresca di ore, Non ne abbiamo ancora parlato".

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Via napoli (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pisa VIA NAPOLI VIA NAPOLI Un senso unico revocato a caso PISA. Oggi ho finalmente capito che l'Italia è una democrazia compiuta, matura, dove chi decide è veramente la maggioranza dei cittadini. Tornando a casa dal mare, considerato che ero arrivato in città in concomitanza con l'uscita della partita, abitando a Porta a Lucca ed essendo quindi abituato a regolare i miei movimenti in funzione dei flussi intorno allo stadio, decido di imboccare la Fi-Pi-Li per arrivare a casa da Cisanello/Pratale. Arrivato in via Paparelli giro in via del Brennero con l'intenzione di imboccare via Napoli. Arrivato in via Napoli, strada a senso unico, mi trovo di fronte una fila di auto che, incolonnate, procedono in senso contrario, ho dovuto accostare ed aspettare un quarto d'ora che le macchine, ordinatamente incolonnate in controsenso, defluissero prima di poter procedere. La maggioranza aveva deciso che in occasione dell'uscita della partita il senso unico era "revocato". Siamo proprio un grande paese. A.S. SINDACO Hanno votato pochi pisani PISA. Sinceramente sorprendente la lettura del voto di ballottaggio, sia da parte dei due candidati sindaci: tutti sembrano dimenticare, o considerare secondario, il fatto che a votare siano andati il 56,3% degli elettori pisani, un minimo storico che, fatti i debiti conti, vuol dire che il sindaco Filippeschi è stato scelto da neanche il 25% dei cittadini di Pisa, e la candidata Paoletti da circa il 20%, e che i trionfalismi, dall'una e dall'altra parte, avallati da stampa e tv, sembrano per lo meno inopportuni. Alla città di Pisa resta la magra consolazione di non essere caduta dalla padella nella brace, ma di essere rimasta lì, dentro una padella che almeno sembra promettere che non ascolterà le sirene di pizzaioli e ristoratori e pubbisti per la riapertura notturna della Ztl alle auto: ci è dispiaciuto molto che la signora Paoletti, gentilmente attenta alle istanze dei Comitati, non avesse capito che su quel punto si caratterizzava in senso negativo la sua idea di città, riaprendo vasti spazi ai furbi e agli arroganti che per anni hanno devastato il centro storico con le clacsonate, le soste sui marciapiedi, le sgassate fino alle tre di mattina, i danni ai monumenti e alla vita della gente. E basta girare i lungarni di notte per capire cosa succederebbe se quel caos nocivo e pericoloso si potesse di nuovo riversare nelle vie, nei vicoli, nelle piazze, del centro storico di Pisa. Speriamo che Filippeschi rispetti il suo impegno su questo punto (tenendo conto che i numeri veri sono quelli elencati sopra e che quindi la fandonia di una città divisa a metà è appunto una fandonia...), e anzi lo rafforzi garantendo un sistema efficiente di trasporto pubblico notturno e chiudendo così anche i lungarni al traffico privato a motore, insostenibile e insopportabile per la città come dimostrano queste prime notti "primaverili". Lista Civica Pisana "Città dei Diritti con Beppe Grillo" SICUREZZA Siamo arrivati al capolinea PISA. Da libero cittadino faccio appello alle autorità territoriali, regionali e governative. Da troppo tempo assistiamo alla violenza sulle donne: stupri, scippi, omicidi. La maggior parte di questi fatti è causata da immigrati di diversa provenienza. Provo rispetto, dolore, rabbia per le continue morti sul lavoro di giovani operai di cui ogni giorno ne aumenta il numero per mancanza di norme di sicurezza, tranne in alcuni casi, per disgrazia. Servono verifiche e controlli da parte delle autorità competenti, con la speranza siano risolti i problemi che da tempo si pongono. Immigrati che guidano ubriachi, senza patente, sotto l'effetto della droga, falciando e uccidendo persone inermi. Servono interventi decisi delle forze dell'ordine, nuove leggi, senza sconti di pena perché i cittadini possano vivere una vita più tranquilla. Come si dice, siamo arrivati al capolinea. La tolleranza e la pazienza hanno un limite. è giunta l'ora che ognuno faccia la sua parte. I diritti di ognuno di noi fanno parte di una vera democrazia. Franco Benedetti SEPI Perché abolire i pagamenti? PISA. La Sepi società controllata dal Comune di Pisa, incaricata delle entrate dell'ente ha cessato la riscossione dei pagamenti, dovuti dai cittadini/utenti, in forma diretta tramite cassa. Quindi, attualmente, chi deve ritirare, ad esempio, una pratica edilizia prima si deve recare alla posta o in banca, effettuare il pagamento e successivamente ritirare la pratica, previa dimostrazione dell'avvenuto pagamento. Mentre nel passato le due fasi di pagamento e ritiro erano contestuali e quindi più favorevoli all'utenza perché vi era un risparmio di tempo e si evitava il disagio di recarsi in due posti, attualmente con la chiusura della cassa si "creano" perdite di tempo all'utenza. Anche gli anziani sono danneggiati dal cambio di procedura di riscossione perché abituati da alcuni anni a effettuare il pagamento dell'Ici, Tarsu, ecc. direttamente, con risparmio di tempo e di denaro, evitando il pagamento delle commissioni postali o bancarie. La società predetta non era nata per razionalizzare anche il servizio di riscossione... Roberto Ruberti PARCHEGGI Senza cartello arrivano le strisce PISA. Venerdì 18 aprile hanno fatto le strisce per i parcheggi in via dei Gattici a Tirrenia. Hanno fatto la riga unita anche davanti al mio cancello (non sono il solo). Sono intervenuti i vigili urbani ed ho fatto vedere loro la ricevuta dell'avvenuto pagamento delle tasse del passo carrabile. Mi è stato detto che non avevo ritirato il cartello del divieto di sosta alla Sepi e quindi era loro diritto "chiudere l'accesso" alla mia casa. Lunedì 21 aprile ho telefonato alla Sepi. Mi è stato detto che devo andare a Pisa presso i loro uffici per richiedere il cartello (se ho pagato le tasse è chiaro che lo voglio). In un secondo tempo mi verrà consegnato (devo andare due volte a Pisa). Faccio notare che da oltre quaranta anni ho pagato le tasse sul passo carrabile (vorrei vedere in quanti l'hanno fatto). Fare considerazioni? Sarebbe troppo lungo. Burocrazia, diritti del cittadino... Sergio Matteucci PRATALE Siamo in attesa di risposte concrete PISA. Vorrei replicare alla risposta di Francesco Pierotti circa l'assenza del candidato, all'epoca, (e attuale sindaco) Marco Filippeschi, lamentata dal sottoscritto, in occasione della recente iniziativa del Circolo Pd Pratale - Don Bosco - S. Francesco. Durante l'incontro, quando i cittadini hanno manifestato la propria delusione per l'assenza del candidato Marco Filippeschi, è stato risposto loro che era in procinto di arrivare, ma poi così non è stato. Apprezziamo che in tale circostanza siano state annotate tutte le osservazioni e le preoccupazioni dei residenti. L'auspicio è che non restino chiuse in un cassetto, come pare sia avvenuto finora (visto che all'ultima petizione del dicembre 2007 il Comune, finora, non ci ha risposto), ma siano tempestivamente tradotte in fatti concreti, così come, su alcuni temi, è stato richiesto anche da Arpat e Usl 5. è il caso di puntualizzare che la sfida "di ridare fiducia ad un dialogo costruttivo, di dare risposte e di fare proposte" non dovrà limitarsi a "questi giorni", bensì proseguire per tutti i 5 anni in cui i nostri interlocutori si troveranno ad operare (nella posizione di governo o di opposizione). Michele Pastorino comitato via di Pratale.

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Mehala la felicità dell'adozione (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Febbraio 2006 è stato il mese in cui l'India ci ha dato in dono nostra figlia. Ma è stato anche il mese in cui l'India si è trovata alle prese con l'emergenza aviaria". Per questo Paolo Moretti, giornalista de La Provincia, ha intitolato La cicogna che sconfisse l'aviaria (Infinito Edizioni, pp. 94, euro 12) il libro in cui racconta le lunghe vicissitudini dell'adozione che l'ha finalmente reso papà di Mehala, bambina originaria del sud dell'India. Il libro è stato presentato alla Fiera del Libro, dall'autore e dalla collega Katia Trinca Colonel, del Corriere di Como . L'adozione internazionale, ha spiegato Moretti, "è un lungo viaggio, a tratti faticoso, difficile, doloroso. Alla fine, però, abbiamo scoperto che tutto aveva un senso. Quando siamo arrivati in India tutto quel dolore e quella fatica hanno assunto un significato differente, un'attesa finalizzata a qualcosa". Sull'argomento sono stati scritti tanti libri, "ma per la maggior parte ? ha proseguito Moretti ? si tratta di manuali. Raccontare una storia vissuta è un modo di far conoscere l'adozione in modo più diretto, partecipato, sensibile". Paolo e sua moglie Cristina i conti con il tempo, "ultimo" e "più difficile" tra gli ostacoli di questo tortuoso sentiero, li hanno aperti il 16 agosto 2004, quando i loro occhi hanno incontrato quelli di Mehala, "che ci sorridevano da due foto a colori. Quel giorno rimarrà per sempre marchiato a fuoco nei nostri cuori". Inizio di una "faticosa attesa", in vista di una nuova ""felicità": Mehala, in lingua tamil, e, ora, anche nella nostra. Felicità di quella destinata a darti calore: per sempre". L'ente autorizzato aveva individuato una "scheda" dall'India che poteva adattarsi alla coppia: "C'è un abbinamento. La psicologa ? ha raccontato Moretti ? ci ha fatto vedere le foto. Un momento di emozione fortissima. I sogni cominciano a diventare realtà: il bambino sognato aveva finalmente un nome e un volto. Unico desiderio annullare le migliaia di chilometri che che ci separavano da nostra figlia". La cosa più difficile "i tempi della burocrazia: non hanno nulla a che vedere con quelli delle emozioni". Un anno e mezzo per poter vedere Mehala in carne ed ossa, per poterla raggiungere fisicamente. Non per caso il primo capitolo del libro è dedicato al tempo. "Per tutto l'iter adottivo un compagno che non ti lascia mai. Corre troppo lento quando hai raggiunto il tuo sogno e vorresti andarlo ad abbracciare". Il libro si chiude con il ritorno in Italia, dove la bambina ha avuto una "trasformazione incredibile: ha imparato l'italiano, fatto amicizie, si è ambientata come se fosse sempre stata qui". Dall'adozione di Mehala è nata un'associazione che porta il suo nome e si occupa di adozioni internazionali. "Adozione è l'incontro di due bisogni diversi ? ha concluso Moretti ?. Il mio sogno è realizzare progetti che garantiscano ad ogni bambino di avere una famiglia nel proprio paese di origine". Vincenzo Guercio.

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L'stl da oggetto misterioso a impresa che fa utili (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

La metamorfosi. Il direttore presenta ai soci il primo bilancio in attivo di 37mila euro L'Stl da oggetto misterioso a impresa che fa utili Ma non c'è ancora l'accordo tra Comune e Provincia su cda e nomina del presidente Gianni Giovannelli: "Un'azienda preziosa, se diventa un serbatoio di poltrone politiche noi andremo da soli" OLBIA. Frankenstein scopre di essere più bello di Narciso. Per oltre un anno il Sistema turistico locale è stato messo in un angolo, come un ufo, una società indesiderata, un incidente di cui non parlare. Ma oggi si scopre ambita e desiderata. Non avrà ancora un cervello pensante, ma le gambe dell'Stl funzionano benissimo. La società esce dal suo stato embrionale. Si scrolla di dosso la fama di carrozzone ectoplasmatico, di mostro giuridico calato dall'alto e tenuto insieme dai lacci della burocrazia. Ora l'azienda è corteggiatissima, produce idee, utili e ha una gerarchia corta. Un direttore e un ristretto gruppo di dipendenti. La politica è rimasta a litigare per scegliere i criteri di nomina del cda e del presidente. Discordia delle poltrone. Mentre i 30 soci, Provincia, Comuni, e cinque privati, non riescono a trovare un accordo, il sistema ha iniziato a lavorare. Ha presentato il bilancio del 2007 e ha chiuso con un utile di 37 mila euro. La cifra non fa venire le vertigini, ma dimostra che l'elettroencefalogramma non è piatto. L'Stl sembrava essere finito nel cimitero degli enti di carta. Bloccato dalle norme della finanziaria 2007. Un comma rasoiava le poltrone da 30, una per ogni membro a 5. Difficile trovare l'accordo su chi dovesse occupare gli scranni. Situazione che è diventata nel tempo ancora più complicata. La Provincia rivendicava il diritto di scelta del presidente. I Comuni ritenevano un retaggio medioevale la richiesta dell'ente di via Nanni, che con un pragmatismo da capitalista mostrava di essere il socio di maggioranza. Un disaccordo inconciliabile su tutta la linea. Tra le parti un muro invalicabile. Cemento di indifferenza. L'Stl, almeno nella sua parte burocratica, è finito in freezer. Ma se i piani alti sono rimasti virtuali gli scantinati hanno lavorato. Non in modo clandestino, ma senza nessuna pubblicità. Il risultato è stato presentato ai soci in una riunione dal direttore dell'Stl, Tommaso Giagoni. Ma sul futuro dell'ente sembra esserci una totale divergenza. Il cocchio è trainato da due cavalli indisciplinati. Ognuno tira nella sua direzione. Per la Provincia è indispensabile affrontare il nodo della sede. Ora l'Stl è ospitato nel museo archeologico. Sulla carta dovrebbe essere ad Arzachena. Solo sulla carta. "C'è poi un altro aspetto fondamentale - spiega la presidente della Provincia, Pietrina Murrighile -. L'Stl deve occuparsi di ciò per cui è nato. Deve occuparsi della promozione turistica. Un punto fermo è la gestione dell'attività crocieristica da parte del sistema turistico locale. Da più parti è arrivata la proposta di creare una società privata che gestisca il traffico dei crocieristi. Non credo sia necessario creare doppioni". Il sindaco Gianni Giovannelli porta avanti un discorso differente. è pronto ad affidare in gestione il museo all'Stl, a patto che l'ente si faccia carico delle spese. "Credo possa essere una soluzione da sostenere - dice Giovannelli -. La proposta è sul mio tavolo. Nella riunione in cui abbiamo approvato il bilancio si doveva modificare lo statuto. Ma la presidente della Provincia non era presente. Per rispetto istituzionale abbiamo preferito rimandare. Resta la necessità di portare il cda da 30 a 5 membri e nominare il presidente. Spero si possa arrivare a una scelta comune che si basi sulle qualità del canidato e non su aspetti politici. Se l'Stl dovesse diventare un serbatoio di poltrone non ci interesserebbe più. Olbia ha i mezzi e le capacità per andare per conto proprio. Ma credo nel ruolo del sistema turistico locale".

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Meno burocrazia per installare le insegne dei negozi (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pistoia Meno burocrazia per installare le insegne dei negozi La giunta ha approvato le nuove norme: basterà la dichiarazione di inizio attività PISTOIA. Sarà più semplice d'ora in poi per i commercianti e gli esercenti installare le proprie insegne d'esercizio. La giunta infatti, dopo aver introdotto la procedura semplificata per l'apertura di attività commerciali e di servizio lo scorso febbraio, ha approvato una delibera che, in attesa che venga redatto un nuovo regolamento di disciplina complessiva della pubblicità sul territorio comunale, detta le norme, semplificandole, alle quali ci si dovrà attenere per apporre l'insegna al proprio negozio. In sostanza l'installazione delle insegne rientra nel complesso delle attività che fanno capo allo Sportello unico per le attività produttive (Suap) e sarà sufficiente di qui in avanti che l'esercente faccia una dichiarazione di inizio attività, per potere subito collocare l'insegna identificativa del proprio negozio, bar, ristorante e quant'altro. "Abbiamo a disposizione strumenti legislativi importanti - afferma l'assessore alle attività produttive Barbara Lucchesi - per rendere molto più efficace l'attività di supporto alle imprese e, in ultima analisi, per semplificare le procedure a carico di chi avvia un'attività. L'amministrazione comunale sta procedendo in questa direzione, convinta com'è che una burocrazia più efficiente rappresenta un elemento importante di attrattiva del territorio nei confronti delle attività produttive, commerciali e di servizio". La delibera elenca nel dettaglio le caratteristiche alle quali devono rispondere le insegne, che possono essere luminose sia per luce propria, che per luce indiretta, devono essere collocate parallelamente al senso di marcia dei veicoli ed in stretta aderenza al fabbricato alla quale si riferisce; non dovrà essere visualizzabile in senso trasversale rispetto al fabbricato e non dovrà sporgere oltre 20 centimetri dal muro dove è collocato l'ingresso e la vetrina dell'esercizio. Le stesse regole si applicano anche alle tende solari e ai manufatti in tessuto e comunque in materiali flessibili, che vengono collocati in corrispondenza dell'accesso di attività produttive (esercizi commerciali e artigianali, mostre, attività di servizi e simili), oppure negli archi di portico prospicienti all'attività alla quale si riferiscono: in tutti questi casi il manufatto non può estendersi oltre i due metri rispetto al fabbricato al quale aderiscono. Rientrano infine nel concetto di insegne di esercizio anche le targhe professionali, di esercizio e sanitarie con superficie non superiore a 400 centimetri quadrati. Tutti i manufatti che non hanno le caratteristiche richiamate dalla delibera di giunta sono da considerarsi installazioni pubblicitarie, e dunque sottostanno alla specifica disciplina. Nel caso di procedure che riguardano insegne in zone con vincolo paesaggistico, con vincolo diretto e storico, ovviamente dovranno essere acquisite preliminarmente le autorizzazioni dagli organi preposti a rilasciarle. Non hanno invece bisogno di nessun tipo di autorizzazione le vetrofanie, vale a dire l'applicazione di insegne e pubblicità adesive sulle vetrine degli esercizi commerciali.

