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Articoli
Burocrazia (57)
Allevatori, obiettivo qualità per superare la crisi
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: le strettoie della burocrazia e un'applicazione della normativa sul benessere animale che vincola i produttori, senza sortire effetti positivi sul bestiame. Senza contare le "emergenze sanitarie, dalla blue tongue alla vescicolare, in grado di condizionare negativamente il mercato, anche quando non si tratta di vera emergenza",
CAMPO
E SCHIEVENIN ( da "Corriere delle Alpi"
del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Questione di giorni e di burocrazia. Il campo-base sarà allestito a Campo, dove la marcia prenderà il via alle 9,30 del mattino. Chi pensa però a una passeggiata tranquilla senza l'incubo cava si sbaglia di grosso. Già, perchè la moratoria regionale - approvata quasi all'unanimità da palazzo Ferro Fini - non è ancora sufficiente.
Cittadinanza,
regole da cambiare ( da "Trentino"
del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
12 tra
burocrazia e code agli sportelli. E' poi necessario avere un reddito minimo e
la fedina penale pulita. In Parlamento, è depositata una proposta di legge che
abbassa gli anni a
La
burocrazia vieta i panini ( da "Trentino"
del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sportivo operativo solo oggi La burocrazia "vieta" i panini CLES. Tutto pronto alla mostra dell'agricoltura di Cles, ma guai vendere prima dell'inaugurazione prevista per stamattina. Lo ha scoperto con rammarico Fabio Bruni, titolare de "La Baita" che ha punti vendita a Cles, Malé e Dimaro che è presente alla fiera di maggio con un chiosco per la vendita di prodotti tipici trentini.
Tutti
in attesa di Berlusconi ( da "MF Sicilia"
del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia regionale, Salvatore Taormina, segretario generale della Regione, a rappresentare l'istituzione alla cerimonia", ha replicato il presidente Raffaele Lombardo. Che ha aggiunto: "Lamentare a tal proposito un'assenza significa disconoscere l'importante ruolo, a conferma di una strumentalità che rende meno credibili i sentimenti espressi in memoria di Pio La Torre e del suo
Una
scelta irresponsabile da barbarie fiscale
( da "Giornale
di Vicenza, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: come la chiama la burocrazia. Roba spesso da ridere, ma a volte anche da piangere. Non è, purtroppo, raro che diventino di dominio pubblico informazioni che dovrebbero restare riservate, come la salute delle persone. Tuttavia, in barba ai tanto declamati principi, ieri l'Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione dell'universo mondo,
Tra
un anno ventidue nuovi alloggi ( da "Nazione, La (Firenze)"
del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Mentre la burocrazia snelliva le procedure per evitare ulteriori "passaggi", Casa Spa ha trovato altri 280.000 euro per completare l'intervento, fortemente lievitato nei costi da quando è stata murata la prima pietra. Ci sono da fare intonaci, pavimenti, rivestimenti e impiantare servizi, e ventidue appartamenti sono tanti,
LA
LOTTA alla irregolarità che spesso complica la vita soprattutto ai cittadini
normali ( da "Nazione, La (Firenze)"
del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La verità è che in Italia il toro per le corna non lo si vuole prendere e si finisce per far crescere quella burocrazia che soffoca economia e società. Si procede dunque per tentativi, spesso maldestri, che mettono in croce chi si comporta con correttezza, caricandolo di inutili, quindi dannosi, adempimenti.
ORA
LE aziende agricole modenesi, come quelle di tutta la regione, possono richie
( da "Resto
del Carlino, Il (Modena)" del
01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: iniziativa ha lo scopo di semplificare la burocrazia, snellire i tempi e rendere più agevoli per le aziende gli adempimenti amministrativi. Con il nuovo sistema, la domanda presentata via internet segue un percorso più veloce e l'azienda riceve direttamente per raccomandata, il 'libretto' per l'anno 2008, con cui potrà acquistare il carburante.
<Troppa
burocrazia, la nuova macchina comunale dovrà velocizzarsi>
( da "Nazione,
La (Pisa)" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Troppa burocrazia, la nuova macchina comunale dovrà velocizzarsi" SNELLIRE, velocizzare. Queste le parole d'ordine del neosindaco Marco Filippeschi per la nuova macchina comunale che si rimetterà in moto con la legislatura appena avviata. Ieri, nel corso del passaggio di consegne con il commissario straordinario Maria Laura Simonetti (
Orvieto:
negozi aperti per il primo maggio <Per accogliere i turisti nel segno
dell'ospitalità> ( da "Nazione, La (Umbria)"
del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Di parere opposto Stefano Olimpieri del Pdl: "Se i negozi resteranno aperti il merito è dei singoli commercianti che si sono battuti con questo e ai quali abbiamo dato il nostro sostegno mentre le burocrazie associative si erano espresse ufficialmente contro l'apertura".
Onorevoli
tra code e burocrazia ( da "Provincia Pavese, La"
del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Cronaca Onorevoli tra code e burocrazia Abelli, Nola e Mura raccontano il primo giorno in parlamento L'assessore regionale conferma: "Deciderò tra quindici giorni se restare a Roma" PAVIA. Sull'aereo, in attesa di partire, che lo sta portando a Pavia, Giancarlo Abelli (Pdl-Forza Italia) annuncia: "Deciderò a metà mese se restare in Parlamento".
L'emblema
della repubblica un omaggio al lavoro - sante maurizi
( da "Nuova
Sardegna, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: un oggetto da burocrazia vessatoria ben poco entusiasmante e coinvolgente. E sarà per questo che la migliore agenzia di produzione simbolica di questi anni, la Lega, se l'è presa solo con "Fratelli d'Italia" e con la bandiera, contrapponendogli tutto il corredo di va pensiero, carrocci, ampolle e alberti da giussano.
Il
mondiale j24 annullato alla vigilia
( da "Nuova
Sardegna, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia cancella il mondiale di vela J24. L'evento che conivolge 70 imbarcazioni e 400 persone da tutto il pianeta rischia di scaltare. La capitaneria di porto e il responsabile del procedimento della Regione non vogliono concedere il nulla osta.
Gli
abusi edilizi? ignorati ( da "Nuova Sardegna, La"
del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dice ancora Falchi - abbiamo dovuto fissare delle priorità, così abbiamo preferito occuparci delle famose 3500 pratiche arrivate dopo il condono Berlusconi. Questo non vuol dire che gli uffici non si occuperanno anche degli abusi precedenti: la burocrazia è lenta, ma come dimostra il caso di Orosei, fa il suo corso". (p.s.).
L'identità
ambigua del fronte progressista - augusto cavadi
( da "Repubblica,
La" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: come accompagnatori nella giungla della burocrazia e del mercato. è la strategia dell'uovo oggi al posto di una gallina - denigrata come utopica - domani. è la politica ad personam basata sulla risposta alle domande private in cambio del silenzio sulle richieste generali, sulle esigenze del bene comune.
L'addio
della giunta ragnedda dedicato al puc
( da "Nuova
Sardegna, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ancora più anoressici i metri cubi da sviluppare nelle zone F, quelle che il linguaggio della burocrazia definisce insediamenti turistici. I calcoli degli esperti nelle aree con vista sul mare confermano la mancanza di metri cubi a disposizione per nuovi interventi. Ma per il regno delle vacanze vip non significa la tomba dell'edilizia.
Ora
che il quadro è completo attuiamo i progetti di bonifica - pinuccio saba
( da "Nuova
Sardegna, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: riparandosi dietro la burocrazia, rinviano ogni decisione e questo nonostante le aziende interessate siano pronte a intervenire". "Credo che non ci sia più niente da capire o scoprire - sostiene ancora il sindaco -. La barriera idraulica sembra che funzioni bene ma ci sono gravi compromissioni nel resto della zona industriale.
<Guerra
combattuta giorno per giorno> ( da "Giorno, Il (Sondrio)"
del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: troppi costi aggiuntivi causati da troppa burocrazia. Sotto questo aspetto forse hanno anche ragione, ma va aggiunto che in fondo si tratta di uno schema da seguire che, una volta appreso, poi forma un quadro di riferimento garantito". "Le morti bianche ci sono sempre state - ammette Ezio Ferrari segretario provinciale della Uil - ma il fenomeno non era così vistoso come adesso.
MASSA
CARRARA <QUESTI due signori ha gridato Mario r
( da "Nazione,
La (Massa - Carrara)" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: un atteggiamento tipico della classe dirigente carrarese che ha sempre lasciato che Massa sviluppasse la burocrazia, salvo poi pentirsi". Più cauto Palandrani, insegnante all'Artistico di Carrara, anch'egli autore di svariate pubblicazioni: "Massa ha un ruolo amministrativo e Carrara un ruolo economico, ma non penso di trattare gli uni da furbi e gli altri da scemi.
TRASFORMARE
il Lolli da teatro per i soli soci a teatro pubblico: è il sogno
( da "Resto
del Carlino, Il (Imola)" del
01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ci sono soprattutto la burocrazia e i soldi: per poter aprire le porte a tutti gli imolesi manca l'agibilità, così per ora in platea possono sedersi solo 99 persone. Il proprietario dello stabile poi, l'Ausl, al momento convoglia tutti i fondi disponibili sul nuovo reparto di pronto soccorso e di trasformare il Lolli in un vero e proprio teatro per ora non ne ha alcuna intenzione.
Di
PINO MIGLINO FIRENZE LA NOTIZIA girava da giorni a margin
( da "Nazione,
La (Empoli)" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Quello che è certo è che la politica deve abbattere i suoi costi: le burocrazie di partito devono restare un ricordo del passato". Forza Italia è stata visto come un partito anomalo, una sorta di organizzazione di supporto al carisma del leader. "Un carisma che finora ha funzionato visto il 40 per cento che abbiamo preso alle elezioni.
Via
napoli ( da "Tirreno, Il"
del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Burocrazia, diritti del cittadino... Sergio Matteucci PRATALE Siamo in attesa di risposte concrete PISA. Vorrei replicare alla risposta di Francesco Pierotti circa l'assenza del candidato, all'epoca, (e attuale sindaco) Marco Filippeschi, lamentata dal sottoscritto, in occasione della recente iniziativa del Circolo Pd Pratale -
Mehala
la felicità dell'adozione ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La cosa più difficile "i tempi della burocrazia: non hanno nulla a che vedere con quelli delle emozioni". Un anno e mezzo per poter vedere Mehala in carne ed ossa, per poterla raggiungere fisicamente. Non per caso il primo capitolo del libro è dedicato al tempo. "Per tutto l'iter adottivo un compagno che non ti lascia mai.
L'stl
da oggetto misterioso a impresa che fa utili
( da "Nuova
Sardegna, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: di mostro giuridico calato dall'alto e tenuto insieme dai lacci della burocrazia. Ora l'azienda è corteggiatissima, produce idee, utili e ha una gerarchia corta. Un direttore e un ristretto gruppo di dipendenti. La politica è rimasta a litigare per scegliere i criteri di nomina del cda e del presidente. Discordia delle poltrone.
Meno
burocrazia per installare le insegne dei negozi
( da "Tirreno,
Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Pistoia Meno burocrazia per installare le insegne dei negozi La giunta ha approvato le nuove norme: basterà la dichiarazione di inizio attività PISTOIA. Sarà più semplice d'ora in poi per i commercianti e gli esercenti installare le proprie insegne d'esercizio.
Milkout
festival allo sperone notti di passione su tre palchi - mattia brighenti
( da "Repubblica,
La" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Organizzare un festival in un posto del genere porta a scontrarsi con la burocrazia". Ma ne vale la pena perché Quaglia e compagni sanno come invogliare la gente. "La formula vincente?", prosegue l'organizzatore, "con anni di esperienza abbiamo capito quello che vuole il pubblico. Il festival con un solo megapalco ha sempre meno appeal.
Sì
alla trasparenza No alla curiosità e al pettegolezzo
( da "Giornale
di Brescia" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ora ci troviamo in un contesto in cui la burocrazia richiede ai cittadini un sacco di adempimenti a costi piuttosto elevati e la pubblicazione dei loro redditi pare proprio una provocazione nei loro confronti. Mi sembra più una boutade del Governo uscente che non una vera azione di trasparenza.
Export,
ponte robusto tra Piacenza e Nord Africa
( da "Libertà"
del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: a dare man forte agli scambi commerciali è anche una burocrazia più snella in Nord Africa rispetto ad altri Paesi. Il codice del commercio e quello civile sono molto evoluti e si rifanno in parte alla legislazione francese, le leggi islamiche non riguardano il commercio e quindi non sono di ostacolo a chi vuole intraprendere in questo paese.
<La
burocrazia rischia di uccidere le rassegne dei cavalli bardigiani>
( da "Libertà"
del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia rischia di uccidere le rassegne dei cavalli bardigiani" Domenica scorsa è stata la volta di Bettola; domenica prossima sarà il turno proprio di Morfasso. A proporre queste rassegne della durata di un giorno, dove gli appassionati mettono in mostra i loro esemplari di cavalli bardigiani, anche i Comuni di Farini e Ferriere.
MORFASSO
- ( da "Libertà"
del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia trasformerà i nostri magnifici esemplari di cavalli bardigiani in bistecche, alla faccia di tutte le belle leggi sul benessere animale": è un grido d'allarme ironico e provocatorio quello che il sindaco di Morfasso Marco Rigolli lancia dal nostro quotidiano, prendendo posizione rispetto alle cosiddette "norme del benessere animale"
Dopo
il voto ( da "Tirreno, Il"
del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: e vieni risucchiato da tasse e burocrazia? Quello per cui hai costituzionalmente diritto e nessuno ti dà, oppure quello che per tre spiccioli ti toglie la vita? Cari signori, è arrivata l'ora di capire cosa rappresentate oggi, tutti a strillare sui palchi, e cosa rappresentate e chi quando vi fate vivi solo per ciò che fa comodo alla vostra visibilità.
Resa
nota ieri sentenza a favore del Briga tenuta nel cassetto
( da "Stampa,
La" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Sembrava una questione di ordinaria burocrazia se non fosse che almeno due squadre del girone A del campionato di Prima categoria a 90 minuti dal fischio finale della regular season mantenevano il fiato in sospeso. Il pronunciamento della Cdn infatti influisce sul risultato finale della partita Briga-Sanmauriziese della 3ª giornata di ritorno.
Caccia
grossa sul mare di Beirut ( da "Espresso, L' (abbonati)"
del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: impasse sta paralizzando la burocrazia statale libanese. E il generale Suleiman, che mostra insofferenza per la situazione, minaccia un gesto clamoroso: le dimissioni dal vertice delle Forze armate entro giugno. Un gesto che lascerebbe il Paese senza capo dello Stato e senza guida delle Forze armate: un doppio vuoto di poteri mai accaduto prima in quella che resta,
Se
la birmania dice no ( da "Espresso, L' (abbonati)"
del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sono stati scelti all'interno della burocrazia statale, per evitare sorprese. Nonostante le richieste dell'Onu, non sono stati ammessi osservatori internazionali e quindi nessuno può sapere quali e quanti brogli verranno effettuati. Negli ospedali i medici sono stati minacciati di licenziamento se non faranno votare 'sì' i malati.
Consultorio
<bloccato>: c'è la firma ( da "Corriere della Sera"
del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: perché anche la più ostica burocrazia può essere scardinata o almeno a volte capita. Ecco, ieri, dopo quattro mesi, l'Asl ha siglato la convenzione che consentirà al consultorio "Il caminetto" di Bruzzano di operare. Il consultorio, che offre tante prestazioni sanitarie con particolare occhio per poveri, immigrati, gente in difficoltà,
Manager
stile CAYMAN ( da "Espresso, L' (abbonati)"
del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La scelta di Algebris, in verità, non è isolata. Molti altri fondi speculativi hanno uffici e base operativa a Londra, ma fanno capo a società con base al sole dei Caraibi. Da quelle parti imposte zero. E niente burocrazia. Con buona pace della trasparenza. n.
Alemanno,
esordio bipartisan Via a una <commissione Attali>
( da "Corriere
della Sera" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Da Berlusconi consigli preziosi per snellire la burocrazia". Il comitato sarà guidato da Fara, presidente Eurispes ROMA - Quando prima del ballottaggio era volato a Parigi per incontrare alcuni esponenti del governo Sarkozy, Alemanno aveva scatenato l'ironia di Rutelli. L'ex ministro, però, da quella trasferta ha portato indietro qualcosa.
ORDINE
PUBBLICO? NO PRIVATO ( da "Espresso, L' (abbonati)"
del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che devono fare i conti con risorse limitate e una burocrazia centrale percepita come ostile. Sono soprattutto loro a spingere per la privatizzazione dell'ordine pubblico. Uno dei primi esperimenti è stato lanciato a Ponzano Veneto, 10 mila abitanti e oltre 1.400 aziende incluso il quartier generale Benetton, dove il sindaco ulivista difende l'accordo con i metronotte.
Telefonata
( da "Corriere
della Sera" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-30 num: - pag: 2 categoria: BREVI Telefonata \\ Berlusconi mi ha dato consigli sullo snellimento della burocrazia.
Alemanno
s'insedia: <Al lavoro senza pietà>
( da "Corriere
della Sera" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dare un segnale forte sullo snellimento della burocrazia comunale". Nel corso della giornata, Alemanno ha rilasciato alcune interviste, come quella ad un quotidiano rumeno on-line: "Con tolleranza zero, intendo lo smantellamento immediato dei campi nomadi abusivi e delle baraccopoli che si trovano nella metropoli, dove si stanno amplificando da un giorno all'altro la criminalità,
TERAMO
- Proprio all'ingresso dell'ex Genio civile, dapprima ha posizionato
meticolosament ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia che si morde la coda. Da troppo tempo sta aspettando un sopralluogo per ottenere l'abitabilità: dall'altra parte il Genio civile provinciale fa sapere che per averla tutto deve essere in regola. La vicenda ebbe inizio nel 1991, quando la giuliese presentò il progetto di ristrutturazione, affidando ad un tecnico i necessari lavori da cui però emersero alcune difformità
Il
successo L'iniziativa di Alain Elkann chiede più risorse, meno tasse, meno
burocrazia, meno sprechi. Ha raccolto consensi bipartisan
( da "Stampa,
La" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: meno burocrazia, meno sprechi. In una parola: crederci, visto che il nostro patrimonio storico-artistico è il più importante del mondo. In nome della creatività e della bellezza, sono ormai più di mille gli "addetti ai lavori" che hanno firmato il manifesto-appello di Alain Elkann, lanciato attraverso le fondazioni Mecenate 90 e Rosselli.
La
falsa trasparenza della demagogia
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: come la chiama la burocrazia (anzi, la "bureaucracy", visto che essa non sa che esista il termine privatezza in lingua italiana). Roba spesso da ridere, ma a volte anche da piangere. Non è, purtroppo, raro che diventino di dominio pubblico informazioni che dovrebbero restare riservate, come la salute delle persone.
<Emergenza>
e le leggi si aggirano ( da "Corriere.it"
del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Punto secondo: sappiamo che è un Paese paralizzato dalla burocrazia, dai veti incrociati, dalla cultura del rinvio. Punto terzo: sappiamo che in questo Paese occorre uscire da questa paralisi. Dunque è necessaria una data catenaccio. Che ci costringa a fare le cose nei tempi stabiliti". (.) L'emergenza giustifica sempre tutto.
Una
scelta irresponsabile da <barbarie fiscale>
( da "Arena.it,
L'" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: come la chiama la burocrazia. Con tanto di struttura ad hoc - il Garante - pagata per tutelare la riservatezza dei cittadini, si riunisce e delibera in continuazione, anche se nessuno ha ancora ben capito che potere sanzionatorio eserciti. Tuttavia, in barba ai tanto declamati principi, ieri l'Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione dell'
"Una
valutazione per favorire lo sviluppo sostenibile"
( da "Corriere
Adriatico" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: In Italia la Vas è percepita solo come burocrazia aggiuntiva. Lo dimostrano chiaramente le parole del presidente Ucchielli, che fa un sollecito appello alla "semplificazione", per "non aggravare e ritardare l'attività di imprese e operatori nel settore edilizio e imprenditoriale".
Paga
una bolletta di un euro ( da "Corriere Adriatico"
del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia della Ciip per una semplice voltura Paga una bolletta di un euro ASCOLI - Che la Ciip abbia necessità di soldi, non è una novità: quale ente non ne ha? Certe volte, però, il gioco non vale la candela. No, non è un puzzle, è semplicemente l'atteggiamento da Miserabili.
La
crisi non va in ferie la vacanza si accorcia
( da "Stampa,
La" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Caselli procuratore capo Le Acli contro Viano "Lavori in ritardo per la burocrazia" "Finito il mito di agosto meglio il mordi e fuggi" Beppe Minello Alessandro Mondo Gli operatori: media sotto le 2 settimane. Boom delle rate La nomina del Csm "La città chiede legalità, cercherò di rispondere" Marina Cassi Monica Perosino servizio.
PRIMO
MAGGIO, PALAZZO REALE CHIUSO: INSORGONO GLI OPERATORI. E CONFINDUSTRIA CASERTA
COMMENTA: « ( da "Mattino, Il (Caserta)"
del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: i nostri investimenti - ha aggiunto Coppola - a che serve andare per fiere a promuovere i nostri monumenti, i nostri prodotti, le nostre bellezze se alla prima occasione utile li lasciamo tutto chiuso dietro ai portoni di una burocrazia ottusa e irresponsabile e di una politica colpevolmente assente".
VIOLENZA
SESSUALE/ MARZIALE: CASO PADOVA,GIUSTIZIA CON G
( da "Virgilio
Notizie" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: in attesa che la burocrazia faccia il suo corso, chiediamo al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, di intervenire con l'autorità del proprio ruolo di garante dei diritti costituzionali di ogni cittadino per porre rimedio a tutti questi errori di sorta che finiscono per premiare, come nei videogiochi più violenti, chi meglio delinque".