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Milkout festival allo sperone notti di passione su tre palchi - mattia brighenti (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XIII - Genova MilkOut Festival allo Sperone notti di passione su tre palchi Domani e sabato musica live con artisti e gruppi di qualità in un suggestivo scenario MATTIA BRIGHENTI "I festival all'aria aperta funzionano perché vanno a stuzzicare la curiosità della gente". Filippo Quaglia, fra gli organizzatori del MilkOut 2008 in programma domani e sabato a Forte Sperone, spiega così il successo delle manifestazione all'insegna della musica live. "L'anno scorso abbiamo messo in piedi una rassegna analoga presso il parco della Lanterna. Due serate di indie rock pop alle quali hanno assistito più di tremila persone. Un segnale bello e incoraggiante in un periodo poco fortunato per il mondo della musica. A Genova il successo di queste maratone è legato alla suggestività delle location nelle quali vengono organizzate. è bello scoprire posti nuovi e generalmente poco frequentati della propria città". Forte Sperone si inserisce di prepotenza in questi contesti: "Organizzare un festival in un posto del genere porta a scontrarsi con la burocrazia". Ma ne vale la pena perché Quaglia e compagni sanno come invogliare la gente. "La formula vincente?", prosegue l'organizzatore, "con anni di esperienza abbiamo capito quello che vuole il pubblico. Il festival con un solo megapalco ha sempre meno appeal. Perciò MilkOut è differente. Ci saranno tre stage diversi che consentiranno di accontentare i gusti di tutti. è fondamentale garantire più situazioni in contemporanea". Rispetto all'edizione della passata stagione c'è una grande differenza: "Cambia il sound. Ci saranno artisti legati alla scena elettronica. Un palco sarà dedicato al reggae con dj set e musicisti che si esibiranno dal vivo. Sono sonorità adatte al clima di festa e rappresentano la logica prosecuzione del MilkOut 2007". Tantissime le performance: "Ospiteremo molto artisti genovesi. Tutti hanno alle spalle un'onorata carriera. I Port-Royal sono sicuramente il gruppo "indigeno" più famoso. Ormai il loro è un successo internazionale. Inoltre avere sul palco un personaggio come Kalabrese è motivo di grande orgoglio. Quest'anno sarà tra i protagonisti del Sonar di Barcellona, una delle più importanti rassegne d'elettronica al mondo: un grande artista". Passiamo in rassegna l'elenco completo delle performance. Cominciamo da domani e dal Tube Stage. Oltre alla minimal di Kalabrese, l'elettronica di Mass-Prod, giovane artista locale che vanta nel curriculum diverse apparizioni nei più prestigiosi club del Belpaese. Impegnato sul Garden Stage Cato. Il bassista dei BlueBeaters infiamma i propri dj set al ritmo di soul, ska e reggae. Dalla stessa formazione arriva Mr. T-Bone. Fondatore della Jamaican Liberation Orchestra, prima ska band italiana, dovrebbe a breve uscire con un nuovo album dopo il grande successo di "Mr. T-Bone Sees America". Al MilkOut suonerà il trombone sui dischi di Mr. Porkpie, dj dallo stile patchanka. Sullo stesso palco Mostricci of Sound: dj Ale (la metà della formazione) proporrà un mix di hip hop, reggae, new wave e drum'n'bass. La Black Room sarà affidata all'Aesthetic Night ovvero a Jei, Mae e Keller e al loro dj set capace si svariare dal punk alla brit, dalla new wave al rock. Sabato invece sul Tube Stage avremo il post rock immaginifico dei Port-Royal cui farà seguito l'indie rock elettronico di Spectrum che nell'occasione presenterà il nuovo disco "On the Wings of Mercury". House e acid Jazz con Bruno Bolla e Ugo Sabatino. Nome di punta del Garden Stage Ezra dei Casino Royale e la sua musica nera (hip hop, trip hop e break beat). Prima di lui l'indietronica di Q, l'elettronica del duo Beattwins e la break beat nu school di dj De la Cuerva. MartelloMegaMix per la Black Room: disco, hip hop e trash.

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Sì alla trasparenza No alla curiosità e al pettegolezzo (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 01/05/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO I PARERI BRESCIANI "Sì alla trasparenza No alla curiosità e al pettegolezzo" Paolo Panteghini dell'Università di Brescia BRESCIA - Il codice italiano sulla privacy elenca una serie di obblighi legati al trattamento dei dati (cosiddetti) "sensibili", ma non fa esplicito riferimento ad una eventuale pubblicazione dei redditi dichiarati nell'Unico o nel 730 di ogni contribuente. Questo è, probabilmente, il motivo per cui il Garante ha disposto solo nel tardo pomeriggio di ieri il blocco delle consultazioni sul sito dell'Agenzia delle Entrate. Questo è, di sicuro, il motivo per cui ogniqualvolta si presenta una perplessità legata all'utilizzo di questi dati individuali, in prima battuta vengono formulate una serie di interpretazioni della Legge e solo più tardi, il Legislatore integra la norma di riferimento con un capitolo ad hoc. Una storia che si ripete ormai dal '96, quando per la prima volta è stato approvato il testo della Legge 675 a "Tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali". In un certo qual modo potremmo così riconoscere di essere in quel periodo "di transizione" indispensabile prima di arrivare ad un'ennesima definizione delle regolamentazioni in materia e, di conseguenza, non possono mancare i pareri degli addetti ai lavori. "L'azione del viceministro Visco mi ha lasciato un po' perplesso - ha ammesso Paolo Panteghini, massimo esperto di Economia della tassazione e Finanza degli Enti locali nell'Università di Brescia -. Ora ci troviamo in un contesto in cui la burocrazia richiede ai cittadini un sacco di adempimenti a costi piuttosto elevati e la pubblicazione dei loro redditi pare proprio una provocazione nei loro confronti. Mi sembra più una boutade del Governo uscente che non una vera azione di trasparenza. Ad ogni modo - continua Panteghini - ben venga una decisa lotta all'evasione fiscale, soprattutto attraverso l'incrocio delle informazioni contenute nelle diverse banche dati e con un inasprimento delle indagini, però legata ad una semplificazione burocratica". Rispettare, dunque, un minimo di sfera privata, anche se da tempo le parti politiche evidenziano l'esigenza di una maggiore perequazione fiscale. "Ma non con questo modo di procedere - ribatte l'economista -. Una imposizione fiscale proporzionale e adeguata si fa a livello nazionale e non sapendo quanto dichiara il proprio vicino di casa. Ogni giorno, al telefono, è una continua lotta con chi fa le indagini sui consumi, immaginate se gli imponibili fiscali diventassero una fonte per le ricerche di marketing. La cosa diventerebbe davvero troppo invasiva". Dello stesso parere anche Antonio Passantino, presidente dell'Ordine dei commercialisti di Brescia, che a titolo personale ritiene "corretta la pubblicazione dei redditi di soggetti che ricoprono un ruolo pubblico, ma non la loro divulgazione indiscriminata che risponde soltanto a una morbosa curiosità". Erminio Bissolotti.

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Export, ponte robusto tra Piacenza e Nord Africa (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nel 2007 esportazioni per 118milioni di euro. Impegno su fronte petrolifero e raccorderia Sempre più stretti i legami commerciali tra Emilia Romagna e il Nord Africa, inclusi nuovi insediamenti industriali. Piacenza nel 2007 risulta essere la quinta provincia in regione per valori di export (118,7 milioni di euro contro un import di 12,5 milioni) dopo Bologna, Modena, Reggio Emilia e Parma, quest'ultima a quota 126,5 milioni di export. Nel complesso gli scambi commerciali regionali sono cresciuti del 65 per cento in 7 anni e vedono il Marocco in crescita del 110 per cento e l'Egitto del 93 per cento. E' la fotografia fornita dal "Sole 24 Ore" di ieri, che mostra una certa effervescenza negli scambi africani. Peraltro, l'assessore regionale Duccio Campagnoli afferma che l'Africa è di fatto l'interlocutore del futuro. Per Piacenza sono l'Egitto, la Tunisia, il Marocco, l'Algeria e la Libia i partner ideali. Più i primi tre Paesi, perché la Libia ha ancora una forte impronta statalista e l'Algeria è politicamente poco stabile. Il Consorzio Esportatori Piacentini poco meno di dieci giorni fa ha svolto una missione in Egitto e sempre quest'anno ha partecipato alla fiera campionaria di Tripoli. Forte l'export, ma non inesistente l'import che riguarda anche prodotti alimentari. Un esempio, dalla Tunisia si importano pomodori essiccati. Gli scambi relativi all'export sono spesso collegati all'industria petrolifera, all'impiantistica industriale, alla raccorderia, ma anche alle grandi cucine, alla refrigerazione. Va detto però che, nel caso piacentino, i dati di fonte camerale mostrano una variazione di segno negativo sull'export tra il 2006 e il 2007 (-14,8 per cento) e invece un incremento del 56 per cento dell'import. In generale, a dare man forte agli scambi commerciali è anche una burocrazia più snella in Nord Africa rispetto ad altri Paesi. Il codice del commercio e quello civile sono molto evoluti e si rifanno in parte alla legislazione francese, le leggi islamiche non riguardano il commercio e quindi non sono di ostacolo a chi vuole intraprendere in questo paese. 01/05/2008.

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<La burocrazia rischia di uccidere le rassegne dei cavalli bardigiani> (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

"La burocrazia rischia di uccidere le rassegne dei cavalli bardigiani" Domenica scorsa è stata la volta di Bettola; domenica prossima sarà il turno proprio di Morfasso. A proporre queste rassegne della durata di un giorno, dove gli appassionati mettono in mostra i loro esemplari di cavalli bardigiani, anche i Comuni di Farini e Ferriere. Rigolli ha inoltrato una lettera critica nei confronti delle normative sul benessere animale, a tutte le amministrazioni comunali citate oltre che alla Comunità Montana delle Valli Nure e Arda, trovando la condivisione del presidente Gianluigi Molinari. "Le amministrazioni comunali interessate, compresa la mia - spiega Rigolli - si sono prodigate in questi anni per far costruire zone come centri equestri, dove poter esporre questi esemplari all'ammirazione del pubblico, per queste sane sfide tra gli allevatori proprietari". Una quarantina quelli che si attendono domenica a Morfasso, per un totale di un centinaio di capi. "Francamente alcune norme - spiega Rigolli - non hanno molto senso, per chi conosce queste rassegne: è prescritta ad esempio la comunicazione di quali capi saranno presenti. Capisco la norma, ma se un allevatore di montagna, magari anziano, mi si presenta il giorno stesso, cosa faccio, lo mando via?". Lascia perplesso Rigolli anche la norma che prescrive l'obbligo di collocare i cavalli in zone ombreggiate. "Sono figlio di agricoltori, e portavo le bestie al pascolo. Non hanno mai cercato l'ombra, semmai cercavano il tepore del sole". Rigolli cita anche alcune "bizzarrie": "Una norma chiede che non ci siano nelle recinzioni degli "spigoli taglienti". Se presa alla lettera questa norma diventa ridicola". "Le norme igienico sanitarie - prosegue il primo cittadino - sono completamente condivisibili, ma troppi vincoli rischiano di rovesciare gli intenti di protezione degli animali: Se si mettono tante regole, si scoraggiano gli allevatori, e quindi il cavallo bardigiano si estinguerà". "Non dimentichiamo - aggiunge il presidente di Comunità Montana Molinari - che questi allevatori sono dei veri appassionati: sono loro i primi tutori dei cavalli che portano in rassegna. Non c'è bisogno di mille regole per prescrivere la cura di questi animali. Molte feste della nostra montagna sono su base volontaristica. Porre decine di prescrizioni, rischia di far venire meno la buona volontà della gente che organizza questi eventi". Donata Meneghelli 01/05/2008.

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MORFASSO - (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

"La burocrazia trasformerà i nostri magnifici esemplari di cavalli bardigiani in bistecche, alla faccia di tutte le belle leggi sul benessere animale": è un grido d'allarme ironico e provocatorio quello che il sindaco di Morfasso Marco Rigolli lancia dal nostro quotidiano, prendendo posizione rispetto alle cosiddette "norme del benessere animale", secondo lui troppo vincolanti MORFASSO - "La burocrazia trasformerà i nostri magnifici esemplari di cavalli bardigiani in bistecche, alla faccia di tutte le belle leggi sul benessere animale": è un grido d'allarme ironico e provocatorio quello che il sindaco di Morfasso Marco Rigolli lancia dal nostro quotidiano, prendendo posizione rispetto alle cosiddette "norme del benessere animale", secondo lui troppo vincolanti. Le norme sono state diffuse di recente dal servizio sanitario regionale a tutti i comuni che nel territorio provinciale propongono le rassegne del cavallo bardigiano. 01/05/2008.

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Dopo il voto (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Attualità DOPO IL VOTO DOPO IL VOTO E io dico a Walter che da soli si perde Il vento di destra ha battuto tutto il Paese. E si è sentito - robustamente - anche in Toscana. Si impone una riflessione critica e autocritica nel centro sinistra: approfondita, non di breve momento. Da queste elezioni, politiche e amministrative, viene un chiaro insegnamento che vale sia a livello nazionale sia a quello locale: da soli non si vince. Da soli non si può fare. Condizione necessaria per vincere è l'unità delle forze di centro sinistra. In relazione ai prossimi - molto ravvicinati - appuntamenti elettorali, è urgente dirimere insieme le questioni ancora aperte - in Regione e negli enti locali - e delineare con chiarezza le prospettive politiche delle alleanze. Alleanze che si devono qualificare sempre di più sulle priorità programmatiche e sulla necessità di considerare la partecipazione come la forma usuale del governare. E che devono essere capaci di esprimere una unità forte, basata su uno spirito di coalizione coeso e leale. è necessario un nuovo centro-sinistra, basato fondamentalmente su due forze - Pd e Sinistra unita - ma aperto e inclusivo. Su questo dovremo lavorare molto e con determinazione, a livello locale, regionale, nazionale. Marco Montemagni Firenze DOPO IL VOTO La Bindi? è più di sinistra di tanti Si dice che nel nuovo Parlamento manchi la sinistra, ma è una balla. Io, che stavolta ho votato per Di Pietro, non ho difficoltà a riconoscerne molti provenienti dal mio vecchio partito, il Pds-Ds, ma anche dalla Margherita: Rosi Bindi non è meno di sinsitra di tanti arcobaleni. Ci sono quelli che hanno mantenuto la testa sulle spalle, mancano i nostalgici degli anni Settanta e quelli, pere dirla con Ingrao, che volevan o la luna. E forse non sarà un male. Giovan Sergio Benedetti Lucca DOPO IL VOTO Questo è un paese proprio fascista... Il voto del 13 e 14 aprile ha detto, ancora più chiaramente, una cosa: il nostro è un popolo inguaribilmente fascista (si salva la Toscana e poco altro...). La maggioranza degli italiani è ed è sempre stata nostalgica, anche durante i lunghi anni di governo democristiano, quando girava in maschera, perché non era politicamente corretto dichiarare la propria nostalgia. Poi, nel 1994, ha cominciato a gettare la maschera, quando un venditore ambulante di televisioni ha sdoganato l'iperfascista Fini, successivamente "pentito". In Germania, a parte piccole minoranze neo-naziste, la maggioranza della popolazione ha riconosciuto gli errori del passato, e procede in maniera coerente verso un futuro democratico. Da noi, invece, si continua a pensare che quando c'era Lui i treni arrivavano in orario; ed a sperare che Lui si sia reincarnato nello "psiconano", come lo chiama Beppe Grillo, venditore di televisioni. Questi italiani continuano a sperare che, con il prossimo governo dello psiconano, i treni torneranno ad arrivare in orario, anche se i suoi due governi, dal '94 a oggi, sembrerebbero scoraggiare questa speranza. La facilità con cui gli operai del Nord sono passati al Prc al voto per la Lega è illuminante per capire la vera essenza della maggioranza degli Italiani... Arnaldo Bordoni Oddio, signor Bordoni, l'Italia un paese di fascisti: non le sembra di esagerare un po'? PRIMO MAGGIO Festa del lavoro, ma ditemi quale Primo Maggio, festa di chi? Cosa rimane da festeggiare? Il lavoro? Quale? Quello sommerso che si pattuisce al tavolo di un bar? Quello che ti inventi da solo, pur di andare avanti, e vieni risucchiato da tasse e burocrazia? Quello per cui hai costituzionalmente diritto e nessuno ti dà, oppure quello che per tre spiccioli ti toglie la vita? Cari signori, è arrivata l'ora di capire cosa rappresentate oggi, tutti a strillare sui palchi, e cosa rappresentate e chi quando vi fate vivi solo per ciò che fa comodo alla vostra visibilità. A 52 anni, mi sento profondamente amareggiata e delusa... e con proprio niente da festeggiare se non un passo indietro di 50 anni. Grazie per aver distrutto qualsiasi ideale (a tutti). Anna Maria Falsinotti Seravezza (Lu).

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Resa nota ieri sentenza a favore del Briga tenuta nel cassetto (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

CALCIO DILETTANTI Resa nota ieri sentenza a favore del Briga tenuta nel cassetto Pubblicato ieri in tarda serata dopo oltre un mese di anticamera: è il pronunciamento della Commissione disciplinare nazionale di Roma che attendeva di essere pubblicato sul comunicato del Comitato regionale del Piemonte della FICG. Sembrava una questione di ordinaria burocrazia se non fosse che almeno due squadre del girone A del campionato di Prima categoria a 90 minuti dal fischio finale della regular season mantenevano il fiato in sospeso. Il pronunciamento della Cdn infatti influisce sul risultato finale della partita Briga-Sanmauriziese della 3ª giornata di ritorno. Sul campo finì con la vittoria per 4-0 degli ospiti. I padroni di casa fecero ricorso per l'illegittimo utilizzo nelle fila della SanMauriziese del giocatore Flavio Mazzotta in quanto minore di 16 anni. La commissione disciplinare torinese respinse le motivazioni del Briga. Non convinti della corretta interpretazione dell'articolo 34 delle norme federali data a Torino, i dirigenti presentarono ulteriore ricorso all'ultimo grado di giudizio introdotto dal nuovo statuto della Figc. La Cdn si è pronunciata il 19 marzo scorso con il comunicato 40. Al punto 186, il Briga ha trovato pane per i propri denti: "Dall'esame degli atti risulta che il calciatore non aveva compiuto i sedici anni pertanto, la sua posizione era irregolare. Viene dunque accolto l'appello proposto dal Briga e infligge alla SanMauriziese la punizione sportiva della perdita della gara con il punteggio di 0 a 3". Ora che anche il Comitato torinese ha recepito il pronunciamento, il Briga dovrebbe non affrontare i Play out salvezza avendo 32 punti. La SanMauriziese "retrocede" a quota 56, in quarta posizione. \.

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Caccia grossa sul mare di Beirut (sezione: Burocrazia)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

MONDO MEDIO ORIENTE / LA MISSIONE PIù DIFFICILE Caccia grossa sul mare di Beirut dI GIANLUCA DI FEO Siamo saliti sulle navi che pattugliano al largo del Libano. Così la più potente flotta mai varata, sotto egida Onu e a guida italiana, sta portando la pace nelle acque più tormentate del mondo da Beirut Nella foschia di una primavera incerta le ombre si trasformano in sagome lentamente. Provengono dai quattro punti cardinali e poco alla volta assumono il profilo inconfondibile delle navi da guerra, sfilando a poche miglia da Beirut. Una dietro l'altra, si mettono in formazione: 12 unità da combattimento con cannoni, missili, batterie contraeree e torri radar. Una flotta potente, mai vista prima d'ora nella storia. Perché questa è la prima flotta delle Nazioni Unite, creata per riportare la pace nelle acque più tormentate del pianeta: quelle davanti al Libano, dove negli ultimi quarant'anni si sono dati battaglia caccia israeliani e motoscafi palestinesi, trafficanti d'armi e corazzate americane, pescherecci spia sovietici e torpediniere arabe. Poi il miracolo: da 18 mesi quell'angolo di Mediterraneo è diventato il più sicuro del mondo. Notte e giorno, navi ed elicotteri della squadra delle Nazioni Unite setacciano questo quadrante lungo circa 200 chilometri e largo 70, controllando ogni movimento nella massima imparzialità: 'Impartial behaviour' è anche il nome della missione. Che prevede di bloccare qualunque traffico e ripristinare anche in mare la sovranità del governo libanese, tenendo alla larga israeliani, siriani e ogni potenza non gradita alle autorità di Beirut: se necessario, anche gli americani. Una rivoluzione, anzi una doppia rivoluzione perché affianca alla bandiera azzurra dell'Onu quella blu dell'Unione europea. La spedizione ha infatti altre due novità, che possono segnare una svolta nelle relazioni internazionali. La prima è che si tratta di una flotta tutta europea: ci sono italiani, francesi, tedeschi, greci, danesi, turchi. Ma non è semplicemente una formazione composta da navi del Vecchio Continente: questa è la prima grande prova di un organismo militare dell'Unione europea, una task force chiamata Euromarfor. Insomma, un'utopia che si realizza: quella dell'Europa come potenza militare, capace così di imporre un'azione diplomatica autonoma in accordo con l'Onu. Con un'altra notizia, positiva e impegnativa: la terza bandiera sull'albero delle navi che comandano questa missione è il tricolore. Al vertice della flotta europea c'è il contrammiraglio Ruggiero Di Biase, che a fine febbraio dalla fregata Espero ha preso il controllo dell'operazione. è il riconoscimento del ruolo dell'Italia, che nel settembre 2006 con la mediazione di Massimo D'Alema e l'intervento della Marina ha convinto Israele a rinunciare al blocco che stava soffocando il Libano. Un segnale di fiducia nella nostra capacità di intercettare i traffici che alimentano le fazioni armate. Nella sala comando dell'Espero c'è uno schermo che controlla il mare tra Cipro e la costa dei Cedri, sorvegliato da una enorme cupola elettronica: tutti i radar delle navi Onu sono collegati in rete e si scambiano le informazioni in tempo reale. Così le antenne delle quattro fregate e degli otto pattugliatori compongono un'unica, gigantesca mappa, che pullula di tracce. Ogni eco radar viene identificata con colori diversi a seconda del sospetto. I mercantili azzurri sono quelli che appaiono tranquilli, quelli rossi invece meritano un approfondimento. Possono essere navi di paesi 'vicini' ai protagonisti del conflitto. O altre con identità dubbia: il nome, l'armatore o il porto di provenienza non coincidono con quelli inseriti nella banca dati. Se dopo le prime analisi l'allarme rosso rimane, allora tocca all'elicottero. Pochi minuti e si decolla. A bordo dell'Agusta Bell 212 si vola letteralmente sfiorando le onde, per sorprendere l'obiettivo. Un visore all'infrarosso inquadra e ingrandisce lo scafo anche a grande distanza, con qualunque condizione meteo: scruta le scritte e la struttura. Poi l'Agusta gira intorno allo scafo: i piloti lo studiano da vicino, cercando di cogliere le reazioni dell'equipaggio. Se il dubbio non viene sciolto, l'ammiraglio ordina 'l'abbordaggio'. Tutte le unità dell'Onu hanno squadre speciali pronte a intervenire, calandosi dall'elicottero o saltando dai motoscafi. Sull'Espero e sul Comandante Diciotti, le due navi italiane, ci sono team di otto uomini del San Marco per le incursioni: si riconoscono subito perché indossano sempre la tuta mimetica. Le regole del Palazzo di Vetro lasciano però alle forze libanesi il compito dell'ispezione. I loro nuclei d'assalto sono stati addestrati da francesi e italiani. "Sono determinati e motivati: non perdono occasione per darsi da fare", commenta l'ammiraglio Di Biase. Dal momento in cui il mercantile è entrato negli schermi radar è passata meno di un'ora: la radio conferma che i commandos libanesi sono a bordo. Setacciano documenti e stiva ma non trovano nulla. Perché la ragnatela della flotta Onu è un deterrente che spinge i trafficanti a non tentare azzardi: nel primo mese di comando italiano, per esempio, sono stati 'interrogati' 979 mercantili. E dal 2006 i rapporti dell'intelligence segnalano un'unica presunta violazione: una partita di armi arrivate alle milizie cristiano maronite, sbarcate da un peschereccio in un porto del nord. Un'inezia rispetto al passato. Anche perché nessuno può scommettere su un'ispezione 'addomesticata'. Come spiega l'ufficiale libanese di collegamento imbarcato sull'Espero, la marina di Beirut rispecchia la composizione del Paese: ci sono sciiti, sunniti e cristiani a garanzia di imparzialità. Uno dei compiti fondamentali della flotta Onu è proprio quello di rendere autonomi i libanesi: è stata creata una rete radar e sono state rimesse in sesto le poche motovedette della loro flotta. "Per carità, non vogliamo farli diventare una forza da combattimento, ma migliorare l'attività di polizia", spiega Di Biase. Gli israeliani non accetterebbero mai la presenza di una vera forza armata. Quello presidiato dall'Onu, fino al 2006 era un mare loro. Oggi ne mantengono una fettina: anche in acqua c'è un confine conteso, un triangolo di Mediterraneo disputato tra le nazioni. Poche miglia, segnalate con una linea di boe. Una nave lanciamissili israeliana è proprio lì, a fare da sentinella. Qualche chilometro più in su c'è il Diciotti, affidato al comandante Fabio Farina, che la 'marca a uomo'. è la più moderna delle unità italiane: un pattugliatore agilissimo, che si pilota con una specie di joystick. A ridosso dei confini, gli spazi ristretti impongono manovre delicate. Lo stesso che accade al nord, sulla frontiera siriana dove vigilano pattuglie di scafi turchi e greci, antichi rivali uniti sotto la bandiera azzurra. Gli incidenti sono rari. E quasi tutti tecnologici: prove di guerra elettronica, duelli di impulsi e frequenze. Non a caso Di Biase è un esperto del settore. E lo affianca il capitano dell'Espero, Nicola Ricciardi, che a 39 anni vanta un curriculum di ingegnere, pilota e navigatore: è stato persino tra i progettisti del futuro super-aereo F-35. Le provocazioni avvengono usando i sistemi di guida delle armi: ad occhio nudo nessuno può accorgersene. I siriani, per esempio, hanno una difesa costiera massiccia e qualche volta hanno acceso i loro raggi ostili: un modo di dire 'posso colpirti in qualunque momento'. Anche gli israeliani ogni tanto si mostrano aggressivi, inquadrando le navi Onu nei mirini elettronici. O accecando le antenne delle postazioni terrestri. Ma la flotta Onu non è da meno quanto a hi-tech: la fregata tedesca Hessen ha una centrale tra le più avanzate del pianeta. Ogni provocazione, fisica o elettronica, viene segnalata alle Nazioni unite, che chiedono spiegazioni formali: c'è stato anche un vertice con gli israeliani. "Sono episodi rari e di importanza limitata. Con gli israeliani i rapporti sono buoni. Come segnale di apertura ci hanno persino invitato nella loro base radar, una delle installazioni più segrete del paese", si limita a rispondere Di Biase, che con il buon senso tipico degli italiani e la determinazione degli ufficiali di marina sembra avere costruito un rapporto forte con tutti i protagonisti. Per affrontare crisi che possono manifestarsi in qualunque momento. Nessuno si illude: la pace è fragile, poco più di una tregua. E se in mare non si segnalano corrieri d'armi diretti a Hezbollah, sul campo la situazione resta tesa. A fine marzo una pattuglia italiana che aveva intercettato un camion sospetto è stata affrontata dai miliziani. Per due minuti soldati e guerriglieri si sono puntati addosso i mitragliatori puntati. I militari hanno mantenuto il sangue freddo: possono sparare solo per difendersi. I trafficanti sono ripartiti. Le regole di ingaggio non funzionano? Ha ragione Silvio Berlusconi a chiedere misure più efficaci? Il generale Claudio Graziano, che comanda tutti i 15 mila baschi blu in terra e mare, difende il regolamento. "è una missione Onu, non sta a noi decidere", conferma l'ammiraglio Di Biase. Ma c'è qualcosa che potrebbe rendere più incisivo il vostro intervento? "Sinceramente no, questa flotta porta a termine pienamente il suo mandato". Le regole del Palazzo di vetro sono chiare: è il governo libanese che deve imporre il disarmo e fermare i traffici. Fanti e marinai Onu devono aiutarlo, impedire che venga violata la sovranità di Beirut e che ci siano azioni ostili contro Israele. Tutto sotto responsabilità italiana. "Questo è il teatro più importante del mondo", ripete spesso il generale Graziano: "Qui c'è il padre di tutti i conflitti e questa è la madre di tutte le missioni di pace". Ogni marinaio sull'Espero e sul Diciotti mostra entusiasmo per la missione e per il basco azzurro. Non c'è aria di routine: l'atmosfera è operativa. I 300 uomini e le 13 donne, avvertono la concretezza di quello che stanno realizzando. Nei risultati militari e diplomatici raggiunti, nel rispetto degli alleati e delle 'controparti' israeliane sentono - cosa rara - il peso di un sistema Paese. E vista dal Libano la presenza dei caschi blu, schierati con una forza così massiccia e così europea, appare come una garanzia di sicurezza senza precedenti. "Non ricordavo più quanto fosse bello guardare il tramonto senza provare terrore per le navi all'orizzonte", racconta un anziano ingegnere libanese passeggiando con il nipotino sul lungomare di Beirut, la corniche appena ricostruita dopo le cannonate: "Erano almeno trent'anni". n Istituzioni in bilico è una crisi che spaventa persino un popolo abituato a vivere nell'incertezza più drammatica. Da settembre il Parlamento libanese tenta invano di eleggere il nuovo presidente della Repubblica: ci sono state già 17 votazioni, senza raggiungere la maggioranza qualificata di due terzi. Sul nome del candidato nessuno avanza remore: il generale Michel SuIeiman, comandante delle forze armate, rappresenta l'unica istituzione unitaria e multietnica della nazione, rispettata da tutte le fazioni. Ma intorno alla sua elezione si sta scatenando la prova di forza sul futuro del Paese. Il governo filo-occidentale deve misurarsi con l'opposizione vicina alla Siria, in cui pesa la potenza degli Hezbollah sponsorizzati dall'Iran. Politica estera e questioni interne si intrecciano nella richiesta sciita di cambiare la distribuzione dei poteri e del sistema elettorale, riconoscendo un peso maggiore alla maggioranza numerica degli sciiti. L'impasse sta paralizzando la burocrazia statale libanese. E il generale Suleiman, che mostra insofferenza per la situazione, minaccia un gesto clamoroso: le dimissioni dal vertice delle Forze armate entro giugno. Un gesto che lascerebbe il Paese senza capo dello Stato e senza guida delle Forze armate: un doppio vuoto di poteri mai accaduto prima in quella che resta, nonostante tutto, l'unica democrazia araba del Medio Oriente.