Malattia
rara, farmaco non rimborsato ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: farmaco non rimborsato Malattia di Behçet in Friuli Venezia Giulia: i malati condannati alla cecità per colpa della burocrazia. Appello di medici e pazienti: "Le Istituzioni non ci devono più negare il farmaco che arresta la malattia e salva la vista"."I malati della malattia rara di Behçet, anche in Friuli Venezia Giulia, rischiano di diventare ciechi per colpa della burocrazia.
Trasparenza
va bene, ma il "nudismo" è troppo
( da "Gazzettino,
Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: il buon contribuente è ammazzato dalla burocrazia. La tua parola non basta, se perdi dopo un anno la ricevuta di una raccomandata, non è sufficiente avere tutta la documentazione, ci vuole per forza quella raccomandata che nessuno dall'altra parte registrerà e conserverà. La legge ti consente di autocertificare chi sei e che non sei mafioso,
Valle
del Chiampo La provincia ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)"
del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "Se ci si ferma, è come dare spazio alla burocrazia", ha tuonato Dal Zovo, per i sindacati, annunciando per lunedì un tavolo con i lavoratori. Ne convocherà uno anche il sindaco Fracasso. Il senatore Paolo Franco ha dato la sua disponibilità come il consigliere regionale Giuliana Fontanella.
Prima
sposa due fidanzati con i capelli bianchi, poi prende in consegna la cassa con
34,5 milioni ( da "Gazzettino, Il (Udine)"
del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Dai confetti alla burocrazia. La mattinata di Honsell è continuata con la verifica di cassa, che viene fatta ogni sei mesi di norma e, ai sensi del testo unico, anche al cambio di amministrazione. Al passaggio di consegne "finanziarie" c'erano Honsell e Cecotti (che hanno firmato entrambi), il segretario generale Cipriano,
"Le
Acli strozzate dalla burocrazia"
( da "Stampa,
La" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: strozzate dalla burocrazia" MONICA PEROSINO La bufera dopo l'esposto dei residenti del Villaretto, che da 8 anni vivono tra cantieri e opere di urbanizzazione ancora in alto mare - è arrivata fino ai "piani alti" delle Acli. Il presidente Stefano Tassinari difende a spada tratta il progetto e l'operato del consorzio: "Al Villaretto siamo stati bloccati dalla follia della burocrazia"
<Secessione
anche da Milano> Cantù ci crede e cerca alleati
( da "Provincia
di Como, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: regioni così come sono oggi non fanno altro che aggiungere burocrazia a burocrazia. Se Roma è ladrona, dunque, lo è anche Milano. Quindi, poteri alle province, con la possibilità di legiferare su tutto (a esclusione di polizia e giustizia) e di mantenere sul territorio "insubrico" tra il 40 e il 90% di tutte le imposte (così come previsto dallo statuto della provincia di Bolzano)
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'ASSEMBLEA Allevatori,
obiettivo qualità per superare la crisi Cercano consolazione nei primati ormai
consolidati da 61 anni di attività e riconosciuti a livello nazionale, gli
iscritti all'Associazione allevatori. Migliorano i servizi, l'attenzione al
benessere animale e ai controlli funzionali, cresce il numero dei capi
monitorati e garantiti all'interno del circuito dell'Apa, la vita associativa è
scandita da una totale condivisione di intenti a livello di organizzazioni
sindacali e l'esperienza pilota dell'assicurazione del bestiame ha avuto un
tale esito positivo che è stata adottata anche da altre province. Successi,
quelli elencati dal presidente Alberto Zilocchi, nel corso dell'assemblea
annuale, che permeano di un timido ottimismo il futuro. "Certo, non mancano
le difficoltà nel settore agro-zootecnico - dichiara Zilocchi - con mercati in
altalena, come quello del latte, i rincari delle materie prime che hanno fatto
impennare i costi di produzione, la difficoltà degli allevatori di carne bovina
e dei formaggi Grana e Parmigiano Reggiano e la depressione del comparto
suinicolo". Restano le incognite per il futuro della Pac, l'applicazione
della direttiva nitrati che minaccia il patrimonio zootecnico della pianura
padana, le strettoie della burocrazia e un'applicazione della normativa sul benessere animale che
vincola i produttori, senza sortire effetti positivi sul bestiame. Senza
contare le "emergenze sanitarie, dalla blue tongue alla vescicolare, in
grado di condizionare negativamente il mercato, anche quando non si tratta di
vera emergenza", ammonisce il numero uno dell'Ama. "E'
arrivato il momento di riflettere sul futuro dell'agricoltura e stabilire nuovi
rapporti all'interno della filiera, del mondo agricolo, nel rapporto con le
istituzioni - chiede Zilocchi - ispirandosi al buon senso, alla collaborazione,
ad un visione strategica dell'agricoltura nel Paese e verso l'esterno".
Parole che hanno strappato gli applausi degli oltre 350 allevatori presenti, ma
anche il consenso del mondo agricolo e delle istituzioni (Maurizio Fontanili e
Maurizio Castelli per la Provincia, Carlo Maccari per la Regione Ercole
Montanari per la Camera di commercio) presenti. E mentre si sta lavorando, come
annuncia Castelli, "al progetto dell'Osservatorio per la suinicoltura, strumento
per sviluppare pianificazioni di lungo termine", c'è spazio anche per le
premiazioni - in collaborazione con la Bam - dei migliori allevatori del 2007:
Franco e Sandro Savoia, Carlo e Giuseppe Lusetti, Romano e Ismea Simonazzi,
Italo Formigoni, la Società agricola cooperativa di Casalmoro e per la
suinicoltura Giulio Sereni. (m.b.).
( da "Corriere delle Alpi" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Cristian Arboit
CAMPO E SCHIEVENIN PROTESTA NEL BASSO FELTRINO La passeggiata avrà due
itinerari e sarà un evento annuale ALANO DI PIAVE. Nonostante la moratoria gli
ambientalisti del comitato Col di Roro non sono ancora tranquilli. A due mesi
dall'atto politico che ha di fatto bloccato l'escavazione nel Basso feltrino
gli uomini della protesta rilanciano: "Siamo in attesa che la Regione
approvi una delibera definitiva". Intanto è stata confermata per il 25
maggio la marcia Campo-Schievenin, la manifestazione che nel 2007 portò tra
Alano e Quero oltre mille persone. Diventerà un appuntamento fisso con la
protesta, ma soprattutto con l'ambiente e lo sviluppo turistico di un'area
troppo spesso snobata ma di indubbio fascino. La marcia Campo-Schievenin, promossa
esattamente un anno fa al culmine della battaglia anti-cave, è destinata a
diventare un classico. L'edizione 2008 dell'evento sarà però profondamente
diversa dall'evento madre e non solo perchè gli animi dei promotori del blocco
si sono rasserenati dopo la sudatissima moratoria regionale. "Presteremo
maggiore attenzione alle bellezze dei luoghi", anticipa Paolo Di Natale.
Quest'anno si potrà anche scegliere. Ci saranno infatti sia un percorso per
famiglie e semplici appassionati che un itinerario ispirato dagli amatori del
Cai, il club alpino italiano, la realtà che fin dall'inizio della vicenda ha
sempre appoggiato il comitato Col di Roro e le sue iniziative. Che si tratti di
un evento sociale, culturale, e perchè no ambientale, di belle speranze lo si
capisce dalla macchina organizzativa che vede schierate tutte e quattro le pro
loco dei due comuni coinvolti dal movimento: Alano, Quero, Schievenin e Fener.
Non solo. Ad appoggiare i ragazzi e le ragazze del Col del roro ci saranno
anche tanti enti. Se la provincia di Belluno e molti comuni dell'alto
Trevigiano - zona che si abbevera con le acque dello Schievenin - hanno già
dato il loro patrocinio, a breve arriverà anche quello della provincia di
Treviso e delle amministrazioni di Alano e Quero. Questione
di giorni e di burocrazia.
Il campo-base sarà allestito a Campo, dove la marcia prenderà il via alle 9,30
del mattino. Chi pensa però a una passeggiata tranquilla senza l'incubo cava si
sbaglia di grosso. Già, perchè la moratoria regionale - approvata quasi
all'unanimità da palazzo Ferro Fini - non è ancora sufficiente.
"Siamo in attesa che all'atto politico del consiglio segua una delibera
della giunta. Solo così potremmo essere davvero certi che il nostro territorio
è indenne dagli attacchi esterni", afferma Di Natale. Il tono però non è
rivendicativo, almeno per ora: "Penso che non ci sia nessun
temporeggiamento. Forse sono i tempi della burocrazia.
Stiamo alla finestra ancora per un po'". E in attesa di sviluppi il popolo
anti-cava cammina.
( da "Trentino" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nel 2006 sono diventati
italiani 113 stranieri che vivono in Trentino, tre anni fa il numero era stato
più alto: 161 "Cittadinanza, regole da cambiare" Dagli immigrati la
richiesta comune di ridurre gli anni di attesa Anche l'amara ironia tra le voci
emerse in una riunione a cura di Migrantes: "Uguali solo nel pagare le
tasse" PAOLO PIFFER TRENTO. Secondo gli ultimi dati disponibili, due anni
fa 113 stranieri che vivono in Trentino hanno ottenuto la cittadinanza
italiana. Più uomini (76) che donne (37). Soprattutto sudamericani: 68
brasiliani e 18 argentini. Nel 2005 erano stati 161 gli immigrati diventati
italiani: 95 uomini e 66 donne. Di cittadinanza si è discusso a Trento in un
incontro organizzato dalla Fondazione Migrantes. Con varie sfumature, unanime
il pensiero: "Le regole per ottenere la cittadinanza vanno cambiate".
La sala del Centro Bernardo Clesio di via Barbacovi l'altra sera era affollata
di stranieri per parlare delle difficoltà nell'ottenere la cittadinanza, della
necessità di cambiare le regole. Un incontro promosso dalla Fondazione
Migrantes dell'Arcidiocesi, guidata da don Giuseppe Caldera, in vista della 9ª
edizione della Festa dei Popoli, a fine mese. A coordinare il dibattito, c'era
Massimo Giordani, direttore dell'Upipa (l'Unione provinciale delle istituzioni
per l'assistenza). Oggi, ci vogliono 10 anni di residenza sul territorio
nazionale per diventare italiani, ma spesso gli anni di attesa diventano 11-12 tra burocrazia e code agli sportelli. E' poi necessario avere un reddito minimo
e la fedina penale pulita. In Parlamento, è depositata una proposta di legge
che abbassa gli anni a
( da "Trentino" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cles. Il chiosco di
Fabio Bruni al Centro sportivo operativo solo oggi La burocrazia "vieta" i panini
CLES. Tutto pronto alla mostra dell'agricoltura di Cles, ma guai vendere prima
dell'inaugurazione prevista per stamattina. Lo ha scoperto con rammarico Fabio
Bruni, titolare de "La Baita" che ha punti vendita a Cles, Malé e Dimaro
che è presente alla fiera di maggio con un chiosco per la vendita di prodotti
tipici trentini. Ieri il Centro per lo Sport e il Tempo libero di Cles
brulicava di addetti ai lavori impegnati ad allestire gli stand, e molti si
sono affacciati al chiosco di Bruni per chidere un panino o una bevanda.
"Glieli avrei dati ben volentieri ma i vigili mi hanno preventivamente
diffidato dal vendere alcunché prima dell'apertura ufficiale. Mi sembra un
atteggiamento assolutamente ridicolo oltre che offensivo: si impedisce di
lavorare quando è possibile farlo, è ora che chi parla di flessibilità dia un
colpo a questa burocrazia che ci sta strozzando
tutti", si lamenta il baffuto salumiere noneso, alcuni anni fa alla
ribalta della cronaca per il braccio di ferro con Comune e Provincia
sull'apertura domenicale del suo negozio alla periferia della borgata. (g.e.).
( da "MF Sicilia" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
MF Sicilia Numero
087 pag. 2 del 1/5/2008 | Indietro Tutti in attesa di
Berlusconi Sicilia Palazzi & Denaro Di Antonio Giordano Giochi fermi per la
giunta regionale, si guarda all'esecutivo romano. Dalla composizione del
governo nazionale dipenderà anche il peso dei partiti a Palazzo d'Orléans.
Ancora plausi al neopresidente Lo Bello. Polemiche su La Torre La politica
regionale siciliana si prende una pausa di riflessione prima del rush finale
della prossima settimana che porterà alla formazione del governo nazionale, di
quello regionale e la chiusura di due partite importanti come quella della
presidenza della Ars e le candidature per le amministrative di metà giugno
quando si dovranno rinnovare otto provincie e un centinaio di comuni
dell'Isola. Abbastanza definito appare lo scacchiere delle presenze politiche
nell'esecutivo regionale. Al Pdl dovrebbero andare sei assessorati oltre alla
presidenza dell'Ars, all'Udc e all'Mpa tre per ciascuno. Ma prima di questi
calcoli bisognerà vedere quale sarà il ruolo (e il peso) dei politici siciliani
nel governo nazionale. E sarà anche necessario capire la presenza o meno
dell'Mpa nell'esecutivo guidato da Silvio Berlusconi. E sempre nella prossima
settimana, si dovrà risolvere il nodo legato alla composizione della Assemblea
regionale dopo che Anna Finocchiaro ha scelto di guidare l'opposizione a
Palazzo Madama. A chi andrà quel seggio? Al Pd, oppure a Sonia Alfano, la terza
candidata alla presidenza per numero di voti? Gli esperti sono al lavoro.
Nell'attesa di trovare queste risposte i politici siciliani continuano a
complimentarsi con il presidente degli industriali siciliani, Ivan Lo Bello,
per la nomina a presidente del Banco di Sicilia. Tra questi il segretario
dell'Udc siciliano, Saverio Romano che dice che la nomina rappresenta un
"ottimo segnale per lo sviluppo dello stesso sistema imprenditoriale e per
la fiducia che il Banco di Sicilia merita, in quanto protagonista della
crescita economica e del territorio". Dello stesso tono la dichiarazione
del coordinatore siciliano di An, Pippo Scalia: "Lo Bello si è
caratterizzato per il suo impegno a favore della legalità, attitudine, questa,
che egli saprà ricondurre alle dinamiche interne ed esterne del Banco di
Sicilia". E infine, per il capogruppo uscente di Fi all'Ars, Francesco
Cascio, in Lo Bello "si saldano una visione lungimirante dello sviluppo
dell'Isola, caratterizzata cioè da innovazione e internazionalizzazione, e una
grande capacità organizzativa, che costituiranno un binomio vincente per il
rilancio del Banco e affinché Unicredit possa contribuire alla crescita delle
imprese siciliane e renderle sempre più competitive nel mercato". Ieri,
infine, si ricordava il 26esimo anniversario dell'uccisione del segretario del
Pci siciliano, Pio La Torre e del suo collaboratore Rosario di Salvo. E, nel
corso della manifestazione, non sono mancate le polemiche. La prima vede
protagonista l'eurodeputato del Prc Giusto Catania che ha dichiarato che oggi
"La Torre non sarebbe iscritto al Pd". La seconda polemica riguarda
invece le presenze alla cerimonia che si è tenuta ieri mattina a Palermo. Il
capogruppo uscente del Pd alla Assemblea regionale, Antonello Cracolici, ha
accusato i vertici della Regione di avere disertato la cerimonia. "Non potendo
essere onnipresente, ho delegato la più alta figura della burocrazia regionale, Salvatore Taormina, segretario generale della
Regione, a rappresentare l'istituzione alla cerimonia", ha replicato il
presidente Raffaele Lombardo. Che ha aggiunto: "Lamentare a tal proposito
un'assenza significa disconoscere l'importante ruolo, a conferma di una
strumentalità che rende meno credibili i sentimenti espressi in memoria di Pio
La Torre e del suo collaboratore Rosario Di Salvo". (riproduzione
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( da "Giornale di Vicenza, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'EDITORIALE Una
scelta irresponsabile da "barbarie fiscale" Federico Guiglia Dalla
scuola alla sanità, dalle banche ai club sportivi, perfino ai supermercati.
Dovunque ti giri, non c'è scampo: bisogna compilare e firmare la famosa
"dichiarazione per la privacy", come la chiama la
burocrazia. Roba spesso da
ridere, ma a volte anche da piangere. Non è, purtroppo, raro che diventino di
dominio pubblico informazioni che dovrebbero restare riservate, come la salute
delle persone. Tuttavia, in barba ai tanto declamati principi, ieri l'Agenzia
delle Entrate ha messo a disposizione dell'universo mondo,
letteralmente, i redditi dei cittadini italiani del 2005, pubblicandoli su
Internet. Con un semplice clic sul computer, chiunque poteva andare a vedere
dal buco della serratura tecnologica. Un divertimento durato poche ore, perché
il Garante, del tutto ignaro dell'iniziativa, l'ha fatta subito bloccare. Secondo
Visco, vice-ministro del governo scaduto, la novità introdotta per la prima
volta sarebbe la semplice applicazione di una legge. Ma sull'esecutivo-Prodi
s'è abbattuta la bufera. Insomma, gli italiani sono stati messi alla berlina
non solo dell'invidioso vicino di casa, ma pure del delinquente che può
selezionare, comodo in poltrona, quelli da insidiare. Dunque, legalità o
barbarie fiscale? Un mezzo per smascherare i disonesti che evadono o per
bersagliare gli onesti.? E poi: qual è l'"interesse pubblico" nel
sapere il guadagno del barbiere sotto casa? 7.
( da "Nazione, La (Firenze)" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
VALDARNO pag. 20 Tra
un anno ventidue nuovi alloggi Sono diverse decine le famiglie sotto sfratto e
in lista d'attesa FIGLINE di PAOLO FABIANI INIZIATI nel 2002 potrebbero essere
ultimati nella primavera del 2009 i ventidue appartamenti che Casa Spa intende
realizzare a Figline, dove la crisi delle abitazioni è sempre più acuta con
sfratti esecutivi all'ordine del giorno. Dopo una serie infinita di intoppi
burocratici dovuti al cambio della ditta impegnata nella costruzione alla quale
è stato rescisso il contratto, la prossima settimana verranno consegnati i
lavori alla nuova impresa che si è aggiudicata l'appalto per le
"rifiniture", anche se al momento in via Fratelli Cervi ci sono
soltanto i solai, il tetto e le pareti esterne. Tanto è vero che il contratto
prevede il completamento dell'opera in 300 giorni, quindi nei primi mesi
dell'anno prossimo. Altre scadenze erano state fissate in passato, ma tutti
sono disposti a scommettere che questa sarà la volta buona e che gli
appartamenti saranno finiti entro la nuova data. "L'impresa che si è
aggiudicata i lavori ? spiega Carlo Artini, vicesindaco di Figline con deleghe
alle politiche sociali ? è stata scelta proprio perché ha fissato scadenze
precise e credibili, visto che di questi appartamenti c'è un grande bisogno per
dare risposte concrete a tante famiglie in difficoltà". Mentre la burocrazia snelliva le procedure per evitare ulteriori
"passaggi", Casa Spa ha trovato altri 280.000 euro per completare
l'intervento, fortemente lievitato nei costi da quando è stata murata la prima
pietra. Ci sono da fare intonaci, pavimenti, rivestimenti e impiantare servizi,
e ventidue appartamenti sono tanti, comunque il cantiere è già stato
affidato all'impresa e fra qualche giorno potrà iniziare anche la fase di
costruzione. Sono diverse decine le famiglie figlinesi in lista di attesa con
emergenza abitativa: "Addirittura ? precisa il vicesindaco ? una di queste
ha in casa un bambino disabile che non può uscire fuori a causa delle barriere
architettoniche. Pertanto sono soddisfatto che la situazione si sia avviata
verso una conclusione certa, purtroppo contrattempi tecnici hanno fatto
dilatare i tempi e ritardare gli interventi che possono riguardare tutti gli
affidatari di case popolari. Infatti ? sottolinea Artini ? l'uso dei nuovi
appartamenti ci consente di effettuare una revisione fra i concessionari, gente
che magari ha avuto la casa quando la famiglia era numerosa, che adesso risulta
troppo grande per due persone sole. Poi bisogna mettere a norma l'appartamento
lasciato vuoto da assegnare ad altri. Quindi ? conclude ? più tempo si perde e
più soldi dovranno essere spesi per gli adeguamenti, senza contare che tutti i
mesi ci sono famiglie con l'ufficiale giudiziario alla porta".
( da "Nazione, La (Firenze)" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
LA PAGINA DEI
LETTORI pag. 35 LA LOTTA alla irregolarità che spesso complica la vita
soprattutto ai cittadini normali... LA LOTTA alla irregolarità che spesso
complica la vita soprattutto ai cittadini normali, la stragrande maggioranza, è
effettivamente un controsenso. Anche perché chi si comporta sostanzialmente
bene avrebbe bisogno di essere non dico premiato, ma almeno rispettato, per
differenziarlo davvero da furbi, furbetti e altro. La
verità è che in Italia il toro per le corna non lo si vuole prendere e si
finisce per far crescere quella burocrazia che soffoca economia e società. Si procede dunque per tentativi,
spesso maldestri, che mettono in croce chi si comporta con correttezza,
caricandolo di inutili, quindi dannosi, adempimenti.
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del
01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
MODENA E AGENDA pag.