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Se la birmania dice no (sezione: Burocrazia)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

MONDO LA VIGILIA DEL VOTO SULLA RIFORMA COSTITUZIONALE Se la birmania dice no di alessandro gilioli I militari permettono di fare campagna solo per il sì al referendum da loro promosso. Chi si oppone, va in galera. Ma l'esito non è scontato da Rangoon Alle nove del mattino, prima che Rangoon si rianimi con le sue mille bancarelle e il suo torrido caos, una trentina di ufficiali e di burocrati ben vestiti si riuniscono sotto un grande striscione rosso. C'è scritto: "Chiunque abbia a cuore gli interessi nazionali deve approvare la Costituzione". Il comandante supremo (lo stesso Than Shwe) potrà sospendere tutti i poteri civili in qualsiasi momento se lo riterrà necessario; il Tatmadaw (l'onnipotente esercito birmano) non dipenderà dal governo, ma sarà autonomo sotto ogni punto di vista, compreso quello economico; nessun cittadino che abbia coniuge o figli stranieri potrà essere eletto in Parlamento (una norma ad personam per la leader dell'opposizione Aung San Suu Kyi). Che si tratti di uno strano referendum è evidente alla prima occhiata. Alla radio e alla tivù non c'è nemmeno un dibattito, mentre sui giornali appare solo la campagna per il 'sì': "Approvare la Costituzione è il dovere di tutti i cittadini", scrive ogni giorno in corpo 30 il 'New Light', che dedica tutte le pagine interne a slogan, editoriali e perfino poesie per spiegare che la democrazia si raggiunge "solo attraverso la nuova Costituzione, non con la violenza o l'anarchia" e approvare la Carta è "l'unico modo per evitare un governo fantoccio controllato da potenze straniere". Mentre si avvicinava la data del voto, gli ufficiali del Tatmadaw hanno iniziato a battere tutti i villaggi di campagna - dove vive il grosso della popolazione - per organizzare delle simulazioni di voto in cui si spiega ai contadini che per non avere guai né oggi né domani basta "fare la cosa giusta" il 10 maggio. Chi è contrario allo svolgimento della consultazione rischia fino a tre anni di carcere, in base a una legge approvata dai militari a febbraio. E chi prova a organizzare raduni per il 'no' viene disperso dalla polizia o da bande senza divisa armate di bastoni e coltelli. Formalmente il governo assicura che il voto sarà segreto, ma il timore di tutti è di essere in qualche modo identificati e schedati. Gli scrutatori - 17 per ogni seggio - sono stati scelti all'interno della burocrazia statale, per evitare sorprese. Nonostante le richieste dell'Onu, non sono stati ammessi osservatori internazionali e quindi nessuno può sapere quali e quanti brogli verranno effettuati. Negli ospedali i medici sono stati minacciati di licenziamento se non faranno votare 'sì' i malati. Nei bar del tè della capitale - i luoghi di incontro dove spesso si parla di politica e che per questo sono battuti anche dagli spioni del governo - si vocifera di una leggendaria t-shirt rossa con scritto un grande 'no' che sarebbe stata indossata da alcuni attivisti, finiti subito dietro le sbarre. Sorseggiando un lassi, il professor Kyaw, che insegna in un liceo dell'ex capitale, spiega che lui vorrebbe votare 'no' perché i militari l'hanno minacciato a scuola dopo che aveva sgridato il figlio di un ufficiale, ma deciderà se farlo veramente solo quando si troverà al seggio, se si sentirà sicuro di non essere identificato. Anche la signora Than dopo un po' di reticenza accetta di parlare: è impiegata, guadagna 70 dollari al mese e non sta neanche male, ma vorrebbe votare 'no' per la semplice ragione che da qualche mese hanno messo una tassa mostruosa sulle antenne satellitari e non può più vedere le tivù straniere. Quanto ai monaci, gli eroi della rivoluzione di settembre, per loro il problema non c'è perché in quanto religiosi non sono ammessi al voto. Così esprimono il dissenso in altro modo, ad esempio liberando davanti ai templi decine di uccellini prelevati dalle gabbie, a simboleggiare un popolo che da 46 anni si sente dietro le sbarre. Ma nonostante il clima di intimidazione e l'altissima probabilità di brogli, l'opposizione ha deciso di non boicottare il referendum e di tentare di giocare la carta del 'no'. La leader della Lega nazionale per la democrazia, Aung San Suu Kyi, è come sempre agli arresti domiciliari. Il suo partito sostiene che "non c'è niente di leale e di onesto" in questo referendum, tuttavia scommette sulla possibilità che il dissenso nei confronti del regime sia talmente diffuso che a dispetto della giunta possa uscire vincente il 'no', proprio come nel 1990 le elezioni generali concesse dall'esercito portarono all'affermazione della stessa Suu Kyi e del suo partito, la Nld. "Bisogna votare coraggiosamente 'no'", ha detto dalla sua abitazione la leader dissidente, e anche U Gambira - uno dei monaci più influenti del paese, detenuto da novembre nel carcere di Insein - ha fatto sapere attraverso la sorella che se potesse voterebbe no. Gli esponenti della generazione '88 - quella che scese in piazza vent'anni fa nella più grande insurrezione popolare vissuta dalla Birmania - non nascondono la speranza che la mossa del regime si trasformi in un inaspettato autogol: "I generali avrebbero fatto volentieri a meno di questo voto", dice Tun Myint Aung, ex leader universitario e oggi maturo oppositore: "Questa per i birmani è un'occasione unica per esprimersi contro il ruolo dei militari. Tra di noi abbiamo valutato l'ipotesi di boicottare il voto, ma alla fine abbiamo convenuto che il messaggio più forte e più chiaro sia esprimersi per il 'no'. Non conta niente quello che c'è scritto in questa bozza di Costituzione: conta solo far sapere al regime e al mondo che il popolo birmano non ne può più della continua e ininterrotta permanenza del Tatmadaw al potere da 1962 a oggi". Insomma pare evidente che non è tanto sui contenuti formali della Carta che si va a votare, quanto su quelli sostanziali. Il sì sarebbe una legittimazione di fatto del ruolo passato e futuro dei militari e, se anche portasse a una forma embrionale di democrazia, questa sarebbe sotto la tutela completa dell'esercito, che potrebbe continuare a svolgere un ruolo di primo piano non solo nella vita politica, ma anche e soprattutto in quella economica. Tra l'altro, questa nuova Carta attribuisce al Tatmadaw il ruolo di difensore della Costituzione, autorizzando di fatto il suo intervento con la forza nel caso qualcuno tentasse di modificarla in senso più democratico. Ora il problema maggiore, per l'opposizione, è riuscire a sconfiggere la paura: "Gli studenti temono di perdere l'anno accademico, i lavoratori di perdere il posto", spiega un militante del neonato gruppo dissidente New Generation Movement for Justice: "Noi stiamo facendo una campagna elettorale sotterranea, fatta solo di passaparola. La nostra organizzazione è composta soprattutto da studenti e insegnanti e si sta organizzando in modo reticolare e nascosto. Niente comizi, niente marce, niente volantini: non vogliamo che ci arrestino e ci tolgano il diritto di voto. Ognuno parla con chi conosce e lo invita a tirare fuori il coraggio di votare 'no', e di convincere altre persone a fare altrettanto". Già, ma che cosa accadrebbe se davvero ci fosse la sorpresa e alla fine prevalessero i no? Nessuno sa dirlo. I sondaggi non sono consentiti e il regime non ha neppure preso in considerazione questa eventualità. Tuttavia tre settimane prima del voto due misteriose bombe sono scoppiate in centro, a Rangoon, senza fare vittime. è opinione diffusa che si tratti di un avvertimento dei militari agli elettori, un modo per intimidire la gente facendo presagire un futuro di terrorismo nel caso la Costituzione non venisse approvata. Secondo i ragazzi che si ritrovano ad ascoltare musica rock nei centri commerciali, invece, un risultato di questo tipo potrebbe segnare l'inizio di nuove manifestazioni di massa, con esiti assai più imprevedibili rispetto alla road map fissata dal governo. Sintetizza uno di loro: "Il vero referendum in questo paese si terrà presto, ma avverrà per le strade". I mille Buddha di Shwedagon contemplano il tutto, sorridono e aspettano. n repressione infinita 1947 Hubert Rance, ultimo governatore britannico, lascia il Paese. Nasce la Birmania indipendente. Il padre della patria Aung San viene ucciso in un complotto pochi mesi dopo. 1962 Il generale Ne Win prende il potere con un colpo di Stato che mette fine alla Repubblica parlamentare. Tutto il potere viene preso dai militari che governano attraverso un Consiglio rivoluzionario. Il Paese inizia a chiudersi al resto del mondo. 1974 Una nuova Costituzione legalizza il potere di Ne Win. Una sollevazione popolare a Rangoon viene soppressa nel sangue. 1988 Una rivolta popolare partita dall'università infiamma il Paese. Ne Win si dimette. Un nuovo colpo di Stato militare impone la legge marziale. Un nuovo organo militare (Slorc) si attribuisce tutti i poteri. 1989 Il paese cambia nome, per volere dei militari, da Birmania a Myanmar. 1990 Costretto dalle pressioni internazionali lo Slorc indice le elezioni. Vince la Lega nazionale per la Democrazia di Aung San Suu Kyi, figlia di Aung San. Ma lo Slorc non cede il potere e arresta Aung San Suu Kyi. Il generale Than Shwe emerge come il nuovo uomo forte della giunta. 1993 Iniziano i lavori della Convenzione Nazionale, uno strumento che secondo la giunta dovrebbe portare a una graduale road map verso la democrazia. La Nld è esclusa dai lavori, a cui partecipano solo politici cooptati dalla giunta. 1997 Lo Slorc viene rimpiazzato da un nuovo organo di comando, l'Spdc, sempre controllato da Than Shwe. 2006 La capitale viene spostata da Rangoon a una città bunker del centro nord, Naypidaw. 2007 Una rivolta iniziata dai monaci buddhisti infiamma nuovamente il Paese. Dozzine di morti e centinaia di arresti. 2008 Il governo annuncia che la bozza di Costituzione studiata dalla Convenzione nazionale è pronta e indice un referendum per la sua approvazione. Prevede elezioni semilibere nel 2010, con un forte ruolo dei militari nel futuro governo del Paese.

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Consultorio <bloccato>: c'è la firma (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-04-30 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Bruzzano Consultorio "bloccato": c'è la firma Ci son certe cose ordinarie - una normalissima firmetta, per dire - che fanno penare e attendere oltre l'attesa. Ma che, dai e ridai, alla fine arrivano, perché anche la più ostica burocrazia può essere scardinata o almeno a volte capita. Ecco, ieri, dopo quattro mesi, l'Asl ha siglato la convenzione che consentirà al consultorio "Il caminetto" di Bruzzano di operare. Il consultorio, che offre tante prestazioni sanitarie con particolare occhio per poveri, immigrati, gente in difficoltà, a gennaio aveva ricevuto il via libera dalla Regione. Tutto a posto? No. Mancava solo l'atto finale, ossia la firmetta dell'azienda sanitaria, come denunciato la scorsa settimana dal Corriere. Chissà, forse la pratica era stata cestinata o era finita nel cestino o sotto un mare di altri documenti. Sia come sia, sempre meglio tardi che mai, come si dice. Il direttore de "Il caminetto", Mario Nizzola: "E adesso, diamoci sotto". A.Ga.

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Manager stile CAYMAN (sezione: Burocrazia)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

ECONOMIA ALGEBRIS / DOPO L'ASSEMBLEA DELLE GENERALI Manager stile CAYMAN DI VITTORIO MALAGUTTI I ricchi guadagni e le società offshore di Davide Serra. Che sfida i salotti buoni nel nome della trasparenza Predica il vangelo del libero mercato. Se la prende con i superstipendi dei manager. Critica gli amministratori che fanno collezione di poltrone. Davide Serra, 37 anni, gestore dell'hedge fund londinese Algebris, guida la carica dei fondi cosiddetti attivisti, partiti lancia in resta contro i salotti buoni della finanza italiana. Un attacco frontale, senza troppe schermaglie diplomatiche, come si è visto sabato 26 aprile all'assemblea delle Generali. Una battaglia condita di citazioni in tribunale e ricorsi alle autorità di controllo. Tutto nel nome dei diritti dei soci minori. Lo scontro è solo ai primi passi. E l'esito finale resta per ora imprevedibile. Fin d'ora però possiamo azzardare un pronostico: nella sua crociata contro la 'corporate Italy' difficilmente l'ambizioso Serra potrà esibire i conti delle sue società come modello di trasparenza. Una ventina di paginette scarne. Una sfilza di numeri accompagnati da poche spiegazioni, quelle strettamente indispensabili a termini di legge. Ecco, in estrema sintesi, i bilanci di Algebris investments limited e di Algebris investments (Uk) llp, le due società londinesi a cui fa capo l'hedge fund lanciato da Serra un paio di anni fa. 'L'espresso' ha potuto consultare questi documenti mai diffusi al pubblico. Per quanto ridotta ai minimi termini, la relazione degli amministratori alza il velo su alcune informazioni inedite. Si scopre per esempio che nell'arco di 16 mesi, da aprile 2006 a settembre 2007, Serra e i suoi otto partner hanno guadagnato circa 8,2 milioni di sterline, pari, al cambio di questi giorni, a quasi 10,5 milioni di euro. Il bilancio non spiega come questa somma sia stata suddivisa tra i nove azionisti della società di gestione del fondo. Dai conti emerge però un dettaglio importante. "La remunerazione del partner più pagato ammonta a 2,6 milioni di sterline", si legge nella diciassettesima e ultima pagina del resoconto. è molto probabile che questa sia la somma attribuita a Serra, oppure all'altro socio fondatore di Algebris, il francese Eric Halet, classe 1967. Tradotto in euro fanno circa 3,4 milioni. Si scopre così che la remunerazione dei 'ragazzi di Algebris', come li ha definiti Diego Della Valle nel suo intervento all'assemblea delle Generali, non è poi così lontana dai compensi dei manager di vertice della compagnia triestina, contestati da Serra anche per l'entità delle loro buste paga. I due amministratori delegati di Generali, Sergio Balbinot e Giovanni Perissinotto, nel 2007 hanno infatti incassato circa 3,5 milioni di euro. All'ottuagenario presidente Antoine Bernheim sono invece andati 4,7 milioni. I guadagni di Serra e soci, di certo elevati, viaggiano comunque a distanza siderale da quelli delle star del settore. La ragguardevole somma di 360 milioni di dollari (circa 225 milioni di euro) basta appena a inserirsi al venticinquesimo posto dell'annuale classifica pubblicata dalla rivista specializzata 'Istitutional investor', che ogni anno calcola i profitti personali realizzati dai gestori di hedge fund. John Paulson, primo nella graduatoria 2007, ha battuto tutti i record. Una serie di scommesse azzeccate gli hanno fruttato addirittura 3,7 miliardi di dollari, ovvero 2,3 miliardi di euro. Nel suo piccolo (si fa per dire), Serra ha invece puntato sull'Italia e sulle Generali. E finora, a giudicare dal bilancio, gli è andata piuttosto bene. Va detto, però, che la galassia Algebris non si esaurisce a Londra. Dalle carte di bilancio arriva la conferma che la holding di controllo di questo piccolo gruppo finanziario si trova nell'accogliente paradiso fiscale delle isole Cayman. La scelta di Algebris, in verità, non è isolata. Molti altri fondi speculativi hanno uffici e base operativa a Londra, ma fanno capo a società con base al sole dei Caraibi. Da quelle parti imposte zero. E niente burocrazia. Con buona pace della trasparenza. n.