13 ORA LE aziende agricole modenesi, come quelle di tutta la regione, possono
richie... ORA LE aziende agricole modenesi, come quelle di tutta la regione,
possono richiedere per via telematica, cioè mediante internet, la domanda per
l'assegnazione del carburante agevolato, grazie a un'applicazione web messa a
disposizione dalla Regione. Senza più spostarsi da casa o prendere
appuntamenti, gli agricoltori possono compilare i moduli on line, fornendo
tutti i dati necessari al calcolo della quota di carburante e, sempre via
computer, inviare immediatamente la domanda all'ufficio provinciale Uma (Utenti
motori agricoli), che esegue l'istruttoria e rilascia l'autorizzazione. Il
percorso è guidato passo passo, non occorre installare sul computer alcun
programma, ma è necessario possedere la firma digitale: si tratta di un
certificato rilasciato su appositi supporti, la cosiddetta smart card (da usare
con un adeguato lettore) o la business key, che consentono l'identificazione e
la sicurezza della transazione. I dispositivi per la firma digitale si possono
ottenere tramite la Camera di commercio, le Poste o alcune banche. La Provincia
di Modena, anticipando l'applicazione di questo servizio, negli ultimi due anni
ha privilegiato nei i bandi per l'informatizzazione delle aziende agricole
proprio i finanziamenti per la dotazione di kit per la firma digitale. L'iniziativa ha lo scopo di semplificare la burocrazia, snellire i tempi e rendere
più agevoli per le aziende gli adempimenti amministrativi. Con il nuovo
sistema, la domanda presentata via internet segue un percorso più veloce e
l'azienda riceve direttamente per raccomandata, il 'libretto' per l'anno 2008,
con cui potrà acquistare il carburante. L'indirizzo internet dal quale
partire per svolgere le operazioni è http://agriservizi.regione.emilia-romagna.it/umawizard/jsp/index.jsp.
( da "Nazione, La (Pisa)" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA PISA pag. 7
"Troppa burocrazia, la nuova macchina comunale dovrà velocizzarsi" SNELLIRE,
velocizzare. Queste le parole d'ordine del neosindaco Marco Filippeschi per la
nuova macchina comunale che si rimetterà in moto con la legislatura appena
avviata. Ieri, nel corso del passaggio di consegne con il commissario
straordinario Maria Laura Simonetti (entrambi nella foto) , che ha
guidato negli ultimi due mesi Palazzo Gambacorti, Filippeschi ? che ha espresso
apprezzamento per la prova positiva fornita dalla struttura anche in questo
ultimo periodo di gestione commissariale ? ha incontrato i dipendenti e
tracciato le linee di lavoro per il futuro. "Vi chiedo ? ha dichiarato il
neosindaco ? di semplificare, di lavorare per risolvere i problemi e superare
la lentezza e le complicazioni della burocrazia.
Abbiamo visto i segni delle scelte positive fatte finora e su questa strada
dobbiamo continuare. Non sarò un sindaco distante dal lavoro di tutti i giorni.
Un sindaco deve essere accessibile per fare bene il proprio lavoro. La macchina
comunale può riprendere a correre ? ha concluso ?. Partiamo bene nell'interesse
della città". Sempre ieri Filippeschi ha incontrato il ministro della
solidarietà sociale del Brukina Faso, Tamini Pascaline, ospite del
"Movimento Shalom".
( da "Nazione, La (Umbria)" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
ORVIETO / CONCA
TERNANA pag. 20 Orvieto: negozi aperti per il primo maggio "Per accogliere
i turisti nel segno dell'ospitalità" AL TERMINE di un lungo tira e molla,
si è finalmente deciso che i negozi potranno rimanere aperti oggi, primo
maggio. Confcommercio e Confesercenti orvietane per bocca dei rispettivi
presidenti Giuseppe Santi e Sandro Gulino accolgono con apprezzamento questa
decisione assunta dal sindaco pur avendo esse stesse approvato il regolamento
che imponeva la chiusura il primo maggio e a Natale. "Sono state
riconosciute valide le motivazioni da noi esposte ? dicono Gulino e Santi ?
rispetto alla necessità di dare un'accoglienza ai turisti degna di una città
come Orvieto che tutti vogliamo, appunto, accogliente, ospitale ed aperta;
l'Amministrazione ha condiviso con noi esigenze ed obiettivi per rendere
Orvieto una sempre più adeguata destinazione turistica, non facendoci
invischiare né l'Amministrazione né la categoria in diatribe e
strumentalizzazioni quelle si da bottega, anzi da retrobottega". Di parere opposto Stefano Olimpieri del Pdl: "Se i negozi
resteranno aperti il merito è dei singoli commercianti che si sono battuti con
questo e ai quali abbiamo dato il nostro sostegno mentre le burocrazie
associative si erano espresse ufficialmente contro l'apertura".
( da "Provincia Pavese, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca
Onorevoli tra code e burocrazia Abelli, Nola e Mura raccontano il
primo giorno in parlamento L'assessore regionale conferma: "Deciderò tra
quindici giorni se restare a Roma" PAVIA. Sull'aereo, in attesa di
partire, che lo sta portando a Pavia, Giancarlo Abelli (Pdl-Forza Italia)
annuncia: "Deciderò a metà mese se restare in Parlamento". Ma già ora, la sua "prima
volta" al Senato dice di avergli procurato una fastidiosa sensazione:
"Quella dei tempi lunghi tra una votazione e l'altra". "Sono una
recluta particolare - precisa Abelli - Avevo già avuto modo di vedere
l'ambiente in occasione della votazione del presidente della Repubblica, a cui
ho partecipato come rappresentante della Regione Lombardia. Direi che le ore vuote
sono la cosa peggiore: le passeggiate tra una votazione e l'altra sono un
tormento. Ho notato invece, nota positiva, l'estrema puntualità con cui
iniziano le sedute. Riconosco comunque che l'esperienza in aula è sicuramente
affascinante rispetto al consiglio regionale. E' più solenne. Ora torno a
Milano e passo a trovare Roberto Formigoni". Per Carlo Nola (Pdl-An) la
prima sensazione è stata "che il Paese si aspetti molto da questo
Parlamento". "C'è un certo timore, e non sarà facile - prosegue - Nel
contempo abbiamo avuto la consapevolezza che gli strumenti di lavoro sono, per
così dire, un po' superati. Del resto lo stesso Gianfranco Fini ha preso
l'impegno di rendere più efficiente il lavoro". "Sicuramente la
presenza femminile, cresciuta rispetto al passato, è una nota positiva del
neonato Parlamento - conclude Nola - Per il resto il mio "primo
giorno" da deputato, come del resto anche per gli altri, è stato
contrassegnato dal caos: il Transatlantico e la buvette erano sovraffollati
tanto che risultava impossibile muoversi. Sale e saloni erano pieni di gente,
oltre che di volti noti della politica, anche se molti dei parlamentari
lombardi già li conoscevo". "Sommerso dalle incombenze
burocratiche", questo sottolinea invece Roberto Mura, neo-senatore di
impronta leghista. "La prima giornata a Montecitorio mi ricorda l'arrivo a
militare - sottolinea - Ti seguono perchè hanno bisogno di conoscerti; appena
arrivato ti danno un sacchetto pieno di buste per l'accesso a rete Internet,
telefoni, posta elettronica. Ti lasciano parecchi fogli da compilare: c'è
voluta mezza giornata per farlo. Un grande Palazzo in cui girare è un grande
problema perchè non c'è un cartello. In compenso sei accompagnato continuamente
nei percorsi". "Forse perchè ho 53 anni, e perchè ho già avuto
contatti grazie al partito, il Palazzo non mi ha impressionato - conclude Mura
- Io sono lì per fare il mio lavoro. Ho chiesto di poter entrare nella
commissione Industria, commercio e turismo e in subordine nella commissione
Agricoltura, perchè sono settori che sento più vicini. Spero di potermi
occupare di aspetti che interessano la provincia di Pavia". (d. z.).
( da "Nuova Sardegna, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Compie sessant'anni
il terzo simbolo dello Stato L'emblema della Repubblica un omaggio al lavoro
SANTE MAURIZI L'abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni e non ci facciamo caso.
Eppure è stampigliato su un'infinità di carte e oggetti diversi, ad esempio
sulle targhe dei veicoli. Forse è proprio per questo, perché è un marchio, un
bollo, un suggello notarile; un oggetto da burocrazia vessatoria ben poco entusiasmante
e coinvolgente. E sarà per questo che la migliore agenzia di produzione
simbolica di questi anni, la Lega, se l'è presa solo con "Fratelli
d'Italia" e con la bandiera, contrapponendogli tutto il corredo di va
pensiero, carrocci, ampolle e alberti da giussano. Eppure è l'unico
segno dei fondamenti nazionali realizzato dal 1890 e stabilito come ufficiale.
Assieme alla Costituzione compie sessant'anni il simbolo della Repubblica, anzi
l'emblema: perché simboli della nazione sono anche il tricolore e l'inno di
Mameli. Una stella e una ruota dentata circondate da un ramo d'ulivo e uno
d'alloro; legati, questi, da un nastro sul quale è scritto "Repubblica
Italiana" in caratteri che richiamano la grafica della latinità (maiuscoli
con l'equivalenza V-U). L'Italia uscita dal fascismo, dalla guerra e dal
referendum monarchia/repubblica sentiva la necessità di un segno grafico che
esprimesse con sintesi e forza i nuovi valori del patto nazionale. Nell'ottobre
del 1946 il governo De Gasperi chiamò Ivanoe Bonomi a presiedere una
commissione per un concorso nazionale che avrebbe assegnato ai primi cinque
classificati un premio di diecimila lire (l'incredibile cifra di 280 euro di
oggi) secondo poche tracce fra le quali due fondamentali: esclusione dei simboli
di partito e inserimento di una stella. Quando il linguaggio della pubblicità o
l'attualità politica ribadisce modi dire magari un po' desueti ("le stelle
sono tante, milioni di milioni" o - ricordate? - "lo stellone di
Prodi") c'è al fondo qualcosa che è vero patrimonio comune; come appunto
la stella, presente nell'iconografia risorgimentale (splendente anche sul capo
dell'allegoria donna-Italia) e nello stemma dei Savoia. Fra artisti e
dilettanti risposero al concorso 341 candidati, con 637 disegni in bianco e
nero. La commissione invitò i cinque vincitori a preparare nuovi bozzetti,
stavolta secondo un tema preciso: "una cinta turrita che abbia forma di
corona", con fronde della vegetazione italiana. Altri elementi
obbligatori: il mare, le parole Unità e Libertà, e ancora la stella. La scelta
cadde sull'opera di Paolo Paschetto, un artista valdese professore di ornato
all'Istituto di Belle Arti di Roma, al quale andarono ulteriori 50.000 lire e
l'incarico di preparare il disegno definitivo. Il lavoro di Paschetto, però,
esposto con altri bozzetti non piacque - qualcuno ci vide 'una tinozza' - e fu
perciò bandito, attraverso la radio, un secondo concorso che privilegiasse il
legame con il lavoro. Paschetto risultò ancora vincitore, e dopo altri ritocchi
da parte della commissione la proposta approdò all'Assemblea Costituente dove
fu approvata il 31 gennaio 1948. Il 5 maggio il presidente Enrico De Nicola
firmò il decreto legislativo 535 che ne stabiliva ufficialmente l'adozione.
L'ulivo: la pace e la concordia. La quercia: la forza e la dignità del popolo.
La stella-Italia poggia su una ruota dentata d'acciaio, traduzione anche un po'
pedante del primo articolo della Costituzione: "L'Italia è una Repubblica
democratica fondata sul lavoro". A Craxi quel segno non piaceva, e nel
1987, forte della sostituzione del vecchio armamentario socialista col
garofano, da presidente del Consiglio lanciò un concorso per il nuovo emblema,
primo premio dieci milioni e commissione con nomi illustri (Umberto Eco, Paolo
Portoghesi, Armando Testa) che si trovarono in grande imbarazzo nel ricevere
centinaia di elaborati farciti di tutto il repertorio più retorico o, al
contrario, freddi come cartelli stradali. C'è qualcosa che parla dell'oggi e
all'oggi, in quel simbolo. Pensate per un momento di abolirlo, di trovare la
traduzione visiva di un principio fondante la Repubblica più aderente
all'attualità di quanto non sia il derelitto primo articolo della Carta
costituzionale ("padroni in casa propria" pare di un certo successo).
Ridotto il lavoro allo stato liquido (e la sua tradizionale rappresentanza a
quello aeriforme) il primo elemento a sparire sarebbe la ruota, l'ingranaggio,
ciò che ha trasformato l'Italia da paese contadino a potenza economica:
l'industria. Compiuto definitivamente il Novecento, arrancante l'Italia come
potenza industriale, finita la fabbrica: finita la Repubblica?.
( da "Nuova Sardegna, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Manca il nulla osta
per il porto Il mondiale J24 annullato alla vigilia CANNIGIONE. La burocrazia
cancella il mondiale di vela J24. L'evento che conivolge 70 imbarcazioni e 400
persone da tutto il pianeta rischia di scaltare. La capitaneria di porto e il
responsabile del procedimento della Regione non vogliono concedere il nulla
osta. Il diniego è legato ai lavori a rilento nel porto di Cannigione.
La Regione ha portato avanti i lavori in questi anni per creare un vero porto
turistico nel golfo di Arzachena. Dopo una corsa contro il tempo tutta l'area
dovrebbe essere consegnata il 5 maggio, il mondiale dovrebbe partire il 20. Ma
la capitaneria e la Regione non vogliono concedere il nulla osta perché il nuovo
porto turistico non è stato collaudato. Il danno per gli organizzatori è
incalcolabile. Al di là della figuraccia mondiale c'è il rischio di un crack
economico. "Credo ci sia stata una volontà precisa di non far svolgere qua
il mondiale - accusa Pietrino Demuro, uno degli organizzatori -. Spero si possa
ancora intervenire. Si deve mobilitare la politica per salvare un evento che
porterà in Gallura migliaia di persone e non può essere cancellato".
( da "Nuova Sardegna, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cagliari Gli abusi
edilizi? Ignorati A Quartu 2300 pratiche ferme, molti casi insanabili QUARTU. Che
fine hanno fatto le pratiche di condono edilizio arrivate a valanga in comune
dopo l'ultimo condono firmato dal governo Berlusconi? Giacciono al sesto piano
di via Porcu, in attesa di essere esaminate da un ufficio urbanistico la cui
efficienza continua ad essere minata da un organico ridotto all'osso. E questo
è un dato di fatto. Quel che fa specie, semmai, è che i professionisti chiamati
dall'amministrazione ad occuparsi esclusivamente del capitolo "mattone
selvaggio" non abbiano ancora prodotto uno straccio di incartamento da
sottoporre al consiglio comunale. Come dire: le domande di condono edilizio
arrivate in comune sono state poco più di 3500 e ad oggi quante ne sono state
esaminate? Appena 1200. Non solo: mesi fa i tecnici di via Porcu avevano accertato
che in almeno una decina di casi si trattava di abusi totalmente insanabili.
Secondo quanto riferito a metà gennaio dall'assessore all'Urbanistica Vittorio
Falchi, le procedure di rito sono state avviate alla fine dello scorso anno e
dunque "i proprietari hanno ora a disposizione novanta giorni per demolire
gli abusi, ovvero tra marzo e aprile 2008 le costruzioni devono essere sparite
e i luoghi ripristinati". Peccato che in comune nessuno sappia se questo è
effettivamente accaduto. I dati certi non li ha in tasca neppure l'assessore
Falchi, che per ovviare al problema ha chiesto agli uffici di rendicontare
circa l'avanzamento delle pratiche. Di sicuro c'è solo un particolare: il
consiglio comunale dovrà aspettare ancora parecchio tempo prima di potersi
pronunciare sugli abusi che negli ultimi decenni hanno martoriato il territorio
quartese e decidere così se far arrivare le ruspe o acquisire al patrimonio
comunale gli immobili tirati su senza licenza. E i tempi si allungano sempre di
più, a discapito delle statistiche che parlano di oltre trecento abusi edilizi
all'anno, quasi uno al giorno. Vada per le ultime pratiche, ma perché non si è
fatto ancora nulla per gli edifici giudicati insanabili nonostante la sfilza di
condoni degli anni '90? "Visto l'organico risicato - dice
ancora Falchi - abbiamo dovuto fissare delle priorità, così abbiamo preferito
occuparci delle famose 3500 pratiche arrivate dopo il condono Berlusconi.
Questo non vuol dire che gli uffici non si occuperanno anche degli abusi
precedenti: la burocrazia è
lenta, ma come dimostra il caso di Orosei, fa il suo corso". (p.s.).
( da "Repubblica, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina X - Palermo
L'IDENTITà AMBIGUA DEL FRONTE PROGRESSISTA AUGUSTO CAVADI S cegliere una lista
o un candidato è un atto che sintetizza ed esprime un modo di vivere: un modo
di vivere maturo quando è una scelta ponderata, un modo di vivere superficiale
quando si tratta di una opzione emotiva. La qualità del proprio voto misura il
grado di consapevolezza del proprio modo di essere nel mondo. Ci si potrebbe
chiedere che livello di consapevolezza media si possa ragionevolmente
presupporre nell'elettorato siciliano. Non mi risultano sull'argomento studi
sociologici aggiornati, ma un'attenta osservazione condotta da anni in più
ambiti della società può suggerire qualche ipotesi analitica. Innanzitutto c'è
il sottogruppo consistente degli astensionisti (oscillante fra il 20 e il 30
per cento): tra questi solo una percentuale trascurabile decide di non decidere
in maniera lucida, meditata. Molto più della metà si astiene per pulsioni
viscerali, senza un ragionamento complessivo, strategico. Chi - e come - si
rivolge a questi concittadini per invitarli a rivedere criticamente la propria
propensione a non prendere posizione e a restare fuori dall'agone? A questi
non-elettori occorrerebbe poter mostrare almeno alcuni esempi di politici
puliti e laboriosi che si impegnano con serietà, senza sfruttare per sé e per
la propria tribù i privilegi del potere. Sappiamo che questi volti puliti ci
sono ma proprio per la loro serietà restano in seconda fila, considerati dagli
stessi compagni di partito degli ingenui destinati a restare
"mediani" sino al pensionamento. Eppure costituiscono una risorsa
tanto preziosa quanto nascosta: valorizzarli, esporli, sarebbe strategicamente
- oltre che moralmente - opportuno. Ma che ne è del 70-80 per cento dei
votanti? Una metà vota - a destra come a sinistra - sapendo per chi e perché.
Sono i fedelissimi che difficilmente cambiano bandiera. Votano in coerenza con
i propri principi e soprattutto con i propri interessi. L'altra metà vota, quasi
sempre a favore del moderatismo, per motivi umorali: per conformismo,
tradizione, fiducia in promesse elettorali, paura di schieramenti che vengono
ad arte dipinti come diabolici e così via. Ed è questa metà dei votanti che
decide, alla fine, l'esito delle votazioni. Per catturarne il consenso ci sono
essenzialmente due strade. La prima è la strategia del paternalismo: partiti e
singoli esponenti di partito si offrono come protettori, come benefattori, come accompagnatori nella giungla della burocrazia e del mercato. è la strategia dell'uovo oggi al posto di una
gallina - denigrata come utopica - domani. è la politica ad personam basata
sulla risposta alle domande private in cambio del silenzio sulle richieste
generali, sulle esigenze del bene comune. Questa strategia, in cui in
ogni parte del mondo i conservatori sono maestri (dunque anche i partiti di
sinistra là dove detengono da tempo il potere), parla il linguaggio
dell'immediatezza e non presuppone nell'elettore un'elevata maturità
etico-politica: anzi, funziona meglio con un basso tasso di senso civico.
Differente la strategia della progettualità condivisa: partiti e singoli
esponenti di partito si astengono dal curare gli interessi individuali dei
propri elettori per concentrarsi sulle priorità pubbliche, collettive. è la
strategia della gallina domani anche a costo di rinunziare all'uovo oggi. è una
strategia che combatte il clientelismo immediato per favorire un'equità
sociale; che combatte l'abusivismo sulle coste per favorire la qualità della vita
di tutti e il turismo; che combatte le camarille mafiose per dare ai cittadini
la pari dignità. è una politica che può essere capita e condivisa solo se la
gente trova dei luoghi per informarsi correttamente, per riflettere, per
confrontarsi democraticamente. Il fronte progressista non può illudersi di
continuare ad andare avanti intrecciando, a seconda dei momenti e dei contesti,
la politica paternalistica e la politica progettuale: deve operare una scelta.
Non può candidare sotto lo stesso simbolo il ras che controlla appalti ed
assunzioni pubbliche e private nella sua provincia e la donna che spende la
maggior parte del tempo a organizzare formazione politica per altre donne; non
può candidare la figlia del sultano che avanza diritti d'eredità e il giovane
animatore sociale che apre centri per i bambini dei quartieri disagiati. Con
questa incertezza strategica continuerà a illudersi di pescare da bacini
opposti: in realtà sarà abbandonato sia dagli elettori maturi sia dagli
elettori socialmente deboli che trovano nella prassi di altri schieramenti
politici un apparato assistenzialistico molto più organizzato.
( da "Nuova Sardegna, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Serena Lullia
L'addio della giunta Ragnedda dedicato al Puc Nell'ultimo Consiglio prima delle
elezioni arrivano le linee del piano urbanistico ARZACHENA. Il Comune mostra al
pubblico le linee di indirizzo del piano urbanistico comunale, le fondamenta
sui cui verrà costruito il codice del mattone. L'ultima seduta del consiglio
della giunta Ragnedda svela il lavoro svolto dallo staff di architetti e
ingegneri. Per loro la difficile missione di addomesticare lo sviluppo con le
norme del piano paesaggistico, la fame di metri cubi con la tutela
dell'ambiente. La città delineata nel puc è un centro leader in Gallura nei
servizi e nel turismo in cui gli stazzi sono la nuova frontiera della
ricettività. Obiettivi ambiziosi che secondo il delegato all'Urbanistica
Giovanni Pileri, supervisore delle linee generali del puc, passano prima di
tutto attraverso il miglioramento della viabilità. "Arzachena è il centro
del turismo di eccellenza in Gallura ma a questo suo ruolo da leader delle
vacanze non corrisponde un adeguato sistema di collegamenti - spiega Pileri -.