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Alemanno, esordio bipartisan Via a una <commissione Attali> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-30 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Alemanno, esordio bipartisan Via a una "commissione Attali" E il primo cittadino vorrebbe in giunta un ex assessore di Rutelli "Da Berlusconi consigli preziosi per snellire la burocrazia". Il comitato sarà guidato da Fara, presidente Eurispes ROMA - Quando prima del ballottaggio era volato a Parigi per incontrare alcuni esponenti del governo Sarkozy, Alemanno aveva scatenato l'ironia di Rutelli. L'ex ministro, però, da quella trasferta ha portato indietro qualcosa. Un'idea. "Costituirò una commissione per il rilancio di Roma, sul modello della commissione Attali voluta in Francia da Sarkozy. Sarà aperta anche a personalità non di centrodestra ", ha annunciato. I nomi sono ancora top secret. Alemanno ha solo rivelato che il nuovo organismo bipartisan "sarà guidato da Gian Maria Fara", presidente dell'Eurispes, l'istituto di ricerca che ai tempi del secondo governo Berlusconi entrò in conflitto con l'Istat e con il premier stesso. Fara sosteneva che i dati ufficiali sull'inflazione erano irrealistici. La questione divenne un caso politico. Altri tempi. Alemanno e Fara oggi vanno d'amore e d'accordo. E per confermare che sarà "il sindaco di tutti i romani", l'esponente di An avrebbe offerto ad Amedeo Piva, del Pd, l'assessorato ai servizi sociali, incarico che aveva già ricoperto con Rutelli. In giunta dovrebbe esserci un posto anche per la Destra di Storace. E forse per l'attore Luca Barbareschi, neodeputato del Pdl. Oggi intanto il nuovo sindaco riceverà la fascia tricolore dal commissario straordinario Mario Morcone. "Sono già al lavoro", ha comunque detto al Tg4 Alemanno, che ieri mattina era andato alla Camera, nel suo primo e ultimo giorno da deputato per questa legislatura, visto che dovrà lasciare lo scranno. Complimenti. E abbracci. Da alleati come Umberto Bossi. Ma anche da avversari come Rosy Bindi. La prima giornata dopo la vittoria è stata fitta di impegni. Telefonate. Incontri. Riunioni. E in serata la partecipazione a Ballarò, su RaiTre, dove Alemanno ha minimizzato i saluti romani di alcuni sostenitori di lunedì sera sulla scalinata del Campidoglio: "Una spacconeria di poche persone, non demonizziamo. Io credo nella democrazia, dobbiamo chiudere per sempre con la nostalgia e con i richiami a qualsiasi forma di totalitarismo ". Alemanno ha avuto anche un vivace botta e risposta con Lucia Annunziata sull'abolizione delle Province e sui costi della politica: "Non diciamo stupidaggini", ha attaccato l'esponente di An. "Rispetta quello che si dice", ha replicato la giornalista. "Chiedo scusa", ha concluso Alemanno. Il nuovo sindaco, fra le prime mosse, ha inviato messaggi a papa Ratzinger e al rabbino capo Riccardo Di Segni. Il telegramma alla comunità ebraica è servito per rasserenare il clima dopo le polemiche che erano state sollevate per il possibile apparentamento (poi saltato) con la Destra di Storace e soprattutto dopo le reazioni allarmate di ieri della stampa israeliana al risultato delle urne. Dal Vaticano, oltre all'apprezzamento per "il gesto di attenzione", è trapelata però anche l'attesa per l'intitolazione della stazione Termini a papa Wojtyla, ventilata nel 2006 da Veltroni ma mai concretizzata. Alemanno, che in serata ha confidato di aver "ricevuto preziosi consigli da Berlusconi su come snellire la burocrazia comunale ", ieri ha ribadito la priorità dell'azione politica: su tutto la questione sicurezza. "Voglio smantellare subito i campi nomadi abusivi e le baraccopoli illegali, manderemo via 20 immigrati che hanno commesso reati ", ha detto alla stampa romena. "Collaborerò con il governo centrale", ha precisato Alemanno, ricordando che "non sarà licenziato nessuno nelle aziende comunali, rivedremo qualcosa nei cda". Tradotto: i manager di nomina veltroniana rischiano il posto. Parlamento Nel tondo, l'ex ministro della Famiglia Rosy Bindi (Pd) si congratula con il neosindaco di Roma Gianni Alemanno (An). A lato, Alemanno ieri mentre vota alla Camera Paolo Foschi.

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ORDINE PUBBLICO? NO PRIVATO (sezione: Burocrazia)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Attualità IL FEDERALISMO DELLE POLIZIE LOCALI ORDINE PUBBLICO? NO PRIVATO di gianluca di feo Vigili agguerriti, alleanze di sindaci, poteri ai vigilantes. Dietro la richiesta di sicurezza ci sono piani bipartisan. Che demoliscono lo Stato Il federalismo rischia di partire con il piede sbagliato, cercando di rendere locale quello che dovrebbe essere un compito statale: la sicurezza. La corsa agli armamenti della polizia locale, nome moderno dei vecchi vigili urbani; le richieste di super-poteri dei sindaci e la privatizzazione crescente della pubblica sorveglianza non sono sparate elettorali. Dietro gli slogan ci sono paure statisticamente condivise; novità pratiche come le accademie regionali dove si formano gli agenti comunali, e programmi legislativi come quello siglato a Parma da 16 grandi municipi del Nord, ribattezzato 'patto di ghisa' con riferimento ai caschi dei pizzardoni milanesi. Da Verona a Modena, da Piacenza a La Spezia, da Padova ad Asti: una lega bipartisan, unita nella domanda di sicurezza ravvicinata. è una visione tanto pragmatica quanto potenzialmente pericolosa per la credibilità delle istituzioni. "Servono le volanti? Le compriamo noi. Certo, mi sembra assurdo che debbano essere gli enti locali a pagare i mezzi delle forze statali. Ma lo accettiamo. Basta che almeno si impegnino a farle funzionare, invece ci dobbiamo misurare con un atteggiamento spesso ottuso dei ministeri", spiega Massimo Giorgetti, assessore regionale veneto e protagonista di alcune delle sperimentazioni in materia. Giorgetti elenca la lista della spesa: per Venezia due vedette della Finanza a carico della Provincia e cinque Alfa finanziate dalla Regione; a Padova un assegno da 200 mila euro dal sindaco per le auto di Squadra mobile e carabinieri; iniziative simili negli altri capoluoghi. Giorgetti non è un leghista: viene dal Fronte della Gioventù degli anni Settanta e mantiene una concezione statalista. Però va subito dritto al cuore della questione: perché a Roma non riescono mai a risolvere i problemi? L'esempio che lui e gli altri federalisti della sicurezza citano è quello dei bastoni distanziatori, nome di sinistra, o manganelli, come più chiaramente li chiamano le giunte di centrodestra, e degli spray anti-aggressione. I vigili urbani li chiedono, sia come deterrente, sia per non essere costretti a tirare fuori la pistola quando si devono difendere. Ma il Viminale continua a intimare di non adottarli: "Sono armi, fino a quando non verrà aggiornato il decreto ministeriale non si possono usare". Insomma, non sono vietate ma nemmeno permesse. Da almeno sei anni si attende il nuovo regolamento, annunciato più volte e mai arrivato in porto. Intanto le polizie locali continuano a dotarsi di manganelli e spruzzi al prurito, dalla rossa Bologna alla leghista Treviso, in una situazione di legalità incerta. Con una costante: la deregulation della sicurezza ha due velocità. Da una parte ci sono le metropoli, che hanno corpi di polizia urbana consistenti e sempre più addestrati: ci sono seminari sulle leggi, sulla gestione delle banche dati, corsi di difesa personale, di uso delle pistole e persino di tiro avanzato. Giorgetti, per esempio, ha stanziato 440 mila euro per mandare la 'polisia' veneta nei poligoni. Dall'altra ci sono piccoli comuni, che devono fare i conti con risorse limitate e una burocrazia centrale percepita come ostile. Sono soprattutto loro a spingere per la privatizzazione dell'ordine pubblico. Uno dei primi esperimenti è stato lanciato a Ponzano Veneto, 10 mila abitanti e oltre 1.400 aziende incluso il quartier generale Benetton, dove il sindaco ulivista difende l'accordo con i metronotte. Dopo le 20 i cinque vigili non fanno servizio e non ci sono carabinieri. Così, con il sostegno iniziale della giunta Galan, è partito il progetto vigilantes: una compagnia privata fa le ronde per controllare gli edifici comunali. I cittadini possono ottenere a prezzi popolari la sorveglianza della casa (10 euro al mese) o la televigilanza, ossia gli allarmi collegati alla centrale degli sceriffi (meno di un euro al giorno). "Noi siamo soddisfatti e le adesioni continuano a crescere, segno che l'iniziativa funziona: oltre 200 l'hanno sottoscritta", spiega il sindaco Claudio Niero: "L'abbiamo prorogata anche dopo la fine dei fondi regionali. L'amministrazione leghista che ci ha preceduto aveva puntato sul risarcimento: assicurazioni agevolate per anziani e categorie più esposte. Ma non ha senso intervenire dopo, noi invece investiamo sulla prevenzione". Oggi, precisa Niero, i vigilantes non hanno compiti di pubblica sicurezza: "Se vedono dei ladri o situazioni sospette, devono chiamare le forze dell'ordine". E se in futuro gli venisse concessa la possibilità di agire direttamente? "Per me non sarebbe un tabù. L'importante è che si tratti di personale addestrato e selezionato. E che le regole siano chiare. Credo che questa possa essere una soluzione per piccoli comuni come il nostro". Un metronotte costa meno dello straordinario di un vigile. Che difficilmente riesce a garantire i turni 24 ore su 24. E spesso non ha nemmeno la preparazione per affrontare ladri e teppisti. Ecco quindi che per i guardiani notturni si apre un business infinito. Sostenuto da una lobby attiva in Parlamento. La privatizzazione della sicurezza richiede poco: c'è un testo di legge pronto da tempo, che sfrutta le regole create per gli stadi. Gli steward selezionati dalle società di calcio per controllare spettatori e tifosi hanno il potere di chiedere i documenti e di operare con una certa autonomia per isolare i violenti. E questo basterebbe per delegare sul territorio comunale una forma di sorveglianza attiva ai vigilantes. Una proposta che appare preoccupante sotto molti aspetti - gestione dei dati sui controlli, garanzie di imparzialità - segnando la fine di una delle prerogative dello Stato. Ma che ha consensi montanti, più o meno interessati. Soprattutto nell'Italia dei piccoli comuni. Persino i consorzi di vigili urbani, benedetti dalle Regioni che finanziano le centrali, faticano nel reperire una pattuglia in servizio notturno. In Veneto già 344 centri si sono coalizzati. In Emilia Romagna la rete è ancora più forte: solo 14 città fanno da sole, tutte le altre si sono in qualche modo aggregate. Le due regioni sono diventate poli di riferimento. Intorno a Bologna fanno capo le giunte rosse: così la scuola di polizia locale di Modena addestrerà in futuro anche i metropolitani liguri e toscani. A centrodestra nasce invece il Lombardo-Veneto dei ghisa, con un progetto comune di formazione. Colori diversi, principi simili. Come il pragmatismo e la lode per la sperimentazione: cercare sul campo la soluzione ai problemi. Un valore difeso dall'ex comunista Vasco Errani in Emilia e dall'ex missino Giorgetti in Veneto. Si parte dall'analisi: capire cosa succede e per colpa di chi. Con risultati sorprendenti. Lo studio finanziato dalla Regione nel distretto Conegliano-Vittorio Veneto divide i criminali in stranieri, veneti e italiani. Ma almeno lì gli omicidi sono tutti opera di padani, come la maggioranza delle minacce, il 50 per cento dei reati legati alla droga e il 40 per cento delle violenza sessuali. Sugli immigrati i toni sono diversi, la repressione identica. Giorgetti chiama 'vucumprà' i venditori ambulanti abusivi. Nelle città di sinistra i termini sono politicamente corretti, ma il problema viene vissuto e affrontato allo stesso modo. La differenza è nella prevenzione, ponendo in Emilia e Toscana un accento forte anche sull'integrazione degli immigrati in regola. Il livello di allerta cresce però a destra e sinistra quando si tocca l'argomento nomadi. Il Veneto studia il sistema per colpire il portafoglio dei rom, introducendo tasse sulla sosta delle roulotte: "Perché è dall'impunità di certi comportamenti illeciti che nasce la xenofobia". E dalla rossa Genova il comandante dei 'cantuné', autore di uno dei manuali giuridici più diffusi sul tema degli stranieri, sintetizza: "Oggi gli strumenti contro i rom che compiono reati minori sono inutili. Non sarà mai possibile notificare multe o procedimenti penali a dei nomadi nullatenenti. Perché esista un deterrente ci vogliono sanzioni efficaci, come ad esempio la confisca delle auto o dei caravan". Roberto Mangiardi ha raggiunto la guida del corpo genovese a 45 anni, 26 dei quali passati sulle strade del Piemonte: ha cominciato come vigile semplice, poi la laurea in legge e l'esame da avvocato. Oggi dirige mille agenti e sta per varare una versione gentile della tolleranza zero: prima si informano i cittadini sulle regole, poi si punisce. Orientando le risorse sui problemi più sentiti. Il suo piano prevede quindi di investire in straordinari per servizi notturni nelle zone dei locali più caotici e per pattuglie a piedi nei quartieri. Ci sarà poi attenzione all'addestramento, anche nel tiro, ma solo per autodifesa: "Perché un colpo sparato in aria non serve a nulla: un criminale continua a scappare o, peggio, se è armato apre il fuoco". No ai vigilantes privati: "L'esternalizzazione di queste funzioni è la sconfitta dello Stato". Piuttosto conta sulle forze dell'ordine per mettere in rete la videosorveglianza. E domanda l'accesso alle banche dati per identificare i sospetti: "Senza poter confrontare le impronte digitali siamo costretti a sprecare ore per verificare i documenti dei cittadini extracomunitari e facciamo perdere tempo anche alla questura". Tutti i 16 grandi comuni che il 18 aprile hanno firmato il 'Patto di Parma' chiedono più poteri per i sindaci in tema di extracomunitari, partendo dalle residenze. L'incubo è quello dei nuclei numerosi che ottengono domicilio in una sola casa. Con costi sociali che poi pesano sui municipi. "Nei piccoli centri tutto passa da Asl e questura, i comuni devono vedersela solo con i guai", chiosa Giorgetti. Ma l'accesso agli schedari informatici nazionali è un'altra questione delicata, che richiederebbe quanto meno dei protocolli molto severi. La neonata lega padana dei primi cittadini ha una visione comune: i responsabili delle forze statali ignorano il loro parere, che invece nasce da un confronto più diretto con la popolazione. Certo, si può provare a ribaltare la questione. Nel 2000, alle prese con l'allarme sicurezza in Lombardia, il generale Mario Mori affrontava così i sindaci della provincia: "Volete più carabinieri in azione la notte? Da domani posso triplicarli. Basta che voi mandiate i vostri vigili a rilevare gli incidenti stradali". A quel punto pochi replicavano. Perché in ampi distretti i carabinieri passano ore a sbrigare i verbali dei tamponamenti e non possono inseguire i ladri. "Ma la responsabilità statale più grave ricade sulla giustizia", conclude Giorgetti con veneta disillusione: "Vigili o polizia fa lo stesso: tutto inutile senza sentenze effettive". n A chi piace la ronda Ex carabinieri ed ex finanzieri, l'ultima leva del Nord è come se le ronde avessero ricomposto la Linea gotica: criticate a sud dell'Emilia, stimate a nord da sindaci di Pd e Pdl. L'impiego dei cittadini in compiti di vigilanza rischia di spaccare l'Italia. Il timore è chiaro: che si passi dall'autogestione del controllo all'idea di farsi giustizia da soli. Ma le associazioni coinvolte finora nei progetti delle municipalità hanno proprio nel loro statuto la partecipazione a programmi di sorveglianza nei parchi, davanti alle scuole o in occasione di eventi pubblici. La più potente è l'Associazione nazionale carabinieri, presente in tutti i comuni d'Italia che ospitano una stazione dell'Arma: unisce gli ex effettivi, quasi sempre pensionati, e chi ha prestato servizio solo per un anno durante la leva. In tutto 205 mila soci con 1.673 sezioni e una divisa per le manifestazioni sancita dal regolamento. Mentre l'armata di ex marescialli e appuntati in pensione è in genere vista come garanzia di legalità e fedeltà costituzionale, con una sicura esperienza nella gestione dell'ordine pubblico, tra gli ausiliari si può trovare qualche personaggio con minor sangue freddo. Una realtà così numerosa è stata spesso corteggiata dai politici ma al vertice ci sono sempre figure istituzionali, anche se tra i leader più influenti nell'Italia centrale si segnala l'ex generale Gasparri, padre dell'esponente di An. Oltre agli ex carabinieri, è stata mobilitata anche l'associazione finanzieri: 30 mila Fiamme Gialle in congedo, attiva solo nelle città più grandi. Come a Parma, dove sono stati mobilitati per la vigilanza notturna con 'compiti informativi'.

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Telefonata (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-30 num: - pag: 2 categoria: BREVI Telefonata \\ Berlusconi mi ha dato consigli sullo snellimento della burocrazia.

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Alemanno s'insedia: <Al lavoro senza pietà> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-30 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE In Campidoglio "Starò in mezzo alla gente, i romani sanno che non sono una meteora. E il 1Ë? maggio sarò già in azione" Alemanno s'insedia: "Al lavoro senza pietà" Ieri il primo giro nel Palazzo Senatorio, con Luca Odevaine a fargli da cicerone Ieri il giro del Campidoglio con l'ex capo di gabinetto di Veltroni, oggi l'investitura ufficiale L'era di "Alemanno sindaco de Roma", come gli cantava la sua gente lunedì sera, comincia ufficialmente oggi alle 14: a quell'ora, infatti, il nuovo primo cittadino riceverà l'investitura ufficiale. Alemanno prenderà la consegne dal commissario Mario Morcone, che ha guidato il Campidoglio in questi ultimi due mesi e mezzo, e si insedierà sullo scranno più alto dell'Aula Giulio Cesare. Insieme alle consegne, è prevista la verifica di cassa: per il primo consiglio comunale c'è tempo fino a dieci giorni dopo la data della proclamazione. Quando si riunirà l'assemblea, il prefetto Morcone lascerà definitivamente il Campidoglio. Dopo l'insediamento, Alemanno farà la sua prima conferenza stampa in Comune, dopo aver fatto il primo assaggio da sindaco l'altro giorno, quando ha fatto un giro per le sale interne del Comune e poi si è affacciato al balcone. Un gruppetto ha fatto i saluti romani e scandito "duce, duce" e ieri Alemanno ha risposto: "Erano solo manifestazioni di gioia. I saluti romani li ha visti solo qualche strabico. La sinistra non usi qualche eccesso marginale per dare un'immagine sbagliata di un sindaco eletto dal popolo". Ieri, invece, Alemanno è andato in Campidoglio a lavorare. Si è trattenuto per circa due ore, accompagnato da un "Cicerone " d'eccezione: Luca Odevaine, capo di gabinetto di Veltroni. Il neosindaco ha girato il palazzo Senatorio, è stato aggiornato sui primi appuntamenti istituzionali, ha preso informazioni sulla macchina organizzativa. Da oggi, comincia il lavoro vero e proprio con i primi provvedimenti: tra questi la firma su alcune ordinanze, come quella sui Tso. L'impegno è grande, la determinazione pure. E ai suoi uomini, in questi giorni, Alemanno lo ha ripetuto spesso: "Mi metterò al lavoro senza pietà, per voltare pagina e cambiare Roma in fretta". In collegamento col Tg4 di Emilio Fede, poi, ha aggiunto: "Sono già in Campidoglio, per adempiere agli atti formali in vista del passaggio delle consegne di domani (oggi, ndr). Sarò un sindaco in mezzo alla gente, nelle strade e non nei salotti buoni. I romani sanno che non sono una meteora ". Un sindaco stakanovista? Può darsi: "Il primo maggio sarò già in azione". Le linee guida sono già fissate: la sicurezza, il decoro, il sociale, lo sviluppo. Ma anche il taglio sui costi della politica: "Ho parlato al telefono con Berlusconi - ha continuato il neo sindaco - che mi ha dato dei consigli sulla necessità di dare un segnale forte sullo snellimento della burocrazia comunale". Nel corso della giornata, Alemanno ha rilasciato alcune interviste, come quella ad un quotidiano rumeno on-line: "Con tolleranza zero, intendo lo smantellamento immediato dei campi nomadi abusivi e delle baraccopoli che si trovano nella metropoli, dove si stanno amplificando da un giorno all'altro la criminalità, la violenza e lo sfruttamento di donne e bambini. Non credo che in Romania sia tollerato un campo nomadi in un parco di Bucarest". Possibilista sull'ipotesi di reintroduzione dei visti d'ingresso in Italia per i rumeni: "Nel 2004, quando è stata adottata la direttiva europea sulla libera circolazione, non esistevano ancora i problemi di ulteriore allargamento dell'Unione europea". Sulla strategia che lo ha portato alla vittoria, ha parlato il suo "guru" per la comunicazione Umberto Croppi uno che negli anni '70 si inventò i "campi Hobbit" della destra: "C'era un prodotto valido e un mercato che chiedeva il cambiamento: li abbiamo solo fatti incontrare: ma recuperare 26 punti di percentuali è una rimonta che non ha eguali". Come è stato possibile? "Focus group con psicologi, indagini motivazionali e argomenti forti veicolati con una campagna soft, come le immagini dei bambini per la sicurezza e il degrado. E poi risposte precise per i dibattiti tivù, per agire su determinate nicchie di voto, l'interattività del sito, una squadra di blogger per orientare le discussioni sui blog più frequentati, il free press Romapunto ". Arrivano i primi problemi da risolvere: il deficit del Comune, che secondo l'Aduc "è di 7 miliardi di euro" e la richiesta dell'associazione Domus Civitas, vittime di terrorismo e mafia, che gli ha chiesto di "licenziare Silvia Baraldini e tagliare le consulenze agli ex brigatisti ". Investitura Gianni Alemanno diventerà ufficialmente sindaco di Roma oggi alle 14 Ernesto Menicucci.

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TERAMO - Proprio all'ingresso dell'ex Genio civile, dapprima ha posizionato meticolosament (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di MAURIZIO DI BIAGIO TERAMO - Proprio all'ingresso dell'ex Genio civile, dapprima ha posizionato meticolosamente i cartelli con cui spiegava la natura del suo gesto, poi estraendo una catena lunga circa due metri si è agganciata al portone di legno. A seguire, verso le 10 di ieri mattina, le prime telefonate al Prefetto di Teramo e ai mass media locali. Francesca Ciarrocchi da Giulianova attende da 17 anni il giorno in cui poter mettere piede nella casetta dei suoi sogni a Nocella di Campli, quella della pensione tranquilla. Ma non ha fatto i conti con una burocrazia che si morde la coda. Da troppo tempo sta aspettando un sopralluogo per ottenere l'abitabilità: dall'altra parte il Genio civile provinciale fa sapere che per averla tutto deve essere in regola. La vicenda ebbe inizio nel 1991, quando la giuliese presentò il progetto di ristrutturazione, affidando ad un tecnico i necessari lavori da cui però emersero alcune difformità rispetto al progetto originale, fatte rilevare dal Genio civile nel '96, incongruenze che rendevano necessarie un'ulteriore verifica, dal momento che il fabbricato è posizionato in zona sismica. "Frattanto lo stesso tecnico dei lavori diede le dimissioni- spiega Ciarrocchi-, e altri rifiutarono di completare l'opera", motivando lavori precedenti "non a norma". La signora subì pure un decreto ingiuntivo e per di più fu citata in giudizio dall'ex Genio civile: la sentenza però le fu favorevole. Finora ha consultato sette avvocati "ma tutti mi hanno abbandonata" racconta. È stata più volte in Provincia a protestare vibratamente perché "in base ad una legge regionale, Ciarrocchi richiede che l'ente intervenga nel merito per far emergere le vere responsabilità, cioè quelle di chi ha eseguito i lavori in questa maniera. Deve essere il tecnico a provvedere- conclude- cioè colui che non ha eseguito perfettamente i lavori".

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Il successo L'iniziativa di Alain Elkann chiede più risorse, meno tasse, meno burocrazia, meno sprechi. Ha raccolto consensi bipartisan (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

[FIRMA]MARIO BAUDINO Più risorse per la cultura, meno tasse, meno burocrazia, meno sprechi. In una parola: crederci, visto che il nostro patrimonio storico-artistico è il più importante del mondo. In nome della creatività e della bellezza, sono ormai più di mille gli "addetti ai lavori" che hanno firmato il manifesto-appello di Alain Elkann, lanciato attraverso le fondazioni Mecenate 90 e Rosselli. È un programma di lavoro o forse di governo del sistema-cultura, che ha per destinatario il nuovo Parlamento. È stato scritto a più mani, tanti specialisti diversi per capitoli diversi, da Fuksas e Gregotti per l'architettura a Ferragamo ed altri stilisti per la moda, da Pejrone per i giardini a Soria e Puglisi per i premi letterari. Hanno inviato i loro punti di vista editori come Elvira Sellerio o produttori come Valsecchi e De Laurentis, bibliotecari come Igino Poggiali, scrittori, giornalisti, fiscalisti, imprenditori, attori, urbanisti. Le due fondazioni hanno unificato e riassunto; ne è venuto fuori il quaderno lanciato da Alain Elkann il 26 marzo scorso, in piena campagna elettorale, col titolo Italia, Paese della cultura e della Bellezza. Al momento della presentazione le firme erano un centinaio. Ora hanno superato il migliaio, e mentre i "Mille" dell'altro ieri si apprestano a una nuova uscita pubblica, è successo che il mondo politico ha mostrato di prendere sul serio l'intera faccenda. In una dichiarazione d'agenzia il futuro presidente del Consiglio ha detto che faceva proprie quelle idee, parte integrante del suo programma. Ieri sul Tempo di Roma Umberto Croppi, lo spin-doctor del nuovo sindaco della capitale, sottolineava l'importanza dell'appello anche come segno di qualcosa che si stava muovendo nel mondo della cultura. Anzi, dice, "sgretolando". Le benedizioni di Berlusconi e Alemanno non creeranno tuttavia problemi ai numerosi firmatari di sinistra; perché insieme ad esse ci sono stati gli apprezzamenti di Veltroni, l'adesione piena di Casini e quella con qualche distinguo di Bertinotti, prima che la sinistra arcobaleno venisse fatta accomodare fuori dal Palazzo. Come dice Elkann, soddisfattissimo, è un documento pragmatico e non ideologico, multi-partisan. Ora sta scrivendo una lettera a tutti gli eletti della nuova legislatura, perché queste tesi potrebbero essere fatte proprie in maniera trasversale alle camere da un "intergruppo" parlamentare. I Mille vanno avanti. Anche se sanno benissimo che non sarà facile tradurre in disposizioni e finanziamenti questo plebiscito d'interesse. Il documento chiede ad esempio di introdurre finalmente i crediti d'imposta per contributi, donazioni e lasciti in campo culturale. Questo significa "consentire ai singoli cittadini di contribuire alla tutela del patrimonio, riconoscendo loro un vantaggio economico". Ed è un annoso problema fiscale, come quello della riduzione dell'Iva sull'acquisto di opere d'arte nelle gallerie italiane (dal 20 al 10 per cento), come avviene all'estero dove infatti il mercato è perciò stesso più conveniente. Sembrano piccole cose per piccole élites, sono tutte tessere di un grande mosaico, che va dalle biblioteche ai teatri, dai giardini al design, dai musei al turismo. La proposta "globale" è sì quella di aiutare economicamente il sistema cultura (in fondo siamo fra i Paesi che spendono meno: 0,30 per cento del bilancio dello Stato. La proposta è arrivare almeno allo 0,50), ma soprattutto di rimodellare certe gerarchie di valori, perché ormai "non c'è più tempo da perdere", come scrive Elkann nella sua introduzione. Su questo sono d'accordo in tanti: da Vittorio Gregotti a Pippo Baudo. Da Raffaella Carrà a Niccolò Ammanniti, da Lucio Dalla a Margherita Hack, per non contare i produttori di vino e i rettori delle Università. E al gran completo il popolo del libro. Uno per tutti Ernesto Ferrero, direttore della Fiera che sta per aprirsi al Lingotto. Ha firmato convinto. "Perché mi sembra il momento di uscire dagli appelli generici e di andare sul concreto, mettendo in campo le competenze specifiche sui progetti concreti. Magari piccoli, ma per una volta, infine, realizzabili".

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La falsa trasparenza della demagogia (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMA PAGINA 01-05-2008 EDITORIALE La falsa trasparenza della demagogia Federico Guiglia D alla scuola alla sanità, dalle banche ai club sportivi, perfino ai supermercati. Dovunque ti giri, non c'è scampo: bisogna compilare e firmare la famosa "dichiarazione per la privacy", come la chiama la burocrazia (anzi, la "bureaucracy", visto che essa non sa che esista il termine privatezza in lingua italiana). Roba spesso da ridere, ma a volte anche da piangere. Non è, purtroppo, raro che diventino di dominio pubblico informazioni che dovrebbero restare riservate, come la salute delle persone. Vietano sempre l'uso più ovvio dell'anagrafe, ma talvolta non riescono a evitare (o a impedire) l'abuso dell'identità. Esiste poi una singolare struttura - "Il Garante " - adibita e pagata per tutelare la riservatezza dei cittadini italiani. Si riunisce e delibera in continuazione. Anche se nessuno ha ancora ben capito che razza di potere sanzionatorio eserciti. Ma tant'è. Tuttavia, in barba ai sacri, declamati e asfissianti principi, ieri l'Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione dell'universo mondo, letteralmente, i redditi dei cittadini italiani del 2005. Con un semplice clic sul computer, chiunque e per qualunque ragione poteva andare a vedere dal buco della serratura tecnologica; segue PAG. 3.

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<Emergenza> e le leggi si aggirano (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere.it" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il paese degli sprechi "Emergenza" e le leggi si aggirano Dai restauri ai vertici ci pensa la Protezione civile Duecentomila euro il restauro del David di Donatello li vale tutti. Ma perché li abbia dovuti tirare fuori la Protezione civile non si sa. La pesante statua in bronzo rischiava di crollare improvvisamente al suolo mettendo a rischio l'incolumità dei visitatori del museo fiorentino del Bargello? No, era solo il modo più rapido per trovare i soldi. Direte: d'accordo, ma l'"emergenza"? Non ci vuole un'emergenza per decretare un'emergenza? Certo. Infatti l'ordinanza firmata nell'estate 2006 da Romano Prodi spiegava che il "contributo straordinario" alla Sovrintendenza per il David era necessario "per il proseguimento delle iniziative finalizzate al recupero del patrimonio storico-artistico danneggiato dagli eventi alluvionali che hanno colpito Firenze il 4 novembre del 1966". Un'emergenza di quarant'anni prima. Ci sarebbe da ridere, se non fosse ormai la prassi. In un Paese dove fare ogni cosa, dall'asfaltare una strada a organizzare una gara podistica, è un'impresa, la Protezione civile è diventata un grimaldello. Certo, uno Stato serio davanti alla paralisi dovuta al mostruoso traboccare di norme e cavilli, risse ideologiche e veti sindacali, cambierebbe le regole. Da noi no: scorciatoia all'italiana. Lo Stato che fotte le regole dello Stato. Geniale. Così l'istituto nato nel 1982 dopo il terremoto in Irpinia e la tragedia di Vermicino, quando l'Italia scoprì traumatizzata dall'agonia di Alfredino che non esisteva neppure una lista di chi aveva questo o quel mezzo di soccorso per aiutare un bambino caduto in un pozzo, ora è la chiave per fare in fretta e aprire ogni porta. La bacchetta magica si chiama "emergenza". Anche la ricostruzione della cattedrale di Noto, gravemente danneggiata dal terremoto del 1998, è finita nell'elenco delle opere fatte grazie ai soldi (e alle deroghe) della Protezione civile. E tutto sommato, viste le condizioni in cui si trovavano le strutture della chiesa dopo il sisma, ci potrebbe anche stare. Se al commissario per l'emergenza non fosse stato affidato anche, testuale, "il restauro delle vetrate artistiche, degli oggetti e dei corredi sacri, delle sculture e delle opere lignee, dei metalli e argenti, dei dipinti su tela e su carta, delle pale d'altare; il restauro conservativo degli altari della navata e del transetto sinistri, del fonte battesimale e dell'acquasantiera, delle cappelle di San Corrado, del SS. Sacramento e della Madonna con Bambino; il restauro della scalinata e del portone in bronzo della navata centrale...". Tolta la salvaguardia dei merletti di Burano, dei torroncini messinesi e della foca monaca di Capo Carbonara, non c'è problema che non sia stato affrontato negli ultimi anni con la dichiarazione dello stato di emergenza, l'affido formale alla struttura diretta dal 2001 dal padovan- romano Guido Bertolaso e la nomina di un commissario straordinario. Prendete Napoli. Scriveva Donatien-Alphonse- François marchese de Sade a proposito di via Toledo: "Questa strada sarebbe, senza dubbio, una delle più belle che sia dato vedere in una qualunque città europea, se non ci fossero a guastarla le botteghe che si allungano fin quasi alla metà della via, tanto più che si tratta in genere di botteghe di macelleria e di altri generi commestibili, che la rendono fetida e sudicia. (...) Le carrozze vi stanno in perpetuo su due o tre file; i calessi e i piccoli cabriolets, leggerissimi, che a Napoli sono usati come vetture pubbliche, si sono moltiplicati all'infinito; e tutti questi veicoli s'incrociano ininterrottamente". Insomma: il problema dei rifiuti e del traffico infernale con parcheggi in terza fila c'era già negli anni Settanta del Settecento. Due secoli fa. Eppure, oltre che per la spazzatura, anche per il caos nelle strade è stata dichiarata, manco fosse cascato a sorpresa un meteorite, l'emergenza. E la Protezione civile ha emanato nel marzo 2007 un'ordinanza nominando il sindaco Rosa Russo Iervolino commissario straordinario con poteri speciali per "individuare misure efficaci per la disciplina del traffico, della viabilità, del controllo della sosta", ma anche per "la realizzazione di parcheggi, anche a tariffa" e "l'incremento dei livelli di sicurezza stradale" e il "potenziamento dell'efficacia operativa del Corpo di polizia municipale ". (.) Sempre lì si finisce: perché affaticarsi a cambiare le regole, se si possono aggirare? Ed ecco che si ricorre all'"emergenza" per completare i lavori all'Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma e all'ospedale Sacco di Milano. Per "delocalizzare" gli sfasciacarrozze nel territorio capitolino. Per rimuovere il relitto della nave Margaret, affondata nel golfo di La Spezia. Fino all'organizzazione dei Grandi eventi. Un'idea di Berlusconi. Che appena insediato nel 2001 a Palazzo Chigi, pragmatico com'è, capì al volo le potenzialità del "grimaldello". E dopo il disastroso G8 di Genova, cancellata quella che allora si chiamava Agenzia della Protezione civile, riportò tutte le competenze a un dipartimento di Palazzo Chigi. Per averla sottomano e affidarle appunto tutti i nuovi compiti aggiuntivi, assai distanti da quelli istituzionali di aiutare la popolazione in caso di calamità naturali e rischi di varia natura. La visita del papa ad Assisi? Emergenza. Il pellegrinaggio di Sua Santità a Loreto costato 3 milioni di euro? Emergenza. Il vertice italo-russo di Bari? Emergenza. E via così. Tutte "emergenze": la presidenza italiana del G8 nel 2009 per la quale la "Protezione" prevede anche l'assunzione degli interpreti. I Giochi del Mediterraneo. I Mondiali di nuoto. Quelli di ciclismo a Varese. Perfino le celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia, di cui si conosce l'arrivo da decenni, sembrano invece affacciarsi del tutto inaspettate come l'apparizione del marito cornuto nella camera della moglie traditrice: "Cielo, l'anniversario!". Emergenze, emergenze, emergenze. (.) Sempre così, da noi: non riusciamo a fare nulla di "normale ". Ci serve sempre uno stimolo straordinario. Oggi l'emergenza, ieri la "data catenaccio". Ricordate Gianni De Michelis? Ai tempi in cui era ministro degli Esteri e si batteva per portare l'Expo 2000 a Venezia, ne aveva fatto una teoria: "Punto primo: sappiamo che in questo Paese ci sono delle cose da fare. Punto secondo: sappiamo che è un Paese paralizzato dalla burocrazia, dai veti incrociati, dalla cultura del rinvio. Punto terzo: sappiamo che in questo Paese occorre uscire da questa paralisi. Dunque è necessaria una data catenaccio. Che ci costringa a fare le cose nei tempi stabiliti". (.) L'emergenza giustifica sempre tutto. Come giustificò a suo tempo, dopo il terremoto in Irpinia, l'allungamento abnorme dei comuni "danneggiati dal sisma" e quindi ammessi alle provvidenze: alla prima conta erano 36, all'ultima 687. Il sindaco di Castellabate, un paese sul mare del Cilento, spiegò al Mattino: "Ci accusano di sciacallaggio sostenendo che non abbiamo avuto danni dal sisma. Facciamo conto che ciò sia vero, per comodità di discorso. Ma mi dica lei però chi ci avrebbe salvato dall'accusa di omissione di atti d'ufficio per non aver fatto ottenere al paese quello che la legge gli concede". Tra i mille episodi indimenticabili, basti ricordare quello dell'area industriale di Balvano, in provincia di Potenza, costruita incredibilmente a mille metri d'altezza con un ulteriore spreco di soldi per fare la strada di accesso. "Come mai lassù in cima?", chiese Oscar Luigi Scalfaro, che presiedeva la Commissione parlamentare d'inchiesta. E il sindaco: "Ce l'ha chiesto la Ferrero per farci lo stabilimento. Dice che lassù le merendine lievitano meglio". Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella stampa |.