Nel puc abbiamo indicato alcuni obiettivi, tra cui il potenziamento della
viabilità con Palau e Santa Teresa ma anche con i paesi dell'interno. Abbiamo
inoltre inserito la realizzazione di un asse viario attrezzato con marciapiedi
e piste ciclabili che unisca Arzachena con Cannigione e con Porto Cervo via
Abbiadori. In questo modo la costa rappresenterà a tutti gli effetti il fronte
mare di Arzachena". Nelle linee di indirizzo del Puc è previsto anche la
valorizzazione del porto di Cannigione con la creazione di un centro congressi
e un polo fieristico, lo spostamento della linea di sviluppo della città verso
i borghi rurali di Monti Canaglia, Santa Teresina, Pulicinu e Farina. "Le
zone C di espansione nel centro urbano di Cannigione - precisa Pileri - sono
attuate per oltre l'80% di quanto previsto nel piano di fabbricazione. Sarà
necessario completare gli interventi per poi ultimare la rete viaria alternativa,
indispensabile per decongestionare il traffico sul lungomare. Sulla base del
ppr il potenziamento delle attività ricettive potrà avvenire vicino al tessuto
urbano già consolidato. Per fare di Cannigione un importante polo ricettivo
bisognerà indirizzare le nuove volumetrie prevalentemente alla creazione di
hotel e servizi". Ancora più anoressici i metri cubi
da sviluppare nelle zone F, quelle che il linguaggio della burocrazia definisce insediamenti
turistici. I calcoli degli esperti nelle aree con vista sul mare confermano la
mancanza di metri cubi a disposizione per nuovi interventi. Ma per il regno
delle vacanze vip non significa la tomba dell'edilizia. "Gli
indirizzi del puc su questo punto mirano a completare le lottizzazioni
esistenti - precisa il delegato Pileri -. Sarà opportuno anche censire i lotti
interclusi, che si trovano cioè all'interno di aree urbanizzate, per verificare
se sia possibile oppure no edificare in futuro. Verranno invece favoriti gli
interventi di riqualificazione delle strutture ricettive già esistenti. Gli
imprenditori che decideranno di elevare la qualità del servizio offerto
potranno contare su un aumento volumetrico del 25%". Ma il puc prova ad
andare oltre alla asettica logica del mattone e cerca di coniugare sviluppo
turistico e recupero dell'identità. In questa ottica va il piano di
valorizzazione degli stazzi, identificati come la nuova frontiera del turismo.
Il piano urbanistico è pronto a concedere nuovi metri cubi a chi sceglierà di
restaurare le storiche case coloniche e farle diventare suite per vacanzieri.
( da "Nuova Sardegna, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il sindaco Luciano
Mura e i confederali sollecitano l'apertura dei cantieri "Ora che il
quadro è completo attuiamo i progetti di bonifica" PINUCCIO SABA PORTO
TORRES. "Finalmente potremo avere un quadro completo della
situazione". Questo il commento del sindaco di Porto Torres Luciano Mura,
alla notizia della chiusura dell'inchiesta sull'inquinamento della zona
industriale. Niente da dire sull'aspetto giudiziario ("sono garantista e
poi questo è un compito che spetta alla magistratura"), ha invece, e
molto, da ridire sui ritardi che stanno accompagnando le procedure per le
bonfiche industriali. "Non si può andare avanti con questi tempi inumani -
sbotta Luciano Mura -. Abbiamo protestato con il cosidetto "governo
amico", se sarà necessario protesteremo anche con il nuovo governo. Che la
zona industriale fosse compromessa lo sapevamo, e l'inchiesta della
magistratura lo conferma, soprattutto per quanto riguarda sottosuolo e falde
acquifere. Non sappiamo invece quando partiranno le bonifiche e questo è
l'altro grande problema". E contro i ritardi per l'avvio delle bonifiche
si scagliano i segretari territoriali di Femca-Cisl Gian Piero Murgia e di
Filcem-Cgil Pier Franco Delogu. "In Italia si muore di rinvii, di
"non decisioni" - sostiene quest'ultimo -. Le bonifiche? Sono
bloccate da formule burocratiche che non si attivano e che dovrebbe sbloccare
il ministero". "C'è molta amarezza - gli fa eco Gian Piero Murgia -
perché se ne parla tanto e le stesse persone che dovrebbero farle fare, riparandosi dietro la burocrazia, rinviano ogni decisione e questo nonostante le aziende
interessate siano pronte a intervenire". "Credo che non ci sia più
niente da capire o scoprire - sostiene ancora il sindaco -. La barriera
idraulica sembra che funzioni bene ma ci sono gravi compromissioni nel resto
della zona industriale. Rimane da vedere (come ipotizza la magistratura
bdc) se si tratta di inquinamento provocato in tempi recenti oppure se gli
sversamenti a mare risalgono a quando di regole ce n'erano poche. E soprattutto
deve esser fatta chiarezza sulla contaminazione, se c'è, nei tratti di mare
distanti dal petrolchimico". "Meno male che c'è la magistratura - è
il commento del portavoce dei Verdi Gigi Pittalis - che si assume responsabilità
e compiti che sono di enti pubblici e della politica. Ed è proprio
l'atteggiamento della politica che lascia perplessi, soprattutto quando decide
di scaricare su questo territorio altre intraprese industriali che non può più
sopportare". Industria sotto tiro, quindi, e chimica che rischia di essere
criminalizzta. "Non rischia, è già criminalizzata - replica Gian Piero
Murgia -. Le campagne portate avanti da verdi e ambientalisti hanno prodotto
gravi danni alla struttura produttiva del paese. E nel frattempo, ripeto, non
si affronta il tema delle bonfiche che potrebbe restituire alle imprese nuove
aree produttive, liberate dai veleni". "è la strada più semplice per
tutti, scaricare le responsabilità sull'industria - aggiunge Pier Franco Delogu
- ed è un sistema per deresponsabilizzarsi e autoassolversi da parte di quella
classe dirigente che dovrebbe prendere decisioni realmente a favore
dell'ambiente. Un esempio? I termovalorizzatori. Non è che non inquinino, ma
gli impianti di ultima generazione hanno emissioni bassissime e fra gli effetti
collaterali hanno quello di "spegnere" migliaia di impianti per il
riscaldamento domestico grazie al teleriscaldamento. Ma di questo non si parla,
è più facile sparare sulla chimica".
( da "Giorno, Il (Sondrio)" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
VALTELLINA: PRIMO
PIANO pag. 3 "Guerra combattuta giorno per giorno" Per Romeri servono
più controlli ? SONDRIO ? "TROPPE LE MORTI BIANCHE: è una guerra che viene
combattuta ogni anno per andare a lavorare". Mauro Romeri, segretario
territoriale della Cgil sottolinea che i controlli devono essere intensificati,
sia sui cantieri che a livello legislativo. "Il Governo intende rivedere
il testo unico sulle norme per la sicurezza. Attenzione, però: siamo
disponibili a rivedere le pene ma non a stravolgere l'impianto della legge che
intendiamo difendere senza riserve, e questo primo maggio deve valere come
momento di mobilitazione nazionale sul triste fenomeno dell'aumento dei morti
sul lavoro ma anche delle invalidità conseguenti a incidenti e delle malattie
professionali causate da scarsa attenzione negli ambienti lavorativi. Nel
confronto con l'Europa emerge un dato preoccupante sulla non applicazione delle
regole, e, in questo, anche la provincia di Sondrio si allinea al dato
nazionale: c'è una idea davvero aberrante che per lavorare bisogna anche
rischiare, così, in questo Paese, pur di lavorare, si rischia troppo. E' un
problema culturale complessivo". IN PROVINCIA di Sondrio qualcosa è stato
fatto. Lo sottolinea Daniele Tavasci segretario territoriale della Cisl:
"Riconosciamo al Prefetto Chiara Marolla il merito di aver organizzato una
Task-force che, nel corso di una riunione di un mese e mezzo fa ha coinvolto
tutte le parti invitandole a produrre iniziative che incidano sul fenomeno
riducendone l'impatto. In quella riunione abbiamo però dovuto registrare le
lamentele degli imprenditori perché la prevenzione degli infortuni
comporterebbe troppi costi aggiuntivi causati da troppa burocrazia. Sotto questo aspetto forse
hanno anche ragione, ma va aggiunto che in fondo si tratta di uno schema da
seguire che, una volta appreso, poi forma un quadro di riferimento
garantito". "Le morti bianche ci sono sempre state - ammette Ezio
Ferrari segretario provinciale della Uil - ma il fenomeno non era così vistoso
come adesso. La spiegazione è semplice: a parte il fatto che se ne
parlava di meno perché le si considerava con fatalismo, va però aggiunto che
c'era un modo di lavorare meno frenetico e molto meno impostato sulla
concorrenza sfrenata imposta da un modello di vita disumanizzato. Tutto ciò
porta spesso a trascurare la prevenzione e le più elementari norme di
sicurezza.Ci sono poi ricadute sociali per chi more ma anche per chi resta,
mogli, figli o genitori, anche nel caso di chi rimane invalido e necessita di
cure continue per tutta la vita. Il nostro compito, assieme a quello degli
imprenditori, è quello di rilanciare la formazione del personale: più
quest'ultimo è preparato e consapevole dei rischi, meno sono le cause di
incidenti". "La soluzione non è a portata di mano, come se avessimo
la bacchetta magica subito dopo che avviene un incidente grave che scuote
l'opinione pubblica - dice Giovanni Spini del settore edili Cisl - ma almeno
c'è adesso un Testo unico che pone delle norme che possono ridurre ridurre al
minimo i rischi. Infatti richiama la responsabilità di tutti i soggetti e, in
questo senso, anche in provincia dobbiamo rilanciare gli Organi bilaterali che
hanno dimostrato di essere molto importanti proprio per la sicurezza. Durante
la contrrattazione, ad esempio, la sicurezza deve ritornare al primo
posto". Paride Dioli.
( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del
01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
AGENDA MASSA CARRARA
pag. 22 ? MASSA CARRARA ? "QUESTI due signori ? ha gridato Mario r... ?
MASSA CARRARA ? "QUESTI due signori ? ha gridato Mario rivolgendosi a
Claudio Palandrani e Pietro Di Pierro ? sono come lucertole che non vogliono
uscire dal buco. La verità è che i politici di Carrara si sono venduti ai
massesi: loro sono stati furbi, e noi scemi!". Dopo 40 minuti di
battibecchi garbati, è un telespettatore carrarese a mettere un po' di pepe
sulla coda della? Pulce (la rubrica di Massimo Binelli su Teleriviera, replica
domani, venerdì, alle 13). E Di Pierro, segretario della Circoscrizione 4
Avenza, autore di numerose pubblicazioni di carattere storico, ha preso la
palla al balzo: "Mario ha ragione! E' un atteggiamento
tipico della classe dirigente carrarese che ha sempre lasciato che Massa sviluppasse
la burocrazia, salvo poi
pentirsi". Più cauto Palandrani, insegnante all'Artistico di Carrara,
anch'egli autore di svariate pubblicazioni: "Massa ha un ruolo
amministrativo e Carrara un ruolo economico, ma non penso di trattare gli uni
da furbi e gli altri da scemi. Nel tempo è emerso un complesso di
inferiorità da parte dei carraresi, che francamente mi pare
ingiustificato...". PRIMA di queste scaramucce, gli ospiti hanno
raccontato le vicissitudini delle due città. "Maria Beatrice si firmava
duchessa di Massa e Carrara, dunque riconosceva pari dignità alle due realtà,
non è così?", è stata la miccia accesa dal conduttore. "La duchessa ?
ha puntualizzato Palandrani ? ha abusato delle sue prerogative. Lei era erede
di due stati separati, Massa e Carrara, e tale distinzione risale al 1475
quando Giacomo Malaspina acquistò da Antonietto Campofregoso le proprietà di
Carrara, Avenza e Moneta per 3mila ducati. Poi Massa nel 1565 diventa
principato e Carrara marchesato; ancora Massa nel 1668 diventa ducato e Carrara
principato: sempre un gradino sotto e sempre due stati distinti".
Flemmatico Di Pierro: "Ai carraresi non è mai interessato tutto ciò, loro
pensavano al sodo!". Altro "scontro" sulla provincia. "Nel
1856 Massa e Carrara erano unite da una "e" le cui origini ? ha
spiegato Palandrani ? non le ho trovate, forse si è trattato di un? refuso! Nel
'27 scompare la "e" e compare il trattino, reiterato dopo la seconda
guerra mondiale, per decreto". "Non è così ? si è acceso Di Pierro ?,
qualcuno volle fare il birbone, come già nel 1862, quando Massa decise di
chiamarsi Massa-Carrara, salvo che il re rimise le cose a posto. I massesi
hanno sempre tentato di allargarsi: forse fu un errore sciogliere il comune di
Apuania, ma era opera del fascismo...". Nella foto: Claudio Palandrani (a
sinistra) e Pietro Di Pierro.
( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del
01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
IMOLA pag. 4
TRASFORMARE il Lolli da teatro per i soli soci a teatro pubblico: è il sogno...
TRASFORMARE il Lolli da teatro per i soli soci a teatro pubblico: è il sogno
accarezzato dall'assessore alla cultura Valter Galavotti e in parte anche dal
presidente del Tilt Massimiliano Buldrini. A separare i sogni dalla realtà
però, ci sono soprattutto la burocrazia e i soldi: per poter aprire le porte a tutti gli imolesi manca
l'agibilità, così per ora in platea possono sedersi solo 99 persone. Il
proprietario dello stabile poi, l'Ausl, al momento convoglia tutti i fondi
disponibili sul nuovo reparto di pronto soccorso e di trasformare il Lolli in
un vero e proprio teatro per ora non ne ha alcuna intenzione. L'ASSESSORE
Galavotti sottolinea che con l'apertura dell'Ebe Stignani, Imola avrà già due
teatri ma non gli dispiace pensare in futuro di accedere a fondi pubblici che
permettano di finanziare i lavori di agibilità. A Buldrini l'idea non dispiace
ma, chiarisce, "questo spazio è nato con funzioni di laboratorio: durante
la settimana teniamo corsi per giovani e adulti ed è importante che questa
attività possa essere portata avanti e che questo spazio sia finalizzato a tale
uso". E' il motivo, prosegue il responsabile del Tilt, "per cui anche
quando facciamo delle rappresentazioni, generalmente le fissiamo nel fine
settimana quando non ci sono i laboratori". Per il responsabile del Tilt è
già un passo avanti aver realizzato 'Invisibili', una piccola rassegna che
permette di aprire la sala e far conoscere agli imolesi l'associazione,
l'attività svolta e forme teatrale originali. NATO all'interno dell'ospedale
vecchio, il Lolli aveva perso la sua funzione di teatro negli anni '80. Per
lungo tempo l'Ausl lo utilizzò solo per farci conferenze e corsi. Poi lo ha
ridipinto, ha sistemato le uscite di sicurezza e lo ha messo a disposizione del
Tilt. Galavotti ricorda che dal 2005 il Tilt gestisce questo spazio grazie a
una convenzione con l'Ausl che ha ceduto il teatro in comodato gratuito:
"Mi opposi quando Ivan Trenti, l'allora direttore generale, pensò di
portare in questo stabile gli uffici dell'azienda. Così è proseguita la storia
di questo particolare teatro, nato in un contesto sanitario". Oggi il
teatro Lolli è una grande stanza con un palco di dieci metri per otto e, oltre
a ospitare le attività del Tilt, l'Ausl lo usa ancora a volte per organizzare
conferenze o corsi di formazione. Laura Dall'Olio.
( da "Nazione, La (Empoli)" del 01-05-2008)
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CRONACHE pag. 16 di
PINO MIGLINO ? FIRENZE ? LA NOTIZIA girava da giorni a margin... di PINO
MIGLINO ? FIRENZE ? LA NOTIZIA girava da giorni a margine del totoministri.
Ieri sera la conferma ufficiale: Denis Verdini sarà il nuovo cooordinatore
nazionale di Forza Italia al posto di Sandro Bondi chiamato probabilmente a un
incarico di governo. Un toscano di Fivizzano che fa la staffetta con un altro
toscano di Fivizzano alla guida del partito di Berlusconi che si avvia a
confluire nel Pdl con An e altre formazioni minori. Sì perchè il caso vuole che
i due uomini di punta del Cavaliere siano nati nello stesso paese in provincia
di Massa. Lui Verdini, nel 1951, per poi trasferirsi a Firenze dove si è
laureato in scienze politiche al Cesare Alfieri, dove è diventato banchiere col
Credito cooperativo ed editore. E dove ha debuttato in politica con i
repubblicani per poi entrare negli azzurri di cui è stato fino a ora il leader
regionale. Sposato, tre figli, Verdini si divide tra attività e passioni
multiformi. A quelle già elencate va aggiunta una cattedra di economia alla
Luiss di Roma e la presidenza in passato di svariate società sportive. E ora
l'incarico più alto... "Sì ? risponde Verdini al cellulare, mentre si
appresta a una riunione fiume a Palazzo Grazioli con Berlusconi e il vertice di
Forza Italia ? credo sia il riconoscimento del lavoro che ho svolto in Toscana
ma anche a Roma accanto a Bondi e Cicchitto". La attende la fase delicata
della transizione verso il Pdl... "Una fase delicata certo, ma anche
esaltante: formare un partito nuovo, un soggetto che non potrà basarsi sul
passato e che dovrà mettere insieme tanti altri partiti. Non c'è solo An. C'è
la Mussolini, i repubblicani, la nuova Dc, i socialisti... Tante realtà, spesso
con una grande tradizione, per cui andrà trovata una sintesi senza umiliarne
passato e valori" Partito pesante o leggero? "Certamente abbiamo
bisogno di radicarci ulteriormente nel territorio, anche se visto il risultato
elettorale passi avanti ne abbiamo fatti. Non rifaremo le vecchie sezioni dei
partiti della Prima Republica. Andranno inventati organismi nuovi. Quello che è certo è che la politica deve abbattere i suoi costi:
le burocrazie di partito devono restare un ricordo del passato". Forza
Italia è stata visto come un partito anomalo, una sorta di organizzazione di
supporto al carisma del leader. "Un carisma che finora ha funzionato visto
il 40 per cento che abbiamo preso alle elezioni. E' chiaro comunque che
il Pdl sarà qualcosa di diverso. A cominciare dalla gestazione che si
concluderà con la fase costituente". Vi convertirete alle primarie?
"Ne discuteremo. Dobbiamo confrontari con tante realtà, come ho detto. E'
ancora presto per una decisione" Le sparate di Bossi: è già una spina nel
fianco? "Ma no. Quello è il suo modo di esprimersi, il linguaggio che lui
sa essere rivolto soprattutto ai suoi. Il suo modo di pensare è un altro, è
quello dimostrato dalla lealtà alle istituzioni in tutti questi anni, sia
quando era all'opposizione sia quando era in maggioranza". La Toscana
rossa non è più inespugnabile. "E' quello che sono tornati a dire gli
scrutini nelle amministrative. Non c'è solo il trionfo a Viareggio. Anche dove
non abbiamo vinto, a Pisa o Massa, si è visto ormai un elettorato in movimento,
pronto ad abbandonare la sinistra quando questa malgoverna". A proposito,
chi prenderà il suo posto alla guida di Forza Italia in Toscana? "La mia
nomina nazionale è fresca di ore, Non ne abbiamo ancora parlato".
( da "Tirreno, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pisa VIA NAPOLI VIA
NAPOLI Un senso unico revocato a caso PISA. Oggi ho finalmente capito che
l'Italia è una democrazia compiuta, matura, dove chi decide è veramente la maggioranza
dei cittadini. Tornando a casa dal mare, considerato che ero arrivato in città
in concomitanza con l'uscita della partita, abitando a Porta a Lucca ed essendo
quindi abituato a regolare i miei movimenti in funzione dei flussi intorno allo
stadio, decido di imboccare la Fi-Pi-Li per arrivare a casa da
Cisanello/Pratale. Arrivato in via Paparelli giro in via del Brennero con
l'intenzione di imboccare via Napoli. Arrivato in via Napoli, strada a senso
unico, mi trovo di fronte una fila di auto che, incolonnate, procedono in senso
contrario, ho dovuto accostare ed aspettare un quarto d'ora che le macchine,
ordinatamente incolonnate in controsenso, defluissero prima di poter procedere.
La maggioranza aveva deciso che in occasione dell'uscita della partita il senso
unico era "revocato". Siamo proprio un grande paese. A.S. SINDACO
Hanno votato pochi pisani PISA. Sinceramente sorprendente la lettura del voto
di ballottaggio, sia da parte dei due candidati sindaci: tutti sembrano
dimenticare, o considerare secondario, il fatto che a votare siano andati il
56,3% degli elettori pisani, un minimo storico che, fatti i debiti conti, vuol
dire che il sindaco Filippeschi è stato scelto da neanche il 25% dei cittadini
di Pisa, e la candidata Paoletti da circa il 20%, e che i trionfalismi,
dall'una e dall'altra parte, avallati da stampa e tv, sembrano per lo meno
inopportuni. Alla città di Pisa resta la magra consolazione di non essere
caduta dalla padella nella brace, ma di essere rimasta lì, dentro una padella
che almeno sembra promettere che non ascolterà le sirene di pizzaioli e
ristoratori e pubbisti per la riapertura notturna della Ztl alle auto: ci è
dispiaciuto molto che la signora Paoletti, gentilmente attenta alle istanze dei
Comitati, non avesse capito che su quel punto si caratterizzava in senso
negativo la sua idea di città, riaprendo vasti spazi ai furbi e agli arroganti
che per anni hanno devastato il centro storico con le clacsonate, le soste sui
marciapiedi, le sgassate fino alle tre di mattina, i danni ai monumenti e alla
vita della gente. E basta girare i lungarni di notte per capire cosa
succederebbe se quel caos nocivo e pericoloso si potesse di nuovo riversare
nelle vie, nei vicoli, nelle piazze, del centro storico di Pisa. Speriamo che
Filippeschi rispetti il suo impegno su questo punto (tenendo conto che i numeri
veri sono quelli elencati sopra e che quindi la fandonia di una città divisa a
metà è appunto una fandonia...), e anzi lo rafforzi garantendo un sistema
efficiente di trasporto pubblico notturno e chiudendo così anche i lungarni al
traffico privato a motore, insostenibile e insopportabile per la città come
dimostrano queste prime notti "primaverili". Lista Civica Pisana
"Città dei Diritti con Beppe Grillo" SICUREZZA Siamo arrivati al
capolinea PISA. Da libero cittadino faccio appello alle autorità territoriali,
regionali e governative. Da troppo tempo assistiamo alla violenza sulle donne:
stupri, scippi, omicidi. La maggior parte di questi fatti è causata da
immigrati di diversa provenienza. Provo rispetto, dolore, rabbia per le
continue morti sul lavoro di giovani operai di cui ogni giorno ne aumenta il
numero per mancanza di norme di sicurezza, tranne in alcuni casi, per
disgrazia. Servono verifiche e controlli da parte delle autorità competenti,
con la speranza siano risolti i problemi che da tempo si pongono. Immigrati che
guidano ubriachi, senza patente, sotto l'effetto della droga, falciando e
uccidendo persone inermi. Servono interventi decisi delle forze dell'ordine,
nuove leggi, senza sconti di pena perché i cittadini possano vivere una vita
più tranquilla. Come si dice, siamo arrivati al capolinea. La tolleranza e la
pazienza hanno un limite. è giunta l'ora che ognuno faccia la sua parte. I
diritti di ognuno di noi fanno parte di una vera democrazia. Franco Benedetti
SEPI Perché abolire i pagamenti? PISA. La Sepi società controllata dal Comune
di Pisa, incaricata delle entrate dell'ente ha cessato la riscossione dei
pagamenti, dovuti dai cittadini/utenti, in forma diretta tramite cassa. Quindi,
attualmente, chi deve ritirare, ad esempio, una pratica edilizia prima si deve
recare alla posta o in banca, effettuare il pagamento e successivamente
ritirare la pratica, previa dimostrazione dell'avvenuto pagamento. Mentre nel
passato le due fasi di pagamento e ritiro erano contestuali e quindi più
favorevoli all'utenza perché vi era un risparmio di tempo e si evitava il
disagio di recarsi in due posti, attualmente con la chiusura della cassa si
"creano" perdite di tempo all'utenza. Anche gli anziani sono
danneggiati dal cambio di procedura di riscossione perché abituati da alcuni
anni a effettuare il pagamento dell'Ici, Tarsu, ecc. direttamente, con
risparmio di tempo e di denaro, evitando il pagamento delle commissioni postali
o bancarie. La società predetta non era nata per razionalizzare anche il
servizio di riscossione... Roberto Ruberti PARCHEGGI Senza cartello arrivano le
strisce PISA. Venerdì 18 aprile hanno fatto le strisce per i parcheggi in via
dei Gattici a Tirrenia. Hanno fatto la riga unita anche davanti al mio cancello
(non sono il solo). Sono intervenuti i vigili urbani ed ho fatto vedere loro la
ricevuta dell'avvenuto pagamento delle tasse del passo carrabile. Mi è stato
detto che non avevo ritirato il cartello del divieto di sosta alla Sepi e
quindi era loro diritto "chiudere l'accesso" alla mia casa. Lunedì 21
aprile ho telefonato alla Sepi. Mi è stato detto che devo andare a Pisa presso
i loro uffici per richiedere il cartello (se ho pagato le tasse è chiaro che lo
voglio). In un secondo tempo mi verrà consegnato (devo andare due volte a
Pisa). Faccio notare che da oltre quaranta anni ho pagato le tasse sul passo
carrabile (vorrei vedere in quanti l'hanno fatto). Fare considerazioni? Sarebbe
troppo lungo. Burocrazia, diritti del cittadino... Sergio
Matteucci PRATALE Siamo in attesa di risposte concrete PISA. Vorrei replicare
alla risposta di Francesco Pierotti circa l'assenza del candidato, all'epoca,
(e attuale sindaco) Marco Filippeschi, lamentata dal sottoscritto, in occasione
della recente iniziativa del Circolo Pd Pratale - Don Bosco - S.
Francesco. Durante l'incontro, quando i cittadini hanno manifestato la propria
delusione per l'assenza del candidato Marco Filippeschi, è stato risposto loro
che era in procinto di arrivare, ma poi così non è stato. Apprezziamo che in
tale circostanza siano state annotate tutte le osservazioni e le preoccupazioni
dei residenti. L'auspicio è che non restino chiuse in un cassetto, come pare
sia avvenuto finora (visto che all'ultima petizione del dicembre 2007 il
Comune, finora, non ci ha risposto), ma siano tempestivamente tradotte in fatti
concreti, così come, su alcuni temi, è stato richiesto anche da Arpat e Usl 5.
è il caso di puntualizzare che la sfida "di ridare fiducia ad un dialogo
costruttivo, di dare risposte e di fare proposte" non dovrà limitarsi a
"questi giorni", bensì proseguire per tutti i 5 anni in cui i nostri
interlocutori si troveranno ad operare (nella posizione di governo o di
opposizione). Michele Pastorino comitato via di Pratale.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Febbraio 2006 è stato
il mese in cui l'India ci ha dato in dono nostra figlia. Ma è stato anche il
mese in cui l'India si è trovata alle prese con l'emergenza aviaria". Per
questo Paolo Moretti, giornalista de La Provincia, ha intitolato La cicogna che
sconfisse l'aviaria (Infinito Edizioni, pp. 94, euro 12) il libro in cui
racconta le lunghe vicissitudini dell'adozione che l'ha finalmente reso papà di
Mehala, bambina originaria del sud dell'India. Il libro è stato presentato alla
Fiera del Libro, dall'autore e dalla collega Katia Trinca Colonel, del Corriere
di Como . L'adozione internazionale, ha spiegato Moretti, "è un lungo
viaggio, a tratti faticoso, difficile, doloroso. Alla fine, però, abbiamo
scoperto che tutto aveva un senso. Quando siamo arrivati in India tutto quel
dolore e quella fatica hanno assunto un significato differente, un'attesa
finalizzata a qualcosa". Sull'argomento sono stati scritti tanti libri,
"ma per la maggior parte ? ha proseguito Moretti ? si tratta di manuali.
Raccontare una storia vissuta è un modo di far conoscere l'adozione in modo più
diretto, partecipato, sensibile". Paolo e sua moglie Cristina i conti con
il tempo, "ultimo" e "più difficile" tra gli ostacoli di
questo tortuoso sentiero, li hanno aperti il 16 agosto 2004, quando i loro occhi
hanno incontrato quelli di Mehala, "che ci sorridevano da due foto a
colori. Quel giorno rimarrà per sempre marchiato a fuoco nei nostri
cuori". Inizio di una "faticosa attesa", in vista di una nuova
""felicità": Mehala, in lingua tamil, e, ora, anche nella
nostra. Felicità di quella destinata a darti calore: per sempre". L'ente
autorizzato aveva individuato una "scheda" dall'India che poteva
adattarsi alla coppia: "C'è un abbinamento. La psicologa ? ha raccontato
Moretti ? ci ha fatto vedere le foto. Un momento di emozione fortissima. I
sogni cominciano a diventare realtà: il bambino sognato aveva finalmente un
nome e un volto. Unico desiderio annullare le migliaia di chilometri che che ci
separavano da nostra figlia". La cosa più difficile
"i tempi della burocrazia: non hanno nulla a che vedere con quelli delle emozioni".
Un anno e mezzo per poter vedere Mehala in carne ed ossa, per poterla
raggiungere fisicamente. Non per caso il primo capitolo del libro è dedicato al
tempo. "Per tutto l'iter adottivo un compagno che non ti lascia mai.
Corre troppo lento quando hai raggiunto il tuo sogno e vorresti andarlo ad
abbracciare". Il libro si chiude con il ritorno in Italia, dove la bambina
ha avuto una "trasformazione incredibile: ha imparato l'italiano, fatto amicizie,
si è ambientata come se fosse sempre stata qui". Dall'adozione di Mehala è
nata un'associazione che porta il suo nome e si occupa di adozioni
internazionali. "Adozione è l'incontro di due bisogni diversi ? ha
concluso Moretti ?. Il mio sogno è realizzare progetti che garantiscano ad ogni
bambino di avere una famiglia nel proprio paese di origine". Vincenzo
Guercio.
( da "Nuova Sardegna, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
La metamorfosi. Il
direttore presenta ai soci il primo bilancio in attivo di 37mila euro L'Stl da
oggetto misterioso a impresa che fa utili Ma non c'è ancora l'accordo tra
Comune e Provincia su cda e nomina del presidente Gianni Giovannelli:
"Un'azienda preziosa, se diventa un serbatoio di poltrone politiche noi
andremo da soli" OLBIA. Frankenstein scopre di essere più bello di
Narciso. Per oltre un anno il Sistema turistico locale è stato messo in un
angolo, come un ufo, una società indesiderata, un incidente di cui non parlare.
Ma oggi si scopre ambita e desiderata. Non avrà ancora un cervello pensante, ma
le gambe dell'Stl funzionano benissimo. La società esce dal suo stato embrionale.
Si scrolla di dosso la fama di carrozzone ectoplasmatico, di
mostro giuridico calato dall'alto e tenuto insieme dai lacci della burocrazia. Ora l'azienda è
corteggiatissima, produce idee, utili e ha una gerarchia corta. Un direttore e
un ristretto gruppo di dipendenti. La politica è rimasta a litigare per
scegliere i criteri di nomina del cda e del presidente. Discordia delle
poltrone. Mentre i 30 soci, Provincia, Comuni, e cinque privati, non
riescono a trovare un accordo, il sistema ha iniziato a lavorare. Ha presentato
il bilancio del 2007 e ha chiuso con un utile di 37 mila euro. La cifra non fa
venire le vertigini, ma dimostra che l'elettroencefalogramma non è piatto.
L'Stl sembrava essere finito nel cimitero degli enti di carta. Bloccato dalle norme
della finanziaria 2007. Un comma rasoiava le poltrone da 30, una per ogni
membro a 5. Difficile trovare l'accordo su chi dovesse occupare gli scranni.
Situazione che è diventata nel tempo ancora più complicata. La Provincia
rivendicava il diritto di scelta del presidente. I Comuni ritenevano un
retaggio medioevale la richiesta dell'ente di via Nanni, che con un pragmatismo
da capitalista mostrava di essere il socio di maggioranza. Un disaccordo
inconciliabile su tutta la linea. Tra le parti un muro invalicabile. Cemento di
indifferenza. L'Stl, almeno nella sua parte burocratica, è finito in freezer.
Ma se i piani alti sono rimasti virtuali gli scantinati hanno lavorato. Non in
modo clandestino, ma senza nessuna pubblicità. Il risultato è stato presentato ai
soci in una riunione dal direttore dell'Stl, Tommaso Giagoni. Ma sul futuro
dell'ente sembra esserci una totale divergenza. Il cocchio è trainato da due
cavalli indisciplinati. Ognuno tira nella sua direzione. Per la Provincia è
indispensabile affrontare il nodo della sede. Ora l'Stl è ospitato nel museo
archeologico. Sulla carta dovrebbe essere ad Arzachena. Solo sulla carta.
"C'è poi un altro aspetto fondamentale - spiega la presidente della
Provincia, Pietrina Murrighile -. L'Stl deve occuparsi di ciò per cui è nato.
Deve occuparsi della promozione turistica. Un punto fermo è la gestione
dell'attività crocieristica da parte del sistema turistico locale. Da più parti
è arrivata la proposta di creare una società privata che gestisca il traffico
dei crocieristi. Non credo sia necessario creare doppioni". Il sindaco
Gianni Giovannelli porta avanti un discorso differente. è pronto ad affidare in
gestione il museo all'Stl, a patto che l'ente si faccia carico delle spese.
"Credo possa essere una soluzione da sostenere - dice Giovannelli -. La
proposta è sul mio tavolo. Nella riunione in cui abbiamo approvato il bilancio
si doveva modificare lo statuto. Ma la presidente della Provincia non era
presente. Per rispetto istituzionale abbiamo preferito rimandare. Resta la
necessità di portare il cda da
( da "Tirreno, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pistoia
Meno burocrazia per installare le insegne dei negozi La giunta ha
approvato le nuove norme: basterà la dichiarazione di inizio attività PISTOIA. Sarà
più semplice d'ora in poi per i commercianti e gli esercenti installare le
proprie insegne d'esercizio. La giunta infatti, dopo aver introdotto la procedura
semplificata per l'apertura di attività commerciali e di servizio lo scorso
febbraio, ha approvato una delibera che, in attesa che venga redatto un nuovo
regolamento di disciplina complessiva della pubblicità sul territorio comunale,
detta le norme, semplificandole, alle quali ci si dovrà attenere per apporre
l'insegna al proprio negozio. In sostanza l'installazione delle insegne rientra
nel complesso delle attività che fanno capo allo Sportello unico per le
attività produttive (Suap) e sarà sufficiente di qui in avanti che l'esercente
faccia una dichiarazione di inizio attività, per potere subito collocare
l'insegna identificativa del proprio negozio, bar, ristorante e quant'altro.
"Abbiamo a disposizione strumenti legislativi importanti - afferma
l'assessore alle attività produttive Barbara Lucchesi - per rendere molto più
efficace l'attività di supporto alle imprese e, in ultima analisi, per
semplificare le procedure a carico di chi avvia un'attività. L'amministrazione
comunale sta procedendo in questa direzione, convinta com'è che una burocrazia più efficiente rappresenta un elemento importante
di attrattiva del territorio nei confronti delle attività produttive,
commerciali e di servizio". La delibera elenca nel dettaglio le
caratteristiche alle quali devono rispondere le insegne, che possono essere
luminose sia per luce propria, che per luce indiretta, devono essere collocate
parallelamente al senso di marcia dei veicoli ed in stretta aderenza al
fabbricato alla quale si riferisce; non dovrà essere visualizzabile in senso
trasversale rispetto al fabbricato e non dovrà sporgere oltre
( da "Repubblica, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XIII - Genova
MilkOut Festival allo Sperone notti di passione su tre palchi Domani e sabato
musica live con artisti e gruppi di qualità in un suggestivo scenario MATTIA
BRIGHENTI "I festival all'aria aperta funzionano perché vanno a stuzzicare
la curiosità della gente". Filippo Quaglia, fra gli organizzatori del
MilkOut
( da "Giornale di Brescia" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 01/05/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO I PARERI BRESCIANI "Sì
alla trasparenza No alla curiosità e al pettegolezzo" Paolo Panteghini
dell'Università di Brescia BRESCIA - Il codice italiano sulla privacy elenca
una serie di obblighi legati al trattamento dei dati (cosiddetti)
"sensibili", ma non fa esplicito riferimento ad una eventuale
pubblicazione dei redditi dichiarati nell'Unico o nel 730 di ogni contribuente.
Questo è, probabilmente, il motivo per cui il Garante ha disposto solo nel
tardo pomeriggio di ieri il blocco delle consultazioni sul sito dell'Agenzia
delle Entrate. Questo è, di sicuro, il motivo per cui ogniqualvolta si presenta
una perplessità legata all'utilizzo di questi dati individuali, in prima
battuta vengono formulate una serie di interpretazioni della Legge e solo più
tardi, il Legislatore integra la norma di riferimento con un capitolo ad hoc.
Una storia che si ripete ormai dal '96, quando per la prima volta è stato
approvato il testo della Legge
( da "Libertà" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nel 2007 esportazioni
per 118milioni di euro. Impegno su fronte petrolifero e raccorderia Sempre più
stretti i legami commerciali tra Emilia Romagna e il Nord Africa, inclusi nuovi
insediamenti industriali. Piacenza nel 2007 risulta essere la quinta provincia
in regione per valori di export (118,7 milioni di euro contro un import di 12,5
milioni) dopo Bologna, Modena, Reggio Emilia e Parma, quest'ultima a quota
126,5 milioni di export. Nel complesso gli scambi commerciali regionali sono
cresciuti del 65 per cento in 7 anni e vedono il Marocco in crescita del 110
per cento e l'Egitto del 93 per cento. E' la fotografia fornita dal "Sole
24 Ore" di ieri, che mostra una certa effervescenza negli scambi africani.
Peraltro, l'assessore regionale Duccio Campagnoli afferma che l'Africa è di
fatto l'interlocutore del futuro. Per Piacenza sono l'Egitto, la Tunisia, il
Marocco, l'Algeria e la Libia i partner ideali. Più i primi tre Paesi, perché
la Libia ha ancora una forte impronta statalista e l'Algeria è politicamente
poco stabile. Il Consorzio Esportatori Piacentini poco meno di dieci giorni fa
ha svolto una missione in Egitto e sempre quest'anno ha partecipato alla fiera
campionaria di Tripoli. Forte l'export, ma non inesistente l'import che
riguarda anche prodotti alimentari. Un esempio, dalla Tunisia si importano
pomodori essiccati. Gli scambi relativi all'export sono spesso collegati
all'industria petrolifera, all'impiantistica industriale, alla raccorderia, ma
anche alle grandi cucine, alla refrigerazione. Va detto però che, nel caso
piacentino, i dati di fonte camerale mostrano una variazione di segno negativo
sull'export tra il 2006 e il 2007 (-14,8 per cento) e invece un incremento del
56 per cento dell'import. In generale, a dare man forte
agli scambi commerciali è anche una burocrazia più snella in Nord Africa rispetto ad altri Paesi. Il codice del
commercio e quello civile sono molto evoluti e si rifanno in parte alla
legislazione francese, le leggi islamiche non riguardano il commercio e quindi
non sono di ostacolo a chi vuole intraprendere in questo paese.
01/05/2008.
( da "Libertà" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
"La burocrazia
rischia di uccidere le rassegne dei cavalli bardigiani" Domenica scorsa è
stata la volta di Bettola; domenica prossima sarà il turno proprio di Morfasso.
A proporre queste rassegne della durata di un giorno, dove gli appassionati
mettono in mostra i loro esemplari di cavalli bardigiani, anche i Comuni di
Farini e Ferriere. Rigolli ha inoltrato una lettera critica nei
confronti delle normative sul benessere animale, a tutte le amministrazioni
comunali citate oltre che alla Comunità Montana delle Valli Nure e Arda,
trovando la condivisione del presidente Gianluigi Molinari. "Le
amministrazioni comunali interessate, compresa la mia - spiega Rigolli - si sono
prodigate in questi anni per far costruire zone come centri equestri, dove
poter esporre questi esemplari all'ammirazione del pubblico, per queste sane
sfide tra gli allevatori proprietari". Una quarantina quelli che si
attendono domenica a Morfasso, per un totale di un centinaio di capi.
"Francamente alcune norme - spiega Rigolli - non hanno molto senso, per
chi conosce queste rassegne: è prescritta ad esempio la comunicazione di quali
capi saranno presenti. Capisco la norma, ma se un allevatore di montagna,
magari anziano, mi si presenta il giorno stesso, cosa faccio, lo mando
via?". Lascia perplesso Rigolli anche la norma che prescrive l'obbligo di
collocare i cavalli in zone ombreggiate. "Sono figlio di agricoltori, e
portavo le bestie al pascolo. Non hanno mai cercato l'ombra, semmai cercavano
il tepore del sole". Rigolli cita anche alcune "bizzarrie":
"Una norma chiede che non ci siano nelle recinzioni degli "spigoli
taglienti". Se presa alla lettera questa norma diventa ridicola".
"Le norme igienico sanitarie - prosegue il primo cittadino - sono
completamente condivisibili, ma troppi vincoli rischiano di rovesciare gli
intenti di protezione degli animali: Se si mettono tante regole, si scoraggiano
gli allevatori, e quindi il cavallo bardigiano si estinguerà". "Non
dimentichiamo - aggiunge il presidente di Comunità Montana Molinari - che
questi allevatori sono dei veri appassionati: sono loro i primi tutori dei
cavalli che portano in rassegna. Non c'è bisogno di mille regole per
prescrivere la cura di questi animali. Molte feste della nostra montagna sono
su base volontaristica. Porre decine di prescrizioni, rischia di far venire
meno la buona volontà della gente che organizza questi eventi". Donata
Meneghelli 01/05/2008.
( da "Libertà" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
"La burocrazia
trasformerà i nostri magnifici esemplari di cavalli bardigiani in bistecche,
alla faccia di tutte le belle leggi sul benessere animale": è un grido
d'allarme ironico e provocatorio quello che il sindaco di Morfasso Marco
Rigolli lancia dal nostro quotidiano, prendendo posizione rispetto alle
cosiddette "norme del benessere animale", secondo lui troppo
vincolanti MORFASSO - "La burocrazia trasformerà i nostri magnifici esemplari di cavalli bardigiani
in bistecche, alla faccia di tutte le belle leggi sul benessere animale":
è un grido d'allarme ironico e provocatorio quello che il sindaco di Morfasso
Marco Rigolli lancia dal nostro quotidiano, prendendo posizione rispetto alle
cosiddette "norme del benessere animale", secondo lui troppo
vincolanti. Le norme sono state diffuse di recente dal servizio sanitario
regionale a tutti i comuni che nel territorio provinciale propongono le
rassegne del cavallo bardigiano. 01/05/2008.