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Una scelta irresponsabile da <barbarie fiscale> (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'EDITORIALE Una scelta irresponsabile da "barbarie fiscale"   Federico Guiglia   Dalla scuola alla sanità, dalle banche ai club sportivi, perfino ai supermercati. Dovunque ti giri, non c'è scampo: bisogna compilare e firmare la famosa "dichiarazione per la privacy", come la chiama la burocrazia. Con tanto di struttura ad hoc - il Garante - pagata per tutelare la riservatezza dei cittadini, si riunisce e delibera in continuazione, anche se nessuno ha ancora ben capito che potere sanzionatorio eserciti. Tuttavia, in barba ai tanto declamati principi, ieri l'Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione dell'universo mondo, letteralmente, i redditi dei cittadini italiani del 2005, pubblicandoli su Internet. Con un semplice clic sul computer, chiunque poteva andare a vedere dal buco della serratura tecnologica. Un divertimento durato poche ore, perché il Garante, del tutto ignaro dell'iniziativa, l'ha fatta subito bloccare. Secondo Visco, vice-ministro del governo scaduto, la novità introdotta per la prima volta sarebbe la semplice applicazione di una legge. Ma sull'esecutivo-Prodi s'è abbattuta la bufera non solo di associazioni di consumatori, ma anche la furia critica di personaggi che hanno fatto proprio della trasparenza la loro battaglia di grido, come Beppe Grillo. Insomma, gli italiani sono stati messi alla berlina non solo dell'invidioso vicino di casa, ma pure del delinquente che può selezionare, comodo in poltrona, quelli da insidiare. Dunque, legalità o barbarie fiscale? Un modo per accrescere la consapevolezza civile o per colpire la sicurezza dei singoli? Un mezzo per smascherare i disonesti che evadono le tasse, o per bersagliare gli onesti che nulla hanno da nascondere, ma che non sono certo tenuti a esibire a chicchessia e contro la loro volontà il frutto del lavoro? E poi: qual è l'"interesse pubblico" nel sapere quanto guadagna il barbiere sotto casa? A meno che si pensi di delegare a un controllo sociale da Grande Fratello, il compito dell'Ufficio Entrate. 7  .

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"Una valutazione per favorire lo sviluppo sostenibile" (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Per la Vas Ucchielli fa un appello alla semplificazione, Lupus in Fabula ribatte che è l'unica cosa che conta "Una valutazione per favorire lo sviluppo sostenibile" FANO - "L'incontro della scorsa settimana promosso dalla Provincia di Pesaro e Urbino sulla valutazione ambientale strategica (Vas) ha un grande merito: quello di iniziare a parlare, almeno nella nostra provincia, di Vas". E' quanto sostiene Claudio Orazi, presidente dell'assicurazione Lupus in Fabula in relazione alla nuova prescrizione per le oper e che hanno un impatto ambientale. "La valutazione ambientale strategica, Vas appunto, è nota agli addetti ai lavori già dal 2001, quando una sintetica e ottimistica direttiva comunitaria (la 42/2001/CE) la introduceva nel quadro normativo europeo, sollecitando gli Stati membri a recepirla - sottolinea Orazi -. Purtroppo, in Italia abbiamo dovuto aspettare 5 anni per vederla inserita nel quadro nazionale (D.lgs 152/2006), abbiamo perso un altro anno tra modifiche e entrate in vigore (31 luglio 2007 e poi 13 febbraio 2008 con il "correttivo" D.lgs 4/2008) fino ad arrivare ad oggi, perché ci si rendesse conto che bisogna applicarla. Ovviamente, qui in Italia, applicarla significa aggiungere una nuova procedura burocratica alle molte già in piedi: da come i legislatori nazionali l'hanno impostata, rischiamo che tutta la "strategicità" di cui alla "s" di Vas verrà ridotta ad una relazione da allegare al progetto quando i giochi sulle scelte di pianificazione sono già chiusi. La Vas nasce in realtà con un intento lodevole - rileva il presidente di Lupus in Fabula - che, al di là delle singole definizioni degli articoli e delle norme, si traduce nella volontà di prevedere in fase di pianificazione o di programmazione quali conseguenze possono esserci sull'ambiente e sul patrimonio culturale e di indirizzare le scelte, quando ancora è possibile, verso la più alta sostenibilità raggiungibile. Pensandoci bene, per chi crede ancora nello sviluppo sostenibile, è l'unica cosa che abbia un senso fare: invece di arrabbiarsi perché c'è l'area industriale dentro l'area protetta o la grande infrastruttura che attraversa il bosco, anziché lottare per ostacolare progetti già approvati e finanziati è più logico che già quando si pianifica si cerchi di capire cosa è meglio e cosa è peggio per un territorio. Inoltre, le procedure di consultazione pubblica previste dalla Vas (simili a quelle della Via, la valutazione di impatto ambientale) permettono a chiunque di prendere visione dei piani o dei programmi (sottoposti a Vas) prima della loro approvazione e di presentare eventuali osservazioni. Se la Vas funzionasse bene, non ci sarebbero più comitati a protestare per quella discarica o quella centrale, perché le scelte strategiche sarebbero già state decise, e condivise, a monte. Questo in teoria. In Italia la Vas è percepita solo come burocrazia aggiuntiva. Lo dimostrano chiaramente le parole del presidente Ucchielli, che fa un sollecito appello alla "semplificazione", per "non aggravare e ritardare l'attività di imprese e operatori nel settore edilizio e imprenditoriale". L'associazione "Lupus in fabula" si unisce volentieri all'appello alla semplificazione, ma con motivazioni opposte a quelle del presidente, perché la Vas possa rafforzare e rendere efficaci i traballanti strumenti di tutela ambientale e sviluppo sostenibile".

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Paga una bolletta di un euro (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

La burocrazia della Ciip per una semplice voltura Paga una bolletta di un euro ASCOLI - Che la Ciip abbia necessità di soldi, non è una novità: quale ente non ne ha? Certe volte, però, il gioco non vale la candela. No, non è un puzzle, è semplicemente l'atteggiamento da Miserabili. Cosa avete pensato? Noi parliamo del noto romanzo sociale di Victor Hugo, ricordando il famoso poliziotto Javert, integerrimo fino alla morte. E così all'utente Domenico Cruciani è giunta una Fattura per la fornitura del servizio idrico integrato per l'incredibile cifra di Euro 1; per il consumo d'acqua di un giorno (dicesi giorni uno). E' accaduto che il contatore era a carico della mamma, defunta, e il Cruciani aveva chiesto la voltura. Si pensi, per un attimo, alle spese per questa fattura da un euro: costo del foglio di carta (prestampato), della busta, del francobollo, della mano d'opera, del servizio bancario (nel caso specifico la Cassa di Risparmio di Teramo) e a quanto ci ha guadagnato la Ciip; altro che I Miserabili. Domanda: ma la Ciip doveva rimetterci un euro? No: bastava che lo addebitasse all'utente subentrato... E forse la vicenda non è completa. Difatti la Ciip avverte che ...la presente fattura sarà oggetto di conguaglio per aggiornamento tariffe 2008. Domenico Cruciani si attenda perciò una nuova fattura di conguaglio di almeno 0,01 euro!.

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La crisi non va in ferie la vacanza si accorcia (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

I DEMOCRATICI SOTTOSCRIZIONI INCHIESTALE PRENOTAZIONI PER L'ESTATE STENTANO: DIMEZZATI I SOGGIORNI ALL'ESTERO LA STORIA DI EMMANUEL, MAGAZZINIERE DELLO ZAMBIA SPOSATO CON UN'ITALIANA All'interno CASO VILLARETTO L'AGENTE DI VIAGGIO Chiamparino: "Le correnti uccidono il partito" Il tesoriere del Pd deve dare la caccia all'onorevole tirchio La crisi non va in ferie la vacanza si accorcia "Sei nero, devi restare fuori" Caselli procuratore capo Le Acli contro Viano "Lavori in ritardo per la burocrazia" "Finito il mito di agosto meglio il mordi e fuggi" Beppe Minello Alessandro Mondo Gli operatori: media sotto le 2 settimane. Boom delle rate La nomina del Csm "La città chiede legalità, cercherò di rispondere" Marina Cassi Monica Perosino servizio.

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PRIMO MAGGIO, PALAZZO REALE CHIUSO: INSORGONO GLI OPERATORI. E CONFINDUSTRIA CASERTA COMMENTA: « (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Primo Maggio, Palazzo Reale chiuso: insorgono gli operatori. E Confindustria Caserta commenta: "È un fatto gravissimo, la gestione del settore è approssimativa". si potrebbe dire Maggio, monumenti porte chiuse, parafrasando il famoso slogan, e contro ogni logica di buon senso. "La decisione è stata assunta - incalzano gli industriali - senza avvertire la benché minima esigenza di informare per tempo gli operatori del settore, costretti a subire probabilmente - con la beffa - l'ennesima mazzata economia". Sulla vicenda sono intervenuti in maniera forte sia il presidente di Confindustria Caserta, Carlo Cicala, che il presidente della sezione Turismo dell'associazione industriali, Cristoforo Coppola, i quali hanno stigmatizzato il modo approssimativo e dannoso di gestire un settore, che con il primo ponte di bel tempo di quest'anno non aspettava altro appuntamento per tirare un respiro di sollievo, dopo le gravi crisi di immagine degli ultimi mesi. "È un modo di procedere assurdo - ha dichiarato Carlo Cicala - colpevolmente autolesionistico, che tradisce un'idea approssimativa e rozza di gestire il settore, e che si alimenta soltanto di parole vuote e di propositi vani, incurante dei danni che ne derivano agli operatori, al territorio, alle imprese, agli stessi cittadini". Danni che, in attesa di essere calcolati, per intanto si traducono in una protesta crescente da parte degli operatori, alcuni dei quali sono già sopraffatti da richieste di risarcimento, laddove non riescono a dirottare altrove le prenotazioni. E dunque con danni a cascata su tutto l'indotto, dagli albergatori, alle guide ai ristoratori. "È incredibile il torto che il settore è costretto ancora a subire dopo le vergognose vicende dei mesi scorsi", ha aggiunto il presidente della sezione Turismo, Cristoforo Coppola. "Gli operatori turistici sono arrabbiati, che dico, di più, molto di più. Sono subissato di telefonate. Sto provando a chiamare a tutti i livelli, ma invano. E in ogni caso, il danno è già stato fatto. Mi chiedo, allora, a che servono tutti i nostri sforzi, i nostri investimenti - ha aggiunto Coppola - a che serve andare per fiere a promuovere i nostri monumenti, i nostri prodotti, le nostre bellezze se alla prima occasione utile li lasciamo tutto chiuso dietro ai portoni di una burocrazia ottusa e irresponsabile e di una politica colpevolmente assente".

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VIOLENZA SESSUALE/ MARZIALE: CASO PADOVA,GIUSTIZIA CON G (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

MINUSCOLA "Tra indulti ed errori Italia popolata da delinquenti" postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 1 mag. (Apcom) - "La scarcerazione dello stupratore di una minorenne, dovuta a qualsivoglia errore, rappresenta fedelmente lo spaccato di una giustizia con la 'g' minuscola con la quale gli italiani sono costretti a fare i conti quotidianamente". Così il sociologo Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio sui Diritti dei Minori, dopo il caso del marocchino responsabile di violenza sessuale su una 14enne scarcerato per decorrenza dei termini della carcerazione preventiva a causa di un errore di notifica compiuto dalla segreteria del pm padovano Roberto Lombardi. Marziale si dice "infuriato con chi non ha badato a compiere correttamente il proprio dovere professionale e con un sistema ipergarantista fatto di cavilli e sotterfugi volti a tutelare i criminali piuttosto che le vittime". "Tra indulti ed errori il Paese si ritrova popolato da delinquenti che mettono a repentaglio la sicurezza dei cittadini, quand'invece - sottolinea il sociologo - soprattutto per i reati che riguardano i minori, tutta questa feccia umana dovrebbe essere rinchiusa nelle galere più oscure o rispedita al mittente". Marziale continua: "Saremo pressanti nel chiedere all'imminente Governo misure di revisione di quella parte del sistema giudiziario che dovrebbe garantire i bambini e gli adolescenti ma, in attesa che la burocrazia faccia il suo corso, chiediamo al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, di intervenire con l'autorità del proprio ruolo di garante dei diritti costituzionali di ogni cittadino per porre rimedio a tutti questi errori di sorta che finiscono per premiare, come nei videogiochi più violenti, chi meglio delinque".