( da "Tirreno, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Attualità DOPO IL VOTO
DOPO IL VOTO E io dico a Walter che da soli si perde Il vento di destra ha
battuto tutto il Paese. E si è sentito - robustamente - anche in Toscana. Si
impone una riflessione critica e autocritica nel centro sinistra: approfondita,
non di breve momento. Da queste elezioni, politiche e amministrative, viene un
chiaro insegnamento che vale sia a livello nazionale sia a quello locale: da
soli non si vince. Da soli non si può fare. Condizione necessaria per vincere è
l'unità delle forze di centro sinistra. In relazione ai prossimi - molto
ravvicinati - appuntamenti elettorali, è urgente dirimere insieme le questioni
ancora aperte - in Regione e negli enti locali - e delineare con chiarezza le
prospettive politiche delle alleanze. Alleanze che si devono qualificare sempre
di più sulle priorità programmatiche e sulla necessità di considerare la
partecipazione come la forma usuale del governare. E che devono essere capaci
di esprimere una unità forte, basata su uno spirito di coalizione coeso e
leale. è necessario un nuovo centro-sinistra, basato fondamentalmente su due
forze - Pd e Sinistra unita - ma aperto e inclusivo. Su questo dovremo lavorare
molto e con determinazione, a livello locale, regionale, nazionale. Marco
Montemagni Firenze DOPO IL VOTO La Bindi? è più di sinistra di tanti Si dice
che nel nuovo Parlamento manchi la sinistra, ma è una balla. Io, che stavolta
ho votato per Di Pietro, non ho difficoltà a riconoscerne molti provenienti dal
mio vecchio partito, il Pds-Ds, ma anche dalla Margherita: Rosi Bindi non è
meno di sinsitra di tanti arcobaleni. Ci sono quelli che hanno mantenuto la
testa sulle spalle, mancano i nostalgici degli anni Settanta e quelli, pere
dirla con Ingrao, che volevan o la luna. E forse non sarà un male. Giovan
Sergio Benedetti Lucca DOPO IL VOTO Questo è un paese proprio fascista... Il
voto del 13 e 14 aprile ha detto, ancora più chiaramente, una cosa: il nostro è
un popolo inguaribilmente fascista (si salva la Toscana e poco altro...). La
maggioranza degli italiani è ed è sempre stata nostalgica, anche durante i
lunghi anni di governo democristiano, quando girava in maschera, perché non era
politicamente corretto dichiarare la propria nostalgia. Poi, nel
( da "Stampa, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
CALCIO DILETTANTI
Resa nota ieri sentenza a favore del Briga tenuta nel cassetto Pubblicato ieri
in tarda serata dopo oltre un mese di anticamera: è il pronunciamento della
Commissione disciplinare nazionale di Roma che attendeva di essere pubblicato
sul comunicato del Comitato regionale del Piemonte della FICG. Sembrava una questione di ordinaria burocrazia se non fosse che almeno due squadre del girone A del campionato
di Prima categoria a 90 minuti dal fischio finale della regular season
mantenevano il fiato in sospeso. Il pronunciamento della Cdn infatti influisce
sul risultato finale della partita Briga-Sanmauriziese della 3ª giornata di
ritorno. Sul campo finì con la vittoria per 4-0 degli ospiti. I padroni
di casa fecero ricorso per l'illegittimo utilizzo nelle fila della
SanMauriziese del giocatore Flavio Mazzotta in quanto minore di 16 anni. La
commissione disciplinare torinese respinse le motivazioni del Briga. Non
convinti della corretta interpretazione dell'articolo 34 delle norme federali
data a Torino, i dirigenti presentarono ulteriore ricorso all'ultimo grado di
giudizio introdotto dal nuovo statuto della Figc. La Cdn si è pronunciata il 19
marzo scorso con il comunicato 40. Al punto 186, il Briga ha trovato pane per i
propri denti: "Dall'esame degli atti risulta che il calciatore non aveva
compiuto i sedici anni pertanto, la sua posizione era irregolare. Viene dunque
accolto l'appello proposto dal Briga e infligge alla SanMauriziese la punizione
sportiva della perdita della gara con il punteggio di
( da "Espresso, L' (abbonati)" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
MONDO MEDIO ORIENTE
/ LA MISSIONE PIù DIFFICILE Caccia grossa sul mare di Beirut dI GIANLUCA DI FEO
Siamo saliti sulle navi che pattugliano al largo del Libano. Così la più
potente flotta mai varata, sotto egida Onu e a guida italiana, sta portando la
pace nelle acque più tormentate del mondo da Beirut Nella foschia di una
primavera incerta le ombre si trasformano in sagome lentamente. Provengono dai
quattro punti cardinali e poco alla volta assumono il profilo inconfondibile
delle navi da guerra, sfilando a poche miglia da Beirut. Una dietro l'altra, si
mettono in formazione: 12 unità da combattimento con cannoni, missili, batterie
contraeree e torri radar. Una flotta potente, mai vista prima d'ora nella
storia. Perché questa è la prima flotta delle Nazioni Unite, creata per
riportare la pace nelle acque più tormentate del pianeta: quelle davanti al
Libano, dove negli ultimi quarant'anni si sono dati battaglia caccia israeliani
e motoscafi palestinesi, trafficanti d'armi e corazzate americane, pescherecci
spia sovietici e torpediniere arabe. Poi il miracolo: da 18 mesi quell'angolo
di Mediterraneo è diventato il più sicuro del mondo. Notte e giorno, navi ed
elicotteri della squadra delle Nazioni Unite setacciano questo quadrante lungo
circa
( da "Espresso, L' (abbonati)" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
MONDO LA VIGILIA DEL
VOTO SULLA RIFORMA COSTITUZIONALE Se la birmania dice no di alessandro gilioli
I militari permettono di fare campagna solo per il sì al referendum da loro
promosso. Chi si oppone, va in galera. Ma l'esito non è scontato da Rangoon
Alle nove del mattino, prima che Rangoon si rianimi con le sue mille bancarelle
e il suo torrido caos, una trentina di ufficiali e di burocrati ben vestiti si
riuniscono sotto un grande striscione rosso. C'è scritto: "Chiunque abbia
a cuore gli interessi nazionali deve approvare la Costituzione". Il
comandante supremo (lo stesso Than Shwe) potrà sospendere tutti i poteri civili
in qualsiasi momento se lo riterrà necessario; il Tatmadaw (l'onnipotente
esercito birmano) non dipenderà dal governo, ma sarà autonomo sotto ogni punto
di vista, compreso quello economico; nessun cittadino che abbia coniuge o figli
stranieri potrà essere eletto in Parlamento (una norma ad personam per la
leader dell'opposizione Aung San Suu Kyi). Che si tratti di uno strano
referendum è evidente alla prima occhiata. Alla radio e alla tivù non c'è nemmeno
un dibattito, mentre sui giornali appare solo la campagna per il 'sì':
"Approvare la Costituzione è il dovere di tutti i cittadini", scrive
ogni giorno in corpo 30 il 'New Light', che dedica tutte le pagine interne a
slogan, editoriali e perfino poesie per spiegare che la democrazia si raggiunge
"solo attraverso la nuova Costituzione, non con la violenza o
l'anarchia" e approvare la Carta è "l'unico modo per evitare un
governo fantoccio controllato da potenze straniere". Mentre si avvicinava
la data del voto, gli ufficiali del Tatmadaw hanno iniziato a battere tutti i
villaggi di campagna - dove vive il grosso della popolazione - per organizzare
delle simulazioni di voto in cui si spiega ai contadini che per non avere guai
né oggi né domani basta "fare la cosa giusta" il 10 maggio. Chi è
contrario allo svolgimento della consultazione rischia fino a tre anni di
carcere, in base a una legge approvata dai militari a febbraio. E chi prova a
organizzare raduni per il 'no' viene disperso dalla polizia o da bande senza
divisa armate di bastoni e coltelli. Formalmente il governo assicura che il
voto sarà segreto, ma il timore di tutti è di essere in qualche modo
identificati e schedati. Gli scrutatori - 17 per ogni seggio - sono stati scelti all'interno della burocrazia statale, per evitare sorprese. Nonostante le richieste dell'Onu,
non sono stati ammessi osservatori internazionali e quindi nessuno può sapere
quali e quanti brogli verranno effettuati. Negli ospedali i medici sono stati
minacciati di licenziamento se non faranno votare 'sì' i malati. Nei bar
del tè della capitale - i luoghi di incontro dove spesso si parla di politica e
che per questo sono battuti anche dagli spioni del governo - si vocifera di una
leggendaria t-shirt rossa con scritto un grande 'no' che sarebbe stata
indossata da alcuni attivisti, finiti subito dietro le sbarre. Sorseggiando un
lassi, il professor Kyaw, che insegna in un liceo dell'ex capitale, spiega che
lui vorrebbe votare 'no' perché i militari l'hanno minacciato a scuola dopo che
aveva sgridato il figlio di un ufficiale, ma deciderà se farlo veramente solo
quando si troverà al seggio, se si sentirà sicuro di non essere identificato.
Anche la signora Than dopo un po' di reticenza accetta di parlare: è impiegata,
guadagna 70 dollari al mese e non sta neanche male, ma vorrebbe votare 'no' per
la semplice ragione che da qualche mese hanno messo una tassa mostruosa sulle
antenne satellitari e non può più vedere le tivù straniere. Quanto ai monaci,
gli eroi della rivoluzione di settembre, per loro il problema non c'è perché in
quanto religiosi non sono ammessi al voto. Così esprimono il dissenso in altro
modo, ad esempio liberando davanti ai templi decine di uccellini prelevati
dalle gabbie, a simboleggiare un popolo che da 46 anni si sente dietro le
sbarre. Ma nonostante il clima di intimidazione e l'altissima probabilità di
brogli, l'opposizione ha deciso di non boicottare il referendum e di tentare di
giocare la carta del 'no'. La leader della Lega nazionale per la democrazia,
Aung San Suu Kyi, è come sempre agli arresti domiciliari. Il suo partito
sostiene che "non c'è niente di leale e di onesto" in questo
referendum, tuttavia scommette sulla possibilità che il dissenso nei confronti
del regime sia talmente diffuso che a dispetto della giunta possa uscire
vincente il 'no', proprio come nel 1990 le elezioni generali concesse
dall'esercito portarono all'affermazione della stessa Suu Kyi e del suo
partito, la Nld. "Bisogna votare coraggiosamente 'no'", ha detto
dalla sua abitazione la leader dissidente, e anche U Gambira - uno dei monaci
più influenti del paese, detenuto da novembre nel carcere di Insein - ha fatto
sapere attraverso la sorella che se potesse voterebbe no. Gli esponenti della
generazione '88 - quella che scese in piazza vent'anni fa nella più grande
insurrezione popolare vissuta dalla Birmania - non nascondono la speranza che
la mossa del regime si trasformi in un inaspettato autogol: "I generali
avrebbero fatto volentieri a meno di questo voto", dice Tun Myint Aung, ex
leader universitario e oggi maturo oppositore: "Questa per i birmani è
un'occasione unica per esprimersi contro il ruolo dei militari. Tra di noi
abbiamo valutato l'ipotesi di boicottare il voto, ma alla fine abbiamo
convenuto che il messaggio più forte e più chiaro sia esprimersi per il 'no'.
Non conta niente quello che c'è scritto in questa bozza di Costituzione: conta
solo far sapere al regime e al mondo che il popolo birmano non ne può più della
continua e ininterrotta permanenza del Tatmadaw al potere da
( da "Corriere della Sera" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-04-30 num: - pag: 6
categoria: REDAZIONALE Bruzzano Consultorio "bloccato": c'è la firma
Ci son certe cose ordinarie - una normalissima firmetta, per dire - che fanno
penare e attendere oltre l'attesa. Ma che, dai e ridai, alla fine arrivano, perché anche la più ostica burocrazia può essere scardinata o almeno a volte capita. Ecco, ieri, dopo
quattro mesi, l'Asl ha siglato la convenzione che consentirà al consultorio
"Il caminetto" di Bruzzano di operare. Il consultorio, che offre
tante prestazioni sanitarie con particolare occhio per poveri, immigrati, gente
in difficoltà, a gennaio aveva ricevuto il via libera dalla Regione.
Tutto a posto? No. Mancava solo l'atto finale, ossia la firmetta dell'azienda
sanitaria, come denunciato la scorsa settimana dal Corriere. Chissà, forse la pratica
era stata cestinata o era finita nel cestino o sotto un mare di altri
documenti. Sia come sia, sempre meglio tardi che mai, come si dice. Il
direttore de "Il caminetto", Mario Nizzola: "E adesso, diamoci
sotto". A.Ga.
( da "Espresso, L' (abbonati)" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
ECONOMIA ALGEBRIS /
DOPO L'ASSEMBLEA DELLE GENERALI Manager stile CAYMAN DI VITTORIO MALAGUTTI I
ricchi guadagni e le società offshore di Davide Serra. Che sfida i salotti
buoni nel nome della trasparenza Predica il vangelo del libero mercato. Se la
prende con i superstipendi dei manager. Critica gli amministratori che fanno
collezione di poltrone. Davide Serra, 37 anni, gestore dell'hedge fund
londinese Algebris, guida la carica dei fondi cosiddetti attivisti, partiti
lancia in resta contro i salotti buoni della finanza italiana. Un attacco
frontale, senza troppe schermaglie diplomatiche, come si è visto sabato 26
aprile all'assemblea delle Generali. Una battaglia condita di citazioni in
tribunale e ricorsi alle autorità di controllo. Tutto nel nome dei diritti dei
soci minori. Lo scontro è solo ai primi passi. E l'esito finale resta per ora
imprevedibile. Fin d'ora però possiamo azzardare un pronostico: nella sua
crociata contro la 'corporate Italy' difficilmente l'ambizioso Serra potrà
esibire i conti delle sue società come modello di trasparenza. Una ventina di
paginette scarne. Una sfilza di numeri accompagnati da poche spiegazioni,
quelle strettamente indispensabili a termini di legge. Ecco, in estrema
sintesi, i bilanci di Algebris investments limited e di Algebris investments
(Uk) llp, le due società londinesi a cui fa capo l'hedge fund lanciato da Serra
un paio di anni fa. 'L'espresso' ha potuto consultare questi documenti mai
diffusi al pubblico. Per quanto ridotta ai minimi termini, la relazione degli
amministratori alza il velo su alcune informazioni inedite. Si scopre per
esempio che nell'arco di 16 mesi, da aprile
( da "Corriere della Sera" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-30 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE Alemanno, esordio bipartisan Via a una "commissione
Attali" E il primo cittadino vorrebbe in giunta un ex assessore di Rutelli
"Da Berlusconi consigli preziosi per snellire la burocrazia". Il comitato sarà
guidato da Fara, presidente Eurispes ROMA - Quando prima del ballottaggio era
volato a Parigi per incontrare alcuni esponenti del governo Sarkozy, Alemanno
aveva scatenato l'ironia di Rutelli. L'ex ministro, però, da quella trasferta
ha portato indietro qualcosa. Un'idea. "Costituirò una commissione
per il rilancio di Roma, sul modello della commissione Attali voluta in Francia
da Sarkozy. Sarà aperta anche a personalità non di centrodestra ", ha
annunciato. I nomi sono ancora top secret. Alemanno ha solo rivelato che il
nuovo organismo bipartisan "sarà guidato da Gian Maria Fara", presidente
dell'Eurispes, l'istituto di ricerca che ai tempi del secondo governo
Berlusconi entrò in conflitto con l'Istat e con il premier stesso. Fara
sosteneva che i dati ufficiali sull'inflazione erano irrealistici. La questione
divenne un caso politico. Altri tempi. Alemanno e Fara oggi vanno d'amore e
d'accordo. E per confermare che sarà "il sindaco di tutti i romani",
l'esponente di An avrebbe offerto ad Amedeo Piva, del Pd, l'assessorato ai
servizi sociali, incarico che aveva già ricoperto con Rutelli. In giunta
dovrebbe esserci un posto anche per la Destra di Storace. E forse per l'attore
Luca Barbareschi, neodeputato del Pdl. Oggi intanto il nuovo sindaco riceverà
la fascia tricolore dal commissario straordinario Mario Morcone. "Sono già
al lavoro", ha comunque detto al Tg4 Alemanno, che ieri mattina era andato
alla Camera, nel suo primo e ultimo giorno da deputato per questa legislatura,
visto che dovrà lasciare lo scranno. Complimenti. E abbracci. Da alleati come
Umberto Bossi. Ma anche da avversari come Rosy Bindi. La prima giornata dopo la
vittoria è stata fitta di impegni. Telefonate. Incontri. Riunioni. E in serata
la partecipazione a Ballarò, su RaiTre, dove Alemanno ha minimizzato i saluti
romani di alcuni sostenitori di lunedì sera sulla scalinata del Campidoglio:
"Una spacconeria di poche persone, non demonizziamo. Io credo nella
democrazia, dobbiamo chiudere per sempre con la nostalgia e con i richiami a
qualsiasi forma di totalitarismo ". Alemanno ha avuto anche un vivace
botta e risposta con Lucia Annunziata sull'abolizione delle Province e sui
costi della politica: "Non diciamo stupidaggini", ha attaccato
l'esponente di An. "Rispetta quello che si dice", ha replicato la
giornalista. "Chiedo scusa", ha concluso Alemanno. Il nuovo sindaco,
fra le prime mosse, ha inviato messaggi a papa Ratzinger e al rabbino capo
Riccardo Di Segni. Il telegramma alla comunità ebraica è servito per
rasserenare il clima dopo le polemiche che erano state sollevate per il
possibile apparentamento (poi saltato) con la Destra di Storace e soprattutto
dopo le reazioni allarmate di ieri della stampa israeliana al risultato delle
urne. Dal Vaticano, oltre all'apprezzamento per "il gesto di
attenzione", è trapelata però anche l'attesa per l'intitolazione della stazione
Termini a papa Wojtyla, ventilata nel 2006 da Veltroni ma mai concretizzata.
Alemanno, che in serata ha confidato di aver "ricevuto preziosi consigli
da Berlusconi su come snellire la burocrazia comunale
", ieri ha ribadito la priorità dell'azione politica: su tutto la
questione sicurezza. "Voglio smantellare subito i campi nomadi abusivi e
le baraccopoli illegali, manderemo via 20 immigrati che hanno commesso reati
", ha detto alla stampa romena. "Collaborerò con il governo
centrale", ha precisato Alemanno, ricordando che "non sarà licenziato
nessuno nelle aziende comunali, rivedremo qualcosa nei cda". Tradotto: i
manager di nomina veltroniana rischiano il posto. Parlamento Nel tondo, l'ex ministro
della Famiglia Rosy Bindi (Pd) si congratula con il neosindaco di Roma Gianni
Alemanno (An). A lato, Alemanno ieri mentre vota alla Camera Paolo Foschi.
( da "Espresso, L' (abbonati)" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Attualità IL
FEDERALISMO DELLE POLIZIE LOCALI ORDINE PUBBLICO? NO PRIVATO di gianluca di feo
Vigili agguerriti, alleanze di sindaci, poteri ai vigilantes. Dietro la
richiesta di sicurezza ci sono piani bipartisan. Che demoliscono lo Stato Il
federalismo rischia di partire con il piede sbagliato, cercando di rendere
locale quello che dovrebbe essere un compito statale: la sicurezza. La corsa
agli armamenti della polizia locale, nome moderno dei vecchi vigili urbani; le
richieste di super-poteri dei sindaci e la privatizzazione crescente della
pubblica sorveglianza non sono sparate elettorali. Dietro gli slogan ci sono
paure statisticamente condivise; novità pratiche come le accademie regionali
dove si formano gli agenti comunali, e programmi legislativi come quello
siglato a Parma da 16 grandi municipi del Nord, ribattezzato 'patto di ghisa'
con riferimento ai caschi dei pizzardoni milanesi. Da Verona a Modena, da
Piacenza a La Spezia, da Padova ad Asti: una lega bipartisan, unita nella
domanda di sicurezza ravvicinata. è una visione tanto pragmatica quanto
potenzialmente pericolosa per la credibilità delle istituzioni. "Servono
le volanti? Le compriamo noi. Certo, mi sembra assurdo che debbano essere gli
enti locali a pagare i mezzi delle forze statali. Ma lo accettiamo. Basta che
almeno si impegnino a farle funzionare, invece ci dobbiamo misurare con un
atteggiamento spesso ottuso dei ministeri", spiega Massimo Giorgetti, assessore
regionale veneto e protagonista di alcune delle sperimentazioni in materia.
Giorgetti elenca la lista della spesa: per Venezia due vedette della Finanza a
carico della Provincia e cinque Alfa finanziate dalla Regione; a Padova un
assegno da 200 mila euro dal sindaco per le auto di Squadra mobile e
carabinieri; iniziative simili negli altri capoluoghi. Giorgetti non è un
leghista: viene dal Fronte della Gioventù degli anni Settanta e mantiene una
concezione statalista. Però va subito dritto al cuore della questione: perché a
Roma non riescono mai a risolvere i problemi? L'esempio che lui e gli altri
federalisti della sicurezza citano è quello dei bastoni distanziatori, nome di
sinistra, o manganelli, come più chiaramente li chiamano le giunte di centrodestra,
e degli spray anti-aggressione. I vigili urbani li chiedono, sia come
deterrente, sia per non essere costretti a tirare fuori la pistola quando si
devono difendere. Ma il Viminale continua a intimare di non adottarli:
"Sono armi, fino a quando non verrà aggiornato il decreto ministeriale non
si possono usare". Insomma, non sono vietate ma nemmeno permesse. Da
almeno sei anni si attende il nuovo regolamento, annunciato più volte e mai
arrivato in porto. Intanto le polizie locali continuano a dotarsi di manganelli
e spruzzi al prurito, dalla rossa Bologna alla leghista Treviso, in una
situazione di legalità incerta. Con una costante: la deregulation della
sicurezza ha due velocità. Da una parte ci sono le metropoli, che hanno corpi
di polizia urbana consistenti e sempre più addestrati: ci sono seminari sulle
leggi, sulla gestione delle banche dati, corsi di difesa personale, di uso
delle pistole e persino di tiro avanzato. Giorgetti, per esempio, ha stanziato
440 mila euro per mandare la 'polisia' veneta nei poligoni. Dall'altra ci sono
piccoli comuni, che devono fare i conti con risorse
limitate e una burocrazia
centrale percepita come ostile. Sono soprattutto loro a spingere per la
privatizzazione dell'ordine pubblico. Uno dei primi esperimenti è stato lanciato
a Ponzano Veneto, 10 mila abitanti e oltre 1.400 aziende incluso il quartier
generale Benetton, dove il sindaco ulivista difende l'accordo con i metronotte.
Dopo le 20 i cinque vigili non fanno servizio e non ci sono carabinieri. Così,
con il sostegno iniziale della giunta Galan, è partito il progetto vigilantes:
una compagnia privata fa le ronde per controllare gli edifici comunali. I
cittadini possono ottenere a prezzi popolari la sorveglianza della casa (10
euro al mese) o la televigilanza, ossia gli allarmi collegati alla centrale
degli sceriffi (meno di un euro al giorno). "Noi siamo soddisfatti e le
adesioni continuano a crescere, segno che l'iniziativa funziona: oltre
( da "Corriere della Sera" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere
della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-30 num: - pag: 2
categoria: BREVI Telefonata \\ Berlusconi mi ha dato consigli sullo snellimento
della burocrazia.
( da "Corriere della Sera" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-30 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE In Campidoglio "Starò in mezzo alla gente, i romani sanno che
non sono una meteora. E il 1Ë? maggio sarò già in azione" Alemanno
s'insedia: "Al lavoro senza pietà" Ieri il primo giro nel Palazzo
Senatorio, con Luca Odevaine a fargli da cicerone Ieri il giro del Campidoglio
con l'ex capo di gabinetto di Veltroni, oggi l'investitura ufficiale L'era di
"Alemanno sindaco de Roma", come gli cantava la sua gente lunedì
sera, comincia ufficialmente oggi alle 14: a quell'ora, infatti, il nuovo primo
cittadino riceverà l'investitura ufficiale. Alemanno prenderà la consegne dal
commissario Mario Morcone, che ha guidato il Campidoglio in questi ultimi due
mesi e mezzo, e si insedierà sullo scranno più alto dell'Aula Giulio Cesare.
Insieme alle consegne, è prevista la verifica di cassa: per il primo consiglio
comunale c'è tempo fino a dieci giorni dopo la data della proclamazione. Quando
si riunirà l'assemblea, il prefetto Morcone lascerà definitivamente il
Campidoglio. Dopo l'insediamento, Alemanno farà la sua prima conferenza stampa
in Comune, dopo aver fatto il primo assaggio da sindaco l'altro giorno, quando
ha fatto un giro per le sale interne del Comune e poi si è affacciato al
balcone. Un gruppetto ha fatto i saluti romani e scandito "duce,
duce" e ieri Alemanno ha risposto: "Erano solo manifestazioni di
gioia. I saluti romani li ha visti solo qualche strabico. La sinistra non usi
qualche eccesso marginale per dare un'immagine sbagliata di un sindaco eletto
dal popolo". Ieri, invece, Alemanno è andato in Campidoglio a lavorare. Si
è trattenuto per circa due ore, accompagnato da un "Cicerone "
d'eccezione: Luca Odevaine, capo di gabinetto di Veltroni. Il neosindaco ha
girato il palazzo Senatorio, è stato aggiornato sui primi appuntamenti
istituzionali, ha preso informazioni sulla macchina organizzativa. Da oggi,
comincia il lavoro vero e proprio con i primi provvedimenti: tra questi la
firma su alcune ordinanze, come quella sui Tso. L'impegno è grande, la
determinazione pure. E ai suoi uomini, in questi giorni, Alemanno lo ha
ripetuto spesso: "Mi metterò al lavoro senza pietà, per voltare pagina e
cambiare Roma in fretta". In collegamento col Tg4 di Emilio Fede, poi, ha
aggiunto: "Sono già in Campidoglio, per adempiere agli atti formali in
vista del passaggio delle consegne di domani (oggi, ndr). Sarò un sindaco in
mezzo alla gente, nelle strade e non nei salotti buoni. I romani sanno che non
sono una meteora ". Un sindaco stakanovista? Può darsi: "Il primo
maggio sarò già in azione". Le linee guida sono già fissate: la sicurezza,
il decoro, il sociale, lo sviluppo. Ma anche il taglio sui costi della
politica: "Ho parlato al telefono con Berlusconi - ha continuato il neo
sindaco - che mi ha dato dei consigli sulla necessità di dare
un segnale forte sullo snellimento della burocrazia comunale". Nel corso della giornata, Alemanno ha rilasciato
alcune interviste, come quella ad un quotidiano rumeno on-line: "Con
tolleranza zero, intendo lo smantellamento immediato dei campi nomadi abusivi e
delle baraccopoli che si trovano nella metropoli, dove si stanno amplificando
da un giorno all'altro la criminalità, la violenza e lo sfruttamento di
donne e bambini. Non credo che in Romania sia tollerato un campo nomadi in un
parco di Bucarest". Possibilista sull'ipotesi di reintroduzione dei visti
d'ingresso in Italia per i rumeni: "Nel 2004, quando è stata adottata la
direttiva europea sulla libera circolazione, non esistevano ancora i problemi
di ulteriore allargamento dell'Unione europea". Sulla strategia che lo ha
portato alla vittoria, ha parlato il suo "guru" per la comunicazione
Umberto Croppi uno che negli anni '70 si inventò i "campi Hobbit"
della destra: "C'era un prodotto valido e un mercato che chiedeva il
cambiamento: li abbiamo solo fatti incontrare: ma recuperare 26 punti di percentuali
è una rimonta che non ha eguali". Come è stato possibile? "Focus
group con psicologi, indagini motivazionali e argomenti forti veicolati con una
campagna soft, come le immagini dei bambini per la sicurezza e il degrado. E
poi risposte precise per i dibattiti tivù, per agire su determinate nicchie di
voto, l'interattività del sito, una squadra di blogger per orientare le
discussioni sui blog più frequentati, il free press Romapunto ". Arrivano
i primi problemi da risolvere: il deficit del Comune, che secondo l'Aduc
"è di 7 miliardi di euro" e la richiesta dell'associazione Domus
Civitas, vittime di terrorismo e mafia, che gli ha chiesto di "licenziare
Silvia Baraldini e tagliare le consulenze agli ex brigatisti ".
Investitura Gianni Alemanno diventerà ufficialmente sindaco di Roma oggi alle
14 Ernesto Menicucci.
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di MAURIZIO DI
BIAGIO TERAMO - Proprio all'ingresso dell'ex Genio civile, dapprima ha
posizionato meticolosamente i cartelli con cui spiegava la natura del suo
gesto, poi estraendo una catena lunga circa due metri si è agganciata al
portone di legno. A seguire, verso le 10 di ieri mattina, le prime telefonate
al Prefetto di Teramo e ai mass media locali. Francesca Ciarrocchi da
Giulianova attende da 17 anni il giorno in cui poter mettere piede nella
casetta dei suoi sogni a Nocella di Campli, quella della pensione tranquilla.
Ma non ha fatto i conti con una burocrazia che si morde la coda. Da troppo tempo sta aspettando un
sopralluogo per ottenere l'abitabilità: dall'altra parte il Genio civile provinciale
fa sapere che per averla tutto deve essere in regola. La vicenda ebbe inizio
nel 1991, quando la giuliese presentò il progetto di ristrutturazione,
affidando ad un tecnico i necessari lavori da cui però emersero alcune
difformità rispetto al progetto originale, fatte rilevare dal Genio
civile nel '96, incongruenze che rendevano necessarie un'ulteriore verifica,
dal momento che il fabbricato è posizionato in zona sismica. "Frattanto lo
stesso tecnico dei lavori diede le dimissioni- spiega Ciarrocchi-, e altri
rifiutarono di completare l'opera", motivando lavori precedenti "non
a norma". La signora subì pure un decreto ingiuntivo e per di più fu
citata in giudizio dall'ex Genio civile: la sentenza però le fu favorevole.
Finora ha consultato sette avvocati "ma tutti mi hanno abbandonata"
racconta. È stata più volte in Provincia a protestare vibratamente perché
"in base ad una legge regionale, Ciarrocchi richiede che l'ente intervenga
nel merito per far emergere le vere responsabilità, cioè quelle di chi ha
eseguito i lavori in questa maniera. Deve essere il tecnico a provvedere-
conclude- cioè colui che non ha eseguito perfettamente i lavori".
( da "Stampa, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
[FIRMA]MARIO BAUDINO
Più risorse per la cultura, meno tasse, meno burocrazia, meno sprechi. In una parola:
crederci, visto che il nostro patrimonio storico-artistico è il più importante
del mondo. In nome della creatività e della bellezza, sono ormai più di mille
gli "addetti ai lavori" che hanno firmato il manifesto-appello di Alain
Elkann, lanciato attraverso le fondazioni Mecenate 90 e Rosselli. È un
programma di lavoro o forse di governo del sistema-cultura, che ha per
destinatario il nuovo Parlamento. È stato scritto a più mani, tanti specialisti
diversi per capitoli diversi, da Fuksas e Gregotti per l'architettura a
Ferragamo ed altri stilisti per la moda, da Pejrone per i giardini a Soria e
Puglisi per i premi letterari. Hanno inviato i loro punti di vista editori come
Elvira Sellerio o produttori come Valsecchi e De Laurentis, bibliotecari come
Igino Poggiali, scrittori, giornalisti, fiscalisti, imprenditori, attori,
urbanisti. Le due fondazioni hanno unificato e riassunto; ne è venuto fuori il
quaderno lanciato da Alain Elkann il 26 marzo scorso, in piena campagna elettorale,
col titolo Italia, Paese della cultura e della Bellezza. Al momento della
presentazione le firme erano un centinaio. Ora hanno superato il migliaio, e
mentre i "Mille" dell'altro ieri si apprestano a una nuova uscita
pubblica, è successo che il mondo politico ha mostrato di prendere sul serio
l'intera faccenda. In una dichiarazione d'agenzia il futuro presidente del
Consiglio ha detto che faceva proprie quelle idee, parte integrante del suo
programma. Ieri sul Tempo di Roma Umberto Croppi, lo spin-doctor del nuovo
sindaco della capitale, sottolineava l'importanza dell'appello anche come segno
di qualcosa che si stava muovendo nel mondo della cultura. Anzi, dice,
"sgretolando". Le benedizioni di Berlusconi e Alemanno non creeranno
tuttavia problemi ai numerosi firmatari di sinistra; perché insieme ad esse ci
sono stati gli apprezzamenti di Veltroni, l'adesione piena di Casini e quella
con qualche distinguo di Bertinotti, prima che la sinistra arcobaleno venisse
fatta accomodare fuori dal Palazzo. Come dice Elkann, soddisfattissimo, è un
documento pragmatico e non ideologico, multi-partisan. Ora sta scrivendo una
lettera a tutti gli eletti della nuova legislatura, perché queste tesi
potrebbero essere fatte proprie in maniera trasversale alle camere da un "intergruppo"
parlamentare. I Mille vanno avanti. Anche se sanno benissimo che non sarà
facile tradurre in disposizioni e finanziamenti questo plebiscito d'interesse.
Il documento chiede ad esempio di introdurre finalmente i crediti d'imposta per
contributi, donazioni e lasciti in campo culturale. Questo significa
"consentire ai singoli cittadini di contribuire alla tutela del
patrimonio, riconoscendo loro un vantaggio economico". Ed è un annoso
problema fiscale, come quello della riduzione dell'Iva sull'acquisto di opere
d'arte nelle gallerie italiane (dal 20 al 10 per cento), come avviene
all'estero dove infatti il mercato è perciò stesso più conveniente. Sembrano
piccole cose per piccole élites, sono tutte tessere di un grande mosaico, che
va dalle biblioteche ai teatri, dai giardini al design, dai musei al turismo.
La proposta "globale" è sì quella di aiutare economicamente il
sistema cultura (in fondo siamo fra i Paesi che spendono meno: 0,30 per cento
del bilancio dello Stato. La proposta è arrivare almeno allo 0,50), ma
soprattutto di rimodellare certe gerarchie di valori, perché ormai "non
c'è più tempo da perdere", come scrive Elkann nella sua introduzione. Su
questo sono d'accordo in tanti: da Vittorio Gregotti a Pippo Baudo. Da
Raffaella Carrà a Niccolò Ammanniti, da Lucio Dalla a Margherita Hack, per non
contare i produttori di vino e i rettori delle Università. E al gran completo
il popolo del libro. Uno per tutti Ernesto Ferrero, direttore della Fiera che
sta per aprirsi al Lingotto. Ha firmato convinto. "Perché mi sembra il
momento di uscire dagli appelli generici e di andare sul concreto, mettendo in
campo le competenze specifiche sui progetti concreti. Magari piccoli, ma per
una volta, infine, realizzabili".
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIMA PAGINA
01-05-2008 EDITORIALE La falsa trasparenza della demagogia Federico Guiglia D
alla scuola alla sanità, dalle banche ai club sportivi, perfino ai
supermercati. Dovunque ti giri, non c'è scampo: bisogna compilare e firmare la
famosa "dichiarazione per la privacy", come la
chiama la burocrazia (anzi,
la "bureaucracy", visto che essa non sa che esista il termine
privatezza in lingua italiana). Roba spesso da ridere, ma a volte anche da
piangere. Non è, purtroppo, raro che diventino di dominio pubblico informazioni
che dovrebbero restare riservate, come la salute delle persone. Vietano
sempre l'uso più ovvio dell'anagrafe, ma talvolta non riescono a evitare (o a
impedire) l'abuso dell'identità. Esiste poi una singolare struttura - "Il
Garante " - adibita e pagata per tutelare la riservatezza dei cittadini
italiani. Si riunisce e delibera in continuazione. Anche se nessuno ha ancora
ben capito che razza di potere sanzionatorio eserciti. Ma tant'è. Tuttavia, in
barba ai sacri, declamati e asfissianti principi, ieri l'Agenzia delle Entrate
ha messo a disposizione dell'universo mondo, letteralmente, i redditi dei
cittadini italiani del 2005. Con un semplice clic sul computer, chiunque e per
qualunque ragione poteva andare a vedere dal buco della serratura tecnologica;
segue PAG. 3.
( da "Corriere.it" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il paese degli
sprechi "Emergenza" e le leggi si aggirano Dai restauri ai vertici ci
pensa la Protezione civile Duecentomila euro il restauro del David di Donatello
li vale tutti. Ma perché li abbia dovuti tirare fuori la Protezione civile non
si sa. La pesante statua in bronzo rischiava di crollare improvvisamente al
suolo mettendo a rischio l'incolumità dei visitatori del museo fiorentino del
Bargello? No, era solo il modo più rapido per trovare i soldi. Direte:
d'accordo, ma l'"emergenza"? Non ci vuole un'emergenza per decretare
un'emergenza? Certo. Infatti l'ordinanza firmata nell'estate 2006 da Romano
Prodi spiegava che il "contributo straordinario" alla Sovrintendenza
per il David era necessario "per il proseguimento delle iniziative
finalizzate al recupero del patrimonio storico-artistico danneggiato dagli
eventi alluvionali che hanno colpito Firenze il 4 novembre del 1966".
Un'emergenza di quarant'anni prima. Ci sarebbe da ridere, se non fosse ormai la
prassi. In un Paese dove fare ogni cosa, dall'asfaltare una strada a
organizzare una gara podistica, è un'impresa, la Protezione civile è diventata
un grimaldello. Certo, uno Stato serio davanti alla paralisi dovuta al
mostruoso traboccare di norme e cavilli, risse ideologiche e veti sindacali,
cambierebbe le regole. Da noi no: scorciatoia all'italiana. Lo Stato che fotte
le regole dello Stato. Geniale. Così l'istituto nato nel 1982 dopo il terremoto
in Irpinia e la tragedia di Vermicino, quando l'Italia scoprì traumatizzata
dall'agonia di Alfredino che non esisteva neppure una lista di chi aveva questo
o quel mezzo di soccorso per aiutare un bambino caduto in un pozzo, ora è la
chiave per fare in fretta e aprire ogni porta. La bacchetta magica si chiama
"emergenza". Anche la ricostruzione della cattedrale di Noto,
gravemente danneggiata dal terremoto del 1998, è finita nell'elenco delle opere
fatte grazie ai soldi (e alle deroghe) della Protezione civile. E tutto
sommato, viste le condizioni in cui si trovavano le strutture della chiesa dopo
il sisma, ci potrebbe anche stare. Se al commissario per l'emergenza non fosse
stato affidato anche, testuale, "il restauro delle vetrate artistiche,
degli oggetti e dei corredi sacri, delle sculture e delle opere lignee, dei
metalli e argenti, dei dipinti su tela e su carta, delle pale d'altare; il
restauro conservativo degli altari della navata e del transetto sinistri, del
fonte battesimale e dell'acquasantiera, delle cappelle di San Corrado, del SS.
Sacramento e della Madonna con Bambino; il restauro della scalinata e del
portone in bronzo della navata centrale...". Tolta la salvaguardia dei merletti
di Burano, dei torroncini messinesi e della foca monaca di Capo Carbonara, non
c'è problema che non sia stato affrontato negli ultimi anni con la
dichiarazione dello stato di emergenza, l'affido formale alla struttura diretta
dal 2001 dal padovan- romano Guido Bertolaso e la nomina di un commissario
straordinario. Prendete Napoli. Scriveva Donatien-Alphonse- François marchese
de Sade a proposito di via Toledo: "Questa strada sarebbe, senza dubbio,
una delle più belle che sia dato vedere in una qualunque città europea, se non
ci fossero a guastarla le botteghe che si allungano fin quasi alla metà della
via, tanto più che si tratta in genere di botteghe di macelleria e di altri
generi commestibili, che la rendono fetida e sudicia. (...) Le carrozze vi
stanno in perpetuo su due o tre file; i calessi e i piccoli cabriolets,
leggerissimi, che a Napoli sono usati come vetture pubbliche, si sono
moltiplicati all'infinito; e tutti questi veicoli s'incrociano
ininterrottamente". Insomma: il problema dei rifiuti e del traffico
infernale con parcheggi in terza fila c'era già negli anni Settanta del
Settecento. Due secoli fa. Eppure, oltre che per la spazzatura, anche per il
caos nelle strade è stata dichiarata, manco fosse cascato a sorpresa un
meteorite, l'emergenza. E la Protezione civile ha emanato nel marzo 2007
un'ordinanza nominando il sindaco Rosa Russo Iervolino commissario
straordinario con poteri speciali per "individuare misure efficaci per la
disciplina del traffico, della viabilità, del controllo della sosta", ma
anche per "la realizzazione di parcheggi, anche a tariffa" e
"l'incremento dei livelli di sicurezza stradale" e il
"potenziamento dell'efficacia operativa del Corpo di polizia municipale
". (.) Sempre lì si finisce: perché affaticarsi a cambiare le regole, se
si possono aggirare? Ed ecco che si ricorre all'"emergenza" per
completare i lavori all'Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro
Spallanzani di Roma e all'ospedale Sacco di Milano. Per
"delocalizzare" gli sfasciacarrozze nel territorio capitolino. Per
rimuovere il relitto della nave Margaret, affondata nel golfo di La Spezia.
Fino all'organizzazione dei Grandi eventi. Un'idea di Berlusconi. Che appena
insediato nel
( da "Arena.it, L'" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'EDITORIALE Una
scelta irresponsabile da "barbarie fiscale" Federico Guiglia
Dalla scuola alla sanità, dalle banche ai club sportivi, perfino ai
supermercati. Dovunque ti giri, non c'è scampo: bisogna compilare e firmare la
famosa "dichiarazione per la privacy", come la
chiama la burocrazia. Con
tanto di struttura ad hoc - il Garante - pagata per tutelare la riservatezza
dei cittadini, si riunisce e delibera in continuazione, anche se nessuno ha
ancora ben capito che potere sanzionatorio eserciti. Tuttavia, in barba ai
tanto declamati principi, ieri l'Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione
dell'universo mondo, letteralmente, i redditi dei cittadini italiani del
2005, pubblicandoli su Internet. Con un semplice clic sul computer, chiunque
poteva andare a vedere dal buco della serratura tecnologica. Un divertimento
durato poche ore, perché il Garante, del tutto ignaro dell'iniziativa, l'ha
fatta subito bloccare. Secondo Visco, vice-ministro del governo scaduto, la
novità introdotta per la prima volta sarebbe la semplice applicazione di una legge.
Ma sull'esecutivo-Prodi s'è abbattuta la bufera non solo di associazioni di
consumatori, ma anche la furia critica di personaggi che hanno fatto proprio
della trasparenza la loro battaglia di grido, come Beppe Grillo. Insomma, gli
italiani sono stati messi alla berlina non solo dell'invidioso vicino di casa,
ma pure del delinquente che può selezionare, comodo in poltrona, quelli da
insidiare. Dunque, legalità o barbarie fiscale? Un modo per accrescere la
consapevolezza civile o per colpire la sicurezza dei singoli? Un mezzo per
smascherare i disonesti che evadono le tasse, o per bersagliare gli onesti che
nulla hanno da nascondere, ma che non sono certo tenuti a esibire a chicchessia
e contro la loro volontà il frutto del lavoro? E poi: qual è l'"interesse
pubblico" nel sapere quanto guadagna il barbiere sotto casa? A meno che si
pensi di delegare a un controllo sociale da Grande Fratello, il compito
dell'Ufficio Entrate. 7 .