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Malattia rara, farmaco non rimborsato (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Appello dei pazienti colpiti dalla "Behcet" per ottenere le medicine. Tra i centri in cui si cura anche l'ospedale cittadino Malattia rara, farmaco non rimborsato Malattia di Behçet in Friuli Venezia Giulia: i malati condannati alla cecità per colpa della burocrazia. Appello di medici e pazienti: "Le Istituzioni non ci devono più negare il farmaco che arresta la malattia e salva la vista"."I malati della malattia rara di Behçet, anche in Friuli Venezia Giulia, rischiano di diventare ciechi per colpa della burocrazia. E con gravi disturbi neurologici. C'è un farmaco - sostengono in una nota i Centri per la malattia di Behcet - già disponibile, che può contrastare la malattia, la cecità e i disturbi neurologici. Eppure non possono averlo perché il farmaco - si chiama infliximab - non avendo l'indicazione per la malattia di Behçet, non può essere rimborsato a ospedali e università. Il farmaco funziona, lo hanno dimostrato studi scientifici anche italiani e lo sanno bene quei pochi pazienti italiani che, grazie a esso, hanno recuperato la vista e fermato la malattia. Questi pazienti devono ringraziare medici che sotto la propria responsabilità prescrivono infliximab e Asl sono pochissime - che concedono il farmaco pur sapendo che non saranno rimborsate dal Servizio sanitario nazionale.In regione sono diversi i centri per la malattia di Behcet: Azienda ospedaliera Santa Maria degli Angeli, Ass 2 Isontina, Ospedale di Gorizia; Azienda Ospedaliero-Universitaria Ospedali Riuniti di Trieste; Ieccs Burlo Garofolo di Trieste; Azienda Ospedaliera Santa Maria della Misericordia di Udine, Ass 4 Medio Friuli, Ospedale San Daniele di Udine; Policlinico Universiatario di Udine. Per ulteriori informazioni rivolgersi all'Associazione Simba (tel.3294265508) o vistare il sito www.behcet.it.

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Trasparenza va bene, ma il "nudismo" è troppo (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL COMMENTO Trasparenza va bene, ma il "nudismo" è troppo (Segue dalla prima pagina)Il viceministro Visco poco prima di lasciare il ministero del Tesoro ha dato un ordine preciso all'Agenzia delle Entrate: mettere in rete tutte le denunce del 2005. In poche ore il caos, ognuno alla ricerca del reddito dell'altro: vicini, colleghi di studio, di parrocchia, di consiglio d'amministrazione. I guardoni fiscali sono impazziti con punte di estasi collettiva da finale del Grande Fratello. Qualcuno si è proposto per la delazione con la denuncia del 2006. Negli uffici avevano rispolverato vecchi cartelli: "Taci, il nemico ti ascolta".È durata poche ore: prima di tutto perché il sito è andato in tilt e non riusciva più a rispondere a centinaia di migliaia di cliccate; poi perché il Garante della Privacy ha chiesto all'Agenzia delle Entrate di sospendere l'accesso alle liste. Il Garante sospettava "evidenti e rilevanti problemi" a proposito della tutela del privato. Non avendo strumenti per intervenire, il Garante può soltanto chiedere e sperare che lo ascoltino. Risultato: adesso non si vede niente.Più che di legalità, era una questione di opportunità. I redditi sono pubblici, basta andare in un ufficio delle tasse e si possono consultare gli elenchi verificati dei contribuenti. Ma questa era la prima volta che venivano inseriti in rete e completi da ogni regione italiana, alla portata di chiunque, soprattutto di chi non paga le tasse. E questo già basta per farci adirare. Ben visibili anche dai farabutti e dai malintenzionati: nessuno dice che gli elenchi siano un'istigazione al rapimento o alla rapina, ma non è nemmeno il caso di aprire la porta di casa ai ladri dopo avergli fornito la foto dell'argenteria di famiglia. Insomma, meno suggerimenti si trovano in questa materia su Internet e meglio è.Poi c'era un altro elemento: un governo uscente può decidere la pubblicazione nell'attesa del nuovo governo? Non è elegante, anzi: è decisamente inopportuno. Non siamo alla violazione del segreto, ma certo non siamo alla protezione. È impossibile avere notizie di un amico ricoverato in ospedale, nemmeno la convivente viene messa al corrente, e uno qualsiasi può controllare per filo e per segno la tua denuncia dei redditi: stipendio, abitazione, figli a carico, uscite, lavori fatti in casa...La "trasparenza" è encomiabile, ma in nome di quella trasparenza non occorre mostrare la gente nuda. Concediamole almeno la foglia di fico. Non esiste una legge in materia e ciò rende possibili anche episodi simili, ne facciano una subito.Siamo un Paese con qualche problema col fisco. La maggior parte degli italiani paga regolarmente le tasse, ma non ha fiducia nel Fisco che, naturalmente, non ne ha nessuna nel contribuente. Tanto che lo tartassa con perfido sadismo e lo perseguita, appena può. È giusto colpire gli evasori, i troppo furbi che cercano di fregare lo Stato e, insieme, tutti noi. Invece, il buon contribuente è ammazzato dalla burocrazia. La tua parola non basta, se perdi dopo un anno la ricevuta di una raccomandata, non è sufficiente avere tutta la documentazione, ci vuole per forza quella raccomandata che nessuno dall'altra parte registrerà e conserverà. La legge ti consente di autocertificare chi sei e che non sei mafioso, ma davanti al Fisco non esisti. Perdi ogni diritto, per avere un rimborso di cento euro devi esibire duecento pezze d'appoggio. Il risultato è che la prossima volta pagherai in nero e ti faranno uno sconto superiore a quanto lo Stato ti rimborserà a rate in dieci anni. E solo se hai la ricevuta postale.L'ex viceministro Visco è un professore che sembra a tratti un talebano delle tasse. Sicuramente ha fatto pagare molti evasori e ha ottenuto risultati: proprio ieri le entrate totali dello Stato hanno segnato +7\% nel primo trimestre. Ma c'è modo e modo: tra far pagare e perseguitare qualche piccola differenza resta. L'aggravante tramite Internet non era prevista. Ci sono categorie col dovere della trasparenza (i politici, gli amministratori pubblici, per esempio). E ci sono gli italiani che hanno diritto al rispetto della loro privacy. Niente da dire sulla pubblicazione dei nomi degli evasori negli elenchi del Liechtenstein, ma non ci piace la gogna mediatica.Il discorso è semplice, tutti qui. È lo spirito di uno Stato moderno che esige rispetto, ma dà rispetto. Concetto antico, c'era giù tutto nei Vangeli. Matteo, prima di sentire la chiamata come apostolo, era stato esattore delle tasse e si è mostrato particolarmente sensibile al problema. È nel Vangelo secondo Matteo la storia del cammello e della cruna dell'ago, per far capire quanto sia difficile "per un ricco entrare nel regno dei Cieli". E c'è pure la famosa distinzione: "Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio". Insomma, bisogna sempre dare. Non è detto che chi paga le tasse entri di diritto nel regno dei cieli; ma forse è meglio presentarsi con la cartella esattoriale a prova di verifica. Meglio ancora se vidimata da Visco in persona e diffusa in rete. Anche se un dubbio viene: il Fisco ha un'anima?Edoardo Pittalis.

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Valle del Chiampo La provincia (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Valle del ChiampoLa provincia di Verona non vuole più gli scarichi dei depuratori della valle del Chiampo, e tremano diecimila lavoratori. Scongiurato, almeno per il momento, lo stop forzato agli scarichi conciari, che sarebbe dipeso dalla chiusura dei cinque depuratori di Arzignano, Trissino, Montecchio Maggiore, Montebello e Lonigo cui sono allacciate oltre 300 aziende. Dal 31 dicembre 2007 si va avanti a proroghe: ora dalla provincia di Verona (lo scarico finale è a Cologna Veneta), è arrivato il no all'autorizzazione allo scarico. Le motivazioni sono di natura tecnica e ora gli esperti sono al lavoro per elaborare un ricorso. La Regione Veneto sta predisponendo una diffida per nominare un commissario ad acta nella provincia di Verona, ma anche questa si riunirà lunedì. Due le soluzioni: o lasciare a casa 10.000 dipendenti, chiudendo i depuratori e di conseguenza le fabbriche, o continuare a lavorare, col rischio però, anche penale, essendo in regime di scarico non autorizzato. Nel corso di una riunione d'urgenza convocata da Gianfranco Signorin, presidente e legale rappresentante pro tempore del Consorzio Aziende Riunite Collettore Acque, partecipata in massa dai sindaci dell'Ambito Territoriale Ottimale, "Valle del Chiampo" (che a fine seduta hanno sottoscritto la richiesta di emissione da parte del presidente della Regione Galan, di un'ordinanza contingibile e urgente), da Industriali, Concia, Artigiani, Api, Commercianti e dai sindacati è emerso un no secco alla chiusura delle aziende. "È il momento - ha detto Mirko Balsemin - di far vedere chi siamo e cosa abbiamo fatto; le istituzioni e la politica non possono permettersi di infliggere un'ulteriore sofferenza". Gabriele Boschetti ha invocato riflessione ed ha invitato Signorin ad andare avanti. "Se ci si ferma, è come dare spazio alla burocrazia", ha tuonato Dal Zovo, per i sindacati, annunciando per lunedì un tavolo con i lavoratori. Ne convocherà uno anche il sindaco Fracasso. Il senatore Paolo Franco ha dato la sua disponibilità come il consigliere regionale Giuliana Fontanella. Giancarlo Galan è già al lavoro, sollecitato anche da un telegramma del presidente di Confindustria Vicenza Roberto Zuccato.Paola Frighetto.

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Prima sposa due fidanzati con i capelli bianchi, poi prende in consegna la cassa con 34,5 milioni (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

A PALAZZO D'ARONCO Prima sposa due fidanzati con i capelli bianchi, poi prende in consegna la cassa con 34,5 milioni (cdm) "È stata una soddisfazione immensa essere sposati da Honsell. L'abbiamo votato, quindi siamo doppiamente contenti. Una sorpresa bellissima". Rosario Currao e Maria Luisa Giuganino hanno ancora gli occhi che brillano di quella luce speciale che solo un grande amore sa dare. Honsell al debutto come ufficiale di stato civile ha appena celebrato le loro nozze (nella foto). Davvero un inizio duplice: per Honsell, la "prima volta" da gran cerimoniere, per i due fidanzati, l'avvio di un matrimonio che sigilla un'unione durata 37 anni. Perché, sì, Rosario e Maria Luisa non sono due ragazzini: 66 anni lui, siciliano, 75 lei, genovese. "Abitiamo da tanto tempo a Udine, dove ci siamo trasferiti per lavoro - raccontano -. Prima della pensione, facevamo gli agenti di commercio. Le parole di Honsell ci hanno toccato il cuore. Siamo felici e innamorati più del primo giorno. Era emozionato anche il sindaco". Dai confetti alla burocrazia. La mattinata di Honsell è continuata con la verifica di cassa, che viene fatta ogni sei mesi di norma e, ai sensi del testo unico, anche al cambio di amministrazione. Al passaggio di consegne "finanziarie" c'erano Honsell e Cecotti (che hanno firmato entrambi), il segretario generale Cipriano, i revisori dei conti e la responsabile del servizio finanziario. "Il fondo cassa attuale - ha detto la dirigente - è alto: 34,5 milioni. Al 16 giugno 2003, al via del "Cecotti bis", il fondo ammontava a 38,7 milioni. Le due cifre, però, non sono confrontabili perché i flussi di cassa dipendono da variabili che non possono essere considerate".

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"Le Acli strozzate dalla burocrazia" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Intervista Stefano Tassinari "Le Acli strozzate dalla burocrazia" MONICA PEROSINO La bufera dopo l'esposto dei residenti del Villaretto, che da 8 anni vivono tra cantieri e opere di urbanizzazione ancora in alto mare - è arrivata fino ai "piani alti" delle Acli. Il presidente Stefano Tassinari difende a spada tratta il progetto e l'operato del consorzio: "Al Villaretto siamo stati bloccati dalla follia della burocrazia". Cioè? "Viviamo in un Paese in cui invece di agevolare i progetti innovativi li si rallenta con una serie di ragioni kafkiane". Cosa è successo, nello specifico, al Villaretto? "Tanto per cominciare i vari permessi dal Comune sono arrivati solo nel 2005, cinque anni dopo la vendita delle prime case. Per non parlare degli altri interventi, a partire dalla Telecom, che si è fatta vedere solo dopo mesi dalla richiesta". Un esempio nel concreto? "Il completamento della circonvallazione, necessario per poter chiudere la borgata al traffico, risale al luglio 2006. Solo dopo, si sono potuti avviare i cantieri per le urbanizzazioni interne e si è consegnato alla Circoscrizione un cronoprogramma che riporta i tempi di esecuzione delle opere, rispetto al quale il Consorzio è attualmente in anticipo e diversi interventi saranno completati entro il prossimo luglio". Quindi, oltre agli ostacoli burocratici le difficoltà derivano dalla gestione di interventi che non si possono eseguire contemporaneamente? "Esatto. Il Villaretto è un quartiere che sta nascendo dal nulla, da un'antica borgata diroccata in cui più quasi nessuno abitava. Non è facile". Eppure le Acli si occupano di edilizia da quarant'anni. Questi problemi non erano prevedibili? "Il progetto è molto complesso, non è "facile", come costruire un palazzo in città. Poi non è vero che le opere non sono state fatte. Siamo nei tempi di consegna previsti dalla convenzione". Però, nel 2000, quando vennero vendute le prime case, ai compratori si prometteva la chiusura dei cantieri entro due anni. "Un eccesso di ottimismo. Al progetto ci credeva profondamente il Consorzio Villaretto, così come ci credeva il Comune. D'altronde adesso l'assessore all'urbanistica Viano dice che il consorzio ha affrontato il progetto con approssimazione: in questo caso avrebbe dovuto semplicemente rifiutarlo. Sono amareggiato da questo rimpallare le responsabilità e fare lo scaricabarile". Cosa serve per evitare altre "Villaretto"? "Se si spendono 100 euro, 50 devono essere usati per dimostrare come hai speso gli altri 50: la collaborazione tra pubblico e privato deve fondarsi su garanzie più solide per lavorare bene e strumenti più agili per non rimanere incagliati tra le scartoffie".

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<Secessione anche da Milano> Cantù ci crede e cerca alleati (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Como, La" del 01-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Secessione anche da Milano" Cantù ci crede e cerca alleati Depositata la proposta di delibera comunale per chiedere l'autonomia dell'Insubria L'imbarazzo della Lega: "Ci penseranno a Roma con la creazione delle macroregioni" CANTU'Depositata la proposta di delibera affinché il consiglio comunale di Cantù sia il primo a chiedere la costituzione di una regione a statuto speciale - ricalcata sui confini delle province di Como, Lecco, Sondrio e Varese per le quali richiedere poteri come quelli dell'Alto Adige - lo sguardo ora volge all'ingiro. Alla ricerca di alleati, "consiglieri di qualsiasi colore politico". Claudio Bizzozero - alle ultime elezioni amministrative canturine arrivato al ballottaggio con il sindaco leghista Tiziana Sala e perdendo per quattrocento voti - sa che c'è bisogno di un grosso movimento per mettere le ali alla proposta di una nuova regione, di staccare dalla Lombardia quella terra che va sotto il nome di Insubria, perché le regioni così come sono oggi non fanno altro che aggiungere burocrazia a burocrazia. Se Roma è ladrona, dunque, lo è anche Milano. Quindi, poteri alle province, con la possibilità di legiferare su tutto (a esclusione di polizia e giustizia) e di mantenere sul territorio "insubrico" tra il 40 e il 90% di tutte le imposte (così come previsto dallo statuto della provincia di Bolzano). La Costituzione prevede che i consigli comunali. espressione di almeno un terzo dell'intera popolazione delle province interessate, possano appunto richiede una legge statale per la costituzione della nuova regione, legge che dovrà essere poi sottoposta a referendum popolare nel territorio coinvolto. La scommessa è dunque quella di spingere i Comuni più grossi delle quattro province ad approvare la delibera presentata in prima battuta a Cantù. Dove, per ora, si registrano reazioni negative da parte dei partiti di governo. La Lega Nord - per bocca del suo capogruppo consiliare Giorgio Masocco - parla di una proposta che arriva ormai in ritardo e della scoperta dell'acqua calda, che con la Lega Nord al governo nazionale si procederà con quel federalismo fatto di regioni o macroregioni, federalismo prefigurate nello statuto approvato dalla Regione Lombardia che fa da apripista. Allo statuto regionale fa riferimento anche la coordinatrice di Forza Italia, Paola Sala: "Uno statuto innovativo, per il quale la Regione può legiferare su molte materie, uno statuto che contiene quei concetti di sussidiarietà richiamati da Bizzozero. E poi, anche se sono belle idee, il percorso della proposta mi sembra un po' complicato. Tempo lunghi". Fuori dal coro, il consigliere forzista Carmine Forcella ("Bella idea, l'appoggio. Riprende la vecchia idea della provincia di Como come zona franca. Anzi, se la proposta di Bizzozero non dovesse avere seguito, riproporrei proprio quella della zona franca"). Obiezioni che Bizzozero aveva messo in conto e promette che si andrà avanti, quand'anche il consiglio comunale di Cantù, a metà maggio, dovesse bocciare la proposta. Annuncia altre iniziative, contatti in altri consigli comunale, la ricerca di alleati in tutte le quattro province, indipendentemente dall'orientamento politico: "Siamo solo agli inizi". Dario Cercek 01/05/2008.

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