( da "Corriere Adriatico" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Per la Vas Ucchielli
fa un appello alla semplificazione, Lupus in Fabula ribatte che è l'unica cosa
che conta "Una valutazione per favorire lo sviluppo sostenibile" FANO
- "L'incontro della scorsa settimana promosso dalla Provincia di Pesaro e
Urbino sulla valutazione ambientale strategica (Vas) ha un grande merito:
quello di iniziare a parlare, almeno nella nostra provincia, di Vas". E'
quanto sostiene Claudio Orazi, presidente dell'assicurazione Lupus in Fabula in
relazione alla nuova prescrizione per le oper e che hanno un impatto
ambientale. "La valutazione ambientale strategica, Vas appunto, è nota agli
addetti ai lavori già dal 2001, quando una sintetica e ottimistica direttiva
comunitaria (la 42/2001/CE) la introduceva nel quadro normativo europeo,
sollecitando gli Stati membri a recepirla - sottolinea Orazi -. Purtroppo, in
Italia abbiamo dovuto aspettare 5 anni per vederla inserita nel quadro
nazionale (D.lgs 152/2006), abbiamo perso un altro anno tra modifiche e entrate
in vigore (31 luglio 2007 e poi 13 febbraio 2008 con il "correttivo"
D.lgs 4/2008) fino ad arrivare ad oggi, perché ci si rendesse conto che bisogna
applicarla. Ovviamente, qui in Italia, applicarla significa aggiungere una
nuova procedura burocratica alle molte già in piedi: da come i legislatori
nazionali l'hanno impostata, rischiamo che tutta la "strategicità" di
cui alla "s" di Vas verrà ridotta ad una relazione da allegare al
progetto quando i giochi sulle scelte di pianificazione sono già chiusi. La Vas
nasce in realtà con un intento lodevole - rileva il presidente di Lupus in
Fabula - che, al di là delle singole definizioni degli articoli e delle norme,
si traduce nella volontà di prevedere in fase di pianificazione o di
programmazione quali conseguenze possono esserci sull'ambiente e sul patrimonio
culturale e di indirizzare le scelte, quando ancora è possibile, verso la più
alta sostenibilità raggiungibile. Pensandoci bene, per chi crede ancora nello
sviluppo sostenibile, è l'unica cosa che abbia un senso fare: invece di
arrabbiarsi perché c'è l'area industriale dentro l'area protetta o la grande
infrastruttura che attraversa il bosco, anziché lottare per ostacolare progetti
già approvati e finanziati è più logico che già quando si pianifica si cerchi
di capire cosa è meglio e cosa è peggio per un territorio. Inoltre, le
procedure di consultazione pubblica previste dalla Vas (simili a quelle della
Via, la valutazione di impatto ambientale) permettono a chiunque di prendere
visione dei piani o dei programmi (sottoposti a Vas) prima della loro
approvazione e di presentare eventuali osservazioni. Se la Vas funzionasse
bene, non ci sarebbero più comitati a protestare per quella discarica o quella
centrale, perché le scelte strategiche sarebbero già state decise, e condivise,
a monte. Questo in teoria. In Italia la Vas è percepita
solo come burocrazia
aggiuntiva. Lo dimostrano chiaramente le parole del presidente Ucchielli, che
fa un sollecito appello alla "semplificazione", per "non
aggravare e ritardare l'attività di imprese e operatori nel settore edilizio e
imprenditoriale". L'associazione "Lupus in fabula" si
unisce volentieri all'appello alla semplificazione, ma con motivazioni opposte
a quelle del presidente, perché la Vas possa rafforzare e rendere efficaci i
traballanti strumenti di tutela ambientale e sviluppo sostenibile".
( da "Corriere Adriatico" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
La
burocrazia della Ciip per
una semplice voltura Paga una bolletta di un euro ASCOLI - Che la Ciip abbia necessità
di soldi, non è una novità: quale ente non ne ha? Certe volte, però, il gioco
non vale la candela. No, non è un puzzle, è semplicemente l'atteggiamento da
Miserabili.
Cosa avete pensato? Noi parliamo del noto romanzo sociale di Victor Hugo, ricordando
il famoso poliziotto Javert, integerrimo fino alla morte. E così all'utente
Domenico Cruciani è giunta una Fattura per la fornitura del servizio idrico
integrato per l'incredibile cifra di Euro 1; per il consumo d'acqua di un
giorno (dicesi giorni uno). E' accaduto che il contatore era a carico della
mamma, defunta, e il Cruciani aveva chiesto la voltura. Si pensi, per un
attimo, alle spese per questa fattura da un euro: costo del foglio di carta
(prestampato), della busta, del francobollo, della mano d'opera, del servizio
bancario (nel caso specifico la Cassa di Risparmio di Teramo) e a quanto ci ha
guadagnato la Ciip; altro che I Miserabili. Domanda: ma la Ciip doveva
rimetterci un euro? No: bastava che lo addebitasse all'utente subentrato... E
forse la vicenda non è completa. Difatti la Ciip avverte che ...la presente
fattura sarà oggetto di conguaglio per aggiornamento tariffe 2008. Domenico
Cruciani si attenda perciò una nuova fattura di conguaglio di almeno 0,01
euro!.
( da "Stampa, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
I DEMOCRATICI SOTTOSCRIZIONI
INCHIESTALE PRENOTAZIONI PER L'ESTATE STENTANO: DIMEZZATI I SOGGIORNI
ALL'ESTERO LA STORIA DI EMMANUEL, MAGAZZINIERE DELLO ZAMBIA SPOSATO CON
UN'ITALIANA All'interno CASO VILLARETTO L'AGENTE DI VIAGGIO Chiamparino:
"Le correnti uccidono il partito" Il tesoriere del Pd deve dare la
caccia all'onorevole tirchio La crisi non va in ferie la vacanza si accorcia
"Sei nero, devi restare fuori" Caselli
procuratore capo Le Acli contro Viano "Lavori in ritardo per la burocrazia" "Finito il mito di
agosto meglio il mordi e fuggi" Beppe Minello Alessandro Mondo Gli
operatori: media sotto le 2 settimane. Boom delle rate La nomina del Csm
"La città chiede legalità, cercherò di rispondere" Marina Cassi
Monica Perosino servizio.
( da "Mattino, Il (Caserta)" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Primo Maggio,
Palazzo Reale chiuso: insorgono gli operatori. E Confindustria Caserta
commenta: "È un fatto gravissimo, la gestione del settore è
approssimativa". si potrebbe dire Maggio, monumenti porte chiuse,
parafrasando il famoso slogan, e contro ogni logica di buon senso. "La decisione
è stata assunta - incalzano gli industriali - senza avvertire la benché minima
esigenza di informare per tempo gli operatori del settore, costretti a subire
probabilmente - con la beffa - l'ennesima mazzata economia". Sulla vicenda
sono intervenuti in maniera forte sia il presidente di Confindustria Caserta,
Carlo Cicala, che il presidente della sezione Turismo dell'associazione
industriali, Cristoforo Coppola, i quali hanno stigmatizzato il modo
approssimativo e dannoso di gestire un settore, che con il primo ponte di bel
tempo di quest'anno non aspettava altro appuntamento per tirare un respiro di
sollievo, dopo le gravi crisi di immagine degli ultimi mesi. "È un modo di
procedere assurdo - ha dichiarato Carlo Cicala - colpevolmente autolesionistico,
che tradisce un'idea approssimativa e rozza di gestire il settore, e che si
alimenta soltanto di parole vuote e di propositi vani, incurante dei danni che
ne derivano agli operatori, al territorio, alle imprese, agli stessi
cittadini". Danni che, in attesa di essere calcolati, per intanto si
traducono in una protesta crescente da parte degli operatori, alcuni dei quali
sono già sopraffatti da richieste di risarcimento, laddove non riescono a
dirottare altrove le prenotazioni. E dunque con danni a cascata su tutto
l'indotto, dagli albergatori, alle guide ai ristoratori. "È incredibile il
torto che il settore è costretto ancora a subire dopo le vergognose vicende dei
mesi scorsi", ha aggiunto il presidente della sezione Turismo, Cristoforo
Coppola. "Gli operatori turistici sono arrabbiati, che dico, di più, molto
di più. Sono subissato di telefonate. Sto provando a chiamare a tutti i
livelli, ma invano. E in ogni caso, il danno è già stato fatto. Mi chiedo,
allora, a che servono tutti i nostri sforzi, i nostri
investimenti - ha aggiunto Coppola - a che serve andare per fiere a promuovere
i nostri monumenti, i nostri prodotti, le nostre bellezze se alla prima
occasione utile li lasciamo tutto chiuso dietro ai portoni di una burocrazia ottusa e irresponsabile e di
una politica colpevolmente assente".
( da "Virgilio Notizie" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
MINUSCOLA "Tra
indulti ed errori Italia popolata da delinquenti" postato fa da APCOM
ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 1 mag. (Apcom) - "La scarcerazione dello
stupratore di una minorenne, dovuta a qualsivoglia errore, rappresenta
fedelmente lo spaccato di una giustizia con la 'g' minuscola con la quale gli
italiani sono costretti a fare i conti quotidianamente". Così il sociologo
Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio sui Diritti dei Minori, dopo il
caso del marocchino responsabile di violenza sessuale su una 14enne scarcerato
per decorrenza dei termini della carcerazione preventiva a causa di un errore
di notifica compiuto dalla segreteria del pm padovano Roberto Lombardi.
Marziale si dice "infuriato con chi non ha badato a compiere correttamente
il proprio dovere professionale e con un sistema ipergarantista fatto di
cavilli e sotterfugi volti a tutelare i criminali piuttosto che le
vittime". "Tra indulti ed errori il Paese si ritrova popolato da
delinquenti che mettono a repentaglio la sicurezza dei cittadini, quand'invece
- sottolinea il sociologo - soprattutto per i reati che riguardano i minori,
tutta questa feccia umana dovrebbe essere rinchiusa nelle galere più oscure o
rispedita al mittente". Marziale continua: "Saremo pressanti nel chiedere
all'imminente Governo misure di revisione di quella parte del sistema
giudiziario che dovrebbe garantire i bambini e gli adolescenti ma, in attesa che la burocrazia faccia il suo corso, chiediamo al Capo dello Stato, Giorgio
Napolitano, di intervenire con l'autorità del proprio ruolo di garante dei
diritti costituzionali di ogni cittadino per porre rimedio a tutti questi
errori di sorta che finiscono per premiare, come nei videogiochi più violenti,
chi meglio delinque".
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Appello dei pazienti
colpiti dalla "Behcet" per ottenere le medicine. Tra i centri in cui
si cura anche l'ospedale cittadino Malattia rara, farmaco
non rimborsato Malattia di Behçet in Friuli Venezia Giulia: i malati condannati
alla cecità per colpa della burocrazia. Appello di medici e pazienti: "Le Istituzioni non ci
devono più negare il farmaco che arresta la malattia e salva la
vista"."I malati della malattia rara di Behçet, anche in Friuli
Venezia Giulia, rischiano di diventare ciechi per colpa della burocrazia. E con gravi disturbi
neurologici. C'è un farmaco - sostengono in una nota i Centri per la malattia
di Behcet - già disponibile, che può contrastare la malattia, la cecità e i
disturbi neurologici. Eppure non possono averlo perché il farmaco - si chiama
infliximab - non avendo l'indicazione per la malattia di Behçet, non può essere
rimborsato a ospedali e università. Il farmaco funziona, lo hanno dimostrato
studi scientifici anche italiani e lo sanno bene quei pochi pazienti italiani
che, grazie a esso, hanno recuperato la vista e fermato la malattia. Questi
pazienti devono ringraziare medici che sotto la propria responsabilità
prescrivono infliximab e Asl sono pochissime - che concedono il farmaco pur
sapendo che non saranno rimborsate dal Servizio sanitario nazionale.In regione
sono diversi i centri per la malattia di Behcet: Azienda ospedaliera Santa
Maria degli Angeli, Ass 2 Isontina, Ospedale di Gorizia; Azienda
Ospedaliero-Universitaria Ospedali Riuniti di Trieste; Ieccs Burlo Garofolo di
Trieste; Azienda Ospedaliera Santa Maria della Misericordia di Udine, Ass 4
Medio Friuli, Ospedale San Daniele di Udine; Policlinico Universiatario di
Udine. Per ulteriori informazioni rivolgersi all'Associazione Simba
(tel.3294265508) o vistare il sito www.behcet.it.
( da "Gazzettino, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL COMMENTO
Trasparenza va bene, ma il "nudismo" è troppo (Segue dalla prima pagina)Il
viceministro Visco poco prima di lasciare il ministero del Tesoro ha dato un
ordine preciso all'Agenzia delle Entrate: mettere in rete tutte le denunce del
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Valle del ChiampoLa
provincia di Verona non vuole più gli scarichi dei depuratori della valle del
Chiampo, e tremano diecimila lavoratori. Scongiurato, almeno per il momento, lo
stop forzato agli scarichi conciari, che sarebbe dipeso dalla chiusura dei
cinque depuratori di Arzignano, Trissino, Montecchio Maggiore, Montebello e
Lonigo cui sono allacciate oltre 300 aziende. Dal 31 dicembre 2007 si va avanti
a proroghe: ora dalla provincia di Verona (lo scarico finale è a Cologna
Veneta), è arrivato il no all'autorizzazione allo scarico. Le motivazioni sono
di natura tecnica e ora gli esperti sono al lavoro per elaborare un ricorso. La
Regione Veneto sta predisponendo una diffida per nominare un commissario ad
acta nella provincia di Verona, ma anche questa si riunirà lunedì. Due le
soluzioni: o lasciare a casa 10.000 dipendenti, chiudendo i depuratori e di
conseguenza le fabbriche, o continuare a lavorare, col rischio però, anche
penale, essendo in regime di scarico non autorizzato. Nel corso di una riunione
d'urgenza convocata da Gianfranco Signorin, presidente e legale rappresentante
pro tempore del Consorzio Aziende Riunite Collettore Acque, partecipata in
massa dai sindaci dell'Ambito Territoriale Ottimale, "Valle del
Chiampo" (che a fine seduta hanno sottoscritto la richiesta di emissione
da parte del presidente della Regione Galan, di un'ordinanza contingibile e
urgente), da Industriali, Concia, Artigiani, Api, Commercianti e dai sindacati
è emerso un no secco alla chiusura delle aziende. "È il momento - ha detto
Mirko Balsemin - di far vedere chi siamo e cosa abbiamo fatto; le istituzioni e
la politica non possono permettersi di infliggere un'ulteriore sofferenza".
Gabriele Boschetti ha invocato riflessione ed ha invitato Signorin ad andare
avanti. "Se ci si ferma, è come dare spazio alla burocrazia", ha tuonato Dal Zovo,
per i sindacati, annunciando per lunedì un tavolo con i lavoratori. Ne
convocherà uno anche il sindaco Fracasso. Il senatore Paolo Franco ha dato la
sua disponibilità come il consigliere regionale Giuliana Fontanella.
Giancarlo Galan è già al lavoro, sollecitato anche da un telegramma del
presidente di Confindustria Vicenza Roberto Zuccato.Paola Frighetto.
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
A PALAZZO D'ARONCO
Prima sposa due fidanzati con i capelli bianchi, poi prende in consegna la
cassa con 34,5 milioni (cdm) "È stata una soddisfazione immensa essere
sposati da Honsell. L'abbiamo votato, quindi siamo doppiamente contenti. Una sorpresa
bellissima". Rosario Currao e Maria Luisa Giuganino hanno ancora gli occhi
che brillano di quella luce speciale che solo un grande amore sa dare. Honsell
al debutto come ufficiale di stato civile ha appena celebrato le loro nozze
(nella foto). Davvero un inizio duplice: per Honsell, la "prima
volta" da gran cerimoniere, per i due fidanzati, l'avvio di un matrimonio
che sigilla un'unione durata 37 anni. Perché, sì, Rosario e Maria Luisa non
sono due ragazzini: 66 anni lui, siciliano, 75 lei, genovese. "Abitiamo da
tanto tempo a Udine, dove ci siamo trasferiti per lavoro - raccontano -. Prima
della pensione, facevamo gli agenti di commercio. Le parole di Honsell ci hanno
toccato il cuore. Siamo felici e innamorati più del primo giorno. Era emozionato
anche il sindaco". Dai confetti alla burocrazia. La mattinata di Honsell è
continuata con la verifica di cassa, che viene fatta ogni sei mesi di norma e,
ai sensi del testo unico, anche al cambio di amministrazione. Al passaggio di
consegne "finanziarie" c'erano Honsell e Cecotti (che hanno firmato
entrambi), il segretario generale Cipriano, i revisori dei conti e la
responsabile del servizio finanziario. "Il fondo cassa attuale - ha detto
la dirigente - è alto: 34,5 milioni. Al 16 giugno 2003, al via del "Cecotti
bis", il fondo ammontava a 38,7 milioni. Le due cifre, però, non sono
confrontabili perché i flussi di cassa dipendono da variabili che non possono
essere considerate".
( da "Stampa, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Intervista Stefano
Tassinari "Le Acli strozzate dalla burocrazia" MONICA PEROSINO La
bufera dopo l'esposto dei residenti del Villaretto, che da 8 anni vivono tra
cantieri e opere di urbanizzazione ancora in alto mare - è arrivata fino ai
"piani alti" delle Acli. Il presidente Stefano Tassinari difende a
spada tratta il progetto e l'operato del consorzio: "Al Villaretto siamo
stati bloccati dalla follia della burocrazia". Cioè? "Viviamo in un Paese in cui invece di
agevolare i progetti innovativi li si rallenta con una serie di ragioni
kafkiane". Cosa è successo, nello specifico, al Villaretto? "Tanto
per cominciare i vari permessi dal Comune sono arrivati solo nel 2005, cinque
anni dopo la vendita delle prime case. Per non parlare degli altri interventi,
a partire dalla Telecom, che si è fatta vedere solo dopo mesi dalla
richiesta". Un esempio nel concreto? "Il completamento della
circonvallazione, necessario per poter chiudere la borgata al traffico, risale
al luglio 2006. Solo dopo, si sono potuti avviare i cantieri per le
urbanizzazioni interne e si è consegnato alla Circoscrizione un cronoprogramma
che riporta i tempi di esecuzione delle opere, rispetto al quale il Consorzio è
attualmente in anticipo e diversi interventi saranno completati entro il
prossimo luglio". Quindi, oltre agli ostacoli burocratici le difficoltà
derivano dalla gestione di interventi che non si possono eseguire contemporaneamente?
"Esatto. Il Villaretto è un quartiere che sta nascendo dal nulla, da
un'antica borgata diroccata in cui più quasi nessuno abitava. Non è
facile". Eppure le Acli si occupano di edilizia da quarant'anni. Questi
problemi non erano prevedibili? "Il progetto è molto complesso, non è
"facile", come costruire un palazzo in città. Poi non è vero che le
opere non sono state fatte. Siamo nei tempi di consegna previsti dalla
convenzione". Però, nel 2000, quando vennero vendute le prime case, ai compratori
si prometteva la chiusura dei cantieri entro due anni. "Un eccesso di
ottimismo. Al progetto ci credeva profondamente il Consorzio Villaretto, così
come ci credeva il Comune. D'altronde adesso l'assessore all'urbanistica Viano
dice che il consorzio ha affrontato il progetto con approssimazione: in questo
caso avrebbe dovuto semplicemente rifiutarlo. Sono amareggiato da questo
rimpallare le responsabilità e fare lo scaricabarile". Cosa serve per
evitare altre "Villaretto"? "Se si spendono 100 euro, 50 devono
essere usati per dimostrare come hai speso gli altri 50: la collaborazione tra
pubblico e privato deve fondarsi su garanzie più solide per lavorare bene e
strumenti più agili per non rimanere incagliati tra le scartoffie".
( da "Provincia di Como, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Secessione
anche da Milano" Cantù ci crede e cerca alleati Depositata la proposta di
delibera comunale per chiedere l'autonomia dell'Insubria L'imbarazzo della
Lega: "Ci penseranno a Roma con la creazione delle macroregioni"
CANTU'Depositata la proposta di delibera affinché il consiglio comunale di
Cantù sia il primo a chiedere la costituzione di una regione a statuto speciale
- ricalcata sui confini delle province di Como, Lecco, Sondrio e Varese per le
quali richiedere poteri come quelli dell'Alto Adige - lo sguardo ora volge all'ingiro.
Alla ricerca di alleati, "consiglieri di qualsiasi colore politico".
Claudio Bizzozero - alle ultime elezioni amministrative canturine arrivato al
ballottaggio con il sindaco leghista Tiziana Sala e perdendo per quattrocento
voti - sa che c'è bisogno di un grosso movimento per mettere le ali alla
proposta di una nuova regione, di staccare dalla Lombardia quella terra che va
sotto il nome di Insubria, perché le regioni così come sono
oggi non fanno altro che aggiungere burocrazia a burocrazia.
Se Roma è ladrona, dunque, lo è anche Milano. Quindi, poteri alle province, con
la possibilità di legiferare su tutto (a esclusione di polizia e giustizia) e
di mantenere sul territorio "insubrico" tra il 40 e il 90% di tutte
le imposte (così come previsto dallo statuto della provincia di Bolzano).
La Costituzione prevede che i consigli comunali. espressione di almeno un terzo
dell'intera popolazione delle province interessate, possano appunto richiede
una legge statale per la costituzione della nuova regione, legge che dovrà
essere poi sottoposta a referendum popolare nel territorio coinvolto. La
scommessa è dunque quella di spingere i Comuni più grossi delle quattro
province ad approvare la delibera presentata in prima battuta a Cantù. Dove,
per ora, si registrano reazioni negative da parte dei partiti di governo. La
Lega Nord - per bocca del suo capogruppo consiliare Giorgio Masocco - parla di
una proposta che arriva ormai in ritardo e della scoperta dell'acqua calda, che
con la Lega Nord al governo nazionale si procederà con quel federalismo fatto
di regioni o macroregioni, federalismo prefigurate nello statuto approvato
dalla Regione Lombardia che fa da apripista. Allo statuto regionale fa
riferimento anche la coordinatrice di Forza Italia, Paola Sala: "Uno statuto
innovativo, per il quale la Regione può legiferare su molte materie, uno
statuto che contiene quei concetti di sussidiarietà richiamati da Bizzozero. E
poi, anche se sono belle idee, il percorso della proposta mi sembra un po'
complicato. Tempo lunghi". Fuori dal coro, il consigliere forzista Carmine
Forcella ("Bella idea, l'appoggio. Riprende la vecchia idea della
provincia di Como come zona franca. Anzi, se la proposta di Bizzozero non
dovesse avere seguito, riproporrei proprio quella della zona franca").
Obiezioni che Bizzozero aveva messo in conto e promette che si andrà avanti,
quand'anche il consiglio comunale di Cantù, a metà maggio, dovesse bocciare la
proposta. Annuncia altre iniziative, contatti in altri consigli comunale, la
ricerca di alleati in tutte le quattro province, indipendentemente
dall'orientamento politico: "Siamo solo agli inizi". Dario Cercek
01/05/2008.